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i

e3
DI

/A4>
ERUDIZIONE

DIZIONARIO
STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
*AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI,


PI

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

DELLA

AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

CHIESA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONl ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. LXXXVIL

IN VENEZIA iJALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCL Vili.

La presente edizione
vigenti, per

posta sotto
la

la

salvaguardia delle leggi

quanto riguarda
il

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

ST

OR CO -ECCLESI ASTICA
I

U
URG
RGEL (Urgellen). Ci U con residenza vescovile di Spagna nella Catalogna a 26 leghe da Lerida, 32 da Barcellona

URG
le

u,

re

prebende del teologo e del penitenzie20 beneficiati , e di altri preti e , di


Aderenle al-

chierici addetti al servizio divino.


te alla

eioda Puy,
si

in bella

pianura

este-

cattedrale l'episcopio.

Tra

sissima che

estende fino a Cordova, alle

tre chiese della citt

radici de'Pirenei, Ira la Balira e la Segre che riunisconsi un po' pi sotto. Prende il suo nome di La Seii ifUrgel^ Urgelliitniy da una montagna vicina, sulla (|uale sta un forte, ma in seguito dell' ultime guerre, pi non restano delle sue forti'
ficazioni che

col

s.

fonte.

una parrocchiale Vi un monastero di monail

che, l'ospedale,
trovatelli, e
bili

seminario, la casa de'


dell'

prima

ultime deplora-

vicende polilicheeranvi due conventi


I

di religiosi.

suoi abitanti, per la

maggior

parte agricoltori, trafficano di legname e


di grani. Nelle

porte.

per ancora un

sue adiacenze trovasi una

punto importante

di difesa,

evie un

go-

considerevole miniera di vetriolo.


st'antichissima citt, chiamata

Que,

vernatore militare colla guarnigione.


B. Vergine, ha

La

Orgelo

cattedrale, di gusto gotico, dedicata alla


il

UrgellOy Orgeli\

0/"g/<7,neira provincia

batlisterio e la cura d'a-

Tarragonese
fu da Carlo

di

Lerida, principato di Canella Set-

nime amministrata
le ss.

dal canonico curalo,

talogna, sulla sponda sinistra della Segre,

e vi sono in grandissima venerazione, fra

Magno compresa

Reliquie,

corpi de'ss.

Hermangau-

do o Ermengaldo e Odone vescovi d' Urgel. Secondo l'ultima proposizione concistoriale,


il

timania o Marca di Spagna, e poi divenne capitale di polente contea, con signoria
il

sopra citt e castella. Avendo Carlo

capitolo

si

compone

(se

anco-

non si formalo quello stabilito nel concordalo ultimo colla Spagna e colle
ra
lettere apostoliche

chesati,

ad Vicariami

de'

settembre!
lai."
il

85 j)

di

7 dignit, essendone

Marca in due marvenne Urgel colle sue dipendenze attribuito al marchesato o contea di Barcellona^ .\ cui fui." signore ereditario Wiffiedo il Filloso. Nell'884 al pi
Cali'OL\\\s'd questa

decauo, dii3 cauonici comprese

tardi Suaifreddo

Suniario, 3. figlio di

4
Gutiiililde e di

une
Wiffredo, da questi venne
l'tirgel.

URG
poi

rammarico

pruvvediito della contea

Aven-

moglie Arsinde

si

laonde nel present

02G
falli

colla

al

capitolo
die-

do sposato
ce

Richiide, con essa iielc)44^(^*

d'Urgel, e in espiazione de'Ioro

una ragguardevoledonazione alla chiesa di Giroua , ed altra a quella di Barcellona. Moi vecchissimo Sunifreddo nel gSo, e gli successe il primogenito Boirel, chei7 anni dopo divenne anche conte di Barcellona. Termin di vivere nel ggS,
ereditando
genito
il

dero ciascuno un servo


stella.

di loro terre e cail

NelioSo

recatosi

conte dal cas.

stello di

Pons, ove risiedeva, pel

Natale

a Urgel, con

Ermengaldo conte

di Pai-

Ihase

di

ratific le

Guglielmo suo visconte d'Urgel, donazioni fatte da lui e suoi

primogenito Hai mondo Boril

predecessori alla chiesa.

Nelio4o
vi

intra-

re! la contea di Barcellona, e

secondo-

preso

il

viaggio

di

Terra santa

mor,

Ermengaldo I detto il Cordovano quella d' Urgel insieme alla contea d*Ausonne o Vich che divise col fratello.
,

Si distinse col suo valore principalmente

contro

mori saraceni invasori delia Spa-

il figlio Ermengaldo III detto Barbastro di 7 anni, in tutela della madre Costanza 2.' moglie del defunto. Nel 1048 recatosi il conte con essa e con Miron suo visconte a Urgel per celebrarvi

lasciando

il

gna. Nel

996

portatosi in

Roma,

fu

am-

la

Pasqua, fecero parecchi doni

alla chie-

messo nel concilio celebralo da Papa Gregoi'io V alla presenza d'Ottone Ili imperatore, e sed a'piedi di questi. Tra gli due pi argomenti che vi si discussero, importanti furono il matrimonio di Roberto Il redi Francia con Berta, dichia* rato nullo, e V ordinazione di Guudale, che dopo essersi fatto ordinare vescovo
i

sa e suoi ministri. Nel

io58 essendo

in

guerra col moro Alchagil duca di Saragozza


,

si

alle con Berengario conte

di

Barcellona, alla presenza de'dueGugliel-

mi vescovi d'Urgel
nel

e di Vich.
il

Rinnovato
conte colle

1064

il

trattato, part
,

sue truppe

ed espugn Barbastro non

di Vich, vivente

il

vescovo Fruian, l'avea

fatto assassinare per le sue giuste


ze.
Il

lagnanl'u-

conte fece testimonianza contro

surpatore Gundale, che fu deposto. Nella

grande assemblea
guita nel

di prelati e signori, se-

ro

1009 in Barcellona, interveimefratelli Raimondo Borrel e ErmenI,

galdo

vi

fu ristabilito l'ordine cano-

nicale di quella chiesa. Nel io io

dispo-

nendosi
tro
i

il

conte a marciar di nuovo con,

mori

fece

testamento e distribu
di

ma poco dopo vi trov la morte in mezzo ad una vittoria e orrenda carnificina degl'infedeli. Gli successe il figlio Ermengaldo IV detto Gcrb, il quale nel 1077 accolse in Urgel con grandi onori Amato vescovo d' Oleron legato di s. Gregorio VII, e colla moglie Lucia diedero opera alla riforma de'monasteri delle loro giurisdizioni. Nel 1087 il conte con Adelaide di Provenza 2." moglie, erede di Forcalquier, donarono alla chiesa d'Urgel il castello di Foro Barbesenza molti sforzij

parte de'suoi beni a diverse chiese. Partito col fratello

rano, dal cui atto rilevasi che supremo


signore della contea d'Urgel era Filippo
I

Arnoldo vescovo

Vich,

ed
di

vescovi Ezio di Barcellona e Ottone

re di Francia.

Il

conte faceva l'ordina-

Girona, e parecchi signori, ciascuno


il

ria

residenza nel castello di Gerb, che for-

alla testa delle proprie milizie, vi peri


1.**

tific

per assalire

settembre co'vescovi che l'aveano accompagnato. In et d'un anno gli successe nella contea d'Urgel
il

fatti tolse
il

loro Balaguer. Nel


gli

mori de'diutorni, e in 1092 mor

conte e

successero nella contea d'Ur-

figlio

Ermen-

gel

Ermengaldo V
,

detto WBalearidc, na-

galdo
tela

Pellegrino sotto la tumaterna. Fatto adulto, idominii della


11
il

detto

to

da Lucia e in quella di Forcalquier Guglielmo nato d'Adelaide. Valoroso Er-

chiesa d'Urgel

avendo destatola sua cu-

mengaldo
batt
i

con)e

suoi antenati,

com-

pidigia, fece delle usurpazQui di cui senti

mori, e menile voleva toglier lo-

UR G
ro risole Baleni,
vi
il

URG
neh
102.

rest ucciso
figlio

Ne

fu successore
li

ErmengflldoVr
tal

eletto

Castglaiio^

come nato da maregione

apparteneva dal lato d sua madre nipote di Raimondo Berengario IV conte di Barcellona, e la fendale dipen-

che

gli

dre di Costiglia e perch in


d'Urgel un

pass gran parte di sua vita. Alla contea


la

eseguire
figlio di

denza dell'altra met, a condizione di far il suo testamento. Ma Geraldo


Miraglia prelese dopo
la

signoria di Lerida, ed aa

morte

vendo commesso guasti


j,

danno

del

mo-

dello zio, che la contea d'Urgel dovesse


in lui ritornare a

nastero dis. Saturnino, poi ne die soddisfazione all'abbate. Ne!


figlio
i

preferenza della cugina


di questa,

iT'4s'' successe.!!

Aurembiax. Elvira madre


slati della figlia a

imgli

Ermengaldo VII e\.\oValenza^c\\e


all'uso de'suoi

potente a resistere alle sue armi, cede

maggiori rinunzi d'iopadronirsi de'mobili e immobili del vescovo d'Urgel in morte, riprovevole

neh 162

Pietro

II re d' la

Aragosua
fa-

na,

il

quale obblig Geraldo e

miglia a rendersi prigioni.


del re riusc a

Dopo

la

morte
pa-

tari,

usanza quasi generale tra'gran fenda* ed a ragione da lui pure riguardata


si

Geraldo

di riprendere

recchie citt e castella della contea d'Ur-

come una rapina; ma


vescovato durante
I

riserv

la

custo-

dia de'caslelli e delTaltre possessioni del


la

sede vacante. Nel

commise molte devastazioni, inperdonato dal re Giacomo I; ritenendo questi per la contea d* Urgel col titolo
gel, e vi

di

183 fece guerra a'mori di Valenza col fratello Gaucerando, e ambedue perirono avanti quella capitale. Il figlioErmengaldo Vili riport d'Arnaldo visconte di Castelbon e di Cerdagne il giuramento di fedelt perla prima delle due signorie. Nel I 198 il conte s'impegn in guerra con Raimondo conte di Foix pe' confini
de'Ioro
stati

di conte, la die in
vi
i

feudo a Geraldo,

sal-

reclami di Aurembiax. Questa nel


li

1228

fece, offrendo in

dono

al re la
,

citt di

Lerida, facendogliene omaggio


al

rimettendo

re

de'suoi castelli. Pren-

dendo

le difese di

Geraldoil visconte
il

Gu-

glielmo di Cardona suo cugino,


l'armi port
gel
:

recol-

la

guerra nel la contea d'Ur-

e ne prese parte

la

Catalo

presele cittdi Abesaedi


castelli

Agramont,
tal

gna.

Il

conte di Foix assedi ed espugn


la

ed alcuni
guisa
la

conlpreso Pons, e in

TJrgel,
le,

saccheggi in uno
i

alla

cattedra-

contessa fu ristabilita ne'suoi sta-

fece prigione

canonici da'quali trasil

se grosso riscatto, e desol tutto

paese;

ma

poi

Ermengaldo Vili

se

ne vendic

ti. Geraldo entr allora Ira'teraplari, cedendo le sue pretensioni al primogenito Pons II. Il re die per marito alla contes-

facendo prigioni nel 1234 ' conte di B'oix e il viscontedi Castelbon suo alleato, che
ritenne per

sa,

come

la piti ricca

erede del suo rea-

4 anni
al

e rilasci a mediazio-

ne del re d'Aragona, generosamente somministrando


conte a
titolo

di

feudo
nipote
i

2000

soldi melgorini

fondati sulle sue


visconte
la

terre, e

fidanzando

al

Elisabetta con promessa di dargli


dorainii se

suoi

moriva senza figli. Seguitoli matrimonio, nel 2 o mori Ermengaldo


i

Vili lasciando erede in tenera et


glia

la fi-

AurembiaXj

e in caso di
la

stia

morte

me, d. Pietro infante di Portogallo figlio del re Sancio F. Morta Aurembiax nel i23i senza prole, lasci al suo sposola contea d'Urgel, colla citt di Vagliadolid e le signorie che le appartenevano nel regno di Galizia, con autorit di disporne a beneplacito. Ma siccome la contea d' Urgel formava una parte ragguardevole della Catalogna, il re tem che d. Pietro cedesse suoi diritti alla casa di Cabrer, perci gli die in cambio la signoi

senza successione, sostitu


rella Miraglia

propria so-

ria di

Maiorica e
a' suoi

dell'isole adiacenti

ia

Pons l visconte di Cabrer. Inoltre leg al Papa Innocenzo 111 la met della cilldi Vagliadolid,
moglie
di

feudo, con facolt di trasmetterne

la 3.^

parte
la

eredi,

non ritenendo che


e

cittadella della capitale, colle citt

6
castelli

URG
i

URG
contro
I i

1233

d'Oleron e Palenca. Quindi cIM re d'Arngona presero il titolo di

co8litU7onali_,

venendo poi nel

823

per convenzione consegnala a'franfavore di Ferdinando VII.

conti d'Urge!.

lasci al primogenito
diritti sulla

Morendo nel 1243 PonslI, Ermengnldo IX contea d'Urgel, e in sua mani

cesi in

Urgel nel
isliluilo

V secolo fu

la

sedo degli ar-

civescovi di Tarragona, e nel


il

medesimo

canza

fratelli,
il

coll'obbligo di portare in

vescovato d'Urgel, divenne se-

perpetuo
se
il

nonied'Ermengaldo. Ermengli

gnldo IX poco
il

sopravvisse, egli succes-

de de'propri vescovi suiTraganei del metropolitano di Tarragona e lo sono tuttora. Nella diocesi vi
la
il

fratello

padre avea lasciato

Rodrigo detto Aharo^ a cui castelli da lui ei

piccolo sialo del-

repubblica d'Andorre, nel regno d'Ala prolezione della Francia Spagna, ed anticamente n'era si-

reditali,

che gtierreggi col re che


ricuperate,
titolo di

gli a-

ragona, sotto
e della

vea occupato parecchie piazze della contea

da

lui
il

il

re conservando

gnore

il

vescovo d'Urgel col conte di Foix.

sempre
se
il

conte d'Urgel. Succes-

Lo

descrissi nel voi.


il

figlio

Ermengaldo

nel

1267, non

tora

LXVIII, p. 27; e tutvescovo d'Urgel n' riconosciuto


si

5enza lurbolenza pe'diversi parenti aspiranti alla contea;

principe sovrano con piccolo tributo, ed

mor senza successione


i

ogni nuovo vescovo

reca a prendere

neli3i4, lasciando

suoi stali a disposialtri e-

possesso, con quelle formalit che dir

zione del vescovo d'Urgel e degli

secutori leslamenlari, o per restituirli al re d'Aragona. Perci divenne conte d'Urgel e visconte

d'Ager Jacopo
1

figlio del

re Alfonso IV, e nel


figlio Pietro

34?

g'i

successe
di

il

che spos Margherita

Mon-

narrando quello preso dall'odierno vescovo. Ne furono primi vescovi Giusto che intervenne al concilio di Toledo, Simplicio che fu a'concilii di Toledo e di Barcellona, s. Ermengaldo, s. Odone, ed il fnmoso Felice. Egli era stalo maestro
in fine,
d''/?/7/7r/o

ferrato colla citt d' Aqui

per dote. Nel

arcivescovo di Tocclo^W qua-

i4o8 per sua morte divenneconte Jacopo


^i

le lo considl in

qual

modo

egli ricono-

che aspirando al trono procurdal re Martino la luogotenenza


Il

suo

figlio,

scesse

del regno, dignit che d'ordinario

si

con-

feiiva all'erede presuntivo della corona;

onde
sero

si
il

ribellarono

gli

aragonesi e costrin-

quanto uomo, per Figlio di Dio; se lo credeva figlio ^rr JiafnrrTj o solamente per adozione. Felice rispose che Ges Cristo, in quanto uomo, o secondo la natura umana, non

Ges

Cristo, in

conte
il

alla fuga.

Morto Martino nel

che Figlio adollivo e noneupativo solamente


gini, quali

cio

i4i2,

conte fu unode'prelendentialla

di

nome. Per questi


il

errori

corona, ed. Antonio de Luna, suo parti-

per quelli contro

culto delle

giano esaltalo, trucid l'arcivescovo di

Ncstoriani e

Immaleonorlaiti, amss.

Saragozza che ne attraversava l'aspiro, il quale detestabile assas<(Snio pregiudic

bedue furono condannati da diversi concilii, da'Papi Adriano I e s. Leone HI, e


principalmente confutali da
s.

gravemente il conte, e il regno fu aggiudicato a Ferdinando I, contribuendovi s. Vincenzo Ferreri. Il conte prese le armi, e il re dou il vassallo, lo condann a prigionia perpetua, ne confisc beni e
i

Paolino

patriarca d'Aquileia, e da Alenino,

come

e meglio narrai ne'due indicali articoli.


Si dubita della sincerit della conversione

riun alla corona

la

contea,

morendo Ja-

copo II nel 1433. Il re marit le figlie con proporzionate doli. Dipoi Urgel fu occupala da'francesi nel 1793 e nuova-

mente

nel

(809. Nel 182

vi

stanzi la

giunta, che dirigeva l'aroiala della fede

poich alcuni vogliono che docondanna de'suoi errori li rinunzi solo esteriormente. Essendo slato Felice rilegato a Lione, dove visse circa 5 anni, Agobardo che nel vescovato d'Urgel gli successe, assicura in uno scritto ch'egli fece contro Felice, di gi morto, che adi Felice,

po

la

RG
Durand abbate

U
di

RG
s.

vea avuto una conferenza con lui , nella quale 1' avea costrello a riconoscere la verit , e che non avea mai pubblicalo
questa sua confessione, sulla promessa che
f

Cecilia nella stessa

diocesi, intorno la chiesa di Curticile nella

parrocchia di Castelbon, di cui

si

conten-

devano
pesate

la

propriet.

Il

giudizio pronun-

Felice
i

gli

avea fallo di non insegnar pi

ziato dal conte,


le

dopo aver maturamente


conte d'Urgel Ermengal-

non avea tralascialo di fare segretamente. Mentre l' era vescovo Ingoberlo, verso 1*884 nn
suoi errori; ci ch'egli per

ragioni delle parli, fu a favore


Il

del vescovo.

do

III e

sua moglie Clemenza, nel

1057

chierico spagnuoiodi
si

nome Selva, ch'era-

ritirato in
falsa

Guascogna, persuaso sopra


lui

con Guglielmo vescovo d'Urgel e suoi canonici fecero lo scambio del castello
,

una
to in

voce che Ingoberlo fosse morintrapreso,


si

di

Solsone contro

la

un viaggio da

re-

Saint-Lezinie. Ne!
trasferito

met di quello i348 da Utrecht

di

fu

c a visitare Sunifreddo conte d'Urgel, e merc la sua protezione si fece ordinare

ad Urgel Nicol Capocci


nel
1

(f^.)

romano,
le

35o

creato cardinale. Nel-

vescovo d'Urgel. Poco dopo essendo comparso ingoberlo, dilegu colia sua presenza
la

Notizie di

Roma

sono registrali

se-

guenti vescovi d'Urgel, con l'epoca di loro promulga^ion^ Nel 1788 d. Giorgio Curado. Nel 1747 d. Sebastiano de Vittoria girolamino d' Aspeizia diocesi di Pamplona. Nel 1707 Francesco Giuseppe Catalan de Ocon di Ferror diocesi di Mal.Tga. Nel 1763 Francesco Fernandez

voce della sua morte;


il

ma

Selva non

volendo perdere

frullo della sua ordi-

nazione, discacci

il

vero pastore e

si

po-

se in sua vece nella cattedra episcopale.

Due

anni dopo questo delitto un altro ne

aggiunse, ordinando pel vescovato di Gi-

rona Hermeumire contro il voto del clero e del popolo che aveano eletto un chierico di buoni costumi di nomeServnsDer. Avendo Teoilardo arcivescovo di Narbo-

de X'iliva de Casas Ibanes diocesi di Carlagena. Nel 1771 Giocchino Santiyan-yValdiavelso d'Arge diocesi
Nel
di
di

Santander.

Papa Stefano V detdue usurpazioni adun per suo ordine a' 7 novembre 887 un concilio a Pori sui confini di Maguelona e
na
to
fatto consapevole
di quelle

1780 Giovanni Garcia Montenegro Lugo. Nel 1785 fr. Giuseppe Ooltas
di

VI

minore osservante d'Orano arcidiocesi


Toledo. In tempo
di

VI

diresse al
di

questo vescovo Pio cardinil Vincenti Mareri


il

di

Nimes.

Si lesse la lettera pontifcia

che

nunzio

Spagna

breve Decct Ronia-

dichiarava scomunicatiHermenmire eSelva,e fu dall'assemblea confermata


la

nitni Pontif,cem, de'

25

conavfa-

Bull. Roni. cont.

l.

9, p.

febbraio 1794 356, col quale


il

danna;
voriti

ma Teodardo imped
due

che

vi

si

conferm

la

transazione tra
il

detto ve-

viluppasse ilconteSunifreddo che avea


i

scovo d'Urgel e
poli, sotto
ii

suo capitolo, e l'abbate

intrusi, e V esito fece vedere

del regio monas-tero benedeltino di Riil

ch'egli avea operato

snggiamente;giacch

titolo della B.

Vergine di Ger-

da Sunifreddo ottenne colle sue rimostranze di slaccarlo dal partilo che arecatosi

nullius dioecesisy nella provincia eccle-

siastica di

Tarragona;

sulla reciproca ces-

vea abbracciato.

Hermenmire per trov

sione rispetto alle parrocchie di Caballera,

mezzo i mantenersi sulla sede

di Girona. Sunifreddo incorse poi per altre cose le censure ecclesiastiche, ma ne fu assolto

Aja, Benlola

Llus

e cappella di

s.

Pietro della

villa di

Rivas, in favore
s.

de.'

vescovi d'Urgel, tranne


baller
poli.

Michele
la

di

Ca-

nel
te

909 da un

concilio. Nel

1024

il

con-

da

ritenersi dall'
si

abbate di Ripodest
i

d'Urgel Ermengaldo II tenne nel ca-

Ed

a questi

riconobbe

stello di

Pons, situato nella sua contea,

di conferire lai.'' clericale

tonsura e

un

placito

tente tra

novembre sulla lite verErmengaldo vescovo d'Urgel e


ili.**

ordini minori a' secolari e regolari residenti nella

medesima parroccha,e di con-

U
gli

G
tanti

URG
d'Andorra, ch'erano andati ad incontrarlo alla Seu d'Urgel ed erano stali

cedt're le lettere dimissonoli per lutti e singoli

onlini maggiori, ordinando

l'amministrazione della confermazione a

qualunque vescovo cattolico.Nel concistoro de*27 giugno iSaS fu preconizzato da Leone XI I abbate di detto monastero nullinSyi\. Antonio Guidel-y-Prinies, monaco del medesimo, a presentazione del re di Spagna. Ripiglio la serie de' vescovi d'Urgel. Nel 1797 Francesco Antonio de la Duana-y-Cisteros di Villanova de la Fuente arcidiocesi di Toledo. Nel 18 17 Bernardo Francesco Caballerodi Madrid. Nel 1824 fr. Bonifazio Lopez domenicano di Montchermoso diocesi diCoria. Leone XII nel concistoro de'25 giugno 1827 dichiar vescovo d'Urge! d. Simone de Guardiola di Mersias arcidiocesi di Tarragona, gi abbate cassinese di Monserrato e visitatore generale del suo ordine,

pure accompagnato dal governatore, dal capo


alloggiali nel palazzo vescovile; era

battaglione del

."cacciatori di guarni-

gione alla Seu


ec.

dal giudice, dall' alcade

Un

picchetto di cacciatori a cavallo


il

precedeva

corteggio vescovile sparando

fre(|uenti colpi di fucile,

che echeggiavano per quelle valli. 11 limite del territorio d'Andorra formalo dal torrente Rio Rune; dall'altra parte del torrente attendevano il vescovo tutti dignitari della
i

Valle, vestili secondo

il

loro antico e pit-

toresco costume, e sopra

un poggio

vici-

no
li

al

cammino stavano 4o uomini ornafi-

d'arcobugio (Escopeleros); appena

niti gli spari di questi,

un

silenzio
Il

imposindale

nente

si

slese su tutta la Valle.


il

co arring
Vjalli lo

vescovo dichiarando, che

lodatissimo nell' esercizio di

tali

ufiizi,

riconoscono per loro sovrano;

ma

grave, prudente, dotto e pieno di probi


t.

Per sua morte

il

regnante Pio

IX

nel

che per era necessario, avanti d'enlrarvi, che giurasse di rispettare e conservare
i

concistoro de' io
l'attuale vescovo

marzo 18 53 promulg

loro privilegi o fueros.


fatto questo

Il

vescovo ail

mg/ Giuseppe Caixal-y-

vendo
no

giuramento,
gli

sindala
il

Estrad di Velusell arcidiocesi di Tairagona, dottore in s. teologia, parroco, canonico della metropolitana di Tarragona,
dotto, grave^ prudente,di morale probit
e

co e l'altre autorit
;

baciarono

maprin-

allora

il

sindaco grid: Viva


1

cipe d'Andorra

la

popolazione ripet

mille volte questo grido con entusiasmo,


si

degno del vescovato (per sospetto


i

d'a-

ver favorito
sole Baleari,
p.

carlisti, fu poi rilegato all'i

come notai

nel

vol.LXXVF,
i

brevemente cenni storici contemporanei della Spagna, che compio a Valenza; indi restituito alla sua sede). Riporta il Giornale di Roma del i853ap. 790. Andorra citt e la deliziosa Valle d' Andorra,
253,
nel proseguire

una sparata di facili e suonarono campane. Il torrente Rune 3 miglia distante d' Andorra. All' entrare nella citt d' Andorra fu apparecchiata una cappella ornata di rami e di fiori.
fece

tutte le

Il

vescovo

vi

fu ricevuto dal clero, e quin-

di

and

alla chiesa principale

ta cattedrale,
Il

ove

si

canl

il

denominaTe Deiim.
il

corteggio poscia and al palazzo del


,

un

territorio posto tra la


al

Spagna

e la

consiglio

nella

gran sala del quale

Francia,

sud del dipartimento dell'Ar-

principe vescovo prese possesso del suo

riege, indipendente da questi due stati, ed ha per suo principe e ordinario il vescovo d'Urgel, ed ecco come ne prese pos-

territorio,enefu redatto processo verbale

fu
il

sesso l'encomiato prelato ili.agosto

con

da due notari con testimoni quindi vi un banchetto di 78 persone a tavola: sindaco offr alcune monete d'argento
;

solennit secondo
l'antiche

gli
Il

antichi

costumi e
si

in
Il

memorie.

vescovo

mise in

vescovo

segno del tributo che paga Andorra. le accett ordinando che fosa'

viaggio per alla volta di sua diocesi e del

sero dille al curato per distribuirsi


veri.

po-

$uo regno insieme

col sindaqo e

due abi-

Furono

fatti brindisi in

verso ed in

U R G
prosa.
Il

URG
ritirare

9
di segala,

vescovo principe sovrano deve

determinata quantit

visitare tulle le popolazioni d'

Andorra,

alcuni capi di bestiame d'ogni specie e

ed amininisli'are la confermazione. Ricavo da'geografl le seguenti notizie. Andorra, capitale della Valle di

diverse merci, senza soggiacere a pubbli-

che gravezze.

Dopo che Enrico IV redi


la

questo nome, ha
d' Alcaniz

Francia riun alla corona


figlio Luigi

contea di
il

circa

3ooo abitanti, compresa nella pro6 leghe


.'^

Foix, e meglio nel 1617 l'esegui

vincia di Saragozza, a
e

XV,

re esercitarono in

I o da Foix. Andorra la i Ira le 6 comuni, che hanno diritto di eleggibilit; le altre 5 sono Canillo, Encarap, Ordino, Massane e Saiut-Julien. I subalterni villaggi giungono a 34- In mezzo alle piti

co variata foggia
tichi conti. Nel

le

prerogative degli
la

suo poan-

1799 per

soppressione

d'ogni diritto feudale, termin d'emancipare


gli

andorresi dal lato di Francia,


nulla
si opera a pu para-

e da quell'epoca, ad onta delle molle e

scoscese
gli

montagne de'Pirenei,conducono
vita libera e frugale, in

giavi politiche vicende

abitami

angu-

pregiudizio di loro libert. Si

sto territorio

che non oltrepassa 7 leghe


la

gonare
lica

la

Valle d' Andorra all'esistente


s.

quadrate. Gli andorresi parlano

lingua

repubblica di
diiiisso (T.).

Sfarino (V.)^ e nell'au-

ca^tigliana e costituiscono nell'insieme u-

Grecia a quella di Petenisso o

Pm-

na popolazione
dui.
Il

di quasi

3o,ooo
si

indivi-

prodotto di loro possessioni forma

la principale loro rendita, e vi

aggiuntie-

Ogni nuovo vescovo d'Urgel lassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 2000; quanto alla mensa,
questa venne fissala dal ricordato concordalo.

ge una copiosa miniera di ferro, che


t di

ne in attivit parecchie fucine, e quanti-

legname da lavoro. Gli andorresi


,

ca!

La diocesi vasta, e comprende cir5 leghe di latitudine, e pi tli 26 di

nell'esercizio della pastorizia

per V ab-

longitudine, conlenendo

4oo

luoghi.

bondanza de'ioro

pascoli,

presentano dei

patriarcale nel politico reggimento.

Im-

perocch dalle 6 comuni principali eleggonsi


ne,
i

Concini d* Urgel. III. "fu tenuto nel 799 da Leidrado arcivescovo di Lione, che Carlo Magno avea inviato a Felice vescovo d'Urgel ca-

quali

24 membri, 4 cio per ogni comucompongono supremo consiil

duto

nell'eresia,

con Nifrido di Narbo-

glio di

governo, e
a vita. quali
Il

le

funzioni de'raedesi*

na. Benedetto abbate d'Aniano, e parecchi altri tanto vescovi, che abbati. Per-

sindaci,

nomina due pubblica amministrazione, e radunano al l'occorrenza r assemblee. Narra l'avv. Ca^ stellano, che la rivalit de* due pi pomi sono
consiglio
il
i

hanno

carico della

suasero Felice d'Urgel di portarsi a tro-

vare

il

detto re de' franchi, promettenlibert di

dogli un' intera

produrre in

sua presenza
eh' egli

passi dell'opere de'Padri,

lenti vicini,

il

vescovo d' Urgel e

il

conte

pretendeva favorevoli alla sua

di

Foix

negli antichi tempi giunse pi


la

opinione. Baluzio, In Notis

volle a turbar
stici

pace anco fra questi ru-

do.

Il

2.

si

ad gohar^ adun neirSoo, pure contro


t.

casolari. S'interpose Pietro III re d'Aragona, e regol con un suo lodo nel

l'eresia di Felice. G^///<2 chr.

6.

Il

3."

nel

991
t.

sulla disciplina ecclesiastica.

A-

1278

le

condizioni dell'alto dominio co-

guirre,

3.

mune
vano il

a'due padroni.

Ambedue nominaper amministrar


appellazio-

rispetti vo vicario

la giustizia, e

insieme concorrevano al1'

l'elezione d'un giudice per


ni. 11

vescovo percepiva di tributo annui


il

scudi 90, ed
ri

conte 180.

Da
il

particoladiiitlu di

URGEL Giovanni, Cardinale. Spagnuolo crealo cardinale di s. Chiesa i\<\ Urbano VI a' 18 o 28 settembre 1378. Si port a Pisa nel seguente gennaio, per passare poi in Roma, ne altro si conosce di lui ; anzi Contelori riferisce non avei*
trovalo alcuQ monuoieoto del suo cardi*

couveuzioui eia regolato

IO
iialato,

UHI
URIM
e

as

per ricordalo dagli Annali Pisani, da Panvinio e Caccono.

cassa d'argento lo pose sopra l'altare. Si

THUMMIM.
ORIMA
o

810,

Tempio di

f\ SacerdoGerusalemme, Razionale,

assegna ordinariamente la missione di s. Ursino nel II secolo. Lisieux. pretese di


possedere
le di lui

reliquie,

ma

senza fon-

Trib'.

damento, giaccii sono sempre rimaste a

URIM A

SURIMA.Sede
IV
sotto la

Bourges. La sua festa principale vienecelebrala 8*29 dicembre; per ne'marlirologi di

-vescovile della

provincia di Eufralesia

d'Antiochia, eretta nel secolo

Floro, di

Adone

e di

Usuardoia*

metropoli di Gerapoli. Ne furono vescovi:

dicata a'9 novembre.

Abraamio, che

nel

363

sottoscrisse la
all'

URSMARO{s.),
abbate
di

vescovo regionario e

lettera del concilio d' Antiochia

im-

Lobes. Nacque presso Avesne

peratore Gioviano, relativamente alla


consiistanzialit
lio
;

nell'Hainaut. Fino dalla sua prima gio


vinezza mostr un ardenlissimo

Marns

assist al conci-

amore

d'Antiochia, tenuto dal patriarca

Do-

per
gni

gli esercizi di

piet, e praticando od* inspu'are altrui

nino, in rignaido ad Atanasio vescovo di Davide occupava questa sede Perrha iieir 845. Oricns dir. t. 2, p. 946. Que;

virt, studiavasi

que' sentimenti medesimi ond'era egli a-

nimato. Avendo s.Landelino fondalo l'ab-

sta chiesa trovasi


vili

pure

fra le sedi

vesco-

soggette a' patriarchi giacobiti, e le


attribuiti
i

sono

seguenti vescovi.

Teodo-

ro del 736, Gregorio suo successore,


vide deir845. Oricns dir,
t.

Da-

2, p.

529.

Sambra, nella diocesi Cambiai, Ursmaro vi prese rabito>pei' consagrarsi unicamente al servigio di Dio, e nel 686 ne fu fatto abbate. Questa dignit fu per lui motivo di raddoppiare il
bazia di Lobes sulla
di

URlTANA.
Ne
p.

F. Oria.

fervore in tutti gli esercizi di religione e

URNE CINERARIE,
riparlai

r. Sepoltura.

nelle austerit della penitenza. Egli

ancora nel

voi.

LXXXIV,

non mangiava mai n carne,n pesce, non bevea che dell'acqua, e pass io anni senza

23o, e dicendo de' sepolcri antichi di Toscana, Fejo^ Fuld ( ^.) ec. URRACR Corrado, Cardinale. F. Urach o Urrack. URRIES Carlo, Cardinale. Vedi il
23o,
col. 2.^

gustar pane, neppure dopo una pericolosa infermit


zia e la

che
di

pali.

Termin

l'abba-

chiesa

Lobes, che

s.

Lan-

delino non avea potuto compire, e fond


vari monasteri, fra' quali quelli d'
e di

Tol. Ili, p.

Anne
ri-

URSACIO. F. Valente.

Wasler. Non potendo

il

suo zelo

URSINO
stoli,si

(s.),!."

vescovo di Bourges.
luce della fede nel-

manere

ristretto nel ricinto dell'abbazia

Ordinato vescovo da'discepoli degli Aporeca spargere


la

deliber d'uscirne per dedicarsi alla con-

versione de'peccatori, e predicare l'evangelo agi' idolatri


biai, Arras,

annunzi l'evangeloa Bourges, e vi fond una chiesa di cui fu il i. "pastore. Dopo la sua morte fu seppellito nel
le Gallie;

delle diocesi

di

Cam-

Tournay,Noyon,Tei ouanne,
le
s.

Laon, Metz, Colonia, Treveri e Mastricht.

luogo ov'egli era usato


Iri;

di seppellire gli al-

Fu

consagrato vescovo, e ne esercit

ma

a poco a poco

si

cess d'onorare la

funzioni in virt di commissione della

sua tomba, e se ne perdeUe alfatto la ricordanza. S.Gregorio di Tours, il (piale


ci riferisce

Sede, continuando tuttavia a dirigere

la

sua abbazia con molta saggezza. Senten-

questi

particolari
si

aggiunge

do avvicinarsi
s.

il

suo

fine, fece

nominare

the circa

il

56o

scoperse miracolosa-

Ermino

per governarla in suo luogo,

mente
sa di
s.

il

suo corpo,e fu deposto nella chieil

Sinforiano, che prese poscia


di

suo

non occupo'si pi d' altro che di terminare santamente la sua vita. Mor nel
713,
in et di

nome. Filippo arcivescovo

Bourges nel

69

anni,

il

18 aprile, nel
di

1239

lo

diiotlerr,e collocatolo in

una

qual giorno onoralo

come protettore

UR3
,

USE

n
un

Binclie,a
pellito
il

Lobesea Luxeroburgo. Fu
d susseguente, ed in tal

sep.

partito di propinargli disperatamente

giorno
e in

potente veleno,
zionale di
se,

nominato

nel martirologio

romano
si

cel quale mori in Roma neli5i4j ed ebbe tomba nella chiesa nas.

altri molti.

Le

sue reliquie

custodiscocitt distan-

Tommaso
manco

del collegio ingle-

no aBincbe,ch' una piccola te 4 legbe da Mons.

dove

al

lato della porta


si

che

introduce in sagrestia

vede

la

statua
in abi-

UUbOVICO

Cristoforo, Cardinale.

del cardinale espressa in


ti

marmo,

Inglese, cliiamato

pure Ursuwike e Barnlegale,

pontificali e in piedi,

con nobile epi-

bridge, insigne pei* scienza

non

taflio.

Scrisse con pari erudizitjue ed el'istoria di

senza taccia d'intemperante e pieno di


vanit, stretto in

leganza

sue ambascerie, e al-

amicizia col cardinal


soffr

cuni trattati di giurisprudenza, che dis-

IMorton arcivescovo di Cantorbery,

graziatamente perirono. Quanto poi


cere,
tolse la vita col veleno;

al

gravissimi disturbi e acerbe persecuzioni


fiotto

crudele fimigliare Rinaldo, posto in carsi

Riccardo

III

d'ingbilterra, in dife-

ci
il

non
suo

quali felicemente scampato fu da Eurico VII eletto regio elemosiniere, e nominato vescovo d'alcune cliiese del regno, non che
sa dell'immunitecclesiastica, dalle

pertanto e

ad /errore/w, squartato
i

cadavere,

brani furono appesi alle por-

te esterne di

Roma.
Urteliim. Vescovato delil

U RTELLO,
di Sis.

ambasciatore all'imperalore Massimilia-

l'Aruenia maggiore, sotto

patriarcato

no

I,

a Carlo Vili re di Francia, a

cesco duca di

FranBretagna, ed a Lodovico

Martire suo vescovo assist e sotil

toscrisse

concilio di Sis.

Oriens dir.

t.

duca d'Ot
in cui

leaus.

Dopo

queste ambascerie,

i,p. i448.

die saggio di se e del suo valore,

USCAVANO

USCOVANCH

o U-

venne trasferito all'arcivescovato di York, e da Alessandro VI dichiarato questore


o collettore apostolico nell' Inghilterra. Decorato nel i5ii del carattere di ministro del re Enrico VIII presso la s. Sede, in tenpo in cui ardeva fiera guerra
tra Luigi
lio li
;

SCl. Vescovato dell'Armenia maggiore, sotto il titolo di s. Sergio, con resilienza


nel

monastero presso Erivan,


Il

del patriar,

cato d' Ezmiazin.


seileva verso la

celebre Uscan
del secolo
s.

che
si

met

XVII,

qualificava ora vescovo di

Sergio nel-

XII re
la

di

Francia e Papa Giu-

questi pel di lui


difesa

tenuto dal re

mezzo avendo otdella Chiesa roma-

l'Armenia maggiore, ed ora vescovo armeno ! Erivan. Questo prelato essendo


sci molte

guerra mossa a'francesi, in riconoscenza a' IO marzoiSi i lo cre in Ra-

na e

la

ad Amsterdam nel 1666 e nel 1667 lamemorie firmate di sua mano,


relative alla fede degli

armeni
t.
i_,

sulla prep.

venna cardinale prete de*


e Pietro.
Il

ss.

Marcellino

senza reale. Oriens dir.

i448-

lustro per della conseguita

USELLl
e Terraiba.

USAL

USEL.

K Ales

dignit non fu capace di correggere o

frenare

il

ruvido e bestiale umore che

USEZ

UZES,

Ucetia seu Usecia.

talvolta lo
fatale.

predominava

che poi

gli

fu

Citt vescovile della Bassa

Linguadocaia
cir-

Lasciandosi trasportare dall' im-

Francia, nel dipartimento del Gard, ca-

peto d'un cieco e infrenabile furore, talora insultava e percuoteva


blico,
stici,
i

poluogo

di

circondario e di cantone a

anche

in

pub-

ca 5 leghe da

Nimes

e quasi

9 da Avignoi.''

non solo propri famigliari domeanche gli altri. Tra'molti da lui maltrattati vi fu Rinaldo da Modena suo

ne, sopra un'altura e sulla

sponda destra
istanza,

ma
il

dell'Auzou.

Ha

tribunale di

conservazione dell'ipotechejdirezione delle

servo,

quale fortemente sdegnato del-

contribuzioni indirette, societ d'agri-

l'indegno trattamento ricevuto pubbli-

coltura e collegio comunale.


drale antica, dedicata
al

La
s.

catte-

camente,

si

abbandon

al

riprovevole

patrono

Teo-

13
lorito

USE
o Teoflorico piele e maiiire anI

USE
^(yQt in

dignit di duca e pari, in favore

di
li

tiocheno d'Usez, fu regolare tie'canonici 8. Agostino, cio prima vi furono queldella congregazione di cui parlai
nel

della nobile fmiiglia Cruceola. Gli abitanti vi


ri

godevano de'privilegi straordina-

voi. VII, p.

i5jf e poi quelli


il

di
i

s.

Genofu se-

che perderono nelle fanatiche guerre religiose, alle quali presero grandissima
parte nel secolo
lo
ti,
il

veffa in lenipo de*quali e nel

726
si

XVI. Avendo

abbraccia'

colarizzato
di

capitolo, ed allora

^igi^it^ e di
la

iG canonici.
s.

form Erano ri*


le

calvinismo della setta degli ugonotil

inalberarono con aperta ribellione

inarcabili

collegiata di
s.

Lorenzo,
s.

vessillo dell'

indipendenza

sostenendosi

parrocchie
ni e 2 di

di

Stefano e di

Giuliano,

co!

jacasade'gesuiti, 3 conventi di francesca-

in cui

municipale reggimento sino al 1629, furono forzati a sottomettersi ed a


i

monache. Ora
il

1'

antico palazzo
la

veder spianali

ripari della loro citt.

La

vescovile, e

bel terrazzo presso

chie-

sede vescovile appartenne alla provincia


ecclesiasticaNarbonese i /,non per suffra-

sa di

s.

Teodorico, donde godesi

d'estesis-

sima
li

vista,

sono

gli

oggetti pi osservabi-

ganea della metropoli


volta pare che per

della citt, che in genelale

mal distri-

buita e mal fabbricata. Al basso del palazzo vedesi l'abbondante sorgenled'Aule, che traversa l'acquedotto del

Gard per

di Narbona.Tuttaun tempo lo Fosse, poi di Bourges,quindi d'Arles.Dice Com manville che vescovi ottennero da Papa s. llaro del 461 una specie di diritto come
i

andare a Nimes. Vi hanno fabbriche di berrettame di borra di seta e llugello,di panni comuni, di cartoni equivalenti agl'inglesi. Vi SI trallca di seta, vini, acquavile, olio e grani, tenendovisi 3 fiere annue. Patria di diversi
si

di di

metropolitano

pregiudizio di quello

Narbona, ed in una Notizia antica si legge, Castriim Ucetiense Melropolis* certo che in seguito fu vescovato esente dalla giurisdizione del

metropolita di
y

illustri

fra questi

sua provincia.
t.

La Gallia Christiana

nel

distinsero
dell'

Mos Charas chimico e mem,

4>p.
I

i44>

lipoi'ta la serie de* vescovi,

bro

accademia delle scienze

Pietro

e pel

."registraCoslanzo o Costantino del

Costa scrittore istruitissimo, Giovanni Le

45 1, sebbene

Mercier dotto professore


collegio diFrancia, e
^^elle vicinanze

d' ebraico nel

assai probabile che abbia avuto predecessori, uno de'quali fu rap-

Giacomo

iMarsollier.

presentato da un Vincenzo sacerdote al


concilio di Rieznel
scrisse.

una sorgente minerale, appellata Fontana del Peyret, ed ubertoso n' il territorio. A 6 miglia di distanza si ammira un bell'avanzo del grandioso

4^9)6 per lui Io sotto-

Costantino intervenne nel 4^' a quello d'Arles, ed all'altro del 45> e ne

firm
te

gli atti.

Nel

5o6

il

vescovo Proba-

monumento

antico detto

il

ponte del

zio fu al concilio
il

d'Agde. Nella sua mor-

Gard,

sulla strada tra

Nimese Avignone.
una cor-

clero e

il

popolo elessero Norizio patri-

Gli antichi romani per dirigere

zio,

con sua ripugnanza; diligente pasto-

rente d'acqua aNimes,do ve in alcuni tempi la

re edotto predicatore.

Divenuto vecchio,
il

fontana resta assai bassa, fecero veni-

nelle funzioni gli fu surrogato

suo disce-

re l'acqua fino dalle vicinanze d'Usez.


l

Di

cominciarono l'acquedotto

di cui a-

Firmino (/^.), che in morte degnamente gli successe e venne consagrapolo


s.

vanzi furono giudicati tenere


tra que'di Francia, dal

ili. "luogo

to nel
tello

S^. Di nobilissima
concilii

stirpe, era fra-

marchese Maffei

d'Aigulfo vescovo di Metz. Interven-

elle sue

Gallia anliquitates cjuaedai


atqiie in plures Epistolas di-

ne a diversi

con saggezza supe-

selectae

riore alla sua et, e pieno di meriti san-

sirihiUae.

Antichissima questa
da'visigoti e poi
,

citt, fu

dominala

ebbe de'parti-

sostituito

tamente mor nel 553. In questo gli fu per il nipote s. Ferreolo ^ che
lo zelo della

colari vijcooti

che Cario IX eresse nel

conversione degli ebrei,

la

USE
calunnia Io fece esiliare a Parigi, per
nella sede
ri-

USE
1

i3

conosciuto innocente venne reintegralo

dopo 3 anni con grandissima


s.

soddisfazione del suo popolo. Allora

Paolo Antonio de Fay mor neh 632, e Nicola de Gidii del 645 l'ultimo registralo nella Gallia Christiana i successori essendolo nel l. 6 della nuova e,

Ferreolo, riunito un sinodo, stabil d'ac-

dizione, e

gli

ultimi" dalle Notizie di

Ro-

cordo col suo clero alcune regole

sul

mo-

do

d'istruire gli ebrei, de' quali

un gran

ma. Questi furono, nelr737 Bonaventura Bauyn di Dijon, gi canonico della metropolitana di Parigi; ed Enrico Benedetto Giulio
cesi
il

numero
dendo
rono

ricev da lui

il

battesimo, esclu-

dalla sua diocesi que' che persiste-

ne* loro errori.


la

Govern

in seguito

d'Argentina,

de Betesy deMezieres della diofatto vescovo 0^1779,


1

pacificamente

sua chiesa, ristabilendo-

quale fu uno di quelli che ricusarono di-

vi la disciplina, assai rilassata

durante

la

mettersi nel

80

dalle loro chiese, e sot-

sua assenza, e mor nel bacio del Signore a'4 gennaio del

toscrisse le proleste

de'medesimi vescovi
le

58 1.

Coll'assenso del

contro

il

concordato che

soppresse in-

re divenne vescovo Giovino gi rettore


della provincia; poi Marcello, Aureliano

Audoeno

del

660. Ricorder
1

pi ce-

lebri successori.

Posquieres del
I

Raimondo de* signori di 3o; Ebrardo morto nel


1

Usez, e poi mor nel 18 16. Il vescovadi Usez godeva 25,ooo lire di rendila, e pagava 000 fiorini per lesue bolle. In tutta la diocesi si contavasieme
a questa di
1

no 281 parrocchie,
Il

i5o dopo avere


Rainardo

riedificalo la cattedra-

celebre cardinal

divise in 9 decanati. Bartolomeo Pacca,


collegio, nelle sue

le

rovinata dagli eretici, assai liniosinienel


i

morto decano del sagro


importanti

roj a

209

scrisse

Innocen-

Memorie
il

sloriche de'

due
l.

zo ni;

Raimondo

fu da tal

Papa mandaalla chie-

viaggi in Francia e prigionia, nel


cap. 9, descrive

3,

to legato apostolico forse in Francia stessa,


il

suo viaggio da Fontaiordi-

cui re Luigi

Vili conferm

nebleaUjOve era deportalo Pio Vll,ad Usez per rilegazione di Napoleone


I

sa d"

Usez

le

donazioni fatte dal padre

tempo d*Andrea Fredol del i3o8 Clemente V stabil la residenza pontifcia nella vicina Avignone, e vide due parensuo. In
ti

nata a'i4 gennaioi8i4> dopo


del famoso concordato
ivi

la

revoca

dettato da Na11

poleone

e concluso col Papa.

cardina-

elevati al cardinalato.

sore

Anche il succesGuglielmo de Mandagol del i326


1

ebbe nel congiuntoGuglielmo gi arcidiacono d'Usez un cardinale. Nel 3/^5 fu vescovo Eredio di s. Elia, che nel 356 Innocenzo VI elev alla porpora cardinali1

leche energicamente avea con altri colleghi illuminato il Papa perabrogarlo, ragionevolmente perci temendo nuova reclusione in qualche fortezza, ne rest contento.

Quindi

nel cap.

io descrive

il

suo
al-

soggiorno in Usez, ove fu ben accolto,

zia.

Neil

357
il

gli

successe Pietro d'Arfe-

loggiando nella virtuosa

e edificante casa

ville, sotto

quale Guglielmo Grimoardi

d'Amoreux. Dichiara Usez

piccola citt,

fu vicario e utllciale d'

Usez e nel

362

allora unita alla diocesi d'Avignone,

non

Papa Urbano V. Questi neh 370


r
il

confe-

lontana dalle famose Cevennes montagne


di Francia,
lari edifizi.

Ru37 Bernardo de Saint-Etienne. Guglielmo Soiberti nel 144^ fu traslato a Carpentrasso. Gabriele du Chastel nipote del predecessovescovato
al

nipote Pietro de
i
i

con anguste strade e irrego-

vera, cui successe nel

abitanti,

Conteneva poco pi di 6000 de' quali una 3.^ parte segue la


ed
la

sella di Calvino,

pi facoltosa del

paese, perch occupatasi nel conunercio

re Oliverio, fu

morendo

in

Roma neh 463

tumulato in s. Prassede. Fr. Lodovico de Vigne carmelitano, neh6o3 fond il convento de' minimi di Ponte s. Spirilo,

non avea falle le perdite, che hanno dovuto soffrire nobili cattolici della citt, che possedevano prima della rivoluzione feudi e altri diritti signorili. Tali ugonoli

i4
ti

USI
USINADA
i

uss
scu UsiDANA. Sede vescometropoli di GiuviledelUiMauriliana Gesariana nell'Africa occidentale, sotto
lia

il

conservono ancora l'anlca animosit e maltalenlo contro cattolici, e pi vol-

te in
gli

tempo

dello rivoluzione sostenuti da-

la

abitanti de'conlorni del cos detto Gardelle vici'ne Cevennes,


in

Gesarea. Donaziano suo vescovo fu

donanche,e no anch'essi
ti,

che so-

esiliato nel
dali,

484

<la

Uiinerico re de' van-

gran parte
la

furiosi

ugonot-

hanno
la

travagliala
i

popolazione cat>

che favoriva gli errori de' donatisti, contro de* quali parl Donaziano nella
conferenza di Gartagine. Morcelli, Afri-

tolico,

ed obbligali

sacerdoti, o a pren-

der

foga in paesi stranieri, o a nascon-

ca dir.

1.

1.

dersi ne'vicini boschi per salvarsi dal lo-

ro furore. Nel tempo del soggiorno del


cardinale non diedero alcun segno d* avversione, anzi l'ebbero in grande concetto,

Giacomo. Nacque a Dublino neh 580 da famiglia nobile e antica,


studi nell'universit di quella citt d'Irlanda, e
vi fece

USSERIO

progressi rapidissimi,

non
al-

considerando

la

sua fermezza nella re-

solamente nella lingua, nella poesia, nell'eloquenza e nelle matematiche,


lies nella

sistenza da lui fatta nel suo segretariato


di stato agli ordini di

ma

Napoleone I tenuto quasi onnipossente. Del resto trov che i cattolici avevano conservalo la cattedrale di s. Teodorito ridotta a parrocchia, e
la chiesa di
gli
s.

cronologia

nella storia sacra


1

e profana, e nella teologia. Nel

6 1 5 com -

pilo in

un'assemblea del clero d'Irlanda


la

alcuni articoli riguardanti


la disciplina ecclesiastica,

religione e

Stefano sua succursale. Glie


chiesa de'fra-

che furono ap-

ugonotti avevano trasformatoin temla

provati dal re
differenti

Giacomo
1'

I,

bench fossero

pio pel loro cullo erroneo


li

da

quelli della chiesa anglica-

ni di

minori. Si loda d'avervi passalo 70 giorsua fjuinquenne deportazione, che


i

na, e ad onta che

Usserio fosse proteil

stante ossia anglicano. Indi


fer nel

re gli conin Ir-

qualific
i

pi sereni e tranquilli e forse


eli

1620

il

vescovato di Mealh

pi

felici

sua

vita; libero e sciolto

da
la

landa, e nel

1626

l'arcivescovato d'y^r-

ogni cura e pensiero di carica e di

ufljzio,

inach (avendo

in quest'articolo citalo la
la

per

la vita

melodica che
gii ecclesiastici

vi

men; per

sua biografia, scrivo

presente, ad onta

quasi generale coltura degli abitanti, spe-

del protestalo parlando degli


ecclesiastici) e

Scrittori

cialmente

nobili; perle
gli

primate dello slesso rein Inghilterra a cacivili, e dicesi

attenzioni, ossequio e riguardi che

u-

gno.

Neli64o pass

sarono, massime in chiesa ove gl'innalza-

gione delle guerre

che

cu-

rono un piccolo baldacchino

venendo

ratori dell'universit di Leida gli offrisse-

spesso visitato dal sotto-prefetto e dal

ro una pensione considerevole col titolo


di professore ordinario, se voleva recarsi

maire. A' 5 aprile in Usez proclamando1

governo del re Luigi XVIII, e la caduta dal potere di Napoleone I, ed acciamando il Papa e il cardinale con partisi
il

in

Olanda;
la

che

il

cardinal Richelieu
gli

gli

mand

sua medaglia, e

olh grossa
la

pensione, colla libert di professare

sua

colari

dimostrazioni,

esso

coli'

insegne

religione acattolica in Francia, se vole-

cardinalizie recossi a celebrare la


nella

messa
s.

va andarvi.
zo

Ma

Usserio prefer di resta-

cattedrale con qualche solennit.


nella parrocchia di

re in Inghilterra,
I

dove mor a*2i raar-

Celebr pure
fiino,

Ste-

enella cappella dellesuore della ca-

rit dette .?wo/r

nere dall'abito: dapper-

75 anni, lasciando di s celebre fama, come uno de'pi grandi dotti del secolo XVII, senza per poter conodi

^55

tulio facendo

ralo

il

numerose comunioni. Onocardinale in pi modi dagli stessi


a'22 aprile part da Usez per

scere che fuori della Ghiesa cattolica


vi

non

la

salute eterna, anche pel dichiara-

calvinisti,

to nel voi.

LXXIX

p.

73.

Il

protettore

r Italia e

Roma.

d'Inghilterra

Cromwell, sapendo quanto

V ss
era sialo amalo
dal popolo, lo fece sonell'

U
abbazia di
LJsserio

SS
3.

i5
Bi-

Esposizione sopra Bellarmino.


gli

iennenienle

seppellire

blioteca teologica. L'ultima edizione deannali d'Usserio quella di Ginevra


e col i\{o\o:

Westniinsler. Abbiarao

di

un

gran numero

di dolle opere, lanlo in ia-

1722
vi

Annales T^eteris

etlVo'

lino cbe in inglese,

ma

cogli errori

pro-

pri di sua falsa credenza.


1."

Le

Ialine sono:

Britanncariim Ecclesiarum anli' qutales; quibns inserta estpestiferaea

Pelagio in Ecclesiam indiiclae haereseoshistoria^\&Zi.^.''Gravissimaequae'


stionis

Occidentis praesertim partihus

de cliristianarnm ecclesiarum in ab a,

posto lieis temporibus con tifina succes'


sionCyet stata historica explicatoy
1

Testamenti a prima mundi origine deducti,unacum rerum Asialicaiitm et Aegfptiarumchronico,a temporis historici principia usque ad extremum teni' pli et reipublicae Judacae excidi uni producto: J. Usserio Arni, arch.etllib. prim. digestore. Accedunt tria ejusdem opuscola. Viene qualificato il pi chiaro, dotto ed esatto compendio della storia universale, poich concilia colla ra la storia delle grandi
s.

6 1 3.

Scrittudel-

Ambedue
1

quest'opere sono

x\^\V

Indice

monarchie

de'libri proibiti. 3.

Storia di Gotescha-

r Asia e dell' Egitto. Alcuni dotti sopra


diversi punti

quCy 63 1 .^.''Epistole di s. Ignazio martire ^ di s. Barnaba e di s. Paolo con note,


1

non crederono

di seguirlo.

Tulli convengono che Usserio era un prodigio d'erudizione, e che avca molta critica
t

645.

5.

De' simboli e formale dife-

de^ 1647. ^" P^^ll'^niio solare


cerZo/i/,

de'Ma-

ed una gran conoscenza dell'antichivogliono che non abbia a-

1648. 7. Gli annali dell'antico Teslame?itOyi65o. 8. Una lettera sulle differenti lezioni del testo ebraico,

sagra e profana; ci non ostante alcu-

ni protestanti

vuto sempre

il

discernimento fino

nel

i652. 9. Gli annali del nuovo Testamento, 1654. io. Regola riguardante la versione de' Settanta, i655. i i.** Cronologia sacra, 1660. L'opere inglesi sono:!." Tre discorsi, di cui

riconoscere genuini certi


tichit ecclesiastica
la loro

scritti dell'

an-

che non favoriscono

pretesa

riforma. Riccardo Parr

cappellano del prelato e depositario di


tulle
le

uno

sulla ge-

neralit della Chiesa, pronunziato nel


1

vita in

624.

2."

ta, i63i. 3.

Risposta al p. Malone gesuiTrattato sull'antica reli*


1

letlere

1 686 pubblic la sua con una raccolta di 3oo che avea scritto agli uomini del

sue carle,nel
inglese,

suo tempo pi
di

illustri

per erudizione, lu-

gione irlandese e inglese, 1 63


nuel, i63g. 5.

.4.

Trat-

Tommaso Smith
USSITI,
Hir/^.?77^e.

pubblic una nuoEretici seguaci del-

tato sulV Incarnazione, intitolato ImniU'

va vita.

conferenza del giudizio di Renauld,sulV Episcopato, 1 64 1 ^J' Descrizione geografica dell'Asia miore, 1643.

La

l'eresiarca
il

Giovanni Huss, il quale prese cognome dal luogo ove nacque, villagri-

^ Dell'orgine

de' vescovi e

gio diBoemia, circolodi Prachio sulla

de* metropolitani, i644' 8.P/rco/o

Ca-

va sinistra del Blanilz, detto pure Hus-

techismo, i644' Molle opere miste, cio:

senetze Hussinetz, vocabolo che significa


sioni agli autori protestanti
fanatici e crudeli settari
si

Riduzione de* doveri de' vescovi. 2. Trattato suU* estensione de' meriti della morte di Ges Cristo. 3 Trattato sul sabato. 4 ." Dell'ordinazione de* ministri nell'altre chiese de' riformati. 5." Della potenza del principe. Il lutlo stampato a Londra neh 638. Lasci inoltre mss. tre trattali. 1 . La censura de' Padri della Chiesa e degli scrittori ecclesiastici. 2.
i."

oca, perci somministr frequenti alluquindi isuoi ;

denominarono
il

Ussiti e Flussi li. Di basso lignaggio,

cognome
vuole che

di sua famiglia sconosciuto. Si


il

signore del borgo dove Gioi

vanni trasse
i

natali, gli abbia

procuralo
egli fe-

mezzi di studiare, annunziando


disposizioni; ed in lai

lici

modo

contri-

i6
do, pocliil
tiell*

USS
suo fanatismo e
In

USS
monmania
gli
il

)ju\ .Vsuo tlepIoral)ili progressi nel

quale non pregiudicava


I

al

dogma; ma
al-

questo .punto

di

disputa mascherava

innovazioni politico-religiose

a-

tre fonti di errori, sovvertitrici della fe-

fjuislarono poi un'infelice

fama superio-

de, e che l'eresiarca

non
I

si

cur

di

tenere

re a'suoi meriti. Fatto baccelliere e professore dell'universit di

Praga neh 393,

ne divenne

rettore nel 1409, quindi sa-

buoni erano tutti indignati ne pi ascoltare potevano a sangue freddo spacciarsi da Giovanni
nascoste.
,
,

lungamente

cerdote e confessore di Sofa di Baviera

regina di Boemia;

il

che pose Giovanni

in relazione co'pi ragguardevoli signori

del regno. Alcuni giovani boemi, allievi


dell'universit d'Oxford,nvendoneI

i4o4

propagato nel loro paese


Huss,
di
eli'

la
,

perniciosa

Huss questo strano e perverso ragionamento. Che non bisogna credere n alla Madonna, ne a'Sanli, n alla Chiesa, ne al Papa, perch bisogna credere solamen Santi, te a Dio, e perch la Madonna, la Chiesa, il Papa non sono Dio. " Con
i

dottrina de* IVclcfisl (F.)

Giovanni

tali

indegni sofismi, questo eresiarca arle

erasi tutto infettato del


gli

nuovo
errori

ditamente impugnava
pali suoi errori sono.

verit

fondaprinci-

veleno, diffuse maggiormente


tali eretici

mentali del cristianesimo. Altri

e ne aggiunse de'nuovi co'


;

Che

la

Chiesa non

suoi propri scritti

osando altres predica>

composta che di predestinati.


nistri
i

Che mii

re in

tutti

luoghi, e specialmente nella

quali

non sono

giusti e predesti-

cappella di Beltlerame a Praga

che

il

nati,

non sono

veri ministri.

Che
i

l'ubbi-

Papa

era simoniaco, eretico, che

non

vi

dienza ecclesiastica una mera invenzio-

Bvea ordini nella Chiesa di Dio, ma nella societ de'Demonii". Pi tardi non esit di leggere in pubblico una lettera che due studenti gli seri veano dall'Inghilterra, e di raccomandare scandalosamente a'suoi uditori l'opere dell'eresiarca Giovanni Wiclefcaposetta de'wiclefsli, suo modello ed oggettodi sua ammirazione; di quel Wiclef contro cui la Chiesa, Gregorio XI, A]essandro V,e il governo inglese si erano uniti e accordati per combattere e dissiparne gl'infesti discepoli, conosciuti anco sotto il nome di Lollardi [F.). Una tinta di flosofa antica, sparsa nella novella
eresia, la

ne
la

degli uomini.

Che

tutti

preti

hanno

podest

di predicare, e

che non devo-

no astenersene per timore della scomunica. Leggendoi frammenti dell'opera intitolata Della Chiesa, composta da Giovanni Huss, destano stupore l'improntitudine, la rozzezza, la licenza e la durez*
za delle sue espressioni contro
il

clero,

mai misura alcuna, nessuna convenienza. Le circoverso


il

quale non serb

egli

stanze diedero rilievo


gli

al

personaggio ch'e-

rappresentava impunemente: non vi era pi centro di unit nell'Europa pel


,

lungo

grande Scisma (F.), divisa

\'

Ub-

rendeva pi pericolosa, mentre si sosteneva in essa, che ogni creatura e Dio, e vi si professava il sistema eWani-

bidienza (F.) tra'diversi Papi e l'antipapa ; riusc egli quindi perfettamente nello

scopo che
tro

si

era prefisso, d' infiammare

ma itnh'ersale.

False idee di libert, di


si

cio ilrisentimentodella niollitudinecongli ecclesiastici, di

iralernit, di eguaglianza

mescolarono
si

scatenare tutte

le

all'idee di pretesa riforma religiosa e

passioni contro di essi e di farli trucidare.

accreditarono rapidamente tra


del popolo.
I

le

persone

Vivente
la

lo stesso

Huss,

suoi scritti

non si limitavano, come se lo immaginava il volgo, alla Comunione (^F.) che si dovea fare da tutti sotto le due specie il concilio di Costanza, di cui riparlai aSvizzERA, si mostr assai indulgente su tale articolo,
suoi progetti di riforma
:

misero

Boemia
i

(F.) in combustione,

ed armarono il popolo del la capitale Praga contro magistrali. Contento di suscitare gli animi , il novatore conserv l'apparenze della moderazione io mezzo
alle turbolenze, cui

dava occasione la sua

US
eresia.

s
sis
,

U S S
il

17

Vcnceslao VI redi Boemia avreb*


troncato

e vi arrivarono quasi conlemporadall' orgoglio, nulla rispar-

he

di leggieri

male

dalie

ra-

neanienleadHnss,il quale dominato dal


fanatismo e

dici

e avrebbe risparmiato molle lagrise avesse voluto interpor-

me all'umanit
re
il

mi per
tulli
i

irritare contro di lui

non

solo

suo potere;

ma

quel monarca indo-

padri del concilio,

ma

altres gl'inviati di

non prendeva troppa briga delle sventure che stavano per produrre le stravaganti
lente, crudele e tutto dedito a'piaceri,
si

principi d' Europa.

dispetto di
,

lui le le

censure di cui era allaccialo


si

di

propria autorit
bilire

sciolse

da'Iegami della

visioni del predicatore della cappella

di

l'interdizione, os celebrare

messa, sta-

Dettlemme. Finalmente Stefano Paletz professore di teologia e Michele de Causis giustamente sbigottiti de' progressi dell'eresia, denunziarono Giovanni IIuss
,

conferenze segrete,
del cristianesimo
li

soffiar la
i

fiam-

ma della
li

discordia e sovvertire
,

principa-

dogmi
Tanli

scella per fortificai

e per

in una citt depurar la fe-

alla

s. Sede. Il Papa Alessandro V nello scomunicarlo con bolla de' 20 dicembre

de.

eccessi

d'audacia costrinse l'im-

peratore Sigisnondo, incaricato dell'or-

1409
al
I

in Pistoia, gl'interdisse

ogni eccle-

dine di quell'augusta assemblea, a farlo

siastica funzione. Giovanni

Huss a ppcilossi

."concilio

che doveasi tenere inCostan-

za per fare cessare lo scisma.


flicolt

Neli4'2

la

teologica di
articoli di

globo 4^

Praga condann in Giovanni Huss, dieretico, oer-

9 ottobre i4i5i. Giovanni Huss avendo tentalo di fuggire dal convento dov'era rinchiuso, fu trasferito una lega e mezza lungi da Costanza, nella fortezza svizzera di Groteleben. L'imperaarrestare a'
tore,
te
il
i

chiarandoli

come ciascuno o

padri del concilio e principalmen-

ronco, o scandaloso, o tenente liingifedeli dal vero


parli da Praga

cardinal

Armet
i

di

Broniaco decano,

cammino della fede.


l'i
il
i

Egli

esaurirono

tutti

mezzi di dolcezza e di

ottobre i4i4j p'if^a

d'aver ricevuto

troppo famoso salvadi

condotto, soggetto
ruditi critici.

questione tra'piii elo ricev solo

persuasione; ebbero ricorso a tutte le ingegnose industrie della carit evangelica per piegare quel cuore ostinato, per aprirgli gli occhi sui pericoli a' quali
l'

Giovanni

i5

e-

giorni
ra
il

dopo

la

sua carcerazione, e s'ignotenore non differiva da

tenore di quell'atto di sicurezza ; protale

babilmente

quello che fu inserito nel salvacondotto

accordato a Girolamo da Praga

mae-

stro e baccelliere di teologia, suo furioso

discepolo, pi di lui dotto e sottile nella

sponeva una pervicacia senza esempio, e per sottrarlo all'ultimo supplizio, con un pronto pentimento e ritrattazione di lutti i suoi errori. Giovanni era troppo orgoglioso volle acquistare una grande e lagrirnevole celebrit a qualunque costo. giuPalelz e de Causis, non meno che
:

disputa, ed in esso detto

" salva

nondimeno
il

la

formalmente giustizia e perquan1'

dici scelli
scritti,

per verificare

caratteri

de'si,Oi

vollero procacciargli vie di ricon-

to dipende dal concilio e

esige la fede
la fa-

ciliazione e di salvezza;

ma ninno fu

ca-

ortodossa;"
sona

che dava realmente


Costui

pace

di

rimoverlo da'suoi vani sistemi di

colt ai concilio di far catturare la perdell' eresiarca.

religione.

quantunque

st dell'illustre

percosso

dalle

censure

maggiori della

ad

Pareva che insultasse alla maeadunanza ripetendo. Sto determinalionem ConciliijmewUe riascollando soltanto
di farsi
s

Chiesa, ribelle all'autorit legittima, predic suoi errori lungo tutta la strada , li
i

gettava ogni parola di pace dello stesso


concilio,
la

voce
detra-

tradusse in lingua volgare, onde propagarli to


i

d'un amor proprio inconcepibile.


siderio

Un

pi da lontano, semin dappertut-

smoderato

un nome

funesti principii della sua dottrina. Si

spariva a traverso di

incredibile osti-

portarono a Costanza anche Paletz e CauVOL. LXXXVII.

nazione. Fino all'estremo

momento

si

a-

i
<lu|ii'<)

u ss
con riiiti-omis&one de'suoi disce:

U S S
pubblicale a Norimberga nel
1

558 con

poli n guaiiagi):>re pioselili


liiiiu

fino alTiiI-

una prefazione
tante titolo: J.

degl'eresiarca Lutero^ fu
i

istante pales egli la pi sfacciata


I

ristampala neli7

5, coll'audace e insul-

vanit.

Pnihi del concilio prima di pr


Ih

Huss ctHicronyin. Pialaico

iiuuziaie

loro ultima decisione sulla


gli
s

gcns'h- confcssoruni Cliristi hisLoria et

dottrina di Giovanni Huss,

propose
ri-

ino nume Illa.

Il

Girolamo da Praga,

IO un formolario d'abbiura

equo, che

nativo di quella

citt, arrestato nella Sel-

un uomo pi illuminato

e d'

animo

posalo r avrebbe acceltalo con riconoscenza, poich tal formolario salvava il

va Nera, fu condotto avanti il concilio di Costanza per esservi interrogato sulla sua
dottrina; nella sessione g.'^ egli condann gli errori di Wiclelfe di IIuss gi suo maestro ma avendo in prigione fatto
i

suo amor proprio;


e
lo rigett
,

ma

tutto inutilmente,

n [u possibile ammollirne
gli fosse

l'animo. Piuttosto che piegarsi, egli disse:

istanza d'essere ulteriormente inteso in

avrebbe voluto che


il

posta una

pieno concilio, nella sessione 21."

vi

fu
alri-

mola al collo e che Condannata la sua

gettassero in mare".

ammesso:

ivi in

luogo di sottomettersi
Chiesa, arditamente

rea dottrina nella ses-

le decisioni della

sione i8.\ questo novatore

dopo

la

scou-

tratt la sua abbiurazione, parl di Gio-

sagrazione dal grado sacerdotale, fu con-

vanni Huss come d' un santo, e protest


ch'egli aderiva alla sua dottrina
la di

segnalo

al

braccio secolare l'S o a'i5 lu-

ed

a quel-

glio i4i 5, e

condotto
di

in

Costanza
coiso

al

supplizio in

un sobborgo di uezzo a un con-

Wiclel.

Fu

allora anch'egli dichia;

rato eretico e spergiuro

consegnato

al

immenso

popolo d' ogni paese.

Egli

sal con tutta l'intrepidezza del fanatismo sul rogo, co;ne sul teatro del suo

braccio secolare, fu bruciato vivo come recidivo nel i4i6. Narra Novaes nella

trionfo. Bruciato vivo, le sue

ceneri

si

Storia di Martino F. Eletto questi l'i i novembre 1417 nel concilio di Costanza,
rimase poi estinto
lo scisma,

gettarono nel fiume Reno. Gli


colsero la terra del luogo, in cui

ussiti racil

ma

l'eresie

loro ca-

de* furiosi e crudelissimi ussiti insangui-

po eia
e
la

stato arso,

la

portarono a Praga

distribuirono a'Ioro amici

come una

terra sagra.

Da

quel fatale rogo, su cui


,

narono la Boemia^ e gli errori penetrarono fatalmentenella or a^^'ia^uftW Ungheria e nella Germania (V*) H Papa

M
'

per Giovanni

Huss

si

sparsero fino in
s

colla bolla Inter cunctas pastoralis cu-

Boemia

scintille,

che accesero un

vio-

racy de'22 febbraio


par. 2,p.

lento incendio di guerre intestine e reliil sangue di pi di 200,000 uomini non bast ad estinguerlo. La sua fine tragica ed suoi errori, gli avvenimen-

18:

4 ^> Bull. Roni. t. 3, Damnatio errornni Joaii1

giose, che

nis TVicleff, Joannis IIuss Hieronynii dePraga^ et aliorwn.de SacranientisEcclcsiae male sentientibus,eorumque com^

che ne furono il risultamento, ]o resero obbrobrio*)amente immortale, pi che suoi talenti, non poco mediocri, anche nel secolo in cui visse. INella sua priti

terribili

plicunietfautorum.Acforma hacreticoSj suspectosque de haeresi exatninandi. Contiene 4^ errori di Wiclelf, 3o artico5 interrogatorii da li ereticali di Huss, e
i

gione scrisse alcuni trattali, sui

Coman-

farsi a'sospetti d'eresia.

Mand

la

bolla a

damenti
le, sul

di

Dio, sull'Orazione domenica-

tutto l'episcopato e agl'inquisitori contro


l'eretica pravit, a'quali diretta.

sulla

Peccato mollale, sul Matrimonio, Couoscenza e sull'amor di Dio, sui


dell*

Quin-

di dichiar colla bolla

Apostolicae Sae,

Tie nemici
io del
sto.

uomo,

sui Sette peccali

niorlali, sulla Penitenza, e sul

Corpo

e del

SagramenSangue di Ges Cri-

La

raccolta delle sue erronee opere,

de' 25 gen458 De Sacramento Eucharistiae laicis sub una tantum specie juxta Constantientis san-

dis praecellens auctoritas

naio 14^6, Bull, citato, p.

V
cita
li

ss
I

e
prinoi pa-

ss
i

,9
crociati,

Concil ministrando.

audacissimo e valoroso, contro


e gli altri cattolici di

errori di Wicleifed Hnss, rimarcali dd Novaes, sono: Sostenere come dogma di


la

e Germania., nel

."
1

articolo

Boemia^ Ungheria, avendo nar-

fede

necessit ne'laici della cojnunio-

ralo a qual grado eccessivo di fanatismo

ne sotto ambedue le specie e col Calice. Insegnare l'esistenza del Paneei\ii\ fio{/^.),

giunse quel caposella.Dopola sua morte


i

sanguinari seguaci
:

si

divisero in
il

due
il

ter-

dopo

fatta la consagrazione. Cre-

ribili fazioni

una ritenendo

nome

di

dere di niun valore l'amouinislrazionede'


Sagran)/iti falla da'ministri dell'aliare
in peccato mortale.

taboriti, elesse a

capo Procopio
prete; l'altra

Raso,

cos detto per la chierica

che avea porta-

Ammettere
laici
,

a'sagi o

to

come pessimo

prendendo

santi

che fossero in grazia di Dio. Pretendere che la Chiesa non potesse avere Rendite e possedeie Z?c'/i/len)porali. Atterrale Tordinedella Ge-

Misteri

tulli

quello d'orfani, per non volersi sollomeltere


siti

prese

ad alcun condottiero. Parte degli usil nome d' Orchiti ^ Orehitae.pev

la

rarchia, sostenendo l'eguaglianza di lutSacerdoliseuzH didrenza alcuna dal ti


i

dimora che fecero in una monla^nache chiamarono Ore/^, e dove vantavano d'a*
vere ricevuta
!a

loro legge da Dio,

come

Papay dd Cardinali^ lW P'escovi. Anche nel 1422 con mollo zelo e diligenza, Martino

Mos.
questo

Un

cattivo sacerdote
si

Bedrei,iiato in Moravia,

denominalo fece capo di

V
i

si

applic a reprimere

funesti

ramo

di

ussiti,

che professavano
sacerdoti e

progressi dell'eresie degli ussiti in

Boemia

gli stessi

errori degli altri, distinguendosi


i i

(P .)i
sca,
lici,

quali diretti e armati dall'ostina-

per

la

loro crudelt verso

to e furioso ussita, l'ejnpio

Giovanni Zii

religiosi. Gli ussiti nelle

sanguinose guer-

perseguitavano crudelmente

catto-

re che fecero, anco coni ro l'impero, erano

distruggevano

gli altari e le ss.

profanavano Imniagini, bruciavano i


le

chiese,

armali d'un grande clipeo o scudo di legno, col quale interamente coprivano e
difendevaio
il loro corpo. Ne'Ioro accampamenti lo collocavano in terra, e vi nascondevano l'intera persona. Venne conservata per lungo tempo tale specie di difesa in molte citt della Boemia, e fra

sacerdoti, olire altre iniquit.

Gli ussiti

lacerando con furoie V inmagini della

Madonna de

Sette Dolori

("^.jjil

concilio

provinciale di Colonia, tenuto contro di


loro e contro
sta.
i

wiclefisli,

ne ordin

la fe-

Pertanto Martino
gli elettori

indusse l'impe-

le altre a

Praga.

Con

soddisfazione

ili

ratore Sigismondo re di
gheria, e
la

Boemia
i

d'Un-

Nicol V, neh." maggio i44S entr ui

dell'impero a bandir

Praga

il

celebre cardinal Carvajal lega-

guerra crociala contro medesnn erelici. Di pi nel 14^9 ordin la celebrazione della festa del Corpus

to apostolico, per ridurre gli esaltali

boe-

mi
li

al

buon

sentiero, al quale per

non

Domini con

trov disposti. Pretesero questi segua-

nuove indulgenze, anche ne'luoghi interper maggiormente promuovere il culto della ss. Eucaristia comballula iniquamente dagli eretici Taboritl ( V.), una delle principali diramazioni dedetti, e ci
gli ussiti,

ci

dell'eresia ussita, che confermasse Giovanni Rochizana primario cnposetta, da-

gli

scismatici del conciliabolo di Basilea

fatto arcivescovo di Praga;

ma
i

il

cardi-

nale ricus di farlo, e parli a'2

maggio.
del

derivali dal sanguinario e fana-

Racconta Cardella

nella

biografia

morte del quale cnposella in parte presero il nome di Orfani (^/^.jy a vendo sigli uni che gli altri aggiunte altre eresie a quelle degli ussiti. Deplorabili furono i danni che cagionarono ilatico Zisca,
la

dopo

cardinal Carvajal, che nemico acerrimo


dell'eresia e valido sostegno della purit

della fede, per estirpare gli errori


fessati dagli ussiti, fu sfidato a

pio-

pubblica

disputa da Rochizana, ed
acccllaila. per

egli

slim di
agli ere-

boriti col forsennato Zisca, loro capitano

non dar motivo

20
liei

U S S
d vantnr vittoria in

U SS
una causa,
nclln

munione
dislao
I,

del calice. Nel r45i7 mor

La-

qualeerain vece per essi d'infallibile perdita. Giunto il giorno stabililo per la di
sputa, conaparsi nella pubblica adunanza il cardinale e Rochizana, piena es-

e neli45'H venne eletto succes-

sore l'amministratore Podiebrado perle

mene
te

degli ussiti,

che continuavano a

straziare la

sendo de'personaggi pi
na,

distinti del re-

Boemia colle guerre. VivenNicol V, il suo nunzio Piccolomini,


11,

gno, die principio alla dispula Rochiza-

poi Pio

avea inutihnente dimostrato

sebbene insigne e profondo teologo non pot pronunciare die le sole paAeterni Patris P^erbnm; rimarole nendo cos confuso e cos ottenebrato
:

ma

a Podiebrado, quanto avrebbe meritato


colla Chiesa e col

Papa, ed anco col suo


ridotti gli

giovine re, se avesse

erranti
il

boemi
pa Pio
di

al
11

culto cattolico. Inseguito

Pa-

nella

mente, che quantunque per ben 3 volte tentasse con ogni sforzo di ripeterproseguire
il

neh 463 annull


i

preliminari

pace

stabiliti fra'

legati del concilia-

le e

discorso,

non

gli fu
i

pos-

bolo di Basilea ed
si

boemi allorch
essi

vi

per alto stupore circostanti, e coperto di confusione l'eretico, il cardinale interrotto dopo convenevole
sibile. Attoniti

portarono, in virt de'quali

avea

alla

no rinunziato a tutti gli errori, fuorch comunione sotto ambedue le specie,


che
i

tempo

il

di lui

vergognoso

silenzio, die

ci

padri scismatici accordarono.


il

principio al suo

argomento

colle stesse
le

parole proferite da Rochizana, e

pro-

Continuando do a favorire

re di

Boemia Podiebrae perseguitai>e


i

gli

ussiti

segu con tale energia, eloquenza e co-

cattolici, riuscite inutili te pontilcie

pia d'erudizione, che molti di quell'assemblea, detestato l'errore, abbracciaro-

Dionizioni, Paolo

11

nel

466

lo

amscomu-

nic e dichiar decaduto dal regno, sen-

no le cattoliche verit. Nondimeno in Praga dipoi prevalsero gli ussiti, e rimovendo Mainardo amministratore del
regno, per Ladislao
i

avendo

tenza che conferm nel 1467. lo vece il valoroso Mattia l Corvino, re


di

d'Ungheria e genero
portato vittoria sugli

Podiebrado,

riil

di tenera et e poi

ussiti nel

^'jOy

degnissimo principe, gran difensore delia cattolica religione, consegnarono la


citt a
zio

Papa

gli

mand

l'onorifico

dono dello

Giorgio Podiebrado o Podielrnaloro fautore ; onde il Rochizana

Stocco e Berrettone benedetti (P^.). Indi Podiebrado fu deposto anche da Mattia I, e mor in mezzo a tali turbolenze nel

con maggior orgoglio si stabil nell'usurpato arcivescovato, con grave cordoglio


del Papa. Nicol

i47i' Sisto IV

nel

1472 per estinguere


concesse
il

l'eresia degli ussiti,

regno di

nel finire del

i^n

Boemia, comech anticamente uno degli


Mattia
s. Sede (^.), a benemerito della Chiesa, ordinando a'boerai sotto pena di scomunica

mand suo

legato in

Germania

il

celebre
la disci-

Stati tributari della


I

cardinal di Cosa, per riformare

plina ecclesiastica corrotta dall'eresia ussita,

con ordine d'esercitare la legazione anche sul reame di Boemia, dove essendo rimasti vincitori gli eretici, dopo aver preso Praga s' erano messi nuovamente
a perseguitare
i

d'ubbidirlo e riconoscerlo per

re,

ed in-

sieme assolvendoli dal giuramento fatto a Ladislao II o Uladislao V, ma questi


prevalse.
siti,

Ormai

estinta l'eresia degli us-

cattolici.

Allorch nel

rincrud

neli474'n Praga, facendo

i4^2 Nicol
nic sotto

coron
III,

in

Roma
non

l'impe-

gli eretici

strage de'religiosi e spoglian-

ratore Federico

questi

si

comuin
tal

ambo

le specie,

come

do v

monasteri.

l'eresia

Dopo pochi anni rinnoAgostino Luciani, gi vescovo

funzione pralicavasi, per non sembrare

approvar l'errore sostenuto dagli ussiti, che propugnavano necessaria la codi

Santauriense e poi eretico. Innocenzo Vili con tanto zelo si adopr nel i486
per ridurlo al seno della Chiesa, che gli

V
riusc,

su
se luterane

UTE
o de' Protestanti (F.)

21
alla

onde pot deprimere l'eresia. Nel 1493 Alessandro VI aderendo all'istanze del re Ladislao li, fece promulgare
la crociata

contro

turchi, e per meglio

vera Chiesa cattolica apostolica romana. Per altre notizie vedasi il Conlin, Dizionario delVeresic ,xc^\ articoli Huss
e

prom uoverla

cre legato Orso vescovo di

Vssitij Beigi er. Dizionario enciclopeussiti,

Trani, dandogli ancora autorit d'assolvere e di riconciliare colla Chiesa roma-

dico, l'articolo f/^^z^zy Giovanni Coeleo,

Storia degli

Magonza i549o

na

pragesi, stati

lungamente

infetti negli
i

USULA

USILLA

USILAE

o U-

errori di Huss, indi resi ubbidienti

per-

ZALA. Sede
la

vescovile dell' Africa occi-

tinaci daLadislao II dopoch nel 1490 era divenuto re d'Ungheria. Ed perci che
i

dentale nella provincia Bizaceua, sotto metropoli di Adrumeto o Hadramito.


si

pragesi

senso, e

sci isser al Papa di comun concondannando tutte le eresie, di-

Ne furono vescovi: Cassiano, che trovosnel 349 al concilio di Cartagine; Teodoro fautore
cilio

chiararono
la (|ual

di volere ricevere tutti

riti

de*donatisti,i quali nel con-

cattolici, e osservarli

cosa

il

perpetuamente; delre stesso scrisse ad Alesal

sandro VI. Questi adunque ingiunse


legato Orso, di riunire
i

pragesi nella coi

munione
boemi, e

cattolica, di pacificare
di

principi

383 condannarono Primiano ; Privato, che intervenne nel 4'! alla conferenza di Cartagine; Vittorino, esiliato nel 4^4 da Unnerico re de' vandali ; Lorenzo sottoscrisCabarsussitano del
se la lettera del concilio Bizaceno, mandata nel 641 all'imperatore Eraclio Costantino contro rnonoteliti. Morcelli,
i

bandire

la

sagra guerra con-

tro gl'infedeli. In questa guisa, come piac-

que a Diojfu
slituendo
sa
i

estirpata l'eresia boemica,re-

il

legato nella grazia dellaChiei

Jfr. chr.
la
s.

t.

Usula, Usulen, ora un

ti-

pragesi, tranne alcuni,

quali pochi

tolo vescovile inpartihus,

che conferisce

anni dopo furono costretti da Ladislao II ad abbiurrgli errori per timore ancora
di punizioni severe.

storiali

Sede, trovandosi ne' registri concinotata sotto titoli arcivescovili


i

Laonde
che

nel
si

1499

^""

rono

assolti tutti quelli

converti-

rono, venendo prosciolti dalle censure

fulminate da Paolo

II;

ed Alessandro

VI

partihus di Cartagine e di Adrumeto o Hadramito, il quale il pi ragionevole, per l'antica dipendenza ad essa quando n'esistevano le chiese. Gregorio XVI
in

die piena autorit a* sacerdoti cattolici

boemi
e
i

di riceverli nel

seno della Chiesa.


il

nel 1843 col vicarialo apostolico di Co' lombo lo attribu all' attuale mg."^ Gae-

Allora in

Boemia

rifior

cattolicismo,

tano Antonio, allora pro-vicario, indi

vi-

pochi restati tultavolla ostinati fure.

cariOjCome

dissi nel voi.

XXXI V, p. 260.
di

rono perseguitati dal zelante

Per nel

USUR.A. F. Monte
altri relativi articoli.

Piet

e gli

seguente anno pullul nella Moravia e


nella Boemia la sozzissima eresia de* Valdesi (V.)y come la qualifica l'annalista

UTENSILI SAGRI,
i

Utensilia sacra.

Rinaldi,

la

quale coH'alIeltamento
molti, di-

di laidissimi piaceri perverti

mentichi della propria eterna salute, contro


i

quali Alessandro

VI destin inquide-

sitori,

abbracciando

essi diversi errori


gli eretici

gli ussiti.

Poco dopo
la

Luterani
sotto le

(/^.)

rinnovarono
specie,

comunione

Vocabolo generico e complessivo che comprende sagri Arrediy Pannilinij Paramentii Festi, Fasi(F.) ed altre Suppellettili sagre (/^.), ed ornamenti sagri per uso della Chiesa o Tempio pel culto divino, non che pe' suoi ministri e per la Gerarchia ecclesiastica, Fcscovi (F.) quali sono soggetti agli Spogli ecec.
, i

due

che dal concilio di Trento condannata, divenne un essenziale ostacolo per la riunione delle sedicenti chie-

clesiastici, al

modo

riferito in quell'artii

colOjSu ci vegliando

Succollcllori degli

spogli (F.)^ sul quale argomento abbia-

U
iiiu

TE
De SpoUis
Ecclcsia*it, vi

UTE
troveranno
ed
sciolti

di G. Roiloni,

lutti

did)bi

*//(/>,

Itoinae

gli utensili

i585; ed in Ruoia per sagri \ Cardina li il prelato


^

sidia
li

prima inlroduzione de'sagri utensi,

d'ogni specie

il

loro pio e mistico


i

Sfigri.itn (f^.)

per

la

St/grexlia della

o simbolico significato;
ralisti vi

teologi e

mo-

Cappella ponlfvia.
Bihliotheca

Si

pu vedere
sulla

l'ai-

leggeranno qualunque questione

tioolo i^lcnsili.i nel Ferrari,

Prompta
loro

Canonica ec,
i

somminislrazione, inanulen7oiie, lasse, medesimi. padronali ec, rigtjardanli


iNel

circa le cose da credersi o la maniera di condursi riguardo a' medesimi; e finaU mentei giureconsulti, pe'(piali precipua-

1783

in

Roma

fu

stampato

dal

Giunchi:
tus^

De

Sacris Utcnsilibus Iracta-

mente, dice l'estensore dell'articolo, sembra essersi avuto in mira nella composizione dell'opera, potranno consultarla in
tulli que'casi forensi, ne'quali
sj

SS. O. N. Pio f^f clicolus: anetore Fabio de Alheriis pnlricio BUvaiiati, Fabriani primuin, deinde Seiio^alliae, mine vero Eecle.siae Fidginalia Ficario generali. Accessit Sacrae Romanae Rotae deeisionuni ad nialeriam pertnentiuni ejusdem in altero volu/ninc
colleclio^etin ntrocpie indices locupletissinii.

dispute-

r della propriet de'sagri utensili, e del


loro risarcimento. Si dice inoltre, l'opera
essere divisa in

due vohuii
all'

in foglio,

il

i.'*

de'quali destinalo

esposizione della

materia, ed
cisioni della
la

il

1."

s.
,

ad una collezione di deRota romana spettanti ale disposte per ordine croal

medesima
I

L'origine e

il

significalo delle auc\\q

nologico dal

)83

777. Tutto l'argo-

guste Ceremonie e de'venerandi Riti

mento
lli.^e

si
il

svolge nel
2.

i .**

volume

in

7 capi,

accompagnano
nostra
s.

Culto esleriore della Religione formano certamente


il

parlano del

nome

e dell'uso,
il

divisione ed origine de* sagri utensili;


3.**

una
li

delle pi importanti e dilettevoli par-

della loro necessit e utilit;

il

4'**

della sagra

Erudizione. Bench per


il

al-

5." della loro

tro questo studio, conosciuto sotto

no-

materia e della loro forma tanto antica che moderna; il 6 di loro


e

me mo

di Liturgia, sia sialo con grandissi-

consagrazione
della

benedizione; nel 7." della


nell'8.**

studio e

impegno

coltivalo, con inillustra-

venerazione a'm edesimi dovuta;

numerabili e preziose opere che


,

preminenza

competente per loro


io.**

no il vastissimo argomento nondimeno ninno in certo modo sino all'Albertis, sotto il punto di vista che annunzia il titolo lell'opera, se giusto il ragguaglio che ne diede il n."3() deW Effemeridi di Roma
del 1783, avea preso parlicolar cura per
la

ragione; nel g. e

di loro custodia e

di loro visita; l'i 1." della loro

sospensione

e inlerdizione;
di provvederli,

il

di
si

que' a cui spetta

donde

prende molivodi

parlare ancora di que'a'quali incombe la

manutenzione
materia

e riparazione delle chiese,


liti

parte pi interessante di

siffatti

studi,

di tante

nel foro; nel

3.

si

a-

tio la materia de'sagri utensili, l^erci,

gila la (juestione, se e in quali occasioni

soggiunge
sto

lo scrittore di tal rivista , quevuoto della scienza liturgica venne finalmente riempilo, ed a suo giudizio e di tulli g* inlendenli, com'egli assicura,

debba

farsi

copia de'sagri utensili a' ve-

scovi ed a'sacerdoti

che vengono
si

a richie-

derli pe'sagri usi; nel 14.*'

disputa sulla
la

contribuzione onerosa per


ricerca se

manutensosr-

degnamente

completamente da non lasciar nulla a desiderare. Dice quindi, che per la scelta e disposizione della mae
,

zione o rifazione de'sagri utensili; nello."


si
i

safari

utensili

vadano

getti allo spoglio,ese di essi possa disporsi


si
si

teria, l'opera
li

pu soddisfare
filologi e

lutti

quel-

per contralto o ultima volont; nel

16.**

the ponno averne bisogno o bramino


I

esaminano

vari abusi che possono

far-

consultarla.
si

que'che sono mos-

de'sagri utensili colla simonia, col fur-

da semplice erudita e cristiana curio-

to, colla superstizione,

si

assegnano

le

V T
nel

r
li

U T
simili abusi;
cia

23

proporzionale pene pe'rei

UTICA. Sede

vescovile della provin-

17/ finalmente

si

sviscera la materia

Cartaginese proconsolare nell'xlfrica

dell'alien azioue de'sagri utensili, e delle

occidentale, e antica citt marittima della

pene degli alienanti. L'autore del compendioso estratto dell'opera, dice avere
avuto presente nell* ollrire il breve pr spetto della medesima, di dare una pr va dell'utilit grandissima che polranno
rilrarne
rochi,
i

reggenza
e
il

di

Tunisi

(T'.), tra

Cartagi-

vescovi,

vicari generali,

par-

confessori,

canonici e ogni classe

infine di ecclesiastici, giusdicenti e giure-

consulti. Finisce col dichiarare

luttoci

oltre l'essere illustrato con copiosa erudi-

promontorio d'Apollo. Era un'antica colonia de' tirii o fenicii, al dire di Pomponio Mela e di Stefano di Bisanzio. l greci lachiamarono Itica,ed da notare che quelli di detta nazione che scrissero fra'Iatini, adoperarono tale ortografa che dava il suono d'Utica de'latini stessi. Questa citt, per dignit e grandezza non la cedeva che alla famosa Cartagine
ne, V

zione storico-liturgica, trovasi corroborato dall'autorit delle costituzioni apostoliche, de'concilii, de'ss. Padri e (le'pi

emula

di

Roma,

dopo
la

la

distru-

zione di questa, divenne


golfo con Cartagine, e

capitale della

provincia. Strabone T indica sullo stessa


si dice che ad essa molto anteriore, e non mollo lungi l'ubicazione. Augusto diede a qtie'd'Utica il titolo di cittadini romani, e nelle monete chiamasi Muncipi ni n JuUiim. Nella spedizione dell' inperatore Carlo V di Tunisi, nel 535 sbarc a Porto-Farina,

accreditati dottori, alle quali

si

aggiunge

all'opportunit quella delle decisioni rotali,


si

fu di

de'decreti delle

s. s.

congregazioni, masconcilio di Trento.

:ue di quella del

Siccome non mi fu dato conoscere opera importanza, stimai non inutile dune un piccolo saggio sulla riferita contezza, onde renderne avvertito chi l'ignodi tanta

ritenuta

comunemente
si

l'antica litica,'

rasse, se gli piace

di farne ricerca.

Del

6 giugno. Spesso
nella storia
re, e

fa di essa

menzione

resto, se noi m'illudo, per

quanto

il

com-

della guerra civile

porta l'essenziale natura di tutta questa

per

la

morte del

rigiilo

da CesaCatone di-

mia opera
uscita
j.>enna

e la mia pochezza, comech unicamente da questa sola debole pure mi lusingo in buona parte, ,
nella piti intrinseca
,

almeno
gli

di

avere e-

saurito l'ampio e fecondo

argomento neche
la

venne ancor pi celebre. Marco Porcio Catonesoprannominatod' ltica, dd\ luogo dove mor, pronipote del fauoso M. P. Catone il Censore, fece la sua 1. "campagna nella guerra degli schiavi, e al suo
ritorno fu fatto qtiestore. Si un a Cice-

innumerabili

articoli, si speciali

generici o relativi, che

comprendono

rone contro Calilina, e


nel senato.
gli

si

oppose a Cesare
per unire
;

descrizione di tutti

gli utensili sagri. In-

Fece

tutti gli sforzi

tendo dire, della loro origine, diversit di nomi, differenti forme e materia , benedizione e consagrazioue,
usi diversi, in-

animi

di

Cesare e

di

Pompeo ma non
il

essendovi rilascilo, seguit

partito di

terdizione e abusi; della parte mistica e

Pom[)eo, che liguardava come il difensore della repubblica. Finalmente ilopo la


battaglia di

simbolica, e dell'analoghe molteplici erudizieni, in

quanto specialmente li riguarda. Ragionai anche de'poHteriori decreti sui medesimijemaoati dal-

una parola

di

Farsaglia e la morte di Pompeo, ritiratosi ad Utica,si trafisse con un pugnale per sottrarsi alla servit l'anno 45 avanti
de
di
la

nostra era. Nel sito dove

le s.

congregHzioni e confermati da'pii

re-

giaceva Ulica,trovan8 una quantit granvecchie mura, un acquedotto molto


largo, cisterne ed altri vestigi d'edifiziche

centi Papijinclusi Vii mente al regnante, sul

delicato
fclico,

argomento dello spoglio

ecolesia-

che pe'cardmali fino a pochi

anm

addietro non era stato del lutto definito.

t.

manifestano una magnilca e granile citAl sud ovest di tali rovine si vedono

24
i

U T
camp che
i

U T
La lappreseuta

vasti

romani resero famosi

colle loro gesta militari.


ia oggi

duto Vittore vescovo di Fila, in vece vescovo d* Ulica, celebre storico dell'

Porto-Faiiua, in vantaggiosa posizione; altri dicono che fosse pi vicina


a Diserta: propriamenlesulTarea dell'antica Utica si colloca il casale di Boosha*
sthes o Satcor.

invasione e [)ersecuzione de'

Mandatiil

li

(K).

Utica, Uliccn, divenne un

tolo vescovile in partihus sotto


le

simi-

Per quel i.silo, stante il limo dal fiume Bagrada convogliato, trovasi attualmente a pi miglia dal mare,
ove
si

ferisce la

arcivescovato di Cartagine, che cons. Sede, ed alcuni che ne fuinsigniti


li

rono

notai a'ioro luoghi, Conel

rnell cardinal

Ann ibaldi morto

1367,
vescove-

[)escano con profitto


fa

coralli

di

riferito nel voi.

XX VII,

p.

173.

vhg

si

ampio comaiercio.

Ulica ricev
il

UTIMMA
re, sotto la

UTIlNUNA. Sede

iie'primi tempi della Chiesa


fede, e nel secolo 111
vile sotto la

lune della

vile d'Africa, nella

provincia ProconsolaIl

divenne sede vesco-

metropoli di Cartagine.
si

metropoli di Cartagine. ili. vescovo che si conosca Aurelio, che nel :t55 intervenne al concilio di Cartagine.

scovo Ottavio

trov alla conferenza di


,

Cartagine del
dir.
l.

4''* Morcelli

Jfrica

I.

Pare che a suo tempo, e certamente nel 258, durante la persecuzione di Valeriavi furono uccisi 3oo cristiani, denominali AJassa Candida, perch le loro

UTIMMIRA.
poli di Cartagine.

nella provincia Proconsolare della

Sede vescovile d'Africa, metrovescovi: Severo,

no,

Ebbe a

che trovossi
esiliato

alla

conferenza di Cartagine

ceneri

si

mescolarono

colla calce.

Sono

co' vescovi cattolici nel

4'

i J

e Beparato,

venerati a'24 agosto col

nome

di

Martiri

daUnnerico
la

re de' vandali nel

484
do-

di litica (F.), e resero perci gloriosa liutica ne'fasti ecclesiastici, il vescovo Ma


ro vivea nel 3o3; Vittore
d'Arles nel 3 14; Quinto
lio di
I si

per aver sostenuto

nella

conferenza di
i

Cartagine

fede cattolica contro

fu al concilio

rec al conci-

Cartagine nel 339; Vittore 11 fu ^^'" alla conferenza diCartagiue nel 4 'J loniano trovossi al concilio di Cartagine
1

Africa chr. t. i. UTINA Uthina. Sede vescovile dell'Africa occidentale, nella provincia Pronatisti. Morcelli,
,

consolare, sotto
ne.

la

metropoli
il

di

Cartagi-

La

citt

sorgeva presso
profani.

fiume RagaChiesa e
ve-

nel

9;

s.

Fiorentino intervenne alla con-

di a,

ed illustre
gli scrittori

ne'fasti della

ferenza di Cartagine nel


lo da

484,

e fu esilia-

presso

Ne furono

Unnerico re de* vandali , e con s. Vindemiale di Gopsa si rec a Trcviso(F.) ove santamente morirono: tumulati nella
1

scovi: Felice, che trovossi al concilio di

Cartagine nel

255 Lampadio
;

porlossi a

quello d'Arles nel

3i4;

Isacco interven

chiesa di

s.

Gio. Battista

corpi

nel

ne

alla

conferenza di Cartagine nel 4i

>
,

0^3

furono trasportati nella cattedrale

Felicissimo fu l'ultimo vescovo d'Ulina

dal vescovo di Ti eviso Rotari. Faustinia-

poich

alla

sua epocaGeoserico rede'vanla citt.

tagine nel
verso
tera
il

o vescovo d'Ulica, fu al concilio di Car525; Junillo o Junilio fiori

dali ne devast
c/ir. t.i.

Morcelli, Africa

Ulina, Utliinen, un titolo ve-

55^ Flaviano
;

sottoscrisse la let-

scovile in

par tibus,(\eW eguale

arcivescola
s.

mandata

dal concilio proconsolare

vato

(li

Cartagine, che conferisce

d'Ahica, a Paolo patriarca di Costantinopoli contro i monoteliti; Potentino, V ultimo vescovo d'Utica, rifugiossi nella Spa-

Sede.

UTINlCA.Sede
cia

vescovile della provin-

Proconsolare

d' Africa, della

metro-

gna verso
celli.

il

684,

in

conseguenza

dell'in-

poli di

vasione falla in Africa da'sarnceni. Morylfriia dir. t. i. Per molto tempo suir autorit d'alcuni mss. fu cre-

Cartagine, e chiamata pure Utima o Parva Utina. Valerio suo vescovo si trov co'cattolici nel 4'^ ''' confe-

renza di Cartagine. Morcelli,^'. chr,

1.

1,

U T
rXITI
rani (f.), e

U T R
Erelici

l'i

MUTITI.

discepoli di

uW-LuteGiovanni Hult.
tVIsraele^ve'

scorgonsi circa

5o

citt.

Notevole andiver-

cora
si

il

palazzo civico,

come pure
il

Dicevanoch'essi erano
nuli per eslertuinare
i

figli

stabilimenti di carit,

palazzo del

cananei. Professail

re appellato Huis-van-Loo, la zecca ed

vano

allres la

massima, che siccome

un

collegio generale delle zecche del re,

giorno del giudizio universale si avvicinava, cos bisognava prepararsi mangian-

gno. Utrecht rinomatissima

peich

ducati d'oro d'Olanda ne'paesi esteri han-

bevendo senza limite. Sede vescovile d'Africa, forse della provincia di Numidia, e perci soUo la metropoli di Cirta Giulia. Timiano, uno de'suoi vescovi, Irovossi co' cattolici

do

UTMA.

no corso pi generale. Vi sono eziandio, una biblioteca publ)lica un anfiteatro d'anatomia, un giardino botanico, un gabinetto di storia naturale, un osservatorio astronomico, una scuola latina una
, ,

alla conferenza di
celli,

Cfutagine del 4
l.i.

.Mor-

societ di poesia e pi altre societ letterarie.

Jfrica dir.

Vi sono pure
1'

belli

comodi

pas-

UTRECHT

(XJltrajccten). Citt con

seggi, e tra gli altri quello del Maglio, che

residenza arcivescovile, popolosa e bella dell'Olanda nel regno de'Paesi Bassi, ca-

aumenta

amenit de'dintorni. Distindi lingue classiche, di

guesi l'universit fondata

poluogo della provincia omonima, nella quale tiene il rango principale, di circona circa 8 leghe dario e di due cantoni da Amsterdam, ed a pi di 12 dall' Aia capitale della monarchia. Se(\(i d'un tri,

ha professori

neli63o,eche ma-

tematiche, di medicina, di teologia e di


legge. Utrecht contiene

pure un museo e

scuola di belle arti, una scuola veterinaria

fondata dalla societ agricola d' U-

bunale

dii.''

istanza

d'

un tribunale

di

commercio
superiore

della giiuisdizione della corte

di l'Aia^d'un'alta

corte militare,

una societ provinciale, cio vi un dipartimento della societ del Bene Pubblico e un dipartimento della societ
trecht, ed

e anche d'un arcivescovo scismatico-giansenista.

nazionale ecorjomica.

Il

regnante Gugliel-

Trovasi situata

in

amena
al

valle, in

mo

III re

de'Paesi Bassi, con decreto de'

riva al

Reno Vecchio ed
si

Vecht che da
dividen-

3i gennaio i854 eresse un istituto reale


e centrale Neerlandese di

esso quivi

distacca, ed

il

Reno

meteorologia,

dola in due parti o rami, a'quali fu dato


il

destinando sua sede Utrecht e incaricandolo:


1

nome

di

Vecchio e

di

Nuovo
si

canale,

.Di fare osservazioni meteorologi-

quali

bagnando

la citt

riuniscono do-

che

in diversi punti del

regnoe

delle pos-

po averla attraversata
terrapieni con anjpia quadrangolare n' il

in tutta la

sua lun-

sessioni neerlandesi

nell' altre parti

del

ghezza. E' fabbricata all'antica, cinta da


fossa, torri e

recinto, che

mura: ad una
la bel-

mondo, a bordo delle navi mercantili d' Olanda durante loro lontani viagi

gi. 2. "Di

raccogliere e pubblicare periodii

lega

si

distende. Niente pareggia

caujenle

risultamenti dell'osservazioni
si

lezza dellesue vicinanze, soprattutto dalla

meteorologiche che
esteri.

farebbero ne'paesi

parte d'Amsterdam; nella sua forma quasi

L' istituto

dunque deve con uni-

quadrata,

le

sue vie sono assai larghe


il

formit d'osservazioni meteoiologicha su


vari punti del regno, oe'possedimenti d'ol-

e ritagliate da canali

cui livello sta ciredifis.

ca 20 piedi sotto

il

pavimento. L'
in

tremare e
i-risiiltuli

sui vascelli

de Ile flotte da guer-

cio pi rimarcabile la cattedrale di

ra e mercantili, raccogliere e pubblicare


(li

Marimo, da ultimo
superba torre
il

parte cadente, con


piedi, e

queste osservazioni e di quelall'estero. Inoltre


il

alta

388

secondo

le

che

si

fanno

re or-

Castellano di 4^9, donde in tempo sesi

din

la

costruzione ad Utrecht d'un os-

reno

va, ed iu

gode d' una magnifica prospettimezzo u canali, fiumi e stagni

servatorio destinato all'uso speciale dell'islilulo centrale di luelcorolocia.

Vi

si

UT R
he.

UT

R
sepolcrale ne
ri.

vede un molino per la spianatura del rame; di poca importanza sono lemaiifatlure, ed il commercio poco considerabile, bench favorito dal vantaggio d'una navignzione interna facile; tuttavia
vi si tro-

Del suo

parlai nel

monumento voi. LXI V, p.

109. Esso fu e-

retto da

Willelmo Enchem'oer braband'Utrecht, gi preposto del,

liuo, vescovo
la slessa

chiesa

e fu

1'

unico cardinale

vano fabbriche di panno nero, te sono le pannine d'Utrecht;


co, di lucerne

rinoma-

creato da Adriano VI. Ne' voi,

LXVI,

p,

di velluti,

95,

LXXI,
si

di calze, di relfe, di ceraspagna, d'inda-

mente

i32, rilevai come anticascrivevano diplomi pontifcii,


p.
i

economiche, di spille. Vi hanno pure rallnerie di zucchero e di sale,

con caratteri detti impropriamente gotica o romano alterato, di cui nel voi. XXXI,
p.

e purghi di tela; e net vicino villaggio

di

Baarn una Horente manifattura di tappeti. La citt conta quasi 40,000 a-

gallico; e

3oo, longobardo, sassonico e francoche l'attuale forma di scrittura

usata nelle ^o//c^ apostoliche, fu introdotta in

bitanti, elegge

deputali agli

stali della

Roma

nella

Dataria apostolica, tW
ivi
,

provincia. Utrecht vanta parecchi illustri,

concittadini d'Adriano VI, e da questi

tra'quali primeggia

il

sommo Pon,

chiamali e

fatti

venire da Utrecht

a di-

tefice

Adriano /^YFlorenzi
fondamento
di Brescia.

sebbene

il

versi de'quali affidando la scrittura delle

Bellinlani senza

lo

pretese di

bolle con carattere

deforme

e di

forma

Di cpiesto dotto e virtuoso Papa, gi professore e benemerito dell' Unh'ersit di Loi'nnio (F.), vesco-

Sanzano

piuttosto olandese, quale usavano tra loro.

Mg." Marini nella Diplomatica Poii2-^


p.

tiftcia^ edizione

64

vo

di

Tortosa (/

.)

e cardinale, e gover(/'.) pel

pontificato d' Adriano


t

natore della

Spugna

suo disce-

rechi s'introdusse nella

dice che nel VI da que'd'Udataria un assai


,

polo l'impeiatore Carlo V, non

meno

di

j>Li

deforme carattere e

scrittura

della

sua dotlrina, virt e opere, ragionai ne' citati e altri articoli, comech per un com-

precedente, e detta gotica volgarmente.

Che
loro

tloveliero le bolle pontifiicie questo

poco conosciuto e assai calunniato. E quanto alla patria, il Buroianno nelle noie al Moringo, fltae
plesso di circostanze
,

deturpamento ad Utrecht

per

la

gente di col passata in R.oma


lettera di
re,

e tale

scrittura fu appellata bollalica, liegese e


s.

Jladriani
ze,

F I^ dinjoslra sino all' eviden-

Pietro. Tuttavia fa osservaaltri diversi caratteri, se

Urbe nonacque in Utrecht, .stia TrajeclOf ed ivi porta un lungo catalogo della genealogia di questo Papa. da avvertirsi che ne'Paesi Cassi si danch'egli

che talee

pu-

re diversi, e
le

non piuttosto modificati daldiverse nazioni possano dirsi, non che


carattere,

tutte l'europee scritture, derivano dal ro-

no due Trajetli
inferiore:
il
il i

uno

superiore, V altro

mano

come

sostenne Malfei^

2." al

Mosa, ed Masirichtj Reno, ed Utrecht patria d'A.'*alla

contro Mabillon e Papebrochio. Utrecht


principahnenle rinomata, perch in essa a'23

driano VI. Dall'essere Utrecht fabbricata da'roraani sul maggior guado del Reno, da questo venuto il nome di Traje-

gennaioiSyg
di

si

strinsero in lega

con trattato
scosso
di

unione

le

7 Provincie

Ure
si

nile della repubblica


il

d'Olanda. Cos fu
11

cium

poi Trerhtj in fine Utrecht j anti-

giogo assoluto di Filippo


e

co passaggio del Reno o Utrajeciain^ vale a dire passaggio alla citt di Volta,

Spagna
la

sovrano de' Paesi Bassi,

elfetlu

separazione dall'altre 10 pro-

per distinguerla dall'antica citt


sJricht,

di

Ma*-

vincie, ed in

Utrechl fu solennemence pro-

sia

passaggio della Mosa, Tra^^er^iscrizione sepol-

clamata

la

propria indipendenza, dichiaI

Jcctitni

ad Mosani.
It'gge
:

crale

Hadriano VI P. /)/. ex Trajccto insigi infer. Gcr manine Ursi

randosi Guglielmo di Nassau principe d'Orange Stadtholder o luogotenente di


tutta
la

Bassa Alemagna, a cui Filippo

U T R
1
1

UTR
le

27

nel

55^9 avea tlalo in governo

pr*

Pordine Teutonico, secondo W promesso


a quell'articolo, cio de* cavalieri di tal

vincie d'Uliecht, Olanda, Zelanda e Frisia.

Nella

guena

del 1692,

Ulrecht fu

nome come
Paesi Bassi.
tonico in

oggi esistono nel regno de*


Il

occupala

colla provincia dall'esercito fran-

territorio d'Utrecht face-

cese per 3 anni.

inoltre

servi comincialo a'

famosa per es29 gennaio 1712 il


la

va parie de'i 2 tcrrilorii dell'ordine Tea-

Germania, formando un

baliag-

congresso della pace generale, per


ra della
sticcesdione
alla
1

guerdi

monarchia

giodi esso con i4 commende. Esso procedeva in gran parte dalla donazione falla nel i23i da Svedero gentiluomo di Munster, signore di Dingete eRingemburg, e dalla sua sposa Beatrice, a cui fu

Spagna {^
concluse Ira

). li'di l'i

aiirileiyiS visi
celebre pace che

gli alleali la

tranquill 1' Europa^ tra la Francia e la Spagna, ringhiltei ra, la Savoia , il Portogallo, la Prussia e l'Olanda.
ticolare Ira
la
i

poi unita

la

commenda

di Schaluinen in

La pace
1

parvi

Spagna

il
1

Portogallo

Olanda. Il cav. Antonio di Ledersake di Printhagen pel i.^fu nel 23 i eletto gran
i

fu segnata a'
l^e

3 febbraio 7 5, e cos ebfine quel clamoroso congresso, che


i

commendatore di questo baliaggio. Al tempo della pretesa riforma fu questo


sottratto alla sovranit del
di

stabil

nuovi destini d'Europa.


sa[)ulo

Il

Papa

gran maestro
provincia

Clemente XI avendo
gresso d' Utrecht
i

che nel conprocu-

Marienthal. Gli
1

stati della

piincij/i eretici
la ri

d'Utrecht nel
gio sotto
il

58o

presero questo baliag-

ravano con ogni sfojzo

vocazione di

la

loro protezione, a patto che


r)on ubbidisse
i

lutto lo stabilito nulla pace di Riswick a

gran coumendature

che

favore della cattolica religione, questa e-

nergicamenle
cia fu

in

pi modi difese,

come

a*

ad essi, escludesse dall'ordine preti, non ammettesse che i gentiluomini professanti la sedicente riforma

loro luoghi narrai, Utrecht eia provinil

dello stato
a

centro de'torbidi che precedette-

invitasse
glie.

commendatori
Marienthal

prender mo-

ro

la

rivoluzione deliygS.

Dopo

la riu-

Vani tornarono
di

gli sforzi del


,

gran

nione air impero francese fece parte del

maestro
sotto

per ricondurre

dipartimento del Zuider-zee. Nel 1 8 4 '^hvenne parte del regno de'Pae-si Bassi, e
i

il suodominio il baliaasiod'Utrechl, Le ultime negoziazioni aperte nel 1791

lo tuttora.

La

provincia d'Utrecht, di
la citt,

furono interrotte dalla guerra colla Francia e dalla rivoluzione.


[jiesse

cui capoluogo

piano e sabbioso

Napoleone
1.

sop-

ha il territorio, tranne dal lato australe, ove s'innalzano graziose colline. Vi si reSj)ira l'aria

r ordine nel territorio d' Utrecht;

con decreto de*27 febbraio 181


il

pi s.dubie e
il

[)i

benigna,
1

ritorno della casa d'Orange,


I

il

re

Dopo Guri-

che

in lutto

licnanentedel regno.

dif-

glielmo

propose

agli stati generali di

ferenti

rami del Pveuo irrigano copiosamente il suolo, chedsuUciente raccolto


di cereali e pascoli ubertosi.

stabilirlo nel

suo nuovo regno de' Paesi

Vi

si

fa

corn-

Bassi, e ci ebbe effetto con legge dell'8 agostoi8i5. Delle 4 commende stabili1

rnerciodi asportazione di gr.ujo, tabacco,

te nel

bovi e fornuiggio.

suoi abiianli ascen-

di

23 I, ne restano ancoralo: le grancoumende di Dieren, Maasland , Tiel,


1

dono

a circa

60,000,

ma sono nella magLa


ile'

gior parte Protestanti.

sua storia

si

compenelra con quella

vescovi, insie-

me

a quella della citt, e questa

vado

compendiosamente
per

a riferire, dovendosi

tener presente l'articolo Paesi BASsi,tanto


le notizie politiche e civili,

(juanto per
del-

Rhene,Leida,Katwy,Schoten,Doesburg, Schaluinen, Middelburg, Schoenhoveo. Ilcomniendatoredi Dieren tuttora coadiutore dell' ordine e viene immediatamente dopo il gran commendatore.I commendatori portano la croce smaltata apj>csa al collo, e ne usano un'altra di j'icaujo sull'abito;
i

le religiose.

Prima per debbo dire

cavalieri per

non porta-

a8
no che
lui."

UTR
nella Frisia
s.

UTR
teramente sconosciuto
o nel 6t)
,

L* 8 sellembre 182 7 fu concesso a'nobili che hanno ollentilo l'espetXM'va e dato prove di nobilt, di portare una crocetta alia bottoniera. Per essere insignito dell'ordine
(

quando giunse

U lUihrordo (/',) nel (i()0


s. Swidberlo e 10 altri Par certo che approdasse-

con

monaci

inglesi.

d'uopo

di

dar

prova

di

f]tiai'ti

di nobilt.

fondazione. Prima
lia vel

Da' romani Utrecht riconosce la sua si chiam Urbs AnlO'

Antoninnam^
sia

sia

perch

la

espu-

gnasse Marc' Antonio luogotenente di G.

peratoreMarco Pio Vllrajectum^ ovvero Trajectnm ad Rhcnuin. Il paese apparteneva anticamente a quello de'batavi, ma nella decadenza dell'impero roCesure,

perch

l'ini

A nlonino la

restaurasse; poi

mano

fu invaso in
1

uno olla
frisi

citt da'fran-

chi e da'frisoni.

abitavano antica-

mente una

vasta estensione di paese sulla

costiera dell'Oceano germanico.

Essendo

poi entrati nella Gallia Belgica, s'insigno-

ro a Calwick, poslo all' antiche foci del Reno, luogo ove sbarcavanogl'iiiglesi pel loro commercio. Di l si recarono a UtrechtjCitt fabbricata da'romani sul maggior guado del Reno. Quivi furono benissimo accolti da Pipino iV Heristal il Grosso^ maestro di palazzo d'Austrasia nella Francia, il quale poco tempo innanzi erasi impadronito d'una parte dellaFrisia. Allora s. Willibronlo si rec in Roma a prendere l'apostolica benedizione da Papa s. Sergio I, e l'autorit di predicare la fede alle nazioni idolatre. Venne paternamente accolto e ujunito delle pi estese facolt. Tornalo con pii ardore nella Frisia, menti e s. Swiilberlo qtial

rirono delle proviijcie poste verso V im-

vescovo regionario convertiva boruttuai

boccatura del Reno, delle quali n'erano


calti, germani ancli'essi d'origiromani riguardarono catti, e precipuamente i baiavi che ne formavano

ri, s.

Willibrordo

cogli altri io mis>ionari

padroni
ne.
I

predic

l' vangelo

ubertosamente nellu

parte della Frisia appartenente a'franccsi;

e tanto fu

parte,

come

popoli pi coraggiosi diOer-

ni

Pipino

il

il successo, che dopo 6 anGrosso rimand il santo

.1

loania. Essi essendosi stabiliti

neh' isola
fecero

Roma,

pregantlo

s.

Sergio

d'insignirlo

posta fragrami del Reno, poi

si

un
so-

altro stabilimento tra' belgi,

ma

l'arri-

del grado vocovile. Ad onta della ripugnanza di s. Willibrordo il Papa cam,

vo

de'frisi fece

loro perdere

il

nome,
i

biatogli

il

nome

in

quello di Cleraenlc,
de'fri-i
il

lo restalo ne'due villaggi appellati wick. Al sopraggiungere de'frisi,


si

Cal-

nel

696

lo

consagr arcivescovo
s.

baiavi

nella basilica di
pallio,

Pietro, egl'impose
di stabilire la

rinchiusero in una piccola isola forda' filimi in una pai le della Ghcl-

con facolt

sua se-

mala

dria, presso Niiuega, la (|uale ancora

de in quel luogo del paese che gli fosse sembralo pi opportuno. R.estiluitosi il
santo in Frisia, pose
castello d'Utrecht,
la

appellata dal loro

nomeBetawe. Al
i

dire

sua residenza nel


il

di Procopio, fra tutti

popoli di Germii-

come afferma
i

ven,

nia, iiKuio seppe cos

sua libert contro

bene mantenere la romani come frisi.


i

Reda,

Ilist. lib. 5, e.

2.

Cluverio invece
lungi di

crede che fosse


castello reale
citt de' Volti,
to.

Willembmgo,
la

Essi entrarono nella


gli

Gran Bretagna
essi

co-

Utrecht 3 leghe e mezzo,

qual citt o

anglo sassoni, e

la

situazione del pae-

se loro

non

lascia

dubitare eh'

non

fossero valenti ujariuari. Nella Frisia pe'

nominala anco Vulla o da Pipino donala al sanQuesti fece fabbricare in Utrecht la

primi sparsero
co'jjuoi

1'

evangelo
s.

s.

Swidberlo,

chiesa delSalvalore,nppellata

Onde Manmetro-

compagni,

Eligio vescovo di No-

sterj nella quale pose la sua sede

yon,s. Wilfrido di
sti

lenlalivi

sciti,

York nel 678; ma quenon erano troppo bene riuper cui il vero Dio eravi quasi iu-

politana,
pst. 98.
la di
s.

come narra s. Bonifacio nell'^Restaur e consagr anche quel-

Martino, chei pagani aveauoqua-

UT
si

R
pose ad ufsiala

U T R
temporale della chiesa d'Uhecht.
cipato che
la costitu, se si
Il

29
prineccettui

interamenle
i

clislrulla, e vi

fzarla

canonici regolari. Si crede che


s.

un

questa fosse quella di


costruita da n richiesta di

Tommaso

piccolo distretto che confina a settentrio-

li re di Francia, Wilfrido di Yoik, il quale gli avea reso grandi servigi allorch caccialodi Francia erasi ritirato in Irlanda e in Inghilterra. Qui devo far menzione del
s.

Dagoberto

ne collo Zuyder-zee, era attorniato dall'Olanda e dalla Gueldria. Per diversi sevescovi di questa illustre chiesa
i

coli

riunirono alla spirituale estesa giurisdizione,


slati,

1. concilio

celebrato
s.

in

Utrecht nel

nel 7 19 da
tle'
1

Willibrordo, per

697 manav-

dare
gia
1.

missionari nei settentrione. Re-

7,

Labb t. 6,Arduino
s.

t.

3. Per

verte Lengletche questo concilio incerto.

Quando
i ,

Wilfrido recandosi
abitanti
del

Ro-

anche la sovrana, essendo di loro duca di Biabante gran coppiere, il conte d'Olanda gran maresciallo, il conte di Cleves gran ciamberlano, il contedi Gueldria gran cacciatore, e il conte di Bentheim gran portiere. Il santo non contento d'aver cos bene stabilito la fede
il

ma,

venti Io gettarono sulle coste delgli

nella Frisia conquistata da'franchi,

si

re-

la Frisia

paese erano

immersi
predic

nelle tenebre dell' idolatria; vi


la fede,

ove a propagarla e per tutta la Frisia, raggi unto nel 720 da fi.BoJifarw(P'.)f
alti

e ne convert e battezz
fra'quali persone d'al-

un gran numero,
dissodare
lo

to aliare. In questa guisa egli cominci a


il cani p che fu poscia coltivaWillibrordo e dagli altri missioil

da

s.

che pass 3 anni con lui prima d'andare nella Germania, di cui divenne l'apostolo. Dopoaver s. Willibrordo co'suoicouipagni spento il paganesimo nella maggior parte della Zelanda e dell'Olanda, ed in
lutti
i

nari che seguirono


sa

suo esempio. La chierifabbricala

luoghi de'Paesi Bassi, aflinedi sbanla

dunque

di

s.

Tommaso,
s.

dire l'ignoranza e agevolar

propagaziogli

e consugrala in onore di

Martino, di-

ne del cristianesimo
spiriti e

coli'

illuminare

venne poscia

la

cattedrale d'Utrecht, e fu

raddolcire

costumi, stabil a U-

uffiziata presto

da'canonici stabditi da

s.

trecht delle scuole, che poscia divennero


celebri.

Villibrordo. Pipino fu generosissimo con

doneziandio il vils. laggio di Sweslram , ora Suslerem , nel ducato di Juliers presso la Mosa, il quale serv a dotare un monastero di religiose che vi fu fabbricato. Nel norire. Pipino
Willibrordo, e
gli
ti

Mentre s. Bonifacio si affaticava Willibrordo nel paese de'frisoni,avendo saputo che il santo pastore d' Utrecht divisava di farlo suo successore,abcon
s.

bandon

la

missione per sottrarsi


la

al ve-

scovato, e corse l'Assia e


i

Sassonia, per

raccomand al santo arcivescovo niponominare il padre loro Carlo , senza


i

lutto battezzando pagani, ealzando chiese sulle rovine de' loro templi.

Narra

il

Martello suo

figlio

naturale. Questi dii

venne
riero e

tosto prefetto del palazzo, il


il

.''guer-

pi grand'uomo distato del suo

723 Papa s. Gregorio li lo consagr vescovo, e gli mut il nome di Winfrido in quello di Bonifacio, il che
Boiler, che nel
altri

secolo. Nel
ti

728 don

l'entrate dipei>den-

dal suo palazzo d'Utrecht al monaste-

meno gi
frido.

credono contardata piantica,o alveniva chiamato BonifacioWalRitornalo


le
s.

s. Willibrordo vi avea fondalo, nel quale voleva stabilire la sua cattedra, ed in appresso perci fu secolarizzato. Carlo Martello fece molte altre donazioni a pa-

ro che

Bonifacio in Germania
ricev
pallio

continu

sue apostoliche fatiche, e da


111
il
,

Papa

s.

Gregorio

per

servirsene nella celebrazione de'divini misteri e nella

recchie chiese fondate dal santo arcivescovo, e


gli

consagrazione de'vescovi, ed

confer la sovranit della cit-

t d'Utrecht colle sue

tinenze.

dipendenze e perTale l'origine della grandezza

insieme lo dichiar arcivescovo e primate di tutta l'Alemagna, con ampio poteredi

fondare vescovati. Intanto s. Willibrordo

3o

UTR
al ilfeii.
si

UTR
un coadiutopreparala

giunto ad un'eia mollo grave,


re del cilnto Buller,
tolse

re che consagr vescovo per incaricarlo


del

governo della sua

diocesi; e

tosi nel ritiro al

passo deireternit,

rags.

giunse nel
Bonifacio,

788 o
il
I

nel 7 39. Oli successe

quale govern questa chiesa


3 anni. Tuttavolla leg-

Magonza. Dice Commnnville che Utrecht fu eretta sotto Colonia nel 74^^> ed ebbe il diritto d'esenzione nel 7G0. Pel riferi* tOj tali date non sono esatte. Pi tardi ci avvenne. Pare che s. Bonif.icio come primate dell' Alemagna prendes*ie cura della chiesa d'Utrecht, quando s. Willibrordo
per
cio,
finir
i

per

lo spazio di

suoi giorni

nella

solitudine
s.

go nel Buller, che s. Bonifacio, quantunque vescovo da gran tempo, non avendo
oDCora slabile sede, Pipino
il

abdic;

ma non
,

che ordinasse
il

Bonifa-

come vuole

dottissimo agiografo

Piccolo
,

lo

nomin al vescovato di Ma^oiiza che Pupa s. Zaccaria eresse nucjvamenle in


arcivescovato a favore dels. A postolo del-

rAleroagnanel 751

.Stabilitasi nelle Galil

liela religione cristiana,

governo ecclesopra
il

sebbene esplicilameute non lo gi essendo stalo consagralo iti Roma. Di s. Bonifacio si ha una lelteri scritta nel 754 a Papa Slefuio 111, intorno allo stato della chiesa d' Utrecht dopo la morte di s. Willibrordo. Ad onta
Buller

nomini,

siastico formossi in generale

go-

delle cure che esigevano le chiese gover-

verno
civile

civile. Il

vescovo della ujolropoli

nate da

s.

Bonifacio, con allri zelanti bansi

divenne metropolitano della provincia ecclesiastica, e avea per suIlVagai

ditori del vangelo,

rec a predicarlo
le

a'

popoli barbari che abitavano


le coste della Frisia, e

pi remo-

nei
la

vescovi delle citt che


nell'

componevano
le

ne convert e bat-

provincia

ordine politico. Cos

tezz

chiese della primitiva

Germania furono

un gran numero. Indi gl'idolatri a* 5 giugno 755 lo tagliarono a pezzi, prola

fino da' primi secoli soggette alla n)etropoli di

curandogli

corona del

cnartirio.

Il

suo

Magonza.

Ma

questa citt essen-

corpo
zia
di

fu

successivamente trasportato a
fondala.

do

stala distrutta nel

407

da' vandali,

Utrecht, a Magonza^ ed a Fulda abba-

vescovati che n' erano dipendenti furono


tolti a

da
s.

lui

Compagno

de' viaggi

questa metropoli, per essere comla

Bonifacio, e discepolo

amato come
i\e\

messi a quella di Trcvcri. Ristabilita

figlio, fus.

Gregorio abbate (J-^.)


Franiia, dal
s.

san-

Magonza, s. Zaccaria le sottomise anche Utrecht, e Colonia eh' era stalo arcivescovato e poco dopo fu ripristinato. Quando Papa s. Sergio 1 avea dimetropoli
di

gue reale

di

Apostolo qual-

che teu)po innanzi

chiarato

s.

Willibrordo arcivescovo d'Uil

trecht e metropolitano della Frisia,

vele

scovo di Colonia avea portato perci


sue querele
al

Papa, come d' una ollesa recala a'propri diritti, dacch pretndeva appartenergli la porzione della Frisia pi
prossima
alla

il suo martirio fatto abbate del monastero di fresco da lui fondalo in Utrecht. Ci afferma Buller, che per nella vita di s. Willibrordo lo dice abbate del monastero da tal santo eretto. Alcuni pretendono, che s. Bonifcio aflid pure a s. Gregorio l' amministrazione della chiesa d'Utrecht; ma il

Buller dichiara, che restala


pastore, Stefano
111

la

sede senza
il

sua diocesi, e dovesse quingiurisdizione.

e Pipino
a

Piccolo
diedero

di soggiacere alla propria

obbligarono

s.

Gregorio

prendersene
gli

Per questi

la Dorte di

d'Utrecht dopo Willibrordo divenne puramente vescovile, per pi anni rimase vacante, e non ebbero fine che merc l'elagni, la sede
s.

cura, per cui alcuni scrittori


il

titolo di vescovo,

ma

certissimo ch'e-

gli

rest semplice prete.

La

chiesa d' U-

trecht,
[)er la

spediente di nuovamente erigere Colonia


in

che govern per 22 anni, divenne sua vigilanza e per le sue predicapi fiorente di tutto
fino al
il

metropoli, e di sottoporle

la

chiesa d'U-

zioni

la

paese.

E-

trecht per sudraganea, sottraendola da

gli visse

regno

di

Carlo Magno, da

tJTR
cui ottenne la conferoa delle (onazioni gi fattesi alla chiesa d' Utrecht, con dilacria,

UTR
una
landa; e secondo
la

3i

delle principali isole della Ze-

Galla Christiana,
l'

ploma dato ad

Aix-Ia Chapelle.

Mor sanle

predic pure contro

ariana eresia, pe-

tamente a'5 agosto 776, venerandosi sue reliquie ad Utrecht nella chiesa
s.

netrata nella Frisia. L'imperatore avea

di

sposato in seconde nozze Giuditta di Baviera, ambiziosa


e data a'pii infami di-

Salvatore.

Alberico o Adalberico di
d'

York, divenuto canonico

Utrecht

fu

sordini, la quale pose in iscompiglio lo

incaricato dell' amministrazione di questa chiesa negli ultimi armi della vita del

stalo, e fu cagione o

che indusse
larsi

figli di

almeno il pretesto Lodovico 1 a ribel,

sacerdote Gregorio, ed ollenne da Carla

due

volle contro di lui

a imprigios.

Magno con
Leggo
nella

di[)loma

emanalo

nel

yy6
l.
i ,

in

narlo e a deporlo. Per avere

Federico

INimega, un cantone appellalo Lisidim.

avvertito l'imperatore degli eccessi della

Galla Christiana

p.

moglie, e questa con apostolica liber-

816

Vltrnjectini Episcopi et Archie-

ammonita

di sua rea condotta, l'ima' 17 luglio ringraziamenla

Totius ripalici inler Ehcnum et LeccamJhivioSi Sembra che restasse prete e mor nel 784' Teodardo, nella lingua di Frisia detto Tiard nacque in tal provincia govern 6 anni col titolo di vescovo la chiesa d'Utrecht, e mor nel 790, tumulato in s. Salvatore. Armacare o Ermocare gli successe nel 791 , e
piscopi:
, ,

peratrice lo fece assassinare

deir838, mentre faceva


to nella cappella di
s.

il

Gio. Battista per

celebrata messa.
la

11

santo fu sepolto nel-

chiesa di
il

s.

Salvatore. Gli fu tosto so-

siituilo
le

fratello Alfrico o Alfredo


s.

cure

di

Odolfo;

il

per suo vescovato fu


,

turbato dalle scorrerie de'danesi normanni,

visse

i3 anni nel vescovato. Rixfrido o

che

lo

costrinsero ad

Rilfredo o Ricofredo, frisone di nascita,

propria chiesa, alla quale


rio concesse diversi beni.

abbandonare la il conte Rolgapria'

qual vescovo governava nell'816 allorch Papa Stefano V si rec in Francia. Ottenne dall'imperatoieLodovicoI WPio nell'824,con diploma d'Aix-la-ChapelIe,
la
l'

Manc a'vivi

ma deir845
Unger

in

questo
il

fu deposto presso

i5 agosto, e fratello. Ludgero o


1'

frisone circa
Ifi

854

S^'

successe,

confer.ma delle donazioni gi fatte dal-

ed ollenne neir864
ratore Lodovico
nati dal

conferma de'beni

avo Pipino e dal padre Carlo Magno s. Martino d' Utrecht. Ke fu successore s. Federico (/^.) nipote di Ratbodo duca o re di Frisia non
alla cattedrale di
nell'

concessi alla chiesa d'Utrecht dall'imper.*'re di Germania, e dopadre Lodovico I. ]Neir8 r5 pei

netrati
sia,

nuovamente normanni

nella Fri-

820 come

dice Boiler
i

ma
1

verso
la

diedero alle fiamme Utrecht, salvanil

1*825, prima the

francesi compissero

dosi
rio
1

vescovo presso l'imperatore Lotare di

conquista del paese. Ludovico


indotto
il

che avea

nell'abbazia di Pruyu). Ollenne uel-

clero e

il

popolo ad eleggerlo,

l'858 da Lotario
da, in
gli

Lorena

il

mona-

non senza sua ripugnanza, venendo consagrato tlal metropolitano di Magonza, gli commise di estinguere il rinVanente
dell'idolatria nella Frisia,

steiodis. Pietro di Berg pre*.soRuremon-

compenso

delle |)erdife cagionate-

ben disposta
vi

di

da'normanni. ]\eir859 fu al concilio Toni, ed encomialo qual vindice della


nobile Baldrico a far tiouazioni alla

dalle suebeneficenze; ond'egli

sped al-

disciplina ecclesiastica, e per averiridot* lo


il

cuni ministri evangelici, nel qual nove-

ro trovossi

s,

Of/o//b (/^.) canonico d'U-

sua chiesa; mor nell'866 e venne depos. Salvatore. La GaiLudgero o Unger ne fa due vescovi, e del solo Unger scrive VyJrtc di verificare le date, con maggio-

trecht, le cui fatiche sortirono


il

un

efjtelto

sto nella chiesa di Ita Christiana di

pi forltmalo, anche nella riforma de'


cristiani. Altrettan-

costumi de'frisoni gi
to fece
il

vescovo cogli abitanti della

Wa-

3a
re pro)aM|it;

UTR
f)ise lolla
si

U
somiglinn/a del
vescovi. Nel-

TR

nodegl*
viriu-ici,

infiMleli,

nome,

di

uno

form due

imprese a caccinrneii e coll'aiulodi persone potenti che

lo stesso

866

Odilbaido, che inlerveime

fd concilio di

Colonia nell'867, e fu mol-

avea fallo entrare nelle sue mire. Divenuto signore d'Utrecht, ne islor le rovine
1

to stimato da

Zwentiboldo
tene

re di

Lorena,

e cinse di torri
le

rifabhriouidovi eziandio

il(|uaiegli concesse l'allVancazionee i'im-

due

priiuMpali chiese, cio quella cat-

monil

di tutte le

fiscali

comprese

nella sua diocesi.


glio circa
s.

Morto

nel

900, o me*

due anni prima,


il

fu deposto iu

Salvatore. Poco visse

successore

E-

Martino glorioso patrono delavendone ricuperato le rendite statu nuovi canonici iu luogo degli estinti , com' egli
tedraledi'^.
la citt, e

l'allradis. Salvatore; ed

giboldooEylbolilo, volendosi morto nel

riferisce in

una

letlera del
vi

934- Ri pi

or-

dicembre 899, non

902. L* imperatore Arnolfo nel fine deir899 contribu all'elezione di s. Radbo(o[f .) vipi^untte, nipotedallatomaternodRatbodo ultimo re o principe deTiisoni, dotto sicconel
'

la

cattedrale, e

ripose diversi Corpi

santi. Inili otleruie nel

un diploma con
ta in

facolt di batter

987 da Ottone l monegli


diritti e

Utrecht col suo proprio conio, e


gli^

conresse anco
leali,

altri

regalie

ITe

educato alla corte di Francia dal flosofoNannonediSlaveren nello studio delle


7 arti liberali. Prese l'abito religioso, perch la maggior parte de'suoi predecessori erano stati monaci, e la chiesa d'Utrecht
crostata fondata da preti dell'ordine
nastico. Essendosi peri danesi

coir assenso di Giselberto duca di

Lorena. Mor nel

977 vecchissimo

e fu

sepolto nella cattedrale. Nello stessoFolk-

maro o Wolkmaro

cancelliere dell'im-

monormanni
sua

pero, e visse sino al 990. Nel seguente Baldovino 1 d'Olanda, figlio di Sifrido o
Sifredo, che imperava nella provincia di

resi signori della citt, egli trasfer la

Kennemersda Harlem
il

fino ad

Alkmaer,

sede a Deventer, col fine di trovarsi vici-

no
il

a Utrecht, e di poter quindi


il

con pi
il

agevolezza rannodare
ritiro

suo popolo, che

Teodorico era il 3." conte d' Ohiuila. Si conosce ima sua moneta d'argento, su'la quale l'edigie d'un vecui fratello

timore de'barbari avea disperso,

suo

scovo senza mitra col


Trajectu/n.^e\

nome
i

Dalduiiius^

da Utrecht, Boiler V attribu per sottrarsi alla persecuzione mossagli da alcuni peccatori ostinali. Modello di penitenza, dolcezza e carit, non cess mai di edificare il suo popolo col sapei e e cogli esempi. Per le sue istanze il re Corrado nel 914 conferm con diploma le donazioni latte da'predecessori alla chiesa

e nel rovescio una Croce colla parola

994 fin

suoi giorni,e gli

successe Ansfrido o Goffredo di Lovanio,

non per conte e neppure discendente di Carlo Magno. Siccome normanni cacciali da Utrecht non aveario perduta la speranza di rientrarvi , cos confidando nella santit di questo vescovo, s'immai

d'Utrecht.
te a'29

Il

Butler colloca

la

sua mor-

ginarono che convertiti


farvi le loro divozioni

al

cristianesimo,
citt

novembre 9

18, laddove altri la

fingendo di recarsi in questa


,

per

ritardtino d'un anno. In questo fu vesco-

il

prelato

ne a-

vo

laldrico di Cleves

il

Pio,

non per

fi-

glio del conte di

Cleves, confermato e

consagralo dall'arcivescovo di Colonia. Si vuole precetloie dell'imperatore Ot-

vrebbe volentieri aperte le porte. Essi per s'ingannarono, e non trovandosi in forze bastanti per assediare la piazza, dovettero ritirarsi e

abbandonar per sem-

tone
il

certo che ne god grandenienle favore. Continuando la citt di DevenI,

pre

il

brigantaggio .Avendo Ansfrido perla vista

duto

nel

ioo5, fond

nel

1006
Nota-

ter

ad esser

la

residenza de' vescovi d'U-

presso Amersford un monastero, nel quale vest egli

trecht, Baldrico essendo dolente di veder


la capitale di

slesso l'abito religioso.


i

sua diocesi e signoria in ma-

bdmenle aument

redditi di sua chiesa

UTR
cn*l)pn della
eli

propria famiglia o co'legnti

prest di mala voglia.

Sanrnartani di-

pie persone,

che ne veneravano

le vir-

cono che ad AdeII)oldo

si

unirono

gli arIl

t:

se

non poco abbeiPi L'trechl e vi ai!giunnuove forti{jcazioni,morentlo nel 009.


1

civescovi di Colonia e di Treveri.

ve-

scovo non pi avendo da far guerra, impieg


se di
le

Jn questo Adelboldo d'illuslre stirpe, gi

somme che

la

pace

gli

permi-

Lobbes e poi cancelliere dell' imperatore s. Enrico II. Le violenze esercitate da Tliierri conte di Frisia sulle
di

canonico

cumulare

nell' erigere

una nuo-

va e magnifica cattedrale, in luogo della


distrutta da' danesi e cominciala da Baldrico, Secondo alcuni
;

terre de'suoi vicini, aprirono

un campo al

la

cui dedicazione

valore di questo prelato; imperocch a-

vendo

il

conte cacciato dal proprio paese

Thierri Bavone signore d'un distretto ne'


dintorni di Bodegrave, questi implor soccorso del vescovo,
il
il

quale present
i

al

conte due battaglie

l'i

luglio
si

1018,
il

in

cui rest vinto e dal conte

uni

conpre-

trastato terreno a'propri dominii.

li

venne onorata a'27 giugno i024da i-z vescovi non che da s. Enrico II imperatore, il quale appimto in juesla solennit don la contea di Drente alla chiesa d'Utrecht con diploma indi dato in Bamberga. Questa donazione venne ratificata nel 025 dal successore Corrado II il Salico in Tibur, il quale anzi fece di pi, non
,
1

lato nell'assumere tal difesa, in pari

temsua

meno
to nel

aiiezionalo del
;

predecessore alla do-

po

si

adoper anche per quella


il

di

chiesa d'Utrecht

poich con diploma dala

chiesa. In fatti

conte di Frisia erasi re-

1027

in

Cremona conferm
1

so signore della contrada situata lungo


la

nazione d'Ottone
sterbant.

delia contea di Tei-

Merwe e anche pi oltre, appellata poi Pagus Flardingeji.fisje in seguitoNord-

Lodato Adelboldo per

virt ed
lettere,

erudizione nelle divine e


si

umane

Olanda; e per mantenersi nella medesima aveva eretto sulle rovine del forte di Durfos un altro forte, il quale die poi origine alla citt di Dordrecht.

ha

di lui

rico II,

due libri della vita di s. Ened un trattato della Sfera dedi-

Ne
le

di ci e-

ancora

si

rimase contento,

ma

istitu

ziandio un pedaggio sopra tutte


ra l'imperatore, uditi

barche

che attraversa vano questa provincia. Alloi

dottissimo Silvestro II Papa. Mor1027, in esso o nel seguente successe Bernulfo o Bernardo gi canonico d'Utrecht, pel favore di Corrado II. Dappoich capitoli delle due chiesa principali

cato

al

to nel

lagni de'mercanti

d'Utrecht, cui spettava l'elezione del vescovo, non potendosi accordare sulla scelta del successore d'Adeiboldo, l'impera-

di Fieijdel vescovo d'Utrecht e di altri prelati

ed abbati, commise a Goffredo

il

Gib-

boso duca della Bassa Lorena di muovere contro il conte Thierri ed avendolo Adelboldo accompagnato, innanzi al detto forte essi ingaggiarono a' 27 luglio IO 18 un combattimento, ove il conte riporlo nuova vittoria merc lo stratagemma d'alcuni armigeri appostali,i quali nel
;

tore credette opporlunodi trasferirsi nella citt

per terminare
egli
si

il

contrasto.

Ma

mentre
trice

trovava per via, l'impera-

che accompagnavalo fu sorpresa da'

sintomi del parto, ed obbligata quindi a


feruarsi in

sterbeech

una casa di campagna ad Oevenne accolta dal canonico


quale port all'imperatore,

bollor della mischia

si

posero a gridare:

Bernulfo,

il

Salvai salvai

che cagion la fuga de' lorenesi. Cos rimasto il duca abbandoil

nato, dov rendersi prigioniero;

il

vesco-

vo

si

salv in

un

battello,
il

ma fu preso nel
riconciliazione

che continuava il viaggio, la notizia della nascita d'Enrico III. Allora l'imperatore, canonici nella nel quale eransi rimessi contesa elezione, lo nomin vescovo d'Ui

d seguente. Liberato
giorni,
si

duca dopo pochi

trecht.

Ma

questo racconto patisce ecce-

adoper per

la

zioni, perchEnrico III era nato nel

IO

7.

del vescovo col conte;

ma

Adelboldo

si

Si potr congetturare, con anticipare l'av-

VOL. LXXXVII.

34
veiiimento, che
iiulfo, fallo

u T n
Corrado
II

UT
gralo a Berse.

aibilmdel vescovato, con esso

volle rimunerarlo. Dipoi trovandosi Cor-

rado in Ulrechl, vi mor a'4 giugno 1 089, e il suo corpo fu trosporlalo a Spira. Nel

ne essi, ne VArte. di verificnrr le (late, non fanno parola della terribile morie di Guglielmo, da me riferita col dotto Voight nella biografia di s. Gregorio FU. Qui dir solo, che Guglielmo
era divenuto
parli

Ma

1046 il vescovo inlrnprese una spedizione contro Tliierri IV conle di Frisia, e gli frull il conquisto del suddetto Flardingen. In Utrecht edific le due collegiale di s. Pietro e di s. Gio. Battista ; da
s.

scismatico

per seguir

le

d'Enrico IV persecutore della santa Sede, e che questo principe dimorando in Utrecht inlese che il Papa 1* avea

Maria o s. Salvatore d'Utrecht trasport la met del collegio canonicale colle rendile, nella chiesa che in onore del b. Lebuino costru in Deventer. Termin di vivere nel o54, e fu deposto nella sua
i

scomunicato e interdette l'insegne regie. Guglielmo dopo aver confortato Enrico IV, salilo sul pulpito, ruppe in fiera invettiva contro s. Gregorio VII, e fu tosto in modo spaventevole punito da Dio
con deplorabile morte. Nel 1076 ne occup la sede il sassone svevo Corrado gi cameriere
dell'

chiesa di

s.

Pietro. Nello stesso perven-

della

ne a questa sede Gtiglielmo, nato da una prime famiglie di Gueldria, uomo


risoluto edestro nel

arcivescovo di Magonzn,
il

e condusse a fine

forte d'

Ysselmon-

maneggio degli affari, per cui sal in grande reputazione nella corte d'Enrico III; ne minor favore god sotto il figlio e successore Enrico IV. Vedendo egli 1' Olanda governala dal
giovane Thierri

de dal predecessore cominciato nell'isola

omonima. rimpello a Rotterdam; ma non god lungamente il frutto di queste sue fatiche, perch Roberto conle di Fiandra, al quale il forte riusciva incomodo,
I

sotto

la

tutela di Gel-

iujprese a rendersene signore con l'aiuto


degl'inglesi e olandesi. Accorse
il

Irude sua madre, tent


sua

la

domanda
IV

ti-

prelato

tolo di restituzione presso Enrico


la

e delsi-

con molti de'suoi

vicini alla difesa

madre

lulrice, di tutta la contea

piazza, ed all'imboccatura della

delU Mosa se-

tuata nel Weslflingue, cio del

merland,

colla badia
il

Renned'Egraondo e colgli

gu duplice cond^at limenlo per terra e pei

acqua, colla peggio degli episcopali. Cor-

l'Olanda;,

che tutto

fece ottenere

rado rifugiatosi con

altri in

Ysselmonde,

Annone autorevole
scovo
I

cancelliere e arcive-

sostenne in essa un accanito assedio, e do-

di

Colonia

o64- In questi

atti

con due diplomi nel de'29 aprile e 1 magvolta


il

v rendersi prigione, indi liberato eoa


diverse condizioni, fra
cui la principale
fu la cessione dell'Olanda meridionale al

gio, trovasi per la

1.^

nome d'O-

landa sotto
trada che
il

il

significato di Frisia; con-

conte Giovanni.

vincitori smantellaro-

prelato cede in seguito a Gof-

no

la

piazza, ed all'area su cui innalza-

fredo duca della Bassa Lorena per tener-

vasi fu

dato

il

nome

da esso in feudo. Ma il conte di Fiandra Roberto I il Frisone, avendo sposato


la

terra d'assalto.

Ma

di Storni-polder o Enrico IV, il perse-

cutore della Chiesa e di

la

conlessa Geltrude,

la

ripose nel

1076

essendo a
c

lui

s. Gregorio VII, Corrado attaccalo, lo risar-

nel possesso di questo paese col

far as-

sassinare lo slesso Golfredo. Alcuni prelesero che


in

Guglielmo facesse un viaggio Terra santa, e si vuole morto nel 1076

quasi subito di questa perdita col dono cheglifecea'3 ottobre 1077 della contea di Staveren, gi da lui confiscata al

a'27 aprile o nel maggio. I Sanu)artnni dicono nel 1075, e riportano l'epistola di

Papa

s.

sia tra

Gregorio VII sulla controverGuglielmo e il vescovo Noviomen,

margravio Egberto capo de'sassoni ribellali contro di lui, alla quale poi aggiunse I* Oslergo e il W^eslergocon diploma del 1086, il quale con molti altri che vado ricordando si ponno leggere nelfa Gal'

U T R
Ha
chrisllrtnn.

UTR
a
I

35
la i.'

Corrado era occupalo

no eTeodorico, e dotala dairimperatrice


Matilde moglie d' Enrico V. Pose
pietra alla badia benedettina di
s.

coslruire in Utrecht a spese d'Enrico

onore della B. Vergine, allorch nel 098 venne assassinalo o d'ordine d'Egberlo, o dal frisone Ploberlo, sdegnato per avergli ciirpito il segreto da hii inventato, d'asciugare una fontana scoperta ne'fondamenti della nuova chiesa. Tale fi la misera fine d'un altro parin
1

una chiesa

Lorenvi

zo di Oesbroch, e vicino a morte


professare
vere nel
I

volle
di vi-

il

monacalo, terminando

128.

Ne

fu successore

figlio del

conte o burgravio di

Andrea Cuyck e

tigiano d'Enrico
se nello slesso

IV Bncardo
1

gli

succes-

anno, e non conosciuto


le

che per

le

sue fondazioni, e per

dona-

borgomastro d'Utrecht, preposto di LiePuntoal vivo della perdita fatta dalla sua chiesa dell' Ostergo e del Westergo, tent indarno di ritorle a Fiorenzo. Questo terminata la guerra col fratello, bragi.

zioni ricevute,
I I

terminando
il

di

vivere nel

moso d'ingrandirsi, chiese


wige erede
il

la

Godebaldo, che pel f. vescovo d'Utrecht fece uso della mitra, per concessione fatta da Papa Calisto II nel concilio di Reims del
12. In questo
sostituito fu

delta contea di

mano di EdRechemj ma

tutore

Ermanno
il

d'Arensberg, il vesco-

vo d' Utrecht e
ragioni di stalo
do.

signore di

si

Cuyck per opposero a questo no-

del
te

c),

e non

49 come
date,
l'

leggo nell'^rsar fdlo


ti-

di verificdrc
neli

le

ma

Per que'd'Utrecht favorevoli a Fiorenzo r accolsero nella citt, dalla quale


egli cacci
il

[>ografco. Recatosi

imperatore Enrico
l'in-

prelato;

ma

signori d*

A-

V
la

1^3 ad Utrecht per passarvi


il

rensberg e di Cuyck
fecero pugnalare in

inetti a resistergli, lo

verno, durante

suo soggiorno sorse nel-

citt, fra la nobilt

alemanna

vas-

cato alla caccia.


tario
II

La

successa

un bosco ov'erasi remorte di Loil


li

salli

un contrasto che degeammutinamento, ove non pochi gentiluomini delle due parti vi perderno la vita. Ora l'inperalore, sospettando che il vescovo avesse eccitalo tale turdel vescovo,
in

valse a' colpevoli l'impunit, e

ner

successore

Corrado HI

ristabil ne'Ioro
Il

doniinii confiscati dal predecessore.

ve-

scovo traendo partito da queste disposizioni,

con diploma del 11 38 ottenne

la

bolenza,

si

assicur di sua persona, n lo

restituzione dell'Ostergo e del Westergo,


e poco

lasci libero senza

un

forte riscatto.

Gode-

baldo non ebbe miglior trallamenlo sotto il regrjo seguente di Lotario II; poi-

dopo mor. Neh 39 gli successe Erberto o Ardebertodi Gerente indi part
per

Roma. Durante
di
il

la

sua assenza

gli

a-

ch Petronilla

di lui sorella uterina,


si

reg-

bitanli

Groninga essendosi

ribellati,

gente della contea d'Olanda,


figlio nelle

giov di
V^I

cacciarono

sua amicizia per riporre Thierri


go, che
I

suo

sostituirono.

suo luogotenente e altro ne Il vescovo al suo ritorno

contee di Ostergo e di WesterCorrado a vea ricevuto da Enrico V. Godebaldo per mantenersi nel possesso delle due contee suscit west-frii

soni alla rivoluzione, e indusse Fiorenzo


il

marci contro di essi, e rimasto ucciso il capo loro, don il burgraviatodi Groninga a Lefferdo,e la castellania di Coevorden a Lodolfo suoi fratelli. Inquieto Thierri VI conte d'Olanda per vedere l'autorit
del vescovo accrescersi
nella Frisia, in-

Nero,

fratello di

Thierri, a porsi alil

la

loro testa.

Donde avvenne, che n

dusse

il

proprio cognatoOltone ad irrom-

vescovo d'Utrecht, n il conte d'Olanda restassero signori della West-Frisia, ma che Fiorenzo se la ritenesse per conto
proprio.
Il

pere nella Drente, affine di liberare qua*


di

scovile;

Groninga, malcontenti del governo vema questi rimasto vinto e prigio-

vescovo conferm la fondazio8.

ne della chiesa della B. Vergine e di


Salvatore, eominciata da'milili

il conte neh 146 si rec ad assediar Utrecht per liberarlo. Vicino la piazza ad

ne,

Erman-

esser presa,

il

vescovp usc adorno de'suoi

36

TR
ili

U
tulio
il

TU
il

abili pontlfcnli alla testa

clero,

Goffredo die
stello di

alla sua chiesa


clie

proprio C0'
,

e inoltratosi alla volta del conte gli minac-

Uhenen

avea ereditalo
castelli

ed

scomunica se non levava subilo il campo. SbigoUilo da tale appareccbio Thierri concluse la pace col vescovo, il quale gli restitu suocognalo.Corrado ili ottenne da Papa Eugenio 111 la nomina
ci la
,

eresse

4 munitissimi

per opporsi

a'fjsoni e all'imprese de'conli

d'Olanda,

uno
una
fori:

de'quali costruito fortemente sopra


vicina

montagna

sulla riva sinistra

dell' Yssel, fu

del vescovo d'Utreclil, e 3 diplomi sped per questa cbiesa riportati dalla Gallia Christiana. Neh i5o alla morte d'Erberlo,
8.

chiamato Monforde o Montquesto castello divenne poi citt, che


,

ingrandita successivamente e popolala

ebbe

il

titolo di contea.

Mor Goffredo

ottenne

Ermanno

di

Horn prevosto di
la

Cercone

di Colonia, pel favore de'cotiti

d'Olanda, di Gueldria e di Cleves,

pre-

ferenza alla sede d'Utrecht sopra Federi-

co de Ilavel. Ma cittadini d'Utrecht, che tenevano per quest'ullimo, si ribellarono

neh 178, e in questo gli fu sui rogato Baldovino d'Olanda figlio del conte Thierri VI, ch'ebbe guerre co'conti di Gueldria per la signoria dellaWeluve feudo del vescovato, le quali ebbero fine con suo vantaggio nel
di
1

contro

Ermanno;

per

di lui parligiani
I,

Federico

I,

88, merc giudizio interinale deflnilivamenle conferma-

ricorsi all'imperatore

Federico

questi
l'eie-

to

nella dieta di

Nimega ne conferm
il

rico

neh 191 con sentenza di suo figlio EnVI imperalore.Col conte Thierri suo
i

zione e l'invest eziandio della temporale


autorit del vescovato,

fratello soggiog
sollevati contro
il

frisoni,ed essendosi poi

che

ratific
il

il

prelato gli abitanti della

legalo apostolico. Debole fu

governo
i
1

d'Ermanno, che

cess di vivere nel

56.

Succedutogli nello slesso Goffredo di Rhe-

nen preposto d'Utrecht,


principato vescovile
stellania di
il

volle

riunire al

burgraviato o cala

tempo pacificamente governati, si rec a visitare l'imperatore a Magonza per implorarne soccorso; ed ottenuto un corpo di genti, mentre colle proprie lo conduceva nella proDrente, che avea lungo
vincia nemica, la morte lo sorprese per
via a'21 aprilei 196. In questo fu eletto

Groninga dopo
i

morie

di

LelTerdo,

ma

fu costretto a prender l'ar-

che aspiravano a quel dominio. S'impadron della piazza, ma quasi subilo ne venne caccialo dal conte d Gueldria, che li prese a difendere. Allora Fiorenzo 111 conte d'Olanda, presdi lui nipoti

mi contro

Arnoldo d'Isemburgo preposto


ter, da'canonici della fazione

di

Deven-

del conte di

Gueldria,mentre l'altra parte del capitolo, aderente al conte d'Olanda ,nominThier'


ri

preposto d* Utrecht o meglio di


eletti essendosi

Mae-

so di cui

il

vescovo erasi rifugiato

corse

strichte fratello del vescovo defunto.


i

Ma

ad assediarGronioga,che il conledi Gueldria difese per un anno, cessando l'ostilit per la mediazione di Rinaldo arcivescovo
di Colonia,
il

due
III

dopo qualche

reci-

proca
zo

ostilit trasferiti a

Roma, Innocen-

quale die

la

propriet di

Groninga agli eredi di Lefferdo per 3oo marchi d'argento. Comunque amici fra
loro,
il

vescovo e

il

conte d'Olanda, erai

no

io controversia

siccome

loro prede-

cessori rispetto alla propriet della Frisia

prima approv Arnoldo, che ivi mor a'6 aprile e fu sepolto; poi conferm Thierri, che tornando nel suo paese mor in Pavia a'3 agosto. Alla nuova della morte de'due competitori, nel medesimo anno fu eletto Thierri I Van-Der-Aare preposto di Maestricht che coll'imperatore Ir va vasi in Sicilia. Restituitosi ne'Paesi

orientale.Essendo Federico
lui, e

nel

65

en-

trato ne'Paesi Bassi, l'afiare fu portato a

Bassi e giunto io Utrecht,

si

die ogni cu-

per sua imperiai decisione ebbe ter-

ra per acquistare un' esatta cognizione

roine in

modo

che

la

potenza e

redditi

dello slato di sua chiesa; e siccome

suoi

furono tra loro

divisi

per eguali porzioni.

predecessori aveano contralto molli debiti

UT
per difenderei propri
di pagarli, e^li pass

R
diritti,

UTR
delermiuato
ziali lo
si

37
di

compromise col conte

Gueldria;
car-

in Frisia affine di
le

venne all'armi,

ma

coll'inter vento del


il

levar col in via di tributo


cessarie

8omme

ne-

legato apostolico Conone,o meglio


dinal

ad eseguire il Ritto divisamento; ma Guglielmo conte di Frisia o meglio d'Olanda, punto da tale atto d'autorit,
lo fece arrestare in
gli

Corrado d'Urrach, furono le discordie sedate. Il vescovo ebbe poi un'altra guerra col conte d'Olanda sulla propriet della Frisia
;

usciva dal tempio, e Io cacci in


il

un monastero,mentr'euna
vescoal

e quest'affare ch'era sta1 i65 dall' imperatore, nuovo nel i225 da una

lo deciso fin dal


lo fu allora di

prigione. Liberato poi da'frisoni,

vo intim
co dopo

la

guerra

suo oppressore. Poil

sentenza dello stesso legato, che con al-

morto Guglielmo,

vescovo preil

se parte nella dissensione

insorta fra

cune modificazioni conferm giudizio. Uscito Ottone II da


cio,

l'

imperiai

tal

impac-

conte di Loss e Guglielmo conte di Fri-

prese parte nella controversia fra'ca-

relativamente alla reggenza d'Olanda; ed abbracciato avendo il partito del ." 1 lo spalleggi vigorosamente coH'armi. Si videro iu questa guerra que' d' Utrecht inoltrarsi fino a Leida, ove il conte di Loss si rec a raggiungere il presia,

stellani

di

Egberto di Groninga e Rodolfo Coevorden e dichiaratosi peli.por;

l la

guerra

all'altro, coll'appoggio della

Irecht.

pi parte de* vassalli della chiesa d' UIl vescovo ebbe ad alleati i conti
di

d'Olanda,
il

Gueldria e di Cleves, oltre

lato, e

con esso sottomise


la

il

Kennemer-

signore di

Benthem, ed avendo
offerto battaglia al

a'

ij

land.

Guglielmo per quasi di subito


superiorit delle armi, e

luglio

1226

nemico,

riacquistata

fu preso nella
citori nel

mischia e trattato da'vinil

fattosi riconoscere conte

d'Olanda, conj

modo
che
il

pi crudele. Immagi-

cluse col prelato la pace

anzi per

mag-

nando

essi

suo sagro carattere fosse


essere riputati sacri-

giormente consolidarla nel i3o4 strinse con lui una convenzione per la quale reciprocamente si cederono ministri e i servi, per modo che dalle terre dell'uno
i

attaccato alla tonsura, gliela strapparono


colla cute, per

non

leghi nel dargli la

morte

ond'egli

non
feri-

sopravvisse che Ggiorni alai supplizio,anzi

dovessero passare a stabilirsi in quelle


dell'altro.

pare che fosse trucidato con motte


di

Thierri

quindi tutto

si

dedi-

te.

Nello stesso anno dalla sede di Pader-

c al governo di sua chiesa, della quale


riscatt
i

bona con autorit

Gregorio IX pass

dominii, ritenuti in pegno da'

a questa, di cui era stalo preposto,

Wil-

creditori:

mor nel 12 12 a Deventer,

donde
desimo

il

suo cadavere fu trasferito nella

cattedrale d'Utrecht. Di
fu

24^"" ^^

*5"

Ottone 1 preposto di Santen, figlio d'Ottone II conte di Gueldria e cognato di quello d'Olanda, per opera de' vescovi di Munster e Osnaeletto

lebraudo de'conti d'Oldemburgo, merc le cure del congiunto Fiorenzo IV conte d'Olanda, mentre era in Italia per l'imperatore Federico II. Recatosi a Utrecht
prese
1'

armi per vendicar

la

morte dei
di

suo predecessore contro Rodolfo

Coe-

bruck. Nel 1 2 5 portandosi


1

in

Roma per

vorden, che l'avea cagionata. Impadronitosi di sua persona, dopo una guerra
assai lunga,gli fece rinunziare la giurisdi-

la dispensa dall'et,

mor a Norlhusen.
il

In detto anno

gli
II

successe

prevosto d'U-

zione della provincia, lo mult di

3ooo

trecht Ottone

de'conti di Lippe. Pre-

uarche d'argento, di fondare un capitolo di i5 canonici nel luogo ov'era stato commesso l'orribile delitto, e di costruire un monastero alle benedettine; indi ad

so dalla divozione propria de'lempi, do-

po aver confidata
part

la

cura della civile au-

torit di sua chiesa al fratello

Ermanno,

neli2i7
Al
ri

co'crociati alla volta d'o-

istanza del popolo tumultuante, gli fece

rieule.

torno, l'insolenza de*suoi ufC-

espiare nel

3o

il

suo atroce defitto sotto

38
la ruota.

U
Morto

TR
i233 o neh a 36,
s.

UTR
fu

nel

a condizione di recarsi nella cattedrale a

stpollo nella chiesa di

Servaziotlel
lui

mo-

chiedere perdono

al

vescovo, colla testa

nastero delle cislerciensi da

fondalo.

Ebbe
to di

a successore Ottone

111

d'Olanda
cadet-

nuda, non che a prestargli come vassalli giuramento di fedelt. Restava al vescovo di vendicarsi del conte di Gueldria, the loro avea prestato soccorsi ; sicch trovandosi coll'armi in mano, senz'indugio fece un'incursione nella WeIuve,provincia dipendente dalla Gueldria, e col

conte della Frisia orientale,

figlio

Guglielmo I conte d'Olanda; poco dopa dagli slati venne riconosciuto, iuse-

me

Guglielmo, tutore del conte Guglielmo II loro nipote di 7 anni, ed ammin!tratoredeirOlanda. Seguit poi a
al fratello

ricavato del riportato bottino edific poi


il

reggere rOlanda,anclie dopo che


pillo nel
i

il

suo pu-

munitissimo castello
i

di

Vredeland, conla

247 a'29

setleujbie fu eletto re

tro

ribelli vicini.

Siccome

cattedrale

de'roraanijd'ordinedi

Papa Innocenzo IV

d'Utrecht era per vetust rovinosa, Enrico


gitt

peraverdeposto riniperatoreFederico II. Nel 1248 il re Guglielmo ^i rec a visilare lo zio in Utrecht, e
si
;

imprese a
i

rialzarla, e nel

1254 ne
d'Amersal

fondamenti. Tre anni dopo die


leggi e statuti alla citt

fece crear cit-

nuove
fort, la

tadino della medesima

quindi mosse

quale non era prima che un sem-

contro

il

conte di Goor vassallo ribelle


sua dignit e
gli

plice castello.

Fece donazioni

mona-

del vescovo, ed avendolo fatto prigione,


lo spogli d'ogni

stero delle
stitu in

monache

presso Deventer, co-

confi-

sc tutti

beni a profitto della chiesa d'U-

Irecht. Il vescovo

Ottone

III

termin

di

Steenwick una collegiata di 12 mor nel 1267. In questo gli successe Giovanni I de* conti di Nassau
canonici, e

vivere nel

1249

e fu sepolto nella catte-

per

la

nobilt de'uatali

ignaro dell'ecilletterato,

drale, lasciando Adelaide figlia naturale,

cles'iastica disciplina

e quasi

poi

mai itala

a Baldovinodi JNordwyk.

Fu

eletto a

successore
s.

Goswino

d'

Amslel,

non pot ottenere la pontificia conferma; mentre que'di Reiinemerland


per cui

Giovanni d' Utrecht, ma con tale negligenza si comport nelle vescovili funzioni, che Guglielmo d'Olanda re de'romani, di concerto col cardipreposto di
nal legato Pietro Capocci, raccolto nel

ed

frisoni trovavansi in ribellione nella

l'Olanda contro

nobilt che

li

tiran-

neggiava. Gysbrecht d'Amstel, dagl'insorti forzalo a porsi alla loro testa,


li

conri-

dusse fino
bellare
gistrati.
il

alle

porte d'Utrecht, e fece


il

laSo

il

capitolo d'Utrecht, Io costrinse


I

popolo contro
il

vescovo e

ma-

a rinunziare.

collettori de' concilii

ri-

Indarno
di cui
il

conte di Gueldria,
rifugiato,

portano nel 1249 quello d'Utrecht, in cui Goswino rinunzi alla dignit. Mansi,

presso

prelato erasi

tent di rimetterlo nella sede, solo pot

Siippl.

l.

2, p.

163. Per

le

raccoman-

prendere Amersfort. Intanto


d' Utrecht, abolite
le

cittadini

dazioni di Corrado arcivescovo di Colonia


gli

antiche magistra-

fu surrogato Enrico de' conti di


il

ture, stabilirono
co.
Il

Vianden, ed
giurisdizione.

re de'
l'

romani

col pasto-

vescovo, che da

un governo democratidue anni era pas-

rale e l'anello
I

invest della

temporale
sua destitu-

sato a Deventer, sentendo

come Utrecht

congiunti di

Goswino pre-

trovavasi in preda alle fazioni, cerc di


rientrar nella citt col favore delle tur-

sero

le

armi, sdegnati per

la

zione, per vendicarlo; tua Enrico,


di senno e di
difesa,
taglia,

uomo

bolenze, col cav. Nicola di Kats. Questi

mano,

si

pose in islalo di
in

ed avendoli vinti
li

ordinala batIl

accompagnato da 5oo scudieri giunse improvvisamente innanzi le mura e ne


sforz le porte; deposti
ti,
i

trasse prigioni a Utrecht.

re

nuovi magistraGio-

de'romani Guglielmo, che si trovava in que'luoghi, otteone la loro liberazione,

ristabil gli antichi, e restitu a


I

vanni

la

propria sede nel 1279. Per

UTR
le

UTR
alciiii

sventure non avendo prodotto


gli

sopra Monnikeiulan.

Ma

quelli del

39 Ken-

migliora mento nel carattere del vescovo,

nemerland, non

tosto egli s'era appres-

iiempre ostinato a rifiutar


gri,

ordini sa-

sato, gli distrussero la fiotta e lo costrin-

non ostante

le

rimostranze de' suoi

sero a cercare un asilo nell'Over-Yssel.

diocesani, egli

viveva nel lusso e nella

mollezza,

poco curandosi dei governo

temporale e spirituale di sua chiesa, ed alienando senza riguardo castelli e gli


i

Ritornato ad Utrecht si tir addosso nuove sventure poich essendosi rotto co'nobili venne arrestato da 4 di loro che
,

l'affidarono alla custodia del


stro,
il

borgomatenne pri-

antichi dominii della

piacere a* suoi

medesima per compartigiani. Quindi Papa


i

quale per un anno

lo

gione. Avendolo poi alcuni paesani liberato, egli recossi

Martino IV, uditi lagni che s'innalza vano contro l'indegno pastore, lo depose nel 1282. Ne'pazzi suoi dispendii, il vescovo avea dato in pegno a Gysbrecht il forte di Vredeland, il che produsse una guerra con Utrecht, che indignata ricorse al conte d'Olanda,
il

qualche tempo dopo a

Roma coll'intenzione d'abdicare; ma Bonifacio Vili

coraggio

non l'esaud commettendo


il

al

ne rianisu il vescovo di

Munsler
tello

di soccorrere
i

proprio confra-

contro

sudditi ribelli. GuQ[lielrao

quale lo fece

pri-

gione e liber
il

la piazza.

Nel 1282 stesso

recossi

tornato in Olaida, fece leva di truppe, e ad assediar Utrecht; ma Jacopo di


gli

lorenese Giovanni
il

II di

Zirk

gli

suc-

Lichtenberg, dopo averlo respinto,


quale rest ucciso a'4 luglio i3oi.

cesse, sotto

quale fu ricuperato Vrepacifico governo, nel


1

present battaglia presso Hegevard, nella


Il

deland

dopo

296

ca-

fu trasferito alla sede di Toul. Gli successe nl

medesimo anno

il

preposto di
nel diritto

davere sepolto prima nella chiesa de' cavalieri gerosolimitani di s. Giovanni, fu


poi traslato nella cattedrale dal successore.

Lovanio, Guglielmo Bertoldo de' signori di

Malines,

mdto versato

ci-

Questi fu tosto Guido d'Hainaut ni-

vile e

canonico. Di carattere inquieto e

pote del conted'Olanda, eletto a pieni vo-

turbolento, trasse partito dalle sedizioni

che seguirono
tere

la

morte del conte Fioreni

zo V, per suscitare
il

west-frisoni a scuol'e-

giogo dell'Olanda, e per darne

sempio imprese a ricuperare Muyden, citt posta sul

Wecht,

cui gi l'imperatore

canonico diCambray; ma il suo competitore Adolfo di Valdeck s'impadron d'alcune piazze del* rOver-Yssel, dalle quali per venne subito cacciato. Avendogli procacciato la sua promozione il fratello Giovanni I(
ti,gi tesoriere diLiegi e

avea donato
la piazza,

alla di lui chiesa.

Assediala

conte d'Olanda, per gratitudine nel iBoS


gli
i

mal
le

difesa capitol senz* aspetil

tare le truppe ausiliarie che

reggente
poter a-

d'Olanda
successo,

conduceva. Invanitodel buon

il

vescovo

immagin

di

gevolmeute soggiogare tuUa l'Olanda; e dietro il disegno formatone in sua mente, congiunse alle temporali l'armi spirituali, e pubblic una crociata contro il conte d'Olanda e il suo popolo, accusandoli d'eresia. Siccome frisoni erano religiosi e avidi d'indulgenze, nulla sembr ad essi pi meritorio ad acquistarle che il comi

condusse alcune genti affine di cacciar fiamminghi invasori.della Zelanda. Appena sbarcato col contea' 2 5 marzo nell'isola di Duveland fu fatto prigioniero, e nel tempo di sua cattivit, fiamminghi
i

profittando delle turbolenze suscitatesi ia

Utrecht, s'impadronirono della citt e ne furono espulsi neliBo^. Liberatosi il vescovo nel 3o5 col cambio fatto con Gui1

do
alla

di

Fiandra, tutte

le

sue cure dedic


il

propria chiesa. Intanto

franoeseClefissato la
y

(nente

avendo stranamente
nel i3i
v'invit
I

battere contro nemici.


ta ullo
Il

gli

olandesi loro mortali


la

residenza pontificia in Ai'ignone

pro-

vescovo imbarc

sua arma-

Zuyder-zee, e corse a piene vele

mulgando di Vienna

il

concilio generale

Guido. Questi com-

4o
iiiciiilubiic

UTR
per
suiitil di vita,

U T R
prudenza

XXII

e sostituire

il

Diesi.

Il

conle d'Oauto-

e giustizia, facondia euilie virlii, fu ao-

landa god sotto di


rit nella chiesa

lui della stessa

collu da'padri culla pi alla venerazione,


j

d'Utrecht die goduto a-

ad islan/a Papa nel 3


i

di Filippo
i

IV

re di Francia

il

vea nel vescovato di Zierick.


legio d'Amersforl,

Fond
i

il

col-

7-

gli olTrl la

dignit cardina-

lizia;

ma

il

virtuoso vescovo, ringraziato

umilmente Clemente V, ricus modestauieule Tesibitogii onore.


Il

re lo ritenne
llicliia-

per alcun tempo alla sua corte,

termin suoi giorni nel i34o e fu deposto nella cattedrale. Benedetto Xll gli surrog il romano Nicol Capocci ( /^.), per la controversia insorta fra Giovanni IV d'Arkel canonico
della cattedrale scello

mato ud

Ulreclit dalla sollevazione in-

da una parie del

dopo aver tranquillala ugni turbolenza, si die tutto a liberare d


sorta tra' frisoni,

capitolo a istanza del conle di Fiandra,


e
il

suddetto Bronkhorst,

vescovato da'debili contralti dagli antecessori,

te di
lit

-veano lascialo

ed a ristorare le piazze cb'essi acader in rovina. Confermenuovi privilegi concesse ad Utrecbt,


lo rap a'vi venti nel iv^iy.
il

al quale il conGueldria avea procuralo la plurade' suffragi. U Capocci costretto ad


1

abdicare nel
gel e
il

34 ,ebbe
(

poi la chiesa d'Uristanza di questi


il

cardinalato.

ed una malallia

Papa riconobbe Giovanni IV, che


sagrato a

fu con-

Subilo ottenne
posto di
s.

seggio vescovile

il

pre-

Roma,

al dire io

deWArle
piti
i

di ve-

Pietro d'Utreclit, Federico li

rificar le daU'i
le in

ma

trovo

probabi-

di Zierick,

per

le

raccomandazioni del pa-

Avignone ove dimoravano

Papi

col-

rente Guglielmo 111 conte d'

Olanda

la

curia romana, e cosi altri vescovi d'U-

com'erasi iuipegnato con

lui,

sotto la sua

trecht. Allreltaulo per altri disse la

Gal-

dipendenza resse
consagrazioue
MI
la

la

chiesa. L'episcopale

liachristiana^
lo
lo fu

ma quantoa Giovanni IV
Il

ricev in PLUiiia o meglio

vuole tiaslato da Munsler.

suo zemol-

Avignone.

Non

pochi sudditi
conle

gli si ri-

superiore ad ogni elogio, perch io


di ricuperare

bellarono, e fu aiutato contro di

essi

da

due anni venne a capo


ti

parecchi vicini, quindi

il

li

fece rien-

castelli, e lutto

il

paese d'Over-Yssel,gi

trare nel dovere per Giovanni d'Arkel.


L'eccelsa torredella cattedrale fu da lui
diicata da' fondamenti.
a'
rie-

dato
dria.

in

pegno per debiti al conte di GuelVolendo egli fare risparmio delle

Morto

nel

1822

rendite, rilbrm tutta la corte e limitossi

20

luglio, nell'anno slesso a pluralil

a vivere

come semplice
lasciato
il

particolare a
civile

di sulliagi fu eletto

Jacopo d'Oudshooro d'Ouslborn decano d'Utrecht, confermato dall'arcivescovo di Colonia;


di vivere a'

Grenoble,
vescovato

al

fratello

governo Roberto

del

d'

Arkel.

ma

cess
so-

20 settembre, non senza

Durante l'assenza del prelalo,il conte d'Olanda Guglielmo IV, seguito da quelli di
Cleves, e nel
1

spetto di veleno, perch al conte d'Olah-

345 assedi

Utrecht, e stail

da non era riuscito fargli anteporre Jacopo di Zuden preposto de' gerosolimilaui.

va per impadronirsene

quando giunto

vescovo, colla mediazione di


zio del conle

Beaumont

Fu

lodalo per onest, probit, reli-

ottenne tregua, a patto che


si

gione, scienza,

amore

alla sua chiesa e in-

100
gli

cittadini

recherebbero a chieder-

signe piet. Gli successe Giovanni III de

grazia a capo, ginocchia e piedi nudi.


poi
il nuovo conte Guglielmo V armi contro il vescovo nel

Diesi preposto d'Anversa e figlio di quel


castellano,

Avendo
I

quantunque

vescovi elellori

ripigliale f

altri a vesser

designalo a vescovo,cioG ios.


i

vanni di Bionkborst preposto di


vatore d'Ulrechl;
ti

Sal-

ti

la

quale elezione
,

con-

d'Olanda e di Gueldria e il duca di Brabanle fecero auuullare da Giovauui

355, queste furono incalzate dalle parcon vigore incredibile; mail vescovo vedendosi abbandonare da' vassalli, chiese e ottenne pace nel 356. D'allora in poi egli 5ulo SI occup di utili e pacifiche cu1

U T R
le, neliu
s.

UTR
lu

4i

cultedrale eresse

oappeila

ili

Gio. Evangelista, e ranicch di prezio-

se suppellettili,

fond varie scuole, form


di

i377 e vi ristabil la papale residenza. Ivi morto neh 378, gli successe Urbano V I, contro il quale poco dopo cardinali
i

una biblioteca

codici e sparse nella

francesi elessero scismaticamente l'anti-

diocesi il gusto che avea per le lettere. Ollenne da Lodovico V il Bavaro pei*
se e successori

al

nuovamente il diritto di moneta con proprio conio, e dall'imperatore Carlo IV la conferma e rinballer

papa Clemente VII, che dando principio grande Scisma d'occidente, si slabiFi in Avignone: popoli furono divisi nelr Ubbidienza di Roma e d'Avignone, ma
i

la

novazione
sa.

di tutti
1

privilegi di sua chie-

Germania e la Frisia segu la i." JNel medesimo 1 378Urbano V trasfer l'Horu


l

Trasferito nel
gli

364 ^

Liegi da Urba-

a Liegi, per

morte d'Arkel,

e nel

i38i

lo

no V,

successe

burgo.

11

GiovanniV di Wirnemsuo governo fermo e vigoroso


i

cre cardinale, dignit che ricus pel tur^


balenio scisma che divideva l'unit della
Chiesa. Da Munslera'22
fu
Iraslato a

contenne nel dovere


sti

cittadini, gi dispo-

alla sedizione,

ma

a costo di molli do-

Utrecht Fiorenzo di

novembrei378 Weve-

minii del vescovato che fu obbligato alienare.


tal
1

lichoven, per le cure d' Ottone signore


d'Arkel,
il

capitoli

d' Utrecht,

scorgendo

quale di pi costrinse l'Horna


i

deperimento nel temporale dominio portarono successivadelta loro chiesa mente le loro querele in Avignone a Urbano V e Gregorio XI. Mentre quest'ul,

castelli della chiesa d'Utrecht che pretendeva ritenere per un anno.Fiorenzo fu prelato di regolata condotta, e-

rilasciare

conomojsaggio e zelante pel mautenimeiilo de' suoi diritti. Ritir dalle

timo pensava

al

modo
,

di soddisfarli

lo
il

mani

de*

sfortunato vescovo, soccombendo sotto

creditori del vescovato, per

7600

scudi,

peso de^ suoi disastri

intprovvisamente
i
.

parecchi castelli e villaggi alienati da'predecessori; e smantell


il

mor

Tosto la maggior parte del capitolo scelse Arnoldo de'


a'

23 giugno

Sy
il

castello

d'Eer-

dem da dove Evrardo

d'

Eslem faceva

signori di

Horn (^'.),
le

quale trovavasi in
citate opere,

Koma, secondo
ripeler in

ed io Avignone, ove fu consagrato


,

due

molle scorrerie sulle terre d'Utrecht. In questo mezzo Roberto di Viane brig
per soppiantarlo nel vescovato d'Utrecht,

da Gregorio XI
ne prese possesso

e recatosi al vescovato
a'
1

8 settembre. 1 cittadini d'Utrecht, co'quali ebbe diverse dispute intorno a'rispettivi loro
diritti,

ed avendone ottenuta nel 38o la patente d'ammissione o intrusione dall'antipa1

pa Clemente VII,
la valere.

si

apparecchiava a far-

ot-

Fiorenzo per l'obblig a dela

tennero finalmente da
facolt

lui nel

dichiarazione, che riconosceva

iSyS una non aver

sistere

ed a chiedergli pace; iodi nel 1 382


de'privilegi di sua chiesa. Sic-

ottenne dall' imperatore W^enceslao

d'impor loro nuove tasse, n d'intraprendere veruna guerra senza l'approvazione de'3 ordini, cio del clero, de'nobili e de'citladiui.

conferma

come
la

poi Enrico burgravio di Montfort


la

voleva sostenere

sua indipendenza dal-

d afnnch tal diploma


,

chiesa d'Utrecht, venne nel

avesse perpetuo effetto


serito,che tutti
i

venne

in esso in-

salito dal vescovo e costretto coll'armi

1387 asa
Chrotii-

vescovi successivi nel pos-

riconoscerne

l'alto
i

dominio.
riporta

La

sesso ne giurerebbero l'esecuzione. Nello

ca Bclg.

nel

39

un

concilio ce-

slesso aunoil vescovo fu assalito o

minac-

lebrato in

Utrecht, contro Jacopo di

cialo di prossima guerra dal conte d'

O-

Giuliers francescano. Fiorenzo

temuto

lauda, a motivo di certo canale che


lato avea costruito; controversia

il

pre-

da'^uoi vicini e rispettato da' suoi vassalli,

ternii.r-

nalacon

trattalo di pace nel

375. Final*

come principe; quale vescovo fu probo, prudente e dotto. Mor nel venerd santo
del
1

meolti Giegurio

XI

si

rec lu

Kuma

ucl

393

nel castello

d'Haidcuberg, e fu

42
ila lui

UTR
s.

UTR
Martino
tu che gli

trosporlato nella caUedraledi

nnicclila criilensili sagri. Diiila

dolfo

si

amministra v pacific col duca


si

il

Viatico.

nel

Roi43o, ed O"

ede di Slrasburgo,a istanza del duca di


(iueidriii pe' voli del capitolo,
cpiesta

j>er tanto

deslramenle nella cortedi Roa farsi a-^solvere dalle cen

pass in

ma, che giunse


der da
la
tal

Federico

III di

Blaiikenlieicn conin

sm-e e confermare da Eugenio IV. Zvre*


giudizio
si

fermato da Ijoniiacio IK,

onta alle

appell al concilio

jorcomandazioni

d'

Alberlo dnca di Ba-

di Basilea

ove si rec,

ma

tu sorpreso dal1

viera e conte d* Olanda, che spalleggia-

morte pendendo

il

giudizio nel
di

433,

va Roggero di Bronkliorsl tesoriere di


Colonia. Federico
III
li

e rest sepolto nella certosa

Basilea.

molto ingegno,
sottomise nel
il

CoM Rodolfo

rest pacifico possessore del

ed esperto

in

ambo

le leggi,

vescovato d'Utrecht, non ostante l'elezio-

i3q5

alla

propria chiesa

castello

di

ne che una parte del clero avea

falla di

Coevorden e la
ni

piovinoia di Drente, ch'e-

Walerano

di

ra stata tolta a'suoi antecessori;

eie an-

ottenuta dall'

Meurs, e la conferma poi antipapa Felice V, eletto


alici

dopo, assedialo il c;iSlello d 'Eberstein, lilenulo il pi forte della Germania inferiore, lo prese e rovesci d.i'fondamenti.

da' padri di Basilea divenuti scisin


la

loro conventicola concili ibolo. Se


,

non

che

punto marcias..e ancora sul conte di Gueldria. Conferm il collegio de' canonici di Gulenbur-

]*arechearmalo

di tutto

un' imposta che volle stabilire nei i447jP6r soddisfare a'debiti di sua chiesa, gli ammulin contro una parte de'suoi
canonici, alla cui lesta
si

trovava

il

deca-

Umberto signore del castello, e morendo nel 14^4 " Willanhaven, con pompa fu portalo nella cattedrago, istituito da
le e collocalo in elegante avello. Gli suc-

no; e
to,

la

discordia procedette a tal

pun-

che impadronitisi d'Ulrechl, costrinil

sero

vescovo a
risorgere

ritirarsi

ad Horst.

Wail

lerano profittando della congiuntura volte far


il

cesse

Zvveder de'signori
per
la

di

Gulenburgo

suo partito;

ma

car-

d'Egmond,
capitolo,
ti

pluralit de' voli del

con grande rammrico de'uioli

candidati, che

potenti vicini
fra loro,

avevano
di

proposti.

Ma uno

Rodolfo

Diephoul, patrocinato dal duca di CleTes, s'niipadron'i d'Utrecht, cacciandone Zweder, il quale quindi trasfer il suo
seggio a Dordrecht sotto
la

Cosa legato, recatosi nel i449 sul luogo, combin fra' due competitori, che Walerano rinunzierebbe il vescovato d' Utrecht a Rodolfo, e che questi Io jliuterebbea salire sulla sede di Munster allora vacante. Rodolfo in seguito ebbe
dinal di

nuovi dissapori cu'suoi canonici,


nel

quali

protezione di

il Buono duca di Borgogna. Ora avendo questo principe determinalo di riporlo sulla sua sede, si rec ad assedia-

Filippo

re Utrecht in persona; respinto nell'assalto

campo torn in Olanda. Frattanto Zwederimdopo pugna


di

5 ore, lev

il

padrouitosi del castello di Gorst forz


abitanti d'Amersfort

gli

non meno che quelli di Ilhenen a riconoscerlo; dopo di che costrinse Rodolfo a sgombrare d'Utrecht,
ove fece il suo ingresso nel 425. Gli siliati che l'aveano seguito, commsero in
1

ad Horst, cacciarono suoi amici e cambiarono Diagistrali delia citt. Moi Rodolfo di crepacuore nel 455 e fa sepolto nella cattedrale. Dopo 4 giorni, merc voti de' 5 capitoli d' Utrecht, fu innalzalo al vescovato Gisberto de' signori di Brederode arcidiacono di s. Salvatore della medesima. Subito pales l'odio suo contro
ch'egli risiedeva
i

tempo

partigiani di Rodolfo, colle deposizioni,

coll'esilio e colle proscrizioni, in tal


,

mo-

questa citt enormi eccessi, proc<;deoJo


UiQl'ullre
il

da pugnalare nel proprio


Piovis,

letto

buigoma&Uu Bareud

ud puu-

do cagion uno scisma perch perseguitati ritirali ad Amersfort procederono a nuova elezione, che cadde su David di Borgogna bastardo del duca Filippo, e allora vescovo diTerouaaae. 11 duca spei

U
tfi

TR
La morte
del

VTR
j

45

Roma

il

vescovo d'Arras, per in\\\ a

durle Calisto

Jezione, e l'ollemie,

fermala queila
il

di

confermare quesla ebench avesse conGisberto; e ci perch


soccorsi dal duca, per

duca Carlo, avvenuta a'5 gennaio i477 diiuinu 1' ascendente di cui godeva il vescovo d'Utrecht, il quale

incessantemente contrastato da qne*


il

Papa attendeva
guerra contro
figlio sulla
i

cittadini abbracci

partito di ritirarsi

la

turchi.

Avendo

il

du-

Wyck
le

nel

ca ottenuto
il

le bolle, si

dispose a collocar

giorno

1481. Continuavano ogni turbolenze in Utrecht, ove gli

sede d'Utrecht. Dal canto

suo Gisberto, .sostenuto dal vescovo e da

Hoeckini davano la legge; e gli sforzi che Massimiliano arciduca d' Austria, sposo
di

Rinaldo suoi fratelli, si apparecchi alla difesa; ma vedendo d duca, gi divenuto


signore di molte piazze del

Maria

di

Borgogna erede di Carlo, poil

se in opera per ristabilire


la

vescovo nel-

vescovato,

sua sede, non valsero che a rendere piti

approssimarsi alla capitale, concluse con


lui

arditi e

numerosi idi

lui avversari. JNel-

un

trattato di pace; cio che rinunziein favore di

rebbe

David

alla

sua elezio-

r incursioni praticate dalle due parti, scorgendo il prelato l'ostinazione di que*


d'Utrecht, scagli contro
di
la citt

ricevendo dal duca per indennizzo delle spese fatte 5o,ooo leoni d'oro di

ne

sentenza

Borgogna; che resterebbe arcidiacono di s. Salvatore, e godrebbe di pi la preposilura di s. Dunaziano di Bruges, col titolo di I. "consigliere d'Olanda e cogli einolumeiiti doppi. Approvata la rinunzia da que'd'LIlrecht, Gisberto nel i4^7 'i dichiar sciolti dal giuramento di fedelt a lui prestato. David di Borgogna entr
allora in

scomunica e d' interdetto, che per venne proibito a'magislrati di riconoscere. Tuttavia nel 14^2 fu determinato di
richiamarlojaline di ristabilir
il

la

pace;

ma

suo ritorno non produsse quel bene


si

che

sperava

trovandosi quasi prigio-

niero in nezzo a un popolo sedizioso e

mal
in
d'

placato. Allora l'arciduca Massiurisi

liuno

rec alla testa di 12,000 uomini

possesso del

vescovato d'

Usue

.soccorso di

David

ed insignoritosi

trechl; e sebbene Devenler avesse ricufealo di

Utrecht

si

fece riconoscere dal senato

riconoscerlo, vedendo sotto


le

le

a'j settembre

1483 qual protettore temsi

mura

genti del duca

si

sottomise.

La

porale di questa chiesa. La storia delle


peripezie di David

buona armonia regn lungo tempo fra il vescovo ed i Brederode, \\ cui maggiore R.inaldo

pu leggere

nella

bolla Eocigltprotervorurn^eaanataa fa-

d'Utrecht;

venne dichiarato governatore ma il suo procedere e quello de'suoi congiunti li pose poi talmente iu discordia con David , che finalmente li
alla tortura Piinaido e

vore del prelato da Sisto IV, e riprodotta


nella

Gallia chrisliann.
i

Il

vescovo pas-

s quindi pi tranquilli

suoigiorni,ch'eb-

bero termine a Wyck-te-Duerstede nel

fece arrestare, ed assoggettare pi volte

Walerano suo
i

fi-

glio, per trarre


delitti

onde

gli

da essi la confessione de' accusavano loro nemici.


quale
confess col-

1496. Assai dotto, interrogava egli medesimo que'che aspiravano agli ordini sagri, ne loro li conferiva se non dopo rigorose prove, ed un giorno di
dati 3 soli

3oo

candi-

La

violenza de'lorjnenli trionf della co,

ammise

agli ordini sagri.

Ne

stanza del figlio

il

si

fu successore Federico
di
in

IV

de' marchesi

pevole;

ma

per non produsse lo stesso innocenza venne

effetto sul padre, la cui

nome
il

Bade, per inpegno di polenti signori dell'imperatore Massimiliano I,


suo competitore Filippo de' duchi

riconosciuta nel

nunziala da Carlo

147^ per sentenza proil Temerario duca di


Filippo

ed

di Cleves

ebbe

il

vescovato d' Amiens.

Borgogna,
il

figlio e successore di

Federico IV sostenne guerre con Alberto di Sassonia sostenitore de' ribelli


soui, e col
fii-

Buono,

alla lesta de'cavalien del


,

To-

sun d' oro

di cui

Biaaldo era membro.

duca

di

Gueldria pel posses-

44
tlu'citladiui
ti'

u TR
il

U
1

TU
suo commentario sul-

M> d'alcune fortezze,

quuie ne)

fu

(lam
le

gli

dedic

il

Ulieclit, tnalcuiileuli del

due

epistole di

s.

Paolo a Ti moteo.Ln*

vescovo, dichiarato loro piotcllore per


fili lela a Fiorenzo d' Ysseisleiu paili^iauo del pieialo. Ora avendo questi leu-

rico di Baviera figlio deireletlore Palatino, fu quello sul

de'capiloli

quale cadde la scelta d'Utrecht, sollecitati da casa

lalo

luil

iebUaio

di scalar le

mura

del-

d'Auatiia, per vescovo d'Utrecht. Di


la

masi

la citt cuiruiiito del ghiaccio, le

genti
svi-

voglia solfrivano que' cittadini che

di Gueldiia glielo iutpediruno.


lito

Lo

trovasse fra le

mani del duca

di

Gueldria
la
si

di sedizione cosi

perseverante ne'

l'altra diocesi di loro provincia, di cui


erasi quasi

cittadini d'Uliecht, era fondato

perch

impadronito durante

guer-

Federico IV tutto operava senza consultale gli stati


,

ra della Frisia. Enrico pertanto


se
l'

assun-

onde

il

prelato divis di

incarico di ricuperarla, e nel

iSiy

rinunziare

il

vescovato, e nel

i5i6
il

lo

palleggi amichevolmente col duca di


riscattarla

cedette a Filippo di Borgogna, altro na-

mediante l'osborso d'una som-

turale del deftjiito duca Filippo

Buo-

ma di
egli

denaro.

Ma

que'd'Utrecht,a'quali

no, e fratello di David, mentre poco do-

voleva imporre un tributo per quesi

banle e
contro

po Federico IV mori di vecchiaia nel Brail cadavere fu trasferito a Baden. Fdippu era aumiiraglio d'Olanda, onde
la

st'oggetto,

rifiutarono di pagare priil

ma

che non fosse eseguito


il

trattato

parimenti

clero,

che

il

prelato tent

sua inclinazione e solo per


1,

d'aggravare con una particolare gabella,


manifest la medesima opposizione, e vedendo che si minacciava costringerlo, su* scilo una sedizione, dalla quale trasse partito il duca di Gueldria per impadronirsi

compiacere Massimiliano

acconsent al

cambiamento

di slato

Leone

X dispen*
I

(>audulodagrillegitlimi natidi.

cittadini

d'Utrecht videro questa nomina con rammarico, pei che prevedevano che alla fine

d'Utrecht. Allora

il

vescovo ricorse
reciproche

dovevano soggiacere
austriaca;

alla

dominazione
la

all'imperatore Carlo V,
ostilit

ma le

ma fu

d'uopo piegarsi, e

ma-

gistratura accord con


lo

buona pace quel-

che non avrebbe potuto ricuperare colla forza. Filippo quindi entr in pos*
Stesso di

non ebbero fine che col trattalo concluso a Gorinchem a*5 ottobre 1 528. Essendosi le nuove erronee opinioni religiose

rapidamente sparse nel paese, se-

sua chiesa alla testa di

ooo

ca-

valli,

ma non

ne fu coasagrato che nel-

condale dalle turbolenze, gli eretici Protes tanti spiegarono partito pel duca, e
gli

l'anno seguente. Questo vescovo vide nascere l'eresia di Lutero, e senza aperta-

episcopali ricorsero al patrocinio del-

l'austriaco Carlo

V.

Onde

ottenerlo fu

mente abbracciarla mostrossi disposto a


favorirla.
I

mestieri di cedere a questo principe, an-

progressi dell'armi de' duchi

di Gueldria nella Frisia l'indussero


far loro fronte a chieder soccorsi a

onde Mar-

che sovrano de'Paesi Bassi ossia duca di Brabante e conte d'Olanda, la temporale

sovranit della chiesa d'Utrecht, ch'eriun alla contea d'

gherita d' Austria governatrice de'Paesi


Bassi;

gli

Olanda, cio

le

ma

le

genti da

lei

somministrate

Provincie d'Utrecht e d'OverYssel.

La

operarono

in vece a

vantaggio di casa
ve-

cessione segu con atto del vescovo in pre-

d'Austria, che resero inleramente signora della Frisia a'iS oltobrei523.


Il

senza e col consenso de' capitoli a' 2

ottobre

528,

in

mano d'Antonio
lui

di Sal-

scovo
aprile

fin

suoi giorni a Duerstede a'7


di

vaiiig conte

d'Hogslraten incaricato dalaccellala

i524

5^

anni. Questo prelato

l'imperalpie Carlo V, e da
a' 2

era dotto,

ma

mollo equivoco nella sua

dottrina, e di costumi poco regolali, pru(ieute e assai pohtico.

Erasmo

di Uotter-

dicembre seguente. Dice V Arie di verificare le date^ che Papa Clemente VII ratific rS maggio 1 53 1 la Iraslazio-

UTR
ne
sa

u
;

t;*

45
antichi teni'

della sovranit

trUlrechl in

temporale della chieCarlo V ed io aggiun-

ceduti ne* Paesi Bassi uniti, ed in particolare in

Olanda, dagli

ger come duca di Brabante e conte d'Olanda, colla


bolla

Romanus

Poutfcx^

pi fino al 'jSiy Amsterdam 1749: -^^<'' moria sulla dignit dello Statolderato
nelle Provincie Unite,

presso la Gallia Christiana^

ma

in

data

Amsterdam 1787.
da Gof-

de'20 agosto i52g. Carlo V avea posio in Utrecht un presidio nella rocca munilissima da lui costruita, ed avea pro-

La Storia

in parie fu riprodotta

fredo Sellio e da Benigno Dnjardin nel-

r Histoire generale des Provincies- Unics,

messo dal canto suo con allo de* 3o settembre i53o,che rinnoT a'i2 novembre successivo, di conservar tutti privilegi della chiesa d'Utrecht, uno de'quali
i

consisteva nel diritto de' capitoli d' eleg-

Pa ris 7 57 - 7 o Arcivescovato d' Utrecht e scisma della Chiesa d' Utrecht. Carlo V d'Austria imperatore cede al suo figlio Filippo II la monarchia di SpaI

gere ed

istituire

il

loro vescovo;

ma

dice

gna

(^^), e

la

sovranit de' Paesi Bassi,


il

lNovaes, che poco dopo Clemente

VH
se

cio V Olanda e

Belgio^ che fece gover-

accord a Carlo V

la

nomina

del vescovo

nare dalla sua sorella naturale Margherita

d'Utrecht. Enrico di Baviera, ristretto


alla sola autorit spirituale, cos
1

d'Austria;

ma

introducendovi l'as-

poco

ne cur, che nel Sag rinunci il vescovato nelle mani del Papa, ritlrossi in Germania, ove poco dopo ottenne il vescovato di

dominava la monarchia spagnuola, generando malsoluta autorit colla quale


contento, scoppi poi in aperta ribellione.

Intanto penetrando sempre pi ne'


il

Worms,

di cui era coadiutore, e

Paesi Bassi

veleno delle nuove eresie,

mori nel 1 552. Cos termin la potenza temporale e sovrana della chiesa e de' vescovi d' Utrecht. Clemente VII nomin
i.^'vescovo d'Utrecht senza tale principato
il

a sostenimento della cattolica religione,


di cui era zelantissimo, Filippo ]i

supe di

plic

Papa Paolo IV

di

aggiungere nella
altri,
le

regione agli antichi vescovati


dichiarare arcivescovati
trecht per l'Olanda,

cardinale Willelmo Enchenvocr,c\e

chiese d'

U~

Sanmarlani dicono|nalivo non d'Utrecht, ma hrahantimis patriae Silvae Diicensis, ossia Bois-lc-Duc. Risiedendo in Roma, fece prendere possesso dal suo procuratore, e mor in Roma nel 534 ove sem1

Camhray

e Mali"

nes pel Belgio,

il

che esegu

eolla bolla

Super Universas Orhis Eeelesias, de* 12 maggio 1559, Bull. Boni. t. 4> P*I, p. 359. Alla metropolitana d' Utrecht assegn per suffraganei vescovi di Hari

pre era rimasto. Gli successe Giorgio de*


conti

d'Egmont, che pacificamente


la
i

go-

lenijGroninga, LeM'arden, Middelburg,

vern, ornando

cattedrale; pi coll'efedeli, pio,

seropio che colle parole istru

limosiniero, diligente pastore, severo nel-

l'ordinarei chierici che voleva idonei. Mor nel

1559

nell'abbazia di

s.

Amando,

di

cui era
il

amministratore e vi rest sepolto, cuore venendo tumulato nella catte-

Deventer (T''.). Queste chiese costituirono r episcopato d'Olanda. Peri." arcivescovo d'Utrecht Pio IV a'i3 novembre I S^ I promulg Federico Schenck de'baroni di Tautembergdi Frisia, preside della camera di giustizia di Spira, assai dotto nelle divine e

umane

lettere

ornato
as-

drale d'Utrecht, di cui fu l'ultimo vesco-

delle qualit richieste in

un pastore,

Batava sacra, h.. Malici, De nobilitate, de Advocatis Ecclesiae et de Comitatum Hollandiae et Doecesi Ultraj'ectina, Amstelodamii 1816. Giovanni Vagenaar, Storia della patria^ che contiene ^li avvenimenti suevo. Si
la

ponno vedere

siduo nel governo del gregge, esempio di


piet,erudito e facondo predicatore, scrit-

tore e confutatore dell'eresie. Cos la


cattedrale d'Utrecht elevata a metropolitana,
il

torn alla dignit


x.

in cui era sotto

suo

pastore

s.

Willibrordo. Frat-

4G
Innlo

U T
tiIflfnndo<i ne*

II

U
1*

TR

Pnes Rassi
solloii

eresia
di

vo.

dt Calvinisti Ugonotti,
Jiiendichi o Geusi,
si
1

nome

SasboldoVosmero arcivescovo di Filippi. Giacomo della Torre arcivescovo


Casloria. Indi riporta
la serie

la lihellione

andava*

d'Efeso. Giovanni Neerkassel vescovo di

organizzando, cnpitanala da Guglielmo


d'Or{in2;e,

de'preposli

che orinata

mano

nel

1570

e tie'decani dell'antica chiesa d' Ulrecht.

entr nell'Olanda e Zelanda, dalle quali


Provincie fu proclamalo stadtholder. Indi nel

La

s.

Sede

colla

morte
il

dell'

arcivescovo

Federico riguard come estinto l'arcivescovato d* Utrectit e

gi dissi,

gennaio iSyp in Utrecht, come si form la famosa unione delle Sette Provincie unite, formanti la repubd'Olanda, una delle
rp.iali

suo capitolo

me-

tropolitano. Di quanto precedetle,accom-

pagn e segu

la

soppressione

dell* epi-

blica

fu quella

scopato d'Olanda, non

meno

dell'origine

d'Utrecht, venendo solennemente dichiarato stadtholder Guglielmo


I,

e progressi dello scisma della chiesa d'Utrecht, per aver abbracciato


il

e perdute

Giansrni'

per sempre daFilippo

1,

succedendo nella
la

stno (F.) con pseudo arcivescovo d'


trecht, e pseudi vescovi

U-

maggior parte de'popoli


promesso che
la

rinunzia alla

d'Harlem e De1

fedecatlolica per abbracciare l'eresia.


religione cattolica

Fu
ri-

venter, ne trattai nel voi. L, p.

49 e seg.,

sino e inclusive al falso e scismatico Steen-

marrebbe

libera e intatta,

compresa

la

hovcn,

tutti

condannati successivamente
scismatici e

conservazione de'religiosi e delle morfache; per cui


i'

da'Papi,

come

come
i

gianse-

arcivescovo d' Utrecht Fe-

nisti refiattari.

Dappoich

successori di
nell'esse-

derico co'suoi 5 vescovi sulFraganei cele-

Steemhoven, che poi riporter,


re eletti da'pseudi canonici

brarono un sinodo provinciale, e fornirono di avvisi salutari il clero e il popolo, a non fidarsi delle fallaci promesse, e tenersi in guardia da' pestiferi errori che ammorbavano la regione d'Olanda. Malgra-

vengono conla

dannati da'Papi, nel ricevere


osa

parteci-

pazione da detto scismatico capitolo, che

do

le

convenzioni e

trattati
i

confermati

nell'unione d'Utrecht,
sero
la

protestanti pre-

impudentemente chiederne la confergiansenisti da circa un secolo e ma. mezzo spiccati come membra putride dal vivo corpo della Chiesa di Dio essi nonI ,

somma

del governo, perseguitaro-

dimeno
na
i

s'infingono appartenerle.

Appedi
tal

no
ri,

il

clero, invasero conventi e

monaste-

pretesi arcivescovi e vescovi

s'impadronirono de'beni
in

ecclesiastici,

setta

hanno ricevuto
,

la

scismatica con-

oppressero

pi modi

cattolici.

La per-

sagrazione

s'

alFreltano di scrivere al
,

secuzione tosto prese grandi proporzioni,


il

sommo

Pontefice parole di fedelt


di ubbidienza.

di
ri-

clero secolare e regolare fu cacciato dal-

sommissione e
sposta di
s

L'unica
la

le

Provincie unite all'Olanda;


le

la

sede ar-

sfacciata impostura,
dell'

di-

civescovile d'Utrecht e

chiese vescovili

chiarazione

incorsa scomtmica, che

sufFraganee furono
se e distrutte,

empiamente sopprescattolici

suol esser loro inviala con lettere

apo-

miseramente dispersi, esiliali, calunniati, atrocemente perseguitali.L'arci vescovo d'Utrecht Federico, afflittissimo ivi mor a'25 agosto
ed
i

stoliche sottoscritte dal segretario de'brevi a''principi,

dopo pubblicate
luoghi in

pe e

artisse dal

colle stammaestro de'cursori apo-

stolici ne'soliti

Roma,

e princi-

i58o
de
i

e fu sepolto nella sagrestia della

metropolitana.

Non ebbe

successori,

on-

Papi nominarono vicari apostolici d'Ulrechtedell'Olanda, insigniti del gra-

palmente nelle pareli esterne delle basiliche patriarcali Lateranensee Vaticana, della Cancelleria apostolica, della Curia
generale a

Monte

Citorio, della Piazza di

do
go.

di

vescovi

in partihus.

La Gallia

Campo
Papa
liis
si

de'fiori. In

forma

di

breve dal

r/j/7>//V7t5 registra: IN.

conte di Renebur-

partecipava puvea'Dilectis Fi-

Giovanni Brukesio designato vesco-

universis catholicis in Belgio

Bata^

UT
misi nel luogo cilalo,
la

R
come proal

UTR
futuro concilio. Mori
,

4?
egli nel
gli fu
il

vo coiinioranlihus. Atliinqitee

giugno

vado ad accennare continuazione dello seismo della chiesa d'Ulrechl, ripetendo quanto rignaida
10 vSleenhoven.

1789
te

dopo

^\n

mese

siurogato

Gio. Pietro Meindarls,

quale Clemennos, de'6 otto-

XII

col

breve

Magna

liecht e
la

due pretesi capitoli iVX]" d'Hailero dopo essersi usurpata


I

bre 1739, Bull. Rom. l. i4> p. 392, lo dichiar incorso nelle pi severe censure, irrita l'elezione,

giurisdizione

del vicariato apostolico

vietandone

la

consa-

dOlanda,quello sedicente d'Utrecht composto di 7 chierici refrattari giansenisti, nel I 723 elesse per proprio chifDerico arcivescovo Cornelio Sleenhoven, che sa-

grazione in arcivescovo, e proibendogli


l'esercizio dell'ordine.
slesso

Ma

a*

18 dello

mese

fu consagrato arcivescovo

d'Utrecht dal sacrilego Varlet vescovo di


Babilonia. Indi Papa Benedetto

crilegamente fu consagrafo nel 1724 da mg/ Domenico M.' Vailet vescovo di


liabilonia
,

XIV

col

hveve uget Pastoralem, de'24 gennaio


1 74 r Bull. Bened. XIV, l. p. 1 3, lo sospeseda ogni esercizio dell'ordine e giu, r
,

il

quale pure era interdetto

e scomunicato; ed invece di due vescovi


assistenti,

che non poterono trovare, con-

risdizione vescovile, dichiar interdetto,

tro

le

regole ecclesiastiche supplirono due

scomunicato
re,
ri

e proscritto

come

sedutto-

falsi

canonici.
il

miinir
quelli
11

Papa Benedetto XIII sconuovo pseudo arcivescovo e


aveano
eletto e consagralo.

lupo insidioso e
il

(glio d'iniquit.

Mo-

frattanto

vescovo di Babilonia Var-

che

1*

let

a'i4 nfggioi742, onde non restava


setta giansenistica della falsa chiesa

breve

Qua

so Ilici ludine, dal Papa ediretto:

alla

manalo a'22 febbraio lyaS e

d'Utrecht altro vescovo che ilMeindarts,

nili'ctisFiliisuniversis catholicis inFoc' dcrato Belgio commorantibns, si legge pure nel Bull. Pont, de Propagandafi<^/r,

['uomo pi perduto nello scisma. Egli dunque perch non mancasse la successione de'vescovi scismatici della nuova
chiesa d'Olanda, ravviv l'estinto vesco-

Appendi X, t. 2,p. i i. Sleenhoven pretendendo di stabilire la nuova chiesa

vato d'Harlem, e ne cre e consngr ve-

d'Utrecht die principio allo scisma tuttora esistente. Poco dopo mor a'3 aprile 1725 lo Steenhoven ed a' 16 dello slesso mese fu da'refraltari giansenisti eletto per nuovo prendo arcivescovo d'U,

scovo a'2 settembre 174^ Girolamo de Bock, al qtiale Benedetto XIV prima col

breve

Quamquam

inhaereuft, del (."set-

tembre, Bull,

cit., p.

92 dichiar nulla
,

l'elezione e illecita,

proibendo
la

la

consa-

trecht Cornelio

Berckmans Roitiers,
di

il

grazione;poi condannando
Ir
il

seguila,con-

quale
nia, fu

sacrilegamente consagrato dallo


Babilo-

consagranle e

il

consagrato fulmi-

scomunicalo Varlet vescovo

come

il

predecessore sospeso, in-

terdetto e scomunicato da Benedetto


col

XI

breve Novis

istic,

dei3

agosto 725,
i

Bull. Rom. 1.12, p. 23. Morto repentinamente il Berckmans a' 1 5 maggio 1 782,
gli fu sostituito

dagli scismatici canonici


il suddetconsagr a' 28

Teodoro Wander Croon,che


to vescovo di Babilonia

scomunica col breve Obsurdesct quotidie magis, de' 20 dicembre , Bull. cit., p. o3. Girolamo essendo morto 1' i dicembrei744> Meindarts gli sostitu a' 1 5 maggio 74^ Giovanni W^an Stiphout pseudo curato d'Amsterdam, e nel luglio seguente lo consagr, dandone parte con temeraria arroganza a Benedetto XiV, nel chiedergli la conferma del commesso

la

ottobre

1783

collo stesso sacrilego

rito

de'due precedenti. Clemente XII con breve de* 17 febbraio 1735 dichiar nulla
l'elezione di lui, ed esecranda la sua con-

sagrazione,

il

perch Teodoro

si

appell

suo reato. Il Papa col breve Hieronymo de Bock, de'26 giugno l'j^S, Bull, c't., p. 236, annull l'elezione del pseudo vescovo d'Harlem, e con censure gli viet di farsi consagrare. Saputosi poi dal Pa-

48

UTR
c^s^ d'accettare stando
gli

UTR
il

pa la seguila consagrazione, la con{!ann^ con sentenza di scomunica pe'fhlsi consagratore e consagrato, mediante ii bre-ve Tarn praeclaram, de'28 agosto 1 74^,
Bull,

trattato;

ma

prote-

scismatici

con una dichiara-

zione de' 1 2 settembre, che non avrebbe-

ro acconsentito giammai alla sosci izione

244- Di pii:i Benedetto XIV nello stesso giugno a vea condannato l'apcit., p.

pellazione

d'ambedue

al

futuro concilio,

pura e semplice del formolario Alessandrino , n mai accettata la costituzione Unigenitus Dei Filiusy coWa quale Clesizioni di
in globo o propoQuesnello contenenti il dannalo giansenismo, per quante spiegazioni
f
i

col breve /altissimo

Divinac Provdencit,, p.

mente XI condann

tiacy

de'26 giugno, Bull,

287

Damnatio

et prohibitio libri yCiijus titu-

lus est: Illustrissimorum, acRcverendis-

venissero loro date, cosi


conciliazione

la

proposta

ri-

siniorum Archiepiscopi Ultraj'ec tensile t Episcopi Harleniensis instriimentwn Appellalionis ad Concilium generalcm
futuriwit

avanz niente di pi. Frattanto il sacrilego Meindarls nel 1 757


si

non

eresse

nuovamente

il

vescovato di De-

diiobus brevbus

Sanctis-

simo alias expcdilis ad Catholicos in Foederato Belgio. Questi brevi di Benedetto

1758 ne consagr vescovo Bartolomeo Byevelt, pseudo parroco di Rotterdam, di cui fu riprovala l'illegittima e

venter, ed a'25 gennaio

XIV

e de'

stioi

predecessori sa-

incompetente elezione,

ranno nella storia ecclesiastica un perpetuo monumento non meno della perfdia
ostinata de'settari giansenisti d'Utrecht,

come

che
za,

della pazienza e illuminata

vigilan-

nuova erezione del vescovato, da Benedetto XI V con breve de' 29 dicembre 758, col quale il Papa fece conoscere agli scismatici, che non erano
altres la
I

come

della energica e salutare severi-

essi

tanto audaci nell'avanzare lo scisma,


egli vigilante nell'abbatterlo.Creil

t de'Papi in difesa della Chiesa e della

quanto
falsi

purit della fede, onde preservare


tolici

cat-

sciulo secondo

narrato

il

niuiero de*

olandesi dalie

mani

degli scismatici
gli
s.

vescovi della
il

nuova chiesa d'Olan-

e da* loro errori. Finsero dipoi


de, e per Benedetto
bill

sci-

da

smatici di volersi riconciliare colla

Sesta-

1763

il

Meindarls essendosi arrogalo nel diritto di metropolitano, convoa'


1

XIV

nel

1748

c e tenne

3 settembre un sinodo pro-

avanti di se una congregazione di


il

vinciale nella sagrestia della chiesa par-

cardinali, dalla quale usc

decreto de*
,

rocchiale di

s.

Geltrude
coli'

d*

Utrecht,
della

al

ottobre, in cui

si

dichiarava

che

gii

quale

egli

presied,

intervento de*
falsa

ultragettini sarebbero riammessi alia co-

pseudo vescovi sufTraganei


chiesa d' Utrecht, cio d*

munione della Sede apostolica e della s. Chiesa, quando essi sottoscrivessero puramente il formolario di Alessandro VII, nel quale si condannano le 5 Proposi'
zioni(y.) cavate dal libro di Giansenio; e si sottomettessero sinceramente alle
pontifcie costituzioni

Harlem e
donde

di
tulil

Deventer, di 6 canonici e 9 parrochi,


li

come

giudici

(ecco

il

fonte

Ricci poi vescovo di Pistoia attribu a*


curati l'eguaglianza de' vescovi nel giu-

dicare

al

suo famoso sinodo, che Pio VI


bolla dogmatica), e di al-

errori di Giansenio e
sta sola richiesta fu

emanate contro gii di Quesnello. Que-

condann con
tri ecclesiastici,

come

teologi, che

ne ven-

confermata con altro decreto della stessa congregazione deputata delr.**maggioi749;nia gli scismatici

nero fno dalla Francia. In questo Conciliaholo^W scismatici


disciplina,
slessi
a'

slabilironoca-

noni intorno alla fede,

costumi e alla

stettero saldi alla negativa della richie-

come

se perci avessero l'au-

sta

condizione, onde

la s.

necessitata a rigettare suo

Sede si vide malgrado le

loro istanze. Nel

1752 Benedetto

XIV

ri-

erano privi. Il presidente ne pubblic gli alti colla stampa, ed ebbe ii temerario ardire di parteciparli
torit, di cui

UTR
con lettera
(le'2
i

U T R
al

49

settembre

Papa Clela

mente XIII, adi domantiaine


mn. Qiiesto
sa universale

confer-

vigilante pastore della Chie,

medesimi detestano in Libcrioed in Onorio I, e dall'altra parte non volevano piegar la mendissimulazione, che
i

refrattari

dopo maturo

e rigoroso

te all'apostoliche ordinazioni; cos

questi

esame, e perfettamente consapevole delle ree massiniedi questi scismatici, lo dichiar nullo, illegittimo e detestabile; lo

nuovi

tentativi

andarono nuovamente a
la

vuoto, non ostante


cezza, che in essi vi

costanza e

la

dol-

adoperarono succes-

chiam conciliabolo
scisse
,

d' Utrecht,

ne re,

sivan)ente
selles,
li,

due nunzi
e
le

irrit e cass gli atti tutti


la

ne

Busca

apostolici di BrusZondadari, poscia cardina-

viet

severamente

lettura,

la

vendita

de'quali tutte

savie e zelanti

premu-

la

distribuzione. Ci fece colla bolla

Non

re restarono inutili, pe' cavilli solili de*


giansenisti.

sinc acerbo aiiinio, de'3o aprile 1765,

Bull, Ro/n. coni.


(le

t.

3, p.

67,

e Bull.

Pont,

1777

il

falso vescovo

Mor intanto nel dicembre d'Harlem Van-Sti-

te

Prop. fule^ l. 4> P 9^- bidi ClemenXi li col breve L'gregatn a Nobis^ de*

phout, a cui dagli scismatici fu dato per


successore Adriano

ottobre 1765, Bull. Boni. cont. l. 3, p. i4o: Colonienses Un'ersilateni coinmeiidat pr evulgato judcio contra li-

29

diCorleuJjurg.

Il

Broekman parroco Nieuwenhysen pseudo


,

arcivescovo d' Utrecht, dissimulando le


passale vicende, ne partecip l'elezione a

bruni Justnii Febronii^et Acta Pseudo-

Pio VI, e con inaudita baldanza gliene

Synodi Ultrajeciinae. E col breve Pastoraltm Epistolani , emanato in detto


giorno, Bull, cit., p. i/^w Cuni Episcopo Leodicnsi gratulatur pr pastorali ab ilio edita, etevulgatione Apostolicae Constitutionis,(jua Pseudo-Synodus Ultrajectina proscrbitur. Essendo morto

domand
vestigia

l'approvazione.
il

A questa

sfac-

ciataggine inorrid

Papa, e seguendo le
diresse
il

de' suoi predecessori

breve Piane cognitmn vobs, de'22 luglio

1778, Bull. Boni. cont.


cattolici delle

t.

6,

p.

20,

a'

provincie unite d'Olanda,

in cui riprov e dichiar nulla,

nefanda,

Meindarlspseudo arcivescovo d'Utrecht, com'era vissuto, ostinato sempre nella sua


detestabile disubbidienza,
i

illegiltima e sacrilega tale elezione, la rescisse

falsi

canonici

d'Utrecht

gli

surrogarono Gualtero Miil

chele Van-Nieuwenhysen, che

pseudo

vescovo d' Harlem Van-Stiphout consa*

gr a'7 febbraio 1768.


lo sospese, interdisse e

E Clemente XIII scomunic col bre-

ve Etsi satisj dell. ''giugno 1768, Bull. Boni. cont. l. 3, p. 5 1 7, e Bull, de Prop.
fide
i
,

ed abrog il pseudo vescovo d'Harlem Broekman da ogni uso della giurisdizione vescovile, e sotto pena delle pi tremende censure viet al pseudo arcivescovo d'Utrecht Nieuwenhysen, ed a qualunque altro ancorch legittimo vescovo o arcivescovo di consagrarlo. Sperava Pio VI che questo rigore temperalo da espressioni amorevolissime, facesse torna-

t.'4j

pi

i5. Si riaprirono tuttavia

re ravveduti

refrattari giansenisti al

suo

trattati di riconciliazione nel pontifica-

to di

Clemente XIV,

fra le risposte

me-

morabili del quale, dice Cancellieri nella

con indicibile,suo rammarico luglio si pass alla conseppe, che a'2 sagrazione dell'elello, dal quale lo stesso
seno,
i

ma

Storia de' possessi

p.

4^4

>

nierita

Papa

ricev

una

lettera scrittagli

nel d

menzione distinta quella che die ad uno che gl'introdusse il discorso della riunione della chiesa d'Utrecht: Adorate, cjuae
incendistis; incendile,

seguente, in cui

gli

partecipa l'avvenuto.

A
di

tanto eccesso di temerit stim Pio

VI

quae adorastis.

Le

col successore

si proseguirono Pio VI, ma siccome da questi Papi volevano gli scismatici uaa

trattative dell'unione

dover fulminare nuove censure col breve Dcdinius advos, de' 5 agosto, Bull. cit., p. 28, egualmente diretto agli stessi cattolici dimoranti nelle provincie olandesi,

ed a

ferire que* pertinaci colla sco-

VOL. LXXXVII.

5o

UTR
s.

UTR
Ulrecbt
il

Sede con lelteiedi simulata sommissiuno, accomniunica,i quali insultavano la

clic negli altri luoglii d*

Olanda,
ricono-

numero

di que*

cbe da
la

Roma

pagnate dagli
J>idienza.

atti della

pi ostinata disubsi

sciuti

sono per

cattolici

e cbe vivevano

La

norle del Dycvclt, clie

di-

contentissimi sotto
apostolici, era

direzione de'vicari

ceva vescovo di Devenler, die luogo ad


altra sacrilega elezione nella persona di

Nicola Nelleman, parroco di

s.

Orsola di

33eUt e canonico d'CJlreclil, segnila a'

settembre 778.
I

il

IN'ieuwenliysen locon-

molto maggiore dell'altro. 1 nollre del bergamasco Mozzi si ha la Sto* ria delle ris'oUizioni della chiesa d'I!trecity Venezia 1787. Il Bercastel nella Storia del Cristianesimo, l. 34, n.i86
tini

sagr a'28 ottobre, e con nuovo insulto

e seg., ragiona de'maneggi degli ultrajel-

j)rontameute partecip l'elezione e


va- et in cies dcleriora, de'

la

con-

per riconciliarsi colla


la costante
,

s.

Sede, riproall'

sagrazionea Pio Vl,ilqualecol breve

iW

vando
dienza

avversione

ubbiil

18 gennaio

percli

lenendo sempre

lin-

1779, Bull, cil., p. 64, le riprov e anatematizz , rilavando in esso, die se


alla
te

cousagrazione di

Broekman
vi fu

sedicen*
a

vescovo d'Harlem

solitudine,

guaggio della rassegnazione, ricalcitravano a[)ertamenfe alle voci del supremo pastore de'fedeli, e pretendendo di volerle seguire, conoscendo d'essere separali daldosi di fur credere

cagione del diinnnto

numero

de'settaii
sce-

giansenisti, clie ogni giorno

andava

mando

nelle [)rovincie olandesi, questa

Cbiesa, e sforzancbe non ne erano punto disgiunti. Riporta egli pure fratl'unit dellu cattolica
i

del INelleman fu

privala e clandestina,
di

tali di

riconciliazione con

commendati-

per arrossire

il

consogranle

sua ulte-

zia

dell'imperatrice Maria Teresa, inta-

riore temerit. Indi l'erudito ex gesuita

canonico di Bergamo conte Luigi Mozzi


nel I 785 stamp in Ferrara: Storia conipcndiosn dello scisma della niiovachiesa d'L'tiechtf diretta a monsignor Ve-

con Clemente XI V, onde concepite buone speranze da' deputali baiavi inviati a Roma, tosto gli ultrojettini rimavolati

sero delusi dal riferito risoluto e brusco

dilemma pronunziato

dal P^pa:

Adora

scovo di

da D. A. D. C. All'egregioaulore Pio VI sped un breve di congratulazione. Ne die ragguaglio il Giorna...

ciochehai abbruciato , abbrucia ci che haiadorato. Intese dire: accettino prima


gli ultrajeltini
il

formolario d'Alessandro

le.
il

Ecclesiastico di

Roma

nel

1.

1,

p.

cui

quale osserva e loda le riflessioni si vendica la Cbiesa roo)ana dalle calunnie de'suoi nemici, quali pretendono
i

23, con

tlie

abbia esercitata tirannia contro

gli

VII e la bolla Unigenilus di Clemente XI, detestino la resistenza finora fatta all'uno e all'altra; pel resto ci presteremo a lutto, ma senza di questo non occorre di venire a parlamento, e li licenzi. Nartentativi falli dagli ultrajetlini ra pure con Pio VI, andati a vuoto per ostinarsi per nelle loro erronee privale opinioni
i
,

nllrajeltini, e

s'impugna

l'insussislente e

infame parallelo fatto dal conte di Trautsinandorf della condotta della Cbiesa romana riguardonglinllrojettini medesimi, con (|uelia tenuta da' vescovi africani a riguardo (e Donatisti. S osserva altres
dall'autore della Storia, cbe
la

orgoglio ricusando sollometlersi


dizi della

a'

giu-

Cbiesa di

Bercastel de'pseudo arcivescovi e vescovi d'UIrecbt, Harlem e Devenler, degli scismi


Cbiesa. Parla ancora
il

Francia andata su ci coslanlemenle d'accordo colla romana, e cbe molte


volle stata quella lai." a esercitare al-

di quelle cbiese, e de'brevi di riprovazio-

ne

di

Fermo

Pio VI. Nel i833 fu stampata in l'Allocuzione tenuta in Utrecht


s.

cuni

alti

d' ecclesiastico
,

rigore

contro
si

nel tempio cattolico di


d

Martino a'RB,

quella tal cbiesa

e molte altre cose

Pastori delle sagre missioni d'Olanda


il

avvcilonu; precipuameiile, cbe tanto in

20 settembre i'jc)i dall'apostolico

UTR
superiore arch>escovo di Nixihi Cesare

UTR
questo scisma, deplorando che allora
gallicani emigrati

Si
fra*

Brancadoro,

allora nunzio di Crusselles

e fra' preti esuli

da

e poi cardinale, veramente degna di quel


retante e dotto principe della Cliiesa ro-

Francia

per

la

fede de* padri loro e la

mana. In

essa ricorda la visita fatta ne*

luoghi delle missioni apostoliche l'Olanda, l'amministrazione de'sagramenti del-

fedelt ai re, frequentavano le chiese scismatiche e nelle cose divine comunicavano coU'arcivescovo interdetto, con pub-

blico scandalo.

Esortando

cattolici

o-

IaConfermazione,deirEucnrislia,deirOrdine, del suo


so
il

landesi a vivere separali e lontani dagli

amore

e sollecitudine verlo slato progressisi

scismatici e da' loro seguaci,

ma

di

non

gregge afldatogli,

mai

perseguitarli co'detti o co' fatti, con

vo e lodevole delle missioni; e

ammira-

ingiurie o contumelie,

dovendo
le

esser be-

no l'esortazioni evangeliche con facondia pronunziate. Ricord a* detti parrchi ecooperatori. Che dall'infausto principio di cpieslo deplorabile scisnja sino a'
d nostri, tulle le volte che o la temerit
si avanz ad eun arcivescovo, o l' intruso anticanonicamente a tal grado pretese di de-

nigni e compassionevoli, e piegare

Dio

perch

si

ravvedino, secondo

paterne

pontificie esortazioni. Gli successe nella

soprintendenza interina delle missioni inglesi, e qual superiore delle missioni d'Olanda, mg."^ Annibale della Genga arcivescovo di Tiro e nunzio di Colonia, poi glo*

del capitolo ultrajettino


lensersi

stinare de'pseudo vescovi in Harlein o a

Deventer,
tere in
la

la

s.

Sede apostolica con


breve

let-

forma

di

di rette a'fedeli del-

Leone XII. A suo tempo essendo morto il pseudo arcivescovo d* Utrecht Nieuwenhysen, a*io maggio 797 gli fu dato in successore Gio. Giacono Vanrioso
i

federazione del

Belgio, solennemente

dichiar cos fatta elezione e designazio-

Rhyn,checonsogril falso vescovo d'Harlem Broekinan; laonde Pio VI col breve


Ferlaiiis

ne
e

illecita, nulla,

irrita,

invalida allatto,

ad Nos

de'

26 agosto 797,
i

la

susseguitane consagrazione nefaria,


,

Bull.

Rom.

coiit. t.io, p.

(6, ne con,

sacrilega, esecranda

scomuniche fulmidenunciando come


,

dann

l'elezione e la consagrazione

di-

nando ed anatemi, munione privando,

e della cattolica coe

chiarandolo sospeso e scomunicato vitando. Il successore Pio VII ne rinnov


la

vitandi eletti insieme ed elettori


grali e consagranti, e tutti coloro,

consa-

sentenza, anche per aver consagrato

che co-

vescovo d'Hailem e suo pseudo suHraga-

munque prestato a vesser aiulo,consigl io,


consentimento ed opera
in tali elezioni e
la

consagrazioni: non ignorate che

mede,

sima

s.

Sede

gli

eletti e

consagrati

de*

quali parliamo, pronunzi sos[)esi da qua-

neoGiovanniNieuwenhysen, condannando e scomunicando ambedue col breve Dani urgente univcrsif del i.** ottobre 1802, Bull, cit., t. r, p. 4^2. Elettosi a vescovo di Deventer Gisberto de Jong,
r

lunque

esercizio tanto dell' ordine


,

quanle

Tarcivescovo

Rhyn

lo

consagr

assistito

to della giurisdizione

e che tutte

de-

dall'altro scismatico vescovo d' Harletn,

stinazioni

da

loro fatte e da farsi

per

contro

lo statuito da' sagri

canoni e dal
l'ar-

qualsivoglia officio al regime dell'aninje

pontificale

romano, e de Jong ebbe


breve Perlatae
Bull,

appartenente, decret
tralore, e stabil,

irrite e di nessiui

dire di parteciparlo a Pio VII con lettera.


Il
1

come

sospesi, ed

che si avesse a riguardar anche irregolari se a,

Papa

col

ad Nos-^it
12, p.

4 dicembre i8o5,
i

cit., t.

vessero esercitalo

gli ordini, tutti

coloro

4oo, condann
zione,
falsi

tale elezione e

consagra-

che per l'autoril di tali vescovi ricevuto avessero l' imposizione delle mani".

arcivescovo e vescovi e chiun-

que
rite,

vi

avesse cooperato, dichiarandole ir-

Rammenta
ro
il

sunnoniinati Papi ch'ebbe-

nefande, sacrileghe, illegittime, perfatte

costante iuteudimeuto d' estirpare

ch

contro

le leggi della

Chiesa, e

52

UTR
scismniici e
Il

UTR
codice giansenistico. Riporta
il

che fossero riconosciuti per


scomunicali vitandi.

n.T) del

pseuilo de Jong

1 Hai io di

Homa

del i82(), che essendo


e scismatico

vescovo di Devenler,dopo over conlribiiilo all'elezione di Willibroido Vai ()s a


scismatico arcivescovo d'Utrecht, locon-

morto

lo

scomunicato

Van

arcivescovo d' Ulreclil, gli scismatici di sua setta, sempre costanti nella loro
perlinacia, siurogorono a lui con crimi-

Os

sagr
slesso

a' 24 api ilei

anno

col breve Inter


cit.,
1'

81 4; e Pio VII nello niaximns,


I.i3, p. 827,
,

de'7 settembre, Bull,

condann

l'elezione e
illecite,

ordinazione

di-

chiarandole

nulle, illegittime, sai

nosa illegalit Giovanni Van Santen; il quale unendo l'insolenza alla colpa, con audacissima lettera os annunciare In sua elezione e consagrazione alla s. Sede, ri-

crileghe, fuhnininidu l'anatema conlro

cercando da Leone XII d'essere riconosciuto per legittimo pastore delia chiesa

sedicenti vescovo e arci vescovo,non

meno

conlro quelli
il

clie vi

cooperarono. Narra

d'Ulrecli l.Non poteva

il

Papa
la

in tale cir-

n.

67

del

Diario di

Roma

del 1825,

costanza dimenticare, siccome quegli sci"


scismatici
t di

che

gli ostinali

scismatici d' Utrecht adi recente vescovo di

avrebbero voluto,

sua digni-

\endo proclamato

supremo Gerarca,

l'autorit della
de'sagri

Deventer GuglielmoVet,-il quale con lettera de'i3 giugno 1825 non arross di rendere consapevoledi sua elezionee consagrazioneil Papa Leone XII; penetrato
il

Sede apostolica, e

le prescrizioni

canoni: onde con lettera apostolica de'i3

gennaio 1826, diretta a tutti i cattolici del Belgio Baiavo, nella pienezza de 'suoi
pontificii poteri, sottopose
te

santo Padre da quest'esempio di per-

rigorosamenalle

tinacia negli errori giansenistici, e nella

Giovanni

Van Santen

medesime
delle
il

disunione dal centro dell'ortodossa unit, a' 19 agosto diresse un breve apostolico a tulli
i

censure ecclesiastiche di
decessore

i.^ classe,

quali era stato gravato da Pio VII

pre-

cattolici

dimoranti nel Bel-

Van

Os.

Il

Santo Padre nondi-

gio Datavo per avvertirli della nullit di


tal

meno,

in

mezzo

a'suoi giusti rigori,

non

promozione, e dell'ecclesiastiche cenil

volle chiudere allo scismatico le vie del

sjue da cui Irovansi innodati tanto

pro-

clamato quanto quelli i quali nella sacrilega inaugurazione sua avevano avuto parte; e paternamente gli esort a fuggirne il consorzio, e rimanere costanti nella cattolica comunione. Terminando il breve con mostrare il pi vivo desiderio del ravvedimento de'traviati, che esso implora con fervide preci al Signore. Dice l'Arlaud nella Storiadi Leone XII^

ravvedimento, ne toigli la speranza del perdono; per cui si degn far sapere paternamente, colla lettera apostolica, che se il Van Santen abiurava il suo scisma,
ubbidiva
se
i

alle leggi di
s.

s.

Chiesa, veneras-

decreti della

Sede, egli lo accoglie-

va coue figlio carissimo fra l'amorevoli sue braccia, contento di poter esclamare:

Abbiamo curato

la Babilonia^
il

ed ella

e sanata. Sia benedetto

santo

nome di

che essendo l'Olanda agitala dalle turbolenze che vi suscitava una riunione co
iiosciuta sotto
il

7>^/o.GregorioXVI (che da cardinale qual


plenipotenziario di
to che riporta
1

Leone XII avea conil

nome

di

piccola Chie-

cluso col re de' Paesi Bassi


il

concordal.

sa^

Leone XII

col dello

breve

si

rivolse

Bull.

Rom.

cont. nel

a'caltolici
la

d'Olanda, gemendo nel veder

7, p.

Chiesa cattolica turbata dallo scisma

la

90, che il Papa approv colla bolQuodj'aindiu maximis^ de* 6 agosto


1

d'Utrecht; ed osando Guglielmo Vet appellarsi vescovo di

1827, e promulg nel concistoro de' 17


setlefnbre coll'allocuzione

Deventer, con aver a

Quas pr

in-

con lettera che r intruso avea studiatamente inorhii notificato la sua elezione,

staurandisy loco cit., p. 94; quindi altre cose dov operare sotto Fio FIIIj e riferii il

pellala di adulazioni, secondo

canoni del

tulio ne'qui ricordali articoli) col

UT
breve In Snncta hac
1

R
Pi- tri iSer/^,de'4 set-

UTU
siastica nella

53

Ristabilimento della Gerarchia eccle-

tembre 843,coiidann l'elezione e la con* Van Bimt nuovo vescovo falso d'Harlem, consiigialo da Vaii Sanlen arcivescovo scismatico
sagrazione d'Enrico Giovanni

Neerlandia o Paesi
faccia

Bassi.

Conviene che anzi tutto

un

fual-

gacissimo cenno del riferito da


I'articoloPAESiBASsi,per meglio

me

d'Utrecht, pronto di ricevere


nel

ambedue

compren-

grembo
i

della Chiesa cattolica seab-

dere quanto precedette

il

glorioso avve-

biiirassero

loro errori.

Nel i853 Ervescol'u-

manno Heykamp divenne nuovo


To
settario di Devenler,

nimento, e quali cose lo prepararono e maturarono. Grande fu il male che produsse a'cattolici
l'infelice,

ed imitando
Il

deplorato e o-

so degli scismatici suoi maggiori, scrisse


le soli le frasi alla
s.

stinato scisma della sedicente chiesa d'U-^


trecht, infinite le vessazioni e le violenze
patite,
s

Sede.

regnante Pio

IX

in virt del potere apos^tolico

scomu-

pe'giansenisti e

pe'dominanti

nicollo, e

con
alla

lui

quanti concorsero alla

protestanti; mirabile ed edificante la co-

nomina e
che
tutti
i

consagrazione del medeabbiauli in conto di

stanza nella vera fede de' medesimi cattolici.

simo, ordinando ne' termini pi formali


cattolici

In conseguenza dell'insurrezione

del
Il

1787 de'Paesi Bassi contro Giuseppe


i

scomunicati. Nel voi. LXXIlljp. 4^, narrai quanto precede, accompagn e segui
il decretalo dogma dell'Immacolato Concepimento di Maria Vergine, nel dicembre 1 854 promulgato dal medesimo Pio IX; e uell'accennare le dimostrazioni solenni e universali di giubilo religioso per slcomuiovente avveimento, ricordai pu-

imperatore d' Austria,

cattolici della

d'Olanda doveano ricuperare la libert religiosa; ma quantunque la chiesa cattolica fosse annoverata tra !e
repcdjblica
religioni tollerale dallo stato, soltanto nel
I

798 ricuperarono

esse le chiese e altri


i

re quelle de'catlolici del Belgio e dell'Olanda. Quindi osarono


gli

attuali 3 falsi

arcivescovo d' Utrecht, e vescovi d' Har-

lem e Deventer
cali e gi

scismatici e giansenisti

della provincia d'Utrecht, tulli

scomuniti-

condannati dalla

s.

Sede, di pub-

blicare una riprovevole pastorale col


tolo:
l'ierderliik

Ondcrrgit van den Aertshisscop van Utrecht , en de Bss choppcn van Ilaarlenien Deventer over de Oubevelekte Ontvangenis der IL

, che per prima essendo malamente tollerato il loro culto. Anzi nell'Olanda settentrionale che a'cattolici per la loro immensa maggioranza si doveano restituire tutte le chiese e altro, poco essi ottennero. Nel 1806 1' Olanda da Napoleone I imperatore de'francesi fu eretta in regno a favore del fratello Luigi, padre di Napoleone III regnante im-

loro edilizi, tranne

cattolici

nel resto furono emancipati,

peratore de'francesi, indi nel


n al

809 la riuprovaronel 181

suo impero, ed

cattolici

no alcuni miglioramenti. Per


cui fu

Maaagd 31aria(\L\e&\.:
ralis

Instruclio Pasto-

nell'erezione del regno de'Paesi Bassi, in

Archiepiscopi Ultrajecti ac Episcoet Daventriensis su-

compresa, nuovamente

la

chiesa
di tusi

porum Harlemensis,
Virginis).

cattolica fu posla sotta


tela, e

una specie

per Immnculata Couceptione D. Mariae

quindi dal governo neerlandese

Te Utrecht, By J.

z\.Van

Woe-

slenbergi856. Con decreto della s. r. In4 dicembre i856 fu condannata e proibita di stamparsi, ritenersi e leggere da' cattolici l'iniqua Pastorale con grave censura , e posta nell' Indice
quisizione de'
de' libri fToibitiy
il

oper sempre a danno de'catlolici. Il perch Pio VII, ch'era entralo in trattative col governo per organizzarvi l'ecclesiastica gerarchia, non ebbe la consolaziooedi

vederne
II

il

progresso, restando troncate.

riportato concordato tra Leone XII PaI,

tutto

approvando

il

pa e re GuglielTno

concluso dal cardi-

Papa Pio

IX.

nal Cappellari e dal coute di Cellus nel

54
1827
,

UTR
ili
l'

UTR
the, con Delden capoluogo, risiedendo
arciprete in Vasse presso Almeloo. 5."

che riparlai n Umvebsita di LovAKio e nella hiogialia ili Pio Fllly per volere del governo non rec a Inlli i cntlolici del regno, e spccialmenle alla chiesa d'Olanda, qne'vanloggi ch'erano
siali slipolali.

Dell'arciprelura di Salland e Drenlhe,co'

capoluoghi Zwolle della 1.' provincia, e Assen tiella 2.* residenza dell'arciprete.
6. ''Dell'arciprelura di Frisia o Friesland, con Lewarden capoluogo e residenza dell'arcijrete. 7. Dell'

pellari
le in

Leone XI 1 e il cardinal Gapebbero con tale allo precipuamen' mira il rislabilin^ento delld geraril

arcipretura di

Gro-

chin cailolica per tulio

regno, ina nelBelgio, ne


i

ninga,con Groninga capoluogo e residenza dell' arcip) eie. Queste provincie cosi
divise costituiscono 7 arciprelure o distretti, a

l'esecuzione del concordalo la sola parie

meridionale del regno, ossia

il

prov
par

gli ellelli.

Finainienle

neh 83

la
se-

ciascuno de' quali presiede


arciprelure

un

rivoluzione del Belgio, da'Paesi Bassi


stituite nel

arciprete, che sotto di se ne' decanati in

affatlo le provincia meridionali, co*

cui sono riparlile

l'

hanno

nuovo regno

del Belgio^ ricol

conosciuto da Gregorio
re

XVI

manda-

molti parrochi, con 4 06 parrocchie e 4^0 chiese. La missione dipende per la s. Se-

un nunzio apostolico
le

in Brusselles, re-

de

iuimediatamenle dalla cardinalizia


di

stando

Provincie settentrionali sollo lo

congregazione
del
rio

Propaganda

^/V/c.

L'in-

Guglielmo l,col nome di regno INcerlandese o e' Paesi Bassi. Dopo avere riferito nel ricordalo articolo una
scettro di

caricalo d'affari

inleruunzio apostolico

Papa

all'

Aja, per decreto di Grego-

XVI

nel

rassegna storica intorno allo sialo della


religione cattolica in

periore delle

i83i fu dichiarato vice-sumedesime missioni d'Olanla statistica del

Olanda

e altre pr-

da. Inoltre riportai

clero
s\

vincie settentrionali, dalla fatalissima pretesa riforma sino al


tizie
1

secolare e regolare, degli stabilimenli


di

840, aggiunsi

le

no-

pubblico insegnPnento che

di pia

be-

sino ali85o; e passai indi a descri-

neficenza. Dissi che nel


regio offri

1834
al

il

governo

vere la ^fissione delle ^ Arcipretured' Olanda o settentrionali de'Paesi Bassi, che

uno stipendio

clero cattolico,

cio un 3." dell' assegnato al protestante,

per loro eterna sventura con ribellarsi a Filippo li abbandonarono la religione


cattolica per abbracciare l'eidetica
sella

facendo
liei

il

confron lo numerico de'catto-

cogli acattolici.

Dal 1840
II

in poi,
si

os-

sia

dal re Guglielmo

soltanto

verific
il

del calvinismo. Pertanto descrissi le missioni,! decanali e loro luoghi. i. Dell'ar-

la libert
il

del culto cattolico.


11

Siccome

re

Guglielmo

pel

suo regno d'Olan-

cipreture

^'Olanda

e di

Zelandayhi.*

con Amsterdam capitale dell'Olanda, gi


costello d'Amslel, residenza dell'aiciprele

d'Olanda, da Napoleone

dichiarata

da o Paesr Bassi nel 1840 voleva attuare il concordato elaboralo dal cardinale che allora governava la Chiesa col nome di Gregorio XVI, per le gravi opposizioni che trov ne'prolestanli,
intanto ilPapa
istituisse
i

la 3.^ cill

dell'impero francese, dopo Pala

si

content che
preesisten-

rigi e

Roma;

2/ con

residenza dell'ar-

discorsi vicariati
i

ciprete di

Zelanda all'Aja capitale del regno de'Paesi Bassi, coulenenle l'arciprelura anche Harlem, lacui cattedrale
la pi grande dell'Olanda, non che Mid-

apostolici e meglio stabilisse


ti.

Finaluente

tiescrissi

stolici

de'Paesi Bassi del


i, ''Il

5 vicariali apoBrabanle setten-

trionale,

vicariato apostolico di BoisI

delburgo. a.'^Deirarcipretura d'Utrecht,


colla residenza dell'arciprete in Utrecht.
S.**

le-Duc, dicui neh 83

Gregorio

XVI

fe-

ce amministratore apostolico d. Enrico

Dell' arcipretura di Gueldria, con

Den-Dubbelden, indi nel 1842 lodichiar


vicario apostolico e vescovo d'
in parlibusj e nello stesso

Arohem

residenza del suo arciprete.

Pell'arciprelura di

4" Over Yssel oXhweu-

Emmaus
gli

tempo

as-

UTR
segn per coadiutore mg/ Giovanni Zuysen (alluale arcivescovo tl'Utreclil) e vescovo
iti
ili
i

UTR
modo che vado
gi fallo

55
avendone
io

a narrare,

cenno

nel pi vulte citato articolo


i

Gena

in parlibus

dappoich

pubblicato nel

S5 ,con
r

dire delle copiose

tulli

vicariali aposloiici

d'OIamla, co-

suppliche indirizzategli da'cattolici

me in Inghilterra
le

eaIlrove,quel Papa vollui

landa per ottenere de' vescovati


nntico. Perci raccontai, che nel

d*0come in

porre de'vescovi, pel da

vagheggialo
vica-

proponimento
narvi
la

e vasto concetto di ripristiil

gerarchia ecclesiastica. 2."

dicemgoverno acattolico d'Olandii del reGugliehno 111 regnante, mentreera


bre i85o
il

riato apostolico di Grave, Ravestein e

Melo

internunzio apostolico e
delle nissioni

vice-superiore

gen, eretto

neh 83

daGregorio XVI, e

d'Olanda mg.XarloBelgradi cui nel voi.

diinainmiiiistrazioiieal precedente vicario apostolico con residenza in Grave. 3."


11

do (ora vescovo d'Ascoli, e

LXXzMI,

p.

io5), avea manifestalo

un

vicariato apostolico di 13reda, istituto nel

i8o3 da Pio VII, e meglio stabilitone! 1842 daGregorio XVI,e vi pose un vescovo a vicario apostolico, con residenza in Creda. ^ 11 vicaiiato apostolico di Liinbargo,neli84o istituito da Gregorio XVI

profondo rispello alle libert religiose, col dichiarare che vedrebbe colla maggior soddisfazione
il

ristabilimento della

gerarchia della Chiesa cattolica ne'Paesi


Bassi,

coerentemente
1

al

principio e alla
latta sotto
al
il

GOtnunicazione nel 84*2


tilcato di

pon-

con estensione grandissima, e nomin un vescovo a vicario apostolico, con residenza


in

Gregorio XVI,

sinodo della

sedicente chiesa riformata Neerlandese


de* Paesi Bassi, per la libera organizza-

Limburgo. 5. Il vicariato apostolico di Lussemburgo, istituito da Gregorio XVI nel 1840, dichiarantlo un vescovo vicario apostolicOjCon residenza in Lussemburgo. Oltre la descrizione tle'luoghi de'mentovati vicariati, ragionai dello sluto religiotali

zione delle dilferenti comunioni religiose; principio confermato poi


nel

1848

nella revisione delle leggi fondamentali.


colla Civilt CaUoiica e l' udiciale Giornale di Roma vado a narrare il grande alto pontilcioesua ammissione, che Iddio oper per via di ragionvole discussione nell'Olai da acattolica, da prima

Ora

so di ciascuno, e notai che


stolici

vicari

apo-

furono consagrati damg."^ Cornelio

Lodovico barone di W^kersloolh e di Schalkwyk, da Gregorio XVI tanto sti-

infuriata di veder rimessa ne'propri stati


l'ecclesiastica gerarchia de'cattolici
;

mato enei 832


1

fatto vescovo di Curiuni,


piti

gri-

il

i.

vescovo olandese che dopo


fece residenza in

di
si

d irragionevolmente come nuove usurpazioni, d'invasione papale, d'ambizione,


di rei disegni.

100 anni
rec in
per

Olanda, e

Roma

a*3i gennaio i84o. L'in-

Ma
il

queste grida non eb-

defesso zelo religioso di


la

Gregorio

XVI

bero
l'

nemmeno

merito della novit del-

Chiesa universale non

propagazione ed esaltazione della si limit alle cure

oggetto al quale furono applicale, ed


dall'altra parie
il

ebbero

grande vantag-

paterne delle 7 arcipreture delle missioni d'Olanda, ed allo stabilimento de' 5


accennali vicariati apostolici della slessa

gio d'essere gi stale corfutate di recente da'falti d'Inghilterra nella restaurala

gerarchia cattolica con J^Vestniinster(f''

.)

ede'Paesi Bassi,
ing."^

ma come

narra ancora

per melvopolitana. L'Olanda acattolica,

Fabi-Montaoi a
,

p. 6, //

Semina-

condotta a pi ragionevoli cousigli, rico-

rio Pio

moltissimo caldeggi e sospir

la restituzione alla
si

Neerlandia e Paesi Bas-

nobbe poi come legittimo l'operato dal Papa, e couje richiesto dal bene stesso
de' suoi nazionali
;

della sua gerarchia ecclesiastica, il che pure dichiar il venerando successore Pio iX coll'allocuzione Curii placucrit,\\(\ui' ebbe la gloria di poterla cifettuure nel

n)entre colla creazio-

ne della nuova provincia ecclesiastica d'Olanda regno de' Paesi Cassi cessa-

rono

le missioni delle

7 arcipreture ed

56
seiiibiirgu

U T a
Lus"Jy

UTR
alquanto, finch
inaspriti.
viiicie inistalo di
si

vicariali apostolici, tranne quello di

calmassero
le

gli

animi
(ila

che

lo

leggo ancora registrato

Intanto rimanendo
missione,
si

altre pru-

nelle nOciali Notizie di

Roma

del

JS

eressero

858, ina senza il vicario apostolico, perch wg/Laurent vescovo di Chersona e l'alto da Gregorio XVI mor neh 856. Tultavolla posso io qui dichiarare, che venne tosto dichiarato pro-vicario apostolico il presente mg/ D. N. Adanies. Narra
dell
la Civilt Cattolica^ 2." serie,
t.

Brabante selleiilrionaie e per il Lind)urgo 3 vicariali apostolici, che durarono (ino all'aprile 853. Sopraggiunse il 1 848, anno nalaugui alo
(Gregorio
pel
1

XVI)

a tante nazioni,
lolici

meno

fmieslo [)er a'catla


il

olandesi; perch

nuova

costitu-

2, p.
la

344
que-

zione che riconfermava


la

princi[)io del-

e 4^3, che a ben comprendere


stione agitala nell'Olanda per

separazione dello sialo dalla Chiesa at-

la ripristi-

tribu a tulle

Dazione della gerarchia cattolica, necessario accennare alcuni preliminari.


>i

ritto di ordinarsi
se.

leconumioni religiose il disecondo le leggi del paeloro culli.

Quindi ebrei e proteslanli tolsero a


i

Nel

i8i5 dopo

assestati gli aifari

po-

riorganizzare
lici

Anche
noi

catto-

litici

in

d'Europa entr la s. Se(Je(o l^ioVU) trattazioni col governo de'Paesi Dossi


l'ecclesiaslica gerarchia;
i

protetti dulia legge che


al S.

divieta

inviarono

Padre (Pio IX) nnuerose

per organizzarvi

suppliche pel riordinamento della tanto


sospirata gerarchia.

ina ogni fatica torn vana e

negoziati

Le

Iraltalive
le

ebbero

rimasero per allora

iudeljniti.

Questi

si

luogo,e noi ne accenneremo

principali,
i

ripresero 12 anni dopo (da Leone XII) con esito pi fortunato in quanto allo sla^ bilire il diritto e conchiudere il patto (il concordato suddetto) ; l'esecuzione per non rispose che in parte alle promesse. Poich, sendo decretato che tutto il regno formerebbe una sola provincia ecclesiastica avente il metropolita a Malines
nel Belgio, e

dopo indicato brevemente


nemici contendenti
Mollissiuji sono in
lolici;
li,

quali siano

a' cattolici
la
i

quella

li-

bert che loro concede

costituzione.
partili acat

Olanda

possono per ridursi a 3 principa-

abbraccianti ciascuno buon

numero
sedicenli
etl
i

di peculiari frazioni, e

sono

Ortodossi,
to
la

le

Societ segrete,

Con-

due vescovi suliraganei ad


e Bois-le-Duc nell'Olanda,

seri'alori. 111. "degli or/or/o.y?/, capitana-

Amsterdam
il

da Groen vanPrinslerer membro del2.^catnera, aspira a ripristinare


la

decreto non fu tradotto alla pratica


nella parte meridionale del

dot-

che

regno.

Indi a 3 anni sopraggiunsero


zioni che travagliarono per
l'infelice paese,

le rivolu-

un decennio

llnch il Belgio nel 1840 venne decisamente riconosciuto padrone


di se e staccato dall'Olanda. Allora
il

Dordrecht (eretico) l'anno 1618, perci vorrebbe tornar le cose com'erano avanti il 1798, epoca dell' emancipazione de' cattolici
trina formolala nel sinodo di

neerlandesi,

quando

cio

la

religione di
tol-

re

stato era la calvinistica e

malamente

Guglielmo II mise mano all' esecuzione dei patto che dal 827 ancor restava ad
1

lerato ogii altro cullo. All'antico ordine

governativo bramerebbe accoppialo

il

si-

attuare nella porzione a

lui

rimasta del
i

regno.

Ma

protestanti ed

nemici di

stema costituzionale, ch'esso dice poterglisi benissimo accordare. Questo partito nelle sue tendenze implacabile av-

Roma,

coloro stessi che aveano semina-

to tanti mali alla patria,


alle le grida e le

levarono cosi
il

versario del 2.

le

societ segrete^ nu-

minacce, che

sovrano

intimorito pens di soprassedere ancora di vantaggio, e fu convenulo col nunzio


(di

merosissime nell'Olanda e non per anco tulle conosciute. Le principali sono VJjniias fondata da protestanti appartenenti

che poi lo cre cardinale) mg.' Capacciui di temporeggiare

Gregorio

XVI

alla
j

cio

magistratura o all'alio commerha per iscopo di nou favorire^ u

U T
proteggere se non
il

II

UT R
quistarli
;
:

57
la

proteslanlesimo per

odia pertanto V articolo della

mezzo ilella fiirza maleriale \' Assistenza cris Liana ^dQ mira a conservare prii

costilu/Zione

che favorisce

libert de*
si

cattolici, e qualsiasi

ministero

mostri

\ilegi religiosi

trasmessile

d;igli

avi, e

inclinalo a volerlo osservare. A* conser-

data occasione, [)rocaccia pervertire con poveri cattolici traendoli all'atlcnaro


i

vatori appartengono per ordinario

Do-

mine o
bende
ce,
;

sian

ministri

del

cullo

prote-

postasia in
intesa a
liei

\\\\

co'Ioro

figli

la

Tucuda

stante. Questi percepiscono di grasse pre-

comprare

l)eiii

stabili tra'calto*

an>ano

la

tranquillila e

la

pa-

per innalzare parrocchie e stabilirvi ministri protestanti : quella del Be/i esistituita

l'erci guai

rare

subodouna qualche riforma che metta


a

se arrivano

sere

per sovvenire

protestanti

in pericolo l'invidiabile loro slato!

Non

miserabilijspeciidmente per ispegnere loro qualsiasi desiderio d' abbracciare il


catlolicisnjoj tiene l'occhio a'fanciulli nati

sono

alfallo

avversi

a' cattolici,

guar-

tlavano per coll'occhio del prefzio, co-

me

si

suol dire,

il

ministero Thorbecke
ni limail

di

matrimonio misto, cerca


li
:

d'istruirli

per certo suo progetto di legge

fin
li

da'primi anni,

soccorre bisognosi,

mente proposto. Temevano che

provle

raccoglie orf.melli

fnalmenle

la

pi

vedere a'poveri non dilfalcasse loro

pro-

sfacciata di tutte appellasi Pliylaclerion,


la

pine; era pi che probabile che volendo

quale, oltre allo spiiito [)articolare di


la

riformare

l'

universit
articolo a

proselitismo che

informa, promette,

un qualche

non introducesse danno delle catte-

salve rarissime eccezioni, di

non

far

ma-

trimoni co* cattolici, n torli al servizio, u contrattar con loro, u dar loro alcun
lucro ec.

dre protestanti, e infine che il loro culto non fosse pi lutelatoedirelloda un ministro speciale.
I

3 partiti suddetti, quale


l'altro,

ci basti delle societ segre-

per un
ui'C'ia

titolo,

quale per
'.

te e de'loro scopi peculiari

esternamen-

OD

il

ministero
/io//7<^i

il

n.

58

del

aveano in Giorl'allocu-

te professati.

Che

poi oltre a' fini sopra

naledi

del

853, riporta

enunciati esse non ne abbiano degli altri

zione fatta

al

sagro collegio dal Pa()a f*io

pi

rei e nascosti

sarebbe stoltezza
egli fuor di

il

non

IK

nel concistoro de'y

marzoi853,

Cam

supporlo: tuttavia

propo-

placnerit niisericordiaruni Palri^ sulla


instaurazione dell'ordinaria gerarchia episcopale nel regno

sito lo scrutinarli in

eia

solo che le Societ segrete

questo luogo. Disono ge-

d'Olanda

e del

Bra-

neralmente avverse agli ortodossi^ perch democratiche e naturali alleate della pi pura democrazia d' ogni paese, fo-

bane settentrionale. Do[)o aver dello come Papa s. Sergio 1 istitu la sede vesco-

mentano
il

in patria e fuor di patria

la. ri-

voluzione e l'anarchia.

N amano punto

protestantesimo se non in quanto ser-

ve loro di arma raicitliale a danno del catlolicismo. Vogliono libert piena e intera, e fingendo divozione alla casa d'Orani'easo'inanoal ristabilimentodell'anlica

Utrecht come vi pose al goverWilhbrordo, encomiato s. lionifacio e gii altri insigni pastori della medesima, souiiiuiiKe averla Paolo IV decorala del DO O grado di metropolitana con vescovi sulfravile d'

no

s.

ganei. Pticorda

la

luttuosa perturbazione

recalale da'novalori per far


al

abbandonare
i

popolo

il

catlolicismo per seguire

loro

repubblica olandese. Leggono nelle

errori, quindi dell'eresia che la soppresse,

tendenze degli ortodossi un ritorno al dispotismo oligarchico, a cui esse hanno


giurato eterna guerra.
II

quanto fecero senza intermissione provdella fede caitolica nella


i

vidajnente e sapientemente pel manteni-

3." parlilo

il
i

mento

regione

Conservatore^

il

quale rimpiangendo

molti privilegi perduti dopo remancipazioae de'cattolici, fa suoi bfurzi per riac-

d'Olanda e del Brabanle Papi Gregorio Xin,CiemenleYIll,Alessandro VII, Clemente 1 X, Innocenzo XII, Benedetto XIII

58
t:

U TR
XIV;
siiigolai

U
mente
colle sue

T R

Beiieiletto

movcnda

esse confidimns oh illoruni ae-

sollecilnclmi: Gregoritts A'/'/

Pniede-

qnitaiein et justitiani^ qui illius gubernii

nis ncgold in

cessar JVoster omneiii operainail religioillis regionibus tnagii ma-

rei moderanttir,atque administrant.


cedit etiam
,

ut

Acnon soluni feiierabiles

gisniie coiiinonenda^ et tid tcclcsuisticani

P^ratres,qui Ficarii Apostolici


clerus, et

mane re

(liscipUiinin inslaiirandani conliderit. Etsi

ibifunguittur, veruni etiam nniversus ille

vero Pracdectssor Nosler,Seretiissimo

quamplurimi

laici viri ciijusquc

Rege ftiverUCy haud omiscrit nmlla piovide sapieilerque consiilutre,nc prue oculis habert- exoplnlaniEpiscopalis ilierarchiac imUitiratioiietn, tiifne'i ob leniporuin adjuncla uijusniodi opus lune minime urgenditni tsse duxit, hac Fieri' rios aposloUcos Episcopali dignilnle orlio

ordinis

et

condiiiouis enixii iteratisque


ibi

preci bus a Nobis cfJlagLarinli ut

coni-

memoratam Episcoporum Hierarchiani restituere vellemus. Fos ipsi inlelligitis


,

Fenerabiles/<'ralres/fuo lubenti lacloque

animo

lias poslulaliones

exceperinms

cum Nostrae omnescurae, soUicitudines,


studia, Consilia eo semper spectaveritit,
ut ejusmodi res
set

ualos in Brabanlia augendos censuit. /taqtie veieintiiter laetamur^cufii

Nos di-

i'inu clcucnlia, licei imintrilos^ reservas-

adduci.

ad optatum exliun poS' Qua propler^ andito cotisilio


R. E. Cardinali u/ncon-

se K'ideatur adilludopuspcr/icicnduui, in

FF.FF. NIV.S.
tae,

quo Praedectssorts Nostri tanta cura


scrutabili Deijudicto

et

grcgalionis Fi dei

Propagandae preposi
,

studio tlaboraverant. Equulein ubi in-

quibus gravissimum hoc negati wn enilul

ad

liane subliniein

xaminandutn convnisimus

Nobis

Principis Aposioloruin Caihedrani evecti

gratius, nihiloptabilius cssepoterat^ quani

fuimusy dlico suinina alacritatCy omnique


soUiciluduie curas, cogitationesque IVostras

utinflollandiae^acBrabantiaeRegnoEplscopaletn Hierarchiam juxta ardentissi-

convertiinus.

ad ecclesiastica illius Hegai negolia Acpro apostolici NoslmnietsmguLiri dia cliarilate^

ma Nostra desidcria instauraremas. In lio

itaqueRegno ecclesiastici regiminis fot'"


restiluimus,

nisterii inunerCy

mani ad euni piane moduui

qua
ndiil

ejusdein Regni Jidtles prosequiniur,


e

erle antiquius iabuiinus^

quain ea

qui libere vigetapud alias excultas praesertim gentes^ in quibus nulla peculiaris
adsil causa j ut exlraordiiiario ilio Fica-

omnia peragercj quae et

saticiissimae no-

strae Religionis rationibuSj et eoruuuleui fidelium uldUali maxime conducere posseni. Incredbdi igilur

rioruni Apostolicorum ministerio regantur.

Quocirca ecclesiasticani

ibi proviti-

animi nostri con-

ciani insliluenles decrevimus^quinque

E-

tandem advenisse illud lem pus tantopere exoptatutn, quo ibi cuni maxiino rei catholicae emolusolalione perspeximus

piscopalesSedes in praesentia esse erigeii* das^nempe Ultra/e.ctenseniy liarlemensem^

Boscoducensem^Bredananiy
densem.
illuslria

et

Ruremun-

mento^ elillorunifidelium bonoEpiscopalis Ilierarcliia ex comniumbus Ecclesiae


regulis possit instaurari.

Ac memoria

repetcnlcs veler

Namque

ani-

dem

sane facla^ et monumenta ejusUltrajeclensis Sedisj quae, velati

madverlimuSyCalkolicam in co Regno re* ligionem^Deo bene /uvaute^/nagis in diem


progredi
ibi
,

diximus, a Paulo

IF

Decesso re Nostro

et

permagnum

cat/iolicoruut

Archiepiscopalis Ecclesiae hoiioribus et privilegiis fuit decorata^ ac sanclisslmae


nostrae Rtligionis rat ione Sj
rantes, piane
et

degeulium numerum passim augeri, et benevolam ac propensam esse illius Serenissimi Regis erga calholicos ipsos sibi

alia gra-

vissima rerum adjuncla serio conside-

non dubilavimus, eamdeni

subjectos voLuntalem^et quoti die

magisea

Vltrajectensem Sedeni
tropolitanae

ad pristinam Me-

amover i impcdimenta, quae rei catholicae


olim advcrsabanLur , quaequepeuitus a-

Ecclesiae dignitalem ac splendoreni evchere et restilucrc, eiquc ti-

U T R
lias commernoratas qtialuor Suffraga'

UT R
/Jowrt.Dicbiarc) vescovo

59
il

d'Hnrlem

pre-

helis,

neas Episcopales Sedcs aUrihtiere. HaPenerabiles Fratres^quae Fobis

sente

ms.*^

Francesco GiacomoVan-V ree.

Alla sede vescovile di Bois-le-Duc die per

non sne mn^na animi

ISl ostri

tactila eie

provvisorio amministratore l'arcivescovo

Epscopnlis in Hollandiae ac Braban-

d'Utrecht, e lo luttora. Dalla chiesa d'I-

taeRegno Ilierarciiae instnuralionebre-

rinaedal vicariato apostolico

di

Lwnbur1'

raptimqne significanda exisliniavinius. Aposiolicas vero de line re Lilleras Jani pr ferri illasqiie vobis exhi beri mandai'iniuSy ut clnrius et plenius ea
vter
y

go traslal

alla sede di

liuremoiida

o-

dierr>omg.' Gio. Augusto Pareilis. Final-

mente
stessa

dalla chiesa di

Dardania

e dal vi-

carialo apostolico di Breda trasfer alla

possilis qnae ad ianc psam rem pertinent". Co^ gloriosamente fu islituila e riprislinata una provili-

omnia noscere

da

ecclesiastica in

regno

acattolico
il

nuova sede di Breda l'alluale mg.' Giovanni Vau-Honyonk confermando a suo coadiutore uig."^ Giovanili VanGenk, chea'a'S marzo i85o a vea fallo ve,

gl'incren>ei)li progressivi clie faceva

cattlif-

scovo d*Adram^ir7/Z.? e coadiutore nel


vicarialo.
Il

tolicisino, cessate l'anliclie e ingiuste


ficoll

vicarialo sollantodi
sotto
il

Lussem-

che

alla

sua propagazione
ila

si

oppoed

burgo conserv

nevano, ricevessero
tlinanienfo
esso coron in

questo nuovo or;

rio apostolico mg."^

governo del vicaLaurent il qtiale fu


,

vieminaggiore impulso

succeduto dal prelato suniioujinalo.

A
p.

buon punto

le

tante pie

preghiere falle per ottenerlo, anche da

non interrompere quanto mi re, ripeter col Giornale di


434
prile
t^he nel

resta a di-

Roma
a'

Gregorio XVI, e le tante istanze e tanti mezzi adoperali per acceleiare un s fortunato e ardentemente bramalo momeulo. Gi il Papa Pio IX colla bolla Ex qua die arcano, de'4 marzo 853, a^ea
i 1

seguente mese, cio


P.

i853,

il

18 aDeschnmp, qual procula

ratore dell' internunzio apostolico resi-

dente all' A ja presso


grado, pose
la
la

realcorle,mg/ Bel-

i/{)ietra

fondamentale
p.

al-

ristabilito l'arcivescovato d'C/frec/i^,

ed

chiesa de'pp. Uedentoristi (de'quali ri-

vescovati d*IIarlem, Bois-le-Duc e

Rusede

parlai nel voi.

LXXX,

56),

la

quale

si

renionda, e nuovamente

istituito la

erige in Amslerdatn. Si aggiunge: Tuttoci ch'evvi di pi nobile e distinto in quella citt fra

vescovile di Breda, dichiarandoli sulFra-

ganci della metropolitana e dell'arcive-

ogni classe della popolazione,

scovo

di

Utrecht. Dell' arcivescovato e

e specialmeiUe nel clero e negli


ligiosi

ordmi

re-

vescovati scrissi gli articoli, e

come

notai

francescano, domenicano ed ago-

ne riparlai descrivendo le ora cessate 7 arciprelure d'Olanda e gli egualmente cessali vicariali apostolici del Drabanle settrionale. Quanto a Breda, non essendo

stiniano, intervenne a quella solenne e in

pari tempo edificante ceremoiiia. Tale nuovo tempio si costruiva nello stile ad

angoli acuti, a somiglianzi della uaguifca chiesa


sti

prima

stata sede vescovile, la descrissi nel

che
in

gli stessi

pp.

Hedenloriil

vicariato apostolico del suo


stesso allo de'4
alle ristabilite e

nome. Collo

hanno
con
il

Mons,

e sarebl)e

i.**

edi-

marzo Pio IX provvide nuovamente creile sedi


questa d'Utrecht
l'at-

ficalo
si

tale architettura ne'Paesi

Bas-

dopo

medio evo. Giunta

iell'01au-

episcopali de'propri pastori. Dalla chiesa


di

da

la notizia della ristorata

gerarchia ec-

Gerra

trasfer a

clesiastica, narra la Civilt

Cattolica^un-

tuale mg.*^ arcivescovo Giovanni

Zwysen,

mensaraenle esilar
tolici,

il

cuore a'buoni cat-

ch'era succeduto per coadiuloria al vicariato apostolico di Bois-le-Duc; e dipoi a'

cui fecero giubilante eco quelli di


1'

tutto

orbe;

ma

in

quel paese dest le

27 giugno

gli

concesse

il

pallio arcivesco*

ire proleslantiche e

provoc calde discusstati generali.

vile^eloiifeiisce iin.i43

deGiornale di

siuai ueli'

assemblea degli

6o
iVnN
il

UTR
ministero sostenne nulla essersi
s.

UTR
ne. Intanto
i

rimeslatori scribacchiavano
re

fatto ilalla

Stie

che non
fieri

Fosse confoiine

suppliche
lesse

al

Guglielmo

111,

perch vo-

alla costilnzione; e

questo quasi consen>


opposi tori,
i

degnarsi di scongiurar

la

tempesta
vi
i

livano anche
si

pi

quali

eccitata di) [\oma.

Che

scandalo,

di-

richiamavano piuttosto della forma e ilei non essere precedule comunicazioni uiliciali, cui la lessa s. Scile non era in dovere, n avea promessodi fare. I nemici de' cattolici edel ponlilcato fecero un finimondo. Tutti parliti acattolici, comi

ceva, se nella patria dello slalolder

glielmo

I il Taciturno \m redi range ammettesse ulicialmcnte costitui-

Gucasa O-

poste in breve tempo

le

scissmeche

li

divi-

gerarchia che ollracodar nome d'eresie a tulle le dottrine che non sono della sua Chiesa e mentre procaccini giravano a
!

ta r ecclesiastica
il

tanza pa[)ale

devanOjs'alIraleliaronoe strinsero in uno

scroccare sottoscrizioni,

ali

citando all'uo-

per umiliare
siastica,

la restituita

j^erarchia eccleIl

po
ni

combatterla e sperperarla.

meal-

impaurendo con fmissim'arle, alcuche aveano seggio in parlamento aguze


strali

no che

si

proposero fu
e
si

la

caduta del mi-

7.avanogli

da accoccare
scaramuccia,

al

ministe*

iiisterOy

gettarono perdutamente

ro. Infatti a'

i3 aprile, dopo scauibiato


di
si

l'irragionevole e ingiusta q) presa. Comin-

qualche colpo
la

venne

al-

ciarono con un diluvio di caltnmie con


iscalpore e strepito ne'convegni, ne* fon-

tenzone.

l'arena,

Van l*)oorn lanciossi ili.** nelmovendo gravi interpellanze al

dachi, per
nali,

le

piazze, ne'libelli e ne'giortutli gli speltri e le

ministero intorno alla gerarchia nuova-

invocando

be-

fane mille Volte in simili circostanze invo-

Fate gridavano
cale.

vostri fardelli

o protestanti,
vi

mente stabilita. Lungo sarebbe il riportare minutamente le risposte de'mimstri e le nuove istanze degli avversari, che si
avvicendarono
de' 18 seguente.
in

gli

ortodossi^ oggi mai non

quella e nella seduta


il

limane che

l'esilio;

vostri padri,

80 anni di sforzi de' per domare T idolatria e la


a vuo-

Tuttavia

discorso

tiel

mmislro
ciale

della giustizia

incaricato

pure

superstizione
to.

romana, sono caduti

del culto cattolico, sia pel carattere oHi-

Le

societ segrete rinfocolandosi a vicol

ond'

vestito, sia

per

la

chiarezza in
il

cenda

motto: ora,o non mai, non solo infestarono il paese d'un numero stra-

che pone

le trattative

che precedettero

decreto pontifcio, merita almeno in parte essere riprodotto. Egli

8 temerit a segno di minacciare nelle pagine di qualche giornale che la casa d'Orange rovinala se non vendica l'insulto fatdi libelli fino a alla luce
la

grande

darne

adunque dopo

010

ciascun giorno,

ma

spinsero

aver ricordalo alla camera che nel deteratinarsi il bilancio per gli anni i85i,
52, 53, fu detto dal governo e non contrastalo dagli stali generali, aver la Chiesa cattolica piena libert di regolare

to dal

Papa

di

Roma;

ch'essa incontrer

de'Borboni e de' Stuard se permetter che Thorbecke metta in esecula sorte

se le cose sue, pass

ferenti

da ad enumerare le difnote che per tale all'are vennero


mg."^

zione

il

decreto che d morte


i

all'

Olanda

scambiate con
te

Belgrado, nel seguennostra corte

C." Anch'essi
i

moderati k specialmente
la

modo. Una
s.

lettera dell' internunzio


la
il

Domine

trassero fuori

versiera del-

della

Sede presso
il

l'inquisizione e fecero credere al popolo


trattarsi

dicenbrei85i avvis il gabinetto, chea-

nientemeno che

<li

togliere le

vendo giudicato
nerali

chiese a'protestanti per darle acattolici.

nicazioni fitte dal

Insomma

l'agitazione arriv a segno che

Papa, dopo le comugoverno agli slati gee favorevolmente da quelli accolte,

parecchi giornali eziandio acattolici tolse-

potersi venire all'esecuzione di organizza-

ro a pubblicare
ti

articoli pacifici e istruen-

le

la

Chiesa cattolica, era d'avviso esser


il

gl'iuesperli del vero stato della questio-

giuulo

tempo

di potersene

occupare;

UTR
desiderare perciili conoscere le intenzioni del

UTR
esponendo con dignit e
gli fece

61
schiettezza,

che

del
li

governo riguardo al Concordalo 1827 riniaslolullora senz'esecuzione. 24 marzo i852 fu risposto dal miniche secondo
la

onore,

il

vero stato della questio-

Aggiunge inoltre la C'wiUi Cattolica. Di quante osservazioni non sarebbe


ne.

stro degli aiVari esterni,

feconda questa storia

Bastici

osservare

Jegge fondamentale poteva ogni

comu-

nione stabilire

la

sua propria gerarciiia,

purch essa
lo slato;

si

assoggettasse alle leggi della lo

corte di
stato
si

ma che nel momento in cui Roma usasse di tale libert,


1

Sede per ottenere in modo pacifico e di buon accordo lo stabilimento della sua gerarchia non solo si contenne rigorosamente ne'suoi diritti e non url neppure leggermente le leggi
che
:

dunque

la s.

reputava svincolato dalie obbli-

olandesi,
re
ta

ma

s'abbass perfin a sagrifica-

gazioni contralte nelConcordato del

827.
I'

Le

altre lettere

versarono interamente
inalla lettera

sopra (juest'ullimo punto. Rispose


ternunzio

fu sempre pronad osservare, e che quel governo ne'25 anni dacch fu concluso non volie mai

un Concordato ch'essa

23 giugno 1 852 de'24 marzo proponendo di


il

ridurre in pratica.
te
si

Eppure ci nullaostannell'Olanda
la

scartare

il

dice ancora da certi giornali spudo-

Concordato, senza per dichiararlo abrogato. In una sua de'24 agosto seguente,
il

rati

che

Roma

|;etl

face

della discordia". Non potendosi appiglia-

ministro degli affari esterni rispose, che


della Chie-

re alla legalit troppo evidente,

si

atten-

avvenendo un'organizzazione
sa cattolica era necessario d*

nero

gli

avversari a denigrar

la s.

Sede per

abrogare

il

Concordalo; non bastare lo scartario; dolersi annullare definitivamente l'obbligazioni

qualche mancanza di forma accidentale. Dissero che l'internunzio pontificio avea promesso d'avvertire il governo del tem-

che ne risultavano; domandaradun*

po e
f'

del

modo
l'

con che
illustre,

si

procederebbe

cjue a questo scopo

una dichiarazione

ca-

al ripristinamento della gerarchia e


nulla. Ria

noa

tegorica da
I

Roma. La

dichiarazione ven-

prudente e bene-

ne data il 7 setlembi e passato dall'inlernunzio per ordine espresso del Papa, e il


la.

16 del mese seguente il governo accetlolCosi terminarono questi negoziati. 11 governo ricevette non guari la comul'allocuzione del

merito prelato protesldel contrario. Due ministri convennero nell' affermare noa aver la s. Sede violato alcun diritto, conservando profondo silenzio alle replicate

domande

sopra questo punto. Anzi nella

nicazione della lettera apostolica del

Papa

del 7

4e marzo. Da
Papa
de-

seduta del 18
fece

Van Zuylen van Nyevelt

questi documenti risulla che

il

cretando l'organizzazione definitiva della Chiesa cattolica ne' Paesi Bassi v' ha
istituito

che la s. Sede non mai somigliante promessa. Ecco dunque formalmente purgala la s. Sede da quest'unica taccia che le seppero rimprodisse aperto e sonante:
si afferma, che sebbene nulpromesso offcialmente, il governo olandese fu per tempo e officiosamente istruito di quanto a tale proposito si voleva fare. Il ministero procede lealmente e mirabilmente , chiuse la bocca a' suoi

vescovati e

un arcivescovato.

verare. Di pi
la fosse

3
ti

vicariali apostolici
di

attualmente esistene Riiremorda,


le altre parti

Bos-le-DuCf

Breda

formeranno 3 vescovati; regno che appartennero

del

alla

missione o*
alili 2,

landese saranno abbracciali dagli


cio: le provincie d'Utrecht, della

dria,

d'Over Yssel,
K\ue\\e.

di

Brenta,

di

GuelGronio-

nemici e riusc nella lolla vincitore. Si

ga e di Frisia
tvechtj

dall'

arcivescovato d' TJ-

mitigarono le diatribe contro Roma, e parve per un momento appianata la tempesta.


alla
tre
Il re per nelle risposte che diede deputazione d'Amsterdam, e ad alil

dell'Olanda settentrionale
disse

e meridionale e della Zelanda dal vesco-

vato

^IIalcin\ Cos

il

ministro,

rimostranze piotestauliche, contro

62

UTR
,

UTR
pronunle-

rislnbilimenlo della gerarchia

Irnnquillil

il

divino soccorso

che im-

ci qualche frase di uiaicontenlo cuntro


In cosliliizioue,

plorarono con fervide preghiere.Formauli

dolendosi del vedersi


il

due quinte
i

parti della popolazione o-

galo e tincolato da essa, e contro


nisiero di

mi-

landese, perci inferiori in


ti

numero

a lut-

non

esser contento per avergli


11

dato dispiaceri.

ministero non avendo


e
si

rimasero superiori a qualunque fazione particolare. I buoni


partili, tuttavia

ottenuto soddisfacenti
zioni di quelle parole
,

benigne spiegaritir e licenzi

cattolici e

saggi sperarono, che


i

la

guer-

ra rotta contro
la restituita

cattolici in

Olanda per

senza indugio a* 17 aprile, quantunque avesse per se la maggioranza dell'assemblea, e godesse la piena fiducia del paese.

gerarchia, avrebbe lo slesso

effetto

ch'ebbe in Inghilterra, ad onta di

sua eclalanza; un ravvicinamento cio di

nuovo gabinetto, formato dal re, si compose di Van Reenen borgomastro d'Amsterdam agli affari interni Van Doorn alle finanze, Donker-Curtius alla
Jl
,

molti protestanti di buona fede alla Chiesa

fuori di essa

romana, per finalmente conoscere che non trovasi l' eterna salute,

pel ripetuto nel voi.


fatti

LXXIX,p.

78. In-

Van Lechteuveldt cattolico pel cullocattolico, e Van Hall agli altari stragiustizia,
nieri.

alcuni onorevoli e savi ministri di va-

rie confessioni,

protestarono di non par-

Questo ministero

fu

giudicato con-

tecipare agli eccessi de'loro correligionari;

trario e in parte ostile a'catlolici;dal suo

programma appar
mava, vale a
sa

lo spirito

die

l'infor-

dire di nulla

mutare

della

ed alcuni ministri protestanti all' Aja raccomandarono una limosina pe'cattolici poveri, con pieno gradimento del re.

costituzione, ma interpretarla in altra gui-

Da 'campi
nere
i

della poesia

delle belle arti e


sostel'e-

che non fecero ministri predecessori; dicendo che la legge la quale accorda la libert de'culti, per manlener la pace
i

della letteratura del


diritti della

medio evo, a

vera Chiesa contro

sorbitanze degli avversari, enicacemenle


il dolio cattolico J. A. Alberdingk Thijm coU'applaudito opuscolo: La CalloUca organizzazione della Chiesa della nostra patria. Frattan-

del regno, ne confida al re


za; e
lici,

la

sorveglian-

scese nell' arena

che nel rispettare


il

diritti de'catto-

doversi calmare

paese in gran par-

ie irritato, con giusta soddisfazione!

Corapi
e-

posto

il

ministero degli elementi

to

il

zelante mg.*^ Belgrado

internunzio
i

Icrogenei, 3 di essi appartennero al pre-

pontifcio,
tolici

con sua circolare avvis

cat-

cedente;

Van

Hall e Donker-Curtius fu-

del riprislinamento dell'ecclesiasti-

rono in tutta loro vita arrabbiati nemici. Riconoscendo lutto il diritto de'cattolici,

ca gerarchia, con

documento pregevole

per

la

saggezza e moderazione col quale

di

questi nelle correnti dissensioni


se
si

fu concepito. Esso dice:

nostro vivo
Signore; per

non seppero riprovare


di farne uso; e intanto

non

la

maniera

desiderio, nostra volont che la vostra


letizia,

tolsero l'odioso

fedeli, sia letizia nel


vi

incarico di disconoscere, di vilipendere,

la

qual cosa

disdiciamo forualmente

d'abolire
s

gli stessi diritti

tante volte e co-

qualsiasi dimostrazione di gioia esterna e

solennemente
cattolici

a loro lavore riconosciu:

fragorosa che potesse ledere chicchessia".

ti. I

ne restarono amareggiali
il

Quindi

il

prelato annunziando la cessa-

essi
ti

aveano per loro


forza e
la
le

diritto,

protestan,

zione della missione olandese, di cui egli

la

passioni popolari

e calpe-

era superiore, confort


fraterna che

cattolici

con e-

stando

costituzione che concede libert

nergiche parole a quello spirilo di carit

di culto, fecero ogni sforzo per riuscire

forma

la

vera divisa de'se-

iieiriulento.

Degni

figli

della pazientissii

guaci di Cristo. Colla cessazione del pre-

ma
za

loro

madre la s.

Chiesa,

cattolici, sen-

cedente ministero furono chiusi

gli stati

puulo avvdirsi, aspellarouo

iu

pace e

generali e sciolta la camera de' deputali,

UTR
per cui poi
si

UTR
,

63
i

pulali per la

procede all'eleiione deMenuova assemblea la quale


pubblica
quiete,

de*minlsfri,combaltula da'princjpali periodici,

ad accrescere vieppii

timori e

per l'indole pacifica della nazione, segu


senza disturbo della

quantunque nulla
tare
le

si

risparmi per eccipi tenibili passio-

sopravvenne il discorso tlel re recitato alla camera degli stati generali a'i4 g'"g"o dello slesso 853, riportalo
l'incertezze
1

pi

irritabili e

dalla Ch'il l Cattolica, 2." serie,


,

t.

3, p.

ni della plebe.

Ma

la

calunnia seppe

sff-

fattamente ridestare l'odio religioso, che

216. In esso si legge che il re colpita vivamente allorch parecchie migliaia


de' suoi sudditi offesi ne' loro sentimenti

non pochi

XVI

di

si crederono tornati deploranda meaioria.

al
S'

secolo
incarii

nazionali e inquieti sopra


interessi,
si

loro pi cari

carono della biasimevole missione sedicenti ministri dell'Evangelo puio ossia i Domine, e chiusa {)er qualche tempo la
,

rivolsero a lui per provvede;

re a' loro timori

conscio

il

re del suo
i

dovere

di

proleggerei vantaggi e

diritti

loro Bibbia

lanciaronsi coraggiosi

ne'

di ciascuno, riput

non doversi appiglia-

can)pi della politica, sebbene a dir vero,

re agli avvisi dati da'consiglieri della co-

come osserva
ivi

la

Civilt Cattolica yinche


colla Bibbia

rona,

ministri
i

per aver compreso che

combattessero
la

traendone

seguitandone

consigli

non avrebbe po-

spauracchio e indignazione del popolo e


bestia dell'Apocalisse e la prosti-

tuto Far cessare l'eccitala inquietezza, ne

tuta Babilonia di cui dicevano esser ve-

nuta

l'ora di schiacciarle

il

capo. Riusci-

rono a intorbidare la quiete, a dividere la 2.* camera in 4 parlili, di cui niuno


ottenne sull'altro
la

calmare l'inconlraslabile agitazione degli animi. Secondo il desiderio de* ministri, aver concesso ad alcuni la dimissione, surrogando altri di sua fiducia; dopo il qual

provvedimento aver

sciolto

in

parte la

prevalenza
I

e tutti

rappresentanza nazionale, per lasciar agio agli elettori di manifestar


le

con particolari pretensioni.


levano
lendo
si^

reaziona^

loro opi-

ri coilegalisi allora cogli ortodossi


il

vo-

nioni intorno alle attuali circostanze.

Non
ca

movimento retrogrado, e prevala

essendosi ancora potuta rimuovere

la

si

sarebbero separali dagli o/Vo^o^-

gione della doglianza

aver procuralo
il governo potevano al-

dispulando

preminenza

e l'oligar-

schiarimenti, essendo persuaso

chia; poich sebbene volevano l'esclusio-

che molle
6.

dilIJcoll

non

si

ne

de'caltolici e degli altri dissidenti, ola

trimenti evitare fuorch con uia legge.


Il

diano

pretesa chiesa riformata quale

capo della costituzione fondamen-

pseudo sinodo di Dordrecht, per sostenere dover esser libera d'ogni imusc dal

tale assicura de'dirilli alle


ligiose,
li

ma

nello stesso
al

paccio, libera da certe formole di dirillo

obblighi
si

comunioni retempo impone lagoverno chea sdebilarsene

canonico a cui l'avvinsero con manifesta innocenza padri di quel conciliabolo nei

non
cale

poteva prescindere dall' autorit

d'una h'gge. Essere sua intenzione invola

gandole

il

libero esame, ch'

re quel grande principio d'


natali la chiesa proteslanle.
nili a'cosliluzioDali in detta
li

quanto dionde ebbe


i

cooperazione degli
al

slati generali,
lui

onde sostenere
il

pari di

con energia

cattolici
i

u-

principio della lolleranza religiosa ra-

camera, quala

dicalo da gran

tempo

nel regno, ed evi-

non richiedevano

altro,

fuoich

pupar-

tar lutloci che potesse far nascere divi-

ra e semplice osservanza delia costituzio-

sione e scisma

fra'figli dello slesso


le

paese.

ne decretata nel 1848: era questo


tilo del

il

Cos esser possibile ordinar

cose per

ministero anteriore, rimasto vit-

modo
te le

the possa

lo stalo

accordare a tutprolezio'

tin)a della tenacit de'suoi principi!, e


di

non
di-

credenze religiose

la slessa

qualche sbaglio personale. Tra

le

ne; e queste sottoponendosi


alla

egualmente

visioni de'parlili, l'accennata incoerenza

medesima

legge giusta e iinpaiziale,

64
vi

UTR
trovernnno guaienllgie per
In

UTR
loro re*

vo con

circa fooo giansenisti, invi un.i

cipi'ocn libert e mlipeiicleiiza.

re ilicliiai nperta InsseiubleQ.


sta allocuzione, la Civilt

Quindi il Da que%i

ileputazione al vescovo nominato dal Pa

Catloira

paad come
lile

oilrirgli l'illimitata

sua ubbidienza

legittimo pastore.

Nondimeno
pale ri-

governo giltarsi dal In parie di que' nialcontenli, che non poteva a meno di
rilev
il

nella dolorosa condizione e vessazioni

da'buoni cattolici neerlandesi,


."*
I

non conoscere
\ide giudicato

indignali senza ragione;

ci

sposte della

e della

7,.'

camera

al discor-

come

contrario

ul

voler

so del re, tranne (|ualche formola

meno

nazionale l'esercizio della libert religiosa concessa dalla costituzione; elle in so-

moderata, furono piene di dignit e contrarie alle mire del gabinetto per bocca
del signore loro manifestate.
te la Civilt

stanza

il

ristabilimento della cattolica g*

Finalmen-

lorchiff

non

altro fiiorcli V uso della

Cattolica de'3i oltobre al

facolt guarentita dalle leggi del

1798,

pi volle riconfermata nel i8i4, iHi5, 840 e 848. Vi si dice che la libert re1
1

i4 novembre i853 , gode di accennare che dopo tante paure de' buoni e tanti
soprusi de'malvagi, era piaciuto alla di

ligiosa radicala nel paese

e intanto

si

vina Provvidenza di serenare


sca, e
ta la

la

burra-

voleva togliere o ohneno incatenare.


altro punto che feri

Un
l'a-

quando meno

s'attendeva dar vin-

profondamente
,

causa

alia giustizia.

La

notizia coni

nimo

patriottico di molti cittadini


i

il

solantissima, e per la quale tutti


cattolici

buoni

supporsi che que'soltanto

quali disfoga-

rono negli ultimi mesi gli antichi odji e isenarono immenso scalpore abbiano sentimento naziouide; come se il sentimento nazionale fosse
tolico,
il

furono compresi di santa allegrezza, trovasi compendiala nelle seguenti

parole del

Nce ria tuie r,

foglio ullciale

d'Amsterdam. U ministro del re incaricato degli alfari che riguardano


cattolico
il

il

sentimento anticatdi

culto

sentimento

rabbia contro due

ha

fatto sapere agi' impiegati

quinte parti del paese, e quanti disdegna*

provinciali di S.

rono

brogli e

le

trame, cio quasi

la

me-

ficiale dell'essersi eretti

M. aver avuto notizia ofda S. S. il Papa

t de'6 1,000 elettori, eh' quanto dirli


privi di

(nell'Olanda) un arcivescovato e quattro


vescovati, e

sentimenti nazionali. Fiultosto


il

nominati un arcivescovo e
si

governo era sgraziatamente persuaso di non poter caligadoversi ritenere, che


re gl'irritati colla semplice osservanza della costituzione, e

quattro vescovi,co'quali

potr per conuflicialmente


,

seguenza

corrispondere

purch

nomi

della famiglia siano ag-

bisognare altre leggi

giunti a'titoli de* prelati". Segu quindi


la circoscrizione

modificanti

il

capo 6.^ della costituzione


i

delle parrocchie delie


i

che adombra

nemici de'cattolici;

ma

le

nuove leggi avrebbero probabilmente disgustalo l'altra met della nazione. Intanto
i

conservando regolari le loro chiese; e quanto ad Amsterdam iu modo che si uniscono nella stessa pardiocesi,

nuove

cattolici

furono tenuti in conto

di ri-

rocchia

le

due chiese che ha ciascuno de'

fiuto della societ, a loro

danno lavorarosi

no
il

le sette

segrete con singoiar attivit,

3 ordini de'domenicani,de*fraucescani e de'gesuiti. L'arcivescovo d'Utrecht mg.*^

partilo della ribellione

sforzava d'im-

Zwysen

nel

854 compr un ampio


il

ter-

pedire ogni amichevole ravvicinamento;


i

reno per erigervi

seminario, e

si

rec in

nuovi vescovi e

loro atti

non erano

Roma

per assistere alla solenne promul-

riconosciuti dal governo, bens confortati

gazione del decreto dog malico sopra l'Imne; altrettanto fece

dalla divozione de'.Ioio buoni diocesani,

anzi l'antico e rispetlabilecapitolo d'Har-

macolato Concepimento della D. Vergimg." Van-Genk ve-

lem,chesenza fondamentosi credeva giansenista, perch ivi tal setta ha uu vesco-

scovo d'Adi a e coadiutore del vescovo di

Breda.

Quando

uel regno de'Paesi Bussi

UTR
giunse la consolante novella delLi segnila lai

UTR
occasione
;
i

65

loro fedeli di confessori


il

definizione

la

gioia fu

immensa
il

ne*

straordinari

cattolici; indi alla

pubblicazione della
grancatloii-

dove ad

esercizi e funzioni

che die luogo per ogni che poterono

bolla solennemente festeggiarono de avvenimento s caro a tulli


i

quasi paragonarsi a missioni, dalle quali deriv grandissimo vantaggio spirituale.


Il

ci,

glorioso pel pontificato di Pio IX.

clero tanto secolare

quanto regolare
furono
i

La

Civilt Cattolica^ feiie 2/, t.r2, p. 704, del dicembre i855, riferisce nedell*

fu infaticabile. Amsterdam, l'Aja, Utrecht,

Bois-le-Duc e
evangelizzale
,

le terre principali

diante una sua corrispondenza

O-

accordandosi

tulli

mis-

landa, e ulteriori vessazioni de'protestanti verso i cattolici, ad onta che l'edifizio Q Protestanti (F.)^ come altrove, si va

sionari neir assicurare

che

il

successo fu

straordinario.
tranquillissimi.

protestanti

restarono

sfasciando e minaccia sftinpre pi di ca-

dere sopra

se stesso schiaccialo dal

pio-

Se ne vedevano anzi qua e l di quelli che assistevano alle sagre funzioni de'caltolici, il che fa loro gran
bene. In Utrecht un proleslante pianse a calde lagrime udendo predicare sul pulpito
s

priopeso.>Oh che confusione tra'pocliis* simi zelanti che accorrono a puntellarlo! Quante teste altrettante opinioni, o a

liberamente e di/votaraente

la di-

meglio dire,
dia

religioni.

Toltane

la

concor-

vinila di

Ges

Cristo. Indi passa a ripor-

comune

nel

resto molto se ne trovi

dar noia a'cattolici, nel una qualche deparecchi punti


l'arci.^

tare, dalla sua


i

corrispondenza d'Olanda,

seguenti importanti e autorevoli dati

cina che consentano in

statistici.

Nel

fondamentali". Narra quindi, che

aveano

il

seguente

i854 le varie diocesi gi numero di parrocchie


il

vescovo d'Utrecht avea gettato


Ira del

la

pie-

udicialmente riconosciute. L'arcivescovo

suo gran seminario che alzava


deliziosi dintor-

d'Utrecht 2 36,

vescovo d'Harlera 98,


1

in
ni
i

Ryscoyek,uno de'pi

quellodi Bois-le-Duc 222, qijello di Bre-

d'Utrecht citt metropolitana. Fin qui

suoi preti erano stali educali nel semi-

nario di
zi

Warmond,

il

quale d'or innan-

da 77, quellodi Ruremondar 78: totale 911 parrocchie. Il numero de' preti in attivit di 371 per 1' arcidiocesi d* Utrecht, di

sar destinalo esclusivamenle agii a-

333

per le diocesi d'Harletn, di


,

lunni della diocesi d' Harlem. Frattanto

43

per quella di Bois-le-Duc


di

di

i5.6>

per

la

scuola teologica

si

faceva nel pic-

colo seminario dell'arcidiocesi in

Culem-

burgo. Mg.' Belgrado internunzio della s. Sede presso la nostra corte ci abbandoner tra breve per recarsi ad Ascoli di cui stato eletto

358 per quella di Ruremonda totale 1648 preti. A questi conviene aggiungerne 86 che per
per quella di Breda, e
:

varieragioni d'infermit, di vecchiezza ec

sono fuori di servizio, e quelli che vivono


in istituti privali,
io.
il

vescovo. Esso

cui

numero non cuo1

vivr in ogni

tempo

nel cuore negli an-

Sopra
le

il

bilancio del

855 sono

iscrit-

nali cattolici degli olandesi per le bellis-

te

seguenti

spese

pel culto cattolifio-

sime doti dell'animo suo e per la gran parte ch'ebbe nel ristabilimento dell'ecclesiastica gerarchia nella nostra patria".

co: per l'arcivescovo


rini de'Paesi Bassi,

d'Utrecht 2 5oo

per ciascuno de'4 ve-

scovi sufTraganei altrettanti fiorini;

Aggiunger, che

gli

successe l'attuale inall'

per un vicario generale,


gretari, e

800 2000 per 5 se-

ternunzio apostolico

Aja, mg." SettiCi-

5322

per

le

spese d'ufficio: to-

mio Maria
conta
il

Vecchiotti.

La medesima
l.

tale fiorini
vi

vilt Cattolica, serie 2.^

9, p.

4^7> *'^c-

20,622. Quanto a' seminari hanno 800 fiorini per un professore,


quattro, e

giubileo celebralo da 'cattolici nel

600 per
fiorini

4oo per undici; 1200


in tutto

i855 con mollo fruito. I vescovi racco* mandarono a* parrochi di provvedere in


VOI. LXXXVH.

per borse gratuite:

9400

fiorini.

Per 686 curali

rettori fiorini

66
lolnle fiorini
le carceri,
<loli
'

TR
^

U Z
so

357,293;per 548

vicari ec. fior .84,4 "ii:

bliche, i^C) privale. Nel luglio dello sles-

44 j7 4- IVcappellani del3357 fiorini per 86 sacercmerili 37.276. Rimangono sussi*


;
i

anno 240,567 allievi frequentavano


i

le

scuole. Si vede

dii

perlechiese
il

parativo,
la

Ecco un quadro comquale meglio vederlo nelec.

NeerUmdia ainpiamenle messi

che ion mancano nella mezzi d'istruirsi, e die sono


a profitto.

UTZIPPAUUA
Zll^l^A
la
II

Giviltf
in

mancando

lo spaiio per

ri:

UZIPPIRA o UITA. Sede vescovile d'Africa nelo


la

una colonna. Confessioni 388, anime !,i66,256. Rirornala, ministri 1434, animei, 677,585. Evangelica Luterana, ministri 58, anime 53,66o. Luprodurlo
Callolica romana, ministri pagali
i

provincia procon>olare,sollo

metro-

poli di Cartagine.

Ebbe

a vescovi:

Ma-

riano, die trovossi alla conferenza di Car-

terana ristabilila,minislri7,anime8877. Anabattista, ministri 3o, anime 38,575.

tagine nel 4 ' e al concilio nel 4'9 5 ^i^* genzo o Augenzio, mandato in esilio nel 484 da Unnericd re de'vandali ; Semenzio, che sottoscrisse il concilio di Carla'

Rimostrante, ministri 25, anime 4909Totale de'prolestanli, ministri i554, a-

tagine del

52 5. Morcelli, Afr. dir.

t.

i.

UXALI,

Uzdlis, Usalisj Uszalis. Se-

nime 1,783,606. Giansenistica, ministri i8,anime 5668. Giudaica, ministri 5, anime 5,626. Si avverte die ali .^gennaio 1 853 il numero legale de'cattolici era di
1 1

de vescovile d'Africa vicina a Utica,r[7zan di Tolomeo, nella Zciigilana medi-

1,196,672, reale 1,21 3,346: quello de'


giudei
,

legale
,

59,365,
legale

reale

60,192:
,

non

1,868,432 reale 1,894,468. Si aggiungono 647 anglicani, 295 framuiassoni 4 quaqueri 39


cattolici
,

Erano di questa citt ss. FeliGennadio martiri^ di cui mostravasi la tomba nel sobboigo della citt, la memoria de' quali celebrasi nel martirologio della Cbiesa romana a* 5 giugno. Furono suoi vescovi Saturnino del 388, diiamato uomo santo e di beata memoria
terranea.
i

ce e

greci,

un arnieno, 4o,5o8
si

separatisti

da

s.

Agostino;
s.

gli

successe Evodio, coeil

1429
ecos
di

di culto incoguilo: totale


lia

47,723,
il
i

taneo di
lettera
;

Agostino,

quale gli scrisse una

un

totale peli.*'gennaioi85o
abitanti. JNel

Sanonio

fu esiliato

3,056,879

i852
il

nu73,

re de'vandali, per

da Unnerico non aver voluto sot-

mero legale degli abitanti


il

era 3,073,

toscrivere l'erronee proposizioni de' donatisti nella

reale 3,i 19,160. ]Neli853

legale era

conferenza di Cartagine del

3,124,409) il leale 3,168,006. 11 Giornaie di Roma del 856 a p. 227, riporta in data dell'Aja 23 febbraio. Il governo ha pubblicato la statistica djel regno fino a'3i dicembre i854. Ammontava a
1

484

IMuslolo

cilio di

si trov nel 525 al conCartagine; Vittoriano nel 649

intervenne
tro
l.
i

al

concilio di Lateraiio con-

monolelili.

Morcelli, Africa dir,

I.

3,228,753

abitanti, di cui

1,599,382 uo-

mini, 61,639,37 1 donne: nello stesso anno le nascite furono 1 09, 563,cio 56,35

UZES. V. UsEz. UZITA. Sede vescovile


provincia Bizacena
d'
,

d'Africa nella

sotto la metropoli

maschi, e 53,2 12 fenjmine; decessi fu* jono 81,794, di cui 4' 446 uomini e 4o,338 donne. Una relazione ufilciale fa conoscere che neli85r si contavano nel regno 3389 scuole primarie, 2480 pubi

Iladramito.

Me

fu vescovo Paolo che

Irovossi co'cattolici alla conferenza di Car-

tagine nel

i,in

presenza del conte Mar-

cellino,per lo scisma de'doufatisli. Morcelli,

Africa chr.

l.i.

V AB
V ABRES,
Vahrae, Castrwn Famenti
di Cantal,

V AB
Gnrd, e Alla Loira, e il Vabres de Senegats di piirtimento del Tarn. La citt di Vabres ebbe origine da un* abbazia di benedettini fondata da Raimondo I contedi Tolosa, che regn dair852 air854, secondo la Gallia Christiana, t. 4> p-i 107 Fabrenses Episcopi et Comitesj mentre il Dictiow naire itniverseld'i Ayns l'attribuisce erroneamente a Raimondo II che regn dal 918 al 9^3, come vado a provare. Per il paese di Roiiergue ebbe de'conli ereborgo
di

hrcnse in Riitenis^Pagus Vabrensis^Vahra^ Fahrincum^ Fabrium.Cilia vescovile di

Francia, della

vice-prefettura di

Saiul-Alfiique,parte orientale delIaGuienna, nell'anlico paese di Rouergue, di cui

Khodez
le
si

n'era la capitale, che

li'ae

il

nome

da'iulenisuoi antichi abitatori, ecol qua-

form

l'attuale

dipartimento dell'Agettano

veyrou. Giace al confluente del fiumicello

Dourdou

e della

Sorgues che
nel Tarn.

si

un po'pi basso

piccola,
la

ha
an-

quasi l'aspetto di villaggio, dopo


sazione della residenza vescovile e
vasi distarle quasi

ces-

le

teriori e successive politiche vicende.


I

Tro-

ditari indipendenti, di cui Ugo lo cede neh 167 ad Alfonso II re d'Aragona, ma neli258 s. Luigi IX lo riun delnitiva-

2 leghe al sud-sud-est
,

da Pihodez sede del vescovato alla cui diocesi ora appartiene, ed una lega soltanto
al

mente alla corona di Francia. In Vabres hanno luogo 3 annue fiere, e conta circa 1000 abitanti, fra'quali fior qualche illustre che

sud-ovest dalla citt di Saint-Af-

frique, che

gode il primato del circondario non solamente perch vi risiede il vi-

onor la patria. L'abbazia e monastero dipendeva da s. Vittore di


Marsiglia, cluniacense, esente ecelebratisdi
s.

ce-prefelto,

ma

ancora per
I.'

la

sua popo-

sima; fu sotto l'invocazione


la

Maria,

lazione e tribunali di

istanza e di

com-

chiesa in quella di

s.

Pietro principe

mercio, de'suoi importanti lavoratori! di


filatura, tessitura e tintura, suo spedale

degli Apostoli, divenne celebre e vi fiori-

rono cluniacensi

di santa vita, della

quale

pubblico, e de'suoi stabilimenti d'istruzione e di carit, tra'quali


si

e del luogo scrisse (diversi da quelli, co-

distingue

il

me

avverte la Gallia Christiana, ossia

collegio Saint-Gabriel, recentemente co-

di Vabres di cui parla s.GregoriodiTours,

struito ed affidalo ai pp. della compagnia di Ges, il cui edilzio riuscito unode*

Hist.

1.

9,

e.
s.

9),

s.

Odone

cluniacense

nella vita di

Geraldo (/^.);poichquei

pi

belli del

mezzogiorno della Francia.


vil-

sto santo vi fece prosperare la

Vabres non va confusa con Vabre

disciplina, e ne

laggio di Francia, nello stesso dipartimen-

to dell'Aveyron, presso Mur-de-Barres,

n con
cia
^

altre

4 Vabres

della stessa

Fran-

monastica inform nobili giovani di cui amava prender cura e dirigere nella morale senza professare la vita religiosa, ben> la virtuosa e penitente, bench

cio 3 villaggi esisteuti ne' diparti-

conte ebarone d'Aurillac

E siccome egli

68

A B

V
me
formassero
flto di
s.

A B
si

sautamonle mor nel 909, cos la fondazione dell' abbazia di Vubres devesi attribuire a

famglie deirAlvernia, ncciocch vi


al

vero spirito religioso. Quel


in

Raimondo I.ConiQ)aiivillc, ///'-

Geraldo prova

che opiniol'abbazia
il

stoirf ih toits Ics l'cschcz^iVce Vabies


lidia Lingiiadoca,

ne
d

di sanlil era in quel

tempo
si

ma non sembra

giusto

Vabres. Per,

come

suole avvenire,

nel civile, piuttosto nell'ecclesiastico per-

primitivo fervore poscia

ralfredd,e nel
si

ch fu snffioganea di due metropoli situate nella Linguadoca. Dice ancora, che l'abba/ia di s. Agostino nel 3 7 fu eretta
1 1

1062
y\

l'abbate Deusdedit
s.

sottomise al-

l'abbate di

Vittore di Marsiglia, che sua antica riputa-

mand

religiosi specchiatissimi e abili


la

in Tescovato.
ria.

Ecco

di lutto la vera stodi

a rendei e a Vabres
zione.

Sotto

li

regno

Carlo

il

Calvo^

Questo

slato

dur finch Vabres

normanni
dell'

colte loro scorrere sulle coste


,

Aquilania

avenilo costretto molti


i

di

venne elevala a sede vescovile colla bolla Papa G'iovanmXXWj Salvator nostcr^
in

loro monasteri per solltarsi alla schiavit, BaQondo I conte di Tolosa si airrelt d'ollrire ad Adagnsio abbate benedettino di Pannai o Paluial nel Perigord, di cui conosceva il grande merito, un asilo per se ed suoi a Vabres, che allora faceva parte de'suoi
i

monaci ad abbandonare

data

Avignone

a'

3 agosloiSiy,/^^//.
1

Hom.

t.

3, par. 2, p.

53

Erecto Epi-

scopatus Fahrensis,m cui si dice chi ara mente, che la chiesa e raonaslero della Filla di Fabro del ss. Salvatore OriUnis s. Benedicti, l'esentava dall' abbazia
di

Marsiglia.

11

Papa

eresse

Vabres

in

doniinii. Quest'offerta fu fatta ed accettata nell'86i, e l'anno seguente


1

citt, la chiesa del

monastero

in cattedra-

Raimondo
conferma

le,compose

il

capitolo regolare di monaci,

ottenne dal detto re Carlo

la

con

del

nuovo monastero
tiella

la

speciale prote-

smembramenti della diocesi di Rhodez form il vescovato Fahrensis, e


altri

medesimo tempo cedette colla sua consorte Berlhesia o Berlhays, ad Adagasio, il quazione
corte a favore di esso. Nel
le

l'assegn in sulfraganeo alla

pur da

lui isti-

tuita metropolitana di Tolosa, dalla


le

qua-

pass poi sotto quella diBourges. Quin-

avea gi cominciato a costruire


le

il

mo-

di nello slesso

iSiy nomin
fr.

i.

vescovo

nastero,
sire,

terre di Bias, Bedos, la Bes-

l'ultimo abbate
gli

Pietro de Olargio, e

Broquis, ed in seguilo con molle

assegn per mensa episcopale 20,000

altre donazioni

accrebbero Timportanza
quali sono mentovale in
1

lire

dell'abbazia, e

le

lae

annue. 11 Chenu, Epscoporum Galchronologca histora ^ ritarda al


l'elezione dell'abbate in vescovo, e
1

ai

una

Papa Pasquale 11 del 1 16 di conferma. Dopo la morte del conte Raimondo I, uno de'suoi figli vesti 1* abito
bolla
ili

i320

monastico
la

Vabres. Adagasio ebbe anche

consolazione di vedere venire a mettersi sotto la sua direzione un sauto religioso dell' abbazia di Conques, di

nome
qua-

32g. Gli successe Raimondo de Olargio, il quale stabil inSaint-Affriqtie una comunit di4o sacerdoti, e fu amico del celebre fr. Teodato de Gozon gran maestro gerosolimitano e nato nelle vicinanze di Vabres.
fu

conviene che mor nel

Giorgio, ornalo di scienza e di


le
1

virili,!!

dopo 5 anni fu fatto vescovo di Lodeve nell'Byy, dove mor pieno di meriti e in

Morto neh 3 47) indi e nell'istesso annoio Guido de'signori di Veutadour, morto neli35i. PoidaClermont vi fu trasferito
Pietro d' Agrifoglio, fratello del vescovo
di

concetto di sanlil, e tuttora viene invocalo qual pastore diletto a Dio ed agli uo-

mini.
bilire

Non molto dopo,

cio nell'Bgg,

s.

Rhodes. Nel i353 Bertrando de Pebrach gi i." priore di Veutadour, e poi


di
s.

Geraldo conte

d' Aurillac, volendo staun'abbazia nelle sue terre, mand


scelti tra le pri-

cesse

Martino de'Campi di Parigi. Gli sucil cardinal Gus^WgUwo Brngosc {F.)y


in

a Vabres alcuni giovani

morto

Roma nel

36'/

369

e sepolto

V AB
in
s.

V A
bres a Fiancesco
I

B
la

69
Vallette Corfratello di Gio,

Lorenzo

lasci la

Lucina suo titolo, a cui sua eredit, in pentimento degli


in
ri-

de

nusson nobile di Cahors,


contro
turchi avea cos

ioproperii e imprecazioni scagliate contro

Urbano V, sdegnato per aver questi

parato alla stravaganza de'suoi predecessori stabilitisi in

Avignone, nel l'abbando-

narla per restituire a


pontificia; gloria die

Roma

la

residenza
il

per conseguii

suc-

XLll vescovo Stefano de Vassignac, mand un deputato al famoso Sinodo di Pisa nel 1409, e termin di
cessore Gregorio

isola che strenuamente difesa, che Pio IV, se non mori va, erasi proposto crearlo cardinale. Trovasi nominato nel concilio di Trento, non che v'intervenne come pretende Chenu, ed a suo tempo Gregorio Xlll secolarizz il capitolo che ancor era regolare monastico nel

varmi gran maestro di Malta


i

vivere nel ^ii. Guglielmo de Baslidos

diocesi era in

1577. Mentre tutto il territorio della sua preda alle guerre suscitate
si-

mor nel 1421. Da Berito a 10 giugno


i45:x
vi fu trasferito

dagli ugonotti, gli sarebbe stato facile d

Giovanni Pelri

ottenere delle truppe da suo padre


niscalco di Tolosa,
stro del Sigtiore

nello stesso giorno deli

4^3

gli

successe

ma

qual degno mini-

Bernardo Bianchi morto nel i4B5. Nel seguente Antonio Pietro di Narbona de* baroni di Taleyrand, eletto da' canonici di comune consenso, gi monaco abbate

non

volle
s

mai ricorrere
di-

a mezzi violenti, ed in

calamitosi tem-

pi la carit, la dolcezza,

una sincera

vozione furono
all'estremo,
Izaire,

la

sua lodevole condotta.


il

commendatario

di

freddo, nella cui chiesa di

Grandeselva e Fontes. Maria fu tu-

Soltanto quando vide


si

disordine giunto

ritir nel castello di

Saint,

mulato nel iSog. Gli successe il fratello Lodovico di Narbona, com'esso abbate di detta badia, ed egualmente col suffragio
di tutto
il il

dove fu assediato da'


il

calvinisti

quali per furono dispersi da'cattolici accorsi per difendere


sti

loro vescovo.

Que-

capitolo

costru l'episcopio e
la

coro della cattedrale,

quale abbell
preclara la

con somministrare per tempo de* cavalli alla badessa e monache di Nonenla

e arricch di preziosi vasi e ornamenti, e

que, ebbe

consolazione di metterle in
i

per molti

altri benefizi lasci

sicuro, prima che giungessero


sti,

calvini-

sua memoria, passando di vita neliSiQ. In virt del concordato tra Leone e

che distrussero e ridussero

in

cenere

quell'antica abbazia. Gli successe

Tomconsa-

Francesco F, quest'ultimo nomin vescovo di Vabres, Reginaldo di Martigny ,


fratello del vescovo di Castres;

maso de Lauro. Nel 1600 ne


grato vescovo Francesco
II

fu
la

de

Vallette

neliSsS

Gornusson abbate
cesi di

di

Moissac nella diosantuario di

intervenne alla solenne assemblea tenuta


innanzi al re, e mor in Montpellier nel

Cahors, e pronipote del precedenil

te Francesco. Aflid

No-

i536.

Il

re gli sostitu Giorgio d'v^rmts-

gnac

(P^.)

suo oratore

a' veneti e

vesco-

vo di Khodez,da Paolo III dichiarato perpetuo amministratore di Vabres e creato poi cardinale. Per altre chiese lasci questa,

Signora d'Orient,celebre pel gran concorso di popolo e pe'miracoliche vi si operavano, a'cappuccini che vi fecero un betra

ne immenso, e ridussero nel seno della vera Chiesa molti protestanti. Nel 16 14
intervenne in Parigi all'assemblea del
r

che per sua rassegna nel i56o

col ve-

cle-

scovato di

Rhodez

fu conferita a Giaco-

mo

de Corneilhan di lui nipote, il quale mostr un gran zelo contro la propagazione del calvinismo, e pubblic due opere di piet che a tempo suo furono mollo celebri. Nel
1

ro gallicano, e mor nel 6 1 8. Ne occup la sede il nipote e coadiutore Francesco IH de la Vallette, fratello del signore di

Gornusson
di
(\q\

e di Parisot, siniscalco di

To-

losa e d'Alby, ch'era stzoso in ]>artibus'

565,

col consenso del carla sede di

Filadelfia: nel

dinale,

Giacomo rassegn

Ya-

clero gallicano iu

164 1 si rec a* comizi Medontac, e mori

70

V A

B
oslUullo Isacco
fu sostituito

V AC
Lodovico de Baradat, gi coscritti in

nel 1 645.1 n questo


Ja chiesa e lej^io

gli fu

Hilbert iliPui igi,caiionco teolugo di quel*

nosciuto pe'suoi dotti

prosa e

predicalore; intervenne

Del

i65o

airusseinblea del clero in della

citt,

lodato per dottrina equale ornauien-

mollo elo(picule. A suo tempo, il Papa Innocenzo X[ colla bolla Triumphans Paslor aelerpoesia, ed oratore sagro
p.

lo dell'episcopato francese,a vendo pubbli-

cato diverse opere encomiate. Esse sono:


1.

nus, de'3 ottobre 1678, Bull. Roni. l. 8, 61, elev ad arcivescovile la chiesa
d'

Tre
il

Discorsi da Ini pronunciali con-

Alby, e

le

assegn per vescovati sufdi

tro

fanoso bbro V Aiigustnus di Gian-

fiaganei diversi
dalla

quelli

dismembrali
fra'

senio. 2. Difesa della fede. 3.

Traduzio-

metropoli di Courges,
1

quali

ne

latina del l'onlilcale della chiesa gre-

questo di Vabres.

ca con lunghe note. 4*

De justiiia coii'
non
5.
so-

nuhali edicti, per provare che l'ordinanze di Luigi Xlll sul matrinr)onio

due ultimi vescovi seguenti sono registrali anche nelle Nolizic di Roma. Clemente XI nel
suoi
1

no contrarie

al concilio di

Trento.

De
:

leul

o preconizz Carlo Alessandro leFdde la Chnpelle, della diocesi di Lii

consensu llierarchiae

et

Monarchiac

sieux, che

suoi talenti e

le

sue virt

fe-

fu tradotta in francese col titolo d'Unio-

cero eleggere pi volte deputalo delia


provincia ecclesiastica d'Alby all'assemblea generale del clero di

ne della Chiesa
lira, scu

collo Stalo. 6.
s.

De

CatheGrazia.

Primatn

Pctn.

7.

Difesa del-

Francia. Ot-

la teologia de' Padri greci sulla

tenne che
fosse eretto

l'ospedale di
in

Saint-AlTrique

8. Spiegazione dell'Epistole di

s.

Paolo a

ospedale generale. Cle-

Timoteo, a Tito ed aFdemone. 9. Rac colla di poesie Ialine, molte delle quali in onore di Luigi Xlll, col liloJo di Pietas Hegia, raccolta stampata a
Parigi.

1764 promulg GiovanCroix de Castries, della diocesi d'Uzes, il quale pure pi volte fu scelto
nel
ni

mente XI li
de
la

a deputalo all'assemblea generale del cle-

IO. Parafrasi sui Salmi della Bibbia de'

ro

venne carcerato nella deplorabile

ri-

Settanta.

i.

Inni sulla festa di

s.

Luigi.

voluzione, e prima di morire egli fece


distribuire a' poveri e alle chiese di sua
diocesi

Questo celebre e benemerito vescovo di Vabres mor nel 668 d'un colpo d'apoplessia a Pont de Salaras, mentre si re1

quanto

gli

rimaneva
vacante

in

denaro e

in mobili. Restata

la

chiesa ve-

cav-a a Parigi

da Luigi XIV che voleva capo del suo consiglio. Il di lui corpo, riportato a Vabres, fu sepolto nella cattedrale a piedi dell' altare maggiore che avea fatto ricostruire,sebbene nel suo
farlo

scovile di

Vabres neh 796, dipoi pel concordalo del 1801 Pio VII la soppresse,
la

ne un

diocesi al vescovato di Rliodez

o Rodez (F.).

testauiento avesse dichiarato di voler essere deposto nel cimilerio de' poveri. Si

VACABILI E VACABILISTI DELLA CORTE E CURIA ROMANA, OfJlcioriim

Venalium

et

VacahiVmm Ro-

legge sopra

la

pietra sepolcrale quell'e-

manae
ria

Ciiriae. Uflzi vitalizi vacabili e

pitalfio da lui composto mentre viveva: Isaaei Habcrli XX.mi Epis. Vahr. quod mortale fuit, hic resurrectionem

expectaty
sori

quam heatam
nella

precare, pie
\

CuRomana, principalmente della Ca^ mera apostolica, deWa Cancelleria apostolica, della Dataria apostolica, oltre
venali ossia vendibili della Corte e
quelli Capitolini^ nella pi parie cosliluili in collegi.

valor^et novissima
si

memorare.

succesedizioi

ponno vedere

nuova

Questi udizi vacando,

ri-

ne

Gallia Christiana, cio 4 seguenti: Lodovico 11 de Lavergne de Monlenard de Tressan, nominato nel 1669,
della

cadono a
lica e si

profitto della

camera aposto-

debito

il

tornano a vendere, se a tempo proprietario non ne ha disposto


d'altri.

indi liasferilo a

Le Maas

nel 1671. Gii

a favore

Tali

ullizi si

dissero per-

VA
li

V A G
rirono nella Curia lomaiut^
i

7
quali per-

ci Placabili, e yacabili o P^acah! li-

sta qae'clie gli acquistavano, e (jue' che

possiedono lultorn,
s^i

tli

qiie'vaoabili su-

perstiti cio,

riconosciuti che li(|uidali.

vennero ad eminenti cariche e dignit comprita de' vacabili , e persino al cardinalato. Allorch Papi conferirono
colla
i i

Siccome gh
lle,

ului Tacabili furono da'Pas.

principali uffici vacabili,


si

pi istituiti pe'hisogni urgenti della

Se-

nori, senza prezzo,

od anche midicevano vacabili


i

le

somme

o del tesoro o erario pontificio, cos che s'introitavano dalla came-

donati. Molti vacabili degli


di 2. ordine, in se
i

uffizi

minori

vacabilisti
si

non erano

ra apostolica, per l'occorrenze dell'una o


dell' altro
si

grado
da

di fungerli,

facevano esercita-

eiogavano e impiegavano.
di

re dall'intestatario con l'opera personale,


ossia
altri abili sostituti

Altre

somme
le
i

frequente servirono a

soccorrere

chiese cattoliche estere, ed

forniti

de' richiesti

requisiti

a'medesimi e , mediante

anche

principi cristiani.

Dunque
il

lodepreci-

volissimo e

puo scopo.

commendevole ne fu 11 cardinal De Luca


.**
i

distinse
uflizi

in tre specie e generi diversi

gli

venali e vacabili,
et

0/^C7<^ PraclatLa

primi

ordiiiis. 2.*

De Offlciis seciuidi

congruo compenso o in societ. Altri vaerano puramente stabiliti sul trarre dalle Tasse (J^.) imposte la quota loro assegnata, del qual genere di vacabili e vacabilisti tuttora ne esistono non poclai. La rendita degli ufficabili di 3." specie
zi

generis f quae non siuit Praelaiitia, sed aliquain habent adniinstrationeni. 3.

vacabili esistenti deriva e previene da*

mensili o annui fruitati di


tasse stabilite

Da
la

Offlciis tcrtae classi^^

quae mdlani
\

emolumenti e pe'medesimi da' Papi die

habent adininistrationeni.
I."

vacabili del-

l'istituirono, in
ri ossia di

compenso
secondo

degl' intestata-

specie

si

acquistavano dalla camera

chi T esercitava e degli acquila

apostolica, mediante

pagamento d'una

renti proprietari
eil in

loro natura,

somma, anche

cospicua e ragguardevole

generale quanto

all'

annuo

incasso

in proporzione del reddito e dell'autorit e onorificenze annesse,

che

relativa-

mente
ch

vari secondo

tempi. Imperoc-

rende un congruo e pur anco conveniente compenso proporzionato alla somma pagata, non meno dell'S ovvero del io
per 100, ragguagliato cio sul capitale somministrato, anzi molli vacabili arric-

tra'detti uffizi vacabili eranvi


i

anche
l'e-

quelli di tale

.ordQe,avendo annesso

sercizio di diverse primarie cariche car-

chirono
io

vacabilisti.

Con

quest'aulicolo

dinalizie e prelatizie,

come andr enume-

non pretendo
mia

alFatto di

dare un

trat-

rando, per promozione alle quali vaca-

talo sulle diverse specie de'vacabili,

non

va
li

il

vacabile. ]Ma per gli uffizi principa-

solo perla

relativa insufficienza,

ma

da chi gli acquistava, oltre la somma che dovevano sborsare, richiedevasi che ne fossero onniaamenle degni,
vacabili,
tegrit. Siffatti vacabilisti

ancora come vasto e complicato argomento, che in generale assai poco si conosce. Adunque

colla corrispondente piena idoneit e in-

maggiori

sia

mi limiter a tentare di darne una semplice indicazone,richiamando numerosi articoli che vi hanno relazione,
i

pe'natali,virttiecognlzioni,dovevanopm'
essere d'intera soddisfazione e gradi mea*

coU'intendimento
ressanti,

di

possibilmente spar-

gere alquanto lume sopra materie inte-

te de'Papi, pe'gelosi e

alti uffizi di

cui ve-

nivano

investiti:

dovevano

es*i

aver pri-

tua meritato la pontifcia estimazione e

ma molto oscure, di cui appena alcuno n' pienamente istruito.Dopo tanti mutamenti, non furono stampate opere
che
ci

benevolenza, altrimenti non bastava


frire le

l'of-

possano illuminare. Se nella defi-

somme

stabilite.
,
i

Prova luminoche flo-

nizione o in altro non riuscir del tutto


esatto,
gli

samente

la storia

grandi ed eccellenti

mi lusingo che

tanti articoli

che

prelati e cardinali, dotti e virtuosi

apparlctgono, almeno in buona parte

71
nozioni.

VAC
lario.

VAC
Se
lo

siipplirnnnoa ciiarire questa riunione di

intesta a

3.'

persona

egli
il

La

caratteristica degli udizi ve-

(l'acquirente del vacabile) dicesi ed

nali vacabili della corte e curia

romana,

proprietario, durante la vita del suo intestatario, e fa sua la rendila dell'uffizio.

Officia vena Ha vacabilia, si che essi vengono posseduti sotto il pericolo di vita della

Qualora
cizio,
il

persona, alla quale

gli

ullzi

in

al vacabile sia annesso un eserquale esercizio anche fruttife-

Dataria sono
cui alla

inscritti ossia intestati;

per
ini*

ro, la rendita dell'esercizio

morte naturale

dell' intestatario

non del proprietario,ma dell'intestatario del vacabile.

Tuffizio venale vaca, e se

ne devolve

Non

vi

dilferenza fra
collegiali

gli uffizi

colle-

mediatamente l'assoluta propriet al principe o camera apostolica , a conto


della quale la dataria apostolica
Io
ri-

giali e

non

per ragione

dell' in-

testatario, poich tutti


testati

debbono
il

essere in-

onde

[)otere percepire
ufiizi

frutto. L'a-

vende
Ja

al

prezzo reperibile

versandone

zienda degli

vacabili venali stata

somma

ricevuta alla medesima.


tal

La

vacanza di

genere

di uffizi venali vie*

ne impedita quando
prietario, e
il

l'uflziale, ossia l'in*


il

tstatario del vacabile ne insieme

prola

vende ad altra persona,

mai senqjre di esclusiva pertinenza del Tribunale della Dataria apostolica (/^.), senza che mai abbiavi avuto la minima ingerenza la camera apostolica, n suoi ministri. 11 Datario o pro-datario
i

quale vendita dicesi Rasscgnaj come an che quando chi ha la propriet di un


uffizio in

il

difensore nato de' vacabilisti

ed

in

virt di pontificii chirografi rappresenta


tutti gli uffizi vacabili

sua testa non

iscritto, trasferi*
,

sce la inscrizione a suo beneplacito


sia trasferisce
il

os-

finch
ziale.

pericolo di vita nel suo

che mancano, e mancano comunque del vero uffiLa persona dalla dataria deputata
alla partita

ad un'altra persona. Nel caso l'intestatario sia assente da Roma, richiedesi che il proprietario dell'uffizio dia una
uffizio

privativamente

degli

uffizi

sopraddetti Taraministratore delle

com*

ponende,

il

quale anticamente, quando

cauzione alla dataria del prezzo del vacabile,

l'uffizio delle

componende

qualora

il

detto intestatario non soalla seguita

nale,dicevasi l'uffiziale delle

era anche vecomponende.


riuniti u

pravviva 4o giorni
ta di

Traslava-

Gli

uffiziali vacabilisti se

sono

jj

zione. Dalle traslazioni del pericolodi vi-

collegio diconsi FacabilistiCollegialiy'

persona in persona in un

uffizio

trimenti
lari.
I

si

chiamano f^acabilisti Singo-

cabile deriva, che alcune famiglie


di essi conservato per

hanno
la

qualche secolo

tenevano periodiche congregazioni, nelle quali trattavacabilisti collegiali

propriet. L'uffizio vacabile,


intestato nella persona

quando sia medesima del pro-

vano liberamente e indipendentemente da chiunque altro gli affari economici de*


loro collegi;

prietario,

non pu

essere lasciato in te-

nominavano persuffiagi
piti

al

.stamenlo, n conseguirsi per eredit

ab intestalo, solo ci pu accadere quando il proprietario di un vacabile intestato lo


tiene in altra persona. Per altro deve ve-

Guni

(le

greniio a sostenere varie incomo

benze nel rispettivo collegio


strali,

meno

lucrose e dette uiliziature, talune trime-

talune semestrali, talune annue;


suffragi eleggevano
il
i

rificarsi all'epoca dell'apertura del tesla-

come anche per


ro ministri, cio

lo-

menlOjOdel possesso dell'eredit, che l^intstatario sia vivente. Chi acquista un uffizio venale vacabde della curia romana, ossia di quelli attinenti alla

segretario (detto pure

dataria e cancel-

ieria apostolica,

pu

intestarlo a se slesso

oa

terza persona. Se lo intesta a se stesso,

computista),comunemente chiamato cappellano (perch come dissi nel voi. LXIf, p. SoQ, anticamente il cappellano che laro quotidianamente celebrava la messa, n'era pure il segretario, e come tale avea
la

esso ne insieme proprietario e intesta?

cura e custodia de'iibri e scritture dei

V AC
proprio collegio;
iiiincialo
i

VAC
ti

73
ad alcui

collegi avenco poi co*

dal datano. 3.*

Che

oltre a ci

secolare, questo ritenne l'antica

ad eleggere per segretario u denomiil

ni proprietari degli uffizi

non

liquidati,

quali procuravano di essere assicurati del

nazione di cappellano),
il

depositario ed

possesso de'loro

uffizi in

caso di morte de*

procuratore

quali 3 individui erano

loro intestatari, fu accordato per organo


della dataria

amovibili

ad

nutuni de' nominanti. Le


ufliziali vacabilisti col-

un

pontifcio rescritto

delem-

congregazioni degli

claratorio:

Quod interini tempus et

legiali ebbero luogo fino alla chiusura del Tribunale della Cancellera apostolica (P^.) avvenuta nel gennaioi8io. Durante l'intruso governo francese, dal medesimo fu proposta la liquidazione de' vacabili, e venne eileltuala per 7/9 parli circa dell' intero loro numero. Ripristinalo il pontiHcio governo nel 1 8 f 4j^s*^"f'^^' ^'^'

poranon curranf.
s'intese poi

In questa disposizione

comprendere qualunque proprietario di vacabile non liquidato, quantunque non si fosse munito di simile rescritto. Ma non ostante il divieto di rassegnare vacabili non liquidati, si verii

ficalo

il

caso di qualche vendita, concorla

rendovi per
rimenti
li
i

pontifcia

annuenza. Pa-

'vaio in assai ristretto


Tactibilisli di

numero gli ufliziali ciascun collegio, il Papa Pio


speciale congregazione

Papi, di alcuni vacabili de'qua-

erasi disposto per testamento,


le

hanno

VII

a proposta del cardinal Malici pro-da-

confermato
ti.

testamentarie disposizioni
dataria

lario stabili

una

a favore degli eredi de'possessori defunIn questi casi per


la

sotto la presidenza di esso cardinale,

onde
e
li-

non ha
voltu-

'esaminare

l'affare degli uffizi vacabili

richiesto che venisse effettuata la

de'rimasti vacabilisti, che non vollero

ra del vacabile dall'antico al


sessore.

nuovo pos-

quidare, per proporre quindi quello che


air oggetto e alla circostanza repulavasi
espediente. Fra
to
le

proposizioni che

il

detil

Papa
si

in

modo

provvisorio approv
le

Siccome molti uffizi vacabili avevano annesso un esercizio, e gli emolumenti di questo esercizio spettavanoesclusivamente a'rispetlivi intestatari; cos\ ia
seguito delle suaccennate provvisorie disposizioni pontificie, gli esercenti agli uffzi

i.ollobrei8i4 furonvi

seguenti:

Che

non

tenessero da' superstiti

collegiali

vacabilisti le

periodiche congregazioni.
le

vacabili, aggregati tanto alla dataria,

Che non
una
ziali
si

avessero luogo

deputazioni

alle ufzialure (pe'vacabili l'uflzialura

quanto alla cancelleria apostolica, vengono ora deputali dal cardinal pro-datario, senza

carica lemporaria ne' collegi

degli
ufli-

per essere dichiarati formal-

ufliziali vacabilisti,

come sono

gli

mente

intestatari.

Finche

collegi de'vai'

de'sodalizio confraternite).

Che non

cabilisli

hanno conservalo

intero loro

ammettessero rassegne, ne vendile degli uflzi non liquidati. Da queste disposizioni derivalo. i."Che vennero tolte
ne'collegi tulle le ufljzialure, a riserva di

numero
tempore

de' collegiali, ne' nominati


alle ufzialure era richiesta
al

pr una

cognizione di ci che si riferiva

proprio

collegiojtanlo per le tasse spellanti ad es-

alcune ne'collegi degli Scrittori (F'.) di


bolle, tanto di maggiore quanto di

so nelle singole spedizioni delle bolle aposloliche,

mispe-

quanto
I

nella divisione del de-

nor grazia, troppo necessarie per


dizioni delle bolle apostoliche
rispetto a* primi ora
,

le

naro

esatto.

segretari,

ad eccezione de*

alle quali

segretari de'suddelli scrittori di bolle, e-

nomina trimestral-

mente

il

cardinal Fice- Cancelliere ^c in


Og.'^

sua assenza

reggente della cancelleil

ria, e rispetto a'secondi

segretario de-

pula a
stri

vita gl'individui. 2.

Che

mini-

rano quelli che registravano ne'hbri le somme da esigersi in ciascuna spedizione, tulli poi conoscevano le norme onde fare mensuali riparti delle rendile, o redigevano uno scritto mensuale, nel quale a
i

de'vacabilisli collegiali

sono uumiua*

ciascun uffiziale era assegnata la

compe-

74

V A e
lochiaina anche

V
il

A C
Ciairipini, Z^d

lente qnolo, qiinle scritto detto Lisia o ripailo veniva approvato (lu' deputali di
ctascuii collegio, avanti

fra gli ufTiziali di cancelleKa (perch tale

S.R./i.

die

d esso

si

fa*

cesse trasinissiooe al proprio depositario,

onde questi dasse a ciascun


proprieluiio l'assegnala

uiliziale

porzione.

o Dal

FicecancellariOyCt Ofjcialihas Cancri' lariae t/po^olicae^ &ec\'o wii)^ non pu per alcun titolo o ragione esser chiamalo
uflziale di cancelleria

n di dataria

il il

i84'"
se, e

P*^'

'

detti segretari lianno le no-

positario de'vacabilijch'c

veramente
il

de2.

tizie de'rispettivi collegi e delle loro las-

de'depositari.

Il

3." depositario

pioni

fanno

riparti,

che trasmettono a'

balore ossia
ficio di

il

custode del
volta, e

sigillo ponti-

depositari, e quanto altro narrai nel voi.

VII, p.i 58.

depositari pertanto de' col-

non debbono avere e non hanno alcuna cognizione delle diverse tasse de'singoli collegi, n del modo di fare riparli delle rendile; ma solo hanno la responsabilit del denaro che e de' pagamenti che essi hanno esatto
legi ile' vacabilisti
i

Le Notizie di Roma del dopo il deposilario generale del piombo e il piombatore, registr nelT articolo Cancri leria
piotnbo.
lai."

i833 per

y^postolica tra

gli

uliziali della

medesi-

ma,

il

Depositario de* f^acahili ed anche


di

con l'aggiunto
gistra

esso prosiegue a riportarlo; e dal

generale, e tuttora con 8 J2 re1

funnoa termine delle liste de'segrelari collegiali. Essendo dal ib*i4 lislietti a 3
i

suo coadiutore. Ripeto, che niuno de' 3 depositari del denaro provepure
il

depositari de'collegi de'vacabilisli, e cia-

niente da' vacabili amministra vacabili,

scuno indipendente
sulla

dall'altro,

da ci

ri-

n
Il

fa

alcun riparto delle rendite di

essi.

che niuno de' depositari pu ritenersi per depositario generale degli uffzi vacabili (onde tale aggiunto a tolto
dagli articoli Cancelleria A.fostoliga e

depositario, che nelle Notizie di


e qualificato depositario

Ro-

ma

generale

de' vacabili, depositario degli scrittori


delle bolle tanto di

maggiore, quanto di

Datari A Apostolica, sebbeneio l'aggiunto lo destmsi dalle ulUziali e annuali


tizie

No-

minor grazia; degli abbreviatori del parco di maggiore e di minore presidenza;


de' procuratori delle spedizioni di bolle
di

di Roniay ed
i

due articoli

gli

appro-

"varono
li).

primari

ufliziali

de'due tribuna-

minor

grazia; de'presidenli di

annona;
;

Difalli l'esattore

camerale riscuole da'

de'cavalieri del Giglio; de'cavalieri Pii

singoli 3 depositari la rendita de' vacabili

de'cavalieri Lauretani

de'registratori e

liquidati, che per disposizione pontifcia

de' maestri del registro delle

suppliche;
venali del
de* solle-

versata nell'erario della camera apostolica.

de' protonotari apostolici;

de* mazzieri

Che

se dovesse darsi V aggiunto di

pontifcii; e degli altri uOTiziali

generale ad uno de' depositari de' vacabili, g' istruiti di

palazzo apostolico;
grazia,

come anche

queste materie sostensi

citatori delle bolle apostoliche di

maggior

gono, che tale aggiunto

apparterreb-

comunemente denominati gian-

be

al

depositario o cassiere delle tasse del


dal cardinal vice-canfarsi

nizzeri; e de* restanti collegi degli

piombo nominato
celliere;

poich nelle sue mani deve


il

annalisti, ossia partecipanti delle mezze annate beneficiali, quali sono correttori e
i

per intero

pagamento di

tuttoci che
il titolo

scrittori d' archivio,

cavalieri di
1

s.

Pie-

in ciascuna spedizione va sotto

tro,
gli

cavalieri di

s.

Paolo,
i

cubiculari e

di tasse del Piombo e registro delle lolle y e al medesimo devono rivolgersi anche gli altri due depositari per esigere
la rata spettante al collegio

scudieri apostolici,ed

porzionari diRi-

pa.

Lo
Il

stesso depositario eziandio de-

positario di qualche altro vacal>ile singolare.

cui servono.

depositario del piombo, rapprel'esse-

mentre

il

depositario o cassiere del


io

sentalo in tutto dal cassiere, oltre

piombo pu

qualche

modo

ascriversi

re depositario e cassiere iu g<iucre e in

V A e
generale delle lasse del piombo, in parlicoloie dcposilaiio de'collegi de'cojlelloli

V
del
registro

A C
il

75
Papa Pio IX

Agostino Rempicci; a cui

del

piombo

de* maestri
la

ha dato in coadiutore il suo scalco segreto cav. Benedetto Filippani. Depositario del piombo il conte Castore di Marscianoje Piombatore, Francesco Lepri. Dicesi che l'uffizio di depositario de' vacabili, pi o meno secondo le circostanze, rende annui scudi5oo. Gli uffizi venali vacabili
uffizi della uffizi

delle bolle spedite per


leria,

via di cancel-

e degli scrittori del registro


Il

mede-

simo.
stri

pioiidjatoredepositariode'maePietro^

e de' porzionari del piombo, e de'


s.

Penitenzieri di

come

parteci-

panti delle lasse del

sigillo poiUitlcio di
la

ponno

essere classificali in
,

piombo.

qui devesi avvertire, che

Cancelleria Apostolica
di essi

ed

Penitenzieria apostolica entra a parte di alcune lasse solle spedizioni delle bolle,
1'

della

Dataria apostolica, secondodeve prestarsi o


si

che l'esercizio
la

ma

di quelle

uffizio

che vengono spedite per denominato di minor grazia,

l'aggregazionede'medesinii

riferisce al-

Cancelleria o
I

nelle quali tasse

compresa quella
gli

pe'

me.

vacabili

Dataria medesiCamerali poi sono quelli


alla

suddetti penitenzieri. Per


bili singolari

udlzi vaca-

di diversi collegi, a'quali nella loro istitu-

vengono deputali dal caronde esercilare le incombenze del vacabilisla, e ad esigerne le rendite che vengono depodinal pro-datario persone idonee
sitate al depositario

zione furono assegnati in porzione di rendile alcuni annui provenli della

camera
ridotti

apostolica, e perci denominali aJcuni di


tali vacabilisli

anche Porzionari,

per versarle

nell' eal

indi ad

rario della camera apostolica ossia


esattore.

suo

Niuna deposileria

degli u/lzi va-

cabili annessa alla carica di

amministra-

annui pagamenti; qual rendita (che tuttora luparie pagasi a'singoli collegi) dicesi rendita certa del vacabile, a diffijrenza di quella incerta ed eventuale proveniente dall'esazione delle tasse
nelle

tore delle componende. Pel narralo nel


voi.

XiX,

p.

i57

e pel fallimento del

spedizioni delle bolle e brevi

Tartaglia, dalla pi parte de'collegi vacabilisti eletto loro depositario,

pontifcii.
gli uffizi

Non ponno dirsi camerali queper di-

Pio VI

vacabili, la cui rendita stata ap-

nel 1790 deput depositario interino de' medesimi l'ab. Ghignardi amministratole generale delle componende. Morto questi

plicala con chirografi pontificii


versi titoli alla
i

1794 gli successe il rispettabile ab. Domenico Sala, che sin dal 79 si legge
nel
1

camera apostolica. Essendo vacabili un debito della camera apostolica, non si pu esaltamente per questo
titolo dirsi

nelle Notizie di

Roma
fu

suo coadiutore.
la

diretta,

il

che essa ne sia la proprietaria che corrisponderebbe alla proi

3VoD solamente occup

carica delle

posizione che

debili sono

una propriet.
uffizi

componende,

anche a lui affidata tale deposileria, ed ambedue gli uffizi ritennesinoali832 epoca di sua morie,

ma

JXella istituzione di

alcuni

vacabili

collegiali

e lasciando preziose

notizie mss.

su

vennero cedute alcune incerte rendile della cameia apostolica, come le mezze Annate beneficiali ec. Le mezze

questo argomento, non


la

meno

che sull'ab-

annate per non formano


la

l'introito del-

Dataria

e Cancelleria.

Tanto

componenda

della dataria,

ma dopo

bate Ghignardi, che l'abbate Sala u tutte le annuali successive Notizie di Ro-

la cessione
sli,

formano rendila

de' vacabili-

e cessarono quindi

d'essere introito

ma, solamente sono


ministratori
slesso

registrati quali

am-

pontificio o meglio
tificato.
ti

un provento del pon-

delle componende. Nello i832 Gregorio XVI, a mezzo del cardinal prodalario, nomin uno speciale

Siccome

nella istituzione di luti

Depositario de' vacabili

ed

il

cav.

romani Pontefici andavano a contrarre de'debili,cos per sicurezza della restituzione del deuaro banuu
gli uffizi

vacabili

76
poslolica
i

VAC
beni e reiuliie

VAC
camera aJeih camera
gli scudieri apostolici,

ipotecato a non)e loro e dellu

quello de'cavalieri
s.

di
lo,

s.

IMelro, quello de'cavalieri di

Pao-

Quindi pu dirsi, die furono vendute, non gi ipotecale, alcune rendite che provenivano dalla cancelleria apostolica. Si vuole che la camera aposloJica ritragga da'vacaUili non li(|uidali anlini scudi sette, otto o nove mila, e ne pa*
iiieclcsiina.

quello de' cavalieri del Giglio, quello

de'cavalieri Pii, quello de'cavalieri

Lau-

retani

quello degli scrittori di bolle di

minor
le

grazia, quello de'procuratori del-

bolle, quello degli scrittori de'brevi a-

postolici,(pjello de' registratori delle bolle di uiiiggior grazia, cjuello de'

ghi circa

72,000
s.

cio

per

gli

assegna-

maestri

menti

a'collegi de'vacabilisti

cavalieri di

denounnati Pietro, cavalieri di s. Pao*


cubiporzionari

del registro, quello de'collettori del piom-

bo

ec.

De'Ioro onorari e stipendi, coiie

lo, cavalieri l*ii,cavalieri del Giglio,

di quelli degli altri ufllziali dellu stesso

culari

e scudieri apostolici

tribunale,

si

pu vedere
gli uffizi

a p.

68

la

Sta-

annona, correttori e scrittori di archivio, protonotari apostolici, ed perci che tali uffzi vacabili (per distinzione degli altri che nulla rice\ono di assegnamento dalla camera) sono cldamati camerali. Vi sono tuttavia de' vacabili che non si amministrano da'
di Ripa, presidenti di

tis licci (li tutti

al

impiccili del

dominio della s. Sede all' epoca del 184B, Roma 1849. A p. 73 sono riportati gli

onorari e stipendi degli udzialidel


cavalierato del

tribunale della dataria apostolica. Lessi iu

un antico documento:
scudi
I

Il

Giglio importava T acquisto dell' ulllzio

summentovati depositari,
tari rispettivi,

ma da'proprie-

i5o, pi do veasi pagare per la spe-

na, nella

come nell'universit romaquale uno de'bidelli vacabile


romano,
il

dizione e l'ammissione scudi 84,f''"ttau-

spettante ad un principe
Je cogli

quaemolumenti e stipendio che ne


fa

do certi annui scudi 66. Il collegio adunavasi in congregazione una odue volte l'anno, con premio incerto. Il cavalierato Pio
importava l'acquisto dell* uflizio scudi gSo, pi doveasi pagare per la spedizioneerammissionescudi82, fruttando certi annui scudi 54- H collegio adunavasi

trae,

ne
r

partecipe quello cui fa eser-

citare

ulllzio.

Vi

furono de'

collegi,

come
che

dir, di vacabilisti decorati di or-

dini equestri e onorati di privilegi.


altri vacabiltsti

singolari

Angoderono

prerogative ed esenzioni. Di questi, delle

somme
quanto
sti

richieste pe'dilferenli vacabilijdi


essi

oquattro volte l'anno, con premio inI cardinali potevano avere in propriet vacabili della curia romana, ma
tre
certo.
i

loro articoli

rendevano , ne ragionai ne* che poi ricorder. vacabili1 i

que' vacabili inerenti a


all'esercizio di cariche

ufiiji

di dignit e

Scrillori aposlolici,
s.

cavalieri

Lau-

loro ritenere, e colla

non potevansi da promozione al cari

retani\i\e\ G/^'//o, di

Pietro ^'xi.Paolo,

dinalato cessavano. Talvolta

cardinali

ed

cavalieri '//Y^.j,oltrealtri

erano puvacabilisli

ebbero

la

propriet de' vacabili intestati

re ProLoiiolai'i
collegiali,

(y)

titolari.

che attualmente hanno nella


i

cancelleria apostolica
lani,

segretari cappelil

sono

seguenti; cio

segretario

cappellano degli scrittori delle bolle di maggior grazia, il segretario cappellano


degli id)brevialori,il segretariocappella-

nome. In seguito fu loro conil Lunadoro, nella Relazione della Corte di [ionia, essere il prelato Pesoriere generale (V.) il conservaloredegli obblighi Cq Luoghi di Tlio/i^d (^/^J, degli ullizi vacabili camerali, e de' deposili di denaro della camera
sotto altro

cessa la ritenzione. Dice

no

de'sollecitalori apostolici, quello degli

apostolica, provenienti da' Pributi (/^.) e

scrittori d'archivio, quello de' porzionari

dal complesso di sue rendite, a seconda


della bolla di Benedetto

di Iiipa, (jueliode'presidenti dell'annona,

XIV, Ronianae
i

quello de'cubiculari apostolici, quello de*

Curiae, de'2i dicembre 1745. Anche

V AC
luoghi di monte furono di due specie, vacabili e

V
te rileva,

C
a*

77

non

vacabili, ossia azioni

divise

ci che

si

tempi presenti, manda fuori sorpassa mollo ci


il

che quanto

in luoghi di

loo scudi
essi
il

1'

una con annuo

che d'altronde ritirano


ra apostolica per
listi,

I^apa, la
altro,
i

came-

frullato

corrispoudenle alle circoslanze


prelato tesoriere fu

Tasse e

vaca hi

de'tempi, e di
re

ministri maggiori e minori, preso

dichiarato soprintendente. Si pu vedeil

tutto insieme. Parlando poi dell'impiego


delle

recai. lueni.

moto-proprio d'Innocenzo XI, Cam Clemens VIII^ de'6 giugno


:

componende, dopo averne enumealtri


i

rata r erogazione benefica, riguardo al-

1689, Bull. Rom. t. 8, p. 535 ConflrmanturT/iesaiirariprovisiones, et ord'

V Annate e
riguardanti
ce. M

emolumenti per materie


,

Benefzi ecclesiastici

di-

taxae pr hono Montium Jxomanae Ciiriae regimine. Anche luoghi di monte furono istituiti da'Papi pe* bisogni della s. Sede e de' suoi doininii
nationes
,

et

Tutti sanno, che sono entrate ven-

dute a particolari persone, che improntarono somme determinate in occasione di


urgenza della
s.

Sede

depauperata speli-

temporali, e principalmente per aiutarci

cialmente (come prova nel decorso del

Sovrani nelle guerre contro gli eretici e la Turchia {V')y ch' quanto dire in difesa della cattolica religione e della cristia-

bro ampiamente) per

sussidii dati

alle

chiese estere. Si raccolsero allora delle

somme

necessarie, ipotecando

proventi

non meno che per altre loro grandi necessit. Di che tratt egregiamente il cardinal Gio. Battista De Luca: De Locis Montium non Vacahilium Urbis Ronit,
^

della dataria e della cancelleria, in

mo-

do che, per esempio, chi somministrava duemila scudi avesse a percepire una
,

porzione di quel!' entrate, finch viveva


esso acquirente, o chi altro egli avesse sostituito

niaei682. Abbiamo pure di Fabrizio EOpus de Locis Montium Ca meralium non Vacahilium, in quo per materias distinctas ex professo agitar: De erectione Locorum Montium, de eorum suppressionCyde eleclione admini' stratoris, ejusque officio, de officialihus et curis ad eos pertinenlibus, de clauso\angelista:

dentro

il

prescritto termine di

4o
suo

giorni prima di morire.

E siccome morenil

do

il

creditore senz'aver trasferito

credilo, questo

vaca a
si

profitto della ca-

mera

apostolica, che torna a vendere quel

posto, questi perci

dicono Uffizi Plali

cabili, e J^acahilisli quelli che

possie-

la
di

dummodo
monte

etc,

Romaei 767.

luoghi
in

vacabili

erano quelli che

de-

dono. Nel qual ritorno per de'fondi alla camera ninno s'immaginer quel profitto,

terminato tempo doveaosi estinguere con


fondi
li

che a prima
il

vista

apparisce, se

si

ad hoc

assegnali, per ammortizzarla

consideri, che

caso della vacanza non

mediante

restituzione delle

somme

poi frequentissimo, perch

ognuno cerca

cavate ila'montisti. Di questo argomento

di stare attento sul suo, e di trasferire in

con diffusione ne riparlai a Tesoriere generale, nel quale articolo vi sono altres

tempo

abile

t della

il suo credilo: e la probabilivacanza viene a essere compensa-

nozioni sugli

uffizi

vacabili e sui vaca-

ta col frutto

esorbitante dell'otto e dieci


si

hilisti.

Interessa che io qui pure ricordi:

per cento, che

ragguaglia sul capitale

Del denaro

straniero che viene

a Roma,

e die ne va per cause ecclesiastiche, cal-

somministrato. Quindi che molli p-obi nummularii credono meglio impiegato


il

co lo ragionato del prete dott. Giovanni

loro denaro in quella sorte di uffizi

M archetti, iSoo. Nelcap.6


i

tratta

Co-

vacabili, che

non

in luoghislabili di

me Romani
et!

Pontefici

hanno impiegato

te sul fruttalo del tre

per cento.

monLaonde

impiegano

in aiuto delle chiese stra-

nieue,

somme

maggiori di quelle, che so-

no provenute loro d'allronde.Priiiiamen-

si riduce a una speculazione di finanza, per cui poco pij poco meno alla camera apostoli-

tutto questo affare de'vacabili

78

V AC
s

VAC
rilevarsi dall'opera del cardinal

ca torna lo slesso interesse In avere ipotecale cos queste renJilea


talo,

De Luca
le

grave frut-

sopra (pieslo argomenlo


si

che

somme

un pi discrelo le avesse alienale per sempre. Ne una tlimoslrazionc il celebre concordalo di Spagna (y.Ji che si fece sollo Benedelfo XI V, e per cui volendo il re di Spagna, che i benefizi non concistoriali non avessero a passe a

come

presero, in

buona

parte, in occasione di

difesa dello sialo pontificio, o per guerre,


carestie ec,

che si pu dire riguardassero o soltanto o specialmente il nostro territorio".


del

Quanto al concordato di Spagna 1753 dir, che fece cessare le spedi-

sare allrinienli per


il

la

dalaria

olfrendo

zioni delle bolle per la collazione de'benefizi

proporzionalo compenso allo scapilo,


risultare, fu faci-

ecclesiastici minori, esistenti nellechie-

che quindi venivanea


lissima la risposta: che

se de' regni della


cabilisti
ti

non

vi

era

com-

penso alcuno da olfrire al Ponlefice, trattandosi unicamente d'interesse non suo,

nelle

Spagna. Siccome i vaunitamente ad altri partecipanspedizioni mentovate andavano

perci a risentire

un pregiudizio
la

nella

ma

de'vacabilisli, a* quali
il

togliere

non si poteva loro credilo senza compenso.


il

rendita de'loro
cos la corte

uflzi

e de' loro impieghi;

regia per
darsi

porzione del
e
scudi

di fatto l'agguagliando

profllo,

che

compenso da

a' delti vacabilisti

poteva venire per (juelle spedizioni di

parlecipanli sbors la

somma

di

Spagna, furono pagali goOjOoo scudi per una volta, da restituire loro capitali prO' porzionatamenle a tanti vachbili.Nli a quanti venisse quindi a cessare il dovuto frullalo. Il Papa rinunziauche pergiurii

320,000 che
bero
tlalo

al

3 peri

00 ed anno avreb

l'annuo frullalo di scudi 9600, quanto cio fu calcolato il prodotto annuotli


tali
il

spedizioni.
titolo di

Questa rendita che

va sollo

Compenso di Spa-

la la parlila
il

Spogli ecclesiastici (f^.); e


cos.

glia, ancora a'vacabilisli partecipanti,


in parte
la

negozio fu terminalo

Quasi dun-

pagata dalla camera apostolica,


degli scudi

que
per

tulio l'aiTare dell'inlroilo pontificio,


affari beneficiali, si

quale essendosi servila della riferita

pu considerare
Irancamenle che

somma

320,ooo

obbligossi

come
la

finito, e

asserir

nulla o quasi nulla fruttano in oggi al-

pagarne a'vacabilisli e parlecipanli pr tempore^ inscritti in una tabella, il frutto


si

camera. Efnalmeule Qidndeniii ^co annate sotto altro titolo imposte a'beriei

annuo

negli scudi

9600. Laonde moq


i

fjzi uniti

a chiese e luoghi
in

pii,

cedono

(o

servono) inleramciite
tazione del

parte di sosten-

checo'denari dati dalla Spagna furono restituiti capitali a* vacabilisti, come asserisce il Marchetti. Del
verifica alfatlo,

Sagro

Collegio^ che separata-

mente
la

se gli animinflslra

per mezzo delsi

Concordato fra Benedetto XIP^ e Ferdinando F/y riparlai nel voi. LXVIII,
p.

congregazione concistoriale, e
fra qtie'cardinali,

diviin

i5o, col JNovaes e


e

altri. Il

celebre carIra le dottis-

dono
tolica

che risiedono

dinal Gio. Ballista

De Luca

curia a faticare in servizio dellaChicsa cat,

e questa distribuzione

si

chiama

rotolo, da cui poche centinaia di scudi an-

nui riceve ciascun cardinale per suo sus.sidio. INe

partecipano anche alcuni vacadella cappella ponli-

molte sue opere ci diede: TractaOfficiis Fenalihus Romanae Curiacy Romae 1682. L'ampiezza dell'argomento m'impedisce di darne un sunto. In buona parte si pu sopperire con quansime
tus

de

bilisli,

e se ne cava porzione pel mante-

to

mi

resta a dire, e co'gi ricordali nui

nimento de'ministri
ficia,ch' cosa

merosi articoli riguardanti


cogli altri

vacabilisti, e
in se-

appartenente al trattamento del Papa, in qualildi capo della Chiesa...

che andr rammentando

guito. Dell'opera del cardinal

De Luca

Kella vendila degli

uffizi

vacabili,8en-

za dissimulare, ho trovalo, e

pu sempre

dovr limitarmi a riferire gli argomenti de'capiloli, con uu brano deli. "pioemia-

V
/e,

A e
ilei

V A C
pi
ci
si

79
si

e dell'altro che lo segue, cio


i.

riparlando della Milizia de'romani, dis-

intrinseco. Gap.

Occasio scribendi^

che Ira loro acccnsi


il

dissero gli ag-

de qua specie
i'cnaluii
sai)

0//Iciorit/n agitar. 3.

giunti oltre
scritti

numero

stabilito, perci a-

De quihus qffciis agitar. 4*


nomine militiarum.^
5.

Offlciorani

per aspettare ed entrare alle va,

asus apacl antfqaos roinanos

canze

con diritto di succedere

al

vaca-

Sani de

re-

bile posto o ulllzio,

come

l'auliche

A-

ga libasse t extra prii'a tani coninicrciam.


f Quidquid autemsitde huiusmodi praeludiis, circa qnae ad praefatos, aliosque
similes scriptores remillo lectoreo), pro-

spettative, delle quali tornai a ragionare a


ti

Dataria
alle

e articoli relativi, equivalenlaicali; e della diffe-

sopravvivenze
al

renza che passa

coadiutore investilo
il

posito
re
,

non

est

ogeie de

o/ciis in

geneillis

della Coadiatoria.y

quale diviene Sue-

et

per consequens de omnibus

cessare del coadiulo. Rimarcher inoltre,

liunerdjus publicis, etpiivatis, ecclesiaslicis,

et saecularibus, civilibus, et mili-

soffrii

che r imperatore Marc' Aurelio non mai che gli Uffizi e le Cariche ^ i

taribus, adminislralioncm, ne iiirisdictio-

quali

davano un certo potere


il

di fare

il

iiem
libus

annexam habenlibus, vel


etc.
;

ilia

caren-

bene o

male, fossero venduti, essendo

sed

solum de

Ollciis

Venaliin

l)us, ci

Vacabilibns, non

quidem

gevel

nere, ndeo ut

omnium regionum,
illis

principatuum sed solum de


tale,

otllcia luiiusuiodi veniant,

curiae romanae, seu

pontificiae, a quibus, ex ralionis ide^nli-

quando isU inlret atque aliorum piincipatuum, vel civilalum leges , vel slyii non obstent, ncque diversitafrem inducnnt in casuum contingenlia inferri va*
,

Essere una necessit di vcndere al minato quello che si e compraio al ingrosso). Quamvis aulem inler Regalia [V.) enumerala in iila capitulalione, quae iu pace Constanliae inita fuit inler imperatorem Federicum I, et confetleralas Civilates Lombaidiae, registrata inler leges feudales, ideoque utiiSolilo dire:

ca

Regnlium

lex, et

norma

repul-ata (cap.

unico:

Quae

sint lcgaliainasibus

solum insinuala generalitale, quae commun'is est omnibus regiionibus,


leat.
Illa

dorum)^\\ aliorum lumen

Facnmaiorum regain suis

lium euumeralione manca(.yrr), ut


ciales, et

et principalibus
ilio

in

quibus vivilur

cum
com-

adverlilur sedibus factdlas creandi odl-

romanorum

iure, quoti civile

magislratus ad iusliliae adtnire-

niune dicilur, ut huiusmodi oflcioruin usus non sit novus, dum apud anliquos

nistralioncj et lleipidjlicae regimen

censeatur (In samnia Regaliani


in alio
est:

et seq.

lomauos quoque cognitus

fuit,

sub

di-

opere

italici

idiouialis, cui litulus


lit.

Terso lameu vocabolo 31ilitiarani,c[\'ae

// Dottor Folgarc, codiai

De
:

idem sonanl,acista noslrorum temporuni ollicia venalia, iileoque id quod in praefalo iure de nililiis dispositum
legilur,

Regalia in genere j

et in opu^culo eius-

dem

italici

idiomatis, cui litulus est

//

bis odiciis regulariler congruit,

quando
ut plu-

Prencipe pratico, cap. i3. Delle Regalie riparlai a Tributo). JN'ihilominus de hac
specie otllciorum ad solam ulililatein,oii-

particulares leges, vel slyli diversimode

non suadeant,

a quibus tanien

litiarum ad instar, vere


tur

isla

lex non loqui-

rimum

huius maleiiae regulalio pendei.

adhuc tamen ex communi docloruiii


receptuni
ul

Quioimo

in plerisque liuius Curiae oiiciis,adhucidem continuai anliquum mililiarum vocabulum, quamvis eorum erecliosit rccens, quia militiae, vulgo Ca-

sensu, et principaluum praxi


est,

v'allierati nuncu[)anlur, ul in

eorumdem

officiorura serie lecensita in cap. sequeoli

huiusmodi Officio rum fienali ani erectio,et dispositio si etiam de servatis supremo principi, et per consequens de liegaldjuSjadeo ulde unoiuallerum,quo ad subslanliam transferri non valeant,
,

habetur (oell'arlicolo So'Rawjsumero,

absque eiusdeiipriucipis,

vel illius^quecu

So

VAC
iis,

VAG
dividuo pub vendere
il

ipse tleputaverit, licentia, ut pnlel et

uo,

quando

gli

qiiae sparsim in enunciato Thcalriy.

lib.

piaccia di uscir alfatto dall'armata od an-

De

Kfgalibtis liabentur, ac eliam infra

che solamente dal servizio altivo. In quest'ultimo caso egli vende (solitamente pei*
la sola

in plerisque locis,

praeserlim occasione
aliquae subdilae

agendi de commercio, et conlraclalione,


cap.

met del prezzo

stabilito)

il

suo

et seq.

Et

licet

posto ad un uffizinle dello stesso grado

civitates, vel subditi, et inf'eriores

magislraluseundem usum liaberesoleant, ut eliam in Urbe habetur in Oflciis l^puli romani seu Capilolinis, adhuc lamen ex Papae supremi principis concessione,
et potestate id sequitur.

che trovasi a mezza paga, e


nella stessa coudizione.

gli

subentra

Non
di
si

si

pu acquisolo

stare che

una carica

un

grado

superiore a quella che


niente, e ci

copre lino a

quella di tenente colonnello inclusiva-

Ideoque lyronicum potius esset in assumpto passim recapto, et controversiam non recipiente, se di(rundere,atquecliartas inutiiiter implere super ratione, ob quam sintde regalibus, et extra privatum commercium, ulpote in iure praesupponendo". Lo slesso cardinal

dopo un lasso di tempo stacomandante del reggimento del compratore fa rapporto di ogni propobilito. Il

sta all'autorit superiore,

ed

il

coman-

dante

in

capo decide se
linea,

il

contratto sia
a piedi, reg-

da accettare o no. Guardie


gimenti di

De Luca

nel

Discorso circa

la soppressione delcollcgio de Segretariaposlolici, parla degli uffzi venali che

guardie del corpo, guardie a cavallo, cavalleria di linea hanno diverse tarille che qui sarebbe lungo

l'enumerare: perci non faremo menzione che delle pi frequenti. Nella fanteria di linea la carica di

esistevano in Francia, ove


nella soppressione di

si

costumava
resti-

tali ufizi di

porta-insegna

tuire a'possessoride'medesimi solamente


ili.

costa franchi
1

9900;
di

quella di tenente

prezzo che effetlivamenteera entra-

3,600; quella

capitano

37,000;

non curandosi l'aumento sopravvenuto; e bench possessori gli avessero comprati da altri a magto nella
regia,
i

camera

quella di maggiore 70,000; e quella di tenente colonnello 88,000. Nella cavalleria

di

linea quella di cornetta


;

costa

gior prezzo, a lo
il

tal

segno, che essendo soli-

re nelle sue occorrenze esigere da*

possessori degli uffzi venali alcune sov-

venzioni, queste

non

si

restituivano, ben-

18,200; quella di tenente 24,600 quella di capitano 58,700; quella di maggiore 95,480; e quella di tenente colonnello 123,000. Queste cifre sono stabilite ufficialmente,
il

ch

denaro era entralo nella slessa camera regia, che per molto meno non si
il

prezzo

reale

restituiva quello che

non vi era entrato. Koter che in Inghilterra tuttora si fa mercato delle cariche nell'esercito, nel
seguente

doppio, ed

in ci

ma da lungo tempo aumentalo quasi del appunto sta il pi gran

modo

riferito dal
p.

Giornale di
L' uso della

Roma
so
la

del

i855,

234-

vendila delle cariche non esiste che presfanteria e


la cavalleria.

Ci che

pri-

ma

avveniva, che cio anco l*uomo pi incapace e fors* anche pi indegno po-

d'una compagnia da lui comprata, fu reso in seguito meno agevole dalle riforme introdotte dal duca di York. Non gi il governo che
tesse trovarsi alla testa

male di questa disposizione. Venditori e compratori devono assicurare sulla loro parola d' onore che non fu pagato pi di quanto prescrive la tariffa ufficiale, ci che sempre contrario alla verit ". Il medesimo Giornale a p. 240 riprodusse il discorso pronunziato in Londra da lord Palmerston alla camera de' comuni, per combattere la mozione di lord Goderich
relativa all'avanzamento militare. Disse
fra
le altre cose.
>

Lo

spirito bellicoso

della

nazione

si

ridesta

5'

infamma

faccia

commercio

di gradi,

ma

ogni in-

senza badar mollo o poco alle coudizio-

V AC
dell'avanzamento. Ne'momenti di pericolo, voi vedrete sempre il nostro spini
ri te voli.
Il

VAC
gran-

8i

rito nazionale mostiais pari alla

dezza de'

fatti,

la fibra

della nazione

agitarsi pi fortemente.

vendita de' gradi sono

il

La compra e la resto d' un si-

stema ornai
ti

ne convengo sotto molCertamente, esso un male; ma, come sempre, questo male
vieto,
altri

governo vuole che V avanzamento sia la ricompensa del vero merito. Io spero che in considerazione di questo lodevole e utile pensiero del governo, lord Goderich non insister per la sua mozione, e lascier libero il governo di continuare ad offrire al bravo militare

rispetti.

accompagnato da alcuni vantaggi che ne compensano g' inconvenienti. Per abolire

che s segnalato sul campo di battaglia ricompensa nazionale della sua bella condotta ". Aggiunger per analogia. Pretendono g' inglesi il primato sulla
la

del tutto questo sistema, bisognela

civilt delle nazioni,

ma
:

il

severo e

illu-

rebbe esaminar prima profondamente


questione.
ottiene gi

minato autore dell'eclatante recente opuscolo tanto diffuso


l'

A
il

pagarlo:

ogni modo, un uomo non un grado, solo perch pu comandante in capo ha un


gli

Un

occhiata al-

Inghilterra , Torino i856, non solo apertamente lo nega, perch non pu ad


essi

potere discrezionale per apprezzare


altri titoli del

darlo

la sola

potenza dell'industriodi
traffico

medesimo candidato. Non


a'

so mercantaggio

delle loro

v'ha paese
si

in cui gl'individui

quali

manifatture;
menti.

ma

inoltre

vuole ampia-

preferisce
s

un

altro per l'avanzamento,


d'

non
zia
il
:

credano vittime
si

una
il

ingiusti-

allora

grida contro

capriccio e

favoritismo.

Tuttavia, uopo dire,

mente dimostrare e provare con docuChe avendo la pretesa riforma religiosa prodotto l' imbrutimento fisico e morale d due terzi del popolo de' tre
crede che la sua colossale ormai vicina al suo tramonto, e persino ritiene non lontano il suo grande sfacelo; perci sar nuovo, solenne e memorabile esempio della caducit dell'umane istituzioni, delle quali feci cenno anche a Uomo parlando della societ umana. Nel cap. i6: Esercito inglese, osserva l' autore dell' opuscolo, che gli avvenimenti recenti della guerra di Turchia , chiaramente mostrarono
regni uniti,
sia

che pel comando militare pi che per


qualsiasi altra posizione sociale, esistono

potenza

certe qualit essenzialmente richieste;

nozioni speciali,capacit, esperienza, ecco

quanto deve
ziale
;

trovarsi riunito in
gli

un

ulH-

ecco quello che


all'

il

diritto al

rispetto e

ubbidienza del soldato.

Da

altra parte tra la nostra


la del

armata e quel-

continente una differenza noteL'armate continentali si reclutano mediante la coscrizione che mette insieme uomini d'ogni classe; ma tutti questi uomini non sono idonei al comando.
vole.

qual

sia

l'

Inghilterra

per questo lato,


le

dall'opinione pubblica collocata fra

La

posizione d' uffiziale, oltracci, trae

potenze di 3. ordine. Essa


si

in

pochi

me-

seco alcune spese. Se voi fate un uffiziale d*

un

sergente, e se questi
il

non possa

ma
la

perde un esercito bello in apparenza, male agguerrito, mal provveduto.


stessi inglesi

sostenere con lustro

suo grado, egli

Colle asserzioni degli

deplora

sar ferito ne* suoi sentimenti pi inti-

mi ; e tuttavia ammetto che l'avanzamento deve rappresentarsi come lo stimolo d'una ricompensa meritata a colui
che si distingue dagli
altri

condizione de* generali e dello slato maggiore. Col riferito da'medesimi pro-

duce schiarimenti
cluta e
si

sull*

ordinamento ine

felice dell' esercito inglese,

come
si

si

re-

per

la

sua buo-

forma
le

il

soldato inglese.

Le

na condotta

bravura sul campo di battaglia. In Crimea sono stati costantemente promossi sotto uQziali pi mee la sua
i

promozioni nell'armata inglese

comprando

fanno rinunzie di chi avea il


al

grado superiore

proprio ; sistema assai

VOL. LXXXVII.

St

A e
zia de' soldati

VAC
vantata da lord Palmerston con tanto strepito. > I gradi e le cariche dell' armata inglese sono dati in parte mediante pagamento, non alla
inglesi,

lucroso al governo, che non deve calcolare fra le sue spese le pensioni di riti-

rOf e cangia

un soldato invecchiato in un giovane senza dover guiderdonare


i.
si

lunghi e penosi servigi del


ti

Altrimen-

istruzione ed ai servigi resi:


gnie,
i

le

compa1*

ascende per anzianit

alla

morte de*

battaglioni,

reggimenti anche
udcio

possessori di gradi superiori;

ma

per

ef-

oggi
di

si

conipiano come da noi

fetto del sistema esposto, questo

avanza-

notaio".

re cos lungo che diviene una ciancia;

dell*

parlando delle stranezze amministrazione e di sue anomalie

giacch appena un udiciale

si

avvicina a

aggiunge. Cos un ulciale

morte,
glia..

si

aifretta a

vendere
il

il

suo bre-

vetto per lasciarne


.

prezzo alla fami-

pu essere ad un ten)po maggiore dell'armata e capitano nel suo reggimento. L'esercito inglese
trae dietro a s, in ogni corpo, centinaia
di

L' inglese non considera lo stato

militare

come una

professione,

ma come
il

un passatempo:
dilettante
la

T ulliziale inglese
militare.

in

dell' arte

Durante

dormee di fanciulli, e non vi ha armata Europa che abbia altrettanti bagagli", biella curia romana non vi furono mai
ullizi militari venali, s della

campo ih uccidere da gentiluomo. Figlio di famiglia, egli compra un brevetto per costumanza, egli non si
pace vive da gentiluomo; sul
si

Milzia che
i

di battaglia

della
di 2.

Marina
ordine
si

pontificia, e quelli di

concessero colle condizio-

ni suindicate,

ed altre che

riferir, del

crede tenuto ad
faccia al

altri

doveri militari che

tutto idonee. Ritornando al cardinal

De

a combattere valorosamente giunto in

Luca,

egli

ragiona ne'successivi capitoli

nemico... Cos nell'armata


si

in-

le parti del

suo dotto trattalo. Nel cap. 2.

glese

soldati

comprano
...

gradi
si

e le

De

speciebus,etniialitalihus Venaliuni

cognizioni necessarie, che

non

ponno

comprare, mancano
le

Ad onta

delle pi

Officioruni Vacahiliwn Curiae Romanacy et praesertim de Praclatitiis, et de


requisitis necessariis

compra dei gradi, camere non vollero concedere nulla al buon senso, che comanda si diano i gradi in premio al merito ed al coragvive discussioni sulla
gio ". M' arresto,
assai
fa
ali

ad Praelaturoni
si

obtinendamAw questo nuovamente


la distinzione degli uffizi venali dal

fa

Papa

concessi, e denominali

Camerali, g della

rimenti

vi

sarebbe
si

da riportare d'un paese, ove non


passi
se

Cancelleria o della Dataria^etYi loro triplice specie, qualit e ordine diverso; da


quelli Capitolini ossa del Senato Romano e Tribunale di Campidoglio (^^.), perci qualificati Uffzi Papali e Capi^
tolin, di cui

conto che del denaro e del parentado,


i

ove neir esercito sono chiusi


ogni

uomo

capace

di

comandare,
il

ad non
i.

possa pagare a carissimo prezzo

suo

glande fu

il

numero

anticadice.

grado, e comprare successivamente tutte le promozioni. IVIa la camera rigett ogni saggia proposta contro
la

mente. Quanto

agli uffizi

Papali

comprila
Il

de'brevetti e de'gradi n)ilitari.


della vendita

sistema

"Primi namque generis sunt ea,quae maiora, vel primi ordinis essedici merentur quamvis inter se quoque aliqua nolabilis
adsit disparas, nipote

non

il

solo vizio dell'or;

annexam habenlia
nisi

dinamento militare
altri
li

nell'lnghillei ra

gli

l^aelalura, adeout non conferautur


praelatis, vel

sviluppa l'autore del famigerato


la

quod per eorum

assecutio-

opuscolo, che nell'universale produsse

medesimo Giornale di Roma del iSSy, nel n.** 1^^ rifer col giornale francese PaySy protestando contro la militare suprema*
pi profonda sensazione. Dipoi
il

nem praelati afficiantur, ac eliam babenl annexam iustiliae, vel alteriusqualilicati


praeerainentias,

muneris administrationem ac maiores unde propterea con ferri non solent, nisi viris iam benemeritis, si,

VA
virlule, el

e
f

V A C
del Piombo
(di cui
tificii). Alia
ria,

83

ve quod ex natalium qualilate, aul ex

animi dolibus, Sedis apostoli-

ollcia

anco a Sigilli ponpraelalilia Singula-

cae, ac Reipublicae servitium, ac benefici

collegium nonconstituentia,aliquam

iim exeorura opera probabiliterspeiari

iurisdictionen

annexam babentia ....

valeat, cuiii

ad bunc flnem ordinata

sit

praelatura

tamquam quaedam

species

primariae militiae, ex qua duces, aliique


praefecti, et oflciales exercitus eligi

de-

beant; atque boc pritnum genus


tur
in
pliires

dividi-

istorumque officioruin pretium non est fixum, sed varium, ac respective maius, minus ad mensuram emolumenvel torum. Il collegio de' 12 Chierici della Camera apostolica^ nscimo con ptezzo
fsso e invariabile di
Il

species,

quod

scilicet alii

42,000

scudi d'oro.

sunt OJfcales Camerales^ alii Cancellariae, vel Dalariae, et alii, quibus diversa alia miinera incumbunt, ut infra,

collegio de'i 2 (com'era

anticamente)

riparlai nel voi.

acetiam

alia intrat

dislinclio,
alii

quod

alii

Protonotari apostolici partecipanti (ne LXXI, p. 8), pretium vero non est fxum, sed varium iuxla temcontingenlias.
Il

costiluunt Collegimu et e maggiori erano

consideiani. "ordine

porum

collegio de'i2 /L(de' quali

lur Sifgulariter'. Vacabili di


i

breviatori di

parco maggiore

seguenti,

quali tutti

riparlai negli articoli spettatiti al T'rihu-

hanno
ficati

articoli,

prelati

venendo qualispecie.
11

dal

De Luca de secunda

naie della Cancelleria apostolica cui appartengono), et pariter pretium est va-

Camerlengo dis. Chiesa (di cui stato attuale, a Uditore DEL CaMEBLEIVGATO 6 UNIVERSIT ROMAcardinal
riparlai, per lo
wa),!

come principalmente appartenente

al

principato temporale qual primaria

ni

bencb avesse molte giurisdizioanco su quello spirituale, e quale ulfizio cbe anticamente rendeva moltissimi emolumenti; fncb fu vacabile ordinariamente si soleva concedere gratis colla
dignit,

rium iuxta temporum, et ecnolumentorum variationem. Istorumque Abbreviatorum medietas prius pertinebat ad cardinalem Fice Cancellariam (/^.), qui ea vendebatjSed perlnnocenliumXldismembrata fuerunt, omniaque applicata Camerae, ut in motu proprio, Divina disponcnte clementia, xix kal. januarii anno
IV, 1679, riportato
in fine del

presente
,

capitolo. Secundi generis sunt Officia

condonazione del prezzo,


nario soleva essere
tre cifre

il

quale d'ordi-

quae media

dici

merentur, utpote quid

di scudi 60,000, alavendo riportate al suo articolo. Il prelato Uditore generale della Carne' ra apostolica, e il prelato Tesoriere ge-

medium

constituentia inter Praelatitia

primi ordinis, de quibus supra, et inferiora popolarla tertii generis, vel ordinis,

de quibus

infra,

ex eo quod annexam

lia-

nerale della

Camera apostolica: W
ambedue
era di

prez-

bent aliquam administralionem negotio-

zo ordinario d'

56,ooo
piti,

rum
aut

Cancellariae npostolicae, et in

lit-

scudi d'oro, e fu anco pagalo di

co-

lerarum apostolicarum expeditioiiibus,


in actis iudicialibus conscribendis,
illis

me

notai n'i'loro articoli.

prelati

Pre-

et

sidente della

Camera

apostolica. Reg-

ordinandis, sive in

exequeudis, onde
aliqna idonei-

gente della Cancelleria apostolica, Uditore delle Contraddette, Uditore delle

propterea in

eis re(juiritur

tas, et liUeratura, et in plerisque iuxta

Confidenze, Correttore delle Conair articolo

traddette (di cui

Uditore

DELLE

Contraddette), Prefetto delle minute de' Brevi apostolici, Revisore delle minute (\e Brevi apostolici, Vx-qsidente de' Sollecitatori delle lettere a-

legem fundationis, requiritur eliam gradus doctoratus, istaque pr malori parte sunt Gollegialia, eorumque pretium est

varium, mai US, vel minus pr temporum,


et

emolumenlorum
tulli
i

varietale
,

et quali-

tale. Collegiaiia

vero sunt

nempe ( ed
ne par-

postoliche detti Giannizzeri, Presiden-

hanno

propri articoli

84
lai ne'relalivi

VAC
che indicher in corsivo):

VAC
numero
di loo.

Scrittori apostolici xn
Scrittori de Brevi

Scrittori del Tri-

quamplures Depositariae aliquorum ex Collegiis. Ex his aulem, de quibus supra, oc etiam ex iis, de quibus infra , aliqui
Officiales exercere solent per se ipsos, et
alii

bunale della Penitenzieria delti di minor grazia 27. Procuratori della Penitenzieria delti di

pr maiori parte exercent per subterlii

minor grazia 24,

oltre 3

stitulos, ut adverlitur infra cap.19.

Procuratori e 3 Scrittori di detto Tribunale della Penitenzieria pel foro penitenziale cum ista officia non sint venalia. Ahhreviatori di parco mmore del Tribunale della Cancelleria apostolica 60. Sollecitatori detti Giannizzeri 100. Correttori dell'archivio di detto Tribnaie 8. Di questo inoltre: Chierici del Registro 6 ; Registratori delle Suppliche 20; Registratori delle Bolle i/\\ Maestri del Registro delle Suppliche 8; Maestri del Registro delle Bolle 6 Cubiculari 60 ; Procuratori presso l' Uditore delle Contraddette ^.NotarideW Uditore della Camera o. Notari o segretari del Tribunale della Camera apostolica 4- Notari degli Uditori di Rota 4* Notari del cardinal Vicario di Roma ^. Cursori apostolicHanche a Uditore della Camera ne trailo) ig. Mandatari nla curia e Tribunale del Governatore
,

Deminora magispopularia ,quae nullaui habentannexam administralionem, ideo non exigunt induslriam, vel idoneitateni perso-

mum

generis sunt Officia

nae, sed illorum sunt capaces etiam idiotae, et nfantes, utpote

ad solum emolu-

mentuo),quinimo

in aliquibusexi$tis,ac

etiam in illisser.undaeclassiSjde qua supra,

sunterectaequaedam portiones, quarum


sunt capaces etiam raulieres, et infantes,

atque infra CI
portiones
nes,

explicatur quidnamistae
illaeque

importent,

portioin nuoi.

quae Ripac dcuntur sunt

364

ultra plures alias portiones recen-

ler erectas super aliquibus ofticiis,

de

quibus supra,
pretio est

et infra.

Istaque Officia

constituunt etiam Collegia, atque

eorum

varium iuxla teraporum qualitatem, ac magis, vel minus, ad meosurara emoiumentorura, eaque sunt videlicet.

Anche

de' seguenti scrissi

articoli
arti-

di

Roma

7.

Maestri del

Piombo

pe' Si-

speciali,
coli

o ne tenni proposito negli

gilli 3. Notari della provincia della

Mar-

che ricorder. Collettori del

Piombo

ca.... Adsunt etiam aliqua Officia Venalia habentia

delVibunale della Cancelleria apostolica

annexam aliquam admi:

nistrationem, vel exercitium, quae sunt


singularia, et

104. Scrittori deW /archivio 91. Scudieri apostolici i4o. Presidenti del-

vale a dire

Notari
i

non effbrmant Collegium civili del GovernatoNotari criminali del

re di

Romaj

me-

desimo appartenenti
i

aW Arciconfraters.

nita della Carit^ detta pure di

Giro-

V Annona i4i' Mazzieri del Papa 25. Maestri O s tiari deil' Firga rubea 16. Ostiariocuslo delia i.^ catena del Palazzo apostolico Valicano 3 ; Ostiari o Ostiari o cucustodi della 2." catena 2
;

lamo della Caritj Notari

pe'processi

stodi della i.^ e della 2.^ catena 5. Milites

de'promoveodi ai Fescovato,e quali tornai a parlare nel vol.LXXXIl, p. 98; del Tribunale e Dogana di Ripaj del Tribunale d Borgo; e Maestri di Strada; deW Universit de' Mercanti; del Tribunale del Protomedico ; dell' Uditore delle Contraddette; del Tribunale e Universitartstica dell' Agricoltura ; degli E1

vulgo Cavalieri

Giglio
di
s.

Laure tani33o', del 35o ; Pii 67 1; di s. Pietro 4o IJ Paolo 200. Aggiunge il De Luca,
:

forse ne saranno

esistili altri

a lui ignoti,

non essendo
denter,

in ci esatti g' istorici.

De

Offciis Capitolini

non

agilur, nisi inci-

tum quia

diversa habere solent

naturam,cum aliqua sint haereditaria,et


transitoria,

brei e Neofiti; Tuttzio dell'assessore de'


maestri delle Strade di

etiam ad extraneos,

cum

sola

Roma,

et suo

obligalioue reuovaudi expeditiones, ut

V AC
sunl praeseiiim officia Notaiiorum fori
Capitolini, et aliqua solent esse
Tel generationes
;

V AC
ad
lineas,

85

Collegium Cardinalium. Cap. G.Quomodo Officia Venalia acquirantur, et quid


ubi acquisitio in persona unius
fiat

turn quia

pene anni-

per

hilata

videntur, atque

in dies suppri-

alterum de

istius pecunia.

Et de prae-

inuntur,eo quia magnumcausabant gravaraen Camerae, populi auten nullum levamen, et benefcium, dura contingente vacalione,perConservatores

sumpta donatione, ac imputatione in legitimam. Et de materia reservationisdecretis.

Cap.

7.

De Officiorum

resignatio-

pr tem-

De,et alienatione, vel translatione de


in alium, vel

uno

pore concedi soiebant gratis eorum coniunctisjvel benevolis,aut si mediante pietio, istud ad eoiura privatum tendebat

eorum

obligatione, et quo-

modo esse dicantur

in

stantia,vel in pretio,sivein

commercio, in subcommoditate,

comwodum, quinmo
solebaut
;

prorogationes, ac
facili

etquandoresignationisadmissio denegar!
possit.

praeventivas concessiones de

facere

unde propterea Innocentius niagnam quidem eorum fecit suppiessionem, quam successive alii Ponlifices continuarunt, ut actu continuai Innocentius

Cap. 8. De eadem materia resignaquale ius tribuat Resignatario, ubi ex sola partium cooventionis Officiorum,

tione, ante illam


et cuius

nam

sit

admissam, conclusa sit, damnum,velpericulum,

XI. Ac etiam quia tiactatio est de ofciis Pk.omanae Curiae sub cuius nomine venit Curia Papae, ubicumque iste residentiam habeat, unde quando longam residenliam habuit in Gallia, adhucRoma-

quod interim contingat.Et an post illara admissam Resignatarius reddatur lutus quamvis ob mandatum falsura, velinsufficiens, aut ob invalidum factum Judicis
resiguatio sequuta
sit.

Cap. q. De Resi-

na Curia dicebatur
Curia Capitolina,

e converso

autem

goatione, sive de extenaone, et prorogatione Officii de

est

Curia

paiticularis

Romanae

Civitatisconstitutaeex proprio

quo

dilFerant, et

una persona in aliam, ia an expediat praclicare

populo, et districtualibus, ad instar cuiublibet alterius Civitatis.

slylura admittendi passim resignaliones

Roma

Tribunali di {F.) del Campidoglio ora pi non


1
il

absque aliquo

pretio; et

quando

iusle as-

sensus resignalioni denegari valeat.Etde


coadiutoria ac etiam de Officiis haereditariis, vel

esistono. Riporta quindi

De Luca
3.

priio

vilegi di alcuni collegi vacabilisti,

che

transmissibilibus. Cap.io.

De

descrissi a' loro luoghi.

Cap.

An

pre-

creditoribus Officialis quale ius habeant

tium Ollciorum Vacabilium habeat naturam sortis,eiusque iure censendum sit, Tel potius fructuum, et reddituum ; et quid proprie isla Ofllcia importent, et de eorumdem Oflciorum emolumentis, an sortis, vel fructuum naturam habeant. Cap. 4. An huiusmodi Officiorum venalilas, et respeclive vacatio per promolionem ad Cardinalaluui, eorumque disposilio aiiquam redoleaut simoniacam labera, vel aliam turpiludinem, seu
licitam.

de illorum concursu,et potiode eadem materia reservationis decreti,de qua sopra cap. etseq.Cap. 1 1.
in officio, et
ritale, et

De
et

capacitate necessaria ad

retinendum

Officia Venalia, et
et

obtinendum> an mu-

lieres, infanles,

idiotae sint capaces.

Et quid
Officia,

in Officiis

non Vacabilibushae-

rem
,

il-

Cap.5. An Papa licite possit con* donare emolumenta expeditionum et

quibus haeredibus deferantur quae exerceri possint per substitutum, ac etiam locari. Cap. 12. De Officio assignato in dotem, vel possesso ia commoditate per virum tamquam re extradotali, ad quid vir teneatur erga mureditariis,

demandare expeditiones gratis, et per Tiam secreta ni iu praeiudicium Ofllcialium, qui oblinent Ollcia ex causa onerosa, et

lierem.

Et de

Officio possesso per haere-

dem

fideicommisso gravatum, sive obli-

gatura reddere rationes creditoribus haereditai'iis, vel

qualem potestateai

iu

hoc habeat

per usufructuarius, et

si-

86
niiles.

V
Cap.
1

G
Hi
clepri-

V AC
ProlhonotariisAposlolicis.Cap. iQ.DeAuditoribus Uotae. Cap. 20.
ria A[)ostoiica.

3.

De Oficiorum Venalium
seqiialui*.

vacalione,

quomoclo

De

Cancella-

vnlioiieOr(icialium,an, et exquibuscausis in pai'ticulat'i,

absque OricioiMun

siq)

pressione,

fieri

valeat. Ctip. 14. Ari

Papa

Cap. 21. De Cancellaria Regente. Cnp. 22. De Abbreviatoribus utriusque Parci. Cap. 23. De Secrelariis
Apostolicis. Cap. 24poslolicis

vel alter Princej)s possit suppiiinere, iavilis Ofcialibus, aliipjod

De

Scriptoribus

A-

geuus OfdcioFacti

Rrevium Archi vii,

et uiinores

l'um

istaqiie occasiune

enarratur

gratiae. Cap. 25.

De

Solicitatoribus, sive

series suppressionis

Collegi! Secretario-

Jannizzeris, et illorum l'raefecto.Cap. 26.

rum

Aposlolicoriun, quae Imic operuin


tieilil.

DeUegistratoribuSjMagislrisIlegistriBul-

Segretario Ai'osTOLico parlai dell'altra opera appositamente sctilla dal De Luca, per i'eiiiotiviun

Nell'articolo

stiuzione di

tali

udizi vacabili

e trovasi

larum,et Custode Registri. Cap. 27. De Bullatoribus, seu Plumbatoiibus, et Col* lecloribus Plumbi, Cap. 28. De SenescalcOjSive Custode Cancellariae. Cap. 29. De
Cubicularii.s,etSculift'ris.Cap.3o.De
lilibus
s.

dopo
so

il

Tractatus de Ofjlcns Penali-

Mis.

bus Vacahilihus. Abbiamo di

Tomma-

Petri.

Cap. 3i. De Mililibus

Tommasi

Gualleruzzi, Jiira et pri-

Pauli. Cap. 32.

De Mililibus

Piis.Cap. 33.

vilegia Seeretariontm apostolicoriim,

De

Mililibus Laurelanis. Cap. 34-

lioniae 1087. Cap. i5. Praesupposita

le-

litibus

de

Lilio nuncu[)atis.

Cap. 35.

De MiDe

gitima soppressione CoUegii, de quo capitulo praecedenti, quid restituendum esset Ollicialibus

Praesidenlibus, et Porlionariis Piipae Urbis.

Cap. 36.

De Summalore Literarutn

ex legibus particularibus eiusdem Collegii. Cap. 16. De eadem restilutione prelii,dequo in capitulo prae-

Aposlolicarutn. Cap. 37. De Datario Pa* pae. Cap. 38. De varia Vice-Gancellarii

nomenclatura; quive hanc dignitateui


oblinuerint. Questi scrittori, e
gli
gli

cedenti, facienda tribus locis Piis

quae
i

analo-

habebaul

Officia in

perpeluum. Cap.

7.

miei articoli

mi dispensano da lunufilzi

De eadem materia
rum,
et

suppressionis Officiosit

ghi e minuti dettagli.

quid in eiuscasu reficiendum


iuris

Moltissime notizie sugli


li

vacabi-

illorum possessoribusin genere, iuxta

ter-

e sopra

vacabilisli riport

Novaes nel-

minos, et dispositionenj

communis.

la

Cap.iS.Deelf'ectibus, tara f'avorabilibus,

quam odiosis, veldecommodis, et incomiiiodis,quaeremanent


et
in

Storia de' Pontefici^ le quali io debitamente collocai a'Iuoghi loro. Egli crede che l'origine de' vacabili e de'vacabipossa nsalirea Martino

Ofciorum posdebita,
i

listi

V,come quelgli
uffizi

sessoribus,eliani postdimissumOfficium,

lo

che cre, o meglio sistem

quando successor teueatur ad


Officiales

della Cancelleria apostolica

con oppor-

vel ouera,et facla praedecessores.Cap.

g.

tune regole e stabilimento delle lasse,medianle


tis,

An,et quando
fici).

teneauturde

fa-

la
I ."

bolla

In Apostolicae dignit1

cto substituti. Cap. 20. DeSocietale OfIn

del

settembre

'

^j Bull. Roin.

t.

argomento
eretti

scrissero ancora: Ber-

3, par. 2, p.

4^8

De
,

Officio et quali-

nardino Dmarelli, Uffici de Ila Cor te Ro-

manay

da

diversi Pontefici^

dove

notato iCjuanto sogliono vendersi^e quan-

to/ruttano ogni a nio,

Boo^ii 162.1.

Gio. Antonio Ferrajuolo, Il Monte Facabile e non Vacabile^ Roma 1 642. Jacobi CohelliojiTo////^ Cardinalatns et Ro-

Abbrevlatoruni Caslodisque Cancellariatj ac Exaniinatoruni^ Builatoruni et Registratoriini^ Auditoruni' c/uCf Procuratoru/n, et Notarioriun Roet
li te

tatibus Scriptorum

ramni apostolicarum

tae,etAdvocatoruniconsistorialiuni.Pev
gli altri

della dataria apostolica Sisto IV,

manae AidaeOfficialibus ^omd^e: 653. Cap. 7. De Yice-Cancellario. Cap. 8. De


1
1

Leone

X e Paolo
non

IH

stabilirono

le

rego-

le e le tasse,

solo per la rassegna,

ma

V A e
net' gli

VAC
le
gli

87

emoIutnenti,ddtuio a ciascun vacai)

ne fu privalo da Paolo

H che nel 1464

bilista

proprio disliulo esercizio

pei*

im-

successe, accusato di congiura contro

pedire

gli

abusi di confidenza simoniaca

e di spedizione volontaria. Gli slessi Papi, e Sisto V il conferm assegnarono e donarono una porzione di vacabili della cancelleria, per appannaggio del cardinal
,

ma egli dolendosene acerbamente ne riport travagli e triennale carcere,


di lui;

per cui sfog poi il riprovevole suo risentimento nella vita di quel Papa, colla quale termin le sue Vite de' Pontefici. Calisto III nel

vice-canceliiere,

il

quale nella vacabdit

1455

elevato alla cattedra ain

poteva disporre a suo beneplacito, ossia donare o vendere, nel modo slesso die fa-

postolica, tosto
sieri d'

ebbe
le

cima de'suoi pen-

infrenare

deplorabili conquiste

cevano

Papi; ed

il

prezzo degli
si

uffizi

va-

de'turchi, a'(juali subito

mosse guerra, e

cabili in discorso, allorch

vendevano, era senjpre quello reperibile. Questa prerogativa del cardinal vice-cancelliere
iroc e soppresse Innocenzo
ri-

pe'dispendii fu costretto vendere e impe-

gnare gran parte degli ornamenti pontificii, e di alienare alcune terre del dominio della
s.

XI

col
1

molo-

Sede. Probabilmente pe'bidella cristianit,

proprio Divina disponente^ de'

4 dicem-

sogni urgenti in cui trovossi, per propu-

bre 1679, /?//. ^om.i. 8, p. 127: Revocatur concessio facta Vce-cancellario

gnare impavido
peli
.^^
i

la difesa

(luaniplurium Officioriuri Vacabilium^


ijuae

deano Camerae opostolicae


del vice-cancelliere furono:
1

resti-

vend segretaria ti apostolici a persone idonee, impiegando le somme ritirate per combattere feroci nemici del noi

tuuntur. Gli

uffizi vacabili tolti dalla

no-

me cristiano. Veramente
vita di Sisto se nel

il

Pan vinio, conli

mina

Reggendi par-

tinuatore di Platina, xqW Historia della

leldellaCancelleria,

5 abbreviatori

IV

che a Paolo
>

succes-

co minore, 6 abbreviatori di parco maggiore, 25 sollecitatori detti giannizzeri, 2


i

1471J

lasci scritto:

Ritrovan-

dosi

il

Papa

colle spese di tante

guerre
1.

iiotari delle

cause del palazzo apostolico,


ree.

(co'turclii, col re di Napoli, co'fiorentini)

ad unum dunitaxaiper
te

me. Clemenredii-

bisognoso d'un gran denaio, fu


tefice,

il

PP. X praedeeessoreni nostrum


s. Pietro,
1

che ritrovasse nuovi

uffizi
il

"Ponda po-

c/^, Scubiculari, 7scud ieri partecipanli,2G


cavalieri di
lo,

ter vendere.

Datone dunque

carico a

3 cavalieri di s.Pao-

Sinolfo di Castro Otterico, protonotario e

2 cavalieri delGiglio, 20 cavalieri Pii,il custode della cancelleria, il notaro, il portiere della medesima, un notaro delle con-

persona molto diligente,


zi

restitu gli ufti-

degli abbreviatori minori gi creali


II,

da

Pio
fizio

traddettee un notaro delle confidenze^zVe

da Paolo li, il quale ufvend molto bene. 11 medesimo fee poi


tolti

De consuetis nuncupatum, nonnullaque


far san alia Officia huiusmodi vaeabilia, quae pariter in pr aesenti llotu proprio pr plenC) et suffeienter expressis
liaberi

ce degli uffizi de'sollecitatori delle lettere

apostoliche. Introdusse

anche

l'uffizio

d'alcuni,che intervenivano a quante scritture pubbliche


si

celebravano, e senza lo-

volumus. Calisto

ili

trovando

ro non se ne poteva alcuna fare.


sto uffizio fu

che

il

numero de'segrelari

apostolici, delsi

l'introduzione de'quali non


tizia, al dire di

ha certa noerasi

Ma queda Innocenzo Vili suo successore estinto. Introdusse ancora gli uffizi

De Luca
11,

,
il

non

mai

de'giannizzeri, degli strudiotti

ede'ma-

stabilito, lo prefsse a 6,
il

che conferm

malucchi.
strazioti,

Ma

quest' ultimo fu da Inno-

successore Pio

insieme a'ioro priviatti de' quali si

cenzo Vili annullato (anco quello degli


senza restituir laro
il

legi

ed emolumenti, negli

denaro, e

legge che fossero


li

uffizi venali,

uno de'qua Pio


il

alle loro querele


li

corrispose con riceverrilevai nel voi. LI,

col

pagamento

del suo prezzo

li

benignamente: ci

concesse al famoso storico Platina,

qua-

p. 49).

Ordin fiaalmente 9 notari

del-

88
la

A C
ti

V
pe'bisogni della

AC
Sede),
i

camera apostolien, a'quali assegn tut' te reulrate, ch'erau prima d'un solo, il quale era capo degli altri. Sisto IV fu ancora il primo, che vend gli uffzi del pr* curatore della camera, del notariato aposlolico, del

s.

quali denari
i

non spese vanamente, poich primi due


anni del pontificato, essendo
il

turco

for-

midabile per
ni,

infiniti

danni

fatti a'cristia-

spesei5o,ooo scudi a mandar

all'ar-

protouotario del Campidoglio,

del notariato dello studio (quanto pregiudizio resea'professori gW' Universit ro-

mata contro quello per reprimere il furor suo, come in buona parte ne segui effetto, di

mana,

in queir articolo lo dissi;

mentre

Sgrav
v

la

che ne riport infinita lode ... Chiesa e insieme il palazzo e


,

nella biografia lo difesi dall'imputazione di complicit nella tragica congiura de' Pazzi),della

sua corte di tutte


l'uffizio de'

le

spese superflue; e legli

matnalucchi, non

pa-

mensuratura
citt.

del sale,e del ca-

meratorio della

Ritrov nuovi

Da-

rendo necessario". Il De Luca dice che Innocenzo VI Il,estinli 6 antichi segretai

zi (/ V, et accrebbe gli antichi. Riscosse

non senza macchia

d' avarizia di

molte

Decime (^.)
si

da'prelati.

Ma

queste cose

debbono,
ii

al

parer mio, a necessit at-

form il collegio di 24 con assegnazione di emolumenti, ed il nuovo collegio gli pag 62,400 scudi d'oro di camera, che in quel tempo imri
,

compresi

essi

tribuire, o

Parenti (^ .),e ministri suoi piuttosto massime non essendo sino a quel tempo stato Pontefice ne d' animo
,

portavano circa 85, 000 scudi, per estinguere debili contratti co'pegni del trirei

gno
re

e altri papali ornamenti, per liberadall'insolenze e delitti d'alcuni


in caso di re-

pi generoso

u pi pronto nel begli fu surrogato Innocenzo Vili, del quale narra Io stesso Panvinio nella sua Fita.* Ha vendo ritrovato la Sede apostolica esausta per le
di lui,

Roma

neficar altrui". Nel

1484

uomini armati; disponendo


voca degli

uffizi la restituzione delle


,

som-

me

a' vacabilisti

riservandosi

l'

elezione

grosse spese fatte dal suo antecessore (per

d'un segretario domestico per le spedizioni segrete. E perch alcuni poco idonei
nel pretendevano acquistare tali uffizi 1488 dichiar con breve, che ninno si ammettesse senza precedente esame e approvazione del collegio stesso. Quindi il
,

difendere
gli, di

il

dominio

della Chiesa) fu co-

stretto apparecchiandoseli

molti trava-

creare ^5 ufHziali delle bolle di piombo (Novaesdice 5i piombatori delle bolle, da' quali ricav 26,000 ducati d'oro, vendendosi ciascun uffizio sSoo duca*
ti),

De Luca

narra gli uffizi donati: uno da Alessandro VI all'ospedale del ss. Salvatore; altro

26
con

segretari (cio ne
altri

ampli

il

col-

legio

24, in
la

tutti

3o

da' quali

uffizi ricav

62,400 fiorini o
bolla

scudi d'oro,

secondo Novaes:

Non

debet^de'

da Paolo III a quello di s. Spimediante permuta di casali e tenute, ed anche altro, il quale pervenuto ia possesso del cardinal Farnese, questi col
rito,

3i dicembre 1487 sottoscritta dal Papa e da 16 cardinali, presso il Bull. Rom, t. Anipliato 3, par, 3, p. 212, dichiara Collega Sex Secretariorum apostolico:

beneplacito di Pio
di
s.

IV

lo die al capitolo

Eustachio,

in

pagamento

di parte

del prezzo

Vergata
1

d'un casale chiamato Torre che compr dal capitolo per


uffizi,
il

rum ad numeruni

vigint{(juatuor

Et

5,000

scudi, col patto in caso di soppres-

praejinitio Officii unius Secretarii domestici:Cu7nemolum.entorum tam ipsius


Secretarii, quani totius Collegii, privilegiorumfjiuc concessione), e
ti

sione degli
restituire
il

cardinale fosse tenuto

3iO

presiden-

ovvero ii,ooo scudi. Moltissimi scrittori affermano che Alessandro VI nel 5oo creasse un nuovo colcasale,
1

Ripa (Novaes aggiunge che cre pi di 3oo ufflziali, ognuno de'quali compradi

legio di
bili

80

Scrittori de brevi yiifCm vacasi

che ciascuno

pagava ySo scudi d'o-

va l'ufluio per

200

pesi d'oro, incamera-

ro, 11 successore Giulio li colla bolla Si*

VA

e
d^oro, ed
i

V AC
motivi di
tali

89
aumenti e crea1

ciUprudenSy deli. dicembre i^ioy, sottoscritta da hxymann propria subscripsi\ e da 27 cardinali, ciascuno de'quali pii* re al nome aggiunse maini propria subscripsi, Bull.

zione di vacabili. Paolo 111 nel


tu
lai
i

545

isti-

cavalieri

Lauretani, de'qnali riparp. 244 collegio di aumentati daSistoV prila

nel voi.

XXXIX,

Rom.

t.

3, par. 3, p.

299

vacabilisti poscia

Jnstilutio Collega

Scriptorum Archivii
in causis

ma

con

200 per

somma
60
col

di

romanae Curiae Notariorum

scudi, indi con

altri

100,000 pagamento
della

Commissaris in Urbe ^apucljudices prprios notarios non liabcntes. Etconces' sia facultatis creandi alios Notarios^

per ciascuno di
loro rate di

5oo

scudi, assegnando

fi'utti

sulle spedizioni

dataria e cancelleria apostolica. In seguilo

ac legitiniandi bastardos. Lo
di
I

costitu
i

Scrittori d'Archivio, compresi


stabiliti gli

fino a

maestri correttori, e
pagasse

eoiolu

Lauretani si accrebbero 33o, pe'70 aumentali neli656 da Alessandro VII in occasione di traslatai

vacabilisti

menti ordin che ciascun


si

uffzio vacabile

re e

5oo

ducali d' oro di camera;


i

commutare le spese de' luoghi di monte vacabili, per minorazione di frutti

destinando a prolettori del collegio


dinali Fice-cancclliere e

car-

alla

camera apostolica

e restituzione de*

ed

il

Camerlengo, prelato Uditore della camera. Di-

capitali

a'montisti.LostessoPaoloIII nel

poi Paolo III colla bolla

Romani

Ponti-

ficis^ de'3i ottobrei537, Bull. Rom, l. celar alio et amplia-^ 4, par. I, p. i52:

i546 eresse il collegio de' vacabilisti di 5o cavalieri del Giglio, quali per l'acquisto de'vacabili contribuirono 25, 000
i

scudi d'oro alla camera apostolica, asse-

tiofacultatem Collegii Scriptorum Archivii romanae Curiae, in legitimandis


bastardis. Di pi Giulio
sidenti o Porzionari di
li

gnando
cia di

loro dalle rendite della provin-

eresse

il

col-

E
il

Viterbo annui scudi 3ooo d' oro. finalmente nel i547 Paolo III istitu

legio de'i4i vacabilisti denominati Prc'

collegio di
s.

200

vacabilisti cavalieri
i

Ripa o dicW AnCancelleria a-

soldati di

P^o/o,

quali somministra-

nona, e rannovei
poslolica:
ci

alla

ricav 91,000 scudi d'oro, e loro ne assegn dal sale 10,000, colvettovaglie,

Tincarico di procurar l'abbondanza delle

re.

Leone

massime provenienti per mal'aument con altri 6 2 pre1

rono 200,000 scudi: il Bovio scrisse che pagarono 00,000 scudi d'oro di stampa, e che furono assegnati sull'annate e sulle dogane il 20 perioo. Paolo IV a' vacabilisti cavalieri del Giglio aggiunse al*
1

tri

3oo
,

al collegio loro,

da'quali

la

came*
di
il

sidenti porzionari di ripa, da'quali trasse

ra apostolica introit i5o, 000 scudi d'o-

286,000 ducati
istitu
il

d'oro. Inoltre

Leone

ro

assicurandogli
scudi. Pio

l'

annua rendita
eresse

collegio de'vacabilisti cavalieri o


s.

18,000
ti,

IV neh 559

soldati di

Pietro^ composto di

4o

per-

collegio di

375

cavalieri Pu' partecipand'al-

sone, ciascuna delle quali p;garono


fiorini d' oro, e gli

000

vacabilisti

cheneli56o aument

assegn dalle dogane

tri

160:

in corrisposta agli acquistati va-

di

Ripa e
1

altre l'annua rendita di


i

5 scu-

cabili, a tulli

assegn l'annua pensione di

di per

00, oltre
il

privilegi

che loro accor-

scudi 34,5oo, poi forse accresciuti a scudi

d. Accrebbe
quali

collegio
e degli

numero di 60,
i

\q Cubiculari al Scudieri a ^o,Q


\

73,000. Essendo l'erario pontificio agil

gravalo di molti debiti,


l'

Papa

prefer all*

primi compravano l'uffizioche

lo-

imposizione di nuove gabelle,

istitu-

ro rendeva 90,000 fiorini, ed a'secondi 1 2,000 fiorini,comealtestaNovaes.Dis-

zione di quest'altri vacabili. Nel 1 572 divenuto Papa Gregorio XIII sgrav tosto
in parte
i

sta CANCELLERI APOSTOLICA, COl Bovio,


altre

sudditi pontificii dalle pubbli-

analoghe notizie, cio che

cavalie-

ri di s.

Pietro pagaroao 44>ooo fiorini

che gravezze, e ricompr con generale soddisfazione 1' uffizio dell' avvocato del

9
7'7*ro,eliJlli
i

V A C
Fiscaiatidi Ronaj5ni
s.

V AC
venbili

e luoghi di

monle,

ma quanto

a'nuo-

duti dati' autecessorti


acquali tulli restitu
boritalo. Nel
1

Pio

a diversi,

il

prezzo che aveano


successe

furono pochi e non quanti pretesero l'anonimo Vallicelliano e nitri che lo sevi

585 gli

sto V.

11

p. u).

il gran SiCasimiro Teinpesli dello

guirono; e nel crearli il fece per minor aggravio de'sudditi, per molivi utilissimi,

stesso suo ordine e di lui

benemerito stocalunnie
colla

riografo ne vendic le

per l'abbellimento maestoso di Roma, e per grandi necessit. Nel riformare gli
antichi
lo fece
la
ufl/.i

Storia
lib.

(lidia vita e

t ordine de
supplire
a'

gesta di Sisto Vdcl' minori conventuali. Nel 1. 1,


:

vacabili e luoghi di
[>er

monte
conca-

per estirpare abusi e

liberare

i6, svolse l'argonieato

Sisto

per
i

camera apostolica da

tanti debili,

bisogni della Cliiesa imit

tratti

speciahiienlepe'luoghi di

monte

suoi predecessori e nel creare e nel rifor-

merali non vacabili. La biografia che di


lui scrissi, tolti
i

mare
sto

gli ufilzi vacabili.

Avanti

il

p.

Tem*

numerosi
i

articoli riguarle

pesti era voce volgare e

comune,

clie Si-

danti

vacabili e

monti, e

sue grandi

V avesse aggravato straordiuai^iameni

opere meravigliose e monumentali giustificano l'incomparabile fedelt sull'uso

le

sudditi, e fosse slato di pregiudizio


la

grande, ancor dopo


to
il

sua morte, a tut-

lodevole del denaro raccolto in breve spazio di


sti,

dominio

ecclesiastico
lui eretti,

con

lauti luo-

tempo. Anzi tutto^ col


il

p.

Tempe-

ghi di monte da

con tante ga-

conviene formare
uffizi

seguente esalto
,

belle da lui imposte; e questa voce

comu* ne ebbe origine da alcuni malcunlenti,

catalogo degli
uffzi

vacabili

cio degli
all'al-

che passando da una persona


si
il

a'quali tolse di

mano
i

quello ch'era della

tra,

esercitavano dalle medesime, eb-

s. Sede e di tutti sudditi della medesima in generale. L'anonimo Vallicellia* no nel dusi cortigiano di Sisto V non confess ch'egli pure era uno de'malconteuli, nello scrivere che non si condann
,

bero
sto

nome

di J^acabili.

Quando

Si-

la

causa per radunare denaro,


le

ma

il

mo-

do, avendo angariate


di monte.

Provincie con l'a-

cerbit delle gabelle e con lauti lughi

maggiore de'troni, gli uffizi vacabili erano da gran tempo iu uso, cio seguenti, de'quali tulli avendo trattato negli articoli di sopra citati, non mi rimane che descriverli con poche parole, per dare qui una semplice idea dell'operato da Sisto V; mentre delfu sollevato al
i

tante strane opinioni, ripe-

l'uso fallo del ritratto dagli uffizi vacabili,

Uile successivamente sino al p.


sti
,

Tempeim-

e da' nuovi Luoglii di


ne'

Monte
il

isti-

questi mostr che Sisto

V non

tuiti,

medesimi

articoli

li

riportai, e
riferito

pose die una sola gabella d' un quattri-

cos

notabilmente accorder
p.

no delta

deila foglietta per ciascuna di


la

dal

Tempesti,

coli*

autorit del quale

vino a minuto,

quale lolsedopo un ansi

in essi
liei.

no, e che se

le

sue provvide leggi

fosse-

pure procedei. Segretari apostoCanierlengato. Uditore generale del-

ro conservale inviolabili, non solo non a-

la

vrebbero portalo [uegiudi/io alcuno,


sarebbero stale anzi t'ecomle
di

ma
iu-

te della

Camera. Tesoriere generale. Prcsiden" Camera. Reggente di CancelleUdito-

pubbli-

ria. Uditore delle Contraddette.

che

utilit.

Certamente

egli

non fu

re delle Confidenze. Correttore delle

Con-

veulore degli ufQzi vacabili, de'luoghi di

iraddette. Prefetto delle minute de' Brevi.

monte

vacabili e de'luoghi di

monle

ca-

Revisore delle minute de' Brevi. Presidente de' Sollecitatori

merali non vacabili, perch


i

lutti gi e-

chiainaiiGiannizzeri,

rano in uso anticoi bench maligni e gl'ignoranti spacciarono o crederono il contrario. Sisto V ad imitazione de' predecessori riform o cre nuovi ufilzi vaca-

Presidente del Piombo. Chierici di Ca-

mera 1 1. Protonotari apostolici partecipanti ii. Abhreviatori di parco mags^ior di Cancelleria


1

2.

Se r ilio ri apostolici

V AC
100. Scrittori di Brevi 8r. Scrittori di
Penitenzicrici di minor grazia if. Procuratori di Penileiizieria di minor gra-

VAC
ne
del

91
il

la cura di depularlo,perc) coll'approvazio-

Papa,

al collegio,

quale per sovs. Secamera

venire alle gravi necessit della

zia 24* Abbrevialori di parco minore di

de

spontaneamente sbors
Praeclara
1

alla

Cancelleria 60. Sollecitatori apostolici


delti

25,000 scudi
la bolla

d'oro. Canierlengato: coltui generis nobilitaSy

Giannizzeri 100. Correttori d' Ar-

chivio 8. Chierici del Registro 6. Registratori di Suppliche 20. Registratori di

Bollei^. Maestri delleSuppliche ^.Maestri delle Bolle S. Cubiculari 60. Procurotori delle Contraddette 1 3. Notari del-

de'23 marzo 588, lo confer al cardinal Enrico Gaetani per 5o,ooo scudi cio 10,000 di meno da quanto l'avea paga,

lo

il

cardinal Vastavillani sotto Gregorio


in

XIII, e non
vuole
il

tempo

di

s.

Pio V,

come
ave-

V Uditore

della

Camera

o.

Segretari di

p.

Tempesti.

Da

tale uffizio

Camera
ta 4.

RoISotari del carduial Sicario di Ro4-

Notari

degli Uditori di

va smendjrato 6,000 scudi d'annua rendita per assegnarne


rici di

ma 4-

Cursori del

Papa

rg.
fj.

Mandatari
Maestri del

2200 a'5 nuovi chiecamera, e co'residuali 38oo creadi

del Tribunale del Governo

re

il

Luogo

Monte Canierlengato

va-

Piombo 3. Notaro pe'processi de Fescovi. Notaro delle Ripe. Notaro di Borgo civile e criminale. Notaro de^ Maestri di strada. Notaro de' Mercanti. Notaro de
Protomedici. Notaro delle Contraddet-

cabile, coTrutti del

9 per 100 a ciascun luogo, col disposto della bolla Non secus
de' 12 settembre
:

ac prudenSj

soriere generale

restitu

1587. Te5,000 scudi

d'oro all'ingannato tesoriere Duonfiglioli,


e per

Notaro dell'agricoltura. Notaro degli Ebrei e Neofiti. Officio dell' Assessote.

5o,ooo

scudi confer l'uffizio a Be-

nedetto Giustiniani, dopo avere riservato da'frutti dell'uffizio

re delle strade. Depositeria de' Collegi

de^Facabili. Porzioni di Ripa 364. Collettori del Piombo i^. Scrittori d^ Archivio.

che applic

al

annui scudi 5ooo, nuovo Luogo di Monte

Tesoreria. Uditore generale della

Ca-

Scudieri apostolici
.

o4- Presi-

mera: allorch vac


teriore prezzo di
la

la carica,

per l'ancor-

denti dell' Annona


ficiali
lai.''

1 4 1 Mazzieri 1 4- Ofdella verga rossa 6. Custodi del1

60,000
la

scudi, colla bolle

Ad tui generis nobilit., unendovi

catena

3.

Custodi della
i."

1."

catena

rettorie dell'archivio,
zio Borghese.

confer ad

Ora-

1.

Porzionari della

e 2.' catena 5.

Cavalieri Lauretani 33o. Cavalieri del


ri di

Giglio 35o. Cavalieri Pil 67 i. Cavalies. Pietro 601. Cavalieri di s. Paolo

11 Novaes disse che lo pag 70,000 ducati, e che morendo poco dopo, Gregorio XIV nel 59 senza prez1 1

zo l'attribu

al fratello del

defunto Ca-

sti

200. Dopo questo calalogo, il p. Tempepassa ad esaminate quali e quanti de' nominati uffizi vacabili fossero istituiti o liformati da Sisto V, notando che il loro Daggior numero, come fissalo sulle spedizioni delle lettere e grazie apostoliche di

millo, poi Paolo


ristabil
si
il

numero

V. Chierici di Camera: di 12, da 7 cui eran-


il

ridotti,

stabilendone

prezzo di ciascuscudi

no

a 4'2,ooo scudi, e senz'aggravare l'ela

rario assegn

suddetta rata

di

2200
rici

del camerlengato a'novelli 5 chie-

vi, ^\\ uffizi

Dataria, Cancelleria ^Segreteria de' Breche rappresentavano risalgono a remota antichit. Collegio dii'segretari apostolici: colla bolla
tificis,

di camera, da' quali ricav scudi o,ooo.Commissario generale deliacanell'as-

mera apostolica (che per supplire


le,

del i. aprile
,

Romani Poni586, Bull. Rom. I.

senza e impotenza del Tesoriere genera^

non poco ne

riparlai in quell'articolo):

4, par. 4) p.
gli

201 lo riform, no stabili emolumenti con lasse, soppresse Tuffi-

pe'cospicui lucri che traeva, volendo Sisto

V che parte
il

ne fruisse

la

cauera, pro-

zio del segretai'iu domestico e ne ultribu

mosse

comuiissario Gio. Bernardino

9!i

VAC
ili

VAC
Norcia, dicliia-

Pischn nlln prefettura

vacabile conferendola a Paolo Biadi, per

r
vi

l'iiffizio

venale e vacabile, ed unendo-

23oo

codi d'oro, pari n


dell^

romani scudi

Tamoinistrazione delle scritture del-

3795. Reggente
(U.) per
le

Archivio generale
TVo/^n
(di cui

l'archivio, lo concesse all'ottimo curiale

pubbliche scritture di lutto

GollVedo Lomelliui genovese, referendario e prelato domestico, colla bolla


excelsitni, de*
.
1

lo stato e per vegliare sui

Ad

riparlai a Scriniari): l'istitu colla bolla

2 ottobre

5S6,ButLRotn.

4j par. 4> P' 259, il quale pag 20,000 scudi in sovvenimento de' bisogni di s.
Chiesa. Tesoreria della Dataria apostolica: Io dichiar uffizio vacabile colla bolla

Solicitudo pastoralis, del i ."agosto 588, Bull. Boni. t. 5, par. i , p. 1 5; e colla bol1

la

Solicitudo ministeriiy de* 3i


cit., p.

ottobre

17, Io dichiar uffizio vacabile, e l'assegn pel prezzo di scudi 25,000 a Fabio Orsini referendario di numero, coir emolumento di scudi 100

i588, Bull,

Ut ingens tiel 585, e V accord per 34,000 scudi n Girolamo Rustici romai

no, vescovo di Tropeo,assegnaudogli per

mensili.

Notari Capitolini o

del

Senato
ri-

appannaggio 5 scudi d'oro per ogni 100 quali per abusiva condi tal moneta,
i

Romano

(U.): di questo collegio ne fu

formatore e creatore colla bolla Utlitiuni


diuturnitati, de'29
il

suetudine
stri delle

si

spartivano tra loro

mini-

dicembre 586. Fiss


1 i

spedizioni, onde

annualmente

nuuero a 3o, de'quali


li

5 per ciascun

e traevano grosso

lucro. Uditore delle

collaterale,

dichiar uffizi vacabili col

Confidenze: cvtVu(\\[oi'e delle confidenze beneficiali in giudice perpetuo degli abusi simoniaci, e colla bolla Divina Dei
providenlia, del
cit., p.
1

prezzo
stabil,

di

5oo
1

ra introit

scudi l'uno, onde la came5,000 scudi. Alle vacanze poi


collazione appartenesse per

che

la

."novembre 1 586, Bull.


uffizio vacabile,

lai .'volta al datario, indi a'conservatori

270,10 dichiar

e priori de'caporioni. Assegn in dote al


collegio
la 4.''

lo confer al

degnissimo Alessandro Cae referenda-

parie di lutti e singoli gli


la

talani
rio,

romano, abbreviatore

emolumenti, mercedi ec,


3.' parte degli

quale

si

do-

per

2000

ducati d'oro pari a

33oo

vea dividere tra' notari ogni mese;


dalla

e. la

sciuVi'oman.Protonotari apostolici partecipanti: a 7 gliatuTientai2 colla bolla Romnnus Fonti/ex, de' 16 uovembre

emolumenti provenienti
degli slromenli transunti

mercede

de' notari defunti

tanto nell'archivio,
esistenti

i585, Bali, cil.jp. i6r, mediante il pagamento di scudii2,5oo per ciascun uffzio, in tutti introitandola camera scudi
62,500; e perci aggiunse all'ampliato collegio l'annua rendila di 1980 scudi. Referendari dell'una e V altra Segnatura (U.): ridusse il collegio a 70 prelati per la Segnatura di grazia e la Segnatura di giustizia (^.), con 3o sopratmumeri j roa non trovo propriamente che
fossero dichiarali uffizi venali, n l'asse-

quanto altrove, non per


desimi
tutti
uffizi notarili; e
gli
1'

ne'me-

intera parte di

e singoli

emolumenti che proveatti

nivano dalla mercede degli

e dalle

scritture de' notari defunti, trasferite

gna lo prezzo. Ct;i^<7//er/Xrt?/re/rz/i/': gli aument di 260 e ne ritrasse 3o,ooo scudi, assegnando a questi uffizi vacabili 200
i

scudi per ciascuno, sulle spedizioni di dataria e cancelleria, specialmente delie numerose matrimoniali di minor grazia. Stamperia Camerale (F.J: la rese uilzio

Tribunale Capitolino. Termina il p. Tempesti la difesa di Sisto V con osservare, che suoi nemici divulgarono 1' ingiuriosa taccia, per aver giovato all'erario pubblico eoa togliere ad alcuni pochi particolari quanto a suo danno e senza ragione ampiamente lucravano, onde non pochi divenivano pi ricchi del principe. Clemente Vili colla costituzione Aequuni reputada
trasferirsi alla curia del
i

y/j.y,

de'9 febbraio 1593, Bull.

Rom.

t.

Ualidatio erectionis OfciiPraesidis Cancellariae pr expedien5, par. i,p.

5;

VAC
dis lters quorumcumqiie OfJlciornmVa'

VAC
de'compeiisi proporzionali agli
ti

93
aumenta-

per racquislo di ciascun vaoibile, anche


frutti

cahlium.
la

facolt di

della
tei'

del r623 tolse dispone degli uffizi vacabili curia romana, coaie moder il po-

Urbano Vili

ze. Si

che ne traeva, olire altre esigenfece causa nel tribunale della Rota,

trasferire le

Pensioni ecclesiastiche^
Il

e nel riferito trattalo del cardinal


ca,

De Lu-

e nella sua Storia lo riferisce Novaes.

Lunadoro

nella Retatio ne della Corte di

che tutto riporta, vi pure sulla questione il Discorso aif ami le dispute Rotali,

Roma
cabili,
fizi

pubblicata nel 16^6, riporta didesili uffzi vai

circa la soppressione del collegio de'

verse notizie sulle rendite

segretari apostolici fatta dallaSantil di

registrando a parte

seguenti uf-

N. S. Innocenzo XI. Quanto


il

al

3o:

Se

venali,i quali

non esercilavanogiuris*

prezzo degli

uffizi vacabili sia

capitale

dizione, acquistandosi pe'prezzi che dir;

emolumenti ricavandosi dalle tasse e rendite ecclesiastiche impegnale da* Papi


gli

il De Luca. Primieramente, che il prezzo degli uffizi venali vacabili veramente nella sostanza non co-

o frullo, opina

ne'bisogni della

s.

Sede.

quali

ufiizi e-

stituisce capitale,

ma

un'anticipata per-

i*ano lutti a vita de'possessori, e

vacando

cezione di que'frutli ed emolumenti, che

si vendevano di nuovo, ed il prezzo che se ne ricavava era considerabile ed a disposi-

per altro in ciascun anno


ro dal Principe,
fossero venduti;
cie di
dell'

si

otterrebbe-

zione de'Papi; sebbene nelle dette vacanze alcuni vacabili liberamente spettavano
al

quando gli uffizi noa sicch come per una spe-

censo vitalizio regolando la vita

cardinal vice-cancelliere. Scrittori di

penitenzieria ducati
stolici

2900; Scrittori apoapostolici

1800; Cubiculari

1700;

Scudieri apostolici i3oo; Segretari apostolici

9ooo;Scrittori de'brevi 8oojGian1


1

con un lenjpo verosimile, si un prezzo proporzionato a questa verosmilitudine, in quel modo che la legge nelle cose vitalizie ha fatto una tassa generale ed uniforme a guisa delstabilisce
le

uomo

yoojPiombo 900; i5oo; Cavalieri di s. Paolo 1600; Cavalieri del Giglio 5oo; Cavalieri Pii 5oo; Cavalieri Lauretani 5oo; Archivio 2200; Porzioni 800; Presidente 600. Offizi del palazzo apostolico: Prima catena ducati 3oo; Seconda catena 3oo; Porta ferrea 3oo; Custode delle pitture 1000; Verghe rubee 600; Mazzieri 600. Innocenzo XI non polendo
nizzeri oSol lecitalori
s.

vendile o cessioni dell'usufrutto, ovve-

Cavalieri di

Pietro

ro delle pensioni o anche delle vendite


delle case e degli altrf beni stabiliti a vita,

conlenendosi in
vendita d'un'alea

tal

modo

la

compra e
parago-

la

(sic) incerta,

nata alla rete che

si

butta nel mare, la


il

quale contiene egualmente

comodo e
il

l'incomodo, ovvero

la

perdita e

guavalu-

dagno d'ambo
quella vita
ta per
la

contraenti; imperciocch
si

quale da principio

tollerare che nella corte pontificia

si

ven-

dessero per denaro


sti

gli uffizi,

bench que-

nulla avesserodi ecclesiastico, soppresil

se

suddellocollegiode*segrelari apostonel 1678, e per equit restitu a cia-

lici

scuno de' segretari vacabilisti quanto aveano sborsato. E siccome sul collegio godeva una rendita 1' Ospedale del ss. Salvatore^ in quest'articolo notai il compenso che gli die il Papa. Il collegio de' segretari apostolici non solamente si oppose
alla

un cerio spazio verosimile di tempo, pu essere molto breve, sicch il compratore faccia una perdita notabile, e il venditore un notabile guadagno, e all'incontro pu esser mollo lunga , in modo che il venditore faccia una gran perdila, e il compratore un gran guadagno, per lo
che
il

prezzo di queste vendile viene

sti-

mato come un frutto annuo delIaDalaria, e come tale si consuma negli usi correnti, in modo che non pu dirsi estante nella specie,

sua soppressione,

oltre la restituzione delle

ma pretese, somme pagale

ovvero nell'equivalente, sicch


di presente lo possieda
,

la

Camera

con-

94
forme
vende
di

VAC
sua nalurn sej^ne nel prezzo di
rinfrancali del
in

VAC
prezzo nel capitale du-

quelle robe o ragioni, delle quoli se ne

perpetuo

la

sorte principale.
la

questa valutazione di vita, secondo


alta ragguagliazione
lo spazio
si

pi

plicatamenle e di vantaggio. Onde quando anche ad alcuni possessori degli uffizi assista l'ecpiit pel motivo della buoin

restringe dentro

dii5 anni, per quel che c'insegna la pratica notoria e comune, de'quindenni spirituali e profani. E da ci nascono due cose. Una del gran pregiudizio e della gran lesione che risulta alla camera nella niaiigior parte di questi uffzi, che essendo venduti per quel prezzo, che verosiofiilmente imporla e si stima la vita d'un uomo, ci non ostante per mezzo delle rassegne si sono fatti quasi perpetui, a segno che molti di essi passano un secolo intero, e di vantaggio, conforme di sopra nella narrazione del fatto si detto. E altra che il prezzo non pu dirsi estante, e per conseguenza non vi entra l'equit naturale, la quale
1'
,

na fede, tuttavia per questa ragione cessa gran parte questa equit a loro favore, e

maggior

ecjuit assiste alla

Camera
quarto

lauto danneggiala che non

debba soggia-

cere a quest'altro danno.

Ed

in

luogo

si

deve presupporre, che quando


nel progresso del

un contratto

tempo

si
*

scuopre notabilmente ingiusto e lesivo, bench da principio fosse giusto , se ne

pu pielendere
la

la rescissione,

restituzione,

ovvero
si
i

coli'

anche colimputazione

de'frutti

notabilmente

eccessivi, e parti-

colarmente quando
di Chiese,

proibisce
zo.

il

ritenere

la

roba ed

il

prez-

o odi altri, quali non potendo amministrare il suo per se medesitni, vivono sotto l'altrui legale necessaria amministrazione, mentre la legge presume una mala fede in quelli, quali con essi
tratta di pupilli,
i

Per

stizia,

che senza violazione della giucol rigore legale, avrebbe potuto


lo
la

facciano

siffatti

eccessivi

guadagni.

Che

e potrebbe

Camera

pretendere, a gui-

per stante questi quattro assunti, parte di fatto e parte di ragione, quando an-

sa del pupillo e della Chiesa, di

non

es-

ser tenuta a restituzione alcuna del prez-

zo pagato,

come non estante.

Secotidaria-

che non si restituisse cos'aicuna, ci non sarebbe lontano dalla giustizia e dall' equali da quit, eccettuatone que'pochi,
i

mentesi deve presuppone, che l'aumento notabile degli emolumenti non nato dalla diligenza degli uffiziali, ovvero dal
benefcio del tempo,

ma

dal fatto del

me-

desimo Principe

e de'suoi uflziali, collo

tempo moderno, col pre/zo corrente alterato,hanno compro l'ufilziodallaCa mera, e ne hanno percetto poco fruito, siccb non si adattano le suddette ragioni; e da ci si pu scorgere con quanta equit e circospezione
piuttosto aggravando
si

spedire molli negozi per questa segreteria


de'brevi, che per avanti
la penitenzieria e
si

sia

proceduto,

spedivano per

vero per

le

per la cancelleria, ovsagre congregazioni, ed ande' luoghi.


se
il

che per gli ordinari ninno si pu dolere

Dunque

Principe toglie

quel beneficio, che ad esso piaciuto di concedere. In terzo luogo si deve presupporre, che particolarmente pe'donatari,

Camera. Da tuttoci risulta la risposta al fondamento cio de' donatari immediati possessori che devono le donazioni de'principi essere ferme e stabili, poich ci cammina bene, quando senza giusta causa si faccia la rivocazione d'una donazione partila
,

colare, in

modo

che

l'

atto di sua natura

ed anche per quelli


antichi

quali ne'tempi pi
questi uffizi
a

sia illecito e

proibito dalle leggi, non gi


I'

hanno comprato
si

quando
cito,

ne'casi particolari

allo sia leal

prezzo nollo inferiore,

fatto
i

un gua-

conforme particolarmente

nostro

dagno troppo

eccessivo del

Qs

e del f5,

proposito segue,
venti povero, e
il

ed anche del 20 e pi per cento nello


spazio di molti anni,

donatore di donatario sia ricco, mol-

quando

il

dimodoch

si

sono

to pi e fuori d'ogni

dubbio, quando

l'at-

V AC
to universale

VAC
per aver
i

95

ordinalo ad altro fine pei

beneficio pubblico, dal quale perindiiello,

Papi condonato il prezzo 'cardinali camerlenghi, per nominarvi ordii

ovvero per conseguenza segue che


inutile,

la

donazione rimanga

imperciocch

zi

altriroenli ingiuste e irragionevoli sareb-

bero
ri

le

celebri e

approvate costituzioni
Bonifacio

vocatorie delle

i'^rt'/ic/i/^/e di

IX, Martino V, Innocenzo Vili, Adriano VI, Pio IV, Paolo V e Urbano Vili, oltre altre molte ". Prima di lasciare Innocenzo XI, non sar forse del tutto superfluo che
io ricordi, di trovarsi nel

nariamente cardinali nipoti, a'quali antalvolta donarono altri vacabili di minor entit), cio di Uditore generale^ di Tesoriere generale , di 2 Chierici di Camera^e\ Presidente tiW^ medesima; quali prelati amministravano la giustizia, l'erario e le finanze, l'annona, le pub1 i

bliche strade,
ri

le

forze marittime e milita-

dello stato pontificio ec, colla bolla

Ad

Dull.

Hom.

t.

8, p- 58, in data del i." ottobre

1678, la Tassa Jnnocenzana per ilforo ecclesiastico , ovvero dichiarazioni "per li emolumenti y che trarre si posso no dalle cause o materie ecclesiastiche o spirituali. Neil' Italia fu di nuovo co-

hoc unxitDeus,dei' ottobre 1692, /?//. Boni. l. 9, p. 277; Aboletur venalitns Offciorum Auditoris generalis causarum Curiae Camerae ApostoUcac^ ejus-

dem Camerae Thcsaurari generalis ^ duodecim Clericorum , et Praesidentis. Quindi Innocenzo XII fece a'prelati
possessori di
stose
tali

mandata l'osservanza di questa Tassa da Benedetto XI 11 nel concilio romano, al tit. De Foro compet., cap. unico. Il glorioso Innocenzo XII, dopo aver abolito il Nepotismo dopo aver abolito lutti
,

cariche restituire

le

vi-

somme da

loro sborsate per acquiin

starle,
lit,

ne soppresse

perpetuo

la

vena-

tribunali ed

giudici de' Tribunali di


il

Roma
animo

particolari, eziandio rivolse

suo

e sollecitudine ad eliminare per

onninamente volle che soltanto i meriti personali, e non il denaro, aprissero in avvenire l'adito a chiunque per ottenerle. Il ^ovaesneWa Storia d' Innocenzo X/y celebra quest'altra sua gloria ime

sempre un altro gravissimo abuso. Considerando che pe'pubblici bisogni della s. See e del suo principato temporale, non

mortale, e dice d'aver ordinalo

la

restite-

tuzione de'denaii sborsati all'uditore,

soriere, 12 chierici e presidente della ca-

meno
nit,

per soccorrere pi volte

la

cristia-

mera, il che

ammont

poco meno d'un mi-

aveano

Papi suoi predecessori re-

lione di scudi, perch le cariche d'uditore

so vendibili e vitalizi molti primari ufzi

e di tesoriere costavano ciascuna

della etnia e corte


la

romana; che poteva


uffizi vacabili

scudi circa, ed ogni chiericato

passar

cosa rispetto agli

fruttando ogni anno 1*8,0 ilio


e die Sisto
uffizi

100,000 80,000, per 100;


tali

secondari e minori, che davano un


titolo d'onorificenza,

mero

avendo reso

vendibili

o avevano un esercizio non concernente amministrazione di giustizia; ed egli bramando che fosse amministrala colla pi scrupolosa integrila ed esattezza, in che era

camerali, Innocenzo XII nel proibirvendita, e nel reintegrare dello sbor-

ne

la

salo quelli che allora l'occupavano, protest

non pi denaro

ma reali

meriti esigeil

oltremodo

re per conseguirli. Sebbene anche

Nol

geloso, e vigilantissimo sulla condotta e scella de'magisti ali, percui in diverse occasioni die pubblici esempi di salutare
ri-

vaes nella Storia di Sisto


p.

F procede col
si
i

Tempesti,

in quella

d'Innocenzo XI

gore.

Adunque
il

tra'

primari
i

uflzi

di tal

mostr alquanto inesatloe un poco in contraddizione, sia coll'afTermare che detti


vacabili Sisto

indole comprendendosi

pnncipalissiui

rese

vendibili

sia

pel

Tribunale della Camera apostolica (d camerlengalo era di fatto

componenti

maggior prezzo che


sia in fine nel

attribu a ciascuno,

cebsalo d'esser uffizio vendibile e venale

scese a

credere che il restituito apoco meno d'un milione di scudi

96
mentre il
rire
il

V A G
riferito superiormente ptio ciiaal

V
servizio della
s.

A C
Sede, dovendo
il

tulio, e

quanto

alle

somme

reinte-

zionari estratti riprendere


in contante

loro

pordenaro
i

grate, la bolla Innocenzianain parole e in


cifre dice:

ascendens in toliun

ad sum~

mani
liunt

decies centenoriim, et viginti milscptingentornm scxdecim scutorani

o in luoghi di monte fra ^o dopo l'estrazione. Indi con chirografo de'7 maggio, Benedetto XIV fece la nuova erezione di porzioni vacabili delgiorni
le legazioni e altre provincie

monetac romanae^ sivc 120,716 sentorum. Gi il Papa con bolla ile'3 febbraio,
secondo
Tacabili
il

dello slato

ecclesiastico, di scudi

Novaes, avea prescritto, die


gli uffizi e
si

nuo
oltre

frutto certo di
il

100 l'uno, coli' anscudi 5 per porzione,

nell'avvenire

luoghi di monte
la

godimenlo

de'privilegi degli uffizi

non

perdessero per

promo*

vacabili della dataria. Pe'bisogni del te-

zione al cardinalato,

ma a

vantaggio della
il

soro pontifcio Benedetto


vacabili di

XIV impose digli uf-

catuera apostolica attribu

risparmio di

verse pubbliche gravezze, e sopra


fzi
1

molte propine che appartenevano a'compratori. Ed a benefzio della stessa diminu le rendite de' cardinali vice-cancelliere e vicario di Roma. Indi Innocenzo XII colla bolla Circiimspecta Romani Pontifcis,e% dicembre 1693, Bull. cit. p. 335, conferm le disposizioni de'pre*
clecessori sulle

000

scudi d capitale,paoli

10 annui. Glemente XlII nel 1761 abol


e soppresse la venalit degli uffizi vacabili

de'notari degli Uditori di Rota, vQ'


i

stituendo a'proprietari
nel
r

loro capitali; e
i

762 parimenti

estinse

notariali va-

Sportale (F,)

pe' giu-

dici e tribunali di

Roma. Morendo

nel

Uditore del Papa. Per la carestia del 1764 Clemente XIII sui frutti de' vacabili impose la tassa
cabili del tribunale \'

1697
di

il

cardinal Paluzzi Altieri nipote

gi ordinala dal predecessore per

altre

Clemente X e camerlengo di s. Ghiesa, Innocenzo XII viet affatto la vendita di


applicando parte degli emoalla

pubbliche necessit. Divenuto Papa Pio

VI neli775, rivoccon moto-proprio le


sopravvivenze sugli
date da Clemente
uffizi vacabili,

tale uffizio,

accor-

lumenti del camerlengato


s.

camera

a-

XIV

a varie persone,

poslolica, e parte all'ospizio apostolico di

Michele. Per

la

guerra navale contro

turchi, sostenuta da
sto

s. Pio V, avea quePapa imposto a diverse congregazioni monastiche annue somministrazioni , colle quali si eresse il luogo di monte Fe-

nominate a p. 4della Storia imparziale del Papato di Pio VI. Indi col chirografo Cam Sanctissinnis, de i5 settembre
1775, Bull. Rom. cont.
t.

5, p.

34:

^^-

tinctio et respectiva concessio

Vacali"

de, poi detto Religione. Denedetto


al

modo che
1

narrai anco nel

XIV, vol.LXXIV,

p. 3

2, abilit le congregazioni

carsi

da

tale gravezza,

ad affrancon isborsare V ei

liuni inclyti Populi romani, earumque regaliarum Salis. Ne dar 1' estratto. Siccome nella sede vacante, per morte del duca d. Carlo Cesi erano vacali 5 uffzi

vacabili capitolini

ci produsse alla
di circa

pagavano vistosi frutti. Per dare poi alla camera apostoca un compenso del danno che ne risentiva, con moto-proprio dell' 8 genquivalenle
al capitale di cui

camera capitolina un risparmio


scudi
fizi
:

25o
dell'

annui.

Erano

vacabili gli uf-

agente del popolo

romano

il

i.

custode della statua di Sisto


di

(in

naio

744.

le

concesse la facolt di poter


uffizi

bronzo

Taddeo Landini

),

il

comil

"venire all'estrazione degli

vacabili

missario dell'acqua del Circo massimo,

specialmente del collegio de' presidenti


dell'

annona, de'porzionari
s.

di ripa, e del
i

custode delle misure di Campidoglio, il maestro delle mosse per le corse de'barberi con

collegio de'cavalier di

Pietro;

quali

due

sostituti.

Pio VI era stalo

vacabili fossero posseduti dagli estcri,cio

che ooQ fossero domiciliati in

Roma ,

pregato di concederli con proroga vitalizia ai duca Federico figlio del defunto.

V AG
mn
che
a
egli
i

V
Pio VI, fecero
il

A C
I

97

con raccennalo chirografo volle


si

simile

delti vacabili

repiilnssero

esfiiili

peratore Napoleone
il

con Pio VII. L'imquindi stabil, che


fosse dichia,

hcneficio della

camera

capitolina, in
d'

debito pubblico

romano

conformila del chirografo XII de' f) giugno 1 694. Ma


r

Imioceu/o
d'a-

rato debito dell' impero francese


1

e nel

gli uffizi

8 1 o fu deputato un consiglio a liquidarlo

gente del popolo


delle

romano
il

e di maestro
il

co'beni nazionali. Si legge nel n.3i del

mosse avendo
popolo

loro esercizio,
a'

l^a-

pa
del

li

conserv, ordinando

conservatori

deputare uja o due persone per esercitare da per loro e non per altri l'uffizio. All'ogente del popolo romano incombendo d'accompagnar
di

romano

Giornale del Campidoglio di Roma del 8 S. M. I. e R. con suo decreto de* 4 febbraio scorso ha ordinato, che il con1
I

I . j-

siglio di liquidazione lifjuidasse

diversi

Vacabili costituiti
pontifcio.
rali,
I

dall' antico

governo

Vacabili di Dataria e

Came-

nelle funzioni pubbliche, in qualit di fa-

migliare nobile,

delti conservatori, e rirjella

ad eccezione del collegio de' protonotari apostolici (partecipanti), saranno


rimborsati in azioni sul

cevere l'armi dall'armeria Vaticana


sede vacante e di custodii
le,
il

Demanio
compra
spese di

in ra-

Papa
1

as"2.5
,

gione della met del capitale, che ha for-

segn l'emolumento

d'

annui scudi

mato
fzi

l'ultimo prezzo di
le

degli uf-

dovendo
di di

cessare

gli altri, in

uno a' 8

scu-

e azioni, senza che

ammis-

che

in

compenso

della casa del palazzo

sione sieno comprese. Quelli del collegio

Campidoglio gli pagava il palazzo amaestro delle mosse spettando far aggiustare il canapo, armare la balestra e tuli' altro che concerne la
poslolico. Al

de'protonotari apostolici saranno rimborsali

come sopra

in

ragione di io volle la
1

rendila conosciuta.
a

Vacabili Capitolini

corsa de'barberi, custodire

ferramenti,
la

legnami
mossa,
il

canapi e altro riguardante

lutti gli

Papa volle che gli assegnassero emolumenti soliti percepirsi nel


i

carnevale e per le corse. Considerando che cumulando due ullzi in una persona,

qualunque titolo concessi, le regalie che ne dipendono, e quelle possedute isolatamente saranno pur anco rimborsate sul piede di o volle la rendita. Queste disposizioni del noslroamatissimoSovrano hanno sparsola gioia in una classe numerosa
i

di cittadini, e tulli vi riconoscono l'inte-

questa percepirebbe annui scudi 4o, lacollizz


i

resse

che prende S. M.

al

benessere de*

conservatori a

fai lo,

concedendo
con

dipartimenti di R.oma e del Trasimeno


(cio dello stalo pontifcio,

ad

essi le

3 regalie annesse airuf(l7o di


a*

dopo

la

ridu-

maestrodelle mosse e

due

sostituti,

zione del trattato imposto a Tolentino)."

autorit di disporne a beneplacito.


to deplorabile delle finanze

Lo staal-

Oltre

nel pontifi-

cato di Pio VI,


tri

come pure

quello degli

il riferito superiormente in argomento, credo opportuno di aggiungere a ulteriore suo schiarimento. L* ammini-

Papi
i

lo descrissi a
soli vacabili

Tesoriere, dicena scudi

strazione francese de'beni ecclesiastici de-

do che
tli

ascendevano
1'

nominala Demanio, invit


listi

tulli
i

vacabi-

1,89'^, 4^0* N*^l principio del pontificato


l^io

proprietari a liquidare

loro vaca-

VII

calcolate

annue rendite a
perch colhi
fa-

bili,

ma

con notabile diminuzione del ca-

circa
tale

nilioni di scudi,
i

pitale impiegato per l'acquisto di ciascun

pace di Tolentino
prese
le

repubblicani fran-

vacabile. Quelli che liquidarono riceven-

cesi era usi

provincie delle Legasi

do una determinata somma


rinunziarono agi' inerenfi
rilevai nel voi. VII, p. 178.

di

denaro
,

zioni e lo stato d'Avignone,

pagavano

diritti

come
il

anche 4 qoioti
periali francesi

de' vacabili. Nel

1809 gl'imcompletamente consuma-

Quindi

Depro-

manio acquist

tali diritti

e di venne

il

rono

la

tificio,

nuova invasione dello stalo poncome prima aveano deportalo VOL. LXXXVK.

prietario de* vacabili liquidali.

Per buo
di

u parte de'vauabilisti o non bisognosi


7

9
i

VAC
bili

A C

non volendo allenare e iiquichire loro vacubili, ripugnando loro di transigere con un governo illetimorata coscienza,
gitlimo e d'occnpnzione, restarono pr*
prietari de' vacabili.
di sillalli vacabili
Il

per dare a*n)edesimi una sisleQiazione e richinntarne in osservanza le aiiti' che leggi conciliabili colle presenli circo*
stanze, per fare quindi a lui rapporto di
tutto.
il

maggior numero
liquidali spellava*

La morte d'un antico


vita la rendita

vacabilsta

non
li

quale con indulto poulifcio percepiva


di

no

alla
i

camera

apostolica, ed a'corpi

mo-

durante sua
fizio,

esercizio

rali,

quali tuttora

possiedono (sicco-

del suo vacabilesenza che esercitasse l'uf-

me

corpi morali raramente sono sog-

die impulso a dover esaminare que-

getti a perire, e perci la

vacanza ordi-

sto rilevante affare de' vacabili.

La conveci di

naria non

si

verifica

occorre loro spe>

gregazior)e

si

compone

di

mg.' Francele

ciale facolt nelT acquisto di vacabili), e

sco Vici sollo-datario, facente

camera apostolica in quantit numerosa, per quanto vado a dire. Nel i8i4
la

datario; mg.' Stefano Bruti reggente del*


la

cancelleria

apostolica; mg.' Antonio

Pio V 1 ricuper colla libert il dimidialo suo dominio, e nel 8 5 anche le Legazioni. Avendo il Papa nel suo ritorno in
1

Pagnoncelli commissario generale della


rev.

camera apostolica; cav. Pio Folchi

uffiziale della dataria apostolica col titolo

Koma
sii,

trovalo che

collegi

de* vacabili

di

amministratore generale delle compo-

gi formati ciascuno di pi ceulinaia

iu;nde, e insieme sosliUilo de'prelali ab-

di persone,

perla seguita liquidazione o


ridotti a po-

brevialori nella cancelleria apostolica; e


di

per movie ab inlesta lo erano


ricusato liquidare

Andrea Santini

nficiale delia

medesi-

chi individui, cio di quelli die aveano


i

ma

dataria col titolo di sohlitolo nell'uf-

vacabili,

il

Papa

e-

fizio delle

vacanze beneficiali comuneuffzio

mano

quelle provvidenze narrate in prin-

cipio di quesl' articolo.


i

La camera apo-

vacabili e li riprenslolica, che vendeva deva alle vacanze, se proprietari non ne aveano dcbilamenle disposto, a della epoca ne possedeva un buon numero , il quale nella restaurazione del governo ^nlifjcio di assai si aument, per essere
i

per obitiim, e insiedecano de'nominali prelati abbrevialori, non che sostituto di mg.*^ reggente della cancelleria. Inoltre il Santini, siccome peritissimo in questa materia, degnamente venne deputalo segreta-

mente dello

me

sostituto

rio di essa congregazione,alla

quale presie-

il

sullodalo cardinal Spinola qual pro-

naluraln)enle succeduta
titanio,

a'dirilli del

De-

datario,

ed in conseguenza nell'acquisto
i

Quanto
ice

all'operalo sui

quando era presente in Uoma. Luoghi eli 3J on-

eziandio di tutti
gli

vacabili liquidati.
la

E-

altri credili, in quell'articolo, a

Roma

per tutto questo, die

camera a-

ed a Tes(jriere ne ragionai, con notizie

postolica ha la
te de* vacabili

maggiore e principale pare ne ritrae il prodotto.

pure de' vacabili e de*

vacabilisli, nel

riferire l'origine della direzione

generale

Jndi Pio VII col moto-proprio,

Quando
i

per ammirabile, de' 6 luglioiBi 6, riconobbe come debito delio stato vacabili non liquidati, che sono superstiti ed e

Debito Pubblico. Anticamenie a' cavalieri di s. Pietro ed a'cavalieri di s. Paodel


lo
pi

vacabilisli, negli

^nni SanU\
delle

affidavano

la

custodia

PaPorte
i

sistenti, cio nel

ricordalo

modo

riferito

superiorn>ente. Nell'agosto 1 856, essendo


assente da Roma il cardinal Pietro Ugo Spinola pro-dalaiio, per cura di sua sa Iute, il regnante Pio IX stabil uno speciale

p.

Sanie (F.). Narrai ne'vol. IX, p. 62, X LI, 174 altrove, che sino e inclusive a*
anni del secolo corrente, coll'aller-

pi imi

nativa d*

un anno

e l'altro no, tulli


i

proprietari vacabilisli o
ti

da loro

sostituivestiti
laici

congregazione incaricala a prende-

ossia intestatari

erano obbligati,

re cognizione dello stalo de'singoli vaca-

deoeulemeule

in abito

da

citt se

A e

VAG
Corpus Domini
i i

99

ed in nDlfo talare e lungo se ecclesiastici,


d'intervenire con torcia di ceia accese alla

solenne Processione e

vano alla processione in discorso, solevano indossare l'abito de' conversi cisterciensi, in memoria di essi. Giunti vacao i loro rappresentanti processionalmente nella basilica Vaticana, si schieravano lateralmente in due linee nella nave di mezzo, dalla porla maggiore sino
bilisti

che celebra
listi

il

Papa. Adunatisi

vacabi*

nel gran cortile di Delvedere del


ivi

Va-

ticano,

erano esaminali sulla conve-

nienza dell'abito e della persona, da mg/ reggente della cancelleria apostolica e dall'

alla Confessione o altare

papale con lorss.

amministratore generale delle compo,

de

elevale, aspettando l'arrivo del

Sala

tiende della dataria apostolica


a presiedere al
sti

destinati
di

gramento portato dal Papa. Ricevuta


benedizione,
i

buon regolamento

que-

vacabilisti restavano in lo-

vacabilistl,

quali se non erano vestili

dccenten)enle,veuivano respinti colla perdila della torcia. Incedevano nella proces-

ro libert e partivano. Rilev Novaes nella Storia di Benedetto XIII, che nella

processione da

lui

celebrata nel
Il

1725,

sione
ing.*^

per

>

dopo

il

clero

romano

v'intervennero 998 vacabilisti.

contem-

vicegerente, seguiti da* procuratori


,

de'principi e de'baroni

o dagli scudieri

poraneo Cecconi nel suo Diario istorico, registr seguenti che incederono nella
i

pontificii e da'procuralori generali degli

I."

processione del
il

medesimo

nel

1723.

ordini religiosi.

Otto

chierici vacabilisti
1'

Dopo

clero e mg.' Vicegerenle, veniva-

per un tratto di strada sostenevano


ste del baldacchino, sotto
il

a-

quale proce-

deva

il

Papa.

Dissi pure,

licamente due
fizio di

frali cistcrciensi
i

che siccome auaveano l'uf-

no i vacabilisti che hanno uffici vacabili, con torcie. Sensali di Ripa. Porzionarl di Ripa. No tari Capitolini. No taro di

Tor di Nona. Nolaro de' Pro tono tari apostolici partecipanti.

Diplomi col piombo, onde venivano denominali Fratres de PlumhOy Fralres de Balla, Fratres Barbati, e lavavano il Cadavere del
bollare
pontifcii

Papa(^f''.),c\ che ora


di
s.

fanno penitenzieri
i

Pietro; trasferito

l'uffzio ne'chierici
il

No tari del cardinal Ficario, No tari del Fce Camerlengo governatore di Roma. Scrittori dell'Archivio. Collettori delPiombo.Sollecitatori apostolici. No tari dell' Uditore della Camera.Scrittori e Chierici del
registro delle suppliche. Scrittori del

secolari e ne'laici (da Sisto V,dice

Ciameorum locum^unus praelatus surrogatusfait, qui idem munus^per substipini,z

registro di bolle.
stoliche di

No tari

degli Uditori

di Rota. Procuratori delle lettere apo-

tuluni cxercere valerci. Ci deve iuten*


dersi de'due cisterciensi superstiti, perch

minor grazia. Uditore e Reg-

gente della Penilenzieria.

No taro e O-

eranvi anche

altri

piombalori delle bolle

stiario della Cancelleria de Consuetis.

contemporaneamente. Il celebre Bastiano Luciano veneto pittore, morto circa il i546, avendolo Clemente VII premiato eoo l'uffizio di Frate del Piombo^ avuto il quale non pi si trov in bisogno di la\orare, volle vivere a Roma in pace, efu denominato P^ra Bastiano del Piombo ebbe pure l'uffizio il celebre architetto Bramante, il quale fece un ordigno ingegnoso per improntare le bolle, e lo rilevai nel voi. LXVl, p. gS, ove riparlai de*
sigilli pontifcii,

Cavalieri Laure ta ni. Cavalieri Pii. Cavalieri del Giglio.. Cavalieri di


lo.
s.

Pao*

Cavalieri di

s.

Pietro insieme cogli


^

Scudieri senz'abito. Scrittori apostolici

Rescribendario con due difensori. Maestro dell'uno e dell'altro Registro. Custode della Cancelleria. Reggente della Cancelleria. Piombatori. Maestro del Piombo. Gli altri uffiziali vacabilisti incedevano ne'Iuoghi che vado a riferire,
togati.

e de'caralteri co'quali

si

con relazione anteriore e pi minuta. Nel i653 il Cohellio pubblic in Roma, iVbtitia

scriTouo

le bolle))

quando

questi

si

reca-

Romanae Aulac

OJJcialibus. Nel

loo
cap.

37

V A e De Datario Papa,
si

V
fra Tallre

A C

cose tlichinra: Et quoniniii


naiorcin

non omiies,

non porla ni bns, Scriptoret Apostolici to'j^oti. Rescribendarius rum duobus defcnsoribus. Magistri itrinsquc Registri.

lanicn, et nobilioieui [)arlem


1).

Oifcialium S.
tiss.

N. Pupae, ac Eniiiien*

Custoi Cancellariae. Regens Cancellariae.


tifi

D. Card. Vice Ciuicellario iiiseivienlem, qua potuimiis brevitate, ac fide letulmus ; quibus etiam cerliim locurn ia
ptdjlicis

Plumhatores

I\]

n gisti i plumbiScuhabituni, et Sol-

ri

Papae porta ntes

daniis. Procuratores

Oidinum. Procu-

actibus assigiialutn
ss.

uovimtis

ralores Principuin. Prociiralor Fiscalis.

praecipuae u l^iocessione
Cbristi a
fel. ree.

Corporis

Afh'ocati CoiisisiornU's. Sumniista. Secretarii. Cubicularii

Gregei

iucundum
refene
;

pittavi

io XIII non inbnnc etiam ordinem

extra Carne ram.


se-

Cubicularii
Clerici
creti.

Apostolici partecpantes.

ut bine,

si

quid

in

ninner, et

Sacri Collega. Cubicularii

ordine a nobis peccalum fuerit, correctio desumalur. Gregorius igilurXIll ad tollcndasdifllcullales,el dissensiones, quae

Cubicularii^seu CapellaniportanNobles, qui sedenl in gra-

tes AJitras.

dtbus Solii. Conservatores Urbis. Oraiores Princpuni. Seuator.

possenl exoriri

in

bis

publicis actibus,

Oralor Cae

ac elam

et

veneratione condigna tanti


l^ontificis

saris. Principes stanles in Solio.

Can-

Sacramenli, ipsius

quieti, et

celeri expeditione, actus

ante

augmen-

tnin caloris, sub poena excouimunicalioi)is

Papae. Abbreviatores, et Accoliti cuni coitis. Clerici Camerae. Audilores Rotae^ cani Magistro sacri Palati. Subtores

eo ipso incurrendae, banc poinpam

diaconi. Accoliti
pteni.
cenij

cum

candclabris seOstari ciini

per Olliciales
xit

Komanae

Curiae, et Gan-

Subdiaconus paratusportans Crii-

ctllariae Apostulicae ila explendainedi-

ad

eius latera

duo

anno

salulis

iSyS. Praecedenlibus
ordine suo, sequantur.

virgis.

Praelati parali.

Poenitentiarii

reiigosis, et clero

Abbates. Episcopi
dinales Diaconi,
pi.

et Archiepiscopi.

O-

Projcenctae Riparuin (ne riparlai nel voi. LXXXIV, p. 159 e 218: quanto
a' seguenti, ne' rispettivi vocaboli e ne*

ratores Praelati. Assistentes Papae. Car*

Praesbyteri, Episco-

tanti cbe vi lianno relazione,

ne ragioNotarius Turris JNonae.Notarius Prothonolariorum parttcpanluin. Notarli Ficarii Papae. Notarli Vice Camerarii. Scrptores Archivii. Scrptores Brevium. Collectores
no). Portionarii Hipac.
Pltinibi.

Duo Diaconi assistentes. Scutiferi cum fanalibus accensis. Milites aliquot s. Petri supplentes ad Baldacchinum
Accoltus
rii.
lis.

cum Navicula. Caerenioniacum duobus turribu^ Servientes armorum quatuor (MazAccoliti duo

Solicitatores

Apostolici.

Noet

tarii

Auditoris Camerae. Scriptores,

Clerici Registri Supplcado luim.

Scr-

PAPA sub baldacchino. Auditor de mitra medius inter duos Cubicula ri OS. Secretarius Papae. Medici. Prothonotarii cum cappis. Generales Orzieri).

ptores Registri Dullariun. Notarii


tlloruin

Au-

Procuratores literarum Aposlolicarum innors gratiae. Procuratores Contradictarum. Abbreviatores de minori. Scrptores literaruni Apostolicanw minor s gratiae. Auditor Poenitentariae. Regens Poenitentariae. Notarius Cancellariae. Ostarius
Rotae,
Cancellariae. de Consuetis. Milites Pii. Mliles Lilii. lli/ites s. Pauli. Milites
s.

clinum. Refercndarii. Servientes armorum, et Cursores cum suis maziis a porta Palata per viam Processioni s usque

ad portata s. Petri custodiant Proces sionem, et horteniur ad proccdendiim.


Ostiarii siniiliter

cum

suis

virgis

pureis, et

cum

eis Offciales

purde porta

Ferrea, et de Catena a porta s. Petri usque ad Altare similUer custodiant^ et non perni ittant aliquos ex ire e uni
loriiisj

Pclri sima l cuni Scuti feris habiluin

ucc eas extingucre^

nisi reposito

V
cem.

A e
Ponlft-

VAC
vissmas,

loi

Sacramento super Aliar per

Cneremoniarnm

Magislcr, ciim

qnae licet loqnatur in locis Montium Vacabilium, eadem quoque


ratio viget in Oiiiciis, ut in alia decisio-

lin'erendiss.

DD.

Cardiialiuni^ Diaco-

noritm Priore^ et Vice Camerario praemissiim ordinem ab servar i faciani ^ et

ne

Uomana

Scriptoriae
et in

i3 maii
alia

i583

coram Pamphilio,
Ofjcii lauizeratus
cis.

Romana

exequo mar. j4lque

linee

de Offcialibus^
Emincntiss.
et

coram Cavalerio de-

et Miiiistris inservienlibus

D. Card. Vice Cancellario^


cellariac

Can-

Apostolicae
il

dieta sufflciant.

Alque haec si vacent Officia per obitum. Si vero vacent per resignationem, quaerilur,an huiusmodi
per
tot.

6o3

Quindi conlinua
ti

Cohellio colle seguen-

re^ignalionis
et licentia

fieri

possint sine consensu,

nozioni, che sebbene non siano pro-

Papae? Negative respondeas,


isti aequiparantur usuFrunon potest cedere fructum
;

priamente da me poste al luogo loro, per non interrompere il suo racconto, le ri


ferisco

quia Ofliciales
ctuario, qui
nisi

per ultimo.
vel

Cum

autem

lii

vel

proprietario, ex iure civili

ita di-

per resignationem in manibus S. D. N.

cendum de huiusmodi
cardi naiis Tuscus, quia

Officiis

scribit

Papae,

per

morlem

tales esse desi-

horum

Ofticio-

nant, ut scribunl Gabrielius, et Rolan-

rum Papa
tur
in

est proprietarius, et ila

serva-

ex quo Leo X in ereclione seuampliationecollegii Praesidentium et Porlionariorum Ripaeairirmare non dubilavit assignationes redditutii Camerae, dus
a Valle
:

Curia.

Et

cessai hodie in

hoc

omnis omnino

difficultas

per ea, quae

sancita leguntur a Sixto

alienaliones et resignationes
vetuit, sed

V, qui neduni huiusmodi

et

Sedis apostolicae, (|uae fiunt huius-

eliam factas irritavit; quod

roodi Ofllciis, et Collegiis,

non

esse pro-

prie alienaliones, sed polius contractus

ad breve tempus propler liiiquidquid enioi Olcialibus (ut ipse ait) per Sedem apostolicam hoc modo conceditur, brevi manu ad eandem redite videlocalionis

manae

conditionis fragiiitateni;

me. Urbano Vili, conflrmaanno 1624. Et quoad Milites de Lilio, et aliorum Collegia in prvinciis iMarchiae Romandioliae, Umbriae et Patrimonii erecta, ut supra relatis
etiam a
sa.

tus invenies

constilutionibus,

in

manibus

Pontifici-

bus tantummodo
legio in

resignari, et

ab ipso

mus: non

inutiliter igiturquaeri poterit

impetrar! posse, novosq. Milites a Colsancivit Julius III.


licentia

primo circa vacationem per obitum^ si quis morte naturali non moriatur, sed cavili tantum, puta quia condemnatus est ad triremes? Et dicas Ofticium vacare, quia per huiusmodi poenam status civdis hominum mulatur, it aut non remaneat subiectum, in quo Ollcium persistal: ita Castrensis et facit texlus iuris
civilis;

Urbedumtaxat admitlendosesse An autem supposita


Papae, huiusmodi resignationes

Olliciorum, et

Locorum Montium

factae

per
et

minorem

suslineantur, atlentis pri-

vilegiis concessis in erectione

Mottium,

Otficiorum

Negative respondet Rota

alque

ita

servari in practica serii

apud Seraphiuum, quae loquitur in Monte Novennali. Leggo nel n.*' 44 ^^^ ^^^'
rio di

erit, si

Cherubinus iunior. Quid autem uris Tilius emat Officium huiusmodi vacabile in personam Gaii, reservato sibi
bit
sit

Roma

del 1807, che

nella

prola

cessione solenne del


fu l'ultima celebrata

Corpus Domim\ e
da Pio VII avanti
>*

dominio, ut quotidie
tius raoriatur,

in Curia,

si

Ti-

sua deportazione, v'intervennero


gli uftlciali
tri

tutti

pretium d. Ollcii erit ne an haeredeni Titii? Dicas esse haeredem Tilii, quia Caius liabet solum nomen, uldecisum invenies in Rota romana iater decisioues, quas vocant uuCaii,

della Cancelleria

e degli al-

Vacabili de'diversi collegi, e questi in


di

numero
cese ".

pi centinaia con torcie ac-

Occupata poi
la solt:nae

Roma

da' francesi

nel

8o8j

processione papale

J02

VAC
che
si

V AC
regnimi. Clic vaca senza possessore; e andice per similitudine d'nltrecose;

fu celel)rato dal cnidiiinl Antonclli de-

cano del sagro collegio, e da' n. /\c)e 5o del Diario di Roma che la nolilicono,

e di vuoto, secondo l'idea relativa. In

ron
sti.

si

nomina

1*

intervento de' vocabilis

materia di Carica^i Dignit^ di Beneficio ecclesiastico,

Bens dopo vari anni

tornarono ad
ove pass
n.

significa

che non

esporre

gli arazzi di Rofiaello,

"occupato da un Titolare (F.).


ficio riputato

Un

bene-

la precessione.

Nel

1809

il

44

^'^^

vacante in Curia

Diario di Roma appena dice, che nel 1.** giugno la solennit del Corpus Domini fu celebrata con processioni dalle patriarcali e altre chiese. Nel mese seguente il Papa fu deportato, ed vacabilisli non pi intervennero alla detta proi

quando il titolare muore in 20 leghe o 2 diete da Roma, bench non


si

romana^ Roma, od a
caso.

trovi

Italia

se
a'

non per

il

Papa che nomina


corte di

benefzi vacanti

in

Roma

per morte. Dicesi

Sede

cessione pe' surriferiti motivi. Nel


il

i855

Cimento^ Rivista di Torino, scrisse e pubblic 8 articoli maligni intorno alle

P'acante (F.), la vacanza del Pontifica^ to (V.)i del Vescovato (V.) e simili. Vacano benefizi non solo per Morte, ma
i

per Promozione, Rinunzia^ Rassegna,

Finanze

Pontificie. Considerali
il
i

come

governo papale, giornali libertini, come li chiama la Civilt Caltolica j ne menarono trionfo. Questo fu breve, imperocch la Civilt Cattolica nel t. I della serie 3.', uno ad uno, capo per capo, li confut con opportune
accuse contro
disquisizioni lodaleda'saggi. Nell'art.
il 7.*^

Deposizione (V.) ec. VACANZA, Facatio.


Titolare

Si

prende per

benefizio P'acante (P^.) e j)er difetto di


(P^.) legittimo^ anco in una caprende per Ferie e Feste (F.), sospensione di Scuola e di Tribunale

rica.

si

(F.). Per vacanza di scuola particolare o


di

Universit

si

ceferiorj e vacanza di

Cimento prese

di

mira

Vacabili^
1

3 giorni,
nali

Scholae vacant in triduum.


di affari forensi, de'

qualificandoli soggetto d' ilarit

e con

Per vacanza

Tribuper
le

ridere di alcune denominazioni de'

me-

<7//?o/7z<t,

massime

degli

Uditori di
gli

desimi, che disse misteri sepolti in recondili ripostigli


;

Rota, sono a vedersi

tali articoli

paese del
fcio,
i

mondo

dimenticando che ogni ha propri nomi d'uli

diverse denominazioni. Presso

antichi

romani eranvi due

sorta di vacanze,

quali talvolta agli

altri

sembrano
lin-

ordinaria, e l'altra straordinaria.

una La i.*

strani,

come

inusitati

dal
il

comune

avea luogo per certo numero


dell'anno, ch'erano da

di giorni

guaggio.

Ed

allernando
il

riso, co' frizzi

tutti conosciuti.

e lo scherno, dichiar

Debito Pubblico

pontificio, arbitrio, dilapidazione e peg-

La straordinaria non avea luogo che in tempo di turbolenze e di guerre civili ;


allora
il

gio; oltre in cadere in molti spropositi,

senato stabiliva che

tulli gli af-

su quanto

si

credeva pienamente infor-

fari cessassero, e

non

si

dovesse pi

amri-

mato. Anche su quesl' articolo ragionevolmente rispose la Civilt Cattolica.

ministrar

la giustizia

finche

stabilita la tranquillit.

non fosse Cos avvenne

al-

Quanto

a*

Facahili ed

ai

Vacabilisti^
d* erigersi in

lorch Cesare pass

pare che il Cimento innanzi

Rubicone. Tale sospensione chiamavasi anche rerum pril

severo censore fosse in debito d* erudirsi


ne' notissimi tratlatisti, fra' quali Cohellio

latio e

zione del vocabolo


nel voi.

judiciorum indictio. La derivaFacanza, la riportai

De Luca sono
non
si

d* universale cogni-

LX,

p.

64

e altrove.

Abbiamo

zione; e cos

sarebbe esposto ad

esser segno di rimproveri e di biasimo,

qual prosuntuoso Aristarco.

Feriae Juveniles Petri Servii, nelle Miscellaneae Antiqui tatum Romanorum, p. 1881. Feriae Aestivales Petri Fri'
dericiArpii, sive

VACANTE. Facans^f^acuuSy Inter'

suorum scriptorum hi-

V AC
Hambiirgi 1726. Ferine Aatiimnalcs Jos. Ant, de Januaro post rcditurn a Repuhlicafurisconsultoriim,NQa'
storia^
|)oIi
li

VAC
nel
t.

io3

Inoltre \Faccarizia^\ li-alla dall'UghelI, p.

i335,

in

un documento dei
si

vescovi di Troia, in cui


flni di tal citt colle

assegnano

cou-

1752 e

767.
o

seguenti parole. Ita-

VACCARiZiA
ri ria.

VICCARr, Faccadi Nnpoli,

Sede vescovile del regno

que nec Faccaricienses Trojanis^ nec Trojani Faccariciensihus herhaticuni


vel dent, vel accipiantj vel quicunique extraneusfuit Trojae,fuit Faccariciae^ ad hahitanduni sit sub eodemjure, et de omni herbatico ejctraneoruniy quod est

nella provincia di Ca[)il.inata, nella


iiia,

4 miglia

lungi da Troia,

Daucome vuo-

le

il

Sainelli,

Memorie degli arcivescovi


p.

di Benevento,
ni

258. Egli dice essere


i

stata l'antica citt nel luogo die

paesa-

commune
cienses,

chiamano Caslellaccio,e che

si

vedono

in ter Tr o/ano s, et Faccari' haheant ec.Osserva SarQelli,cbe

le vestigia della

rocca e di sue muraglie.

se dalla distrutta Vaccarizia


gli abitanti

passassero

Perci non crede che Vaccarizia sia Viecari o Biccarij luogo pure situalo nulla
diocesi di Troia, capoluogo di cantone con collegiata e molte altre chiese. Nella bolla emanata nel gennaio io58 in Monte Cassino da Papa Stefano X, nel dichiarare suiFraganea di Benevento la chiesa di 7Voirf(nel quale articolo ho parlato del recente smembramento di Foggia e

a edificar Biccari
i

6 miglia
nomi
dei

lungi da Troia verso

monti, non nolo,


i

ma

verosimilissimo. Ignoransi

vescovi che occuparono la sede di Vaccarizia,

e solo

si

conosce che

la

sede vesco-v

vile e la diocesi

furono unite a quelle di

Troia.

VACCI A (Faccien). Citt con residenza vescovile dell'alta Ungheria, nel


circolo Cisdanubiano,

sua erezione in vescovato), vi aggiunse

capoluogo

di co-

anche Ficcari, Leandro Alberti nella Descritione di tutta //(^^//V/, rimarcando bioghi presso Lucer e gli Apennini all'oriente, riferisce esservi Viccari e detto da
i

lui

Biccarino. Di Faccaritias\ parla nella

s. i^o^f^, e riferita neW Anecdota Ughelliana nel t. io, p. 4i5dell'/talia sacra j e Ira* vescovati deperiti et antiquati, nello stesso 1. o, p. 1 8 VaC' cariciensis seuBaccariciensisEpiscopatuSf riportando un atto di Roffrido o Goffredo arcivescovo di Benevento del 099, ragionando del monastero di s. Aroncio

Cronaca di

o 5 miglia da Buda, nella marca del suo nome. situala itt amena e piana situazione, sulla sponda sinistra del Danubio, che in queista parte forma r isola di s. Andrea mille et sexcentwii enunierat domos,atque aduodecini cir citer minibus inhabitatur catholicis insecondo
altri
;

mitato, circa 8 leghe al nord di Pesth,

r :

colis,come leggo nell'ullima proposizione


concistoriale. Tra* suoi edifzi distinguesi

la

cattedrale di magnifica ed elegante

struttura, sotto l'invocazione dellaB. Ver-

gine Maria e di

s.

Michele Arcangelo, ia

martire, in cui

si

legge: (juod constra-

ottima condizione.
le

Ha

il

fonte battesima-

cium est prope CasteLlum Baccarici juxta fluviam, qui nominarla maioruni nostrorum tempore, ah omnibus solehat Jlunien Acelonis, moderno auteni tempore nominatur /lumen Tirenuni. Nella stessa Cro/ififc^ si nomina Faccaricia, in UQ diploma di Pasquale U a Madetmo abbate di s. Sofa di Benevento, emanato ia Capua a' 27 ottobre 1 102, nel quale tra*
luoghi soggetti alla badia
si

la

cura d'anime amministrata dal


Il

proprio parroco.
di

capitolo

si

compone
il

5 dignit,

la i. 'delle
1'

quali

prepodi altri

sto

maggiore,

altra dell'arcidiacono e-

sercitala

prebenda penitenziale, e

7 canonici compreso il prebendato teologo, e di due cappellani inservienti all'

uffiziatura divina.
il

Non molto

distante

dalla cattedrale

magnifico episcopio,

ricorda

apud

bisognoso di riparazione. Vi un'altra


chiesa parrocchiale col batlisterio,diverse

Faccariciam monasterum s, Bencdicti.

io4
ciiei^e,

A e

V
La casa

3 conventi di reiglos,iin ragaltre gnarilevole seminario, l'ospedale, scuola


di sordo-muti e altri slabilimeiiti.

Iccitndlnee vigilanza, n fine di lenere da


essa lontani gli errori degli 'retici e scisinnlici confinanti

colla

medesima

ac-

del

comune

riinnrclievole. Vi stabilita

compagnata da uno
<li

^elo incomparabile
la cattolica

un' eecellente scuola militare^ una cartiera e

n)antenere e ddalare

re-

grandi inercali

di besliatne, per-

ligione. Egli era

ch esercita un conveniente traHco per l'abbondanti produzioni del feracissiuio suolo, e per T eccellente bestiame bovino e cavallino, che nudresi nel suo territorio. Da' molti armenti si trae la lunga e
ruvida lana, che dicesi schiax^ina^ e serve
])er

comprotettore delloGerUania, de' regni e duminii di casa d'Austiia,

presso
s.

la

s.

Si\{\
1

come pure
s.

del-

l'ordine di
ria di

Paolo

eremita, e di

Ma-

Camposanto

delle nazioni

teutoni-

ca e (annninga. Intervenne a'conclavi pei'

grossolane coperte e mantelli. Vaccia

r elezioni d' Innocenzo XIII , BenedeLlo XIII eClenienle XII. Mor in Vaccia a' 18

o WailzenoWaatzeno Wals, in ungherese

giugnoi734

e fu sepolto

onorevolmente
ritirato

Wacz, ed

in latino

P^aciuni, secon-

nella sua cattedrale. Ivi erasi

do

alcuni fu edificala nel


1,

1076

dal re di

menar

vita mortificala e penitente, sin-

Ungheria Geysa
i<]84
la

e presa da' turchi nel

rovinarono e quasi distrussero.


la

golarmente per lo scrupolo che gli era rimasto fitto nel cuore, per aver datoin no-

Ma

siccome
ili

sede vescovile vuoisi eret*


dal res. Slefano
I,

me dell'imperatore
calo contro
tizie
il

l'esclusiva al pontifi-

la verso

000

e quin-

cardinal Paolucci.

Le No-

di fatta

sudraganea della metropolitana

di

Roma

registrano

seguenti suoi
Vaccia. Nel

di Strigonia o

Gran, e

lo lultora, cos

successori nel

vescovato di
d'

sembra meglio allribuirne l'edificazione al duca Geysa padre di s. Stefano I, verso la fine del precedente secolo X. Fra' primi vescovi merita special menzione
JJtefano de'conli
se,

J735 Michele Carlo

Althann, probadi

bilmente nipote del precedente,


l'

Rlo-

schlanarcidiocesidi Praga, trasferito dal-

Vancha{V.) ungherere Bela IV, che

arcivescovato di Bari. Nel 1757 Paolo Stefano Foignch di Cseitha arcidiocesi di


i

nominalo dal

govern

Strigonia, tiaslatoda Varadino.Nel

760

la diocesi

per 12 anni con mirabile zelo,


nel 1244^1*^'

Carlo

Esterhazy de Galanlha di Predi Strigonia,

indi da

Papa Innocenzo IV

sburgo arcidiocesi

Nel 1762

sferito all'arci vescovato di Slrigonia,

edal
2 52.

cardi nalCristoforo ileyi//g^t5zzz(^.)arci ve-

medesimo crealo
Il

cardi tiale circa

il

vescovo Stefano Broderico nel i526

scovo di Trento, dichiaralo amministratore. A suo tempo Pio VI eman la bolla

coir arcivescovo di Slrigonia coron in re d'Ungheria Giovanni Zapolski. Sigi-

Ex injuncto Nohisy
Bull. Roin. cont.
tio et
t.

degli

8 agosto 17 87,

6, p. 75:

Approha-

smondo
Vienna

de'conli di Kollonitz (^^.)fu ve,

coifirmalio

nonnullorum dccre'

scovo di Vaccia

indi i." arcivescovo di

e cardinale.

Michele Federico de'

conti iVAllliann (^.),

neliyiS fatto da Clemente XI uditore di Rota e poi vescovo di Vaccia , indi nel 1719 lo cre cardinale colla ritenzione del vescovato, seb-

loriun a cardinal iVgazzi archiepiscopo episcopo J^accicnsi adininislrator, pr nicliori giibcrnio siiae dioecesls. Nel 1788 Francesco Saverio Spleny di Fer* naye diocesi d'Agria. Nel 806 Carlo Ami

bene destinato a vicer di Napoli, dove con apostolica intrepidezza si oppose al


regio tribunale
,

brogio Ferdinando arciduca d' Austria, nato nel 794, cio di 1 2 anni con dis[)eni

sa apostolica.

Nel

808 Ladislao Raman-

che pretendeva di so-

spendere l'esecuzione delle bolle e brevi pontificii senza il Regio cxcqiialiir. Portatosi alla

hazy di Nilria. Nel 1823 Francesco di Paola de'conli Nadasdy de Fogaras di Vienna, nel i845 traslato all'arci vescovato di Colgcza.Narrai nel vol.LXXXlII,

sua chiesa^ mostr grande sol-

V
nemente
in

D
1

V AD
85
eli
1

io5

p.i/\2,c\e ricev nel giugno

solen-

Colocza

il

nunzio

V^ienna,
l'arcive-

Ola cardinal Viale Prel;

ma

scovo essendo poco dopo morto, mg.'


lonzio nel sellendu e torn in Colocza a

che ne difende T ingresso. Il benemerito d. Palenone Bima canonico della cattedrale d' Asti, nella Serie cronologica degli arcivescovi e vescovi del
ciUadelIfi

celebrargli

il

funerale, colie formalit e

che raccontai. Pio IX regnante nel concistoro de'5 setlembre i85i <li termine alla sede vacante, con preconizzare vescovo di Vacintere.ssanti particolarit
cia r attuale

regno di Sardegna^ pubblic a p. 1 4 Cenni storico critici sull^ antica sede di a do nella. Liguria da servire di schiarimento alle notizie relative alla sede di Savona, senza per in nulla derogare a
*

cpianlo avea scritto nella serie de'vescovi


di

mg/

Agostino Roskovany
s.

Savona

che

io in

parte seguii e col

di

Szinne diocesi

di iSzalmar, <lotlore in

Monti. Si dichiara grato alcau. Domenico Navone d'Albenga per


lui le

teologia, gi rettore e prelielto degli sludi del seminaiio d'Agria, vice-notaro di


cpieila

memorie a

trasmesse, ed estratte dall'opera mss.

metropolitana e assessore del condiocesana,


s.

del p. Pietro Paganelli e da altri autori

cistoro, segielario e cancelliere arcivescovile, prefello della biblioteca

eruditissimi,

le

quali servirono ad agevo-

lare le sue ricerche

per chiarire e illu-

cappellano aulico onorario, abbate di

strare
tria,

un punto

di storia ecclesiastica

pa-

Andrea deSaary, canonico


ta

lettore di detvi-

senza per in tutto seguirlo, lo poi

metropolitana e nella sede vacante

cario capitolare; dotto, prudente, pieno


d'esperienza
,

degnissimo del vescovato.


tassalo
ne' libri
in fiorini

mi professo gralissimo ad ambedue, per che mi propongo darne, senza fatica. La situazione dell'antica Vado in
l'estratto
sito di

Ogni ntiovo vescovo della camera apostolica

per natura paludoso,


e

le

die

il

nome

5oo.

Sabbatum,
1

da vari
ne

scrittori antichi

La diocesi occupa lo spazio oh' fra il Danubio e il TiI)isco, e si protende in lunghezza per 3o miglia, e pi luoghi e
molle parrocchie comprende.

chiamasi J'ado Sahbatuni.Vnr\^2V?i\o\e


Lotario
e re d' Italia
fa

special

men-

zione nell'editto pubblicato nellSSo, on-

de far eseguire nel suo regno


concilio

il

decreto del

VADO SABAZIO,
scy

CasLnim VadenC'Ulx

Vaduni Sabbati uni.

vescovile

antica della Liguria, lungi 3 miglia

da

Savona, oggi ridotta a piccola vdla, fu un giorno cill fiorentissima ed ebbe alcun

romano, celebralo da Papa Eugenio II neir826 per le pubbliche scuole de'giovani chierici, ordinando che: a Pavia debbano recarsi alla scuola di Dungaio da Milano, Brescia, Lodi, Bergamo,
JNovara, Vercelli, Tortona, Acqui, Genova, Asti e

tempo
nova

la

sede vescovile.

Il

eh. prete Se-

meria nella Storia ecclesiastica di Gee della LigJiria,


la

Como;
la

in Ivrea, che lo stesso

chiama

picco

vescovo faccia
rino,

scuola a'chierici; in

To-

la terra,

famosa a'iempi della romana repubblica per accampamenti militari, pati ia di somni personaggi, sede episcopale ne'primi secoli della Chiesa.
1

che concorrano da Venti miglia, da

Albenga, da Vado, da Alba. In Cremo-

geografi

na iinparino que'di Reggio, di Piacenza, di Parma, di Modena ec". A questo decreto o edillo appoggialo Muratori
,

l'appellano

Jado

Sabata^ borgo e picdivisione di

af-

colo porlo degli

slati sardi,

Genova, sulla costa occidentale del golfo diGenova, con rada eccellenle.l suoi 2000
abitanti sono quasi tulli pescatori. vedono nello spazio fra Savona etpieslo borgo molli ruderi, vestigio d'antica

pili

Si

ferma che le cilt in esso ricordate fu-^ rono le pi illustri, e rallegrossi con Vado che in que'tempi fosse citt fiorentissima. Sia comunque di loro opulenza, certo che tutte le nominale cilt erano
vescovili. Nell'alto di

fondazione del

mo-

grandezza. Sopra una rupe torreggia

ia

nastero di Spingo, seguilo nel

991 nel

,o6

VAD
si

VAD
scovo di Savona (e per tale
l'

castello di Visone,

prescrive all'abbai
il

avea regi-

le di ricevere la consagrazioiie e

crisma

strato nella Cronoloi^ia dr^est'ovi di Sa-

dal vescovo della chiesa di Vado, KpiscO'

vonn), e che non debba confondersi con

pi s. Fadenss Ecclesine. Mg/ Domenico Giorgio nell'aureo libro, De antiquitiileltaliaeMetropolihus^ exercitato hi-

Martino vescovo

d' Aleria,

u con Marnella sede

tino predecessore di

Montano

savonese. Avvert l'Ughelli, nel dire


I

Mon-

;r/or/c^,Roniae 1 722, nel cap.

22 forman-

do un catalogo
gf-tte alla

delle sedi

vescovili sog-

tano .vescovoconosciuto di Savona, che questa sede era gi celebre a'tempi di s.

metropolitica giurisdizione di

Ambrogio,
di pastore.

e per
Il

Milano, estratto dal codice


pilato tra
il

Tuano com-

can.

conseguenza provvista Bima concorda con

989
,

il

1000 annovera AcBergamo, Bre,


,

qui, Alba, Albenga, Asti,


scia
,

Coir

Cremona

Genova

Ivrea,

esso che non lo sia stalo di Vado , cio che non abbia fissato la sede in Vado. Pisano trovasi registrato negli atti del

Lodi, Novara, Parma, Reggio, Torino,

conciliabolo tenuto in

Roma

nel

963
ve-

Tortona, Vado, Vercelli, Venliiniglia.


Il

contro Giovanni

XII,
fia'

solloscrillo
di

che
Il

di

pi comprova l'esistenza della

scovo

di

Soana

vescovi

Tosca-

citt e

vescovato di

Vado

in delta

epo-

na

e lo slesso Ughelli afferma che die-

ca.

can. Navone, con l'Ughelli, Italia


l.

tro inchiesta della serie de* vescovi di

sacra,

4^ p-

del 1719),

oo3 (o p. 780 dell' ediz. Smonenses Episcopi, diceche

Soana pu

gli

venne notato anche Pisano,


il

darsi che

Baronio, fdandosi
atti di

sederono

sulla cattedra di

Vado: Monta-

di

edizione poco accurata degli


fra*

601 primo Sa^'onensis Episcopus), heueeUo (Episcopns Vadensis, quod idem est,acSavouensis,fIorui tanno 680 per tale Io riconosce pure il Senieria), Giovanni I, Pisano, Giovanni H, Bernardo (per la cui opera singolaruen*

no

(del

detto conciliabolo, leggesse


toscani

vescovi

anche Pisano vescovo


(la

di

Savo-

na

invece di Soana

quale in latino

le,

dice Semeria, nel


la

cata

sede episcopale di

994 venne trasloVado a Savona),

Soanen, e Savona Savonen), tanche in diverse accurate edizioni si del Baronio che del conciliabolo, Pisano dicesi vescovo Sanese, e non di Vado o Savona: ma per escludere Pisano dalla
dicesi to pi

Giovanni 111 e Giovanni IV, con cui concorda Verzellino nelle Memorie di Sa* vona. Il Risso, altro storico di Savona,
pelle sue

serie de' vescovi di

Savona,

fa ostacolo la

sottoscrizione fatta in

Genova

dal sacer-

Memorie Savonesi, ne aggiuni

dote Decupis munito di procura dal vescovo di Cislerone del 964, in cui si sottoscrisse:

ge 4^5. Eugenio, Adniando, Berardo, Fevescovi di lice; cos sarebbero slati 12

Ego Pisanus liwnilis episc. Sa^


Navoi

vonensis. Giusta l'asserto dal can.


ne, esclusi
detti

Vado.

Il

can.

Bima

ritiene in vece, aps.

due

vescovi fra'pastori

poggialo a pi certi documenti, che

Eugenio, Montano, Amando, Berardo, Felice, Pisano, non furono mai vescovi di Vado, perch crede di non errare riducendoli a'seguenli. i.** nel 680 Benedetto; 2.nel

di Vado, sarebbe Benedetto il i." vescovo che si abbia certezza dell' antica Va-

do, e
a

il can. Bima ci si accorda quanto Vado, sebbene in alcuni rass. si trovino alterati nomi propri della sede de' vei

Giovanni II; 999 Giovanni III; 6."* nel 1004 Giovanni JV. Il Coleti vuole Montano vescovo di Aleria o Sagona in Corsica, e non di Savona. Ma il can. Bima ha argomenti per
riteoere che

940 Giovanni I; 3. nel 967 4."nel 992 Bernardo; S.^nel

scovi sottoscritti al detto sinodo

massi-

stampata dell'Arduino, in cui si fa vescovo della chiesa Valvense , e rOlstenio lo fa vescovo Albense; ma Valva o Balva, citt dell'antico ducato di
la serie

me

Spoleto, avea

il

suo vescovo Chiarenzo

Monlauo

fu

realmente ve-

sottoscritto allo stesso concilio romutio

V
con

D
ducato; Benedetto

VAD
longobardi e
s'
,

107
,

alili vescovi del

irapadroi del regno

il

poi solloscrilfo con

Mansueto metros.

polita milanese e gli altri vescovi di Li-

che seiidiia pih probabile poich da* franchi venne distrutto anche T antico
castello

guria

hnmilis Episcopis

Ecclesiae

Savo. Caduta cos

la

potenza lonunita alla viil

Falvenss^
gesi

ma

nel codice Valicano leg-

gobarda, fu l'antica
cina Savona, e
il

Vado

Vadensif^

come not

Ughelli, ef<i

come opina

can.

Bima,

imperizia de'copisti di scrivere Falvensc.


11

vescovo

tra'^feri la

sua sede in Savona,

Yerzeiiiiio assicura, che collazionati

a cui le sventure di

Vado

diedero increopi-

mss. del concilio


sisj

romano si trov VadcaBadensis, Bandenns scambiala la


^

mento

di popolazione, di splendore e di

autorit,

non essendo ammissibile


la

l'

B, perci doversi riconoscer Fado^ che il Natali nel suo catalogo dice essersi chiamato Castrimi Falettera

F colla

nione d'alcuni che vogliono far credere


i

vadesi fondatori di Savona,

quale gi

esisteva a'iempi d'Augusto, ed assai rino-

dense o Fandense. codici Vaticani chiaramente riportando P^adeiise non vi dubbk) che Benedetto sia il i.^vescovo di
1 ,

mata

pel suo castello ricordato

da T. Li

vio e da Slrnbone; bens era pochissimo

popolala, riferendo P. Forte nelle Noti-

Vado, che con sicurezza


re aver
ivi

si

possa all'erma-

fissata la

sua residenza e as-

tal titolo. Stando alle nominale memorie sarebbe il 2.** Giovanni l che aTrebbe seduto nel 94^? trovasi per sottoscritto in antichissima pergamena del gyy E^opeccator liumlisJoannes Epscopus Fadenss et Savonen, ratificando una donazione o privilegio del piedecessore Pietro. Duncjue non Denedetlo, ma Pietro sarebbe il predecessore a Giovanni I, e questo il i.** che fiss la sede in Vado e ne assunse il titolo congiunto a quello di Savonaj dunque sar vero che

sunto

Savona: Augmentiim coepit Savona ex civilatis^qiiae dicehatnr Fadoruni Sabba tioriitn. La citt di Vado, gi s pozie di

tente, venne ridotta a piccolo paese

pass

la

sua gloria e potenza a Savona,

per cui chiamasi anco Sabazia, perch


succeduta a VadoSabazio. In tale circostanza
il

vescovo Giovanni
la

11

pens di

traslocare
la

sede vescovile in Savona nels.

chiesa di

Maria

di Castello, e prose-

gu nondimeno a intitolarsi

Episcopus
:

come nota Ughelli Aliquando appellatur Fadi Episcopus, aliquando Savonensis^ nonnumquani Fadensis
^

l'

eell'intervallo di circa

3oo

anni, tra Be-

oedelto e Giovanni

I,

sia stata la

chiesa

savonese Bernardo, che dot


di

troque titulo insignitur. Gli successe il il monastero

Vadense governala

dal proprio vescovo

S.Eugenio

sull'isoletla di Ber/ezzirinrj-

di Savona, nel cui distretto trovavasi, e

che non abbia a'raedesimi piaciuto assumere il titolo di Vado. 11 3. sarebbe quindi Giovanni 11 longobardo, che in pi luoghi si soltoscrisse Episcopus Fadenss et Savonensisj e l'Ughelli asserisce averne
trovato
il

ove vi costitu una quanmonaci che chiam dal celebre monastero dell'isola di Lerins in Provenpetlo a
tit
d^i

V^o,

za.

Al successore Giovanni

III,

espulso

dalla sede,fu sosliluitoGiovanni

dine

di

nome

ne'registri Vaticani. Di-

soffriva
lita di

IV d'orArduino re d'Italia, perch mal che si fosse associato al metropo-

strulla poi l'antica

Vado,

sia

da Lotario
tal

re de' longobardi (non esiste

nome,

d'Italia, e

Milano nel riconoscere lurico re questo essendo tulio dedito ad


fine ad ogni vertenza ini

forse dovr dire Luilperlo e meglio Liutprando) spugnalore delle citt restate
fedeli all'impero d'oriente,

Arduino, pose
fni di terreno.

sorta tra'vadesi ed

nolesi relativa a'conil

come

preten-

Conclude

can. Bima, col

de taluno;
nire
i

sia

da Carlo

Magno

per pu-

vadesi della resistenza a lui fatta,


sccsu iu Italia vinse
i

quando coTiauchi

Monti nel suo Compendio di memorie di Savona, che la citt di Sabazia (cio Vado de'Sabazi, e diverso da Sabazia etru-

io8

VAD
na

V
cele!)i'a la festa

AD

scn succeduta da Trevignano, di cui nel voi. LVIII, (>. I iS), alilo pi non avea

die

il

nome

diocesi; che

zio trasfer

e il (itolo di capo di questa Uernaido vescovo da Sabala sua leidcnza a Savona e


,

n*i6 luglio, giorno fenato pe'savonesi a tempo di Verzellino. Il che fa credere al can. Dima, che circa il G-20 Vindemiale ed Eugenio chiamassero alla fede cristiana
gli

abitanti di

Vatal

nel
sti

995

ottenne da Gregorio
fosse dichiarata

V (ma queSavona ca-

do ed

vicini paesi.

Soggiunge, che da

fu eletto a'

3o maggio 996) che eoo

suo diploma

epoca indietro non par credibile che i vadesi fossero prowisli di sede vescovile,

p e
sati
i

residenza del vescovato, essendo ces-

perch
le

in tanta copia

motivi che indussero IVatanalio nei


la traslazione
I,

statii gentili,

ed

iss.

non vi sarebbero Eugenioe Vindemia-

575 a chiedere da Savona a Vado da Papa benedetto


poco and
in disuso la

ed a poco a
di

nistero in

non avrebbero assunto l'apostolico miun luogo provveduto di pasto-

denominazione
1

re legittimo, perch giusta l'antica disciplina della Chiesa d'occidente, solevasi

rado^ ritenendo solamente la / e antica imanendo a Vado un solo (li Savona


,
1

spedire zelanti ecclesiastici a

promul-

uciprete, che con autorit precaria sotto

vescovo di Savona governava quella chiesa. Dice ilcan. Bilua, premesse queste critiche osservazioni sulla citt di Vado, e sui vescovi che ivi (issarono la loro residenza, pare opporla giurisdizione del

garrEvangelo,e formato un numero ragguardevole di cristiani loro davasi un


vescovo proprio.
can.

Da questo

racconto,

il

Navone vorrebbe escludere ogni vescovo sia a Vado, che a Savona prima di
tale epoca. Invece
il

can. Bima, convenenesistessero vari ido-

tuno dare qualche

notizia sulla sua chie-

do che

nel secolo

VI

sa. In quasi tutta la Liguria, e

specialmen-

latri nella

popolosa

citt di

Vado

e paesi

te in Vado, citt popolalissima, molli e-

lano gli adoratori delle false divinit sul cominciare del secolo VI, e narra il Uuiiiart neir istoria della persecuzione

vani

non nega la gloria a'ss. Eugenio e Vindemiale d' averli richiamati alla vera fede, in uno a'traviati; ma che non avesse Vado il suo vescovo, ed i paecirconvicini,
si

dalica, riferito dal can.

Navone, che

re

circostanti nella persona del vescovo ti-

*\t\'andali ilominalori dell'Africa, settari

tolare di

Savona

nel cui dislretto era


la

il

ariani e nemici de'cattolici, cacciarono

Caslrum
tuzione
pi

P^adense, e che tale fosse

di-

in esilio sul principio di detto secolo (data contrastata pel riferito nel voi.
p.

sciplina della Chiesa occidentale nell'isti\g

LXXX,
i

Fescovati^ dice esistere tropLiguria (Ino da' tempi apo,

87, e regione
vi

in tanti articoli),

vescovi della

argomenti per opinare diversamente.


alla

fedeli all'ortodossia, fra' quali

Quanto
stolici

gloriosi
ti

ss.

Eugenio e Viudemiale (il


s.

JVIon*

era provvista di vari vescovi


s.

per

aggiunge
in

Fiorenzo o riorentino
d' essere stati alcuni

deputazione dell'apostolo
ivi

Barnaba che
la

d' Utica), che

dopo

predic

la

fede di Cristo, e
l'

stessa
i

anni

Corsica passarono in Vado, e qui-

sede di Savona

avea ricevuto nel 3 2

vi convertita alla

fede gran parte del po-

polo, Viudemiale ritorn in Corsica, ed

Eugenio
quale

si

ritir in un'isuletla

distante
la

circa 1 miglia dal castello di

Vado,

esiste divisa dalla villa Berzezzi, di


il

da Papa s. Melchiade nella persona d' Imerio , e l' imperatore Costantino I nel 3 3 la dot; ed perci che Vado e paesi convicini aveano il vescovo in quello di Savona, sotto la cui giurisdizione troI i

cui porla

nome, per un piccolo

tratto

va vansi. Vero per, che infierendo


dosi

il

di mare, in cui tuttora esistono le rovine

furore degli ariani, e mal sicuro trovanil

d'un antico monastero ancora celebre pel soggiorno che in essa vi fece s. Eugenio,
divenuto proiettore della vicina IVoU che

vescovo di Savona, ricorse Nata-

nallo a
la

Papa Benedetto V per

trasferire

sua residenza io Vado, citt ben dlfe-

V
sa e
i;iii

D
,

V
per
serie
lia

109

pnpnlnta

e ne ottenne facolt

una Alipi and diacono, a'5 agosto 588, per un


ellelhi la iraslocazione. Si
falla in

convenzione

Vado con
il

certo

fondo rustico, senza die


assunto
il

vescovo avesse

da Montano, circa 3ooann prima del Zuccarello, e 3oo dopo la pubblicata dallo stesso can. Rima; ma, come dissi, afferma che gi altri esistevano prima di lui, ignorandone il nome, il che prova ia
qual conto abbiasi a tenere
del Zuccarello.
il

luogo re?idenziale,ritenendo quello diSavona, come fecero suctitolo del


i

catalogo

cessori suio a BenedeltOjche sarebbe stalo

VAGARSCIARAT
BAT.
meno.
/^.

assumere il l'\io\o iV Episcopus Fadensis^ e ad unirlo all'altro di Savoncnsis. Riferiscono Sanmartani, che i sucil
I

.hd

o VALASCIAEzMiAziN e Patriarcato Ar-

VAHABITI

VECABITI.

Setta ara-

cessori di Benedetto, Annecio,


giulfo,

Remo

e I-

passarono gran parte del loro goin

verno

Genova, da dove provvedevano

ba maomettana , numerosa e bellicosa, della quale ragionai a Maomettismo e Turchia. Quanto a'Ioro usi e costumi si
legge

a'bisogni della chiesa Savonese e Vadese,

un erudito

e interessante articolo

e ci per evitare l'eretico furore degli a


riani, divenuti pi fanatici e crudeli.

Ne

vale a confermare
il

la

contraria opinione
la

1. 14> p- ^3, di cui credo opportuno di darne un cenno. Le trib arabe denominate vahabiti o veca-

n^WAlhmn

di Romciy

dire,

che non trovasi

chiesa di Savo-

na ricordala nel concilio di Milano del 45 1, e neppure farsene menzione nel catalogo Tuano. Diifatti Frodonio litolare della sede savonese nel 4^ non pot intervenire a detto sinodo, perch secondo
i ,

occupano tutta l'Arabia centrale, va* poco conosciuta agli europei prima delie guerre del celebre MehcmetAl vicer tV Egitto (F,).S\ crede che la
bili,

sta regione

principale trib de' vecabili derivi diret-

la

testimonianza dell'archivio Valicano,

guerriero,

tamente iWcannalij popolo intrepido e *he nato ne'deserli e animalo


i

chiaoato in
se
rie

Roma

da

s.

Leone

I, vi

rima-

dallo spirito medesiuio, fu gi sotto


liffi

ca-

due

interi

anni nel disimpegno di va-

Abassidi

il

flagello
il

deW Islamismo o

l'editto di

incumbenze. Nel detto catalogo e nelLotario I non si fa menzione di

Maomettismo^ ed

terrore dell' Arabia.

Sulla derivazione de' vahabiti o vecabili

Savona, oltrech in ambedue sonovi non poche ommissioni; in essi trovasi bens nominata la sede di Vado, ch' lo slesso di quella di Savona. La mutazione del titolo si oper insensibilmente, e senza che
producesse
la

cWcarmatiy veramente il eh. e benemeri to Bazzarini non conviene, e la chiama


congettura poco fondata, nel suo supplmento al Dizionario Enciclopedico^ nell'articolo

menoma
i533

influenza sul ve-

datore d'una setta


fece molli danni
nel secolo 111 e

Carmath. Questi dichiara fon^v^' Mussulmani^ch^


all'

scovo titolare e sul popolo. Che poi lZuccarello abbia nel


col catalogo de*

IV

dell'

impero degli arabi Era della Egira

\escovi savonesi da lui collocato ne'registri capitolari,

cominciata

la

sua serie da

Maomettana. Tale caposetta si nominava Hamdan,efu soprannominato Carmath,


dagli occhi rossi o da' piedi corti.

Giovatali

11,

perch

densis uni

il

ili. "che al titolo P'aSavonenfis , ci altro non

Nato

in bassa condizione nel li secolo dell'

E-

proverebbe se non che esso non conobbe documenti consultati dal can. Rima nel
i

gira, e Vili di nostra era, abbracci la


e la dottrina degli ismaeliti o islamiti propal ne' dintorni di Rufa. I capi di questa setta nutrendo mire ambiziose, che coprivano col velo della religione, usava,

compilar la serie de'vescovi savonesi, e lo slesso si contraddirebbe nel porre a capo


d sua serie

Giovanni

li

non potendosi

dire secondo se non fu preceduto da al-

no ogni specie di seduzione onde aumentare


i

tra omouimo. Anche UgheUi priocipi la

loro adereuli.

HamdaD

divenne

no
subito
essi,

VAH
uno
de* pi fanatici e zelanti
fra
rie del

V
suo
figlio

AH

e fu fallo capo o

Dai tiWa

missione

isinaeltuin parte della Mc<opulainia. Insiiuiaute e (ecunito iu es[)oilic'uli, iiun tarilo

Ibrahm pasci, essi propriamente non formano una nazione; nondimeno sono ognora pronti a ricomparire ulla prima favorevole occasione, ed
a rivendicarci loro diritti, e di recente

al

suo partito

od allirare gran uiimetu di uomini tale , e su di essi uttemie


essi la

tornarono a guerreggiare contro

turchi.
il

ascendente, che pot intraprendere d'in-

La

religione de'valuibili o vecabiti


:

trodurre fra

ed anche quella segnando non occoirere digiuni, preghiere, limosine,

comunanza de' beni, delle mugli. And poi in*


dovei
i

deismo
feta.

negano pertinacemente

di ri-

conoscere

gli altri

imposti a'
di pii

in Maometto le qualit di proLe loro moschee sono prive interamente di decorazioni; non vi si vedono

luussuimaui seguaci
potersi

di

Mao(nello;

n cupole, n

torricelle;
i

abborriscono pro-

impunemente abbandonar senza


le

fondamente

seguaci di

freno a tulle
i

proprie passioni

truci-

loro avversione per questi assai

Maometto, e la maggiode' sceik e

dare nemici della propria credenza, sacche^jgiare


leggi, ec.
i

re di quella che sentono pe'crisliani e pei

loro beni, calpestare tulle

le

giudei; deridono la

memoria
i

Una

societ fondala su tale as-

degl'i

mani maomettani,
gliedifizi

e distruggono

soluta licenza ispir terrore a tulli quelli

da'fondamenli
ni

che mussulma-

che non appartenevano a (piesla forinii

hanno
i

eretto a que'defunti che vene*


1

dabile scita;

missionari crederono indi-

rano quali santoni.

vecubiti seppellisco-

spensabile erigere

un

forte

che servisse

loro di capitale e d'asilo all'occorrenza.

In esso Carniath

fiss la

sua residenza.

Egli in seguilo ruppe ogni


cogl'ismaeliti,

ma

s'ignora cosa

commercio avvenne

in (ine di lui; forse per vittima della ven-

detta del capo

supremo
si

della sella av-

versaria, ossia de' maomettani.

La sua
al-

morte o scomparsa
l'anno

pone intorno

no loro morti senza alcuna pompa, e non innalzano loro alcun monumento. Sono egualmente semplici i loro costumi; regna fra essi una perfetta eguaglianza, u conoscono distinzioni; non ammettono titoli, e si salutano reciprocamente col nome di fratello e di sorella ed usano verso il loro capo una rozza famigliarit, quantunque prontamente e ciecamen,

285

dell'Egira, o

900

di nostra e-

te
si

ne eseguiscano
i

cenni.
:
i

Ponno

divider-

ra. JVeir Irak- Arabi presso di


il

Rufu

vi

vecabiti in 3 classi

guerrieri, gli a-

villaggio di Cannatila rimarcabile per


il

gricollori e gli artigiani.

Lungi dal
gli
si

di*

aver dulo

suo

nome

alta persiana

di-

sprezzar l'agricoltura,
volenlieri

come
l'arti

arabi del

nastia de'Carmalhes, che regn circa per

deserto, essi l'apprezzano e vi


;

dedicano

uw

3. del secolo X. L'aulore dell'artico-

coltivano

meccaniche,

lo itW Jlhiim^ dice

che a'discendenli de*


che hanno co-

ed

loro tessuti di lana e di cotone,


i

Carfnali

si

unirono 5o anni adilielro(ora

che

loro lavori di cuoio e di ferro,

non non

60)

fra le diverse trib,

minciato a mostrarsi nella storia moderna, insieme col promotore della scissione
religiosa

sono punto inferiori a quelli degli altri arabi. Vivono sotto povere tende, o iu

u)ussulmana

lo

sceik Abd-eltali

meschine casipole assai mal costruite, e non hanno altre suppellettili che tappeti
grossolani, stuoie e vasi di
creta.
1

\ahab o Vehab, del dottarono nome, i


il

quale

trib ari-

legno o di

seguaci avendo

vecabiti sono in generale estresobri


,

dotto

il maoniettismo alla sua pi grande semplicit. 11 suddetto pasci d'Egitto per 3o anni guerreggi contro vecabili, dal b 1 ali 842, e non pot mai
i
I

mamente

non

si

nutrono che di

pane d'orzo, di do si pascono di


altri orientali,

datteri e di pesce; di rariso e di carne.


assisi

Come

gli

mangiano

per terra,

uterameute sollomellerli; dopo

le villo-

colle

gambe

iocroeiate iotoruo

ad un

VA H
cuoio circolare, che serve loro di mensa.
II

VAI
nnaierosa, non
solo
s'

caff e

il

tabacco sono loro inlerdelti.

impegna nella zuffu, e comparisce dopo la vittoria, per saci

JN'elle

loro spedizioni portano seco soltanotri pieni,

cheggiare e spogliare

morti. Gli emiri

uno di farina e l' altro d'acqua. Quando hanno fame, stemprano in un poco d'acqua un pugno di farina,
to

due

ed

sceik portano Telmo, ed

una lunga

e larga spada a
la turca,

due

tagli,

o una sciabo,

una lunga

lancia

un piccolo

e senz'aicuna preparazione l'inghioltono.


Induriti alle privazioni e alla fatica, ponilo

scudo e un ricco pugnale alla cintola, talvolta anche la mazza. Due grandi scudi bislunghi attaccati a'fianchi del cavallo, lo

sopportar

la

fame

e la sete per gior-

Semplice altres il loro vestiario. Portano un' ampia camicia di tela giallastra, che avvolge quasi tutto il loro corpo, e sopra di essa indossano un
ni interi.

difendono in singoiar
nemici.

modo
I

dalle

lancie e da* pugnali

vecabiti

combattono con somma intrepidezza, ed


affrontano con incredibile coraggio
i

lo*

semplice mantello di lana, rozzamente


I

ro nemici, massime quando


la

si

tratta tteU
la

tessuto

la

loro testa rasa coperta

da

loro religione, che accorda

gloria

una
di

specie di berretta di colore, serrata

del martirio a coloro che periscono cooiby: tendo per la sua difesa.

intorno

ni capo da una funicella di pelo cammello, da un cerchio di legno or-

VAISON,

Vasio. Citt vescovile di


in

nato d'intagli di stagno e di madreperla:

Francia del contado Venaissino

Pro-

non hanno che sandali. Gli emiri ed sceik mostrano pi lusso ma non ponno far uso nelle loro vesti d'oro e di seta. In tempo di guerra vecabiti portano una cintura di cuoio, cui appendono un pugnale ricurvo arma teraltra calzatura
i

venza, dipartimento di Valchiusa, reso


celebratissimo pegli immortali versi del

Petrarca, pel riferito nel


p.

voi.

LXKV,

i33, circondario, distante 5 leghe e

ribile nelle n)ani loro,

che scagliano eoa


feil

Somma

forza e destrezza, e col quale

riscono mortalmente e da mollo lungi

nemico. Siccome mancano di pietre focaie e di

piombo,

si

servono ordinariai

mente

di

micce per scaricare

loro

mo-

mezza da Grange e 9 d'Avignone, capo di cantone. Giace sopra m\ moute, a pie del tpiale scorre il fiume Ouveze o Lovcze L' antica cattedrale dedicala alla B. Vergine, e vi sono altre chiese. Ha alcuni stabilimenti. Si rese rinomata l'universit degli sludi eretta da PapaNicol V il .^'maggio 45o,a cui concesse preroluogo
I 1

schetti,

ed invece

di palle lanciano per lo

gali ve e privilegi.

suoi abitanti ascendo-

pi piccoli

ciottoli rotondi, avvolti in pez-

zetti di cuoio, aflnch

empiono

esatta-

mente
rite

il

calibro dell' archibugio.


tali ciottoli

Le

fe-

prodotte da

sono senipre
gli

pericolosissime. Al pari di tutti


i

ambi,

compiacciono nel caricarsi d'un arsenale d'armi e di munizioni, chiuvecabiti


si

no a circa 2000, e vi tengono 4 fie*e r anno. Nella sommit un forte castello. Ha le sue terme e bagni chiamali Dar* gus Balneoliy presso un sobborgo della citt, mentovali nella bolla da Pasquale H diretta al vescovo Ilostagno. Tra*
suoi illustri vanta d'aver dato
all'antico storico latino
i

natali

se in sacchetti ed in giberne ornali di sta-

Trogo Pompeo,

gno, coralli e cuoio, di effetto

[)ittoresco.

che fu segretario

di Giulio Cesare.

fab-

Coujbattono ordinariamente a piedi j o assisi sui cammelli, soli capi avendo cavalli. Su'cammelli siedono due vecabiti su doppie selle, e volgendosi le spalle. Uno combatte, l'altro carica il moschetto e dirige il cammello o per inseguire il nemico o per fuggire. La loro cavalkria poco
i

bricala presso l'antichissima ^rt^/o,graa-

de e opulente citt de' galli, di cui s'imputa la distruzione a* longobardi. Di sue magnificenze sono testimonio le vestigia,
e
i

monumenti

scavati, iscrizioni,

glie, sepolcri,

statue e altri

medamarmi. L'an-

tica

Vasio fu capitale de* Vacoulii, come

113

VAI
al

V
della

Lue

dire di Plinio,

provincia

e Vaison, r' i4 settembre 1791 furono


riuniti alla Francia. Nel disastroso tratta-

Viennese nel poese de' Ti icastini, e prese il suo nome di Casone e poi Vaison dal
tiello (iuuie,

to di

Tolentino

fu costretto

Pio VI
,

di ce-

cliiamato anclie Ovasico. To-

derli alla

medesima Francia

contro di

lomeo riferisce che super in isplendore Lue. e Pomponio Mela l'annover Ira le citt principali delia Gallia Narbone* se, e la prefer ad altre inclusi vamenle ad Avignone. Fu una delle principali colo* nie romane, e citt federata de' romani la chiama Plinio. Siccome erano di due specie, si crede che Vasio fosse della i^ perch vaconz non pi guerreggiarono contro romani, in uno co' popoli Sai i

che
son,

il

successore Pio VII emise solenne


di

protesta. Della chiesa vescovile


il

Vai-

Fanloni nella Storia cV /lvino* ne e del contado Fenesino^ stato della


p.

Sede apostolica,

nel riferire la serie de*

suoi vescovi, fece menzione prima dell'altre del Venaissino,

perch
,

di esso la

pi
le

antica e pi cospicua

cominciando

memorie
simo

di sua conversione al cristiane-

ne' primi secoli della Chiesa.

Fece
Vien-

lii^

dopo che

di essi trionf

il

proconsole
degli o-

parte della provincia ecclesiastica

M. Fulvio Fiacco. Vaison, chiamala anco


f'^asoiu't

nese nell'esarcato de' Gauli, divenne suf-

soggiacque

al

dominio

fraganea dell'arcivescovo d'Arles, finche


Sisto

slrogoti nella decadenza del

romano im

IV

nel!'

elevare Avignone al grado


le

pero, indi fu occupata da' franchi e poscia


fece parte de' polenti

metropolitico, fra

sulfraganee che
Il

gli

conti tolosani, sii

assegn

vi

comprese Vaison.

[."vescovo

gnoreggiandola anche propri vescovi, tranne quando ne usurparono il dominio

medesimi conti. In punizione di Raiinondo VII conte di Tolosa (/^.), fautore degli eretici albigesi, decaduto dai suoi stati, la contea del Fenaissino (/^.) venne con Vaison devoluta in sovranit della s. Sede nel 228, in compenso deli

che si conosca Dafno o Da mas, il quaintervenne nel i. concilio che dopo il sinodo rouano celebralo in Laterano da
le

Papa

s.

Melchiade,
la
s.

si

adun
nell'

in Arles nel

3 14 per

causa de' donatisti. Di che

scrisse poi

Agostino

Epist. 162 a

Glorio e ad altri vescovi, che Dafno vi si port, cani Fictore esorcista decidila-'
te

le

gravissime spese sostenute per avere


i

Fasensi.

Da questo argoment

il

p.

Co-

guerreggiato crudeli e fanatici eretici

al-

lombi, che avesse Dafno ricevuto da'suoi

bigesi, per la pace e prosperit di quel-

maggiori una chiesa gi fornita


soggetti,

di chiari
,

l'ampie contrade; e Gregorio

IX dopo

a-

mentre

tra gli esorcisti

ullinio

ver assolto

il

gi scomunicato conte,

r)el

1229 ne assunse il governo. Papa Clemente V, stabilita la residenza pontificia neli3o5 in Provenza, pass a dimorare in Avignone, assumendo il titolo di conte del Fenaissino, al quale dominio nel 1348 Clemente VI uni Avignone (F.)^
avendola acquistata da Giovanni, e congiunta al Venaissino si form lo stato

grado del clero, conlavasi Vittore degno d'aver luogo in quella ragguardevole sagra adunanza de' vescovi d'occidente. Chi a Dafno successe, s' ignora; n si conosce
se

o Dafno, com' credibile, o altro vesco."

vo, reggesse (|uesta chiesa (|unndo fu ce-

lebrato

il

concilio in Vaison, poco do-

po

il

i."

concilio generale di Nicea.

Dopo
Au-

l'intervallo di pi

d'un secolo trovasi

d'Avignone. Questo stalo lo fece occupare Luigi XIV ne'pontificali d'Alessandro VII e Innocenzo XI per rappresaglia
,

spicio vescovo di

Vasone

nel concilio te-

del

nuovamente

fece

il

simile Luigi

nuto aUiez nel 4^9 '* quello d' Grange 440, e nel 2.di Vaison del 44'^'- ^^''"" no credulo alcuni, che quest'ultimo con-

XV

Clemenle XI li. Indi per la rivoluzione di Francia occupali da'repnbbliconi Avignone , il contado Venaissino
sotto

cilio

debba

dirsi

Fasatensc, come tenuto

in

Hazas citt vescovile di Guascogna;

ma

ci lontano dal verosimile,

mentre e

VAI
cerio che
lei
i

VAI
deU
curatore suo,
naissino e in

n3

vescovi intervenuti erano

provincia ecclesiastica d'Arles. Inoltre

regnando allora nel VeAvignone Childeberto 1 re


le viili di s.

questo prelato senza dubbio quell'Auspicio,

de'franchi residente in Parigi. Invecchiatosi


il

che con ahri vescovi delia metro-

vescovo, per

Quinidio

poli d'Arles

consagiRavennio arcivesco-

il

desiderio del popolo lo prese a coadiu-

vo
se

di

Papa

quel la chiesa nel 449 <^<^'^ cui scriss. Leone I. In quest'ultimo anno

tore, e gli afld l'amministrazione della


diocesi.
Il

servo di Dio fu chiaro per emi;

sticcesse

ad Auspicio il vescovo Fonteio, lodato per umanit e dottrina da Sidolib.

nenti virt

aveano precorso

la

sua na-

scita celesti apparizioni e profezie,


la
fr

onde

nio Apollinare nei


si

7, Epist. ^id lui

madre prima che


suo

venisse alla luce l'of-

fa

pur menzione

nel

^ji:

l'assedio

che

a Dio; e fu tale che riemp colla ce-

a suo

tempo

fece Genserico re de'vandali

lebrit del

nome non meno


le

Vaison,

alla citt Vasalense,

meglio
pi

si

deve

rife-

che

le citt

vicine e

regioni Alpine

ma-

rire a Bazas, la quale dicendosi in latino

Vasatiirn e Basatimi
scrittori fu
la

volte

dagli

Poco dopo, morto s. Teodosio nei 5SQ o nel 56 1, s. Quinidio divenne verittime.

confusa con Vasio o Vason^

scovo della patria, e assist


Parigi del

al concilio di

anche detta Vasense , e nel diploma di Pietro IH di donazione alla chiesa di Nizza, leggo Petro J^asensis Equale
fu

572 0578. Governava Avigno-

ne colle sue dipendenze il patrizio Ennio Mommolo, figlio di Penio conte d'Auxerre,
il

piscopus. Ethilio o Sestilio vescovo in-

quale con A nsberto era nato da Fer-

tervenne

al 3.** concilio

d'Orleans: non

si

reolo e da Industria o Deuteria figlia di

conosce se fu immediato successore di Fonteio. Bens nel 5o9 occup la sua se-

de GemellojSecondo Sanmartani,il quale nel 5i 7 sottoscrisse il concilio d'Epaoria, nel qual tempo essendo morto iuVaison il prete Euiipiodi 27 anni, da quei

Clodoveo I re de' franchi. Ansberto divenne duca d'Austrasia, e dal suo figlio Arnoaldo nacque s. Arnoldo padre d'Arsegiso, avo di Pipino da cui ebbe natali Cai lo Martello avo di Carlo Magno. Ora Mommolo recandosi in Vaison reduce
i

sto rilevasi essere

ancora
concilio

la

citt sotto

il

dalla vittoria ottenuta sui longobardi nel

dominio

degli ostrogoti che l'aveano ocil

Delfnato

per lungo tratto

s.

Quinidio

cupata, perch

d'Agde aduna-

r incontr con gran

pompa

e ossequio.

lo nel regno de' visigoti, esigeva

3o anni per ordinarsi sacerdote. E verosimile che questo vescovo di Vaison fosse quello trovatosi nel

524 al

4- concilio d'Arles, re-

gnando
che
gli

l'ostrogoto re Teodorico. Alethio

L' orgoglioso Mommolo nel congresso ch'ebbe luogo nella citt si oifese , non credendosi abbastanza onorato,e montato infuria aspramente maltratt il santo pastore. Questi temendo pii pel gregge, che
per
la

successe, probabilmente assist nel


S.**
il

propria vita,

si

ritir nella sua casi

528 al
cilio

concilio di Vaison: inoltre re-

mera

e con umili e fervide preghiere

gistralo

suo

nome
del
.

negli atti del 2. con-

rivolse a Dio. L'inseguiva

Mommolo con

d'Oiange
1

529, e

in quelli

d'Or-

animo

ostile,

leans del

re altra

54 Di S.Teodosio suo successomemoria non resta, se non che per

mano
car
le

divina,
forze

quando s'intese tocco dalla compreso di terrore, mansensi. Caduto io mortale e


i

l'eccellenza dell'integrit de'suoi costumi,

agonia, cede

la

e per la copia de'miracoli in cui risplen-

mancar
stanza di

di vita
s.

sua superbia al timore di e fattosi portare nella


,

d dopo morte, venendo ascritto Ira'saniiah immemorabili. SoUoscnsse il concilio d'

Quinidio,

gli

domand perdo-

no e

Arles del

552 o 554
di

P?^'
,

mezzo

di

s.

Quinidio

[F .)

Vaison arcidiacovi assist

ricupero della sanit. L'uno e l'altra tosto ottenne dal misericordioso prelato , bens ammonendolo, che in avanti
il

no

di sua chiesa,

che

come pr-

venerasse Cristo nella persona de' suoi

VCL. LXXXYII.

idrtS/P/irvt/^.

t'osi.

ii4
saceiiloli e
vi s.

VA
oltraggiasse.

non pi

gli

Mo-

nitro

Umberto

essendo impossibile che

Quinidio, celebre per insigni miraper vigilanza, 7elo e carit pastora-

coli,
le, n'

un medesimo vescovo governasse 78 anni. Benedetto I vivea nel 996, essendo ricordalo nelle lettere di Benetletto Vili a favore del monastero di Monte Maggiore.

i5

f!l)|jraio

578 o T79,
la festa,

nel qual
i

giorno se ne celebra

ed

conoil-

tidini l'assunsero a loro comprotettore.

Almerado
nel

nel

oo3, Pietro
loro nomi.
,

nel

009,

suo onore fu fondata iiu'obba/ia subnrbana.


iTienli

Imbeito
li

1026: ne'calaloghi episcopai

chiamato anco Gcncsi


II
,

in

una

si

leggono

soli

bulla di Pasquale
Clinido.
11

e in

altri

monu-

to successe Pietro 11

e di lui

Ad Imbersi fa me-

p.

Fantoni

lo dice ca-

nonizzato da Innocenzo HI con solenne

di Marsiglia sotto

Canonizzazione. In tale articolo riportando il catalogo de' santi solennemente canonizzati da'Papi, noi trovai compreso. Il bealo Barsio o Bartlio ne fu successore , per lesti nonianza del Breviario di
l'aison.
le di
s.

Le sue

virtuose ge^la,

come quel-

moria nell'antiche scritture di s. Vittore gIianniio4o, io43 e io44- J^gli acquist per se e pe' vescovi successori il dominio lecnporale della met di Vaison, per donazione di Goffredo e di Bertrando conti di Provenza, come riferisce la bolla di Pasquale 11 neh 108 diretta al vescovo Rostaguo, nella quale
inoltre
si

Teodosio, restano ignorale, solo


i

attesta,

che

il

essendone gloriosi

nomi. Artemio che gli

met

di

Vaison, prima di Pietro


11 sticcesse

dominio dell'altra II e da
a Pietro
II,

successe nominalo nel concilio di Ma^on del 58 1, in quello di Valenza del 584,eneirahrodi Macon del 585.PetroIlio che segue, non si sa se immediatamente gli fu sosliluilo, e se ne fa menzione nel concilio di Chalons del 65o. Perduti
i

lungo tempo gi apparteneva a'vescovi di


Vaison. Benedetlo
indifiorPielro 111 cognominaloPiaimbal-

do,nelio56intervenne
les

al concilio di S.Gil-

o Egidio

sul

Rodano,

e nel

060 don

a'monaci

di Marsiglia la

badia de'ss. Pie-

monumenti
s'

de' successivi vescovi di

tro e Vittore posta nella sua diocesi. Di

Vaison,
Jiia
li

ignorano per 200 anni.


chiesa cattedrale
<li

fa-

questo Pietro
leggeienel
t.

111

diverse notizie

si

ponno

che

la

Vaison l'edificasse babilmenle per aver l'antica


palilo
il

Maria Carlo Magno, pros.

delle
Ivi
si

Monumenta Histodice figlio di


,

riac Patriae.

Raim-

colla citt

baldo oriundo

di

Nizza

il

quale per de-

furore de'saraceni, dal quale ec-

credono ancora perdute le scrittine. Secondo il p. Ctiloubi, ueir853era vescovodi Vaison SQ)plicio,in teaq)0 del quale Carlo redi Borgogna e di Provenza si rec a Vaison e vi fece una donacidio
si

naro procur al figlio in et molto verde il vescovato di Sisleron, come ricco e


polente parente de' conti di Forcalquier
e di Provenza; dipoi pass alla sede di

Vaisou. Di pi, che


alia

a'

i5 ottobre

o4o

intervenne co'vescovi dell'Alpi marini me

zione. Egli regnava uell'868, per cui al-

consagrazione della riedificata chies.

cuni voglionocheci avvenisse sotloil ve-

sa di
la
1

Villoredi Marsiglia, onorala daldi


al

scovo successore Elia, il quale assist nelr87f) al sinodo di Montala nell'arcidiocesi di


il

presenza

Papa Benedetlo IX. Nel


vescovo di Nizza Raimonil

073 don

Vienna,

in cui

si

concesse a liosone
della Bor-

do e successori
DrappOjil quale
conti, esistendo
za, e ci

castello e pertinenze di

titolo di re del

nuovo regno

gogna Cisjurana e d'Arles. Umberto sedeva nel 911, come scrive il Colombi, e da'oonumenti della chiesa d'Arles si raccoglie,che ancora reggeva
la

goderono con titolo di una lega e mezza da Nizlo

ria nella patria cattedrale. In

per lasciar di se benefica memosegno poi di


111

chiesa di Vai-

gralitudine, Pietro

ricevda Baimon-

son nel

985

e nel

989;

ma

osserva

il

p.

Euutoni, che conviene credere che fosse

do due cappe vescovili ed un bastone pastorale probabilmente d'argento. Sem-

VA
bra merlo nel
1

VAI
la

ii5
lavori
il

098

circa, die hai. scpt.y

sua chiesa, e insieme altentatorio alla


i

dopo esserrieslalo uno de'lulori d'Erniengaudo possente conte d'Urgeljfjglio d'Erniengaudo del Gerbo. Rosfagno governava questa chiesa neli io8, com' manifesto dalla bolla di

giurisdizione episcopale, ne viet


alle genti del conte;

ma non

ostante

di-

vieto, d'ordine del conte


si

a lavorare,

il

continuando esvescovo fulmin la scomuil

Papa Pasquale
la

If,

nica contro di loro. Allora cessarono gli

dalla quale rilevasi che

cattedrale di

operai dal lavoro, ed abbandonarono


luogo.
Il

Vaison era dedicata alla B. Vergine Maria ; e che la badia di s. Quiiiidio esisteva fuori della citt. Nel 1 1 1 7 Roslagno don
alcune chiese a
s.

vescovo fece trasportare


i

al

suo

Vittore di Marsiglia.
1

legnami ammassali per la onde valersene a far fuoco. Perci irritato il conte, occup coU'armi
palazzo
tutti

costruzione

Ne

fu successore Berengario
di

di

Mornas,
i

Vaison, Cresleto e Rastello. L'espulso ve-

nativo o signore
sino, ed

quel luogo del Vene1

scovo

rilirossi in
,

Enlrechaux, altra terra


riunitivi
i

lyS Raimondo V conte di Tolosa nel 60 lo cacci da Vaison e lo spogli del dominio
nominato dal
i5i
al
:

del vescovato

ft

canonici e
il

preti della diocesi, ivi


te

scomunic

con-

Raimondo V,ed

interdisse con senten-

della citt, e di tutte V altre terre e castella

za tutte le terre che possedeva nella diocesi di Vaison. Morto


il

anzi deform

che appartenevano alla sua chiesa, la citt medesima con alI

Berengario nel
I

successore Guglielmo

di

1 9 Landuno, di.
1

cuni incendi.Bertrando

stirpe chia rissima jdi gran potenza e

deLambesco,di d'am178

casa potentissima dell' Occilania o Lia-

guadoca, ricuper
vescovato,

la citt

e le terre del

pie facolt in Provenza, sedeva neli

ma

incerto se coli'

armi

e fu testimonio dell'atto pubblico con cpi

col credilo della famiglia, ch'era in clientela de'conti di Tolosa. Morto Guglieluio neliigS, mentre con pianto universale

r imperatore Federico I concesse a R.aiiDondo arcivescovo d'Arles, a'suoi canonici e clero V immunit ed esenzione da
ogni peso civico e municipale. Egli ricu-

della citt
tedrale,
di

si

portava
e

il

cadavere
le

alla cat;-

sopravvennero

milizie lolosane
vi-

per
palo

alla
il

sua chiesa quanto avea usurconte di Tolosa, e colla forza del-

Raimondo V,
il

prima occupalo a

va forza

palazzo vescovile, indi s'imposla citt e dell'altre ter-

l'armi al riferire del Colombi. Tali ricu-

sessarono di tutta

god pacificamente per tutta la sua vita, e nel 1 18 conferm la donazione della terra di Manosco, falla allo spedale di s. Gio. Gerosolimitano da Guglielmo conte di Forcalquier. Berenperali dominii
li
i

re della chiesa di Vaison; prepotente fatto riprovevole, solo proprio del segreto

fautore degli eretici alhgesi. Bench fosse eletto vescovo


stre

Raibaldo Flotta

d'illu-

gario
te

II

di Reilane, della i.' e

pi potengli

sangue, stretto parente di Guglielmo conte di f'^orcalquier, tanto Raimondo V,

nobilt del contado di Forcalquier,


i

quanto Raimondo VI suo


cessore nel
f

figlio e

suc-

successe intorno al

i85; continu da
fu espulso da Rai-

195,

e peggiore del padre,

principio nel pacifico possesso di Vaison,

continuarono a ritenere tirannicamente


il

ma verso mo V conte
il

187 ne
di

possesso delle terre vescovili e l'episco-

prepotenza

il

Tolosa, che ne riprese di dominio, e ci avvenne pel


il

pio; di pi

monte una

osarono edificare nell'alto del torre, la quale ingrand o for-

seguente caso. Avea mandato

conte o-

il

castello di Vaison, e ci fecero col

perai in Vaison per fabbricare sulla som-

mit del monte ov'era


son una fortificazione
,

il

castello di Vai-

chiamata Escar* razonata. Essendo riguardato da Berengario lai fallo di pregiudizio e danno al-

denaro che ritrassero dal grano e dal vino che R.aimondo V avea trovato in detto palazzo dopo la morte di Guglielmo Dipoi nel 1209 il conte Raimondo VI fu coslrello di restituire al vescovo Raibaldo

ii6
le terre

VAI
usurpale,

VAI
sodilisfece a'
a'

ma non

sente per chiarire

quanto vado narranla s.

danni

recati

da

lui e dal

padre

beni
nel-

do, altrimenti sembrerebbe che

Se-

del vescovo e de'canonici;

ad onta die
s.

l'atto deli'assotuzionee liconciliazione del

de non dominasse pi laconica Venaissina) al suocero Raimondo VII, ed in virt del diritto ereditario di Giovanna sua
consorte, nel dominio del Venesino, conseguilo per investitura vitalizia concessa

onte culla chiesa, seguila in

Gilles, glie-

ne

Milune legalo d'in* loccuzo 111 espressamente ingiunta la soddisfazione. Quindi per provvedervi giuridicamente, il Papa deput Raimonfosse dal cardinal

da Papa Innocenzo IV,

volle

piamente

do vescovo

d'Usez, ed allo stesso effetto

terminarla col voto e arbitraggio d'alcun soggetto per integrit d'animo e per dottrina riputalissimo.

r imperatore Ottone IV deput Michele arcivescovo d' Arles. Il vescovo d' Usez subdeleg Guglielmo vescovo d'Orange,
acciocch in sua vece e

Tale

in quel

tempo
il

era

sopraltulti
di

ammirato

nella Gallia

Guido

Fulcodio Gross

di s. Gilles,

come pi vicino prendesse ledebiteinformazioni. Avendo


Guglielmo esaminati io8 testimoni, sopra tutto il corso della persecuzione de'
conti di Tolosa, ne trasmise le deposizioni al vescovo d'Usez, to ponlifcio le
il

quale pe'gradi di varie prelature nel 1 265 divenne Papa Clemente IV. In lui dun-

que
il

si

compromisero

il

conte Alfonso e
e Rai-

vescovo Faraudo, a
in

tale effetto trasfe,

ritisi

Mimes

il

vescovo stesso
principe.

quale

come

lega-

mondo Gaucelino
no per parte
del

siniscalco del Venesi-

mand

all'arcivescovo di
l'at-

Assunto da
il

Arles delegato imperiale, riportando


to
il

Guido Gross
Vaison

l'arbitrato,

ordin che

ve-

Fantoni nel t. 2, p. 355. Scrisse il p. Colombi, che Raimondo Flotta eletto "vescovo di Vaison neli2i2 intervenne ai
p.

scovo fosse messo in possesso del forte di


e d'ogni altra cosa contenziosa, vo-

concilio di Lavaur, nella causa di Pietro


11 re

lendo forse cos soddisfare alle violenze per r addietro usale da' conti tolosani a*
vescovi predecessori. Indi discusse

d'Aragona prolettore

di

Raimondo
erronea,

matu-

VI; ma

la qualilica di eletto

ramente
il

le

ragioni dell'

una e

dell'altra

perch gi era ordinato da parecchi anni. Rinaldo Flolta l'eletto di Vaison che
trovossi in detto concilio, e scrisse cogli altri

parie, e decret poi definitivamente.

Che
i

te
zi,

vescovo rimettesse nelle mani del conil forte di Vaison. Assegn al conte da-

vescovi ad Innocenzo

Ili

onde Raiera vesco-

tranne quello del piombo, e d* un* erin rosso


i

mondo
vo
nel
1

era gi morto.

Guido

ba tingente
vo.

panni, della quale


la

24 1^ come

testifica l'atto dell'o-

dichiar appartenere

gabella al vesco-

maggio, che alla sua presenza rese in quell'anno Raimondo Vii contedi Tolosa al vescovo d'A Iby.Faraudo da canonico della chiesa di Vaison, fattone pastore do-

A questi inoltreaggiudic l'intera giurisdizione del mero e misto impero, nelle


cause
civili

e criminali, in quella parte

della citt eh* era

chiamala Regione del


il

po

la

morte
di
s.

di

Guido

nella cattedrale di

i25o eresse Vaison un altare in o,

nel

f^cscovo, esclusone allatto

conte.

Al-

l'incontro nella parte della citt che no-

nore
vi di

Quinidio.
i

perch

tra' vesco-

minavasi Regione del Conte distinse


giurisdizione, con attribuirgli

la

Vaison e

conti di Tolosa, antichi

quanto ap-

signori del Venesino, irbn era ancora

posta la controversia intorno

al

comdominio

partiene al

mero impero,

cio la cogni-

zione de'delitti capitali, di quelli pe' quali

della cill di Vaison e di 3 altri castelli,

il

diritto ingiunge

mulilazione d'al-

Alfonso conte di Poitiers , fratello di s. Luigi IX re di Francia, che in virt della

cun membro, e

d' ogni altro delitto

ove

concorra l'effusione del sangue e

la frat-

pace di Parigi era succeduto nella con-

tura dell'ossa. Al vescovo die inoltre 0gni altra giurisdizione contenziosa vo-

tea di

Jb/o^^ (articolo che va tenuto pre*

VA
ossia nella

VAI
che
si

117
al

lontaria. Di pi ordin,

se nelle

cau*

due

lo

prestarono in piedi

vescovo, pail

se riservate alla giurisdizione del conte,

rimenti stando dritto, dandogli


di fedelt in bocca: essi

bacio

sua regione

procedesse ad

furono Guglielmo

alcuna confisca, fossero


la

beni mobili del-

caoaera del conte, e gl'immobili della


del vescovo. Inllne,

Artaud e Guglielmo Catalan di Vaison. Gli altri fecero i' omaggio in ginocchio,
sedendoli vescovo, e
lice della
gli

camera
altri

dopo

alcuni

baciarono

il

pol-

regolamenti, coneluse con sentenziail

mano

destra; dilFerenzadi nota-

re,

che

vescovo terrebbe in feudo onola

bile prerogativa.

rario dal conte tutta

signoria e giuris-

fare la

Per ultimo comparve a medesima prestazione Leonetto


di

dizione di Vaison, di Cresteto, di Rastel10 e

ebreo abitante

Vaison, giurando per

d'Entrechaux. Cos Guido Gross termin a'3o dicembrei25i l'anticae grave controversia in Parigi. Tent d'infrangere questa composizione il siniscalcoGio* vanni Arsisio, successore del Gaucelino,
d'un molino.

come leggesi nell' atto, super s. Legein Moysis ab ipso corporaliter propria mami tactam. Neli3oo procede Raimondo
contro
to
il

gli eretici

valdesi di Vaireas. Sot-

attentando sulla giurisdizione vescovile


colla fabbrica

suo vescovato eletto Papa neli3o5 Clemente V de Goth arcivescovo di Bori

Ma se
il

ne dolPie-

deaux, chianj

se

il

principe, pi giusto che

suo minifr.

stro nel Venesino_,econ l'opera di


tro

Ruzato domenicano, da

lui

delegato
di

come pieno

d' integrit e sapere, resi


scintilla

cardinali in Francia e con istupore universale fiss la sua residenza in Avignone, per essere vicina al contado Venaissino, con funeste conseguenze; indi visit il contado Venaissino

prontamente spenta quella


e convalid
il

scissura, e con sua risoluzione

conferm

Nel 1262

il

Guido Gross. vescovo Feraudocomposeandecretato da


al-

cora una divergenza, che intorno ad

monete col nome Clemente conte del Fenaissin. Nel i33o divenne vescovo Giovanni di Coiardano, traslato ad Avignone residenza papale neh 335. Nel seguente gi lo era
e Vaison, facendo coniar
di

cune decime verteva tra il suo vescovato e monaci di Vaireas, e stabil la pace col capitolo della cattedrale, mediante l' arbitrato di Giovanni Ili vescovo d' Avignone. Il successore Giraudo o Geraldo I de Libra, compose anch'esso nel 27 alcuni litigi co'cavalieri gerosolimitani, che avevano nella diocesi di Vaison due precettorie o commende, Tuna di s. Romano di Malegarde e l'altra di Villadio, ambedue nel contado Venaissino. Bertrando 11 sedeva nel 1280. Giraudo o Geraldo li gii sHiccesse dal 1287 al 295, il quale nel 1292 fece una convenzione con Richano commendatore o piecellore de'cavai

Gozio
nese
,

B attaglia o
il

Battaglini

(^.)

rimigli

poi creato cardinale. Nel

i336

successe Raterio,

quale vend ad

Um-

berto Delfino di Vienna due quarte parli

della terra di Propiac, chetale principe teneva in feudo dalla chiesa di Vaison fi-

no dal 1296. All'incontro Umberto costitu per cambio a Raterio e suoi successori sul dazio della terra di Nione, u
,

censo annuo di io fiorini d'oro delfinesi da pagarsi il giorno d'Ognissanti. Nel 34o
i

Benedetto XII invi Raterio, con Rober-

lieri

templari

in R.oays,

per

la

deviazione
ossia

<leir

acqua

dell^

Ouveza o Ovasio
di Raslello. Nel

Roberto Saggio re di Sicilia di qua dal Faro, ed a Pietro IV re d' Aragona occupalore della Sicilia di l dal Faro, per comporre tra loro la pace: ma venendo da'mesto patriarca di Costantinopoli, a
il

Loueze, nel luogo

1296

sinesi respinti dal

porlo

nunzi pontifcii,

fucollocalo nella sede

Raimondo
tutti
i

di Bei-

questi ripassato

il

Faro fulminarono con-

monte, ed allora per


bili

beni

immo-

tro di essi l'interdetto. Indi a' io ottobre

esigette e ricev l'omaggio

da nobili

1341 Raterio

fu traslato al vescovato di

e da'ciltudiui del suo dominio, tia'quaU

MonU

Cassino.

Ebbg a

successore

fr.

Pie-

ii8

VAI
Limoges
gi ge-

VA
za del psendo
,

tro de Casa o de Cesis di

Clemente VIL Radolforegi

nerale de* carmelitani

caro a Clemeiile

geva

la

sede nel

397

e nel

4"

nelTanfalso

VI per suhliinil didoUrinn, vigor d'eloquenza e salitila di costumi, onde io proiiossea patriarca di Genisalemme, e mor a*3 agosto 1348, illustrando Dio la sua tond)a con gran copia di miracoli. Il Sualez, poi di Ini successore, attesta essere di-

tipontificatodi Benedetto Xili.

Neli4oi
Be-

pure registrato Guglielmo

11. Il

nedetto XllI
vescovo
fr.

a*

26

luglio

i4o6 dichiar

Guglielmo

Ili di

ligioso d'ordine incerto.

Passeraio reNel Diario Vasi

licano di qtiell'antipapa,

narra che divi

voto costume del popolo diocesano, di radere


la

morando

egli in

Villafranca,co'due anliFiesco,

polvere di sua statua e sepoltura,


di potente

cardinali di

Pamplona e

tenne

per servirsene
versi morbi.
ili

rimedio

in divi

concistoro e provvide di
se vacanti di

prelati le chie-

Da

Grasse di Provenza

trasferito Pietro di Berretto della

Gal-

lia

Narbonese, ond'esser pi vicino ad Adi

Cavaillone di Vaison, dando a questa per pastore Guglielmo III. Per l'eleiione d'Alessandro V seguila in
Pisa nel
i4<^9>
^^ istituita la

vignone, qual confessore

Gleraenle VI.

legazione
il

Senza dubbio fu
anzi
il

atich' egli carmelitano,

apostolica ' Avignone, che

comprese

Gesiiero erroneamente lo vorrebbe


s.
:

maestro del
tloQienicani

palazzo, uffizio proprio de'

contado Venaissino, mentre il deposto antipapa Benedetto XI II si ritir in Paniscolaj perch


za,
la

la
la

sua dottrina e

altri

pregi

Francia^

la

Proven-

resero cbiara

sua memoria. Nel

Lorenzo d' Aibiac, cui successe nel Giovanni Morelli. A questi ed a Giovanni arcivescovo d'Aix commise Urbano V
i

i356 362

Avignone e
lo

il

Venaissino,

abbando-

nalo

scisma, ritornarono all'ubbidien-

za del Papa. Intanto

i4io per gran somma


gn
tulle
le

Guglielmo III nel di denaro impetemporale, e


de' beni di sua

di

compilare

il

processo informativo del-

tutta la giurisdizione

la santit di vita ede'roiracoli della bea-

reudite e frulli

ta Delfina conlessa d'Ariano.

Nel 1376,
vi

chiesa, a

secondo
nese.
nel

1'

Ugbelli

da Orvieto

fu tra-

slato Pietro Borrio della Gallia

NarboVaison

Ebone

fu creato vescovo di

nel 1375 da Gregorio XI, il 1372 quale Papa partendo d' Avignone, a' 17

Bernardone de Seriis signore di Malaucene di che fu assai biasimato. Morto nel i^i i^ trovasi vescovo nel i4' 2 Ugo di Theysiacoodi Theriaco savoiardo, ed in quell'anno, giusta il costume e
,

l'obbligo de'nuovi vescovi

prest

omag-

gennaio 1377
ficia in

'"'stabil la
1

residenza ponti-

gio e giuramento di fedelt a

cessore
cesi

Roma. Ma nel 378 contro il sucUrbano VI, insorti cardinali frani

contro di lui, perch acerbamente gli anmoniva, mentre sospiravano il delizioso soggiorno di Provenza, a'20 settendjre scismaticamente elessero in Fondi l'antipapa Clemente VII. Questi portatosi co* ribelli cardinali in Avignone vi stabil una o
perniciosa cattedra di pestilenza, che die

XXIII, nelle mani di Valenza e rettore del Venaissino, per la citt di Vaison e per altri castelli di giurisdizione temporale del vescovo. Sul
di

Giovanni Giovanni vescovo

principio dell' amministrazione,

Ugo

fu

agitato dalie pretensioni di Gnrcioto de


Seriis,

fratello

del

defunto Bernardole dif-

ne;

ma compose opportunamente
il

ferenze

legalo d'Avignone e

del

Ve-

origine e sostenne

il

deplorabile e grande
i

nesino Francesco arcivescovo di Narbona. Possedeva


di
la

Scisma
Tt\i'

(/' .)

d'occidente, e divise
di

fedeli

chiesa di Vaison da pi
la

Ubbidienza (F.), Ira'Papi


antipapi d'Avignone.
il

Roma
la

3oo anni addietro

mela

della teril

gli

La Francia,

ra d'Enlrechaux,

ma neli4i9
chiesa

vesco-

Provenza,
gnonese.

Venaissino seguirono l'avi-

vo

U^o non

per

la

ma

per se stes-

Raimondo 11 si vuole che fosse vescovo di Vuisou uel 38o,ueirubbidiea1

so ne

compr il domiuio dell'altra met da Giovauui du l^uy o del Poggio per

V A
2024
fiorini

V
sti

119
in

d'oro: questa met si devolse al Papa Martino V, essendo morto Ugo senza eredi; indi dopo 8 anni, d'ordine di Eugenio IV, fu venduta dal legato cardinal de Foix a Bernardo Gofgasse,

lo tenne

per alcun tempo

suo con-

fessore e per

nuiggiordomo del palazzo

apostolico, nel quale articolo lo celebrai


pel

da

lui

Roma,im piegato

operato nel terribile sacco di dal Papa in gravissime

poi pass nel dominio di casa Foche ne possedeva la mela come feudatari del Papa, essendo per l'altra
fredi
;
,

nunziature, e nel 1539 nella Spagna all'imperatore Callo per la pace e per

stabilire

1'

abboccamento con Clemente

son.

mela sub-feudaJari del vescovo di VaiEbbe Ugo in commenda o ammini-

strazione il vescovato di s. Paul Trois Chateaux, eneli44o ottenne da Eugenio IV che fosse unito alla chiesa di Vaison, unione che dur poco. Morto Ugo in Creslelo neli44^> S'' successe subito Ponzio de Sade nobile d'Avignone, pre-

VII in Bologna, con pieno e felice e(Fello.~ Tornato in Roma, nentre il Papa ne voleva premiate le grandi benemerenze colla porpora, mor nel 532 e il cadave1

re fu trasportato in Vicenza, e sepolto

con onorifica

iscrizione

riferita dal

p.

Fan toni.
nerali di

Questi'inoltre rileva, che ne' fu-

Roma, mentre
il

il

cadavere era

posto
della

di quella cattedrale e vicegerente

medesima cill, poich vuoisi che ne fosse coadiutore. Neli44^ intervenne con molti altri vescovi alla celebre invenzione de'sagri corpi di s. Maria madre di s. Giacomo e di s. Maria Sa lume, alla presenza del conte di Provenza Pienato d'Angi, re pretendente del reame di Napoli, e del cardinal de Foix legato d'Avignone, che la promosse. Assist nel 14^7 al concilio d'Avignone, e termin di vivere neli46g. Ne fu successore Giovanni di Montemirabile, referendario e
il

Papa che due servi lo difendessero dalle mosche con ventagli, coesposto, volle

me praticasi
son restaur

co'cardinali defunti. In Vaiil

culto divino

sommamente
vari contra-

divenuto negletto nella cattedrale per negligenza del capitolo, e


sti

dopo

lo riordin col
slessi

consenso e soddisfazio-

ne degli

canonici.

Neh 533 Tom-

masoCortesi da Prato, e resse questa chic* sasino al I 55 1, in tempi difficili che ri-

chiedevano operosa vigilanza per tener


lontanigli errori serpeggianti
(\t

nst-iigo no t li, cvin\e\'i eretici. Egli

si

cnhicom-

abbreviatole apostolico, celebr nel 147^ sinodo diocesano in Vaison, e fu ili.


di

pose con Girolamo Giuramando, a cui


il vescovo Paganoti avea venduto, con approvazione di Giulio II, la met epi-

vescovo

questa chiesa sulFraganeo d'A-

vignone eretta in metropolitana nel i^'/5. Visse Giovanni per lo pi in Roma , e


vi

scopale d'Entrechaux
la lesione

del

contratto

onde ricev per il compenso di


gli sostitu
il

in

mor a'3 giugno i479>^enendo sepolto s. Maria del Popolo con epitaffio rip.

700
(iglio

scudi d'oro. Giulio III

Giacomo
di

Cortesi, nato

prodotto dal

Fanloni. Nello stesso an-

matrimonio

Tommaso

da legittimo prima del sale

no Sisto IV

surrog Amalrico, che nel 1482 rassegn il vescovato, e lo slesso Papa lo confer a Odone. Indi da altra chiegli

cerdozio. Per essere cresciute

calamit

de'tempi, ebbe d'uopo di attentamente


vegliare per difendere
l'eresia
i

suoi popoli dal-

sa ignota vi

fu

trasferito

Rolando, che

a'28 ottobre 1 485 rinunzi, ed allora fu


assunto
al

armata e sanguinaria degli ugonotti. Onorato ancora del titolo di patriar-

vescovato

fr.

Benedetto de Padel

ganoti fiorentino domenicano, morto nel

ca d'Alessandria in partihus^ intervenne con tali gradi al concilio di Trento. Resse la chiesa di Vaison sino al 1570 incoi mor avendolo preceduto nella tomba Ir. Raniero Ceuli domenicano, figlio di
,

i52i e tumulato
ordine in

nella chiesa

suo

Vaison. Girolamo Scledo o


gli

Schio

di

Vicenza, che

successe, die tali

prove di virt a Clemeule Vii, che que-

sua sorella, ch'egli per grazia di Pio

IV

120

VAI
Guglielmo Cheisoldi nobilisDublino ed e-

VAI
p avere rassegnalo nel 1666 il vescovato. Mor in Roma nel 1677 e fu sepolto
nel cimiteriode'canonici Vaticani. Di lui

area nel i56o preso a coodiulore. Nel medesiino amio fu provveduto di questa chiesa

simo

scozzese, vescovo di

abbiamo:
historiae.
cis

sule per la fede cattolica dalla sua sede

Diatriba qune um\'crsalis i synlaxini et auctoribu<: grae.

e dalla patria, pel lacrimevole scisma


d'Inghilterra e di Scozia. Prelato di specchiata piet, la resse con santit e pru-

nondiim
edellii

editis exhib('ljPav\i'\<i

)o.

2. Descrizione Ialina della citt

d'Avignoj>8.

ne

contea Venaissinii,Lioiei6

denza sino

al i5cS4,irtCui

rinunzi
:

la

misa-

3. Dissertazione sul

nome

di

Tracala,

tra per la cocolla certosina

govern

pientemente

la

certosa di Lione, e mor

priore di quella di

Roma

nel

593. Gu-

che un antico autore die a Costantino, Roma &^'j. 4. Pracnestcs aiitiquac^Komaei655. 5..Con/cctura de libris de 1I

glielujo Cheisoldi, nipote del precedente,

mitatioie Chris ti

eorumqae aucloril

iieli584 per assenso di Gregorio XIll

bus. Pretende

in quest'opera che cia-

ne occup la sede, e gli fu ancora commesso il carico di rettore del Venaissino. Essendo stato destinalo nunzio al re di Scozia Giacomo VI, die in luce un dotto libro contro
r
i

scun libro di essa abbia


ticolare. 6.

suo autore par-

Quattro dissertazioni: lai.*


cronologia delle opere di
s.

contiene
gostino;

la

A-

la 2." in

cui pretende ohe l'o-

calvinisti-ugonotti, e
il

mo-

nel 1629. Gii successe

coadiutore

Michele Dalmerasdi Linguadoca, vescovo di Filadelfia in partbiis, e mor in sua patria a' 16 aprile 633. Ne occup la cattedra il dotto ed eruditissimo Giusep1

pera di quel s. dottore contro Giuliano, che chiamasi 0/)iis i/nperfectum,s\a perfetta, e che debbnsi chiamare 0/)(is per-

fectumj
dinali

la 3." tratta

dell'abito che

car-

portano

in conclave, e dell'etimo-

logia del

nome

Fcslis Crocea j nel la 4.*

pe M." Suarez nobile avignonese, d'illustre origine di Cordova, e gi vicegerenle

parla del cardinale Lahorante intorno


alla di

d'Avignone. Egli era allora coadiuto-

re della patria metropolitana e camerie-

re segreto

d'Urbano Vili, a
al

cui era caris-

simo, non che


spettabile

nipote cardinal Fran*


ri-

sua collezione de'Canoni col titolo Compiialio decretorum. 7. La traduzione degli opuscoli di s. Nilo, con note in greco e latino, Roma 1673. 8. Tuttoci che trovasi nel Salterio chiamato di
di
s.

Cesco Barberini legato d' Avignone;

Pietro, nella dissertazione sugli

E-

non meno per

illibati

costumi

sapli e Ottapli

che per la perfetta conoscenza delle lingue greca e latina, e per la profonda erudizione sagra e profana. Ripar le chiese, restaur la disciplina regolare ne'moiiasteri di monache, difese dal contagio eretico
la

d'Origene del p.Rives cappuccino. Carlo Giuseppe Suarez fratello del precedente e canonico della metropolitana d'Avignone, d' esempi a rissi ma
vita, in

riguardo de'meriti del fratello,


lo fece

Alessandro VII nel 1666


Allora Clemente

vescovo
i

sua chiesa, e tolse molti


la

di Vaison, e pass a miglior vita nel

abusi nella diocesi. Illustr ancora

670. volendo ccntiiiuaro


vi

sua chiesa colla corografia della diocesi,

questa dignit nella famiglia Suarez,

descritta

elegantemente
il

in

metro

la-

promosse Lodovico Alfonso Suarez, nipote de'precedenti. ch'era coadiutore, co-

tino,

ed immortal

suo

nome
presso

colle

sue opere, massime


siastica. Ilitiralosi in

snll*

antichit eccleil

me

lo

era dell' altro zio Lodovico M.'

Roma

car-

preposto della metropolitana, ed eziandio del padre Francesco signore d'Aula n,

dinal

Barberini, ques quale arciprete

della basilica

Vaticana lo nomin vicario della medesima b'5 giugno i665, confermandolo il nipol cardinal Carlo, do-

decano della Rota d'Avignone. Con esso il p. Fanloni termina la sua serie de've^
covi di Vaison. Si

ponno vedere Diooi-

V
sio

V A
52C). Dice
il

121

SammartanijG^///^ Christiana: Provncia ecclesiastica Avenionensis continens cUoeceses Ai'enionensem, Carpentoractcnseni


,

son, che altri attribuiscono a quello del


p.

Fantoni aver dato occail

sione a questo canone

tenore del mede-

Vasionenseniy

ec.

Luigi

A osel mo Boyer, Histoire de l'Eg lise Cathcdrale de Maison avec une chronologie de

E^'cques qui Uontgouverune chorograpkie, ou descrip' tion en vers latins, etfrancois des villes, bourges, villa ges^ paroisses, et chapeltoiis les

ee, et

les^qui compose /it se diocse, Avigtion

i^Si. Giovanni Colombi,


stis

De

rebus ge-

Episcoporum Fasoiiensuin, Liigdunii 656. Le Notizie di Roma y\^o\'?\' noi seguenti ultimi vescovi. Neil 708
trasso.

in Sede ap* etiam per lotum Orienlem, et totani Africani, vel lialiam propier haereticorumastutiam,qua Dei Fdiiun non semper cuni Patrefuisse, sed a leni' pore caepisse hlasphemant, in omnibus clausulis post Gloria Patri Sicut eAmen dicitur: etiam et nos in urat. niversis Ecclesiis nostris hoc ila dicendum esse decernimus. Il 2.** concilio fu

simo.

Et qua non solum

stolica, scd.

tenuto nel 44^ ^

44^ ^'^^ novembre


non
vi

ma

ripeto anche su questo

cosa

Giuseppe Francesco Giiallerocli CarpenNei 1 724 Lodovico de Goliorn de Lapaiun di Carpentrasso. Nel 748 Paolo Lupo de Sallleies de Fausseian d'Avignone. Nel 758 Francesco de Feles* sier de Saint-Ferreol di Visano diocesi di s. Paul. Nel 1786 Stefano Andrea de Fallotde Beaupi de Beaumout d'Avignone, succeduto per coadiutoria avuta nel 782 col titolo in partihus di vescovo di Sebastopoli. Neil 801 Pio VII pel con1

di certo, per essere in


di tutti e tre,

uno confusi

gli alti

come not Baronio all'anno 825. Alcuni, come rimarcai di sopra,


vogliono che debba dirsi Vasense
,

altri

Fasalensey per
i

essersi

eziandio confusi
al

canoni con quello di Bazas,

dire
si

di

Lenglef, poich

Bazas

in latino

chia-

m pure Fasatum j ct[[o per che v'intervenneAuspicio vescovo di Vaison,


cogli altri della metropoli d'Arles.

A que-

sto piuttosto devesi riferire la presiden-

cordato soppresse

la

sede vescovile di

za di Nettario vescovo di Vienna. Egli


vi

Vaison.
Il i."

Concila di Vaison. secondo il Baronio ha confusi

il

gli

atlicon(|uellidel 2.edel 3.,forse fu cele-

Che il Padre, Santo non hanno che una Natura, una Potenza, una Divinit e una Virt. Inoltre questo conpredic pubblicamente
:

Figliuolo e lo Spirilo

brato nel

337

al

dire di

Adone

a tale an-

cilio fece

IO canoni per
Il

la

disciplina ec-

no, poco dopo ih." concilio generale di


Nicea, da Nettario vescovo di Vienna, o

clesiastica.

.**

concilio fu adunato nel

528
les,

o meglio nel

52^

a'7 novembre.
s.

Do-

meglio

nel seguente, per


le

pubblicar nella

dici vescovi fia'quali eravi

Cesario d'Ar-

sua provincia

sue definizioni, portate

nella Gallia da Nicasio vescovo di Die,

che

vi assist

mandatovi da'vescov galaltre cose fu

ed anche probnbilmente Alethio di Vaison, vi fecero 5 canoni. Vi si ordin che, secondo il costume d'Italia, tutti i
sacerdoti di
sa loro
tati,
i

licani.

Tra

le

ordinato

il

campagna riceveranno

in ca-

canto del Trisagio, e che in tutte


se
si

le chie-

giovani lettori, che sono mari-

canti o reciti

al

termine de' Salmi


ss.

per educarli e formarli come buoni


la s.

r inno della glorificazione della


nit:
lui
y

Tri-

padri, facendo loro impararci salmi, leg-

Gloria Patri et Filio, et SpiriSaneto, con l'appendice: Sieuterat in princpio, et mmc^ et semper, et in saecula saeculorum. Amen. Aggiunta ordinata dal Niceno,e quanto al dirsiilo-

gere

Scrittura, e istruendoli soda-

mente
lai

nella legge di

Dio per prepararsi

de' degni successori. Meglio gi ne parnel voi.

LXllI,p. 3i3. IlNovaes nella


s.

Storia di

Damaso

/,

corregge quelli
il

po

salmi prescritta dal concilio di Vai-

che ullribuirono a tale Papa

doversi

122
Gloria
giunse

VAI
la

V
dossologia del
il

dite nel fine de' snimi

Filtri [V.), a cui


il

Niceiio ag-

Sicut eratj

pei*

opporsi agli a-

riani; ed
nel line

aggiunge: Ma il dirlo tulio de'saijni non fu slabilmente codalia Cliiesas preslo couc al-

mandalo

Fnyvoda^ lo definiPwdcUe Tiircico di Leonclavio: raivodae nomen genera lilcr significa t Praefectiun millum^ quem Capitancuni vulgo vocant. Sed apiid hitti' garos ut clini sic etani hodic duae
ticolo Va'K'oda \>ul

sce colle

cuni credono; forse non fu ordinato pri-

ma del
j

concilio di

Vaison

in

Francia, cala

libralo nel 529, nel quale se ne Irova

sunt appellatones administralionwii maxiniaruni. Una Frani, altera Faivodae. Faivodae vero Praeses dicilur^
loco Regis administrationeni hahens in aliqua Provincia^ pula Transilvania ,

/volta

il

decreto'Mnoltre nel concilio di

Vaison

si

ordin che

in lulte

le

chiese

delle Galliesi dicesse nella messa la pre-

Valacliia niajori, Malachia minori^


Nella Russia dicevansi vaivodi
i

ec.

ghiera o introito Kyrie elcison


eziandio
al

(^'.),
il

mattutino e

al

vespero;
il

ed che

Cover-'

natori delle principali


Si

citt dell'impero.
i

meglio

slcibili

nelle Gallie

concilio di

chiamavano

altres vaivodi

palatini

Uazas

neli'istesso

anno, e non nel 1.529,


si
1

governatori delle provincie di Polonia.


principi o ospodari di Valacchia e di

come
questo

per fallo numerico Tipografico

legge nel citato articolo.


il

Ed

anche per

Moldavia non erano riguardali

concilio di Vaison fu confuso


di Dazas.

con quello

se non come vaivodi da'polacchi,i quali pretendono che queste provincie, ora dell'im-

o VOIVODA o WAIW^ODA, o MlllTZA, oOSPODAROS oOSPODOROS,rmVo^rtc. Titolo ono.

VAIVODA

pero
pati

di

Turchia^ e denominate Princi-

Danubiani, sieno statesoltralte dalla repubblica di Polonia dagli antichi governatori le allre potenze li chiamano ospodari o Despoti {F.). Gli stessi ospodari di Moldavia e di Valacchia talvolta presero titolo di ^/ev/;o^rtr. La dignit
:

lifico slavo di

principe o signore, o go-

\ernalore principesco,

come

l'antico vai-

\oda

di

Transihania.CU''m^am Vai-

s'odico Fovodie in Polonia,\Palatinali

il

o Provincie, lequali erano divise inObvodie, cio governi o circondari. Nel


perc>,uella flessa Polonia,

di despola fu creala dall'imperatore gre-

1842
gover-

co Alessio

111

l'Angelo de'Comneni, che


al

essendo

regn dali igS


sto.

i2o3
i

in cui fu

deposo-

un tempo detti Vaivodie, divisi in distretti o Obvodie e questi in circoli o Powiaty, per ordinanza di Nicol I imperatore delle Russie furono cambiate
ni
,

Egli stabifi che


1'

despoti sedessero
al di

pe' primi presso

ioaperatore,

tali

denominazioni:
si

le

grandi suddivisio-

Augusto e <\A Cesare. Sebljene il titolo di Augusto fu propria de'soli injperatori, ed anche dell'impepra eziandio
(\e.\V

chiamarono PoAvialy, le minori Okrengi. principati Danubiani di Moldm'ia, Valacchia e Servia (f^.) si chiani
I

ralrici loro spose, talvolta fu

dato

al col-

lega ed all'associato
alla

impero, ossia 1* persona dell'impero, senza che


all'

pure Ospodarati, come sinonimi di Vaivodali. Anzi il governo imperiale d'Austria da alcuni anni olllcialmenle die al bauato di Temeswar il nome di Vaivodia, per compiacere un sentimento nazionale perch nella popola-

mano

l'imperatore lasciasse di portarlo anch'esso.

no
di

esser

Per questi Augusti colleglli doveaprima dichiarati Cesari. Il titolo


si

Cesare

attribuiva all'erede dell'im-

pero, e divenne titolo d'onore, senza che

l'imperatore tralasciasse d* usarlo con-

zione predomina l'elemento serviano, e per averla aiutata in tulle le lolle contro V insurrezione de' magiari in

giuntamente a

quelli

(\*

Imperatore e

Un-

d'Augusto. Gl'imperatori greci portarono pure il titolo di Basilvs o Vasileus,


e con questo equivalente anche di

gheria.

Il

Macii, nel Hicrolexicon, ar-

Re

VAL
(P'^.)^

VAL
i

123
ospoda-

chiamavano gP imperntoi
negantlo loro l'altro

Ialini

Provincia del nord della Turchia euro-

d'occitleiile,
l'atoie.

tl'irape-

pea con

titolo di principato e di

Noiuliineno leggo nella Nolizia

rato o vaivodatOj
colla quale

come la Moldavia

(F\

de vocaboli del Macri, che Vasileus o


Re, titolo proprio del solo imperatore greco, per privilegio singolare fu concesso al re e Bulgari e
Pietro,

anticamente fece parte della Dacia (V.),^mhQf\we chiamate principati Danubiani, le notizie delle quali sono
quasi comuni, poich non formato
cos dire,

defalaccld {^-)

quando uno
I
i

di essi spos la figlia

dell'imperatore.

despoti erano ordinai

per , che un medesimo stato, sebbene governato da due diversi principi,e for-

riamente
tori

figli

generi degl' impera-

di

Costantinopoli. L'autore delle

liJoldavia riferisce

Osservazioni intorno la Malachia e la che la Porta Otto,

mana

a'piincipi di Valachia e di
il

davia d

titolo di

MolFoivoda, termine

slavo adottato da'turchi, che corrispon-

de in italiano a condottiero d'armata e volgarmente li chia mano i?<y, nome cor;

lulte e due dall'antica Dacia conquida Traiano, essendo entrambe parli integranti dell'impero Ottomano. Ciascuna di queste due provincie ha la sua politica costituzione , e il suo principe chiamasi Ospoda /'o jsi n on m o di Vaivo da (/^.). Oltre la somiglianza de' due paesi, quanto all'aspetto naturale, ed loro prostata
i i

male

dotti, i loro abitantijChe

secondo alcuni
e di tjuella

so-

ii>pondente a principe;
lo di

ma

lo slesso tito-

no
la

tulli
i

d'origine

rumena
,

che

Bey d

la

Porta

al

principe di Sera quello di Tu-

dir,

loro costumi

le

loro abitudini e

via (/^.), non


lo di Algeri
ta,

meno che

lingua sono in molle cose identiche in


ne' loro
fa s

nisi (^.)j nel qual articolo dissi che quelsi

modo che
r Europa,
li

rapporti politici col-

chiamava /9(y

dalla Por-

come

appella quello di Tripoli [F.)

o Pasci , vocaboli tutti di cui riparlai a Turchia. Inoltre la Porta chiama col nonie di bey, secondo il detto scrittore,
i

la regione che denomini ordinariamente col nome di Moldo- Valacchia, come ancora questi principali prendono il nome di Moldo- Valacchia egli abitan-

che tutta

comprende,

si

ministri residenti in Costantinopoli, ed

ti

moldo-valacchi.

Non mancano

alcuni

pasci lo

estere.
a'

danno a'consoli delle potenze Aggiunge che la corte di Vienna


di

di osservare,

che sebbene i due popoli non

sono l'uno dall'altro separati che da un


ruscello, questo basta tuttavia,

Moldavia e Valachia d i titoli d' Altezza e di Principe^ e quella di Russia li chiama Gospodar , parola slava corrispondente a Signore o Padrovaivoda
ne, e tralasciandosi
cesi
la

malgrado
stessa

tanta affinit di sangue

d' origine e di

destino, a stabilire tra'figli

d'una

madre molte
di carattere,
te
t

differenze

di

linguaggio e
siffatta

lettera iniziale, di-

moldavi sono generalmencarat-

co Qiun emente

Ospodar

Ospodaislavo

pi gravi de'valacchi, e

ros Essi poi ne' loro diplomi in

teristica differenza

che

li

distingue da'val-

usano questa formola: Io per la grazia di Dio Gospodar dell'impero Falaco o Moldavo, lo NN. Vojvoda.

lachi loro vicini, viene in

gran parteattrisi

buita al continuo contallo in cui


ti

sono

ovati co'russi gi loro protettori.

La po-

V alacchi A o VALACHIA oVALLACHIA, io turco Ac-Iflac o hlac (e


anticamente Carahogdana o paese del

polazione generale di questo paese, secon-

grano nero, per la quantit che ne produceva, e Tolomeo la disse pevcb Negra Bogdonia o regione del Bogdano) in
,

do teceoli calcoli, di circa 4 it'ilioni, di cui2,5oo,oooper la Valacchia e ,5oo,ooo per la Moldavia; enumerazione die sembrando eccedente, poi parler di loro stai

tistiche, le quali

per sono quasi tulle


si

dif-

valacco

Zara-Rumaaaska

o Zara

Pio-

formi, e secnbra che ancora non

cono-

manesca (vale a dire paese de' lomani).

scano perfellameule

le

cihc positive. I

ii4

VAL
nord

VAL
parte centrale ed al sud vdonsi pingui e
vaste pianure, ritagliate

principati in discorso sono limitali al

e tiii'esl dalla ctttena de'nionti Etcinio* Carpazi, situali fra loro e leprovincie auslri.'iclie

da

fertili valli vi

romantiche. Poche contrade

sono pi
vi

di

Temeswar,
Il

di

Transilvonia
di con-

favorite dalla natura, e potiebbero pre-

e di Biikovina.
bio, cine

Pruth serve loro


,

sentare pi estesa coltura se pi


gliasse
il

ve-

fine dalla parte della Russia

il

Danu-

governo, e
,

le

propriet fossero

bagna al sud, e li unisce olla II Turchia pi di quello die li divida. Egli questo in generale un paese di pianura solcato da nioltu fiumi che corrono dal nord al sud per gettarsi nel Danubio^ il pi gran fiume d'Europa dopo il Volga, il clima (Ielle provincie Danubiane molto variabile: tuttavia le loro risorse sono
assai considerevoli; le terre vi

pi rispellate

il

che da sperarsi per


poli-

quanto
tica

si

va ad operare nella sua

deve tacere, che negli ullimi anni l' agricoltura vi avea non poco avvantaggiato, poich si osserv che produceva il doppio di prima.
sistemazione.
si

Non

Il

fiume principale
scorre

si

il

Danubio,!! quai

le

dapprima lambendo
si

confini

sono

ferii*

meridionali, poi

volge e ban:na alcune

lissime, e

grande
gli

la

quantit del bestiame.

parti dell' oriente e dell' occidente della

Basta gettare

occhi sulla carta geo-

provincia. In
gli altri

lui

fiume

si

scaricano tutti

grafica per esser convinto, che per questi

che scorrono nella Valacchia.

Le

paesi stretti fra'Carpazi,

il

Mar Nero

loro regolari inondazioni e traripamennella maggior parte, formarono ad ambe le sponde paludi che rendono l* aria malsana nelle vicinanze; abbandonale, finora non si pens a prosciugarle. Accoglie il Danubio in questo paese gran nuti,

il

Danubio

la

libera

navigazione di

questo fiume una questione di vita o


di morte.

Premesso questo rapido e gele al-

nerico cenno, indispensabile agii inlimi


rapporti tra' due pruicipali, e per
tre

comuni
s

notizie

che dovr

riferire, s

mero

d' affluenti,
il

pi considerabili fra*

moderne, torno all'argomento che mi propongo compendiosamente svolgere. La Valacchia propriamentedetla confina al nord colla Transilvania, da cui la separano Carpazi; al nordest colla Moldavia, con cui ha per limitili Mitku
antiche e
i

quali sono l'Alt,


sato dalla

Chyl, l'Ardijk ingrosla J.ilovitza

Dumbovitza;
si

il

Serelh, che
l'iuverno,
volta

accresce col Bulzeo.


in

Breve

ma

generale rigido e talil

molto freddo,

che

si

re alle regioni fredde del nord,


alla

pu attribuinon meno
massipi co-

ed

il

Serelh; all'est ed

al

sud colla Bul-

condizione trascurata dell'agricoltuil

garia, dalla quale trovasi disgiunta

me-

ra;

caldo

iiell'eslale sensibile,

diante

il

Danubio;

all'ovest colla Servia,

me

ne'paesi in pianura. L'aria salubre,


le

verso cui la limita lo slesso

r Ungheria dove

la

C/.eriia

fiume; e colforma una

per cui poche sono

malattie,

le

parte del confine. La forma sua quella

muni essendo le febbri intermittenti e biliose. Nou sono rari terremoti. Il suolo
i

d'un elissi allungala dall'est all'ovest, della lunghezza di circa loo leghe, con 4^
leghe di larghezza media e la superficie di 3ooo leghe quadrate. Altri notabilineule diminuiscono
miglia quadrate;
dice che
la
l'

del nord corrisponde alla natura

monta-

gnosa del paese; nelle pianure e valli del sud in generale pingue e ferace. Ma non

occupandosi

valacchi che pochissimo


s

estensione a
il

200

dell'agricoltura,

privilegiate

campagne

ma

celebre

Balbi

Valacchia

superficie di

da una si forma 21,600 miglia quadrate.


la faccia di

seuibrano abbandonate, e mostrano appena alcuna traccia della coltura europea. Nondimeno sui campi crescono le biade
senza fatica e concime;
fertilit del
1'

Vuriatissiraa

questa coni

ubertosit e la

trada;
;ii

montuosa

nel nord,

dove

Carpa-

terreno principalmente prodi

aggettano copiose ramificazioni; nella

duce gran quantit

grano turco

mi-

VAL
glio,
ie

VAL
gli

i^

orzOjlegumi; del maiz


la

abitanti del-

sego, lino,

liroento. Si
eie, e
si

campagne formano abbonda di

base del loro a-

frutti di varie spe

ricava copiosa qnanlili di vino e in parte buono.

canapa ec. Il suo commercio, in rilardo quanto la sua agricoltura e industria, precipuamente in mano degli ebrei, de'greci e degli armeni. La Valacchia non conia monete, per
lore quasi tulle le
vi hanno vamonete de'principi regnanti d'Europa. L'arma del paese u Corvo nero con un anello nel becco o Luna e la Croce, sopra un colle in mezzo al sole. Le armi di Moldavia esprimono una

comune

Pi confacen*
I

te all'indole del

popolo valacco, amante


pascoli sono

di libert,

si

la pastorizia.

ottimi e vastissimi, ed alimentano


rosi

nume:

ed eccellenti armenti di bestie bovii

ne e pecorine, n mancano
pecore sono
di

buffali

le

3 specie,

le

quali poi dan-

testa di

Bove. Braila olbraila e Galatz so-

no origine alle 3 differenti qualit di lane che vengono messe in commercio. I


cavalli sono in generale di bella razza, e molto somiglianti agli ungheresi ; nelle selve delle parti pi incolte inconlransi nello slato selvatico. Visi trova una quantit
cie,
gli

no le due citt, in cui maggiormente vi ha commercio: esse sono la scala commerciante della Valacchia , ed ivi sono grandi depositi di grani s nazionali che
stranieri. Nelle
te

medesime
sono

la

maggior par-

de' negozianti

prodigiosa di selvaggina d'ogni spe-

italiani.

tedeschi e Galatz sempre frequentato da


greci,

massime
uccelli

cinghiali, cervi e orsi.


le

Fra

primeggiano

cicogne, tenusi

florido
la e di

buon numero di navi nel suo porto. Il movimento commerciale di BraiGalatz


in notabilissimo

te di

buon augurio, per

cui

lasciano ni-

e pro-

dificare sopra tutte le case: vi sono inoltre beccacce, galli d'Jndia,colombi, anitre

gressivo incremento ne' loro porti,

come
1

e oche.

Le

locuste sono la rovina de'camil

pi seminati, le zanzare sono

tormento
I

degli abitanti, specialmente alle rive del

Danubio, dove
iali.

Ilaria

malsana.

boschi

offrono ricco pascolo di ghiande pe'ma^

da quello del i852, riferito dui Giornale di Roma del 1 853, a p. 9 5. Il commercio valacco va ora sempre pi prosperando, mediante la navigazione a vapore sul Danubio introdotta, la quale sarebbe compita se i bastimenti potessero
rilevarsi

pu

Ogni casa ha
I

suoi alveari, e tiene

montare

mollo pollame.
rali

primarijDrodolti minele

le cataralte, che incontransi a Scaladova ed a Neu-Orsova. Si progett

consistono in sale e nitro; oltre

sor-

un canale,
ghesso
il

ma

l'impresa gigantesca; insi

genti minerali, visi trovano metalli d'ogi

tanto anni addietro

and facendo

luti

qualit, e

si

talvolta trovalo qual-

che poco d'oro nell'arene de'fumi. 1 boschi contengono legname da costruzione, che nell'Europa si va sempre facendo pi
raro.
I

fiume un comodissimo stradale. Nella Valacchia le strade non hanno quasi

traccia;

si

attraversano quelle spaziose

campagne

alla ventura,

ed

carri

bench
perch

rapporti del paese furono finora


all'

leggeri sono tirati da molle paia di bovi.

molto sfavorevoli

industria.

Non

po-

Le

poste sono affatto singolari

lendo vantare notabili manifatture, e la fabbricazione d'oggetti grossolani occupando una gran parte de* 100,000 boemi circa che vi stanziano, tuttavia il va*
lacco colle proprie
i

consistono in una specie di carro, basso e


angusto, che appena contiene una persona, unito insieme alla meglio con chiodi

mani

soddisfa a tulli

bisogni interni del paese. Oggetti prin-

sembrano ogni momento volersi separare; le ruote non hanno cerchi di ferro, ed un po'di paglia serdi legno, le cui parli

cipali co'quali

commerciasi, sono cereali,


,

ve di cuscino per
lissimi cavalli

sdraiarsi.

Quattro bel-

animali, talco, lana, seta, formaggi

re-

sine, pelli, corna, cera, miele, pesci, pelli

Valacchia,
dividci^i in

di

corrono a rompicollo. La cui la capitale Eucharest,


e l'iccola Valacchia.

di lepre, sale, nitro, tabacco, It^gQa, vino,

Grande

ii6 Ln Grande o maggiore Fdlacchia


l'est,

VAL

VAL
allai

nome

in

modo

pittoresco.

La grande
18 nomi2Ci

divisa in parie superiore

all'est

e piccola Valiicchia divisa ne'

occidentale, o

Zara de
."

Sitss; ed in par*

nati distretti, che in tutto


citt,!

contengono

le inferiore all'ovest o orientale,

Zara

de Choss. La
\vic,

coniprenile

distretti se-

j^uenli; Ardjicli,

Dumbovil^a o DuQibroo Munstoliel, Olloul o

IMiuilchel

OltidoOllos,Teliorman,Vla'>ka. Ardjicli

5 borghi, e 356o villaggi formati nella pii parte in capanne di legno, e situate in mezzo a vaste campagne, nella maggior parte incolte. Ogni distretto ha una magistratura speciale di governatori,
i

ha per capoluogo
cipi del paese.

il

borgo omonimo,
la

il

cui

membri sono
lui proposti:

eletti dall
il

ospo-

quale era un tempo


pare che abbia preso
s

residenza de'prin-

daro, che suole scegliere


candidati a
tura
quali
si

pi degno de*

Dumbovilza o Duubrowic
il

questa magistra-

nome dal Oiune co-

compone

di

3 boiardi o nobili,!

chiamalo, celebre non solo perch seco

trascina de' granelli d' oro,

ma
la

pel

buon

pesce che somministra e per


di sue
M'/7r.

dolcezza

acque : nel suo distretto Tergo(/^.), sede arcivescovile e metropoprincipato e residenza del

litana della Valacchia superioie, gi capitale di tutto


il

voivoda sino
trasferita a
citt

1698, la quale fu allora Ducharest; perci la piccola


al

decadde successivamente. La parte


i

prendono il nome d'ispravniki, e sono neir anminislrazione attentamente sorvegliali da un giudice e da un samessi o ispettore. Ogni distretto poi suddiviso in comuni denominale plaza, in ciascuna delle quali vi un esattore delle contrUiUzioni. Ciascuna citt ha parimenti un consiglio municipale composto di 4 individui, il quale deve amministrare il paese, quindi pu imporre aggravi,(pialora l'esigono le circostanze: ogni

inferiore contiene

distretti seguenti:
citt di tal

Bu-

anno
lo

zeo o louzeo
scismatico;
situata sul

con

nome per
Ibraila,

per

egli

deve sottoporre

a'

ministri

capoluogo, residenza d'un vescovo greco

slato attivo e passivo della sua

amminiil

Brankilow oBraila o

strazione.

membri componenti
scelli

corpo

Danubio

e tenuta la pi

com,

municipale vengono
possessori
di

fra* cittadini

merciante della Valacchia, con porto frequentatissimo. Ola con case di legno co-

almeno d'immobili

del valore

2800

franchi, e sono nominali da u-

me

lo

sono

le

sue numerose chiese, tra


s.

le

quali primeggia quella di

Nicol, innal-

na deputazione, che viene formala di nobili e di proprietari d'uno stabile per lo

zata in mezzo ad una piazza da INicol I imperatore delleRussie; llfow, il cui capoluogo Bucharest, Jalomnitza o Jalo-

menod'800

franchi. L'autore delle

Os-

sensazioni storico-naturali e politiche

intorno la Malachia e Moldavia, Napoli


stati

Rimnik, Prohova e Sekujen. La Piccola o minore Valacchia, ch' all'e\ilza,

1788, che

fece lunga

dimora

negli

ottomani, colla cognizione della

stremo lato occidentale della Grande ^ e dicesi pure Transalpina, ha per capoluogo Craiova o Crajowa, grande e regolar-

gior parte delle lingue antiche e

magmoderi i
,

ne parlale da'popoli, e stanzialo per


anni nella Valacchia e Moldavia

e ne

mente f d)bricata a
cia
i

pie de'monti, e abbrac-

raccolse le nozioni pi interessanti, rife-

distretti seguenti:

Chyl mferiore od

Ollzi o Doltzi, con Craiova per capoluo-

go; Chyl superiore oGorlzi, Mehendilzi, liomautzi,e Vulcia o Voultcha. Altra citta nolabiledella Valacchia Giurgevo sul

che a suo tempo le citt principali Bucharest capitale della Valachia, e/<r/55t (F.) capitale della Moldavia, si potevano
risce

piuttosto chiamare grandi villaggi che


citt,
eie,
ti

Danubio,

gi con

buona

fortezza,
al

ma

essendo composte con grandi giardini e


:

di case e
cortili

casuc

occupan-

turca perch appartiene

sangiacato di

grande spazio

Huslchuk, sorgendo

iu fucciu alla citt di

llussio,Qclle

dopo la guerra colla due citl si fabbricarono moi-

VAL
(i

VAL
comode,
e segnato a Pietroburgo a'ag luglio
1
i

127
834

palazzi e case di pietra, vaste e

trattalo concluso tra la Porta e la Russia

un solo piano senza siiniietria e Prima usavano tetti formali di tavolette, poi si formarono di tegole di terra cotta ad angoli acuti, afne di facilitare lo scolo delle nevi, onde non soccombere ai loro peso, ed in tutte le stanna d*

ordine.

questo paese venne governato costituzionalmente da un valacco, il (juale era no-

minato a composta

vita

dall'assemblea nazionale
boiardi della
i.''

di

5o

classe, di

re

si

posero stufe per riscaldarsi T invervi

60 della 2.', di due vescovi diocesani e di due deputati di ciascun distretto, non che
da'delegati delle citt.
Il

no. Nel centro delle citt


cati air

sono
si

uso di Turchia, dove

mervendono
i

penultimo prin-

cipe per venne direttamente

nominato

merci ordinarie e commestibili; le botteghe per lo pi erano di legno e terra intonacate con calce, e le strade coperte con
letti di tavole.

ospodoros o ospodaro della Valacchia dal

gran sultano

di

Turchia e dal czar delle


al se-

Russie. L'ospodaro era subordinato

Nel recinto de' mercati


cinti di

nato o assemblea costituita del metropolitano che n'era presidente, di


vi

trovano de'convenli

buone mura,

due vesco-

che nel chiostro porticato hanno diverse


botteglie o magazzini per le merci pil

diocesani, di

20

boiardi e di 18 depui

tati de'dislretti,

oltre

rappresentanti deltale

ragguardevoli. Di Bucharest o Bukarest


dir in fine, parlando del vicarialo apostolico.

la citt di

Craiova.
il

assemblea ap^
di giusti-

parleneva
zia e di

controllo degli atti del gover-

Quanto

a Jassy, notizie recenti la

no, l'autorit di

suprema corte

dicono edificata principalmente in legno, tranne alcuni grandi edifizi, ed abitata da

ultima istanza

in tutti gli alfaridi

stato, la

sanzione delle leggi, e l'approvail

4o,ooo anime,
relta nel
1

altri

dicono meno; mol-

zione de' diversi ministri che


legislazione, confrontata

principe

to commerciante, e
1

merc l'accademia e-

destinava alle incombenze dello stato.

La

8 4> il Basilianum riaperto nel i83r per le scienze di diritto e per lo


istitu-

paesi civilizzati
perfetta,

con quella de* d'Europa, era ancora imnegli ultimi anni a-

studio di lingue, non che pe'floridi


ti

nondimeno
nel

letterari, !e sue tipografie e le gazzette


vi si

vea migliorato di condizione.il codice pro-

che

pubblicano, ha acquistata un'im-

mulgalo

portanza letteraria piuttosto grande nella regione. Gli abitanti della bella citt di

zioni ne'successivi anni, a segno

18 18 ricev molte modificache dal

1834

in poi moltissiini

cambiamenti
furono
la

si

Jassy sono scalili e pieni d'intelligenza;


il

operarono. Le leggi
codice Napoleonico.
cio
il

civili

mag-

loro vesliario nazionale


le

co e mezzo turco;
niere,

mezzo polacdoime moldave, pe'

gior parte desunte dalle Pandette e dal


Il

codice di

commermodifica-

vezzi del volto e per l'eleganza delle


si

masi

francese senza veruna

accostano tanto al tipo della bel-

zione. L'antico
la giustizia
si

divano per amministrare


di quelle cari-

t polacca,

quanto quelle

di

Valacchia

componeva

avvicinano

al tipo<lella bellezza delle

fem-

mine

orientali. Dell'antico

governo del
si

che descritte dall'autore dtU'Ossen'azioni, di cui era presidente e tenuto quasi


oracolo della legge l'arcivescovo metro-

principato parler in progresso, dir qui


soltanto di quello ultimo, mentre ora
sta

politano di Bucharest
di

come

del divano
i

operando

la

sua riorganizzazione, in

lino a quello della Moldavia, discutendosi anche suH' unione de'due principati e quanto altro accenner a suo luogo. La Valacchia essendo governata da un vai-

Moldavia era quello di Jassi, ed vescovi di Rimnico e di Buzeo ne facevano


parte.

Regnando

il

principe Alessandro

voila, che mandava la Turchia, scegliendolo fra'greci del Fanar; indi in virt del

Ghika, ninno venne condannato a morte, e da ci alcuni vollero dedurre, che nella Valacchia la pena di morte fosse abolita;
il

che proveaae

dall'essersi

tramuta-

laS
ta In
si rei,

VAL
penn cnpitnle pionunziala su diverin

V
no
gli

L
immuni
dal serviil

uhimi

di essere

ri

mi caroeie |)ei|jeluo o nc'lavofollali. Le pubbliche carceri sono a lUi

zio cnilitart*.

Le

saline costituiscono

3.

dell'entrala dello slato: ogni annosoglionsi

cburest, a Giiirgevoeil a Craiova. 1 condannali a'publ)lici lavori sono irnpieali


alle saline, lavoro penosissimo,
ti

spedire fuori da circa \i milioni


di sale, e nel

dV

che

paese ne vengono constiI

che molsi

ujale da

milioni.

beni stabili che pos,

ne rinmn^ono villima. Ulliniainenle


i

siede lo stato sono alltlali

perch ser-

diniiniiiiono nofabibnenle

delitti,

mei

vano
ne

di pascolo o
si

perch siano messi a

no

frequenti e quasi rari

gli assassinii e

coltura: oyarit
,

chiama quell'imposizioil

furli; beneficio

grandissimo, dovuto prin-

che pagasi pel pascolo. Gli oggetti


3 per 100, e coalla
tal ite

cipalmente

a^li inestimabili sforzi del


i

geva*

d'impori'azione pagano

nerale russo RisselelF, per condurre


lacchi a qualche civilt.

muneme
le

sono sottoposte

gabella

Vi dovea essere
lutti
,

cose dette di consumo. In


stalo

eguaglianza

di diritti

per

ma

gli

lo

maniera ebbe nell'anno 1827 un reddi-

sforzi dell'uUin)o

ospodaro non poterono svellere del tulio gli abusi, che esistenti da tanti anni hanno preso forza di consuetudine.
sti
I

to di

boiari sono in possesso de'po

1 4,633,1 18 piastre, e nel 1840 di 19,500,000; la qual somma serve a pagare l'annuo tributo di 1,400,000 piastre al gran sultano, e a coprire le spese

pi inporlanti e che rendono di pi.


fssala

della nazione,

le

quali a detta epoca era-

All'ospodaro era

una

listacivile di

700,000 piastre, ed il tributo, chiamalo dono annuo, ch'egli paga alla Turchia di 600 borse, ossia 3o,ooo fiorini (1' ospodaro
la

no sempre minori dell'entrata; e per tal modo, non essendovi a fronte di tanti
,

mali
gni

sollerti,
vi

anno

nessun debito pubblico, oavea un avanzo, che veniva


la capitale e nel-

di

Servia vassallo indipendente


tenuto
.

impiegato nell'abbellire

della Porta, iodipendeiica acquistata dal-

l'eseguire lavori di pubblica utilit. Quanto alla milizia, riferisce l'encomialo

nazione a prezzo di sangue

ab.

all'annuo tributo di 2,3oo,ooo piastre


turche): altri liporlano diverse cifre, co-

Zanelli, che tutta l'armata


di

si

componeva
d'uno
di ca-

4 reggimenti
,

di fanteria e

lue duo.
t.

Il

eh. ab,

Domenico
:

Zanelli nel

valleria

che in tutto formavano 5, 000

8 AeW Album di pubblic nel i%/y\

Roma yCow

3 articoli

Cenni storici della Moldavia e della ^/^cr/im. Egli dichiar: La Moldavia e la Valacchia sono due stati di cui poco o nulla si conosce presso noi; per cui volontieri e minutamente ci occuperemo di loro in questo giornale, esponendo in appositi articoli le
,

uomini. Pel servigio militare le comuni dovevano dare un numero determinato


di

uomini, passando una mercede

a'

de-

stinali pel
si

medesimo,

le

famiglie de'quali
Il

esentavano dal

testatico.

vestiario de'

soldati

mollo somigliava
usali nelle

al

russo, ed

comandi
tre la

manovre erano una


vi

abbreviazione del linguaggio russo. Ol-

vicende e

lo stalo attuale di questi paesi,

truppa di
i

linea era

ancora

la

che

pure cominciano a incivilirsi". Parlando delle finanze, dice che nella Vaessi
il

guardia civica e
stodire
i

soldati destinati a cu-

confini dalla parte dell'Austria,


del

lacchia costituisce
testatico,
i

pubblico reddito
le

il

oltre le stazioni

beni dello stalo,

saline e le

Passando
porla
le

a parlare dell' istruzione

cordone sanitario. pub-

gabelle. Al testatico sono sottoposti tutti


i

blica, della lingua e della letteratura, ri-

paesani e

mansili o boiardi, della 4i

seguenti notizie. L'istruzione


leggere,

classe; colla dilferenza per che

primi

dilTosa dappertutto; ogni grosso villaggio

pagano per ciascuno 3o piastre all'anno, secondi 45; la quale differenza viene pel ricompensala dal privilegio che haai

ha mia scuola per imparare


del

scrivere e far di conti, sostenuta a spese

comune.Uucharest avea 4 scuole pub-

V
hliolie,
li,

A L
sia pe'flinciul-

VAL
ha un
vi

139
Sandl

moltissime private,
le fanciulle: vi la
i

valacco, imprese a tradurre Topere irreligiose e

sia

per

liceo det-

immorali

di Giorgio

anche accademia, tala da 5oo scolari,


to

quale era frequenquali

Bucharest viene pubblicato anche un


nale in valacco, e

gior-

op[)rendo-

due

a Jassy;

ma

molti

no

la

grammatica
la

delia lingua valacca. la

lingua francese,

greca moderna eanti*

erano costretti a trattenersi dal pubblicare loro scritti pel gran dispendio della
i

ca, la geografia, la storia^ la


la filosofia,

matematica,

stampa.
la

apprendono anche lei'f'i e vi ricevono la laurea. L'ab. Zanelli, che la visit, se ne dichiar malcontento. I giovani che amano fare un corso compilo di studi passano alle celebrale
e alcuni
vi
,

A Bucharest vi una tipografia, qua le comunemente si occupava d'opei

re greche (stabilita nel principio del secolo

passato da un arcivescovo greco, ed


chi

tor-

erano principalmente impiegali nel stampare libri liturgici,cheogni prete era


i

universit di

Germania
vi

e a Parigi, ed al-

obbligato acquistar a caro prezzo di quan-

cuni
no.

vi

sono mandati a spese del gover

do

in

quando).

le arti

belle
vi

sono di-

Anche a Craiova
in
si

wx

collegio, ch'

menticale, qualche giovane


to vocazione,
to trovar

ha mostra-

tenuto

qualche stima. L'amore deldilFonde nel paese eziandio

l'imparare
lacchi

ne'campagnoli adulti. La lingua de'vapovera e rozza; nondimeno tiene della soD3glianza col latino, col greco e col tedesco; alcune parole
si

ravvi-

ma indarno avrebbe potuuna guida nella sua patria, dove non si vede un quadro o una st'jtua d'un mediocre artista.Le slesse chiese non presentano che piccole immagini di santi, le quali in nulla differiscono da quelle
delle di scuola greca, che
ci

cinano all'italiano

(altri la

dicono ricchis-

sono ancora

sima di elementi

slavi e latini,

un

miisto
la

rimaste o che risalgono a'secoli


Il

XI
,

di latino corrotto e di

slavone;

altri

principe Alessandro

Ghika

e XI F, amatore

dicono derivata dal latino, come


na,
la

l'italiaI

delle belle arti, pens inviare alcuni gio

linguadoca e
la

la

catalana.

valac-

vanijChe ad esso mostrarono disposizioni,


in luoghi

chi delle classi

elevate

hanno una gran


ali

ove esistonograndi modelli e va-

predilezione per

lingua italiana, ed
figli

lenti maestri,

come Migulich
essi

a Parigi, e

cuni di loro

mandano

a studiare a

Tommaso Constanzin a Roma.


niera,

In tal

ma-

Padova. L'idioma francese poco studiato, ed il tedesco trovasi sparso nella sola classe mercantile). Essa fu sempre negletta e sono pochi anni che venne scritta una grammatica (in islavo valacco nel iBSy fu stampato a Rermanstadt da A ndreaClemen*;: A/e/^/V.y TVaLadiischDf.Htschy and Deutch-I F^alachsches werlerbuch). Ora per viene assai coltivata, e molti uomini d'ingegno non pi
,

da sperare,

dere

la

coltura dell'arti

potranno dilfonsovrane ove mai


,

esistette.

Leggo

nel

t.

stesso

Album

di

Roma

17, p. 267 del i85o

dello

la

de-

scrizione sopra

un dipinto a

olio di

Gior-

gio Tattarescko di Valacchia, col disegno

in greco o in francese,

ma

in valacco ai

mano esprimere,
ri:

scrivendo,

loro pensievita al-

esprimendo laReligione fondamenImperocch la Dacia, oggi Romania o Valacchia, dopo l'incursioni de'traci cadde in uno stato di squallore;e di modo che suoi popoli, perdendo vincoli sociali, trassero dispersi una viinciso,

to d'ogni civilt.

e in tal

maniera hanno dato


si

ta agreste in

tante piccole famiglie e


il

tri-

la

letteratura nazionale, che agradi a gra-

b. Le sue citt erano atterrate,


culto
,

suo

di

andr progredendo. Gi

sono

fatte

le

sue leggi

il

suo commercio e

alcune traduzioni in valacco di qualche

osni mezzo di civilt estinto*


la

La

luce del-

dramma, d'alcuni romanzi Una societ di dame di lassi,


la

e di

poesie.

religione

rivelata
lei

apparve su questa

capitale del-

terra, e per
arti, e

rifiorirono le scienze e le

Moldavia

dove

si

parla egualmente

quanl'alUo pu prosperare e ren-

VOL. LXXXVII.

i3o

VAL
manti e ne
gico

A L
di.i^

dere cullo e felice un popolo. Luigi Ab* bali, autore della desciiz/ione, encomia il pittore \alacco, peicli ue'5 anni di sua
residenza in

quiet una gran quantit d'anelli in


rivest le

sue

4o 4

dita.

L'ef-

fetto di quelita riunione di brillanti


,

madi

Roma

seppe arricchirsi di
i

poich

muovendo
si

le

luani sulla

queVaii pregi che leniiono illustri maestri dell'arte; lodando pure 1' accuratezza del disegno, la vaghezza del colorilo,
la nobilt delle le della

tastiera di
scintille; e

ebano,
in

vedono miriadi
i

per un'innovazione bizzarra,

ha costrutto
io

ebano

tasti del
al

proprio
contra<

fjgure,primeggiando quel-

pianoforte,! cui tuoni minori


1

Religione e della
le

Rumonia

per-

sonificala e abbattuta,
ni,

vive espressio-

l'armonia,

la

diligenza e lo studio del


riferi-

La sicurezza e una migliore legislazione hanno mollo giovato alla sorte de'contadini; da 20 ansono
costruiti in avorio.

detto quadro, ^'otizie pi recenti


scono: L'istruzione
si

ni

sono innumerevoli

progressi della

rapidamente sviluppata nella classe ricca de' moldo-vaquali quasi (ulti sanno il francelacchi, se e l'italiano, e vanno in grande nume
i

coltivazione, dell'industria e dell'incivi-

limento. Sulla religione e costumi

rac-

conta
la

l'ub. Zanelli.

valacchi professano
;

religione greco scismatica

e le loro

io a fare a

loro studi in Parigi, o in altre


1

])ratiche religiose

sono grossolane, senza


le fece

capitali. Il
p.

Giornale di Roma del 85i, 892, narra che fu presentato all'imperatore INicol 1 un fenomeno musicale

scopo morale

superstiziose. Moltissime

sono

le chiese,

e alcune

innalzare

r iu)peratore

delle Russie defunto,


il

che
I

de'pi straordinari, cio Federico Roltz


,

amava

farsi

conoscere

sostenitore del-

giovane valacco il quale nato con 4 mani; il pi strano si che ciascuna di


queste mani ha io dita. Educato nell'et

la chiesa

greca separata dalla cattolica.


la dissolutezza, la

preti greci valacchi dividono col

l'ignoranza e

popolo quale
essi
]*ie-

i5 anni da un russo che gl'uisegn a suonar l'organo, indi egli lavorando da se solo giunse ad un grado straordinario d'ingegno e di forza. Questo sorprendente pianista si fece meccanico e pot, merdi

penetrata per anco ne'chiostri de'monaci

e delle
i

monache.

INella

Valacchia

erano

referendari politici del czar di

Iroburgo. Tutto

c combinazioni,

aumentar d'un' ottava

e mezza l'estensione della tastiera de'piaiioforli ordinari. L'istrumento da se costrutto

il clero valacco dipende da un sinodo composto dell' arcivescovo di Bucharest e de'vescovi, quali sono olIremodo ricchi. All'assemblea nazionale appartiene la nomina de'vescovi, che di
i

un vero capolavoro. Roltz camle

recente eiansi emancipati dalla dipen-

bi con vantaggio
lano, in

corde acute del piafili

denza del patriarca loro di Costantinopoli, facendosi dipendenti dell'arcivesco-

noforte, facendole da
fili

d'acciaiocom'e-

di platina galvanizzali.

La sua

\odiBucharest,il quale ha l'annuo reddito di

costituzione eccellente, e niente nel suo

20,000 ducali d'oro per


i

se, e

7000

esterno rivela
in gi

la

strana conformazione

pe'poveri: tutti

vescovi sono pagati dal


preti inferiori

de'suoi avambracci. Soltanto dal gomito

governo.

papaso

sono po-

Ciasctmo de' 4 avambracci perfettamente conformato, e composti d'un radio e d'un cubito,come nell'uomo meglio formalo. L'imil

braccio

si

biforca.

una porzione di terre, che coltivate danno loro con che vivere; e per vivere meglio fanno un traffico indegno del loro ministero. Anche
verijda'proprietari ricevono
i

peratore,
il

dopo avere udito suonar da lui suo strumento, lo ricolm delle mag-

conventi sono ricchissimi, e questi sono


dipendenti, altri dal patriarca scismati-

prove di generosa bont. II suo educalore morendo nel i85o gli leg una
giori

co di Gerusalemme,
del

altri dal

monastero

monte Sinai parimenti greco scismareconomico).

piccola fortuna, colla quale Roltz

si

ac-

tico (per la disciplina e per

VAL
cosUimi sono generalmente depravali noco o nessun sentimento di pudore sia
I
:

VAL
no
di Jassi
,

i3r

scovo di Buzeo. Quattro sono quelle di

Moldavia, cio l'arcivescovo metropolita(anticamente,

nel boiaro sia nel plebeo; nel paese do-

come

ripeter
i

vunque prostituzione
l'ab. Zanelli

e peggio (
di cose

sempre

in fine

la

metropoli era Solzaha)^ ed

die parla

vedute co*
luo-

vescovi di Zernauci, di

Rommano

o Ro-

propri occhi, e conosciute sul luogo da lui


visitalo).

Nelle citt presso

fiumi

il

manivvaivar, e di Falci. La religione dominante greca, per la generale ignoranza,


nel popolo
lo

go de'bagni il (lume stesso, dove uomini e donne, e non quelle del popolo soltanto, si bagnano contemporaneamente,
distanti pochi passi gli uni dalle altre.

non ha

altri principii

che quel-

d'un cullo esterno

e superstizioso. L'ari

ticolo principale nel quale

moldo valac*
il

A
i

chi fauno consistere la religione,

fare

Bucharesl

di

frequente nelTaltraversare
si

4 quaresime
cibi, e
il

all'anno mollo rigorose per


la

ponti di legno,

vedono nuotar pubbli,

riguardo alla qualit, non

quantit dei

camente uomini

e sotto

le finestre di
,

chiunque. Fanciulli gi grandicelli

che

digiunare due giorni della settimana. I confessori sono preti ammo-

appartengono a* Zngari (f'\)i alF.ilto nudi corrono dietro a domandar limosina. Per lutto questo ben a ragione esclama l'ab. Zanelli: Oh misero quel popolo che vive in una religione impotente a renilerlo morale Ragionando di questa Tanouimo autore eW'Osseri'azioni^ narra che
!

gliali,

ed a'prelati,

scelli

nasteri de'

monaci
Il

basiliani,

sempre da'monon perli-

messo

il

confessare, restando nello slato

monastico.

penitente deve dare una


,

incredibile

il

numero delle chiese

e con-

che non trascura di racconiandiirgli di far dire ^o messe in sulragio de'morli. Si piota pm cullo ad ma Siigra immagine, che al sagramenal

mosina

confessore

venti che trovansi nelle citt e fuori. Tutti


i

lo dell'Eucaristia. In ogni chiesa dicesi

principi e molti particolari

ebbero

la

una
la

sola

messa

sul fir del giorno, e nel-

vanit di fabbricarne per conservare la


loro

cappella de'principi a tne/za mattina.

memoria, e non trascurarono

di far
i

La
ed

quantit delle feste inuumerabile,


in

dipingere internamente sulle pareli

pro-

Valacchia

si

celebra fin anco quel-

pri ritratti e quelli di loro famiglia.

Le

la del

Demonio
,

il

2. mercoled

dopo
i

l;*a-

chiese sono molto oscure,dipinte interna*

squa con

infinite superstizioni.

Oltre

ve-

mente ed esternamente con figure


ti,

di san-

scovi nazionali

ve ne sono molti altri ia

e colla rappresentazione de'Ioro mira-

parlibiis residenti in Valacchia e in Mol

coli,

che non fanno molto onore n

al

pen*

davia, e vivono lautamente colle limosi-

nello,

alla fantasia del pittore.

Vi u
ta-

ne

de'fedeli,

quali rig^uardano per infe-

solo altare nella cappella in fondo, la cui


vista

deli tutti quelli

ohe non sono del

rito loro.

impedita da cortine, e da un
,

Grande

volato dipinto e dorato

nelle chiese di rito greco.


vi

come praticasi Lungo le mura

venerazione del popolo pe' vescovi. L'uffizio divino celebra vasi anti
la

camente
dote e
al

in lingua slava, ignota i sacer-

sono

sedili
vi

come

il

ne'cori. Nelle chie^

popolo, perci

il

principe

Co-

se principali

trono pel principe, ed


depositi in

stantino Maurocordalo lo fece cambiare


nella lingua valacca,

uno minore per la principessa. Nell'ingresso


s'

che essendo molto


traduzione riusc
I

incontrano
i

marmo
vi

de*

scarsa di termini,

la

ri-

fondatori, ed
il

loro discendenti

hanno

dicola e poco gustala.

due

fratelli

Gre-

diritto di farsi seppellire.

La

plebe e

gli altri si

contentano del vicino cimilein Valacchia, l'aril

rio.

Tre sono le diocesi

ciano tradussero in valacco la Bibbia, divenuta rara. La scienza d'un prete consiste in saper leggere mediocremente nella

civescovo metropolitano di Bucharesl^

propria lingua, e cantare.

dottori so-

Tescovo di Craiova o Rimnico, ed

il

ve-

no ignoranti, negano

la validit del bai-

i3i
r|iian(lo

VAL
li

V
obblignno,
soggetsi

L
parole Ce-

tesimotegli altri cristiani, e

zoni de'ca valli venivano tramutati in boiari; trattandosi Ira loro colle
stili

abbracciano il loro

rito, a

tarsi airimmei'sione.I pi

mmlerati

con-

Bojar

in valacco,

o con quella di

tentano d'ungerli

coll'olio santo,
il

facendo

J'\'irni{ish in greco, cio


t.

/astra Nobils

loro sempre cambiare

nome. Alcuni uo-

Deplorando

l'eccessivo lusso

degli

mini dabbene istituirono degli ospedali, principalmente pel morbo venereo; ma i


nazionali, quantunque poveri, ci vanno con gran dillcolti. Ogni setta e religione tollerata in Valaccbia e in Molda"via, esercitando pubblicamente le proprie sagre funzioni. A tempo dell'autore dell' O5^crtv/s/oz, in Ikjcbarest era vi una

uomini, che delle donne, e le immorali conseguenze, rimarca che la rovina delle

case nasceva dalle superfluit vane del

Iraltamenlo.

Natale, a Pasqua e all'As-

sunzione

ogni donna dovea vestirsi di

nuovo. o

Si vestivano di stoffa d'Imlia,

eoa

iscialli di

cascemir foderalo di zibellini

altre pelli preziose russe, e sopra tut-

chiesa luterana, e
i

la

sinagoga degli ebrei,

te le

cuciture ed estremit erano posti

quali essendo numerosi in Moldavia ot-

galloni d'oro o ricami di

Vienna

ordifio-

tennero in pi luoghi di stabilir le sinagoghe. Tornando all'ab. Zanelli, ragiona ancora della divisione, carattere e costu-

nariamente
rini).

tal vestiario

costava

3ooo

L'altra classe quella de' paesani,

manze de' valacchi. I valacchi si divido* no couunemenle in due classi, boiardi e


paesani:

le.

condizione veramente miserabiEglino ricevono da'boiardi una certa quantit di terreni, a condizione che diano
la cui

media,
te

vi formerebbero la sono pochi e la maggior parstranieri (altri dividano valacchi in 3


i

negozianti

loro

il

0. del raccolto,

2 giornale di

la-

ma

voro con un paio di bovi,e senza questi 36. Cbese il paesano non pu o non vuol dare
queste giornate, deve darne
il

classi: la nobilt ossia

boiari.il clero,i con-

valore ia

tadini delti

rum un). La

parola boiardo

significa guerriero e corrisponde alla la-

denaro, compenso che non viene calcolato dal capriccio del padrone,ma da una

tina parola miles^ titolo d'alto onore ne'


secoli di

deputazione esistente

mezzo per
I

trettanto riferisce
vazioni.

Europa, ed all'anonimo nell'O^^ertutta

in ogni comune. Il paesano ignorante, superstizioso ; crede

boiardi sono divisi in


1'

classi,

delle quali

ultima forse

la

pi ricca,
si

ma

la

meno

considerata; dall'una

pu

passare all'altra in meglio, mediante merito di servigi prestati.


uffiziale,

Un

soldato fatto

un

cittadino insignito d'un graconsiderali

non solo alle streghe,alle fatlucchierie,ma malocchio. 11 valacco di color bruno, in generale d'alta statura, massime nelle montagne, per lo pi d'aspetto fiero, di modi rozzi (ordinariamente di costituzione robusta e coraggiosi, ma abitanti d'u sono pigri alpaese fertile e barbaro
al
,

do accademico sono
dell'ultima classe.
Il

boiardi

quanto, ed insieme

ospitali e franclii

grande privilegio de* boiardi delle 3 prime classi quello d'essere immuni da qualunque imposizione; essi sono eccessivamenle dedili al lusso, amano avere molle livree e belle, e gran sfarzo nelle carrozze, di maniera che vi ha fra loro una gara, la quale finisce poi con ridurli in povert (l'autore dell'O.?sen>azo?n\ pubblicate nel 1788, riferisce che nella Valacchia e nella Moldavia Tuo. mo il pi vile con un poco di denaro era
fallo nobile^e talvolta
i

soldati indisciplinali,

ma

prodi).

Il

pae-

sano

si

ciba di pane senza lievito, colto

sotto la cenere, di legumi, di carne di pe-

cora e di latte o cacio agro, di pesce salato, di cui

delie

bevande

sono molto ghiotti; avido spiritose e beve il cracquit

oacquavila
digia,
in
te,

di

frumento con
si

tale

ingor-

cbe tosto

vede ubbriaco. Egli

generale amante della fatica, pazien-

con lento del poco, e di poche parole. Gli uomini indossano calzoni di latia, una

facchini e gli scoz-

lunga veste di pelle di pecora col pelo;

VAL
un bonetto
io,

VAL
spettacoli,
sto
i

i33

alla

cosacca d pelle d'agnel-

giuochi d'azzardo. In quei

e scarpe di pelle

non conciata. Le donal

ne poi usano una camicia che stretta


collo tocca
i

conservano ancora costumi antichi de'loro vicini ungheri e polacchi, come


rileva

piedi

sulla quale portano


l'al;

Anton

M/

del Chiaro, Rvoluzio'


libro

due
sul

stretti

grembiali, utio dinanzi e

ni

moderne della Valacliia,

stam-

tro di dietro, facenti Tuiicio di

gonna

pato nel principio del secolo decorso;


l'I

ma

capo una specie

di berretto di paglia

parte generosa e magnifica cambicol

e di crine tessuto; al collo e alle orecchie pochi o nessuni ornamenti.


di
I

consorzio e dominio de'greci,i quali per


signoreggiarli

boiar-

procurarono distruggere

sono orgogliosi^ trattano con asprezi

ogni seme di virt.


de'russi,
i

Dopo l'occupazione

za

loro dipendenti,

guardano

di

mal

oc-

valacchi mostrarono migliori


1

chio un loro eguale e con disprezzo


feriori
:

gl'in-

disposizioni.

moldo-valacchi prendono

tutto annuncia la boria

non pi

moglie
usi
lo.

in

tenera et, a scelta della propria

voluta e sopportata a'tempi nostri d'una

malintesa aristocrazia. Coiranonimo potrei

madre, le nozze essendo accompagnate da che la civilt introdotta avr elimina-

dare maggiori

notizie,
le

ma appuulo
la sto-

Non mancano tra'moldo-valacchi

ri-

avendo sorpassato
ria e
i

debite proporzioni
si

spettabili famiglie, e persone di merito in

pel riflesso che poco

conosceva

costumi de'moldo-valacchi,ne racnozioni derivale pure dall' ulti-

mezzo a tanti disordini pubblici e privati, anco uomini di stato. Il Muratori crede
che in Valacchia originarono
i

colsi le

zingari

ma

guerra d'oriente e dalle loro attuasi

o zingani, di cui riparlai a Superstizione, a Servia e ne'luoghi ove sono. Nondimeno, udiamo dall'ab. Zanelli, che li
vide, cosa essi sono in questo paese.
l

lit sulle quali

stanno occupando

le

grandi potenze d'Europa, e per qtianlo


altro

mi resta a dire, specialmente sui tempi ultimi e correnti, con esso riferi-

zingani nella Valacchia e Moldavia sono

r solo.

Che

difetti e

vizi di

questa na-

nientemeno che pi

di

25o,ooo. lo non

zione deiivavano dal governo dispotico

mi

arresto a tracciarne l'origine: chi ne

e gi tirannico, e da una pessima pubblica educazione, parte in


la

avesse vaghezza consulti l'opera ora pubblicala in

quale essendo
le arti

in

buona

mano
mano

del clero, questo era ed

me

basta

Milano da Francesco Predar!; il dire che nella Moldavia e


1

biasimevole. Tutte

meccaniche e-

rano

in

de'forastieri delle vicine

contrade ode'zingari, esercitandole profcuamente. Le donne


si applicavano al lavoro pi degli uomini, preparando pani

Valacchia sono segnati fino dal 417, e che sono tuttora condannali ad una vita errante e misera. Quivi essi vivono divisi in

due classi:

tulli

per schiavi,

altri

del governo, altri de' boiardi. Gli schiavi del

ni e le tele per uso della famiglia. se de'nobili

Le cado-

governo prendono

il

nome

di aii-

erano piene

di schiavi e schiatulli
i

rariy itrsarl e lingurari o artigiani.


classe la

La

ve zingari, applicali a
mestici,
la
l

servizi

pi compassionevole quella

zingari ritenerli la pi vile e

de'vagabondi, che passano da un luogo


all'altro a

pi sucida razza d'Europa, ladri, mae dati alla libidine dall'et pi te-

maniera

di

carovane, elemo-

liziosi

sinando, rubacchiando o anche suonau-

nera.
te,

Un

fanciulloeducato tra simil genI

do qualche musicale stromento, essendo


nella muscaabilissimi. Glizinganischiavi de' boiardi esercitano
il

non pu che divenir depravato. nobili procuravano far apprender il greco


linguaggio
a'figli

mestiere del

da qualche n)onaco greco stanco del chiostro, per parlarsi nella corte de'principi. La nazione ama molto
il

cuoco, del barbiere, del calzolaio e di altri ancora, secondo che vuole il capriccio
del padrone. Gli zingani
vita

ballo,

festini,

pranzi tumultuosi,

gli

conducono una veramente brutale; noa conoscono

i34
|iuilore,

VAL
non hanno
ili

VAL
non conofredda, divisa in i3 distretti che con-

religione,

scono legge
la iteliu

Djati
:

natura
lo fa

se

imonio, tranne quelqualcuno di essi si fa


fa alle

tengono 7
cola,

citt,

con Jassy per capitale,


Bucharest,

pi bella e ricca

di

ma

pi picvi vi

distiano,

pei l'ingoitligia tl'un reSi

imperocch nella Moldavia

sono

galo; quindi avviene die

volte

boiardi assai doviziosi.


teatro francese,
scienze e lettere,

battezzare pi fate. E' pur lagriuievule

cosa che in un secolo, in cui tanto

si

un un liceo, una societ di due collegi e molte altre


3us>y

gridato e altamente
sopporti
la schiavili!

si

grida ancora insi

scuole, meglio dirette di quelle di


lacchia.
11

Va-

torno alla tratta de' negri, tuttavia


de* zingani.

Un

se-

colo di lumi e di carit non pensa an-

popolo moldavopi educalo del valaccoeconla molti distimi letterati. A cagione della popolazione n)oggiore
della Valacchia, avuto riguardo all'esten-

cora a liberare tanti


to faccio voli che
il

infelici!

lo intan-

principe regnante

sione del pae^ie, l'agricoltura


tivala, e

vi

assai col-

della Valacchia possa

tuare

la

pienamente effetnobilissima idea di emancipare


gli

ne'suoi stati

zingani, di sollevarli alla

grande quantit di grani mandata all'estero. A oche la pastorizia foruja un ramo d'industria maggiore di quella
della Valacchia,
li principe che allora regnava era dotato d'uno spirilo d'in-

condizione de' paesani, e quindi di sotto*


porli alle leggi
tal

comuni

a'suoi sudditi. In

maniera sar
civile e

di assai

migliorala

la

dustria e di trafco;
ricco,

come sommamente
la

condizione
II".

morale

di tanti ntise-

d'anno

in

anno migliorava
si

conl'in-

Quanto

alla statistica, l'ab.

Zanelli

dizione del proprio paese, in cui fra


tera populazone

riporta quella che in parie riprodurr.

contavano 1,010,000

Chiese SySy

monasteri 62
la

case nel

greci scismati^ci, 4

1840 numero 34o,5oo;


i
1

popolazione

ebrei.

0,000 cattolici, 5o,ooo L'annuo tributo che il paese paga-

Del 889 ascese ad ,g50j000, la quale si compone dii.g35.ooo greci scismatici 6200 cattolici latini, e 5ooo ebrei, gli
altri protestanti.
Il

va alla Porla consisteva in


stre, e l'entrala

740,000

piaciril

pubblica ascendeva a

ca 10,000,000. Di recente e nel


eh.

1857

reddito pubblico nel


piastre, nel
di
1

1767
nel

fu di

2,175,000
1

1782
1

fu di 3,55o,ooo,nel

887

4*824, 95,

Luciano Scarabelli, nell'utile e interessante Enciclopedia contemporanea di i^tr/zo, pubblic nel l. 33 un'assai im-

17,494)000, e nel 1840 di 19,500,000. JNel 1840 le spese furono nimuri dell'entrata. La cifra del totale

1839

di

portante e distinta Statistica e Notizie


de^ Principati Danubiani. Ne dar ap-

della popolazione pubblicata


la
riferii

nel

i854

che ha

in

principio, cio

2,5oo,ooo.
Valac-

pena un qualche cermo. Pel grande a fare la diplomazia ad assestare la cosa pubblica delia Moldavia e della Valac-

Nell'Appendice
ia

l'ab. Zanelli discorre del-

chia, tutta

Europa
che
sia

in attenzione contidi-

Moldavia,

la dice divsa dalla

nua

d ci

per nascere; quindi

chia per mezzo del Danubio, conpren-

ce l'encomiato scrittore,

non

volersi

medi e-

dere una superfcie di 2,67 i miglia quadrate di 28 e mezza al grado, con una

scolare n disputare di politica,

ma

popolazione d' un milione, maggiore di


assai in

proporzione a quella della

Va-

conomia, e quindi dare alcuna notizia del commercio di que'paesi che pu giovare a chi d essi studia, tanto pi che essendosi sparsi di essi teste in vari fogli d'Italia conti pi fallaci, pu essere che qualcuno abbia accettato per verit quegli errori che per ventura esso pu correg-

lacchia.

Le vicende

storiche de'due prin-

cipati essere

molte volte comuni all'uno

e all'altro;

ambedue

spesso

si

ribel-

larono

alla

Porta, ed ambedue ebbe-

ro per vaivoda tiranni nel Fanar.

La

gere. S attribuirono test a' piiucipati

Moldavia, pi montuosa e alquanto pi

Danubiani

ettari

3,700,000

di superll-

VAL
eie; in

VAL
vellarsi. Si

i35

vece
le

la
si

sola Moldavia, senza gli et-

parl anche d'una strada fer-

tari

che

resero colla parie di OessaParigi, che

rata che da

rabia in

vii Iti del traltato di

riverebbe a Braila, con

Orsova lungo il litorale aruu braccio da

sono

1,1

2 5,000, ne tiene 4,700,000, ed

gi pi vasta del Belgio e del regno


d

Sassonia

la

Valacchia

si

ritiene di

Giurgevo a Bucharest. Nel declinar del 1854 fu eretto il telegrafo da Cronstadt a Bucharest, la quale cos fa compresa
nella vastissima rete di telegrafiche

7,696,601; quindi la superficie generale si pu ricevere per chilometri quadrali 1 35,2 IO ed una popolazione di 430,000 abitanti (qui la stampa pare errala). Poco fa erano principali slrelli Carpazi; ora fra il Prulh, il Danubio, scendono al mare, e chiudendo in se le bocche del Danubio con 5 ciu si prendono Ismail, Rilia e Reni, porli Danubiani diesi erano guadagnata buona parte del commercio intermedio de'grani. Il
,
i

com-

prende l'Europa
notizie correnti.

civilizzata.

Rilevo dalle
trovasi

Da molto tempo
il

in costruzione la ferrovia

da Bucharest

a Giurgevo,

ma
l

lavoro non procede di

molto.

Una

linea telegrafica

Craiova,edi

da tal citt a aOrso va, va per essere unied quasi termi-

ta alle linee dell'Austria,

nala; icui lavori erano slati sospesi nella

territorio valacco scende al sud, e

davo

al sud-est, e

per

valli e

il molmonti che

dalla catena Carpazia inoltransi piti in-

nanzi che a mezzo lo spazio del paese varia di climi, di fertilit, di prodotti ec.

primavera del 1857. Nel gennaio 18 53 il sultano ha ordinalo la costruzione d'una linea telegrafica da Scolari a Bassorah per Bagdad. 11 telegrafo turco, che finora comunicava solamente con Bucharest, sta al presente iu diretta congiunzione con Monaco, Varsavia, Trieste, Venezia, Milano, Torino, Vienna, Parigi e Londra. Anche quello con Pietroburgo

indi

passa a parlare de* prodotti,


le

le es-

portazioni e
te del

importazioni,

le

rendi-

1857

della Valacchia in
le

franchi

e col resto dell'Italia e coli' Algeria


essere attivato facilmente.

pu
della
in-

7,163,828; il tributo alla Porta della Moldavia in 180,000, doppio essere quello della Valacchia. Le cifre de* principati Danubiani avere un bilancio di circa io uiilioni e mezzo di franchi. Segue la statistica dell'agricoltura e del commercio, l'es6,349,774 e
spese in
portaziotii e l'importazioni, l'arrivo delle

Tulli quelli che

hanno parlato
si

Valacchia e della Moldavia


mi, dicendo che
la 2.' lo

sono

gegnali di trovare l'origine di questi no-

prese dal fiu-

me omonimo,

eh' molto insguificante.

In quanto alla i.* certo che in islavo

navi e

la

loro capacit ne' porli de'


il

due
sulla
si

dicesi

principali a lutto

i853,e nozioni

navigazione del Danubio. Nel 18 56

Ulach significa italanOy e la Valaechia Volosca Semghij che letteralmente corrisponde a Terra de Bovi. Se gli slavi entrando nella Dacia le hanno
dato questo
ti

parl di proposito d'un progetto di stra-

nome

per aver tro vaio mol-

da ferrala, che partendo da Galatz arriverebbe a Mihaileiii sulla frontiera della Bucowina, linea che traverserebbe tutta la Moldavia dal sud-est al nord-est, distanze di 22 poste, cio 17 di qua a Jassy, e

romani abitatori hanno chiamati Ulossi o Ulassi\ o prima conoscevano romani, e li chiamavano Casi per puro caso, l'aaonimo delle Osser^
bovi, ed
i i

^'azioni lo lascia

decidere agli eruditi.


Il

dalla capitale alla frontiera austriag'

Scrivono
fu dato al

geografi.

nome Falaco

ca.

Osservano

intendenti, che se

vi

che significa pastore

in lingua slava, lor

paese indicato dalla natura per ferrovie,


esso positivamente la Moldavia e an-

tempo

in cui, co'loro

armenti,

emigrarono

dall'altra parte

delDanubio.

cor pi la Valacchia

poich tutto piali-

Fondarono parecchie

colonie in alcuni

nura, e

le

rare elevazioui faciUssime u

cantoni della Macedonia e della Tracia,

36

VAL
i

VAL
il

e nelle gole del Piiulo; dlscendenli eli lali coloni, pnslori e guerrieri come loronn.
i

quale vedendosi
si

sistere

sono ancora indicali soUo il noMescalo Vnlach , cio Grandi* Valachi. Avevano fabbricalo in Mucedoiiia una cill chiamala Voscopolis^ che
fenati,
di

de,

li op p debole per read un principe cos possente e prouccise da se slesso nelT anno 106

me

di nostra era.
in

Traiano convert
al

la

Dacia

provincia romana, e per lui chiamala


,

Daeia Traiana

nord

del
le

Danubio
terre a*

nel secolo scorso fu distrutta e sncclieg-

di>lribuendo in ricompensa
colonie;

giata dagli albanc&i;

suoi abitatori
la

ri-

suoi soldati, e trapiantandovi


il

parando
clii,

in

Uiighcriay dove

popola-

che serv a

numerose promuovere ali

zione componesi in gran parte di valac-

che conservarono un idioma e codistinti

quanto l'agricollura e a dirozzare feroci costumi degli abilant i. Monuuenlo in


queste contrade delia
zione,

stumi
la

da quelli degli
il

slavi e de'

romana domina-

inagyari, che costituiscono

fondo delMartinelli
l'o-

popolazione ungherese.

Il

nel Tesoro dell' andct crede, che

rigine de' valacchi,de'bulgan, de'bosniaci,

de'transilvani, e di altre nazioni


il

che

iaiid)iscono
alle foci

del

mar Nero e si avvicinano Danubio, debba ripetersi


-

dalTemigrazione degl'iberi, antichi abi


latori della Betica e della

Spagna

ca-

gionata da Nabucodnosor, e che puessere avvenuta circa


i

d' un ponte di Seveiino fece gettare Traiano attraverso il Danubio, che univa le iiixe Mesie, oggi Bulgaria, col hanato di Craiova, ed ora sono slati meglio ammirali ; molte medaglie qua e l trovate, e la lingua attualmenle [)arlata,la quale bench corrotta tiene molta somiglianza colla latina, al modo per che narrai, sotto forma di dialetto Ialino migli

sono

avanzi

pietra, che presso

primi anni del suo

sto.
il

Il

po(K)lo tuttora nel darsi e ricevere


^

regno, cio negli anni del

Secondo Scaligero, o
ni intorno la

mondo 3398 35go secondo K.ire

nome fra ter Zara romanesca^ paese romano, suole


saluto, suol chiamarsi col
i

kerio. Dice l'anonimo delT Osservazio-

Moldavia^ la Transilvania, la Valachia e la Moldavia furono da'rouiani comprese sotto il no-

Falachia

denominarsi questa regione. La lingua appena romani ne divennero lit)eri dominatori, in poco tempo di venne la
latina,

comune
chi
si

e unica di queste contrade. Si

me

di

Dacia, e

gli

abitanti riguardali

crede, che nell'abbigliamento de' valacricordi


il

come

bellicosi e arditi.

Se questi fossero

vestire degli
gli

antichi ro-

indigeni o oriundi da popoli pi lontani,

mani, ad onta che


sere nella

abitanti, oltre l'es-

ed a qual grado di civilt arrivali, confessa di non poterlo dichiarare. Avverte che in dette Provincie trovansi molte monete antiche d'argento, d'A minta e Filippo re di Macedonia.
Il

massima parte
il

valacchi, sono
I

misti a'daci,mesii, bulgari, slavi ec.

va-

lacchi

prendonoanche

ni o rumniasti e pi
nieniy

nome di rumacomunemente ni'

paese
di

dunque

probabilmente per corruzione della

conosciuto sotto

il

nome

Valacchia e

voce romani, comesi chiamarono quali


discendenti dalle legioni
stabil al

Moldavia, form parte dell'an li caD<7c/rt


edell'imperodel valoroso reDiicebalo. l popoli barbari che 1' abitavano, venuti
in

che Traiana nord del Danubio dopo la con,

quista del paese de'daci.


stellano, fu Fiacco
iaio vi

Secondo
di

il

guerra co'romani, ne furono vincitori, e costrinsero ad una vergognosa pace i generali dell* imperatore Domiziano.
riaccesa la guerra,dopo lunghi e o-

che d'ordine

CaTra-

individui per ridurre

dedusse una colonia di 3o,ooo sua nail paese di

Per

linali

combattimenti, l'imperatore Trail

tura ferace a coltura, e divenne il granaio dell' armata romana nelle guerre contro
ce
gli scili
la

iano vendic

danno

e la patita umilia-

ed

saroiati.
si

zione del popolo romano, vinse Decebalo,

che

provincia

Quindi ditaccia chiam

V
e l'antico
cjuelio
(li

A L
Dacia
la
si

VAL
convert in
loro invasioni
la IMesia.

nome
f'

di

187 Quando ebbe rePruth,

alarcliia, che per lanino tem-

calo

le

sue ormi

vincitrici fino al

po abbrucci anche
del 18:17 dichiar
ili

Moldavia^

dii

cui

vale a dire nella

poi in seguilo fu (hslaccata. Nella


la

met Gazzella JUirica


e
la

Moldo- Valacchia, e ridotta la regione a colonia merc legioni romane, Traiano le volle proteggere contro
i

Zagabria, L'incivilimento
in ateglio.
si

coltu-

daci e
i

geli fuggiaschi,
altri

siccome pu-

ra ogni giorno qui progrediscono di be-

re contro

sarmati e

popoli barbari
le

ne
ze,

Ciascuno, secondo

stie for-

die aveano stanza lunghesso


dell'odierno Dniester.

sponde
I'

presta all'opera santa di dirozzare,


la

Ad

ottenere

in-

illuminare e ingentilire

nazione;
i

ric-

lento fece erigere sopra una


di

lunghezza
di cui

chi col denaro, collo scrivere

dotti.

Nuosi

20 leghe un nuovo baluardo,


il

ve scuole

s'

istituiscono, nuovi

libri

tuttora sussiste
tutta
la

rilievo,

e che chiude

con)pongono o si tradcono, i giornali si Diolliplicano, non pochi giovani si mandano all'estero ad educarsi ed erudirsi. Ci tulio prova chiaramente che la Valacchia di buon passo procede incontro al suo incivilimento. Gli scrittori valacchi si sono fitti in mente, e questa loro
opinione diffusa, essere
tutto potere
i

regione del basso Prulh e del


Inoltre da*

basso Danubio.
costru la
i

romani

si

via consolare che


al

traversava

Carpazi

passo oggi detto Terra Ros-

che nel 17 18 restaur Carlo VI dopo la conqtiista di Craiova, e fu prolungala fino a Render, come apparisce da*
sa, via

valacchi veri

ruderi esistenti, forse

gli

unici superstiti

discendenti de'roniani; ed perci che a


si

monumenti
te contrade.

di fabbriche

romane

in det-

adoperano a
le

svellere dalla
vi

La Dacia

fu divisa in 3 pro-

lingua loro tutte

parole slave che

vincie, cio in

Dacia Montana, Ripense e

sono, alle (|uali altre ne sostituiscono di


francesi e italiane. Inollre sono nell'inten-

Mediterranea. Le abbandonale miniere


de'i)etalli

che sono racchiuse nelle visce-

zione d'abbandonare l'alfybetoCirilliano,


del quale per tanto

re de'Carpazi, furono scavate da'


ni e se

romale
li-

tempo
Per
le

fecero uso, e
s

ne incontrano

in diversi

luoghi

d'adottare
61

il

latino.

i'una cosa e

vestigia, ed

un transilvano
tali Qiniere.

scrisse

un

Tallra riuscir loro piuttosto malage-

bro curioso su

Dalle colonie
altri

vole; poich, se tutte

parole slave vor-

romane sicuramente ne derivarono


vantaggi, perch
lo
si

dovranno la lingua loro privare d'un buon terzo della sua ricchezza; e d'altronde non sarflilica indifferente il cambiare ad un Iralto una tanta quantit di parole. In quanto airnlfabelo, vi troveranno diflcoli non poche, mentre l'alfabeto Ialino non da
altre,

ranno scambiale con

vuole che furono mol-

immediatosuccessore
distrusse
il

munerose. L'imperatore Adriano poi, di Traiano neh 17,


suo ponte perimpedire
il

pas-

saggio a'barbari della Mesia, che proba


l)il

lata

mente era no slavi. LaMolda via, appelanche il Deserto Gelo, dopo essere
macedoni
,

se sullicienle

ad esprimere

tutti

suoni

stala scorsa e conquistala a vicenda da'

della lingua loro; e poi gli scrittori

non

re persiani, sciti e

pi tardi

seguono
re;

il

modo

degl'illirici nello scrive-

ridotta a colonia

greca

fece anch'essa

ma

a rappresentare
lettere, ci

un suono unico
che
al

parte dell' impero fondalo da Decebalo,


e venne eziandio soltocnessa da Traiano.

pongono due

semplice

alfabeto Cirilliano allatto contrasta. Tra-

tiano prima
^

di

conquistare
costru

il

paese de'daci,
vallo
dir

oltre

il

Danubio

il

Ru-

stendie, diverso

da quello che chiude la Dobrudscia da Rossova fino al porlo di Kusleudie, onde pone a coperto dalle

Di essa (pii dir in breve. Durante l' emigrazione de' popoli barbari e dopo di questa occuparono il paese geli unni, bulgari, avari, cumani, mongoli, tartari e valacchi, finch da Ulmo Bogilano I e
i ,

suo

figlio

Dragosch

vi

fondarono uu priu

i38
itolo
tli

VAL
i

VAL
il

cipato ereditario,
I

cui reggitori, sotto

siffatta

opinione, e gi da tempo notabi-

Vaivoilao Miriza, regnarono


fjiio ali

iii-

terrotinmente
colla iDorte di
in

526

si

eslinsero

Stefano VI. Essi vissero


porsi sotto la
,

le avea cessalo la dominazione romana, sembra che altri popoli siano sopravvenuti, prima che la Dacia prendesse l' at-

continue

lotte cu'Ioro vicini, in guisa

tuai nocne di Valacchia. Nel periodo tra111 al Xljl secolo altri vogliono che alla loro volta signoreggiarono la goti , gepdi, avari contrada bulgari,

rlie

doverono ora

prole-

scorso dal

zione della Polonia

ora dell' Ungheria,


la (piale

ora della Sublime Porta, sotto rimasero sino


lo.
i

al

principio del
di

XVI

seco-

cuiTiani, tartari, veneti, slavoni, caccian-

Dopo

la

morte
il

Stefano VI, prima

dosi reciprocamente e conquistando

una

boiari scelsero

principe dal

grembo

venne eletto dal gran sultano, la dignit fu occupata da un moldo-va lacchi fu* greco sino al 1821. rono chiamali anche Biada e la Molloro, poi

e per ultioio

sangue umano per le successive stragi. 11 regn de'bulgali dur dal 680 al QiS: sotto uno di
terra

imbevuta

di tanto

questi re del paese


genti dalla Dacia

discendenti de'fugsi

romana

stabilirono

davia MoldoBlachia.
li

11

Nardi, Z)e'^i7o-

nelle vicinanze di Severinopoli e

del re delle due Sicilie ^ dicemlo che


fd

port pure quelli di Gallicia e Cumania,


credechelaGallicia oHallicia
sa Valacchiajechela
cesse par-

fondarono una specie di principato, al cui capo diedero il nome di Bano. Neil' 870,

quando
biliti

cio

bulgari
si

si

ridussero

al cri-

ledella Valacchia, e prendersi per la sles-

stianesimo, esso

diifuse fra quelli sta-

Cumania
di

fosse parte

nel paese, ed questa lai. ''epoca in

ancl/essa della Valacchia. Cotilin la

cui

si

vuole registrato propriamente

il

no-

Valacchia sotto

il

nome

Dacia Traia-

me

di

P'alacchia e

di

Moldavia

nella
il

na o romana ad essere provincia romana dal I o5 al 275, allorch le romane legioni l'abbandonarono, non potendo pi
sostenere
1'

storia,

che

altri

ritardano sino e verso

secolo XIII circa. Ne'secoli X,


nel principio del quale
ta
si

XI e Xlf,
fonda-

ritiene

urlo dell'irrompenti orde di


la

Bucharest, sostennero guerre co'cuma-

barbari. A'romani quindi, durante

de-

ni e co'palzineki,

durante

le

quali

Gio-

cadenza dell'impero, toccando


cesse ralternata

al

paese la

vanni A lexis fond un regno alle due spon-

sorledell'altre Provincie di frontiera, suc-

dominazione degl'impecio che


si

de del Danubio,che avea percapitale Craiova o Crajowa, che gi dissi capitale attuale della piccolaValacchia e tuttora po-

ratori greci di Costantinopoli e de' bar-

bari, di quell* orde

abbando-

polata e importante. L'epoca accennata,

nali

loro focolari,

sparsero per tutta

ecco come la riferisce


i'az/oAi/.

l'a utore dell'

0.y^er-

Europa

in traccia di pi bel paese e di


il

miglior fortuna. Attila,


rest per qualche
lui

terribile
la

cou-

dutlore degli unni, invase


soltentrarono

Dacia e ne

avendo cominciato a far le loro incursioni nell'Europa, ed attac* care l'impero romano, sembra che avesGli slavi

altri popoli,

tempo dominatore: a non meno

sero fissalo
la

barbari, tulli congiurati a distruggersi gli

il loro quartiere generale nel Valacchia e Moldavia, e nella Bessarabia, comode per la posizione e vantag-

uni e

gli altri,

e a scacciarsi vicendevol-

giose per la facilit e


sussistenza.

abbondanza
le

della

mente
ri

dalle usurpate sedi.


1

Dal VII

(ino

Pare che

moltissime orde
tratto verso

al secolo

X fu occupata laDacia da'bulgail

o trib

di questa

numerosa nazione^ ain


il

edagli slavi, sotto de'quali, secondo l'o-

vanzandosi di tratto

pinione d'alcuni,
nosciuti col

pa^se venne chiamato


i

J^alacchia^ forse dall'essere

romani

co-

nome solamente

di idacchi.

mezzogiorno per genio di nuove conquiste, cedessero il luogo ad altre truppe di barbari, mosse dallo slesso principio e sollecitate dal

Ma

siccome ooq ha foudamealo sloiico

medesimo bisogno,

le

quali

VAL
crnno spesso obbligate a cederlo a* pi ferii. Cerio cbe per pi secoli gli abitanti della Valcccbia e Moldavia, uniti
agli slavi bulgari, fecero le loro esclusioni

VAL
sunsero
reggere
il

titolo di principi di

139 Cumania e

Valaccbia,e
gli

mandavano

loro giudici per

avanzi di que' po[)oli. Bat-

Kan

sino ad Adrianopoli e Costantinopoli, co-

me

si

Ila

dalla Storia Bizantina. Uile,


i

nipote di Gengis-Kan, succeduto suo padre neh 228, fu quello cbe port la guerra in Bssiaedi l in Polonia, Ungheria, Bulgaria, Valaccbia e Moldavia,

Tasi dagli storici di quella

quali con-

servarono per incidenza qualcbe nenioria di questa nazione


,

ovunque recando

la

desolazione, e

mori

cbe

fosse unica-

mente occupata
storizia
;

nelle
si

cosiccb

guerre e nella parende impossibile e

neli255. Questa terribile irruzione tartara, che si pretende l'ultima calala de'
tartari nella
in
si

sarebbe poco interessante il voler tessere una storia di gente, cbe per pi secoli dedita all'ozio o alla rapina, non poteva avere altro carattere cbe quello cbe pro-

tempo

di Bela

tulli gli

Moldo- Valacchia, avvetme IV re d'Ungheria. Quaabitanti cercaroio un rifugio


i

nel paese Trans-Carpazio, ove formaro-

no
di

sotto la protezione ungarica

ducali

duce tal genere di vita, e cbe un clima mollo freddo e umido rendeva pi alta alle falicbe corporali, cbe alla coltura dello spirito. Del regno di Bulgaria, Blacbia e Valaccliia,in cui si rese famoso Giovanni o Calogianni, fallo coronare da Innocenzo
1 1 1

Fogaras nella Transilvania e Maramosch. Allorch alcuni anni dopo gli abilanti ritornarono a poco a poco nel paese nativo, fondarono vari piccoli principali, tra'quali il Banalo Severino oCraiova,

nel

204, parler

in fine dicen-

da. Indi

do

del vicariato apostolico di Valaccbia,

assumendo il titolo slavo di Vai^O' la Moldavia e la Valacchia cominciarono in due epoche diverse ad esvai voda,da
la

e delle relazioni de' Fapi colla nazione.

sere governate,

Esaurita l'Asia

di tante nazioni bellicose,


slavi, deV|uali

egualmente col titolo di due capitani e condottieri del,

particolarmente di

ora non

nazione moldo-valacca

cio gli slavi

esistono le tracce in quelle contrade, co-

transilvani,

Baddo o Rado lo o Radollb


Nero, duca
di

tra nazione pi lontana e

minci ad avvicinarsi all'Europa un'alnumerosissima,


conosciuta sotto
il nome di Tartari(P\)t cbe quasi quale rapido torrente inond

Bassaraba

il

ferm
tardi

la

sua dimora in Valacchia

Fogaras che ; e pi

ca di

Je parti

meridionali

dell'

Asia, e penetr
scili

Dragosc Bogdam o Bogden daMaramosch sotto gli auspicii di Luigi re d'Ungheria, nel 1 354 si port
,

sino a'confiui dell'Italia, cogli


slavi. 11

e gli

nella parte appellata Cuuania co* suoi

famoso Gengis-Kan mongolo, dopo aver conquistato l'India e la maggior


parte dell'Asia, rivolse all'Europa
le

valacchi, che poi prese da

lui

il

nome
la

di

Bogdania,cio la'Molda via, come

chia-

sue

mano

turchi, e fabbric variecill,fia le

mire, dove sped forti stuoli

di guerrieri,

quali Jassy, Saroccae Romanolf. Cos co-

cbe sotto

suoi successori fecero

due

ir-

minciossi a vedere
no, che rese

una

specie di goverla

ruzioni, cio nel

1228

e neli2

36,neirUuValacchia

meno

dolorosa
questi

condizio-

gheria e nella Dacia. Tanto

la

che la Moldavia, in que'tempi delta Cumania, aveano i loro particolari principi o capi di nazione, i quali spesso erano io guerra co'vicini ungberi. Per sottrarsi

due principi comincia la sloria interrotta della Valacchia e della Moldavia che arriva fino a'nostri giorni, e non offre che un contine
di que'popoli.

Da

nuo

intreccio d'infelici avvenimenti,

monel-

dalla schiavit e dai temuto giogo de'


essi si

tivati

principalmente dall'elezione de'

nuovi barbari,

rifugiarono co' lostali

principi. De'tanli
la

che
si
:

vi

dominarono

ro popoli e bestiami negli

e sotto la
,

Valacchia non
falli

ricordano che pochisil

prolezione de' re d' Unglieria

che

as-

simi

geuerosi

valore iuualo del

i4o

VAL
ed

VAL
hoiari

popolo diede luogo ad una sempre crescente deoioralizzuzione, che raggiunse il

nobili

fossero slavi disceni

denti dagli ultimi conquistatori, ed


diti

sud-

suo colmo sollo


il
il

cos delti principi

Fa-

valacchi oriundi da'

romani e dagli
esistenti

Uaddo Negro fu I.'' a stabilirsi co'suoi tra il Danubio e il Seret o Siret, o comeallri di* cono occup quel terreno posto tra* fiumi Seret e Aiuta, oggi detto Valacchia.
narioti o greci di Costantinopoli.

anticli duci.

Da'

ritratti

nelle

chiese da loro fabbricate in

memoria
i

di

qualche

vittoria, apparisce

che usavano

vestire all'ungarese.
di Valacchia e

Bench due vaivodi Moldavia fossero da prin-

Bogdam
Osserva

si
il

stabil tra

il

Seret e

il

I^rulh.

cipio

come

vassalli tributari de're


la

d'Un-

p. l^rny nelle

sue Disserta-

gheria, da'qali riconoscevano

conser-

zioni storico-critiche sopra gli

Unni3 che

vazione della loro nazione, pure acqui-

uo un

altro piccolo distretto fu governato da


altro vaivoda valacco
,

stando

il

loro stabilimento qualche con-

ma non dur

sistenza e forza,

cominciarono a scuoter-

molto ad essere incorporato nella porzione maggiore e pi forte. Il banato di Craiova, che oggi forma la bassa Valacchia, resl dipendente dal regno d'

ne

il

giogo, e resistere coll'armi alla

ma-

no, collegati tra di loro o con altri vicini

popoli rivali degli ungheri.

La Polonia

gheria, e fu da que're dato in

Uncommen-

tanto vicina alla Moldavia, procur sem-

pre d'influire nel suo governo in opposizione all'Ungheria; dall'altra parte cre-

da a'cavalieri gerosolimitani, che ne divenuero bani o vicer, coli' obbligo di proteggere pellegrini, che dalla Germania passavano per la Valacchia onde recarsi in Terra Santa e a Gerusalemme.
i
i

sciuta

la

potenza turca

dopo
il

la distru-

zione dell' impero greco,

suo genio di

conquista

si

estese al di l dal

Danubio,

e cominci ad aspirare al possesso della

Difatli
pita la

si trovano molte lapidi dov' scolCroce di quel benemerito e sovra-

Valacchia e Moldavia
facile e vantaggiosa.
I

come una preda


principi e
di genio
i

nobili

no

ordine.

Raddoeisuoi

successori edi-

ficarono o restaurarono varie citt che

poco accorto e incostante, profittarono di quedi delle

due provincie,

successivamente furono residenze de' vai*


vodi,

st'occasione per sottrarsi del tutto dalla

come Campolungo,

Curii d'Argis,

soggezione della Polonia e dell' Unghe-

che Raddo il Negro fosse della stirpe deWespoti o principi della Servia, perch uno de' suoi immediali successori chiamato DanBassaraba di lui nipote, venne assun-

Tergowilz e Cucharest.

E' probabile

ria; co\mnc\avono a collegarsi colla Tur-

chia

(i

quali 3 articoli per questo

vanno

tenuti presenti),

pagando loro

il

tributo:

l'ambizione de'nobili contribu moltissi-

mo alla

totale

sommissione

di questi
il

due

to al trono della Valacchia senz'opposizione, e lo

tramand
si
si

a'suoi posteri.

Da'
,

loro

nomi

conosce eh' erano

slavi

della lingua slava

servirono ne'Ioro di-

plomi. Si vedono alle porte della chiesa


fabbricata da Niagul Bassaraba in Curii

che vado a narrare. Nel declinare del secolo XIV, regnando sul trono ungarico Maria, Stefano vaivoda di Valacchia giudicando indegno di sua nazione 1' ubbidire a una donna ne scosse il giogo. Alaria maritatasi a

principati alla potenza ottomana,

d'Argis neli5i8,due iscrizioni lapidarie,

Sigismondo, questo re nel 1387

una

in islavo, l'altra in valacco. In islavo

entr nella Valacchia con poderoso esercito e costrinse Stefano alla

esistono altre iscrizioni lapidarie, e nella


liturgia

comune

a tutta

la

nazione valacregistro de*

Suscitati

sommissione. o secondali da Bajazet I gran


i

ca

si

usa lo slavo. Nel palazzo arcivescovi-

sidtano de'turchi,

valacchi ripresero le
tosto gii affront e

le di

Bucharest

si

conserva

il

armi,

ma Sigismondo

diplomi.accordati a'monasteri, tutti scritti

ne

fece carnlficina, e

s'unpadron di Niil

io islavo.

Laonde

pare, che

principi

copoli. Indi insorse feroce guerra tra

VAL
grnn sultano Bajnzet
si, strinse
I

VAL
e

i4i
del 141

Sigismondo re
col vai-

e sostener Tindipendenza della Valacchia,


in

iJ'Unglu'iia, Questi bisognevole di soccor-

nnovamenle amicizia
al

tempo de'sultani Maometto Amurai II che gli successe


gli
il

nel

3 i4^'>

voda della Valacchia,


riusc la

quale dannosa

contro

ambasciatori del quale

commiagli

regia alleanza. Impeioccli veil

se feroci rappresaglie
I

vaivoda Dracula.

nuti

belligeranti a battaglia campale,


la

valacchi

domandarono soccorso

un-

re sul principio riporlo vittoria,


le indi

qua-

gheresi; l'ottennero,
zi in

ma

inutilmente, an-

si tramut in isconftta per la , vergognosa fuga a cui si abbandon il vaivoda. Per tal maniera Bajazet I, mar-

progresso di tempo furono ridotti a

tristissima cond7.ione,come a omento del-

l'annuo tributo. Imperocch

il

gran sul1

ciando
Ja

di vittoria in vittoria, invase

l'Un-

lanoMaomelto
stantinopoli
,

1,

espugnala nel
il

453 Co,

gheria, occup parecchie piazze forti, e

estinse

greco impero

egualmente sottomise e le impose annuo tributo, mediante il seguente trattalo nel i SgS stipulato a Niil

Valacchia

in quella metropoli fiss la sede dell'im-

pero ottomano.

11

citato p.

Pray narra,
,

che dopo
turchi
via e
la

la

presa di Costantinopoli

copoli tra la Torchia e la Valacchia, di-

mandarono a governare la MoldaValacchia da'piincipi greci


di-

chiarando con esso

sultano.

i. Il

prin-

cipato recenlemente sottomesso dalla nostra invincibile forza, sar


ie

scendenti dagli ultimi imperatori, per consolarli in parte del

governalo

colth-

perduto impero.

Ma il

proprie leggi, ed

il

principe avr

il

pi volte ricordalo
di ci

anonimo

osserva che

litto della vita e della


diti. 2.

cialo

morte de'suoi sudOgni cristiano che avendo abbracil maomettismo andasse nella Va1

non

vi

traccia nelle storie. Solo


greci

Del secolo

XVII regnarono due


il

piultoslo albanesi,

Ducca
i

il

Chicca,

lacchia e ritornasse alla sua antica fede,

gente

tli
i

uniile origine ingranditasi ser-

non
chi
i

sar molestato e punito. 3.

valac-

vendo

line principati, e
in

due Cantacu-

quali

siasi del

una parte qualnostro territorio, saranno esenti

andranno

in

zeno nati

Valacchia da parenti greci

da ogni

tassa e capitazione. 4-

princi-

pi cristiani

saranno

eletti

dal metropolidi

tano e da'boiari. 5. In riguardo per


s

grande clemenza, e consideralo che noi


iscritto
il

abbiamo

principe raj sulla

lista

degli altri nostri sudditi,

pagher esso
la

in

ogni anno

al

nostro tesoro

somma
5oo

di

cheaveano preso questo nome illustre.Dipoi continuando Maometto li lesue vaste conquiste, mosse guerra alla Valacchia, la occup e ne cacci figlio del principeUladislao o Uladimiro IV Dracula, sostituendogli il fratello Uladimiro V , mediante trattato concluso nel r 460 in Adrianopoli. Eccone il testo, i. Il sultano s'impegna
il

3ooo

piastre d'oro del paese, o

pia(altri

di proteggere la

slie d'argento della nostra

moneta

nemici, senza esigere altro


la

Valacchia contro tutti i in riguardo alla

esemplari dicono

Sodo ducali).

Quest'ul-

sua supremazia sopra


Il

sovranit del

timo articolo pare che stabilisca per la Porta Ottomana un diritto di sovranit
anzich di feudalit. Altri
trattato
1'

principato.

vaivoda sar obbligalo di

pagare alla Sublime Porla un tributo di

ci

videro nei
tribu-

6000 piastre(allre versioni dicono 0,000


1

autonomia

dell'

indipendenza
il

ducali). 2.

La Porla non

interverr nel-

della Valacchia stipulala contro


to, cio
il

diritto di governarsi colle prole citt

l'amminislrazione de' principali , e niun turco potr entrare nella Valacchia senza

prie leggi per

e luoghi del prin-

un motivo
il

ostensibile. 3. Tutti gli

an-

cipato, esente da ogni

dominio turco e alde'valacchi perli-

ni sar dalla

tro straniero. Grandissimi e per lungo

ricevere
cipe.

Porla inviato un ufliziale per tributo, col permesso del prindi questi

tempo furono

gli sforzi

Un impiegato

l'accompala

berarsi dal tributo e soggezione a'turchi,

gner siDoaEucharest. Dopo ricevuto

i4^

VAL
egli
stj;i

V
s*
il

AL
tulli
gli

somma
no a
sar

scortato ca'valncclii

gio internazionale. Perfino la formola,

lUistcliuk, sul qual luogo

denaro

che dev' esser preposta a


relativi
al

atti

nuovamente conlato
4>

dal cad e da

principato

indica chiaro e
:

lui fatta Fa

inam.

quietanza col mezzo d' un iH voivoda piotessa In leligione


sua eiezio-

specificalo
sto paese

oiiodossa, e saia eletto dal meliopolila-

Queil diritto. Essa dice che gode la piena libert e dei suo personale governo, diviso dall' im-

no, da 'vescovi e da 'boia ri, e

la

pero ottomano
bisogno e
i

ne sar riconosciuta

dalla Porta. 5.

La

secondo il , e retto solo suoi usi ". Narra l'annalista

nazione valacca avr leggi proprie. 1 vai\odi avranno il diritto della vita e della

Rinaldi all'anno 1462, ch'era signore di Valacchia Dlado o Valado o Dracole, che
forse sar
il

morte
re
la

sui loro sudditi, e


la

il

diritto di fa*

suddetto Vladimiro

V,uomo
il

pace o

guerra senza alcuna spe-

pi

fiero di

qualunque
la
li,
i

fierezza,

quale
ri-

cie di responsabilit dinanzi la Porta. 6.

cercanilo di stabilire

sua tirannia

Tutti

cristiani
al

che passati all'islamismo


paese loro e alla loro re-

cevuta da Maometto
piacevole

chiam

a se

con

ritorneranno

modo

tulli
j

baroni della pro-

ligione, restano intaccabili, e

laTurcUia

vincia a se sospetti

e feceli colle mogli

non deve fare alcun bench minimo reclamo delie loro persone. 7. 1 valacchi, andando in qualunque parte del territorio ottomano, non pagheranno l'imposta
haratsch, a cui sono tenuti
rajas.
tutti gli altri

figli

insieme morire col supplizio del


dignit e ricchezze a'suoi masna-

palo, da cos fatti barbari usalo, e diede


le loro

dieri. S

grande

fu

il

numero

di

uomini,

di

Fonno

a loro beneplacito ritenere

la loro carica,

ne sono solloposli
stabiliti

in

alcun

che furono allora d'ordine suo uccisi,che arri va2o, eoo. Dipoi avendo egli paura di Maometto II,
e di fanciulli,

donne

modo

a'iegolamenti

per

tutti gli

fece contro di lui lega con Mattia re

d'Un-

altri sudditi turchi. 8.

Le

litiche

ponno

gheria, e

coli'

aiuto degli ungheri e colla

insorgere fra'sudditi turchi e valacchi sa-

ranno appianate dal divano


tOjin

del principa-

gente d'arme da se raccolta fece in pi volte molla uccisione; ma finalmente rest ucciso in battaglia e
la

conformit delle leggi del medesimo;


al

sua testa fu

e riguardo

giudizio non
1

vi

sar luogo

mandata
metto
li.

in

dono come

trofeo a

Mao-

all'appello, g.

mercanti turchi andando

nel principato con appositi permessi, per

\endervi o con)prarvi

le

mercanzie, anla

Di sue crudelt si raccontano cose orrende. Fece inchiodare il turbante sul ca[)0 agli ambasciatori turchi, che

nunzieranno all'autorit

durata del
il

lo-

non

se lo

avevano

tolto per ossequiarlo.

ro soggiorno, e lascieranno giorno preciso stabilito da

paese nel

essi.
all'

Le

loro

Soleva adornarci suoi banchetti con un cerchio di turchi impalali, deliziandosi a

merci ponno venderle solo


10.

ingrosso.

Kiun turco potr condurre con se servi valacchi de'due sessi. Ninna moschea
turca verr costruita nella Valacchia, n
altro luogo pel culto e ceremouie

contemplarne lo strazio, ed a' prigioni usava di scorticare la pianta de' piedi,


stropicciandovi
taole
il

mettane.!

ga di

maoLa Sublime Porta si obblinon arrestare giammai alcun sudI.

Imporneli5i3 fra il gran sultano Selim 1, e Dogdan principe regnante della Moldavia, il cui tenore
poscia
del sale.
trattalo concluso

la

il

seguente,

i. Il

sultano riconosce che

dito valacco in Costantinopoli,

in

qual-

sivoglia altra parte del suo territorio, e


di

sottoporlo alla giustizia turca.

Una

grande quantit di frmani e di halliscerif confermarono e consagrarono successivameole questa cousistcoza del privile-

Moldavia prometter liberamente e volonlariamente ubbidienza all'impero ottomano. 2. La nazione moldava godr di lutti i privilegi e la Porta promette
,

di

non mai

ridurli in qualsivoglia guisa.

3. 1 principi

governerauno

il

paese, e la

A L
gara
ni

VAL
La
fra*

143

Porta non interverr nel loro governo ne


ilirettatnenle, ne indireltamente. 4*

principato, e per conseguirlo eb-

bero alcuni de'pi ambiziosi l'imprudenza di ricorrere alla protezione della Porla ottomana, divenuta sempre pi preponderante nella regione, la quale con

Torta non interverr nelle differenze


particolari. 5.

Le

frontiere della

Molda-

via

rimarranno

intatte. 6.

La

religione

maomettana proscritta nelln Moldavia. ^.Niun maomettano possedei vere propriet nella Moldavia. 8. Il commercio
colla
zioni;

piacere colse l'occasione per estendere

il

suo vastissimo dominio, che da quell'epoca conserva tanto sulla Moldavia che sulla

Moldavia sar aperto a tulle le nama turchi avranno la preferenza,


i i

Valacchia. La Porta accortamente co*

se desiderano di con)prare

prodotti del
fare le lo,

iari valacchi e

paese.

turchi per

dovranno

ro transazioni commerciali a Calata


rizzati dal principe
se. 9.

smail o Kilia, purch non vengano auto-

accord a'bomoldavi il privilegio di novaminare nelle vacanze loro principi lacchi lo goderono sino alla decapitazione di Costantino Brancovano, seguita in Coriferiti trattati e altri atti,
i :
i

ad internarsi nel paeil

stantinopoli nel 17 i4,ed

n)oldavi presso

La Moldavia conserver

titolo

a poco sino alla ribellione e foga in Russia di


si

^indiptidente^ che le verr dato in tutte le lettere indiiizzate dalla


cipe. 10.
1

Porta

al prin-

Cantimiro nel 7 i 1 L'abuso ch'esfecero del privilegio, cost la libert


i

turchi portando al

principe

alle
cipi.

due nazioni,

e la vita a molli prinla

letteredella Porla, resteranno nella spon-

Pel corso di due secoli

compe-

da

sinistra del

Danubio.

11

governatore
la lettera

tenza del trono cagion una continua

di Calata

mander

a prendere

guerra

civile, e basti

il

dire che in tal pesi

dall'altra jarte del

fiume, e

la

far giun-

riodo di tempo nella sola Valacchia

gere al principe.!

I. Il

principe della Mol-

mutarono da do

/\o principi, e quasi allrel-

davia sar eletto dalla nazione, e riconosciuto dalla Porta senz'alcuna diflicoli.

tanti in Molduvitj.

La Porta non

volen-

ingelosire gl'imperatori re

12.

Il

paese sar protetto dalla Turchia,


la

ria e la

Polonia, o per altre

d'Unghecagioni, nou

quando
vantaggi
sente di

nazione moldava domander


paese far alla Porta

aiuto o assistenza. i3. Per lutti questi


il

cred polilicanente d'impossessarsi interamente delle due provincie, e si content pi

un prela

meno

d'

opprimerle e d'averle

4ooo

ducati. Tuttavolla, cotne

gi indicai supen9rmente,

non tard

Moldavia
di

a divenir

feudo dell'impero

ot-

da osservare che i lenlalivi e le incursioni in dilerenli lempi fatteda* turchi, furono poco fortunate. La Porla
tributarie;

tomano neh 526, sottomessa


Solimano
11.

da'generali

per meglio dotninare, invece d'impedire


il

Essendosi questo propo-

disordine cagionato dall'ambizione de'


al

anche V Ungheria, in detto anno venne a campale battaglia in Mohacz, e vi per a'29 agosto il re Luigi
sto di conquistare
11.

pretendenti

trono, la foraenl,mai>dan-

do

l'investitura al vincitore nel conflitto,

che consisteva in una clamide, cimiero,

Allora rCJngheria trovandosi senza

il

sovrano, ed occupala seriamente da'suoi


domestici e gravi affari
boiari
,

non cur

pi.

que'de'vicini, ne quelli della Valacchia.


1

valacchi in particolare,

non

a-

due code, la spada, ed il lopus o oiazza ferrala. Vedendo la Porta finalmente spopolate e desolate la Valacchia e la Moldavia, si risolse dopo la deposizione del Brancovano, nominare ella un principe
senza consultare
i

"Vendo pi questo freno, e the gi da pochi anni prima

boiari,

come poco

pri-

erano opposti alle disposizioni teslamentariedi Niagul Cassasi

ma

avea fallo

in

Moldavia. Questi fu ve-

ramente valacco,
la vita e
il

ma

poco dopo

gli tolse

raba che lasciava

il

trono al suo figlio

trono, che die a

un greco

di

Teodosio ancora faQciuUo^ aspirarono a

Costantinopoli, e continu a darlo fino

i44
to, -al

VAL
un tempo
la

VAL
Porrespinto, correndo anco gravissimo peri-

all'epoca die dir. Per

nel

cominciar del secolo XVI soslilnl governo della Valacchia un pasci al


la

colo della vita. Tuttavia non avvilito,

il

copitano turco, marci alla volta


charest capitale della Valacchia,
fese dentro,

di lii-

voivoda, conservando per a'valacchi


nazionalit, gli statuti e
il

vi si

di-

libero esercizio

formnmlo baluardi

e iinial-

del culto greco; ne migliore divenne la

condizione del principato, quando fu


ro restituito
il

lo-

vaivoda scelto dalla nasi

zione. P'amoso per crudelt

rese

il

vai-

voda UIad, elevato dalla Porta. Cose orrende si raccontano di lui: banchettava
tra gli uomini impalali e boccheggianti. Invent ordigni e macchine per trincia-

zando barricale di legno. Intanto il voivoda Mikal corse a Tergowit/., la strinse con assedio, la prese e a morte ne mand tutta la guarnigione, non la perdonando allo stesso capitano ATi pasci, che fece abbruciare a lentissimo fuoco. Mosse indi

dopo 5
1

re e cuocere a lesso gli

dilettava di far recidere


le

donne, e afllggere i capi tronchi de'loro bambini, e costringeva figli a divorare arrostite lecarni deli

uomini vivi. Si le uiammelle alal materno seno

te

contro BucharestjCui Sinai pasci, giorni di vana resistenza, dovetabbandonare, e la sua ritirala tn peg-

giore d'una strage e d' una intera sconfitta; imperocch nel varcare il Danubio venne l'artiglieria interamente disfalla

dagli accanili valacchi, che per itnpedirle


il

le loro

madri

Fu un
Il

vero mostro

di

bar-

passaggio aveano rollo


la

il

ponte. Cosi

barie e di fierezza.

che Qosse

il

sulta-

no Selim II a terminare tanta ferocia nel i574, '"'' con maggiormente opprimere
la

Valacchia spirare un'aura d'indipendenza; ma per troppo breve tempo,


pot

poich il suo liberatore IMikal, che avendo

Valacchia. Tanto narra


alili;

il

Castellano

rianimato
vittorioso

il

so[)ilo

coraggio de'valacchi,
vinto e sotto-

ma

io

credo, quanto alle barbarie

dovunque avea

che si siano confuse con quelle del suddetto Valado o Vladimiro V. Il credi Uliid,

dito legl* inetti principi

and sempre pi
costretti a spedii

messo la Moldavia e la Transilvania, dominato dall'ambizione intendeva di riunirle al suo icnpero; ma nel mezzo di sua
splendida carriera fu vittima del tradi-

decadendo:
propri
figli;

essi

vennero

re per ostaggio a Costantinopoli

loro

mentre

turchi tenevano oc-

mento. Nel 1601 venne ucciso da un sicario di Basta, generale dell'armata imperiale di Rodolfo
1

cupate

le

Turn,
ta

fortezze d'ibraila, Giurgevo e andavano esercitando ogni sor-

1. Il

vaivoda avea gueril

reggiato insieme col Dista, contro


dinal Bathori, a cui
il

car-

d'angherie. Piiuscendo a'valacchi tropla

cugino Sigismon-

po pesante
sotto
il

servit

mussulmana
si

im-

do

Il

avea ceduto
capo.

il

principato di Tran-

potenti a pi oltre solfrire,

ribellarono

silvania,e nello sconfiggerlo

5 valacchi

gli

proprio principe e concittadino

troncarono

il

Da quel tempo

cessa-

Mikal o Michele, gi generalissimo delrimperalore Rodolfo 11. Questo celebre e prode guerriero, d'elevati sensi, caldo

rono del tulio gli sforzi degli ospodari valacchi onde rendersi indipendenti, anco per non vedersi secondali dalla forza
della nazione. Nel
stria,

d'amor

patrio,

second l'impulso nazioil

1666
I

il

pasci di Siliil

nale nello scuotere


tributo,

giogo oltoniano,
l'

ri-

avendo molestato

valacchi,
di

sal-

fiutandosi di pagare alla Porta

annuo

tano Maometto

IV ordin
,

demolire
ordine fu
le

aumentato come

dissi

a 10,000

tutte l'abitazioni costruite da'turchi sulla

piastre o ducati, o

come

altri

vogliono

riva sinistra del fiume

l'

1000
ilo
il

fiorini.

Da

ci

nacque guerra con-

eseguito.

Nondimeno

rinnovatesi
s

ves-

Amurat 111, e nell'agosto iSgS Mikal venne a battaglia campale


sultano
il

sazioni, intollerante di
la

penosa servit,
ribelloSi.
Il

Valacchia nuovamente

col hooinioalo iiiao pasci,

quale fu

vaivoda Michn, pieno

di libert e di ar-

VAL
dire,

VAL
que'boiardi, cui
i

t4^

mise a morte

tulli

conobbe

parlilanli dell'io) pero turco: in-

cendi le citt di Braila e di Giurgevo, dove eravi mussulmana guarnigione, e a fil di spada fece passare ([uanli ne in-

poli, come ad un ch ne investiva quel greco che pii avesse offerto. Laonde prescelti, per rein-

pubblico incanto, giac-

tegra

rsi delle

pagate

somme,
il

tiranneggia-

vano

g' infelici

sudditi, perci ridotti a

contr a Tergowilz.

Ma

quel valoroso,

pessima condizione; ed
ro a morte

pi delle volle

dopo un anno soltanto venne sconftto e mor


Varadino:
e la

di felici tentativi,

esacerbali a non pi poter soffrire, misei

nella fortezza di

principi inviali, per cui dal


1

Valacchia colla Moldavia

continuarono sotto il dispotismo ottomano che and talmente aumentando in


,

seguito della concorrenza de'candidnli

al
il

trucidali 3. Apprendo dall'autore dell' 055eri'<2zzo7,che il r.** greco mandalo dal sultano Acmet III al governo della Valacchia in qualit

17 16 ali

796 ne furono

trono valacco, che nel 1701 accrebbe


tributo a

milioni

di

piastre

ossia

400,000 fiorini annui. In quel tempo era 1688 vaivoda oospodaro Costantino Brankowa o Brancovano, uno de'
fio dal

di vaivoda, fu Nicol Maurocordato, che avendo gi governala la Moldavia avea dato prove di sua ferocia , onde poi fu cognominato il iVe7'0e di Falacchia.^gli

era figlio del celebre Alessandro, che

migliori principi di Valacchia


col

il

quale

pel suo ingegno e sapere era stalo pleni-

suo savio operare rimise

in

prospero

stato la Valacchia; venne per strascina-

potenziario della Porta alla pace di Carlowitz, e 2. interprete della medesima,


carica occupata in

to a Costantinopoli, e nel 1714 crudelmente ucciso insieme a tutta la sua famiglia e

prima da un qualche
grande eccitamento

rinegato europeo, e che passata poi ne*


greci
,

figli,

dopo

l'infelice battaglia
i-

fu per loro di

del Pruth. Costantino era entrato in


strette relazioni

allo studio e sicura via a elevali onori. Ni-

con Pietro I il Grande imperatore di Russia , e con Carlo VI imperatore che gli avea conferito il titolo di Priiiceps ni

col, o pegli ordini ricevuti o pel suo cat-

tivissimo
libert,

animo

estinse ogni avanzo di


1'

che malgrado

oppressioni sofi

Imperii Romani. Due andopo cominciarono gli eccessi de'prin-

ferte tuttavia in parte

godevano

boiari
la vi-

valacchi e moldavi, con levar loro


ta e gli averi.

cipi greci di

Fanar o Fauarioli
, i

greci di

Costui essendo in Moldavia

Costantinopoli

quali

nel

periodo di

avea fatto fortificare l'antico castello di


Chotlin sulle rive del Nistro.
sua morte ebbe a successore
stantino giovinetto,
il

io5 anni che regnarono nella Valacchia, cio dal 1 7 6 al 82 I ,si acquistarono una
1 1

Dopo
figlio

la

Co-

indelebile macchia per

le loro angarie, prepotenze, oppressioni, corruzioni, e pel

ma

regn poco, sbalgusta-^

zato da un allro partilo di grecidetlo del

servile loro conlegno.

La Porta tolse alla Valacchia, come di recente avea fatto col* la Moldavia, il privilegio concesso a'boiail

Fanale, che avevano cominciato a


re
il

dolce del governo e delle dovizie na-

ri di crearsi

vaivoda

perch

tali ele-

zioni

dava sempre argomento

a'cittadioi

di discordie e guerre civili, e perch volle vendicarsi di questi paesi,


i

turali della Valacchia e Moldavia. Soggiunge l'anonimo, la nazione greca divenuta schiava de'turchi, ed avvilita da pi di due secoli, avea perduto ogni idea di

quali aveal
il

nobilt e gentilezza, e

si

contentava d'e-

no invocato
Grt!/2<^e

la

protezione di Pietro
R.ussie.

imperatore delle

La scel-

ta de'fanarioti a'principati

moldo-valac-

mercatura meccaniche. Per una strana combinazione e pe* servizi resi al gran visir
sercitare in Costantinopoli la
e le arti

co fu cagione di funesti mali, poich per conseguirli si ricorreva a'pi nefandi raggiri; e
il

Chiuperli sotto Candia,


della lingua italiana
,

come

interprete

il

greco Panajotti

gran sultano condann

due p-

fu ili. "ad esser dichiarato interprete del-

VOL. LXXXVH.

io

140
\a l'orla

VAL
Ollomana;e per
gii

VAL
un'altra

I
Neh 786
I

hinarione

com successe alla sua morte Talsuwmenlovalo, capace


si

Bogdano discendente
rusi in Jassy

da'prlnclpi di Mol-

davia, fitto decapitare dal principe Mi-

Iro greco Alessandro Maurocortlalo o-

con un compagno.

riundo
ropee,
i

di Scio e

Petracchi della Zecca decollato.


in particolare
i

boiari,
vizi

e dotto nella medicina e nelle lingue eu-

valacchi, presero
i

de'
lo-

ma

ambizioso;

guadagn presso
Il

greci,

che copiavano

ttuchi, senza ave1

grandi credilo e protezione.


al

posto

re

il

loro genio e spirilo.

principi e

d'interprete e l'aspiro

vaivodato de*

ro ministri per impedire a'boiari d portare doglianze alla Porta

due

principali, risxegliarono l'ambizione

Ottomana, non

e lo spirilo d'intrigo naturale ne' greci.

solo proibirono ogni corrispondenza co*

Molti fecero istruire

loro

figli,

li

poca-

sero al seguilo de'nuovi principi greci di

A^niacchia e Moldavia. Acquistala


pacit e reputazione,
fzio d' interprete,
si

cos*i

procurarono
al
i

l'uf-

non permettevano loro neppure d'uscire dalla residenza del governo per vedere le loro terre, temendo che fuggissero a Costantinopoli; accordarono
foraslieri,ma
la libert

per poi concorrere a*

a'contadini, ch'erano servi de'

principali
titlerenle.

che

si

aHidavano

maggior
raggiri e

boiari e de'numerosi monaci,

non per u

Non
al

a dire quindi

manit,
divoli.

ma
le
I

per averli interamente loro


a'boiari anche di

l'iniquit usaleda'greci fanarioti per pro-

Venne proibito

iiuoveie

principato

le

creature e

gl'il'in-

leggere
estere.

gazzelle, e di sapere le notizie

stromenli de'furbi;
felici

ma

se

desolarono

boiari moldavi, siccome pi ar-

due Provincie
ricco.

colla loro

dominazio-

dili e uniti,

non

si

lasciarono tanto oppriil

ne, molti finirono col laccio e niun greco

mere, e conservarono
nelle loro terre,

diritto di vivere

divenne
ci

L'anonimo enumera grei

valaccbi e moldavi nel decorso secolo


,

impiccali e decollali
principali. Nel

per causa de' due

quando non avevano impieghi pubblici. Ecco come la Valacchia e la Moldavia, da uno slato monarchico
indipendente, passato prima a quello d'oligarchia feudale, nel secolo passato era-

1714

il

suddetto principe
e
il

Brancovano con 4
caresculo. Nel 17 16

figli
il

bolaro

Va-

principe Cantacu-

no cadute
ri,

sotto

il

duro giogo

del pi di-

zeno col padre, e l'arcivescovo di Ijucharest annegalo. Nel 17 19 Giovanni Maurocordalo principe di Valacchia avvelenalo dal fratello Nicol. Nel 1787 Janachi Ypsilanti

strullivo dispotismo de'principi forestieschiavi d'un governo assurdo e tiran-

nico,

come

lo qualifica l'autore dell'

O5-

servazoni intorno la Valachiaela Mal'

capo dell'arte

de'pellicciai

dava. Inoltre riferisce che non conoscevasi

in Costantinopoli, pro-zio del

principe
1

governo pi

dispotico di quello e-

Alessandro Ypsilanti, impiccato. Nel 740 CostanlinoGhicca dragomanno dellaPorta decollato.

sercilalo da' principi di


lacchia, tuttoch
ri,
ti,
i

Moldavia

Va-

despoti fossero precanascita e talen-

Nel

1760 Janachi Suzzo

fra-

e spesso

uomini senza

tello

maggiore

del principe Michele im-

piccalo. Nel

1765 Slauracchi agente di Valacchia e Moldavia impiccato: per suo


ordine due boiari valacchi erano
ti

che l'intrigo greco, il denaro e il favore della Porla esaltavano, mentre da altri intrighi venivano deposti e ritornati al
nulla.

siati

am-

Ostentavano tanta
boiari
,

fiera

gravit,
lo-

mazzati, e 3 del popolo uccisi dagli arnau-

che
vile,

tremavano
in
il

nel

comparir
il

una sollevazione.' Neil 769 Gregorio Rallimachi principe di Moldavia decollain


to, e lo fu

ro innanzi

atteggiamento

pi ser-

invocando

permesso

di baciare la
i

pure Nicolacchi Suzzo dragomanno della Porta. Nel 1777 Gregorio Chicca principe di Moldavia scannalo da un capigi a Jassy, Nel 1778 llvestiar

mano, d'ordinario baciando piedi o il lembo della veste. I principi erano divenuti padroni della vita e delle sostanze
de'sudditi, disponendo a talento de' loro

VAL
beni.

VAL
compagnatoda tm
ta e

i47

Ogni principe fanariolo conduceva

capigi basc della Por-

seco gran

numero

di greci, a*quali di prei

da 4 guardie del sultano. A' confini

ferenza conferivano

posti pi lucrosi e

del principato era ricevuto dalla nobilt e

tutte lecariclieclie godevano assai copiosi emolumenti. La pena di morte venne quasi

corteggiato sino a

un monastero suburdove ponevasi


all'or-

bano

della capitale,

abolita dagli ultimi principi del secolo

dine per indi fue il solenne ingresso. Questo veniva preceduto dalle milizie urbane, da' boiari e dagli uffziali, cavalcando

passalo, generalmente
ti le

umani eabborrenil

crudelt, particolarmente
si

principe
fa-

Alessandro Ypsilanti cbe

studi di

l'ospodaro sul detto cavallo col capigi e


le

re la felicit de'valacclii. Se era indispensabile l'estremo supplizio, in 3di versi tempi s'interrogava
il

guardie,
il

co'

paggi e camerieri, termi-

nandosi

treno da numerosa musica tur-

principe se persisteva

ca, e dalla carrozza della principessa cor-

nel permettere l'esecuzione della sentenza.

teggiata dalle

dame.

11

principe snionla-

Veramente

gravi delitti erano rari,


eassassinii de*
leggi

Ta alla cappella di corle, ricevuto dall'arcivescovo, da'vescovi e clero, che


1'

ad eccezione de'rubamenti
zingari.
scritte,

unge-

Non
poich

essendovi codice di
le

vano
si

coli'olio santo.

Passato nel divano,


si

romane

e imperiali

che

assideva in trono, e stando in piedi


il

dicevansi osservare, non erano n intese n studiate,

leggeva dal divan effendi

diploma im-

piuttosto seguivasi l'uso


il

periale, col quale veniva costituito prin-

tradizionale del paese,


a capricci, secondo
pe,
il

che dava luogo


de-

cipe col formolario: L'inclito tra'principi

la

volont del princiil

della nazione del Messia, essendo

una

cui successore spesso annullava

pianta

aromatica coltivata colle nostre

cretalo, quindi generale confusione nella

propriet de'beni. L'Ypsilanti fece un codice succinto o piuttosto urj'istruzionepe*


giudici

come dovevano
il

regolarsi ne* casi


la

pili frequenti;

quale per

chiarezza e

mani (ovvero un cereo acceso da noi), abbiamo destinato per vostro vaivoda, " cio generale, onde dovete ubbidire ec. Terminata la lettura, ritiratisi turchi, il principe ammetteva al baciamano gli aV
i

semplicit riusc di molto giovamento alla

stanti.

Quando

poi

il

sultano

mandava

la

Valacchia; ed

successori furono ob-

deposizione del principe, questi era tosto

bligali a conservarlo.

Quando

la

Porla

da

tutti

abbandonato e sovente anche

in-

creava un principe, questi recavasi poi

sultato, e tornato a Costantinopoli ivi vi-

con numeroso seguilo a cavallo dal sultano,


il

quale

lo

riceveva sedente in tro-

no

e nella stanza in cui accoglieva gli

am-

basciatori esteri. In presenza del sultano


eragli posta in

capo

la

cucca o cimiero di

veva privatamente. Sino a Nicol Maurocordalo , principi erano trattati con molto maggiore distinzione dalla Porta, e portavano sul berrettone un gioiello con piume d'airone, simile a quello del
i

feltro ricoperto di velluto cremisi e

lato con

gran pennacchio

di

da un penne di

sultano; prerogativa ch'egli rinunzi, gloriandosi d' esser vile schiavo della Porta.

struzzo; veniva vestito della cabauizza, veste usata nelle funzioni dal solo sultano e

Limitandosi

turchi a mantenere alcuni

presidii nelle citt principali, lasciavano


agli ospodari la

da'magnali. Tornava
to riccamente,
la sciabola e la

alla

sua abitazione

sul cavallo donatogli dalsltano e barda-

avendo attaccate alla sella mazza ferrata. Lo precededi cavallo, e lo seguiva la

cura di riscuotere il tributo destinato per Costantinopoli, e di opprimere per loro proprio conto paei

sani e

boiari. Questi principi flnarioti


esa-

vano due code

impiegavano a istrumento delle loro


zioni soldati albanesi

musica militare turca, la quale seguitava a suonar nel cortile dopo il pranzo. Collo
stesso treno partiva

formanti
il

la

loro

guardia, conosciuti sotto


nauti.

nome

di ar-

da Costantinopoli, ac-

i48

VAL
la

VAL
niera che possa essere, alla professione
della religione cristiana , la quale sar perfettamente libera, u alla fabbrica di nuovi templi, o alla restaurazione degli

Frollanlo per ambiziose mire Cateriu 11 ini pelatrice delie Russie prese proteggere

Valacchia e

la

Moldavi;!, e col

trattalo di
il

Kaiuargik

la

Russia acquist

diritto d'intercedere a favore

deceda-

antichi,
ti.

mi che
Questo

potesse

muovere

la

popolazione.

3.

com' Saranno

stato praticato per l'avanrestituiti

a'
i

conventi e

a'

trattato fa la conseguenza della


la

particolari le terre e beni,

quali loro ap-

guerra che

Francia nel i jSS avea fatto

dichiarare dalla Porta contro la Russia,


gelosa dell'influenza che esercitava in Polonia.

partenevano anticamente e sono loro stati usurpati contro ogni giustizia nelle vicinanze d* Ibraila, Chotin, Render ec, e che attualmente
4. Gli ecclesiastici
si

La guerra
fra le

riusc disastrosa per la

chiamano Paradli,
trattali

Turchia, e
la

conquiste de'russi

vi

fu

saranno
la

con

gli

Moldavia e buona parte della Valacchia, oltre la Crimea, ad onta degli sforzi e del fratello e del sultano Muslaf III successore Abdul-Hamed. Ecco il trattato di pace concluso traCaterina IleAbdulHanied a Kainargik a'2 luglio 1774
, ,
i

onori distinzioni dovute


re. 5.

al loro caratte-

Sar accordata

permissione alle
la

famiglie che vorranno lasciare


to quello

loro pa-

tria, di trasportarsi in altri paesi

con tutdi
il

che posseggono, ed a fine che


la ficilit
si

queste famiglie possano aver


disporre de' loro beni,

ciocia parte che riguarda


l'altra

principati; del-

concede loro

Turchia^ in quel* Tarticolo ne parlai. L'impero della Russia rende alla sublime Porta tutta la Bessarabia, colle citt d'Akerman, Rilia, Ismail, e tutti gli altri borghi, villaggi eluoghi situati in queste provincie. Le rende similmente la fortezza di Render. Di pi l'impero della Russia rende alla sublime Porta due ducati di Valacchia e Moldaumiliante per
la
i

tempo

d'

un anno

intero per profittare

di questa libert di sortire dal paese,

contarsi dal giorno della

sente trattalo. 6.

da permuta del preNon sar domandata,

ne ricercata agli abitanti veruna somma n tassa a titolo di antiche imposizioni di qualunque natura siano. 7. Non si esiger parimenti da loro alcuna
di denaro,

contribuzione o tassa per tutto

il

tempo
di

via,

con

tutti

castelli

citt,

borghi,

vil-

che ha durato
in

la

guerra;

ma

al

contrario

laggi e tultoci che vi

si

trova.
li

La

subli-

considerazione del gran

numero

me

Porta da parte sua

riceve alle se-

disgrazie e perdite che

hanno

solferto nel

guenti condizioni che promette nella pi

corso della guerra, saranno ancora franchi e liberi da ogni imposizione e contri-

solenne maniera di santamente osservare.


I. S osserver verso tutti gli abitanti di

buzione per
tarsi dal

questi ducati, di

qualunque

dignit, ran-

lo spazio di due anni da congiorno della permuta del presen-

go, condizione
siano
,

carattere o nazione che

te trattato. 8.

senza

la

menoma

eccezione

una

dueanni,

la

Dopo il detto termine di sublime Porta promette d'os-

perfetta amnista, ed eterna dimenticanza, com'stato convenuto, a favore di tutti

servare nell'imposizione del tributo pecuniario sopra questi popoli, tutta l'umanit e

j
'|

quelli,

quali realmente

si

sono

resi col-

magnanimit

possibile. Ella far ri-

pevoli di qualche mancanza, o che siano

guardati

come

sospetti d'essere stati

con-

scuotere questo tributo per mezzo di deputati ogni due anni, e se in tempo della

trari agl'interessi della

ranno

ristabiliti in

sublime Porta; satutte le dignit, ranghi


i'a vanti, e sa-

scadenza

gli abitanti lo

soddisferanno e-

satlamente, ne pasci, ne governatore e


altro uffiziale potr vessarli con

e beni che possedevano per

modo op-

r loro restituito ttloci che godevano

pressivo

n esiger da loro alcun* altra


sia,

prima

della guerra presente. 2.

Non

si

pensione o imposizione, sotto qualunque


titolo

porr veruD ostacolo, di qualunque ma*

o pretesto che

ma

permetter

VAL
loroalconlrariodi godere degli
slessi

VAL
van-

149
vi

un

hatliscerifF segnalo dallo stesso sulta-

taggi (reclamati da'nazionali senza

docu-

no, nel quale oltre molti privilegi,

era

menti, e perci ignorati, dice Tanonimo,

quello espressamente dichiarato, che la

da cui ricavo
to), de'quali

il

testo del presente tratta-

Porta non avrebbe cambiato

principi

del
ria,

hanno goduto sotto il regno sultano Acmel IH di gloriosa memo-

senza grave colpa loro, e senza l'intelli-

genza della Russia. Tre anni dopo


sa Porta, a

la sles-

padre di S. M. il sultano regnante. 9. La sublime Porta permette o'principi di


questi due ducati d'avere presso ad essa ognuno di loro un incaricato d'affari che
professi la legge cristiana,
i

mezzo d'un suo emissario, fece proditoriamente assassinare Gregorio


Ghicca principe di Moldavia, ch'era stato nominato a istanza di Caterina 11 , a tradimento e mentre in buona fede, anzi
in onta agli avvisi del principe di Valac-

quali avran-

no cura degl'interessi de' suddetti ducati, e saranno trattati dalla sublime Porta con bont e distinzione, imperciocch, malgrado la mediocrit della loro condizione relativamente ad essa, sono pure persone che devono godere di tutti prii

chia e di

altri di
il

riguardarsi, erasi recato


capigi basci fintosi

solo a visitare
lato,
il

ma-

quale lo fece pugnalare alla sua

presenza. Subito troncatagli la testa fu


inviata a Costantinopoli, ove rest esposta
Il

vilegi del diritto delle genti, e

per conse-

guenza non essere esposti a veruna violenza. o. La sublime Porta consente an(

per 3 giorni alla porta del serraglio. corpo fu lasciato a' parenti, ma la roi

ba e

denari, che molli ne avea


li

fatti

con

cora, che
le di

ministri della corte imperia*

intrighi,

confisc

il

sultano. Si color

essa,

Russia che risiederanno presso di possano impiegarsi a favore dell'u-

l'operato da'turchi, pe'sospetli formati su

Gregorio, ne'torbidi cominciali nella Cri-

no

e dell' altro di questi ducati,

secondo

le circostanze nelle quali

varsi questi
ta

due

paesi, e la

potranno trosublime Porriguardi do-

prouette d'avere in questo caso per


i

mea, per la succennata 2." invasione russa. La Bukovina, che fino al 1777 apparteneva alla Moldavia, avendola reclamata l'imperatore Giuseppe li, perch situata tra le

loro tutta l'attenzione ed

sue provincie di Gallizia e

Transgom-

vuti a potenze alleate e rispettabili". Ri-

silvania, e

come

antica dipendenza del


i

marca r autore

dell'

Osservazioni

che

suo regno d'Ungheria,


brarla
la

russi nello

quasi nessuno di questi io articoli stato

osservato e posto in pratica per la con-

naturale disposizione della sublime Por-

Ottomana in mancar non aver avuto principi


ta
i

di

parola, per

consegnarono agli austriaci. Il sultano cred prudente dissimulare, e poi la cede formalmente. Indi la Porta cominci a cambiare principi a suo cai

le

due nazioni
,

priccio senza saputa della Russia, e gra-

coraggio d' insistere sulla esecuzione

vare

principali di eccessive contribu-

per non essersi curati

ministri russi dal


il

zioni, soprattutto in commestibili.

La

cor-

bel principio di far valere

trattato; in

te

imperiale di Pietroburgo, unitamente

somma

per tutte

le altre

ragioni che pro-

a quella di

Vienna, fece delle doglianze

dussero una nuova guerra colla Russia,

dopo quella sorda fatta da questa potenza ai medesimo sultano, per la nuova invasione della Crimea. Inoltre riferisce,che
in

contro questa ingiusta e illegale condotta, ed ottenne un nuovo privilegio simile air.", nella nuova pace per la Crimea per ritenuta da'russi. Nel seguente hatliscerilfa favore de'principati di Valacchia

conseguenza del trattato

di pace,

ed

in

virt del convenuto a favore de'due principati,


il

colonnello Peteisou ministro di

Russia a Costantinopoli, fece dare a'due nuovi principi di Valacchia e Moldavia

Moldavia rinnovato nel 1784? il sultano Abdul-Hamed vi scrisse di suo pugno: In conformit si operi. Inclito fra'prine
cipi seguaci di

Ges, Scherlet-Zade Ales-

i5o

VAL
troveranno
la

VAL
col,

Sandro Vaivodaci Moldavia , clie il tuo fine sia felice. Giungendoli questo allo segno imperiale^ ti sia noto, che 1' anno 1 188 (dell' Egira) nella luna di Scewal furono emanali due alli comandameuli
sopra ornali col nostro imperiale polente carattere, fatti

procurando un accomo-

damento che

contenti entrambi;

ma
il

se

sua mediazione non produrr

bra-

malo
il

effetto, si chiami il cad d'ibiuila, quale giudicher , e terminer la lite con somma integrit, e senza opprime-

paiiicolarmente per la
i

re

il

sddito, essendo nostra ferma voil

Valacchia e Moldavia, no quanto segue. Che

quali conteneva*
sudditi di queste

lont, che

suddito non debba essere

ci-

tato ad

altri tribunali fuori del paese.

Che

due Provincie che sono le Canove dei potente mio impero, non diano in avveni* re dopo aver pagato il fissato tributo, altre contribuzioni sotto vari nomi, come si praticava prima delTultima guerra.Che i loro vai vedi non siano deposti fino a tanto che non apparisca qualche.segno potente di ribellione; e che un tale regolamento sia osservato stabile in perpetuo senza cambiamento o deposizione, confor,

essendo emanata una sagra decisione o


fefta in cause le quali fossero per eredit

con testamento, o per parentela, ac-

cettabile la testimonianza di Pietro gre-

co contro

Omer

turco, in quelle cause


la giustizia

per che fossero avanti


nianza contro
le,

fuori

di parentela, o testamento,
il

la

testimo-

turco non sia accettabi-

sicch a tenore dell' alto fefla segua

ec.

Che quanti

de' ministri

altri

com-

me

trattati gi fatti fra

il

potente nostro

mettessero qualche delitto nel paese della

impero

e la corte di Russia;

che per que-

Moldavia, siano presi e mandati nelper essere castigati da'

sl'oggello

ornati col

debbano darsi a'principi Berat mio sagro caraltere, e accompagli

le vicine fortezze

loro comandanti.
diti in

Che essendo

slati

spe-

gnati da clemenza, acci

abitanti vivai

passato diversi frmani intorno

ad

no consolati e
pi

tranquilli, ed

loro princi-

alcuni militari delle fortezze, ed abitanti


delle rive del
stri

con sicurezza e quiete d'animo. Che


i

del tributo che

sudditi sono obbligati di

dare,se ne faccia ogni


il

due anni una

volta

Danubio, che contro noregolamenti entra vano senza permesso ne'dne principati facendo risse uccii ,

pagamento

al

nostro imperiai tesoro in

dendosi fra di loro, e dopo ricercando


riscatto del

il

Costantinopoli per mezzo del loro agente.

sangue muovevano
altri disturbi;

liti,

e do-

Che

sudditi di

Moldavia e Valacchia

mandavano

denari a'sudditi di Moldavia

siano liberi dal tributo ed altre imposizioni,

recando loro

come pure incattivi,

cominciando dall'anno 1 188 e la luna di Gemasiul-Ewel, fino al termine de'due anni. Che dopo terminati suddetti due anni, si debba pagare, come si detto, ogni due anni una volta il tribui

torno all'estirpazione degli uomini


i

quali scorrevano
i

il

paese,ed alla distru-

zione (secondo

prelodali regolamenti)

delle possessioni ed abitazioni, che


sti

que-

costruivano sul terreno della Molda-

to,

che dalla

somma

piet e misericordia
si

via.
re,

Ora non essendo lontano


che
tali

dal crede-

\erso di loro sar determinato, e che


spedisca per roano dell'agente

malviventi possano aver in-

nominato
vecchi

tenzione di fare lo stesso, intendiamo che


il

dal principe appresso

la

nostra sublime

descritto regola nenlo negli

emanati

Porta.

Che per
faccia

conti e debiti
s

alli

ordini

si

pratichi

non
che

si

veruna ricerca

di denari,

terabilmente, e che in

ed eseguisca inalavveuire non deb-

di qualsiasi altro genere.

Che

succe-

ba entrare

in

Moldavia, che un dato nu-

dendo Ira lurco e cristiano suddito qualdie contesa debba esaminarsi dal principe di Moldavia 1' aliare unitamente al
,

mero
tezza,

di negozianti conosciuti d'ogni fori

quali

debbano aver

la licenza in

iscritto

da'ioro comandanti per presen-

suo divan

et'endi,

ed

altri

turchi che

si

tarla al

vaivoda di Moldavia, o

al

suo

uf-

VAL
flziale, e riceverne da essi
il

VAL
permesso
in

tSt
sia

siano molestati da chi che


loro maniera di vestire.
caso, che abbracciando

intorno olla
al

carta; che
li, ti,

non acquistino case ne'distretnon seminino, non moleslino suddie non diano denaro ad usura. Che per
i

Che riguardo
un suddito

la fe-

simili fraudolenti cause,

danti
sia

ed

giudici
il

comannon permettano che


i

visir,

de maomettana non possa cercare porzione di eredit; essendo questa una materia oscura in legge,
si

esamini perci
i

il

danneggiato

suddito con ispediziopossessioni e ter

fefta,de*quali ne
ti
:

sono emanali

4 seguen-

ni di cotunissari.

Che le

Pietro cristiano,

che altre volle spettavano a* monasteri o a'boiari, e poi ingiustamente sono


re
,

ficato colla santit

dopo che sar santidel mussnlmanismo,


Paolo suo paeredita. Pietro
cristiana, fatto

ossia vera fede, se morisse

state tolte

ad essi, ed al presente vengono nominati raj, siano a suo tempo re-

dre cristiano,
cristiano

non lo marito di Maria


egli

stituite a'rispellivi proprietari,

dopo un
a'nego*

turco,

moiendo Maria
eredita.

cristiana, Pietro

giusto esame.
zianti turchi di

Che non

sia lecito

non

i'

Paolo cristiano padre di

prendere possessioni e teuute,o pascolare animali inlMoldavia.Che i sudditi non vengano danneggiali in ve-

Pietro cristiano, fatto turco,


figlio
,

morendo

il

run modo da'


entrare
diti

visir e pasci,

o dalle loro
per

padre non l' eredita. Il turco Mecmet, dopo aver dato la libert al suo schiavo Pietro cristiano, se morisse Pieil

genti che escono dal retto


in

cammino

tro senza farsi turco,

Moldavia, e prendere da' sudprovvisione d'ogni sorte senza paga*

redita. Gli accennati

Mecmet non 4 sagri fefta

lo

e-

siano

dunque
re per

eseguiti.

Che dovendosi compracapo

mento, o disturbarli con altre domande. Similmente, che le persone che vanno e vengono per importanti affari in alcune parti, non entrino nella Moldavia, uscen-

mano
la

de* commissionati del

macellaio

nota quantit di pecore nel-

do dal retto cammino, e quelli che vengono per affari in Moldavia non cerchino
alle poste
fissati

la Moldavia, avendo questi cagionato danni e ingiustizie a'poveri, Noi usando clemenza verso medesimi, abbiamo ai

pi cavalli di quelli che sono

nel loro

firmano
altri

di posta.

poi-

ch furono emanati
ti

ordini contenen-

di compra: ma poich inevitabile e necessario, che si conducano pecore dal custodito mio stalo per le porzioni di carne dispensate dal

bolilo l'antico

modo

l'accennate prescrizioni, non segua iu


la

mio
ti

tesoro, e per rali(nento degli abitan,


i

avvenire

menoma mancanza

nell'im-

preteribile esecuzione e osservanza delle

sudditi di mia dominante Moldavia non devono nascondere le pe-

dell'alta

bidiente

medesime. Se taluno si mostrer disubimsi prenda cura della sua mediata corre/.ione. Che sudditi di Mol, i

core vendibili,
di carne,

ma

venderle a'negozianti
di

ed

il

vaivoda

Moldavia non

deve mancar

d' attenzione acci le peco-

davia,

quali passano per negozio ne' vil-

re sienodalea'suddetti negozianti che do-

laggi, terree mercati sulle rive del

Danu-

vranno trasportarle
la

in Costantinopoli,
il

ne

bio,

non siano molestali dagli esattori del tributo e da altri uffiziali di quelle parti, con domande di tributo o testatico, o per verun'altra causa; che quelli delle rive del Danubio non enlrmo in Moldavia
con pretesto
di ricercare
i

venderle in altra parte.

Moldavia essendo
soglio,

la

Che paese delCanova del felice

ed essendo determinatala venuta delle necessarie vettovaglie da Valacchia e Moldavia,


i

mio

sudditi di
alla

Moldavia

loro sudditi, e
altri fir-

per contraccambiare
grani
,

contribuzione iu

per quest'oggetto saranno spedili

mani
acce.

a chi spelta,

con ordini

positivi e

mi-

Che

sudditi e abitanti della

Mol-

che per nostra clemenza fu levata poco fa; devono far pervenire abbondantemente alla scala del Danubio grani e
i

davia, a tenore de'privilegidelluogo,noa

le

biade che acquistano seminando

i5i
vender tulio
al

VAL
prezzo corrente a'copilafa

VAL
d'uopo
ed
il

alla nostra ricca zecca

ma
si

il

mercato dello Capan di Coslaiilinopoli, non dandoli ad aliti luoni delle uvi del

necessario nitro venga procurato dal principe,

trasporlo e costo di esso

de-

ghi, e sul riflesso d'essere slata levala detta contribuzione,

falcher dal tributo, ed egli dar avviso


alla nostra ricca zecca, acci lo faccia ri-

che non cessino


di

di

semi-

monopolio non nascondino grani che hanno e che raccolgono. In lai modo e^si potranno vantagnare, o per fine
i

cevere alla scala, che sar prevenuta, per


trasportarlo in Costantinopoli. Slantech
finora

giarsi, e gli abitanti del nostro felice so-

non stata commessa veruna mancanza per parte de'suddelli paesi nell'a-

saranno liberi dalla carestia; e di ci ne abbia cura il vaivoda ed boiari in perpetuo. Che qualunque mancanza o
glio
i

dempimento a'dovuti obblighi


si

di servit,
i

sono aggiunti

a'

suddetti capitoli

se-

guenti punti dettali dalla nostra imperiai

delitto de'snddili e boiari, della Valacchia

misericordia, onde

guardino

in avusi-

e Moldavia, che apparve di uecessil nel

venire dalla

menoma mancanza,
e diligenza, per

ed

tempo
nalo
za;
,

delle guerre, sia loro lutto perdo-

no prontezza

quanto

oc-

e posto in

una

totale dimeutican*

corre al nostro imperiale servizio, e prestino intera ubbiilienza a' loro principi,

che non si pensi n a castigare, n a rimproveiare le loro passate procedure, e siano certi in avvenire, lino a tanto che

non mancando d'un atomo


fedelt e servit.
in avvenire

alla

E perci si

fa nolo,

dovuta che

non
za,

travici

anno dal centro dell'ubbidienfor-

non si ricerchi dalla Valacchia


1

dall'adempimento del tributo, dal


le

che borse 6 9,e dalla Moldavia borse 3 5


i

nire

provvisioni, e dagli altri doveri di

e piastre

444

P^^'

'^''^

tributo, che sar

sudditi, di

non esperimenlare

altro che
in ar-

alla fine di ciascun


felice

benignit e clemenza.
via

Che stando

mo

soglio, nel caso


in

anno contribuito al non fosse sta-

bitrio de* principi di Valacchia e


il

Moldaa' sog-

to

impiegato

commissioni.
si

Che

pel re-

dare gl'inipieghi del paese

galo del Dairam


piastre

esigano dalla Valacchia

getti distinti fru'nazionali, ed a' greci

ed

a quanti di

essi

sono fedeli e degni di gode'principi di pre,

vernare,

resti in libert

valersi pel loro servizio

gno, tanto de* greci


preferendo pei
le qualit
i

seconde il bisoquanto de* paesani,


paese ne-

signori del

gl'impieghi che sono propri a loro.


le fortezze situale nella

Che
se-

de*legnami che occorrono per

Romelia

si

guitino a tagliare
si

come per
le

l'addietro, e

90,000 in contanti e robe, e pia4o,ooo periIRichiabie; e dalla Moldavia si esigano piastre 90,000 in contanti e robe [>el Bairam, e piastre 25,ooo per il Richiabie, e non si domandi altro. Che da'principi non si esiga denaro per conferma, e non si depongluno fin tanto che non si commettesse da loro qualche delitto evidente. Che non sia ricercato da* nuovi principi per diritti e regali un obostre
lo

trasportino da' monti della Valacchia


,

pi del solilo,e questi non


si

si

esigano da'

e Moldavia

mediante

giuste mercedi,
si

sudditi, ma

diano dalle rendite partico-

per

il

taglio e trasporto

che

pagheran-

lari de'principi.

Che non
i

si

tollera dal no-

no
le

da'tribuli di Valacchia e Moldavia, a

stro potente soglio, che


altri

pasci

cad o

tenore delle ricevute degl'intendenti delfabbriche senza


la

comandanti che

si

tiovinoinque'conr

diminuzione

d'

un
un

torni,

prelendino iributoo ricerchino re-

obolo.

Che

si

usi diligenza acci in avve-

gali dalle
in

due provincie

ricadendo ci
fuori del so-

nire non sa

mandato senza

necessit

danno

del suddito, o dicessi spedisca-

doganiere in Galatz, tanto per parte del governatore di Chiri,c!ie d'Isachcia.Che

no

in loro

nome commissari

non vada alcuno in Moldavia a nomedclV appaltatore per ricercare il nitro, che

unico caso di ritirare denaro del Iribuio da noi ordinato. Che non siano i
lo e

principi obbligali a dare regali

quando

VAL
seguono eerabiamenli nel ministero del

VAL
siano questi restituiti a'proprielari.
il

i53

Che

nosho polente impero.


tente

Glie

nostro po-

senza urgente bisogno non

si

spedisca com-

impero esiga provvisione d'ogni sorte, ma in grado clie queste non portino angustia agli abitanti delie due provin-

missario dal nostro potente soglio nelle

due Provincie

quando verr
i

spedilo,

che non debbano

sudditi pagare la sua

quando le domander il tesoro, siano pagate in denaro contante, senza agcie, e

commissione, n egli dilungare la sua dimora inventando prelesti e molivi. E

gravare

gli abitanti

delle spese del

ira-

dunque

nostra clemente e imperiai

voi

sporto, e

quando saranno comprale da' mercanti debbano pagarsi in contanti al


prezzo corrente sul luogo.
ci

lont, che siano osservati ed eseguiti

suddetti capitoli unitamente alle prime


condiziotii del sistema; e poich la mise-

Che

essendo,

note

le

ingiustizie e oppressioni

die

ricordia verso de'poveri e impotenti, e la

succedono nelle compre dt^lle pecore cUe si fanno per mezzo degli uomini del capo macellaio, si tolta tal forma di compre di pecore; ma perch necessario che gli abitanti di Costantinopoli siano provveduti dal custodito nostro impero; i sudditi delle

clemenza verso

soggetti proprio attri-

buto
zie

di

segnalata giustizia del nostro go-

verno, che spande abbondantissime grasopra


i

sudditi di Valacchia e Molila-

via, acci siano preservati

da qualunque
sotto l'om-

sorte d'ingiustizia, e stabili nella loro felicit e

due provincieche vogliono veni

tranquilla

permanenza
cos si

dere le loro pecore/le vendano a'mercaali

bra del nostro impero;

dato

il

pre-

al

prezzo corrente, ed
si

principi abbia-

sente noslro alto ordine ornalo dell' imperiai nostio carattere,

no cura, che non


lo spedirle al

faccia

mancanza
soglio.

nel-

comandando, che
presenza gene-

nostro

felice

Che

dopo aperto e
rale di lutti
ti,
i

letto alla

quando sar nostra volont di esigersi dalle due provincie legnami o allro per
le

metropoliti, vescovi, abba-

boiari, boiarnasci, capitani, ulliziali, ail

fabbriche pubbliche,

si

dia previo avsi

bitanti e sudditi, e fallo ad essi palese

viso a'principi, ed in tal

modo

traspore da'

suo contenulo dettalo dalla giustizia


osservino tutti
suddetti punti del
si

si

tino a'confini delle

due provincie,
il

conservi presso di loro, e che in avvenire


si
i

commissari a ci destinatisi paghi a'suddili in

fis-

contanti tanto

valore, che
si

il

tra-

sato sistema nel

modo

spiegato e

fat-

sporlo di detti legnami, n


fni;e

usi violen-

to noto, e sia tua cura scrivere e parte-

za per farglieli trasportare fuori de'con-

cipare alla clemente nostra Porta, se mai

quando

si

ricerca dagli abitanti de'

veruno agir
sia fatta

in contrario, acci subilo ne

ue luoghi lavoro e fatica , si dia loro il consueto pagamento senza dininuzioneo rilardo. Che non si ^ermetla l'entrata ne' delti luoghi a veruno de' circonvicini abilanti militari, o altri che vi
si

vendetta.

Quando
si

poi

boiari

di

Valacchia e Moldavia
il

verso
t, e

condurranno polente nostro impero con fedeli

verso

loro principi con ubbidienessi

recassero

za e sommissione, restino ad
terre e possessioni
,

le

loro
in

ad oggetto di far danno a'sudditi, ma soltanto si conceda a'mercanti che hanno frmani; come pure s'impedisca, che altri venga a seminare o a pascolare animali
in terre appartenenti agli abitanti de'luo-

e quanto

hanno

prima ottenuto
2

in virt di

diplomi,

ufl-

ghi, o ad impadronirsi delle

medesime; e chi ardir d'operare dolosamente contro

questo sistema, sar castigato.

Che

se do-

po

la

pace sono

slati

usurpali da' vicini

e gladi , siccome precedentemente fu comandato. In seguito si abbia cura, che nominati presi osservino in perpetuo celti, e che paesi si mantengano in istato felice, perch dalla loro felicit dipende l'alimento de'nobili; che questi vivano quietamente e non facciano intrighi,
i
i

luvchi alcuQ terreui nelle

due pioviucie,

prestino ubbidienza a'principi^ e colla io-

54
tenere
,

VAL
si

VAL
indubitabile, che nell'ora stessa in cui
ci

ro suborilinnzione

reiulino degni iV ot

secondo
i

gli
i

nnliclu costumi de'

sar nolo, chequnlcunodegli abitanti delle rive del

luoghi,

gradi e

lucri spettanti a loro.


di far

Danubio

e delle fortezze gran-

Se poi alcuno de'nobili ardisse

do-

di e piccole anlir d'opporsi a

mande

irragionevoli, e che sogliono por-

questo stabilimento, sar fatta contro di lui ven-

tar confusione nello stabilito sistema, co-

detta.

E sar

invigilato con perpetua cu-

n)e da un

tempo

in

qua hanno costumai

ra e gelosa attenzione dalla

nostra so-

to di fare, o molestassero
i<t

sudditi contro

vranit, e da'gran visir e onorati pasci,


sul riposo e privilegi
dati in

nostra volont, e dopo che saranno codi aslcncrsene,


si

mandati
lei
i

ubbidienza e
di

non prestassero muovessero contro vo*


i

tempo

del giustissimo

che furono accorimpero del

Nostro avo sultan


onta
di

Maometto IV". Ad

quel principe, che dalla potente noeletto e destinato a

questo diploma, narra ranonimo

stra sovranit sar

che

lo riporta, nello stesso


,

1784
il

il

sulta-

governarli, e che ha permissione, piena

no Abdul-Hamed
techeper
la

cambi

suddetto

autorit e arbitrio di castigare


rari colle meritate pene.

tali

temeprin-

principe di Moldavia, soggetto slravagantutti


i

Tu

che

sei

riguardi non doveva mai

sempre invigilare alla correzione di tal gente, usando tutta la cura pel mantenimento del buon ordine;
cipe attuale, devi

Porta promuovere al vaivodalo; e po-

co dopo Michele Suzzo vaivoda di


lacchia, uomo

Va-

e perch
quillit,

il

povero suddito viva con tran-

che la distribuzione del tributo si faccia egualmente, senz'aggravare pi uno che l'altro per impegni, e si pratichi
il

dabbene e di eccellente condotta, per sostituire una creatura del capitan pasci, contro l'uso di non nominare che
attuali
Il
i

figli

de'passati principi, o gli

giusto.

Con

altrettanta attenzione devi


a tulli
la la
i

dragomanni o interpreti di lingue. surrogato non solo divenne il tiranno

raccomandare e insinuare

nobili

e sudditi, di porgere voti per

conser-

vazione della nosli a vita e per


le gloria e felicit della

durevo-

ma si pretende che pel suo fondato mallaleuto contribu molto colle sue istigazioni e falsi rapporti a ridella Valacchia,

nostra potenza,

scaldare

la

testa del furioso


la

gran
alla

visir,

Fa

che infendano

tutti

il

senso dell'alto
i

indurlo a dichiarare
nel

guerra

Russia

nostro

ordme
i

cio che tanto

nobili,

quanto sudditi di Moldavia, non traviando nella retta strada d'osservare doveri di subordinazione agl'imperiali nostri decreti, eh' esiger devono una rassegnata ubbidienza, e non ommetteudo
i

1788. Prima della sua deposizione, Alessandro vaivoda della Moldavia avea
accordato a'mercanti armeni sudditi dell'imperatore Giuseppe
li,
il

seguente Gri-

sovolo o diploma. j E' dovere de'prudeuti

sovrani vegliare sempre per ([uegli uosi

giammai
ne, e
la

la

consueta fedelt e rettitudi-

mini, che

danno

la

premura

si

a(ia-

purit de'costumi, siano certi di


infinita quiete e riposo,
effetti della

licano per l'utile de'Ioro stessi sudditi, ed

godere

non

di-

aumentano con
cio l'agricoltura.

l'industria del

commer-

sgiunto dagli

nostra imperiai

clemenza e misericordia.
cessori
hi

Tu

tuoi suc-

prestando servit e gratitudine alpotente nostra sovranit ed all'infini-

ta nostra imperiai ajunificenza,

ed osser-

Siccome in questo principato si trova da molto tempo una quantit di mercanti armeni sudditi austriaci di Gallizia con bovi cavalli e altro bestiame, ed essendo notorio, che non poco
,

non avrai tinon apparisca in te patente delitto che dia motivo al cambiamento, ma resterai fermo uel principato di Moldavia; ed certo e vando
i

suddetti

comandi

utile

fanno

agli abitanti di
il

questo stato,

more

d'essere deposto fin tanto che

accrescendo
altre cose

prezzo del bestiame e di

essendo

con contento degli abitanti, ed anche dagl'illustrissmi nostri antecessori con qualche grustati favoriti

VAL
zia,

VAL
Ita

i55

come

si

vede da*[)rivilegi, massimaloro accor-

titente

da quello del nostro defuiilo zio


qual privilegio

proprio uso delloro bestiame. Per il fieno che vorranno fare per l'uso proprio,

Joan Nicolai vaivoda, che


dato benefzi esclusivi,
il

o sostentamento del bestiame loro, a vran-

no
di

la facolt di

accordarsi cogli uomini

tengono nelle loro mani; cos dunque abbiamo giudicato giu^to, non solamente di
rinnovare e confermate
fzi,
li

quel luogo che troveranno, che siano


,

stranieri

pristini

bene-

o paesani di qui a loro piaci' mento. Intorno a'bovi che comprano per

ma

di

aumentarli con qualche nuoil

va grazia per

loro miglior stabilimen-

to secondoeh per

mezzo

di questo
li

no-

negozio,paglierannodicornarilonna piaed un polronic moneta vecchia, per ogni bove, secondo l'uso, cio dovranno
stra,

stro diploma determiniamo. Per


ni

terre-

che questi mercanti hanno bisogno, e ailltano annualmente, avendo inteso che

ancora pagare per tutta la uandra , allorch passeranno li confini, una piastra
e

60 denari

a'doganieri de' limili,

come

qualcuno de'proprietari

delle terre volen-

do

alzar

li

prezzi di queste, trovano vari


si

mezzi fiod olenti, cio


vicini,

uniscono co'Ioro

pure pe'bovi che si staccano dalle mandre e fuggono, dovranno pagare a quegli uomini che li troveranno, due piastre per

fingono
li

d'afllttarli a

zo di quello

aveano gi
si

canti, e cos questi

maggior prezmervedono cosUelti o


ailltati
i

un

tale

distaccamento
si

di

buona mano.

Ma

ogni volta che

staccasse poi dalie

mandre uno o due


pagare
la

di tramutarsi co' loro bestiami sopra al, o di dare il maggior prezzo ofda costoro, e cos loro viene cagionato danno; il che essendo conilo ogni giustizia e buona regola, ogni qual volta che sar palesata una tal azione, non solamente quel vicino che agir con tal frode per danneggiare li mercanti, si castigher con tutta la giustizia ma anco

tri

beni

ferto

soli bovi, dovranno buona mano,secondo l'uso, d'una piastra. Parimenti pagheranno per lutto il bestiame ch'essi avranno qui nel paese, eccelluati bovi di commercio,
i

cio vacche, cavalli, giumenti, laConitza


a
li

4o

aspri per uno, secondo l'uso;

ma

per

poledri e vitelli, che

non siano mole-

il

proprietario sar giudicato dal nostro

Come anche intorno al bestiame che con)prano alle fiere, volendo essi dopo due mesi di tempo esportare quesli e
slati.

divano. Li mercanti che sono da pi anni stabiliti sopra


,

farli

passar

confini, in questo spazio di

una terra col loro bestiame che occupano col consenso del proprietario, non ardir nessuno de' vio cacciarli colla parola
priorit. Li beni

cini di molestarli

due mesi che li terranno qui al pascolo, che non siano incomodali per la Conilza, ma tenendoli pi, che paghino. Pe'ca valli che sortono dalle loro stesse e proprie
razze, allorch
lonia,
li

di Protimissis

sia di
si

faranno passare nella Poesatta la dogana;

poi

venderanno annuahiente, aliai. 'vendila il vicino avr la priorit. Dopo poi, che una volta un
in avvenire

che

non sar da loro


altri cavalli,

ma

per

bestiami e ogni aldi

tra cosa che


se, e la

compreranno

questo pae-

suddito austriaco ha ottenuto

la posses-

sione sopra una terra e l'ha occupala per

faranno esportare da'confini, come anche per qualsiasi altri capi, che conti

qualche anno, facendo e fabbricando sopra questa cose necessarie pel suo commercio, allora non pu inquietarlo in nes-

urranno e meneranno da

altre parti in
la

queste, dovranno pagare

dogana
siali

se-

condo gli articoli


celleria,

sigillali della

nostra can-

sun modo il vicino sotto titolo di Protimissis. Nessuno de'viciui abbia la facolt di arare, seminare o tagliare l'erba per forza sopra una terra eh ' adttata annualmente da questi mercanti esteri per

che

in

quest'anno sono
si

regotutti

lali e fatti,
i

ne'quali

dimostra per

sudditi austriaci

come deve

pagarsi la

dogana, cio
ne.

il 3 per 100 secondo l'ordiSe avranno e tenauuu api e atuiali

i56
qui
il)

VAL
Mok1rtvia,pngheiannoIaDesjellnn

VAL
desima una sua memoria nel contenuto della cui traduzione espone, che per procurare l'assistenza e protezione de'mercanti sudditi di S. M. V imperatore de* romani, che a cagion del commercio continuamente vanno e vengono per le pr-

a IO denari vecchi per tanti quanti ne avranno. Li loro cavalli non oser nessuno prenderli per T olac ossia posta , ne
quelli dalle loro abitazioni,

n dalle loro

razze

dispute e
canti, o

n dalla strada. Ed intorno alle liligi die alcuno di questi iiieri

vincie della Valacchia e Moldavia, e per


le vie del

loro uomini avessero con qual-

Danubio,
I.

fu

da canto della suc-

che nostro suddito paesano, non contentandosi castialmente della giustizia degli
spravnci
,

cennata sua

M.

l'anno passato

manda-

to in que'contorni V illustre tra'primati

possa ap[)ellarsi al nostro dital

della nazione del Messia Piaicewich attuai segretario della corte imperiale, la
di cui sngaclt sia
il

vano, ed in

occasione

li

litiganti

de-

vono

essere

mandali dagli spravnci ala

aumentata.

siccome

vanti di noi per fare

totale delnizio-

ne. Accadendo poi che alcuno di questi nominati sudditi commettesse qualche delitto, gli spravnci non abbiano la facolt sopia costoro di cnrcerarli o altri-

commercio va vieppi sempre crescendo ed aumentandosi, cos per il buon ordine degl'interessi del commercio, per la sicurezza de'mercanti tedeschi che vanno
e vengono, e che quivi
si

ritrovano; co-

menti

castigarli,

ma

di

mandorli subito

me

per accudire ed attendere a'Ioro af stato egli dall' accennata

qua, denunciando il fatto del loro delitto, per potere procedere a tenore degli
antichi trattali, che sono eseguiti in Costantinopoli, e
si

fari e negozi,

imperiai corte destinato per suo agente;


e che

quantunque V

assistenza

buoa

osservano anche qui per

trattamento usato finora da' vaivoda di

Jestesse ragioni.

Ricerchiamo dunque con


altri principi^ nostri fra-

an)ore anco da
telli

Volacchia e di Moldavia, verso la persona del succennato segretario, dia motivo


di esserne soddisfatti, ci

e successori che

Dio sostituir dopo


alte-

non ostante

per-

di noi in

questo principato, di non

ch non

si

abbia ad usare verun man-

rare questa grazia e privilegio,


s

ma

ben-

camento

nella protezione
il

confermarla per loro proprio onore e eterna memoria. Dato questo diploma
nella residenza nostra di Jassy, del
.**
i

che secondo

costume

esige

ed osservanza, il suo ca-

rattere, la suddetta corte imperiale richie-

no-

stro principato di

Moldavia l'anno 2.*' 1784 II 9 marzo. Noi Alessandro Vaivoda. Janacki Canlakuzeno gran vestiar. L. S. " Precedeuten)ente a qtiesto diplo-

de amichevolmente, che sia ordinato tanto a voi che siete il sopraccennato vaivoda quanto al vaivoda di Moldavia , ac,

ciocch tutti

(jue'

trattamenti,

immunit
i

e privilegi, concessioni ed usanze stipulate dell'imperiali capitolazioni verso


soli
te,

ma, fu emanalo per contando del sultano Abdul-Hameil l'ordine che segue, diretto al principe di Valacchia. Airiucli-

con-

ed agenti della

riferita

imperiai cor-

abbiano ad essere osservate anche veril

to Ira'principi della nazione del Messia,


il

so

sopraccennato; facendo

il

summen-

vaivoda di Valacchia Mikal vaivoda,li cui eslreui siano felici. Pervenuto che vi
sar

tovato ministro sapere, che questa requisizione tende

unicamente a confermare
il

mio supremo eiuperial comandan)enlo saprete qualmente ilpii


il

presente

e vieppii rassodare

commercio
l

e l'a-

micizia, che sussiste fra


diti,

rispettivi sud-

cospicuo signore

fra'

grandi delia nazio-

ne cristiana il signor l)arone Herbert Kathkeal internunzio cesareo residente presso la n)ia sublime Porta, il di cui
termine
aia felice,

ed il vantaggio d'ambedue le corti; ed a tal oggetto ha richiesto l'emanazione separatamente di due miei nobili co-

mandamenti

diretti l'uno a voi, e l'altro

ha preseuluto

alla tue-

al sopraccitato

vaivoda di Moldavia. Laou-

VAL
compiacere la corte di Germanio, eh' una corte inagnificentissma, antica e sincera amica, e vicina colla fulgida mia Porla, e che la per* fetta sincerit e candore che Iia per la
eie
il

VAL
imperiale mandato,
al

1^7

essendoci! dovere

quale dovuta o-

gni sommissione, rispetto e ubbidienza,

astenendovi onninamente da qualunque


azione contraria
al

medesimo,

temendo

di contravvenirvi. Cos saprete operare,

medesima evidente; come pure massima importanza l'appianare ossia


cilitare,

di
fa-

preslarete piena fede alla mia nobile cifra imperiale.

Dato

dalla custodita resi-

secondo esigono l'imperiali capii

denza

di Costantinopoli

verso
i

la

met

tolazioni,
tres

di lei interessi;

ed essendo
di

al-

della luna Zilcadeade l'anno

chiaro ed evidente, esser

mia im-

corrisponde

a'

197, che 16 ottobre 1783 ". Finalil

periai giusta

brama
il

e intenzione,

che deferendo, venga


il

mente

nel

784

sultano Abdul

Hamed
le

tenore dell'imperiali capitolaziolei

pubblic

il

seguente Sened, contenente

ni, a' di

desideri! e

richieste,

prerogative in favore del commercio de*


sudditi imperiali e reali negli slati dell'im-

dato corso al loro commercio, ch'


to dell'alma pace, e

frut-

che

di

lei

sudditi e
se-

pero ottomano. In
te

Nome
la

dell'Ente Suil

mercanti che vanno e vengono, sieno

premo. La ragione per

quale

presen,

condo

il

tenore dell'imperiali capitolazio-

islrumenlo stalo spedito

si

che

il

ni protetti e assistiti; e rilevandosi

ancora

signor iuternunzio dell'imperatore nostro

dal contenuto della sopraddetta


ria del

memoil

amicOjin una
te della

memoria

presentata per par-

succennato ministro, che


e

buon
si

sua corte, ed appoggiandosi so-

ordine del loro conimercio dipender dal

pra

le

clausole dell'articolo 2. del trat-

buon trattamento
siete
il

riguardo che

use-

tato di Belgrado,
ti

ha domandato dilferen-

r al sopraddetto segretario. Cos voi che

disposizioni e stabilimenti a favore de*

sopraddetto vaivoxla, essendo

di

mercanti sudditi dell'imperatore ne'paesi


del
ta

mio imperiai ordine, che abbiate ogni


lo

cu-

ra e usiate ogni diligenza per tutto quel-

che secondo

il

tenore dell'imperiali cail

dominio ottomano. La sublime Poravendo esaminato il contenuto di questa memoria, ha trovato che il detto articolo serve di
la

pitolazioni riguarda
la

buon tiattamento,
non occor-

base alle proposizioni delche, e sopra

stima e osservanza della dignit e ca-

corte in)periale intorno a questo sog-

rattere del succennato agente,

getto; in

conseguenza

di

\e

rendo dichiarare e spiegarvi ulteriormente a che segno sia d'impegno, intenzione e volont mia imperiale , il compiacere la sopraccennata cesarea corte, e il dare
esecuzione alle condizioni stipulate
fra le

positive asservanze date nella suddetta

memoria, che
no
e

li

bastimenti

mercanti e

due

corti nell'imperiali capitolazioni,


la

imvo-

piegherete con tutta


stro studio
,

premura ogni

la

pi grande attenzione

nell'onorare e stimare la dignit del sopraccennato agente, che ha l'ordine d'ac-

cudire 'negozi e interessi de'mercanti imperiali,

auderanverranno esercitando il commercio per terra e per mare, e pe'fumi io tulli gli stali dell'imperatore, goderanno costantemente dell'inimuni l e privilegi che godono relativamente al commercio le nazioni pi favorite, ed anche al di l. La sublime Porta eseguendo sempre colla massima sincerit le obbligazioni contratsudditi delia sublime Porta che
te in virt de'traltali,

come pure

nel prestargli in virt


tutta
l'assi-

ed essendo costu-

dell'imperiali capitolazioni

mata
zi

stenza e protezione. Al qua!

eflielto fu e-

roanatoil presente mio supremo comanda mento,col quale voglio e comando,per-

le

provvedere alleolameotea'mezpi propri per dare alla corte imperiasua antica amica e vicina prove non
a

venuto che

vi

sar, d'uniformar l'operail

equivoche della sincerit de' suoi sentimenti e delia sua perfetta amicizia, hfi
risoluto d'impeguarsi e prendere sopra di

zioni vostre, giusta

tenore di questo mio

i58

VAL
maniera
col preseni

VAL
te in lutti gli stati

se nella sopracldella

dell'impero ottomano.
imperiali

te Sened, d osservare

religiosamenle
i

Art. 3.

sudditi e negozianti

seguenti punti e miicoli,

cpinli

serviran-

no
al

d' ora in avanti di regola invariabile

trattamento da

farsi alla

nazione tede*
il

sca,

ed avranno

la stessa
Il

forza che

Irat-

talodi Belgrado. rt.i.

trattatodi coni*

mercio segnato presso di Passa rowit?. l'annoi 32 dell'Egira, ed adottato per base
1

goderanno anche tanto all'introduzione e all'estrazione di tutte le merci non proibite, che nel vendere e comprare, d'una hbert piena ed intera e non sar permesso in verun modo alle corporazioni, compagnie e monopolisti, o a chi si vo,

glia, di

porvi

il

menomo

ostacolo apertatnolestare

del detto articolo 2. del trattalo di Bel-

mente o clandestinamente, n
o punire
i

grado, sar, com' di dovere, mantenuto e osservato in tutto e per lutto negli
slati dell'

sudditi della sublime Porta a

causa di queste vendite o compre, n inco-

impero ottomano

a favore de'
la

modare o

vessare chi che sia de'mercanli

sudditi e mercanti dell' imperatore, e

sublime Porta non permetter e non autorizzer


la

menoma
mare

trasgressione su di
il

o sudditi ottomani, sotto pretesto o pei* causa che ha comprato qualche elTello o mercanziede'negozianli tedeschi. Per questa

questo; e per fjuello che riguarda


nercio per
e pe' fiumi,
si

com-

ragione l'esecuzione del presente Sedel,

proceder

ned sar ordinala a'capi e magistrati


le Provincie, del

in conformit di quello

che sar regolato

mare
,

e delle coste

ed

nell'articolo
2. In

del piesenfe Sened. Ari.

agli ufijziali delle

dogane con firmani molcontenenti


le re-

quanto

a' diritti della

dogana che

lo positivi

ed energici
il
i

dovranno pagarci
periali, la

sudditi e mercanti im-

gole sopra

modo

sublime Porta riconosce qui di

dursi verso

con cui dovranno consudditi imperiali che van-

nuovo leanlicheconvenzionijCiocbenon pagheranno pi del 3 per 100 di dogana ima volta solamente, sia nel luogo dell'introduzione, o in quello della destina-

no e vengono, o dimorano in tutti gli stati dell'impero ottomano. Nel tempo stesso saranno date copie di questi firmani
alla corte imperiale, aflnch
nistri, consoli e
i

suoi
i

mico-

zione di tulle

le

merci che compreranno

agenti,

come pure

per esportarle, e che non saranno della natura delle proibite, dimodoch il com-

mandanti

de' confini possano esserne in-

formali per dirigersi in conformit. Art.


4. Per prevenire ogni dubbio e sospetto che potrebbe nascere a'comandanli, magistrali e inipiegali delle provinole otto-

mercio de' mercanti tedeschi specificalo qui sopra tanto d' introduzione che d'estrazione, sar libero da ogni altra e qua-

lunque imposizione , e specialmente di quelle chiamate Mastarie, Cassabie, Bidaat, Resmi-hudamie, Refi, Badch-Jassaculi ec.

mane, soprintendenti al commercio per mare e pe'fiumi, la sublime Porta dichiara,

che

in virt de'lratlali

permesso

a*

Abbench

le

disposizioni rela-

sudditi e mercanti imperiali muniti de'

tive a ci siano

chiaramente ed evidenle-

loro passaporti d'andare e venire libera-

menle spiegale nel suddetto Irallato di commercio di Passarowitz, aveido per


altro dichiarato l'internunzio, che col de-

mente per mare

e pe'fiumi

dovunque

sa-

r loro di convenienza, approdare e scaricare le loro merci, e caricare quelle che

corso del

tempo

si

sono introdotti, a

ri-

sono proibite, pagando


no. Art. 5.

diritti

che devoriconosce,

guardo

di

questo stabilimento, dillerenti

La sublime Porta
Belgrado
,

abusi contrari alla regola fssala nelle pro-

che

la

corte imperiale ha diritto in virt


e di quello di

"vincieoltomane,e principalmente in quelledella Valacchia e Rlohlavia, la sublime

del trattato di

commercio
in

di Passarowitz,

come anche
corti
,

Porta

conferma qui formalmente per essere osservate d'ora in avanti intcramenle

conformit della sincera e perfetta ale

micizia che sussiste tra

due

di

VAL
reclamare pe'j3ropri
cio senza
sutltlili e

VAL
mercanti
i

1%

favori, privilegi e vantaggi nel

commer-

veruna eccezione, che godono e goderanno in avvenire lelativamenle le alUe nazioni franche, al commercio
, ,

Nascendo delle difficolt nell'esecuzione di qualche punto del presente Sened, e specialmente intorno le merritto. Art. 8.
ci

proibite cos nel trattato di

l^asserodi Bel-

witz, che in quello di

commercio
e di

speciain)enle
ianclesi
,
i

francesi, g' inglesi, gli o-

grado,

la

sublime Porta condiscender a

russi,

ed altre nazioni
1

le

pi

spianarle di

comun consenso,

manie

favorite. Ali. 6.

sudditi e mercanti

ra amichevole e giusta.

imperiali potranno liberamenle, e senza

che l'eccezione
di

inserita nel detto trattalo


di

commeicio

Passarowilz possa esseal

Per altro, se non si potr terminare in tal modo, Ella consente che questo punto di dillcoll sia spianato,regolalo e deciso amichevolmen,

re di verun impedimento, passare percatisa del

te a

tenore delle disposizioni falle nel

commercio da'iumi

mare

e vi-

trattalo di

ceversa, con navi, bandiere ed equipaggi tedesthi, e

commercio concluso con l'impero della Russia, l'anno passato e di


,

non saranno obbligali ad

al-

modo
Dato
li il

convenienteal commercio tedesco.


Costantinopoli
li

tra cosa senoncli a pagare,

come
i

si

detdi

in

2 della
1

lunaRa1

to qui sopra, una sola volta

diritti

biul-ahir dell'anno dell'Egira

98, cio

dogana per
te.

le
li

mei

ci

introdotte ed estratle

Art. 7.

transito per

coste, canali
,

febbraio 1784. Colui che implora soccorso dell'Ente supremo ff amid fi-

24

dominazione ottomana e nominatamente pel canale del mar JN'ro,


stretti della

glio di Halil
sigillo

sar libero per

tutti

sudditi e meicanli
jier

imperiali che verranno

niare e pe'

gran visir, ed a canto il suo grande ". il sultano Selim IH, d' elevali spiriti, mal solfrendo che la Crimea si riteneva

fiumi con bandiera imperiale dalle provincie tedesche, e saranno esenti da ogni
e

dalla

Pi.ussia,si propose ricuperarla. Ruppe quindi guerra a'russi collegati cogli


i

qualunque

diritto, e

non saranno vesle lo-

austriaci, contro

consigli di Francia, de-

sati,

molestati e forzati a scaricare

ferendo a quelli d'Inghilterra, Prussia e


Svezia, per a vere
il

ro merci; ben
li

in leso che le merci, le quasaranno scaricate, cammin fticendo di

vaivoda di Valacchia

Suzzo, con
sta

falsi

rapporti, riscaldato la tevisir. Il

loro propria volont per venderle, siano

del furioso gran

suo protet-

franche da ogni altra

in)

posizione, fuor-

tore Hassan, valoroso capitan pasci, ve-

ch
i

da'dirilli ordinari di

dogana

e che

suddetti bastimenti mercantili non siaa'russi.

no pi grandi che quelli permessi


]

suddetti sudditi e mercanti imperiali

nendo presso Focziani in Moldavia assalilo dall'armata combinala de'russi e austriaci, comandati da Suwarow e dal principe di Coburgo, rest del tutto sconfino a'21
luglio

saranno anche assistiti e soccorsi amichevolmente nel corso del loro soggiorno nelle

1789.

11

gran

visir

vo-

lendo

ristabilir l'onore dell'armi

ottomai

provincia ottomane
la

come
di

apparte-

nenti alla corte pero.

pi amica

quest'imi

ne, marci contro gli austriaci; ma russi avendolo raggiunto presso Martinistia
sul

Dovendosi considerare che bastimenti mercantili che navigato sop a fiumi non sono punto propri alla navigai ,

Rimnick
il

nel
i

momento che
il

principia-

va

conflitto,

turchi rimasero sangui-

zione marittima, sar loro libero, che ar-

rivando bastimenti ne' luoghi vicini al mare, le merci che avranno a bordo siano trasportale sopra altri bastimenti ,
i

nosamente vinti. Tosto principe diCoburgo entr in Valacchia e s'impadron di Bucharest, mentre Laudon in breve
sottomise
russi
la

Servia. In |3olere quindi de'


la

caddero Render, Akermann,

pro-

quali frequentano

il

mare Nero

ed in

vincia

d'Oczakow,
;

la

Moldavia,

la

Bes-

qnesto caso non

si

dotiiaoder verun di-

sarabia ec.

ridussero in cenere Galatz,

i6o
e sul

VAL
Danubio minaccinrono
i

V
in

A L
im-

pincpale

lessa ndro

li

riunisse poscia ai suo

foilezzn d'Ismail. Nel

7C)oclivemilo impacific poi colla


la

pero. Indi col pretesto d'alciuie correrie


de'turchi,
i

peraloie Leopoldo
l*oiia,

11 si

russi

continuarono a occuluglio

ma

la

Ri^ssia

continu

guerra,
le

pare
I

principati Danubiani. Nel

finch fece altiellanlo nell'agosto;

cose

808

rilegato in prigione

il

sultano

Mnli,

com'erano innanzi la guerra. TuHavolta l'Austria nell'accordo di Sistow ebbe una fortezza vantaggiosa sulrUnn, e la vecchia Orsowa dalla parie di Valacchia; e la Russia oltre la Crimea conser\ Oczakow, e il territorio fra il
riuaseio

slaf IV, gli fu sostituito

Mahmud

portando sul trono l'idee di riforma dell'illuminato Selim HI. Intanto Napoleone I nell'autunno rinnov ad Alessandro I la promessa, che non si sarebbe opposto all'unione della Valacchia e della

Bog

il

Dniester, ove subito costru

O-

dessa, in conseguenza del trattato di Jassy de'9 gcnnaioi792. Inoltre Selim II! ac-

Moldavia all'impero russo. Nel 18 09 Alessandro I prorog colla Porta l'armistizio, e tratt in Jassy nelle conferenze
per
la

consent a lasciar nel principato

vai-

pace,

la

cessione de'due principati.


i

vodi di Valacchia e Moldavia per 7 anni, e di non dimetterli in tal tempo senza
l'adesione de' russi.

Non

essendosi conclusa,
s'

russi ricomin-

Neh 794

'

famoso
la

impadronirono totalmente delle due provincie. Progredenciata la guerra

ribdle Passwan Ogiou minacci


bia e
la

Ser-

do
be
za

ne' conquisti,

Mahmud
pace.

II fu costret-

Valacchia, e obblig

la

Porta a

to a

domandar

la

Questa sarebsen-

riconoscerlo quasi indipendente nell'occupate Orsowa e Tirlowa.Nel 806 contro le minacce russe e inglesi, Selim Ili
1

riuscita
la

meno
la

pregiudizievole,

guerra che immediatamente segu


Russia e
Francia. In
a'

tra la
la

fatti

nel-

accolse in Costantinopoli l'ambasciatore


di

pace segnata a Bucliarest

28 mag-

Napoleone I imperatore de'francesi, e depose gli ospodari di Valacchia e Mol,

gio 18 12,

Alessandro

solo pot esten-

dere
un

suoi confini fino al Prulh, con che

davia

come

ligii

della Russia, in onta

al

suo immenso impero

la

Bessarain-

del trattato di Jassy.

Avendo questa pola

bia, ed

un

3." della

Moldavia, regioni

tenza invaso

la

Valacchia e
i

Moldavia,
turchi

teressanti,

ma non

proporzionate a'van-

col pretesto di sostenere

diritti degli oi

taggi riportati da' russi. In tal

modo

la

spodari, a istanza de' francesi

chiusero
gali.

il

Bosforo a'russi e inglesi colle-

Mentre l'impero ottomano minacciava dissolversi, nel 1807 Selim III fu deposto e gli successe il cugino Muslaf IV, figlio d'Abdul-Hamed, e il gran visir che comandava l'esercito di Valacchia contro russi, venne trucidato da'sediziosi. Il nuovo sultano rinnov la dichiai

Turchia perdette una superficie di 85o miglia quadrate e le fortezze di Choczim, AkermaUjBender, Ismail e Rilia, che restarono
sulla
in

potere della Russia; oltreBraila


sinistra del

sponda

Danubio con

cir-

ca

25,000

abitanti con porto franco, con-

siderata la prncipal piazza di


cio della Valacchia, e

commer-

razione di guerra alla Russia, e Napoleo-

Giurgevo pure su tal sponda assai commerciante e di cui furono abbattute le fortificazioni. La possessione della Bessarabia produsse a'russi

ne
in

I si decise sostenere la Turchia. Per conseguenza della pace di Tilsit fra Napoleone I e Alessandro I imperatore

1807, cessatele mediante la tregua, russi promisero lo sgombero de'priucipati di Valacchia e Moldavia. Ma con articolo segreto, Napoleone 1 si content, che Aostilit
i

delle Russie, de'7 luglio

vantaggi nelle future questioni che potevano rumovarsi co'turchi. Nulla loro impedendo di penetrar direttamendiversi
te nella

provincia di ^ilistria
il

dall'altra

passando
tergo
solo
la

Pruth potevano prendere a

Moldavia, essendo Jassydistaiite

leghe; di pi la loro situazione lua-

VAL
go il Pi'uth permise ad essi di passare questo fiume, presso la sua imboccaliira nel
rigori, contrari
tati.

VAL
all'umanit ed
S

161
a* trati

querel pure che contro

trat-

Danubio, verso Galatz


sendosi formata
eteri sti,
il

meltendoli cos

tati si

fossero

mandate truppe

a stanzia-

a pie pari nella Valacchia.


la societ

Neh 8 14

es-

re ne' principati moldo-valacchi. Perci

segreta degli

scopo era di liberar la Greeia dal giogo ottomano, neliS^i si sollevarono greci contro i turchi. Dopo alcui
i

stioni,

nacquero tra le due potenze calde quenon senza minacce di guerra. Col riferito trattato di Kainargi del 1774 si
die alla Russia
il

diritto d'intercedere in

cuni brevi e

infelici

movimenti

suscitati

favore de'reclami che potesse muovere


la

da'greci stabiliti nella Valacchia e Mol-

popolazione di Valacchia e Moldavia;


nel

davia,

la

rivoluzione scoppi nel Pelo-

ma

1826
I

col trattato

d'Akermann
II
,

ponneso

e quindi comunicossi alla

Gresi

tra Nicol

Mahmud

quella con-

cia e vicine regioni. Nella Valacchia pu-

cessione fu trasformata in diritto di rap-

re la tanto diramata congiura greca

manifest sotto

la

direzione d' Alessan-

presentanza. Nel 1827 avendo inutilmente Russia, Francia e Inghilterra in-

dro Ypsilanti.

Il

orribilesituazione,

paese cadde nella pi quando mor improv-

timato

a' greci

e turchi di desistere dal-

l'ostilit,

nel porto di

Navarino distrus-

visamente Alessandro Souzzo, e Teodoro VViadmiresko alz lo stendardo della ribellione, intorno al quale si adunaro-

sero la poderosa flotta turco-egizia, il che

conferm
Nicol
I

la greca indipendenza. Nel 1828 imperatore diRussia ruppe guers

no migliaia d'uomini. D'altra parte sopraggiunseAlessandro Ypsilanti colle cos


dette legioni. Que'due capi non poterono andar d'accordo, e allorquando Wladimiresko fece motto di volersi soggettare a'iurchi, venne ucciso da'propri compagni. Le legioni per vennero anniente presso Galatz, e
il

ra al sultano,
s

per

la

questione greca e

per quelle sull'esecuzione del trattato

di

Bucharest del 18 12, impadronendosi molte piazze ed occupando militarmente la Valacchia e la Moldavia il
di
,
:

principe

Ghika

si

ritir dagli affari e visse

solo Ypsilanti pot

da semplice privato. Inoltre la Russia nel 1829 con Francia e Inghilterra deter-

sfuggire all'ira turca, ricoverandosi in

min
di

confini della Grecia libera, quin*


le vittorie del

Transilvania.
turchi

Fu

allora che gl'inaspriti


,

per

suo generale Die*

saccheggiarono devastarono e bruciarono l'infelice paese; impalarono


e decapitarono gli abitanti sospetti
,

bitsch, prese Adrianopoli, antica


poli di

metro-

Tracia e dell'impero ottomano,

minacciando seriamente Costantinopoli,

commisero

le

pi

orribili crudelt. Alla

fine s'interpose

la Piussia, e
si

nel luglio

dopo aver superato Balkan, famosa catena di montagne. Fu allora che le altre
i

1822

il

sultano

vide costretto di noscelti tra'naziouali


i'

minare due ospodari

ottomano
indussero

grandi potenze, per conservare l'impero all'equilibrio politico europeo,

de'principati, cessando cos

oppressiva

Mahmud

II alla

pace

a'

4 setcose

dominazione de' principi


scella dell'ospodaro di

fanarioli.

La

tembre
il

in Adrianopoli.

Fra

le altre

Valacchia cadde

sultano fu costretto cedere alla Russia


fortezze sulla riva sinistra del

su Gregorio Ghika. Nella Moldavia tut-

le

Danu-

vennero allontanati da* pubblichi impieghi , fu eletto ospodaro il boiaro Giovanni Slourdza, al quale nel
ti
i

greci

bio,

ammettere
principati

il

protettorato della Va-

lacchia e di Moldavia, e di promettere a


tali

un governo costituzionale

1834

successe Michele Slourdza. L'imI

o nazionale e indipendente, libero esercizio di religione, intera libert


ciale, e

peratore Alessandro
bellione de' greci,
iilianze alla

disapprov
fece forti

la ri-

commer-

ma

rimolei

che

il

diritto della designazione

Porla sugli eccessivi di

e uoiuiaa de'due ospodur a vita dovesse

VOI. LXXXVU.

i62
Kussa ottenne rentigia verso
porti de'

VAL
la
il

VAL
eli

spellare alia Russia e alla Porta. Cos


diritto formale

guarap-

diritti

e privilegi della
i

impor> cambiamenti, die ima costituzione a'principati di Valacchia e Moldavia, con


tanti

to tra la Russia e la Porta, con

nazione moldo-valacca, regolando

senato per controllare

gli

alti

del

go-

due

principali sulle basi delle

condizioni di pace stipuiatein Akern)ann,

verno; confermandosi che idue ospodari sarebbero a vila, ma eletti da'boiari e


dui clero coU'approvazione della Russia,

con)plelamente emancipando
ti.

principacostitu-

Indi

vi

venne introdotta una


la

zione sotto
seleffjche

direzione del general Kis*

ricevendo l'investitura dalla Porla mediante il pagamento di moderalo tributo.


Nello stesso anno di fatto elessero ospodar della Valacchia Alessandro Glnka
fratello del ritiratosi Gregorio. Si

^ M

venne riconosciuta da'gabinelti turco e russo cpiale legge fondamentale de'principali. Questi da'russi furono tenuti occupati per parecchi anni e sino al 1834, finch la Porta ebbe totalmente pala

disse

animalo dal miglior volere, ma possedere poca energia onde porre un argine
alla

gata

contribuzione di guerra, cb'erale

corruzione e alla parzialit de' suoi


Il

slata imposta,oItre la cessione di vari luoghi. In sostanza laRussia restitu poi la Va-

impiegati.

sultano a tale eifello etna*

n
riff.

il

seguente rimarchevole hattisce-

lacchia e la Moldavia,

ma

lasovranitsu
fu
li>

Essendoci sembrato necessario di

di esse e sulla Servia del sultano


cnitata alla

stabilire sopra

una base pi

solida l'am-

nomina
vi

degli ospodari,i quali

ministrazione interna de' due paesi, ab-

doveauo pagargli un
la

discreto tiibuto, e
la

biamo
vila.

risoluto che

principi di

Molda-

Russia

aggiunse
la

guarentigia o

via e di Valacchia

prolettorato per
"vincie.
Il

prosperit delle pro-

saranno nominati a Amministreranno d'accordo co'lo


gli affari

Pruth

fu

determinalo come
la

il

ro divani

interni del

proprio

confine nord-est tra


chia.

Russia e

la

Tur-

paese, senza l'intervento d'alcuno, e senza

Nel i83o

Russia, Francia e In-

ghilterra riconobbero lo stato e regno

colo all'esercizio de'loro

indipendente di Grecia. Quindi


to

la

na-

zione greca fece giganteschi progressi sot-

r attuale suo
la

reale governo: basti

il

dire che

popolazione cresciuta quasi


si componeva 6 2,608 anime, mentre ne
1

del doppio, giacch essa

28 anni

fa di

conta presentemente 1,200,000 (gli altri immensi vantaggi si ponno leggere a


p.
1

34 del Giornale di Ho ni a

del

858).

Kel i833 Jbrahim pasci,

figlio di

Me-

hemel-Ari vicer d'Egitto, ostilmente


si

aiivicin a Costantinopoli,
II

mud
si

onde Mah* dov chiedere o accettare soc

corsi de' russi,

quali poi nel ritirar-

non

tralasciarono di

trarne profit-

che alcun ordine possa mettere ostadiritli. Tutte le isole appartenenti alla sponda sinistra del Danubio formeranno parte integrante de'principali, e il mezzo del fiume, dal suo ingresso negli stati ottomani fino al confluente col Prulh, former la frontiera de' principali. La Porta promette di non mantenere alcuna fortezza o stabi* limenlo militare sulla sponda sinistra del Danubio. Niun maomettano pi risieder sulla riva sinistra del fiume, e niun mercante turco potr entrare nel paese senza di averne ottenuto un permesso speciale, o per venirvi a comprare le mercanzie per proprio conto o per quello del governo ottomano. 1 due principali a-

to col trattato d' Unkiar-Skelessi d'al-

leanza fra le due potenze;


lificalo

ma

quasi prolettorato

venne quadi Turchia

vendo un'amministrazione interna indipendente, potranno stabilire quarantene e cordoni sanitari lungo il Danubio, e

della Russia, di cui Francia e Inghilter-

ra impedirono l'attuazione.

Neli834uo

dovunque giudicheranno pii necessarie queste precauzioni. In compenso delle


concessioni sopra espressela Valacchia
si

regolaaieulo organico stabilito di coucer-

VAL
obbliga di pagare un tributo annuale di
za della Russia
;

VAL
di

i63

4ooo borse, 1839 mor


figlio

e la

Moldavia
II

2000". Nel
successeli

JNlalimud

gli

regnante Abdul Medijd, seguace del genitore neirinlendimenlo di civilizzare

onde avea nominato suo ministro Wakaresko, inviso a quella potenza e poco gradilo alla Turchia stessa, il quale noa si mantenne in posto se non

con

utili

riforme
SiWa

la

Turcbia.

Quando
die pure

Da

per l'eccellente reputazione che godeva. queir epoca in poi la Russia si con*
dusse in

lab. Zanelli nel febbraio 1842 pubblic


i

modo da

far sentire al principe

suoi

Cenni

Valaccbia,

ci

Ghika quanto incautamente adoperasse


nel sorgere contro il protettorato di lei. Dal canto suo la Porta non era malcontenta del suo reggimento. 11 destino volle che la Porta avesse bisogno d'accarez-

quello sull' ospodaro con queste parole. L'ospodaro attualmente regnante Alessandro Ghika, principe valacco, dell'et di 46 anni; il quale veniva educato
in

Germania e in Francia. Egli sortiva animo pio; amante de*8uoi sudditi, tutto
si
:

zare

il

gabinetto di Pietroburgo, e Ghi11

ka fu sagriflcato.

principe deposto a'

adopra pel bene loro egli ba diffuso ovutique le scuole lancaslriane, in Bucbarest ba fatto erigere un ospedale, una
casa per
le

26 ottobre
del governo

part per laTransilvania, do-

partorienti, e
vita,

una per quelle

donne

di

mala

cbe vengono levale

al pericolo di

peggiorare.

Amante

delle

lettere e delle arti, accarezza e

protegge

cbi le coltiva

alcuni artisti e artigiani

mantiene a sue spese all'estero percli vi apprendiuo l'arti e mestieri, e dipoi con
i

po aver posta la sua autorit nelle njani temporaneo detto Cairaacania, stabilito dal regolamento organico, e composto dal gran bano di Valacchia Giorgio Filippesco, dal gran dvornick Teodoro Wakaresko, e dal gran logoteta Michele Kornesko. Andarono in predicamento per succederloFilippesco principalmente, Slirbey e Vilaras. Convocali
i

esse sieno utili alla nazione. Egli per


ligio

deputali ad una tornata straordinaria,

eccessivamente alla corte di Russia,


fina

si

procede

all'

elezione del

cosiccb sembra da quella governato; n

daro di Valacchia, nel


con rigore
le

modo

nuovo ospoe tempo


eseguite
il

ha quella
co, e

avvedutezza politica dei

prescritto dal regolamento, ed

principe di Moldavia, cbe assai pi ric-

norme ne
in

usc eletto

cail

che mostra d'essere abile politico e avveduto mercante". Ma quanto al suo contegno colla Uussia, tutl' altro riferirono pubblici fogli dello slesso 1842.
i

p dell'opposizione Giorgio Bibesko,


quale tosto pose

opera ogni mezzo onle classi alte

de trarre
e
il

il

paese da quello stato di roztuttavolta non pot

zezza nel quale erano cadute

Primieramente CI
blea generale
si

dissero, che nell'assemla

basso popolo;

form, per

sua poca

svellere del tutto gli abusi,

che

esistenti

energia, un grande partito dell' opposi-

da

tanti

anni,avevano preso forza


tatti ,piescritti dal

di con-

zione a

lui

sfavorevole,

le

cui lagnanze
la

suetudine, n stabilire l'eguaglianza de'


diritti

occasionarono nel medesimo anno


dimissione. JNell'ottobre quindi
la

sua

per

Porla depose l'ospodaro Ghika. Essa stim di dover fare qualche grata cosa alla Russia, per indurla a non opporsi al nuovo
ordine di cose nella Servia,per la sostituzione d'Alessandro Georgewitch al
principe Michele fuggilo dopo esser stato
scunfitto dagl'insorti.

to organico.

regolamenA'Si gennaio 1848 il prin-

cipe Ribesko apr la sessione dell'assem-

blea generale de'deputati di Valacchia:

nel discorso che pronunzi, felicit

de-

putati d'aver nel corso della sessione ul-

tima resa
le

la libert

a 10,000 famiglie,

quali perci godevano del benefizio

Imperocch

l'ospo-

prezioso della libert. Soggiunse, che fra

daro Ghika faceva


la

di tutto per francare

pochi anni non


luiui

vi

sarebbero pi che uo*

Valacchia e

la

Moldavia dairinluea>

hberi sul suolo della Valacchia, e

i64

VAL

A L

che questa prospettiva gli era gralissima.A'23 giugno 1848 in Bucharesl nacque grave insurrezione per una nuova costituzione, al grido singolare di Viva Russi; che proa Turchia, ed abbasso dusse l'espulsione o ritiro dell'ospodaro Bibesko. 11 console russo de Kotzebru a' 25 trasmise al principe una protesta e part insieme col commissario imperiale. L'ospodaro per non aver voluto sottoscrivere certi decreti, quindi abdic e
:

no richiamal,ed egli si rimise alla lesta dell'amministrazione. Il governo russo pubblic una memoria giustificativa del suo intervento ne'principati, massime in Valacchia, a seconda de'trattati e d'accordo
colla Porta, perci

non

essere aggressione |

contro

la

Turchia,

ma per aiutarla a ristastata

bilir l'ordine ne'principati e \o

nella Valacchia. A'25 settembre in


rest

quo Bucha-

ebbe luogo una contro-rivoluzione.


1'

Richiamatosi Soliman pasci,

energico

part nella sera stessa, tutto divoto alla

Fuad
ie

effendi

altro

commissario della

Kussia. Da'rivoltosi

si

pass quindi a Docol

Porta, entrato nella citt alla testa del-

minare un governo provvisorio,

me-

tropolita per presidente, nuovi ministri

nerale russo
ni e fece

truppe turche, e in compagnia del geDuhamel, depose gli anziapubblicare nuovamente l'antiIl

e nuovo capo della municipalit. Dal bal-

cone del palazzo arcivescovile, tutti notabili e gran dignitari promisero fedelt alla nuova costituzione; ma parecchi vecchi, tra'quali il Filippesco, gran baro della Valacchia e perci ili. personaggio politico dopo il principe, dichiar a capo scoperto ch'egli riuunziava ad ogni suo grado. Quindi russi nel luglio entrarono ne'principati moldo valacchi, ed altrettanto fecero i turchi, e la Porla v'invi Soliman pasci ed Emin effendi. 1 russi domandarono che il principe Bibesko riprendesse le redini del goveri i

co regolamento organico.

principe Co-

stantino Cantacuzeno fu nominato a cai-

macait

solo, in sostituzione del

luogote-

nente del principato eletto dal paese e riconosciuto dalla Porta il i. agosto, per
la

forza delle circostanze,

boiardi rima-

sero oltremodo soddisfatti,

ma

la

fervida

giovent ne fu rattristata nel vedere cos

Si fece

improvvisamente distrutta l'opera sua. una rivolta a favore dell'ordine; sotto il comando d' Oaier pasci si condussero le numerose truppe ottomane nella citt:

queste militarmente occupale le

no, mentre

un

partito voleva ristabilire

caserme, con sanguinoso combattimento

Alessandro Ghika.
dcH'avviciuarsi
luglio
i
i

Sparsasi

la

notizia

portarono

russi a Bucharest, l'ii

lacche, che tosto si


sero;

membri

del

governo provvisorio

morte fra le truppe vadisarmarono e discioluccisero chiunque loro preseolossi


la
,

fuggirono, indi ebbe luogo una completa reazione, per la quale Baliano o Bai-

nelle strade

saccheggiarono

le

case ne'

sobborghi, e nella sera tennero un graa

leano e

Wakaresko
in

presero

le

redini del

mercato delle cose rubate. Tutto venne


disapprovato dal rappresentante russo

governo grarono
tichi

qualit di caimacan, e reinte-

nelle loro funzioni tutti gli an-

commissario Duhamel, e questo bast a


guadagnargli una certa popolarit. A '2

impiegati,

venendo abbassata
li

la

bandiera rivoluzionaria,
di ribelli

metropolitain cui

settembre
te

il

generale Liiders cotnandandel


5.*^

no pubblic un proclama,
i

tacci

supremo

corpo d'annata gene-

suoi colleghi del governo prov-

rale d'infanteria russa,

entrando nella Va-

visorio fuggiti, invitando

tomettersi a'russi.

popolo a sotCi produsse nuova e


il

lacchia,

eman

il

seguente proclama. A!

bitanti della Valacchia

Siccome

l'anar-

deplorabile insurrezione nel d seguente,

chia, prodotta nel vostro paese da'faziosi che s' impadronirono delle redini del governo, pu prendere un'estensione da

che costrinse

il

metropolita con altro pro-

clama a

ritrattare l'epiteto di ribelli a'

merabridelgovernoprovvisorio,chefuro-

mettere

in pericolo l'avvenire della

Va-

VAL
siccome le operazioni di questo governo improvvisato non sono conformi, n alle istituzioni secondo le qua*
locchin, e
li

VAL
fari
ta,

i65

ed a Londra si trattava d'assumere una attitudineconcorde relativamente agli afde'principatiDanubiani, e che

questi principati

devono

esser govertrattati,
a'

non potendo pi

tollerare

la Poruna specie

nati sulle basi degli esistenti


all'esistenza politica

ne
le

di giogo impostole da'russi, era pronta a


far la guerra, offesa eziandio perl'inva

accordata
S.

medesi-

mi, cos S.

M.

l'impeittore di tutte

sione delle frontiere di Transilvania, on-

Russie d* accordo con

M.

il

Sultano,

ha determinato
a
tali

di

porre un sollecito fine

disordini, e di ristabilire nella

Vaso-

lacchia

un governo legittimo fondato

de aiutare l'Austria contro gli ungheri ; il gabinetto di Pietroburgo pens che per rendere inutile una tale negoziazione bisognava affrettare un trattato colla Turchia,

pra solide

basi. In seguito di che, io rice-

ma

lo inizi

con articoli che furol'esclusiva


al-

vetti l'ordine

d'occupare militarmente la Valacchia di concerto colle truppe del


Sultano, all'edetto di porre un argine
a'

no

respinti,

massime per

leanza offensiva e difensiva che pretendeva colla medesima, e per esigere sui principali

progressi della

propaganda rivoluzionapaese
il

moldo-valacchi
di famiglie
si

la stessa

autorit

ria, e di ristabilire nel vostro

go-

sovrana della Porta. Intanto un gran nu-

verno legittimo. Pieno

di fiducia

che voi,

mero
vania,

fuggite dalla Transil-

abitanti della Valacchia, animati da biio*


ni sentimenti, riconoscerete in

rifugiarono nella Valacchia, per

questo pas-

salvarsi dagl'imminenti orrori della guerra. Indi

so una

nuova ed incontrastabile prova


cura presa da
unire
i

cominciarono a manifestarsi senostili fra'russi

dell'alta

S.

M. l'imperato,

timenti vicendevolmente

re per la felicit della vostra patria


vi esorto d'
i

io
fa-

turchi, ed in questi ultimisi risvegli l'antico

vostri sforzi

onde

ardore militare; onde


la

la
,

Porta veri-

con lutti mezzi quest'opera che mi venne affidata dall'eccelso Autocrata ". Ne'principati entrarono circa 4o,ooo ruscilitare
si,

dendo probabile
tirarsi
i

guerra

per non
in

russi da' principati

onta alle
ve-

sue replicate istanze, pose l'esercito in gra-

con 80 pezzi
i.

di

cannoni e forte treno,


;

do di sostenerla,
der invadere
la

nel timore ancora di

ed occuparono pure Bucharest e Jassy


questa
le le
il

Turchia, secondo qualche

"ottobre, l'altra a'y; e

doma,

minaccia

fatta,

traendo profitto dalla dimiglior parte


inoltre
la

fu commozioni politiche completamente ristabilito l'antico governo e la pubblica tranquillit. La Russia

recenti

sastrosa condizione della


degli stati europei.
slravasi
ta

La Russia
di

moPor-

malcontenta

non veder
gli

guarn
li

principati anche per proteggerde'ribelli d'CZ/zg^/ter/Vz,

aderire alle sue pretensioni sui princi-

da un'invasione

pati,

avendo chiesto che


il

jospodari

non
per

e per l'aspetto allarmante degli affari generali

fossero pi nominati a vita,

come
,

prescri-

d'Europa; ed entr
si

in sospetti su

veva
soli

trattato di Adrianopoli

ma

d'Omer
sebbene

pasci quale apostata ungherese,

mostrasse zelante mussulma-

7 anni, secondo il precedente d'Akermann. In Costantinopoli la politica fran-

no. L'ordine sempre pi consolidandosi

cese e inglese

guadagn

il

sultano,

onde

ne'principatiDanubiaui,roccupazione pe-

r turco-russa

si

aggrav di giorno

in gior-

formare un'alleanza per fare evacuare la Valacchia e la Moldavia dall'invasione


russa, ivi stanziata per particolari motivi,

no sul paese; il principe Bibesko do in Fosckhani, secondo suoi


i

risieden-

desiderii

essendo da molto tempo cessato quello


di ristabilire la tranquillit.

procedeva

la

commissione
i

istituita

da
la

Dusua

Vedendo

han:^e] per giudicare

ribelli.
,

Essendosi

russi di

conosciuto dalla Russia


protratta

che per

non potere riuscire ne'loro progetti, cambiarono interamente di politica,


a Bucharest ed a Costantinopoli mostran-

dimora

ne'principati, a Parigi

im

VAL
il

V
tuono
cipali.

dosi coni piacenti, e dinielfentlo

dell'anteriori minacce, usando docilit e buone maniere, bench le loro forze ne' pt'incipnti eransi aumentate a quasi 100,000 nomini, anco per gli aiuti che davano alTAustria per comI)attere rii

cuzone senza inconveniente per la conservazione della pubblica (juielene'prin-

Le

loro funzioni deliberative saa de*

ranno provvisoriamente confidate


consigli o divatn

adhoCy

foruiati de'bo-

iardi pi notabili e pi degni di fiducia,

Finalmente la Bussia e la Turchia, mediante il general Grabbe, convennero nella conclusione del seguente trattato di Balta Liman.Art.i.
voltosi armati d'Ungheria.

come ancora
to clero.
sti

di alquanti

membri

dell'al-

Le attribuzioni
saranno
la

principali di que-

consigli

distribuzione del-

l'imposte e r esame del bilancio anntio


delle

Viste

le

circostanze eccezionali indotte da-

due provincie.
la

gli ultimi

avvenimenti,

le

due

corti

im-

dere con tutta


le

Art. 3. Onde procematurit necessaria al-

periali

sono conveiujle, che invece di se-

migliorie organiche, che reclamano la

guire
del

il

modo

stabilito dal

regolamento

situazione attuale de'principati egli abusi

1834 per

l'elezione degli ospodari di

amministrativi che
stabiliti

vi

sono introdotti,
di revisio-

Moldavia e di Valacchia, questi alti funzionari saranno nominati da S. M. il Sultano, dietro un modo specialmente concertalo per questa volta fra le due corti,
nello scopo di confidare l'amministrazio-

saranno

due comitali
1'

ne, l'uno a Jassy e

altro a

Bucharest,

composti de'boiardi pi ragguardevoli pel


loro carattere e capacit, a'quali sar deferito l'incarico di rivedere
ti
i

regolamen-

ne

di

queste provincie

a'

pi degni can-

esistenti, e

segnalare
all'

le

modificazioni

didali, e godenti la miglior faiia fra'lo*

pili alte a

dare

amministrazione del
lavoro di questi co*

10 coropatriotti. Per questa volta egual-

paese

la

regolarit e l'armonia che le soIl

mente, due ospodari non saranno nominati che per 7 anni, le due corti riseri

no spesso mancate.
n)itali sar

sottomesso, nel pi breve ter

bandosi, un anno innanzi lo spirare del

termine

fissato dalla presente transazio-

ne, di prendere in considerazione lo stalo

mine possibile, all'esame del governo ottomanOjche dopo essersi inteso colia corte di Russia, ed avere cos constato l'approvazione scambievole, accorder
modificazioni
la

interiore de' principali e

servigi

che a-

alle dette

\rebbero reso
rire di

due ospodari, per sugge11

sua sanzione definitiva,

comune accordo determinazioni


regolamento organi-

ulteriori. Art. 2.

che sar pubblicata mediante la forma solita d'un hattiscerifF di S. M. il Sultano. Art.
ste cos

co accordato a'principati neh

834

conti-

4 Le

turbolenze che hanno


i

te-

nuer ad essere in vigore , salvo i cambiamenti e le modificazioni di cui l'esperienza ha provato la necessit, segnatamente per quel che concerne le assemblee
ordinarie e straordinarie de' boiardi, nel

pati,

profondamente agitato princi* avendo mostralo la necessit di pre-

slare a'ioro governi l'appoggio d'una for-

za militare capace di reprimere pronta-

modo

d'elezione e di composizione tenu*

mente ogni moto insurrezionale e di fare rispettare l'autorit stabilite, le due corti
imperiali sono convenute di prolungare
la presenza d'una certa parte delie truppe russe e ottomane che occupano adesso il paese; e segnatamente per preservare la frontiera di Valacchia e di Moldavia

to fin qui. Queste riunioni

avendo dato
de-

luogo pi d'una
subordinazione,

"volta a de' confitti

plorabili, e perfino a degli atti d'aperta inla

loro convocazione re-

ster sospesa, e le

due
tutta

corti

si

ri

serba no

d'intendersi al loro ristabilimento su basi

dagli accidenti dal di fuori, stato deciso

combinate con

la

maturila

ri-

che

vi

sarebbero

chiesta, all'epoca in cui esse giudicheran-

da

2.5 a

lasciati per il momento 35,ooo uomini da ciascuna delle

uu che

ci potrebbe esser

messo ad ese-

due

parli.

Dopo

il

ristabilimento della

VAL
Iranquillil delle delle fronliere, de'(3aesi
li,

VAL
e pili alle ad assicurare per
il

167
un lungo
di

confinanti d'Ungheria e Transilvania, vi

avvenire

benessere e

la tranquillit

resteranno ne* due paesi 10,000 uomini

queste provincie. Art. 7.


col presente allo,

E ben inteso che,


un termine
corti ri-

da ciascuna parte, fino

al

termine de'la*

motivato da circostan-

Tori di niiglioramenlo organico, e la con-

ze eccezionali e concluso per


limitato,

solidazione del riposo interno delle

due Provincie. In seguito le truppe delle due potenze evacueranno completamente


i

non

derogato ad alcuna delle

stipulazioni esistenti tra le

due

spetto a'principatidi Valacchia e di

Mol-

principati;

ma

resteranno ancora in gra-

davia, e che tulli

trattati anteriori, cor-

do

di rientrarvi

immediatamente,

nel ca-

roborati dall' atto separato del trattalo

so in cui circostanze gravi sopravvenute


ne' principali reclamassero di

d'Adrianopoli, conservano tutta


e valore.
1

la

forza

nuovo

l'a-

dozione

di

questa misura. Indipendenleriorganizzazione della

7 articoli che precedono essendo stali fissati e conclusi , la nostra

inenle da ci, avr cura di completare


senza ritardo
la

firma e
alla

il

sigillo delle

nostre armi sono

siali apposti al presente atto ch'

rimesso

milizia indigena, in

modo
il

ch'essa offra,
eft'eltivo,

colla sua disciplina e

suo

una

garanzia sullcienle pel mantenimento


dell'ordine legale. Art. 5. Nella durata

sublime Porla in iscnmbio di quello che ci rimesso da S. A. il gran visir e da S. E. il ministro degli affari esteri.
Fatto a Balta Liraan
gio)
il

19 aprile

([

mag-

dell'occupazione

le

due

corti continue-

ranno a far

risiedere ne'principati, allato

1849, dell'Egira l'S Djemaziul-Akhiri 265. Firmalo Vladimir TitolFinvialo straordinario e ministro plenipotenziario di S.
sia

degli ospodari,

un commissario straordi-

nario russo ed un commissario straordi-

M.

l'imperatore di Rus-

nario ottomano. Questi agenti speciali sararuio incaricali di sorvegliare l'andametJto degli
figli

affari,
i

e d'offrire in
i

comune

sublime Porla Ottomana ". Fu stabilita ancora la dimissione di Stourdza ospodaro di Moldavia, concessa
presso
la

ospodari

loro pareri ed

loro con-

dal general

Grabbe dopo una


gli

viva di-

sigli

ogni qual volta noteranno qualche


tran-

scussione, e

abuso o qualche misura nociva alla


quillit

del

paese,

delti

commissari

straordinari saranno muniti d'istruzioni

identiche concretate fra

le

due corti,e che


il

tracceranno ad

essi

loro doveri e

gra-

do d'ingerenza che dovranno esercitare negli affari de' principali. I due commissari dovranno parimenti intendersi sulla scelta de'membri de'comilati di revisione da
detto
stabilirsi ne'principali
all'art.

venne dato a successore Gregorio Alessandro Ghika. Per la Valacchia fu nominalo ospodaro il boiardo Barbo Demetrio Stirbey fratello dell'ex principe Bibesko. A' 16 giugno partirono da Costantinopoli commissari Kiamil bey e Nurrediu bey, onde condurre a Jassy e Bucharest due nuovi ospodari ; e consegnali loro corri spondeo ti firmani imperiali, quindi li condussero ia
i i i

com'

stato
alle

Costantinopoli a ricevere la solenne investitura di loro funzioni.

3.

Renderanno conto
le

Ambedue prela

loro corti rispettive del lavoro di questi


comitali, unendovi
vazioni. Art.

sero

titoli

di

Vaivoda, per
la

grazia di

proprie loro osserdel

Dio,regnante di tutta
davia.

Valacchia,o Moldegli affari della


l'istallazione de'

La durata

presente

Dopo la soluzione
, il

atto fissata al termine di 7 anni, allo spirar del quale le due corti si riservano
di

Valacchia e Moldavia, e

due

principi
il

gabinetto ottooiano ri-

prendere in considerazione
i

la

situa-

pigli

corso de' suoi lavori, occupanprosperit

zione nella quale

principati

si

troveran-

dosi delle riforme amministrative e de*

no

allora, e di prendere quelle ulteriori misure che giudicheranno pi convenieu-

provvedimenti propri per

la

dell'impero; per la calma non ebbe lunga

i68
(iavia

VAL
clMcil
eie,

V
dotandole
di

A
la

t
necessit d'assicu-

durala. Nel maggioi85 1 l'ospotlnro


nic udlcialmente al consiglio
strativo
il

benevole riforme, non

Gregorio Alessandro Ghika comu-

perdettero di vista

ammini-

rare in avveni re questa tranquillit, unica sorgente del loro benessere.


to a noi
,

blime Porla, ed
sari imperiali

irmano emanato dalla stiil manifesto de'commis-

Quan-

persuasi de' buoni sentimenti

ottomano
forma,

e russo, pubbli-

de'nostri compatriotti,

cati in debita

in occasione dell'esi

vacuazione de' principati che


lnalmenleeiretluando.
1

andava
si

chenon moncheranno certo di essere sensibili in faccia alla niagnanima sollecitudine imperiale e a* veri interessi del paese, voglia-

russi

che

troil

vavano

in Galatz.

partirono scortando

mo

sperare die non saremo nel caso di


sicurezza ed

commissario di sanit russo, stato aggiunto al dipartimento della quarantena. Il


general Liiders ritorn da Biicharest al

far uso de'poteri conferitici all'ell'elto di

garantire

la

il

benessere

\^w\}'

hWco.- Pubblicazione inserita nelle Gazzette ufficiali della Moldo-Falacchiay per parte de* commissari imperiali. Le

suo quarlieregeneralein Bessarabia, dopo alcuni colloqui tenuti col commissario


imperiale ottomano

Ahmed Wedck

ef-

loro Maest imperiali

il

Sultano e

l'Ini-

fendi,relativamcnte all'evacuazione della

peratore di Russia ritirano in questo

Valacchia per parte delle truppe turche.


Si convenne tra loro,chene'principali non doveva rimanere un soldato russo e turco. S

mento

le

rispettive loro truppedalla

moVa-

lacchia e dalla

in virt delle loro attribuzioni,


le

Moldavia. Gli Ospodari secondo


in fa-

pubblicarono parecchi firmani e


visiriali

leggi e

l'

immunit guarentite

lettere

riguardanti

l'

ammini-

vore delle due provincie, restano esclu-

strazione interna del principato di

Molgoverno venne autorizzato dalla Porta di riscuotere, per una sola volta e straordinariamente, la met deldavia,
il

cui

l'imposta

annua

ripartita in

garsi dagli abitanti

8 rate, da patrimestralmente in
debito con-

due anni

in estinzione del

sivamente incaricati e responsabili di mantenervi l'ordine pubblico. Durante il soggiorno de'corpi di truppe ottomano e russo, i nuovi Ospodari, in presenza de'commissari straordinari nominati per parte de'due augusti Sovrani, si sono occupati del miglioramento della direzione de'di versi dipartimenti del servizio,

tratto negli ultimi 3 anni, per le vicende

politiche,ascendente a piastre 3,

72,42

non che

di riunire e riorganizzare

corso di Jassy. U/Ticio

elei

principe re-

le milizie,

consolidando cosi
diritti
i

gnar, te di

Moldavia al consiglio animi/e/i^r^f/fO.ComunJcandoal consiglio amministrativo traduzione del firmano imperiale che viene a

tranquillit

le basi d'una permanente. All'oggetto di


i

meglio tutelare

de'propri etari di

terra e di favorire

coltivatori, delle ri-

me

diretto in occa-

sione dell'evacuazione de'principati, co-

forme sono state introdotte ne' regolamenti organici. Tutto il mondo sa che
l'occupazione militare di queste contra-

me
n>i

pure d'una dichi arazione trasmessaper parte de'commissari imperiali per


loro contenuti a

de stata motivata dagli avvenimenti


deplorabili che nel

esser pubblicata nelle gazzette uHciali


io l'invito di portare
i

1848 ebbero luogo


rivoluzionari vi per-

nella citt di Bucharest e in altre parti


della Valacchia.
I

notoriet pubblica. Prendendone couot scenza ognuno, non v' dubbio, sar pe-

vennero allora ad ingannare per un mo-

netrato de'sentimenti pieni di clemenza


di S.

mento

la

M.

il

Sultano

nostro augusto so-

di creduli, ed

buona fede d'un certo numero hanno in conseguenza conriuscita de' loro intrighi.

vraHo, e della sollecitudine paterna delle

tato sulla
l'illusione

Ma

due

alte corti, le (juali

stabilita la

dopo d'aver ritranquiiUl nelle due provine

completamente disparve all'apparizione delle truppe, e si rilevato ad

VAL
n
tratto

VAL
Fecahiti (V.), ed
il

169
tutelail

quanto
si

fosse pericolosa la via


il

Monte Negro
contro

nella quale

voleva trascinare

paese.
il-

to e ostenulo da' russi

pasci di

Che

la

recente esperienza del passalo

S(Utar[F.) e
RussiaNicol
1

la

Porta. L'imperatore di

lutuini

adunque ognuno

ne'suoi doveri.

nel

marzoi 853 dal general


al

Pastori spirituali, funzionari pubblici, ufficiali

Menzikoff fece chiedere

sultano

Abdul

e soldati delie tnilizie,Bbitanli delle

citt e
si

campagne, che veruno fra

voi

non
one-

Medjid cose inammissibili, che aveano relazione pure co* Ooldo-valacchi. Alle
negative sdegnato
il

lasci

pi sedurre ed intimidire da in-

principe Menzikoff,

trighi e fallaci suggestioni.


sti

Che

gli

cittadini

si

abbandonino tranquilla-

a'i4 maggio abbandon Costantinopoli, ed a'22 s'avvi per Odessa. III. "segretario della legazione russa Balobine, anch'egli
di a'9

mente

a'ioro lavori, certi conae sono del-

Talta e tutelare autorit che vigila alla


loro sicurezza.

giugno part per Odessa,


I,

in-

Le due truppe
i

inoperiali

torn a bordo del vapore Jeni-Rale

d'occupazione lasciano

principali

in

][ioyHtoV ultimatum di Nicol

eduna

una
a

tianquillil perfetta.

Spetta ormai

sua nota confermatoria dell'operalo con


alterezza dal Menzikoff. In essa si*accor-

tulli gli

onesti abitanti del paese di

sostenere l'autorit legittima nella missione die


l'

davano 8 giorni per sottoscrivere


legi della
il

il

trat-

imposta

di

con^olidarequesla
della societ.

tato sulla guarentigia de'dirilti e privi-

tranquillit, e di vigilare al progresso della

chiesa greca-eterodossa; scorso


le

propriet di tutte

le classi

qual tempo

ostiht sarebbero

comin-

Se, malgrado ogni aspettativa e per nostra pi

ciate dall'occupazione delle provinole da-

grande disgrazia, de'malfattori


i

trovassero

mezzi di turbare

la

tranquil-

lit di cui si

gode, noi possiamo dichia-

rare da questo

momento

e nella

manie-

ra pi positiva, che la repressione sar

non meno iramediala che


tre
ci

severa,
si

men-

slato notificalo che

avviser

nubiane della Valacchia e Moldavia. Ma sublime Porta rest ostinatissima nel rifiuto, perch il domandato essa avea gi accortamente concesso a tutte le religioni esistenti nel suo impero con firmano de'6 dello slesso mese, non potendo con concessione speciale porre pi di
la

alle misure pi ellcaci da impiegarsi al primo pericolo che minaccerebbe seriamente la quiete pubblica".

milioni di sudditi greci sotto

la

protei

zione esclusiva degl* imperatori russi,


to l'impero turco.

quali perci avrebbero influenzato in tut-

La

tranquillit de'principatiDanubia-

ni fu brevcjper essere sopraggiunta la

me-

morabile e disastrosa gran guerra perla clamorosa questione d'oriente, sostenuta


dalla potente Russia, contro la

Tarchiaj
la

nel quale articolo m'ingegnai di accen-

nare
segu.

il

pi essenziale di tutto quanto


e precedette,
1'

Pertanto l'ii giugno governo russo avvis gli ospodari Slirbey di Valacchia e Ghika di Moldavia , che nel caso probabile in cui la Porta rigettasse Vultimatiuiy le truppe russe dovevano passar la frontiera, e perci dovessero preparare viveri e carri. In queil

promosse

accompagn

sto avviso ufficiale inoltre


:

si

dichiar for-

Quanto mi

resta a dire, per avere

la Moldo-Valacchia occupato una parte importante nella questione orientale, n'

malmente l'imperatore di Russia non mandare le sue truppe in Valacchia e


Moldavia per
farvi la guerra,

ma

soltan-

una conseguenza,
zione del

e tuttora tiene l'atten-

to per costringere la Porta

ad accettare

mondo
gli altri

politico a se rivolta.

N
ni,

tacqui

guai, interni ed esterl'e-

che

in pari

tempo minacciarono
ottomano,
i

sistenza dcH'iaipero

inclusi va-

Vultimalumj che tale occupazione mi- non doveva aver alcun carattere d'invasione, perci raccomandare di nulla cambiare nell' amministrazione de'
litare

inenle a quanto riguarda

Fahahid o

principati; che

funzionari restassero al

170

V A L
de'difficili

VAL
avvenimenti, divenuta incompatibile la sua posizione collo stato delle

poslo loro, che la percezione dell'i m poste non fosse inlenolla, e che si mantenesse
il

servizio delle dognne. /\*i8 giudi Uussia

cose, riteneva
dini del
siglio,
le

gno Halcinski console generale


nella Valacchia, parli per la

suo dovere affidare le regoverno nelle mani di detto oon-

Moldavia

invitandolo insieme ad ailempiere


loro responsadisposizioni.

per incontrare

le

truppe russe del corpo


Gorlschukoll

relative cure sia colletlivaraenle e sia


lu

comandalo

dal principe

individualmente sotto
bilit, fino

rhe avevano ricevuto l'ordine di passare il Prulh da quella parte,e d'occupar la Mol* do-Valacchia sino
al

ad

ulteriori

Al

logoteta poi Basilio

Ghika ministro
i

delle

Danubio. Comin-

lnan/e, l'ospodaro diresse un'ordinanza,

ci l'ingresso de' russi del corpo

manLeo-

hidandone
al

la

gestione e
gli

vantaggi recali
la

dato dal general Danneherg


via a*2ea'3 luglio presso

in

Moldae

tesoro e al paese;

manifest

sua

Skuleny

principesca soddisfazione, e conferman-

wna, con proclama del principe Gortschakoir, dichiarante lo scopo dell'occupazion*e, e


il

dolo con particolare decreto in logoteta^


espose
la

piena convinzione che avrebbe

mantenimento dell'ammini-

conlinuato ad amministrare col medesi-

si razione degli ospodari. A* 7 co altro allrocorpoi russi occuparono ancora Ol-

mo
lo

zelojtaientie attivit nel posto in cui

avea collocato. Si disse che l'imperaa'

tenitz sul

Danubio

della Valacchia,
,

pun-

tore delle Russie accord

principi Stir-

to assai iujportanle
I3ucharest. Cos

dirigendosi sopra

bey
t

Ghika 10,000

franchi al mese per

due corpi d'armale russe

ciascuno, con tratlauienlo di disponibili;

occuparono

la

Moldo-Valacchia. La Por-

e che

pag 5o,ooo ducati


istru
il

pe' debiti
Il

ta (jualific l'invasione un' usurpazione,

formati dall'ospodaro Ghika.

sultano
i

e doversi respingere coll'armi, e ne fece


gravi rimostranze alla Russia. Molti della
A'alncchia e Moldavia volendosi conser-

con un manifesto
sudditi, e vi eccit

di tutto

suoi

patrio bellicoso eu-

tusiasujo, ricevendo poi a propria difesa e

vare

Fedeli al

sultano

ne parliiono;

il

dellaTurchiaavantiCostanlino[)oli
te francese e inglese.

le flot-

simile fecero in seguilo gli ospodari Stir-

Decisa dal sultano la

bey e Ghika, abbandonando Bucharest


e Jassy nel declinar di ottobre
dosi a Vienna
,

guerra contro
Io

la

Russia, ingiunse a

Omer
e

recan-

pasci d'intimare al principeGortschakol!

dopo aver ambedue emaal consiglio

sgombro

de'principali ini

giorni,

nalo un rescritto

straordina-

quindi incominciare

le ostilit;

ed Omer
l'intima-

rio d'amministrazione. In quello dell'o-

rS ottobre formalmente esegu


v.ione.

spodaro

di

Valacchia Stirbey detto.

Rispose

il

principe nel d seguente

Che

lo slato attuale delle cose richiedel^ui il

non aver
pati colle

poteri per trattare della pace,

va da

temporaneo allontanamento
generale d' amministra-

della guerra o dello

sgombro
al

de' princi-

dal principato, e perci afttiare d gover-

truppe alGdate
il

suo comando.
si

no

al consiglio

Non solamente
cus di partire,

comandante russo
le
le

ri-

zione di Valacchia, lino ad altre misure; incaricando ili." boiaro e gran bano Giorgio Filippesko, di procedere co'capi

ma occup

fortezze che

sino allora guarnivano

truppe raolcivile e mili-

do-valacche,ed d principe Menzikoff ven-

de'dipartimeutiii corso degli affari,


speciali
glio.

casi

ne nominato governatore

dovendosi assoggettare al consiQuesto poi pubblic analoghe di-

tare de'principali Danubiani. Questi pe-

r furono governati dal barone di Budberg. Bucharest, Jassy e tutte


le citt

sposizioni. Nel rescritto dell'ospodaro di

de'

JMoldavia

Ghika,
si

diretto al

consiglio

principati Daruibiani furono dichiarate


in istato d'assedio;

straordinario d' amministrazione della

venne promulgata
i

la

medesima,

legge.

Che eiseado,

in forza

legge marziale, ordinato a tutti

luao-

VAL
mettani
di parlile senz'indugio cla'prin* cipali, e proibita a'molilo-valacchi sotto
rito dal

VAL
pi punti, da evitarsi
il

171
dettaglio rife-

giornalismo cojjlemporaneo, so-

pena

di

morte qualunque relazione

co'

vente contraddittorio o per lo

meno
al

ine-

turchi. Buchaiest

divenne quartiere ge-

satto.Gortschakolf incorpor
cito la milizia valacca, e

suo eser-

nerale de'russi. Nella notte de' bre, essendo spirato


il

23

otto-

termine stabilito
le osti*
il

da
lil

Omer pascPa al
cominciarono

principe GortschakolF

per l'evacuazione de' principali,


sul

ne fece encomi. Quella regolare ascendeva a 10,000 uomini, quella detta de'conHnari era d'un numero maggiore; tulle le forze che la

Danubio,

quale

Valacchia teneva sotto


si

le

armi

al

pi

era vietalo di rimontarlo a'russi con na


T

calcolarono a 24,000 uomini. Princii

guerresche dal trattato d'AdrianopoIi,


notte
turchi

pi

combattimenti

la

Turchia con di-

oltre la foce del Pruth. Quindi nella slessa


i

versi prosperi eventi in


sia
;

Europa
della

e in A-

passalo
i

Turlukai, aggredirono

Danubio a russi nel camil


,

ma

poi indietreggi, solo occupan-

do

una piccola porzione

Valac-

po e fecero alcuni prigioni


operarono
varcato
il

altrettanto

chia. Tale era in generale lo stato delle co-

gli

arabi nell'isola di Tscetal,

Caruss. Contemporaneamenfra'lurchi e
il

te in Asia nello stesso giorno comincia-

rono le ostilit cando primi


i

russi, altac-

forte di Chekvetil e lo
i

853. Cominci il nuovo anno con avvenimenti importanti nella Valacchia, che ne fu teatro, e dove i russi co'rinforzi della grande Valacchia vi riunirono un3o,ooo uomini. Von lungi da
se allo spirar del
1

presero. Inoltre a'2 3

russi

con

battelli

Ralafat verso Craiova l'ignobile


battaglie che vi

villagle

a vapore sforzarono

il

passo del

Danu-

gio di Csetale, che divenne celebre per


si

bio, resistendo all'artiglierie della fortez-

za d'Isaklcha.
nella piccola
jafat.
slilil

A'27

turchi entrarono
,

Valacchia
i

e presero

Kalotta.

combatterono, di cui fu campo sanguinoso le sue pianiu'e; gli scontri furono terribili con gravi perdite de'belligeranli,

Questi furono
per cominciar

principii

delle o-

durando parecchi
i

gior-

la

sanguinosa

Nondimeno

a consiglio della
la

Francia e

dell'Inghilterra,

Porla

si

dichiar an,

cora pronta a trattative di pace

ma

Quasi lutti conventi della Valacchia vennero trasformati in ospedali, continuamente riempiendosi di feriti e di malati. Constando da'lratlali che
ni la lolla.

condizione.!. Dell'immediata evacuazio-

l'integrit della

da parte della Piussia. 2. Che le potenze europee dassero alla Porta dellegaranzie per impedire nuove invasioni della Valacchia e della Molde' principati

ne

rentigia delle

Turcha sotto la gua5 grandi potenze europee,


il

dopo

la

battaglia navale di Sinopc^ per


altri simili disastri,

impedire
naio

naviglio

anglo-francese entr nell'Eusino a'3 gen,

davia. Si calcol l'armata occupalrice de'


russi a 100,000
sci

con flotta combinata superiore a

uomini; quella d'Oraer pain princi-

quella de'russi per


lit di

numero

di navi e abi-

entrato inValacchia a circa 160,000,


soli

ma

40,000 ne introdusse
i

maneggio. A contrappeso dell'occupazione russa de'principa ti, ebbero pei*

pio nel paese, potendo essere rinforzato

iscopo l'occupazione del

mar Nero,

fiu-

da un giorno all'altro; cosi russi lo potevano coU'esercito di Bessarabia, In tal

che

russi

non

si

ritirassero al di

l del

Pruth. Essi invece richiamarono


vizio le flotte di riserva del

in ser-

modo
ro
il

gli

sventurati principali divenne-

mar

Baltico,

teatro dell'esordio della gigantesca


le

guerra, e ne provarono tutte

calami-

col

t che ne sono inevitabile conseguenza.

temendo che questo fosse attaccato. NiI si prepar sempre pi alla formidabile tenzone, vedendo laTurchia sostenuta dalle possenti Francia
e Inghilter-

Finch
rito
i

la storia

non avr
che

stabilito e chia-

fatti d' arali

si

successero la

ra,

non solo quanto

al

materiale,

ma

cb-

172 be cura pure

VAL
del morale, sia colle prele

VAL
vuto, sar tua cura che
sue particolarit, di
il

contenuto di

ghiere ordinate anche ne'princpali Danubiani, sia con pastorali encicliche del
l'episcopato all'esercito, per

quest'ordine vengaa cognizione,con tutte


tutti quelli a cui
la

indammar*
L'Au-

diretto; tu applicherai tutta

premula

]oa guerra

di patria e di religione.

ra ch'esige

la

tua carica e la tua prudenil

stria invi a' confini della

Valacchia un

za nel mantenere

benessere,

tran-

considerabile corpo di milizie, a tutela


delle Provincie di frontiera del suo ini-

quillit e la pace generale de'sudditi della

mia sublime Porla,

e tu farai tutto

il

pero.

La Servia

si

dichiar neutrale, e

fu assicurala di sua benevolenza da Nicol


il
I,

tuo possibile per eseguire esattamente tutti questi punti." Il passaggio del Da-

ed a'i3 gennaio fece altrettanto


la

nubio

si

oper da Ibraila e

di fronte a

sultano col seguente firmano, riguar

Galalz, a '2 3

marzo

Ma Ischi n,

Isaktcha

dante eziandio
te,

Moldo- Valacchia. A Alessandro Georgewitch bey, altuaie


la

Tulcha, da'generali GortschakofF e Liiders, quali si recarono nella Bulgaria


i

principe di Serbia, cui voglia esserti dutua dignit, ordino: Io mi ho tempo data sol