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^ iirA

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARI! GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILI!, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOli CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC. E
pi'

celebri

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

CHIESA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL.

CI.
i/&C^t^

iws&nwrvfc, Pcj,

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCL X.

^-^m

La presente edizione

posta sotto la salvaguardia delle leggi


la

vigenti, per quanto riguarda

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

il

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI ERtJDIZrONE

STORICO- ECCLESIASTICA

VIL
V ILLA VICIOSAoVICOSA, niIne Vicosae.Q\i\^A Nullus dioecesis cele-

V
duchi
di

titolo la B.

Braganza presero sotto questo Vergine per speciale loro pa-

bre del Portogallo, provincia d'AIera-TejOjCapoluogodi comarca edicorregidorin, a 5 leghe da Elvas, 8 da Evora, 33 da Lisbona, riaipello a Badajoz. Giace in ame-

trona e protettrice, dedicandole nel detto ducale palazzo, anche sotto l* invocazione di
s.

Girolamo, una cappella regia,


Papi
la

che magnificamente arricchirono quanto


quella di Lisbona. Quindi
i

na situazione di valle fertilissima. Difesa da un'antica e vasta fortezza, circondata di mura, ha vie larghe, diritte e nette, belle piazze, case ben edificate, e fra'belli
primeggia il palazzo reale gi de' duchi di Braganza con giardini spaziosi, dove essi facevano V ordinaria residenedifizi

deco-

raronodi molti e singolari privilegi, e^ian


dio per
la

celebrazione degli

ufizi

divini

diurni e notturni.

Paolo HI con breve de' 3 novembre i534, ne aument sagri ministri, e con clero come le cattedrali. Il successore Giulio III con breve
i

za, ed al presente

re di Portogallo loro

de*

26 novembre i552,

le

attribu va*

discendenti vanno a passare una parte


dell'

rie rendite ecclesiastiche.

Pio IV a suo
isti-

anno, qual culla di loro augusta cae cappella re-

decoro con bolla de' 12 luglio i56o


tu un'universit nel

sa.

La sua insigne collegiata

gia tenuta comeunacattedraledel regno,

ed
gra.

di bello stile architettonico e nobilis*

8imi ornamenti, con iscuola di musica saIl culto deirimmacolala Concezione (V.) in Portogallo, comincialo nella diocesi di Coimbra, ad istanza della regina Elisabetta moglie del re Dionisio del 1279, si propag per tutto il regno, ma

convento degli eremitani di s. Agostino, ma mai fu portata ad effetto: bens i duchi di Braganza vi mantennero gli studi minori. Fra di essi il duca d. Giovanni, parente pi prossimo e discendente da'monarchi portoghesi, poi re Giovanni IV capostipite della casa regnante in Portogallo e nel Brasile, dalla nazione innalzato al trono nel

pviucipalmeole iu

Villa

Yiciosu,

ove

1G40,

si

distinse nella

profonda divozio-

4
ne verso
le la die*
1*

V IL
Immncolata Concezione, che
il

V
nominati
canonici,

L
col

collegio di

i4

volle venerala per tulio

regno,

al

qua-

cantori e 2 maestri di musica, o semi-

per patrona e difensore; a tale


in tutte
le citt

nario regio pel servizio divino della cappella, ed altri sagri ministri. Il re

effetto

facendo erigere

Giovan-

indelebili

monumenti del suo tenero ossequio verso la gran Madre di Dio. Sotto

VI mentre era principe reggente, di sua madre Maria ottenne da Pio VU


ni
I ,

icui auspiciijil suo figlio Alfonso VI, pres-

so Villa Viciosa a'i 7 agostoi665, aMontesClaroSjViosela hattagliaconlro gli spa-

gnuoli invasori del Portogallo, che lene-

vano assediala
r
la

la citt,

per

la

quale

libe-

nazione dal giogo straniero, e ferm


la

stabilmente

corona nella sua dinastia.


le

Gi

altri

Papi aveano accresciuto


di

pre-

rogative della regia cappella di Villa Viciosa,

Pontificuniy de' 18 dicembre 1802, Bull. Rom. cont., t. i, Suppressio archidiaconalus de p. 44^ Regoa nuncupali cathedralis Ecclesiae Portugallensis, ac Cappellaniaruni regiae Cappellae de Villa Vicosa Elborensis dioecesis, illiusque cappellae in CollegiataniEcclesianiy et in ea duae dignitates et cappellaniae Canonicatus
la bolla
1

Ronianorum

che fondala da'duchi

Bragauza
con bolla
i."

nuncupandae de

viginti

ed una

respecti'

continuavasi da loro a nobilitare e dotare di rendite. Gregorio XIII


de* 0.1 oprile i58i, istitu la

dignit

del decano, e con altra bolla degli 8 agosto cre la 2.' dignit del tesoriere, e suc-

cessivamente furono conferite a ragguardevoli e nobili personaggi. ClemenleVlII,

va erectiOy illisque applicatio beneficio' rum utsupra suppressorum. \?eviSiloP\o VII eresse la cappella regia in chiesa collegiata insigne, con capitolo formalo da* nominati ecclesiastici, cui concesse privilegi e preminenze, come li godevano
quelli delle regie collegiate di
di

Ourem
la

ad istanza
ganza, col

di d.

Teodosio duca di Brabreve Expoii nobis, de' 3


i

Barcellos, aumentandone
il

mensa.
i

Autorizz

nuovo

capitolo a formarsi

agosto 1592, Bull. Rom. t. 5, par. i,p. ''jZ'. Indultiun Cappellanis, et ministris
ti

Cappcllae in palatio diicis Bracanae rUlaa Ficoscy ut divina Officia ce-

secondo il prescritto dal concilio di Trento, e concesse la nomina delle due dignit e de* canonici a' duchi di Braganza redi Portogallo. Inoltre Pio
statuti,

nuovi

Ithraiilcs in qualibct alia Ecclesia, ubi

VII per

le

preci dello slesso principe reg-

ipsc

praesens fuerit, vel absens mandavevit, distribaliones dari solilas interessentibus in dieta Cappella tuta
,

Dux

gente colla bolla

Per

inejf'abilem divi-

naeboninatis abundantianifdei'j marzo i8o6, Bull. Rom. cont., t. 3, p. 5


1

conscientia lucrari possint.

Lo

stesso

ampliano

privilegiorum, et conJirniaLo

Papa

a richiesta del

medesimo duca, col18


set-

providenliaruni

la bolla

Ex

injuncto JYobis^de

tembre 1601, Bull, cit., par. 2,p. 388: Exemptio a quacuwque Ordinarioruni jurisdictione Cappellae s. Hieronymi Oppldi de Fi Ila T icosa ducis Bragantiae, illiusque

captaruni pr incremento decoris regiae Cappellae Villae Vicosae Elborensis dioecesis. Con tale
il

bolla
la

Romanorum

Papa, revocando l'anteriore bolPontificumy nuovamencappella in collegiata


privdegi,
cogli inerenti

te eresse la regia

decani^ cappcllanorum,

insigne e regia,
e

aliorum winislrorum, qui ininiediale subiiciunlur s. Sedi Jposlolicae ej'usque Colleclori. I cappellani intanto da 16 si aumentarono sino a 5o, pel deet

confermando l'esenzione di Clemente Vili, di nuovo totalmente la dichiar libera e


la

sottrasse dalla giurisdizione del-

l'arcivescovo '

Evora

j e
la

formando

il

coro e splendore del divin


colla
I."

culto;
la

cio

capitolo determin che

i."

dignit del

dignit del decano e

2." t\^\

tesoriere maggiore, eoa

21 cappelluuide-

decano pr tempore grado episcopale eoo

fosse
lilolc

decorala del
//*

parltbus,

VIL
e
iV

VIL
consagrare

esercitarvi in tutto rordinaria giu-

risdizione, bens da

doversi

primo eremita^ decano dell'insigne regia coWe^miaM^W Almanacco di Lisbona del


1826, a

vescovo

dall'

arcivescovo d'^i'or/z (onde

p.43

notata

^illa Ficiosa,

fu considerato quasi qual su (Traganeo, co-

me

notai

ili

queir articolo).

Conferm
stabili

qual vescovato e diocesi separata da Evora cos: f^illa Ficiosa, Vescovo di Ne-

la dignit del tesoriere

maggiore,
de' quali

i4 canonici cappellani,
di Coinibra del

il

tesoriere fossero decorati dall' universit

mesi decano della reale cappella, pr. Manuele della Concezione Sobrinio, della congregazione di s. Paolo. Ed a p.

grado di baccelliere in ulroque jarej tutti con voce attiva e passiva. Aggiunse 16 beneficiati, con un maestro di musica, pel serteologia o in
vizio e canto del coro

573

si

riportano
reale

le notizie

dell' insigne

collegiata e

cappella, col decano


il

vescovo di Nemesi,
nici capitolari,
il

tesoriere,

q cano-

beneficiati, altri addetti,

diurno e notturistruiti

seminario
il

col rettore e 12 seminaristi,

no, addetti
ficio

al

seminario, con proprio edii

oltre

per abitarvi

seminaristi
le

lingua latina, di musica, e de'primi elementi della lingua


portoghese, che deriv da un latino barbarizzato,

maestro della

nel canto.

Ed aumentate

rendite, ne

assegn

redditi a ciascuno, e le distri-

come

la

spaglinola, pei

ambe-

buzioni quotidiane,

come per

la

manuil

due hanno

tenzione dell'insigne regia collegiata, gi


cappella regia, di

nuovo riservando

padronato alla regia casa di Braganza. Finalmente Pio VII ad esaudire le brame di Giovanni VI, colla bolU In su-

Per la singolarissima divozione avuta da Villa Viciosa da tanti secoli all' Immacolata Concezione, non sar superfluo il notare, che
frasi speciali.

r ordine equestre della


protettrice del

ss. Concezione regno di Portogallo (f^.),

premo AposLoUcae dignitalis apice, 8 5, Bull. Roni. coni., l. 1 4 agosto


1
I

de'
i

porta

1'

aggiunto

di s.

Maria

di Filla

3,

P'iciosa,

come

si

trae da' suoi statuti, e degli ordini equestri,

p.

386; Disineinbratio filine Ficosae

rilevano

gli scrittori

iuncupalae in regno Algarhioruni a jurisdictione archiepiscopi Elborensis.

ed io

feci

altrettanto in quell' articolo,

Laonde

a quel prelato tolse in perpetuo

la giurisdizione

episcopale dell'intera

cit-

t, distretto e territorio di

Villa Vicio-

inclusivamente &\V Almanach de Gotha pour Vanne iSSy, in cui tutti sono descritti Ordre de l" LnniaculeConccption de Filla licosa. In portoghese: Ordein
:

sa, cogli abitanti ecclesiastici, e laici de'

due
cesi

dismembrandoli dall' arcidiod'Evora, e formandone una separata


sessi,

de N. S. Co'.iceicao de Filla Fico sa. L'istituzione avvenne quando il re di Po r/o^<^//o Giovanni VI, a' 6 febbraio

diocesi Nullius.

Ne

attribu

l'

ordinaria

1818

fu

coronato

in

s.

Sebastiano oKio
inss.

giurisdizione spirituale, con ampliazione


d' autorit, al prelato

Janeiro imperatore del Brasile {F.),


titolando r ordine cavalleresco della

decano

vescovo

in

partibus della regia collegiata della

stessa Villa Viciosa.

Ad

esecutore della

bolla

deput Antonio Gaetano Maciel-

Concezione di Filla Ficiosa, dal venerarsi in(]uesta citt con grandissi(no culto, e per onorare la culla de* suoi maggiori,

Calbeiros arcivescovo di

Lacedemone
patriarca

m
di

come

lo ilegli

odierni regnanti

partibus, sidiraganeo del

del Portogallo,

Lisbona. Quindi
corati della

primi due decani deepiscopale, furono

non meno coM'invocazione della Deipara Protettrice del regno^


la cui cifra del ss.
fa

dignit

Nome

splende e trion-

insigniti de'titoli \escov\\\ in partibui \

Zoara
nel 18

e di

Olba
di

Leone Xll
s.

confer

ili (pielli

Neniesi(l'\)

al

mini-

Ed io mi glorio' potermene fregiaresin dal maggio i83(i, (jtial civaliere anche di (p>esi'ordiue conell'insegna equestre.
spicuo. Ci luunifestOj

stro generale

dell'

ordine di

Paolo

uuu per osleuta-

6
per
stri,
i

V IL
la

VIL
mondo. Impero cch secondo
statistici del

zione (che ormn sarebbe pure ridicola,


deplorabile facilit colia quale in
i

alcuni dati

diversi stali

gradi equesi prodigano ed a chi e perch meglio lo sandi essi),

1854, l'area dell'impero russo, prima dell' ul time ampliazioni, si

OD contemporanei

ma

per tre-

vanni nell'articolo che lo riguarda, capoluogo dell' ordine slesso, massime dopo la definizione dogmatica, che celebrai col gratuitamente offerto a' benevoli associati, nel voi.

375,413 miglia geografiche quadrate, quella dell'impero cinese si computava di 254, 000, e quella del Brasile di

calcolava a

eguale

a'

147,624. Pu quindi aversi quasi 5 sesti della superficie di tutta


nel

quanta l'Europa, essendo

rapporto di
il

LXXIII,

p.

/{T.

e seg.
il

29 a 46. Ma
stati

se per estensione
il

3. degli

perch non lascio di proseguire


filiale

mio

mondiali,

Brasile per popolazione

ossequio all'opportunit. In que-

sta era

anco dovere;

1*

ultimo de' prece;

occupa un posto assai minore, essendo assai rada e formata di razze diverse. Per possiede ogni

denti omaggi in Fienna d'Austria ma non sono finiti, e ve ne restano da farsi.


JXella citt di Villa Viciosa, oltre la par-

elemento pel suo

ra-

pido accrescimento, e contribuir al suo sviluppo l'emigrazione dell'Europa. A'

rocchiale,

vi

sono altre chiese ed oratorii

pubblici, 3 conventi di religiosi e 3


nasteri di
di
si

motitolo

monache. La

citt

ha

il

i5 novembre i853 mori di parto la reli da Gloria, e siccome i miguelisti pretendevano appartenere la
gina d. Maria
tutela del suo figlio e successore d. Pietro

marchesato. Ne' suoi


di

fertili

dintorni

raccoglie vino e olio in abbondanza, e

V,

a d. Michele qual principe di Braganil

sono argomento

buon

tradco pe' suoi

za, cos

re consorte d. Ferdinando, prin-

circa 45ioo abitanti, la sua

comarca con-

cipe di Sassonia- Cobiirgo- Gotha, aa^unse la

iandone quasi 45,000. Nelle vicinanze sono rimarchevoli le case di villeggiatura, precipuamente quella del luogotenente del re, ed a poca distanza un palazzo da caccia, con parco grandioso di 3
leghe di circuito, pieno di varia selvaggina: altri

reggenza pubblicando un proclama,

in cui

deploiando

la

grave perdila della

sua amatissitna e onoralissima sposa, giur di mantenere


postolica
la religione cattolica a*
l'

romana, e

integrit

del
la

re-

gno;

d'

osservare e fare osservare


politica della

co-

dicono avere io niiglia di

stituzione

nazione portodi

circonferenza, e chiuso da mura. Terminai r articolo

ghese ed altre leggi del regno, e

prov-

Portogallo, con cenni

si-

vedere quanto meglio potesse


sere generale della

no al i85i, dicendo regnare la regina Maria II (il cui padre d. Pietro IV abdic in suo favore nel 1826), e lo zio d.

ben esnazione; giur pure


il

di tenersi fedele al re d. Pietro

V suo a-

Michele

di Braganza ( acclamato re nel 1827, e non nel 1847 com' detto per

malissimo e rispettato figlio, e di rendergli il governo del regno, tostoch pervenuto all'et maggiore. 11 reggente con-

fallo tipografico
essersi coniugato.

nel voi.

LIV,

p.

274)

ferm
ch'Of
lui la
le

il

minisleroche trovavasi in eseri

Aggiunger alcun'altre parole, per compierne le notizie, non senza rammentare, che descrivendo Ficanati Apostolici^ principalmente per le colonie portoghesi, non poco ragionai del Portogallo^ e anco del Brasile, W quale ultimo impero per vastit di dominio, gi appartenente alla monarchia portoghese, tuttora regnandovi l'augusta casa
i

ed

consiglieri di slato

baciata a

mano, si recarono a rendere eguaomaggio alla mano reale di d. Pietro


re minore. Indi a' 19 dicembre
del regno riconobbero
la
i

le

ca-

mere
che
la

reggenza.

Narrai nel voi. LXVllI,


in virti del disposto
si

i5 e 175, p. da Pio VII, nela'


1

cappella pontificia
1

celebrarono

aprile

854

solenni esequie ^''^ regina

di lragauza.

si

vuole

il

3." fra gli stali dei

Maria

11,

ad istaoza deicomaieud/ Gior-

VIL
gio Augusto Hiisson da

VIL
Camera,

7
principessa Ste-

mem-

29

aprile

858 spos
religiosa

la

bro del consiglio


fari

di S.

M.

Fedelissima,

fania di liohenzolIern-Sigmaringen, la

consigliere di legazione e incaricato d'af-

cerimonia

celebrandosi
s.

a'

presso las. Sede (in conseguenza delgli

maggio

nella chiesa cattolica di

Edvi-

le

analoghe notizie che

piacque veni-

ge a Berlino,

solennemente e con con-

re a chiedermi).

Ho

raccontalo nel voi.

corso straordinario, da mg.' Forster ve-

LXXXII,
lo,
si

col fratello d. Luigi

95, che il re d. Pietro V, duca d'Oporto o Porrecarono a Roma a'26 giugno 1 855,
p.

scovo di Breslavia, che alla nuova regi-

na di Portogallo fece un bellissimo discorso, avendole proposto

come esem-

ricevuti

benignamente dal Papa Pio IX, il


rec poi a visitare
il

pio a seguire sul

trono e qual modello

quale
glio
il

si

re

ed a'3

lu-

d'ogni virt, S.Elisabetta regina di Portogallo, la quale anch'essa avea abbandonato suoi genitori e la patria sua per andare a raggiungere lo sposo in terra straniera. A Lisbona poi si effettu il matrimonio a* 18 dello stesso maggio. Ma la ben amata giovane regina, scese nella tomba a'17 luglioi859, lasciando inconsolabile il reale sposo, e venendo
i

re ne part, coll'infante fratello. No-

tai nel voi.

LXXVI,

1 reggenza sino a* qua! giorno fu solennissimamente proclamato re di Portogallo e degli Algarvi d.

25o, che dur la 16 settembre 855, nel


p.

il cui regno annunzi sotto pi felici auspicii, in mezzo alla calma de' partiti, le cui agitazioni politiche. erano state con saviezza e abilit pacifcate dalla prudente amministrazione del re reggente suo padre. In quel giorno mentre a Lisbona s'inaugu-

Pietro V, uscito di minorit,


i

si

pianta dall'universale. Nel ricordato ar-

d.

Portogallo dissi che il principe Michele di Bragauza, figlio di d. Gio vanni VI e fratello di d. Pietro IV, da
ticolo

rava un tronco di via ferrata fino a Cor-

questi

nominato reggente

di Portogallo,

regado, nello stesso per la i .^ volta a Porto s' illuminava col gas la piazza principale e altre grandi strade della citt; e
nelle

poi ne fu proclamato re, e


stretto a partire nel

venne coa'

18 34, ed

24 setAdecat-

tembre i85i spos

la principessa

due

citt si

celebr l'inizio del nuo-

laide Sofia figlia di Costantino principe

vo regno con

altre fondazioni e

con

isti-

ereditario di Loewenstein, del


tolico

ramo

tuzioni di pubblica utilit.

In

Lisbona,

li

per cura del municipio,s'istitu un monte piet, si fondarono dalle dame del-

Klein-Heubach sul Meno, dal qual matrimonio nacquero le


residente

seguenti principesse e principe infanti di

l'alta societ,

con

alla testa la
asili

duchessa
e fu
Il

Portogallo e di Algarve. Nel i852 d.

di

Braganza, due
il

d'infanzia,

ampliato

ricovero degl' indigenti.


la

municipio di Porto inaugur


illuminazione, e
1'

detta

associazione

commerdi piet

ciale della citt stabil

un monte

una cassa

di soccorso pe'negoziauti

ono-

neli853 d. Michele, nel Maria Teresa, neh 857 d. Maria Giuseppa, nel i858 d. Aldegonda. Il Giornale di Roma de'22 maggio 1 858, col Jornal do Coniercio di Portogallo, avea annunziato, che dicevas trattare
Isabella,

Maria

i855

d.

revoli e disgraziati.

A Goimbra

venne a-

perto un asdo di mendicit e a Villa Reale una casa per le povere partorienti.

all' infante d. Michele di Braganza una pensione, soggetta ad alcune condizioni. Ed aver pubblicato il

per costituire

Di pi
cugino

in ogni luogo

si

distribuirono a'
Il

Nacao, giornale
le di Prussia,
il

aiiguelita,

che ci

si

poveri abbondanti sussidii.


dell'

nuovo imperatore Napoleone

re
llf,

discuteva a mediazione del principe rea-

quale avea rappresen-

uipote del principe Alberto sposo della

tato la necessit e la convenienza di as-

regina d'Inghilterra, e pronipote di Leo-

sicurare al principe d. Michele mezzi di


sussistenza, che sarebbe riguardato
ili.*'

poldo re del Belgio.

Il

re d. Pietro

V a'

VIL

VIL
per torio de teda a legislacao portugiieza conslilucionaly Lisboa i838. L. Camoens, Os Zr/.s/^^^^-, Lisboa 1 663, Paris j832. Parlai di sua tomba nel voi.
o VILLEMUR PonCardinale. Chiamato pure Arnaldo e nato in Villamuro diocesi di Tolosa, divenne insigne nel diritto canonico, ed avendo professato tra'canonici regolari di
zio,
s.

suddito del re d. Pietro V, e cli*era risoluto a ci fare, senza esigere alcuna condizione politica. Ecco, dice WNacaoy tulio l'accaduto. Per parte del re
vi

sarebbe per fermo un atto nobile e


egli
le

generoso, cui
rezza, perch

pu

fare in tutta sicu-

LXXXV, p. 38. VILLAMURO

passioni politiche che

gi fervevano al solo

nome

di

don Mi-

guel, sono oggi affatto spente, e opera

somigliante contribuir pi a pacificare


ci

lita,

che ancor rimane del partito migueche qualsiasi provvedimento d' in-

Agostino, fu eletto priore nel priorato

di
la

tolleranza e d'oppressione".

Ma

lo stes-

Vicodesos nella diocesi di Pamieis, delquale venne fatto vescovo nel i348.

so Giornale di
te

Roma

de' 2 del seguenIl

Pe'suoi meriti, Clemente

VI

a'

giugno pubblic.

Diario eh Go-

dicembre i35o
dinale prete di

in
s.

Avignone

lo

17 o 18 cre caral-

herno smentisce uilcialmente la notizia ripetuta da molli giornali di una transazione, per cui don Miguel rinunziereb* be definitivamente a tutte
le

Sisto, ed ivi

mori

l'improvviso nel i355, e fu sepolto.

VILLA UYoVILLlERSoGROLAJE
Giovanni, Cardinale. Francese e monaco abbate di s. Dionisio di Parigi e di s.
Quintino, attesa l'eccellenza e profondit di

sue pre-

tensioni al trono di Portogallo.

La

tran-

sazione dicevasi fondata sulla restituzio-

ne di

tutti

beni al pretendente, con pi

sua dottrina, della quale die'saggio


di

una

forte pensione

annua",

il

Papa Pio
s.

nelle sue opere,


fatto vescovo

IX

nel

1859 dichiar

prolettore della
la

neh 473 Lombes

fu da Sisto
,

iV

e successiva-

nazione portoghese presso

Sede,

il

cardinal Camillo Di Pietro gi

nunzio

di Lisbona. A'riportati scrittori sul Por-

togallo e sulla casa di Braganza,si pon-

seguenti. Justificaiion ilo aggiungere de Antonio I roi de Portugal^ touchant la guerre quilfail Philippe II roi de Castille,lueye i585. Girolamo Coneslaggi, De Portugalliae conjunctione cimi regno Castellae^ Francofurti 1602. Francesco Macedo, De jure succedendi
i

mente anche di Condoni, e di Viviers secondo Ciacconio, ma iSammartani nella Gallia Christiana non ne fecero parola. JNel 1477 ^^ Carlo Vili re di Francia fu spedito ambasciatore a Ferdinando V re d'Aragona e alla sua moglie Isabella
la
I

regina di Castiglia
le

per stabilire

pace tra

corone

di

Francia e Spa-

gna, con felicissimo successo. Si trov presente


all' assemblea convocata da Carlo Vili contro il duca d'Orleans, che avea impugnalo le armi a danno del regno, e neh 483 come deputato dal clero di Pa-

in regimi Lusilaniae, Parisiis iG/f-i-

De

Souza, Lusilania liberala ab iujusio Castellano rimi dominio, Lendini 1 645.

rigi

intervenne all'assemblea del clero ain

G. Pinlo Ribero, Discorso dell'usurpa' tione, e ristoratione del regno di PorWgalloj Lisbona 1646. G. B. Birago, IIistoria della disunione del regno di Portogallo dalla corona di Castis;lia, Amsterdam 1647. Giacomo Guglielmo Imhof, Slemma regium Lnsilanicum, Amstelodamiii 708. Expos des droits de dona Maria iV., et de la (/uestion Porlugaic, Parisi 83o. Figueiredo, Zie-

dunala

Tours. P^u eziandio incaricato


la pace con Massimiromani, e poi di quella di

dell'ambasceria in Germania, dove in

Francfort stipul
liano
I

re de'

ad Aiessandio VI. Fu in questo il Papa a'21 settembre 149^ lo cre cardinale prete di s. Sabina, ed esili incaric il celebre Buonarroti ancor

Roma

tempo che

giovane

di scolpire la

famosa Piet o B.

Vergine Addolorala col divin Figho mor-

VIL
lo in seno, per la coppella de* re di
cia,

VI M
Franri, si

veda

il

voi.

XCVI,

p. 1.^2,

9 XCIX,

die

descrissi nel voi.

XII,

p.

274

p.

altrove,

perch

si

ainniira capolavoro

170), del Fescovo, ^^e\V /lhha(e o altro mitrato, che soprappongono alla cotta,

darle
la

nella basilica

Vaticana rimpello

intorno

al collo

e sulle spalle, fer-

al battisterio.

Pag in Uorua il debito delnatura nel i499? ^^^ ebbe sepoltura

mandola

sul petto

con cappio

di

due

ft-

tacce di seta bianca, per sostenere


ro Milra^ onde
il

la lo-

nella detta basilica, cir> nella niemurata

non ombrarla. Importa

cappella de' monarchi di Francia, da lui

ricordare, conie neli.^de'citati articoli


il

elegantemente ornata, e dipoi


tallio.

fu traspor-

notai, che

p.Bonanni,ZLrzGer<3/c/i/tf eC'

tato nelle grotte Vaticane con breve epi-

clesiaslica considerala nelle vesti^ cap.


Ili
:

Dell' uso di sostenersi dal


^

cauda
le fi-

VILLEGGIATURA.

F. Viaggio.

tario la veste cardinalizia


la

o coda del-

VILLEGGIATURE
Viaggi
JMA. F.
de' Papi.

DE' PAPI. F.

Sottana e

la

mitra, offrendone

gure, a vverteche anticamente diiferivano

VILLE, G ARDINI VILLA.


(s.),

EORTl DI ROdi

caudatari de' cardinali

dell'

ordine de'

diaconi e di quello de' preti, da' cauda-

VILMARO
Picardia.

abbate

Samer

in

laii de* cardinali dell'

ordine de' FescO"

Nacque
al

nel territorio di

Boulo-

vi
ri

Suburbicari; imperocch
de' diaconi e de' preti
il

gne
r

in Picardia, di nobile famiglia, e ri-

caudataportavano la toi

nunziato

mondo

in

verde et,

si riti-

ga (cappa) e

velo pendente dalle spalle

tra'fratelli

conversi della badia di

Hau*

lungo fino

alle ginocchia,

con cui pren-

mont

neirilainaut.
le

Bench

incaricato di

devano

guardare

greggie e tagliare legne ad

uso della comunit, lo spirito di orazio-

quando in alcune sagre funzioni dovevano usarle, allorch le deponevano ; mentre caudatari de*
le

loro mitre,

ne lo rese ben presto l'aramirazione del monastero. Ricevette per ubbidienza gli
ordini sagri e
il

cardinali vescovi sulla toga aggiungeva-

no
i

la

cotta

ma

al

presente nelle messe

sacerdozio. Prediligendo

solenni (e altre sagre funzioni),


cardinali d' ogni ordine

quando

la vita solitaria, chiese


tirarsi in

ed ottenne
la

di ri-

devono usare

un romitaggio presso
in

mon*
vi

la

mitra, tutti

caudatari sopra la toga

tagna di Cassel. Tornalo poi in patria,

ossia

fond una badia

un bosco appartenen-

cappa paonazza {^o cappuccio deWa Crocia) assumono la cotta, sopra cui
il

te a suo padre, la quale dal

nome

scon-

impongono
il

velo, e assistono col

capo

cialo del fondatore fu appellata di

s.

mer, ed appartiene alla Mauro. Rinchiuso in questa solitudine, in continuo raccoglimento, ed inteso agli esercizi della contemplazione, aspell il termine de'suoi giorni, che chiuse santaraenie a'20 di luglio 780. Molti miracoli testimoniarono la sua santit e trovasi
,

Sacongregazione di

scoperto. Questo velo l'adopera ancora

prelato decano degli Uditori di

Rota
s.

(F.)^ o quel prelato del

medesimo

tri-

bunale che ne fa le veci, per sostenere la mitra e il Triregno usuali del Papa; mentre le mitre e triregni preziosi ponprocessioni da* si portano nelle Cappellani segreti dtl Papa, e da' Cap pellani comuni tWd Cappella ponti/i' cia^ sopra testiere foderale di velluto o damasco rosso, sostenute da cinte di pelle con eguali fodere, le quali da essi si pongono al collo e spalle, e poi durante la messa o altra sagra funzione collocano le testiere colle mitre e triregni
tificii

il

suo
il

nome

in parecchi

martirologi sot-

to

detto giorno.
/'.

VILNA.

WlLNA.
di stola

VIMPA
nelle

VIPPA

bianco a guisa
tario {F.) del e

o BIMBA. Velo con frangie d'oro

due estremit, usato dal CaudaCardinale (della vecchia nuova chiesa del collegio de*caudata-

sull'altare papale.

Di tutto trattai ue'raui-

IO
mentati
Felo^
il

V!N
articoli.

V IN
al

Quanto

vocabolo del
al ver-

r erba

delle quali nella

Du

Gange,
Io

G lassar ium^

s'innalza fino ad

8
,

piedi.

bo Fimpla,

chiama relum muliebre. Guimpa, Peplum, velum muliebre^ quo etiamnum uluntur
nel

per tutto salubre

ma

prima stagione Il clima da si fa oltremodo


,

vocabolo

rigido nelle parti boreali

quando
il

spe-

cialmente muggiscono
te le

gli

aquiloni. Tut-

jiionachae,
lo di
s.

quod Guimpe vocant : il veAgata fa chiamato Guimpam,


gallico

biade

vi

crescono,

ma

mais pria*
lati

cipalmente rende un frutto esuberante.

Grimpam.E soggiunge: TVimplafiuimpia,

Vi alligna
golo

il

tabacco,
il

la
,

canape, ne'
trae

Guimple, Gimpie, vel f'Fuimple^ sempre qual velo muliebre,

ex

meridionali
la vite.

cotone

e in qualche an-

Da'boschi

si

quindi applicalo al descritto uso, acci

il

bustibile, e quantit di
fusto. Gli

molto comlegname d'alto


il

sudore delle mani non ombrasse


tre ed
i

le

mi-

armenti lanuti e cornuti,

be-

triregni.

Il

Cancellieri,

De Se-

stiame cavallino e suino, ne formano la


ricchezza animale.
si

denomina latinamente questo Fimpay Superpellicia^ per so'*'" p apporsi alla Cotla^ ed a p. 44^^
cretariist

Tranne

le saline,

non

Felo

portando
del

doni

fatti

da Bonifacio Vili
Vaticana, quan:

ha contezza di miniere. L'industria progredisce attivamente, anche negli ordinari mestieri. I francesi , discendendo il

1294

alla basilica

Wabas,

sul finir del secolo

XVII
le

stabili-

do

n'era canonico, registra fra essi

liem

rono de'posti muniti lungo


sto fiume, e
si

rive di que-

tria Superpellicia

Finipa^ et cortina,
la

associarono facilmente coallo stato

Nell'intimazioni del prefetto de Maestri

gl'indiani proprietari del suolo, che han

delle ceremonie ponlificiCy per

celei

no mantenuto
diana.
gi a

il

nome
i

d' //z-

brazione delle funzioni papali, in cui cardinali indossano le Fesli sagre e


mitra,
si

Quando

g' inglesi

nella guerra

la

dell'indipendenza o concitarono

selvagricevet-

Caudatarii induenl vestem violaceam, cum Crocea^ et Superpelliceum cum Felo pr elilegge
:

Forum

danno

degli Stati-Uniti, o
file
,

li

tero ausiliari nelle loro

militi di

tra.

Kentuky commisero ne' villaggi e nelle campagne enormi devastazioni, e ricche


prede
rono.
di vittovaglie e

y\!{CEm'E.S(Fincennopoltan),C\.'
t con residenza vescovile
dell' America

bestiame esporta-

Dopo

la
la

Settentrionale, nell'Indiana, negli Stati-

entr sotto
niti.

pace del 1783 l' Indiana protezione degli Stati-U-

Unili, capoluogo della contea di


giace sulla sinistra riva del

Rnox, Wabas, ed

Ma

le

guerre degli anglo-america-

ni

cogl* indiani

cominciarono

appunto

regolarmente
,

Per la sua posie per la comunicazione fluviale zione coir Ohio, acquista iu)portanza sempre
edificata.

dopo quell'epoca

a divenir feroci. Arse-

maggiore. Vi

si

trova stabilita un'acca-

ro molti villaggi degl'indigeni, e il capoluogo degli shawauesi nel 1791 dal general Wilkinson fu totalmente distrutto.

demia
terarie.

scientifica,

La

citt distante

ed altre istituzioni let4o legbe sud-

Le

principali

trib conosciute, che

nella parte boreale stanziano tuttora, so-

ovest da Indianopoli, citt capitale dello


stato d' Indiana, la quale nel

noquellede'Pottawatomy,
nesi,

degli

Shawa-

1822 non

era che
ste

un aggregato

di

4o

case, dispo-

de'Rickapoi, de'Delawari, de'JVIiami, degli Huroni, de* Piankashawi e de'

per con bell'ordine, ai

65 leghe da

M use] ui toni. Tutte appartengono aUa famigliaLennappe,denominata taloraChip. pawais-Delaware, ovvero AlgonquinoMohegane. Sono per tutti avanzi dell'auriche trib popolose fra di loro confusi,

Washington. Lo stato dell'Indiana, ch' pressoch la met occidentale dello stato d'Illinois, possiede estese pianure boschive, e verso
le

rive de'fumi interni

si

dilatano pingui e verdeggianti praterie,

e rincalzati

sempre

dall' estendersi

V
lelle ivlizrfjfe

N
,

VIN
alle qunli
il

II

popohizioni

per

si

vaiinooi^nor pi collegando. Dal-

comitatn Lasalle, et lane usque ad septcntrionaleni provinciae flneni, adto ut

la lril)

de'Rickupoi provennero

loro
terri-

pars occidenlalis lineae provinciae Illincnsispcriineataddioecesini


s.

celebre profeta
bile guerriero

Eyquataway, ed

il

Ludovici^

Tecumseli suo fi alello, che

sovente fece toccare acerbe rotte agli a-

pars vero Orienta lis ad dioecesi m finccnnopolitanani omnino speciet. Quindi lo stesso Gregorio XVI col breve Maxinia inter gravissiniasque curas, de'6 maggio 1834, Bull. cit. p. 579: Eraclio

mericani. Dalla trib de'Sakis, che cogli

Otlogarni mantennero seoipre costante alleanza co'^ioux, deriv il famoso Ponthiak,


il

pi ostinato e temuto nemico


gl'inglesi.
I

Episcopatus Fincennopolitani in India


in foederalis

che abbiano avuto


dell'Indiana
I

progressi

Americae Septenirionalis
tali

hanno

del prodigioso, giac-

provinciis archiepiscopi Balthimorensis

ch nel 795 soltanto gli americani comprarono il terreno dagl'indigeni. Wel 80 l'Indiana ebbe un governo territoriale, ed a'2g giugnoi8i6 fu ammessa fra gli stati e adott la costituzione, per la qua1

suffraganei, e lo tuttora. Di
cesi e di

dio-

questa di Vincennes abbiamo:


istoriche

Memorie

ed

edificanti d' un.

missionario apostolico dell' ordine dei predicatori fra varie trib de' selvaggi
e

le

il

popolo elegge un triennale gover-

natore e suo sostituto. 11 senato poi eletto parimente in ogni 3 anni, ed una

fra cattolici e protestanti negli SialiUniti d'America, Milano i844- Ne die


il

bella contezza

eh. mg."^

Fabi Montani,
t.

camera annuale dideputali da ogni

esercita

il

po-

negli /annali delle scienze religiose,

tere legislativo. L'autorit giudiziaria


altra indipendente. Si divideva
,

357. A i. vescovo di Vincennes, Gregorio XVI nomin nel detto giorno


20,
p.

Indiana in 53 contee ma sono aumentate. Il Papa Gregorio XVI colla bolla Benedictus Deus, de' 17 giugno 18 34,-^"//. Rom. c'o/i/.,t.i9,p. 378: Circumscripiio dioccesiun in Provinciis
lo stalo dell*

tog.' Simone Gabriele Brul di Rennes. Mg." De Luca ne'suoi encomiali Annalidelle scienze religiose^ 1. 16, p. 124, ne pubblic l'edificanle Ne,"

6 maggio 1834

crologia

egregia Gjenle compendiata e

foederitatis

Americae
al

Septenirionalis.

tradotta dal Calliolic

Almanac di Bai
nel

ci perla propngazione della fede, e

timore, per l'anno i843. Eccone poche


parole.

per aderire

decretato nel sinodo di Bai-

Nacque il prelato

1779 da

S^"^"

timora, celebrato nell'ottobre 1 833, alla


cui arcidiocesi attribu nuovi vescovi suffraganei, fra'quali:Z^/oece5W denique Pin-

tiluomo timorato

di Dio,

che colla degna


la prole. Si-

moglie ottimamente allev

mone
zioni
,

Gabriele, dotato d'ingegno, lo col-

cennopolitana
ciani Indianae

comprehende una curii parte

proviliIllinois,

tiv con costante studio ed estese cogni-

fioche

si

dedic

alle scienze
altri,

mei-

cujus rclUjua pars dioecesi s. Ludovici adjungctur^itaquideni ut utriusqucdioecesis lintites in provincia lllincnsi sia-

diche per far bene agli

consideraU'

dole pi tcconce a esser convertite io

tuanlur hoc modo. Incipieiulo a fiumi' ne Ohio , quod ad meridieni dividet Kanluhy ab llUnois^et proprie ab castello Massae dncatur linea rectaperfines Orientales coniitatuuni Johnson, Francklin, Jefferson^ HJarion, Fayetle, Siici-

slrumento di carit. Collostudioegli progred in pari passo, anzi con maggior fervore, nell'acquisto della virt e nella piet,

mentre

la

Francia col suo terribile ea tutto


i

serapio d'incredulit serviva d'insegna-

mento morale
sua fede prov

il

mondo, onde

la

pi duri cimenti. Nel

by,

et

Macon mque ad

nias^na

fhunla

180 3

fu

gradualo dottore a coifronto

Jluminis Illinois, quac sunt ad odo milHa passiuun supra oppiduin OlUiwu in

di moltissimi competitori.

Ma

ripatriato

uou ebbe peusieru

di caercilure lu uobil

12
arte, se

VI N
non
a servigio de'pover e

V
qnal

N
il

preso d'angoscia in mirare

vasto

cam-

sli'unento di beneficenza, anco divenuto prete e vescovo.

po, le rovine della gi florida fede cattolica, e

Chiamalo

alla subli-

me

vocazione del sacerdozio, abl)iacci


nel

quello stato di maggior perfezione e di

abbondanti grazie, entrando


rio di
s.

seminal'e-

che ogni cosa dovea ricevere cominciamenlo da lui e condursi a compimento con penuria di mezzi. Nondimeno con fermo coraggio si [)ose all' opra
infervorato dalle preghiere che rivolse a

Sulpizio di Parigi. Giinotlello

di studio nel

mondo,

toslo

divenne

Dio. In

men d'8

sempio

de'Ieviti,

con acceso amore dedi,

vallo mille e

mesi avea corso a capi miglia, per iscoscesi

candosi alle scienze ecclesiastiche

onde

sentieri, visitando ogni parte di sua este-

poi in esse divenne maestro e guida a lut-

sa diocesi, e

pigliando minuta informale

uomini di lettere negli Stati Uniti d'America, reputandolo vivente biblioteca ambulante di sagra erudizione. Ordinalo sacerdote, si ascrisse alla benemeti

gli

zione di tutte

particolarit che concer-

nevano
in tutto

le
il

missioni da stabilirsi in essa e

rimanentedelle occidentali con-

trade. Ci fatto, ritorn in


t

Europa,

visi-

rita

congregazione
al

di

s.

Sulpizio, indi fu

Roma, fu

confortalo da GregorioXVI,

mandalo

seminario

grar teologia, e in

di Rennes a inseAmerica nel 8 o col


i

golar slima e benevolettza.

benedettoe accolto con argomenti di sin* In bieve si

\enerando

mg/
s.

Flagel poi vescovo di

guadagn l'ammirazione
illustri

de' personaggi

Louisville. In Baltimore dett filosofia


nel collegio di

per dottrina e piet che popola-

Maria, e nel i8i5 ne


i

fu eletto direttore. Si ritir nel

8 i8 nel seminario teologico del monte s. Maria presso Emmitsburg ad esercitare uolteplici e importanti ulizi , con i>traordinario zelo e accesa industria, insegnan-

no la reinadel mondo cattolico. Recatosi a Vienna d'Austria, espose grandi bisogni di sua diocesi alla societ Leopoldina, cotanto benemerita delle cattoliche nissioni nel settentrione d'America ivi dotti e grandi gareggiarono nell'onoi

do pure molte
vi

scienze, con mirabili e soalutti di

rario.

Da ultimo

rivide l'amata patria,!

modi, modello a

splendide vir;

suoi, la Francia, onorato,

ammirato e
nel

t,

massime
la

nella carit co'poveri

l'iu-

distinto da tutti. Venti e pi nissionari


dall'

gratiludine viemmaggiornente infiam-

Europa

gli si

fecero

compagni

sua eroica carila, per cui abboni

suo ritorno
del vecchio

in

i\mericai e dalla carit


otleoneconsiderevoli

danti furono

fruiti

che trasse da

si

e-

mondo

semplare

vita infaticabile.

Gregorio

XVI

soccorsi per fondare nel

nuovo scuole,
convenienAl-

dovendo provvedere d'un vescovo la nuova diocesi d Vincennes, con l'acuto suo sguardo seppe discernere da lontano le

chiese

spedali, asili pegli orfani, e per


idi vini misteri colla

celebrare

te dignit.

Ilsuoritoroo

in

Vincennes fa

sopraeminenti qualit del Brute, U (pjale

un

trionfo, siccome veneratoci

tutti.

prescelload Angelo della novella chie-

lora cominci

una novella sene


tutti
i

di fati-

sa,

pieg

la testa

all'autorevole

comanl'in-

che apostoliche. Visit

villaggi di

do

e s'avvialla distante sua diocesi, con

sua estesissima diocesi. In Vincennes era


vescovo, maestro, padre e amico a tutti,
il

quell'abnegazione, zelo e carit che

tijrmavano.
stesso

Fu

consagrato vescovo nello


cattedrale di
s.

benefattore de' poveri. In breve a(M


collegio,

1834
,

nella

Luigi
e

un
la

fond a sue spese una scuofrequentata da

del Missouri nella festa de%s.

Simone

gratuita

80

scolari

Giuda

ed accompagnato dal sullodato

mg.' Flaget e da mg.' Purcell vescovo


di Cincinnati, prese possesso di sua sede

congiungendovi un asilo [)egli orfani governalo dalle suore di Carila, a tutto supplendo colle privaaltra per le donzelle,

a'5 del seguente novembre.

Ma

fa coua*

zioni alia slessa sua inferma salute,

li

ve-

V N
I

V
,

N
Mg/
ci

i3
Rosati
stati*

srovo,

il

clero,

seminaiisli

gli scolari

rabile

ma

difficile

missione in mezzo alle

dfl collegio

occupavano
n'era

lutli la
il

medesi-

vaste foreste di sua diocesi.

ma
gli

casa, e

comune
le

refettorio.

E*
se.

che nel 1843 pubblic


seguente
la

la

Notizia

non voleva niuna particolaril per


sua fatiche,
le

stica delle Cnttolicie miss:ioni^


di

die la

lnin>ense erano
rali

pasto-

Vincennes. Popolazione del-

occupazioni, e pure inviava lunghe


ie

inenioi

sloriche e archeologiche ali'acili

cailemia letteraria

Vincenoes, senza
e

cattolici 25, 000. Lingua che si parla, inglese, francese e tedesca. Seminario diocesano diretto da*

diocesi

885 ,866

due
rica.

rie(|uenle corrispondenza episto-

preti secolari, con

7 seminaiisli, vicino
s.

lare con molti paesi

d'Europa

d'Ame-

alla cattedrale. Collegio di

Gabriele ia

Tra
il

le

regoledi sua vita, eravi quel-

Vincennes degli
ri

eudisli,

appena sveglialo! Quando governo di sua diocesi vi trov un prete, con circa 3 chiese. Alla sua
la di alzarsi

e
i

5o

collegiali.

con 7 professoOltre gli eudisli, eran-

assunse

vi

ly,

s. Giuseppe in Davis Coundove hanno casa con 12 fratelli e una

hatelli di

mui

te lasci
,

i3 missionari

e quasi in o-

scuola; monasteri e case religiose: delle

gui citt
laggi
,

oltre a molte stazioni ne* vil-

era surto dal suolo

un tempio

in

onore

di Dio. Disfatto e logoro dall' in-

fermit, lultavolta progrediva nelle sue


pellegrinazioni
,

recando

cousolaiione
,

Alhanto dal male c<jme visse, mor santamente a' 26 giugno 838. La sua morte fu pianta pubblica calamit, e da tulli deplorala amae assistenza a tulli.
1

Provvidenza in Tei're-hauin Vincennes 4 sorelle della Carit, 8 educande di pensionato, 32 esterne, 90 scolare gratuite. Scuole gratuite pe* giovanetti, in Vincennes 7, con 85 scolari, ed una societ di temperanza. Pi estese sono le notizie che ofsorelle della
le,

con 22 suore;

fre l'ab. Corsi nelle sue iVbf/s/e sLatist-

che delle Missioni di tutto

il

mondo

di-

ramente, acclamalo per dotto, caritatevole e santo. Cattolici e protestanti d'o-

pendenti dalla

gni grado assisterono alle ceremonie funebri.


vili
Il

maestrato
1'

di

Vincennes,

le ci-

congregazione di Propagandafde,slai\^ale nel 844- ^^ cattedrale sagra aDio sotto 'nvocazionedi s. Francesco Saverio. L'ab. Corsi riporta
s.
i

autorit,

accadeniie scientifiche e

il

titolo dell'altre chiese della diocesi, co*

letterarie della citt

rono

suoi funerali.

egualmente onoraTulla quanta la poal

nomi
i

de' preti,

osserva quanto pro-

ficuo sia alla religione cattolica l'erigere

polazione accompagn con solennesilenzio la sua

vescovati nell'America, e
il

I*

adidarli a

onorata salma

luogo del suo

vescovi zelanti. Per


di cattolici
,

notabile

aumento
troppo

riposo su questa terra. A' 17 maggio 1839 Gie^orio XVI gli die a successore mg."

la

diocesi riuscendo
a'

vasta

il

Papa Pio IX
istitu
il

22 settembre

Celestino de
della diocesi
pel suo zelo

la

Hailandiere, consagrato
i

1857

colla parte settentrionale dello sta-

neir istesso anno, ed allora

sacerdoti
chiese, e

erano 27 e 3o

le

aument 7
1

altre chiese,

con

altri sacerdoti, le stazioni

Da'3 ottobre 848


rizio

essendo 29. n' vescovo mg. 'Mau1

vescovato di ForlVincennes ora comprende la parie meridionale di dello stato, conta 75parrocchiee pi di 55,5oo
to Indiana

Wayne. La diocesi

di

cattolici.

de Saint- Palais, che neh 85

si

rec

VINCENTI MARERI InmiTO


tonio, Cardinale. Nobile di
Rieti,
a'

Anivi

a Parigi,

degno e pio

su,ccessore del ve-

nerandoe santo, come vien chiamalo,mg.'^


Drut, occupandosi a reclulare alcuni zelanti ecclesiastici di Francia, la (|uale

nacque da
I

illustre famiglia

20 gen-

naio 738, sort dalla natura indole egregia, e ricev l'educazione civile, religiosa

vera ntiniera inesauribile di uomini apu*


&loilci,

e morale conveniente alla sua conitizioue.

per coudiu vario nella sua

ammi>

Con

successo fece

gli

sludi

anche Ut

^4

V
s.

N
zinturn
si

V
il

N
ats.

gius civile e canonico, e detlicalosi al ser\'igio della

mostr saggio, prudente ed

Sede

riferisce

nella Storia di Pio

FI^
di

1.
1

7, p.

Novaes 82, che


si

tivo, zelante degl* interessi della

Sede,

con soddisfazione
te e

altres della reale cor-

fu incaricato dell'uffizio di uditore della

nunziatura apostolica
le

Madrid, ove

de'rnonarchi Carlo III e suo figlio Carlo IV, sebbene le condizioni politiche

rese assai accetto e gradito.

Imparo

dal-

de'tempi vieppi
plicate, ed
siastici.

si

facevano gravi e comle


i

Notizie di
tal

to di

che nel pontificaPapa fece onoievolmente la sua


,

Roma

ottenne ricchi benefizi ecclesue fatiche, Pio

A premiare

VI
lo

carriera,

imperocch ammesso

in prela

nel concistoro de' 2

febbraio

794

tura e dichiarato referendario delle due

cre cardinale dell* ordine de' preti con


bello elogio, riportando
il

segnature e prelato domestico, nel

1775
Ro-

n.

2000

del

fu fatto assessore del governatore di

Diario di Roma^ che


la

il

Papa nomin ab-

ma

nel tribunale e
i

congregazione di con-

legato apostolico a recargli in

Madrid

sulla, enei

776ponentedella medesima, e tale prosegu ad essere sino alla promozione a Commendatore di s. Spiri lo, Wc^q
ripelei in quell'articolo, carica

berretta cardinalizia mg.*^ Francesco

Carafa d' Andria napoletano, suo cameriere segreto


to in rio,

che oonafe 1785,

Roma,

rilevo dal n." 2

soprannumerario. Pvitorna82 del Dia'


i

fatloappariscedalui esercitata dallericor-

dale Notizie di

Roma
e

del

1784

che Pio VI nel concistoro de'28 maggio 1795 gl'impose il cappello cardinalizio colle solite formalit, e nella sera glielo

ove sono
s

registrati

per commendatori Do-

menico Sampieri
da esse
rilevo,
alla

Francesco Albizi. Benche per la promozione


di

trasmise pel suo guardaroba camerie-

re segreto
il

mg/ Giuseppe Coppari,acui


confer per titolo la chiesa de'
lo

Madrid Colonna di Stigliano, seguita a' i4 febporpora dal nunzio


braio
I

cardiiialedon una scatola d'oro.Poscia

il

Papa

gli

785,

il

prelato per

la

sua capacit

ss.

Nereo ed Achilleo,

annover

alle

e virtuosa condotta, essendo gi sacerdote,

congregazioni cardinalizie de' vescovi e


regolari, di

verme dichiarato nunzio

di

Spagna, e
1

propaganda fide e

di quella

preconizzato nel concistoro degli


le arcivescovo di

apri-

della Cina, del concilio, dell'indice, delle

Corinto in partihus e
al soglio pontifcio, ci

paludiPontine e Chiane. Mentre


cia rivoluzionata
eserciti

la

Fran-

quindi assistente

avea inondato de' suoi

che conferma

il

n.io74 del Diario di


credei che Vincenti
al

Roma
colo

di dello

anno. Nel ricordato articardinal Guiil

democratici molti stati italiani, e minacciava pure que' della s. Sede, nel

Commendatore

declinar dello stesso

1790

il

cardinale fu
circostanze
si

succedesse nella carica


di,

credulo degno in

difficili

ma

devesi collocare tra

Sampieri

della legazione di Bologna,

ove

rec, a-

immediato successore del Guidi, e l'Albizi eletto dopo il Vincenti, ci che si prova colla serie deVitratli de'commendatori esistenti nell'arcispedale di
rito,
s.

vendo per
sini di

vice-legato mg."^ Giacinto

Orl'e-

Gravina.

Non and

guari che

sercito francese avvicinandosi a' confini

Spi-

dove sotto al suo si legge l'epigrafe: Emus. D. Hippolitus Vincenti Reat. Praeceplor LXXXII. Ah ^z/z. 1784 ad an. 785. Per maggior sicurezza feci flue
1

mostr di elfettuarne l'ocgoverno papale desiderando di tenersi in pace colla Francia, ebbe cura d'evitare qualunque cosa che potesdella provincia

cupazione.

Il

se servire a' repubblicani di

pretesto a

cortesi ricerche nell'archivio, e

si

trov

nelle
tori,

memorie de'possessi de'commenda-

rompere guerra al Pontefice, per cui il cardinale a'2 i maggio 1 796 pubblic un
editto col quale ordin agli abitanti di

che il Vincenti lo prese a'2 1 gennaio 1784, ed il successore Albizi 3*17 feb-

sua legazione, che

soldati francesi fos-

braio 1785. Nei grave uffizio della nuo-

sero per ogni maniera rispettati, e chi

V
so casligo e

N
morte.

V
Ma
il

?f

t5

avesse arHito olleiuleiii palireVibe rigoro-

francsi, e altro relativo all'accennato di

anche

la

tliiet-

sopra. Essendosi

il

cardinal Vincenti ri-

che avea decretato Io spoglio della sovranit pontificia, ordin a Uonaparle generale in capo l'occupaloiio di Traucia,

tiralo nel suo palazzo in Rieti, a'9


di dello

marzo

anno

il

comandante

di piazza

gl'intimo che nella notte partisse per Civitavecchia accompagnato da

zione delle legazioni dello stato romano,

un

ulliziale

ed
ral

egli

ne cofnmise l'esecuzione
il

al

gene-

francese, altrimenti ve lo farebbe condur-

Augerau,
il

quale colla sua divisione

re prigionieroda'dragoni.

Rimasto

il

carii

passalo

Vo

nel

Mantovano, corse a Bola

dinale co'suoi parenti costernatissimi,

vanguardia francese eutrla sera de' 18 giugno (e non gennaio com' detto nel voi. V, p. 3o5), e nella

logna

(f^.),

ove

concittadino marchese Gabriele Vincentini col

suo coraggio di cuore


,

li

confort
il

non

desolarsi

si

olFri di

seguire

seguente mattina
esercito.
Il

il

resto di (|uel piccolo


le

cardinale per assisterlo e consolarlo, eoatento di subirne


la sorte,

cardinal Vincenti, secondo

istruzioni ricevute
lo

da Pio VI, con


al

edil-

qualifica di nipote

prendendo la onde colorare il suo

de'ig giugno corrispose

proditorio
,

divisamento, e sebbene noi fosse da tale

assalto con atto pacilico e

amichevole

ailettuosamenle oper. Quindi ottenne


dal

dichiarando che terminava

l'esercizio di

comandante

di partire col cardinale

legato apostolico di Bologna (lultavolta

e facendo

la via di
tiffiziale

Roma, ove accompaarrivarono dopo


il

come
di

tale lo trovo

ancora nelle Notizie

gnati dall'

Roma

deli 797,
i

ma

s'intende di solo

Dome), invitando

cittadini al

manteni-

mento dell'ordine,
ed a rispettare
i

della pubblica quiete,

francesi; quindi fu obbli-

galo a partire per


subito tolse

Roma. Poco dopo


,

so-

mezzod delio. 11 che saputosi dal general Dallemagne , succeduto nel comando di Roma al Berthier, ordin ad un suo aiutante che subilo facesse condurre il cardinale al gi monastero delle convertite in cui avea rilegato altri 6 cardinali. Quivi dunque entro il cardinale, quando colleghi si disponevano a recarsi i detti a Civitavecchia, ove ancor lui sarebbe

praggiunse in Bologna Bonaparle


al

die

Papa

quella citt e pr-

vincia a'20 giugno, e con avviso del gon-

faloniere Hercolani dichiar appartene-

re

il

governo

al

senato bolognese. Dipoi

stato

immediatamente

tradotto.

11

mar-

fu costretto Pio

VI

di

cedere alla Franle

chese Vincenlini guadagn l'aiulanle con

cia la legazione di ni di

Bologna, e

legazio-

Piomagna e Ferrara. Intanto consumandosi dalla Francia repubblicana


soggiacque tutto
lo

l'intera invasione dell'infelice Italia, alla

promessa di buon regalo, e da esso ottenne nella sera d'essere presentalo al generale. A questi fece un patetico racconto della costernazione d'animo e di cor-

stessa sorte
tificio

stato pon-

eRoma,e dopo democratizzala,

dal
fu

general Berthier a'20 febbraio

1798
in

po che opprimeva lo zio caidinale, quasi grave di et e mal costrutto di corpo. Per tale perorazione, Dallemagne accor-

Pio VI imprigionato
e poi in Francia.
IN

condotto

Siena
t.i, p.

d che

il

cardinale restasse sotto custoforze

ella Rctazio/ie delle

dia militare nel monastero, per riposarsi


e ricuperare
sferirsi a
le

avversit e patimenti di Pio VI,


74, e
t.

onde ancor

lui trail

3, p.

3,

si

legge

la

narrativa del

Civitavecchia.

Ebbe ancora

l'autore n)g/ Baldassari contemporaneo,

marchese licenza
stodiva, gli rifer
e Aulici

di recarsi a piacere
1'

dal

su quanto fecero
al

repubblicani francesi
si
il

cardinale. Intanto

uiiziale
i

che lo cu-

cardinale,

quando
i

dierono a perseScirro collegio^

come

cardinali Altieri
alla

guitaie furiosaueule
oltrech riporta

aveanu rinunziato

Porpora

dalcaidmal

iu

due editti pubblicati Bologna per \ix venula de'

(A.)

e iu pieslo
li

modo

eransi liberati

d'ogni muieslia,

loro esempio e se^jua-

i6

N
di

VIN
voro,dal cardinale usate nella nunziatura

tamente quello c*Anlicl slTattamenle Io commosse, che coniinci a divisarne l'iniitazione. Quindi commise al marchese che insieme a un antico minutante della
segreteria di stato
si

Madrid quando banchettava diplomai

tici;

ed al suo aiutante e a quello di Dallemagoe, tabacchiere d'oro, orologi simili

recasse dall'Antici,

a ripetizione con eguali catenelle, e altre

per conoscere
re
il

il

modo
il

tenuto nel deporl'Antici

cose preziose. Cos a*2o

marzo

fu resti-

cardinalato;

che eseguito,

tuita la libert al cardinale, e gli fu an-

a tutto corrispose e die'copia delie lette-

cor concesso restar tranquillo per qual-

re perci da lui senile. Indebolito

il

car-

che altro giorno

in

dinal Vincenti nel corpo e turbato nello


spirito, stava per incappare ancor egli

sicurezza tornare in Rieti, ed a

Roma, potendo eoa comodo


Morto

trasferirsi nelle provincie venete.

misera ntenle nel laccio, spogliandosi della sublime dignit cardinalzia. Ma la


y\\\i del

gloriosamente Pio VI nel 1799 '" ^^" lenza, e adunatosi il conclave in Venezia,
il

marchese

lo liber dal pericogli

cardinale v'intervenne,

come

testi-

lo di

SI

vergognosa caduta, e

apri l'u-

fica

l'Artaud nella Storia di Pio

VII
VII
,

scio della prigione nel

modo

che egual-

e nel

marzo 1800

rest eletto Pio

mente
tornalo

col Baldassari
il

vado a riferire. Rimarchese da Dallemagne, doingegnalo con artificio a rengli

laonde nel suo soggiorno


cellieri,

in quella citt

trovo nella descrizione che ne fece Can-

po

essersi

Storia de possessi,
il

il

cardinale

derlo favorevole, francamente


se di acquistare col

propo-

avere ricevuto

Papa quando formal-

denaro

la

liberazio-

mente
r

recossi alla chiesa de'ss. Apostoli.

ne dello
vesse di

ad onta che il generale afresco tuonato con un proclama


zio,

coniro

le

la viil

repubblicana

pubbliche ruberie. iNondiroeno al suono di premio

Roma, Pio VII nel dicemnomin il cardinale prefetto dell' economia del collegio romano, e nel concisloro de'3 agosto 1807 lo promulRitornati in
r

bre 80

vacill, e volenlierissimo subito accolse


l'esibizione, a palt di

profondo segreto,
e vedete di
al

g vescovosuburbicario di Sabina, avendo dimesso il suddetto titolo. Non and


guari che per
le

e soggiungendo.
concertarvi col

>

Andate

pretensioni di Napoleoda'francesi

tal

banchiere romano,

ne

I,

di

nuovo occupati

Ro-

quale significher mie intenzioni; e co-

ma

e lo slato pontificio, di forza ne fu

me

il

banchiere m'avr accertato che

l'af-

fare concluso, porr tosto in libert vostro zio cardinale".


Il

marchese ricorse
al

pure per

tale

liberazione

generale

Vial, ed agli aiutanti suo e di Dallema-

gne, a tutti promettendo ricompense pur-

1809. Vita di Pio VIl^ e gi notai nella biografa di quel Papa che tra' cardinali restati desolali in Roma eravi il cardinal Vincenti , ed a tulli a' 5novembre fu intimato da PaRacconta
Pistoiesi

tratto prigione Pio VII nel luglio

nella

ch

vi

contribuissero.

chiere,

il quale gli molto grande, da pagarsi in oro e argento a Madrid, dove il cardinale godeva copiose rendile ecclesiastiche. Nego-

And poi dal bandomand una som-

rie;i

l'ordine di Di"ot ministro del culto

di recarsi

immediatamente

in quella

me-

ma

tropoli,

ove avrebbero ricevuto

lo stesso

trattamento usato co'cardinali francesi, e


l'annua pensione di So, 000 franchi, come ricavo dal cardinal Pacca, Memorie
istoriche^l. 2, cap. 3. Indi
il

il marchese la riduzione della somma, non senza molli parlari e difficoll l'ottenne limitata a scudi 2000. Questa sbor sala mediante lettera di cambio per Madrid, si venne a' donativi. Furono dati,

zi

VS dicembre

general Radei, gi carceriere del Pa-

pa, per partedelgovernatore Miollis, intim bruscamente al cardinale e colleghi


di partire entro

al

general Vial alquanti argenti lavorati,

24 ore per

Parigi, seu-

fra'quali 2 gtandi zuppiere d'eccelleulela-

za repliche, e coiriugiuozione di nolifi-

VIN
care
sili
il

V
no.
i

IV

f?

suo

nmvo
ili

e abitazione a' mini*


polizia.
1

del cullo e

Quando

l'ira-

Soni natali in Valenza di Spagna, a'23 gennaioiSSy, da genitori ragguar*


de voli per
la loro piet
i

pei'rtlore

Napoleone
il

celebr nel 1810

e per la loro

li*

in Parii^i

suo

'2.^

inaliijuonio,

26

de'
alia

beralila verso

poveri.
le

Mostr fino dalla


felici
il

cardinali

ivi

dimoranti assisterono
il

suu fanciullezza
e
si

pi

disposizioni^
e
il

cerimonia
vennero,
p.
I

civile

1. aprile,

ma
1

nel di

abitu a digiunare

mercoled

seguente alla religiosa appena 3 interi

venerd per
ci

domare pi agevohnente

le

quali

enumerai

nel voi. Lill^

sue passioni. In et di 12 anni incominil suo corso di filosofa, e non ne avea che i5 allorch si applic alla teologia* Compiuti rapidamente gli studi, e lascia-

44 dichiarando perch furono delti

rossi, gli altri

denominandosi
11

neriy cio

quelli

pure

ivi

notali, a' quali

furono
cardinal
del-

interdette le insegne rosse.

to da'genitori in libert di scegliere quel*'

Vincenti non nel


le

numero

di

ninna

lo stato

che pi

fosse

conforme

al 8uo'

due
fa

categorie,

ma

restando in Parigi
tra'

spirito, deliber di rendersi

religioso,

mi

dubitare che fosse compreso


poich
i

prese l'abito fra* domenicani di Valenza


nel i374- Propostosi a
istitutore di quel celebre e

rossi,

neri furono proscritti, di-

spersie rilegali, con privazione della concessa pensione,

modello il santo benemerito

e protesta da loro emessa


nelle indicate

ad onta della spiegazione che si legge ,


isloriche.
i

ordine, divenne in breve


le vie

consumalo

nel*

della perfezione, accoppiando alla

Memorie

Il

car-

preghiera ed alle ausleril delia penitenza, lo studio e la

dinal Pacca sollarito ricorda

cardinali

meditazione de'libri di'

Despuigh,Dugnani,Erskineche con nietesto o reale motivod'infermil non comparvero a'due grandi alti, che fermarono
l'attenzione dell' iuperatore: avverte pe-

vini e degli sciitti de' Padri.

Dopo aver

insegnalo filosofa a Valenza e a BarceU


Iona, e pubblicato
il suo trattato della Supposizioni dialettiche^ fu mandalo al-

r che
te al

il

cardinal Erskine

si

trov presen-

la

celebre universit di Lerida^ dove con*


ilella

(."Giunto il cardinale all'eldi 78 anni, mor in Parigi a'2 marzo 181 e1


1

linu lo studio

scolastica e

le
il

fun-

zioni del ministero. Ricevuto col

gra-

sposlo nell'esequie celebrate in

s.

Tom-

maso d'Aquino sua parrocchia, e sepolto nella chiesa di s. Genovella, come registrano le Notizie di Roma, cio nel silo
ov* erano stati tumulali
i

do di dottore nel 1884, ritorn in patria, dove espose la s. Scrittura e predic con
istraordinaria riputazione. I suoi studi, le

sue fatiche, tulle

le

sue azioni addiveni-

cardinali Ca-

prera edEr>kine, e
grafia del 2.",
ta in Parigi e

lo

rimarcai nella biovi-

egualmente mancali di

vano come una continua preghiera, poich il suo cuore era sempre intitnamenle unito a Dio) e vigilando sopra suoi
i

ambedue

del

numero

de'

sensi
le
la

con

somma diligenza, reprinevacol-


gli

cardinali rossi^ e forse con quella


siuta

mede-

mortificazioni tutti

eccitamenti del*

pompa funebre che accennai in tale articolo. La famiglia del cardinal Vincenti si estinse colla morte del conte Aie^sandrosuo
te
fratello.
11

concupisceuza. Quiudi non neravi*

glia se nel

loro nipote conal

cimento usc viltorioso dalie d'una rea femmina, come il casto Giuseppe da quelle della moglie di Pu*
insidie
tifare.

Giacinto Sardi aggiunse

proprio

il

Venuto a Valenza

nel

890

l'anti*

cognome, perch ne eredit le sostanze; laonde nel voi. LVll, p. 2 i 3, a* vendo chiamato il conte Sardi anche col cognoDe di /^/cc/i/m/, a questo vanno oppresse le due ultime lettere. VINCENZO (s.) Febhbri, domenicaloro \0L. CI.

cardinale Pietro de Luna, che recavasi

deirantipapu ClemenVII a Carlo VI, volle che il santo lucconqjagnasse. Ivi pure Vincenzo si adoper alla conversione de'peccalorii lincile
in Eraiicia legato te
ul

cominciamento del 1394 torn a V*

i8
lenza.

VIN
Narrai nel voi.

V
LXXXVII
,

N
i

p.

265, che succetlulo de Luna nelT anlipapato col nome di Benedetto XIII a Clemente VII, chiam Vincenzo in Avignone, lo fece maestro del s. palazzo,
e poi suo confessore. Olire altre

domeniche, anzi mercoled e veuer d non prendeva che pane ed acqua, e ci pratic per ben 4o anni. Doreccettuale
i

le

miva sulla paglia o sopra sarmenti, e passava gran parte del giorno nel confessioTrovandosi nel Delfinalo, intese che Valputa, davansi in preda alle pi infami dissolutezze, e per la loro rozzezza e barbarie nessun missionario erasi cimentato di penetrare fra essi. Vincenzo, pronloa lutnale.
gli

notizie

pure riportai, che conosciuto lo spirito dell'antipapa non volle accettare vescovati e il cardinalato che gli
del santo,
ivi
i

abitanti d'una valle chiamala

oiFerse, e prefer di recarsi a fare

il

mis-

sionario apostolico. Part

dunque da A-

vignone verso la fine deh 898, per ritornare in patria. Predic in tutte le provincie di Spagna, meno la Galizia, con grandissimo frutto, riducendo a Dio una moltitudine di giudei, di maomettani, d'eretici

to soffrire per la gloria di Dio,

non

esil

ad esporre la propria vita; ne le sue fatiche riuscirono vane, poich que* valligiani, instrulti e tocchi dalla sua

predicagli

zione, detestarono

loro delitti e

espia-

e di scismatici. Poscia recossi in

Francia, e

si trattenne alcun poco nella Linguadoca, nella Provenza e nel DelfiDato. Pass in Italia, trascorse le coste di Genova, la Lombardia, il Piemonte, la

rono con una sincera conversione. Tale fu il cambiamento che la valle prese il nome di Valpura, ossia valle di puril, cui porla tuttora. Da Ginevra l* anno i4o3 scrisse Vincenzo al generale del suo ordine una lettera, che ancor
e nella quale
rit
si
si

Savoia; e predic eziandio in una parte

conserva,

delTAlemagMa verso
Fiandra.
Il

l'alto

Pieno e nella

trovano molte particolale

successo dtlle sue missioni lo

riguardanti

sue missioni. Leggesi


la

fece riguajdare

da Dio.

come un uomo suscitato Enrico IV re d'Inghilterra invi-

in essa,
sa,

che dopo avere cantalo


il

messenza
i

predicava due o tre volle

d'i,

lolloa passar nel suo regno e lo accolse o-

norevolmente. Vincenzo diede buoni consigli al re, s

avere altro tempo per apparecchiare suoi discorsi, che quello che gli offriva

il

per

la

sua condotta, che per


_,

cammino. Ptacconta
si

di

avere speso tre


le citt

medel

quella de' suoi sudditi

e fece delle mis

nello scorrere

villaggi e
la

sioni nelle pi incipali citt d'Inghilterra,

Delfinato annunciando

divina parola;

di

Scozia e d'Irlanda.
il

Indi ritorn in

Francia, ed esercit

suo zelo dalla Pi-

cardia sino alla Guascogna. Pel guasto

che fece lungo soggiorno nelle valli di Lucerna, d'Argeuteia e di Valpula nella diocesi di Embrun , ed ebbe la fortuna
di

prodotlOjComealtrove, specialmente dallo scisma

convertire quasi

tutti
si

gli

eretici

di

sostenuto da Benedetto XIII,

quelle contrade; che


te,

rec nel

Piemonle

era d'uopo d'un apostolo la cui terribile voce valesse a scuotere le coscienze, e ri-

nel Monferrato e nelle Valli, dove

sue fatiche non furono infruttuose, e un

muovere

peccatori dalle loro scellera-

gran numero
la in

di valdesi e di altri eretici

tezze. Egli perci trattava di preferenza

rientrarono nel

grembo

dellaChiesa. Par-

de'giudizi di Dio, dell'inferno, dell'eternil,

seguito della conversione di molte


ri-

pronunziando

suoi discorsi nel pi


santit della sua vi-

persone ch'erravano nella fede; della

patetico

modo;

la

conciliazione dei guelfi e ghibellini, del-

ta, illustrala dal

maggior forza
i

alle

dono de'miracoli, dava sue parole. Malgrado

viaggi continui e tante apostoliche fa,

quale egli fu mediatore, e della pace generale che avea procacciato alla Lombardia. Aggiunge, che richiamalo nel Piela

tiche

menava austerissima vita , mai mangiava di grasso, digiunava tutti d,


i

monte da'vescovi

e da^signori del paese,

avea passali 5 mesi nelle diocesi di Aosla^

V
di Tnrantasia, di
s.

N
senza di

N
in

r9
prenella

ne e
scito
alla

di

Giovanni di Matirlen* Grenoble; die a Ginevra era riu-

lamnnca, dove risuscit un morto

numeroso popolo. Entr

ad abolire utia testa supeistiziosn, quale il popolo eia assai attaccalo;

sinagoga della slessa citl col Crocefisso in mano, e vi fece un discorso pieno di
tanta forza, che
vertiti
gli

che stava per recarsi a Losanna per tentare di far avveduti del loro errore uo-

ebrei

commossi

e cone la lo-

domandarono il ballesimo,
il

mini rozzi che adoravano il sole, e un gran numero di eretici ostinati e pericolosi, che abitavano sulle frontiere dell' Aleraagna. Trovasi nelloSpondanoe in altri scrittori, che Vincenzo predicando nella sua lingua materna, era inteso da quelli che ne parlavano una diversa. Ci riferito eziandio da Ranzano, secondo il greci, gli alemanni, gli unglieri quale ec. intendevano tutto ci ch'egli diceva, quando predicava in latino, ovvero nella lingua che si parlava a Valenza. Frattanto l'antipapa Benedetto XIII, ch'erasi recato a Genova, invit il santo a portarsi col, promettendogli di rinunziare alle sue pretensioni sopra il papato. Vincenzo, che non si era ancora staccalo dalla di lui Ubbidienza (^'^.), perch il reame di Valenza, ingannato come tanti ali

ro sinagoga fu parimente cambiata in una


chiesa, che prese
vi

nome

di

s.

Croce. Grai

turbolenze da due anni agitavano

regni d' Aragona, di Catalogna e di

Va-

lenza, per r elezione dell' erede della co-

rona. Per venire a concordia,


decisero che
sari,
si

gli stali

eleggerebbero 9 commis3 per ciascun regno, quali si rai

dunerebbero

nel castello di

Caspe

in

A-

ragona, e che quegli che avrebbe sei voli sarebbe riconosciuto per re. Vincenzo fa

nominato commissario

pel

regno

di

Va-

lenza, con suo fratello Bonif.icio certosi-

no

Pietro Bertrando. Coin

n'ebbe
I

intesa la novella, ioterrup[)e le sue missioni per recarsi al castello


di Caspe.

esaminata ponderatamente la questione, dichiararono Ferdinando di Castiglia il pi prossimo


commissari quivi
riuniti,

tri stali

e popoli, avea seguito lo

Scisma

parente del defunta

re, e
Il

per conseguennovello
re,

(^.) d'occidente, and a Genova, e rappresent all'antipapa uali che cagionai

za erede della corona.

che

faceva singolare stima di Vincenzo, lo


scelse per suo predicatore e suo confessore; le quali
il

va
ne;

lo scisma,

esortandolo a mettervi

fi-

ma

suoi saggi

rono ascoltali.
ti

e trascorse

ammonimenti non fuIl santo dopo un mese pardi nuovo la Francia e la


i

occupazioni non impedirono

santo di fare delle missioni nelle di-

verse Provincie di
vicine.

Spagna

nelle isola

Fiandra; indi torn in Inghilterra nel i4o6, e consum due anni seguenti nel fare novelle missioni nelPoitou, nellaGuascogna, nella Linguadoca, nella Provenza e nell'Alvergna. Tolse poi a predicare il Vangelo in Granala , nell' Aragona e nella Catalogna; and a Pisa, a Siena, a Firenze, a Lucca ; e tornato in Ispagna col consueto suo fervore scorse regni di Castiglia, di Leone, di Murcia, d'Andalusia,
i

Dappoich

tutte le rimostranze,

ch'egli

avea fatto all'antipapa Benedetto


di sottrarsi
alla

XIII, erano riuscite infruttuose, consigli


il

re

Ferdinando

sua

ubbidienza, se non volesse sottomettersi


al concilio di

Costanza, per ristabilire eoa

questo mezzo
segu
il

la pace nella Chiesa. Il re suo consiglio, e manifest le sue disposizioni con un editto solenne, in da-

ta

6 gennaioi4i6. Vincenzo

si

adoper
gli

delle Asturie, e pi altre contrade

fa-

a tutto suo potere per far entrare

spa-

cendo ovunque molte conversioni e miracoli. Gli ebrei di Toledo abbracciarono il cristianesimo, e trasmutarono la loro sinagoga in una chiesa, che fu dedicata alla D. Vergine. JNeli4 12 recossi a

gnuoli nelle mire del re; e

mandato (U

Ferdinando

al

concilio di Costanza,

predic nella maggior parte de' luoghi


pei quali pass.
I

padri del concilio, che

Sa-

aspettavano

il

suo arrivo con impatieu-

,20
za,

V
non vedendolo
il

N
ne,

VIN
nia mostr un'ammiral)ile rassegna^ioilissima giovialit io

i>iiingere, incaricaro-

no
si

cardinale Aimdjuldi di recarsi a Bi-

gione, oveailora lrovavasi,per consigliar-

eoo

lui.

Sembra nondimeno

clie

sia

sialo sino a

Costanza, checche ne ab-

biano dello alcuni autori. Passalo Vincenzo nel Deriy, spieg principalmente
il

una singoiar penitenza ed un'amabimezzo a' pi grandi patimenti. 1 magistrati temendo che i domenicani, quali non aveano casa a Vannes, lo portassero via, gli fecero domandare in qual luogo amasse meglio
,
i

suo zelo nella

citt di

Dourges; ed invi-

di essere seppellito;

ma

egli, qualifican-

tato da

Giovanni

V duca di

Bretagna, a

dosi

recarsi ne'suoi slati, si rese a Vannes, do\e predic dalla IV domenica di quaresima sino al marted di Pasquai4i7, ed

un servo inutile ed un povero religioso, cui non ispettava disporre intorno


sua sepoltura, pieg
i

alla

deputati di

pertnettere al priore del pi vicino con-

inoltre esercit

il

ministero evangelico io

vento di domenicani, di prescriverne

il

lulla l'estensione della Drelagna, senza

luogo; indi
la

li

esort a conservare

dopo

darsi ripoSo
JNello stesso

bench fosse ammalalo. tempo scrisse ai vescovi e a*


,

sua morte quella pace, che nel corso

di sua vita

principali signori di Casliglia,

come puregno duli,

re ad Alfonso, che governava

il

rante

la

minorila di Giovanni

esor-

landoli a riguardare Pietro de


le

Luna quaconcilio di
il

antipapa, e riconoscere

il

Costanza. Eletto nel novembre

Sommo

PonteficeMartinoV, scrisse al santo, mandandogli il celebre teologo Montano per


confermargli
cila
il

avea loro s forlemenle raccomandata. Il mercoled innanzi la domenica delle Palme, 5 aprile i4^95 ^P'" r tranquilla mente, in et di 62 anni, 2 mesiei3 giorni, avendo convertilo alla fede cattolica 25,000 ebrei, oltre un prodigioso numero di peccatori, li duca di lirelagna e il vescovo di Vannes decisero che
si

dovesse sotterrare

il

santo nella catte"


Calisto
111, a

titolo e le facolt di mis-

drale. INel

i455 Papa
il

cui

il

sionario apostolico, le quel tempo, adec-

santo avea predetto


nizz;

pontificalo Jo cano-

mento di Enrico V re d'inghdterra, Vincenzo pass in Normandia. Era allora in et di 60 auni , e sebbene rifinito di salute in modo che non poteva fare

ma

la

bolla della canonizzazione

non
11.

fu pubblicata

che 3 anni dopo da Pio


quale era
fosse trai

Gli spagnuoli, avendo inuliimenle doil

mandato, che
sportato a
di
lo

suo corpo,
1

il

un
za

sol passo
il

senza appoggiarsi, allorch


for-

stalo disotterralo fin dal

4^6,

saliva

pergamo parlava con tanta


fosse nel

come

ii)ente

hor degli anni. Fiualvieppi alhanto dal niale, e consi

Va lenza, deliberarono nel 5go trafugarlo; ma fu nascosta l'urna che


rinchiudeva
,

la

quale scopertasi nel

siglialo a ritornare nella terra natale,

1687, venne

falla
a'

una

2.' traslazione del

pose

in viaggio;

ma

giunto presso a

Van-

sagro deposito

di settembre.

Dipoi

nes, volle farsi condurre in questa citt,

collocossi quesl'

che Iddio avea scelta per luogo di sua


sepoltura. Ivi apparecchiossi alla morte

urna suU' altare d'una cappella edificata recentemente nellacatledrale, dove sta ancora esposta alla venerazione de'fedeli. La sua festa
si

con raddoppiato fervore e col ricevere i sagramenti, predicendo che morrebbe io dieci d. Visitato dal vescovo, e da molte personedel cleroedella nobilldiVannes,
scongiur a mantenere quello ch'egli avea incominciato fra essi, e a perseveragli

cele-

bra il 5 aprile, sebbene Calisto


prescritto
il

III

avesse

6. S.

Vincenzo Ferreri, mal-

grado

le

sue grandi occupazioni,

se alquanti scritti.

Abbiamo

di lui
,

compou
:

re nella pratica della virt, assicurandoli


che
si ricorderebbe di loro allorch fosse dinanzi a Dio. Kellasua peausissioia ogo-

ovvero dall'uomo interno j un Trattalo sopra Vorazione domenicale; Conforto ntile tentazioni contro lafedej 7 Lettere. \
della vita spiviUiak

Tr aliato

V N
!

V
nome non
pos-

N
gli

21
avea lasciato un

^fr/;:on/ stampali col suo

gato

di

5oo

lire

che

sono essere

di lui,

come hanno

osservalo

Dopin e Labb. Gli si allribuisce ancora un Trattalo soprala fine del mondo e sopra V Anticristo. Vg\ suo culto e^indulgenza plenaria concessa ne' 7 venerd precedenti la sua festa, e degli autori che
scrissero
si

suo amico. Nel tornare a Tolosa per mare, il baslimenlo sul quale egli era fu assalilo

da

tre brigantini africani; restaro-

no

uccisi tre

uomini

e feriti gli altri del-

l'equipaggio, riportando anche Vincenzo

un colpo
tirsi

di freccia, di cui

ebbe a risen-

la

vita di (jueslo
il

Taumaturgo,

per molti anni. Condotto esso cogli


prigionieri a Tunisi, fu
lo rivendette a

pu vedere

Novaes nella Storia di


(s.)

altri

Calisto

IH.
DE Paolf, fondatodelti

da un pescatore, che
stillatore,

comperato un

VINCENZO
ri

vecchio medico, gran chimico e gran diil

re della congregazione de* preti o signodella nussione,

(juale

da 5o anni occupavasi
gli

volgarmente

di

a cercare
tollo

la

pietra filosofica. Questi trat-

s. Lazzaro. Nacque nel villaggio di I*oy o Pony-Sur-Daz, dipartimento delle Lande nella Guienna, gi della diocesi d' Acqs

con molta umanit, e

promise,
segreti

se

volesse
i

mutar

religione, di lasciargli
i

tutti

suoi beni e d'insegnargli

in

Guascogna,

il

24

aprile

iSyG.

suoi

della sua scienza;

ma

Vincenzo

paven-

genitori, Guglielmo de Paoli e 15ertranda de Moras, coltivavano colle proprie mani un poderello ilal quale traevano la sussistenza per la loro famiglia, composta di 4 figli e 2 Hglie, che allevarono nella piet e nei travagli della vita

tando che
i

assai

pi

il

pericolo dell'anima sua,

rigori della schiavit, ricorse all'osi

razione e
tazione.

mantenne

forte contro la ten-

Dopo un anno
i

medico,
nipote,
il

suoi beni passarono ad

cenzo, eh' era

il

terzo

campestre. Vindava prove non

quale fu

il

3.

morto il un suo padrone di Vincirca,


di Nizza

cenzo.

Non and
,

guari che questi lo ven-

comuni
il

tl'ingegno e di alliludine, per cui


di avviso di farlo studiare, e
a'

dette ad
in

un rinnegato originario
che
lui,

padre fu

Savoia

in seguito convertito

da

lo

diede ad educare Acqs,


i

francescani Cordi-

Vincenzo, fuggi con


diterraneo

valicando

il

Me-

glieri di

quali

aveano cura del-

sopra fragile barca. Giunti

l'educazione della giovent.


ni,

Dopo 4

angli

essendo in grado di ammaestrare

ad Aigues-Morlesil sBgiugtio 1607, in di recalisi ad Avignone, il rinnegalo fu


riconciliato

altri,

De Commet avvocalo della citt di Acqs e giudice di Poy lo diede per mae;

dal

vice-legato

pontificio

Pier Francesco Montorio vescovo di Nicaslro


;

stro a'suoi figliuoli

e con ci
i

il

giovine
studi

e l'anno seguente

and

col san-

de Paoli pot continuare


l'et di
il

suoi

to a Pioma,

dove per

far penitenza en-

senz'essere d'aggravio alla fimiglia. Al-

20 anni

recossi a Tolosa, vi fece


il

corso di teologia, prese

grado

di

bace

celliere; poi ricevette gli ordini sagri

nel

1600

il

sacerdozio. Stimabile per tulle

le virili

che formano un degno ministro


Cristo, non conosceva ancora per

tr nel con vento dei fale-bene-fratelli,che servono gli ammalali negli ospedali. Vincenzo, poich ebbe soddisfatta la sua divozione, pass in Francia e fermossi a Parigi nel sobborgo di s. Germano, presso r ospedale della Carit, dove sovente
,

di

Ges

andava a consolare

e a servire gl'inferoii.

altro quella perfetta mortificazione di se


slesso, la (piale sostiene

La

pia regina Margherita, conosciuta la

lutto l'edifizio

di lui virt, lo fece

suo elemosiniere or-

della santit;
lo

ma

piacque a Dio condur-

dinario. Slava nella corte della regina

un
gli

per

la

via

delle tribolazioni a quel-

dottore, ch'erasi

sempre mostrato zelancontro


,

l'alto
la

grado

di virt al

quale innalzullo

te della religione e formiilabile

sua grazia. Neli6()5 dovette fare un


le-

eretici e gli

viaggio a Marsiglia per ouuseguire uo

fosse

empi ma Dio permise che assalito da violenti tentui;ioui eoa-

22
Ir la fede.

N
la

V
santo
,

N
La

Vincenzo implor per esso

protestando pubblicamente che

misericordia del Signore, olfrendo se stesso qual villima di espiazione.

senza questosarebbe andato perduto.


contessa,

La

sua prela

avendo a cuore

la salute spiri-

ghiera fu esaudita:

il

dottore ricuper

tuale de'suoi vassalli, preg

Vincenzo di
il

lianquillit dello spirito;

ma

la stessa

ten-

predicare nella chiesa di Folleville

gior-

tazione assal Vincenzo. Egli ricorse alla

preghiera e alle pratiche della mortificazione, e dur 4 3"' io questa lotta,

no della conversione di s. PaolodeliGi 6, per istruire il popolo principalmente a fare una buona confessione. Il suo ser-

Hnch presa
carsi

la

determinazione di dedial servigio


la

mone
ch

produsse

migliori frutti, percioctutti quelli

interamente

de'poveri,

egli

non poteva bastare a

dileguaronsi le sue pene, e

pace

di cui

che bramavano mettere


coscienza con

in quiete la loro

godette in appresso fu accompagnata dalle

una confessione generale,

pi abbondanti benedizioni.

Un

giu-

dice del villaggio di Sore, che alloggiava


nella stessa casa, essendogli stati involati

per cui fece venire due zelanti sacerdoti da Amiens. La festa della conversione di
s.

Paolo fa per
la

lui

memorabile

in guisa,

4oo
e
ti

scudi, incolp

Vincenzo
il

di tal furto,

che per tutta

la vita

si

fece a di (la mar lo tra' suoi conoscen-

no

memoria

co'

ne celebr ogn'aasentimenti della pi


i

ed amici. Soffr

santo per
il

6 anni
delitto,

viva gratitudine, e a sua imitazione


della

preti

questa calunnia; finalmente


dichiar
al

ladro, es-

missione rendono in

tal

d
il

umili

sendo stato preso per un nuovo


egli stesso

grazie al Signore per essere stato


in cui la

giorno

giudice di Sore, essere stato

prima volta
la

fu

formato

il

disegno

che avea involalo il denaro, e che il servo di Dio era innocente. Vincenzo slrinseamiciziacolcelebrep.de Berulle, che fu poi cardinale, allora occupalo a stabilire la congregazione dell' oratorio in Francia. Questi concep

della loro congregazione.


di

Per desiderio
deBerulle,
la-

procurare

maggior

gloria di Dio, e
p.

per consiglio del piissimo


assunse l'incarico di far

sciata in quell'anno la famiglia di

Gondy,
curato

le veci di

grande

a Chtillon-les-Dombes, e prese per socio


il

stima pel santo, ed impegnollo a trava-

virtuoso sacerdote Luigi Girard.

Le
sic-

anime ed accettare la cura di Clichy, dove oper mollo bene; ma presto dovette abbandonargliare per la salute delle
la

sue fatiche ebbero un felice successo,

ch un gran numero di persone, fra cui il conte di Rougemont, abbracciarono

per incaricarsi dell'educazione de'figli

fervorosamente

le

mortificazioni della pe-

di Filippo

Emanuele Gondy conte

di Joi-

nitenza, e molli eretici rientrarono nel

goy, generale delle galere di Francia.


contessa di Joigny,

La
la

seno della Chiesa.


donogli una

La

contessa di Joigny

commendevole per
gli

somma

di

denaro

adinch
l'i-

sua piet, fu talmente compresa dalle e-

fondasse una missione perpetua per

minenti virt di Vincenzo, che

don
suo

struzione del basso popolo. Quindi pro-

tutta la sua confidenza e lo scelse a

confessore. Trovandosi presso di essa nel


easlellodi Folleville, fu pregato di recarsi

cur colla mediazione del p. ile Berulle d'indurloa rientrare in sua casa, ed ottenne che egli dirigerebbe la sua coscienza fiuch'ella vivesse, e l'assisterebbe nella

a Cannes, villaggio due leghe distante, per confessare un paesano in pericolo di

sua morte. Pertanto desiderando essa

Vincenzo vi si port senza indugio, ed esaminato lo stalo dell'anima del penitente, gli propose di fare una confesvita.

di contribuire

anche

alla

santificazione

degli altri, risolvette, d'accordo con suo

marito,di stabilire una compagnia di missionari,


i

sione generale. Esso


tieri, e in

vi
si

acconsenl volen-

quali

si

dedicassero ad
i

ammae-

appresso
la

chiam fortunato
di

strare

loro castaidi e

loro dipendenti.
a

di avere

avuto

vcaluia

parlare al

Proposto questo diseguo

Gian France

V
SCO di

N
i

VIN
."

23

GonJy,

fralello del conte, e


lo

ar-

d'allora

il

disegno d'un ospedale pei ga-

civescovo di Parigi,
le,

accolse lietamen-

prevedendo che doveva venirne mol-

to utile alla Chiesa, e

don

il

collegio dei

ma non poteiTettuarche qualche anno dopo. Luigi XI V lo dot nel 1648 coll'annuo assegnamento
leotti di Marsiglia,

lo

Buoni

fanciulli per alloggiarvi la di cui

nuova

comunit,
nell'aprile

Vincenzo prese possesso 1625, contribuendo pii coni

iugi suddetti considerevole

somma

co-

me

narrai, riferendo pure molte notizie

12,000 lire, e divenne unode'pi comodi del regno. Dopo la morte della contessa di Joigny avvenuta a' 23 giugno i625,il servo di Dio vi and ad abitare co* suoi preti; ma soltanto nel 658 diede una
di
,

del santo, nell'articolo Missione, con-

costituzione a'suoi discepoli. Per

quanto
benesi Il

gregazione de sacerdoti missionari di.9. Vincenzo de Paoli, detti Lazzaristi o signori della missione. Subilo dopo il suo ritorno alla casa di Gondy, Vincenzo
imprese a fare una
dannali
se pi
alla galera,
[ioni di Parigi.

riguarda

lo spirito, le regole e le di

merenze
vedere
il

questa congregazione,

pu
fer-

citato articolo Missione.

visita a lutti

con-

vido zelo di Vincenzo de Paoli non era anor pago, e ognid cercava nuovi mezzi

ch'erano nelle diver-

per procurare

al

prossimo

tutti

soc-

re nel

Prov acerbo dolo* vedere l'abbandono a cui erano


e progett di unirli tutti in
;

corsi spirituali e corporali.


la
lai

Quindi

stabil

confraternita della Carit, di cui parne' voi.

essi ridotti,

X,

p.

35
l'

una
c
gli
la

sola casa

il

che

gli

venne

fatto

mer-

ed altrove, per

e 36, LXVII, p. 225 alleviamento de* po-

liberalitdi molle persone pie, ch'ein

avea interessato

questa buona opedispose

veri malati in ciascuna parrocchia, la quale associazione ebbe principio nella

ra.

Dopo aver

cos

provveduto a'bisogni
,

Bresse, e
il

si

estese

poi in tutti

luo-

corporali di que' sciagurati

li

ghi dove

santo fece delle

missioni.

meglio a ricevere
loro egli stesso od

le istruzioni

che dava
conte

altri sacerdoti. Il

di Joigny, edificato del bell'ordine

che

regnava tra questa gente, risolse d'inlrodurlo eziandio in tutte le galere del regno, e ne parl al re, facendogli conoscere lo zelo e la capacit di

Questa istituzione si divise in sorelle religiose, ed in sorelle secolari: le prime assistono virtuosamente e con sublime abnegazione gl'infermi d'arabo
i

sessi negli

spedali
i

le

seconde visitano
sessi nelle

e soccorrono

malati de' due

Vincenzo
cre caple

proprie abitazioni, portando loro conforti

de Paoli; laonde Luigi XI li


di Francia.

lo

consolazioni.
della

La confraternita

pellano regio generale di tutte

galere

delle

Dime

Croce ebbe per oggetconsagrava


al

Tre anni dopo Vincenzo fece un viaggio a Marsiglia e si propose di


, i

to l'educazione delle fanciulle. Altra detta delle

Dame

si

servi-

visitare tutti

forzati di quella citt, neldi fare

zio de' malati nei grandi

ospedali, co-

Tintendimento
tutosi in

per

essi

quanto aivi

vea fatto a Parigi. Narrasi che

abbat-

un galeotto
si

ridotto alla dispe-

razione,

sent tanto
tutti

commosso, che doi

po aver esaurito
eroismo
di carit

tarlo, ottenne di porsi in

mezzi per conforsuo luogo, e con

quello dell' Hotel Dieu di PaQuesta gran capitale non potr mai dimenticare quanto debba alle cure di s. Vincenzo de Paoli. Fu egli che procur e diresse gli ospedali della Piein
rigi.

me

t, di Bicetre, della ciulli esposti.

Salpetriere e dei fan-

ne port per alcun tempo le catene. Fece quindi (|uatit'era in suo potere per raddolcire la sorte di queg' infelici, ed inspirare ad essi sentimenti di virt. Soprattutto gli fer il cuore il
miserevole stato de' malati, e form fin

Quest'ultimo stabilimento,

dice l'ab. Boiler, che seguo in questa agiografia, interessa di troppo l'amanil e
la religione,

perch

si

debba parlarne un
di fan-

po' a dilungo.
ciulli nati

Un gran numero

o dalla disolutezza, o in seno

"

94
alla miseria,
le

"V

erano sovenle esposti o sul-

ci.

ciiiese o ne'Iuoghi pubbliL'unico bene che loro si faceva dagli lffiziali (li polizia era quello di levarli di

porle delle

mantenere l'opera pia, ne pi si tratt che di aumentarne anezzi. Si ottennero


i

dal re le fabbriche di Biceireper alloggiare que'fanciulli che

non aveano pi biso-

una vedova
la

due serve

fu dappri-

gno di
s.

balie;

ma siccome l'aria vi era trop-

ma

data
a

cura di nutrirli;

ma

presto

si

verme

mancare

di soccorsi, e

una mol-

po acuta, furono trasportati nel borgo di Lazzaro, e se ne commise l'educazione


figlie della Carit. In

titudine di questi bambini periva. Alcuna volta per is[)acciarsene erano fino venduti, o donati a chi li voleva. Vincenzo tocco in sul vivo da compassione, procacci rimedio a tanto male; preg alcu-

a dodici

appresso

furono acquistate per essi due case, una nel borgo di s. Antonio, l'altra presso la
cattedrale.
I

re di

Francia hanno in
le

se-

guito accresciuto

loro entrate, e

il

nua

ne dame

della sua societ

di visitarli, e

mero

dei fanciulli mantenutivi ascese

quelle pietose sentironsi rabbrividire allo


spettacolo che si present a'ioro occhi. i\Ia siccome non si potevano caricare di s gran numero di fanciulli, si pigliarono

pi di diecimila, giusta quanto riferisce


Collet nella Fila dis.
li.

Vincenzo de Paodi
di
s.

Oltre a'mentovati ospedali, Vincenzo

fond eziandio nel borgo


di Parigi quello del

Lorenzo

nullameno ciascuna la cura di alcuni, e a misura che si aumentavano soccorsi, se ne andava raccogliendo un maggior numero. Da ultimo Vincenzo tenne nel 640
i 1

nome

Ge> per

4o poveri
in
i

vecchi, e quello di
nella diocesi di

Borgogna,
si

s. Regina Autun, per

poveri pellegrini malati, che per divo-

un'assemblea di tutte le dame che occupavansi in quest'opera pia, ed esposti nella pi forte maniera bisogni di quei

zione

recavano a visitare

la

lotnba di

quella illustre martire. Questo ospedaledi-

venne
anni

assai celebre, ricevendovisi tutti gli

sti

poveri fanciulli

fu deciso
di lutti a

unanime-

3oo

4oo
vi

malati, e pi di
di

20,000

mente d'incaricarsi

modo di prle

poveri che

passavano

ogni eia, di
11

"va.JNon c'erano altri capitali che le elemo-

ogni sesso e di ogni nazione.

santo fe-

sine di persone caritatevoli,

quali

non

ce de'savi regolamenti per tutte queste


case, e procur dei capitali sufficienti alle

bastavanoa tante spese ; ma il buon servo di Dio, fidando nella divina provvidenza,

non

si

perdette di coraggio.
la

Le sue

istangli ot-

ciai e

ze presso

regina

Anna

d'Austria

Fu per procacancora pieficaci soccorsi ai poveri D)alati, che di concerto con madama Luinecessarie loro spese.
istitu la

tennero dal re 12,000 lire di rendila, lo che sostenne per qualche tempo lo stabilimento. Crescendo il numero de'ragazzi per modo che il loro mantenimento costava 40,000 lire al di, le dame della Carit ne furono sgon)entate, e dichiararo-

gia di Marillac,

Gras,

vedova di Antonio Le congregazione delle Figlie


e meglio

della Carit o Suore grigie. V. Carit


(sorelle della),

Sorella

Suovol-

ra, celebrate in tanti luoghi.

Sono

no che
forze.

tale dispendio sorpassava le loro

garmeule chiamate anche Sorelle didla Carit e Sorelle di s. Vincenzo de Paoli.

Vincenzo convoc un'altra assem-

Delle congregfizioni particolari delle

blea generale
si

neh 648,

per deliberare se

Figlie o Sorelle della Carit, ragionai


nellecilt ove furono istiluile.Devesi

avesse a continuare

la

buona opera;

pure

tlopo aver ponderato


riflettere nel

le circostanze, fece

a s.Vincenzode Paoli lo stabilimento delle

ujodo

il

pi commovente,

conferenze ecclesiastiche, nelle quali trattavasi dei doveiidella vita clericale.

come

quelle povere creature perirebbero

infallibilmente, se venissero da loro ab-

mero

di quelli
di
vi

bandonate. Alle sue parole T assemblea

crebbe

11 nuche v'intervennero si acmollo, e furono frequentale da

non

rispose qhe qolle lagrime^ e decise di

quaute

erano pi

rispettabili

per^pu

V
animo

liN
1

V
633
clieil

N
si

-15

del clero. Fti nel luglio

grande
e co

ra fu la sua fede, per cui

dichiar a-

del salilo pose le fondtioienta di

(|iiesl*opera

sommamente

salutare

me

intese con es<adi

provvedere
alti

alla

dot-

perlamenle contro l'erronea dottrina di Giansenio e de'suoi seguaci Giansenisti (^.), e combatt con mollo zelo i suoi
errori sulla grazia;

trina e santit del sacerdozio, istruendo

per questo mezzo ne'Ioro

doveri, ed
i

infiammandoli

bene

eseguirli, ministri

del santuario, grandissimo fu l'ulde de-

ma nello stesso tempo che rigettava un rigorismo che riduceva alla disperazione, condannava una morale rilassala che apre il varco ad ogni
disordine,
lls.

rivatone alla Chiesa.

Ed

personaggi

vescovo Francesco
si

di Sales,

che

celebri per dignit, per potenza e per

avvenutosi in Vincenzo, tosto


ch'egli possedeva
le le

accorse

dottrina fiorivano allora in Francia, aiu-

pi sublimi virt, ed

tarono del loro favore s bella e s benefica istituzione. 1 celebenimi cardinali


Ixiclu'lieii e

era alto a scorgere

anime

nella via della


i

perfezione. Perci lo scelse a

superio-

Mazzanni^
fra

poco dopo

re delle religiose della ^isilazioney che a-

due
loti

dottissimi vescovi Bossuet e

Fn-

vea
tre

di recente stabilito in

Parigi. Vindi
le

primeggiano

questi

(Essi sono

cenzo fu eziandio superiore

molle alaltre di

espressi col

santo nel quadro egregiaSanclis,


s.

comunit

religiose

tra

mente dipinto da Guglielmo de


rappresentante
le

quella delleFiglie dellaProwidenza, ch'era slata eretta nel

Conferenze di

/'in-

cenzo

(e

Paoliy eseguito per commissio-

Pollalion,

dopo

la

i643 da madama morte della quale

di
si

ne del Papa Pio IX nel i855, e collocalo nella chiesa de' sacerdoti signori della

dichiar prolettore di queste pie


e

figlie,

trov

il

modo

di far sussistere

e ren-

Missione di

Roma, per compiere


essi

la

dere perpetuo questo stabilimento. Nel

decorazione della cappella da


rata.

restau-

Se ne legge

la bella

descrizione del

i658 convoc a s. Lazzaro l'assemblea de'membri della sua congregazione, consegn a ciascuno la raccolta delle regole ch'egli avea steso, ed esortoili ad osservarle con perfetta esaltezza.
Il

Tommaso Borgogno somasco, nelV Mbuin di Roma, t. 22, p. 233 con incisione). Sorprende che un uomo, il quale non era distinto ne per nascita neper fortuna, e non possedeva di quelle vistose
eh. p.

suo

isti-

qualit che attirano

la

slima e

l'

ammis

confermato da Alessandro VII e da Clemente X. Ma frattanto la sua salute andava di


tuto fu di
e

nuovo approvato

razione del mondo, abbia potuto fare

giorno in giorno adievolendosi, e bench


avesse un

grandi cose;

ma

crescerebbe vieppii

lo

stupore
Je

se

si

esaminassero ad una ad una


g'

temperamento assai vigoroso, nondimeno le assidue fatiche e le austere. In et di

sue meravigliose azioni, e


ch'egli

innumesoccorsi

rit della penitenza lo fecero

rabili servigi

rese al

prossimo,

80 anni

fu culto da

traendo do Ila carila dei

fedeli

bre,
dici,

gli

accessi della

soccombeuna febquale erano perio-

straordinari a pr dei miserabili. AlFolla-

ma quanto
i

pi senlivasi appressare

teda
tavia

tante occupazioni, egli teneva tut-

l'ultimo istante, pi raddoppiava di zelo

la sua anima ntaiamente stretta con Dio, e nulla poteva turbarne la tran-

neir istruire
a'

suoi

figli

S[)irituali.

Mori
sua Laz-

27 settembre

i6(3o,

anno 85."

di
s.

quillit.

Le umiliazioni erano per


di gioia, e fu

lui

un

vita, e fu sepolto nella chiesa di

motivo

appunto

la

pratica

costante delTumilt ed interiore mortificazione, in

uno a

quella d'un' assidua


s

I suoi funerali furono accompagnada immenso concorso di gente, assistendovi il nunzio del l^apa e parecchi

zaro.
ti

orazione, che lo rec a

alto

grado

di

vescovi.
te la

Esaminata
le

Roma rigorosamenmolti miracoli ope^

perfezione; quindi inculc sempre calda-

sua vita e

virt eroiche, e rico-

mente

a'suoi discepoli questa virt.

Pu-

uosciulu

lu verit di

2(5
I-ali

N
I[

VI N
ste

a sua iulercessione, Benedetto XI


i

vere

figlie

e suore della Carit

si

av-

beato nel 1729. Indi nel 787 fu solennemente canonizzalo da Cleineule XII, e la sua festa determinata a' 19
lotlicliiai

di luglio.

Avendo

repubblicani nel de-

clinar del secolo decorso distrutta la chies. Lazzaro e rapita la cassa d'argeuche custodiva il corpo del santo, Luigi XVI II provvide d'altra casa signori del-

sa di
io

volgono di continuo fra tanto lezzo, come il raggio d sole che batte sui letamai senza imbrattarla pura fulgidezza della sua luce ; ed entrano in mezzo a quelle camerate con volto di paradisOjSicure di se, anzi sovrane di quegli animi felloni, che vedendole chinan loro riverenti quegli occhi talvolta
in faccia al
si

audaci e temerari perfino


li

la

Missione e

ivi

loro innalz altra chiesa,


il

giudice che
gli

condanna
vita.

e al

corpo del s. Fondatore nella bellissima urna fattagli dall' arcivescovo di Parigi mg/ De Quelen.
in cui

fu riposto

carnefice che

tronca la

N
la

sola-

mente fanno da infermiere,


ziale,

ma

da spebassa

da flebotome esercitando

Segu
la

la

solenne traslazione a'25 aprile

i83o, e Gregorio XYI ne rese perpetua memoria coli' approvarne 1' uliizio di
doppio maggiore. Questo mirabile servo
lui
il

rito

di

Dio ricev

curando piaghe e ferite. E questo non solamente negli spedali, ma ne' campi di battaglia e fra* pericoli di morte, prodigando le loro cure anco a* nemici, ne badando a religione, se acatchirurgia,
tolici

da

suo spirito. Vero grande

A-

o infedeli, tutti colla stessa carit


soldati russi fatti prigionieri epor-

postolo della carila^ scelse la donna come stromento il pi ellicace di sua missione, per portare soccorsi spirituali e

beneficando. Neil' ultima guerra di Tur


c/iia,
tali
i

Costantinopoli,

riceverono

negli

temporali in ogni classe di persone, e

spedali fiancesi da parte delle suore della

contrada del mondo, dove ha con essa perpetuato prodigi della cristiana carila, la pi ingegnosa ed eroiin ogni
i

Carit

le

pi commoventi cure. Fesanta vocazione, queste rein aiuto dell'

deli alla loro


ligiose

muovono
con

umana
tutta
fra*

ca.

Le

figlie

o sorelle della Carit sono


di Cristo e testimo-

sofferenza

una sollecitudine
distinzione

celebrale
ni dell'

Amazzoni

cristiana, senza mettere

eroismo
dell'

cattolico.

Ad

esse

non

miseri secondo la nazione o la fede

la persona esterimanente pi che virile, e ferve loro in seno un'anima di tempe-

manca

uomo che

professano. Si

che mostrarono ammirabili


i

riore, tutto

il

neir assistere e curare tanto


rodossi
feriti,

russi ete-

quanto

francesi.

Per

l'as-

ra

si

gagliarda, di pensieri

si

sollevati e

sistenza accurata prestata

a questi ulti-

sublimij di cuore

che forse non


bastare a' loro

v'

s fermo ed invitto, ha soldato che potesse

mi, r imperatrice Eugenia visit in Parigi la

superiora generale nella casa prinfiglie e

duri,

luoghi, faticosi

cipale delle

suore della Carit,


pass

con meravigliosa paziente industria e incomparabile abnegazione assistono Pazzi t\ Sordo-Macronaci e le cronache. Ospedaliere tif
svariati uffici. Esse
i i

per ringraziarla vivamente: indi


nella casa di lavoro

per eccellenza, passano


negli spedali fra
il

il

di e

la

notte

tanfo,

lo squallore e

la mestizia di tulle le infermit

che

af-

fliggono r

uomo. Esse

nelle prigioni co'

dove slavano tutte le monache, e poi al noviziato composto allora di quasi 4oo novizie, destinate a reclutare la grande armata della carit. Fermatasi a lungo tra le religiose, le interrog sui mezzi che adoprano per fare del bene a' fanciulli, a* loro parenti, a*
vecchi, a'poveri, a' soldati, a tutti. Nelle
recenti terribili stragi operate da'crudelissimi

cedi de' bargelli e de' carcerieri


sotto
gli

sempre
corsie

occhi, chiuse nelle

tristi

tra'cancelli di ferro,

udendo

di

continuo

drusi

e da* fanatici

turchi,

de-

lo stridore de'catenacci rugginosi.

que-

infelici cristiani della Siria,

trucidati

V
io

N
anche consoli,
le

17
casa centrale,

ferocemente e rapinali senza distinzione,

le quali a Parigi, oltre la

uno

agli

6tianieii,

suore fecero prodigi di carit. Quanta eminente parte e quanto sono benemerite della

hanno 68 stabdimenli serviti da 597 suore. 11 numero de' poveri e degl'infermi, visitati negli spedali o a domicilio

pubblica educazione e istruziogiovinette e fanil

dallefigliedellaCaritascendeai5o,ooo,
e quello de' fanciulli ammessi agli
asili

ne, per ogni clas-^e di


ciulle, in njolli articoli

celebrai, inse-

gnando con

pio zelo le

massime fonda-

mentali della religione, della morale e della civilt; ammaestrando con perizia
nel leggere e nello scrivere, e io qualsi-

20,000. Le figlie e sorelle della Carit sono sparse in tutto il mondo, e ve ne sono da 10,000 distribuite in 840 stabilimenti.

Ogni anno

circa

i65 vanno
ter-

in missione fino all' estremit della


ra,

voglia lavoro donnesco.

alfetluoso e sublime il na che rinunzi alla fiorente giovent,


alla

Quanto mai vedere una donfamiglia, alle

specialmente ne Ficariali apostolici (V.)j eziandio contribuendo alla


propag.izione della fede. inoltre s. Vincenzo de Paoli celebrato Apostolo della Francia^ le cui eroiche azioni furono tulle improntale di quell' eminente spirilo di carit

bellezza, alla propria


d'

speranze
di

uno sposo
fin

e a quelle di ve-

der s stesse riprodotte ne'figli; che quia-

abbandoni

anco

la patria,

tutti

che

lo rese tanto

beneme-

piaceri della vita, per interamente dedicarsi


al servizio del

rito d'ogni et, sesso e condizione di per-

prossimo, ad utile
et e condizione.

sone. Per

la

della societ d' ogni

dente consiglio,
si

sua ampiezza di cuore e pruquesl' eroico sacerdote

Sono
rati

sovraumani prodigi opequesti da s. Vincenzo de Paoli, colla sua mondiale e benefica istituzione. Gregorio XYl ne fugrande ammiratore e patrono,
i

die'lutlo a tutti, per rendere tutti salsi

vi; e

fece occhi al cieco, piede al zop-

po, e padre tenerissimo de' poverelli.

La

approv varie loro

particolari congrega-

sua carit considerata nel suo principio, ne* suoi mezzi, nel suo fine, quella vera carit che posta in perfetta opposizio-

zion,e a vantaggio di tutte

eman
t.

il

breve

Charilas viscerainduentes^ de* 1 4 coaggio 1 833, Bull. Rolli, cont.y

i9,p.

229:

Privilegia concessa Sororibiis Charila-

ne colla moderna sedicente umanitaria filantropia ltW Uomo (7^.), ha sapulo riportare pi nobili e duraturi trionfi.
i

Vincendo a Paulo. Hiporta il n. 191 del Giornale di Roma del i856,che l'ab. Darboy, uno de'
tis

nuncupatis a

s.

vicari generali

di

Parigi,

pubblic

la

Tutto l'universo saluta il Santo come uno de' pi grandi benefattori di tutta quanta l' umanit, tanto nel suo secolo, quanto in quelli avvenire. Merita leggersi
il

Statistica religiosa della diocesi di Parigi^


cesi

Ristretto cronologico della vita^

con molte notizie di tutte le diodella Francia, e dettagli importanti


delle congregazioni religio-

virt e miracoli di
li

sul
se,

numero
di

s. Vincenzo de Pao fondatore della congregazione della Missione e delle Figlie della Carit^

e sull'opere di carit di

Parigi.
a 48,

Le
gli

Roma 1837
zione.

centenario di sua canonizza-

comunit
cupati da

donne ascendono
di

spedali e ospizi a 35, abitualmente oc-

20,000 malati

ogni sorte,

t di

Queslo santo protettore della Socies. Vincenzo de Paoli il cui pre^

de' quali 12 sono servili da'Iaici e gli altri

cedente
s.

titolo di

Conferenze di Carit di

2 3 da

4^4

munit femminili

Carila. ^o'* ''^'' le divise in 3

Le

co:

classi

ni della

P'inccnzo de Trto//, rimasto alle sezo medesima, per averlo preso ad e-

quelle che pregano, quelle che insegnano, e quelle che assistono.

La pi

consi-

8emplare.lNe'vol.XLV,p. 235, L^p.ifia, xeni, p. i53 ed altrove, feci cenno dell'

derevole quella delle

figli*

dclluCaiil,

isliluzioDe #

uti di6si

il

virluoiu e cu-

^8
vita ciisliana
tli

N
mie
le-tterarie,

V
parlare, sibbene
il

N
fosse sufficiente
il

ritalevole scopo, che nella pratica d'una

non

vicendevole esempio e

doversi operare, e d

consiglio, informalo dal

sentimentodi
i

esercitarsi nell'opere

che furono

care

piet e carit cristiana verso


sia nel visitare
i

bisognosi,

poveri nelle

loro case,

Vincenzo de Paoli. L'istituzione si estese tosto nelle province della Francia


s.

recando

soccorsi in generi, e dareezian-

e negli altri stati

dioconsolazioni ;sia di adoperarsi in pro-

l'Asia, nell'Africa, nell'America,

porzione delle facolt e del

teupo che

d'Europa; pass nelparanco neir Oceania per lo zelo de' Sicari


Apostolici
i^P^.),

hanno

gli

ascritti,

nelT istiu/ioue ele-

e altri vescovi,

con una

mentare e

cristiana de' poveri fanciulli,

rapidit veramente prodigiosa, favoreggiala dall'insuperabile zelo religioso di

liberi e detenuti; sia di spacciare libri


rali e religiosi
j

mo-

sia di fare

ogni sorte d'oa*

Gregorio XVI. Narra

pera caritatevole proporzionata

mezzi

Roma (le 2^
t

agosto

Giornale di il 852, che la sociedistribuii

d'ogni conferenza,
rit
tri
si

cortipone di

ec. La societ di camembri attivi, e di al-

contava gi 8oo e pi conferenze, e

nel periodo di soli

i8anniavea

che non ponno darsi all'opera ch'essa inculca, Quest' ultimi aiutano per lo meno primi colla loro operosit e col
i

to alle famiglie bisognose L. 5,353,

26.

Non
i

qui

il

dito di Dio.'' Cosi ne' luoi

ghi

pi lontani,

pi diversi iper costu-

loro credito: suppliscono colle loro olFerle

mi, per nazionalit, per linguaggio, tu


scorgi
glia

e preghiere alle opere

di

fatto

che non

membri
si

di

questa seconda fami-

ponno

in

niun conio eseguire. Nell'amor


della salute

che
s.

sforzano d'imitare colla stes-

del prossimo, e nello zelo

sa carit

dell'anima basata ogni conferenza di carit. L'origine della societ fu in Pastudenti nel
principio 8 giovani 832, e prese forma nel 1 833, con conferenze per difendere e propudogmi di nostra ss. Religione, gnare
rigi, a cui

diedero
i

gh esempi del loro illustre paVincenzo de Paoli, che cousagiano il loro tempo al soccorrimento de' poveri in nome di Ges Cristo, e che
trono
a' loro materiali sussidi!
si

studiano di
religiosi
lo spirito ri-

aggiungere continuamente que'


consigli,

che ne rinnovano
al

presiedute dal virtuoso

ai."^

Bailly; sces.

chiamandolo

suo cristiano e sublime

gliendo a protettore e insieme modello

destino". Nella ricordata Statistica religiosa della diocesi di Parigi dell' ab.

re, tipo di

Vincenzo de Paoli, dolce e umile di cuomansuetudine e di carit cri-

stiana la pi industre.
istitutore
l'

Ne

fu

precipuo

Derboy detto. La societ di carit pi numerosa quella di s. Vincenzo de Paoli,

insigne letterato A. Federico

la

quale nella diocesi di Parigi nel


era divisa in

Ozanam
nella

professore di letteratura estera

so e

Sorbona, cattolico fervente, operozelante da aver pochi riscontri nella


nostro deploraCivilt Cat-

toria, e pochissimi nel

56 conferenze, comquali visitamembri, vano regolarmente 5, joofamiglie. Questa societ esiste gi in pi di 3oo citt
i856
poste di 1,800
i

bile teupo.

Fu

autore di lodate opere di


la

e borgate di Francia. Nel solo

i854

a-

cui die'conlezza con elogi


iolica, e nella serie 3.',
die' ragguaglio:
t.

vea speso in

buone opere

2, p.

449

*^*

franchi^ di cui Parigi


franchi.

2,248,964 avea dato 240,000


ne*

Della vita di Federico


dell'

In

Ozananiy

Commentario per Enrico


ordine de'

citati voi.

XLV

Roma, come raccontai e xeni, si stabiU la

so-

Domenico Lacordaire
liano

ciet colle sue conferenze nel

predicatori^ recato dal francese in ita-

provata col

1842, apdecreto Perspicientes, de'io

da Alessandro Fantelli, Bologna i858. La societ avvis poi, che invece

aprile del cardinal Patrizi vicario, arric-

chita d' indulgenze e protetta da

Gre-

delle tempestube discussioni dell'accade-

gorio

XVI

con due brevi apostolici del

V
tlel

w
con altro breve

V
Papa

2^
ti

1845^ e poscia lodala

avvenimenlo. A'5 del seguente i855


accolse nella sala
tulli
i

i852 dal successore Pio IX. Appein

del concistoro
delle con-

na
il

Roma

feee conoscere l'islituzione

del Vaticano

membri
il

celebre p.

Francesco Saverio Ravi-

ferenze di Ronia, in occasione che tro-

gnan gesuita, venutovi ad esercitare il ministero apoilolico con magndoquenza,


il

vavasi nell'alma cill


sidente
di
cpjelle

di

Parigi.

romano
il

sacerdote d. Luigi Marchetti,

unitosi a pochi laici, fra' quali

primeg-

Borromeo-Arese fece quanto esse (anno, ed

rammentato preMonsignor una relazione di


Pontefice enco-

il

Marino Torlouia, secondo il desiderio dell' encomialo gesuita francese, nel 184^ stesso apr una conferenza in alcune camere dal dello duca cortesemente favorite. Si chiam Italia^
giava

duca

d.

miando r
voli.
IN

istituto, tulli
le

confort a pro-

seguire con zelo


eli*

loro opere caritate-

istessoanno Pio

IX

noujin

il

cardinal Roberto Roberti protettore


siSociel di
s.

deU
del

Fi/ice nzo de Paoli e sue

IUI3

adiilinzione di quella degli Esteri^

dipendenze.

INel

suo

Piaggio

(/^.)

forse

un anno prima fondala nella nazionale Chiesa di s. Luigi de' Fraiiceche nuiodi
Gft.ni

1837,
mise

in

pi luoghi benignamente

amin

al

bacio del piede diverse confes.

i a benelizio di que'forastieri

renze di

Vincenzo de Paoli, come


s.

vono
Cristo

alla

sede del

f icario

Siena nella cappella di


Siena, gi sua

Caterina da
i

(f"^ .)

e centro del catlolicismo, e

abitazione,
cill,

capi

delle
l'i*

dove

valenti oratori,

eziandio vescovi,
il

conferenze di quella
stituzione propagata

per essersi

come
do
in

quello d' Orleans

venerando e
sulla carit a

anche nella Tosca(cos in allre citt

facondi>simo mg.' Dupanloup, di quan-

na e resa benemerit
d'Italia,
voi.

quando predicarono
f'aujiglie

come a
il

P^eiiezia^ e lo notai

nel

favore delle
visitale dalla

povere, soccorse e
este-

medesima conferenza

xeni, p. i53, conosca Manuale

ed

in

Genova

di cui
s*

della Societ di

ra.

ra

Cosa incredibile a dirsi, ma pur veSi cominci con s tenue assegnala

Vincenzo de Paoli^ Genova 1832). Nt quale anno il eh. cav. Adone Palmieri
afferma essere in
re

mento

conferenza italiana di

Roma,

Roma

estesa la societ^
istituito

da non oltrepassare la mensile somma di scudi tre. Benedicendola Iddio, venne


insensibilmenlti crescendo sotto
ci
i

contenere i4 conferenze, ed
il

pusua

segretariato

de' poveri,

nella

benefi-

utile e pregevole opera,

Topograjlasta*
i, p.

e autorevoli anspicii di

che non lasci d' a pr di essa tesori della Chiesa. Raci

Gregorio X V \, incuorarla e versando


p. <5^

Ustica dello Stato Pontificio^ par.


78.

Giornale di 1860 riferisce con


Il

Roma
elogi,
i

de'

che

7 gennaio la societ

contai ne' voi.

LXXllI,

celebran-

conta in Francia circa

400

conferenze,

do

la

definizione dogmatica dell'

Imma-

e fuori di Francia oltre a

colato Cuncepimenlo di
ne, che
cinio
il

Maria Vergi-

contare

220

2,000, senza consigli particolari. Abbias.

Papa Pio IX zelando il patrodella romana societ di s. Vincene nella vigilia del

mo;

lglenicnt de la Socilcde

f^iu'

veni de Paul, Paris iniprimrie de E. J.

zo de Paoli, nella basilica Vaticana nel

Bailly 1840. Regolamenti della Sucielc

1854
CUI

gran giorno in

di

s.

Vincenzo de Paoli in Romaf e

proclam il detto dogma, comunic 4oo e pi niembri delle conferenze di Roma, fra' quali anco il presidente e vice-presidente di (juelle di Parigi, ed
fid alle stesse ronjane conferenze
af-

bre^i d'indulgenze concesse alla mcdesi',

m^,Roma dalla tipogralia Forense i85a. brevi sono di Gregorio XVI, Roma-

$cudi per dispensarsi

a' [)ovei'i

2,5oo in pane

mini dcccl Ponti/iccm^ de* 10 gennaio 1845; e Quam Socielateni sub auspi^
ciis^ de'

12 agosto i845.
(s.)

e iu carne pel detto suspiiuto e glorioso

ViiNCIiiNZO

DE Paoli, Cungr-

3o
Vincenzo
(s.)

V1 N
I!

VIN
tiranno,

GAZrONE DELIE FlGLIE DELLA CaRITA. V.

vedendo
il

lo stato

spaventevo-

de Paoli. VINCENZO (s.) DE Paoli. Societ E Conferenze. F. Vincenzo (s.) de Paoli. VliNCElNZO (s.) DE Paoli. Congregazione delle Sorelle della Carit F^,
.

le a cui

era ridotto

martire, senza aver


i

potuto vincerlo, fe'cessare tormenti, sperando che con modi pi dolci n'avrebbe

Lo esort quindi ad aver compassione di s stesso, esagriflcamiglior riuscita.


re agli dei, o che

Vincenzo
ragozza
lenza

(s.)

de Paoli.
(s), martire.

almeno

gli

consegnasse

VINCE LNZO

Nato a Saaltri

le

Scritture de'cristiani, conforme all'e-

in Ispagna,

o secondo

Va-

ditto

che comanda

di bruciarle;

ma

Vinegli

oad Osca, ora Huesca,

nel

regno di

cenzo altro non rispose, se non eh'

Granataci vescovo di Saragozza, Valerio,


Jofeceeducare nellosludio dellesanleletteree nelle massime della piet
sare
ne.
la
j

temeva assai meno qualunque tormento, che una ftilsa compassione. Baciano pi
infurialoche mai, locondannal supplizio del fuoco,
il

indi

w-

dinollo diacono e io incaric di dispen-

martire invitto fu steso

divina parola, bench assai giovi*

e legalo sopra un letto di ferro, le cui

Sembra che il crudele Baciano, che governava allora la Spagna, ancor prima degli edilli emanali dagl'iraperalori Diocleziano e Massimiano contro cristiani, facesse catturare Valerio e Vincenzo , i quali furono tormentali in Saragozza, ed in seguito tradotti a Valenza, furono l'inchiusi in orrida prigione, dove rimasero a lungo fra'patimenti e la fame. Sperava il proconsole di smuovere con ci la loro
i

spranghe

fatte a foggia di sega e

guarni-

te di acutissime

punte, erano poste sopra

un ardente braciere. Le parti del suo corpo, che non erano volle dalla parte del
fuoco, furono straziate a colpi di frusta

ed arse con lamine infuocale, e sopra le piaghe gitlavasi del sale. In questa nja*
niera e a di (Ferenti riprese fu tormentato

da tulle
e

le parti:

il

grasso che colava

dal suo corpo, serviva di alimento alle

costanza, e rest stupito allorch,

faltisili

fiamme
re
il

ne accresceva

la

violenza.

Que-

condurre davanti,

li

trov vigorosi ed

in*

sto orribile supplizio

trepidi. Prov quindi di guadagnarh con promesse e minacce; ma Vincenzo, inca-

coraggio del

sembrava rianimamartire, che quanto pi


mostra vasi
ilare e

soffriva, tanto pi

con-

ricato da Valerio di rispondere, fece l'a*

lento, ed alzando gli occhi al cielo, in-

pologia della fede, e dichiar ch'erano entrambi preparati a tutto soffrire per sostenerla. Vincenzo fu messo ad ogni
sorla di torture che

trattenevasi con

Bio per mezzo


Il

d'

una

continua orazione.
disperato, lo

governatore, ormai
in prigione, ordi-

rimand
i

pi raffinala
di esse

pu immaginare la crudelt, e serb in mezzo


s\

nando

di coricarlo sopra

frantumi

di vasi

rolli, e di mettergli

piedi tra ceppi di


le
il

una tranquillit
gli stessi

inalterabile,

che

legno, che

gli

tenessero

gambe molto
suo servo
:

stordiva

suoi persecutori, e fail

allargale. Iddio consol

gU
Il

ceva vieppi infuriare Baciano,


fece frustare
i

quale

Angeli discesi dal cielo vennero a confortarlo e a cantare

carnefici,

sospettando che

con

lui le

divine lodi.

avessero mancato di vigore nel tormentare il martire. Biedero essi di nuovo manoa'tormenlijecon tanta ferocia straziarono tutte le parli del di lui corpo, che in molti luoghi gli si vedevano le ossa e le
viscere.
la

carceriere, che dalle fessure della porta vi-

de il camerotto rischiarato da un vivo lume, e il santo passeggiare cantando degl'inni, colpito da questo prodigio,
si

con-

vert all'istante e ricevette

il

battesimo.

Ma la grazia divina rendeva forte sua anima a misura che pi soffriva il corpo, e la serenit del suo volto mostrava le consolazioni interne ch'egli godeva.

Questa nuova
ti

fece

fremere Baciano di
in

rabbia, non ostante lasci


re, e
i

quiete il marvisi-

permise
quali

a'fedeli

d'andarlo a

lare,

piangendo baciavano

le ci-

V
catrici delle

N
,

3^

sue piaghe, e raccoglievano

Usuo sangue con pannilini, che portavano con divozione alle loro case. 11 santo martire fu in seguilo collocato sopra un e credesi sodice letto, dove tosto spir che ci avvenisse il 22 gennaio del 3o4. Baciano fece gettare il suo corpo in un luogo pantanoso, dove un cervo, per vo,

dopo il concilio generale di Efeso che condann il nestorianismo. Prese di mira


gli eretici del

le

nesloriani e

suo tempo, eparticolarmengli apollinaristi, che condella erudizione, va uni-

futa con priucipii generali e luminosi. Ai


pregi dello
stile e

Io in quest'opera

alletta e intenerisce.

un sapore di piet che Per umilt cel il

lere di Dio, lo difese dalla voracit degli


uccelli e delle bestie rapaci. Indi gettalo

suo

nome

e prese quello di Pellegrino,

risguardandosi

nel uiare, cucilo in

sestatoa f|uesto
tra
,

un sacco, bench fosattaccala una grossa pie-

terra, e separalo dal

come un forestiero sulla mondo dopo la sua


Il

professione monastica.

dotto ab. Boi-

fu spinto alla riva; e

due

cristiani,
il

ler, nella vita del santo,

d un sunto di
i

sapulo per divina rivelazione ov'era


gro corpo,
lo raccolsero e

sa-

quest'opera, e conclude che


di

raziocini so-

seppellirono in

che

vi

sono sviluppali hanno prestato e


le

una cappella fuori


za, nel quale

delle
si

luogo

mura di Valenoperarono parecalla


sot-

presteranno sempre

armi pi possenti
di

contro
versia
,

gli eretici;
il

n avvi libro

contro-

chi miracoli per virt delle sue reliquie.

quale rinchiuda tante cose in

Esse furono trasferite verso 1' 864 badia di Caslres in Lnguadoca per
trarle al furore de'mori, e ne fu data

poche
ri

una
de'
:

porzione

alla

badia

di

s.

Germano

Vincenzo di Lerino modi Teodosio II e di Valenlioiano III, cio prima del finire dell' anno 45>o. Le sue reliquie sono custocarte. S.
il

sotto

regno

Prati, non che ad alcune altre chiese


bruciale dagli ugonotti verso
secolo
la fine

dite con venerazione a Lerino, e leggesi


il

quelle che rimasero a Caslres furono abdel

suo
di

nome

nel martirologio

romano

a'

24

maggio, ov' detto prele per dot-

XVI. La
si

festa di
il

questo illustre

trina e santit cospicuo. Giovanni Sati-

martire

22 d gennaio. VIl>CENZO(s.)LiRiNEN^E. Nato nelle


celebra

nas canonico regolare della congregazio-

ne di

s.

Giovanni
in

in

Lalerano pubblic nel

Gallie, studi con successo le belle lette-

lySi

Roma
vi

un'edizione del Comnioil

re e

si diede al mestiere delle armi. Conoscendo pericoli da' quali era circondato, e la vanit delle cose mondane, pens seriamente a netlersi in salvo dali

nitoriuni, su qtiella che ne avea dala

Baluzio, e
zioni.

aggiunse delle

utili

annotaquesto

Non
le

si

deve attribuire

santo
grazia.

obbiezioni di un certo Vincenzo


dottrina di
s.

la procella, rifugiandosi nel

porlo della
un'isolelta

contro

religione. Si ritir quindi in

appartata per investigar e conoscere ci cheDio far voleva dilui.Gennadioassicura

che questa isolella fu il celebre monastero della congregazione di Lcriiis {^F.).Ai\\ie di premunire fedeli vacilhtnli o poco
i

compiacenza riproduco qui buona parte di quanto si legge nel Giornale di Roma de'29 febbraio 1860. Con sensi di profonda enjoreligiosa

Con

la

Agostino circa

la

zone quanti

vazione de*

amano non solo la consermonumenti che ricordano le

istrutti

contro
il

sofismi dell'eresia, che la-

glorie degl* istituti religiosi,

ma

deside-

cerava
gli

grembo della Chiesa,e far aprire

occhi a coloro che aveano avuto la

rano ancora stro, perch

ch'essi tornino all'antico lula societ

continui a sperinostra infelice

disgrazia di lasciarsi sedurre, scrisse con

mentarne

gli eHetli, nella

gran forza
cisione

di

eloquenza, chiarezza

e pre-

epoca di cui tanto abbisogna, sentiranno

un

libro intitolato Coniionilorio


eretici.
l't'

che una commissione


rigi

si

formala a Pa-

o ylvi'cr ti mento contro gli

Egli

nell'intendimento di raccogliere so-

compose quest'opera

nel

434

ani

scrizioni

ed

olfeite per venire a

capo

di

34
reslitiiire

N
il

VI N
celebre

ad uso religioso

mo-

vea quivi preparato


la Provv'idcnza j e

il

suo Governo del-

nastero di Lcrnsj di cui

la

circolale che

invila al pietoso scopo, riferita

aWA/ni

de la

lliiiioi,
Il

notizie.

d alcune interessanti cele3re monastero fu nel 4'0


s.

fondato da

Onoralo
la

(f^.)y poi arcive-

scovo d'Arles, e divideva con quella


Blarojoutiers
gloria di

di

essere
in

la

pi

antica istituzione de'

Monaci

Europa

Eucherio (/''.) vescovo di Lione, s. Cesario e s. Ilaria (^A'.j d'Arles vi si erano ispirati a quella dolcezza d'eloquenza che don tanta efficacia al loio ministero pastorale. Fatta rosseggiante Lerino dal sangue di piiche 5oo martiri, durante l'epoca dell' invasione saracena, V isola Santa divenne
s.

(Imperocch, bene aggiungere, M\viiioutiers, Majtis Monas te riun, badia


poi dell'ordine di
s.

cosi operosi e cristiani

rossetto d'un cullo universale ne' secoli del medio evo 5


utili

Benedetto, fondala
di

essa segu tulle le fasi

del risorgi-

da
s

Martino vescovo
3^
i
,

Tours, presso
coaltri

mento, e non decadde che dopo XIV secoli


sotto
i

tal citt nel

da

lui abitata, fu

colpi della rivoluzione fatta dalle

chiamala per distinguerla dagli

false idee filosofiche, la

quale

si

trascin

Monasteri fondati dallo stesso santo, do\e eravi un numero minore di religiosi.
Introdottavi
la

dietro rapidamente
ti.

la

rivoluzione de'fat-

Il

riacquisto dell' isola e del monaste-

regola di

s.

Benedetto,

l'abbazia fu ricolma di beni da' re e da'


signori
;

ro di Lerins, desiderato da lungo tempo dalla piet de' fedeli e da tutti coloro

ma

normanni

la

devastarono

che hanno a cuore

le

grandi riminisceadi

neir 853, e di i4o monaci non iscamparono al loro furore che 24, quali fuggirono portando seco il corpo dis.Mar

ze sloriche, stalo teste compiuto a no-

me
te,

di

mg." Jourdany vescovo


Pii

Frejus

e di Tolone.

tolta all'eresia

protestan-

tino, il quale non fu riportato a Tours che neir887. Indi Marmoutiers fu occu-

che da alcun tempo aveane fallo ac-

quisto, r isola de* Santi e de' Martiri,

pala da' canonici regolari, ritornandovi

benedettini cluniacensi nel 980,


fu detto

il

cui

sembra agitarsi nell'impazienza del giorno die spunter per farla risorgere dalle

abbate

Abbate degli Abbati. Nel


la

sue rovine.

Lerins

dunque
i

si

pensa

1641

vi

fu introdotta
la

riforma di

s.

di

fondare una istituzione cattolica che

Mauro; ma
e
la

rivoluzione nello scorso

riproduca possibibnente
ratteristici dell'antico

secolo soppresse pure questo ujonastero,

due traili camonastero solitu:

mensa

fu unita all'arcivescovato di
la

dine per
studio.
!

la

preghiera, solitudine per lo

Tours). Per
seguii

solitudine di Lerins conil

preti ed

sopra l'emula sua

vantaggio non

gliono cercare

nel

anco pii laici, che vomezzogiorno della


i

solo di venir detta la terra de' Sanli\

ma

di essere altres,

durante
di

il

VI
la
fii

Fraucia un dolce clima per risloiare la loro salute indebolita, coloro che voglio-

secolo,

un seminario
;

vescovi

per

no trascorrere

la vita nel

raccoglimento

Gallia

e divenir l'ullimo asilo per la

della preghiera,

losofa e l'eloquenza cristiana,

quando

grandi luminari della Chiesa d'occidente venivano fra' commovimenti e le rovine a cercarvi un ricovero.
ti

potranno trovare nel restaurato monastero di Lerins tutti van taggi che sono conducenti a farli riuscii

re neir intento.

Fa

l di fat-

VINCENZO

d'Aquila

(b.), frate lai-

che nel

V secolo
le

s.

Vincenzo Lirinea-

se riuniva in alcune pagine del suo

Com-

co francescano. Nato nella citt d' Aquila, nel regno di Napoli, si dedic a Dio neir ordine di
s.

monitorio

armi, che quind'innanzi sa-

Francesco'.

Per preve-

rebbero slate adoperate ne' combattimenti, che l'eresia avrebbe sollevati conilo la fede callolica. Salviauo ancora a-

nire la ribellione de'suoi sensi, praticava


incredibili austerit, nutrendosi soltanla

di

pane ed acqua,

di alcune erbe

crude

V
di assenzio.
gli

V N
I

33
di

Fuggiva la conversazione deuomini ed anche ((uella de'suoi reliorazione! giorni e sole notti
si

Nicolo V, La biografia

Vincenzo,
voi.

giosi, e passava in

quale anti-cardinale, la riportai nel IV, p. 167, e non con articolo.


ner.).
la
i

vente
zienza

intiere.

L'umilt e
in lui,

la

pail

VINCENZO MARIA STRAMBI (veNato


in C/V/ti^<"Cc/AzV7, profess nel-

ammirarono

ed ebbe

dono della profezia. zVnnunzi a Ferdinando I di Aragona re di Napoli, guasti


i

congregazione de' Passionisli, merit


vescovati di

Macerata
la

e Tolentino,

ed

che Carlo Vili re di Francia avrebbe fatto nel suo regno, e gli predisse la perdila della battaglia che questo principe volle dare all'armata di Papa Innocenzo
Vili.
pi, e

offerta a

Dio

sua vita per quella di

Leone

Jf//(/^.),
.

gennaio nella Chiesa de*


il f

ma

mor santamente in Ro824, e venne deposto ss. Giovanni e Paolo,


1

Dopo

aver ediQcato co' suoi esem!

Ne
ve,

ragionai ne' ricordali articoli e altro-

chiaro per miracoli, mori nel


s.

Sof,

precipuamente nel

voi.

XLF,

p.

88

e rest sepolto nel convento di

Giulia-

e 89.

Abbiamo

no presso Aquila. Il suo corpo, trovato incorrotto i4 anni appresso, fu dist)tlerralo e riposto in una cassa gueruita di cristalli. Papa Pio VII approv il cullo
di questo beato, la cui festa
si

vo di Dio, di

questo venerabile sercui si tratta la causa di beadi

celebra

a*

7 di agosto.

mese di Giugno consacraSangue preziosissimo di Ges Cristo, composto dal vcn. Servo di Dio Vincenzo Maria Strambi vescovo di Macerala e Tolentino^ Torino 185^7.
tificazione: //

to

'I

VliNCE^fZO, Cardinale. Pasquale


nel
to,
I r

II

VINCHESTER.
CuiAvi pontificie, e

T\ Winchester.
di
s.

06

lo

cre cardinale vescovo di Porfa carcerato e oltraggiato

VINCOLI. F, Catene
ss.

Pietro,

e col

Papa

Reliquie.

dall'imperatore Enrico

nel

1 1 1

Con

VINDAUSICA.
Vesaissino.

F. Carpentrasso e
abbate
di
s.

generosa costanza

soffr

molte

e gravi ingli altri

giurie, finche con Pasquale II e

VINEBALDO
di

(s.),
i

Lupo

cardinali fu restituito alla libert.

vien dire che morisse nell'istesso


nel
il
1

Conanno

Troyes.
del

Ebbe

natali a
di

Senna, nella diocesi

Nogeot sulla Troyes, verso la


un'educaal servigio

2,

poich in questo trovasi che


e da Lucenzi

met

VI

secolo, e ricevuta
,

cardinal Pietro era vescovo di Porlo,


si

zione cristiana

entr nello stato eccle-

come

ha dai Baronio

siastico, e diedesi

interamente

annotatore d'Ughelli.

di Dio. Egli
(ss.).

si

form

nella propria patria


vita austera e pe-

VINCENZO E ANASTASIO
tane (F.).

una

solitudine, e
11

men

Abbazia nulliusDioecesis dQ TrcFoa-

VINCENZO DOLIVAC,
le.

Cardina-

suo vescovo Gallomagno, conosciute le virt di lui, lo preg di remonacarsi a Troyes. Non molto dopo,
nitente.
i

Arcivescovo di Gae^w^t, fautore del-

ci

di

s.

Lupo
le

lo elessero

abbate. Raddopsi

l'antipapa Felice
sti

di

Savoia, da que-

pi allora

sue austerit, e

astenne

fu creato anticardinale.

Dopo

il

penot-

timento del
se al

falso

Papa, Vincenzo ricor-

Sommo

Pontefice Micol

V a'2

da tutto ci die avrebbe potuto solleticare i sensi. Le sue abbondanti limosine lo fecero riguardare come d padre do'
poveri. Recatosi verso l'atmo

tobre i447> bitir lo scisma, rinunzi


alla

6 14 dal re
s.

pseudo-dignit, co(ne poi fece l'an-

dotarlo

II, lo

riooncdi con

Lupo

ve*

tipapa, e rest assolto

ddle censure,

re-

stituito pienatnente alla dignit arcivescovile, e dichiarato vero cardinale, (la

scovo di Sens, ch'era slato esiliato nella Normandia. Mor a'6 aprile del 620 ovvero 623, e fu seppellito nel suo monasiero, dal t[U;de fu IrnsporCaio ndr89',

allora essendolo stato llegitlmainenle,

come narra
VOL.

il

Novaes

nella Storia di

essendo stalo

il

monastero ubhrucialo da'


3

CI.

34

VI N
Giacob!)e nelle benedizioni date a* suoi figli, per significare l' abbondanza delle
viti

normanni. Edificslasi poscia una nuova


chiesa, vi furono leposle le sue reliquie.

La

sua fesla
A'

si celebra il 6 aprile. INO, Finiim, Mei uni Temetutn.


^

nella parie

disse
te
;

che toccherebbe a Giuda, che legher il suo asino ad una vi-

Liquore e bevanda

traila

dal raspo o

grappolo, RacemuSj dell'uva, Z/i't', frutto della vile, l'^itis, che si coltiva nel

il suo mantello nel vino, suo pallio nel sangue dell' uva. La s. Scrittura per significate un tempo felice,

che laver

il

campo
liSj

e terreno detto vigna, l'inea^ e

dice che allora ciascuno vive in riposo


sotto la sua vile e
ri
il

col quale nella

vendemmia, yiudemiasi

suo

fico.

viaggiatosi ti

col cogliere l'uva

fa

il

raoslo,

Ahi-

raccontano, che nella Palestina


di

o-

sfiuif

che produce, quando ben puri-

vanoancora de'grappoli
di peso, e
si

ficato,

il vino. L'uva selvatica il frutto d'una vigna bastarda e selvatica, Lahru-

che

in

io aialibbie quella fertile contrada


la i.*

fanno tre vendemmie all'anno;


ottobre.

scay e
ci

non matura quasi mai.

Gli stori-

nell'agosto, la ^.^ nel settembre, la 3."


nell'

tanto sagri quanto profani concordaa riconoscere ne' tempi pi remoli

La

raccolta del frutto della

no
la

vite,

come

noi diciamo la

cognizione della coltura delie


i

viti

e la

era accompagnata anche presso

vendemmia, gli Ebrei

scoperta dell'arte di fare


nella Genesi, che

vini. Si legge
la vile

da

feste e

No piant

do-

gnificare

un tempo

po
to

il

diluvio, su di che molti son d'av-

che non

si

da allegrie; ed profeti per sidi calamit dicevano sarebbero pi intese le canzoni


i

viso ch'egli allora fece ci che avea fat-

ordinarie in

tempo

della

vendemmia. La
il

prima di quell'avvenimento memorando: solamente credono che fin allora


quel patriarca ignorasse
no, ovvero che per lo
sasse,
la forza del vi-

legge di jVlos non permetteva a colui,

quale piantava una vigna, di mangiarne


il

meno non penlui

che

la

quantit da

bevuta fosse

bastante per ubbracarlo. Altri in vece

opinano ch'eravi
del diluvio,

in fallo dell'uva

prima
sol-

fruito se non nel 5." anno, e ci che produceva ogni y.** anno era pe' poveri. 1 noltre era permesso a'passeggieri e viandanti di mangiare dell'uva delle vigne che Irovavansi lungo la strada, ma non
di portarla via, o per s
alties

ma

che No conoscendo
il

o per

allri.

Era

che ne ricavasse il mosto per farne una bevanda da conservare. Allri finalmente sostengono, che l'uso del vino antico quanto antichi sotanto
il

frutto, fu

i.**

proibito di seminare

altre cose

nelle vigne. Mos ordin pure, the nel vendemmiare non si prendessero raspolli o racimolelli d'uva, scampati dalle mai

no
ne
del

primi Patriarchi^ e che l'espressio-

ni de'

vendemmiatori,

ma

rimanessero

di cui fece uso

Ges

Cristo, parlando

qua' piccoli grappoli

pel

forestiero, pel

momento
,

in cui gli

uomini furono

pupillo e perla vedova. Allrellanlo doveasi praticare nella mietitura de' can)pi
di

sorpresi dal diluvio, cio cdentes et bi-

hentes

dicesi ordinariamenle di coloro che bevono vino. Nella Palestina eravi una grande quantit di belle vigne e di eccellente uva. Se ne pu giudicare da'

grano

e altre biade, lasciando loro la

L'uso del vino nell' aulico Testamento era interdetto a' Sacerdoti, quando etano nel servizio attuale del jTtfspigolatura.

grappoli che tolsero in quella terra pro-

^rr<7co/o.Questo liquore era


bito a' Nazarei, in

altres proi-

messa da Dio a Israele, e nel campo di questo portarono ue clfgli uomini man* dati ad esaminale quel paese. Las. Scrittura fra r eccellenti
vili

uno

vanda che potesse


rocch quando
il

qualunque beobbriacare; impea

vino era proibito, cooi-

e vigne eh' era-

prendevasi d'ordinario sotto quella proibizione qualunque liquore capace di pro-

no

nella Palestina parla di

quelle di Se-

bam

Sabama

e deli' altre di Jazer.

durre l'ebbrezza, ed espresso nella Voi-

V
gala col

N
Quanto
al
ri-

V
pme una

a5

nome

di scera^ o vino di pal-

lua, cnraunissiino in Oriente.

vino

Recabili osservavano
il

gorosa astinenza. Si veda


cap. 36.

Cancellieri,

Notizie della notte e festa di Natale:

Se

le

vigne d'

Engaddi pro-

bevanda pi anticamente e pi generalmente usata. In Egitto se ne fece inventore Osiride, il Bao-, co Tebano. L' uso fu comune nella Grecia, e anche iu parte di Spagna, Francia, Germania, Italia ec., avendo forza
sto la birra stata la

ducessero fiori e uvCf e le cortecce degli alberi stillassero balsamo? nella notte
della nascita del Salvatore

inebbrianle,

ma

affatto diversa dall'odo-

re e dal sapore del vino. Nel voi.


p.

XCVf,

del

mondo.

289, narrai

l'uso praticato dagli ebrei

di

Engaddi, citl dellaPaleslina nella tribi Giuda, era assai fertile in viti di Cipro, e in alberi da cui stillava il balsamo, le cui vigne sono ricordale da Salomone

nello Sposalizio f di gettare in

terra la

tazza col vino; e ci, dicesi, per rappre-

sentare
la
zi

la

fralezza

umana e la

brevit del-

vita^gittandoin terra e facendo in pezil

fila sua Crt/2^/c^. Tra gli ebrei, a'delinqnenli condannati a morte si dava a be

bicchiere di fragile F'etroff^.J.Qaan

in lutti gii

argomenti conviene cominil

re del vino, e fu presentato a


sto,

Ges

Cri-

ciare dagli ebrei e dalle loro famglie, le

prima che

fosse attaccato alia croce,


fiele, col la iSyjo/zo-^?^/^.^,

quali sostengono
dell'

i.
I

rango nella storia


Gentili attribuile finzioni

e dopo, misto con

antiche nazioni.

cio del vino misto colla mirra: era assai

rono favolosamente, per

mito-

amaro^ e preservava
avessero confessato

dall'

ubbriachezza,

logiche de' poeti, l'onore dell'invenzione


del vino a Bacco, e lo deificarono, cele-

e davasi a'condannati che pubblicamente


il

delitto.

Ne

parla
eccle-

brandogli

le feste

F'indemiali nella sta*

non poco

il

Baronie negli Annali

gione delle vendemmie, eh' l'autunno,

siastici all'anno 34, n.

94

e seg. a 106.

massime

nel il/e^e d' ottobre.


vi

Durante
iti

Eraviil vinodi libazione, eccellente e puro, che spandevasi sulla r'iitintane

queste solennit

erano de' Giuochi


il

Tem-

tutti gli angoli delle vie e ne'viliaggi della

pio del Signore. Molli scrittori, anche

Grecia, e un becco o capro era


si

pre-

moderni, hanno
gitto al
viti

fatto questione se nell'E-

mio che

disputava:

il

principale eser-

tempo degli ebrei eranvi vigne, Erodoto dice espressamente che gli egiziani usavano vino spremuto dall' orzo, non essendovi viti nella cone vino.

cizio consisteva nel saltare


otri unti d' olio.

Presso

sopra alcuni romani, il pi

grande divertimento
tua del
si

di queste feste con-

sisteva nel portare in processione la sta-

trada

e Plutarco assicura, che

natu-

Nume Bacco,

di

cantare ebbri ver-

rali del

paese abborrivano

il

vino, con*

burleschi e canzoni licenziose, d' im-

siderandoio

come

il

sangue
gli

di quelli ch'e-

brattarsi di fango, e di attaccare

ad

al-

ransi rivoltati contro


si

Dei.

Nondimeno

cuni pini de* bindoli per dondolarsi uo-

conosce che l'Egitto non era affatto pri* vodi vigne, ed sacerdoti egiziani facevano uso del vino d'uva, probabilmente portato d'altrove, non bastando il prodotto della regione. Ed allerma Dione l'accadei

mini e donne, coil'altalena.


starono culto a 5 Bacchi.
Il

I pagani preBacco Libe-

ro de'poeti, qual padre della libert (per-

ch

il

vino libera da' tormenti dello spi*

mico, che
del vino,

gli egizi
i

erano beoni e amatori


il

poveri bevendo

prodotto
la

dall'orzo coH'acqa. Certo che

birra,

bevanda che

si

compone per

lo

pi di

Dio del vino, delle vendemmie e de* bevitori, anco de'banchelti, chiamato da' greci Dionisio, e secondo l'opinione generale figlio di Giove e di Semele figlia di Cadmo re di Tebe in Beozia, ed a querito),

biade fermentate, grandemente in uso presso que* popoli che ne'loro paesi non

sto

si

attribuiscono

le

azioni di tutti gli

altri

sognati Bacchi, in ispecie d'Osiride


de* primi re d'Egitto, posto Ira'nu-

hanno

vino, o oc

hanno poco, e dopo que-

uno

36
mi dopo gn agli uoiiiini do di coltivar la

N
i

VI N
inseil

la sua morie. Egli pel

rali baccanali.

Tuttavolta anche nell'ani

l'uso del vino, e


vile,

mo-

(ichil conoscendosi

funesti effetti dei


1'

secondo la fu volosa mitologia. Ebbe Bacco molti nonii^ ed rappieseulalo sollo la figura d' un bel giovine, con capigliatura inanellata e ondeggiante per le spalle. E coronato o di vite, o di pampini, o di edera, pianta specialmente a lui coiisagrata, sia

vino se ne viet o

moder

uso

pii

saggi legislatori dell* antichit imposero


l'astinenza del vino. Gli aborigeni avvez-

zavano

loro figliuoli a cibarsi di frutta

ed a bere acqua.

Di

fatti

1'

Acqua

di

cbe

Fontana^ di Pozzo o di fiume, in un tempo fu la bevanda preferita sopra ogni


altro liquido; ed
il

fosse ritenuta

come un preservativo consia

vino sebbene per molti


necessa-

tro r ubbriacliezza,
nelle sue foglie
lo

che

si
il

vedesse

omogeneo,
rio,

e per alcuni popoli

sempre verdi

simbodel

slimavasi da altri cosa periiiciosa, se

dell'impassibile giovinezza

nu-

me. Egli tiene in mano un tirso o lancia o dardo ravvolto in pampini o infoglie d'
il

edera che ne celano

la

punta; ed
tirso es-

tirso fu

usato nelle sue feste bacchiche

dalle baccanti.

Fornuto spieg

il

sere assegnato a'baccauli per indicare che


i

gran bevitori hanno bisogno d' un bail

stone per sostenersi, allorch


loro turbata
la

vino ha

ragione; ed
dalla

poeti altriviriti^

bevuto in quantit eccedente. Saturno bench insegnasse a coltivar la vite a'crelesi, ne viet l' uso alle donne sabine, e Fauno proib il vino a' ialini. I romani all' esempio de* sabini lo vietarono severamente sino dallo Sposalizio alle loro mogli, ancorch di alta condizione, con pena di ripudio, ed anche di morte, a cui soggiacque la moglie di M. Menenio, o almeno non potevano beverne senza licenza del marito.
sco,
Il

buirono
di vino,
steri di
ti

al tirso

sorprendente

con

Guaos

esso facendo uscir


li

terra

sorgenti
i

/ Riti funebri

di

Roma pagana,
della

luogo ove celebravansi


si

mi-

serva, che sebbene ne' tempi

re-

Bacco,

disse Baccanale, celebra-

pubblica nascente
altri

il

baciarsi gli uni gli


in uso,

dalleBaccanti, donne e sacerdotesse desi

non era mollo

solamente

dicate al suo culto; e Baccanti


gli

dissero

mariti valevansi del bacio per ispiare se


le loro

uomini ammessi

all'

orgie de' bacca-

mogli avessero bevuto vinoj

il

che

nali, coronati di

foglie d'edera,

mesco-

late di corimbi, piccole grane o bacche che nascono a gruppi su quella pianta.

appresso fu costume universale e frequente il baciarsi.


era loro vietato:
in

ma

Ne* primi tempi


sino air et di

Erano
co,

l'orgie le scandalose feste di Bac-

distinte famiglie

che celebravansi con mollo strepito, con tumulto e confusione, abbandonandosi ad ogni turpe licenza sfrenata queli che ne prendevano parte. In esse, allorch i baccanti erano riscaldati dal vi* no, si battevano con grossi bastoni in modo da ferirsi gravemente, ed anche da uccidersi, per cui a'bastoni furono sostituiti de'fusli di ferula.

giovani romani delle non potevano bere vino 3 anni. I greci non peri

misero r uso del vino a'giovani, che nelr anno iS.** Da quelT epoca sino al 4o."
si

tollerava temperato con l'acqua, edai


et

40. in poi, largius

meracius non

ta-

jnen

ad

ebrielaieni,

disse

Plutarco, in

Chela tragedia

la

commedia ebbero

orisine dalle ven-

Timaeo. A* giovani persiani non se ne dava giammai, in tutto il tempo che frequentavano le scuole; ed era vietalo a* cretesi nella circostanza medesima. Per
le leggi di

demmie
scrissi

e feste in onore di Bacco, lo de-

Zaleuco, presso

locresi epiil

a Teatro, trattando di quelle proIl

zefriani l'uso del vino, eccettuato


di malattia, era

caso

duzioni e rappresentanze.

civilizzatore

generalmente interdetto
di

cristianesimo abol tale ridicolo e abbo-

sotto

pena

di morte. Gli abitanti

Mivie-

minevole

cullo,

ed

vergognosi e imtno-

leto e di Maisiglia

furono paghi di

N
scrupolizza.
vat.
i^rt/'iVzr.,

VIN
Ma
si

37

tarne l'uso alle donne. Gli antenati de'

moderili francesi non bevevano che

il

vi-

ObserAmstelodamii 1787, ad alattribuisce


i

nel Wesselingo,

no raccolto

nelle loro vigne. Presso

mu-

tra
ilei

causa

la

proibizione

sulmuni, seguaci di Maoinctio,\\tx' proibizione rigorosa


(li

vino presso

turchi, cio al

costume

quell'impostore, vie*
li'

delle loro stesse antiche nazioni, e nella

tato r uso del vino e quello di altri

disciplina de'Rechabiti.
i

indubitato che

quoriiuebbrianli. Alcuni pretendono derivato


le
il

divieto dallo slesso motivo e per


ragioni, per cui
il

medesime

legislatore

degli arabi proib di divertirsi a'giuochi


di Sorte, e

e disordine,

questo per impedire ogni lite come pure per togliere ogni
nell'e-

negligenza che derivarne potesse


cetto

sercizio de'doveri di religione. Questo pre-

Saraceni da' quali trasse origine il sedicente profeta Maometto, erano genti vini penitus ignorantes; anzi l' imperatore Pescennio Negro del 198, riprendendo alcuni de* suoi soldati vinti da'saraceni, loro rinfaccia, che ilU qui vos non vincuntaqiiam bihiint. Pare che questo costume ne* saraceni, e prossimi arabi,
y

negativo fu sempre tenuto


tratto di politica di

come

sia

derivato da'Nabatei, arabi discendenti

un gran

Maometto.

di

Altri vogliono

che quel sagace legislatore

titubasse assai,

prima

di risolversi a

una

Nabajolh primogenitod'lsmaele e pronipote d'Abrarao e di Agar, quali non bevevano vino. Ed in questo furono imii

proibizione assoluta, poich conosceva be-

tati

da'Hechabiti.
dell'
i

Vabatei abitarono

una
que-

nissimo qualbalsamo fosseil vino, bevuto

porzione
la
st'

Arabia, e particolarmente

con moderazione. Infatti Maometto, appena giunto a Medina, essendo stato interrogalo da Olii man figlio d'Affao, se
si

Petrea e
istesso

luoghi circonvicini.
gli

Da

luogo

antenati de'R.echabiti

trassero la loro origine.

La

famiglia Pieil

poteva bere
spondesse:

il

vino, tradizione che

ri-

chabilica deriv dalla gente Kenea,


cui progenitore fu Jetro suocero di

di

sono in ci molti grandi pericoli, ed insieme grandi vantaggi. I musulmani di quel tempo, lanciando a
P^i

Mos,

sacerdote e principe de' Madianiti, regio-

ne che se nou era


era

l'istessa colia
vici<ia,

INabatea,
si

parte

la

considerazione del
al

pericolo,
gli

si

almeno a quella
lo stesso

ondese
i

os-

attennero

uomini traggono dal vino, e continuarono a berne; ma dopo che Maometto trov un
vantaggio che

serva l'origine di questi popoli,

Nabatei

sono

che
gli

R.eohabiti

Quesl* ultimi furono


stori, e

come

e Kenei. Nabatei patali

giorno alcuni fra'suoi seguaci, che riscaldati dal vino e abbandonati con efTrenalezza al giuoco,

come

arabi, e da

paesi

si

trasportarono nella Palestina, dove lasciato Gerico, passarono ne' deserti della

erano venuti

a gravissima

conlesa tra loro, (|uel legislatore

prese

Giudea per avere


essendo
tali

migliori pascoli

non

motivo quanto

di
il

proscrivere tanto

il

giuoco,

deserti inospiti e

spogliati)

vino, essendosi prefisso di vo-

ma
se

solo privi d'abitatori e proprio di pa-

lere ne' suoi seguaci

una

cieca ubbidien-

za ed un'assoluta sommissione. Leggesi

quindi

deli! sappiateiu verit,

Alcorano o Corano: feche il vino, il giuoco e gl'idoli sono abbominazioni suggerite dal demonio; astenelevene chiunque". Siiiatta disposizione non lasci a'musulmani verun dubbio sulla natura del vino,
uell'

Da simile cagione di pasture si mosCheber Keneo a trasportar le sue tende vicino ad Elon Betzaanim. Non si pu affermare che Kenei non bevessero vino, ma pu dirsi che non coltivarono vi* ti, n ebbero eampi, n erigevano case
stori.
i

per abitar sotto


turale a' popoli
sedi fisse,

le

tende, essendo ci na-

nomadi, che non aveaao


i

e (juindi fu rilegato nella classedelle cose

come

llechabiti e

Nabatei,

immonde, bench nell'odierna Tur' cliia^ su di ci, come di altro, qud piti si

popoli

tutti

chd abitavano regioni poco

atte alla coltivazione dello viti e alla se-

38
tnenla.

V
Da
questi

N
i

VI N
lo-

dunque appresero

quella che

ro discendenti saraceni T islesso tenore di vita. Laonde il costume di non bere Tino
i

avea a tutti gli altri Del, fece dire ad Orazio d'averlo veduto insegnar versi alle Muse, e armalo del grave
si

saraceni e

turchi costume an-

tirso far correre

fonti di
il

generoso vino

tichissimo di
altri usi di
stitu

nazione.

Maometto molti
l

e di

latte,

e stillare

mele da' duri troni

que' popoli approv, e

co-

per leggi,

come

la

circoncisionee la

chi; canta Arianna, sposala da Bacco, aggiunta alle stelle, e disastri di Penteo
re di

proibizione della carne porcina, cose che


gi molto

Tebe, trucidalo dalla propria masue zie invase dal furore di il saggio re ricusato ri-

tempo prima
i

della nascita

di

dre

e dalle

quest'impostore, al riferire di Sozomeno,

Bacco, per avere


conoscerlo per

erano iu uso appresso

saraceni, parlan-

nume

e tenutolo per im-

done pi anticamente Solino. Nondevesi negare, che Maometto potesse esser mosso
ancora da altre cagioni a proibire il vino a'suoiseguaci, che accenna nel cap. 2 dell'Alcorano, unendo a questa proibizione ancora quella del giuoco, come dissi, ambedue grandi incentivi di risse, sembrando per altro che non abbia giudicato il \ino come cosa di sua natura cattivo; poich se fosse stato di tal sentimento,

postore, vietando a' sudditi di rendergli


culto, per vedere che sotto
il

religioso

pretesto d' onorare quel

Dio

novello, le

donne tebane
dissolutezze
si

agli eccessi del

vino e alle
la

abbandonavano: canta

morte del celebrelegislatore Licurgo,che fece recidere tutte le viti, e il domatore


dell'Indo e dell'Oronfe convertito in fiero

leone discacciare

giganti; e bench pi

atto alla danza e allo scherzo, lo

chiama
I

non avrebbe dato speranza a'fedeli musulmani, che nel suo immaginario Para*
diso, pieno di piaceri brutali, vi sarebbe

arbitro e della guerra e della pace.

van-

taggi del vino sono prodigiosi. JYunc vi-

stata
al

abbondanza d'ottimo

vino,

come
i

fa

cap. 48 ^6 dell'Alcorano.

Oggi

tur-

chi piantano le viti per cibarsi dell' uva.

no pellite ciiras, dice Orazio a Planco; ed altrove consiglia Varo a non piantare altro albero nella sua villa nel Tiburtiuo prima della sagra vite, perch a quelli
che non bevono vino gli Dei non vogliono che le cose succedano felicemente; u
in altro

Innumerabili sono panegiristi del vino, massime poeti ; ed Orazio, principe della lirica poesia, di sovente ne fa menzione ne' versi suoi, e specialmente di quello
i

modo si ponno discacciare


Compiange
i

le

cucol

re mortali.

chi

non pu

per molti anni

nell'

anfore conservalo,

vino alleggerire
coltiva
gli,
1'

suoi mali,
Il

come

chi nor

che non avvi circostanza di particolare o di pubblico rallegramento, eh' egli non creda doversi onorare e distinguere eoo mescerne in gran copia, e del pi prezioso.

amore.

giocoso Bacco, die' eall'

serve di sprone

ingegno, solleva
i

le

cure de'sapienli, e discopre


la

recondili

arcani; dona
biosa
;

Egli destin un' intera ode per can-

speranza alla mente dubaggiunge forza e conforto al povei'

tar le lodi di Bacco,

creduto inventore
vite,

ro perch non tema


lo strepito

ira

de' potenti e

del vino, ed a cui fu consagrata la

dell'armi; ogni cosa

manda
di cui
i

sebbene osserv il Sarnelli, che No, il quale ne fu il vero inventore, fiori nelTan-

buon
il

esito; discopre la verit,

padre, in

maniera che sogliono

DO

del

mondo 167 1,

e Bacco da* greci

si

principi col vino ne' conviti conoscere


veri amici,
i

credette comparso nel

272

1 ; i

poeti con
fior

quali discoprons colla loro

fondono Giano, che egualmente


tardi, con Mo, dicendo:

pi

Janus a

vino,

Faecundi calicesqueni non fecere disertum? Tale la pittura


stessa facondia.

qiiod reperii; unde et prmiim Jtaliae jwmen Oenotria, a vino. La venerazio-

che fa Orazio de' buoni effetti che produce il giocondo e soave frullo della vite; che tal dicesi per la vitu ch'ella

ne per Bacco essendo quasi maggiore

di

ha e

V
t]<^

N
vita

VIN
maestra col descrivere rore di Bacco, che sono
sare
la
gli

3^
gli effetti del
il

iilla

nostra

pro
ciisi,

alle

(pu essere timalattie e [noilurie una felice

umana

fu-

cieco

amor pro-

uell'abUaltiinenlo delle forze vitali,

prio, la vanagloria, e la temerit di pale-

roeiliante vino generoso e puro;

ma

tal-

arcani della fedelt che vien celadel vetro:

volta cattivi

elFetti

cagiona ne'corpi uma-

meno

Addis cornua pau*

dannoso e mortale). a du* vero non v' ha pi. grato e saldo sostegno che il vino preso con modeni infermi, riuscendo

peri, dice Orazio di

razione: accresce vigore

al

nostro corpo,
le

nutre, sostiene, e conforta tutte

nostre

Bacco ; e prima di lui avea scritto Aoacreonte: Calco il tutto colValnia, onde avviene che gli ubbriachi credono che tutto il mondo sia loro. La qual pittura corrisponde a quella che
fa

membra, ond'
il

che volgarmente dicesi

Catullo nel dipingere


sia

furori

delle

vino

la

poppa de' vecchi, e l'Alemanni


il

baccanti, e lo stato di (luell'ubbriachezza

cant: C/ie alla dehil vecchiezza

vin

che non

mantiene

Solo
Il
1'

il

caldo , e l'umor, la
nostri pen-

di cui dice

forza, e l'alma,
e in vita serba.
sieri, risveglia

E la toglie al sepolcro
vino eccita
i

animo^ Io spoglia d'ogni vano ed importuno timore. Io riveste

giunta al grado di stupidezza, Dante: Velando g/' occhi, e colle gambe avvolte - A guisa di cui vinoso sonno ^/e^<2. Orazio adunque conosceva e detestava V uso smoderato del
vino; e sicuramente fu uno de'pi sobri,
se
si

d' inusitato ardimento. E' sovente d'in-

rifletta
la

che viveva in
di

Roma

dov'era

centivo alle grandi imprese; conforto al


laborioso coltivatore e al
calca
le

recente
fecesi

memoria

quel Torquato che

viandante che

nevi nel piti rigido inverno. Di-

scaccia dal seno la vergognosa pigrizia, e

non

di rado avviene che plachi gli

animi
le

accesi dalie gravi risse,

intrecciando

sue frondi a quelle del pacifico olivo.Tan* lo e meglio celebr il gradito liquore, il
eh. d."^ Ercole Metax, nella DssertaziO' ne Oraziana del vino, presso gli Atti della Societ letteraria f^olsca Feli-

terna, di cui era segretario, t. 3, p. 3o3. Soggiunge quindi. Quando poi si alte lodi profonde ne'suoi ilolcissimi carmi al lieto

Bacco, in cui personificato

il

vino, inten-

de Orazio
l*

moderato e sobrio uso; perch quando ha voluto descrivere ebriet con altri colori ne ha
di parlare del

dipinti

tristissimi effetti, acci

ogi\uno

T abborra. Uvdus, chiama colui ch' giunto allo sialo d'ubbriachezla detesti e

za,
lo.

che corrisponde

al

madidus

di

Tibul-

Vino dieni celehrent non festa luce madere - Est robor, errantesy et mala ferre pedes. L* ebriet ha dipinta nella
rissa

chiamare Tricongio dal bere che usualmente faceva 3 misure di tal nome; e d'un figlio di Cicerone, che per egual motivo si fece chiamare Bicongio, togliendo questa lode all' uccsor di suo padre, il quale dedic alla sua ubbriachezza una intera opera. Celebrava Orazio col vino i giorni di ricordanza, ed invitava alla sua Villa gli amici, nello stesso tempo che dava precetti di sobriet, in tempi poco lontani da quelli io cui Cicerone temeva d'esser veduto bere 1' acqua dal censore Lucio Cotta. Finalmente Orazio era poepoeti sono sotto la tutela ta, e dice che di Bacco^ che produce l'estro e facilita il verseggiare; e che nel cantar le lodi di Cesare fu ispirato da questo nume. Se disse pi d' una volta di voler bere in onore delle Muse, e cant soverchie lodi a Bacco, lo fece perch il poetico Parnaso sagro a Bacco e ad Apollo; ed imit io iu questo Anacreonte e Pindaro , come in appresso fecero Catullo, Properzio ed
i

anche

il

Redi,

il

quale dice, col vino:


i

avvenuta pel vino tra* Centauri e i Lapiti,ed in Bacco dannoso a'traci, quai

sollevo^ Sopra

gioghi di Permesso.
i

Mi Ma

mentre Orazio voleva che


te segrete

posteri cre-

li

avidi delle libidini poco distinguono


;

il

dessero ch'egli avesse vedutoBacco in cer-

giusto dall' ingiusto

ed altrove

ci

am*

spelonche in compagnia delle

4o

N
a cantare,

V
pre cercando che
il

N
fosse fornito

Kinfe Baccanli, ed insegnargli

campo

deride coloro che con l'antico Cialiuo

slimano che non ponno piacere


lungaaenle que'versi che
si

e vivere

d'ottimo vino, avendo barche per trasportarlo dette Schapia vinaria^ in cui
si

scrivono da

caricavano
di

le

bolli col

vino,

comune-

coloro che non bevono vino, e che dalle lodi che fri Omero del vino { dicendo pure che a

mente
soldati,

legno di varie grandezze,

riusciva gralo al
i

sommo

tempo

della guerra di Troia

il

quali assai

il che giocondo a' bevevano. vasi or-

vino formava parte del traffico), dee arguirsi che fosse assai bevitore; cooie ancora, che

dinari de' romani per conservare

il

vino
uni e

erano di due specie


di dolia^
i

e dicevansi
,

gran-

Ennio padre
si

della poe'ia lati-

piccoli

amphorae

gli

na, Oiui priua di bere

accingesse a can-

tare, e coloro l'elfeggia

che avendo ci

credulo per divenir buoni poel;, lian co iniocialo dal bere dalla mattina fino alla
sera;
se
il

vedono ne'musei, ed anche per ornamento nelle ville. Il vino anticamente si conservava anche
gli altri di

terra cotta. Si

in otri falli di pelli d'animali,

ne

manil

come che quello il quale indossasmanto di Catone dovesse parimenromani usarono del vino come

cano paesi che


stabiliti

se

ne continua l'uso ove

legno none comune. Si attribuisce a'galli

te possedere le viriti di quel censore. Gli

lunghesso

il

antichi

taggiosa di conservare

Po, l'invenzione vandi il vino in vasi


la la
i

d'uno de'sosiegni dell'umana vita, e giunsero persino ad abusarne. I vini di Lesbo, di Scio, il Falerno, il Gecubo, il Massico , e quel di Formio aveano pef pi
preziosi, e specialaienle di

legno esattamente chiusi, e di mantenerlo

entro ampie botti a malgrado


di

sua
bollieti

grande fermenlazione. Colossale


le

Loreto, Gli augurii


i

felici,

quando
li

fossero

giuochi,

Brindisi

(f'.Jy

Piva

f'F.j fu-

molla et
,

alla

quale

facevano giundi Sigillo^

rono semprecompagni del giocondo Bacco ne' Banchetti (P.), ne Conviti (F.)^

gere
creta
in

conservandoli depurati in vasi di

ben chiusi

muniti

ed

u Pranzi
sti

(^F.j, sino da'


i

tempi remoli e

magazzini

alle volle a cielo scoperto

quasi presso tulli

popoli. Diversi di que-

situati sulla

sommit

degli edilzi.

Gran

cura posero alla loro conservazione, che giunse all'eccesso, scavando persino profondi pozzi
,

sa

costumavano porre in mezzo alla menun gran Fase pieno d viiio, e in queil

sto ciascun convitato attingeva

suo va-

li

fabbricavano di pietre

so o bicchiere. Si

pu vedere Alessandro
:

quadrate a guisa di rotonda cortina, acci con maggior sicurt vi potessero ripor i vini, quali coll'audar del tempo venivano a formare una corteccia si dura talmente che vi bisognavano le scuri per romperla, come si trae con analoghe erudizioui nella Disseriazione sopra un'
i

Petronio , Del vivere de' romani , et di conservare la sanit, tradotto in volga-

dal D. M. Basilio Paravicino da Como, R.oma 1 592. Giovanni Manelfi./f/c/isa Romana sive Urbani victus ratio , Piomaei65o. Venanzio Malleij Teatro
re
,

nobilissimo di scalcheria,

Roma

1669.
(

antica tavole tla d'avorio figurata^ espri-

mente 3 soldati in atto di portare vino per empierne l'anfore, d'Angelo M." Bandini, presso il Caloger, Raccolta d'Opuscoli^ t. Sy, p. 225. Dalla medesima ricavasi la diligenza de'capitani romani acci non mancasse il vino a'soldati, oltre
il

Cesare E vi la scandalo,// Maestro di casa, il Trinciante, lo iS'c^/co,Roma 606. V. Lanceliolti, Lo Scalco pratico, Ro-

ma
nel

1627. Si bevette a onore degli Dei paganesimo; e in onore di Gesti Cri-

sto e de'Sanli nel cristianesimo, e lo notai nel voi.

provvedere abbondautenienle
bestiame e altro

alle

di,

LV, p. 39. Narra il DerlenDelle Obblazioni, p. 92, che vietata


sotto le

loro necessarie bisogne, apprestando grani, biade) Ciguo,


;

la

comunione

due

specie sagra-

sem-

meutali) di cui pi avanti, ia alcuna chie-

VI N
sa in

VIN
poril

4i

qualche

festivit rest l'uso Ji

te

il

vino

nuovo

di
1

che ragionai anco

gersi col calice dall'altare a'fedeli

vi-

nel voi.

XLlii,

p.

85.

Le

primitive
si

/d?-

no benedetto, come in Pavia pei* la festa ili s. Biagio. Crede inoltre il Berleadi che V uso di bere il ^ino benedetto sia una reliquia dell'aulica costumanza de'fedeli, di bere talvolta ad onore de'Santi, bench resa pi religiosa mediante la benedizione e
sto
il

gapij discorse in
nel sagro sulla

piti

luoghi,

facevano

Tempio o nel suo Vestibolo^ o tomba iW3Iartiri, ed erano rifocil*


,

necessari alla lun* lamenti esemplari ghezza delle sagre Sinassi e altre Uffzio! ture

divine^ nelle quali venne poi


il

li-

calice dell'altare. Parl di (jue-

s. Agostino col biasimarne l'eccesso uelsermont 2 32<^<? Tciipore^ che tutta-

bere de' vini a* cantori, per acquistare vigore nel salmeggio e nel canmitalo
to di lunga durata.

Anticamente nelle
(/^.)

sa-

volta posto fra'dubbi: D'iversis noiiii-

gre pontificie funzioni teWeCappelle pontifcie ^


i

nihus
rulli

i nei

pi uni bibere^
et

non solimi
il

vivo,

Cantori pontificii

per ri-

hominuni y sed
gli

n^eLoruni

et

focillarsi

reiiquornin Sancloruin. Ricorda


Jendi

Der-

no,

le

bevevano diverse (jualit di vicui specie nominai parlicolarmen*


119,

autori che ne scrissero, fra'quali


s.

te ne' voi. Vili, p.

LV,

p.

4o> 4^

quello de'miracoli di
ce:

Udalrico, che di-

46. Inoltre
viti

tali

cantori, ne'solenni con-

In auxiliuni ejus

(y.

Uda Ir ici) fir-

tenuti nel 7r/c/m/o (A^.), ricevevano

mi ter ubique confidtns in ricreationesua pr amore ejus frequenler bibebal, et alios bbere postulare consueti t. Trovo
uel Cresci mbeni, Storia della chiesa di
s.

dal Papa,

dopo

il

no da
dini

lui

gustata.

canto, una tazza di viQuesto vino dagli Or-

Romani

ed in altre antiche carie,

camaio opU/nuni, claretuin^


tibus cond tum
,

aroma"

Giovaiiniavaiiti porta Laliiia^


fra le reliquie del
s.

p.

52,

che

A postolo ed ELate11

vangelisla gi venerate in quella sua chiesa, e poi trasferite oell'arcibasilica

ac decactum; viiiuni factitiuni ydulccy pigmenluni. Ne parlano ancorali medicoAndrea


vinuni melle
^

ranense, eravi
veleno,
.9mtr

il

calice nel quale beve


i

De naturali vinoruin Romae 1622, p. 3io e SSy;


Bacci
,

hisloria

ed

il

nocuinentum, secoiLo

Pas-

retti,

Ritus dandi Fresbyleriurn^

Mop. 55 ,

sionari antichi ealtretestiinonianze;altro

simile e di legno trovandosi in


nella chiesa di
s.

Bologna Giovanni del Monte


valse nel
s.

notando che in diversi capitoli e per alcuna festa era distribuito ancora a'canonici. Il

KoolxyDeli'origine del rito gret.

cio quello di cui

si

Sugrifzio,

co in /tali a, traila nel

3,p.

246: Delle

onde
P'

sin

da'primi secoli fu costumato di*


s.

nsere

Giovanni col

calice

da cui sorbenediziofesta di
il

funzioni del Sabato santo, Pentecoste e Risurrezione del Signore, che si cele

ge ilserpe; e ches. Isidoro alerma d'aver


letto in

bravano nella cappella del Pupa con


lezioni e cantici in lingua greca, nelle

un antico Rituale

la

ue del vino che fucevasi nella Giovanni per servirsene contro


Nelle feste di alcun
s.

s.

quali

si

gustava

il

vino greco. Pertanto

veleno. faceva-

racconta che nel Laterano, dato compi-

Martire

si

no da'primitivi
chiamali

cristiani tnodesti pranzi


,

il

mento alia funzione di tre vesperi , che Papa celebrava nel giorno di Pasqua

gapi

ma

poi degenerati in

iu 3 diverse chiese, passava al portico di


8.

pubblici e solenni convili, con crapule e

ubbriachezze, per cui in seguilo furono


abolite.
le

Venanzio , cos denominato dal suo tempio eretto dinanzi al battisterio Lu;

Fra

le

pi famose e propagaquali
si

teranense

sedeva co'cardinali ne* f.ddi-

furono
la

([uelle colle
s.

celebra-

storii e sedie

preparate

ed

chierici mi-

va

festa di
i'i
I

Martino

vescovo di
8.", in cui
il

nori e
peti.

laici
(.**

giacevano in terra sopra tapetl


i

Tours

novembre con

Il

diacono cardinale,

pri

popolo suole beverctuUoru eccelsi vumtiu-

miceri davuuu u gustare al

Pupa eu'

4a
cii'costanli

VI N
di

V
il

buonissimo vino per riauffizi:

versi dalle fatiche sofferte nella celebra-

vino V Elettore dell' ff/ipcro redi Boemia). Quando il Papa beve la i." volta,
tutti gli astanti devono genuflettere, tranne i cardinali e vescovi, che per si alzano in piedi facendo inchino, ed cardinali levandosi pure il berrettino. Anticamente i Papi nel gioved e venerd santo, quando cio somministravano la quotidiana mensa alla Famiglia pontifici a^\x\
i
i

zione de'divini

Deinde descendunt

primates Ecclesiac ad accuhila , invitante suolano s Vice-Domino (^.), et bihunt ter: de graeco semel j de pactis

semel; de procoma semel. il greco, che si produceva


napoletane, dette
abitate da'gieci.
Il

Il i.

vino era

nelle regioni

Magna Grecia perch


vino

pac tisi o
il

piutto-

tali

giorni facevano dispensare ad essa solla

sto ;7r/zy^/, era pi denso, grasso e vi-

tanto erbe, pane e acqua. Tojta


sa quotidiana,
i

men-

goroso del greco. Crede


le

Mabillon, che

Papi fecero somministra-

due

sorti di

vino de pactis e de pro-

re a'ioro famigliari, ed a'considerati per


tali,

coma

denominazione da'luoghi dove nascevano le loro viti. Di quetraessero la

dal Palazzo apostolico^ la cos detta

parte di palazzo o pan d'onore, com'y^eute in pane, ciambelle, vino e altro. Tali

sta solenne

ceremonia, ch'era in uso nel


s.

portico di

Venanzio

ne' giorni

della

parti di

pane e vino, per


l*

le

vicende poli-

settimana di Risurrezione, ne fornisce le prove anche il Panvinio, De septem Urbis Ecclesiis, et

tiche de* tempi,

abol Pio

VI

col chiro-

grafo dell." luglio 1797, confermato da

de porticu

s,

Fenantii,

In

tulli

detti giorni udivansi

l'armonia

delle laudi, salmi e versetti greci. Oltre


le lezioni

to, in

greco

greche e latine del sabato sansi cantava la sequenza o pro-

Pio VII col moto-proprio de'20 novembre 1800. Appena divenuto Papa Alessandro VII, fece incidere nelle tazze in cui beveva la figura della morte, onde aver-

sacrwUf dal primicerio de' cantori, nel tempo che il Papa, i cardivesperi di nali e gli altri ministri dopo Pasqua si rifocillavano colle 3 diverse sorti di vino greco,pactisie procoma. Alcune altre funzioni dell'anno, celebrate dal Papa, aveano il compimento con un
sa Pascila
i

sempre presente. Ne' Possessi de Papi, per segno di pubblica gioia e per rallegrare il popolo, si fece gettare vino dalle
la

Fontane, massime dal senato romano da


quelle de' leoni di basalte o granito nero
laterali

all'ingresso della cordonata di

Campidoglio (anche
natore di
la di

Roma:
,

sobrio bicchiere di vino


la fatica delle Figilie

che distribui,

Rienzo

ne' possessi del Seed il famoso tribuno Cofesteggiando il popolo ro-

vasi al clero greco e latino

stanco per

notturne. Si ha da
s.

mano, fece dall' alba nemente uscire dalle


bronzo
di

fino a

nona peren-

narici del cavallo iu

Benedetto canonico
colo

di

Pietro, del se-

Ma re' Aurelio,

allora sorgente

Xil,
s.

la

descrizione della vigilia e


,

innanzi al Patriarchio Lateranense, vi-

festa di

Gio. Battista

in cui

il

Papa

celebrava messa pontificale, e conclude:


JEt

sinistra,

vimim ad poluni omnibus graecis


Banchetti^
se pre-

clericiSf et latins. Ne'soleuni

Conviti e jPra/zzide'Papi, a questi lai."


volta versavano
senti,
i

no rosso dalla narice destra e acqua dalla mediante due condotti di piombo , con gran concorso di sbevitori. Nel 1720 pel nuovo gran maestro di Malta Zondadari, la fontana del Mascherone di
via Giulia in

il

vino

Sovrani

Roma

fu convertita in vi-

o piti nobili laici , e poscia il cameriere segreto coppiere;* in altri meno solenni, la i." volta versa il vino il coppiere o lo Scalco, indi {'Aiutante di ca-

no, distribuito al popolo sino all'ore 4 della notte.

nel

1788 per
al

la

presentazio-

ne della Chinea
delle

Papa, in nome del re

mera

in tutto

il

rimanente del pranzo


i,*

(al

novello Imperatore, la

volta versava

due Sicilie, ne'cantoni del palazzo Farnese due fontane gettarono vino. Altri esempi li riportai a' luoghi loro), co^

V
me
in quelli di

N
p.

VI N
4o6. Anch'
la

43
al

trionfale sul

Leone X, preo l'arco ponte s. Angelo; di Leone XI,

egli

impugna

gran beil

vitore

qualit di

prelato, e nota

dallo speziale in Banchi, e da' leoni di


leoni, standovi sopra
li,

Campidoglio; d'Innocenzo X, dagli slessi due figure d'Angeaventi due colombe nelle

suo vero nome essere stalo De Fiigger Fu^cr, e non Deuc, come appare dalle

logore lettere, secondo l'antiche reitinerari, e le ragioni

mani

col ra-

lazioni e gli
offre
;

che

mo

d'olivo in bocca, parte del pontificio

non senza

avvertire, che probala


il

slemma. Pel possesso d'Alessandro VII si distribu gran quantit di pane e vino
nel palazzo apostolico; per quello di Cle-

bilmente scioglierebbe
niele

questione di
libro di

questa storiella o favola,

Da-

mente IX gettarono vino


le

in

gran copia

lontane de' leoni di Campidoglio, oltre


palazzo del senatore; per quello di

altra fontana di vino a pie della scalina*


la del

Guglielmo Moller: Disquisitio hi* storica de Bibulo quodam Germanico in oppido Montefiascone niniio vinimusca telimi pota extncto, Altdorfiii68o). Sino da'pili rimoti tempi, una delle prina pane e del vino. Ed poeti antichi nel far l'elogio di questo liquore, lo riguardaronocome unpre* sente de'Numi. Omero lo qualific qual Dio delle bevande, e parla delle diverse
ollrire alla Divinit del
i

Clemente X, lali 3 fontane versarono vino copiosamente; per quello d' Innocenzo XIII, da* due leoni, cio dalla mattina del possesso sino al principio della ca* valcata, cominciala a ore 8, e dopo passata pel Campidoglio fino alla sera, men1

cipali parti del culto esterno consisteva

tre in

due luoghi poco

distanti gli uHziali

specie de'vini e delle loro qualit in

capitolini distribuivano gran quantit di

pane al popolo, ec. Anche aef^iaggi de* Papi, diversi luoghi li festeggiarono con fontane di vino, precipuamente, per la qualit eccellente e per abbondarne. Orvieto e Monte Fiascone (nel quale articolo parlai del tedesco

modo che dimostra d'averne sovenlecimentalo gli elfetti possenti, come gi indicai.

1 legislatori ei filosofi ne fanno gli stessi encomi, moderandone l'uso. Il patriarca

sommo

Sacerdote

dell' Altissimo,

Mei*

chisedecco, odriva a Dio pane e vino ia

Deuc

ivi

morto

Sacrifizio (P^.).G'w. Andrea


plicatio, presso

lrici,/^rfirg-

per aver bevuto eccessivamente quel ve-

menti antiqui lapidis Roniaeejfossi,


il

Ex*

ramente

eccellente vino, da lui qualifica-

Ca\o^ei'a,Raccolta d' O*

to Est, Est, Est, non essendo certo avere ordinalo che


si

puscoli,
Deit.

t.

dovesse versare ogni


barile di vino

nianze, che
le

38, p. 225, riporta testimoil vino non si offriva a tutte


vile

anno

sulla sua

tomba un

La

form un oggetto imil i

moscadello, e forse fu disposizione d* al-

portante dell'agricoltura de'romani.e Nuroa loro re lenevasi


.

cun suo famigliare, uso poi rimosso e convertito in opere pie. Di tal beone famoso,

che insegn a ta-

gliar la vile, e per meglio stabilire


sta pratica
,

que-

che tracann grossi

fiaschi di

genero-

comand che
il

il

vino impiepotatu*

so moscadello, e clicesi ripetendo ad ogni bevuta 3 volte Est, e con questo in bocca rest oppresso dall'eccesso del vino, onde il suo cameriere per immortalarne la memoria ad istruzione degli altri, co*

gato ne'sagrifizi, sarebbe

prodotto d'un
la

vigneto tagliato col ferro, cio


al presente, in diversi

ra. In Italia la vile era coltivata,

come

donata a s

stessa,

modi: ora abbanora sostenuta da pali

me

osserva

il

Sallusli, Storia delle

sioni, t.i, p. 7, fece incidere sulla

Mistom-

e canne, ora maritata agli alberi. Plato-

ba r

iscrizione, co' suoi

stemmi

laterali

ne mentre biasima lo smoderato uso del vino che fabbricavasi al suo teupo, lo ri-

alla testa, e

due

fiaschi.
il

Di che parl aa,

guarda come
fatto
nio,
il

il

pi bel douo che abbia

ancora eruditamente

prof. Oiioli, nelt.

cielo agli

uomini. Dioscoride, Pliil

\Album

di Ro/uaj

l,

20, p. 3 i4j e

Ateneo, Culoue, Marco Vairone,

44
Bncci e
e sur
i

V
alili

N
sto

V N
I

hanno

scritto intorno ia vile

processi impiegali a'

tempi loro

Della preparazione de' cliTersi vini.

Semprime

dal congresso accademico di Romct d'agricoltura, arti e commercio per Vanno 'j'j sopra il quesito '.Indie are la mal

bra che

gli egizi

comunicassero
la

le

niera di perfezionare

vini dello stato

nozioni intorno

cultura della vite eia

pontificio, e di renderli atti alla

naviga-

preparazione de'vini a'popoli della Grefjuali portarono quest'arte ad altiscia,


i

simo grado
ci

di perfezioue,

onde

vini gre-

conservino ne* pic lunghi viaggi, e Carte la pili economica di fare l'acquavite^ i rosolii e altri li'
si

zione in

modo

che

Curono assai famosi ueiranlichil. Ecco alcuni altri de'suoi molti scrittori. Gio. Ballista Scarlino, Nuovo trattalo della
(inalila t della variet de viniche vengo-

qnori tanto per gli usi domestici e per

quanto per il commercio, Roma 1793. Giuseppe Torre, Discorso economico sopra la coltura dell'albero della
l'arti,
vite, e la

no a Roma,

tu terza

rima, Iloma i554. ne pu 6 1 o, 734- dieadniirandis vini


1
i

maniera

di

Gio. Vittorio Soderini, Coltivazione to-

rosi e navigabili, Iloma 1787.

fare de'vini geneConte Ansulla cultu-

scana delle

viti

e delfrutto che se

nibale Vimercali,

Memoria

ricavare, Firenze 1 600,


tro A. Ganonlieri,

ra delle
1

viti

nel territorio

Cremasco^

De

Venezia 79o.MarcoFassadoai, Qualsia


il

virtiitibus,Aa[uti[)\iei62'j. Ilozier,

Me-

miglior metodo
vili

da

tenersi nella pota-

moire sur la meilleure manire de fairef et gouverner les vins de Provence soli pour Cusage^ soitpour leur faire passer les /o/.y,Lausannej 722. Delle vitie vini d Borgogna, iM emoria d'un monaco cistercicnse tradotta in italiano con brevi
note, 779. Bastiano Piapi, Modo di colti' vare ipialsivoglia genere di vili, Firenze
I

zione delle

sul territorio Trivigiano.


ncli'j^'^. Gervais,

Memoria premiata

1714- Lorenzo
lit perfetta

QdiVi\\3ii\\f

Insegnamento
il

e uso pratico per ricavare

vino di quae corrotte^

dalV uve fr acide

Firenze 17 53. Giovanni Mariti, /^e/i'mo<;/i Cipro, ragionamento, Firenze 1772. Antonio iVlaiani,/l/6'mon^ sulla coltura del-

Opufcule sur la vinification, Montpellier 1820. Huber, Arte di fare il vino, Milano 829: Metodo di fare il vino, Livorno i833. Ignazio Lomeni, Del vino, sua fabbricazione, conservazione e degenerazione. Trattato teorico -pratico, Milano 18 29- 1834. Album di Roma, nel t. 2 p. i33, pubblic nel giugno 1854: Bisogni attuali. Un secondo, u terzo, un quarto vino colle vinacce deliuva die hanno servito alla vinificazio/ie.Dice mg.' Nicolai, Memoriesulle Cami

Spagna, e lamanieracome si fa S'aggiunge un discorso sullaconservazone de'vini, Venezia 1779. Conte


le vili di
il vino.

pagne di Roma, die


cio
il

nello stato pontifile

vino

si

produce meglio, oltre

vi-

Lodovico

Barloli,

Le

vigne e

il

vino di

Borgogna

Venezia 1 747* Ei'aelio Landi, Dissertazione sul quesito se visian mezzi opportuni di migliorare i
in Friuli,
vini

gne romane e quelle de'dintorai di R.oma, nelle provincie di Campagna, del t'atriraonioj della Sabina, dell' Umbria, ed aggiunger la liomagna e Velletri. Nel
descriverle tultenon mancai rilevarel'ab-

mantovani f e anche ridurli atti alla lunga navigazione, Mantova I78r. Gio. Cosimo Vi llifranclii, frenologia Toscana ossia memoria sopra i vini, ed in
ispecie toscani, Firenze 1783.

boadanza

e la perfetta qualit del vino,


i

cos in tutti

luoghi e regioni in cui


i

si

pro-

duce, massime

pii

famosi e prelibati.

Venne osservalo
d'Europa,
la

nel

853, che fra

gli stati

Giovanni abvoiii Me lodo di conoscere alcune delle pili dannose adulterazioni che sifanno a't^mi,Firenzei785.AdamoFabroni,D/.jseriazione j che ollenim il premio propo-

uionarchia austriaca posviti;

siede la pi estesa coltura delle

rapporto alla quantit produttiva del vino l'Austria non sorpassata da nessuno degli stali europei , Iraaue la Francia.

V
Tuttavolta
li
il

N
de' vini nazionavizi

VI N
do un uomo ubbriaco incapace
nare e
dosi
il

45

austriaci

commercio non gran cosa, quantunque


alla coltura delieviti

r ubbriachezza quella che rende l'uomo pi somigliante alle bestie, essendi ragio,

si

debba molta lode

nella monarchia, la quale

uno de'pi

imporlanti rami dell'economia rurale delse

rimpero, per quanto da "Vienna riprodusil Giornale d loina {\e\S53 a p.ySo. Piagionando della /'illn,i\e Giardini, i\e-

rendenL'ubbriachezza un peccalo mortale di sua natura e chiunque si ubbriaca, conoscendo l'effetdi

convivere in societ
lutti.

ludibrio di

to del vino

bevuto

in

quantit eccessiva,
si

gli Orti, riparlai de'vignaroli collivatori

pecca mortalmente, e
bile innanzi a

rende responsa-

della ^ite e fabbricatori del

Pare che principalmente pel Fiag^ioe[)t\ Pellegrinaggio (/^'.)si erigessero ospizi nelle pubbliche vie , cui successero gli albervino.

Dio

di tutte le cattive con-

seguenze della sua ubbriachezza, come sono le liti, le bestemmie, le quali diventano volontarie nella loro causa. Del resto, per rendersi colpevoli d'ubbriachezza,

ghi, le osterie, le
le

taverne, e descrivendo

Universit ariisiuie di lonia, ne'paragionai di loro e de'vocaboli relativi.


2." di tali pa

non necessario

di

perdere

la
i

ragioquali,

ragrafi albergatori^ Osti e Magazzinieri,

ne, poich vi sono degli uomini,

per quanto abusino del vino, non ne sen-

Di recente, come narrai nel


ragrafi, fu ripristinala in
sildegiiosli

tono che pochissimo


la

effetto, a

motivo del-

Roma

Tuniver-

robustezza del loro stomaco e della loro

ecommercanti de'vinijdella 786 si pubblicarono inRonaa: Statuti dell* universit de mercanti di vino detti magazzinieri , stabiliti fin dal 173 I e riformati da Clemente XII Il divieto e l'astensione temporanea o a vita di bere il vino, una pena corporale, o una Penitenza imposta o volont^
quale
fin

testa, la

quale per non pu non esserealbasta quindi per l'ebriet


la
il

dali

terata

farne

un uso eccessivo.Questa
l'angelico
s.

dottrina deldice che


il

Tommaso, il quale

principio dell'ubbriachezza
rio troppo ardente del vino,

un

deside-

che spinge l'uomo a degradarsi con farne un uso ec-

cessivo, e
lo.

ria,

o l'osservanza d'un

istituto religioso

che proibisce l'uso del vino. Per divozione alcuni se ne astengono ne'ttmpi di Di'

giuno

e di

f igilia

(/^.).

L'ubbriachezza,
s.

Ebrielas, deplorala dalla

Scrittura

con orrore, e ne descrive le conseguenze, le quali sono di njettere il disordine e la


discordia nelle famiglie colla perdita de'

comprende il peccalo di scandaun peccalo di gola T uso ini moderalo delle bevande, che porta all'ubbriachezza, col danno eziandio della propria sanila; peggio se s'infrange il digiuno o l'astinenza comandata dalla Chiesa, quanto al bere con eccesso, e produce anche

l'impurit e
peccati.
i

la

lussuria

che sono

altri

Il

p.

Menochio

nelle StuoiS\)\e-

beni temporali, di accorciar

la

vita, di

render l'uomo stupido e

di

commettere

ga seguenti capi. Cent. i.*, cap. 49 ^^^ senso di quelle parole del cap. c^deGiU'
dici:

qualunque

delitto. L'iconologia rappresenta r ULbi iacheiza colle ibrme d' una

Finum

laetificat

Deum,

et

homi'
il

nes. Cent. 3.*, cap. 2 3:

Se avanti

di-

donna

mezza eli, grassa e veruiglia, portante una gran misura di vino, di cui sembra aver gi bevuto una parte. Essa ride, bench vacillante e vicina a codere. Chiamasi nbbrifico e ubbriacone, Edi

Vuso di bever vinoj e della ubbriachezza di No. Cent. 0.", cap. SO: De* mali effetti deltubbriaihezia; cap. 57: Che il vivere temperalo prolunluvio ci fosse
1

ga

la vita.

Il

vescovo Camelli, Lettere


1.
1 ,

briusy colui

il

quale per eccesso del vino

ecclesiastiche,

kit.

9, dice
,

che l'ub-

qualche altro lquoie inebriante ha perdulo la ragione, pel vizio abbominedi

briat hezza e la crapula

vietale severa-

mente a'chierici, sono


so
i

in

abbominio presihe
ri-

\cle di bere eccessivamente.

i)i

tutti

sagri conoui, sotto gravi pene,

46
i

V
I'

N
viti

N
d'intervenire a'con-

porla. Indi nel t.io,

danni, chiama

89, riferendone eccesso del vino insa*


leti.

vieti agli ecclesiastici,

morte al corpo e all'anima, riproducendo il detto da s. Ambrogio, De Elia^ clJejunio cap. i4:
nabile veleno, perch d
la

clamorosi, nel 1569 proib rigorosamente a'romani che aveano propria abitazione, l'andare all'osterie o bettole per

JPulchre dicilur insanabile j multi enini

mangiare, bere e giuncare, poich desse erano soltanto istituite pe' forastieri. Nel

reliquorum serpentiumveneno curanad ebrielate j atque haec est causa^ dir vinum non culibet veneno, sed draconum quodest insanabile assitu\ nenio
iilatur.

Indi soggiunge, fa

domandato

medioevo pubblici giudizi de' Placiti^ non si potevano tenere nel Tribunale se non da' giudici digiuni, cio innanzi il pranzo, per timore che lo smodato bere del vino potesse tramandar fumi alla
i

Platone,

come

fosse

divenuto cosi sapien-

testa e alterarla.
cia nell'agosto

Francesco

re di Franil

Perch ho consumato pi olio nella lucerna, che vino nel bicchiere. E s. Paolo scrisse flc?jE/j^e5., e. 18: Nolile inebriari vino, in quo est lux uria ^ sed implemini Spirita Sanato. Questo deplote, rispose:

i536 eman

seguente

editto contro

gli

ubbriaconi.

fine di

evitare l'ozio, bestemmie, omicidii e altri

scandali e danni che succedono a cadell' ebriet, si

gione

ordina che chiun-

rabile stravizzo fu represso da' Papi, da'


conoilii, da' vescovi, e

da leggi suntuarie
i

e di prammatica. Gli epicurei e


loni fecero consistere
ceri nel
il

crapu-

que sar trovato briaco venga immediatamente arrestato e tradotto in carcere a pane ed acqua per la i." volta ; in caso
di recidiva, oltre
il

massimo de'pia-

suddetto castigo, sia


volta sia fustiga-

mangiare assai e nel bevere vino in abbondanza e di pi qualit. Il Papa s. Eulichiaoo del ayS, ordin che gli ubbriachl, cio quelli che abusassero del vi-

battuto con verghe o frusta nell'interno


delle prigioni
to
;

per

la 3.^

pubblicamente; e

se si dimostri incor-

reggibile, soffra l'amputazione dell'orec-

co fino

a levarli

di

sentimepto, e perci

chie e

il

bando

se poi

avvenga che per


ubbriaconi

capaci di comnjettere peccati, delitti ed

causa d' ebriet,

gli anzidetti

escandescenze, incorressero nella scomuDica finch non


s.
si

fossero emendali.

Papa

Zosimodel4i7
del

proib agli ecclesiastiII

commettino qualche eccesso o delitto, non solo non sia a loro perdonato per tale ragione, ma vengano puniti con la pena ordinaria del loro misfatto, e pi colle pene comminate di sopra contro V ebriead arbitrio de' giudici". Nel declinar XVI, narra il prof. Romanin, Storia documentata di Venezia^ t. 6, p. 453. w Rozzo il popolo e manesco dava
t,

ci

l'ingresso nelle bettole.

concilio di
si

Vannes

465

decret:

>

Quegli che

sar ubbriacato, sar separato dalla cotiunione per

3o

giorni,
di

ovvero punito

del secolo

corporalmente". Quello
replic
il

Agde

del

5o6

canone. Gi divenule

le

Agapi

bagordi di ubbriachezze, aveano richia-

motivo a

leggi

sempre pi rigorose
;

circa

mato
s.

la

repressione de' vescovi, Ira'quali


di

all'uso dell*

armi

disordini gravi succe-

Agostino nel concilio


a' vescovi

Cartagine fece
aste-

ordinare

ed

a' chierici di

devano, e il concilio de' X qualificando r ubbriachezza (sic) siccome quella dalla


quale derivavano l'abbandono della
glie e de'figli alla

nersi dall' intervenirvi. Nel concilio ge-

mo-

nerale di Laterano

V,celebratoda Innoebrietate onines cle-

fame, alla pi orrenda


le

cenzo
l5:

III nel

121

5, fu disposto col can.

miseria,

le

imprecazioni e
i

bestemmie,
sangue,
ri-

A crapula, et

la lussuria e perfino

delitti di

rici diligenter abslineant.

Si quis auteni

correva, secondo l'idee del tempo, al ter-

super bis seculpabdeni cxhibuerit, a beneficio, vel officio suo suspendatur* Papa s. Pio Y, dopo avere rinnovalo i di.

rore delle pene, e condannava l'ubbriaco


alla galera ".

Non

basta per

il

terrore a

contenere

il

delitto^ e

pi

assai giova l'-

IV

V
recchi anni, che
il
il

IV

/f7

ducofione inornie e religiosa: a questa


\iep}>i rivolse ie sue cure

giusto giudizio di

Dio

governo vegli

flagella l'orgoglio

Delo.Le bettole e le osterie,ossia


di vino a

spacci

umano, privandolo del pi gradito frutto della terra, colla terribile e desolante malattia delle viti,

minuto

introdotti nella loro ovi-

rigine per provvedere a'bisogni della


ta, e

lacca la foglia,
sto

il

fiore e

il

frutto, e

che at que-

per

comodo

della classe

non

possi-

dente, \ennero per successiva e sempre


crescente scostumatezza fatalmente degradali fjno a divenire veri vulcani di disor-

distruggendo cagione d'incalcolabili conseguenze dannose. Questo flagello finora incomprensibile (agli uomini del se-

dicente secolo de' lumi, che studiano eoa

dini e di delitti.

tanti gravi mali, preciil

puamente
ui, e

fomite

Giuoco
I

di cai te, di

mora, di passatelle esimili.


specialmente
il

saggi gover*

continue nuove invenzioni alla pi rapida distruzione della societ), che tanti immensi danni ha recato all'economia agricola delle meridoniali contrade dell'Eu-

pontifcio, di

quan-

do

in

quando emanarono

salutari leggi

ropa, ne'paesi Orientali, in Africa, e persino nell'Asia IVIinore, e del quale speria-

repressive, per impedire ie ubbriachezze

che risultano da que' luoghi di tratteiimenti, tranne le dovute eccezioni poich ivi e dalle lubriche associazioni di uomini
;

mo
Ma

per

la

divina misericordia di vederci


liberati, stato

ben presto

attentamente

studiato da' dotti delle diverse nazioni.

donne scostumate, cbesi fomentano, denon di rado quel dissipamento di denaro a danno d' innocenti famiglie che
riva

ignota n' tuttora

la

causa. Pel molto

die ne fu pubblicato, ne dar alcuni cenni. L' esperto giardiniere inglereTucker


1 844 ^ meglio nel 1 845 osserv nelle terre di Margale, nella contea di Rent,e ne'vicini vigneti chiusi, che tralci, le foglie e grappoli in parte o interamente coprivansi d'una polvere bianca* stra, e che le uve coperte di quella sostaaza crepavansi, contraevano un sapore spiacevole e si alteravano gradatamente putrefacendosi. Altrettanto si venne a co-

languiscono, reclamanti
stabili e radicali.

darsi per
di

Roma

provvedimenti Quindi merita il ricorl'editto de*3 marzo 824


1 1

negli anni

mg.' Bernetti governatore e vice-camerlengo; e le salutari misure prese sullo Impaccio del vino a minuto, dal cardinal
citt e pro-

Kivarola legato a lateretWa


vincia di

Ravenna, pubblicate nel n. 58 del Diario di Roma del 824. Quelli furono gli energici provvedimenti presi a' nostri giorni d'ordine di Leone XIl^ per
1

repiimere

1'

ubbriachezza, riportati

in

inglese 11 botanico Berckley constat, con l'aiuto del microscopio, che quella sostanza, la quale in ap-

noscere nel Belgio.

quell'articoloe nel voi.

LXXXIV,

p.iQ^.

parenza sembrava polvere biancastra cenerognola, costituiva una nuova specie di

Ivi celebrai l'apostolo della

Temperanza
irlande-

p.
se,

Teobaldo IMatheW cappuccino

mucedini o vegetazioni parassite pregiudizievoli a diverse piante coltivate, e per

fondatore d'una recente estesa societ


li-

proniiltente d' astenersi dal bere ogni

ricordare
gli

il

i. orticoltore

quore fermentato
alla salute e
1*

e spiritoso, tanto nocivi

die*

il

nome

di

che l'osserv, O'Jinm Tiicheri. A\'

alla

morale. Egli percorse

Irlanda, ringliillena, parte dell'

Ame-

rica e alti e regioni


statore.
lica

da tiiontante conquila

Non v'ha che

religione catto-

che possa formare

di somiglianti per-

sonaggi, ed eguali eroi d' abnegazione e


di zelo.
di

Passato a ricevere l'eterno premio


la

sue virt, ignoro se


si

virtuosa associa-

tri dissero l'infezione Crittogama a Crittognmapatia, il cui odore precisamente quello del fungo; una produzione vegetale di muffa che Linneo [)Ose nella classe ejiinghi. E che siccome la sua prima apparizione ebbe luogo dalla parte del nord del nostro emisfero, il Criltogama sarebbe dunque una produzione setlen-

zione

couservi o progredisca. Sono p-

Iriouule, Ciipace per conseguenza di resi-

48
stfiie a' nostri

V
i

N
rigi<li,

V
quando
zamenti
e fino al

N
sui

inverni pi

l'acqua fredda ordinaria, mediante sprnze iniez oni sulle foglie,

nostri termometri discendessero a sogradi di Ueaumur. Il botarico francese Mollarne, oggi membro d^ll' accadefni.i delle scienze, annunzi nell'aprile i85o V apparizione del fungo parassito sulle vi-

ancie

rami

cuore del grappolo, con debifn


;

doNC graduatoria

egli diedero

il

notnedi
a
zolfo

specifico Oidifugo.

Ma

poi,

come vado
il

dire, fu trovalo pi vantaggioso


in

gne

di Versailles.

Da

quel

momento

l'at-

polvere, e fu sciolto

il

problema che

tenzione pubblica e quella de' dotti fu vi-

colla solforazione a secco, fatta con acconci

vamente
vinifere.

eccitata da'progressi e da'guasti


nelle

soffietti a

diverse i'\\i'ese,Vo(liuni vie-

successivi della malattia

contrade
i

ne totalmente distrutto prosperamente.


In Francia
s'

Essa attacc nel giugno 1848


i

invent
le

la

scattola a fiocco

giardini di Parigi, ed
capitale dal
tutto
il
1

dintorni di quella

per insolforare
gettito

viti,

quando
al

il

nuovo

849

al

85

si

dilat per

ha alzato

di circa4tlita, ossia

mezzogiorno e settentrione della Francia, ed invase il Piemonte e di zona in zona il resto d'Italia, la Spagna, la
Svizzera, le sponde, del l\eno,
la Siria e l'Asia
la

a 8 centimetri.
ciato da' prof.

Quanto
e
1

da 7 liquido enunil

Bordet

Martin,
a p. 5
1

GiorolTre

naie di

Roma del 858

9 ne

Grecia^

l'efficaci

esperienze eseguite in Francia

minore. La malattia ebrapidi ne

con

felice riuscita, e se altri

non

l'otten-

be origine
furono
sti

nelle serre o stufe e nelle spal;

nero, fu difetto del metodo, non del far-

liere, e poi si estese ne* vigneti


i

funesti progressi nel

maggiori fece ne' temperatura pi limitata. I professori di Marsiglia, Bordel di chimica, e Martin di scienze e lettere, a'24 giugno 18 56 pubblicarono r articolo: Guarigione radicale della malattia delle viti^ riprodotto dal Giornale di Roma a p. 653. Dichiararono, che secondo ogni apparenza questo Crittogama nacque da quelle atmosfere artificiali, caldee umide, che si mantengono entro leserre,ovela produzione
dell'uva forzata.
1

852, e gualuoghi pi umidi di


1

maco perci ne pubblic V avvertenze. Non mancarono esempi della naturale


;

cessazione della malattia in luoghi che ne

sono

stati infestati

per

tre,

quattro e pi

anni, e con saltuaria azione in una

sima pianta ed

in

restandone illesi,

medeuno stesso fondo, altri bench a venti un'eguale

esposizione e feracit di terra. Per gl'im-

te e varie

mensi danni patiti dalle popolazioni, molfurono le ipotesi, con cui si pro-

varono
e
gli

gli

studiosi delle scienze naturali

agricoltori a gara per ispiegare V oi

rigine, l'indole,

caratteri di questo rovii

semi

di questi

funghi
suc-

noso
mezzi

flagello, e
efficaci

tentativi per iscoprire

parassiti trasportali dal vento

hanno

cessivamente comunicata l'epidemia alle


diverse contrade vitifere dell'Europa. L'i-

naudito concorso di
la

fatali circostanze, analoghe a quelle che dapprima produssero

malattia, cio

la

straordinaria persisten-

za per oltoo dieci anni d'una


dit,

grande umiaccompagnata da una dolce temperatura, resero endemico il pericoloso parassito e

disseminarono l'enorme prodotil

da porvi riparo. Qii basti notare quanto concordemente fu conosciuto intorno alla natura di questa muffa micidiale, ad allo spediente sicuro a rimediarvi quando s' adoperi colle dovute condizioni. Questa mulfa biancastra (cui altri crede esser un elfetto della malattia, e non gi, come pur veramente, la cagione die^sa), un vegetale parassito della famiglia de'funghi, bench ancora non
s'accordino Ira loro
questi
al
i

to de' suoi semi. Constatato

male

e anil

botanici, ascrivendo
al

dati in traccia del rimedio, riconobbero

genere crysiphe, quelli

genere

zolfo

sublimato efficace e adottato generalmente, ma criticando il modo cui si ail

o'diu'Uy

appunto perch
col

dillerisce notabil-

doperava, proposero

zolfo solubile oul-

mente per vari tro. Guai data

cardtleri dall'uno e dall'al-

microscopio scorgesi

N
do
i

V
fesa
si

N
1'

49

composta d'iin^nnumerahile tuoltitudne clisliuguoili luinutissimi ouliuni. Vi si Do: 1. certe fila luoglie, arrampicantisi per ogni parte sulla pianta, che s' incrosi diramano sull'epidermide de' sarmenti verdi, delle foglie e de' grappoli, dove (ormano a macchie isolate o contigue un sistema vegetativo, il quale

succhi ajOfluiscono,
squarcia;
i

epidermide ofgranelli deli' uva, tut-

toch fossero gi grossi e polputi quanda ne furono tocchi, si fendono, lasciano al


contatto dell' aria
i

cicchiano e

loro granelli e

si

di-

seccano;
tiscono.

pi piccoli s'mduraoo e aborfoglie


si

Le

corrugano,

si

accar-

tocciano e cadono prematuramente diseccate.

come

la radice dell* o'diuni, e


2.''

da'bota*

nici

ha nome ruycelium;

filaraenla

appassite

Le cortecce de' sarmenti verdi, come se fossero state lungaeccessivo,


si

cortissime, semplici, articolate, che sor-

mente esposte a calore


cono ad uno
torcere

ridu-

gono dalla parte superiore del AMycd/m/;j, e chiamano steli ; questi nonsouoiu realt ahi pi che un granello di farina, oa de nasce quell'aspetto polveroso della fglia infetta
ti
;

slato filamentoso
la

da potersi

come

canape. Gli organi erba-

cei della pianta

o cessano al tutto o mal


i

ponno elaborare
questa perde
la

succhi nutritivi, sicch

3."

ceni corpuscoli somiglian-

sua virt di germinazione

ad ovicini, delti perci spore, che semfar le parti di semi, e

brano

non sono

al-

fruttifera, s'illanguidisce a grado a grado, ed anche perisce. Ecco nelle sue cause,

tro che le varie articolazioni degli steli

u' suoi indizi e nelle sue conseguenze la

ingrossate e mature, perci cadute; queste,

malattia delle

viti.

Secondoildiversomo*
divisarono molteplici

portate da'venti sopra alte piante ia


al

do con

cui credevasi poter spiegare la nasi

condizioni favorevoli
si

loro germinare,

tura del morbo,

sviluppano e propagansi con portentosa rapidit; 4*^^*^'^^'"^^ ^'^''' corputeuuissimiche


in certi casi

spedienti per ripararvi,

che

tutti

ridu-

consi a metodi di cura preservativa nella

scoli

formausi

coltivazione speciale della vite, o a


di di
diuii

metooi'-

nelle

spore

stesse, e

perci appellati spodi facolt

cura esterna contro

il

parassito
I

mie, e credonsi dotale


tiuno
i

germi-

gi manifesto e dilfuso.

primi,

native. Inoltre se le spore e le sporule

che riuscirono quasi sempre

inefticaci;, si

propagalori di ({uesto parassito a


si

ristringono in una concimazione renduta

d'stanza, esso pure


tiplica per

riproduce e

si

mol-

stimolante con l'aggiunta di materie saline^

ogni particella del suo iiiyce-

che assorbite dalla pianta

la rinvi-

Unni.

Quando
vi si

Vouliuin trova sopra una


al

vite condizioni favorevoli

suo nutri-

umori guasti, onde credevasi generato il morbo; in pu


gorissero

ad

espellere gli

mento,

stende assai presto e la coferite,

lire le radici

d'ogni loro parte

meu

sana,

pre di tante

che riesce in^possibile a condurre a maturit verun fruito. Sulle prime,quando vi attecch da poco tempo,

mondare accuratamente g' intermedi de'tralci; io sottrarre umore alle vili cou
e
incisioni nel tronco;in^isfrondarledi
si

qua^
i

busta

un leggero sfregamento per

tutte le foglie; in coricarne per terra

rimanga traccia d'alcun danno; ma quando ha vegetato per alcun tempo, cominciano a mostrarsi al di solto certe macchie brune, violacee
farnela sparire senza che

tralci,

o sorreggerli a piccolissima distane

za dal suolo, ec.

Qualche
i

utile invece st

ricav da'mezzi diretti a distruggere Voi"

dium, immergendo
le

grappoli e lavando

o nerastre.
si

Il

fondo

di (jueste

duro, ru-

foghe in soluzioni innocue alla vite u

goso, crivellato di punture, che direbbon-

capaci di disorganizzare V oidluni^ e co

con un sottilissimo ago. Queste punture, che non attraversano mai fuor fuori r epidermide, bastano a produrre uegli organi alterazioni gru vissime.QauQ*
fatte

prendo grappoli d'un velo di sostanze alle ad impedire che il germe oulico vi potesse germinare. Quindi la lavatura dell' uve, il pulirle cou morbide spuizor
i

VOL.

CI.

So
le,

N
presto a tutte
le

VIN
temperature superiori a

l'immersione in soluzioni di lisciva, in acido solforico diluitissinio, in decozioni


di materie oleose, in infusioni di tabacco, in latte di calce, in soluzioni di
c.

16 gradi.

Nell'estate,
si
i

quando

pel calore

solare Y oidiiun

diffonde con

maggior

gomma,

potenza, anche

vapori sulfurei sono pi

Ma

spesso

tali

mezzi fugavano per po-

abbondanti

e se
,

una

vile sia

spolverata

chi giorni VoYdiunij ed arrecavano irre-

parabile

danno

all'uva^ ovvero tornava-

no troppo costosi e impraticabili. Finalmente si tent l'uso del zolfo, e di l onde venne il male, venne pure il rimedio. Fin dal 848 Ryle in Inghilterra comini

come immersa in un'atmosfera di vapori solforosi, che durano finch sulle foglie e sui traldi fiore di zolfo

essa trovasi

ci a valersene, guidato a tale scoperta

avvi un tenue velo di polvere di zolfo. Quindi agevole inferire come debbasi doperare questo specifico per la cura delle viti. In prima bisogna ridurlo allo staci

dal sapere

chegineli8[oGiuseppe Hlicon gran vantaggio


la

to di

massima
;

divisione e polverizzarlo
le

me adoperava
Nel i852
ti

lo zol-

ben fino

aspergerne egualmente tutte

fo in polvere per distruggere gl'insetti.

parli della vite;e per questo occorre prov-

De
ha

Vergne, ripensando
il

al-

vedersi di soffietti mollo ben acconci


tal

l'uso che vi

di

bruciare zolfo nelle boi vino dalla muffa, im-

uso; eseguire tale operazione a

tempo

per preservare
di

asciutto, caldo e sereno ad aria tranquilla; reiterare

magin
"viti,

bruciarne pure sotto alcune

pi volte l'insolforamento,
le

coprendole prima d' un velo che vi mantenesse attorno l'atmosfera d'acido


solforoso svolto dalla combustione. L'effetto coriispose ottinamente
,

scegliendo a ci

ore d'un bel mattino.

poi necessario ripetere l'insolforamen-

to tre o quattro volle, cio

come prima

e con ci

nuovi pampini
quelli verso

(si
il

osservarono pi interreno) cominciano

era scoperta non pure


fo,

l'efficacia del zol-

fetti

ma

eziandio
il

la

maniera con cui esso


di adoperarlo.

ad

allargarsi, sul finire di

agiva e perci

modo

Le
le

2." volta

quando

il

maggio; poi una maggior numero de'


farsi
le

sostanze organiche e minerali che forma-

grappoli sono in fiore, e questa dee


pi copiosa e su tulle
la pianta;
dell'

no

spesso

una

specie di crosta

sopra

parli verdi del-

parti aeree delle piante, sono


sta da'vapori solforosi

decompo^

per combinazioni

chimiche; onde le foglie esercitano pi rigorosamente le loro funzioni e provve-

una 3.* volta quando gli acini uva cominciano ad avere una mediocre grossezza; e la 4-^ da ultimo quando grappoli sono in sul colorire. Se poi
i

dono meglio all'alimentazione


te.

delle pian-

nell'epoche intermedie apparisce indizio


di o'idium^

Oltre di che l'acido solforoso mor-

conviene ripararvi senza indi zolfo,

tale per

Y o'dum. Cosi ottenevasi e di


il

dugio con pronta diifusione

mas-

rinforzare la vegetazione della vite e di

distruggere
i?!
,

parassito.

Ma coae

riuscir-

sime quando una forte pioggia avesse lavate le foglie della precedente aspersione.

senza ricorrere alla combustione del


i

Fu

detto che
si

il

vino prodotto da uve

zolfo sotto

veli,

cosa evidentemente co-

insolforate
glia

guasta, o per lo

meno

pi-

stosa assai e quasi impossibile a praticarsi nel massimo numero de'casi? 11 vapore solforoso dovea essere non troppo denso, poich avrebbe cos potuto nuocere

gusto cattivo e fetore spiacevolissidi gas solfidrico.

mo
si

Ci non avviene se
siasi in-

lasci

l'uva sulla pianta finch

alla vite;

ma appunto

perch debole do-

teramente pulita o per l'azione dell'aria o del calore,o per pioggia, del zolfo ond'era
aspersa.

"vea essere

continualo per alcun tempo.

Ma quando

ci

non

si

potesse,

il

Lo

zolfo ridotto in Qiinulissima polvere

fetore contralto dal vino per

le

reazioni

possiede in
richieste.

sommo
si

grado

le

qualit a ci

del zolfo nella formazione del mosto, svanisce iuterameute travasando alcuna voi-

Esso

volatilizza ptii

meno

V
ta
te.
il

N
u' altra hot

N
il

5r
quale l'ha
di
II

fino

6te<;so cV iinn in

continuer fino a che Colui


glidica: fermati e basta.

Solo allora sembra dovei* persistere,


si

quaiulo invece di zolfo puro


sciogliendo
bollente,
zolfo in

fosse

ado-

mandato, come ministro M

sua giustizia,

rimedio dob-

perato un polisoifuro d calcio, otteoulo


il

biauio cercarlo da Dio, non dalla scienza.

un

latte

di calce

come alcuni usarono eoa loro danno. Io mi sono giovato liberamente


anche del dotto e ragionalo
la

Gettiamo intorno di noi e in noi stessi uno sguardo, e nella mancanza della fede e nel disprezzo pe'doveri eh'
pone, troveremo tulle
le

ella

im-

articolo delt.
1

cause de'fiagelli

Civill Cattolica

serie 3.^,

1, p.

che devastano
gli

le vigne.

Ricorriamo dun-

609: UO'dium Tiikeri e t insolfora' mento delle viti, avvertendo che per una piampia contezza si pu leggere WRassunto della Coniniissione per lo studio
della inalatila delle
dell'I. R. Istituto
viti

que con amore e


elementi,
,

fiducia al Signore de-

all'

arbitro sovrano de* no-

stri destini

a chi atterra e suscita:


s'

non

mai dimentichia(no, che


giudice, anche
il

egli

nostro

del

M. E.

e vice-

nostro padre".

Quan-

segretario Giulio Curioni, presso

gli

^Hi
gli

to a'periodici, ricorder solo alcuno


gli articoli

Lombardo di scienze
governi eccitarono

del

deGiornale di Roma. Nel

lettere

e orli.

gennaio
lo di

scienziati a studiare la malattia delle vi-

Spagna e'primi deli 854 premio di 25,ooo duros 25,000 lire) all'autore del metodo pi ( sicuro, pi efcace e nello stesso tempo di facile ed economica applicazione per curarla radicalmente. L* Eptacordo di Roma nel 1860 a p. 80 riprodusse due Lettere al compilatore della Gazzetta
li,

e quello di
il

i854a p.i 35 pubblic l'articoDe Nerkaux: Sul nuovo metodo pel taglio e potatura delle vili. A p. 535
Malattia delle
vili.

olfr'i
I

vistoso

offre l'articolo di mg."^


ni:

Francesco PentiFu pure impres-

so a parte.

Opin

esserne causa

un

inset-

to che appartiene al genere de' vermi, pre-

cis<imente ad
le

una qualit
anelli
,

di tenia di quel-

formate ad

riprodotta in imla

menso numero, ed avente insieme


ratterislica filatoria, quasi

ca-

uffziale di P^enezia, scritte

da Vicenza

interamente

nell'ottobre da Francesco Trissino.

Con

consimile a quella de'bozzoli.

distrugil

queste cortesemente notific a pubblico vantaggio, avere alcune esperienze dimostrato


utilissimo r astenersi dalla
viti
;

ger

tali

micidiali insetti, propose

taglio

de'tralci al principiar della parte legnosa

con-

il

loro bruciamento, da rinnovarsi ogni

sueta potatura delle

poich sebbelasci

anno

sino all'intera disti uzione.


il

A p, 682

ne

la

micidiale crittogama, in poca quan-

tit,
illesi

si
i

attacc

al

dorso de'

tralci,

grappoli dell'uva, non puntoguasta

dalla

comune

malattia. Se

si

raccogliesse*

metodo di Catay, che propose di togliere Voidium con pennello a forma di mezzaluna. Il Giornale del iS55 col n. I 12 esib il metodo preservativo
riprodusse

ro in!ieme

tutti gli articoli

deGiornah\
gli

sperimentato con
l'uva
cipio_,

successo dal tirolese


la

esami e le proposte stampale intorno al grave argomento, si avrebbe materia per una biblioteca da potersi dedicare a Bacco malato, come lepidamente si espresse altrove
la

le dissertazioni, le

memoi ie,

Franocsco Vulcan, contro

malattia del-

bench gi
che
le

affetta,

basato sul prin-

piante parassite

non

si

sof-

fermano sopra sostanze animali, cio l'iin* mersionede'grappoli in acqua fredda bollita con la colla comune de' falegnami. L'Enciclopedia contemporanea di Fano nel settembre 1 856 ci die'diPietroMaserali: Malattie cagionate alle piante da

lodala Civilt Cr^/Zo/Zr^i, encomianlo studio


1

done
zi in

innocente e

utile.

Tulla-

volta nel

853 gravissime parole pronunargomento il cardinal Donnei arcivescovo di Bordeaux. Egli disse: Il (la*
gello delle viti continua
il

suo corso, e lo

nuove Crittogame. Si prova clie VO'duni Tuckeri della vile non colpisce altri ve-

S-i

N
di questi

V
non han prelese. De*
i

N
,

getabili,ele

CnUognnie

ta le meraviglie della sapienza

onnipo-

che fare con quello, corae si gii opuscoli mi limiter a ricorJare seguenti. Due discorsi sulla malattia dell'uva di d. Felice Priore di Pratif^lione, Firenze 1 8 54- La Civilt Cattolica che ne d ragguaglio, m'istruisce nella 2/ serie, t. ro,p. 688, ch'essi confutano la ridicola opinione diffusa tra' villici toscani, che la malattia dell' uve venisse cagionata dal vapore delle vie-ferrate, quindi imprecazioni contro di queste e minacce per impedirne l'esercizio Essenza d'uva in e1

tenza e carit sua infinita. Per sostenta-

mento

di nostra

Corpo del Signore (F.)


nione (^.),
sa
si

anima, riceviamo il ss. nella ss. Conni'

cos

comunica
ed

a'cristiani

chiamala perch con esil Coi p e Sannel pellegrinaggio di

gue del Piedentore,


questa vita
,

in

forma

di

ss.

Fialico

(F.) nel nostro passaggio all' eternit. Il pane e il vino olferto dal sacerdote Melchisedecco in Sagrifizio (/^.) pacifico, in rendimento di grazie per la vittoria riportata da

Abramo
si

fu

viva

immagine
il

stratto

conserva per vantaggiare i mosti e migliorare i vini d'ogni specie nelle loro qualit piii de"
in

ed essenza d'uva

delle specie sagramentali, sotto cui nella


ss.

Eucaristia

contiene
innanzi

il

Corpo ed
11

Sangue di Ges
lore del

Cristo (F.).
la

Salva-

siderale e richieste
re j odore e colore ^

come sapore e vigodurata e salubrit con un' Appendice riguardante gli ammorbamenti ed infettazionide vasivina" ri, ed un rimedio risanatore di qualsiasi
infezione delle botti togliendone
il fetore

mondo

sua Passione,

alla vigilia di sua

morte, nell'ultima Ce'

na cogli /^poi-Zo/nslilu la ss. Eucaristia. Tenendo in mano del Pane lo bened,


Prendete^ lo spezz e die'loro dicendo mangiale, questo e il mio Corpo. Parimenti distribuendo ad essi il Faso (F.) detto Calice [F.) , col Fino, disse loro: Bevete di questo tutti, imperocch questo e il Sangue mio del nuovo Testa^
:

pili

incomportabile ed impartendo loro

invece la migliore

fragranza vinosa

permanente, del prof Geminiano Grinellij Modena i856. La decozione dei Cece (Cicer Arietinus) contro la malattia delle uve,

Memoria del

prof. Pietro

Peretti comunicata alla Corrisponden-

za

scientifica di

Roma dalV eccelso


Sulla

pon-

tificio

ministero del commercio e de' la-

mento il quale sar sparso per molti per la remissione de' peccati. Queste sono le divine e portentose parole usale dal Sacerdote [F.) nella Messa ( t'^.) al punto della Consagrazione delle due specie
,

vori pubblici,

Roma 1857.

effica-

sagrauenlali, cui segue la loro Ostensio"

cia dello zolfo per guarire la malattia delle viti, e del modo d' amministrarlo

ne (F.) prima
to, nel

coli'

Ostia sagra
le

F.) e poi

col Calice, L'Eucaristia

con sicurezza di pieno successo, Memoria del prof cav. Paolo Savi, Pisa
1857.
Gesi Cristo scelse sopra tutte le produzioni della terra il Pane (^.)e il Fino,
le

quale sotto

un Sagramenspecie del pane e del

vino

si

contiene veramente, realmente e

sostanzialmente l'adorabile Corpo e San-

gue

di

Ges

Cristo, istituito

da

lui stesso

per alimentare colle sue grazie V anime


nostre, com'Egli
ci

sublim e nobilit col farne

la

ma-

ha promesso. In ve-

teria delle specie sagraraenlali della divi-

na ss. Eucaristia (P.), ch'il mistero pi augusto e ineffabile di nostra ss. Religione (P\) cattolica, il ss. Sagramento (/'.) pi venerabile della Chiesa [F.) cattolica,
il

non mangiate la Uomo (F.) e non bevete il suo Sangue, non avrete la vita in voi, C/li mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna, ed
rit io vi dico, che se

Carne del Figlio

dell'

dono pi prezioso che Dio abbia

io lo risusciter nel
la istituzione di

giorno estremo.
di

iNel-

uomini , nel quale a pio loro sorpreudenlemeule ha compendiato tutfatto agli

questo sagramento aven-

do Usalo Ges Cristo pane

grano e

vi-

V
no
di vite,
stoli di

sr

ed nvendo ordinalo agli Apofure quello ch'Egli avea fallo, ne

(^.) o senza lievito de'Iatini (si pu vedere Giovanni Mabillon, De Pane Eu-

viene che
cie
tal

il pane e il tino di queste spesoiamenle sono materia valida di un sagramento, e che le parole da Lui

pronunziale nel porgere tali cose agli Aposloli, ne sono la forma. Qualunque altra materia e altre parole, o l'allerazio-

ne sostanziale delle sopraenunciate, non varrebbero a fare questo Sagramento (U


BeieiKWfDcll'obblazioni all' altare yli-at'
ta del vino necessario pel sagrifizio del-

messa, e di sua qualit scelta, ottima e ben depurato, come pure dev'esser l'acqua con cui quello deve mischiarsi. Fula

charisdco Azynio ac Fermentato Lutetiae Purisiorum 674), siccome non importa mutazione sostanziale, cos non va contro la validit. Solo comandato che ciascuno si attenga all'usodella sua Chiesa, sia orientale o occidentale, ed ministri d'un tanto sagramento sono esclusivamente Vescovi e Sacerdoti {^V,) da essi validamente ordinati. Per dispensarlo poi solamente, anche Diaconi{V.) una volta erano ministri ordinari;uso da mol,
1

rono piantale apposite vigue e


trarne
ri
il

viti

per

vino per

la

messa; ed a*cavaliedissi in quell' arti-

della Spica,
,

come

colo

fu prescritto la coltura
le ostie

per fabbricare
Piiizza, nel

del grano da consagrarsi. Il

do

della festa della Trasfigurazione a'


si

Menologio Romano^ parlan6


consari-

agosto, dice che in quel giorno

grava vino nuovo nella messa; e non

trovandosene,
calice

si

un poco

di

spremeva nel vino del mosto dall'uve; perdi*


il

Per ancora popermesso del vescovo o del parroco, in caso ch'egli non potesse portarlo, n farlo portare da un sacertlote ad un infermo per Viatico (Scrisse Dionisio Petavio, Diatriba, de potestatc consecrandi etsacriflcaadiSacerdotibiis a Deo concessa, Parisiis 639. Osserva il Piazza ntW Enierologio di Roma a* o luglio, festa di s. Pio l, aver questo Papa ordinato che fosse punito il sacerdote, per cui colpa o negligenza fosse
ti

secoli affatto abolito.

trebbero distribuirlo col

notare coli tale cereuionia


rioso di

regno gloCristo figuralo nel vino nuovo,


il

caduta nel sagriflzio qualche goccia di sangue; cio se cadesse in terra facesse la
penitenza col digiuno

/p
la

giorni; se so-

medesimo Salvatore dicendo: Non hiham a modo de hoc geni' mine vkis^ iisqiie in dieni illum, ciun il' liid biham vohisciim novum in regno Fa-

come

l'attesta

pra V Altare, 3; se sopra

l^ovaglia su-

periore, 4; e se nella seconda,

se fosse

penetrato fino airultimatovaglia,2o giorni


;

ed ovunque cadesse, se
s

si

potr racrada, o
,

tris

mei.

nello stesso giorno


si

si

bene*

cogliere,
lavi
;

lambisca; se no,

si si

diceva l'uva nuova, e da'greci va


la vigilia di
s.

digiuna-

tuttoci che sar lavalo o raso


la
il

delta festa. Dicendo poi

bruci, e
rio. Cita
tai

di quella di

Tommaso

apostolo

ni

cenere si riponga nel SacraBreviario Romano. Per no-

dicembre, narra che nella sua vigilia, finito il vespero, il vescovo di Edesia an-

altrove col Novaes, ciie questo decre-

to

non

si

trova in autore antico). In for-

dava
to
il

suo sepolcro, ov'era stalo portasuo corpo, con gran concorso de'feal

za delle parole della


ta altrimenti la

Co nsagr azione, delforma di questo sagraGes

deli

veneralo pe' uiracoli che


secco di vite, e
la

ivi

operara-

mento, che un sacerdote legittimo pronunzia


in

vn> ed apertolo ponevagli in

mano un

mo
lo

mattina seguente

ne o
tutta

sul vino, di lede


la

to bastava per ispremere


rio per

trovava verde e con tanta uva, quanil vino necessa-

Cristo, sul pache nell'istante sostanza del pane e del vino s


di

nome

consagrare nella messa) La diiferenzii fra il Fan fermentato o con lie\ilo,

che

si

usa da'greci, e fra ['zzimo

Corpo e Sangue di Ges Cristo, il quale realmente vi rimone vvo, impassibde, glorioso com' in cielo; e ci e quaulu dire, che dulia so-

mula

nella sostanza del vero

54

VI

N
Il

slauza del pane costituita dalla farina e

nell'acqua mescolala, assodata e cotta, e


della sostanza del vino, cio del naturale

simbolo e senso Eucaristico delle 7 sporte di pane viene confermato da una


pittura esprimente

una mensa
,

a treppiepavi-

umore

della vite, nulla alFalto rimane;


la

de

con 3 pani e un pesce

e sul

ma

solamente
le

specie o accidenti o apil

parenze,

quali sono la forma,


il

coloreale

Qiento 7 sporte del pane nuracoloso. E poich il treppiede co' pani e col pesce
significa
il

re, l'odore,

sapore.

La mutazione
Cristo, ci

sagnfzio del

Corpo

e del

San-

e sostanziale del pane e del vino nel Cor,-

gue
sa;

di
il

Cristo, e per l'Eucaristica

men-

p e Sangue
la di

di

Ges

che

la

Chiesa chiama Transustanziazione. Nulpi espressivo per indicare


la

mala

figurare 7 idrie dell'acqua trasforin vino, pu anco simboleggiar lo

la

mu-

Spirilo Santo che viene a dimorare nel-

tazione di tutta

sostanza d'una cosa in

l'anime di coloro, quali degnamente pari

tutta la sostanza d'un'allra, cliequesta pa-

tecipano della sagra mensa. Siccome


in vino cotanta forza

il

rola

Trans usi anziazione. Non


sia

iu)

porta

miracolo della lrasfornazione dell'acqua


re la virt infusa
ria

che il vocabolo
nii secoli.

stalo sconosciuto ne'pri-

La

Chiesa quando ha dovuto

fissare con chiarezza e con precisione l'idea vera d'un dogma, per difenderlo dagli errori, non ha avuto la difficolt di comporre una parola espressiva , e non ha guardato alle regole della grammatica e della lingua (Questa da'primilivi cri-

ha di rappresentada Cristo nella matee nella forma de' Sagramenli , assud'

mendole a islrumenti
rituale, e nel

una grazia

spi-

pi augusto di

essi trasfor-

mando altres la materia del pane e del vino nel suo vero Corpo e nel suo vero
Sangue; cos
nel
il

senso allegorico nascosto

stiani fu simboleggiata

ne' loro

monu-

monumento che illustra, potrebbe

an-

menti, in argomento di loro ferma credenza.


11

cora esser quellodi rappresentare agli occhi e insieme rivocare alla

p.

Garrucci gesuita, nella dotta

mente deTc

opera, l^ctri ornati difigure in oro trovati ne' Cimiteri de' cristiani primitivi di

deli la grazia de' 7 Sagranienti'x'ixiyx'K

loma, raccolti e spiegati a p. 2 3 parla delle sporte o ceste di pane raccolto dopo saziate le turbe nel deserto, da quello miracolosamente moltiplicalo da Ges Cristo, con che della trasmutazione da lui fatta nelle nozze di Cuna del* r acqua in vino collocalo ne' vasi detti idrie , presso gli ebrei anche in uso per
^

da Cristo. L' idrie dunque del vino miracoloso, ne'raonumenli cristiani, eseguo

memorativo

e mistico senso della l^ranj

sustanziazione

e in generale de* sagra-

menli. Iddio, per intercessione de'suoi veil miracotramutare l'acqua in vino, e l'ho riferito a'ioro luoghi). Per quanto attendendo unicamente alla- forza delle paro-

nerabili servi, pi volte oper

lo di

le purificazioni, per notare la differenza che passa tra esse e panieri, del qual vino miracoloso squisito ne fu il sapore.
i

le della

consagrazione, sotto
si

la

specie del
di

pane non

trovi

che

il

Corpo

Ges
il

Cristo, e sollo la specie del

vino che

Inoltre osserva, che tale trasformazione

preziosissimo suo Sangue, perch questo


ci che solo

dell'acqua canjbiata in vino e


plicazione de' pani
,

la

molti-

esprimono quelle parole

per siukboli

ponno prendere del sagramento Eucaristico;


si
i

tuttavia di fede che

Ges

Cristo lutdette specie

to intiero sotto ciascuna di


fra loro distinte,

facendo pure notare, che ss. Padri rilevando il miracolo dell'acqua cambiala
io vino, all'intento di confermare
de' credenti
nella
la

per

la

gran ragione, che

fede

dopo la gloriosa risurrezione sua Egli sempre vivo, impassibile, immortale. E


cosa chiara che per
la
il

Transustanziazione

necessaria conco-

Eucaristica, pure allegalo da loro


argotiitiito d(ili

come

mitanza delle
te

parli,

corpo d'un viven-

ouuipolente

vii

lU divina.

non pu

esser separato dal sangue^

V
il

N
nozze di
vuole,

V IN
Cana
in Galilea nella

55
sostanza

sangue dal corpo. Laonde si tenga fermo che neiriucaristia ci che non segue
ili

del vino; cos nell'Eucaristia, siccome lo


il

forza

(.Ielle

parole consagrati ve,

immanpane

pane ed

il

vino

si

mutano

nella

cabilnieiite avviene per l'indicata conco*

sostanza dei suo

Corpo

e del

suo San-

niitanza

e cos sotto
vi

la
il

specie del

gue. Quindi noi crediamo, al

momento
e ia

insieme col Corpo


Id divinit di

Sangue, l'anima,
vi

che
role

il

sacerdote per
di

comandamento
pane non
sia
il

Ges
la

Cristo; sotto la specie

nome
,

Ges

Cristo proferisce le sue pail

del vino insieme col

Sangue
di

il

Cor-

che subito
il

pi pa-

po, l'anima,
la

divinit, tutta

insomma
Cristo, co*

ne, ne

vinosia pi vino,

ma

veroCor-

Persona adorabile
defin
il

Ges
sess.

po e
cui
la

il

vero Sangue di Ges Cristo vivo

me

Tridentino,
la slessa

i3,cap. 3,

e glorioso, in quel

modo

precisamente in

can. 3. Per

ragione che

Ges

Chiesa ha definito rapporto a questo

Cristo iu questo sagra mento vivo, impassibile, glorioso, dividendosi la specie

chia ecclesiastica fidi^. 1

pane e quella del vino non si divide, ne si fanno pi parti del prezioso corpo di Lui, ma Egli re^)ta tutto intiero iu
del
,

domma(Riferisceilp.Bonanni,LaGer<2rSi cerca quaw do e da chifosse dato principio dopo Cristo alla consagrazione del Pane e del
1
:

A7rto. Esamin

la

questione

il

p.Raynaud,
stati fat-

ciascuna parte visibile di quelle specie.

e asser, che
ti

gli

Apostoli essendo

Ges Cristo
nella
ss.

trovasi reaicnente presente


,

sacerdoti dal Salvatore,

quando

disse

Eucaristia

finch

le

specie

si

conservano incorrotte, perch sotto quelle specie sensibili, per quanto ad esse non
aderente, tutta
Cristo
vi si la

Quotiescunque feceritis hoc facile in nieani commemorationem,sebbene poloro:

sostanza del Corpo di

tevano celebrare e offrire simile sagrifizio al Padre Eterno, subito che risorse alla
vita
il

contiene, in quel modo appunprima vi si conteneva la sostanza del pane laonde al momento iu cui per qualsivoglia motivo segue nelle speto, in cui
:

lorodivin Maestro,

nondimeno dif-

ferirono sino alla

venuta dello Spirito Santo loro promesso dal Salvatore, e vollero disporsi a questa

grande funzione con

cambiamento, che a giudizio de' questo sensi non si potrebbe pi dire sembra pane, questo sembra vino cessa
cie tal
, ,

il medesimo Spirito divino avrebbe loro com-

aspettar

la

pienezza di grazia che

partito.

Che

poi nel giorno della Pente*

d essere sotto di esse la divina reale pre-

coste fosse celebrata lai.^ messa, l'affer-

senza,
to

il

mistero dell'Eucaristia
di

l'elfet-

mano

molti

ss.

Padri e gravi autori.

Da

delTiramensa carit
la

Ges

Cristo ver-

so di noi, e

muove pure da
determinazione

carit
di farsi

pru-

due sentenze stimano s. Giacomo vescovo di Gerusalemme, ma pi


chi lo fu,
credibile quella che dichiara
s.

dentissima

no-

Pietro, ca-

stro cibo nascosto sotto la specie del pa-

ne. Imperocch Egli ha rimossa cos la ripugnanza e il ribrezzo che avremmo naturalmente avuto, se mangiar dovevamo

visibilmente le sue ss. Carni, e ha dato la pi opportuna occasione d' accumular

po e principe del sagro collegio apostolico nel Cenacolo, mentre allora s. Giacomo non era ancor vescovo di Gerusalemme ; non che capo della Chiesa e Fica^ rio di Gesti Cristo, da questi costituito, e perci denominalo dagli antichi dotlori

grandi meriti con V esercizio della fede.

Questo mistero finalmente non solo un miracolo, ma un complesso di miracoli, e con tutta ragione si appella Mistero della Fede. E un mistero che si opera da Dio, il quale pu far tultoci che vuole.

et

Radix iierarchiae ccclesiasticaef Fons ordinis sacerdofalis. Una 3." sen,

tenza vuole, che


frire
il

s.

Pietro fu ili. ad of-

sagrifizio della legge

nuova, congli al-

correndovi nella medesima azione


tri

Apostoli.
il

fu facile cosa allo Spirito


tutti gli

Egli cambi,

come

dissi,

l'acqua nelle

Sauto

tnoderure e ordinare ia

S6
Apostoli
la

V N
I

V
fel-

N
effetti

Ja consagrazione,

pronuncia della forraola onde niuno precorressi

dell'

Eacarislia dagli

sensibili di

questo cibo restano stupendamente


nifestali. Infatti

ma-

se nel dirla, e tutti

accordassero in mo-

do, che colla pronuncia di tutti unifor-

me si
pane

adempisse la transustanziazione del


e del vino, nel

siccome il pane e il vino al corpo si imiscono cosi intimamente, da divenire con esso lui una cosa medesima,
a
lui

Corpo

Sangue

del

conservano

la vita e la

sanit

ar-

Redentore. Ne contro quest* ultima sentenza troTQsi obbiezione alcuna, ma sem-

restando un germe

di

morte

e di distru-

bra molto probabile e conveniente, che il capo degli Apostoli s. Pietro celebrasse,

e che tutti gli altri, avuta facolt di

zione, somministrandogli nuovi spiriti che portano vita, sanit e moto in tutte le parli, ove si distribuiscono, lo fan crescere e aumentano il suo vigore e le sue forze per
sostenersi nelle fatiche, per reggersi

celebrare dal Salvatore, l'esercitassero in

ne-

compagnia

di lui).

sacerdoti celebrando

gl'inciampijnon altrimenti opera l'Eucaristia

il divin sagrifzio prendono le specie del pane e del vino: sebbene per questo ricevono due volte GeslCristo, non ricevono per nulla pii de'laici che si comU' nicano sotto le specie del pane solamen' te, perch Ges Cristo il medesimo per tutti, non essendo necessaria la comunione sotto le due specie per ricevere tutti gli effetti del sagramenlo, n comandala dal Redentore, non ostante le parole; Prendete tutti di questo^ imperocch questo e iluo Sangue. Volendo Gesti Cri-

spiritualmente e meravigliosamen-

te

rapporto all'anima co'suoi preziosi ef-

fetti.
si

L'ampio

grave suo argomentosvole negli altri che

ne' ricordati articoli

rammenter, tultavolla
li,

fin qui discorso, sulle specie

trovai a proposito di

punto di vista sagramentagiovarmi dell'aual

rea opera del vescovo Bronzuoli, Istitu-

zioni Cnttolicie, ed aggiungervi l'erudile parentesi. Quancomunione sotto le due specie sagramentali del pane e del vino, notai ne' voi. L, p. 1 3, e LXI, p. 35, che ss. Pie-

zioni che racchiusi fra


to alla

pto per eccesso di carit a noi lasciare in

cibo

le

sue Carni e in bevanda


simboli che

il

suo Sanvino;

tro e

Paolo

ne'ritratti

furono rappresendell'

gue,poteva certamente sceglierealtra materia, altri


il

tati col

labbro superiore tosato o assai ac-

pane e

il

corcialo, per
della
ss.

maggior decenza
il

uso

ma
i

la

sua infinita sapienza trov questi

Eucaristia sotto le due specie,

pi conformi a'sentimenli dell'immenil

particolarmente per prendere


tato

Sangue
tuttora

sa sua carila, e perch

pane e

il

vino

senza [)ericolo. Per evitarlo fu poi adotil

il

cibo de'grandi e de'piccoli, de'ricchi


i

cannello o Fistola

(^^.)

tempi, in tutti paesi (non meritano credenza que'che scrissero, avere Innocenzo Vili
e de'poveri, perch trovasi in tutti
i

usata dalPapa ne'pontiflcali,secondo l'antica disciplina.


lice del

Non bevevano per dal


i

ca-

popolo
il

principi,

ma

in altro, co-

concesso alla Norvegia di consagrare


calice senza vino, a
si

il

me riferisce
ravi anco
il

Berlendi.Anziavverte,ch'e

motivo

di

non poter-

costume, a fine di non con-

conservare a cagione degli estremi fred-

sagrare molti calici, o di non fare nel

me-

di, la

confutando l'asserzione il I^Jovaes nelStoria d' Innocenzo FUI, poich in


si

quella regione

conserva benissimo e se

ne fa abituale uso. Oilrech il Papa non deroga mai a'sagramenti, il vino onni-namente necessario ed essenziale alla consagrazione del calice
,

escludendosi quatutti

desimo sagrifzio molte consagraziooi, di mettere una piccola porzione di pane consagrato in un calice di vino non consagrato, e cos'i porgevasi a'comunicanti. Di questa mescolanza abbiamo molti esempi di varie chiese s d'Occidente e s d'Oriente; dalla qual mescolanza, se pure il
vino restasse consagrato, diversi furono
i

lunque altro liquore), mescolasi con


gli altri cibi,

e perch gli

effetti invisibili

pareri degli antichi,

ma

il

comune

sea*

V IN
lmento che il Stigrato, e solamente santificalo. Tanto
rispose
gli (la
s.

VI N
no,
lo tflcevfino
fiele del

57
principe delle

vino non restasse con*

tenebre e creato dal demonio. Questa prescrizione


fedeli, e

nernardo,
il

un abbate,

dubbio propostoquale avendo profeal

rite le

la sola
lice,

parole della coiisagrazione sopra acqua, posta incautamente nel caRvea preteso col metter del vino e

aggiungervi una particella d'Ostia coosagrata, di supplire all'invalidit della gi


fatta consagrazione.
,

non fu estesa all' universale de' dur quanto quell'eresia. R.ipullulata e moltiplicata, Papa s. Gelasio I del 49*^ rinnov in Pvoma l'ingiunzione, per conoscere tali eretici. E siccome anticamente In comunione s amministra^va eziandio 'bambini e 'fanciulli,
si

tro-

Vi era pure

altra co-

v meglio

il

farlo

ad

essi col

solo sangue

stumanza cio d' infondere in un vaso grande di vino, una piccola parie del vi-

no consagrato,
va a bere
la

e cos

mescolato

si

porge-

consagralo. Indi si torn alla comunione con una sola specie, e l'uso della comunione del C<tZ/ce(^'^) insensibilmente an-

a'fedeli, la

quale infusione nel-

Chiesa romana facevasi dall'arcidiacono. Neir altre chiese e luoghi ci non fa-

d cessando, anco per ripugnare a'fedeli di bere in un medesimo calice Ministeriale e di succhiare
il

vino consagrato

non quando il puro Sangue consagrato non fosse bastevole al numero di


cevasi se
quelli ch'erano per comunicarsi,e in quantit

con una

stessa fstola

o cannello, Tun do-

po

l'altro,

principalmente in tempi di con-

tagi e pestilenze.

Vi erano nelle chiese


si

secondo

il

bisogno
il

ma non
come

perci

pi
sava

colici
il

MinisierialeSf ne'quali

ver-

restava tutto

vino consagralo,

come
il

vino a mezzo d'un colatoio o pic-

dichiar Innocenzo III,

poi riten-

colo cucchiaio d'argento con sottilissimi


fori,

ne

la

scismatica Chiesa greca, poich

o altro strotnento di simil figura det-

contatto

pu santificare non consagrare. J fedeli si comunicavano ne'primi secoli della Chiesa sotto le due specie del pane e del vino, e sotto l'una o l'altra, non essendovi
se
in tale

to Sion, acci

non

vi si

mescolasse qualdi

che insello e lordura,


colo

che era vi perila

quando ciascuno portava


s.

sua por*
fece

zione di vino alla chiesa in oblazione.

epoca alcun precello n


il

L'arcivescovo di Reims

Remigio
i

divino oecclesiastico,

quale costringessotto

ncideren un calice ministeriale

seguen-

comech
le specie

sia alla

comunione
mai

amso-

bo

o sotto una solamente, senfosse


la

za che per questo lesa

stanza del sagramento, e l'integrit de*


suoi santissimi
effetti. Special

menle agl'infacilit

fermi
ristia

si

permetteva d'intingere l'Euca-

nel

Sangue per maggior

ti suoi versi. Hauriat hi e populus vilani de Sanguine sacro - fniceto, aclernus quenfudit vulnere Cliristus. - Remigius reddit Domino sua vota saccrdos. Alcuni antichi scrittori sono d'avviso che il nome di Cnlicc derivi da caUdus perch in esso si beveva caldo giusta I* uso
^

d' inghioltii la.

intrinseco

il

tener pre-

di que' secoli.

Cassiodoro nel Psalnt.

5,

sente l'articolo CoMUNioivn, specialmente


i

II.

Comunione soUo

le dite specie.

IV. Comunione d'fanciull'. VII. Delle ceremonie ed usi antichi della Comunione. Di passaggio solo qui dir, che la

parlando del calice consagralo nel sagrifzio della messa, cos si esprime: Calix a calida dictusestpotionCy quoniani
sicut
ita et hic

aia cor hominis exhilarai hibilusj sanctas nninias perpetuo jnhau<ita. Ne'priulivi
si

comunione
data a'fedeli
so
il

sotto

le

due specie
s.

fu

coman-

cundal

tempi della
(/''.)

laici in certi

tempi, cio verl,

Chiesa non
del calice;
tal

faceva V h2levazQne
il

44^^

*'*

l^flpa

Leone

che loro
eretici
il

ma

diacono alzava un poco


il

prescrisse di riceverla

pubblicamente per
gli

vaso sagro, mentre


:

sacerdote intuo-

iscoprire in

Ilooia e altrove
i

nava

/Vr omnia saecida saeculoruni.


l'antica

Manichei (F.),

quali abborrendo

vi-

Forse l'imped vn

forma della Pia-

5S

N
il

V
Doughte,

neia (F.)? Si pu leggere


stiaiiorum,

sente assaggia solo le ostie.

per

la

co"

De CalicihusEuchariscis ve ter uni CluiCremaci 694. Oitlin la comunione sotto le due specie neliogS, Papa Urbano II nel concilio di Cleimoul,
per eliaiinare l'enorme abuso d'alcuni che amministravano l'Eucaristia col Cor* p del Signore tinto nel Sangue del meilesinio; divieto

munione
zioni,
l.

del
2, p.

Papa

Novaes, Disserta' 71 e 72. Avverte l'Ortiz,


il

Descrizione del viaggio di Adriano FI, descrivendo il convito di sua cop. 77


,

ronazione co'cardinali,
viti

quali erano ser-

in bicchieri separati da'loro

maestri

di

camera con
forse cosi

vini propri e particolari:


si

rinnovato dal successore

M Ci

faceva, perch dalla speil

Pasquale II: in alcuni luoghi tuttavia si permise agl'infermi, perfacililar lorod'inghiottirla, secondo le testimonianze esibite dal

rienza constava^ che

veleno pi frequen-

Garampi
p.187
1

nelle

Memorie ecclesia-

temente si dava a bere mischiato al vino o con altri liquori, che non col cibo. Quindi , che questo costume di operare cosi
ne'convili, inviolabilmente
si

stiche, a

509. Attesta

mg/

Bel-

osserva ia

lenghi,^/(//e antiche custodie dellas.

Eu

Roma
la

(cio a que' tempi)

senza veruna

carislia^ p.

6, che nel

Tabernacolo del-

ingiuria della persona che invita atavo*

la

ss. Eiicariitia(l^.),c\iaudo eravi l'uso

(Gio. Jacopo Bosio scrisse: Dissertatio


i

di comunicarsi colle due specie, in esso

depotionihits morliferis, Lipsiae 736)".

conservava sotto quelle del pane e del "vino, il quale uso fu poi dimesso si pel
si

Nel secolo

XV
i

pretesero

la

comunione

rischio di spargersi
l'ischio di

Sangue, come pel putrefarsi. Nel secolo XIII la


il

boemi eretici Z/^^my/^.J, accordata dal concilio poi conciliabolo di


colle duespecie

Basilea, errore seguito a Calicisli(F.)^


altri eretici;

comunione sotto le due specie generalmente si restrinse a' preti latini, perch

onde quando Nicol

co-

greci e altri orientali la continuavano e


i

ron imperatore Federico III, questi nella comunione si astenne dal vino consagralo, per

osservano tuttora

laici.

In seguito

PaA-

non sembrare d'approvare


l'

pi, oltre a\V Imperatore nella

sua Coro-

loro errori: tornato

nazione, ne concessero
Q.\jiv\\

il

privilegio ad

Sovrani ,tdi
s.

ii

i>a^\'\

ministri delle bain certe so-

imperatore in Roma nel pontificato di Paolo l, questi nel pontificale pel detto motivo lo comunic

die di

Dionisio e

di

Cluny
il

soltanto colla specie del pane,

ordmando

lennit.

nel pontificale del


le

Papa

par-

a'propri assistenti diacono e suddiacono,


di astenersi dalla specie del vino (Riferisce

tecipano

ambo

specie

cardinal diaco,

no

il

prelato suddiacono

assistenti e

ministranti. Riparlai della

comunione del

Papa

ne'pontificali, nel voi.


dell'

XV,

p.

io,

premesso prima
grisia del

OJfertorio dal Sal'assaggio o pregu-

Papa (V.)
,

Menochio, Stuore,\..i,CGui. 3.', IH non beve mai vino in vita sua per la grande avversione chene a vea, onde bramava d'esser imilato anche dalla moglie imperatrice Eleoil

p.

cap. 23, che Federico

stazione delle Ostie

e dal credenziere

nora, bench per la


sigliata

pontifcio quello dell'acqua e del vino, azioni dette


p.

sua sterilit fosse conda'medici a beverne.Saputosi que-

Prole

e descritte nel voi. IX,

sto

dal

marito, disse, che preferiva

la

ed altrove. Imperocch narrai a'suoi luoghi, che fu propinato il veleno nel calice a littore II del io55 e
e seg.,
illeso;

22

sterilit

all'ubbriachezza delia consorte.


dell'

Ma

noter ch'essa fu madre


I
,

impe-

ratore Massimiliano

e di

Cunegonda

miracolosamente nerest

ed a Pit-

sposata al duca di Baviera).

A
i

Pio

iV

tore III, che ne per nel 1087. Si

pu

cedere ilCancllieri,Z)eiSecre/ari7.y; Pr^egustatio Panis et fini in sacris Ponti-

domandarono tedeschi il permesso della comunione anco col caliislaalemenle


ce
,

e gliela accord ad istanza pure de*

ficum a Sacrista praeslanda.

Ma al pie-

principi, previa protesta

che confessasse

N
i

59

die Tullia specie il ro, contenere s vero Corpo di Cristo; ma successori imniediali s. Pio V e Gregorio Xlll rivol'aiia

sarli,pe'raolivi riferiti.

Qui aggiungo che Clemente IX del 1667 finalmente colle

caroiio

la

concessione.

Abbiamo

l'opera:

sue esortazioni ottenne da Jacopo patriarca dell'Armenia maggiore, di mettere in uso


il

Les motfs dt la su.>pens'ion e l'espece vin dans la Comuniou da pciipte par Etne. Gandoii pilrCy Paris 693. A poco a poco dunque fu tralasciata la cociti
1

rito della

Chiesa rom-ina

nella mescolanza dell'acqua nel vino del


s.
il

Sagrifizio.
calice

Fa a proposilo che ricordi, anticamente nel tempo della mes-

munione
rono
i

colle diie specie, e

si

contentala

sa

fedeli di

comunicarsi sotto

spe-

non si poneva dietro dell'ostia, comesi costuma al presente, ma dal lato destro,
per dinotare
lo

cie di pane,

di Costanza, di Basilea e di

siccome ordinarono i concilii Trento; essen-

spargimento di Sa/.^

le

e acqua usciti dal lato destro del Salva-

do solamente in qualche chiesa restato l'uso, rammentato nel precedente paragrafo, di porgersi in alcune festivit dall'altare a' fedeli
il

tore nel cruento sagrifizio del Calvario,

quando Longino
costalo.
I

colla

Lancia

gli fer il

greci osservano ancora (piest'anIl

calice

con vino bene-

lico rito.

vescovo Sarneiii, Lcitare ect.

detto, equivalente all'auliche Eulogie, le

clcisiaslirhe,

9, leti.

non erano particole della sagra comunione, ma una semplice loro rappresentanza, ma pane benedetto olferto all'altare. Se ne facevano 3 divisioni, una
quali
pel celebrante, l'altra pe'comunicanti, e
l'altra nel
si

zione dell'acqua die

si

3: Della benedi' mescola col vino


:

nella

al quesito Se dovendo il sacerdote celebrar 3 messe, debba in ciascuna benes.

lUessaj risponde

nel d del Natale

dir la slessa

acqua che
il

si

deve mescolare
nel sagra-

line della messa

dislribuiva-

col vino nel calice; e la ragione di dubita-

que'che non volevano o non poteva-

re

si

che

Rituale

romano

no comunicarsi, rappresentando cos la comunione frequente praticata per l' innanzi da'fedeli. Anticamente laici che si comunicavano con una sola specie,in molte chiese ricevevano dopo la comunione la purificazione o abluzione di acqua o
i

dove parla della benedizione del sale dice: Deinde Sacerdos benedicaC sale/a, qui semel bene'
l

menlodel battesimo

dictiis

alias

ad eundem usum

dtscrvire

potest. Cos la slessa

acqua benedetta una

volta, puservire in appresso, senza

nuocol

di vino,

come

si

trae dal citalo Gararapi

va benedizione. Quindi

il

Sarneiii opina,

a p.

qua
lo;

col vino nella

88. Bisogna mischiare un poco d'acmessa per consagrar-

che

si

debba V acqua da mescolarsi


sia la stessa gi
si

vino, tante volte benedire, quante volte


si

ma

altro,

questo mescuglio d'acqua none secondo alcuni, che un precetto ecfondato sul fatto da Ges Cri-

adopera, bench
la

bene-

detta; e

ragione
in
il

ricava dal mistero.

clesiastico,
sto, dri.

L'acqua che
no, significa

come

sia di

ha dalla tradizione de'ss. Pamolto probabile, quantunque non fede, che l'acqua si cambi, come il
si

3 stille si mescola col vipopolo fedele vialore, che

per mezzo della grazia


sto,
si

\ino, nel

Sangue

di Cristo;

ma

questa

si unisce con Cricotne appare dall'orazione, che allora recita, ed averne egli gi parlalo nel t.

questione da lasciarsi a'teologi,epiiji sotto


riferir
il

3, leu.

4i' Cl^^

le

specolazionijilosofi'

parere del dottissimo Sarneiii.

Si pu vedere l'articolo Acqua del vino per la messa, ad esempio di Ges Cristo. Et notai che gli armeni consagravano ia solo vino, onde il concilio di Firenze ini-

che nulla importano alla pratica della Chiesa. cie l* acqua, che si mescola

col vino nel sagro Calice,

prima

si tra-

smuti nel vino,

ch'i;

la materia delta ss.

Eucaristia. Conviene che l'acqua nella


detta quantit mescolata col vino, colla

pose loro d'infontlere alcune gocce d'ac-

qua, sempre ricusandosi

P^ipi di dispen-

cousagraziunu

si

converte im media lumeu'

6o
te nel

V
Sangue

N
non
il

V
calice, e

di Cristo, altriraenli

verrebbe a significare, che il popoJo cris' incorpora con Cristo significato dal vino, il quale essendo 7 volle maggiore nella quantit dell' acqua, questa asstiano

sorbe esi tramuta in vino, equesto si tran-

Sangue di Cristo, come riprima che nel secolo XII nascessero le due opinioni riferite da Innocenzo III nel cap. Cuni Marthac.
sustanzia nel

tennero

gli

antichi,

Ozi il popolo tante volte si benedice, quante si umilia al sacerdote, precisamente al

vescovo cui spetta benedire; e per

ci essendo assistente alla


il

messa solenne, suddiacono domanda al vescovo, che benedica l'acqua, che si ha a mescolare
col vino, e

non ad offrire l'ostia ? Quan tun(jue il Gavanto di ci non rechi alcuna ragione, pure si potrebbe dedurre, che secondo il rito romano ci si faccia, prima perch il diacono infuse il vino nel calice, secondariamente perch il diacono era un tempo quello che amministrava il ss. Sangue al popolo, secondo il detto da s. Lorenzo martire, bramoso del martirio, a s. Sisto II Papa del 261: Quo Sacerdos Sane f sine Diacono properas? numqiiid degenerem me probasti P experire ulrum idoneum Minislrum elegeriSf cui commisisii Dominici Sanguinis digpensationem. L'offertorio ricorda
l'anti-

non

al

sacerdote celebrante.
il

Ed

cos certo, che significhi

popolo

che Oblazioni [F.) che faceva il popolo di pane e di vino, per la celebrazione della messa, dette Oblatc(F.)e Eidogie (F.)

che nelle messe di Requiem non si benedice il popolo; e neppure l'acqua, che significa il popolo, ancorch si reciti
fedele,

l'orazione; ed anco per denotare che

il

po-

o Pane benedetto nella quale si comufedeli nello Sposalizio nicavano tutti (V.) si davano a'novelli sposi le Presaw tiflcate [F.) ^(\t\\e quali anco nel voi.
,
i
:

polo dell'anime purganti gi


il

slajin grazia;

XCVI,
le ostie

p.

288, cio

si

comunicavano

col-

mistero del sale altro, e giusta


la

Du-

consagrale ne* giorni precedenti,

rando denota
condisce
l'acqua
i

sapienza cristiana che

col

pane benedetto, invece del consa-

fedeli.

Sicch denotando quelsi

grato. Notai nel voi.

il

popolo
Il

ribenedice
si

come

il

popolo pi e pi volte
qui
il

benedice. Sia

LXXI V, p. 27, ch' meglio ritenere essere stale poste nella Sepoltura co'morti le Eulogie, piuttosto

Sarnelli.

sacerdote nell'0//er/o
in quella di Reiras e di

770 (Anticamente in varie chiese era rito


particolare,

che la ss. Eucaristia, come altri vogliono. Racconta il p. Chardon, che nella dedicazione delle chiese
si

come

muravano
si

nell'alta-

altre metropolitane di Francia, che nelle

re 3 particelle dell'Ostia cousagrata, con


calcina.

lecilavano stando

messe con ventualii sacerdoti cantavano o weW Jinhone o Pulpito

Le oblazioni ora

fanno soltan-

to nella consagrazionedel

Fescovo

{^F ."^^

tutta la messa fino

aW Offertorio, come
abbati sulle loro cat-

ianno
tedre,

vescovi e

gli

egualmente con pane e vino, oltre la cera; e nella Canonizzazione de Santi [F.)^
di

quando

pontificano.

Lo afferma

il

pane, vino e altro. In queste col pane,


d'ogni sorla di cibo,
si

alartene.
e. 4)j

De

anliq.
olire
il

EccL

ritibus, lib. i,

come simbolo

al-

mentre
il

calice fissa gli occhi


fa

lude ad ogni specie di virt praticate da'


santi per giugnere alla gloria; e col vi-

verso

Crocefisso, perch

del soavissimo odore del prezioso


di Cristo, e in

menzione Sangue

no, esprimendo
santificante,
si

il

simbolo della grazia


la

questo nelle nesse solenni viene coadiuvalo dal diacono, ci signi-

vuole intendere

conse-

guita

abbondantemente

da'santi e

man-

ficandocome Cristoa mezzo del suo Sangue promulg il P" angelo. Dice il Diclich nel Dizionario sacro-liturgico: Si ricerca perch il diacono nella messa solenne concorra assieme ai celebrante ad oifi ire

tenuta ne'loro cuori. All'oblazione del vi-

no, alcuni pretesero andar unita quella


dell'acqua, figura delle tribolazioni sosle-

mfe dalie virt de' santi. Anticamente

V Oblazionario (F.) riceveva l'oblazioqi

V
de'fedeli, cio
eli

N
a cui
si

V
perdeva
la

61

qt>e,l!i

talo l'oIlVirle, e le

non era viepresentava aWArcidia'


:

maio per mescolallo


Il p.

coirinchiostro, tosto

specie del vino consagrato.

cono.

principi ancora facevano le loro


le

oblazioni e io vasi preziosi


loro tuttora
si

oblazioni

(anno nella Coronazione


[f^.), e nella

dcgl' Imperatori

Coronazo*
l'ac-

Chardon, Storia de' Sagramenli^vaigionandone nel t. i,p. 817, tuttavia osserva. Simili avvenimenti, per quanto singolari appariscano, non devono biasimarsi temerariamente.
I

ne de' Re (/'). P'as que nella messa sono

pel
le

vino e per

santi,

che ope-

Ampolle

(^.), e

rarono

devono
lice. Il

essere

tli

P'elro {F.) o cristallo,


e il Cacomunione, fa

come un tempo furono la Patena


celebrante,

dopo

la

V Abluzione (F.)
fine di purificare
ta.

col vino e coll'acqua, afil

calice e le proprie di-

Del

rito di purificarsi col vino

dopo

la

comunione, trattano

gli scrittori ricor

avevano senza dubbio le loro ragioni, ed altronde in ci noi noa veggiamo cosa, che sia opposta al rispetto dovuto a questo divin Sagraraento '*. Soggiunge, non so poi se si possa dir lo stesso d' un altro uso dell'Eucaristia, di cui fi velia il can. 5del concilio di Worins. Accade soventemente che vengono comin tal guisa,
1

dati nel voi.

XV,

p.

og. Si giur toc-

messi da'latrocini ne'monasleri, e che gli autori d talifurli non


ci
si

candola ss. Eucaristia. L'innocente s. Gregorio VII a giustificarsi dalle colpe imputategli dal perfido Enrico IV, presa l'Eucaristia, s'imprec subitanea morte da quel Dio che teneva nelle mani, se fosse stato reo: il che Enrico IV non volle
fare,

conoscono. Peri

comandiamo, che ({uando frati sa^ ranno obbligati alle Purgazioni (F.) di
la

questo sospetto, l'abbate o alcun altro di suo comando, celebri


za della comunit,

messa

in presen-

ed

alla fine tutti rice-

quantunque provocato.
il

Un
del

vesco-

vo

di

Ijenevento recatosi in Inghilterra a

vano la comunione gue di Cristo, per

del

Corpo

e del

Santal

far conoscere in

tempo del re Canuto


gue

Grande

5,

modo

la

loro innocenza'. Questa


i

atferm con giuramento sul Corpo e Sandi Cristo, essere di s. Bartolomeo il

ra di scoprire

latrocini

manienon pare molto


di
i

canonica

al p.

Chardon, perch era sog,

braccio che recava.


ghilterra e
les,
il

Odoardo
II

ili re

d'In-

getta a grandi inconvenienti

cui
rei

il

suo

figlio

principe di Galre di Francia a-

principale era quello di esporre


pericolo di
crilcgiOf se
di
le
le,

contro Giovanni

vendo guerreggialo, giurarono l'osservanza de' palli con lui conclusi a Calais in

a commettere un orribile Sa^ non a veaiio abbastanza timor


il

Dio per riconoscere


occasione;
il

loro lallo in tapili

questi termini.)
e

Promettiamo leahnente giuriamo sopra il Corpo di Cristo e sui


condanna,
di

che tanto

era temibi-

Vangeli". Molli scrissero che talvolta fu


solloscritla la sentenza di

Scomunica
retici,

e di deposizione contro gli e-

ed

altri alti

solenni, colla
il

intinta nel calice contenente


Cristo,

Penna Sangue di

erasi stillato

ovvero intinta nel calamaio in cui il divin Sangue, per ispiratulli


i

re

un santo orrore per


che allerano
il

dommi

per-

quanto io confessandolo si esponevano non solo alla vergogna di confessarlo, ma eziandio a rigorosi castighi. Nondimeno osserva il p. Dernardo da Venezia, annotatore del p. Chardon, che quantunque non possa commendarsi tal uso, pure vedendolo comandato da un concilio bisogna dire, che il gran rispetto che nel medio evo nulrivasi verso 1* augusto Sagramento, forse
die'

versi

sagro deposito della


alti

confidenza al

si-

fede^ e per dare agli

una tremenda autorit. Ne riparlai ne'vol. LXI, p. 35, LXII, p. 2 5, LXX.I V, p. 26 e 27, non
1

nodo

di far tale decreto,

persuadendosi

che niun monaco, per (juanto fosse trasportalo dalla passione, avrebbe avuto
coraggio di connmicarsi (pialora
seulilu culptvolt
,

senza rilevare con gravi scrittori, che se


&i i'usite

si

fosse

sldlalu

il

diviu

Sangue

nel cala-

e COSI dal ho rifiuto

62
tltrlla

N
stenle nel

comunione si sarebbe senz'altre con-

fessioni scoperta la sua reit.

U Acqua'

santa o benedetta ( V.) Episcopale o Gregoriana, di CUI anco ne'vol. LXXIII, p.


369, XCVI, p. 4<^, da* greci si mescola con vino particolare, e si usa per la consagrazione delle Chiese e degli Altari (F.).

museo Vaticano, incontransi ad ogni passo sui monumenti cristiani, come in questo, e se ne trova facilmente
la spiegazione nel Vangelo, dicendo Ges Cristo: E;^o suni ifitis verace la vite simbolo della Chiesa sua leggendosi nella tribuna della chiesa di s. Clemen,

La Lavanda

degli Altari (f^.)

si fa

col

te:

Ecclesiam Christi Fid Siniilahinms

Mino e coll'acqua nel gioved santo, anco per ricordare l'acqua e il sangue che usci

Isti.

E
di

la

vendemmia simboleggia
il

la

press

sar
le

questo mondo, de' patimenti, delrisultato sim-

rono dal costato del Redentore. Si pu Francesco Oril domenicano p. landi: Duplex lavacruni in Coena Domini fidclthus exhibitum , allerum ex Chris ti mandato de sacra pedani lotiovedere
iCf

penitenze^ e di queste
il

boleggiato nel vino


le

frutto
si

che

se

ne ricava. Quindi
i

immortavede eoa
i

allcruni

ex
il

velcri Ecclesiae discipli,

quanta convenienza cristiani avessero scello questo simbolo per fregiarne loro monumenti, e perch vedesi egualmente nella volta del

na de expiandis altarihus
j

Florentiae
l.

sepolcro e nel sarcofago,


i i

o.

Narra

p.

Lupi, Dissertazioniy

\ \0,Cardinale.hj(nceino\l(}c\
lo cre cardinale prete del titolo di

256, che si ornarono le pareli de* sagri Templi con frondi e frutta a festoni, rappresentanti anche uva e melagra*
I, p.

s.

3o Loal-

renzo

in

Damaso.

Il

Gardella

muove

cuni dubbi sul suo cardinalato, a moti-

nate,

ambo
i

simboli de*inarliri, a'cui se-

vo del

titolo in

quel poulificato occupa-

polcri solevano scolpirsi.

Rappresentano
il

to da altri cardmali.

pure
ics.

fedeli,

perch

di essi disse

Sal-

VIO

GAETANO
patria,

CAJETA^O

vatore:

Ego

sani vitis vera^ vos palmi'

Tommaso, Ct2/YZm^/e;DenominatoGaetano da Gaeta sua

della

perch la moltitudine de* granelli melagrana simboleggia l'unione delrappresen*


martri.
ss.

uomo dottissimo

nella sagra letteratura, fino da'suoi primi

le nazioni diverse alla Chiesa,

anni die'chiari contrassegni di quella gravit e illibatezza di costumi,

lano

Padri fecero allusiocol

che

gli
il

fu poi

ne

a'uarliri

anche

mosto premuto, e

indivisibile
di

di vigne e di vino.

Il

Buonarroti, Osserspiega l'Eucaristia

compagna per tutto sua memorabde vita. Poich

corso

fin d'al-

vazioni sui vasi antichi di vetro trovati


ne'ciniileri di

lora dedicatosi con fervore agli studi, su-

Roma,

simboleggiala nella miracolosa moltiplicazione del pane di grano e delle 7 sporte. 11 ]\]arangoni, Delle cose gentilesche
e profane trasportale
to delle chiese, dice

per colla penetrazione dell* ingegno di gran lunga suoi compagni; nemico de*
i

sollazzi e divertimenti propri de'giovani,

fu dedito alla divozione, fieqaente nella


visita delle chiese,

ad

uso e ornamenle viti

ove con edificante atla

che

le

uve

tenzione ascoltava
di

divina parola.

Quinappi-

furono espresse pi volle per significare


laiS"//2(7g:o^i7,eil

non

meraviglia, se ad onta de'genisi

popolo

piti

caro ed eletto
dell'

tori

che avrebbero voluto che

a Dio. E'
stia le
"Va,

comune simbolo
i

Eucari-

gliasse allo stalo


si

matrimoniale, obbligosdi

spiche di grano, ed
si

grappoli d'u-

Dio con volo

perpetua verginit,

ornano gli arredi e vesti sagre massime quelli da usarsi pel ss. Sagramenlo. Gli emblemi della vendemco' quali
,

e in et dii5 o 16 anni vest l'abito de*

domenicani nel convento della propria patria, donde sforzandosi^enitori di ritrarlo, fu da'supeiioii

raia, osserva tica, p.


il

Nibby,
,

Roma, parte
il

1.' An-

mandato
di

segreta-

541

descrivendo

Sepolcro e
usi-

mente
nico,

a Napoli nel

convento

s.

Domegli

sarcofago di porfido di Gostanza

dove Iraltenutosi alcun tempo,

V
fti

o
Padova, e poi
in

V
turco;

63
il

imposto

(li

recarsi a

a prendere unitamente T armi contro

Pavia e altri luoghi, dnpperlullo dando prove d'ingegno e singolarmente nella solenne disputa da lui sostenuta innanzi al capitolo generale dell'ordine tenutosi in Ferrara, nella quale con gran spirito e
valore difese
le

come ancora per

ridurre l'eresiar-

ca Lutero, da'perniciosi suoi errori, alla

purit delle cattoliche verit. Disperata

ormai

la

conversione di quell' ostinalo e

empio apostata, quantunque per conseguirla usasse tutta la moderazione verso


di lui,

sue

tesi

contro

il

famoso

Pico della Mirandola, che prese ad argo-

non pertanto

come

osserva

il

mentare con Tonnnaso alla presenza del duca e senato di Ferrara laonde quel dottissimo uomo, supplic il generale del>
;

Zaccaria nel XiSloria del conclio di Trcif


to del Pallavicini, a torto fu tacciato d'a-

sprezza imperiosa nel suo tratto, d'imperizia nell'erudzioni ecclesiasliclie; alle

l'ordine, a voler accordare ai novello can-

didato

la

laurea e

1'

insegne di dottore.

quali insulse dicerie, con sode e convincenti ragioni,


si

Dopo

aver insegnato con somma lode in molte universit d'Italia, chiamato a Rodal cardinal Oliviero CaralFa protet-

scagli tale illustre scritto-

re per giustamente difenderlo. L'


lista

anna-

ma

Rinaldi riferisce, che fu pure inca-

tore dell'ordine, ottenne


l'universit
fatto
la

una cattedra

nel-

ricalo di riconciliare colla Chiesa le reli-

romana,

e fu quindi da lui

quie degli

eretici ussiti
il

boemi, e di conre di

procuratore generale e vicario deldi

citare contro

turco

il

Danimardie' l'in-

sua religione, e poi nell'et

3o anni

ca e Norvegia, e l'amministratore del re-

eletto

maestio generale della niedesima.

gno

di Svezia.

Warra pure, che

Nel nuovo ministero mostr quanto fosse costante e ben radicata nel suo cuore

segne del cardinalato all'arcivescovo di

dappoich nel corso di io anni in cui presied al governo dell' ordine, die'sempre luminosi e preclari esempi di zelo, prudenza, sollecitudine, giustizia, ca* rite piet, onde fu detto da alcuni ch'era comparso un nuovo s. Donienico a reggere e governare il suo or<iine. Essendosi adoperalo e scritto un libro conti o gli scismatici, arso da loro, per impedu'e il
la virt,

Magonza ; che fece un' orazione, colla quale mostr, esser a gran torto la Chiesa

romana accagionala

d' avarizia dagli

eretici, e le

decime non dover essere odiose; che chiamato Lutero in giudizio,


questi vi
si

rec con salvacondotto a di-

fendere
dannarli
di

suoi errori, ed invece di con-

come g' impose il cardinale, us modi per ingannarlo. Indi d'ordine


Clemente VII
gli

scrisse un'eccellente o-

conciliabolo di

Pisa e poi pel suo scio1 1

pera contro
fut

errori de'lulerani.
gli

Con-

glimento, intentato contro Giulio

non

chiaramente
Nella dieta di

errori di

Enrica

che
cilio

alTiiticato

per

la

celebrazione del con-

Vili, e in favore della regina Caterina.

ecumenico

di
;

Laltrnno
narra
il

(^.), e
nell'o-

Francfort contribu

sua prohuigazione

Flavio

non poco

all'elezione di Carlo

all'im-

razione poi recitata ne' funerali di questo

cardinale,chequel Papa di proposito pensava sollevarlo all'onore della porpora,

ma
X,

prevenuto dalla n)orte ne


nella strepitosa

lasci l'ef-

fettuazione al successore. In

dinali,

Leone promozione di 3i carneli. luglioi5i7 lo cre all'imfatti


s.

non pot mai ottenere il possesso della chiesa di Palermo, conferitagli da Leone X, per l'opposizione del regio senato di Sicilia, e fu invece neliSig proujosso al vescovato di Gaeta sua patria. Da Adriano VI,
pero, e tornato a
al cui

Roma

conclave fu presente, venne spedi-

provviso cardinale prete di gato di Germania,


in

Sisto, e le-

lo legato in

Ungheria,

in

luogo del car-

luogo del cardinal


principi

dinal Ponpeo Colonna che


te se

modestamen-

Faracse impedito da infermila, aillnch


licUtt dieltt

ne scus, per giovare colle

somme

d'Augusta eccitasse

inviate dui iVipa, colia sua prudenza e

64
consigli,
il

vio
giovane re Luigi
il

V IR
II

irapegna*

80 la porla maggiore. Delle molle opere

lo nella guerra contro

turco. Per arsolo trov tutta

rivalo troppo tardi,


la

non
,

composte da questo cardinale, puscula ow/2WjLugduni 577


1 i

si
;

ha One
leg-

se

sua armata disfatta

ma
il

lo stesso re

perito niiserHmenle tra

fango d* una

ge l'esatto catalogo presso pp. Quietif ed Echard, Degli scrittori dell'ordine di


s.

palude. Tullavolta

1'

Ortiz nelle notizie

Domenico,
epoche
di

e ne illustrarotio le princi-

d'Adriano VI riferisce , che il cardinole giunse in Ungheria prinaa della fatale battaglia seguita nel 1 524, e che le sue fatiche, siccome inesperto delle cose guerresche, riuscirono ijuasi inutili.

pali

sua

vita.

scritta dal correligioso p.

Questa poi fa Antonio Fonse-

ca portoghese.

Abbiamo pure, O ratio et Carmen de vita ss. Firi, maximec/ue reXysti^ alidore Jo. Bapt. Flavio Aqui-

Clemente
ser del-

verendi d. Tliomae de FioCajetani card,


s,

VII

l'ebbe in gran conto, e

si

l'opera sua nel governo della Chiesa. Nel

laiio^ ejusdeni

secretis

familiari ^ Ro

furioso sacco dell'esercito di


se gravissimi rischi, e
le

Borbone cor-

niae.

Il

celebre cardinal Federico Borro-

estrema povert e miseria, che

venne ridotto a tase Garavesse dato

meo

vico Sforza

narra del cardinal Vio , che Lodoil /I/oro duca di Milano, aman-

2a

Manriquez non

gli

una

tissimo dell'ordine de' predicatori,

onde
al

veste per cuoprirsi, non avrebbe potuto

nella sua capitale gli compart grandi e

comparire
to in

in pubblico;

dappoich cadudo-

segnalati benefizi, portatosi

un giorno

mano

di quella peste di soldati,

convento loro

delle Grazie, in cui

Tette ricuperare la liberiti collo sborso di

5ooo

scudi che prese ad imprestilo per,

va di conversare co' religiosi di grato aspetto, essendosi incontralo col p.

amabuono e

ch non ricco

oltre

1*

averlo spogliato

Vio

di piccola e spregievole statura, rigli disse:

di tutto. Si ritir quindi alla sua sede di

volto al priore

perch voi

te-

Gaeta, nella cui fortezza fu portalo

il

cafu-

nete in questo convento


loli?

silf.ttli

uomicciat-

davere

di

Borbone per salvarlo dalla


la

cui quel savio religioso placida-

ria de'romanijOnde vivervi con grau par-

simonia e raccogliere

detta

somma

per

farne restituzione agli amici che grazio-

samente

gliel'

aveano improntata. Que-

st'amplissimo cardmale,alla profonda dottrina congiunse

mente rispose. Signor duca, //;5e/cfV/i0.y, et non ipsi nos. Conosciuta in appresso il duca la virt e vasta sapienza del p. Vio, fece pi slima di lui solo, diedi tutti i frati di quel convento. Il p.Menochio nelle Stuore^ tratta: Dell'esteriore aspetto e sembiante, ediquelio che avvenne al cardinal de Vio, ed a Filopemene capitano

un ardente

zelo

per

la

religione, meravigliosa sobriet, ed eroi-

co disinteresse, detto perci a ragione La-

me della

cui elezione

Chiesa da Clemente VII, alla non pot intervenire essene negli ultimi del
in
1

greco per
ro
la
t.
:

la

sparutezza della presenza lo-

do in Ungheria, pon liticato comp


te
i

suo

Roma
*^''

gloriosamen-

Se la bellezza corporale sia segno del bont de* costumi ? Ed il Sarnelli nel 3 delle Lelt. eccL, ragiona: Se la bre-

suoi giorni nel

534

^5 anni o &6^
a'

vit della statura sia

avendo predetto

1'

ora di sua morte

propri famigliari, e lasciato le sue sostanze a'poveri che dichiar eredi.


to al

compresa ne'dilelti che inducono l'irregolarit? VIRGA RUBbA. r. Maestri OsTiAM


Vacabilisti, Verga, e
il

Fu

sepol-

voi.

XCVI

p.

manco
s.

lato del vestibolo della chie-

242

e 243.
(s.),

sa di

Maria sopra Minerva, ed a tenoscolpito sopra la lapide sepol-

VIRGILIO

vescovod'Arles. Nac-

re di sua testamentaria disposizione, col


solo

nome

crale, a cui fu

aggiunto un magnifico

e-

que nell'Aquitania, sotto il regno di Clotario I, e tosto che fu in grado di disporre di s ritirossi nel monastero di Leriuo. Fatto sjiipcriore d'una casa di chic-

logio, che

si

legge fuori della chie>a pres-

V
rie!

R
nel

65

ad Aulnt io Borgogna, ne sostenne santamente l'incaiico, e merit


religiosi

consenl'i tuttavia alla sua consagrazione

d'essere elevalo alla sede vescovile di Arles nel 588. li Papa s. Gregorio 1 Magno nel5g5gli mand il pallio, accompagnato con una lettera nella ({uale encomia la

te la chiesa del

yGG.Fece rifabbricare magnificamenmonastero di s. Pietro di


,

Salisburgo
di

del quale era stato abbate


,

per alcun tempo


s.

e vi trasfer

il

corpo

Piuperto, fondatore della sua sede.

sua carit e

le

virt episcopali
la

lo

esorta a sbandire interamente

siino-

Battezz Chelimaro e Vetuoo, che furono poscia duchi di Cariolia, e mand in


quel paese de'missionari,che sotto
dotta del vescovo Modesto
vi
la

nia, sopprimei'e le venalit delle dignit


ecclesiastiche, allontanare dagli ordini sa-

con-

piantaro-

gri
gli

novelli convertiti, e distruggere tulli

no
la

la

fede.

Regolale

le

cose della sua

abusi che sformavano la Chiesa gallilo fece

chiesa, che arricchii sontuosanjente, visil

cana. Nello stesso incontro


della
s.

vicario

Carinlia, e penetr fino alle frontiere

Sede
le

nel regno di
la

Borgogna ed

Auslrasia, per

qual qualit poteva giu-

dicare

cause maggiori in prima istan-

ed altro. Volle inoltre Agostino apostolo dell'Inghilterra ricevesse la sagra unzione da


za, tener concilii,
il

Papa che

s.

dove la Orava metDanubio. Poco ten)po dopo il suo ritorno, cadde ammalalo, ed apparecchiatosi con santo fervore al passo dell'eternit, mori il 27 novembre del 780, o secondo altri del 784. Nel dello giorno
degli unni, ovvero fin
te nel

Virgilio, cui poi

raccomand

missionari

segnata

la

sua

festa.

col spediti.

Il

santo vescovo pass d

VIRIDIANA

(beata), dell'ordine di
la

s.

questa vita verso l'anno 6i4> secondo Mabillou, o verso il 624^1 dire di Daillel;

Francesco. Pass

sua giovinezza con


la

grande innocenza, meritando

pubbli-

ma

pare che

ambedue

siansi ingan-

ca stima colla perfezione delle sue virt.

nati,

te del santo sia ilio ottobre


si

mor610^ come pu dedurre da due lettere del Papa


e che la piti certa data della
d* ^Vrles, l'altra al re

Dopo

essere stata provala con


s.

dure pene

interne,

Francesco

d* Asisi la visil, la

consol, e le diede l'abito del terz' ordine, ch'egli avea di recente ristabilito.

Bonifazio IV, l'una indirizzata a Floria-

La
il

no vescovo

Teodo-

serva di Dio mor con santa allegrezza

rico, riportate dal Buller. S. Virgilio fu

sepolto nella chiesa di

s.

Genesio, detta

febbraio 242, ed onorata lo slesso mese.


I
1

il 1

3 del-

ancora di

s.

Onorato o

di

Nostra

Donna

delle Grazie, la quale a

qualche distan-

mano
bina
^

VIRILI Luca ANTowm, Cardinale. Roe originario di Castel Nuovo di Saapprofonditosi nello studio della
laurea. Appresa quindi nella pa-

za da ries. Celebrasi la sua festa a Lerino a'5 di marzo, e a* io d'ottobre nella diocesi d' Arles.

giurisprudenza, di 21 anni neliSgo ne


riport
la

VIRGILIO

(s.),

vescovo di Salisbur-

tria la pratica della curia nello studio di

go. Nato in Irlanda, resosi rispettabile per

virt e sapere, pass in Francia sotto

il

regno di Pipino, il quale lo tenne in grande stima, n volle che si dipartisse da lui finch non l'ebbe fallo porre sulla sede di Juvava, della poi Salisburgo
(/'.).

Francesco Pegna decano degli uditori di Rota, come Lelio suo padre si die' a patrocinare le cause, e col favore de'suoi
prolettori e di detto prelato che ne esalta-

va

il

merito alle
presto
si

stelle, non

checolla sua a-

bilit,

acquist fama d'eccellente

Atterrito dalla gravit de'suoi doil

avvocato. Paolo

lo fece

luogotenente

ci-

veri, incaric

vescovo Dobda, che avea


d' Irlanda, di fare le

vile dell'uditore della

camera Spinola, e
soprintendente al-

condotto seco
per se

fun-

Gregorio
la

XV

lo volle

zioni episcopali per


\

due anni, riservando

sua casa Ludovisi.

Urbano Vili
5

l'as-

ministero della predicazione. AcVOL. CI.

segn per (uaggioidomu u macsiiudi cd-

66
mera

R
si

VIS
nominarono Fiscontesse. Non
il

del nipote cardinal Fiaucesco Bar-

solo

si

berini, e quindi lo promosse a segretario


de' memoriali, e poi successivamente a

die*

titolp di visconte

a'governatori di

presidente d' Urbino, vice prefetto della segnatura, e uditore di Rota. Finalmente
a*

qualche caslello,ma anche a' jPo^?st(/^.), massime delle terre Estensi. La voce Fis~
conte deriva dal Ialino FiceComits gC'
rens.
io
il

iq novembre 1629
s.

lo

cre cardinale

prete di

Salvatore in Lauro, e protet-

tore de'minimi, ascrivendolo alle principali

Questo titolo, molto stimato, fu da prima al Luogotenente del Conte (F.)^ quale incaricato in pari tempo del codegli eserciti e dell'amministra-

congregazioni con

tal
vi

plauso della
fu chi

mando

curia romana, che

non

non

lo

zione della giustizia,

abbandon

quest'ul-

predicesse e riguardasse successore d'Ur-

bano Vili. Ma

passati pochi mesi

nella

porpora, la sua salute cominci poco a poco a declinare in modo, che dopo /[.o e pochi pi mesi di caidiualato , videsi
ridotto alla

tima parte alle cure de* visconti, che diventarono come tanti Governatori {F,). In Francia alcuni visconti erano nominati dal re, nelle citt,
le

come

custodi del-

contee

e altri

vi

erano collocati da*


provincia. In appres-

tomba

in

Roma neh 634


Piocio,

^^

Duchi o Conti della


so
li
i

65

anni, ed ebbe sepoltura nella chiesa


ss.

duchi e

conti essendosi impossessai

della

Trinila sul

Monte

dove

de'loro governi,

visconti seguitarono
s

Del 2. pilastro al destro lato di que\ tempio, alle sue ceneri fu eretto

un esempio ch'era loro

favorevole. Gli

avello col suo busto in

un elegante marmo, con ouoCardella nelle


lo dice

uni dovettero l'infeudazione de'loro ufiici al re, gli altri la dovettero a' duchi e
a'conti.

revole iscrizione postavi dal fratello Pier

Molti visconti divennero signori


visconti di Segur, di

Cipriano
dio, nella

al

riferire

di

sovrani de'loro feudi. In Francia furono


cospicui
di
i

Memorie storiche de' Cardinali. SperanSabina sacra,


p.

142,

sepolto nella chiesa abbaziale di Farfa e

Comboin, Ventadour e

della
altri

Abbusson, Torre o Turrena, di


poich questo titolo
ne' loro figli

ne riporta la lapide; e Marocco ne Monumenti dello siato pontificio afferma, che fu tumulato nella chiesa di Castel Nuovo. Su questo contrastato luogo della sepoltura del cardinal Virili, per le in-

con qualche feudo passava


e discendenti.
a' conti

Era

inoltre a' visconti


il

ed

assegnalo

godimento
il

d' alcuni

poderi. Antico era

titolo di

Fisconte
itnperato-

in Italia, essendo adoperato da'pi anti-

dagini che ne

feci, si

pu vedere

il

voi.

chi nostri scrittori. Corrado


re

II

LX,
il

p.

68.
Giovanni, Cardinale.

nelio38

nel creare

logone vescovo di
,

VIRINO

Fedi

Modena

conte della citt

gli

concesse

voi. Ili, p.

23l.
Vice

VIRZBURGO. F, V^urtzburg. VISCONTE oVICE-COiNTE,

Cowie^.Nome didignit egrado,che ha dominio e giurisdizione sul Fiscontado o


Fiscontea
Fisconteria, signoria di terre
feudali decorate di tale titolo, ed anche ca-

omnia, quae vocata sunt publica, fscaHa Comitalia^ aut Fice-Coniitalia. Nel Fassallo {F.) 1 046 il visconte Alberto, di Bonifacio duca e marchese di Toscana e per lui governatore di Mantova,

don 200
stupito a

astorri

eioo

cavalli all'impe-

ratore Enrico III disceso in Italia, che


s

stellaneriae podestaria, Fice-Coniitala;

magnifico regalo esclam:

dicendosi Comtatus lutto

il

territorio,con

terre, ville e castella sottoposto al

comangoverno e alla giurisdizione del conte, nome che deriv da' Comes loro

Qui vir hahet serwos, quales Bonifncius ? Anche in Italia passava in eredit il titolo di visconte, attaccato a

do

al

qualche feudo.

In Piacenza fu
vole
la

sommamente ragguardedonde deriv 27 i.Era quel-

E come le loro mogli furono dette Contesse^ cos quelle de' visconti
governatori.

famiglia de' Visconti,

Papa

G7Tg^o//oA'(/^'.)deli

VIS
la famiglia dirersa dall'altra insigne de*

V
sono
di

S
Asti e poi
li

67
q

de'Viscontijderivaloda Bernab, nell'uc"


cisione di questi fugg iu

signori di

Milano;
il

altri

opposto

avviso.

Dubbio

Papa Gregorio

XI

Fiandra, ove Leopoldo


roni dell'impero

fece hberi baSi

(T\), nipote del nominato. Alcuni preten-

romano germanico.
1

dono, cbe
Osserva
conti
il

rest per

cognome
sia

alla delta

ponno
iati s

vedere: Giorgio Merula, Antiqui-

polente e nobilissima famiglia Visconti.


Muratori, o

flceconiiUiniy Mediola ni 629. Pao-

che questi Vise luogote-

lo

Giovio, Vite de

XII Fisconli che

si'

una volta

fossero vicari

nenti del conledi Milano, oppure governassero con tale titolo qualche tratto di
paese, di cui fosse conte l'arcivescovo di

gnoreggiarano R]ilano^ tradotte^ da Lo" dovco Dornenichij Milano iG^Sy con figure. Giuseppe Volpi , Dell' istoria de*
l'^isconti e delle cose d' Italia
,

Napoli

Milano, certo che Landolfo fa menzione d'un Eriprando Visconte, il Fiamma d'un Ottone Visconte, dal Merula e dal Giovio annoverati tra'Visconti milanesi. Chi grandediventa oggi, facilmente trova chi il fa tale anche ne'precedenti secoli! *'Talestirpe Visconlea, che vanta procedere dalla stirpe Angela Flavia di Costantino
1

1787. Pietro Azario, Chronicon de g* stis principimi Ficeconiituni ah anno i25o ad xZjo: De Bello Canepiciano, Omnia edita a Muralorio^ mine emen' datiora^ et auctiora in lucem proferiin'
tur cuni notis. Addita Dissertai io de Vice-Coniilum nomine ^ dignit le et munere,

il

Grande^ secondo

altri

<\<i

Il-

Mediolanii77 r. Nel Festarario di s. R. Chiesa del Galletti^ un documento spettante al territoriodiPiieti del
sottoscritto:
1

debrando discendente

dalla 9.* generazio-

028, in
il

cui

ne di Desiderio re de'longobardi, che da

^ Dodo Ficecotnes
il

testis.a

Enrico IV nelio56 fu fatto i. visconte di Milano, che per prese il cognome di Visconti pricipescajnente cominci a
,

Francia era conosciuto

titolo e

gra-

do di /^zVco^^e sino dair8i9,


ghilterra questa qualifica

ma

^^ '""

principi ne!

signoreggiare Milaiw^V.) nel 1277 col titolo di signori, poscia con quello di cone finahnente con quello di duchi, l'ultimo de'quali Filippo Maria Visconti duca di Milano, neli43i adott per figlio Francesco Sforza (^.), dopo promessagli in isposa Bianca sua figlia, e lo innest nella famiglia Visconti, donandogli
ti,

i43o. Non ben certo se col nome di Ficari^ nominati nell'antiche leggi, s'abbiano a intenderei vice-conti; pare non

dimeno che
cario, di
aliri
i

dosi in quasi tutti

Imperocch danuffizi un viquesti abbisognavano piti degli


fosse cos.
i

pubblici

conti governatori delle citt, sicco-

me personaggi,
ch chiamati

che o per malattia, o percorte, non

Castellazzo, Bosco e altre terre nell'Ales-

alla

potevano

sandrino.

Dopo

quel tempo non solo as-

sempre

sunse Francesco l'arma Visconti, ma anche il cognome, usandolo sempre nelle sue
soscrizioni:

governo; laonde conveniva che avessero uu luogotenente osassistere al

sia vicario,

Francscus Sforila P^icecovieppi consoil

ossia Fice-Contey

mes.

Un

tale innesto rest

quello di
scovi e
gli

chiamato ^evc\o Fice-Conics nome che poi pass ia Fisconti, Aveano anche
i

Fc

lidato

dopo seguito
i

matrimonio con

Bianca, e l'usarono

discendenti conti di

Abbati^ possessori di signorie e Regalie (F.), o governatori regi, i loro


vicari o vice conti,
ti

Santa Fiora sino a Bosio II, il quale cominci a tialasciare il cognome Visconti, bench dagli Sforza si conservi anche
oggid
la

perch anch'essi crea-

conti secolari, ne' loro castelli signo'

rili

memoria

dell'unione di lor

fa-

miglia a quella de' Visconti duchi di Milano, portando due Liscie intorno alla
lo-

citt, e per metzo di essi vi rendevano ragione, con giurisdizione su tati luoghi e loro territori. Trovasi menzione de'vice-conti fin da' tempi di s. Gre-

ro

arme

gentilizia. Si vuole

che uu rainu

gorio

del

5^0

scrivendo ad Agnello

68

VIS
tori,

VIS
donala dall'imperatore s. Enrico II adEberardo vescovo di Como. Cosi il MuraDissertazioni sopra V amichila
ila-

Teseo vo di Terracino: Scripsimus aiitem et Mauri Ficecomiti^ utfralernitati vestrae in hac re debeai aclhibere solatia.

Carlo Magno nelle Leggi Longobardiche ordin che non si possano vendere gli
schiavi, se

lianey Dissert. 8." De* Conti e

Fice Conti

de* secoli barbarici. Iodi nella Disserta-

non

alla presenza del vescovo,

zione 63.^ tratta

Degli Avvocati delle


i

vel Coniilis sint vendita^ a ut archidiaconiy

Chiese, e de* Fisdomini,


tai,

quali,

come

no-

etcentenarii.aut Ficedoinin^aut Vi11

furono dilFerenti da' Fisconli.

Il d.*^

cejudiciSf vel Ficeconiitis.


scia la voce

Bai ozio

la-

Plcrcomilis

e legge Fice-

Del Bue, DeW origine dell' Araldica, opo avere ragionato del titolo di Co^e, che
in origine significava

domini aitt
Estense
si

Jiidicis Comitis,na nel mss.

compagno de'duchi
il

legge veramente Ficecomilis.

e governatori delle provincie, nelle quali

si devono confondere co' visconti il Fice Domino e il F isdomino (F.). Nella vita di s. Mauro abbatejmorto nel 584> attribuita al contemporaneo Fausto, legPraedictus deniqiie vir Florus gesi quuni in omni regno Theodeberti regis summani obtineret potestateni, ac FiceComitis in Andecavensi eo tempore fungerei pago. Se realoente fu scritta da tal monaco, la carica de* vice-conti sarebbe ben antica. Non ben certo se piti d'un vice-conte avessero una volta conti, cerio solamente che con questo nome s'in:

Non

accompagnavanli, donde deriv

voca-

bolo Coniitatus , per compagnia e corteggio di gente inferiore al principe, e cos ri

fecero

conti ne'viaggi degl'imperato,

romani da essi chiamati Coniiles et amici, formando parte del loro consiglio
privato, e perci costituiti in dignit; passa a trattare:

Del

titolo

di Fisconte o Fi-

ce-Conte, e lo definisce. Quegli a cui un

tempo
la

il

padrone

della contea

commet-

teva le proprie veci, e rappresentandone

persona amministrava
il

ce che

la giustizia. DiMenestrier intendeva per vis-

tendeva
citt,

il

luogotenente del conte

nella
vi-

conte, in generale, colui che occupasse

che nel territorio. L'elezione del

ce-conte apparteneva allo stesso conte,


lo dimostra il Baluzio. Ed allorch erano assenti i conti, uffizio era de' viceconti r assistere nel Tribunale alle liti

come

luogo d'un conte. Quasi Fice Comites o Ficem-Coniitis gerens, titolo che certamente presso gli antichi romani era
il

giudiziali e' Piacili (F.) pubblici,


,

mas-

sime a tutela de'poveri, de'pupilli degli orfani e delle vedove: sembra che per da'vice conti non si decidessero se non le
cause
lievi

criminali. Varia poi fu

la
i

for-

tuna de'vice-conti:
ti
i

coll'essere cessa ti
citt,

con-

ma che, secondo esso, non cominci ad esser usitato che io Francia, ove fece risalirne 1' istituzione fino alla I.' generazione di que're, cominciata nel 4i8 se deesi computare da Fararaondo, o nel 4^r se da Meroveo i. della razza Merovingia. Siccome, verso la fine della dettai.' stirpe de're franchi , i duchi e
sconosciuto,
i

governatori delle

cessarono anche
co-

conti s'erano impadroniti del loro gover-

vice-conti, e particolarmente nell'Italia


quell'uffizio era

no,
la
gli

visconti, a loro

esempio, facevano

dove

anticamente
i

spicuo.

Ma

sia

che

conti rurali aves-

medesima cosa, e se ne infeudarono uffizi, come quelli de'duchi e de'couli.


gli altri

sero o destinassero de' loro luogotenenti

Gli uni furono infeudali dal re, e


da'conli,
tari.

con

titolo di vice-conti

ovvero che

gli

divenendo

quelli poscia

eredivisconti

antichi vice-conti possedessero qualche castello

Per

lo passato in

Francia

villa di lor

patrimonio o feudo;
il

erano que'signori,
relle in viscontee,

le cui terre fossero e-

certo che in seguito


si

titolo di vice-conti

ma

presentementeconDel Bue
di par-

La met Ficecomilaius de Falle Tellina fu nel 1006


converti in Fisconli.

servasi lo slesso titolo senz'essere annes-

so a feudo.

Non manca

il

VIS
naie della Boiacche seguendo
nio Io confonde con
/^^/z,altro cardinale di
il

69
Ciaccod' A-

lare degli uffizi e delle prerogative de'visconti, gi discorse, ed alquanto del riferito dal Muratori.
11

Ugo o Ugone

Mastrillo

chiama

il
i

Fsconley nome d'ufficio, dicendo che primogeniti de'conti godevano la slessa dignit, e in assenza de'geniloii nella contea n'erano
i

cono

di

s.

Maria

in

Pasquale li e diaVia Lata. Gelasio 1[

gli die' l'incarico di

presiedere alla custo*

dia della citt di Benevento,

come uomo

luogotenenti.

Il

titolo di vis-

sagace, senza rimuovere

il

rettore Stefa-

conte fu pure considerato


re tuttavia dell'altra di

come una

di-

gnit minore di quella di conte, maggio-

Barone

(^.), es-

governava per desti11, continuandola ad amministrare insieme con Ugone, il quala

no diacono che

nazione di Pasquale

sendo ereditaria, feudale e regale. 11 Paradisi osserva, che un tempo de'visconti


Irovavansi un

le

per faceva lai.^ figura; e perci egli

solo intervenne al concilio di

Benevento

numero
i

esorbitante in Lin-

guadoca e nel Poitou. Il principato di Bearn ebbe a signori visconti, e CentuUo fu il ." investitone da Lodovicol neir82o:
I

successori furono bellicosi, e prestaroa're di

le incursioni de' saraceni.

Navarra contro Pel matrimonio dell'ultima erede del contedi Foix, i due feudi vennero riuniti nel 1290, e seguendo i vari destini della Guienna, ri-

no sovente aiuto

10 marzo 19 dall'arcivescovo Landolfo. 11 cardinale nella cronaca di Falcone si chiama reggente di Benevento, e Stefano rettore. Essendo in que* tempi fra loro in continua guerra Giordano conte d'Ariano e signore di altri luoghi , e Rainulfo conte d'Avellino e di Caiazzo, principali
provinciale 3.
1
,

celebrato

a'

fra'baroni

normanni
il

vicini a

Benevento

e coltivando

cardinale l'amicizia del

masero
alla

in fine

da Enrico IV incorporati

conte Giordano, senza dubbio d'attribuirsi alla sua destrezza e prudenza,


la citt

monarchia. Quanto ^lia Lombardia, soggiunge il Del Bue, fatta osservazione sullo stampalo Elenco de* Nobili di Lornhardia^ cunferinati nell'antica nobilt o creati di nuovo, non trov riscontro del titolo di visconte, per cui convien credere che in essa

che

non ne

risentisse alcun male. Sic-

come

R.ainulfo era fomentato da

Rober-

to zio di

Giordano,

il

cardinale interven-

non abbia invalso


i

l'uso del

ne alla pacificazione di questi due ultimi, e poscia per sua opera, col rettore e l'arcivescovo, pose in concordia due coai

detto titolo. Bens ritiene, che

duchi di

ti

ancora. Fece costruire nella sua patria

all'Inghilterra, alcuni sostengono


titolo di visconte fu introdotto
'\

Milano fossero dapprima Visconti. Circa che il

di

una chiesa, che dedic a Dio in onore s. Filippo apostolo, e dopo avere sola rettoria o meglio reggenza della citt di Benevento, nel
1

neh 439

stenuta con decoro

di

Enrico VI nel conferirlo a Giovanni Deauinont; ma gi era stato concesso

120

Calisto

11 lo

allegger di tal carico;

Roberto Brent da Enrico 11 deli i54> Continu l'uso di questo titolo tra gl'inglesi,

e volendolo adoperare in piti gravi biso-

gni e profittare dell' opera sua, nelT au-

so
Id

come oggigiorno, costituendone esaltro di nobilt in quel regno. Anche Scozia, la Spagna ed altri stati ebbei

tunno dell 121


glia a fine di

lo

condusse seco

iu
II

Pucon-

persuadere Ruggero

te di Sicilia, a desistere dalle ostilit negli stati te,

ro

loro visconti.
1

del duca

Guglielmo
li

di lui nipoaffari alla

Cardinale. Da Pisa e cappellano pontificio, da Pasquale 11

V SCONTI Ugo,
1099

che partito per importanti


alla

volta di Costantinopoli,

avea

lasciati

del

fu creato cardinale prete de'ss.


11

raccomandati

protezione del Papa.

XII Apostoli.

Borgia,
t.

che di Benevento,

3, p.

Memorie storia 4^> 'o chiama

Durante
mit
1

tale legazione per


i

grave infer-

fini
14

suoi giorni nel declinar del

Ugoue,

e corregge Beraiuo,

Od

TriOu'

12

ed

il

suo

nome

Irovati registrato

yo
sio II, oltrecli in

S
ratific l'elezio-

nella serie de'carcioali elettori d Gela-

Roma

avvenuta io Clugny. Fu riputatissioio cardinale , ed in molti incontri die' belle riprove di senno e di

ne

di Calisto II,

ne conobbero rablil, e si prevalsero efficacemente e con vantaggio di lui, inviandolo sovente da Trento a Roma per
affari

gravissimi
in

dello

slesso

concilio.

Quindi

ricompensa de'suoi meriti e

valore.

delle fatiche sostenute per la Chiesa uni-

VISCONTI Ugo
le.

d'Alatri, Cardina-

versale. Pio

IV

a'

12 marzo

565

lo

cre

F. Ugo d'Alatri.

cardinale prete del titolo de'ss. Vito e


desto, e
la

Mo-

VlSCOiNTl Giovanni, Cardinale. D


Piacenza e nipote di Gregorio X, fu da questi nel concilio generale di Lione II e
nel 12,75 creato cardinale vescovo di Sa-

dopo 4 mesi amministratore delsede di Monte Feltro, e non gi di F*

renlino

come

pretesero Ciacconio e Ar-

gelati. Di corta

durata per fu

il

fruito

bina.

Come

porporato di gran dottrina,

de'meritati onori, poich dopo 8 mesi di


cardinalato,
in
1'

fu deputato per giudice insieme con


altri cardinali nel
la

due

inesorabile

morte

lo rapi

1276, per

la

causa del-

postulazione fatta dal capitolo di

Monmenel

Roma, con slesso 565 e


1

universale dispiacere, nello


nella florida et di

4^ annon

reale nella persona di

Giovanni vescovo

ni.

Fu

sepolto nella chiesa titolare, e

di I*otenza, in arcivescovo di quella

altrove

come errando
gli

scrissero Ughelli e
lato dell'altare

tropolitana. Lasci di vivere in

Roma

Marchesi, dove

al destro

1277 o

ne! 1278.

maggiore
Del-

tu eretto

un semplice

ma

VISCOiNTl Carlo, Cardinale.


di

elegante avello col suo busto espresso da

l'inclita e nobilissima famiglia Visconti

mano maestra
lo

in

candido marmo, e fredispacci


italia-

Milano^ al quale articolo, nella bioe altrove la celegrafia di Gregorio Vite brai (si pu vedere il Domenichi

gialo di magnifico elogio postovi da Car-

suo nipote. Le metnorie e


iu francese nel 17

del cardinale furono

stampati in

de*

XII

Fisconti di Milano

Venezia

no e
Il

19 ad Amsterdam.
il

1549), chiaro egualmente per dottrina che prudenza. Inviato dalla citta di Milano, dov'era senatore, neli56o a Filippo
II re di

citato Argelali riporta


il

catalogo di

sue opere;

Crescimbeni fall con dirlo morto nel 1 65o;e ne'monumenli Vaticani, nella serie

Spagna

duca

di

Milano

in

de'cardinali di Pio

IV

qualit di pubblico oratore, ottenne da

dipinto

uomo
le

d'aspetto tetro e raelanco^

quanto desiderava la sua patria. Non debbo tacere che al riferito con l' autolui

nico, mostrandosi inadatto a gravi alfa*


ri.

Per

azioni illustri
tal falsa

del

porporato

rit

delCiacconio, contraddicono l'ArgeBiblioteca degli scrittori Miil

smenliscono

opinione; l'invidia,

lati nella

poco critico Marchesi, Del Protonotariaio^quaW atfermano cheCarlo fu da Pio IV neli56o spedito nunzio
lanesi^ ed

che al dire di Ciacconio lo perseguitava da prelato, non manc d'afllare la maledica sua lingua anche nel grado eminente di cardinale.

a Filippo

II.

Promosso

nel

i56i
tal

al

vela

VISCONTI

Alfonso, Cardinale. Del-

scovato di Venlimiglia, con

carattere

prosapia antica e famosa di Milano, aapplicato allo studio delle leggi in


la

al concilio generale di Trendove peror innanzi all'augusto consesso de'padri. Siccome per era prelato di profondo giudizio e assai circospetto, e nato a grandi imprese, cosi non vi fu negozio arduo e spinoso di cui egli con l'attivila de'suoi talenti non ne venisse a

intervenne

vendo con incredibile trasporto e paripro


fitto

to,

Pavia, dove ne riport

laurea, se ne
gli

and a Roma, dove

suoi rari talenti

ottennero da'Papi splendidi carichi. Gregorio XIII lo sped collettore apostolico in Portogallo, e nel tempo slesso lo decoi
r col carattere di vice legato presso
il

capo.

legali e padri del coneilio presto

V
regno per
la

VIS

7t

cardinal Alberto d'Austria, che io quel

t di vicer. Sisto

Spagna sosteneva la digniV lo promosse a luo-

restituendo completainente la quiete a quella provincia, dove con sensibile ram-

gotenente deir uditore della camera, ca-

da

molta applicazione e fatica, e che con tal valore, onde Gregorio XIV, di cui era congiunto di sangue, lo destin nunzio all'imperatore Rodolfo II a Vienna, e nel 1391 nomin vescovo di Cervia, iodi nunzio a Filippo
rica di
lui fu esercitata
II re di

marico della repubblica cristiana e del Papa fin di vivere in Macerata nel 1608 d'anni 56, come rilevasi dal suo epitaffio. Trasferito a Loreto, fu sepolto in quella

veneranda

basilica

con magnifico elogio,

postovi dal nipote Onorato. Contribu col

suo suffragio

alle elezioni di

Leone XI e

Paolo V.

Spagna, nunziatura che per la morte del Papa non ebbe elTetto. Il sagro

collegio gli die' la prefettura del concla-

VISCONTI Vitaliano, Cardinale, Chiaro non meno per nobilt di prosapia milanese , che per la specchiata sua
piet e dottrina, appresa
la

ve e della Citt Leonina, e l'eletto Innocenzo IX gli afld ii governo di Romagna. Clemente Vili dopo essersi prevalso di sua opera per estirpare gli assassini
e banditi dal territorio di Norcia, lo de-

giurispruden1

za nell'universit di Bologna, fu nel

644

aggregato nel collegio de'giureconsulti di

si

duca di Transilvania e Vamolto giov col consiglio e con l'opera nella guerra contro il turco.
stin nunzio al
,

Milano. Abbracciato lo stato ecclesiastico, trasfer a Roma dove venne subito occupato nel governo delle citt e proviosingolarmente in quella
dell'Umbria. Quindi a

lacchia

cui

cie pontificie, e

nome di

Alessan-

In tale occasione

si

condusse
del

alla corte di

Polonia, dove a
re

nome
III

Papa

tratt col

dro VII rec le Fasce benedette (F.) all'infante di Spagna, primogenito di Filippo IV, nella quale occasione

Sigismondo

gravissimi affari spet

tanti alla cattolica religione.

Tornato

in

gn talmente

l'affetto di quel

si guadamonarca^

Roma
ta,

e reso ottimo conto di sua condot-

ebbe [' incombenza di accogliere col grado di nunzio apostolico a'confini dello stato ecclesiastico, Margherita arciduchessa d'Austria destinala sposa di Filip-

che concep vivo desiderio di averlo alla sua corte per nunzio ordinario. Nel suo
ritorno a

Roma
di lui

nel

1660,
e

min uditore di Rota,


pagnato
gato
lit di
il

il Papa lo nodopo aver accom-

nipote cardinal Chigi

le-

po III, e d'accompagnarla a Ferrara, ove Clemente Vili solennemente ne beued le nozze. Restituitosi il Papa in Roma, con universale applauso a'3 marzo 1599
lo cre cardinale prete di
s.

a Intere

alla corte di Parigi, in

qua-

datario della legazione, fu spedi-

Gio. a Porta

nunzio apostolico a quella di Madrid per appagare Filippo IV, e vi rimase 6 anni. Alessandro VII in premio di sua
to

Latina^ e l'annover quasi a tutte le congregazioni cardinalizie, colla protettoria

carriera onorevole, a*

4 gennaio 1664

lo

cre cardinale prete, lo pubblic a'7 marzo 1667, e per titolo


di
s.

neh 601 lo tra da Cervia al vescovato di Spoleli. L'avea pure designato a levare al sngro
de* minori conventuali, e
sfer

gli

confer la cliiesa

fonte in suo
figlio

nome

il

Delfino di Francia

d'Enrico IV,

to per la

che non ebbe effetmorte del Papa. Paolo V appelo

na eletto nel i6o5 lo sped legato nella Marca d'Ancona e nell'Umbria, sconvolte e infestate da immensa raolliludine di
facinorosi,
i

Agnese fuori le mura. Se non che rimosto mal provveduto di rendile ecclesiastiche dal Papa, invocata la protezione del re di Spagna, fu nominato al ricco arcivescovato di Monreale in Sicilia, chiesa che appena pot governare 12 mesi,

poich

ivi

all'improvviso sorpreso dal-

la
1

morte, dov colla porpora lasciarla nel


,

quali colla sua prudenza e va-

671

e fu

lore

prese e pun a

norma

delle leggi,

na. Intervenne a'conclnvi di

tumulato nella metropolitaClemente IX

72 Clemenle X, fa principe affabile, benigno e geoeioso, e dotato d'una certa maee


st nella persona,

VIS

VI
tare della

S
L'Ar-

Madonna

deirAlbero, col solo

nome inciso
lanesi ,
ci

sulla lapide sepolcrale.

superbia non
di

lo

che sebbene sembrasse era affatto, come rimarc

gelati nella Biblioteca degli scrittori

Corraro nella sua relazione della corte

misomministra il catalogo delle opere composte dt\l cardinale. Il Battaglini, negli

Roma.

VISCONTI FEDERico,Ct[r/mfl/e.Nacque
in

logio.

Tenne

Annali^ fece di lui il seguente eil governo di sua chiesa 12

Milano dalla nobilissima

stirpe de'

anni con
di

somma

lode e pari edificazione


,

precedenti cardinali, e quantunque severo nell'aspetto e ruvido nel tratto, riusc


discreto e gentile.

quel numeroso popolo


le

pasciuto eoa

tulle

specie de'cibi ch' tenuto


il

sommi-

Compiuto con

succes-

nistrare al gregge

buon

pastore; cio ci-

so

il

corso degli studi nell' universit di

bo d'esempio

cibo di parola, e cibo di


al

I*avia, riportata la laurea didottore, ven-

sngramenti: coU'eserapio innalz

pro-

ne adottato

nel

644

"^' collegio deg'i av-

spetto del clero una vita incontaminata

vocati di Milano, e
la dignit di

dopo i anni ottenne

primicerio di quella metro-

de'parenti,in luogo de'quali

da passione, e specialmente dall'amore chiam poi

foco dopo portatosi a Roma, fu dipoi da Innocenzo XI ammesso tra gli avvocati concistoriali; indi venne occupalo ne'governi di parecchie citt de'domipolitana,
d

veri alla partecipazione delle rendite di

sua mensa; col cibo della parola sermo-

temporali della

s.

Sede, ed

in seguito
r

fatto uditore di Rota, e

neh 68

fu pre-

coni^zato arcivescovo di sua patria Milano. Trascorsi 5 mesi, lo stesso Innocen-

neggiando nel pergamo ogni domenica; de'sagramenti fu indefesso noa solo in amministrarli, ma con preuurose riforme del clero acci fossero degnamente somministrati. Da qualche contecol cibo
sa in fuori,

ch'ebbe

colla nobilt

per

il

zo

XI

neli. settembre lo cre cardinale


s.

cerenroniale, god tutto l'affetto del popolo, che pianse alla sua sepoltura.

prete del titolo di

Alessio.

Govern

la

sua chiesa con instancal)ile zelo, avendo pi volte visitato l'ampia arcidiocesi, e celebrato il sinodo, nel quale stabili prudentissime leggi pel bene del suo popolo
e del clero, ne scrisse
colle
gli

le,

atti

e pubblic

Antonio Eugenio AnnibaCardinale. Nobilissimo e di antica e illustre prosa,pia de'marchesi del suo nome, nacque inMilano 3*28 dicembre 7 i3, 1 suoi genitori posero tutta la cura per
i

VISCONTI

stampe. Procur

altres di ripristi-

educarlo
ze,

alla piet, alla virt e alle scien-

nare nel seminario maggiore

di

Milano

ed egli colle doti di cui l'avea fornito


vi

le cattedre di filosofia e teologia, istituite

natura,

corrispose con lode, e merit

dal predecessore cardinal Federico Bor-

d'essere annoverato nelT ordine


lioiitano.

Gerosos.

romeo

e poi restate soppresse, conferen-

Avendo

risoluto di dedicarsi al-

dole ad uomini dottissimi, per addestrare in quelle facolt


chiericato.
i

lo stato ecclesiastico, e di servire la

Se

giovani destinati al
le

de,

si

rec in

Roma, ove compi

corri-

Quindi rivolse

sue cure al
gli altri

materiale de'sagri templi, e tra


Ja

spondenti studi sotto la direzione dello zio mg.' Gio. Battista Visconti, che dal 1735
era uditore di Rota, incominciando
la

metropolitana fu da

lui ridotta a

son-

sua

tuosa magnificenza, e ne speriment sopratutli la sua munificenza.


volte fatto
il

carriera prelatizia nel pontificato di Be-

Avendo due
per conin

viaggio di

Roma
nel

dursi a'conclavi d'Alessandro VII! e In-

nocenzo XII, intraprese


lano quello per

1698

Mi-

XIV. Questo Papa lo ammise romana prelatura, neli745 '^ ^^^^ ponente del buon governo, nel 748 ponente di consulta, e nel 17 54 segretario
nedetto
nella
i

l'elei uit,

d'anni 76J e fu
l'al-

della congregazione dell'indulgenze e sa-

sepolto in quella inetropolilaoa avanti

gre reliquie

come

ricavo dalle Notizie

VI
(li

VIS
Papa neliySS
ne<:;li

73
s.

Roma. Inlanlo

eletto

del GonciHo, de'riti, dell' indulgenze e


reliquie, e della disciplina regoliire,

Clemente Xlll, vieppisi avanz


iiori e nelle cariclie,iri)perocch

o-

non

quel Papa
l'e-

aininirando

la

sua saggia condoUa e

lice altitudine agli alfari dell'ecclesiasti-

ca diplomazia, nel concistoro de'28 gen-

che protettore della chiesa earciconfratemila de'ss. Ambrogio e Carlo della nazione milanese, tutto riportandosi dalle Notizie di Roma. Si legge ne' Diari di

naio
feso,

760

lo preconizz arcivescovo

d'E-

Roma
le

del

1788 ne'n.ii374,

1376^378
morte
le

quindi nomin nunzio apostolico del


di l^olonia,

seguenti particolarit sulla

di

regno

come

si

legge in dette
1

questo rispettabile porporato. Per


abituali indisposizioni,

sue

Nolizc.

Apprendo

dal n.

rio d /?owirtdeli76o,
a*

665 del DiaclieClemeuleXlI!

accompagnate talin

volta in leggiere febbri che ne estenuava-

I 7 febbraio nel palazzo apostolico Quirinale gli compart l'episcopale consagra-

no

le

forze,

il

male degener

un cro-

nicismo e in etesia senile con progressivo

zione, con altri prelati pure destinati


zi,

nun-

aumento
ricolo.
s

di febbre,

non senza grave pela

a'20

di tal

mese l'ammise
al

tra gli ar-

Ad

intercedere da Dio

sanit a

ci vp^^covi

assistenti
la

soglio ponlinoio.

Meritandosi
ia

soddisfazione non

meno

del Papa, che del re

Augusto III e delnazione polacca, dopo avere assistito


Clemente XIII
lo

degno cardinale, furono fatte preci eoa l'esposizionedelss. Sagramento nella collegiata di s. Marco sua parrocchia, nella chiesa titolare, in

quella di

s.

Carlo,

all'elezione dell'ultimo re nazionale Sta-

ed
ne.

io quella della

Madonna

de' Monti,

nislao Pouiatowski,

alla

promosse

alla

nunziatura di Vienna, va-

quale professava particolare divozioAggravandosi il male, invoc l'apobenedizione in arliculo morlis,


i

cata a'26 settembrei766 per l'elevazio-

stolica

ne alla porpora del nunzio VitalianoBorromeo, di cui in tanti luoghi celebrai le magnanime azioni, come a Seminario

ricev

ss.

e nella notte de*3

Sagramenli con edificazione, marzo 1788 rese l'ani-

ma
di

al

creatore in
Il

Roma

d'anni

Romano. Pertanto
tare la
s.

si

rec a rappresen-

due mesi.

suo corpo colla

solita

74 e pi pom-

Sede presso l'imperatore Giule

seppe
sti

II,

e per

novit religiose che que-

Carlo

pa funebre fu portato nella chiesa di s. al Corso, ove gli si celebrarono l'etale elFelto

macchinava di portare alla disciplina ecclesiastica, fu d'uopo al prelato d'usaregrande prudenza. Disimpegnatosi con
savio xiccorgimento, Clemente

sequie secondo

dal Papa il disposto a superbamente apparala a lut,

to con bel disegno. Nella cappella papale

XIV

nel

concistoro de' 17 giugno 1771 ne premi i meriti creandolo cardinale dell'ordine


de'preti, e

che messa

vi fu
il

tenuta, celebr

la

solenne

cardinal Pallottacaraerlengadel
le

sagro collegio. Terminate

sagre cere-

siccome lo riserv in petto, poi Io pubblic in quello de* ig aprile 773. Gli rimise la berretta cardinalizia pel suo cameriere segretosoprannumerario mg.'
i

monie,
lite

il

cadavere fu racchiuso nelle so-

casse d'albuccio,di cipresso e di

piomiu

bo, e colle stanghe del palazzo apostolico


nella sera fu trasferito in
s.

Croce

Ge-

Maico
morte
nel

Serbelloni milanese, che drchiar


in

ablegato apostolico, Tornato


del

Roma, per

Papa entr

in conclave senza

evenne sepolto nel luogo dal cardinale destinato mentre era vivente, nel mezzo della chiesa poco di-

rusalemme suo

titolo,

essere ornato del titolo cardinalizio, che

stante dal suo ingresso. L'onorevole la-

1775 gli

confer l'eletto Pio VI,


la

il

qua-

pide gliela posero

gli eredi,

decorata dello
della

le gli

Croce in Gerusalemme. Indi loannover alle congregazioni cardinalizie di propaganda //V/c,


assegn
chiesa di
s.

stemma
lizio di

gentilizio e col cappello cardina-

marmi

colorati

non che
lato
vi

croce gerosolimitana. Per capriccio artstico sullo

di cui poi lo fece prefello

duirecouomia

slumuia da

uti

sono

74 due
re,

VIS
croci astate ciascuna con

V
due sbarvidi

VISEU

(n^en.). Citt con residenza

e dall'altro un pastorale, il che non senza sorpresa. L'iscrizione lo

vescovile del Portogallo, nella provincia


dell'alta Beira, di cui e della sua

cele-

comar-

bra piosinodagl'incunnaboli, fornito d'ingegno e letterato. Con testamentaria disposizione, oltre l'aver lasciata erede di
tulle le sue sostanze la di lui

cacapoIuogOjdistanteiy leghe daCoimbra e 56 da Lisbona. Giace con irregolari costruzioni

sopra

un terreno

eleva-

famiglia,
si

to o monticello, fertile e coperto di olivi e di altri alberi fruttiferi, in

dispose de'seguenti legati, cbe prima

amena

e sa-

pubblicavano da' Diari di Roma, e servir a prendere un'idea de' testamenti de'
cardinali del secolo passato, generosi e an-

lubre situazione

sita nohilibus referia

eslaediflcala^ atqiie ah
libiis

inhabitatur incolis^

odo ci rei ter mi Lcome leggo nelsono


assai

che

in

grado

di poterlo fare.

Al titolo una

l'ultima proposizioue concistoriale. Cinta di

pianeta rossa ricamata d'oro, co'relativi

buone mura, gli


;

edifzi

be-

paramenti

alla

chiesa di

s.

Carlo due

ne fabbricati

sede del governatore, e

piviali e pianeta
i

bianchi ricamali d'oro

dell'altre autorit della provincia.

La

con tutti finimenti, e tutti gli arredi di sua cappella domestica; al monastero delle domenicane della ss. Annunziata, una pianeta paonazza ricamata d'oro co'suoi finimenti; al cardinal Herzan, un Crocefisso d'avorio; al cardinal Corsini,

eminente della citt, antica e magnifica, sormontata da due torri di costruzione romana, una delle quali serve di campanile. Si gloria d'essere intitolata alla B. Vergine
cattedrale posta sulla parte pi

un

ser-

Assunta
ss.

in Cielo, e di
:

venerare diverse

vizio di porcellana

da cioccolata e
al

caff,

altro al principe Corsini, altro alla

duduca

chessa di Bracciano;

cardinal Zelada,

due quadri
di

a d. Livio Odescalchi

Bracciano e suo esecutore testamentario, la propria croce di smeraldi e anello


simile; a mg.' Paolo Luigi Silva, la croce

Malta in brillanti, di cui era decorauna berlina e un paio di finimenti; a mg.' Berretta vescovo di Lodi, il pastorale d'argento dorato; a mg." Erba Odescalchi suo cugino, un camice nobile e un rocchetto; al marchese Visconti suo nipote, due tomi di stampe in rame, frandi to,

ha il battisterio colla cura parrocchiale, amministrata da due parrochi. Il capitolo, anticamente regolare, sex recensebat anteacts annis dignitteSf plures canonicos ac ministrosj i^ero ab temporum vicssitudines valde ininiiniitumtribas in praescntiarum conflatur dignitatibus^ quarum post Pontijicalem prima Decanatus, aliisqne canonicis et
Reliquie

presbyteris divitio addictis servitio. Si

componeva
siastici.

1'

antico di 7 dignit, di

33

canonici, dii

prebendati e di

altri eccle-

L'episcopio, antico e convenien-

te edifizio,

alquanto distante dalla cat-

che

di porto; al

marchese

d.

Alfonso Vis-

tedrale, poich nella

suburbana

villa di

conti altro nipote,

una scatola d'oro con ismalto rosso; al marchese d. Francesco Visconti altro nipote, altro tomo di stampe pur franche
;

Fontelli.

Le

altre chiese parrocchiali so-

al

confessore due colte

di cioccolata; all'avv.

Trenca suo uditore

e altro esecutore testamentario,

un

anelfi-

no 5, parte in citt e parte fuori, ne mancano altri sagri templi. In Viseu vi un monastero di monache, il seminario , le confraternite del 3. ordine di s. Francesco e di s. Maria del Carmine, l'ospedale
della Misericordia, e altri benefici istituti,

lo con rubini contornato di brillanti;

nalmente dispose
luigliar.

legati

per

altri suoi fa-

oltre quelli d'istruzione, fra' quali

il

collegio.

Erano

distinte

in

passato
s.

due

VISDOMINL F. Vice-Domino. Pe' visdomini della repubblica di Venezia,vediil vobXCII, p. 69, i35e 680.

badie, in oggi soppresse, cio di

Cristo-

vano d'Alafoens, dell'ordine cislerciense, e quella delle benedelliue di Ferreira de

s
seguenti. Nel

VIS
la pii

75

Aves. Grandi e belle sono le piazze ed passeggi , e in una ili quelle si liene nel

1741 Giulio Francesco de


Francesco

Oliveira di Lisbona, della congregazione


dell'oratorio. Nel 17 70

settembre una
ci

fiera

che passa per

Mendo

considerabile del Porlogallo, ricca di mere di bestiame.


lati gli
I

Trigozo, di Macaens diocesi di Lisbona.


Nel
1

fiumi

ga, a'due
selvose

scorrono

Mondegoe Venvicini. Le pi

res, di

779 Giuseppe Antonio Barbosa SoaLordel diocesi di Braga. Nel 1783


fr.

campagne aggiacenli nutricano mandrie di maialile somministranomolle castagne. La comarca comprende cir' P'iseu o Prisco o ca 55,000 abitanti.
1

da

slalo

Lodovico del Marignano vi fu traGiuseppe del Bambino Ges carmelitano scalzo , di Minai da Jacobina
s.

diocesi

di

s.

Salvatore nel Brasile. Nel

Fizeii, riseiuiiy risensis Urhs^ fu occu-

pato da'mori saraceni. Ma dipoi guerregcon ostinato valore da Ferdinando 1 il Grande re di Casliglia e di Leon, logiati

1791 Francesco Montiero Pereira di Azevedo di Rezende diocesi di Laraego. Pio VII nel 1820 elesse Francesco Alessandro Lobo di Beja, gran teologo e pro,

ro

la tolse

per

la 5.* volta

liber per

fondo canonista, eminenlenell'umanelettere,


il

sempre a'25
lo,

luglio

vile fu istituita al

1057. La sede vescopi tardi nel VI seco-

i.

dotto del paese alla sua epoca.

Gregorio
naio

XVI

nel concistoro de'

19 gen-

sulTraganea della metropoli di Braga,

e lo tuttora,

vantando quella chiesa a


per vescovo
i

fondatore
lo
,

s.

Giacomo Maggiore Apostos.

1846 preconizz mg/ Giuseppe Gioacchino de Moura, di Alfandega da F nelTarcidiocesi di Braga, licenziato in
jus canonico, giudice de'matrimoni di

che

vi

lasci in essa

E-

Pietro de Rates, e perci

portoghesi la

vora e di quella metropolitana decano


dignit, e
poi vicario capitolare, dotto

credono pi antica di tutte le Spagne, ed ebbe diritti primazinli nella provincia


i

e prudente; indi dal Papa Pio

IX

a'

16

di

Lugo

al

tempo

de'vescovi svevi.

Il

pi

giugno 1 856
di detto

trasferito a Braga, di cui


a'

antico vescovo che si conosca Remisol, che sottoscrisse al 2. concilio provinciale di Braga neli." maggio 563 contro gli eretici priscillanisti; ed il vescovo Sinoia intervenne al 3. concilio di Tole-

arcivescovo. In sua vece

18 settembre

anno vi Iraslal da Braganza e Miranda mg. Giuseppe Emanuele de Lemos, di Treviscoso arcidiocesi di Braga,
"^

dottore in

s.

teologia, nella qual facolt

58g. Dopo 3 secoli dacch sussisteva il vescovato, Viseu fu crudelmente occupata da'mori maomettani,
do, verso
il

fu professore e vice-rettore dell' universit di

Coimbra,

vicario generale del ve-

quindi rest soppressa

la

sede vescovile.

scovo e decano della cattedrale; gi per la sua probit e scienza nel i854 fatto

Liberata
stabilita.

la citt dagl'infedeli,

venne

ri^

vescovo
lo stesso

di

Braganza e Miranda. Quindi


1

Tra* suoi vescovi pi illustri e rinomali ricorder. Lodovico portoghese, che intervenuto al conciliabolo di Bail

silea, die*

vofo nel

14^9 per

l'elezione

IX a*27 settembre 858 lo Coimbra che governa. E nel concistoro de'i5 aprile 1859 dalla sede di Beja, che dal 1849 >'eggeva, trasport
Pio
trasfer a

dell'antipapa Felice

di

Savoia, che nel

a questa Todierno pastore mg."^

Giuseppa

1444

^^ ^''^^ anticardinale: parlai di lui

nel voi. IV, p. 167. Nel i523 il cardinal Alfonso di Portogallo (F.). Nel i539 o

Saverio Carveira e Sonia, di Mogofres diocesi di Coimbra. Gi dottore in s. teologia,

i54i

il

cardinal Michele de Silva {l\).


il

Tersit di

parroco ottimo, professore nelTuniCoimbra, per la sua gravit

Indi ne fu amministratore
dinal Alessandro
di

celebre car,

dottrina, prudenza e altre virt,


rio

Grego-

Farnese

(/^.)

nipote

Paolo

Ili,

essendo ricco vescovato. Le

a'22 gennaio 1844 l'o^ea promulgato vescovo di Funchal, donde poi


nel concistoro di Portici

XVI

annuali Notizie di

Roma

registrano

de'28 settembre

76 1849

VIS
era passalo airalira diocesi.

VIS
Ogni
costrinse a ripassare in Asia.

Getich'e-

nuovo vescovo tassalo iie'libii della camera a postolica io 600 fiorini, per ascendere le rendite della mensa a scudi 3, 000 rontani a qiiihnsdam juribus ac posses1

ransi misti agli Scili di alleanze, di costu-

mi,

di vesti e spesso

anche del nome, sta-

bilironsi anch'essi nel

IV

secolo avanti

Cristo

al di l
il

sionihits obvenientia.

La

diocesi

molto

sandro
cia,

quando AlesGrande venne a domar la Tradel Danubio,

vasta, contiene molli luoghi, divisa in

per cui l'abbandonarono rifugiandosi

circa

i5 arciprelure, ha 2i3 parrocchie, eoa 190,000 anime. VISIGOTI, iSieo-Go/Zi/c/. Popolo ve-

nelle solitudini de'raonti,

ma

poi disfeceil

ro Zopirione suo capitano. Morto


quistatore
,

con-

tocc la Tracia a Lisimaco,

nulo dalla Scandinavia, oraiVb/vegw(/^.) .), formante parte della nazione de' 6rOf/(/'.), nominavasida prima
e Svezia (/

che Toile vendicar quell'onta,


darsi per vinto; tuttavolta
il

ma
re

fi;uicoQ

Dromi-

chite strinse amicizia con


principe, la gloria de'Geti

lui.
si

Dopo quel
ecliss per

J^Vestcrgoloo Goto-Occidcnlalc, dal che

per corruzione fu chiamato Visigoto^ per abitare originariamente la Svezia dai la*
to delia Danimarca.
le tradizioni, soli

quasi due secoli, soggiacendo

a'

Bastami,

finch
la
le

il

re Berebisto

seppe riaccendere

Le antiche

poesie e

loro antica virt e reseci Geli

una del-

elementi di storia d'ole origini delle

pi possenti e

civili

nazioni del
i

mondo
il

gni popolo rozzo, sono lungi dalToffrire

barbarico. Questi infatti sono

medesimi
felice in-

chiarezza nel ricercare

na-

Geli che indi circa a 3 secoli, secondo


celelire

zioni settentrionali o barbare, che preci-

Troya,

il

pi profondo e

puamente

nel

secolo invasero l'Euro-

vestigatore dell' origini barbariche


la

nel-

pa, secondo Jornandes,

De rebus
i

Gelicis.

sua Storia d' Italia

con lieve

infles-

Tra queste primamente


fossei'o gli slessi

Goti, sia che

sione di

nome chiamaronsi
i

pi sovente
no-

che dagli antichi chiamai

Goiiy da cui uscirono nel


stra era

V secolo di

ronsiGeti, o que'che

Romani

conoscevafosse-

famosi regnatori ' Italia j eX'


xnQ{'\'\o\\di\Qei\\i\Spagna[F,),
i

no

col

nome

di

Quadi, oppure che

UGallia

ro degli Sciti,Tarlari, Sarmali, popoli del-

Parte della nazione getica erano

Daci O

Tarlarla ^ Lituania Livonia (^.), vengono essi dalla pi parte degli


la Scizay
^

storici supposti popoli originari

dellaScan-

Davi o Dai, posti tra il Pruth e ii Danubio, parlando il medesimo linguaggio trace, e avendo medesimi costumi e la stesi

dinavia,cieduta isolalo que'tempi, e chia-

sa

religione.

Era questa

1*

antichissimo

mala la Madre de popoli, per la quantit di que'che l'abitavano; donde o perch accresciuti di numero, o per desiderio di
emigrare, mossero su alquante navi verso
il

cullo insegnalo loro dal trace Zimolxijdi


cui precipuo

domma

era l'immortalit
in

dell'anima destinata a godere


giorrji beati,
i

eterno

paese A^' Vandali


il

le

(^'.), la Pomerania Mecklemburg, ambo regioni riparla* la .' descrivendo la Svezia e la Prusr

sia, la 2." nel voi.

XCVIII, p. 68, ed ove dimora novella. Quanto a'Ge* li, oriundi di Tracia (F.)e abitanti fra il Danubio, l'Emo e l'Eussino, acquislaronoraaggior fama e potenza. Gli Sciti arrivarono fino alle sponde del Danubio,
stabilirono

premio dei loro valore. Perci Geli denommavansi ^V Immortali, e spregiando (a morte anelavano di ricongiungersi con Zunoixi. Parte della nazione ricevette da Deceneo il nome di Chiomati j nome che fu in grande onore
pressoi Dacogeli, celebrato nelle loro can-

zoni e illustralo dalle gesta de'guerrieri. Egli scrisse inoltre un corpo di leggi, dette

Btllaginiy insigne per sapienza, e da


ii

quando

Indatirso loro scolola o re, vinto


di Dario, stancandolo

cui trassero poscia


gi da'

loro principio le leg-

l'immenso esercito

Flsigoli e degli Ostrogoti in Ispain Italia (1

per gl'iolermiuati deserti della Scizia, lu

gua e

Goti stabiUli

di l

del

V IS
Danubio, furono chiamali Ostrogoti ossia Goti Orientali f per distinguerli da quelli ch'erano passati nell* Occidente e nella Pannonia. L' antica Pannonia ora
corrisponde
sa
alla bassa /lustria, alla basil

VIS
terrore de* vnti suppone nati dal

77 com-

mercio delle jy^eg/te c'Denonii, abbau-

donando
in

le triste

e squallide rupi poste


la

mezzo
il

tra

il

Caucaso,

Palude Meo-

tide e

mar
i

Caspio, ove solo nel

mon-

Ungheria^

alla

Schiavonia. L'Ostro-

gozia, antica provincia della Svezia ^ la

do eransi credute, vennero a discoprire che oltre propri confini stavano pure e
terre ed uomini. S che desiatosi in esse
il

Gozia-Orientale o Oesler-Goelland, prefettura di Linkoeping.


tale o

La Gozia OccidenWestrogozia o Wester-Goetland


I

desiderio d'occupar nuovi

siti,

e alcun
,

vantaggio recare alla loro esistenza

il

altro antico paese della i^tez/rt, prefettura di Skaraborg.

breve Bosforo Cimmerio

o stretto di
e
si

Goti

si

fanno discende-

Coffa o Teodosia, valicarono,

preci-

re da'Geti, e dagli abitanti della Gozia o

pitarono ferocemente sui Goti. Atterriti


costoro dall'impeto inopinatodi tanto ne-

Gothia o Goetland, contrada meridionale della

vincie

Svezia j in antico divisa in 9 profra le quali le dette due Gozie).

mico, chiesero

e ottennero

dall'imperatore

Dice Grozio Prolegomeni in hist. golic. , la bonariet de'costuoii assai semplici etneo
Altri scrvono, sull'origine de*Goti.
,

Valente del 364> oltre Cibales nella Pannonia, in asilo la Dacia e la Mesia sulla diritta sponda del Danubio; ebbero pure facoll libera di provvedere al loro vivere ne'mercali imperiali,

aspri degli altri popoli boreali, e la ospitai cortesia


il

sagra e inviolabile tra loro,

carono

in

numero

di

onde col traslo200,000 le loro fa-

nome

gli

meritarono

di Gotif

poich

mglie, cui indi a poco tennei o dietro inlerninabili stuoli.

Goten o Gulen significa buono nel loro idioma. Tale nome modificarono rispettivamente alle regioni occupate, onde airOrieole Ostrogoti^ all'Occidente Fstrogoli o risigoti
taliani quest'ultimi
81

Ma sedi gravissimo er-

rore fu notato Valente in dare ricovero

ad ospiti cos pericolosi, maggiore fu certamente quello di trasandare necessari


i

appellarono; e

gl'i-

mezzi per

la

loro sussistenza.

Goti

j)rivi

precipuamente chiamarono ^/V/g'o//. Reggeva gli Ostrogoti e sopra ogni altra famiglia era ragguardevole, la nobilestirpedegli AmalijOssia de'

Moldavia e dell' Ucrania, obbligati a comprare ad altissimo prezzo luttcci di cui abbisognavano, ande'vasti pascoli della
gariati

Divini, a cui apparteneva Teodorico, che


a sua

da avanie, e messi nell'alternativa di morire nell'inedia, o vedersi schiavi per un meschino alimento, s'ammulinarono nel 25o, e cominciarono le loro

voho signoreggi
i

l'

Italia.

Erano

d'altronde
ti

Veslrogoli oVisigoti domina,

dalla famiglia de' Baiti

ovvero degli

terribili incursioni, cio

secondo alcuni,

Arditi, dinastia
li ;

meno

illustre degli

Ama-

da questa discendeva Alarico, che


i." die'
il

nell'impero pel

sacco a

Roma,

sorpresa a tradimento. Scorsi erano molti

propriamente gli Osliogotio iGoti orien> tali, Romani che tardi tentarono di contenerli furonodebellati; e Valente medesimo, dopo averli "vinti nel 869, dipoi in
i

secoli, e quest'incognite genti, talvolta

in

guerra colle legioni della romana

re-

uno scontro ch'ebbe con essi, per vittima dell'imprudenza commessa a' 9 agosto
378,
nelle

pubblica, poscia con quelle de'Cesari, se

fiamme

co'suoi udiziali, nella


1

non vittoriose, indomabili, posavan sicure avendo a schermo gli orrori del silo e del climo; quando foltissime masse d' un
popolo selvaggio, molto pi sconosciuto
dianzi, a cui dettero

casa ove ferito erasi ritirato.

Visigoti e-

ziandio, che congiuntamente agli Ostrogoti erano stati per qualche tenpo alleati

de'Romani,poco paghi d'una paceche per


niun conto era loro vantaggiosa, passa-

Alani,

nomi di Unni (f\), Avaii, liunyure Ul?yngur, e the


i

rono

il

Dunubioe fecero grandi guuslisul*

78
le terre

VIS
dell'impero. Teodosio
I
il

V
Granre-

bona
lai.''

(F.)^ capitale della provincia delta

de

gli

sgomin compiutamente, egli


si

JNarbonese, e che insia d'allora ot-

spinse al di l della Tracia nel Syg.


alla perfino eglino

Ma

credettero tanto pos-

senti, a

cagione de' popoli che rannoda*


essi,

ronsi con

si

formidabili pel

nume-

ro loro, che senz'ostacolo penetrarono insino neir Italia nel ^oZ. Essi erano i
"Visigoti o Goti-occidentali, di religione

A'

rianay
la

in origine partiti dal

mezzod

dei-

il nome di Seititnlana, perch comprendeva 7 citt o distretti. Evarico o Enrico segnal il suo regno con vaste con quiste nelle Gallie e nella Spagna^ che soggiog nella maggior parte. L'annalista Baronio riporta all' anno 47 3 la discesa degli Ostrogoti in Italia sotto il duce Vin demiro, essendosi dall'altra parte rivolto

tenne

larico
rarsi

Norvegia e Svezia, e guidati dal re AI. L' imperatore Onorio per libe-

il

loro re

Teodomiro
I

a predare l'Orien-

da

immenso

stuolo di nemici,

lo-

che gli successe nel 47^;> nel493divenneredegliOstrogoli in Italia


te

(Teodorico

ro cedette una parte delle Gallie e della

e della regione, ove

re successori regna-

Spagna. Alarico a'24 agosto 409 s'impadron di Roma e la depred, con istrage. Morto nel 4' i> Ataulfo suo cognato che gli successe, cominci il regno de'Visigoli nell' Aquilania e nella Gullia Narbonese. Ataulfo pass nella Spagna
(altri

553). Ma appena Vindemiro entr in Italia mor, lasciando suo suc-

rono fino
cessore
ro,

al

il

figlio

chiamato pure Vindemi-

che

fu dall'imperatore Glicerio
di ricchissimi

man-

dato a forza
lie, le

doni nelle Gal-

fanno cominciare

regno de* Visigoti di Spagna nel 869 da Atanarico, a cui nel 382 successe Alarico I), ove fu ucciso nel
il

bari,

quali erano afflitte da diversi barcheslavanoloro d'intorno, ed unissi

a' Visigoti da'quali originava.

Evarico nel

484 ebbe
Alarico
II,

a successore

il

proprio figlio

a Barcellona da uno de' suoi schiamentre che Armenerico, guidando gli Svevi, dopo aver desolate molte provin-

4i5

che nel 507 fu ucciso da Clo-

vi;

doveo

re de'franchi. Quella

morte po-

se fino al
sistito pel
lia

ole della Gallia

si

stabil nel

Portogallo
Sigerico che

che avea suscorso d'89 anni, dopo che Valdi Tolosa,


citt in capitale de'

regn

e nella Galizia.
i

Nondimeno

avea eretto quella

avea forzato Visigoti ad eleggerlo a loro re, non regn che 7 giorni e in suo luogo fu dello Vallia o Wallia, cognato
,

suoi dominii. Si pu vedere Nicola Bac-

di Ataulfo.

Questo principe avendo

fallo

guerra nella Spagna per Onorio, l'imperatore gli abbandon tutta V Aquilania

da Tolosa
la citt

(/^.) insino
tal

airOceano,equel-

Historiae Septimianae , ^omae 1724. Per tal modo la Francia fu liberata dal flagello de' Visigoti, che si mantennero per pili lungo tempo nella Spagna (/^.) dove dominarono sino all'inva* sione araba de'mori l'ultimo re fu Vitcello,
:

divenne in

modo
4 18.

la

capitale

terico,

del suo piccolo regno. Egli

distrusse la

ba

II.

morto Prima

nel

o, successore di Liu-

del regno del predecessore

nazione degli Alani nel

Vallia

non
i

di questi Piecaredo

avendo

lasciato che

un

figlio, nel

4^0

Visigoti diedero lo scettro a Teodorico

l,

I, suo fratello s. Ef' menegildo (^.), per aver abiurato l'arianesimo e abbraccialo il cattolicismo, nel

che perdette la vita nella battaglia di Chalons, guadagnata da Ezio sugli Unni nel 45 I. Torismondo suo primogenito e suo successore, fu ucciso nel 4^2 da suo
fratello

585
dal

586 era stato fatto martirizzare comune padre Leovigildo, che l'avea
Recaredo
s.

associato al regno.
imitarlo^
si

volle tosto

fece cattolico e trasse tutta

Teodorico H, che perdette a

vi-

genie visigota alla

cenda
"vea

la vita nel

4^^

P^i'

ternani di E-

\arico, suo altro fratello. Teodorico 11 a-

Fede, e con tanto fervore che non permise militasse verun eretico nel suo reame. Fu nel concilio di

aggiunto a'suoi

stali la citt di

Nar'

Toledo

del

589 che

Visigoti riprovali

V
loro errori,
tolica. Si
si

s
la
gli

VIS
Spagauoli
i

79
il

riuoirono alla Chiesa cat-

metropolitana di Toledo una cappelquale


si

chieder perch
al

la nella

celebrasse

rito, la

mes-

ch'eransi validaroele difesi contro

Re-

sa e l'uHlziatur mozzarabica, e ne fece

mani
ri

si

soggettarono

giogo de'barba-

d'Occidente, e a'devaslalori dell'OrienEgli che la Spagna era composta di

te?

cittadini, allorch fu assalita dagli eserciti

roraani

ma

sotto

il

giogo de' suoi


ef-

conquistatori, essa non fu pi popolata

che da schiavi, maltrattati da'padroni


feni minati.
la
Il

coraggio erasi dileguato collibert, e i popoli del settentrione, pi

stampare il messale neliSoo e il breviario nel i5o2; e siccome ne furono impres se poche copie, vennero ristampati in Roma nel 1755 per cura del p. LelHe gesuita, con note e ampia prefazione. Questo dotto editore dice in essa, che la liturgia mozzarabica fu stabilita in Ispagna , fino dal tempo degli Apostoli, da que'medesimi che vi portarono il Vangelo;

forti e pi agguerriti,

ne fecero un

facile

per cui

fratelli

s.

Leandro

s.

Isigli

conquisto. Erano restali nella Spagna al-

doro vescovi
autori,

di Siviglia,

non ne sono

cuni principi

visigoti,

che forse erano

ri-

come

altri scrissero,
vi

ma

la

rese-

caduti neir eoipia ariana eresia,

ma

di

ro soltanto pi corretta e

aggiunsero

1081 inviarono un'ambasceria a Papa s. Grego-

nuovo

convertiti alla fede, nel

qualche nuovo
scrisse egli

ufTizio.Il p.
la

LeBrun, che

pure
t.

Storia del rito

Moz-

rio VII,

il

quale

si
li

rallegr della converricev nel

zarahico, nel

3, p.

272, osserva, che nel

sione de'Visigotr,
s.

grembo

di

messale del cardinal Ximenes quel rito

Chiesa, e die'agli ambasciatori diversi

importanti ammaestramenti. Dopo la conquista della Spagna fatta dagli Arabi, i


Visigoti e gli altri cattolici conservarono
la loro religione e le
il

non assolutamente tale, com'era nel sevuoti, colo VII , ma che a riempirne quel gran cardinale vi aggiunse alcune
i

rubriche e molte preghiere


sale di

tolte dal

mes-

suo esercizio,

sia nel-

Toledo,
in

il

quale non era puro roal

montagne della Castiglia e di Leon, dove molti si rifugiarono, sia in alcune citt, dove ottennero essi per capitolazione
il

mano, ma
dal vero
col

alcune cose conforme

mes-

sale Gallicano. Distingue quell'addizioni

privilegio del

libero esercizio del

cattolicismo.

siccome abbracciarono
i

questa molti arabi maomettani,


ni si dissero

cristia-

Mozzarabo e paragona questo Gallicano nella loro Liturgia. Il p. Leffle, che fece il medesimo confronto, pensa che il i. sia pi antico: il p. Mabily

Mozzarahiy MiizarahioMo-

lon che pubblic


stiene
il

la liturgia

Gallicana, so*
il

starali
il

cio inisLi cogli

Arabi j quindi

contrario, e

sembra che

p.

Le

che continuarono a seguire fu detto Mozzarahico (^.), con alcune particolarit, introdotte dagli Spaguuoli,dopo
rito
le

Brun sia dello stesso avviso. Riparlai dell' argomento ne' voi. LXXVI, p. 247,
p. 290, 3o4 e seg. Scrisse Jornandes,De Getarum^sive Golhor uni origine et rebus gestis. Isidori Chronicon

LXXXII,

conversioni de' Visigoti dairaiianesiuio

e de'mori dal

maomettismo.
e
il

Ma
VI

s.

Gre-

gorio VII l'abol circa ilt074i e persuase gli


virsi

Gothoruin. Procopii, fragmenta depri-

Spagnuoli

re Alfon>o

di ser-

nuovamente della Liturgia e Uffzio romano; indi Urbano II nel 1090 lo tolse alTatto da per tutto, tranne in 5 parrocchie di Toledo e nella coppella
,

Gothorum, Jornandes de regnoruntcttcni' poruni successione, et de literis, et Un*


scis sedibus^et migrationibus

accessit

glia

Gotioruni, cuui notis

f^ulcanii,

del chiostro della cattedrale di


ca. Per togliere

Salamanil

per dall'oblio

rilomoz-

Lugduni RHtavorum 1607. VISION li Twa/zi. Maniera diversa colla quale il Signore si manifest a Pa,

^arabico

nella
il

primaziale della

Spa-

triarchi, a' Profeti, a' Santi,

ed

agli altri
fus*

gna, dipoi

cuidiuul Xiniciics fond ucl-

Servi di

Dio

(A',), sia

chele visioni

8o

VIS
sia

V \S
che
si

SCIO puramente inlelleltuali,


facessero in qualche

questo divino fanciullo;


te

gli fece

parimen-

maniera
le

sensibile.

comandare che

lo

trasportasse in

E-

Visione, prendesi per

Profezie scritte,

come

vedesi in principio e nel testo de*

libri de'profeti.

Visione dicesi dell' istru-

zioni contenute ne'cap.

3o

e 3i

de'Pro-

madre, per sottrarlo dalla crudelt di Erode, e poi ritornare nella Giudea. Non si conosce se quando s. Paolo fu rapito nel 3. cielo, abbia appreso
gilto colla sua

verbi. Visione significa talvolta un'appa-

de' futuri avvenimenti.

Neil' Apocalisse,

renza, cio che pare a* sensi. Visione dicesi


ri:

Dio fece conoscere a


lo
le

s.

Giovarmi aposto-

anche delle vane profezie de'visionasi

ed evangelista delle verit occulte, e delrivoluzioni che in

e Fisionario quello che


le

figura le

progresso doveano

cose, e

crede

come

se le avesse
s.

avute
Scrit-

succedere. Iddio a mezzo degli Oracoli

io visione. In alcuni passi delta

(F.) parl a Mos, al


a' profeti e

sommo

sacerdote,

tura, visione vuol significare gli spettri

ed

fantasmi che spaventano di cotte. Vii

Beati (F.) vedono Dio in Paradiso {F.). Della questione, se le anime del Purgatorio (F.)y entrate nel cielo, godessero prima
sione beatifica l'azione con cui
del giorno finale la vista chiara di

Dio,

ad altri. Gli oracoli de' falsi pagani numi, Dio permise per punire cheli consultavano. Si ha di Antonio Veneri, De Oracnlis et Divinalionihus aaliquortini, Venetiis 1624. H p- Ruinart negli Atti sinceri de*primi martiri della Chiesa cattolica oltre il riportare un bel
i

parlai in queU* articolo.

Visione pure
tal-

numero
se,

di visioni e rivelazioni

miracoloquelli del-

Y Apparizione (F.) che Dio manda


gno,sia realoaente. Ragionando della
perstizione {F.)^
dissi

osserva che non se ne


altri principii se

pu giudicare
umilt e

volta a*suoi profeti ed a'santi, sia in so-

con

non con

Sw

la fede; e ch' richiesta

somma

pure de'sogni, no-

prudenza evangelica per non essere ingannato. Dice pertanto essere certissimo, che le vie di Dio non sono le vie degli uomini, e eh' somma e sacrilega temerit ed empiet il dire, questa o quell'altra cosa indegna dello Spirito Santo, co-

tando che
ti

sogni misteriosi

vanno

distin-

dalle y^y[7^trr/zzowf, dalle Fisioni, e dal-

le

Rivelazioni (F.). Ne'Iibri santi e presgli scrittori ecclesiastici la

so

visione pro-

fetica significa

una rivelazione che viene

da Dio,in cui ne la fantasia, ne alcuna causa naturale ha potuto avere parte, o che

me
s.

scrisse

il

Basnagio; e questo per

1'

u*

nica ragione, perch a

me nou
^

piace.

La

un uomo

l'abbia ricevuta in sogno, o alla

Scrittura, la Tradizione

il

giudizio

trimenti. Perci chiamata visione

co-

del

romano Pontefice
furono
le

e delia Chiesa cat-

gnizione che Dio dava a'suoi profeti degli

tolica

regole del giudicare vele ri-

avvenimenti futuri, perch Dio avea

race delle cose divine; e le visioni,


velazioni
,

loro fatto vedere l'avvenire, e molli posero questo titolo alle loro profezie.

Ma
o

ogni visione non profetica. Dio sovente rivel a'suoi santi delle cose passate

maniera di Miracoli, ove non si mostri che in qualche modo si oppongano alla Scrittura, oalla Tradie ogni
zione, o alle definizioni de' Papi, e alla

presenti, di cui

non erano

istruiti,

ed

al-

dottrina

comunemente

ricevuta

dalla

cune verit, che naturalmente non poleTano conoscere, e loro comand delle azioni che da s stessi non avrebbero fatto. Cos Dio fece rivelare da un Angelo a s. Giuseppe, mentre dormiva, la purit di Maria, il concepimento di Gesli in essa
per opera dello Spirito Santo,
la prossi-

Chiesa cattolica, nou ponno censurarsi

come

cose indegne dello spirito del Si-

gnore, e del braccio onnipotente dell'Altissimo, perch


giosi censori.

non piacciono
i

agi' irreli-

Chi vuole con orgogliosa


giudizi di Dio,

presunzione investigare

rester oppresso e inabissato dalla


infiuita

loro

ma

redenzione del

mondo da

operarsi da

maest; esiccome necessario nei^

VIS
1*

V
per giudicare
il
co'i

S
lui.

nomo

Io spirito

umano

zione e ogni colloquio con esso

Di*

dell'opere dell'
(il

uomo,

solo ipirito

Dio pu giudicare dell'opere divioe. Eusebio uella sua storia oflVe l* eslrallo
scrittoti

cevano e dimostravano, che non solamente non si erano verificate le predizioni profetiche fatte da'raontanisli; ma che
di pi era dipoi

d'alcuui dottissimi
11 e

cattolici del
gli e-

Hi secolo, che itnpugjai'ono


Niuuo mai
di

trario di quello eh* essi

sopravvenuto tutto il conaveauo prenuu-

relici ilIoritanisLi (^F.), e le

loro pareslasi
loro

ziato.Di che svergognali e disperati

Mon-

e diaboliche isioui.

tano e Massimilla
la, e s'erano

primari inventori di
stessi,

uon tenue

il

metodo

del protestante

snagio, n disse: queste visioni

Basono da

quella setta, s'erano impiccali per la go-

morti da s

terminanAltri
visio-

ine riputate indegne dello Spirito Santo,

do

di

vivere
li

come Giuda.

senza pi. Mostrarono in primo luoalla


s.

nari eretici
INot
il

riprovai ne' loro articoli.

go essere contrario
dottrina e
a' giudizi

Scrittura, alla

Luchini traduttore e commentail

solenni della Chiesa


e quella pazzia fu-

tore del Ruinart,

Signore anche nelle

quel
riosa,

dementamento
che
i

vere visioni

e nellai contemplazione in-

montanisti riconoscevano u*

fusa, lacia che l'anima pensi e operi

eoa

loro profeti: che contrarissime alla Scrit-

quelle debolezze e imperfezioni che sono

tura e alla Tradizione, e a'giudizi della

proprie dello stato e della miseria delPuo-

Chiesa erano
sti fujalici

le

doti rine predicate

da que-

mo

viatore. Nella via presente


al

impostori: e che contrarissimi

camminare
tolgono,

lume

della fede.

dobbiamo Le rive-

alla

fede, alla ragione e alla pubblica

lazioni e le profezie

veramente di vineuou
le rivelazioni,

tranquillit erano gli effetti delle visioni

ma

perfezionano la fede. Gl'ine sole

fanatiche di costoro, operati e nelle loro

creduli deridona tulle

persone e in quelli che credevano alle loro dottrine. A prova di ci entravano


a fare

no empi; non pochi

cristiani

stimano
si

rivelazioni e le profezie del Signore,

ma

uu

ritratto de'principali inipostori


vi*

non per quelle


vanit

ragioni che

deve, e
la

de'montaoisli, che tutti vivevano una


ta

con questo pascolano d'ordinario


,

loro

sommamente

infcime, e dediti alle era*


al-

e ne restano spessissimo confusi

pule, alle ubbriachezze, alle disonest,


l'avarizia la pi sacrilega,
le
all'

iniinicizie
tutti
i

pi dannose

in

una parola a

vizi.

Riferivano, che alcuni de'principali

da Dio. Le rivelazioni della s. Scritturi sono da credere di fede divina, ed incredulo ed empio chi le discrede. Quelle ri velazioni,chesono approvate dallaChiesa,

predicatori de'moutanisli pe' loro delitti


eranostati da'pubblici governatori impri-

come sono
si

quelle de'primi 3 secoli a


sinceri di que*

noi rimaste

ne'monumenti

gionati e morti; che per far cosa grata


a'genlili,

tempi,
e
si

vogliono e pregiare e riverire,


sicu-

anche senza essere richiestti, aveano negalo e bestemmialo Ges Cristo; che non pertanto essendo slati morti

rezza di

ponno e scrivere e leggere con buon effetto; e lo stesso

delle

rivelazioni e visioni approvate dalla Chie-

come

pubblici e dannosissimi malfatto-

sa ne'santi canonizzati; delle rivelazioni


delle persone viventi ne

erano da' montanisti predicati e onorati come martiri. Dicevano, che tutti i
ri,

dovrebbouo par-

lare que'soli

che sono ministri deputati

tuonlanisti s'erano ribellati alla necessaria e

dovuta soggezione a'ioro vescovile che perci erano dovunque esecrati da


tutti
i

cattolici; e che, se ((ualche marti-

re di

Ges

Cristo

s'

stare nelle prigioni


uista, fuggiva ogni

incontrava a dover con qualche monta-

qualunque comunica-

da Dio per mezzo di chi ha egli messo al governo della su^t Chiesa, a provare questi spiriti, se siano dal Signore. Qiesta una materia, che pasce la vana curiosit di non pochi oziosi , i quali con questo fomentano uu'occultasuperbia, e s*espougouo a gran pericolo d'illusioni gruvi&*

\0L.

CI.

S2

VIS
che anco
l'es-

VIS
son ci

ie, e l'esperienza mostra,

sere stati cento volte smentiti

dal fatto

non pertanto, almeno le due ul lime specie, ponno avvenire s nella ve-

con evidenza, non basta a ravvedere questi vani curiosi, quali di pi per giusto giudizio del Signore si vedono pur troppo tanto pi ostinati nel loro inganno volontario , quanto pi ogni d il fatto gli
i

glia

come nel sonno. Se nella veglia, si chiamano contemplazioni, rivelazioni, vipropriamente dette; e succedono sempre con astrazioni da' sensi esteriori ia
persone, per lo pi, in luoghi e tempi di quiete e di solitudine, ove
gli esterni so-

sioni

smentisce della loro imprudenza e ceci' t. 11 dotto preposto Antonio Riccardi,

no meno occupati, e

sensi interni

pi

Storia de' santuari pi celebri di Maria ss. sparsi nel mondo cristiano nel ragionamento preliminare premelteio ca,

disposti nel raccoglimento o nell'orazione

pitoli, fra'quali:

Nozioni teologiche sulle

apparizioni e le visioni: Scienza e filo' sofia de miracoli: Storia delle apparizioni e

mente, che introducono alle visioni. Se occorrono mentre si dorme, essendo anco questo un tempo di quiete, e di vacanza da ogni altro operare, e per atto alle visioni inalle elevazioni, all'estasi, a'ralti di

de miracoli

Critica polemica

teriori
riosi,

allora

si

sulla storia delle apparizioni e de* mi-

de'quali

si

chiamano sogni mistehanno molti esempi nela' sogni,

racoli: F^ani pretesti contro le appari-

le

divine Scritture e nelle storie sagre.

miracoli: Consolazioni ed affetti pi salutevoli delle apparizioni e


zioni e
i

E' proibito di credere


l'eccezione:

ma

col-

de'santuari. Ricaver poche parole dal


r. de'

cenando non siano mandali dall'Altissimo per visitarti; perch difatti

nominali capi. La visione e l'apsi

Dio

rivel pi volte nel sonno. Ri-

parizione

distingue T una dall'altra,

sebbene Tuna partecipi qualche volta dell'altra, e nel comune linguaggio si confonda spesso l'una coH'altra. Lai.' ossia

furono sonno ad Adamo, ad Abramo, a Giacobbe, a'R.e Magi, a s. Paolo ec. Tanto nel sogno, quanto nella visione l'anima
velazioni piene di misteri divini
fatte nel

na: la

una rappresentazione interl'apparizione una oianifestazione esterna. La i." ora puramente


la visione

trattenuta dalle rappresentazioni,


se fossero

come

2/ o

intellettuale
ia

e rivela alla
i

mente

di chi

contempla pi alti misteri^ senza figure che li rappresentino. Sebbene anche questa sia sempre accompagnata da qualche rappresentazione immaginaria, poich in questa vita senza fantasmi s'in-

immagini e similitudini delle cose, ma le cose medesime. La 2.^ o l'apparizione propriamente detta succede sempre nella veglia , e si comusolo

non

nica a'sensi esteriori di quello che


sceglie a questi favori
;

il

cielo

e consiste

gene-

ralmente nel presentarsi una persona e

una figura,

nel risuonare

una voce, nel

pu tuttavia di sua natura essernesenza. Ora puramente immaginaria,


tende,
cio colorita d'immaginazioni e di figure

balenare uno splendore, nel comparire

un se^no o un
so,

fallo inusitato meraviglioil

che mostra
spirito.

concorso o
di

la

presenza

che qualche cosa significano di misterio-

d'uno
la

Lungi

avvenire,

come
una
testi-

non si ricorra ad un interprete superiormente ispirato, o se non si attenda da' successi lo schiarimento. Ora immaginaria e al
so,
se

ma

che non s'intende,

visione, nell' astrazione de' sensi,

stessa

apparizione ha bisogno della

l'occhio

monianza di pi sensi; e per giudicare se ha visto realmente, si attende an-

tempo

stesso intellettuale, cio presenta


i

all'immaginazione

simboli, e manifesta
i

che l'udito e il tatto, come per esser certi di aver udito si consulta egualmente il
tatto e la vista. Distinte cos le visioni e

all'intelielto la verit,

misteri,

gli

av:

Tenimenti che
questa

in quelli

sono indicati

l'apparizioni, viene l'idea di sapere


chi e iu che

da

la specie

pi comune, Queste

vi-

modo

poi sieno operale, Ec-

V
celluala la visione
le,

VIS
modo
pienza di Dio.

83
il

puramente inlellellua'

nato alla cognizione dell'uomo, perch

che non pu essere contiafTalta, le altre potrebbero esser cagionale talvolta ancor dal demonio con iodi e forze preternaturali, odairillusionede*sensi interni ed esterni per disposizioni a qualit na-

resta invisibile e riservalo alla sa-

Ma

l'incredulo spesso vuol

sapere ci che non pu n importa conoscere, e ricusa di

ammettere

ci

che noa

ma qui non parliamo che di quelche sono da Dio, riservandoci a dare pi avanti segni che le distinguono dalle illusioni diaboliche o naturali. Per
turali;
le
i

potrebbe ragionevolmente negare. Cos la curiosit de'modi non che un pretesto all'incredulit de'fatli. L'utilit di queste
manifestazioni un segno pi principale

per distinguere
sioni che

le

vere comparizioni e vi-

trattando pi specialmentedeirapparizionijche sono l'oggello principale della storia del Riccardi,

supposta sempre appavuol tuttavia

rizione divina,

si

re se Dio stesso, se
ria, se

Ges

risca

un Angelo, in personalmente , e
a'

domandaMasomma chi compaCristo, se


in

che

modo

si

vengono da Dio, dall'apparenti e insidiose, che ponno muovere dall'illusioni del proprio spirito, o da quelle dell'angelo delle tenebre il Demonio: mentre le prime sono sempre per cose utili e pie;le seconde al contrario ponno cominciare con una certa apparenza di bene,

manifesti

nostri sensi. Di tutto

ragione.

Qui a me

rende precpuamente imporne far


si

ma

finiscono presto nella vanit e nel-

ta dire delle visioni; tuttavia poi

alcun isfuggevble cenno. Dio

comuni-

ca agli uomini con visioni, rivelazioni e

apparizioni di varie maniere,

ma

tutte

incomprensibili, n ha voluto spiegarle

Per si vogliono senza pi rigetcondannare tra le illusioni, o colle pi empie imposture, quelle visioni o apparizioni che non tendessero ad ispirare l'amor di Dio e della virl, a confermare le verit della fede, a promuovere le
l'errore.

tare e

appunto perch fossero meravigliose. La s. Scrittura non ci descrive come Dio facesoie udir la sua voce ad Adamo nel paradiso terrestre, come per l' uso deli* Ephod (V.) facesse sapere a Davide sei

buone pratiche
inoltre che
l'

il

vero spirito della pie-

t e della religione cattolica.

Avvertendo

angelo stesso delle tenebre

Satana si copre talvolta proponendo alcun bene per impedirne un maggiore, invitando ad un'opera buona.

greti dell* avvenire, cos al

sommo

sacer-

Come

suc-

dote a mezzo dell'


Gli angeli or
si

/"/vV;i

e Thuniiniin(f^ .).

cedono
sti

le

apparizioni? Lungi dalle cele-

te a'patriarchi e a'profeti;

presentavano visibilmenora senza aple visio-

visioni, certe

pi strane e
le

meno moconvulsioni
,
i

deste perturbazioni, lungi


discorsi esaltati o
le

parire formavano ne'Ioro animi


ni e le rivelazioni

e gli atteggiamenti alfeltati e ridicoli


,

che

si
il

festare. Cos riferisce


le verit

volevano maniprofeta Zaccaria


lui,

imprudenti le noie e allegrezze smodate; non sono questi i


I

che

gli

erano insegnate dall'An-

segni ordinriri del santo Spirito.


stessi e le figure, sotto le

simboli

gelo,

il

quale parlava non fuor di

ma

quali

si

manife-

Chi potr discoprire come formassero que'segni misteriosi di cui Dio si tante volte servito per far coin lui stesso.
si

slauo, sebbene l'opere di

Dio non ponno

essere in questa parte assoggettate trop-

po rigorosamente
ni, in

al

pensare degli uomi-

noscere

suoi voleri

? S.

Paolo trasporegli

generale tuttavia devono compari-

tato al 3. cielo; egli vede ed ascolla cose

re

mirabili;

ma non

sa

pur

il

questa operazione meravigliosa. tesa dunque abbiamo noi di saperne di

modo di Che pre-

degne della santit e nobilt de'celesti; per la forma dell'apparizioni degli angeli

pi? Non sar mai lecito di rigettare il fatto che si manifesta sensibile e avvici-

sempre 1* umana; dove quella de' demonii molteplice e varia; umana sovente anche sotto sembianze d' angeli e
santi, di

Ges

e di Maria,

ma

spesso aa*

84
che

V
di animali e di

S
s,

deformi figure.

Uq

medesima. Quanto
da
tro
lei,

alle rivelazioni di

che dislingue tulle l'apparizioni quello d'un primo senso d'allegrezza, che passa ben presto alla tristezza nelle false,

modo poi

Caterina di Bologna, non furono scritte

ma

da persone che
,

le slesero
si

diesoil

tali

relazioni

delle quali

pu

e di un

religioso sbigottimento,

spettare; essendo anche troppo facile

cui tosto succede la


veie;

calma

e la gioia, nelle

cadere
voi.

in
s.

gravi sbagli in simili specie d'o-

Dio

sulle

imperocch quelle che vengono da prime conturbano, e spesso an-

pere. Di

Brigida
I

di

iS*i'cz/(2,

riparlai u'
p.

che spaventano, ma si rischiarano tosto e consolano restituendo la tranquillit e la


ftlucia dello spirito; le altre al contrario,

seg.

LX, p. 3i La Civill
:

e seg.,

LXXl,

i4o e

Cattolica^ serie 2.^,1.3,

che vengono dall'angelo cattivo, produ-

cono una prima impressione lusinghiera, ma portano presto al turbamento e alla confusione, giacch non avvengono che
per confondere e ingannare. Questi segni
pi generali, sono indispensabili anche
al

p. g4, sulle visioni, d ragguaglio del libro Delle cose dii'ine e specialmente degli ultimi tempi del mondo. Ammonimenti d Giovanna Le Royer\ poscia suo,

ra della Nativiti Rovigoi852.


prova
il

Il

libro

risorgimento dello spirito catto-

lico, di

cui era informata la religiosa che

in esso parla.
ta,

Verit del racconto desun-

discernimento di
cio la qualit e

tutti gli altri


il

miracoli,

sentimento delle per*

non da documenti autentici ma dalla critica, potendo fornire un pascolo piace*


vole a quell'anime divole, le quali senza

soue col di cui mezzo viene operato il pr* digio, il motivo e il successo per cui vie*

credere articoli di fede tutte


rivelazioni,

le

privale

ne operato, il modo onde viene operato. Il dotto annotatore dell'ab. Butler, J^ile
de* Santii in quella dis.

Caterinasev^mQ
fa

badessa delle Clarisse di Bologna,


quali segni

av-

sanno rispettare nella bont divina il diritto ch'ella ha di comunicarsi agli uomini anche a'iempi nostri, e non gettano subito dispettosamente un libro,
perch favella
alla natura.

vertenze sulle visioni e rivelazioni, e da

dun

misticismo superiore

conoscono quelle che vengono da Dio. Dice pertanto che fu pubsi

Tutte

le

materie

si

riducono

a contemplaoni sulla Divinit, o ad an-

blicato

un

libro delle

rivelazioni della
i,

santa a Bologn?< nel i5i


le, egli

ma

in

generale

nunzi di que'castighi, de'quali sentiamo colpi, oa'vaticiaii de'giorni estremi. Suli

crede doversi diffidare di tutte

la visione ideale, la

Civilt Cattolica va-

storie di visioni e rivelazioni, le quali

non

siano state esaminate secondo


stabilite per lo
ti;

le

regole

gion nel citalo voi. a p. 353: L' Autocrazia dell' Ente. Sozxon sul misticismo,

discernimento degli spirisi

poich senza di ci

corre facilmente

mesmerismo, sul magnetismo, nambulismo le ho riferite qua


sul
,

sul son-

e l in

rischio di cadere in ftmtasticherie,

come
San.'

pi luoghi. L'annalista Rinaldi offre uu


bel

dice Benedetto
ctor.i
t.

XIV, De Canoniz,
p. 7 i5.

numero

di avvenute apparizioni e vi-

3, e.

5i,

Di
se

pii

ancora
quescritte

sioni.

vuoisi

andar cauti

in prestar fede a
,

VISIR. F. Turchia.

ste visioni e rivelazioni

sono

VISITA,

Fisitaiio. L'alto del visita-

non da

chi le ha avute,

ma

da

altri.

De-

re, l'andare a

vedere altrui per

ufficio di

esaminare , se quelli che l'ebbero, furono costantemente in fama di profonda umilt, di consumata spe\esi eziandio

carit o d'affezione o d'osservanza, /^i-

sitare, Fisere,

Il

Morcelli latinizza

il

vo-

rienza e di perfetto discernimento degli

spiriti.Tutlequesle condizioni, dice Bene-

cabolo Fisitare, colle parole Adeo, Lu~ stro, Lustrandus^ Fiso, Plsendi^Fisendus. E l'andare a visitare, Convenio, InvisOf Invise/iSf Invisendus.
sita

detto

XiV,

si

trovano nelle
s.

visioni e nellei

La

parola

vi-

le rivelazioni di

Teresa, scritte da

preudesi aucora per

la s.

Congrega-

VIS
Romezil

85

ione dell Fisitfi apostollcn{F.) in

Oa;per quella che depula

Papa

zo d'un Fisiialore /4p sto lico (^.), per un vescovato, per una chiesa, peiiinhio-

Templi^ delle QuarantorCy del 8. Sepol* ero nella Settimana Santa, de Santuari col Piaggio iW siQv'iPellegrinaggi^e Li'

mina Apostoloruni,

della

Scala Santa,

go
cesi

pio;

per

la

Fistia Pastorale (F.) del

delle principali Sette Chiese di

Roma,

di

vescovo o altro ordinario nella sua dioper la visita eW arcidiacono nel ; suo arcidiaconato, per la visita del Parroco nella sua parrocchia, e simili. Nella
s.

quelle nell*y^/2/20^^z/i;o assegnate pelG/*MbileOf

ed altre

visite

per lucrare

le ss. //z-

dulgenze. Sono

visite di amicizia e di os-

sequio quelle del giorno anniversario del

Scrittura in molti luoghi prendesi


in significato di

il

Natale o del
della
s.

Nome

e per le solennit
s.

vocabolo visita
tare

visila-

Pasqua

e specialmente del

Na

rCf ora di misericordia, e ora per


il

deno-

tale del Signore. Quest'ultime l'odierna


societ in
tarle

tempo

della vendetta del Signore,

che
tro
si

esercita o minaccia d'esercitare coni

con

buona parte ha voluto commuvisite del primo d deWAnno^

peccatori. Altres

il

visitare
s.

prende-

in parecchi luoghi della

Scrittura, per

secondo il praticato da'gentili, ovvero dispensandosi da s stessi in modo curioso,


per
qti

le

meraviglie che Dio opera per segnalagli

non
il

dir di peggio,

avendo

gi de-

re la sua misericordia verso


nel senso di fare
ri

uomini;
fare e

plorato

pressoch abbandonato e pi

vista

d'un esercito, d'un


il
il

lodevole costumi ne* voi.

LXIX,

p.

261,

gregge

ec.

significando pure

LXX, p.

restituire le visite di civilt,

d'amicizia,
di visite vir-

95. Del qual costume parlai ancora ne'vol. XLll, p. 100, LX, p. 3oo e
1

di dovere. Delle

molte specie
altri

3oi. Le
cristiani
,

visite
si

per lettere degli antichi

tuose di condoglianza, di piet, di amicizia, di

appellavano lettere festive,

ossequio o per

motivi, ra-

colle quali l'un l'altro pregavasi

da Dio

gionai in vari orlicolj: qui non ricorder

prosperevoli
in

le

Feste ^ e molte trovansi


scritte in diverse sagre fe-

che
ni.
gli

gli

appartenenti ad alcune
di misericordia
^\\

visite, ri-

Teodorelo,

levandoli in corsivo equivalenti a citazio-

ste.

Anche

prelati le scrivevano tra loro

Sono opere
Ospcdalij
(\q\V

il

visitare

nelle feste solenni, e

chiamavansi lettere
il

Oiy;/zi benefici (Innoe condi .Ro-

sagre.

Fa

a proposito

riprodurre un
negl'inizi
t.

cenzo XII

magnanimo benefattore
Ospizio apostolico

elegante e morale articolo del eh. mg.'

fondatore

Vincenzo Anivitti, pubblicato


dell

ma,

nel suo decenne pontificato lo visit

855 neWJlbum
:

di Ronia^

2(, p.

sessanlaquattro volte,

come

si
1

trae dal n.
i

3o2

V Etichetta
d'
gli

287
veri,

del

Diario di Roma del 8o3); Poei colpiti da disgrazie; gl'infermi,


il

Buon Capo

Buone Feste, e il Anno. Le buone e belle


y

le

maniere, onde
di

uomini

si

avvicendano
furono det-

a* quali

Medico

tenuto di ordinare

certi atti di rispetto e certe significazioni

la
il

Confessione e gli altri Sagranienti, e parroco di confortarli e vegliare per

amore, con

assai sapienza

te da'nostri

maggiori ef/Wie//^ (costumanAlberti


nel

somministrarglieli,

massime

il ss.

Fiali-

za precisa; stile esattissimo e minuto: definizione dell* ab.

ioj
tiy
li

in

tempo

di Fjutto'x parenti

edrfiin-

Grande

o per unirsi ad e>si onde accompagnaralla Sepoltura; \e Pr/^'fo/i/, alle quali


visite

Dizionario italiano-francese. L*etimologi del Bazzarini,

Ortografia enciclopc'

accedono con

provvide anche l'auvoi.

dica universale, suona: Quasi diminutiva di etica y dal greco cthoT-^ costume, la
scienza de* costumi, altrimenti filosofia

torit governative,

diche riparlai nel

XCIX,p. 120 eiy


il

tornando a celebrare benetnerenlissicno ricegerciite di RoI,

morale. Costumanza precisa o formalit


delle Cortij e per estensione dicesi
delle

ma

mg.' Scanarolo. Sono opere di


le visite

reli-

anche

giosa piet e divozione,

Ue'sagri

Cerenonicivo^^o precisecUesi pra-

86

VIS
Che
in falli

VIS
un
tu, te, iwo, quando e per qual cagione introdotto), dava sempre al discorso un tuono o troppo alto

licano da alcune persone).

gone del

fo/,

vostro per

codicetlo di piccoli costumi non in pratica

men

necessario dell'alta morale, che

con greca voce appellasi etica j e si pu ben credere che certe convenienze, come ledcono, dell'umano consorzio sienoqua-

ed eroico, o troppo^ familiare e plebeo. E da osservarsi la differenza grandissima che


le convenienze epistolari ed orapaganesimo, e quelle del cristianesimo: quel dilecte in Christo, quel di-

corre tra
torie del

una derivazione di quelle dottrine che informano le regole del ben vivere. E una parte poco studiala della civilt cristiana pare che questa sia ; la influenza
si

lectissimiy quel fraternitas charitas ve-

stra (sono a vedersi

Caro

Carissimo

della fede sociale nel galateo (Galateo^

Diletto e Dilettissimo^ Fratello e


iernii),

Fra'

ovvero de' CCS turni fFreuzei 56 Oy


tissimo e

il

no-

sono impareggiabili espressioni

commendevole libro di mg/Gio-

di rispetto e di

vanni della Casa fiorentino, uno degli scrittori pi eleganti del XVI secolo. N' come il supplemento: Degli uffizi comuni tra gli amici superiori e inferiori. Quest'opera viene reputata dal celebre segretario Francesco Parisi, utilissima al Se-

amore a confronto ancomea, e eWanimae dimidium meae. Quanto non dice a questo proposilo, pi che il freddo vale romano, o il vocabolo greco, quel nostro semra del desideria

pre addio!
to cristiano;

Ad Deuml Saluto (F.) affati

gretario e a qualunque persona che presta altrui


il

suo servizio, oltre

il

purissiil

mo di lui Galateo, donde


til

non

solo

genper-

onde nostri maggiori in Dio fermavano l'amicizia, la parentela, l' iacontro, il congedo , la vita e la morte; nella cara fede di trovare in Dio solo la
sorgente e
il

costume, che rende altrui grata

la

termine

di tutti gli affetti;

sona,
stile
,

ma

anche

la

nettezza e

il

leggiadro

sapevano

essi e

e vero genio della lingua toscana


i

me
que

di noi,
si

non vergognavano, siccoprofessarlo: che per quantun-

potranno apprendere segretari, meglio forse che da alcun altro libro). Imperocch, ammesso che il galateo non sia n pi n meno che la morale applicata agli usi del conversare; ne passa legittima l'affinit fra esso e una Religione che tanto ha
purificalo e perfezionato
to operare. Certo che
la

dica statti bene, coraggio, ci rivei

dremoj

nostri augurii e le nostre spe-

ranze sono un bel nulla ove non salgano fino a Dio. /4d Deuni ! Che non potrebbe
dirsi altres di

quel

Deo

Grt!f/t!.y( 7^.),

tan-

to usato da'nostri avi nella vece d'un,

scienza del ret-

permesso ?

in presenlarsi a casa,

a ca-

il

principio della
i

mera
a

altrui, in

carit dovette insinuarsi presso

popoli

cristiani in tutte le cose atte a legare gli

scorta

animi, e a mantenere anche

vincoli seal pre-

radunanze di un pensiero di religione Ed era questo l'uno che potesse santificare anche
!

sopravvenire a colloqui e onest'uomini. A tutto era

condari della societ. Quindi che

certi riguardi di pratica

educazione.
,

valere del cristianesimo scomparve quel trattar crudo che generalmente presen-

gid

si

vive e

si

tratta
li

Ogcome dicono, da

spregiudicati.

Eh!

tempi gentileschi^ salvo il caso dell' adulazione, e dell' amore o affettalo o inonesto. Quantunque anche in ci quel-

tano

no

di certe

epoche.

gliono dire con


tes??!,

E s' ci. Ma
tanto

complimenti non sointende che voogni allodi cor-

credo

io,

e lo creder ogni persona

formola singolare del tu a preferenza pu vedere ilvol. LXVI, p.io4 eio5 l' encomiato Parisi, Istruzioni per la giovent, impiegata nella sela

di

buon senno,

morale e

cristia-

del no&troi'oi(si
:

no, se intendasi nel vero senso d'un leale

ossequio, e testimonio d'affelto, che

il

mancarvi accenna pessime


a cui taulo bene
si

le disposizioni

greteria
brai; nel

di cui tanto
t.

mi giovai
1

e cele-

dell'animo, specialmente nella giovent,

3, p. 4;

^^;

14> iL'Gode ra*

addice un' aria di

ri-

VI
spetto e

s
e die tanto

VIS
meno
fetto,

87

un

bel fare

riverenza e stima, per ricordargli

pu

essere scusala

distrazioni di lettere o di negozi.

da molteplici cure e Ah non


a certi doveri, ansi
1

la

disposizione in cui siamo di servirlo,

per felicitarlo nel suo arrivo dopo lungo


viaggio, o per altro fausto accidente.
tali

VOI rei che

mancando
,

In

che

di etichetta

si

desse indizio che

occasioni

si

soleva

mandare anche un
i

manca di religione e di costumatezza Poich presso noi n anco quella era da separare dalla fede dominatrice un tempo di tutte le nostre parole e di tutte le nostre anche pi piccole azioni E per un fatto che 1' incivile trattare di questi
!

gentiluomo accompagnato con credenzia li, il che massime praticarono spesso cardinali,

che aveano alcuna dipendenza da'

principi, nell'arrivo de'loro ambasciato

ri,a'qualiessi spedivano

un

loro famglia-

re in qualche distanza da

Roma,

per

com-

giorni data dal difetto di religiosa virt.

plimentarli^ e per esibirsi a ci che loro


potesse occorrere.

Uomini empi con Dio, poco o non lealmente e perfettamente possono essere cortesi col prossimo! Non vogliamo intanto rinunziare persino a quelle buone feste
che
la
ci

Lo
:

slesso Parisi ragio-

ricordano

la

salute delle genti, e

na cos nel cap. 27 De' Biglietti. Chiamasi 5/g://d/^o Viglietlo[ F.)quella specie di lettere da noi inviale a quelli che abitano nella stessa citt o luogo ove noi
siamo. Presso
celli
i

pace agli uomini del buon volere! E' cosa chiara che se presso gli uomini del

latini

si

Codicilli^ EpisloUa, Pugillares

denominavano (il Mor-

mondo
r^no

libero

la

in uso, ci

avviene perch

buonefeste non sono pi essi non ispe-

li disse: Tessera^ Tabella: altri, Sc/lcdula^ Libellus). Sono frequentissimi nel-

la felicit dalla religione,

ma

dalle

la societ,

ed

il

Parisi insegna

precetti

rivoluzioni. Altri

non le danno pi, semplicemente perch non le credono pi di


fosse in potere di certi

come

si

devono

scrivere, fra'quali disap-

moda; quasi che


contro tutte
le

scioli dettar leggi alla societ, e dettarle

norme
le

sagrosante, scaltro

pur nou

vi fosse,

per consuetudine.

qui

ricordiamoci che
ci

consuetudini antiche
la

distinguono anche

nazione, e che per-

riuunziandovi

si

sforma

il

carattere

tradizionale e proprio di certi popoli. Menomale che non passa all'ulto dimenticato un buon augurio per Tanno nuovo! Ma an-

prova il fare la risposta ne' margini de* medesimi, e rimandarli segnando nella soprascritta: Con risposta. Poich Taziano, Orai, ad GraecoSy p. 189, ne riprov il costume, pel motivo, che essendo la lettera della specie di quelle cose, che si mandano come in dono all' amico cosa incivile il rimandarla indietro. Trovo nel Dizionario delle origini, chenegVi scrittori de'bassi tempi s'incontrano frequenlemenle i vocaboli di Billeta e Bil,

che qui da pregare


in voce
il

cortesi che tornino


^

Ictus, iu significato

precisamente di Bi'

buo/i

capo d^ anno
si

(or mula cara

glietlo o Figlietto.

e sensata de* padri nostri. frase d'altre genti; u

Il

buon anno
il

quello di Billaf
colla qual

Nomi procedenti da tratto da Libellus^ come


piccola

conf con quella


Tare

molti avvisano, anzich dal sassone Bille^

espansione
italiano.
Il

di aifetli

che distingue

voce iadicavasi una

buon capo d'anno d'altronde

assai filosofico nell'espressione medesichi


11

scheda,e talvolta qualunque pccolo scritto autografo. Tuttoci riportai, per intro-

ma: cUniidiunifacli qui bene cepl habet: ben comincia alla met dell'opra".
Parisi tratta nel
t.

durmi a parlare \q* Biglietti di 'visita costume per gT italiani nou molto antico,
^

2, cap.

20

Delle

e pare derivato d'oltremonte. In princi-

lettere

d rtita^ Civilt , Buone feste. Egli quindi dice. Si visita con Lettere Epistoluri (A.) un assente, per aver nuova
di sua salute') per tcstilcargli
il

pio

si

adott da' personaggi costituiti iu

dignit e di grado nobile,

ma ormai

si

reso eccessivamente troppo


li

comune, e tul-

uuslru uf-

gli

estremi souo sempre difettosi. S\n\-

VIS
per
gi

S
bianca alquanto

za pai-iare de'biglietti

o indirizzi de*com' mercianti e manifatturieri,! biglietti propriamente di visita certo presentano nel

glieltl di visita di carta

erta e levigata, semplicissimi.


di eleganti

Ve

ne sono
-

per ornamenti d'aurei fre


filettati di
il

complesso un aiuto, un comodo, un di


ciet

e di rilievi a secco. Coloro che sono in

simpegno, un ripiego alla civilt della somoderna. Servono ad accompagnare con semplicit e pulitezza

lutto, gli

usano

nero. Nel
titolo,
il

mezzo
e

de'biglietti di visita
il

nome

un

donati-

cognome

di quello cui appartiene, fatin rilievo a sec-

vo, una dimostrazione graziosa, e preci-

to

con incisione, laUolta

puamente suppliscono
rsi'i

alle visite, lascian-

co, tal altra colla penna. Talora

sono so-

do sicura testimonianza
felicitazioni, affari

della visita ch*e-

taluno recato a fare per cortesia o o altro, senza averla

una corona blasonica, altri da un lato vi hanno impresso inciso o a secco lo stemma gentilizio. Ne mancano di
vrastati da
quelli che

potuta effettuare, o per non aver trovato in casa o impotente di ricever!a la per

non contenti della corona

sul-

l'arme,

la

replicano sul nome! Allo stem-

sona

cui era diretta.

Con

tal

mezzo

si

ma
loro

delle signore, qualche volta asso-

evita la dimenticanza o la negligenza de'

ciato quello del marito. Altre signore a*


titoli,

domestici, non
eli

meno

equivoci di

nomi

nome

proprio e cognome del


iV".,

parole, nel lasciare un'ambasciata. Si


inoltre di portare
i

consorte, aggiungono naia

ossia

il

co-

fisa

biglietti di visita

gnome

paterno. Ci

si

pratica anco da

alle abitazioni,

quando per alcun riguarla

do non

si

vuole incomodare

persona a

cui diretta;

ma

per

si

voglia fare atto

alcune persone particolari, ma non sembra plausibile, per ogni riflesso ch' facile a farsi. Di pi vi sono signore, che nel
biglietto

di dimostrazione di ossequio e di felicita-

adoperano

il

cognome

patroni-

zioni, sia per le

po d'anno,
stico, sia

sia

buon caper l'anniversario onomafeste

buone

il

mico, ed aggiungono vedova N., cio il cognome del defunto sposo. Vi sono biglietti di visita,
i

per congratulazioni,

sia

per con-

quali ne'4

lati

estremi

doglianze, ed ancora per congedarsi in-

nanzi d'intraprendere un viaggio, o an-

nunziare il ritorno da esso, ovvero per ringraziamento d'alcuna gentilezza ricevuta, e finalmente per esprimere azioni
di grazie e qual restituzione alla visita ri-

hanno queste parole: Per visita: Per felici tazioni : Per q/fari : Per congedo. Quindi si ripiega la parola corrispondente allo scopo a cui indirizzala la visita.

Gli altri biglietti poi che sono senza

tali

parole indicative, queste talvolta vengo-

cevuta. Si pratica pure, in luogo de'biglietti

no supplite

col lapis

stampali d'invito che fanno


gli

ma-

per esempio:

o colla penna, come Con mille ringraziamenti:

gnati,

ambasciatori e

rata, o per partecipazione di

che va a celebrarsi, o di d'alcuno della famiglia. La classe civile, cui non convengono certe forme signorili,

ad una sematrimonio avvenuta morte


altri,

Co*pili sinceri augiirii d'ogni vero bene:

Per prender congedoj e via dicendo, secondo cas, anco per notificare la cami

biata abitazione. Alcuna volta questi biglietti


si

mandano con
i

sopraccarta, in cui

per

gli

accennati casi, si serve de'bigliet,

scritto l'indirizzo a chi sono destinali.

ti

di visita

aggiungendovi manoscritto
il

Adottarono
altri altri

biglietti di

visita

oltre

cognome, l'oggetto pel quale i manda, evitando cosi bila diceria de' biglietti stampati. Se
in breve, sotto

nome

principi e altri nobili, gli ambasciatori e

diplomatici,
prelati,
gli

cardinali,

vescovi ed

glietti di visita

si

portano in persona, nel-

e persino qualche religioso graduato. Ciascuno de'


ecclesiastici

l'atto d
to,
il

consegna si ripiegano da un lache non si fa se sono mandati da


proprio come. Si formaDO
i

nominati

vi

usa
il

propri

titoli, le
I

cariche,

ed

vescovi

vescovato.
il

cardinali or-

altri nel

bi-

diuariameule usano

solo Litote della di-

VI s^
gnith carcKnalzia e
il

VIS
io

89
articolo tulle via*

cognome;' taluno
Leo-

non pretendo

fare

nn

agginngela carico.
i

cardinali adotlarono

site,
nitt

d'altronde ragionate

luoghi loro,

l)ii>Iietli (li

visita nel pontificato di

solo indicare dove parlai di

quelle

ne XII: prima
avanti
e
al

se

non volevano scendere

del

Papa

de Cardinali, con opportu-

dalla cario72<t facevfino fermare questa

ne giunte. pa
s.
il Rinaldi all'anno 2q4> ^^^^ P^' Caio si rec nella casa di sua nipote Susanna, ove prostratisi gli astanti, dis-

palazzo di chi volevano visitare,


sala

JNarra
s.

n>andavano nella

un servo per

fa-

re registrareil proprio le visite.


stre, lo

nome

nel librodel*

Qualche

insignito d'ordineeqnese

se loro:

In nomine Domini con-^tantcs

esprime nel biglietto, e


da essa pende
la

usa l'ar-

estote, e fece questa orazione.

Oremus,

me
ne.

gentilizia

decorazio-

K mancano
la

di quelli cui piace di riil

Domine Deus Pater Domini Nostri Jesu Chris ti qui omnibus ad saluteni et
^

portare

liratera de'ioro titoli, e

no-

S'ita

aeterna ni misis

Dominum

ISo'

me

delle decorazioni cavalleresche di cui


fregiati.

sono

Alcun professore
lo

di scienze,

belle lettere o linguista,


biglietto, ed

dichiara

nel

anco

in

quale pubblico liceo


la

strum Jtsum ChrisVuu^ ut nos e mundi tcnehris erueretj danohis servis lai s constantiamjidei, quia tu regnas insaecula saeculorum. Tutti risposero: men. Pare che queste fossero
le

insegna, ed a pie del biglietto altres

consuete preci del


egli visitava

propria abitazione. Egualmente


sori di arti liberali

profes-

Romano

Pontefice,
i

quando
s.

aggiungonoquelleche
del proprio stu-

esercitano, e
dio.

la

localit

veduto biglietti in cui detto a quale unica accademia, e non prioaria, si appartiene! Tutte le cose, ancorch

Ho

Caio fece un sermone, e Massimo conte rei privatae^ che l'ud, gli baci piedi e abbracci la
ed esortava
fedeli. Indi
i

fede con fervore.

Prima recandosi

il

Pa-

pa alla
nel
alla

visita (Ielle chiese, e cos nella prin-

buone, hanno
la lo

loro difetti, e

mostrano

cipale de'luoghi ove passava o

vanit e
i

la

leggerezza dell'uomo e del-

donna: biglietti di visita ne olFrono non pochi esempi. biglietti di visita si soI

si fermava Viaggio (^.), ed anche per assistere funzione d'alcuna Cappella pontifi-

cia, sul limitare della porla gli veniva data a

gliono raccolti tenere esposti in qualche

baciare la Croce e veniva incensato;

grazioso recipiente nelle camere di ricevi-

quindi egli coll'acqua santa segnava e benediceva


i

mento; ed alcuni

vi

circondano

gli

specchi

presenti. Tali

ceremonie

sol-

diminuendone
fia

la

luce!

Orache

lafoiogra-

tanto adesso hanno luogo nell'arcibasilica Lateranense pel Possesso del

rapidamente si perfezionata e diiusa, qualcuno volle usare per biglietto di visita


il

Papa.
in cui

Del resto
si

egli visita

alcuna chiesa

proprio ritratto fotografico


la

dell'in-

solennizzano

feste,

tera persona, senza alterare

minima
I

Sagramento; visita
nache, luoghi
pii,

o vi esposto il ss. pure monasteri di moistituti scientifici, sta-

forma
si
ti

del biglietto stesso; e quindi di esbigliet-

se

ne formarono degli Jlhun.


si

bilimenti artistici

talvolta

gli

ospedali

di visito

custodiscono ne' portafogli


in piccoli

e le prigioni; tSbiT^Mi e sovrane,


veri ricevuti nella visita d

tascabili, e

puranco

e apponiti

dopo aUdienza nel

portafogli detti Porta -Biglie Iti ^z\\t le signore usano eleganti, come d'argento traforati, d'avorio e in altre foggie.
riusc trovare se altri

Iato

Non mi

Palazzo apostolico, introdotti dal preMaestro di Camera (ne'quali articoli di ci tenni proposito), dopo averli
fatti

ragion de'biglietti

onorare^ e anticamente

distinti

anE'

di visita,

ne occupai per dirne alcunch; s* poco, questo meglio che niente, di cosa divenuta di tanto uso co-

onde

me

co con Ingressi solenni in


a vedersi
il

Roma

(/'.).

vol.LXVII,p. 257, ove

dissi

ancora delle
il

visite de'cardinali a'sovrani,

nine

e utile alla

civilt

sociale.

Ora

cardinal

Decano

avvisandoli se debbo-

A
\
ijo farle in

VIS
gorio

VIS
moria della duplice
visita ricevuta

unione del Sagro Collegio^ oindividualmenle, in abito cortod'abbate,ese regolari in soltana, fascia e ferraioIone, ossia F'este [F.) talare; e ci a se-

daOre-

XVI

nella sua villa

Tusculana, co-

conda dell'istruzioni della segreteria di anche pe'principi e principesse reali. 11 Papa nel ricevere queste sovrane visite, nel vestiario die usa, ordinariamenslato,
te,

diverso quello co'quali riceve


il

prin-

dissi nel voi. XXVII, p.i 65, illustradottamente dal celebre cav. Canina con opera splendida intitolala Descrizione de II* antico Tusculo^ un esemplare della quale Sua Maest si degn donarmi col mio indirizzo stampato sulla medesima, ed accompagnata da un onorevo-

me
la

cipi reali, cos


to,

graduatori trattamen-

non meno quello dell'incontro e dell'accompagno, del Maggiordomo (/^.),


del

le autografo dell'encomiato cheologo e architetto. Altre

sommo

ar-

marmoree
cos\

iscrizioni

ricordano
altri

le pontificie visite,

Maestro

di

Camera

{F.) e di

altri.

quelle di

sovrani. Piimarcai nel voi.

Gregorio XVI nel ricevere gl'iufanti d. Giovanni ed. Ferdinando, tgli did. Carlos di Spagna, era vestito colla sottana di panno, con fascia co'fiocchi d'oro, e scarpe di panno rosso, essendo Avvento. Sedeva sulla sedia usuale: ed due principi
i

LVI,

p.

76, che Gregorio

XVI

per ispe-

cial distinzione essendosi recato a visita-

re l'arcivescovo di Colonia mg." Droste,

sederono sopra due poltroncine


doralo,
fratello

di

legno

foderate di

damasco

rosso nei
il

cuscino e nella spalliera. Cosi accolse

V Atanasio de'nostri giorni, il proprietario della casa a perpetuare l'avvenimento, pose in essa una lapide commemorativa. A' 18 marzo 1845 Gregorio XVI ricev la visita di Ferdinando II e di Maria Teresa re e regina delle due Sicilie,
e del fratello deli. principe Luigi conte

cugino del re di Prussia, e nel

di-

cembre 1841 il principe ereditario di Monaco. A'5 aprilei842 Gregorio XVI fu visitato dalla granduchessa di Toscana Maria Ferdinanda Amalia di Sassonia vedo va di Ferdinando III, colla figlia di questi arciduchessa Maria Luisa. Era vestito di rocchetto e mozzetla
:

d'Aquila e sua consorte d. Januaria del


Brasile. Gli accolse sotto
il

baldacchino

camera d'udienza, vestito di rocchetto e mezzetta, ed il re incedeva in montura. Le sedie del Papa, del re e della redella

gina erano eguali, ossia poltrone grandi


camerali;
il

le ricevette,

principe e la principessa sie-

poi sedendo alla consueta sedia avanti lo


scrittoio,

ed

alle principesse die'a

sedere

nelle dette
si

due poltroncine. Quindi a'i4

derono in poltroncine. Eguale trattamento a'24 di detto mese die' il Papa alla regina vedova e madre del re^ Maria Isabella. Il re volle

rec

al

palazzo di Firenze a restituir

ritornare la sera del

i5

pel

due principesse. E poi pass ad egualmente restituire la visita di congedo alla regina di Sardegna Maria Crila visita alle

congedo, vestito
di

in abito corto, colla re-

gina, e l'altro fratello principe Francesco

Paola contedi Trapani.

Il

Papa era

in

stina vedova di Carlo Felice, alla quale

sottana e fascia con flocchi d'oro. Le sedie furono regolate


te visita.
11

avea pure restituito


taj visita

la visita

nella

venu-

come

nella preceden-

che

la

regina volle espressa con


olio dall'esi-

/l/f2g^g^zbrt?omo

invece d'incon-

inaguifico

quadro dipinto a

trare
all'

reali

personaggi a pie delle scale


si

miocav. Cavallero e parlato nel voi. XLI, p. 146, con ritraiti al naturale del Papa,
della regina e de'principali delle loro corli ivi

apertura delio sportello,

trov io

sulla porta della sala.

il

Maestro di

camera

invece d'incontrarli sulla detta

presenti. Inoltre la regina con iscri-

porta, Irovossi sull'altra dell'anticamera

zione monumentale: Tu Adventu Grego-

d'onore. Notai nel voi.


nelle vigile che riceve
sce a'sovrani,
il

XVI,

p.

169, che
restitui-

riX Fluiti

siiaTuscidana cominora/ts eie, volle rendere duratura la mef'lla

Papa,

deve trovarsi presente an*

V
co
il

s
s.

VIS
congregazione
il

9r

Segretario ihlhi

della Cerenionialey per regolare


nooniale. Rilevai nel voi.

cere-

XLl,p. i46,che
il

aDticameute quando

Papi visitavano soprelato


il/f/ela visita

vrani e cardinali infermi,


j/ro <//rm^r<7 durante

avea giu-

Giornale di Roma db 12 dicembre 1857. Fino dal giorno 5 novembre il duca Antonio Alfredo di Gramont, principe di Bidache, ebbe l'onore di presentare in privata udienza al Pnpa Pio IX le lettere sovrane di Napoleone 111
Riferisce
il

risdizione suiranlicamere, facendole pre-

cedentenrjente guarnire dalla

Camera sei

greta ecclesiastica e secolare. E nel voi. LXXXII, p. 53, notai die Papi non

usavano restituire
biliti

le visite

a'sovrani sta-

inRonia,tuttavolta l'eseguivano co-

imperatore de'francesi, colle quali veniva accreditato suo ambasciatore presso la s. Sede. In detto giorno poi, l'ambasciatore accotnpagnalo da tutti membri della legazione, in forma pubblica, con grande treno (e scortato da un picchetto di
i

me

in

un passaggio dal
alla visita

loro

palazzo.

gendarmi della guarnigione francese

di

Quanto

di cardinali

infermi,

Roma),

si

condusse

al

palazzo Vaticano,

recenti esempi ne die'

regnante Pio il IX, visitando ne' loro palazzi nel i853 il cardinal Macchi decano del sagro collegio, e nel i855 il cardinal Fransoni. Tutto viene descritto dal Giornale di

ove col ceremoniale proprio degli


sciatori, ricevuto a pie delle scale

ambada un

cereraoniere pontifcio, venne introdotto

Eoma,
col
n.

nel i853 col n. 102, nel i855 62. Inoltre, come dissi nel voi.
p.

da mg."^ maestro di camera negli appartamenti del Papa, che lo ricev in udienza colle formalit che sogliono aver luogo in sifTalle circostanze. Dopo questa visita,

LXXUl,
i854;

69, Pio

IX

visii mg.""

Bounel

l'ambasciatore pass col suo seguito


il

\ev vescovo di

Le Mans moribondo

a complinienlare

cardinal Antonelli se-

e mg.' Darbolani patriarca

d'An-

gretario di stalo, da cui fu ricevuto cogli

tiochia ed elemosiniere segreto nel 1857, pure gravemente infermo. I diversi ceremoniali riportai ne'rammentati articoli, precipuamente in quello di Udienzay nel

onori dovuti all'alta sua rappresentanza.


Indi
si

condusse nella patriarcale basilica

Vaticana, a venerare la tooiba di s. Pietro M e poneva termine alla ceremonia


colle altre foi malil che sogliono praticarsi

quale ragionai ancora del ricevimento de^\\Jnihasciaioriell'\ d' Ubbidienza^ F.),

in simili atti solenni". E' intrinseco

perch da'Ioro sovrani accreditati presso la s. Sede e pel riferito in quell'articolo, ove sono erudizioni analoghe. Gli ambasciatori, per questa formale visita, onde spiegare il lorocaraltere, mediante la presentazione al
ziali

io
al

che aggiunga, principalmente cella visita cardinal decano del sagro collegio de*
per assenza o
al cardinal

cardinali, o in sua vece,

impotenza,
delia

sotto-decano del

medesimo; come
basilica,

pratic,

dopo

la

visita

Papa

delle lettere creden-

col

cardinal Mattei (ora

de'loro sovrani, se

non l'hanno
si

fat-

to in altra privata udienza, vi

recano

stia e Velletri), d.

con treno nobile; ed eseguila la visita, ne fanno altra al cardinal Segretario di Stato,

per divenuto decano, e vescovo di OAntonio de los Riosy-Rosas ambasciatore di Spagna, ilo-

e quindi visitano la basilica Vaticana.

Della formale visita al cardinal


lai di siifatte visite, e di

Decano

po la quale torn al palazzo di Spagna, secondo il riferito dal Giornale di Jioma del 1 febbraio 1859. Ivi pur si legge, aver nello stesso

del sagro collegio dir pi avanti. Riparquelle solenni di

giorno visitato

il

congedo degli ambasciatori della repub* Venezia con altre notizie sugli ambasciatori, ne' voi. L, p.i88, XCII, p, G82 e seg., 697, XCIX, p. 32 1 e seg.
blica di
,

Papa, il cardinal Antonelli, la basilica Vaticana e il cardinal Malici, d. Giovanni Campillo inviato straordinario e miniSiro plenipotenziario in missione speciale,
della repubblica e confederazione d'Ar-

S
a)
il

V
Papa le lettere suo governo Tacil

S
cio per
la

gentina; presentando
credenziali collequali

due annue visite graziose,


sta ricorrenza del
s.
i

fau-

Natale e per l'anno


loro

credifava presso
fi

la

s.

Sede, e
il

personale

nuovo, umiliando
ro felicitazioni di

omaggi e

le lo-

Giornale di Boma de'24 aprile 1860, che fin da'28 settembre dei precedente anno, il barone
sua lef^azione. Narra

tali

augurii, e per l'an-

niversario della creazione e coronazione


del Papa, ciascuno ricevuti in separata e

AlesandrodeBacb ambasciatore di Francesco Giuseppe I imperatore d'Austria, ebbe V onore di presentare in privata udienza al Papa le lettere del suo sovrano, che lo accreditavano in tale distinta qualit

particolare udienza, in diversi giorni. Si-

no

al secolo

passato aveano luogo ^V In-

gressi solenni in
tori,

presso

la s.

Sede. Indi

a'

23
i

aprile

1860, accompagnato da

lutti

membri
nonch

Roma degli ambasciacon C<^zi'/7/c<t^rt, partendo dalla f^il^ la di Papa Giulio (A^.), ricevuti dal Papa in Concistoro j sedente in Trono (l^.)Wel citato articolo ricordai ove ne feci le
descrizioni.

dell'imperiale e reale ambasciata,

Ora

passo a dire delle visite


i

da'due prelati uditori di Rota austriaci nog/ Nardi e mg/ Uellegarde, egualmente che dal principe Odescalchi e dal conte

che ricevono e ftinno

cardinali e

il

Sae

gro Collegio
seg.,

(V.). Ne' voi. IX, p.

176

309

e seg.,

LXXIX,

p.

276

e seg.,

Gozze cioraberlano dell'imperatore,

si

2 79eseg.,
p.

LXXXl,p.)20 eseg.,XGVI,

port con nobile treno e in glande forBoa pubblica al palazzo Vaticano, ove ri-

226

e seg., e negli articoli che vado a

ricordare, con diffusione e particolarit

cevuto a
della
bile
i."

])i

delle scale

da

urt

ceremola

narrai

come

i>iere pontifcio,

ossequialo all'ingresso
tulli
i

no

le visite

Cardinali novelli ricevoappena tali promulgati dal


i

sala

da

componenti

no-

anticamera pontifcia, fu introdotto )iegli appartamenti di Sua Santit da tY)g/ maestro di camera, la quale lo ricev in solenne udienza cogli onori e le formalit che sogliono compiersi in tali
circostanze.
re, col suo fitare
il

Papa, e le speciali formalit delle visite che loro fanno nella camera del Trono^
i

Patriarchi^

Prelati di fiocchetti,
i

gli

Ambasciatori^
glio,
i

Principi assistenti al soil

Principi romani, oltre

Senato-

re di

Dopo

di essa,

l'ambasciatoa vi-

accompagnamento, pass

Roma. Se avviene la Promozione neWAvvcnto o nella Quaresima y^uo\e A Papa dispensare dal potere nuovi cari

cardinal Antonelli segretario di

dinali ricevere tulle

le

visite d'
il

ossequio

da cui fu ricevuto con tutta la distinzione che all'alta sua rappresentanza


stato,

e di gratulazione. Riporta

Giornale di

Boma
sa del

M conveniva.
Fabbrica
di
s.

Kecossi
al

indi

alla

basilica

degli 8 marzo 853. Previa dispenPapa Pio IX, pel tempo quaresi1 i

Vaticana, e poscia

palazzetto della rev.

male,
di

nuovi cardinali Recanati, Savelli,


le la

Pietro a complimentarne

Calerini e Santucci ricevettero

visite

iVrciprele cardinal Mattei, qual sotto-de-

pubblica congratulazione, per

loro

cano del s. collegio, accolto colle consuete dimoslranze d'onore. Per ultimo l'ambascialore
si

promozione
la

alla dignit cardinalizia, dal

sagro collegio, dal corpodiplomatico, dalprelatura, dalle guardie nobili^ dall'uffizialil delle milizie

restitu collo

stesso treno alla

sua residenza.
dir poi; per
il

Come
la

il

cardinale riceve e

francese e pontifcia,
e
s

restituisce la visita degli ambasciatori, lo

dalla nobilt
gli allri

romana
1*

estera, e da-

restituzione della visita

consueti. Per

assente cardinal
il

cardinale la fa dopo che l'arabascia-

IMorlot, ricev le visite


nej{al

conte de

Reyla

lore

ha

visitato tutti
la

cardinali, che alia

ambasciatore

di

Francia presso

loro volta

restituiscono. Oltre l'udienze


affari, gli

s.Sede.

Avvenne
al

talvolta

per trattare
nistri e altri

ambasciatori,
al

mi-

mosso

cardinalato, fu

che alcuno proimpotente o per

Diplomaci fanno

Papa

essere infermo, o per sopravvenuto tuale,

V
non
recarsi dai

s
anco a
lo
la

V
ad
nello stesso
,

93

solo a rceveie le visite, ran

Papa a ricevere

promozione, nelristrettezza assoluta del tempo accud


assisterlo nella sua
il

giorno
le

la

Berretta cardinalizia

l'iinposizionedella
y

dopo Mazzetta di Cardina-

alle sue proposizioni, per averlo

prela-

to incaricato di procurare

un

plausibile

e prendersi

zio.

il Berrettino cardinaliAccennai l'ultimo caso, verificatosi

temperanienlOjChe non portasse completa

alterazione alle consuetudini della cu-

5 marzo i858 nella persona dell'anconitano cardinal Giuseppe Milesi-PironiFerrelti del titolo di s. Maria d' Araa'i
coeli, poi legato

romana. Pertanto fu provvedalo con deputare il cardinale a rappresentarlo l'illustre parente mg.' Camillo Narducci
ria

apostolico di Bologna,

ed ora abbate conineudalario delle Ire Fontane^ nel voi. XCVI, p. 227, dicendo in breve che il Papa Pio IX deput delegato apostolico, per V io)posi
eione della mezzetta e della
berretta,
l'ese-

Boccaccio commendatore di s. Spirito. Laonde questo prelato colla pontificia


,

annuenza e

in abito prelatizio, sulla so-

glia della nobile auticaiuera del cardinal

Wilesi, tenne le sue veci,


stretti

unilamenle agli

congiunti del neo-por[)orulo, in ri-

monsignor Lodovico Jacopini, che


gu essendo
to,
il

cevere e debitamente corrispondere alle

cardinale giacente in letil

pubbliche dimostrazioni
tina delia seguita

di

rallegramea-

recandogli anche

berrettino cardiri-

to e osservanza, coruinoiando d dia

oalizio, e promisi in quest'articolo di

matpromulgazione. Nelle

tornare sull'argomento, e descrivere


si

come

ore pomeridiane dello stesso giorno, pri-

suppij alla rappresentanza del pubblico


visite anteriori e

ma che gli
ro
la
sii si

altri novelli cardiuHli ricevesse-

ricevimento delie
riori,

poste-

berretta dalle

mani

del

Papa, daque-

qual caso alquanto raro e perci importante da segnalarsi. Imperocch negli anteriori, descritti

rec mg.' Narducci per dimostrarsi

riconoscente nell' aver annuito alla sua

a'Ioro luoghi,

non

rappresentanza, ed altres per rassegnare


profondi ringraziamenti
in

erasi per

anco verificalo quello

d' istao*

nome

del cai*,

tanca sopraggiunta infermit, almeno a

dinaie infermo, anche dell'onore ch'erasi

memoria
si

e cognizione de'vi venti,

pratic nell'assoluta
visite;

cevimento delle
la

quauto impotenza del rimentre pel cardi*


in

degnato impartirgli per

la

delegazione afl'

fidata a mg.' Jacopini per

invio

delU

berretta e berrettinocardinalizi; indi pass dal cardinal Antonelli segretario di stato, ad ossequiarlo del cardinal Milesi.

Dal Capaccini, allora uditore generale del-

camera apostolica
i

siccome

istato

di deplorabilecoodizione,

Gregorio XVI,

egualmente in nome Tornato al palazzo


Al-

nel pubblicare a'2

aprilei

845

d'averlo

di questi, attese l'ablegato apostolico.


la

creato e riservato in petto cardinale a'22

sua volia

vi si

rec l'ablegato in for-

gennaio del precedente anno, gi


to.

lo

avea

ma

pubblica, con frullone palatino, cor-

dispensato dalla pubblicit del ricevimen-

teggiato da'palafreuieri pontificii a piedi,

D'altronde

il

prelato mg.' Milesi mibelle arti, industria,

nistro del

commercio,

ed accompagnato da mg.' Pietro Sabatini sotto-guardaroba del Papa, il cjuale


portava in un bacile d'argento
ta e
lo.
il

agricoltura e lavori pubblici, in giovanile


e florida condizione, era stutu assalito da

la

berret-

berrettino ro>si, coperti da un ve-

acuta malattia reumatica inasprita nella precedente notte con febbre, onde il medico nella stessa maltina ordin un salasso e rigoroso riguardo. Istruito
il

Ricevettero mg.' delegalo: a pie delle


i

scale,
al

servitori,

il

decano,
i

camerieri;
alla

ripiano di esse,
il

cappellani, un gendi

Papa

tiluomo,

maestro

camera; ed
il
l'

dell'evenienza, per

le

zelanti cure di a)g.'

porla della sala, un gentiluomo,


inoniere e mg.' Narducci. Quimli

cere-

Antonio Cataldi maestro delleeeremonie


pontificie^ e scelto dall'eucomialo prela-

able*

gaio fu iulrodultoddl maestro di carne*

9i
ceva nel
present
cardinale
letto
il

S
rigli
Il

V
d'averlo fatto 3*17

la del cardinale, nella stanza in cui gia-

Principe degli Apostoli.

Mi compiaccio

porporato, ed a lui

volta breve ed accoucia allocuzione,


le le

dette insegne cardinalizie.


tocc colla

mano

destra, le

fece consegnare al proprio maestro di celemonieje rispose adequate parole di ringraziamento al cumulo degli onori elargiti,

maggio 1824, colla virtuosa e diletta mia consorte Maria Clementina Verdesi romana, che Dio lungamente prosperi e conservi. E questo strettamente si rannoda al detto nel voi.

LXXXVIII,

p.

237, celebrando

il

Fa-

ticano, che merit poi d'esser segnalato

per distinguerlo, dalla pontificia cle-

dall'eloquentissimo p. Bresciani, nella Civilt Cattolica^ serie

menza. Indi il cardinale fatti uscire dalla camera tutti presenti al seguito atto, rimase coU'ablegato in breve colloquio, e
i

4/

t'i> p.

iSr, nel

Edmondo de costumi del popolo romano: La Fede Romana. Intendo risuo


cordare
il

lo present di nobile e ricco donativo.

Il

battesimo, presso
a cui disse

al

sepolcro

delegato riconoscente, presa licenza, parli

del Principe degli Apostoli, riparlato nel


voi. LXIV, p. 97, Ego aaiem rogavi
il

accompagnato sino

alla sala

IVarducci, dal ceremoniere e da

da mg/ un gensi

Signore:

tiluomo
restitu

e dalla corte nobile e di sala

tua.

11

non deficiat fides sentimento d'amore e di riverenut


s.

del cardinale ov'era^stalo ricevuto; e

za de'romani a

Pietro sublime sopra


il

privatamente
al

al

Vaticano, a dar

ogni dire, poich


ivi ollVe
il

padre del battezzato


il

contezza

Papa

dell'eseguita missione.

suo nato a Dio e alla Chiesa


di
s.

IVella sera e in quella

seguente, in cui
illuminazioni nel-

per

mano

Pietro,

quale nella sua

ebbero luogo
siclie

le solite

viva e sfolgorante fede grid al divia

Tinterno e nell'esterno, insieme alle


innanzi al palazzo,
altri
rag."^

mu

Narducci,

Maestro: Tu e? Christus Filius Dei vivi, Questa fede che non iscrollaj peroc-

congiuntamente agli
dinale, prosegu
i

parenti del car-

ricevimenti io abito

corto d'abbate, fregiato delle decorazioni equestri

da cui

insignito.

In abito

prelatizio poi, accolse e corrispose alle visite delle

ch Dio dee accettare quell'offerta per le mani di s. Pietro in odore di soavit. E in vero dee uscire da quella tomba tanta luce a inondare quell'anima, che non fia mai che la tenebra delle passioni la
cancelli nell'adolescenza, nella virilit e nella vecchiaia". Inoltre torna a proposito

due mattine
la

di tali successive

sere. Migliorata

salute del cardinale,


ri-

pot recarsi

al

concistoro pubblico a
il

che

io

qui aggiunga.

novelli Fescoi^i pre-

ceveredallemani del Papa


zioni.
Il

cappello car-

senti in

Roma,

nell'ore

pomeridiane del
si

dinalizio, e fare le altre consecutive fun-

giorno in cui sono preconizzati in concisloro, quasi collegialmente


visita della basilica di
il

descritto ceremoniale, concerta-

recano alla

to preventivamentecon mg.' prefetto delle

s.

Pietro, e quindi

ceremonie

pontifcie,

fu in tutto approvato dal


tersi applicare

da mg."^ Gataldi, Papa, onde porinnovasse


il

cardinal decsno del sagro collegio, o

in

sua vece

il

pi anziano degli
,

altri

car-

quando
il

si

ca-

dinali vescovi suburbicari

col

quale ia

so.

nuovi cardinali, ricevuto in conci-

precedenza concertano l'ora a mezzod'ua

storo dal

Papa

Cappello cardinalizio

Gentiluomo. Poscia
soli

medesimi vescovi,
alcun altro vesco-

poscia nella stessa mattina, o pi

nemente

nel pomeriggio, in

comuTreno si re-

o in compagnia

di

vo, visitano ogni cardinale.

tutto fan-

cano alla visita della basilica Vaticana (Noter cbe in Roma seguito lo Sposalizio^ anche di nobili, nuovi coniugi, se amano il pio, lodevole e antico costume,
i

no

a!

modo

detto nel ricordato arlicolo),

*quindi passano a visitare ilcardinal

De-

cano del Sagro Collegio {F.),


la visita.

il

quale

poi restituisce a ciascuno con formalit

anch'essi visitano la tooiba preziosa del

Nella sera di detto giorno, mg.*"

s
visitalo

V
avr
il

9^
il
il

Cameriere segreto del Pupa e guardaroba, porla ad ogni nuovo cardinale il Cappello cardinalizOy nella quale circo*
stanza sono rallegrati
visite di altri cardinali,
ailetti

gna. Nella camera del ricevimento, se


diritto di tenere

trono,

cardinali

dalle

vi far sedere il cardinale, ed egli seder ad una sedia senza bracciuoli econcusci*

da loro
cio

invitati.

personaggi e ben Quindi ciascuno

de'novelli cardinali comincia a restituire


le visite
,

mandano un gentiluomo

da

tutti

cardinali nel seguente giorno,

damasco rosso alla sinistra del carun poco di fianco. Se poi nell'appartamento non avr il Irono, ricever il cardinale in una camera nobile, ove nel posto pi degno vi sar la sedia dorata
ni di

dinale,

per prendere l'ora in cui ciascuno voglia


riceverli in abito,

ma

tutti

ringraziano.
sa-

Dopo
pere

di che,

cardinali

nov^i fanno

al

cardinal decano l'esaurita con-

venienza, e questi allora per un gentiluo-

mo

stabilisce
il

con ciascuno
fatta,

di essi separa-

tamente
la visita.

giorno e l'ora per restituirgli


ogni nuovo cardilasciargli vxwFi-

con cuscini di velluto rosso pel cardinale, ed il visitato seder come si disse in una sedia dorata con cuscini di damasco e senza bracciuoli. Alla parete ove sar la sedia del cardinale, si avverta che non vi sieno altre sedie, ancorch poste per semplice ornamento". Sino agli ultimi
del secolo scorso dinali assenti da
i

Questa

personaggi creati carnel recarvisi, pra-

nale suole passare da'cardinali pi confi*


denti e visitarli, o

Roma,

almeno

ticavano quanto
cevuti in privata

dissi nel voi.


il

IX,

p.

82
ri-

glielto di l^sita [r'.),co\\a dichiarazione

e seg., nel portarsi a visitare

Papa,

del portatore tSert'O^ che


rasi
la

il

suo padrne e-

Udienza (^.),

indi fa-

portato a restituire

la vsita.Neli

856

cevano, dalla Pilla di


il

Papa

Giulio [F.),
descritto nel

s.CongregazioiieCeremonale^pev uni-

solenne ingresso in

Roma

formit di procedura, pubblic colle slampe:

Cercmoniale da tenersi da un nuovo Cardinale nella sua promozione alCar


le

XXXV, p. 192, con nobilissima Cavalcata de' Cardinali per prendere il


voi.

Cappello rosso (F.). Ora


rato ne' luoghi indicati.
a'
1
"^

si

pratica

il

nar-

dnalato. Diversi capitoli riguardano


visite

Il

Papa Pio

IX

che ricevono e quelle che fanno, anco alla basilica Vaticana e al cardinal decano; ed il cap. xiii: Restituzione della K'isila da farsi dal nuovo Cardinale a* Patriarchi, Ambasciatori, Prelati di Jocclietti e Principi romani. Se peri

19 dicembre 853 cre cardinale e riserv in petto mg. Camillo Di Pietro ro* nano, arcivescovo di Berito e nunzio di
Portogallo, indi
1

lo pubblic a' 16 giugno 856,dichiarandolo pronunzio della me-

sonaggi suddetti
formalit
al

hanno

fallo la visita di

nuovo cardinale,
il

questi deil

na sino nunci

desima monarchia, e rimanendo a Lisboa! 1859. Restituitosi in Roma, anil

ve

restituir loro la visita. Si

manda

deca-

lo slesso

n. 29 del G iemale u(l]ci\e delanno che nella mattina de' 7


,

no ad avvertire
tino pel

personaggio suddetto

febbraio

il

cardinal Di Pietro, recatosi in


al

nella sera perla mattina,

oppure nel matdopo pranzo. Deve il nuovo caril

grande formalit
di slato al

Vaticano, venne pre-

sentalo dal cardinal Antonelli segretario

dinale usare l'abito cardinalizio del colore prescritto a seconda del tempo, ed

vasi riceverlo nella


il

Papa Pio IX, che compiacecamera del trono. Ivi


il

treno di gala con due carrozze. In vicinanza del palazzo, si manda un servitore ad avvertire l'arrivo. Il visitato, chiunque sia insieme con tutti suoi famigliari e
,
i

cardinal Di Pietro espresse con breve


la

discorso

sua riconoscenza verso

Som-

mo

Pontefice pel segnalato onore a lui

concesso coll'insignirlo della sagra rom<iversi anni

colla

corte nobile

vestito dell' abito di


il

formalilchegli appartiene, riceve


dinale olla currozzLtj ed
ivi lo

car-

na Porpora, dopo di essere stalo per dinunzio della s. Sede presso S.

riacoump.i-

M. Fedelissima^

inviatovi dulia g. me.

96
di

VIS
io prelatizio,

Gregorio XVI. Il Papa degnossi rispondere con parole di benevolenza e di gradimento; indi ammise il cardinale in
particolare udienza.

da un cere.'noniere pontifi-

cio in mantellone, e dal caudatario vestito di sottana e fascia paonazza, col ferra-

Dopo di

questa
il

il

por-

iolone nero. Seguito l'incontro,

il

cardi-

porato pass a complimentare


Antonelli. Rifer poi lo stesso
col n. 38, che
il

cardinal

Giornale^

Entrato il cardinale nel proprio appartamento, condunale


si

prende

la destra.

Papa

a'i ^ di detto febil

ce l'ambasciatore nella sala del trono,

ed

braio nel concistoro pubblico impose

ambedue
il

soli ivi

siedono in sedie eguali,


la

cappello cardinalizio all'Em." Di Pietro,

cardinale ora cedendo

destra all'aca-

che poscia
u.

si

rec a visitarlo

nelle

sue

basciatore.

stanze, ricevuto in privata udienza; e col

basciatore
sentargli
i

Dopo breve colloquio, l'amdomanda al cardinale di prealtri addetti all'amil

85, che
I

il

Papa

nel concistoro segre-

^retarle

5 aprile susseguente, chiuse e apr\ la bocca al cardinal Di Pietro, gli assegn per Titolo la chiesa di s. Giovanni a Porta Latina, gli die' l'anello cardito de'
lizio,

basciata, e questi introdotti,


li

cardinale

conduce coll'ambasciatore
si

in altra ca-

mera.Dopo alquanto trattenimento, l'ambasciatore


licenzia co'detti personaggi,

e poi

gli

assegn

le

Congregazioni

ed

il

cardinale ponendosi alla di lui sini-

Cardinalizie, e fece presidente del consiglio di slato,

stra, seguito da'prelati e dal

suo corteg-

non che protettore della nazione portoghese presso la s. Sede. Le


nozioni pratiche per
la di questi di
la visita

degli

am-

accompagna l'ambasciatore sino alla carrozza. Apre lo sportello il decano del cardinale, ed un gentiluomo di questi sugio,

basciatori al cardinal decano, e per quel-

restituzione, sono le sed'

bentra a sostenerlo. Entrato l'ambasciatore nella carrozza co'prelati o altri d'ac-

guenti.

11

prano, presso

nuovo andjasciatore la s. Sede, dopo

un
il

so-

compagno, il gentiluomo consegna


te dall'

al car-

visitatoli

dinale lo sportello, per chiuderlo. Esegui-

Papa

e la basilica Vaticana, visita

car-

ambasciatore
senza

le visite

a lutti gli

dinal decano del sagro collegio, o se assente o impedito


di tutti
i

altri cardinali,

le

dette formalit,

il

sotlo-dectuo, e quinle

lo

partecipa al cardinal decano, o se sup-

cardinali; eseguite

quali ul-

plisce per lui al sotto-decano,

ed allora
la

time

visite Io fa
il

sapere

al

cardinal che
,

questo o quello

si

porta a

restituire

rappresenta

sagro collegio

ed allora

visita, collo slesso corteggio del ricevi-

da questi riceve la visita di restituzione, come sono andato dicendo. L'ambasciatore recasi alla visita in treno, coll'accom'

mento, praticandosi
e recesso
il

in lutto nell'accesso

medesimo ceremoniale,
lo stesso

cio

l'ambasciatore usa
gi ricevuto,
lare
E'

Irallamento

pagnameuto
dendo

della sua corte, e de' segre-

ma

il

cardinale suole por-

tari e altri addetti all'

ambasciata, ince-

nella propria carrozza

due

prelati

due prelatij uno de' quali vescovo. da notarsi, che cardinali ricevendo
i

in vesti prelatizie,

ovvero due dell'amba-

di sera

visite a*

private di altri carTtinali


patriarchi e prelati di fioc-

sciata stessa.

del cardinale,
alla

Giunto innanzi al palazzo si portano ad ossequiarlo


i

(non per

chetti, ambasciatori, ministri plenipotenziari e principi), in sala

sua carrozza

servi di sala col deca-

durante

la visita

no, e l'anticamera col maestro di camera.

in apposito

arnese

si

tiene accesa
i

una

Apre

lo

sportello
Il

un famigliare delcapo di suo ap-

torcia di ceia; nel partire poi


S(^no

cardinali,

l'ambasciatore.

cardinale in vesti car-

accompagnali

nelle stan/.e

da un da

dinalizie r incontra ali. o al 2.


scale,

cameriere con due caudeliieri con candele

secondo l'altezza in cui il partamento: egli accompagnalo da 4 prelati, due de'quali vescovi, tulli in ahi-

accese

e dalla sala alla carrozza


torcie di cera accese.

due Servi con


ste torcie
si

Que-

usano ancora per accoaipa-

V IS
gnflre
tesi.
i

VIS
la

97

personaggi nominati tra


si

paren-

mera

di udienza.

La

famiglia vestita di

Quanto

pratica dalla

pontifcia nell' Udienze e visite dei

pa, lo dissi nel voi.


riferir

Famglia PaLXXXII, p. 48. Ora

lutto, parimenti non incontrava n accompagnava alcuno, u anco cardinali,


i

restando nell'anticamera; ne
la

alcune notizie ed erudizioni generiche in argomento, massime antiche.


11

Looigo, che nel 1623 pubblic, Deldella dignit cardinalizia, tratta a p, 53 Delle visite attive, ed a p. 54 Delle visite passive. Comincia dalle x'esti
:

suonava venuta o partenza del cardinale, com'era costume(noa per ne'palazzi apostolici, ove non poteva
si

Campanella [F.)

nella

tenersi da' cardinali che l'abitavano, e

dove non

si

pu alzare

il

baldacchino, n

le

prime, con dire che nelle


di stretti parenti,

visite di scor-

incedere col rocchetto scoperto); onde in pi luoghi narrai, che ogni palazzo di
cardinale, ambasciatore, principe, oltre
quelli del senatore e conservatori di Pio-

ruccio o Lutto per condolersi nella morte


i

cardiViali visitanti

usavano

(V-) paonazze, per mostrare l'interna mestizia, anche nel tempo pasquale. Tultavolta il Lonigo dichiaPresti

ma

per privilegio aveano una-<:ampail tetto del palazzo o nel corsuonandosi anche nelle uscite con

nella sopra
tile,

ra lodevole l'astenersi da

tali visite

nelle

treno, e nel ricevere le visite di formalit degli altri

Pasqua, Pentecoste e Natale, dell'Ascensione, del Corpus Domini, e


3
feste

di

cardinali

ambasciatori e

principi. Negli altri lutti

meno

stretti,

in

altre solennit principalissirae

(Il

Se-

cardinali uscivano a ricevere e poi


i

accom-

stini dice

che

cardinali, volendo visita-

re un
di

altro cardinale
di

per

condoglianze

pagnavano cardinali, pi o meno secondo la qualit dello scorruccio. Nel ricevere


cipi
le visite

morte, vestivano

paonazzo).

Alle

de'cardinali nuovi, de'priu,

visite de'cardinali

nuovi, de'grandi prin-

grandi

e di ambasciatori venuti a
s.

cipi e di

ambasciatori venuti a dare Ubbidienza al Papa, che si ricevevano in


concistoro pubblico,
i

prestare ubbidienza alla

Sede apostoi

lica e ricevuti in concistoro pubblico,

cardinali

antichi

cardinali ricevevano

visitanti vestiti di

solevanoandarvi
visite degli

in abito cardinalizio dei

sottana e mozzetta conforme al


corrente, col Rocchetto scoperto.
ricevere
nori, che
le visite d'altri
si

tempo

colore proprio del giorno corrente. Alle

Ma

nel

Papa

si

ambasciatori minori, che dal ricevevano in udienze private, e


i

ambasciatori mi-

ricevevano dal Papa in udiensoltana e mozzetta


nulla dicendo del

anche in concistoro segreto , cardinali potevano condursi in sottana , mozzetta e f2rraiolo conforme al tempo corrente. I
cardinali visitanti, nelle visite d' altri cardinali o

za privala o in concistoro segreto, vesti-

vano egualmente

la
,

del colore corrente

rocchetto, che per naturale conseguenza

principi

grandi e grandissimi,
la

prendevano sen)pre

mano

destra, os-

la

sia il luogo di superiorit e precedenza , facendo qualche resistenza ne! riceverla co'cardinali e con que'principi a'quali con

dovea esser scoperto, non assumendosi Mantelletla. Giunto il cardinale nuovo alla presenza del visitato, questo gli
Irarlo (acci anch' esso avesse
il

faceva levare la IlJanielletta nell'incon-

rocchet-

cavalcata incontrava tulio


gio nel recarsi a
visite passive,
il

il

sagro

colle-

to

il

che

si

pratica tuttora da

ambo

Uoma. Passando
Lonigo
il

alle

cardinali), ed a pie delle scale, nel [)arti-

riferisce de'car-

re

gliela faceva rimettere.

Le

visite de*

dinali osservanti

morte de' parenlijSpecialuienle se avvenuta con violutto per

cardinali Legati, reduci da legazione, e


ricevuti in concistoro pubblico,
si

faceva-

lenza e inopinata, che nel ricevere le visite non incontravano cardinali, n )i accompagnavano, se non fuori della cai

no
ti

active et passive, a'cardinali, parimen-

come sopra
s al

quanto

al

colore delle
ri-

vesti e

rocchetto scoperto. Nel

VOL.

CI.

98
cevei e le visite,
i

V'^''
,.
la
.

VI
non badestra non
,

S
egli sola*

cardinali visitali
iriano

drone

di casa,

poich restando

ciavano a veruno
agli ambasciatori,

mente

col rocchetto scoperto

mostrava

non

a'principi

sebbene

superiorit sui colleghi porporati,

al-

grandissimi,

ma

soltanto a' cardinali ed

meno
condo

questi riprendessero la mantelletdi

a que'principi a' quali nel loro ingresso in Roma competeva l'incontro del sagro
collegio
in cavalcata; e ci
la

la innanzi
il

rimontare

in carrozza, se-

praticatoco'cardiuali nuovi.Nari

per ricevere
destra nel-

ra poi che

cardinali nel fare

le visite in-

da'medesimi principi
principi

mano

cedevano
guili dal

in soltana,

mezzetta e ferraiolo stra-

l'incedere, nel visitarli ne'loro palazzi.


li

Tai

lo del colore proprio della giornata, se-

erano gl'imperatori e
i

le

impefiil

caudatario per sostenere

ratrici Ialini e greci,


gli

re e

le

regine,

scico della sottana,

primogeniti de're
di

laici e legittimi,

ad auguiare

le

massime se recavansi buone feste; il quale stradalla

Venezia (come fu osservalo io Ancona a tempo di Pio 11). Altri di sangue veramente regio come fratelli e

doge

scico veniva preso da' prelati di casa del

cardinale visitalo, allorch usciva


I.'

camera

nel partire, e lo sostenevano

altri figli di re, figlie e sorelle di re e di

regine, non erano incontrati collegial-

fino al cocchio. Al Lunadoro sarebbe giustamente piaciuto, che cardinali sempre


i

mente

da'cardinaii,

ma

si

soleva

mandar
col-

procedessero colle dette vesti, massime


nelle feste principali, e

loro incontro

due
si

cardinali,

nomine

Itg^ e l'istesso

faceva co'nipoti legitti-

dere

in

Z im a rraj poich

mi

de' re (e.liam

pralicossi al

ex primogenito) ^ come tempo d'Alessandro VI, con

ghese, poi

non lasciarsi veil cardmal BorPaolo V, sempre vesti Tabi-

Io talare, ed in abito cardinalizio costan-

Ferdinando principe diCapua, figlio d'Alfonso primogenito di Ferdinando I re di Napoli. INol per ultimo il Louigo,che x^eX\e Vsle (ex qitacuw(/ue causa) o di principi

temente era inceduto il cardinal Medici , suo antecessore Leone Xi ; cosi i cardinali Baronio e Bellarmino , splendore e ornamento di quel secolo. Visitato

grandi e grandissimi, ecclesiastici e


secolari,

un cardinale da un

principe serenis-

non

ancorch

figli

primogeniti

simo, con rocchetto scoperto l'incontrava


e accompagnava sino al cocchio,comepraticavasi cogli altri cardinali; se

dei re, tanto visitando, quanto ricevendo


visite,

mai

cardinali
,

mano

destra

ma
i

doveano dar loro la sempre ritenerla per


de're erano cardi-

non che,

asceso

il

principe nel cocchio, innanzi che


si

loro, tranne se
nali. Il

figli

partisse,

ritirava

il

cardinale, per

non

contemporaneo cav. Lunadoro, laeWaRelationedellaCorlediRomajBiacciano 1646, ragionando delle vesti cardinalizie colle quali

equipararlo nel trallamenlo a quello usato co'cardinali.


11

duca

di

Parma

e Pia-

cenza RanuccioFarnese, feudatario della


s.

cardinali

andavano
il

Sede, giunto in

Roma

fu alloggiato nel

nellecongregazioni temile da altro cardinale, cio in abito completo, dice che

palazzo apostolico, e poi spos la proni-

poti di Clemente Vili. Visit

cardinali

cardinale l'incontrava a capo delle scale

con gran corteggio


I

di prelati e baroni,
il

con

con rocchetto 8coperlo,e dal proprio maestro di

co cocchi d'acccmpagno,

suo essendo
suoi stadieri

camera faceva levare


la

a ciascuno

circondato dalla guardia svizzera e da 12


palafrenieri del Papa, oltre
i

de'cardinali

mantclletta, restando essi


,

in rocchetto e mozzella

qual segno di

20 paggi
il

vestili di livree

ricchissime

giurisdizione; e terminala la congregazio-

cariche d'oro', un paggio portando alla


portiera

ne, nella saia ov'erasi tenuta, ogni cardi-

cappello del duca. Ciascun cargli restitu


i

nale dal suo maestro di camera riceveva


la mantellelta
;

dinale con gran corteggio


visita.

la

il

Lunadoro proponendo
il

Con

rocchetto scoperto
le visite degli

cardiuah

dovesse fare allreltanlo

cardinale pa-

ricevevano pure

ambascia-

VIS
(ori, e gli altri cardiuali di

VIS
ritorno dalle

99
li

era bene che


do.

gli

dasse da sedere; bens


li

legazioui.

Essendo

pi

il

caidinali a visita-

facesse coprire, e

ricevesse passeggian-

re altro cardinale, nei partire tutti insie-

me,

il

cardinale padrone di casa nell'ulgli

timo luogo
dosi a

accompagnava,

licenzian-

poco a poco da'prinii che montain

vano

cocchio, e sussegiientemenle coIl

gli altri.

dar da sedere

in caniera, l'edif-

ruditissimo
fcil

Lunadoro

lo

trovava assai

giovando pi la pratica che la teorica. Dice che al cardinal forastiere o visitante si dovea metter la Sedia in faccosa,
cia alla porta, e

I cardinali non poter dar mai la mano dritta , tanto in sua casa che fuori, neppure nel proprio cocchio, se non ad altri cardinali neanco ad un arciduca, precedendo cardinali soltanto re. Il Lunadoro eziandio avverte, che quando il cardinale deve ricevere visite, il suo Maestro di camera faccia prima assettare le sedie nel modo che vanno, massime se devono riceversi cardinali, onde le
, i

rimpelto quella del car-

dinal padrone di casa; e se erano pi cardinoli, le sedie doversi mettere in linea e

sedie sieno eguali nell'altezza, come nel colore e nella materia; appartenendo a*

gentiluomini pi graduati della casa, vestiti

tutte guardanti la porta, a questa voltan-

d'abito corto,

il

porgerle a'cardinali

do

le spalle

il

cardinale visitato.
si

Un
il

dui."

ca serenissimo

faceva sedere in linea col

per .sedere, dovendo ogni sedia avere il suo gentiluomo, supplendo loro al nume"
ro
i

cardinale
luogo, ed
la

visitato, questi pigliando

camerieri. Durante

la visita,

il

car-

ambo

situate

le

sedie incontro

dinal padrone doversi guardare di esercitare atti di superiorit co'suoi,

porta per fianco, altrettanto praticancardinale riceveva sedendo rimpet-

dosi con altri personaggi grandi. Gli altri


poi,
il

rendo alcuna cosa incombeva

gno de'cardinali

visitanti

ed occorpi desuonarti camal

to la porta, e volgendo le spalle a questa


il

panello, che aireffetto ponevasisu nobile


scabello a destra di detto cardinale, a cui

visitante.

cardinali

vivente, se per

tali riconosciuti,

Ncpoti del Papa non da-

vano mai da sedere agli anibasciatori di Bologna e di Ferrara^ o ad alcun agente

apparteneva pure peli." a parlare. Se un cardinale riceveva in visita o ad udienza un ambasciatore altro personaggio, il

o residente di principi serenissimi, in-

elusivamente degii arciduchi d'Austria,

dando loro udienza passeggiando ed il medesimo facevano con mg.*^ governatore di Roma Ficecamerlengo, e con ogni altro ministro o prelato. Ogni allro car,

campanello dovea collocarsi presso il cardovendo questi usarlo prima della voce per alcun bisogno. Ricevendo un cardinale visite di altri cardinali, non doversi portargli l'ambasciala per altri che volessero visitarlo, ad eccezione di alcun
dinale,
altro cardinale e di personaggi distinti;
il

dinale dover dare da sedere a

tutti

no-

minati
lo

ed anco a

lutti

GtnUioniini

(allora tutti essendo realmente tali, per

pi signori

titolati

decaduti, aloieno

nobili, per le loro onorevoli attribuzioni, e

camera dovendo riferire Tauibasciata in modo da sentirsi da tutti, e non piano all'orecchia del suo padrone, e in sua mancanza suppliva il cameriere.
maestro
di

dovendosi

di

frequente trovare a
;

^el dare udienza doversi avvertire, che a

contatto con ogni specie di personaggi

persone qualificate, per onorarle,


tiere alzate darsi
te [)er

si

deve

non mai impiegati, o


che botteghe o
di

assistenti a publ)li-

tenerla a portiere calate: l'udienza a por-

olllcine darli odi spaccio merci)mandati da cardinali, ambasciatori e simili, massime dopo il desinare, perch nella mattina si poteva prendere scusa col passeggiare. Ma ad un cardinale principe di nascita, a' gentiluomini non

quando
atfari
,

vi

molta gen-

negoziare
o portiere,

e dicesi udienza

pubblica. Spettare a un aiutante di ca-

mera

l'

alzare o attaccare al

fe.rro la portiera.

Clemente Vili, da car-

duir^le e

da uditore di Rota, iodevolmen-

100
con portiere

VIS
dame
l'

VI
d'ogni rango
i

le clava udienza alle


alzale:

segretari del

inaitarono
i

cardi-

gozi

di

Papa e soprintendenti a'nestato. Venendo di fuori un cargli altri,

Nel caso che cardinali, gli ambasciatori o altri personaggi sieno in visita per complimento o per negozio,
nali suoi nipoti.

dinale, era visitato da tutti

cui

poi alla sua volta restituiva


Liegi fu stampato: //

la visita, cia-

scuno vestito come sopra. Kel i634 in

si

faccia notte, al
il

suono

dell*

Ave Ma-

Maestro di Ca-

maestro di camera del cardinale visitato deve far portare lumi, cio due o quattro candeliieri d'argento con candele di cera accese, premesse riverenze di
ria,
i

mera di Francesco Sestini , censuralo da Scipione Amati. Ma il Manni nella


Lettera al Mazzucchelliy presso
il

Ca-

chi
di

li porla, a'visitandi e al padrone;quiadeve farne collocare due in ciascuna

o^ev-dyRaccolta d* Opitscoliji. 44>P 5io5, lo dice ristampato in Firenze nel 1689


corretto col ceremoniale

delle altre stanze, e

due o quattro cano came-

i653 (posseggo

l'edizione del

dele smorzate nell'anticamera, per portarsi da' gentiluomini, scudieri


rieri,

averla copiata, e

romano, e nel i634 per quella di Venezia 1664

premessi inchini, avanti a'visitandi


di cera bian-

impressa dal Brigonci) coll'aggiunta delV Abito Cardinalizio del Looigo. E sic-

nel partire sino alia sala de' palafrenieri,

ove gi ardeva una torcia


ca
;

come fu impugnato dall'anonimo: L'Anti-Matstro di Camera^ il Manni crede


autore della. critica l'abile ceremoniere
Nicola Aldini, di cui offre
le

e da

dove con

simili torcie, da'paggi

da'palafrenieri, erano

no

al

accompagnati sicocchio, due per personaggio; i

notizie

ma

palahenieri

cardinal padrone in sala


sino alla

accompagn and quindi il donde gen, i

non conobbe l' edizioni del i634 e del 1664. Qui nelle parole che mi propongo riportare, preferisco l'edizione veneta per leggervi Di nuovo ricorretto, secondo il Ceremoniale Romano. L'opera in 42 capitoli esclusivamente dedicata a illustrare tutto quanto riguarda il Cardinaie di s. Romana Chiesa, agmlhy le
:

tiluomini co'candellieri fanno altrettanto

camera in cui die' udienza, il Lunadoro volle esortare gentiluomini


i

e altri cortigiani, di eseguire

tali

azioni

senza guanti, grave errore in cui cade-

vano
farsi

novizi delle corti

e di

non mai

vesti,

il

lutto, le cavalcate, le principali

vedere da* padroni con in

mano
Uscen-

funzioni ponlificie cui interviene. Gap.

guanti, manizza o manichino o roanicut*


lo, fazzoletto,

29

Delle

visite,

e tutti

seguenti tratricever le vi-

corona e

uffiziolo.

tano: Del far


site.

le visite.

Del

do

di notte
la

un cardinale, doveano pre-

Dell' ambasciata. Dell'incontrare.

cedere

carrozza 2 torcie a vento, e


partire da

di

cera bianca laterali alla testa de'cavalli.

re.

Del dar da sedere. Dell'accompagnaDel render le visite. Dell* accende-

Volendo un cardinale

B.oma

per recarsi in paese lontano, dovea prima visitare il sacro collegio, la qual cortesia

poteva estendere agli ambasciatori


le visite

re i lumi. Delle Congregazioni. Delibidienza del Papa. Del fermare il cocchio. Del modo che sogliono usare iCardinali legati di qualche citt e provincia

e altri personaggi di suo piacere; facen-

do per

con un cocchio solo, in


:

ne II' incontrare e accompagnare principi tanto ecclesiastici come secolari. Della precedenza. L' opera cosi corretta

vesti di soltana,

tale cardinale

mezzetta e ferraiolo a veniva poi nel ritorno a

Roma

restituita la visita
i

da

tutti

car-

pregevole, completa, ordinata ed esatt.i, gi di necessit quando il ceremoniale si

dinali, tranne

Papa vivente, perch essi non rendevano mai le visite a nessuno, se non per mera gentilezza,
nipoti del

osservava rigorosamente. Oggi diminuisce l'importanza nella parie pratica, so-

cio que'uipoti insigniti delle cariche di

ziose osservanze delle

lamente peressersi semplificate le minuceiemonie, auco

VIS
per ragione delle notabili modincazon
delle corti cardinalizie, o

VIS
Famglia de
la

IDI
salutino insieme

to scoperto, al cardinale visitante levare

mantelletta, acci

si

Cardinali (^.),
bile necessario
:

ristrette all'indispensa-

ambo
to
il

col rocchetto scoperto, ch' l'abi-

languida idea d'un ma-

pi degno e segno di gmrisdizione,


si

gnifico passato, che le deplorabili vicen-

come

de politiche del declinar del secolo passalo fece tramontare. Gli argomenti che
contiene
col
il

stolica

vede in tempo della Sede apO' Vacanteet\ Conclave [x\t\y\\\ che ricevono e
Collegio (r.)
i

articoli descrissi le visite

libro

,
li

gi

li

toccai di sopra

fanno

cardinali, e le udienze che conil

Lunadoro, e
s

svolsi ne'molteplici ar-

cedono) ,in cui

Sagro
ed

ticoli

analoghi e diretti

dinali

nuovi e s

riguardano carvecchi, ed anche pro:

esercita giurisdizione,

cardinali l'u-

porzionatamente

gli

ambasciatori, secondi detta

do

sistemi che

prima

epoca

e-

sano sempre scoperto. Ora il cardinale che ha da ricevere una tal visita, dovendo usar r abito il pi degno , eh* il rocchetto scoperto, per onorare tanto pi
quello che viene a visitarlo, e convenen-

rano in vigore. Laonde non mi rimane che sfiorarlo d'alcun cenno, di cose cio
in quest'artcolo
rite,

non del

tutto

ben chia-

per evitare ripetizioni, o di qualche

do mostrare d'usarlo solo per quest'effetto , e non per giurisdizione o autorit ,


ch'esso pretenda avere in casa propria

il sapere, cio quanto solamente alle visite. L'autore comincia prima del capitolo delle visite con dichia-

nozione che giova

come luogo
tosto
la

di

suo dominio,
gli

ma

che piut-

voglia cedere al cardinale visifa

rare anzitutto.
rare, o in
si

Le

visite

si

ponno

conside-

tante, a questo

dal suo maestro di

quanto si fanno, o in quanto ricevono, o io quanto si rendono, onde


sorli
:

camera levare
gni cosa

la

mantelletta, e poi io o-

prime, cio quelle che si fanno, e l'ultime, cio quelle che si rendono.Lesecondejcio quelle che si ricevono, dannoalquanlediflcolt, e fanno dubita-

sono di 3

le

gli d la precedenza. I cardinali nuovi dopo aver visitato in abito tutti i cardinali, solevano visitare ancora qualche dama delle principali, ma vestiti di

sottana, fascia, mozzetta e ferraiolo, ed


alle
la

re que'maestri di
pratici, a

camera che non sono ben


:

dame davano sempre,


come

in casa e fuori,
il
i

capi raggirandosi le loro pre-

precedenza, cos nel fermare


dissi, la

coccar-

cipue ingerenze nelle visite


l'ambasciata, l'incontrare,

cio

il

fare

chio, sebbene
dinali

destra

dare da sedere, l'accompagnare. Tutte le visite che le fanno i cardinali nuovi, cio si fanno, chenon hanno piti visitato, o le fanno tutti
il

cedono che a're. Con detto ultimo abito ed una carrozza, cardinali facevano le visite fra loro ( ed ora con

non

la

quello corto detto d'abbate

per affari,

iiidilferenlemente, ossia che

hanno

visi-

tato altra volta.

Giuntala carrozza

in-

per augurii di buone fesle,per congratulazioni, per condoglianper complimenti


,

nanzi alle scale del cardinale da visitarsi,


il

ze, e

per altre occorrenze,

come per

far

coppiere gentiluomo del cardinal

visi-

viaggio, o partire per legato d'alcuna provincia.

tante, gli presenta la berretta, e ne rice-

Se partivano per legatile late^


quest'ultimo caso facevano
le vi-

ve
di

il

cappello, che consegna all'aiutante

re

in

camera o cameriere per custodirlo scoperto ; mentre in tempo delle cappelle


ponlificie e cardinalizie, dei concistori o
1'

site coiriiitere

Festi cardinalizie^ e eoa


1

comitiva di pi cocchi.
vi

cardinali nuo-

ricevevano

le visite in

abito e col roc-

congregazioni,

aiutante di camera so-

chetto scoperto, eziandio da'duchi serenissimi, e dagli

leva custodirlo involto in

una tuiretl del due carcolore dell'abito. Innanzi che dinali s'incontrino, deve il maestro di
i

ambasciatori regi resiVenezia,

denti, cio dell'imperatore, di Francia,


di

Spagna, e

di

all'

epoca cio

camera

del visitalo

eh* col

rocchet-

in cui scriveva l'autore, lo sottnua,fascia

102
e fToz7.eUa
i

VIS
cardinali nuovi ricevevano

VIS
stiluivano
la

visita a* cardinali legali

de

le visite degli

ambasciatori

di

Toscana e

lalere^ in abito cardinalizio e treno, do-

di Savoia,

non che

de' baioni, e altri rag-

po

il

ritorno; ed ai cardinali legali delle

guardevoli personaggi. Gli altri cardinali ricevevano in abito col rocchetto scoperto le visite de' cardinali Jegati ritornati a

Provincie, reduci da (jueste, vestiti disol^

tana e fascia, mozzelta e ferraiolo. JNelle

de lalerc^
re-

Roma;

e gli

ambasciatori

gi, e gli ambasciatori ancora di principi e repubbliche venuti in Roma a rendere Ubbidienza alias. Sede, dopo averla resa al Papa nel concistoro pubblico,

congregazioni cardinalizie tenute da un carduiale nella propria casa , al giungere di ciascun cardinale faceva suonare
la

campanella, e levar loro

la

manlellet-

in

nome
i

dei loro sovrani e nazioni. Inol,

sedendo nell'ultimo luogo. Sedevano tutti in sedie coperte di velluto o altro drappo; il segretario presso il cardita, egli

tre

cardinali io soltana
gli

fascia e

moz-

nal padrone della casa sopra sgabello;


prelati e consultori dietro
i

zelta ricevevano

ambasciatori

dell'ira-

cardinali, in
p.

peratore di Francia, di Spagna (l'autore

sedie coperte di corame.

11

Bonanni,

non nomina
alla loro
di

il

Portogallo, perch al-

Gerarchia ecclesiastica considerala nelle vesti

lora, invaso

dagli spagnuoli, era incor-

sagre e

civili, ptdjblicata nel

730

porato
di

monarchia),

di

Venezia,
ba-

Toscana,

Savoia, ed altri ResideiUi.


tutti
i

con figure, fu da me adoperato nel descriverle, per cui solo credo notare, che
i

Nello stesso nodo ricevevano


roni e altri personaggi che
li

cardinali per qualche

visita privata

o
zi-

visitavano.

per assistere a qualche funzione domestica (accademie ,sposalizi ec), usavano l a

perch quest'abito di sottana, fascia e mezzetta era l'ordinario del cardinale in sua casa, solevano que' che amavano il decoro della dignit , con questo me-

marra

nerae il lungo mantello paonazzo (anche rosso secondo il colore cortalare


i

rente e
ta

casi), col

cappello rosso; talvol-

desimo abito ricevere qualsivoglia sorte


di

persone

ora per

1*

ordinario

car-

dinali ricevono le visite e

danno udienegregiamenmaestro di ca-

za in zimarra

).

Si diffonde

te l'autore nell'uffizio del

mera nel portare l'ambasciata, avvertendo dover subito introdurre dal cardinale,

ancorch

stia
il

personaggi,

con altri cardinali e alti Cursore apostolico {^'^),


cappelle pontificie ed
i

per intimare
zioni

le

anco con veste rossa talare e siitiile mantello, detto pure ferraiolone, e ne offre la figura. L'abito che ora diciamo d'abbate allora adoperato da' cardinali in qualche visita anichevole o per camminare in alcuna villa o fuori le porte di Roma, il p. Bonanni lo chiama di sottana e mantello nero lungo olire le ginocchia, con cappello nero e fiocco o cordone d 'oro. Si pu aggiungere con calze e collare
, ,

concistori. Interessanti sono le

graduasull'incontrare e l'accompagnare il
i

rossi, oltre
le

il

berrettino di

tal

colore, ta-

abito essendo filettato di rosso. Si ponle

cardinale
te
i

visitanti. INel

rendere

le visi-

no vedere

seguenti opere. Sigismondo

cardinali nuovi a' duchi serenissimi

Sigismondi, Pratica cortigiana morale

e agli ambasciatori regi, incedevano inabito cardinalizio e treno


,

ed economica,nellaquale si discorre

de*

ma non

si

le-

ministri che servono in corte d'un car-

vavano
to
il

la

manlelletta

restando coper-

dinaie j Ferrara 1 604. Avviso de' favoriti


e dottrina de' cor tigiani, tradotto in
ita.'

rocchetto. Si recavano poi dagli

am-

basciatori di

Toscana e

di Savoia, in sot-

liano

da V. Bandi, Venezia 5441

Pel-

tana e

fascia,

mozzetta e ferraiolo; e cosi

legrino Grimaldi Robio, Discorsine^ quali

vestiti la

restituivano agli altri ch'era Con-

si

ragiona di quanto jar debbano

suelo di rendere. Altrettanto praticava-

gentiluomini ne' servigi de' loro signori

no

co'

nominati

gli

altri cardinali.

Re-

per acquistarsi la gratia

loro^ Venezia

VIS
544. S. Refuge, Trattato della Corte, Venezia 1621. D. Graziano, Z^'mowo di
1

VIS

io3

CortCy

Roma

700. P. Rosello, Del mo-

do di

conoscerei ^fa'^ ^^ scelth d'un seri'itore, e delV ufficio suo; della vita de*

che dovea ricevervi il cappello cardinali^ zio, recavasi nel convento di s. Maria del Popolo, contiguo all'anzidetta porta urbana, vestito dell'abito cardinalizio del
colore conforme
raozzetta e
la

al

tempo.

Ivi

deposta

la la

cortigiani intitolata Pazienza, Venezia

mantelletla, assumeva
e recavasi a

1549. Rilever per ultimo, sulle

visite

Cappa paonazza
scale a ricevere
i

pie delle

discorse, alcune particolari circostauzeav-

cardinali che lo favorirecarsi al concii

venute, che registrai ne' Q'\e\Es tratti niss.


della collezione de' Diari di

vano d'accompagno per


nel cortile del convento

Roma.
se

storo pubblico in cavalcala,

quali gi

personaggi

creati cardinali

assenti

da

Roma dopo mente facevano


,

esservisi recati privatala

preso

la

aveano anch'essi cappa paonazza, dando loro iu

solenne entrata o in-

tutto la precedenza.

Era

la

cavalcata pre-

gresso nella medesima, con recarsi nella


f"'illa

di

Papa

Giulio, fuori della Porta


la

ceduta da'genliluomini degli ambasciatori, de'cardinali che non intervenivano alia

del Popolo cli'

principale.

vi

il

cardi ua-

cavalcata,

Je ricevea le visite di

complimento de'geu-

aiutanti di

^e della nobilt romana: camera de'cardinali che

gli

ca-

tduomini de'cardinali,corpo diplomatico,


prelatura, baronaggio
le

romano

e di altri,

carrozze de' quali tirate da

mute

cavalli

formavano

il

suo corteggio nel

re-

valcavano, precedevano a cavallo ciascuno colla Alazza Cardinalizia {^f.) d'argento dorato (insegna d'autorit, sospesa pe'molivi narrati anche nel voi. LX, p.
176), sopra j'arcionedella
nella visita di
sella. Nel 172 i congedo dell'ambasciatore

carsi a fare la i.\visita al


le

Papa. Assunte
il

Vesti d'abito viatorio,

cardinale a-

scentleva nella carrozza tirata da

muta

cesareo conte Kiuski, inviato al conclave,


al

cavalli, a lui inviata dal cardinal segre-

cardinal decano, questi era vestito di


il

tario di stato, o dal cardinal

nipote del
in

sottana e mozzetta, mentre

cardinal setal visita

Papa. Giunto nel palazzo apostolico,

gretario di stdto nel ricevere

di

una stanza

di detto cardinale

o in altra
il

congedo, avea pure


stituirgli la visita
il

il

rocchetto. Nel re-

delle congregazioni cardinalizie,

cardi-

cardinal decano era

nale deponeva Pabito viatorio, ed assu*

vestito di sottana, fascia,

mozzetta e fer-

meva

il

cardinalizio di colore paonazzo,

raiolo, senza rocchetto. In detto

anno In-

e veniva condotto dal

Papa per

la scala
(il

segreta, o dal cardinale menzionato


del colore corrente, e se
la

quale era vestito con abito cardinalizio

meno anziano nel-

nocenzo XI li cre cardinale il fratello Conti e gli die' il cappello nella mattina dell'S.' del Corpus Domini: il cardinale visit la basdica Vaticana, prima della
sua processione
suoi colleghi
visitare
il
,

nuovo cardinale , questi prendeva la precedenza), o da due ceremonieri pontificii. Ammesso dal Papa al bacio del piede e della mano, ed all'am*
dignit del
plesso, lo faceva sedere sopra sgabello, e

poi

si

uni a questa co'


ore

dopo

le

cardinal decano. Nel


i

24 aud a 1794 Pio


dopo
il

VI dispens
sto
il

cardinali, cui avea impo-

cappello, di poter visitare


la basilica

coprire di berretta. Eseguito

il

ringrazia-

concistoro
farlo nel

Vaticana, invece d
,

mento
za
il

di sua

promozione, dopo l'udiena*

pomeriggio
il

ma

iu esso bens

cardinale tornava alla sua casa con

visitarono

cardinal decano. Nel

1747

treno senza Hocchi


vere ricevuto
il

Cavalli

('^^v

non

a-

Benedetto
real

XIV
di

cre cardinale Enrico


al

cappello cardinalizio), e
Nella mattina del
il

duca

Yoik,
il

quale nel pome-

nel d\ seguente cominciava a ricevere le


visite dette di calure.

riggio fece visita in abito di sottana, fascia e

mantello

cardinal decano, e cos


i

concistoro pubblico,

nuovo cardinale

iu altri giorni tutti

cardinali,

quali iu

io4
abito corto
si

VIS
recarono a far
visita

VI
graIII.

S
popolate
di ve-

to e nelle visite minuziosi ceremoniali, le


corti de'cardinali essendo

tulatoria al di lui genitore


i

Giacomo

D'ordine del Papa, conservatori e priori del popolo romano fecero solenne visita al real

scovi e altri prelati, di nobili, di scienziati,


di letterati*e di eruditi.

Le

veritiere ra-

porporato, col corteggio del-

carrozze de'cardinali,del corpo diplomatico, della prelatura, della nobilt ec. 11 cardinale li ricev in abito senza berle

retta,

stettero

ed egualmente col capo scoperto rappresentanti de* romani. III.''


i

con eleganza erudita, l'espose il eh. p. Bresciani nel suo Edmondo o de co stU' mi del popolo romano: Il Vecchio e il Nuovo, presso la Civik Catlolica, serie 4.', t. 4j Noi non possiamo imP* 39. maginare a'd nostri l'opulenza e la magioni,

conservatore Curti pronunzi un'allocuzione in latino, cui rispose


il

gnificenza di
coli

cardinale,

Roma a que'giorni (ne' seXVI eXVII, anco nel XVIII); la soil

e quindi cuoprironsi

tutti

il

capo, s fu ser-

lennit delle feste; la maest della corte


pontificale;
ta

vito lautissimo rinfresco. Questo ha pure

fasto e la

pompa

sfolgorail

luogo nelle

visite al

cardinal decano del

dell'ambascerie de'raonarchi;

decore e

cardinale nuovo, e di questi a quello. An-

ro onorando de'principi dolla Chiesa. Allora ogni cardinale era figliuolo di

ticamente anche
visita

gli altri

cardinali nella
il

servivano di rinfresco
il

cardinale

gran dinasti della

nuovo; ed

simile questi praticava con

quelli nel riceverli.

Clemente XI

nel

ovvero la Chiesa e le corone gareggiavano ad esaltarli, secondo la somma dignit del sagro
cristianit,

passando avanti

il

palazzo del cardinal

senato apostolico; laonde ogni palazzo di


cardinale era una reggia, e avea una guardia di lancieri a pieacavallo (cio
dinali ^ro/e/tort tielle corone,
i
i

Panciatici, voleva smontare per visitarlo,

ma

essendo agonizzante

si

recarono ge-

car-

nuflessi ailo sportello della carrozza a pre-

cardinali

garlo di astenersene,il maestro di camera eilgentiluomodelcardinale,ondeilPapa


gli

ministri di esse, ed
telli

cardinali

figli

o fra-

di sovrani)

e fimiglia

numerosa

mand

la

benedizione apostolica in

tutta vestita a un'assisa, e tanti cavalli

arliculo mortis.

Lo
il

stesso

Papa

nel

1719

quanti non ne bau ora

le

regie stalle del

volendo visitare

cardinal Acciaioli graal

vemente infermo,

suo portone fu rin-

graziato per trovarsi

moribondo per
;

il

che sono in Cavalcate q per le numerosissime Carrozze). Si legge che il solo


lutti
le
i

Papa con

cardinali

Roma

(per

cardinale fece domandargli

la pontifcia

cardinale Ippolito 'EsLe,

quando and
piti di

benedizione.

Con frequenza Benedetto

legato in Francia avea seco


cavalli
;

4oo

XIII ed anco Benedetto


visitare
i

XIV

solevano
il

si

narra come un miracolo di

cardinali malati:

quando

2.

visit nel

1748

il

cardinal dca di York,

povert e umilt, che il ven. cardinal Bellarmino non avesse nella sua casa che 3o
famigliari.
basciatori,

fu ricevuto alia carrozza dal re suo padre.


Il
1

Ad
i

ogni oratore di principi,


lo piti gli

cardinal Archinlo mor d'un col-

camera del cardinal Feroni Ferroni malato, ch'era andato a visitare. I parenti del Papa erano visitati nell'anniversario di sua coronazione, da
nel
nella

po

758

amCorona, e molti altri signori e principi romani mandavano loro incontro a uno e due miglia
che cosi allora diceansi per
cardinali della

da

Roma

loro cavalli riccamente bar-

tutto
ni, in

il

sagro collegio per congratulazio-

dameutati,Go'genlil uomini di camera, con

abito di ferraiolo e con treno in


j

fiocchi

non meno che dal corpo diplomatico e dalla nobilt romana. Non a
rpera vigliare, se sino a tutto
il

una brigata di staffieri e palafrenieri vestiti a una taglia e colie divise del casato; il che faceva un corteo mirabilmente
splendido e fastoso. Gli oratori de' principi

secolo paslut-

sato

si

osservavano eoa precisione iq

tepean corte anch'essi, milizie^ iusQr

s
Pei'

VIS
esaminare se
si

!o5

goe, e aTeon giurisdizione ne'Ioro palagi


(con deplorabili Franchigie d' Immu?iit) e procinti

osservi ^ecc^esiaslica
:

disciplina dal clero secolare e regolare


se
i

n pi

n<i

meno come

sagri Ti^mpli sono

convenientemente

monarchi

come

il

nella loro reggia. Ora pensate popolo romano nel secolo XVI,

forniti degli occorrenti Utensili, Festi e

Fasi sagri

{F.), idonei all'esercizio del


la

alla vista di tante

grandezze

sontuosit

divn cullo; lo splendore e


st di questo.
11

piena maeReliquie,

ed eleganze dovea
finare
i

rigenlilir i'animo, afi

decoro delle
11

ss.

pensieri, illeggiadrire
i

suoi modi,
...

e la loro autenticit.

riconoscimento

render pi dolci e soavi


Nel secolo

suoi costumi

delleconcesse indulgenze. La revisionedi


tutti
i

XVII
di

colla gentilezza delle sue

registri di obblighi, di rendile, d'in-

pompe; col ia dimora


(/'.) in

lusso de'principi romani; col-

Cristina
;

reina di Svezia

Roma

cogli sfarzi degli

ambapo-

sciatori; colla moltiplicit delle feste

polari; col lustro de'ouovi ediflzi sagri e

profani;

coli'

abbondanza
la citt

la

ricchezza
la

die felicitavano

eterna,
d'i

plebe

Per rimuovere g' insorti abusi qualunque specie, con utili provvedimenti e prescrizioni di decreti. Per richiamare in vigore Comandamenti di Dio e della Chiesa. Per illuminare le Dienti, da' nuovi pestiferi errori. E' una Fisita Pastorale {F.), sempre provvida
ventarii.
di
i

romana spogliava ogni


parte dell'antico scoglio;

meglio gran
tuttavia
l'a-

e paterna ne*moltepliciscopi^ sempreutile e salutare

ma

neTecondi
nelle

elfetli,

non solo

nimo serbava fiero non sapea rattenersi

e caldo, che spesso


nelle sue foghe; laon*

spirituali

conseguenze anche temporali. Talvolta il Papa, secondo il


,

ma

de non di rado avveniano buglie sanguinose co'raasnadieri (o bravacci prepotea*


li)

bisogno, deputa un particolare visitatore apostolico straordinario,

per

l'

enunpii sta-

spagnuoli, francesi, portoghesi e tede-

cialo scopo,

ad uno de'memorati

schi delle famiglie degli ambasciatori, ogni qual volta volessero, sotto I' ombra

bilimenti o chiesa, assoggettandoli a tale


visita apostolica straordinaria e parziale,

de'loro padroni, commettere qualche soverchieria ne'popolani.!

tanto in

Roma

quanto

nell'altre diocesi.
de'citali articoli.

La mollezza

del

Di che ragioner neli.

secolo

XVIII

rarific in

Roma ma non
romana

ispense l'impeto subitaneo della

escovo, di siccome dovere d'ogni fare la Fisita Pastorale di sua diocesi,

fierezza (mista a generosit, a nobilt d'a-

altrettanto eseguisce

il

Sommo Pon-

nimo).
vi

ancora aveano lor brane' Palazzi di Roma (^^.)".


1

patrizi

tefice nel principio

del suo pontificato,

VISITA APOSTOLICA,
nis Apostolicae.
ria

Fistatio-

condo

qual Fescovo di Roma {F.), anche seregolamenti del concilio di /ioi

la visita

straordina-

jJia{F.)de[i'j25, con aprire fbrmalmeale egli slesso,

che

il

Papa commette ad un Visitaa pi visitatori adi di-

tore Apostolico [F.)


postolici, d'

la

tranne qualora non sia staancora chiusa quella dal predecessore


la visita

un Fescovalo [F.) o

aperta, ossia
naria per
la

generale straordi-

Tersi vescovati, cio delle loro Chiese ^

Al-

tari privilegiati. Cappelle o


legi,

Oratorii,

Roma e suo distretto. Per l'adempimento poi de*


propria diocesi di
pii legati, sia di

ConventiyMonastcri, Consers'atorii, CoL Seminari, Ospedali Orfanotrofi,


,

celebrazione di messe, di

anniversari, che di tull'altro, di

Roma

Ospizi, Monti di piet, Sodalizi, e d tulaltri FU luoghi per riconoscerne l'andamento, l'iuterna disciplina, l'ademli gli

suo

distre'tto,
la

nell'alma

citt esiste per-

manente
tuita

sagra Congregazione cardi'

nalizia della Fisita apostolica [F.),hli-

pimento
sari e
pie, e

de'pii legati di

Messe, Anniver-

neli592 da Cleu)enle Vili,


la
il

di cui

altri

obblighi derivali da lascile

ogni Papa iiliene

prefeltura, e n' sem-

per sindacarne ramminisli'Qzione,

pre presidente

cardmol Ficario gene*

io6
rate d
si

V
Roma
di
1

S
in

VIS
osservanza da Pio VII con rescritto de*
il

del P{jpa{f'.). Questa ora


2 altri cardinali, del pre-

coQipone

29 marzoi8oi,
se,

segretario alza Tribule

lato Segretario della Fisita apostolica,


dell'assessore, del sostituto, di
tori
,

nale privativo per

materie contenzionotifi-

6 consul-

e tiene l'udienza ne' giorni che stabi-

commissario con suo come una delle Segreterie della s. Sede^ risiede nel palazzo del Vice- Cancelliere di s. Chiee del fiscale

lisce

ad arbitrio; che a tenore della

coadiutore.

La

segreteria,

ficazione pubblicata dal procuratore


scale, e

sa (V')' Nel descrivere tale congregazione, parlai pure e feci la distinzione di essa visita apostolica ordinaria, dalla straor

commissario della medesima s. congregazione, li 1 6 luglio 1 8 4, erano il mercoled'i d'ogni settimana dueore avansegreteria della visita. ti mezzod nella
1

A'26 novembre 1844


della visita apostolica,

"^S*'
s.

Alberto Bar-

dinaria Visita

/:?o.9/o//crt

generale, e dissi

bolani segretario della

congregazione

de'Papi che l'intrapresero, serbando per


quest'articolo

pubblic V Editto
pii legati

ceremoniale dell'apertura, che riferir pi avanlij e notando quali facolt esercita la congregazione menil

sopra

le notizie

che devono darsi degli

obblighi delle messe


8ottO!critto

ed altri

tre
la

aperta

la visita

generale, e che ha
la s.

da lui, dal commissario e fiscale della s. congregazione della visita


apostolica, e dal notaro dell'A. C. e delle
s.

comulativa con questa


Pietro {V.),

Congrega-

zione cardinalizia della Rev. Fabbrica


di
le la
s.

Congregazioni. Comincia dal ricordare,


l'editto

sia nella
pii,

riduzione del-

che

pubblicalo
di Pio

a'

3 aprile

1816
enuncon-

messe, che sui legati


s.

ed altro. Del-

con oracolo
ri,

VII, ordinava a'nota*


ivi

congregazione della
il

visita apostoli-

a'parrochi e ad altre persone

ca trattano ancora:
suita
,

p.

Plettemberg ge-

ciate di esibire

al segretario della

s.

Notitia Congregationwn

Curiae

gregazione della

visita apostolica entro

Eonianae, Romae iGgS. Gap. 28: De Congregatione Visitationis ApostoUcae. L'avv. V illetti, Pratica della Curia Ro' mana, Roma 181 5, t. 2, cap. 7: Della Congregazione della Visita. Fra le altre cose, dice che ogni chiesa di Roma e suo
distretto,

termini perentorii le notizie delle disposizioni contenenti obblighi di messe perpetui,

a lungo tempo, o anniversarii. Ag-

giunse, che avendo Gregorio

XVI

cono-

sciuto che di tale editto se n'era da molti

trascurata l'osservanza, avea ordinato colla

deve tenere

la tabella

approvadi detta

sua viva voce di rinnovarne

la

pub-

ta dal segretario

pr tempore

blicazione eoo altre prescrizioni imposte,

congregazione nella sagrestia, ove siano


descritti gli obblighi di messe,
ri

per

la

denuncia

di pii legati e altre pie di-

anniversalibri in

sposizioni, obblighi di
ri,

messe e anniversacongregazione, en-

e altri

pii legali,

ed aver pure
si si

contenute ne* contratti o testamenti^


s.

cui quotidianamente

notino

gli

adems.

alla segreteria della

pimenti;
\isita

quali libri

esibiscono ogni

principio d'

anno

alla segreteria della

termine d'un mese, onde porsi la regola; scorso il qual tempo, contro queltro
il
li

per collazionare ciascun legato col-

che non avessero ubbidito


si

alle prescri-

le tabelle originali
la segreteria stessa,

che

si

conservano

nel-

zioni dell'editto del 18 16,

procedereb-

da approvarsi da mg."
congregazione, de-

be all'applicazione delle multe e penecom-

segretario se in regola, altrimenti perle


facolt

che gode
il

la

s.

minate nel medesimo , applicandosi le multe per Una met a vantaggio de'poveri luoghi pliche piacesse al

cretare

sequestro del fondo inaudita

^^rfe, e prenderlo in amministrazione per

signare, e r altra

l'adempimento del legato. In forza delle


facolt accordateallas. congregazione dalle costituzioni

Papa di demet a favore del denunciante da tenersi segreto. I tenuti a


le

dare

notizie

sono oltre

notari ed
i

apostoliche^ e richiamate

parrochi secolari e regolari,

confessori,

Y
sacerdoti
,

S
ordine
coti-

VIS
testatori fossero
te.

,07

religiosi di qualsivoglia

e istituto, di cjuaUin(|ue

monastero,

scrupolosamente eseguiquantunque con tali mezzi siasi ot-

vento, ospizio o chiesa di


i

Roma; non die


delle basiliche

tenuta maggiore esattezza, tanto nel dare


l'assegna delle
pii,

camerlenghi e
,

ulliziaii

patriarcali

delle basiliche e delie colle-

nuove istituzioni de'Iegati quanto nell'adempirli, non per quevennero emanate, e che
s

giate di

Roma;

e lutti

superiori, soprin-

sto erasi tutto raggiunto lo scopo per cui


tali leggi

tendenti, rettori, sagrestani e cappellani


di qualsivoglia chiesa, tanto regolari che
secolari; monasteri di

noti

si

avessero tuttora a deplorare in


da's. canoni.

gelosa

monache econserguardiani, prov

materia degli abusi altamente riprovati

Tatorii; tutti

prefetti,

Fra questi

si

rimarcava

il

veditori e altri superiori di confraternite,


oratorii,

dali e altri luoghi

adunanze, congregazioni, ospepii secolari, ancorch

raodoirregolared'alcunichierioi da'quali si presume devenireal possesso della C^^-

nazionali, non ostante qualunque privilegio ed in qualsivoglia modo nominati, bench eretti in chiese e case religiose, cui confidenzialinente bre\^'unano^ o per privata scrittura fosse stata consegnata o lasciata^ o in vita o in morte qaalclie somma di denaro contante, a qualche
stabile^ credito o qualsiasi capitale coi peso di celebrazione di messe perpetue a a lungo tempo, che oltrepassi il decennio. Le pene e le multe a'conlrawentori

pellania ecclesiastica sulla semplice presentazione de'rispetti vi patroni, senza darsi

carico di riportarne la canonica istitu-

zione, ossia l'approvazione delTOrdinario:

dal che ne viene, che


il

sempre incer-

to e precario rendasi

preso possesso,

mancando

il

titolo legale dell'istituzione

che lo garantisca, accadendo inoltre, che per mancanza di esatte notizie ne'patroni sulla qualit de* soggetti, sieno

nati alle cappellanie persone


voli,

nomiimmerite-

o incapaci di provvista ecclesiastica.

dell'editto del

1816

sono, se

laici

o eca5,

Altro abuso essere quello riprovalo sotto


stoliche

clesiastici secolari, la

multa
di

di scudi

se regolari colla privazione della voce at-

pena d'interdetto dalle costituzioni apoche cio superiori rettori di


,
i

tiva e passiva

ed in caso

recidiva

chiese e confraternite,
cettare
i

si

fanno

lecito d'acdi

contravventori saranno puniti col doppio


della multa, e

pii legati

ed obblighi

messe,

anche

colla sospensione
Il

senza implorare anlecedenteaiente

privazione del loro uffizio.

Giornale
la

di

Roma

deli

85

pubblic nel n. 3i
s.

le opportune facolt; per cui,o si tralasciano alfatto , o almeno non si usano tutte le

Notificazione della

congregazione del-

diligenze per accertarsi dello stalo o valore de'capitali che

la visita apostolica deli." febbraio, sottoscritta dal cardinal Patrizi vicario di

Ro-

di de'Iegati pii e cappellanie,

ma e

presidente della medesima, da

mg/

minano bene

le

assegnano per fonn se ne esarendite per conoscere se


si
i

L. Fausti pr segretario, e da Pietro Amici fiscale e commissario della stessa, e

sono capaci a sostenere pesi che si assumono; e quindi ne nasce che le fondazioni
zioni
si

firmata ancora da

13.

Romani notaro A.
visita a-

facciano senza

le

debite assicura-

C.
to,

e delle

s.
s.

Congregazioni. In essa det-

che

la

congregazione della

con grave discapito delle chiese, e probabile futuro deperimento dello stesso
legato pio.

postolica, vigile

sempre

e sollecita dell'epii

Ad

oggetto dunque

di richia-

satto

adempimento

de' legati

ed ob-

mare

alla

pi esalta osservanza V accenla


s.

blighi di fuesse, avea piii volte

emanato
cosi
,

nate leggi e disposizioni,


gosto i85o,

congrega-

leggi e disposizioni, dirette a regolarizzare

zione nella generale adunanza de' ai a-

quanto ha rapporto ad un punto


essenziale
di
ecclesiastica

dopo matura deliberazione


le

disciplina
le

cred adottare
tificazione.

misure

riferite nella

no-

provvedere insieme perch

volont de'

Esiccorae nella stessa odunnii*

io8
za
si
si

VIS
tratt delequestioni, che

Vf
muovean*
ro A. C. ossia

eW Uditore della Carne-

da molli noltiri di Roma sul diritto privativo di rogare istromenli d'islituzio

ray qual notaro delle s. congregazioni, venne riservato il diritto privativo di rogarsi
i

ni ed erezioni di Bene.ficii e
nie^

Cappella-

suddetti istromenli, che

si

stipo-

che asseriva avere il notaro delle s. congregazioni , cos vennero parimente


colla notificazione pubblicate le risoluzioni prese in proposito, colle quali
il s.

lasser di uficio. Di pi s'ingiunse a questo e agli altri notari, di consegnare fra


I

giorni alla segreteria della congregas.

con-

zione della

visita,

copia semplice d'ogni

sesso credette porre

un termine

a siffatta

stipulazione, e in caso d' omroissione dola multa di scudi 25 doveano esser d'oro, al dire del Questa doversi erogare parte

vertenza. Tutte

le

risoluzioni furono pie-

ver pagare

(e

prima
depo-

namente approvate dalla suprema autorit del Papa Pio IX, prescrivendone l'esatta osservanza; e

Villetti).
al

benignamente accorla

nente e parte a cause

pie. Si

richiamarodisposi-

dando
le

l'intera sanatoria a'possessori del-

no

in

pieno vigore

le surriferite

cappellanie per

sola presentazione

de'patroni,ed assolvendo dall'ecclesiastiche censure comminate da Urbano Vili e Innocenzo XII, rettori esuperiori delle chiese che per inavvertenza o ignorani

Gregorio XVI nel 844- Pc*" ultimo si ordin, che in calce della particola del Testamento (/^.) o
zioni
1

emanate d'ordine

di

di altro atto, sia designato

il

nome, conon che


il

gnome

e domicilio dell'erede, o di chi al-

za accettarono di loro autorit legati perpetui, dichiarando sanata qualunque otn-

tro sia onerato del legato pio,

nome

cognome

dell'esecutore o esecu-

missione e difetto; a condizione per d'uniformarsi alle disposizioni emanate dalla


s.

tori testamentari,

quando ve ne

fossero,
s.

cose tutte che alla congregazione della


visita

congregazione. Queste sono relative


obblighi inerenti
a*

agli

nominali

alle

cappellanie, a cui fu imposto enlro4 mesi

di riportare la patente dal vicariato, se


di

non muniti
passati
i

canonica istituzioncj ed

a'

futuri di prendere questa entro 2 mesi,


quali, decaduti dalla

onde possa occuparsi dell'esalto adempimento delle pie istituzioni. Lo stesso Giornale di Roma del 1 85 1 col n. 5o offre il Regolamento per gli affari da trattarsi innanzi la sagra Congregazione della falesser manifeste,
, 1

debbono

nomina,

il

cardinal vicario liberamente disporr delle cappellanie.

Sono pure

inerenti a'supe-

riori delle chiese tanto del clero secolare,

quanto del clero regolare, a' quali nuovamente s'ingiunse, dopo la canonica
accettazione del pio legato, doversi registrare nella tabella degli oneri da tenersi
affissa nelle sagrestie

E.mi e R.mi signori Cardinali componenti la medesima nell'adunanza generale del giorno 5 giugno 1 85 1 , er? approvalo dalla Santit di N. S. Papa Pio IX nelt udienza del giorno 7 del suddetto mesit Jpostolica^ ordinato dagli

je.E' firmato dal cardinal presidente, dal


pro-segretario, dal fiscale e commissario,

de'due

cleri,

pren-

e dal notaro e cancelliere delle


gazioni, e contiene

s.

congre-

dere l'iscrizione ipotecaria, e darne partecipazione alla segreteria della s. congregazione della
visita,

34

articoli
la

solamente. Gli

affari

innanzi

o . Dir s. congreo
si

altrimenti soggiaces-

gazione della
gli

visita apostolica,

trat-

sero alle pene ecclesiastiche prestabilite.

tano economicamente
semplici suppliche o

giudizialmente:

A ciascuno de'

pubblici Notari di
il

Roma
gl'i *

venne riservato

diritto di

rogare

economici sono introdotti a mezzo di memorie corredale

stromenti d'istituzione ed erezione deh^nefjcii e cappellanie,

di allegali analoghi alla

domanda. Mg."
ne
il

ne
la

si

faccia

purch la stipolazioinnanzi a mg.' segretario dels.

segretario,

esaminato

l'affare,
,

fa

rela-

zione al cardinal presidente


lo risolve,

quale o

congregazione della

visita.

Al oola-

o ordina

di portarsi

BWVdien"

V
za
(lei

s
dersi
il

VIS
tiero,'con

109
al

Papa, ovvero di trattarlo nel congresso aducli venga deciso col volo de* R.mi consultori, a forma del cap. 2 del breve di Pio IX, Beati Pelri^ de'2 dii

benefcio della restituzione in n-

memoria diretta

cardinal pre-

sidente,
s.

il

quale rimetter tale istanza alla

congregazione per memoriale.


le

La

s.

cembre 847- Emanata


1

la

risoluzione del

congregazione esercita pure


zioni di

attribudi cui nel

congresso

se

la

parte credesi gravata,

Segnatura per

le

cause

pu

ricorrere al giudizio della

piena

s.

sce altres

congregazione cardinalizia. Questa conogli affari economici, che dal


o dal cardujal presidente
rimessi.
gli

o del suo Regolamento. Le sentenze della s. congregazione sono sottoscritte

dal cardinal ponente, colla

Papa
gono

ven-

Le cause

giudiziali di

com-

condanna del soccombente alle spese. La tassa di queste si fa da mg/ segretario per via d'ordinanza, osservatele
leggi.
Il

petenza

ilella s.

congregazione, sono de-

norme

delle vigenti
si

grado di giurisdizione da mg/ segretario, e secondo il valore delle medesime saranno trattale e giudicate colle norme prescritte nella 1/ parledel 1 707 del Regolali} e rito giudiziario di Gregocise ini."

reclamo, se ha luogo,

fa
il

istanza avanti allo slesso prelato^


le lo rimette, e

con qua-

quindi con voto consultis.

vo

lo riferisce alla

congregazione. Si
Jnler gravissimas,
set-

pu vedere W
entanatu dalla
toscritto

t^'cieo
s.

rio Xrij pe' Tribunali di Roma (A^.). Kon sono ammessi ad agire se non que'

congregazione de'20

ten)brei85i, confermato dal Papa, e


ctus
(sic),

sot-

procuratori ^che siano autorizzali a comparire innanzi gli altri Tribunali di Ro-

ma.

Mg/

segretario terr l'udienze ordi-

narie in un giorno di ciascuna settimana

da destinarsi da
teria. Ne' casi

esso, tranne

il

tempo

del-

da C. Cardi Ficarius Praefepresso V Osservatore Romano del i85i a p. 884. Abbiamo: Giuseppe Crispino, Decreti della Fisila apostoli" ca, Monte Fiascone i6o4- Francesco A.
Mostazzo,
in specie:

le ferie giusta l'elenco alTisso nella segre-

De

causis piis in generale, et

d'urgenza il prelato potr destinare un'udienza straordinaria, previo il suo perrne'fso. Si pu da lui interporre appello a qualunque sentenza, purch dall'attuali leggi di procedura non
sia

Jdditio de Sodali tiis, et de Ficario Jpostolico^ auclore J. B. Basso^


Venetiis 1735.
Pii

tornando alla

visita
i

generale e straor-

dinaria che aprono


del loro pontificalo,

dichiarata inappellabile.

Il

giudizio

Papi nel principio prima o dopo il loro


nel voi.

grado d'appello sempre deferito alla piena congregazione la parte che vuol
io
,

Possesso neir arcibasilica Lateranense,


ne riportai un bel
p.

numero

XVl,

proseguirlo

promovendo
il

istanza ad

uno

285, 286, 287, 288, cio parlando


debita distinzione.

de'cardinali dtlla congregazione in figura di ponente^

della discorsa congregazione, per farne


la

quale

fa

poi

la

relaziola

Tra

le

provvidenvisita

ne

alla

piena congregazione. Se

sen-

ze da' Papi emanate per

la

apotutti
i

tenza

di

quella di

questa fosse confermatoria di mg.' segretario, nascer la cosa


tali

stolica generale delle chiese e di

luoghi

pii di

Roma,

giova di meglio di-

giudicata. Se poi

sentenze fossero

dif-

chiarare quelle d' Innocenzo


ri le

XI 1,
p.

e rife-

formi, avr luogo

un nuovo sperimento
congregazione a istan-

nel Bull. Roni.^

t.

avanti

la stessa s.

297, co'seguenti brevi

289 a p. ^m^\o\\c\. Agnini


9, da
i
i

za della parte cui interessa ne'modi e for-

TJniversalis Eccle.siae, degli

gennaio

ma

stabiliti nell'art.

del

Regolamento

in discorso. [Nel caso poi


la cosa

che fosse nata

1693: Indicilur Fisitato Apostolica Ecclesiarum, ci Locorum Piorum Ur^


bis

giudicata per la conformit delle

cum

expositione

ss.

sentenze, ovvero per l'appello

non

inter-

indulgcniia plenaria.

Cani

Sacramenti^ et
in Pasto-

posto ne'lerraiui pereulorii, potr richie-

rali Fisilatione, de* 16 gennaio

iGqS:

no
cessariaCf
tur.

VIS
Fisitaiionis

S
Ecclesiaruni,

Conceduntur Cardinalihus VisitationU


Jpostolicae Vrhis^facidtalesomnes neeisqne

omnium

Mo-

nasteriorunij et Locoruni Pioriwi Al-

Fenerabiles Talres

nonmdla

inj'ungun-

Nostri^ de'

viae Urbisj necnon Orationis Quadraginta horarum cuni indulgentiarum elargitione

16 gennaio iGgS: Conceditur Cardinalihus Fisitaiionis Jposlolicae Urbis^ ficalia in omnifacidlas exercendi Ponti
bus Ecclesiis.
P'enerahiles Fratres
Nostri^ de' 16 gennaio iGgS:

pr recla dictae

Fisitaiionis

direclione. Col

breve Cupientes in hac nostra pastorali Ecclesiarum Urbis


Fisitatione, de'

Concedi-

cit., p.

24 marzo 1624, Bull. 200: Scquitur mandatum visi-

tur Cardinalihus Fislalionis ApostolicaeUrhis^facultasterminandiquascumque causas lani civiles quani criniinaFenerabiles Fratres Nostri, de* les. 1 6 gennaio 698 Conceditur Cardina-

tandi in parochialibus Ecclesiis infir-

mos, eisque elecmosynani elargiendi. Vi deput visitatori apostolici, eh' erano


i

un arcivescovo

cinque vescovi di die


in partibus.

verse chiese residenziali

lihus

Fisitaiionis

Apostolicae

Urbisj

facullas
rihus.

ad

se

avocanda causas pen-

Col breve Quonia/i in prosequendo munere Fisitaiionis, de' 29 marzo 1624,


Ball, cit., p. 200 Scquiturfacullas cognoscendi causas quascunique etiani criminales ahsque irregularitatis \incnrsu. Col breve Offlcii Nostri esi^ de*
:

denies, et transferendi Missas ab alla-

quae in Fisitatione, de* febbraio iGgS Deputatur Judcx cau7 sarum^et exequutor decretorum Fisitaiionis Jposlolicae, qui dependeat a AliasNosnonnulvoto ^^islatoruni. Conceditur /o.9j dell'i febbraio 1693
ea,
:

Ut

29 marzo 1624, Bull, cit., p. 201 Sequi tur indulluni Fisitaiorihus exercen:

di ubique Poniificalia. Col breve


in pastorali Fisitatione^ de'

Cum
alia-

Fisitalorihus, et Jiidici Fisitaiionis

A-

3o marzo

poslolicae Urbis^ facullas adilbcndiji'

162/^, Bull,

cit., p.

202: Sequitur

dein simplici indi cationi Scripturarum,

rum facultatum
1

concessio. Col breve

ac d. Judici procedendi voto FisitatO' rum. Innanzi di riparlare della funzione


d'apertura della
guita da
s.

Visita apostolica ese-

Leone Xil (fimzione che deve qualunque altra funzione), e dalla quale non si pu prendere norma, siccome mi diceva un
essere affatto separata da
illustre professore di

Rerum, quae Nobis cordi sunt, de* So marzo 624, Bull, cit., p. 2o3 Deputa' tio Secrelarii, cio uno di delti vescovi. Pi tardi, col breve Ut in prosequendo
:

Fisitaiionis, dell' 11 luglio 1624, Bull.


cit., p.

toribus

2o4: Sequitur facullas P'isilaavocandiad seqnascumque cau-

liturgia e prefetto

sas occasione d. Fisitaiionis in aliis Tribuiialibus, el corani aliis Judicibus an-

dellecerimonie pontificie; ed aggiungendo, che quel Papa, strettamente par-

tea coeptas, vel instructas,


in

land, non fece alcuna azione d' apertura. Se dessa fu realmente tale, lo giudicher
il

quo reperiuntur.

dell'aprimento della
ta colla

ac in statu^ Per la funzione vsita da lui intima-

lettore; e

come
si

se ci possa as-

ricordata bolla, gi
1
I

solularaenle dirsi, lo

vedr nelle descrizioni che riporter, cio dopo aver

l'avea eseguita a*

Urbano Vili 4 aprile 624 domenica

premesso l'operato da Urbano Vili, nelr apertura della visita straordinaria da


lu fatta,

cominciando dall' arcibasilica Lateranense. Vi si condusse in carrozza, e disceso alla porla grande fu ricevuto dalin Alhis, l'arciprete cardinal Leni, dal cardinal Millini

con alcune

riflessioni.

Abbiamo

VOrdo

Fisitaiionis Apostolicae,Viomde

vicario di

Roma, dal card inai FranceIl

1724. Urbano Vili colla bolla Miliianlem Ecclesiani^ de* 27 marzo 1624, Bull, lioni. t. 5, par. 5, p. 198 IndicUo
:

co Barberini suo nipote, e dal capitolo.

Papa

sul limitare della porla della chiesa

genuflesso baci la CroGe,presenlalagli dal

VIS
cardinal arciprete, da cui pure fu incensalo,

V
zione pe* defuDli
la
1'

ili

dopo aver posto


lui

incenso nel luaspersorio del-

riboiu^e dopo aver l'acquasanta, pur da


so se
e
i

coli*

commise a Raffaele vescovo di Zanle, uno de' visitatori apostolici deputati, che l'esegu immediatamente. A*

presentalo, asperi

in^gg'O. 4*'

domenica do-

circostanti.

Frattanto

cantori

po Pasqua, Urbano Vili

visit la basilica

cantavano l'antifona Ecce Saccrdos Ma griiis^ e poi i' inno 7e Deum. Il Fapu
visit subito le
ss.

Vaticana, praticando l'operato nella Lateranense, anzitutto venerando regolar-

Teste de'

ss.

Pietro e

mente

il

ss.

Sagramento,

al cui altare

il

Sagramento esposto in forma e per 1' orazione di Quarnntore ( conviene dire the il Papa entr per la porta grande del portico laterale, pi
Paolo, e poi
il

ss.

vicario della basilica recit le suaccennate preci.


Il

Papa

visit poi l'allaie della


la

Confessione, e quindi celebr

messa

bassa in quello della cappella del coro, in


fine della

frequentato

dell* altro principale, ojassi-

quale
di

il

sagrista pubblic i'io-

non era stato reso pi magnifico colla nuova sontuosa facciata, poich dovendo il Papa prima
allora

me

che per anco

dulgenza
rantene.
sit di

io anni e altrettante quaallocuzione


al clero, vi-

Dopo r

nuovo

l'altare del ss.

visitare

il

ss.

Sagraniento, forse per non

e incensandolo; e visitato
slerio,

Sagramento anche il batti

tornare irulietro, prefer visitare anzitutto le reliquie de'ss. Apostoli


:

ovvero per-

ch due volle dovea portarsi al suo aitare, come dir. Altri esempi analoghi l'ho riferiti a suo luogo. In breve quelli d'un
altro P;ipa sono:
ficale di
lica
ss.

commise 1' assoluzione pe'defunti un vescovo visitatore, e torn al palazzo apostolico. Far osservare, che nelle
anco da'Papi, ha luogo quanto prescritto dal ceremooiale di esse, e praticato nella Visita pastoralcyne quale articolo l'esibisco, n
dideriscono
le

visite apostoliche, eseguite

Clemente XI Pasqua 17 j8, ador


le ss.
:

nel pontinella basi

Vaticana

Reliquie prima

del

cerimonie nella sostanza


da* Papi', e con ragione

per l'Ascensione e nella basilica Laleranense vener prima le ss.


e
il

Sagramento

da quelle
giacche
ne,
il

fatte

Pontificale
il

Romano

in origiillustra-

Tesle,e poi

Santissimo; altrettanto

fa-

come ben prova


i

suo dotto

cendo per la cappella di s. Gio. Battista. Probabilmente ci sar avvenuto, quanto


alla

toreGiorgi, fu compilato
tefici,

da'Sommi Ponriti

quali (ad eccezione d' alcuni


essi,

Vaticana, per evitare pe' suoi incolo

propri soltanto di

onde ritenere per


a tulli
i

modi
se,

scendere ed ascendere

alla sedia

quanto

si

pot qualche cosa dell' antica

gestatoria, e cos

quanto

alla

Laleranen-

disciplina) lo resero

comune

ve-

smontando
Il

alia porta della sagrestia

scovi, ailnch questi fossero uniformi col

recandosi direttamente all'altare pavicario della basilica

pale).

parato
i

di

vescovi.

piviale bianco recit sul


e le orazioni,
il

Papa

versetti

come

nel Poiiliflcale. Indi

capo supremo della Chiesa, col . de' E noter pure, che se nell'apertura della visita d* Urbano Vili vi fu alcuna diderenza da quanto prescrive i(
i

Papa assunse
s.

le vesti

missali e celebr
Iella, nel

Pontificale

Romano^ che abbiamo da


avvenne, perch

lui

il

Sagi

iflzio

con messa
ss.

mede-

stesso approvalo, ci

la

simo altare del che si condusse

in

Sagramento. Dopo di sagrestia, ove alla prefece

visita apostolica egli l'apr neli.'^annodel

suo pontificato, e
del Pontificale

la

sua approvazione quindi non

senza de* cardinali

un'allocuzione
al clero,
il

segu quasi nell' ultimo


e
si

propria della circostanza


le

qua-

aunodel medesimo;

pu
fe-

l'ud genuflesso.

Urbano Vili ritorn


e

tacciarlo di contraddizione,

da quanto

quindi nella basilica, e visit l'altare del


s,

ce a quanto poi approv. lQ)perocchc tra


le

Sagramento,

il

ciborio ec,

dopo

si

due epoche occorse

la

correzione da lui

restitu al

palazzo apostolico. L' assolu-

ordinala del Pontificale^ e iUseii per con-

S
l'

VIS

segticnza ritenere

che

eseguito nella

e dalla religione del

funzione da Urbano Vili, fosse secondo le regole allora in vigore. Corretto poi ed

popolo; e infammali a seguirne l'esempio. Siccome per

altro le

ardue cure del Pontefice non


di tutte le cose a

emendalo, con bolla ne prescrisse

l'osser-

ponno permettere che


tal visita

vanza, nbbidila e seguita tuttora dall'universa Chiesa. Ecco poi il praticato a'nostri

inerenti personalmente s'incarile

chi

con

necessarie facolt e istruzioni

giorni

da

Leone XII. Colla

bolla

pose a parte delle principali fatiche e

Cam priniwn divina Provdenlia^ de'3 maggio 1824, Bull. Rom. conLft. 16,
p.

deput
visita,

in

suo aiuto

il

cardinal Zurla

vicario di

Roma, qual
i

presidente della
prelati
riferiti

61:

mores

cleri

OrdinaLones ad reforniandos saccularis lniae Urbis


et

ed

convisitatori

proposilae,

Indicdo generalis

P^isila-

XVI, p. 287 e 288, ove ommesso mg. Perugini vescovo


nel voi.
"^

essendo
di

Por-

tionis. L'indirizz:

i leali

filiis

univerinami-

firio e sagrista,

qui lo reintegro. Di pi,


R.rai pp. d. Diodato cassinese e abbate di s.
i

so Clero et pepalo
iiente celebrazione

Romano^
dell'

nel!'

colla bolla incaric


Galleffi

Anno

Santo,

monaco
fr.

promulgalo

a'

27 dello
le

slesso mese.

Con

Paolo,

Lodovico da Frascati

(poi carfr.

questa bolla Leone Xll notific


apostolica per tutte
j3i

la visita

dinal Micara) generale de'cappuccini,

chiese

luoghi

Giuseppe M.^ Velzi vicario generale dell'

di

Ptoma. la essa dopo aver detto,


primi momenti
di

ordine de* predicatori (poi cardinale),


clau-

che

fin da*

sua assun-

e d. Prospero Duelli barnabita di unire

zione

al pontificalo (seguita
:

a'28 settem-

r opera loro perci che concerne


strali

bre 1828 dopo essere stato vicario generale di lloma), comprese esser necessario
rinnovare
lo spirito del clero
la

dell*

uno
le

e dell' altro
altri

sesso;

si

propose scegliere anche


getti,

idonei sog-

popolo

quando

circostanze l'esigessero.

romano, porzione
ge
gior alacrit

pi scelta del greg-

allda togli, acci

scorrendo con magil

Dichiar inoltre volersi prevalere dei consigli degli E. mi Cardinali della s. congregazione della visita apostolica
;

le vie di giustizia,

buon

ordinan-

odore
essi

di Cristo dal centro


si

di

unit da

do che

a questa deferiscasi la cognizione

abitato per ogni dove


se

diffondesse,

degli affari di

maggior importanza, acci


attentamente discussi, mail

come
il

ne diffonde

la verit.

Manifest
lai

dopo

averli

suo proposilo di aprire

egli slesso
la

nifestasse a lui

proprio parere. Affini

visita nella basilica

Lateranense

dopos-

ch a quest'opera
favorevoli,

divini auspicii fossero

menica della

ss.

Trinit, in occasione di

comand che

nelle basiliche
si

col trasferirsi a prender solenne

patriarcali e altre chiese


ss.

esponesse

il

sesso, per poi proseguirla in tulle le chiese patriarcali, collegiate e parrocchiali, e

Sagramento, concedendo l' indulgenze che avrebbe pubblicato il cardinal vicario.


11

ne'loro capitoli e persone;

come anche

in

resto della bolla


il

tende a patere popolo che

qualsivoglia monastero e convento d'ogni

namente esortare
santa opera in

clero

ordine

di

uomini e donne, ospedale,


luoghi
pii

col-

contribuissero all'esito fausto di

questa

legio e confraternite laicali; nel


di piet, e in tutti
i

monte comun-

modo, che

al

cospetto di

tutte le genti faccia testimonianza della


lor fede; e a

quedenomioali.E
giunse
di

a tale intrapresa sog-

render pubblica
il

la

sua fer-

sentirsi

viemmaggiormente

ma

fiducia,

che

Padre

celeste visiter
la

spronato dalla vicinanza del Giubileo j a motivo del quale portandosi a Pioma
i

egli slesso la

vigna che con


il

sua desti-a

piant; e che

patrocinio della gran

Ma-

cristiani

da remote

parli,

potranno

ri-

dre

tornare alle lor patrie edificali dalla

mae-

Dio dal romano popolo con tenero affetto venerata, de' ss. Pietro e Paolo e
di

st del culto e splendore de'sogri templi,

degli altri Apostoli custodi della citt, e

V
gue loro
terr che
fezioni
il

s
i

VI
quali col santrasfer alla

ii3
dove

dell'esercito de' Marlin,

sagrestia canonicale,

romano

suolo inadiarono, ot*


perlui

Padre delle misericordie da se medesimo l' opera da


il

con fervore cominciata. Narrai nella biografia di questo gran Pontefice la solenne
funzione del possesso preso nell'arcibasilica Lateranense nel pomeriggio de'
1

pronunzi analoga allocuzione. Assunta la cappa, si port con tutti gli altri processionalmente al s. Fonte battesimale, e avendo a' lati i due canonici, dopo breve orazione avanti quell'altare di Mapoi
ria ss.,

deposta

3 giu-

pontificali neri

la cappa e vestito di abili con mitra bianca, intuo-

gno 1824. Entrato


cappella del
ss.

in essa,

si

rec nella
il

n a

cortili EpstolaeVanMxiovM.

funebre,

ss.

Crocefisso a venerare
i

Sagramento, ove dopo che cantori ebbero cantato il ;i^. 7d ergo quatsumas dell'inno Ambrosiano e questo terminato, il cardinal Della Somaglia arcicant
i

Siiniquilales j e recitatosi io comune il salmo De profundis, fece le consuete assoluzioni sulle tombe.

Cantato da que'
si

musici
di al

il

]|.

Qui Lazarwiy
li

pass infecero as-

contiguo cimiterio, e

ivi si

prete della basilica nel lato dell' Epistola

soluzioni consimili. Di
basilica,
si

rientrati nella

versetti

e l'orazione:

Dtus
stes-

condussero
il

all'

altare del

ss.

omnium
della
s.

i'isitator, relativi

all'apertura

Sagramento; ed

cardinale spogliatosii
i

visita

generale intimata dallo


tal

dei paramenti neri, e presi


piviale, ingiunse al

bianchi e

il

so

Papa per

giorno. Passalo
le ss.

quindi

Bev. parroco di ail

od orare avanti

Teste de' Principi


po-

prire

il

ciborio, osservalo

quale dentro

degli Apostoli, ed eseguite le funzioni dei


possesso, benedetto

e fuori, come

anche

la psside

con

le

sagre
il

solennemente

il

Particole,

dopo

le solite

incensazioni e

polo dalla gran loggia, colla sedia gestatoria

canto del

Tantum e/'g^o, compart


assunta
la

la trina

Leone XII

fu portato nella stanza


al

Eucaristica benedizione. Deposto subilo


il

de'paramenti, dove commise


rio cardinal

suo vica-

piviale ed

mozzetta, assi-

Zurla presidente della s. visita apostolica, il proseguimento degli atti dell* apertura della medesima e deposti
;

gli abiti pontificali, riassunse

il

Papa

gli

da due canonici, torn il cardinale al s. Fonte battesimale, per visitarlo, unitamente a'prelati convisitatori, presente il parroco ;e avendo fatto ritorno io chiestilo
sa, visit gli

usuali e fece ritorno al palazzo apostolico.

Olii santi, e

in fine le ss.

Riporta

il

n.

49

del

Diario di

Roma
il

Teste de'

ss.

Apostoli Pietro e Paolo, e

del 1824 che nella seguente mattina

altre venerabili reliquie.

Dopo

di

che

il

cardinal Zurla

si

port alla patriarcale

cardinale ripresa

la

mantellella, ricopren-

Lateranense co' mg.ri Della Porta vicegerente e ]VIattei,ambo patriarchi, e mg.'


Sala, convisitatori, oltre mg.'Fornici ce-

do

cos

il

rocchetto, usc dalla porla della

sagrestia, e part nel

venuto
sa del

avendo
s.

cos

modo con cui era termine (|uesta funPa-

remoniere
zi,

pontificio.

Scese

il

cardinale

zione di

visita apostolica nella 1." chie-

dalla carrozza al

suono

di que'sagri bron-

mondo

cattolico e cattedrale del

ricevuto dal
il

R.mo

capitolo e clero,

pa. Indi
05<rrt,

scoperto

rocchetto (assunto in questa

circostanza, poich (|ual

monaco camal-

cont.y

l.

Leone XII eman il breve Quae de* 18 giugno 1824 Bull. Roin, G, p. 70 FacuUales conccssae
I
:

dolese non ne avea l'uso), ricev l'aspersorio e fece


le

Visitatoribus Apostolicis proen explen-

consuete aspersioni colle


ss. Sagramento, messa votiva dello

da

in Urbe. Diviso in 18 , diretto ai

sagre acque lustrali. Quindi dopo aver

cardinal Zurla vicario generale nello spirituale di


te

orato innanzi l'altare del


su di esso celebr
e dal ceremouiere
.

Roma
s.

suo distretto, presiden-

la

Spirilo Santo, assistito da


:

due canonici
si

ed a* f^encrabilihus fralribus Antixtibus ne diUcLis Jilns


della
visita,

teriuiuata la quale

Romauuc Curiac Pradas pio


8
(hi^i f'.

riaita'

YOL.

CI.

ii4

VIS
V altare ad es

VIS
benedizione. Pass in wguito a venerare le sagre ceneri di 6. Leone I Papa, avanti

tione Ecclcsiaruin et

Locorum Pionim Alrnae Urbis aNohis instituta, spedali ter deputatis. Notific poi il n. 54 del
Diario di

o dedicato;

e cos soddis

Roma

del 1824, che

Leone
Inglio,
trasfer

sfatta la propria divozione,

restitu ne*

XII, nella mattina di domenica


dalie sue stanze del Vaticano
alla
ivi
si

suoi apparlamenli,commettendo al cardi-

propinqua

basilica di

s.

Pietro, ed

nalZaria presidente,la continuazione degli atti di s. visita da esso in tal modo cominciata nella basilica Vaticana. Il D/ttr/o
c?7?o/72t[, nella

apr las. visita apostolica, colla sagra


n.

funzione che descrisse nel

5^.

Il

Pa
car-

riprodotta descrizione,nulnelle dette azioni asIl

pa

in

mezzetta e

stola,

preceduto dalla

la dice se

Leone XII

Croce

pontificia, e

accompagnalo dal

sunse

gli abili sagri.

n.

Sj

del medesi1

dinal Zurla presidente della visita stessa,

mo narr. Nella
glio,

domenica mattina
si

In-

da mg. Lorenzo Mattei convisitatore e segretario, da mg.' Groppelli e da mg.' Sala assessore. col corteggio di sua fami
"^

Leone XII
ivi

trasfer alla basilica Lila visita apostoli

beriana,per
ca,
il

aprire

mentre

vi si

trovavano ad attenderlo
\\

glia.

Tutto

il

li.mo capitolo Valicano


il

ri
il

cardinal Naro arciprete della stessa,

cev sul limitare della porta

Papa,

cardinalZurla presidente della

visita, rag.'

quale genuflesso baci

il

Crocefisso pre-

Mattei segretario e mg.' Sala assessore.

sentatogli dall'arciprete cardinal Galleffi.

Occupato
le

il

i.

ingresso del tempio per


si

Quindi levatosi

in piedi,

pose nel tu-

riparazioni che
il

facevano a'dannidel
la

ribolo l'incenso roinistralO"li dal

mede-

soffitto,

Papa

vi

entr per

porta della
inginoc-

simo porporato, che quindi gli present pure r aspersorio con l'acqua benedetta, e il Papa segnato s con essa, ne asperse
gli astanti, e

sagrestia, e nell* ingresso baci

chioni

il

Crocefisso, asperse

il

popolo, e

fu dal cardinal arciprete incensato.

Ac-

ricet
i

le

incensazioni dal

compagnato quindi da'due


propria corte, recossi
del
ss.
il

cardinali e se-

cardinale, njenlre
l'antifona:

musici cantavano Ecce Sacerdos Mngnus. Intuonatosi in seguilo da' medesimi il Te Z)cm, quest'inno fu terminalo nella cap pella del ss. Sagramento, ove si rec il Pa-

guilo da'due prelati convisilatori, e dalla

Papa

all'

altare

Sagramento, dove dopo il canto del Te Deurn^ nX cardinal arciprete si


recitarono
le solite p^reci.

Passdipoi alla
pr-

pa,e sul quale dal cardinal Galleff furono recitate le preci presciille dal Potilificaie Romano: Ordo ad visitandcs Parochas.D^oi\ ci, preceduto il Papa processionalmerite dal capilolo Valicano, intanto che si cantava l'inno, De

cappella Borghesian?^ invece dell'altare


papale, allora in restauvazione, ed
ivi

segu

la

funzione. Tutto

si

esegu colle
quali voile

consuete ceremonie, dopo


il

le

Papa passare

nella cappella Sistina, e

vi

coralnx,
cio

si

port avanli l'altare pontifi-

vener il corpo del Pontefice s. Pio V. Portatosi in seguilo nella sagrestia,


al

o Confessione, dove inginocchiossi. In-

ammise
resse
te

bacio del piede l'intero capito-

di intonatasi l'antifona de'Principi degli

lo (di cui

Apostoli, ascese su dello aliare, e vi re


cit l'orazione analoga, e data la benedi-

al quale diultimo un tenero e commovendiscorso, per mostrargli la propria sod-

era slato arciprete),

in

zione pontificale
dinai arciprete.
alla

aj

popolo, concesse

l'in-

disfazione pel zelo e

impegno con

cui

si

dulgenza di 5o anni, pubblicata dal carIl

prestava

all'

uffiziatura divina, ed esor-

Papa tornato
ss.

allora
fece

tarue gl'individui a gareggiare tra loro

cappella del

Sagramento,

V assoluzione de'defunli ; e visitati i vasi sagri contenenti la ss. Eucaristia, compalli con essa racchiusa nella pisside la

per decoro della casa di Dio,, in oggetto degno, non solo perch questo era proprio loro dovere,

ma anche
si

j'cr edifica-

zione de'fedeli,

quali

sarebbero reca-

V
ti

s
prossimo an
g' illustri

VIS
ove a quell' epoca monaci l'uffizialura, ed ivi
grestia,
si

11^
faceva da*
gli

in

Roma

in occasione dei

no santo. Pait
capitolari

poi per la sua residenza

del Vaticano, lasciando tutti

bacio del piede. Intanto, per

ammise al comando del

pieni di giubilo e di rispetto.


la visita

Volendo Leone XII proseguire


conta
1

apostolica nelle basiliche patriarcali, racil

Papa, il cardinal Zurla co'3 convisitalori continu la visita del 8. Fonte battesimale e degli Olii santi. Dipoi il Papa
p^irli

n.

59

del

Diario di

Roma

del

per restituirsi

al

Vaticano.

Final-

824, essersi portato nell'ore pomeridiane della domenica a' 8 di luglio in quella di s. Paolo fuori le mura, trovandosi ad attenderlo il presidente cardinal Zurla co' 3 con visitatori mg. ri Matlei,Sini1 i

mente Leone XII col breve Quod erat maxime optandum,de i^ g'^g"*^ '827,
Bull. fom. cont., t.i7,p. yS: Noifa indie tio .tacrae Visiiationis Ecclcsiarum^
et

baldi e Sala.

Le rovine

di

quel celebre

LocorumPiorum Jltnae Urbisadurgendam executionem dccrelorum edilo-

tempio, crollalo per l'incendio del prece-

dente anno, impedirono

al

Papa

l'ingres-

so principale. Vi entr pertanto per quello

runi a Convisilatoribus Jpostolicis. Nel 1825, anno seguente all'istituzione di questa s.Visita, le annuali Nolizic di Ro-

che mette

alla sagrestia, e

da an lato su-

ma

cominciarono a riportare, oltre

la s.

periore della chiesa, dove fu ricevuto da


tutta quella monastica famiglia cassinese.
Ivi

congregazione della Visita apostolica ordinaria, tra le congregazioni cardinalizie:


risila

genuflesso baci

il

Crocefisso, presen-

apostolica

straordinaria
di

per
a-

tatogli dal p. ab.

Gallefi inginocchioni,

tutte le chiese e luoglii pii

Roma

dal quale venne incensato,

dopo aver
il

il

perla nella basilica Lateranense in occasione delV


tit,

Papa asperso

il

popolo. Intonatosi

Te

Anno Santo

da.

Sua San-

Deiini da'cantori pontificii,

and ad ado-

rare il ss. Sagramento, dov* ebbe termine l'inno, e furono dai detto p. abbate
recitate le preci e le orazioni prescritte.

deve fare la relazione di tutiocio che concerne la Fisita medesisi


i

a cui

ma. Seguono nomi


ri
;

del presidente, se-

gretario, assessore, giudice e convisitatoe ci


si

Traversando
sol

il

Papa

la chiesa dalla

meo
un

ripet per tutto

il

rimanente
S'intrala-

tovata parte superiore, e rivedute in

del pontificalo di

Leone XII.

colpo d'occhio l'imiiiense e desolanti


il

sci quindi in quello di Pio Vili,


la s. Visita

bench

mine, nell'esternarne
manifest
riedificare
la

pi vivo dolore,

straordinaria non fu chiusa

sua

magnanima determina*

zione di far porre quanto prima


il

mano

tempio, almeno nella parte


si

superiore, nella quale


(e
il

venera

il

sepolcro

che per decreto del successore Gregorio nel i83r, egli alti furono deposti nell'archivio della s. congregazione della s. Visita apostolica ordinaria. Carlo Bar-

XVI

Corpo) del
ss.

s.

Apostolo. Pass all'al-

tare del

Crocefisso, riandando perconla

alla visita

tolomeo Piazza,chepi volle fu deputato AeWtChiese di Roma, nel proedell' -C/^ie/o/o^'io

durvisi alcuni passi entro

pubblica stra-

mio

di

Roma

avvert,
visi-

da da dove allora soltanto potevasi entracantata da'pontifit:ii cantori Tanti* fona propria di s. Paolo, tu dal Papa detre. Ivi

che Sisto

ordin ne'registri della


si

ta apostolica

notassero tutte
le ss.

le ss.

In-

dulgenze e tutte

Ketiquie possedute

ta l'orazione, e

quindi data

la

benedizio-

ne apostolica, e conceduta l'indulgenza di 5o anni. Fece poscia, secondo il ceremoniale, l'assoluzione de'defunti^e
l'altare del
gli atti
ss.

dalle romane chiese, e le tabelle di esse devono essere autenticate dalla medesi-

ma

8.

Visita.

torn alvo

VISITA.

PASTORALE,
(/'.)

Fisitaiionix

Sagramento per eseguirvi

Pastoralis. La Fisita

che

il

Fesco

della visita; e data colla sagra Pis-

{V^

side la trina benedizione, paus nella sa-

dd

o altro Ordinario tenuto fare suo Fescovato (F.) o Diocen^ dal

Ji6

VIS
Templum pr potIl

V
pula
i

Morcelli lalinizzara:

state praesens invist.

vocabolo deri-

molti adari relativi alla visita pastorale. Un

visitatori apostolici, e traila

ga

va da P<75/ore( /^.), come l'insegna o ^erepiscopale, eia Pastorale lettera (nel

tempo V Arcivescovo (F.) Metropolitano [F.) poteva a suo piacimento visitare le


diocesi de'suoi 'Sujfraganei (F.)j o^^\ lo

quale articolo rilevai que* vescovi che preferirono ad essa


il

recarsi
il

prontamente

pu
la

soltanto,
si

dopo che

nel

Sinodo [F.)

nella diocesi; lettera che

nuovo vescovo

provinciale

conosciuta e approvata

indirizza al clero e popolo di sua diocesi,

ragione; e quanto

pu

fare lo notai in

ia capila da pochi per essere scritta in


latino,

quegli articoli. Parlando del Priniatc,c\\e,


sovrasta a'metropolitani di pi provincie,
ricordai pure
le

pastorale ha

come rimarca il Parisi. La visita il medesimo religioso scopo


Fisita apostolica

dignit equivalenti della


le

e fine salutare della

gerarchia ecclesiastica orientale, e

loro

(F.) delle Chiese e Pii Luoghi d'ogni

prerogative. Superiore a tulli ilP^tifWrtr-

nome

e d'ogni specie, e per rimuovere qualunque abuso insorto^ tanto nel clero quanto nel popolo, oltre quanto di particolare e speciale dovr dire. Gi della vsita pastorale del Vescovato o Diocesi^
dissi
1

ca
si

di giurisdizione, ed

il

complesso de'veessi

scovati e arcivescovati a lui soggetti dice-

Patriarcato^ nel quale

hanno una
le

ispezione generale, che abbraccia

pro-

vincie ecclesiastiche dalle quali viene for-

alquante parole nel voi.

XCV

p.

mato.

11

vescovo Sarnelli, Lettere ecclet.

e 1 43, suH'obbligo personale del Fscovo o altro Ordinario di farla ogni an-

siastichct

5,lett. 20:

Della nsita Pastesso

storalCf comincia dal dire, che lo

no, o almeno, se non basta, in due anni deve esser compita, egli atti doversi conservare nell'archi viojdovendosi tener presente
il

nome

di

Fescovo

significa FisitatorCy

&

questo a

lui ricorda l'obbligo della visita

della diocesi e della sua gregge, da farsi

riferito a p.

i5i e

seg.

E dichiao Ord-

personalmente, de jure divino^ dicendosi

rando
si

le

prerogative nella propria diocealti

aeProverbyC.i^iDiligenteragnosce val-

ed

doveri del Vescovo o

ium pecoris
ra.

tuiy

tuosque greges considc'

narioy nel voi.


seg.,

XCVI, p. 23 e seg., 46 e 5i, 54, 57 eseg.,60, uno de'prinessendo


,

Non

dice fac agnoscere.

Ed

il

conci-

cipali

la visita

personale della

pure della promiscuit di esse in un medesimo Vescovato (FI), e che il vescovo deve avere iu tulle le chiese, privilegiate o no di Esenzione (F.), di sua diocesi, ili. luogo; e che dopo la
diocesi
dissi

ci, dichiara: Cuni praecepto divino tuandatum sit omnibus, qiiibus animaruni cura conimissa est,
liodi Trento, sess. 23,

visita

debbono

(are la relazione dello sta-

to della diocesi alias.

Congregazione car(/^.), della

dinalizia del Concilio

quale

anche nel voi. LXIII, p. 270, col metodo da questa prescritto, ed al cui esame si deve sottomettere, per riferirlo al Papa. Devono ci pure quicumqiie jurisdictionem quasi Episcopalein liahenteSy e
di portarsi in

ovessuas agnoscere. Nell'Extra vag. Sai' vator, de praebend. inter coniniunes^ si legge che PapaGiovanniXXIl, fra gli altri motivi ch'ebbe di dividere il vescovato di Tolosa in pi citt vescovili, uno fu, perch singuloruni vulius nequibat (ut condecet) unicus Pastor inspicere. E pure quegli il buon Pastore (F.), che sa chiamare a nome le sue pecorelle, come Ciro i suoi soldati. Disse s. Giovanni, e. i o: Bonus Pastor propras oves vocat nominatini.

sebbene

il

Tridentino,

sess.

Roma

alla visita de'ss.

Li-

mina Apostolorum^ per prestare riverenza al Sommo Pontefice. La s. Congregazione deFes('0\'i e Regolari ('^.) approva gli alti delle visile apostoliche, de^

24, cap. 3, prescrive: Patriarchae, Priniates et Metropolitani Episcopi prpriani Dioecesini per se ipsos^ aut
si le-

gitime inipeditifuerin t, per suum genera-

lem Ficarium^ aut risitatores,si quo*

VIS
tanni s totant propter ejus IntUudineni
visitare

VIS
di udir la sua causa,
:

117
la ri'

ad un vicario

non potcntnl, salleni mdjoreni

ejnspnitem^ita tamenntlolo biennio per se, vt'l Fisilatores suo ^ conipleatur visi'
tara non praeterniillant. Quindi grave-

mise, esclamando Sed pr le ipse pugnavi detcxitque inipressas cicatrices.


y

per

s.

Pietro

discepolo di

buou

Maestro, destin

in

Roma
,

suoi Ficarix

mente esclama il Sarnelli: Chi , che non avendo vero e legitlimo impedimento,

vescovi Lino e Cleto


egli altrove visitando.
la

per potere andar

s.

Paolo

visita-

consegner

alla fede, studio e

zeiod'un

Antiochia, dov'era stalo

mandato con
si

sostituto, /'7cnri(?, ^/.9/7fl/oreo allro,quel

Barnaba, Giuda e Simone, subito


t a visitare altri

poril

ministero della visita delle anime col San-

luoghi, a predicare
il

gue preziosissimo del Redentore ricomperate? " Se Dio medesimo nella prima visita che fece del nostro progenitore Adamo nel Paradiso terrestre volle farla in propria sua persona (veramente la s. Scrittura non ci dice come Dio ivi gli fece sentir la

Verbo
nio,

demofrapponeva impedimenti perch noQ


di Dio; di

che invidioso

visitasse

fratelli.

Or

essendo

vescovi

succeduti in luogo degli Apostoli, spetta


al

loro ministero esser solleciti o visitar

le diocesi,

tanto pi che

vanno

a spese

sua voce; bens


il

Adamo

ed

Eva

udi-

de'visitati; e la

procurazione (sul qual voil

rono

Signore che camminava nel giarritiratisi

cabolo pu vedersi
degli arlicoH
to,

voi.

XGVIl,

p.

35:

dino sulla sera; e

per vergogna,

nozioni analoghe alla mensa vescovile, e

Dio

li

chiam

e sentenzi).

nella

disi

scussione dell' enormit di Pentapoli,

dichiar descendani et vidtbo^ onde per

che trattano d'ogni provensono nel voi. XCV, p. io5 e seg.) dovuta per ragione della visita, non pre-

bocca del suo profeta Ezechiele diceva

scrittibile da' sudditi,

come

si

ha dal
i

e.

E^o

ipse reqnirani oves meas, et visitaet

cum ex offlcii de praescript.j onde


cilii

coo-

bo eas,

liherdboeas. Quindi Ira

gli

an-

zelarono questo punto di tanta im-

Legge vecchia, eranvi visitatori, quali avean cura della legge e de'divini misteri. Giuseppe fatto vicer d' Egitto: Egressus est ad terram
tichi giudei nella
i i

portanza.

Comand quello di Tours: Deannuis viQibus ab Episcopo

crevinms^ utantiquae consuetndinis ordo


serve tur y et

dioeceses visitentur.
2. concilio di

Lo

stesso ordin

il

Aegyptiy et circuivit omnes regiones.


vicer in persona
se.

andava

in visita del pae-

Samuele non risparmiando fatica, ne incomodo di stagione o di viaggio: ibat per singulos annos circumiens Bethel, et Glgala^ et lUasphat]^ et judicabat
Israeleni.
Il

re Giosia in

persona

visi-

tando

il

suo dominio, ne tolse generosa-

Braga e ne die' a* vescovi le regole; cos quello di Chlons sur Saone, quello d'Arles ed altri. Nel 4 concilio di Toledo furono per parte de' popoli esposte querele, che alcuni vescovi esigevano la procurazione, e non curavano di visitare le diocesi, contro la regola di s. Paolo: Si'quis non vidt operar i^ nec manducet.

abbominazioni degridoli. il Figlio di Dio non mand un Angelo, un Arcangelo, un Serafino, ma venuto egli in persona , Visitavit nosoriens ex alto^ a ricercare
tutte le

mente

Onde

il

concilio dichiar col cano-

Wel nuovo Testamento,

ne 5: Quae duplex infamia negligentiae, etavaritiae s. Synodo magne fuit horrori. Statuit itaque ne quis ultra exer
ceat id cupiditatis ingeninm, et ut solliciliores sint

le pecorelle

smarrite, a costo di tante pe-

ne e

fatiche, sudori e sangue, e

morte

di

visiiandis.
di

Croce, per ridurle all'ovile celeste. Egli


cos Crocefisso

Episcopi de suis gregibus cos mg."* Bosio vescovo Novara, che per la salute del suo greg-

Non

potrebbe ripetere assai me-

ge, ne'disagi delle visite pastorali termi*

glio a chi fa altrimenti,

quanto un

sol-

la vita;

morte invidiata dall'arcives.

dato rispose a Cesare, quaudo ricusaodo

scovo di Miluuo

Carlo, che u celebr

ii8
I

VIS
Il

V
romana, prima-

funerali.

Sommo Pontefice, come med'Occidente, oltie-

Iropolila (della provincia


te d'Italia e patriarca
cl

della greggia de'fedeli),

Pastore de'Pr/^/or/ e padre comune vacando qualche f'escovato nella sua diocesi detta Urhile visite

inducer e^ bonos mores tuer, pravos corrigerc, et popuhan exhorlalonibus ad religonem^ palenliam^ innocentia ni q u rtccef/ere. Per , soggiunge il Sarnelli,
dev'esser amorevole,

come
s.

la

Visitazio-

ne della B. Vergine a

Elisabetta (V.);

cnrla, delegala subito

a'vescovi

come

la visita

degli amici e parenti;

come

pi

vicini, e lo stesso

faceva nelleio pr*

la visita de'roedici agl'infermi; degli agri-

vincie,
lia,

similmente dette Urbicarie d'Itaspeciale metropolita di quelle;


di

coltori a'ioro poderi; de'pastorialla greggia:


sess.

come

onde morto il vescovo

Palermo, s. Gregorio I deleg la visita a Barbaro vesco* vo di Benevento nel 6o3 qua propter visilalionis deslilutae Ecclesiae fraternilati lucie opera/n soleniniter delegatius. Morto parimente Festo vescovo di Capua, scrisse il detto Papa a Gaudenzio:
:

onde il s. concilio avvis nel cap. i, i3: Illud primuni eos advionendos
,

censet, ul se Pastores

non percussores

esse meminerintjatque ila praeessesubdilis

oporlercy ut non in eis dominentur^


illos

sed

taniquam

filiosy

etfratres di-

ligant^ laborentque, ut hortando^ et

mo'

nendo ab

illudtis deterre ant^

ne ubi de-

cedas.

Ul memoralae Ecclesiae Fsitator acCos'i essendo morto il vescovo di Catania, Papa Pelagio II nel 58o mand visitatore Eucarpo vescovo di Messina.

linquerinl, debits eospoenis coercere co-

ganturj quos tamen si quid per humanani fragiltatsm peccare contigerit^ illa Apostoli est ab eis serranda praeceptiOf ut illos

Lo
i

stesso in tutto l'Occidente fu prai

arguanty obsecrenty increet

ticato da' metropoliti,

quali destinava-

peni in omni bonitate^

patientia^ cuni

no
s,

vescovi visitatori alle chiese vacanti

delle loro proviucie,

come

dichiar

Papa

saepe plus erga corrigendos agal benevolentia, quam austeritasj plus exhortat/Of quam commina tic; plus charitas, quam potestas. Sin autemob delicligra-

Gregorio \.Ad Mctropolilum spedasse vacanti Ecclesiae Fisitalorem Episcopurn desl'inare^ ad queni pertinehai
electuni Antistilem consecrare.

vitateu virga opusjuerit;


^

iunccum man-

si

fac-

suetudine rigor cuni misericordia j ud-

cia l'elezione del successore coirassisleo-

za del vescovo visitatore, detto pure In/erce.5Jor,argoraento svolto nel vol.XG V,


p.

259
il

eseg., ragionando dell'elezionedel

Vescovo.
cesse

questi vescovi visitatori suc( /^.),

cium, cuni lenitale severitas adhibenda Perch nella visita non si fa strepilo giudiziale, e le cose gravi si faranno con maturit nella citt vescovile, secondo l'ordine loro. Inoltre la visita deve farest, etc.
si colla dovuta diligenza, non disgiunta da celerit, per non gravare diocesani con lunga dimora, come prescrive il Trii

f^ icario capitolare

come

af

ferma
si

mg/

iNicolai

vescovo di Capaccio:
voi.

pu tener presente il riferito nel XCVl, p. 67 e seg. In quanto poi

alla

dentino

cap. 3,

sess.

1^. Fatta

dunque

maniera di procedere nella visita pastorale, bench il Tridentino dia al vescovo odierno in visita maggiori facolt della podest ordinaria, dichiarandolo in molte cose delegalo della
s.

dal vescovo la visita locale, reale e per-

sonale in un luogo, tosto


tro.

si

passi all'al-

Termina
devono

il

Sarnelli la Lettera della

Visita Pastorale^ con avvertire, che per


essa

Sede, sicch reo-

servire di specchio

due gran
8.

de

gli

ordinari in

visita pari co'delegati,


il

cardinali della Chiesa di Dio, e pastori

ad ogni modo, dice


fine della visita
concilio, sess.
il

Sarnelli, perch

il

dichiarato da quel
3:

s.

24,

e.

Sacrani^ orUiodo-

xamque doelrinain

expulsis haeresius

Carlo e Orsini arcivescovo di Benevento poi Benedetto Xlll (che rilenendo da Papa i'ard'amplissime arcidiocesi
,

cio

Borromeo arcivescovo

di

Milano

V IS
cidioces
il

VIS
la

119
si

da PiOina intraprese due volte Fiag^io per la visita pastorale) de*


,
:

sua presenza, e se non

giustificano,

o se cadranno, saran puniti canonicamen*

ad imitazione del i., senza mai stancarsi, ogni anno faceva il giro per r arcidiocesi, non riitparmiando fatiche, non curando disastrosi viaggi, non sentendo gl'incomodi della salute. Di cui si
quali
il

a.,

le".

Il

vescovo Compagnoni,

Memorie
t.

della chiesa e de vescovi d' Osnio,


p.

5,

170 e

seg., riporta la disciplina segui-

ta nel

secolo

XV

nelle

visit;;

pastorali de*

pot dire ci che

Plinio

il

Gio\'ane

at-

tribu nel suo panegirico a Traiano: Florisstni sydcriSj more, omnia iiiviiere, omnia audire, etundequaque invocaliim, statini veliti Niunen ade.ssct,et assislere. Ecco alcuni canoni corrispondenti d con
cilii.

frammenti di quella del vescovo Zacchi nel 1462. Entrava ne* luoghi processionalmente, con
vescovi, ricavata da alcuni
vesti pontificali, tra gl'inni e
i

cantici, e
i

visitando

le

chiese interpellava

rettori

e pievani sulla loro condizione; cosi face*

va nelle confraternite e spedali co'priori,

Can.

del conclio di Braga del


le

5'j'i.

amministrando
to delle

la

cresima o Conferma'
se pagati;

vescovi visitando

loro chiese, esai

zione in ogni luogo. Si faceva render con-

mineranno primieramente
sapere

chierici per
il

prebende, e de'censi
1*

ed

come amministrino
la

battesimo,

esaminava
Jrtgre,

idoneit delle Suppellettili


tali ec.
si

come

celebrino
Il

messa e

gli altri ufiizi

multando se non eran

Gl'in-

ecclesiastici.

vescovo raduner un altro

ventari che in tale circostanza

olirono

giorno
giuro,

il

popolo per istruirlo a fuggire

o
vi

si

compilano, preteutarono

la

hugalii

l'idolatria, l'omicidio, l'adulterio, lo speril

t e miseria di quell'epoca, in cui

vesco-

falso testimonio, e gli altri pecca-

solevano fare registrare in


le suppellettili

essi

non sole

li mortali; a credere la Risurrezione, e al giorno del Giudizio universale , ossia la seconda entit del iVessa {F.). Indi passer ad un'altra chiesa*'. Can.iG del concilio di Cblonssur Saone. I vescovi

no

sagre,

ma

eziandio

profane d'uso domestico.


Il

visitare sovente la propria diocesi

stato tenuto
cipali
ti

mai sempre per uno de'prinInfat*'

doveri annessi all'episcopato.

nelle

loro

visite

si

asterranno non pur

dalle esazioni illecite,

ma

da luttoci che

pu esser d'aggravio, e cagionar delloscan dalo". Can. 4 del concilio d' Arles del 9 3.
1

vescovi nella visita pastorale


i

avran-

deve un vescovo o altro ordinario fur le parti di pad<e e di pastore verso la greggia alla sua cura commessa, egli deve altres mostrarsi sollecito', per quanto e in s, di visitarla a fine di mantenere in
se

no gran cura d'istruire preti, che ord* neranno per le parrocchie, vale a dire curati. Can. 6. Avran cura che canonici e monaci vivano ciascuno secondo il loro istituto. Can. 17. Ogni vescovo visiter la sua diocesi ogni nono, e prender in protezione poveri oppressi". Can. 3 del concilio generale di Laterano IV nel 1 2 5. * Ogni vescovo visiter almeno
i

essa

la

sana dottrina, di purgarla dagli

errori, qualora

ne fosse

infetta, di accen-

derla con Predica di esortazione, e colle

ammonizioni alla religione e alla pace, di provvedere a'suoi bisogni,edifareinsoai* ma tutloci, che giovar possa al suo spirituale profitto. Quindi si legge nelle storie ecclesiastiche, fino
la

da'primi secoli deli

Chiesa, che
i

patriaichi,

metropolile lo-

una
dove

volta l'anno in persona, o per altri

tani e

vescovi
le

spesso visitavano

soggetti idonei, la parte della


si

sua diocesi,

ro diocesi^

toro provincie, le loro par-

dir che

delle persoiieche
licole,

vi sono degli eretici, o tengono segrete conven*

rocchie; laonde,
cilio di
Tiiat.f

come

gi notai,

il

8.

con-

o che menano una

vita singolare,
;

Trento nella ses. 24 de Rejbr* e. 3, impose a ciascun di essi di viimpediti, por mezzo del loro

e diversa dal

comune

de'fcdeli

avr cu-

sitare in persona, ovvero, essendo legitli*

ra d'iudicarneli; far venirgli accusati al*

mameulc

I20

V IS
gioia vi annunziarao,.o
figli

Plcnrio generaley o speciale l^sUafors, tutta quanta la loro diocesi ogni anno, o al pi ogni due anni, qualora non basti uno per visitarla interamente. Annunzia*

carissimi. Sa-

r dessa aperta nel giorno

del prossimo

gennaio

alle

ore 3 pomeridiane nella no-

stra chiesa cattedrale.

tanto

cj

parve

no alla diocesi la visita pastorale che si propongono effettuare con Notificazione per la sagra visita. Riprodurr per bello e dotto esempio quella dell'odierno arcivescovo ve';covod'/^/7CO/zrz
ricavandola dal
e

proprio un

tal

che ricorda il a noi suona manifestazione , riconosci' mento. In questo il nostro Dio Redentoil nostro Padre celeste, si fe'per tale riconoscer dagli uomini; e in questo di-

quello, , siccome mistero delTEpifania, che

giorno

Umana caV'
Ossen>atore piacque al

re,

dinal Antonio M." Benedetto Antonucci,


n.
1

dell'

stintamente

la

Chiesa mostrerassi a voi

Romano deh 852.


Gerarca supremo,
re,

al

Quando

Madre

pietosa

chiamandovi

a se per far-

nostro Sovrano e

vi ricchi

de'suoi tesori celesti. Miei cari,


il

Pontefice, richiamarci al carico di Pasto-

seguiamo
lenne.
sto

mistero di questo giorno sostella

fidando a nostre cure questa gregge


,

Una

pe'Magi fu guida a CriR.eligioae, ch'


alle

elettissima

noi

abbench

gi

da mollo
ci

divezzati da qUell' ufficio

si

laborioso,

bambino; e la lucente di mezzo


vi

un astro

tenebre del

mondo

togliemmo con gaudio l'onorevole ministero nella certa conoscenza, che una fimiglia ci era commessa buona, docile, affettuosa. E quest'affezione, questa bont
del cuore voi la palesaste, o
figli carissi*

corrotto,

guidi in quest'opera salutare,


nella loro risolu-

cristiana. Dessi fermi

zione pietosa non fecero conto degli scherni

mondani, ne intimidirono

all'ira

d'u

tiranno crudele, e voi nella vostra piet


colo,

mi, nella schietta esultanza, ne' modi a-

morevoli, con che poco innanzi


glieste tra voi. E' ora debito del

ci

acco-

vostro

non guardate alle beffe de'seguaci del senon invilite agli assalti del nemico d'inferno. Doni preziosi da quelli furono
presentati a Ges; somiglievoli offrirle voi pure porgete al Signore. La Fede sia l'oro, l'Orazione l'incenso, la Mortificazio-

padre ricambiarvi del dono, e tutta

mo-

strarvi la sua gratitudine e tenerezza. Ri-

pensando per

sul

modo di darveoe

va, e facendo attenzione,

proche mentre son

ne dello

spirito

tenga luogo alla mirra.


vi

Padre^ a voi sono in pari tempo Pastore, niun altro pi adatto ce ne ha suggerito
il

Con quest'apparecchio
lute e di grazia.
Il

torner a gran

profitto, vi accerto, questo

tempo
il

di sa-

nostro cuore, che quello di aprire la


Visita, la quale, se sguarda
il

nostro Pastore Divino,

s.

primamen-

che venne

in terra a visitare

suo po-

te

vostro bene spirituale, intende non


al vostro
si

polo, ed a portargli salute, lasci a' suoi


successori nel ministero santissimo del co-

meno
questa

temporale vantaggio. la
d'afifetti,

fa
il

luogo a confidenza

mein appresso

a rinnovare

si

a^sse quel'o-

io questa

ge

il

Pastore riconosce il suo gregPadre si fa vicini suoi figli , ne


i i

st'opera pietosa cristiana. Egli a tutto

razione premise; e noi fedeli


detto giorno
della nostra
gitori celesti

al

suo esem-

apprende bisogni, ne asciuga le lagrime, ne minora l'angustie. In questa si snebbiano dall'errore le menti, si ammolliscono
^al
i

pio faremo capo da questa, aprendo nel


la s.

Visita sotto gli auspicii

cuori indurali ne'vizi,gli sviati


sentiero richiamansi,
i

Patrona e de' nostri Proteginvocando l'aiuto di Quello,

buon
al

timorosi

sono

bene incorali,

fervorosi confor-

de.

tati nel
ti,

meglio. Consigli,

ammaestramen-

quanto in somma d'un cno* re paterno, tutto si adopera in questo tempo aecettevole. Questa pertanto aoi nella
soccorsi,

da cui quanto bene nel mondo proceEsortiamo pertanto tutti del nostro Clero amatissimo a decorare della loro presenza la sagra funzione, ed associarsi alle nostre preghiere. Il popolo, che pren-

de da'suo

sagri Ministri la

norma, dal-

s
lo riguarda
il

VIS
Digiurw,
il

ut
rispetto al

resempiogudato correrh cUvoloesso pure a giunger forza a' nostri voli caklissi^

No-

ma

augusto
stiva

di

Dio, della Fergine e de*

mi.

dell'

Ordiniamo inolile a lutti Sacerdoti un Clero e dell'altro, che si nella


i

Santi

nostra cura primiera.

Gemda

IMessa,e

nelleBenedizioni aggiungano al:

ultimo nella sua piet torn la gioia agli afflitti, la speranza a'sfiduciali, a* travagliati la pace, e noi nella nostra

l'allre l'orazione

Deus qui corda fide-

debolez-

lium; e

Messa parrocchiale e convenluale invochino l'aiuto celeste con l'inno: Feiii Creator Spirtusj l'orazionella

za, col consiglio e con l'opera, a tutti sa-

remo
forto.

di soccorso, di

Rimane

ora, o

giovamento e configli carissimi, che

ne sopraccitata, e quella de'ss. ProtettoCristo Ges si ri. Forte neir orazione trascelse compagni all' impresa santissima; e noi a maniera dell' Eterno ]Me,

non

riceviate invano, siccome dice l'Apo-

stolo, questo benefizio Divino,


te al

ma

v'unia-

Pastore nell'opera santa, e a Lui


pienezza di grazia per ripor-

preghiate dal Cielo lume, fortezza, consiglio, a voi

slro,

chiameremo
si

a soci delle nostre fa-

tiche degni ed eletti Ministri. Egli caldo


di zelo celeste
f'

tarne profitto. Lo speriamo dal vostro cuore docile, affettuoso, cristiano; e


cos dolce fiducia vi
lieti

dentro

al

suo

Temprofaa-

ia

pio e lo purg delle sozzure, e lo torn


nell'onore primiero cacciandone
natori sacrileghi; e noi d'ugual
i

modo
la

vrenio a primo pensiero visitare


del Signore
gli
,

Casa
f^asi^

osserveremo
Reliquie

sagri
gli

Arredi^
il

le ss.

Altari, e

comparliamo la Pastorale benedizione. Data dalla nostra residenza in Ancona questo d 3 gennaio i852. Antonio Benedetto ArcivescoK>o e Vescovo ". Nel Dizionario sacro-liturgico, del benemerito veneto sacerdote Di il seguente articolo, che nel riprodurre fjrlra parentesi alcune avvertenze. Visita Pastorale del Vescovo alle Chiese della sua diocesi, rito e cerc-

fare che

Culto divino

sia nel

suo pieno
por-

clich, vi

splendore, nella sua maest. Sar prima


in questo la nostra Cattedrale. Ci

teremo
nori
si

in appresso alla Collegiata, alle


l'altre

Chiese parrocchiali, e a tutte


diocesi.

mi-

monie. Inlimatasi dal prelato


Si avvertir
elfetli,
il

la visita: r.

interne, che esterne della nostra

popolo intorno

alle cause,

Visiteremo
i

nasteriy

vate

gli

Seminario /i lloConservatorii^ le Cappelle priOspedali , e quanti Pd luoglii


il

e suo rito, leggendo

dopo l'Evanla

gelo della Messa parrocchiale

Lettera

Pastorale, se

vi

fosse. 2. S' inviter alla

sono

alla

nostra giurisdizione soggetti.

confessione sagramenlale, onde ricevere


la ss.

Cristo nel

tempo

della

sua visitazione

Eucaristia per

mano

del vescovo

santissima, pose ogni cura a combattere


le false

dottrine de'boriosi dottori, a por-

re in luce,

sia farisaica,

mordere e fulmitiare l'ipocriad ispiegar la sua legge, ad


Lui porremo
gli

appurecchieranno quelli che sono ancora da cresimarsi. 4- Si ecciter il popolo col suono preventivo e frequente del3. Si
le

campane.

5.

Si

adorner a

festa

la

inculcarla, diffonderla e metterla nell* a-

Chiesa. 6. Si appronteranno tutte quelle

more

di tulli; e noi dietro

cose, che fossero da benedirsi e da consagrarsi. 7.


carsi verso

l'opera nostra a rimuovere

errori, che

Per
il

le

ceremonie da pratisi

pur troppo a questi giorni tristissimi si van propagando, a conbnltere que'funesti priucipii che da'cnaeslri dell' empiet sotto falsi colori sono disseminati a ri,

vescovo

apparecchier.
ve-

a) L'ombrellino o baldacchino da portarsi da'nobili del

luogo nel ricevere

il

scovo, b)
gliela

chiamar

nel vigore l'inosservanza de' diss.

Una Croce senz'asta per darda baciare, e) Un tappeto e un cu-

vini precetti, e dellaChiesa nostra

Ma-

scino di color paonazzo, d)


colla navicella, e)
Il

Un

turibolo

dre. L'osservanza delle h\s(e, l'astinenza


da'cibi di grasso ne'gioriii vietatile (pian*

vaso dell'accpia be11

nedetta coU'asper^urio. f)

piviale e iu

122
Si

VIS
breviario,
lie di
il

V
qualche
s.

s
TomePrnl
il

ola d color bianco pel rettore della chie-

calendario, la Bibbia,

g) Uo genuflessorio con tappeto e cuscino di color paonazzo innanzi \* aitar


sa,

Padre,

catechiimo roin

mano

e altri simili ([la

Gavanto

maggiore, e dove
h)

vi

la ss.

Eucaristia.

xi Cornp.
luoghi poi

Fisit. Civit. et

Dioecesis.).

Una

sedia vescovile sopra 3 gradini,

con baldacchino sopra in cornii Ei^angeli. i) Tutto quello che pu esser necessario pei ramminisirazionedelsagiamenfo della cre!ima. k)
la

per propria giurisdizione dal P^escovo sono i seguenti,


visitarsi
I.

da

La Chiesa

cattedrale. 2.

Le

collegiate

Le confraternite delsessi, l)

dottrina cristiana de'due

Sei

cerei sull'altare

maggiore,

w) Due

torcie
si

servienti a vari usi. 8. In Scigreslia

e-

Le parrocchiali colle abitazioni de'parrochi. 4- Le benefiziale. 5. Gli oratorii dove si celebra, e ove non si celebra messa. 6. I monasteri di monache soggette all'ordinario. 7. Le
colle case canoniche. 3.

sporranno con ordine le sagre suppelietlili. g. Ivi pure si esporranno libri destuiali ad uso delia chiesa, come sarebbero messali, breviarii, antifonarii e rii

chiese de'monaci o regolari dove


ra di

vi sia

cu-

tuali, io.

Un

indice delle

ss.

Reliquie coli

le rispettive loro

approvazioni,

i.

do-

anime, come vuole il concilio di Trento (sess. 1 5, cap. 5). Veduto quanto si deve apparecchiare per la detta visi ta^ venghiamo all'ordine da tenersi nel ricevere il Fe.'icovo (accompagnalo da*
convisitalori).
i.

cumenti dell'Indulgenze
vilegiato.
I

e dell'altare pri-

INe'Iuoghi insigni

si

rice-

2.

Un

in

ventario de'dirilli, de'

ver processicjnalmente sotto baldacchino, e mai fuori delle porte della citt, se-

privilegi, e dell'obbligazioni della chiesa.

i3. L'inventario delle suppellettili. 14.

condo

il

Cere/noniale de* Vescovi


si

(lib.

L'inventario de'beni slabili e rendite della chiesa, delle

cap. 2, D. 8). Ne'iuoghi minori

riceve-

decime e

dell'offerte. i5.
si

Un

indice de'benefizi che

trovano in

cio della

r col rocchetto e colla mozzetta, col baCroce alla porla dejla chiesa, e
vestito di piviale di color bianco. L'ordi-

quella parrocchia. 16. Similmente delle


chiese, degli oratorii e delle cappelle colle loro obbligazioni, esistenti nel circolo

colTincensazione del pi degno del clero

ne poi da tenensi sar

il

seguente,

Al-

della parrocchia

^-Similmente delle confraternite ede'monasteri si di uomini, come di donne. 18. Similmente del clero di
i

l'avvicinarsi del prelato alla chiesa

si

suo-

ner l'organo eie campane solennemente. 2. Si accenderanno le candele dell'altare maggiore, e degli altri altari, se ve

quella chiesa. 19. Similmente de'laici che servono negli uliizi divini e ne' funerali. 20. Suiiilmente un indice delle Messe ri-

ne

fossero. 3. Si porter

il

clero alla por-

ta della chiesa
accoliti,

cevute, e da celebrarsi e celebrate. 2

Si*

con due ceroferarii e due uno col vaso dell'acqua benedetturibolo e colla navicella;

ujilmeute de'Iegati eseguiti e da eseguirsi, per cause pie e lasciali. 22. Si abbia-

ta, e l'altro col

no

in

pronto

registri

parrocchiali de'

il rettore (0 il pi degno del clero) in piviale bianco col Crocefisso.

indi susseguir

battezzali, de'contermali, de* coniugati e

Giunto

il

de'defunti,

2 3. Si

non che lo stato dell'anime. debbano apparecchiare da quaorfa-

genufletter sopra

prelato alla porta del tempio, il cuscino posto nel


e
il

mezzo d'un tappeto,


r
il

rettore gli olFrigli

lunque del clero gl'islrumenti degli dini sagri e de'benefizi, come pure le

Crocefisso da baciare; indi

porger

l'aspersorio epoi la navicella col cucchia-

colt date per ascoltare leconfessioni, per

rino per porre l'incenso nel turibolo, che


si terr aperto dall'accolito, e datagli la benedizione (dopo che il vescovo avrcoll'aspersorio segnato s, ed asperso quindi
il

predicare e per celebrare in qualche oratorio privato la s. Messa. 24. imilmenle


i

libi

personali,

che

si

sogliono prescri-

vere agli

ecclesiastici,

come

il

uiessalc,

il

clero, e poscia

il

popolo dentro

lu chie*

V
sa e

VIS
meDivina legge e de'precelli
sa, e

laS
di

dopo quello

esisteiile fuori della

.Midre Chie-

desima, reilituentio 1' aspei&orio), il rettore incenser con 3 tiri il vescovo, fallogli

per levai e

gli

abusi, (|uando ve ne
la

fossero.

Ci detto dar

sulenne benedi'
si

prima e dopo una profonda inchii

zione

al

popolo

(e

quindi

pubblicher

nazione. Nell'entrare cl/egli far in chiesa, se sar la prioia volta


tori

l'indulgenza concessa dal vescovo a'presenli).

che visita, candiranno l'antifona: Sacerdos et Poti ti/ex j et virtutum opifex'y Pastor bone in

Si avvertir poi
il

che celebrando

messa
la

prelato,

il

detto discorso potr

aver luogo dopo l'Evangelo. Deposta poi

populo^ sic placuisti


:

Domino; e

dipoi in-

cappa vescovile,

si

vestir

d'

amitto,

luooeranno l'inno P^eni Creator Spiritns, ovvero il Te Deiun laudamusj ma non essendo la prima visita, si tralascer la detta antifona, e solamente si canter il Veni Creator Spiriius; venendo frattanto condotto
il

stola e piviale di color violaceo o nero, e


di

mitra semplice, e stando presso


il

l'alta-

re verso

popolo, far una generale as-

soluzione pe'defuuti, dicendo l'antifona:

Si iniqui tates; e
ripetendosi

il

salmo:

De profundis^
Kyrie
l'

prelato all'altare del

ss.

la stessa

antifona, e poi dir:


e-

Sagramento, ove orer un poco. Terminato


il

Kyrie

eleison, Christe eleison,

detto inno,

il

rettore stando sulla


dell* altare,

Irison: Pater noster.K pigliato l'aspersorio, asperger 3 volte, indi posto


in-

predella in

cornu Epistolae

verso

il

prelato che sar genuflesso, dir

censo nel turibolo colla benedizione, incenser

ci che segue: f. Prolector nosler aspi-

come

al solito,

e poi dir

f.

et Deus. ^. Etrespice infacictn Chris ti ini. ^. Salvimi fac servimi tuum. %.

ne nos inducas in tentationem. j^. libera nos a malo. ^. In memoria


terna erunt justi.
]|.

Et Scd
cte-

Deus nieiis speranteni in te. f. 3Jilte e/, Domine, auxiliimi de sanato. ]. Et de


Sion
tiiere euni.
f^.

Ab

auditione

y. Niliil proficial

ini-

Et filius inquitatis non ei. ^. Domine, exaudi oratoneni meani. i. Et clamor meits
nicus in eo.

non timebunt. jf. A porta inferi. riie, Domine, ani mas eorum. f. Requiem aeternam dona eisy Domine. ]. Et lux
perpetua luceat eis. jtf. Domine exaudi oralionem meam. ]. Et clamor meus ad te veniat. f. Dominus vobiscum. ^. Et Clini spirita tuo. Oremus: Deus, qui inter Apostolicos Sacerdoles famulostuos
Pontificali fecisii dignit te vigere, prae

mala ]. E'

apponat nocere

ad
Et

te veniat. f. Dominus vohiscum. ^. cimi spirita tuo. Oremus: Deus ha-

milium

visitator,

qui eos paterna dde-

ctione consolarisj praetende societati no-

strae gratiam iuam, ut per eos, in qui-

bus habitas tuum in nobis sentiamus advenlum. Per Christuni Dominimi nostrum. Amen. Dopo si canter l'anlifona del Sanlo titolare della chiesa col jlf cor,
.

eorum quoque perpetuo aggregentur consortio. Per Chri^ stimi Dominimi nostrum. Amen. Dipoi col vaso dell* acqua benedetta, col turista^ qurjesumus, ut

bolo, co'ceroferarii, colla Croce, e col cle-

rispondente, e tratlanto

il

prelato ascen

ro innanzi, cantandosi
-

der

l'aliare, e lo bncier nel

mezzo,

ri

rum

resuscitasti,
vi

si

il ^. porter

Qui Laza*
il

prelato al

tiratosi in

cornu Epistolae, stando volto

cimiterio (se

, altrimenti gira per la

verso l'altare, canter l'orazione del pre

chiesa aspergendo
tulli e
i

detto Santo, poscia sedendo nel faldistorio,

o in una sedia vescovile (o nel trono) con baldacchino sopra, apparecchiata in cornu Evanf^elii far un breve discorso
(poi in breve ne esibir

un esempio)

sul-

l'obbligo che Ud
si

di visitare la sua dioce-

per animare tutti all'osaervunia della

le sepolture, avendo in due casi sempre la Croce astala fra due candellieri e il clero avanti), dicendo co'suoi ministri T antifona: iV/ mi quitatesj e il salmo De profundis; e quando sar nel mezzo del cimiterio, si canter il i||. Libera me, Domine; e dopo rie cUison, Christe eleison. Kyrie elei'

Ky

^4

VIS
jlf.

V
dino
dell'altare,

S
al rettre

Et ne nos inducas in tentationem. $. Sed libera nos a malo, f. In memoria aeterna erunt fusti etc, come sopra. Oremus: Deus, qui inter etc. E poscia: Deus veniae largitor, et hmnanae salutis amalor, qnaesumus
son: Pater no s ter.

impone

o parl'in-

roco, che deve essere in colla e stola, di

aprire

il

ciborio.

Questo aperto, pone

censo nel luribolo), e dipoi ne far l'incensazione (dopo la quale s' intuona il

Tantum
il

ergo.

Appena cominciato,
all'

si

alza
fa

clementiam tuam^ ut nostrae Congrega^ tonisfratres, propinquos, et henefactores, qui ex hoc saeculo transieruntj B. Maria semper Firgine intercedente ^cum

vescovo, ascende

altare,

cava o

astrarre dal ciborio la

s.

Pisside o la sca-

tola dell'Ostie coosagrate, e

pone

tutto so-

pra

il

corporale, gi preparato e disteso.


il

omnibus Sanclistuis, ad perpetuae beaiitndinis consortium pervenire concedas.

Esamina
regola
la

ciborio dentro e fuori; se in


la

serratura e

chiavetta, che lo

DeuSyCujus miseralione aniniaefl' delium requiescunt,famulis et famulabus tuis omnibus hie et ubi q ne in Christo quiescentlbuSf da propitius veniam
Indi:

chiudono. Poscia poste le s. Particole o sopra il corporale o dentro altra Pisside,


questa esamina in uno alla scatola; indi

ripone in esse
i

le

Particole, e ne raccoglie

peccatorunif ut cnnctis reatibus absoluiisy

frammenti, se

vi

sono. Se occorre,
le

si

pu

tecum sine fine laelentur. Per eum-

riflca le dita,

per avere toccato


la s.

specie

dem ChristumDominum nostrum. Amen.


f. Requiem aeternam dona eis. Domine. ]. Et lux perpetua luceat eis. f. Reqiiiescant in pace. ^. Amen. Frat*
ttinlo fila per ogni

sagramentali, e pone indi


l'altare,

Pisside sul

co rporale.Discende immediatamente dalturibolo, ed incensa

pone nuovamente l'incenso nel il ss. Sagrameulo. Si

parie del ciriiiterio

un segno di Croce (aspergendo e incensando le 4 parli, prima del j. Et ne nos inducas in tentationem: e dopo terminato {'Oremus far il segno di Croce nelle
ec). Ritornando alla chiesa col medesimoordine, sireciler il salmo: Miservre mei Deus (cantando, e dal vescovo

cuopre del velo umerale, ascende all' altare, e coperta con esso la s. Pisside, d la benedizione al popolo. Intanto si canta:

Genitori, genitoque, e

si

termina, poi

che cantala
zio nel

lai.' strofa, erasi fatto sileo


il

dette parti

tempo che

descritte ispezioni.
colla
s.

Data

vescovo eseguiva le la benedizione


discende dall'altale tovaglie, la

Pisside, questa ripone, insieme al-

sotto voce co'suoi ministri); e giunto

il

prela

la scatola, nel ciborio,

lato innanzi l'altare maggiore, deposta

re, e

si

spoglia de' sagri paramenti. Indi

mitra, dir:

Kyrie

eleison, Chris te elei-

risale sull'altare,

esamina
il

san. Kyrie eleison: Pater noster.

ne nos inducas in libera nos a malo.

Et tentationem. ^. Sed
jf. ;^.

pietra sagra e la mensa, investigando se


vi

sono irregolarit;

che fjpure co'can-

A porta inferi etc.

dellieri e tabelle dell'altare

medesimo.

Il

Oremus: Absolvc, quaesunius Domine,

vescovo accompagnato da'pi degni del


clero, e da' coovisitatori e dal parroco).

animasfamulorumfaniularumque tuarum ab omni vincalo delictorumy ut in


resur ree tionis gloria inter SancloselElectos iuos resuscitali respirent.

Indi visiter

il

battislerio,

sagri Olii (e
i

loro custodia),

le ss.

Reliquie (ed

loro re-

Per Chrifat-

liquiari e sigilli),
te incensate,

che verranno parimen-

stum
to, e
i

Dominum
deposta

nostrum. Amen. db
e
il

come

la stola

piviale, assunti

v,nilo nella sua

prescrive il citato GaPraxis Compendiaria,


si

paramenti
il

di color bianco (cio la stola

7, n.

I.

Similmente

porter alla videlle ss.

piviale, per
si

cominciare

le

visite), il

sita degli altari, delle cappelle,

prelato
rislia,

porter a visitare

la ss.

Buca*
il

precedendo due torcie accese e


(e

Inmagini (de' confessionali), della sagrestia e delle coufraternile (per osservare se


tutto trovasi ia regola; e oellu sagrestia

turibolo

prostrato sul cuscino nel gra-

V
esamina
!e vesti

s
i

VIS
pRnnilin sagri,

iiS
Giosafat,
la

sngie,
i

de*

due famosi
la

re

Salomone e
de'popoli,

tutte ie lioiiclierie,

vasi sagri.

Passa

al

che

vera

(islicit

quiete e

cimiierio per vedere se ha


(]ual(

bisogno di
il

la tranquillit

de'regni, lo splendore e la

he cosa da riformare/ Poscia


la

ve-

gloria de'regnanli,

scovo polla amminislrare


cjuelii

cre>.ioa

che ne saranno apparecchiali, prepotr eziandio benedire


eccJesiaslici, se
le

non consistono gi neldominio di vaste Provincie, e nel godimento de* pial'acquisto di gran tesori, nel
ceri di

intllendo una qualche ailenuosa aotmoitizioue


;

que^la terra,

ma

si

bene

nel culto

gli or-

e nell' ossequio del vero Dio, nell'osser-

namenti

ve ne fossero di
si

vanza de'suoi divini precetti, e nel

testi-

nuovi, e deposte

sagre vesti,

tralter-

monio

della

buona

coscienza. Passa quin-

l col clero e co'fyhbricieri,onde esami-

di a di e,

nale

le

amminstiazioiii spirituali e temchie>-.a

porali d quella

(Tulle
il

le

accen-

che sebbene non abbia a far con persone, cui convenir possano o la tarda confessione di Salomone, per eccitai le al

nale cose, o alcune di


visitarle a suo
la

esse,

vescovo pti

disprezzo de'beni terreni, o

sag-

visita

comodo, o commetterne a'convisitatoii. Deve osse vare


i

gi

piovvedinienti di Giosafal, per ricou-

duile sul sentiero della virt e della religione;

hbii pariocihialijSia de'baltezzali,sia e


defunti,
sia dfgli

pure

il
il

suo pastorale

ufllcio esige,

sposalizi; gli obblighi

ch'egli visiti
tagli dalla

campo
di
s

e la gregge affida,

delle messe e degli anniversari ed altri


legati pii; e

divina Provvidenza

poicli
il

quanto concerne

la fcibbiica
le
si

non

vi

campo

eletto frun)ento,

delia chiesa e sue pertinenze, e


te e spese della

rendiporte-

quale non richiegga un' incessante cura


dell'agricoltore, affinch

medesima). Indi

la alia visita della scuola della dottrina


cristiana, e

sieme con esso l'erbe


zizzania, novile
re,
il

inutili, e la

non crescano innemica

prima

di partite, nel

suo

a-

chiuso di scelte peco-

bilo prelatizio soltanto, fai ritorno all'

quale non abbisogni d'una contintia


vi

altare maggiore, e

ccr/.u Epistolae
:

vigilanza del suo pastore, affinch col fa-

verso di esso dir l'antifona


ialesj salmo
rie eleison,

Si inqui'
e

vor delle tenebre non

s'

introduca un

De profundis j
f
.

Chi iste
]^.

dopo Kyckisou^ Kyrie elei-

qualche vorace lupo a farne strage. > Questo adunque, egli conclude, sar l'oggetto della n)ia
visita,

son: Pater iioster.


in lenta tioneu.

Et ne nos inducas Sed libera nos a malo. ^. A porta infer t\c. Oremus: Deus^ cujus miseratione etc. come sopra". Disvolere produrre un' idea del discorso che pronunzia il vescovo nell' apertura
si

acciocch non abbia

a sentire anch'io que'iimproveri, che fe-

ce un
le

tempo

il

Signore a'Paslori d'Israe-

per bocca d'Ezechiele 34: ^ <3r^ PaslO" rilus Israel, quipascehanl semetipsos ...

della

s.

Visita, e T estraggo dal

Discorso

di

mgJ

ncenzo Mei uni vescovo di Ti-

voli nell' incominciar la visita della sua

diocesi a'd i o luglio i ySS,

Boma

785.

Piomosso
voli, a'

il

prelato al vescovato di Ti-

i4

di

febbraio di dello anno, d


cos

adempimento d'un dovere


lante
di
,

in^porla visita

quodinfirnumfutnon consoluiaslis, et quod aegrotum non sanaslis^ et quodpc1 ierat non quaesistisj e quindi incorre nello slesso tenibile giudizio: Ecce ego ipse super Pastores requram gregem meum de wanu eoruni*. Dello stesso illustre prelato abbiamo: Istruzione sopra le sagre ordinazioni di mgJ I ncenzo
JJa/mi vescovo di Tivoli al clero della

tosto volle inti

aprendere

sua diotebi,con premelteie ad essa l'indicalo discorso, pieno veramente di quel


pastorale sollecitudine,
((rnilo

sua

diocesi^ Roma 1785. Terminata dal vescovo o altro ordinario la s. Visita, e


tulli gii alti a(|uesta

zelo e di (|uella
di cui

appartenenti,

si

por-

dev'esser

un vescovo. \i
coli'eHinpio

tela

il

visitatore alla chiesa

ove l'avea a-

Diostia pel egli da

puma,

pti la, e senza pai aiueuli bagri, tua in v

126
sii

VIS
sul villo

V
che
gli
ii

S
quali in quest'oc-

cornu BfatvLief e guardando 1' aliare maggiore dice il salmo: De profundis, li ^jf jC poi \'0prelatizie, iiatno in

dee sonuniniglrare. 6vescovo, in ciascun

Sopra

l'altre funzioni, le
il

casione deve fare

remiis:

Deus cujus

miseratione, coin nel


In questo vi

luogo della
risce
il

diocesi.

Tutte discute e chiasegue.

Pontificale Roinanuni.

dolio
I

De Luca, come

Quan

VOrdo

adrecipienduni processionaliter

lo alla

."

ispezione sul
parti;

Praelatunij e
ro vas.

VOrdo ad visitandas PaDe Luca,


il
1

tiene

due

modo, questa conuna cio che si debba far

la visita della diocesi

Ora

col cardinal

// Vescovo

s stesso, per la ragione

prrt^/co, compencliei

sita della diocesi, e di

debba fare
casione

il

cap. 3: Della viquel che in questa vescovo. con questa oc-

personabnentee per che il pastore deve cogli occhi propri vedere lo stato delsue pecorelle, e conoscere

le

come

pa-

stori

o ministri inferiori

le trattino,

egli

si parla de'pesi delle messe e degli anniversari, e della loro riduzione.

somministrino buoni e salutiferi pascoli, e le curino nell'infermit. Sentendo ancor da esse colle proprie orecchie, sincera-

11

concilio; di

Trento rinnovando

le

di-

sposizioni de'canoni ede'concilii antichi

mente

richiami e

gli

aggravi, che rice-

pel

buon governo
il

della Chiesa vescovile,


i

voio da'parrochi, da'vicari e dagli altri


ministri,

incaric slrettatnenle
cose, fra le quali

vescovi di molle
stessi

mentre per altri


palliati.

si

portano semacci
le
la

dovere da per s

pre alterati e

Ed anche

visitare tutta la diocesi in ciascun

anno,

medesime
ne
di

pecorelle abbiano

consolazio-

ovvero
sita sia

al pi che dentro due anni la vicompita, quando l'ampiezza del-

vedere la faccia del maggiore loro

pastore, e lo riconoscano. Ricevendo an-

la diocesi noij

comporti che ci
e

si

possa

co da esso que'pascoli spirituali, che non

fare in

un annoj proibendo

condannan-

do

l'esazione della procurazione, e d'o-

gni altro eojolumento, ancorch colorito dal vocabolo di Cattedratico (V.) o


mili,
si-

ponno avere da'curati e dagli altri operai; come r amministrazione della cresima, la consagrazione delle chiese e degli
altari, e quant'altro spelta all'ordine ve-

non ostante qualsivoglia consuetuin contrario


,

scovile. L'altra parte riguarda

il

doversi

dine

(prova

il

JXardi,

Dtpari

far la visita colla

maggior

possibile

mo-

roclii, cap.

22 che anticamente preti rurali doveano pagare il cattedratico). Bens concesse al vescovo mentre visitala
diocesi alcune prerogative, cio che qual delegato apostolico possa far molle cose,
le quali forse

destia, compatibile col decoro della dignit, cio

famiglia che
zio, e

portando seco solamente quella ia necessaria pel suo servilusso,

non per

con due canonici o

dignit della cattedrale, quali

compagni
notare

non potrebbe fare solamensi

o aiutanti
gravare

in questa funzione, col

te colla

sua ordinaria podest, e che dalle


dia alcuna appel-

o cancelliere.
il

E ci per Tal tra ragione d'agpossibile


i

sue provvisioni non


lazione sospensiva.

meno

diocesani sud-

JN'e

molti dubbi da tali gua bene questa funzione, ch' tra le n)aggiori e le pi importanti, onde esattamente eseguirla
.

seguono in pratica decreti, ed acci se-

diti dalle spese di vitto e de'vialici (delle

diverse specie di Sussidio, Cattedratico


e 6mo/^tfco, oltre l'averli trattati in quegli articoli,
li

ricordai ne* voi.


p.

XCVI,

p.
il

modo
p
in

occorrono 6 ispezioni: i Sul da farsi per s stesso. 2. Sul lemcui deve eseguirsi. 3. Sul soggetto

62, XCVII, portar seco

38). Avvertendo, che

due canonici o dignit,


il

piuttosto consiglio che precetto; sicch

della visita, cio in chi quella deve cade-

re.4.Sullemaggioriprerogaliveela maggior podest che in tale allo ha il vescovo.


5. Sulla procurazione, e rispettivamente

vescovo quando stimi poterne fare a meno, e che bastino ii suo Vicario generale o altro ministro, il cancelliere o il segretario^ far

bene a non condurli

per

V
meno
gravare
i

s
i

VIS
curazion,
la,

117

sudditi, e questo dentro

soli limiti

del bisogno In caso poi che per

emolumenti e donativi, che si sogliono fare, come per un'annua entra-

ovvero altro legittimo impedimento, non possa ci fare in tutto, o pure in parte per s slesso, o che stimi meglio di non furio per maggior sollievo
cottiva salute,

ma

si

faccia pel bisogno e per l'utile

de'suddit.

La

3."

ispezione sul soggetto


specie, personale e
le

della visita di
locale.

due

La personale riguarda
i

persone,

de' sudditi,

come

se di

luoghi piccoli e

non solo

circa la loro vita e costumi,


titoli

ma

poveri, e incomodi nel viaggio,


ri di

mano,

in tal caso

si

come fuopoh e dovr

ancora circa

supplire per mezzo del vicario generale,

ovvero uffizi che posseggano e amministrino. In ci la regola generale assiste il vescovo, che
de'benefizi,

ovvero del suo uditore, o di qualche canonico cattedrale, o altro soggetto di sperienza, abilit e bont, sempre dovendosi aver per fine il servizio di Dio e il buon

pu
si,

visitare tutti

chierici e le

persone ec-

clesiastiche, viventi

dentro

la

sua dioce-

quando

privilegio particolare

esenti dalla visita.

non gli Per richiede questa e-

governo della Chiesa. Circa la 2.' ispezione del tempo, ancorch dnl concilio venga ordinato che la visita debbasi fare ogni anno o al pi in ogni biennio, quando lo richieda l'ampiezza della diocesi; nondimeno ci deve intendersi, secondo
lo spirito e la

senzione una speciale menzione, sicchnon

venga sotto l'esenzione generale dalla podest e giurisdizione ordinaria, per


legata aggiuntavi dal Tridentino.
la

de-

per conseguenza pu inqurire sulla vita e costumi di ciascuno, e se vi sia il concubinato o altra mala pratica, o diramazione, a rimediarvi.

ragione per

la

quale ci

sia
si

ordinato, pel fine cio che


trascurino, e perch
gli

le

cose non
si

Pu ancora esamii

abusi non

au-

nare

preti e chierici sulla letteratura, e

mentino o prendano vigore, dovendosi conoscere se furono eseguite


te
le

cose statuiil

neir ultima

visita.

Quando

vescovo

creda opportuno
vietato

visitar tutta la diocesi

parte di essa anche dentro l'anno, non


,

sudditi

ponno opporsi. Al
la diocesi

sulle ceremonie sagre, ed confessori, sebbene parrochi; riconoscere le bolle de'benefizi e uffizi, con altre cose che stimi opportuno; sempre per a buon fine e pel zelo pastorale, e non per inqtiirire e processare, aflne d'estorcere multe o composizioni,
le

contrario, e particolarmente se

o per esigere emolumenti per bol-

piccola e non
essere

vi sia

bisogno, perch

pu
al-

o decreti, per interesse e non per zelo,

facilmente informato dello stalo

quanto

a'chierici e altre

persone eccle-

delle cose da'ministr,


tra occasione
si

ovvero che per

siastiche secolari o regolari, le quali siano

a ricreazione e per

casione d*

cammini per la diocesi quamutar aria, o in ocincontrare o accompagnare

esenti

anche dalla
al

visita,

queste

si

poimo

visitare in quelle cose o parti nelle quali

siano soggette

vescovo; di che

il

De Lus'-

qualche personaggio, o perch fosse invitato a quel luogo per alcuna festa o casi simili, ne potr e d<ivi farne di me-

ca tratta espressamente nel cap. 20: Orila podest e della giurisdizione del
esenti per accidenlCt

scovo co* regolari, e co* chierici secolari

no ancorcli scorrano pi
ch tutte
siste nel
le leggi

anni.

E ci

per-

come

commissari

sono ordinate per fine

patentati esistenti nella diocesi. La sog-

onesto e ragionevole.

Insomma
si

lutto con

gezione generale

al

vescovo degli esenti,


la

finepelqnale

faccia l'atto, cio

precipuamente riguarda

fede, la re-

che
te

il

precetto del concilio non serva di

ligione cattolica, l'osservanza de' digiuni

pretesto per fare ogni

anno puntunlineula

e degl'inlerdelti generali de'Iuoghi, alme-

questa formalit ceremoinale, pel Ciwe


diocesi a spese
pi

l'andare a spasso per

de'poveri sudditi,

per esigei cquelie

o-

no pubblicamente. Gii esenti particolarmente si ponuo visitare (|uando esercitano la cura dell' anime, che compreude

128

VIS
ss.
si

V IS
amministra
al

r?immlnislrazione del battesimo, della


unzione; o amministrano

popolo suo suddito, non-

Eucaristia, del matrimonio, dell'estrema


la

dimeno

l'altra

penitenza co-

pratica e pi approvala dalle

opinione pi ricevuta in congres.

me confessori al clero e popolo secolare, con licenza e autorit del medesimo vescovo, poich in questa parte
gli altri esenti si
i

gazioni cardinalizie.

Laonde

la visita

si

restringe solamente alle persone per


tro
to

l'al-

regolari e
del velicenza

sagramento
che
il

della penitenza,
le

ad

effet-

rendono sudditi scovo, soltanto potendo senza sua

vescovo

possa esaminare sul-

confessare tra loro e gl'inservienti conviventi nel loro

come
da
Ile
la

talvolta

monastero o convento. Sicvescovijper quanto riguar-

ed anche possa conoscere il loper vedere se convenga o no permettergli quest' amministrazione e il modo col quale essi la fanno.
l'idoneit,

ro

modo

di vivere,

cura dell'anime e l'amministrazio*


podest pi del dovere, e

Ed anco

per obbligarli ad intervenire

a-

de'sagramenti, vogliono ampliarecjueali in-

gli esercizi delle

conferenze de'casi della


s.

sta loro

teologia morale, e della lettura della


Scrittura.
Il

contro gli esenti cercano di restringerla


pi possibile,
il

al

concilio di

De Luca

chiarisce l'argoil

ancora
i

la facolt di
,

Trento concesse visitare ed esaminare


secolari;

mento
do
vile

acci ciascuno conosca

suo, on-

notari

ancorch

per questa
la

de evitare controversie, anco per riguara' prelati inferiori

specie di visita forse rara in pratica,

IVullius godenti

decisione dipendendo dall' osservanza e


pratica de' paesi e diocesi. Altrettanto dicasi circa l'altra visita personale de'secolari, pel

qualche giurisdizione ecclesiastica vesco,

di questa

ragionando
facendo

nel cap. 35,

insieme

alla giurisdizione d'alcuni vescola

vi in altre diocesi;

debita di-

spirituale, o dell' usura, o della

concubinato o incesto carnale o bestemmisto foro, dici dall'esercizio di questa giu-

stinzione della cura d'anime giurisdizio-

mia, o

d' altri delitti del

nale esagraraeotale, quest'ultima soggia-

pendendo
risdizione,

cendo

alla visita del

vescovo

si

locale e

si

personale. Spetta alla visita personale,


l'abilit o istruzione degli esenti,
i

ca nel cap. 1

argomento svolto dal De LuDella giurisdizione del 1


:

loro
al

vescovo e sue diverse specie, con quali

costumi che non siano pregiudizievoli


popolo. Appartiene alla locale,
visitare l'altare in cui
si
il

poter

conserva

il ss.

Sa-

gramenlo, il battisterio, il luogo ove si conservano gli Olii santi, confessionali,


i

persone e in quali cause e in qual modo si possa esercitare. E quanto all'altra specie di visita locale, parimente al vescovo assiste la regola generale che pos^

sa visitare tutte le chiese, le cappelle e

il

cimilerio o sepolture,

libii

de'battez-

luoghi ecclesiastici della diocesi, ogni volta che non si mostri privilegio speciale d'esenzione espresso, ovvero implicito o

zali,de'malrimoniede'defunti,equant'altro spelta alle funzioni parrocchiali. Ri-

guardo

poi air allra specie dell'

ammini-

strazione de' sagramenti, volontaria e di

divozione, questa pi di elezione che di

presunto, il quale si possa allegare io vigore del possesso imraemorabde, o centenario legittimo, e non vizioso. Sotto questa

obbligo,

come l'amministrazione della


altri
ss.

ss.

specie di

visita

locale

cade ancora

Eucaristia negli

tempi, fuori del preViatico, ed annell' ascoltare

cetto pasquale, e del

quella de'benefizi ecclesiastici e dellecappetlanie, per conoscere se i possessori

che quello della penitenza


le confessioni,

non soggiace alla visita locale. Poich sebbene un'opinione crede, che il vescovo possa anco nelle chiese esenti

l'hanno con titolo legittimo; e se adempiano i pesi, e il di pi che riguarda la loro amministrazione, non che per informarsi e riconoscere pie disposizioni, per
i

legati pii e le altre

visitare quell' altare nel


il

quale
la

si

con-

gli etfetti
1

de'quali
:

il

fcerva

ss.

Sagrameuto, per

ragioue che

De Luca

ragiona nel cap, 3

Dell' est'

VIS
cuzone e commutazione delVullme voIonia. Tutta volta, anclie per rispetto delle cliiese e tle'Iuoghi, o corporazioni ecclesiastiche esenti, vi

.29 ponno dire quasi persone ecclesiastiche ma non religiose. Laonde corre notabile differenza tra una specie
n, per cui
si

VIS

cade quella stessa tuo*

e l'altra, e perci doversi regolare colla

derazione, toccala di sopra nelle persone

consuetudine, qualora non


voli

vi

siano gravi

che per la cura d'anime e Tamunnistrazione de'sagramenli necessaria in ragione


di parrocchialit, di

inconvenienti, per evitare le pregiudizie-

conseguenze delle novit,

in

che

ri-

onde

si

possa far
altri

la visita

chiedesi la prudenza del vescovo nel re-

queste chiese e degli

luoghi sagri,

golare

il

suo zelo. Quanto alle opere de*


si

in quello

per che riguarda queste parli solamente e non in altro, come se sono
la ss.

luoghi o corporazioni pie,

deve proil

cedere con)e sopra. Ancorch


lio di

conci-

tenuti colia dovuta decenza


ristia,
il

Euca*
il

Trento, stabilisca
visita,

la

regola gene-

batlisterio,

confessionali,

c-

rale affermativa a favore del vescovo,


cos
al

miterio; in

somma quanto

riguarda
in

la

nella

come

nell' assistenza

cura e

la

parrocchialit e

non

altro. se
al

Quando cade il dubbio sull'esenzione, non appare espressamente, in tal caso


vescovo basta l'assistenza della legge,

fin-

rendimento de' conti degli amministratori, e nel di pi che riguardi la buona amministrazione; tuttavia in ci noa ovvi regola certa e uniforme applicabile
a
tulli
i

ch
xe,

la

pretesa esenzione sa dimostrata

paesi, a tutti

casi

per diverse
concilio,
l'

colla regiud icata o

con 3 conformi sentendovendosi intanto mantenere il vescoesercizio di sua giurisdi*

limitazioni date dal


cio

medesimo
sotto

quando siano luoghi

imme-

vo nel possesso ed

diata protezione regia; ovvero ancor vi-

zione e podest, e con ci in rispetto della visita locale e personale.

Le maggiori
i

va e amministri lo stesso fondatore, ovvero che diversamente disponga la legge


espressa della fondazione, o quella legge

didicolt in questa specie di visita locale

sono circa
quali

luoghi e

le

corporazioni,

presunta,
e

la

quale nasce da un legittimo

non siano veramente


pii

ecclesiastici,

non

vizioso possesso

immemorabile o
si

ma

siano

governati e amministrati da
gli

centenario; e molto pi quando

pre-

secolari,

come sono
i

spedali,

monti
con-

tenda in contrario per

la

consuetudine geneluogo, e che

di piet, le fabbriche delle chiese, le

rale di quel principato o


le

donne e simili. Quanto a'couservatorii, il De Luca nel cap.ig: De Monasteri delle mona che de Conservatorii e delV altre adunanze delle donne che vivono all'usanza delle religiose bench noi siano, quali donne secolari , dice non esservi regola
fraternite laicali,

conservatorii di

circostanze de* casi


fatta dal

non

gli osti la

deroga

Tridentino
il

alle

consueze

tudini contrarie. Perci

prudente e

lanle vescovo dovr in ci regolarsi se-

condo le circostanze de'casi, e procedere con matura circospezione, che senza trascurare l'ufiizio suo non faccia innova
zioni, per evitare rotture
laici

certa e generale applicabile da per tutto; poich


al

co* magistrati

sebbene
la

il

Tridentino concede
siffatti

e pregiudizievoli. Presupposta que-

vescovo

facolt di visitare, di correg-

sta facolt di visitare,


visita
si

uou basta che


i

la

gere e di governare

luoghi e aduin

faccia

nanze, tuttavia l'osservanza de'Iuoghisuole essere diversa; anzi

le chiese e gli

materialmente visitando luoghi, ma altari, ovvero


si

anche

una

stes-

sa citt o

luogo trovasi diversit

pe'dilFele

renti conservatorii, perch in

alcuni

deve fare la visita formale, cio sulla buona amministrazione dell'entrale e de* capitali, e sul ben reprincipalmente
golato ordine e udempinento dell'opere pie, secondo lu volont de* fondatori,

donne vivono da
bito e nel vivere

secolari, in altii nell'a-

non dilferiscono dalle monache, bench veramente tuli non sia*


VOL. CI.

ovvero sccoodo

le

leggi e statuii de'iuo-

39

VIS
suiraclempimento celebrazione delle messe e degli rinc-ipiloli

VIS
contrario, anche
1*

ghi, eparticolarnienle
tlellii

ordinalo e decretato

in visita soggiace all' appellazione, e alla

niversaii, e degli allri divini ulizi e pesi

podest e giurisdizione del tuelropolita-

che abbiano
di frequen't

cleri,

alili cor-

pi universali,
si

ed

beneficiati.

perch

il

no e degli allri legittimi superiori, di cui De Luca traila nel cap. 36: Del Metropolitano e degli altri superiori del

con^mellono

in ci

man-

camenl notabili, col prelesto delle dimivescovi nella vinuite entrate, quindi
i

Vescovo.

Il

maggior punto

di questa

ispezione quello della 5.' ispezione, cio


dell' interesse del

sita

solevano fare riduzioni, non senza


essi ta-

vescovo circa
alimenti e

la

pro-

abusi e inconvenienti, fu tolta ad


le

curazione, ossia

gli

altri

emoil

facolt e fu liserbata alla

s.

congrega-

lumenti

onde pare che questo


la

sia

re-

zione del concilio, onde in simili occor-

golatore maggiore di tutta


la visila, e di so.

materia del-

lenze ad essa

con l'informaaccordano o negano; colla distinzione se il peso derivi da ultima volont o per contralto, concedensi

ricorre, e
si

zione de'vescovi

quanto di sopra si discorImperocch sebbene il Tridentino ha cercalo di provvedervi col dannare ec;ol
sotto 'titolo di pro-

togliere tutte le aale usanze nell'esigere

dosi la riduzione pi facilmente nel i,"

emolumento alcuno

taso, dovendosi esaminar la causa delle


smi.nuile rendile.

curazione, ovvero di calledratico, o alilo qualsivoglia, ordinando precisamente


i

La

4.' ispezione riguar-

da
ri

maggiori prerogative e le maggiofacolt cle il vescovo abbia in tempo


le
j

soli

moderati alimenti,

le

sagre con-

gregazioni del concilio e de' vescovi pru-

di visita

ed

in ci corre tra' vescovi

un

denlenente approvarono quell' oneste


composizioni,
le

concetto o opinione, che mentre sono in


visita

quali se fossero fatte sui

ponno

far

da Papa, sicch

sia loro

detti alimenti, cio

che

il

clero

di cia-

lecito di

operare dispoticamente, senza

scun luogo debba dare

al

vescovo,ovve-

che

si

possa appellare al nielropolitano

ro a qualche suo ministro una certa som-

e agli altri superiori, e che


tutto.
3Vla

ponno

fare d

ma

io ci
il

lunga, perch

s'inganuano di gran concilio di Trento, le coi

delle spese,

denaro proporzionala all'importo mentre in tal modo si provvede meglio all' indennit, e alla soddi

slituzioni apostoliche

decreti delle
a'

s.

disfazione d'

ambo

le parli,

si

ovvia a

congregazioni concedono
l'atto della visita

vescovi nel-

molte fraudi
to,

e sci;dacqui.Q)uindi esegui-

qualche maggior pode-

the forse in alcune diocesi di fatto


gli

st delegata, in que' casi, a'quali pe'privilegi

siano ritornali

antichi abusi, in

modo

oper

altri rispetti

non arrivasse

la

che

loroordinaria,ma per ne'limitidel giusto edelToneslo, e per quantosi estenda l'autorit del vescovo,

non pu derogare
si

a*

assegnamento a queste somme ogni anno, come ad un capo fermo d'entrata, sicch a'suoi tempi non si tralascia la visita, bench niun bisogno ve
si

fijccia

canoni,
riori.

a* concilii e altre leggi de*

supe-

E circa al

punto che non

dia ap-

pellazione a'ioro decreti


ci

cammina
la

fiolamente

in quel

o provvisioni, che ri-

ne sia, ma per questo solo fine, ricevendo anche il vitto. Ed alle volte si manda a visitare per il vicario, ovvero per

un

altro ministro
1'

il

quale io

guarda

corruzione de' costumi, e in

sostanza vada a fare


si*

esattore di que-

quell'allre cose che

abbiano bisogno d'u-

entrala, forse senza pensiero di visi(sic).

na sommaria e pronta provvisione, ma non gi nell'altre cose con enti e ordinarie, le quali devono esser trattate co' modi soliti, legali e giudiziali. Laonde,
tranne icasi ut quali
siasi

tare

in certi

Anzi tempi

alle volte taluo vescovo,


dell'

anno, pel

beneficio
in al-

dell' oria,o altra occasione,

dimora

cuni luoghi della diocesi per notabile tempo, ed anco

provvisto io

per uu* iotera stagione; e

V
nondimeno non
per questa
si si

s
ordinario,

VIS
come avviene
de
il

i3i
co' regolari, ca-

parla di vsilasma che


di proposito in altro
gli

vada

dubbio

se la facolt del vescovo di

emolumeobiasimo quando si fali; cosa degua di cesse (forse a'iempi del De Luca vigevano
teiupu pel Hne d'ottenere
gli

visitare sia alternati va

con quella del provisitare l'al-

prio prelato, sicch visitando ovvero aven-

do
sia

visitato uno,

non possa

abusi che deplora:

al

presente

pare

tro, colla prevenzione tra essi;

ovvero che

che sieno rari). Finalmente circa la 6.' e ultima ispezione sulle funzioni ecclesia*
stiche da farsi dal vescovo per la diocesi
in occasione della visita, la
ria

cumulativa,

laonde avendo visitato


visitar l'altro colla do-

uno, possa anche

vuta compatibilit.

E' pi

probabile e

pi ordina-

quella

della

cresima,

come

cosa
i

pi ricevuta questa seconda parte, e ci per la ragione, che quanti pi visitatori


soprintendenti avr
ra, tanto
la

pontificale,

non convenendo

far venire

vigna o altra ope-

fanciulli e gli altri alla

cattedrale, o io

pi

gli

operai saranno diligenti


ufficio loro, e la

altro luogo, per le lontananze. Vi an-

e faranno

bene

1'

vigna

che
la
ri,

Ifi

consagrazione d'alcuna chiesa^ ne-

sar ben coltivata. Purch l'una e l'altra


visita sia indirizzata allo stesso fine

cessaria da farsi in quel

luogo, mentre consagrazione delle pietre degli altasecundo il bisogno, si suol fare nella
distribuirsi

o sopro-

pra cose diverse.


prio prelato e

Ma

non gi che

il

inferiore possa correggere


il

cai tediale per

per tutta
si

la

moderare
gli atti

fatto dal

vescovo in quelle

diocesi.
ta di

nel rimanente

quando

trat-

cose spettanti all'ufficio di questo. Si de-

luoghi grandi e popolati, ne* quali

vono

della visita diligentemente

convenga, per far la visita bene, trattenersi qualche tempo proporzionatamente, conviene per consolazione de' popoli e per altri buoni elletti farvi le funzioni solile celebrarsi nella cattedrale, anche
pontificalmente; cos nel

pel notaro registrare in

apposito libro,

da conservarsi nell'archivio vescovile, acci nelle visite seguenti si possa conoscere, se gli ordini e
i

difetti della

passata

siano

stati eseguiti e

corretti rispettivafacile

predicare

pei*

mente.

Ed

ancora per prova pi

se stesso, nell'ascoltare le confessioni e io


altro.

del possesso di visitare, e per l'altra pro-

Della
il

visita de'

monasteri di

mo-

va dello itato delle chiese e de* benefizi,


e per altri buoni
effetti.

nache,

De Luca
1

discorre nel ricordato

Quanto

si

det-

9, di cui sono pi interessanti i : Della giurisdizione del vescovo ne'mo-

capitolo

to di sopra io proposito della visita, ap

partiene al vescovo
rituale;
diocesi

come

superiore spi-

nasleri esenti circa la clausura, e le licente di

ma

se

il

caso porti che dentro la


il

andare a parlare. Dell'altre giurisdiesenti, e di quelli di

o fuori,

vescovo in ragione di

zioni del vescovo ne'delti monasteri esenti.

baronia, ovvero di principato abbia ancora


il

Distinzione di

dominio temporale d'alcuni luoli

padronato del principe. De* monasteri

ghi, in tal caso se

vorr visitare, sar

non

esenti, e quali
la
i

cose

il

vescovo non

cosa ben fatta e degna di lode per rico-

possa fare senza

licenza apostolica.

Se

noscere

come

sudditi sono trattati. Pe<


visita uifutlo di-

dtbba ammettere

secolari nella clausu-

r questa e una specie di


versa, nella quale
il

ra in occasione della visita o altro. Della

vescovo viene consi-

podest del vescovo di castigare quelli che

derato
lo

come principe o signore, laonde so-

vanno
putare

parlare alle

monache senza
a>Itri

li-

cenza. Della diligenza del vescovo nel dei

procede con regole e termini diversi, non di dovere che nel tempo di questa
visita

confessori e

ministri ne'

debba

il

clero somministrargli

il

monasteri e conservotori. Quanto a'monastri ed alle chiese, luoghi e persone


esenti^

vitto e altro di suo bisogno.


di
te,

L'mtervento
cattedra-

due canonici o dignit

ilclla

che abbiano

il

proprio prelato

accennato di so^ia, suol dare occaso-

i32
ne
li

VIS
precedenza co* capitoeia

V IS
con
in ispeclale

di dispute sulla

Commissione depuPresso
il

delle collegiate della diocesi.

Per cousingolari,

tare altro giudice o tribunale.


nostri maggiori
si

siderandosi esse
e

come persone

dubitato, se

capi-

Io cattedrale,

non rappresentando il corpo del capitonon potranno pretendere la


i

lolo in sede vacante del

Fescovo (F.)t

abbia
re
il

la

facolt e giurisdizione di visita-

te,

precedenza sopra capitoli delle collegiaper la ragione che ogni corpo univer-

sale precede le persone particolari.

Vi

ancora una specie di visita straordinaria, che il vescovo con delegazione parti* colere della s. See^ ovvero della s. congregazione de' vescovi o di quella del concilio,

Vescovato (F.)y per piti ricevuCi segue a mezzo del Vicario Capitolare (F.) deputato secondo le disposizioni del Tridentino laonde non pu il capitolo deputare un
ta l'affermativa.

visitatore particolare.
sita
si

Ma

quando

la vi-

faccia

dal

vicario capitolare,

come pi
i

vicino, suol fare di que'

luoghi
to e

quali siano di territorio separa-

anche dal Vicario generale, non perci si potr esigere quella somma, che
fosse solita

denominato Nidlius dioecesis^ riparlalo nel vol.XCV,p. i5r,ovverodel' la diocesi confinante in tempo delia vadi sua sede.

pagarsi

al

vescovo in luogo

del vitto, per la suindicata composizione,

canza

Questa specie di

visita

mentre non vi bisogna tanta spesa. Per dovr ottenere solamente il vitto moderalo a proporzione della sua persona,
e della famiglia necessaria molto minore
di quella del vescovo, e
il

non ha regole

certe,

almeno all'epoca

del

De Luca, dipendendo

dall' accidentale e

straordinaria delegazione, co' quali limiti


devesi eseguire. Inoltre avvi altra specie
di visita del

di piti
si

sarebbe
la vi-

estorsione. In alcune diocesi

costuma,

metropolitano

in

tutta

la

quando
sita, di

il

vescovo vuol cominciare


editti penali

provincia, ovvero in qualche diocesi di essa, negli altri paesi fuori d'Italia.

emanare
i

per invita-

Poich

re tutti

preti e chierici

d'un luogo, an-

in questa regione sia per la frequenza de'

vescovati e eroi vescovati, sia per la vici-

che semplici e non beneficiali, a recarsi in ora determinata a dare ubbidienza,


altrimenti
si procede contro di essi alle pene comminate, non ostante si trovas-

nanza

di

Roma,

al cui ricorso

ed a quelil

lo delle sagre congregazioni facile


volgersi, essendosi sperimentato

ri-

che ne nascevano inconvenienti, questa specie d


visita

sero assenti, senza licenza

del

vescovo.

non

si

pratica facilmente, senza la


s.

partecipazione della

congregazione de*

vescovi o di quella del concilio, dalle quali

te

si

misura del bisogno e dell'opprtuniprovvede. Anzi il Papa come vescodi

vo particolare
si

Roma^

della sua dioce-

Per questo suole essere uno degl'illeciti pretesti di estorsione, poich pu il vescovo fare la visita personale anche de'preti e de'chierici semplici non beneficiati, sicch quando siano citati per tale effello, debbono comparire e ubbidire, ma non avendo obbligo alcuno della residenza,
l'assenza li deve scusare, e il fare altrimenti abuso e cosa mal fatta. E siccome nell'Italia, particolarmente nel regno
delle

e distretto, usa quella visita a

mezzo

della congregazione della visita apostoli-

ca generale straordinaria.
:

Il De Luca ragionando nel cap. 36 Del Patriarca^ del Primate j del Legalo del Me tropo^

due

Sicilie, vi
i

sono degli albanesi


rito
i

e altri orientali,

quali vivono col


il

litanOy

ed

altri superiori

deTescavi^ diUditore della Congregazioni

greco, deve perci

vescovo in
quello

lutti

ce chei superiori de' vescovi in Italia so-

tempi, particolarmente io
visita, invigilare in

della

no

il

metropolitano,
si

il

legalo apostolico
l'

pi cose. Primierasia

laiere, ove

trovi,

mente, se

il

rito

greco

ben praticato
mistura

camera^Q Papa, e le Cardinalizie^ quando

s.

co' sentimenti cattolici, senza la

al

Papa non

piac-

d'alcuni abusi scismatici. Secoudariamea-

VI
te

s
si

VIS
suole da essa deputare
(f^.)i
il

i35

deve procurare a tutto potere d'introil

durvi

rito latino,

non gi per

forza,

apostolico

un Visiiaiore come fece Urbano Vili


a
visitate

solamente colle persuasioni auiorevoii, che pei far cosa lodevole se deputer de'parron usando alcuna violenza,
chi e de* chierici diversi, cio dell'uno e
dell' altro rito, acci a

ma

che depul
le diocesi di

camerinese Andrea Pier-

benedetti vescovo di Venosa

Lecce, Bilonto, Ariano,

Co-

senza, Catanzaro e molle altre del ragno


di Napoli.

poco a poco nel


s'in-

Termina

il

cardinal

De Luca

progresso del tempo iuseasibilmenle

troduca in lutto

il

popolo

il

rito latino,

conforme

in molli luoghi

sotto

vescovi

con ricordare, che sebbene in Lloma vi la Congregazione della s. Vsita ApO' slolica^ nondimeno questa deputata per
l'ordinaria
e diocesi,
visita particolare della citt

ha insegnalo. E terzo, che quelli quali vivono con il rito latino, si astengano da alcune cose permesse dal greco e non s'induca la mistura e confusione de'due riti. Deve ancora il vescodiligenti la pratica
i

compreso il suo dislrello. Scrissero suH'argomento: Gradarini, Regolamenti per la s. Fsita da farsi da' vescovi, Foligno.

Francesco Nicolai vesco-

vo ia questa funzione della


d*

visita parti-

vo

di

Capaccio, poi arcivescovo di Co-

colarmente, coQie pi esposta a pericoli

senza, e dedicata a Clemente XI: Dis-

impegni e di resistenza di fatto, camminare con molta circospezione, e deve usare una gran prudenza nell'impegoarsidi persona ad atti tali, ne'quali da quelli

serta tio historco -canonica, de Episco-

po

Fisitatore, seu de antiquo regimine


1

Ecclesae vacanlis, Roraae 7

o.

Barto-

visita, se gli

che pretendono non esser soggetti alla possa fare qualche resistenPer-

lomeo Gavanto, Enchridion, seu Ma^ nuale Episcoporum pr decretis in PIsitatione, Venetiis 1769. Giovanni Diclich,

za, e se gli possa perdereil rispetto.

Ordo

in Episcopali

visitatione

ci

deve maturar bene


si

il

tutto, e

quando
di

di ci

possa dubitare, sar

meglio di

servandus, Venetiis i836: Fisita Pastorale del K^escovo alle chiese della sua
diocesi,

fare alcuni atti preparatorii per


rainistri, acci

mezzo

Venezia i836:

Fisita Pasto

trovando resistenza, possa


s.

rale del vescovo alle chiese della sua


diocesi, coli*

con

gli

ordini della

congregazione

e di

altri superiori

far dipoi la visita in

mo-

aggiunta d'un importante Prefazione e di alcune liturgiche osser-

do che
ai

si

ottenga l'intento, senza esporsi

pericolo del perdimento di rispetto a

vazionij in caratteri rossi e neri, aduso d Rituale per tale pontificale sagra

pregiudizio di sua dignit.


di

ben degno
operato

lode

il

zelo,

ma

dev' esijere

funzione, Venezia 184^. Trattato della Fisita Pastolare di mgJ Giuseppe Crispino vescovo d'Amelia, Venezia 171
1.

all'opportunit, e con diicrezione


giore dell'ordinaria.

magten-

tale efTetto
s.

ga presente l'avvenuto a

Carlo Borro-

meo,

nella visita della chiesa della Scala

Questo eccellente trattato fu ripubblicato per impulso di Benedetto XIII, quindi molto lodato da Benedetto XIV. Nel

degli Umiliali (F.). Si trova ne' canoni

1844
rale di
e ci

'o

riprodusse

la

stamperia

Came-

un'altra specie di visita,


cia dal
li

la

quale

si

fac-

Roma,

per essersi reso rarissimo,


la

metropolitano delle diocesi


;

le

qua-

anche per
il

sua molta importanza,

siano nella sua provincia

per a tem-

come

po del
sita

De Luca

la

pratica di questa vi-

pi classico e pi completo ia questa materia. Trattato della Fisita

era rara, per essersi provvisto, nell'I-

talia

particolarmente, che non


s.

si

possa
soli-

fire senza licenza della


la

Saie, non

Pastora/e di mg.* Giuseppe Crispino, compendialo e annoiato pe' sacerdoti napoletan P, Signorello, e G. D. Fiorel'
//,

concederla senza causa urgente, meo*

Napoli

i855

presso l'uffizio della Bi-

Ire

quando

si

conosce esservi

il

bisogno

blioteca Cattolica.

La

Civilt Cattolica

i34

VIS

VIS
sitatori apostolici cardinali, vescori e altri

encomi iloompendlo,t1ichiarfinto nulla scapilmne il pregio dell'opera originale,


anzi rutilila fu accresciuta dalle giunte,

prelati, ed ecclesiastici tanto del clero secolare quanto del regolare. Visitatori a-

note e istruzioni, onde merit pib edizioni.

postolici residenziali ernoi prelati inquisitori di

VISITATORE E CON VISITATO.


UE.
f^.

Malta (F.). li CoUtMio, Nofifia Cardi naia tus^ et dtRomanae A ulae Off
pr Contultationibiis Episcopoet aliorun

Visita, Visitatore Apostolico,


Fi-

cialibus, dice ragionando della Congre-

Visita Pastorale.

gatio

VISITATORE APOSTOLICO,
alla

rum^

Praelatorum,

poi

iu-

sitalor Apostolicus. Quello ch' preposto

nitaalla Congregalio pr Gonsultation'

Fisita straordinaria d'una Diocesi^

di

una Chiesa^ d*un Pio Luogo o istituto qualunque, anche insegnante, ed eziandio d'un Ordine Religioso o Congregazione regolare d'anabo
i sessi, per depulazionedelSommoPQnlefice.Quetaro^/iniissione chiamasi Fisi tn Apostolica (^f'.)

bus Regnlariuni da Sisto V nel iSBy: Cui qideui Congregationi facultalein


^

attribuii Patriarcharuni, Archiepiscoporurn, Primatum, Episcoporunt, Ordnarioruni^ et quoruincumque etatn infe-

riorufn,

non tanien Regulariuni^ posHi-

lata audiendi et cognoscendi. Propositis


diffcultatbus^ quaeslionibus, et controversiis^ aliisque
,

ed ha per precipuo fine e scopo,

di piedi tul

namente ricouojcere l'andamento


stica ede'parziflli statuti,
il

super qubus consulta

to, l'osservanza della disciplina ecclesia-

fuerit^ etiani per lilerasy sedulo^

huma-

procedere delgli

l'amministrazione economica, onde rior-

niterque respondendi. Dubia, rationes, eicausas Ecclesiaruni^ earumque dignit tis^ j'urisdictionis, exemptionis^ mniunitatisy iuriuni, privilegiorum, et

dinare ogni cosa alterata, .rimuoverne


dimenti. Equivale alla
le

abusi, e decretare gli opportuni provve-

Fisila Pastora'

biliuni consuetudinuni

(^.),

il

quale col precedente articolo,


parti-

viarie

laudaconcementessunisimpliciter^ et de plano cogno-

com penetrandosi e rannodandosi con questo,

scendi^ et tani

ex partiuni petitione, quani

sarebbe ripetizione superflua


le

il

colareggiarne
tato. Si

azioni e altro in essi tratvisitatori apostolici

deputano

an-

, et opportumini videbiturf componendi. Causas etianij et controversias inter eosdem Prae-

ex

officio

prout honestutn

cora per comporre questioni e dilferenze


insorte fra'dignitari, corporazioni e altri,

per giurisdizioni
controversie.
quelli

preminenze ed
si

altre

Convisitatori

dicono

che

si

danno

in aiuto e cooperatori
i

latos de iurisdictione^ aliave de causa exortas , nec non inter Capitala , aut obtinentes Dignitates^ac inter quascunique siugulares personas, et, Uniyersitatesy aut Locorum in leniporalibus domi'
nos, exceptis V,

a'visitatori.

Hanno

visitatori apostolici

quae concila Tridenti-

facolt
se

amplissime pontificie, loro conces-

ni interpretationenty vel ordineni exigunt


iudiciariuntt re ipsa requirendiy exanii-

dinato

con l'autorit di brevi apostolici; e rioril reggimento della diocesi, delia

nandi
si ita

et aniicabiliter
,

desuper compoetiani

chiesa, di qualsivoglia pio istituto,

ema-

nendiy ac transigendi

per

alios,

nati gli opportuni decreti, la vsita apo-

consultuni indebitar, extra Dioece-

Congregazione de* con approvazione del Papa suole nominare i visitatori apostolici, ed anco F icari Apostolici (A^.), secondo bisogni, e poi esamina e conferma gli atti della visita apostolica, con ratifica pontifcia. Sono vistolica
si s.

chiude. La

Fescovi e Regolari [F.)

sim quoque curandi. Pr aeterea ad Ecclesias visitandas ubique locorwn , in quibus Christiana viget Religioj Fisilatoris Suinnio Pontifici praesentare ut exemplo s. Leonis /, s. Gregori f, et a,

lioruni

Swnmoruui Ponliflcuni, cuui in Domino expediri vidcbitur destinare


,

VIS
vnleat.
culli

VIS
messi dalla
s.

i35

Qnih as quidem risflatoribus^ut

Sede

ne* vescovati vacanti.

spIrilualiJructUf et fuItLium aedi-

fica tione iminus smini impleaty

for mani

praescrihat, negociornni
tionis
si

omnium tracia-

Contumelioso di Riez fu tolto dal vescovato da Papa s. Agapito 1 circa il 53 j, il quale vi mise un vescovo visitatore. Il
concilio di

modwn

assignel^ et negligentiam,
crii,

Trento

fu

un

sole,

che cambi
la

quando opus

emendet. Insiiper,
usii, et

la faccia alle cose, e fece

sparire
al

Simo-

uhi necessitas postnlaverit^ viros

nia,

il

concubinato contrario

Celiba-

dcclrina idoneos^ rectos, et Deuni timeu' /e<f, qui llerarum JposloUcaruni aneloritale suffuUi
liei

lo, la ^xxvWVA

iW Benefizi ecclesiastici;
Seminari,
tutti gli ordini
la discipli*

fece rifiorire
ecclesiastici,

taiiquam Ficarii Apollo

il
il

buon costume,

Dcnlque Cardinale! huic congregationi praeposiEcclesiali regant, deliganf.

na. Pei*ch
venisse,
sitatori
i

frutto che se ne aspettava

li

Immuni tatis

Ecclesaruni defensores,

Papi mandarono de* vescovi vida una diocesi all'altra, perch vi


pratica
s.
i

et

ad

ipsoruni Praelatorum personas^

fossero messi in
liari.

decreti conci*

bona quaecumque tuenduniy Ecclesiarum iura ab omnium iniuriis^ etoppressionibus adversus quoscumque quareSy et
vis auclorilale

Cominci
il

Pio

del

i566,

rife-

rendo

Galena, f^ita del gloriosissimo


/^, ch'egli
la

Papa Pio
le,

mosso dal suo pagregge universa-

praefulgentes vindican-

storale ufficio sopra


e di togliere
il

da,Jinnissimuni sint propugnaculuni ... E quanto a'regolari: AposloUcae P^isiiationis iussa^ et Consiuliones a Sunimis Pontificibus in ipsos Regulares editas exequy et in usuni deduci curenl. f^isitatores Regulares

gli

abusi nella cristianit,

fu

primo

a (bir principio alle visite a-

posloliche de'vescovati e de'Iuoghi relr*


giosij

cocninciando dal regno di Napo'i,

lauda lae vitae

zelo

dove mand con ampia auto ita per visilatore apostolico Tommaso Orsino o Orfini

DeifSalutis aniniarum^et prudenlia spiriluspraeditos, institutorunique Regulariun j


et

nobile di Foligno,

il

(juale fin dal i.*

giorno del suo pontificato avea fallo chia-

laudabiliuni consueludinwn pe-

mare

in

Pioma, deputandolo con

altri vi-

ritissimos pro\^ideant, qui, cuni necessitas exegerit, sui Ordinis Provinciae, re-

sitatori alla

riforma della
lui fallo

citt,

siccome
di

prelato dotto, integro e intrepido per la


fede.

veptisabipso Ponti/ice
,

literis,

ad Omni-

Questi da

vescovo

Slron-

potends Dei laudeni et Locorum utUitatcm salubriler visitare valeaut. 1 Papi


e la
lari

goli, visit le chiese, lev gli abusi, e dati

congregazione de* vescovi e regosogliono pure deputare a visitatori


s.

ordini opportuni pervenne a Napoli, ove dal vicer essendogli detto che pigliasse il bavaglio del Regio Exequatur
gli

apostolici di ordini regolari

o congrega-

(A*.) pel

suo breve apostolico, ricus cofarlo,

zioni religiose,

ovvero

di un'abbazia,

mo-

stantemente di

dicendo

s esser

man-

nastero o convento, religiosi d'istituto diverbio dal visitato;

ed a'iuonasteri ancora

dato dal P^icario di Ges Cristo (/^.),che non ha bisogno di colali licenze, pretese
da'secolaii, tanto

di religiose
lici,

visitatori apostoper l'osservanza della regolare per terminare dilFerenzeinterue, e per l'ainsi
,

deputano

meno

ne'suoi feudi, es-

roinslrazione economica.

11 Nardi, De' Parrochif cap. 3i, ragionando dell'ele-

sendoledue Sicilie supremo dominio della Chiesa Ilomana, ne di lettere coniiocndalizie nelle (piali si contenevano parole
quasi equivalenti
il

i\\V

Exequatur
si

le

(|uaU

zione de* l'^esco^iy ricorda che sino dal


principio della Chiesa la loro deposizione

vicer

gli

olfiiva per gli ullciali del re-

gno.

Due

leggenti di Napoli
al visitatore

opposero
,
i

era riservala al Papa, ed

abbiamo cento
destituiti

arditamente

Orfini

(piali

esempi nell'anlichil di vescovi

da'Papi, sino di paUiurdii, e di altri

poco dopo essendo morti, incussero salutare spavento agli altri. Finalmente, im-

36

S
vesse giudicare
le

VI
E

S
la

pelrando con umilt il vicer grazia da Pio V, che si scrivesse ai re Filippo li


su questo punto e intanto
se, cosi
si

zione particolare di cardinali,


diflcolt

qualedoa'

che nascessefare nelle

soprassedesla

ro in

tal

materia.

per dare esen)[)io

fu fatto.
il

Ma tardando

risposta,

vescovi di quello che

doveano
stesso

e dicendo

Papa che questo era un abu-

loro residenze
visita

egli

intrapresela

so che non voleva in niuo modo tollerale, posto da banda il disputare sulle generalit
la

apostolica de' numerosi spedali di


il gran zelo di Greriforma generale de'

Pioma. Proponendosi
gorio XIII, per
la

eWExequatur^ qual piaga


il

del-

Chiesa, restrinse

fatto a

termine pi

costumi, di far anch'agli con diligenza


ghi
di tutta

vi-

facile,

dicendo

fra l'altre queste

podero-

sitare possibilmente tutte le chiese e luopii

se ragioni.

Che molto

pi era lecito al
i

quanta

la cristianit,

per

Papa, ch' capo di tutti vescovi, il visilare, che non a'propri ordinari, i quali

cominciare dalle pi

vicine, 7 vescovi

man-

visitatori apostolici per l'Italia in varie

pur

visitano le loro diocesi senza

I'

Exe-

parti,

riservando

l'

altre visite a pi co-

guatar**. Pertanto commise all'Orfioi di


seguitar la visita, e
al vicer,
il

modo tempo:
l'articolo,

negli stati di

Venezia (F.)
in

re Filippo II scrisse

trov quelle diilicolt che narrai

quel-

che

l'ufficio suo.

Papa lasciasse eseguir Furono dunque senza VEjceal

per superate dalla costanza del

qualar

visitate le chiese vescovili di

Ca-

ri.

Papa, e dalla saggia condotta de'visitaloSuccessivamente invi per ogni dove


in

labria, di

Terra d'Otranto,
,

di Bari e le
la

visitatori apostolici

Germania

nella
a' ri-

altre appresso

specialmente
il

citt di

Spagna,
sino al

in

Malta ove die'principio


in

Napoli, nella quale

visitatoreapostolico

cordati stabili visitatori apostolici, durati

lon solo fece visitare le chiese e le perso-

1793,

che

l'

isola ^a

tolta da*

ne

ecclesiastiche soggette all'arcivescovo,

francesi all'ordine Gerosolimitano. Altri


visitatori apostolici

ma

eziandio

cappellani dello stesso vi\*

Gregorio XIII mannella Bosnia, in Pe-

cer, che

pretendevano
trasse

Esenzione (^.).

d
sa,

Monte Libano,

Dal che
sale, e
il

si

gran frutto nell'univerriprislinamento della dovuta ri8.

ra di Costantinopoli, in Aleppo, in

Ragu-

a Scio, neU'Iiliria, nella Lusazia, nelTirolo, in Fiandra, nella

verenza in que'paesi all'autorit della

la Carintia, nel

Sede apostolica^
stata poco

la

quale per l'addielro


annullata.

Polonia, nelle Valli della Savoia, in Dal-

dalle prepotenze de' magistrati laici era

mazia, ue'Cantoni della Svizzera. Visitatori apostolici die'agli ordini Gisterciense,

meno che
il

fu meil

raviglioso

vedere,

dovunque andava
il

PremostratenseeBasiliano. Di tultequeste visite apostoliche

visitatore apostolico,
li,

concorsa de'popo-

ne d contezza

il

p.

gareggiare d'ogni sesso, et e condizio-

Mafei gesuita negli Annali di Gregorio.

ne per vederlo, onorarlo e gettati genuflessi innanzi a lui domandargli la benedizione, qual

XIIL E
si

siccome

molti privilegi conces,

da

s.

Pio

a' regolari

cagionavano

mandato dal

Pontefice. A.v.

frequenti contese co' vescovi, Gregorio

venne
cia, in

altrettanto nella Spagna, in Fran-

t,

Germania, ed in tutta la cristianidove s. Pio V mand visitatori apo-

XIII per togliere motivi alle liti, decret che le controversie si riducessero alia
ragione comune e oitlinaria, ed a'decreli
del Tridentino. Talvolta furono dichiarati

stolici

con altrettanto felice risultato. Riform s. Pio V il palazzo apostolico, la


clausura delle monache, e
giosi, a
gli

visitatori

apostolici

gli stessi

Nunzi

ordini

reli-

apostolicij o facoltizzali a deputarli, negli


stati

mezzo

di visitatori apostolici.

Con-

ov'erano accreditati presso

le rispet-

tinu

le visite

apostoliche Gregorio XIII


1

tive corti sovrane.

che

gli

successe nel

tutta la cristianit istitu

5/2, e per quelle di una congrega-

Paolo
offcii

col

Eccone un eserapip. breve Onerosa Pastoralis


^

curai ^^'^

aprile 16 18, diretto al

V
mmzio
se,
ti

s
2^1; Alanvisite

V!S
sitalori apostolici,
[>

187

Savoia Pielro vescovo Saotien*


t.

onde profvccervi con


ab-

Bull. Rom.f

5, par. 4,

apostoliche straordinarie, parlale in

(lattir

Nuucio j4pos(olro apiid SahauEpiscopiun G-

diversi articoli, di diverse delle quali

ffie Ducerli^ ut clcpittet

biamo stampate

le relazioni,

decreti e

benncn. in rislatorem gencralem Ecclesiarum, et Monastcrioruniy et alio-

rum Locorum Piorum


Sabtiuiae.

in foto

Ducato

vra e d'

Era A miei y

allora vescovo di Gineil

glorioso

s.

Francesco

di Sales. Celebre fu la visita apostolica inviata da Ciemeule XI ne' Ficariati Apostolici (F.)
la Cinti.

di altre anegualmente discorse a' rispettivi luoghi. Leone XII invi in Sardegna {V.) un visitatore apostolico, per la cui morte altro ne surrog. Molli visitatori apostolici deputGregorioXVf,

leapprovazioni pontificie; cos

teriori e posteriori,

come

pe'cisterciensi

d'Allacomba, pe've-

deW Lidie

Orientali e del-

scovati di Naxos, del

Per,

di

Smirne, di

Clemente XIII mand un visitatore apostolico nella Corsica (/^.), col breve Inter caeteras curas de' 18 settembre 1759, Didl. Roni. cont. t. i, p.
^

Tunisi ec; pe' regolari del Messico, del Piemonte, de'domenicani di Dublino, del

convento
ec.
;

di

s.

Pietro Montorio di

Roma
Tur-

pe'canonici di Berna, Argovia e

233: Deputa tio Visitatoris

Jpostolici in

govia nella Svizzera; del collegio di Trevi


s.

quibusdam
sis in

locis

dioecesum Jlevensis^
Il

nell'Umbria, dell'Ospizio apostolico di

Marianensis^ etAcciends, atqueNcbieninsula Corscae.

Michele di

Roma ec. ec.

riferiti nel ^^/J/.


I)a

Papa dopo aver


lunghe calamiil

Rom.
li

continuaiio. Altri finalmente ne


il

deplorato igravi mali e


t
in cui

le

nominali
al

Papa che regna. Tra'cardinail

da cui era afllilta l'isola, e si trovavano le anime, a


il

pericolo

presente visitatore apostolico

car-

volerli

cu-

dinal MarioMallei decano del sagro collegio e vescovo d'Ostia e Velletri, in tempo-

rare e sanare, scelse a visitatore apostolico

vescovo di Segni, per

la

sua inte-

ralibus dell'abbazia dGrottaFerrafaj


inoltre visitatore apostolico della congre-

grit,
ti

prudenza, piet

e zelo. Gli

comparfa-

ogni solita, necessaria e opportuna

gazione monastica de' Sih'estrini. Sono

colt, costituendolo e

deputandolo apos.

stolico visitatore a beneplacitodella

Se-

de'Luoghi Pii de Caiecumeni e Neofiti, cardinali Mattei,Cavisitatori apostolici


i

de

nell'isola di Corsica e suoi vescovati

giano,ec.

Il

cardinalPatrizi lodell'y^rd-

di leria,

Mariana^ JccieNehhio;n\xi

torizzandolo eziandio a comporre


sidii fra 'regolari
i
,

dissi

confraternitadi s. Rocco.W cardinal Cagiano,'della congregazione de' C/i/e/'zW^ficolari delia Dottrina cristiana, e della
confraternita de'Cocchieri^di cui nel voi.

d'ogni istituto, compresi mendicanti che egualmente sottopose alla sua piena giurisdizione. Impose per ^irti di santa ubbidienza di ubbidirlo, riverirlo e onorarlo a'vescovi (non nominalo quello d* Ajaccio, che ora l'u-

LXXXIV,
retta nella
tevere.
Il

p.io8.

Il

cardinal Barberini,
ss.

della confiaternita del

Sagramento
in

e*

Chiesa di

s.

Maria

TraS'

cardinal Tosti, dell' Ospizio a-

anco a'vassalli di dette diocesi, sotto pene ecclesiastiche; cos'i ogni convento, monastero, ospedale, confraternita ed altri luo-

uico), a' capitoli, cleri e popolo, ed

postohco di s. Michele. Il cardinal Clarelli, del monastero deW Oliale de' Sette
dolori.
Il

cardinal Lucciardi, della Pia as.

zienda di

Maria

al

ponte del Melauro,


pii

ghi

pii.

Pio VII

al
si

principio del presente

deirOspedalelto e luoghi
la diocesi di

annessi nel-

secolo,
sale

quando

usciva da qiiell'univer-

sconvolgimento politico di cose, che lami e gravissimi danni apport alle diofondazioni
,

della

Fano. Il cardinal d'Andrea, chiesa di s. Croce e s. Bonaventura


Il

de* Lucchesi.

cardinal Recanati, delle


s.

cesi e pie

trov opportuna e

monache Clarisse di
ccra.
Il

Gio. Battista di iVb-

jpdispeusabile la deputazione di molli vi-

cardinal Reisach,

deWArcicon^

i38
fraternit della
grin.
l

S
Trinit eh' Pdle^

VIS
adjus visitOJdornnes Eclesias cujusque
suae rispectivae Dioecesis, cap.

ss.

cardinal Gaude, ora defunto,


chiesa e confraternita di
s.

Omnes

10 era della

Gio. Battista de' Genovesi, della pia ca-

Baslicae,i^, q. y; cap. Conqiierente de Offlc. Ordinarli, 6\. cap. Romana, i de

Orfani e del monastero de' ss. Quattro Coronati, il cardinal Bofondi, dell* ospedale della B. Lucia in Narni.
sa degli
11

Censibus in G ; et Conimunis Doctorurn. Eguale autorit ordinaria hanno nelle


proprie diocesi
sede vacante,

cardinal

Roberti, degli esposti di

s.

Francesca romana in Viterbo. Le ceremonie per l'apertura e chiusura della visita apostolica de'visitatori apostolici

Vicario Capitolare ia Vicario Apostolico nel Vicariato Apostolico (V.). Questi e i ve*
il

il

scovi

deputano ancora ad eseguirla il Vi'


altri

cario generale o

visitatori.
i

Simile

poco diversificano da quelle della Visita Pasiorale (f^.), lolauo il Cere,

in

autorit ordinaria

hanno

Prelati,

Abpre-

bati e altri Ordinarii, Nullius Dioece-

moiiiale Episcoporwn: Fisitalor


sloliciis^

Apoin

sis^epev
lati
i

essi

loro vicari generali.

quo loco sedeat. Quo ordine


i

nullius neWe loro diocesi esenti,

come

Missa solenini debeat thurificari. Sono ordinari visitatori Pastoriyanzi il i.** di essi supremo Gerarca^ e ragionando della Visita Pastorale, (\hi\
vescovo Sarnelli, l'etimologia del
col

vescovi,

sitatori,

senza
i

Questi e

non ponno deputare speciali vilegittimo impedimento. vescovi ponno farsi coadiuvail

re da'convisitatori:

gran

s.

Atanasio so-

nome

leva fare la visita della diocesi

accompai

Vescovo

l^.)

essere

appunto Visitatore.
dell' antica legge

gnato da molti

ecclesiastici.

Talvolta
s.
,

Ivi parlai de'visilatori

vescovi sono dal

Papa o

dalla

condesti-

degli ebrei, nella

nuova essendo

stato

il

gregazione de* vescovi e regolari


vati,
ri,

Salvatore e
sti

gli
i

A postoli; e siccome a quevescovi


,

nali visitatori apostolici, tanto de'vesco-

succc'^sero

a loro spetta

il

ministeio della visita dellediocesi, col diritto della


"vitto.

nel

quanto delle diocesi nullius viciniotempo della sede vacante o per


I

procurazione o compenso pel

straordinarie occorrenze.
de'Ioro Su/fraganei

primati e

medi-

Ne'primi secoli della Chiesa avere Papi pe'loro Vescovati [f.) Urbicari
i

tropolitani sono pure visitatori delle diocesi


,

secondo

il

deputati

vescovi viciniori per visitatori

sposto dal Sinodo provinciale, o per disposizione del

de'vescovati vacanti; altrettanto

avendo

Papa o
i

di detta

s.

congreprela-

fattoi metropolitani nelle loro Provincie


ecclesiastiche; a'quali visitatori successe-

gazione.
ni
ti

M/^er /or/ generali degli ordiProvinciali, e


altri

Regolari,
religiosi,

ro

Vicari Capitolarli^ ^.). Dichiarai pure nel detto articolo, come deve procedersi da'visitatori nelle visite, dovendosi soltanto da' vescovi deputare per vero e legittimo impedimento, ad altri idonei la visita pastorale, perla sua grave importanza. Il Patriarca, il Primate, \'ArcivescovOy il Vescovo (V.) pel jus ordinai

hanno ordinaria giurisdizione


proal-

di visitare tutto l'ordine o la propria

vmcia, ne'monasteri, conventi e ogni


tra specie di ciaustro, del proprio

ordine

o congregazione, secondo
e
le

loro statuti e

costituzioni apostoliche.

Le Religio'

se e

rio

hanno

l'autorit ordinaria di visita-

che non sono soggette alla Clausura,Ua\no visitatrici nelle loro case e monasteri, sia nella superiora gene,

Suore

tore e di fare la Visita Pastorale di lo-

rale, sia in altre

religiose

costituite in
le

ro rispettive diocesi,

Patriarcato sia Arcivescovato, sia Vescovato ; cap. Romana, i de Censibus in 6; Concil. Trisia
,

caricheche
visite.

le

abilitano a intraprendere
gi,

Dissi

che talvolta

Papi dee
sessi,

putano

visitatori

speciali agli ordini


i

dent. sess. 7.Z

de Reforniat. cap. 3; ita ut habeanl nlentionein fimdatani quo

congregazioni religiose d'ambo

ed

anche ad un solo monastero, cooveuto o

V
le riferite.

s
le,

V
anche a

139
facevano da
,

bada: quella vkila altillo diversa ckl'

visitar la diocesi;

mente

si

Tornaiido a' vescovi, antica disse InUrveiitor Ititercessor^


^

vicari del

vescovo fuori della citt


i

cui

successero

risitator

il

vescovo destinato dal me-

erano

stati

Vicari Foranei (V.). Essi sostituiti a* Corepiscopi (F.)^

tropolitano nelle diocesi vacanti,

ma non
chiesa
il

diversi per da'periodeuti, vicari foranei

poteva sedere nella

cattedra vescovile,
la

de'vescovi, con maggiori facolt, talora


col carattere episcopale:

ne fare sagre ordinazioni per vedova governava hi chiesa


:

governavano

le

fra

de
p.

chiese rurali e
e visitavano
il

loro beni, presiedevano

funto e

il

successore

alla cui

elezione

loro distretto, sopraslando


sessi nel

presiedeva.

Ne

parlai nel voi.


Il

XCV
,

pure a'monasteri de'due


lai di

mede-

i5S i^Q
y

e altrove.

Magri

Notizia

simo, ed aveano de'vicari minori. Riparloro nel voi.

de vocaboli eccltsaslciy

in quello di

Pe-

XCV,

p.

255, 258 e
i

riodeutiSf Periodeutae^ o Periodeut, lo

altrove.

Sopra
si

visitatori

ed
:

visitatori

dice voce greca, che significa Visitatore^

apostolici

ponno vedere

Ferrari

che va intorno j poich a quesl' urtzio ecclesiastico apparteneva il visitare efllle e altri luoglii piccoli della diocesi, in-

Prompta Bihliotheca:
talio
,

in Visitare^ Visi'
,

Visitator. L. A. Resta

Director

riun

Visitatorum ac Vsitandoram ^Vvosiimil

vigilando sui costumi de'fedeli.


ficio istituito nel concilio di

Fu

l'uf-

maei 593. Gaudenzio de Janua, De Visitatione


stici, et

Laodicea nel

IV

secolo, perch essendo la dignit e

maest vescovile molto ragguardevole, non conveniva ordinar vescovi nelle ville
o

cujuscumque Praelati ecclesiade jurisdictione ejusdem^ extra aduni visi laudi, Roraae 1748.

solamente nelle citt principali. I periodeuta sono chiamati dal sinodo diCostantinopoli, Fiatores^a Gre
castella,

ma

VERGINE A
istituita in
ss.

VISITAZIONE DELLA BEATA. S. ELISABETTA. Festa


memoria
della visita

che hi

Vergine Maria

fece a S.Elisabetta, dal

gorio di Tessalonica

mhulatorcs da Balsamone, 'x^rr//, il quale ultimo vocabolo rest nella Chiesa greca, la quale
, y i i

Morcelli latinizzata: Sollemnia

quodhoc

die Virgo Sancta Elisahelhen cagna la/n

chiama Exarchi visitatori spedili dal costumi, patriarca, non per riformare

puerpera caussa invisit : Sollemnia ab menioriam Mariae hospitae. Da che


l'Angelo Gabriele nel ministero dell'/^^-

come prima, ma per


le

raccogliere denari e

nunziazione

in
il

Nazareth
,

(/'.) disse alla

decime. Err Salmasio asserendo, che


periodeuti fossero cos denominati non

IMadrediDio
del

mistero dell'Incarnayione

dal girare e visitare,

ma

dal curare

come
col

medici, giacche
fica

la

voce greca non signivisitatore.

Verbo (V.) e 1' ebbe pure rivelato che la sua cugina e cognata s. Elisabet* ta, moglie di s. Zaccaria sacerdote, avea
per miracolo concepito, ed era anzi
al 6.'
la

curatore
il

ma
fu

Forse

tempo
dici,
i

nome

pure attribuito

ai /l/c-

mese

di sua

gravidanza; e sebbene
alla

B.
la

quali girano per visitare gl'inferi

Vergine, per effetto d'umilt, nascose


dignit sorprendente

mi. Altri dicono


la

periodeuti ministri delcitt dove Erano una specie andavano da un luoi

quale veniva

Chiesa greca
i

stabiiiti nelle

ad innalzarla
entro
al

1'

Incarnazione del

Verbo

mancavano
go

vescovi.

suo purissimo seno; pure com*


colla

di decani rurali,che

presa di giubilo e di gratitudine, volle

all'altro visitando

fedeli,

ed esortan-

andare a congratnlarsene

sua pa-

doli

all'adempimento de'loro doveri. Nella Chiesa latina periodeuti si dicevano preti Missalcs o Episcopales , decani e arcidiaconi minori ^ autorizzati da' vei

ten\.eenin\'ei\s.GiovauniBatiista(/'.);
e ci fece per ispirazione dello Spirito
to,

San-

onde

si

compissero

divini disegni sul


(/'.)

Precursore del Messia


nato.

ancora non
s.

covi a predicare

uqTc

(/'.) e nelle vii

Dimorava

s.

Elisabetta con

Zac*

i4o

VIS
gi del

VIS
mondo,
di

una delle cill della trib di Giuda, e sembra che fosse Hebron o Ebron (^.). distante 25 o 3o leghe da Nazareth: essa era sterile, ed ambo in avanzatisiiraa et. Ma mentre Zaccaria stava adempiendo al suo uffizio sacerdotale nel tempio del Signore, eragli comparso lo stesso Angelo Gabriele, e gli avea annunziato che avrebbe avuto un figlio. Siccome non volle subito credere alcaria suo marito in

due gran Matrone, Tuna

di sterile divenuta feconda, l'altra di vergine divenuta madi'e : ambedue madri,

i'uoa del maggior de'Santi, l'altra (lelSanto de'Santi; insieme

con due gran padri,


il

Giuseppe e Zaccaria,
d'Israele,

fiore della santit

l'angeliche parole, Gabriele dichiar, che


in punizione di sua incredulit

sarebbe
della

il medesimo medesima mensa degli stessi cibi. La s. Scrittura altro non dice, che: Maria part dunque, e andossene in fretta nel paese montagnoso, in una citt della trib di Giuda; ed en-

vivendo

tutti sotto

tetto, pasciuti sulla

divenuto mulo fino


predizione che
di Zaccaria
gli

al

compimento
la
il

trata in casa di Zaccaria, salut Elisabetta".

era stata allora fatta


lingua
subli-

Dopo
si

questo saluto,

il

bambino Pre seno di

per parte di Dio. Verificatosi,


si

cursore

scosse saltellando nel

sciolse,

per cantai re

Elisabetta; questa ripiena dello Spirito

me

cantico: Benedictus

Dominus Deus

Santo, e nel trasporto

di

sue meraviglie,

Israel^ in cui annunzi molte circostanze della venuta del Messia, ond' veneralo tra'profeti, e da'greci a*5 settembre an-

esclam:
tre.

Siate benedetta tra le donne,


il

e benedetto sia

frutto del vostro ven-

co per martire: nel martirologio de'Iatini


menzionato a'5 novembre. Maria Ver-

Donde mi viene questo bene, che la Madre del mio Signore venga verso di me! Poich come prima la vostra voce
ha percosso
si

gine si presume che partisse a'26 marzo, giorno seguente oW* Annimziazione ^ e
giungesse a'3o ad
Zaccaria. Secondo

le

mie orecchie,

il

mio

figlio

scosso di gioia. Voi siete beata d' avi

Hebron
il

nella casa di
s.

ver creduto, perch tutto quello, che

sentimento di

A-

stato predetto dal Signore, succeder".

gostino, successe la visita qualche giorno

Fu

allora

che Maria Vergine sentendosi

avvenuta 1' Annunziazione, in un viaggio insieme con s. Giuseppe di 19 leghe da Gerusalemme ad Hebron,

dopo

essere

lodare, discese nell'abisso nel suo nulla,


e quasi a stornar quelle lodi, riferendo a

citt di

Giuda e abitazione
la
s.

de'sacerdoti,

ov'era

casa di Zaccaria. Della felicit

Dio tutti doni della grazia, isfog il suo amore, la sua gratitudine, la sua umilt, col pronunziare il pio, ammirabile e glo
i

della quale, esclam

Bonaventura:

rioso cantico,

Magnificat anima mea Dola

qualis Do/nus, qUalis


LecLiis^ in

Camera,

qiialis

miaum

(^.), che

Chiesa ripete quotiSi osser-

qua comniorantur,

et requie-

dianamente nell'/^3iO Divino.


va da' sagri espositori, che
s.

scunt tales Matres , talihus Filiis foecundatae ? Maria ^ et ELisabelhj Jesus

Elisabetta
l'

seppe per rivelazione tuttociche

An,

Joannesl sunt autem ibi magnifici senesy Josephy et Zaccariasj quid quaeso jucunditalis defuit s. Joseph, sive duni novani conj ugem in itinere coniitaturjsiet

gelo del Signore avea detto a Maria

comprese
le,

l'ineffabile

mistero dell'Incarfor-

nazione. Dipoi con parte delle sue paro-

pronunziate pure da Gabriele,


la

si

ve

dum in obsequioElisabeth demoratur?


quell insigne dottore della Chies.

Salutazione Angelica
il

^.). Elisa-

Prima di

betta aggiunge, che


figlio fu

movimento

del

suo

sa latina, altro dottore della greca,

Gio-

vanni Damasceno, con faconda eloquenza avea celebrato


si

un saltellamento di viva gioia ; dunque non fu movimento naturale, co-

felice

albergo, in cui

me

alcuni protestanti pretesero e spaccia-

trovarono a un tempo in due ventri


i

rono.

beati rinchiusi

due maggiori personag-

Adunque il Precursore nel seno di sua madre fu illuminato d'una luce divi*

V \s
na, e fu
sonttfcato nel

VIS
materno
utero,

i4r
proruppe nel
ii

w7,come aveogli

prescritto l'Angelo, e to-

ebbe anticipalo 1' uso della ragione, effello del gaudio e della piet, per la presenza del

sto riacquistata la loquela,

ricordato cantico Benediclus,

quale e-

Verbo incarnalo
(Si

nel

seno di

gualmenle come
fa
sa. Altri

l'altro della B.

Vergine,

Maria Vergine
B. Vergine
si

legge nella JVoiena


di cui in fine,

parleogni giorno dell'ufllzio della Chiedicono, che nell'imposizione al

della f'isitazionc^

che

la

porlo dalla cugina, onde


il

avendo

nel seno

Verbo

di

Dio

fatto

neonato del nome di Zaccaria, sua madre rispose che il di lui nome era Giovanni.

carne, sciogliere dalla colpa originale e


santificare
sta
ii

Fu

poi soT^vatDom'ialo Ballista,

Precursore Giovanni). Queil

per parte sua lod


il

Signore nello
la

siile
lo

pi sublime con cui super quel-

che aliezza, perth'egli predicava il battesimo della penitenza, e battezzava coloro che si presentavano a lui. Il Baronio
pel

de'proleli, e uoslr l'umilia

pi

fece inserire

ii

profonda; richiam pure la memoria delie grandi cose cl)e Dio avea fallo in fa* vore del suo popolo, l'infinita sua misericordia, e riconobbe in s l'adempimento delie promesse, the
il

betta nel Martirologio

nome di romano
s.

s.

Elisa-

a*

5 nos.

vembre,
caria,
il

in cui

pure registrato
riferisce

Zac-

quale,

come

Epifanio,

fu fallo uccidere

Signore avea

fat-

nascondere

il

da Erode, perch fece liambino Giovanni, acci


nella strage de'ss. In-

te ad Al)rarao e alla sua posleiil. Eli-

non
di

fosse

compreso

sabetta nell'esprimere

la

ventura, che

la

nocenti; e per essere sacerdote, fu tolto


il vestibolo e l'altare, rimamacchie del suo sangue sulle selci, sino al tenipo di Tertulliano, che lo narra; altri dissero, senza fondamento, essere slato ucciso per avere annunziata la venuta del Messia. Quanto all'avven-

Madre

suo Signore erasi degnala vesapeva bene d'aver essa concepito per miracolo; ma Maria avea concepito rimanendo /"ergerne, e' per operadel

vita tra
le

nire da

lei,

nendovi

zione dello Spirilo Santo; quegli ch'ella

avea concepito era il maggior de'profeti; ma Maria diveniva la Madre del Figlio
eterno di Dio, vero Iddio egli slesso. Giovanni Ballista si serv poi d' una somigliante esclamazione, per esprimere isen-

turosa casa abitata da'ss. Coniugi, la

i."

onorata esantifcata dal Verbo fatto carne, e perci segno di benedizioni, di recente nel
nel
l.

1854 pubblic alcune

notizie

limenli della sua profonda umilt, quan-

do Ges Cristo
cevere
ria
il

si

present a

lui

per ri-

21, p. I 78 (\e\Vj4lbum di Romay ii eh. cav. Pietro Galli medico in Gerusa-

Batlt^smo dalle sue mani.

Ma-

Vergine dopo essere stata per

circa 3

mesi colla sua cugina e cognata, ritorn a Nazareth, poco prima della nascila del Precursore, secondo gli uni, e poco tem-

lemme. Egli narra, non lungi da Gerusalemme esiste un paesello nominalo s. Giovanni in ^lontana, ov'ebbe culla il
Battista, ed

ove

la ss.
s.

Vergine

si

tratten-

ne

tre

mesi con

Elisabella sua diletta


fal-

po dopo secondo

gli altri;
i

imperocch

vi

cognata. Giace questo villaggio sulle

sono alcuni scrittori quali sono d'avviso che la B. Vergine a' 24 giugno assistette al parlo di
s.

de d'alcuni
il

colli,

nel cui fondo serpeggia


,

torrente di Terebinto

e dove Saulle

Elisabella

e fu

te-

vide sorgere quell'ultima alba, nella quale le falangi de'filislei

stimonio delie meraviglie che succedettero alla nascita del suo


figlio,

distrussero la sua

poich

al-

casa

e furono fiaccate

non guari dopo

lorquando, secondo

la

legge, nell'S." giorsi

dall'armi di David. Celebrato da stori-

no

fu circonciso, ili." luglio, egli


il

metpain
e

teva
dre,

nome

di Zaccaria,
si

come suo
oppose
,

ai

che reminiscenze, il luogo che die' vita l^ecursore del Salvatore, e da laute

questi consultato

reliquie della redenzione del


fre allo

mondo,

of-

iscritto volle

che fosse chiamalo Cio^'an-

sguardo dei pellegrino uu oiibto

i4^
di

VIS
di

V
clic

S
otto quella spe-

sublime e

tenero sopra ogni dire


in

vengono designati
Il

singolare.
se

Come

un concavo

di pietro

ciale protezione.

leujpio tutto addob-

montagne una mirabile vegetazione


fino al torrente,

di

bato riccamente, e con molteplici ardenti

ulivi e di vigne sopra le valli

dono

non

si

che scenpu con con-

cerei illuminato, fa risplendere l'eccle-

siastico rito, e

risuonando

le

volte de'cou-

facenti parole farne la descrizione, tanto

centi ritratti dall'organo, fan


la

mostra che

vaga, ridenlxi, bella e doviziosa. Sulle vette per de'monti una desolata solitu dine circonda quelle prospere terre. Pel non mancano luogUi ombrosi per maprache si vedono dall'alto, costituiscono il nominato paesello, co'pi nella verdura e col capo
gnifici alberi ontani,
fi'ulta, fiori e
ticelli.

casa di Dio casa d* orazione e di laude.

Quanto

all'istituzione della festa della

Visitazione, leggo nel Zaccaria, Disserta-

zioni italiane,
ste istituite

t.

2, dissert.

Alcune masse

di pietre

ad onore

di

gli orientali a*

a luglio

5* Sulle feMaria ss., che celebrano la De-

posizione della ^es te della

Madonna nel

iia'ruderi de'colli.
gli

Formano

le case

de-

abitanti,

mucchi
il

di vilissime pietre in-

crostate di terra e calcina.

In

mezzo a
de' trance

queste signoreggia
scani,

convento

tempio della Madonna in Blachernis, la quale veste mand a Pulcheria imperatrice, Giovenale vescovo di Gerusalemme. Il Magri, Notizia de'vocaboli ecclesiastici, in quello di f^isitatio

nel seno
le
si

quadrato di forma, che racchiude una magnifica chiesa, nella quail

B. F., di-

ce che Blacherais era

accoglie

santuario mirabile del

luogo ove nacque s. Gio. Battista, cos santamente conservato e difeso dagli
sguardi dell'infedele per mostrar solo
cattolici
il

a'

prezioso suo tesoro^

come una

perla nascosta nel cavo della conchiglia


la produce. Non lunge e suU' erto ' un'altra collina, evvi la casa di s. Eli-

che

sabetta, e

si

conserva tuttavia quella staasanta cognata gridava nel


il

23 ove sostava Maria nella sua Visitazio-

ne, donde
tile

la

vederla giungere, quanto riporta

gen-

un luogo di Costantinopoli, ov'era fabbricato un sontuosissimo tempio alla gloriosa Madre di Dio. Trovo aeWEfncrologio diRonia del PiazEaa'a luglio, che secondo il computo dellastoria Evangelica, non dovea essere celebrata la festa in questo d, costumando siri nel loro rituale di solennizzarla da pi antico te.aipo nel mese di dicembre, pocoprima dellaNalivit delSignore. Nondimeno latini celebrano della visita a 8. Elisabetta, non l'arrivo, ma il ritorno a Nazareth, dopo la dimora di 3 mesi presi
i

Girolamo Torniello

nelle sue canzo-

so la cognata.
ripiglia
il

Ma

il

pi degli occidentali,

nette.
esiste

finalmente in luogo pi deserto


s.

Zaccaria, che ne tratta

pure

ancora quella grotta nella quale


scelta

ueir Onomasticon Rituale, verbo Fisi'


tatio B. /^., celebrano la festa a'2 luglio,

Giovanni avea

dimora per

isfuggi-

re l'insidie della tiranna Erodiade. Alle

dopoch
il

francescani cominciarono a soIl I

piante delle rovine, che attestano


sa di Zaccaria, scorre

la ca-

lennizzarla.

che pens

a stabilirla fu

una limpidissima
festa deli

generale di quell'ordine

s.

Bonaventu-

fonte, unica in que* contorni e tanto ne-

cessaria

a'viliici.
s.

A'24 giugno,
Precursore,
di
ss.

la nativit del

religiosi

con decreto emanato nel i 263 nel capitolo generale diPisa,ingiungendo doversi osservare in tutte le chiese de'frati mira,

festeggiano solennemente quella ricor-

nori. Nel secolo

seguente, lacerando la

danza felice. I cattolici corrono a fruire della


quel santuario, e
vi

Gerusalemme
Eucaristia in

Chiesa di Dio il funestissimo gran Scisma (F.) d' Occidente, il Papa Urbano VI
estese questa festa a tutta la Chiesa^ sta-

costume, a
i

me^zo

d'apposita funzione, di radere

capelli a

bilendo un giorno dopo l'ottava di

s.

Gio.

forma

di croce sulla fronte de' fanciulli

Battista d' ogni aono, aggiuntavi la vigi-

VI
la

s
la

V
B. Verla

s
i

143
fedeli

il

digiuno; e ci, siccome

glio,

si

studiassero d' indurre

a
la

giue

si

degn
s.

visitare e consolare
i

pa-

digiunare

la vigilia della slessa festa.

rente

Elisabetta, cos
tal

fedeli

suppli-

alcuni luoghi in altri tempi fu celebrata


in giorni diversi, cos a Parigi

cassero in

giorno, peicb quale avvosi

cata de'cristiani

degnasse aiutare e con-

gno, ed a Rems
oliava.

1'

luglio,

a'27 giucon viglia e


lunla

solare
di

1'

uillitta

e tribolala sua Cbiesa, e

Ma

per

la fatale divisione del

conservarne V unione. Osserva Lodovico Agnello Anastasio, Storia degli Antipapiy


t.

go

e pertinace scisma che afilisse


il

Chie-

sa, riferisce

Zaccaria, gran parte del


ricevette la festa, per-

2, p. 187, che Natale Alessanla

cristianesimo

non

dro dichiar,
fallo

miglior cosa che avesse


a suo luo-

Uibano VI; nondimeno


pure dall'Anastasio.
ci'
il

ch diviso dall' Ubbidienza romtma, e seguendo quella degli antipapi d' Aviguone,il concilio di Basilea nella
la
la
1

go
ri,

narrai, che ordin cose anche migliorilevate


Il

sess.

48,

Novaes

nella Storia

Urbano Fly

scrive aver

rinnov nel . luglio i44* P^' l"lta Chiesa, parimente ordinando che per
celebrazione fsse fissato
il

decretato che

2 luglio fosse consagrato

la

alla Visitazione della B.

Vergine in tutta la Chiesa con rito doppio, con vigilia e oliava, e coH'ufzio composto dall'inglese Adamo Eslon vescovo di Londra e becedeltino, gi da lui crealo cardinale nel

luglio,
la

il giorno 2 che fece credere ad alcuni che B. Vergine fosse parlila dalla casa di
il

Zaccaria
di
il I

giorno dopo

la circoncisione
dissi fu fatta

s.

Gio. Ballista, che


di luglio, cio

come

iSyS.

Cilando

il

INovaes

il

cap.

Maier 24
all'annoi

eie stnl.
il

Ejlcoh.^ in 6, L/

Alma F

slivilaLhus^ e

ginn Croncon Belgico

389, p. 35o. Morto Urbano VI a'i5 ottobre 1889, fu impedito pubblicare questi decreti, i quali furono confermali e proutulgali 3*9 novembre dell'anno stesso dal successore Bonifacio IX.
In
p.
falli

8 giorni dopo la sua nascila. Tuttavia essendo quel sinododeplorabile divenuto conciliabolo scismatico, ninna autorit ebbe il suo decreto, in esso non facendosi neppur menzione del suo onlipapa Felice V di Savoia^ perch da molti principi non era riconosciulo.La festa era slata confermata anche da'patriar.

chi orientali nel concilio generale di Firenze,

trovo nel Bull. Roni.y


la
I ."

t.

3, par. 2,

opposto
il

al Basileese

da Papa Eugenio

878,

bolla di Bonifacio IX, Su-

IV. Ed

successore di questi Nicol

V,

perni benignitas conditoris, emanata in


dello giorno: Instiluliofestivitatis Visitaticnis
j'uliif

colla bolla

Romanorum
:

gesta Pontifi-

B. Mariae Virginis pr die 1 cani adhortatione ad j'ejuninm vi-

cum, de*26 marzo i45> i, Bull. Rom., l. 3, par. 3, p. 67 Bonifacii PP, IX Literas super Festa fisitatonis
g'mis Mariae confirmat. Narra
negli
il
il

ss.

Fir-

giliae; Indiilgentiisquepro inter essentibus Offlciis dictae festivit tis^ ex conslitutione


il

Rinaldi
france-

Annali

ecclesiastici^

che

Urbani FI.

In essa dice averla


la

scano Sisto
vino contro

IV
la

nel i475>

onde ottenere

predecessore islituila per tolta

Chie-

per l'orazioni della B. Vergine l'aiuto ditirannia de' nemici del


i

sa, col consiglio de' cardinali,

fra' quali

egli era, colla vigilia, l'oliava e l'uflzio,

nome

cristiano,
la

quali

si

sforzavano dr

concedendo varie indulgenze a quelli che al mattutino e all'altre ore canoniche di


esso uQizio intervenissero, cio quelle da

opprimere

Chiesa, rinnov la

memola festa

ria del mistero della Visitazione, e otdi^

n che ogni anno


con

se

ne facesse

Urbano IVaccordale perla festa del Corpus Domini. Per ultimo comand all'Episcopato e ad altri prelati, che facessero ogni anno celebrar la festa e l'unizio della

uffizio particolare e ottava.

Questa
con
|>or-

festa fu consolidala
la nel

da

s.

Pio

Breviario romanOf e da Clemente


1'

Vili con riformarne

ufizio,

mezzo

Visitazione della

Madre di Dio

a'2 lu-

del p. Iluiz della Visitazione de'moiuii.

i44
Nota
fatti
il

VIS
Piazza, che questa

V
festa fa

ap-

provata da Dio con molti miracoli; in eoa successo la Cliiesa u sperimea*


t
i

80, 169, i8f, gi di s. Andrea de Incaricdnisj voce corrotta da Aqnariciarii^


sive

de Piscaloribus^ ed anche de CereBelle notizie


si

benefci effetti,

quando

ricorse

eoo

larorani.

leggono

nel

fiducia nelle sue calaojil a questo miste-

Fonseca,

De

basilica

s.

Laurenlii in

Imperocch sebbene la sua istituzione non sia antica nella Chiesa latina,
ro.

dessa pei conf^jrtne allo spirito del


cristianesimo, eh' di richiamare soven-

Daniaso^ p. 4o8, di cui era filiale; e nel Fea, Pro-Memoria per la ven. Ckiesa di s. Mar in della Pace^ Roma 1817), anco con 8.^ cosi ad altre chiese, fra le
quali in quella di
s.

temente

alla

mecnoria

le

principali cir-

Elisabetta dell'

Ula

costanze de* misteri

della

nostra

felice

niversit arslica de' foroari


di cui nel voi.

tedeschi,

redenzione. La

13. Vergine stessa ce ne ha dato l'esempio, poich essa celebra nel suo bellissimo cantico benefzi che Dio avea accordati al suo popolo, ma che non sono d' un pregio s grande come
i

LXXXIV,
le feste

p.

i32.

Ma

vigilia della festa della

Visitazione

and
ri-

in disuso,

tra

di precetto

dotte da
sta. Si

Urbano Vili, non trovo que-

legge nel Giornale di

Roma del
di

quelli con cui

volle ricolmarci coli' In-

i85o
darsi,

a p. 624. Tutto forse potr scor-

carnazione del suo divin Figliuolo. Nel

non mai

la

liberazione
la

/lO-

i54( Paolo

111

approv con indulgenze


f^ ergine

na

(^/^.^ dall'

anarchia, che

tiranneg-

V Arciconfraiernita della B.
bilita col consiglio di
s.

giava con scettro di


sconfitta
cos

ferro, e

che dov

della Visitazione degli Orfani (V.)^ staIgnazio in

elremanle
citt

esulare, e rispettar

Roma,

una

cuis costantemente pro-

Chiesa di s. Ilaria in Aqidro (/^.), per gli uomini, e nella Chiesa de ss. Qnatiro (^.), per le donne. Non esnella

Maria la Deipara, sempre Vergine Immacolata, e due Principi degli Apostoli. Questa liberazione ebbe il suo efpizia
i

sendoci stato pi perfetto di quello nel quale gli ufizi della vita attiva sono santificati

fetto a' 2 luglio

1849, giorno sagro

alla

memoria
tettori

della Visitazione e 3. nell' ot-

da quelli della

vita

contemplativa,
;

tava dell'anniversaria festa di que* Pro-

come prova s. Tommaso d'Aquino di questo abbiamo un bell'esempio nella


Vergine fece a s. Elisabetta sua parente. Questa osservazione di s. Francesco di Sales, come rileva r ab. Butler: La Fisilazone della ss. f ergine y a' 2 luglio; il quale santo da
visita
la ss.

dell'alma

citt.

Quindi non potelasciar passare

va
il

la

gratitudine

romana

che

suo giorno anniversario, senza cele-

brarlo con apposite ecclesiastiche funzioni.


alla

Laonde

il

clero

ss.

lieligione, al
si

romano, cos fedele supremo Gerarca,


s.

come
Maria

quello che

d precipua continua
magnifica chiesa di
il

questo mistero prese il pose alle religiose da


della

nome
lui

ch'egli im-

cura di rendere
della

la

fondate, cio
le

Pace

centro di quotidiane
si

Fisitazione o Salesiane (V>),

utilissime divozioni, ed ove nella sera

quali, secondo la loro regola primitiva,

raccoglie

il

popolo
l'

di voto, e lo pasce colla

erano destinate a visitare e servire


lati. Il

aia-

divina parola, e

impegna

alla pratica

Piazza che pubblic

l'

Eineroloil

di tutti gli spirituali esercizii; perci volle in


si

gio di

Roma

nel

7 ig, riporta

novero

questo tempio manifestarvi


cattolici nel miglior

suoi senil

delle chiese che in tal citt ne celebrava-

modo

possibile,

no

la festa

e con indulgenza, precipua-

uaenle in s. Maria in Aquiro, dalle monache della Visitazione, nella Ckiesa di


s.

quale fu eretto e ampliato da^Papi Sisto IV e Alessandro VII principalmente,

memori

tutti

Maria

della Pace (riparlala in tanti


voi.

Potentissima avea salvato

che T intercessione della la Chiesa dal


ri-

luoghi e per ultimo nei

XCIX,

p.

furore degli scismi e delle guerre, e

V
ccndotta e annodata
secolari, era

s
la

VIS
pace
fra^ principi

145

ro di sua Visitazione

s.

Elisabetla
tribolazio-

un insigne ricordo
festa se

dei pote-

da farsi in preparazione alla sua festa,


ed
ne,

re e dell'amore di Maria, e di tanto benefcio

in circostanza di grave

con annua

ne solennizza-

Fermo

tipografa Paccasassi iSSg.

va

la

bella

memoria
forma
in

nel d della Visita-

zicoe, che

la principal festa di det-

NA

VISITAZIONE DELLA MADONo SALESIANE, Ordine di reli-

ta chiesa, e

quell'anno con maggior

gione. Ordinis

pompa
cui
il

ecclesiastica e trduo solenne, di

Monialium Fisitationis Beatae Mariae P'irginis Immacula*


tae, sub Inslituto
s.

offre la descrizione. NoLUI, p. 226, che il Papa Pio IX, emulando nella divozione al mistero

Giornale

Francisci Salesii.
della
carit, zelo

tai

nel voi.

Monumento perpetuo
e sapere di
s.

s.

e Pio VII, eman il decreto Orhis: Quam Sanctissimus, de'3i maggio i85o, col quale innalz

Pio Urbis

Francesco di Sales (F.), vescovo e principe di Ginevra (F.), della

et

quale anco nel voi.

LXXII

p.

Sgeseg.,

e di

Annecy

(f'.)i
s.

e delle pi belle ed

a doppio di

2.''

classe

il

rito della festa

eroiche virt di

Giovanna France^

della Visitazione di

Maria Vergine,
s.

e ci

pel suo patrocinio sperimentato nell'acerbit de' tempi contro la

pel principato temporale


tuito. 11

Sede insorti, e ad essa resti-

sca Fremiot di Chantal (F.). Dopo essere slato s. Francesco qualificato da Clemente Vili in concistoro i* Apostolo del Chablaisy quando lo promulg vescovo,

decreto fu pubblicato negli

An-

onde

fu consagralo vescovo di Nico-

nali delle scienze religiose compilali dal prof. Arrighi^ t. 8, p. 444- ^* ^^-

poli in partibusy qual coadiutore del ve-

nunzi pure dipoi il n. iSy del Giornale di Roma del i852, nel dichiarare
che
ria
la

scovo d'Annecy, V antica Geneva di cui era stato preposto, a'17 settembre 1602
successe in quel seggio episcopale della

memoria

della Visitazione di

Ma-

Savoia.

Trovo discrepanza
il

di date nella

Vergine, gi celebrata da parecchi

sua consagrazione, poich


gistra

Novaes

la reil

ordini religiosi, fu estesa da


a tuttoil
di
s.

Urbano VI
ricono-

V8 dicembre 1602, mentre

Di-

mondo
della

cattolico

e che la chiesa

ma
ca.

dice vacala la sede alla suddetta epo-

Maria

Pace
la

di

Roma
le

Intraprese la visita della diocesi, e


regolare disciplina io tutte le

sce in quella la titolare sua festa, giacch

ristabil la

Sisto

IV per

ottener

pace fra

ultime

case religiose; fond alcune


nit claustrali,

nuove comunella

ire dell' antiche fazioni a

Maria consagrava per votojl bel tempio, siccome ad


apportatrice di salute e benedizione alla
casa di Zaccaria. Pertanto la pia unione
di p.
s.

come

de'foglianti

badia

Paoloy

di cui

anco nel

voi.

XCVil,

Abbondanza, e de' barnabiti ne'collegi d* Annecy e di Thonon. Quindi istitu una congregazione di eremiti, sulla montagna di Voeron nel Chadell'

29

e 3o, che tiene cura di quella

blais, sotto

il

titolo della

Visitazione del'

chiesa, e del centrale oratorio notturno,

la

Madonna,

affine di ristabilire l'antica


ss.

a che pure destinata, celebr anche in detto anno e con pi pompa la consueta festa a' 2 luglio assegnala all' Occidente.

divozione in quel luogo dedicato alla

Vergine;

die' loro la figura


le

dell' abito,

e prescrisse
tina

costituzioni.

Finalmente
di

Sovrastando alla s. Sede e al suo dominio temporale furiosa e subdola guerra,


anzi contro la nostra
tro la libert della
ss.

nel 16 IO risolvette di dare alla Chiesa

nuova congregazione

spose di

Religione, conil

Ges

Cristo, a cui diede altres

Chiesa, e contro

della Visitazione della

il nome Madonna, per

Sicario di Gesti Cristo (r.), fu laudata


opera di ristampare e propagare
VOL. CI.
la

venerazione

al

mistero della Visitazio-

No-

vena in onore di Maria SS. nel miste-

ne della B. Vergine a s, Elisabetta (V.). Egli ne avea concepito il disogno 10

i46

VIS
in occasione

VIS
che
il

fino dal i6o4|D cui essendo stato pre-

di

lei

padre e

il

suoce*
i

gato dai maggiore e dagli scabini, magistrati di Dijon, di predicare nella loro citt, volle, secondo il suo costume, per prepararsi a quest'azione e per farlo pi comodamente, ritirarsi nel castello di Sales lungi

ro a lui

la

mandarono per

ascoltarne

sermoni. Altri vogliono ch'essa da perse si rec in patria sapendo che il santo dovea predicarvi, e vedendolo ne rest edificata e sorpresa, perch anch' essa vi ri-

3 leghe d'Annecy, feudo di sua


nella Svizzera, luogo di

famiglia con titolo di contea, nel canto-

ne

di

Ginevra

sua nascita e posto nella sua diocesi, ove secondo gli storici della sua vita fu da

conobbe l'uomo che le apparve durante le sue orazioni, e le sembrava che fosse il direttore cui cercava da mollo tempo, onde senz'altro la baronessa si affid alla di lui direzione. E prendendo il santo da essa
si,

Dio favorito con una visione riguardante Tordineche poi fond. Si racconta pertanto che stando in orazione e pregando

congedo, per ritornare


le disse
il

alla

sua dioce-

sembrargli che Dio approvaslui

se

disegno da

formato, di assumersi

Dio

col

suo

solito fervore,

che
gli

si

degnasrivelasse

la di lei

direzione, restandone egli ogni d

se di renderlo utile alla sua

gloria e alla

salute dell'anime, Iddio


l'istituzione,

sempre pi convinto; ma che non bisognava precipitare, mentre non voleva


che niente d'umano
quest' affare.
si

che dovea seguire per opera


di
religiose, le

frammischiasse ia
il

sua, d'

un nuovo ordine
d'

La

baronessa, secondo

quali collo splendore della loro virt sa-

Boiler, in Dijon fece a'piedi del santo la

rebbero

Chiesa, e tramanderebbero
nella posterit
il

un grande ornamento alla sempre vivo


suo spirito,
le
i

confessione generale di sua vita,


il

p.

suoi senti*

dio,

la quale Helyot pretende eseguita a s. Clauove il santo erasi trasferito colla con-

menti e

le

sue massime. Si aggiunge, che


principali perio

tessa sua
il

avendogli Dio mostrate


sone, che

vero

si

madre Francesca di Sionas (ma che a' 6 giugno 6 o, festa di


1
1

dovevano aiutarlo

questo

s. ss.

Claudio, in cui ricorreva


Trinit,

la festa della

suo disegno, ne rimase in lui si vivamente impressa l'immagine, che arrivasse poi a ravvisare la baronessa di Chantal,

come dovr

dire,

cominci
le

Io stabilimento dell'ordine),

ed allora

die'un

metodo da

lui scritto

acci le ser-

per quella che Dio destinava per

i.^

visse di

regola per ben vivere. Dipoi la

religiosa di questo

predicando nella
egli la

nuovo ordine. In fatti Quaresima in Dijon,


ricord

baronessa di

Chantal essendosi portata


Francesca,

in Sales a visitar la contessa

not

tra' suoi uditori, e si

della visione avuta nel castello di Sales.

Seppe poi dall' arcivescovo di Bourges Andrea Freraiot di Dijon, suo intimo amico e uno de* pi dotti prelati del suo tempo, eh' era sua sorella vedova dal 1602 di Cristoforo Rabutin barone di
Chantal, ucciso in iscarabio alla caccia,

con cui avea contratta amicizia, il santo prelato che vi si trov le disse meditare una grande impresa, per la quale Dio si sarebbe servito della di lei opera. Do-

mand
santo
si

la

baronessa

spiegazioni,

ma

il

content risponderle, che vole-

va prima seriamente riflettere sulla cosa,

siccome preso per una

fiera, e

che avea

starle, se

per cui nulla ancora poteva manifenon passato un anno; la prele di lei

fatto voto di castit vedovile, non usando indi innanzi che abito modesto ad una vera piet e sincero affetto alla reli:

g intanto a unire
sue, ed

orazioni alle

a raccomandar l'affare col pi


1'

tenero fervore a Dio. Scorso


scrisse eh' era necessario
si

anno,

le

gione, univa r esercizio delle virt, ed in

portasse io

questa allevava

suoi

figli

viventi de'6

da

lei

partoriti, cio

3 femmine e un ma-

schio. Egli

dunque parl a questa dama,

Annecy, per comunicarle il suo disegno. Quivi le narr, che dopo aver posatamente esaminata avanti a Dio la risola*

VIS
zione da
lasciare
il

VIS
propostagli, di
Io sta-

i47
sua parola di Chantal, ed avea
la

lei

tante volte

quale avea impegnata


unirsi a

mondo, per abbracciare


,

madama

di

to religioso
dificoll,

vi

ma

avea incontrato molte che finalmente era tempo

convenuta la compra della casa in cui dovevano radunarsi, trovando quest'impresa al di sopra di sue forze, ritir la

Le propose dunque di prender l'abito religioso di s. Chiara, indi di suora nell* ospedale di Beaune,
di darle risposta.

sua parola.
st
la

Il s.

vescovo pertanto acquii

e finalmente di carmelitana. Acconsenti

vedova a tutte queste proposte con che sembrava avesse riposto tutto il suo volere nelle mani del santo, e che non fosse questo un affare, in cui si trattava d' impegnarla in uno stato, dal quale altro che morte poteva liberarla.
la 5.

una cappella, luoghi una comunit, e dispose ogni cosa per celebrarvi laceremocasa^ vi fece

regolari propri per

tal docilit,

nia della fondazione nel d della


nit a'6

ss.

Tri-

giugno 1610. In questo madama di Chantal e le sue compagne, colla direzione di s. Francesco di Sales, diedero principio allo stabilimento
8.

dell' ordiIl

Allora
fetta

il

s.

prelato, incantato di sua perle

ne della Visitazione della Madonna.


vescovo,

sommissione,

svel

il

gran dise-

dopo averle
le

confessate e co-

gno

di stabilire l'ordine della Visitazio-

municate, diede loro

regole che do-

ne; e bench ella vi trovasse delle grandi difficolt, a tutte

nondimeno

il

santo

suo ragionare soddisfece; laonde ambedue confidando pi nella divina Provvidenza, che negli umani
col

pienamente

vevano osservare. Ad esse non ingiunse la clausura, che per 1' anno del noviziato ; non cambi la figura dell'abito, che
vestivano nel

mondo; ma
la

fu

contento

d'ordinare che fosse di color nero, e che


in esso rilucesse
stia.

soccorsi,

determinarono
la

la

fondazione

pi esemplar

mode-

dell' ordine, e di dargli principio in

An-

necy, dopo aver

santa maritata

la

mag
Tho-

giore delle sue figlie al barone di

rens, fratello del gi vescovo di Ginevra Claudio de Granier d' Yenne: un'altra figlia mor poco dopo, e la 3.^ si marit al conte di Toulonjon. Super gli osta-

ad un* austerit troppo rigida, avendo riguardo alle persone inferme, che potevano accettare, dovendo supplire a questa coll'interna mortificazione, e distaccamento
le

Non

volle obbligare

di tutte le terrene cose.

La

dolcezza ine la

tanto, la santit de' loro costumi,

che vi frapposero il di lui padre, il suocero e lo stesso figlio nel dividersi.


coli

perfetta carit cristiana, che tra di loro

regnava, v'attir in poco tempo un gran

Ma

ella segu

letteralmente

il

consiglio
fi-

numero

di donzelle.

La

santa

Giovanna

del Vangelo; pass sul corpo di suo


glio,

era disteso a traverso


le

che per intenerirla e trattenerla si la porta dalia quadovea essa passare il che successe non
:

Francesca Fremiot di Chantal ne accett nel suo noviziato IO, indi moltiplicandosi il numero in guisa^ che la casa pi

non era capace

di contenerle, essa
Il
s.

pens
vi si

senza dolore e lagrime,

ma

trionfandola
le

cambiare abitazione.

prelato che le

sua virt. Varie madamigelle furono

dirigeva s'adoper per cercarla,

ma

prime compagne
tal, cio

di

madama

di

Chan-

Nivernese,

di buona famiglia del Faure figlia del i. presidente di Savoia, due altre pure di Savoia e del Chiablese, e Fichet di Folligny. Essendo

Brechart

oppose il pubblico, e non approvandolo Carlo Emanuele 1 duca di Savoia, tutti


contro
le religiose si

sollevarono;
d
s.

la

co-

stanza per e

la

prudenza

France-

sco di Sales, s'apr la strada in

quindi preparato
la

il

tutto per la solenni-

questi ostacoli, ed

mezzo a ebbe finalmente la

t della Pentecoste, giorno destinato al-

consolazione di veder cominciato e finito


il

nuova

istituzione, fu necessario difle-

i.

monastero d'Annecy. La fama del-

l'irla

per alquanti giorni.

Una dama,

la

la santit delle religiose della Visitazio-

i48
ne,
si

VIS
ma
era
a*

sparse fin d'allora io molti luoghi:

da

Diolle citt furono richieste,

impossibile in que'principii soddisfare


di Lione, Dionisio

compagoata dalla Ijenedizione di Dio, poich dopo molle conlraddizionij Papa Paolo V deput la stesso s. Francesco di
Sales acci erigesse questa congregazione
in ordine religioso
sotto la regola di
le
s.

loro desiderii; n altri che l'arcivescovo

Simone de Marque-

nwnt, poi cardinale, ottenne dal santo queste religiose, stimolato ancora dalla divozione di madama di Auxerre, la
trice,

Agostino, con tutte


vilegi

prerogative e pri-

goduti dagli

altri ordini regolari.

quale non solo volle esser loro fondama ancora aggregarsi a loro con
altre

Ci fu fatto dal s. vescovo nel 1618, il quale scrisse per V istituto della Visita-

due

che a

lei si

unirono. A'25 gen-

naio i6i5 parti

s. Giovanna-Francesca da Annecy, giunse a Lione il i.di febbraio, con alcune religiose, ed andarono esse ad albergare nella casa che madama d'Auxerre fondatrice avea preparato in Belle-Court. L' arcivescovo Marquemont fece la ceremonia della fondazione con solenne apparato, e madama d' Auxerre cominci nello stesso giorno

appromorte da Urbano Vili nel 1626. Osserva il Novaes nella Storia di Paolo ^ dicendolo approvatore dell' ordine della Visitazione, che per formarne le regole il s. vescovo di Ginevra percorse tutte le altre de'diverle

zione

costituzioni, che furono


la di

vale dopo

lui

si

ordini religiosi, e

si

regol particolar-

mente su quelle mirabili della veneranda Compagnia di Ges, di cui egli ammirava la saviezza, l' esattezza e la prodigiosa provvidenza, colla quale nulla
si

suo noviziato. Da principio questa fon. dazione fa sottoposta a molle contraddizioni, le quali furono sedate dalla pru
il

ommette che

possa contribuire al

man-

denza e dolcezza della santa, la quale di* moro per 9 mesi in questa casa ; vi accett 7 fanciulle, e vedendola bene stabilita, lasciatavi per superiora la madre Faure, ritorn ad Aunecy. Fin qui le religiose della Visitazione aveaco fatto
solamente voti semplici, non osservavano clausura, si esercitavano io opere di
carit, visitavano
li
i

tenimento della piet io un ordine tutto quanto occupato alla salute del prossimo
in tante differenti utilissime funzioni. Iodi fu trattato, se fosse stata cosa

conve-

niente assegnare un capo, cio una superiora generalessa o superiore generale

all'ordine della Visitazione, oppure sot-

toporlo alla giurisdizione de* vescovi locali,

e degli ordinarli
della
s.

de' luoghi,

oltre

poveri e

g'

infermi,

r autorit
di

Sede. Alcuni furono

consolavano, somministravano loro de'

ristori e soccorrevanli io tutte le necessi-

t; ed
lite

appunto per queste visite, stabi* Francesco di Sales, io memoria della Fisiiazione della B. Vergine a s,
da
s.

parere che loro si desse un capo, pretendendo mantenere in questa maniera l'unione tra le diverse membra, che com-

pongono
ligiosi.

corpi politici, ecclesiastici e res.

Ma

Francesco di Sales fu di

Elisahelta^ ch'egli all'istituto die' tal no-

contraria opinione; per cui fu ordinato,

mir arcivescovo Marquemont, ammirato per le sue virt dal s. fondatore, giudic spediente, che questa congregazione fosse canonicamente eretta in ordine regolare e con clausura, per molte ragioni suggeritegli dalla sua prudenza e piet, come dice lo stesso s. Francesco

me, e pose

sotto gli auspicii di quel

chei monasteri della Visitazione fossero


soggetti al
dinarli, ci

stero.

Ma

governo de' vescovi e altri orche certamente non imped, che non siasi tra di loro mantenuta una
perfettissima unione, soccorrendosi
ne*

loro bisogni, l'abbondanza degli uni sup-

plendo
stituto,

all'

indigenza degli

altri.

Questo
nell' i-

notabile

cambiamento succeduto

di Sales nella prefazione delle sue costituzioni.

da Paolo

eretto in ordine rei

Fu

questa determinazione aG

ligioso, anzich

arrestare

di lui

pr-

V
gressi,

s
sempre seguente 1619 una

VIS
dopo aver convertito
alla fede

,49
cattolica

non

servi che a renderli

maggiori. Si fece nel

fooazoue in Moulins. Inoltre le

mona-

come
to,

collesue prediche 70,000 eretici, 72,000 vuole il p. Booanoi. I miracoli da


lui operati

che furono domandate dalle citt di Grenoble e di Bourges, e sarebbe stato una ingiustizia negarle a questa seconda, di cui era arcivescovo il sunnominato Freroyot, l'amico di
della
letta
s. s.

mentre viveva, e dopo moril

mossero

clero di Francia

neh 625
Urd'intro-

e nel

i645

a fare grandi istanze ad

bano Vili e ad Innocenzo

madre

di Chantal, la

Francesco e fratello quale fu e-

per effettuare queste fondazioni.

durre la causa di sua canonizzazione. Si cominci il processo sotto Innocenzo X, ed il successore Alessandro VII, che da
prelato l'avea conosciuto nel viaggio da Siena a Roma, predicendogli il pontificato, e poi essendo vicino a morire dal mal
di pietra,
gli

Sperava l'arcivescovo di Bourgea di poter per questo mezzo goder della conversazione di sua sorella per pi anni,

ma

dopo 6 mesi le convenne partire, per dar principio ad un'altra fondazione in Parigi. Vi giunse ella nello slesso 1619,6 fond un monastero nel sobborgo s. Giacomo, e fu il i." destre che V ordine istitu

quand' era nunzio a Milaster, apparve e lo guari sul momento col-

la

sua benedizione, con breve dato nel-

l'anniversario della

morte

del santo, a*
la

28 dicembre i66r, ne decret


fcazione, e fu la
la
i

beati-

nella
s.

capitale

della
di

Francia. Fece

.*

solenne celebrata dal-

quivi la

madre

Chantal un lungo

soggiorno, poich non ne parti che nel

febbraio 1622, per passare a Dijon a fon-

dar un' altra casa, ove la presidente Le Grand, tuttoch di 75 anni, fu del numero di quelle che presero l' abito dell'ordine. Il s. vescovo di Ginevra mand delle

Chiesa nella basilica Vaticana. Quiaad istanza del re e della regina di Francia, del duca di Savoia, dell' ordine de* minimi, a'quali un le sue suppliche l'ordi

dine della Visitazione, Alessandro VII lo canonizz colla bolla Ecclesiae Catholiil Bull. Rom.y t. 5, p. 4 j6, a* 19 aprile i665; decretando che la festa si celebrasse a' 19 gennaio, giorno anni-

cae, presso

monache

in altri luoghi per fare altre

fondazioni, per

cui mentre viveva

ebbe

la consolazione di
steri dell'ordine.

veder

eretti

3 mona-

versario in cui nel

1623

fu trasportato

il

Nello stesso 1622, aven-

sagro suo corpo da Lione ad Annecy nel

do ricevuto ordine dal duca Carlo Emanuele


I

monastero
ne.
Il

della Visitazione

i.''

dell'ordi-

di portarsi in

avea risoluto recarsi


gi

Avignone, ov' egli a complire il re Lui-

Papa concesse indulgenze a que*


tal

che in
cro
;

giorno ne visitassero
1

il

sepolper-

XIII

che ritornava vittorioso dalla


i

e con breve de'


il

luglio

1662

guerra contro

fanatici e crudeli eretici

miseche
to la
gnifica

ugonolli, parli d'Anoecy

disposto di salute, e
lo

8 giorni in ove volle essere ricevuto

quantunque indopo essersi fermaAvignone, and a Lione,


nella casa

beato corpo fosse collocalo sotmensa dell'altare maggiore, in ma-

urna d'argento.

Il

suo cuore, chiuBellecour a


in re

so in iscatola di piombo, fu portato alla chiesa della

del

Visitazione di

giardiniere delle religiose della Visitazione. Pass alcuni giorni ne'soliti suoi esercizi di piet,

Lione

stesso; indi

venne collocato

liquiario d'argento, e poscia in

uno d'oro
il

predicando e facendo delle

regalato da Luigi XIII. Mella deplorabile

conferenze spirituali|fno a'27 dicembre,


nel qual giorno celebrata la messa,
tre

rivoluzione di Francia fu rubato

re-

men-

liquiario d'oro,

onde

le pie

monache

del-

si preparava per tornare in Savoia, venne meno, e colto da un accidente d'a-

la Visitazione lo

chiusero iu altro d'ar-

gento, e cercando rifugio fuori delia loro

poplessia, mor nel seguente giorno di 55 auui compitilo appeoacomiociato il 56.",

sconvolta patria, piene di fiducia nel lo-

ro istitutore, seco recurouo l'iusiguc

reli-

i5o

VIS
Abbiamo
dell'asco-

quia a Venezia, ove tanto tesoro si venera nella chiesa e monastero dell' ordine
di quella metropoli.

vrebbe esercitata la carica di superiora con questo titolo. Fu poi obbligata portarsi a Moulins per urgenti aiari, quali
terminati felicemente, recatasi
stero di
al

Jano d. Domenico Cappello: Conlexlus


jicloruni

monaa

omnium
s.

in

BeatificationeeiCa-

Lione

mand alcune

sorelle

nonizatione

maei 665. Il leasandro VII^ offre un elenco degli


tori di

Francisci de SaleSy RoNovaes aeWa Sioriadi A'


scrit-

piantare

una fondazione

in Marsiglia, a-

vendo a
di

se riservata l'esecuzione di quella

Chambery, che

dal principe

Tomma-

sua vila, e di diverse edizioni. Di

so di Savoia veniva
siderata.

recente fu pubblicata

la l'ila di s. FranCesco di Sales vescovo e principe di Gi-

premurosamente dePortatasi a Chambery, vi dimo*


,

niesi

accett molte donzelle


la

e vi

nevra fondatore dell'Ordine della Fitazione di s. Maria , scritta dal can. d. Giacinto Gallizia^ lioma, tipografa delle

Belle Arti
il

sotto

1 856. Rest l'ordine tutto governo della s. fondatrice, tro-

madre Fichet. Indi restitu al suo monastero d' Annecy si poco avanti la Pentecoste del 1624, al qual tempo avea intimata un'assemblea
lasci superiora

generale delle madii dell* istituto. Con-

vandosi
trista

ella in

Bellay
il

quando ebbe

la

gregate che furono, esaminarono con mi-

nuova cbe

s.

prelato avea reso

nute ricerche quanto avea detto e opera


lo
il

l'anima a Dio, e tosto prese tutte le misure per far trasferire il di lui santo cor-

s.

fondatore, per

la

perfezione del-

l'istituto.

Raccolte e

scritte,

ne formaro-

po da Lione in Annecy, e dopo aver elette le nuove uflziali pel monastero fondalo in Bellay, part per

no il libro cui intitolarono Coutumer, Costumanze^ contenendo il direttorio, il


ceremoniale,
il

Annecy per

rice-

formulario, ed
la religiosa

altri utili

vere

le

spoglie del

s.

fondatore. Passanfu offerta

avvertimenti per

perfezione,

do per Chambery,
dazione
;

le

una fon-

dispose tutto per farla,


,

ma

ne

rimise T effettuazione

dopo che avesse

soddisfatto agli ultimi doveri con S.Fran-

cesco di Sales. Nelle vicinanze d'Annecy, molti amici di quello e del monastero, si

aderendo in tutto a'ricordi e alle pratiche dal s. prelato lasciate o stabilite nel monastero d'Annecy. I miracoli che seguivano ogni giorno al sepolcro di S.Francesco di Sales, gran consolazione recava-

no

recarono ad incontrarla, ma tanto essi, quanto la santa, oppressi dalla violenza

alla s. madre di Chantal, la quale non manc di contribuire alle spese dell'infor-

roazionijche furono fatte d'ordioedelPapa

non poterono proferir parola , e spargendo gran copia di lagrime, con quel mesto silenzio dimostrarono il profondo comune rammarico per s preziosa perdita; lagrime e sospiri

del dolore,

Urbano Vili,
di
lei

il

quale per

le

premurose

istanze fin dal

1623-24 deput a

tale effetto

vescovo di Ginevra

per commissario, apostolico il Gio. Francesco di

che si raddoppiarono giunta che fu al monastero. Nel d seguente ella fece preparare il necessario per la funebre

Sales, parente del santo. Pass quindi la


s,

fondatrice con al cune sorelle a fare una

pompa, ch'ebbe

fondazione in Thonon, e poco dopo altra in Rumilly. Scorso qualche tempo and

luogo da Lione alla loro chiesa, collocandosi provvisoriamente vicino alla grata.

Temendo
nunziare

le

monache d'Annecy, che


s.

l'uri-

milt della

fondatrice la portasse a

al governo, prima del suo arrivo l'aveano eletta superiora perpetua; ina non volle accettare, e rinunzi in piePO capitolo, protestando che giammai a-

Pont-a-Mousson per istabilirne altra, da cui part a'27 aprile 1626, e pass per Besancon, ove cittadini vivevano bramosi d'aver una casa dell'ordine. Nel seguente anno mor il figlio della s. madre,
a
i

Luigi XI

Benigno barone dilChanlal, al servigio di li, mentre s'opponeva alio sbar-

co che gl'inglesi cogli ugonotti pretende-

VIS
vano fare all'isola del
Ja

VIS
Ascoll

i5
si

Re o Rh.

onorevolmente, ed ove tuttora


nella stessa chiesa in cui riposa

venera,

nuova di quest'infoituaio con cuor di madre veramente cristiana, sottomessa interamente a'divini voleri, e con non minor virtuosa costanza accolse la nuova della morte della baronessa di Chantal
sua nuora, Maria di Coulanges, lascian-

cesco di Sales, gi suo direttole e


stro. Il p.
ligiosif
t.

FranmaeHelyol, Storia degli Ordini Res.

4, cap.

43

e 44* ^^^^c Religio-

se dell* ordine della Visitazione della

do una figlia (si marit poi ad Enrico marchese di Sevign, e si rese celebre colle sue LeLitrt nelle quali ammirasi la la delicabellezza dell' immaginazione
,
,

Madonna^ colla vita di s. Francesco di Sales loro istitutore^ e la vita di s, Gio'


Vanna Francesca Fremiot di Chantal^ fondatrice e prima religiosa di quest'ordinCf col quale precipuamente procedo, afferma che alla morte della santa, com1 3 stabiliti viventi il santo vescovo, contava l'ordine 87 monasteri; ma dopo

tezza del gusto, la solidit del giudizio,

uno
so.

stile

naturale, facile, gaio e dignitosotto


il

presi

Altre pubblicate

suo

nome

non sono

sue, in quel

genere essendo ce-

si

dilat in guisa che giunsero a piti di

lebrala modello); e quella del conte di

Toulonjon suo genero governatore di Pinerolo, e da lei amato, ambo morti nel i633. Senza dire tutte l'altre fondazioni da lei fatte, di altre parlandosene nella biografa, come quella di Toriuo nel i638, ed viaggi intrapresi per propagare il suo ordine, il cui intero governo posava sopra di lei; mi limiter ad accennare l'uliimo suo viaggio neli64i ult'"o di sua vita. Era superiora d'uno de'monai

le monache somraavanoa pi di 6,600, propagandosi non solamente in Francia, e nella Savoia ove nacque, ma in Italia, in Germania, in PoIonia ed in altre regioni. Siccome la traduzione del p. Helyot la pubblic il p. Fontana nel 1738, il numero de' monasteri e quello delle monache pervenne a

i6o,ne*quali monasteri

cifra assai

maggiore, menomata dal cata*

clismo della rivoluzione francese. S. f^in-

cenzo de Paoli era stato scelto das. Francesco di Sales a direttore delle religiose,
e per
1

sterid'Annecy, quando

domand

a gran-

de istanza d'esserne esonerata, e fu consolata; per poco dopo fu eletta superiora da tutte le sorelle di Moulins. Senz'accettare la carica, part a'28 luglio da Annecy per Moulins, ove appena giuntajfe*
ce eleggere altra superiora. Indi pass a

4^ ^^^^
in

esegu T incarico sino al

660

che

sal al cielo.
s.

In Parigi fu pue

re confessore della

madre,

dopo

il

suo

transito fu avvertito in visione ch'ella go-

deva

in paradiso la gloria de'beati,di

che
la

fece parte all'arcivescovo di

Parigi e a

avea pianmonastero del suo ordine nella contrada o sobborgo di s. Antonio. Dopo alquanto trattenimento, si restitu a Moulins, ove 5 giorni dopo il suo arrivo fu assalita da mal di petto, che la travaParigi, in cui alcuni anni avanti

molte altre persone ragguardevoli per


di essi

tato

il

2.

loro piet e dottrina. Scrisse per consiglio

un

processo verbale di ci eh' era

avvenuto,
fatta, di

ma non

vi

parlava che in terza


la

persona. Se trasgred
straordinarie che

legge

eh' erasi
le

non mai manifestare


gli

grazie

gli per

giorni, e le cagion la
di circa

morte
in
il

a'i3 dicembre 16^1


lore

70 anni,

erano accordate da Dio, fu unicamente per rendere testimonianza dell'esimia santit della

giorno di venerd. Inesprimibile fu

do-

madre

di

non meno di

tutte le religiose del uo

Chantal.
la

Il

Butler, che ci riporta, narra


la

ordine, che di quanti ne


virt

ammiravano le oaveauo sperimentato gli effetti di sua carit. Sebbene le monache d'Aunecy temerono che
iitusse in
il

segueute visione,

quale venne ricoseppe dalle

nosciuta nella bolla di canonizzazione della

serva di Dio. Allorch

si

suo sagro corpo re*


vi

pubbliche voci
Cbuulal,
s.

la malattia della

madre di
mise
iu-

Francia, tuttavia

fu condotto

Vincenzo de Paoli

si

i5a

VIS
agosto.
te
Il

V \S
Novaes nella Storia di ClemenXlIIf riporta un bel numero di scrittori e di edizioni della sua F'ita, e da ultimo furono pubblicate le seguenti opere.

ginocchioni , a fine di pregare per lei. Com'ebbe finita la sua orazione, egli vi-

de come un piccolo globo di fuoco levarsi da terra, e andare ad unirsi nella re* gione superiore dell'aria ad un!altro globo pi grande e luminoso. Questi due quali unendosi tornarono a un globi|, solo, continuarono a salire in alto , e si
i

Memoria
s.

virt di

intorno alla vita ed alle Giovanna Francesca di Chan-

tal fondatrice dell'ordine della Visita*

zione di

perdettero in un terzo, ch'era


e assai pi brillante degli altri.

immenso Allora una


il

voce interna disse a Vincenzo, che

i.

globo era T anima della ven. madre di Chantal, il 2. quella del beato vescovo
di Ginevra, e

s. Maria , raccolte dalla madre Francesca Maddalena di Chaugny sua nipote e segretaria, pubblicata dal' l'ab. J. /?., traduzione dal francese, Bologna 856, tipografia Volpe e Sassi. Vi1

ta della venerabile

Madre Giovanna

TEssenza divina. Alcuni giorni dopo s. Vincenzo ud la morte della madre di Chantal. Credette d'ail

3."

Francesca Fremiot di Chantal, fondatrice dell'ordine

dellaVisitazione di Ma-

ver inteso neir ultime conferenze, da s

avute con
gli

lei,

certe parole, per le quali


ella

commesso un peccal'avesse mai sempre riguardala come una gran serva di Dio, preg per lei con fervore. Nel mepareva aver
lo veniale. Perci,

sebbene

composta dal p. d. CarV Antonio Saccarelli de chierici regolari ministri degV infermi. Prima edizione milanese fatta sulla seconda romana riveduta e corretta dalV autore, Milano 18 56, presria
,

so Giacinto Agnelli.

Noter che

lai." e-

dizione del Saccarelli del 1732, la 2."

desimo

la slessa visione.

ebbe per la seconda volta Allora non ebbe pi verun dubbio, che la madre di Chantal non fosse nella gloria del Signore. Molti miistante,

deli74j,
in

la 3." deli

751,

la

4' deli767,
stampate

Le Lettere

della santa furono

Roma

nel 1730. Alcuni scritti dalla

da Dio per intercessione della santa fondatrice, essendo stati giuridicamente provati. Benedetto XIV la beatific solennemente a' 2 1 novembre
racoli operati

santa lasciati alle sue religiose, sono pieni di celeste dottrina, e di quell'eminen-

che avea appreso meglio da s. Francesco di Sales, e eh' ella ava procurato sempre di cote spirito di carit e di dolcezza

Cu/n sex io decimo de* Maga. t. 18 , p. 243, e permise che a*2 1 agosto se ne facesse l'uffizio e messa in tutto l'ordine della Visitazione, in Dijon dove nacque, ed in nnecy dove riposa il suo corpo nella
1

75 1

colla bolla

municare
sempio.

agli altri colla

voce e

coli'

e-

i3

di tal mese, Bull.

Anticamente

le

monache

della Visita-

zione aveano in alcune citt la cura delle donne penitenti o convertite, come in Parigi delle

Maddalenitte presso
il

il

Tempio,

chiesa delle sue religiose. Dipoi

il

succes-

di cui assunsero

governo nel 1629,

ma

sore ClementeXlII con decreto de'9 mar-

dipoi lo lasciarono.

Furono

ricevute in

zo 1766 ne approv due miracoli, e con


altro de' 12 del seguente ollobre dichia-

Polonia a condizione che avessero cura


delle penitenti, voluta nel contratto dalla

r potersi con sicurezza procedere alla sua canonizzazione,


la

regina Luisa M." Gonzaga;

ma

giunte a
e l'obzitel-

quale decret colla

Varsavia, ove

si

fece lai.^ fondazione nel

bolla ForttudOf de' 16 luglio 1767, presso il Guerra, Epitom, Bull.j 1. 1, p. 81,

1654,
le,

la

regina

mut sentimento
le

blig soltanto ad istruire

povere

e celebr nello stesso giorno. Clemente

ed a quest'effetto a mantenere 6 por-

XIV
la

che

gli

successe, prescrisse a tutta

tinaie, destinale a farequest'istruzioni,

ed

Chiesa

l'ufizio

e messa di

s.

Giovanna

a visitare

poveri malati e

gli altri

pove-

Francesca Fremiot di Chantal, pel d 2

ri della citt, s

per far loro sooimiaisUa-

VIS
reque'soocorsi, di cui bisognavano, oonae

VIS
i

i53

ancora per dispensar loro le droghe e medicamenti necessari per la cura de'Iol'ornali. La regina volle ancora obbligarle ad accettare 12 fanciulle senza dote, dopo che la fabbrica dei monastero fosse

fuerini confessi^ei sacra Communionere' fecti, nec non peculiares indulgentiae^ et

gratiae assignanturMonialibus ejusdem

Ordinis pariter in perpetuimi. Nell'ordine fiorirono molte religiose illustri per natali

e santit di vita, fra cui le seguenti. La

interamente compita, condizione che fu da queste religiose di buona voglia accet*


tata; poich oltre le

duchessa di Montmorency. Maria Felice


Orsini, figlia di Virginio duca di Braccia-

somme

considerabili

di

denaro che die'loro la regina, Fece assegnare a questo monastero 22,000 lire d'entrata, e iu tempo di pace il fondo ne fruttava pi di 3o,ooo. Del monastero di

Roma

parler iu fine, degli altri

lo feci ne' luoghi

ove sono. Narra

il

^o-

1757 Ferdinando VI re di Spagna, confid a queste monache il governo d'una comunit sul modello delTaes, che nel
l'illustre casa di
s.

no, la quale dopo la tragica morte del duca suo marito, sepolto nel monastero della Visitazione di Moulins nel Boibonese, ove gli fece innalzare un magnifico mausoleo, si ritir nello stesso monastero a piangerne la perdita, ed in esso 25 anni dopo ne vest l'abito, morendo superiora del medesimo a' 5 giugno 1666 in et
d'anni 66, in concello di santit. La ven. suor Margherita M.' Alacoque, di cui do-

Ciro

in

Francia. Cle-

vr riparlare, nata
cesi

in

Lauthecourt dio-

mente XIII
cont.
t.

colla bolla

Saneti mo ni ales

Firgtnes, dell'B luglio 1 765, Bull. Iloni.


tio erectionis

approbaMonasterii monaliuni ordinis Fisitationis B. MariaeFirginissub regula, et instilulo s. Francisci Salesii


3, p. 74j Confirniatio, et

1647: di 23 anni vesti l'abito religioso, e mor a* 1 7 ottobre 1690 nel monastero di Paray-le-Mouial , che avea tanto edificato colle sue virt, spe-

d'Autun

nel

cialmente colla tenerissima divozione all'adorabile

Sagro Cuore di Gesi

nel

Gewe.Essendo protelloredel monastero delia Visitazione di Koma il cardinal duca di Yorls., lo slesso Clemente XIII a u istanza eman questi due bi'evi.i." Omnium saluti paterna chariitf/e, degli 1 1 uovQmhvei'] 5(^^ Bali. Rom. coni., 1. 1, p. 262: Revocata quacwnq ut
in civilate

quale articolo ricordai l'opera ricavata

praecedenii concessione Altaris privUegiati^ aliud in

perpeiuum concedi ab Ordinario una vice tantum designanduni^ pr imaquaque Ecclesia Monia,

liuni Fisitationis

B.Mariae Firginis

Ini-

viaculalae^ sub inslilutos. Francisci Salesii^peculiaribus indicatis diebus^ etcasibus queis praesens indulluni tribuilur.
2.

noFrancesco di Sales ne fu tanto acceso, che cliiamava le sue religiose deila Visitazione, dette per lui anche Salesiane, figlie del Cuore di Ges. Abbiamo di G. Languet arcivescovo di Sen% Fita della ven. Margherita Maria ^4 lacoque della FisitazionCj JXomaS/i.o. Il p. Helyot dice essere in quesl* ordine tre sorli di religiose: le prime sono dette roriste , le seconde associate o consorelle^ le terze dimestiche o domestiche o serdalla sua vita, pe'veneratori di esso, e
tai

che

s.

venti.

Le

coriste

sono destinate a cantar


le

i'uilizio in

coro;

associate e

le

dimesti*

Coelestium

munerum

(hesauroSy de'
cit., p.

20 novembre 1759,
IndulgentiaCf

Bull,

263

che sono tenute soltanto a recitare un determinato numero di Pater ed Ave. Le


coriste

et spiriluales

gratiae per
c/irstifdel-

ponno

esercitare tutti gli

ulliii

petuo conctduntur singulis

dei monastero, e le associate ancora, tran-

h US y s tallitisdieb US visitantibus Ecclcsias

Monasteriorum Monialium Ordinis Fisilalionis B. Mariae Firginis Imniaculct'


tae^ subinstituto
s.

ne quello di assistente, di cui il principale impiego la direzione dell' ullizio in coro; poici quando le associate sono superiore, fauno luUociche appartiene al-

Francisci Salesii^ qui

i54
la

VIS
l'uffizio

VI
dovendone
la-

S
,

loro carica, a riserva di quello che ri-

re con ogni semplicit

fedelt e confi-

guarda
le

del coro,

denza anche
re.

il

pi segreto del loro cuovolte


il

sciar tutta l'ispezione all'assistente, la

qua-

Orano mentalmente due


la

gior-

deve essere sempre una sorella corista. Le diuiesliche s' impiegano nella cucina e negli altri uffizi che riguardano la co*

no, per un'ora

mattina, e per mezz'ora

dopo compieta. Si osserva indispensabilmente ne' loro monasteri rigoroso silenzio dali.

une come le altre oo ponnumero di 33, tra le quali \i saranno per lo meno 20 coriste, gas* socia te e 4 dimestiche, se per per qualmunita. SI
1'

segno di mattutino sino a pri-

no passare

il

ma

del seguente giorno, dal

tempo delal

la ricreazione della

mattina fino

vespe-

ro, e

sempre che mangiano,

sia la

mat-

che giusto motivo


superiora, e
il

il

padre spirituale,

la

tina o la sera; ed acciocch la povert

capitolo

non giudicassero

espedieotel'accrescerequesto
la dispensa dell'ordinario.

numero colle

servata,

A vendo S.Francolle

venga da tutte colla maggior esattezza os devono ogni anno mutare camera, ietto, Croce, corona, immagini e altre cose simili d'uso ordinario.
Il

cesco di Sales istituito quest'ordine per


fanciulle e

loro abi-

donne inferme, non ha

to dev' esser nero e semplice al pi possibile.

sue costituzioni iroluto obbligarle a mortificazioni

Le

vesti

sono

fatte a foggia di sacco,

oltre

ed austerit singolari , laonde digiuni prescritti dalla Chiesa, non


vigilie
ss.

assai larghe, sicch cingendole facciano

sono tenute a digiunare, che nelle


delle feste dell'Ascensione, della
nit, del

Tri-

ed io quelle della Madonna e di s. Agostino, ed in tutti venerd dalla festa di s. Michele sino a Pasqua. Negli altri venerd dell'anno, la sera fanno semplice astinenza, la quale consiste in non mangiare, che una sola pietanza con del pane. Non pu alcuna digiunare, flagellarsi o afflggersi con al,
i

Corpus Domini

maniche toccano l'estremit delie dita, e sono assai larghe, onde ponno nascondere le mani; il loro velo di stamina nera senza fodera , e pende sulle spalle; cingono la fronte con una
delle pieghe, le
fascia nera (lo dice
il

p.

Helyot,

ma
il

il

p.

Bonanni meglio descrive


golo:
lino,
il

la fascia e

sog-

volto circondato da

un bianco

che si stende sul petto, avanti di cui sempre pende dal collo l'immagine d'argento del Crocefisso; il p. da Latera, se-

tre austerit corporali senza licenza della

guendo certo
lyot, scia

la

descrizione del p.
la
s.

He-

superiora; e se molte di loro


to licenza di far
ia tutte

hanno avula disciplina, debbono fur-

rappresenta

fondatrice colla fa-

insieme nel venerd per lo spazio d'un y^ve Maris stella^ acci in ogni
cosa
si

religiosa)

nera sulla fronte, e tale descrive la un soggolo o gorgiera , hanno


e portano in petto

di tela bianca senz'alcuua piega o incre-

osservi al possibile l'ordine della

spatura

una Croce
pure tor-

comunit. Quelle che sono destinate per cantare l'uffizio io coro, sono tenute soltanto
al

d'argento.

Le

portinaie, dette

riere esterne, vestono

piccolo uffizio della


,

Finita la ricreazione

che

si si

fa

Madonna. dopo il

come

le secolari,

parimente di nero, ed hanno ancor loro una

pranzo

tutte le religiose
,

presentano

alla superiora

la

quale ordina loro in


ricreazione della sera,

qual cosa vuole che stiano occupate fino


a sera; e finita
di
la

Croce d'argento come l'altre religiose, e sono tenute come loro alle medesime osservanze dell'ordine, fanao due anni di quali sono unite ali ornoviziato, dopo dine, non per la professione solenne, che
i

nuovo si fanno avanti alla superiora perch assegni ad esse in che impiegarsi
all'

fanno
11

le monache, ma per mezzo d' u voto semplice d' ubbidienza e oblazione.

fino

ora del pranzo del d seguente.


alla su-

p.

Ogni mese debbono render conto


periora del loto iuteruo, ed a
lei

ligiosi espressi

Bonanni, Catalogo degli Ordini recon immagini e spiegali:

scopri-

Delle vergini

a Dio

dedicale,

t.

a, p.

99,

V
Gfi9 la figura della

s
compimento
che
vi

VIS
delle fd>briclie, e le

x^S

monaca della Visitazioue della Madonna e la rappresenta al modo descrillo, con una Croce in mauo. Ha quest'ordine per islemma un Cuo,

la'principessa Borghese contribuirono al

mona-

re sopra cui

il

nome di Maria

in cifra,

entrarono nel 1673 coli' autorit di Clemente X. Dipoi ne fu benefico Benedetto XIV; ed il loro proiettore car-

sormontato da una Croce, e il tulio circondato da una corona di spine. 11 p. Anuibali da Latera, Compendio della storia degli Ordini regolari, riporta questo, senza dubbio ricavalo dal p. Helyol, colle immagini del s. fondatore e della s.
fondatrice nella par. 3, a p. J^, cap. 3: Delle Religiose della Visitazione della
i
i

dinal duca di

York, avendo cooperato

all'ingrandimento e ornato della chiesa, la consagr nel 1768. Le salesiane vi restarono fino
loro
la

al

1793, perch Pio VI


s.

die*

chiesa e monastero di

Anna

de*

funari o falegnami, uscendone a*23 gennaio le Benedeltine (^.), per riunirsi a

quelle di
la

Campo Marzo. Le monache del,

Madonna.

Rileva

il

Novaes, che siccome

Visitazione

dalla loro antica chiesa


s.

le religiose, figlie della Visitazione,

dopo

trasportarono in
ti

Anna que'monumen-

l'introdotta clausura

non ponno pi precos

sagri

che

descrissi; e poscia la chiesa'e

slare a'poveri colle visite, quel servizio

monastero
ti

alla

Lungara furono acquista-

che

in esse loro

rendevano,
le

sono

te*

dal pio Masturzi, per islabilirvi sotto

unte ad ammettere

donzelle inferme
le ina-

l'invocazione ^t\Y Addolorata, e non pi

e deboli, le vedove, le vecchie, e


bili all'ingresso negli altri
si.

co'precedenti nomi,
del

ordini religiola

le Ser\^e di Maria (F.) dette le Mantellate. Riferisce il n.

Ed

altri
s.

aggiungono, che
le

prima

77

Diario di

Roma

del 1806, che la


s.

\ista di

Francesco re quest* ordine per

di Sales fu d'istitui-

pia unione sotto

il

glorioso titolo di

inferme, per cui


ficazioni, e
la

donne e le zitelle prescrisse poche morti-

Francesco di Sales^ avendo ottenuta

la

pochi digiuni, oltre quelli delChiesa, come pur^dissi col p. Helyot.


salesiane,
i

canonica erezione e approvazione delle regole dal cardinal Della Somaglia vicario di

Roma,

fino da'20 agosto di detto

Le monache
rilerilo

come pi

volte
si

ho
oc-

descrivendone

monasteri,

anno incominci a congregarsi nella chiesa della Visitazione di Maria Vergine delle

cupano ancora dell'educazione civilee religiosa delle donzelle a mezzo di educaudati, e taluno

monache

salesiane

sotto la direzione

Quanto

anco colle scuole esterne. monastero della Visitazione o Salesiane di Roma, ne ragionai, correggendo gli altrui abbagli, ne' voi. IV;, p. 3o6, L, p. 28, LIX, p. 168, LXIV, p. 195 e seg.i laonde qui appena ne dar
al

Lorenzo Mattei, poi cardinale, soprintendente della medesima e prelato deputato del monastero. Tale unione si compose di 56 persone, per ogni ceto di
di mg.*"

ni

memoria ed onore de* 56 anche s. Francesco di Sales visse in terra. Per inft^rvorare sempre pi gli ascritpersone, in
ti

spigliosi, nel

un fugace cenno. Papa Clemente IX Ro1669 chiam da Torino alcune religiose dell'ordine, per istabilirle anche nella metropoli del cattolicismo,
ordinando che si edificasse per loro la chiesa di s. Maria della Visitazione e di s. Fiaocesco di Sales, con contiguo monastero alle falde del Giaoicolo presso
via Lungara, ed
il

a questa unione, alla pratica dell'ope-

re di cristiana carit, sermoneggi in tal

circostanza con molto zelo d. Gio.

Fran-

cesco Pacini beneficiato Lateranense, esortandoli vivamente a seguire gli egregi

la

esempi del sauto vescovo modello e graa maestro di spirito. Dovr riparlarne (A questa pia unione fu ascritto il vene-

nipote cardinal Jaco-

po Rospigliosi somministr 4)000 scudi. Morto poco dopo il Papa , il priucipe e

rando cardinal Cappellari, che tosto si pose al collo la Croce d'argento della pia uoioue stessa , e couliou a portarla io

i56
tulio
il

VIS
pODlificalo sul petto, cio sopra
il

V
si

le vesli interne,

perch non usava

la

Croce pettorale, se non nelle sagre funzioni in cui si deve onninamente assumere. Mi si dice , che fu tolta al suo sagro cadavere, per appagare la divozione del cav. Gioacchino Spagna maestro di casa
de*ss. Palazzi Apostolici, a cui fu

29 gennaio s celebr nella chiesa dell' Umilt delle monache della Visitazione, la festa di s. Francesco di Sales loro fondatore.
fri
il

narra. A*

Il

Papa Pio VII

vi of-

divin sagrifzio, e passato quindi nel


la religiosa

monastero ammise

comunit

e altre ragguardevoli persone al bacio del


piede. Mg.' Frattini vicegerente vi cele-

data per

pia

memoria
di
s.

del gran Pontefice).

Le

sa-

lesiane restarono nella chiesa e monaste-

br il solenne pontificale, accompagnato da scelta musica. Nel pomeriggio il p.


Rezzi gesuita disse con eloquenza ed erudizione
le lodi

ro

leone
cio,

sino aliSio, in cui Napocheavea invaso lo stato pontifcon decreto de'3 maggio a vendo sop-

Anna

I,

del

s.

la cattolica religione,

Vescovo, eroe deled esempio d'ogni

presso
sessi,

lutti gli

ordini religiosi
il

d'ambo

virt; e poscia

il

cardinal Della Somaglia


die'Ia trina benedizione

a'7 detto con altro fece

simile con

vicario di

Roma,

que'di

Roma

e suo dipartimento, al

mo-

col Santissimo.

La

riferita festa stata


ivi

do

riferito nel voi.

LIX,

p.

60. Le sale-

celebrata dalla pia congregazione


retta.
ti

e-

siane nel partire recarono seco que* raonuiiienli sagri descritti ne'luoghi citati,
i

questa composta di
degli anni vissuti

5Q
da
il

sacerdos.

(numero

Fran-

quali poi collocarono nella chiesa che va-

cesco di Sales), ili." de'quali


te

regnan-

doa dire. Ritornato Pio VII gloriosamente nel 8 4 alla sua sede, come accennai
1
1

Sommo
IV

Pontefice; di

5Q
il

cavalieri, fra*

quali enumerasi S.

M.

re Carlo

Ema-

nel voi.

XLIX,

p.

78, con editto del car-

nuele

(di

Sardegna); e di

56 dame".

dinal prefetto de' vescovi e regolari de'i4

Nella novena che precede

la festivit, ve-

agosto, ripristin le corporazioni religiose,

scovi e cardinali diedero la benedizione

ordinando

la restituzione
il

delle loro
alle

chiese e case. Quindi


salesiane
di
s.

Papa diede

chiesa il vasto monastero e la Maria dell'Umilt alle faldedel Quirinale, gi delle domenicane, la quale in ogni quadriennio riceve dal Senato Romano l'oblazione d'un calice con patena

Sagramento. Lo stesso Pio V^II nel la chiesa e monastero di s. Anna, gi delle salesiane, 9\V Ospizio di s. Maria Assunta in Cielo, detto di Tata Gioi'anni (da ultimo con notevocol
ss.

18 15 concesse

le

dispendio

ingrandito dal Papa

re-

gnante, mediante l'acquisto dell'annessa

d'argento e

torcie di cera.

Trovo detto

nel Diario di

Roma

de'7 gennaio 18 15
devasta-

di,

M che a fronte
tavano
la

degli ostacoli, che presenil

non che beneficato in pi moanco con aumento di redditi, per mantenervi un maggior numero di fanciulli
fabbrica,

vendita, lo spoglio e

poveri e orfani, ed eziandio amorevol-

mento de'monasteri
la zelante
nistri, destinati dal

e conventi di

Roma,

mente

visitato; e tutto

questo pel narra-

congregazione de'prelati e mi-

to nel ricordato articolo). Inoltre Pio

VII

Papa

al riparo di tali

ritorn nella chiesa dell' Umilt a celela messi nella suddetta festa; desmonastero furono pure visitati da* successori, e pi volte da Gregorio XVL Descrive \\ n. 53 del Diario di Roma del 1846, che celebrandosi dalle salesiane a'2 luglio la festa solenne del loro ti-

ruine, ed al sollecito ritorno delle sagre

brarvi
il

vergini e de' religiosi ne' loro rispettivi


chiostri, giunta nel giro di pochi

sa e

mesi

a ripristinare quasi
nasteri e conventi di

tutti gli antichi

mo-

Roma. Le

salesiane

vivono ora tranquillamente nell'ampio locale, capace di molte educande, nomi-

tolo della Visitazione della


s.

Madonna,
si

in

nato dell'Umilt". Quindi nel Diario di


t\x>nia del
i

Maria dell'Umilt,

il

Papa Pio IX dal


rec

."

febbraio del uiedesi mo 1 8

palazzo apostolico Quirinale vi

V \s
improvvisamente a
la

piedi, dalla porta del-

Dataria apostolica, seguito da una parsua nobile corte.


Il

VIS 157 Dio suor Margherita Maria Alacoqiie^ cosicch poteva passarsi all' esame
(li

te della
trizi

cardinal Pa-

compiuto il s. Sagriflzio, lo ricevette. 11 Papa udita la s. Messa del cardinal de Bovicario di Ron)a,cheallora avea

di tre miracoli necessari per ottenere la di lei Beatificazione, Mg."^ Arnaldi a no-

me

dell'ordine, e specialmente delle


di

mo-

nache
role

Roma,

rese le dovute azioni di


il

nald arcivescovo di Lione, indi egli

slesla

grazie al Papa;

quale con benigne pa-

so fece altrettanto, dispensando ancora


s.

anim

le religiose all'esercizio delle

Comunione
s.

a* fedeli

ivi

accorsi.

Ud

virt operate dalla venerabile, ed all'eSBtto disimpegno dell'istituto, inculcando

quindi altra

Messa

letta

da uno de'

suoi cappellani segreti, e poscia accoDd-

loro specialmente di

pagnato da'cardinali entr nel monastero, ed

che
ti

tutti quelli

quali

domandare a Dio, s' impegnano nelanimae da


al

ammise

al

bacio del piede l'esul-

l'istruzione della giovent, siano

tante religiosa famiglia, a cui comparti

da un vero
i

spirito di carit
il

Narra il n. 68 del Diario di Roma del 1 846, che il Papa


l'apostolica benedizione.

santo

zelo. Indi

Papa ammise

bacio

del piede
i

personaggi circostanti d'ambo

Pio lX,dopoaverel'i
Quirinale,
nali
li,

agosto ascoltato in

sessi,

e tutte lemonache,colle quali s'in-

generale adunanza nel palazzo apostolico


il

trattenne in benigni discorsi, accordan-

voto de'consultori e de'cardis.

componenti la

congregazione de'ri-

suli* eroico

esercizio delle virt della

ven. serva di
ria

Dio suor Margherita Madopo aver inDio, onde in affare di


,

do ad esse varie grazie spirituali e ricolmandole di pio giubilo. Nello scendere le scale fu al Papa di grata sorpresa il vedere gi collocata una lapide, nella quale
si

Alacoque, religiosa professa dell'ore

ricordava e

la

degnazione avuta a'2

dine della Visitazione


giunto preghiere a
s

luglio di celebrare nella chiesa, e l'altra


di aver pubblicato nel

monastero

il

par*

alto rilievo

degnasse illuminarla,
1'

si

lato decreto. Si port indi alla contigua

decise di pronunziare
nella

analogo decreto

chiesa a venerare

il

ss.

Sagramenlo (Sendel

domenica 28 agosto. Scelse questo giorno, perch era fra r8/ della festa di s. Giovanna Francesca Fremici di Chantal fondatrice con s. Francesco di Sales
dell'anzidetto ordine.

za rientrare nell'argomento, qui aggiungo. Si legge nel n.

206

Giornale di

Peonia del 1 859,che a'6 settembresi tenne


la
s.

congregazione

de'rili

per quella antii

tale effetto

con

preparatoria onde discutere


perati

miracoli o-

treno di citt
l'Umilt,

si

rec nel monastero delnel voi.

come accennai

XLl,

p.

i4i5 ricevuto alla porta dal cardinal Patrizi, e da mg.*^ Gio. Battista Arnaldi superiore del monastero (e ora arcivescovo di Spoleto). Entrato nella clausura, trov genuflesse tulle le monache, che benedisse, e quindi
rata,
si

da Dio a intercessione della ven. Alacoque s nota per la mirabile cura che nudr sempre in propagare il culto
,

dell'adorabile

premura

del can.

Sagro Cuore di Cesi. S. Domenico Borghi pos.

stulatore della causa, in varie chiese di

Boma

e specialmente io
la

Maria della
s.

port alla sala prepa-

Pace, ov'
ria in

congregazione primaria del

ove

assisosi sul trono, coH'assistenza

sagro Cuore di Ge&, eretta gi in

Mapub-

del prefato cardinale qual ponente della

Cappella, pel narralo nel volume

causa e di mg.*^ Arnaldi postulatore della

LXXXIV,

p.i44 e
11

seg.,

si

fecero

medesima^

si

fece
s.

da mg." Fatati

se-

bliche preghiere pel felice riuscimento


della causa).

gretario di detta ra del decreto


si
,

congregazione

lettu-

Papa ritorn
la festa di

alla chiesa
a'

col quale

solennemente

dell'Umilt dal Quirinale a piedi

29

dichiar, che constava dell'eroico eser-

gennaio 1848, per

s.

France-

cizio delle virili tutte

della ven. serva

sco di Sales, a celebrarvi e poi ascoltarvi

58
8.

VIS
Messa, quiuiii rallegraiulo
le religio-

VI

la

rendi indulgentias^etgratiasalisConfra
ternitalibus ejusdeni ins tituti pr officialibusj et confratribus piae

se coita sua presenza,

ammettendole al
ai

bacio del piede, e benedicendole,

rno-

Unonis sa-

do narrato

Roma,
entrati

io della Gazzetta di Notai nel voi. XGVIII, p.'29, che


nel o.
francesi in

cri Cordis B.

Mariae

f^irginis erectae
s.

in Ecclesia parochiali
bis)
,

Eustachii Uretfetlo.

849, per liberarla dall'anarchia, presero quartiere eziandio nel monastero dell'Umilt,
i

Roma a'a

luglio

ma

il

contralto non ebbe

Narrai inoltre, che invece subentr nell'acquisto l'altro nuovo seminario americano pegli Stati-Uniti, egualmente stabilito in

le monache salesiane essendo provvisoriamente passale in quello delle Cisterciensif propinquo alla Chiesa di s. Su-

Roma

per muniHcenza del Pi^pa

Pio IX; onde descrissi

come venne
il

ri-

satina j e poscia nel

856

acquistata per

dotto

il

locale e la chiesa,

suo slato
si

3o,ooo
da, sul
si

scudi

la Prilla

Mills [f^.y.^a Spae


in quella casa

attuale, e quali sagri

monumenti

por-

Monte Palatino, ne partirono

tarono seco

le salesiane.

siccome fra

adattarono alla meglio

questi vi la miracolosa

angusta, ed ora l'architetto conte Virgi-

nio Vespignaoi,
il

ivi sta loro fabbricando monastero e poi v'innalzer la chiesa. IVella parte interna e pi alta del can-

immagine della MadonnadiGuadalupe,che sar collocata nella chiesa quando sar costruita, cogli altri memorali monumenti, e per esserrai
proposto parlarne in quest'articolo, conviene che r effettui. Il Bombelli nella

cello della villa, quest'iscrizione:

Bc-

nedicto

XIF Pont. Max.- Quod - Has


-

Raccolta delle Immagini della B. Vergine,


t.

Aedes Villam Hortos - Singulari beneficentia inviserit Augusta pr aesenti a


ornaverit'

4, p- i65,oirre le seguenti noli-

zie, colla

venerabile effgie dipinta in

te-

Vxorem

natosqiie Apostoli-

la, alta

7 palmi, larga
il

4 e mezzo,

tratte

ca Benedictio ne dita^erit Petrus Comes Magnanius - A cubiculo Pontficis ornatuS'Hoc clementiae Optimi Principia - Monumentuni aeternwn- Stare jUSsitToi.

dall'autentica relazione fatta dalla citt


del Messico y ov'
tal

celebre santuario di

Diexx/ul. Anno 74^. Raccontai ne* LXXXV, p. 202 e 204, XCVIII, p.


1

congregazione de'riti, e stampala in Roma nel 1681. Gio. Diego contadino di semplici costumi e pieno di
alla
s.

nome,

timore

di Dio, abitava

un

villaggio

poco
al-

26

e seg., che

le

monache

della Visitail

lungi dalla citt di

Messico, ove costu-

zione nel

1854 venderono

bel

stero e la chiesa deirUmilt al

monanuovo se,

mava
la
ss. si

recarsi ogni sabato

ad assistere

solenne messa che in onore di Maria

minario francese

stabilito in

Roma

di

celebrava nella chiesa parrocchiale

cui pure nell'ultimo citato voi. a p. 25,


della congregazione delle missioni stra-

niere di Parigi delie Colonie, sotto

l'

in-

S.Giacomo. Nel fare questo cammino a mezza via incontrava un monticello dello Tepejacac, in cui fu gi un tempio
di

vocazione dello Spirilo Santo e del Sagro Cuore di Maria (anche qui avverto,

degli idolatri messicani, eretto alla sedi-

cente
a'

che

tale illustre regolare congregazio-

Madre de' Numi. Or mentre egli 9 dicembre i53i passava la falda di

ne non va confusa coU'otnoniraa primaria secolare eretta da Pio VII cauonica-

quell'altura, ud

e vide sulla

menle

nel
s.

1807

nell'insigne chiesa colledi

giata di
sistente

Eustachio

Roma,

gi pree-

come

pia unione di giovanetti;

quindi col breve

Exponi nobis, de'20 di-

un'armonia soavissima, cima bianca nuvoletta circondata dall'iride. Vagheggiando lo spettacolo, s' intese chiamar per nome, da una bella voce, che usciva dal centro della nuvola. Ubbid con avvicinarsi alla
nuvola, e con meraviglia
nel

cembre i8o8,5//./i'o/.co/zM.i3,p.3o5,
concesse: Facultas aggregandi, et conje-

ammir posare
e coronata di

mezzo maestosamente

V
luce,

s
to part
il

VIS
contadino,

,59
giunto
alla

vaghissima e venerabile donzella: era Maria ss., la quale dolcenaente gli disse: Figlio dove vai? Penetrato Gio.

ma

sua

casa

la

trov in costernazione, per es-

ser stato colpito lo zio

Gio.Bernardinoda

Diego da mille soavi afFelli, rispose VadOf Signora mia^ ad assistere alla Messaj che cantano i ministri di Dio^ in onore diMaria Vergine. Rispose la Madonna *S1, gradisco la tua divozione,
:

pericolosa febbre.

nare

al

Nondimeno volle tor^ monte per altra via, quando si


la

vide innanzi

B. Vergine,

la

quale Tassi*

cur che

lo zio gi era guarito.

Tranquilscese

lato e lieto, le

domand

il

segno richiesto

mi piace

la tua umilt^ e

ti

amoy per-

dal vescovo, ed allora

la

Madonna

ch sei umile.

Or

sappia che io sono

con

lui

fino alla radice del


il

monte, ove

quella Vergine, che tu credi Madre delV unico e vero Dio, e voglio che mi si alzi in questo luogo un tempio, dove

poi fu eretto
di gli

magnifico tempio, e quaa risalire


il

comand
sterilit.

monte

e rac-

cogliervi rose e fiori, ad onta di sua

com-

mi mostrer madre pietosa


nazionali, e

di

te,

de*

pleta

Il

contadino sbalordito

tuoi in

di tutti coloro che

dallo stupore, ne raccolse in


za, e la stessa ss.

abbondanpose nel

invocheranno con fiducia ne' loro bisogni. Va dunque al vescovo, ed a lui riferisci da mia parte e quanto hai veti

Vergine

glieli

lembo
vo,

del mantello. Portatosi dal vesco


i

con prodigio

fiori alta vista e all'o-

ho detto. Il pio contadino s rec prontamente dal vescovo a riferirgli l'avvenuto. Governava allora quella chiesa, con molta lode, il virtuoso fr. Giovanni Zumarraga francescano,
duto, e quanto

dore sembravano veri, ma al tatto pa revano dipinti sul mantello, dove inoltre

apparve impressa
tal

1*

immagine

della

Madotma,
monte,

quale

l'

avea

veduta sul

rappresentante
Il

T Immacolata
si

quale con attenzione ascolt il racconto, senza dargli concludente risposta.


il

Concezione.

vescovo co' famigliari


mantello,
si

prostrarono, compunti di tenero pianto;

Part sconsolato
al

il

contadino, e tornato

ed

il

prelato tolto

il

lo

sospese
il

monte trov la
le

B. Vergine collo stesso

nella sua cappella, finch

erigesse
il

sembiante, e

espose confuso

il

poco

tempio. Sparsosi per


di tanti miracoli,

la citt

successo di sua commissione, concluden-

generale fu

la

cumulo commoIl

do che ad ottenere l'intento dal vescovo occorreva un personaggio. Ma la Madre di Dio torn a insistere, di replicar esso r inchiesta, promettendogli premio. Il
fece; ed
il

zione e r entusiasmo religioso.

vescosi

vo nel d seguente col contadino


alla falda del

rec

monte,dove
il

incei toGio. Die-

go d'indicare

sito preciso io cui

U Ma-

vescovo riflettendo

alle circosi

donna

a veagli parlato la4-'*volta,in esso al-

stanze, e

mosso

dalla

sua
e di*

ingenuit,

l'improvviso spicc una sorgente d'acqua,

a questa Signora da parte mia, che ti dia un se* gno, onde io sia sicuro esser Lei che ti manda, ed esser questa la sua volont;
content dirgli:
che io son pronto
la risposta,
il

Va,

che poi
sto

riusc

salubre agl'infermi, e que-

portento tolse ogni dubbio. Si volle


la

verificare

guarigione di Gio. Bernar-

dmo,
la

e questi raccont essergli apparsa

ad ubbidirla.
si

Lieto del-

B. Vergine, e nel risanarlo avergli imla

contadino

restitu al

monlo

posto dire al vescovo, che

chiesa nella
1*

te;

ma

il

saggio vescovo, ad osservarlo^gli


essi

quale

si

sarebbe collocata
s.

immagine
si

sped dietro due famigliari;

per

impressa nel mantello del nipote,

fosse

perderono

di vista,
il

onde

lo

presero per
rifei ite alia
s*

chiamala
ss.

stregone. Intanto

contadino,

Maria Immagine fu ad

di

Guadalupe. La
del

istanza

popolo
'^

Madonna
a dire

le

|)aroledel vescovo,

intese

portata nella chiesa principale alla pubblica venerazione, e fabbricato

che tornasse nel d seguente e avrebbe un meraviglioso segno. Couten-

tempio nel monte Tepejacacj compilo che fu, vi


il

i6o
si

VIS
Il

VIT
sande'

collocb con solenne traslazione.

e !7a.

Le njonache
dono
il

della Visitazione eb-

tuario divenne tosto T asilo


bisognosi, e
il

comune

bero

in

miracoloso quadro da

fonte perenne delle mise-

ricordie a' popoli del Messico. Quelli nel

Benedetto XIV, che l'avea ricevuto dal Messico quando ne accrebbe il culto, cio

1695

riflettendo^ che

grandi benefizi
fabbrica d'nn

una copia
Il

tratla diligentemente dal pro-

esigono corrispondente riconoscenza, intrapresero nella capitale


la

digioso originale e della stessa misura.


nel riceverla dal p. Gio. FranLopez gesuita, contemplando la ss. Immagine, esclam nell'udirne l'accen-

Papa

nuovo tempio,
compita
il

la cui

sontuosa mole fu
colla spesa di

cesco

in

i4 anni

^jS

mila scudi. La solenne dedicazione segu

nata storia:
tioni.

Non fecit
con

taliler ornai
di vota

na*

maggio 1 709, colla traslazione della prodigiosa ss. Immagine, collocata in una
I

Le

religiose

gioia ri-

nicchia

trono d'argento del valore di


scudi. Proporzionate furono le
le

78 mila

magnifiche suppellettili sagre, e


giata e suo abbate e canonici.

rendi-

te assegnate al divin culto, per la colle-

ceverono il sagro donativo, e lo collocarono in proprio altare nella chiesa alla Lungara, e quindi in detto giorno 12 dicembre ne fecero festiva raemoria.Passando nelle chiese di s. Anna e dell' Urailt, ivi la

Fu

dichia-

trasportarono, ed ora

la

ve-

rata Patrona di tutto

il

regno della nuo-

nerano

sul Palatino, per

decorosamente

va Spagna, e Benedtto XIV nel 1754 approvando, concesse la messa e l'uffzio proprio con rito di i.^ classe e 8." J)rivilegiata ; e ad istanza del re di Spagna l'estese con rito doppio maggiore a
ci
tutti
i

esporla in apposito altare, in quella del-

l'Umilt essendovene copia,

come

farandi
di

no
s.
s.

quadro esprimente il transito Giuseppe, e col gruppo marmoreo


col

Francesco

di Sales coli'

Angelo.

regni della montirchia.

La Madondi tanti

na

di

Guadalupe, collo strepito


portenti,
oltre la

straordinari

somma

venerazione e gratitudine degli americani,


gli
si

Sede vescoviledellaBizala metropoli d'Hadramito. IlMorcelli,^'ic^ Chr.^ 1. 1, p. 357, registra due vescovi. S.
i7e.

VITA, A

cena, nell'Africa occidentale, sotto

procacci ben presto lo stesso co*

PapinianooPampiniooPampiniano, visse a'

europei, gareggiando in onorarla ansodalizi,

tempi
il

di

Genserico re de'vandali, e
s.

co con

Madrid con molte

citt

pat

martirio con

Mansueto, altro
Chiesa latina o*
a'

italiane, e dello stato papale,

come Bo-

vescovo africano, tormentati con lamine


di ferro arroventate: la

logna, Imola e Ferrara, celebrandone


l'apparizione con indulgenze concesse da

nora

la

loro

memoria

28 novembre,
propugna-

Pio VI. Pioma poi sempre prediletta da Maria, e ad essa fra le altre citt distinta pel singolare ossequio, in
pivi

per a ver difesa

la fede cattolica nella perstessi vandali,

secuzione degli

chiese

tori dell'eresia ariana,

ma non per, come

introdusse

la ss.

Immagine

alla

pubbli

vogliono alcuni, dopo aver assistito nel

ca venerazione, precipuamente nella pri-

484 allaconferenza di Cartagine convocata dal re

mitiva delle salesiane^ con solenne

pom-

Unoerico. Imperocch
celebre successore

altri

dico-

pa onorandola ogni anno a' 12 dicembre, come in s. Giovanni della Malva de' Ministri degl'Infermi. Propriamente la

no con venne

pili
il

ragione, che a questa inters.

Vittore,

il

quale fu avvolto nella persecuzione de*


f^andali(F.)m^c\iai3i nel
nerico contro
stretto
i

1/ copia introdotta in Roma, e dipinta dalp.Govanni Correa di Murcia, fu posta nella chiesa de' ss. Giacomo e Udefonso degli agostiniani scalzi spagnuoli,
della quale parlai

4B3 dal re Unsi

cattolici.

Egli

vide co-

ne* voi.

LXXVl,
1

p.

26 1

LXXX,

p.

3o6,

LXXXI V, p. 69

d'abbandonar la sua sede, e si ritir, secondo alcuni, a Costantinopoli, secondo altri nell'Epiro ; e meglio fu esiliato da Uuuerico. Durante il suo esilio

V IT
scrisse la storia di

V IT
nache e Suore (F.)^ ovvero
fu

i6r
imposta anche di

questa persecuzione^

della

quale storia lodata parlai nei cita-

da' fondatori di nuovi istituti,

to Di'ticolo. S'ignora l'epoca di sua


te,

mor-

congregazioni di sacerdoti secolari,


rilevai ue'rispettivi articoli.

come

ed onorato per confessore nel Mar-

tirologio

romano a'sS

agosto.

Abbiamo:
Japsenss,

Vi fu la congregazione de* CUerici della Fila Co-

Ficloris f'iiensisy

et Firgilii

provinciae Bizacenae Epscopo rum: O-

mune (F.)i e siccome vventi con tale re* gola cos chiamati. Nel secolo XVI furono
s.

pera^ Petrus Chffleiius Diviene 1664.

iiolis illustrata^

istituiti

Chierici Regolari
di essi,
il

(F.\

Gaetano fondatore
Teatini (F.)^ n'

denomina-

VlTACA^ONlCAOCOMU]NEDE'
CHIERICI, Fila Communis,
Eegula canonica
ni vita.
Il

ti

patriarca.

in

Cano-

sciplina regolare consiste nel

La dimodo di viubbiisti-

nica rcgularter vivere^ Regularis vita,


disciplina in

vere in comune, vincolato da* tre Foli


religiosi (F.) di povert, castit e

commudormi-

vivere in

comune

degli Eccle*

dienza, al fine della perfezione io

uu

siastici (F.), cio d* abitazione,

tuto approvato dalla Chiesa. Osservano


)a vita

torio e mensa, colla somministrazione eziandio del vestito e di quanto abbiso-

comune

alcuni Monaslerij Conil

venti e altri Chiostri, sebbene

proprio
l'osser-

gna

a*

conviventi in perfetta comunit

ordine o istituto in generale non


vi. Il

I\egolare(P\).'Da questa vita coro une del


clero, ne
utile,

concilio di

Trento coirerezione de*

provenne e proviene alla Chiesa decoro e molti vantaggi.Felici erano certamente que* tempi, ne' quali non

Seminari (F.)
te l'antica vita

^tvio rinnovare in par-

comune
mi

de' Chierici.

A-

vendo
darli,

svolto

il

grave e ampio argomenlimiter a ricor-

si

ammetteva alcuno

alla

partecipazione

to in molti articoli,

de' sagri ordini, almeno maggiori, se


si

non

fosse obbligato all'assiduo attuale ser*

^igio di qualche chiesa, che veniva perci ad essere


le {F.).

come suo Titolo Clerica'


si

Non

contentarono di questo

nostri virtuosi maggiori,


si

ma

dappoich
utilit

con alcune giunte, e cosimi terr dispensato di dare uu articolo completo. Tale vita comune cominci sin dal nascere della C/i7e5tf,nel C/ero,per quanto in quest'artcolo dissi, a motivo d'essere stata in pratica insegnata da Gest
Cristo convivendo co' suoi depostolij e
fu osservata dal clero anco tra le
giori Persecuzioni, cosi

speriment quale e quanta


le

pro-

veniva dal convitto claustrale de'chierici,

mag-

mire de' pi santi pastori e de' pii principi furono dirette a stabilire questa regolare o canonica Vita in tutte
tutte
le chiese, e

per tutti

chierici, acci l'e-

punto diversa dalla monastica. Case canoniche


slerior
di vivere

forma
le

non

fosse

si

dissero

abitazioni de' canonici

vi-

venti con vita comune. Diversi concilii

proibirono

di affittare a' secolari le case

pure nelle case delle Pievi, pi tardi anche delle Parrocchie, e da' Fescovi nel loro Episcopio o Canonica (F.)', sagr pastori som* ministrando a' Canonici [F.) e altri ecclesiastici il necessario e completo mantenimento di vitto e vestito, e ne riparlai nel voi. XCV, p. 100 e seg. Il clero si raccoglieva sino da' tempi apostolici,
i

canonicali, principalmente alle femmi-

neir osservanza eziandio de' consigli di


perfezione, e teneva lo stato religioso, a-

ne. Colla coabitazione del clero col ve-

scovo presso sagri templi, avea luogo pure con esso l'iulervenlo n\V lljjzatura (F.) notturna. Decaduta la Disciplii

meno f/uoad substantiani


onde

et

esscntiam,

poi quelli che continuarono a vi-

vere cos s'intitolarono Canonici Rcgo*


lari (/
.),

na Regolare

(F.)y

la vita

comune rimaOrdini
Ileli-

de* quali

riparici .
.),

La Renfutlo di

se in osservanza in alcuni
S'Osi, di Religiosi e di

dita ecclesiastica (/

avendo

Religio c,

Mo'

mano

in

mano

diminuire
1

lu vita

comu-

VOI.

CI.

i62

T
la

VIT
sua origine e
il

ne, occorre accennare

te delle chiese

e de* Monasteri^ de* ve-

progresso. Pel maoteninoenlo del clero De* primi secoli servivano le volontarie

scovi e de' chierici,

non meno

delle loro

Oblazioni (V) de' fedeli, le quali diedero origine alle Decime ecclesiastiche (V.)t anch'esse in principio parimente
spontanee, ed in seguilo per prescrizio-

Regalie (F.), concesse loroin progresso di tempo, vi furono i Difensori (F.) e i Fisdoniini(F.). Woo ostante, ne* secoli barbari, alla morte de* vescovi e de' beneficiati,

non mancarono usurpatori


i

de'

Canoni (F.), pel necessario mantenimento della Chiesa o Tempio, e de'sagri Ministri. Di poi per mezzo di pie donazioni e acquisti si formarono i Patrimonii delle Chiese (F.) co' Beni
ne de*
sagri

loro Spogli Ecclesiastici (F.) e delle lo-

ro rendite; per cui

vescovi e Papi procurarono frenarne l'abuso, ed in seguito siifalti spogli divennero un diritto de*vei

scovi,

e della

Camera

apostolica, la
rendite de*
i

di Chiesa

(F.)^

rendita

ecclesiastica

quale deput Succollettori(F.), per vegliare su


tali

ch'ebbe quadrupla divisione: cio una la sussistenza del Fescovo e pel Palazzo vescovile, altra pel sostentaparte per

spogli, e sulle

vescovati e benefizi vacanti. Chiamati

canonici a divider
vita

le

cure pastorali, nella

mento

del ClerOf altra

per la fabbrica
pe* Pel-

comune

regolare,

conforme

a' tre

e manutenzione della Chiesa e pel Culto


dii'ino, altra in fine pe' Poveri,

consigli di perfezione, e nella vita sepa-

rata a cui poscia

si

diedero;

la vita

cos.

legrini

per

gli

Ospedali, Da* beni

mune

de' canonici

ebbe a

ristoratori

poi delle chiese assegnali io porzioni

Sportale (F.) individualmente a'chierici

Eusebio nella sua diocesi di Fercelli(F.), s. Agostino in Jppona suo vescovato e


l

divino, a quelli cio che


ta

per stipendio dal vescovo pel Servizio non facevano vi-

t\V frica^ e

Papa

s.

Gelasio

del

492

introdusse nel Laterano (F.)


il

presso

comune

cogli

altri,

dette anche Prei

l'abitazione de'Papi,

che rec a* ^e^co-

bende (F.)y originarono


clesiastici (F.),
i

Beneficii Ec-

vati (F.) amplissima utilit.

Da

essa, co-

quali

riuscirono pre-

me
il

da lungo

tirocinio, usciva per lo pi

giudizievoli alla vita canonica e


de' chierici,

comune
sotto.

futuro vescovo,

come

dalla vita

comula

come deplorer

piii

ne del detto Patriarchio Lateranense


sorsero tanti celebri Papi.

Cess la forma del vivere monastico, con emanciparsene molti chierici, donde poi
il

Per

vita

comune
fiorenti
rici

in ogni

Capitolo (F.)
alle quali

si

man-

clero

si

distinse in secolare e regolare.

tennero copiose Biblioteche e Librerie^

L* origine delle rendite ecclesiastiche de*

Scuole

giovani chie-

Monaci (F.)
per
le

coii\\\en.' in vita

comune,

chiamati in Sorte dal Signore venis-

deriv dui lavoro delle proprie mani, e


oblazioni e donazioni della piet
de' fedeli. Dipoi
religiosi

sero in ogni maniera di sludi inslituiti


(oltre la nobilt delia diocesi, poich

non
le

fondarono gli ordini Mendicanti (F.) che vivono e\si

solo

s*

insegnavano

le

sagre,

ma

anco

profane lettere,

come

nelle Universit),

V Elemosina e di Questua, pev praticare la Povert evangelica. Ve ne sono

sotto la vigilanza del canonico Scolasti-

co (F.); cosi anticipandosi da' canonici


il

che posseggono beni, ma per privilegi pontificii sono considerati ordini mendicanti e ne godono le molle prerogative. Parlando degli eretici Fraticelli, e de* Frati della vita povera, non che
tuttavia
nel voi.

viventi

in
il

religioso

consorzio presso

vescovo,

benefcio inestimabile delle

scuole vescovili, dette poi seminarii.

dimeno

la vita

comune dov

nel

Nonmedio

XXVI,

p.

88

e 89, ragionai della

eeclesiastici,

controversia della povert di Ges Cristo e degli Apostoli.

evo piegarsi allo spirito secolaresco degli che a poco a poco se ne venivano allontanando. I Papi per, oltre
continuarne l'osservanza nel loro

tutela delle rendi-

il

Pa-

VI T
Famiglia pontificia (/^'.), massime a mezzo de' loro legati, furono sempre aperti protettori
lazzo apostolico (V.)
colla

VIT
denza nel XII e seguenti
di tale rilassamento, le
secoli.

,63
Cagioni quali derivarono
del clero,

talvolta da' vzi e delicatezza

del

vivere
ii

comune
piti

de* canonici, sem-

talvolta dalla poca vigilanza de' pastori,

brando

confacevole alla custodia


all'

e talvolta ancora da violenza di guerre,


e di pubblici o privati infortunii; e dispersi

della vocazione ecclesiastica,

unifor-

mit dell'ordine, all'esercizio del culto, al vicendevole esempio, e perch permetteva

una

volta

canonici, anche senza

loro colpa, dal chiostro,

non ebbero poi

mantenimento d'un maggior numero di canonici. Laonde nel venire, bench di malgrado, condiscendendo a
il

bastante zelo per tornare a riunirsi insieme, per aver gustati comodi della vita
i

privata e secolaresca: talvolta

si

sospese

simile separazione, cercarono di ritenere

almeno or Tuna or

l'altra delle

comuni

per mancanza di ufficienti reudite lavila comune, alla quale poi ritornare, cessato
il

osservanze, e alcune vestigia si trovano anche ne' tempi a noi pi vicini. I canonici allora

bisogno, pareva troppo malage-

vole cosa; e cosi molte canoniche regolari

che ricusarono
si

di darsi alla vi-

divennero a poco a poco


a'

secolari.

ta separala,

restrinsero vieramaggior-

Non per questo erano per


convitto claustrale, che
colari

sciolte dal

mente

e con pi solenni religiosi voti, e

canonici

se-

con pi minute osservanze si diramarono per tutti i popoli in 36 congregazioni


principali di Canonici Regolari^ che tutte pi o
si

da tutti i canoni era ingiunto; poich anco questi cominciarono per le


il

stesse ragioni a lasciare talvolta

comuriserv

meno

allo spirito di

s.

Agostino
da-

ne refettorio,

il

quale al pi
dal

si

riferivano, e

come prima avevano

soltanto in alcuni tempi o solennit


giori dell'anno
si
:

mag-

to la vera forma della vita del clero, cos

comune

dormitorio,

senza abbandonarla, vi aggiunsero quella di molte monacali discipline. A s.


si

pass alle proprie celle; dalla pernottazione e residenza continua personale nel

Agostino

attribuisce

il

ristabilimento

dello sproprio apostolico nel clero d' Ip-

pona, ossia il privarsi delle cose proprie, e che fece rifiorire all'esempio de' primi credenti la comunit de'beni, Secundiim

chiostro, si venne a dispensarne per qualche mese dell' anno; finch a poco a poco decadendo la disciplina, in un modo o nell'altro, si giunse finalmente a perdere affatto ogni vestigio di quella cano-

Regulam sub ss. Jposlolis constiUitam. La forma della vita clericale per maned il diritto canonico ne aaimaestra quante volle i Papi li associno a'privilegi ed usi
tiene gran parte nel loro
istituto,

nica vita e claustralit, che con tanto


profitto del clero gi
si

osservava. In

al-

cuni luoghi sussiste ancora

l'edificio del-

degli ecclesiastici

secolari, e riguardino

la canonica e antico chiostro, servendo per privata abitazione di alcun canonico, ma senza la comune cooventualit,

questa istituzione

come un monumento
la

che per

l'

addietro

si

praticava,

come

anche oggi superatile, e che


stodisce, della vita

Chiesa cuIl

presso le basiliche Lateranense, Vatica-

dell'antico clero.

na

Liberiana in

Roma. Ristabilimento
i

Garaavpi nelle Mt morie ecclesiasliche, traila nella Dissertazione IX: Sopra i


progressi e decadenza della vita clanstrale

e vicende accadutene! XII secolo, in cui


rifior la vita

lanti vescovi

canonica, riduceudo zecon voto canonici all'osseri

di' chierici o canonici, specialin Italia.

vanza della regola di

s.

Agostino, beuch
si

mente

Avendone parlalo altrove, mi contenter rammentarne sommi capi. Esempi della vita claustrale de' chierici del IX, X e XI secolo. Sua decai

poi torn a ricadere, e

ridussero final-

mente
ni.

canonici nelle proprie abitazio-

Vita regolare introdotta in pi luoFirenze,

ghi e specialmente in Gubbio,

i64

VIT
zione della

VIT
comune mensa
capitolare, cosi

Todi, Verol, Perugia, Citt di Castello. I canonici secolari furono ridotti al chiostro in Lombardia, Verona, Argenta,
Pavia, Siena, Civita Castellana, Viterbo, Terracina, Anagni, Arezzo, Orvieto,
Cagli, Urbino,

me

in pi luoghi tuttavia

costuma,

al-

meno

nel secolo decorso, in cui scriveva

quel dotto cardinale. Ordinariamente Tabilo de' canonici era nero, ed


della
vita
i

canonici

Rimini, Cesena, Rieti,

comune

secolari

ricevevano
;

Roma

e specialmente nella basilica

ticana, nella

VaLateranense e nella Libe-

riana. Nel secolo

XIV
vita

non mancarono
conia

anche fuori

d' Italia de' zelanti del

un annuo assegnamento pel vestiario anche le cappe erano negre. Termina il Garampi con osservare, che la regola d'Aquisgrana, per non aver potuto vei

vitto canonico e

comune, come
claustrali,

scovi, a
pi,

cagione
ridurre

dell* infelicit
il

de'

tem-

Maguelona, Barcellona,
ghi di Francia.

Alet, e altri luo-

solo

clero

all'

abitazione

Le

case

che

del chiostro, permetteva

la

propria porla

tuttava sussistono presso


cattedrali,

danno chiaro

indizio,

molte chiese che la

zione di rendita, e questa fu

cagio-

claustrale vita dovesse essere a tutti

ca-

ne intrinseca per cui la vita canonica non poteva avere lunga e permanente
sussistenza.
te, ossia
Il

nonici

comune. Questo era


la

\\

vivere se-

legare

canonici fissamen-

condo
eilii

regola canonica, giusta le pre-

incardinarli alle chiese,

comeveclau-

scrizioni de' canoni,

specialmente de'con-

ro loro titolo f con obbligarli


stralit, e

alla

d'Aquisgrana del 789 e dell'8 1 6. Ve n'erano altri, che astringendosi a'voti di povert e ubbidienza, professavano la regola di s. Agostino, e che perci assunsero il nome di Canonici Regolari^ per
distinguersi da quelli, che

do

il

non al voto Garampi, fu lo


in

di povert, seconstesso
il

che intro1*

durre
se;

questi convitti

fonte d' ogni


interes-

disordine, eh' la propriet e

equivalente a tener insieme chiusa la

abbandonand'A-

porla per cui discacciarne gl'inosservanti.

do anco

le discretissime disposizioni

Imperocch troppo male

si

qusgrana, cominciavano a lasciarle case


canonicali, per abitare nelle

tra loro vita claustrale e propriet,

accordano dove
i

paterne e

non

vi facile l'uscita pei cattivi,

quali

proprie; e siccome queste erano situate


io

mezzo
tali

al secolo, cos fecero acquistare


il

con piccolo fermento in breve corrompono tutta la massa. Ed per questo che
o riformatori degli ordini o v'imposero il gran vincolo de' voti dell* ubbidienza e povert, o se permisero la propriet, lasciarono insieme agi' inosservanti tutto il campo per 1' ug' istitutori

canonici

nome
il

di

Canonici Sefa la di-

colari. In pi luoghi

Garampi

religiosi,

stinzine fra'canonici regolari e secolari,

essendovene viventi non per in


fettamente comune,

vita per-

ma

colla divisione

delle prebende, dette ancora canoniche^

scita; e ci,

ordini e benefizi^ onde dicevasi osservare vita regolare anco que' canonici che
a' secolari.

non facevano voto di povert, equivalenti Donde nacque la distinzione


Regolari,
e
cio consagrati

secondo il Garampi, si il motivo per cui veggiamo tuttora mantenersi con somma religiosit tanti ecclesiastici convitti, bench non astretti a voto di povert. Che se da principio si
contentarono
to e vestito,
i

e divisione de' canonici, in

canonici del semplice


la

vit-

all'osservanza delia re;

ammessa

propriet, bisorendite,

gola, e a'voti di povert e ubbidienza

gn

poi

loro assegnare pingui

in Secolari^ che tutto al pii osservavano


il

che prebende fanonie, ordini (mono anche appellate; donde poi il nome di Ordinario si attribu ad ogni canonico. Bisogn provvederli di benefizi e chiese parrocchiali; il che faceva grande maa-

comune

refettorio e

la

coabitazione

nel chiostro, prescritta dal concilio

d'Ale

quisgrana,

amministrando ognuno
ricevendo
la

proprie prebende,

sua por-

VIT
cameoto
trice,

VIT
Chiesa mal;

i65

a* divini uHzi della

non potendo lungamente accordarsi

generava discordia fra'caoouici per

conseguire
volta
il

medesime, ed usciti una dal chiostro, perdevano poi tutto


le

insieme propriet e claustralit,dov* preclusa r uscita pe' raalcontenli e inosservanti.


Il

vescovo Sarnelli, Lettere ecclel.

zelo della regolare


riflett

osservanza,

come

siastiche,

I, leti. 4.",

Dell'origine della
al

bene
te e

Alessandro IV nella bolla

voce Canonico^ osserva che dessa,


d'alcuni,
si

dire

IVrnis, ut accepinius, diretta all'arcipre-

fa

derivare in parte da'

Ctf;20t

capitolo di Perugia e riportata dal

cui la vita di certi chierici determinarono


sotto stabilita regola^ o meglio da Carione, secondo altri, per essere in quello registrali
i

Garampi, deplorando il sommo rilassamento della regolar vita de'canonici. Finalmente le pingui prebende furono cagione, che
lenti,
si

chierici,

per cui quando erano

ambissero da' nobili e poispirito di vocazio-

deposti o scomunicali venivano dal ca-

non sempre per

none

aboliti, e

precipuamente da'canoni
ri-

ne

religiosa.

Onde

poi

non volendosi

le-

della vita

comune, provandolo con


dice,
si
i

gare all'osservanza del chiostro, pretesero di poter tenere nello slesso tempo pi
benefzi residenziali, soddisfacendo al pi

produrne molti; quindi


s si
i

che fino dal


Chierici e

principio del cristianesimo

con sostituire de* vicario cappellani, de*


quali frequente

Laici vivevano in comune. I chierici sostentavano colle sole offerte a imita-

menzione

si

trovano, spe-

zione di Cristo^ che nel

tempo

di sua

cialmente nelle chiese oltramontane, fin


da* tempi d' Innocenzo III,

predicazione fu solilo vivere co* suoi di

Onorio

III

Gregorio

IX

nelle loro

lettere;

quando

regolarmente non doveano permettere tali vicari, che neil' assenza studioruni
vel alia

quanto veniva somministralo da* fedeli. Crescendo poi il numero de' cristiani, e non essendo pi praticabile la vita co-

mune
cime, e
ni^

fra' laici,

rest fra' chierici,

che
ve-

causa probabili. Ecco

tulle le

vissero colle oblazioni, e quindi colle dele

funeste conseguenze dell'

priet nella vita claustrale.


il

ammessa proVero , che

rendile delle possessioni,


le

scovi facendone
rico secondo
i

suddescrilte

4 divisio-

ricevere

potenti e nobili nelle chiese


nella condizione di
la

fu

anche

necessit,

que* miseri tempi, ne' quali


la violenza de*laici,
i

rapacit e

mal

sicuri
i

rendevano

provvedendo ogni mese ciascun chieil introdotti suo bisogno poi benefizi e le prebende, con permissione di Papa s. Simmaco nel 5o2, i ve:

patrimoni de' poveri e

beni consagrati
nunistri.

scovi solo in 3 parti distribuirono delle chiese. Inoltre


il

beni
t.

a Dio, e

all'uso de' suoi

Per
della

Sarnelli nel

io

questo motivo Innocenzo

IV

fu costretto

ragiona nella

lelt. io.":

Da

quando, e

ad approvare
chiesa di

la

secolarizzazione

Cahors. Oltre di che grande


i

vantaggio recano alle chiese


di religione

nobili e

perche siano detti i chierici secolari. Risponde, da quando lasciarono la vita comune, a distinzione de' Regolari, i
quali continuando

grandi, ogni qual volta per vero spirilo


si

ad osservare quella
1'

consagrino

al servizio delle

regola canonica furono cos appellali, 1$*^-

dersi

medesime; sul quale argomento pu vequanto giudiziosumenle ne scrisse il p. Girolamo Lombardi, Notizie inlorito al capitolo di Verona. Tutte le quali cose ben dimostrano, conclude il Garampi, che poco sussistente sarebbe sempre
vi
lu

colari dicendosi quelli che

aveano ab-

bandonata.
ro non

Papi ed

vescovi dal canto lodiligenza pel

ommisero ogni

man-

tenimento della vita comune,nondimeno fu tralasciata, come dice d'aver dilFusa-

mente

trattato

nel suo libro: // clero

cluustrul vita de' chierici, qualora

secolare nel suo splendore,

Roma

1688.

siano ordinali a titolo di benefcio ec*

In esso asserisce d* aver provato, che a

clcsiuslico

perpetuo, stuza volo di p ver-

tempo

di

Roberto

li

ic di

Francia del

i66

VIT
circa^
si

VIT
dolarono nuoquali
riparlai
lo slesso Leone X, nella coPater Aeternus^ de* 19 dicembre i5i6, fa menzione de' chierici secotati sunt.

996

fotdarono e
(/^.),

ve Collegiate
nel voi.

delle

stituzione

XCV,

p.

100, affatto secolari.


i

Nondimeno continuarono
la dal cardinal

Papi e

ve-

scovi a sostenere la comunit, caldeggia-

vescovo
j

s.

Pier Damiani,
11.

9: Inhibentes in virtute sanctae obedientiacy et sub poenis, et censuris infradicendisy omnibus^ et sngulari nel
ls

De

i^ta

communi con
il

Alessandro

Christi fldelibus,

tani laicis,

quam

Saroelli ricorda

precello del
il

Signore

clericis saecularibus^ et

quoruhwis or-

a* Leviti (/^.) d'abitare presso

Taber-

dinuni^ etiam mendicaniiuni Regularibus. Nel concilio poi di


altro,

nacolo
al

bench dalla legge obbligati matrimonio, deplorando la ripugnan(/".),

za de'chierici d'abitare presso la Chiesa^

Trento non vi che Canonici Secolari, Clero Secolare j Chiese Secolari^ a fine di di-

ditare

dove tanto pi divotamente ponno mela divina parola, quanto pi quietamente. Loda, con s. Pier Damiani, la disciplina primitiva apostolica, nella qualegliAposloli aveanoun cuor solo e un'anima sola, ne dicevano aver cosa veruna di proprio, ma tutto tenevano comune. Quindi ripete le stesse parole di quel santo dottore. Ed in vero, come si pu dir canonico chi non regolare? Vogliono essi avere
il

stinguerli dai Piegolari.

Onde Adamo

ca-

nonico regolare premostralense scrisse: Si Canonici quomodo Saeculares ? si


estOf

Saeculares qua ratone Canonici? Sed nec ipsum culpemus usum loquen-

di, sit,

quid

sic appellentur,

non quia

criminibus saeculi, ipsi saeculo confirmali implicentur ; sed pr eo, quod iani

nome

di

canonici,

arctum vivendi propositum non ampiectuntur^ quam illi tenere videntur, quid Hegulares appellantur. E questo nome
Secolare, aggiunge
il

cio di regolare, aia

non vivono regolardi dividersi


;
i

Sarnelli,

si

tal-

mente.

Ambiscono

beni

mente attaccalo
rimettino
i

al clero,

comuni ma sprezcomunemente abitare presso la Chiesa". Ristorarono la vita comune de*


della Chiesa, che sono

chierici in

che sebbene si vita comune, pure

zano

di

chierici,

con ogni studio dopo


II,

la

met del

secoloXI,^'icol
s.

Alessandroli,il gran

Gregorio Vile Urbano 1 1 ; ma nel secoseguente molle chiese abbandonarono quel tenore di vita, e quindi avvenne, che il nome di Clero Secolare e di Canonici
lo

sono chiamati comunemente Secolari. La ragione per distinguerli daque'/iegolari che fanno voti solenni. Ed Innocenzo XI, nella bolla Creditae nobis, de'y giugno 1680, avendo approvato una sorte di vita comune in Germania, v'inser: Constituliones Clericorum Saecula-

rum
bosa,

in

communi

viventiuni.

Termina
il

il

Secolari prendesse vigore tra il volgo. Per tale titolo non trovasi nelle costituzioni apostoliche fino al Papa Gregorio XII dei i4o6, il quale nella sua i.= costituzione, Ulis ^Mfife, die'
tio
il

Sarnelli
lib.

con riprodurre quanto

Bar-

De

Canon., disse degli antichi


II

canonici e chierici. ^g\V Eusevologio Ro-

mano,
detti

il

Piazza nel trattalo


:

discorie

titolo: Inslitu-

nel cap. 17

Dell* istituto de sacerdoti

Canonicorum,

et

lariim in Ecclesia

s.

Clericorum SaecuGeorgii in Alga^


Dioecesis. Di
voi.

viventi in

comune. Comincia dal

descriver