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e 31 S.

DI ERUDIZIONE

(>

DIZIONARIO
STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al

PttlNeiPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARII GRADI DELIA GERARCHIA ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E CATTOLICA, VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

CHIESA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. CIIL

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLXI.

f\

La

presente edizione posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

l'Autore intende godere


relative.

diritto,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

viv
V.iy\EKS {Vivarien.). Glia con resiceDza vescovile
cia, nel

VIV
logo e del penitenziere
ciprete, coadiuvato
:

il

canonico ar-

dellaGuascogna ioFrancieli'

da un

vicario,

ammi-

dipailimento
di

Ardche, ca-

nistra pel capitolo la cura

d'anime. Vi
la

poluogo

cantone nel circondario di Pri-

sono di versi canonici onorari, e vari preti

vas, gi capitale del basso Vivarese, antico paesello della

che co'puer de choro uffiziano


sa.

chie-

Francia che dalla

citt

Prima

della rivoluzione

il

capitolo a-

traeva

il

nome,
gli

in oggi

quasi inlera-

vea

dignit, cio preposto, arcidiacono,


,

niente compreso nel detto dipartimento.

precentore, sagrista

arciprete, vicario,

situala fra

scogli

sulla

sommit
^

d'uno de' quali


riva destra del

vi

ia cattedrale

sulla

con 4o canonici. Il palazzo vescovile nobile edifizio, alquanto ampio e decen*


te,

Rodano, in aria salubre, distante 4 legbe dal Ponte s. Spirito, circa 5 da Privas, 9 da Valenza eiyS da
Parigi
,

parum ab

cathedrali distai^ e

trovi
s

vasi in

buona condizione. Nella

citt

un'altra chiesa parrocchiale sagra a

bismille et quingentos circiter


l'

continet incolas, dice

ultima proposianguste, ed
cattedrale
,

zione concistoriale.

Ha

le vie

Giovanni, munita del battislerio. Prima eranvi anco le parrocchie di s. Lorenzo e delia B. Vergine di Rodano. Nel suburbio erano
di
s.

poco ben fabbricata.

La

le

chiese parrocchiali quelle


di Viviers, di
s.
s.

chiamata

basilica dalla

Gallia Chrislia-

Aulo vescovo
s.

Mars.

na, magnifico edifizio


sagra a Dio,

di gotica struttura,
s.

tino, di

Vittore, di

Albano, e di
s.

sotto l'invocazione di

Giuliano, con l'ospedale di


di Cruas, di

Maria Mad*
le

Vincenzo diacono
la
ss.
Il

e martire, patrono delvi


si

dalena. Nella diocesi fiorirono

abbazie

citt e diocesi

venerano diverse
fonie battesimale.
di

Chambons

e di Masan. Nelil

Reliquie, e

vi

il

s.

la citt vi la scuola pe'giovanetti,

graa

capitolo

si

compone
il

canonici, ca-

seminario un bel fabbricato, gi diretto da'sulpiziani, e

po de'quali
dignit, e

decano,

ma

senza alcuna

due

piccoli collegi, l'o-

manca

delle {jrebeude del teo-

spedale, oltre alcuni stabilimenti di pie-

4
l e
(li

viv
beneficenza,

V
la

come

casa per

l'e-

ducazione de'poveri in cura de'religiosi, mancando per del monte di piel. Possiede un osservatorio, manifattura di pansuo commercio di grani, vini e seta poco operoso, bench gli abitanti vi tengano 3 fiere all'auuo. Le montagne producono piante aro{nani, e filatoi di seta.
Il

dnxerit Jldem Chrislianani nos la (et. Sanctus Andeolus ( V.) a B. Policarpo missus in Gallias Gentibo caesus est pr
Chri\to circa anno igo
nel 208),
(il

Butler dice

Severo imperatore y Gentibus auleni, postea Burgogiales, nunc est oppido non ignobile, a clarissimo Marlyre appellant Burgnm s. Andeoli (come
il

ticlie

colle quali
la

si

pascono

bestiami,

precedente nel Vivarese, e ora piccola

laonde

carnede'castrati rinomata.
^

citt),

conjlarum

est

de iribus

vicis

Bur-

"Viviers, Fiv arili ni

antica, chiamata

gogiate superiore, Burgogiate inferiore


et

pure Vimariwn, f^ivario Albiefixiiim, e pili comunemente Albia Helvioruni, e deve la sua origine alla caduta dell'antichissima

Gentibo , guani vocabani terrani s. Andeoli, inler ulrunique Burgogialcnt

Alba Augusta, che giaceva

in

quelle vicinanze, e fu distrutta da Croco


re degli alemanni, o de' vandalicome altri

medio : fortasse igilur a discipulis dicti Martyris religio Albani regionis caput deportata est,anpoiius Helviorum priaceps oppiduni eani ante Gentibwn acceperat,

vogliono, nell'anno 4'

'

o 4'2, ovveconte di Vi,

chrslianis

tum

ante adewitidi-

ro nel

53o

della correnleera.il proprio


il

bus urbes,

quam

fico5.

Commanville

vescovo assunse
viers
,

titolo di

ce originata la sede vescovile d'Alba nel

di principe

Donzre

nel diparti-

3i4,

e trasferita a Viviers nel

5%o, due

mento della Drme, e di Chteau Neufdu-Rhnne pure di detto dipartimento in


fhiccia

leghedistanle.La Gallia Christiana ^nole nel

43o

circa, e riporta

seguenti ve-

a Viviers, oltre altre signorie con


,

scovi, tratti dal catalogo coupilato e

stam-

vassalli
rie

come

s.

Andeolo. Varie signoe

pato dal
i.

don Carlo Magno,


il

conferm Car-

Colombi gesuita. Il vescovo d'Alba fu s. Gennaro, di cui


p. Giovi-Kini
s.

lo

Calvo, oltreallri imperatorie re


questa chiesa.

muVide-

s'ignora l'epoca. Gli successe


indi
s.

Settimio,

nifici di

La
1

citt, col

Maspiciano,
il

Varese, definitivamente fu riunita alla co-

scovo d'Alba

b.

Melano I. Era veAusonio quando Cros.

rona
stini.

di

La

Francia nel i 36

e ne segui

co re de' vandali distrusse


s.

la citt

vi

sede vescovile quivi fu trasfe-

Ausonio
dell'
le

i.

vescovo d' Angoulnae,


,

rita dopo la rovina di Albs o Alba Augusta Helviorum o Civitas Albensium presso Ginevia,nellai.'' provincia di Vien-

apostolo
invase
trasfer

Aquitania

quando Croco
il

Gallie), onde

santo pastore

la

sua sede

in Viviers.

Beatui
et desi-

na (F.) del
1

Delfinato, esarcalo de'Gauli.

vir

paruit niandaiis coeleslibuSj


,

Saramarthani nella Gallia Christiana trattano nel t. 4i p-i 173 : Vivarienses Episcopi et Comiles. In diruta ruderi' bus, pagus nomine Alpia, vulgo Aps, seu s. Petrus de Alpibus repositus est, lite-

Vivarium , Albaricuni appellari voluil, auclore Thoma Episcopo j Albamqiie postremas sylderio tamen civitaiis suae

labas longitudinis taedio deterentibus

populis diu dixere. Gregorius

va b niuiafa
ho

in p

ex more quem

iani o-

1077

etiani vocavit Albani,


s.

VII anno Vivarium:


ipsi sese

lasse Gallis tradii SlraUni faniiliarenif 1. 4)/* verbis : Alpia prioribus sae-

et post

Auxoniuni Episcopi

appellilaverunt nunc Albenses,nuncP'ivarienses. Cautinus archidiaconus suuni


Anlistileni

culis vocabatur Albiae, et Alpes psas

Albium nominant. Adverte auteni ne Alhensem iirbem, parum exacte interpreteris

Melanium dixit Albensem in synodo Aurelanensi 5 (fu celebrato nel


e nel

Albigensem

in

Aquitania seu Al-

54 1,

549

''

^'

fj^^^"^^'^

^-

Venan-

benacuni. Qids vero primus Albani in-

tius se in

Aruernica vacasse t Vivarien-

V
serri

V
Porro
series

5
-

tredecirn ante annis.


c/iii

Episcoporurn
post

per aliquol cenlenos

Pio nell'816 con largo diploma dato iu Aquisgrana, ab orniiudiciaiia potest


te exini^ cos le

sederunt T^ivarii, male certa est. Si trovano quindi: Giovanni I,Melanio II, s. Valerio ex Mar-

Auxonium annos

sue possessioni e soggetti.

Tengrino
concilio di

sottoscrisse

un

privilegio
iVel

nel

Vormazia nell'BSS.

ve-

lyr'ologio f'ivarieiisifuit

Alarico rege

scovato d'
la

Armanno
s.

fu

nell'

840

dotata

Clodoveus I occidit anno Christi quingetitesirno septimo : depositio illius ibidem annolatur 4 kal.febritarii. Gli successe s. Venanzio I, figlio di Sigismoudo re di Borgogna, eletto di comuii consenso, che nello stesso ^17 intervenne ai celebre concilio d'Epaona, e nel 535 in quello di Alvernia o Overgna ossia Clermout. Santamente govern 27 anni, cur il divin cullo e lo splendore della salmodia nel coro. Sul nonte Albavico, presso il Rodano, edific un mo-

Episcopus

qiieni

chiesa di

Sinforiano in Valle Vina-

ria.

Al successore Celso l'imperatore Loi

Lodovico I, conferm prine concesse ioclusivameote a'canonicijConfermaudo ancora l'abbazia di Dozera di s. Vincenzo martire, e l'itario, figliodi
vilegi e altri
,

sola Formicaria. la questo

diploma del-

r85o,
ra

esibilo
il

come il precedenteda'Sacn*

marthani,

vescovo denominato anco-

l'^ivariensiurii. Bernoisedeva nelI'SSS, e foce l'invenzione del corpo di s. Andeolo neir865, trovalo

Albensinm seti
I

no

nastero di benedettini, e
gola,

vi

profess

la re-

per divina manifestazione, cui successero


molti miracoli. Carlo
chi e imperatore gli
I

morendo a'5

agosto, quindi

gli

era-

il

Cfl/v'orede'franl'isola

pi eretici

dispersero furiosamente

le

sue

don

ForeniII,

governarono la s. Chiesi! di Viviers, Firmino I, Eumachio J, Agiipio, Melanio III, pel quale il suddetto arcidiacono Cantino nel 549 ^^ ^'
reliquie.
di
lui

Dopo

caria

anche

pe'successori.

Eucherio

a lui sostituito dallo stesso re.ottenne nel-

alla

r 873 altro diploma, sua chiesa Puleli


Dozera, Melate,
l'isola

col
,

quale concesse

conferuiandogli

concilio d' Orleans. Poscia Ardulfo,

nanzio
zio III,

II,
s.

Longino, S.Luciano,
Rustico,
s.

s.

VeVenan-

Argentarla e

altri
Il

beiti, tutti noverati nel prolisso atto.

mino

ti,

Melanio IV, s. FirEucherio I, s. Aulo cospicuo


s.

vescovo Aeterio intervenne


concilio di

nell'
a'

876

al

Pont Yoii, neir877


al

comizi,

per miracoli eletto da! clero,pieno.di


lettore de' poveri
delle

vir-

Ticinensibnsfi neir87g
lala.

sinodo di

Mau-

t, penitente, redentore degli schiavi, pro,

vedove e degli
delle chiese,

Rostagno sedeva oeir884> ed nominato in una donazione della chiesa di s.


Filippo in Valle Viuaria. Indi succede

orfani; accrebbe
eresse

il

numero

un ospizio

a'pellegrini, laudato an-

cora

come assai

misericordioso e benigno.

una lacuna di vescovi sino a Pietro I del 993, che approv la fondazione del mo
uastero di
s.

al suo sepolcro. Degnosuccessore fu Eumachio W^virniagrius, et ainalor pUbis sanctae j indi s.

Dio oper molti prodigi

Pietro de Podio.

Ermanno

Armanno,
chiesa di
s.

fu alla consagrazione della


1

Longino
e
s.

II,

Eribaldo memorato
la

in

una

a'comizi di Lione nel

carta d'infeudazioni de'beni di sua chiesa,

Arcon7o,che per

libert di sua chie-

sa pali ujolti oltraggi e colla decapitazio-

il

ne ebbe la gloriosa corona del martirio: suo corpo intero si venera nella cattedrale, accanto
Il

i o 5, intervenne o32. Indi Gerardo 1 del 1037. Gebonardo govern dopo di lui dal 1 061 al 1073. iN'el 1070 era vescovo Geraldo II, ma qui certamente vi grave errore di data ; nel 1073 Giovanui li

Vittore nel
i

cardinale di

s.

Romana

Chiesa, assunse

la

cappella di

s.

Martino.

per suffragaueo divario decano

d'Am-

Martirologio di Viviers ne
all'8 gennaio. Gli fu
],

fa

menzio-

ne

surrogato

TomI
il

brun, e neli 106 assist Pasquale II nella benedizione della basilica di Viviers,
pi'obabilmente quando quel Papa
si

maso

a cui l'imperatore Lodovico

re-

VI V
tri

VI V
1 198 per Argentana. Derno oBurno ricev omaggio drtGuidoperCh-

cb in tale anno nella Francia, in cui consagr varie chiese. Ci attesta un antico
codice rituale deoorainatoyli^g^'y/^'iC^ort

ne fece nel

teau-Neuf, e poi

altri

da

altri signori

per
nel

Fivariensi. In

fatti trovasi

che

il

successo-

diversi castelli: Federico

U imperatore

leLeodegario legato della s.Sede,con altri vescovi era presente in Dijon quando Pasquale
1 1

12 14 conferm il diploma di Federico l suo avo. Guglielmo 1 220 ricev il 1 nel


1 1

ne consagr

la

chiesa. Nel
il

08

don a' canonici di s. Piufo Borgo s. Andeolo, ed altre tri. Intervenne neh 1 17 al
norchiaoo
(sic),

priorato di

chiese ad alconcilio
le

pago diCornilonum. Nel 1222 sedeva Bernardo l de' signori d'Aoduse, e neh 22 3 istitu le minori prebende canonicali :
nel

Tre-

1282

si

pacific col re
II

Luigi

Vili

e restaur

rovinose

pe'suoi diritti. Bernoino

neha35 eb-

mura
mente
tro

della cattedrale.

Hato sedeva nel


mos-

be varie possessioni, e neh 238 approv


le costituzioni de'

Il 19, e colla sua

erudizione mirabil-

canonici per la recita

rispose alle sottili questioni

dell' uffizio della B.

Vergine ogni sabadall' 8." dell'

se da' vescovi nel concilio di

Reims. Pie-

to nel coro maggiore, dairS.' di Pente-

di

Borgogna, cluniacense sempli-

coste

ce e timorato di Dio.
si

Ex sede f^ivarien-

fania al Carnevale. Nel

ad metropoliin Liigdanenpostaliquot annos Episcopalus, de Vivariensium colle, d/f Petrus Ferierahilis, l. 2,ep. a, ad Lugdunensem moulem. ALludU quppe ad situm EplscO'
Iraductus
:

sem

Epi1241 Sebastiana fece alcune donazioni a Bertrando barene d' Alba. Arnaudo nel 1248 fu al
all'

Avvento, e

sinodo di Valenza, e nel i25o ricev il giuramento dal barone d' Alba. Aymaro
l

nel

piFvarensis in colle,et antiquuin Lug-

signore di

252 accett in fede e clientela il Rupe Colomba. Nel 260 Ay1

dunensis in monte. Jaucerano neh i34 si trov presente all'assoluzione data da

mo
di

eoa
la

altri vescovi della

sua provincia
Stefano
ve-

Vienna,
s.

scrisse a

Papa Alessandro IV
s.

Ugone arcivescovo
Il

di

ReioisaGuigues MI
i

per

canonizzazione di
Diez
al
;

Delfino diVienna: viveva pure nel

46.
ac-

scovo di

e nel seguente fece

una

vescovo

Guglielmo

consanguineo
III,

donazione

dell'imperatore Corrado
cepil

a quo

Tour
nel

nel

1263,
di
s.

barone d' Alba. Ugo de la in unione a' vescovi di


Dies sostenne guerra, e
co' canonici stipul
la

dono Fivariuin
1

iirbem, con diplo1 1

Ginevra e

ma

del

47.

Tommaso
i

venne lodade'suoi pre-

1265 unito

una

to per avere raccolto

nomi

transazione per

giurisdizione di Vi-

decessori, di cui erasi perduta la


ria,

memoi53. In
II

e molle antiche carte delle ragioni


t

di
tal

sua chiesa: fioriva pure nel

anno

il

successore Guglielmo

in-

tervenne
1
I

alla

convenzione

di

Puy,

e nel

54

die'

alcune chiese alla badessa di

viers e del Borgo s. Andeolo; nel 1268 ebbe luogo la fondazione della maggior prebenda della cattedrale, nel 1 289 convenne co'canonici sul pedaggio e intervenne al sinodo del suo metropolitano di Vienna. Raimondo II de Falgario scien-

s.
1

Andrea di Vienna. Raimondo I nel 158 ricev dall'arcivescovo d'Ambrun


Valle Vinaria colle sue chieal

ziato e generoso, nel

296

esent dal pedi

daggio
di

di

Dunzeiaa Guido
Il

Chteau-

la villa di
se.

Neur,ed ilcasteilodOunzeraaGuglielmo

Rotbeito Alba nel 1171 concesse


s.

Donzera.

vescovo AdelbertodePeyie
re Fi-

priore di
ria di
dall'

Medardo
i

la

chiesa di

s.

Ma-

nobilissimo,

neh 3oo si pacific col


BellOy e con esso nel

177 Nicola ricev imperatore Federico I un diploma


dominii
:

Montano. Nel

lippo

IV

il

i3o5

sulle libert de'suoi

nel

198

convenne de terra et teniporalilale Episcopi ac Capitali, \ Vi viers e suo territorio, io


al

venne

a patti col

suo avversario conte

uno

a' sudditi, essere


1

soggetti

di Tolosa, cedendogli

due

castelli, e al-

redi Francia, dovendo

vescovi gi-

V
Je

V
nome
per non poten-

rare fedelt al re, e tenere a suo

lene
i

e gli allodiali,

do
za

re affacciare altre pretensooi, sen

VI V 7 Lione.AynaaroIlIdela Voute,de'signor di tal nome, gi vescovo di Valenza e d' s. Diez, gli successe nel 1 336. Un alla sagrestia della cattedrale la chiesa di
s.

il

consenso de'vescovi e del capitolo


il

;
;

Sa-

dovere

vescovo usare

il

vessillo reale

lavazio, e volle esser sepolto nella basili-

donare

il

re al vescovo la giurisdizione

ca di Viviers,

sulla villa dis.GiustotliVivierse suo ter-

morendo nel i365. Nel suddetto libro Magislri Chori Fivarien'


di lui
si

ritorio; in sede vacante

non

potersi

im-

si,

legge:

Jyniarus de Andusia.

pedire che
se le
terre.

la

gente regia

ne custodisdo-

et

Adelberto volle esser sepols.

tens, et

to nella cattedrale di

Vincenzo

i>ir magniflcus et pdedioecesi f'ivariensi^quietiain contro. Reges non ver eb atur jura def eli-

Vouta, inquii,

n
gli

la

biblioteca,

la

cappella domestica e

dere, et qui

ornamenti

vescovili all' episcopio di

29 annis fuit Episcopus dictae Ecclesae, ohiit anno Domini 1 365

Viviers. Gli successe


di Poitiers,

neli3o6 Lodovico
seguente venne ad

che
lo

nel

et dedit Capitulo^ooojlorenos. Gli venne dietro nel i366(il Cardella rilarda


il vescovato al i373) Pietro IV de Sarcenas o meglio Sortcnac {V.), poi arci-

alcuni patti con Filippo IV.

A suo

tem-

po successe
la

strano Irasferiinenlo delil

residenza ponlidcia in Francia, ove

vescovo d'Arabrun, cardinale di Grenorio

francese Clemente
a farvi

invit

cardinali

XI, indi scismatico anticardinale

del-

Viaggio (^.), q<iindi si stabil in Avignone e nel contado Fenaissino {V.), ove continuarono 6 successori, con
fatalissime conseguenze. Pei' la vicinanza
di Viviers alla papale

l'antipapa ClementeVll, e pseudo-vesco-

dimora, certo ne

vo suburbicario di Sabina. E' intrinseco anco il vedere vol.IU,p.2i i,LX,p. 86. Nel i366 Bertrando de Castronovo seu deChalanc,e lo era pure nel 1378. In que1

avr sperimentato benigni elTetti, tanto Papi avignonesi di preferenza pi che

sto Beraldo,

se

dixit clienteni Resit.

Inoltre trovasi nel ripetutoi373 a'2 di-

favorirono

connazionali fiancesi, singosi

larmente

guasconi. Nel i3i7

accor-

col capitolo

per l'istituzione o quanil

cembre, Pietro V. Poscia nel 1875 fu eletto Bernardo II d'Aifeville priore di s. Martino ile' Campi, che nel seguente

to riguardava

precentore. Kiiis minisic,

ammise
cio
:

all'

mus

reperilur parte una inscitlptus

bregol,nel
nel
1

omaggio Raimondo de Fa1877 il toparca di Bazaluesegu la ricognizione delViviers. Nel

sisjCuni

Ludovicus Episcopus, allera^rivarienstemmate lilialo. Dunque in Vivescovi aveano viers eravi la zecca, ed il gius di batter moneta. Nel iSig Gui

879

la sagrestia di

suo vescola

vato Gregorio
successore

XI

restitu

residenza
il

pontifcia a R.oma, ina

0611878 contro

glielmo

IV

di

Flavacour, nobile e insigne


al-

Urbano VI

insorse l'antipapa

per erudizione e probit, ndi traslato


l'

arcivescovato d'Auch. Nel

1820

il

car-

dinal Pietro de Mortemar {^), e lo era eziandio nel iSd. Nel seguente trovasi

Clemente VII, che recatosi in Avignone vi stabil una cattedra di pestilenza, e fu riconosciuto da pi nazioni, compresa la Erancia. Sedeva vescovo di Viviers Guglielmo
del
III

Aymaro

11,

neli33o nominalo

nella

convenzione tra il capitolo e il precentore. Enrico de Villars gi canonico e ca-

nel 1879, forse per istituzione pseudo Papa. Indi nel 1 38o Giovanni Brognier o ArnetfV.) detloEinbro-

Lione fu eletto nel ]33i, ricevette omaggio da vari vassalli, nel


di

merlengo

niaco e Brogniac, fatto dall'antipapa Cle-

menteVll, esimio per dottrina,


1

indi nel

i333 ebbe luogo un ordinamento

sulla

385 lo cre

anticardinale e arcivescovo

dimiimzioue de'canonici; e quindi pass alla chiesa di Vuleozi, e poi a quella di

d'Arles: mentr'era vescovodiViviers riun al vescovato il priorato di Duozera,e nel

8
detto

VI V
t385
cess dal governo di questa
situra.

VI V
Morendo
II

nel

552 leg

alla catte-

chiesa. Poscia fu riconosciuto per vero car1 ottobre 1 385 l' antipapa gli surrog OlivarioI de Martreuil, poi tras-

drale

gli

ornamenti

vescovili.

A nomina

dinale. A'2

d'Enrico

re di Francia, sottentr Si-

mone de
secondo

Maill, poi trasferito all'arcive-

lato a

Chlons sur Saone. Nel

887 am-

scovato di Tours. Gli successe nel i556,


la Gallia Christiana, Giacomo Maria Sala bolognese, prolegalo d! Avignone dominio della s. Sede; in tempi caprivilegi de' vilamitosissimi, conferm
i

ministratore Pileo de Praia {F.) prima

nuovamente cardinale. Nel seguente i388 Giovanni IV, indi Pietro VI A'Aylll{F.) o Ailcardinale, poi anlicardinale e
ly, anch'esso

vescovo scismatico, ed abiu-

variensi, e recatosi al concilio di


ivi

rato lo scisnaa pi tardi cardinale. Nel

termin

di vivere.

Trento, L'operato da lui


sotto

1892 l'antipapa Clemenle VII nomin V di Poitiers. A' 12 novembre 1407 altroscismatico Giovanni V de
Guglielmo
famoso maresciallo di Francia Bouccault, poscia terminato lo Scisma [V.) d'Occidente, legittimo paLiniers, nipote del
store.

in

quel santo sinodo pu leggersi nel Pal-

lavicino, sulla

comunione
gli fosse

ambo
1^)62

le

specie, e

bench

data facolt di
fu

restituirsi alla

sua diocesi, nel

ritirala. Nella stessa

Storia del Concilio


a*
le

di Trento leggo, che fu fatto vescovo

Nel 1443 Olivario II de Poiliers. Nel 144? sedeva Guglielmo VII de Poiliers,

12 novembre i554, dottore

in

ambo

leggi, dotto e versato negli affari forensi, e celebre per esperienza negli affari, to in
la

compose col capitolo e co* cittadimor nel i454' ^Q questo a'29 novembre gli successe Elia de Pompadour, traslalo da bine: compose le disi

mor-

ni di Viviers, e

R.oma

a'

o aprile

basilica di

s.
il

569, sepolto nelLorenzo in Damaso, di


i

cui era titolare

cardinal Alessandro /^^/r-

scordie tra 'duchi di Savoia e di Borbone

nese (F.)

il

giuniore nipote di Paolo III,

e viveva ne!
ni

1 47 8. Sebbenei Summarlhanon fanno menzione del cardinal Giu-

e protettore del vescovo, ed aggiunger legato d'Avignone dal

i54i

al

i565.
il

liano della Rovere, poi gran Giulio 11^

Sammarthani
la,

riferiscono, che

dopo
il

Sa-

come
pure
Sisto

feci

con 8

scrittori a

Verdun, qui

successe

il

cardinal Farnese,

quale

dir, ch'essi sostengono averlo lo zio

IV fallo vescovo o amministratore diViviersnel 1476. Giovanni III Montchenu govern


le

dopo avervi preso possesso per procuratore, abdic in grazia di Eucherio da s.


Vitale suo affine,
il

quale divenne vescoil

dal

1479

al

^497>

''

^"3-

ebbe controversie coll'abbale di Cruas. Claudiode Tournon nobilissimo gli successe nel

vo a'29 giugno i565: dunque avea in precedenza rinunziato, e


sa
si

Sala

la chie-

1498, lodatissimo pastore per 443"oi, fu munifico colla cattedrale col farvi l'organo, e donandole ricchi ornaa Dunzera, donde
la basilica di

io

non era vacala per sua morte. RecatoAvignone per le furiose guerre de'
Ugonotti [F.), cess
ivi di vive-

calvinisti

re a'

5 gennaio 1571
s.

e fu sepolto nella

menti, vesti e utensili sagri. Mor nel 1542 il corpo fu portato nelViviers, assistendo a'solenni
funerali 7 vescovi.

chiesa di
in versi,

Agricola, con bello epitaHlo

Comes

Pietro VII d' Urre che

Fu

deposto nel sepoldi lui

cro ch'erasi preparato, con onorifcoepitaflo in versi,

che racconta
il

il

mol-

lipliceoperalo.Gli successe
lo

parente Car-

poco dopo nel vanni VII de l'Hostel, e visse sino a' aprile 1621, avendo 94 anni, //js/'u,? inipensis ac Capitalo ^ curante Francisco
la est basilica

Praesul Fivariensis. gli successe, mori 1572. Nel seguente Gioet

de Tournon abbate

di

Casa di Dio, ar1

ciprete e preposto di Viviers, e dal

536

Monerio praecentore, anno 1 599 restilaSan- Fincentiana. Fin dal

suo coadiutore nell'episcopali funzioni, riteDeudo eoo indulto oposlolico la pi epo-

i6i8

eragli slato dato a coadiutore col

titolo di

vescovo di Poupeiopoli in parti'

V
bus,
se, di

V
la

VI V
Baurae de Suvede
il

,j

Lodovico Francisco

nobilissima famiglia, e prese posses-

fondo del mio cuore, sa che io non ho avuto altro (Ine che la gloria di

so nel giorno del transito del predecessore,

Lui

".

Il

prelato, stupefatto d'una rispo-

divenendo vescovo e conle di Viviers, principe di Dunzera e di Chuteau-Neuf,

sta s

umile e s modesta, sospett d'esser stato ingannato; in ci assicucandulo


gii

barone d' Argenlaria, toparca di s. Andeolo e abbate d'Orbisterio. In Argentaria introdusse


i

schiarimenti che

gli

furono dati

di poi.

Dell'essere stato tratto d'inganno, rese

religiosi recolletti,

in

pubblicumenteomaggio all'eminente
t del
p.

vir-

Viviers

le

monache domenicane, ed

in-

Regis,sino al principio del

634
san-

tervenne

a'

comizi del clero in Parigi nel

in cui fu

chiamato

Le Puy

da' suoi suil

i635 e nel i65o. Questo zelante pastore nel i633 chiam in Viviers^. Gio. Francesco Rfgis [f.) gesuita, poich
diocesi
la

periori, il vescovo, nel

rimandare

to missionario, scrisse al p. provinciale

sui

de'gesuili

una

lettera, in cui l'.iceva

gran-

da 5o anni era il centro del calvinismo,' la sede di sanguinosa guerra, ed


teatro delle pi crudeli persecuzioni.
ricevette con grandi dimostrazioni di

il

Lo

rispetto, e volle

che
Il

gli

fosse

compagno

prudenza del degno operatore che avea tanto ubertosamente faticato nella sua diocesi; ove poi ritor n a operare stupende e numerose con* versioni. La GaLlia Chris tarui giung^i
di elogi della virt e

nelle sue visite.

santo fece da per tut-

colla serie de' vescovi di Viviers

con La

to delle missioni, che produssero frutti

Baume,
zie

meravigliosi: fu di grande aiuto a questo

nuova edizione la continua eoa alcuni^ compiendola le annue Nolie la

uomo veramente
la

apostolico

il

gendi-

tiluomo de
ria

Suchere, gi stato suo


a

scepolo. Iddio permise


del

maggior

glo-

santo,

come

collo stesso

fine

lo ha permesso eziandio alla di veneranda e benemerita compagnia, chesi suscitasse una violenta procella contro lo zelo mirabile di quest'apostolo. E-

pi volte
lui

di Roma, ed ecco que'che riporta. A.* 6 settembre 1748 Giuseppe Ilolin du Morel de Mons, della diocesi d' Acqs. Il i. giugno 1778 Carlo de la Font de Savine dell' arcidiocesi d'Embrun, con-

sagrato a'26 luglio: fu


ti

membro degiista-

generali del
de'
il

uno
rono

gli fu

accusalo di turbare

il

riposo delle

sempre infausto 1789, ed vescovi che miseramente prestaloro giuramento alla riprovata

famiglie con
pire
i

un

zelo indiscreto, e di riem-

Cotlituzione Civile del Clero di


cia ; tutta volta mor confessando
errore.

Franil

suoi discorsi d'ingiurie e d'invetIl

suo

tive contrarie alla decenza.

vescovo

La
poi

Baume prima
dando
gli

ne prese

le parti,

ma

retta finalmente alle querele


fatte, e

che
fos-

quando Pio VII la soppresse pel concordato del 180 i, colla bolla Qui Clirisli Domini, de' 2q
la

Era vacante

sede

venivano

che credeva non

novembre, ad
te;

istanza deli." console dell*

sero prive di qualche fondamento, scrisse


al
il

repubblica francese Napoleone Bonsparre Luigi

superiore de' gesuiti, che richiamasse


p. Regis. Nello stesso

tempo

lo volle a-

vauli di s, e

dopo averlo severamente


gli disse
Il

rimproverato,
a rimandarlo.

ch'era costretto

p.R.egis, senza ricorre-

Papa, per quelle del nuovo concordalo dell'i I giugno 181 7, abrog il precedente e ripristin tutte le diocesi di Francia con quello soppresse, inclusivamente a
quindi
lo stesso

XV III,

col

re ad alcuna delle ragioni che avrebbero

Viviers.

potuto giustificarlo,

si

content di rispon-

dere, eh' egli era pur troppo colpevole

Quindi col breve Novara de Gallarum dioecesibus, de' 24 seitembre 182 1, Bull. Rom. coni., t. i5, p.
il

davanti a Dio, e che per difetto di cognizioni gli erano per certo sfuggiti alcuni
errori. "

45 1,

ristabilito

vescovato di

Viiers

lo dichiar

sutfraganeo della metropoli-

Per

altro, soggiunse^ Iddio,

che

tana d' Avignone e Io tuttora. Nel con-

IO
cistoro de'

i6 cnaggio rS-iS Pio VII ne preconizz vescovo Andrea Molin di Clermont, morto nel iSi^. Leone XII in quello de' 19 dicembre di tale anno, Pietro Francesco gli sostitu Abdone

molto pi una recentissima scritturo de dicata a' vescovi, combattuta eloquentemente dal cardinal Gousset (arcivescovo di Reinis), e condannata, non guari,
dal

vescovo

di

Montauban (mg.' Dotali

Bonnel di Mende: egli era stato nominato nel i8o3 vescovo di Nantes, dignit che a quell'epoca credette di ricusare. Per sua libera rinunzia, ammessi da Gregorio XVI, questo P,p't nei concistoro de' 24 gennaio iS^^ promulg successore mg/ Giuseppe l[)polito Guibert
lY Aix, lodatissimo e idoneo ecclesiastico,

ney, e lo ancora), sono

motivi che

bastano a risvegliare un qualche timore ". Merit mg."^ Guibert, che il Pj(>?i Pio IX nel concistoro de' ig marzo 1817 lo trasferisse alla metropolitana di Tours,

e nello stesso

gli

Viviers l'odierno
sy, di

surrog nel vescovato di ms'.'^ Lodovico Decluo


di
s.

Andeiat diocesi

Flour, gi pars.

d'ottima fama e morale, rettore del se-

roco zelante prima di Murat, poi di

minario e vicario generale del vescovo d'Aiaccio, grave, prudente e dotto. Scrisse di questo prelato la Civilt CalloUca,

Geraud ad Auriliac
cesi,

della

medesima

dio-

assiduo missionario, lodandone la


la

dottrina,

gravit, la prudenza, la pro-

de'28 marzo i853, serie 2.', t. 3, p. S^. Leggiamo con pKicere nelle recen
tissime
pastorali
de' prelati d

bit e altre doti.

tassito
in

ne' libri della

Parigi

fiorini

Ogni nuovo vescovo camera apostolica Syo. Prima avea di rendita


pagava per
tasse e spedi-

(mg/ Sibour)

e di Viviers, le consolanti
il

3o,ooo
cesi

lire, e

asseveranze che

cos

detto gallicani-

zione delle bolle 4>4oo fiorini.


oggi

La

dio-

smo
mai

pi non esiste in Francia, che oggi

comprende
si

il

dipartimento del

un nome vuoto
vi si

di senso,

che

in

l'Ardche, e

estende a circa
di

nessun seminario

professa, e simili
tali

lunghezza e pi

i5 in
citt

So leghe in larghezza, come

bellissime cose. All'autorit di


ti

e tan-

prendendo

diversi?

luoghi:

ha

personaggi che cosi affermano non posa

36

parrocchie, 32 3 succursali, e conta


circa.

siamo

meno

di

chinar

la testa

e lodar
del-

3So,ooo anime

L'antica diocesi

in cuor nostro la divina


l'essersi

Provvidenza

sbarbicate per cura de' vescovi


s,

comprenileva 3oo parrocchie. VIZZARDELLl Carlo, Cardinale.

quelle piccole

ma

rigogliose radici di

Nacque

di onesti genitori nel celebre pae-

discordie che nella Chiesa di Dio una e

se degli eroici e nella citt di

Monte

s.

santa non lasciavan di produrre scandali e iatture. Ci nondimeno, certi fitti ultimamente avvenuti, piiono indicare che l'antico fuoco malgrado la vigilanza de' pastori non sia del tutto spento. Lo scalpare v. g. menato da parecchi scrittori per la recente condanna del Biilly

Verdi, a' 2 luglio 1791, quali ne curarono la cristiana educazione. Dotato liberalmente dalla natura di rara modestia e candore d'animo, di singolare riservatezza e sottile inprogressi che fece gegno, rapidi furono negli studi nel seminano di Veroli, ove
Giovanni
i

diocesi

di

(Lodovico, per

la

sua opera della Theoet

distinguendosi tra
p^jgiii

gli

alunni suoi

com-

logia dogmatica

moralis
de' 7

ad

itsuni
s.

nelle belle lettere e nelle filosofi-

iSeniinariorum, con decreto della

con-

gregazione

dell'

Indice

dicembre

che disciplina, tuttora in esso viene ricordato a modello di virt, di diligenza


e di profitto. Volentlo perfezionarsi nel-

l852, Donec corrigatar), a cui per con tanta lode si assoggett l'Episcopato;
il

l'apprese scienze e nell'acijulslo di uiaggiori cognizioni,


si

progetto di erigere proprio in questi

rec in

Roma

stu-

tempi un
di

monumento

al

gran vescovo
e

diare divinit,

come

a istruirsi nel diritto


tale tnirabile

Meaux [Oossuet Jacopo Benigno),

civile e canonico, e

con

sue-

V
cesso che nelle

z
facolt consegu'i
la
il

VI Z
cariche da
lui

,1

due

egregiamente sostenute.

maggior premio e insieme


onore. Data
s

laurea di

manifesta prova del suo


si

Quanto al fratello Carlo, il Papa nel i832 lo promosse alla gelosa carica di
segretario delle
lettere

talento, sin d'allora

acquist l'estima-

latine,

anche

zione generale di chi lo conobbe. Ordi-

per

la

purezza ed eleganza cui scrivea

nalo sacerdote, fu esempio di piet e di


saviezza, e vieppi
fondirsi
si

nel latino
riere

idioma;

lo

fece

pure camee

dedic ad approper cui merit

segreto soprannumerario,

cail

nella dottrina,

nonico Liberiano, mostrandosi quindi


prelato diligente
a'

ancor giovane d'essere scelto a pubblico


professore di diritto ecclesiastico nella co-

divini udzi e nell'e-

sercizio dell'incfMnbenze

spicua universit di Bologna, ove guadagnatasi


la

benevolenza de'citladini fua-

che gli affid il suo capitolo sebbene laboriose. Disimpegnnndo egregiamente, e con diligente
precisione
il

scritto nel collegio legale.


ri

Non and

gua-

segretariato, per conoscerne


rilevante importanza, giustanella grazia

che

fu

trovato degno d'essere trasferito

eziandio

la

nell'universit

romana per insegnare


con
cpieil' esilo
i

nel-

mente entr maggiormente


e nell'estimazione del Papa,

la stessa facolt,

che disuoi
dile

mostrarono con som aia lode scepoli, avendo loro sapulo

il quale lo decor della prelatura domestica e per

istillare

distinzione

nommb pr tonala rio apostodopo averne


ristabilito

cose pi astruse della scienza di cui era

lico partecipante,

maestro. Mentre dileltavasi nella pubblica istruzione, conosciuto il singolare

onta della cagionevole salute, egli assiduamente esercil'illustre collegio. Ail

suo merito da Leone XII, si valse di sua opera nella trattazione di affari gravi e diflcili. 11 successore Pio Vili, che gi ne

che

non meno non minore importanza, non risparmiando ogni maniera


tava
i

suoi incarichi ordinari,

gli

straordinari di

ammirava
s.

la

profondit jdel sapere e

l'in*

di fatiche e sudori. Inoltre

Gregorio

XV[

stancabilit de'servigi

che rendeva alla

nel

1843

gli affid

il

gravissimo incari-

Sede, lo promosse nel iS-zg a canos.

co di segretario degli affari ecclesiastici,


nel quale
il

nista della

penitenzieria, ed a sostituto

prelato ebbe pi vasto

cam-

del segretario de'brevi a'princip,ne'qnaufficii ancora si rese commendabile per zelo e capacit. Intanto nel i83[ elevato alla cattedra di s. Pietro in tempi
li

po
alla

di fare

risplendere la sua dottrina,

singolare prudenza e divozione sincera


s.

Sede, delle cui ragioni fu

peritis-

difiicilissimi

Gregorio XVI, come quello


al

che in uno
le virt

degno

fratello sacerdote

Stefano, che divideva con lui non

meno

che

il

sapere e massime nel gius

canonico, dallo stesso Papa promosso a


quelle cariche ed a quegli onori, di cui

simo e valido sostenitore. A premiare un cumulo di tante benemerenze, e come notai all'articolo Pio IX, questo Pontefice (non nel concistoro de' ta giugno 1847 secondo le Notizie di Roma del i85i e seguenti anni ) lo cre cardinale
dell'ordine de' preti nel concistoro de' 17 gennaio 1848, come riporta il n. 2 della

286, dicendo di loro patria elevata da lui al grado di citt, LIVj p, 277, e LIX, p. 147, olparlai ne'vol.
p.

XXVII,

Gazzetta di

/ooirt,

pubblicandolo eoa

quello splendido elogio che pronunzi^


nell'allocuzione stampata dagli

tre

il

sostitutato della segreteria de' brevi

Annali
t.

a'piincipi; poich da essi visitato frequen-

delle scienze religiose, 2.' serie,


I

6, p.

temente
lato,
riti.

alla di lui residenza nel cardinai

16, a cui fece eco di plauso l'universa-

Mg."^ Stefano

il

molti meappieno ne conosceva mor a'3o aprile 846, u. 36 del Diario di Roma ne riil

le

per r intemerata fama eh' erasi procognizioni, l'integrit della vi(a


il

cacciato colle preclare sue doti, l'eccellenza


('elle

port

degno

elogio, col

novero delle

operosissima e laboriosa. Quindi

Papa

la
gli

VIZ
assegn pei ttolo
s.

V
e basilica
poli, nel
fargli

Z
il

la chiesa

e riparare oell'ospitalissimo regno di Na-

di

Pancrazio, lo annover alle congre-

quale corse

sagro collegio a

gazioni (le'vescovi e regolari, degli adari


ecclesiastici, del concilio, di

nobde corona; mentre


in

Roma

ri-

propaganda

masta nel pianto e


in quell'abisso di

preda dell'anardi sciagure

(Ide e della Cina, dell' imniunil ecclesiastica, dichiarandolo preletto di quella


degli studi. Inoltre lo prepose a protetto-

chia, precipit col divenire repubblicana

vergogne e
il
i

die

tutti

sanno. Anche

cardinal

Viz-

re dell'accademia teologica nell'universit romana, e della citt di Monte s. Gio-

zardelli

non valutando

disagi della vita

e l'affranta sua sanit, segu

l'esempio

vanni. Subito

il

cardinale volse l'animo,

degli eminenti colleghi, ed io


Portici

Gaeta e

senza rispatmiare cura e industrie, ad


eccitare
i

giammai

si

distacc dal pontificio

professori del

pubblico inse-

gnamento per
bile

l'ottima istruzione morale

e scientifica de'giovani, in un deplora-

fianco, impiegando l'opera sua io tuttoch occorse in quel procelloso sconvolgimento. Restaurato il dominio temporale
della
s.

menti ead estirpare le molte male piante cbe potevano le altre corrompere col loro venefico spirito; in una pa-

tempo

in cui quasi tutte le

Sede, torn
le

in

Roma, tutte

ripren-

l'uno stravolte,

dendo
di,

sue primiere occupazioni. Quinnarrai nel voi.

come

LXXXIX,

p.

ya

eseg.,(|uandoil

Papa rientr nel suostat,


a Fresinone, e lo
in Alatri, e poscia
la

rola l'interess a procedere alacremente


nella miserabile epoca al miglior lustro

si rec ad incontrarlo accompagn nella gita

e decoro, ed alla prosperit delle universit e de'licei dello stato. Proseguen-

lo

precede a

Roma. Ma

lenta

tisi

per

soverchia applicazione contratta, da pi

do il cardinale con fiducia ad essere straordinariamente impiegato nella trattazione di adari, il Papa lo deput suo
plenipotenziario per concludere, tra
la s.

Sede

il

granduca

di

Toscana, (\\\q\ con-

cordato ch'egli sottoscrisse in


1

Roma

a'3o

meno, e sotemere de'suoi giorni. Assalito con pi violenza dal mule nel marzo i85i, dopo 3 nesi di continuo languore, confortato da'soccorsi della santa religione e dalla benedizione papale da
anni
il

travagliava, or pi or

venti volte fece

marzo 848, e pubblicato da'citati/^/iM^Zi


449> ^^ 'u^ esibito in tale articolo o vol.LXXVIll,p.229.Narraial ricordato articolo Pio IX q io quello di Roma, con
a
p.

lui richiesta,

con serenit di volto spir

nel bacio del Signore in R.oraa

gio i85i, con


fresca et di
1

a'24 <"f'Smorte immatura e nella


giorni.

6 anni meno 57

Con
il

slretto laconismo, l'atroce caso e


le ferocia colla

bruta-

dispiacere ne annunzi la perdila


x-xnXtX

n.

quale nel novembre di


il

Gio male di Roma,


i

'\n\'\\

o.

122

detto anno, fu in^raolato tragicamente

ne descrisse

solenni funerali tenuti nels.

conte

Ptossi

ministro pontificio, per ispe-

gnere in

lui lo statuto

romano

e procla-

mare
goghi,

la
i

repubblica, da'furibnndi
quali

demamacchinavano l'ultimo ecbreve


le fatali
il

cidio al principato temporale del Papa.

Lorenzo in Damaso, e messa il cardinal Brignole camerlengo del sagro collegio, alla presenza de'cardinali e altri personaggi secondo il consueto, ed eziandio del Pala basilica di

ne'quali cant

la

Lumeggiai

io

conseguenparte

pa che

vi

si

rec per ulteriore attestato di


il

ze di tale assassinio, e

torrente della

stima e amorevolezza,
stesso

quale fece poi


Il

le

rivoluzione che trabocc da ogni


di

assoluzioni sul cadavere.

n.

i4^ dello
B.

Roma

e del suo stato,


vittorioso.
II

impunemente
Pontefice as-

Giornale, pubblic di G.

una
Viz-

con baldanza

bellissima necrologia del cardinal

salito nel sagro palazzo, sopraffatto dal-

zardelli, di cui profittai per la sua veracit,


il che posso affermare siccome ammiratore iulirao delle virt che rispleo-

l'iuaudile violenze de'ribelli, fu condotto

all'estremo partilo di evadere da Pvuaia

VIZ
la

VIZ
be fine nn
tale

i3
ricevimento col

devano io latito esmo porporato, ch'ebbe degnazione di riguardarmi con benevolenza. L'encomiala necrologia termi-

non

solito

canto funebre della religiosa famiglia, e


col pregar tacitamente

ognuno requie a

na con questo giusto ed eloquente elogio. M Cos cess di vivere fra noi un Porporato di
s.

quel loro benefattore. Ricorrendo poi die


scptinta della sua morte, quel superiore
e per effetto di religiosa carit, e per gratitudine ancora, perch l'Em." Vizzardelli fu

Chiesa che tutta spese

la

vita

in servigio di

Sede: umile nella sua dottrina, e nello splendore delle dignit conferitegli. Tutto a lutti, astinente, e del suo corpo severo custode; rassegnato ed invitto nella lunga in-

Dio

e della

s.

quegli che altamente avea pere-

rato presso l'Em." pro-segretario di stato

ed altri riguardevoli personaggi a pr


della ristaurazione di quella sua basilica,

fermit; difensore acerrimo de'diritti del-

avendo

fatto

addobbare a

lutto tutta la

Sede ; pazientissimo della fatica ; minuto osservatore delle cose; pronto e


lo
s.

comunit del suo ordine, e fra'lugubri melodiaci conchiesa, colTintervento di 3


centi de' cantori della

cauto a risolvere,
di

di

mente penetrante,

cappella Sistina,

memoria

tenacissima. Nello scrivere

preciso e chiaro. Negli affari pi ardui

consultato di frequente, senza riguardo

messa solenne, dopo la quale si pas^ all'assoluzione sid tumulo, di non mediocre struttura. Delle persone, che
celebi
la
si

alcuno esponeva

il

suo

sentire.

Ebbe

l'in-

timit di valenti uomini, e fu da tutti

accordarono con sagri leviti nel pregar requie a quell'anima, non poterono
i

amalo

tenuto in pregio, onorato da paIl

non restar commosse

dalla
si

recchi Pontefici

sagro Senato per-

timento religioso, con cui

maest e senport a com-

de uno de'suoi pi

belli

ornamenti,

la

pimento quella funebre ceremonia. Ottenga ed in)petri ora dal cielo quell'anin)a benedetta benedizioni
religiosi

Chiesa un saldo sostegno. La sua morte


fu da tutti compianta, e perenne rester
la

pace pii

memoria

delle sue virt".

11

suo cadi
s.

che ministrano

in quella basilica,

davere fu trasportato nella chiesa

che tanto
nel n.
1

egli predilesse in vita!" Inolile

Pancrazio fuori della porta omonima e suo titolo, ed ivi nel suo mezzo venne onorevolmenle sepolto con marmoiea lapide.

54

dello stesso O^^rn-fl/ore /ola

mano, trovo
celebrati a'

descrizione de' funerali


al

27 giugno

cardinale suo

del

Leggo neir Osservatore Romano i85i, n. 3o. Nella sera che portas.

concittadino d<dla citt di


turi vescovo di Veroli, e

Monte

s.

Gio-

vanni, con pontificale fatto da

mg/

Ven-

ronsi al riposo della tomba, perch titolare della chiesa di


tali

prima dell'asfu letta

Pancrazio,

le

mor-

soluzione intorno

al

tumulo

da

spoglie del fu

Em.
le

Vizzardelli, lo
p.,

Mattia Mascalchi professore d'eloquenza


nel liceo di Veroli un'elegantissima ora-

che avvenne circa


riceverlo un del

io

trovavasi a

numeroso stuolo de'fgliuoli Carmelo (ivi ritornati dopo grandi


i

zione funebre, e riusc tale che furono subito a


nicipale
di
lui spedili

dal magistiato

mu-

restauri del convento e della basilica, ro-

due suoi membri, per ottenere

1849, P^'' f|"8nto Pio JX, Ronia,s. Pancrazio e Porta s. Pancrazio) v\\ii'\\'\ ivi da tutte e 4 le case religiose ch'essi hanno in questa citt, quella della Scala cio, di Monserindicai a

vinati da' ribelli nel

farla di pubblica ragione e lasciarne

una copia all'archivio. Il modesto giovane oratore cede pel riflesso, che avrebbe
con ci dato a'pa; enti del defunto porpo-

rato (questa di recente trasportata presso


la

panetteria, e

le

mura

del giardino pon-

una testimonianza di vera affezione. Finalmente si legge nel n. igc) del Giornale di Roma del medesimo 85i,la derato
1

tificio del Quirinale), della Vittoria, e del

scrizione de' solenni funerali celebratigli


nella chiesa dell'Universit

medesimo

collegiodi S.Pancrazio, ed eb-

romana,

col-

l4
malit, ne' quali
rioli

V L A
dichiarando
egli
il
il

V L A
pure di non voler
ossei**

l'assistenza de* professori in abito di for-

prof, Francesco

O-

vare

il

celibato, nel
il

pronunzi

suo elogio, con elelatina,

Russia

titolo di
il

gantissima orazione
dagli assistenti.

ammirata

gro, e cominci
ni, in forza del

1832 consegu dalla principe di Monte Nesuo governo di 26 analcune

decretato nell'assemblea

VLADIRA DEL MONTE NEGRO.


Titolo gi del luetiopolila e unico vescovo greco scismatico del Monte Negro o Cernagora, e signore di essa, die face-

di Cettigne, nella quale, stabilite

riforme amministrative, venne disposto. chiamato al governo dal paese, e ri-

conosciuto

come

principe

il

serenissimo

va

la

sua ordinaria residenza nella capi-

tale Cettigne

o in Stagnovitch, e poi del


sotto
1

signore Danilo Petrovich Njegosch; dopo la sua morte passa la sua successione
in

principe di questo stato. La regione nella

sempiterno a'suoi discendenti maschi

Turchia Europea
essa.

il

pascialalico
in-

nell'ordine di primogenitura;

mancando

di Scutari, sebbene dal

708 adatto

questi essa passa a' parenti del pi pros-

dipendente da
teneva
alla

Anticamente appar-

simo grado, ed essendo vene molti dello


slesso grado, al pi anziano.

provincia ecclesiastica Prevn-

Laonde

nel

litana, neWa giurisdizione dell'arcivesco"vodi iSco/j/a primate della iSV/v/rf.


I

mon-

una nazione irrequieta, bellicosa, sanguinaria, vendicativa, mancante di civilizzazione, da circa 5oo anni protenegrini sono

Zara l'arcivescovo greco scismatico di Cettigne, da un vescovo greco scismatico di Dalmazia. In tal modo nuovamente fu separato il po-

1854

fu consagrato a

tere sovrano dal potere religioso, conti-

pugnatrice della propria indipendenza. Si

nuando per Danilo


intitolarsi

investito del i.

fauno ascendere, giusta diversi calcoli, a circa 1 20,000, altri dissero 1 4o, 000, ali

tri

200,000, de'quali 3o,ooo almeno atti

alle armi. Antica mente l'autor ila ci vi le era

Vladika e principe. Quindi nel i855 spos Darinkt figlia d'un mercante oriundo di Cattaro. Egli oltre la protezione e la pensione della Russia, l'una
e l'altra
to
si procur dalla Francia. Intancontinuando di tempo in tempo le interminabili guerre de'montenegrini con-

separala dalla spirituale,

ma

Giorgio

si-

gnore del Monte Negro nel i5i6


l'autorit civile al proprio fratello

lasci

Ger-

luano,allora metropolita della Cernagora,

tro

turchi loro perpetui nemici,

si

pro-

riunendosi cos nel Vladika


"vern

il

potere prin1

gett di fare del

Monte Negro un gran


sterile
il

cipesco e l'ecclesiastico. Sino al


il

85o

go-

principato, colla citt di Scutari percapitale.

Monte Negro

il

Vladika, riunen-

Imperocch,

suolo del

do

la giurisdizione spirituale e la

tempo-

rale,

con diritto d nominare un nipote a successore, U quale veniva educato in Hussia, ed ivi riceveva la sua istituziqne
e consagrazione episcopale, onde la Russia influenza nelle sorli della

gruppo di montagne della Cernagora, dopo essere stali montenegrini allontanati dal mare, quando loro nel 181 5 fu tolto il litorale di Cattaro (non deve confoni

dersi coU'Albania Veneta, ossia

l'antica

Cernagora.

repubblica di Cattaro,
colia

Ala Giorgio Petrovich, dalla cui dinastia discendevano i Vladika, trovandosi in


Russia rinunzi alla (uiura dignit, per

quale nel i4^3 sua capitale Cattaro si die'alla rela

pubblica

di

Venezia, cui fu tolta dalla

mancanza
za di che,

di vocazione,
il

dovendo

il

Vla-

repubblica francese nel 1797 e data all'Austria; questa perdutala nel i8o5, la
ricuper neli8i5. Tuttavolta, delle correlazioni de' veneziani col
ci

dika osservare
il

celibato. In conseguen-

Vladika Pietro li invi in Russia l'altro nipote Danilo o Daniele Petrovich Njegus oNjegosch, per istruirsi ed esservi consagralo vescovo. Per,

Monte Negro

fe-

cenno nel

voi.

zioni
stria,

che

lo

XClI,p. 1 74>con altre noriguardano) per darsi all'Au-

Quu ostante che l'avessero acquista-

lo a prezzo del
cfcslietli

si trovaiono o ad tmigrare frequenfemente,

V L A Imo sangue,

VOC
l'uccso,

t^

vich presidente del senato e fratello del-

dichiarando
il

al

senato e popolo
senato col pol<i

cv*eio a procacciarsi il sostentamento colle scorrere armate, sopra doviziosi


i

presente, esser lui

designato a succesIl

sore dal principe morto.

territcrii vicini della Bosnia, dell'Erzego-

vina e dell'Albania, eziandio a


caltolici.

danno

de'

polo adunato in assemblea a Cettigne, proclam principe del Monte Negro.


principe nato nel i84i,
^^1

Il

nilo

Per tali bisogni il Vladika Daaltamente insistette l'ingrandimento prcpinqne pianure del-

era uscito

nell'antecedente aprile dal liceo imperiale d

del suolo, colle

Parigi, in cui era stato

^ou\:

si

l'Erzegovina e di parte dell'Albania, col poilod'Aniiaii;in bre^e di fare riconoscere gli antichi confini dell'Ivanbegovina, la quale

dice d'indole benevola,

quantunque
li

fie-

ra. In fatti essendosi ricusali di

ricono-

scerlo 3 montenegrini, tosto


lare sulla piazza del

lece fuci-

comprende pure

Scutari.

Il

principe Danilo, che per la sua energia

avea fallo tanto pai lare di se, peri miseran)enle a' 2 agosto 860 nella marina
i

mercato; e insorto tumulto, 3 individui che minacciavano incendiargli il palazzo, subito li fece impiccare.

La Porta Ottomsna
la scelta di

vide con

di Cattalo,

mentre

colla pi iocipessa con-

soddisfazione

Nicol, poich

sorte stava per entrare in barca, per tor-

nare

alia

sua casa di Perzango, ov'erasi


i

temeva cadesse sul padre Mirko, e mand a complimentarlo. L'inviato lochia-

recato a fare

bagni marittimi.

Venne

mo y^//ezrrt e ^iort^/gnore. E"


che

la I.'

volta

ferocemente ucciso con un coIqo di pistola dal montenegrino Todor Cadi o Kaditch da Bielpaulovich, profogo sin dal
precedente giugno dal Monte ^eglo, e gi espulso dal territorio dalmata. Egli
fu spinto

turchi accordano questo ttolo a

un

principe montenegrino, riconoscendo con

queste formole

la

sovranit del

Monte

da vendetta personale, perch

Negro. Anche altre diverse potenze lo fecero complimentare, e le contrade vicine mandarono deputazioni per congratularsi.

dopo aver eseguita

pel principe una commissione a Costantinopoli, non si crederi-

Nicol rS noven)bre dello stesso

1860
figlia

spos in Cettigne, Milena Petrowka


(|uella circostanza fu fatto

compensato abbastanza; s'inimic eoa


Danilo, e questi l'esili e confisc beni. Arrestato 1' assassino, fu giudicato da trii

del senatore voivoda della guardia.

In

un

brindisi al-

l'imperatore delle Russie, protettore del

bunale austriaco, e

poi impiccato

a*i3

dicembre, confesso del delitto, a cui era stalo indotto da altre persone, che non

Montenegro, il quale decor poi il principe della gran croce dell'ordine di s. Anna,

Poco conosciute

le notizie di

questo

Monte Negro era statoinfluente,e manteneva nel riposo la popolazione guerresca. Mori Da3 settembre, e nella seguente mallina una deputazione di mcntenegiini si rec da Cettigne a Caitaio a prenderne
I

volle manifestare. Danilo nel

famigerato paese, valgano queste parole a compimento delle notizie di Danilo, ed


a ricordare che
le descrissi

colla

Cernago-

nilo a'

ra ne' voi. LXIll, p. i3i eseg.,


p.

LXXXI,

p.

466 54 e

e seg.,
seg.

LXXVII,
p.

p.

igo.XClX,

Dell'Erzegovina riparlai nel

il

cadavere. Giunta
si

la

bara vicina a Cetla

voi.

XC Vili,

53 eseg.

tigne,

avvicin ad essa

rin^a, ed a

vedova Daprevenire qualunque rivolu-

VLADIMIR. VLADIMIR,

K Wladimir^.
r. Wladimiro.
e

zione, siccome

d'animo gagliardo

e di

VOCABOLARIO
tati, colla

DIZIONARIO,

autorit nel paese, lev dal capo del defunto il berretto, e lo pose su quello di

Focabularium, Dictionarium, Onornasticum, Lexicon. Raccolta d vocaboli nospiegazione del loro significato.

Wikiza o Nicol Petrovitli INjagosch, nipote di Danilo e figlio di Mirko PcUo-

Tale

la definizione del

Dizionario

citi'

i6

OC
ghi.

V
opere anco
si

la lingua italiana, e del f^ocabolario

Nelle Addizioni, indispensabili ad

della lingua italiana gi compilalo dagli accademici della Crusca,

edora niiO'-

vamcale corretto ed accresciuto dall' abbate Giuseppe Manitzzi. In questo classico Focabolario si definisce il Dizio-

di pochi volumi, da prenderliberamente a piacere, spero rendere ragione di questo mio lavoro erudito e

pratico, a

cui consagrai

gran parte di

mia
del]*

vita, sia del vasto

concepiaiento, sia

nario: Libro ove sono raccolte ed esposte,

arduo sviluppo

e costosa pubblica-

per lo pi in via d'alfabeto, varie

zione, gi accennata nel voi.

C,a

p.

180

dizioni spiegate succintamente nella stes-

lingua, ed anche in lingua diversa; Vocabolario, Diclionarium. Aggiunger col benemerito AntonioBarzarini, O/sa

con unica nota, oltre il sagrificare l'eleganza tipografica per non lasciare spazi
vuoti, e in vece con lunghissimi periodi, e tutto questo colle circostanze dilFicili

"zionario Enciclopedico: Dizionario dicesi

altres di varie altre

raccolte alfabeti-

che sempre l'accompagnarono} nondimeno superate mediante il divino aiuto, eoa

canienle ordinate sopra materie d'arti e

una volont coraggiosa e tenace, e singolarmente pel conforto generoso e lusinghiero del pubblico gradimento.
potei

onde Dizionario geografico, storico j enciclopedico ec. Cos questa mia


di scienza
;

Uomo,
appena

opera ha

il

titolo di

Dizionario di erudi-

essere indotto io errore;

zione storico^ecclesiastica, sul quale non


devesi dimenticare quanto

per

me

n' avvidi, ne' luoghi corrispon-

qua

e l notai

denti,

per

la

Storia (^.), e nel

voi.

LXXIV, p.

2636270. Inesso compilai innumerevoli


che sotto il loro punto di vista altri non aveano mai trattato. Ho eseguito laboriosamente la compilazione, con molnrlicoli,
teplici studioseecrilichericerche, ricavate

prontamente confessai gli abbagli e rettificai le asserzioni, sin anco rilevando falli della Stampa {V.), e se ve ne rimasero, imploro dalla nobile indulgenza de'Iettori, grazioso e benigno comi

patimento.

Il

buon senso dunque


de* lettori

e la

gentile discrezione

sapranno

da immenso numero di opere, e non copiando servilmente dalle Enciclopedie, come ordinariamente praticano e confessano compilatori delle medesime o di altri Dizionari. Di tali opere bens'i talvolta, per alcuna nozione me ne giovai,
i

condonare ed emendare le sviste e mende involontarie, se per avventura mi sfuggirono. Non vergogna l'aver sbagliato,
lo.

qualora

si

confessi

sinceramente

il

fal-

La vergogna dev'essere nell'errore si mantengono

di quelli,

che

ostinali e in

ma

con cautela e parsimonia. Precipuaalle

flessibili.
il

Fu

pi gloria a Fenelon (/^.)

mente
pone
il
il

proprie fonti, opere originali,

dichiararsi vinto, che a Bossuet {V.)

volli attingere

quanto in generale commio Vocabolario e Dizionario,


rese,

vincitore. Cattolico e figlio divotissimo

e ubbidientissimo della
lica

s.

Chiesa catto-

che

lo

per replicate pubbliche

apostolica

manifestazioni stampate, a mia gran confusione, veridico, storico, utile e

l'agiografia

romana, ragionando del-' e delle File de Santi {T'.)t

comodo, anche a me nel suo proseguimento e compimento, massime in fatto di date, esaminate e stabilite colla pi possibilediligenza,

pubblicai solenne e formale protesta, di sottoporre tutto quanto questo

zionario di erudizione
zio della

al

mio Disupremo giudi e:'

medesima,s pel detto


pel riferito di

Servidi

avendo alacremente curato miglio-

Dio, e

sua venerabile dot-

rarlo nel progredimento,

come

altri

pra-

trina e credenza, in tutto

ad

esse unifor-

ticarono nelle opere di silatto genere.

mandomi. Finalmente
ci latini

il

dotto gesuita p.
lessico,

L'indice poi
r
le

come

in

un centro riuni-

Q\\c\,OnoniasticumRoniamun,coc\^i^\qualifica
il

notizie

che sur uno stesso soggetto


riparlai altrove in pi luo-

Vocabolario,

o argomento

onomastico, o dlzionario,Iibro di vocabo*

V
li,

oc
vocabolario

OC
che
si

17

nomi,

toci, parole o dizioni, Focflfi/rt

nintenpro vvonobis reVquerit... Dopo il


dizionario di Pesto, tutti gli
fece-

rium,Dctionarum,Dictwnanum frollimen, Codex atit liber Dictionarius^ vel Focahularius etc. Corapositore di vocabolario, LexicographuSy vel Onomastici
scriptores.
p.
il

indici delle cose e delle parole

ro nell'opere a stampa, siponnochiamare


piccoli dizionari inerenti all'opere

mede-

eh. . Belli (di cui nel vol.L,


1

sime. L'autore loda l'eruditissimo e labo*


rioso Cancellieri (del quale anco nel voi.

292

e altrove), ci diede nel

845

il

se-

guente interessante articojo, di cui mi giovo largameute,nell'y!f /6ii^ di Romani. 2, p. I ^1. Origine deliiFocabolari e Dizio\

LXXV, p.
nel
1

35), per l'esattezza degl'indici

nari.

Sono

li

dizionari utili e tante volte

indispensabili
di, a
li

anco agli uomini pi granrisparmio di tempo, trovando in quel-

riunite in piccola rete le nozioni che con

Tornando a'dizionari, si ha 409 Salomone abate di s. Gallo, nel 469 Gemma vocabulorum,te\ 5o2 Gemma gemmarunt, un'altra opera di Dionisio Nestore fmncescano j ma era riservalo nel 577 a Gerardo Vossio, di
copiosissimi.
1 1

lunga lena dovrebbero andare cercando in tante opere qua e l disparate, e soirenle difficili a rinvenir nelle pi vaste biblioteche.

lui potersi dire nella

prefdzione di sue o-

pere,

nemo qui

vel

a limine musas salapena longe


in-

tavityinfcias iverit Fossil tractatus esse

Per noi romani, che da' latini nascemmo, risale la prima idea del Foca'

omnimodae

eruditionis,

structissimuniytanta argumenti varietale

holario e del Dizionario nulla

meno che

all'aureo secolo d'Augusto, vogliam dire


al

fortunato cominciameiito dell'era cri-

abundanSf tanta perspicuilate, metho' do concinna, omnibusque quibus studiis honestiora promoveri queunt adiunctis
conditum, ut singuli tractatus sectoreni cuicumque generi studiorum addiclum, alliciant. Dunque, conclude l'autore, l'opera di Pesto possiamo, senza tema di andare errati, chiamarla il punto dal quale in processo di tempo si allungarono in vario senso le linee

sliana. Si sa

che Marco Yerro Fiacco,


fori

il

quale, a delta di Svetonio,

quando

imperava appunto Augusto, fu il primo che a maniera di serie alfabetica, e per conseguenza di dizionario, compose un'opera
sto
:

De Ferboruni

signiftcatione, e

questa collo stesso metodo fu rifusa da Se

per

li

pi

prolissi e

ra-

Pompeio Pesto d'epoca incerta, ma contemporaneo di Marco Valerio Marziale,

gionati vocabolari o dizionari, de' quali

celebre poeta epigrammatico latino,

fiorito nel

I secolo della Chiesa, e morto dopo l'anno 100 o io3 pi che sessagenario. A Paolo Diacono longobardo, se-

oggimai nella immensit dello scibile umano ne siamo a dovizia forniti, e co'soli dizionari (non computando la traduzione^ se ne potrebbero acconciare un'ampia se-

gretario di Desiderio ultimo re de' longo-

bardi, morto
principiar del

monaco di Monte Cassino al IX secolo, venne il ghiribizPaolo Diacono, bene da


p, ab. Tosti,

uomo di voto alle scienze, aled alle arti. Gi il celebre ex gesuita Giovanni Andres nella classica orie in

aula di

le lettere

pera, Dell'origine, progressi e stalo at-

zo

di rifar

l'opera di Fiacco e di Feste

tuale d* ogni letteratura, nei ragionare


nel
1. 1 ,

(delle opere di

cap. 1 5, Della letteratura del see parlando delle sue lette-

ultimo
la

scrisse

il

Storia delp.

colo

XFIIIy

Badia

di

Monte Cassino, t.iy


fall

99)

rarie dovizie e di

quanto pu
le

facilitare lo

ma
sa,

a giudizio de'migliori

Dell'impre-

studio, alleviare

la fatica,

e rendere a mi-

ed asserisce
lioc

corrupil

il Dacier che niulilavity scriptum^ qui utilius lingua

nor costo universali

cognizioni, tutto e

grandemente

in

uso alla moderna lettera*


I

latina non habet,foede laniavit, et inhonestis vulneribus confecit, ut cadavere

tura, soggiunge:

Dizionari, che semforito

pre sono stati di


le lettere, e

moda dove hanno


stati

pr homineytruncum pr corpore^ semiaVCL. CHI.

sempre pure sono

messi

IC&Sfwvawi?

^m/t/^^

i8

V O C
ti:

V
e di qui

OC

loto in discredilo da'seveii leUerali (forse facilit di erudirdispiacendo della troppa


ai

di preferenza un'istruzione pi

pressoch in ogni argooieolo, esigendo profonda,

non i^ocheEnciclopediechioWche particolarmente nella prima met di questo secolo videro la luce in Francia

ed

in Italia sotto diversi


il

con assidua applicazione, e non cos a buon mercato acquistare le cognizioni,


iuassime nelle scienze), or merc il Dhiorio di Medicina del James, di Matemati-

quali citeremo con onore

nomi, fra' Dizionario di

erudizione storico-ecclesiastica compilato dalcav. Gaetano Moroni, che volge


ci sembra quedirem cos, relativa e polemica delie enciclopedie cattoliche si possa eoa qualche ragione mettere m dubbio. Ma forse non altrettanto pu dirsi della u-

ormai

al

suo termine. N

ta del Saverien, Bomare, di Chimica


sica t\ Paulian, di

di

Storia Naturale del


del

sta utilit,

Macquer,

di Fi-

Musica

del Rousseau,

e di non pochi altri simili,


il

merc singo-

Dizionario universale del larmente Chambers, e il Dizionario enciclopedico tanto famoso, perseguitato non senza ragione da alcuni ed encomiato da altri all'eccesso,
si

lilit

intrinseca e positiva, la quale con-

siste nell'attitudine di cos fatti lavori

far dolio e scienziato chi studia in essi.

Conciossiach

la

forma e

la

natura

sles-

veggono

saliti

a tanto onore,
libri classici

sa di colali opere porli e quasi richieda

che vengono

rispettati

come

e magistrali ".

Arroge e per l'argomento


il

e per l'epoca del secolo passato,


dalla Civilt
p.

riferito

che lequestioni anche pi gravi, pi profonde, pi complicate, vi si trattino sempre pi o men leggermente e superficialmente, perch ridotte ad
di vista assai ristretto.

Cattolica, serie

2.', t.

7,

un punto
ancora
pervenisse

667; che se si compiacque benignamente nominarmi sponlaneamenle, mi giova l'autorevole opinamento sulla moralit di

E poniamo

che

la valentia degli scrittori

o congiungere la necessaria brevit e chiarezza colla conveniente profondit e ponla poca applicazione di mente, con cui generalmente parlando si scorre da'leggitori un articolo,

mia opera^ con ferma costanza

guidata dal sentimento sinceramente cattolico, per l'accennalo nel pronunziare

derazione di giudizio,

un giocondo

J'^iva {f'-), e gli serve di va-

lido appoggio; egli per questo che


esilo riprodurlo,
nit.

non non mai per leggera vasi

pi che bastevole a fare che non ne at-

tingano quasi mai soda scienza, per nulla dire del

Quando

icapitani dell'empiet sul

troppo

facile e

comune

peri-

dfclinar dello scorso secolo

volsero con

colo, che chi


in

ha sfiorato un po'di tulio

diabolico divisamento ad avvelenar tutte


le fonti dell'

umano sapere con


il

mx

Enei'

stesso di sapere di tutta abbastanza, e

clopedia che lutto correndo

giro delle

un dizionario enciclopedico lusinghi s con ci si dispensi da maggiori e pi profondi sludi, quali son necessari a chi voglia

scienze, tulle le riducesse a ntagislero d'in-

credulit; con quale arte o rimedio


scrittori cattolici

gli

possedere scienza. per coloro


i

potean salvare da certo

quali

Vero nondimeno che non hanno agio u


una buona
enciclo'
gli

corrompimento le menti de' tanti vogliosi d'una scienza universale spicciolata in arda potersi leggicchiare per passatempo? Non altrimenti che con enciclopedie d'egual forma, ma scritte con altro spirilo,
ticoli

modo

di attendere a studi seri e contii

nuati, che sono

pi,

pedia sar sempre un tesoro; e per

in cui la verit della religione, della storia,

della scienza, sbocconcellata in brevissimi


ti

atta telli,porgessealla moltitudine

scolo salubre, di cui pasciuta

un pa non avesse a

non sar mai disutile l'avere alla mano un repertorio da sovvenir con esso al difetto della memoria. Sar dunque sempre lodevole l'inlendimento di chi metta mano a compilare una buo
uomini
dotti

na enciclopedia, se fornito egl


za bastevole, e

sia di scien-

desiderare

il

pestfero.

Ci videro sapien-

mosso ed animato

dall'a*)

%%.>r'^B

oc
il

V
sulloJ:ilo Baz-

OC

19

nior del vero, cio da spirilo sincerameli*


te cattolico". Dichiar zarini, nella sua prefazione al rio

sacerdote Giovanni Diclich, benemerito

autore del Dizioncrio saf^ro-lilurgicOi


nel

Diziona-

suo proemio dopo aver provato la


alti esterni di religione cristia-

Enciclopedico delle

!,cienze. Ielle re

necessit delle ceremonie nella Chiesa,

Il numero quasi che nfiiito di Dizionari e Lessici presso ciascuna nazione pubblicali e che a quando a quan-

ed ani,*

siccome

na, e perci indispensabile la cognizione


delle rubriche e le sue

norme

liturgiche,

do

si

pubblicano intorno
la

a questa

od a

e quindi

la

diligente osservanza negli ec-

quella facolt

prova pi convincente
siilatti lette-

clesiastici, ad

agevolarne aquesti
il

lii

cono-

della riconosciuta utilil di


rari lavori, cosicch

scenza disse aver coticepito

divisamearitrovare
la

non

vi

ha, sarei per

to " di compilare questo Dizionario, on-

dire, scienza che

non

sia sussidiata

Ai u-

de non

riesca

pi diHlcile

il

no o pi Dizionari, la raccolta de'quali pu fornire ormai una copiosa biblioteca. Che far dunque del Dizionario presente? OOfie egli forse cose nuove ne' suoi
articoli,

que'ceremoniali precetti da tutta

Chie-

sa stabiliti, che l'esatto esercizio prescri-

vono
tanti

de' divini UfGzi... cos

che non adubbi,

rete pi d'ora io avvenire a svolgere

o nuovi termini appresta


fa

alle

volumi per
s

isciogliere que'

scienze e alle arti? Nulla di tuiloci.


gli

Eper

che in

vasto

argomento
e tanta

potessero
la utilit

non

che raccogliere da

tulli

insorgere ". Tale

formare, quanl' possibile,

un

sol tutto,

d'ogni Vocabolario e Dizionario, Per


quelli delle lingue e idiomi delle nazioni, ne parlai a'Ioro articoli. Noter per ultimo col Nardi nell'opera: De' ParrO'

alUnch

tutti poi sieno in

grado

di ac-

quistare agevolmente

una tintura alme'


il

no
gio

di ci

che forma

dovizioso patri-

monio dell'umano sapere, al cui retagabbiamo pur tutti pi sagro e inil

chi dedicata a' f^esco^i della Chiesa


callolicay
il

gravissimo danno che ne


in proposilo dichiarano
i

frangibile diritto. Costituito l'uomo ultino anello della


ri

viene dal maliziosa abuso delle voci e


vocaboli,

gran catena degli


tanto

esse-

come

senzienti, e

primo

di quella dell'incor-

poree intelligenze,
s'avvicina,

pi a (|ueste
le

quanto maggiori sono

co-

autorevolmeule ss. Dottori Gio. Crisostomo, Girolamo e Tommaso; poich dall'abuso derivarono anche 1' Eresie.

gnizioni ch'egli acquista, nel che tutta


consiste l'essenza sua, e la divina origine
tra'tpare

Ed
sa,
i

perci, che vari vocaboli e parole adoperate talora in vari sensi dalla Chie-

da cui emana, siccome rivolo da fonte, raggio da luce.... Oso confidare


che
sia

questa poi

li

rigett e abol,

quando

Novatori u fecero pregiudizievole a-

per sapermene grado da prima


ravvisare in quest'ope-

buso.

l'Italia tutta nel

VOCAZIONE,
mine
gnato
nel

Focatio. Questo

ter-

ra rivendicala l'assoluta superiorit sua


sulle

Teslamenlo Nuovo

significa or-

emule nazioni anche


quindi
i

in

questo rai

mo

di letteratura;

dotti,

lette-

rati e gli studiosi tutti io particolare, a

dinariamente il beneficio che Dio si dedi accordare agli Ebrei {V.) ed ai Gentili (^.), chiamandoli a credere in

vendo

a ciascuno di

essi

apprestato

il

f'ocabolario proprio della facolt che professano; e da ultimo il volgo slesso de'

Gesi CmfOj colla predicazione del Fangelo {P.), e ad alcuno con grazia affatto
gratuita, colla quale Dio lo

chiama

alla

men

colti e

perfino degl'

idioti,

quali

possono attingere a questa fonte senza verun magistero quanto pu bastare loro a non lasciarsi pi sopraffa re dagli astrusi
termini degli
scenziati barbassori",
il

Religione (F.) cristiana. Spella a noi, aiutati dal divino soccorso, d'assicurare

questa vocazione colle buone opere, poich dice il Salvatore, molti esser chiamati,

ma

pochi

gli eletti.

Se quel

teiri-

20
bile oracolo
si

OC
cevano da Dio

V
le

OC
meno che non
si ri-

compie tulio giorno nel

rare di adempirli, a

seno slesso del Crislianesimo, per colpa della condotta che vi tiene la pi parte di
quelli che lo professano, colle loro azioni.

grazie necessarie, e vi

La solenne
il

festa
ci

deW Epifania
richiama
alla

(F.),

olire altri misteri,

me-

sarebbe temerit neiraspellarle,sesi fosse disposto di s medesimi contro la volont di Dio. Senza dubbio egli non rivela a ciascuno in particolare la sorte che
a lui destina;
quali

corainciamenlo di nostra vocazione alla Fede, e alla conoscenza del vero Dio nelle persone de' ss. Magi [F^.)

moria

ma

vi

sono de' segni, pei

che furono leprimiziede'gentili. La chia-

mata degli ebrei fu in persona dePaitori(P'\ quali furono le primizie degli


i

prudentemente si pu giudicare di essere chiamati ad uno stato piuttosto che ad un altro. L'inclinazione costante e per lungo tempo liberamente sperimentala
rato per
di consagrarvisi,
le
il

gusto dichia-

israeliti

ad adorare Gesti Cristo.


Dio chiama

La

vo-

pratiche e pe'doveri che im-

cazione altres un
col quale

movimento interno alla scelta d' uno


Religiosa
( /^.),

pone,
esige,

il il

lungo esercizio delle virt che distaccamento assoluto da ogni in-

slato sia del ministero Ecclesiastico{y.),


sia di Religioso
( F".), sia di

sia di

Matrimonio

{V.). Dicesi pure di

quei che rimangono nello stato di f^erossia di osservare il Celibagine


e^.), to {y.), di

da ogni motivo temporale, quesegni non equivoci d' una vocazione solida. Ed per assicurarsene che furono stabiliti diversi Ordini (/^'.)del chiericato, ed i Seminari {^V.) per lo slato
teresse e
sti

sono

Vedovo o
s.

di

Vedova
i

{F.).

ecclesiastico, le

prove e

il

Noviziato (^.)

Fedelia rendere certa colle buone opere la loro vocazione e la scelta che Dio ha fatto di essi. E s. Paolo chiama costantemente i fedeli, i diletti di Dio, chiamati alla sanL'apostolo
Pietro esorta

per lo stato religioso o Regolare. Coloro


i

quali

visi,

hanno difBcolt ad assoggeltardevono diffidare molto della loro voessi

cazione, e temere che gl'impegni con cui


si

obbligheranno non siano per


l'altro.

una
e

Per vocazione inlendesi inoltre, la destinazione d'un uomo ad un ministero particolare; co s. Paolo si dice chiamato all' Apostolato. Egli decide, che non detit.

sorgente di sciagure per questo

mondo

ve nessuno attribuirsi l'onore del pontificato, se

non

vi

chiamato da Dio,

come
in

Aronne. Di

pil dice:

Ognuno

resti

quella vocazione in cui fu chiamato. Sei

Queste considerazioni fanno comprendere la gravit dell.i colpa del Padre e della Madre, qaai taUolta vogliono sforzare la vocazione de'Ioro Figli, oppure di quelli che li seducono e falsamente loro persuadono che ad essi conviene il tale stato, che gliene rappreper

tu stalo chiamato essendo Servo? iVoa

sentano

vantaggi, senza esporne loro gli

prendertene affanno:
re.

ma

potendo anche

obblighi e gl'inconvenienti che


succedere.

ponno
le

diventar libero, piuttosto eleggi di servi-

Ma

per la vigilanza e per


i

Imperciocch colui, che essendo servo

precauzioni che usano

sagri pastori nel-

slato chiamato al Signore, liberto


del Signore: parimente chi slato chia-

l'esame de'sudditi,

la

disgrazia delle fal-

se vocazioni in oggi

mollo pi rara che

mato, essendo

libero, servo di Cristo".

non

Si accorda generalmente, che per abbrac-

si crede comunemente nel Dichiar il concilio di Trento,

mondo.
sess.

23,

oppure lo slato religioso, bisogna esservi chiamato da una vocazione speciale di Dio. Siccome que'due stati impongono de'doveri parciare lo stato ecclesiaslico,
ticolari, e spesse volte penosi a coloro

De

Refor.y

e.

r.

contrassegni della

che
spe-

sono con retta intenzione, vale a dire di non cercare n la gloria del mondo, ne le rendile, n una vid' esservi

vocazione allo stato ecclesiaslico,


entrati

vi

sono impegnati; cosi non

si

pu

ta agiata

e sensuale;

ma

di proporvisi

voc
la

VOC
la

21

fatica, pei*

promuovere
Questa

gloria di

elegge alcuno al servizio della sua Chiesa.

Dio,

la salute dell'

aame, e
la

la

propria

Se non

vi

stato io generale
la

in cui

santificazioue ".
ne,

disposizio-

sia lecito

entrare senza

vocazione di-

che
Il

il

coDcilio Trideotiao esige in


la

vina

molto meno
si

lo stato ecclesiastico,

coloro che devono ricevere


{y.).

Tonsura

io cui

tratta di servire a

Dio

diretta-

vescovo Cecconi, Instituzione de Seminari vescovili, fa osservare con quanta oculatezza


si

mente. Per ministeri tanto


lenti,

meno ecceU
i

quanto

inferiori

sono l'ombre e

esaminasse dagli antichi


giovani, introdotti di lo,

simboli in confronto della verit, e per


quelli dell'antica legge

Padri
co.

la

vocazione eliostato ecclesiasti*

Dio separ espres-

Come

che
di

samente

la

trib di Levi dalle altre, ed e-

ro prima et ne'coilegi vescovili

non

e-

lesse distintamente

.Aroune pel

sommo

raoo capaci

determinarci! proprio lo-

sacerdozio, e
e capo del
stato

ro stato, cos altendevasi , che giunti ad una conveniente Et {V.) lo scegliessedichiaravano allora di non potere contenersi nel celibato, decret il
ro.

non Mos tanto caro a lui suo popolo, perch non era
stato, pel

chiamato a quello
la

quale

Se

si

necessaria
necessit
steri

divina vocazione.

La qual

concilio di Vaison del

529

si

dia

il

per-

si deduce dalla natura de'miniche sono propri degli ecclesiastici.

messo di
gersi io

lasciare l'adunanza, e di

congiuo-

Essi sono incaricati d'annunziare agliuo-

matrimonio". Per un alTrtre di tanto rilievo, a'suddetti Padri non bastava l'indirizzodato a'giovaoi per pi anni,
il

mini

voleri di Dio, di porgere a


i

Dio

voti, le preghiere,
deli, di
le

ringraziamenti de'fei

dispensar loro

preziosi tesori del-

e neppure lo scrutinio, presente e


la

clero

grazie e de'meriti di

Ges
s

Cristo.

Chi

plebe, della di loro volont per la vita

ardir d' assumere uHzi


s

rispettabili e

ecclesiastica.

Vi aggiunsero

essi di

pi un

eminenti, senza esservi espressamente


inoltre tutta

rigoroso sperimento d'altri due anni, per-

chiamato? Se ne conosce

ch

in

questo tempo gt'interrogali confatti ci

fermassero co'

che aveano prima

l'importanza, considerando l'umana debolezza, la quale se per qualsivoglia ge-

promesso
pi

in voce.

Diligenze a'notri tem-

nere di vita ha bisogno di quelle grazie,

credute strane ed impraticabili ; eppure talora sarebbero pi che necessarie,

che

si

chiamano
i

del proprio stato, cio

per evitare certe lugubri cadute, che

adempirne fedelmente doveri, molto pi abbon^


degli aiuti soprannaturali, per

spesso avvengono con disonore della di-

danti e speciali

si

richiedono per

lo slato

gnit ecclesiastica, e con maggiore scan-

ecclesiastico, di cui le obbligazioni

sono

dalo della plebe.

concilii

emanarono

in

molteplici e gravissime,
ti

pericoli frequen-

ci santissimi canoni, e quello di


dell'

Meaux

e spaventevoli,
le
si

le

conseguenze, nel ca-

845

nell'escludere dalla sagra ordi-

so d'infedelt,

pi tremende e funeste.

nazione coloro, che almeno per un anno

Per
rire

altro

non

pu pretendere che queda appaqua-

non avevano dato saggio


in
,

della loro vita

sta vocazione sia cos sensibile,

qualche certo e religioso luogo, della citt o della diocesi fa dedurre che sia d'allora erasi comincialo ad aa>l)ire iliS"^cerdozio, senza dar prima probabile in-

per via straordinaria e miracolosa.


i

Basta che esistano certi segni,

quali,

lora tutti insieme concorrano nel

mede-

sublime vocazione, mediante la probit de'coslumi e lo spirito eccledizio di


s

simo soggetto, se non decidono infallibilmente di una vocazione divina, servono

almeno
dine.

di sicuro

lume

in cosa s ardua,

siastico.

11

vescovo

BvomaoW, fnsUtuzioun

e a tranquillare chi procede

con

rettitu-

ni cattoliche, ragionando della vocazio-

Tali segui precipuamente consi-

ne

allo stato ecclesiastico, la definisce


,

stono nella bont di vita, nell'iuclinazio-

atto della divina Provvidenza

con cut

ue ad eseguire quanto spetta

al culto di

aa
Dio

V O C
e airecclesiasliclie funzioni, raltilq-

OD

stato, di determinarsi

dine a conseguir le scienze necessarie ondoveri dello slato amore de eseguire retta intenzione alla virt della castit
i

dalla ragione naturale, e da


za religiosa
sia

con molivi tolti una cosciena un genere di vita che non


alla
felicit e alla salute
;

un ostacolo

per servire Dio e procurar la salute eterna del prossimo, la chiamata del proprio
t'escovo, clj'
In
il

di far

vedere anticipatamente

le varie vi-

cissitudini chesogliono

accompagnare tut-

sigillo di sicurezza

circa

te le diverse posizioni della societ e d'il-

arceniiali segni.

vocazione divina, qualora esistanogli Imporla lulloci si cono-

lustrarne

vantaggi egl'inconvenienti, af-

finch

si

po;$a agire con conoscenza di

sca da'giovani die

bramano abbracciare
non facciano

causa. Soprattutto sono savi gli avvisi dati

Jo stalo ecclesiastico, acci

iiq'imprudenle risoluzione; da* genitori per non coartare in verun modo i loro

da mad. Sainte-Sophie orsolina alle sue alunne sul celibato , sul matrimonio e
,

sulla vita religiosa.

Essendo doverosa e

ad impegnarsi in quello stato, quando non appariscano in loro g' indifigli


j

grata al Signore
te de'benefizi

la

memoria riconoscenda
lui,

ricevuti

e segnalato

cali segni
clesiastici,

e da' patroni de' benefizi ec-

sopra tutti certamente quello della professione religiosa


il
,

per non presentare

a'

mede-

un

pio scrittore

offr

simi se non que' chierici, che palesino di


esser veratnenle chiamati a quello stato,

modo

di

celebrarne con particolar di:

vozione l'anniversario, col libro


zi divoli p^r celebrare ogni

Eserci-

essendo loro obbligo presentar solamente soggetti degni e idonei, poich non di

rado il possesso d'iiii beneficio induce a continuare l' ecclesiastica carriera per interesse, colui che non sente alcuna legittima e vera disposizione.
Il

anno V anniversario della santa Professione per le religiose, quali potranno anche servire di preparazione alle Novizie che de-

fin

qui detto
alla vo-

con pi

di

ragione

si

pu applicare

cazione religiosa degli uomini, poich al

vono professare e prendere il sagro abito religioso. Aggiuntavi infine la Jormola per rinnovare la s. Professione , delb. Leonardo da Porto Maurizio, Pesaro 1 833. Giusta
la

ministero ecclesiastico devono congiun-

sentenza di
e di

s.

Paolq

gere

doveri religiosi

e di

uno

stato di

non

vi

distinzione

d'Uomo
in

Donna^
Cristo,

maggior perfezione. La moltitudine e variet delle istituzioni regolari ebbe anche per iscopc
p. di

ma

lutti

sono una cosa

Ges
1. 1

ed in quegli
e i8i dell'
p.

articoli riparlai de'loro dif-

contentare tutte

le

inIl

ferenti stali e condizioni. Nel

y, p.

y6

clinazioni, per chi ne

ha

la

vocazione.

Menochio, Sluore,

tratta nella centu-

Albani di Roma pubblic il m. Francesco Lombardi de'minori con:

ria 5." cap,

58

D' alcune

vocazioni di

ventuali

Studi morali intorno alla e(s), solitario,

alcuni olla religione o casuali o meravigliose, che per furono per ispirazione
e

l^zione dello stalo.

VODOALO
anche
s.

chiamata di Dio.

Ma

della vocazione

f^oelo o l^oe, e

chiamata soprannominato
in Iseo-

de'religiosi e delle religiose,


la di altri slati,

come

di quel-

Benedetto. Nilo nel paese de'Pilti


zia, lasci
Iri

abbastanza parlai a'Ioro

patria per servire a

Dio pi

molti articoli.
tato della

Siponno vedere: Il TraiFocazione Cristiana, Parigi i65o. Il Trattalo della Focazione allo
Vocations : Le
tre l'ocazioni,iet(ere pub-

liberamente, e trascorse diverse [)rovincie


della Francia,

usando della sua eloquenza ad ammaeslramenlo de'popoli. Giunto a


Soissoos,
si

stato ecclesiastico, Parigi iGgS. Les trois

stanzi in una piccola casa,

ch'ebbe

in

dono

dall'

abbadessa del

mo-

blicate e dedicate alle

madri

cristiane

nastero di Nostra
vita solitaria,

da rnJ

ab. Auher, Parigli 838, L'auto


le

Donna, dove condusse osservando un rigoroso si-

re illumina

giovani sulla scelta d'uno

lenzio e tutte le pratiche usate dai veri so*

VOG
litari,

VOG
IO 16
il

13

e ooa uscendo mai che per dire la messa o per servire al prossimo. Queli'ab-

e frequenza di popolo, per possedere dal

corpo

di

s.

baJessa, che provvedeva pure alla di lui


sussistenza, essendo stata istigata contro

dalmatino. Imperocch
to Vili,

Leo o Leone prete il Papa Benedet-

Vudoalo, esso
Iscozia
;

ma

determin di tornare iddio non permise che ci


si

in
si

dopo aver coronato in i5 febbraioioi4 l'imperatore

Roma
s.

a'

Enrico

Ritorn dunque a Soissons, .dove continu il suo tenore di vita fuo


effettuasse. alla sua

sua sposa s. Cunegonda, per dimostrazione di ammirazione alla piet e


II, colla
gli don poi il sagro Leo (con questo nome e eoa quello di s. \ avverte il Manini, e noti con quello di s. Leone, fu sempre chiamato), il quale riposava in s. Leo nel Monte Feltro (/^'.). Mentre l'imperatore col s. Corpo ritornava in Germania a Bamberga, pervenuto di notte tempo a' 4 febbraio 1016 in Voghenza, fece so-

virt dell'Augusto,
s.

morte, che avvenne

il

5 febbraio
$.

corpo di

verso l'anno 720. Fuseppellilo in


ce, ch'era
ti
il

Gr-

cimilerio delle religiose.

MoU
di

miracoli furono da Oio operati alla sua


il

tomba,

suo corpo a Nostra


si

Donna

Soissons, ed alcune particelle

conserva-

no presso

le religiose di

Pont-aux-Dames
e di
s.

nella diocesi di

Meaux,

ce a Parigi. Invocavasi
litanie

Val-de-GraVodoalo nelle
il

sta fino all'

apparire del giorno. Dispoil

deirVill secolo, e trovasi


giorno

suo no-

nendosi a riprendere

cammino, con

i*

me

nella pii parte de' martirologi


il

mofeb-

sluporedi
il

lui,

del corteggio e del popolo,

derni solto
braio.

4 ovvero 5
,

di

s.

Corpo

sibile

si rese immobile, n fu posrimuoverlo dal luogo ov'era stato Il

VOGHE NZ/V,
le,

Ficovenlia

ricoha-

collocato nella chiesa.

santo principe

venlia, ricohabentla.

Gi

citt vescovi-

ed ora villaggio della delegazione di


d<illa omonio miglia, giace in silo de' salubri della contrada, nel
1

ador gl'imperscrutabili disegni di Dio, e con la sublime calma della cristiana rassegnazione, di necessit prosegui
gio,
il

Ferrara, distante a levante

il

viag-

ma

citt circa

pi elevati e

centro delle Polesine di

s.

Giorgio, tra

il

che vieaecomprovato nella seguente iscrizione esistente nella chiesa. Enricus ir Impera tor-Corpuss. Lti-E Molile

Primaro e il Volano, due rami dell'antico Po o meglio, come dice il can. F. L.


;

niani deferre cupiens-Cuin


Clini

Feretro alias Feliciano-In Gennai ad lume lopervenisset- Diiiiisit- Divinitus enini

Bertoldi

De

diversi doniinii

a quali

soggetta Feirara,'v' 1817, p. vili dell' Allegazioni slorichey compreso nelr orcidiocesi di
to del

facilini est-

Ut arca marmorea

in

qua

Ferrara
il

nel vicariato

foraneo di Voghiera,
nel voi.
1

quale appodiadi cui

governo di Porto Maggiore,

reconditum est - Nec honiinwn nec junientorwn vi- Unqiiam dimoveri potuissei. Mxyi. Clemente Vili nel 1598 recatosi a Ferrara, a prender possesso del ducato devoluto alla sovranit della
de,
si
s.

853

42. La iSialisiica dal registra per una delle 5 parrocchie


p.
la

XXiV,

Seil

trasfer a

Voghenza per

visitare

di

Voghera

chiesa arcipretale di

Vo1

ghenza, e questa contenere


famiglie e

60

case,

55

corpo di 8. Leo, per la gran venerazione che riscuotevada'fedeli, ed ingiunse al vescovo Giovanni Fontana di farne
la rico-

837

abitanti.

S' ignora
le

ove
suc-

sorgesse l'antica cattedrale, forse

gnizione, che puntualmente esegu nel

cesse l'odierna arcipretale, la quale gi

1599 r8

luglio, di che fu fatto pubbliS'd^-

SHgra a

s.

Stefano,

quello del

cambi titolo e prese patrono s. Leo prete, compen-

co istrumeulo riprodotto dal Marini,

sata del perduto onore del seggio vescovile,

gio di ragioni della citt di SanleO, p. 3o3. Quindi le ss. Ossa furono portate
in processione
ste nella eassa
il i

con divenire un santuario che primeggia nel Ferrarese, per venerazione

."

agosto, e quindi ripofattagli dal ve-

marmorea

24

VOG
,

VOG
alla

scovo Mauiicino, solto l'altare maggiore, tranne il capo che fu collocato in busto d'argento

per esporsi

pubblica

Manin! e altri , ma prete e confessore , con altre notizie che lo riguardano. la un pilo o vasca marmorea per 1' acqua
santa di lavoro antichissimo,
sto
si

Tenerazone. Di questa ricognizione e so*

legge que:

lenne traslazione,
ria pose

il

vescovo per
nel

memoi

una lapide

nella chiesa, e stabili


la festa

che
sto

se
(

ne celebrasse
quale pure
si

ago-

Fivus esametro in caratteri gotici aquae lacLus fugai oinnes demonis actus. Inoltre sulle pareti dell'atrio della porta
mezzana
il

la

osserva nella catte-

della chiesa in discorso

si

legge

draie di Monte Feltro), oltre quella precedentedell'altra traslazione a'


io.
1

seguente epigramma, celebrante l'an-

4 febbra-

tica

Voghenza qual madre


i

di

Ferrara

Chi visita la chiesa e il s. Corpo ne' mesi di maggio e agosto lucra l'indulgen-

za plenaria, in

modo edificante e commo*


divoti,
di

secondo patrii storici Guarini eManini. Si Ulani , populuni , vel si mirabere Templum-Ista videbuntur singida par-

venie
ti

vi

accorrono,anche dalle circostani

va Ubi- Sed magnallaego siini riguen-

Provincie,

con lunghe proces-

ciijus in

aho-Ferraria

est orla, et

sioni di

uomini e

donne d'ogni et e

cui Pater hic Populus-Insgne Octavus

condizione, provenienti dall'alta e bassa

Clemens Fontanaque Praesul


il

Romagna,
lese,

dal Bolognese, Centese, Finae altri luoghi. Stanchi e

templitnireddaiit ossaquesacra Lei.

Hoc Ma
nel-

Modenese
sulla

Ferro, che riportai primi

versi,

grondantisudore,giunli in Voghenza dor-

Vlstoriadi Comacchio, pretendendo che


Ferrariola (di cui anco nel voi.

mono
fino

nuda

terra a cielo scoperto

XV,

p.

all'
i

albeggiare del di seguente, on-

3
la

1,

detta eziandio Massa Babilonica, per

d'esser

primi ad entrare in chiesa per

frequenza de' forestieri diversi eserc

confessarsi.

Ma tempio non potendo conil

tanti

tenere pi di
rio ampliarlo

3ooo

persone, necessa

il commercio), poi Ferrara, fu dipendente e nel territorio del ducato di

e renderlo pi decoroso.
il

Cowjt!ccftio(/^' ),cosi
la

Voghenza(onde
il

nel-

Poich frequente e numeroso

conil

vacanza d'una delle due chiese


le
i

ve-

corso de'fedeli accorrenti a invocare

va-

scovo superstite
doversi soffrire
za o

governava), dice non

Udo

patrocinio di s.Leo, per le grazie che ne ottengono da Dio, ed innumerabili sono i voti che pendono dal di lui altare,

versi posti in
la

Voghen-

Vigovenza che

dichiarano origi-

per

gli

operati miracoli in ogni circostan-

nata dagli Cgoni, bens conviene, che fu governata da' suoi vescovi, e ne offre la
serie dal

za e con guarigioni istantanee de'vsitanti,


della languente umanit.

33o

sino al

657

in cui diretta-

Ne

rest

com-

mente
i!

mosso e meravigliato l'odierno arcivesco*


vo della s. Chiesa di Ferrara, il zelantissimo cardinal Luigi Vannicelli-Casoni ,

divennero di Ferrara. Riferisce Malfei nella P^erona illustrata, t. a, p,


lo

58 1, che
di

nel labbro del pulpito di pietra

quando si rec nella s. Visita pastorale maggio 852, ed in onorevole memoria che Voghenza era stata prima sede
del
1

forma circolare e rabescato, che ora serve per vera di pozzo alla casa del parroco di Voghenza, si legge come fu fatto in

de' vescovi di Ferrara e insieme citt, ne

condecor

la

chiesa con ripristinarla nel-

r anticogradoarcpretale. Si onora il Santo con uffizio e messa propria , e la sua divozione sempre viva e in incremento.

tempo del venerabil vescovo Giorgio de' Doni di Dio,edis. Maria, edi santo Stefano" antico titolare della chiesa. Dell'antica grandezza di Voghenza nulla apparisce,se non che dovunque ruderi e ammassi informi di sassi, fondamenti di muri, selciati di
quadri
gialli,

Avvertii nel voi


s.

LXXXVI

p.

124.
n di
citato

pezzi di scale, sepolcri fatti

che

Leo non
Feltro
,

fu

mai vescovo
credettero

e
il

in mille forme. Negli

scavi di

Voghenza
iscri-

MoDte

come

e suoi dintorni

si

trovarono pietre,

VOG
tioni,

VOG
di grossa

a5

urne sepolcrali, sarcofagi

su

mole, luceioe di terra, avaoz di fabbriche aDticbe, di pavimenti ben costruiti,


medaglie e mooeted'ogni secolo, d(metallo,argentoeoro, decorazioni se
idoletti,
:

FogJienza e suo preteso vescoi>ato. Laonde seguendo tale autore , in breve dichiarai la discrepanza di quanto s as* serisce sul grado di citt e sulla preroga:

tiva della sede vescovile,

non senza ma-

si

approfondassero, poich
i

le

scoperte
si

si

nifestale gli scrittori

quali attestarono

fecero nel lavorare

campi, certo

riu-

l'una e l'altra onorevole condizione,

ma ia

Terrebbero reliquie di monumenti e co* se pi pregevoli. La mollitudmede'ragguardevoli monumenti che si trovano di

modo come si
dare
il

fossero ingannati, nuche nel

catalogo di i a 01 5 vescovi Vico-

ventini,

quando in quando,mo$trano che Voghenla antica non era una borgata, ma una citt. Buona parte furono trasferiti nel
niversit di Ferrara,
sti

come il Manini, seguilo poi nel 18 18 dal Bertoldi, e lo rilevai nel voi.
p.

palazzo della pubblica biblioteca dell'uanche musaici, bu-

170, parlando del Ficus ficus Egonum e di /^o* gienza. Dopo stampato talearticolo Fer-

XXIV,

174

j4i'entinus, de\

marmorei e vasi antichissimi. L'archivio di Voghenza fu derubatu (possedeva


lai.* edizione del concilio di

Trento, che

oltre altre importanti opere che ne trattano (d'alcuna delle quali far poi ricordo), acquistai del dottoe critico mg." can. della metropolitana Giuseppe Ma*
,

rara

Pio IV don a tutte le sedi vescovili, per antica considerando Voghenza)altrimenli certi indiscreti critici non avrebbero potuto mettere in forse
i

nini Ferranti ferrarese, vicario generale

suoi vanti. Egli

patria diocesi , benemerentissimo propugnatore di Voghenza, quelle opere di cui avea fatto memoria nel citata
articolo o voi.

delia

per questo che innanzi di parlarne deb-

XXIV,

p.

65

184

Di-

bo premettere alcune dichiarazioni.


to ferrarese
zarelli

Il

dot-

scussione accademica su l'antico vesco-

mg.' Carlo Emanuele Muzquindi miseramente involto

uditore di Rota e poi decano della


(

/Alessandro

vato di Foghenza, dedicata al cardinal fliatlei de' duchi di Giove arivi


1

medesima
fiisti

civescovo di Ferrara^

795. Compen-

Delle vertigini politiche di

Roma

de'ne-

1848-49)1 qnando

io

mi

accinsi alla

dio della storia sacra e politica di Ferrara , dedicato a mg/ Paolo Patrizio

rifusione e ampliazione dell'articolo i^cr-

Fava

arcivescovo di Ferrara,

ivi

808dievoi.

rara, non solamente mi raccomand


prendere a guida precpua
rico d.'
te
il

di

10. In questo compendio il Manini

ci

patrio sto-

de ancora nel

fine de' promessi

Antonio

Frizzi,

per la storia di
lu

Memorie raccolFerrara, ivi 1791,

da

riputato

il

migliore,

ma siccome

io

r /Appendice, nella quale, confermando il sostenuto nella Discussione , couftil con critica erudizione tanto l'ab. Lorenzo Barotti, che

noi possedeva, mi favor

primi 4 grossi

tomi in foglio, ed il 5. mancante (perch stampato a parte dopo la morie del Frizzi) l'ebbi dalla cortesia del conteToiuniaso Guoli decano degli avvocati concistoriali. Venni confermato sull'idoneit
della storia del Frizzi, dalla lettura del
p. ab.

stampato
vescovi di
to nel 5."

la

0^1781 avea per ultimo Serie de' vescovi ed arciil

Ferrara; quanto tomo postumo del


il

contenu-

Frizzi

pub

blicato nel 1809,

quale non contento di quanto avea sonito contro il vescovato di

Voghenza

ne'

1. 1

e 1

nel detto ultimo

Raughasci, e per l'elogio e contez84.

torn a riparlarne in difesa dell'anterio-

za che ne fece nella Bibliografa storica

resuo asserto, biasimandoacremente l'autore


ne, e

dello Stalo Pontificio, a

p.

Frizzi

per negando assolutamente l'esistenza del vescovato di Voghenza, in dette Me'

anonimo della suddetta Discussionuovamente propugnando le sue o*

pinioni a pregiudizio di
il

morie

scrisse

ancora un intero articolo

Voghenza. Per Manini, non ostante di averla comin-

26
ciata col lesto di

VOG
s.

VOG
co Aventino, oggid Foghenza ec, PerlaraiSio (nel voi. XXIV, p. 65, ricordai
le

lere, et refelli sne

Girolamo: iVos refcl iracundia parati su-

musy be il

nella sua vivace polemica riconobFrizzi benemerito delle lettere e


il

anteriori

Riflessioni del Passeri

della patria, e forse

pi erudito,

il

pi

accurato de'noslri

storici".

Confut pure

intorno alla lapide trovala in Voghenza); ma poi tenne ferma opinione, chs sebbene formasse gi numerosa popolazione, ci

quegli altri scrittori che l'aveano prece duto nell'erronea opinione, e con idonee testimonianze ulteriormente prov avere esistito
siti

che

tale
il

mai

non ostante non pu asserire adunanza d' abitatori portasse nome di citt, per non potersi

la

sede vescovde di Vogbeuza

recare verun sicuro indizio; per essere


d'avviso bastare ad innalzarla al grado
di citt la residenza e giurisdizione epi*

dal IV secolo della Chiesa, da dove pel secolo Vili circa in trasferita a Ferrariola poi Ferrara,

dopo avere avuto

scopale.

Laonde

il

per ben 3
essa

seG<di

2 e pi vescovi.

Che

strare colle fi/^e^vio/zi l'onorevole

Manini stim dimogrado

.-

venne espressamente nominala tra" di citt nella Gallia Cisalpina al Ficosmembrate dalla provincia eccle- Avenlinoj e di ritornare sull'argomento, per un giusto riguardo a Ferrara sua siastica di Milano e sottoposte suffragiiiquelle

do questa
110 lil

Dee dell'arcivescovo di Ravenna^ quandall' imperatore Valentiniavolendosi,

p.jtria e a s stesso.

teiupo

citt,

dunque

Se Voghenza fu un la nostra origine

mentre

vi

risiedeva

non

COSI

meschina com' sembrato ad

con Galla Placidia sui ncadre, a sua istsnza condecorare colla dignit metropolitica,

alcuni appoggiandosi alle

Memorie

rac-

colte e pubblicate su d'essa dal chiaris-

questa

gli

ottenne dal Papa; ed

lda notare, che gi

Ravenna avanti

l'era
ci-

cristiana, era stata metropoli e


bile delle

capo

simo nostro". Aveudo qtxesto negato a Voghenza, e co'suoi dubbi sospetti, la i.* sede de'pc'ilrii vescovi, doveva coinijaltere

milia.

due provinole Flaminia ed fclChe |a postante tradizione, e tutti


e
critici

civilmente l'asserzione. Illu(uitiato


d;l

dunque

Mmini

Ferrjntij e avvedu-

gli storici

che nomina, concor-

demente convengono che Voghenza fu


citt vescovile,
sari oppositori

ad eccezione degli avver-

tomi dell'eccessiva contrariet del Frizzi e di altri (mi si dice che Io scrittore* attuale della storia Fen-arese conte Laderchi di opinione contraria al vesco
vaio di Voghenza, e che per
rio su
le

che fecero ogni sforzo per combattere la sua reale esistenza. Di pi il Manioi in fine del t. 6 del suo ConiHe'irZ/'o, '^dato oltre il promesso, vi aggiunge ancora; Fogheiiza villaggio del

sue ra

gioni sono inconcludenti), jtrovai necessa-

Voghenza riformare

il

detto

nel*

l'articoloFERRARA; quindi per descrivere

Ferrarese un tempo citt col nome di yico- Aventino. Riflessioni storico criFerrara 18 1 o. S' indusse a farle, perch un altro patrio scrittore, per opere pubblicate (Girolamo Baruffaldiil giniore) non meno benemerito del Datiche,

con particolari l'origine di quel nobilissimo vescovato e poi arcivescovato, feci


studiose ricerche, ed in base di

queste,

principalmente di mg.' Manini e dell'/talia sacra, procurer divilupparle in

breve, nelle proporzioni volute nella

mia

miti e del Frizzi, accord bens che

opera, e mentre ne

manca ormai

lo spa-

Voghenza ebbe
tichit assai pi.

l'onore di esser sede di

zio per la definitiva protnessa di


la

vescovi,anzi a dimostrare il luogo d'uo'an-

conquesto

remota e decorosa
il

di

io ripeta le

compierCHI, Ed'uopo per che parole colle quali il Manini


voi.
la

quella

che

blic dell*

pub* erudite Osservazioni sopra


vi

riconobbe

Frizzi,

avea chiuso
ro.

Discussione, suoi." lavo-

un'antica iscrizione riguardante

il

ri-

Ceda adunque ogni impegno allo splendor del vero, e dove fu scrillo, che

voo
i

VOG
tino,

27

nostri

storici

furon troppo pieghevoli

che Manini col BarufTaldi dichiara

ciecamente credendo a'icro padri, si confessi buonamentfr il proprio inganno;


l'antica opinione rimettasi nei
fico possesso di quattordici

sinonimi.
lenti -

suo pacie
si

secoli,
il

/)/. Fettio M. F. - An. VaImp. Caesaris Nerv. - Tralani Opt. Avg. Ger. - Dacici Pari. II. Vir, Qunq.- Praef. Flamini Auguri Patrono

M'eda una volta troppo vero


di Tertulliano, id verius

principio

Coloniae

Sicari ^ci Avenlini

Opti-

quod priuSy id
si

mo

prius

quod ab

initio".

Sebbene poco
la

conosca

la storia di

queste contrade sino

all'epoca in cui ebbe principio


lissima citt di Ferrara, ci

nobi-

non basta

ad annullare contrastare quel poco die si sa di Voghenza^ dalla cui storia ecclesiastica ebbe comnciamento quella di Ferrara, cos il vescovato, bench l'epoca sia
difficile

Patrono Suo. Questo monumento prova il nome di fico-Aventino, impugnato dagli oppositori, ma non prova, per quanto vado a riferire, che spetti propriamente a Voghenza. vero, che di Ficus Aientinus si disse ficus Ha bentinus, e poi fico Habenlia e fico venza e foghema, secondo diversi idiomi cui fu pronunciato, latino, longoGivi
i

potetti stabilire, per le

bardo, toscano. Osserva


la
I.*

il

discrepanti opinioni.

volta cui lro

il

nome

Manini, che di fico^

Voghenzao Vico-Aventino appartenne


all'

antica Gallia Cisalpina, contrada

ventia,

palustre die abitata dagli etruschi, questi

furono

cacciati da' galli cisalpini,

quali

l'unirono alla det ta loro regione e


forse da loro edificata,
voi.
il

si

vuole

Aventino cambiato in quello di ficoda cui deriv poi l'altro pi volgare di foghenza, in un'investitura del vescovo Martino II del 954. Parlau-; do degli antichi ficiff.), dissi che talvolta
ci,

come

notai nel

le stesse citt

furono denominateci*

XXIV,

p. 43-

Veramente, secondo
di sicu-

e de* primari /^/Vi eh'

ebbero magi-

Manini, ignorasi quali fossero


i

strature distinte e ragguardevoli, fica/a'

ro

truschi,

primi suoi abitatori, se greci, se epiuttosto se galli, ovvero una-

chiamandosi

loro ahi latori. Ricordai

la

dissertazione,

pubblicata

nel

1824

vanzo,

come

inclina a credere della no-

bile citt di Spina, poi

ridotta a fico,

e da essa

distante

circa

20 miglia

(si

dopo dell'opere in discorso), del ^ardi, Sui fici antichi delle citt e segnatamente di Arimi/io, la quale era for(cio
se divisa ne'7 seguenti /'/c/t/, la

ponno leggerne
te

le notizie nelle

AJcniorie

maggior
presi da'

storiched' j4 rgenla, raccolte ed illustra-

parte de'quali porta de'

nomi

da

d.

Francesco Leopoldo Bertoldi,


i

Ferrara 1 787. Si congettura che dagli spinesi abbia tratti Argenta suoi principi!; e fra'Iuoghi che sorsero pel decadiirento di Spina, si opina uno essere il
J^^oro d'Allieno,a

Monti di Roma (f): ficus Aventinus, Gaelius, DianensiSy Ejquilinus, Ger-

manus,f elabrum,
ge
il

l iminalis.

Soggiun-

Nardi, questo M,

Veltio

Valente
la

della tiib Anieose, alla quale sospetta

un dipresso dov'
i

fon-

appartenesse Rimni, ove fu trovala

data Ferrara), o se romani in fine. Vinti


i

lapide, ivi esercitava per l'imperatore la

galli

da'romani, Voghenza divenne co-

canea

di

duumviro quinquennale. Noa


il

romana; molle famiglie de' vincitori si fermarono ad abitarla, e vi fecero fiorire il commercio, la coltura de'campi, e le nobili arti, di loro dimora lasciandovi non pochi testimoni nelle lapidi e
lonia
nelle iscrizioni.

ommette
mentre
collegi
si

di dalli fici,

rimarco, che dalle 7 lapidi che pure offre, si trae che


i

mentovano o
i

decurioni o

vicani,

ninna

fa

menzione de'
i

cittadini riminesi.

Ed

avverte, che

fi-

La seguente

se apparte-

chi erano e nelle citt e nelle


paesi tra loro distanti; ed

campagne
nel Ri-

nesse a Voghenza, attesterebbe l'onorevole dignit di

anche

Voghenza o Vico-v^q-

mi pese eranvi

fichi Forensi o

Cam-

aS
no
il

V
darsi
i

OG
non poteva^
esser slato
il

VOG
Vico- A ventino, poi Voghen-

pestr, e molli, a'qnali per

decurioni.

Il

Fico-Avenimo

del Ferrarese, poi dello Voghenza, dice

Mbdd, era

cill a

quel lenapo, che

non sarebbe difficile riscontrarne i nomi in alcune ville del Ferrarese, come Voghiera, Vigoscello, Viza, e degli altri

prima e dopo
ti

di lui la

chiamarono mol-

erudili, e che desse cittadinanza. Riil

garano, e fors'anco Ficarolo, interpretato Vico Ariolo dal Sardi {^^t\V Hislorie

ferisce inoltre

Manini, che fu l'autore


Osser\>azioni sopra

sunnominato

delle

erano
di

Ferraresi, Ferrara 1 55&}. Differenti poi duumviri coloniali, da'duumviri


i

un antica

iscrizione del T^ico- Aventino,


il

de'semplici Vichi.

Laonde

dice cadrgli

oggid Foghenza,
autichi abitanti di

quale l'attribu

agli

mano

la

penna, esclamando:

Come
Rimi-

Voghenza: anch'egli la riporta. In vero che questo un dubbio assai difficile a disciorre. Se con sicurezza stabilir
si

un

altro Vico-Aventino nell'Agro

nese?

Ne prenda l'impegno, soggiunge,

lo scrittore

eW Osservazioni.

E conclutema
cio
villag-

potesse,

che

nostri

de: dico, replico e sostengo, senza


di errare,

Vico-Aveotini furonsi

quelli,

che innal-

che Voghenza, oggid

zarono quella lapide


loro colonia,
pei- dire,
la

al protettore della

gio Ferrarese, fu dal

un tempo

citt,

causa sarebbe vinta, e sto

IV

secolo dell'era volgare, fino alla

che vorrei dimostrarvi cittadi nodi Voghenza quell'uomodistinto, benchdi famiglia originaria di Roma, della quale si hanno medaglie eziandio raccolte nel patrio nostro museo. Non voiiei per derivarne le prove ne dalla colonia di Rimini, che in se comprendeva le altre citt della Penlapoli, u duU'iscrizio-

met del VII secolo, in cui venne barbaramente distrutta". Anche 1' autore \q\\' Osservazioni conviene che Voghenza rorm;)Sse gi una numerosa popolazione, quando fu decorala del seggio vescovile, non mica composta di soli pescatori, come sfugg di penna al Frizzi, fuo,

rusciti e

vagabondi,
o per

ma

pur anche

di

ne a Caio Valerio Policarpo, nella quale vengono indicati 7 /7c/ii sotto la protezione di
lui.

famiglie benestanti, ed o
militari,
traffico

per impieghi
si-

ragguardevoli:

Avrei timore d'allidarmi


ci

to posseduto ed abitato

da diverse straManini, che Vodi

a monumenti, che non

appartengono".
deli'

niere nazioni. Sostiene

il

Ke
si

dice

le

ragioni.

Non crede appoggiarOssen^a-

ghenza port
secolo
rurale,
te a

all'asserto dell'
il

autore

Fico sino al X, non per indicazione di luogo


il

nome

zioni che

nostro Vico-Aventino per

ma

per

ragione di maggior vicinanza non duvea

quello di Aventino,

nome proprio unitamencome praticaro-

appartenere ad altra

citt

che a [\imini

quasi come a sua capitale poich moltis-

simo paventava che gli venisse passata per buona tale asserzione, a cagione della grande distanza e delle strade per venire al Vico-Aventino da Rimini, e ci contro la regolarit del governo romano insolito a far questi satti; obbiezioni assai

no altre citt vescovili, anche rilenendo nomi di Castello e di Borgo, e ne produce gli esempi. Ritiene ancora, che Vi-

co-Aventino probabilmente fu cinto di mura e munito ancora di castello, indispensabili a luogo civilizzato,
strali

con magi-

e cattedra episcopale, in tempi ca-

lamitosi e di frequenti guerre,


d'irruzioni barbariche,

per
il

lui forti,

onde arrendersi senza ga-

come

degli

non meno unni

gliarda resistenza, di concedere cio che

e de'goti cui poi soggiacque, oltre altre.

nostro Vico-Aventino non era altrinella colonia di

menti compreso
ni".

RimiFichi,

cev
s.
I

Sembra quasi certo, che Voghenza riil lume della fede cristiana quando

Neppure conviene
fittizia,

alla 2." iscrizione

sospettata

indicante

."

Apollinare, consagrato da s. Pietro vescovo di Ravenna, (a spedito a disil

eh

{'&\x\Q)!Qt\['

Osservazioni dice uno

seutiuare

Vangelo De'luoghictrcoslauli

VOG
e nelle provincie deirEmilia e della Flaminia, ove gi pare che l'avesse promul-

VOG
da'bolognesi,
rio Italico delp.

ag

galo l'apostolo S.Giacomo Maggore.Nella


palustre provincia in cui trovasi Voghen*
za, sin d'allora furono eretti sagri templi
al
la

fondamenti d'un forte castello distrutto come nel secolo XllI scrisse il Ricobaldi, xxtW apologia del Dia-

neW Italia

sacra,

Mon'faucon.h'V^he'i Ferrat. 2, p. 5i3:

vero Dio, e quello di

Vogheoza per
da
valli

rienses Episcopi, d\\aKa: Essere

comu-

sua naturale postura in uno de'luogh


alti

pi

del Ferrarese, circondato

ne opinione derivare l'origine di Ferrara da FerrariolajCjfra Padum olm vico,

e costeggiato dal Sandalo, e conseguen-

temente pisicuro degli altri; per le quali prerogative eravi certamente la chieda madre, e si conosce che pi tardi i caDonici della cattedrale di

quod Massatn Bobylonicam vocalur, seu Ficuni Magnum, suum sumpsisse exordiurn, et
uhi olini forum Alieni,

Ferrara, ne' prebendivenu*


e$eicizio
i

dintorni vi possedevano pingui


de. S

aument

il

numero

deTedeli doI

po che l'imperatore Costantino


ed accord a'cristiani
fece
in
il

to cristiano, ridon la pace alla Chiesa, lbero

di loro religione: fu circa nei

3i

ch'egli

della

Bont la pubblica professione fede. Quindi a Voghenza o Vico-

Aventino, come a luogo il pi ragguardevole della contrada, tra gli altri lutti de'
dintorni, fu dato

serva

il

il proprio vescovo. OsManini, che spettava alla chiesa

nomen. In primis hoc tempore lialiae supra Padum sita, in Gallia Cispadana. Caetcrum ubi olim Ferrariola erat, ibi hodie s. Georgii inagnifcum Coenobium. Haec vero Ferrarla, quae a Vicohabentia sumpsit originem, ultra Padum est... deinde Pontifexa Ficohabentia in nova urbem Ferrariam Fpiscopalent dignitatem translulit anno 657. Ita Ferrariensis civitas Vicohabentina insala meruit insigniri, ubi olim ferrariensis populus sui primuni exordiurn
civitatihus potesl numerari,

sumpserat.
si,

Ed

offre

gi riportati ver-

madre

la

spirituale direzione del

nume*

roso popolo, e guardando all'intorno di

Voghenza le chiese vicine, trova che tutte hanno parte nella provncia, n saprebbesi assegnare il tempo io cui cominciarono ad avervi
le
Il

parrocchie

filiali,

che

esistono tuttora.

centro pei di essa

Vogheoza, Foro Alieno o .Giorgio Traspadano, Codrea, Conlra|^>, Gaibana, Vigarano, Rovina, Tamara, e tutta altra terra che costituisce per la maggior parte il distretto Ferrarese, non poteva essere chiesa acefalsi. E d'uopo di a^segnarle un pastore nel i." orcijne, fio dal IV o almeno dal V secolo, sotto cui fosse retto il popolo cristiano ivi dimorante, il quale non potendo risiedere in Ferrara prima del VII secolo, ne portarne il titolo, poich Ferrara non ancora esisteva, la tradizione, ch' quanto dire la
storia orale, assegna quindi
i

tempio di s. Leo... 01dradus, Ficohabentiae primus EpiscO' pus ordinatus a s. SyUestro I Papa anno 33o. Mg.' Manini Ferranti comincia il compendio della storia sagra e politica di Ferrara, con riferire essere Oldrado o Ollrando il i.** vescovo che offrono gli scrittori ferraresi, e si vuole fosse consagrato vescovo di Vico Aventino ossia Voghenza nel 33o. Per non si deve tacere che il Sardi non lo registra a ." vescovo, ma pone Oldrado all'anno
esistenti nel
I

639, dicendolo uomo venerabile


tissimo,
alla

e san-

ma

lo fu pi tardi,

come

dir

sua volta.

Non

ostante questa con-

traria opinione, conosciuta

anche da Lo-

renzo Barotti, questi pure riporta Oltrando del 33o peri." vescovo di Ficohabentia, nella Serie deTescovi e Arcivescovi di Ferrara,
il

ivi

primi ve-

Manini

sulla

pontifcia

781. Osserva ordinazione

scovi a

Voghenza, ove

1'

antico palazzo
sui

di di

de' vescovi di

Ferrara era edificato

Oldrado, che alloia la sede vescovile Voghenza, che poi Vico Aventino

3
fu
trasferita a

VO G
Feirarola Traspadana,
lica

V O G
Leone I Papa che
p.
si

venera nella basi*

iodi a Ferrara Cispadana, era suffraga-

Vaticana, cosneaccennai nel voi.

XV,

nea
li

di

Roma

deirilalia,

Papa cooie metropoquindi di Milano pei' poco


e del

43. L' Ughelli offre l'iscrizione marmorea posta in detta chiesa per tale tra-

pi d'uD secolo, come a metropoli delia


parte superiore della stessa Italia, poscia

slazione,
il

notando

il

Coleti,

che

nel

683

s.

Corpo fu

traslato sotto l'altare

mag-

per due
indi

secoli circa di

Ravenua

eretta iu

giore di detta chiesa, colla nobile arca

melropoli dell'Emilia e delia Flaminia,

marmorea
trice

fattagli dalla divota

impera-

immediatamente soggetta alla s. Sede per privilegio de' Papi, e Hualmente


nel

1735

innalzala al grado arcivescovi-

Annia Faustina, moglie dell'imperatore Antonino Pio. Ma il Manini pr pende che il corpo sia di s. Leone 11, e
parlando di lui riferisce la 3.'' traslazio" ne seguita nel 1774 pe' opera del cardinale Riminaldi, allora uditore di Piota, nella

le, col pallio


ri.

metropolitano a'suoi pasto-

Narrai a suo luogo che pel

Concordato
de'

tra Pio

VII dar epubblica Italiana

16 settembre i8o3, per la nuova circO' scrizione di diocesi, il Papa assegn all'arcivescovo di Ferrara per sulfraganei

cappella gentilizia a destra della


s.

chiesa di

Stefano, ed ove accanto

gli

fu posta l'iscrizione
recita. In essa
si

con l'anno 1773 che

vescovi di ConiacchiOfP'erona,

Manto-

legge:

Sacri s

s.

Leo ni8

va^ e

anche a Rovigo paesi tol(nel quale articolo enumerai ti al Ferrarese dal congresso di Vienna); ma collo scioglimento del regno italico nel 1 8 1 4 e pel congresso di Vienna deli8i4i5i, gli furono ritolte le 3 chieresidenti
i

Adria

Il Papae

Antiquuni Anniae Faustinae sarcophagum Antonini Pii Angusti conjngis j a\ cx\\ superbo sepolcro, filippini lo riposero in una decente urna di quell'altare, facendo incidere sur una lapide la memoria che
Os.^ibus...
i

Vequanto a Comacchio, venne restiluitaal suo metropolitano di Ravenna. Ora 1' arcidiocesi di Ferrara comprende \n vicarie foranee, 92 parrocchie, e circa 106,000 anime. Se propriamente Oldrado non fu il 1.
se suffraganee a sinistra del Po, cio

leggevasi prima, cio


ghelii, in cui
si

la

ricordata dall'Uil

rona,

Mantova

e Adria; e

qualifica

vescovo:

s,

Leonis Pontificis et Sacerdotis Christi.

Le due

iscrizioni

per

le

parole Papa, e

Pontefice e Sacerdote di Cristo, fecero


errare quelli che crederono il.corpo del

vescovo per quello di


titolo

s.

Leone

Somm

vescovo per pochi mesi, certo per tale


devesi riconoscersi Giulioeletto nel

Pontefice. Conviene per ricordare, che


il

33

1,

Papa (V.)
a' vescovi,

ne'

primi secoli era


coll'aggiua-

ignorato dall'Ughelii e aggiunto dal Cotia

comune
(/'.)
si

e quello di Pontefice
a' vescovi
il

nome d* Episcopus Vicohabensecundus, ordinatiis ab eodent s. Sylvestro I Papa, annuente Constantileli col
1,

d tuttora

ta della chiesa loro, e

supremo Gerar-

ca dislinguesi col titolo di Pontefice Ro-

no I imperatore anno 33

ex tabulail

mano.
diedero

Gli autori delle due iscrizioni


tali titoli al s.

rio Ecclesiae Ferraritnsis, laonde sem-

Vescovo

di

Vo-

bra ammettere Oldrado. Lungo fu


scovato di Giulio, e nel va s. Leone I. Siccome

ve-

ghenza, fors'anco per seguire una popolare tradizione, che fece dire a

364

'o possede-

Marc' Anistorico

vi fu altro

santo

tonio Guarini, nel


dell'origine,

Compendio

nome, il sagro corpo d'uno di essi nel 1081 dal vescovo Graziano fu trasportato da Voghenza nella chiesa
vescovo
di tal

accrescimento e prerogative delle Chiese e luoghi pii della citt e diocesi di Ferrara, vi 1 62 r aver doi

parrocchiale di

s.

Stefano protomartire

nato
Il

il

corpo di

s.

Leone
s.

de'filippini di Ferrara,

ne manc alcuno
il

detto III nel

754 a

Papa, Stefano Anselmo abbate


I

di credere

uno

di essi,

medesimo

s.

di Monantola,

monastero fondalo dal co*

V
gnato
il

OG
peoullmo re
ti
glia

V
A naia Faustina
e

OG
la

3f

fiero Astolfo
il

Giovane, fu moglie

lungobardi,

quaie abbate lodepo>>eia

a Marc'Aurelio, che successe

Nonanlola, doude fu trasportalo processioualmeDte a Voghenza, per allontanare


il

flagello della pelileuza. Di ci nulil celebre Tiraboschi nella sluqueir insigne bada, li Rangliia*

la disse

lia di

ad Antonina mori nel 180, e prima di lui l'imperatrice. Vi fu un'altra Annia Faustina moglie d'Eliogabalo, il quale regn dal 222 al 235. Quindi s. Leone I del 364 e 8. Leone 11 del 61 i,come mai potevano
nel 161

Sci nella

ricordata Bibliografia, seu\enscritto-

aver avuto

il

monumento

sepolcrale dal-

zio

il

Guariui credulo e inesatto


il

l'imperatrice Annia Faustina di Antoni-

re. Altri critici sturici palrii

riconobbe

no, u anche da alcuna dell'altre? Questo

corpo del vero Papa s. Leone 1 Magno, sempre venerato e si venera nella basilica Vaticana. Di pi, leggo nei can. Giuseppe A utenoreScalabi ini, /Ucr/iorie istoiuhe delle Chiae di Ferrara, ivi

ro che

mi

riesce oscuro, se

pure non

si

voglia
l'

amve-

mettere, o che r urna


ratrice l'eresse

marmorea

impe-

ad

altri e poi serv al

scovo, ovvero che erigendola un' Annia

Faustina, a questa
imperiale, e persino
glie

si

attribu la dignit

773, e perci pubblicate l'aiiDo precedente l'uttiaia traslazione, onde non deve
notarsi d'errore se assei isce: sotto l'aliare

la

condizione di mo-

altri

inaggioie

si

venera parte del corpo di

s.

non aderisco a quanto aggiunge)yy/ e/e, traspoi ta toi a' 1 4 febbraio io83 dal vescovo Graziano da Vogbenza, restando col la testa coll'allra met;
(tua

Leone

il Mauioi e che discussero la controversia, quauto al sagro corpo che racchiuse, nulla rilevarono sul monumento. L'Ughelli non conobbe il vescovo Costanzo, bens il Cu-

d'Antonino. L'Ughelli,

leti t.\V

Addenda

tkW Italia sacra, Pico-

liabentinus Episcopus tempore d. Aiitbrosii, cui

essendo

falso the fosse Sommo Pontefice, ovvero Pontefice ciie semplicemente vuol tlir f escono. M'isitruisce il Manini,cbelo

Iniolenseni Ecclesiam visi'


Il

tandani mandai.

Manini
s.

lo riporta al

379,

nel quale

anno

Ambrogio

arci-

Scalabrini manifestamente equivoc nel

vescovo di Milano e metropolitano della


Gallia Cisalpina e dell'Emilia, ed io con-

credere e confondere
le di s.

le

relujuie con quella

di esse

Leo prete dalmalino; affatto non sussistere,

divisione

seguenza di queste co ul rad e, coWEpist.'y


nell'iniitulazioue lo chiama^rrt/e/Zo, et'c-

e-lo

confuta

con sode ragioni. Conclude: Dovendosi anunellere due corpi distinti, quelli de'

scovo ficoabentino.\oe9'ia

l'istruisce

qual
forse

uo
gli

figlio, del

come regolarsi
il

nella condot-

Leone 1 e Leone 11 vescovi di Voghennon potendo essere alcuno di essi un corpo de' Romani Pontefici omonimi, ne viene di conseguenza che il s. Corpo venerato tuttora nella sua chiesa di Voghenza quello di s. Leo prete dalmatiiio, come Si ha pure dalle lezioni del proprio
ss.

ta della

sua diocesi,

di cui

governo

za, e

avea di recente aflidato,


la

ma

di pi gli

raccomanda
la

vigilanza in suo

nome

sul-

vicina chiesa d'/mo/a,laqualeera priva

del suo pastore,


colo,

come

notai in quell'arti-

da forestieri infetti d'arianesimo. Replicalamente il Manini, in

ed

as.salita

uffizio; e l'altro

che
s.

si

venera in Ferrara
s.

lutti

suoi scritti riguardanti


nella Discussione e

Voghenza,

nella chieda di

Stefano quello di

massime

neW Appendi

Leone

li vescoTo di Voghenza. DopoTultimo traslocamentu di sue ss. Ossa nel

dice, sostenne

con

solidi
il

argomenti e proGostaa-

ve incontrastabili,
zu,

vescovato

monumento
fu
ra.

ove riposano,
al

il

precedente
di

donato da'filippini

museo

Ferra-

che nel Sgo intervenne qoal suffraganeo al concilio tenuto in Milano, e

Ora

attribuendoiti questo

ad Annia
fi>

F^austina
li

moglie d'Antonino Pio, essa

acque nel i4o di nostra era, e sua

probabilmente in quell'anno mor. Imperocch in esso il Coleti riporta Agatone Ficohabenliae Episcopus nel ponti-

52
ficaio di
s.

VOG
Sii icio,

VOG
! I

e sotto Valentioino
il

e Voghenza.
la

Il

i.

imperatore. Successore offre


tiae

Coleti,

nuova
s.

giurisdizione, fu

suotcscoto esercente il celebre dot-

citando Baruffaldi, Virginio Vichaben-

Episcopus nel 43
al

come

due

pre-

cedenti

ignorati dall' Ughelli. Altri lo

Pier o Pietro Grisologo, e il i . vescovo da lui consagra to,qual primogenito di sua chiesa fatta madre di vescovi, fu
tore

ritardano

4^t> nia
la
i

il

Manici dimostra
il

inverosimile

data e congettura

43

r nel 45 1 come scrisse


nel

Marcellino pastore di Voghenza, non pel' Ughelli, ma pare

Narrai a
ratore, ed

Ravenna

privilegi concessi
III

44^
s.

(nel pontificato di

8.

Leone

I,

alla sua chiesa

da Valenliniano
le

impe-

sebbene l'autore creda prima,


cio di

in quello

enumerando

chiese vescovili

Sisto III), vescovo

impugnato

che poi con

pontifcia sanzione, nell'esser

elevala a metropolitana, le vennero as-

segnate a suffraganee,

vi
il

venza.

tacqui che

compresi FigoBaronio pose in

acremente anch'esso dal Frizzi, e provato dal medesimo Manini io tulle le sue opere; confutando ancora l'Amadesi, illustre scrittore ravennate,
il

quale

amnoa

duhhio tale imperiale concessione, altri pure impugnando il diploma come apocrifo ma siccome le chiese in esse nominate furono ^ sono vescovili, non vi ragione di escludere la sola Voghenza. E poi dissi pure, che Papa s. Leone I del 44o> canonicamente fce suffiaganei di
;

mettendo Voghenza per


fosse gi
il

citt

vescovile

dell'Emilia, pretese che Marcellino


i. figlio
il

della metropoli Ra-

vennate,
chiesa di

ma
il

i.

vescovo dato all'antica


fece altres

Voghenza. Lo

eoa

riprodurre

testo latino, e recitare alcu-

ni tratti spiegati dalle allegorie, del ser-

Ravenna que' vescovi che l' imperatore non canonicamente gli avea soggettali.
Osserva
il

mone 75 pronunzialo
1

dal

s.

Dottore nel

giorno del
Cellino

s.

Natale di Gesi Cristo, nella

Manini, che sebbene

il

diplo-

di lui consagrazione,e intitolato:

De Maret

ma

di

Valenliniano
assai corrotto,

III sa apocrifo

alil

Episcopo Vicoaventino

Divae

meno
certi;
il

pure

il

decreto e

Marine Firginis
:

Partii. Nel codice ro-

privilegio in esso concesso

non sono meo

poich lo pubblicarono rCJghelli e


il

Muratori negli Jiinali d'Italia lasci scritto, che l' imperatore e la pia sua madre Galla Placidia, volendo condecorare la chiesa di Ravenna, per
Rossi, ed

mano del secolo XII circa ha l'intestazione Incipit Sermo, quando faclus est Marcellinus Episcopus Ficohaventinus die kalendaruni novembriuni. Di che il Manini parl anche nella Discussione, in
uno
villi

a quello dei codice Malatestiano di


le

risiedere anch'essi nella citt, ottennero

Cesena, correggendo
del Frizzi, contro

pretensioni e cas

dal

Romano

Pontefce, che fosse eretta

monumento

pre-

io arcivescovato, e

che

dalla metropoli di

smembrassero Milano molte chiese


si

zioso e decisivo a favore del vescovato vi-

coabentino. Avverte che S.Pier Grisologo,


a significare nella consagrazione di
cellino
il

per sottopoi

le

al metropolita

Ravennate.

Mar-

Manini nel Compendio attribuisce prima di s. Leone I l'erezione di Ravenna al grado metropolitico, cio per decreto di Papa s. Celestino I, o di s. Sisto III che gli successe ne! 432, e per decreto parimente di Valenliniano III ebbe sotto di s i4 chiese vescovili della Flaminia e dell'Emilia, che furono distaccate dalla metropoli di Milano, enumerate
Quindi
ancora dal
Savioli,

mg/

i."

parlo e parto angoscioso

della sua chiesa, per l'opposizioni de' ve-

scovi di Milano, prese io quell'omelia

una

immagine
non

del parlo intemerato prodigioss.

so e divino della

Vergine,

il

(|uale se

medesimo, le fu al certo di pena e d'ambascia nel doversi recare a Betllemme per ubbidire
fu parto doloroso per s
all'editto
ta a

d'Augusto, e nel vedersi costretin

Annali Bolognesi,

prendere ricovero

una

stalla.

For-

Lassano

784, iuclusivamente a Bologna

ma

quindi una sagra allegora^

la

quale

VO
Del senso

VO
i."

G
la

33
pesca ad

rimane alquanto oscura a chi (come l'ostinato Frizzi) prende troppo


letteralmente
di sua chiesa
il

esplicitamente che esercitava

confronto del

parlo

con quello della Deipara, o


le

alimento umano, stendendo le sue reti nel mare. Il vescovo Giovanni I del 4^3, Epscopiis Ficohahentiae, fu sconosciuto dall'Ughellif e riportato dal Coleti; lo

a chi non considera

circostanze del

s.

Vescovo consagratore, che nel venir


traddizioni che tuttora
gli
i

al-

latto della consagrazione allude alle consi

tro. Cos di

riconobbe Maoini, senza poterne dire alMarcello 1 del 494 f^icoha-

facevano da'

bentne Episcoptts, del Coleti, taciuto

metropolitani di Milano,

quali

mal

sof-

frendo

il

dismembramento

di quelle chie-

se dalla loro metropoli,

aveano

fatto ogni

Ambedue qui non riportano Giorgio e Mauricino, dal Maniui regstrati nel 525 e nel 545, de' quali medairUghelli.
glio pi avanti. Il Coleti

possibile sfurzo per impedirgli l'esercizio

in

vece olTre

dell'acquistata giurisdizione. Rivoltosi


s.

il

Vittore ordinato vescovo di Vigovenza

Dottore

a' vescovi assistenti,

alludendo

a Marcellino, lo fa conoscere per pescatore di professione, e lo

raccomanda a'preanime, pel

a'20 dicembre 56o, e non l'Ughelli come va dicendo il Manini, solo per trovarli DeW'ltalia sacra^ senza avvertire che i
vescovi aggiunti in essa in corsivo, se
vi
il

senti acci diventi pescatore di

non

conferitogli ministero, con dire: Egli


tulli
i

ha

numeri per compierne

doveri:

solo rimane, o miei Fratelli, che preghiate


il

sono del Coleti. Egli per collo Scalabrini, correggendone l'illustrazione, del vescovo condi Lucenzi,

cognome

Signore, adnch sia fatto degno di


gli

ferma
ria di

l'esistenza, per essersi nel

1737
s.

pescare
il

uomini, chi sinora ha pescato muto gregge ad alimento degli uomini.

trovata nel restauro della chiesa di

Ma-

In alcuni diari ferraresi nou antichi, messo Marcellino nel numero de' Santi, cos il Frizzi fece nel 783 ristampandone uno, con registrare a' 2 7 maggio la festa di s. Marcellino vescovo di P'oghenza, e
i

Bocche, una tabella corrosa con iscrt/.:one,che rinnovata nel 1 175 dal pre-

Bonadies ricorda l'edificazione fattane da Vittore, e che fioriva ancora nel 596. Erudito e critico n' l'esame, e bello sate

prosegu a fare per alcuni anni, finche

abbracciando l'erronea opinione che Voghenza non avesse avuto mai vescovi, ne
fosse stata

rebbe il riportarlo, se l'angustia di queste colonne non me lo vietassero: oso solo un' osservazione alle note cronologiche

non pi ve lo riporlo. Won pretende il Manni di sostenere, che debba venerarsi per Santo, uoo avendone
citt,

mai

nominato in esse di Pelamorto nel 590 nella pestilenza dell'anguinaia, non saprei come assedel pontificato

gio li, che

gnare l'anno 596. In

fatti

il

dotto storico

prove positive; ma considerando ch'egli ne godeva la fama quando dall'umile condizione di pescatore merit d'esser eletto

espose un leggiero dubbio sul documento, e n'ebbe rimarco da un erudito, come


poi dichiar

ntW Appendice,

lasciando

il

vescovo, soggiunge, lecito il credere che avanzasse nelle virti.lo stato portando alia
perfezione, per insegnarle agli altri colle

merito di pi esatte indagini all'ab. GirolamoBaruffaldigiuniore.E siccome V Ap'

pendice

la

riport nel fine del


fine del
t,

t.

5 del
men-

parole e coU'esem pio. Non con viene poi col dotto storico ecclesiastico ab. Tillemont,
il

Compendio, e od
ni, dipoi fra

le Riflessio'
la

queste trovo ripetuta

quale ammettendo Marcellino

tra' vee-

scovi di

Voghenza, ritenne che prima


secondo
il

zione del vescovo Vittore edificatore della chiesa, seoz'altra osservazione. Marti-

sercitasse la predicazione,

par-

no
leti

I,

ignorato dall'Ughelli,

lo dice

il

Co-

lato

sermone di s. Pier Grisologo; poich questi non si espresse io ci Gguratamente

assunto a questa cattedra nel 608; lo ripet il Manini, contentandosi per l'oscurit e lontananza de' tempi di

d'un pescatore elevalo a vescovo,


vot,

ma

non

cm.

34
s.

V O G
i

VOG
gli

|iotenie dire olir. Nel 6i


Le)iie
II

successe

conseguenza, non
lo,

sia

accaduta a un IraU
e quasi iiisensibil-

Ef.sccpiix

Ficohdhcntiae^

ma

poco a poco

supplendo il C>le!i il silenzio del'Ugl)elli. Di sue azioni^ dice il Manini, nulla si


conosie
in

meule. ^

^'ulla infalli di pi verosimi'e,


i

paiUcolaie,

ma

bisogna conac-

genite the sieno stale

illusili, se fu

vescovi Vicoavenlini, che osservando quanto al decimar del predetto secolo diventava di giorno in giorno vieppi po-

clamato per Santo

ilal

suo clero e dal suo


venerazione,

polato e ricco

il

preteso
s.

|>opolo, lullora essendo in


il

ossia la borgata di
in

Foro d' Alieno, Giorgio (piantata


come anco

suo corpo riposando onoratamente nels.

un fondo pi alto
la

di tutti gli altri), si

la chiesa di

Stefano di "errara,

le cui

per
pel

sua salubrit dell'aria,

traslazioni,
rai
il

da Voghenza a Ferrara, narparlando di s. Leone I. L'Ughelli e

suo fiorente commercio per essere situala tra'due rami del Po (il Muratori
not all'anno 661, nuo esser improba-

Mauini registrano quindi s. IMaurelio, fa d'uopo ritardai lo. Verso questo tempo soggiacque Voghenza a barbara

ma

di>iriJZooe, sia per

opera

di

Uolaiio re

636 al 652, auro arcivescovo di Ravenna, o di altri ancora. Quelli che credono l'eccidio avvenuto per manovra del
re'Iongobardi.che regiidal
sia

per astio

di IM

che in questi tempi Ferrara comin primi lineamenti dei formare suo corpo, perch a poco a poco si andavano seccando e restringendo le sterminate paludi, che occupavano tutto quel
bile,

classe a

Forgcglioso Mauro,

lo

dicono nemico

di-

che ora territorio di Ferrara, cagionate dal Ho e da altri fiumi allora sregolati e senz'argini. Mi si conceda che io qui ricordi,

thiaruto del Papa, lutto fautore dell'eresia e perci del partito dell'imperatore

aver fatto cenno nel voi.

LXXXIV,

p.

61, della bella e

ulilissiniR recente

operala-

Costante

II,

e secf>nd8lo nelle furiose sue

zione,o Bonificazione Piana, ede'grandi

mire dall'esarca residente per l'imperatore in Ravenna, e condottiere delle soldatesche orientali guastale dall' eri'ore

vori intrapresi per l'asciugamenlode'terreni vallivi del Ferrarese, riparlati altrove,

come

nel voi.

dominante

allora

in

Costantinopoli del
il

dizione del

XCVII,p. 252, per la benePapa Pio IX, compartita nel

nionolelismo. Baruffaldi

giuniore nelle
il

visitar Ferrara), accesi quindi di zelo in-

tempo della grave sventura di Voghenza, not l'anno 666, peich in esso il Rluralori rifer
Osservazioni,
in

assegnare

cominciassero a portarsi qui di frequente


e vi
si

trattenessero
il

no,

onde pascere

buona parie dell'annumeroso popolo colla


le cri-

Tinasprimenlo dello scisma dell'arcivescovo, e quindi crede seguita cpieila devastazione dal braccio dell'esarca Gregorio
del

divina parola, co'sagramenti ecoll'esempio:


si

popolo accresci u lo fors'anco per

fatte soffrire a

Voghenza da'suoi
nel
ivi

nen)i-

666, e non

di

Teodoro

Calliopa,

ci.

Or che dovea occasionare


commercio

popolo e

cui in quell'anno era successo,

come

al

ne'forestieri pel
ti, la

concorren-

cuni scrissero. Tra questi il Manini, che la crede seguita nel 657 in tempo appunto del Calliopa o poco addietro,

presenza de'uostii vescovi Vicoaven-

lini?

Appunto quello
il

di farli

sotto

liiolo di vescovi di

chiamare or Voghenza, or

mentre per
inioci dal

In 1.'

volta

il

suo esarcato co

sotiQ quello di Ferrariola, e poi di Ferra*

652, e non

in quello di

Gre-

ra". AggiuDgf-

il

Manini

nel

Compendio.

gorio, per diverse ragioni the porta nelle

Riflessioni. Ci avea detto, nella Discus-

sione, ritenere assai probabile, che

Vo-

DisIruUa Voghenza, Tavan/o del suo popolo sventurato si rifugi alla punta di s. Giorgio Tiaspadaiio (lo chiama cjs, per
che
il

ghenza non fosse affatto distrutta nel secolo VII ed inoltre esser d'avviso che la
;

Po

passavrt allora per quella linea,


al

che

al

presente

mezzod di- Ferrara, e

traslazione del vescovato, the ne fu

la

perci ir va vasi aldi l del Po), detta Fer-

V
s\gi\(ca

V O G

>

rarola e poi Ferrara, cio a quel luogo an-

ticamenteabitato da'Trigaboli (nome die


abitanti alla volta, e credoasx loschi o etruschi),

ta,che niente nuocono alla sua sostanzai almeno come venne pubblicata. Molli
scrittori ferraresi e stranieri la

crederono
tale

secondo

il

parere pi co-

autentica in tutte

le parli,

ma non

mune, dove
va
ro;
in

il

Po dopo
spaziosi,
foci di

esser corso per


si

un
le

per
tre

gli

evidenti anacronismi rilevati da va-

alveo solo, arrivato a'suoi piedi

divide-

lenti critici, e accennati dall'autore;

men-

due rami

die portavano
al

sue acque alle

Volano

e di Frirua-

luogo creduto contiguo

Foro

d'

A-

5ig, e l'autore della Difesa del dominio del' la s. Sede sopra Comaccho, la dice non
r Ughelli ne
ofTie
il

testo a p.

o pi tardi chiama* to Massa Dabdonica, non tanto perch


lieno, e in que'tempi

ammessa per
s.

autentica.

Per

la

trasla-

zione della sede vescovile da Voghenza a

maggiore

dell'altre

1 1

masse formate

sui

Giorgio Traspadano, non essendo

su(TI

dorsi pi alti,che separavano l'una dall'ai*


tra le ferraresi valli,
il

cienle la giurisdizione del metropolitano,

ma ancora
i

per essere
di que'

luogo dei maggior commercio

contorni, per l'adunarvisi

forestieri d
i

ancorch avesse preteso d' usarne, per la vigente disciplina della Chiesa nell'Italia, occorreva l' autorit del Papa, mediante

maggior copia, perpagarvisi dazi del governo e per altre simili cagioni, che sogliono mettere confusione nel popolo. Qdi
raccoltisi alla
bilitisi cogli

un atto

elfcace a sottrarre

il

vescovato
sue vio-

dallo scismatico metropolita, e per garantirlo coll'autorit apostolica dalle

meglio

vicoaventini^ e sta-

lenze.
legi,

Ma la

bolla che esiste co'suoi privi-

antichi abitatori, che


pe-icatori

non e-

non sembra quella della canonica


che pare
alla
il si

ran pochi, n semplici


gi,

o selvag-

irastazione,

nmmelta

eseguita

non restarono senza vescov.o. O fosse ch'essi mandassero alc,uni deputati al Papa s. ^/7rt//rt/iO, supplicandolo di (|uesta
grazia; o fosse che
s.

da
vo.

s.

Vitaliano, corrispondendo le date

cronologiche

destinazione del vesco-

Conclude

Manini,che S.Vitaliano aalla chiesa,

Vitaliano, per

la

va-

vr perci emanato una bolla, e concesso

canza del pastore

movesse da s medesimo a farne cessare la vedovanza, e cosi ioipedire a Mauro arcivescovo di Ravenna di nominarlo econsagrarto, che certo gli avrebbe dato uno scismatico, mand loro nel GSy da Ruma, Marino romano da lui ordinalo, accompagnandolo con una bolla, da'critici creduta falsificata o inventata pi tardi, dal vescovo Gregorio del 998 (secondo il Frizzi, impugnato da mg.' Manici, perch essendo nominato nella bolla il denaro Ferrarese, questo
si

pure ragguardevoli privilegi

specialmente quello di sottometterla iiumediatamente alla s. Sede, dismembrandola da Ravenna; privilegio riconosciuto

prima da Pasquale li nel i 106, e confermato pi soleuoemeute poi dal concilio generale di Laterano II nel 1 Sg, convocato da Innocenzo 1 1, nel quale fu discussa la realt dell'esenzione da Ravenna alla
1

presenza del sjo arcivescovo; ed in conse-

guenza del riconoscimento, min il vescovo, procedendo


s.

il

Papa noinstar di

ad

comparve

soltanto alla

met

del secolo

Vitaliano e di altri
il

XII, per riflessione del Frizzi medesimo, con evidente sbaglio, bench censore de'
nostri storici.
re,

Laonde, dice

due predecessori. Manini, non un sogno il


da
s.

privilegio ottenuto

Vitaliano,

l'alle-

E' d'uopo per confessache siamo Uominij che dobbiam lutti trattarci con rispetto e compatimento; che unoscrittoredebolissimo pucon vin>

garono
sale
i

alla presenza della Chiesa univerlaici

deputati del clero e de'

ferrala

resi, e nel decidersi

favorevolmente

con-

troversia,

cer d'errore un autore di prima classe ".

esistenza

ammise senza esitare la reale un tempo della s. Cattedra Vico


si

Sono memorabili

e savie parole dello stes-

so Mnoi) con falsit accidentali sOgura-

Aveotina. Di ci non ebbero dubbio i Papi AlessandroIIIjGregorio Vili eClemea-

36

VOG
villa

VOG
nelle loro con2.'

te III, forse dubitarono del privilegio nel

non ricordare s. Vitaliano


cessioni. Consisteva
te:

Ad<^entna poi detta Vigoenza. La fu presso la chiesa di s. Giorgio, nel

questo precipuameni

i. nel diritto

che

vescovi Vicoaven-

luogo detto Ferrariola, i cui abitanti molestati da'ravennati passarono ad abitare


nel luogo detto Ferrara.

tini e

loro successori fossero eletti e con-

Trovo
p.
1:

nel p.

Papa; 2. che dal giudizio di questi vescovi non potessero appellare i


sagrali dal
pretesi aggravati ad alcun metropolitano,

Caloger, Opuscoli,

t.

4^,

Difesa

ma alla sola
se

s.

Sede;

3."

che alcun metro-

del diploma di s. Gregorio Magno a Marimano arcivescovo di Ravenna, di G. Luigi Amadesi. Dalla quale si trae, che
la
s.

politano non potesse visitar questa diocesi,

Chiesa

di

non per
i

pontifcia delegazione.

talvolta

vescovi

Che se intervennero, come vicicome


sogliono pra-

vescovile di Vicohahentiae, e

Ferrara deriva dalla sede dopo che

niori, a'sinodi di

Bavenna,non per questo

rest lesa l'esenzione,

ticare altri esenti, ci facendosi per l'uni-

quest'antichissima chiesa fu trasferita a Ferrara, per 4 secoli continu a denominarsi Vicoventina. JVotBarufFaldiilgiuniore, che malgrado la devastazione di

formit della disciplina ecclesiastica colle


chiese vicine, a vantaggio delle proprie
diocesi.

Ecco come

si

legge nel can.Fran'

Cesco Leopoldo Bertoldi,

De diversi do-

mimi ai
ivi

quali e slata soggetta Ferrara,

Voghenza, i vescovi di quella regione sead avere l'antica girisdizione a titolo di vescovi Fico-Aventini. da a Icuni docum enti riportati dal Fantuzzi (cio indicati, e dal Manini ia
guitarono sempre

1817, la narrata traslazione. Ferrara nata dalla distruzione del Foro d'Alieno^
che trasse suoi principii dal decadimento
i

parte riferiti per disteso nel

t.

."del

Com-

della citt di -Spina, gi preesistente all'an*

pendio, procurandosene copia autentica dall'archivio di Ravenna), rilevasi che il titolo medesimo conservalo nel secolo

no 69
Punta
citt

d nostra era, nel

luogo denominato
si

Nono

Decimo, nel qual tempo sebbene

di

s.

Giorgio, in cui per sicurezza


i

entro la diocesi compresa fosse anche

ritirarono nel
di

4^2 (uggenti dalle vicine manomesse dagli unni, accresciuto popolazione dopo il distruggimento di

Ferrarola o Ferrara antica, nulladiineno


il

vescovo appellavasi d'ordinario

Vico Aventino o sia Vogheoza, avvenuto nel 657, cambiate le sue primiere denoiminazioni in quella di Ferrariola e poi
nell'altra di Ferrara; nel detto

primieramente Fico-Aventino, e secondariamente Ferrarese. All'autore delle


Osservazioni, soggiunge quello delle i^/Jlessioni,
il nobile difensore e patrono di Voghenza, l'intrepido mg.'^Mauioi, di aver la sfortuna di non poter convenire in tutto con lui, a motivo de'lempi oscuri, poi* che oltre la distruzione di Foghenza fu perduto l'archivio di s. Giorgio Traspa-

luogo Pun-

ta di

s,

Giorgio dalla stessa Voghenza fu


il

trasferito

vescovato, di cui di venne cat-

tedrale la chiesa di s. Giorgio Traspadano, e continu ad esserla finche la mag-

gior parte degli abitanti circa


stabil di

il

gSa

si

Po, e quindi susseguentemenle fu eretta l'altra basilica Cispadana parimente sotto il titolo di s. Giorgio
del

qua

dano, avere scritto pertanto e ripeterlo, che distrutta quella citt i suoi vescovi
stabiliti a Ferrarola, detta da l a poco Ferrara, e che in questa vennero chiamati peralcuni secoWova Fico- Aventini, ora Ferraresi, ora l'uno e l'altro fino al secolo Decimo. Quindi aver detto, che Giustino si sottoscrisse vescovo Ficoventino nel concilio Romano del b8o; che Costantino si sottoscrisse vescovo Ferrarese neir86 1 in allroconcilio di Roma^iel

furono

martire, ora tempio metropolitano. Lo-

dato altamente

il

Compendio

di mg."^

Ma-

nini, per erudizione e accurata critica, in

prova del da lui asserto, estrasse autorevole testimonianza dal pregevolissimo


mss. di Bernardino Zambotti,
narra.
il

quale

La

i.*

sede del vescovato fu nella

VOG
pontificato di s.Nicol Ijche
ni Vili scrisse lettera a

VOG
Papa Giovana'

37
Teo-

due Papi),

lo qualific figlio di

Vialore vescovo Martino II Reverendissimo Vescovo della s. Chiesa di Ferrara intervenne ad un' assemblea
di

dosio signore nobilissimo di Edessa nella


filo

Ferrara

nell'

882

e che

Mesopotamia, mandato a Roma da Teovescovo di Smirne, e tornato in Edes-

sa fu ucciso dal fratello e ivi sepolto,

donde
il

gSS, ed quello stesso che die'oel 966 una graziosa enfiteusi, nella quale si chiama Episcodi vescovi tenuta in

Ravenna

nel

poi

crociati

ferraresi trasportarono

piis FicoventiaeEcclesiae,seu Ferrariensit,

e l'atto fu fatto in
al

Voghenza. Tornan-

corpo nella patria cattedrale. Aggiunse lo Scalabrini, che il Santo era tornato in Edessa per convertire dall'apostasia il fratello, che lo fece decapitare. Il Bonaverti
pretese in

si hanno mori in Voghenza nel Byo.Indinel 678 Andrea I,raa dubitando . anno del suo veil Manini che fosse il i

do

vescovo Marino,di esso non

un Dialogo saperne

di pi,

ma

altre notizie, e forse

senza prove.Altri vogliono che fosse fatto uccidere da Rotari re de'longobardi colla
distruzione di Voghenza. Finalmente i dottissimi Bollandisti a'7 maggio, sospettosto prete del clero

scovato, lo crede eletto prima, altrimenti

gi nel
stino.

breve ne sarebbe stata la durata, perch 680 certamente era vescovo GiuPoich questi a' 2 7 marzo di tale il sinodo Romano di Pa-

Maurelio non orientale, ma piutromano, e congetturano, che dal Papa Giovanni IV (o V)


tano
s.
il

anno sottoscrisse

fosse

pa s. Agatone, e la sua lettera sinodica contro i monoteliti, Jtistinus y. Ecclesiae Ficoavenlinae. Documento forte, applaudito contro le pretensioni
del
Frizzi,
il

ne,

mandato a Teofilo vescovo di Smirquale aveva da lui cercato un ecclepura fede,e bene scienziato nella

siastico di

dottrina della Chiesa romana, onde fosse a portata d'illuminare quel popolo, ch'erasi lasciato

quale confess la scoperta prezzabilissima, non senza dubitarne per critica esattaMa
gi
il

sedurre dall'eresia. Al ritorno

del

Santo
la

dalla sua legazione, essendo va-

Coleli avea attestata la soscrizione.

cante

Anche il Manini riconobbe, che dopo Giustino mancava la serie di due otre vescovi.
Devesi riempire il vuoto col gi parlato Oidrado, e con s. Maurelio, suo immediato successore, da lui anticipali, come dalrUghelli.

questo vescovato nel

sede di Voghenza, gli fu conferito 642 (da Giovanni

e nel 686). Incert^^ono le notizie della cagione del suo martirio, e si attribuisce

anche a Mauro arcivescovo


e se ci
il

si

di Ravenna, ammette con verrebbe anticipare

Da un documento

offerto

dal

vescovato, perch

Mauro mor
.

ostinato
il

Muratori, /en< Iialicamni Scriptores,


t.

nello scisma nel

67 1

Il

Manini

esibisce

8,

si

trae,

che Oidrado verso

il

682

era

testo de'Bollandisti,

quali inclinarono a
il

vescovo, e viene qualificato Praesul Fer-

pensare, che

s.

Maurelio o fosse
il

i. ve-

rariensis Ecclesiae^ della chiesa cio di


s.

scovo di Ferrara, o

Giorgio Traspadano, ossia di Ferrara


Stefano di
s.

vecchia, essendo gi seguita in quella la


traslazione della cattedra di
s.

a designare la traslazione del vescovato Vicoaventino al luogo di Ferrarola. Men s. Maurelio in


i."

pace
pat

Voghenza. Gli successe


lio

nel

686
si

Maure-

il

suoi primi anni col suo gregge, e martirio in odio della fede cattoli-

2. protettore di

Ferrara e glorioso
eflgie

ca, e n'

immemorabile

il

culto, a'7 mag-

martire, colla di cui

hanno pi

gio io cui se ne celebra


dosi le
di
ss.

monete ferraresi. Il Sardi, che Indisse sueceduto ad Oidrado nel 64 e ordinato da Papa Giovanni IV (meglio Giovanni V, e
(

veneranOssa di lui nella maestosa chiesa S.Giorgio Traspadano, primitiva catla festa,

tedrale di Ferrara.

Qualche
i.

scrittore cre-

lo sbaglio del

numero produsse

quello di

dette

s.

Maurelio

il

vescovo della

me-

avere egli anticipati Oidrado e s. Mau* rclio, del resto le date corrispoudeudo

desima cattedra,

ma

senza idonee prove:

forse le avr dedotte dall'essere stato col

38
I-ili

VOG
OTato
il

Y
Ma
anallo stabilimento
in
s.

OG
dell'odierna cattedrale

suo corpo, o fors'nco d'esser

conviene di volo proseguir la serie sino,


Giorgio Cispadano patrono principa*
celebratissima citt, al

stalo col ucciso

mentre fuggiva.

cor questo rinaaue oscuro eiucerto, come la vera epoca di sua morie, dichiarandolo

le dell'illustre e

mg/ Manini anche


lazioiie, rifei

nelle Eiflession.

L'Uil

presente sottratta alla sovranit del Vi-

gheili che ragiona dtl suo sepolcro e Iras

cario di Gesi Cristo

('/'.^,

con allre pro-

che dopo

il

suo martirio

vince, sino a Viterbo (V.). Successero al

re Rolari devast

Voghenza, onde

la cat-

vescovo Costantino: nelI'SGgViatore, nel

tedra vescovile fu trasferita a


vescovato, con varie date,

Ferrarola.

Gli opinameuti del Fiizzi, che ne ritarda


il
li

954 Martino 11, nel 970 Leone III, nel 998 Gregorio, nel loio Ingone o Ugo o
gone, nelioSi Rolando I, neh o32 Amio4o Rolando II, nel 1064 Giorgio. Not il Manini nella Discussiobrogio, nel
ne, the
il

accennai nel
silenzio di

voi.

XXIV,
11

p.

174si

Dopo un
il

quasi cent'anni,

ha

vescovo di Ferrara

Giovanni
Curdella

del

780

e cardinale,

come

col
t.

vescovo Giorgio, e cos

il

suc-

dissi nella di lui hiografla nel

cessore Mauricino, di cui piti sotto, oni-

XXXl,p. 68,consagralo da Papa Adriano


nel 7 7 2, secondo ilGuarini, parlandone il Muratori nelle Dissertazioni dell' An]

messi dagli altri storici ferraresi, furono


trovali col

mezzo

di

due

lapidi dal

Murat.

tori, Disserl. 64.':

Antiq. lhdiiAevii,

tichit Tulliane, Disstrt.

34-':

De

di-

i3, narrando che al loro

tempo

risiede-

plomif e carie antiche o dubbiose o false, appunto per annoverarvi, oltre il decreto dis. Vitaliano, la bolla d'Adriano I, cella quale coslilu"! il cardinale Giovanni
a vescovo
di

vano

in

Voghera, villaggio distante un

breve miglio da Voghenza, e fornito di

4
i

antichissimi canonicati;

vescovi Vicoavenlini

onde pare che prima qui si rifu-,

Ferrara; poich dalle note

glasser, e poi a Ferrariola; e ci forse,;

Donino nostro Carolo Ini' perator e Augusto anno tertio, quanto all'epoca lo esclude, mentre tutti sanno che
cronologiche:

perch quel luogo era una parte pi fortificata della stessa

Voghenza, ovvero un

quel principe da s.Le^ne

Ili e

neH'Soo

fu

suo borgo. Anzi parlando lo stesso Muratori del sermone o omelia di s. Pier Grisologo, nella citata dissertazione aperta-

proclamato /wjoer /ore. Indi trovasi vescovo di Ferrara Andrea'II, a favore del quale s. Leone 111 (morto 1' 1 1 giugno 8 16) sottrasse la Massa Quartesana dalla
soggezione dell'arcivescovo
di

mente

scrisse,

che

gli

Episcopi Ficoha-

henliae scdisse olini Episcopos,

quorum

oeirSaC intervenne
e di Grado. Neil'

al

concilio d

Ravenna: Manto-

sedes primo Figueriam, denique Ferrariarn translata fuit. Se realmente qui si

va, per le vertenze tra

le

chiese d'Aquileia

858 sedeva
anno
il

Costantino,

deve collocare Giorgio, sar lecito il supporre, a non desiare un conflitto di epoche, che i vescovi di Ferrara talvolta di-^

col quale e in tale

Frizzi sostenne

molarono
pendenza

a Voghiera,
di

memorie certe de' vescovi di Ferrarn. Qui dunque dovrei fermarmi, dopo avere con mg.' Manini, anche in questo Dizionario, restituito a Vocominciare
le

ove qual gi diVoghenza, pu esservi stata


il

un'abitazione episcopale. Noter, che

ghenza
al

giusti vanti d'essere stata citt e

sede vescovile, e dato migliore principio


vescovato e serie de'vescovi di Ferrara.

Manini nel riportare un documento nel voi. i,p. 235 del Compendio, parlandosi del Castello di s. Maria di Ficoventia, la dice una delle prove, le quali gli fecero
credere, che Voghiera fosse parte e castello dell'antica

Ma

dovendo

dire alcunch, secondo

Voghenza, del quale reil

l'avvertilo, di

Giorgio e di Mauricino, la memoria de'quali innov il Manini, per


t

stassero tuttora gli avanzi insieme col no-

me. Nel io6g sedeva


no, nel

vescovo Grazia-

Viverla

preteiila

gli altri patrii

scrittori,

1084

circa Mauricino, the pose

VO L
corpo (li s. Leo prete e patrono di Vo* gheDza, oella parlala urna marajorea, dopocli oe'prinii aoai dello slesso secolo
il

VOL
quando non abbiano l'approvazione
vedasi da'cauoni di

39
<le*

vescovi, eziandio le canzoni sagre, couie

Papa Ailrianu
(/'.)
in

nel

prodigiosamente
e dalla iscrizione

ivi
si

o 4 ricava, che non poteva


era restata nel
i
1

773

e di

altri. I

Giansenisti

sono a-

mantissimi delle versioni

lingua volga-

essere stalo vescovo all'epoca assegnala

redellecose di Chiesa,e se potessero, por-

dagli scrittori ferraresi. Finalmeole fiori

o4) che successe a Mauricino, e nel suo lungo vescovato si


il
i
i

vescovo Landolfo del

rebbero anche in volgare la sa^ra LAlurgi (^.). Ognuno sa quante pene queste
novit

hanno

costato alla Chiesa.

La maversioni
tutte le

incominci e comp l'odierna cattedrale


nel
di
8.
1

nia de' giorni uostri ha istituite anche le


deplorabili societ Bibliche per
delia
le

135, anch'essa sotto Giorgio martire, nel

l'

invocazione

sito detto Cis-

Scrittura

Sagra

(A'.), in

padano, ed in essa vi trasfer dalla precedente la cattedra episcopale e la propria residenza.

lingue, le quali o per l'imperizia de'traduttori, o per


la

malizia de' collegali, ri-

ducono
Fiilgarii.
si

la

Bibbia un mostro,
tuli

nome

ripro-

VOLGARE,
idioma vivo, e che
nactila,

Linguaggio,

vai replicatamente.I Papi pi volte

hanno

Strino.

faveWa, Lingua, f'erVolgare addieltivo di

condannato

pregiudizievoli societ, e
le (|Uili

queste versioni,

sono dirette e
(^'.).

Volgo, comunale, fiil^aris, Communis. Lingua volgare, vale prupriamenle queU la ch' propria del volgo o plebe; il diaitftto nativo del paese, talvolta formalo
d=dla corruzione della lingua generale o

caldeggiate a Protestanti
i

Persino

vescovi orientali radunati nel concilio

di

Gerusalemme

nel

1672
ili

dal patriarca

Dositeo, contro Cirillo


Calvinisti,
tutti
li
il

Lucar

e altri

dichiararono:
la
s.

Non convenire a
il

nazionale, ovvero

la

specie particolare di

leggere

Scrittura in volgare.

pronunzia degli
ve* ano

stessi

linguaggi.

greci a-

concilio di Laudicea viet

cantar nel-

dialetti; Wiltico,^ ioiiico,\\ dori-

la

cUiesaplebeii psal'Jii; ci che potrebbe


volgare,

eoe
tre

IVo/Zco, oltre la lingua

comune.

Inolsi

inteiulersi di salmi in

ma

pi

per lingua volgare ordinariamente

naturalmente
volgare,
il

significa canzoni sagre iu

piglia la lingua italiana, della

quale ra-

concilio di Uourgesdice: /^er-

gionai in pi articoli, cos della latina e


dell'altre lingue,
cesi

nacula lingua publice psullere, aut orare, neniini, nisi concionatori (fuori della

come

a Segretario.
il

Di-

Volgarizzare, l'erlert,

Iraslalar la
in quella
il

predica) liceat.

Non cantetur in
et

Ecclesia

Scrittura di

Lingua (^'.) morta


;

cantica absurda, noi'a,


(s'intende
concilio di in

non proba ta

che

si

favella

e Volgarizzainenlo,

vol-

garizzare, f ersio.

ETraduziooe,

/^er^/'a,

Intcrprttatio,

il

tiasporlHiuenlo d'una
co->

non probata dal vescovo). Il Narbona P^ernacula lingua Ecclesia non cantetur carmina (can:

lingua in altra; e anche l'opera


le

tra-

zoni spirituali). Senza l'approvazione de'

sportata. Di versi Papi econcilii proibirono


versioni della Bibbia (T.), quelle delle

vescovi nou

ponuo neppure

recitarsi ia altro. (

volgare

le orazioni, le

novene e

canzoni sagre e altre cose in volgare, pe'


pericoli

protestanti dal secolo


giorni,

XVI
di

fino a' nostri

che recano

le

versioni colle ine-

nou hanno cessato

apporre alla
si

sattezze, e spesso cogli errori. Leggi sautissiine, tante volte dalla


s.

Chiesa cattolica, che in essa uou


Testo, usurpando per s

colti-

Chiesa e dalla

vasse lo studio delle lingue originali del


s.

Sede rinnovate, e in tanti luoghi trapure sulla Preghiera[y.)\ cui anche in italiano talvolta leggonsi cose non purgatissiroe coulro molti canoni ansgredite,
tichi,

stessi la gloria
gli

d'aver iniziato e promosso

studi del

greco, dell'ebraico e dell' altre lingue orientaii, utili all'intelligenza della Bibbia.

che vielauu

in chiesa cose volgari,

La

Storia

per

ci

tuustia

come

cattolici

4o

VOL
o
Zi*

VOL
Parrochi d'usarne contiaamente
Vulgata.
nelle loro istruzioni.

hanno sempre promosso, ma subordinalo


all'aulctit della Chiesa, lo studio delle

lingue originali, neKle quali furono scrini

VOLGATA,
versione

Nome

della
s.

o Uadolti i Libri SHnl-, ed ionutnerabili sono Padri, Dottori e altri scrittori ecclesiastici cattolici, che in ogni tenipo illustrarono cella profonda cognizione degl'idionii primitivi il Testo biblico. Moltissimi furono i Papi che favorirono con
i

comune

del testo latino della

Bibbia {V.\ o raccolta della Scrittura sagra {V.), ossia del Testamento Vecchio e Nuovo {V.)j testo dichiaralo autentico dal sagrosanto concilio di Trento,
al

ogni zelo questi studi in

Roma

e in tutta

modo LXXIX,
la

riferito ne' voi.


p.

325

LUI, p. 4 e 5, 326 ed altrove. Nella


s.

Europa

nelle scientifiche

studi generali, anche

IJniversil, o prima che Clemente

sua dichiarazione, quel

Sinodo non pa-

ragona

Volgata

agli originali, de'quali

V
1

nel concilio generale di


1

Fienna

del

pubblicasse a

tal fine la

sua celebre

decretale

De

Magislris. Moltissimi furoaltri

no gl'imperalori e

sovrani cattolici^
di

non eravi questione, ma soltanto alle altre versioni, di cui non poche erano sospette. Dicesi testo, corfe^, co/i/e^f^, componimento originale o principale, o particella di esso, a differenza delle

che seguitandol'esempio
favorirono ellicacemente

Carlo Magno,
studi.

chiosco
fossero

tali

Tra

te

glose,
fatti

o
Il

altri

commenti che
s.

vi

scuole pi celebri in cui

essi fiorirono,

sopra, cio senza nota o interpretatesto della

/vanno ricordate l'Alessandrina, ove briU larono Clemente e Origene, e la Latera-

zione.

Scrittura talvolta

prendesi per opposizione alla glosa e alla


spiegazione, senza fare attenzione alla lin-

nense aperta da'Papi in iVoma

culle scuole

palatine, fu per pi secoli la maestra e la

gua
to,

madre
s.

di laute scuole

d'Europa, fino alle

nella quale il testo medesimo fu scritn se quella originale oppure una


Il

presenti Universit colle loro cattedre di

Semplice versione.
tura
si

testo della

s.

Scrit-

Scrittura e di lingue orientali. L'opere

mette per opposizione


il

alle tradutesto ebraiil

lici,

pi insigni derivate da questi studi cattosono la pi eloquente risposta alle


pi volle
quasi che

zioni o volgarizzamenti. Cosi

co dell'antico Testamento, ed

greco del

calunnie de'protestauti. Egualmente valorosi e dotti scrittori cattolici

nuovo, sono come

le

sorgenti alle quali


il

bisogna ricorrere per beo conoscere


proibirono
la

confutarono
contro
alla
il

l'altra

accusa de'protestauti,

senso delle traduzioni. Molti Papi e concili!

concilio di Trento,

traduzione dellaBibbia

esso abbia voluto col suo decreto intorno

Volgata

(A'.),

o depressa l'autorit

rigettato l'uso de' testi originali e delle

Volgare [V,). Ora l'Episcopato, massime d'Italia, alto alza la voce pastorale, contro mali procurati dalla stampa sfrein
i

altre antiche versioni delle varie Chiese;

nata, e quindi contro

tentativi del

pro-

mentre

esso decise doversi tenere per au-

testantismo per inocularsi nella bella regione. Di l quella larga dilfusione della

tentica e per regola di fede solamente

quella versione detta quella cio

V Antica Volgata^ che comunemente si usa, e

Bibbia

in lingua volgare, e
il

senz' alcuna

nota propria a dichiararne

senso; anzi
tali

che tutta versione latina di s. Girolamo, eccettuati salmi. La Chiesa sotto grave peccato ha proibito leggere la s. Scrittura
i

a confessione di leali protestanti,


bie volgari ridondano di errori, e
nali strafalcioni, d'inique e

Bib-

mador-

orrende bes.

in lingua, volgare, e solo sono permesse


iu lingua volgare quelle versioni pubbli-

stemmie. Ignorasi
e chi ne sia stato

il

tempo
i.

in cui fu fatta

l'antica versione latina della


il

Scrittura,

cale coll'approvazione della

Sede; istituendo nelle cattedrali un Teologo (/'.), che la spieghi al popolo, e raccomandans.

autore:

ma

opi-

uiooe

comune che sa

quella versione po-

steriore allo stabilimeuto del cristiauesi-

VOL
roo.

VOL

4i

Fra

le

antiche versioni la pi univer-

salmente ricevuta quella conosciuta anticamente col nome d' Itala o Italica (perch principalmente avea corso in Italia), di Comune e di Folgata, e che fu

vo dal greco, ad istanza di Papa s, Daroaso I, oltre l'emendazione dell'antica


traduzione de'Salmi de'Settanta
fine di

non Uftare

all'antica

a ; ma popolo assuefatto Volgata, procur di conservail

chiamata V Antica dopo che s. Girolamo dottore di s. Chiesa n' ebbe composta una nuova sul testo ebraico, secondo alcuni, tranne salmi (bench del s. Dottore si ha la Volgata de' Salmi, eh'
i

di dire che trovavansi gi nel che contribu non poco a fare ricevere la sua traduzione, di maniera che l'antica italica non trovasi pi del tutto

re

modi
;

testo

il

intiera

per quanto
i

si

sappia

in aleuti

il

i. de'

suoi lavori ermeneutici, sopra


il

luogo, eccettuato

frammenti, de' quali

la loro antica traduzione latina;

2."

con
si

pi sotto.
so

Il

progresso di questa nuova


tale,
il

emendazioni

e aggiunte, e tale lavoro

traduzione fu

conserva nella Volgata nostra, scon)pa-

tempo che

s.
,

che quasi nello stesDottore ne pubblicaera egli subito spar-

gnato per dagli

obeli e dagli asterischi;

va qualche libro
dottore

3. essendo la traduzione de'salmi dall'e-

so nelle citt e nelle provincie. L' altro


s.

braico in latino. Ne rende ragione il p. Calmet, Dissert. in Fers'iones Psaltcr.).

Agostino, poco favorevole da


s.

principio alla versione di

Girolamo

La

.*

era stala fatta sulla versione greil

l'approv poscia di

tal

maniera, eh' egli


il

ca, ed erale stato dato

i.

rango
Il

fra le
la

compose

il

suo Spaculutn, o Specchio,


di passi della
s.

edizioni latine,

perch era essa

pi

quale un tessuto

Scrit-

letterale e la pi chiara pel senso.

timo-

tura ad uso de'soli fedeli. Sebbene


s.

re ch'ebbero molte persone dello scandalo

Gregorio

dica che al suo

Papa tempo la

chepotrebbe produrre

ne' popoli

una nuo-

Chiesa romana servivasi

assai indiiferen-

va versione della s. Scrittura, ed il dubbio che potesse quella attevolire l'autorit de Settanta (/'.) interpreti, diedero motivo a s. Girolamo di prendere ad esanie molte contraddizioni, nella tradu-

temente dell'antica versione italica e della

nuova traduzione fatta dall'ebraico, pure ha egli quasi sempre fatto uso di questa ne'suoi Morali sopra Giobbe. S. Isidoro arcivescovo di Siviglia, che viveva verso r anno 639 , dice senza restrizione , che le chiese seguivano la versione di s. Girolamo. L' antica Volgala, bench fatta in un tempo in cui la lingua latina trovavasi nella sua maggior
pui'ezza, era
assai

zione latina ch'egli avea impreso a fare


sull'ebraico
distinte,
:

animato da molte persone

super tuttociche poteva ribut-

tarlo in

un Mscabrosolavoro,e versol'anno
Testamento
scritti

4o4o4o5di nostraeraaveva egli tradotto


tutti
i

libri dell'antico

nondimeno

scritta in istile

originariamente
to a'iibri che

in lingua ebraica.
si

Quandue
li-

non

trovano che

in greco,
i

barbaro. S. Girolamo pi puro senza affettazione. Anche pi dotti proi

come

la

Sapienza, l'Ecclesiastico,

testanti

hanno lodata

la

nuova volgata,

bri de' Maccabei, la Profezia di Baruch,


la lettera di

l'hanno preferita

alle altre versioni latine,

Geremia,

le

aggiunte che soi

no in fine del libro di Esther, due ultimi capitoli di Daniele, non vi fece alcun cambiamento e sono questi ancora come
'Dell'antica Volgata.

ed hanno trattato di semidotti coloro i quali osarono di parlarne male. Propria-

mente

la

Volgata nostra o

di

s.

Gii"ola-

mo

denominata latinamente^ A'e^KS ei


Editto. Quella fatta sulla ver-

come

si

Lo stesso Salterio, canta oggid'i, quasi tutto inte-

Vulgata
latina

sione de' Settanta, e usata nella Chiesa

.correzione di
:tf es

ro dell'antica versione itala, con qualche s. Girolamo. Tradusse alquesto


s.

prima

di essa,

Orosio, Fulgataj da

venne chiamata da s. Girolamo, Com-

Dottore il Testamento uuo-

muiiis et f'ulgala, o Felus et Fulgaiaj

4a
da
s.

VOL
Agostino e da
s. Gregorio I, anche Itala. La versione di attribuisce forse a qualche di-

V
Usila'
versioni
si

OL
Quin

possa usare egualmente.

ia, e dal i.

di fu saggissimo
bili

divi^amento de' venera-

questa

si

scepolo degli Apostoli, ed era volgare


in Italia, in Africa, in Ispagna, in
cia e in tutta la Chiesa latina
,

to,

Padri del sullodato concilio di Trenl'emanare un decreto a questo riguari

Fran-

quando
Girolain di*
s

do, dopo aver indicato quali siano libri divini o canonici; il quale l'S aprile 1 546
collo stesso decreto, in cui
si

nata l'altra versione latina di

s.

die' la di-

mo,

essa insensibilmente ne

venne

chiarazione sull'autorit ed usodella Volplitra^ polissimuiii vero

rtienticanza sino dal

VI

secolo, e

rese
il

sconosciuta oe'ecoli posteriori, finch


!Nubilio
i

si adoper in raccoglierne frammenti sparsi negli antichi Padri latini , che ne aveaiiousalo,e il b. cardinal Toni-

poslhac s. Serihaec ipxa velus tt l^'tilgita edilio nuani emendatissime iinpriinatur. Per la (|ual cosa alcuni de*
gala, fu poi ordinato, ut

masi,

il

Martianay,

\\

Bianchini, e

il

Sa-

Padri del concilio diedero mano all'opera a Trento slesso ; ma d'ordine di Paolo
Iti

batier sopra tutti con ininieiisa fatica e


diligenza,! studiarono di riprodurla quasi

venne

ivi

sospesa e dilferita a
agio. Pio

glio

tempo e

maggior

miIV, s.
fu riil

intera sopra vari codici, e sulle citazioni


degli antichi

Pio

e Grtgorio Xlll

non trascurarono

Padri. Siccome
al

la

nostra

qiiesl'alFare di tanto interesse.

versione erasi gi
iitta

tempo del Tridentino


scoli in poi in tutta

servalo allesollecitudini di Sisto

Ma V

con-

comune da IX
cos^i

durlo ad edetto,
ze
,

emendando
,

l'inesattez-

la

Chiesa latina,

essa fu detta a dirit:


il

cui la ignoranza

la

negligenza e la

to relui: el f^ulgnta Edilio

qual no-

me

di

Edizione

sia

significa lo stesso
ce, sia

detto per episodio, che libro mesiO in lu,

per opera dello scritto


,

sia'

della

stampa

sia

esso originale o
s.

tradotto.

Alla versione di

Girolamo non man-

aveano introdotto ne' vari codici, seguendo l'ingiuiito dal Tridentino. Egli dopo a ver nel 587 pubblicata la sua celebre edizione della Versione de* Settanta, riuscii merc le cure di dotti uomini e sue, e l'uso di parecchi
malizia de' copiatori
i

carono antichi apografi o copiatori, comiociando d'AIcuoo, il quale ad istanza


del

codici antichi della Volgala, e degli anti-

chi Padri e Dottori,


plari ebrei e greci,
ni fosse

non che

degli

esem-

suo discepolo Carlo Magno, imprese

ove

la lezione de'lati-

a ridurla all'aulica lezione, e oell*

802

dubbia od oscura, a metter


la

in luce

compi
uso.

il

suo lavoro, che venne in grande


sia di tali fatiche e cor-

nel

i5yo

sua edizione della Volgata,


titolo

Comunque

preceduta da una dotta sua bolla,col


riferito nel voi.
egli

rezioni, esse sono poca cosa a petto di quelle, che per l'esattezza della Volgata si so sleunero dopo la scoperta della stampa, ed una delle principali e pi antiche la

V,

p.

212

2i3. Pei

avvedutosi essere tuttavia corse del-

l'inesattezze nello sua edizione, viet l'ul-

teriore vendita degli esemplari, e ordin

stampata neh 5j 7 uella Poliglotta Complulense, ossia la Volgata riveduta sopra molli esemplari d'una veneranda antichit, sotto gii auspicii del

che l'opera venisse riveduta e poi riprodotta. Egli

non pot compiere

il il

suo disucces-

segno, n portarlo a perfezione


sore

cardinal Xiiuenes.

Urbano
i

VII, pe'i 3 giorni che regn,

La nostra
a
tal

fetle e la

nostra morale devono

n Gregorio
ne'circa
i

XIV
di

che

gli

tenne dietro

avere a fondamentoe regola que'libri,cui


fine lo Spirito

mesi

pontificato, ad onta
1

Santo dett

e di cui

pose custode ed interprete infallibile e pe-

renne
sti

la

s.

Chiesa.

Ma

essendoci di que-

s<igii

ne,

Volumi eoiiginai e versioni vad'uopo tuttavia sapere se di tutte le

che soppressa l'edizione del 5go avea istituito una congregazione di dotti e filologi per terminar l'impresa, sebbene essi la compirono in Za^arolo ( ^^.), na egli non ebbe vita per pubblicai la. Nep-

VOL
pure n'ebbe h glorici Innocenzo IX, che per 1 Diesi ne tenne il luugo,) quale tocc al ucressore Clemente Vili, erittnan tiola colla pubblicazione del gi operalo in Zagarolo con l'eseguita opera de' suddetti valentissimi uomini, a mpzzode'ioro esami l<boriosi, con fare fnalmenle usciI

VOL
ro che pochi frammenti, per
di
la

43
conver-

re possedeva, e di cui a noi non giunse-

sazione con parecchi de' pi colti giudei

Tiberade e

di altri

luoghi della Pale-

stina. Si consideri uoltre


la

che solamente grande esattezza della sua versione pot


la

indurre tutta

Chiesa d'Occidente a precio

e alla luce nel

i5q2

la

2/ edizione, d

cui

ferii la all'altra,

aW Itala summento*

titolo lo notai a

suo luogo, con piefdziocaiduial bellaraiino


,

ne

altiibtiita al

e
ri-

uo uso s antico ed era quasi contemporanea al'a Chiesa. Per la


vata, che vantava

ponliHcia bolla.

Le due

edizioni
i

iioit

qual co<a, a tacere de'pi dotti orientalisti


tra'caltolici, assai de'prolcslaoti eruditissi-

pugnano
fici

tra loro,
I

liaune

falli

tipogra-

della

,'

e poc'altro,

le lievi

dilFeienze

con confronti, avendole rilevale il liukentop nella sua Lux de Luce, contro le altrui calunnie. Dipoi nel
1

mi di varie comunioni, e in vari tempi, hanno onorato la Volgata nostra di altissimi elogi. Alle opposizioni d'altri protestanti

63 quando
1

LIr>

per tentare di distruggerne l'autenliciquindi anche l'autorit, fra


gli altri riil

bano Vili purg


da molli
derazione
la

il

Brt\ia/io loi/inno

t,

errori, fece

prendere

in

consi-

spose confutaiitloli dottamente

celebre

\ olgala. L' edizione


,

dunlati-

Berger nel Dizionario enciclopedico del-

que

della Volgala che la Chiesa na riconosce per autentica, e pii pei

ia

'l'i

olog!a

ce. Aleiita leggersi

Spiega-

fella

zio/ie e difesa

del decreto del concilio di

della pubblicala
la
la

da Sisto V.

la

stampa-

con autorizzazione di Clemente Vili, quale nondimeno ba alcune inesattez-

prete

Trento sulla 1 olgala. Dissertazione del G inseppe Brunati^ Torino 1 S 26. Di


con l'elenco di sue opere edite e inedi*
il

queldottissiuio di Sal scrisse bella biografa,

appariscono dal Lihcllus di Luca Diugense. La Volgala fu dal concilio


ze, quali

te,

ih. Felerico Odorici, e la

pubblic

di

Tienlo

tra

tutte

le

altre versioni Ia-

nella
.'
1

Cronaca di Milano
a'

line dichiarata rtultiilica, cio di

sunuua

Sino

856, disp. nostri giorni uiuno ci avea dadel


1

e irressiibiie autorit in ci che riguarda


la

to

una

suflciente contezza slorica del

mo-

fede e

la

murale, senza far tuttavia paroantiche versioni in altre


lin-

do tenuto,
Sisto

in ispezialit ne' pontificati di

la dell'altre

V (precipuamente va nominato GreXlY)e Clemente


Vili, da illustri

gue, nde'iesti originali.


liene, senza

questi e quelle

gorio

souosi lasciate nell'autorit che loroappar-

(3reftrirle

n posporle.A cosi

uomini, per emendare la Volgata, de' motivi che suggerirono le correzioni e di tutte le altre particolarit di

losrere

il

pregio della Volgala discorsa,


il

quello

memo-

lonsiileri es>triie autore

massimo dotsua piet, pel

rabile
tica

tore

s.

Giiolamo, a

tale

lavoro sopra ola

avvenimento nella storia della criscritturale. Avevano bens smascheracalunnie


dell' anglica-

gni altro attissimo, per

te le falsit delle

suocaldissimozelo della verit e della purezza della fede per la sua scienza pr.

no Tommaso James, e di altri maligni gi eterodossi, dopo Enrico Cnkentop


,

fnda dell' ecclesiastiche

dottrine

delle

lodato,

il

Uianchiui nelle sue findlciac

cose giudaiche, degli

scritti degli

antichi

che l'aveauo preceduto, delle lingue degli originali,

nis, e

e delle diverse antiche verle

sioni greche, e pe* codici cui'avea fra

Saeronini Biiloruni /'nlgatae EdittoF.Bonaventura da Magdalono, nelTriplejc biblico critica denionla sua stratio. Ma il non aver avuto (jue'valeotuomini l'opportunit di leggete
originali
tutti gli

niani pi antichi assai di lutti quelli che

Sono giunti fuo a


ealli

noi, e

naturalmente pi

documenti da'quali
il

si

pu

trar-

pei

le

Essapli

Oi igeoiaue che pu-

re tutto

nio di questa storia, lasciava

44
negli eruditi
distrigasse
il

VOL
desiderio d'un* opera che
quest'invilupte lacune; e
filologia
,

VO
e
s alla

L
s

csardigiovamenlo

alla

compiutamente
impresa

po.

un
il

tale

a' giorni nostri si

molti passi de*ss.

piena intelligenza di Padri, che tal versione

celebrato in pi luoghi p. d. Luigi M.' Ungarelli barnabita, e a quanto felice termine siano riuscite le sue dotte
accinse
fatiche,
il

citarono fiequentemente).

solenne te-

stimonianza e garanzia di quanto sia corretta questa edizione, per l'onorevole tipografo, il decreto della s. Congregazione dell'Indice a cui l'avea inviata, e approvato dal Papa Pio IX, con molteplici

potranno

dotti

argomentare

dal pubblicalo degli Annali delle scien-

ze religiose di

283

'3.

mg/ De Luca, t. 4 P> o i> E si tenga presente quanto

encomi, che

ivi si

o(h e, siccome di;

di Ini ne scrisse

il

eh. coramend. Visconti


t.
1

ligente e in tutto perfetta

gi

il

Ponte-

neW'Jlbum di Roma,
dizioni dellaVolgata,

3, p.

2 5, nella
voi.

ficeavendodatosegni
disfazione al

di

sua benigna sodsolerte editore,


il

biografa del medesimo. Delle diverse esi

medesimo

pu vedere

il

quale

gli

umili un esemplare impresso

LXXV,
g nel
u.
,

p,

32, e articoli
del

relativi. Si leg-

in mirabile

pergamena

finissima.
la
*

Da

ul-

1857
1

Tonno
85
1

Giornale di Roma del avere il benemerito tipografo di Giacinto Marietti stampato nel

296

timo nel 1859 annunzi


tolica, serie 4-',

Civilt Cat-

tiae

Concordant. 3, p. 94 Bibliorum sacrorum Vulgataeedi-

con bella e nitida edizione

Bihlia

tionis Sixti

V P. M. iussu recognitoruni

Pont. sacra Fulgafae edilionis Sixli 3Jax. jitssu recognilaet Clemenlis Vili
auclovitale edita, correttissima per avere avuto aiuto nel dottissimo p. d. Carlo Vercellone procuratore generale de*

atque editorunt, Prato, tipografia FF. Giacchetti. Ivi si d ragguaglio dell'utile e della necessit di tale libro agli studi

sagri, delle sue migliori edizioni, e della

lodevole preminenza della presente.

quale tanto versato negli sludi biblici (a segno che si apprende anbarnabiti,
il

VOLOGDA.
Russia, in

Citt arcivescovile della


di

Europa, capoluogo
,

gover-

che dalla Cronaca

di

Milano del 1 SSg,

p.

445^ avere letto nell'accademia Tiberi-

ragione del

na l'erudilo ragionamento, nel quale die* come gli vennero in un codi-

no e di distretto distante 90 leghe da Mosca e 125 da Pietroburgo, sul fiume del suo nome. Ilesidenza dell'arcivescovo, contiene pi di 5o chiese, due conventi,
il

ce delia Vaticana scoperti molti squarci


dell'antichissima versione della Bibbia
,

seminario,

il

ginnasio, e diverse

conosciuta Ira'dolli sotto


la, la

il

nome

d'Ita-

manifatture e fabbriche. Assai attivo il commercio, specialmente con Arcangelo,

quale rimonta a'temp primissimi della Chiesa. Questi preziosi brani sono
incastonati nella versione di
s.

che fanno
cata nel

Pare che
X

suoi pi di

12,000

abitanti.

questa citt

sia stata

fabbri-

Girolamo

modo da formare coU'una

versione e

o neli'XI secolo da quelli di Novgorod, sotto il dominio de'quali rimase per pi secoli.

coli' altra

un corpo completo.

tal

cudi

Dopo
,

l'invasione di 13a-

rioso codice era gi capitato alle

mani

parecchi sagaci rovistatori di


chi, etra gli altri
tutti
si

testi

anti-

tu-Khan pass al principato di Rostov; torn poi a Novgorod e fu finalmente


soggiogata da Basilio II gran principe
di

d'un cardinal Mai:


i

ma

abbatterono a leggere
;

soli

brani

Mosca

nel
i

390, ed

successori
,

vi

con-

della Volgata

sicch senza farne gran

servarono

loro tesori

pel

suo

diflicile

conto, lo iestituiiono al suo scaffale. Alla

accesso. Nel

Xl-V secolo

vi fu istituita la
il

d'un libro vi si legge: Orate pr me Dominico preshytero scriplore. Ora con questi biani si viene, non gi a comjjtetar i'/Za/^^nia a riempire di beo mol(ine

sede arcivescovile, sotto

patriarca di

Mosca, di
vescovo
la

rito greco,

pretendendo l'arciprecedenza sugli altri prelati

del suo rango, e nella provincia di

Perm

VOI.
godeva
il

VOL
do che questo
affare
(f^')
i, p.

45

2." titolo. Gli fu unito l'arclTe-

scoTato di Belozerova

Le Quien,
1298.

VH, ma
stato

bens

non sotto Enrico regnando Enrico \l, sia

Oriens Christianus,

t.

con

pi probabilit negoziato, e

VOLOGESIA, VOLOGESCERTA,
o

l'accennai nel voi.

XXXV,

p.

72. Nel

VOLOGESOPOLl o VOLOGEAmida
,

3IS. Citt vescovile antica di Babilonia,


sotto la metropoli d'

i5i3 per nomina d'Enrico Vili, Papa Leone X gli confei 1 il vescovato di Lincoln, e

fabbricata

nel

i5i4

la

metropolitana di

da Vologeso re de' parti al nord-ovest di Babilonia, oggi deDoniinata MeschedHosein. o Mesilied-Hossein Kcrbela, o

York. Indi ad istanza


la

del re, fu
il

sua ambizione, poich


a'

appagata Papa a'7 ov-

vero

IO settembre i5i5
s.
il

lo cre cardi-

Turchia asiatica, pascialatico di Bagdad, da cui distante 8 leghe, sopra un braccio deirEufrate, io un paese beo coltivato e coperHossein,
citt della

Iman

nale prete del titolo di

Cecilia, legala

lalere di tutto

regno, io considera-

zione della confederazione stretta tra En-

to di datteri. te

Ha

le

nnura di terra, aper-

da 5 porte, e

la

maggior parte delle


il

case di mattoni secchi. L'edifizio

pi

osservabile la grande e bella moschea,

Leone X contro francesi. 5 6 ebbe in amministrazione la chiesa di Wmchester.Dopo che Eorico Vili espugn Tournay, ottenne l'amministrazione della sede vescovile, che dov
rico Vili e
1
i

Inoltre nel

che rinchiude

il

famoso sepolcro d'Hus-

lasciare nel

i5i8, per essere

stata quella
in

sein, figlio d'Aly, ucciso nel

680

in

quep.

citt ricuperata da'francesi;

ma

vece fu

sto luogo, e neparlai nel voi.

LXXXI,

mausoleo conteneva predepredarono a'nostri giorni Vahabti o recabiti {P'.). De' suoi vescovi non s conosce che Co urna
e l'jx.
Il

270

ziose ricchezze, che


i

amministratore delle chiese unite di Bath e Wels, mentre Adriano VI di poi nel 1322 gli affid l'amministrazione della sede di Dublino. Divenuto gran canfatto
celliere e

registrato tra'Padri del concilio di Cal-

to in
facile

tanta

primate d'Inghilterra, collocaelevatezza di grado, gli fa

cedooia nel 45i. Le Quien, Oriens Chr.


t.

2, p.

1006.
IS'ato nei castello di

VOLSE Y oVVOLSEY Tommaso, Cardinale.


SufTort nella
diocesi di

Nordwick

in Inghilterra,

o co-

me vuole Godwioo io
la

Ipsvico castello del-

l'ammassare tesori e immense ricQuasich fusse poco e inferiore ai suo merito ci che possedeva, procur di ottenere da Carlo V l'arcivescovato di Toledo allora vacante, ma non essendogli riuscito, cominci con impegno ad
chezze.

contea di Suffoik, da un padre beccaio

adoperarsi per salire

al pontificato,

e se

e assai miserabile. Introdottosi nella real

corte per
ster,
si

mezzo del vescovo di Wincheguadagn la grazia d'Enrico VH,


ne coIo spirito e l'abilit prodigiosa, di

di cui fu cappellano, perch presto

nobbe

cui die' manifesta prova in

un

affare di

ne lusing alla morte di Leone X e di Adriano VI. Accortosi l' imperatore Carlo V dell'ambiziose mire del cardinale, pe'suoi fini politici le foment con apparenti larghe promesse, coltivando di speranze la sua temeraria presunzione. Ma
vedendosi
egli

somma

importanza, che trailo con Carlo

deluso ne' due successivi


lui.

V e a lui aflGdato. Quantunque quel principe si trovasse allora nelle Fiandre, non pertanto con generale ammirazione in soli 4 giorni lo concluse con siogolar soddisfazione del proprio sovrano, che noi

conclavi de'nomioali Papi, risolv di volersi

ad ogni costo vendicar di

Scor-

gendo quindi quanto fosse divenuto alieno il cuore libidinoso d'Enrico Vili dalla
legittima sua moglie Caterina d'Aragona,
zia di

credeva ancora partilo dal suo regno, onde in premio di sua fedelt e destrezza lo dichiar regio elemosiuiere. lo ere-

Carlo

e virtuosa principessa che

mal

soffriva l'intollerabile vanit del car-

dinale, questi cominci a istillare arlifi-

46
Divorzio
sto
(/^.)

V O L
l'idea d far

VO L
con residenza vescovile
antichissima e celebre,
in

ciosamente nell'animo del re


da
essa.

Domandato que-

Toscana come una

{T'^.)^

delle

da Enrico Vili a Clemente VII, furono deputati dalla s. Sede giudici per
sebbene
vi fosse
il

XII

capitali dell'Etruria
di distretto e di

capoluogo

media, ed ora comunit, con


nel

tale istanza, fra' quali

giurisdizione civile e politica,

com-

cardinale, siccome
il

non venne accordato,


irrit

partimento
che
s'alza

di Firenze.

Siede sulla cima

re fieramente

s'

contro

il

cardi-

pianeggiante alquanto curva d'un


sopra lutti
i

monte
a

nale,

e sdegnosamente lo fece arrestare

colli vicini fino

dal duca di Norfolk, l'obblig a rinunziar


la

braccia

935

sul livello del

mare Medidi difficile e

carica di gran cancelliere e


gli

la cliie'^n di

terraneo; di facile difesa,


tortuosissimo accesso, cui
suoi fianchi dal lato di

ma
si

Wincliester, e

confisc

il

magnifico e

uniscono ne'

superbo palazzo da
dra, per s e per

lui edificato in

Lon-

settentrione, di

gli

arcivescovi di

York

maestro e

di levante poggi

o colline marfiu-

suoi successori, pieno d'cgni sorla di ric-

nose e frastagliale dalle acque della

chezze e rarit, e splendido di preziose


suppellettili. Spogliato di quasi tutte
le

mana Era, che

le

scorre sotto da settenlato di ostro


di

trione a libeccio,

mentre dal

sue copiosissime rendite, fu prima rilegato nella villa Ateria, e poi lasciato libero

e di scirocco la base del

monte

Vol-

terra lambita dal fiume Cecina che gli

nel suo arcivescovato di Yoik, dove per

bagna
Cos'i
il

>ivea lautamente e sfoggiava in grandezze.

piedi 5 in 6 miglia pi abbasso. benemerito Repelli, nel classico


i

Giunto questo
lo fece

cognizione d'Enrico

Vili,

arrestare da Enrico duca di

la

Dizionario geografico fisico storico del' Toscana^ col quale prei;ipafneiite


procedei.
Il

r^^orlhiunberlantl,
tasse nelle

viaggio

fin

eordin ohe si traspordi Londra, ma nel miseramente la vita nel mocarceri


1

M^rcliesi, nella
2, p.

dell'onore,

t.

Galleria 563: Volterra, dice

sorgere

la

fatnosa citt sur altissimo e

533, come scrivono Ciacconio ed Eggs. Per Godwino, che lungamente e con precisione tratta
nastero di Lincestre nel
di lui, assicura nel Coninicnlnrio de' ve-

aspro monte.cuisi g'tutgeper arie strade

da 2 a quasi 5 miglia lunghe: dalla sua sommit spicci n^i 5 scese, che per U
lunahezza della schiena declinano verso
il

scovi e cardinali inglesi, che


del cardinale

la

morte
no-

piano, e a guisa di raggi formano la


di

avvenne

nel

53o a'ag

figura

vembre, dell quale opinione pure Robertson. Mori d'anni 60 e rimase sepolto nella chiesa di detto monastero, correndo pubblica voce, che da per se si fosse col veleno tolta la vita, ovvero glielo fece |M'opinare lo stesso re. Questo disgraziato e famoso porporato ebbe una corte
di

d'una pulma Sono queste separate


profondissime
valli,

mano colle

dita.

l'uua dall'altra coti

che non ponno tra3 leghe e

passarsi pe'dirupi e gl'impedimenti delle

frapposte boscaglie. Trovasi

pi

al

sud-est di Pisa,
i
1

al

sud-ovest di

Firenie,
na, in

da Livorno e pi di

gda

Sie-

buon clima. Dice

l'ultima proposi-

jooo

e pi persone, tra le quali

63

zione concistoriale: f'^ollerrae aedificala


conspicitur, qiiae in suo duornni fi-re
m'illiaruin aninlu

erano ecclesiastiche. Fond due collegi, il i. in Cantorbery e il 2. in Oxford, per mantenervi 200 giovani agli sludi, ed
eresse

una cnm

snhurb'is

novein circifer continet incolarnni millia.

un sontuoso mausoleo

di

metallo

a Eiu'ico

VII, primaria origine di sua

regio per

Vi risiedono ancora un commissario la politica e la polizia, mentre

fortuna. /'. Inghilterra.

pel lato amministrativo

VOLSlMOoVULSINlO.
KAj e Viterbo nel

VOLTEURA

F. Boiseparagrafo Bohena. {Folalerran.). Citt

un

cancelliere comunilativo,

economico vi un inge-

gnere di circondario, un esattore dell'uffizio del registro,

ed un conservatore del-

VOL
l'ipoteche:
i

VOL
devano
salir poi
ta

47

tribunali collegiali sono in

sleva la Postierla Macoli, e di qui scennella vallelta di Docciola per ri-

Firenze. Quivi slabililo l'ufficio della sopcinlendenza delie regie Salinedistanti


dalla cilt

ad un'antica porla, forse


Portone. Di
l

la

Por-

una

lega e

uu

3., gi

apparte-

Ercole dell'Ammirato, poco lungi dal

nenti al
nei

comune di Volterra, e da questo i8i4 cedale al governo mediante


soninainislt'a-

cos detto

attraversando

orride balze arrivavano dietro l'attuale


chiesa di s.Giusto; equiodiavvicinavan$i

congruo canone annuale:


iio

queste pel cunsunio di tutto lo stato


sale per la sua purit e candidezza su-

alla torre di

s.

Marco, dove probabilurbana.

un

mente

fu altra porta

Da

tal

tor-

periore a qualunque altro fabbricato in


Italia.

re, dirigendosi a libeccio, e

rasentando a
le

La cospicua
il

ricche soigenti

rendita cbe da queste governo ritraeva sem-

occidente

la

contradadi Pratooiarzio,
il

mura

etrusche tornano a far magninca


soppresso monastero di
s. s.

pre aumentandoci merc uu' illuminata ed attiva amministrazione e gl'incessanti vistosi miglioramenti che a questo regio
slabilin>ento
si

mostra sotto
di l dal

Chiara, gi di

Benedetto

in Orticassio;

quale s'incontra un'antica porta,


il

fanno.

Il

genere che

ivi si

o Postierla, chiusa. Continuando


antico, le

giro

fabbrica viene trasportato ne' vasti magazzini esstenti in Volterra, e di


si

mina cambiarono
Stefano, nel
g' indizi

direzione
alla
si

poi

da

libeccio a scirocco per dirigersi


s.

diltonde nel gninduccito.

Fu

Voiteria

fonte di

quale luogo

la cilt

pi occidentale fra (pjelle dell'E-

scuoprono
Porla
s.

d'altra porta,

f(jrse

triuia centrale, allorch Luiii e

Lucca

Felice o de'Siiraciui, ftichper


stesso delle
si

erano de'

liguri, Pisa de'greci;

che conta
le al

l'andamento
ta all'Arco.

moderne mura
alla

un recinto
e
il

di rouraciclopiiheil pili vasto

costruite suH'antiche

giunge

Porcon-

nteglio conservato che in tulle

Que.st'ultima che serve anpresenti,


si

tre citt capitali dell'antica Eiruria.

Le

cora alle

mura uibaue

mura eiiusthedi
no
uia periferia,
si

Volterra abbracciava-

serva tutta intatta con doppi archi, in-

rhe sebbene irr^gobue

terno ed esterno,

ambo
di

formati di qielle

e interrotlH,

nioslrn 3 volte pi estesa

pietre smisuratedi panrhina che nell'an-

del cerchio pi moderno.


diosi intorno la citt,

Le mura

anti-

tiche

mura etrusche

Volterra ponno
il

che, di cui esistono tuttora avanzi gran-

osservarsi.

furono innalzale

so-

pra burroni di

dillicile

accesso e costrutte

Le descrisse con rame nel Musco ElritscOy quando gi neMalfeiavea notilcalo: non
re

Cori,

Scipio*
vi esse-

di massi smisurati e senza

me

collegati,

qujili

cemento insienon cedono in ma-

monumento

pi illustre e pi espresil

sivo di questo, per indicare

decoro e
si

gnilicenza a qualsiasi altro

monumenio,
talora alla

splendore dell'antica maest loscan-i".

menile
zioni
il

la

loro

mole giunse

Non

pare, che l'ultimo cerchio

debl>a

grossezza d' 8 braccia.

Le

loro interruintracciarsi

all'imperalore

Onone

I,

cui molti altri

non permettono oggidn

buirono
che, n

il

ristMuro

delle

mura

ciclopi-

suo andamento preciso. N anco si pu sapere quali e (piante fossero le porle


dell' etrusca cilt; e solo
si

sembra che

lo sia stalo di genti

barbare,
a ragione

come
il

altri

sospettarono.

Onde

conosce, che

eh. Giovanni Targioni Toz-

dalla Porla all'Arco alla Porta a Selci, le antiche n)ura salivano da ostro a greco verso il luogo detto poi il Castello, per
cui la Porla a
Selci nel medio evo si appell Porla Maggiore e Porta del Pian

zetli diceva,

che

il

recinto di questa cittenpi

t era slato ristretto in

pi mo-

derni, e lo dimostrano

pi
si

istromenli

sincroni del

1279

in cui

rammenta-

no case e
ne, fra
il

torri di

Guelfi distrutte da'

di Castello. Di cost

le
s.

mura arrivavano
Andiea, dove
esi-

Ghihellini in tempo della loro ribellio-

all'odierna chiesa di

1260

il

1266;

le

quaU

torri

48
i

VOL
ri

VO
servono
al

L
si

e case si dicono situate fra' muri vecchi e muri nuovi della citt. Anzi un decennio riuanz al 1279, si ha da altro

temporario isolamento di
costruicelle col necessario corre-

disciplina; e nella casa di forza

rono circa 3oo

islrumenlo del 1269, che


nalzate. L'autore della

le

mura

del

do di laboratorii
clusi.

e officine per l'esercizio

recinto attuale di Volterra erano gi in-

di vari mestieri in quella famiglia di re-

Guida
al

di Vol-

Quando

nel

1818

il

governo co-

1260. Ora le mura contano 5 porte denominate: Selci, Docciola, Fiorentina, s. Franceterra ne assegna l'epoca
sco, Arco, l^iferisce
il

minci a stabilire la casa di forza, si propose il doppio scopo di procurare con questa salutare punizione l'emenda e di

Marchesi, essere
la

provvedere nel tempo stesso alla quiete


e sicurezza sociale. Nella torre detta
il

"Volterra fortissima per

natura del
le

si-

to e l'industria dell'arte, per

muraglie

Maschio, qual rinomata prigione di stato, sotto il governo di Cosimo 111 fu lungamente detenuto perso anni il matematico Lorenzo Lorenzini fiorentino, che vi compose parte delle sue opere, cio le

di pietre quadrategrossissime ch'eccita-

no meraviglia, aperte da 5
bellita

porte, e ab-

da altrettante
citt,

fonti

d'acque limvedendosi

pide e cristalline, oltre due maggiori nel


colnco della
quia

e l

Sezioni Coniche, che inedite


a

si

con-

statue e iscrizioni, che fanno certa testi-

servano nella Magliabecchana. Dall'essere destinata


la citt

monianza
di

di sae antiche glorie, avanzi

delle passate grandezze. Nel capitanato

dal venire considerata


della

come

luogo di castigo, il capoluogo

messer Gualtieri duca nominale d'Ai

Maremma,

e per l'inesatta relazio-

lene, per compiacerlo,

volterrani fab-

ne
re,

di

bricarono

la fortezza. 11 locale

circon-

qualche troppo leggiero viaggiatoinvalse ne'tempi addietro l'errore che

dato da grosse muraglie, con piazzale in mezzo della figura d'un parallelogram-

l'aria

ne

fosse

tre per lo contrario

malsana e perniciosa, mensommamente pu-

ma.

settentiione della piazza esiste

il

ra e salubre.

Non manca

di palazzi e di

cassero

comunemente chiamato la Femmina, innalzato nel i343 presso la porla a Selci,

buoni fabbricati per abitazioni.


gio teatro Persia Fiacco, e
il

Ha

il

re-

Circo di

che chiude
d'ostro, fu

mentre il cosi detto Maschio il parallelogramma dal lato ordmato nel 474 ^^ Loren1

Valle Buona per corse di cavalli col fanti*

no e

altri spettacoli- I

e del Pretorio sono le

palazzi Pubblico due fabbriche cisi

Medici il Magnifico. Apprendo dalle Notizie di Volterra^ di Cecina e di Dal Borgo, delle quali pure molto
zo de
profitter, che tosto le carceri pi basse e orribili del

viche

le

pi cospicue che

alzano una

di contro all'altra,

con due eminenti torri


la

nella piazza Maggiore. Della coslruzioue


della

prima, per

residenza del supre-

Maschio, pe' primi


i

le

mo

magistrato e per l'adunanza ds'coasi

provarono

fratelli e

cugini de' Pazzi

sigli,

hanno memorie certe

in

una
di

i-

nel 14?^) <^^pi della congiura contro i de Medici. Nell'interno della fortezza esistono
gli

scrizione posta
cio del

sulla porta d' ingresso,

1257 mentre era podest


Buonaccorso

Vol-

stabilimenti penali e correzio-

terra la 2." volta


citine

di Bellin*

nali delle case di forza e d detenzione, pe'

Adimari di Firenze.
popolo,
i

In origine

quali

si

eseguirono grandiosi lavori onde


il

questo palazzo servi


ziani o difensori del

di residenza agli

anil

ridurre

locale al sistema del

medio

iso-

quali pi
ti-

lamento. La casa di detenzione ha nu-

tardi piesero e

conservano tuttora

merose

celle, e

quantit corrispondente
il

tolo di priori, presieduti dal gonfalonie-

di laboratorii, e trovasi dentro

recinto
il

re della citt.

Noo pu

dirsi lo stesso

chiuso, nel centro del quale ergesi

Ma-

della fabbrica del Pretorio,

schio, di cui sulatueule le carceri superio-

sebbene sia da credersi pure opera dello stesso se-

V
bitare
il

OL
stimonanze
i

VOL
visibili

49
molle
iscrizioni t

colo XIII, per averlo cominciato ad a>

di

podest, e

capitani del popolo


i

monumenti
no

antichi, molti de'qual furo

appena

istituiti,

almeno

secondi. Impe-

indicati al p.

Leandro Alberti

dall'an-

rocch ricavo dalle Notizie di P'ollerra, che la serie de'suoi podest principia da Enrico nel i igS e prosiegue sino a De Tonelli di Foligno del 1470; e quella de' capitani del comune del popolo principia con Rainerio

tiquario volterrano Zacchia Zacchio, e


dall'Alberti
1

iteriti

nella Descrizione di

tutta l'Italia.

La primitiva cattedrale di Volterra pi non esiste, e l'Ughellidice


s.

essere stata sotto l'invocazione di

Pie-

Morie de Luca

del

128

tro principe degli Apostoli. Senza far conto della tradizione popolare che

e prosiegue fino a

Francesco della Rena

suppone

che continuava a governare nel lySb. In vece il Repetti dice che il magistnito de'capitani fu introdotto io Volterra

quel
lo

duomo
i

esistilo nel

luogo del Castel-

prima del 1255. Attualmente

il

palazzo

Pretorio trovasi, per recenti rislauri e

si vedono il Maschio, dove fondamenti 4:1 grandioso pa< lazzo de' Belforti, tutti i documenti superstiti tendono a dimostrare, che ov'

davanti

tuttora

ampliazione di comodi, capace alla residenza di qualsiasi magistratura giuridica,

tuttora fosse senipre ebislito l'antico duo*

mo. Notai
p.

nel voi.

XI,

p.

253,
II in

XCVII,
Volterra

con sale

di udienza, cancellerie, car-

io4, che Papa Calisto

ceri e altri uffizi.


la Giustizia,

La

pittura

esprimente
di-

che Daniello Ricciarelli

pinse a fresco con altre figure nel salone


di questo palazzo, ultimamente fu egregiamente trasportata in tela e collocala nella sala dell'adunauzedel palazzo Pubblico o comunitativo. Inoltre in quest'ultimo vi il Museo, ossia una raccolta d'antchil etrusche e romane, situata nel quartiere terreno. Questo Museo ebbe principio neliySi, e pi tardi il magistrato civico fece acquisto di varie urne

a'20 maggio I 120 (il Repetli dice i 12 i) consagr la cattedrale, sotto il titolo della B. Vergine Assunta in Cielo, alla presenza di 12 cardinali, fra'quali
dell'

Azza

(f^.)t

arcivescovo di Pisa, e di 12
il

vescovi
II)

(meglio 5 oltre
e che
vi

diocesano Rogero

consagr pure altre chiese, e lo conferma il Cecconi, // sagroritodi con-

sagrate le chiese, p. 7 ne a tale epoca nella


1

Dovr

riparlar-

serie de' vescovi.

Venne ampliata
abbellita nel

nel

I254

dal celebre

Nicola Pisano, e finalmente restaurata e

cinerarie d'alabastro, scoperte nelle pendici settentrionali della citt.

i843

dalla

piet de' vol-

Ma

chi lo

terrani, sotto la direzione degl'ingegneri

rese ricchissimo fu mg.'


ci, il

Mario Guarnacal

Mazzei e Solaini. Questi nello scoprire


l'antiche sostruzioni, parve d'aver trovato

quale

neh 76idon

pubblico

la

sua copiosa raccolta, proveniente da


la citt.

e*

dentro

in

sua area indizi di due chiese

stesissimi scavi fatti intorno e lungi dal-

stute edificate in

tempi e a

livelli
il

diversi;

In

tal

modo

nel giro di

3o

an-

si

anche dubitato che

coro e la

ni

ebbe principio e incremento questa


scritti,

crociera fossero d'una costruzione poste-

ricca collezione di oggetti etruschi e ro-

mani, tanto

come

figurati,

capace
gli

essa sola di richiamare in

Volterra

eruditi forestieri e nazionali,e della quale

nelle sue Ricerche,

ne fecero succinta descrizione il Giachi il Gori nel Museo Etrusco, e la Guida di otterr. La

Certo , che nel rifare nel 1842 i fondamenti del presbiterio Irovaronsi tracce d'un semicerchio smaltato in musaicoa colori, molto simile a quello del le 3 navate, ch'erasi rinvenuto un bracriore.

citt innanzi lo stabilimento del

museo
te-

civico,

come

accennai col Marchesi, pre-

sentava per

le piazze e

per

le

strade

pavimento attuale. Se il Pimostr tutto il suo ingegno allorch architettava questo duomo, aumentandolo fino a 22 colonne nelle navi, ed erigendo il presbiterio, egli per
cio sotto al

sano non

VOL. CUI.

So
trasse
il

VOL
miglior partito che pot, orsa,

VOL
di tal colore al cappello fuori della chie-

ne nandolo anche esternamente con molla


to di Serguidi, cio nel

seiuplicil. Assai pi lardi, nel vescova-

1^74

si

eseguii

non per in Roma. Osserva Bepetti, che nuna cattedrale di Toscana, come questa di Volleira, ebbe nel secolo XI

rono
telli

altri

abbellimenti, fra'quaii

capi-

da Leonardo Ricciarelli nipote del celebre Daniello. La sonlla della maggior nave e delia crociera l'esegu Francesco Cip iacorinti a stucco, lavorati
ni

un 4o

capitolo
canonici.

composto di 5 dignitari e di Aderente al duomo il pa-

lazzo vescovile,

buono

e decente edificio.

Annessa

alla cattedrale

la

cura d'ani-

me
lo,

della parrocchia, propria del ca(>itoil

detto di Volterra, fnchc nel

842

quale

la fa

esetcitare da

un

vica-

mediante pie elargizioni e quelle del vescovo Giuseppe Gaetano Incontri, fu incaricato il suddetto Mazzei a dirigere
il

rio curato,

coadiuvato da due cappellani


battistero, e l'unico delia
s.

ad

ntilum dello slesso capitolo. Mei duo-

mo

non

vi

grandioso restauro di tutta

la

catte-

citt

nella prossima chiesa di

Gio.

drale,

mentre

al

Solaini

fu data la di-

Battista. E'

un

edifizio cospicuo del

me-

rezione del presbiterio, che l'encumiato

dio evo, di figura ottangolare, a similitu-

vescovo fece eseguire

a tutte sue s|)ese.


le

dine di molti

altri

battisteri antichi, si-

Questo tempio una gallera^ per te tavole che lo adornano dipinte


parte da artisti volterrani, fra
le

mol-

tuato coue quelli dirimpetto alia facciata del

in

gran

quali o-

stero non restino


secolo

duomo. Sebbene di questo ballimemorie anteriori al


X,
al

peie d'arti non da


giore di

tacersi l'altare

marmo

fatto erigere nel

magi83l

e che la 2.* sua restaurazione

scenda

dall'arcivescovo di Pisa Agliata, gi pastore di questa chiesa; n


il

cenotafio del

i283, pare che la sua 1/ epoca rimonti all'istituzione della diocesi volterrana. La notizia pi antica deli."
battistero conservasi in

volterrano Gaetano Incontri arcivescovo

un istiuuienlo
989,
col

Firenze e zio del nominato, eretto a spese del clero volterrano, cod opera
di

del capitolo

maggiore

del

quale

l'aicidiacono della cattedrale die' in enfiteusi a Pietro

dello scultore Cosloli

di

Firenze, onde

suo padre luttoci che

perpetuarne
raito
di

l'effgie nel

tempio maggios

apparteneva
(lidotta
pitolo

re di sua patria. Nella cattedrale


ss.

vene-

di s. Ottaviano ad oratorio nel i56o) e al caalla chiesa

Reliquie.

Il

capitolo
.'
i

si

compone

della cattedrale, per conto della


s.

dignit, delle quali


1
I

l'arcidiacole

pieve di

Giovanni posta presso


il

il

duo-

no, di

canonici comprese

del teologo e

prebende del penitenziere, di 8 capaltri

mo
to

e la sua canonica. Inoltre

padronabattistero

dello

stesso

capitolo

sul

pellani o beneficiali, e di
chierici

preti e

maggiore dimostrato da altro docu-

inservienti al divin

cullo. Seb-

mento
il

del

995,

col

quale

il

vescovo Pie-

bene

le

dignit e canonici gi godessero

tro col consenso de'suoi canonici trasfer

l'insegne corali della

cappa magna con

fodere di pelli d' armellmu, e della colla


sul rocchetto, tutta volta Fio

VII

in consi-

derazione deirantichit del capitolo, de-

gno

di

nuove onorificenze, e
s.

d e$^ere

padronato della chiesa di s. Gio. Ballicon l'onere di farla uffjziare da 8 preti. Fino al 1078 questo tempio conserv il titolo di pieve maggiore della diocesi. Fra le sue opere
sta in altre persone,

Volterra patria di Papa

Lino, col bre1

artistiche merile\uli di

menzione, una
detto delle
il

ve j^fjostolicae beulgtutatis, de' 2

di-

tavola di INicola Circignani

cembre 1821, Bull, lioin. coni. 1. 15, p. 466, concesse alle dignit e canonici
l'uso in chiesa e fuori del collare e delle culzfc di seta

Pomarame,
stero di

dipinta nel

1592;

batti-

marmo

lavorato in
s.

figure del

i5o2^

di

Andrea da

paonazza ^ de! fiocco

di seta

gruuUtuso ctbuiio iu

marmo

Savino; ed mi bianco sta-

VOL
tuario COD graziosi ornali,
figure in
ri-

V
sprvaM'al-

tt

collegiata e prioria innanzi che fosse sop-

lievoead allo
tare

rilievo,

il

(|iiale

pressa e riunita alla cura della chiesa pre-

maggiore

della cattedrale, opera del

celebre

Mino da
s.

Fiesole. Altre rhiese


s.
s.

parrocchiali della citt sono,


prioria, e

Michele

Pietro a Selci in

Agostino
Di pi

prioria, le quali abhracciano

una popo-

Masi rientri io citt. Senza rammentare altre chiese e oratorii, che hanno le 4 ''ase religiose o conventi, due monasteri di monache, cio le Clarisse di s. Lino e Toblate del regio conservatorio
cedente.
i

lazione anche fuori della


nel suburbio esistono 3
chiali, cio ne' borghi, e
dr.i, prioria;
s.

citt.

con convitto, ed

diversi sodalizi, le han-

chiese parroc-

sono

s.

Ale<sans.

Giusto, badia, gi

Mar-

co, prioria;
8.

Giusto e Clemente, gi in Stefano, prioria. Ne'sobborghi vi puss.

no altres il collegioe il seminario, di cui vado a parlare. Dell'istruzione pubblica fa parte una buona libreria aperta al pubblico due giorni della settimana nel palazzo civico, donata essa
to prelato

pure dal
le

loila-

Girolamo, a porta s. Francesco. La detta chiesa de'ss. Giusto e Clemente era lap' antica del sobborgo di porta s. Francesco, innanzi che la
la rettoria di s.

ra

Guarnacci

che

assegn un
per au-

annuo legato
bliotecario,

sufficiente a mantetiere bi-

custod, ed anco

mentarla di
sa

vecchia fosse assorbita dalle

voragini

composta di
,

delle balze, per timore delle quali fu ab-

bandonata

e profanata nel

1778 anco
s.

la

Tcina chiesa parrocchiale di

Marco,
s.

trasportandone
e pi
distinta

la

cura nella mentovala

badia

camaldolese di

lumi fra' pergamene. Rinomalo il collegio di . Michele de'pp. delle iVcv/o/e P/e. Spettava direttamente alla istruzione pubblica la misura presa d;' rappresentanti
dp|

Esche 12,000 voquali molti codici e alcune


libri utili all'istruzione.

Giusto. L'antica chiesa de'ss. Giusto e

comune
I

di

Volterra,

allorch a'

690, il vescovo Gaudenziano la fond il longobardo Alchis castaido di Volterra, come leggesi in un marmo afil

Clemente era quando sotto

stata edificata verso

maggio 360 del iberarono eleggere ogni anno un maestro pubblico di grammatica e di

rettorica,

persona
fu

di d. Pietro di Citerna,

siccome fecero nella il quale


per

fsso alle pareti

del

coro del moderno


in

anco

rieletto

alla stessa cattedra

tempio eretto
segno

nel

1628

luogo del

i."

nn anno
la

alquanto distante e pi elevato, col didi Giovanni Coccapani e co' mezzi

ta

Pi tardi, nel 171 i canonica di s. Michele venne assegnaa'pp.scolopii per erigerla in un ateneo,
nel 1369.
la

forniti dal

comune di Voi terra, che per voi

deve

giovent volterrana riceveTislrurettorica.

todel popolo tiene

due Santi
s.

titolarla

zione gratuita nella calligrafia, ai itnelica,

protettori delia citt; altri protettori es-

sendo Hapa
sto e

s.

Lino,

Vittore e

s.

Otse-

grammatica e rono aggiunte


vallereschi per

Inseguito

vi fu-

altre scuole superiori, ol-

taviano. Questo magnifico tempio va-

tre quelle del disegno e degli esercizi ca-

ad una
il

sola navata, sfogato al

un convitto

di alcuni toivi

gno che

eh.

astronomo

p.

Giovanni

scani ed esteri che trovasi

aperto.

Il

cav. Inghirami preposito generale delle

scuole pie, volle lasciare un contrassegno


Iti

Supplemeofo al n. 27 delle Notizie del Giorno di Roma i\ A 1846, pubblic la


seguente lettera scritta da Volterra
luglio.
ilf."

suo

affetto alla patria

con

istabilire

pavimento uno de'pochi gnomoni che contano alcune delle primarie


nel di lui
citt d'Italia. Nello stesso sobborgo, pres-

La sagra

esultanza, sentita e

nifestata d.ill'ordine regolare delle


le

ScuO'

Pie (^.) in
la

tutti

suoi

stabilimenti

so questo tempio, esiste

la

piazzetta di
s.

per

faustissima esaltazione del

Sommo
gloria di

Pratoenarzio, detta anche di


dagli avanzi

.Stefano,

Pontefice Pio

[K

(F.), giunta al suo

d'una vetusta chiesa

stata

colmo

in questo collegio,

che

si

54
augusto
di tanto

OL
de'snoi allievi col

V
nome
e dal

OL
si

coronareil novero

dotto a convitto,

dove da ultimo

tro

Padre e Sovrano
la

;*

collegio dilTusa per

tutta

la

nostra citt

divenuta simile a pubblica splendidissima


festa.

vavano circa 60 convittori (il Repetti qui non chiaro: dice stabilitovi il seminario nel i8or, ove dal 1802 si ricevono
a convitto e
si

Con gran pompa


faci

di

elegantissima
di scelta

v'insegnano la lingua
circa

la*

paratura, di

innumerevoli e

lina e

altre scuole a

^o

chierici

musica furono nella chiesa delle scuole pie solennemente celebrate le sagre funzioni, parte dal celebre p. Giovanni Ioghirami superiore generale dell'ordine, che
vanta
la bella sorte di essere stato

convittori. Poi nel

Supplemento avverte,
convitto

che
nel

il

seminario fu ridotto a

pre-

1789. Dunque vi fu stabilito prima del 1789?). La chiesa di s. Andrea del seminario era una delle pievi presso le

cettore del giovane conte Giovanni


ria Mastai-Ferretli,

MaGae-

mura
t,

etrusche posta a levante della


la

cit-

parte dall' Ill.mo e

nel cui borgo

R.mo
la

nostro vescovo

mg/ Giuseppe
medesimo

tilde
io

marchesana

di

gran contessa MaToscana, nel febbra-

tano Incontri, che

al

confer

prima

clericale tonsura cosi

bene au-

gurata.

La

facciata della
si

chiesa e tutto

l'esterno del collegio

distinsero per co-

piosa e vaghissima illuminazione a dise-

gno, ritraente l'archittetura di esse fabbriche. La banda civica rallegr a lungo


lacitl

1078 celebr un placito a favore della mensa volterrana,oltre un contratto meno antico del i 70, col quale fu donato un pezzo di terra alla pieve di s. Andrea in Postierla. Nel i339 fu edificato presso questa chiesa un claustro grandioso
1

per abitarsi da'inonaci Olivetani,


vi

quali

con armoniosi concerti.

11

ritratto

restarono fino alla


la

soppressione del
vasta fabbrica fu
uso. Negli

del Santo Padre somigliantissimo al vero, che gi in divise cardinalizie decorava esposto in adorla sala del collegio
,

1783, dopo
anni
si

quale

la

destinata al presente

ultimi

stabilirono nel palazzo civico

due

na sede a
gli

tutti

accessibile,

a s traeva

scuole pubbliche, una di disegno e l'altra


di musica. Vi sono le
niti e

sguardi universali de' volterrani, e

dell'immenso popolo accorso dalle vicine campagne. Possa perenni moltissimi


confortare
il

mondo

cattolico delle sue

accademie de Riude Sepolti. Osserva il Repetti, che questi due stabilimenti letterari potrebbero servire d'appendice all'istruzione
pubblica, se
gli

paterne

benedizioni

e beneficenze

un

accademici

si

riunissero

tanto Pontefice, che molti di noi ricor-

pi spesso, e dassero alla

luce qualche
i

diamo veramente commendevole studi e nella piet, e per la dimora


gli

negli

buona
li.

lezione. Volterra
s.

ch'e-

L'ospedale di

nostro concittadino

vantiamo presso che Tali erano voti di tutta Volterra espressi con ogni pi vivo ed appassionato segnp di gioia e tripudio veramente indicibile". Il seminario di s. Andrea a porta Marculi o in Postierla, serve di tirocinio all'istruzione morale e letteraria d'una quarantina di giovinetti di vari paesi della diocesi che sogliono

ha

fatto tra noi

sisteva fin

ha suoi spedaMaria Maddalena edal secolo XII in via Nuova,


in

ora palazzo Lisci, cui

seguito

fu-

rono uniti

beni di

altri

minori spedali

della citt e di

quelli de' contorni.

tardi fu traslato nella via del e finalmente ridotto nel

Pi Campanile,
nella for-

1790

ma

attuale sotto la tutela del sovrano e

l'aramioistrazione del

comune. Non mandella

cano

altri

stabilimenti benefici e caritai

iniziarsi al chiericato. Il

seminario ve-

tevoli.

Anche

fratelli

compagnia

scovile cominciato dal vescovo Serguidi,

della Misericordia,

eretta sul principio

e meglio eretto verso

il

Sacchetti, sistemato nel

64o dal vescovo i686 e poscia


17B9
fu ri-

traslato in questo luogo, nel

XVI, adempiono con zelo alle opere di carit verso loro simili, imitando fedelmente l'esempio della madre
del secolo
i

OL
nel quale
si

VO
devono
essere assistiti

L
i

53
vescovi di Voli

Vi pure il monte di piet. Volterra ebbe la zecca. Dell'antiche monete etrusche colla leggenda Velatri^ attribuite a Volterra, a
delle Misericordie di Firenze.

legge: che se

terra vorranno fare moneta,

zecchieri

Felletri e ad altre

citt, riparlai ne' voi.

da 3 buoni uomini, nominati dal podest del comune, ii quale ogni anno nel febbraio dovr ioti

LXXVIII, p. 90 e 9 i.LXXXIXp. 255.


Narra il Repetti, che senza far conto d'un documento deli 1 58, salvo errore di data, citato dald.' Fabroni nella sua lezione delle Monete di Arezzo^ non vi ha dubbio che Volterra contava la sua zecca innanzi che l'imperatore Enrico VI concedesse nel I 189 questa regalia al PanDocchieschi vescovo e signore della citt
(le

mare

il

consiglio generale

^ro mone'

la facienda in civi tate, f^ulterrae vel in


districtu, nel

consiglio stabilito.

modo che verr da quel Da un atto del 12 (3


si

dell'archivio vescovile di Volterra,


il

trae

valore di sue monete, in cui

si

dice

cam-

biare una marca d'ottimo argento contro


1 00 soldi, ossiano 5 di denari volterrani. Quanto alla bont di tali lire ne' secoli

Notizie di f^ollerra riportano

pri-

XIII e
lo nelle

XIV

erano
e

esse accettate

non

so-

vilegi
cessi).

da

lui e

dal padre Federico Icon*


al

Marche
Toscana

e in

Per devesi

volterrano Pagnio

tutta la

Romagna, ma per altrove. Il vescovo Ra-

la notizia

pi antica della zecca volter-

nieri di Belforti fece batterle erose, nella

rana merc l'indicazione di due atti del i.^giugnoi 169 e de'g gennaio 175, ne'
i

sua zecca di Berignone, castello del territorio. Il medesimo con ordine emanato
nel
1

quali

si

contratta in

Volterra.

lire e a moneta Sono probabilmente quelle

di
li-

3 1 5 dal cassero di quello, die' licen-

za a diversi suoi zecchieri di poter coniar

re volterrane vecchie ch'erano in corso

anco nel
alti di

196,
il

come

rilevasi

da un ro-

moneta con l'impronta da una parte dell'immagine del vescovo parato in pontificale, e la leggenda:

gito. Inoltre

Pagnini rammenta pi
fatti in

vendita

Volterra dal
si

al

234, ne'quali

tutti
Il

contratta

1204 a mo-

e dall'altra parte

quella che

si

Episcopus Rainerius; con una Croce (come rappresentava nell'armedel

neta volterrana.

Muratori nelle Dis-

sertazioni, Dissert. 27.':

Della Zecca,

popolo volterrano), e nel suo contorno le lettere: De Fulterra. Aggiungesi nello


stesso ordine,

e del diritto o privilegio di laltef

mo-

che

la

moneta debba con-

neta, dice nel

574, non aver potuto trovare alcuna moneta di Volterra, e solo ne infer l'esistenza di sua zecca da un istroinento scritto nel I23i in Rieti, col quale Papa Gregorio IX int.

3, a p.

tenere 7 oocie d'argento e 5 di lega per ogni libbra di peso fiorentino, e che sia

vest del

comitato d'Ascoli

il

vescovo di
li-

quella citt, sub

annuo

censii centiini
Il

prima saggiata e approvata dal saggiatore vescovile; e qualora tal moneta fosse trovata di minor peso e di meno quantit dell'argento prescritto, si debba rifondere per ridurla del peso e bont voluta
dal detto ordine. Rispetto alla valuta de'
soldi volterrani,
il

hrariini Vidleranensis inonetae.

per-

ch il Zanetti, Delle Zecche d'Italia, aggiunge, aver le monete e lire di Vol-

Pagnini riporta

la ri-

cevuta rilasciata nel i335 dal vescovo


R.anieri a

Fermo un giro grandissimo, e per nulla inferiore a quelle di Ravenna e di Ancona. Un capitolo degli Statuti di Volterra del 1 232 (di essi trattano le Notizie di /olterra, come furono ricomterra in
pilati

rona, che

un sindaco della badia di Morgli pag soldi 4^ di denari ui5 di

suali pisani equivalenti a soldi

mo-

neta volterrana, che quel monastero do-

da Roberto re
i4i
1), tratta

di

Sicilia e loro ag1

veva d'annuo censo alla mensa vescovile. Che vi fossero in quel tempo monete erose e d'argento quasi puro, lo d a conoscere
il

giunte, e degli Statuti del


e del

1 365^ dei 368 de moneta facienday

credito che nel secolo XIII ebbe

54

L
Che
poi
il

VOL
p.

all'estero la lira di

Volterra.

83,

col.

I.',

linea 4-') 1^ data di

sua

diritto di batter luoDeta passasse dal co-

ordinazione, per fallo tipografico anno

mune
versa,

di
si

Volleria ne'suoi vescovi, e vice-

96, mentre dev'essere 56, e

fa

anacroni-

pu

rilevare dagli atti de' loro

smo

colla vera

seguente

dell' elezione al

archi vijdagli statuti del

comune Volterra-

uo, e dagli

atti

de' difensori della libert

pontificato). Contrastano Volterra, Bienatali a da e Polimarzio d'aver dato


i

di Volterra ne'capitoli di conveuzioni co-

E nel i3i5 monete allora coniate da'cortonesi, mentre nel i32i la


gli

appaltatori della zecca.


il

Sabimano (F.) fatto Papa a*i3 settembre 6o4- Ebbe pure arcivescovi e vescovi,

fu proibito

corsu delle

e quelli della patria

li

riferir nella

serie;

ed

altri prelati,
il

fra'

quali

si

rese

repubblica fiorentina proib


ro stali tosali,
le

fiorini d'o-

pi celebre

gi

lodato

Mario GuarSegnatura e

monete

di

Perugia,
il

nacci decano de' votanti di

di Cortona, di Lucca, e

quelle che

canonico Lateranense, continuatore dei


Ciacconio nelle

vescovo Ranieri di Volterra faceva battere nel suo castello di Berignoue, oltre
altre di altri. Si

Filae

Pontificiint

Ro-

manoruniy

et

Cardiiialium, compilate

Fiorino d'orOy
suiio vescovo e

p.

pu vedere il Vettori, // 194 e aoi. Il medein detto anno accord

per ordine di Benedetto

XIV,

e autore

delle Origini Italiche, e di altre opere.

Cosimo inghirami canonico Liberiano,


esimio dottore, filosofo e poeta.

facolt

ad una societ di monetieri, di battere moneta in Cerigoone di 7 oncie d'argento e 5 di lega per ogni libbra. Dupo la met del secolo XIV non si rammenta pi n le monete n la zecca
di Volterra, poich
i

Bernar* dioo Inghirami votante di Segnatura e


segretario de's. Riti, A. Cecina discendente da'

red'Etruria, primo tra

gli

auguri,

celebrato da Cicerone, e da cui discesero


altri illustri.

piccoli

neri,

proba*

A. Persio Fiacco poeta sa-

bilmeult per concessione de' vescovi volterrani accordala agli abbati del

tirico, foritosottoiNerone. Raffaele


fei

MafMalfei

monai-

(da (|uesto stipile derivarono

siero di

s.

Galgano,

si

fu^isero coniati in

di

Verona e
il

di

Roma,

in

cui

fiorirono

quella grandiosa badia di Muntesiepi,

cardinali, vescovi e

personaggi dottssi*

gi'orandosi

r epoca. L'antica arme


il

di

mi) detto

FoUerrano o rolaterranusy

Volterra era ed
gli artigli

Grifo che afferra co-

Dato nella met del secolo


apostolico di Paolo
II

XV,

scrittore

un Serpente, sebbene il popolo prese per arme la Croce rossa in campo bianco. Il sigillo pure si form del Grifo
Vipera u Serpente. Nella torre sopalazzo pubblico, posta in

colla

(comedi Eugenio IV lo era slato suo padre Gherardo, e segretario di Calisto 111), compose Commcntarioruni rerum Urbanorum, cos
intitolati

pra

il

mezzo

perch

li

scrisse in

Uoma

Coni-

l'arme del comune, e da una parte quella


del popolo. Fiorirono in Volterra molti
illustri, in santit di vita,
C'

nelle dignit

clesiasliche, nelle sciente^ nelle lettere,


:

mentaria de Mngislraiibus et Sacerdois Rornanoram ; Fiiae Sumnwruni Ponlificwn Sijcti IF,ct Innocentii F lU^ JlfXandri /'/, Pii Ilf, Venetiis i5i8;
Pila
s.

nelle arti e nell'armi


riterirne alcuni,
dell'articolo.
8.

qui mi limiter a
altri

Vicloris niartyriv,

cum

translU'
etl

ed
il

in

progresso

liane rtliquiariini ejus /^olaterraej


altre opere,

Dopo

glorioso martrio di

Pietro, avvenuto a'29 giugno dell'anno 69, senza che vacasse la s. Sede, nel
d seguente fu eletto 2.

Jacopo Gheranli o probabilmente de'Maffei, detto il follerranOy segretario del cardinal Jacopo Ammannati detto di

Sommo
suo

Ponte-

tioe
glia.
ili

s.

Lino

y.) di Volterra della famigi

Mauri o Morigia,

Ficario
XCiX,

Pavia, di Sisto IV, d' Innocenzo Vili e di Giulio 11. Scrisse il Diariuni Rontanum dall'anno i479 "'

Ixuina (nel quale articolo, o voi,

14^4,

ossia giornale

urbano

di

Ruuiu,

VOL
di

VOL
corte d Sisto

55

quanto

in essa e nella
il

IV accadde, presso

Muratori,
t.

Rerum

23, p. 85, il qiirdecrede che fosse spinto pi innanzi,


continuazione siasi perduta. Muratori prova altres, che Jacopo da Vole

ffnlirarnm Scriptores,
che
la

Chiesa di s. Giacomo degU Incurabili [F. : ma al presente vi si operano grandi ristauri),il Palazzo Lnndi lui la

Roma ha

celioni

f^.)
{

e altro.

Tommaso Fedra

In-

ghirami, letterato insigne del


lo,

XV

seco-

terra fu confuso col

detto cardinale

dal

denominato F<'^rrt dalla celebre omonima tragedia che compose, cui concesse
la

Vossio e dall'Alberti, forse indotti in errore, perch nell'edizione de' Comnien.'

liano

laurea di poeta l'imperatore Massimi e per lo stemma l'aquila bicipite:

tari deli'Aminaiinati vescovo di Pavia,

fu canonico Vaticano e accolito pontifcio.

due primi

hbri

sono intitolati: Jacobi


i

Jacopo Inghiram, ammiraglio delle


I,

cnrdinnlis Ptipic.nsis; ed
Inoltre compil la

susseguenti,

galere toscane sotto Ferdinando

e co-

Jticohi f'oltcrrnni rnrdinalis Pap'wnsis.


f'^ita di tal

mandante

di esse all'espugnazione di

Ro-

cardinale,

un Diario t\e\

di lui viaggio in

e ritorno in Kcjraa, e

ad

esso

si

Toscana deve la

na nel 1607, e in altre prodi imprese. Raldassare Franceschini detto Volterra-

no

il

conservazione

dell'

Epistole e de Coni'

ciarelli,

giunioie, per distinguerlo da Ricvalente pittore, massime a fresco. Vinta, i. segretario di

mentori del medesimo cardinale. Fmalmenle Jacopo Gherardi Volterrano, funse vane legazioni per Innocenzo Vili, al duca di Milano, alla repubblica fiore di Napoli. rentina, ed a Ferdinando Nel i5i4 Leone X lo lece vescovo d'Aquino, e pieno di menti mor in Roma
I

Cav. Belisario
stato del

granduca Ferdinando I, detto V Alcide della Toscana. Wo Mannucci. Giovanni Villafranchi. Gio. Francesco
Pagnini, autore dell' eccellente trattato sulle Decime. Riguccio Galhizzi storico
del granducato di Toscana.Fahv'\i\o Incontri valoroso colonnello pontificio.

nel settembre i5i6.

Paolo Alessandro
solo

An-

Malfei, di cui

si

hanno pi opere, e

tonio Serguid i. segretario di stalo di

ricorder f^ita di s. Pio f^; L'immagine del yescovo rappresentalo nelle virti di Boxsuet. Daniele Ricciarelli detto da

f'ollcrra pittore e scultore,

sommo
la

in

Cosimo I, Francesco I e Ferdinando / grauduchi. Camillo Guidi letterato e po' litico insigne, ambasciatore a pi sovrani, ed in Francia ultim il maritaggio
d'Enrico IV con Maria de Medici. Camillo Gnidi ammiraglio e generale di CosiIII, che si distinse in militari impreDi tale famiglia fior Paolo Francesco suo figlio, prima vescovo d'Arezzo, indi

ambo
ss.

le ai ti,

il

suo capo d'opera


(/'.) di

Dedal

posizione dalla Croce nella Chiesa della

Trin't de' Alanti

Roma,

mo

Poussin annoverato tra' capolavori della pittura, colla Trasfigurazione di Raifaele, eia Comunione di s. Girolamo del Dooienichino amato dal Buonarniot, si vuo:

se.

arcivescovo di
molti
illustri,

Pisa.

Minacci vantano

e per ultimo

Ferdinando

le

ohe
si

lo aiutasse, lgli

poi imped che

arcivescovo di Firenze. Storico patrio fa

Cappella Ponli/icia{f.) della SitoglieS!>e il famoso Giudizio finale di Ruonarruoti, velandone con panni sottili le parti nude indecenti, onde fu
nella
slina

Giuseppe M.^ del Rava, altro essemlolo Lorenzo Aulo Cecina. per non dire d'altri, fratelli p. Inghirami sullod.ito e cav. Francesco ben cogniti per le loro ini

detto

il

Bragheltone. Per

la

patria di-

teressanti e applaudite produzioni scientifiche

pinse inessa la Strage degl'Innocenti, che

merit collocarsi nella galleria


ze.

di

Firen-

Suo nipote

e allievo

Leonardo Ric;

e letterarie. Il Marchesi nella Galleria dell'onore, riporta un copioso novero d'illustri volterrani, vescovi, capitani
eletterati. Nel

ciarelli, fu

valente stuccatore. Francesco

1845 Volterra canAltre anti-

da Volterra scultore e neglio arcb- tetto

tava circa 12,000 abitanti.

56
cbil
di

VOL
Volterra sono
le

VOL
la

sotterranea
antiche.

ca

(Il

Marchesi in vece dice

Le acque

Piscina Etrusca e
i."

Terme

La
ser-

salse estralle da'pozz, ed a forza di fuo-

situala presso la cortina naeridicuaie

co consolidate, somministrano tanta copia d'ottimo sale, che sovrabbonda al consumo ordinario della Toscana.) Esistono poi a Monte Catini e a Monte Castelli miniere di rame ; cave di zolfo a Fontebagni presso la Pomerance e ne'

del Maschio,

un ampio

edifizio

che

v di conserva d'acque, con alte volte,

scoperta dal Gori. Gli avanzi delle ter-

me, fatte modo, le

costruire dall' imperatore Coscopr

mg/ Guarnacci neh 761


s.

vicino alla Postierla chiusa di


cui bei pezzi di

Felice,

contorni; calcedonie e pietre dure di vari

musaico si collocarono nelmuseocivico. Rimontanoalllsecolodi nostra era e si formavano di 6 stanze, con


colonne e
territorio,
fregi di

colori a

Monte Rufolij a Monte Ceri

boli e

Castelnuovo

cos

detti

Lagoni,
di zolfo

dalle cui acque bollenti, pregne

marmo.

Negli scavi del

e di diverse sostanze saline,

si

ricava in
si

segnatamente dal 1730 io poi, furono trovati ipogei, sepolcri, avanzi di


fabbriche, iscrizioni, sculture e anticaglie
etrusche.

copia acido borico puro, con cui

com-

Da

essi si

conobbe che

le

rino-

mate

raanifalture d'alabastro di Volteral

pone il sottoborato di soda, ossia borace, per mezzo dell'evaporazione in caldaie di piombo riscaldate dall'abbondante vapore che s'innalza da'Lagoni medesimi, in*

ra principiarono
e solamente

tempo

degli etruschi,

nia in seguito per molti secoli cessarono,


si

torna a trovare urne sto-

riate e alcune statue scolpite nella pietra

gegnosamente coartato e incanalato; ivi presso celebri terme salutari saline, dette Bagni a Morbaja\ Mocaio carbon fossile; altroveallume, amianto, raiemite, vetriuolo, e tanti e tanti altri

tufacea di grana fina o luraachella, sulla


fine del secolo

minerali e

XV e successivo. Uno svivol-

non comuni prodotti naturali che trop*


p lungo sarebbe il noverare, e che quaad ogni passo, per cos dire, si rinvengono, come ne fanno fede il Targioni, l'ingegnere Carlo Martelli nel suo opuscolo pubblicato nel i843 col titolo di agricoltura, Industria e Saline J^ollerra'
si

luppo

assai
si

maggiore degli alabastri


circa
in
il

terrani

mostrato da

decli-

nar del passato secolo

qua, special-

mente

in vasi, colonnine, tavole a colori

e in lavori di ornato in varie forme, che

ognora vanno con eleganza ralTmandosi merc gli studi del disegno, producendo un profcuo ramo di commercio per gli
artisti della cili.

ne, ed altri rinomati


in altri luoghi

geologi, in delti e

egualmente compresi nel

Non mancano altre

in-

territorio di Volterra. In addietro diverse

dustrie,

ed notevole quella del ramaio.

cave prossime alla citt somministrava-

Ogni sabbato vi il mercato, e vi hanno luogo due fiere annue, la i." a' i6 agosto, la 2." nel terzo lunedi di settembre.
II

no

a' volterrani

il

parlato alabastro,
le

ma

dappoich furono attivate


Castellina marittima,

cave della

distante

6 leghe

suo territorio produce vino,


altri

olio, gra-

no e

generi;

abbonda
1'

di

molte pro-

da Volterra, che danno un alabastro pi bello, di l si trae la maggior parie della


pietra greggia per

duzioni che richiamano

attenzione del

lavorarsi

nella citt,

geologo e del naturalista. Alle mentovate


saline, vi
ti

dove

sono pozzi

di

acque inservienper

sempre crescente industria va procacciandosi nuovi mezzi di smercio


la
l'

alla manifattura, le quali riescono

in incessanti spedizioni in tutta

Euro-

tenere disciolte porzioni di cloruro di soda, ovvero salgemma, che nel soggiacente terreno
si

pa, nell'America e anche nell' Indie orientali. Molti

sono

corsi

d'acqua che

trov.i disposto in pi.

no profondi ed estesi strati metlaione compatto unito a

o mealternati eoa
calce soltati*

attraversano questo territorio, il maggiore e il pi molesto di lutti quello dell'impetuoso fiume Cecina; di minor

mo-

VOL
Je

VOL
vanelli e

57

sono

le

due Eia viva ed Era morta, che

nate nel comune di Volterra si aumentano per via co'tiibuti di vari torrenti. Sorgono presso le mura al sud-ovest del*
la

pubblico professore dell' universit Pisana, Pisa 1758, per Gio. Paolo Gio-

compagni, stampatori dell'Al-

mo
ma

Studio Pisano.

citt

due

ben

inlesi

monumenti

di

Antichissima Volterra, T'olaterrae,

travertino con rapporti di


rio,

marmo

statua-

olTreodo ciascuno in fronte apposita

iscrizione

che esprime
il

la

pubblica rico*

nosceuza verso

granduca Leopoldo li, per le nuove strade merc la sua regia munificenza state ultimamente aperte all'industria e al commercio, le quali migliorarono
le

propriamente n' ignoto il fondatore fondazione. Viene asserito che fosse fabbricata da natie persone, e poi da Tirreno re de'Lidi venne accresciuta. Altri
e
la

l'impugnano, e vogliono che l'origine di Volterra debbasi attribuire assolutaiiien


te a Tirreno.
stra Gori, essere

condizioni di

Volterra e

Osserva il Cecina e dimomolto pericoloso il rac-

del suo territorio in cui furono costruite.

contare storie de'falti e degli avvenimenti


degli antichi toscani perch gli scrittori
li

Di pi il medesimo sovrano con decreto de' i6 agosto i856, riferito dal n. igD del Giornale di Roma, concesse la f^ia Ferrata (f .) da Firenze al confine dello stato di
s.

mescolarono con favole, e cos ri e dubbi. Anche il Marchesi


fondatori a cui fu attribuita
e
la

resi

oscu-

tratta de'

sua origine;

Chiesa, per Arezzo, col nobrevi-

me

di

Strada Ferdinanda. Alla

del fantastico

t del riferito e de'cenni storici seguenti,

quanto all'etimologia, ouimessa (jueila Annio (poich dissi nel voi. CI, p. 281, che Volterra fu ed una sola,

potranno supplire, oltre il lodato eh. Repetti, e altri menzionati scrittori: Ughelli,
Italia sacra,
1.
1 ,

cio questa che descrivo),

il

Volaterra-

p.

4^ 5

P'olaterrani

Episcopi. Scipione Ammirato, Storia

de vescovi d'Arezzo, Follerra e Fiesole, Firenze 1637. Antonio Giorgi decano della patria cattedrale. Istoria delle Chiese /^oZ/erra/ze. Antonio Ivano, Conivienl. de Bello f^olaterrano, jv esso il Muratori, Rer. Italicarum Scrptores, l. 2 3. Alessandro Politi, Panegyr. de Laudibus Volaterr. G. M. Riccobaldi del Hava, Dissertazione sopra l'origine,
antico stalo, lingua e caratteri dell* etrtisca nazione, e

DO ne' Commentari Urbani afferma che il suo nome proviene da f^ole, vocabolo espressivo d'un luogo forte. Il sito venne egregiamente descritto da Strabone. Afferma Dionisio d' Alicarnasso, che il suo popolo fu uno de' XII quali costituirono principalmente la Toscana, nel quale articolo, non poco parlandone, la dissi
i

la

pi conservata tra lecitletrusche do-

sopra

lo

stato della

citt di Foltcrra, Firenze

1738. L'ab. Giachi volterrano, Ricerche sopra lo

stato antico e

moderno di Volterra, Fisi

po presa da'romani, essendo stata l'ultima ad arrendersi. Il Repetti ne riparie la storica descrizione in 5 periodi Volterra Etrusca Romana , sotto il dominio straniero Repubblicana Granducale. Comincia dal dichiarare: Qua! fosse lo sialo di Volterra innanzi chesorgesse Roma, in tanta distanza di secoli e fra mol: ,

renze i'j86. Notizie storiche della citt

te opinioni contra(ldittorie,dfiicile sareb-

aggiunge la serie de^ podest e capitani del popolo di essa, opera del eh. avv. Lorenzo Aulo Cecina nohil patrizio volterrano. Data in luce, illustrata con note, ed
di P'^olterra, alle quali
accresciuta d'altre notizie storichednl
cav. Flaminio

be a ben distinguere ; e solo lecito asseverare, che Volterra dov precedere molte altre citt deH'Etruri.i. Bench la sua
origine sia incerta,
libri
la

sua lingua ed

suoi
l'e-

siano da lunghi secoli perdati,


lei

poca del di
istorici. Il

splendore non deve con-

Dal Borgo

nohil patri-

siderarsi anteriore a' tempi decisamente

zio pisano e volterrano ^ giureconsulto e

qual vero

si

dimostra oe'suoi

58

V OL
in

VOL
grado
di d

sepolcreU numerosi, nell'iscrizioni, statue, l>assorilievi, ornamenti, ed in molte


divinila dette eJrusche
,

mismarsi
1'

co' vincitori, e nel

488

Roma
all'

Italia tutta fu costretta

per quanto coi

a cedere
citt di

armi romane. Dopo che

la
le

muni

a quelle della Grecia, divinit

di

Volterra fu obbligata d'aprir

cui simulacri nella scoperta di quegl'ipogei per

avventura

si

ritrovano. Ma lascian-

porte a'vitloriosi conquistatori, il governo di Ruma per un tratto di quella politica

do

l'oscurit delle induzioni,

ed attenen-

che

lo

fece signore

della

maggior

dosi a'falli

pi notorii, pochi senza did)!)io

parte del

mondo

allora conosciuto, conil

dflle

Deaheranuo a Volterra 1' onore di una XII capitali dell' Etruria media, e niuno sar per dubitare della sua polennobilt, ricchezza e popolazione anti-

cesse a'volterrani

diritto di cittadinan-

za ascrivendoli alla rouana trib


tina,

Sabi-

con facolt
di

di darsi leggi statutarie

z;i,

e magistrature proprie, e

somministran-

ca,

quante volte

si

dia a contemplare

il

do aiuto
fatti

viveri e strumenti d'

armar

vasto recinto delle sue colossali


clopiche,

mura

ci-

navi a Scipione nella guerra d'Africa. In-

due

terzi

maggiore del cerchio


da Val

attuale, e quante volte esaminar voglia


l'antico suo contado, a partire cio

Volterra era un municipio romano quando suoi abitanti nella guerra civile fra Mario e Siila seguitavano le
i

diM erse si no a Meletosidl'Elsa.edal fiume Fine smo a Populonia longoii mare; senza dire de' nobili vetustissimi
ti

parti del

1."

sicch nella rovina di


la

lui

furono accolti dentro


no.

loro citt

gli

a-

monuuen-

vanzi del vinto e disperso partito MtriaIl

rammentarci molli sepolchead ogni passo ne'std^urbii di Vnlterra si scavano, e senz'aggiungere, che romani dopo aver combattuto per lunghi anni co'toscani pi vicini al Tevere,
d'arte, senza
creti

generoso coraggio io quella circo-

stanza da' volterrani mostrato col tentare di far fcoote essi soli in
lice dittatore

Toscana
sotto
le

al fe-

SiHa

ed

il

costante ardire
loro

di arrestare per

due anni
i

alla fatai giornata

con tanto furore nellago

mura

le vittoriose falangi Stilane,

indica

l'anno

444

avanti l'era corrente fra'roti

baslanlemenle quanto
chi tenessero in pregio
spitalit, e

volterrani antiil

rnani e toscani presso

Vadimone

diritto

dt-ll'

o-

combattuta, e fama che gli etruschi fossero comandati dni un loro LucumoneElio

ven<leir

quanto poco paventassero le di chi allora fu assoluto padroe della

Volterno o Volterrano ; per cui da concludere, che quella disfatta abbatt


la

ne di

Roma

repubblica.
i

Che

se

dopo due anni d'ostinato assedio


Siila
si
;

volter-

oltreroodo
dezza,

sua potenza e antica granl'usata prosperit dell'e*

rani dovettero capitolare uell'accettare da

mutando

trusca forttma. Quindi che ogni altra

una colonia militare se poco dopo and pubblicando la legge agraria, che

azione bellicosa

posteriore

firn

sempre

colla peggio de'toscani,

mo

sebbene con somvalore e ostinatezza una giornata cami

dovea togliere a'volterrani e agli antichi aretini gran parte de'loro beni, per darli
a de'furibondi soldati,

con tuttoci

le

cola

pale

vollerranni 12 anni dopo, nel 4'5'6

lonie Sillane

non

li

otteimero, perch

sostenessero, uniti a'XII popoli etruschi,

divisione de'possessi fu prolungata in guisa

eda'sannitie

galli,

Tutlavolta Fabio Masli

che 3o anni dopo, appena nominato

simo se
fatto

li

vinse,

non

soggiog.
i

Il

qual

dittatore Giulio Cesare, in grazia del

som-

conferma, che a quell'ora

romani
pi ocbatta-

mo

oratore

romano Cicerone,

fu dato or-

erano

di gi penetrali nelle parti


la

dine di liberar l'agro volterrano e quello


arelinodall'obbligodi ripartire
gli
i

cidentali dell'Etruria', per cui


glia dita nel

prediide-

47^ o474^' R''""' dalconCoruncano


gli
,

abitanti indigeni a'coloni Sitlani.

Im-

sole Tiberio

dimostra ab-

bastanza che

elru^chi

non erano pi

perocch non solamente fu fatto conoscere ci da Cicerone nell'ii'/j/.yf. 16 ad Atti-

V O L
co, e nelle familiari Epst.

V O L
4
e

59
Augusto, colla

tliielle

qiiesl'

opera

si

ha, che

ila

a
in

Q. Valerio Orca lej;alo e propretore Toscana per Giulio Celiare, ma pi ili

legl^e Giulia, fu riparlila a'Iegionari

una
si

gran parie de'cauipi e


la via

ilelle

selve lungo

tutto onorevole pe' volterrani fu qufi pas-

Aureiia vecchia e nuova, dove


i

so dell'orazione /7ro
tifices
^

Domo

sua

ad Poh
i

deternninarono

confini di ciascuna cen


ili

allorch Cicerone qualificava

luria con appositi termini

legno,

fin-

volterrani non solo cittadini,


cittadini.

ma

ottimi

Se per

gli

ottimi cittadini di

che sotto Traiano, governando la Toscana Adrinno, a quelli furono sostituiti i


termini
di pietra.

Volterra

in grazia di

cotanto eloquente

Per altro Volterra eoa

patrocinatore e in vigore degli ordini da

lutto che doves^e concedere ima parte del

Giulio Cesare dati ad Orca suo legalo , furono esentali dall'obbligo di suddividere con gente straniera e poco amica loro possessi ; se il senatore C. Curzio di
i

suo territorio verso

il litor{\le alle legioni de'lriumviri, non cess essa di perdere il

diritto di municipio,

come dichiara
800.
In
superstiti di

il

lau-

dato Repelli,
che, oltre

f.

5, p.

prova di
citta -

Volterra per l'amicizia e lecure di Cicerone ottenne dal legalo stesso la resliluzione intera de' suoi beni nella propria
patria,
i

le iscrizioni

diui volterrani addetti alla trib Sabati-

na dopo
Sillan.i e

la

deduzione delle due colonie,

volterrani per dovettero vedei

re taglieggiali e divisi

loro

elfetti

quau-

do a 28 colnnie militari furono assegnati in Italia a danno degli antichi pos>eosori tanti

Triumvir;de, ve ne sono infiniti esempi ; colla dilFeienza che Ltioca fu municipioe colonia, per di tliritlu romano, quella di
Pis; miiiiici[>io e

due

volte

terreni che potessero saziare l'a-

colonia,

una

di diritto latino, l'altra mili-

vidil di
il

32

legioni,

onde ricompensare

tate, l'idtima delle quali fu appellata

Co*

valore e la fedeli; de'vincilori ne'cam-

pi d'Azio.

Fu

allora che l'agio Volterja-

Ionia Julia Obsequens^ egualmente che le doppie colonie Silhne e Triumvirali


si dissero FidenseJttmentre non si fecero distinzioni fra la colonia SiHana e Triumvirale di Volterra, siccome non lo fu di quella di

no, al pari del Lunense, e del Fiesolauo,

dedotte ad Aiezzo
lienss
,

ora Fiorentino, venne assegnato loro

se-

condo

la

legge Giulia.
fra

Il

<|uul fritto
il

dov

728 di lloma, corrispondenti agli anni 3o e 26 a vanliGeaccadere


l'anno

724

Fiesole, sebbene l'ultima prendesse

il

no-

su Cristo. Infatti al 726C richiama una


iscrizione votiva ad

me

OUaviano

Iriuukviro

Colonia Fiorentina, ^oni\e ^n\ eh he origine la metropoli della Toscana,


*\\

posta da'coloni militari di Luni. Arroge a


ci
il

Ridotta pi tardi Volterra suddita

ili

Roil

marmo

Anciriano da cui

SI

scuopre,

ma

imperiale, non da ilnbitare che


agli ordini

che nel 724di Roma sotto il ^.^ consolalo d'Ottaviano, enei ^4 sotto con$<jli G. Cornelio Lenlulo e M. Licinio Grasso,
i

suo popolo non soggiacesse


leggi che

un senato

peralori in

e apparenza, gl'imsostanza, ioiponevano a'sottuin


il

a pi di

200,000

legionari furono assetolti

posti in quel va>to impero. In fatti sotto

gnuli moltissimi predii, o pubblici o


h'

Donde ne consededuzione della 2.' colonia Volterrana ossia Triumvirale, fose Ira quelle designate dal governo d'Olliiiamunicipii d'Italia.
la

governo dell'imperatore Tiberio o del suo successore furono istituiti in Volterra i


Seviri Augustali, ad
ta in

guila, che

uno de'quali
statua di
in

fu eret-

questa citt
si

la

marmo,
leggev*
il

che monca

vede

un suo sobborgo.
si

Ilo

Augusto
(piai

fra

il

724

il

740

di

Roma,

nella cui base, verso ili440i

Sul

proposito da notare, cheque'

nome

del seviro augustale cui era stata

predii erano stati conseguiti molto lem-

innalzata.

Un

fitto per altro inerita d'es-

poni nanzi da'soldali roQkani con diritto


rcdiidiio, setoudulaibu,
/^(i

e-

sere rilevato, a onore grt ridissi (no di Vulterra, quello cio di essere in questo
2.

Culauiis.

Da

L
diversi uo-

VOL
fosse ucciso e disperso

periodo storico mini celebri. Fra'primi de'quali va riooxuinato A. Cecina seniore, qualificato da
Cicerone per uorao forte chiaro
stesso ch'era stato principe degli
,

derivalidi qua

da

Stilicone,

pure

quello

per calare in Italia ; e ci poco innanzi che Vandali {V.) d'Africa, condotti nel 45'5 dal re Genseinsegn ad
altri la via
i

auguri

rico dalla parte del

mare

nelle

toscane

in Volterra, di dove poi dov fuggire per

maremme

recassero anche al distretto


la fi*

aver seguitato il partito di Pompeo contro Giulio Cesare ; ed era forse quel Cecina padre d'un altro A. Cecina giuniore
stato condiscepolo e amicissimo di Cice-

volterrano danni non piccoli, sicch


riservata

naie rovina dell' impero occidentale era

ad Odoacre re degli

eruli

nel

rone, a commendatizia del quale fu scrit-

476, il quale fu 493 da Teodorico

debellato e ucciso nel


re degli Ostrogoli{V.).

8 del lib. 6 delle Familiari a Furfano proconsole di Toscana. Fra' T.


ta YEpist.

nobili di tal prosapia vi furono C. Ceci-

Nel lungo dominio di tal principe, tranne alcune eccezioni, egli seppe affezionarsi popoli vinti, richiamando in uso le legi

na volterrano signore
quale da

di

quadrighe

il

gi e

le

magistrature del cessato impero,


il

Roma

inviava l'avviso di qual-

e col fare risorgere

che vittoria agli amici di Volterra con dare il volo ad alcune rondini reduci a'
loro nidi,
al

fra le quali l'agricoltura

dir di Plinio, Hist. nat.

lib.

IO, cap. 24.

Ma

il

pi noto di

tutti di-

commercio e le arti, madre di tutte. Con Teodorico, morto nel SiG non si estinse il regno gotico, poich 27 anni dopo espulsi da'greci eserciti goti d'Italia
,
i

venne quel Decio Cecina, cui riferiscono due iscrizioni edite dal Grutero a p. 286 e 287, una delle quali dedicata agli Augusti Onorio e Teodosio li, e l'altra ad Arcadie trionfrjtore nel tempo che lo
,

per opera di Belisario e Narsete capitani di Giustiniano I, alla cui dominazione


sottomisero, barbari invasori furono ben presto rimpiazzati da gente anche pi feroce Longobardi (^.) nel
si
i

slesso Cecina era prefetto di

Roma

che

568

condotti dal re Alboino.

Il
il

pi degli
restante

possedeva nel territorio di Vada una grandiosa


villa descritta

storici

convengono, che tutto

da C. Rutilio Numa-

del secolo

VI

riusci

calamitosissimo per

ziano che vi pernott, quando u.i Roma tornava in Francia sua patria. Era forse il figlio o lo stesso D. Albino Cecina, console nell'anno444<^o"l'''"PC''^'^0'"^ Teodosio Il la 8.^ volta. Finalmente nel I seI

l'Italia fatta

preda de'longobardi, per cui pare che anco in queli." periodo di loro

dominazione, eziandio a'volterrani fosse


tolta

una parte del loro


di
il

territorio, fra le

Maremme
quando

Vada

e la Val di Cornia,

colo della corrente era

Volterra die'

al

Lino immediato successore dis. Pietro, quando fiori va in Roma l'altro volterrano poeta l'ersio. Tracristiano
s.

mondo

sferita a Bisanzio la sede dell'impero ro-

fiume Fine cess di serviil contado pisano e voilerrano, ed allorch la Val di Cornia fu messa a ferro e fuoco da Gamarit, uno de* loro primi duchi, innanzi che una parte
cio
re di limite fra
della stessa valle fosse riunita
alla
lista

mano, questo decadde rapida mente, laonde gl'imperatori dopo aver lottato per pii
secoli,

ducale del governo di Lucca, Per le pri-

ora contro

barbari, e spesso con,

tro la purezza delia cristiana religione sotto l'impero d'Arcadio e d'Onorio,


talia nel 4<^6
si

me dignit politiche ed ecclesiastiche co nlinuarouo a darsi di preferenza anche ne*


secoli Vile Vili a'magfiati d'origine longobarda. Che poi nel 2. secolo del regno longobardo d'Italia, Volterra fosse gover-

l'I-

vide inondata da un'im-

mensa caterva

di

Goti e

P^isigoti [f^.)

mossi dal settentrione d'Europa e comandati dal barbarissimo re Alarico.

nata da un castaido politico per conto di


que're,
dell'antico

sei)

bene poco dopo

tale

sciame di barbari

non rie lascia dubbio l' iscrizione tempio de'ss. Giusto e Gleuieu-

V O L
te,

VOL
illustre

61
ad
i-

ianalzato Ja lchs

castaido

l'imperatore Enrico III delio52 a favore del clero volterrano, col quale

al

tempo del re Cunpeilo il Pio e del vescovo Gaudenziaoo, vale a dire fra il 688 e il 700. Concorre a dimostrarlo un
782,
nella

stanza di
si

Guido vescovo diocesano, che

atto di donazione rogato in Volterra nel

dominazione

di

Carlo

Magno
regno

lamentava del conte e degli altri roi pubblici rispetto al gravoso modo che essi tenevano verso il suo clero e lonistri

fin dal

7^4 succeduto

all'estinto

ro servi nell'esazioni de'diritti reali, concesse al detto vescovo e suoi successori


,

longobardo,

ma

col titolo di re di esso,


fglo del fu

col quale atto

Ramingo

Ro-

non che

al

clero,ogniesenzionecivile da'

dono castaido di Volterra otrrealla cliedi s. Regolo in Gualdo , posta nella Val di Cornia , i beni ih'egli possedeva indivisi con altri 5 fratelli. In altii alti cio comprovato. Dal regno di Carlo Ma>
sa

conti, accordandosi

pure

il

diritto

a'me

desimi prelati di richiamare a se le cause


a ci relative, e di definire le
te
il

duello.

Lo

stesso

liti mediansupremo potete fu

continuato a'successori del vescovo Guido, fino alla pacedi Costanza. Leggo nel-

gno
d

in Italia

cominci

iu

questa un'al-

tra specie di colonie militari, ad oggetto

ricompensare un vistoso numero di signori franchi discesi alla coda dfgli eser-

citi,

oppure

col fine di aifezionarsi

il

capo

che avendo Carlo , governo delle citt italiane in ducee, marche e contee, con varie sorta di giurisdizione, a'duchi, marchesi
le

Notizie

istoriche
il

Magno

diviso

del clero in molte citt vescovili della nostra penisola.

e conti, quel

marchese che presiedeva a

Fu
,

allora

che prese piede

Volterra presiedeva pure a Firenze ed Arezzo, poich le 3 citt costituivano


sola

maggiore 1' uso o piuttosto deplorabile abuso, di ricompensare quegli uffjziali, accordando loro in commenda ricche abbazie, molti stabilimenti pii, oppure assegnando loro in feudo citt, terre e castelli con pi o meno vasti distretti. Aperta una volta, sotto altro titolo, questa
strada, l'usurpazione
si

una

Marca. Successivamente Volterra ub-

bid agl'imperatori e re d'Italia discendenti e successori di


di

CarloMagno,

quin-

pure a Berengario I, aire Ugo e al suo figlio Lotario associato al regno nel gS r e dopo di essi a Berengario 11 e ad Adalberto di
tone
I,

convert in uso,

lui figliuolo.

L'imperatore Oti

talch

benefizi ecclesiastici,

come

feu-

di secolari

divennero

di diritto de*re,

ed

dopo aver privati del regno due ultimi principi , avendo trovato Volterra quasi distrutta dalle irruzioni de'crudeli

oggetto

dell'

avidit de' loro cortigiani,

de' favoriti e perfino delle

donne

Volter-

Ungari,

la fece

restaurare, di

mollo
port
castel-

ra fu tra le

prime

citt

imperiali della

restringendo l'ampio perimetro di sue antichissime

Toscana, a riconoscere il dominio supremo di Carlo Magno. Ci dimostratoanche da una membrana dell'archivio segreto del

mura. L' imperatore

si

a Volterra, ed a
lo
vi

Monte Voltraio,
;

ragguardevole distante due miglia, e


tenue un placito
al

comune

di

Volterra, scritta nel


di

e concesse privilegi

i."aDno del regno longobaido

Carlo

Magno. Egli e
Volterra,
secolo
la

diversi suoi successori fu-

con diploma reva r anno


nel

vescovo volterrano. Cor990 quando governava la

rono larghi di donazioni

al vescovo di quale col suo distretto fino al

Marca della Toscana il gran conte Ugo, tempo ch'era conte o ministro imperiale di Volterra,

Xi almeno dipendeva
,

nel politico

ovvero del suo territoconte Gherardo,

e nel civile da're d'Italia longobarda, o

rio,

Tedice

figlio del fu

da' loro governatori

conti e marchesi.

ascendente della polente famiglia Gherardesca pisana. A' 2 febbraio

Che

sino a detta et Volterra fosse gover-

1078
,

si

fer-

nata da'conti secolari, e non ancora da*


suoi prel'iti, lo dichiara

m
ri

in

Volterra nel borgo diMarculi fuopostierla di


s.

un diploma

del-

della

Andrea

la

gran

6
con tutto
il

V O L
re,

V
e altre per
te
in

OL
Ildebrando con
I

conlesa Malllde marchesaoa di Toscana

suo seguito per pubblicarvi un placito a favore del vescovo e chiesa


volterrana, cui conferm
le

porzione per intero, alcune per met una 3.*o4-* parte, furono da-

feudo

al

vescovo

pievi di Molli,

privilegio de'26 agosto

di Pernina edis. Giusto a Balli, con pi tutte


le

so

il

governo della

stessa citt

186, non esclucon tutte

loro giurisdizioni, beni e apparte-

le giurisdizioni

sovrane. Imperocch in
al

nenze. Della superiorit esercitala in Volterra da Matilde eroina della


s.

quel diploma fu rilasciata


giurisdizione sovrana

vescovo la

Sede,

le

Notizie istoriche offrono

altri
[
1

documenti,

come

07, e sembra che avessero da essa qualche dipendenza


in altro placito del

quani nos in Civita te prae die la [T^olterrae) habemus,et idem Episcopus a nobis tenel eie, oltre
il

diritto di eleggere
s.

consoli in detta citdi

consoli municipali,

chegovernavano per
per

t, quelli di

Gimignano,

Casole e
si

lo pi senz' alcun rapporto co' ministri

di

Monte

Voltraio.
il

Da
le

lulloci

pu

imperiali

l'istituzione di tali consoli


i

concludere, che

vescovo Ildebrando dal


funzioni, se

governare

popoli, deriv alle citt ita-

1186

in poi

faceva

noQ

liane dal riordinamento d' Italia opera-

sovrano, certo di Vicario Imperiale sopra Volterra e suo contado.

to dall' imperatore Ottone

no giurar
vescovo o

fedelt

I, e dovevad'amministrazione al

La potenza
si

e politica di questo principe mitrato

al niinislro imperiale.

Il

gover-

manifesta pi che mai nel diploma de'

no o potere imperiale continu generalmente a mantenersi in vigore nella Toscana, fino alla pace conclusa nel
i

16 agosto I 189, quando Enrico VI


concesse, insieme a'suoi successori, a
tolo di feudo
la

gli
ti-

i83
I,

zecca di Volterra coll'ob-

in Costanza fra l'niperatore Federico

bligo d'annua retribuzione al regio erario di


Ionia.

le citt di

Louibanlia
il

co' loro fautori.

6 marche d'argento

Da

tale epoca,

Repetti coDiincia quella


I

al peso di CoEnrico Testa legato imperiale in

di Volterra Repubblicana.

primi segni

Toscana, stando nel Borgo


nel;

di

s.

Ginesio,

freroancipazioiie dagl'i ni pera tori alemanni accadilero in molle citt della Tosca-

igo prese a mutuo

dal principe ve-

scovo Ildebrando
ro,

f)er servizio

dell'impe-

na

sul finir del secolo

XII

quanto a

Volterra nel vescovato del potente Ilde-

brando Fannoccliieschi, che ottenne dal l'imperatore e re d'Italia Enrico VI il titolo di principe dell'impero, lasciato poi
a' vescovi di

1000 marche d'argento, assegnando in compenso al prelato tutte le rendite regie di Lucca, Gitlcno, Cappiaiio, Fucecchio. Massa Piscatoria, Orentano,
s.

Minialo e del Borgo

s.

Genesio, con una

Volterra suoi successori, con

parte del pedaggio di C'istel Fiorentino,


tutto (juello del Castel di Poggibonsi e
del

vari luoghi e castelli della diocesi volter-

rana.

Uno
il

di questi

diplomi

1*

avea gi

Borgo

di

Gena,

le

rendite del castel-

ottenuto

Pannocchieschi (o meglio Inghirami) da Federico! padre del (letto iiiiperalore neh i83
I

vescovo Galgano

lo e corte di Catignano,

il tributo di 70 marche che dovevano pgare annualmen-

te di

sanesi

oltre

il

( lo

dice

il

Repelli, n>a er morto, e

Il-

Siena, rilasciando
il

pedaggio delle porle al vescovo medesi-

debrando a cui ne conferii la dignit divenne vescovo nel i i84) quando gli assegiv non solo il governo della sua chiesa,

mo
ri,

censo annuo ch'egli png;iv;i all'imle

pero per

miniere d'argento di Muiilieil

oltre la zecca e

tributo del fodro

fi-

ma

quello ancora della citt di Vol-

no all'estinzione

del

debito delle

1000

terra e di molti altri luoghi, previo l'one-

marche da
le citt

lui

somministrate.
si

Dopo che

re di dover corrispondere alla camera imperiale un'annua responsione feudale,

italiane

sottrassero alFalto dal-

la

soggezione de'marchesi e de'conti, ed

^on meno

di

70

fra ville, castella e ler-

poco

poco cominciarono a reggersi a

V O L
repubblica, ed a crear consoli e
era furie,
po(lesi,

geva a

V O L Comune ; seguendo
alti di

6
negli

fumi

riconoscendo solamente l'imperatore se


e

successivi

sotlotuissione e uhbi*

togliendosi dalla sua ubbidieii-

dietiZ'i alla citt, di

molte

castella e villag-

la se debole; quindi cercavano di rifarsi

gi,

signori e magnati del contado, ponen-

sopra

principi e nobili loro vicini, aiin

dosi sotto la sua protezione per essere difesi.


li

corcli ecclesiastici, e se questi nobili sog-

N mancano esempi

d'acquisti fal-

giornavano nelle proprie terre e castella


senza curarsi d'abitar nella citt, coniu

da Volterra,

di castella e territorii.

Lo

statuto poi del 1207, dice Uepetti, toglie

ciarono ad obbligarli a sottoporsi ad esse


e abitarvi a

ogni dubbio sul cessato dominio temporale de'roitrati di Volterra, poich in es-

due o
la

prender
fatto

loro

anno, ed cittadinanza. Tanto trotre

mesi

dell'

so prescritto

il

modo

del

giuramento

vo
I.'

da Volterra nel
il

98, in cui per

la

volta figura

podest. Dell'inportanfa fe-

da prestarsi da'pode-il e da' consoli >d onore di Dio, de'Sanli, della citt e Co-

za politica del vescovo Ildebrando

mune di

Volterra, senza

farsi

alcuna men-

de

la

parte ch'egli prese nel laooco'fioil

zione de' suoi vescovi.


Ildt-brando, fra
il

Ma
1

succeduto a
il

rentuii alla guerra di.Sen)if<>nte, ed

tro-

(2

1212, Pa-

anche nel marzo i2o5 ini quHit di capo della lega de Guelfe (f^.J di Toscana, presiedere in s. Quirico un soletine giu<licato coli' assistenza de' rapprevai lo

gano Panocchieschi di lui nipote, e pretendendo egli riacquistare quel doniiiio che non avea potuto ottenere il suo pre*
decessore, incontr de' forti ostacoli nel

sentanti delle citt di Firenze, Lucca, Sie-

popolo, talch
liberarsi dalle
si

il

comune

di Vollerr.i
lui

per

na,

Perugia e Aiezzn;

il

che induce
si

rensuie da
P8|)a

fulminate,

suppone, che Ildebrando

regolasse

appell a

Innocenzo MI. Per'

seconda de' tempi, ora Ghibellino (^.) e amicissimo di Federico i e Enrico VI,

ed ora guelfo divolo al Papa e importuno alla parie imperiale. Frattanto cittadini di Volterra non sembra che sofi

ad onta di ripetuti inviti e giudicati. Pagano non volle cedere alle sue pretensioni, e solo prima di morire nel 289, alle preci di molti amici egli s'indusse ad as1

solvere

volterrani tutti dall'interdetto,


tacere, che trovo nelle Noliil

frissero in

pace

il

do[)pio dominio spiri-

^on debbo
corso
(Ielle

tuale e temporale del loro vescovo, dal

zie storiche,

taciuto dal l\epetli.


si

iNel

quale tentarono ogni sforzo per eiuanci|)arsi.

controversie, che

agitava-

Laonde
i

a'

3 maggio

196

con-

soli e consiglieri di
te,

Volterra da una par-

ed

signori e consigliere del

comuseti*

no fra Pagano e il comune di Volterra, aveano giurato volterrani d'ubbidire, e poi negarono la restituzione al cardinal
i

ne di Monlignoso doli' altra paite,


za
il

Conti, vescovo d' Ostia e Velletri, poi

permesso ne d'Ildebrando, u d'Enrico Vi, elessero rispettivi sindaci per terminar le differenze insorte fra <|ut-lle comunit, pe'confni e giurisdizione teri

Gregorio IX,

e per esso al vescovo di Pi-

sloia, delle castella e delle terre

che

il

coil

mune
lico

riteneva dal vescovo.

Laonde

cardinale con l'autoril di legato aposto-

ritoriale. ^el

197 libello Panzi podest


il

scomunic lldebrandiiio del


i

Romeo

di Volteiia ricev

castello di Pietrina,

podest di Volterra, consiglieri del maggiore e minor consiglio,


ri
;

nome

del

comune, senza

interpellare,

eil

toro fauto-

n prenderne licenza dal vescovo principe; di che sonovi altri esempi del 198
1

e pose r interdetto in Volterra,


il

con-

cedendo

perdono de'peccali
il

a tulli co-

e I 199, al (piale ultimo unno si riferiscono gli statuti couiunitiitivi pi antichi


di

loro che avessero aiutalo

fesco* PaNotizie
ri-

gano contro
guito, (oa io

volterrani.
le

Le

Volterra. Perci
fine del secolo

si

pu

asserire,
si

che
reg-

portano ancora

cose avvenute in se-

ali.

XII Volterra

debbo coiueutarmi appena

64
riferire la

Vo L
pace seguita nel 1220 tra
il il

V
tre egli era al

O L
Vllerbo,affitt

campo davanti

vescovo e

comuoe

di Volterra,

con in-

tervento del vescovo di Firenze legato


pontifcio, pace di poca durata
;

con atto de'4 novembre 1243, due anni mediante lo sborso


lire

per

di
le

alteran

ad un mercante fiorentino

1,000 minie-

235, ricominciarono gravi discordie, onde Pagano si lament con Gregorio IX, delle stragi, saccheggi e incendii commessi da'volterrani nelle castella di sua giurisdizione. Il Pa pa ne avvert il generale consiglio a riparare danni, e di astenersi in avvenire da simili attentati. In vece volterradosi nel
e nel
1
i
i

1226

re d'argento di Montieri, insieme co'pro-

venti de* pedaggi che


rio regio
i

pagavano
s.

all'era-

comuni

di

Miniato, Val di

Nievole, Valle Ariana e Val di Lima.


nel

Pi

1246 Federico d'Antiochia

vicario

imperiale in Toscana, liber per 3 anni il comune di Monte Vollraio dagli oneri
dovuti alla corte imperiale, tranne
l'epoca in cui
le citt,
l'ele-

ni s*inasprirono,e
il

posero a ferro e a fuoco

zione del podest. Accadeva tutloci neli

castello di

rio

IX

li

Vecchienna. Allora Gregominacci d'interdetto e disco-

volterrani, al pari di
divisi fra loro

molII

erano

d'opinioni

fatto. In

mimica, se non avessero riparalo al mal vece fecero peggio, rinnovando

politico-religiose insorte fra

Federico

Papa Innocenzo IV (ed


I

suoi predeces-

gravissimi danni alle terre del vescovo,

sori,qual persecutore di essi edelUGhiesa,

non perdonando a'sagri templi, e alcuni ne distrussero. Uccisero, ferirono e fecero schiavi pi sudditi di Pagano, e questo assediarono e ardirono assalire. Laonde Alessandro cappellano pontificio,
in Montieri a' i3 aprile

per cui Innocenzo

V lo scomunic e depoLione
I),

se nel conciliogeneraledi

quan-

do

fatta

r elezione

di

Ranieri in vesco-

vo di Volterra,il maggior
abitanti seguiva
il

partito del Papa,

numero de'suoi menghibel-

i235 scomuniil

tre molti cittadini

aveauo giuralo fedelil

il

podest,
a,

il

vicario e

consiglio di

t all'imperatore (erano guelfi e


lini).

Volteri

e sottopose la
1

citt all'inter-

Morto

questi nel i25o,


si

comune

detto. Nel

336

il

consiglio generale giu-

di Montieri

sottomise alla signoria di

r nella cattedrale di non molestare Pa-

Volterra, a condizione d' averne la cit-

gano, acci venisse in Volterra a trattare


la

tadinanza.
I

pace.

Il

vescovo

vi si rec, e

nel i.

volterrani a

tale
i!

epoca ripresero
giusdicente nella

gennaio 1237,
ia cattediale, vi

fatte aprire le porte del-

la facolt

d'eleggere

convoc tutto

il

popolo,

persona

di

W^inigi Arzocchi sanese, che

dopo

il

canto della messa dichiar, che


i

nelle carte del

comune

s'intitola

pode-

assolveva

volterrani dalla scomunica e

st, senza

la

giunta poc'anzi praticata,

la citt dall'interdetto,

perch

il

comune
i

ch'esso lo era

lo

avea assicurato

di
le

risarcire

danessi si

rniore. Nel
tuti,

per la grazia dell' Iinpei252 si riformarono gli sta-

ni fatti.

Nondimeno

guerre tra

rinnovarono, e durando nel i238j il legato imperiale s'interpose per la cessazione.

popolo

mentre era podest e capitano del il conte Alberto di Segalari, e


i

quando

volterrani

propendevano a

so-

Venuto

il

vescovo a morte e preil

stegno del partito imperiale o ghibellidi

gato di assolvere
togliendo
le quali

comune,

il

popolo e

la citt, lo esegui nel


la

nome

del Signore,

nismo, favorito in Toscana dal vicario Manfredi bastardo di Federico II e


usurpatore del regno di
Sicilia,

scomunica el'inlerdetto, delallacciali.

dominio
a

erano nuovamente

La

della

s.

Sede.

La

signoria di Firenze de-

sua morte pare che ridestasse l'idea nel-^ l'imperatore Federico II, figlio di Enrico VI, di riacquistar la su[jremazia su

cisamente guelfa, non era tranquilla


tante dimostrazioni di
citt

toscane in
glii-

favore d'un sedicente re capoparte

Volterra e

il

suo

territorio. In falli

men-

belhuo, per cui mosse

la

sua oste, prima

VOL
nel

VOL
si

65
de*

12^3 contro

Pistoia che

teneva a
la stes<

cellieri,

insorsero le fazioni

Bian-

pHite ghibellina, e nel


sa ragione contro
i

i254 per
i

chi e de' Neri (/^.), che tosto facendo

comuni di Siena, di Vollena e di Pisa. Vedendo volterrani l'esercito fiorentino presso le mura, con
gran furore uscirono fuori alla battaglia senz'ordine, e aspramente assalirono nemici. Questi vigorosamente ne sostennei

pubbliche
si

le

private discordie,
i

bianchi
a'guelfi^
infelici

unirono

a' ghibellini,

neri

cosi in Firenze,

Lucca e altrove:

nomi

rinnovati ne' nostri miserevoli e

vergognosi giorni,

come

deplorai nel

i.**

de'citati articoli. Intanto in Volterra, do*

ro l'impeto, tantoch
rani,
vi

cavalieri coll'aiui

to de'fanti respinsero al poggio

volter-

p che Manfredi era morto nel 1266, avea dominato il partito guelfo, e questo
nel
rit,

onde questi fuggendo

in Volterra,
i

rientrarono mischiati co' fiorentini,

1296 avea acquistalo grande autodando facolt di portar in essa l'ar-

quali, prese le porle e le fortezze, senza


contraitto co' sopravvenuti s'impadroni-

mi

a'guelfi banditi di Pisa,

ma non

tard
di

a raffreddarsi. Nel

rono della
di

citt.

Ma

la

famosa battaglia

vescovo e

il

i3oo comune per

sorse

lite fra il

la signoria

Montaperto

nella valle d'Arbia,


1

com-

Monte
il

Castelli ;e Bonifacio

Vili pregato

battuta a'4 settembre 260, rianim anche iu Volterra il partito imperiale, che
a vicenda favorito o scacciato faceva
fi-

da'capitani guelfi di Firenze, vi

mand

cardinal d'Acquasparta per togliere le

fazioni de'bianchi e de'neri, nate dalla

gurare ora
bellina, di

la

parte guelfa e ora

la

ghire

semenza
fi ;

di quelle de'ghibellini e de'guel-

nuovo sottomettendosi

al

ed eguali energiche ingiunzioni emafissato la


il
i

Manfredi. Vinto questi nel i 266 dal re Carlo 1 d'Angi, ad esso promisero fe-

n Papa Clemente V, che stranamente


avea
sua residenza in Francia.
sottopose all'ecInoltre

dovendo perci seguire la parte guelfa. Nel 1276 volterrani avendo rovinato il fotte castello di 6edelt
i

volterrani,

cardinal d' Acquasparta scovolterrani, e

munic

clesiastico interdetto Volterra, per

aver
Dipoi

rignone, che apparteneva

al

vescovo,

ri-

preso possesso di
i

Monte

Castelli.

misero
frati di

la

decisione delle differenze a


i

volterrani a liberare la loro citt

da

penitenza o divoti,

quali con-

dannarono il comune a pagare certe somme, per reintegrare il vescovo Ranieri II de'patiti danni, e perch potesse
rifare
il

grave pregiudizio, nel i3o6 spedirono maestro Rogerio al cardinal Francesco Napoleone Orsini, per chiedere l'astal

soluzione dalla scomunica e dall'interdetto,

castello e

questo lodo fu
l

borgo di Berignone: approvalo da Papa Nicoil


1

assicurandolo d'ubbidirlo

in

qualun-

HI

nel

1277. Indi nel

279

le fazioni

de'guelfi e ghibellini che sino allora

e-

ransi ostinale in Volterra nel loro contrario genio e ripugnanti sefttimenti,


si

que cosa domandata a nome della Chiesa, quando si fosse dichiarato che da loro venne ingiustamente occupato Monte Castelli; ed il i. dicembre il cardinale concesse la bramala assoluzione. Alla
calata in Italia nel i3i
i

persuasero a rimettere le reciproche loro querele nel vescovo Ranieri, ed in Schiatta de'Cancellieri di Pistoia loro podest.

dell'imperato-

re Enrico VII,

il

ghibellinismo rialz or-

goglioso

la testa, al

qual partito

si

moil

Questi dunque

rono
cui
si

il

dicembre pubblicalodo con molte dichiarazioni, da


il

i.

str in Volterra decisamente avverso

vescovo Ranieri
la signoria di

III de'Belforti,

e ostile

viene a sapere,

come

il

furore di

Firenze, rilasciando rapi

que'tazionari anco in Volterra era giunto a

presaglie sopra

volterrani.
il

Per Enrivescovo de-

vicendevolmente incendiarsi

pa-

co VII nel

3 dichiar
i

lazzi, le case e le torri.

Fu
la

nel

1286 che

caduto da
riali
i

tutti

privilegi e feudi

impe-

in Pistoia

[V.) e per

famiglia Can-

ma

quel principe nello stesso an-

VCL. CUI,

66
no

VOL
mon
ficomutiicato dal
tlolorc de'gliibellini.
i

V O L
Papa a BuonPer
cit-

lerrnni Rimi aderenti e seguaci, a


dell, pirlf popolare di cui
si

danno
fallt)

roiivenlo, con

era

tale avveiiimenlo,
terra,

12 difensori di Volsangemignaiiesi, en-

capo
t
:

lo zio Rainoccio

vescovo della

cit-

dopo aver questa con guerre


i

que>l'ulliino essendo per soccombere

tadine balloglialo
la loro

alle foize

maggiori, fu coslietto salvarsi

trarono nella lega guelfa e mandarono


tangente di soldati al
fiorentini in
la vittoria

nel suo castello di


al

Berignone, cedendo

Val

di ^levole.

campo dei Dopo per


a'

nipote

il

libero
il

dominio
titolo di

di Volterra.

AHaviano pre^e
nerale, e

capitano gescrisse

d'IJguccione della Faggiuolii,

non

vero,

come

Gio-

capoparte ghibellino, riportala


goslo

29
i

a-

i3i5
si

sull'esercito fiorentino,

vol-

vanni Vilhini, che fece uccidere due fratelli del vescovo; bens assedi Berignone, esili
il

terrani

ravvicinarono a*pisani,daVjuali

vescovo e

suoi parenti.

La
co-

ottennero nel i3i6 un ti aitato di tregua, preliminare di cpiella pace che l'an-

citt fu interdetta, e

comunicati Attae partigiani.


Il

viano, ed

suoi

figli

no dopo ebbe edetto per


di

la

mediazione

mune

e gli anatematizzati
a

ricorsero a

Roberto

re di Sicilia e
b\['

capo de'guelf.
.),

Papa Benedetto XII, ed


1

Clemente VI
i

Sottoposta Volterra

Iute /chi lo (^

ed

volterrani alia Scomiim'ca (F.), dai

cardinal d'Acquaspnrta, e prima e dopo


da'vescovi Ranieri degli libertini e Ranieri de'Belforli,

che gli successe nel 342, quali delegarono all'esame delle cose Donodeo ve* scovo di Siena. Avendo Attaviano rinunziato l'occupata signoria, sciolto l'assedio
di

anche per avere

cit-

tadini fallo alcuni statuti pregiudizievoli

alla libert ecclesiastica, e


la

ritenendo
Castelli

Berignone, liberali gli esiliati e permesso il ripatrio, a'g febbraio i343, venne sentenziata l'assoluzione degli sco-

ingiustamente
spettante
nali dalla
al

parte di

Monte
i

vescovato; nel

divina

y iiloniiniisericordia, riconoi

municali, e tolto l'interdello dalla citt^ Deposta da Attaviano nell'anno prece-

dente
di

la

liiannide, Volterra ad
1

esempio
e-

scendo

volterrani la loro oiseria, sup-

Firenze che nel giugno

342 avea

plicarono

Papa Giovanni XXll ad


ad annullare
i

as-

letto per capitano e conservatore del po-

solverli dall'ecclesiastiche censure, olTren-

polo messer Gualtieri duca d'Atene e


conte di Bi-enoa, ossia loro signore, anch'essa a'2 5

dosi pronti
restituire
il

detti statuti,

ritenuto ingiustantente, ap-

dicembre i342

lo

proclam

partenente alla chiesa vulierrtina, e questa rifare de'

suo signore.

Ma

siccome a cagione dei

danni che
gli

gli

aveano ca-

modi
di esso
la

crudeli e irregolari da lui usati nel


i

gionalo.

Il

Papa

esaud, con solenne

governare,

fiorentini

formarono contro

assoluzione de'22

novembie i3i8, per


le

over

volterrani adempite

proposte
di

4 congiuiediversein Firenze, e per gran commozione e tumulto che con


si

coudizioni.

Dopoch

il

governo
a

Vola'pi

tro di lui
la citt

principi a sollevare in quelI

terra erasi avvicinato


sani, questi poi

nuovamente

a*26 luglio

343, a'3 de! seguenpreminenza che


iti

avendo aderito

Lodovisic-

te

agosto venne obblig.ito a formalmente


le

co

il

^l'flro,

pretendente all'impero,

rinunziare

dignit e

fiiutore degli eretici e

scomunicato,

godeva
citt,

in Firenze, in Volterra e
i

ultre

come acerrimo nemico


sti

de'fjorenlini, que-

ed

suoi

ulliziali

furono espulsi.
i

interruppero ogni relazione con Vol-

Cessata quest'altra tirannia,

volterrani
n)iii-

terra.

Frattanto nel

34o

la

citt

fu

riformarono

il

governo

politico e

Miettatrice di tragedie cittadine,


il

quando
Relforti,
l'8 seti

lare con altri statuti, a tenore de'quali


il

rav. Attaviano o Ottaviano

magistrato de'suoi consiglieri

di

o
si

di ricchissima e

potente famiglia,

fu ridotto alla

met;

e allora fu soppres-

tembre

lev a

rumore cou

tutti

vol-

sa la carica di capitano del popolo, e

VO
deliber che
la

L
foiiezza eretta in
il

VOL
usurpalo da Bocchiuo
uo.
figlio

67
di Attaviaci ttad

nuova

Volterra d'ortline o per contentare


miglia BeHorti, colla clausola che
essa risiedesse
tori del

dudi

Ma

poi iu

uua sommossa

mepo-

ca d'Alene fosse data a custodire alla fa-

sca di Volterra, alla cui testa eras

uno

sto colui che con segreta licenza di Bue*

sempre fra' 6 capi reggicomune. Le quali cose si man1

chino

Belforli

avea ucciso dormendo


de'figli

un volterrano amico

di

messei*

tennero dal

344

3'

i36i.

Ma

governo di Volterra, dopo le forme del 1 344i fion fosse tornato a parte guelfa, e in vece propendesse nel contrai io

che il ultime ri-

Francesco Belforli, io quel rumore resta* rono morti alquanti di detti figli e altri imprigionati d'ordine del tiranno Bocpalli de'quali era mallechino, contro
i

partilo,
i

sembrano manifestarlo,
la

vadrice

la signoria di

Firenze.

Vedendo

l'aver

vollerrani consegnato al partito

questa che in onta agli mbasciatori mandati a Volterra,


que'figli in libert,

ghibellino de'Belforti

rocca, e deciso

che un

di loro sedesse nel


in

comune;

l'ail
i

vere nel 1349 faccettalo


signori della

ca*a loro

Bocchino non rilasciava il comune di Firenze coinauti che una mano d'armati st
recasse a INIonle Vollraio per favorire di

conte Gheraido della Gherardesca e

Rocca

slati cacciati

da

Fisa,

valido prtrsidio quella rocca de'figli di

come
conte

complici dell'uccisione di Ranieri


di

messer Francesco, minacciando


ra
il

di

guer-

Donoiatico; e d'aver essi preStalo giuramento d'ubbidienza all'imperatore Carlo IV a'3 marzo volere
il
i

tiranno se non faceva sollecita

am-

menda. Fu
dare
la

allora che Bocchino tratt di

355, senza
acco-

signoria di Volterra a'pisani per


fiorini d'oro; il che, ridondando danno diFirenze l'ingraodimento

consiglio

de' fiorentini,

32.000
a grave

gliendolo cordialmente in Volterra a'2 2


del sussegtieiite

vescovo

di

maggio; l'aver Filippo Volterra e nipote del gi tirandall'

de'pisani, fu trattato

za saputa de' vicini.

Quando

copertamente e senil popolo di

no Atfaviani, ottenuto

imperatore

un di[)loma con piena


nare
gli ulTiziali

facolt di
i."

nomi-

Volterra ebbe sentore di ci, lutto di u volere prese l'armi a'5 settembre i36r,

della

magistratura

correndo prima a Cacciar


pe pisane, poi
al

di citt le trup-

della citt e ne'principali paesi della sua


diocesi

palazzo del tiranno, che

cessioni, rinnovate

comech queste generose cona*i4 giugno i364 a favore del vescovo Pietro, non fossero
j

pose iu carcere colla sua famiglia; quindi furono maodatt a Firenze ambasciatori
per avere un capitano di guardia, e a Siena per un podest. I fiorentini, ch b Volterra avevano inviato il capitano,

pi

ellcaci di

quelle fatte al vescovo


I

Il-

debrando da Federico e da Enrico VI. Quindi, o per timore d'irritar troppo i fiorentini, o per la venuta in Toscana della compagnia del conte Land, o pel tristo esempio di Siena, il governo di Volterra
si

ottennero pochi giorni dopo dal popolo la custodia del cassero della citt, a
condizione che
la

rocca fosse guardala

ravvicin alla politica fiorentina,


di

da loro per io anni; e intanto a'i3 di dello mese fu riformato il governo della
cilt,

rientrando nella lega de'comuni

parte

guelfa nel gennaio i356, e fu imitala da

troncato
forli,
la

Siena e da
trarono

altri popoli.

Belforli

rien-

io del seguente ottobre fu al tiranno Bocchino Beldopo esser siala introdotta in citt

ed

a'

il

capo

in grazia de' fiorentini, e questi

furono soccorsi da Volterra nel i359 per l'assedio di Bibbiena. Indi i fiorentini

cavalleria de' fiorentini. Dojloch i volterrani riformarono co'quinti e sesti


i

statuti la cilt,

12 difensori deputarono
facolt di cedere per
la

pacificarono tra loro

Belforli, nelle

un sindaco con
anni a'Gorenlini
e
di

controversie insorte per cupidit di dorainio,.

custodia del cassero,


i

quello della citt esseodo slato

promettere

^e

voUerraui noa

68

VOL
sent di
citt, col

VOL
d vieppi tarpando la propria libert, giacch il governo nel 1370 acconspogliarsi della custodia

avrebbero eletto a loro podest, o ad altri ufTjziali tnDor, persona alcuna che fosse meno d 3o miglia lungi da Volterra,

della

eccettuandone per

cittadini fo-

permettere che

le

chiavi delle

rentini e quelli della famglia Ceccioni o

porte stessero nelle

Ciacconi di
so

s.

Miniato. Quindi nello

sles-

del popolo, per tutto

mani del capitano il tempo che a'foi

]36i

elessero in gonfaloniere per

rentini fosse appartenuto la custodia della rocca.

mesi Migliore Guadagni fiorentino, e Lodovico di delti Ceccioni in podest, e

Dispiacendo al popolo che


castello e

fiorentini avessero posto sotto la loro giu-

merit poi d'esser anco capitan genera-

risdizione

il

uomini

di

Monte
rinno-

con ordine che s ponessero guardie alle contrade dentro le mura nuove e
le,

Castelli, nel

i38i
i

lo

riebbero,

vando poscia
i

patti per altro


il

decennio

sulle vecchie di Volterra.


al Repelli

Sembra

forse

a'forentini di custodire

patrio cassero,
libera elezione

questa

la

i.'

epoca della piela

quali vollero ancora

la

na sottomissione
ni, cui
i

di

Volterra a'forenti
forte

del capitano e del castellano^ loro accor-

governanti aveano ceduto

impegno col tribunale ecclesiastico, poich avendo il podest fallo porre in prigione Grarocca. Nel
nello Belforti, per aver tentato di sovvertire
il

i363 nacque

colt, e di poter eziandio


statuti.

data nel i385, con altre amplissime correggere

fa-

gli

pacifico stato di Volterra e di

darlo in
toposta

mano
all'

a'nemic, fu la citt sot-

riformarono nel i4i !> il distretto Volterrano d'allora si componeva di 33 minori comuni, non compreso il capoluogo della citt. Se ne leggono i nomi a p. 209
Questi
si

da'quali risulta che

interdetto per sentenza del

delle Notizie isloriche, altro

pi antico

vicario del vescovo,

come
di

speciale dele-

elenco riportandosi a p.

gato del celebre cardinal Albornoz legato


d'Italia, a cui in

Granello era sialo esposto d'esser ordinalo e canonico


della cattedrale. Ricorsero
i

nome

forma pu ch d'allora
vitalit

73. Tale ridirsi una dell' ultime, poiin poi,

ad onta degli slanci di


il

che di tratto in tratto die'

po-

volterrani a

polo, esso fu costretto a suo dispetto restar lgio al

Papa Urbano V, rappresentandogli che quando fu preso Granello era senz'abito clericale, e ottennero
la
s.

governo fiorentino. L'epoca


storia

forse pi segnalata della


d Volterra
i

politica

commissione

della causa al preposto di

Nuove riforme
bero
sori

nel

365

e nel

Gemignano. 368 eb1

gli statuti del

comune, ordinaudoii

io quelli
si

che

il

magistrato de' 12 difen-

vesse chiamarsi

riducesse a 9, e che questo doil magistrato del popolo,

i4^7 quando fiorentini vi volevano introdurre il nuovo sistema catastale; la quale novit turb moltissimo gli animi de'cittadini, perch credula contraria a'patti statuiti dal comune colla signoria di Firenze. Impe-

avvenne

nel

rocch ricusando

volterrani

comandi

e fosse da eleggersi 3 per ogni lerziere


della citt.
forti dal

Furono cancellali tutti Beinumero de'popolani, e scrini


i

a'28 giugno inviarono 18 ambasciatori a Firenze per tentare d conservarsi illesi da quella
dati dal capitano del popolo,

nel libro bianco. In occasione poi della


2.' riforma, fu decretato

misura.

Non

solo fu tutto inulie,

ma

gli

che Jacopo degli


i. in ca-

ambasciatori furono arrestali, ndi dopo


molti mesi di carcere, colla mira di liberarsi, nel

Oltavani di F^irenze e Simone de' Vanni


di Pistoia fossero confermati,
il

dicembre 1428

essi

consegna-

pitano del popolo e il 2. in podest; quindi fu rinnovata per altri io anni la custodia a'forentini della rocca coll'antiche condizioni. Cosi a' volterrani
si

rono

libri

dell'estimo del distretto di

Volterra.
in patria,

Ma
il

appena costoro tornarono


s

popolo

sollev contro

an-

fiorentini, e

Giusto Landini, uno degli

VO

L
i4^9
fattosi

VOL
dalla repubblica fiorentina

69
piena restiritornando nello
le

ambasciatoli, a'23 ottobre

capo delia rivolta, corse al palazzo e alla fortezza, cacciandone il capitano e il castellano de'forentini, ed in seguito itnpadronendosi della rocca di Monte Voitraio. Tali incidenti conturbarono forte
gli

tuzione de'suoi
bolenze.

diritti,

slato in cui era avanti dell'accennate tur-

Grandi per furono


i

calamit,

alle quali
sti

volterrani

si

trovarono espo-

animi della signoria,


il

la

quale tosto

cre

magistrato de'Diec di Balia, deessi

la ripristinazione de'loro primunicipali, per avere essi ricusato di chinare il capo alle deliberazioni dei

innanzi

vilegi

stinando fra

due commissari Rinali

fiorentini.

Una

delle quali calamit era

do

degli Albizzi e Palla Strozzi a dirigere

stata portata

dalle

truppe condotte in

l'impresa di quella guerra;


missari

quali
le

comgenti

dopo aver radunato


il

Toscana da Nicol Piccinini nel precedente maggio per favorire lucchesi, ali

d'armi, ne affidarono
l Fortebraccio,

comando

a Nico-

lorch s'impadronirono di molle castella


il

cbe alla testa di quelle marci a Volterra. Frattanto il Laudini capo de'sollevati, sebbene sperava che per la forte sua posizione Volterra potesse essere in grado di resistere per qualche tempo^ nondimeno avea chiesto di
aiuto
i

del

contado volterrano.

Ma

buon animo appunto

del

la fede e popolo di

Volterra, in quell'occasione verso il comune di Firenze dimostrato, die'un grande impulso a questo per adottare la ri-

sanesi e

lucchesi inutilmente,

formagione narrata. In grazia di volterrani si mantennero, non solo

ci

in ar*

quando a un
d'onde dovea
il

tratto la rovina gli

venne

monia
li

co'forentini,

ma

ancora tranquil-

men

temere. Avea deciso


di

fra loro, finche Alfonso


1

V re d'Aragona
guer-

magistrato del
la

comune

Volterra di

e di Napoli, nel ra al

44? avendo mosso

morte a Giusto Landiui, e la fece eseguire i6 giorni dopo la rivolta, poich appena entrato a'7 novembre nel
dar
palazzo de'Priori, d'ordine di questi fu
ucciso, e ancor spirante fu gettato dalle
finestre sulla piazza,

comune
il

pi potere

Firenze, danneggi a territorio volterrano, metdi


la

tendo a sacco

terra delle
vista
di

Pomarance
ci
i

con

altri castelli. In

fio-

rentini con provvisione

de*23 dicembre

gridando

Viva

il

buono

stato della citt, e l'aoticizia del


d Firenze.

loro

i449j ^^ istanza de'volterrani, esent il comune per 5 anni dal pagamento


fiorini, cui

Comune

Giunto

al

governo

dell'annua tassa di 1000


stato di

di questa l'avviso della ricupera di Vol>


terra, la signoria

prima obbligato.

Da

tale

era prov-

considerando esser quella citt

visione rilevasi, che allora le maggiori

la la 3.* volta

che

poteva dirsi

rendite del

comune

volterrano

si

ritrae-

soggiogata dall'armi de' fiorentini, pas-

vano dal

sale, dal

solfo, dal

Tetriolo e

sando

a'voli vinse

il

partito pi severo,

dall'allume delle sue miniere.


volterrani dovettero soffrire

Dopo 24
una sven-

per cui fu deliberato

non potessero pi
re
il

in

che alcun
:

volterrani
elegge-

anni del passaggio ostile de'napoietani,


i

modo

loro podest,

la cui

giurisdizione fu

tura di assai pi trista conseguenza; al-

d'allora in poi riunita nella persona del

lorch nel i47

insorsero nella citt del-

capitano del popolo, eh' era di nomina


assoluta della signoria di Firenze, e che

le civili discordie

cagionate dall'appalto
condizioni

di varie miniere d'allume, a

o cassero, si dovesse fabbricare in Volterra una fortezza di nuovo, come poi fu eseguito, con aggiunoltre l'antica rocca

credute troppo favorevoli agli appaltatori e lesive alla


rici

comune
al

libert. Gli sto-

pi imparziali volterrani convengoi

gere diversi ordini relativi all'adempi-

no, che
di

magistrati

pari del popolo


in quest'affare

mento
.143
1

del catasto. Dipoi


la

a'

So ottobre

Volterra procedettero
atti di positivo

comune

di

Volterra liolteuoe

ad

disprezzo verso la re-

VOL
ricorrere a
al violato

pubblica fiorenlina, stimolando questa a modi cbe dovevano riparare

sta de' duchi d' Urbino, l. 1, p. 244 descrive questa guerra durata 22 giorni, e che mentre i fiorentini dovevano fare lingresso in Volterra, gi i soldati

suo decoro e

alla vilipesa

au-

torit de! capitano da essa nominato. Ogni ac< ordo essendo riuscito vano, fu posto l'oliare nelle
dici,

stipendiali eransi ribellali e abbantlooali


al

mani

di

Lorenzo de Me-

saccheggio, che

il

duca non pot del

divenuto l'arbitro della repubblica. Allora il magistrato civico di Volterra, accorgendosi che si prendevano in Firenze delle
citt, risolse

lutto impedire, bens'i facendo impiccare


i

due

loro capi nella sollevazione, e gli

misure

forti

contro
il

la

loro

d'abbracciare

partilo deli

la difesa
li

contro

l'oste de'fiorenliiii,

qua-

Premio al valore moderazione del duca fu quanto narrai nel voi. LXXXVI, p. 3oo. Altri storici scusano Federico I, perch non pot
altri

cacci dalla citt.

mandarono un
fanti e di

CNcrcito a Volterra di

opporsi alla sfretiatezza militare, che

si

10,000

2000

cavalli sotto

il

comando
Federico

del
1

celebre capitan
'

generale

mescol a quelli eh' erano tenuti a difender la citt, e invece furiosamente la

duca

Urlino. Occup prii

depredavano. Alle calamit de*

privati,

mieramente
di

l'esercito fiorentino

piiesi

del contado volterrano, quindi alla

maggio

del

pendici del

met 1472 si accamp nelle monte di Volterra; sicch


Fedealle

tennero dietro quelle del pubblico, poich Olire l'esilio dato a 76 cittadini pi
animosi, oltre
1'

abbandono volontario

della patria di molti notabili de' pi ricchi e pi autorevoli, che rifogiaronsi ia

dopo
rico
I

inutili proposizioni di resa,

fece

dar l'attacco

truppe vol-

varie cill d'Italia,


terra

il

municipio

di

Vol-

terrane, che fuori della citt erano ac-

venne privato

di

molte dignit, po-

campate

in

un poggio

fortissimo.

Fu com-

tere e considerevoli rendite.

Fu
la

tolto

ad

battuto con ferocia d'ambe le parti, ma le truppe volterrane oppresse dal numero degli assediant trovaroosi costrette a
rientrare in citt, dopo gravi perdite iu

esso
di

il

palazzo de'Priori, che


al

signoria

Fiienze assegn

capitano del popascoli

polo; e fu allora che


solfo, del

ed

bodel

schi comunali, le miniere del sale,


vetriolo e dell' allume,

numerosi prigioni. Forse l'assedio sarebbe andato mollo in lungo pel


niorti e

dalla

comune
del

di

Volterra fino a quel tempo


le

forte silo di Volterra, e per l'animosit

godule, vennero inscritte fra

regalie

e coraggio dimostrato da' capi del magistrato e dal popolo, se dall'ultra parte
i

comune
il

di Firenze,

il

quale poco doin

po
cui

le allivell alla cill

di Volterra, rin*

1000

soldati
in

stranieri

non

si

fossero

novando
il

fitto

sino al i53o, epoca

Bvviliii

guisa,

che difendevano con

livello
eletti

fu reso perpetuo.
i

Quindi

molta lentezza la citt. I partigiani de'florentini poi, che aveano iostinualo ubbidienza e la resa, convennero segretamente col duca d'Urbino, the una notte gli avrebbero lasciata aperta una delle porle,

furono

magistrati, che a

nome

della repubblica fiorentina

dovevano gostatuti

vernare Volterra e

paesi del suo con-

tado, riferendosi a' pi

moderni

del i474i l'ispelto alla procedura e decisione delle cause civili.

purch

fosse salvato l'onore delle


il

donne,

Per tenere poi


i

come
gio.

fece

duca, e

la citt

dal saccheg-

in freno pel tratto successivo


ni, si estese
il

volterra-

Ma

infatti

innanzi l'alba de'iS giu-

perimetro dell'antica foril

gno entr

in Volterra per la porta a Selci

tezza,
forli,
lini

facendo atterrare

palazzo de'Beli

l'esercito fiorentino,

massacrando

citta-

presso cui furono costruiti

rivel-

dini, incendiando e saccheggiando le loro

della fortezza
ia

case senza punto curare


sati,

patti. Il RepoDella Zecca di Gubbio e delle gi

innalzata

nuova, e nel loro centro celebre torre rotonda nomi-

nala

il

Mastio con pi carceri segrete a

V O L
vari oidini. luoltre la signoria di Firenze

V
al

OL
gran parte
le

^i

zioni fruttarono a Vulteirri benefcii iiu-

per coutratlo del 1482 alien

coniu-

portanlissimi, poich nel idi 3 ivollei rani

ne

di Volterra

pascoli e teuiuaenti, dei


la

ricuperarono

in

perdute

quali IO anni innanzi


stata

loro citt era

dignit, mediante provvisioni e decreti di

privata,

mentre nel i^SS dalla

e-ienzioneche

la

signoria di Firenze accor-

Stessa signoria fu deliberato d' esentare


gli

loro, e
di

che

in vari

tempi furono

al co-

abitanti della citt da tutte le gravez-

niuue

Volterra confermali. Dalle quali


1'

ze reali, personali e miste che per l'av-

concessiuoi rilevasi, che

antico contado

venite fossero slate imposte; mussa a ci


dalla puverl in cui erano ridotti
i

distretto di

Volterra era stalo abolito

suoi a-

fino dal

bilanti pe'danui solFerti ntll'ultima guerra, e per la naturale sterilit del suulo.

1 474> epoca di una dell' estreoie riforme de'suoi statuii; a tenore de'quali

La parte dulia storia moderna che pi onora il comune di Vullrrra, a parere di


liepetti, quella

non fu ripristinato il vicariato di Val di Cecina, mentre in luugu suo doveva eleg*
gersi

un podest

fra'cittadmi

forentiai

dimostrata da' priori e


Idrato, e della

residenti in

Volterra.

Uno

degli

ultimi

dal niaggiorGon$glio,allorch presso alla


vigilia del sacco

fumoso di

avvenimenti storici relativi a Volterra repubblicana accadde nel i53o, in tempo


dell'assedio di Firenze,
l'ani si

cacciata da Firenze del gonfaloniere per-

quando

volter-

petuo Pier Soderini, volterrani con pr?visione de' 12 agosto i5i2 deliberarono
i

al

dichiararono del partito Mediceo, quale Papa Clemente VII e l'impera*

doversi

spedire a Firenze ambasciatori

per

offrire alla signoria tutte le sostanze

de' volterrani pe' bisogni della guerra; in

guisa che 3 giorni innanzi che seguisse detto sacco


a'

il

16 agosto, furcmo eletti 8 cittadini volterrani con facolt d'esibire


a' fiorentini.

aveano destinato la sovra* Quindi perla violenza usata loro da Giovanui Covoni di Fireaze, che con 4 compagnie n'era venuto a Volterra, e con ingauno era penetrato
nt del suo stato.

tore Carlo

nella citt e corso al palazzo de' Priori

a que'reggitori quanto fosse slato di van-

taggio

Che

se ([ueila

guerra

riusc del tutto contraria a'voti della re-

con l'uccisione d'alcune guardie volterrane; irritato il popolo da simili prepotenze presele armi, barricandogli sbocchi delle
vie, e
sassi.

pubblica

di

Firenze; se
di seggio
i

in seguito cainil

caricando

le finestre delle

case di

biaodosi del tutto in quella citt

gover-

Allora quelle compagnie col Covo*

no e cacciando

l'

imbecille gon-

ni

in

breve ora furono dal tumulto p-

faloniei e perpetuo; se

Medici furono di
pala

polare vituperevolmeote cacciate di pa*


lazzo e di citt. In conseguenza di ci
i

nuuvo
Iria,

restituiti e raccolti nella loro

Vuiierra nun cambi per questo

volterrani
partito,

vedendosi vicini ad un mal

(ud generosa offerta a favore della signo


ria

nuova, dalla quale con lettera de'6 settembre i5i2, essendo invitati volteri

mandarono a Bologna per darsi Papa Clemente VII Medici, supplicanartiglieria grossa
la fortezza di

dolo a provvederli di
per potere abbattere
terra, dalla quale

rani a fornire ad impreililo per un mese

quella quantit di denaro che potevano,


li

Volerano del conliouo tor-

magistrato civico con provvisione de' 2


i

di dello

mese decret, che senz'altro

in-

mentati e dalle artiglierie fiorentine comandate da Bartolo Tebaldi. Pertanto


la

dugio
deuari

SI

dovessero somministrare quinti

perdita di qiiest'importante citt rinal

si

trovavano nelle casse del comui 1

ciesceva assai

famoso Francesco Feril

ite; oltre

5o

soldati

istauza della Signoiia di


Sotto
il

che Volterra a Firenze invi

ruccio commissario di guerra,

q'iale
i

trovandosi

al pre^idio

d'Empoli avvin
si

comando

del counestabiie Benecordiali dauo^Cra*

Dieci di Bilii, ch'egli volentieri

reche-

dcuo Miuucci. Tdule

rcbbe a Volterra iuuaa.:ichti

gli alfiri si

73
Ferruccio, e
]

VOL
Piacque l'avviso del
iiivialigli circa

VOL
spugnarla, e con essa guadagnarono
il

voltassero in peggio.

2000
si
i

fanti e

5o

cavalli,

con queste genti

diresse to-

sto a Volterra.

Non

ressero

suoi abitanti

luogo teaipo
tezza

all'assalto feroce del

Ferrucfor-

cio, sicch egli


,

appena entrato nella

magazzino delle vettovaglie che quotidianamente provvedeva Firenze. Accrescendosi intanto a Ferruccio sempre pi il numero de'suoi soldati, meditava di far rivoltare s. Gemignano e Colle ad oggetto d'interrompere l'invio delle vettovaglie che per quella via si recavano da Siena

temendo che
si

a Volterra giugnesse

soccorso, fece assalire


la citt. Allora te

da diverse bande

combatt accauitamen-

all'esercito assediante Firenze.

Ma

es-

d'ambo le parti fino alla mezzanotte, UOD potendo n gli assalitori, n gli assaliti

sendo sopraggiunto importunamente in quelle bande il capitano calabrese Fabrizio

mostrare maggior valore.

Ma
il

il

Fervi-

Maramaldo con
si

circa 2 5oo fanti

non

ruccio fece metter fuoco alle case pi


cine alla fortezza, per vedere
cito distruggersi senza frutto,

pagali, questi

rec colle sue genti ad

suo esertra lo

accamparsi nel sobborgo di Volterra fuori

onde

di porla

s.

Francesco.

Fu allora

che

il

strepito delie

ne e

le

dongrida de'combafleuli, pareva che

fiamme,
si

pianti delle

la terra rovinasse e

fosse

aperto Tinfere

Maramaldo con troppa arroganza avendo fallo intendere per un tamburino al Ferruccio, che incontanente se non voleva
esser tagliato a pezzi, gli rendesse Volterra,
il

uo. Perirono in quella fiera zuffa dalle

due

parti

non meno

di

3oo nomini,

Ferruccio disprezzando
il

tali

minaccefece
tale occasio-

pi d'altrettanti rimasero feriti. Ferruccio entr in Volterra a'a6 aprile i53o, e la mattina seguente ardendo la citt quasi da ogni parte si die'al nemico, il quale

impiccare
ne, a'9

tamburino. In

maggio segu una grossa scaramuccia fuori le mura, dove restarono morti di que'di dentro un i5o, e sopra

guadagn
errivati

5 pezzi

d'artiglieria ottenuti

200

delle truppe di fuori; inoltre passacirca

dal Papa, dopo ch'erano da

un giorno
Ferruccio

rono dalla parte del Ferruccio


fanti calabresi per

200

da Genova.

Indi

il

mancanza

di paga, lail

commise multeestorsioni
ti

a cavare argen-

tanto l'oste spagnuola che sotto

coman-

dalle chiese e denari

da' cittadini.

do del marchese
poli,

del Vasto avea preso Ena-

Tolterrani aveano condotto al loro soldo,

per difendersi da'foreotini ch'erano nella fortezza, i fratelli Gio. Battista e Carlo Borghesi nobili di Siena, quali subito
i

terra, tanto pi

s'incamminava al riacquisto di Volche Maramaldo insisteva


gli

a domandare artiglieria per espugnarla,


poich colle mine non
trarne alcun buon
era riuscito di
effetto. Il

aveano assediato

la rocca,

sperando che

marchese

Alessandro Vitelli,capitano pontificio che era non mollo lontano a Villa Magna, si
presentasse colle sue genti alle loro
ra, a ci pregalo dagli abitanti;

rest meraviglialo della fortezza del silo,

perch

la citt oltre l'esser

posta sulla

mu-

ma ne restarono delusi per esser andato all'impresa d'Empoli. 11 fuoco ridusse in cenere
la 4-"

cima del monte, non aveva all'esterno che 5 vie, disposte a guisa di 5 dita di una mano aperta, come gi dissi, per offenderla,
vie
valli

restando framezzo alle stesse

parie della citt,

la

quale torn

profonde e dirupate; talch

il

alla

divozione de'floreutiui. Questa ricupera di Volterra per cost mollo cara


'fiorentini, poich
sciata

avendo Ferruccio laEmpoli poco meno che disarmala,


pi gagliardo a Volterra,

per andare

confidatosi nella fortezza delle muraglie


di quella, diede

animo

agl'imperiali d'e-

marchese del Vasto, preso consiglio col Maramaldo, pose ad alloggiare le sue genti fuori del Portone presso la chiesa di s. Andrea, dove il monte meno disagevole. Ma uscendo improvvisamente il Ferruccio ad infestar gli spagnuoli occupali in attendarsi, avrebbe loro dato

VO
assai chefare,se

L
fosseil

VOL

73

dalMaramaliloooD

ro sta li o tem p soccorsi. Che sebbene non meno di 4 assalti si dassero dagli spagnuuli
e da'calabresi alla citt,

popolo di Firenze avea deposto l'armi ed a' 1 2 eras sottoscritta la capitolazione. Nella persona di Raffaele Girolami,
ultimo suo gonfaloniere, eransi cominciale bentosto le persecuzioni di tutti gli

sebbene una

lar-

ga breccia nelle
fra l'orto delie

mura fosse monache di

stata aperta
s.

Lino e

la

avversi a'Medici, che non poterono sottrarsi in

porta Fiorentina, a tutto riparava l'accortezza e valore del Ferruccio, che a


tulio provvedeva, e da per lutto
riva: per cui
il

tempo; e

l'infelice

gonfaloniere,

scampato a gran
colp
ti
il

marchese

fu

compaforzato ad
d'i

morte che suo predecessore Carducci e molfatica


alla

de'principali,

venne rinchiuso
gli

nel
il

MaFer-

abbandonar l'impresa cominciata. Nella


qual zuila apparve chiaro in quel
la

schio di Volterra, ove poco prima

ruccio avea fatto contro

spagnuoli
i

prodezza d'Angelo Bastardo d'antica

oriri-

prova
sciti

di tanto eroismo. Allorch

fuoru

gine volterrano, avendo egli pi volte

si

volsero all'imperatore Carlo

V,

messo

la

battaglia con mirabil

valore.

lagnandosi dell'imprigionamento di moltissimi cittadini contro la fede detrattati,

Frattanto stringevas' maggiormeote ddl principe d' Grange l'assedio intorno a


Firenze, dove non entrava pi vettovaglia da parte alcuna, e nunoataute la penuria de'viveri non diminuiva negli asse*
diati l'ostinazione della difesa.

Clemente VII
Pisa, ove,

fece

come

fu voce,

condurre ilGirolamia mor di veleno.

Cosimo 1 che
la

nel i 53 j era succeduto nelducea ad Alessandro, a'3 giugno i55[


i

Ma

essen-

conferm

privilegi a Volterra, la

quale

dosi recato

il

Ferruccio per ordine de'

allora era ridotta co'suoi sobborghi, ail

Dieci da Volterra a Fisa, ed essendo riuscito

872
avea

famiglie, con

4^97

abitanti, lu con-

vano al Maramaldo d'arrestarlo, rac>


il

seguenza delle guerre e della peste, che


afflitto la citt

coglieva

fanti poteva,

Ferruccio io Fisa quanti pi laonde tutta la sperauza de'


assediata dalie milizie

orribilmente nell'an-

no

delia caduta di Firenze, restandone

fiorentini era ridotta alla venula sua per

liberare

la citt

papali e imperiali. Quindi egli


scialo Pisa, da'fiorentiui
si

avendo
la

la-

perde poco dovita di


la

po

Cavinaua o Gavinana con

popolazione. Anzi non era appena creato duca di Firenze Alessandro de Medici, ch'era stata ordinata una coscrizione militare nel contado e dominio fiorentino di 10,000 fanti; alla quafalcidiata la
le

Ferruccio, trucidalo da Maramaldo,


battaglia.

perci fu ascritta

la

giovent superstite

Dopo

la

sconftta dell'esercito,

di Volterra, sotto

il

nouie di bandti^ col-

non solo a Firenze defiuitivamente suou l'ultima ora della repubblica Horenlioa,

l'accordare a quelle milizie alcuni privilegi, fra'

quali

il

portare

le

armi

e pagare

ma ebbe

termine anche Volterra


fue

meno gravezze.
come
al

Alla quale epoca Volterra

repubblicana. Colla

dunque
il

della

era suddivisa in 3 quartieri e in 5 contrade,

repubblica di Firenze, termin l'utlima

tempo

della repubblica.

Da quelil
i

sventura di Volterra, mentre


del

principio

l'epoca in poi, Volterra segu


stino del

governo assoluto
la

di

Firenze parve

granducato

di

sempre Toscana,

decut

piuttosto favorevole a'volterrani, perch

cenni storici in quell'articolo


al

scrissi

sino

appena sottomessa
sandro de Medici

metropoli all'armi

pontificie e imperiali, innanzi


fosse

che Alesdichiarato capo

politico di quello stato col titolo di duca,


i

volterrani a' io dicembre i53o olleunero da quel governo provvisorio la condc'privilcgi.

i856. Nel seguente anno, nel f^iaggio Papa Pio IX, colla Toscana auche Volterra fu onorata dalla sua presenza, citt gi beneficata da lui. Imperocch narra la Civita. Caltolca del i852, serie I .', t. 1 o, p. 7. Essendo da qualche
(A".) del
I I

ferma perpetua

A' i o adusto

auuo moilu

iu

Fueuze Tommaso Reali

74
di

V
Genova^
lasci

OL
floiin!

V O L
a lbera
e

6000
il

sempre Forlunuta che

ne' teneri Jinni


s.

disposizione del Papa,


delia
di
s.

quale

memore

iniziasse gli studi nel collegio di


le. Il

iMiohe-

prima educazione avuta


Michele de'pp. scolopii
di tutta l'intera
citt,

nel collegio

di Volteira,

antoPadrecedeva alle fervidissima deputati li censo preci, e benedicendo


i

come
male

notai in principio, fece cessione for-

lava di raziosa adesione 'rassegnali voti

somma

mg/

vela

patrii.

Questi furono appagali

a'

26

di

scovo della

perch ne applicasse

rendila in opere di beneficenza. Questa


fu stal)ilita con
le oneste e

povere
la

5 dutiannue ad allrellanzitelle, che avranno pi


dottrina cristiana nelle
citt e

mese, quando il Papa reduce da Lucca e Pisa, per Ponledera e Camugliano(ove alquanto si trattenne in queldello
la

magnifica

villa

Medicea, l'odierno pro-

frequenlalo
terra. Inoltre

prietario della quale

marchese Lorenzo

parrocchie della
il

suburbio

di

Vol-

Wiccolioi l'avea con ogni pi bella cura

miinteninienlodi due gio-

preparala peraccogiiere un tanto ospite),


e preceduto
dal granduca

vani nativi di Volterra, uno chierico nel

Leopoldo

11

e
la

seminario, l'altro secolare nel collegio de'

dal gran principe ereilitai


sera ad ore
7.

io, vi

giunse

pp. scolopii: l'uno e l'altro da

.scegliersi

per concorso innanzi al vescovo pr tetnvore. Se alcuna cosa sopravanzasse, si dovr erogare nell'accrescere propoizioliatamenle l'onoiariode'professori del
se-

generoso

di

Pio

L'animo delicalainente IX volle mostrare una

singolare predilezione alla citt di Volterra, ed all'illustre sodalizio delCalasanzio,

dove

fu

educalo nella sua giovinezza,

minario.

11

municipio

di Volterra, pro-

facendovi pi lungndiinora;e l'accoglienza de' volterrani


to favore.

fondamente commosso per tanto aUo generoso del supremo Gerarca, il quale, fra tante cure del suo ministero, si degnalo
rivolgere
speciale a
la

degnamente rispose a

tan-

Non poteva
la

far di pi per di-

mostrare
tanza

sua

somma

divozione, l'esul-

sua mente in un

modo

cos

eulusir-isica e la sincera cordialit,

Volterra, e con insigne


utili

dono
isti-

manifestala anche con isplendida e generale illuminazione.


la citt
il

provveilerla di cos
tuzioni, deliber a'

e benefiche

A breve

distanza dal-

26 maggio i852, ad
che un busto di
benefat-

Papa

fu incontrato dal

municipio

unanmil
tore
si

di consiglio,

in abito di

ceremonia, dal sotto prefetto


di piazza. Salito la caril

marmo rtippresenlante l'augusto


nella sala dell'adunanza

e dal

comandante
la

collocasse con analoga iscrizione

rozza di gala di corte, fece


gresso per

solenne in-

comunale o
stabilirsi,

in

porta a Selci, preceduto a


di cavalleria e

Uro pubblico luogo da


ad aeternani
mtinicipio,
rei

e ci
il

un drappello
lo

accompagna-

memoriam. Quindi
ademp
Papi,
al

facendosi interprete de' voli

da 4 legie guardie del corpo, e percorrendo le vie [irincipah magnificamente


illuminate e rallegrate da
cali,
il

dell'intera popolazione,

sagro

5 bande musiil

dovere
di

di

rassegnare
i

al

[)er

mezzo

Pontefice recossi alla cattedrale,


il

mg/
col

vescovo,

sentimenti dell'univer-

dove l'aspellavano
principe,
di Pisa,
il
il

granduca e
Corsi

gran-

sale gratitudine a questo munifico atto.

cardinal

arcivescovo
il

Ora

Giornale di
il

Roma

del

iSSy,
Bolo-

vescovo diocesano, e lutto

narrer l'andata del Papa


ijoggiornantlo
Pa[)a Pio

in Volteira.

clero secolare e regolare. Falle le consue-

IX
la

in

gna, nell'agosto iSSy ricev


zione della diocesi e
citt di

deputa-

benedizione col ss. Sagra mento, part dal duomo. L'odierno


te preci, e ricevuta la

Volterra, la

vescovo

mg/

Taigiuni

lo

ricev in nobile

quale umiliali

sensi del pi divoto o-

ospizio air episcopio contiguo, e da

una

inaggio, icnpetr l'onore d'una visita nel

magnifica loggia, all'uopo eretta, Pio

IX

nun lontano suo paesaggio in Toscana, iauuiiit:nlum.loii come Vuileira si tcucs

compart

al

divoto ed acclamante iunula

muicvolc popolo

papale benedizione.

V
Indi
si

OL
nella sala del

VOL
magistratura, e
za. Alle
il

75
i.*

compiacque ricevere
al

tribunale d

istan-

trono,
lo,
il

bacio del [)iede,


le

il

soUo

prefel-

due pomeridiane, sed a mensa


il

gonfaloniere,
il

diguil ecclesiasti-

col

granduca,
cardinal

granprincipe ereditario,

che e tutto
del 27
le,

clero. Nrra la Civilt

Cat-

il

Corsi arcivescovo di Pisa.


il

tolica, serie 3.\t. 7, p.


si

649. " La
s.

iriatiina

Nel pomeriggio,
il

Papa degnossi

visitare
gli

condusse
i

alla chiesa di

Miche-

pubblico museo Guarnacci, e

spe-

dove pp. delle scuole pie festeggiavano la solt^nnil del loro fondatore s. Giuseppe Calasanzia; vi celebr la Diessa,
aniniuistraudu
religiosi,
la
ss.

dali.

Ed

a piedi

and
sotto

nel carcere peni-

tenziario,dove l'allendevauoil granduca,


il

granprincipe,

il

prefetto e

il

cav.

Eucaristia a que'

soprintendente degli stabilimenti carcerari:

ed

a'soci della

conferenza di

s.

ne osserv atteutamente ogni parte,


al

"Vincenzo de Paoli, e poi altra ne ascoll;

ammise

bacio del piede tulli gl'ime


il

quindi

visit

il

vicino collegio, in cui egli

piegati

dello stabiliineiilu

collegio
il

giovanetto avea ricevuto da que' valenti


istitulori
i

de' visitatori oUiciosi. Partitone

Santo
oblate

primi e

cos'i felici

indirizzi alle
si

Padre, consol

di

breve

visita le

virt che lo rendettero poi


y'\

grande; e
i

e le conviitrici del real conservatorio di


s.

auioiise al bacio del piede

religiosi,

Pietro; povcia entralo nella carrozza

gli

alunni del collegio e molti ragguar-

di corte fece ritorno nell'episcopio a'suoi

devoli personaggi".

Venne ossequiato
si

ivi

appaiiainenti, fra
musicali e
Il

le

armonie

delle

bande

dal granduca e dal gianprincipe, e

de-

gli

applausi della tiiolliludine.


il

gn accellaie una breve

refezione.

Il

Som-

granduca e

granprincipe, che aveail

mo

Pontefice nel rivedere a Volterra la

no accompagnato
rare
la
il

i'apa,

si

licenziarono

camera del collegio di s. Michele, dov'egli dimor giovinetto (e nella quale dioioratovi e uscitone alunno, vi ritornava

con osoecjuio, e recaronsi a piedi ad onocirco dello di Valle

Buona, dove

Som-

gente venuta ad una corsa di cavalli


gli

mo
conr)

Pontefice e Rei, diede vivi


la

set-ni di

con fantino,
di rispetto

accolse

con aperti segni


Nella

mozione; gendo in una

quale

si

accrebbe scor-

e aifettuosa esultanza.

sala del suo quartiere la


di

sera

la

luminaria fu uteravigliosa per la


la

domanda

(tutta

suo carattere) della

ricchezza e

copia de' lumi, per

la

bea

tonsura, falla da esso al vescovo di Volterra, ed ivi collocata con gentile pensie-

intesa dispo&izio'ne e per la serena alle-

grezza dell'im mensa folla di popolo che


tratto trailo

Quindi pass a visitare le Clarisse, nel monastero di s. Lino; e col granduca e


ro.

Ed

il

rompeva in applausi Papa comp nella cappella


la

festosi.

dell'e-

grauprincipe
la

si

rec alle sale della scuo-

del disegno, dov'era preparala, a cura

ceremonia dell'incorunazioae della miracolosa immagine della B. Ver


piscopio

del municipio, una esposizione de' lavori

gine di

s.

Sebastiano, tanto venerala dal


il

eleganti d'alabastro di Volterra, inlustria

popolo. Poi seduto in liono ricev


nicipio, e molli soci e

mu-

molta fiorente

in

questa

citt.

Qui

dame

della congre-

pure Sua Santit atlest alla de[)Utazione municipale il suo gradimento, e fece baciare
agli
il

gazione dis. Vincenzo de Paoli, alle quali


volse amorevoli e

commoventi

parole, in-

piede alla medesima,

al

maestro,

citandole ad essere buone madri di famiglia, e


in quell'opere di casono dedicate, e che mirano a sollevare il poverello nelle sue miserie, a

alunni della scuola comunale di diplastica, a molti fabbricanti espo-

perseverare

segno e
sitori,

rila cui SI

ed a vari cospicui personaggi. Tor-

nato nel palazzo vescovile, sua residenza, comparti dal balcone l'apostolica beiiedilione
al

ricondurre sul rctlu sentiero il traviato col buon esempio e coda pazienza; ci

popolo nella piazza

alFollalo,

che

che Servir loro a formate


di gloria a

una cotona

lo salut

cou

vivi applausi; ricev poi la

Maria

s.

luullre nella stessa

76
sera,
il

VOL
universale.

VOL
scuole de'pp. scolopii di Volterra.
siderio del principe divent
Si apr di
il

granduca e il granprincipe onorarono prima il regio teatro Persio Fiacco, splendidamente illuminato in loro osBequio, e vi furono salutati con ripetuti applausi; e in appresso si compiacquero percorrere a piedi, ia mezzo al popolo
riverente e plaudente,
la

Il

de-

desiderio

tosto
lire

zione per azioni Tutti


i

una sottoscri100 ciascuna.


si

canonici della cattedrale


i

firma-

principale con-

trada della citt vagamente illuminata e

rono ognuno per un'azione: pi facoltosi signori volterrani si obbligarono chi per 4 e chi per 6 azioni, e taluno anche
per 8: per
1

decorata d'una colossale statua del

Som-

il

conte Larderell

si

sottoscrisse

mo

Pontefice, della quale graziosamente


ii

2 azioni; ed Angelo Gatti di Pistoia,


si

lodarono
dello.

pensiero

La mattina
la

del 28,

eammirarono il moil Papa celea'

quello stesso che


le

acquist celebrit per

sue belle esposizioni d'oggetti di belle


a

brata
sato
il

messa nella cattedrale e dispenseminaristi e

arti

Vienna, in Moravia e a Berlino,


si

Pane Eucaristico

col trovandosi in quella circostanza,

ad

altre persone, e compartita al giubi-

obblig per 3o azioni. Per


pochi giorni furono raccolti

lante popolo, dalla loggia dell'episcopio,


l'apostolica benedizione, lasci in

modo in 2000 scudi.


tal

pegno

del suo

amore e della sua munificenza un cospicuo dono a'pp. scolopii,per l'ampliazione del loro convitto di Volterra,

notato,

questo un fatto che merita d'esser come quello eh' prova manife-

sta della fede e della piet del

popolo vol-

terrano, non che della profonda sua vene-

ed un magnifico calice alla cattedrale. Alle ore 8 e tre quarti, ossequialo il Papa dal granduca^Leopoldo II, e dal granprincipe ereditario, dal sotto prefetto e
dal municipio, part da Volterra, tra
festose grida de'viva del popolo, e le
le

razione pel

Capo

visibile

dellaChiesa,edeI

sincero suo attaccamento pel suo ben a-

mato Sovrano
tuosissimi.

".

IVIa

a questi giorni di
lut-

gioia, seguirono

tempi e avvenimenti
del
fasi

La rivoluzione

1789 pro-

mebande musicali. E per Camugliano, Pontedera e Empoli, continu il suo f'iaggio a Siena. Desiderosi volterlodie delle
i

gredendo con diverse


culti

e periodi, oc-

o manifesti, vedendosi fin dal 1809 apertamente protetta, con dichiarazione


e successiva guerra alla corte di P^ienna
(^.), fatta dall'imperatore de' francesi e

rani di dimostrare meglio che per loro

si

potesse

il

sentimento della pi viva ricoil

dal re di Sardegna, sia per un'idea, sia

noscenza da cui erano animati verso

per l'utopia di formare un'Italia unitaria

Papa Pio IX, per

essersi

degnato d'onola

rare di sua preziosa presenza


t, eressero sulla piazza di
s.

loro

cit-

Agostino una

statua in gesso, fatta appositamente in

pochi giorni sul disegno del Battelli, la

un solo scettro, ad estremo danno de' ducati italiani e persino della sovranit del Ficario di Ges, Cristo (^.), ed anco della Toscana, cui popoli si chiamarono per pi d'un secolo felici
e sotto
i

quale rappresentava

lo stesso Pontefice.

Fu

fatto plauso al pio pensiero dal granII,


il

sotto il governo dell'augusta casa Hab< sburgo Lorena. In Toscana dunque l'in-

duca Leopoldo

quale perch

la citt
ri-

surrezione audacemente insorse, per averla da lunga mano preparata il governo subalpino e diretta dallo stesso suo mi-

di Volterra avesse

un monumento che

cordasse cos solenne e fausta circostanza,

confort

volterrani a fare
il

scolpire iu

nistro plenipotenziario

residente in Fi-

rnariJio quella statua,

cui disegno par-

renze, presso

il

regnante sovrano, cooifaziosi

\e a tulli pregevole, mentre egli avrebbe provveduto a far eseguire a proprie spese l'occorrente piedistallo, ornato di bas>
i<)unlievu

mend.' Carlo Boucouipagni. Da'


si

prelese nell'aprile che


II

il

granduca Leogiustamente

poldo

abdicasse;

ma

egli

ra^jpieseiUaule

il

Puulefice alle

ricusauUosi, dichiar iuuauzi al corpo di-

VOL
plotuatico di volersi allontanare piuttosto
dal suolo toscano, e ne parli a'^y di dettutti
i

VOL
sovrani,
i

77

quali nella nostra causa


l'interesse della cau-

debbono riconoscere
scani, finch

mese coll'i. r. famiglia per Vienna. Tosto il municipio di Firenze nomin un governo provvisorio,per organizzare l'armala e mobilizzarla, formandolo col cav.
to

sa propria ....Frattanto, o miei dilettilo-

durer

la

nostra temporanea

separazione, che ci
di noi; tanto ci
bili

retiti

ben inteso

fra

sono preziosi gl'inaltera-

UbaldiuoPeruzzi,
chini e
il

l'avv.

Vincenzo Malensuoi po-

sentimenti che uua gran parte fra di

ivaggiore Alessandro Danzini.


i

voi conserva a nostro riguardo, altrettali*

Iodi nel seguenle mese trasmise


teri al

to noi

ci

sforzeremo

di applicarci alla voi

mentovalo Boncooapagni, nomina*

stra felicit e a preparare

mezzi di con*

da Vittorio Emanuele li re di Sardegna suo commissario straordinario pel governo di Toscana durante il tempo della guerra, il quale l'i i maggio nomin ministro dell'interno il barone Bettito

tribuirv,

il

giorno in cui cesser l'ingiu-

stizia che ci ha colpito ". stato detto con accorgimento: La rivoluzione co-

minciata colla dichiarazione de'dirilti del-

l'uomo, ed essa non avr termine che con


la

no

Ricasoli, cbe in processo di


il

tempo
la

as-

sunse
presse

supremo

potere,

col

sostenere
sop-

do

l'autonomia della Toscana^ noch

diritti di Dio! QuanParlamento Italiano del 86 descritto con tale titolo ne' due articoli

dichiarazione de'
poi Jl

il governo Sardo con decreto de' i4 febbraio 1861, riportato dalla Ci'

della Civilt Cattolica, de' 21 febbraio

aprile 1861,

proclam re
II

d'Italia
il

villa Catlolica,

serie

4-*

'

9 P* 7^"^-

Vittorio

Emanuele

redi Sardegna,

granduca Leopoldo li, pr testato solennemente contro tante usurIntanto


il

granduca Ferdinando IV emise in Dresda solenne prolesta a'26 marzo 86 con*


1

2r luglio dello stesso anno i85g abdic la corona di Toscana in favore del suo figlio grana'

pazioni e nefandezze,

tro tale proclamazione e titolo. Altre simili

proteste fecero
il

marzo
ed
a'

duca

di

in Vienna a' 3o Modena Francesco V;


:

principe ereditario,

e questi assunse

il il

nome

di

Ferdmando IV, accettando


le

trono. In seguilo, adunatasi in Toscana l'assemblea, foggiata alla moderna,


si

IO aprile in Warlegg nella SvizzeLuisa Maria reggente degli slati di Parma, pel duca Roberto suo figlio. Le
ra,
I

3 proteste
del

l'offre

il

Giornale di
e loi.

Roma

impose

di votare l'annessione della

Toil

1861

co' n.

go

scana al regno Sardo, onde formare


sedicente regno d'Italia.

La sede

vescovile vuoisi eretta ne'tempi

Ma

il

suo legit-

apostolici, altri la ritardano al

V secolo,

timo sovrano granduca Ferdinardo I V, nel declinar di marzo 1860, emise pubblica e formale pretesta di nullit degli atti consumati da un governo illegale e
sue conseguenze che ne derivano, dall'annessione. Eziandio protestando al
le

come Coni manville che

la disse

appartene-

re alla provincia ecclesiastica di Firenze,

ma

essere esente. L'CJghelli scrisse: l ola-

Romano Pontifici propemodum ab immemorabili siibest.


terramis Episcopus
Firenze fu eretta in metropolitana ecclenel 1420, e non da Martino consta che ne fosse dichiarata sudraganea
siastica

mondo

intero contro questa violazione

della pubblica fede, che mette in pericolo


l'esistenza del civile consorzio; e lo faccia*

mo

per l'obbligo cbe incombe a chi nato sul trono, di difenderne il privilegio

Chiesa di Volterra. Essa fu sempre immediatamente soggetta alla s. Sede, fioche il Papa Pio IX, effettuando il prela s.

come
ciet,

principio d'uidiue nella

umanu

so-

stabilito dal predecessore

Gregorio

XVI

come ancora

di salute nel

flitto di

sfrenate passioni.

duro eoaFacciamo ap-

nella formazione della provincia ecclesiastica di

pello per la difesa

del nostro diritto a

politana colla bolla

Modena, a questa nuova metroFel ab antiquis, de'

78
2-2

V
le

L
il

V
vescovo

OL
siccome un
di

agosto i85i5, tra's(tllrag'nei vescovi


assegn,
e

ritenuto da* volterrani,

die
ili

Massa

comprese Carrara, che slacc dal mevi

quelli che all'antiche molteplici

glorie

della vetusta lor patria ne aggiunse

una

tropoitano di Pisa, ed in vece a questo

segnalalissima, che mentre insiffaiia guisa la onora, render eterna


la

assegn per
di

altri

sufFiaganei

vescovi

gratitudine

Follerra e di Pescia, disgiungendoli dalia immediata soggezione della s. Sede. Indi colla bolla Ubi primnin, del 1 agoslo i856,al vescovo di Volterra concesse la specialeonorfoenza perpetua del
s.

loro all'augusta persona del munifcenlissimo

Sommo Pontefice
s'i

Fio

X,

il

quale

in tante e

nobili guise designava di volessi


la

gere sopra di

benignit del suo

Pallio {r.) nel i856. Nel Giornale


lloina di tale anno,
la
I

sguardo". Nelle parlate Notizie isloriclie della citt di Folterra diffusa mente sono
descritte le segnalate e principesche pre-

eli

il

n.

190 pubbli-

c
a'

seguente lettera scritta da Volterra


Il

rogative gi goduleed esercitale da'vescovi di

5 agosto.

Rm.

capitolo della vacitt,

Volterra, in buona parte di sopra


quali principi dell'impero,

cante chiesa vescovile di questa


sagro all'Assunzione di Maria
lo, titolare della

de-

riferite. Essi

stinava la mattina del suddetto giorno,


ss.

inciedel ca-

dipendevano da esso. Erano signori della citt, anche nel temporale.


nel civile

cattedrale

come

Andavano
alla

coli' esercito

dell'imperatore

pitolo, a pubblicare

con soletme

pompa

guerra, quali feudatari.

Aveano

il

straordinaria nella detta chiesa la bolla


del regnante
in data del

privilegio di giudicare in tutte le cause


civili

Sommo
i.

Pontefice Pio IX,


al

agosto i856, relativa


s.

in tutta la

e criminali della loro diocesi, ed Toscana. Ed in ogni c;su di

distintissimo privilegio del

Pallio con-

cesso in perpetuo

a'

vescovi Volterrani;

appello da inlei-porsi nella curia im()eriale. Di nominar giudici, crear notari, tutori

e dopo la s. Messa cantata in musica e celebrata da u)g/ vicario capitolare, vela relativa bolla. Cantato poi musica solenne Te Dciim, rendevansi perci le dovute grazie a Dio ottimo massimo, ed iraploravasi eletta copia di aiuti

e curatori. Di

legittimar bastardi di

niva letta

in

qualunque sorte. Di concedere edonure la libert. Erano tenuti di pigare annualmente alla camera imperiale 3o marche
d'argento per
la

3o per
per tutt
tali

la colletta del

miniera de' Montieri, e tributo del fodro,

celesti sopra la s. Persona dell'augusto Gerarca. Le autorit tulle governative,

della quale erano camerlenghi generali


1

la

Toscana. Furono assoluti da

municipale e militare erano i>tervenule io pubblica forma nella mengiudiciale,

imposizioni per privilegio ollenulo da Carlo IV imperatore. Godevano il gius


del

tovata chiesa maggiore, a dividere unita-

mero

e misto

uDpero nella

citt e

suo

mente
le, a'

agli

alunni del seminario vescovi-

distretto di loro giiirisdizione.

Potevano

convittori del collegio delle scuole


e

edificar castelli e torri, e per privilegio

pie,

ad una straordinaria accolla

di

popolo l'espressioni della comune esultanza; e non a dire quali si leggessero note d'interno compiacimento sul volto d'ogni cittadino alla pubblicazione del
tratto inaudito di apostolica liberalit usata verso la volterrana sede,
1

batter monet.; non che concedere e approvare l'elezione de' magistrati di Volterra e d'altri luoghi, ec.

Nota

il

Repelli,
di

che

il

pii

esleso

smembramento

que-

sta diocesi

ascoltare

generosi sensi di

come amore

nele di

(uon conoscendosi l'antichissimo in cui il distretto di Vado fu dato alrarcidioce>i di Pisa), Io feceC'emente Vili
nel

92,

nell'erezione del vescovato di

considerazione contenuti nelle lettere del supremo Ponletce a riguardo della medesiata.

Co//^,staccaodoa('ultoilal suo antico dio-

cesano non solo


Colle
s.

le

due

pievi Nullus di
s.

Un

giorno

si

bello sar

sempre

Alberto poi detto

Marziale, e

V O L
de'ss.

VOL
d'EUa, immes.

79

Giovanni

e Ippolito

iliatanienle

sog-elle alla

Se<le,

ma
i

aposloUcae praefnt Ecpo<!t clesiar^palrlae snae maximo usuf,adjU'


s.

Pi-triim

smeinbraudg

dulia diocesi di Vullerra

pivieri di .Scola, di Caleiio, di Menzaiio,


di Bulli, di Molli e diPernina,oltre

mentoquefuisse. Tlaque rum Folatcraiii caiholuam veriiatem usque ad Ar-

alcune

rianorum tempora

illibata retinui-^sent,

itre chiese parrocchiali apparteneoli a

longe, lateque deinde

a serpente

illa te-

diverse

[)ievi

della diocesi slessa: mi lutlo


Il
i

80

parrocchie.

siutinbrainento lo

fece l'io

VI

nel

782, allorch separ dal

terrima lue, et ipncorrepti sunl, quam nlhllominus , sanctis Juslo, Clemente aiqne Oclaviano africani^, quoi Fan-

vescovato di Volterra, per assegnarlo a


quello di Coile, l'esteso piviere della collegiata di
s.

Giu)ignano,con varie parroc-

chie gi appartenenti alla pieve di Cellori,

queste e quelle in

delie quali
i

numero di 53 chiese, 26 eranoparrocchie, con tutti

dnlorum furor compuleral in Italiani, medicinani ferienlibut feliciter discusserunt. Peranliqua Folaterris tempia visuntnr, illudque praecipue qiiod prsci d. Pelro apostolo dedicaverunt. Quindi
a
i.

conventi e monasteri de'diie sessi, conservulorii, spedali e mansioni dipendenti.


JVolai nel voi.
rng."^

inviato da

vescovo registra lo stesso s. Romolo, s. Pietro a predicarvi il Van-

gelo, cii'itatemque

per Herculis porluni

LXXVIll,

p.

96

e 97, con

ingressns, Evangelii luce Folnterris late

Dartolini, che di preferenza fossero

di(fusa y Florentiam, Fesulasqiie

ad

capitali

dell'antica

Etruria Volterra e
s.

Chiusi, nella quale

Pietro e

s.

Paolo
[)ro-

idem cumulale praestandum iter intendit. Inde Bergomum, Brixiamqueeadeni


laeti nunrii jucmditale complevit. Ritornato a Fiesole, della qual citt pure

predic.u oiioe feceroda'Ioro discepoli

inulgare
nies.

la SJilulif.' a

luce del Vange!o,codi


s.

Uomolo discepolo
fu
il

s,

Pietro a Volprob^ibil-

r Ughelli
teime
luglio,
la

lo dichiara

i.

vescovo,

vi

ota'

terra e Fiesole,

ed anche

Lino

palma

di glorioso

martirio

mente

principale degli apostoli della


e na-

Toscana siccome originario etrusco


cora e in Chiusi, per
8.

Grave controversia
te e

per ignorandosi l'anno preciso. fu eccitata in Firenze

to in Volterra, e in questa sua patria an-

nel decorso secolo sull'et, genere di

morfede

comando

dellostesso

martirio di

s.

Romolo vescovo

di Fie-

Pietro, di cui fu

immediato successore
il-

sole, riconosciutopromulgatore della


in

nel ponlircato, con tanta gloria di sua

Volterra anche dal


si

M uchesi.
Soldani,
il

La conFoggini

lustre patria. Anzi mg.' Bartolini lo crede

tesi

accese Ira

il

p.

fondatore delle due chiese, sul qual pri-

matoconsente
gior

il

Fiorentini, rilevando che

Lami, questi volendolo confessore e coelaueo di s. Zanobi vescovo di Firenze,


e
il

Chiusi siccome pi popolata ebbe

mag-

quegli riconoscendolo discepolo di


tro, I." apostolo e

s.

Pie-

numero

di ss. Martiri, e lo

dimosira-

vescovo di Fiesole, e

uo

le sue catacombe. Riferisce l' Ughelli. Chris anitatis auleni exordium ch'ile

generoso martire della fede. Tra gli altri hbri, contro il p. Soldani nel l 'j^i si pubblic: La vera istoria di s. Romolo vescovo e protettore di Fiesole, liberata dal d.' Pierfrancesco Foggini dalle calun-

f^olalerranurn principium vi-mm est mi-

rum

in

modum cumulasse. Siquidtm

e-

truscarum civilalum primafuit, nune Ro' muloy illuc a s. Pietro apostolo direrto^
praedicantCy Cliriatiana sacra suscepit
ciintque illius civitatis prinius Episcopus

nie appostele in

una

scrittura puhblicala

per difesa degli Atti di detto Santo apocrifi,

e alla gloriosa

memoria
il

di lui in-

illamoptimis legibus, normaque morum insliUiissely Fesulis, Florentiaequej eadein Evangelii Itice aptruit. Credere anlem par est, s. Lini Folaierranum, qui

giuriosissimi. Replic
slesso

p.

Soldani nello

anno ima 3'

lettera contro

questa
s.

vera storia, e insieme cogli Atti di

Ro-

niolo^ e col suo difeosore fu sanguinosa-

8o

VCL
nelle Del1

V O L
beneessadie'al

mente malmenata dal Lami

mondo cattolico ili." Papa

ciae Eritditornni, egualmente nel

74'2

Pareva finita la controversia, quando Jacopo Nicola Gattolini, cli'erasi in essa mescolato, nel
1

s. Lino, con tuttoci non si conosce finora vescovo di Volterra pi anligo di Euc^ri-

stiol, che

74^

riaccese

la

zuffa lettera:

intorno

al

sedeva nella cattedra vollerraoii 49^^ tempo di s. Gelasio I


a*

Documetili ria, stampando in Venezia per la vera istoria di s. Romolo vescovo, martire e protettore della citt di Fiesole. Il Novellista Fiorentino scrisse contro de'medesimi, ed in suo aiuto
si

Papa. Elpidio o Elpedio intervenne


,

romani sinodi del 5o i 5o2, 5o3 e 5o4 adunati da Papa s. Simmaco. Dopo Elpidio s'ignora sino a Leone sanese del

un\

il

566,

chi governasse questa chiesa.


al concilio
s.

Gemi*

d/

Bianucci.

Dopo tregua

di

5 anni, altro
il

Diano fu

celebrato in LateraI

Anti-Ronui'.iauo insorse contro


lini, nel p.

Gatto-

no da Papa
concilio

Martino
di

nel

649. H ve-

Mamachi. Il Gattolini non si spavent del nuovo potente avversario, rientrando in campo, anche contro ilFoggini e
il

scovo Marziano sottoscrisse nel

680

al

romano
il

do

fiori circa

Papa s. Agatone. Gui682. Il Repetti parla del

Bianucci colla Dissertazione se-

conda con nuovi documenti per la vera istoria di s. Romolo vescovo, martire e protettore della citt di Fiesole, Modena
1

vescovo MarciaQO,cui successeGaudenzia^ no del 688 circa, sotto del quale fu fab*
bricata
la

chiesa de'ss. Giusto e Clemente.

75
il

Di tutta questa disputa die'coQ-

Questi due vescovi non conobbe l'tJghelli. Indi lo furono, Pietro I nel 698, Gaagiuo
I

tezza

Zaccaria, Storia letteraria d'Ita-

verso

il

706, Gippo
II

liani. 3, p.

scovo
dali,

s.

3g5. L'Ugbelli registra 2. veGiusto africano, il quale venuto

bino nel 735, Pietro

nel 7 1 5, Alnell'Sco, di cui

menzione
gno, per
cilio

in Italia,

durante

la

persecuzione de' van-

mente

con molli vescovi, il fratello Clee Ottaviano; cumqne volaterras.

un privilegio di Carlo Mamensa vescovile, e fu al conromano d'Eugenio II neir826, ov'


in
la

detto Bullularense e Bulterrensis. \\B\-

num appulisset ad litiis, cum


Cerhoneque prope
civitateni

Regulo,

ronio

lo disse

intervenuto neir844 ^''^

inSylvalatuit. Und cum ingenita edidisset miracula, popidumque volaterranum ab arriana lue calholicam truduxisset adfldem, llorum Episcopus adlectus est; in

coronazione
di,
zi rettifica

di

eseguita da Sergio

Lodovico re de'longobarII Papa; ma LuceaIl

l'annalista, e dice doversi at-

tribuire tale assistenza al successore.


figlio di

Carlo Magno, Lodovico


prese in protezione
i

il

Pio,

quo quidem niunere adniinistros

habuit,

verso

1822

canonici

atque collcgas, Clementern, ntque Octavianum. Decessi t autem die 5 inensisju-

della cattedrale di Volterra, dicendosi nel

diploma essere allora dedicata


gine ed a
s.

alla

ss.

Ver-

quo dieejusdem festani celebratur. Ej'us sacrum corpus diu conquievit in ecclesia, temploque, quo eidem populus consecraveratj hodie vel externa vi depulsum, vel vetustate consumptum, vix
lii in

Giusto, e dichiar ci fare ad


il

imitazione di suo padre. Tanto riporta

Di pi aggiunge, che Lotario I, figlio di Lodovico!, e Lodovico 11, nato dal 1." di tali imperaCecina
nelle Notizie istoriche.
tori,

sui tenuiareliquitspectatoribus vestigia.

concessero ampli privilegi


II

a*

vescovi

Wonsi conosce
ri,

il

tempo

preciso in die

mo-

di

VolterraPietro
il

dopo aver fiorito per miracoli


i

e santit

do l'Ammirato
Audiea
lica di
I

eGuauchino, secongiovane, confermando


i

pure successori, sino al seguente. Avverte il Repetli, sebbene sia da credere, che Volterra abbracciasse
la

di vita; ignorandosi

beni della mensa.

Dopo

Pietro

II

trovasi

fede di
s.

Ges

Cristo, forse ad esortazios.

ed

in

deir838, che trasfer nella basiil corpo di s. Ottaviano, essa istitu i canonici di s. OltaviaVolterra

ne di

Romolo discepolo di

Pielro; seb-

QO. Nell'SSi olleuoe duU'impeiatore Lo-

V
dovico
glielli,
II
il

OL
dall'

V O L
Ulingi a varie citl dell'Italia

81

privilegio riprodotto
di

Longobarda.

dicouferniu

beni a iiiciemeiito

della

cliifisa

e di esenzioui. Gli succesie

Dice rUghelli che nel suo episcopio il marchese Oberlo alla presenzadell'imperatore

Guaghiiiu o Gangiiio o Guanghino II, al (jiiale lo slesso Ludovico li iieir874> coti

Ottone

III

promulg

nel

979 una
s.

sen-

tenza riguardante l'abbate di

Fiora di
data del

diploma

esibito dall' Ughelli, dichiar la


((iie^ta citiesa:
li
il

Arezzo;

ma

il

Repetli riporta
l'-allo

la

sua proiezione verso


scovo inlerveiiDe
al

ve-

967
ne
I
:

e dichiarn

fatto innanzi Otto-

coucilio

Ravenna

certo nel
III,

979 non
!uo
III

era imperatore
II. Il
il

leirSyy, secondo Luceuai. Indi Alparlo,

Ottone

ma

padre Ottone

Gangino Ili. Il Vescovo Alboino oAlbino viveva ueirSSo a tempo di Berengario 1 re d'Italia, dopoi Aldebrado, Pietro
11,

vescovo Pietro
al

fu generoso verso

clero di sua cattedrale,

donando

nel

974

capitolo volterrano molti terreni posti

iiando

al

vescovo e alla sua cattedrale,


II

nelle|)endic

estreme meridionali del pogle

Ailalberlo

inarcliese di

Toscana nel-

gio di Volterra, presso


regie.

Moie o Saline
1,

1*896. varie castella della diocesi, tra le


quali Derignone, Cesoie, Monlieri, notizia
liferita

Sedeva

nel

985 Benedetto
e in

cui

successe nel

987 Pietro IV,


Petrus Sedis

del quale sodel

con riserbo dal Repelli; e

si fa

no

vari

monumenti,

uno
s.

990

si

menzione di lui iu docuaienl del c)o5 e del qoy. Adelbrandoo Adelardo nel 929 ebbe in dono da Ugo re d'Italia, Monte della Torre presso s. Gimignano nel territorio di Volterra. Nel

sottoscrisse:

Evclesiae

f^olatcrrensi hunilis Episcopus.

A
di

suo

tempo Ugo
scana, nel

il

Grande marchese

Tos.

991 don

al capitolo della cat-

941

si

trov pre-

tedrale de' beni con una corte posta a

sente alla sentenza del marchese Uberto,

Gimignano.
tro

nominato

il

vescovo Pierisguar*

u favore di Corrado vescovo di Lucca.

IV

in

undocumentodel995,

^el

945

loiiva

il

vescovo Buoso, nel

967

dante

il

discorso Battistero. INe fu succes-

Pielio 111, ovvero nel 960, a cui die' un diploma l'imperalore Ottone I, pubblicalo dui Montanini nelle P'indiciae antiquo rum Diplomatuni, a suo favore e della cattedrale, l'atto essendo emanato ul dicenibre 967 nel castello di Vado. Il qual diploma sembi al Uepetti importante, poich dichiarasi quel castello non pi

sore,aIuteno nel loosBenedettoII, perch


in quell'anno fu fatta

chiesa di
sagli.
1

s.

una donazione alla Michele pe'lumi esoleuui cauli

L'Ughelli recita un documento del 007 mediante il quale fece e sottoscrisse una grandiosa permuta di beni e di giusIl-

padronati di chiese, col giovane conte

debrando

figlio

del fu conte Ridolfo di

appartenere al territorio volterrano, ma al contado pisano. E da a conoscere che a'tempi d'Ottoue I si conferiva a' vescovi
di Volterra
l'autorit civile sopra alcuni
fatti

Roselle, e colla vedova contessa Gisla sua

madre. Ad istanza dello

stesso vescovo,

l'iuiperalores. Enrico II, con

paesi e abitanti della diocesi loro. In

diploma del ioi5, pubblicalo iuFasiana presso Pisa, conferm alla cattedrale e capitolo de'ca<
nonici di Volterra l'antiche sue prerogatitoli
11,

Ottone I, alle preci di Pietro IH conferm quanto alla mensa vescovile concesse ru i le Berengario I, Carlomanno e Lotario, taikto

tive,

e benefzi.
e nel

Nel

1026 fioriva
al

Guido
dell'

io34 Gaufrido,
il

dire

rapporto

a'

beni enfiteulici,

Ughelli.

Ma

Zaccaria, nel luogo

quantorispelloa'servio
alla
si

vassalli spettanti

citato, avverte doversi correggerlo,poich

mensa volterrana. Da quel diploma


i

G uufredo o Gottifredo
la

novarese fu eletto

viene inoltre a conoscere, che fino &{


suoi vescovi

a vescovo di Volterra nel

lora in Volterra

non ebbe-

chiesa sino al

o37,oude

ioi4 egovern nel 028 pot>


1

ro

titoli

di conti, ossia governatori civili,


il

com'

tradizione, portarsi aFiesole per as-

siccome avvenne sotto


VOL. CUI.

regno de'Caro*

sistere alla traslazione de' ss. Martiri, fatta

82
nel

VOt
come
si

VOt
nata da'conl secolari e non da'prefatif
trae dal

1028 dal vescovo Jacopo Davaro, e perci Guido 11 fu suo successore, non antecessore. Che il diploma di s. Enrico II
fu fatto a istanza del vescovo Renedelto
II,

diploma imperiale d'En-

rico III, a' 17 giugno io52 spedito a favore del clero volterrano, col quale ad islanz^

rafferma ancora il Repelli; ma siccome quel principe si rec in Roma nel ioi4
a
farsi

del vescovo

Guido, che lauientovnsi del


pubblici pel gracol clero e loro

conte e di

altri min8tri

coronare, forse in quell'anno ema-

voso

modo che tenevano

n il diploma. A chiarire il punto, ed emenda r la serie cronologica de' vescovi,


occorrerebbe
di
il

Giachi che fece


al
1

il

catalogo

796, ma noi posseg go, e nulla ne dicono il Cecina e il Dal Borgo. Gaufrido,rUghellilodice sassone, fondatore munifico della badia di s. Giu-

66 pastori sino

conced non che al clero, ogni esenzione civile da'conti, equanioaltrogia dissi superiormente. Tenute presenti l'eservi nell'esazione de'regi diritti,

a lui e successoli,

nunciate date, quindi l'Ughelli registra


vescovo

il

Ermanno del 1066 circa,

gi

mo-

sto, e

che

fu sepolto nella catledrale.L'ansi

naco di Vallombrosa e discepolo di s. Gio. Gualberto, il quale perdevozione all'ere-

DOtatore Coleti rileva, che

legge cliia-

mo

de'camaldolesi

gli

don

la basilica di

malo Gotlifredo

nel sinodo

romano

del

s.Maria (ePuliciano, olim Benedicli eoe-

io36, nella causa di Andrea di Perugia. Laopdequell'Eumancioche l'Ughelli gli


avea dato a successore, circa il io35, sul quale non concordanogli scrittori, sembra a quest'epoca doversi eliminare. Di lui disse lo storico AtW Italia sacra, che rec
pregiudizio alla sua chiesa con alienazione
di fondi^ e che ricordato nel decreto di

nohium.

Come alemanno,

pare favorito
sonodiscre-

dagl'imperalorije

gli scrittori

panli in riportarlo

dopo Emancio o Gui1

do III, e che ottenesse il vescovato nel 1 o5o. Certo , che nel 078 in un diplogran contessa Matilde e del suo 1." marito Goffredo o Gotifredo il Giovane duca di Lorena, in favore del modella

ma

Papa

s.

Gelasio

I,

ed allora sarebbe
II.

vissu-

nastero di

s.

Poliziano di Lucca, esibito

to nel Vsecolo: meglio riportarsi a quanto dir di Gelasio


li,

dall' Ughelli, lo

leggo sottoscritto;

Ego
indi-

Dice inoltre l'Ughel

He riin annui,
gntts

Dei gralia, qtiamvis

si disputa se a Gaufrido successe Guidone o GuidolII,tanto dubit dell'esisten%a d' Eumaucio, ovvero Ermanno nel

fuf et

io58. Trovasi Guido


li, e sottoscrisse

111

intervenuto nel

sinodo romano del loSg di Papa Nicol


contessa Matilde, ed altro del

Episcopus snnctac f'nllerracinlerss. Mor Ermanno circa il 1077, come si ha dall'epistola offerta dall' Ughelli, scritta a'i6 settemhie da Papa s. Gregorio VII a* vescovi d Siena e di Firenze,acci eleggessero un idoneo successore.

un documento della gran 106 1 per


il

Di pi r Ughelli
fac-simile della

recita

un diploma

certa donazione di beni al monastero della

col

sottoscrizione della

B. Vergine di Pinziano presso

fiume
1 1

Elsa.

Ma sembra indubitato cheGuido


Ermanno, essendo

precedette
nel
s.
]

gi vescovo
la

gran contessa Matilde del 1078 di conferma al vescovo volterrano di due pievi; ed un'epistola scritta da Ermanno a s.
Gio. Gualberto per
cipio:
la

049

per aver sottoscritta

bolla di

sua assunzione al

Leone IX

pel vescovato di Porto,


Il

come

vescovato, in cui da notare

nota Coleti.
III

Cecina

riferisce

che Enrico

vescovo,

imperatore nel io52 concesse a Guido il privilegio di cui vado a ripar-

il suo prinHerinianno Volatcrranemi Dei mito Episcopo, JoannesAhhas Servus Ser-

lare; e che la gran contessa Matilde nel

vorum Dei, Clini omnibus suis Monachis elfratrihiis. Nel 1080 o nel 1081 pervenne
(Nota
il

1078 tenne un placito in Volterra a istanGuido vescovo. Il Repetti poi narra, che Volterra nel io52 era ancora gover
za di

alla cattedra volterrana

Opilione

Luceozi:

Hunc

cpioqne ante an.

5qo

locai.), e

pare che distraesse ibcni di

VOL
sua
cliiesa.

VOL
memoria
del
1

83

Nel 1098 era vescovo RuggeI. (li

r'ola ter rania popnlix imperliit^gui stim-

ro o liogetiu
bolla di

cui

in

una

ma religione illiufi

larfyrix clientelae se

quale

si

io4i nella sottoscrisse Folaterrenxis ErcleNel

Papa Pasquale II

siae indignus Epixcopus Jieri rogavi, et


'pxr subscripscrit.
i

106 intervenne
1 i

commisere, ejusqne sacra typsana argentea iheca inclusere. Delle ss. Ossa, rUghelli olTre la figura, e riporta quanto ne scrisse di s. Vittore R^afFaele Volaterrano, e
la

al concilio di Guastalla, e nel

i5 cede

punizione prodigiosa del sacris.

a leu ne possessioni.
Il nel
t I
I

r),

Era vescovo Eucaristie quando Papa Gelasio II per

lego oltraggiatore della


l'assedio ed

Reliquia nelcitt nel

espugnazione della
11

la cattiva

amnainistrazione de' beni della


spogli di questa chiesa.
i

i53o. Rogerio
alla

nel 11

25

fu traslata

mensa,

lo

fal-

metropolitana di Pisa. Gli successe


la

so l'asserto dal Giovannelli, che


rani uccisero
sta
il

volter-

Crescenzio,
nel
I

cui

.*

menzione s'incontra
lite.

vescovo Eucaristio. Que-

139, nella composizione d'ttna


gli

calunnia volgare forse deriv dalle

Nello stesso anno

continue discordie da' volterrani avute


coi loro vescovi, per

Oldimario o Odimario de' nobilissimi Admari fiosuccesse

non

volersi

mai

pie-

gare a
i

solTi'irne la

giurisdizione civile, che

vescovi aveano nella citt e nello stato

rentinc; al cui tempo il conte Lutherio con Adelasia sua moglie fecero una do* nazione alla cattedrale: mori il vescovo
nel I 148 e fu lodalo con carme da Ales* Sandro Adimari, prodotto dall'Cghelli. Nel I i5o sedeva Galgano I della no-

di Volterra, tanto per concessioni pontif-

che per privilegi imperiali. Avverte il Colali, che sembra di Eucaristio vissuto sotto s. Gelasio I, formato l'altro Eucie

bile famiglia Inghirami di Volterra dei

caristio deposto

da Gelasio II, o meglio si confuse questo con quello, di uno fatti due, e quindi attribuito a s. Gelasio I il decretato da Gelasio II, il cui operato vienecunstatato pure da Cecina e da Dal Borgo. Gli fu surrogato nel i tg Rogerio II, al cui tempo recandosi il Papa Calisto l nel 120, dalla Francia ov'era
1

signori di Castigliooi, che altri pretesero


de'

Pannocchiesthi:
la

si

seppe insinuare
\

nella grazia di Federico

imperatore, e

ne ottenne

signoria temporale di

Vol-

terra e di tutte le castella di sua diocesi


nel I 164. Indispettiti i volterrani, perch ubbidienti a Papa Alessandro IIF^ perseguitato da Federico l, questi aveali privati del contado, nell' ingresso della

Slato eletto, a

Roma,

a preghiera de' vol-

ferm in questa citt, e gli esaud nel consagrarne solennemente la cattedrale a'^o maggio, come gi dissi in
terrani
si

cattedrale

scovo.

empiamente trucidarono il veLo narra il Castellano nello Spec-

principio parlando del

duomo.
la

Il

vescovo
re-

chio geografico, e conferma Dal Borgo con documento. Dopo sede vacante gli
successe nel
ladini de'conti del Castello

Alamanni ne rinnov

n^emoria con

staurare l'iscrizione analoga con lapide

monumentale

nel 1610, recitata dall'U-

ghelli, ed in cui

pur

si

legge

Maurilnni

Picloris sacri capitis auro obducti clono illtislravit^ ac omuinis idem singnlis annis pie aceiinlibux octonis diehus viginli de inj'unclis dies indulsit. Aggitmge rUghelliz Idem Callixtus li Papa data

nonico di vita. Intervenne nel 1 1 79 al concilio generale di Laterano III, e mentre si cele-

174 Ugo o Ugone de Sad'Agnano caPadova, di singoiar probit di


i

brava Alessandro
resse

III

a'21 aprile

gli diil

una bolla

in cui descritto

pe-

rimetro della diocesi di Volterra, riporr


tato da Repetti.

Hic

ille

Episcopus FoL-

f olaterris vorarelur^ alias d. Pelri V2teris slicis,

ac

s.

Alexandri Ecclesia!
s.

dedicavil; partemqiie capilis

Fictoris

qui ex Divino instinclu anno 1 181, cisterciensis ordnis abhalibiis, a gallicanis coniitiis redeuntibnst
Icrranus
est,

martjriSf a /lediolanensibus sibidatam,

propc Glusdinum ad monleni Cerbolim

84

VOL
rcpererunt D. Gal-

VOL
diocesi, riferiti da

in pastorali tugurio

Dal Dorgo. Egualmente ne ampli


la

gnniirn eremitani spiritum

Deo rexldidisscp ibidemque illum 1 umida use narraliir. Quoniam vero /4hbales illi pictatis ergo, defunctum SuncUim habilu
ronversorum sui ordinis cotn'cstieranf, arrepta Ugo occasione anclor fnit ibi conslruendinsignem illam Abbatiam s.

Papa Cieoieote
I
1

III

giuris-

dizione episcopale nella sua diocesi. Nel

89 Enrico VI

gli

concesse di poter bat-

moneta. Altri privilegi ottenne Ildebrando, con diplomi offerti dall' U* ghelli, nel 11896 rigi da Enrico VI,
tere

quest'ultimo per a favore del monastero cistcrciense di


del
I

Galgani ordinis cislercicnsis, campriiis ipse aedificando coenohio fandiun libralissime attribuissct. Questo celebie

s.

Galgano,

e cos quello
il

196. Altri privilegi ebbe


I

mona-

stero nel
di

monastero nel
stenitore
ritti
il

territorio di Siena.

So-

196 dal suo hatello Fdippo Svevia marchese o duca di Toscana,

virtuoso vescovo de'suoi di*

tutti

ebbe controversie co' volterrani; mor in odore di santit 1*8 sellerobre i i83 e fu deposto nella cattedrale, cum antea populus ob creditam de eo sanctimoniam vilae, sie della libert ecclesiastica,

per impetrali da Ildebrando. A lui pure Papa Innocenzo HI nel l'oo diresse
il

privilegio, di piena esenzione di

sua chiesa. Egli fu illustre e potente eziandio per tutta


la

Toscana

in

pace e in

guerra, e per
troversie,

1'

estimazione che godeva

ve ul desideriiini defuncli aliquanlisper


lenirete

pi volle fu scello ad arbitro nelle con-

extra sepulchrum

ad deceni dies

pronunziando
al

lodi.

Nel

1208

eundem venerata^ fuisset. Nola Lucenzi,


che nel tabularlo di questa chiesa registrato, occupare nel ii8r la sede un
Pietro V. Nel
cesse
schi
i

accord vari privilegi

184., dice l'UghelIi, suc-

monastero di s. Galgano, e ne ottenne \ conferma dall'imperatore Ottone IV con diploma del 209, altres come gli altri cbiti da UI

ad Ugone, Ildebrando Pannocchienobilissimo sanese, dichiaralo da FeI

ghelli.

Ildebrando

visse sino al 12

to cir-

ca, e fillarono quegli scrittori volterrani

derico

nel

118S

principe dell'impero,

che

con diploma presso rUghelIi,in cui sono annullale le alienazioni de' beni appar-

lo fecero succedere da fr. Guglielmo Pannocchieschi de' conti di Tra vale do-

quando da'prelati predecessori, et specialiter ab Hitgone Episcopo proximo praedccessore suo, non fossero state fatt senza utilit
tenenti alla sua mensa,

menicano, e i' Ammir.tto lo dis^e eletto dalla parte minore de'c-tnonici, onde non piacque al Papa: ci avvenne nel 1273,

come

evidente della chiesa volterrcina. Egli fu

dir alla sua volta. Verso il 121 i o 12 12 a Ildebrando fu surrogato Pagano Pannocchieschi di lui nipote, ar-

uno de'pi
ia diocesi.

celebri

potenti vescovi e

cidiacono della cattedi-ale. Ancor di


parlai a suo luogo, e delle vertenze

lui

principi di Volterra, e di gran parte del-

che

Gi

di sopra

ragionai di lui e

ebbe
zio,

co* volterrani,

che voleva, come lo

degli altri privilegi che ottenne da Federico


I,

sottomettere alla sua signoria, insi-

rUghelli dice nel

i8cS in cui
la

gnito anch'esso di privilegi dall'imperatore Federico


terrani
il

pure chiamato principe, ed oltre


risdizine e signoria della citt,

giu-

11.

Raoconla

litigi

co'vol-

gli e

con-

Cecina, in uno alle censure ec-

stella colle

fermala quella d'un gran numero di caminiere d'argento del castello

clesiastiche sentenziate dal vescovo,

ed

il

legato cardinal Conti soUupose la citt


all'

d IVIonlieri e di altre regalie imperiali,

oltre In riscossione del fodro.

Anche Pai

pa Urbano
sped

III

da Verona nel

187

gli

un

privilegio, estensivo a'successo

interdetto. Le gravi d scorci ie e le guerre frequenti furono alternate da paci di breve durata, e le pene ecclesiastiche si ripeterono, conie le assoluzioni, le

ri^e uel

quale sodo espressi

confni della

quali l'auov

Pagaoo prima

di

morire

VO
nali di
s.

L
i

V O L

85

a*27 agosto iiSg. E dunque falso l'a?serto ila Gio. Vincenzo Coppi negli Anl'avessero
I

zioni,echegrniomnidi RipocDarancegli rifacessero danni a lui cagionati, coa-

volterrani Gimignano, che ammazzato due anni prima nel


i
i

venendo che il suo rettore fosse eletto da dur; buoni uomini nominati da lui e dal

287, perch severameiHe puniva


riprendeva
i

mal-

comune
avendo
i

di Volterra. Nell'agosto

1254

fattori, e

malviventi, ond'e-

fiorentini sconftto
s'

volterrani,

ransi iaa>priti contro di lui tanto, da in*

senza contrasto
ro incontro

impadronirono della

durli a
dio.

commettere un sacrilego

parrici

citt e la corsero del tutto.


il

Andarono

lo-

che l'elezione cui spettava a loro del successore, appartenne a'sangimignatiesi, quali elessero Galgano 11, restando
i

vescovo e

il

clero colie Cro-

ci in mano, e le donne scapigliate gridando: Signori fiorentini, pace e miseri-

privi
ni.

volterrani di tal diritto per

3 an-

cordia.
si,
si

fiorentini ne restarono
discreti,

commosi

Dopo

tale tratto di sede vacante, at-

mostrarono

contentandosi
capi

testata dal

Volnlerrano e negata dal Cei

di

riformare

la citt,

cacciandone

cina, narra l'Cghellichenel

244

diven-

ghibellini, e di portar
staggi,

con loro alcuni o-

ne vescovo Galgano II abbate cistercenmonastero di s. Galg^tno, la cui elezione Innocenzo IV cuufenn.


se del celebre

Santissimo vescovo, coll'altro cistercien-

che rimandarono dopo 66 giorni. 2 58 idem Episcopus poleslaleni quibusdain fedi pr cudendi nwnisnia" ta. Clini ad privilegia jani olint praesu-

Anno

da Ceccano, fu benemerito del suo monastero e chiesa di s. Galgano, e morendo nel I25i vi volle essere sepolto. E siccome il cardinale a>
se cardinal Stefano

Ubus volalerrani indulta benignius respexisiet. Per la buona corrispondenza


che passava tra Ranieri I e volterrani, questi con inaudito eseiupio nel 1260 r acclamarono podest e capitano della
i

vea contribuito all'edilcazione della magnifica chiesa della badia, intitolata al-

citt

perquell'anno. liayni'.rius f^olater-

l'Assunzione di Maria Vergine ed a .Gal-

gano, e non multo discosto


era morto
la di
s.

al

luogo ove

ranain adniinisLraAt Eccltsiani usane ad annuni 26 deinde eo niunere vo1 1


,

Santo vi costru la cappelMaria della Rotonda, onde la sua


tal

lens abivit, seseque totnni

ad arbilriuni

eflgie fu

posta nella sagrestia; l'Ughelli

Ponficis composnit. Sic ut parunideincepa honoris retrogradatione sui suecessar is v icari us e^'aserit. Per
tal cessio-

essendone abbate cistcrciense, nel i63o


co'monaci pose nella chiesa il cenotadu che riporta, ad onore del cardinal fondatore, ede'benemeriti vescovi lldelbran-

ne e per bolla gennaio 1261,

d*
gli

Alessandro

IV

de'

21

successe Alberto Sco-

lari nobile liorentiao,

arcidiacono di Bo-

do

Galgano

II.

A'27 agosto I25i


1

fu

logna, cappellano pontificio e cugino del

eletto vescovo llaiuerio o Ranieri

degli

cardinal (Jbaldiui,

il

quale gi ficeva

le

Libertini (che Repetti pretese eletto circa


in dono molti beui di sua M. Gualfredo da l'icchena a vita. Coll'aiuto di l^ipa Innocenzo IV ricuper il castello di Monlieri,cl]e aveano .anesi. Avendo volterrani ocinvaso cupato castelli di Kipomarauce, Monte
il

veci del vescovo cessionario.

Ma

la

1240), diede

na armonia co' volterrani

si

alter,

buodaa

chiesa a

neggiando

al

vescovo

la

rocca e altre for-

tificazioni di
1

Monte
si
i

Veltraio, per cui nel

262 furono

obbligati pagargli

3ooo

lire

di

compenso. Indi
la

fecero varie convenvolterrani, riguarleve

zioni tra Alberto e

Cerboli, Leccia, Sasso e Serrazzano,


lestitirono
al
il

li

danti

giurisdizione, le gabelle e

vescovo sua vita durante,

de'soldali ue'sunnominati castelli.


to
il

Morcano-

riservandosi
nelle
le.

comune

l'arrolare soldati
le

vescovo nel 1273,

vi

fu discrepanza
i

medesime e di riscuotervi Per Raoieri 1 volle alcune

gabel-

nell'elezione del successore, divisi


nici a

soddisfa-

favore dei suddetto domeuicaaufr.

86

VOL
vescoplicare a lutti
affatto
i

VOL
tecessore pregiudica
sizione troppo lata,
il successore; propoda non potersi apcasi, e nel presente pure

Guglielmo PaniiocchiescFii, e tlel vo di Creinona Cacciaconli. Ma Papa Gregorio Xeon lettera cle'27 giugno, diretta al cleio e popolo, destin vescovo

non tenne,

ne' privilegi esercitati


1

Ranieri
glio,

II

degli libertini preposto

d'Afatti

rexzo; di grandi spiriti, di pronto consi-

ottenne reintegrazione de'danni

da' volterrani al suo castello di Berignone, ed a'5 settembre

il 82 i, ed in suo luogo alcuni posero eri'oneamente Giovanni del Bosso fiorentino. Il vero successore fu Rainuccio Baroni de Allegretti

da' vescovi. Mor"i circa

1278 o 1279 comghila citt.

volterrano, gi pievano di

Morba, eletto

pose

l'irrecjuiete fazioni de'guelf e

dal capitolo, conti o

la

volont di
poi lo

Papa

bellini

che laceravano

Nel 1282

Giovanni

XXI i, sebbene

conferm

ottenne dall'imperatore Ilodolfo l d'Habsburg la conferma de' privilegi di sua


chiesa e de'vescovi,aoch'egli venendo iosignito del litolodi principe dell'impero.

con diploma de'23 febbraio i32i. Anche di questo pastore narrai superiormente le

aspre

liti

avute co' volterrani, e dilegge nell'Ughelli, a

morando
qifcl

nel

(324 in Montalcino eman


si

Ebbe
lo di
s.

gravi contrasti co' pisani,


;

onde

ri-

diploma che

corse alla difesa de'fiorenlini

nel castel-

favore de'frati agosliruani e chiesa di quel


luogo, invitando
Il
i

Monte
nel

Alcinelli

fond

la

chiesa di
in

diocesani a soccorso.

Magno

1290,6 morendo
1*

Arez-

suo nipote materno Ottaviano Belforti


tiranno della patria nel i34o, esi

zo, fu

tumulato nella cattedrale, h' Uerronee asserzioni degli

fattosi
gli

ghelli rigetta

fortemente

oppose, rifugiandosi nel

scrittori palrii sul successore,


l'io 111 liicci

che fu Rogeper
la si-

proprio castello di Berignone. Successo


nella

nobile Oorentino nel i3oo.


tra lui e
il

dominazione Gualtieri duca d'Ale-

Insorta

lite

comune
il

ne, nel

gnoria di Monte Castelli,

quale appar-

badia di

1342 si rec s. Andrea di

a Firenze.

Don

la

Postierla a'rnonaci

teneva a diversi, furono deputati alcuni cittadini a trattare col vescovo. Nello
stesso
li,

Olivetani, e ne fu posta grata


in

memoria

quel tempio, riportata

dall' Ughelli.

anno, con diploma presso l'Ughelsuo clero tutel


le

Fini sua vila nel


in
a'
s.

col

ragioni della
si

sepolto i 348 e venne Galgano. Clemente VI gli surrog


il

pieve del Monte. In esso


coli'arciprete,
il

sottoscrisse

IO luglio

volterrano Filippo de Bei-

decano e canonico levita, il primicerio e il canonico levita. A' 22 dicembre i3oi, per sua morte, Bonifacio Vili, con bolla recitata dall'Ughelli, elesse vescovo Uauieri 111 de Belforti nobilissimo volterrano e canonico della pa-

canonico della cattedrale, e nipote o meglio tiglio del gi tiranno Ottaviano o Attaviano, noto pel suo carteggio letforti

terario.

quanto gi

dissi di lui,

va qui

aggiunto,chedalle dispute a cagione della


giurisdizione di

Monte

Castelli, origina-

divenne pure consigliere di Hoberto re di Sicilia. Burrascoso fu il suo governo, quale lo deplorai di sopra, per le gravissnie dissensioni co' volterrani da lui scomunicati e interdettria cattedrale, e

rono gravi e lagrimevolj conseguenze


il

fra

vescovo e

il

comune

di Volterra,

uomini di Berignone, e l'imperatore Enrico VII gran fautore del ghibellinismo, lo priv
ta la citt;
es-sa si

ad

diedero

gli

tempo s'erano potute terminare con perfetto e stabile componimento, ma nel 352 diedero motivo alle parti di nuove applicazioni per definirfino a questo
1

le.
si

L'accordo, col beneplacito pontificio,


fece colla cessione per parte del vescocivile,

di tulli

privilegi e grazie imperiali, prei

vo d^lia giurisdizione

meiliante

giudizio the colpiva


1'

successori,

secondo
dcU'au-

compenso
lire.

in

beni del valore di


1

i6,OQq

opinaniento del consultato Atlavijutc


il

laUiulo nei

354

''imperatore Car-

(^iutecousuUo Uureuliuo:

fallo

lo

iV licev

iu Piia da'siudttci di Vollcv-

V
ra
\

OL
e

VOL

87

giuranienfo di fedeltn, presente 11 vescovo Filippo, il rpisile protest contro


i

pregiudizi che potesse risentirne la sua

Monfaione. Ora i Sesti sono 5, le parrocchie i tcs, delle quali 57 sono battesimali, l'anime circa 75,000, con g
fra

chiesa, in virt de' privilegi imperiali.

monasteri, conservatorii e
sessi.

conventi

Per Carlo IV con diploma de' 2 i febbraio I 3)5, esibito anche dall'Ughelli, gli conferm privilegi che godeva ; ed
i

de* regolari de' due

ci in con-

seguenza delle

33

chiese parrocchiali

staccate dalla cattedrale di Volterra, nel-

altri

ne aggiunse, tiopo

essersi

portalo in
ve-

l'epoche descritte in principio,

dopo

il

Volterra, con diploma de'aS del susse-

guente maggio. Connesse dunque

al

sinodo del i356. Mor Filippo a' 20 agosto i358, e giace nella cattedrale. Nel

scovoaniplissima ginri<il2one nella citt

e in molte castella della diocesi, con

fa-

colt di fabbricare castella, torri e fortezze in fjunlunque luogo del contado e


diocesi di Volterra
tersi
;

i35g gli successe Americo Chiati di Limoges tesoriere generale di s. Chiesa, non conosciuto dal Vitale, e Io fu sino al i36r, intitolandosi sempre eletto, ia
che fu traslato a Bologna. Nello stesso anno gli fu surrogato Pietro VI Corsini
(^.) nobile fiorentino, indi nunzio o legato in Germania d'Urbano V, nella quale

dichiarando non po-

eleggere consoli e altri magistrati,

massime in Volterra, s. Gimignano, Monte Vellraio e Casole,

senza
INIa

la

precedente
il

annueiiza del vescovo.


cina,

osserva

Cele

che

tale concessione rest

come
il

alla

legazione amplissimi privilegi ottenne sua chiesa: trasferito a Firenze, fu


1 1

precedenti iiiefllcace,per continuare

co-

poi crealo cardinale. L'


gli

mune

di Volterra a

procedere nel suo go-

successe
s.

Andrea

II di s.

dicembre 363 Girolamo ca1

verno coir anteriore indipendenza. Laonprivilegi imde il D^l Borgo qualifica


i

nonico di
stituirono

Petronio di Bologna, trasla-

lo a Tricarico nel

periali, oiiorinchedislinziotii e vani titoli,

1374. Alcuni gli soerroneamente A. Episcopus


1

per decorazione di quello


s.

di principe del
il

Romano Impero,
i

di cui

vescovo di
ri-

f^ulleraniis. A' 3 gennaio 1374 fu vescovo Lucio di Cagli preside di Cesena

Volterra veniva insignito, non senza


conoscere avere

e collettore delle

decime

in
s.

Toscana, che
Miniato
di Fi

vescovi esercitalo so-

introdusse
renze.

gli

Olivetani in

vranit in Volterra in pi rimoli tefupi,

provandolo

la

prerogativa di batter moil

nete; e congetturando, avere

vescovo

A'i4 marzo 1375 Simone Pagani di Reggio celebre giureconsulto e uditore di Ilota, da Urbano VI inviato a'
fiorentini per assolverli dalle censure di

Fdippo provocato
legi,

lire

conferma de'priviper la mira ch'egli aveva di slabi col suo appoggio la sovranit di
la

Gregorio XI. Nel


la

382 dimorando

in s.

Gimignano, reclam

a'priori di Volterra

Volterra
liepelli,
a'
I

in s, e

nella

sua gi troppo

restituzione del castello di Berignone,

potente famiglia de' Belforli. Uiporla A

e n'ebbe iu risposta la

preghiera di re-

avere

il
i

vescovo Fdippo tenuto

carsi nella citt per trattare; aia egli di-

o novembre 35t il sinodo diocesano, ed apparire da esso la diocesi ripartila ne' Sesti che descrive, couteueuli 4^^ chiese compresa la cattedrale, 5i pievi, 20 monasteri e 5G piccoli spedali. Aggiunge, che nel
diocesi
i

chiar non volersi muovere sinch noa


gli

fosse

consegualo

il

castello,

tuttavia

adattandosi ulte circostanze, convenne di


rilasciarlo alla custodia del
altri

comune per
ed a rettore

5 anni, col

diritto d'eleggere soltaa-

745

le

parrocchie della

lo de' volterrani a visconte

erano ridotte a i45, nel i833 e 1843 ai I I con 9 conventi e monasteri, ti a'qual una badia, un monastero di mo-

del caslello. Traslato a Forl nel

i384,

a'28 marzo gli successe fr. Onofrio de Visdomini o Stecuti fiorentino, agostiniano e insigne teologo, uimzio d'Uibano

nache

conservaloiii

in

Volici ru

in Lonibai'ilia e Toscana, e dopo 6 anni trasiocnto alla sede di Firenze. Oonifacio IX a'3f gennaio Bgo da quella di Fieso'e vi irasfei'i il religioso fi-. Antonio 1 Cipolloni fiorentino domenicano.
i

99 V!

VOL
Monte
Feltro, e
a'
1

VOL
succeduto

luglio

morto nel 1484. Eragli i44o Roberto Ca-

valcanti nobile fiorentino,

morendo

nel

i45to. In questo a''x8 febbraio


ni II

Giovanil

Neroni nobile fiorentino d' egregia


apostolico,
il

Sostenne lunga
stello

lite

col

comune

pel case-

indole, suddiacono

quale

di
i

Bcrignone non

restituito,

prese a cavallo solennemente


al

possesso,

condo

patti del iSS'z; differenze accoi

modo

descritto dnU'Ughelli,

assumenss.

luodate nel 394, con accordare che continuasse a rimanere nella giurisdiziouedel

do

le vesti pontificali nella

chiesa de'

Giusto e Marco. Con beneplacito pontificio

comune, con fjuell'eserciziocheavea


castella di Sasso e IM<niie Ccrboli, e

nelle

die

l'invi nel

rettori dovessero eleggersi a vicendfi dal

nel

vend il castello di Cornia, Pio li x^Qi nunzio a' fiorentini, e medesimo o nel i^di Fice-comers.

vescovoedalcomune, in perdona di volterrani. Traslato a Egina a'24 g'"S"^ ^96,

lengo di

Chieda, l'Ughelli dicendolo:

Gubernaloreni, Ronineqncvicnrinni de
claravit, e nello stesso

oelloslesso giorno
ni
I

gli

fusurrogaloGiovan-

anno

fatto arci-

Ricci fiorentino canonico della patria

vescovo di Firenze. In sua vecea'22 marzo 1461 venne eletto vescovo di Volterra
di Firenze,

cattedrale. D!!' arcivescovato


(della qual sede meglio nel
p.
I

d'Alene

voi.

XXXII,

19 e seg.) a'28 giugno 1409 qui fu traslato Lodovico I Miotti di Prato dottore in canoni e Tesoritre generale
( f^.),

Ugolino de Giuni canonico e nobile notaro apostolico e dottor*


;

de' canoni

lodato pastore, fu

benefico
s.

coll'o<:pedale,

fond

la

cappella di

Gi-

mentre era intervenuto


ghilterra,

al

sinodo

di Pisa,

collettore degli spogli ecclesiastici in

In-

morto neh4ii. Hic qicocl A-

tlienarum aiUcafiiissel Archiepiscopti-^y Pallio lUcbalnr, linde poslea nonniilli falso existimarunt f^olalerranns Praesul usiim Palili habuisse. Cosil'Ughelli.

rolamo nella cattedrale, e mor nel i47* A'3o aprile di tale anno da Fiesole qui venne Antonio II de Alli fiorentino morto nel i477 sepolto nella chiesa delrimprunela in mogtnfco monumento con lapide prodotta dall' Ughelli. A' -29 maggio 1478 ne occup la cattedra Francesco
I

A' 16 aprile \^\i Giovanni


il

XXIII

Soderini

(/^'.)

nobile fiorentino,

nomin vescovo
Sco\diV\ Jilius
tiniis,
e.

suo tesoriere Giacomo

uomo

d'ingegno

in politica.
i

Dopo

la

con-

Spinoruin gentes Jlorenpriore della collegiata di s. Paolo

giura de' Pazzi contro

Medici, in cui

di Firenze,

ma

cess di vivere nel


di tal
il

sus-

Antonio Mallei da Volterra fer Lorenzo il Magnifico, e Giuliano fratello di


questi
ni fu
vi

seguente agosto. Laonde a'27


lo stesso

mese

rest ucciso, al vescovo Soderi-

Giovanni

XXIH

confer

vesco-

Talo a Stefano Allotti di Prato,

cittadi-

no

fiorentino, canonico di Pistoia, scrit-

la tutela di Giuliano e Ipde Medici. Lorenzo il Magnifico minacciato (bilia lega, di cui erano capi

addala

polito

tore apostolico e nipote del predecessore

Sisto If^ {F.) e


poli,

Ferdinando

re di

Na-

Lodovico
blica,

tatnetsi

Fiorentina

repu-

non

si

perit di recarsi dal re per

apud quani

graliosissinms erat^

inventarla e gli riusc; (juindi a

illuni, a dhihitis ptecibus,

ad splendidio-

l'impresa, fu

compiere mandata una legazione al


consegni l'intento, con

rem

dignit fin gradua

curaverit i535. In questo

bre gli successe nobile e canonico della patria metropolitana Firenze, sede che rassegn nel

promovenduni a' 16 novemRoberto Pietro Adimari

Papa
vo

di 12 oratori presieduta dal vesco-

di Volterra, e

ottenere l'assoluzione delle censure ecclesiastiche.


Il

fratello di

Francesco, Pier

Soderini, divenne gonfaloniere perpetuo


della repubblica fiorentina, cui

i440) indi nel

i4%

f^L^o vescovo

di

avea

re-

VO
so servigi,

L
i

VOL
cessi degli ugonotti. Poscia
il

89
granduca
all' ini

avea quell'alta mente poliiica che richiedevano tempi, il vescovo fratello a'3o maggio i5o3 da Ales'^Hiidio

ma non

Cosimo

I Io

sped in

Germania

VI

fu elevato alia poi pota, e


il

peratore; a'3 gennaio iS']^ fu traslato a Pistoia, e poco dopo a Pisa. In detto

perci

denocuiii

Cardinal di P'olil

anno
Lata

gli

terra, e sebbene cede

vescovato

al ni-

aretino e canonico di
di

nel iSoQ, quando nel decano del sagro collegio fu scolpito nel semplice epitaflo: Francisco Sode fini Episcopi Oitiensis et Vo-

pote che segue

Marco Saracini nobile s. Alaria in Via Roma, morto nello stesso a' 3 setsuccesse
I

5i\

uioi

tembre, e sepolto nella cattedrale con


scrizione presso
I

i*

574

gli fu

8 ottobre surrogato Guido IV Sergui1'

CJglielli.

L'

lalerrnii dcposilus.

Per sua

tlimissione

di

dunque,

nel

jog

fu fatto

liano Sederini, figlio di

vescovo GiuPaolo Antonio


o a
i

fratello del cardinale: intervenne al concilio

generale di Laterano V, e

l'

nubde volterrano, e preposto di Firenze. Consagr nel 1576 la chiesa di Lucio, nel 1577 quella di s. Matteo de' cappuccini, nel 58o l'altra di s. Agostino, e nel 1592 la prioria di s. Michele
!.
1

giugno i5i4 fu traslato a Vicenzi, la dove nello stesso giorno veiuie traoferito a questa chiesa Fiancesco 11 della Rodere di Savona nipote del defunto Giulio li, e poi nel i53o fu promosso all'arcivescovato di Benevento.
dello stesso

Arcangelo.
chierici,

Istitu
la

il

seminario

di

12

orn
il

cattedrale e

vi eresse la

magnifica cappella ove fu deposto quaii*

do mor

1."

maggio

598, con epitaf-

A'

20

luglio

amministratore

anno Cletneole VII nou)iu il cardinal Giovanni IH


si

^el^ esequie, con elocpienza ne lod le virt e ineriti Paolo Mmucci valente oratore e preposto della patria cattedrale. A' 7 agosto di

fio riportato dall' Ughelli.

SaLiati

(/'.) fiorentino, e

dimise con

detto
ca

regresso nel (532. In questo a'22


dall' arcivescovato di
s.

marzo

anno da Macon vi fu traslato Lu> Alemanni nobile fiorentino dotto e


s.

venne Matteo Sartorio nobile modenese, abbate commendatario di pi chiese, come di Nonantola e
Severina
in questa cattedra Gio.

pio, gi preside in varie cill della

Se-

Monitmenluni consecrationis sani' mae atdi^, cni lemporuni injuria allude.


leril vitiuni

reftciendiim curavit.

Dopo

di Colle, gi lodato preside di

citt

dello slato papale, ornato di belle doti,

morto
stro.

nel

i545

in

Nonnntola e tumu*
s.

lato in quell'ubbaziale chiesa di

Silve-

governo si dimise, e ritiratosi in Firenze ivi mor e fu sepollo nel 1625. Eragli succeduto a' 12 giugnoi6i7 Bernardo Inghirami nobile
di lodevole

19 anni

se

A'22 luglio di detto anno gli succesBenedetto III Nerli nobile fiorentino,
gli

volterrano, dotto uditore della rota di

decesso nel i56.5. Io esso


tro Alessandro
Strozzi

tenne die-

Siena e del cardinal Orsini; istitu nella sua cattedrale la prebenda teologale, ed
za;

preposito della

meti'Opolilana patria Firenze, di nobilis-

sima

stirpe, lodato

per dottrina, probit

e sagacia negli

Cosimo I, e suo legalo a Paolo 111 e Giulio III: mori nel i568in Firenzee venne sepolto io s. Maria Novella. A'2 agosto i56S Lodovico II ntinori nobile fiorentino, per la cui singolare prudenza Pio IV l'avea inviato al concilio di Trento, ove rimase sino al compimento, indi
atfari, consigliere di

un esercizio settimanale de'casi di cosciencur l'aumento della mensa episcopale, e nel 6 9 riedific magnificamente il palazzo vescovile, ponendone memoria sulla porta principale, ove s'inliloia: Roni. Lnp. Princcps in Elr. Co' mes Palai. Ottimo e zelantissimo pastore, mor a*5 giugno i633 assai lodato.
1

Nel 1634

gli

successe

iN'icola
s.

Sacchelli
le-

nobile fiorentino cav. di

Stefino,

gato del granduca a Venezia e all'imperatore; colle sue virt resse paternamen-

in Fraacia, e

ad Avignone contro

gli

ec*

90

V OL
modo
il

V
semi-

OL
proposizione conci-

te la diocesi, e ridusse in

nedetto
storiale.

XIV
Dopo

nella
di' lui,

nario chen' celebralo quasi fondalore: mori compianto nel i65o. In questo a'

vivendo ancora lo

IO settembre Giovanni IV Cerini


zio fiorentino,

patri-

sventurato vescovo, Clemente XIII dichiar a'25 gennaio r 768 coadiutore con
futura
di

cubiculario d'Innocenzo

successione, Alessandro Galletti


s.

X,

ornato d'ogni virt, fu consagralo in


dal cardinal Panciroli, nella chie-

Monte

Savino diocesi d'Arezzo, vein partibii^.

Roma
te

scovo di Soli

Indi a'

23

sa delle

monache

di

s.

Caterina a Mon-

settembre 1782

vi fu traslalo

da Colle

Magnaiiapoli; lodalissimo pastore, fu


r

trasferito a Pistoia a'22 settembre

GTS.

Dopo

sede vacante,

a'

luglio

655 gli

Luigi Buonamici di tal citt. A' 19 dicembre 1791 Ranieri Alliata di Pisa, che si distinse per bont e altre viriti, traslato
a'

successe Orazio Albizi nobile fiorentino,

6 ottobre 1806

a quella patria

metro-

morto presto

nel 1677. A' 12

luglio di

politana. Nello stesso concistoro Pio

Vl[

quell'anno sottentr.al governo di questa


chiesa CairloFilippoSfondrati nobile mila-

preconizz vescovo della patria Giuseppe

nesee bainabita, egregio vescovo, fin sua vita nel maggio 1680. A' 1 4 aprile i68l

Gaetano Incontri. Nel suo vescovato GregorioXVI eman il bveveRoma/iorum influli^entia Ponlificnni, de'28 aprile 835,
1

Ottavio del llosso canonico e patrizio fioreiitino,lenenierito del setninario.emo


nell'ottobre 1714- A'
1

Bull.

Rom.
a'

cont.,

t.

20,

p.

5o,col quale
collegiata
1'

concesse

canonici
di

della

di

5 dicembre 17 i5,

Cho

diocesi

Volterra

uso della

come

leggo nelle Notizie di


la serie,

Roma,

colle

mozT.eli nera sul rocchetto, ed al


sto del capitolo la manlelletta

quali compir

mentre ilColelilo

prepopaonazza

registra per ultimo di sua continuazione

Uglielliaoa
INlaria

a'

3 gennaio 1716, Lodovico


le leggi,

Pandolfini nobile di Villa di L^ri


straordinario di quella universit
gi vi-

sul rocchetto, in coro, nelle processioni ed altre funzioni. Benefico pastore mg/ Incontri lasci la sua intera eredit allo

diocesi di Pisa, dottore in arabo


lelloi"e

spedale di Volterra per

<le'poveri cronici della citt, ed

mantenimento muniil

e canonico della metropolitana,


cario apostolico di Cortouti. A*6

cipio per pubblica gratitudine

nella sala

maggio

comunale
zetta di
terra
riposi
I

gli

eresse

un busto marmoreo,
la

1748 Ciuseppe Do Mesnil

di

Ohe ville

con iscrizione analoga. Annunzi

Gaz*

feudo di sua casa in Lorena, ornato di profonda erudizione, alquanto strano, fn infelicemente con alterarsi la sua mente, onde divenuto frenetico venne condotto in Roma e mor nel 1784 n
Castel
V^i p.
s.

Roma
aprile.

del

1848

a p.

282, Vol-

qui

p^jssato agli eterni

il

nostro amatissimo vescovo

econ-

citladinomg.'^GiuseppeGiielano Incontri,
il

Angelo. Tutto narrai nel voi.


Il

qualeda ben 42 anni governava santamentequesta chiesa. Fu egli che dischiuil

^0 e4i-

'5 dicembre 1755 Be-

se

t." le

porle del santuario al

giovi-

nedetto
scovo,

XIV

gli

che l'avea preconizzato vedie' a coadiutore con futura suc-

netto Gio. Maria Mastai, alunno in questo collegio


ili

s.

Michele, e poi
della

glorio-

cessione Filippo Nicola Cecina nobile di

sissimo Gerarca

Chiesa cattolica

Volterra, vescovo di Zenopoli in parti'


bus.
Il

Dal Borgo che [tubblic le Notizie


della prefadelle

coirimmortal nome di Pio IX". Questo Papa, dopo sede vacante notabile per le
politiche vicende di

storiche nel 1758, a p. xil

zione lo dice fratello dell* autore

storo de' IO aprile

Toscana, nel concii85i gli sostitu mg.''


di Prato, gi loda-

medesime, gi canonicodella
vicario generale del

patria cat-

Ferdinando Baldanzi

tedrale e pio vicario apostolico, e prima

lissimo curalo di quella

cattedrale, ca-

vescovo d'Arezzo,

nonico e vicario generale con isiraordinarie facolt, del vescovo di Prillo e Pi-

riferendo l'elogio che di lui ne fece Be-

V
sloia, inJi per
ili

OL
morie vicario
capiss,

V
storiale,

OL
plura sub

91

lui

come si legge nella'proposizlone conciche pur dice: Dioeceseos anipalet, et


se

tolare di Pistoia, e icario generale del

successore; lodandolo per gravila, pru-

bit US salis late

denza, dotrrina e probit; meritando poi

coniplectitnr loca.

che
alla

a'

28 settembre i855

lo

trasferisse

VOLTO SANTO
te in

VERONICA,
Re-

raelropolitaaadiSieua,la quale tuttora governa. 11 medesimo Papa nel concistoro di

f^ultus Sanctus, Sancla /^cronica.

liquia insigne e preziosissima, consisten-

preconizz l'odierno vescovo

Bologna de' 3 agosto 1857, mg/ Giu-

Io

seppe Targioni di Prato, gi rettore e


professore di teologia in <|uel seminario,

un pannolino o fazzoletto o ve* che porla impressa l'adorabile e vera immagine del Volto di Nostro Signore

canonico delia cattedrale, ed esaminatore pro-sinodale, encomiandone


na,
la la dottri-

prudenza,
il

la

probit e l'idoneit,
gli

Gest Cristo {f^.y, prodigiosa impressione per non eseguila con colori di umano artifcio, ma per la divina virt del Figlio di Dio tatto Uomo j al quale nella

e dopo
il

concistoro

concesse pel
i

i."

sua Passione, presentato da

s.

f^ero-

pallio, di cui

avea condecorato
a'

pasto-

nica di
la

Gerusalemme

(f^.),

ri di

Volterra. Poscia

2 3 dello slesso

Croce
si

sulle spalle e la

menlre colcorona di Spi-

come notai ne'vol. XCV,p. 338, XCVII, p. 258, lo consagr vescovo nelagosto,
la

ne

(f^.) in

esso
to di

asciug

capo andava al Calvario, eoa il divin sembiante bagna-

metropolitana di Firenze^ dichiaranal soglio pontiil-

dolo vescovo assistente


io

me

sangue e di sudore, lasciandovi costampata la maestosa e veneramla


eflgie, nello stato

cioa'gdel seguente setlendjre. Cosi quel-

sua dolorosa

compas-

che avea ricevuto il 1 degli ordmi minori da un vescovo di Volterra, alla sua volta couferivane ad altro il i." de'
luaggiori
t.
!

sionevole in cui trovavasi in quel punto.

Laonde non

si

pu guardare senza

soave e tenera compunzione e rivereute

IO, p.

La 347

Civilt Cattolica^ serie 4'*


e

commozione d'animo. Questa rara


io

3491

nel riportare

il ti-

avventura

tolo delle Lettere pastorali e Indulti per


la

sorte singolare

ebbi per ben due volte la di provarla e anco co*

Quaresima (861
la

di

alquanti vescovi

italiani, pubblicati colle

stampe,

quali
si

modaiuenle goderla da vicino, e insieme baciarla colla ss. Croce e la ss. Lancia, e con inenarrabile
religiosa conso-

levarono

voce contro l'iniquit che

commettono nella misera Italia, con premunire diocesani contro pericoli che
i i

lazione, per

somma

grazia di

Papa Gre-

gorio X.V; e lietamente ne lasciai l'im-

corre la loro fede e la loro coscienza nella

persecuzione della Chiesa,


:

vi

compre-

memoria ne' voi. LV, p. 265, LXXXVIlI,p. 23 1. Ci avvenne in occaperitura


sione che quel Pontefce

se

Dio e

Giuseppe Targioni per la grazia di (Iella s. Sede apostolica vescovo

due volte

asce-

se nel santuario, a deporvi colle sue sa-

di Volterra, della Santit dilV.S.

Pa-

gre mani

magnifci e preziosi donativi


ss.

pa Pio IX prelato
te

domestico, assisten-

de'due reliquiari colla

Croce f^era

al soglio Pontificio, principe dels. Homano Impero e conte Palatino. Dato ia Volterra dal nostro Episcopio il d 9

(^.), cio a'6 febbraio i838, ed in altro

giorno che per ora non mi dato precisare.

L'epoca della donazione

il 1

8 gea-

febbraio 1861. Ogni nuovo vescovo


salo ne'libri della

las-

naio (838.

siccome

il

santuario fu re-

camera apostolica

e del

staurato al suo tempo,


i

vi

furono dipinti

sagro collegio di scudi 49^> "incendendo le reudite delia mensa a scudi ^ooo per-

suoi stemmi. Dispose inoltre Gregorio


i,

XV
due

che colia
lui

ss.

Croce pi grande delle


si

petuo onere gravata sculaioruni hifcenInni favole uicuue t'pi:icopali^ Cuilen-

d:i

donate,
il

frjcesse l'osteiisioiie

collii ss.

Lancia e

Volto Suolo. Di pi

92
nel

VOL
1840
tlie'a

VOL
ss.

custodire altra

Croce

di

un identit.
ss.

Il

Marangoni, Istoria
e

al capitolo

Vaticano, per esporsi nel Ve-

di Sancla

Sanctorum

della celebre

nerd santo nella cappella pontifcia, e


sull'altare papale della basilica in alcuni

immagine del
dichiara
tali

Salvatore delta Ache-

rapita, cio non fatta da


essere
il

mano umana,
la ss.

giorni dell'anno, dovendosi collocare per


la

Volto Santo,

sua custodia nella nicchia del pilone


s.

di

Elena, ov'
descrissi

la testa

di

s.

Andrea.

Sindone, ed anco alcune altre ss. Immagiiii;e Roma possederne 3, quella di

Tutto

enarrai ne'
p.

voi. Vili, p.

3i3
p.

e 3i4)

XH,

240

24'>X^'"i
esomtut-

Sanata Sanctorum (che il Gretsero, Synlagnia de Imaginibus non manti


factis, confase col Volto Santo, nel nar-

235. L' adorabilissimo sagro tesoro


divozione, di tutto
il

del Volto Santo, di antichissima

rare che Stefano II detto

III uel

75i

ma
ti
i

mondo e di
si
(

piedi nudi porlo sulle spalle

tempi, gelosamente

custodisce e
f^.)

del Salvatore dalla baslica

l'immagine Lateranense
solenne

profondamente venera
silica

uel Praticano

alla Liberiana, nella processione

nel proprio luogo e santuario della ba^

di

penitenza,

per implorare la divina

patriarcale della Chiesa di


colle

s.

Pie-

miserioorilia, contro Astolfo re de' lon-

tro in Praticano [P^.J,

altre
ss.

due
Cro-

gobardi), nel santuario della


ta (F.); quella della chiesa
stro in Capite,
di

Scala Sandi
s.

miggiori
ce e
ss.

ss.

lieliqnie^f^.)^ della

Silve-

Lancia, in separato reliquiario formato da bellissima cornice di cristallo, intarsiata coti varie lastre d'

cui

verso d fine di

quest'articolo; e questa appellata co' ti-

argento
scin-

dorato, donata a'6 maggio dell'anno


to

i35o da 3 veneziani chiamati

IVicula

de Guarzonibus e Franceschino de Giostro, com' registraValentini, Bandino


to in antichissimo
libro

Veronica j di Follo Santo, e di Ed appunto quel panno di lino, che mentre il Salvatore portavasi deformato al monte Calvario, presentato gli fu da (|uella santa Donna, per atoli di

Sudario.

de' benefattori

sciugarsi la faccia divina bagnata di san-

della basilica, e riportato dal Cancellieri

gue

e sudore, nel (juale,

dopo

pietoso

nell'opera

De

Serrekiriis BasiUcae f^U'


p.

ticanae^. 2,

855, e
Il, p.

t.

3, p.

1269, e

impressa rimasevi quella forma cos con) passione vole, che vi si riconosce".
ullicio,
Il

lo notai nel vul.

107. l'er singoiar


il

Piazza,

E nerologio
s.
il

di

Roma,
la

a'

coincidenza, un altro veneto,

Sommo
saggia e
al fra*

febbraio, festa di

Veronica nobile

4 ma-

Pontefice Gregorio
gil velo

XVI, con
nel
1

trona gerosolimitana, dopo


cosi descrive
tal

sua storia,

opportuna provvidenza,
ce sostituire una
cristallo,

838,

che copriva il Volto Santo, feconveniente lastra di


si

quale

lo

Volto Sauto uel 171 3, vide e descrisse 1' apostolo

evangelista
zione.
j

s.

Giovanni nella sua


in esso,
il

vii le

onde meglio
s.

custodisse e

am-

Trovasi

non senia tecapo tutto trasangue, tutta

mirasse. Alcuni prelesero di porre in forse l'esistenza di

nerissima compunzione,
fitto di spine, la fronte

f^eronica di Gerusadescrissi in quell'ar-

insanguinata, gli
di

lemme, perch come


ticolo,
il

occhi pieni di lividure


impallidita
la faccia
;

Feronica significa Fera Icon, Fera Immagine, e perch la Chiesa non riconobbe mai la s. Danna, denominata pure Berenice e Beronica, donde il nome di Veronica. Tutvocabolo
tavulta
to e
ivi narrai la sua storia, il suo culcon esso quello del Volto Santo, la tradizione remota e comune, convalidata da tnolteplici e autorevoli teslimouiauze

decrudelmente stampata la guanciata della mano ferrata di Malco, e nella sinistrai segni degli spuli de'giudei, e loro oiacchte; il naso alquanto schiacciato e insauguioato, la bocca anella guancia
stra mirasi ivi

parta e spiirsa di sangue,


la

denti scossi,
i

barba pelata

in

qualche parie, e

ca-

pelli

da uu lato

svelti;

e tutta la saulis-

VOL
sima fflccla tDMhiala, cos crDliafTalta crmVIla , di nnaesl e di ccotpassone,
di

VOL
per rasciugare
il

93

confonderlo col

Per non si deve lenzuolo o ss. Sindone


volto.

amore

t di iiie&tzia;onde
si

quando

nelle

esistente in l'orino, colla quale fu rav-

prescrille solennit
lica

mostra nella basi-

volto e sepolto l'adoi abile corpo del Sal-

Vaticana all'infinito |^<0|iolo, clie vi concoire ctn relibrt di funzione, camestissima


penilen2a, e
ioiirj(l(n2a,

vatore del mondo, oltre


quali
gli fu

altri
il

sudari co'

copertoii volto e

giona un agro orioie, una

Scpolcio. Egli

capo nel s. per questo che pi chiese

una

dolcro$>a

vantano
piir

il

pregio di possedere parte di

tocca c]ue

beatissimo stnbiante, tivo

que'sudari; e pel culto che loro

testimonio dell'ingraliliidine del geneie

si rende d'una volta Dio ricompens con be-

umano,

fin

dentro

il

cuore de'

fedeli

ri-

nefizila fede e lapiet de'veneratori,

che

guardanti, e risveglia un grnoio'O piofluvio di

onorano

questi segui

commemorativi del
felice
il

Ingrime
al

|ententi, e

finoime

mistero delia nostra


S. Veronica port in
to

redenzione.

d'amore
tore ".

nostro benignissimo Redenstoria di


s.

Veronica 1' ofTre ancora l'Alveri,^cw>/7 in ogni stalo, \. 12, p. 210, tratta dalla lil)reria Vaticana
n.
le

La

\olto San dentro due casse, per meglio custoquali


s.

Roma

385 1,

antico ross. di ^icol SignoriRicci, De'Giti-

si venerano, una nella JMaria ad Martyres (/".) o Tempio del Pantheon (f^.), V altra

dirlo, le

Chiesa di

romano. Egualmente il
1

nella chitsa di
to
p.

s.

Eligio de'Feiiaii, det-

hilel universali a p. 2

2 riporta col cap.

pure
1

8.

Al, di cui nel voi.

LXXXIV,

gg

a Txowa del folto Santo o T era Imago, nell'anno


la

storia del Trasj:oto

24, e dal Piazza credesi che fosse la cassa inteiioie, per attestato di vari de-

35 di fermo
r

nostra salute, per


di

risanare l'in*

scrittori dellechiesedi
I

Roma, oltre
I

il

Vasi

lebbra inipeialort Tiberio, che

nell'7m?f ror/o.L'A veri ipoi ta l'iscrizio-

ne rest risanato al modo descritto neb articolo Veronica, the rannodandtsi con questo va tenuto presente, onde evtare ripetizioni. I beneficiali Vaticani, Sidone e Martinetti, Della sacrosanta
Pietro in T atcano^ ne ragionano nel I. I, lib. I, cap. 2 Delle principali Reliquie che si conservano
basilica di
s.
:

ne della cassa

di

s.

Maria ad Martyres^
ista

del suo tempo:

In

capsajuit porta-

tum Sudarium
gusto.
JVlorr in
s.

Passioni.-'

Domini IS'ostr
Veronica, nel
1,

Jesu Christia Hierosolymis Tiberio j4u-

Rema

s.

pontificato di

Clemente

che gover102, ed
il

la

Chiesa dall'unno 98

al

sagro tesoro, a cui dicesi


quali con molta

la

santa lo fa-

nella basilica Vaticana. Provasi

l'esi-

cesse consegnare, egli lo tramise a' successori,


i

stenza del

! olto

Santo impresso
,

in

pan-

segretezza Io
le

no
ria,

di lino

o di altra
si

scmglianle matealla

tennero celalo finch durarono


ruzicni
(Iella

perse-

quale

espone

pubblica veneil

Chiesa.

Sono

discrepanti gli

razione, e

benedice con esso


benefrciato
critica

popolo;

scrittori neir

assegnate in quale chiesa

della CUI identit autentica

degnamente
Battisti,

tratt r altro dotta, erudita e

ccn
i

chiesa di

dissertazione,

opinano prima nella Maria ad Marljies, delta dalla sua forma Rotonda, da Papa s.
fu collocato, gli uni
s.

due
che

scrKori provandolo con

documenti

Bonifacio

IV

del

608

convertita al di-

storici.
ss.

Venne

il

Volto isanlo detto an-

vin culto, da tempio profano del

PaU'
Maria che

Sudario (^^.), co! quale vocabolo viene pur chiamata la ss. Sindone [7 .), perch il termine di Sudario, rileva in
tale articolo

thicn, poi nella basilica Volicana. Altri


pcsticipaiio
la

deposizione in

s.

ad Martyres,

fi^ndtindosi nella cassa

della

Bergier nel Dizionario il Teologia, significa in origine un


si

io custodiva, e per

mtmoi ia

fu ivi lascia-

ta nella capjiella del ss. Crocefisso; pela-

panuoliuo o fazzoletto, di cui

fa

uso

tile !a ca^sa

a\eai3 seirature

le cui

chia-

c>i
Ti

VCL
custodiva

V
Cnpo
linni

r,

ciascuno de'

cost trasportato

il

Volto Santo, l'Imma(che


ss.
si

(/'.) degli antichi

XIII

Rioni di

Roma
ri-

gine della
l'altare

Madonna

venera nel-

C^.),

il

quale riparlo per soitanlo

maggiore)edil

Crocefisso, che

sale nella

Roma
1

papale alla met del


'^^^^

ambiduesono
desima Cassa
to, finch

in detta chiesa; e nella


si

me-

secolo XIII o
riore. Si

144)

sembra postes.

conservava

il

Volto Sanivi,

volle assegnare la chiesa di

dur a mostrarsi

prima

Maria ad Martire s per custodia dell'msigne reliquia,


tissimo, ed eziandio

re

il

come luogo sicuro e forampio onde ricevepopolo elle numeioso vi accorreva

che fosse trasferito a s. Spirito in Sassia, ". a Castel s. Angelo, e poi a s. Pietro Recatomi nel detto tempio, ho trovato
la mensa dell'altare, nell'incavo del muro, una grande urna con cristallo avanti, colla cassa in pezzi, sulla quale urna

sopra

a rendergli culto, e siccome posto quasi


nel centro di
basilica

Boma

abitata,

mentre

la

Vaticana rest fuori del perimelio delle Mura di Roma, sino a s. Leone IV, che nell' 848 la comprese nella
Cifl Leonina. Queste ragioni favori-

lessi la

seguente iscrizione: /rca in


ollni

qua

xacrum Sndariuni

A diva Veroni-

rebbero

in parte

la

priorit della custO'

dia del Volto Santo in tale tempio. Perci

ca de.latani Romani ex Palestina. Tlac in Basilica anni cenlnm eniluit. L'urna sovrastata dall'immagine del ss. Crocefisso scolpita in legno, e custodita da
cristalli.

devo ricordare, che


voi.

nel citalo articolo, o

Fattosi diligente
si

esame

sulle ta-

LV
i

I i

I,

p.

c)

Ojdissi

che divisa

Roma

vole della cassa,

trov avere esse dieci


basilica Vaticana, pro-

in Regioni, ne bassi tempi erano IX, du-

serralnre.Qianlo al venerarsi e custodirsi


il

rante

secoli

X,

X e XI

ed

in

parte an-

VoltoSanto nella

cora del XI I secolo, oltre


la riva destra del

laX legione sulTevere, numero che mi

quanto sono per dire su quello le mie assidue ricerche. Inoltre, non si deve tacere, the sostenitori della senlenza.che il Volto Santo fu prima deposto in s. Maria ad Ma rtyres, taccona ami cUe ivi si venerava e mostrava sin da'iempi di Bonifacio IV e
{;ovn a
(Ielle

serrature delln cassa, per

vano Sidone e Martinetti, con l'autorit di pi idonei scrittori, che avendo Papa Giovanni VII nel 607 (va corretto l'errore avvenuto nel voi. XII, p. 1 4o, in cui
peralterazionedi composizione, quell'an-

no apparisce come
to Santo in

della

venuta del Vol-

Roma, uieotregli scrittori comunemente l'attribuiscono alla suindi-

cata epoca di Tiberio imperatore), aven-*

dall'anno 610, con esposizione sull' aliare maggiore a'i3 maggio, qual giorno anniversario della dedicazione di essa
chiesa, in cui quel

do fabbricato nella basilica Vaticana un oratorio alla B. Vergine del Presepio,


nel quale poi volle esser sepolto, vi eresse

Papa

vi

avea fatto

un

altare in onore del


Cristo,

ss.

Sudario di
f^eronica,

trasportare
tiri

28

carri di corpi de'ss.

Mar-

Ges

quod vocatur

e perci intitolala ad Ognissanti. Di

pi se ne faceva l'oslensione e l'esposizio-

ne nelle pericolose circostanze della citcontemporaneo Francesco Valesio scrisse nel suo Diario: Mercoled i4 ottobre lyoS. Clemente XI pass alla chiesa della Rotonda a rimirarvi le belle colonne di giallo antico con cornicione
t, li

ove in nobile ed elevato ciborio adorno di colonne marmoree vi colloc il Volto Santo, e la stessa cappella ne prese cumulativamente il nome, ed anche di s. Maria del Sudario, e si trae d un certo documento de' tempi di Papa Benedetto Vili del IO 17, in cui qualificato
s.

di

marmo
ss.

greco bianchissimo, sull'alta-

Maria

Giovanni chierico e mansionario, di in Beronica. Il Grimaldi nodi

re del

Crocefisso, fatto

nuovamente
gli

taro e archivista della basilica, illustr

ripulire; e in tale occasione

esposero

una lapide
da
cui
si

Papa Adriano

del

772
due

alia vista la Cassa, in cui dulia

Grecia fu

trae la consagrazioue de'

V
sflgrali

OL
strare,
et

V
qucmdam

OL

9'>

alfaii ilell'oratorio di

Giovanni VII, cnna'aS novembre, cio del ss. Sits.

dariis e di
cui
ss.
il

Mariae ad

Prae.sepe,

in

Papa
il

nel d precedente i pose le

T'eronicaniy idesl Uneiim, queni J. C. Vullui suo impressit, in quo pressura dia ila manifeste usque adhodiernuni dieni ap-

pannimi

Reliquie, secondo l'antico rito.

quel-

l'epoca
J'

Tonigio, Le Sagre
per
I'

Grotte
Volil

parete ac si Fullus J. C. ihi esset, et dicitur Veronica, quia niulier, cnjus pan-

aticane, atlrihusce.

iscrizione

nus

ille

erat. Veronica dicehatur. Nel-

trovata nell'oraloiio, che

l'eftlge del

l'articolo

to del Signore, chiamato meritamente

sto, segnalai

che ha connessione con quela venerazione pel Volto

Santo
do

de' Santi, fu

nuovamente

collo-

cata nel ciborio di Giovanni VII, essenstata per


le

Santo d'Innocenzo III Papa del i 198, il quale prescrisse preci da recitarsi avanti
di esso, e vi

calamitose

vicende de'

tempi trasportata altrove; e forse, come


congettura, nella chiesa di
JlJartyres, detta
la
s. Maria ad Rolonda. Dice pure si raddoppi la ser>

aggiunse l'acquisto di spiLa continuazione del religiosissimo culto progrediva tanto in


rituali indulgenze.

quest'epoca, che parlando delle

Meda-

che sotto Adriano 1, ratura, che chiudeva


sura.
Il

glie benedette, notai col Torrigio quelle

ilciborio,///irt c/<7-

che
te,

si

lavoravano colla figura del Volto


e le Chiavi di
s.

ciborio poi avea una

ringhiera

Santo

che lo circondavi!, da cui mostravasi ai popolo il Volto Santo. Si legge nel dilisco Italico del p. Mabillon, l. 2,p. i6i, nell* Ordine Romano scritto nel papato d'Innocenzo II del i i3o Postea vadit Ponti/ex ad Sudariuni Cliristi qitod vocatur Veronica, et incensai. AfferiDa con alcuni l'Alveri, che in tempo dello stesso Innocenzo l, per custodia (lei Volto
:

dicendosi
i

gli artefci

Pietro incrociavendentes Vero-

nicas, ed

Pellegrini {V.) visitatori de' Liniina/4poslolorum[ V.) l'acquistavano

e
il

appendevano

a!

cappello e alle vestii

provento Innocenzo HI T attribu' al capitolo Vaticano. E qui ricorder per analogia, che tiescrivendo le Monete pontificie,

narrai che molle furono da' Papi


Il

coniate coH'eftigie del Volto Santo.

Santo, fossero preposte

alla

cura della casfamiglie nobi-

Garampi,

iV/7g^/

r//

osservazioni sul vari-

sa io cui era racchiuso


li

lore dell'amiche

monete pontificie,
poich era tanta
la ss.

romane, cio de' Capo di ferro, del rione Regola; de' Tartari, di quello di Parione; de'Mercanti, del rione di Ponte; de' Ricci, di quello di

porta documento in cui sono dette Si-

gnuni

s.

r eronicae,
si

la

venerazione che

avea per

Imma-

Campo Mar-

gine, che sovente ne fu espressa la figura

io; de' Tosetti,

del

rione Colonna; e

su di esse, e pu risconti'arsi nel Fioravanti,


Scilla,
tori,

de' Slefaneschi, di quello di Trastevere.

La

singolare venerazione poi nella qua-

Denarioruni Rom. Pont., e nello Delle /Monete pontificie. Il Vetpil

le in

quel secolo era


il

il

Volto Santo,

l'af-

Il forino d'oro illustrato, offre

ferma

Mallio, nell' Historia dei pre-

gi della basilica

Vaticana, dedicata ad A-

lessandro 111 del

i iSg, con dire che di contnuo ardevano ante f^eronlrani decem (lampade) die nocleqne ; ed una a-

esempi di monete d'oro antiche del senato romano dette ancora Volto Santo, e diverse nell' altra parte anche coll'elfigie del Salvatore di Snncta Sanclo-

rum
la

in allo di

benedire, ci attestando
simulacri.

Taoti l'immagine della B. Vergine dello


slesso oratorio.

costante e grande divozione de'romai

Racconta

il

Cancellieri,

ni verso

due

sagri

Il

Can-

Memorie
in

delle sagre Teste de'ss. Piei iq3 venuto Augusto re di Tran-

cellieri nella

tro e Paolo, p. ir, che nel

Roma

Filippo

II

Settimana Santa, a p. i46| riferisce che il Volto Santo fu trasferito nella chiesa dell' Ospitale di s. Spirilo (f^.), senza precisarne l'epoca, e ripio-

cia,

Papa Celestino

III gliele

fece

mo-

96

VOL
tillca

VOL
Vaticana a'proietti e proiette, ed
ecclesiastici

duce un'antica cionaca sui custodi delle chiavi, che a vita aveano le sei fciiniglie romane, che coll'lveii riportai pi 80> proj non polendosi aprire senza l'intervento de'Ioro rappresentanti.

agli

dello stabilimento,

ia

luogo de'(|uali dipoi e tuttora si pratica, confrati AcW A rciconfraterni la di s.


Pietro in Sassia
(^'.),

Lo qual

che esistendo gi
la
s.

Sudario nello sito di s. Spirito in Stissia in una cameretta, foderata tutta de


luarinoro, et de ferro, e serrata a
vi,

nel

iq8, un tempo custodirono


ora

lieliquia, forse succeduti agli


ctislocli,
si

antichi

chia-

recano processionlmeiile

e non se mostrava se non una volta

in

s.

Pietro, nella 2.'

domenica dopo
l'

l'E-

l'anno; e tutti questi


berij che

6 gentiluomini,

li

pifania e nella 2.' festa di Pentecoste, a

quali tenevano queste chiavi, erano

li-

per privilegio viene loro fatta


liquie maggiori.

ostenss.

no

li

era mai comannato, che

sione del Volto Santo e dell'altre

dovessero uscire a campo, e sa nulla di


essi fosse uscito

L'Alveri
il

riferisce

Re* che
di

Menescalco {^Marescial-

v'interveniva anche
s.

Commendatore
il

non era tenuto di annare mai alla giustizia. Per ciascheduna volta, che lo Sudario se mostrava, doveano annare con 2o compagni per uno, tutti armali intorno allo Sudario ad arma scoperte per inHno alio loco suo deputato, e serrarlo, e ha ve vano questi 6 ogni anno, de
lo)
s.

Spirito. M'istruisce poi

Torrigio a
la

p.

202, e l'Alveri a

p.

2i3, che
s.
il

pro-

cessione del
to, l'istitu

Papa

co'cardinali a

Spiri-

Innocenzo HI verso

1208

nella i.* doujenica


nia,
ss.

dopo
olfre,

l'S.'

dell'Epifa-

con bolla che


s.

dicendo che la
nella chie-

Relquia stava alcun


Spirito e poi
si

tempo

Spirito, doi vacche in die

s.

Spirilus,
f*

sa di

riportava alla sua

le

quale se

magnavano

con gran
il

sta ".

Afialogamente

scrisse

Piazza neh

Onorio 111 e Alessandro IV approvarono la disposizione. Quindi Sibasilica.

V Efftucride f^aticana, che solevasi il Volto Santo portare in processione ogni anno dalla basilica Vaticana alh chiesa ili s. Spirito con l'intervento del Papa, che faceva un sermone al popolo, e de' cardinali, V nel medesimo spedule si dava l'elemosina di 3 denari per ciascuno a

sto
la

IV

del \^']\ per giuste cause


s.

viet
isti-

processione a

Spirito, e in vece

tu quella

che va a venerarlo ne'sud^delli


basilica

giorni nella

Vaticana. Bonifa1

cio Vili ripristin nel

3oo

la

celebra(/''.),

zione in

Roma

iStW

Anno Santo

con immenso e sterminato concorso di


popoli a lucrare l'indulgenza plenaria.

looo poveri

forastieri; e a
esso,

3oodi

quelli

the slavano in doveva servire


portavano

un denaro dc'quali

consolazione de' pellegrini nella basilica

pel pane, l'uliro pel vino

Vaticana ogni venerd e ogni


lenne
si

festa

so-

e l'altro per la carne. A'canouici poi, che


la ss.

mostr

il

Volto Santo. Lo stesso

Ileliqua,

si

davano I2
si

Papa ne
Sicilia,

lece l'osteusioue a
li

Carlo

II

re di

quattrini per ciascuno, e una candela ac-

ed a Giacomo

re d' Aragona.

cesa d'una libbra;

le

quali spese tutte


s.

Trovo

nel Rinaldi all'anno i328, che

facevano dall'ollerte dell'altare di


tro,

Pie11

nella venula in

Roma

di

Lodovico

il

raccolte da'
il

Mansionari
d'Onorio
la

(/^.).
111
il

Bavaro, co'suoi
ta, e

eretici, scismatici e
la citt fu

una

Piazza cita

registro

Papa

sentina di meretrici,

interdet-

anno

y, corrisjiondenle a circa

A me

pare, che per

1222. temporanea cus.

molli de'cattolici, de'chierici e de'

frati

ne partiroito.

Un

canonico di
il s.

s.

Pielo

stodia del Volto Santo nella chiesa di


Spirilo, in

tro che avea in custodia


nascose, perch

Sudario,

memoria

si

facesse la processio-

non

gli

sembrava

esser

ne; e notai nel citato articolo dell'ospedale, che


volle
si

appunto per tale custodia, 3 mostrava il ss. Sudario nella ba-

degna di vederlo quella turba d' iniqui, onde romani ne provarono grave turbameulo.luutiluieQle il Bavaiu iugiuuse
i

V O L
8 Sciarra
stici

VOL
gli ecclesia-

97
mostrare
il

Colonna d'indurre
le

no, che Bonifacio

IX

fece

a riprendere

divine udzialure.

Volto Santo
plus
luii.
est.

nel

Dimorando Clemente VI in Avignone, i35o fece celebrare in Roma il 2,

sunnominato Luigi I re d'Ungheria, magni/ice in palatio exceal

Giubileo universale (^.), ed indicibile fu il concorso de'pellegrini, per appagar la


fervorosa divozione de'quali, in
6.

Pietro
si

Quotidie Feronicam videre voQuatuor aureoruni millia Arac Ap. Principis oblulit. Ma quel re mori nel 382 e Bonifacio IX fu eletto nel
1

ogni domenica e in ogni

festa solenne,

Sudario di Cristo: per la folla, pi volte non pochi ne morirono, e l'attesta Matteo Villani ch'era presente. Il Papa avea scritto a'canonici Vatimostrava
il

s.

rec a Roma in epoca 35o, e probabilmente a quell'epoca, come gi dissi, si deve ri1

389.

E poi

il

re

SI
1

anteriore, CI nel

portare

il

racconto,

ma

vi

1'

ostacolo

che allora Clemente VI risiedeva in Avigjione. Nel pontificato di Bonifacio


fu a

cani, loro

raccomandando
i

la

frequente ola

IX

stensioiie del

Volto Santo, per

gran veLuigi
I

Roma

Ladislao re di Napoli, de' reali

nerazione che ne aveano

fedeli.

d'

Ungheria, e ne divenne re nel i4o3

re d'Ungheria lo volle vedere ogni giorno.

cogli aiuti di Bonifacio

IX

forse doveasi

Urbano V ordin, probabilmentedopo la


sua venuta
in

dire Ladislaus, in vece di Ludovicus.


Cancellieri nella delta

Roma
il

strasse al popolo

367, che si moVolto Santo in certi


nel
1

Settimana Santa

giorni dell'anno,

come

nelle ferie iv, v e

VI della Settimana Santa, nell'Ascensio-

ne e dopo rS.' che ci riporta


,

dell'

Epifania.

Il

Piazza
pratica-

oeW Effemeride

na a p. 81 dice che la ss. Reliquia fu sempre tenuta con riserva, e non polevasi esporre senza espressa licenza del Pa-

dopo d' essere stato il Volto Santo per qualche tempo nella chiesa della Rotonda, ove fu trasportato, ed ove se ne custodisce anche al presente la Gas> sa, fu trasferito in Castel s. Angelo, come risulta da un antico Diario, in cui si
narra, che
legge. Alli

^> ottobre del


s.

14^9

fu

dalla sagresta di
stello
il

Pietro portato in Ca-

pa, che ne teneva appresso di s

le

chiavi.

Sudario della Veronica, perch


che profittando dello

Una

di

queste in seguito custod


cio

il

Magin

non

fosse esposto all'ingiurie de' soldati

giordomo del Papa,

come

dissi

(forse di Ladislao,

queir articolo quando fu temporaneamente, per quanto racconter pi avanti,

Scisma avea occupato Roma, da dove


dicembre l' espulse Paolo Orsini)". contemporaneo Antonio de Petri aggiunge. M Al i. gennaio i4io, nelr ora di Terza, Jacomo de Calvi can.
nel
Il

portato neir archivio della basilica,

diarista

poich ora non pi in sue mani.

Ora

la
ss.

custodia del Volto Santo e dell'altre

Reliquie maggiori devoluta esclusiva-

priore et vicario, et sacristano della basilica di


s.

mente a'due canonici


ri,
il

sagrestani maggio-

Pietro, con 6 altri canonici^ aas.

i.

tenendo

le chiavi del

credenzino
altre

a Castel

Angiolo, et

ivi

presela Ve-

in cui racchiuso e quelle dell'armadio


in cui collocato, ed

ronica, et la port in detta Basilica".

Eu-

ove sono

le

ss.

genio
colse

IV avendo

riunito alla Chiesa roe V Etiopia (^.),


gli

Reliquie,
slesso

il

2. tiene le

due

chiavi dello

mana YAbissinia
144^, ed

ne ac-

armadio. Gregorio XI nel 1871 concesse in perpetuo a'presenti all'osteaindulgenza che


conseguisce da

amorevolmente

ambasciatori nel

a porte chiuse fece loro mostrail

sione delle Teste de'ss. Pietro e Paolo,


la stessa
s

re nella basilica Vaticana


e nella Lateranense le
ss.

ss.

Sudario,
nar-

T'ej^e. Altri

que'che trovaosi all'esposizione del Volto Santo nella basilica Vaticana, che nella bolla chiama Veronicae. Narra il Torrigu, citando
VOIi.

moDumeDli
CHI.

il

VoUerra-

rano che l'ambasciatore fu l'abbate di s. Antonio tgitto, uomo assai distinto presso il re d'Etiopia detto il Prete Janm\ venuto a Roma a' 10 ottobre i44i eoa
7

98

VOL
ed
il

VOL
(coll'insegne corali e guanti di seta ro8s<(
l'espositore

il monaci, e ricevuto uDoratanieole fu condotto a venerare il Volto Santo, indi alloggialo a s. Lorenzo in Dainaso. ^'el Bollarlo della basilica Vaticana , molte bolle riguardano la ss. Reliquia, ed io una
d'Eugenio IV, questi chiama l'Immagine , Sanclam, sive, ut dcunt, Sanclam P'eronicam. Neil* indice del ricordato Bidlarunif le notizie sul Volto Sauto so-

e tre

capo nudo essendo accompagnato da due altri canonici; e tutti mentre segue l' ostensione, s del
:

ss.

no riferite nel vocabolo T'cronica etiam dir tu ni,


ctus. Rilevai nel
voi.

ss.

Sudarium,
San117, che

et f^ullus
p.

Volto Santo, s della ss. Crocee s delta Lancia, recitano preci) e perci Federico 111 imperatore lo mostr al popolo in abito di canonico nel tempo di Nicol V". lo per qui debbo ricordare, che 1* Imperatore {f^.) dopo la Coronazione d'Imperatore (/'.), fatta dal Papa, veni:

VII,

va per Canonico (A^.) aggregato ne'capiIoli

Ricol

V nel
si

4^0

fece fondere tre

cam-

Lateranense e Valicano (ed


p. "256),

in

questo
voi.

panelle, per suonarsi


sione, e lo

nella sua osten-

fin

da Carlo Magno, come notai nel

pratica ancora, ed

hanno un
:

LXVII,

e ne assumeva l'insegne

armonico suono argentino. In esse vi la sua arme, con queste parole intorno Nicolaus Papa T\ fecit anno Jubilaei i45o. Cresccnlins de Perusio me. fecit.
In queW'Jnno Santo,
tale fu la moltitu-

corali di rocchetto,

cappa e berretta.

E
vi-

gl'imperatori che vollero venerare da

cino

il

cotta e la cappa canonicale, e cos

Volto Santo, dovettero vestire la appa-

gar
iizie

la

loro divozione. Si legge nelle iVb-

dine de'pellegrini accorsi a venerarlo, che

delta venuta in
re di

Roma
nel
1

di Cristia*i'

un giorno
e
Si
si

Ponte s. angelo caddero annegarono nel Tei'ere 87 persone.


sul
i

no I

Danimarca
I

i474>

Can-

cellieri, a p,

I ,

che Sisto

l'alloggi nel

ha dal Torrigio, che Nicol V nel 4^2 dopo aver coronato iutperatore Federico III, gli fece la special grazia, dopo aver*
lo creato canonico Valicano, di poter in

gli fece due volte mostrare il Volto Santo, cio a'12 e 23 aprile, facendo il re r oblazione di 5 ducati papali la prima volta, e di io ducali vetieti la

Vaticano e

abito canonicale ascendere sopra


rio del

il

cibo-

seconda.

Trunco

s.

l^eronicae

si

chia-

Volto Santo, e con ogni religione e tremore venerar da vicino la sagralis8ma Reliquia ; i1 che era ed soltanto
concesso a'canonici della basilica, non po-

mava

la cassetta

dell'elemosine al Volto

tendo affatto altri penetrare nel santuabeneficiati (quando Papa rio, neppure Gregorio XVI per sua benigna degnazione mi condusse seco la i.' volta in esso, camerieri segreti cairi si rec con due nonici Vaticani, e sebbene a pie delle sca>
i

di Turchia (t^.), avendo donato ad Innocenzo Vili la ss. Lancia (V.) che trafisse il sagro costato deIRedentore, il Papa la ritenne nella sua camera, proponendosi d'erigerle una son-

Santo. L'imperatore

tuosa cappella nella contigua basilica, co-

me

si

trae da
a

Venuto
in essa,
la

un mss. di Filippo Morooi. morte ordin che si depositasse onde cardinali a' 16 luglio 492
i
1

le trovasse

suoi caudatario e scalco, lu-

collocarono nell'oratorio del


il

ss. Sudario,

timi cubiculari e beneficiati Vaticani, non

secondo

Novaes. Pei
il

il

Torrigio ractra-

permise lororaccesso;d per poi gli concesse, insieme ad altri, quando torn ad
ascendervi. Tutto questo positivo, seb-

conta, che

Papa

stesso in dello giorno,


il

essendo infermo, ne fece effettuare


sporto, e circa
i

bene nell'archivio della basilica non resunnominato de' 6 febbraio i838). Nota il Piazza N alcuno pu mostrare questo Santo Volto, che uou sia caoooico di questa basilica
gistralo che l'accesso
:

dopo o giorni mor. Indi il cardinal Lorenzo Cibo de Marii suo pato
il
il

rente, che nel cardinalato avea conserva-

canonicato di

s.

Pietro,

come
ss.

osser-

va

Novaes, nel tempio fabbric una ma-

gnifica cappella, e vi ripose la

Lauciaa'

YOL
il gennaio
i

VOL
fello di

99
imperatore (me),
il

5oo.

Ma

nella demolizione

Ferdinando

III

della parie ^u[)e^iol'e della basilica sotto

glio figlio e poi successore


di

marchese

Giulio ilneliSoy, a'aa no vena bre fu


iposta nel ciborio di

ri-

portata nell'oratorio del Volto Santo, e


j

Giovanni VII, cio


:

nella vecchia basilica

d'allora in poi

le

due

ss.

Reliquie noo furono pi disgiun-

te. Si

pu vedere: Sacraruni f'alicanae


t.

hasilicae Cryploruni, di Diooisi,

Zj

r,p. e 4'2- Si apprende da Sidone e Marti,

netti

ragionandone ancora Torrgio e che nelTampliazione della basilica, intrapresa da Paolo V, coll'atterrameoto del rimanente della vecchia, a'a? gennaRitxi,

Baden, il conte Styrm, il conte Traurem, il barone Fortunato, il barone Chini, il cav. Scincinelli e il medico dell'arciduca. Ritornando alla ss. Croce, il Torrigio sembra precisarne le date. Egli dice Urbano Vili con bolla de' 19 aprile i629(presso il Ricci), dispose che le 3 ss. Reliquie sempre si mostrassero una dopo l'altra, cio i.* la ss. Lancia, 2.'Iass. Croce , 3.* il Volto Santo, concedendo indulgenza plenaria a chi confessato e co*
:

muricato fosse presente


Segu*!
il

all'

ostensione.

io

606

il

Volto Santo e
s.

la ss.

Lancia, uni

tauiente col capo d

Andrea apostolo,

furono
lica,

trasferite nell'archivio della basiivi in

Croce a'igdi detto aiese,e processionalmeote dal palazzo Vaticano fu portata nella nicalla basilica della ss.

dono

una cassa di ferro di ricco drappo coperta furono racchiuse con 3 chiavi, una delle quali fu consegnata al Papa. Ed il Grimaldi, che ne rog l'istromento, lasci scritto: Velustissiina viget usque hod'c consuetudo, ut Stimmus Pon ti/ex Sudarli et Lanceac penes sej'ugied
ter
ici

chia. Nel d seguente

Urbano Vili
le

vi

si

rec a ore 20, e prostrato vener

ss.

Reliquie con gran divozione, e


to

le

ammi-

r con gran gusto spirituale, vietando sot-

pena

di

scomunica, che
il

ivi fece affgil

gere, di

muovere

velo che copriva


il

Volto Santo, e

di aprire

vaso contenen-

unam

clai'em haheal, rcliqttascanoil

baxUcae. .^nche

Ricci,

che pubblii

c De' Giubilei nel 1675, alferma, che Papi tenevano presso di loro una chiave. Due mesi dopo, cio a'2 marzo, le dette
i

te la ss. Lancia, senza licenza pontificia. Con sua Beatitudine ascesero alcuni canonici, e fra gli altri Marc'Aurelio Maraldo suo segretario de'brevi ; Agostino O-

reggi suo teologo ed elemosiniere, fatto

ss.

Reliquiefurono collocate nella ncchia,

poi cardinale

neh 633; An?elo Glori suo


s.

santuario o ciborio, aperta nel pilone del-

coppiere e aitarista di
nale)
;

Pietro (poi cardidi casa

Veronica ; e quindi la testa di s. Andrea a'29 noveQibrei6r2 fu trasportata


la

Fausto Poli suo maestro

nell'altra nicchia sovrapposta alla statua

[Maggiordomo e poi cardinale), e Francesco Geva suo maestro di camera ( poi


non era canoniebbe grazia particolare concessagli da Sua Santit^ non potendosi ascendere indetto ciborio da chi non canonico dis. PietrOjSenza licenza del Papa". E acconcio qui ricordare la venuta in Roma, nell'anno 8aQtoi625,diUladislaofigliodelrediPocardinale), che sebbene
co, n'

di

s.

Eleua. Urbano Vili per incremento


basilica,

di venerazione e splendore alla

Santo e alla ss. LanCroce vera 1*8 aprileiGig. Prima di questo e nell' anno santo 1625 Urbano Vili avendo fatto compiere in ciascuno de'piloni della mecia, del

Volle unire al Volto

legno della

ss.

ravigliosissima cupola le

nicchie, con
ss.
s.

/o/iiV7,daUrbaooVlIIospitalo,donatodello Stocco e Berrettone benedetti, nel quale articolo notai

sue loggie per l'oslensione delle


quie, a'23 dicembre in quella di
nica, con

Reli-

Verosot-

che

lo

cre canonico di

s.

solenne processione

vi

furono

Pietro soprannumerario, per venerare da


vicino il VoUoSanto,per grazia particolare

portati

il

Volto Santo e
,

la ss.

Lancia

to ba'dacchino

le cui aste

sostenevano,
fra-

Aggiungo

col Ricci, che

il

principe ascese*

riporta

il

Ricci, l'arciduca

Leopoldo

nel ciborio, iu colla e loccbetlo,

ma sen-

loo
za stola per

VOL
non aver ordine sagro,
al

VOL
abiliil

1717 permfse
d' Inghilterra
i 1

Giacomo IH

re cattolico

talo di poter anche mostrare


ss.

popolo
;

di

venerare nel vestibolo

Volto, con due canonici numerari

che il Papa lo cre canonico , perch a motivo della vecchiezza di suo padre, si sapeva che presto sarebbe acclamato re, poich talsegnalato onore non si suol concedere ad alcuno. Divenuto re neli632,
col

Volto Santo e la ss. Lancia, per l'autorit del breve Ut Chari^simus, de'3 1 maggio. Quando nel 1733 pass per Roma il nuovo vicer
di

Napoli d.

Giulio Visconti

milanese, Clemente XII lo fece incontrare, l'alloggi al Quirinale, tenne seco a

nome

di Uladislao
s.

IV
il

il

capitolo e

Pranzo,
Pio VI
re di
e la
I

e dalla loggia della


ss.

Veronica

gli^

e canonici di

Pietro
;

gli scrissero

un'

e-

fece mostrare le 3

Reliquie maggiori.

pistola gratulatoria

ed

re rispose l'u'

manissima
gio e Ricci
eie.

lettera
,

riprodotta da Torri:

col titolo

Vladslaas

IV

permise che Carlo Emanuele I Sardegna (e poi edificante gesuita), regina sua moglie la ven. Maria CloFrancia, avessero
la spirituale

Reverendi devote nohis D'decti. iVeU la quale detto Meniinimw! no^ Collegio illi, dum Romae praesentes Sacratissinius

tilde di

con-

solazione di venerarle e baciarle nel vestibolo del santuario;

Sahaloris Nostri Fullum xpe-

ctavissemus eie. Inoltre si trae del Ballariun ss. Basilicae P^aticanae^che Urba-

ed altrettanto accord nel febbraio i8oi alla pia arciduchessa Marianna d'Austria, dopo aver essa preso la ss. Eucaristia nella basilica,
i

ed

no Vili
le
p.
ss.

fece giurare a* canonici Vatica-

canonici dopo averne

appagata
ss.

la

sua

ni di eseguire le prescritte ostensioni del-

divozione, colle

medesime
la di

Reliquie
corte, e

Reliquie. Narrai nel voi.

LXXI

dalla loggia benedirono

lei

249, come Alessandro VII nel i656 feceeseguire una singolare ostensione del
su.

ilpopoloche
le
1

visi

trovava. Pio VII a'7 apri-

Sudario, della ss. Lancia, e della ss. Croce, alla celebre Cristina regina di Svezia j nel vestibolo vicino alla porta, per cui si sale alla loggia, dove si conservano.

806, dopo la cappella della 1 * festa di Pasqua, si trasfer colla sua corte nobile
Vaticana, e poi

alla visita della b<isilica

preceduto da torcie accese si port nel sa* grario della Veronica servito da due canonici.

nello stesso sito e


il

anno

volle

ve-

derle anche
voi.

Papa. Di pi raccontai nel

Reliquie maggiori
se

Orato alquanto innanzi alle 3 ssw benigamente permi,

LXXVIII, p. 175 ei85,con particolarit, come il pio Cosimo III granduca di Toscana nell'annoiyoo recatosi
in

che ciascuno di quelli del seguito si accostasse a venerare s gloriose memorie dell'

umana
p.

redenzione.

Rilevai
la

nel

Roma

a lucrarne l'indulgenze, per ve-

voi.

IX,

38, che anticamente


si

cap-

nerareda vicino le 3 ss. Reliquie maggiori delta basilica Vaticana , Innocenzo XII lo dichiar canonico soprannumerario di essa, e cos anco poterle avere nelle sue mani ; ed egli vi ascese a'5 marzo, o meglio pi tardi

pella papale dell'Ascensione nella basilica Vaticana,


sa

celebrava

eche dopo la m eseravi l'ostensione del Volto Santo. Depoi ne' voi. Vili, p. 3it,
il

scrissi

IX

p.

33, come

Papa

nel

Fenerd santo, dopo

come

notai, vestito di sot-

l'uffzio delle

tenebre, col sacro collegio re-

tana lunga paonazza, rocchetto, cotta, berretta e guanti rossi, e veneratele divota-

casi nella basilica Vaticana, all'adorazione

delle
della

ss.

Reliquie maggiori delVolto Santo,

mente, quindi in mezzo a due canonici ne fece l'ostensione al popolo, e con esse lo bened. Alla sua morte, il capitolo gli
celebr un decoroso funerale
pittura del Vaticano
si
;

ss.

Lancia e della
;

ss.

Croce, previa la
il

recita d'alcune preci


la

come

Papa

nel-

solennit di Pasqua,

ed in una
la

co'cardinali

venera

le

dopo il pontificale, medesime, senza le

rappresenta

sua
nel

consuete preci, avvertendo che nelle benedizioni colle medesime, queste alla pre-

vestizione in canonico.

Clemente XI

VO
senza del

L
s

VOL
danno
in

lot

Papa non
,

mezzo
,

nati Papi vi

fosse

il

solo Volto Santo.

della loggia

ma

nelle parti laterali

</t

Nelle calamit della Chiesa, in quelle di


e dello stato e Sovranit della s. Sede, pel Terremoto, Pestilenza, inondazione del Tevere e guerre, Papi fei

majeslatis Pontificiae reverentiam. Queste tre insigni e preziosissime


ss.

Roma,

Reliquie,

econdo
retti,

\'

antico rito illustrato dal

Mo*

Ostenonis Reliquiarurn, annualmente mentre si mostrano dalla detta loggia, nel parapetto sono 4 glandi coruucopii ciascuno con due torcie accese
rito

De

cero mostrare
e poi anche la
la ss.

al
ss.

popolo

il

Volto Santo,
straor-

Lancia, e quindi pure

Croce

massime pe Giubilei

dinari, e per le Processioni di penitenza,

di cera bianca, e di cera gialla ne'giorni

di mercoled, gioved e venerd santo. Si

come si pu vedere ne' ricordati articoli, onde implorare la Divina misericordia e


il

mostrano quindi pO l'Epifania, e


ste,

nella 2.'

domenica do'
s.

celeste aiuto.

Accennai nel

voi.

LXXIIf,

nel luned di Penteco-

p.

60,

le

fervide preghiere ordinate nel

air arciconfraternita di

Spirilo in
il

Sassia. Nel mercoled santo,

dopo

raat-

lutino delle tenebre. Nel gioved e venerd santo, pi volte al giorno, e

1854 dal Papa Pio IX, perla definizione dogmatica dell'Immacolato Concepimento di Maria.che con di voto entusiasmo
celebrai in quel voi., p. 42, ene'successivi,

dopo

il

mattutino del 3. al Papa e a' cardinali, accompagnati da que' che hanno luogo
in cappella e dalle loro corti. Nel sabato

come annunzi
di

il

cardinal Patrizi vicario

con invito sagro che mi sta davanti, de'28 novembre, riprodotto nel n.
del

Roma

santo

la

mattina dopo

la mes<ia.

Nella

275

Giornale di Romade\iS5^. Pei"


:

Pasqua
cale, al

di Risurrezione,

dopo

il

pontifii

tanto venne ingiunto che

Nella

.*

do-

Papa, a'cardiuali, ed a

tutti

per-

menica
cano
si

dell'

Avvento 3 dicembre, nella


s.

sonaggi che hanno fatto parte della funzione. Nel seguente luned,

patriarcale baslica d
,

Pietro in Vati-

po
la
sa.

il

vespero

con tutie

le

prima e doaltre ss. Rela

collocheranno sopra un altare (noter che fu quello del ss. Sagrameiito, e collocate
le ss. vi

liquie, di cui doviziosa la basilica. Nelfesta


dell'

Reliquie sotto bali

Ascensione
la

dopo
festa

mes-

dacchino, acci

potessero celebrare
venuti in

A' 3 maggio per

dell' In-

moltissimi de' vescovi

Roma

venzione della
e

ss. Croce, dopo la messa dopo d vespero. A' 18 novembre anni-

ad

assistere al
le

grande

alto, e molli lo f*

cero)
della

insigni Reliquie del


e della ss.

Folto Santo,
vi

versario della dedicazione della

basili-

Lancia,

Croce, q

re-

ca

dopo Nelle due


,

messa e dopo il vespero. feste della Cattedra di s. Piela

steranno esposte fino a tutta la mattina del seguente gioved 7 " ( Piegato da me il

tro in

Roma
s.

a'

18 gennaio, e della Cata'

Rev.
te

d.

Enrico Debellini sotto archivista

tedra di
braio.
gli
ri

Pietro in Antiochia
tali

aa

feb-

della basilica, a dire, se e

come

altre

voU

Fuori di

giorui

e altri ne-

ebbero luogo

simili esposizioni, n'ebbi

Anni Santiy le 3 ss. Pieliquie maggionon ponno mostrarsi ad alcuno, senuno


si

in cortese risposta:

Non

vi

esempio an-

teriore, che

le tre ss.

Reliquie maggiori
altri

za

speciale indulto pontificio.

pe-

siano mai state esposte in

tempi ia
Liberial'esposi1

leggono nel Bull. Bus. Fat. vari


,

altare alcuno della basilica). Inoltre l'in*


vito sagro ordin. Alla
basilica

diplomi di Clemente VI t. 2, p. 18 ; di Urbano V, 1. 1, p. 364 e t. 2, p. 18; di Eugenio IV, t. 2, p. 374, in Appeod. p. 1 5 ; di Leone X, t. 2, p. 4> 6, 6, e di al1

na, ne'medesimi giorni e

modo,

zione della

ei

tri

Papi, da cui apparisce

la

concessione

di questa grazia, fatta per di giorno e a

porte chiuse, sebbene a

tempo de'oomi*

o dicembre nella chiesa di s. Croce ia Gerusalemme, l'esposizione della ss. Oroce e del Titolo della medesima. E ne'detti giorni nella chiesa di s. Pietrp in Fincuss.

Culla o Presepio. A'9,

loa
lis,

VOL
l'espos'moQe delle Catene

VOL
M
s.

Pie-

ce istanza al
restituita la

tro. Il Papa accord l'indulgenza plenaria per una volta a chiunque visitava di-

votaroente l'enunciate insigni Reliquie


previa
la

confessione e comunione.

signora della famiglia Sforza

Una domand

Papa Leone XII, acci foi^^e Immagine al luogo dond era stata tolta. Il Papa col breve So/iitisnpstrae ,v^<'s,de'i 6 febbraio S^S^Sull. Rem. coni. 1. 16, p. 3oo, in attestato di benevolenza verso la lodata compagnia,
ss.
1

con molte preghiere al Papa Gregorio del i62t, che le fosse concesso di poter far trarre da un pittore l'effigie del Volto

XV

ordin a mg."^ Belisario Cristaldi tesoriere generale, di far


pella delle

riportare nella cap-

Sauto identica n)ente,e della stessa gransi

dezza di quello che

conserva e venera

nella basilica Vaticana. Essendo stata fa-

vorevolmente accolta dal Pontefice la domanda, dopo che fu eseguita la copia della ss.

camere abitate da s. Ignazio^ la ss. Immagine onde restando nuovantcnte in essa in venerazione, fosse conseguilo pienamente lo scopo della donataria. Ed aHinch non rimanesse privo d'effetto il beneficio di Clemente XIV,
,

hniUHgine,

la

dama ne

fece

dono

dell'mdulgenza concessa a'visitanli

la ss.

alla casa professa di

Roma

della

Com-

pagnia di Ges, onde fosse conservala e venerala nella cappella delle divole
stanze abitate dal glorioso fondatore della

medesima
p.

s.

Ignazio Lojola, del pre-

Leone XII U cohfermnegl'indicali giorni, tanto quando la ss. Immagine si tra$|)ortasse nella coutigu.^ chiesa del ss. Nome di Ges , quanto quando rimanesse nella cappellci

Immagine

del Volto Santo,

gio religioso delle quali parlai nel voi.

dell'anzidette stanze, cio ne'giorni de've-

XXX,
la

172. Indi fu messa nella pross.

neid di Quaresima e negli

altri

sunnq*
nell{|

pinqua chiesa del


eprona

Ges, alpubblica venerazione, ed ornata con


di

Nome

minati. In ogni mattina de'venerd diQua-

resima

la ss.

Immagine
s.

si

espone

d' argento.

In

seguito

dell' in-

chiesa all'altare di

F^'ancesco d' Asisi,

fausta soppressione avvenuta nel

lyyS,

propinquo
s.

all'altare

maggiore, dalla pardi

Clemente

XIV

ad istanza

di

mg.'
(e
,

Gunon

te dell'Epistola. Recatomi nella chiesa del

glielmo Pallotta tesoriere generale


pr, e neppure allora cardinale
dice
il

Nome

di

Ges, ottenni

venerare,
Icone,

2. de'brevijdi cui

vado

come far men-

baciare e osservare da vicino


la

la ss.

zione; fu Pio VI che l'elev alla porpora e nel 1777, ed allora divenne pr) do-

quale muove a divozione, ma non ha pi la corona d'argento. Essa collocata in

mezzo

grande cornice

di

legno dq-

n questa immagineallu cappella esistente dntro il s. Monte di Piet di Romaj e col breve Sacrani Mentis Pietalis ae(/e;/?i,de'i4oiaggioi 'j'j ^, Bull. Rem. cont.
t.

rato tutta ornata e coperta di lastre di


specchi, con decorazioni dicorc[onidicri
stidlo, la ss.

un

cristallo.

Immagine essendo difesa da La cornice sovrastata da


si

ria a tulli coloro

4i P' 7> i> concesse iudulgenza plenache ne'giorni di vener-

3 monti di legno dorato, sui quali


legge l'epigrafe
vi

er-

ge un Crocefisso, e nella base de'monti


si
:

d delle settimane di

Quaresima
si

come

Folto Santo. Di diela

pure

in tutti que'giorui in cui

moslra-

tro alla cornice

dichiarazione, che

uo

le

tre

ss.

Reliquie maggiori nella ba,

fu copiata dal vero della basilica

Vati-

silica

Vaticana
la
le

confess..t e
,

comunicati
dei

cana con pei messo

visitassero quella cappella

e recitassero

avanti

delta sagra

Immagine

Volto
tal

Gregorio XV, e fatte due copie, una per la cognata del Papa duchessa di Fiano, 1' altra per la
di

Santo,
gnia di

consuete preci prescritte a


la

duchessa Sforza, ch'

la

presente, con /?e-

uopo. Riprislluata

Ges,

il

p.

benemerita compaBartolomeo Avesani


fe-

na di scomunica a chi ne cavasse copia. Noter, che Gregorio


si

XV

Lodoviaglj

procuratore generale della oiedckiuia,

(/^) regu da' 9 febbraio 1621

VOL
8
luglio

VOL
a fratello d.

io3

i6a3. Cheebbe

lutti

sanno come

il quagiugno 162 I compr il ducato di 7 Fiano, per cui la sua consorte Lavinia Albergati divenne duchessa di Piano. Indi le propriet ed cognomi Ludovisi e

razio conte e sena loie bolognese,

(f^.) 3."

Francesco Borgia generale della Compagnia di Ges.

le a'

s, vol al cielo a'3o

settembre o nel

i."

ottobre iS/a

e che Gregorio

XV,

co-

me
1

poc'anzi
I
.

6a

ho detto, divenne Papa nel Probabilmente, traendosi tal copia


e tuttora
ss.

Bonconipngni (^.), con tutte le onorifisi riunirono in una famiglia, deila quale poi si formarono due rami, de' principi di Piombino, e de'duchi di Piano Oltohoni (^.). Ora iu ambedue l'eccellentissime case, avendo io fatto ricerca
cenze,
dell'altra copia del

da quella suddescritta
s di
la

posseduta

dalla casa professa del

di GeRoma, si suppose dallo scrittore del

Nome

pergamena, seguendo

forse qualche

inesatta tradizione, donata dal

Papa

al

Volto Santo, rilevai


la

Santo, senza por mente che quest' ultimo non era pi tra'viventi. Quanto poi
alla somiglianza della copia del Volto Santo dell'encomiato conte Viraercali, con l'altra della chiesa del ss. Nome di

non pi
si

esistere;

quindi

superstite che

venera nella chiesa del

ss.

Nome di Ge-

s, di naturai conseguenza, divenuta

pi insigne

pieziosa/rbltavia non deb-

Ges
fatta
ti

bo tacere
to,

di altra copia del

Volto Sandi

di Roma, la trovo alterata siccome troppo ammanierata ne'lineamea-

che

vi ila

relazione.

Il

nobilissimo e
(

virtuoso conte Giovanni Vimercat


cui nel voi.

XGVIII,

p.

80), possiede e
copia

tiene in particolare venerazione nella sua

anco alquanto colorata di pallore; non venerai tanto marcate n nell'esemplare da cui si crede ri cavatfi, e molto meno dal SBgrosanto orie

particolarit che

cappella domestica di

Roma una

ginale.

Nondimeno
ss.

si

pu piamente credi

della vera elligie del Volto Santo,

come
me-

dere probabile copia del Volto Santo della

dichiara una

pergamena posta

in corni-

chiesa del

Nome

Ges quella del


si

ce con cristallo, quasi autentica della

conte Vimercati.

desima
tratta

ss.

Icone. Si legge in essa, che fu


fatta copiare dalla

Come
rie

in di verse chiese

venerano va-

da (|uella
s.

vene-

Sindoni e Sudarii
sono
in

di

Ges

Cristo

da Gregorio XV, e da questi donata a s. Francesco Borgia con pena di scomunica a chi ne
rala in

Pietro di

Roma

cos in altre

venerazione pjirec-

chie effigie della l'^eroaca^ o


del Salvatore

immagini non manufatte, ed in quesi

ricavasse copia.

Per Clemente XI preVolto Santo, e ven-

st'ultimo articolo ne ricordai alcune, altre ne'Iuoghi

gato da una religiosa, a questa permise


di far copiare tale

ove

trovano. Si pu ve-

ne eseguito con ogni possibile diligenza. Che indi fu donalo a Marco Pedicone. Si avverte poi, cadere iu pena di scomunica facendone altra copia
:

doversi

te-

nere con venei iiziooe,esotlaQto da un sacerdote portarsi


di loro
a'

moribondi per aiuto


di

anime; e che orando innanzi


le
il

essa

si

lucrano

indulgenze concesse da'


tenore del-

Papi. Questo io sostanza


la

pergamena. Ma esaminata da me U pergamena, non vi trovai traccia di sottoscrizione o sigillo, che le dasse una qual che autenticit. Anzi, quanto al tenore, rilevai l'anacronismo del dono., perch

Chrisd CritSligmata sacrac Sindoni impres* sa,ciiniinterpretatione Danielis Mallonio, Venetiisi6o6. P. Bonafamiglia, Historia della s. Sindone di Christo Signor Nostro, Roma 1606. P. Lazzaro Giuseppe Piano, Coninientarii sopra la ss. Sindone venerata in Torino. Nel t. i lib. I, p. 85, Com. 4: Si esamina il parere di chi pensa altro non essere parecchie Sindoni sepolcrali di Gesti Cristo , fuor' che copie di qualche vera Sindone e prodigiosamente formale, o santificale solo dal contatto della originale. Questa opinioue, egli dice, ammessa da parecchi
cifixi
,

dere: Alfonso Paleott, Jcsn

io4
per escludere

VOL
la moltiplicil delle

VOL
Sindevin Salvatore straziato e morto. Della

ni sepolcrali, in parte vera ed in parte


falsa. Ne'trascorsi secoli
si

celebre immagine Edesseoa, 0^0/^0 Santo, cio dell'elfigie

venerarono con
pannilini,

ispecal divoto afTetto alcuni

sto

provala da Ges Crimandata ad Abogaro o Abgaro re ardi

perch essendo
ne* quali

stati

soprapposti a quelli

meno

Edessa, riparlai nel


seg^jivi

voi. LI,

p.

Ges

Cristo per

un

tratto singli

3o5, 3o8 e

citando diversi volumi


si

golarissimo della sua bont verso

uo*

ne'quali ragionai, se quella che

veve-

mini avea

lasciata impressa la sua effgie,

nera in Genova, ovvero quella che


nera in

si

rincaser per divina virt anche

simi nella stessa guisa za di


Paolino,
il

effigiati.

medeCi non
i

Roma

nella

Chiesa di

s.
s.

Silve-

stro in Capite, delle

monache

di

Chia-

deve recar meraviglia, se per testimonians. si

ra francescane, delle quali parlai pure nel


voi.
le

moltiplic per

un

cer-

XXVI,
la

p.

189.

Comunemente

si

vuo-

to qual tempo
affinch tutte

legno della Croce vera,

che
si

vera
la

le

chiese del

mondo ne

fos-

mata per
ni,

sero provvedute.

Ma

siccome non pu ne-

veneri

immagine Edessena, rinoliberazione degli energumein Genova nella chiesa di s.


a'

garsi la divina moltiplicazione della sa-

Bartolomeo, notata ne'Meaologi greci

grosanta

Redentore sopra alcuni pannilini, non per questo si pu coacludere essere di tal natura santi Sudaeffigie del
i

16 agosto, per V anniversaria memoria che se ne celebrava in tutte le chiese di


Oriente: Commemoratioforniae non

ma-

rli,

che servirono a involgere l'adorabile

suo corpo. Questi, generalmente parlando, o sono affatto bianchi come quello di Compiegne, ovvero macchiati di sangue e di profumi a somiglianza di quello
,

nufactae Domini , et Dei Salvatoris J. C. ex Urbe Edessa. Tallavohabijon nu-

mero

di scrittori
s.

sostengono esser quella


Silvestro
in Capite
,

della chiesa di

di

Cadovin. Quanto
del Signore

agli altri

conlenenti
il

non una copia miracolosamente tratta dall'originale, come pretendono propui

l'effigie

non esprimono
,

so-

gnatori della genovese.


nella Siria sacra, p.

Scrisse

il

Terzi"

lo di lui volto, secondo

che scorgesi nel


e in altri
il

Sudario della Veronica


sepolcrali
;

noa
quali

garo

si

92, che del re Abha in Eusebio due lettere una


,

ma

bens tutto

corpo,

scritta al

di

sono soltanto due, cio que'di Besan^on e Torino, colla diversit che questo ela

Redentore,ed altraalu responsi va, affermando averla fedelmente eslratta dall'

archivio della chiesa di Edessa


s.

sprime
l'altro

parte davanti di tutto

il

corpo,
Si ri-

ma Papa

Gelasio

la

giudic apocrifa.
fu princicri-

rappresenta quella di dietro. Ralib. 2, p.

E per indubitalo, che


stiana,

Abgaro
Epifanio

giona nel

iSg,

Com. 3

pe piissimo e zelante della religione

sponde alla difficolt dicerCuni, i quali dandosi a credere, che la nostra Sindone sia il Sudarium Capitis, di cui parla il v>cn. Beda pretendono che fosse generalmente nota prima delle Crociate, ed onorata con pubblico e solenne
, ,

come attesta

s.

Abgaro
viro sari'

aulem Edessenorunt principi


dissimo.

Ma l'infelice, nella

spedizione del

romano imperatore Antonino Caracaila


fu vinto, racchiuso in carcere, e spogliato colla vita del regno,
in

come pu

vedersi

culto. Tratta poi nel


:

t.

2, lib. 8, p.

289,

Erodiano.

Il

Terzi bench riporti di-

Com. 4 Si richiama ad esame una difficolt di Calvino ricavala dalla moltiplicil delle

verse notizie della chiesa di Edessa, e de'


suoi primi vescovi, nulla dice sulla cele-

Sindoni, e rinnovala da-

brata

ss.
Il

Immagine Edessena
p.

del

Volle

gli Enciclopedisti.l^d a p.

297, Gora. 5: Si confuta un altra difficolt ricavata dal costume degli antichi di rappresentare altres sopra Sindoni il nostro di-

Santo.
la

Piano

riferisce

essere stata

prodigiosa Effigie portata da Edessa

a Costantinopoli nel

944 <^3 Costantino VI Porfrogenita imperatore greco, ov-

VOL
ero
olio l'impero di
( il

VOL
Romano
I

io5

Le1. 1

s.

capepe o Lecapeno

quale leggo nel


i,

Bercaslel, Storia del Crstianesirno,


p.
I

5o, la compr per 200 saraceni, probabilmente fatti prigioni, e 12,000 monete d'argento. Il Porfirogenila narr una

Bartolomeo gi de'basiliani armeni , ora de' chierici regolari di s. Paolo, detti barnabiti, Genova 828. Si custodisce ia un tabernacolo nella magnifica cappella eretta verso iliSg? da Fiancesco Ferra1

rlo, ivi

esponendosi in nobilissimo palco

quantit di prodigi accaduti nella sua traslazione, oltre gli anteriori. Vi giunse

a'i5 agosto, e

fu

deposta nella chiesa


d'i

so'ennemente all'adorazione de' fedeli nelle 3 feste della Pentecoste (dal 153/ ia poi, prima per decreto del 5o8 esponei

della

Madonna

di Blacherne, e nel

se-

vasi nelle 3 feste di Pasqua),

Dio avendo
stima la

guente nella chiesa principale


fia,

di s.

So-

premiato ilcultodella
molteplici prodigi.
Il

ss.

Immagine eoa
copia dell'oriil

per renderle un culto pi splendido.


fu trasferita nella chiesa del
la

p. Picconi

Finalmente

romana
e
il

ss.

Immagine una
:

Faro, ch'era

precipua delle cappelle

ginale genovese, confutando

Giacchetti

del palazzo imperiale), e vuoisi che sia

suo opuscolo

Iconologia Salvatop.

quella di Genova, esistente io sontuosa cappella nella chiesa di

ris,

che segui l'opinione del

Gonzaga

Bartolomeo, e verso iliSoo (o pi tardi) l'ebbe in dono (dall'imperatore Gioitimi I Paleolos.

e del p.

Wadmgo,
Non

Bzovio.

contro l'asserto del p. conosco tale libro, ed in vegli

ce ho eziandio solto
ta altrove: et

occhi

la

gi cita-

go dell 340 il doge di Genova Leonardo Mootaldo, che verso il 1 384 '" <no'*e la lasci a'basliani armeni di sua patria,
da'quali colla chiesa pass a barnabiti

Histora
s.

rlttla ven.

Chiesa

monastero di

Silvestro de Capite
antichi scritti
^

di

Roma. CompUata da

che ne sono
si

in possesso.

La
i

ss.

Reliquia

gravi tintori et apostoliche bolle. Per Giovanni Giacclietli Serrano, Roma 1629.

venera

al di

sopra del suo altare in pre>


chiavi, le quali

Dopo

aver a

p,

23

e seg.

accennato e con-

ziosa cassa chiusa coni

futato l'opinionedi quelliche dicono \'\m-

custodiscono
lo del

principali della citt. Pao-

Monte Latra rinomatissimo monaco, bramando per sua divozione d' avere un pannolino che avesse toccato questa

magine Edessena e il capo d s. Gio. Bat* tista, che si venerano in tale chiesa, trasferiti a Roma a tempo di Papa s. Paolo I, ambo portali dall'Oriente, da'monaci
benedettini greci, notifica aver nel pre-

immagine, non

cos'i

tosto vi

venne so-

pracollocatOjCheal riferire delBzovio continuatore del Barooio,


giato tal divin Volto.
il

cedente!
bretti
:

628

pubblicato in

Roma due

li-

vi

rest

pur

efli-

da notare, che

Iconologia Salvatoris: Karilogi Salvatoris ; quindi riconosce, che nel


pontificato di
s.

Baronio

scrisse

denza portala
fgie

in
,

Fu per divina ProvviRoma la veneranda Eftutl'

Paolo

del

poteva esservi trasportata


ne, poich
fu a Costantinopoli

la ss.

ySy 67, non Immagi-

Edessena
titolo di
si

dove

ora

si
il

venera
Bzo*io
:

nel

s.

Silvestro.
in

Ed

da Edessa soltanto nel 944 'o da Costantino VI Por-

Che

venera

Genova. Principale
si
il

di-

firogenito.

Ragiona

poi nel cap.

In
s.

fensore che

Genova

gloria di possede-

che

modo

altre chie^e'ollre questa di

re l'immagine Edessena, fu
,

barnabita il quale dedic al p. d. Paolo Picconi correligioso mg.' Luigi Lambruschini arcivescovo di Genova , e poi amplissimo cardinale Notizia istorico-critica della prodigiosa Effgie di N. S. G. C. vol:

Silvestro in Capite di
dirsi di custodire la ss.

Roma
s.

possi no

Immagine EdesGio. Batti-

sena, e la sagra testa di


sta.
ta

Comincia

col ripetere la risposta fat:

dal cardinal Baronio

possideleul pos-

sidetis.

Non
si

doversi meravigliare se al-

garmente denominata

il

Santo Sudario,

tra altrove

conserva, poich da questa,


la

che 4 venera in Genova nella chiesa di

che

il

Signore form avanti

jua Pas-

,o6
sione, e
di

VOL
altrove
:

VOL
Memo'ie
ivi

mand ad Abgaro re, in processo tempo, due altee simili figure furono espresse miracolosamente. Una fu quella
polla quale l'imperatore Eiaclio riport

istorico criiiche della


s.

chieda e nionislero di
pite di

Sih'eslro in

Ca-

segnalate vittorie nell* Africa,

come con
i

questa
te
si

l'i

tnperatoreMaurizio mirabilmenperscrit-

prevuUe e pi d'una volta vinse


mi. Dellequali

dueimmagioi avea
:

1795, colla bella immagine del Volto del Redentore dal medesimo mandalo ad Abagaro, e duplicato prodigiosamente. Dir alquante parole Della Immagine Edessena del cap. 8 venerata in questa ckiea. iSarrato come
:

Roma,

las;nia

il gesuita p. Gretsero Synde f/naginibus niaiiu non faciii. Altra immagine simde all' Edes^ena

to di recente

il

Sii valore

m
,

Gerusalemme, appressaal volto


v'

tosi la

un panno
e/figie

imprimesse

la

quella tratta con velo sovrapposto da Pai>lo di I^atrio santo eremita,


in Costanti-

mandandola ad Abagaro, per compiacere il di lui buon desiderio;


sua
in lino alia risposta

della

lettera

avuta

nopoli. Perci oltre quella della chiesa di


6. Silvestro, esservi due altre miracolose immagini Edessene, derivale da quella, una dellequali onorevolmente conservasi, come si dice, in Genova. Ma non si la-

dal re

le

offre col lesto e le difese fatte

di tali lettere,

contro
la

censori di esse. Ri-

produsse ancora
d> Cristo
,

descrizione del volto


al

da Lentulo inviata

senato

romano; e quella

di iNiceforo Calisto.
la

Suo-

scia di
te,

conTermare, che delle

tre

predet;

na quella di L^eotulo. Egli ha

faccia

questa di
la

Roma

sia la

prima

poich

oltre

sicura traditione, e conf^rmalio-

ne di que'fedeli, e cattolici, che la portarono con altri orientali in Rom ; oltre altre ragioui esposte nella nostra Ironoi

venerabile, e provoca a chi lo guarda limore, rispetto e amore, tji capelli del colore dell'avellane mature, molti e eguali
i

sino

all'

orecchie, iodi crespi e rossi,


:

ma

pi chiari e 'uslri de'superiori

giungo-

logia,per trovarsi alquanto fo^cha nel vol-

no

alle spalle alla foggia de'nazareni.

poco a poco ombrata per il pi lungo tempo, e varie mutationi di luoghi, che ha fatte da quel tempo che Chrito, et a

guale

fronte, bella e senza


il

Emacchia;
e
vi

ed adorno
acceso. Nella

suo volto

di vivo colore

bocca e nel naso non

sto Signor nostro la

form

si

scorge e-

videntemente, e per s slessa d indubi-

che emendare. H<i la barba folta del medesimo colore de'capelli, divisa permeazo e non mollo luug!i il guardo grava ed onesto, gli occhi chiari e risplendenti. Nel riprendere terribile; nel consiglia:

argomento, e segno d'essere la prie prototipa d'altre due simiglianti". Nel cap. i3 Delle feste che si celebrano nella chiesa di s. Silvestro, avverte che
talo

ma,

re grave e piacevole- Nella faccia

mostra

in quelle dell'Epifania e della Trasfigura-

allegrezza con gravit ec."

Ricconta poi,

zione, a'6 gennaio ed a'6 agosto, con par-

comeAbagaro esultante di venerazione pel


sagro Volto, che ora possiede questa chiesa,coa real fregio d'oro lo fece esporre sulla

ticolardivoziotieinessa

si

solennizza

la ss.

Immagine. A'i5 agosto s celebra l'anniversaria memoria delia traslazione della medesima in Costantinopoli, ove e in altri

porta della

citt,

con queste parole in:

cise su

aurea lamina

Chriite Deus, qui


excidit. Gli
e-

luoghi, da'greci
cos'i

si

celebrava con proanzi

in te sperat,

a spes non

cessione, e

fecero quelli del contiguo

desseni s'infervorarono a ritenere, che la

monastero

di

s.

Silvestro

dopo

se-

condi vesperi d'altri giorni solevano portarla processionalmente intorno al chio>

ca

mai sarebbe caduta in mano nemilo provarono quando inutilmente Cosroe 11 re di Persia tent di espugnarcitt
,

stroj per

implorare

il

divino aiuto. Nel


sacerdote Giusep-

la.

Assediata nel g44<^^8''''"P'^''"''> ^^^*

seguente secolo

l'altro
ci

pe Carletli romano,

diede

le

ricordate

mata la fede de* cittadini, questi offrirono per la liberazione al Porfirogeoito il

V O L
Mgi'O Volto del Redentore, ed acceltslo
ia citt

V O L
(e della

!07

serva d Dio eccit


la

un pianto

u-

l'erto libera.

Decurosaint^iite fu

niversale ne'poveri che

riguardavano

portato a Costantinopoli, e gloiiosameote fu

per madre, ed una vira fiducia negl'infermi d'ottent^re a suo mezzo da Dio la
guarigione. Al suo sepolcro molti accorsero per ottenere
la

collocato nel tempio a

tutela dela que-

l'impero. Gonne e

quando pervenne
:

sta chiesa, s'ignora

il

Giacchetti opin,

sanit

vi

vennero

mentre era
Reliquie.
Il

ufizata da'gieci, e colle ss.

anche due
ra zitella

sorelle della beata

con Barbadivozione
vestirsi
,

Baronio e

il

Sandio

vi rico-

romana,

e fu tale la

nobbero un
denza, e
il

tratto della divina

Provvi-

in loro destatasi,
ligiose nel

che vollero

reos-

Cartelli se ne compiace, sen-

nuovo monastero

ove

si

za togliere a
fica

Genova

la

sua

che quali-

servava perfetta clausura,


stata per

ma non

eravi

miracolosa posteriore riproduzione di

questa.
tori

Non mancano

autorevoli scrit-

anco introdotta veruna delie regole approvate dalla s. Sede ; il che brauiatido
le

ma
nel

che assegnano la traslazione in Rusotto Innocenzo 111^ dopo che Ialini


i

pie verginelle, supplicarono Pa


I

pa Onorio
la

Va

voler loro assegnare quel-

2oa conquistata Costantinopoli


i

si

divisero

sagri tesori parlati iu pi luo-

Chiara, e Tesaud'i net i285 pel tramite del loro vescovo cardinal Ma>ci,
di
s.

ghi. Altra upiiiiojie quella di Pietro

An-

poi Nicol IV,


tossi sul

il

quale a tale effetto pore convocale


fece loro accettar

tonio Fetrini autore delle patrie


rie Prenesline.

Memo-

Monte Preneslino,
monache,

piena intelligenza di es-

in capitolo l

devo premettere fugace digressione j con tali Annali a p. i Sy e seg. Nel 1277
sa
Ja b.

la regola, e segu'i l'elezione della


sa.
Il

C'irdinale tutto notific al

badesPapa, il

Margherita Colonna sorella del car

quale noti soloapprov l'operato, ma qua>


si

dinal
traila

Giacomo, de'signuri di Pcdestrina, da vocazione religiosa, si ritir sul


Castel
s.

presago della non lontana desolazione


,

di Palestrina

ad istanza del cardinale,


e

Monte Prenestioo o
sovrasta tale
citt, e

Pietro, che

volle

che

le

novelle religiose, ch'erano

de'palazzi paterni.

concep

il

pensiero

si racchiu^e in una Dopo qualche tempo di fondare un monal'

buona parte gentildonne


sero a dimorare in
esse
il

dame,

veuis^

Roma, assegnando ad
s.

monastero
fattisi

di

Silvestro in

Copte,

stero, e l'eirettu sotto

ordine france-

dove in

trasferirono ne'prim giorni

scano. Sentendo poi che in

Roma

eravi

d'ottobre (Nel monastero preneslino nel


I

una donna
ne,

di santa vita, vi

si

rec e volle

2Q4*'^c'^slino Vpose
poi
il

suoi celestini; vi

vivere alcuni giorni sotto


e la serviva

la

sua direzio-

come una

vile fantesca,

non sortendo
re
gli atti di

di casa se

non per compieandare


alla
il

Jacopooe da Todi, e vi si ritir pure il cardinal Giacomo Colonna in discordia con Bonifacio VIII, il quab.
le

dimor

religione e per
a visitare

quando

fece abbattere Palestrina, fece


s.

Follo Sati' to, o sia il Sudario della Veronica, verso di cui nndriva una particolare divozione". Tornata al Monte Prenestino, vol
basilica
al cielo

Vaticana

pur distruggere Castel


sto allora di
zi; indi

Pietro,

compo-

200

case e di alcuni palazcitt


,

edi6cato colla

con essa

saccheggialo dal duca d''Aiba. Antcameuse al

a'3o dicembre 1284


lei

^^^l

mona-

monastero
la

di

s.

Silvestro apparte-

stero fondalo da

io esso, lasciando alle

neva

Colonna Antonina).
i,

notano

sue
Il

figlie spirituali
fr.

minorit

grandi esempi di virt. Nicola da Canino, che a-

gli scrittoi

mincia

il

che iu tale occasione (qui cobrano riprodotto dal Curletti,

bitava nell'eremo di Civlella, celebr nel

e ricavato dal Petrini,

come

10

pure sto
e

giorno che fu esposto

il

suo cada vere nella


s.

facendo), coU'asseuso del C'udinal .Masci,

chiesa parrocchiale di

Pietro^ e

al

mo-

non

solo

le

ossa della b. Margherita

do ch

dissi nei voi.

CUj |>. 8p. La

uior-

di ttlcuQi

CukiQue! ch'erano

Slati sepolti

io8
Destino

VOL
Monte Pie
a'
1

VOL
Edessena, che probabilmente collocaro7 settem-

nella chieda parrocchiale del


(

Notai altrove, die

no

nel

tempio

ili

s.

Pietro (in gran


il

ve-

bre 1847 la 8. Sede, col breve di Papa Pio IX, Circa medium, riconobbe il pubblico culto della b. Margherita. E qui
avverto, che va corretto
p.
il

nerazione per avervi

Principe degli A-

postoli predicato la fede, e

ediHcato da Costantino

I,

perch vuoisi ed ove nella

fo\.

XIII,
sa-

statua rinnovata nel detto

173^ da un

4i) ove dicesi che

la

beata fu superio-

discepolo del Rusconi, rappresentato


nella Vaticana, s. Pietro a cui il popolo ha seinpre usato baciargli il piede. La consagr nel 1 792 Giuseppe Graziosi

ra del rnonaslero),

ma pur

anco molte
vi

come

gre reliquie,

fra le quali

credo io

fosse

un

di

voto Sudario chiamato

Immagine
i

JEdessenay che conservasi ora presso quelle religiose


;

vescovo d'Aoastasiopoli e ausiliare


seco loro in

e cnjilo ci perch
lasciato

nostri
in

del vescovo cardinal Colonna), e quindi


le

vecchi

ci

hanno
,

scritto

che

monache portarono
vi

Roi

un vuoto

esistente

ancora suU' altare


carati epistolae del

ma, ovvero
documenti.

fu trasferita nell' eccidio

de'ss. Biagio e

Rocco dell'anzidetta par:

del luogo, pel quale se ne


I

perderono

rocchiale (Dir io

Colonoes inoltre furono be-

maggiore, e sotto l'arco di quell'altare esiste una piccola nicchia o ciborio di stile gotico,

nemeriti della chiesa e del monastero.


Sospetta ancora, che forse l'avesse avuta
il

con due colonnine

laterali, tut-

cardinal

to d

marmo.
il

E pia

e costante tradizione
ivi sia

di Palestrina,

Giacomo Ptcoraria vescovo da Gregorio X gi suo magnel

tra'prenestini, che

stato

un tempo
esi-

giordomo, che
pa.

1271

si

trovava legato

conservato

frollo v^rt/i^oy corroborata


iscrizione

de'crociati in Siria

da una prolissa
cui
ti
si

marmorea
s.

ricorda,

quando fu eletto Padopo diversi argomenti adel

stente nella stessa chiesa di


leggp;

Pietro, in

nalogh, varie cose di cui s'ignora la de-

Diniiima

iic

oliin

anservaal

rivazione; certa essendo l'esistenza

Sancii VidUts custodia clarum. in


Vol-

prodigioso Volto Santo nella chiesa di s.


Silvestro in Capite, e forse portalo

questo breve articolo consagrato


to Santo, a
sto punto.

dai

me importava
Quanto

chiarire que-

greci fuggiaschi dall'Oriente nella perse-

all'iscrizione, essa ce-

cuzione delle sagre Immagini, corrobo-

lebra l'elegante abbellimento e restauro


di

rando
figie

la

tradizione dell'identit dell'efla

Clemente XII, che inoltre don il corpo di s. Clemente martire, di nome imera anticamente

Edessena
recita,

marmorea

iscrizione,

che

posto, a istanza di Cesare Stefano


ci), vi
il

Mocun P'olto Santo,

ed esistente in quel tempio ; insieme alle lapidi che provano eziando


in esso

l'esistenza

quale fu trasportalo
in quella

in

Roma;

ed

io

ss.

Vergine, che

dicesi dipinta

dell'immagine delia da s. LuEdessa.

non veggo
la

metropoli altra re-

ca, e gi venerata

anch' essa in

lquia corrispondente a questa, fuori che

Anche
la

suddetta immagine, ed

il

Sudario

del-

capo del s. Precursore si vuole proveniente da Edessa. Nelle lunette delil

la Feronica, di cui in possesso


silica

la ba-

cappella della chiesa

vi

pure dipnto

Vaticana da tempo immemorabi-

bagaro

re d'Edessa infermo, in atto di


la

le ".Soggiunge il Carlelti, considerando, che la Colonna (/^'.) ove co Flagelli aspramente fu battuto il Redentore, la don alla chiesa di s. Piassede suo titolo 12*23 il cardinal Giovanni Colonna nel

risinare nel ricevere

prodigiosa elligie

del Redentore. L'altare interiore del co-

ro d'inverno, presso dell' organo, porta

Sagro Imago Domini Salvatoris ad Abagar


questa leggenda incsa in legno
:

(acquistata nella sua legazione per la crociata di Soria), congettura che ne' potenti

plistae Praccursoris

Colonoesi pervenisse pure

l'

iuamagiae

Rcgem-Sacruin Caput divi Joannis BaDomini- Et aliae permuUae venerandae Reliquiac Sun-

VOL
ctorum. Il M.iiaDgoni, a p. 70 e 2 35, non puco perla delia ss. luimagine Aclteropita Eciesseua, dr sua storia, e riconosce venerarsi in
s.

VOL
de'cristiani.

log

Presentato quindi suile quasi


al

crollanti

mura

nemico l'adorabile Ri-

trailo del Salvator del


si

Silvestro in

Capite

dalla quale, attesta, che in vari tempi ne

mondo, di repente vergognosamente. Quindi peropera e impeguo di Romano imperatore


ritir

furono
in tela,

fatte infinite

copie, cos dipinte

greco, dipoi nell'


tato in

anno g44

f"

traspor-

pi e

come stampate in rame, e quali quali meno colorite e venuste, e

Costantinopoli, e collocato con

queste accrescono ne'fedeli la venerarione e il cullo all' unico e supreu>o Saldatore e divino oiiginale die siede in Paradiso alls'destra dell' Eterno Padre.
11

grande venerazione nella sontuosa basilica di s. Sofia. M Questo Volto Santo pi esentemente si conserva nel ven. monastero di s. Silvestro in Capile in Roma,
presso
le

sagre vergini Clarisse

figlie

del

dotto

mg/

d.

Arsenio Avak-Varlan An-

Serafico patriarca d'Asisi: sebbene da altri si

giarakian arcivescovo di rito armeno di Weocesarea del Ponto, con residenza in Tokat, ci diede da ultimo l'eruditissime Notizie storiche sulla citt e sede episcopale di Edessa, Roma iSSy. Narra
:

ciede essere quello che

si

venera

Edessa ebbe il vanto di posseder T augusta effigie del Redentore, mandata, com' tradizione nazionale, al re Abgaro prima delia sua
a p.
1

3.

Bartolomeo di Genova ". Del Folto Santo di Manopello, tratta il Corsignan, Beggia Marsicana, t. i,p. 443Manopello, ex feudo de'CoIonnesi nella Marsca, ha la chiesa de'cappuccini ove si
in
8.

per

pili secoli

venera

la

celebre in:magiue di

Ges

Cri-

sto, appellata

olio tStw/o, depostavi nel

Passione.

Dopo

la

morte

del santo re
i

Ab-

i5o6 da un pellegrino che tosto spar. ' dipnta con delicato modo su finissi-

garo, avendo prevaricato


fede cristiana,
il

suoi

figli

dalla

mo
so,

santo vescovo Agis, che

sto sagro

era stalo battezzato unitamente al re da


s.

non pare opera umana. QueVolto venerando e maestoispirante amore e terrore. Subito si
velo, e
i

Taddeo

apostolo

i.

vescovo d'Edessa,

manifest con miracoli,

quali

si

ripete-

e consagralo suo successore nell'anno


di nostra era, per sottrarre
alla
il

43
lo

rono

in pi circostanze, a

vantaggio dei

Volto Santo

divoti ricorrenti.

giustamente temuta profanazione,


di

ca

mur

stente sur

nottetempo in una nicchia esiuna porta della citt, mettendovi insieme una lucerna accesa ;e poi fu
,

martirizzalo d'ordine

re Abgaro. Poscia circa

dAnuano figlio del 624 Cosroe II


il
1

11 folto Santo di Luepropriamente non che un ss. Crocejsso [F.) miracoloso. Il Papa Pio IX sii eco a venerarlo a'26 agosto iSS^, e t ascoll la messa nella cappella ove trovasi nella metropolitana in cui avea

(/

.)

celebrato l'incruento sagrifizio.


seio re Camuiianense, che

Il

Gret-

assediando Edessa, disperati

cristiani

per

parla pure del Volto del Salvatosi

l'imminente pericolo, ricorsero a Dio con pubbliche orazioni. Nella notte al vescoToEulalio apparve una maestosa Matrona, con sembianza pi divina che
e gl'indico
ss.
il

venerava uel-

r Oriente.
o \OLTLRARIA, Foliuraria. Citt vescovile del regno di Kapoli,diversa daVolturara capoluogo di
circondario del distretto di Foggia, nella
provincia di Capitanala, paile dell'Apulia

VOLTURARA

umana,
la

sito in cui

era nascosta
la

Immagine delR.edentoie,
la citt

quale tro-

vata avrebbe salvata


ti.

e gli abitan-

Recatosi

il

vescovo nel luogo indicacogli

o Puglia denominata Daunia.La Vol-

togli, la

trov ancora colla lampada ac-

turara di quest'articolo .ippariieue alla


provincia del Principato Ulteriore, anche

cesa, e fu

compreso

edesseoi d'ine-

narrabile letizia, e tosto resero con inni


azioni di grazie alla B.

secondo

il

Sarnelli, capoluogo del cir-

Vergine ausilio

condario del suo Dome, nel distretto di

IO

V O L
eretta nel

V O L
969 da Papa Giovanni
XIII,
allorch elev quella di Benevento a

Angelo tle'Lombartli. E ilistaiite 5 leghe all'ovest nord-ovest di s. Angelo de* Lombardi, e per la via di Baselice a8 miglia da Benevento. Trovasi sur una
S.

me-

tropolitana, e di questa la dichiar suifra-

ganea.

Ma

il

i.

vescovo che

si

conosca Alberto

luonlagna degli Apennini, presso

il

fiu-

Giovanni del loSy, che viveva cjuan-

me

Foitore. L'antica chiesa cattedrale dedicata all'Assunzione di Maria Vergi-

do

in quell'anno vol al cielo

s.

vescovo di Monte Corvino^ Nel


eletto
offre rUghelli,

ne,

il

cui capitolo

si

componeva

delie di-

io54 fu Arderado, e da un documento che


si

gnit dell'arciprete, dell'arcidiacono e del

trae che
s.

la

cattedrale

primicerio, d

altri

canonici e di

due cap-

allora
lo.

era

sagra a

Michele ArcangeII

pellani. E' l'unica parrocchia della citt.

Nel

loSg sedeva
in

Pelagio, e interven-

Yi sono altre 4 chiese e oratorii, l'ospedale e due confraternite. Conta pi di

ne

al concilio di

Laterano da Nicol
i 1

4ooo

abitanti, e tra gl'illustri vanta

Agli

lessaiidro di

Meo,
la

al

quale

si

devono
Il

annali del regno nell'et di mezzo.

ve-

scovo faceva
castello di
s.

sua residenza nel nobile


in

Raus fior nel 35, Ugo nel 1229, Benedetto nel 1265 assist alla solenne dedicazione di s. Maria di Valle Verde diocesi di Bovino, Pietro governava nel i32i, IMicola mor nel
tenuto
quell'anno.

Bartolomeo

Galdo, bens

Cjueslo nella provincia di Capitanata, e

capoluogo di circondario del distretto di Foggia, da cui lungi circa 5 leghe. Situala sopra un colle elevato, all'est del

Fortore,

la

sua chiesa principale e colleil

348. Nel gennaio 1 349 gli successe Giadi Cerreto canonico di Telese, alla qual chiesa da Innocenzo VI fu traslato nel 353. Io questo quel Papa a'28 marzo gli surrog fr. Giovanni da Monte Pulciano agostiniano e insigne dottore
1

como
1

giata avea

capitolo che

numerava 3o
erano l'arci-

in teologia. Nel

1391 nominato

Stefa-

ecclesiastici, capi de'quali


j-rete,

no, cui successe a'4 novetnbre dello stes-

il primicerio, il tesoriere e il sagnsta, l'elezione de'quali spettava all'abbate di Mazzocca. Ha pure diverse altre

chiese,

il

confraternite, e l'ospedale, ed
jninario.
1

convento degli agostiniani, 5 ebbe il se


suoi quasi

5ooo

abitanti ten-

gono una

fiera considerabile dal

."alg
t.

mor nel i4o2. A' 20 aanno Tommaso, poi nel 4 2 tesoriere di Giovanni XXIII, non conosciuto dal Vitale, eccellente pastore. Papa Eugenio IV a'9 aprile i434 "oi '" perpetuo a questo vescovato, aequeprincipalitcr, quello (\\ Monle Corvino {^F.)y
so Nicola, che
prile di tale
1
'

di giugno. Gli altri luoghi della diocesi,


al dire deli' Ughelli, Ilalia sacra^
p.
:

8,

ed Antonio che di questo n'era vescovo lo divenne di Volturara e Monte Corvino. Sisto
le

3go FullurarieistfS Episcopi^ elano seguenti. Marco di Casola, con convento di cappuccini. Celenza, co'coui

due

alla

1472 elesse vescovo delGiacomo, che intervenne coronazione d'Alfonso li re di Nanel


diocesi
gli sostitu

IV

venti de'francescani e domenicani. Castel

Nuovo, con monastero. Pietra, co' Francescani. IMotla. "Volturer della sumtuenlovata provincia
di

i494' Alessandro VI circa il celebre Alessandro il Geialdini d'Amelia dottissimo e autore


poli nel

1496

Capitanala, con
loro rito.

di quell'opere di cui

l'

Ughelli colt'elogio

monastero
citt di

e spedale. Altro luogo era ail

d'Odofrio Geraldini de'Catenacci, che ne


scrisse la /^/.V/, lesse
il

bilato da'greci, osservanti


Dutichissima, e
il

La

catalogo, riportanlo

Volturata piccola,
si

ma

vuoisi

do pure

altri

monumenti che

riguari

crede che abbia tratto


vulcanica de!

dano. Caduloiufermo,dolentissimi
cesani per tanto insigne

dio-

suo

nome

dalla natura

pastore, fecero

territorio,

ed marchesato della nobile

volo di edificare una cappella nella chiesa di


s.

fd miglia Caracciolo.

La sede

vescovile fu

Lucia, nella diocesi, ed egli

la

il-

V
haslat

OL
Lo
celebrai in

V
pi

IH
Nello stes-

fiislr co*iioi versi.

epll'iffo recitalo dall'Ughelli.

luoghi, anco perch


lo al

Leone

X
s.

nel

r5i5
voi.

so Giulio

III

lo fece

succedere da Giulio
ve-

vescovato di

Domingo
nel

Gentili patrizio di Tortona referendario,


il

nell'America, di cui eziandio

quale neh
6.

556

stabil la resiJenza

XCVIII,
l

p. 17. Il Cancellieri,

Notizie di

scovile in

Bartolomeo
di
a'

io

Galdo. In-

Cristoforo

Colombo

dscoprilorr. del-

tervenne

al concilio

Tiento, e cess
ss

America^ p. 63, lo dice il i. vescovo che and nell'Indie Occidentali, per istruzione di quepopoli (sn di che va
te-

di vivere in

Roma

9 gennaio 1572,
Trinit al

deposto nella chiesa delia

Monte

Piocio, con iscrizione che esibisce

nuto presente

il

riferito

stolici), fra cui nel giro di

Vicari apo5 anni mon

rUghelli. A' 16 del susseguente giugno,

Simone Maiolo
za, sollecito

d'Asti, di vasto ingegno,

settuagenario in concetto di santit nel i52i. L'Ughelli ne ritarda il decesso al

portentosa memoria, versato in ogni sciene zelante


lasci pi

pastore:

si

ritir fra

i525. Gli successe nelle sedi di Volturaria e Monte Corvino, a* 12 dicembre i5i6, Andrea della Cnccallara, morie
nel i5ig. In questo a' 9 settembre divenne vescovo Vincenzo Sabbatini che fin sua vita nel i526. A' 10 ottobre Clemente VII nomin amministratore il cardinal Innoceuzo Cibo (^), il quale dopo pochi giorni ne fece rassegna con diritto di regi esso. A'2 novembre
1
I

nel

1597, e

opere celebri,

Tractatun de irregitliirifale. Filns Suminorum Ponljicnm. A'ionovembiegli successe Leonardo Rovelli napoletano. Nel 1607 mor il vescovo Fabiizio. In quello a' 8 dicembre gli successe GiulioTerzi
\e([Vk&\\: Canii'itlares inscrihitiir.
1

Lana nobi'e di
di sua chiesa,

Brescia, arciprete e vicario

morto

nel

1609

e deposto

nella celledrale. A' 3 agosto di tale

526 gli

successe Giulio Mastrogiudicedi

Pietro de Federici. A' 5 luglio


1

Sorrento, morto nel iSBy. A' 27 luglio di tale anno, col consenso del cardinal
Cibo, cui pel regresso spettavano
vescovati, fu
tista
i

Paolo Pico di Borgo

s.

anno 6 3 fr. Sepolcro, dome1


1

due

nicano e segretario deil'lndice, piissimo vescovo, morto nel 1622. Da Siponto vi


fu traslato a'

nominato vescovo Go. Batarcidiacono di Spira.


1

9 gennaio 1623 Bernardo

del Giudice
nel

Buratti romano. A' io del susseguente

Morendo

\5t\i, in questo a'

8 ago-

sto gli successe

Girolamo de Vecchiani nobile e canonico di Pisa, egualmente

ratti

maggio gli successe fr. Francesco M.* ludomenicano, decesso dopo 5 mesi nell'ottobre. A' o del seguente Tommai

col beneplacito del cardinal Cibo, a coi

so Caraffa nobile napoletano, zelante pastore, poi trasferito a

era caro, essendo pure abbate

datario de'ss. Saba e Andrea di

commenRoma.

Capaccio

tiel

1637.

Clemente VII
della

lo

nomin commissario
nunzio a Cosimo
I;

17 agosto Massimiliano Ragucci di Cervinara, i.'^ primicerio della


In questo
a'

delle milizie papali, preside di Spoleto e

sua metropolitana di Benevento, dice


Sarnelli

il

Campania,

indi

parlando di

rolturarn a

p.

laonde rinunzi a

favore del seguente,

255

delle

Memorie

degli arcivescovi di

ma

prima della nunziatura. A*i4 luglio i55o commendatario il cardinal Fede-

Benei'enlo, e vicario

generale di quella

badia di

s.

Sofia del cardinal Francesco

rico Cesi (/^ ), il quale dopo 7 mesi si dimise a vantaggio del vescovo che se-

Barberini: Inudalissimo scese nel sepolcro

gue. Leonardo lienzoni nobile di


ria di

s.

Ma-

Crema
1

preposto,

referendario e

a'27 novembre i638. Bartolomeo Gizzio o Gessi beneventano, qui fu Iraslato da Belcastro a' 2 maggio 1639 degna-

protonotario, venne a queste sedi a* 18

marzo
li in

55

ma

a'26 marzo
in
s.

552 mo-

Roma e fu sepolto

Simeouei con

mente. Dotto autore d' opere preg'ute, notale dal Coleti, mor nel 1642 e fu se* pollo nella chiesa abbaziule di . Bdrlo-

112

VOL
di

VOL
rio della metropolitana, e pro-vicario g6*

Caldo. A' i3 febbraio i643 fr.Boiia ventura de' nobilissimi d' Avalos

lomeo

nerale. Personaggio che alla piena istru-

marchesi del Vaslo e Pescara, religioso domenicano, che secondo le norme del Tridentino govern la diocesi, in cui esercit generosamente ogni virt, misericordia e carit.

zione riuniva

le

p' esimie virt, dopo a-

veregregiamente esercitalo
rato, a*5 febbraio
le

il con visitato1718, come leggo nelNotizie di Roma, colle quali compir

Venne

trasferito a iVo-

!a serie de' vescovi,

merit d' essere no-

cera de' Pagani a' i3 aprile r654- ^'^ successe a'22 giugno i655 M. Antonio
Pisanelli patrizio napoletano, integro e

minalo vescovo, con grande gaudio delle due diocesi. Debbo per notare, che
ouentre era convisitatore apostolico, Cle-

zelantissimo pastore. Virilmente


se,

si

oppo-

mente XI a'20 febbraio 1713


null ed estinse
il

cass,

an-

che non

si

sottraesse dalla giurisdi-

sedicente privilegio o

zione di sua diocesi,


essa,

Alberoni luogo di

tribunale o legazia apostolica della

Mo'
al
si

come commenda Gerosulimitana,

narchia ecclesiastica di
di l dal Faro.
Il

Sicilia (^^)

onde fulmin la scomunica. Divoto teneramente della Madonna, nelle novene con sermoni infiammava il popolo al suo
culto, ed in quella altres del
Istitu poi nella delta chiesa
s.

cardinal Orsini che


fu pubblicalo
lui

trovava in Volturara qual visitatore apostolico,

quando

il

decre-

Natale.
s.

to pontifcio

anche da
il

sottoscritto,

di

Bar-

dell'abolizione del tribunale,

tolomeo di Galdo il sodalizio dell' Immacolata Concezione. Pietoso co' poveri e cogl'infermi, fu esempio di virt. Ampli
il

ne ringraziato
bile

dopo averPapa, per l'incomparazelo sacerdotale da cui era animato,

volle lasciarne perpetua e

marmorea me-

palazzo vescovile di (ialdo, e pas-

s alla chiesa

di Sora a' 3o settembre 1675. In vece da Ruvo in questa venne


1

trasportato nel

6^6 Domenico
Carlo
II

Sorrenti-

ni, consigliere di

re di

Spagna,

moria nella chiesa di Volturara. Ma poi, divenuto Papa col nome di Benedetto XI li, e ritenendo l'arcivescovato di Benevento,ad istanza dell'imperatore Carlo VI come re di Sicilia, colla bolla Fidelis,

beiieuerentissimo del divio culto, e della cattedrale

concesse colla ripristinazione del trial

per l'istituzione di

6 cano-

bunale,
della

giudice di esso, singolari in-

nicati, de' quali 3 decorati delle dignit

dulti e privilegi.
s.

L'operalo posteriore

d'arcidiacono, arciprete e primicerio. Benefcgli ecclesiastici della diocesi, anche con assegnare fondi per la loro istruzione nel seminario. Celebr il sinodo a'So giugno 1694, in cui ingiunse rigorosa

Sede, per modificarli, lo narrai

nel citato articolo, inclusvameote a quello di

per
il

Gregorio XVI, col breve Jam dia, materie matrimoniali e nitro ma voi. LV che lo contiene fu pubblicato
le
;

osservanza delle costituzioni del provinciale del cardinal Orsini

nel 1854.

arcivescovo di

sione accenner qui

Laonde profittando dell'occaquant' altro ebbe


medesimo.
Il

Benevento, e di quelle del


raffa.

vescovo Ca-

luogo pel tribunale, a compimento della


storia del

Amante

de'poveri, mor compian-

Papa Pio IX

in-

1710, dopo aver sopportato con pazienza l'aploplessia che l'avea colpito. Perci era stato nominato con>isilatore apostolico dalle due diocesi di Volturara e Monte Corvino, col cardinal Orsini arcivescovo di Benevento,
sitatore pontifcio delle
vi-

to 8*23 aprile

vi al virtuoso e religiosissimo Ferdinan-

do
1

II

re del
"^

regno delle due

Sicilie, nel

855 mg. Andrea

Bizzarri arcivescovo

di

Fdippi in parlibus, con commissioni

speciali

onde meglio regolare

vari gravi

punti delle pontificie concessioni, e pel

periale

medesime. ImDomizio Pedicini nobile di Benein

bene spirituale de'fedeli, circa il giudice della Monarchia spirituale di Sicilia e


suo tribunale. L'illustre prelato ademp

vento e nato

Vitulano, 2. primice-

V
egregiamente
iu
il

OL
e inisione, ed
chie e circa
lui

VOL
concluso
il

ii3

mandato

6o,5oo anime. Tuttora a'

cousegueaza del da
il

Pa-

venerando breve PeculiaiG geunaio 1 856. Con questo fu saggiamente, con opportune norme, precipuamente
pa einau
ribus addite tus ratiouibus, de'
stabilito e [iruvvedutu:
pei' le
.
i

vescovo mg.' Jannuzzi. VOLTURNO, f^idiurnum. Citt vescovile della provincia della

Terra

di

La-

voro, nel regno di Napoli, del circondario di

Capua, succeduta
il

dii

Castel f'oL-

alle

facoll

tuniOy

quale situato sull'imboccatusul clivo occidentale degli

dispense degl'impedimenti mairi

ra del pescosissimo (lume Volturno, che

moniali, circa le cause eziandio di nullit


della professione religiosa, e de' matriuo-

ha origine

A-

peonini, nel distretto diPiedimonte, che

ui

medesimi

2. e relativamente a'

ri-

dopo

il

suo confluente col Calore, cui


sinistra,

corsi al

Papa

nelle sospensioni

ex

infor-

accoglie a

scaricasi

nel

mare

mata

con.Kcieutia.

Ma

da (ornare al-

Tirreno, appunto presso Castel Volturno. Questo


citt di

l' ottimo vescovo Pediciui. Cominci il suo governo con far dare da' pp. gesuiti

rimembra come

ivi

fosse la

le

missioni alle
i

due

diocesi.

Con

fare

i-

slruire

fedeli nelle cose della fede, e volle

che

il

clero fosse io tutto esemplare. Ar-

ricch di suppellettili sagre le cattedrali,

Volturno, edificata da' cittadini della vecchia Capua, che se ne valevano di porto. Dice il Castellano, nello Specchio geografico, seguendo il Baudraud, che fu sede vescovile, poi compresa nella diocesi di

pure per
il

le

funzioni episcopali, e ne cur


il

Sessa, sebbene in seguito

decoro. Restaur

seminario e ne zeristor

l l'incremento. Abbell e

varie

solenuemeote coosagr quella di s. Bartolomeo di Caldo, dedicata all'Auuuiuiazioue di Maria Verchiese, e

maggiore

metropolitana di Capua nuova, e che vi si contano 338 abitanti. Ma Commanville, Histoire de loits les Eveschez, dichiara P^uUurnum, sede vescovile nel VI secolo, poscia venne unita
fu unita alla a quella di

gine, a'4 agosto 1720, e vi

pose lapide

Sora

(f^.),

e riconosce oc-

monumentale prodotta
ce l'episcopio di
s.

dal Coleti. Rife-

Bartolomeo*, e lasci
pa-

laude

di vigilantissimo e caritatevole

cuparne il sito Castel Voltorno. Meglio ne tratta il Coleti ueW Ilalia sacra, 1. 10, FuUurnensis Episcopatus. Prinp. 191
:

store. Gli successero.

Domenico 1734, Domenico Laymo


pDO.

A' 16 giugno 1724 Rossi di Viluiano. A'9 luglio


di

Bisigoano.

A'2 1 aprile 1 760, Giovanni Coccoli d'Arlini dt

con avvertire, Gemina olini fuil IH Campania Felice FuUurnum, me' diterraneuni unum, alteruni in ora Tyrreni. Prinium Capuani, deinde faissa
cipia

A'29 gennaio 1798, Nicola Mai*, s. Bartolomeo di Caldo della diovescovo di Volturer

appellatuni,

come

attesta

Plinio,

turnuni, elruscorum Urheni,

Fui quae nunc


6,
p.

cesi, e fu l'ultimo

Capua est, ab Sanmitibus

captani. Avert.

Monte Corvino. Imperocch Pio VII

ne gi parlato l'Ughelli nel

6.

nella circoscrizione delle diocesi del re-

gno, ellettuata colla bolla


cont.,l.

De
i

utiliorido-

mi/iicae, de'iS giugno 1818, Bull. Rotn.


I

5, p. 56, soppresse

vescovati di

Fuit igitur Fullurnuni lilloralis Cani" paniae Ci\^ilas ad osliuni cognominis Jluvii Minlurnas inter et Cumas sita: idque hodie omnium seulcntiani pulatur
is

Volturara e di Aloute Corvino, ed in perpetuo u assegn e un le diocesi a quella del

esse locus, qui laevae ripae

ad"

vescovo della confinante Lucer

(f-), parimente sullraganea della


tropolitana di Benevento.

me-

La

diocesi di

posilus vulgo dicitur Castel di Boiorno Vi dedusse una colonia romana l*. Cornelio Scipione Africano, ed altra T. Sempronio Longo, secondo Livio e altri scrittori.

Lucer, colle mentovate unite chiese,


contiene i4 vicariali ioraoei, 17 parrocVOL. CHI.

Festo

1'

enumer
il

fra le prefetture. iu

Propagatosi

Vangelo anche

Vollur-

Jwy&mont ^a^l^&,

i!4
prio pastore;
Pascasio,
le

VO

L
il

V
prosi

OL
,

DO, merit la calledra vescovile e

per non

conosce che

Jaccolia del p. Calogero, t. 34, p. Sga ' De Diptycorum universo genere, parlan-

F ulturnensis EpiscopuSyA quaconcilii del

do come

fossero

libri

e cosa significhi

intervenne a'romaui

49^)

499, 5o2 e 5o3. Fullurninae Ecclesiae, (jiiae el \ici Feniculeosis dicebatnr,

propriamente Folume, dice: Utrique generi erat apud antquos Libri et Volu-

meminl Pdaghis Papa J (del 555), in rescripto ad aliqiiol Cauipaniae Epiicopuni. Neil' Epistole di s. Gregorio I, nel 599 trovasi C|uell3 scritta a Fausto ministro della chiesa di Volturno destituita del suo pastore, e qviella indirizzata

vocahida.De Volumian esset vox propria plagidarum sirnul adglutinatarum quae convolvebantur in scapum.
minis, coinniunia

nefort. dubitari potuisset,

El

certe eo proprio significata viderunt

accepisse Paullus et

Ulpianus

in seq.

ma.
ri

ad Aniemio sudiliacono della medesi11 Colelirigetta altri vescovi, che vaautori crederono di Volturno. Celebre fu l' abbazia di s. Vincenzo

Adnot. producli. Alqui Plinti plumbea Volumina non possunt eo signijicatu accipi
j-

quia pluntbeae laminae

in

scapum

convolvi nequeunt. Pliniisic habel:Pum-

martire di Volturno vicino a'Marsi, nella diocesi iVIser/iin, nel cui monastero geo

monaci furono
fede,

decollati per la cattolica

come

notai in quell'articolo parlande' crudeli

Voluminibus monumenta publica Ad hacc Martianus Capella aperte de libris Voluminis vocem usurpavit, ubi ait: Alii carbasiais Voluminibus complicati libri. In his ergo lobeis
confici coepta.
cis

done, neirSSo, per eupiet


saraceni che devastarono
la

Volumen

salleni abusive quoslibet


Il

chiesa e

il

libros,

etiam complectitur.

Mazzocchi
del pa-

monastero de' benedettini. Poscia divenne commenda. Ne trattanoilLubin, /^Z>laliarum J(aliai',p. 43 i, e rUgl)elli,//t!'

ne riparla nella Diatriba, nella suddetta

RaccoltaA^jyp. 78, ragionando


1

piro egiziano. Negli antichi tempi

non

si

Ha

sacra,
il

t.

6, p.

869

e seg. Quest'ulti."
1

conobbe
ta,

l'uso dell' inchiostro, della car;

mo offre

catalogo degli abbati, dal


nel

s.

della

Paldo morto

720 abbate regolarcjfino

chi

.Stampa [F.) per cui gli antiquando volevano rendere manifeste


le leg-

a Camillo Gaelani patriarca d'Antiochia,

e durature le pubbliche memorie,


gi,
i

nbbate commendatario nel declinare del

monumenti

pubblici

sui

marmi o

XVI

secolo; e

l'istoria de' venerabili

mo-

sui sassi le incidevano.

naci decapitati. Fu denominata di Voltur-

di tavolette di legno, di

Fecero ancora uso lamine di piom-

no, perch distante non molto dal priacipio del

fume omonimo.

VOLUME,
Libro {F.)t

distinta di libro.

Folumen. Libro, o parte Non solo sinonimo di


di lomo,tomiis,
il

bo o altro metallo. Si servirono talvolta anche del minio. Gli orientali precipuamente usarono di scrivere su foglie di palma per carta, e gli europei di malva, di
papiro e altro. Alle foglie
le
si

ma anco

che

sostituirono

vale parte o volume. Perch

libro chia*

corteccie degli alberi chiamate libri, e

masi pur volume, e che lo compongono

le

pagine o facciate
le

scrivevano in esse con


ro,

uno
i

stiletto di fer-

fogli, lo dissi nel voi.

segnando e fondando
il

caratteri,

XXXVllI,

p.

44

'"^

ambo

colonne, ed

de per metafora
il

modo

di scrivere

donebbe
liber,

a p. 184. Mentre nel voi. LXIil, p. io e i3 , dichiarai che anticamente si disse

nome
:

di stile.
i

Pel vocabolo libro,

intesero
beri

latini la

delta scorza degli al-

volume
te d'

e libro l'unione de' fogli o foglie


i

cos Plinio, Cicerone, Virgilio,

No-

d varie materie,

Dittici [F.) o tavolet-

nio, Cassiodoro,

Columella e

altri.

Dico-

avorio, di legno, di metallo, sulle


si

quali
{F.).

faceva o incideva

la
,

Scrittura
presso lu

11

Mazzocchi, Epistola

no Servio e Isidoro, che la voce liber sipropriamente la parte interna della scorza, cic quella tenera scorza o menignifica

VOL
brasa eh ' vicina al legno, la quale leva* vano dagli alberi e poi la levigavano e concia vano, oode e pi si mantenesse e maneggevole divenisse I romani quando volevano formare un libro o volume prendevano varie di quelle membrane e le univano insieme una dopo Y altra e poi vi scrivevano sopra, ma da una sola parte. Terminato di scriversi quella lunga striscia, vi raccomandavano da capo un pccolo bastone detto bacillus, il quale da ambedue le parli facevasi sporge.

VOL

n5

rono ancora libri d'avorio, libri eburnei, composti di tavolette d'avorio. Di antico uso era pure la carta di Pergamo (F.) detta pergamena, di pelle d'agnelli o di
capretti, consistente edurevole,

onde tut-

tora possediamo preziosi codici, diplomi

monumenti. Il papiro cominci a sminuire e andare in disuso prima del looo, per l'invenzione della carta bouie altri

bicina ossia di cotone, che incontr l'universale soddisfazione, e di essa


ci

restano

gran numero
te,

di mss.

veniva dal Levaa


logori e

re in fuori dalla larghezza della

membradue
:

ed era di molto costo, e cess quando


lini

na, e in quelle estremit eranvi


chietti delti

cer-

s'introdusse la carta di
rati, della

mace-

umbiUci

le

punte

in cui

quel

quale riparlai, come dall'altre


si

bastone finiva dicevansi cornua


coliegate
slesso
di

quelle

materie in cui
ticolo, e

fece Scrittura, a tale aril

membrane avvolgevarisi sullo bastone, come si avvolge un rotolo

par cominciata verso


la
si

ventata poi

stampa verso

la

1200. Inmet del


di

panno, e chiamavasi i'olumen,(a\ verbo

XV secolo,
stampati.

moltiplic in infinito, e cos

voli'O, volgere, voltare, voltare in giro.

abbiamo un immenso numero

volumi

Cicerone disse voli>erelibros,pev leggere e


scartabellare.

Ma

del mirabile trovato e del-

Le due

estremit del ruoil

l'abuso eccessivo a cui pervenuta, la-

tolo dicevansi frontesj afiiuch poi

vo-

mentato
l'illustre

in pi luoghi, qui lascio parlare


"^

lume

stesse unito, legavasi


;

con due

fascie

chiamate /ora

ihitolo, f/7/.^, segna vasi

all'estremit della

membrana.

descrilli
si

volumi
nel

si

levigavano colla pomice, e

co-

lorivano ancora con varie maniere,

come
fa

tempo d'Augusto presso


:

romani

mg. Limberti arcivescovodi Firenze, di cui il n. 49 <lel Giornaledi Ro ma del 186 ha pubblicato un saggio della sua grave pastorale, emanata iu occasione della Quaresima, di ecco come l'eloquente prebto deplora le attuali perfi[

conoscere Ovidio JVec tilulus minio , nec

die e iniquit, delle quali fatalmente viep-

cedro caria notelur. L' Italia essendosi messa in comunicazione coWEgilto (f'J,
fece uso di carta

pi

si

fatto strumento

la

lumi o

di fogli volanti.

stampa, di voPiange il cuore,

giziana del papiro,

formata colla pianta eil quale eslesosi uniiscrivere

come questo stupendo

trovato dell'uma-

versalmente

le

altre cose per


,

no ingegno, che dovea servire solo a diffondere pi agevolmente fra le nazioni


le utili

furono pressoch neglette

ed il. papiro comunemente adoperato. Tultavolta per qualche tempo si continu simultaneamente ad usare la scorza d'albero. Gli anlichi

scoperte della scienza,


le

le nobili a-

spirazioni della virt,

sublimi e pure

verit della fede e della cristiana morale,

aborigeni spesso

si

servirono di ta-

Narra T. Livio, che vi furono libri anche composti di lino ; per cui il marchese MafTei non dubit di aiTermare, che anticamenvolette di legno, secondo Isidoro.
te siscrisse nelle foglie e nelle scorze d'al-

ed a rendere patrimonio comune di tutfaticosi pensamenti de'pochi, sia cosi ti spesso indegnamente abusato a spargere
i

la

corruttela e

la falsit,

il

vizio e l'erro-

re".

A me basta

aver indicato questo do-

cumento de'miserabili per la stampa sfrenata

beri, in tabelle di legno, in

lamine di piom-

bo, in pelle, in tela, io seta e di frequente in

brobriosamenle li lume, quale lo descrissi,

anco che ohdeturpa. L'antico vonostri tempi,

e libertina

lo

lavolelte iucerule. Gli antichi usa-

simbohcameale

ue'velusti

vediamo usato monumenti, e*

ii6
zianilio cristiani,

VOL
spiegandone
il

VOL
significa-

del simbolo de' volumi usati dagli antichi cristiani

lo di molli

il

Duouarruoti nelle Osser-

vazioni

(Ir'

vasi anlcl di vetro.

Ne

da-

cato che hanno

ne'monumenti, e del signifiquando vengono rappre-

l'un ceniiodi spigolalure.De'volumi che

sentali fra gli oggetti appartenenti all'e-

sono

in

mano

a' ss.

Apostuli

ne hanno

braica religione.

Non sempre per


i

il

volibri

parlato molli antori, e significano l'opere canoniche lasciateci du'medesimi, o ve-

lume
santi,

signific la legge rivelata e

ma

soltanto allora
vi

quando non
civili

ramente
lo.

la

facolt di predicar
il

il

Vangein

probabile che

rappresenti alcuno di

In ntolti vetri
a'ss.

volume posto

mez-

que'sensi che ne'

monumenti

suole

zo

l-*ielro

e Paolo dimostra che l'E[)er significar l'uni-

vangelo un solo, e

avere; maniera diversa di tenerli ; e che i volumi si solevano custodire nelle loro
fodere,
Il

formila della predicazione degli


li.

A posto*

le

quali talvolta erano d' avorio.

Bagona de'voinmi
i

usati dagli antichi,


legali di

Costadoni, Osservazioni sopra un an-

cui successero

liijri

pi fogli.
testa

tica tavola greca, prodotte dal Caloger,


t.

Come

si

avvoltavano

a' bastoni, in

39,

p.
si

io5, rende ragione perch


rappresentarono
gli

alle

de' quali erano gli

ombelichi. Di quelli
s.

volte

scrini dagli ebrei, e de'libri della

Scrit-

peratori col

tura, tenuti nell'Arca

vole della legge,

come

dopo perdute le tamoderni coslui

7 stantino
:

imvolume nella mano, nel cap. Del volume che tengono in mano Coantichi

Ie

s.

Elena. Disse Giustiniano

roano nelle sinagoghe. De'volunti antica*

I,

nellaiVbi'e//rtio5, che le mogli de'con-

mente adoperati
vi gli
legati.

dalla Chiesa per scriver-

soli

risplendono co' raggi de'Ioro mariti;

Evangeli

che poi

si

fecero in libri

e l'antecessore Giuliano nella Costituzio-

De'vulumi conlinuati nella Chiesa per scrivervi l'orazioni e rituali dell'ordinazioni e del battesimo, e
lu

ne

c)B

che tengono

gli

onori maritali
il

ond' ch'esse portano nelle mani

volu-

benedizione

delceieo. Servivano

(piesli tenuti dislesi


lefi-

per ornamento de'sagri pulpiti, onde


guie, delle quali sono arricchiti
i

volumi

tW ExidU'l,
polo^

mentre

erano vedute dmlledal poil carattere tornava diritto


11
I.

mappa, ch'era segno particolare de'consoli (come presidenti a' giuochi circensi, gettando la quale davano il seguo del cominciamento, ne' quali dona* vano Sportale, pugillari o librettini d'aossia

me

vorio, e dittici pur d' avorio

).

Dopoch
diil

al lettore

posto nel pulpito.

p.

Char*
62,
di

gl'imperatori s'impossessarono della


gnit consolare, facendosi in esso
solalo perpetuo,

don, Storia de' Sd bramenti,


descrive
rotoli,

3, p.

con-

come

volumi

si

formavano

dicendo dell'imposizione del libro

Vangelo nel!' ordinazione ; e quindi Purpurio capo ile'donatisti e furioso scisn)atico, parlando di romper la testa d
del

Ceciliano
la

stio nipote,

il

(piale

si

offriva al-

riordinazione, se

vi fusse

dubbio della

le imperatrici pure furono a parte di tale onore. Quindi chiaramente s'intende, per qua cagione nella tavolasi vede un tal volume nella sinistra alle due nominate imperiali figure. Non sempre per tenevano consoli e gl'imperatori questo volume nella mano man1 i

validit di sua consagrazione,avrebbe fat-

ca,

ma

talora nella destra,

come

si

osser-

to allusione all'imposizione del libro, piuttosto che a (piella dt-ile mani, ch'era

me-

va nelle medaglie e ne' dittici consolari ; ed essendo a foasa d'un volume di carta,
perci Folunie fu denominalo.
so
i

no cipace

di

produrre
i

tale efiello.

Poich

Ma

pres-

erano allora libri formali di rotoli o volumi, molto ddereoti de'oostri, e perci capaci di romper la testa. Il p. Garrucci, P'etri ornali di figure in oro spiegali, discorre della (orma e de' vari seosi

greci fu poi questo segno consolare

alquanto cambiato e denominalo Acaeia j poich divent a guisa di piccolo sacco di panno porporino ripieno d'arena o terra, couservaodo per altro
la for-

VOR
d'un rotolo o volume, e fu chiamafo Acacfa quasi dicat illud : linptvaloiein

VOT
dinal Macchi nel
nal

1,7
successe
il

ma

3.' de'citali aiiicoli, aggiunger: al car-

|854

cardi?
i

humlem

esse, ut mortalfin, necjue pr-

Mario Mattei, ed

a questi nel

pler iinpcriifasligium cjferri, ncque se

l'attuale cardinal Pietro Marini.


lati (P".) votanti di

858 De Pre-

tumidum jretare debere.


vere Junque
g'

In quella pol-

Segnatura

di grazia

imperatori
di

ricevevauo

e di Segnatura di giustizia, tratta ancora


il

un morale awerlinieuto,
pre aver nella mente

dover semnatura u>

cardinal

De Lucca

nella Rclatio

Ro-

la bassezza, e la ca-

duca e mana.

frale coDdizioiie della

ejusque Tribnaliumj et Congregationunv. Disc. 3o e 3i. In quest'ultima ragiona nel 24: Oe


differentia F'otantium S'gnoturae Ju'
stitiae, et

manae CuriaeForensis,

VORMAZIA o VORMS. r. Wor.ms. VOTANTI DELLA S. CO>GUl. GAZIO^E CARDIiVALIZIA LAURETANA. ^^ CuMGBEGZmjJE Cardixalizia DELtA LAUnETANA, LoRETO, TriBUNJLI DI
Roma. Questi prelati -votanti ora si di sidono in 4 turni. III." turno composto
di 3 pretati, cos
3."
il

Signalurae
^<;t,

G ratine.

Quod

aulem dicium

ut consliluti ni in or'

dine Episcopali, vel Clerici

Camerae

non inlerveniant

in

Signalurae procedit

in ista Justitiae,

non aulem in altera Gratiae, in qua antiqui Praelati qui


residentiae,

2.,

e similmente
le

il

turno d'appello per


Il
si

cause

civili

criminali.

4'' turno. detto di

Segnatuvi

ra

forma d'altri 3
i

prelati. Inoltre

quamvis assumunt hocmunus Fotantium, non aulem Poneutiuin, idemque faciunt Clerici Camerae, cuin
sint

non habeant onut


Episcopi

lilulares,

sono

prelati
la

assessore e segretario. Si

quorum
libile,

officio islud

munus
ilio

est

rompa
aulfni

pu vedere
Bull.

bolla di
I

Leone XII, In
setlendjre
p.

non autem cum

Judilorum
isto

/Ipostolicte Srdis, (iti

Rom.

coni.

t.

iG,

824, 118: Novae


1

Rotae, ut praxis docet. In

leges indictae

pr recLa adminislralioet

Tribunali ut supra Congregato, ninjo' res dispula liones cadunt, super modo
rescribendi in
illis

ne Donius Laurefanae,

impleinenlo

commissionibus ap-

onerum eidem adnexomm.

pellationis, vel reslituiionis in inlegrum^

VOTANTI DI SEGNATURA, Praelatorum f olanduin Signalurae Jiislitiae. Prelati

quac porrigantur in causisj in quibus regulariter non intret appellalio, saitini

Referendari (F.) con voto


gli altri

ad effecium

suspensii'um^

dum

(ut

deliberativo di giudice, mentre


prelati referendari

praemissum

est) conimissiones in

causis
in pie-

nenti e relatori, del

sono semplici proposupremo Tribunale


prelato segreta-

appellabilibus,

non proponuntur
".

na Signatura
e l'uditore di
apostolici delle

Quesli prelati

votanti

di

Roma

f
il

.)

della Segnatura di Giuil

stizia (^), rio e


stizia

quale ha

Segnatura sono Accoliti Cappelle Ponlijicie (^'.),

Uditore della Segnatura di Giu(/^'.),

e suppliscono nel
plici prelati

numero per
voi.

essi

semi3 e
si

die nella Sede apostolica bacante pure Uditore del Concla\'e.


collegio de'prelali referendHri delle

referendari; de'quali accoliti


nel

meglio parlai

LXXI,
quanto

p.

11

due
(la

seg. Dell'antico collegio,

all'uilj-

Segnature di Grazia e di Giustizia


I.'

ci esercitato nelle poutilcie cappelle,

cessata di

l'alto a'

nostri giorni) rap-

legge nel Patrizi

Sacrarum Ceremolib.

presentato da'prelati votanti della segnatura di giustizia,

niarum

s.

Ronianae Ecclesiae,

ora composta di ticamente essendo xii, cos erano


della segnatura di grazia), olire
e segretario.

vii
i

(an-

De

Acolutds. Acolulhi Jposlolicae

votanil

Sedis

ti

detto

Ponlifex

odo s un t ordinarli, hieliain cuoi apud lecluin paramenti, et si-

prelato uditore

Alla serie
al

mililer in Ecclesia est celebralarus, in-

de'caidiuali prefetti da

me

compilala

duitur sacris vesius^ circumslant ge^

,i8

VOX
ut stipendium

VOX
quan doque collegae alicujus vacet offcium,
sitationibiis solvetur,jnsque eril,si
ejiis

nujexi,et ornamenta suhminslrantdia'

conjs Cardinalibiis. In processiones, et divinis offciis celebrante Ponti/ice con-

inter praesentes col-

delohra, intorcia, atnpullas

vini, et

aquae, thurihuluni cimi navicella incensi, vas aquae benedictae cum opus est,
et similia porlant, et

piis est, serviunt.

de Debent
3

illis,

cani teni-

diligentiani autem eorum magis magisque excitandam , augendumque justiliae ac boni publici studium sperare ipsos jubemus^fore ut

legas dividatur.

Ad

igitur

cum Pa-

pa

est celebraliirus

omnes

interesse,

praeier stipendiiaugmentum ad ampliorem pr singularibus cujusqiie merilis

quando autem non

est celebraturus, tres


et

ad

viinus intersint

maxime

in vespe-

portanl seenni superpellicia, quia nmis ex eis debet servire de incenso, et duo aia de candelabris, dum Papa dicit orationem. Et supra rochetuni debenl habere superpellicium. In eoruni defectn Auditores Rotae juniores serris, et tane

Ad haec tri* provehantur digrilatem. bunali Signaturae Justitiae collegio, auditori. Cardinali praefecto ea decora y et privilegia conjirmamus, et qualenus
opus
sit in

usuni revocamus,quae a Pon-

tijicibus nostris decessoribus

concessa et

indulla sunt, videlcet, ut Beferendarii

Romanae Curiae promoti ad ferendum


in hoc tribunali suffraginm declarati sint familiares Summi Pontifcis, notarli s. Sedis (per cui rammento l'avvertilo nel voi. LXIll, p. 2 8. Quanto a' privilegi e' Protonotari apostolici, non devo ommetlere di ricordare le modifilcazioni re*
1

viunt

". Della
i

Cappella prelatizia,

cui

inlervengono

volanti e uditore di Se-

gnatura a'41u8''Oj ^"^ messa pontificale ralla chiesa di s. Pietro in Carcere al

Foro Romano,
de'ss.

nell' 8.'

cio della festa


di

Pietro e Paolo,

come pure
il

quan-

to riguarda quel tempio e

sodalizio che

gistrate nel voi.


les,

LXXI,

p. 8),

ac nobi*
sint:

l'ha in cura, riparlai ne' voi.

LXXXIV,

quamvis

tales origine

non

ut

p.ii8eseg.,

234- Ne'ricorriportai tutto quanto riguardati articoli da prelati volanti e l'uditore di Segnatura, ed loro privilegi, non meno accennai que'slahiliti da Leone XII, col motui i

LXXXIX, p.

ovis et lacte,quibus diebus eavetita sunt,


vesci possint,

quae iisdem a Paulo III


sit

concessa fuerunt: ut jns eis


veste Violacea,

ulendi

quod a Paulo

V impe-

trarunt: ut creentur acolylhi, et cunctis

proprio menzionato a'ioro luoghi, Quiini

plurima,
ridusse
il

eW

1 1

aprile

1826, quando

adsint sacris solemnibus in sacello pontificio; insuper ut ad eos pertineat inquisitionem ac probaiioneni de
stituere,
iis

collegio de'volanli a vii.

E sic-

in-

come

poi

fu pubblicalo nel Bull. Boni.

cont.,l. 16, p. 4'7) stimo qui oppor-

tuno copiarne il testo de' 4* ^^ *^*' pendio j 5. Conjrmatio privilegiorum. Ut vero qui ad hoc munus assumuniur, decenter sese exhibere, et sumpli-

lus svjficere queanl, stipendium iis multo majus quam aniea adsignandum daxinms, ac re ipsa adsignnvimus, nempe

quae requirunlur, ut quis ad Beferendarii munus adniilti possit, Cardinali praefecto approbanle, quae iisdem tributa sunt ab Alexandro FU. Praeterea quod a Clemente IX indultum eis fui t, ut sacrani aediculani domi habeant, quodobtinuerunt ab Innocentio XII ut suppari ornamentum vulgo
Bocchetto {P'.), et pallium cucullatuni gerani) tum in sacello pontifcio, tuni in
tribunali: denique

decano collegii annuam summani scu~ tatorum mille etbscenlum, singulis autem judicihus suffragatoribus sepiingentorum viginti, excejHo auditores tribunalis, cui soliluni servatum cst^ quod stipendium pr ruta parte menslruis pcn^

suntconsequuti, ut
lero

quod a Clemente XII magno pallio et ga-

more

pontificali in solemni equi-

tatu ornati procedant. Tot tantisque e-

molumenlis)

privilcgiis,

honoribus cu-

vox
nmlalos, speramus maximam integritatemj decorem, assiduilalem commisso
sibi

VOr
in

UQ

autori riportati oe'citati articoli,

muneri esse praesiiluros. Oltre gli si ponuo vedere: G. 13. Marcliesani, Praxis Commissionum ac Rcscriplorum lUriusque

Prelato DomesticOy diviene prelato del Papa finch dura la vita del dichiarante, qualora non faccia spedire il breve apostolico se gli venne imposto di fornirsene. Questo breve poi non necessario, se nella dichiarazione di

pre-

Signalurae, Veoetiis i6o4. Facultates


Rev.

lato

non fu

prescritto

come condizione
Il

Dom.

ss.

Domini

JV.

Papae,

et

della perpetuit del grado.

prelato poi

ulriusque Signalurae Jpostolicae Referendariorum, Ilomae i542. Quintiliano


Manclosio, Praxis Signalurae Graliae^
Veneliis i585.
di
Il

referendario diviene prelato a vita, pre-

stando

il

giuramento nel tribunale di


a' privi-

Segnatura. In generale quanto


legi de'prelati,
difficile precisarsi,
cificati

discorso oiolu-proprio
i

un mare magnum, ch'


tranne
i

Leone XII, dichiarante

privilegi del

privilegi spe-

cardinal prefetto, votanti

uditore di

e confermati a varie prelature e

Segnatura, secondo alcuni propriamen-

collegi prelatizi.

non derog a quelli che godevano Referendari di Segnatura, determinati da Alessandro Vii al Prelato (F.) referendario. Consultali da me due dottissite

sere

privilegi

del

Alcuni sostengono, esPretato Domestico


alla

quelli concessi da' Papi

Famiglia
privilegi

Pontificia (A'.) nobile.

Ma

tali

che
la

si

concedevano da ogni Papa, dopo


al

mi

prelati del

medesimo tribunale

di Sei

sua assunzione

pontificato,

dopo

gnatura, opinarono. Ritenere:


ferendari debbano godere
legi dichiarati

Che

re-

gli stessi privi-

da Leone XII; ed essere poi di fatto che referendari godono l'uso dell'oratorio privato, per quanto a

Pio VI non furono pi accordati. Veramente le deroghe a'privilegi de'prelati, che si attribuiscono a Pio VII, non mi
riusc trovarle

n nell'archivio della

se-

greteria de'brevi pontificii, n nel Builarii

desso anche da' referendari doversi te-

Romani

conlinuatio, n nella ses.

ner presente

il

breve del Papa Pio IX,

greteria della
niale,

congregazione Ceremo-

Quamvis

peculiares facultates,

febbraio 1 853, gi parlato nel voi.


p. 8, e qui di sopra citato.

g LXXI,
i

de'

oltre altre pazienti


la

credo, che

ricerche. Io voce comune, sull'abrogasia

prelati referendari

non

solo

Imperocch devono rifeassenza dei


nelle cap-

zione di diversi privilegi,


si

derivata e

rire e proporre le cause nel tribunale di

debba interpretare, dal non e>sersene fatta pi menzione ne'successivi brevi a-

Segnatura,

ma

supplire

all'

postolici, spediti a'prelati, dal pontificato

prelati votanti del

medesimo, e

pelle pontificie negli uifizi propri


accoliti apostolici.

degli
i

Per tutto questo

re-

Pio VII io poi; come per modo d'esempio venne praticato con alcuni di quelli che godevano Fescovi Assistenti
di
i

ferendari,

come
i

volanti e l'uditore, cre-

due prelati, esnuova dichiarazione de'privilegi, sebbene non esplicitamente espressi dall'eucomiato Leone XII; e che
suddetti

dono eziandio

al soglio pontifcio (^.); e cos di altri collegi prelatizi e prelature. Ma propriaatti derogatorii, ri pelo anche una non mi riusc trovarne, non ostante le mie molteplici e premurose indagini, onde possibilmente appagare le tante ri-

sere compresi nella

mente

volta,

questo inlese concedere


lali di
i

privilegi a'pre-

Segnatura, Ira'quali fanno parte


i

chieste da cui fui onorato.

referendari,

quali appartengono allo

VOTANTI DILLLA SEGNATURA


DI GPiAZiA.
di Grazia
Prelati della congregaziotitilla

stesso

corpo della Segnatura ; perci semil

dovere partecipare alle prerogative ed a' privilegi. Tutti sanno,


brare giusto

ne o supremo tribunale
(/''.).

Segnatura

Cess questo di fatto,

che dichiaratosi dal Papa uq individuo

senza essere stdlo propriamente soppies-

i^o
8o, tanto
lificio, nella

VOT
vero che neW'Jnntiario Poricategoria cle'prelati Referene relatori del sufatta

VOT
Dio, d' una cosa buona, possibile e migliore della sua contraria. Appartiene al 2. Comandamento di Dio: Non prenderai in vano il norisolulatnente a

dari. {^P.), pioponenli

premo

tribunale

della

Segnatura di

Giustzia, del corrente 1861, sono enu-

me
del

di Dio.

Ed

equivale all'atto religioso

merati sotto questo titolo: Prelati Re-

ferendari dell'una e dell'altra Segnatura, secondo l'epoca del giuramento prestato nella medesima. Gli ultimi cardinali prefetti delia Segnatura di Grazia forono,Liiigi 5o^//g7/a, gi decano de'chierici di camera e presidente della Zecca (A^.), morto nel 836, e Francesco Tiberi {^.) morto nel i83g. Le annuali Notizie
1

Giuramento {V.). Si profana gravemente il nome di Dio non adempiendo voti, com' enorme peccalo il trasgre-

dire le promesse fatte con

giuramento j non per deve giurarsi cose ingiuste e peccaminose, non potendo mai Dio esser
vescovo UronzooVi, Istituzioni Cattoli-

quasi complice e vincolo d'iniquit. Cos


il

che:

di

Roma

continuarono

a riportare

su-

e del

Delsecondo Comandamento di Dio, Giuramento. Dice poi del Voto.


i

perstiti prelati

Votanti della Segnatura


del

di Grriz/Vz,

ma furono le ultime quelle


'^"^''

1847-

^^

Debile famiglia

scendente da*
ta

^"' ^00 l'onorevole e romana de' Trincia, diTrinci (/^) dominanti un


illustrestirpe
di Dio,
il

Per ordinario voti si fanno di cose di puro consiglio, ma ponno ancora promettersi a Dio cose di stretto comandamento.

In questo caso diviene di;ppia l'obil

bligazione di adempirle, e doppio

pec-

tempo io jFo//g'fjo,

che van-

cato della violazione.

La promessa che

pure diversi Servi

parlali a*

ha forma
si

di

voto deve esser fatta con

loro luoghi, ne custodiva

completo e

pienezza di cognizione e di libert.


richiede
il

Onde

pregievolissimo archivio, da essa gelo-

perfetto

uso

di

ragione, e

samente preservato dalle straniere invasioni. Il capo di essa l'egregio Pietro


Trincia scrittore apostolico,
lo

l'esenzione da qualunque violenza.

Un

don
i

al

timor grave incusso da causa esterna la rende nulla. Won cos'i il timore che viene

Papa Pio IX,


lui tanta

il

quale a rimunerare in
."

benemerenza, con breve del


gli
s.

marzo i853

confer

il

cavalierato e
I

decorazione di

Gregorio

Magno,

ac-

da una causa eh' in noi, per esempio d'una malattia pericolosa. Un voto fallo con tal timore obbliga e deve osservarsi.. Siccome la materia del voto dev'essere
di

compagnalo da un dispaccio

del cardinal

proprio e assoluto dominio, per quequali

Antonelli segretario di stato, e dal do-

sto sono nidli que'voli delle persone sot-

nativo d'una grande medaglia d'oro colla pontificia elligie.

toposte,
veri

si

ne impediscono

oppongono a'Ioro do1' adempimento,


consentili
i

VOTANTI DELLA
POSTOLICA.
slolica [r.) o

S.

VISITA AJpo-

quando non siano da'superiori


e approvati.
ni

Prelati CieWsi Visita

regola certa, che

giova-

Congregazione cardinalizia della Visita Apostolica {V.). Cessarono nel declinar del secolo passato.

VOTI RELIGIOSI. V. Voto. VOTI o TABELLE VOTIVE.


Voto

V.

prima de' quattordici anni, e le fanciulle prima de' dodici non restano obbligati all'adempimento de' voti che emetlono in quell'^'t {V.), senza il consenso de'genitoii o di chi tiene luogo de'
medesimi. I giovani sotto questa et dovrebbero essere cos prudenti di non obbligarsi giammai con volo, anche di
piccole cose, senza
il

o TAPEttA o Tavoletta Votiva.

VOTO,

Votum. Promessa spontanea

si fa unicamente a Dio^ nelsensochepoi spiegher ealla ss. Vergine e a' Santi, ovvero di dedicarsi alla

e deliberata che

consiglio di persone

saggie,

specialmente del
si

confessore.

Il

^ita religiosa.

Il

volo una promessa

voto principalmente

divide in sempli^

VOT
ce e solenne.
Il

VOT
pu
essere
s

121
espressamente
mg.*^

semplice, die

vescovile, rapporto a' voli de' propri

zione

temporaiio o perpetuo, seconilo l'inteneli colui che si obbliga, quello die


nella

sudditi, eccettuati quelli


al
li

Papa

riservati.

Fin qui

Brouzuo-

consiste

semplice promessa fatta

neir opera lodata.

Dopo questo cenno


si

privatamente, senza esteriore ceremonia,

in generale, di quel dotto, a volerne ag-

depone in mano di altra persona privata, per esempio del confessore. li


o che
si

giungere alcunch in particolare, in

grave, delicato e vasto argomento, co-

solenne quello che

si

emette pubblica-

ed accettato in nome della Chiesa medesima da chi ne ha legittima autorit, ed sempre perpetuo. Tali sono i voti de' religiosi, delle religiose, e quello ancora
in faccia della Chiesa,

mente e come

nonisti

mincier dal notare che teologi e caragionano sul foto, quanto alla
i i

natura, alla specie, alla materia, alle per-

sone capaci

di fare

voli, alla

bont de'

medesimi,

alle inerenti obbligazioni, alle

di coi resta legato


il

il

chierico che iceve

suddiaconato.

Il

volo

un

atto di cul-

cause che li fanno cessare, ed alle regole per l'interpretazione le'voti. Di tulio fugacemente, tranne alcuni voti, come i
religiosi tle'qiiali

supremo, e per non s fii che a Dio in segno delia suprema eccellenza di Lui come autore di tutti beni, o di gratitudine dovuta al primo e supremo benefatto
i

dovr essere meu breilistinzioni

ve,

vado a

riferirne le precipue nozioni,

ommeltendo le molteplici trattatisti. Di svokono


i

che
il

sua natura

tore.

Quando

si

dice di far voto a qualla

voto una promessa

deliberata Cilta a

che Santo, secondo


Chiesa, s'intende
<li

dottrina

della

obbligarsi con

una

promessa fatta a Dio a qualche opera buona, per onorare il Santo o per impegnarlo o per ringraziarlo della sua intercessione.
zioni

Ogni volo che abbia le condicontenute nella definizione, deve


Il

compirsi fedelmente secondo

promessa.

la maniera mancarvi peccato pi o meno grave e secondo la qualit della materia e secondo l'intenzione di chi si

Dio di qualche pi gran bene, anche secondo s. Tommaso. E' un impegno volontario, coi quale si obbliga a fare una cosa, onde si pecca mancandovi per propria colpa, e meno gravemente se fatti senza un prudente esame. Il voto una promessa falla a Dio, perch un allo di religione che contiene un culto di la-, tri'a il quale appartiene a Dio solo. Non
si
si

pu dunque assolutamente
fanno de' voti
alla B.

dire,

che
a'

Vergine ed

obbligato. Si legge nel Deuteronomio


xxiii,

Santi. Si

21, 22: Quando voi fate voto al Signore non differite a compirlo, poichc

il

Signore vostro Dio ve ne domander


forza delle

promesse alla B. Vergine ed a'Sanli, come anco agli uomini, e queste promesse che si fanno loro ponno diventar materia d'un voto

ponno

fare delle

conto j e se voi differite vi sar imputato

a peccato. La Chiesa in parole delle da Ges Cristo


solo, e poi

s.

Pietro

ripetute a

lui stesso

insieme

con

gli

A [>ostoli, presso s.
anche

ISLilteo, xvi, 18:

Tuttocio che scioglierete in terra sar


sciolto

in Cieloj ha la podest di

commutare
sta podest

e di dispensare da* voti.

Que-

quanto che noi facciamo adempire alle cose promesse alla B. Vergine ed a' Santi, come per esempio d'erigere un tempio sotto l'invocazione di s. Pietro, o di fare un pellegrinaggio alla sua chiesa. Tale il senso de' voti che si fanno a'Santi. Quando dunque dicesi che si fa voto alla B. Vergine
fatto a Dio, in

voto a Dio

di

compete solamente

a'prelati

che hanno giurisdizione nel foro esterno, cio al Papa, riguardo a' voli di ogni
specie e di tulli
t-Ui
i

fedeli, a'

Vescovi, o a
e (|ua

o ad un Santo, questo significa precisamente che si fa un voto a Dio in presenta e in memoria d'un Santo che si prende per testimonianza del proprio volo.
11

ha giuiisdizioue

di

Ordinario

volo una promessa di qualche

pii

122

VOT
fa professione di

VOT
un Ordine
religioso aption fare,

gran bene, vale a dire d'un bene migliore di quello cbe gli opposto, d'un'azio*

De ch' meglio fare che


cosa che non
sia

d'una
i.

provato dalia Chiesa; il 2. il voto tacito di castit che si fa ricevendo il Sud-

incompatibile con un

pi gran bene. Ne segue da ci:


se

che

una persona

facesse voto di maritarsi,


il

diaconato {F.). Tutti gli altri voti sono semplici, sia che si facciano io pubblico o in privato, di bocca o di cuore. Il voto
si

questo voto sarebbe nullo, perch


trinionio
nit, e

ma-

divide in voto personale e in voto reaIl

un bene minore
la

della vergi-

le.

voto personale quello col quale


di fare

si

perch

verginit e io stato ec-

impegna
per s
stre

o d non fare una cosa


le

clesiastico

e lo stato religioso,

che sono

stessa, e

che ha per materia


le

no-

un bene pi grande, sono incompatibili col voto. Da ci ne deriva: 2. che non si pu fare voto d' una cosa indifferente
o eguale ad un'altra che gli opposta. In fatti quanto riguarda il Matrimonio,
dissi in quell'articolo,
il

persone e
si

nostre proprie azioni.

Per esempio:
giosa;
di
Il
si

consagra s stesso a Dio


reli-

con una professione ecclesiastica o


fa

voto di digiunare, d pregare,


:

non giuocare,ec. eccoi

voti personali.

voto semplice di

voto reale quello che ha per materia

castit
lo,
il

impedimento a quel sagramendi Sposalizio [F'.)

persone straniere o cose che sono fuori


di noi,

solenne lo rende nullo e criminoso.

La promessa

non

come sono beni temporali. Io prometto a Dio di mandare una persona


i

impedimento a' voti religiosi, solenni o semplici. Parlando del Religioso, dissi
con
s.

8 visitare la
di
s.

tomba di s. Pietro a Roma, Giacomo a Coinposlellaj gli pi'o*


di fabbricare

Tommaso:
lo

voti religiosi perpetui


di perfezione,
i

metto

una
i

chiesa, di

far

formano

stato

ed in
canoni

un'elemosina, ec: ecco

voti reali. Il

volo

quell'articolo riportai

relativi

de' concilii. Voti diconsi pure quelli che


s
il

uti

misto quello ch' reale e personale a tempo, e che ha per materia le novoto
la

fanno nello Sposalizio, nel contrarre

stre persone, azioni e beni. Io faccio

Matrimonio
Dichiar
:

{f^'), e quelli

pure della

d'andar a visitare
del

tomba

di

s.

Pietro,

J^edova [F.) e del Fedovo nel rimaritarsi.


il

e di farvi un'oderta, sa

pure del genere


:

concilio di
la

Roueo

del

Fotoo Tabella Foliva[F.)


il

ecco

1072
il

>

Quegli

velo religioso

ha preso (s'intende, col consenso


cui moglie
lei

voto misto. Inoltre

voto

si

divizie ezian-

dio in voto perfetto, che dura tutta la


in voto
il voto perpetuo di castit, ed che dura soltanto per un determinato tempo, come il voto per mante-

del marito),

non potr maritarsi,


le
s

vi-

vita,

come

vente ".Differenti sono


poich
lenne.
il

specie dLe'voli,

voto

divde in semplice e sosi

Il

voto semplice quello che

fa

nere

la castit pel

corso d'un mese o di


s

senza

le
il

solennit prescritte dalia Chiesa,

un anno,

ec.

Il

voto
si

divide ancora ia

come

voto del Digiuno, della Preghieil

ra, di far V Elemosina, di mantenere

Celibato (/'.) e

la

continenza
si

ec. Il

voto

solenne quello che

fa

per Focazione

assolutamente e che non dipende da alcuna condizione, ed in voto condizionale che non si fa che a determinate condizioni. Io faccio voto
fa

voto assoluto, che

(/^.) allo stato religioso e col

quale una

puramente

semplicemente

di

dare 100

persona

consagra a Dio colie solennit

scudi a'poveri: ecco


faccio voto di

un volo

assoluto. Io

prescritte dalla Chiesa,

mediante
,

la

F-

dare 100 scudi a'poveri se

slizione (/^.)

religiosa

o ricevimento

ricupero
sa, ec.
si
:

la

salute, se

guadagno una cau11

del Felo (r.) della Fergine (F.), nella

ecco un voto condizionale.

voto

Professione [F.) del Religioso {F.) e delia

divide eziandio in voto morale e in voto


11

Religiosa (F.).

Non

vi

sono che due

penale.

voto morale quello che

fa
il

scile di voli soleuui. 11 i,"

quando

si

per amore e per motivi della virt,

OT
vofo j>cnale quello che
si fa

VOX
per puursi
tica della religione degli ebrei
stiani.

113
e de' criin

d'un (Jelillo che s ha commesso, o che si avr la ilisgraza di commettere in avTenire. Io faccio voto di digiunare per

Se ne trova menzione
s.

innumeBasilio,
i

revoli passi della


s.

Scrittura; e

s.

aver giurato o
materia

se

avr

la

disgrazia di giu>

rare in seguito: ecco un volo penale.


il

La

Girolamo, s. Agostino, e tutti pi illuminati scrittori della primitiva Chie&j, non lasciano alcuu dubbio sull'antichil
di quest'uso; cos
cili,

soggetto del voto e


si

la

cosa

pure

pi antichi con-

stessa di cui

pu

far voto.

Ora molte

che pronunziano delle pene severe


i

condizioni sono necessarie perch una cosa sia materia di voto. Bisogna che questa

contro coloro
voti,

quali

hanno

violato

loro

come

il

concilio di Cartagine del


1

cosa sia possihile, poich niuuo obbli-

2 53, e quello d'Elvira del 3


s.

3.

Esclam

gato all'impossibile, nel qual caso


assolutamente nullo.

il

voto
voto

Agostino: Fortunata necessit, che ob-

Che

se

si

fa

bliga a

quanto

d'una cosa

in parte
si

possibile e in parte
alla

perfetto.

vi ha di migliore e di pi E' incontrastabile l'obbligazio-

impossibile,
del volo che

deve adempiere
possibile,

parte

ne de'

voti. 11

voto obbliga assai strettail

gli

quando pu

mente; ed un'eresia
obbliga. Disse RIos nel

separarsi dall'altra impossibile.

Non

si

dire che non Deuteronomio

pu

far volo

d'una cosa

indilFerente. per-

quanto gi ricordai.

E
al

il

Profeta nel Sal-

ch un

tale voto

sarebbe vano, superfluo

mo

75: JFale de'voti

Signore, ed

adem-

Dio e di piacergli. La materia del voto non deve esser illecita o cattiva, giacch una tal cosa non pu onorare Dio, e perch, come gi dissi, il volo essenzialmente una promessa di un miglior bene. La materia del voto non pu esser d'una cosa talmente necessaria, che non sia in nostro potere l'evitarla.
e incapace d'onorare

pite a ci

che avete promesso. Scrisse s. Agostino ad Armentario: Perch voi avete fatto voto, voi vi siete obbligato, e
vi

non
rio.

pi permesso di fare

il

contra-

che bisogno avvi di autorit? Se la promessa fatta ad un uomo obbliga, quanto pi stretto l'obbligo d'una pro-

Ma

messa

fatta a

Dio!

11

voto obbliga dunpeccato ve-

Quanto

alle

persone capaci di fare de'

que. Sotto pena di peccato mortale in materia grave, e sotto

voti, necessario e

anche

sufTiciente d'aver

pena

di

l'uso della ragione per (are


sia valido, e
gli

un voto che

niale in materie leggiere, perch

ne consegue che gl'insensati,


i

allora che un'infedelt leggiera, che

non non

ubbriachi, ed

privi

dell'uso lbero
di
far de'

contiene se non un'ingiuria leggiera verso Dio. Si pecca pertanto mortalmente,

della
voti.

ragione, sono incapaci

Basta aver l'uso della ragione, per

quando non
si

si

adempie ad un voto che

sapere in che s'impegna, e per volersi im-

fatto in materia grave e importante.

pegnare liberamente. Quindi


semplici sono validi,

tutti

voli
fatti

quando sono

da persone che hanno l'uso della ragione. I voti sono buoni e raerilorii. Sono atti di religione egualmente gradili e gloriosi a Dio, cui s'impegna a servire pi perfettamente e con una pi gran dipendenza;

Chiamasi materia grave, quando riguarda l'onore che ne deriva a Dio, od a vantaggio del prossimo; di modo che se
(juest'onore o questo vantaggio sono considerabili, la violazione del voto peccalo mortale. Si obbligati
i

ad adempiere

voti falli

per un timor grave che deriva

poich tale

il

(ine del voto.


il

Kon

vi

nulla di pi proprio quanto

legame

del volo per indebolir la cupidigia, au-

mentar
ci

la carit,

e giungere ben tosto

da una causa naturale e interna, come il timore della morte prodotto da una malattia, il timore d'un naufragio prodotto da una tempesta, il timore dell'inferno
prodotto dal conoscere
e dalla giustizia
di
i

alla peifezione

dell'amor divino. E' per

propri peccali

che

la pratica de' voli

oou lueuo au-

Dio. Questi liuiori

ia4
prodoll
eia
i

VOX
cause naturali o interne, non

VOT
non
si

pu adempire senza peccato o

sen-

rendono voti nulli e invalidi. Lo decise Papa Innocenzo 111: Can. Sicut vobis, de JRcgtUar.Ma non vi obbligo d'osservare voli fatti per un timore grave, die de-

za pericolo della vita, dell'onore, delle


sostanze, o di qualche allro considerevole
interesse; e

considerala
2."

una causa estrinseca e libera, come quella che un padre cagiona alla sua figlia minacciando d'ucciderla, se non abbraccia lo stato religioso. Questa sorta voti, quando essa di timori annulla grave ed ingiusta, e non quando essa leggiera e giusta. Devonsi adempiere voli dubbi, sia che il dubbio cada sulla so<itanza, sia che cada sulla maniera del voto, perch nel dubbio bisogna prender
riva da
i

quando la cosa promessa come moralmente cambiata. Colui che ha fatto un voto pu comdi

mutarlo
lo fece,

sua sola autorit in altro mi

gliore, e pi proprio alla salvezza di chi

poich non

il

migliore

il

pi

eccellente e nobile,

ma

quello ch' pi
Il

conveniente alla salvezza.


to per

cambiamen-

Non

si

non pu farsi in cosa di precetto. pu cambiare ufi voto in altro


l'autorit del su'
il

minore o eguale, senza


corda
la

periore legittimo, ch' quello

quale ac-

il

partilo pi sicuro.
la

Il

volo condizionale

dispensa.

Ad un

volo
si

obbliga tosto che


Il

condizione sussiste.

coll'autorit del superiore


sostituirvi
il

commutato pu ancora

volo personale deve esser adempito dal-

la

persona stessa che


lo

lo

ha fatto; e nel
sostituire

caso che non


stessa,

possa adempire da s

1 voto, coi consenso di chi lo fece. La commutazione per essere legittima suppone varie ragioni, cio la
gran didcoll nell'adempimento del
voto,
si

non
al

obbligata

n a

un

i.

altro in sua vece, ne a sostituire un'altra

la

leggerezza e

il

disordine

quando
il

opera
pirsi

suo volo.

Il

voto reale pu ademeredi di que'che

fece, la fragilit di chi lo fece e

pe-

da un'altra persona, e co'beni d'una

ricolo

che non

sia

per violarlo, e tuttoci

persona estranea.

gli

hanno
vi

fatto de' voli personali,

obbligati

non sono ad adempirli, a meno che non

che sembrer ragione sufficiente, avuto riguardo alle forze, allo stato e alla salute della persona che ha fatto il voto, e alle
altre circostanze.

abbiano acconsentilo; ma sono obbligali ad adempire i voti reali, salvo per sempre la loro legittima, ed a norma e
in proporzione del valore dell'eredit.

La

3.*

causa o dispensa

la

rilassazione di questo voto falla a


di

nome

Dio dal superiore legittimo, vale


la

a dire da colui che ha


clesiastica

giurisdizione ec-

Vi sono 4 cause che fanno


bligazione de' voti, cio
della moteria, la
il

cessare l'ob-

nel foro esterno. E'

sempre

cambiamento

stato permesso dispensare da'voti, per la

spensa, e l'irritazione.

commutazione, la dii. Pel cambia-

ragione ch'essi sono promesse d'un bene, it quale poi per sopravvenute circostanze

mento di materia cessa l'obbligo del volo, quando quello avvenuto nella cosa promessa e
iti

non pu adempiersi senza un male, ovvero senza oramellere un bene pi impoi tante e pi pressante.E' necessario allora o ch'egli sia interamente dispensato da Ila

in

modo che

coslitu-sca

il

voto

uno

slato

moralmente

dillerente

da

cui era prima della promessa che ne fu


falla, sia in ragione
sia
il

sua promessa, o che


sia

il

bene che avea


compatibi-

della difficolt so-

promesso
le. Il

cambialo

in altro

pravvenuta,

per altre circostanze.


e che

La

potere

di

dispensare da'voti appartie-

ragione che

volo dipende dall'intenfa,

ne,

i.alPapain tuttala Chiesa; s.^a'veal

zione di quello che lo

non ha

scovi nelle loro diocesi^ cio de' voli la cui

intenzione di far voto d'una cosa moral-

dispensa non riservala


quelli che
le,

i'apa;3. a

mente
ria

mate* attuale del suo volo. Ne consegue da


differente da quella ch' la

hanno la

giurisdizione episcopai

come gli

abbati ed

generali d'ordine

ci, che

un voto non obbliga quando

per rapporto a'Ioro soggetti,! capitoli del-

VOT
le cattedrali

VOT
(F.), quella di
s.

125

duraDte

la

vacanza delle sedi

vescovili,
zieri
]

vicari generali

ed

peniten-

de' escovi colia

loro permissione.
al

Giacomo di Coroposteila nella Spagna, ovvero di andare ia Terra Santa (L'annalista Daronio, anno
1 95, n. 1 7, racconta. Per la Crociata di Terra Santa, Uberto arcivescovo di Can1

voti la cui

Dispensa [V.) riservata


i.
il
il

Papa sono:
tua (Scrisse
clesiastichey

voto di castit perpe-

vescovo Sarnelli, Lett. Eci,


lett.'

torbery
portare

si
si

consigli colla

s.

Sede,

come

t.

34

Se

il

voto

solenne di casula fatto per la professione della religione, si possa rilassare.

dovesse co' Crocesignati, che potendo soddisfare il voto dopo presa la


Croce, nondimeno
zione di esso.
si

ritraevano di marall'

Conclude Papani dispensare posse super solemnivolo religionisfacto, ex gravissima necessitate. Aggiunger, che nar:

ciare colla crociata, e perci

esecu*
111

Ed

il

Papa Celestino

rispose agli uffziali dell' arcivescovo di

ra
]

il

Rinaldi,

Annali

ecclesiastici,

anno

202, n. y, aver decretato Innocenzo llf, pel monastero di Subiaco, circa la f^'ita Canonica o comune, articolo che si ran-

York: Che costringesse colle Pene ecclesiastiche a compiere il volo, que'che non aveano alcun impedimento. Quanto poi
agli altri,

che per povert o debolezza di


io esecuzione, gli or-

noda

col

voto di povert:

Non creda
il
il

corpo, o altro giusto impedimento non

l'abbate s poter dispensare con alcun

potevano metterlo
tente Penitenza,

monaco
tare
la

nella propriet, perch


si

rifiu-

din, che ingiungendo loro una compeli

propriet,

come

altres

custo-

lasciasse

rimanere,
il

dire

la castit,

talmente

congiunto alla
il

roa con obbligo di soddisfare al voto

Regola monastica, che n anche

Som*

mo

Pontefice

pu dar

licenza contro di

pi presto che potessero. Per ultimo dispose, che chi non avesse potuto per cagione d'infermit adempiere in modo cuno il suo voto in propria persona,
al-

essa ".

Per
il

le

quali ultime parole, congli

tinua
tori,

hinaldi, essendo nata fra


cita,
s

au-

vi

che

teologi, e

eziandio ca*
il

nonisti, quella

gran questione, se
la

voto

mandasse a sue spese uno, o pi per u anno, o per maggior spazio di tempo, ad
arbitrio di esso arcivescovo). Intorno a

solenne di castit latto per

professio-

ne della religione
dice potersi dal

si

possa rilassare: a

che bisogna osservare che


t riservalo al solo

il

voto di casti-

noi piace l'opinione pi

comune,

la

quale

Papa

soltanto quan-

Romano

Pontefice, con-

ciossiacosach

non

s'arrechi ragione al*

cuna, che dimostri il contrario, n si dee derogar in ninna cosa all'uuloril della Chiesa senza sufliciente ragione. Ma In-

do perpetuo, assoluto e certo, e che anco quando ha le suddette condizioni ponno in alcuni casi i vescovi dispensare; come la diflcolt di ricorrere al Papa;

quando

il

voto condizionale, e

la

conil

nocenzo
naco,
il

1 1 1

parla in questo luogo del

mo-

dizione non fu adempiuta;


to fatto in

quando

vo-

quale rimane obbligato per li 3 voti d' osservanza della vita comune e

pena d'una cosa futura, che

non
il

ancora succeduta.

La

ragione che

monacale.

Ma

pu alcuno

di tal

co, siccome dicono, divenire

monanon mona-

voto riservato

al solo

Papa,

se

non
il

quando
volo
il

perfetto ed assoluto, e che

co, e allora gli sar lecito di legarsi a

Mane

trimonio
otFrouo
in

".

Le Dispense
esempi); 2.
il

celebri, notale

io quell'articolo e riparlate a'relativi,


gli

quale dipende da una condizione che non ancora adempita, non perfetto; ma subito che la condizione a-

volo di entrare
3. 4- ^ 5.
il

dempila,

il

voto riservato perch as-

un ordine approvato

soluto e perfello. Finalmente

qualunque
gli

voto del sagro Pellegrinaggio (^.), come il visitare le tontbe degli Apostoli a
B.oina,

votodi cui avvi un giusto motivo di dubbio se


sia riservato al

Papa, non

ri-

chiamate Limina Apostoloruni

servalo.

questa l'opioioue della mag-

126

VOT
La dispensa
de'voli
tifici reservata

VOT
sunt
la

gior parte de'teologi.

tria, cio

sunnomisini-

dev'esser fondata sopra qualche ragioue considerabile, senza di che sarebbe una

nati, e

ne riporta

formola.

A voto

plici Religionis absolutio. Absolutus

dissipazione e una prevaricazione piuttosto che

una dispensa, come

disse

s.

voto siinplici Religionis tenetiir^ voto cessant causa. Fotis Religionis dilatio.Cunt
voto Religionis contrahens Matrimoniuni peccai. Fotis Religionis transgres-

Bernardo, lib. De consideradone, e. 4 e lib. De praecept. et dispetis., e. 5. Le ragioni principali che ponno fondare una
giusta dispensa del voto di castit, sono:
i." per metter la pace nelle famiglie; 2." per conservare una famiglia utile allo stato; 3. per nutrire la persona che ha fatto
il

Li 3 voti religiosi sono l'essenza di ogni istituto Regolare {F.). Le antiche regole senza di essi non potevano rendesio.

re perfetti gli uomini;


di tali
voti, e

mancava

l'essenza

l'abnegazione di s e delle
i

voto, ovvero suo padre o sua


la

madre;
handi

cose proprie, ed

Papi tulelarooo

1'

os-

4.

grande debolezza

di quelli che

no

fatto quel voto; 5. la


;

mancanza
il

servanza della Disciplina regolare (^.), colla provvidenlissima istituzione delle

sufficiente libert

6." per

voto di re-

ligione, la

somma

diUcoIl di

adempir-

lo; 7." la difficolt di salvarvisi a cagione

del rilassamento che


il

vi si

introdotto, od

bene che

si

far a restare nel

Dicesi secolarizzazione,

mondo. quando uu reli-

Congregazioni Cardinalizie {F.). I voti non erano in us fra' religiosi, come attesta Rodrigo, (fu. reg. t. 3, art. 2, dove dice: Cuniolini apud priscos religiosos non essel in usu^
solenni anticamente

gioso riceve

la

dispensa di uscire dall'or-

quippe quos sancta simplicitas et verecundia salis in religione contineret j sed postea crescente honiinuni malitia
( iujusinodi solemnilateni ) in

dine in cui avea fatto voto di perseverare


sino alla morte, e s' ordinato, dal clero
regolare, passa ed entra a far parte del
clero secolare.

ad

vitandani fraudem, fuisse introductam

Ogni corporazione, che


sia

Synodo Romana^ sub Innocenlio II anno 3g.


i
1

abbia una regola approvala, e

canO'

nicamente autorizzata
solenni,

di

professar voti

forma parte del clero regolare: monaci, religiosi miliin conseguenza tari, gli ospedalieri, i religiosi mendicani i

Pozzo abbate generale iQ Basiliani [F.) nel 1746 pubblic la vita del fondatore del suo ordine
11

p. d.

Giuseppe

del

s.

Basilio, attribuendogli l'istituzione delvita cenobitica, pregio

ti,

g'

individui addetti a diverse conil

a'ss.

gregazioni regolari, costituiscono

clero

che appartiene Antonio e Paconiio j di pi pretese che 3 voti volle che professassero suoi
la
i

regolare. Vi sono alcune corporazioni che

religiosi, cio

povert, castit e ubbidien-

non fanno voli solenni, ma tuttavia fan* no parte del clero regolare per natura
del proprio istituto, ossia della propria
regola, che sebbene

za,

non
il

gi limitate nel

tempo,

ma

per-

petue nella durata della obbligazione.

Ma

Rodot, Dell'origine del rito gre-

non mantenga sem-

pre

gli slessi individui, conserva per la natura d'un istituto regolare per g' individui che ne fanno parte. Il p. Pletten-

co in Italia, pubblicalo nel 1760, nel t. 2, p. le seg., volle esaminare 3 proposizioni. 1.

Che la base della vera vita monastica religiosa sieno i voti pronun-

berg gesuita, Notilia Congregadonuni


et

Tribunalium Ciiriae Romnnae,


sui seguenti

ragio-

Che i monaci cenobiti non si obbligavano con leggi strettamente obziati. 1.

na

argomenti. Folis casti'

bliganti in ordine alla povert, castit e

talis cominnialio, et dispensatlo.

ComRe-

ubbidienza, avendo potuto sottrarsi dalla

muta tio

voti simplicis caslitatis et

direzione de'superiori e fare ritorno al

Fola perrgrinaiionuni comniuliUio. Fola ptregrinationis Poti


lgonis smul.

secolo, abbracciare altro stalo, e posse-

dere di molto. 3.

Che

s.

Basilio

si

dee

VOT
iscrivere ristituziooe cle'3 voli. Rispose
il

VOT
Io scopo e l'oggetto; cio
i

127
il

tener lontani

Bodot doUaoieDte e eoa critica a tulto, ma a me non permesso che un generico cenno. Ninno ignora essere stata in
uso sino da'primi
di
secoli

per lungo tratto

tempo la professione tacita, giudicata sempre d'egual valore che l'espressa. Chi
aspirava d'incamminarsi pel retto sentiere,

monaci da qualunque ancorch rimoto mancare nell* adempimento dell'esercizio delle 3 indicate virt. Dimostra s. Tommaso d'Aquino con invitti argomenti che le medesime formano l'essenza e la natura del monacato, con cui nulla ha di comune ogni altro voto, che
pericolo di
,

che conduceva

alla perfezione cristia-

loro

si

aggiunga.

Onde

la

perpetua

asti-

na, doveva principalmente scuotere da


s que'Iegami che ne

nenza da'cibi delle carni


e da' latticini anche
tra'

tra* Certosini^

impedivano
il

il

voto,

Minimi,

la re-

e sono:

1'

appetito del senso,


il

possedi-

mento

de'beni, e

libero arbitrio della


all'e-

denzione degli schiavi tra'pp. della Mer cede ec, siccome prendono il loro vigore
dall'approvazione de' Sommi Pontefici, sono voti estrinseci al monacato nella sua

propria volont: e indi soggettarsi

sercizio delle tre virt, povert, castit e

ubbidienza, reputale da'Padri tre acute


lance,

natura considerato. Questa verit cosi


conosciuta, e da valentissinu uomini di-

onde l'uomo

religioso riportando
i

gloriosa vittoria sopra


fezioni, le quali

3 vizi o imper tengono l'animo umano


lui

mostrata, che non d'uopo fermarvisi a


svilupparla. Si potr leggere
il

Bivario,

separato da Dio, a
niva.

perfettamente

l'u-

De

velcri Iflonacatu,
le

dove ha raccolto
testimonianze dei

Con

queste 3 viitu egli consagra-

con gran diligenza

va d'una maniera perfetta, tuttoci che

Padri, per farci comprendere lale esser


l'uso costante della Chiesa.

principalmente possedeva, e
si

l'offriva

qua-

Forse perdi castit


i

olocausto; cio V

animo ^ per mezzo


si

ch non fanno l'espresso voto


nella lor professione
i

dell'ubbidienza, onde

soggetta alla vo-

Certosini, n
i

Citi-

lont del superiore;

il

corpo, per mezzo


po-

niaciensi, n
ciensi,

della castit, per cui rinunzia a' piaceri

Camaldolesi, n CistcrCanonici Regolari, saranio


i

del senso

beni leinporali, per


la

la

eglino liberi ed esenti dai

medesimo? No
la

conforma alla vita del divino Redentore quanto alla ( Questione celebre, ragionai a' suoi luoghi). Quindi, il fondamento della monacale disciplina sovente ripetuto a'monaci
vert, mediante

quale

si

certamente, perch ha forza e vigore


tacita professione,

quanto

l'espressa ".

comprosrare
se

la sussistenza e

lealt

deU
fos*

l'antico stato regolare,

ancorch non

accompagnata

dall'espressa professio-

da'Ioro moderatori, era

il

consiglio dato

ne, conviene rivolgersi al rito del ricevi-

da Ges Cristo colle parole: Sivisperfeclus esse, vade et vende omnia quae
habes, et da pauperibus, et veni, sequere me. INell' antiche regole monasti> che non si ravvisa verun vestigio della professione espressa di queste 3 virt ; poich non poteva il novello candidato offrirsi ai monacato, e non promettere nel tempo slesso con volo a Dio l'adempimento di esse essenzialmente annesse al nuovo genere di vita che abbracciava. Erano ben vero mezzi valevoli all'osservanza di quelle, le varie regole in diversi

che ne'primiti vi Mancandosi di legittimi monumenti della forma precisa della professione, si pu credere che fosse conforme alla semplicit de'primi secoli,
vita religiosa,

mento alla
tempi
si

praticava.

e priva di quelle solennit, le quali furo-

no introdotte

nel correr degli anni, affine

d'eccitare nella

mente

del novizio l'ob-

bligazione strettissima, che contrae eoa

Dio, e col suo ordine o congregazione religiosa, alla

quale

si

offre;

ed affinch pos-

sa la sua incostanza nell'mtrapresa car-

riera essere di fellonia.

mona^leri prescritte, delle quali uuo era

egualmente con vinta di reato CoatiQuaado i novizi a por-

128
fare
le divise

vox
secolaresche nel lempodel
il

VOT
piti

chiara e manifesta questa verit, non


le

loro esperimento,

solo caoibiaitienlo

solamente
ri

peoe^ alle quali

superio-

di quelle nell'abito penitente

monacale,
della
di soggetistituto, di

soggettavano coloro, che procuravano

era riputato

un manifesto

indizio

soltrariii dal

monacato;

ma

ancora

la co-

volont del novello candidato,


tarsi alle lei^gi del

mune

opinione del reato di sacrilegio, cui

monastico

giudicavasi incorso chi dalla


sciplina
diali
si

monacai

di-

aggregarsi stabilmente all'assemblea de'

restituiva al secolo, quindi o-

monaci, di non voler allontanarsi dal monastero, e di rinunziare a'dirilli clie go-

da

tulli e reputali apostati.

Ci pro-

veniva primieramente dall'idea universale,

deva

sui beni temporali,


il

libert di contrarre

non che alla matrimonio, ed al


fa-

che

tulli

formavano

della trasgres-

sione del voto implicito, che


colui
va.
il

commetteva

pieno esercizio della propria volont;

quale l'ubilo monastico deponealtres dalla venerazione,


fedeli

cendone all'Altissimo con rigoroso voto

Proveniva
tutti
i

un

perfetto sagriGzio.

Con

questi e simili

con cui
sti

alti estrinseci trasferiva al

superiore del

religiose,

monastero

la |)odesl

sopra di s slesso,

slis,

riguardavano le vechiamandole Angelica VeAngeLicus Abitus. IVon solo non fu

afline di poter

legitlimamente esser a-

mai

lecito di rigettarle,

ma quelli

che per

pene all'osservanza delle cose delle. Vev veri monaci sono slati riconosciuti tulli coloro, che hanno
stretto col rigor delle

divozione l'assunsero nell'uderrail, de-

battuto (juesto senlere, e


grati a

si

sono consa;

nominali monaci ad succurrendufnjdoyeUevonleaevese si ristabilirono iu salute; altri si vollero vestire da religiosi nel
morire, e con
tali abiti

Do
li

colla tacita professione


In

e lati

esser sepolti,

don-

ancora
ta

forma della loto videscrilla da gravissimi autori. Impedimostra


lo spogliarsi ch'essi

de deriv
clude
s.

l'uso

ancor vigente di voler esser


tali vesti.

condotti alla sepoltura con


il

Con-

rocch
lutti
i

facevano di

Rodot: Che

il

monacaloinnanzi
sterile titolo nella
a'

loro beoi, l'abbandono della pro-

Basilio

non

fu

uno

pria casa, de'genitori, parenti e amici, e


tutte le cure del secolo
:

Chiesa. Quel santo insinu

monaci

la

il

ritirarsi in luola

povert,

la castit

e rubbienza,e lo stretto

ghi deserti, lontani dalle citt, sotto

dovere d'osservarle;

ma non

per questo

direzione d'un superiore; l'abitare in distinte celle;


il

egli fu l'autore de'3 voli pronunziali. Sol-

cantare ogni di

le

lodi del

tanto pare ch'egli non restasse appieno

Signore; l'applicarsi nel rimanente del


giorno alle lezioni delle sagre Srillure, e alla contemplazione delle cose celesti; il

conlento della professione tacila,


richiedesse

ma che una solenne e pubblica dichiaProfondo


riserva

razione del candidalo, aiTme di convincerlo se diveniva contumace.


silenzio
si

prolungar de' digiuni sino


tlel

al

tramontar

sole;

il

passare tulio

il

giorno senza

osserva nell' altre regole dei


s.

gustare alcun cibo; e nnaimente l'osser-

Padri susseguenti a
della regola di
s.

Basilio; a

vare perpetua

sono lulte cose che una forma perfetta della monastica dicastit;

sciplina a tutti

chiarauienle esprimono
tante decretali de'Papi lo
quali colle

e palesano.

Le
i

Benedello nel declinar del V secolo, in cui olire al volo della costante permanenza nel monacalo, s'esprime l'ubbidienza 5ecu/^i/lt/M regulani^
concepita a Subiaco e pubblicata a Moti' le Cassino. Quindi , che il p. Bivario,
il

comprovano,

massime

della

sono regolali nella decisione delle controversie nate sopra la


tacita professionesi

Wan

Espen

il

p. Ilelyol,

non senza

validit delle professioni monastiche.

Non

alliimcnli professarono

tuto

il monastico istiprimi corifei del monacato s. An-

gravissime congetture e ragioni, si sono dati a credere doversi riconoscere per

autore
voli
s.

dell' esplicita

professione de' Ire


islilulore del-

tonio,

s.

Pucomiu

s.

Basilio.

Keudono

Francesco d'sisi,

VOI
l'ordine

VOX
ne'primordi
successiva-

lag

Francescano
le

(A'.),

ciascun abbate prestava io

mano

del

del secolo XIII, da cui

hanno

scovo {F.). Decret


del i52$.

il

concilio di

VeSens

mente
lireve

tratte

loro direzioni gli altri


Religiosi.

istitutori degli
il

Ordini

Ecco

in

progresso della Disciplina rego-

I voti monastici non essendo contrari alla libert cristiana, e non essendo mai uno pi grande d'allora che

lare del

Monaco, secondo
/Antonio
la

il

Rodot.

Si

la
il

deve a
buito
bili
(

s.

lode d'aver contri-

tirannia della carne essendo repressa, corpo soggetto al giogo di Ges Criil

alla perfezione della vita


istituita

dt'Ceno-

sto,

da

s.

Paolo primo eremi-

d' obbligo, e

ta,

come pu

vedersi al suo articolo), pro-

pagala in Egitto da'suoi discepoli, e dilatala nella Palestina da s. llariont altro

i voti sono pene fulminate da'canoni quelli che iusegnano,ch' permesso violarli". I voli religiosi sono

concilio dichiara, che

condanna

alle

indissolubili per diritto naturale; lo stesso

suo seguace. Devesi a

s.

Pacomio

la glo-

intervenire per diritto diviao: cos sent


la Chiesa in tutti tempi, testimone s. Cipriano nel suo Trattato alle Fergini; il voto solenne di castit pronunzialo da'
i

ria d'averla stabilita coll'unione di

molli

Monasteri, ciascuno de'quali era soggetto al proprio superiore, e tulli del pari

ad un
Devesi
golala,

solo abbate generale; siccome al-

claustrali nel consagrarsi a Dio, esser ac-

tres d'averla

ampliata nell'alta Tebaide.


s.

cettato pubblicamente da Dio, essendo-

in fine a

Basilio
la

il

pregio,

non
re-

ch
di

lo accetta

la

Chiesa rappresentante
;

gi d'aver introdotta

Fila comune

Dio quaggi

sulla terra

tutta la Chie-

ma

d'averla condotta ad un'alta

perfezione, colle sue santissime e savissi-

me
lita;

costituzioni, e d'averla meglio stabi-

mantenere la perpetuit e indissolubilit, come appunto la civile societ interessata perTadempisa interessata nel

essendo stato

il

primo

a far parola

mento
stralij

de'patti solenni e pubblici.

clau-

della professione esplicita. Sotto di lui se-

ancorch
esempi

secolarizzati,

non ponno
per

guirono i maggiori avanzamenti del monachismo, per essere stata la sua Regola,

esser dispensati dal volo di castit, e rari

sono

gli

di sitFatte dispense,

come

quella eh' era


della

un chiaro

e pieno

casi di

gravissima e straordinaria impor^

compendio
poli di

morale evangelica, abdi

tanza.

Fu sempre male
al

gravissimo l'eil

bracciata dalla maggior parte de' disce


s.

sporre

pericolo di trasgredire

voto

Antonio,

s.

Pacomio

e di a-

di castit tanti infelici,


la

prima

ritratti nel-

tri

antichi Padri del deserto.

Con

questi

quiete del chiostro, e poi da' governi


degli ordini regolari

modelli esemplari, derivarono

gl'islituli

invasori o nemici
gtiati

e Religiosi e delle FerginiA\ qualunque istituto. Si poono vedere ricordali articoli, per analoghe nozioni e dilucidai

per violenta espulsione nelle fauci


il

dell'

ingannevole Cariddi, ch'


la

mon-

do, precipuamente per


di

rapace avidit
il

zioni sui tre voti religiosi. Notai altrove


la distinzione della

empiamente dilapidare
1'

patrimonio
il

denominazione di Ch' ro secolare e Clero regolare, anche di Vita comune, che tale distmzione deriv da que'del clero che fanno voti solenni.
secoli della Chiesa,
i

santo di Dio e de'poveri; levando cos

pane all'indigenza,
nore

asilo alla virt, l'o-

alla santit della

monastica

vita,

che

nella professione religiosa a dimostrare

Ne' primi

Monaci
la

per principio d' umilt erano sotto piena giurisdizione episcopale, ed un

re-

siduo sussisteva all'epoca d' Onorio III del 1216, poich tal Papa die'agli abbati
cistcrciensi

l'abbandono del mondo, cambia il Nome, e non tutti religiosi e religiose pon00 assumerne di propria volont l'altro, poich loro imposto da' superiori, secondo le regole dell' istituto, di che
i

una formola dove

vi la pro-

ragiona l'opera citata nel voi.


p.

XLYIII,

fessione di ubbidienza e soggezione, che

90,

e Gio.

Enrico Sluss,

De mutaonc

VOL. CUI.

i3o

VT
modo
d'ambo
i

VO T
siano stati acquistati;

nominutn sacra, Golhae 17 35. Contro que' governi secolari che aibitiaiooo di
cosli'ingeie gl'individui
sessi

ma

questi
de'suI

beni saranno subito messi in

mano

periori, e incorporati al convento.

su*

non

polei' einelleie

voti solenni e per-

periori

permetteranno
allo stalo di

a'privati l'uso de'

petui di religione io alcun monastero o

mobili, in guisa

per, che tutto corri-

congregazione, se non aVEl di 21 anno compiuto, coniecb cosa opposta alla


disciplina della Cbiesa alla quale soltanto

sponda
fluo;

povert da loro vo-

tata; e che

ma

non abbiano niente di superche niente poi manchi loro del


11

spetta

il

determinarlo, pubblic VOsserdel


1

necessario".

volo di povert obbliga

valore

Romano

85 1
si

col. n.

82 un

e-

non

solo in proprio,

ma anche ad

aver

rudito articolo, in cui

prende

in rasse-

nulla pel proprio uso, anco col permesso


de' superiori, che sia
ricco, e

gna

la

diversa disciplina della Chiesa,


il

finch

concilio di Trento, sess. 25, cap.

vano o superfluo, o poco conforme alla modestia e


Dalle

sto

i5, de Reformatione, pose in sodo quepunto di disciplina col decretare: In


sia religione d*
si

alla semplicit dello slato religioso.

disposizioni del concilio di Trento, ne de-

quanto che donne, non

uomini e
sia

di

rivano

le

seguenti conseguenze. Di pec


il

faccia professione avanti


li-

care contro

voto della povert religiosa

l'anno decimosesto compiuto; ne

col ricevere, ritenere, consumare, distrug-

cenzialo a professare chi un anno almeno non abbia durato novizio ". Il i." dovere d' un Rfl'goso e d' una Religiosa, la

gere, cambiare, prestare, alienare

una co

sa temporale, valutabile a prezzo di de-

ha fatto professione. Il 2." loro dovere 1' adempimento esatto de'3 voti di castit, povert
stabilit dell'ordine in cui

naro, senza il permesso del superiore, es* sendo questi altrettanti atti di propriet.

Lo

faces.e

e ubbidienza. Diversi

istituti

no

altri particolari voti,


Il

aggiungoche descrissi i

che un religioso d'una cosa, o d'un debito ch'egli rimettesse senza il permesso del suo sustesso dicasi dell'uso

periore. Egli

anche un peccare mortalil

loro artcoli.

voto di castit consiste in

mente contro
messo

voto di povert e con*


il

da ogni piacere carnale, tanto nel matrimonio che fuori. Da ci ne consegue che quello ch' peccato contro la castit in un laico, difatto a
di astenersi

un voto

Dio

tro la giustizia, l'acquistare senza


del superiore e senza

per-

una vera ne-

cessit cibi o bevande in tale quantit che basti per commettere un peccal(Jmortale.

viene, di pi

un Sacrilegio

(f''.),

e per

Egli peccare contro


il

il

voto di p*
le

conseguenza un doppio peccato,


ligioso
il

in

un

re

verta,

non conservare con cura

cose

religiosa.

Lo

slato di f^'^ergine

pi perfetto di

tulli.

In quell'aiiicolo

che sono accoidate per uso proprio, o farle servire ad usi diversi da quelli pe'
quali esse sono accordate, o distaccarne

riparlai degli altri stali, de'voti religiosi

e dell' et in cui

si

ponno emelteie.
i
i

Il

una parte per darla o impiegarla


menti, o di nasconderle perch
riore non ne faccia richiesta,
il

altri-

volo di povert non toglie che

religiosi

il

supe-

non possano possedere beni

in

comune,
fu de-

lagnarsi

ma

soltanto in particolare,

come
sess.

quando ne
contro
fini
lettili

fa

domanda.
il

Egli peccare

ciso dal concilio di

Trento,
11

25 de

la

povert

portare abiti troppo


ar-

Regularihus 2 e 3.
cret nella stessa
ti

quale inoltre de-

e di gran valore, l'aver delle suppelpreziose, vasellame d' oro e


ti'

sess.

Dec.de

Rcforiiia-

2. Non sar permesso a nessun regolare dell' uno e dell' altro


ne y
caj^.
i

gento ec. E peccato contro la povert il giuocar denaro, e il dare de'pranzi son
tuos,
tile.

sesso, di tenere

ne

di possedere in

pro-

il

fare qualsiasi altra spesa inualtri

priet nessun bene, mobile e imoicble,


di qualsivoglia natura, e iu

Gli abbati e

superiori maggiori

qualunque

souo tenuti

al volo di

povert come seni*

V
plici religiosi, in

OT
ze,

VOX
n^W Appendice
vi

x3c

tuUoci che non ne-

cessario al loro stato,

perch

essi
i

non
pri-

persone religiose

sono quelle per le de'due sessi, pel giorno


in altri

hanno altri privilegi che di mi e principali dispensatori


ninni. In molti istituti
si
il

essere

di loro vestizione e professione,

de' beni co-

voto di povert
la
i

deve spiegare secondo oltre furono modl6cati

regola, ed in-

rigori dei voto

di povert dalle costituzioni apostoliche,

tempi e circostanze, ed in articulo mor' tis. L'irritazione d'un voto l'annullamento che ne fa colui il quale ha potere sulla persona che vi si impegnata, e per conseguenza irritare un voto significa renderlo nullo, e fare in

e individualmente da pontifcii indulti.


Il

modo

che non

sia

voto d' ubbidienza obbliga

religiosi

obbligata ad adempirlo; ci che accade


tutte le volte che la persona,
il

ad ubbidire a'Ioro superiori


si

in ci ch'es-

di cui con-

comandano di
essi

giusto e di ragionevole;

senso necessario per la validit d'

un

giacch se

ordinassero alcunch di
g' inferiori

voto, ricusa tale consenso. Si distinguono

contrario alla legge divina,

due

sorta d' irritazioni,

1'

una propria e

dovrebbero allora preferite


vino a quello degli uomini.
bidienza devesi
la
si

il

precetto di-

diretta, l'altra impropriaeindiretta. L'ir-

11

voto d'ub-

ritazione diretta l'annullamento

d'u

altres spiegare

secondo

voto fatto dalla persona che ha un potere di padrone sulla persona di colui che ha fatto il voto, come un padre sulla persona di suo figlio impubere, o sulla materia del voto,
ni del

regola e

le

costituzioni dell'ordine che


le

abbracciato, e secondo

bolle de'Pa-

pi.

Dal che ne consegue, che non si potrebbe costringere una religiosa in forza
nare
il

del suo voto d'ubbidienza ad

abbandosuo monastero per recarsi iu un

come un superiore sui bemonastero che un religioso avesse


non pro-

fatto voto di regalare o distribuire a'po*


veri. L'irritazione indiretta

altro in qualit di superiora, perch la

bolla d'
si

Urbano Vili ordina che quando

priamente l'annullamento,
la

ma

piuttosto

una religiosa dal suo monastero per mandarla a governare un altro, ci


lever
il

sospensione d' un voto fatto da colui


voto, di

che ha una certa autorit sulla persona

verr fatto liberamente, cio

trasferi-

che fece

il

modo

che

il

voto

non
di-

mento avr luogo quando

essa vi accon-

pu adempirsi, senza pregiudicare


ritto di colui

il

senta. Altro dovere de'religiosi l'osser-

vanza della regola e delle costituzioni; ma quest'obbligo non eguale a quello de' voti, s perch 3 voti solenni sono
i

che ha la detta autorit. Ci che accade per esempio, quando un principe temporale o spirituale comanda una cosa incompatibile coll'adempimeato del voto.

dell'essenza della religione, quanto per-

Vi sono due differenze prin-

che

le

regole e

le

costituzioni di piolli

cipali tra l'irritazione diretta e l'irrita-

ordini religiosi non tutte obbligano sotto

zione indiretta.

La i*

differenza

che

pena
le

di peccalo,

tranne

il

caso di scan-

l'irritazione diretta eslingue

interamente

dalo e

di disprezzo.

Dovendo accennare
voti, era

cause della dispensa de'


in

in-

trinseco dare un'idea

che consistobreve esaurita

pu rivivere, il voto, di modo che non anco col consenso di colui che 1* irrit, tranne se quello che lo fece il rinnovi;

no

voti religiosi, colla

quando invece
fa

l'irritazione indiretta
il

non

digressione, altra causa della dispensa es-

che sospendere

voto,

abbench possa

sendo

l'irritazione. Scrisse
i'Oli

fr.

Giuseppe

Renalo, De' tre

de'religiosi e delle

succedere per accidente che questa sospensione sussista per lutto il corso della
vita di chi

religiose, dialoghi, Ferrara

i794- Abi

ha

fallo

il

volo.

La

2.' diffe-

biamo
1

la

Dissertazione sopra
i

voti in

renza che trovasi fra l'irritazione diretta


e l'indiretta, consiste in ci

generale e sopra

voti solenni, Parigi

che

l'irritaal

77

Nella Raccolta delle ss. liidulgen-

zione diretta

0OD appaLlieue lutto

pi

i32
che
a'pailt'i

VOT
relativamente
a'ioi-o figli, ai
reli-

VOT
sufTicienle cognizione,
la

prima
la

dell'eia de!*

supeiioii monastici riguardo a'Ioro


giosi, olle

pubert, per conoscere

natura egli

persone oiaritale reciprocaineule altre;

impegni de' voli.


ritare
voli
i

Ma

genitori

te le

une verso

mentre invece
i.'

voli de'loro figli,


falli

ponno irquando questi

l'irritazione indiretta appartiene:

furono

quelli che

hanno una

giurisdizione tem-

berta, e

quando
sono

essi

porale sugli altri; 2.' a quelli che hanno

gere
1

I'

et della

prima dell'et della puhanno lasciato giunpubert senza irritarli ?


parere diverso
;

cooaandare agli altri, bench non abbiano sopra di essi una giurisdiil

diritto di

teologi

Ira loro di
dilficoll

intorno a questa

che perci nel


all' rritazio*

zione propriamente a lutto rigore; 3.* a

dubbio bisogna aggiungere


ne de'genitori
ecclesiastico.
I

sebbene abbiano un potere dispotico sugli altri, non vogliono irritare, ma solamente sospendere il voto, oppure che comandano una cosa incompatiquelli che,
bile col voto senza conoscerlo. L' irrita-

la

dispensa del superiore

genitori
i

non hanno

il

di

ritto d' irritare


figli

voli

personali de' loro


questi voti non

puberi, a

menu che

siano pregiudizievoli alla podest de'ge*


nitori stessi, cio al

zione propria e diretta non esige alcuna

ragione per essere valida, perch

il

voto

governo

della casa.

buon ordine e al buon La ragione chequan^

suppone necessariamente

la

condizione

tacita del consenso del superiore, e

quan
l'ob-

do questo consenso abbia a mancare,


bligazione del voto cade da s stessa.

do un figlio giunto all'et della pubert padrone di s stesso in ci che riguarda la sua persona,come la scella d'uno
stato di vita, in rapporto alla religione e

Non
si

dimeno

l'irritazione

d'un voto che

fa

senza alcuna ragione, non ander ordi-

nariamente esente da peccalo veniale, e


talvolta mortale, per parte di quel su-

matrimonio. Ne deriva da ci: ." che un padre non pu irritare il voto che farebbe un figlio pubere di nj-intenere la caal
i

stit

perpetua, di abbracciare

lo sialo ecla

periore che irriter senz' alcuna ragione


il

clesiastico o religioso,

secondo
le

propria

voto del suo inferiore.

La ragione

che

invocazione, d'imporsi qualche penitenza

l'irritazione
te,

deve

t-sser

saggia e prudeni

moderata, come
ec.
;

il

digiuno,

preghiere,
i

eh' essa deve riferirsi a Dio, e che

superiori non

devono impedire temerainferiori di attaccarsi

viamente a'Ioro

Dio pi fortemente e piti strettamente in cose che non sono punto pregiudizievoli a'superiori. Ora, l'irritazione d'un voto che si facesse senz* alcuna ragione, nop
he saggia u prudente; essa distoglie
dal servizio di Dio, essa dunque non esente d'ordinario da peccato veniale, n

che un padre pu irritare voti reali de' suoi figli ancora puberi, come di far limosine co'beni della casa, ed voti personali che sarebbero pregiudizievoli
2.
i

alla patria

pod^esl,

come

il

voto di fare

un lungo pellegrinaggio, quand'anche fosse questo a spese d'altri, oppure il voto di fare de' digiuni o qualunque altra
cosa penosa, che fosse incompatibile col-

da peccato mortale in certi casi, in cui il volo forse contribuirebbe assaissimo alla
gloria di Dio,

servigi
ri; 3."
i

r andamento ordinario della casa, o coi che figli devono a'Ioro genitoi

che

genitori non
reali

ponno
figli

irritare

oppure sarebbe necessario.


i

voli

anche
i

de'loro

puberi,

Un

padre ha

diritto d'irritare tulli

voli,

reali, personali o misti de'propri figli impuberi, non eccettuato il voto d'abbrac-

ciar lo stato ecclesiastico; cos

pu farlo chi tiene luogo di padre, comel tutore, e la madre, quand'anche non fosse tuIrice. La ragione che figli non hanDo
i

hanno per materia que'beni de'quali figli hanno l'utile e diretto domnio, cio di quelli di cui figli hanno r uso e la propriet; 4- che genitori ponno irritare voti de'loro figli impuberi, sebbene figli slessi, quando fe<
voli
i
i i i

quando

cero que'voti abbiano avuto l'iulenzicoe

V
di

OT
legge divina o

VOT
consultare un

i33

non adempirli che dopo la morie ilei loro genitori, oppure quando essi medeil

umana. Ne'dubbi, devesi

uomo

illuminato, saggio,

simi fossero emancipati; eccettualo


so per in cui
i

ca-

detti

voti

fossero stati

confermati da'genitori o
t della

da'fgli
i

dopo

l'e-

prudente, cristiano, zelante, e rispettar la sua decisione. Parlando de Sagrarnenli\ feci parola della lettera del Sarnelli:

pubert; 5." che


i

genitori

non
fatti

De
in

ponno
dopo
nastici

irritare

voti

quando furono
I

ss. Sagramenli, che ponno riceversi Voto, non avendosi in re.

l'et delia

pubert.

superiori

mo1

hanno

diritto d'irritare tutti

VOTO o TABELLA o TAVOLETTA VOTIVA, rotunt, Tabula vd Tabella votiva, Donarinni.

voti de' loro inferiori nelle

materie sot-

Immagine

di

tomesse alta loro autorit,


quelle che non
il

ma

non

in

legno o
tativa,

di tela dipinta,

d'argento o altro

vi

sono sottomesse, come

metallo in rilievo, oblazione rappresen-

voto di passare in un altro ordine pi

che in segno

di ollerta

promessa
si

austero, perch
dire

non hanno diritto d'impe-

con volo, ed

a scioglimento di esso,

at-

un pi gran bene.
i

siccome

il

po-

tacca nelle chiese, ne'sanluarii, nelle cappelle, negli altari presso

tere d' irritare voti, che appartiene al padre riguardo a'Ioro (Igli, ed a'padroni riguardo a'Ioro inferiori, fondalo sid diritto naturale, da ci ne conseg'je che genitori ed padroni, ancorch infedeli, i
i

qualche

ss.

Imsi

magine. Questi

voti

ordinariamente

appendono per grazie ricevute da Dio,


per l'intercessione e pe' meriti della B.

Vergine o de'Santi; e talvolta per oblazione e donativo divozionale, per osse-

poono

irritare

voti de'Ioro figli e de'lo-

ro servi. Le persone maritale non hanno voti diritto d* irritate reciprocamente


i

quio e venerazione verso medesimi. la breve, un testimonio pubblico di gra

dell'une e dell' altre,

quando

voti

non

titudine, o di speciale divozione verso le


ss.

sono pregiudizievoli al bene della famiglia o al loro proprio bene reciproca-

Immagini, che serve di salutare ecci* lamento a domandar grazie: pia e fervorosi pratica, che l'autorit e
la

mente, perch questo


dato u
stdl'

diritto

non

fon-

sapien-

autorit n sulla ragione.

za della

Chiesa cattolica ha sempre apil

Laonde una moglie senza il permesso del marito, ed un marito senza il permesso della moglie, pu far voto di recitare alcune orazioni,
della casa, e
di fare

provato,

che viene provalo dalla storia,


tSrt/ife/rtm e delle ss.
la

massime de'

Imma-

gini miracolose,

quale mostra que-

qualche penitenza
il

st'uso continuato fino e inclusive a'noslr giorni, e la natura slessa della cosa, la

leggera che non disturbi

buon ordine

che non impedisce loro di


i

adempire

a tulli

doveri del loro stato.


irritare re-

quale ragionevolissima, nulla essendo pi conforme a ragione e divozione, che


testimoniare con

Le persone maritale ponno


i

monumenti
trofei la

esterni l'io-

ciprocamente voli le une dell'altre, que' cio che sarebbero pregiudizievoli o al loro bene, o al proprio loro diritto, o al

terna riconoscenza per favori ricevuti, e

coronare de' suoi

potenza bene/^ergine e de'

fica e ausiliatrice della ss.

bene della famiglia. Tali sono, per esempio,


i

Santi. L'Oblazione (f^.) di questi voli,


originata dagli ebrei, e dagl'idolatri con

voli di castit, di portare l'abito

deMunghi digiuni, delle lunghe preghiere, de'Iunghi pellegrinaggi, ec. Finalmente teologi e i canonireligioso, di far
i

sti

danno

delle regole per

l'

interpreta-

zione de'voli. Questi avendo la natura e


la forza di

una

legge, bisogna adempirli


si

nello slesso naodo che

adempie ad uoa

venne adottata e santificaNoi chiamiamo Voti queste offerte che si appendono in omaggio di pio e grato animo. I greci dall'appendersi o sospendersi, li denominano cou vocabolo equivalente al latino siirsum, u alto, perch si solevano appendere ia
superstizioni,
ta da'crstiaui.

i34

VOT
come
s

VOT
Voto, e si dava ad esse quel nome, perch nella maggior parte erano accompagnali da qualche iscrizione, che
finiva

luogo eminente, o nelle colonne

praticava nel tempio di Delfo. I latini dissero il voto di oblazione, Donarium,

Donum, Manns, sebbene propriamente


/?ortr/m significa
devansi
i

il

luogo dove appea-

doni,
il

significare
rla.
Il

nondimeno 1' usarono a dono stesso offerto, Donasi

con dette parole, ovvero V. S., Votum solvi, affine d' indicare che il donatore liberavasi dalla promessa fatta a qualche

votatore

disse latinamente J^o-

vens, da P'olum vovere, far voto, e Votus^

un estremo pericolo, o anche per render pubblico un benefcio ricevuto dalla bont degli Dei. Coloro per
divinit in

i>otum, promesso in voto.


gli

Anche presso

eh' eransi salvati da

un naufragio o da un quadro tutte


si

antichi solevano esser questi doni in

qualche altro grande pericolo, costuma-

riconoscenza di benefizi ricevuti, olh'endoli a' loro Idoli ne'tem'pli. Si facevano

vano
le

di rappresentare in

loro disavventure: alcuni poi

servi-

anche ne'domestici lararii, specie di orarotoni o cappelle domestiche presso mani, destinale alenilo di Dei Lari o Penali o particolari, Dei domestici o Genii che aveauo ogni casa, tenuti per custodi d'ogni famiglia. Erano pur detti Mani, a' quali per non si dedicarono len pli, perch creduti l'anime de' defunti
i

vanodi quel quadro per muovere a compassione que' che trovavano. sulla strada: altri andavano a consagrare quelle
tavolette nel

tempio della Divinit

in-

vocata nel pericolo, e al cui soccorso cre-

devano
vezza.

di
Il

Nicolai,

andare debitori della loro salDella basilica di s.

Paolo,

p.

parenti. Gli antichi per voto eressero a

ni antiche, riporta

63, illustrando le sue iscrizioquesta: Vot. Duom.

qualche

Nume
il

un Tempio
Tomasini,
voti de*

(f"'-).

Anche
an-

Vir. Quindi dice; E'questa una magistratura sagra che nuu


i

e Portici, ed

De Donarli
gentili

si

conosceva finora,
i

veternni, fra* tanti


i

novera portici; e per illustrazione della materia olTre 4 corrispondenti iscrizioni a Giove, al Genio, a Silvano e ad Esoulapio, coir espressione la i.'jla 3." e l'ul-

aveauQ come vi furono Duumviri sacrorum, Duumviri acdis locandae, Duumviri aedes dedicandae. In somma il Duumvirato de*
cio a' Voli,
si

Duumviri
i

quali

cura perch

eseguissero

tima:

Ex

voto; e
nel

la .2."

Compos. Leggo

Carli,

FI C, F'oli Amichila di

Voti, era una di quelle sagre magistra-

ture dette minori. Attesta


ti,

il

Buonarrno-

che Sestio Drinniario Certo, per voto vi fece di suo soldo un Portico lungo 100 piedi, e si ha nell' iscrizione: Volo Compos, o Voti Compos. Dimostra religione e fatto io onore di qualche Deit, non dirigendosi voti che a Deit; il perch tutte quelle iscrizioni che hanno per esempio Ex voto pd' Istria^
;

Capo

Osservazioni sui medaglioni antichi,


i

romani facendo i voti si 195, che velavano il capo e alzavano la mano dep.

slra e distesa verso

il

simulacro, e con ci

accompagnavano
facevano anco
zi.

l'atto; col

capo velato
i

le

preghiere ed

sagrifi-

Scannata
che

la

Vittima,

si

'scorticava,

ci

n(jn facevasi negli

Olocausti [V.)

suit; Dedicavit, dedit j


e altro, tutte qualche

Votum

solvi t,

ne'quali abbruciavasi anche ia pelle.

Se

Nume

riguardano.

Nel Bonclerici trovo queste forroole. Voto suscepto libens posuit. Votum solvens
libere

ne distaccava poi la nava di ghirlande e


devasi a'pilastri
la pelle,

adordi festoni, e appende'templi unitamente air


testa,

che

si

p suit. Voto soluto

libens posuit.
se posto
il

come un'insegna
si

della religione

Votum

solvit loco privato,

alla

quale

avea ricorso nelle pubbliche


i

voto nel domestico larario, a qualche Nu-

calamit.

Costumarono

gentili di far
offri-

me

cnbiculare.

templi degli antichi e-

voti per ottenere

qualche cosa con

lano ornati

di tavolette votive

o di

Ex

re a'templi le

immagini de'Nmni

iq essi

vox
adorati,

VOX
altres
le

i35

non

fatte di

traggiarli,

ma

lena, per non oldi metallo o di argento,

nubili solevan pure far voto delle loro

anche

in tavole;

ed offrivano

proprie immagini, e quelle de'figlio nipoti. Tanto i luoghi ne'quali si ripone-

chiome. Era solito d'offrirsi le primizie de'capelli ad Apollo nel tempio di Delfo. E questo volo singolarmente soleva concepirsi in evento d' alcuna lontana spedizione, pel

wano i donativi, che i creduli gentili facevano alle statue, si appellavano ^/o/iflr/V, quanto gli stessi doni.R-iferisceMacrobio, Saliirn. lib. 3, che consistevano io corone e scudi, e qualche cosa di prezioso,

buon

esito dell'impresa.

Era

per
le

in arbitrio del

vovente

il

presentare

chiome pi ad uno, che ad un altro

come

collane e altri ornauaenti.

li

facessero voto d'animali pei Sacrifizi [P\), troppo noto. Ma che figure d' animali di pietra per la salute

nume. Che

Poiilefice

Massimo aveva l'attribuiione

di consagrare questi doni, e gl'impera-

che usurparono la qualit di PonMassimo, usurparono anche tale attribuzione, come dice Dione. Avverte per Cicerone, Orai, pr domo sua, che
tori
tefice

Nicnore votasse Aristotile, n' iu fede s. Scrittura si ha cheque' d'Azoto vessati da'sorci e percossi da Dia
di

Laerzio. Nella

con quel male, fecero voto d' off^iire al Dio dell'Arca, che restituivano, tanti topi d'oro e tante figure di quella parte del
corpo, ch'era
afflitta dalla
l'

vi fu la legge Papiria, la quale riservava

piaga.

que-

consagrazione all'intero popolo, rtiu ullam non licebat injwisu populi consecrare. Pu vedersi Alessandri, Dier.
la

sto rito d' offrire

immagine

degli ani-

mali, che infestano,


altri io

genial.,
pili,

lib.

i,

cap.

i4et

Agostino Nicr'uicis^

il quale poi pass ad esempio, non fu invenzione degli Azoti; poich il Serpente che innalz Mo-

De uguriis

Diebus

s ai deserto, e che serv di rimedio ai

Marpurghi i6i4- La ricuperata salute formuva il pensiero di appendere una tabella votiva, o un dono prezioso nel tempio. iVe parla Lucano nel lib. ^, v.
517. Scrisse Falarde utW Epiit. 84: Delphici Iripodes, et coronae, altaque multa et preliosa munera pr actione
graliarunifib recuperatani saltitem. Fa-

morsicati da' serpenti solo coli' esser ve-

duto, fu conservato nel Tabernacolo, e


poi nel Tempio del Signore, come memoriale del miracolo, fino a'iempi del re Ezechia, quale accorgendosi che il popolo

u prendeva fomento per


festi

l'idolatria, io di-

sfece. >'oo solo le figure degli

animali in-

furono talvolta
quel

in

voto offerte,

ma

cevano olferte di voti anche quelli che ricuperavano la libert. I liberati da schiavit portavano in voto le loro catene ad alcun Nume, per lo pitia Saturno. ] naufraghi appendevano le vestiuieuta ancora molli d'acqua a Nettuno, ed anco colla tavoletta indicativa dell'evento. Nel tempio d'Iside eranvi molte di queste tabelle

la figura di

membro, in

cui era ag-

gravato il vovente. Nei tempio d' Iside, che con Superstizione (A.) era creduta tutelare de'piedi, s'adoravano le sue vestigie, e ad esse s'appendevano figure di
piedi in voto. Si trae dal Hierol-ixicon

del Magri, verbo Litania, che nella Chie-

sa di

s.

Maria

d'/raceli di

Roma,

era
ri-

appese
voto
le

in

testimonianza di ricuperata sa-

creduto dal volgo essere in una pietra

nit. Assai solenne per era l'offrire in

pivasi sul
to.

chiome; voto che talvolta concecapo d'un fanciullo appena na-

maste le vestigie dell' Angelo che comparve a s. Gregorio I, allorch riponendo la spada nel fodero fece saper cos esser
cessata la Pestilenza (^., o

Ed

ancora nell'et pi vegeta, quasi

quando contal

dedicando le primizie della loro adolescenza a qualche Nume; come ad Esculapio la chioma d' Earioo. I greci offri-

sagr

la detta chiesa);

dur

credenza

fiuo ad Alessandro VII, della quale igno-

ranza
fece

egli avvisato
i

dallo stesso Magri,

vano

il

loie crine a' fiumi.

Le giovani

rimuovere

voti e lab'^lle, e dall'

3'6

VOT
ne uno scolpito
voti

VOT
in avorio.

scrizione che

prima non appariva e che diceva Deae Isdi, conobbe esser un voto dedicato alla Dea, e fece levar
i

Fu questa una
la storia, e

scoperta assai rilevante per


l'antica topografia di

per

Roma. La religiosit
si

e scancellar quelle vestigio. Meglio ne parla


il

degli antichi

romani

riconosceva sin-

p.

Casimiro,
p.

Memorie
i

di

s.

Ma-

golarmente ne'
strumenti

soldati,

che appendevano
1'

ria in Araceli,

24 ',

elicendo Iside tu-

in voto a'templi l'arme,


militari,

insegne eallri

telare de'viaggiatori,

quali

dopo lunga

che loro avevano ser-

pellegrinazione, tornati prosperi e salvi,

odVivano tabella votiva con pedate; e che

iscrizione

suonava: Isidi Fructiferae

vito nelle battaglie; e talvolta appendevano quelle de'neinici vinti, chei'.hiamavano spoglie. Ovidio alluse a tale rito ,

Posidt.

Ma

non

solo ne'len)pli d'Iside, in

quando parlando
per
le

del palazzo di Cesare,

quelli d'Esculapio, Dio della

Medicina,

ancora si ponevano tabelle e figure esprimenti ia qualit delta malatta, per Cui
si

faceva
di

il

volo.

L'avvert lo Scoliaste
del lib. ^^Sat.

famoso
dice
il

Giovenale, Giovanni Britanni-

co, al verso

601

ia,ove

armi che vi pendevano, lo chiama casa degna di Dio e abitazione di Giove, perch ne' templi di lui solevano appendersi 1' arme votive. A-ppendevano dunque ne' templi le proprie armi, quando pi di esse non ne avevano bisogno, e venivano a riposar dal travaglio

satirico

che Iside d da campare

a'pittori per la copia delle tabelle ricer-

o rinunziavano alla professione militare. Talvolta poi da'templi


riprendevano,
stocle,
all'

cate ne'suoi tempi. Notai nel voi. LI, p.

occorrenza

le

romani sulla sponda del Tevere dedicarono un tempio a Nettuno, in cui portavano dipinto il pericolo quei che scampavano da'naufragi. Trovo nel p. Lupi, Din seriazioni, che in una labella votiva erano le vestigia di due piedi umani, poich gentili viandanti usavano d'appendere qualche tabella per voto a'Ioro Dei, dopo compito il Piaggio [f^.). Simbolo adottato poi e santificato da'cristiani, che non di rado lo posero ne'Ioro sepolcri, come un voto per aver compito
826, che
i
i

come

tra'greci fece

Temigli
;

che nel tempio di


i

Mmerva prese

scudi per combattere


i

romani

lo

battaglia di

medi in mare ed praticarono dopo l' infausta Canne. D'un simile ripiglia-

mento d'armi digiofFerle,abbia(no(ialla s.

Scrittura,

come David
al

ripresela spa,

da

di

Golia dalle mani d' Achimelecco

che avea offerta


vittorie.

Signore datore delle

L'antichissimo costume deile Devotale,


si

cime de'uemici

pu

liferire

ad

Abramo,

il

quale della vittoria e preda


i

il

corso del vivere, cio di quella pel-

legrinazione,

come

la

s.

Scrittura dice,

che riport sopra re babilonesi die' a Melchisedecco la decima. I romani dopo


,

quani peregrinaninr a Domino. Accennai nel voi. LXXIII, p. 289, che negli
scavi fatti in

l'espugna/ione di Vei, della copiosa pre-

da ne offrirono

la

Roma
il

nel

854 all'ospedale
volta
si

pio d' Apollo. Vi fu

decima parte al tem* un tempio sagro a


cos

de'benfratelli, per la

i.*

scopri-

Giove Predatore, certo

dello dalle

rono presso
ne
i

tempio

di

Giove o d'Escu-

prede delle vittorie ad esso

otFerte.

Ci co-

lapio avanzi dellej^i'j.j.yac, dicendo chi


tratta, cio cisterne
si

stumarono anche

grecij e gli elei col rir

o pozzi profondi,
a*
gli

tratto dal boltiuod'una vittoria costruiro-

quali

solevano formare propinqui


le

templi, per riporvi


altri

cose votive e
il

doni

offerti al

Nume, quando
si

tem-

pio diveniva soverchiamente

ingombro

da

quelli.

Pertanto

rinvennero un gran
piedi, profili

numero

di

gambe, mani,
il

no un intero tempio agli Dei. Giosu dopo l'espugnazione di Gerico olft a Dio le spoglie nemiche e quanto trov nella citt. Ed il Signore grad l'offerta, come si vide nel risentimento mostrato per la prevaricazione di Acan , che salv parte
,

del volto, ec,

lutto in terra cotta, tran-

della preda.

Erano

solili

capi e re d'I-

VOT
sraele viuclorj di sospendere al
le
le,

VOT
tempio
veano u proprio luogo ove
ne'templi, oltre quelli che
si si

i37
riponevano appendeva-

spoglie de'nemici; cos fecero

Samue-

Saulle,
le

David

e altri. Giuditta oiFn al

no

ne'Iararii discorsi delie case private, e

lempo

spoglie d'Oloferne,

David quaa-

ne'Iuoghi pubblici

dato delle spoglie di Adrazaro re de' moabiti, e Giuda Maccabeo fece aplo gli fu

Fori e Piazze,

pendete nel tempio quelle


col capo e la roano
;

di

Ntcanoie
al

le

quali religiose per*

Campidoglio nemiche venivano innalzate, ma pi in trofei che in voto ; senza dir nulla de' cinesi , che al dire del p. Rircher, China illuslratay
tt

come

in cui le spoglie

sone CI fecero nel consagrare


re tali spoglie,
sia

Signo-

par. 2,cap, 4, fg.9,usanoportarea'monli


certi arnesi,

con virtuosa intenzione, per dimostrazione di gratitudine, e sia


il

come

trofei,

consagrandoii a

Lama loro deit, per la conservazionedegli


uomini e
soli

per eccitamento a'posleri a riconoscere

datore di quelle grazie. Se


templi

si

offrirono ne'

templi, in
:

le men)bra stesse de' nemici, non deve meravigliare se venneio offerte anche le spoglie chiamate opime, come pare peli." fece Romolo io iioma con quelle d'Acrone re de'ceninesi, nel Teinpiodi

voti

Parlando dunque de' due maniere si offrivano i alcuni erano ad ornamento del temde'cavalli.
si

pio
in

e questi se preziosi

conservavano

que'luogbi che chiamavano Tesori j altri ch'erauo ad ostentazione, consisten-

Giove Ferelrio (^.);


tre
i

a cui pi tardi

Mar-

cello odri le spoglie di


soldati del vinto

Viridomaro, nennveano votato le armi de'romani a Vulcano, nella speranza di sconfggerli. Nou altrimenti avvenne
a'galli insubri sotto Astrionico,

do il loro maggior pregio in esser testimoni d'alcun fjlto prospero conseguito, o avverso e vi tato, veni vano appesi. Quanto a'prmi la voce Thesaurus ebbe doppio
sigoifcato,

come

la

materia preziosa

ri-

posta, e cos s'intende della

che avencollana a

do votato

dell'oro

romano una

moneta, ovvero il reposilorio d'alcuna cosa. Or questi erano ne' templi degli antichi destinali a riporre
i

Marte, dipoi delle loro collane fu fatto on Trofeo (/'.) a Giove. Fei Platone nella sua repubblica, Dial. de j'uslo, lib.
5, disapprova
pli
il

voli preziosi degli offerenti.

costume

di

portare a'tem,

l'armi de'vinti, massime se greci

giu-

dicando aver dell'empio, ed in conseguenza poco grato a Dio, l' offrire le spoglie
de'propri
fratelli.

Se non che dicevano Thesaurus ancora a que'luogbi, ove gli utensili del tempio gettavano , quando erano consunti dal tempo. Aulo Gelilo riporta un'autorit di Varrone, che tulloci prova. Ricercache impedirono l'opera di Q. Catulo, il quale voleva fare una scala pel Campidoglio, dette Favissae CapiloUnaCy liscose; Tdde esse ce l
to egli, cosa fossero quelle,

L'antichit nell'ordme

de' voti fu religiosa col sospendere l'armi

pi che

altri

contrassegni ne'templi, a se-

gno che

oltre le spoglie de' nemici, o le


,

las

quasdani

et cislernas,

quae

in

area

proprie armi se vincitori


restati uccisi, a

appendevano

ancora quelle de' propri soldati sebbene

sub terra essente ubi reponi solerenl signa veler, qua ex co tempio collapsa
essent, et alia

memoria

di essi. Altri

molo-

quaedam
.

religiosa e donis

rendo, da per loro ordinarono chele


ro armi
fossero sospese

nel tempio.

Ma

fra l'armi e loro insegne,

ebbero una par-

Soraquos thesauro graeco nomine appellaremus,priscos laconsecralis


. .

sed Q.

Fa Ieri uni

nuni solituni dicere

ait,

ticolare distintizione f^essilli (f^.). Sten-

linos Fiavissas dixisse,

quod

in eos

non

dardi [F.) e

altre militari insegne, forse


dall'

per essere o dal colore o


sopra dipinta, pi
zioni vinte, che
aiti

immagine

a distinguere le naarnesi,
l

non

gli altri

come

rude aes argeniumque, sedjlata signalaque pecunia conderelur. Conjeclare igitur se detrac tani esse ex eo verbo secundani literam,et Fay'issas esse diclas cellas

rilevarono Orazio e Silio Italico,

voti a-

quasdam

et specus

quibus Aedilui

i38

YOT
Da
ci
si

V
puiatendc'

OT

Cnpilolini uterenlur adcuslodiendas res


veteres religiosas.
re anche Nevio poeta, che parlando di s

quando sarebbe stato sepolto, chiasua tomba Orchiur/i ihesaiiruni. Anche le carceri, mussi me sotterranee, in tal senso si chiamarono tesori ; e titsaustesso

mi diede ornamento agli Dei ed a Mar-' te; sebbene esso poi non diede spoglie nemiche ad ornar il tempio di Giove, il luogo perpii scelto nell'appensiooe di questi

ni

la

voti, forse

per essere
si

il

piti

manifesto

e pi in vista,

era

la

volta

ocupola del

tempio, anzi
ci

il

suo mezzo, detto da' grela volta

rum
so

public uni sub terra, T. Livio disse

e latini Tliolus. Ovidio lo prese an,

Ja carcere di

dunque prendendo
il
i

Filopemene. In questo sengreci, come pus


i

cora per tutta


sta.

descrivendo

la

rotondit misteriosa del tempio di Ve-

re da'greci non che


piirola
latini,

signincato anche la

Virgilio
Ivi

ia

testimonio de' voti


le
si

per tesori ue'templi s'iuln-

qui appesi.
Stazio,
scrizioni

appendevano

immatrae

clono

reposttorii di

qualunque cosa ; coquel-

gini e l'arme votive ancora, e


il

da
i-

me nella presentemateriasarebbono
le,
:

quale dice pure de'


si

titoli

ed

che annovera Giulio Polluce Oblationt'S auleni, et dona sacra plerumque sunl coronae, philae,pocula, tfiuribula, aureae argentaeque pkialoie^cyalh, ani' phorae. Deve:)i avvertire, che le citt ne'
templi aveano loro tesori propri,in cui si conserva vano doni votivi a esse presentati. Non poco ne parla Pausania, nomii
i

che

apponevano

a'voti.

Rac^

, che ottenuta dagli atecomandati da Temistocle, una vittoria navale , alzarono sulle colonne le spoglie nel tempio di Diana, detta Orientale, nella citt d'tVrtemisio. Descrive s. Luca la persecuzione, che s. Paolo pat in

conta Plutarco
niesi,

Efeso dd Demetrio argentiere, e dagli

altri

riand templi che


i

li

possedevaoo,e
i

la

qua-

della stessa arte da lui a ci istigati, per-

lit

de'doni. Singolarmente

corintii

ne

edificarono

uno appositamente, per


,

la lo*

ch mancava di guadagno, che facevano nel vendere l'immagine d'argento di Dia-

ro nazione e citt, ed in questo tesoro ripose suoi doni donarla. Segnalato fu


i

il

tesoro del ricco tempio di Apollo inDeUo,


poi,

che

come altri, (u depredato


;

e spoglia-

lo da'nemici

gli offerenti

loro iscrizione, forse

ponendovi la perch io occasione


i

d'invasione ostile, restando


noscesse

titoli, si

co-

almeno

la

divozione dell'offe-

rente. Di quest'iscrizioni fa pur menzione Pausania, e massime parlando di quelle de'Sicioni

e de'Gelensi.

voti poi

si

te-

na loro falsa Dea ; predicando l'Apostonon esser Dei simulacri che si fanno colle mani. Il tempio di Diana in Efeso era una delle meraviglie del mondo per la ricchezza de' donativi e la magnificenza dell' edifizio. Rispettato da' romani nelle guerre civili, fu spogliato da Gallieno imperatore , e arso da' goti. Oltre le iscrizioni , erano voti di particolari ornamenti fregiali, come di fasce, corone, bendoni o nastri, forse non dissimili
lo
i i

nevano ne'templi

esposti in alto, ond'era


si

dagli odierni

festoni

che nelle

feste

si

detto sospenderli. Talvolta

sospende-

appendono
chiese. Voti
gli

alle
i

porte e alle volte delle

vano

al i.

entrar nel tempio, e sul liminelle

gentili

appesero anche

a-

tare pure ne'portici. Qui pure appende-

alberi sagri a qualche


alla quercia.

Nume,

mas-

vano
le

le

immagini degli avvenimenti


le

sime

tabelle dipinte, o altri arnesi testificanti

opere consumate e

fatiche sofierte.

Talvolta ancora entro del tempio depo-

De'doui ornati sospesi cadde la benda che cinse il capo di Timoleonte, il che fu preso per buon augurio. Ma ordinariamente, domi'
in Delfo,

nevano talmente questi


tive
,

voti,o spoglie vodi

nandolasuperstizioneoegliantichi,quaa-

che ne servissero
stesso
,

tempio

anzi agli

ornamento stessi Numi.

al

Lucano

disse di Sceva, che delle sue ar-

do voti cadevano spontaneamente, ne prendevano tosto cattivo augurio e fu ueslo presagio; cos quando cadde dal'
i

VOT
Talto del tempio
lo

VOT
si

i39
qualche voto.

scudo d'Eippo.
religiosa
di

celebravano

in forza di

Tuttavolta era osservanza

Ve

n'erano di pubblici, quando era pub-

non riparare alla caduta, la quale col tempo veniva necessariamente a succedere. Del resto
i

blico

sagri donarii del gea-

tilesimo consistevano pure nelT

gine degl'Iddii.

immaErano queste bene spes-

il volo, che avveniva nelle pubbliche calamit o nel bollor d'una pugna, o io altre iuiporlaoli occasioni; e ve n'erano di privati, falli eseguire da un sem-

so dedicate o per privata divozione delle

persone, o per rendimento di grazie a

primi si davano da' un senatus-coosullo. Esiste un'iscrizione che fa menzione di


plice particolare.
I

magistrali dietro

cagione d'alcun benefzio ricevuto, o per avviso avutone in sogno. Si credettero

pubblici giuochi votivi pel felice ritorno

ancora

gli

antichi, die

il

dedicare in luoser-

Ludo^ voti\>os pr reditu Imp. Caes. Dv. F. Augusti. Voli per


d'Augusto
la
:

go sagro qualche simidacro di deit


e che lo accrescersi per questa via
lo ad
il

prosperit e conservazione degl'impesi

visse per espiazione delle proprie colpe,

ratori

solevano fare fino

al

quiiiquea-

cul-

uio o decennio,
e

ma

ancora molliplicare

un Dio,

fosse

un compenso equi-

accrescere col

valente per isfuggire le pene dell' altra vita. Cos Priscilla moribonda, presso

per V Anniversario [r.),

molte

iscrizioni

numero degli Anni^ e come si vede ia antiche. Le feste quin-^


le

raccomanda al marito, che per la salute della sua anima dedichi una di queste statue nel tempio di Giove Capitolino. In tali statue si cominci assai presto a scolpirvi la memoria della deStazio,
si

queqoali e decennali,

descrisse

anche

Dione, e

il

cardinal Noris scrisse un'e-

ruditissima dissertazione. L'origine deri-

re l'impero nel 7.

v da .augusto, quando tratt di deporanno del suo consolato, e ripristinare la repubblica;

dicazione, nel fianco di esse, acci guasta la statua e ridotta


so,

ma

ancora a un tor-

senatori, parte per timore,


i

e parte

che

che n'

la

parte pi solida, l'iscrizione


il

pi savi giudicassero meglio quel goil

vi sussistesse,

che avvenne anco con istatue di tufo. Ci fecero pure per la superstiziosa credenza, che neh' esporre
que' simulacri
alla

verno, e dispiacesse loro

dominio del

popolo pieno sempre


vollero accettare
la

di

sedizioni,
gli

noa
con-

rinunzia e

pubblica venerazione,

previa consagrazione e alcune ceremonie,

ritenevano che quello

il

quale prima
il

e-

re sasso diventasse Dio, ossia che

Nu-

fermarono l'impero. Passato il i." decennio gli fu decretato un altro quinquennio e poi un altro, e dopo un decennia decenni e poi un altro; cos couliouati
i

me

invadesse

il

sasso e vi risiedesse; lagli

tenne per tulta la vita l'impero qual cagione


g'

per la

onde incidevano addosso, come


schi, tale prerogativa, acci
si

etru-

imperatori

posteriori,

rispettas-

sero,

bench
si

di

non gran mole furono


vogliono, che
le

bench si dava loro l'impero non a tempo inileterminato ma a vita, celebravano


ogni decennio
le feste

questi donarii. Altri


scritture

per

la

rinnovazioi

facessero nel fianco per prescri*

ne

di quello. Si

esprimevano

voli deil

zione rituale,o per considerar quella parte pi

cennali nelle medaglie, e ne ragiona

auspicata e pi fausta. Diciamo


f'

alquante parole de'


de'cristiani,
to.

oli

Decennali, in-

nanzi di parlare ei>oU o tabelle votive

costumate con culto pi sanQuesto genere di voto partecipa del ^o/o(/',)di promessechesi fannoaDio.
voi,

Buonarruoti ne'suoi Medaglioni, ed il Zavarroni nell' Epistola de duabus aniiquis Inscriplionibus seu Aris vovis, presso il p. Caloger, Raccolta d'Opus
scoli,

niversaria,
lia,

Nel

XXXI,

p.

170 e

seg. parlai de'

Erano pur detti AnQuinquennalia, DecennaFicennalia, Tricennalia, secondo


1.
1

6, p. 367.

Giuochi o ludi

volivi, quelli

cio che

l'epoca della celebrazione^ aotandosi nei-

j4o
l'iscrizioni

V o t
e nelle meilaglie:

V
Vot.

OT
le

V.

voti
sigle

di
:

semplice invocazione hanno


P. G., senza la R.
i

Fot. X. Fot. XX. Fot. XXX. Epoche nelle quali si rinnovavano voti, e l'adui

La

Chiesa, e

lazione

vi

avea

la

parte sua. Nelle

mesi

daglie, oltie l'edSgie dell' imperatore,

rappresentava
ricevere
il

la

sua figura in alto di

Mondo

Simbolo

delle loro feste era

da Giove o da R.oma. la Nave, la


letizia,

Pastori, sempre vigil non s appendessero che soltanto alle ss. Immagini, riconosciute da lei degne di culto, e tosto rimosse quelle tabelle votive che da qual-

per essa

suoi

che questi

voti

che credulo

si

sospese al sepolcro di al-

quale fu spiegala per allusione a'combattimenti navali, o per simbolo di


d'allegrezza, di felicit, leggendosi in al-

cuno riputato falsamente Servo di Dio, non meno lumi ch'eranvi stati accesi ; e pi esempi ne ho riferito a' luoghi
i

cune medaglie: Laelila Teinporum^ sebbene l'imperatore fosse un mostro di


crudelt e di
li

loro. Si legge nell'eruditissimi

Lezione

del Madrisio.

Nella Chiesa cristiana fio

vizi.

dal principio del quarto secolo era entralo l'uso d'appendere a'sepolcri de'ss.

Marangoni, Delle cose gentilesche

e profane trasportale ad uso e

adorna'
357.

mento delle Chiese,

riferisce a p.

Martiri (K), non che le tabelle votive, ma ancora le figure de'membri, fatti sino
d'argento e d'oro, ne'quali
vocati aver ricuperata
i

Fu

costume

de'gentili,

quando pensavaricevuta alcuna

fedeli ricoin-

no scioccamente d'avere
ne'loro templi tabelle o
livi

noscevano per intercessione de'Santi


la

grazia da' sognati lor Dei, d'appendere

sanit

prima

monumenti

vo-

perduta. N' fede un illustre testimonio


di scrittore di quell'et, cio di
reto,

per gratitudine e memoria. Questo


i

Teodo-

costume l'appresero

romani da 'greci, e
i

questi dagli egizi, e specialmente

navi-

che nell'opera: De curandis Graecoruin affeclionibus, lib. 8: D>i Martyribusy

ganti nel tempio d'Iside, creduta

propizia a coloro che navigano in


re, ne'loro pericoli,

Dea ma-

paulo ante finem,


ss.

dice cos, par-

lando de'

Martiri e de'Ioro sepolcri.

quindi scrisse Tdjulniilii:


-

Pie vero fideliterque precatos ea

ma-

lo:

Nane Dea, mine succurre


Piota docci

xime consegui, qnae


tur illa
soli>iint,

desiderant, teslan
rei

nani posse medcri


plis

Temsi

quae Fotoruni

dona per-

multa tabella

tuis.

Questo costureligione,

me

per, con vera piet e

nitatis indioia.

manifesta niniirum adcplae saNani alii quidem oculovero pedura,


alii

sempre praticato da'fedeli cristiani, come dedotto dalle divine Scritture e usato dagli ebrei, per contrassegno di dovuta gratitudine a'beueficii divini, per in-

rnm,

alii

porro

manum

siinnlacra suspendunl,ex argento aurove confecta.Haec ilaque omnium spedaculaexporrecla teslantur morbo rum depidsionem, cuj'us ipia certissima signa

tercessione e pe' meriti della B, Vergine

e de'Saoti perci invocali da loro. Ond'

sunta sanilate co

t-sequuti aliata, haec,

che frequentemente si vedono nelle chiese


e negli oratorii tabelle dipinte,
scolpiti, statuette

inquani, sepulcrorutn (forse va scptUto-

marmi

rum)
sio,

ibi

d'oro e d'argento, iscri-

steadunt. Costume,

Martyruni, quae sii virtus oaggiunge il Madri-

zioni e altre somiglianti cose, colle quali


i

fedeli

riconoscono, con segno esprimen-

sliane,

che oggid perdura delle chiese crimassimamente ove si crede voleSignore Iddio manifestare

te la loro gratitudine verso il Dator d'ogni bene, e verso la ss. Vergine e que'
Pianti, all'intercessione de'quali
si

re

ii

pi fa15.

cilmente all'intercessione della

Ver-

attri-

gine e d' alcun Santo la sua liberalit.

buisce la ricevuta grazia, testificata dalle lettere iniziali

o sigle dipinte o imricevuta.


1

presse: P.

G. R. Per gtazia

una chiesa oimmagini della Madonna, venerate sotto vari titoli, una
cos
si

spiega, perch in

ve sono pi venerabili

V
tentosi

OT
e miracoli poralla

VOT
vula origine da*
l'er
riti

i4i
sonosi

i esse fonte di grazie


a' l'coirenli

gentileschi,

sua potente e

altro di quella opinione abusali pregli eretici

benefica intercessione, sempre Consolatix


Il

cipuamente
gie di
s.

e gl'increduli,
le

ad

d'

Salus Injrmorxim. midesimo Madrisio rileva, che T uso appender 1* ai mi a' templi (massime
JJJlicloXin e

oggetto di vilipendere

pi sante litur-

Chiesa. Gli vero che

quando
la

anco

tale

opinione sussistesse niua arse

se
l

micidiali

da taglio o da fuoco, dal-

gomento
eterodossi

ne potrebbe trarre contro

'eiTetto

lo

mortale dtlle quali scamp quelche l'appese, per a^eie con successo
i>ul

santit de'rili cristiani,

come contro
i

gli

hanno dimostrato

cattolici

invocalo in

punto del
il

pericolo, eco

difensori della

divoto lervore,
cazione della

divino aiuto, coll'invo-

to alla
ti,

medesima. Quindi, quancanonizzazione e al culto de' Saned alle tabelle


le

ss.

tempio, e co>
stiani,

Vergine veneiata in un d'un Santo) ue'secoli cridagl'i-

essere posteriore e totalmente diverso

dalle apoteosi de'gentili,

come

si

piatilo ne'pagani

dolatii; oltre l'uso di

sospendere

Sitn-

dardi e TtssUi^ coltre instgne tolte in imprese vittoriose a'ptrpetui nemici del

quali non furono piobabilmente usate da' cristiani primitivi, o se furono usate non ad imi-

votive appese agli altari,

tazione de'gentili,

ma

per naturale sug;


i

nome

cristiano,

fanatici

e crudeli tur-

chi; e nelle guerre di

gnale centro
li,

guadasanguinari eretici. Di che


religione,
le

gerimento s'inlrodussero ^tra quanto ripugnarono


lontanare ogni idea di
^'Hldi,

poich dimoprimitivi cri-

stiani le cose de'giitili, studiandosi d'al-

pi esenipi riportai ne* ricordali articoed ezifindio nel descrivere


/

superstizione.

11

Chie.-e

ed

quelli

Santuari, rima rcando pure quelli- e edififBli per wo. Inolile il Wale

drisio seguala

che cora pi insign,

chiese
i

crisliai e

an-

De'pan echi, l. 2, p. 261, trov neh'All secolo faisi menzione d'una tabella votiva sospesa in chiesa, da uno (hea^ea ricevuto una grazia. Ma che pi
antico n'ei a l'uso, oltre
Paoli, Notizie di
p.
il

come

templi primari
i

riferito col

Ma-

del paganesimo,

propri teposseggono sori o luoghi ove si custodiscono voti e le preziose olleile fatte in tutti tempi dalla piet cristiana, anche per grazie
i
i

drisio, altra testimonianza la leggo nel p.


s.

Fel ciano martire,


i

vroti o fi172, il quale osserva che gure rappresentanti le membre umane

ricevute, e siccome pi
tesori della s.

famo

si

nomina

poste a'sipolcri o alle reliquie de'Sonli,


si

Lorel o (7 .), della patriarcale basilica di 8. Mtirco di Fncza (/"'.), e di s. Dionisio (f.) in Francia; e che precipuam.ente nella i.' di detdi

Casa

costumavano
nel

fino da'iempi dis. Giofiorito nel

vanni Crisostomo,

IV

secolo e

morto

te che>e,

quasi

d' ogni
1'

nazione

vi

sono

doni, e
della

ricorda

usanze degli antichi

4^7- Imperocch narrando il culto di s. Feliciano, che pat il martirio circa il 3o4, in quell'epoca Dio avendo elargito pi ti atti di sua miseriCOI dia a'di lui divoli,
alla

religione

pagana, D)a santifrate


tali

per aver ricorso

da'coslumi
r da

religiosi de'veri fedeli. E' petesori e


ss.

sua valida inlei cessione, di questo

deplorale che
le

altri,

aversene prove convincenti ne'molli voti

come
ni, di
ti

ricchezze votive delle


in

Immagi-

appesi presso
le

il

suo venerabile corpo,

quando seno depredada qualche empio ladro, o dalla forza


e
sacrileghi invasori.
t

quando

per

grazie e miracolose guarigioni ot-

tenute dn'supplicanti pe'meriti suoi e pel


valido suo pHirocinio.

de' prepotenti

Il

Uu

tal

costume di

Lazzari, nella

Dia

riha,

svolse l'oigo-

situare, in segno di gratitudine a Dio, pe'

mento. Bench molti ancora tra' cattolici scrittori ehbiano tenuta opinione, che gran parte de' riti cristiani alba a-

bentfjzi ricevuti nella guarigione di varie

membra

del corpo,
le

la

figura delle
dei Santo

medesime

pi esso

reliquie

i42

vox
fu prail

VOX
lo.Primeggiandoi cuori, tenter una spie'

benefallore, in aigoraenlo tl'averle otte-

nule mediatile l'iulercessione sua,


ticato
fili

gazione.Ilcuoreun nobilissimo
e viscere muscoloso,
sceri del
il

membro

dal
se

tempo
ne ha

in
la

che

visse

Cri-

principale tra' vi

sostomo, e

relazione dai suo

corpo umano. Situalo nel petto,


incomincia a muo-

discepolo Teodorelo.

Come

questo di-

il

fonte della vita, come centro della cir;

volo costume ebbe per oggello di ricordare l'abbondanza delle beneficenze


celesti,

colazione del sangue

versi sin da'primi istanti di nostra vita,

pronte sempre all'umana necessipe' meriti e alle


;

t, e solite dispensarsi

preghiere de'Beati comprensori

cos'i

a-

ne cessa di pulsar mai pi sino al totale eslinguimento di questa. La sua figura quasi conica colla punta in basso; ed i
suoi bordi

iiimeranno

la

nostra fede, sosterranno

uno

destro, sottile, acuto,

le nostre speranze, e

metterci nuovi aiuti,


sti, in vista

potremo compronuove grazie celemeriti del glo". Il p.

l'altro sinistro

alquanto tondeggiante.
cuore, vale lo

E' sede dell'affetto, della gioia, delle virt, del dolore.


slesso,

de'singolari
s.

Donare
il

il

rioso martire

Feliciano

Filip-

che dare

cuore. E' inoltre sim-

pini, Ristretto dflLi chiesa

de

ss. Silve-

bolo dell'amore, della mente, della sapienza. Figure simili a' cuori
si

stro e

Martino
Papa
s.

di

Roma,
I

a p.

5 1 descriof-

vedono

ve un'antichissima corona d'argento


ferta a

non
gli

di

rado nelle lapidi de'sepolcri depareri degli antiquari.


11 p.

Silvestro

e trovata nei

antichi cristiani, e sul significato vari


i

i632,

colle seguenti

parole incise, di-

sono

Lupi

chiaranti esser oblazione d'una pia don-

nella 7.' Dissertazione sulla cristiana

na per soddisfare ud un volo -^ Sanato Sihestrio. Anelila sua olititi *. luil. Antichissimo pure l'uso delle tavolette

iscrizione di Bellina^lvovaVa fuori diRo-

ma,

in

una parte del cimiterio


riferisce
il

di

s.

Er-

mete,

d'argento e dipinte. Le vicende politiche de tempi ne fece perdere un numero infinito, oltre le perite

estratto

che dal suo sepolcro fu corpo colla dovuta venerazio-

ne, e con l'epilalfio

venne dato

al colle-

negl'incendi, pre-

gio

romano per

collocarsi sotto

un

alia-

molte anche per I' arte cui erano stale eseguite da valenti artisti. Nondiziose

re domestico della cappella


gi da' fervori di
in essa fece
ciso in
i

santificata

s.

Luigi Gonzaga, che

meno

diverse chiese

e santuari tuttora
superstiti,
li-

voti leligiosi. L'epitaffio in-

e posseggono non poche

marmo

budiglio dice

Cand-

mitandomi
che
si

solo

ricordare

le tabelle

dus- Coniugi Sui- Belline. Nel principio e


fine d'ogni linea

ammirano
Lagrime
i

nel santuario dis.


di

Ma-

un cuore,

in tulli 6. Can-

ria delle

Trevi nell'Umbria,
voli o tabelle voti-

dido fece tale sepolcro

alla

sua consorte
il

come notai
uemeule

nel voi.

LXXX, p. 55. Comule

Bellina, la quale avea dato

sangue ia

principali

testimoniodella fede. Sulle figure de'cuori,

ve consistono, oltre
infermit che
gli

stampelle

di

legno

che

di

frequente trovansi ne'sassi an-

de' zoppi raddrizzati o guariti

da gravi
all'

tichi, discrepanti

avea obbligali

uso

sono secondo

casi

sono le opinioni. Esse ove furono trovati.

di esse, senza parlare delle

gemme

e al-

tre cose preziosissime, collane, orecchini,


anelli, spille

Cordonlio materno. Simbolo della carit o da'cristiani avuta verso Dio. Simboli di
cordiale sincerit praticala dal

da petto d'oro,
che

e persino o-

defunto,

rologi, quelle pi in uso sono le tavolette dipinte esprimenti in


il

allorch
renli,

visse. Il
il

dolore e l'amore de'pae


la

supplican-

che

trapassato congiunto sep-

te fu con grazia divina esaudito, espresse

pellirono. L' innocenza


d'

mondezza
i

anche

in argento, e sopraltutto

cuori

animo

del sepolto. Altri opinarono

argento, ed anchegambe,braccia, occhi,


figure, fiori, coroue,di tal melai

cuori sulle iscrizioni sepolcrali non avere significalo alcuno


j

e intere

essere solo Inter-

vox
punzloni espresse a capriccio dagli artefici,

VOT
d
tal

i43

che

le

formarono piuttosto

figura che in altra, perch cos a

loro

piacque, noD perch ci richiedesse alcuna mistica regola d'arte. Altre ragioni, con gli autori dell'opinioDi, l'offre il p. Lupi. Trovansi ancora negli eptafB cristiani le figure di cuoi trafitti ; ed anche
i

davano quale amuleto, lasciandola nelTassumere la Toga virile, ed allora la sospendevano nel proprio Lararid al collo deloro Lari o Penati sostitu de'cuori
;

o Agnus Dei, formati colla cera del Cereo Pasquale, egualmente da portarsi al
collo e pendenti sul petto. Dalle erudizieni

dunque qui

raccolte, pel

complesso de*
e della
fe-

col

Mouogramma

del

ss.

Nume

di Cripto

significati e qualit del

cuore, qual vi-

posto in iiie7zo alle lettere Alfa e


la

Ome-

scere pi nobile dell'

Lento (f.)
gli

ga. Un'isciizione ha y cuori, colla forn)0'


:

Donna, per
cero
gli

gli usi

che di sua figura

Depositus
del
ss.

in pace. h'e^haffo del fanil

antichi gentili e

antichi cri-

ciullo

mai tire Doroteo, ha

Monogramformola In
:

stiani, forse

ma
i

Nome di

Cristo,

la
i

pratica d' offrire a

probabdoiente deriv la pia Dio tabelle votive in

Pace, e due cuori. Anche gentili usarono cuori per segno di cordoglio nell'iscrizioni sepolcrali
;

forma di cuore, non solo d' argento, ma anche d'oro, e coll'impresse sigle P. G*
:

anzi gli usarono ancora

R.

ci per pubblica dimostrazione d

nelle pubbliche iscrizioni di ponti, di vie,

sincera e affettuosa riconoscenza al beneficio

d'archi trionfali, e talora anche nelle basi

ricevuto, offrendo in figura

il

pro-

votive a'Ioro idoli, e

ne'sigilli falli

per dioflici-

prio cuore, qual parte pi nobile del cor-

stinzione de'Iavori usciti dalle loro


ne.

Conclude

il

p.

Lupi, questi cuori nel-

po umano. Tuttora marinari, quali ia generale abitualmente si mostrano poco


i i

l'iscrizioni cristiane

non hanno alcun

si-

religiosi, per cui proverbiale

il

detto,

gnificato.

r Aringhi nella

Eoma

subt.

terranea, che non poco ne parla nel


p.

2,

Marinari, nondimeno recausi con grandi>simo raccoglimento e con una

Voto

di

producendone le figure, dopo aver detto al cap. ii del lib. 3, esser


e scg.
; ,

6go

speciale divozione a compiere

voti latti

durante

le procelie, a

ringraziare Do, la

simbolo della carit avuta da'cristiani verso Dio nel cap. 5o lib. 6 , dopo aver
dubitato, se essi fosseronulla pi che puuti

interiezioni,

li

spiega (|uali simboli di

Santo procompiuto un lungo /'/'^gg/o.oattia'ersati mari pericolosi. In quell'articolo dicendo di (pieB. Vergine, o qualche altro
tettore, per avere felicemente
sla religiosa pratica, riparlili della

cordiale sincerit praticata in vita dal defunto, e


ficare
il

Mri*
della

non discrede poter


il

cuori signi-

donna del Buon Fiaggio^tW Roma,


quale
i

dolore e l'amore de'parenti che


decesso
;

marinari di Ripagrande, anche


di

tumularono

e flnahnente pro-

prima

pai tire,

implorano

il

patro-

pone, quasi spiegazione molto opportuna


di tali figure,
il

cinio, constatato dalle tabelle votive offerte alla

significarsi

da loro

l'inno-

medesima
I

dalla gratitudine de'

cenza e
to.

la
le

mondezza d'animo

del seppelli-

marinari.

donativi preziosi e votivi che

Tra
la

molteplici erudizieni

illustra la figura del cuore, ricorda

che

Chiesa a rimuoveie

la

con cui ancora Supersti,

non

si

pouno appendere o tener semsi

pre sugli altari,


gresta {f
rio (f
.),

custodiscono nella Sa-

e anticamente nel

bestiavi

zione {P\) di portarsi da' nobili romani fanciulli la Bolla d'oro degli antichi ro-

si

riponevano. Al molto che

sarebbe da dire sopra quest'ampio argo-

mani (F.)

sul petto (che vari autori dis

mento, ponno supplire


re.
I.

le

seguenti ope-

sero in forma di cuore, confutati dal Ficoroni, che neoffre


le

Raccolta d' Opuscoli


,

del p. Caloger,

figure identiche ro-

p.

271

Dne

lezioni del p. Gio.

tonde), colla quale credevano usare una

preservazione

codUo

malefizi e riguar-

FrancescoMadrisioprete dell' Oratorio. L'una sopra i Voti e del rUo degli an

1^4

VOY
Tempii. L'altra soil

V U L
genie di tesori d'arte e di erudizione n'
suolo, cli' posto nel territorio di

tichi (V appenderli a'

pra i Trofei degli antch.Pml.^3,p.335: Leltere Roncag Itesi di Gio. Ballista Passeri
:

Monp.

talto di Castro, di cui nel voi.


1

LVllI,

Lettera II." sopraquclla parte de*

sagri Donarli che consiste nelV Imma' gini degl'Iddi. Giusto Fonlan'u^Dscussioneii

35, la quale, secondo alcuni, e lo ritiene il municipio, successe alla citt vescovile
di

Gravisca [F.)

ora nella diocesi di


nella

argenteus votivus \>eterwn Christianorum Perusiae reperlus , Rotiiae

Viterbo (nel quale articolo non poco ne


riparlai, e

maggiormente di Fulda),
al

1727. Giacomo Filippo Tomasini , De Donaris ac TabelUs votivis , Palnvii


j

delegazione apostolica di Civita Fecchia,


la
s.

quale appartenendo
Pietro, e questo

Patrimonio

eli

654 con

figure. Pietro Rinaldi,

De fala
ri-

avendo

descritto a Vi-

sa veleriim Ckrislianorwn
t/htts

rilttttm

terbo, di naturale conseguenza tornai a


ragionarne. Tanto con quello
Ira
il

Ethnicornm

origine, Diatriba, Ro-

si

compene-

1777. P. Gio. Stefano Menochio , Sluore: Centuria i i, cap. 2: Delle Tavolette votive che anco anticamente si attaccavano ne* Tempii. delle piastre
,

mae

presentearticolo, die va tenuto per-

ci presente.

Fulci o Fulda, ed anche Bulcia e Bulgia, dal Sarzana chiamata


,

o medaglie^ che per divozione

s'

attac-

cavano
grini.

a' vestimenti o cappelli de'pelle:

Vida, e dall' Adami F'olsca fu anticamente una delle citt pi potenti pi ricche e pi rinomale dell'Elruria media
,

46 Del costume degli antiappendere voti e doni ne' Tempii loro. Marchese Luigi Biondi, Intorno una Tabella votiva in marmo trovala nelle
Gap.
chi d'

e marittima, secondo
di

il

dotto archeologo

Tacanella, che fu Vinceuzo Campanari, gi rammentata daTolomeo,GeOj^/'.


sua area distante 7 miglia dal Mediterraneo e 5 dal detto Montalto, presso la destra riva del fiume Fiora, che negli antichi itinerari chiamato Armen, Amine o Armenita. La via AureIl 1,1, la

escavazioni

Ragionamento. Presso gii Jtti nella pontificia accadeviiaromana di Archeologia,^, g.p. 2o5.
Veenti
,

Sopra

una.

Mano

votiva rinvenuta nel

territorio

Cagliese, con qualche cenno

del luogo ovefu trovata. Dissertazione letta nella pontificia .accademia romana di Archeologia, dal socio ordinario ir-g." Antonio Bonclerici,l{on\a 836 con
1

venendo dalla parie di levante, pasun ponte in cui il fiume sopra di grandi massi di travertino, sciolti dal temlia,

sava

po e dall'impeto

della corrente

giaccio-

Costume antico di appendere ne' Templi le Tavole votive. Memoria postuma di Giuseppe cav. d' Este, Pioma 1857.
figure.

no dispersi imboccava
piano
in

dopo pochi passi nella citt. Salendo nell'alto che quella distendevasi con un
sul luogo, e

corso quasi diretto,

come fanno fade

selci

rimasti, tutta l'attraversava fino all'op-

VOYE
Sicilia, e

Jacopo, Cardinale. F. Via.


gli

posta
,

campagna. Questo piano dal


si

lato
ri-

VULCANI.
o furono

F. Terremoto, Napoli articoli de'luoghi ove sono

del

fiume

termina colla cresta della

estinti.

Marino, Crtr^maZe. F. Bulcano Marino. VULCA>0 Marino, Cardinale. F.


Giudice Marino.

VULCANO

pa altissima del Fiora, e dalle altre parli con una valle non assai profonda che gli gira d'intorno. Lo spazio fra questi conflu

compreso

tutta l'antica citt,

ed

per conseguenza tutta sparsa di ruderi,


fra'quali sovente s'incontrano
i

segni del

VULCIoVULCIAoVOLCIAoVOL3CIA, Fulcentina seu Bulcentina. Antica citt vescovile della Toscana pontificia', non pi esisteute, ma feconda sor-

fuoco, che
cio
i

vi

port l'ultima distruzione,


i

legni carbonizzati,
fusi, le

ferri delle

fab-

briche
ti.

ceneri frammiste a'cemeo-

La

ripa della Fiora

non serba

vesligio

V
di

UL
dall.1

VUL
nal'e-

145

muro urbano, difesa com'era

tura dalla perpetua sua altezza, salvo


st

tendere olio scavo dell'altro lato dell'urelia, dove ne invitava la speranza di miglior profitto per l'impresa sociale,
l'assunse.

reuio angolo a ujezzngiornOjSulq nule era

che

collocata l'acropoli d grandi forldcazioni

Qui
,

si

scoperse

un molto mag-

munita, lutto

il

rimanente circuito delle

gior edifizio

affatto

per distrutto fino

la citt era

chiuso di mura,
fior di terra,

quali o

si

alle soslruzioni

scorgono a
co
di

si

scoprono poall'

al disotto.

La

loro struttura di grandi

che vi durano, di mura cos grosse e formalo come le suddetmuri te mura urbane, e tali pure sono
i

parallelogrammi

tufo,

etrusca

interni

che incrociandosi danno

1'

idea

maniera composti, senza calce, e la grospalmi romani. Lo spazio sezza n' dii
I

che
ta

l'intera fabbrica fosse io

pi sale di"

racchiuso fra'termini suindicati, cio tutta l'area della cilth.di

ed

il

perimetro

di miglia

rubbia romane 72, 3 e mezzo circa.

Questa nel suo prospetto era ornad'un portico con colonne di travertino, delle quali alcune basi e capitelli di fina scultura d' ordine ionico giacciono
visa.
,

dove la citt finisce dal lato di ponente, lungo il corso dell'urelia, trovasi contiguo un altro spazio di quasi 8 rubbia romane di terreno, ch'era pur circondato di simile muraglia. Sebbene tale spatio in alcuna sua parte presenti qualche maceria, generalmente parlando n' priv ; per cui non sembra che vi fosse propriamente una parte di citt o di sobborghi continuali, ma un'area destinata ad altro uso qualunque. Forse servila a'vulcenli d'accampamento militare, forse di campo ad altri esercizi che non pu determinarsi. Avverte il Campanari, che anco la sua patria, 1' etrusca Tuscania, ha un simile spazio delle mura urbane, e ad esse contiguo, egualmente chiuso da grossa muraglia lungo il fiume IMarta, e verosimilmente addetto alla stessa destinazione, come quello de'vulcenti. Le macerie abbondano di pi di quelle di Yulci, lungo il corso dell'urelia, poco al di sopra della quale terminavasi la citt dalla parte di tramontana. A manca della detta via,

Ma l

dispersi al suolo. Vi

si

trov una statua tola

gata

di

marmo quasi colossale,


4

cui pro-

tome
liebri,

fu riconosciuta per quella dell'imtorsi di statue

peratore Augusto;

mu-

una dozzina
,

di teste naturali d'ot-

timo gusto, vari membri


terra colta
altri di

di statue di
fra questi

bronzo, e

l'e^lrerait del

naso d'una statua colos-

sale spezzata, vari bassorilievi di

marmo

e di terra colta,

frammenti

d'iscrizioni,

d'etrusco e

romano

carattere, anche co-

perte di metallo, intonachi dipinti con finissimo artificio a fiorami e figurine diverse, il tutto per straziato e ridotto al tritume da'devastatori. Quivi addosso al-

l'esterno

muro, ed
si

a quello d'un'altra fab-

trov un nascondiglio con un gran cimiero di bronzo appartenente ad una nobile e bellissima statua rovebrica vicina,
sciala, mancantedi testa e dell'elmo, dello

stesso metallo, io atto di filare,

il

Nibby

la

giudic una Livia Augusta tenendo spi-

ghe
te

e papaveri

attributi di

Cerere,

il

Campanari una Minerva, ed egregiamenl'illustr, offrendone la figura colla Disseriazione della stallia f'ulcente in

per occasione degli scavi si scoprirono le mura d'una terma assai va,

sta, sul cui ingresso trovaronsi

due co*

bronzo rappresentante Minerva Ergane, Iella

con capitello corintio d' elegante lavoro n vi mancavano pavimenti adopera tesseldi travertino
,

lonne giacenti scanalate

neW adunanza

della pontificia

accademia romana d^ Archeologia, tenuta a\l\ dicembre iSZy- Trovasi negli


Atti della medesima,
t.

lata o incrostature di

marmi, o

altri

or-

9, p.

437- L'acdi tutta

nati che in
si

tali ediflzi

de'migliori tempi

cennalo

edifizio, ch' d'altronde nella pi

sogliono ritrovare.

Ma

lunghe non

fu-

amena

dominante posizione

^iroQo le ricerche di questo luogo per at-

voL. CHI.

Yulci, iodica co' grandi suoi ruderi una 10

i46
me, una
<]Uitn{o a

V U L
no
di riconoscerlo.

coiiliniiazione Ji fabbriche principalissi-

Celebra inoltre

gl'in*

volta ivi esKt.fnli tanto a destra


6ii)i<ilra

finiti

vasi dipinti della pi bell'epoca del*

ilelI'Aurelia

e in quel

l'arte greca, trovati nelle vaste necropoli

contorno sembra che


plij basiliche,
il

riuniti fossero

tem-

vulcenti dal

Campanari, dal Feoli


;

dal

fro, la

curia e altre opp-*

principe di Canino e da nitri


rificerie

le

rare 0-

le pubbliclie del

municipio. Fra queste

etrusche e

bronzi del pi squi-

listinguesinon del tutto alterr^l l'acque-

sito lavoro,

che sono oggi vago ornamea-

dotto che recava l'acque alle terme suin-

to di molli

musei d'Europa, e principal-

mentovate, iUj'iale Cessa


le

in vicinanza <lel

mente

del

Musco Gregoriano Etrusco


compito
il

medesime. La sorgente scoturi-ce ad nn miglio al di l della sinistra sponda del Fiora, e tuttora scorre in abbondanza, e di>lruno l'acquedollo nel tjume si getta. 11 PontedeirAbbadia, che descrissi
nel paragrafo

(A^), fondato in Vaticano da Gregorio

XVI

e da lui stesso

nel

BSy.

Il

Campanari

nella Dissertazione dichidr cui sepolcreto

pure, die l'antica Videi,

Afiisgnnno
il

dell' articolo

scoperto nel 182 5 (a'a 5 settembre avendone fallo istanza al camerlengato per oprire lo scavo, mentre ninno fino allora
VI avea pensalo, e non deriv da'pretesi sprofondamenti accidentali delle tombe, che si dissero aver causalo l'unenzione,
i

ViTEHEo (perch
cui prese
il

monastero o badia da
fu dov'
,

Musiguaoo lungi dal ponte 5 miglin), distante un miglio tla Vulci, fu

nome

da' vulcenti fabbricato

non meno per una strada di comunicazione tra le due ripe, che per la continuazione del memoralo acquedotto il quale da quel ponte piosegueudo in lungo gi;

quali

non avvennero prima deliSaB),

mise in luce quelle nobili stoviglie che condotte per mare e per lena, come disse IMiuio
,

sono oggimai conosciute per


vollt^e^s^rgli

ro, a causa del livello del suolo, pervie-

tulia

Euiopa, non

men

lar-

ne all'interno
nel

della citt, e fu quello che

ga nello scavo delle sue rovine da


seguilo nel

lui e-

Renz.'allra scoria,

1825 condusse il lodalo Cauipanari, quando vi si rec ignail

i835

in

societ col

governo
e

pontificio, sullo gli auspicii di Gregorio

ro de' luoghi per ritrovare


citt e della sua necropoli,

sito della

XVI, grande amatore


da quello scavo,
fra

dell' antichit,
altri

come manife-

ptuecchi

monu*
bron-

st egli slesso nell'encoruiata Disstrtazio

menti, provenni! l'elegante statua

di

ne. Egli dice

il

ponte opera elrusca d'an


i

zo discorsa in breve. Della scoperta di

tica data, restaurato nel

secolo dell'im-

Vulci, e de* feraci suoi scavi, dovr riparlarne, con ordine cronologico di tempo.

pero dare
a
p.

circa, e bastare esso per


la solidit e
1.

raccoman-

l'eleganza dell' etiusca


i\<t\V
il

Nel ricordalo articolo, diesi ranriportai l'opinione, che

architettura.Il
I

18

Albumdi Roma,

noda con questo,


fa

i3, ne presenta

disegno,

ma

l'eru-

derivare Vaici dall'altra etrusca e an,

dito autore dell'articolo

C,

dice scoperta
la

tichissima citt di Vetulonia


vuoisi

la

quale'

Vulci dal Campanari neliSsg, conlra


l'anteriore enunciata. Descrive

quale data pi avanti dovr confermare


i

pregi del

appunto sorgesse un miglio distante dal Ponte dell'Abbadia. Il p. Flaminio Annibali da Latera , tanto istruito della contrada, nelle Notzie storiche della casa Farnese e della citt e
,

ponte ancora intatto, la sua arditezza e solidit, e quale acquedotto d'acqua ter-

male larlarosa,

e strada.

Che

la

figura

togata scolpita sulla chi^ivc della volta


del ponte rappresenta probabilmente
il

ducato di Castro, al quale e alla cui sede vescovile appartenne poi Vulci, conviene che Vulciaeranel territorio di
talto, in

Moae

personaggio romano che fece reslwinare


l'edifcio;

una pianura detta ancora preil

ma danni cagionali dal leoipo eda'vupori del fiume uot percaeitoi

sentemente dal volgo


di Folci, eziandio

Pian

di

Foce
il

Pian

di Bore,

che

V U L
confermala sua ubicazione nella via Aurelia.

VOL
so delia sua collezione,

147
l'e-

dove leg^evasi

Da

alcuni venne cliiamata anche

pigrafe elrusca,

il

cui soggetto egli spie-

Bolgia e da altri Folce , e si vuole una Xll colonie dell'EliMiria, secondo il riferito da'n^ss. del Cesarini. Il p. da Lalera per dice che tralci o Volcia non fu una di dette colonie, enumerando queldelle
le

gava per
t.

la

Un

tal

confederazione t^i quella citdubbio, che gi presentava altre


pressoch insormontabili,
le

dilTicoil

pu aver pi luogo, da che dentro


le f-ibbriche colossali,

non mu-

ra dell'antica Vulcia,e fra'ruJeri di quel-

che

()er tali

sono riconosciute.

Il

iSib-

che altre lapidi e

by
Del

nella Dchiarnzionei\v\i^'^^ ricono*

e alili

monumenti

in

buon numero hau-

sce la gi polente e ricca etrusca Vulci,


tei ritorio di

no fornito nello scavo dell 835 e portali


in

Montaltodi Castro, e pre-

Roma,
,

fa trovata la seguente iscrizio,

cisamente nel fondo di


zia dti'qual, del

Campo Scala

ne

in pietra di travertino

rotta

in

due
le-

spettante a'marchesi Candelori, in gra-

pezzi

e con lettere di non dubbia

di

Canino

d.

Campanari, del principe Luciano BoDaparle,de'Feoli


si

zione.

D. N. Flavio f^ale - Rio Severo No - Buissimo- Caesari Orcio - Et Popu-

e di altri, negli scavi in essa praticali con


felicissimi risultamenli,
getti d'

rinvennero ogin ferra cotta;


si

oro

in

bronzo e

onde
menti

Roma

in pochi

anni

vide arricdi

Ins-FulccnCiuiii'D. TV. M. Q. Eius. La quale,comc ognun vede, appartiene all'anno di Cristo 3o6, e toglie di mezzo ogni dubbio che ancora si avesse sul vero no-

chire d'un

immenso numero
le arti

monu-

me
c\\

e la vera

ubicazione di questa citl,


salut col

elrusclfi de' quali

scarseggiava, e

primo Vincenzo Campanari

l'archeologia e

riceverono nuovo

lume e possente
per
a
la

soccorso. Questa impresa, benemerenza de'nonunali e allriche loro esempio intrapresero ubertose in,

vestigazioni
ivt,

port gran luce alla scien-

suo antico nome di Falcia. Questo lo ricavo dalla Dissertazione intorno a' vasi gitili dipinti rinvenuti at sepolcri dell' Etruria compresa nella Dizione Pontifcia, di Secondiano Campanari^ pre-

e splendore accrebbe oli'


le

alma

cill,

miata dalla pontificia accademia ro-

che non pi invidi

raccolte di Napoli

mana

di Archeologia f con grande


tla lui letta in

e di pllremuiiti. Egli opina,

sembrare che

daglia d' oro, e


i

essa a'

meab

Yulci fosse colonia de' larquiniesi, pirliGolarmenle destinata a servir loro di emporio da questa parte,
i

gennaio 83G, publlicata dagli Atti delU


slessa nel
t.

7, p. i.
la

Soggiungo

col iS'ib-

come dopo

fecero

by, dimostrare
gni d'Etruria,

ricchezza e potenza di

romani per

la

parte del

territorio di

Taiujiiiiiiai^y.) conquistato,

colonia di Gravisene

(il

(ondando la Cesarini, il Zuc-

Vulci, quanto alcun' altra delle pi insiil fatto delle recenti doviperci sembra, che cresciuta naturabneule in prosperit

ziose scoperte fatte nel suo ciicondario,e

chi e altri opinarooo,r,hea Gravisca succe-

desse l'odierno Moofallo,

ma quanto

alil

per

le

ubertose campa-

l'ubicazione di contrario senlimcnlo


p.

Annibali).

Qnaudo
Il

venisse fondata es-

sere incerto.

detto principe di Canino,

gne del suo tern torio e per il commercio marittimo, giungosse all'apice dell'opulenza, dopoch Tarquinii commh a.
decadere per l'invasione di Porseua, e pelle conquiste de'romani, cio nell'inteivallo fra l'anno

nel suo Mitscuni Zi//7(*^i/e,

stampalo nel

i828-'29, e dopo di lui il prof. Yaleriani. Etrusco Musco C'iiusino,ti\\ altri pur
molti, ricordali da Secondiano
ri,

273

di

Roma
si

il

Campana-

perocch

di

Vulcia non

fa

473. Immenzione

non meu profondo archeologo di Vincenzo suo pare,credono che dov' Vnlcia,
:

prima deiranno473 di Roma, 273 avanti l'era volgare, quando per la testimonianza de'fasti trionfali Capilolini
si

fosse gi l^'eluhnia

se lilluilre lellcralo Valeriini,

argomento ne preda uu va-

trova,
Irioti*

che Tiberio Coruucanio coasole,

i48
f
il

VUL
i.'tli febbraio fu
il

VUL
(F.). Forse nella citt
nel territorio v\

de Vulsiniensihux et T'ulcientllms : cos'i che per la i.' volta ci si mostra quaiulo perde la sua indipen-

famoso Fano Folluninae, che semal

bra identico

L'Adami nella Storia di l'^olseno ecco come ne narra 1' avvenimento.


clenza.

parlata a Viterbo,

Vertunno divinit massime nella


al

latina,

descri-

zione del suo territorio, ed

quale conu
l'U-

Gli etruschi erano stanchi


re co' romani; ed
i

di

guerreggia-

nemeutesiatlribuisce.Erroneatuente
ghelli scrisse,

mala voglia ne soiiVivano il giogo, quando nel 466 di Roma sapendone tumulti, pel
volsenesi di
i

grafi

come di gi avvertii ne'paraAcquapendente e Bagnorea dell'arI, p.

ticoloViTERBO, nel riferire


era,
t.

ritiro della plebe sul

Monte Gianicolo,

578 Castri
:

Episcopi.

neW Italia saQuia

mossero loro guerra. Per affrontarla, paromani, marciarono contro gii etruschi e presso il lago di Vadirnone li sconfssero. Dipoi volsenesi abbandonati da tutti gli altri toscani, fuorch da'
cificatisi
i

tanien post antiquae Folsciae civilatis

runam, ut feri opinio, hunc trans lata Episcopalisestdignitai,etabitninentora'


bili obtinnit

Praesulem, cio Castrumj

e di questa registra

federati volcenti abitatori della citt Voisea, nel luogo

nardo

di

i. vescovo il b. BerBa^aoveayultiniusque Folsciae

che accennano

gli

avanzi

del suo antico


Voice,
1

nome

corrotto.
la

Piano de
Storia nel

(si

noti

che pubblic

a romanis solo acquataci e che forse sottoscrisse nel 964 una costituzione d'Ottone I imperatore,
civitaiis Episcopiis,
la

787), vennero all'ultimo combattimento con Tito Coruncaoio console; e rimasti

quale dal Pagi e dal Baronio fu difra'quali

chiarata apocrifa. Errore t^etuto da al*


tri,

da
il

lui vinti,

quello ne ottenne dal se-

Commanvilie, Histoire de

nato

trionfo,

come
....

si

ha da questa

la-

tous Ics Eveschez, denominandola Falcia seu Bulcentina in Tuscia nel vicariato colo,

pide capitolina, prodotta dall'Adami, di


tronchi caratteri
iV.

NCanus T. F.

T,

romano, sede vescovile nel VI seil

Cos. An.-CDLXXiii-.... Flsiniensi-

cui vescovo fu trasferito al vici(nel

bus Et-Flcieniihus K. Febr. Cosi vinta


Yolseno, cess
la

no Castro
titolo della

quale articolo riportai

il

romana guerra,
dell'

e sog-

Cronaca di Fulci),
il

territo-

giogata per sempre rimase l'Etruria. Os-

rio volceute, e della citt trovansi le ro-

serv r articolista C.

Album

citato

vine nel sito nominato


ci. Il

di sopra, nel riportare l'isciizioue

com-

Coleti nel

t.

io, p.

Piano di Fol188 deWItalia

pleta e pi corretla,cheCoruncanio quan-

do interamente sottomise vulcienti ed i Tulsiniesi, ebbe a compagno nel consoi

sacra: Episcopatus Antiquati: Folciensis Episcopatus^ riconoscendo aver esistito nell'agro

detto

il

Piano

de' Folci^

lato P. Valerio Levinio. L' iscrizione

dopo

la

conquista de'romani, soggiunge:

Coruncanius Ti. F. Ti. N. Cos. An. CDLKXiii De Vidsiniensibus Et Fuicientibus. K. Febr. Noter che in altre
cos.

At vero suavi

Christanae religionis Ja-

lezioni

l'anno riportato in ultimo,

come

neir Italia sacra. Plinio chiam quindi la citt di Vulci, Fulcensium Coloniariiy

per quella che


i

vi

dedussero

romani; ed anco posteri scrittori ricouobbero la romana colonia de'Yolcenti. Inoltre Plinio nomin una Cossa Volcentium, confinante col suo lerritorio,e ad essi volcenti appartenente. Ora Ansedonia, diocesi della badia dellt

TreFontane

go subjecisse collum probabile est primis illis fideis temporibus^ quibus Ev-angelii lumen reliquae Etruriae /eliciler inclaruit. Hinc proprios oblinuere sacrorum Praesides, quorum omnispropemodum memoria obliterala interiit. Bulcentina Ecclesia in partibus Aureliaefuisse legitur apudM. Gregorium /, Dialogorum lib. 3, cap. 17 (cio con queste parole, nominando il suo suddiacono Quadragesimo. > Noxtris modo temporibus , quidam Quadragesimus nomi-

VUL
ne Bnxentnae Ecclesiae snhdnconns fuil, qui oviuni siiaru/n gregem pascere
in

VUL
truzione di Vulci.
Il

'49
Annibali molto

p,

eosdem Aiireliae partibus


I

solebat,

parla del vescovato di Vulci e del b. Bernardo, riporta tutte le testimonianze degli
scrittori

etc." Tulli

Gregorio
l'esistenza

sanno che il pontificato di s. dur dal Sgo ai 6o5; eolie

che

lo dissero

ultimo vescovo di
tardi del

Volci, dalla qua! chiesa pass a quella

d'un suddiacono della chiesa

vacante
o
al

di Castro,

non pi
h

964

di Vulci sufficiente a constatare l'esi-

pi del

972

per

rovina di Vulci,

stenza eziandio della cattedra episcopale

questa chiesa. Imperocch nel linguaggio dell'epoca, l'idea di Chiesa non anin

dava disgiunta da quella di Vescovato j mentre quando volevasi indicare l'ediflzio d'una chiesa, si denominava tempio casa di Dio e santuario, o altro consimile vocabolo), ubi edili Codices legunt Buxentinae, mss. fere omnes, monacho-

contro l'asserzione del Zucchi, n^W Informazione di Castro e suo ducato al duca Odoardo, che pretese aoch'egli erroueamente.avere il b. Bernardo col consenso pontificio levato la cattedrale da Volci, situata nel piano del Ponte dell'Abbadia, e trasferita
in Castro. IMa gi

prima
e di

Vulci era decaduta poca importanza, poich non la trodi tale eccidio
si

rum benedictinorum testimonio, Buxentinae: utroque modo perperam, nam


Buxentina, seu Baxenlina Ecclesia eLucania [Buxentuni: poi Policastro), Anrelia auteni via in Etruria : lescndum isilur Holslenii indicio Bulcentinae adeo ut ex usu veterum pr V lileram Hfrequenlerusurpantiurn fuicentina inde emergat Ecclesia. Hujus
rat in

ducato romano che verso Papas. Gregorio II, mentre sono nominate Civitavecchia, Ceri e Man turano; n ne'posteriori diplomi dei
vo
far parte del
il

726

die'a

Carolingi e altri imperatori, che riconob-

Fulcenlinae, seu Folciensis Ecclesiae subdiaconwii Quadragesimum commemora t ibidem D. Gregorius, linde facile est cum praefato Holstenio in poad Geographiam Cardo a s. Pauli colligere Episcopali fuisse sede decora tam. Non mancano di quelli che credolis

dominii temporali della s. Sede, ampliarono. Montalto egualmente non nominato fu Gregorio IX che nel 1234 lo riconobbe appartenere alla s. Sede, nel vietarne l' alienazione. N la
i

bero
gli

diocesi di Vulci fu unita a

Castro, ma bens a Toscauelln, poich a questa sem-

pre appartenne Montalto; e quando il vescovo di Castro prelese che fosse nella
sua, Giovanni

XXII

dichiar nel iSiS:

risieduto a i vescovi di Vulcia Bisenzo o a Falentano, descritti negli

no avere

Castrum Dlonlis Alti esse Tuscanien., et non Casircn. dioeces. Sebbene gi fin
dal
I

193

circa a Toscanella era stata u-

omonimi
altri

paragrafi di Viterbo. Dels. Ber-

nita Viterbo,

onde

poi

il

nardo Janni, che vuoisi dall'Ughelli ed


ultimo vescovo di Vulci e i . di Cache questa cattedra successe a quella, narrai nel paragrafo AC'
stro, e perfino

prevalse.
citt

Il

Turriozzi,

nome di questa Memorie della


:

la, a p.

Tuscania, volgarmente Toscanel23 di Vulci soltanto disse > Alla


la citt de'

destra del Fiora giaceva pure


Volci,
i

quapendente, perch

in essa

nel

1649

cui popoli sono chiamati da Pli3, cap. 5, Vulcienles, le di cui

fu trasferita la sede vescovile di Castro,

nio

lib.

quando questa
il

fu del lutto

demolita, che

vescovato di Castro gi esisteva io tempo del b. Bernardo, a segno che ne di-

venne

il

^. vescovo che

si

conosca verso
gi

rSoo

o pi tardi,
in cui

ma non
l'

dopo

il

cadono ancor sotto gli occhi (nel sponda destra di tal fiume nel luogo corrottamente chiamato il Pian de' Voci", Ma forse Vulci, bench ora nel territorio di Montalto, fu compreso
vestigia

1778)

alla

964, anno

Ughelli lo dice vi-

ne' limiti della diocesi di Castro.


il

Anche

vente, assegnando a quell' epoca la di-

Coleli scrisse,

bench cuuoscesse avere

,.,^(,

V UL
ne di
tulli
i

V U L
luoghi del suo stalo,
(li

due vescovi avanti il s. leinarclo: Qiiod Caslrensum printum eimrlemdxentperpcramputan'! e J^olris dinitis obvcnisse Castro Episcopolem fjigw'lnteni circa atimim 964. Cam antem Janirfiii ante in Castrensi throno
Liicenri legisfiato

comil

preso Monlallo
propiignacoln.

Castro che n'era

Dopo vere doppiamcnle


il

errato nel diie

b.

Bernardo del
per
la

f)f)4

primo vescovo

di Castro,

trasla-

Episcopus ibidem osfenderimus, rcliqinim nonnisi est Volcenscm calhetlram Castrensi disse imilam non co Iranslatam. In reliqiiornm igitur Folfiihsse

come luogo

zione della sua sede episcopale di Volci, pii vicino di 7 miglia circa,

aggiuuge. Della citt di Volci se ne vele vestigia, perch competendo co'romani per certe terre e castelromani, questi la, toltegli da' medesimi

dono ancora

rensiiim

siiperstes fttil in

Praesulum communi inlerilti, hominnni memoria, B. Bernnrdns, Balneoregiensii civis^ idli-

all'improvviso, mediante
fatto tra essi vidcian',
sistere,

un disordine non potendo re-

mum
vitate,

/'olcorum Antistes,qid diruta

ci-

come

pel

passato aveano fatto,

hi
si

Castrnm migravit, vacautem inisedem occiipaturus. Le sue ss. Ossa


nella calteflrale d'Acqupen-

ansiosi di vendicar la
al

venerano

denle, trasporlnle da quella di Castro,

morte che diedero famoso capitano Coriolano (cori altro enorme sproposito, qui il Zucchi confuse Volci eirusca, con Volscia di
loro

qtiando venne abbattuta nel 1649, onde ora non che una semplice boscaglia con
nlciini ruderi della citt, senz'adatto abi-

Campania

de'popoli volsci), la distrusse-

ro. Indi dice,

sognando
ftj

col

famoso An

nio, la citt di Volci

fabbricata nella

lafori.

Non

si

pu

stabilire la

durata del

vescovato di Vulci; forse fu di pi che


tre secoli.

venuta che fece in Italia No, a vedere il suo figlio J^fet, non>intita da lui tra le
12 colline che
sta
in Italia ediflcossi; e

Ma

ormai

si

parli dell'ultimo
il

quequel
il
i

cecidio della cill. Dice

po averla soggiogala
-scomparre atalto dal

Nibby,cbe doromani, non icitt,

una
in

di quelle ediO^-Je dal

mede-

simo

Toscana, come Bolseno.


in qtiel

numero delle

Fui

vuol dir cosa antichissima, essendo

poicb vien ricordata da Stefano sulla fede di Polibio nel vi delle Storie, e da

suo territorio
confini
(sic).

tempo per
vero, che

tutti

Tanto
il

Monte
di

Tolomeo
Clm'cr..

nel ni della

Geografia, dove

Argentaro prese

nome

dalla citt

descrive l'Etruria. L'OIstenio, Adnot. in


p.

centina parli

4o, crede cbe della chiesaVuIs. Gregorio I n% Dialoghi,

Volci (forse perch ebbe l'aggiunto Cosne, o meglio perch la stazione navale
de' vulcenfi essendo Cossa

loro colonia,
il

discorrendo di Quadragesimo Biixcnlinae Ecclesiae subdiaconns, dicendo doversi correesere Bulcentinae co tinae.

questa era situata presso


gettaro.
Il

cav.

o f^tdcental

sorgesse ove sta

Monte ArManzi opin che Co^sa ora Monlalto). E sebbene

Ammettendosi dal Nibby

cor-

poi in quella poca citt di Volci, restala

rezione,

come

probabile, dice che Vulci

per avanzo
to vescovo

di delta distruzione, fosse fatil

avrebbe
colo.

esistito

almeno

fino al

VII

se-

IX

Le scorrerie de' saraceni ne* secoli X, che misero a ferro e fuoco quesi

Bernardo, non polendo poca gente e muraglie disfatte dagli assalti e impelo tle'saraceb.

resistere per la

ste contrade, la distrussero interamente,

ed o"si

conserva

la traccia nel

suo no-

ni (ma come l'avea detta disfrulla dai' romani? poteva dirla da quelli rovinata,

me nella denominazione di Pian di


che
ritiene

Voce,

per rendere probabile quest'altra asserzione), ora chiamati turchi, quali

una parte del lenimento di


de'marchesi Candelori,che

davano
le

Campo Scala
copre
le

spesso terra alla spiaggia di Gravisca,ora


r.liiarmta Montallo, in

sue rovine Nel


al

present

i63o il Zucchi duca di Castro Vlnformazio-

uu luogo dello

Muielle; e trascorrevano a predare sino

VU
alla cill di Volc.
il

L
e in

VUL
modo
che ha
dell'i

i5c

b.

Tutto questo obblig Bernardo non solo di ritirar>ii a Ga-

noredibile.

Aven-

do

volcinni trionfato di

un gran numero

.Iro

colla sede vescovile,

ma

a trasferirvi

di saraceni, sbarcati al porlo, ilelle I\Iurelle per assaltare la loro citt, gonfi pei*

le ss.

Reliquie che avea nella cattedrale


s.

di

Vulci intitolata a

Pancrazio^
io

nome

questa

vittoria

cocperunt redargnerc

pure del vescovato. Indi


colla

Castro feoe

semetip.sos, dicentes se stulte ftcisse, eo

edificare, sotto la spiaggia,

medesima invocazione

una chiesa di s. Pan-

qitod vacua dimisissent Civitntetn. ILLis

ilaqueinler se conltindeiiLibus^super-

crazio, e l'adorn con pitture scelle dall'

incidit eis

pravwn

consilium,
si illi^

aulica, cotlucandovi pure le sue


belli

cam*
fac-

riincnlo proarentj

iti expequi renian-

pane, e molti
di

conci e pietre antiche


la

serant^ possent se defciidere ab his,qui

Vulci servirono ad adornine


s.

exiverunl conlra hoslcs. Credehat euiui

ciata tltlla catledrale di


sti

\ e altre chiese di tal ancoi!i, che saraceni prendevano terra


i

Savino d Cacitt. Aggiunge

major pars

exa^rilus,

quod

Civitas^ ita

vacua remansisset, quod


xeraut, captivifuisscnl

si ipsi,

qui e-

a sarncenis, non
ex ad'

alia spiaggia,

di torri,

come

non avendo allora ostacoli poi vi furono pianiate, e

reniansisset aliquiy qui dcfenderent Civitaleni ; respondentihus aliis

facevano scorrerie a danno di Gravisca; laonde bene spesso i voloiaiii uscivano

verso

quod

tot

rernauserunt, qui pnlC'

come
rere
i

vicini d quasi

5 miglia a

soccor-

ratil tota exercitui repugnare, et conlra eoi dcjendere Civitatein. lllutatis itaque

graviscani, e

li

combattevano. IMa
graviscani

signis,

ac

vexUlir. mditibtts, qui siipra^

sicooute Gravisca non era luogo forte,


circa
in

dtnigratis de carbonibns corticis sube-

un

tiro d'

archibugio

rarum^ quorum copia erat


ilUs^

in

partibus

un

colle fabbricarono Montalto, cos

propinquiinlibus Civitati praedi'

appellato dall'elevazione sua e dalla for-

clae niistruiit nuutios


bis

ma

del circuito delle


le

mura

(Gravisca, ora

in Civitate, dicentes: [luce

sepolta tra
vini; era
nesi).

paludi, Ki celebre pe' suoi stazione navale de' tarcpai-

Rex

qui eraut inandat voSaracenoruin, qui oinncs cico?,

ad

la

ves veslros inisernnt captivos in terraut

Tanto

riporta
il

il

Zuochi. In vece
p.

suain, ut consulatis vitae ves trae et red-

ecco quanto narra

suo annotatore

datis ei Civitaiein absque confliclu pu-

Annibali, sopra l'eslreaio fato di Vulci.

gnae, et rescrvabitvobis vitani, alioquin,

Verso

la

mela

del secolo

fu distrutta

capta

cvilale,

omiits in ore gladii trn-

la citt di

Volci o Volcia, non da' saravolcesi


i

cidabit. fpsi vero nuniiis respondenles

ceni o da altri barbari,

occasione che
lo e trucidalo

ma da'romani iu dopo avere respiaMon-

dixerunt,quod potius volebant mori pugnando, qua.'Ji ire post cives suos in Cdptivilalcm saracenoruni, et unaniiniler
excunle's de Civita te tanidiu

saraceni sbarcati al luro

poi lo, dello della Minella, vicino a


talto,

pugnave-

per assaltare
si

la loro citt

ubbriachi

per

la vittoria

uccisero iu gran patte

runt cuni hisy qui erant extra, donec seseotnnes mutuo interfecerunt. Romani
vero talia audientes,
ci,

tra loro stessi;

onde rimasta Vuoici con pochi abitatoli, romani loro nemici prei

mox

accesserunt

cum essenl inimi' ad Civiiatem prae-

sero ttiolivo dalla debolezza, in cui ave-

dictutnyCL ipsamfunditus dalruxerunt.

vano

idoita la loro patria, di assallavla


il

Vincenzo Campauari nella Dissert, della StcJtua f'ulcenle osserv.

e distruggerla,

disordine accennalo dal


[)arte dal p.
la

Che Vuloi

Zucchi, e ripetuto iu
bdi,lra'vulceati ed
i

Anni-

romani,

Cionaca
cu

ben presto cominciasse a decadere, lo manifeslauu le terme di sopra accennate, le


quali gi da'tempi del cristianesimo era-

attribuita al b. Bernardo, tenuta per pi

iagioui apoaild e fuUa, lo laccuutu

no ndoUti u poverisaij^o cimiteiio cu-

i5i

VUL
de'marmi
delsi,

VUL
pubblic, Della capitale de' Tuscanien~
a p.

stiano, formalo co'rollami

l'antiche opere pubbliche: nel qua! ciiniteiio fu rinvenuta l'iscrizione in travertino,

226 ci

die'contezza degli scavi fatti

dui cardinal Guglielmo Pallolla nell' a-

di Vulcia,

che ne accerta essere quello il sito che offre, ed quella riportata superiormente parlando della Dislui

gro

di Ulcia, citt
la

antichissima de'popoli
la

etruschi,

quale secondo

tavola deli

l'Ameti giace distrutta sopra


ni.

gravisca-

sertazione del di
diano.

degno

figlio

Secon-

questa iscrizione, sebbene fu

Poich nel distretto suo, vicino al Ponte dell''Abbadia, per cui si passa la
Fiora, e quasi sul margine di quel fiume,
si

posta nell'anno

3o6

dell' era

corrente,

ben d a divedere con la rozza sua forma, e con quella del carattere, l'infinita
differenza che passava tra Vulci del

vasi di terra cotta, nel lavorar lo

trovarono in gran numero finissimi quale

IV

secolo, e la stessa citt de' primi secoli


dell'injpero.
Il

cantati

erano eccellenti que'di Toscana[l^ .),q' primi (guli da Taziano, e maei

quale degradainento, seba tutte


le parti

stri di tale

arte a' greci, Plnsticen inveSi

bene

fu

comune

dell'im-

nere Tuscani.

rinvenne pure una

pic-

pero romano,

lo fu in

modo

pi parti-

cola statua di metallo, esprimente

colare a tutte le citt di quelle contrade,

perpetuamente esposte non solo a'uemiche venivano dalle parli superiori d'Italia, ma specialmente a quelli che approdavano dall'Africa, e che non avendo voglia di stabilirvisi, tutto depredavano, e quello che seco trasportar non potevano, guastavano o distruggevano col ferro e col fuoco. Ma ormai si venga a parlare
ci,

Bacco coronato di pampinoso tralcio abbondante di maturi grappoli di bell'uve; altro


pezzo di grossa statua di bronzo, vari
freni di
di
cavalli,

fibule, anelli,

monete

rame, e altri etruschi militari ornamenti, depositati dalla munificenza di Pio VI nel Museo r^aticano , a cura
Visconti.
luttavia in quelle sepolcrali arene

del peritissimo Gio. Battista

ne

de' grandi e fertili scavi eseguiti in pi

era rimasta quantit

ancora,

massime

anni nella sua area, vasta necropoli e

verso
ri
l'
;

il

detto Ponte, peTuturi cavato-

mai interrotti dal 1828 in poi, i quali a vendo reso famigerata Vulci, procurai raccoglierne e compendiarne le notizie da molteplici opere e periodici, anche in ossequio alla memoria del marterritorio^

ricordando coloro che scrissero delpratica


degli etruschi di

antica

seple

pellire

morti in campagna

lungo

chese Antonio Candelori, gi mio


revole, decesso da molli anni
(

amofeci

anche quasi tutta la destra riva della Marta trovasi occupata da* sepolcri de'genlili. Parlai nel voi. XXIIl,
correnti, e perci
p.

come

200,

col

commend.
Canino

Visconti, Notizie

per Voghenza
le

onde corrispondere

al-

di Canino, ov'egli ne ragiona, e meglio


nel paragrafo
dell' articolo

premure

dell'

egregio suo arciprete

Vi-

d. Luigi Collevati defunto).

Bench, co-

terbo, degli scavi

fatti nel

1787

nel lati-

me
tori

sono andato riferendo, parecchi scritaccennavano l' ubicazione di Vulci,

quest'illustre citt fu richiamata a vita

fondo di Campo vScala, eh' su quel di Canino, d'ordme di Pio VI a consiglio del sullodato Gio. Battista Visconti, avo del

da Vincenzo Campanari, il cui nome durer eterno quanto quello stesso di Vulci. Per la sua scoperta, pe'monumenti superbi che illustr s\ dottamente, la scien
za archeologica allarg
i

commendatore

suo predecessore nel

commissariato dell'antichit ruma ne(l'^/bum di Roma, t. 2, p. 209, offre il suo busto, le sue notizie e quelle di

sua illustre

naturali e fino

famiglia); e del ritrovamento di vasi e-

a lui ristretti confini, in questo genere di


cose, e quasi

Irusohi e altro nel

Pian de^

f^'olci

divenne una scienza novella.


il

quali collocati nella Biblioteca

Vatica-

Primameote

Sarzana, che nel

783

na, Gregorio

XVl

riun poi nel suo ipu*

VUL
sto eliu^co. Gi
il

VUL
Visconll adi
essi
eli

i53

commenJ.
Relazione

male oneste persone, che risiedevano sul


luogo, slimaroiiu bene di convertire in lo-

vea pubblicata

la

Filippo Piada al medesimo Gio. Batti-

ro piultto

le
il

invenzioni di

lui.

Ed

aven-

192, quindi riprodotta nelle dette sue Notizie


l.

sta, nel

Giornale Arcadico^

<6, p.

done

lutto

comodo, aperta una furtiva


compresa nel domidi

scavazione nel cimiterio vulcenle, tanto


in quella parte ch'

a p.
lata

3.

Secondiano Campanari
i

nella par-

Dissertazione intorno

vasi

fittili

nio de' Candelori, quanto in quella atti*

dipinti, a p. 8j voile ragionare della sco-

gua

di d.

Luciano iionaparle principe

perta di Vulcia e del suo sepolcreto, della

Canino, ne trassero a luce bellissimi oggetti in vasi e lazze dipinte


tasi in
; del che ava* breve notizia, ad istanza delle parti

quale col suo padre Vincenzo che l'ope" r gi diedi ragguaglio. Egli francamente

alFerm doversi
altri.

al di lui

genitore, e

non

interessate furono perseguitati e


nati.

condan-

ad

Avendo

esso altre volte visitato

Nacque

allora la lalsa voce (e pare


stessi

quelle nobili rovine, avea vedutele molle

inventata dagli

furtivi scavatori,
il

slaluine metalliche,

gli

scarabei, l

mo-

per meglio scusare e coprire


era sprofondala una

loro lala

trovavano ne'campestri lavori. L dove le acque aveitno solcato la terra, avea veduto de'rottami
nete ec, che
i

bifolclii

drocinio), che per caso arandosi


si
i

terra

tomba cadendovi
i

bovi, e che ci die'causa a (|Uella scoper-

di cocci dipnti

udito avea racconti ne'


ivi si

ta.

Multi

vi

credettero, ignorando

fdillt

luoghi vicini di tesori che


vali,

eran tro-

antecedenti, e io slesso principe di Cani*


no, a cui danno, egualmente che del
panari, fu
la storiella

comunque

rivestili

ili

favolose circo-

Campre-

stanze, siccome favolosa correva la storia

inventata,
la

vi

ebbe sotl'occhio il Sarzana di quanto ho riferito. Appresso tali notizie ed osservazioni determin d'aprire in quella terra una regolare scavazione ; al che Antonio e Alessandro Caodi quella citt, lutine

st credenza, e di

buona fede

nporl

nella sua bell'opera del /l/.?ei Etritsfjne nel

1829

(la

trovo accennata anche

nelle Notizie del

delori

signori di (jnel vasto lenimento,

Giorno del 1828 che vado a ricordare , tacendo il mendacio). Ma non dovessi pi a lungo defraudare
il

convennero prestando amichevole consenso. Dopo di ci Vincenzo Campanari si rivolse al camerlengato pel permesso di far lo scavo di\ulcia e de'suoi contorni,
a*2 5 settembre mille ottocento venticinqiie.

pubblico della notizia del vero autore

della vulcenle scoperta, la quale ne

ha

posto in possesso di tante antiche cose


e tanto pregevoli alla scienza.

Lo
la

stesso

autore non tard

di

stampare
gli

notizia

qtiell'epoca niun'altra scoperta

si

e-

della escavazione gi intrapresa: tuttoci

raivi fatta u fortuita, n a bello studio


gli

(t-

che pot rinvenire presso

antichi au-

leggeva

la

dissertazione nel gennaio

tori circa la storia di Vulcia,

che sembra

i836, innanzi che nel i." trimestre di queir anno del Giornale Arcadico , il

rimasta distrutta nell'incursioni de'saraceni fra


il

VII e

il

IX. secolo, cio colle

commend.
ta

Visconti pubblicasse
il

la

suddet-

Notizie di f-^idcia antica citt etnisca,


raccolte

Relazione, onde pare che


).

disseienle

da Vincenzo Campanari
1

socio

l'ignorasse

Avvenne che lungo tempo

d varie accademie, Macerala

829. Tro-

si,

dovette trascorrere, e varie pratiche usarnon senza alcune giudiziali questioni,

del Giornodi

vo che nel precedente anno nelle Notizie Roma de'6 novembre, venne pubblicalo l'articolo intitolato: Recente scoperta archeologica. Nel vasto
latifondo di

per porre d'accordo i diversi pretendenti alle ragioni dello scavo ; ci che non pri-

ma

del mille ottocento ventotto pot

com-

Campo

Scala

territorio di

pirsi.

Intanto divulgatasi,

come

suole ac-

Montalto

di

Castro, che

si

possiede dal-

pidere, l'iuleuzioue dei CaiupaDat i,

due

la famiglia

Candelori, fama che esiste-

iH
Iradrt
(li

VUt
ivi esistette, s

'

VUL
dn
signori Candcloi-i, alici San!l\ <U
I, di Nostro Sis;norc Papa Gregorio Antonio Nibby pubblico professore di nr' cheologia nella Universit Romana, Romai834. Doirendo il vaso servir di premio ne'sugri certami, l'artefice con pro-

e filici, ah'\lsilaiW/'ulclcnl<;,ne\\(\con-

Pian di roce^ ppcinto per fidici


scoperto

XF

o J'olci, che

un
to

este<iissimo sepolcreto etrusco.


il

Oltenula

permesso dui camerlerigalo,


scavo, e nelle sole prime
si

detta

fiimgiia

nel precedente ottobre vi apr

uno

tombe

sco-

fonda

filosofia scelse

perte

rinvennero oggetti aniicbi d'ogni

be

le

parli

specie, in oro, in bronzo, in uenfro, ina-

to, gli

per soggetti da amd'un valore bilanciauni nella guerra quali erano gli

due

eroi

labaslro, in vetro ed in terra cotta; conte

Eacidi Achilleed Aiace,


chi,

gli

altri'ne'giuoe Polluce,

scnilure, cinerarii, vasi, patere,

ampolle

come

Tmdaridi Castore

di varie grandezze e colori, fregiate di

em-

blemi mitologici,

e d'iscrizioni

greche ed
I. "scopri-

elrusche.bicoraggiata da questo

Gregorio XVI lo grad sonmacnente , quindi don alla Ihblioleca Vaticana, e poicolloi nel Museo Gregoriano Elru'
sco da
lui istituito nel

mento,

la

(amiglia Candelori ha raddople

Valicano, le cui

rie-,

pialo d'energia per aprire tutte

tombe

cliezze e rarit in

grandissima parte dle

che sono lungo quella riviera. Nelseguente i87.g le sfesse Notizie de' 2 aprile aggiunsero sulle scoperte falle a Scala de'sepolcreti di Vulci, che
sivi

rivano da Vulci. Di pi a premiare

be-

nemeretjze de'fratelli Antonio e Alessan-

Campo
i

succes-

risultali

oltrepassarono

la

pubblica

espeltazio|ine,

poich dal passato ottobre

dro Candelori, Gregorio XVI con breve de'i3 novembre 835 erosse in oiarchesalo il celebre lenimento ili Campo Scala, miniera d'insigni monumenti elriKchi, e
i

in cui erasi dato principio allescavazioni

dichiar llarvhesi di Ionici,


discendenti. Nel seguente

essi

ed

loro
t.

tombe, le note setlimanali recateal camerlengato recavano una quantit di oggetti d'ogni specie ivi trovali, JN'elie prime setlimane si trovarono un
di quelle

i836,

il

iMV ^Ibwndi Roma,


ticolo
^<^z.

a p.

^o2, olla

l'ar-

denominato
quiil

Interessanls scopar'.
il

Gtlebrala Vulci e

lenimento diCain-;
(piali,

centinaio circa di vasi, di tazze e di altri


preziosi oggetti
;

p Scala,

sorgente feconda di tesori


i

pervenuti in

Koma

nel

d'arte e d' erudizioni,

coue del

palazzo de'Cavalieri, abitazione de'Can*

hiogo, tenevano occupali molti ingegni


dii." sfera, ed
i

camerlengo, , il cardinal Gallelli commissione consultiva di belle arti, si rec^ ad ammirarne il pregio singolare, onde il governol'acquisl pel ratilelori

giornali di tulle le colte


alle col-

colla

nazioni
lezioni
di

avendo somministrato
pi.

romane

di vasi fittili etruschi, al

sopra delle

famigerate e solenni
il

geo Valicano. Fra

personaggi distinti
tanti pre-

d'Italia; dichiara doversene

ritrova-

che
7,iosi

si

portarono a riconoscere
il

mento

alla generosit e al signorile

ani-

oggetti, devesi a cagione d'onore no-

mo
dal

de' fratelli

Candelori, elevali perci

minare

re di Baviera Luigi esimio a-

inatore e conoscitore dell'arti belle. Pro-

l di Vulci.

Papa a marchesi della rinvenuta citQuindi passa a rilevare dii

seguendo
Gregorio

feracissimi scavi,

fratelli

An-

stiuti pregi della slaUia.di

brouzo, discor*

Ionio e Alessandro Candelori offrirono a

sa di sopra col
ri.

suo illustratore Campana


di JMonlidlo di
altri

un magnifico e grandioso vasofitliledipinlo, trovatoa Cau)po Scala nel 834, insigne e raro anche pe'soggetti,
I

XVI

Inoltre

la

comune

Ca-

stro, conosciuta
lica

da esso e da

per l'an-

G/v^mc^j come

riportai in (|uest'ar-

e importante per
ta

le iscrizioni,

insieme col-

licolo, fece scolpire

una lapide monumena Gregorio

seguente dotta e decorosa illustrazione


(igni e.

tale di gratitudine
le

XVI, per
i

con

Dichiarazione del dipinto di

beneficenze ricevute, istanti

fratelli

un antico vasojiiiile Falciente, o/fcrlo

Aalonio e Alessandro Candelori mar-

V U L
diesi di T'itici, lclLi jtatria benemerenti.

UL

iS;
PoH'

portante scoperta d'un magnifico ipogeo


di famiglia etnisca nella localit di
te

(li*mH

A'3 rt)*i70i836 nella pontificia accalofuana d arr4jet)logia, poi stamIII).

pata nel

8, p.

tie'sijoi ^///,

Vincenzo

fiume Fiora , localili nella quale furono coslanlemente pratiRotto presso


i!

CAmpanai'i

le*<e la

D^ser lozione sopra

cali scavi

da

altri dal

1828

in poi.

Queil

Uno
nel
1

.spfcrhio
fjfi<^li
,

nienle

melaUico grafito, provcscovi di f'idcia. Rinvenuto


1'

st'insigne

monumento

sepolcrale,

pi

bello e maestoso di quanti altri ne furo-

835

j^i

avea illustrato

il

dolio

no

trovati

lrauo, cui tenne dietro una breve noia


del cav.

strada lunga

Jjunsen,amho

delle coe vulcent


!

tanto e

ha una i5o palmi, profondo altretlargo g.Essa imbocca in un atrio


negli scavi di Videi,

ins'gneniente heiiecneriti.

quali

avendo

coperto scavato nel travertino, lungo 18


paluti, largo 12, e

segnilo una via diversa dall'autore, questi

prima

di arrivare Ir

slim esporle

le

sue opinioni, perch

vansi 3
slesso

camere

sepolcrali, e sotto l'atrio

lalla diversit di

queste,

quando

tratta-

piccoli sepolcreti da fanciulli.

En-

te colla dignit e

cerche del
va. Nel

calma che devcNi alle rivero, la scieiiza sempre <i gioil

trati nel

detto ipogeo trovasi un grandin*

so vestibolo scavato a guisa di regolare

medesimo anno

di lui figl'O Se-

piramide, decorato di
(piindi vedesi

belli

ornaa)ei;ti

condiano descrisse gli /tntichi vasi dipinti


della rolli'zione Feoli, riparlati altrove,
collezione reco-etrusca proveniente dalla

un

fregio nel quale stanno

graziosamente dipinti vari animali domestici

e feroci in atto di biltersi tra loro, e

tenuta di

Campomorto
(il

Agostino Feoli

cui

comniend. fratello Giuseppe


del

nelle pareti al lato della porta principale

che conduce
tro
tlel

alla

tomba
vi

esistente nel cen-

ora propri^'tario del feiiimento, I>eneineiilo dcliosped.de del


l-illo,

vestibolo,

sono dipinte figure

borgo

di

i\lon-

eretto nel

1707 da Clemente XI,


il

ed eziandio possidente nel paese d'una


abitazione signorile, e verso

mare

d'ii

na vigna pingue e con giardino), diverso jHM dal teninienlo omonimo dell' Agro

umane di vario ses^o alte 7 palmi circa, che incantano a vederle, tanto per la bel* lezza, sebbene conservino rau-.terit dello siile etrusco, quanto per la finita squisitezza, ciascuna delle quali essendo munita d'una

Romano

os. Pietro in Formis, poicli


(\i\

beo chiara iscrizione etrusca non lasciano il aienomo dubbio che tal
lica

vicino a Vulcia e

questa dipendente,

sepolcro abbia di

cio di quella parte di sepolcreto vulcienle,ch'

Etruria

compreso

in tale

lenimento. Inol-

per via delie

fatti appartenuto all'auvedono poi altre 3 porta quali si apre il bell'adito ad

Si

tre fanno parte di questa raccolta di anticaglie vulcenti alcuni superbi e nobili

allreltaati sepolcri. L'arcliitetlura di

que^
soli-'

bron2, tra'quali un elegantissimo tripode, che per la squisitezza del lavoro degli

imponente monumento da e oltremodo maestosa. Nel


sto

bella,

vestibolo e-

sistevano
nerei,

ornati,e pe'gruppi degli animali con gran-

4 casse di uenfro e 6 banchi fiicome pure tutte le camere in nuentro l'ipogeo, e 3 nella strada,
di tnli

dissimo amore e studio condotti, senza dubbio uno de'pi beli di quelli che so-

mero

di 7

erano egualmente munite


sopra de' quali
ri,
si

banchi,

no

usciti

fuori dalle

tombe

di

Vulci.

Il

rinvennero 26 cadavedi travertino,

Giornale di loma nn linci a p. /\^6q

de''23 magsiio 18 )7 DO
I

oltre

una graziosa urua

una Scoperta Ar-

nella quale esiste vauo le ceneri e ossa bru^


ciate di vari individui. Infinito essere
il

cheologica. Alessandro Francois di Fircn7,e,investigatore di antichit etrusche,

numero

degli oggelti ritrovati entro tali


fittili,

avendo

trasferito la sede de'suoi sludi ar-

sepolcri in vasi

lazze, iagiimatoi
;

cheologici aii'anlica Vulci, aver fallo iu


[kocUi giorni, oltre le uiulte altre, t'iai-

specchi mistici in bronzo, ihytou ec.


iu uiudu
shi^uluri:i^iaio

ma

souu a noUisi

i56

VUL
cav. Manzi
fila

VUL
stamp
nel
1

molti oggelll in oro di squisito laToro, fra'


quali primeggiano varie collane di
gi'HMH, orecchini elegantissimi, anelli

887

Io

Slato an-

tico e attuale del

porto, citt e provincia

con

di Civitavecchia descritto. Ragiona ancora sulla prosperit agraria e


ciale della regione,

gemme

piezioseincise,

due

scarabei,

uno

commercoltivazio-

de' (juali in onice con incisione, che nulla

mentre
la

la

lasciaadesiderare,legaloinargento,e vari

ne ed

traffici

furono

sorgente dell'inle

vorrebbe ad enumerarli ad uno ad uno. Quindi la Civill C<t^^o//r<3 dello Slesso maggio, colaltri

oggetti che troppo

ci

descrivibili

prosperit cui giunsero

celebri citt della

l'arlicolo

Nuovi scavi

Fiilcentyhirvi''

sce

come

il

principe d. Alessandro

Tor-

medesima Tralci Tarquinia e Cere. Che medinnle miglioramenti d'una agricoltura dottrinate sorgerebbero nuove citt tra le rovine e le
macerie di Vulci , di Tarquinia e della Vecchia Cere ed anco per avventura pi floride e pi opulenti dell'antiche, con pi
;

lonia, a tanti altri richiedenti, avea pre

meritamente la nota perizia del Francois nel condurre l'opera degli scavi
ferito

e.continuare le ricerche negli ex- feudi di

unito e ordinato governo

massime

pel

Canino
ti

e di

Musignano da

lui

acquista-

benefico e fecondatore influsso della vera


Religione, succeduta alta falsa. Si vuole

te molte sperunxe ragione; e quindi volmente concepite, pel diseppelliiuento d'altri monumenti cospicui. Riprodusse il riferito del Giornale di Roma la Cronaca di Milano de'iS agosto 1857. La

che da Vulci
testa,

fosse recata a

Roma
^

quella

rinvenne nelle fondamenta del Tempio di Giove Capitolino gron-

che

si

Civilt Cattolica de* 2

ottobre di tale
le

dante ancora di sangue, testa che vaticin a Roma l' impero del mondo. Ne'
Vulci, pi che altrove, potrai conoscere quanto nobile, soda e grandiosa fosse la maniera di fabbricare degli antichi etruschi, imperocch passerai il fiume Fiora sopra un acquedotto , che ora serve ad uso di ponte, il quale conduceva in Vuleia le acque Dall' uno e l'altro lato lell'acquedotto correla necropoli di Vul. .

anno

esib

il

Cenno sopra

ultime

scoperte Vulcenti. S'impara da quello, avere il non men dotto che cortese cav. Luigi Grifi conservatore perpetuo dell'archivio e de'
libri della pontificia

accade-

mia romana d'Archeologia, partecipato ad uno degli scrittori di (juel celebre periodico
,

la

notizia del notabile ritrova-

mento avvenuto
ci.

nella necropoli di
in

Vul-

eia.

Sorgente inesausta

come ognuu

sa,

Quindi segue

parte una scientifica

de'pi

belli bronzi, e delle

pi rare stodotto prin-

descrizione, con alcuna variante, del riferito dal

viglie, ricoperte di nobili e interessanti

Giornale di Roma, alquanto

dipinture, e tale ricca, che

il

particolareggiata poi intorno alle dipia-

cipe di Canino cou non ispregevoli argo-

una lettera del cav. Noel des , da Vergers e da lui stampata nel Bulleltino dell' Istituto di corrispondenza archeologica. Dopo il fin qui discorso da ricordarsi, pei- l'analoghe nozioni erudite che contiene, massime su Vulci, Tarquinii e Cere, e loro necropoli, con confronti, la lettera scritta a'26 gennaioi833: Lettera del cav. Pietro Manzi a d. Teresa De Rossi Caetani dudiessa di Serino^ neta, sopra le ultime scoperte fatte lungo il litorale dell' antica Etruria nello
ture
$ lato pontificio,

menti
ed

si

accinto a provare, che quivi

fosse Vetulonia, gi principalissima citt,


alla

quale diede Silio

fregi della se-

dia curule, de'fasci e delle scuri, insegne


di sovranit regnatrice

Fa parte del Museo Gregoriano Etrusco, quel super.

eh.

bo vaso d'Aiace e di Achille, che io e il Campanari rinvenimmo nella necropoli di Vulci ... Di Vulcia per non appariscono neppur le ruine poich ne'secoli di mezzo cadde per manode'suoi stes;

ici

cittadini^

che venuti a cimento, e vols


stesisi

Ruma

i834< Inoltre

il

gendo contro

que'ferri, co quali

VUL
vinto avevano! saraceni, In un con la patria loro perirono". Del resto quanto a

VUL
al

157

g 5 miglia, con acquedotti costruiti da Clemente XIII. In detta chiesa il so*

Montalto,essoappartienecon Vulci
verno
di

go-

dalizio del Gonfalone. Oltre l'industrie

Corueto

da cui distante I3

miglia, e altrellanteda Canino, i dal re e un


4-''

maIl

eampeslri e altre, ha una fornace vasi, mattoni e tegole. Estesissimo


territorio di Montalto, diviso in

(!K

il

^i (uiglio dal furoe Fiora.

parti,

suo clima nell'inverno sarebbe primavera^ se

delle quali

4 $ono

latifondi di

Campo

non

fosse

stemperato pel vento


,

ma-

Scala,

vi spira essendo da dominata pure in quasi tutto l'estate, non che pel furioso libeccio e per la tramontana che io altre stagioni talvolta vi soffia. Laonde nell' estate ne partono buon numero d'abitanti, quali secondo la Stalislica deli853 ascendono a 727, divisi in 192 famiglie e 172 case. A Pio VI si deve l'odierna chiesa parrocchiale di s. Maria Assunta bella e grande con 5 la cui festa si celebra altari e organo

rino maestrale che


esso

zione

Campo s. Agostino, di Campo Morto.

Pescia, e por-

Si legge in
6.

VULSlNO(s.), vescovo di Sherboro. Guglielmo di Malme^bury che

Dunstano, essendo vescovo di Londra, monaci stabt<liti a Thorney, ove s. Mellito aveva fonfece Vulsinu abbate di 12

dato una chiesa sotto l'invocazione di s. Divenne poscia vescovo di Sherboru o Shirburn, e mor santamente nel
Pietro.

973. Matteo
Ulzio,

di

Weslminster

ma

il

suo

nome

Vulsino,

con

fiera

altra festa
i

popolare essendo

levasi dalla sua vita antica

chiama come ripubblicata da


lo

quella de'protettori

ss.

Guerino

Canla

Capgrave. La sua

festa assegnata al gior-

dido. Devesi pure allo stesso

Papa

no 8

di gennaio.

fonte pubblica che conduce l'acqua lun

h.

w
W AG

W AL
Citt ve-

W.AGA oCIIENKURSK.
scovile della Russia europea, nel

WALRURGA
ss.

(s.),

vergine e badessa.

governo
leghe,

Figlia del santo re Lliccardo e sorella de*

d'Arcangelo, da cui distante

68

Willibaido o Guillebaldo e Winii

capoluogo
della

di distretto sull.i

riva destra

baldo o Gombaldo,

quali travagliarono
in

Waga, da

cui prese

il

nome, (ume

che

in

piatti.

primavera navigabile da battelli piccola e poco popolala, non

con gna
tali,

s.

Dunifacio a diffondere
leligione cristiana
;

Alemain lu-

la

nacque
di

gljilterra nel

regno de' sassoni occiden-

arrivando a looo
di grani e lino.
il

gli

abilaoli

abbonda

e fu educala nel

monastero

Windi

Fu

sede vescovile, sotto


(^.)- Oricns Chr.,

burn, ossia cojilea di Dorset, dove dipoi


vesfi l'abito religioso.

patriarcato di Mosca, indi fu unita a

Fu
l'

nel

numero
s.

quella di
t.

Kolmogora
l321.

quelle religiose, che a richiesta di


nificio partirono per

Bo-

1, p.

Aleinagna sotto

WAITZEN.

r. Vaccia.
(s.),
1'

U
Hauduin

scorta di

S.

Leobgila, per ispargervi la

WALBEUTO o WALDBEIITO
abbate. Nacque a Nanleuil

o a Vinantes,

tra

Meaux

Duuunarlin,

di nobile famiglia.

Datosi alla carriera

militare, esercilonorevoli u(Uxi nel

Fon
e

thieu;

ma

poi disgustalo del

mondo

buona fama di Ge5i Cristo. Passati due anni nel monastero di Bischof^heiin nella diocesi di Magouza, fu eletta badessii di quello che suoi fratelli aveano fondato a Meidenheim. Le sue parole e le sue azioni portavano tulle i' impronta
i

delle sue vanit, ritirossi nel


di

Luxeu

nella
s.

monastero Franca Contea, governa


1

della piet, della d(;loezza e della carit,

e l'ardore del suo zelo era sostenuto dalla

to allora da

Eustaziu.

rapidi suoi pro-

forza dell'esempio. E'er lutto ci,


s.

dopo
le

gressi nella perfezione lo fecero

ammiabbate.

la nun'te di

Winibaldo
di

nel

7G0,

fa

rare da

tutti

fratelli,

per cui, morto

data una soprineiulenza generale a vita


sul

Eustazio nel GaS,

lo vollero loro

monastero d'uouiiui
febl)raio del

Ileidenheim,

Egli stabili un ordine ammirabile nella

ch'era stalo governato da (|ueito santo.

comunit, tanto ne'lo spirituale che nei temporale. Il suo esempio ispirava coraggio a'pi deboli, e infondeva ne'religiosi lo spirito della

Mor a'25
passato
-2

799, dopo aver


le

5 anni nel moiiaslero di Hei-

deiiheim. Nell'Syo furono trasportale


locate nellachiesadis. Croce,
se poscia
il

otortifcazione,
di

il

sue reliquiead Aichstat o Eich'ilcU, ecolla

fervore e

il

raccoglimento. Cess

vi-

quale pre-

vere

il

2 maggio 665, e fu sepolto nella


s.

suo nome;

ma

notabili parti fu-

cbiesa di

Martino, dove molli mirasua tomba. Le sue


il

coli resero celebre la

reliquie

si

custodirono a Luxeu, e

suo

rono distribuite in varie altre citt. V'ha un gran numero di chiese a lei deilicate in Alemogiia, nel Brabante, nella Fiandra
e nella Francia,
le
il

nome

si

trova in molti mailirologi ed in


scritti

alcuni calendari

verso la fine del

branola sua
te, alti e

festa

pi delle quali cefegiorno della sua morIl

secolo Ylil.

soleuazzaudalu

i." di

maggio,

W AL
rhe
fu fjiiello tifila

WAL
pnrte
stituta

i59
a'

traslazione di

dal Papa Pio

I.X^

20 o 24 hi-

delle sue reliquie a Furoes.

Ne

riparlai

glio

1846, e dichiarata suiTraganei del-

nel voi.

XXIjP

i43.
(s.),

WALUETRUDA
Moiis.
s.

protellrice di

Era
di

figlia del

conte Valperto e di

lieridl'), e fu

maritai a IMadelgario

conte

pali si^^nori della corte del re

Hainaut, che fu uno de'princiDagoberto.

Oregon (^.); e al dire alomo, facendone amministratore lo slesso r." metropolitano mg.' Francesco Norberto Blanciiet. traslato da Drasa in pnrtibiix, di s. Pietro nel Canada, il <j'iale prelato tuttora arcivescovo d Orel'arcivescovo d*
d'

]3iveiiula

schi e

madre di 4 figliuoli, due madue feoimine, persuase suo marito


il

a lanciare

secolo per coiisagrarsi a J3io.

Egli

si

fece religioso

ad
il

Maubeuge, pigliando
70,

Haumoul presso nome di VinceaWaldemondo

ed onorato in Fiandra d'un pub-

blico cullo a'20 di setlecnbre:

Iruda rimase ancora due anni nel

praticando
di nel

tutti gli eserciti di

piet sotto

la direzione del santo

656

abbate Gisleno; inricevette il sagro velo da s.

Ma secondo le IVotizie di Roma del i847j veramente ne fu fatto vescovo ai 28 loglio 1846 mg.' Maglorio Alessandro Bianchet. Poscia a'3 t maggio fSjo, il medesimo Papa istituendo la sede ve-^ scovile di Nesqu^Iy, parimente sulFraganea di Oregon, da Walla Walla a' 28 del susseguente luglio vi trasfer mg.' Maglorio, che n' l'odierno vescovo, cessando il seggio vescovile di Walla Walla.
gon.

Ausberto vescovo di Catnbray, e si rinchiuse in una piccola cella po;ta in un luogo solitrio chiamalo Castriloc, ora Mons. Unitesi ad essa molte pie donne, ne form una comunit religiosa, che diTenne poi un capitolo reale di canonichesse, di cui anche nel voi. VII,p. 280 e 2 34- La riputazione di lei e di quel monastero diede origine alla citt di
capitale deli' Ilainaut.

compone Washington
Si

la

diocesi de' territorii

di

e di

Walla Walla, con to

parrocchie e pi di

5ooo
il

cattolici.

Ne-

squaly trovasi lungo

corso del fiume

omonimo, ma il vescovo risiede in Fort Vancouver nella contea di Claik, sulla riva della Colombia. Di Walla Walla e
di iVesqualy,

Moos

Waldetruda non

pens pi che

alla

propria santificazio-

ancora poche notizie se ne hanno, non trovandole ne' geografi dd me consultati, e non furono per esse pubblicate proposizioni concistoriali. Tuttaolta gi d'ambedue ne parlai io vari luoghi, come ne'vol.
p. p.

ne, inlenta conlinuan)enie alla pialica


della povert, della dolcezza, della

pa-

zienza e della mrtifioazione; e superale quelle prove cui furono messe


ili

XLlX,p. 88 e seg., LUI, i89e226,LVIl,p. i4i,LXXXVllI, 88 e seg., XCVUI, p. 343-

la

sua vir-

WALSTANO

(s.).

Nacque

Baber in

e la sua costanza, godette quella pace


fa

Inghilterra di nobile e ricca famiglia, e


ricevette un'eccellente educazione. Desi-

e quelle consolazioni che Iddio

suc-

cedere alle pi grandi perturbazioni. S.

deroso di vivere uaicaraenle per Iddio,

Aldegonda sua sorella, la quale governava il monastero di Maubeuge, recavasi


alcuna volta a
del
visitarla. Nlor A
si

abbandon

nell'et di 12 anni la. casa

paterna, e and a mettersi per famiglio


nel A'illaggio di
rit pe' poveri, dispensava loro

q aprile
la

686,

nel qual giorno

celebra

sua

Taverham. Pieno di caquanto vei

festa.

Le

sue reliquie riposano nella chieil

nivagli dato io cibo, e fino


gli

panni che

sa

che porta

suo nome, ed protet-

erano necessari per


le

ricoprirsi.

Sape-

trice titolare della citt di

Mouse

di tut-

va santificare tutte

sue azioui coli' o-

to l'Hainaut.

razione del cuore, e bench occupato nel-

WALLA WALL A
lien.).

{7 f 'alle

fVal-

le

penose fatiche della campagna, pra-*

CiU vescovile dell'Aiuerica Settentrionale iwlla Colombia o Oregon, i-

licava rigorose penitenze. Fece voto di

vvete celibe,

ma uoq

abbracci

la

stato

i6o
monastico.

WAL
Ebbe
il

WAL
liatn nella stessa

dono de' miracoli, e luoi in mezzo ad una piateriu^ nella quale lavorava, il di 3o maggio ioi6. Fu sepolto a Da ber, dove il suo corpo
fu portato

ravi una

contea di Yoik, ddve" numerosa coujunit, chegover-

da Cossey o Costes^ye.

Il

suo
vil-

n saggiamente, raddoppiandoli suo zelo la comune santificazione. La fama dell'ordine di Citeaux gl'inspir il desiper
derio di ritirarv!>i,e confermalo nella sua
risoluzione da
di Rieval,
s.

cullo era ab antico celebre a Cossey ed


a iaw'burgli o B<(ber, clie sodo
laggi a
si

due

Aiiredo, allora abbate


a prender l'abito nel

4 miglia da JNorwicb
festa nel

e celebra-

and

mo-

la

sua

giorno della sua mor-

nastero di
ford.

W ardon,

nella conica di isii'

te. Venivano molti pellegrini in questi due luoghi, per implorare la di lui pro-

Simone, suo fratello maggiore^ ritenendo ch'egli fosse di troppo debole coniil

tezione, specialmenle per


febbri, dalle paralisie, ec.

guarii e dalle

ples^iione per sostenere le austeritdell'or-

dine di Citeaux, impieg


(s.),

potere ecclesia-

WALTENO

WATLENO

ab-

stico e civile per farvelo uscire,

minaccianmonastero;

hnte di Melross in Iscozia. Era figlio di Simone conte di Huolingdon, e di Matilde figliuola di Giuditta nipote di

do perfino
laonde
i

di distruggere quel

religiosi

spaventatilo

mandaro-

Gu-

glielmo

il

Conquistatore. Mostrossi fin da

ftinciullo

singolarmente incbnato agli e,

sercizi della religione

e pieno delle pi.

belle virt. Essendosi sua

lata in seconde nozze a Davdde,


figlio di
s.

madre maridegno

Margherita,

il

quale regnava

allora sugli scozzesi^ la segu alla corte.

Strinse auucizia con s. Aiiredo, il quale lo apparecchi a quella perfetta conversione che edific tutto il mondo. Il re Davidde, cui piacevano
le

sue virt,
in

amava
;

di

conversar seco
ci

lui,

edavagli
di

ogni oc-

no a Rieval nella contea di York. Walteno durante il suo noviziato sofferse grandi pene interne, e cadde in una dolorosa perplessit, ora pensando che avrebbe fallo meglio a persistere nella primitiva sua vocazione, edora che le austerit di Citeaux fossero superiori alld sue forze. Un d, che secondo suo costume, prostrato a terra pregava con lagrime Iddio di fargli conoscere la sua volon * t,le sue tenebre si dissiparono a un tratto torn nel suo cuore la calma , e prov una gioia interna che trasportavalo fuor
di se stesso, facendogli

casione prove della sua benevolenza

ma

pregustare

la

dol-

non alterava l'umilt

nell'esercizio della

Walleno, che preghiera e della mortesigli

cezza della celeste beatitudine. Quatlr'au-

tificazione volava nelle viedella perfezio-

ne.

Dopo

aver trionfato de'Iacci


della corte, che
si

da

una dama

era invaghita

di lui, deliber di ritirarsi in

un monaste-

ro, e volle nello stessotempo allontanarsi

dopo la sua professione fuelettoabbate laqual dignit non accett che per ubbidire a' suoi superiori. Funse lasuacarica nel modo il pi mirabile ed esemplare, cercando io ogni cosa la gloria di Dio e pei*
ni

del celebre monastero di Melross,

da'iuol amici,

le

cui visite avrebbero poritiro.

moltiplicare
ratori fond
zia e di

il

numero

de'suoi veri adoin Iseo-

tuto turbare

la

calma del suo

La>

monasteri di Kilos

sci la Scozia e pass nella contea di

York,

dove

fece professione fra' canonici rego-

s. Agostino, nel monastero di s. Osvaldo a Noslel, presso Pontefract. I religiosi furono stupiti nel vedere un uomo

lari di

Holm-Coltrura nel Cumberland. Colle sue straordinarie liinosine provvedeva alla sussistenza di tutti i miserabili
del paese intorno a Melross.
carestia nel
i

Durante una

allevalo alla corte

perfetto nella prati-

4ooo
lui e

34i nutr per pi mesi circa poveri forestieri, ch'erano venuti a


1

ca delle massime della croce. Ordinalo

prete fu fallo sagrestano


stretto

indi a

poco co-

che si erano fatte delle capanne intorno al monastero. Moltiplic due volte
miracolosanieate
le

ad accettare

il

priorato di Kirk*

provvisioni che glifi-

WA
manevaQOj
le

R
di

WAR
re-

161

dare e gli avvenne anche gregge che appartenevano all'abbazia.

parte della reggenza di Koigsberg, nella provincia della Prussia Orientale, e


fu diviso fra'circoli

Pei bisogni della sua comunit dovutosi

diBraunsberg, Heilsil

care da Stefano re d'Inghilterra, presentossi alla

berg, Rossel e Allenstein. Tuttora


se di

pae-

corte con
fratello

un

fardello sopra le
di

Warmia

o Ermeland forma l'omo-

spalle.

Suo

Simone, sdegnato
tal
:

vederlo in quello stalo, lo tacci in pre>


senza del re di disonorare in
la

la

nimo vescovato. Frauenburgo, cittadelmonarchia Prussiana, provincia della


Prussia Orientale, nella delta reggenza,
1

modo
la

sua famiglia.
;

Ma

il

re rispose

m V'in-

distante e

5 leghe da Knigsberg

gannale
gloria di

rammentiamoci che cosa sia Dio, e vedremo ch'egli forma


la
al

la

nostra gloria e di tutta


glia".

nostra fami-

un 4 da Braunsberg presso la foce del Bauda nel Frische-Haff, a'piedi del Domberg, (jiiae 1600 pene incolas compie'
cliliir,

Stefano accord
chiese, e lo

santo tuttoci
di dargli la sua

dice l'ultima proposizione conci-

che

gli

preg

storiale. La calledra)e,sollo l'invocazione

benedizioMe,restando commosso. Nel 1 154 Walteno fu eletto vescovo di Sani' Andrea,

della B.

Vergine Assunta
il

in Cielo, di
si

magnifica struttura. Io essa


le ss.

venera tra

ma

egli tanto supplic

di essere dispensato

da

tale

che ottenne digoil.Fece

Reliquie

corpo
Il

gran divozione.
della
i.^

Teodoro eoa capitolo si compone


di
s.

pi guarigioni col mezzo delle sue pre-

dignit del preposto, di altra

ghiere, e fu sovente favorito di estasi e


di visioni
,

dignit del decano, d'8 canonici, e di altri preti

in

una

delle quali

Iddio

gli

e chierici inservienti alle divine

mostr

la

gloria de'beati, per

ricompen-

ufizialure.

Alquanto distante dalla catil

sare l'ardente suo desiderio d'essergli riunito per sempre. Sofler con pazienza e

tedrale sorge

palazzo vescovile.

La chie*
il

sa parrocchiale
e
vi

munita

del batlislerio,

con gioia l'ultima sua malattia


lunga e dolorosa
tato
i ;

e poich

che fu ebbe confor,

ha

altre chiese, l'ospedale,

semi-

nario diocesano, e altre benefiche istituzioni, e queste

suoi religiosi alla carit e all'osser-

anco in

altri

luoghi della
collegia-

vanza della loro regola, ricevette i sagramenti, indi si fece distendere sopra un cilicio

diocesi, nella quale trovasi


ta,

una

3 conventi di

religiosi,

4 monasteri

coperto di cenere, dove rese Io spii

rito al Creatore, a'3 di agosto

i6o.

Il

suo

Dome

indicato ne'calendari di Scoil

zia e d'Inghilterra

giorno 8 agosto, co:

monache, parecchi sodalizi e ospedali. Frauenburg ha fabbriche di panni e stoviglie, e vari coociatoi. La pesca vi attiva, e vi si fa mollo commercio di ledi

me
22

in quello de'cisterciensi

trovasi
il

pure
3 e
il

gname

e di

filo.

La fondazione
Il

della citt

in alcuni calendari scozzesi sotto


di

risale al

1279.

celebre Nicol Coper-

maggio.

o ( P'armien. ). Vescovato colla residenza del vescovo in Frauenburg o Fraueusburg o Frawenburg, Fravenhurgum ^ antico paese delia Polonia che formava la parte

WARMIA

ERMELAND

nico, quivi morto a'24 maggio 1 543, era canonico della cattedrale. Vedesi il suo sepolcro, ed il luogo che gli serv di os-

servatorio. A'suoi luoghi lo celebrai. Attesta la stessa proposizione concistoriale,

che

il

vescovo di

Warmia

alterna la re-

orientale

del Palatinato di

Marien-

sidenza vescovile ad Heiisberg o Heil*


sperg, Heisperga seti Helisberga, cill
degli stali Prussiani nella reggenza d

burg,e venne in buona parie riunito alia Prussia [V.) nel 1772, epoca della i.' divisione della monarchia polacca, in uno a quello di Culma, cio alle sue province orientali.

Koal-

uigsberg, da cui distante circa

leghe,

e 10 miglia dalla cattedrale, ov'

un

FFarmia o PVarmenfa

tro episcopio.

Capoluogo

del circondario

land o Ernienlandj VCL. cuI^

preseolemenle

del suo

Qome, giace

sulla riva sinistra


1

i62
dell'Alle. Ila

WA

R
cattoiiciie, e

W AR
una
abbracci anche
il

due chiese

Warmeland.

Il

Papa

cappella luleraua. Vi sono fabbriche di

per

vi

appose

la

condizione a'ca vai ieri


parti delle cona'

panni, conciatoi e birrerie. Conta circa

teutonici, che

una delle 3

aSoo

abitanti. Ileiisberg fu nel

lyoS

il

quiste

si

concedesse in propriet

ve-

quartiere generale di Carlo XI I re di Svezia, e nel

scovi e a' loro capitoli. Nel luogo citato


dissi

1807

il

teatro di molti coai-

battimenti
il

fra' russi

ed

francesi. Inoltre

XVI,

con Couimanvlle, che uel secolo ossia nel 525, si ampli la dioi

vescovo di

Warmia

talvolta risiedette

cesi di

Warmia

coll'unione di quella di
istituita
in

a Brunsberga o Braunsberg, Drunonis


/Ifo/i^, citt della

Sarabia o Jambia, pure

da In-

suddetta reggenza a pi

di 12 leghe da Konigsberg, capoluogo


di circondario, presso
sulla Passarge,
il

nocenzo IV, con residenza la quale ora in vece lo

Kouigsberg, d' un vescovo


Il

mar

Baltico e

protestante sedicente evangelico.

Bau-

che

la

divide in

nuova

drand. Lexicon Geographicon, nell'articolo


lacchi,

e vecchia citt. ' sede d' una corte di


giustizia reale de'denianii, e

d'una ispe-

Sambia, la dice cogli apud Monte Regiurn

scrittori po-

(seu

Rrgio

zione cattolica, fla

chiese,

un

collegio,

Montum, cioKonigsberg), Prussiat Ducalis, ut vocant, caput, cuj'us

un seminario

cattolico,

un monastero,

Episcopus

manifatture di nastri e filatoi di filo. Il suo porto fa un gran commercio di biade,


tele, filo

qui Sanihiensis appellatur, sub archiepiscopo Eigensi, in Monte Regio residebaty

legname da costruzio-

ne. L'epoca della stia fondazione sale al

protestans.
risce
il

antequam Prussiae Princeps esset E questo perch, come rifeMirco, Notilia Episcopaluunif
di

1255. Narrai altrove, che Papa GregoBrunsberg un collegio pontifcio, e ne fiffid il mantenimento
rio XIII fond in
alla

quando apostat Alberto

Braudebur-

go gran maestro teutonico, facendosi duca di Prussia, estinse la sede vescovile di

Dataria apostolica. Sospese


le

negli

ultimi deplorabili tempi

somministraed ot-

zioni, e dispersi gli alunni, chiese

Sambia. Nella citt di Konigsberg capoluogo della provincia della Prussia Orientale, vi

tenne
to.

il

vescovo di convertirlo in semiil

ancora la cattedrale tolta

nario vescovile, ed

poc'anzi nomina-

da' protestanti a' cattolici, vasto edifizio

qui mi piace rammentare, che in


nel

ornato e di bella architettura: ha un or-

Roma

i63i Giovanni da Preuch

ca-

gano fornito
ranei sono
i

di

5ooo

canne, e ne' sotter-

nonico della cattedrale di Warmia, fond il collegio di s. Norberto in cura dei


canonici regolari Premonstratensi
colla condizione
[l'^.),

sepolcri di molti gran

mae-

stri teutonici,

che edificarono

la citt a-

che
col

vi

dovessero essere

ammessi
vato di

suoi parenti, e altri del vesco-

vanti il 1255, a consiglio del loro amico Premislao II re di Boemia, a cui onore le imposero il nome che porta, in significato di

Warmia,

santo scopo di con-

Montagna del

Re. Indi capitale

tribuire alla conversione dei congiunti e

della Prussia ducale, residenza dell'elet-

connazionali dall'eresia.
Il

tore di Brandebuigo, e
l' isti tu'!

dove
si

1*

elellore

vescovato di

Warmia
al

lu-

Federico
nare re
ni

I,

che

vi

era nato

fece coroegli stesso

nocenzo IV nel 1243


nel voi.
poli di

motlo
la

riferito

di Prussia,

ponendosi

LXXV,

p.

79, sotto

metro

la corona sul capo.


i

Quando

a'noslri gior-

Gnesna, quando parte della Prus-

francesi

sia

era ancora miseramente dominala

s a risiedervi

occuparono Berlino, vi pasil re colla corte. Vi pu-

dall'idolatra, perci dal


l'

Papa donata
la

al-

re chiesa pe' cattolici.


ville

Anche Comman-

ordine Teutonico, onde colla crociata


conquistasse e ne zelasse
alla fede cattolica,

neW'Histoire de tous les Eveschez^


il

la

conversio-

conviene che
eretto nel

vescovato di

Warmia
io

fu

ne

che a poco a poco

1243, con residenza

Fra-

WA
ueoburg, come
la

R
me*

W
di

A R

i63

prDcipale citt del

seculoie della bolla mg." Giuseppe de'


principi Hohenzolleru principe vescovo

desimo; e dice che il vescovo con ricche readite era sovrano temporale di sua va*
sta diocesi, e senatore del senato di
sia.

Warmia,
Il

iodato nel

voi.

LVI,

p.

78.

Prus-

Vanta questa
ri.

illustre sede distinti pasto-

Che

il

re di Polonia (al cui

regno

celebre

Enea Sdvio Piccoiomini,


Trieste fu traslato a Siena

prima
va

del

1772 apparteneva), nominai

nel

i4^o da

soggetti nobili al capitolo in sede

vacante, ed
tutti nobili,

canonici che doveano esser

sentarsi al Papa.
viitcia

ne eleggevano uno per preAppartenere alla pr* ecclesiastica di Gnesna, ma essere


s.

sua patria, per amor della quale ricus il vescovato di Warmia e quello pure di Ratisbona, i cui captoli l'aveano postulato alla
s.

Sede: nel i456 fu creato car-

dinale e nel

i458 Papa

col

nome

di

esente, infatti tuttora

Soggetto alla

immediatamente Sede. A tempo del Mi-

Pio II
Giulio
nel

( P".).

Dal vescovato di Culma,

III

dei

i55o

trasiat in questo

il

reo, ossia nel declinar del secolo

XVI,

ii

celebre Stanislao Osio (f^.) di Cracovia^

vescovo risiedeva
sente eziandio
1'

in

Bruusberga. Al pre-

]56i

fatto cardinale, e fu

quale io

elezione del vescovo

dissi nella biografa.

devoluta al capitolo della cattedrale, ii quale procede ad essa, e quindi dell' eietto ne fa postulazione alla s. Sede, acci
il

tolica dev'essergli

La Germania catgrata, poich quando


I

fu

mandato nunzio a Ferdinando


il

ioi-

peralore,

prelato adoper ogni squisi-

Papa, riconosciuta l'idoneit canop.

tezza di cure e forza di

argomenti, per

nica, lo confermi e instituisca nella sede.

dimostrare
al di lui

la

falsit

delle

nuove

sette,
II

Nel voi, XVIII,


detto

261

notai,

che Bene-

primogenito Massimiliano

re

XIV

colla costituzione.
"il

Romana

de' romani e di
di eresia^

Boemia, che dottrinava


riscontrarsi nella Sto-

Ecclesia, de

aprile

ned.

XIV

t.

I, p,
i

1742) Bull. Be567, concesse a' ve-

come pu

ria del concilio di Trento, del cardinal


Paliavicinu. Si

scovi di

Warmia

privilegi di farsi pre-

deve

al cardinal

Osio la
nel

cedere colla Croce astata nella diocesi, tranne in presenza de'Iegati o nunzi apostolici, e l'uso

chiesa, ospizio e spedale nazionale polac-

co di
voi. rito

s.

Stanislao in
p.

Roma, descritto

del pallio puntifcale, co-

me gli arcivescovi. Pio VII culla bolla De salute ani mar iiin,\\e l'j luglio 182 i,
Bull. Roni. coni.,
t.

48. Zelantissimo e benemepastore, ebbe la giuria d'introdurre


i

LIV,

pel i. in Polonia

gesuiti,

fondando

lo-

i5, p.

4^3, per

la

ro

un

collegio in questa sua diocesi, e loro

nuova circoscrizione delle diocesi del regno di Prussia, ad istanza del re Federico Guglielmo III, conferm il vescovato
di

consegn il seminario. Muri in Roma nel 1579 universalmente compianto. M' istruisce la
t.

Civilt Cattolica, serie 3.*

Warmia

nella sua esenzione, e

imme-

diala dipendenza dalia s. Sede, non che conferm le prerogative del capitolo, sta-

601, aver pubblicalo il d.' Antonio Eichhorn canonico di Frauenburg}


I, p.

Il vescovo e cardinale di Ermeland Sta*


nislao O5/0,

bilendone

la diocesi

co' decanati

Fiire-

Magonza

854* 55. In que-

stenwercleren^Neuteichensi, llaricliburgensi, Stuhmensi, et Christburgens, cuni


sus Ecclesiis
flialibus

sta vita del dottissimo e

magnanimo por1'

porato, l'autore lo dipinge al naturale,

tam

succursalibus, quani

dimostrandone principalmente
i

opero-

Culmensi disjungendisy ita et. integra dioecesis centumnO' vemdecimparoecias complectatur. Conferm le rendile della mensa vescovile e della mensa capitolare, come pure le tasse ad ogni nuovo vescovo, deputando e-

doecesi

sit e io zelo ecclesiastico e letterario,

che

sono appunto due pregi pi illustri per cui egli campeggia nella storia del XVI secolo. L'opera di molta sodezza e valore, e contiene preziosissime notizie in-

torno all'educazione religiosa e

scentil-

i64
pi. Rilevai

WAU
quando
il

WAB
scovo d'Abdera in partibus, e suffraganeo, mg.' Giuseppe Geritz di Seeburgo
diocesi di

ca della gioventti e del clero di que'tem nella biografa del cardinal


s.

Osio, che

Pio

lo

dichiar

Warmia, canonico decano delcon indulto di ritenzione

legato a Intere della Polonia, al vantaggio di questa


indi che
si

la cattedrale,

re

Sigismondo

II

volle

per episcopale congrua, gi professore nel


regio ginnasio Roesseliense; encomian-

recasse in

coadiutore di
apostolico,
il

Roma, destinando Warma, con beneplacito

doloper gravit, prudenza, ottima morale,


sperienza e versato nell'ecclesiastiche fun>
zioni.

proprio segretario Martino

Cromer,
voi.

il

quale colla sua dottrina pub-

E per morte
Warmia

di

mg.' Halten,

lo stes-

blic quell'opere patrie che registrai nel

so Gregorio

XVI, con

Collo79, altre essendo quiuni de Religione: De Coelibalo sacerp.


:

LlV,

cistoro de'27

congennaio 184^, dichiar vealtri elogi, nel

scovo di
cesse
il

tng.' Geritz, e gli con-

dotum: Dellafalsa religione di Lutero. Mor a'23 marzo iSSg, e Sigismondo III redi Polonia nomin successore, o secondo altri il predecessore reStefatio, il cardinal Andrea Battorio (A'.) di TraniilVania (^.),deli. "cugino e del 2. nipote,

consueto pallio, di cui privile-

giata questa chiesa, che l'illustre prelato

preconizzato da Sisto
1.599 Dell'infelice

ma

investito di

Papa nel coni844 g'' die'a suffraganeo mg.' Francesco Grossmann di Robaweo diocesi di Warmia, dichiarandolo vescovo in partibus di Mezo, contuttora governa.
stesso

Lo

cistoro de' 17 giugno

quel principato, per nella guerra del

servandogli per provvisione ecclesiastica


il

modo

deplorato nei

canonicato nella cattedrale. Era stato

due

Mentre era vescovo di Warmia Michele Stefano Rndziejowski (^.), Innocenzo XI nel 1686 lo cre carcitati articoli.
III,

parroco, vicario generale, ispettore delle


scuole, fornito di egregie qualit, d'otti-

ma

morale, prudente, dotto ed istruito


Il

dinale ad istanza del zio re Giovanni

nelle sagre funzioni del ministero.

Pa-

poi promosso alla priraazale di Gnesna.

Le
i

annuali Notizie di

Roma

registrano

seguenti vescovi, secondo l'epoca di lo-

ro promulgazione. Nel 1741 da Cujavia


vi fu

pa Pio IX nel concistoro de'27 settembre i852 preconizz 1' attuale sulfraganeo mg.' Antonio Frenzel della diocesi di Warmia, vescovo d'Ariopoli in partibus, gi vicario

trasferito
di

Adamo

Stanislao Gragli

generale della diocesi,

bowski

Gnesna. Nel 1766


:

successe

e preposto della cattedrale, dignit che


l'abilit a ritenere per congrua; dicendolo dotto, grave, prudente, probo e degno. Ogni nuovo vescovo tassato nei
libri della

per coadiutoria Ignazio Krafcki di Oubiech diocesi di Premislia


risposta
la

spiritosa

da

lui fatta a

essersi questi
nii,

Federico II, dopo impadronito de'suoi domi-

nel voi. LVl, p. 68. Nel 1785 vi fu Iraslato da Culma, Carlo de'principi

rini,

ascendendo

camera apostolica a 4oo fiole rendite della mensa


circa, senza

a 3ooo scudi

gravami. Vai

Huhenzollern di Friburgo in Brisgow; ne fu suifiagarieo Andrea Stanislao d'Hatten di Leomitten diocesi di Warmia, nel 1800 fatto vescovo di Diana in partibus. Nel 1817 il sullodato Giuseppe de'principi Hohenzollern, d' Opavia diocesi di Wladislavia: ne fu eziandio sulfraganeo il dotto mg.' d'Hatten, e quindi gli successe a'a ottobre 1887, preconizzato da Gregorio XV I e insignito del pallio. Questo

sta la diocesi, divisa in

17 decanati,
1

19

parrocchie^ con pi di 2

3, 000 cattolici.

Ordine equestre di Svezia. 1772 Gustavo III redi Sifezia {^.), per ricompensa de'notati nel
L'istitu nel
voi.

WASA.

LXXI,

p.

36. Gli die'

tal

nome

di

sua real casa, perch


significa covone,

fVasa

in isvedese

to

onde stabil che appunun covone formasse l'insegna caval-

leresca.

Lo

divise in 3 classi di cavalieri

Papa a'27

aprile

i84o promulg

ve-

cio commendatori

graD-croce^commen-

WAS
dp^ii, e cavalieri. Ordin poi, che se il re aella sua assunzione ai trono non fos-

WAT

i65

entrare nella cala o baia di Waterford,

ancora membro dell'ordine, ne ricevesse in queiroccasione l'insegne dall'arcivescovo che r incorona. La decorazione
se

formata dall'Atlantico. Vi risiedono an> Cora le autorit della contea, ed il prelato sulfragaueodel metropoIilanodiCashel.

La

cattedrale di recente costruzione


scudi, ed
:

d forma ovale, con


tro, e intorno
islilu
1'

un covone nel cenGustavo III epigrafe


:

cost

120,000

una

delle pi
il

nel 1772.

magnifche d'Irlanda campanile. Gli altri


chevoli, oltre
il

bello pure n'

edifizi

pi rimarTrinit,

WASIT
le

WASETH. Sede vescovidue

palazzo della citt, sono


Ballibricken, e quella

deirirac-Arabi, nella diocesi de'caldei.


situata sul Tigri che la divide in

le chiese parrocchiali della ss.

di

s.

Patrizio, di

parti, tra Bassora,

iwaz.
di

Bagdad, Gusa ed A* Questa chiesa era unita a quella Cascara (/^.) sotto il cattolico SeII,

de'minori riformati, diversi oratori. Vi sono molli stabilimenti beneBci e caritatevoli,


il

barjeso
il

cattolico

ed a quella di Kosral, sotto Ebdejeso II. Ne furono ve-

di alunni,

seminario vescovile numeroso con annesso lico, case relii

giose
ss.
si

Ormisola, ordinato dal cattolico Sebarjeso II. Sebarjeso di Bagdad, ordinato dal cattolico Elia II. Barbaclijeso, che
scovi:
assist alta

d'ambo sessi, la confraternita del Rosario. In Waterford e nella diocesi

telli

trovano molte scuole dirette da' fradella dottrina cristiana ; 8 monasteri

consagrazone del cattolico

Machicha p. i34o.

II nel

laaS. Oriens Chr.


(s.),

t.

2,

di monache, istruendosi in quello della Presentazione in Carrick le povere, e ia quello dell'orsoline si educano le giovi-

WASNULFO

patrono
il

di

Cond.

nette di nobili e agiate famiglie.

do-

Scozzese di nascita, fu

pi celebre fia

menicani hanno due

case,

detti france-

que'molti monaci d'Irlanda e di Scozia,

scani della stretta osservanza nella citt

che ad invito di s. Vincenzo conte d'Hainaut, passarono a predicare la fede ne' Paesi Bdssi. Alcuni scrittori lo fanno vescovo, ma la loro opinione non ha alcun

un convento, e
sono
dali
istituzioni

nella diocesi altri io.

Vi

per

gli orfani,

due ospe-

comuni a

tutti.

In

Mount Milleray

fondamento. Egli ademp con successo


corrispondente alsuo fervido zelo
zioni di predicatore del
le

fun-

Vangelo, e mor circa il 65 1 a Cond, ove se ne custodiscono ancora le reliquie nella collegiata.
Assicurasi che fu favorito del

numerosissimo monastero di trappisti : questi religiosi irlandesi erano in Francia, da dove furono costretti ripatriare nel i83i. In Portlaw bella chiesa fabbricata
dal protestante

marchese di Waterford,

che loc

al

parroco casa e terre a

me-

dono

de'

diocre corrisposta. ADungarvan,oltre la


chiesa parrocchiale, vi quella degli agostiniani, e

miracoli, ed onorato tobre.

il

i.

giorno d'ot-

WATEaFORD('A'2/er/or^/e.;.Citt
l'

lag ha

monastero di monache. Thuldue scuole cattoliche pe' poveri.


alla citt, altri notabili edifizi
la

con residenza vescovile, con porto, delIrlanda, nella provincia di Munster,

Tornando
sono
la

borsa e

prigione.

Ha una

so-

capoluogo della contea del suo nome, la quale fertile con pingui pascoli, e si divide in 5 baronie, colla liberty di \Vaterford baronia di
la citt

ciet letteraria, e varie fondazioni pie-

tose e istruttive.

Mediocre n' l'industria

raanifattrice di tela di lino, oggetti di

Cosh bride. Questa


si

bel-

lana e corami. Vi sono una vetraia per


le bottiglie,

giace sulla sponda destra della


passa sur

due grandi
ed

distillerie,

fab-

Suit o Blackwater, che


della citt

un

brica di birra considerabile, di amido,


di coltellame,
afineria

bel ponte di legno, ed alquanto


si

all' est

di sale.

Uu

congiuoge

al

Barrow, per

tempo

vi si

esportava quantit cooside-

,66
rable
eli

WAT
cacio

WAT
la prinl.

mullahawa. Ora

G. Nel

i363
la

al

vescovo di Waterford

cipale esportazione consiste in cereali e

fu unita
(P^.), alla

chiesa vescovile di Lisniore


sin dall'

burro.

suoi
fiere

3o,ooo

abitanti circa, tenillu-

quale

XI

secolo era

gono 3
stri,

annue. Vanta diversi

fra' quali
il

va rammentalo singolar-

incorporata quella di Ardeniora (^.), che istituita nel 435 da s. Patrizio, avea

mente

celebre p.

rico e biografo del suo ordine

scanOf nel

Luca Waddingh stoFrancequale articolo non poco ra-

avuto a

I.

vescovo s.Declano.

Ebbe ArPer
il

demora molte
chiese ancora
la

parrocchie, e di molte sue


si

vedono

le vestigia.

gionai di lui e delle sue opere.

lui

si

sua antichit disput con Armagli

convento e chiesa di s. Isidoro di Roma, conservandosi nella grande scuola il suo ritratto col distico ".y^uro nicnsLu-

deve

il

grado primaziale. Neil' annuali Notizie di Roma soQO riportati seguenti vescovi
i

di AVaterford e Lisraore, coll'epoche di

ca^ magis aurea, et aurea penna, - Alterutrum potuit pingere nulla manus.

loro promulgazione. Nel

1769 Gugliel-

mo Egan della diocesi

Mor
bella

io

riviera di

a'i8 novembre 1657. La Waterford ha voce della pi d'Europa, e vi si ponno caricare e


i

Roma

Waterford. Nel 1804 Giovanni Power. Nel 18 17 Roberto Walsh. Nel 1822 Patrizio Helly
di

traslato

scaricare

maggiori

vascelli.

Il

porlo
ingresso

glielmo

da Richmond. Nel i83o GuAbraham. Nel 1837 Nicola Fo-

profondo e spazioso, difeso


dal forte
e Milford

all'

ran. Per sua morte nel i855, a'2 agosto


gli

Duncanon
il

de' pachebotti re-

golari fanno
-

servizio fra questo porto

Ilaven.

La

fondazione deli.suo

successe l'odierno vescovo mg/ Domenico O' Brien. Le parrocchie della ss. Trinit e di s. Giovanni riservate alla

la citt gli
1

uni l'attribuiscono all'anno

s.

Sede, sogliono concedersi


raensali.
Il

al

vescovo co-

55

di nostra era, altri

air852.
Griol,
la

Il

me

clero ritrae la sua sussi-

nome

era

Cecun - na

Baia del

stenza da'proventi parrocchiali, e dalle


oblazioni de' fedeli. Oltre
nerale, vi sono
il

Sole: pi tardi fu delta Pori Larg. L'at-

vicario ge-

tuale le fu dato

quando g' inglesi costruirono sulla Suir un forte, dopo aver preso possesso dell' Irlanda. La torre di
il

vicari foranei:

anco

in

Lismore

vi

il

proprio vicario generale.

Reginaido,

pi antico castello

dell'Ir-

landa, tuttora sussiste.

Fu
il

costruito nel

Danese. I primitivi abitanti di Waterford erano danesi, a'quali gl'irlandesi aveano dato il nome di Eslerlingues. Dovette la sua antica prosperit al re d'Inghilterra Giovanni senza Terra del 1199- Oliviero

ioo3 da Reginaido

Le parrocchie delle due diocesi unite sono 38: ciascuna ha due o tre chiese. Nelcattolici ascendono a circa le due diocesi 254,000 nel 1 844 erano 260,000 ; l'ei
:

migrazioni e altre vicende


nuire.

li

fecero dimi-

Cromwell l'assedi inutilmente nel 649. La sede vescovile fu fondata da s. Otterano Commanville dice nel 1 066 dal1
-

Lismore ne conta quasi 43,5oQ, Waterford un 210,000. WATLENO (s.). F. Walteno (.). o WEDDEL. Citt del regno di Danimarca, nel ducato d'Holslein,

WEDEL

di cui nel voi. di

LXI,

p.

172

baliaggio

Pinneberg, sulla sponda destra dell'El-

l'arcivescovo di Caotoibery. Nell'istitu-

ba, distante pi di
presso
il

6 leghe d'Amburgo,
sopra

zione degli arcivescovati d'Irlanda, ossia


fra'prelati cui
I

forte Hitter-Schanze. ch'

Eugenio

Illdie'il pallio nel


il

un'isola di detto fiume. Quivi nel


fu tenuto

i5i,

vi

fu Cashel, ed allora

vescovo

di Waterford ne divenne sufFraganeo. Nel


1

scovo di
gli atli,

1278 un concilio da Trugoth arciveLunden, del quale per mancano


t.
i

158

vi fu

tenuto un concilio riguardan-

Mansi, Supplemento,

3, p. 5r.
voi.

te l'arrivo degl'inglesi in Irlanda.

Ne

trat-

WEIMAR. P\ Sassonia ed
p.

LXI,

fapo

il

Labbc

nel

t.

9, e l'Arduino nel

280, XCVIII,p. 78 e 80.

WE
lo,

WEL
Brocarzioni
altrui,

167

WEISBRIACUBurcardoo

Cardinale. Nato nel suo castello di Weisbriach uod luogi dalla citt di Villach, assai erudito nelle legali e teologi-

accordando l'acquisto di quanto terreno desiderassero. Col crescer dell' et aumentossi in lui il desiderio di giovare
laonde
si

rese

il

vero amico e bei

che discipline, portatosi

in

Rooaa otten-

nefattore di quegli stranieri,


le

quali per

ne un luogo tra' protonotari apostolici, e con questo mezzo s'acquist la buona grazia di Nicol V. Ottenuta quindi la dignit di preposto della metropolitana di Salisburgo, fu dall'imperatore Federico Ili incaricato di portarsi insieme con
altri

vicissitudiniavvenutenelcontineulecir,

ca la fine del secolo scorso


terra riparavano.

nell'

lughiU
reli-

La sua
in esso

piet in ispecie
i

risplendette verso gli ecclesiastici e


gi