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CONTRO IL LAVORO NERO, CONTRO LA MAFIA, PER UN’ALTRA ECONOMIA, SOSTENIAMO L’AUTORGANIZZAZIONE DEI pICCOLI PRODUTTORI E DEI BRACCIANTI

DELLA PIANA DI GIOIA TAURO
Sono passati due anni dalla rivolta di Rosarno, scoppiata in seguito all’ennesimo omicidio di alcuni braccianti. Ogni anno migliaia di schiavi della terra lavorano in condizioni disumane e ogni anno, a fine stagione, vengono minacciati, aggrediti, fatti sparire. Rosarno come Castel Volturno, come Palazzo S. Gervasio, come Foggia, o Nardò. Questo è il capitalismo nelle campagne, la filiera tutta italiana dello sfruttamento, che porta il Made in Italy sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti a Carrefour, Esselunga, Coop ecc., che stabiliscono il prezzo di acquisto ai produttori, un prezzo-ricatto che le medie-grandi imprese sostengono con l’abbattimento dei costi di manodopera, con lo sfruttamento, con il lavoro nero, il caporalato, e la criminalità organizzata a dettar legge mentre i piccoli produttori e contadini sono costretti a vendere la terra o a buttare i raccolti . Ma noi vogliamo altro! Vogliamo rompere le catene della schiavitù e dello sfruttamento! Vogliamo riprenderci i campi, per coltivare uguaglianza e integrazione! Vogliamo creare circuiti di distribuzione alternativi, a prezzi equi e criteri etici. Per questo, partendo dalla campagna “SOS ROSARNO” promossa da oltre due anni dalla rete “Equosud –auto produzioni equo e solidali” e dall’Associazione “Africalabria – uomini e donne senza frontiere”, abbiamo organizzato una distribuzione di arance in tutta Italia, collegando ad essa la nostra campagna “INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO”, con le arance che altrimenti i piccoli produttori di Rosarno dovrebbero mandare al macero. Noi le distribuiamo per sostenere loro e i braccianti insieme, con un rincaro che andrà a finanziare un centro di aggregazione, servizi e autorganizzazione dentro un edificio confiscato alla mafia, per i lavoratori della terra, italiani e africani dell’Associazione “Africalabria” e l’intervento delle Brigate di Solidarietà Attiva (BSA) a Rosarno .

CAMPAGNA INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO
L’impegno politico delle BSA sviluppato in questi anni intorno al tema del lavoro (iniziato dal sostegno alla lotta dei lavoratori Eutelia, Frattini, Answers, Merloni ecc…) si è concentrato a Nardò (LE) nella costruzione di pratiche di accoglienza degna in grado di far convergere l’erogazione di servizi di assistenza primaria con un percorso di emersione del lavoro nero e di tutela dei diritti dei lavoratori. Presso la Masseria Boncuri abbiamo infatti gestito insieme all’associazione Finis Terrae e ai braccianti stessi, un campo per lavoratori impegnati nella raccolta di angurie e pomodori. L’intervento, a partire dalla messa a disposizione di acqua, posti letto, assistenza sanitaria e legale, scuola di italiano, era volto alla ricostituzione di una coscienza collettiva dei lavoratori attraverso l’informazione e la tutela dei loro diritti, nel tentativo di favorire processi di autorganizzazione che potessero portare a meccanismi di rivendicazione e vertenzialità. Il campo di Nardò ci ha permesso di assumere il punto di vista di chi subisce il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura vivendone le dinamiche dall’interno e creando un luogo di aggregazione e messa in sicurezza al fine di limitare la condizione di emarginazione e frammentazione dei lavoratori. Esserci per noi significa ripristinare solidarietà tra lavoratori (noi e loro), non intervenendo come operatori dell’assistenza, ma sul principio della solidarietà di classe. Esserci per noi significa attivare interventi pratici mantenendo attivo un sistema di monitoraggio del fenomeno e supportando processi di vertenzialità. Esserci per noi significa lottare insieme per i diritti di tutti, un percorso che quest’anno ha portato allo storico sciopero dei braccianti frutto di processi di autorganizzazione e maturazione del senso critico e coscienza di classe. Siam partiti da qui, dalla situazione più complessa e difficile, perché all’interno del mondo del lavoro nero i migranti rappresentano la categoria più sensibile perché doppiamente ricattabili, spesso costretti a condizioni di vita precarie, privi di reti di sostegno sociale e sindacale. Si è venuta a formare di conseguenza una massa di forza lavoro disponibile e fa-

cilmente sfruttabile, che produce un effetto di livellamento verso il basso dei costi del lavoro e delle relative garanzie di diritto. Ciò detto, difendere il lavoro del migrante significa difendere il lavoro di tutti. Crediamo che la fase di crisi economica in cui ci troviamo stia sempre più diventando il pretesto per la progressiva cancellazione dei diritti di cittadinanza e lavoro. Riteniamo essenziale la collaborazione in reti solidali allargate e non escludenti come strumento di lotta necessario ed efficace per la costruzione reale di un’alternativa possibile. Ma quello che facciamo, ed è bene ribadirlo, non rappresenta l’ammortizzatore sociale di un sistema ingiusto, lo facciamo per organizzare nel tempo in tutta Italia risposte come queste, che nascono dal basso e riescono a contrattare i diritti di accoglienza, a sopperirne dove carenti e a favorire gli ingaggi contro il lavoro nero e l’emancipazione dei lavoratori. Sono piccoli passi di un movimento che vorremmo diventi vigoroso. La campagna “Ingaggiami contro il lavoro nero”, prevede di confrontarsi e collaborare con altre realtà in territori differenti, sia per seguire la transumanza dei lavoratori stagionali nelle diverse campagne, nella prospettiva della creazione di una “Lega dei Braccianti del XXI secolo”, sia per allargarsi ad altri settori del lavoro. Vorremmo estenderla nel resto del paese, vorremmo vedere tutti i braccianti d’ Italia andare a lavoro con la maglietta che portavano con orgoglio i braccianti a Nardò con un messaggio chiaro per il padrone “INGAGGIAMI CONTRO IL LAVORO NERO” basta piegare la testa allo sfruttamento, basta ricatti. Vorremmo che volantini informativi sui diritti dei braccianti agricoli come quelli che sventolavano a Nardò proclamando lo sciopero, arrivassero ovunque, insieme alle assemblee, alle nottate in bianco e a questa forte voglia di cambiare radicalmente le cose.
BRIGATE DI SOLIDARIETà ATTIVA

ARANCE ETICHE DELLA PIANA PER UN FUTURO D’INTEGRAZIONE E SOSTENIBILITA’
A due anni dalla rivolta di Rosarno, nulla è sostanzialmente cambiato. Certo, gli africani presenti nella piana di Gioia Tauro sono di meno. Certo, la militarizzazione ha fatto sì che ci fosse qualche contratto di lavoro in più. Certo, a breve saranno nuovamente disponibili i container per 120 regolari, selezionati tra la massa di almeno 800 lavoratori del continente nero. Ma la sostanza resta uguale: 20, al massimo 25 euro al giorno per sgobbare al freddo e all’umido, senza garanzia alcuna di essere retribuiti, e tornare la sera in ricoveri di fortuna, malsani, privi di acqua ed elettricità, con il rischio di essere sgomberati dalla polizia e se irregolari addirittura arrestati. Una sostanza di sfruttamento e abbandono ch’è l’altra faccia dei sette centesimi al Kg pagati dall’industria del succo d’arancia, quella che assorbe l’80% dell’agrumicoltura pianigiana, o dei 20 centesimi offerti dalla Grande Distribuizone Organizzata per le arance da tavola. E allora meglio non raccogliere, dice qualcuno. O ancora comprare direttamente il succo o gli agrumi che arrivano al porto dal Brasile, da Israele, o dal Marocco e poi rivenderli alle grandi catene. E infatti il lavoro diminuisce e le condizioni di sfruttamento peggiorano man mano che l’economia di questo territorio degrada. Meglio venderli, i terreni, magari a qualche multinazionale che ci fa un inceneritore o una centrale…Altro che agricoltura di qualità, altro che made in Italy! Tanto, per i succhi vanno bene pure le arance alla diossina e i grandi gruppi d’entrambi i settori possono continuare a lucrare con la complicità d’affaristi locali e la protezione degli ‘ndranghetisti. Noi non ci vogliamo stare. Per questo insieme ad alcune realtà locali della solidarietà con gli immigrati abbiamo deciso che bisogna rompere questo circolo vizioso, che dal malessere crescente fa nascere il razzismo e mette poveri contro poveri a nascondere le reali responsabilità, politiche ed economiche, di questa situazione. Abbiamo deciso di mettere i poveri con i poveri e lottare: - Per il recupero dell’agricoltura, quella sana, quella che si regge sui piccoli produttori, fondata sul rispetto verso la terra e verso l’uomo. - Per la difesa del nostro territorio. - Per la solidarietà e l’accoglienza verso chi viene a lavorare nella nostra terra e costituisce non solo una risorsa per la sopravvivenza dell’economia rurale ma anche una grande possibilità d’arricchimento umano e civile per un territorio sempre più spopolato e impoverito. Per tutto questo abbiamo messo insieme alcuni piccoli produttori della piana di Gioia Tauro, già da tempo avviati a metodi di produzione biologici e fermi nel rifiuto di qualunque sfruttamento dei lavoratori, siano italiani o immigrati e li abbiamo messi a confronto con chi da anni, a Rosarno e dintorni, lotta a fianco dei lavoratori africani, in un contesto sociale a dir poco difficile. Abbiamo unito chi fino ad oggi ha resistito da solo, per portare avanti un’altra possibilità di futuro nella piana di Gioia Tauro. Un futuro di sostenibilità: economica, sociale, ambientale. Per questo vi proponiamo le arance etiche della campagna “SOS ROSARNO”. Perché un futuro diverso può nascere solo dalla solidarietà! Le nostre arance: Le arance dei produttori di riferimento di EquoSud vengono tutte, rigorosamente, da

agricoltura biologica certificata. Tutti i produttori sono piccoli proprietari, singoli o associati in cooperative, assumono regolarmente la manodopera impiegata nella raccolta, per oltre il 50% immigrata, e sono interni al circuito della solidarietà con gli africani di Rosarno, che in mancanza di qualunque politica d’accoglienza possono sopperire ai bisogni più elementari solo grazie al sostegno delle realtà associative della società civile. Equosud, Africalabria

CASSA DI RESISTENZA DEI LAVORATORI:
La crisi economica morde. Le aziende chiudono, vittime del buco nero che la speculazione finanziaria ha creato. Non solo: le aziende chiudono per la volontà meschina dei padroni di spostare le fabbriche laddove la manodopera costa di meno, dove i lavoratori sono meno organizzati e hanno minore potere contrattuale, dove la sicurezza del lavoro è più facilmente sacrificabile sull'altare della produttività, dove i salari sono più bassi. In tutto questo la vittima non è certo il banchiere speculatore e i governi di tutta Europa scaricano consapevolmente e sempre più apertamente, i costi della crisi sulle classi più deboli. Fortunatamente i lavoratori si organizzano, lottano, scioperano, occupano, difendono il proprio posto di lavoro. Questo comporta sacrifici, lunghi mesi di scioperi e occupazioni, spese legali per chi, come i precari Bros di Napoli finiscono addirittura in carcere con folli accuse di associazione a delinquere. L'operare a fianco dei migranti non può essere scisso dal lavoro da svolgere a fianco dei lavoratori nostrani, perchè difendere i diritti dei migranti significa difendere i nostri e viceversa, perchè creare un’ unitaria coscienza di classe permette di respingere il demente disegno della guerra tra poveri e di avere maggiore forza di opposizione contro le politiche padronali. Per questo motivo la Brigata di Solidarietà attiva Toscana ha deciso di maggiorare devolvere una parte dell'introito della vendita delle arance a sostegno dei lavoratori in lotta della Pioltello. Dopo quattro mesi di lotta, nonostante il krumiraggio organizzato dall’Esselunga e dalle cooperative, i licenziamenti e le aggressioni squadriste, i lavoratori delle cooperative dei magazzini Esselunga di Pioltello sono ancora in sciopero per il rispetto dei loro diritti e della loro dignità contro il ”sistema di lavoro Esselunga” . Il presidio permanente fuori dai cancelli del magazzino continua ed è sempre attivo per cercare di aggregare e coinvolgere i lavoratori di tutte le cooperative presenti all’interno dei magazzini. contro il lavoro a chiamata e il mancato rispetto dell'orario di lavoro; contro i ritmi insopportabili di lavoro; contro i sistematici furti retributivi; contro le angherie di capi e capetti e il sistema di caporalato organizzato attraverso le cooperative. SOSTENIAMO LA LOTTA DEI LAVORATORI SAFRA DI LIMITO DI PIOLTELLO: LA SOLIDARIETA' E' UN'ARMA. USALA!

Composizione del prezzo – ArAnCe biologiChe nAvel – per

ordini e ACQUiSTi

inferiori ai 10 Kg: 1,50 €/Kg di cui Produzione, costo del lavoro, lavorazione, trasporto e iva : 0,832 €/kg + Contributo per progetto Bsa a Rosarno e mantenimento campagna: 0,35 €/kg + Quota di solidarietà per i lavoratori in lotta della SAFRA: 0,25 €/kg; per ordini E ACQUiSTi SUpEriori Ai 10 Kg: 1,30 €/Kg

BRIGATA DI SOLIDARIETA' ATTIVA TOSCANA
PER ORDINI PER LA COSTRUZIONE DI INIZIATIVE,
L’ATTIVAZIONE DI PUNTI DISTRIBUZIONE E VENDITA : brigatatoscana@autistici.org

Tel : 3316796848 – Madda

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