Giuseppe Bellantonio

“MASSONERIA DA SFOGLIARE ”
Nell'Autunno della mia vita, posso dire di aver avuto il piacere e la gioia di assistere a moltissimi eventi, la più parte dei quali è ben scolpita nelle mie personalissime casseforti: cuore, memoria e “pancia”. Nel mio cuore è custodito tutto ciò che ha suscitato le più profonde emozioni, e nella mia memoria è ben presente la traccia di un vissuto intenso . Alle emozioni ed alla “memoria storica”, la mia “pancia” aggiunge il contributo delle reazioni istintive allorché urticanti soggetti attuano, o semplicemente enunciano, scempiaggini che al Corpo già malandato della italica Massoneria giovano quanto un sorso di acqua – peraltro di dubitabile potabilità - data per lenire una febbre che pare indomabile. In molti mi hanno fatto pervenire il loro personale apprezzamento anche per lo scritto che, pur datato, non ha perso in attualità, chiedendomene anche di altri. Una richiesta che mi rende onorato e di cui ringrazio, ma che – almeno in parte – disattenderò. E ne spiego il motivo. In un contesto qual'è oggi quello della Massoneria Italiana, una volta esaurite le critiche e le raccomandazioni nell'esame obiettivo delle situazioni mi sembra quasi un accanimento proseguire nella sottolineatura dei difetti e nella evidenziazione degli impliciti correttivi. Una volta indicate le incongruenze, le irregolarità, le irritualità e persino le illiceità; una volta allertati i Lettori, i Fratelli, che il proseguire su questo tipo di strade può avere lo stesso indice di pericolosità che ha lo sporgersi da un balcone senza ringhiera; una volta fatto ciò non posso evitare che taluno continui a sporgersi, precipitando al suolo. Le scelte, in quanto tali, appartengono ai singoli e riconducono al loro libero arbitrio: certo, dopo, non potranno dire “non sapevo” o “non credevo” o altro ancora. Ogni decisione, ogni scelta, ogni azione, comporta delle conseguenze e – intrinsecamente – anche delle responsabilità: specie verso se stessi. In uno scenario socio-economico che, a livello mondiale, é certamente complesso e difficile, a tante notizie negative è ora di aggiungere – almeno per quello che ci riguarda delle note positive, all'insegna della razionalità e di un ritrovato, concreto spirito iniziatico. Da parte mia, a titolo di commiato dalla fase di studio ed analisi, come pure di approccio a certi particolari aspetti, soddisferò un'ultima volta le richieste e le attese dei Lettori con la rinnovata proposizione di un testo dell'Aprile 2010 - “Monito e Diagnosi” che, ancora una volta, evidenzia come siano ancora attuali certe considerazioni. Il tutto solo con delle considerazioni di premessa, alle quali desidero dare un titolo colmo di aspettative...

… IN ATTESA
Gaetano Filangieri, nella sua “Formula Settecentesca”, indicava che spesso la filosofia é chiamata a soccorrere l'attività dei Governi. Ed indicava ancora come la Legge non può vivere l'assillo di voler tutto vedere e sapere: che essa si arresti dinnanzi all'inviolabilità dello spazio sacro rappresentato dalle mura domestiche e dal pudore inviolabile riconosciuto all'ambito interiore e quindi intimo di ogni Cittadino.

Ma proprio per questi “paletti” filosofici e quindi assolutamente ideali fissati dal Filangieri all'opera di quello che i testi dell'epoca definivano essere il “Magistrato Superiore”, egli indica in modo speculare che – proprio in conseguenza di quanto prima accennato – debba esservi un altro giudice, un altro codice che obblighino i Cittadini ad essere onesti e virtuosi anche e soprattutto in quelle circostanze – ed in quei luoghi – in cui essi sono lontani dagli occhi della Legge e di chi l'amministra. Il Filangieri riconduce il merito di ciò all'opera della Religione: utile e fruibile sempre ché questa non sia inquinata e quindi indebolita dalla “irreligione” come pure corrotta da forme di “superstizione”. Al di fuori dalle conflittualità – ovvero, dalle pessime alleanze – tra Chiesa e Stato, la funzione civile e laica della religione è di per se stessa complementare alle ragioni di solidarietà, mutualità e giustizia su cui si fonda una ordinata comunità umana; o, per dirla in termini più moderni, il “consorzio umano”. Sant'Agostino, nei suoi scritti, difendeva apertamente quest'azione della Chiesa, sfidando apertamente quanti contestavano senza infingimenti e fermamente questo aspetto della missione del Cristianesimo: una missione che portava ad educare e modellare - tra gli altri - militari, giudici, politici, governanti, amministratori, sposi, genitori, figli... che venivano poi immessi nel sistema-Stato. Quanto precede ci fa capire come nonostante l'azione riformatrice dell'Illuminismo ed i processi di secolarizzazione che hanno contrassegnato la Società e quindi lo Stato come modernamente lo concepiamo; nonostante i tentativi spesi a fondare “religioni civili” in grado di formare i Cittadini educandoli ad osservare le Leggi non per il timore del castigo e della pena, ma per un impegno preso con il “cuore”; nonostante l'applicazione dei principi tipici di una morale laica ispirata – per dirla con Rousseau – dalla ragione e circonfusa della solidità del dettato della Carta per eccellenza; nonostante tutto ciò un'etica laica appare come patrimonio di gruppi elitari anziché essere una forza che colleghi le coscienze individuali ancorandole alla Società. Ecco che l'accenno alla “Formula Settecentesca” del Filangieri ci riconduce al valore delle coscienze individuali: coscienze che, nel loro complesso, costituiscono la Società. Coscienze che, nella mia trasposizione, sono le coscienze dei veri Iniziati: coloro che, con la propria Opera, costituiscono quel tessuto storico-culturale-esoterico-filosofico conosciuto oggi con il nome di Massoneria. Dirò di più: se questo risveglio delle coscienze di Iniziati non ancora sensibili alla lordeur dei metalli vorrà ricondursi alle Vere e Antiche Tradizioni per ri-trovarvi quello spirito oggi smarrito, si dovrà guardare a ritroso ben oltre il XVIII° secolo: si dovrà anche ri-considerare il ruolo ed il peso della cultura italiana specie negli anni dal 1000 a tutto il 1600, come pure si dovrà diversamente analizzare di quell'epoca tutto il contesto delle attività iniziatiche tanto in Europa che in Medio-Oriente, in Asia e nell'Africa di Nord-Est. Nella ri-considerazione storico-culturale ed esoterica, una particolare e significativa attenzione non potrà non condurre ad un'epoca – a mio avviso – ancora più “luminosa” dell'epoca dei Lumi: il Rinascimento. In tutto il suo spessore e con tutto il suo retaggio. Voglio augurarmi che gli Iniziati italiani che ben “sentono” dentro di sé gli Ideali Massonici, sappiano mirare a queste idee di rinnovamento – non a casa la Fenice ed il suo mito ben ci rappresentano – riconducendoci a una fase di “Rinascimento per la Massoneria

Italiana”.

Una stagione nuova e diversa. Aria fresca alla quale aprire cuori e menti. Restiamo dunque vigili, fiduciosi. Saluto quindi i Lettori, i miei Fratelli. … In attesa.
f.to Giuseppe

Roma, 22 Gennaio 2012 Bellantonio

e-mail: giuseppebellantonio@infinito.it MONITO E DIAGNOSI
SE LA FEDELTA' AI NOSTRI IDEALI CI FA CREDENTI, E LA SPERANZA CI FA ESSERE CREDIBILI, SOLTANTO LA TOLLERANZA E LA CONCRETEZZA CI FANNO ESSERE CREDUTI.

SAPPIAMO CHE LA FRATELLANZA E' DONO PRIMA DI ESSERE CONQUISTA, E SAPPIAMO ANCHE CHE TROPPE SONO STATE LE VIOLAZIONE DEL NOSTRO CODICE DI CONDOTTA. COSI' CHE NEL NOSTRO GIARDINO SI RESPIRA ARIA DI INUTILITA'.
DOBBIAMO QUINDI MUTARE LE STRUTTURE DI QUESTA MASSONERIA: PER RENDERLE UTILI E FUNZIONALI ALLE ASPIRAZIONI DI TUTTI I FRATELLI, PER UN NUOVO MODO DI PENSARE E VIVERE LA MASSONERIA, PER RIVOLUZIONARE L'IDEA DI APPARTENERVI, PER RENDERLE AL MASSIMO ADEGUATE ALLA VOCAZIONE DI LIBERTA', ORDINE, GIUSTIZIA, FRATELLANZA, UGUAGLIANZA.

IL NOSTRO STATO DI MASSONI CI FA NON SOLO SPETTATORI MA NECESSARIAMENTE ATTORI DEL PIU' VASTO CONTESTO DELLA MASSONERIA NELLA SUA UNIVERSALITA'.
NON IMPORTA NULLA SE LA NOSTRA AZIONE E' COME UNA GOCCIA NELL'OCEANO. NESSUNO HA MAI PARLATO O SCRITTO DI RISULTATI MA SOLO DEL MODO CON CUI RAGGIUNGERLI. E' E SARA' LA PASSIONE A DARE SIGNIFICATO AL NOSTRO AGIRE, ALLA NOSTRA OPERA: PER DEFINIRE UN PROGETTO, PER CONCRETIZZARE UN PROGRAMMA.

SAREMO PROTESI A RIANNODARE I FILI DEI CUORI MIGLIORI, PER UNA COMUNE OPERA. PER UN COMUNE SENTIRE, PER UN COMUNE OBBIETTIVO: CHIARO, CONDIVISO, NOTO.
DOVREMO FARE. SENZA STRAFARE. DOVREMO ESSERE E NON SOLO APPARIRE. SENZA PROTERVIA. DOVREMO COSTRUIRE. PER UN PROGETTO ETICO, PER L'OGGI MA SOPRATTUTTO PER IL DOMANI. INSIEME PER UN PROGETTO ANTICO QUANTO IL MONDO.

SUSSULTO DELL'ORGOGLIO, QUINDI. MOMENTO DI RITROVATA DIGNITA'. INSIEME, CON IMPEGNO, PER IL DIALOGO, LA TRASPARENZA, IL RISPETTO. TUTTO CONDIVIDENDO, INSIEME. INSIEME, CON AMORE FRATERNO. INSIEME NELLA DIFESA DELLE TRADIZIONI, QUINDI: MA SENZA RIMPIANTI. PERCHE' DOBBIAMO ACCETTARE IL PASSATO E FARE TESORO DELLE ESPERIENZE VISSUTE.
CONSAPEVOLI CHE CIO' CHE ABBIAMO PERDUTO, NON CI VERRA' PIU' RESTITUITO. LA NOSTRA META E' PROSEGUIRE L'OPERA DEI SUCCESSORI DI FERA, COLTIVANDO LA SOBRIETA' E RIPROPONENDO LA NOBILE AUSTERITA' DELLE TRADIZIONI. AUSTERITA' ALIENA DA FORME SECOLARESCHE O DA ARCHEOLOGISMI FINI A SE STESSI.

DESIDERIAMO L'AVVENTO DI UN RITROVATO STILE, DI QUEL RESPIRO CHE SI E' UN PO' SMARRITO. NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE SOLTANTO LO SCANDIRE FEDELE DEI TEMPI, DELLA RITUALITA', DELLA LITURGIA, PERMETTE UNA REALE IMMERSIONE NEL MISTERO DEGLI IDEALI.
OCCORRE UN VENTO NUOVO CHE SPAZZI LE TROPPE NUBI E GLI ECCESSIVI MIASMI, UN VERO E PROPRIO ATTO MAGICO, UNA SORTA DI ESORCISMO CHE CONSENTA DI DARE SBOCCO ALLE SPERANZE, ALLE ATTESE DI TANTI DECENNI, AI VERI OBIETTIVI ESOTERICI DEGLI INIZIATI. SOLO COSI' LO STANCO, DILANIATO CORPO MASSONICO ITALIANO POTRA' RIPRENDERE NUOVA FORZA E NUOVO RIGENERANTE VIGORE.

MENTRE LA MASSONERIA MUORE E SI DECOMPONE, TALUNI FRATELLI SI RIFUGIANO IN UN MONDO DI STUPORE E MERAVIGLIE CHE HANNO FORMA SLABBRATA E SCOMPOSTA DI ELABORAZIONE INFANTILE E ALTERAZIONE NECESSARIA PER AUTO-OCCULTARE LA VERITA'. SI GIOCA CON LE BAMBOLE, E SI PERDE TEMPO A PETTINARLE, SIMULANDO UNA REALTA' ASTRATTA E INCORPOREA.
OCCORRE UNA MASSONERIA NUOVA, QUINDI, CON TRADIZIONI ANTICHE QUANTO IL MONDO. IL PASSATO E' PASSATO, QUINDI: E QUESTA E' UNA INDISCUTIBILE CERTEZZA. MA E' ALTRETTANTO CERTO CHE NON POSSIAMO COSTRUIRE SULLE MACERIE, SOPRATTUTTTO ADOPERANDO GLI SCARTI DI CROLLI E FRANE.

DOBBIAMO ACCANTONARE LE PIE ILLUSIONI, GUARDANDO SOLO DAVANTI A NOI. NON POSSIAMO VIVERE GUARDANDO SEMPRE DIETRO DI NOI,

SOFFERMANDOCI IN CHIACCHIERE DA CAFFE', PER FILOSOFARE O LAMBICCARCI IL CERVELLO PENSANDO A CIO' CHE AVREMMO POTUTO FARE. DOBBIAMO PENSARE A CIO' CHE SI DEVE FARE ED A CIO' CHE REALMENTE POSSIAMO FARE. NELL'IMMEDIATO.
DOBBIAMO QUINDI RIPARTIRE DA CIO' CHE ABBIAMO, CHE POI E' IL NOSTRO VERO TESORO, SORRIDENDO A CHI PONE LE SOLITE DESUETE DOMANDE, PER RAMMENTARGLI – TRA L'ALTRO – CHE PER CAMBIARE IL MONDO BASTARONO DODICI UOMINI DALLA FEDE INCROLLABILE. SOLO COSI' POTREMO COSTRUIRE QUALCOSA DI SOLIDO, CONCRETO, DUREVOLE. SOLO COSI' DAREMO SPESSORE ALLE SPERANZE, NON TRADENDO LE ATTESE E SENZA FARE CONFUSIONE TRA FEDE, IDEALITA' E SPIRITO DI AVVENTURA.

CONFUSIONE, SE NON VERO CAOS, E' QUELLO CHE CI PERVADE QUANDO PREDICHIAMO LE OPERE DELL'AMORE A FAVORE DELLE GENTI. MENTRE SIAMO INCAPACI DI AMARE O DIALOGARE CON I NOSTRI FRATELLI SEPARATI. CAOS E CONTRADDIZIONI SONO ANCHE QUELLI CHE CI PORTANO A PREDICARE LA PACE UNIVERSALE, MENTRE COLPIAMO I NOSTRI STESSI FRATELLI IGNORANDO LA POSSENTE FORZA DEL DIALOGO.
SPESSO DIMENTICANDO CHE IL TEMPIO FU EDIFICATO DA SALOMONE PER GLORIFICARE DIO, ED ALTRETTANTO SPESSO DIMENTICANDO CHE LA NOSTRA OPERA DI MASSONI E' E DEVE SEMPRE ESSERE UN INNO ALLA GLORIA DI DIO.

QUESTI PENSIERI SONO PER I FRATELLI DI BUONA VOLONTA', SONO INDIRIZZATE AI VERI LIBERI MURATORI, CHIEDENDO LORO DI METTERE IN GIOCO TUTTO IL LORO CUORE. DIFATTI, SOLO LA CONVERSIONE DEI CUORI PUO' RIFONDARE LA MASSONERIA.
UNA MASSONERIA SEMPRE PIU' CONTAMINATA NEGLI IDEALI E CORROTTA DAL FASCINO DEL POTERE, E DALLA FORZA SCURA DEI METALLI. SEMPRE MENO ATTENTA A RISPETTARE AMBITI E LIMITI, TENDENZIALMENTE INCLINE A PREVARICARE I FRATELLI COSI' SPECULANDO SUI LORO SENTIMENTI. PRODUCENDO LO STESSO EFFETTO CHE HA UNA LUCE, DI NOTTE, SU UNO SCIAME DI FALENE. UNA MASSONERIA SEMPRE PIU' INCLINE A FARE SCORPACCIATE DI QUOTIDIANITA', SEMPRE PIU' TRASCURATA VERSO LE ESIGENZE DI SACRALITA'

E DI VERA, ORIGINALE, SPIRITUALITA' NECESSARIE A OGNI MASSONE. IL CUI “IO” PIU' PROFONDO, ED IN OGNI CASO PIU' AUTENTICO, E' PER NOI INCONTAMINATO. LA VITA, O CI TRASFORMA IN FILOSOFI O CI TOGLIE OGNI VEEMENZA, APPIATTENDOCI NELLE PIEGHE DEL QUOTIDIANO.

MA LA “NOSTRA” VITA, CI VEDE IMPEGNATI A DARE UN SENSO COMPIUTO AL NOSTRO STESSO “ESSERE, “ESSERE VIVI”, “ESSERE IN QUESTO MONDO”, “ESSERE UOMINI”. UOMINI DISPOSTI AL SACRIFICIO IN NOME DI ALTE IDEALITA' QUALI LA PATRIA, L'ONORE, LA GIUSTIZIA, LA FRATELLANZA UNIVERSALE.
Roma, 12 Aprile 2010 f.to Giuseppe Bellantonio