You are on page 1of 2

PANORAMA

INNOVAZIONE

Open source, il Dl Salva Italia riapre la partita


di Domenico Pennone

n programma open source un software che il creatore decide di mettere a disposizione degli utenti, autorizzandoli a studiare il codice sorgente, a modificarlo e a ridistribuirlo liberamente, sia pure con le limitazioni che le parti possono pattuire nellambito dellautonomia negoziale. Per qualsiasi azienda, ma soprattutto per le Pubbliche amministrazioni, lutilizzo di software libero o meglio a sorgente aperta, comporta almeno due vantaggi immediati: una convenienza economica e la possibilit di adattare facilmente il prodotto a delle specifiche esigenze. Nonostante gli evidenti vantaggi che potrebbero derivare dalladozione di queste soluzioni, il processo di transizione delle amministrazioni pubbliche verso luso del software libero non risulta n rapido n semplice. Le amministrazioni pubbliche, nate e cresciute, per la parte informatica su architetture Dos e Windows, continuano a porre forti resistenze a quella che invece potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione tecnologica. CAD MODIFICATO Unimportante e recente modifica al Codice dellamministrazione digitale, presente nel testo della manovra economica del governo Monti (Decreto Salva Italia), prova, ancora una volta, a spingere le Pubbliche amministrazioni verso il maggiore utilizzo di queste soluzioni informatiche. Una modifica, quel28 GENNAIO 2012 - n 3-4

la approvata lo scorso dicembre, che dovrebbe quantomeno convincere le Pubbliche amministrazioni, a valutare, con maggiore attenzione, la scelta di software libero invece che quello con licenza bloccata. Si tratta dellarticolo 29-bis, introdotto nel corso dellesame in sede referente, che modifica parzialmente larticolo 68, comma 1 del Decreto legislativo 82/2005 (Codice dellamministrazione digitale). Grazie a questa modifica, gli estensori dei bandi di fornitura di sistemi informatici per pubblica amministrazione, dovranno, dora in poi, quantomeno valutare il possibile impiego di software libero per la concessione degli appalti. Per la verit, la norma oggetto della modifica si limita a prevedere che le pubbliche amministrazioni che devono acquisire programmi informatici per le loro attivit, dovranno farlo a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra varie soluzioni disponibili sul mercato, previste ex lege, tra le quali appunto non solo i programmi informatici cosiddetti a codice sorgente aperto ma, questa la novit, anche il cosiddetto software libero. Lespressione software libero, oggetto dellintegrazione, dovrebbe riferirsi alla totale libert dellutente (in questo caso le Pubbliche amministrazioni) di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software acquistato o semplicemente adottato.

In pratica, questo software libero, dovrebbe garantire alla Pa la piena libert di eseguire il programma per qualsiasi scopo, ma anche la possibilit di studiarne il funzionamento ed, eventualmente, se necessario, di modificarlo. Questo significa che una vota acquisito il programma sar possibile non solo adattarlo alle proprie necessit ma soprattutto ridistribuirne copie (riuso) ad altri utilizzatori. La Pubblica amministrazione potrebbe, anche, in questo modo, e finalmente, entrare nella stessa comunit degli utenti che collaborano allo sviluppo

La Manovra Monti ripropone lopzione del formato aperto nella predisposizione dei bandi pubblici per la fornitura di software alla Pa

Quadro normativo

n materia di uso del software open source e libero, la Pa tenuta a uniformarsi alla disciplina dettata dal Codice dellamministrazione digitale e a numerosi importanti precedenti normativi. La stessa Corte costituzionale (sentenza n. 122/2010; si veda anche Guida agli Enti Locali n. 20/2010) chiamata a decidere sulla legittimit di una legge emanata dalla Regione Piemonte, ha sancito come luso del Software Libero, oltre che vantaggioso, non viola la libert di concorrenza, in quanto la libert del software una caratteristica giuridica generale e non una caratteristica tecnologica legata a uno specifico prodotto o marchio. Inoltre, gi con la Direttiva ministeriale 19 dicembre 2003 (Sviluppo e utilizzazione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni) lEsecutivo forniva alle Pubbliche amministrazioni indicazioni tecnico-operative che privilegiavano lacquisizione di Ict open source o a codice sorgente aperto. Infine, la legge Finanziaria 2007, allarticolo 1, comma 895 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, stabiliva come nella valutazione dei progetti per la societ dellinformazione finanziati ai sensi del comma 892 si dovesse dare priorit a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto (open source), con uno stanziamento annuale di 5 milioni di euro destinato allAgenzia nazionale per la diffusione l delle tecnologie per linnovazione.

53

PANORAMA
INNOVAZIONE

Formato aperto
Il formato dei dati digitali si definisce aperto quando ne vengono rese pubbliche, mediante esaustiva documentazione, la sintassi, la semantica, il contesto operativo e le modalit di utilizzo. Tali informazioni, unitamente a una guida alluso del formato, orientata alla lettura da parte dellutilizzatore, devono essere presenti in uno o pi documenti rilasciati dallente proponente lo standard. I formati aperti fanno parte, insieme al software open source, dellinsieme degli standard aperti. Chi propone un formato aperto? Lente proponente pu essere un ente di standardizzazione, una pubblica amministrazione o una comunit di utenti. DigitPa istruisce e aggiorna, con periodicit almeno annuale, un repertorio dei formati aperti utilizzabili nelle pubbliche amministrazioni e delle modalit di trasferimento degli stessi. Il Codice dellamministrazione digitale prevede che le Pubbliche amministrazioni acquisiscano programmi informatici a seguito di una valutazione tecnica ed economica tra le diverse soluzioni offerte dal mercato: a) realizzazione di software sviluppato secondo i requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente; b) riuso di software sviluppato per la stessa amministrazione committente o per altre; c) acquisizione di software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza duso; d) acquisizione di software open source o software libero (modifica Decreto Salva Italia); e) acquisizione mediante combinazione delle modalit di cui alle lettere da a) e d). Le Pubbliche amministrazioni, nella predisposizione o nellacquisizione del software, devono adottare soluzioni informatiche che assicurino linteroperabilit e la cooperazione applicativa, per rappresentare i dati e i documenti in pi formati, di cui almeno uno di tipo aperto, salvo eccezionali esigenze.

software libero ha, o pu avere, sulla nostra societ, sullo sviluppo delle tecnologie e sulla stessa difesa dei diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese di fronte alle innovazioni. EFFETTI POSITIVI Una novit, quella introdotta in manovra, che potrebbe dunque produrre benefici per le Amministrazioni, per gli utenti finali e per le stesse aziende del settore che sono oggi maggiormente stimolate allo sviluppo di soluzioni innovative e non vincolate alle scelte delle grandi major del software proprietario. Ladozione di software libero potrebbe, infatti, avere ricadute profonde sulla maggiore libert di scambio dei contenuti immateriali e sulla libera circolazione della conoscenza e delle informazioni. Un spinta verso un complessivo sviluppo dellIct nel nostro Paese ma, anche, verso la liberalizzazione di un settore dove troppo spesso la chiusura di conoscenze tecniche e scientifiche un freno per linnovazione e per lentrata nel mercato di nuovi soggetti. Occorre comunque precisare che nemmeno in questo caso, come da pi parti veniva auspicato, il provvedimento stabilisce un obbligo di utilizzo, ma offre soltanto una pi chiara possibilit di scelta e un necessit di valutazione. Una possibilit di scelta che prima non veniva nemmeno presa in considerazione. Il prossimo passo dovrebbe essere adesso quello di arrivare, in tempi rapidi, a una nuova normativa che non solo garantisca un effettiva possibilit di scelta verso il software libero ma, quantomeno, lo indichi come preferenza, se non come obbligo.

del software libero, mettendo a disposizione i propri tecnici e le proprie strutture. I miglioramenti apportati al software potrebbero, cos come avviene normalmente nelle comunit di sviluppatori, essere divulgati pubblicamente in modo tale che la comunit degli utenti, comprese altre amministrazioni pubbliche, ne traggano beneficio. Con questo provvedimento, almeno in via teorica, viene di fatto riconosciuta, nel nostro ordinamento, la necessit per le amministrazioni pubbliche di tenere in considerazione non solo leconomicit ma anche limpatto che il

PIEMONTE PIONIERE Pioneristiche, rispetto al recente sforzo del Governo per favorire la diffusione dellOpen data, le scelte operate su questo fronte da alcune Regioni, come il Piemonte, che per primo si dotato di una legge regionale in materia di accessibilit e riutilizzo dei dati della Pa. Dopo essere stata la prima Regione a dotarsi di un portale dei dati pubblici (dati.piemonte.it) e ad adottare delle Linee Guida per il riutilizzo del patrimonio informativo pubblico, il Piemonte ha puntato a dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche, nellespletamento delle loro funzioni, appartengono alla collettivit e devono, quindi, essere resi disponibili e riutilizzabili. La legge piemontese, oltre a dare un contenuto nuovo alla trasparenza cui tutti i cittadini hanno diritto, prova quindi a incentivare le imprese a sviluppare applicazioni che riutilizzano i dati pubblici. Il provvedimento, composto in tutto di 6 articoli, si apre (articolo 1) con lenunciazione delle finalit dellintervento: laccessibilit dei dati della Regione ha lo scopo di rendere lamministrazione pi trasparente, di rendere possibile la collaborazione pubblico-privato, ma - soprattutto - di incentivare lo sviluppo economico. Il Legislatore regionale si preoccupa quindi di specificare che i dati dovranno essere resi accessibili liberamente via Internet, secondo appositi regolamenti che saranno adottati entro novanta giorni dallentrata in vigore della legge (articolo 5). altres prevista (articolo 4) unapposita procedura di reclamo nei casi in cui gli uffici non provvedano a rendere effettivamente disponibili e riutilizzabili i dati. l 28 GENNAIO 2012 - n 3-4

54