AMBIENTE:MADE IN ITALY SPOSA GREEN ECONOMY,STORIA 80 AZIENDE (NEWSLETTER AMBIENTE) (ANSA) - ROMA, 30 GEN - In Italia la green

economy e' solo uno slogan? Si direbbe di no a leggere le storie di 80 aziende che sono riuscite a mettere sul mercato con successo prodotti e processi innovativi ad alto contenuto ambientale. Le storie di queste aziende che hanno saputo coniugare ecologia ed economia sono raccolte nel volume 'L'Italia della Gren Economy', scritto da Silvia Zamboni con la prefazione di Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Si tratta di un vero e proprio catalogo 'doc' delle eccellenze dell'economia 'verde' made in Italy. 'Sia sul piano quantitativo per numero di imprese e fatturato, sia sul piano qualitativo, per i contenuti e i livelli di convinzione nelle scelte scrive Edo Ronchi nella prefazione del libro - la spinta verso la green economy e' un processo in atto in Italia e la crisi non lo ha rallentato'. E i numeri lo confermano: nel 2005 le certificazioni ambientali Emas erano 887, nel 2009 sono diventate 2.496; e la stessa crescita e' stata registrata per i prodotti e i servizi che hanno ottenuto l'etichetta ecologica passati dai 1.300 del 2005 ai 10.169 del 2009. Le 80 aziende presentate nel libro, si sono distinte in diversi settori dal risparmio energetico alle fonti rinnovabili, dal riciclo dei rifiuti alla mobilità, dai servizi ambientali all'edilizia sostenibile. Il libro viene presentato oggi alle ore 16 nella Sala delle Carte Geografiche, Via Napoli, 36 a Roma dall'autrice Silvia Zamboni; da Tullio Fanelli, sottosegretario all'Ambiente; Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; Francesco Rutelli, Presidente di Alleanza per l'Italia; Antonio D'Ali', Presidente della Commissione Ambiente del Senato; Aldo Fumagalli, Presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di Confindustria; Bisognerà metterà a punto la Strategia energetica nazionale prima della fine della legislatura. Lo afferma Francesco Rutelli, leader di Api, intervenendo alla presentazione di un libro sulla green economy. Secondo Rutelli la green economy e' 'uno dei pochi filoni che cresce' in periodo di crisi. Ma oggi, osserva ricordando l'esperienza del club di Roma agli inizi degli anni '70 in cui si parlò dei limiti della crescita, 'ci troviamo fuoristrada. Basti pensare che l'accordo sul clima e l'energia non ci sarà perché gli interessi di tutti gli attori sono divergenti'. Oltre al Piano energetico, per Rutelli i settori su cui intervenire sono l'edilizia, i trasporti, i rifiuti, il dissesto idrogeologico. Secondo il presidente della commissione Ambiente Antonio D'Ali' 'il problema e' culturale', in cui però 'le punte di eccellenze dovrebbero diventare esempi da consolidare'. Il senatore del Pd, Francesco Ferrante, sottolinea come si debba dare spazio 'alla parte più vitale di questo Paese, quella che investe in innovazione', e pensa invece al ritardo della Fiat sulle tecnologie alternative all'alimentazione ai combustibili fossili. Il responsabile Sviluppo sostenibile di Confidustria, Aldo Fumagalli, guarda alla crescita puntando prima di tutto a 'consumare meno, e poi a quanto si può fare nelle rinnovabili, nel riciclo dove occorre 'far funzionare meglio la filiera'. (ANSA).