N° 31

Novembre 2011

V Via Foligno 27/b – Roma 00182. e-mail: info@militiachristi.it

Apertura Sede: Martedì e Venerdì h. 18-20 Tel/Fax 06/7018846 Sito Internet: http://www.militiachristi.it stampato in proprio

stampato in

Sommario:
Editoriale
di Armando….pag. 2

Attualità
di Armando...pag. 3 e 5

M.C. in azione
di G.Battista…..pag. di Fabrizio...... di Roberto

“…La Chiesa non può tacere la Verità(...)perchè non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male” Beato Giovanni Paolo II
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L’

Editoriale
questioni scomode e scottanti, e l’allineamento con i pareri del mondo. Queste parole vere e forti, però, hanno spronato a fondo tutti noi militanti, spesso soli e abbandonati da istituzioni e rappresentanti. Se si leggono bene quello che esprimono è che la voce della Chiesa è indispensabile per le coscienze, pena il relativismo etico e il disordine sociale. Militia Christi vuole essere megafono di quella voce per le strade, strade che assomigliano sempre più ad un deserto.

editoriale di questo numero vuole spiegare il testo del Beato Giovanni Paolo II ripreso in copertina. La frase è stata pronunciata durante l’Angelus del 9 Luglio del 2000: in quei giorni si consumava, nella Roma festosa del Giubileo, lo scempio della prima parata omosessuale. Un mese dopo la beatificazione del nostro precedente Papa questa frase -insieme ad un'altra: “A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato(...) e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo.”campeggiava nei manifesti di Militia Christi sparsi per la città che così davano il “benvenuto” all’Europride di Roma, la prima parata omosessuale europea sul sacro suolo di Roma (e precisamente nel cuore del triangolo della Cristianità, a Piazza Vittorio) della durata di ben 11 giorni. L’immagine di Papa Wojtyła sofferente, allegata a queste frasi, avrebbe dovuto scuotere le coscienze di tutti i Suoi ammiratori. Come al solito dieci anni di supina accettazione di sfilate e carrozzoni, per di più anticlericali, hanno asfaltato le coscienze (e quello era l’intento) e spento ogni sana opposizione. D’altronde, questo, ha buon gioco, visto che, spesso, in ambito cattolico, si preferisce un basso profilo, elevato a rango strategico, che maschera un disimpegno politico e sociale su

stemma aragonese del XVI sec. con fortezzabaluardo e la scritta vox clamantis in deserto (Gv, 1, 13)

Armando

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Attualità
Unica alternativa: dottrina sociale della Chiesa! Gli indignati, chi? Sono i soliti inutili strumentalizzati dalla sinistra. Quello che è successo non è un caso, una frangia, infiltrati...come ho sentito dire in una predica da un gruppo di loro. Sappiamo tutti il terreno di cultura dove si sviluppano queste derive. I centri sociali, apparati inutili foraggiati dallo stato (e dal partito), laboratori criminali dello "spaccio" ideologico. Dentro però c'è molto di più. C'è il narcisismo di chi si vuole mettere in mostra, l'ambiguità di chi va lì nell'anonimato della massa, la logica del branco, la volontà di potenza che porta a distruggere, lo sfogo di automi a cui di volta in volta è additato il nemico fantoccio. Non è un caso se i discorsi fasulli su ici e chiesa hanno prodotto l'assalto del 15 ottobre. La giustificazione, poi, si trova: in fondo la Chiesa è quella dello scandalo (alimentato ad arte) pedofilia. Oggi ho trovato un cartello davanti alla Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, prima di esprimere solidarietà al parroco a nome di MIlitia Christi, così stupido, ma così significativo: La Chiesa evade, scappate bambini! Una summa delle idiozie propalate a piene mani dai distributori di veleno a buon mercato. Questa è la logica del mondo dopotutto, e la Chiesa, sì!, ti può far evadere da tutto ciò.

Un reportage personale:

La camionetta dei carabinieri incendiata, simbolo della perdita di sovranità!

Ecco una macchina da proletario incendiata durante il nuovo sacco di Roma

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Il nemico si trova... scritto sul muro della Scala Santa

Il percorso di guerra di via Merulana, i veri eroi sono i netturbini!

Eh sì sono bambini che giocano, giustificati e protetti...

Resti dell’'immagine sacra, (Madonnina di Lourdes) nella canonica, devastata, dei Santi Marcellino e Pietro. Roma è nel sacco, uno stato senza sovranità coma fa anche a proteggersi dalle speculazioni internazionali?

Quì si capisce che il problema è antropologico ed esistenziale, mancanza di valori, protagonismo da impegno civico (che maschera il nichilismo). Scritto sul Vicariato I segni della furia davanti alla Chiesa, un lampione di ferro spesso decapitato! 4

Contro la Laiga La Laiga è una lega di ginecologi abortisti che si oppone persino all’obiezione di coscienza dei medici di fonte alla legge 194. Nel loro convegno patrocinato da un’indegna Provincia hanno lanciato l’allarme: tra 5 anni non si potrà più abortire per il boom degli obiettori di coscienza. Sarò strano io che l’allarme non lo vedo, ma non mi sembra poi un grosso pericolo rivedere le culle piene in questa vecchia Italia. In un paese normale riaprirebbero le case di cura per questi affermati luminari, invece gli si da spazio e agio nel propagandare simili idee genocide. Il termine non è iperbolico; già l’Economist parlava di gendercide nel riportare il dato statistico di 100.000.000 bambine mancanti all’appello. Eppure, mi sembra,le femministe ignorano, volutamente o ipocritamente, questo dato. Lo studio si focalizza soprattutto sull’aborto di genere praticato in India e Cina, ma niente esclude che, rispettate le condizioni, sia lo stesso scenario di casa nostra, di cui, ovviamente, facciamo più fatica a parlare. Le condizioni citate nell’articolo dell’autorevole rivista (non certo prolife)sono: 1. La preferenza per le famiglie piccole 2. Un progresso tecnico capace di determinare il sesso del nascituro 3. Una preferenza per il genere maschile

Certamente le prime due sono soddisfatte (e alla grande) anche nei paesi occidentali. Per quanto riguarda la terza, la preferenza potrebbe essere dettata non dalla cultura di riferimento (come in Cina), ma da interessi e “gusti” privati. Sappiamo bene quanti guasti producano questi gusti in altri campi (vedi ideologia gay); ma, forse, ci siamo dimenticati di come, neanche due anni fa in Svezia si sia legalizzata la selezione, dell’embrione da abbattere, in base al sesso. Strano che le femministe non vi abbiano avvertito, ma, certo, parlano poco anche della simbiosi (dal greco vivere insieme) della mamma col nascituro. Ora a noi certo non scandalizza l’aborto solo se fatto contro le donne o contro altra categoria; a noi offende l’aborto, punto. Si dice che la Cina è vi-cina; certo anche in questo campo non le siamo lontani. Tolta o minimizzata l’obiezione di coscienza l’aborto è un obbligo del medico imposto dallo Stato. Sarebbe ironico se non si parlasse di una tragedia che trova il suo culmine in ambulatori pubblici (e cioè di tutti, anche nostri): si oppongono all’obiezione di coscienza gli stessi che l’hanno praticata per anni riguardo il servizio militare come ha detto anche un consigliere provinciale criticando l’iniziativa della Provincia. Ma anche le visioni che legano (ipocritamente visto che poi se ne incarica lo Stato con la 194) l’aborto ad una visione privatistica (e, in ultima analisi, relativistica) dell’etica,
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prevalenti in Italia, non sono più sostenibili. Se anche la vita non può essere meritevole di tutela pubblica quale argine può dare lo stato contro la deriva egoistica dell’homo homini lupus? In realtà con la vita dei nascituri (come anche dei “morituri”) è in questione il futuro di un Paese. La civiltà di un popolo, poi, si misura con l’attenzione e la cura di cui si occupa dei più deboli ed indifesi. A questo proposito non possiamo che salutare benevolmente la sentenza della Corte di Giustizia Europea1 chiamata a giudicare di un caso appellato dall’associazione Greenpeace (la Provvidenza agisce per vie misteriose) riguardo la brevettabilità di una cura ottenuta con la distruzione di embrioni ed ovuli manipolati. Questi i principi affermati nella sentenza: 1. "deve essere riconosciuta questa qualificazione di embrione umano anche all'ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e all'ovulo umano non fecondato indotto a dividersi e a svilupparsi attraverso partenogenesi" 2. "l’Ue ha inteso escludere qualsiasi possibilità di ottenere un brevetto quando il rispetto della dignità umana può esserne pregiudicato". 3. “la Corte esclude che ogni ricerca scientifica che utilizza embrioni umani possa essere posta sotto la tutela della legge sui brevetti.”

Il concepito è un essere distinto e vivo e quindi fuori dalla proprietà manipolativa o soppressiva di chiunque. Il diritto alla vita è un diritto generale e universale e non può essere limitato per motivi di ordine culturale e opportunistico. Chi ha potere su un’altra vita, invece, si arroga il “diritto” di limitarla e, forte del suo peso elettorale, pone questo “diritto” a rango di legge. Non sono certo possibili compromessi con siffatta visione, ma anche il male procede a gradi e molti ancora non vogliono aprire gli occhi sulla reale portata della Legge 194. Ad aprirci gli occhi è stato questo convegno del 21/22 ottobre a Palazzo Valentini, promosso dalla libera associazione per l’applicazione della 194 (la Laiga appunto), dove , forti della legge, si è potuto lanciare il famoso allarme manovalanza in quella macelleria che è l’ospedale dopo la legge 194.

Armando p.s. Obama ha appena varato una riforma all’Affordable Care Act (sanitaria) che impedisce l’obiezione di coscienza (anche per gli ospedali cattolici) per quanto riguarda aborto, contraccettivi costringendo le assicurazioni a una copertura per questi mortiferi “servizi”.
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Caso 34/10 Brustle vs Greenpeace da eurolex

NEL 2011

MC in azione
moschea abusiva all’Esquilino, vicino la Chiesa di S. Vito, chiusura che ancora stiamo aspettando. Sempre in tema di cristianofobia, ricordiamo che proprio sotto Natale, alcuni aderenti ad un centro sociale hanno effettuato un’affissione di manifesti blasfemi prontamente oscurati e coperti dai nostri militanti. Altra memorabile campagna per questo 2011 da poco trascorso è stato il contrasto all’Europride prima nel tentativo di scongiurarlo con decine tra comunicati, lettere aperte alle istituzioni, volantinaggi, tavolini parlati ecc… Poi con la bellissima contromanifestazione dell’11 Giugno a San Giovanni mentre sfilava il corteo del gay pride. Tutte queste iniziative, dobbiamo dirlo, si sono svolte in un crescendo di minacce, atti vandalici, incipit di aggressioni nei confronti dei nostri ragazzi il tutto condito da una spietata campagna mediatica intenta a dipingere il Movimento come omofono ed estremista. Ma il 2011 è stato anche l’anno degli ormai famosi “150 anni dell’Unità d’Italia” culminati con le cerimonie delle istituzioni del 17 Marzo cui il Movimento ha voluto rispondere (in difesa della Fede e per obiettività storica) con l’affissione di decine di adesivi sulle statue degli “eroi” del
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Riassumere sinteticamente il 2011 di Militia Christi non è un compito facile, quindi mi scuso anticipatamente con il lettore se la presentazione delle nostre iniziative sarà troppo stringente o prolissa (de gustibus…). Il 2011 ha visto impegnato il nostro Movimento in una grandissima varietà di attività spesso collegate ad argomenti di forte attualità fino alle drammatiche emergenze della libertà religiosa e della cristianofobia. Proprio da questo punto voglio partiere, anche considerando i recenti appelli del Santo Padre riguardo l’impressionante escalation di violenza contro i cristiani nel mondo. Registriamo, infatti, alla fine del 2010, la strage dei copti egiziani cui fa seguito l’omicidio di (nel Marzo 2011) di Shahbaz Batti, unico ministro cattolico nel governo pakistano. La stessa Roma viene toccata profondamente nell’Ottobre 2011 dalla devastazione causata da estremisti dei centri sociali nella Capitale che, tra l’altro, distrussero in piazza una statua della Vergine. Ad ognuno di questi atti, Militia Christi ha risposto con comunicati di solidarietà verso le vittime e, nel caso della statua distrutta, ha anche organizzato una S. Messa di riparazione pochi giorni dopo; il Movimento è stato in prima fila anche per chiedere la chiusura di una

risorgimento massonico ed anticattolico (vedi Cavuor, Garibaldi ecc…) recanti la scritta “ Italia unita ma in Cristo Re!” Altro fronte sempre aperto per noi è quello della tutela del Diritto alla Vita che ci ha visto partecipi di diverse iniziative in memoria di Eluana Englaro e contro l’eutanasia o testamento biologico che dir si voglia. Tra queste meritano menzione sicuramente il convegno a Roma del 9 Febbraio in occasione del 2° anniversario della sua morte, le manifestazioni a Lecco per ricordarla nel giorno che sarebbe stato del suo compleanno ed i molti volantinaggi davanti al Parlamento contro le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Anche la campagna anti-abortista è stata condotta da Militia Christi con forza e coerenza. Ricordiamo brevemente l’aggressione subita in X Municipio ad opera dei centri sociali mentre le forze pro-vita (tra cui alcuni esponenti di Militia Christi) cercavano di tenere una conferenza sulla proposta Tarzia inerente il mondo dei consultori. Ricordiamo, poi, la nostra annuale fiaccolata all’Isola Tiberina in occasione della Festa dell’Annunciazione ed il volantinaggio contro il “filantropo” abortista Peter Singer davanti alla sede romana dell’ UNICEF. Ma il 2011 pro-vita ha come evento centrale la I Marcia per la Vita in Italia che ha visto la partecipazione di centinaia di persone a Desenzano (e che quest anno verrà a Roma).

In ultima analisi, ma non ultima per importanza, la battaglia socioeconomica che ha visto il nostro movimento a fianco dei 91 lavoratori della Croce Rossa licenziati ingiustamente dopo anni di precariato nel settore; registriamo, inoltre, l’incontro di formazione in sede dell’11 Novembre su “Nostre proposte sociali ed economiche avvalorate da autorevoli conferme”; la conferenza stampa a Palazzo Ruspoli del 14 Novembre per costruire insieme ad altre forze sane un’alternativa cattolica fuori e contro i partiti; per ultima riportiamo l’affissione il 2 Dicembre di uno striscione contro le politiche dell’attuale governo Monti, lo striscione recitava: “ICI, IVA, PENSIONE…DALL’EUROPA A MONTI MASSONE!”. Oltre a tutto ciò, ovviamente, si sono svolte altre attività come le nostre raccolte natalizie per disoccupati e ragazze madri, la partecipazione all’Angelus in Piazza San Pietro nella giornata per la Vita ed in occasione della festa di Cristo Re, alcune conferenze a Lucca sul tema della Vita e della Tradizione o l’affissione, il 5 Gennaio, di uno striscione all’Esquilino recante la scritta “Christus Rex et Lux omnium gentium” per salutare l’Epifania in un quartiere devastato dal relativismo culturale. Giovanbattista Invitiamo a vedere i http://www.militiachristi.it/ http://sanluigi.daonews.com/ per foto e approfondimenti siti:

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PER UN RINNOVATO IMPEGNO POLITICO DEI CATTOLICI Nel ringraziare vivamente il Principe Ruspoli, accogliamo con entusiasmo il suo appello a fornire spunti di riflessione e di risposta concreta alla crisi che attanaglia la nostra società. Premettjamo, come ribadiva il Beato Giovanni Paolo II, che i cattolici “non possono affatto abdicare alla partecipazione alla “politica”…destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune”(1). Militanza pubblica, quindi, come analisi autentica e fattivo soccorso a tutte le necessità del corpus sociale e delle persone che lo costituiscono; militanza, dunque, come Carità politica, secondo la felice espressione di Pio XI, nonché Carità nella Verità, come recita ed insegna la splendida enciclica del Regnante Pontefice. In tale prospettiva, ad un vaglio oggettivo, la crisi di questo sistema si configura piuttosto come sistema di intrinseca crisi. Realtà autorevolmente rilevata, proprio di recente, anche dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.(2) Infatti, quando si vede inflazionato il mondo del lavoro da sedicenti criteri che non rispondono all’essenziale stabilità economica e professionale richiesta dalla persona e dalle famiglie;quando ci si parla di crisi della produzione, estromettendo i naturali caposaldi economici della nostra Nazione, quali agricoltura, allevamento, pesca e turismo; quando ci si obbliga, in nome dell’Europa

unita, a gettare via latte, oppure a comprare agrumi e carni dall’estero,è facile concludere che ci troviamo dinanzi a cause sistematiche di crisi. C’è qualcuno che pensa per noi ed agisce in nostra vece. Qualcuno che, ai tempi della lira – come riassumeva felicemente il compianto professor Auriti – intitolava la moneta pubblica cartacea – quella, quindi, di valore saliente – alla Banca d’Italia e gli spiccioli in metallo, invece, al legittimo proprietario, la Repubblica Italiana. Si tratta, ieri come oggi, di strutture e lobby – più o meno “massonicheggianti”- che, mentre qui s’impadroniscono della moneta con una disinvoltura degna di Arsenio Lupin, nel resto del mondo, sottoforma di “Stati, gruppi d potere ed imprese” secondo quanto denuncia il Papa nella Caritas in Veritate si accaparrano “risorse energetiche non rinnovabili” con “grave impedimento per lo sviluppo dei Paesi poveri”(3) Ai quali vengono “elargiti” milioni in contraccettivi ed abortivi – ad onta della vita e della dignità umana – ma ben poco o sostanzialmente nulla del know how tecnologico, dei finanziamenti a fondo perduto o di strutture di produzione. Sono soltanto alcuni tratti salienti del capitalismo selvaggio dai quali, tuttavia, emerge a sufficienza la caratteristica di fondo di tale ideologia e prassi politico-economica: un “elemento di libertà assoluta, quella libertà che vuole prescindere dai limiti che le cose portano in sé”(4) E’ lo “ius utendi et abutendi” di pagana memoria, per cui la “società odierna è
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incline all’edonismo ed al consumismo”(5) E’ il rifiuto di quella funzione sociale – e di quella sociale responsabilità conseguente – che la legge morale naturale vede intimamente connessa al diritto di proprietà privata ed al suo legittimo esercizio. Una libertà votata ineluttabilmente alla conflittualità tra quelle imprese, categorie sociali e produttive che, invece, dovrebbero intrinsecamente essere di reciproco complemento e coordinarsi. Una società di questo genere scambia il “vero con il fattibile” e adotta come “unico criterio della verità l’efficienza e l’utilità”(6) Un aspetto volgare e pragmatico del relativismo, per cui la felicità si otterrebbe nel rincorrere ansiosamente le sempre nuove sirene di un tecnicismo amorale, anziché in Dio. Ma - ci ammonisce Papa Benedetto XVI - “quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il “bene” comincia a svanire”(7) Così, proprio nella Repubblica fondata sul lavoro, anziché sulla Regalità Sociale di Cristo, si è persa non solo la cognizione di quelle dinamiche naturali che presiedono il lavoro…ma il lavoro stesso! Tuttavia, dinanzi alla crisi – che è anche quella di un Pd socialisteggiante ed un PDL liberal, ormai fatiscenti - si staglia la bellezza dell’alternativa cattolica, con la sua proposte vincenti, anche in economia. Ristabilire, dunque, il legittimo protagonismo sociale e politico dei corpi intermedi – fulcro della Dottrina

Sociale della Chiesa (8) – dando loro rappresentanza e voce autorevole anche in sede legislativa. Tornare a “fare i conti” basandosi sulle ricchezze reali della nostra Patria; agricoltura, allevamento ed un turismo considerato nella sua plurivalenza religiosa, artistica, storico-culturale e naturalistica che ne fa un unicum. Soluzioni, peraltro, che registriamo felicemente essere condivise – e proprio in questi giorni - da prestigiosi esponenti di settore quali Massimiliano Giansanti, presidente dell’organizzazione romana degli imprenditori agricoli (9) e Mario Ciaccia, ad di Biis - Intesa S. Paolo.(10) Incentivare in modo sussidiario, allora, e detassare abbondantemente tali settori, ristabilendo al contempo le priorità etiche del “retto vivere”, come ha ricordato e richiesto il Cardinal Bagnasco, cominciando dal rispetto attivo per quei valori non negoziabili ,da cui dipende la tenuta complessiva, anche economica della società.(11) Sostenere, quindi, il diritto alla vita, devolvendo quanto “prelevato” iniquamente dalla 194 – in attesa della sua abrogazione – a favore di istituti di aiuto alle ragazze madri, mediante l’applicazione della “sussidiarietà fiscale” (12) sapientemente enunciata dal Santo Padre. Detassare seriamente, poi, anche le famiglie, soprattutto per ciò che concerne le spese legate alla cura dei figli, degli anziani e di eventuali disabili gravi, detraendo anche i costi affrontati da chi abbia scelto una scuola alternativa a quella laicista di Stato,
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magari informata alla Fede Cattolica in cui crede. Promuovere inoltre l’acquisto “a riscatto” della prima casa per giovani sposi, erogando il mutuo direttamente dalle casse regionali a tasso legale. Queste sono soltanto alcune delle proposte benefiche di un mondo cattolico che sa di essere fecondo, in quanto fedele alla Dispensatrice di vera Sapienza, che è la Chiesa. Un mondo cattolico di cui facciamo parte a pieno titolo e nell’ambito del quale da 20 anni militiamo come movimento per contribuire a realizzare quella nuova stagione politica – davvero conforme al bene comune naturale e cristiano – tanto invocata dal Santo Padre e dal Cardinal Bagnasco. Un’alternativa, però, che, proprio per essere fedele alle richieste della Chiesa, non può incappare nuovamente in un’ulteriore deriva di stampo democristiano – più o meno paludata – tristemente nota per le sue omissioni nel campo dei valori non negoziabili, a cominciare dalle difesa della vita nonché corresponsabile di quel pubblico indebitamento che grava sulle future generazioni. Perché, contro ogni compromesso “del mondo”, siamo convinti che si possa e si debba edificare una società a misura d’uomo, in cui vivere tutti i giorni della nostra esistenza nientemeno che come fratelli e figli di Dio. (discorso di Militia Christi tenuto in occasione della conferenza stampa di Palazzo Ruspoli del 14.11.2011, vedere MC in azione p.8)

Note: (1) Beato Giovanni Paolo II, “Christifideles laici” n. 10; (2) Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, riportato in La Repubblica: “Crisi colpa del liberismo ideologico serve una banca centrale mondiale” 25 ottobre 2011; (3) Benedetto XVI, “Caritas in Veritate” n. 49; (4) Ibidem, n. 70; (5) Ibidem, n. 51; (6) Ibidem, n. 70; (7) Ibidem, n. 18; (8) Ibidem, nn. 57 – 58; anche Pio XI, “Quadragesimo anno” soprattutto nn. 80 – 86; (9) Andrea Rustichelli su La Repubblica:”Pasta, arriva il marchio “Qualità romana” “Così salviamo l l’agricoltura dalla crisi” mercoledì 19 ottobre 2011, cronaca di Roma, pag. XVIII; (10) Umberto Mancini su Il Messaggero:”Cinema, arte, musei e siti archeologici specchio del Paese da valorizzare” 19 ottobre 2011; (11) Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, n. 51; (12) Ibidem, n.60. Fabrizio Lastei

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20 SETTEMBRE RITORNO

2011:

IL

Alcune volte le parole non riescono ad esprimere la reale sensazione dei fatti, come in questo caso… Mi riferisco all’enorme gioia del 29 settembre 2011 (Festa di S. Michele Arcangelo), quando in occasione dell’anniversario della Gendarmeria Vaticana, al cospetto delle più alte cariche ecclesiastiche ed italiane, il Principe Sforza Ruspoli riconsegna nelle mani del Pontefice Benedetto XVI attraverso il Segretario di Stato Em. Cardinal Bertone, dopo esattamente 141 anni, la gloriosa bandiera dello Stato Pontificio, eretta l’ultima volta il 20 settembre 1870 sulla Breccia di Porta Pia a Roma. Eravamo lì anche noi…Militia Christi! Quale più grande onore essere invitati a questa importantissima cerimonia, il riconoscimento, il rispetto, la condivisione dei sacrifici di un piccolo ed umile gruppo di ragazzi che hanno reso indegnamente alla militanza cattolica quella risonanza che ormai da troppo tempo in Italia i cattolici sembrano aver dimenticato. Sì, abbiamo saputo tener alto quel vessillo da circa 20 anni, recandoci ogni 20 settembre a rendere onore a chi sacrificò la vita per il Papa, il Beato Pio IX e Roma cristiana, contro le orde di barbari rivoluzionari e massoni che nel falso nome della libertà sparavano cannonate sulla santa figura del

Pontefice e sulla civiltà cristiana, portando solo distruzione e degrado, i frutti di oggi. La passerella d’onore per prendere il nostro posto, il suono delle fanfare, l’inno dello Stato Vaticano e giunge lei, la Bandiera, la protagonista! Violata nella stoffa, porta con gloria le ferite inferte dagli spari, ma sa ancora sventolare, quasi abbracciando chi la vede, anche i nemici, come sempre è madre di cultura ed amore, non conosce l’odio, brama solo di tornare nelle braccia del Padre. L’animo di tutti si blocca quasi d’incanto, uno strano silenzio sembra far precipitare gli spettatori in quel 1870, arriva un cavallo senza cavaliere, è l’estremo saluto ai Caduti Pontifici, eroi e santi di sempre. L’aria si tinge di un commosso giallo, sembra una pellicola d’epoca è il tramonto, la bandiera viene accarezzata dai nostri sguardi, si stringono i denti per non lasciar cadere una lacrima, il Principe prende la Bandiera e la culla per l’ultima volta, è il fedele commiato della sua dinastia e la riconsegna al Vaticano… Allora esplodono gli animi quasi in una ritrovata pace, clamore ed applausi interrompono il lungo silenzio di prima come uno sfogo liberatorio e la pellicola sembra riprendere i colori dei nostri giorni. Oggi si è scritto un altro capitolo di storia e la Provvidenza si è servita anche di noi, per premiare chi, con umiltà e sacrificio, contro tutto e tutti, ha sempre mantenuto vivo nei propri cuori il vento d’amore di quella Bandiera… Roberto Lastei
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I Marcia Nazionale per la Vita Sabato 28 maggio 2011 Militia Christi ha preso parte alla prima Marcia Nazionale per la Vita organizzata dal Movimento Europeo Difesa Vita (MEDV) e dall’Associazione Famiglia Domani. La Marcia, partita da Desenzano del Garda dopo un breve intervento di Francesco Agnoli, si è snodata per cinque chilometri attraverso l’amena campagna lombarda fino all’Abbazia di Maguzzano dove, dopo il pranzo, si sono susseguiti in due tavole rotonde gli interventi dei rappresentanti dei vari movimenti aderenti. Infine, al termine della giornata, sono state celebrate due S. Messe, nella Forma Ordinaria e in quella Straordinaria. La Marcia ha voluto testimoniare la nostra ferma volontà nel tutelare e promuovere la dignità della vita umana e nel combattere la “cultura della morte”: ciò innanzitutto ribadendo la necessità di abrogare le “leggi” che rendono legali l’aborto e la fecondazione artificiale e impedendo che l’eutanasia venga praticata e legalizzata; andando oltre, ribadendo la necessità che il luogo naturale dove la vita ha inizio, la famiglia, venga protetta, aiutata e incentivata. Eviterei di fare qui l’elenco di tutte le sigle e le personalità aderenti con i loro relativi discorsi; cito solo la suggestiva telefonata fatta da Oscar Elias Biscet, il medico cattolico cubano per anni tenuto prigioniero dal regime castrista a causa del suo impegno in favore della vita. Mi ha anche molto colpito positivamente la delegazione dei Frati

Francescani dell’Immacolata inquadrata dietro il suo bello striscione “Una nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro (B. Giovanni Paolo II)”. Le persone presenti erano circa cinquecento provenienti da un po’ tutta Italia; è stato molto bello vedere tante mamme e papà con carrozzine e bambini urlanti al seguito: ha aggiunto un tocco di gioia in più in un clima comunque sempre molto festoso. Il nostro gruppo forte di circa una ventina di ragazzi ha marciato dietro lo striscione “Né omicidio-aborto, né fecondazione assistita”. A mio avviso la prima Marcia Nazionale per la Vita è stata un’iniziativa estremamente positiva per almeno due motivi: innanzi tutto perché ha dimostrato che anche in Italia ci sono persone disposte ad un impegno concreto per combattere l’imperante cultura della morte senza compromessi; troppo spesso infatti si ha l’impressione di essere rimasti in pochi, se non i soli, a promuovere posizioni integralmente cattoliche. Il mondo pro-vita italiano infatti è profondamente avvelenato da una mentalità che troppo spesso mira a posizioni compromissorie e a difendere la strategia del cosiddetto “male minore”; è noto ad esempio il fatto che il capo del maggior movimento provita italiano (in cui peraltro militano tante brave persone) sostenga di non voler abrogare la mortifera “legge” 194 ma solo di volerne applicare la parte “preventiva” o che sostenga essere la “legge” 40 una buona legge perché avrebbe messo fine al far-west della provetta. Tutte queste posizioni
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vengono poi diffuse e amplificate da quotidiani e giornali nominalmente “cattolici” che generano così tanta confusione nelle menti di tante persone di buona volontà. Sintomatico di questo clima è il ritardo con cui in Italia si è arrivati ad organizzare un’iniziativa come questa Marcia, mentre in molti paesi europei ed americani già da molti anni analoghe marce hanno luogo con adesioni assai più numerose. Questa Marcia è stata inoltre l’occasione per conoscere nuovi gruppi e nuove persone e per rinsaldare vecchie conoscenze nell’ottica di unire le forze per la buona battaglia in difesa della vita umana. Infatti quello di Desenzano non è stato un episodio isolato quanto piuttosto la prova generale di un appuntamento che si vuole giustamente rendere annuale e riproporre in una sede più consona, vale a dire Roma. Avanti così quindi, in difesa della vita umana e della famiglia, per la rinascita dell’Italia Cattolica! L’appuntamento per la seconda Marcia è al prossimo 13 maggio nella Città Eterna. Marcello

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Orientamenti

Militia Christi era presente a Milano il 24 gennaio, giorno della prima dello spettacolo blasfemo, per protestare fermamente, ma compostamente, contro la grave offesa inflitta al S. Volto di Nostro Signore e a tutti i cristiani che Lo onorano senza lasciarsi ammaliare dalle vane lusinghe della

pseudocultura e pseudoarte che nascondono in realtà un odio e una disperazione luciferina. Inoltre a Roma, nella Chiesa di S. Giuseppe a capo le Case, è stata celebrata una Messa di riparazione il giorno dopo

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Libri e Film
Militia Christi come Libro uscito da poco consiglia: “Sposati e Sii sottomessa, pratica estrema per donne senza paura” un libro controcorrente sul ruolo delle donne e sulla famiglia, costruito come una serie di consigli dati ad alcuni amici con uno stile leggero e vibrante. Autrice Costanza Miriano che cura anche un Blog personale dallo stesso titolo. Vallecchi editore affronta con delicatezza la frattura dell’aborto) si cimenta nella storia del movimento Cristero, la resistenza popolare al governo lacista del Messico, nei primi anni di questo secolo, che ha crocifisso il paese. (con P. O’ Toole, A. Garcia e E. Longoria)

October Baby; ispirato alla storia di Gianna Jessen, sopravvissuta all’aborto compiuto dalla madre e ora attivista pro-life (consigliamo di vedere su youtube: Gianna Jessen la bambina di Dio), è la ricerca della propria identità e della propria storia da parte di una ragazza uguale eppur così diversa dalle altre.

Come film da vedere, sperando che li distribuiscano anche in Italia (in alternativa troveremo il modo di averli):

Cristiada; prodotto da E. Verastegui (ancora in fase di montaggio attualmente) che dopo Bella (film che
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