NA

IV TuttoScienze

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 18 LUGLIO 2007

Il neonato batte il pediatra Ha il doppio delle sinapsi
Neuropsicologia. E’ fondamentale accelerare il cervello dei piccoli con il massimo di stimoli E molti test dimostrano che la “plasticità” dei neuroni può essere riattivata anche negli adulti
LAMBERTO MAFFEI SCUOLA NORMALE SUPERIORE - PISA

Viaggio nel baby
LA MENTE DEI BAMBINI SI FORMA E

LE SINAPSI
Già alla nascita il patrimonio di cellule è pressoché completo, ma le cellule non comunicano tra loro finché non si formano le connessioni tra le une e le altre, le sinapsi. Il cervello infantile ne produce più di quelle necessarie e cancellerà in un periodo successivo quelle ridondanti

Quando portate il vostro bambino di due o tre anni dal pediatra, dovete tenere presente che il vostro piccolo possiede nel suo cervello, ma particolarmente nella sua corteccia frontale (notoriamente riconosciuta come molto rilevante per le funzioni cognitive), almeno il doppio delle sinapsi di quelle del pediatra! Questo fatto ha fatto nascere, in particolare negli Stati Uniti, il problema dell' educazione di questi cervelli in erba, poiché è noto che tutti i mammiferi giovani, compreso l’uomo, sono a questa età sensibilissimi all’ambiente. Gli studi sugli animali, inclusi quelli compiuti nel laboratorio di neurobiologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, hanno dimostrato che l’influenza dell’ambiente sul funzionamento cerebrale

nostro cervello. Le idee sono stampate nei circuiti del cervello e non c’è nessuna possibilità di cambiare idea, se non cambiamo la pagina cerebrale in cui essa è riposta. Questi fenomeni per i quali il sistema può mutare sotto l’influenza dell’ambiente si chiamano fenomeni di plasticità cerebrale. Sono di tipo lamarchiano, non sono cioè trasmissibili con i geni.
Ippocampo e memoria

Lo sapevi che? «Manipolati già in culla»
I

Chi è Maffei Neurobiologo
RUOLO: E’ PROFESSORE DI NEUROBIOLOGIA ALLA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA RICERCHE: EFETTI DELL’AMBIENTE SULLO SVILUPPO E LA PLASTICITÀ DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

degli animali è addirittura sorprendente. La realtà cosiddetta «arricchita», piena di giochi e di interazioni sociali, produce un’accelerazione del cervello, il miglioramento delle «performance» cognitive e in particolare della memoria (anche nell’animale adulto). Nel nostro laboratorio è stato dimostrato che l’arricchimento ambientale sulle madri gravide produce un’accelerazione anche dello sviluppo dei cervelli dei neonati. E’ stato inoltre dimostrato che questo tipo di contesto riapre finestre di aumentata plasticità nell’animale adulto e migliora significativamente il quadro clinico e anatomopatologico di topi con una patologia di tipo Alzheimer. Anche nell’uomo adulto, poi, le osservazioni statistiche indicano chiaramente che l’aumentato movimento e l’incremento delle relazioni sociali hanno effetti significativamente positivi nel ritardare la patologie legate all’invecchiamento. Il cervello non è un organo stazionario, anzi, al contrario, durante il corso della vita è soggetto a mutamenti anche rilevanti e particolarmente durante lo sviluppo e l’invecchiamento. Ha la magica proprietà di cambiare la sua funzione e perfino la sua struttura in risposta alla realtà circostante, cioè alle informazioni che riceve tramite i suoi recettori. Voglio riportare un esempio solo apparentemente banale. La frase di uso comune «ho cambiato idea» asserisce implicitamente che qualche cosa è cambiato nella funzione o nella struttura del

I fenomeni di plasticità cerebrale sono presenti per tutta la vita, ma in maniera e grado molto diversi. Nel bambino, oppure nell’animale ancora piccolo, il cervello può essere variato in maniera drammatica, quasi pericolosa, dal potere delle influenze ambientali, sia nelle sue cortecce sensoriali sia motorie, oltre che naturalmente nell’ippocampo, che è la zona del sistema nervoso che innesca i processi della memoria. Citerò due serie di eventi particolarmente studiati in cui i cambiamenti cerebrali sono assai rilevanti. I primi e più noti sono quelli dovuti ad una deficienza di stimoli durante lo sviluppo. Un isolamento completo, come nel noto caso di Victor, il «ragazzo selvaggio» di Aveyron, un ragazzo trovato nelle foreste intorno a Parigi in palese stato di anormale

Il loro cervello è prezioso e proprio per questo i genitori devono stare attenti: negli Usa crescono i dubbi (e le accuse) sulla trasformazione dei neonati e dei bambini in oggetti di business sfrenato. Un marketing abilissimo sta convincendo milioni di padri e madri a ricorrere a strumenti sempre più sofisticati e precoci per sviluppare al massimo le capacità cognitive dei piccoli. Ma - denuncia il saggio «Buy, Buy Baby» di Susan Gregory - «non ci sono prove convincenti che i prodotti dell’Era Digitale siano migliori dei vecchi giochi di legno e stiano creando una nuova generazione di geni in erba».

sta nei primi anni di vita. Questo può avvenire per molteplici ragioni, come una cataratta congenita, un’opacizzazione della cornea, uno strabismo che rende diverse le immagini nei due occhi oppure, ancora, per alterazioni della rifrazione, come l’ipermetropia, la miopia o l’astigmatismo. La regola generale è che il cervello per svilupparsi ha bisogno di stimoli adeguati, al tempo opportuno: se questi sono assenti, non prosegue nel suo sviluppo (o non prosegue in maniera normale) con il risultato che i circuiti che avrebbero avuto bisogno dell’esperienza fornita dallo stimolo mancante diventano ipofunzionanti o non funzionanti e così la corrispondente funzione risulta deficitaria. Se gli stimoli necessari sono mancanti per tutta la durata del «periodo opportuno» (il periodo critico), le alterazioni cerebrali subite diventano praticamente irreversibili.
Niente di magico

re Neuroscience» e e «Proceedings» dell’«American Academy of Science», è stato dimostrato che è possibile far ripartire la plasticità del cervello adulto, riavvicinandola a quella del cervello dell’animale nel primo periodo di vita, e come questo sia sufficiente per ridare una visione normale a un animale ambliope dalla nascita o per rallentare e in parte far regredire la malattia di Alzheimer in modelli animali di questa patologia. Non c’è niente di misterioso e nemmeno di magico nei ri-

I POTERI MENTALI
Nel corso dell’infanzia si forma la mielina, conosciuta come «sostanza bianca»: avvolge le fibre nervose e le protegge. Questa forma di isolamento accelera i segnali, garantendo processi mentali più veloci e la capacità del «multitasking», la possibilità di processare più funzioni contemporaneamente

I piccoli devono essere immersi nella «realtà arricchita», piena di giochi e interazioni
sultati ottenuti da questi esperimenti e, infatti, abbiamo trovato che alcuni trattamenti farmacologici e anche l’esercizio fisico producono fattori particolari che hanno un’iportanza essenziale nello sviluppo e nella plasticità del sistema nervoso. Si aprono così le porte all’ulteriore sperimentazione per l’applicazione clinica, fornendo un esempio paradigmatico di come la ricerca di base d’avanguardia possa fornire spunti preziosi per le applicazioni terapeutiche.

funzionamento del sistema nervoso, e di cui Trauffaut alla fine degli Anni 60 ha fatto un interessante film, è esempio paradigmatico anche se scientificamente non documentato degli effetti della mancanza della stimolazione dell’ambiente sociale. Un esempio classico e purtroppo anche frequente è poi quello dell’alterazione della vi-

Alla Scuola Normale Superiore di Pisa si studiano i fenomeni di plasticità del sistema nervoso centrale dei mammiferi e, in particolare, le influenze dell’ambiente sullo sviluppo e sulla funzione del sistema nervoso. In una serie di ricerche, che hanno ricevuto risonanza internazionale e pubblicate su riviste come «Science», «Natu-

Owh! Non cammina ma sta già parlando
Sta spopolando tra le neomamme Usa il Dvd che decifra suoni e versi
GIULIA VOLA

Fanno «neh» quando hanno fame, «owh» quando hanno sonno. «Heh» quando sono sconfortati, «eairh» quando scappa una puzza e «eh» quando urge un ruttino. Più chiaro di così. Bando ad ansie e apprensioni, il vagito incontrollato e finora sconosciuto dei neonati sarebbe un linguaggio, per nulla casuale e quindi interpretabile dai genitori. Per lo meno ad ascoltare le teorie elaborate da Priscilla Dunstan. Lei, che a sei anni ascoltava Mozart e lo suonava con il violino, e che a 20 girava il mondo tra un concerto e l’altro acclamata dal pubblico, una volta divenuta mamma è stata sommersa dai vagiti del suo piccolo. Messo da parte il panico e lo sconforto, la giovane mamma violinista ha affinato l’orecchio e tradotto su uno spartito quello che il neonato le comunicava. Risultato: milioni di neo-madri in affanno non riescono più fare a meno delle te-

orie pubblicate nel Dvd intitolato «The Dunstan Baby Language», divenuto una Bibbia pediatrica. Le ricerche hanno inizio quando nasce Tom, suo figlio. «Dormiva per 15 minuti, poi si svegliava e urlava. Per tutta la notte. Era un inferno», spiega Priscilla, che viveva il pianto incontrollato come una sfida. Suo padre, direttore del centro educativo dell’Università di South Wales, in Australia, le consiglia di mettere a frutto la sua straordinaria memoria «fotografica» per i suoni. Il pediatra si spinge oltre. «Annoti su un taccuino quello che ascolta, provi a descrivere quel pianto». Detto fatto. Per l’orecchio di Priscilla si era aperto un mondo e il caos aveva preso forma: «Sono riuscita a decifrare cinque tipologie di vagito, cinque suoni con cui il mio piccolino cercava di comunicarmi varie necessità impellenti. Per primo ho scoperto “neh”. Alla fine ho capito che voleva dirmi che aveva fame». Dopo anni di ricerche, dopo pomeriggi negli shopping center di mezza città per ascoltare i vagiti degli altri bambini, l’australiana ha partorito «The Dunstan Baby Language». Il Dvd, lanciato sul mercato Usa a 39.95 dollari e venduto con un libro, è già stato ordi-

Linguaggio
Vagiti? Suoni sconnessi? Niente affatto. Secondo le scoperte della violinista Priscilla Dunstan il linguaggio è così innato da manifestarsi già nelle primissime fasi di vita

nato da migliaia di mamme. Anche Ophra Winfrey, la regina dei talk-show, è rimasta affascinata della teoria delle cinque tipologie di pianto. E ha ospitato nel suo spettacolo la Dunstan, che ha spiegato che i neonati, prima di piangere disperati, emettono un preciso suono indice di una gamma di sensazioni. Dalla stanchezza alla fame, dal mal di stomaco al fastidio, decifrarlo è solo una questione di orecchio e chi meglio della Dunstan può insegnare come affinarlo? Per assaggiare l’universo

che Priscilla ha messo in moto, basta andare sul suo blog che recita: «Il tuo bambino ti sta parlando e ora lo puoi ascoltare». Qui, ogni giorno e dai quattro angoli del Pianeta, decine di madri ringraziano la violinista per la scoperta destinata a lasciare il segno. Ora l’«enciclopedia della Dunstan» dovrà fare i conti con la scoperta (di qualche anno fa), secondo cui i neonati riuscirebbero a comunicare a gesti con il linguaggio dei sordomuti. E con un’altra ancora, di autori italiani e pubblicata

sulla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences», secondo cui parlerebbero con gli occhi. La Dunstan però, ha poco da temere: le madri adepte hanno assicurato di essere riuscite a decifrare il pianto dei loro piccoli. «Tutta la paura che mio marito e io avevamo, quando nostro figlio urlava, ora non c’è più», ha detto Lis Ranta al «New York Post», che ha paragonato la ricerca della violinista alla scoperta del Codice Da Vinci: «Quel Dvd ci ha cambiato la vita».