la Repubblica

GIOVEDÌ 9 FEBBRAIO 2012

CRONACA

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NAPOLI

PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.napoli.it www.regione.campania.it

I III

Tagli agli stipendi, la giunta si divide
De Magistris: “No alle decurtazioni”. Realfonzo: “Riorganizzazione necessaria”
CRISTINA ZAGARIA
«I dipendenti comunali mi conoscono. Si devono fidare di me. Gli stipendi non saranno decurtati». Il sindaco, Luigi de Magistris, mette le mani avanti. E la giunta si spacca. L’assessore al Personale, Bernardino Tuccillo, frena il collega al Bilancio Realfonzo: «La riorganizzazione della macchina comunale è un lavoro di lungo respiro. Noi ci siamo dati tempo fino al 30 giugno e certo è impossibile far rientrare la manovra nel Bilancio di previsione. Ma soprattutto è un lavoro da concordare con i sindacati. Il documento di Realfonzo è un documento su cui discuteremo, ma certo non impegna l’amministrazione». E il direttore generale, Silvana Riccio: «Sul documento di Realfonzo ci sono approfondimenti da fare. Noi non vogliamo tagliare nulla a nessuno. La riorganizzazione della macchina comunale fa parte di una strategia più articolata, dove la ricerca dell’efficienza va di pari passo con la rimodulazione della struttura e la gestione delle risorse». L’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo, è isolato e con forza precisa: «Ho avanzato in giunta alcune proposte finalizzate alla riorganizzazione della macchina comunale, per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. L’obiettivo non è certo quello di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori comunali, fatti salvi alcuni stipendi d’oro dirigenziali sui quali non ci starebbe male qualche sforbiciata. Piuttosto, io pongo con forza l’esigenza che il Comune riorganizzi il lavoro, aumentando i servizi. Poi, per il resto, sono girate tante notizie false». Realfonzo ha anticipato le sue proposte al sindaco via mail e poi le ha trasmesse in copia ai colleghi assessori. Un documento di tre pagine. L’assessore al Bilancio conferma le sue intenzioni di «riorganizzare le turnazioni» e «riorganizzare l’orario di lavoro degli uffici» tra cui «quelli scolastici, passando da 25 ore settimanali a 36». Parla di «utilizzo flessibile dello straordinario». «Attualmente lo straordinario viene assegnato in base al budget dell’anno precedente, cioè con un meccani-

ASSESSORE
Riccardo Realfonzo, assessore comunale al Bilancio

L’assessore Tuccillo “Discutiamone tra noi e con i sindacati” Il dg Riccio: “Materia da approfondire”
smo che non premia l’impegno — spiega Realfonzo — per me invece deve essere legato a dei progetti. Bisogna fare un’inversione drastica».

Sui buoni pasto Realfonzo non parla, però precisa: «Attualmente i dipendenti comunali entrano alle 8 ed escono alle 15.42, se si articolasse meglio il lavoro degli uffici risparmieremmo e potremmo assicurare un servizio fino alle 19. Ciò potrebbe persino consentirci di liberare risorse per premiare il lavoro di qualità, bandire i concorsi per dirigenti e per le progressioni di carriera, e per far scorrere le graduatorie degli idonei». Sui buoni pasto spiega il meccanismo il direttore generale: «C’è un contratto stipulato e per qualsiasi modifica l’unica sede di discussione sarebbe quella contrattuale».
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Le reazioni

L’iniziativa

Ecco i taxiLowCost tariffe fisse per Ztl
(segue dalla prima di cronaca)

«SECONDO una statistica della Ragioneria il settanta per cento degli stipendi di noi dipendenti comunali sono gravati da mutui e prestiti. Alcuni hanno rate da pagare oltre i trecento euro al mese»: un’impiegata del terzo piano di Palazzo San Giacomo mostra la ricerca. È una segretaria. «Non si “efficienta” la macchina comunale, che parola orribile, tagliando i nostri diritti — conclude — Il buono pasto è un diritto». Le più arrabbiate sono le maestre. «Il nome non lo posso dire perché mi hanno assunto l’anno scorso dopo quasi quindici anni di precariato — racconta una maestra della scuola di infanzia — e ci manca solo

Proteste e perplessità dei lavoratori: “Già mille euro in meno all’anno dopo la manovra del governo”

La rabbia dei dipendenti comunali “Solo doveri, ma ci tolgono i diritti”
ha soldi. E la festa che stiamo organizzando per carnevale, la paghiamo di tasca nostra. Per carità, poche cose, coriandoli e cappellini. Ma parliamo di bambini. Che facciamo? A un bimbo diciamo: il Comune non ha i soldi? E certo le scuole chiudono alle 16, ma l’assessore Realfonzo è mai venuto a vedere che lavoro facciamo e in che condizioni?». Un’educatrice del nido incalza: «Io cambio pannolini e non solo. Compiti che non mi spetterebbero, ma non ci sono i bidelli. Se noi maestre usassimo il manuale Cencelli per diritti e

La maestra alla materna: “Qui facciamo le collette per comprare la carta igienica”
che mi licenzino. Ma posso dire la mia età. Ho 59 anni e per cinque ore al giorno tutti i giorni rincorro bambini, pulisco culetti, compro gessetti, cartoncini, colori per farli disegnare. La mia classe ha sedici alunni. Io e le mie colleghe facciamo la colletta per comprare la carta igienica per i bambini, perché il Comune non

Le voci

LE MAESTRE
“Compriamo colori e carta igienica a spese nostre”

I VIGILI
«Lavoriamo con giubbotti da 10 euro e senza radio”

I DIRIGENTI
“Ok ai controlli, ma noi lavoriamo a obiettivi”

doveri le scuole comunali chiuderebbero domani». «Stanotte ho fatto il turno dalle 24 alle sei per strada, con addosso un giubbotto da dieci euro e senza radio, né divisa. Cos’altro vuole da me l’amministrazione?», dice infuriato e lapidario un

agente della polizia municipale. In Villa comunale i giardinieri mostrano i bagni: «Napoli Servizi non li pulisce più. Ci allungano l’orario di lavoro e ci chiedono di andare in bagno all’aperto? Ottimo miglioramento del servizio».

La protesta vira dallo stipendio alle difficili condizioni di lavoro. «Io non ho problemi a timbrare alla pausa pranzo — spiega calmo un dirigente — Io la mattina entro alle otto e se va bene esco alle 17, se va male anche alle 21. Ho degli obiettivi da raggiungere, è quello che comanda. Non ho orari. E se cominciamo a contare le ore l’amministrazione ci perde. E, a proposito, non sono un superdirigente, sono un dirigente normale. Guadagno cinquemila euro al mese lordi». (cri. z.)
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ARRIVANO i “Taxi LowCost”: consentiranno di raggiungere la zona a traffico limitato del centro storico, con 6 o 8 euro. Le nuove tariffe saranno valide per 24 ore al giorno, domenica e festivi compresi ed entreranno in vigore il prossimo 16 febbraio, alcuni giorni dopo l’attivazione definitiva della Ztl. L’idea è nata da un gruppo di Facebook, che è stata raccolta e portata avanti dal sindaco. «Dopo l’allargamento delle pedonalizzazioni di alcune aree, l’istituzione di due bus, il C55 e il C57 (quest’ultima linea di Anm partirà sabato) e l’incremento delle corse notturne, arriva il Taxi LowCost», spiega l’assessore alla Mobilità, Anna Donati. Per definire il raggio d’azione dei “Taxi LowCost” sono state definite due fasce. La prima, la fascia rosa, va da piazza Plebiscito alla stazione di piazza Garibaldi. La seconda, la fascia viola, va dal Centro direzionale al parcheggio Brin, fino a Mergellina. Per chi si muove nella prima fascia verso il centro storico e viceversa, la tariffa sarà di 6 euro. Per gli spostamenti dalla Ztl alla seconda fascia e ritorno il costo sarà di otto euro. (cri. z.)
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L’evento

L’assessore regionale: “Il Comune non ci ha comunicato nulla. La Fondazione è necessaria per avere i 15 milioni dall’Ue”

Forum, Miraglia boccia la liquidazione
Caterina Miraglia, assessore regionale alla Cultura e presidente del Comitato scientifico del Forum, esclude che la Fondazione possa essere liquidata, e poi sostituita con un’altra struttura, tipo una società di scopo. «Anche perché — spiega — qualsiasi altra struttura dovrebbe nuovamente acquistare dagli spagnoli il marchio Forum, a suo tempo venduto dai catalani al Comune e conferito poi alla Fondazione». E non sarebbe l’unica rogna economica: i 15 milioni che verranno dall’Unione europea per la realizzazione del Forum potrebbero non esserci più — questo si teme a Santa Lucia — se la Fondazione venisse meno. D’altra parte «azzerare tutto e ricominciare daccapo mi sembra inopportuno: il

BIANCA DE FAZIO
MENTRE Palazzo San Giacomo spinge per lo scioglimento della Fondazione Forum delle culture per rimpiazzarla con una struttura manageriale più snella ed efficiente, la Regione, che è uno dei soci fondatori della Fondazione (insieme a Comune, Provincia e ministero degli Esteri), tira diritto per la sua strada. «Il Comune non ci ha comunicato alcuna sua intenzione in tal senso. Non ci sono dichiarazioni ufficiali. Solo esternazioni del presidente Sergio Marotta, presidente in pectore».

“Il Comitato scientifico al lavoro: lunedì sarà pronto il programma”
Comitato scientifico che io presiedo sta lavorando duramente in queste settimane e sta mettendo a punto il programma. Forse

PRESIDENTE
Caterina Miraglia, assessore regionale e presidente del Comitato scientifico del Forum delle culture

sarà pronto già lunedì, e comunque entro fine mese lo consegneremo al consiglio di amministrazione, cui spetta il compito di valutarne la congruità economica». Ed è questo un altro aspetto della battaglia sul Forum, perché in cda si dice, Statuto alla mano, che il programma deve essere figlio del cda, non del Comitato scientifico. Comunque, fanno notare da Palazzo San Giacomo, ad oggi il programma è inesistente perché non solo non c’è stata alcuna gara, ma neppure una manifestazione d’interesse. «Le manifestazioni d’interesse verranno fatte — aggiunge la Miraglia — solo

per quanto attiene alle parti non scientifiche del programma». Ma quando giungeranno i 15 milioni sin qui solo annunciati dall’assessore? «I 15 milioni sono sulla misura Grandi eventi dei fondi europei, saranno spendibili quando il progetto diventerà esecutivo e il programma approvato dal cda». Intanto proprio nella sede della Fondazione, nell’ex asilo Filangieri, domani alle 17 è indetta un’assemblea pubblica dal titolo “Potere Cultura” per dare voce agli artisti ed agli operatori culturali interessati al Forum.
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