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IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA "Io credo che ognuno di noi dia una parte della propria vita quando tenta

di scrivere con la luce la storia di un film; proprio come fa l'autore musicale con le note, lo sceneggiatore con le parole, così facciamo noi scrivendo con la luce" (Vittorio Storaro) Nel cinema d'autore, il cineasta unico responsabile del processo filmico non di rado firma, oltre alla regia, anche altri incarichi cardine del ciclo produttivo, importanti sia dal punto di vista tecnico che artistico: la produzione ma anche il soggetto, la sceneggiatura, il montaggio, in alcuni casi la musica (Charlie Chaplin e John Carpenter ad esempio) e addirittura l'interpretazione quale protagonista (ancora Charlie Chaplin e Orson Welles soltanto a citarne due!). Il regista autore unico non è poi tanto una rarità, basta che possieda pregevoli capacità espressive e buon potere contrattuale presso i produttori ed ecco che potrà seguire personalmente tutto il ciclo di lavorazione e nelle sue singole sfaccettature, fino al montaggio finale, il director's cut. Ma se c'è un incarico che di solito non assume personalmente è la fotografia; il responsabile di essa, il direttore della fotografia, è spesso il suo collaboratore più importante, il suo braccio destro. Sostiene Vittorio Storaro tra i più importanti in questa professione e vincitore di tre premi Oscar: "L'autore della fotografia esprime una creatività del tutto personale, che certo si concilia a un'orchestrazione più ampia diretta dal regista, ma che si specifica e connota proprio a partire dalla capacità di un autore d'imprimere nell'opera un tratto del tutto personale ed ideativo" e continua ancora,"Chi decide la composizione dell'immagine? Certo lo spazio è deciso dal regista, certo lo spazio è riempito da quel numero di coautori, come lo scenografo, il costumista, il montatore, l'attore, eccetera, ma chi dà il modo di vedere, credo sia essenzialmente colui che in questo momento chiamiamo direttore della fotografia".Per Federico Fellini "Il film si scrive con la luce" e se lo stile di un autentico cineasta si esprime con la luce, la fotografia di un film allora è la regia della luce! Il direttore della fotografia è un tecnico altamente specializzato e dotato allo stesso tempo di capacità espressive e qualità artistiche; è nel modo in cui realizza la fotografia che si caratterizza quale artista. Il regista può seguire in prima persona la fotografia usufruendo del responsabile di quest'ultima come tecnico sul campo, oppure la delega completamente ad un direttore esperto e originale che ha una certa autonomia e che con il regista si confronta durante la preparazione del film per pianificare il taglio dell'immagine che si vuole ottenere. Quindi la luce di un film dipende genericamente dal regista ma in via specifica è compito del direttore della fotografia, conosciuto anche come autore della fotografia o operatore capo. Per Abel Gance: "Il Cinema è la musica della luce"; con la fotografia si dà senso e rilievo agli spazi, in altezza, in larghezza, e nella profondità attraverso giochi di luci e ombre conferendo l'atmosfera a tutta l'opera; ma la fotografia è anche tutto ciò che concerne l'immagine e la composizione dell'inquadratura. Per Louis Delluc: "Il Cinema è pittura in movimento". Il direttore della fotografia ricopre fondamentalmente tre incarichi: illuminare, inquadrare e impostare l'apertura dell'obiettivo ovvero il diaframma (definisce la quantità di luce che va ad impressionarsi sulla pellicola); è responsabile dell'immagine e per essa dell'illuminazione della scena e non solo con gli impianti luce veri e propri, le lampade per intenderci, ma sceglie anche la pellicola e per essa l'obiettivo, la sua apertura e i filtri; inoltre dirige gli operatori, gli assistenti, i macchinisti e gli elettricisti, collabora strettamente con lo scenografo, l'arredatore e il costumista. Inquadrare è una questione non solo tecnica ma anche artistica; inquadrare significa definire i limiti spaziali di ciò che viene ripreso. Le inquadrature possono essere soggettive, quando cioè la macchina da presa vede attraverso gli occhi di un personaggio della scena, e oggettive quando la macchina vede ciò che accade da un punto esterno ad essa. Le inquadrature inoltre vengono classificate per convenzione in relazione ad una figura umana in piani, quando si filma un personaggio ben presente sulla scena, primissimo piano, primo piano, piano medio, piano americano e figura intera, e in campi, quando la figura umana nell'inquadratura è un elemento secondario, campo totale, campo medio, campo lungo e campo lunghissimo; ricordiamo per ultimi il fuoricampo ed il dettaglio. Inquadrature straordinarie e toccanti, tramonti commoventi, albe suggestive e panoramiche pittoresche, sono frutto della collaborazione tecnico-artistica tra regista, direttore della fotografia e scenografo in percentuali diverse a seconda dei casi. L'uso della luce è strumento espressivo cardine nella cinematografia. È possibile illuminare un soggetto in cinque modi diversi: frontalmente, lateralmente, dall'alto, dal basso e da dietro (controluce) e in tutte le loro combinazioni, fino alla luce diffusa che illumina le zone oscure ammorbidendo le ombre. Frontalmente il soggetto viene schiacciato verso il fondo e in controluce ne risulta fortemente in rilievo. Con luce laterale invece si mettono in evidenza le superfici e la loro natura nello spazio. Naturalmente illuminando la scena in modo diverso avremo una grande varietà di forme artistiche: si potrà avere una fotografia «impegnativa» e quindi fortemente espressiva e personale oppure «trasparente» cioè inespressiva e a totale servizio della narrazione, (così come accade nel corrispettivo montaggio trasparente). La luce può essere normale o filtrata, naturale o artificiale; quest'ultima permette maggiori possibilità espressive. La luce modella dando espressione ai volumi e per questo è fondamentale nei suoi aspetti tecnico-artistici. Per Vsevolod I. Pudovkin, "Un attore non illuminato non esiste nella macchina da presa".

compreso quello per il miglior film e la miglior regia. Il risultato fu un disastro commerciale. segue corsi di regia e di arte drammatica e si accosta al cinema realizzando documentari. La produzione (la United Artists) fallisce e la carriera del regista ne viene distrutta. che portò lo studio cinematografico alla bancarotta. un western di quasi sei ore: un'opera oceanica. Eastwood per il quale scrive e dirige Una calibro 20 per lo specialista (1974). (.Nel 1978 è con Il cacciatore. Un'opera incompiuta. e Ore disperate (1990). speranza e malinconia. remake piuttosto anodino dell'omonimo film del 1955 di W. C. Incontra quasi subito C. Cimino dirige gli attori in modo molto simile a come fanno William Friedkin e altri registi: per rendere i loro movimenti. Gli altri film diretti da Michael Cimino sono stati Il siciliano e Ore disperate. un poliziesco nient'affatto conciliante con l'immagine di un'America violenta e di un potere colluso con la delinquenza organizzata. accusato dalla critica di trasfigurazione eroica. incapace di elaborare la sindrome della sconfitta in Vietnam: con sguardo lucido e partecipe. Il cacciatore . I cancelli del cielo (1980). una carica emozionale altissima. sceneggiatore e scrittore statunitense. Il film vince 5 premi oscar. gli schiaffi del vietcong erano veri). film che ha come protagonista Woody Harrelson. e con il passare del tempo è diventata un cult. esteticamente vertiginosa. che conferma la sua cifra estetica visionaria e smisurata. Il cacciatore. di un assassino come il bandito Giuliano. la United Artists gli diede carta bianca per il film successivo. Le sue inquadrature e i movimenti della cinepresa hanno dimostrato di creare un forte impatto visivo. Il regista è stato criticato inoltre per le forti discriminazioni razziali nei confronti degli asiatici. sia ne Il cacciatore sia ne L'anno del dragone. vincendo 5 Oscar (su 9 nomination ricevute). che ottiene cinque Oscar: il film s'immerge dentro il cuore di un'America dilaniata nei suoi valori fondanti. ha realizzato solamente Il cacciatore. arrestando in parte la carriera del regista. I cancelli del cielo . graffiante e struggente. Il film viene fatto circolare in una versione ridotta di circa due ore e mezza (ne viene realizzata poi una versione di quattro ore). ma il grande successo venne con la sua seconda pellicola. Ritrova la sua densità di linguaggio con Verso il sole (1996) e Dreaming Place (1999). come film importante. che Cimino entra prepotentemente nella storia del cinema. Gli anni ottanta . tra i quali miglior film e miglior regia. Nessuna delle sue opere seguenti raggiunse il successo di pubblico de Il cacciatore. dando vita a grandi momenti d'emozione. nonostante gli squilibri e gli eccessi. specialmente nei momenti cruenti. ma Hollywood continua a mostrare nei suoi confronti un atteggiamento di ostruzionistica emarginazione. ma in realtà è un viaggio profondo. Quello che doveva essere un potente affresco di un'epoca si rivelò un fallimento. le loro espressioni più credibili tende a stimolarli con metodi poco ortodossi ma efficaci (per esempio ne Il cacciatore.Nel 1974 debutta come regista grazie a Clint Eastwood con Una calibro 20 per lo specialista che ebbe un buon successo.. E proprio Stone dice di Cimino: "Lui non dorme mai. riesca a realizzare L'anno del Dragone (1985). il film che diede la gloria a Cimino. ma si rivela clamorosamente come autore solo quattro anni dopo girando Il cacciatore (1978). ma il mito americano tout court. Verso il sole .Nel 1996. Carriera . È una personalità ossessiva. di cui era anche sceneggiatore. Ma l'America non gli perdona di aver costruito un prototipo di kolossal moderno che smantella alla radice non solo la mitologia western. Regista statunitense. consacrando Cimino come uno dei registi più importanti della sua generazione. che comunque mantiene. Oltre Clint Eastwood. I cancelli del cielo. con un budget eccezionale per l'epoca (oltre quaranta milioni di dollari). Wyler. 3 febbraio 1939) è un regista. Molte volte in contrasto con i produttori. Un lavoro strano che all'apparenza può essere visto come un film di strada e di inseguimento. È il più faraonico dei registi con i quali ho mai lavorato. tragico verso quelle radici dell'America spesso dimenticate e tanto . Gira successivamente Il siciliano (1987). dispiega sullo schermo la tragica epopea di quella parte subalterna del paese che ha conosciuto l'inferno della giungla (i protagonisti sono tre operai metallurgici). rapsodica. imperfetta. che riscosse un enorme successo di critica e pubblico. È considerato uno dei massimi capolavori del cinema mondiale. nella famosa scena della roulette russa. splendido affresco sulla mala cinese adattato dal regista con Oliver Stone. Su queste basi. il film si segnala per la presenza del giovane Jeff Bridges che per questo ruolo ottenne la sua prima nomination all'Oscar. Nella sceneggiatura il regista crea un forte legame tra la vita quotidiana. ma senza riscontri al box-office. Nel 1996 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Non dà importanza alle sottigliezze".Nel 1971 Cimino si trasferisce a Hollywood entrando nel mondo del cinema prima come cosceneggiatore di film come 2002: la seconda odissea e Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan che vede Clint Eastwood ancora protagonista nei panni del duro e severo poliziotto di strada. Devono passare cinque anni prima che C. con Clint Eastwood.) Il suo sguardo è fisso sul futuro. Il successo gli consente di girare due anni dopo. Il debutto avvenne con il film Una calibro 20 per lo specialista. qualche volta il sacro e il mondo descritto in modo quasi apocalittico.Michael Cimino (New York. Compie studi di architettura. Cimino ritorna dietro la cinepresa e gira Verso il sole. Una calibro 20 per lo specialista . sulla storia. insieme al quale scrisse la sceneggiatura. Nonostante Cimino.Negli anni ottanta il regista riesce a realizzare tra molte difficoltà solo tre film: L'anno del dragone.. una sorta di road-movie. il suo stile ha lasciato il segno.Nel 1979 il film I cancelli del cielo segna l'inizio di un apparente declino per la carriera di Cimino. I cancelli del cielo si rivela un flop di pubblico e riceve molte critiche negative. quasi apologetica.

molte persone ritengono la fotografia un linguaggio senza codice . il quale ritiene che i colori siano qualcosa di vivo e che non possano essere spiegati con una semplice legge meccanicistica.Il segno di un destino". nel 2005 ha ricevuto il Ciak di Corallo premio alla carriera dell'Ischia Film Festival FOTO E LINGUAGGIO Il linguaggio e la regola. dal 2005 è inoltre presidente alla giuria del Festival Internazionale del film di Locarno. iniziò a studiare fotografia all'età di 11 anni. che è il regista. Scrivere con la luce. immagini che creano. ovvero colui che scrive con il cinema.all'oggetto al quale si riferisce. iniziare il percorso nell'ambito della fotografia partendo da una riflessione sulle immagini come linguaggio e strumento di comunicazione. nel 1981 vince il secondo Oscar con Reds.Il segno si deve porre in relazione a qualcosa d'altro. mentre il terzo arriva nel 1987 per L'ultimo imperatore. questa affermazione. in una classificazione che potremmo ridurre pressapoco così: I . Un sogno lungo un giorno.Il segno si pone in relazione a se stesso (banalmente deve esistere e possedere determinate qualità). linguistici o artistici.Il segno si pone in relazione (per) ad un interpretante. dall'altro lato ci si può ricollegare a tutti quegli studi sulla percezione visiva che vanno dalle analisi di tipo neurologico a quelle che affrontano il problema più da un punto di vista della psicologia della visione. Dal 2002 è diventato anche autore di una enciclopedia in tre volumi. Per molti anni ha lavorato come operatore alla macchina. con caratteristiche semiologiche particolari che possono variare in funzione dell'uso che ne viene fatto. questa relazione si articola. ancora oggi. figlio di un proiezionista. frutto della sua esperienza e del suo lavoro. che può sembrare banale in realtà non lo è in quanto. Vittorio Storaro. 24 giugno 1940) è un direttore della fotografia italiano. III. Per qualcuno un'opera minore nella sua filmografia. nato a Roma il 24 giugno 1940. per periodo storico. però.care al regista.Il padre è un proiezionista della Lux Film. per autore. per certi versi. Vittorio Storaro (Roma. e con altri influenti registi come Francis Ford Coppola e Warren Beatty. Curiosità . Tra le sue opere ricordiamo Il conformista.Vittorio Storaro non ama definirsi Direttore della fotografia. Biografia . per tecniche o ancora per aspetti sociologici. in assoluto. Novecento. il concetto di distanza. porremo una premessa di carattere linguistico e filosofico molto importante: la fotografia è un linguaggio specifico. una sorta di scrittura che non richiede alfabetizzazione in quanto messaggio analogico. ogni linguaggio si incarna attraverso dei segni che richiedono quindi una interpretazione. vincitore di tre premi Oscar (per Apocalypse Now. Nel 2005 è presidente della giuria del Festival internazionale del film di Locarno dove riceve l'Exellence Awards. ma piuttosto Cinefotografo o. curando la fotografia di quasi tutti i suoi film. ma. dimostra di saper ancora fare cinema di un certo livello. Reds e L'ultimo imperatore). "all'americana". al suo settimo film. finché nel 1968 ha avuto il suo primo incarico come direttore della fotografia in Giovinezza. Cinematographer. Come si accennava nella prefazione gli approcci possibili al mondo della fotografia possono essere molteplici: per genere. Ha curato la fotografia di quasi tutti i film di Bernardo Bertolucci dal 1970 (Il conformista) al 1993 (Piccolo Buddha). Al contrario non esiste. esiste un solo "direttore". giovinezza. spesso queste chiavi di lettura si trovano come più piani che si intersecano e che interagiscono fra loro. Ha recitato la parte del cineoperatore nel film "Apocalipse Now". continuando successivamente all'età di 18 anni presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. La definizione che ama di più è Cinematografo. Oltre a ben tre premi Oscar ed innumerevoli prestigiosi riconoscimenti. "Cinematographer" o "Autore della Fotografia Cinematografica". È autore di Scrivere con la luce. per rimanere nello specifico della fotografia. la realtà e la sua comprensione. Come egli stesso ha dichiarato più volte. Già all'età di 11 anni comincia a studiare fotografia nell'istituto Tecnico di Roma "Duca d'Aosta" e successivamente al Centro Sperimentale di Cinematografia. Anche in questo caso si potrebbero prendere più direzioni: da un lato il risalire all'inizio delle prime forme della civiltà umana contraddistinte dal comparire di un linguaggio fatto di segni tracciati sulle pareti delle 1 caverne. Noi non ci addentreremo in questi percorsi ma. Storaro ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti. l'inizio della storia e della scansione del tempo . viaggio tra cinema e pittura. In più di un'occasione ha sostenuto che sul set esiste un solo direttore (Director). Occorre. Il tè nel deserto e L'esorcista: la genesi. qualcuno in grado di cogliere e . dal momento in cui si pone. bensì trovano piena realizzazione nella spiritualità dell'animo dell'osservatore. II . poi. anzi. Vittorio Storaro. inseparabilmente. la sua filosofia si ispira largamente alla teoria dei colori di Goethe. il regista. questo modo di porre il problema 7 fa risalire alla classificazione dei segni di Peirce che ricolloca il segno all'interno di una relazione segnica e non come unità a se stante. È proprio lavorando con Coppola che nel 1979 vince il suo primo Oscar grazie al capolavoro Apocalypse Now. come il Ciak di Corallo alla carriera dell'Ischia Film Festival (2005). ciascun linguaggio porta con se. Ultimo tango a Parigi. in realtà Cimino. e preferisce quindi farsi chiamare "Cinefotografo". in altre parole. anche se non ama definirsi tale. nessun linguaggio analogico. occorre. Ha lavorato molto con il regista Bernardo Bertolucci. Oltre ai premi Oscar. è un direttore della fotografia. enciclopedia di tre volumi frutto dell'esperienza del suo lavoro e di "Storaro/Covili . traduzione dall'inglese del termine Cinematographer.

Parlare dei generi fotografici equivale al tentativo di tracciare una mappa degli usi. La tecnologia con la quale i sensori possono essere realizzati è riconducibile. un sensore area array legge l'intera immagine. Alcune possono essere utilizzate anche come webcam. Una memory card da 1 GB può memorizzare approssimativamente un'ora di video in formato MPEG-4 in bassa risoluzione. Praticamente tutte le macchine fotografiche digitali permettono di registrare video. I metodi più comuni per ottenere fotografie digitali consistono nell'effettuare la scansione di un'immagine (stampata oppure sotto forma di negativo o diapositiva) con uno scanner d'immagini oppure di effettuare uno scatto con una fotocamera digitale. Questa prima distinzione comporta inoltre uno sviluppo ed una concezione diversi per quanto riguarda la moltiplicazione. conoscere qualsiasi cosa occorre rifarsi alle esperienze maturate precedentemente che forniscono una griglia interpretativa. cioè di 1920x1080 pixel. un ruolo assolutamente centrale nella qualità delle immagini che si ottengono. (vedi Lente o Obiettivo fotografico) . una sorta di studio strutturale della "parole" come strumento di comprensione di questo linguaggio.La qualità di una foto digitale prodotta da una fotocamera digitale è la somma di svariati fattori. l'elemento in grado di svolgere questa funzione è il sensore. Va tuttavia notato che negli scanner è largamente diffusa l'adozione della tecnologia CCD.e dall'altro un uso pubblico. e così via di rimando in rimando.. sia nelle fotocamere. a sua volta. quindi. per poter comprendere. ottico o elettronico.stabilire un nesso. La maggior parte delle macchine fotografiche digitali permettono di realizzare filmati. In questo modo si pongono le basi per capire correttamente che cosa significhi interpretare un qualsiasi linguaggio. I modelli più recenti possono catturare fotogrammi ad una frequenza di 30 immagini/secondo con una risoluzione al Full HD. Alcune possono registrare l'audio. a 640x480 pixel. il quale ha forma diversa a seconda si tratti di scanner o fotocamera digitale. Il fattore più critico è comunque il sistema che trasforma i dati grezzi (raw data) in un'immagine fotografica. sia in uno scanner. LA FOTOGRAFIA DIGITALE Per fotografia digitale si intende il procedimento che consente di ottenere immagini mediante tecnologie elettroniche direttamente in forma digitale e di memorizzarle su un supporto magnetico. all'infinito. e ovviamente. La funzione che svolge il sensore all'interno di una fotocamera digitale è analogo a quello che svolge la pellicola nella fotografia tradizionale. ma che. sia negli scanner. Altro fattore di distinzione delle tecnologie è la metodologia di lettura dei segnali elettrici in uscita dai sensori:  Area array  Linear array In estrema sintesi. Funzionalità e connettività . Sensori Per ottenere un'immagine digitale. che possono essere trasferite su PC in seguito. mentre un sensore linear array lavora con modalità simile a quella di uno scanner. sebbene sia di solito quello più marcato dalle case di produzione.la riproduzione delle stesse fotografie. memorizzare i video sull'hard disk o su DVD tramite il masterizzatore. Comprendere una fotografia significa. Da considerare vi sono anche. Lo spazio e il tempo in una scelta: la fotografia come interpretazione. Dunque.. Quasi tutte includono una porta USB o FireWire port e uno slot per memory card. si è formata sulla scorta delle precedenti esperienze. È l'idea della semiosi infinita perché. Il numero di pixel (di solito indicato in megapixel. viene utilizzata una memoria digitale (di solito una memory card. luminosità. milioni di pixel) è solo uno dei fattori da considerare. a due tipologie diverse:  CCD (Charge Coupled Device)  CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor). una grande carta geografica le cui aree corrispondono a diverse modalità di scrittura e di interpretazione delle immagini. nella fotografia digitale. Premettendo che le divisioni non sono mai così rigide e schematiche nella realtà. ovviamente limitate alla memoria disponibile. un ponte. ad esempio:  la qualità delle ottiche: distorsione (aberrazione sferica). porsi in relazione. e solo una minima parte di modelli anche in stereo. sia in una fotocamera. Partendo dalle premesse fin qui poste si può quindi iniziare un percorso all'interno della fotografia analizzando i diversi usi ai quali essa viene adibita oggi. i floppy disk e i CD-RW sono molto meno comuni) per memorizzare le immagini. altre ancora possono visualizzare le fotografie direttamente sul televisore. innanzi tutto. occorrono dispositivi in grado di trasformare l'intensità di luce riflessa proveniente da diverse parti di una scena o di un'immagine cartacea.Fatta eccezione per alcuni modelli del tipo linear array (in fascia alta) e per le webcam (in fascia bassa). coglierne la collocazione all'interno delle possibili strategie comunicative. aberrazione cromatica. in ogni caso. nella realtà. Da questo si comprende agevolmente come la parte ottica di focalizzazione dell'immagine sulla superficie del sensore mantenga. altre supportano il sistema PictBridge per connettersi direttamente alle stampanti. alcuni riconducibili alle macchine fotografiche reflex. talvolta con sonoro. ed essere comandate in remoto dal PC. Prestazioni . parlando dei diversi usi della fotografia i due ambiti prevalenti sono sicuramente quelli che prevedono da un lato un utilizzo privato delle immagini. Nei paragrafi che seguono la discussione verterà primariamente sulla fotografia digitale come prodotto di riprese con fotocamera digitale. anche quello delle immagini.

che corrispondono ad un'immagine di 3. Nel photosite inoltre è presente generalmente un microscopico sistema ottico che sovrasta il photodetector formato da un piccolo cristallo con forma a calotta quasisferica avente la funzione di catturare la maggior parte di luce possibile di quella incidente sulla superficie del sensore.616 pixel). Il "photosite". Il numero dei pixel è un parametro che sta ad indicare la risoluzione (cioè è un indicatore del più piccolo dettaglio della scena fotografata e registrato dalla fotocamera digitale).)  il sistema di elaborazione interno: memoria di buffer. in un altro processore. un microcalcolatore dedicato alla elaborazione dei dati provenienti dal sensore che permette la formazione dell'immagine fruibile per la visione nei vari formati che la fotocamera può realizzare. ma dalla analisi delle caratteristiche tecniche. Per quanto riguarda i sensori va detto che gli indici di qualità sono almeno i seguenti:  capacità di produrre immagini di alta qualità  velocità di cattura delle immagini. La maggior parte delle macchine fotografiche digitali compatte è in formato 4:3 (1600x1200. che fra l'altro gioca un ruolo centrale nella ampiezza della gamma dinamica delle immagini catturate. letteralmente "milioni di pixel" è un multiplo del pixel (mega=1 milione). cioè in 16:9. che forse si ritiene abbia più efficacia in termini di comunicazione commerciale. TIFF. inoltre.. Distinzione fra pixel e photosite . A questa funzione necessaria alla realizzazione dell'immagine. anche di fascia media.106. della velocità di cattura delle immagini. separatamente. Ad esempio un'immagine di 1.) Numero di pixel e qualità delle immagini . JPEG.92 Megapixel (equivalenti a 1.000 pixel) sono il risultato di un'immagine di 1600x1200 pixel.L'analisi del rapporto fra numero di pixel e qualità delle immagini è uno dei temi centrali per capire quali sono gli elementi che danno valore ad una fotocamera digitale ed alle fotografie da essa prodotte. Per valutare la qualità complessiva dell'immagine. Nelle specifiche tecniche. Photosite e pixel / Sensore e immagine . Talvolta questo cristallo (o resina trasparente) è un elemento unitario colorato "R" o "G" o "B" del filtro Bayer.Il pixel è un concetto informatico. Quest'ultima funzione può essere integrata nello stesso processore o. fatto. Pertanto le descrizioni che seguono relative a photosite. CCD. unità di misura adeguata ed utile a comprendere la quantità totale di pixel presenti nel sensore. questo. Il photosite . un ruolo strettamente collegato a questa prestazione lo svolge il processore d'immagine. come la fedeltà cromatica di ogni pixel (infatti il pixel contiene il valore che esprime il preciso colore del particolare elementare dell'immagine che esso rappresenta – vedi il paragrafo sulla "fedeltà cromatica-profondità colore") e la qualità delle ottiche e dei sensori. Il valore indicato è comunque approssimativo in quanto una parte dei pixel (in genere quelli periferici del sensore) servono al processore d'immagine per avere informazioni sul tipo di esposizione (ad esempio sulla luminosità della scena) e ricoprono in pratica il ruolo di "pixel di servizio". occorre fare delle distinzioni concettuali fra alcuni elementi che costituiscono il sensore per analizzare alcuni fattori di qualità della fotografia digitale ed anche per capire il sistema fotografico digitale.. La risoluzione è infatti uno dei fattori più evidenziati nelle caratteristiche delle fotocamere digitali. probabilmente per ragioni di marketing. si affianca anche quella di governo degli automatismi di funzionamento della fotocamera. appartenente quindi alla categoria dell'hardware. . algoritmi di elaborazione immagine. è un luogo fisico.. oltre alla dimensione del dettaglio fotografabile (tanto più piccolo... 800x600. quanto più grande è la risoluzione).il sensore utilizzato: CMOS. Si cercherà dunque di dare quelle informazioni che permettono di condurre un'analisi dei fattori di qualità di un'immagine digitale.20 megapixel..944 pixel. permettono di fografare in formato widescreen. Dunque un sensore può essere dotato di 9. sia di fotocamere. il  . sia specificamente di sensori.488 x 2. formato di memorizzazione (Raw. Mentre nelle reflex digitali (DSLR=Digital Single Lens Reflex) e in alcune fotocamere compatte (con obiettivo non intercambiabile) di fascia alta ("SLR-like" o anche chiamate "prosumer") si può impostare sia il formato 4:3. sia il rapporto classico 3:2 delle fotocamere a pellicola. Sulla questione. .Per comprendere i fattori che determinano la qualità delle immagini dal punto di vista del sensore occorre considerare specifici elementi tecnologici dei sensori che impongono la introduzione del concetto di "photosite" che può essere definito come "luogo di cattura del più piccolo dettaglio dell'immagine".920. In un'immagine digitale il numero di pixel viene calcolato semplicemente moltiplicando il numero di pixel della base dell'immagine per il numero di pixel dell'altezza. elemento unitario fotosensibile (o photodetector') e pixel si ritengono necessarie per chiarire. non distinguere pixel da photodetector consente di indicare valori numerici maggiori. .10 megapixel (senza approssimazione i valori potrebbero essere 9. invece.Come anticipato sopra. questa distinzione non è sempre chiaramente ed univocamente dichiarata. ma registrare immagini di 9. sia per evitare confusione e quindi fraintendimenti sulla reale risoluzione delle immagini prodotte con i vari sensori... Si tratta dunque di uno spazio con uno o più elementi fotosensibili a semiconduttore che sono in grado di trasformare un flusso luminoso in una determinata quantità di cariche elettriche. Questo è uno dei fattori che determina la nitidezza dell'immagine.  il formato di cattura: numero di pixel. Il megapixel. sia la modalità di funzionamento dei vari tipi di sensori usati in fotografia digitale. occorre invocare numerosi altri fattori. Un approfondimento delle caratteristiche che attribuiscono qualità ai sensori si trova nel paragrafo "Il sensore" della voce correlata fotocamera digitale. . che appartiene quindi alla categoria del software e il suo contenuto informativo è un gruppo di dati che descrive le caratteristiche cromatiche del più piccolo dettaglio dell'immagine.). Alcuni modelli recenti.

F. occorrerà calcolare per interpolazione cromatica i dati relativi alle due componenti mancanti. sia da quello ottico. Magenta (M) e Giallo (Y). quindi. (Color Filter Array). Il photosite è inoltre la parte unitaria di un luogo più ampio che è chiamato generalmente sensore. su ognuna delle tre componenti primarie della luce. dati. Le caratteristiche del photosite permettono di capire. VERDI (G) E BLU (B) dosandoli adeguatamente in intensità per ottenere il colore voluto (una bassa intensità di ogni componente primaria tende al nero. In questi sensori – dotati di Color Filter Array (C. Nelle fotocamere digitali possiamo trovare sensori aventi photosite che hanno un solo photodetector. il modo con cui vengono catturati i singoli elementi che formano le immagini. nel secondo sarà CMYK. I sistemi professionali di elaborazione delle immagini hanno tuttavia la possibilità di convertire fedelmente dei file di immagini digitali da uno spazio colore ad un altro. per compensare le inevitabili impurità di colore dei tre pigmenti CMY al fine di migliorare la fedeltà cromatica delle tonalità scure delle immagini. non luce) si parla di sintesi o mescolanza sottrattiva ed i tre colori base sono CMYK. se nel photosite vi sono tre photodetector ogni componente monocromatica primaria sarà rilevata e nulla andrà calcolato. Poiché ogni colore può essere riprodotto dalla mescolanza di tre componenti primarie della luce (rosso.A. come si può comprendere nel paragrafo successivo. Poiché ogni pixel. il nero. riconducibile a fenomeni fisici. Questo principio vale per tutte le tecnologie costruttive e per tutte le tipologie di sensori. un'alta intensità tende al rispettivo colore saturo R. Questo metodo di sintetizzare i colori (ogni colore) con la luce si chiama mescolanza o sintesi additiva e si attua con i tre colori primari della sintesi additiva (RGB: Rosso-R Verde-G BluB).cosiddetto C. ma due intensità diverse di flusso luminoso della stessa componente cromatica. Nel primo caso lo spazio colore sarà RGB. due o tre photodetector. Quando invece si ha a che fare con mescolanza di pigmenti (inchiostri. Per consentire la formazione di un'immagine fotografica digitale fedele. Questo lo si ottiene filtrando la luce che investe l'elemento fotosensibile con filtri ottici in modo che su di esso giunga solamente la componente desiderata. Le fotocamere digitali producono normalmente immagini con una delle varianti RGB. G o B). sia dal punto di vista elettrico. che sono i tre colori complementari del Rosso Verde e Blu. vi sono dunque spazi colore diversi per diversi dispositivi che possono riprodurre i colori. L'elemento unitario fotosensibile (photodetector) . Quella che segue è la rappresentazione della struttura dei dati binari all'interno di un pixel RGB per un'immagine avente profondità colore 24 bit: . i pixel possono descrivere le caratteristiche cromatiche (il colore) di quel dettaglio dell'immagine.A. Il pixel . In entrambe le tecnologie (CCD e CMOS) l'elemento unitario fotosensibile riesce dunque a registrare solamente livelli di intensità di luce monocromatica. Lo spazio colore è un modello matematico che descrive le possibilità di riprodurre in modo percepibile dall'occhio umano tutte le tonalità della luce visibile. deve contenere informazioni. ogni pixel deve contenere quindi informazioni (dati) su ognuna delle tre componenti RGB. Vi è al momento un particolare tipo di sensore il Super CCD SR a marchio Fuji che ha due photodetector specializzati in ogni photosite. La sintesi sottrattiva è quella usata in stampa (anche domestica) dove si aggiunge inoltre un inchiostro con un colore chiave (K=key). Questi però non catturano due componenti cromatiche diverse. Per comprendere come viene formata l'immagine finale.) – l'effetto che si ottiene con una tale struttura dei photosite è quello di avere una gamma dinamica maggiore nelle immagini catturate. occorre innanzitutto spiegare per quale ragione. verde. Va premesso che un modo per riprodurre qualunque colore nello spettro della luce visibile (dal rosso cupo al violetto) è quello di proiettare tre raggi di luce relativi alle tre componenti monocromatiche ROSSE (R). Per quanto riguarda l'RGB si ha la variante sRGB e la variante AdobeRGB che differisce dalla prima per la sua capacità di rappresentare una gamma cromatica più ampia. ovvero Ciano (C).I dati dell'immagine finale sono composti dai dati elementari dei singoli pixel. Un file di immagini destinato alla fruizione su monitor (pubblicazione su internet) o su dispositivi di proiezione avrà dunque uno spazio dei colori diverso da un file di immagini destinato ad una tipografia che stampa in quadricromia.La funzione dell'elemento fotosensibile (chiamato anche photodetector) è quella di trasformare un flusso luminoso in un segnale elettrico di intensità proporzionale alla intensità del flusso luminoso in quel punto. blu – RGB). dall'elemento unitario fotosensibile occorre ottenere un segnale elettrico relativo alla componente R o alla componente G o a quella B. è evidente che se in un photosite si trova un solo photodetector.F.

o G. Un approfondimento sul funzionamento di questi sensori si trova alla voce correlata Raw. Questo accorgimento è stato studiato per consentire di ottenere immagini con una dinamica molto più elevata rispetto ad altri sensori. I dati binari del pixel RGB nel caso sopra riportato sono composti da tre byte in totale (=24 bit. Sistemi basati su sensori Fujifilm "Super CCD SR" con CFA . .I sensori FUJI "Super CCD SR" sono dotati di color filter array.I sistemi sono basati su un sensore a cattura d'immagine diretta. da 3. è chiamato dot ("punto" in inglese).64 Mpixel.1 milioni di fotorivelatori collocati in 4. distinguendole così anche dai disturbi causati dal rumore elettronico del photodetector. La componente infrarossa della scena viene dunque filtrata collocando un filtro IR rimovibile dietro la lente. tendenti cioè al valore decimale 255.  ed un altro di dimensioni più ridotte rispetto al primo per garantire una buona risposta anche in presenza di luci molto alte. Per questi fattori costruttivi questo photodetector è molto sensibile e quindi cattura con ridotto rumore di fondo le luci di bassa intensità. sia le sfumature delle zone scure della scena ripresa. ecc. Così il prodotto finale di una fotocamera per es. Questo significa poter distinguere gradazioni diverse di intensità luminosa anche per luci molto basse. quindi ogni photosite cattura un'immagine monocromatica. sia quelle più luminose.1 milioni di fotorivelatori. Questo quindi può essere rimosso per fare fotografie ad infrarossi.4 Megapixel è un file con 3. di comporre i dati necessari a formare l'intera immagine per mezzo di periferiche di output come monitor. quello dei sistemi basati sul color filter array – CFA 2.64 M X 3 = 14. il dato della profondità colore ha qui la sua origine). il che significa poter distinguere gradazioni diverse di intensità anche per luci molto intense. come nel caso esposto. Questo corrisponde ad un byte per ogni canale colore. 255 G. ma all'interno vi sono ugualmente due elementi fotosensibili:  uno di forma ottagonale. Con questi sensori le immagini catturate con 12 milioni di elementi fotosensibili producono immagini con una risoluzione di 6 megapixel.Le caratteristiche del pixel permettono quindi. Nel caso il pixel appartenga ad un file di tipo CMYK esso sarà composto in totale da quattro byte (=32 bit. in questo modo le altre componenti di ogni pixel devono essere calcolate dal processore d'immagine attraverso una procedura di interpolazione. 0 G. Come si è visto nelle periferiche di input (come le fotocamere e gli scanner) l'elemento hardware elementare di acquisizione dei dati del pixel è il photosite. così come diversi saranno i procedimenti di formazione del pixel e dell'immagine finale usati nei vari tipi di periferiche di output. valori "255 R. L'effetto finale è che in una stessa scena si possono distinguere così contemporaneamente. 255 B" corrispondono ad un pixel rappresentante il bianco. formato da tre fotorilevatori. in questo caso. ma nelle descrizioni introduce il concetto di photosite. In questo modo il photosite fornisce le tre componenti del modello di colore RGB. Questo è costruito con tecnologia CMOS dalla FOVEON e denominato X3. si ha la massima intensità del rispettivo colore saturo. per catturare tutta la luce possibile incidente sull'elemento fotosensibile. Valori numerici del singolo pixel "0 R. 0 B" corrispondono ad un pixel rappresentante il nero. mentre nelle periferiche grafiche di output. il che significa avere immagini con sfumature distinguibili su una maggiore estensione di luminosità rispetto ad altri sensori. la struttura dei dati binari del pixel prevederà la presenza di due byte (=16 bit) per ogni canale colore. fornirà successivamente i tre dati cromatici che daranno origine al pixel. di pixel per formare un'immagine con profondità colore di 48 bit. Quindi. Sistemi di acquisizione . Sistemi basati su Foveon . o B). con una risoluzione d'immagine di 2640 x 1760 pixel). Questo è il suo funzionamento: ogni photosite.64 milioni di photosite (4. Il sensore X3 non è fornito di filtro infrarossi come invece succede negli altri sensori che ne implementano uno direttamente sulla superficie dello stesso sensore.4 megapixel dove ogni pixel ha le tre componenti RGB. mentre valori decimali su ogni canale tendenti a zero corrispondono a colori di ogni canale tendenti al nero. così che il pixel di un file RGB sarà composto da 48 bit in totale. Questo è possibile. Per chiarire invece le diverse modalità di interpolazione adottate in fotografia digitale si rimanda al paragrafo interpolazione della voce correlata Fotocamera digitale. I dots che vanno a formare l'immagine saranno costituiti fisicamente in modo diverso a seconda che si tratti di un monitor CRT o LCD. si tratta di un sensore da 4.Nei sistemi con Color filter array (con Filtro Bayer RGB o RGB-E) . ma una è realmente catturata dall'elemento fotosensibile e due calcolate. acquisendo molti pixel.che possono essere costruiti sia in tecnologia CCD o C-MOS – ogni photosite ha un solo elemento fotosensibile e cattura una sola delle tre componenti (o R. così come sarà ancora diverso se si tratta di una stampante laser o inkjet o di qualunque altra periferica.Per valori numerici elevati di ogni canale cromatico. In altri termini si può parlare. prodotta però da un sensore con 14. stampanti.Nelle fotocamere digitali sono sostanzialmente tre i metodi con cui si forma l'immagine: 1. Il pixel nelle periferiche di input e di output . che riproduce i dati del pixel. grazie alla costruzione dei fotorivelatori su tre layer (strati) per ogni photosite il quale fornirà i dati per ogni pixel che comporrà l'immagine finale. più grande rispetto al secondo. La Fujifilm nelle specifiche tecniche del sensore parla 12 milioni di pixel (per una risoluzione finale delle immagini di 6 megapixel). complementare al photosite. l'elemento hardware elementare. invece che a 8 bit. pari a un byte per ogni canale colore). Nel caso di immagini campionate a 16 bit. quello dei sistemi basati sui sensori a marchio Foveon 3. quello dei sistemi basati sui sensori Fujifilm "Super CCD SR" con CFA Sistemi con CFA .

Queste presentano problematiche diverse relativamente alla fedeltà cromatica come il gamut di visualizzazione inteso come area dello spazio colore riproducibile da quella periferica. o secondo tabelle di riferimento cromatico oggettivo. mentre in Italia la sua grandezza viene riconosciuta dal giovane Eugenio Montale. dopo l'abiura della religione ebraica. due anni dopo Svevo pubblica a puntate sull'Indipendente il suo secondo romanzo. con il nome di Italo Svevo. La trattazione più dettagliata relativa alla profondità colore si trova nella voce correlata Raw. induce il cognato Bruno Veneziani a sottoporsi a terapia e a rivolgersi direttamente al fondatore della psicoanalisi a Vienna. Italo Svevo Aron Hector Schmitz nacque a Trieste il 19 dicembre 1861. Nel dicembre 1895 si fidanza con la cugina Livia Veneziani. La nuova insoddisfacente occupazione lo portò a cercare un'evasione nella letteratura. Quinto di otto figli. lucido racconto del dramma dell'inurbamento di un giovane di campagna che si concluderà con il suicidio. si dedicò ad appassionate letture di scrittori tedeschi dimostrando il suo forte interesse letterario. Nel 1927 tiene una conferenza su Joyce a Milano e pubblica una nuova edizione di . figlia di un industriale cattolico dirigente di una fabbrica di vernici sottomarine. Questo è un parametro che indica il dettaglio cromatico cioè l'intervallo minimo possibile fra due gradazioni di colore. dove studia materie legate alle attività commerciali. L'insuccesso del romanzo e il matrimonio lo allontanano dalla letteratura. In questo periodo scrive le prime novelle e il romanzo “Una vita”. il profilo colore apporterà le necessarie correzioni alla periferica perché con i dati cromatici di quel file si ottengano le giuste corrispondenze cromatiche nell'immagine da visualizzare. e nel 1899 entra a far parte della ditta del suocero: nella nuova veste di uomo d'affari compie lunghi viaggi in Francia e in Inghilterra. ecc). Finora infatti s'è parlato solamente della fedeltà con la quale le immagini vengono catturate. Nel luglio del 1896 avviene il matrimonio con rito civile. Nello stesso anno il fallimento del padre lo costrinse a cercar lavoro e a impiegarsi presso la succursale triestina della banca Union di Vienna. terminati gli studi. Ad esempio. la periferica non riesce a riprodurli fedelmente secondo l'originale fotografato. si adopera per farlo conoscere fra i critici francesi.La percezione della qualità cromatica delle immagini dipende da più elementi:  La fedeltà con la quale vengono catturati e registrati i dati di colore delle immagini. a Trieste. Durante la guerra rimane a Trieste a occuparsi della fabbrica.  La fedeltà dei colori registrati è sempre percepita attraverso il lavoro di una periferica (monitor. trascorre un'agiata infanzia a Trieste. Nel 1923 viene pubblicato La coscienza di Zeno: dopo il disinteresse iniziale manifestatosi in Italia per questo romanzo. dove si iscrisse all'Istituto superiore per il commercio Revoltella. Poco dopo Svevo comincia ad appassionarsi al pensiero di Freud. e dopo essere venuto a conoscenza delle sue teorie. che frequentò per due anni. conosce Joyce.  La fedeltà dei colori dipende comunque in modo rilevante anche dalla profondità colore con cui è registrato un file. elaborate e registrate. Maggiore è la profondità colore (che si indica in bit). Svevo entra così a far parte di una solida e ricca borghesia. ritornò a Trieste. se con determinati dati di colore presenti in un'immagine. firmati con lo pseudonimo Ettore Samigli. con cui strinse una grande amicizia. che insegna inglese alla Berlitz School e gli dà lezioni d'inglese: l'amicizia con lo scrittore irlandese e la curiosità da questi manifestata per le sue opere mantengono viva la sua passione per la letteratura.: storia dell'amore di un non più giovane letterato per la sfuggente Angiolina. Nel 1905. Questi sono compresi nel cosiddetto "spazio colore" adottato (sRGB o AdobeRGB) ed anche la diversa ampiezza dei due spazi colore può condizionare la fedeltà cromatica dell'immagine registrata. Nel 1919 si apre la fase di ritorno alla letteratura. minore è l'intervallo fra due gradazioni di colore contigue. Joyce. dalla prorompente vitalità. che poi stampa a proprie spese. frequentando la biblioteca civica e leggendo i classici italiani e i maggiori narratori francesi dell'Ottocento.Fedeltà cromatica – profondità colore . nel tentativo di colmare la distanza attraverso l'educazione della fidanzata all'inquietudine intellettuale. iniziato nell'88 e pubblicato a sue spese nel '92. figlio di un commerciante in vetrami di origine ebraica. da molti identificata con Giuseppina Zergol. e come la profilazione della periferica stessa attraverso l'uso dei profili colore ICC e ICM che in ultima analisi sono file di dati che permettono la correzione nella periferica del colore visualizzato. Poco incline ai suoi studi. La sua reale aspirazione era divenire scrittore: nel 1880 diede inizio ad una collaborazione con il giornale irredentista triestino "L'Indipendente". con rito cattolico. Senilità. ben sapendo tuttavia che la fedeltà della visualizzazione – e di conseguenza della percezione – deriva anche da altri fattori che dipendono dalla fedeltà con la quale le periferiche di output forniscono immagini visibili. che abbandona per andare in collegio in Germania. dalla quale avverte una distanza tale da redigere nel 1896 un Diario per la fidanzata. anno in cui muore suo padre. Nel 1878. e solo nel '97. con articoli letterari e teatrali. che al tempo viveva a Parigi. una ragazza triestina con cui l'autore aveva avuto una relazione prima di conoscere la futura moglie. stampanti.

Nella lettera a Valerio Jahvier. e infine l'ultimo. che pure ebbe un ruolo così importante nella sua riflessione e nella sua scrittura letteraria:. soprattutto negli ultimi anni.spesso ci viene di ridere dei sani. i quali spingono poi gli uomini fino a ingannare se stessi e a rimanere prigionieri delle proprie illusioni. coincide con la collaborazione all' "Indipendente" e a altre riviste. Dio me ne guardi. fase della collaborazione con la Nazione. che già aveva esplorato prima della nascita delle teorie psicoanalitiche in “Una vita” e in “Senilità” Ma Svevo non apprezzò la psicoanalisi come terapia. E perché voler curare la nostra malattia? Davvero dobbiamo togliere all'umanità quello che essa ha di meglio? Io credo sicuramente che il vero successo che mi ha dato la pace è consistito in questa convinzione. Verso Freud lo spingeva l'interesse per le tortuosità e le ambivalenze della psiche profonda. Svevo discusse di psicoanalisi e espresse i suo pareri: “ Egregio Signore. Certo è ch'io non posso mentire e debbo confermarle che in un caso trattato dal Freud in persona non si ebbe alcun risultato. Ormai in condizione di salute malferma. nel quale Svevo di dedicò alla stesura. dipese certo dalla forte influenza del filosofo. senza però accettare la fiducia darwiniana nel progresso e la presunzione del positivismo di fare della scienza una base oggettiva e indiscutibile del sapere. o i saggi “L'uomo e la teoria darwiniana” e “La corruzione dell'anima”. che aveva scandagliato le piaghe più riposte della psiche umana. Nel racconto “La tribù”. Io non ne rido. E provarla non costerebbe che la perdita di pochi giorni. dopo anni di cure implicanti gravi spese. e considerò il contemplatore come un prodotto della natura. di Darwin e del marxismo.)Ma intanto . che antipositivisti. (. Ho paura di essere veramente guastato (guarito?) dal successo. solo dopo gli anni cinquanta fu conosciuto dal grande pubblico. Il primo che seppe di noi è anteriore al Nietzsche: Schopenhauer. la propensione all'utilizzo di metodi scientifici di conoscenza e il rifiuto di una visione metafisica. ma solo come strumento e come prospettiva critica di giudizio sulla civiltà europea e sui suoi meccanismi economici e sociali. svincolata da certe cristallizzazioni tradizionalmente presenti nella narrativa. Ma provi l'autosuggestione.. e dei saggi scritti negli ultimi dieci anni di vita. In realtà lo scrittore assunse gli elementi critici e gli strumenti di diversi pensatori. spiritualistica.Senilità. sebbene già negli anni '30 i critici ne avessero riconosciuta l'importanza. dal quale imparò a osservare i caratteri della volontà umana. con il positivismo in genere e con Freud. l'univocità degli eventi: si tratta naturalmente di un'acquisizione progressiva.con qualche dolore . Non vorrei poi averle dato un consiglio che potrebbe attenuare la speranza ch'Ella ripone nella cura che vuole imprendere. e articoli e saggi composti in tre periodi: il primo. fino al 1899. in cui viene rifiutato il percorso graduale attraverso cui l'umanità potrà giungere al socialismo. con il quale aveva intrapreso una corrispondenza epistolare.. la cultura di Svevo rivela un apparente aspetto contraddittorio: infatti egli da un lato fu studioso del positivismo. che pretendeva di portare alla salute il malato di nevrosi. Il riconoscimento della sua opera fu così tardivo che. uscito nel 1897 sulla rivista teorica del socialismo italiano "Critica sociale". quale la necessità di ricondurre lo studio a chiarezza scientifica. congedò il paziente dichiarandolo inguaribile. il secondo è il periodo del silenzio letterario. Se c'è differenza allora la cosa è differente: Ma se questa può scomparire per un successo (p. a verificare come ideali e programmi siano determinati non da motivazioni razionali. Infatti Svevo condivise con Darwin. Non bisogna riderne perché è tanto semplice. incompleta. Stessa selezione aveva compiuto anche nei confronti del pensiero di Schopenhauer. e. le ordinate categorie temporali. Cultura e poetica . e non il loro pensiero complessivo. (. Flaubert e Zola). Attraverso le sue opere. Problematico fu il rapporto con la psicoanalisi. E non disperi perciò. Non c'è cura che valga. Nell'ambito della letteratura italiana l'opera di Svevo segna proprio il trapasso dal verismo a una nuova visione e descrizione del reale. lo scrittore palesò di non aver accettato il marxismo come soluzione sociale. Noi siamo una vivente protesta contro la ridicola concezione del superuomo come ci è stata gabellata (soprattutto a noi italiani). Per esattezza debbo aggiungere che il Freud stesso. dall'altro di Schopenhauer e di Nietzsche. a causa di un incidente d'auto al ritorno da Bormio: morì il 13 settembre 1928 in seguito a complicazioni cardio-respiratorie. quali il personaggio. Io dispererei se vi riuscissero”. Subì inoltre. di alcuni saggi. nell’evidenziare i limiti della ragione rispetto al potere dell'inconscio. L'autore riconosce infatti nell'ammalato pulsioni vitali che verrebbero spente dalla terapia. la scoperta d'esser l'uomo più umano che sia stato creato) allora si tratta proprio di quel cigno della novella di Andersen che si credeva un'anitra male riuscita perché era stato covato da un'anitra. l'influenza di Freud. . Il mio romanzo sarebbe risultato più intero. fra il 1899 e il 1918. scritto negli ultimi anni di vita. finito quanto il lottatore. letterato italiano che risiedeva a Parigi. il Profilo autobiografico.E' possibile ricostruire la cultura di Svevo attraverso l'epistolario.. creatore del romanzo psicologico e Dostoevskij. Che guarigione quando arrivò fra i cigni! Mi perdoni questa sfuriata in atteggiamento da superuomo. Semplice è anche la guarigione cui ella ha da arrivare. Non Le cambieranno l'intimo Suo «io». dall'altro invece Bourget. il quale era portatore sia di elementi positivisti. ma da diversi orientamenti della volontà. saltando le tappe intermedie. Anche sul piano del gusto letterario e delle scelte di poetica Svevo muove da maestri diversi: da un lato i realisti e i naturalisti ( Balzac. capace di indagare più a fondo la realtà psichica. Magari avessi fatto io una cura con lui. e in particolare attraverso l'apologo politico “La tribù”. più analitica e introversa. poco visibile nel suo primo libro. e. Se nei suoi romanzi Svevo mirò sempre a smascherare gli autoinganni dei suoi personaggi e a smontare gli alibi psicologici che essi si costruiscono. di conseguenza come strumento narrativo.. bensì come puro strumento conoscitivo.)Perché non prova la cura dell'autosuggestione con qualche dottore della scuola di Nancy? Ella probabilmente l'avrà conosciuta per ridere. Letterariamente Freud è certo più interessante. e viene proposto di “cominciare dalla fine”.

anime d'eccezioni od altrettali risorse. le descrizioni degli accadimenti . grande sostenitore del poeta: Presentazione di Italo Svevo “Nasce così il romanzo moderno secondo la via additata a noi dai grandi modelli stranieri: il romanzo da accettarsi non per questo o per quel frammento. lesse con entusiasmo le opere di Svevo (soprattutto Senilità) e lo incoraggiò a scrivere un nuovo romanzo.. L'osservazione ci sembra decisiva. eredi di mali e di grandezze millenarie. il successo in società) e la sua inettitudine che gli impedisce di tradurre l'ideale in azione. Selinità .vanno incontro. Svevo. ricordi e desideri si intrecciano reciprocamente.. letterato di scarso successo. a una crescente interiorizzazione. I dati realistici . poté leggere non soltanto le opere joyciane già pubblicate ma anche i manoscritti di . vengono cioè usati sempre più come specchi per chiarire i complessi e contraddittori moti della coscienza. che soggiornò a Trieste fino al 1915. cercando diversivi. Il romanzo. quasi che l'autore volesse salvare dall'estrema umiliazione della condanna il suo eroe negativo. che sian qui visioni cosmopolitiche. in funzione di vita e di umanità.la raffigurazione dei vari ceti (borghesi o popolari che siano).. ma che nello stesso tempo tenta di nascondere a se stesso la propria inettitudine. I Racconti . da parte sua. non coincideva con i canoni armoniosi e lirici del tempo. che è in fondo il risvolto irredimibile di noi stessi. e la cui malattia è da assimilare alla crisi di un'intera società. Nell'analizzare questi processi. Più che l'eterna miseria inerente all'universalità degli uomini. ogni critica eccessiva.. sensuale ed esuberante Angiolina. Riportiamo un passo da un articolo del 1926. Nel 1905 Svevo cominciò a prendere lezioni di inglese da James Joyce. e talora comicamente.L'insuccesso dei primi due romanzi indusse Svevo a circa vent'anni di silenzio letterario. nel 1929. ma queste borghesi figure di Svevo sono ben cariche di storia inconfessata. ad esempio. incapace di adattarsi alle leggi e all'ambiente dell'ufficio e infine sconfitto dalla sproporzione tra le alte aspirazioni (la pubblicazione di una grande opera. Svevo smonta l'io del protagonista.). Una vita . ma da accogliersi come organismo. come testimoniano alcuni suoi racconti: l'inizio della stesura della Madre. Inoltre in Italia la psicoanalisi penetrò solo negli anni Sessanta. Svevo non cessò del tutto di coltivare la letteratura. le non semplici stratificazioni della psiche. Svevo è totalmente estraneo all'idea di arte propria dei letterati e critici italiani: la sua visione di scrittura come igiene appariva incomprensibile ai suoi contemporanei.Il romanzo successivo porta il titolo Senilità (1898).La sua esperienza di impiegato gli ispirò la prima opera pubblicata in volume. è incentrato sul personaggio di Alfonso Nitti. Ma questa indagine è anche carica di un affetto dolente. In secondo luogo.). l'"imbecillità" dei personaggi di Svevo è dunque un carattere proprio dei protagonisti di cotesta nostra epoca turbinosa (.nettissima nella “Coscienza di Zeno”. e la procace. Joyce. scarti ed outcasts di una civiltà che si esaurisce in se stessa e s'ignora. per lo più antagonista: un individuo abulico e infelice. nel tentativo di riscattare la mediocrità e il grigiore della propria vita. Non è.” A confutare frattanto. anche la sintassi semplice e talora vicino al parlato. prende a modello l'amico Balli e. Emilio. giustificazioni e compromessi. ma. sebbene il racconto sia stato pubblicato postumo. La coscienza di Zeno è l'apporto della nostra letteratura a quel gruppo di libri ostentatamente internazionali che cantano l'ateismo sorridente e disperato del novissimo Ulisse: l'uomo europeo. sognando evasioni. quando entrò a far parte dei classici della letteratura italiana: causa di questo tardivo successo fu certamente la cultura mitteleuropea. Stefano Balli. al quale gli altri fan da coro. tutta la sua instabilità. in cui passato e presente. pubblicato nel 1949. incapace di affrontare la realtà e che a essa costantemente soccombe. con il quale intrecciò un'amicizia che si sarebbe rivelata feconda per il suo futuro percorso letterario. e la mancata conoscenza del pensiero di Freud era certamente un ostacolo alla comprensione della grandiosità della Coscienza di Zeno. intreccia con Angiolina una relazione che si rivelerà fallimentare per l'incapacità di Emilio di tradurre in pratica la lezione dell'amico e per la tenacia con cui proietterà nella donna i propri sogni idealizzanti. e prima del 1912 si colloca anche la scrittura di alcune delle prose brevi raccolte nel volume Corto viaggio sentimentale. malinconica e "incolore". che fece sì che egli non avesse mai alcun rapporto con la cultura letteraria fiorentina. nelle pagine di Svevo. scultore di poca fama ma uomo energico nella vita e fortunato con le donne. si noti. l'inconscio. nonostante le responsabilità imposte dalla sua nuova posizione di dirigente nella ditta di vernici del suocero. Questa seconda figura sveviana dell'"inetto" è circondata da altri personaggi che acquistano nuovo spessore rispetto al romanzo precedente: la sorella Amalia. che portava in origine il titolo "Un inetto". Una vita (1892). il libro fatto di parole dette da uomo a uomo e nelle quali la nostra vita di tutti i giorni possa riconoscersi con immediata rispondenza (. scritto da Eugenio Montale. le sue canalizzazioni e le sue mascherature. la rappresentazione dell'ambiente. se non alla fine degli anni Sessanta. Inoltre. Portatore di innovazioni straordinarie. Al centro delle storie l'autore pone sempre un solo personaggio. più viennese che italiana. dove il riferimento non è al dato anagrafico bensì alla patologica vecchiaia psicologico-morale di Emilio Brentani. risale al 1910. potremmo chiedere a questi scontenti in quale altro libro nostro sia contenuta una rappresentazione altrettanto profonda della media borghesia italiana di questi ultimi anni. Svevo non ottenne grande successo. allora egemone a livello nazionale. rivelando ironicamente. nella raccolta La novella del buon vecchio e della bella fanciulla.

Il fumo: Zeno pensa che la causa della sua malattia sia il vizio del fumo. preso dalla sua solita irragionevole gelosia per la moglie. com’egli stesso afferma. fedelissima. ma questa volta per una serie di circostanze imprevedibili. Giovanni ha una moglie e quattro figlie: Ada. che gli avrebbe fornito altri fondamentali strumenti per scandagliare la "coscienza" del terzo inetto. la moglie e l’amante e la storia di un’associazione commerciale. è più una convinzione. anche perché il medico così gli ha consigliato di fare. Augusta. per continuare i suoi studi musicali. La sua corte ad Ada si complica poi per l'entrata in scena di un rivale. la storia del suo matrimonio. giovane bello ed elegante e come Zeno suonatore di violino. che si ricollega strutturalmente alla Prefazione ed al Preambolo. La storia del matrimonio: Zeno incontra in Borsa Giovanni Malfenti. sottolineate da un solenne U. Si mette a letto. che.Il romanzo è in sostanza senza trama. Vi è poi un capitolo finale intitolato Psico-analisi. ma solo in teoria. perché oggettivamente si può dire che sia un ragazzo abbastanza tranquillo ed ubbidiente. vale a dire della sua malattia. ma vincolata da questi. amico di Zeno e poi a quella di Zeno stesso. si era accostato all'opera di Freud. Zeno diventa abituale frequentatore del loro salotto e le intrattiene con storielle amene. delle specie di trame. dentro di sé insomma. Decide di liberarsene. anche perché ovviamente non ne è a conoscenza. delle tre proprio l'unica che Zeno non avrebbe mai pensato di sposare. Ma gli errori da parte sua continuano. Uno schiaffo. furbo commerciante. corrispondenti al resoconto di diversi episodi e situazioni della vita del protagonista: Zeno Cosini. dove però non passa nemmeno una notte. sia effettivamente pazzo. di cui l'unica a non compiacersene è proprio quella per cui Zeno le diceva. il cui unico riscatto sembra essere affidato appunto alla consapevolezza ironica di tale condizione. perché. che vive coi proventi di un'azienda commerciale. I resoconti riguardano il vizio del fumo. è possibile individuare. presi singolarmente. e così non gli resta che inscenare un secondo suicidio. Alberta. che gli diviene maestro in affari. lo costringe. con in più una specie di ricatto sui diritti d’autore.quelle ancora in fase di stesura (certamente lesse Dedalus). di questo terzo romanzo rispetto ai due che l'hanno preceduto. Il figlio lo vuole curare. Ma ecco che il padre si ammala di edema cerebrale. dove la moglie. voleva e non voleva. sempre pronto a ridere a sproposito. Ada ne è veramente incantata e Zeno è decisamente destinato alla sconfitta. avuta in eredità dal padre. E' suddiviso in vari capitoli. tanto che. nonché suo secondo padre. Ma Guido è veramente un incapace e l'azienda ha i giorni contati. che Zeno stesso le aveva procurato. e pubblicati da costui per dispetto. e quando il padre vuole a tutti i costi alzarsi egli usa la forza. una bimba. quanto proprio quello di un'apologia convinta della malattia come un contenuto capace di illuminarci sulla più vera e profonda nostra realtà di uomini ormai irrimediabilmente vecchi. che un dato oggettivo e reale e se i sintomi sono prevalentemente di ordine psichico e denunciano un vago disagio sociale. ma di lui molto più abile. Il matrimonio invece si mostrerà azzeccatissimo: Augusta sarà veramente la moglie ideale. Storia di un'associazione commerciale: racconta della fondazione di una casa commerciale da parte di Guido Speier. La natura della malattia di cui soffre Zeno non è chiara. Lascia Zeno e decide di sposare il maestro di musica. lo accoglie con un benevolo sorriso. che funziona così da mastice fra i vari capitoli. La mano ricadendo colpisce il volto del figlio. vagamente indicato con la sigla Dottor S. ma il modo in cui Zeno li supera ci dà ancora un esempio della sua natura. la morte del padre. Zeno si rivela a questo punto abilissimo: giocando in Borsa riesce a dimezzare il debito del cognato e si . attraverso una serie di vicende altamente comiche. Carla ne resta affascinata. (ultima sigaretta) e poi facendosi ricoverare in una casa di cura. corrompe l'infermiera e se ne torna bellamente a casa. Zeno Cosini. si offre di aiutarlo nell'amministrazione. Il padre con un ultimo sforzo alza il braccio e muore. arriverà a fidanzarsi con Augusta. e di come viene condotta in malissimo modo. Dal che si deduce che il romanzo non è altro che una serie di sondaggi fatti da Zeno sul proprio passato e scritti per il suo psicanalista. Sente un vago rimorso a tradirla. la bella e la seria. messi da parte i vecchi complessi. La moglie e l'amante: l'amante si chiama Carla. alla coscienza. Carla poi vuole vedere Augusta. alla proposta di matrimonio fatta in successione e per sbaglio a ciascuna delle tre sorelle maggiori. gli va male e muore. è una giovane del popolo. la più giovane fra le tre da marito e la più vicina allo spirito di Zeno. Zeno. aggravati anche dalle perdite in Borsa. Il padre ha difficoltà a convincersi che il figlio. prima con propositi precisi fatti a se stesso e vincolati a date scritte un po' ovunque. amico e suocero. Un affare sbagliato rende la situazione davvero insostenibile. La relazione non turba i rapporti con Augusta. Crea solo spazi e contraddizioni dentro la coscienza di Zeno. Zeno ovviamente ci narra il tutto in prima persona e questa è la seconda novità. poiché a quei turbamenti risponde sempre con intoppi e faticose articolazioni. Guido Speier. per la scarsa stima che aveva del figlio. la strabica. anche il fisico tuttavia non ne resta immune. Guido simula un primo tentativo di suicidio ed ottiene dalla moglie un prestito per risollevare le sorti della ditta. cui nel frattempo era nata una figlia. "Il successo: La coscienza di Zeno” . del resto nata con lui. allorché Zeno decide di liberarsi di lui. dopo quella della frantumazione della trama. Anziano ed agiato borghese. Intanto. S. Forse era ciò che Zeno. all'interno dei quali poi. Volontario? Questo dubbio Zeno se lo porterà dentro per tutta la vita. s'affida prima alla beneficenza d'Enrico Copler. La morte del padre: si narra delle civili incomprensioni che dividono padre e figlio. insomma. Il senso finale del libro sembra niente affatto essere l'elogio della cura e della salute. Mossa controproducente. ed Anna la più piccola. a stare a letto. e cioè Ada. Il figlio da parte sua è piuttosto ribelle. che vanno da una seduta spiritica imbastita da Guido e mandata a monte da Zeno per dispetto. interrompendo la cura. per quanto ancora scheletriche. alla tutela dell’amministratore Olivi. nel 1908.

che le sofferenze psichiche hanno precocemente invecchiato. si sorprende a pensare il vecchio Zeno Cosini. La coscienza di Zeno è una conferma ed una smentita dei due romanzi precedenti. la coscienza. è arrivato all'ultimo momento e. Ed ancora: "Egli s'era messo a scrivere La coscienza di Zeno. Ed ancora: "E' così che a forza di correre dietro a quelle immagini. abbia continuato a lavorare non per vizio. sa che la distinzione drastica fra malattia e salute è schematica ed improduttiva. in modo tale che le stesse teorie freudiane. il colore. L'atteggiamento sveviano nei confronti della psicanalisi è qui ed altrove molto ironico. ma che qui si evolve e si completa facendo di questo libro l'anti-romanzo per eccellenza. la sola scienza che egli possieda. Il silenzio di Svevo dal 1898 al 1923 non è un vuoto nel quale improvvisamente fiorisce La coscienza di Zeno. Ma inventare è una creazione. proteso alla ricerca dei significati più interni e segreti. sebbene molto importanti per la genesi del romanzo. Sapeva chiaramente dei loro difetti ma non si decideva d'attribuire a questi il suo insuccesso. assolutamente estranea all'ottica che nei confronti della psicanalisi adottano gli scrittori contemporanei. la luce ed anche gli angoli contundenti che non mancarono in alcuno spazio per cui io sia passato". di aggredire la problematica psicanalitica senza nessun complesso d'inferiorità. Avevano la solidità. Al di là della "leggenda" del trentennale silenzio. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Se egli sapesse come raccontiamo con predilezione tutte le cose per le quali abbiamo pronta la frase e come evitiamo quelle che ci obbligherebbero di ricorrere al vocabolario! E' proprio così che scegliamo dalla nostra vita gli episodi da notarsi. Ora so di averle inventate. ed il solo suo disperato ed inalienabile bene. solo trent'anni dopo. non già una menzogna. a causa degli impegni in Borsa. La coscienza di Zeno è anche la coscienza della precarietà della lingua in cui lo scrittore si esprime. uno spazio di cui sentivo l'aria. la disincantata "scienza della vita". Credette sempre che anche a chi ha il talento di fare dei romanzi spetti una vita degna di essere vissuta. diceva". Fu un attimo di forte travolgente ispirazione. ma in realtà un periodo d'ininterrotta riflessione. si pone come il momento decisivo e conclusivo di un processo tutt'altro che casuale e caratterizzato da sporadici sprazzi di felicità creativa. memoria-emozione e creazione-menzogna. ci sono due passi illuminanti su ciò che fu per Svevo la questione della lingua. al termine del quale si situa l'esperienza della fase più alta della sua trilogia romanzesca. nello spazio in cui guardavo. involontaria. Certo si poteva fare a meno di pubblicarlo. Psico-analisi. bisognava rassegnarsi". ma pubblicare non occorre". E se per ottenerla bisognava rinunziare all'attività per cui si era nati. culturale ed espressiva. quindi. e più precisamente su varie ambiguità che lo scrittore ci presenta: il rapporto terapia analiticainvenzione. io le raggiunsi. "Com'era stata più bella la mia vita che non quella dei così detti sani". proprio in quanto è capace di sviluppare il suo gioco su due tavoli cambiando continuamente le carte: il tavolo della meccanica sociale mercantile-borghese ed il tavolo dell'ambiguità della psiche. Egli sa che la ricchezza di una psiche è fatta anche dai materiali rischiosi che chiamiamo nevrosi. non è giunto in tempo. vissuto piuttosto dallo scrittore attraverso una ricerca condotta per venticinque anni in coerenza col principio che: "Scrivere a questo mondo bisogna. Zeno. io proiettai le immagini. Conferma l'ossessione tematica dell'autore incentrata sul fallimento e la sconfitta. ma nella convinzione che la lenta elaborazione della sua arte esigeva un impegno tutt'altro che sporadico. appunto. ed anzi da un'angolazione ironica tagliente. perché. che non c'erano che nel mio cervello. inconsapevolmente. Una problematica molto moderna.conquista in parte la stima di Ada. Dio mio! Egli non studiò che la medicina e perciò ignora che cosa significhi scrivere in italiano per noi che parliamo e non sappiamo scrivere il dialetto. quindi. la petulanza delle cose vive. malgrado il peso delle delusioni e l'incomprensione che circondava la sua opera. infatti. La diversità di Svevo non è solo linguistica ma anche culturale: la sua posizione è quella dell'intellettuale di frontiera. in un certo senso da sempre già oltre la preoccupazione dei riconoscimenti ufficiali. Non c'era possibilità di salvarsi. A forza di desiderio. e ne smentisce sul piano del linguaggio il determinismo. che camminano per la stanza perché le vediate da tutti i lati e che poi anche vi toccano. Il capolavoro. tra successi e contraddizioni. ad esempio. e mettendo in atto una soluzione in parte già sfruttata per i due romanzi precedenti. Nel capitolo conclusivo de La coscienza di Zeno. ma vediamo in dettaglio: "Il dottore presta fede troppo grande a quelle mie benedette confessioni che non vuole restituirmi perché le riveda. un testo insofferente verso qualsiasi ideologia. Ada lascia così Trieste e con i figli si reca in Argentina dove i due suoceri la stanno aspettando. vengono utilizzate solo a livello . è un'anticipazione convinta di certe tematiche antipsichiatriche e liberatorie che si sarebbero affermate. Bisognava fare quel romanzo. Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt'altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto". Le mie erano delle invenzioni come quelle della febbre. Era perciò vano un altro sforzo ulteriore. Ada inoltre è anche molto rammaricata perché Zeno non è andato al funerale di Guido. ha anche sbagliato funerale. è ormai chiaro che Svevo. Nel romanzo la divisione tra autobiografia e racconto è risolta proprio distruggendo la concezione strutturale del romanzo classico. La coscienza di Zeno Cosini è. la consapevolezza di trovarsi fuori dai canoni della letteratura posteriore. Ne fanno fede diversi passi tratti dalla sua autobiografia: "I suoi amici possono testificare ch'egli mai ammise che i suoi romanzi valessero poco. sa infine che proprio nella gestione attiva delle proprie nevrosi risiede il rapporto più sano possibile con la vita. di scavo profondo e di tensione verso la maturità umana. Ed è proprio l'aggettivo "così detti" che sbalordisce il lettore di oggi. Ciò può apparire un handicap ma al contrario agisce come fatto positivo che gli permette. Svevo si trova tra le mani un semilavoro che non può diventare un "prodotto finito" se non restando un'opera aperta. Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Ciò che unifica il tutto è l'ironia.

per chiarire. Adesso che sono vecchio e che nessuno esige qualche cosa da me.. Egli realizza un'operazione in cui la volontarietà della memoria è ancora molto forte. il suo culto dell'effimero e non dell'eterno. per entrare nella propria materia non più come descrittore e commentatore. Svevo si serve di altri mezzi: la sua non si pone come una memoria mitica. come la sua matrice culturale. In realtà. Incerto tra scienza e filosofia si rivolge addirittura allo psicanalista triestino dottor Weiss. giovinezza e naturale equilibrio psichico sono i doni di un'età fortunata a cui si . dell'instabilità costitutiva del mondo e della scrittura. Svevo mediante la scrittura rifiuta la gabbia della scienza assunta come dogma e depositaria della verità vista in modo assoluto. ma l'autore non ne è consapevole fino in fondo. ma come interprete ed infine elemento attivo. sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente. Alla verità lo scrittore contrappone la parodia. come Svevo è stato definito. Svevo sa perfettamente che l'epoca della riproducibilità tecnica dei sentimenti permette di toccare il tragico solo attraverso il comico e si comporta di conseguenza. e vale come strumento per chiarire il senso della propria e dell'altrui esistenza. del rovesciamento costante. Il preambolo pone il lettore all'interno del meccanismo. L'autobiografia diventa a questo punto una via obbligata. l'equilibrio e nulla più. l'equivalente della salute: due valori assolutamente privi di valore assoluto che sono sottoposti all'inevitabile svolgersi della vita. la finzione romanzesca è dissipata. verso la dimensione umoristica. comune ad entrambi gli scrittori è l'esigenza di apprestarsi nuovi moduli di lavoro fondati sull'autobiografia come momento di sintesi rispetto alla frantumazione dell'esperienza. La verità implica l'immobilità. Zeno si abbarbica a continui proponimenti di non fumare più. così palesemente attiva ed evidenziata nei due primi romanzi. descritto dal Goldoni. Il terzo capitolo Il fumo. Che cosa significano oggi quei propositi? Come quell'igienista vecchio. non era pensabile senza il "rifiuto" della letteratura esplicitamente dichiarato dal triestino. La verità è. la parodia il movimento. La sua prassi terapeutica è qualcosa che egli non riesce ancora a definire in modo chiaro. per Svevo. è quindi chiaro che l'attendibilità della sua prefazione al racconto di Zeno è assai scarsa. La vitalità del romanzo ha origine da questa spallata che lo scrittore dà alle proprie abitudini di impianto e di racconto. la verità è il Tempo ritrovato. in cui celebra il suo rito idolatrico. ad analizzarmi. Io avanzo tale ipotesi per spiegare la mia debolezza giovanile. Assai più letterato di loro risulta invece Joyce. agisce in modo scorretto e puerile. ognuno dei quali costituisce una sorta di stazione a ritroso che dal passato si dirige verso il presente di volta in volta incamerando gli elementi di quella che precede. La materia è degradata rispetto ai romanzi precedenti. dotata ormai di quell'ambiguità e contraddittorietà che Svevo attribuisce all'esistenza. prima di tutto a se stesso. come passaporto per sfuggire al silenzio ed alla morte. all'umoristico. Cos'è attendibile di questo romanzo? Il lettore non può fidarsi del protagonista e tantomeno del suo psicanalista. cala il lettore in una delle situazioni chiave del romanzo. anch'esso ambivalente ed in continuazione slittante dal piano fisiologico a quello psicologico. La dimensione tragica della vita. ora che è giunto ad un'età avanzata. ed è un senso alla cui costruzione è chiamato interrogativamente il lettore. per cui tutt'e due i grandi romanzieri della crisi della coscienza borghese corrodono qualcosa di più che una tecnica letteraria. mediante un recupero in cui la memoria involontaria gioca un ruolo centrale. e da proposito a sigaretta. La coscienza di Zeno fonda un modello di letteratura diverso. è un personaggio più ridicolo che rispettabile. vorrei morire sano dopo di esser vissuto malato tutta la vita?" La dialettica tra malattia e salute è un altro dei motivi centrali del romanzo. Nel romanzo dominano l'imprevedibilità. decidendo di pubblicare la memoria del paziente per vendicarsi dell'interruzione della terapia. in sostanza senza sperarne privilegi o risarcimenti. Il "Proust italien". Piuttosto. se il suo ultimo romanzo può essere considerato o meno un'opera psicanalitica. fin dall'inizio. è mutata in questo. l'ambiguità e perfino la falsità. ci troviamo in presenza di uno dei perenni miti negativi di Svevo: il proposito di riscatto dei protagonisti e la sua mancata realizzazione. dal momento che la memoria stesa da Zeno è sicuramente parziale e sviluppa solo i fatti utili alla sua causa essendo egli un nevrotico in cura analitica. Se idolatria è il Tempo perduto. Ma ora l'oggetto del proposito e la causa della frustrazione sono assolutamente irrisori e banalizzati: la battaglia si svolge fra Zeno e la propria volontà ed il motivo è l'ultima sigaretta. Ancora una volta. persegue una strategia assolutamente originale: Proust si dissipa e si realizza in un inseguimento di nomi di paesi e di persone. agiscono in un certo senso al di là della letteratura. operando su un sistema organico di decentramento e di dislocazione ininterrotta: "Adesso che son qui. ma senza una decisa convinzione. Il tentativo che Zeno fa di raccontare la propria vita. che inevitabilmente li frustra. e Svevo se ne serve con una libertà pari alla distanza ironica che intromette fra sé e questa materia. salute. che d'altronde eluderà sistematicamente rimuovendo poi sempre il rimorso ed il senso di colpa che gliene derivano. ma è subito più decisamente interna. dal momento che il Dottor S. passo tuttavia da sigaretta a proposito. è dato appunto come tentativo di riacquistare la salute. Lo stesso Dottor S. e con la quale intende concorrere e misurarsi. non possono essere confusi col decadentismo analitico che circola nelle pagine di Proust. Ci accorgiamo così che il romanzo è costruito su una rimozione: quella della verità. uscendone sicuramente arricchita quanto a forza di convinzione drammatica. Certo è che la particolare forma a episodi "autonomi". ricevendone una secca smentita. Il dramma propende al comico. cioè il suo contrario. Il buonsenso laico e borghese di Svevo. che nel libro funge da portavoce di esse.culturale. Non siamo più di fronte all'espediente del romanzo-pretesto. di amori e di amicizie irrimediabilmente consumati. come puri strumenti tecnici. L'unico senso de La coscienza di Zeno è quello del movimento.

che è pur sempre un privilegio. La ricchezza del romanzo si apre fin dalle prime pagine senza segreti: Svevo lavora ormai non più secondo la scala di una progressione logico-narrativa. quasi in preda ad una smania di autoflagellazione. Una risposta affermativa: Augusta. Ma di ciò il lettore ne è informato da un vecchio che racconta di se stesso giovane. che lo respinge per sposare l'amabile e mondano Guido Speier. dal quale assistere senza bruciarsi al rovente spettacolo della realtà. come una punizione. cioè il tempo dell'intelligenza che assiste e registra. nell'ostinazione con cui rifiuta di rinunciare ai piaceri minuti della vita. la sensazione di esser fuori dal gioco. L'evento che segna profondamente il futuro di Zeno è il famoso schiaffo che il padre moribondo lascia cadere sul volto del figlio. cioè quello che racconta la morte del padre. Nessuno potrà violare la sua coscienza: Zeno ha tra l'altro il merito di non elevarsi un piedistallo. rivedendosi nell'atteggiamento di narratore per un pubblico che vuole coinvolgere nel suo piccolo mito. quasi per forza d'inerzia e per necessario autoconvincimento che sia la donna giusta. ma non ve ne erano altre. Il presente. stranamente. mediante rimandi continui e continue rispondenze. fra noi due. Così è negli affari. Nell'episodio successivo. in cui sovente la sua inettitudine si rivela provvidenziale. Se gli è consentita questa libertà. costituiscono in realtà il potenziale più consistente della sua debolezza. di neutralità di fronte ai conflitti esistenziali. si trasforma in affettuosa considerazione per Zeno. Innamorato della bellissima Ada Malfenti. La sensualità diventa malattia. Zeno si è lasciato scegliere. Dov'è in fondo la vera forza di un uomo pigro e distratto come risulta essere Zeno Cosini? Probabilmente nella caparbietà con cui insiste a difendere dall'altrui intrusione le riserve dei suoi privati egoismi. Paradossalmente Zeno trasforma i suoi scacchi in affermazioni vantaggiose. io rappresentavo la forza e lui la debolezza ". cos'è serio a questo mondo? La serietà è dietro le apparenze. ma sembra crearsi spontaneamente di volta in volta. una volta che le cose si sono messe per il verso da loro desiderato. della sensualità e dell'orgoglio. nella sua tendenza a ridere delle cose più serie. come abbiamo già evidenziato. dal suo furioso appetito sessuale. ma secondo modi che. La sua vera vocazione è quella di un uomo che evita il rischio sotto ogni forma. Svevo gioca questa parte del romanzo su molti piani. La sua abilità nell'evasione. Gesto automatico o estremo sforzo per rimanere aggrappato alla vita? Esecuzione di una volontà o atto casuale? Lo schiaffo subisce nella memoria di Zeno la metamorfosi cui vanno soggetti tutti i fenomeni sgradevoli della sua esistenza. Questa è la vera coscienza del personaggio Zeno Cosini: ricerca apparentemente svagata e casuale della consapevolezza del vivere. Zeno agisce da regista e le fanciulle da attrici. posso dire che. Il lettore è introdotto nell'universo di Zeno. Augusta. Comanda l'imperativa etica borghese-mercantile. prima di ubriacare la vecchia infermiera e di tornarsene a casa. di non assumere posizioni eroiche. che è in fondo il vizio più malinconicamente vero della parabola esistenziale. egli sposerà la brutta ma dolcissima sorella di lei. ma Zeno non lo fa notare. lascia intuire che si tratta di un patto sociale stretto ben prima di lui. Due risposte negative: Ada e Alberta. s'insinua nel passato vissuto e sollecita i fermenti del passato ipotetico. nel flusso tra reale e fittizio del suo tempo e ciò avviene senza schermi protettivi. Il fatto è che entro i confini del suo territorio egli risulta il più forte e finisce per essere il vincitore. La malattia e la morte del padre si muovono su un piano che amplifica in chiave tragica la situazione drammatico-umoristica che il narratore-paziente Zeno ha definito come: "Una analisi storica della mia propensione al fumo". la facoltà di rimuovere sistematicamente gli ostacoli che intralciano la sua libertà sentimentale e psicologica. e al contempo difesa della propria mancanza di . e riguarda un sempre più ristretto numero di eventi e di fenomeni. Già durante il funerale. Del resto la sua intera esistenza brilla per l'assenza di scelte precise. nel tortuoso ed ineguale percorso dell'analisi. per la quale il momento ludico ed il gioco erotico rappresentano pulsioni e fenomeni pericolosi. Nella stessa serata Zeno si dichiara ad una dopo l'altra delle tre sorelle Malfenti. Con un senso della durata temporale di straordinaria suggestione fluidificante. ma più ancora. Zeno nota che: "Nell'incapacità al commercio v'era la somiglianza fra di noi. all'associazione di idee ed al libero fluire della memoria. di cui egli fruisce e che gli permette addirittura di presentarsi come "antieroe". vizioso eccesso al quale egli attribuisce anche l'origine della straripante carica sessuale da cui quasi si sente perseguitato. dissipazione energetica e quindi colpa da espiare. e si crea un involucro d'ipocondria. nella costruzione di sé come individuo di eccezione. guarendo dall'intossicazione da fumo. Lo schema non preesiste. Ma. guarirà anche. ma intanto. Svevo sposta la tonalità sul tragico. obbediscono all'analogia ed all'aggregazione.contrappongono i tristi portati della senilità: la cagionevolezza. dal momento che il personaggio assicura di esporsi intero fin dai momenti iniziali. Il padre di Zeno ha fama di essere un abile commerciante anche se in realtà i suoi affari sono diretti dall'attivo signor Olivi. Quella del padre è una forza che non può più offendere. la capacità impeccabilmente tempestiva di servirsi di uno strumento come la sublimazione. eppure egli riesce sempre. ma quasi il saluto composto di qualcuno che non si decide a lasciarci. ad imboccare la strada giusta. Il sognatore Zeno. secondo lui. L'ostilità di Ada e della madre. L'episodio della tentata disintossicazione in casa di cura è tipico dell'atmosfera autodenigratoria e dell'andamento da commedia degli equivoci che occupano buona parte del libro: questo "punitore di se stesso" che è Zeno non reggerà neanche una notte nella clinica. nel momento esatto in cui il giovane parla di cose che gli sono avvenute in un passato imprecisato per interessarle e guadagnarne la simpatia. la finta rivalsa dell'esercizio della coscienza. Marito involontario. in genere con segno positivo. al momento del trapasso. irrefrenabile erotismo. secondo il rimprovero paterno. fa in tempo a farsi beffe anche del medico che lo visita. si chiede Zeno (e con lui Svevo). alla lunga eversivi di un ordine e comunque poco seri ed indegni di essere esibiti. così è nell'amore e nel matrimonio. non diventa più l'ultima prova d'incomprensione e d'ostilità di un uomo il cui corpo giaceva ancora "superbo e minaccioso". di malattia immaginaria.

E’ inammissibile. in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. ancora una volta. Quando avrà superato suo malgrado l'infatuazione per Carla non sarà per questo guarito dalle sue inquietudini e dalle sue nevrosi. Queste parole esplodevano in un mondo che la guerra aveva minato moralmente e intellettualmente. Quando i gas velenosi non basteranno più. quando cessa di dormire. la legge del più forte non ha più valore. quello del sonno. in generale. un uomo come tutti gli altri. che su questa parte importante dell’attività psichica (poiché. il pensiero non presenta alcuna soluzione di continuità. e si libera mediante l'ironia dagli impacci che gli hanno cucito addosso le strutture terapeutiche: "Da un anno non avevo scritto una parola. di privare quest’ultimo di qualsiasi consequenzialità attuale. quella preoccupazione. Egli ha l’illusione di continuare qualcosa che ne valga la pena. Nell'ultimo capitolo del libro Zeno-Svevo chiarisce come non gli è possibile rinunciare alla sua identità più autentica. La liberazione non potrà realizzarsi. e di far partire la sola determinante dal punto in cui crede di averla lasciata qualche ora prima: quella ferma speranza. Di colpo ci troviamo a tu per tu col presente. IL SURREALISMO Movimento artistico nato in Francia negli anni 20 e precisato ufficialmente nelle linee programmatiche del “Primo manifesto surrealista” del 192 ad opera di Andrè Breton. Breton inizia così: "Molto opportunamente Freud ha concentrato la propria critica sul sogno. I motivi profondi che hanno spinto lo scrittore a realizzare il suo romanzo-pretesto sono ormai chiari. E come questa. come già in Senilità Angiolina ed Amalia erano state le personificazioni del piacere colpevole e della purezza sacrificata. spregiudicatezza. Il sogno si trova così ridotto ad una parentesi. L'uomo diventa sempre più furbo e debole perché si affida agli "ordigni" che inventa secondo tecniche più raffinate per "la grande guerra". dal punto di vista del tempo e considerando solo il sogno puro. di tristezza e di riso. Grazie anche alla diffusione delle ricerche psicoanalitiche di Freud il sogno e l’onirico entrano dell’universo costitutivo dell’arte non come fantasie allegoriche o stravaganti come nel passato. scrivendo. come la notte. una combinazione di tragedia e grottesco. Mi ha sempre stupito l’estrema differenza di importanza. Ecco perché tutte le terapie (e la psicanalisi per prima) non sono radicali ma semplicemente restauratorie. e in condizioni normali questa si compiace di riproporgli in modo impreciso le circostanze del sogno. La moglie Augusta è la difesa dal rischio. La pratica della memoria non come rimpianto ma come ricostruzione attiva. valori tutti volti in primo luogo all'affermazione economica. raffigurata nelle battute finali del romanzo con l'immagine apocalittica della distruzione del mondo. ma ha come obiettivo ultimo un cambiamento della coscienza e della società. perché un raccoglimento da lui non sorvegliato avrebbe rafforzato i freni che impedivano la mia sincerità. a questo punto. è data addirittura come polemica nei confronti dei valori borghesi correnti: intraprendenza. di questo mondo. almeno dalla nascita dell’uomo fino alla sua morte. non porta consiglio".qualità. al punto che l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. infatti. la nascita storica del movimento. senso pragmatico e attivismo pratico. allo scopo del lucro e del profitto. Almeno sono sicuro che questo è il vero sistema per ridare importanza ad un passato che più non duole e far andare via più rapido il presente uggioso". Ed il presente è. che presentano per l’osservatore comune gli avvenimenti della veglia e quelli del sonno. credo che mi netterà più facilmente del male che la cura m'ha fatto.limitiamoci a dire: dei momenti di veglia) ci si sia soffermati ancora così poco. non è inferiore alla somma dei momenti di realtà. I sentimenti di Zeno scivolano continuamente dal drammatico al comico. in cui si è perduta la misura dell'uomo e l'unica liberazione. La poetica surrealista si rivolge all’inconscio. il mio abbandono. nel segreto di una stanza di questo mondo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie". MANIFESTO DEL SURREALISMO Il Manifesto del surrealismo segna. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri. nel 1924. ma come diretta espressione dell’inconscio portato così alla luce dalla profondità dell’io. ma degli altri un po' più ammalato. probabilmente. di gravità. la somma dei momenti di sogno. l'amante Carla l'avventura senza rischio. Ciò avviene perché l’uomo. è prima di tutto lo zimbello della propria memoria. La rottura col trattamento psicanalitico determina anche una frattura nel flusso cronologico degli avvenimenti narrati. Ma ora mi ritrovo squilibrato e malato più che mai e. ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. per Svevo. alla natura si è sostituito l'artificio ed è così andata persa la selezione naturale. inventerà un esplosivo incomparabile. ed i poli umani di quest'oscillazione sono rappresentati appunto dalla moglie e dall'amante. . Caratteristica del movimento è l’attenzione alla dimensione dell’uomo che oltrepassa la sua realtà ordinaria e percepibile con gli strumenti della logica. in questo come in tutto il resto obbediente alle prescrizioni del dottore il quale asseriva che durante la cura dovevo raccogliermi solo accanto a lui. Zeno ha lasciato da parte il "mondo sano e regolato" organizzatogli attorno da Augusta per avventurarsi nell'incognita del proibito: ha lasciato la "salute" per entrare nella "malattia". non può che chiamarsi "salute": "Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. che attraverso l'utopia.

nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze occulte dell'inconscio. La psicoanalisi. m. perciò diversa. Dictée de la pensée. sviluppatosi a Berne (Svizzera) tra il 1916 ed il 1920 sotto la guida del poeta ungherese Tristan Tzara: sono i dadaisti che operano quella tabula rasa sulla quale il surrealismo costruisce il suo mondo di immagini in nuovi rapporti. I surrealisti tentano la rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico. quella che ha dominato le filosofie della fine del secolo (nel loro senso più superficiale). seppure talvolta sorprendenti. nell’al di là. Seguiva un commento filosofico: "Il Surrealismo si basa sulla fede nella realtà superiore di certe forme di associazione fino a lui trascurate. I surrealisti infatti inizialmente tentano di assumere a metodo il concetto di automatismo psichico.] le fonctionnement réel de la pensée. in assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione. . apprezziamo".Dopo il Romanticismo. che sono perciò da interpretare quando il titolo non aiuta a capire il senso che ha voluto dare loro l’artista. Alla soglia del sonno si trova la chiave dell’ispirazione e nel subconscio. l’onnipotente ragione. en dehors de toute préoccupation esthétique ou morale. utilizzato soprattutto da Max Ernst. proprio a partire da un atto di liberazione da qualunque consapevolezza razionale e culturale che non permetta il libero accesso e l'immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi dell'opera d'arte. La pittura surrealista è risolta attraverso la rappresentazione di immagini tratte dai sogni o anche di associazioni figurative che. con il conseguente recupero di valori pittorici ormai avulsi dall'incalzante procedere delle vicende artistiche. L’arte cerca una serie di alternative che possano costituire punti di lotta contro questo blocco. si percepisce l’eco della bocca d’ombra. "Il sogno è una seconda vita" (Nerval) è ora autentica rivelazione collettiva e punto di partenza di una ricerca che tende a una trasformazione radicale dei modi di sentire. ai limiti del virtuosismo. C’è sempre un largo margine di ambiguità. dà l'impulso principale al progetto surrealista di rifondazione dei veri aspetti dell'esistenza umana. al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale".” André Breton CARATTERI DEL SURREALISMO . il sogno diventa mondo" (Novalis). Philos. Quel che romantici avevano provato individualmente. tocchiamo. percepiamo. o il collage.. n. Nonostante il fatto che la nascita del surrealismo aveva avuto una componente di reazione contro il nichilismo di Dada. nell’onnipotenza del sogno. determinante per gli sviluppi delle loro opere e della teoria del movimento. Tende a distruggere definitivamente tutti i meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella soluzione dei principali problemi di vita". “SURRÉALISME. e alla fine del secolo scorso. la morale.Funzioni di vera e propria rottura con la logica. l'arte. e ogni osservatore può proiettare nelle scene dipinte i suoi fantasmi interiori e dare al rapporto tra le figure il significato che crede. sentiamo. si concretizzano con una tecnica ed un impianto fortemente tradizionali. le convenzioni.La nascente filosofia surrealista coglie un punto di mistificazione particolarmente significativo. la società ebbe il movimento Dada. ENCYCL. dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale."Il mondo diventa sogno. di apprendere e di concepire il mondo. nel gioco disinteressato del pensiero.Diversamente dall’anarchico impulso di distruzione predominante nei dadaisti. I surrealisti adottarono molte tecniche di Dada. en l'absence de tout contrôle exercé par la raison. SURREALISMO E DADA . come per esempio l'assemblage. Le surréalisme repose sur la croyance à la réalité supérieure de certaines formes d'associations négligées jusqu'à lui. au jeu désintéressé de la pensée. dopo i brevi sprazzi del Simbolismo. non si era più sentito un appello all’irrazionale così incalzante e formulato in maniera così perentoria e prestigiosa. Dettato del pensiero. cioè immagini dal significato oscuro. il funzionamento reale del pensiero. E’ la ragione che ha prodotto gli sviluppi scientifici e tecnici del secolo precedente. è sul banco degli accusati…Il reale è qualcosa di diverso da ciò che vediamo. I dipinti surrealisti sono quindi enigmi. Automatisme psychique pur par lequel on se propose d'exprimer [. i surrealisti beneficiarono delle conquiste liberatorie dei dadaisti. non può che aprire una strada rivoluzionaria. à la toute­puissance du rêve. "La ragione. La prima lotta surrealista è contro questa ragione. ciò avviene soprattutto attraverso prove di "scrittura automatica" con la quale si intende l'operare dell'artista che procede secondo un'immediata corrispondenza tra inconscio ed azione pittorica. il surrealismo vuole definire una prassi artistica alternativa a quella tradizionale. Breton dava al Surrealismo la seguente definizione: "Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere sia per iscritto o in qualunque altra maniera. contro la logica di un potere che continua a reggersi anche su questo valore culturale mistificato. nelle zone remote della vita inconscia.. una forma di scultura consistente nella combinazione di oggetti e materiali scollegati.

in un certo senso. Lo straordinario egocentrismo di Dalì non è solo una maschera stravagante. . ma la condizione necessaria al suo delirio paranoico. afferma . nonostante ammettesse che il processo primario (inconscio) sia per natura preverbale (nel sogno si pensa per immagini).un amore infelice.è stata una dichiarazione di principio. L’artista catalano colpisce i surrealisti francesi per i limiti insolitamente profondi cui vuole spingere le ricerche del gruppo: al di là della scrittura automatica. Nonostante i pressanti inviti di Breton.IL SURREALISMO E FREUD . il cibo come metafora della mortalità e della conoscenza. io che sono tanto lontano dall’arte". ortogonalità dello spazio) combinata con il delirio degli oggetti. per trasformare poi tali impulsi in materiali artistici. la morte e il desiderio come le due facce della stessa medaglia. Dato che il mondo dei sogni e delle ossessioni è personale. Tale sintesi si traduce nell’ortodossia della tecnica pittorica (precisione del disegno. le ruote della memoria. ma già nel 1922 aveva letto “L’interpretazione dei sogni” di Freud. L’automatismo surrealista svela una realtà diversa. Da ciò la sua predilezione per le immagini doppie o invisibili. Il pittore chiama questa sua concezione “metodo paranoico-critico”. mettendo in evidenza gli aspetti inquietanti delle cose mediante la contraddizione. "forse non sono indicato a comprenderlo. cioè un percorso attraverso il quale il pittore si impossessa delle proprie ossessioni e desideri rendendoli sistematici. in cui il soggetto non è altro che il tramite per entrare in contatto col mondo dei sogni.Dalì aderisce al surrealismo nel 1929. le immagini ambigue. mentre il metodo paranoico-critico esplora e organizza tale realtà. Tali chiavi sono i temi della sua opera: il disfacimento delle cose nel sogno. In effetti Freud. la conseguenza di un continuo ritorno alle sorgenti della memoria e il desiderio di conferire sostanza critica alle proprie opere.Fin dal suo inizio i surrealisti hanno usato la psicoanalisi come una delle coordinate su cui articolare la propria ricerca ed a cui ancorare la propria espressività. dando sostanza anche in stato di veglia a tutta l’atmosfera del sogno. Freud rifiutò sempre di considerare la poetica surrealista una filiazione legittima della psicoanalisi: "Non sono in grado di rendermi conto di ciò che è e di ciò che vuole il Surrealismo". possedeva una cultura molto più letteraria che pittorica e non arrivò mai a capire la natura concettuale dell’arte non figurativa contemporanea. L’amore per la psicoanalisi. I suoi dipinti agiscono sull’osservatore attraverso il paradosso. visto che gli psicoanalisti non si sono occupati di arte surrealista che in modo molto marginale. SALVADOR DALÌ . Dalì propone di ricreare il delirio onirico in modo oggettivo e sistematico. il metodo paranoico-critico e il linguaggio della tradizione pittorica sono strumenti di cui l’artista si avvale per attribuire a quel mondo un valore universale e decodificarlo.