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recensionifilosofiche.info

venerdì 2 dicembre 2011
Marco Storni

Redaelli, Enrico, L’incanto del dispositivo. Foucault dalla microfisica alla semiotica del potere
Pisa, ETS, (Segni del pensiero), 2011, pp. 284, euro 18, ISBN 978-884672969-9 di confronto e di dialogicità con i suoi uditori, nei suoi seguitissimi corsi al College de France. Da dove parla Foucault? La sua voce proviene da un fuoricampo, o lei stessa è imbrigliata in un dispositivo? È possibile una critica, è possibile una “aufklärung” al di fuori di un gioco di potere/sapere? E in caso contrario, quale efficacia può avere il suo valore emancipatorio? In definitiva, il dispositivo, anche se costituito dalla critica, riesce a disincantare, oppure ricade inevitabilmente nell’incanto? Questi sono gli interrogativi dal quale l’autore prende le mosse per la sua indagine. L’intera prima parte del libro è dedicata proprio all’articolata formulazione di queste domande e delle fondamentali conseguenze che le eventuali risposte comportano per la coerenza del sistema foucaultiano. Se infatti la critica è un dispositivo, se quindi produce con il suo incanto soggetti, la sua funzione liberatrice diventa opaca, se non evanescente o nulla. Partendo da questa “Urszene” (p. 22), ed esaminati brevemente i debiti foucaultiani nei confronti della fenomenologia husserliana, l’autore evidenzia come la prima fase della produzione foucaultiana, quella concentrata attorno ai lavori degli anni sessanta ed alla Archeologia del sapere, contengano spunti di una viva consapevolezza delle criticità connaturate in una elaborazione teorica priva del soggetto metafisico. Consapevolezza che sembra invece venir meno nella produzione successiva, dove appare prevalente quella che l’autore definisce “un’urgenza politica”. È soprattutto il potere ad essere investito da una sorta di oscillazione definitoria: di volta in volta effetto relazionale della soggettivazione, oppure artefice del dispositivo e della successiva soggettivazione. Questa opacità viene ricondotta dall’autore alla questione irrisolta della natura semiotica del

Recensione di Alessandro Baccarin – 20 agosto 2011 È compito arduo disinnescare un’aporia, soprattutto quando questa è frutto del lavoro intellettuale di un filosofo come Michel Foucault, l’ultimo grande maître a penser del secolo scorso. Eppure l’intento ordinatorio ed euristico assunto da Redaelli in questo suo ultimo lavoro, quel metter mano al “guazzabuglio metafisico”, così definito dall’autore (p. 81), lasciato in eredità da Foucault ai suoi numerosi esegeti, continuatori e commentatori, è senz’altro meritorio e necessario. Numerose e importanti, infatti, sono le incongruenze evidenziate dall’autore nel corso della sua analisi, incongruenze e aporie di cui chiede ragione direttamente al filosofo parigino, interrogandone i testi. E le domande danno luogo ad una sorta di spietato, quanto onesto, interrogatorio. Una indagine semidialogica che lo stesso Foucault avrebbe senz’altro apprezzato, lui che era solito lamentare la mancanza

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e in particolare del greco antico. Se infatti la nuda vita è quella sfera del soggetto non inclusa nel codice (la tavoletta definisce solo quanto è dovuto al tempio. della cultura ellenica. Il potere oscilla quindi fra l’essere un prodotto degli a priori storici. e la domanda sul possibile valore emancipatorio della critica rimane aperta. Enrico. A sottolineare questa impasse della critica. di un dispositivo semiotico legato alla pratica scritturale. quell’oscillazione fra un potere prodotto da.recensionifilosofiche. ma mero effetto di pratiche. Non più. ovvero presso le civiltà del Vicino Oriente antico. quasi provocatoriamente. un dispositivo Foucault. i cui effetti. Troverebbe cosi soluzione l’aporia foucaultiana: il potere è il prodotto della prassi scritturale. proprio al termine del libro. una ennesima soggettivazione. e un soggetto metafisico che si impone sul dispositivo Queste incertezze teoriche sono ricondotte dall’autore ad una sorta di duplicità prospettica. http://www. delle lingue basate sul sistema vocalico. di enucleare un primo abbozzo di nuda vita attorno ai soggetti.info/2011/12/redaelli-enrico-lincanto-del. È in virtù di questa soluzione che l’autore può definire la critica un dispositivo. fondata su un codice. Difficoltà questa che trova rinforzo in quell’ambiguità di fondo che avvolge il rapporto potere-dispositivo in tutte le opere di Foucault. nella sua estrema lucidità intellettuale. si crea uno spazio per uno stato d’eccezione che include escludendo. significa disfarsi di qualsiasi senso. l’autore perviene alla definizione di una semiotica del potere. Uno scarto di scala similare a quello che accomuna il lavoro del biologo a quello del fisico quantistico. Ogni disoggettivazione produce. Il Foucault degli anni sessanta osserva al microscopio ciò che invece osserva ad occhio nudo negli anni successivi. riscontra nella quotidianità politica. ma anche una sorta di ritrosia. con una ben celata contrarietà. e per questo universalmente replicabile. di timidezza verso quel groviglio di nodi teorici che. Uno scollamento che è prodotto da una scelta politica: Foucault. per la formazione della critica e del soggetto logico/critico. Testimoniando il proprio debito alle riflessioni di Agamben. Foucault dalla microfisica alla semiotica del potere potere. e allo stesso tempo produttore di. L’incanto del dispositivo. l’autore ipotizza. È proprio l’emergere della scrittura vocalica a consentire quell’esplosione della mentalità logico/critica che caratterizza l’enorme lascito della letteratura. La sua ricerca sul dispositivo disciplinare e carcerario e il suo impegno a favore dei diritti dei carcerati. allora è corretto definirlo come un meccanismo segnico. a partire dagli anni settanta. ed allo stesso tempo strumento di poteri. ne costituiscono forse l’esempio più chiaro. grazie al lavoro della critica. È su quel repertorio eterogeneo di tavolette d’argilla che il dispositivo segnico emette i primi vagiti. di fastidio. capaci già allora di produrre soggettivazione e potere. il filosofo parigino doveva avvertire. Ne consegue che eliminare il dispositivo. quindi. Avvalendosi dei fondamentali lavori sul tema di Mario Liverani. decide di dedicare i propri sforzi intellettuali e d’impegno umano su quei dispositivi universalizzanti che caratterizzano la modernità. 13) applicata rispettivamente al rapporto critica-potere e potere-soggetto. Il dispositivo è osservato di volta in volta come produttore di soggetti e quindi di poteri. da attento osservatore e commentatore dell’attualità. per l’intera seconda parte del libro.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. e di proporre un primo esempio di biopolitica.com/mag Page 2/32 Page 2 . quindi. a proposte e suggestioni teoretiche volte a sciogliere le problematiche definitorie di potere e critica. ed ipotizzare. Se infatti è il dispositivo a formare il senso.info venerdì 2 dicembre 2011 Redaelli. dispositivi. grazie all’iterazione oggettivazione-soggettivazione. l’autore può dedicarsi.recensionifilosofiche. Ed è il dispositivo segnico a costituire il centro di queste riflessioni. Una “micro e macrofisica del potere” (p. Un’urgenza politica. infatti. analizza la prassi scritturale quale produttrice di potere già ai suoi esordi. il valore fondante. non tutto ciò che impedirà o ostacolerà il contadino nella restituzione del debito). filosofica e non solo. Denunciati questi irrisolti foucaultiani. rivendicati nei primi anni settanta da una popolazione carceraria in aperta rivolta.

Scrittura e disciplina Parte II. questo di Redaelli. Considerazione che ha indotto Martin Bernal. che ogni lettura attenta di Foucault fa emergere. L’incanto del dispositivo. e piuttosto che incerto o infastidito. Infine. Verso una semiotica del potere Capitolo II.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. In primo luogo.info venerdì 2 dicembre 2011 Redaelli. consapevole del fantasma. Un lavoro rigoroso.info/2011/12/redaelli-enrico-lincanto-del. dove l’autore individua le origini del fenomeno. che rilancia quelle oggettive difficoltà. Scrittura e biopolitica Capitolo III. ed anche coraggioso. già da tempo. a rendere necessario il codice. astrazione. sicuramente preoccupato. Per quanto riguarda poi il primato delle lingue vocaliche su quelle sillabiche.recensionifilosofiche. è necessario sempre tenere nella dovuta considerazione il totale naufragio subito dalla letteratura antica di lingua non greca. decentramento. le sue scatole di attrezzi. la scelta di fare del potere un prodotto della pratica scritturale.com/mag Page 3/32 Page 3 . denso e acuto. ovvero delle origini semitiche e africane di buona parte della cultura ellenica. Per una genealogia della critica. che ha preferito lasciare ai suoi lettori il compito di trovare risposta all’aporia della critica: esiste un potere emancipatorio che non sia potere? Introduzione – Campo e fuori campo Capitolo I. http://www. Per la vicenda storica del Vicino Oriente antico. Ed era forse proprio il pericolo di dover confrontarsi con un potere fantasma ad aver indotto Foucault a sviare il problema del rapporto critica-potere. quale prodotto esclusivo della pratica scritturale. Per una genealogia del potere Parte I. sempre e solo dopo aver lasciato loro compiere la necessaria opera emancipatoria. Enrico.recensionifilosofiche. Dispositivo Foucault Capitolo IV. è sempre possibile ribaltare lo schema proposto: è il surplus di risorse alimentari. come lo definisce Veyne in un suo splendido e recente ritratto. Su questi temi i lavori di Polanyi o di Clastres costituiscono solo la parte più vivace di un dibattito che vanta un’estesissima letteratura. la scrittura. generato dalla sedentarietà agricola. e quindi le oggettivazioni da questa imposte (schiavitù. quindi. controllo. tende pericolosamente ad assimilare il potere ad una incorporeità fantasmatica. ad esorcizzarlo con il desiderio di veder svanire i suoi libri. gestione. quindi. Un elegante e coraggioso samurai. quelle aporie si diceva. l’immagine di un potere. che tuttavia presenta passaggi e soluzioni capaci in alcuni casi di generare entusiasmi. per l’origine della critica/logica. Scrittura. ma anche perplessità. Un Foucault. ecc.). Foucault dalla microfisica alla semiotica del potere Un testo quindi. a formulare la sua teoria dell’Atena Nera. Scrittura.

Emilio Carlo. L’Assoluto. 25). o. come assente è ogni forma di teleologia. ex negativo. volere.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. caos. sono i caratteri di una natura pura che è.info/2011/12/corriero-emilio-carlo-volonta-damore. In quella natura che Nietzsche ha descritto. era la trattazione della ricezione nietzscheana in Italia a partire dalla discussione dello spazio. la distinzione tra l’Assoluto della Wirklichkeit e il relativo della Realität) “sono certamente presenti anche nel carattere complessivo dell’universo delineato da Nietzsche” (p. ritrovata e redenta perché liberata dagli antropomorfismi. Così prosegue Corriero sottolineando come “gli aspetti legati all’Assoluto sottolineati da Schelling” (1. 3. 2. dell’abisso. cioè riferentesi all’uomo.12). 4. 27). 2008. la sua indipendenza. però senza Dio.24/06/2011 Volontà d’amore. Corriero riprende il tentativo già compiuto da Heidegger. al pari di Schelling. L’estremo comando della volontà di potenza raccoglie e rielabora i risultati a cui Corriero era giunto nei suoi libri precedenti: Nietzsche oltre l’abisso. e Vertigini della ragione. storicamente aperto dalla morte di Dio. infatti. 5. Rosenberg & Sellier. Al centro della sua trattazione sta difatti l’accostamento tra quel comando assolutamente libero che è la volontà d’amore delle Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana di Schelling e l’estrema imposizione del Wille zur Macht nietzscheano. ISBN 978-88-7885-104-7 Recensione di Irene Treccani . 178.info mercoledì 7 dicembre 2011 Marco Storni Corriero. la sua inconoscibilità e il successivo distinguo tra il sapere del possibile rivolto alla Realität e la sapienza dell’Assoluto in quanto indeterminato e indeterminabile – distinguo che ritornerà in Nietzsche con la dualità di apollineo e dionisiaco. 2007. Se il primo lavoro. evitando tutte le determinazioni relative. http://www. euro 18. semmai.recensionifilosofiche. dalle cosiddette ombre di Dio. la natura come a-razionalità. come secondo Heidegger – assente. e il secondo studio il tentativo di un accostamento teorico tra Schelling e Nietzsche sulla base dei rispettivi naufragi della ragione. concepiti entrambi quali possibilità di un nuovo inizio per “la filosofia nell’assoluta libertà del non-fondamento” (p.com/mag Page 4/32 Page 1 .recensionifilosofiche. apparendo come l’ultimo lavoro di una trilogia dedicata a Nietzsche. pp. il carattere diveniente dell’Essente. l’ultimo scritto non può che apparire come il naturale proseguimento e la legittima conclusione di questo percorso. Solo che la determinazione nietzscheana dell’universo è una teologia negativa senza il Dio cristiano” (p. 2011. di un avvicinamento tra l’Assoluto delle Ricerche schellinghiane e “il carattere complessivo dell’universo” dell’aforisma 109 della Gaia scienza: “quella che qui Nietzsche pratica in riferimento all’universo è una specie di teologia negativa che cerca di cogliere l’Assoluto nel modo più puro possibile. il Dio cristiano è allora – secondo l’autore. nel corso tenuto all’Università di Friburgo nel 1937. tramite l’estasi dionisiaca. L’estremo comando della volontà di potenza Torino. Nel primo capitolo. detto in termini umanamente più comprensibili. Essi appartengono cioè a quel Chaos eterno che è il mondo. Così aveva parlato Heidegger che nel ’37. il quale non è risolvibile in concetti ma raggiungibile. Volontà d’amore. come dice Nietzsche. aveva concluso da appena un anno le lezioni sull’opera di Schelling sopra citata.

Corriero passa all’elaborazione dei risultati di una Quellenforschung che aveva visto. il recupero del Kant autore de L’unico argomento possibile per la dimostrazione dell’esistenza di Dio. e soprattutto Roux. costituisce il tentativo di un avvicinamento al pensiero dell’ultimo Nietzsche. ma anche i testi citati in una lista di letture programmate nel 1868 in cui vi era lo Schelling delle Idee per una filosofia della natura e del Sistema dell’Idealismo trascendentale. Riguardo quest’ultimo. Prendendo in esame i due scritti del 1862. come rivela la testimonianza contenuta nel frammento postumo 11 [197] del 1881: “Chaos sive natura: della disumanizzazione della natura”. quantunque non abbiano testimonianza diretta di una lettura da parte di Nietzsche. è Nietzsche stesso. nel 1868. ed in particolare della sua concezione dell’esistente quale fondamento del reale sia da parte di Schelling sia da parte di un Nietzsche che. come ricorda l’autore. sia da Kant che dal Platone del Timeo e del Filebo. E se è un assoluto senza Dio quello che Corriero pone al centro dell’ontologia nietzscheana. Boscovich. come Nietzsche avrebbe sostituito il Chaos al Deus. La lotta delle parti nell’organismo. L’estremo comando della volontà di potenza Questo il risultato teoretico a cui giunge Corriero dopo aver preso in esame la progettata dissertazione nietzscheana filosofico-scientifica La teleologia a partire da Kant e Sul concetto di organico a partire da Kant. Emerson. che Corriero presenta quale precursore tanto di Schelling quanto di Nietzsche. assoluta prima posizione della Wirklichkeit. tra i protagonisti del capitolo trova una posizione centrale Spinoza. che viene interpretato quale organizzazione coordinata di forze analizzando alcune precise letture nietzscheane. ma aveva anche letto altri libri che consentirono lui un avvicinamento a Kant: la Geschichte der Materialismus di Lange.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. risultano molteplici: il confronto con l’organicismo (il mondo quale Gesamtorganismus. Fato e storia e Libertà e volontà. Chaos sive natura. zóon noetón) e il teleologismo proposto. Come mostra il titolo. la presenza di Platone e Kant agli albori del filosofare tanto di Schelling quanto di Nietzsche. Tra queste sono presi in considerazione non solo i più noti Lange. Volontà d’amore. è l’identità tra necessità e libertà ciò che egli colloca al centro della concezione della storia in Nietzsche. in una lettera a Overbeck. e soprattutto. Corriero riprende il parallelismo tra Schelling e http://www. Nel secondo capitolo. noumeno-fenomeno. ovvero al pericoloso concetto di Wille zur Macht. Il terzo capitolo. vedendo in quest’ultimo una mera antropomorfizzazione della natura. due opere che. Corriero mostra come l’identità nietzscheana di necessità e libertà non sia affatto lontana dall’originaria identità schellinghiana di natura e spirito o da quella emersoniana di fato e potenza. mentre Corriero mostra efficacemente un’influenza dell’amor Dei intellectualis sull’amor fati. Emilio Carlo.recensionifilosofiche. Tra Platone e Kant. sarebbero giunte alla sua considerazione tramite la mediazione del Grundriss di Überweg. che qui Corriero porta alla luce a partire dal “fruttuoso intreccio” delle letture platoniche e kantiane che i due filosofi avevano compiuto. Proprio ritornando alla concezione della natura. a dichiarare la propria vicinanza al filosofo olandese.com/mag Page 5/32 Page 2 . la rielaborazione (e capovolgimento) del dualismo idee-oggetti sensibili.recensionifilosofiche. il celato utilizzo della più o meno illecita attribuzione platonica della priorità ontologica alla materia. e riportandoli alla lettura della Condotta di vita e dei Saggi di Emerson che Nietzsche aveva effettuato nello stesso anno. in maniera diversa.info mercoledì 7 dicembre 2011 Corriero. alla base delle ontologie e gnoseologie platoniche e kantiane. il Grundriss der Geschichte der Philosophie di Überweg e la Geschichte der neuern Philosophie di Kuno Fischer.info/2011/12/corriero-emilio-carlo-volonta-damore. La storia universale e teoria del cielo e L’unico argomento possibile per la dimostrazione dell’esistenza di Dio. Le assonanze intercorrenti tra filosofia schellinghiana e quella nietzscheana. non solo aveva programmato di leggere.

alla Weltseele o alla più tarda Liebe schellinghiana. All’origine il puro volere Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. “volontà d’amore che crea in forza di una pienezza incontenibile e traboccante nella forma dell’assoluta e gratuita donazione” (p. gli aspetti che segnano profonde differenze sono la relazione d’amicizia da cui è caratterizzato il donare nietzscheano (rispetto alla quale viene proposta l’influenza di Gifts and Presents di Emerson). nello specifico.info mercoledì 7 dicembre 2011 Corriero. è il fatto che nel libro “per tutti e per nessuno” Nietzsche avrebbe tentato una riconsiderazione delle strutture assiologiche delle produzioni religiose e. un ripensamento del carattere peculiare dei Vangeli. il suo Übermensch. vale a dire una donazione tra amici e non tra Dio e uomo. Motivo di tali ardite definizioni. Quest’ultimo aspetto farebbe sì che mentre la dinamica della donazione kenotica cristiana si attui nella storia.html 1. un eterno Mögen. capace di oltrepassare un troppo rigido storicismo e di scavalcare le ovvie differenze contenutistiche e terminologiche intercorrenti tra le filosofie di Schelling e Niezsche. mettendo in evidenza come le rispettive filosofie della natura escludano il finalismo. Emilio Carlo. in un’aspirazione infinita verso l’amore per il tutto. può essere letta come possibilità dinamica dell’intero processo del divenire. inattualmente. continua e perfeziona la lieta novella: la compie fuori dal tempo. ma in quanto Lebensprinzip. Partendo da ciò Corriero affronta una comparazione tra la dinamica nietzscheana del dono e quella della religione cristiana. tengano insieme gli opposti di necessità e libertà. Schmeitzner. di più. e. nel quale l’autore stabilisce un serrato confronto tra la filosofia nietzscheana e il cristianesimo. la volontà di potenza è lungi dal poter essere banalmente paragonata alla platonica anima mundi. nel Chaos des Alles. e quella dell’aprile dello stesso anno a Malwida von Meysenbug nelle quali Nietzsche aveva definito il suo Così parlò Zarathustra rispettivamente come quinto Vangelo e come libro sacro.recensionifilosofiche. secondo Corriero.recensionifilosofiche. l’origine del dono. I due aspetti che più accomunano le due concezioni vengono individuati nella gratuità del dono e nella volontà kenotica che ne è alla base. e. Volontà d’amore. storia e libera volontà La materia e l’‘anima del Mondo’ Excursus. Il testo si conclude con il capitolo L’ultimo sigillo e l’estremo comando. L’assoluto. Da ciò emerge uno dei risultati più interessanti del lavoro di Corriero che. rinviene nei loro pensieri un comune denominatore: quell’estremo comando d’amore che altro non è se non il primo e ultimo suggello della possibilità di un semper adveniens ri-fidanzamento dell’uomo col mondo. Certo. una volontà conforme al tutto. collocata non nell’alterità divina bensì nel comune fondo di anima e natura. 131). nell’immediato rapporto con una natura originaria e originante ogni storia. nel “Chaos smarrito e obliato in ogni singola storia dell’essere” (p. la necessità e ineluttabilità fisica del donare nietzscheano che fa del dono di Zarathustra un qualcosa di simile al calore e alla luce irradiate dal sole. quella dell’amore totale nietzscheano si compia invece. L’estremo comando della volontà di potenza Nietzsche. infine. Di contro. 164).info/2011/12/corriero-emilio-carlo-volonta-damore. Non a caso vengono riprese le lettere di Nietzsche del 13 febbraio 1883 al suo editore. In questo senso il dono d’amore di Nietzsche. però senza Dio… La definizione ‘negativa’ di Assoluto Il carattere complessivo dell’universo di Nietzsche L’origine dell’intelletto Fato.com/mag Page 6/32 Page 3 . ossia un dovere non morale (Sollen) bensì fisico-naturale (Müssen). http://www. Ingiustizia o assenza di commensura? Excursus.

L’ultimo sigillo e l’estremo comando L’amore del «quinto vangelo» Excursus.recensionifilosofiche. Lo specchio di Dioniso 4.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. La ‘nuova’ umanizzazione dell’Übermensch Dono d’amore e dono di Weisheit Bibliografia e abbreviazioni http://www. Emilio Carlo. L’estremo comando della volontà di potenza L’assoluta posizione… del divenire Ancora sull’antico modello di organismo Spinoza. che precursore! Dall’amor dei all’amor fati Fonti schellinghiane per il giovane Nietzsche Excursus. Volontà d’amore.com/mag Page 7/32 Page 4 .recensionifilosofiche.info mercoledì 7 dicembre 2011 Corriero.info/2011/12/corriero-emilio-carlo-volonta-damore.

si è andato sviluppando un importante dibattito internazionale sulle nuove acquisizioni delle neuroscienze e sulle loro ricadute sul piano etico. legata strettamente con l’antropologia cattolica e con l’idea dell’immortalità dell’anima immateriale. di quelle aree deputate alla mediazione tra le componenti emotive e quelle cognitive. Sartori. deputate ai processi sensoriali e motori di base. 21). La rivoluzione delle neuroscienze ha origini lontane: basti pensare alle trapanazioni craniche praticate dagli Egizi. 22). è quello di fare il punto sullo statuto di una nuova disciplina – la neuroetica – attraverso il contributo dei massimi esperti italiani della materia. ad Aristotele. corpi. di matrice platonico-cartesiana. Negli ultimi due decenni del secolo scorso. ISBN 97888-15-14651-9 Recensione di Tiziana Gabrielli – 28/02/2011 Negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone. il Mulino. a Scribonio Largo. Neuroetica. euro 22. però. dell’attivazione di specifiche aree cerebrali in corrispondenza temporale dell’esecuzione di compiti cognitivi» (ibidem. inoltre. 2).com/mag Page 8/32 Page 1 . furono per primi i filosofi (da Leibniz a Julien Offroy de La Mettrie) ad opporre la visione materialistico-meccanicistica del rapporto spirito/mente e corpo/cervello a quella innatistica. parole. che comportavano modificazioni nei comportamenti e nella personalità. tuttavia. 19). luoghi. Nel Novecento un notevole passo in avanti è stato compiuto con l’elettroencefalogramma. curato da Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori. e. che raccomandava l’applicazione di torpedini per combattere l’emicrania. pp. delle abilità musicali e di alcuni aspetti delle abilità matematiche (p. Conferme in questa direzione provengono da studi recenti dell’Università di Harward sulle lesioni della corteccia cerebrale prefrontale. in particolare. Nel Settecento. Gli studiosi concordano. Restano. ad Agostino.recensionifilosofiche. attraverso lo studio dei deficit funzionali e delle relative lesioni corticali. poi. Sarà. sociale e giuridico. Nel primo capitolo Lavazza ripercorre la genesi storico-concettuale del termine neuroetica per definirne il campo d’indagine. molti interrogativi aperti: quali sono i circuiti neuronali che permettono a ciascuna area di espletare la propria funzione mentale? Quali sono i meccanismi ed i vincoli genetici che consentono lo sviluppo delle regioni corticali e come quest’ultime interagiscono tra loro? Può http://www. sulla localizzazione del linguaggio. seppure ancora indiretta.info/2011/12/andrea-lavazza-giuseppe-sartori-cura-di. Secondo Kanwisher. e alla percezione astratta di pensare ai pensieri di un’altra persona. Giuseppe (a cura di). Positron Emission Tomography) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI. che individuava nei ventricoli cerebrali la sede delle forze vitali. Andrea. Lo scopo del volume. che si confrontano nel rispetto del pluralismo delle rispettive posizioni.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. ad «un’associazione tra capacità della mente e meccanismi del cervello» (p.info venerdì 9 dicembre 2011 Marco Storni Lavazza. Scienze del cervello. 253. sono ormai state identificate le specifiche funzioni di varie regioni corticali. in grado di rilevare dall’esterno l’attività elettrica del cervello (1924). fondamentali per le decisioni morali (p.recensionifilosofiche. alla percezione di alto livello di volti. 21). che pensava che il cervello fosse diviso in tre ventricoli e ad Alberto Magno. filosofia e libero arbitrio Bologna. solo con l’Ottocento (da Broca a Wernicke e Gage). da un paio di decenni. che si arriverà. la tomografia a emissioni di positroni (PET. che collocava l’intelletto nella zona prefrontale (p. functional Magnetic Resonance Imaging) hanno permesso una «misurazione. 2011. n.

Heinze e Haynes. perché dal punto di vista oggettivo la libertà non esiste» (p. mettendo a confronto due posizioni apparentemente inconciliabili: quella. per la quale gli esseri umani sono «un agglomerato di particelle materiali» (pp. dunque. 26). 70-71). Uno degli esperimenti è stato pubblicato nel 2008 su «Nature Neuroscience». Lavazza ricorda che la prima attestazione del termine «neuroeticista» risale al 1989 e che. nel quale gli autori giungevano alla conclusione che «la sensazione soggettiva della libertà è illusoria. secondo Di Francesco.recensionifilosofiche. che utilizzano la risonanza magnetica funzionale. può considerarsi all’origine di una nuova antropologia («Io sono il mio cervello». Neuroetica. 61-64). non vi è libertà nell’uomo. non sarebbe ciò che possiamo fare. ovvero la reale base dell’assunzione compulsiva di droghe (pp. sono gli studi di Soon. A essere oggetto di studio per il suo carattere nuovo e controverso. ma ciò che sappiamo o che crediamo attendibilmente di sapere» (p. Efficace la replica di De Caro: «i risultati sperimentali da loro apportati sono compatibili con tutte le teorie classiche della libertà – sia quelle negative (illusionismo. se si approfondisse la perdita della capacità di valutazione nei malati di Alzheimer e se si considerasse il funzionamento del sistema dopaminergico. Sartori. quindi. Giuseppe (a cura di). deterministica. dal momento che questi «eventi neuronali sono i veri determinanti causali tanto delle azioni che compiamo quanto delle (pseudo)deliberazioni consce cui erroneamente attribuiamo la genesi causale delle nostre azioni» (p. Sulla base dei discussi esperimenti di Benjamin Libet (nei quali si chiedeva ai soggetti di guardare un grande orologio e di indicare il momento esatto in cui avvertivano l’impulso a flettere il dito. 24). Nel secondo capitolo Michele Di Francesco sostiene l’irriducibilità della complessità della vita personale ad un mero fondazionalismo neurobiologico.recensionifilosofiche. Più avanzati. misterianismo) sia quelle positive (compatibilismo.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. mentre l’elettroencefalogramma misurava l’attività elettrica del loro cervello). Scienze del cervello. L’esempio fornito da Lavazza è legato al concetto prescrittivo di «autonomia». 75). ambiente e società sono componenti essenziali per la costruzione dell’Io (pp. il piano http://www. la riflessione ha interessato anche le implicazioni o conseguenze della neuroetica.com/mag Page 9/32 Page 2 . in cui linguaggio. Rispetto alla distinzione proposta dalla filosofa e neuroscienziata Adina Roskies tra l’«etica delle neuroscienze» – che riguarda l’analisi delle applicazioni delle neuroscienze – e le «neuroscienze dell’etica» – che vertono sull’indagine metaetica –. secondo cui pensiero e azione sono «manifestazioni essenziali e irriducibili della nostra libertà e della nostra razionalità». 28-40). che potrebbe essere suscettibile di nuove declinazioni. cui sono seguiti pareri e indicazioni dei comitati nazionali di bioetica e un inquadramento accademico con una rivista scientifica («Neuroethics») nata nel 2008 (p. nel terzo capitolo. Andrea. 23). Lavazza chiarisce che «il terreno specifico della neuroetica dovrebbe attenere alla riflessione circa ciò che apprendiamo su noi stessi e il nostro “funzionamento” grazie principalmente (ma non esclusivamente) alle neuroscienze. Mario De Caro. 80). successivamente. 72). In altre parole. p. in un articolo dal titolo Unconscious determinants of free decisions in the human brain (I determinanti inconsci delle decisioni libere nel cervello umano). e quella. solo all’inizio dell’«esplorazione del genoma umano e delle sue manifestazioni epigenetiche» (p. Brass. libertarismo)» (p. d’ispirazione kantiana. e «rispetto al problema della libertà. è la naturalizzazione forte dell’indagine sull’essere umano a rendere pertinente una metadisciplina che si occupi dell’ambito multidisciplinare descritto. ripensa l’antica questione del libero arbitrio. L’affermarsi della «neurocultura» (termine usato da Giovanni Frazzetto e Suzanne Anker in un articolo pubblicato nel 2009 su «Nature Neuroscience») – che. filosofia e libero arbitrio una regione essere coinvolta nello svolgimento di una nuova funzione? Siamo. 43) – ha indotto lo studioso a proporre un modello di «mente estesa».info venerdì 9 dicembre 2011 Lavazza.info/2011/12/andrea-lavazza-giuseppe-sartori-cura-di. ma ugualmente limitati.

n. 89). per i malati in stato vegetativo. secondo cui non soltanto è illusorio «pensare come originaria la distinzione tra cose e persone». Per la filosofa le future applicazioni delle scienze del cervello non riguarderanno soltanto la neuropsicologia. Antonio Da Re e Luca Grion. in relazione alla «decodifica» dell’agire criminale patologico. Gli esperimenti hanno poi analizzato l’esperienza morale secondo due direzioni: 1) il giudizio morale intuitivo (moral sense) e il corrispondente ruolo delle emozioni nel ragionamento morale. si occupano della ridefinizione del concetto di «persona» alla luce dello sviluppo delle neuroscienze. c) usando come modello sperimentale i giochi economici (gioco dell’ultimatum. Ayer. 87). Strawson. 83). è dedicato alla disamina del problema del rapporto tra neuroscienze. In primo luogo. Dopo aver preso in esame la prospettiva riduzionistico-eliminativistica (Farah e Heberlein). 97). Wiggins. 111). Scienze del cervello. che insieme alle più recenti risorse diagnostiche stanno offrendo preziosi contributi. 2) la simpatia/empatia alle origini della capacità morale (p. benché nella filosofia analitica (si vedano. ma «codici che letteralmente guardino avanti (forward thinking).info venerdì 9 dicembre 2011 Lavazza. Nella ripresa di un tema caro alla filosofia inglese tra Seicento e Settecento (Hume. «un ponte tra natura e cultura» proprio nell’empatia. Gli autori rilevano come nel dibattito neurofilosofico contemporaneo sia assente il concetto classico di persona nella sua dimensione ontologico-metafisica (p. ma soprattutto è illusoria e fallace «l’immagine tradizionale della coscienza». Nel quarto capitolo Laura Boella s’interroga sulle implicazioni etiche delle neuroscienze. nell’ambito delle «neuroscienze dell’etica». ma anche la vita individuale e sociale: dalla psicologia cognitiva al diritto e all’educazione (p.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Secondo Boella. dilemma del prigioniero). 123). Da Re e Grion precisano che «il problema che l’approccio naturalistico pone sul tappeto sta tutto qui: ci sono ragioni per riconoscere all’uomo una speciale dignità? Ed.recensionifilosofiche. in particolare. sulla quale – da Locke a Williams – si è costruito il «criterio psicologico dell’identità personale» (p. La ricerca delle neuroscienze in ambito morale ha seguito diverse procedure: a) combinando tecniche di neuroimaging con gli esperimenti morali (dilemmi morali: una metodologia classica dell’etica filosofica). In secondo luogo. 139). «in una capacità fortemente radicata nella “natura” umana. Sartori. Parfit. scritto a sei mani da Sartori. Baker) «la riflessione sull’identità personale rappresenti ancor oggi uno dei più studiati nuclei tematici» (112. progettati non al fine di infliggere la giusta pena per i crimini precedenti. Neuroetica. Il sesto capitolo. ma al tempo stesso suscettibile di sviluppo solo se viene esercitata in un costante scambio con un mondo sociale e culturale di relazioni e significati» (p. l’attuale dibattito tende a mettere in luce l’«inaffidabilità del giudizio morale intuitivo» e. b) studiando l’effetto di lesioni cerebrali o di patologie psichiche sulla capacità di giudizio e sulla condotta morale. filosofia e libero arbitrio concettuale e quello empirico si intrecciano saldamente» (p. Smith). Esiste un «cervello morale»? È possibile stabilire una corrispondenza tra aree cerebrali e concezioni morali? (p. al contrario. diritto e giustizia. Lavazza e Sammicheli. eventualmente. sono state analizzate le tecniche di lie-detection e di memory-detection. 7). i tre studiosi hanno prospettato «una concezione non più retributiva della giustizia penale». nel quinto capitolo. 96). Gli autori si sono soffermati su tre ambiti paradigmatici dell’impatto delle neuroscienze sul diritto.recensionifilosofiche.info/2011/12/andrea-lavazza-giuseppe-sartori-cura-di. piuttosto per incoraggiare buoni comportamenti e proteggere la società» (p. Andrea. quali indizi abbiamo di tale differenza qualitativa? Autori come Strawson o Haldane – e soprattutto la tradizione che essi interrogano – sono persuasi che tali ragioni vi siano e che la persona sia la parola che meglio esprime l’evidenza di tale differenza qualitativa» (p. è stato affrontato il tema dell’imputabilità quale esempio di «possibili torsioni o modifiche dell’approccio classico della giustizia penale». Infine. in particolare.com/mag Page 10/32 Page 3 . 133). http://www. occorre individuare. «l’importanza della modulazione di attività emotiva e cognitiva» (p. 107). Giuseppe (a cura di).

Neuroetica. di Mario De Caro IV.recensionifilosofiche. si concentra sull’analisi del rapporto tra evoluzione. oggi sappiamo. tra razionalità ed emozioni. entrano in gioco principalmente le componenti emozionali. di Andrea Lavazza II. che i soggetti dotati di un profilo genetico che connota una personalità amante del rischio e alla ricerca di sensazioni forti (sensation seeker) hanno una maggiore propensione per comportamenti pericolosi e asociali (pp. di Laura Boella V. di Massimo Marraffa VIII. Andrea Lavazza e Luca Sammicheli VII. Decisioni e decisioni morali. di Michele Di Francesco III.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. di Rino Rumiati e Lorella Lotto http://www. a sua volta prodotto dell’evoluzione. cognizione e cultura. cognizione e cultura. che ha gettato le basi per una «prospettiva cognitivo-evoluzionistica sulla cultura». che determinano un comportamento spesso inadeguato. Se per un verso. ma anche in un’interrogazione aperta intorno a questioni fondamentali per la nostra vita: «quello che non possiamo fare – scrivono infatti Lavazza e Sartori – è trascurare le acquisizioni delle scienze del cervello o – al contrario – farci contagiare da una neuromania allo stato attuale ancora ingiustificata. diritto e giustizia. 189). che si giovi di tutte le risorse conoscitive a nostra disposizione. La proposta teorica di Marraffa è «una visione interattiva e integrativa del rapporto fra il livello neurocognitivo di spiegazione e quello culturale» come «la via da percorrere per lasciarsi definitivamente alle spalle gli anacronismi del culturalismo relativistico» (p. per altro verso nelle decisioni che implicano giudizi etici. Questa tesi non è in contrasto con una prospettiva culturale sulla cognizione.recensionifilosofiche. 15). Lo studioso muove da una «sintesi fra la psicologia computazionale modularistica e la biologia evoluzionistica». come emerge dagli esperimenti di Greene et. le decisioni prese in condizioni conflittuali coinvolgono sia la componente emozionale sia quella cognitiva.. La persona alla prova delle neuroscienze. ma anche le strategie di elaborazione dell’informazione impiegate per conoscere il mondo» (si pensi. ad esempio. Libero arbitrio e neuroscienze. che pongono vincoli sulle rappresentazioni culturali. alla contrapposizione tra la strategia olistica orientale e quella analitica occidentale) (p. Scienze del cervello. ad esempio. in cui «la variazione culturale è spiegabile solo all’interno di uno spazio di possibilità vincolato da ontologie intuitive evolute» come. Via che qui si tenta di percorrere» (p. filosofia e libero arbitrio Massimo Marraffa.info/2011/12/andrea-lavazza-giuseppe-sartori-cura-di. in quanto «la cultura influenza non solo il contenuto delle nostre credenze. al. (p. Giuseppe (a cura di). L’Io tra neuroni e mente estesa. nel settimo capitolo. facilitandone l’acquisizione. il ricordo e la trasmissione» (p. di Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori I. in cui vengono soppesati i costi e i benefici di determinate azioni. Sartori. Il senso del volume – che ha il merito d’iscriversi a pieno titolo nel vivace dibattito sulla neuroetica – va ricercato non solo nell’alto profilo multidisciplinare dell’indagine. Che cosa è la neuroetica. La morale e la natura. le «credenze religiose.info venerdì 9 dicembre 2011 Lavazza. com’è stato documentato da De Martino et al. Evoluzione. Andrea. sembra la via privilegiata. La scienza sta portando alla luce quelle distorsioni inconsapevoli negli schemi di risposta. ad esempio. Una riflessione equilibrata.com/mag Page 11/32 Page 4 . di Antonio Da Re e Luca Grion VI. 188). 217). Introduzione. 188). L’ottavo ed ultimo capitolo ospita una riflessione di Rino Rumiati e Lorella Lotto sui contributi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze cognitive nell’approfondimento delle conoscenze sui processi decisionali che riguardano valutazioni e azioni morali. di Giuseppe Sartori. Grazie agli studi di Zuckerman e Kuhlman. Cervello. 215-216).

com/mag Page 12/32 Page 1 . Nel testo si nota sin da subito la difficoltà di afferrare e affermare un tale concetto che già nel momento della sua presentazione sfugge alla parola stessa. come dice nella nota introduttiva. Luca.info/2011/12/magni-luca-una-introduzione-alla. questo è l’intento dell’Autore. Si tratta di “enucleare quella che è la Ur-Frage della mia riflessione. quel Fondo-Fondante. Infatti. Ecco perché la storia della filosofia che ha visto molti interventi sul problema del tempo e che. Assoluto o A-ΧΧóΧΧΧ München. anche se si è sempre presa in considerazione la Natura del tempo. tentando di prendere posto nell’esclusivo catalogo delle trattazioni sul tempo. sino a svelarne la struttura autentica: a-temporale? Ma per analizzare questo bisogna passare per le posizioni espresse nella storia della filosofia. ha il merito di iniziare ad una nuova ed originale riflessione critica sul tempo. due filoni di riflessione sul tempo nella storia della filosofia: un’interpretazione fisica o naturale e una psicologica. o der Grund des Abgrunds. 2011. 71. ISBN 978-3-640-95816-0 Recensione di Pietro Camarda – 09/10/2011 Il testo di Luca Magni. sembra essere il problema della filosofia: promotore dell’autentico atto del domandare. E se la dimensione del Pensare coincidesse con quella del Tempo. Ci sarebbero. seppur declinato in vario modo. pur essendo esplicitamente un’introduzione ad un lavoro successivo più lungo e possente sul tema.recensionifilosofiche. a detta di Magni. Entrambi queste linee di riflessione sul problema del tempo sembrano venirsi a legare a quella sull’Essere: l’Autore ci ricorda come Heidegger si chiedeva “in cosa una certa determinazione del tempo ha implicitamente governato la determinazione del senso dell’essere nella storia della filosofia?”. sempre in relazione ad altro da sé e mai per sé. Una introduzione alla riflessione sul Tempo. ricognizione degli intercessori che hanno permesso l’originale lettura dell’autore. imponendo un linguaggio oltre il senso comune e richiedendo una riflessione supplementare. La storia della filosofia del problema del tempo sembra iniziare da Anassimandro che introduce il http://www. pur presentandosi sotto una veste ridotta e maneggevole. dimensione autentica del Pensare (da intendersi come inclusione nella dimensione-temporale). euro 27. la riflessione prende necessariamente le mosse da una linea di continuità con l’intera riflessione filosofica. Il testo di Magni. 2). introduzione al problema del tempo.90. pp. nel suo sviluppo storico. GRIN Verlag. inoltre si propone di fornire un contributo critico alle diverse prospettive interpretative sulla riflessione del tempo: confrontarsi con il problema del tempo significa mettere in discussione l’intera impostazione della metafisica occidentale e quindi sottoporla a critica. si rivela di una densità che rispecchia l’imponente tematica e le molteplici teorie a proposito.recensionifilosofiche.info lunedì 12 dicembre 2011 Marco Storni Magni. e si concentra sull’idea/ concetto di tempo dando vita a una storia critica del tempo che si svolge in tre momenti: riflessione sul tempo sotto un profilo storico-critico. quella Domanda-Fondamentale che l’ha generata” (p. secondo differenti forme e denominazioni.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint.

dall’altro nella definizione di tempo che si ritrova nel Timeo come “immagine mobile dell’eterno”. immortale. instaurando una differenza ontologica tra le Idee e il sensibile. ma anzi. eterno.info/2011/12/magni-luca-una-introduzione-alla. al contrario di Hume per il quale il tempo è causalità. mentre in pieno Medioevo. inteso come tempo preso al pensiero nell’atto del dubitare. fino ad arrivare a Melisso di Samo che dimostra come l’infinità spaziale e quella temporale si implicano a vicenda. lineare. Dopo c’è Eraclito che introduce un’altra struttura ideale del tempo. sviluppa una teoria del tempo (uno. compie una svolta significativa per presentare quella che è la sua teoria sul tempo: per quanto riguarda la riflessione di Heidegger. tentando di esporre ciò che di esso è stato dimenticato e i fraintendimenti cui ha dato luogo nello sviluppo dell’intera storia della filosofia.recensionifilosofiche. slegato da connotazioni e definizioni troppo strette per tale fenomeno. 12) e che con Platone si concentra. concezione del tempo. A partire da queste due posizioni già l’autore inizia a modellare la sua proposta che sarà di un Tempo Ultra-Temporale (A-Χρóνος). Newton e Galilei pensano ad un tempo Assoluto. Con Bergson il tempo viene diviso in due livelli: uno soggettivo e l’altro oggettivo. a partire dalla dicotomica distinzione tra Essere (immobile ed eterno) e Non-Essere (soggetto al divenire). nella Metafisica in modo psicologico (come “primo motore immobile”). quella del “tempo ciclico”. interiore. non risulta essere una soggettivzzazione di questo. ma non si identifica con il Tempo. 23). fondatore di tutto. S’impone a questo punto un atteggiamento critico nei confronti della passata. Nietzsche. divenire storico (a partire dalla creazione). nonché “volgare” (come dice Derrida). Per Kant il tempo è una forma a priori della conoscenza sensibile e cioè condizione della possibilità della nostra conoscenza sensibile. nel secondo capitolo. ingenerato. Con Husserl e la fenomenologia in generale. L’Autore a questo punto. prendendo in considerazione le riflessioni di Heidegger e Derrida. gettando così le basi per la distinzione dicotomica tra kronos e aidios (tempo divoratore e tempo eterno). poi. Assoluto o A-ΧΧóΧΧΧ concetto di άπειρον ovvero di infinito come principio primo. nella comunanza tra le Idee e le cose che vi partecipano. le questioni http://www. con Cartesio si ha un “Io penso” che risulterebbe essere il nome dell’attività del “temporeggiare”. si ha una suddivisione in tre livelli: eternità (come non-tempo del divino). Una introduzione alla riflessione sul Tempo. Poi è la volta di Parmenide che. da un lato. pensa ad un tempo che diviene nel suo in-esaurirsi Eterno-Ritorno.recensionifilosofiche. è un qualche cosa di temporale. Nell’età moderna.com/mag Page 13/32 Page 2 . “Il legame tra Essere e Tempo è una insolubile unione che si è protratta lungo tutto lo sviluppo della Filosofia” (p. e con Aristotele viene affrontato in entrambi i modi suddetti: nella Fisica in modo naturale (nella celebre definizione di tempo come “numero del movimento secondo il prima e il poi”).html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. che pertanto. esso viene a costituire quella che è la concezione della Storia. con Tommaso. Luca.info lunedì 12 dicembre 2011 Magni. Con Agostino si ha un tempo che è “in animo proprio”. tutto psicologico. È così he questo problema sembra presentarsi all’origine stessa dello sviluppo della riflessione filosofica. fino a rendere necessaria una retrocessione verso la ricerca di un Tempo-Originario (Ur-Zeit) che legherebbe di nuovo il problema del tempo a quello dell’essere (problema che affronterà Heidegger) e farebbe della forma del presente lo sfondo genetico di tale tempo originario (questione affrontata da Derrida). indivisibile) subordinata a quella dell’essere (che farà prendere le mosse alle critiche di Heidegger e Derrida). mentre per Hegel “la coscienza viene a posizionarsi nel Tempo. tempo (come transitorietà). in una ciclicità illimitata. che è una struttura sovra-soggettiva” (p. il tempo diviene il campo di lotte della relazione tra soggetto e mondo che quindi fa del tempo una modalità intrinseca del modo di presentarsi delle cose. rispettivamente: coscienziale e fenomenico.

così l’Autore. “Il Tempo sembra essere l’unico A-Χρóνος. c’è un tempo del tempo? O ancora.info/2011/12/magni-luca-una-introduzione-alla. tra le manifestazioni del mondo e le loro Idee generanti. Magni. Come Heidegger. imponendosi così una elaborazione del concetto stesso di tempo nella sua singolarità. mantenendo i due piani già abbozzati da Platone. si evince una considerazione del tempo non più nella sua relazione ad altro. Per l’Autore la concezione lineare del tempo non esiste. in un oltre se stesso che lo governa. Del resto il pensiero. http://www. che cos’è questo Tempo? Quale è il fondo di tale dinamica dell’origine? Siamo in una metafisica che ha saputo trattare la temporalità solo come presente. Magni comincia a prendere posizione a partire dalla possibilità aperta dalle questioni sollevate dal testo heideggeriano (erronea formulazione della dimensione temporale. del Tempo-Assoluto. L’essere. dal momento che le Idee appartengono alla dimensione dell’Eterno. interpretazione sbagliata del tempo e conseguente progetto di decostruzione). Una introduzione alla riflessione sul Tempo. nella sua declinazione dubitante. Luca. al fine di recuperare l’autenticità dell’essere. distingue tra due differenti dimensioni metafisiche che presentano differenti legislature temporali e in più pensa sia possibile superare l’errore storico della confusione tra es- Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. nella differenza tra una temporalità dell’ente (Zeitlichkeit) e una temporalità dell’essere (Temporalität).com/mag Page 14/32 Page 3 . Ma. è quell’Idea che fa da tramite. vede il pensiero come la forma autenticamente-abissale tra le leggi del mutamento e la dimensione imperitura. allora. Quest’ultimo non sarebbe un tempo senza tempo. ma proprio perché esso genera quel Divenire e non è possibile applicare alcuna di queste caratteristiche proprio perché vengono ad essere relegate al Fluire- La questione a questo punto si sposta e diventa: cosa farebbe di un tempo il suo tempo? Ovvero. Quindi Mondo e Idee appartengono ad un struttura temporale che prevede un continuo fluire: ma. in un progetto critico dell’intera storia della metafisica.info lunedì 12 dicembre 2011 Magni. ma un tempo che comprende in sé (almeno) due forme: quella del mutare e quella del restare. che ne è del tempo? Lo si ritrova al di là di se stesso. fino a dover pensare ad un continuum antecedente tra eterno e tempo deciduo che sopprime la dicotomia tra eterno e tempo. c’è un al di sopra della dimensione temporale che la governa anche se di questa sembra essercene solo una (nostra) rappresentazione? Siamo alle prese con due dimensioni: quella dello Im-Perituro e quella del Mutevole. come sue categorie. cioè la sua dimensione operativa. esso non Per-Mane in un Di-Venire Temporale perché In-Mutevole.recensionifilosofiche. ovvero l’unica struttura metafisica che sia al di fuori del Tempo stesso e. come Tempo-Assoluto.html sere ed ente proprio relegandoli alla temporalità loro appropriata. S’innestano così processi di metamorfosi temporale all’interno di un flusso continuo tra le due dimensioni. è il limite oltre il quale Cartesio non riusciva a pensare differenza. Il pensiero si costituisce come tramite tra queste due e come il dubitare (di Cartesio) prende tempo in esse. scatenando così lo spettro del tempo. L’orizzonte critico diviene la “cronicità dell’essere”. All’origine del Tempo ci starebbe una sorta di durata comprensiva sia della dimensione eterna sia di quella temporale. Il problema esposto diventa relativo alla dimensione del tempo. privilegiandone questa forma: privilegio che viene a cadere quando si mostra la sua continua iterazione attraverso la traccia (Derrida). ma piuttosto.recensionifilosofiche. secondo principi e categorie mutevoli. inteso come orizzonte ontologico dell’interpretazione dell’essere determinato a partire dal senso del tempo. Assoluto o A-ΧΧóΧΧΧ sarebbero legate alla concezione della temporalità nella storia della filosofia ed alla confusione tra essere ed ente derivante da questa. proprio per differenza e precisazione da quello che è sempre stato considerato l’Eterno. da relazione-assoluta. Il flusso temporale si presenterebbe sotto forma di un struttura “spettrale” che fonderebbe la costituzione. come uno strano caso d’identità che prende corpo solo fuori da sé.

ad enucleare le domande strutturali della riflessione sulla Natura del Tempo. 58). Il problema del Tempo nella Storia della Filosofia Il problema dell’Autentico Tempo Questioni per una nuova riflessione sul Tempo Bibliografia di riferimento http://www.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. 40). il Tempo-Eterno il TempoDeciduo. è necessario individuare i cortocircuiti della tradizione che hanno dato vita alle aporie e alle incomprensioni sul tema. quindi.recensionifilosofiche. che nelle loro relazioni logico-temporali ne esplicano la Struttura Fondamentale. Magni punta. in virtù di “una de-costruzione di tutte le passate concezioni” (p.recensionifilosofiche. segno di una divisione. Infine. in un continuo rilancio differenziale che eccede la presenza nella ripetizione seriale dell’evento pluridimensionale (senza sistema). producendo memoria senza alcuna successione spazio-temporale. pretendendo l’iterabilità come possibilità. di una distanza tale per cui non ci sarebbe altrimenti.info lunedì 12 dicembre 2011 Magni. attraverso un’introduzione alla riflessione sul Tempo-Assoluto. ovvero come fondamento costituente di una dis-posizione. Ma come può essere al di là di sé stesso ed essere presente nelle sue manifestazioni dimensionali sia nel Mondo che nelle Idee? Si presenta come un struttura non orientabile oltre se stessa ma presente come manifestazione spettrale dello A-Χρóνος di cui il Tempo-Assoluto è un’idea e/o concetto. che si vengono a costituire in seguito al Tempo). per iniziare una nuova riflessione sul tempo.info/2011/12/magni-luca-una-introduzione-alla. Il Tempo. Il testo si articola tra gli snodi concettuali che modulano la riflessione sul tempo e ha lo scopo specifico di formulare una teoria (introduttiva) su di esso. richiede la soluzione dell’elusione di una domanda sul problema che esso stesso genera. giungere alla sua definizione come Struttura (non come Concetto e/o Idea. Una introduzione alla riflessione sul Tempo. Luca. per una esplicazione delle fonti di tali questioni. La struttura del Tempo-Assoluto è costituita da tre Strati gerarchizzati: lo A-Χρóνος. Assoluto o A-ΧΧóΧΧΧ Temporale e a quelle che sono le sue sotto-stanti Dimensioni Metafisiche” (p.com/mag Page 15/32 Page 4 .

com/mag Page 16/32 Page 1 .Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint.

com/mag Page 17/32 Page 1 . Pregi dell’opera. oppure che la medesima tesi venga associata ad autori differenti.info venerdì 16 dicembre 2011 Marco Storni Bucci. 285. Coniglio (Bassi fondali). Francesco. si devono a mio avviso considerare esclusivamente i pregi filosofici del volume. Bucci muove sostanzialmente tre tipi di critiche alle http://www. 2011. però. Di particolare interesse a questo proposito è la prima delle appendici. individuandola nell’accostamento pressoché arbitrario di brani «riciclati». Di conseguenza accade che allo stesso pensatore vengano attribuite concezioni diverse e incompatibili. dell’università. Le due letture sono complementari. su quali siano i criteri di valutazione per uno scritto di filosofia. che la lettura di questo libro può suggerire. e dell’establishment culturale italiani (cfr. bensì a un’idea proposta da M. Per questi aspetti il valore del libro è indiscutibile. cioè come se si trattasse di idee originali. e anzi si deve apprezzare l’autore per aver presentato le sue scoperte tutto sommato con ironia. per gli interrogativi che fa sorgere sul funzionamento dell’editoria. che mostra – a volte mediante chiare tabelle – come i passaggi del libro sotto esame siano praticamente identici a porzioni di precedenti testi dello stesso Galimberti.50. Dopo la lettura ingenua Bucci propone una lettura «informata». anche con l’aiuto di diagrammi. Si tratta di un testo molto istruttivo. le cui dottrine sono prive di connessioni. tuttavia. Heidegger e ripresa da E. Ai fini della presente rivista. sono tematiche giornalistiche piuttosto che filosofiche. I due libri già ricordati sono considerati da Bucci come i più emblematici casi di un metodo di composizione che Galimberti porta avanti con sempre maggior costanza da una trentina di anni (l’introduzione riporta nel dettaglio le «percentuali di riuso» che si possono individuare all’interno di tutte le sue opere). su questo ultimo punto sopratutto l’appendice D). nel senso che la lettura ingenua individua i numerosi problemi logici e semantici presenti nei discorsi di Galimberti. Simili argomenti. Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale Roma.recensionifilosofiche. Galimberti probabilmente non sta pensando all’insieme di saperi che consente di costruire elettrodomestici. gli spostamenti delle varie porzioni di testo da un’opera di Galimberti a un’altra.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Questi mi sembra siano riconducibili alla riflessione. Severino (a cui Galimberti deve molto). che provengono da contesti di discorso spesso estranei da quello del quale il libro sta trattando. eventualmente con alcune leggere modifiche. Tutto ciò senza che essi vengano mai indicati come citazioni. mentre la lettura informata cerca una spiegazione per simili difficoltà. che presenta.info/2011/12/bucci-francesco-umberto-galimberti-e-la. Bucci affronta il testo in primo luogo con una lettura che definisce «ingenua». Essa si rivela fin troppo ingenua. euro 14. L’indagine è strutturata così: per ciascun tema trattato da Galimberti. perché a volte sembra non riconoscere certe espressioni idiomatiche della filosofia. ISBN 9788860632968 Recensione di Francesco Martinello – 31/10/2011 Il volume si presenta come un’approfondita analisi di due libri di Umberto Galimberti (La casa di psiche e L’ospite inquietante). piuttosto che con lo sdegno che spesso vediamo accompagnare i documenti di denuncia.recensionifilosofiche. Per esempio: quando parla di «tecnica». che cerca semplicemente di comprenderne il significato. che dimostra come siano stati ottenuti per lo più accostando tra loro brani di testo provenienti da opere precedenti dello stesso autore. pp.

. specialmente nei suoi rappresentanti italiani. È una critica inopportuna perché rischia di far passare l’intero volume. la filosofia ha una storia ben più antica di quei criteri.] alle tesi di fondo condivise [.com/mag Page 18/32 Page 2 . per una provocazione «ideologica». ma solo interpretazioni).. Immaginiamo che si scopra che per esempio la Fenomenologia dello Spirito fu composta riciclando materiali precedenti e copiando da altri autori senza menzionarli (alcuni quotidiani nazionali hanno messo in luce anche questo aspetto degli scritti di Galimberti).])» (pp. pare che i filosofi si servano di affermazioni paradossali per i loro scopi.. e in secondo luogo perché non è condotta in maniera adeguata: è encomiabile il lettore che segnala agli altri lettori un caso di impostura. La critica meno discutibile sembra senz’altro la terza. uno dei più noti esponenti» (ibidem). Tale corrente filosofica. il cui valore sta nella dettagliata ricostruzione delle nascoste fonti galimbertiane. prima di tutto perché attacca un’intera corrente filosofica per mezzo di un argomento ad hominem (che le critiche a Galimberti valgano per ogni rappresentante del pensiero debole è tutto da dimostrare). Francesco. Difetti dell’opera. Probabilmente il prestigio di tale opera presso gli addetti ai lavori diminuirebbe sensibilmente. Diverse volte. Pertanto. ormai si dà per scontato che vadano applicate a tutti i tipi di prodotto intellettuale. ed è facile accorgersi che «carenza di rigore logico (e di senso) caratterizza in realtà [.recensionifilosofiche. Eppure. «nel fornirci le prove documentali della vacuità di molta parte del suo dire (e ridire). per così dire. e numerosi libri sono giudicati ottimi lavori filosofici pur senza avere un preciso filo conduttore... Prefazione di Luca Mastrantonio Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. (b) non svolgono il tema presentato nel titolo e/o nell’introduzione.. Il punto è che coerenza.] da tutti quei pensatori che [. il post-modernismo. compattezza.. (c) sono composti quasi interamente estrapolando brani di altre opere e mettendoli assieme in un ordine difficilmente comprensibile..] buona parte dei discorsi degli officianti del post-modernismo» (ibidem).. non si finisca per essere costretti a rifiutarne troppi. poi...info/2011/12/bucci-francesco-umberto-galimberti-e-la. e sopratutto tra i suoi compiti tradizionali c’è proprio quello di ripensare i presupposti più indubitabili. nel conseguente relativismo. si trova nel volume una inopportuna e poco approfondita accusa nei confronti di una corrente filosofica. «ha in comune con la religione [. Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale http://www. possiamo cogliere il nucleo centrale del pensiero post-moderno (o “debole”) nel rifiuto della razionalità “illuministica” e nella sua (presunta) pretesa di fornire spiegazioni totalizzanti. «le regole del gioco». e anzi dell’oggettività in generale. l’astrusità dei contenuti e l’arbitrarietà del linguaggio [. sia in campo assiologico (non esistono valori assoluti [... Sono diventate. prodotti di tale razionalità. infatti. applicandoli con rigore a diversi testi «classici» della disciplina.info venerdì 16 dicembre 2011 Bucci.html opere di Galimberti: (a) contengono ragionamenti insensati. nella negazione dell’oggettività e dell’universalità della conoscenza (in primis quella scientifica). e originalità sono tre condizioni ormai universalmente accettate per decidere della bontà di una «produzione scientifica». 27). Si tratta inoltre di una polemica superficiale. senza dubbio per motivi ben validi. sia in campo conoscitivo (non esistono fatti. Per quanto riguarda i primi due punti ci si potrebbe per esempio chiedere se. 24-25).. Umberto Galimberti [..] l’insondabilità dell’oggetto. con gli strumenti della loro disciplina.]» (p. Prima della esauriente documentazione del «riciclo» galimbertiano dei propri testi.] contribuisce a demistificare anche quel “pensiero debole” di cui egli è.. considerate pericolose espressioni di volontà di dominio sull’uomo e sulla natura. ma a giudicare se il post-modernismo sia autentica filosofia o mistificazione intellettuale dovrebbero essere gli addetti ai lavori. L’autore ritiene che «I tratti salienti del pensiero di Umberto Galimberti sono infatti riconducibili [.] si definiscono post-moderni […].recensionifilosofiche. come se fosse stato scritto con l’intento «filo-illuminista» di screditare i pensatori «irrazionalisti». Come tali. in Italia. nella critica della scienza e della tecnica.

info venerdì 16 dicembre 2011 Bucci.1 La psicologia in Dilthey e in Jaspers 10.4 Un’altra strana assenza: dov’è Freud? 7. La spiegazione dei misteri Parte seconda – Da Freud ad Aristotele 6. Nichilismo e occupazione delle case 14. I giovani d’oggi? Mancano di forza d’animo 7.2 Cristianesimo. La causa di fondo del disagio giovanile: il disinteresse della scuola e/o dei genitori 5.info/2011/12/bucci-francesco-umberto-galimberti-e-la. Gli improbabili rimedi al disagio giovanile APPENDICE A – Gli inquieti percorsi delle parole: dimensioni e caratteristiche del riuso galimbertiano 7. La causa del disagio giovanile: il nichilismo 3.1 la psicologia come scienza umana 9.2 Cos’è la psicologia analitica di Jung? http://www.3 Oroscopo e psicologia 9.recensionifilosofiche.recensionifilosofiche. Il tema non viene svolto 4.1 Il dolore e la meraviglia 11.2 La filosofia di Jaspers Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint.1 Trasgredire la scienza e pro-vocare il simbolo 8. La pratica filosofica non c’è 5. grecità e tecnica 11. Il simbolo e il suo linguaggio 8.3 Che cos’è la teoria lacaniana? 6.3 Cristianesimo. grecità e tragicità dell’esistenza 11.3 Jung e Freud nell’età della tecnica 8. Nichilismo e indifferenti degli anni Novanta 12.2 Una strana assenza: dov’è Nietzsche? 6. Dalla psicologia scientifica alla psicologia artistica 9. La vera causa del disagio giovanile: il futuro-minaccia 4. I giovani d’oggi? Tutti psicopatici 6.com/mag Page 19/32 Page 3 . Francesco.html 11. I drogati? Tutti nichilisti 10. I giovani d’oggi? Tutti spudorati 8.5 Jaspers e la psicoanalisi 10. Perché Il nichilismo e i giovani? 15. Nichilismo e brigate rosse 11. Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale LA CASA DI PSICHE – Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica Parte prima – Perché Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica? 3.2 La psicologia come scienza rigorosa 9.5 La colpa della Germania nazista 11.6 La phrònesis aristotelica nell’età della tecnica L’OSPITE INQUIETANTE – Il nichilismo e i giovani 2.3 La psicologia come arte 9. Pratica filosofica o filosofia pratica? 11.

Francesco.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Gli articoli e le risposte APPENDICE B – Riuso e abuso delle parole: un florilegio APPENDICE C – E le parole continuano a vagare: l’ultimo libro di Galimberti APPENDICE D – Scalfari e Galimberti: un paradosso emblematico http://www.recensionifilosofiche. Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale 2.com/mag Page 20/32 Page 4 .info venerdì 16 dicembre 2011 Bucci.recensionifilosofiche.info/2011/12/bucci-francesco-umberto-galimberti-e-la.

Levinas. ISBN 978-88430. muovendo dalla denuncia dell’assurdità di ogni spiegazione metafisica che indaghi l’essenza delle cose reali. tenuto nel 1997. Dal momento che parlare presuppone l’esistenza di un interlocutore e delle sue urgenze. Putnam illustra nel secondo capitolo le tappe speculative del pensiero rosenzweighiano contenute in La Stella della redenzione. I primi due capitoli del volume illustrano i tratti principali del pensiero di Rosenzweig e ne mettono in risalto la prossimità con quello di Wittgenstein. Carocci. cominciò ad aprirsi in direzione della filosofia ebraica nel 1975. Rosenzweig. un parlante non sa in anticipo quello che dirà – o anzi. pp. 142. avrebbe estrapolato gli elementi costitutivi del reale – uomo.info/2011/12/putnam-hilary-cura-di-massimo-dellutri. una guida di vita. La creazione è http://www. Filosofia ebraica. «Nello scontro attivo con i problemi filosofici o teologici vissuti di un altro essere umano. 2011. la cui rielaborazione rappresenta il primo e il quarto capitolo del presente volume. (a cura di Massimo Dell’Utri). Hilary.html La ricerca di Putnam. interrogandosi esclusivamente sull’essenza. euro 15. da sempre indirizzata verso l’epistemologia scientifica e la filosofia della scienza. Per entrambi la filosofia non è pura riflessione speculativa né ricerca metafisica dell’essenza delle cose ma pratica di vita che trasforma l’interiorità. scontro che egli chiama pensiero che parla.5363-6 Recensione di Cecilia Ricci – 12/10/2011 La presente opera di Putnam costituisce una interessante introduzione al pensiero di «tre filosofi ebraici e 1/4» (114) – l’Autore inserisce la figura dell’ebreo «atipico» Wittgenstein accanto a quella di Rosenzweig. Dio. propongono «un ritorno all’uso ordinario delle nostre parole» (28) così come è dettato dal nostro senso comune. se dirà qualcosa» (41). Buber e Levinas – e nasce da un corso sulla filosofia ebraica tenuto da Putnam nel 1997 ad Harvard che diede vita nel 1999 a due conferenze su La filosofia ebraica come modo di vita. rappresentò per Putnam Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. mondo – dal flusso della vita.info lunedì 19 dicembre 2011 Marco Storni Putnam. la possibilità di riconciliare la vena religiosa con la generale visione scientifico-materialista del mondo. Il corso sulla filosofia ebraica. rivelazione e redenzione – l’accadere delle relazioni tra uomo. Ciò spinse Putnam a partecipare assiduamente alle liturgie ebraiche e a riconsiderare la preghiera come un’ «attività capace di trasformare le persone» (13). Wittgenstein Roma. cioè che presta attenzione al bisogno dell’altro e porge l’orecchio solo agli interrogativi brucianti che nascono dall’esperienza. Ambedue. Per Rosenzweig la filosofia. Dio e mondo.com/mag Page 21/32 Page 1 . il nuovo interesse per la religione si affiancava allo studio della filosofia della scienza senza che le due componenti venissero conciliate. Buber. eludendo così il problema della morte e neutralizzando le esigenze del quotidiano. Come ricorda Putnam nell’Introduzione.recensionifilosofiche.recensionifilosofiche. allora il nuovo pensiero ha bisogno di tempo affinché nel dialogo emergano consapevolmente le domande e maturino le possibili risposte. anno in cui il figlio maggiore comunicò al padre il desiderio di celebrare il bar mitzvah. La nuova «filosofia esperiente» è un pensiero che narra attraverso le tre categorie – creazione. L’autore de La Stella della redenzione si fa così promotore di un «nuovo pensiero che parla» (39).

Nel delineare i punti cruciali del pensiero dialogico di Buber. è possibile operare una trasformazione della vita individuale e sociale. In realtà la validità della relazione io-tu «dipende dall’adeguatezza dello scopo» (70) che consiste nella «trasformazione del «mondo dell’esso»» (71). Il primo errore nell’interpretazione del suo pensiero consiste nel considerare sempre valida e giusta la relazione io-tu. Tutte le soluzioni puramente «materialiste» ai problemi del mondo. Ciascuno di loro è «perfezionista perché descrive un nostro obbligo in modi che appaiono intollerabilmente esigenti. L’accadere rivelativo assume i connotati di un vivo dialogo tra amante (Dio) e l’amata (uomo). Rosenzweig esprime il «per sempre» della rivelazione. Rosenzweig. «Ogni vera comunità e ogni genuino momento di trasformazione hanno bisogno di una relazione condivisa con il Tu supremo. Buber. come «qualcosa che potrebbe accadere nel prossimo istante». L’interesse del pensiero dialogico risiede invece. e come qualcosa che accadrà nel futuro lontano» (58).com/mag Page 22/32 Page 2 . attribuendo un carattere «demoniaco» alla relazione io-esso.info/2011/12/putnam-hilary-cura-di-massimo-dellutri. L’uomo «sperimenta la redenzione simultaneamente come «presente».recensionifilosofiche. (a cura di Massimo Dell’Utri). Se in Rosenzweig i tre elementi tessono un sistema di relazioni che desta l’io dal mutismo del premondo offrendogli la possibilità di pronunciare il suo «Eccomi» e in Levinas il volto oltraggiato dell’Altro esige una un’assunzione di responsabilità nei suoi confronti. così «la famosa relazione «io-tu» di Buber è una relazione che esige da noi.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint.recensionifilosofiche. che valorizzino il socialismo. Il comando divino desta l’uomo dal torpore e dall’orgoglio caparbio che lo confinavano nella chiusura del proprio sé e sollecita la sua risposta responsabile che consiste nel ricambiare l’amore. Buber e Levinas. La redenzione finale non può essere relegata in un futuro lontano e irraggiungibile ma deve essere continuamente anticipata affinché il compimento entri di diritto in un tempo eterno. Nel terzo capitolo dedicato a Martin Buber. Levinas. Filosofia ebraica. Hilary. Nella continua richiesta di amore reciproco da parte delle due anime e nel ricorso al dialogo amoroso del Cantico dei cantici. ma è anche un filosofo realista perché comprende che è solo mantenendo bene in vista un’esigenza «intollerabile» che si può ambire al proprio «sé non realizzato ma realizzabile»» (67). nell’incapacità di qualsiasi speculazione metafisica e di qualsiasi teoria http://www. Il secondo errore per Putnam consiste nel rintracciare l’originalità della riflessione buberiana unicamente nella fenomenologia delle relazioni personali e non nella sua «teologia». Grazie all’originaria relazione io-tu con Dio da cui discendono tutte le altre relazioni io-tu con le persone. Putnam sottolinea perfettamente tale unità di presente e futuro nell’attesa della redenzione. ma in realtà per l’autore de La stella della redenzione la portata miracolosa della rivelazione risiede nella sua capacità di rinnovarsi sempre ad ogni istante e nell’offrirsi all’uomo come novità eternamente presente. Wittgenstein la narrazione del rapporto che investe Dio e mondo. una guida di vita. L’esperienza dell’amore di Dio è la condizione di possibilità dell’imitatio dei e l’inizio della redenzione come relazione tra uomo e mondo. Allo stesso tempo però non coglie la dimensione «esclusivamente» presente dell’accadere rivelativo. L’attesa paziente del Regno si deve accompagnare ad una forzatura della sua venuta allo scopo che il Regno possa eternamente venire.info lunedì 19 dicembre 2011 Putnam. e senza la quale nessun sistema di regole morali e nessuna istituzione possono avere un valore ideale» (67). non possono che fallire senza un momento di relazione di questo genere» (74). Putnam utilizza la formula «perfezionismo morale» – presa in prestito da Stanley Cavell – per definire il pensiero di Rosenzweig. Putnam si propone di smascherare i malintesi più comuni. Nella rivelazione l’essere creato è colpito dalla forza dell’amore di Dio che gli giunge sotto forma di comandamento. oppure il capitalismo. oscura profezia rinchiusa nel passato muto e lontano e che attende di essere risvegliata e inverata dall’eterno presente della rivelazione. per Putnam. Scoprendo di essere amato l’uomo impara ad amare non solo Dio ma anche il prossimo. Per Putnam «Rosenzweig ritiene che la rivelazione sia avvenuta nel passato» (50).

recensionifilosofiche. lasciando poi alle sue spalle un vuoto ben visibile perché inscritto nell’orizzonte finito della presenza delle cose. Putnam ha il merito di smascherare gli errori di comprensione più diffusi legati all’interpretazione delle opere dei tre filosofi e l’umiltà di illuminare il senso di alcuni concetti oscuri senza pretendere di esaurire la portata e la ricchezza filosofica del loro pensiero. «Ciò che si può fare è parlare a Dio o piuttosto intraprendere una relazione «io-tu» con Dio. Ciò in parte è vero perché il rifiuto dell’ontologia è comprensibile in termini ebraici come negazione della «presenza» dell’essere e di una sua rintracciabilità nell’ordine fenomenico ma allo stesso tempo deve essere letto in relazione all’orrore e allo sgomento provocati dalla Shoah. Il libro di Putnam è un’ utile presentazione delle categorie speculative di alcuni grandi filosofi ebrei del nostro tempo e si propone sin dall’inizio di essere una guida introduttiva per il pubblico comune di «non addetti ai lavori» che si accinge allo studio complesso e affascinante del pensiero ebraico. avrebbe condotto non solo alla polverizzazione del senso che spalanca all’abisso del il y a. ma al più tracce della presenza di Dio nel mondo. Introduzione (autobiografica) http://www. Nel quarto capitolo Putnam illustra le categorie filosofiche centrali del pensiero di Levinas alla luce della famosa affermazione per cui l’etica è la filosofia prima e quindi priva di alcun fondamento ontologico. l’impossibilità di una tematizzazione di Dio e la vocazione universale a rispondere responsabilmente del bisogno altrui. Rosenzweig. una relazione in cui tutte le relazioni parziali «io-tu» sono abbracciate e realizzate senza essere cancellate» (73). ma anche all’allontanamento di Dio rifugiatosi in un «altrimenti che essere» non fenomenico. cioè della sua infinita eccedenza nel volto offeso dell’altro che sfugge ad ogni presa concettuale. Levinas. finendo per neutralizzare il singolo e sancire così il trionfo della prevaricazione sull’altro uomo. in modo mistico – come la traccia del volto dell’altro.info lunedì 19 dicembre 2011 Putnam. Hilary. così non vediamo mai il volto dell’altro ma solo la sua traccia» (89). ovvero la «categoria morale» di elezione alla responsabilità dell’Altro. una guida di vita. L’orrore di una storia ingiusta. ha posto l’origine del senso nella sovrana affermazione dell’essere. Filosofia ebraica. È interessante notare come Putnam contrapponga invece «la non fenomenicità del volto» alla possibile valenza teofanica della traccia. La tradizione filosofica occidentale. (a cura di Massimo Dell’Utri).com/mag Page 23/32 Page 3 . Il volto non è per Levinas né riflesso né immagine di un Dio che è assente. Buber. esaltando l’ontologia come filosofia prima. ma nel suo dileguarsi lascia una traccia non assimilabile all’idea di residuo fenomenico. La disponibilità totale ad accogliere ed aiutare l’altro – ci ricorda Putnam – può nascere solo da un incontro che genera scompiglio e «sgretola le mie categorie» (111) nella consapevolezza che «ciò che viola le mie categorie può solo venir appreso di sfuggita.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. tradimento del progetto che Dio aveva in serbo per l’uomo. come «gloria» dell’Infinito» (111). Se la traccia è la significazione di un «Dio che viene all’idea» solo nell’approssimarsi ad altri. In realtà però senza l’incondizionatezza dell’obbligo etico – limitata in parte dall’irrompere del «terzo» e dal fatto che anche il soggetto è il prossimo per l’altro – non si potrebbe dare vera testimonianza di Dio. Wittgenstein della conoscenza che voglia inglobare e definire il mistero di Dio. allora Dio deve aver percorso in qualche modo le vie del mondo. Putnam si concentra maggiormente sul rapporto che in Levinas si stabilisce tra l’asimmetria radicale della relazione con l’altro. «Proprio come non vediamo mai Dio. «Il pericolo di fondare l’etica sull’idea che noi siamo «tutti fondamentalmente uguali» è di aprire una porta all’Olocausto: basta solo pensare che alcune persone non sono davvero uguali per distruggere la forza di una simile costruzione» (78). Putnam non condivide la radicalità dell’asimmetria della relazione etica e quindi di un’assunzione di responsabilità fino ai limiti del martirio e legge questo tratto esasperato come frutto di un’«etica unilaterale» (104).recensionifilosofiche.info/2011/12/putnam-hilary-cura-di-massimo-dellutri.

Buber. Levinas.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Rosenzweig. Rosenzweig e Wittgenstein 2. una guida di vita.info lunedì 19 dicembre 2011 Putnam. Hilary.recensionifilosofiche.recensionifilosofiche. (a cura di Massimo Dell’Utri). di Massimo Dell’Utri e Pierfrancesco Fiorato http://www.info/2011/12/putnam-hilary-cura-di-massimo-dellutri. Filosofia ebraica. Che cosa Io e tu dice davvero 4.com/mag Page 24/32 Page 4 . Wittgenstein 1. Levinas su quel che esige da noi L’impertinenza della teoria. Rosenzweig sulla rivelazione e relazione d’amore 3.

info/2011/12/dagostini-franca-introduzione-alla. e da quattro parti principali. si può senz’altro affermare che il lavoro filosofico di Franca D’Agostini è caratterizzato da un approccio che risalta. forte consapevolezza teoretica della posta in gioco che le singole problematiche comportano. euro 16. Mi preme ricordare in particolare l’ormai classico Analitici e continentali. Mi preme sottolineare in particolare la felicissima scelta operata nel calibrare l’impianto di fondo del volume. Guida alla filosofia degli ultimi trent’anni (1997). uno sguardo di insieme che sa abbracciare le diverse tendenze. ma pregnante.com/mag Page 25/32 Page 1 . sempre presso Bollati Boringhieri.recensionifilosofiche. dedicati ai più importanti snodi teorici della discussione filosofica contemporanea. Dialettica. ISBN 9788833922188 Recensione di Antonio Cimino – 10/8/2011 A Franca D’Agostini la cultura filosofica italiana degli ultimi quindici anni deve magistrali ricostruzioni storiografiche e sistematiche della filosofia contemporanea. del dibattito contemporaneo. i punti analizzati. rispetto al generale panorama della cultura filosofica accademica in Italia. Franca. ricorsività (2000) e Disavventure della verità (2002). che sa coniugare precisione delle singole analisi con solide sintesi sui problemi di volta in volta trattati. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico. può orientarsi con facilità nella fitta trama delle numerose problematiche relative alla verità elaborate dalla tradizione.50. per il nesso diretto con il volume qui in discussione. dato alle stampe dall’Autrice. differenza. ciascuna delle quali è conclusa con una ricapitolazione che ripercorre in modo sintetico. In questo modo il lettore.info mercoledì 21 dicembre 2011 Marco Storni D’Agostini. da consigliare sia a studenti interessati al tema sia a un lettore medio colto. anche quello meno esperto. L’articolazione poggia su un’introduzione generale. Mi limito a menzionare. nonostante l’Autrice concepisca il suo contributo come «un chiarimento preliminare http://www. Ad una considerazione complessiva di queste e delle altre opere. Bollati Boringhieri. Tale perspicuità dell’articolazione e la notevole lucidità dello stile.recensionifilosofiche. Tuttavia. anche quelle più lontane fra loro. Il volume Introduzione alla verità rispecchia in modo esemplare ciascuno di questi caratteri della scrittura filosofica dell’Autrice. 359. Introduzione alla verità Torino. che ha rappresentato un fondamentale contributo al dibattito relativo alla pluricitata e controversa scissione fra filosofia continentale e filosofia analitica e che ha inaugurato una lunga serie di studi e volumi dell’Autrice. che funge da premessa e mette a fuoco con estrema chiarezza il complesso dei temi trattati. mediamente segnato da un persistente storiografismo. pp. Nel solco di questo coerente percorso di attenta e profonda analisi rientra anche il volume Verità avvelenata. 2011.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. In generale sono tre i pregi che riscontro nei lavori dell’Autrice e che sono largamente visibili anche nel volume qui in esame: uno stile estremamente chiaro e brillante. per originalità e ampio respiro. fanno sì che il volume si presenti anche come utilissimo strumento didattico. nel 2010. da un’eccessiva tendenza alla specializzazione e frammentazione nonché da forme più o meno consolidate delle molteplici scolastiche continentali e analitiche. che alterna momenti di intelligente presentazione dei problemi e delle teorie a parti più teoretiche e analitiche. Logica del nichilismo.

info D’Agostini. vale a dire al modo in cui il concetto di verità viene usato e/o distorto nel contesto della sfera pubblica e in ambiti non filosofici.recensionifilosofiche. e inoltre «ogni altra teoria della verità per essere accettata deve essere giudicata “vera” proprio in questo senso realistico» (p. non specialisti di cose filosofiche. detta «realismo aletico». piuttosto complicato ed eterogeneo. Introduzione alla verità mercoledì 21 dicembre 2011 e generale sul concetto di verità» (p. Da sottolineare con forza è che la prima parte si conclude con una sezione più teoricamente impegnata. ma altrettanta attenzione è dedicata alle cosiddette teorie non robuste. È un modo http://www.). Grazie alla chiara esposizione dell’Autrice anche il lettore meno esperto può farsi un’idea sufficientemente precisa di come la nozione di verità sfugga a rappresentazioni dicotomiche e rigide e richieda strumenti logici notevolmente diversificati. La terza parte si rivolge a quella che l’Autrice chiama epistemologia della nozione di verità. In questo complesso di problemi e autori. La seconda parte prende in considerazione la logica della nozione di verità. al deflazionismo e alle teorie concernenti i fattori di verità (truthmakers). il coerentismo e il pragmatismo. innanzi tutto sulle diverse sfaccettature che caratterizzano questa nozione capitale e alle quali sono dedicate le singole parti. in modo più immediato e semplice (cfr. mai segnato da posizioni preconcette. mettendo in luce i limiti intrinseci di molte impostazioni antimetafisiche. riferendosi con ciò alla sua portata più strettamente gnoseologica. 207 ss. 9). Oltre all’irrinunciabile presentazione delle leggi classiche della verità. Nello spiegare il primato del realismo aletico l’Autrice adduce buone ragioni a favore di tale teoria. vogliano orientarsi sui concreti riflessi quotidiani e politici dei problemi concernenti il vero. il realismo aletico è congruente. evidenziandone in particolare la funzione esplicativa e quella metateorica. ad esempio pp. l’Autrice si muove con solidità di argomenti e profonda conoscenza delle fonti.com/mag Page 26/32 Page 2 . p.recensionifilosofiche. fornendo una sintetica ma efficace ricostruzione delle logiche paracomplete. con particolare spazio concesso allo schema di Tarski. Infatti. l’Autrice dà ampio spazio anche alle logiche non classiche. con le diverse forme di scetticismo. a cominciare in particolare da quelle tradizionalmente più diffuse e note. Vale la pena sottolineare come l’analisi sviluppata dall’Autrice non si limiti a prendere in considerazione la valenza strettamente tecnica delle spinose questioni sollevate da scetticismo. ma ne sappia toccare anche gli aspetti più generalmente culturali (cfr. vale a dire come questa entra in gioco nella sfera del linguaggio e del pen- siero. della logica fuzzy e della logica della probabilità. In questa parte trova spazio non solo l’analisi dei problemi più classici propri della teoria della conoscenza. vale a dire: il corrispondentismo. che si concentra sulla teoria della verità privilegiata dall’Autrice. È una prospettiva molto interessante.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. la quale nella sostanza consiste in una lettura realistica dello schema di Tarski. La snella ricostruzione delle teorie si accompagna ad una puntuale analisi dei punti controversi che ciascuna di esse comporta. ma soprattutto un confronto molto intelligente e mirato. In effetti la magistrale chiarezza con cui si sviscerano i singoli problemi va di pari passo con un’attenta discussione dei punti più ardui del dibattito contemporaneo sulla verità. L’Autrice offre un’intelligente mappatura e ricostruzione delle diverse teorie che sono state proposte. non si può affatto dire che la portata del volume si esaurisca in un mero intento divulgativo o illustrativo. Lo scopo della prima parte del volume è fornire una presentazione generale dei molteplici significati della nozione di verità. 113). soprattutto per quanti. 113).info/2011/12/dagostini-franca-introduzione-alla. delle logiche paraconsistenti. nichilismo e relativismo che hanno dominato buona parte dello scenario filosofico del secolo scorso e che continuano ad affiorare ogni volta che si affrontano problemi fondazionali. nichilismo e relativismo. Il volume si conclude con la quarta parte dedicata alla pratica della verità. Franca. con l’uso filosofico e prefilosofico del predicato «vero».

che in una certa misura documenta anche il vivace impegno più generalmente intellettuale e culturale dell’Autrice.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint.info D’Agostini. ha dato ottimi frutti in particolare con il libro Verità avvelenata. Parte prima: Il significato di «vero» Parte seconda: La logica di «vero» Parte terza: L’epistemologia di «vero» Parte quarta: L’uso di «vero» Riferimenti bibliografici http://www. Introduzione alla verità mercoledì 21 dicembre 2011 pregevole di concludere questo eccellente volume. come ho già segnalato.recensionifilosofiche.com/mag Page 27/32 Page 3 . che rappresenta l’esito più direttamente connesso con la parte finale del libro qui recensito.info/2011/12/dagostini-franca-introduzione-alla. il quale di recente.recensionifilosofiche. Franca.

pp.recensionifilosofiche.com/mag Page 28/32 Page 1 . pertanto. 2011.info/2011/12/casati-roberto-prima-lezione-di. ISBN 978-88-420-9549-1 sbarca a New York per esporre la sua opera Oiseau dans l’espace (Uccello nello spazio). visto e considerato che “sono filosofiche le domande cui non trovi risposta nella disciplina che le formula” (p. non lo so”.recensionifilosofiche. bensì ad un episodio giudiziario. ad esempio. affronta un tema particolarmente impegnativo. visto e considerato che esistono diverse tecniche filosofiche o “modi dell’operare filosofico” (ibidem). Casati. sembra quasi che di fronte alla domanda che cos’è la filosofia. 33). p. scrive l’Autore. In matematica. Pertanto. non ricorre ad un episodio di storia della filosofia. per spiegare con più semplicità questa sua impostazione concettuale.info mercoledì 28 dicembre 2011 Marco Storni Casati. quali sono quindi le domande di tipo filosofico? Esse sono domande “cui la disciplina non saprebbe rispondere con i propri mezzi. 3). discendono alcune conseguenze affrontate lungo i vari capitoli del suo volumetto. ma. invece. che cos’è la filosofia e. essa è anche un’arte (cfr. così come ci si aspetterebbe. euro 12. nonostante le precisazioni di Brancusi. Nel 1926 lo scultore romeno Constantin Brancusi Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Questo esempio viene da Casati ritenuto un caso paradigmatico di negoziazione concettuale. convincendo il giudice a classificare la sua scultura come opera d’arte. Roberto. cos’è un filosofo (laddove per filosofo egli intende filosofo o filosofa). lo so. Roberto Casati.html Il compito non è facile. “non ci sono calcoli che ci dicono che cosa sia un numero” (ibidem). anzi. 203. http://www. e sono domande alle quali si risponde con gli stessi mezzi con cui si risponde a domande filosofiche riguardo ad altre discipline” (p. di conseguenza. possiamo conoscere la somma 179+46 tramite un semplice calcolo. un negoziatore concettuale (cfr. ma alla dogana. la sua opera d’arte venne classificata dal doganiere come utensile da cucina e pertanto soggetta alla tassa doganale (non prevista. p. ciò significa che la filosofia opera ad un livello meta-teorico. Ovvero. 32). Dalle semplici definizioni che Casati fornisce a proposito della filosofia e del filosofo. ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo. Recensione di Giacomo Borbone Con la sua ultima fatica intitolata Prima lezione di filosofia. ci si senta come S. per le opere d’arte). ma Casati prova a darne una definizione per certi versi originale ed allo stesso tempo chiara: il nostro autore definisce la filosofia in termini di negoziazione concettuale ed il filosofo. e non teorico. direttore di ricerca del CNRS all’Institut Nicod a Parigi. secondo l’autore. Ma se la filosofia è un negoziato allora. 61). Agostino di fronte alla domanda che cosa è il tempo: “Quando nessuno me lo chiede. Su cosa sia la filosofia non esiste (e forse mai ci sarà) un consenso universale. Se il filosofo è un negoziatore concettuale. Brancusi fece causa agli Stati Uniti. Prima lezione di filosofia Roma-Bari. Laterza.

Casati fornisce un esempio molto semplice: “Così come non puoi decidere che cos’è un pianeta andando a esplorare lo spazio. la vita. poiché essa.info/2011/12/casati-roberto-prima-lezione-di. Ma Casati si difende da quest’eventuale accusa con le seguenti parole: “Difendere una concezione ancillare.html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. può tutt’al più risultare utile come lo è lo jogging per la prevenzione di malattie cardiovascolari. Il filosofo è un negoziatore concettuale La rinuncia necessaria e il dovere dell’immaginazione Come si costruisce un esperimento mentale? A comporre le tensioni tra visioni del mondo Esiste una conoscenza filosofica? Come si insegna la filosofia? A che cosa serve la storia della filosofia? La filosofia dei filosofi http://www. Tuttavia questo non toglie che la filosofia possa volare oltre. non pura della filosofia non significa sminuire il lavoro filosofico. non segue che le questioni siano sempre le stesse” (p. stando a quanto ci dice Casati. 154). Roberto. Un tal modo di vedere sembrerebbe sminuire la nobiltà della filosofia. è facendo questo che arricchisce lo spazio del negoziato” (pp. così non puoi decidere che cos’è la criminalità semplicemente contando una parte della popolazione o il numero di manifestazioni di un certo fenomeno. 171-172). nell’ottica di Casati. esortandoci giustamente a non soffermarci alla superficie delle cose. se così fosse. è linfa vitale per le scienze. 172). Prima lezione di filosofia mercoledì 28 dicembre 2011 A tal proposito. A tal proposito l’autore. Pur non condividendo la definizione di filosofia in termini di negoziazione concettuale (poiché non mi pare che la filosofia pieghi le sue esigenze veritative alla pratica della negoziazione e in ogni caso. La filosofia. Dalla definizione di negoziatore concettuale e dalla distinzione tra filosofia e non-filosofia in termini di metateorie e teorie. ma penso che possa e debba intervenire in quanto filosofo in molti contesti proprio perché.recensionifilosofiche. andare lontano – non subire il dato. e cioè la non-esistenza di problemi di natura universale all’interno della filosofia. come spero di aver mostrato. La costruzione di teorie. afferma l’Autore. 107). è resa possibile soltanto dalle meta-teorie.com/mag Page 29/32 Page 2 . Ciò lo porta a ridurre la filosofia ad un ruolo ancillare. ma “la vita è comunque sempre di fronte al dato. la riflessione concettuale. È anzi vitale che la filosofia cerchi di guardare lontano.info Casati. Non intendo dire che il filosofo debba a tutti i costi occupare la scena pubblica e tanto meno mediatica.recensionifilosofiche. mentre le teorie “permettono la formulazione di domande fattuali” (p. questa non sarebbe filosofia). ma puoi metterti a cercare pianeti quando hai deciso che tipo di cosa è un pianeta. afferma che “questo libro è una difesa dell’intellettualismo. visto e considerato che la sua funzione. 167). ma puoi capire che cosa contare quando hai deciso che cosa conta come un criminale o come atto criminale” (p. caratterizzato da uno stile di scrittura decisamente brillante. Scrive infatti Casati che “dal fatto che in ogni contesto storico si possano individuare questioni tipicamente filosofiche. scaturisce un’altra conseguenza. tuttavia il libro di Casati. e a voler negoziare soltanto con la parte emersa si rischia di non andare lontano” (ibidem). 171). il suo lavoro è utile” (p. perché anche le cose più semplici sono la punta di un iceberg di smisurata grandezza e complessità. della necessità di andare a fondo nelle cose anche più semplici. “è sempre di fronte al dato” (p. offre comunque ottimi spunti per ripensare il ruolo della filosofia nella società. Mi oppongo pertanto a una certa timidezza e ritrosia del filosofo. in questo senso “le teorie filosofiche sono piccole – proprio perché sono metateorie” (ibidem). l’arte.

com/mag Page 30/32 Page 3 .html Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. letture e visioni Indice dei nomi e degli argomenti http://www.recensionifilosofiche.recensionifilosofiche. Prima lezione di filosofia mercoledì 28 dicembre 2011 Annotazioni. Roberto.info/2011/12/casati-roberto-prima-lezione-di.info Casati.

credo che la pur miracolosa triade “Ontologia. e neppure sfiora. le debolezze di una prospettiva meramente e a-problematicamente http://www. Critica. sostiene che è stato proprio l’“avvento dei populismi mediatici” ad aver “fornito l’esempio di un addio alla realtà per niente emancipativo”.santippe. soprattutto. Il che equivale a sostenere che proprio perché non è giunto il mondo nuovo che le filosofie politiche novecentesche avevano promesso denunciando le trappole. 16 settembre 2011). Ferraris piuttosto che prendere teoreticamente di petto le aporie del realismo filosofico (che lo hanno condotto ad essere superato nel Novecento da prospettive ermeneutiche e decostruttivistiche).it/piu-neorealisti-del-re-note-a-margine-del-dibattito-sul-new-realism/ Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. Non a caso. anzi – per meglio dire – abbiamo presenziato all’ingresso in pompa magna sulla scena culturale nazionale di una “filosofia di ritorno”: il New Realism (cui l’anglicismo non attribuisce per incanto. tanto vale tenercela quella verità e provare a sostenerla con un bel programma filosofico che poggi saldamente sulla roccia del “carattere saliente del reale” e sulla sua “inemendabilità”.com/mag Page 31/32 Page 1 . maggiore dignità teoretica). La ripresa del realismo filosofico come panacea dei funesti malanni causati dal “pensiero debole” e dal clima decadente della post-modernità (artatamente fatti coincidere per poter fare piazza pulita di entrambi con un vistoso risparmio di mezzi) non affronta però. Infatti. per così dire. anzi fa di più. le contraddizioni che da Nietzsche in poi. rende ancora più sospetta la debole proposta filosofica e. dovrebbe restituirci il mondo “vero”. il filosofo Maurizio Ferraris. illumina l’intrinseca inconsistenza del dibattito culturale che il nostro paese riesce a permettersi in questo momento storico così dramma- di Francesca R. la butta sul politico («Left-Avvenimenti». un legame indissolubile con il potere che di volta in volta l’assume e la conferma. Recchia Luciani Nel corso dell’estate che è appena trascorsa abbiamo assistito al ritorno di una prospettiva filosofica. 8 agosto 2011). Vale a dire. sin da subito il filosofo s’ingegna programmaticamente a tenere separato il suo “nuovo” realismo dal “conservatorismo politico” di cui veniva tacciato il vecchio. ma semplicemente rimosse. come forse auspicano i suoi fan entusiasti. Illuminismo” che dovrebbe garantirci tale prodigioso effetto risulti alquanto usurata dal tempo per poter mantenere una così mirabolante promessa. hanno minato alla radice la prospettiva di un realismo puro e semplice. non vengono in alcun modo fronteggiate dal New Realism. Ora.it 20/01/2012 05:03 Più neorealisti del re? (note a margine del dibattito sul New Realism) realistica. il suo appellarsi ad una verità indiscussa e indiscutibile che intreccia. che ci tende il potere spacciandoci la propria verità come l’unica possibile (Foucault e Arent docent). ma soprattutto all’interno della filosofia della scienza post-neoempirista. anche gnoseologiche e discorsive. dall’altro. da un lato si limita a proclamare la necessità di riabilitare “i fatti” e la ricerca della verità. il fatto che questo dibattito un po’ stantio abbia infiammato i cuori sia a destra che a sinistra. Per quanto nobile e altisonante possa apparire un programma che. come ha ampiamente dimostrato Foucault. nelle intenzioni dell’autore dell’agostano Manifesto del New Realism («La Repubblica».santippe.

22 agosto 2011) ha buon gioco nel denunciare il profondo livello di spaesamento degli intellettuali di sinistra. che vengono parimenti evocate nella riedizione del realismo in versione “New”. è allora un dovere epistemologico. il che.com/mag Page 32/32 Page 2 . il realismo stesso è relativo poiché appronta. Hilary Putnam. ma di questo i tanti entusiasti new-realisti post-rivoluzionari non sembrano rendersi affatto conto. vedendoli costretti a ripiegare sulla tesi della Verità.santippe. Giuliano Ferrara («Il Foglio». ha di recente ricostruito («Il Sole 24 ore». 16 ottobre 2011) il proprio personale percorso teoretico all’interno di questo ambito di riflessione sostenendo di avere attraversato negli ultimi cinquant’anni almeno tutte le seguenti versioni di questa prospettiva: dal “realismo scientifico” positivistico a quello “minimale”.santippe. nella migliore tradizione dell’accademia italiana. appare – soprattutto per chi ha a cuore le sorti del dibattito cultural-filosofico italiano – molto. a giudicare da quel che Ferraris pensa della psicoanalisi (“[…] si è industriata a ridurre tutte le colpe a sensi di colpa non facendo un buon servigio all’umanità”). la teoria della verità come corrispondenza alla realtà. soluzioni differenti alle problematiche che lo investono. da sempre appannaggio degli assolutismi di ogni natura. si stia solo assistendo pubblicamente ad un parricidio simbolico (com’è noto. per poi attraversare quello “metafisico”. soprattutto religiosi. ma al contempo mostra come neppure del realismo c’è una sola versione veritativa definitiva e assoluta. D’altra parte. il legame tra conoscenza e potere. rassicurante e assai realistica minestra riscaldata.it Più neorealisti del re? (note a margine del dibattito sul New Realism) 20/01/2012 05:03 tico. a giudicare dal giubilo che ha accolto sui loro giornali l’annuncio della fine della post-modernità con l’accompagnamento di questa confortevole. Ferraris è allievo proprio di quel Vattimo che sembra all’origine di tutte le patologie “deboliste” post-moderne che vengono imputate agli anti-realisti). http://www. In questo senso. ma sempre con la solida convinzione che il “realismo scientifico” sia l’unica concezione rigorosa in ambito epistemologico. come. il conflitto delle interpretazioni. Nel farlo. egli affronta alcuni dei nodi più problematici connessi a questa tesi filosofica. il complesso rapporto tra “mondo” e linguaggio. la molteplicità/relatività dei punti di vista. se non si vuole dare adito al sospetto che si tratti solo di una trovata da (l’espressione è di Wittgenstein) “giornalisti della filosofia”. in seguito abbracciare quello “interno”. la non coincidenza tra cose e fatti. hanno anche da sempre attraversato la gnoseologia occidentale. volta a volta. che rappresentano alcune delle questioni teoriche più spinose che hanno in passato inficiato l’approccio realista.it/piu-neorealisti-del-re-note-a-margine-del-dibattito-sul-new-realism/ • Love this PDF? Add it to your Reading List! 4 joliprint. conoscendo in epoche diverse risposte alternative alle antinomie che sollevano. Sottrarsi alla confusione tra tesi filosofico-epistemologica e visione politico-emancipativa. rigorosissimo epistemologo che da sempre si muove nel solco di un solido realismo filosofico. Oppure ad un altro dubbio: che. ma molto più preoccupante. dopo aderire a quello “del senso comune”.