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CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 1,50 SPED. IN ABB. POST. - 45% ART.

2 COMMA 20/ BL 662/96 - ROMA ISSN 0025-2158

ANNO XLII . N. 36 . DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

EURO 1,50

Finale europea
Perch le misure capestro imposte ai greci non bastano mai?
LANALISI Gabriele Pastrello a pagina 3

La Grecia implode tra caos e povert e lEuropa laffossa pensando di salvarla. Oggi il voto sulle nuove misure di austerit. Il premier Papadimos prova a evitare la bancarotta e lancia un appello in tv, ma cresce il malcontento in Parlamento e nelle piazze. Il paese paralizzato dal secondo giorno di sciopero generale PAGINE 2,3

Vizi e virt di un giornale imperfetto e imperdibile, che non deve darla vinta al mercato
INTERVENTI Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti alle pagine 6 e 7

IL VOSTRO DESTINO E IL MIO

Non ho avuto altri maestri


Tommaso Pincio lla notizia degli ultimi tagli decisi da questo sedicente salvatore della patria che il governo Monti, reagisco alla maniera di Marcantonio. Seppellisco il manifesto, non ne tesso lelogio. Altri, molti altri, vi diranno di sostenere uno spazio di libert quotidiana fatto di carta, di informazione, di idee. Vi diranno vi stanno gi dicendo in effetti di acquistarlo ogni giorno, perch cos facendo pu darsi che si salvi. Del resto, altre ancore di salvezza non ce sono. Non pi ormai. La sopravvivenza lasciata alle vostre, alle nostre sole mani. Se vi impegnerete in questo piccolo sforzo giornaliero farete senzaltro cosa giusta, e in fondo allanima spero con tutto me stesso che vi impegnerete, che sarete in molti e costanti. Tuttavia non mi aggiunger al coro. Come ho detto, mi limiter a seppellire. Non lo dico con cinismo n con indifferenza. Seppellendolo, seppellisco anche a me. Ho iniziato a scrivere su queste pagine nel 2000. Non sono tantissimi anni, ma dalla mia personalissima prospettiva comunque uneternit. Ero agli esordi, allepoca. Sapevo pochissimo di scrittura e ancor meno di come si scrive per un giornale, che un mestiere a parte, diverso dal semplice scrivere. Il manifesto stato il primo quotidiano a darmi fiducia. Per molto tempo stato anche lunico. Se in qualche misura ho appreso il mestiere (ch cos mi piace chiamarlo), lo devo unicamente al manifesto. Altri maestri non ne ho avuti. Questa mia esperienza ha avuto il pregio ulteriore di non costituire un caso speciale. Firme ben pi note e dotate della mia si sono fatte le ossa qui. Non fosse esistito un manifesto, la stampa italiana non sarebbe la stessa; mancherebbe di figure importanti. dunque della sopravvivenza di una scuola che stiamo parlando, non solo di un giornale. CONTINUA |PAGINA 6

ITALY IS BACK
Ida Dominijanni i determinato che mai sulla strada delle riforme, Mario Monti torna dalla sua visita negli Stati uniti con un surplus di legittimazione politica che nemmeno cento voti di fiducia del parlamento italiano avrebbero potuto assicurargli. un indice significativo di quanto stiano cambiando, sotto il combinato disposto della globalizzazione e della crisi economica, le regole del gioco della politica nelle democrazie occidentali, un cambiamento di cui il caso italiano, nella sua apparente eccentricit e anomalia, si rivela ancora una volta laboratorio di frontiera. Dove infatti le contraddizioni del gioco, lungi dal chiudersi, si riaprono. Sul successo del viaggio americano del premier tecnico italiano c poco da dubitare. Accompagnato da uninvestitura mediatica che rende ancor pi patetici, retrospettivamente, i rovinosi tentativi di Berlusconi di accreditarsi sulla scena internazionale a suon di battute e barzellette, lendorsement di Obama risponde certo a ragioni geo-politiche e geoeconomiche stringenti - al primo posto il ritrovamento, sotto i colpi della crisi, dellimportanza dellasse transatlantico nella politica americana, e la necessit di una sponda europea nel conflitto pi o meno dichiarato con la gestione della crisi di Angela Merkel. Ma corona anche il lungo lavorio diplomatico del Quirinale - cominciato con laccoglienza di Obama alla vigilia del G8 dellAquila nellestate del 2009, e proseguito con la visita di Napolitano alla Casa Bianca nel maggio successivo volto a salvare limmagine nazionale dal discredito berlusconiano. Quelle fotografie del 2009, con i grandi della terra accolti fra le macerie dellAquila da un premier sommerso dagli scandali sessuali su tutti i media del mondo, sono archiviate. Italy is back, con tuttaltra faccia, sobria e competente, rispettabile e affidabile. Per chiunque si sia trovato negli ultimi anni a render conto a un tassista o a un giornalista, a un amico o a ununiversit di dove fosse precipitata lItalia, non c che da rallegrarsi. Da qui a parlare di un nuovo De Gasperi, come fa lex ambasciatore Gardner salendo a ritroso sulla macchina del tempo, o del Salvatore dellEuropa, come ha fatto il Time facendola partire in quarta, ce ne corre. Non siamo nel secondo dopoguerra ma nel pieno della guerra economica in corso, e il discreto ottimismo di Monti sulleurozona e sullItalia pu servire a rassicurare Wall Street e i think tank, ma non i greci oltre lorlo del crack, n gli italiani provati dalla sua ricetta pedagogica fatta di competizione e concorrenza e piegati dal debito a rispondere con soli tre giorni di sciopero alla riforma della previdenza. CONTINUA |PAGINA 2

VOI SIETE QUI

CREDITO | PAGINA 3

Largine manifesto alla deriva liberista


e siete di quelli che avrebbero comprato un caricatore dello Sten al partigiano Johnny, o pagato un pranzo a un grande filosofo tedesco con la barba, o dato un passaggio a un migrante clandestino in fuga da Lampedusa, siete anche di quelli che oggi devono cacciare qualche soldo per il manifesto. Potranno sembrare esagerati i paragoni, ma non cos, o forse s, esagerato. Ed questo il bello: esagerare. Dal latino exaggerare, cio innalzare, o meglio ancora: Ammassare a guisa dargine. Se guardate i filmati che vengono dalla Grecia, dolente anticamera dellEuropa, proprio un argine che ci serve, e ci serve come il pane. Perch la piena liberista pare irrefrenabile e tutto sommerge, e

Alessandro Robecchi prima di tutto le voci che non cantano nel coro. Esagerare una buona pratica per passare dalla difesa allattacco. Per rispondere a chi dice di voler cambiare il modo di vivere degli italiani. Di quali italiani? Di quelli che da mesi stanno al gelo su una torre per difendere il posto di lavoro, forse. Di quelli che si aggrappano allarticolo 18 per non essere travolti dalla piena, forse. Di quelli che chiedono uninformazione libera e ancora ne parlano come un diritto e un bene comune, forse. Merito e concorrenza, parole di moda: sono i tronchi portati dalla piena, che fanno crollare i ponti, che travolgono la gente.

Quale merito, quello di esser considerati parassiti alla pari di un Lavitola per chiedere un sostegno alleditoria? Bel merito. Quale concorrenza, quella che affida alla tiv la stragrande maggioranza delle risorse pubblicitarie? Bella concorrenza. Esagerare vuol dire anche ribaltare le parole, rendere ridicole e vuote quelle che rimbombano come un segnale di modernit. Esagerare vuol dire anche volere fortemente qualcosa, come per esempio un argine allorribile piena che arriva, che gi qui. Il manifesto un sacco di sabbia su quellargine. Metterne altri, rinforzare quelli che ci sono, portarne altri ancora, e ancora, a spalle, a mani nude, un modo di esagerare. Non lo fate per noi. Lo fate per voi. E allora fatelo. Esagerate.

Imprese a secco: stretta sui prestiti, aumentano i casi di insolvenza


MALTEMPO | PAGINA 4

Isolati sotto la neve Caos voli a Fiumicino


AMIANTO KILLER | PAGINA 4

Processo Eternit, domani una sentenza che far storia

pagina 2

il manifesto

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

FINALE EUROPEA

La protesta

Seconda giornata di sciopero generale contro il Memorandum Oggi la grande manifestazione fuori dal parlamento

Grecia presa in ostaggio


Messaggio del premier Papadimos alla vigilia del voto sul diktat della troika: Una bocciatura avrebbe conseguenze catastrofiche. Papandreou e Samaras ai loro deputati: chi contro non sar ricandidato
Argiris Panagopoulos
ATENE

l voto nel parlamento di Atene rischia di portare la Grecia in una specie di nuova guerra civile prolungata. I deputati greci saranno chiamati a esprimersi questa sera sul cambio dei bot in mano ai privati, il cosiddetto Psi (Private Sector Agreement), la ricapitalizzazione delle banche e lautorizzazione al premier Papadimos e al ministro delle finanze Venizelos a firmare il nuovo Memorandum e trattare la sua applicazione. Il grande successo della seconda giornata di sciopero generale, ieri, e i preparativi frenetici per la grande manifestazione di oggi fuori dal parlamento, hanno dimostrato che il paese rifiuta le politiche recessive e di disoccupazione imposte dalla troika e Angela Merkel. Il leader del Pasok, Papandreou, e quello di Nea Dimokratia, Samaras, hanno parlato ieri ai loro gruppi parlamentari e indirettamente al paese, utilizzando ogni sorta di ricatto per garantire il voto del parlamento. Sanno che hanno ancora i numeri e agitano lo spauracchio del fallimento per spaventare i loro deputati e isolare le sinistre e chi continua a protestare: spariranno le medicine dagli ospedali, la benzina dai distributori, i soldi dalle banche. La gente rester senza stipendi e pensioni... I discorsi di Papandreou e Samaras non possono che convincere i loro deputati: dunque socialisti e conservatori andranno a votare con lobbligo della disciplina di partito. Chi non vota rester fuori dalle liste elettorali quando si torner alle urne, hanno minacciato i due leader. Da parte sua Samaras ha promesso elezioni anticipate subito dopo la conclusione del taglio del debito con il cambio dei bot in mano ai privati. Undici deputati del Pasok e di Nuova Democrazia si aggiungono ai parlamentari di Laos (di estrema destra) che non

voteranno il Memorandum, con leccezione dei due viceministri. Luned Papademos sar costretto a un rimpasto per sostituire i membri di Laos e i due viceministri socialisti che si sono dimessi nei giorni scorsi. Il ministro delle finanze Venizelos, probabile delfino di Papandreou alle prossime elezioni, ha avvertito che se il paese andr al fallimento le misure della troika in confronto sembreranno un miraggio; e che il governo che sar in carica a giugno dovr prendere decisioni molto difficili per il 2013 e 2014. Praticamente ha minacciato una nuova raffica di tagli e licenziamenti. Papademos, da parte sua, ha detto che il fallimento non unopzione e ieri sera, in un messaggio al popolo greco, ha ripetuto che una bocciatura dellaccordo sulle nuove misure avrebbe conseguenze catastrofiche. Lex ministra socialista delle Finanze e del Lavoro, Louka Katseli, ora dissidente, ha invece sostenuto che se si applicher il Memorandum la recessione arriver al 7-8% per il 2012 e il debito non sar sostenibile. Per Katseli ci sono spazi per applicare altre politiche e la Grecia si trova oggi in condizioni di poter pagare salari e stipendi senza aiuto esterno, mentre il Psi serve solo a pagare interessi e ammortamenti del debito pubblico. Contro il Memorandum della troika si schierato anche lUfficio internazionale del lavoro (Ilo), su richiesta del sindacato Gsee. LIlo prepara un nuovo intervento in Grecia, perch il Memorandum viola la legalit delle convenzioni firmate tra le organizzazioni dei lavoratori e quelle imprenditoriali, cancellate insieme ai contratti collettivi. Le manifestazioni di ieri ad Atene e in altre citt hanno dimostrato la divisione profonda del paese tra chi lotta contro il Memorandum e chi resta in silenzio, perch difficile trovare qualcuno che si schieri apertamente in suo fa-

vore. Esclusi i media statali e quelli di armatori, costruttori e banchieri. Il corteo di Gsee e Adedy arrivato per la seconda giornata a Syntagma e si sciolto senza incidenti o provocazioni da parte della polizia; mentre il sindacato Pame, del Kke, ha preferito una grande campagna di propaganda a favore della manifestazione di oggi, mettendo anche sullAcropoli due enormi striscioni, in greco e in inglese, contro i monopoli dellUE. La segretaria del Kke, Papariga, non si stanca di ripetere che con euro o dracma, con il fallimento o senza, la gente sar chiamata a pagare le malefatte di banchieri, industriali, speculatori, della troika e dei governi di Pasok, Nd e Laos. Per quanto incredibile, il Kke segue ancora la sua linea di isolamento dal resto delle forze sindacali, politiche e sociali. Per il presidente della coalizione di sinistra Syriza Tsipras, quelli che si preparano a firmare la sottomissione del paese alle banche, al capitalismo selvaggio e allo sciovinismo economico di Merkel sono nani politici. Da parte sua il leader della Sinistra Democratica, Koubelis, ha dichiarato il suo fermo voto contro il nuovo Memorandum.

PORTOGALLO

DALLA PRIMA
Ida Dominijanni
Non solo: Angela Merkel sempre l e delle politiche keynesiane adombrate da Obama non vuol saperne, lEuropa monetaria manca sempre di un governo politico, leuro tuttaltro che in salvo. Di pi: alla legittima incredulit di Obama sulla capacit delle politiche del rigore di rilanciare la crescita Monti non d risposta, n si allinea al presidente americano nel giudizio sulla finanza emesso nel recente discorso sullo stato dellUnione. Ce ne corre anche a voler dedurre dalle stellette americane la consacrazione garantita di Monti a un futuro politico tutto in discesa, e la morte volontaria e certificata, per inutilit, della politica nazionale. il teorema automatico prospettato ieri dal quotidiano della Confindustria (e gi vagheggiato da Casini), un bellaccordo pre-elettorale che trasformi lappoggio temporaneo al governo tecnico in una Grande Coalizione montiana blindata per la prossima legislatura: tanto i partiti non sanno fare niente, a governare ci pensano i tecnici, e le elezioni, com noto, sono diventate un rito superfluo. Cera una volta lEuropa, culla della politica antica e moderna. davvero la tecnica che pu salvarla?

CRISI DEL GAS

300.000 in piazza Lisbona promette lotta


Goffredo Adinolfi
LISBONA

Dalla Russia con laumento


Laumento dei consumi per le leggi del mercato comporta un aumento dei prezzi. indubbiamente inl caso del gas, in questi giorni di inverno vero. La quota maggiore verr dalla Russia, lunico dei tre principali fornitori dellItalia a poter pompare pi della media. Anche se lincidente al gasdotto principale, nei pressi di Rovigo, la settimana scorsa, ha contribuito a ridurre le scorte e far aumentare la preoccupazione e ha tagliato il 12,4% del rifornimento abituale da quel paese. Ma lemergenza ha fatto riaprire le vechie e inquinantissime centrali ad olio, che permetto al momento di risparmiare 20 milioni di metri cubi al giorno. La crisi, seppure per il momento superata, ha chiarito per che il problema strutturale. Ossia che si ripeter, anche se non sappiamo quando ()n quanto). E il governo cerca di mettervi riparo nel pi classico dei modi: accelerazione dei nuovi gasdotti, dei rigassificatori, della concorrenza tra gestori e libero scambio internazionale. Anche, e soprattutto, per diversificare le forniture oltre che le fonti.La Russia, gi quest'anno, vender allEuropa 154 miliardi di metri cubi, quattro in pi rispetto al 2011.

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eri pomeriggio sono confluite verso Lisbona, da ogni angolo del Portogallo, 300 mila persone tra disoccupati, lavoratori e pensionati, giovani e anziani, tutti, insieme, contro le misure sin qui adottate dal governo. Un fiume in piena, o meglio un mare di bandiere rosse, gialle, rosseverdi, e un grido O povo unido jamais sera vencido. Non poteva esserci esordio migliore per il neo eletto segretario generale della Confederao Geral dos Trabalhadores Cgtp Armenio Carlos: la pi grande manifestazione nella storia degli ultimi trentanni. C da crederci, perch la centralissima praa do Comercio uno spazio enorme, grande come Piazza Duomo a Milano, forse di pi, e scegliere di concentrarsi in quel luogo, cosa che non accade praticamente mai, una Riesce la prova di forza scommessa rischiosa. del Cgtp, il sindacato Siamo soltanto allinizio di un percorso complesso, cos vale la principale. solo la pena lottare anche se si sa perfetprima, promette il tamente che nellimmediato non segretario Carlos Armenio si otterr quasi null;, lo si fa perch quello che importa, oggi, che ci sia un luogo il sindacato dove tanti diseredati possano ritrovare la loro dignit. Perch a volte, la lotta, da mezzo si trasforma in fine e questo gi abbastanza. Per ora, la coalizione di governo non ha di che impensierirsi troppo: raccoglie ancora il 41% dei consensi contro il 25% del suo principale antagonista, il partito socialista. Bloco de Esquerda e Partido Comunista, uniche formazioni schierate contro le politiche della Troika, molto difficilmente andranno al governo nei prossimi anni e quindi il loro pur considerevole 14% viene considerato poco o nulla. Ma si sa, le cose possono cambiare in fretta e lappoggio dei media presto potrebbe non essere pi sufficiente a convincere lopinione pubblica circa la necessit di togliere diritti a destra e a manca pur di salvare il sistema bancario. Lavvertimento lanciato da Armenio Carlos nel suo primo comizio in una manifestazione nazionale Compagni. noi non ci arrenderemo! suona dnque come una promessa che sarebbe stupido, da parte dellarco del debito, sottovalutare.

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

il manifesto

pagina 3

FINALE EUROPEA

Stretta

Il grande gelo creditizio parte dalle scelte della Germania in sede europea, attraversa le banche gonfie di titoli di stato e si trasmette alleconomia reale
SPAGNA: TUTTI IN PIAZZA IL 19 I due principali sindacati spagnoli, Ugt e Comisione Obreras, hanno invitato ad una mobilitazione generale di protesta in tutto il paese il 19 febbraio contro la riforma del lavoro. Distrugger posti di lavoro e non li creer. Il 19 febbraio, vogliamo le strade piene, ha spiegato Ignacio Fernndez Toxo, segretario delle CcOo. EX PICCOLI, SUBFORNITORI I centri commerciali sono diventati l'unico sbocco per le piccole imprese commerciali che, spesso con marchi in franchising, allocano le loro attivitin questi grandi agglomerati con la speranza di resistere al calo delle vendite nei centri storici. Lo denuncia Federcontribuenti.

EUROPA

Senza migranti non ci sar benessere Facciamoli votare


Thorbjrn Jagland * isogna ideare una strategia per la gestione democratica della diversit. Questa la grande sfida del momento, forse pi importante delleconomia, dellenergia e delle minacce militari. Purtroppo, abbiamo trascurato questo problema. E abbiamo fatto male. Sono certo che tutti si rendano conto che negli ultimi tempi discriminazione e intolleranza hanno raggiunto livelli molto preoccupanti. Minoranze come Rom e musulmani sono emarginati e stigmatizzati. Lantisemitismo in aumento e i partiti xenofobi guadagnano popolarit in diversi paesi europei. Con lattuale crisi finanziaria, questa pericolosa tendenza in continuo aumento. Io sono terrorizzato dallidea di una recrudescenza della politica nazionalista. Se la tolleranza fallisce mentre il nazionalismo riempie le urne, per lEuropa sar un disastro. Ma c il pregiudizio nei confronti della diversit. Drammatici avvenimenti come il massacro di Utoya confermano la paura che abbiamo nei confronti dei gruppi culturali e religiosi diversi. Se continua cos facile prevedere che dai ghetti delle popolazioni migranti, si passer allodio parallelo delle due societ. Nellestate del 2010 affidai a un gruppo di insigni politici europei uno studio sulla diversit e raccomandazioni per la pacifica convivenza. La soluzione fu trovata: 17 principi guida e 59 proposte di azione sotto forma di raccomandazioni strategiche. Ricevetti attestati di consenso da tutto il mondo. Serve solo la volont di mettere queste strategie in pratica. Prendiamo la questione dei Rom. C un solo stato che si sia realmente occupato di loro, che abbia difeso i loro interessi? E i profughi? I richiedenti asilo? E gli emigranti? Sono oltre 15 milioni gli irregolari. Non necessario avere le carte in regola per essere titolari di diritti umani. Loro, invece, non ne hanno. Non godono nemmeno dei diritti fondamentali: listruzione, la salute, lalloggio, la sicurezza. Niente. Uno dei programmi di maggiore successo del Consiglio dEuropa quello delle citt interculturali. Ma non basta il progetto, ci vuole lattuazione. Non lasciamoci fuorviare dalla crisi delleuro e dal terrore della recessione. Sappiamo bene che pu anche andare peggio, se non interveniamo. Sono problemi che con una pi ampia visione umana e sociale si possono risolvere. Invece, ci sono troppi stereotipi, distorsioni e pregiudizi a influenzare lopinione pubblica, soprattutto nei confronti degli emigranti. Lunica soluzione possibile la coesione sociale. La diversit culturale una caratteristica storica che non si pu rimuovere: dobbiamo imparare a conviverci e cercare di trarne beneficio. In secondo luogo, bisogna rifiutare gli estremismi, la discriminazione, il razzismo, lintolleranza e lincitamento allodio. Infine, ricordarci dei valori fondamentali che ci legano, sanciti dalla Convenzione europea dei diritti umani. Quindi dellassoluta necessit di rispettare lidentit culturale, religiosa o etnica degli altri senza rinunciare alla propria. Tutto inizia con listruzione. I giovani sono il nostro futuro, dobbiamo educarli ad accettare e apprezzare la diversit. A volte bastano cose semplici come linsegnamento delle lingue straniere. Servirebbe un vasto programma di insegnamento delle lingue straniere non solo per i bambini in et scolare. LEuropa ha bisogno del multilinguismo per costruire una nuova societ, che veda nella diversit il rispetto di ciascuno a scegliere la propria identit. Le persone vogliono godere della propria ricchezza culturale: essere marocchino e francese, turco e un tedesco al tempo stesso. Ma bisogna rispettare anche identit e diritti della cultura locale. La tendenza verso la cittadinanza multipla inarrestabile. Allora perch non fare votare gli emigranti alle elezioni locali, anche al di fuori dellUnione Europea? Perch non offrire loro la cittadinanza? Ormai molte persone si integrano rapidamente nel tessuto sociale e dovrebbero potersi considerare cittadini come tutti gli altri. Le religioni sono profondi marcatori di identit. Ma troppo spesso sono usate come una copertura per lestremismo e lintolleranza o utilizzate come espedienti per mettere in discussione la necessit di diversit. Come pu cos lEuropa diventare modello di democrazia e di coesione sociale nel mondo? * Thorbjrn Jagland, laburista norvegese, il segretario generale del Consiglio dEuropa . Questo il discorso pronunciato ieri a Helsinki al meeting del Gruppo Arraiolos, costituito dai capi di stato di Finlandia, Austria, Germania, Ungheria, Lettonia, Portogallo, Polonia, Slovenia e Italia sui fenomeni di intolleranza e razzismo.

IMPRESE Crollano i prestiti dalle banche, aumentano i casi di insolvenza (+36%)

Lavorare senza credito


Francesco Piccioni e conferme arrivano da tutte le parti, Ma una cosa percepire un sentiment negativo, fatto delle voci di decine di privati improvvisamente davanti alla richiesta di rientro magari per pochi euro da parte della banca. Unaltra leggere i dati ufficiali. Lo ha fatto la Cgia di Mestre (associazione degli artigiani), che si studiata lultimo Bollettino economico della Banca dItalia traendone unelaborazione per niente equivocabile. Lultimo trimestre del 2011, quello segnato pesantemente dalle oscillazioni paurose dello spread, ha visto diminuire i presti alle imprese dell1,5%. Nel solo mese di dicembre con il governo Monti gi nella pienezza dei poteri la percentuale negativa stata del 2,2. Il commento del segretario dellassociazione, Giuseppe Bortolussi, quasi sconsolato: questi dati confermano che ci troviamo di fronte

/FOTO REUTERS

ad una vera e propria stretta creditizia. Le banche hanno chiuso i rubinetti del credito ed in una fase recessiva, come quella che stiamo vivendo in questo momento, corriamo il rischio che il nostro sistema produttivo, costituito prevalentemente da piccole e piccolissime imprese, collassi. Non che durante lintero an-

no lammontare totale del credito erogato dalle banche sia diminuito quasi 1.000 miliardi di euro, il 3% in pi dellanno precedente ma sempre meno dellinflazione. Il dato, dunque, sarebbe stato solo moderatamente negativo se non fosse intervenuta la caduta del quarto trimestre; che lascia presagire un inizio di 2012 anche peggiore.

LANALISI

Il delirio di onnipotenza tedesco


a chi comanda in Germania: il ministro delle Finanze Schable, o il primo ministro Angela Merkel? Pi volte sui debiti sovrani e sulla sregolatezza fiscale Schable ha preso posizioni pi dure rispetto alla Merkel, che si affrettava poi a minimizzare le sue dichiarazioni. Ma la direzione di marcia alla lunga sempre stata quella di Schable e della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Latteggiamento di Berlino ha dellincredibile. Prima si presentano alla Grecia una serie di condizioni ineludibili per evitare il default. Tra governo greco e partiti politici si apre una trattativa durissima: se, dove e come tagliare, mentre il paese sta esplodendo. Alla fine i partiti maggiori accettano, sottoposti a pressioni esorbitanti. Dopo di che Schable dichiara limpegno greco poco credibile. Perch mai? Eppure gli impegni precedenti a questo, durissimi, erano stati accolti senza riserve. Inoltre, la crisi del governo greco ha seguito il rifiuto europeo, non preceduto. Non si capisce perch il governo tedesco abbia imposto questultimo pacchetto se, per bocca di Schable, non credeva che la Grecia potesse rispettare limpegno. A questo punto viene il ragionevole sospetto che la durezza del pacchetto fosse mirata a farlo rifiutare. Una volta che i politici greci non sono caduti nella trappola, allora si rovescia il tavolo. Ma la questione maggiore resta il perch. Vengono in mente certe esternazioni estemporanee dei giorni scorsi: la proposta di commissariare il governo greco, la dichiarazione del Commissario olandese Kroess che un default greco non sarebbe poi una catastrofe. E se si volesse davvero il default? Ancora

Gabriele Pastrello pi strano che Schable sembra aver detto invece ai portoghesi che li sosterr. E poi, perch si sussurra in giro che il caso della Grecia rimarrebbe unico e irripetibile? Il risultato delle sue dichiarazioni non si fatto attendere: venerd gli spread di Italia e Spagna sono cresciuti, mentre quello del Portogallo calato. Sembrerebbe quasi che la Germania voglia far capire indirettamente che la salvezza per i paesi europei in difficolt viene dalla copertura statale tedesca, e non dalla politica della Banca centrale europea decisa dal Governatore Draghi. In effetti, liniziativa presa a dicembre di concedere prestiti illimitati triennali alle banche, con limplicito accordo che avrebbero sostenuto i debiti sovrani europei, era riuscita a creare una finestra di tranquillit; rimessa in discussione dallatteggiamento tedesco. Draghi aveva messo in atto la sua misura dopo unintensa pressione dellamministrazione americana. Lobiettivo di Obama era ovviamente di evitare una crisi finanziaria europea per poter rilanciare leconomia americana, in vista della rielezione. Obiettivo raggiungibile, grazie anche al massiccio intervento della Federal Reserve che riuscita a innescare una ripresa negli Usa. Si sa che ci sono stati, e ci sono, malumori nella Bundesbank e in ambienti della Bce sulla misura Draghi. Ma sembrava fosse stato raggiunto un compromesso tra la linea tedesca e quella americana. Draghi accettava di condizionare lemissione di moneta allirrigidimento della politica fiscale in Europa; come avvenuto con laccordo per linserimento del vincolo di pareggio del bilancio nelle Costituzioni europee. Daltra parte, la mossa Draghi poteva servire anche alla Merkel, spezzando un possibile pericoloso legame tra crisi dei debiti e recessione conseguente ai tagli di bilancio generalizzati in Europa. Il compromesso pareva essere: la politica monetaria agli Usa e la politica fiscale alla Germania. La mossa di Schable, di rifiutare limpegno del governo greco, riapre la questione, riavvicinando quel default che le intense contrattazioni tra governo, partiti greci, creditori e Ue sembravano aver allontanato; e rimettendo in questione il raggiunto equilibrio transatlantico. Sullo sfondo pare esserci una scommessa tedesca: o che i tagli fiscali generalizzati non porteranno alcuna grave recessione, o che se anche ci fosse comunque non toccher la Germania, grazie alla sostituzione (per le esportazioni tedesche) del mercato europeo con quelli emergenti. Al pi, render i paesi della periferia ancor pi malleabili alle intenzioni egemoniche tedesche. C per una novit. Pare che

qualcuno sia veramente intenzionato anche a correre il rischio di una crisi finanziaria per raggiungere lobiettivo. Ma quale obiettivo non si sa. La creazione di unarea a euro forte, nonostante che danneggi le esportazioni tedesche? O qualcuno pensa che una crisi monetaria che portasse a un euro del Nord fortissimo potrebbe danneggiare il dollaro, e essere quindi una premessa per sostituirlo come moneta perno mondiale? Nulla chiaro in questi scenari, tranne che la dirigenza tedesca si sta muovendo animata da un irrefrenabile delirio di onnipotenza.

La massa dei prestiti, per, da sola non riesce a descrivere le difficolt dei richiedenti. Con il volo dello spread sui titoli di stato, infatti, le banche hanno applicato alla loro clientela aumenti dei tassi di interesse che in alcuni casi sfiorano quello ufficialmente considerato di usura. La sola maggiorazione degli interessi ha pesato sulle imprese per 3,7 miliardi. Un dato che viene invece dalle famiglie i mutui concessi sono diminuiti del 44% (ma i prezzi degli immobili, incredibilmente, resiste conferma che agli istituti di credito venuto il braccino corto. A questo punto, come dice anche Paolo Ferrero, segretario del Prc, lunico modo di garantire credito diventa quello di nazionalizzare le grandi banche. Fare economia reale, in queste condizioni, diventa davvero difficile. Anche perch le stesse imprese, manifatturiere o dei servizi, vedono aumentare i casi di insolvenza: +36%, per un totale di 80,6 miliardi di crediti diventati inesigibili. Si crea insomma un effetto boomerang, per cui le aziende che non ricevono pi credito diventano insolventi, confermando cos nelle banche la convinzione che sia meglio prestare di meno. Questa situazione ha sicuramente indotto molti istituti di credito a ridurre i prestiti soprattutto a quelle realt produttive che non erano pi in grado di dimostrare una certa affidabilit. Il classico cane che si morde la coda. N lascia prevedere grandi cambiamenti a breve il susseguirsi di record per quanto riguarda i depositi di capitale delle banche presso la Bce. Non importa, sembra, che questa offra interessi praticamente zero: le banche si sentono pi sicure cos che non prestandosi denaro vicendevolmente. Poi si legge su (altri) giornali che governo e Confindustria pensano di far ripartire lItalia abolendo lart. 18 e comprimendo i salari. E la Grecia sembra avvicinarsi di molto...

LUNICO FILM CHE UNISCE LITALIA ... A FORZA DI RISATE


MEDUSA FILM
PRESENTA

AI CINEMA DI MILANO COLOSSEO - DUCALE - GLORIA - PLINIUS THE SPACE CINEMA ODEON UCI CINEMAS BICOCCA - UCI CINEMAS CERTOSA

pagina 4

il manifesto

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

ITALIA
PROTEZIONE CIVILE NO TAV

I santi e i superpoteri non servono


Manuele Bonaccorsi on a caso Gianni Letta propose di nominarlo Santo, San Guido Bertolaso protettore dellAquila. Se ci fosse stato lui, luomo delle catastrofi, altro che emergenza neve: con la sola imposizione della mano ogni precipitazione si sarebbe interrotta, e il cielo sarebbe tornato splendente. Nella follia collettiva provocata dalla neve pu capitare anche questo. Dimenticate le inchieste della magistratura, rimossa dalla memoria lAquila ancora in macerie e le irregolarit dellemergenza monnezza di Napoli, torna alla ribalta lex sottosegretario di Berlusconi e la sua idea di protezione civile: grandi eventi, ordinanze in deroga alle leggi, spese illimitate, operazioni mediatiche. Ma nessuna messa in sicurezza del territorio. La legge che ha istituito la protezione civile chiara: afferma che il ruolo del dipartimento la previsione e prevenzione delle calamit e il coordinamento dei soccorsi. Ossia preparasi in tempo di pace a ci che pu accadere in tempo di guerra. Redigere piani, studiare i rischi, dividersi i compiti per affrontarli, controllare che ogni pedina del sistema sia al suo posto. Nellera Bertolaso, invece, con le ordinanze di protezione civile si costruivano parcheggi e autostrade (emergenza traffico), alberghi di lusso (G8 alla Maddalena), piscine (Mondiali di nuoto a Roma), inceneritori e discariche (Campania), quartieri (LAquila) o interi paesi (Cavallerizzo). Il conto stato salato: 18miliardi di euro tra il 2000 e il 2010, secondo i dati dell'Autorit di vigilanza sui contratti pubblici. Spesi in deroga al codice degli appalti, ai piani regolatori, alle norme ambientali. E spesso apponendo il vincolo della segretezza (alla Maddalena, in un cantiere, dichiarato sito dinteresse strategico militare e affidato a un imprenditore di nome Diego Anemone, gli ispettori trovarono persino lavoro nero). Con la scusa di fermare questi abusi Giulio Tremonti, rivale storico di Bertolaso, nel dicembre 2010 impose il controllo del ministero dellEconomia e della Corte dei conti sulle ordinanze di protezione civile. E costrinse governatori e sindaci, spesso in fila alla corte di Bertolaso per farsi concedere poteri speciali, a pagare da s le emergenze, aumentando accise e aliquote (la cosiddetta tassa sulle emergenze). Il governo, per, non tocc i cosiddetti grandi eventi, e tagli le risorse ordinarie della Protezione civile. Con la caduta della neve, ora, il nuovo esecutivo intende tornare indietro, levando lacci e laccioli alle ordinanze demergenza. Anche se arrivano sempre a catastrofe avvenuta, quando ormai il danno fatto, ma si possono assegnare appalti fuori da ogni antipatico controllo. La Protezione civile ha una missione molto diversa: prevenire i danni e coordinare i soccorsi. Solo che per farlo servono risorse. E le risorse sono state tagliate: nel 2011 il fondo ordinario del Dipartimento ha subito una riduzione del 36%. Mentre regioni e comuni, che hanno il compito primario della sicurezza del territorio, sono strozzati dal patto di stabilit interno. A questo serve lemergenza: a garantire larrivo delle risorse mancanti. Ma se si vuole evitare che la neve e terremoti, frane, alluvioni - facciano ancora danni, non servono poteri speciali. Piuttosto - come ha chiesto lAnci, lassociazione dei comuni - bisognerebbe dare ai sindaci la possibilit di fare il proprio lavoro ordinario di protezione civile al di fuori del patto di stabilit interno. Un fine economista come il presidente del consiglio Mario Monti non pu non accorgersi che mettere in sicurezza le case costa meno che ricostruirle dopo un sisma. Che rimboschire una montagna meno oneroso che rimuovere i detriti di una frana, che spargere il sale sulle strade meno caro che far passare gli spazzaneve. Il compito della protezione civile dovrebbe essere proprio questo. E per farlo non servono n santi n superpoteri.

Dispersi nelle carceri


accanimento punitivo contro i detenuti no Tav arrestati lo scorso 26 gennaio non accenna a diminuire. Il Tribunale del Riesame ha concesso gli arresti domiciliari solo per Zeno Rocca, padovano, e Federico Guido, di Robassomero (To). Nulla da fare invece per Giorgio Rossetto e Luca Cientanni. Il giudice ha accolto le tesi dellaccusa: per i due imputati si ravvisa il rischio di reiterazione del reato. Pene durissime secondo gli avvocati della difesa che hanno annunciato di voler far ricorso in Cassazione. Il Riesame per gli altri no Tav si terr invece luned 13 febbraio. Una vicenda inquietante quella relativa alla "dispersione" di alcuni detenuti, trasferiti dimperio dal Dap in seguito ad alcune proteste. Due di loro, Giorgio Rossetto e Tobia Imperato, avevano fatto pervenire allesterno una lettera in cui denunciavano le pesanti condizioni di agibilit interne riservate ai detenuti, rifiutando il rientro nelle celle dopo le ore ridotte di libera uscita. Il giorno successivo un portavoce dellOsapp, sindacato della polizia penitenziaria, lamentava il proselitismo di questo gruppo di detetnuti no Tav che comprometteva il gi delicato compito di sorveglianza. Dopo poche ore il trasferimento durgenza per Rossetto (a Saluzzo), Imperato (a Cuneo), Cientanni (a Ivrea), Bindi, (ad Alba) e Grieco (ad Alessandria). Una prima risposta giunta dal network di hacktivisti Anonymous. Nella tarda serata di venerd hanno violato il sito della casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino aprendo una breccia nei suoi sistemi di sicurezza e occupando lhomepage del sito con un comunicato di solidariet con i detenuti. Sabato prossimo a Bussoleno prevista una festa popolare per la liberazione, ma lappuntamento pi importante sar la manifestazione nazionale del 25 febbraio in valle. (gianluca pittavino)

PROCESSO ETERNIT

Grande attesa per la sentenza: Far storia


Mauro Ravarino
TORINO

LA NEVE IN IRPINIA DORIENTE/FOTO FRANCO ARMINIO

MALTEMPO Caos nello scalo di Fiumicino. Numerosi paesi ancora isolati

Neve, Roma si salva


ROMA

lla fine Roma se l cavata. La seconda grande emergenza neve sulla capitale passata senza creare particolari problemi. La prima neve si vista durante la notte di venerd, ma al mattino un bel sole ha sciolto le paure di quanti temevano di dover trascorrere un altro week end allinsegna di disagi e neve alta. Poi, verso le due, i fiocchi sono ricomparsi nel cielo costringendo molti automobilisti, specie sul Grande raccordo anulare, a fermarsi per montare le catene. Anche in questo caso, per, la nevicata non durata a lungo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha confermato lobbligo per le auto di girare con le catene a bordo fino a oggi e il divieto di circolazione per i motocicli. A pagare i maggiori disagi per il maltempo a Roma sono stati comunque i passeggeri in transito nei due aeroporti capitolini. Ciampino stato chiuso per unora, dalle 14,50 alle 15,50, il tempo necessario ai mezzi spazzaneve di ripristinare lagibilit delle piste, ma il vero caos si avuto a Fiumicino. Qui a causa della nevicata notturna molti voli sono stati cancellati soprattutto per la mancanza dei macchinari necessari a sciogliere il ghiaccio che si era formato sulle ali, mentre al terminal 3 circa 2000 persone infuriate hanno atteso allinterno dellaeroporto senza sape-

re se e quando sarebbero partite. La situazione non cambiata al al mattino, con circa il 50% dei voli cancellati dalle 17 in poi. Ci hanno detto che ci saranno pochissimi voli assicurati - hanno raccontato alcuni viaggiatori - Il nostro volo per Catania delle 17,35 stato cancellato. Ci hanno consigliato di ritirare un vaucher per il pernotto in albergo e di riprovare direttamente domani mattina (stamattina, ndr), altrimenti si rischia di rimanere bloccati in aeroporto. Ma questi giorni di maltempo hanno provocato conseguenze pesanti anche tra gli animali per la mancanza di cibo e per le difficolt di rifornire gli allevamenti. Stando alle cifre fornite dalla Coldiretti finora sono morti pi di diecimila animali tra passeri, cardellini e altri uccelli ma anche caprioli e cervi, senza contare mucche, cavalli, conigli e polli morti negli allevamenti per il crollo delle stalle. Ma a rischio, secondo lassociazione,sarebbero pi di un milione di animali. La neve - spiega Coldiretti - sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti privi di ricovero, ma anche le consegne di mangimi necessari per lalimentazione, mentre chi riuscito a raggiungere gli allevamenti in molti casi non pu consegnare il latte munto, che rischia di essere buttato. Si pensi che freddo e gelo hanno provocato un calo del 15% della pro-

duzione del latte tra le mucche, e che la raccolta nazionale fa segnare 4 milioni di litri di latte al giorno in meno. Le stesse cause stanno inoltre provocando numerosi aborti tra le pecore, che hanno anchesse ridotto la produzione di latte. Anche ieri non sono mancate le emergenze con molti paesi ancora isolati dalla neve. Le situazioni pi critiche si sono avute nelle Marche, in Emilia Romagna e in Toscana, dove le precipitazioni non sono diminuite rispetto ai giorni passati. A Pescara e Macerata si contano tra i 40 e i 50 centimetri di neve, un paio di metri nellurbinate mente cumuli alti fino a 3-4 metri sono presenti in provincia di Pesaro, Urbino e Fabriano. Londata di maltempo dovrebbe comunque presto dare una tregua, Un aumento delle temperature previsto gi da oggi per le regioni del Centronord, con la neve che rester solo al Sud. Da domani, infine, previsto un ulteriore miglioramento in tutte le principali citt italiane.

CARCERI, TRE DECESSI IN UN GIORNO

Ora in cella si muore anche di freddo


re detenuti morti in poche ore e una condanna dalla Corte europea dei diritti umani per trattamento inumano e degradante. Tutto in un sol giorno, quasi un record per le carceri italiane, nella triste classifica dell'illegalit dello Stato. Le morti di Bologna, Roma e Campobasso si aggiungono alle 15, di cui 7 suicidi, nelle carceri italiane dall'inizio del 2012. Il freddo di queste ultime ore potrebbe aver addirittura giocato un ruolo determinante in due dei tre decessi, avverte la Uil penitenziari. Detenuti come clochard. Nel carcere romano di Regina Coeli la seconda morte nell'ultimo mese. Questa volta accaduto nel centro clinico dove S. L. P., di 32 anni, tossicodipendente in attesa di giudizio per reati di droga, era ricoverato per problemi di anoressia nervosa, almeno secondo quanto riferito dai medici penitenziari. Sarebbe morto durante il sonno e ritrovato cadavere ieri mattina dagli agenti. Venerd aveva avuto un colloquio con i suoi familiari e sembra che avesse chiesto di vedere uno psichiatra. A rivelare la notizia della morte e dell'apertura di un'inchiesta da parte della magistratura stato il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che ha colto l'occasione per rinnovare l'invito a ragionare sulla chiusura di Regina Coeli, una struttura non pi in grado di garantire condizioni di vita accettabili. Dal centro clinico all'ospedale di Campobasso, dove quarantenne di Scampia, detenuto per associazione a delinquere, morto dopo essere stato ricoverato per un malore. A Bologna, infine, il cadavere di D.R.M., di 39 anni, stato rinvenuto nella sua cella del carcere di Dozza. Morto per un infarto, secondo il segretario generale Uil Penitenziari, Eugenio Sarno. Ma se per il trentenne deceduto a Regina Coeli attacca Sarno la morte pare essere sopraggiunta per assunzione di sostanze stupefacenti, gli altri due decessi sono avvenuti per malori improvvisi e guarda caso in zone particolarmente colpite dal freddo e in strutture penitenziarie con evidenti problemi di climatizzazione. Insomma, detenuti sottoposti a tortura. E infatti puntuale arriva anche l'ultima condanna della Corte europea dei diritti umani. Riguarda il caso di un uomo paralitico costretto sulla sedia a rotelle nel carcere Nicola Cara-Damiani, a Parma. Il suo stato di salute, e l'impossibilit di poter ricevere cure adeguate, era incompatibile con la carcerazione. Per questo motivo la sentenza di Strasburgo parla di trattamento inumano e degradante. e. ma.

LUNICO FILM CHE UNISCE LITALIA ... A FORZA DI RISATE


MEDUSA FILM
PRESENTA

AI CINEMA DI ROMA
ADRIANO - ADMIRAL - AMBASSADE - ANDROMEDA ATLANTIC - DORIA - GALAXY - JOLLY - LUX - MADISON MAESTOSO - NUOVO AQUILA - ROYAL - STARPLEX GULLIVER THE SPACE CINEMA MODERNO - THE SPACE CINEMA PARCO DE' MEDICI TRIANON - UCI CINEMAS MARCONI - UCI CINEMAS (PORTA DI ROMA) CINEFERONIA (FIANO ROMANO) - THE SPACE (GUIDONIA) UCI CINEMAS PARCO LEONARDO (FIUMICINO) - UCI CINEMAS (LUNGHEZZA) POLITEAMA (FRASCATI) - CINELAND (OSTIA)

omani potrebbe essere un giorno storico. Storico per la giustizia e per le lotte dei lavoratori. Storico per una citt che, dopo 1800 morti, non ha smesso di soffrire. Casale Monferrato ha avuto il coraggio di dire no all'offerta del diavolo (18,3 milioni di euro offerti da uno degli imputati, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny di 65 anni) e, ora, attende la sentenza del maxiprocesso di Torino contro l'Eternit. E l'attendono, con fiducia, anche Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli): le altre tre di sedi di stabilimenti della multinazionale dell'amianto. Sul banco degli imputati, oltre all'elvetico (uno degli uomini pi ricchi del mondo, che oggi si presenta come filantropo vicino alla green economy), c' il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni. Per entrambi il pm Raffaele Guariniello ha chiesto 20 anni di carcere. Rispondono di disastro ambientale doloso permanente e di omissione dolosa di misure di sicurezza. La pena richiesta dall'accusa di 12 anni, ma salita a 20, in quanto il reato stato continuato. E continua ancora oggi, ha precisato il magistrato. Gli imputati non si sarebbero limitati ad accettare il rischio che il disastro si verificasse, ma continuano ad accettarlo ancora oggi. Quello di Torino un processo storico, per numero di casi trattati, per il ruolo dei dirigenti coinvolti - la testa di un sistema - e per l'entit delle pene richieste. Nel mirino non c' solo la fibra-killer, ma una politica spregiudicata ai vertici delle multinazionali: un atto d'accusa ai super-dirigenti che non si preoccupano di quello che succede nelle filiali periferiche e che, anzi, minimizzano i problemi o fanno di tutto per nasconderli. Il barone belga e il magnate svizzero sono responsabili, secondo l'accusa dei pm Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace, dello scempio provocato dall'amianto in Italia a partire dal 1952. Che sia stato un maxi-processo lo dicono le cifre: 2200 morti e oltre 800 ammalati, 6.392 parti civili e 65 udienze fra il 2009 e il 2011 (tempi stretti grazie anche al pugno di ferro del presidente della corte Giuseppe Casalbore). Far scuola pure in altri Paesi, dove da anni comitati di cittadini attendono che la magistratura indaghi e faccia giustizia. Domani, sono attesi in tanti: familiari, movimenti, associazioni (anche i parenti e i lavoratori della Thyssen), il Palagiustizia ha previsto misure straordinarie: il Tribunale apre due maxi aule da 250 posti e l'aula magna da 700, la Provincia ne mette a disposizione una da 316. Sono attese almeno 160 delegazioni da tutta Italia e da Francia, Brasile, Usa, Svizzera, Gran Bretagna, Olanda e Belgio. Dopo oltre trent'anni di lotta per la giustizia-bonifica-ricerca, auspichiamo che questa sentenza possa offrire un grande contributo alla lotta mondiale contro l'uso dell'amianto e per la salvaguardia della salute si augurano l'Afeva e i sindacati casalesi. E, alla vigilia, Guariniello rivela: Quando abbiamo cominciato a lavorarci, il caso Eternit sembrava una pazzia. Invece siamo arrivati alla fine. Questo dimostra che si pu fare. necessario farlo anche altrove, per riparare alla grave ingiustizia internazionale che si sta consumando.

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

il manifesto

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INTERNAZIONALE
CINA Il capo della polizia anti-crimine fugge con i documenti che dovrebbero incolpare un segretario del partito VENEZUELA

Lotta di potere a Chongqing


Angela Pascucci na cruenta lotta di potere con tinte alla Le Carr emersa in questi giorni dallopaco sottobosco della politica cinese, dove cresce lagitazione in vista del cambio di leadership nel prossimo autunno. Il teatro il Sichuan e il protagonista apparente Wang Lijun, 53 anni, ex capo della polizia e vice sindaco di Chongqing, che luned scorso ha mandato in fibrillazione i vertici cinesi e infiammato i social network del paese presentandosi al consolato Usa di Chengdu, capitale della provincia. Era carico, pare, di documenti top secret come quelli che solo un capo della polizia pu custodire. Vi rimasto un giorno e una notte, mentre intorno si scatenava linferno. La sede diplomatica stata circondata da centinaia di agenti; solo marted mattina sono riusciti a prendere in consegna lalto dirigente. Washington conferma laccaduto ma si limita a dire che Wang se n andato volontariamente. Anche Pechino conferma la visita e preannuncia unindagine. A imporre prudenza la tempistica: la prossima settimana il vice premier Xi Jinping,

Le primarie anti Chvez


flirt con il grande capitale immobiliare e le multinazionali attirate nellarea da enormi agevolazioni. I liberal-liberisti guardano con sospetto a questo mix di slogan rossi e politiche da capitalismo di stato. Gli avversari abbondano. La coppia Bo-Wang si spezza brutalmente a gennaio quando Pechino spedisce una squadra della Commissione centrale per le ispezioni disciplinari, il cane da guardia anti corruzione. Alla luce di quanto accaduto in seguito, ora si ipotizza che, sotto le pressioni della Commissione, Wang abbia denunciato Bo Xilai. Come sia, 10 giorni fa Wang destituito dalla sua carica di capo della polizia e pochi giorni dopo si rifugiato nel consolato Usa di Chengdu. Bo Xilai non sembra essere stato toccato, finora, ma tutti danno ormai per distrutte le sue ambizioni. E questa sarebbe gi la migliore delle ipotesi. Perch la corruzione pervade il mondo politico cinese e tutta la storia appare come una delle grandi rese di conti che ciclicamente squassano il Pcc e si abbattono sugli alti esponenti da rimettere in riga. Resta da capire in nome di che cosa. Maurizio Matteuzzi appuntamento per il 7 ottobre, elezioni presidenziali. Quel giorno lopposizione tenter di realizzare unimpresa che in questi tredici anni ha sempre fallito: scalzare Hugo Chvez. Ci ha provato in tutti i modi, con il voto e anche con il golpe (quello effimero dellaprile 2002), senza riuscirci mai, senza leader e programmi che potessero fronteggiare il carisma esplosivo del presidente. Ora ci riprova, con delle elezioni primarie per scegliere un candidato unico e confidando nellusura naturale dei molti anni di potere e nei punti deboli della gestione chavista: uninflazione che anche questanno dovrebbe essere intorno al 30% (e che rischia di mangiarsi i periodici aumenti del salario minimo), la pi alta dellAmerica latina; uninsicurezza che, narco-Messico a parte, ha fatto del Venezuela il paese con il pi alto tasso domicidi del sub-continente; le difficolt a volte di trovare prodotti di prima necessit nei negozi e sovente di soddisfare il bisogno impellente di case; i casi di corruzione che di tanto in tanto affiorano. Lopposizione confida anche nei numeri, o almeno in alcuni. Non quelli delle precedenti presidenziali quando lavversario di destra di Chvez - Manuel Rosales, poi riparato in Per - si ferm al 37%. Quelli invece delle ultime parlamentari del 2010, quando lopposizione ebbe 5.3 milioni di voti, solo 100mila in meno del Psuv, il Partito socialista unito del Venezuela. Anche questa potrebbe essere unillusione. Perch il candidato Chvez sembra avere ancora il vento in poppa. I sondaggi pi recenti, in gennaio, gli danno una popolarit superiore al 60%. E lui assicura che vuole essere rieletto fino al 2031... Dalla sua avr uneconomia che, colpita dalla crisi globale nellultimo paio danni, nel 2011 prevista riprendere la crescita (stime del 4%). E quindi risorse per lanciare misure popolari, ad esempio la costruzione di case. Secondo i sondaggi il 39% della popolazione non voterebbe mai per lopposizione e il 27% mai per Chvez. In palio ci sarebbe quindi lultimo terzo disponibile di cittadini-elettori. Quindi lopposizione ha le sue carte, anche se al momento non paiono assi. Se non altro sembra avere intrapreso un percorso pi nitidamente democratico che in passato. Una ventina di partiti e partitini hanno dato vita a una Mesas de Unidad Democrtica (MUD) che ha fatto mostra di unit dintenti anche se su un programma vago e fumoso (la fine di unera e linizio di un nuovo periodo di progresso). A contendersi il ruolo di candidato unico oggi saranno cinque pre-candidati: Henrique Capriles, 39 anni, di centro; Pablo Prez, 42 anni, di centro-sinistra; la deputata Maria Corina Machado, beniamina degli Usa ai tempi di Bush; lex-ambasciatore Diego Arria e lex sindacalista Pablo Medina. In realt se la giocheranno in due, Capriles e Prez, che sono anche i governatori dei due stati pi popolosi del paese, Miranda e Zulia. Chvez li ha gi definiti in blocco i candidati retrogradi, i candidati degli yankees e dice che non gli importa chi si trover di fronte perch tanto, chiunque sia il 7 ottobre gli daremo una batosta memorabile.

IL SEGRETARIO DEL PARTITO NELLA MUNICIPALIT DI CHONGQING, BO XILAI, AL CENTRO DI UN BIZZARRO SCANDALO/REUTERS

Nei guai Bo Xilai il rosso. Manovre in vista del rinnovo dei dirigenti al vertice dautunno
futuro capo dei capi della nuova generazione che prender il potere, sar in visita ufficiale negli Usa. Aprire ora un contenzioso di questa portata sarebbe esplosivo. Consegnato alla Commissione disciplinare, Wang Lijun stato condotto a Pechino, e l le sue tracce si perdono. Il comunicato che chiude ufficialmente, per ora, la questione parla di grave stress da lavoro e di congedo per motivi di salute. La storia per non affatto chiusa e i suoi effetti per gli equilibri interni del Pcc potrebbero essere tale da far emergere le linee di scontro che lacerano il Partito alla vigilia di una delicata transizione. Nella storia, Wang rischia di fare la parte della gallina ammazzata per impaurire la scimmia, come recita un efficace detto cinese. La scimmia sarebbe Bo Xilai, potente segretario del Pc di Chongqing, detto il maoista per la controversa svolta impressa alla politica della vasta municipalit a statuto speciale (33 milioni di abitanti). Ma cosa ha portato Wang a una mossa disperata come approdare al consolato Usa? Fino a dieci giorni fa lalto quadro era ancora il braccio destro di Bo Xilai, che nel 2008 lo aveva

chiamato per combattere la criminalit, dilagante a Chongqing anche grazie al favore di politici e uomini daffari. Una lotta senza quartiere, che si attira molte critiche per i suoi mezzi spietati ed extra legali, e sfociata in mega processi che porteranno alla condanna, talvolta anche a morte, di 1500 persone: boss del crimine, consiglieri di governo, alti gradi della polizia, miliardari. Un terremoto ma anche un trionfo per i due, che ingaggiano registi e scrittori per produrre film e libri che consegnino alla storia, dicono, la verit. Sullonda del successo Bo lancia una campagna politica che ha il suo aspetto pi spettacolare nel cantare il rosso, un revival delle canzoni rivoluzionarie di epoca maoista che coinvolge fabbriche, scuole e uffici pubblici. Una campagna eclatante, che rompe il patto del basso profilo individuale in vigore nel partito. Bo, membro del Politburo, non nasconde la propria ambizione di entrare al prossimo cambio della guardia nel Comitato permanente, il cuore vero del potere, e d battaglia politica, forte anche dello statuto speciale di sperimentazione concesso a Chongqing nella campagna di sviluppo dellentroterra cinese. Si pone in antagonismo con il Guangdong, ricca provincia costiera, ma non solo, e afferma che lo sviluppo della municipalit consentir di ridistribuire pi equamente i profitti anche grazie a una forte presenza del settore statale. Persino la sinistra si divide. Una parte applaude, unaltra critica il

PRIMAVERE Il regime sunnita teme la manifestazione di San Valentino

Violenze e minacce in Bahrain Re Hamad fa arrestare i testimoni


Michele Giorgio i aggrava la situazione in Bahrain. Le forze di sicurezza della monarchia (assoluta) appoggiate dalle truppe saudite, entrate nel paese un anno fa, sono impegnate a impedire con il pugno di ferro le iniziative del movimento popolare per la democrazia e i diritti. Iniziative che culmineranno in una manifestazione a Manama di decine di migliaia di bahraniti il 14 febbraio, anniversario della rivoluzione - repressa nel sangue un mese dopo. Gli attivisti programmano di dare vita ad una tendopoli per chiedere lelezione di un parlamento vero. Richiesta respinta dalla monarchia che non vuole cedere i suoi poteri. La mano pesante dei servizi di sicurezza del re sunnita Hamad al Khalifa - che regna su una maggioranza di sciiti - si fa sentire anche sugli stranieri. Nelle ultime ore diversi reporter e attivisti dei diritti umani sono stati respinti allarrivo allaeroporto di Manama. Ieri due straniere, lavvocata palestinese

PER RIDERE DEL SESSO...ANCHE IN 3D!

americana Huwaida Arraf e Radhika Sainath - entrambe attive con lInternational solidarity movement nei Territori occupati palestinesi -, sono state arrestate nei pressi della Standard Chartered Bank di Manama (il fermo stato filmato e messo in rete http://yfrog.com/ nfzg5z) mentre partecipavano ad una manifestazione pacifica. Arraf e Sainath, che verranno espulse nelle prossime ore, si trovano in Bahrain per partecipare come monitors alle attivit della Witness Bahrain initiative. Testimoni hanno riferito che le due donne sono state state circondate dagli agenti e percosse prima di essere spinte con la forza nelle jeep della polizia. In serata le autorit hanno oscurato il sito della loro organizzazione (http://www.witnessbahrain.org) e altri media legati alle proteste popolari. La polizia anche ha disperso con la forza le manifestazioni dirette verso la piazza della Perla (dove lanno scorso si concentr la protesta contro la monarchia, ndr) ma la repressione non fermer chi vuole democrazia e uguaglianza tra tutti i cittadini, prevede Nabil Rajab, direttore del Centro bahranita per i diritti umani. Per il governo la polizia avrebbe risposto alla violenza dei dimostranti. Ieri a Manama stato anche il giorno delle squadracce Fateh (conquistatori) che, attraverso contromanifestazioni a Manama e in altre localit del piccolo arcipelago, tentano di intimidire chi protesta contro il re. Ma vogliono anche

ribadire il dominio dei sunniti giunti duecento anni fa dalla penisola arabica da conquistatori in Bahrain. Ieri i Fateh sfilavano per le vie del centro della capitale sventolando le bandiere dellArabia saudita, per sottolineare i legami strettissimi con Riyadh che gi un anno fa corse in soccorso di re Hamad. La monarchia fa di tutto per alimentare il conflitto tra sunniti e sciiti e denuncia le manovre dellIran, ma quella bahranita una societ cosmopolita, aperta al mondo esterno, formata da giovani che guardano ad un futuro migliore. In piazza a chiedere riforme e diritti ci vanno tutti: musulmani, cristiani, bahai, uomini e donne, spiega la sunnita Reem Khalifa, la giornalista pi nota del Bahrain. Questa non una rivoluzione sciita ma la rivoluzione di tutti i cittadini. Purtroppo la comunit internazionale non vede il Bahrain e non ci offre il sostegno che ci occorre per spingere il re ad approvare le riforme. Pi che alla comunit internazionale Reem Khalifa dovrebbe rivolgere le sue critiche allEuropa e, soprattutto, agli Stati Uniti, protettori del fedele alleato re Hamad che ospita in Bahrain la base della V Flotta americana, una delle pi importanti perch di fronte allIran. Michael Posner, sottosegretario di stato Usa per i diritti umani, due giorni fa, a proposito dellaumento della tensione in Bahrain, si limitato ad esortare la monarchia a rinunciare ad un uso eccessivo della forza contro i dimostranti.

SIRIA Un attentato segna una nuova escalation nello scontro interno

Un generale ucciso a Damasco


n omicidio mirato segna una nuova escalation nella crisi in Siria. Un alto ufficiale delle forze armate siriale stato ucciso ieri mattina mentre usciva di casa, in un quartiere residenziale di Damasco. Lo ha riferito lagenzia di stampa di stato, Sana, che attribuisce il gesto a un gruppo armato terrorista non meglio specificato. E il primo episodio del genere da quando 11 mesi fa cominciata la rivolta contro il governo del presidente Bachar al Assad. Il brigadiere-generale Issa al-Khouli anche il pi alto ufficiale del regime finora preso di mira. Ufficiale medico, di mezza et, era il direttore dellospedale militare. Non ci sono molti dettagli sullattentato: secondo lagenzia Sana stato sparato da tre uomini armati nel momento in cui usciva di casa, nel quartiere di Rukneddine, zona residenziale nel nord della capitale, per recarsi al lavoro. Al-Khouli appartiene a una famiglia alawita con buone connessio-

www.virgilio.it /comebellofarlamore

AI CINEMA DI ROMA ADRIANO - BARBERINI - AMBASSADE - ANDROMEDA - ANTARES - ATLANTIC - BROADWAY - CIAK - DORIA EMPIRE - EUROPA - GALAXY - GREGORY - JOLLY - LUX - MADISON - ODEON - REALE - ROXYPARIOLI STARDUST VILLAGE (EUR) - STARPLEX GULLIVER - TRIANON - THE SPACE CINEMA MODERNO THE SPACE CINEMA PARCO DE' MEDICI - UCI CINEMAS MARCONI - UCI CINEMAS (PORTA DI ROMA) CINEFERONIA (FIANO ROMANO) - THE SPACE CINEMA (GUIDONIA) - UCI CINEMAS PARCO LEONARDO (FIUMICINO) UCI CINEMAS (LUNGHEZZA) - POLITEAMA (FRASCATI) - ROYAL (CIVITAVECCHIA) - CINELAND (OSTIA) ALLA MULTISALA BARBERINI E LUX SPETTACOLI LA MATTINA DALLE ORE 11,00

ni nel regime; dalle prime informazioni circolate, sembra che sia un nipote di Mohamed al-Khouli, lex capo del Direttorato dellIntelligence dellaviazione, cio la pi potente (e temuta) tra le agenzie di sicurezza del regime. Il giorno prima il direttorato alla sicurezza era stato preso di mira nella citt di Aleppo, nel nord del paese, dove lesplosione di due bombe eveva fatto 28 morti e 230 feriti. Anche ieri sono circolate notizie di violenze a Homs, citt dove continua loffensiva delle forze governative contro forze ribelli armate. La verifica delle notizie continua a essere quasi impossibile. Intanto lambasciatore degli Stati uniti Robert Ford, che pochi giorni fa ha lasciato Damasco dopo che Washington ha deciso di chiudere lambasciata, ha messo su Facebook delle immagini satellitari prese a Homs, sostenendo che sono una prova dellattacco lanciato dallesercito governativo contro la citt bombardando i quartieri residenziali e la popolazione civile.

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il manifesto

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

SENZA FINE

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ille per mille fa un milione. Di euro. Lobiettivo ambizioso eppure il minimo che dobbiamo tentare vista la situazione. Grazie ai nostri generosi lettori possiamo farcela. Linizio confortante. Noi ci siamo e anche voi ci siete. La sottoscrizione lanciata venerd scorso rivolta a mille lettori speciali che hanno la possibilit di regalarci mille euro a testa. Con un milione i nostri problemi non sarebbero risolti, ma avremmo fatto un grosso passo in avanti, probabilmente decisivo. Naturalmente nessuna obiezione da parte nostra a chi volesse sottoscrivere pi di mille euro, e a chi lha gi fatto mandiamo da subito un doppio o triplo grazie. Daremo conto ogni giorno dellandamento della campagna. Che si affianca alla richiesta ai lettori infedeli di comprare il giornale quotidianamente in edicola (chi gi lo fa pu sempre regalarne una copia o lasciarla sul tram). E re-

mille per mille

sta la possibilit di abbonarsi: per noi vuol dire poter contare su risorse certe, per voi una grande prova di fiducia. In testa a questa pagina trovate le coordinate bancarie per i versamenti, di solidariet, mentre questi sono i lettori che hanno gi risposto al nostro 1.000 X 1.000. Stefano Benni Altan Rosario Amodeo Guido Rossi Nicola Cipolla Gad Lerner Franca Caffa Raffaele Florio Giancarlo Croce Marco Luzzatto Gianni Ferrara Serena Romagnoli Nerio Nesi Maria Carla Barone Qui accanto i messaggi giunti ieri in redazione dai nuovi sottoscrittori.

Proviamoci
Proviamoci ancora. Con affetto. Giancarlo Aresta e Alba Sasso

sopravvivenza del manifesto? la nostra stessa sopravvivenza e quindi io ci sono. Franco Virga

Ce la dobbiamo fare
Ho appena sottoscritto Mille per mille, ce la dobbiamo fare! Forza! Lino Trentini

Dovreste essere autosufficienti


Leggo il manifesto dal primo numero e sottoscrivo, per unemergenza o per laltra, praticamente da allora. Ormai un vizio (assurdo?) Ho sperato invano che la cooperativa potesse diventare autosufficiente e non dipendere dal contributo statale. Tuttavia i tagli indiscriminati di Monti, invece di una seria riforma dellerogazione dei contributi statali alla stampa, sono particolarmente odiosi. Quindi ho aderito alla campagna Mille per mille. Daniela Ambrosino

Continuare a leggervi
Vi abbiamo appena inviato mille euro nella speranza di poter contribuire a salvare il manifesto. Vorremmo continuare a leggervi fino alla fine dei nostri giorni. Il gruppo Fasana, gruppo di riflessione sullEuropa, di cui facciamo parte, si sta mobilitando per sostenervi. Buona continuazione! Pasqualina Napoletano e Andrea Amato

Cerchiamo di migliorare
Cari compagni, per me quasi ovvio aderire alla campagna di sostegno. Sono da sempre lettore in edicola e insieme abbonato, mi sento parte della comunit allargata del giornale. Del manifesto impossibile fare a meno. Credo non ci sia altro di leggibile in giro, tranne i quotidiani locali per gli orari

La spedizione dei mille


Da un po di tempo avevo in testa pi o meno la stessa cosa, per la precisione: La spedizione dei Mille. Almeno mille compagni che sottoscrivano i mille euro. Non siamo ricchi, ma cosa sono mille euro di fronte alla

La libert in poche battute


DALLA PRIMA
Tommaso Pincio
Per come lho conosciuta io, la scuola del manifesto presto detta con le parole di Pintor: in un articolo puoi dire una o due cose al massimo, ma non c nulla che non tu possa dire in trenta righe. Non c nulla allinfuori di questo: il numero delle battute. Imparare a gestire quel numero imparare a capire cosa si vuol dire. Scrivere viene in un secondo momento. Per imparare per necessario poter disporre in piena libert di quel numero di battute. infatti impossibile imparare a controllare i propri movimenti se si incatenati. Al manifesto, malgrado sia un quotidiano comunista (anzi, proprio perch un quotidiano comunista), questa libert data per sacra e per scontata. Altrove non cos. Intendiamoci, non mi sogno nemmeno lontanamente di affermare che in altri giornali viga la censura. Esistono per linguaggi, codici, contenuti. I linguaggi, i codici, i contenuti del cosiddetto libero mercato. Larmamentario che consente a un quotidiano di camminare con le proprie gambe, come recita il senso comune. Non la far tanto lunga al riguardo: concedetevi un giro nella famigerata colonna destra di Repubblica.it e capirete al volo a quale armamentario mi riferisco. Quellarmamentario non mi appartiene n voglio farlo mio. Ecco perch dico che, seppellendo il manifesto, seppellisco anche me. Vi domanderete perch non vi esorti a comprare ogni giorno il manifesto. Non vi esorto perch spero e confido che lo facciate da voi. Ma non come un gesto benefico e militante, unautotassazione a salvaguardia di unentit in via destinzione. Vorrei che lo faceste in modo naturale, senza pensarci, come bevete il caff al mattino. Sono consapevole di chiedervi la Luna. Ai miei tempi, quando andavo al liceo, la met dei ragazzi si presentava in classe con un quotidiano. Poteva essere Lotta Continua o La Repubblica, ma avevano comunque un quotidiano con s. Quei tempi non sono pi. Oggi ledicola un luogo dimenticato, e lo dico con dolore perch mio nonno e mio pap sono stati giornalai. Nondimeno, nonostante il gesto sia qualcosa fuori dal tempo, spero lo facciate alla maniera che ho detto, con naturalezza, senza imporvelo. Se non lo farete cos, non durer. Prima o poi ve ne dimenticherete o forse vi stancherete. Ed giusto cos: alla lunga, solo ci che naturale resiste. Le dittature, mostri contro natura, prima o poi crollano, mentre la voglia di libert, di giustizia, non muore mai. E visto che siamo in tema di giustizia, permettetemi di dirvi unultima cosa, che poi la vera ragione di questo mio discorso alla Marcantonio. Il governo Monti, molto magnificato dallAmerica e dallEuropa (seppure un poco meno dagli Europei in carne e ossa), si insedi facendo massiccio ricorso alla parola equit. Per giorni e giorni parso di non udire altro sostantivo che questo. Finch, dun tratto, scomparso dal vocabolario politico. Perch mai? Siamo forse diventati un paese equo? Tuttaltro, certe misure sono riuscite nella missione quasi impossibile di renderlo ancora pi iniquo. I tagli alleditoria sono per lappunto una delle tante nuove iniquit. Sono iniqui perch non affatto giusto che i giornali debbono sopravvivere soltanto con le proprie gambe. In base alla stessa logica dovremmo chiudere le biblioteche perch nessuno legge pi libri. Questa logica, che ci viene imposta come ovvia e salutare, non rientra nella vera natura delle cose umane n dovr rientrarvi. Mai.

INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU: www.ilmanifesto.it lettere@ilmanifesto.it

HAROLD BLOOM CI SCRIVE In questi tempi bui una stampa libera cruciale. I valori culturali sono una questione di vita quando in gioco listruzione dei giovani. Sarebbe una disgrazia se perdessimo voci che possono aiutare a traghettarci verso unepoca migliore

ORGOGLIO E RABBIA IN NOIR

Non accettiamo sfratti in casa della sinistra


Massimo Carlotto ono cresciuto con il manifesto. Ho imparato a leggere la realt e ho imparato a scrivere. Lo stile di Pintor, scarno e asciutto, mi ha influenzato non poco. Alla fine di Servabo ricordo che pensai che era un modo straordinario di narrare. Le pagine culturali e Alias, poi, sono state fondamentali per la mia formazione di scrittore. Non solo per quello che ho imparato ma anche per quello che ho potuto esprimere. Il manifesto stato lunico quotidiano che mi ha offerto la possibilit di elaborare la teoria sul noir e le sue trasformazioni. Ma, soprattutto, mi ha permesso di poter rivendicare fino in fondo di essere un autore della sinistra comunista di questo paese. Per questo il manifesto non solo un quotidiano che leggo da sempre con attenzione e piacere. la mia casa, il luogo dove posso essere un sog-

Non sono riuscito a scrivervi in questi giorni perch la mia mail impazzita e ho perso tutti i messaggi. Segno dei tempi, tutta la memoria epistolare dal 2003 al 2012 praticamente scomparsa! Viviamo in un'epoca pericolosissima in cui molte cose della nostra vita vengono consumate all'istante come le merci. Per questo indispensabile salvare il manifesto, che un quotidiano fatto di parole. Molti scrittori in questi anni hanno pubblicato sul giornale (racconti, interventi), e io pure nell'ondata della mia generazione (quell'estate ricordo Scarpa, Lucarelli, Fois forse negli inserti), ma negli anni precedenti erano stati Tondelli, Piersanti, Benni, e ancora prima per esempio Vincenzo Consolo, che se ne andato da pochissimo, e ne ricordo tanti altri ancora che sono certamente il meglio della letteratura nazionale. Sarebbe bene raccogliere una venticinquina di questi racconti, che tutti darebbero volentieri al manifesto, e venderlo in edicola a un prezzo politico, 25 euro. Un euro ciascuno. Questo potrebbe essere il contributo di quelli che lavorano con le parole nei confronti di un quotidiano che ha sempre avuto una attenzione particolare verso la cultura, soprattutto quella nuova, di ricerca, con una forte componente civile. Comunque la mobilitazione mi parsa finalmente ripartita come quelle che avevamo visto negli anni precedenti. Salvare il manifesto come salvare un pezzo della nostra vita. Angelo Ferracuti Caro Valentino, da sempre seguiamo e
compriamo il manifesto, da oggi ne compreremo due copie. Due copie al giorno, forse, levano il pericolo di torno. Gabriella Turnaturi e Massimo Loche

ABBONAMENTI IN CARCERE

LUNICO FILM CHE UNISCE LITALIA ... A FORZA DI RISATE


MEDUSA FILM
PRESENTA

AI CINEMA DI FIRENZE FIAMMA - MARCONI - THE SPACE UCI

getto politico. Il rischio, reale questa volta, di essere sfrattato da tutto questo mi fa sinceramente paura. Negli ultimi due anni il collettivo di giovani scrittori Sabot, insieme ad altri e al sottoscritto, ha pubblicato racconti per le pagine estive. Unesperienza straordinaria. Come ai tempi del feuilleton, unintera pagina dedicata alla narrazione della realt ma anche spazio per quegli scrittori esclusi dai salotti buoni delleditoria. Molti di noi che oggi possono vantare un po di notoriet la devono anche al manifesto che ha sempre recensito con puntualit i nostri romanzi. E allora per il manifesto arrivato il momento di riscuotere crediti. Confesso che dopo tante cocenti sconfitte la chiusura del mio giornale sarebbe la peggiore. Spero davvero che lorgoglio e la rabbia di tutti noi sventi questa enormit.

Linformazione aiuta pi delle sbarre. Scommessa su di noi e anche sui detenuti


Nel corso della sua lunga storia il manifesto ha sempre regalato, quando ha potuto, abbonamenti agli istituti penitenziari italiani. Vi chiediamo di farlo ancora. Se volete sottoscrivere per questa testata e se pensate che la cultura e l'informazione possano aiutare a volte pi delle sbarre, allora fate una doppia scommessa. Su di noi e sui detenuti, adulti e minori. Sul nostro sito trovate l'elenco completo degli istituti carcerari italiani, anche minorili. Basta intestare e inviare l'abbonamento al manifesto allUfficio educatori della casa circondariale o di reclusione prescelta. L'elenco lungo, non fermatevi ai carceri pi noti della vostra regione. Sul sito e nei link ad Antigone e al ministero della Giustizia troverete gli indirizzi, i telefoni e le e-mail per chiedere informazioni. Se in Italia il carcere non pu ancora essere espressione di un paese civile, portiamo almeno noi un pezzo di civilt non tanto e non solo quella del manifesto, ma quella della libera informazione - che non vorremmo vedere cancellata. e.ma. Info: www.ilmanifesto.it/attualita/

Caro manifesto, devo dirti, sinceramente, che negli ultimi tempi ti ho letto e, quindi, acquistato e sostenuto molto meno. Dalla guerra alla Libia, dallennesimo disastro umanitario, dalla fine di Gheddafi... non sopporto lequidistanza e tu, di interventi equidistanti, in quel periodo ne hai ospitati molti, per me troppi. Mi piaci quando sei chiaro, netto, senza se e senza ma. Quando sei contro e davvero dalla parte del torto. Perch proprio da quella parte che si nasconde, sempre, molta verit spesso ignorata, per convenienza, dai media principali. La fine di Gheddafi stata salutata troppo in fretta e questo, per me, suona ancora triste. Ti vedo, del resto come sempre, in difficolt. Ti aiuter, nel mio piccolo, acquistandoti in maniera continua e regalando qualche copia. Promesso. Questo sia perch molte delle mie capacit economiche se ne vanno per provare a raccontare la situazione dei serbi nel Kosovo monoetnico, libero e indipendente, cosa che so cara anche a te... e sia perch ieri ho letto il messaggio di Carmine Fotia, oggi direttore del Romanista (a proposito: vedi cosa succede a lasciarti? Si diventa direttore di giornali cos!) e vorrei, anche per semplice par condicio spezzare una lancia per i tanti come me che, da tifosissi-

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

il manifesto

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SENZA FINE

Abbonamenti

Il giornale sul web facile ed economico: da 1 euro in su. Tutte le informazioni su www.ilmanifesto.it/abbonamenti/
del cinema. Purtroppo da circa due anni sono senza lavoro e senza reddito, per cui la mia adesione deve essere rateizzata: i primi 500 euro luned e gli altri allinizio di marzo. Con la speranza che serva. Far un ulteriore sforzo nella direzione della costruzione di una via di uscita partecipando alla assemblea dei circoli il 25 febbraio a Bologna. E credo che la redazione debba prestare attenzione a quella discussione, facendola diventare un momento di riflessione nazionale. Certamente il governo dei professori nicchia sulla vicenda del contributo pubblico, ma il tema quale giornale fare, che cosa c da rivedere. E qui ci sarebbe da aprire la abituale recriminazione sulla scarsa attenzione alle voci dei lettori, dei circoli... Ma ne abbiamo gi parlato ad ottobre a Roma. Proviamo con ostinata determinazione a proseguire, cerchiamo di migliorare quanto si pu scrivere meglio (la politica nazionale spesso un disastro), salviamo insieme uno strumento irrinunciabile per la costruzione della sinistra che non c. Massimo Angrisano

Una voce che non deve tacere


Caro Valentino, salvare il manifesto una necessit non solo e non tanto per i suoi lettori e abbonati e amici, ma per chiunque voglia difendere la libert della stampa e lespressione di un pensiero critico, giacch innanzitutto questo che si vuole mettere a tacere. Nellassurda ma consueta e realissima vicenda che stiamo vivendo in cui i responsabili della crisi dettano legge, in tutto il mondo, a coloro che lhanno subita, la voce del manifesto pi indispensabile che mai. ovvia, dunque, la mia adesione, alla sottoscrizione mille per mille, e so che lAssociazione per il rinnovamento della sinistra, cui partecipo, ha gi deciso di fare tutto quello che pu con la propria iniziativa per contribuire ad una campagna che di libert e di giustizia. Con affetto, Aldo Tortorella

sera, aderisco dunque volentieri al partito dei Mille per mille per una nuova vita del manifesto. Un grande augurio. Mauro Paissan

Raddoppiamo
Abbiamo gi aderito alla campagna di dicembre con due abbonamenti, di cui uno da sostenitore. Il rischio per di non trovare pi il manifesto in edicola ci sgomenta. Perci partecipiamo alla sottoscrizione straordinaria: abbiamo appena inviato un bonifico bancario tramite Banca Sella. Elena Comparini e Luigi Chezzi

Esagero
con piacere che aderisco alliniziativa Mille per mille. Per esagerare ne ho fatte due, una per me e una per un lettore sconosciuto che legge il manifesto, non vuole che chiuda, ma non ha la disponibilit economica per aiutarvi. Vi arriver il bonifico dalla Banca Popolare Etica. Ho anche rinnovato labbonamento web. In bocca al lupo! Catherine Leclercq

Una nuova vita


Sono con voi, perch mi fa paura un sistema informativo piatto, anzi piallato. Da senza tes-

utto toglietemi ma non il manifesto! Cosaltro mi resterebbe da leggere, a parte la produzione cartacea di una sinistra che oscilla confusamente tra populismo e resa allideologia del nemico? Quale nemico? mi si chieder? Il solo porre la domanda una provocazione. Basta affacciarsi alla finestra e osservare la societ per vederlo. Il dominio dei potenti, anzi, dei prepotenti. Chi oggi governa in Italia e in Europa ha per bersaglio privilegiato le classi subalterne espressione comprensiva sia dei lavoratori propriamente detti, sia di chi il lavoro lha perso o non riesce a trovarlo. Il governo Monti non lantitesi di quello di Berlusconi. Ne la faccia seria e cattiva, persino pi a destra. Non un caso se Monti stesso elogia chi lo ha preceduto, loda le presunte riforme di Marchionne e Gelmini due calamit poco naturali. Il suo fine schiacciare la classe operaia, scompaginarla, indebolire le sue organizzazioni fino a disperderle. Ci era chiaro ben prima del suo incarico. Convin-

TOGLIETEMI TUTTO MA NON QUESTO

Imperfetti ma necessari, senza di voi cosa leggere?


Valerio Evangelisti to monetarista, parlava gi una ventina di anni fa senza reticenze. Chi lo conosce lo odia. Quanto allEuropa, un povero involucro senza forma. Ora vi soffiano dentro, per farlo gonfiare, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Altri signori del nulla, dalle ideologie ripugnanti. Complici dellabolizione della democrazia nel continente, della rovina di interi paesi, del vampirismo sui disperati quale regola etica e di governo. Non a caso Monti si trova a suo agio con costoro. Appartengono alla stessa famiglia. La famiglia Addams. Sul manifesto avrei molto da ridire. Troppe volte lho trovato blando, fiacco, incapace di schierarsi. Tuttavia un merito

SASKIA SASSEN CI SCRIVE Come studiosa e professoressa residente a New York considero il manifesto un pilastro importante di quel giornalismo che si vuole realmente critico. Non si pu permettere che venga chiuso

glielo riconosco, e non da poco. Sin dalle origini ha avuto per riferimento una classe, e una sola. Poteva oscillare tra posizioni contraddittorie, proporre alleanze fra sinistra estrema e centrosinistra di cui non riesco a scorgere le basi. Non importa. Il manifesto stato dalla nascita a lato delle classi subordinate. Sostiene la pace, combatte limperialismo. Tanto mi basta. Dunque, se Liberazione pare morta (mai visto un partito con una tale vocazione al suicidio), che il manifesto viva. Sconter il torto di comperarlo ogni giorno. Poich manca una cronaca locale, non sapr se nella mia citt previsto uno sciopero degli autobus. Mi imbatter in pagine di difficile lettura, in proposte politiche che non riesco a condividere. Ma cosa mi importa? Chiudere il manifesto sarebbe fare un grosso favore al governo Monti. Invece, a quella gentaglia non va dato n un uomo, n un soldo. (Ricchi premi a chi scopre lorigine della citazione)

43.662
SOLO IERI 8.305 EURO DI SOTTOSCRIZIONE Purtroppo non siamo ancora in grado di comunicarvi il primo dato reale sullaumento delle vendite per la vostra campagna acquisti. Moltissimi sostenitori per sottoscrivono anche con piccoli bonifici portando il totale in pochi giorni a quasi 44mila euro. Una somma importante, che si aggiunge ai sostenitori mille per mille e ai centinaia che hanno attivato abbonamenti o comprato il giornale on line. mi laziali, ti leggono, ti condividono, ti discutono ma sempre ti hanno dentro, nel loro quotidiano vivere. Anche per contrastare un po di quei luoghi comuni (laziale uguale fascista) che imperversano nella nostra pigra societ. Il tuo ruolo deve essere quello di svegliarci dallimpigrimento generale, dove rinunciare a qualcosa di superfluo, solo apparentemente necessario, pu aiutare. Rinunciare a qualcosa... non a te! Alessandro Di Meo

Caro manifesto, sono uno studente


di seconda superiore e ti leggo da un anno e mezzo a questa parte, anche se non tutti i giorni per ragioni di tempo. Da oggi mi recher sempre in edicola a prendere la mia copia quotidiana, naturalmente. Mi si sono rizzati i capelli leggendo le lettere che ti invitano a seguire le orme del Fatto e di Repubblica, ma sono pazzi? Mantieni la tua linea, i giornali scandalistici sono troppo poveri. Mi ha fatto dispiacere vedere le pubblicit di film scarsi, del Dixan etc. che non si addicono proprio a te e alle tue idee, capisco per che se non ci sono i soldi... Propongo: perch non rifare la prima pagina in bianco e nero come ai vecchi tempi? Si risparmierebbe anche sul colore. In bocca al lupo. Riccardo

nuare, ma anche per rilanciare, la grande esperienza del manifesto. Non possiamo accettare che la logica dei tagli alleditoria possa annientare una voce libera, sempre con i lavoratori e dalla parte dei lavoratori; sempre pronta a dare voce a chi non ce lha e vede quotidianamente calpestati nel silenzio e nellindifferenza i propri diritti. Il manifesto, in questo senso, ha fatto, e deve continuare a fare, un vero servizio pubblico, e seguitare a essere un presidio di democrazia e di libert per il mondo del lavoro e della sinistra tutta. Il vostro lavoro per noi prezioso, perch ci d elementi ulteriori per analizzare la realt cos complessa che ci circonda. un lavoro prezioso perch svolto in libert, senza piaggerie e senza sconti per nessuno, un lavoro svolto con professionalit e passione. Siamo convinti, insieme a voi, che la libert di stampa e di informazione, il pluralismo e lautonomia di una informazione di qualit non possano subire un simile colpo. Come sindacato e come cittadini liberi di essere informati non possiamo fare a meno della vostra voce, delle vostre analisi, dei vostri contributi, anche delle vostre critiche. Stefania Crogi Segr. gen. Flai Cgil

riale sullacqua pubblica e accanto la denuncia sullespropriazione dei beni comuni locali. Negli anni la bacheca lhanno bruciata, divelta, imbrattata. Ma Giulio, il giorno successivo, senza battere ciglio, scolpiva la nuova cornice in legno e la riappendeva. Nuova bacheca, nuovo contributo alla lotta. Lettera non firmata

rebbe una perdita incalcolabile per la flebile sinistra italiana. Vi abbraccio. Stefano Montani Oggebbio (Vb)

Bordoni tessera gattocomunista n. 3

Siamo lettori del manifesto da


anni. Abbiamo sostenuto questo giornale con labbonamento e con la sottoscrizione anche di azioni. Questa volta vi inviamo 200 euro. In bocca al lupo a noi tutti. Matilde Mangano e Giuseppe Lamartina

Il giornale lo compro gi tutti i giorni, il manifesto lo appendo in un locale pubblico, raddoppio lacquisto con un ulteriore copia. Mando intanto un pensiero: per me questo Monti parla greco. Tiziano

Come migliaia di persone assisto


attonito allennesimo atto tanto arrogante quanto miope di questo governo tecnico. Dopo tanti anni di cartaceo ho fatto labbonamento telematico e ormai al mattino leggere ledizione html mentre faccio colazione: entrato a far parte di un rito a cui non voglio rinunciare. E allora coraggio! Ho gi cominciato a chiedere a qualche amico di iniziare a prendervi la mattina, approfittando degli spostamenti obbligati in autobus, in questi giorni di neve. Non si pu restare senza un quotidiano come il manifesto, il suo stile resta unico, e basta con certi paragoni con altri giornali che riescono ad autofinanziarsi. Bravi, ma hanno uno spirito conservatore molto lontano dalla mia sensibilit politica. E allora teniamo duro e speriamo nel risveglio di coscienze che acquistino il manifesto, e nella rinascita di un quotidiano insostituibile. Olimpio Tullio

PER RIDERE DEL SESSO... ANCHE IN 3D!

A Orvieto, a pochi metri dal Duomo, c


una stanza lunga e stretta. Alle pareti sono affisse molte prime pagine del manifesto. Non sono ingiallite perch il compagno Giulio Montanucci, che in questa sede ha dato vita decenni fa al Collettivo orvietano del manifesto, le ha ritagliate con cura geometrica e incorniciate. I compagni lettori orvietani aspettavano la cena (pi o meno a cadenza annuale) del collettivo per confrontarsi con il giornalista che veniva da Roma (Valentino Parlato il pi assiduo), per scambiare idee e riflessioni davanti a un buon bicchiere di rosso. E ancora oggi Giulio, che non sta bene ma si arrabbia come e pi di cinquanta anni fa di fronte alle ingiustizie, aggiorna costantemente la bacheca del manifesto affissa sul muro di Corso Cavour: lultima vignetta di Vauro, ledito-

Caro manifesto, io che, abitando in


Francia, non potevo acquistarti regolarmente, ho comprato il computer al solo scopo di poterti leggere, almeno in rete. Adesso, dopo le pessime notizie di questi giorni, mi sto interrogando sullavvenire del computer. Se il manifesto chiude, che me ne faccio? Gli do una martellata? Salviamo tutti insieme sto computer. Chicco

Cari compagni, il momento brutto ma la solidariet dei vostri lettori si far sentire come sempre. Nel nostro piccolo aderiamo alla richiesta di acquisto di due copie (quando possibile anche di pi) del giornale. Propongo anche uscite straordinarie a 10-20-30-40 o 50 euro come una sorta di sottoscrizione diretta... Non dovete chiudere! Chiaro? Lia e Paolo con Lucilla e Stella Carissimi compagni del manifesto,
vi leggo dal primo numero e vi legger fino allultimo, sperando che sia fra un bel po ancora. Continuo a comprarvi tutti i giorni in edicola. La chiusura del manifesto sa-

www.virgilio.it/comebellofarlamore

Cari compagni, care compagne,


siamo vicini alla vostra lotta per far conti-

AI CINEMA DI MILANO COLOSSEO - ORFEO - PLINIUS THE SPACE CINEMA ODEON UCI CINEMAS BICOCCA UCI CINEMAS CERTOSA

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il manifesto

DOMENICA 12 FEBBRAIO 2012

LULTIMA

sport
In mezzo alla fanghiglia e alla neve di Roma, lItalia del rugby sfiora limpresa di battere per la prima volta i maestri inglesi nel Sei Nazioni. Due mete non bastano, lInghilterra rimonta e vince 19-15
Peter Freeman
ROMA

ra la partita che lItalia poteva vincere. Sarebbe stato il primo successo contro i maestri inglesi, quelli che il gioco lhanno inventato. Le condizioni erano irripetibili. Un tempo infame, un campo bestiale, un pallone che la neve e lacqua avevano reso simile a una saponetta. E poi una squadra inglese tuttaltro che irresistibile, priva di fantasia e senza fuoriclasse, ma dotata di una certa dose di mestiere. Era una partita in cui contava sbagliare meno degli avversari, fare il minor numero possibile di errori perch comunque di sbagli se ne sarebbero fatti. Le tre mete sono tutte frutto di errori, di palle schizzate via malamente, di braccia e mani intirizzite, calci affrettati, scarso equilibrio su quel campo tanto scivoloso e infido. LInghilterra ne venuta fuori perch ha sbagliato di meno: i suoi calci li ha messi tutti dentro, tra i pali, cinque su cinque con il giovane Owen Farrell, un figlio darte; nel gioco tattico al piede ha avuto la meglio e quando la partita sembrava mettersi non male ma malissimo ha trovato un modo per cavarsi fuori dagli impicci. E finita 19 a 15, margine assai ridotto. LItalia aveva chiuso il primo tempo avanti 12 a 6, con due mete messe a segno nei minuti conclusivi (Venditti e Benvenuti), e forse si illusa. Ha pensato che lInghilterra non sarebbe riuscita a risalire la corrente, tramortita da quel finale di tempo tanto sorprendente. Due mete di rapina nellarco di tre minuti ricordavano molto quel pomeriggio al Murrayfield del 2007, quando gli azzurri avevano infilzato i distratti scozzesi proprio in quel modo, rubando palIL CAPITANO loni, e poi si erano difesi dal ritorno deAZZURRO gli avversari. Ma Roma non Edinburgo SERGIO PARISSE e quella di ieri pomeriggio era una partiPLACCATO ta di rugby molto particolare, dove il bel DALLINGLESE gioco era bandito e gli schemi e le tattiOWEN FARRELL che erano destinate a impantanarsi in /FOTO REUTERS quella fanghiglia gelida. Bisognava fare attenzione a tutto perch era come camminare sulle uova. Per vedere il gioco promesso da Jacques Brunel bisognava attendere unoccasione migliore. Le previsioni del tempo dicevano che a Roma la neve sarebbe caduta soltanto durante la notte, poi nuvole e pioggia. A mezzogiorno invece cominciato a nevicare fitto, fiocchi grandi che hanno cominciato a imbiancare le strade e il terreno di gioco dellOlimpico. Alle tre di pomeriggio, due ore prima del fischio dinizio, il prato era coperto da uno strato di neve e la situazione non era per niente rassicurante: se la nevicata avesse proseguito con quellintensit il rischio di un rinvio era reale. Poi la neve ha smesso di cadere ed arrivata la pioggia. Si sarebbe giocato. I tifosi inglesi sembravano pi stupiti che altro. Quelli arrivati la sera prima si erano gi beccati una prima precipitazione, adesso ne arrivava unaltra: Roma cos non lavevano vista mai, e neppure immaginata, ma vagli a spiegare che neppure i romani ci sono abi-

Sogni gelati
tuati. Il rugby un gioco che col fango sempre andato daccordo. I libri sono pieni di foto celebri che immortalano facce ricoperte di fango, smorfie assurde, pozzanghere e grovigli di corpi. Col tempo si in parte ripulito e si messo al riparo. Stadi coperti, erba sintetica, sistemi drenanti ad alta tecnologia. Le grandi cattedrali del rugby garantiscono condizioni ambientali migliori: non la perfezione ma certo pi conforto. Per trovare il fango bisogna andare in periferia, sui campo pieni di buche e di terra, l dove la sofferenza ancora quella di una volta. Ieri lOlimpico era una cosa strana: scenario moderno ma condizioni ambientali degne di unaltra epoca: neve e fanghiglia, corpi martoriati dal gelo e dagli impatti, visi stravolti. Chi scrive provava una sincera compassione per i trenta omoni che si agitavano l sotto, immaginava la sofferenza di subire un placcaggio e finire con la faccia dentro quel gelo che bagnava e si infilava sotto la maglia di gioco. Ora, come si gioca a rugby in queste condizioni? Si cerca di limitare i danni. Si diffida di tutto: del pallone ovale quando ti rimbalza davanti e non sai che direzione prender, ma anche quando spiove dallalto e devi afferrarlo al volo; del passaggio mal effettuato che ti costringe a torsioni che sbilanciano e delle linee di corsa che scartano allimprovviso. Tutto diventa precario, insidioso. La partita cominciata e per quasi mezzora le squadre si sono studiate, cercando una via per avanzare e segnare punti. Niente da fare. Gli errori erano frequenti, le mani gelate, i passaggi imprecisi, i placcaggi dolorosi. Meglio lItalia nelle fasi statiche (touche, soprattutto), meglio gli inglesi nel muovere il pallone. Gli azzurri uscivano faticosamente dai raggruppamenti perch Edoardo Gori, il mediano di mischia, era lento e impreciso nei passaggi. Nei calci tattici Chris Burton perdeva la sfida con Charlie Hodgson. Lovale era spesso incontrollabile e i passaggi in avanti si susseguivano da una parte e dallaltra. Sembrava una partita dantan, di quelle destinate a finire 0 a 0 o 6 a 0: rugby vintage. A rompere il ghiaccio erano gli inglesi con due piazzati (26 e 36) di Owen Farrell. Sul 6 a 0 il quindici della rosa sembrava avviarsi a gestire una partita da trincea: buona difesa, disciplina, e quando arrivava loccasione di piazzare un calcio, fare punti, pochi ma maledettamente buoni. Castrogiovanni, toccato duro al costato, era costretto a lasciare il campo e lo sostituiva Cittadini. Le cose sembravano mettersi bene per gli inglesi ma lerrore, linsidia, la malagrazia erano l in agguato anche per loro. Ben Foden, lestremo, prima si faceva schizzare via la palla che finiva in are di meta e Giovanbattista Venditti era il pi lesto a schiacciarla: 5 a 6. Due minuti dopo, a

ALLOLIMPICO
RAZZISMO

Suarez non stringe la mano a Evra. Rissa a Manchester


Dopo aver provocato le dimissioni di Fabio Capello, il problema del razzismo continua a tormentare il calcio inglese. Ieri a Manchester lattaccante del Liverpool Luis Suarez si rifiutato di stringere la mano al difensore dello United Patrick Evra prima dellinizio della partita pur sapendo di avere tutti gli occhi puntati addosso. Quattro mesi fa Suarez aveva ripetutamente insultato lavversario chiamandolo negretto e per questo era stato punito con 8 giornate di squalifica. Il Liverpool aveva pubblicamente difeso il giocatore, rinunciando per a fare ricorso contro la squalifica. Ieri quando Suarez lo ha ignorato, Evra ha tentato di prendere per il braccio lavversario ma quello si divincolato e ha stretto la mano al giocatore successivo. A fine primo tempo poi scoppiata una rissa nel tunnel degli spogliatoi ed dovuta intervenire la polizia. Il Manchester ha vinto 2-1, Suarez ha segnato un gol. Sir Alex Ferguson stato durissimo. Suarez una vergogna, non dovrebbe giocare mai pi con la maglia del Liverpool.

tempo quasi scaduto, ancora Foden si faceva intercettare un passaggio maldestro da Tommaso Benvenuti. Cerano 45 metri di campo libero e il centro azzurro, gambe buone e potenti, se li fatti tutti, braccato inutilmente dai levrieri in maglia bianca. Meta tra i pali. Burton trasformava e lItalia era avanti 12 a 6. Per gli inglesi la situazione si era fatta davvero molto difficile. E dopo sei minuti del secondo tempo, Burton allungava ancora con un piazzato e il vantaggio degli azzurri saliva sopra il break: 15 a 6. Sarebbero stati gli ultimi punti messi a segno dallItalia. Larbitro, il francese Gerome Garces, graziava Tom Croft, autore di un paio di falli che avrebbero meritato un cartellino giallo, poi arrivava lerrore azzurro. Andrea Masi si trovava tra le mani una palla da calciare via. Era nei 22 metri azzurri, una zona da allarme rosso. Bisognava liberare, calciare velocemente, accelerare i movimenti. Masi invece era lento, lentissimo, e quando calciava si trovava addosso Charlie Hodgson che gli rimpallava lovale e andava a schiacciare in meta in perfetta libert. Farrell trasformava e lInghilterra era a soli due punti: 15 a 13. LItalia si perdeva. Entrava in affanno, cominciava a sbagliare, perdeva impatti e soffriva nei raggruppamenti. Due falli di troppo mandavano in piazzola Owen Farrell al 13 e al 26, e il centro inglese non sbagliava: 19 a 15. Gli azzurri non sarebbero pi riusciti a risalire la china, troppo stanchi, stremati dal clima e dalla tensione. Tobias Botes, entrato al posto di Burton, sbagliava due penalty preziosi ma non facili (nel secondo scivolava e ne usciva una scarpata atroce). Riprendeva a nevicare e arrivava il fischio finale. Peccato.