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LA STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 • ANNO 146 N. 43 • 1,20
IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO

Con La Stampa il libro per San Valentino

www.lastampa.it

L’Aquila, davanti a un locale

Amianto, oggi la sentenza

Passa anche al Meazza

Ventenne stuprata Sospetti su un soldato
La ragazza trovata dal proprietario della discoteca: «Sembrava morta» Il militare: rapporto consenziente Maria Corbi A PAGINA 22

Eternit, attesa tra ansia e paura
I padroni dell’azienda rischiano 20 anni Guariniello accusa gli imputati: mi fecero spiare prima dell’indagine Gaino e Mossano ALLE PAGINE 20 E 21

Miracolo Novara È l’ammazza Inter
Gli uomini di Mondonico capitalizzano un gol di Caracciolo e bissano il successo dell’andata Roberto Condio ALLE PAGINE 42 E 43

In Grecia violenti scontri tra polizia e manifestanti. Bruxelles: tutti i Paesi devono andare avanti con le riforme

IL MINISTRO

Atene, banche in fiamme
Il governo: sacrifici o il baratro. Ok del Parlamento al piano di austerity COSA CI DICE Schiaffo al Pd LA RABBIA
DEI GRECI
STEFANO LEPRI

Severino: in carcere si muore di freddo Èuna vera tragedia
FRANCESCO GRIGNETTI

PRIMARIE A GENOVA

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vince Vendola
Doria, candidato di Sel, batte a sorpresa Vincenzi e Pinotti
Teodoro Chiarelli A PAGINA 11

Via libera del Parlamento al piano di austerity, ultima occasione per salvare la Grecia dal default. Il ministro Venizelos: sacrifici o il baratro. Ma Atene ha vissuto una giornata di guerriglia. Banche e negozi incendiati dai manifestanti: in decine di migliaia sono scesi in piazza per dire no. Grassia,

IL DECRETO CRESCI-ITALIA

Monti: no a emendamenti a pioggia Il premier pensa all’ipotesi-fiducia
Liberalizzazioni, oltre 2000 le richieste di modifica Tra le misure intoccabili il blocco di spesa ai Comuni
Bertini, Giovannini e La Mattina ALLE PAGINE 4 E 5

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sserviamo con attenzione la Grecia, perché può insegnarci molto. I leader dei due principali partiti politici sono coscienti, d’accordo con il primo ministro tecnico, che altri sacrifici sono inevitabili. Ma la gente non ne può più, perché i sacrifici finora sono stati distribuiti male, e segni di speranza non se ne vedono. Nei nostri tempi, nessuna democrazia era mai stata sottoposta a uno stress simile a quelli da cui nacquero le dittature degli Anni 30. Vediamo un sistema politico e amministrativo corrotto avvitarsi su sé stesso. Il medico-sindacalista ateniese intervistato ieri da questo giornale sosteneva che i tagli di spesa fanno mancare le medicine negli ospedali. Fino a ieri, peraltro, risultava come prassi corrente rivendere all’estero, dove i prezzi sono più alti, i medicinali acquistati dal sistema sanitario pubblico greco. Non a caso la spesa pro capite per farmaci l’anno scorso è stata oltre il 15% superiore rispetto all’Italia, benché il reddito sia alquanto più basso. In questo caso come in altri, la corruzione che pervade il sistema scarica tutto il peso dei sacrifici sui più deboli, ovvero su chi non fa parte di una clientela o di una categoria protetta.
CONTINUA A PAGINA 33

Mastrobuoni e Zatterin ALLE PAG. 2 E 3

Un secondo indulto non servirebbe e comunque sulla cancellazione della pena può decidere soltanto il Parlamento
INTERVISTA A PAGINA 6

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LA POPSTAR TROVATA MORTA IN UNA VASCA DA BAGNO. AVEVA 48 ANNI, DISTRUTTA DA ALCOL E DROGHE

Whitney Houston, si è spenta una stella

IL RACCONTO

La grande neve? Bastava guardare ipettirossi
MAURIZIO MAGGIANI

Nevica, non ha mai smesso Scrivo queste memorie dal mio studio che ho raggiunto spalando un tunnel nella neve caduta nella notte
A PAGINA 14
WARNER BROS/PHOTOSHOT/OLYCOM

Whitney Houston, bellissima protagonista, nel 1992, del film «Bodyguard» con Kevin Costner

Mastrolilli e Venegoni ALLE PAG. 16 E 17

1987, UN ANGELO A SANREMO
GIANNI RIOTTA

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on volevo andare in quel 1987 al Festival di Sanremo, lavoravo a un’inchiesta per questo giornale sull’Aids, ma il direttore Scardocchia non ascoltò neppure le mie perplessità e, per darmi

una lezione, mi mandò per fax i reportage di Lietta Tornabuoni e Sandro Viola dall’Ariston, come a dire «Sono andati quegli assi, potrai bene andar tu».
CONTINUA A PAGINA 17

EMERGENZA MALTEMPO Il gelo fa altre tre vittime Scuole chiuse in 7 regioni
Amabile e Galeazzi
ALLE PAGINE 12 E 13

Gli ultimi arresti e la partecipazione ai reality hanno ridicolizzato le famiglie italo-americane

New York, mafia in crisi: il padrino s’è estinto
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

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alla saga poetica del «Padrino», alla prosa sguaiata dei reality show, passando attraverso la crisi psicoanalitica del serial televisivo sui «Sopranos». La parabola della mafia italiana nello show business americano somiglia sempre di più a quella della sua vita reale, al punto che un’inchiesta del quotidiano «New York Post» arriva a giudicarla in via di estinzione. L’elemento di partenza viene dalla cronaca. Il 27 gen-

naio scorso la Dea e l’Fbi hanno decapitato la famiglia Bonanno, arrestando il boss Vincent Badalamenti, i due capitani Nicholas Santora e Vito Balsamo, e il soldato Anthony Calabrese. Nell’ambito della stessa inchiesta hanno nuovamente incriminato il consigliere Anthony Graziano, appena uscito di prigione. Nel corso degli anni sono avvenuti tanti arresti di alto profilo dei boss mafiosi, basti pensare al lungo processo a cui era stato sottoposto John Gotti, capo indiscusso della famiglia Gambino.
CONTINUA A PAGINA 25

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2 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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LA CRISI
MANOVRA ANTICRAC
In aula
Un deputato del partito comunista lancia in aula il documento con il piano salva-Grecia. I comunisti hanno votato contro

Reportage
TONIA MASTROBUONI INVIATA AD ATENE

La nostra scelta non è tra fare sacrifici e non farli, è tra farli e il baratro La teoria che vorrebbe il Paese ridotto così per colpa di misteriose potenze straniere semplicemente non regge
Evangelos Venizelos
ministro delle Finanze della Grecia e autore del piano di austerità

lle cinque e un quarto, poco dopo l’inizio della manifestazione, arrivando da nord a piazza Syntagma la tensione si taglia già col coltello e l’aria è intrisa di lacrimogeni. Molti risalgono veloci dalla piazza, ci vengono incontro tossendo, con i fazzoletti sul naso. Un flusso di gente, capiremo più tardi, che non torna a casa, ma arretra. Aspetta. Si ferma nelle strade laterali per poi tornare in piazza. Lo farà tutto il giorno, tutta la sera. I greci, stasera, vogliono essere qui. Voglio esprimere tutta la loro stanchezza ed esasperazione. Micka sintetizza lo stato d’animo che ritroviamo in molti. «Io non posso starmene a casa a vedere la manifestazione in tv, ho troppa rabbia dentro, voglio stare qui, voglio che il governo capisca che deve andare a casa, che i greci non lo vogliono più, così come non vogliamo

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La furia della piazza
Cinquantamila persone mettono il Parlamento sotto assedio contro il piano di austerity.
l'Europa. Noi vogliamo ricominciare. Da soli. E ce la faremo». Poi indica un gruppetto di ragazzi con i cappucci e le maschere antigas calate in viso: «ecco, ci sono anche i black bloc, faranno disastri e alla fine si parlerà solo di loro». Cerchiamo di andare oltre, di arrivare in piazza e quando finalmente la raggiungiamo, impregnando la sciarpa di cotone con dosi massicce di acqua e Maalox, l’aria è ormai bianca, intrisa di veleno. I botti delle pistole che sparano i lacrimogeni sono continui, alla fine neanche ci facciamo più caso. La piazza dal lato del Parlamento poco prima delle sei di pomeriggio è divisa, la maggior parte della gente è schiacciata ai lati tossisce, sputa a terra, si strofina gli occhi, grida «maiali, assassini» ma nel tratto di strada di fronte all’edificio si fronteggiano la polizia e piccoli gruppi di ragazzi che avanzano e arretrano velocemente, tirando molotov e sassi. Un uomo incappucciato accanto a noi si è portato un enorme martello con cui comincia a colpire un pilastro di marmo. Una signora bionda, piccolina, prova a dirgli di smetterla, ma lui la ignora. Raccoglie un po’ di pietre che è riuscito a staccare e corre via. Evidentemente i greci sono abituati all’impiego così massiccio di gas perché sono tutti attrezzatissimi, addirittura gli anziani indossano maschere antigas. Ma contro un uso così mostruoso è impossibile resistere: cerchiamo riparo nelle strade laterali dove qualcuno ha cominciato a scasla cessione di quote delle aziende pubbliche: l’obiettivo è di racimolare 15 miliardi di euro. Ma la riforma inciderà in modo pesante sulla vita di tutto il paese: nel provvedimento ci sono 1,1 miliardi di tagli nei costi farmaceutici, la liberalizzazione dell’attività delle guide turistiche e l’apertura del mercato energetico agli investimenti stranieri. I tagli alla difesa ammonteranno a circa 300 milioni di euro, il taglio delle spese elettorali a 270 milioni, la riduzione degli investimenti pubblici a 400 milioni. Altri 300 milioni di tagli saranno studiati nel dettaglio insieme con la troika; gli esperti inviati sul campo da Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale. Il programma prevede che Atene registri quest’anno un leggero deficit di bilancio e un surplus primario di 3,6 miliardi di euro nel 2013. In un primo tempo era invece previsto il raggiungimento del surplus primario già a partire da quest’anno. Il provvedimento interessa anche le attività finanziarie. Le banche greche, che devono far fronte a perdite valutate in circa 17 miliardi di euro per il piano di svalutazione del debito (l’ormai famigerato “haircut”, taglio dei capelli), dovranno raggiungere un core Tier 1 del 9% entro il terzo trimestre di quest’anno e del 10% entro il secondo trimestre del 2013. Il target precedente era del 10% entro l’agosto di quest’anno. Le banche che si trovassero sottocapitalizzate potranno chiedere un aiuto allo Stato per raccogliere i fondi necessari a rispettare i requisiti, ma in cambio dovranno emettere titoli pubblici greci o bond convertibili. [T.MAS]

Il voto decisivo

L’Aula dice sì nella notte In arrivo 130 miliardi di aiuti
Approvano in 199 i “no” si fermano a 74 Sforbiciate a Difesa e investimenti pubblici
DALL’INVIATA AD ATENE

Retroscena
MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

N

La giornata è stata difficile, ma alla fine il Parlamento ha raggiunto il risultato che tutto il mondo aspettava: con 199 sì e 74 no Atene ha reso legge il piano di austerità che condanna la Grecia a un’altra stagione - l’ennesima - di lacrime e sangue ma dovrebbe salvare il Paese dallo spettro di un crac che rischiava di mettere in ginocchio l’intera Europa. Ora possono arrivare gli aiuti, un maxiassegno da 130 miliardi. In cambio la Grecia si è impegnata a economie drastiche in settori cruciali come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. E il paese venderà i gioielli di famiglia: le quote pubbliche nelle industrie del petrolio, del gas, dell’acqua e della lotteria. Entro la fine del 2012 Atene dovrebbe raccogliere 4,5 miliardi dal-

on è finita. «È più urgente che mai adattare i sistemi pensionistici al cambiamento economico e alla nuove realtà demografiche», avverte la Commissione Ue, per la quale rivedere ulteriormente la previdenza europea «è essenziale per migliorare le prospettive di crescita»: gli interventi «sono urgentemente richiesti in alcuni paesi per ripristinare la fiducia nei conti pubblici». Non fanno nomi a Bruxelles, dove l’Italia viene ricordata per le tre azioni correttive del 2011, l’età pensionabile ora fra le più alte, ma anche per la spesa previdenziale record. L’idea però è che in futuro nessuno sarà immune. La popolazione invecchia, ci sono meno giovani, i bilanci sono poveri. Riformare si deve. Ancora.
I prossimi passi da fare

MIKIS THEODORAKIS ALLONTANATO DAI LACRIMOGENI

L’autore di «Zorba il greco» non riesce a parlare
I

Tra i manifestanti in piazza ad Atene, ieri, c’era anche il compositore greco Mikis Theodorakis, 85 anni, autore di “Zorba il greco”. Thoedorakis ha anche provato a prendere la parola - pressato dai manifestanti - ma gli scontri gli hanno impedito di parlare. La polizia, per reagire agli attacchi, ha sparato dei lacrimogeni poprio nel punto in cui stava iniziando a parlare il musicista. Nella foto, il momento in cui Thoedorakis viene aiutato a lasciare Syntagma.

Non è una dannazione imposta solo alla Grecia. L’Ue sollecita tutti i suoi soci a una virtuosa contabilità come arma anticiclica e segna il cammino con due documenti in arrivo in settimana: il rapporto del commissario economico Olli Rehn sulla «prevenzione e la correzione degli squilibri macro-economici» (atteso domani) e il Libro bianco sulla «Sostenibilità delle pensioni» scritto dal titolare del welfare, László Andor (giovedì).

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Primo Piano 3

In strada Le fiamme
Uno dei numerosi edifici che hanno preso fuoco in città. Secondo la polizia sono almeno 18: tra questi una banca, un cinema e un caffè Esasperati dai continui lanci di molotov, i poliziotti hanno reagito con numerose cariche, idranti e lacrimogeni. Negli scontri di ieri sono rimaste ferite almeno 54 persone, tra gli agenti di polizia e chi protestava

incendia Atene
È battaglia nelle strade del centro, banche e negozi a fuoco
sare pensiline dell'autobus. Un uomo sulla sessantina, molto irritato per la porta superblindata di una banca, ha cominciato a tirare sassi contro l'insegna ma la sua mira lascia fortunatamente a desiderare. Due, tre tiri penosi e desiste. Intanto, per proteggersi dall'aria irrespirabile che ci segue ovunque, alcuni sanno esattamente cosa fare. Due donne e tre uomini hanno raccolto un po' di rami e di giornali e accendono un fuoco: «serve a rompere le molecole dei lacrimogeni» mi spiega la donna, con un gran sorriso. In effetti funziona, riusciamo anche a toglierci per cinque minuti la sciarpa dal viso. La gente fa lo stesso, si mette in cerchio attorno al fuoco e respira un po’. Uno controlla lo smartphone e ci aggiorna sui numeri in piazza: «Siamo centomila». Facendo un giro largo riusciamo a dirigerci di nuovo verso la piazza. Tra la gente rimbalzano notizie sui primi feriti, anche il rumore della sirena dell'ambulanza comincia ad essere una costante. Sul lato basso di Syntagma, alle sette e mezza il quadro è già da dopo-battaglia – e la votazione

in Parlamento sul pacchetto anticrisi non è neanche cominciata. Una fermata dell'autobus distrutta, principi di fuochi sotto i negozi, tendoni dei bar carbonizzati e di nuovo una fila di poliziotti in tenuta antisommossa che spara lacrimogeni a caso. Di fronte a loro, ragazzi che saltano avanti e indietro sfidandoli con pietre e oggetti. Ad un certo punto si sentono grida e insulti all'angolo con una strada laterale, Ermou. Una decina di uomini ne isola uno, la scena è da brivido, l'uomo rischia il linciaggio ma alla fine qualcuno riesce a far ragionare in gruppo e lui fugge via veloce. Yiannis mi spiega che «hanno il sospetto che sia un infiltrato della polizia. Ce ne sono tanti qui. Alcuni stanno incendiando i negozi, più in là». In effetti la voce corre veloce, poco dopo, poco lontano pare ci siano già un Starbucks e una banca in fiamme. Poco dopo si leva un arco di fuoco nell'aria anche qui in piazza. Per fortuna la bottiglia incendiaria va a sbattere contro un muro. Nel lato opposto di Syntagma, verso le nove di sera molti sono riusciti a tornare, si sono riuniti sotto il Parla-

mento in attesa del voto. Il risultato è scontato, il pacchetto passerà con due terzi dei voti, lo sanno tutti. L'atmosfera è del tutto diversa, canzoni di lotta sparate da un altoparlante, la gente ride, parla l'aria è più distesa. Ma dura poco. Comincia un battibecco tra alcuni poliziotti sotto la grande scalinata e quattro manifestanti. Uno degli agenti all'improvviso aziona un idrante, un gesto sproporzionato rispetto alla situazione. Ricomincia il solito fuggi fuggi. E cominciano gli applausi, l'ironico gesto che si ripete nei confronti delle forze dell'ordine a ogni lacrimogeno, a ogni manganellata. Seguono tre quattro botti in sequenza e anche questo lato della piazza diventa off limits, aria irrespirabile e la gente – comprensibilmente – imbestialita. Una ragazza grida come un’ossessa «siete peggio dei colonnelli», quando si è calmata un po' mi spiega che la strategia della polizia è chiara: svuotare la piazza prima del voto previsto a mezzanotte. Comincia a piangere piano, e non è per i lacrimogeni, «io resto qui, noi tutti restiamo qui. Non ci piegheranno».

I pensionati nel 2050
Quanto varierà in percentuale il potere d’acquisto dei pensionati rispetto ad oggi
Nel 2048 con pensionamento a 65 anni dopo 40 anni di lavoro (rispetto alle stesse condizioni sul 2008) Nel 2050 con pensionamento a 67 anni dopo 42 anni di lavoro (rispetto ai 40 anni di lavoro e pensionamento a 65 anni nel 2008)
Centimetri-LA STAMPA

35 25 15 5 -5 -15 -25
Regno Unito Spagna Germania Danimarca Bulgaria Romania Francia Polonia Grecia ITALIA

“La Grecia è il primo passo Adesso tutti i Paesi Ue continuino con le riforme”
Bruxelles in pressing sulle pensioni: l’Italia è promossa
Nel primo testo, esercizio imposta dalle nuove regole di vigilanza macroeconomica rafforzata, il finlandese ammette che l’Italia è nel gruppo di coda quanto a dinamismo di sistema. Nella bozza di decisione di Rehn, con Cipro e Spagna (più Ungheria fuori Eurolandia) è catalogata fra i casi che richiedono una «investigazione approfondita», quelli appena migliori di un secondo gruppo sotto la lente: Belgio, Francia e Regno Unito. Curioso che la Bulgaria stia meglio dei precedenti sei.
La competitività italiana

mi. Mali noti, per il Belpaese, alla cui manutenzione il governo Monti ha cominciato a mettere mano con convinzione. Oltre all’avviato consolidamento dei conti pubblici, spiegano fonti europee, Bruxelles ritiene che Roma della intervenire sui meccanismi salariali e sviluppare una politica occupazione più attiva: preoccupa l’assenza dei giovani dal mercato del lavoro e il tasso di partecipazione femminile più basso del’Europa, al netto di Malta.
«Più liberalizzazioni»

virtuoso: al punto che, senza altri interventi, il potere d’acquisto dei pensionati nel 2048 è stimato in calo di circa il 5%. Il problema, si legge nella bozza del documento di Andor, è il cambiamento di un contesto complessivo in cui nessuno si salva. «Di qui al 2060 la vita si allungherà di 5-7 anni, mentre i numeri della popolazione attiva diminuiranno». Il sacco della previdenza è pesante, vale ora il 10% del Pil europeo - risultato medio fra il 6% irlandese e il 15 italiano - ed è stimato di 2,5 punti più elevato di qui a metà secolo. Che fare? Le politiche previdenziali sono competenza delle capitali. Tuttavia, i suggerimenti non mancano. Laddove necessario si deve legare l’età di fine lavoro alle aspettative di vita; limitare l’accesso agli schemi di prepensionamento; sostenere vite lavorative più lunghe con formazione e opportunità; equiparare la situazione di donne e uomini; favorire la previdenza privata.
Al lavoro più a lungo

La colpa è dei due cancri di sempre, l’alto debito (120% del pil, il terzo peggiore dell’Ue) e l’emorragia di competitività che ha segnato gli ultimi vent’anni. Secondo i dati della Commissione, la crescita della produttività oraria del lavoro dalle nostre parti è rimasta ferma negli ulti-

mi dieci anni, mantenendo il Paese ben sotto i diretti rivali, come Germania, Francia e Regno Unito. Rispetto al 2000, annota Bruxelles, la concorrenzialità dei listini del «made in Italy» ha perso dieci punti. Berlino, con le riforme, è riuscita a guadagnarne 15. Tanto basta per un richiesta di riforme, a partire dal costo del lavoro e lo spostamento della fiscalità dai motori dell’economia reale ai consu-

Il consenso per le politiche di liberalizzazione dei servizi è pieno, come quello a sostegno di piccole imprese, ricerca e innovazione. Allarma infine la perdita di quote di mercato per l’export (-19% in 5 anni, scrive la Commissione), anche se dal complesso dei dati il quadro sembra meno negativo del giudizio che comporta. I consigli si ammorbidiscono sul fronte pensioni, anche perché la Commissione ritiene che il modello che si discute in riva al Tevere sia

L’allungamento dell’età pensionabile, come nei casi di Francia e Italia, è valutato un male necessario. Andor sottolinea che non si tratta di creare un confronto fra generazioni: «Gli stati con più occupazione per i più anziani sono anche quelli che hanno più giovani impegnati». Si tratta di combinare previdenza e impiego, riformulando il mercato di attivi e passivi. «Più posti ci sono e più c’è sviluppo» è la morale del Libro bianco. Adesso va tradotta in pratica. Pure in fretta, se possibile. La crisi non fa sconti a nessuno.

4 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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WELFARE
IL PREMIER E LA POLITICA

Monti e le liberalizzazioni: no a emendamenti a pioggia
Le richieste di modifica sono 2.299, cresce il rischio della fiducia
ROMA

Mario Monti avverte i partiti della sua maggioranza: sulle liberalizzazioni bisogna evitare confusione e una pletora di emendamenti che posso stravolgere il testo del decreto. Dunque, ci si limiti a un gruppo ristretto di modifiche, massimo 20-25 per gruppo. Altrimenti, per il governo sarà inevitabile ricorrere al voto di fiducia per tagliare la testa al toro. In realtà per adesso un appuntamento tra il premier e i segretari dei partiti che compongono la maggioranza di governo ancora non è stato convocato. Si parlava di un possibile vertice per la giornata di oggi, ma è più probabile che si tenga più avanti nel corso della settimana. Certamente l’agenda sarà più ampia rispetto al solo tema delle liberalizzazioni, ma non c’è dubbio che il presidente del Consiglio tenga molto a mettere le cose in

chiaro rispetto alla valanga di emendamenti - per la precisione sono 2.299 - presentati in Commissione Industria del Senato. È prevedibile che gli uffici dei relatori al provvedimento e della Commissione Industria faranno piazza pulita dei molti testi «doppioni»; ma in ogni caso parliamo della bellezza di sette volumi di richieste

Partiti avvisati: intoccabili alcune misure, come il blocco di spesa ai Comuni
di modifica. Di cui quasi 2000 provengono proprio in parte dai tre partiti (Pdl-Pd-Udc) e dai vari gruppi parlamentari «inventati» dal 2010 in poi. Sicuramente Monti, il ministro dello Sviluppo Economico Passera e il sottosegretario alla Presidenza Catricalà hanno messo in conto che delle correzioni e delle modifiche saranno inevitabili. Ma più o meno han-

no anche tracciato sul terreno una «linea rossa» che non può essere valicata dal Parlamento. Pena la perdita di credibilità di un provvedimento che anche i media vicini all’Esecutivo hanno definito su certi aspetti fin troppo morbido e incerto. In più c’è da considerare che stavolta non si potrà usare l’arma della copertura finanziaria alternativa da reperire, adoperata per evitare stravolgimenti del primo decreto governativo, quello di finanza pubblica. Stavolta gli emendamenti sono «liberi». Della lista delle cose intoccabili certo fa parte l’articolo 35, quello che prevede il blocco della tesoreria dei Comuni e che di fatto impedisce loro la gestione delle entrate. È l’unico articolo di tutto il complesso impianto del provvedimento che ha un esplicito contenuto finanziario, e serve per sostenere le scadenze del debito pubblico. Una norma che ha scatenato una dura reazione da parte della Lega.

La lista delle richieste di emendamento è davvero sconfinata, anche se emerge netto l’«impegno» dei senatori a difesa delle professioni. Sono circa 200 le proposte di modifica (molte del Pdl) che chiedono una marcia indietro sull’abolizione delle tariffe, sui preventivi obbligatori, sui tirocini e sulle società. Arriva anche un appello per l’emergenza neve e il maltempo che sta investendo in questi giorni l’Italia: un senatore del Terzo Polo chiede l’esclusione delle spese per limitare i danni dal Patto di Stabilità. Oneri previsti: 300 milioni di euro. Molte proposte riguardano banche e assicurazioni, ma anche il «grido di dolore» dei farmacisti è stato ascoltato dai senatori. Qualcuno chiede l’innalzamento da 3.000 a 3.800 o anche 3.500 del numero di abitanti in cui ci deve essere almeno una farmacia. E si chiedono paletti per quelle che dovranno sorgere nelle stazioni, negli aeroporti o negli ipermercati. [R. GI.]

il caso
AMEDEO LA MATTINA ROMA

resce la temperatura dentro il Pdl che sta andando incontro alle amministrative di primavera in un pericoloso isolamento. Al Nord non riesce a chiudere le alleanze con la Lega e in alcune realtà importanti del Sud vede sfumare la possibilità di agganciare l’Udc. A Palermo, ad esempio, Casini, Fini e Lombardo hanno stretto un’intesa per le comunali su un candidato competitivo della società civile. I contraccolpi di una brutta sconfitta elettorale sarebbero devastanti: complicherebbero molto le prospettive politiche del partito in vista delle politiche del 2013 e metterebbero in difficoltà la leadership di Alfano. Non è un caso che ieri il segretario del Popolo delle libertà abbia detto saggiamente di non aver deciso se candidarsi alle primarie. «Devo dimostrare di fare bene il mio lavoro. E poi non sono un uomo di ambizioni con la bava alla bocca». E’ chiaro che Alfano vede crescere con forza altre candidature per Palazzo Chigi attorno alle quali costruire nuove coalizioni. C’è quella di continuità dello stesso Monti, sponsorizzato da Casini. Ma l’ex ministro della Giustizia, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, sconsiglia di tirare per la giacchetta il premier. «E’ la migliore profilassi nei confronti del governo. Lui stesso credo ambisca a non essere candidato». Quanto a Passera, lanciato ieri da Formigoni in un’intervista, Alfano fa finta di aprirgli la porta: si iscriva al Pdl e partecipi alle primarie. L’uscita del presidente della Lombardia ha dato molto fastidio allo stato maggiore del Pdl, che si è stretto attorno al suo segretario. Il quale ha restituito il colpo, osservando che la vera notizia è che Formigoni

C

Alfano avverte: sconsiglio tutti dal candidare il professore
Il segretario del Pdl: “È la migliore profilassi per far durare il governo” Ma nel partito si profila un’ipotesi-Passera caldeggiata dal Cavaliere
Ha detto
Anche lo stop del Popolo della libertà A marzo si riuniranno a Napoli gli ad una legge elettorale troppo propor- animatori dell’incontro di Todi che anzionale si spiegherebbe con l’esigenza nunciò la caduta del governo Berluscodi non lasciare a Casini le mani libere, ni. Non ci sarà, come nello scorso aufavorendo un’intesa con il Pd. L’Udc in- tunno, gli attuali ministri Passera, Ricvece deve scegliere prima del voto con cardi, Ornaghi, ma le intenzioni di quel chi allearsi. E’ questo il «trucco» al qua- seminario potrebbero trasformarsi in le fa riferimento Alfano per il quale l’at- azione politica e condizionare i futuri tuale sistema elettorale ha un grande giochi di potere. Della partita c’è anpregio e un grandissimo difetto: il pri- che il segretario della Cisl Bonanni, le mo è che tutti i cittadini quando votano Acli, la Confcooperative, la Confartisanno chi sarà il pregianato, esponenti mier; il secondo è IL VOTO DI PRIMAVERA del mondo delle picche gli elettori di fate Il pericolo per il Pdl coleE’ medie impreto non scelgono i parse. questa realtà è di restare isolato in movimento, con lamentari. sia al Nord che al Sud la benedizione di Rimane la grande incognita delle ambienti pesanti amministrative che A MARZO A NAPOLI UNA TODI-BIS d’oltretevere, alla potrebbero rivelarsi si CaCasini sibillino: «In Italia quale«Il riferiscePolo un disastro per il sini. Terzo c’è bisogno di un partito è una fase di passagPdl. Soprattutto al moderato della Nazione» gio. In Italia c’è bisoNord. «Ma se come partito dovessimo gno di un partito pagare il conto per il fatto che sostenia- moderato della Nazione. I partiti così mo il governo Monti - ha precisato Alfa- come sono organizzati non reggono no - lo pagheremo. L’Italia merita an- più. O l’Udc e il Terzo Polo lo capiscoche il piccolo sacrificio di un partito». no prima degli altri o saranno sommerMa cosa accadrebbe se dalle urne di si anche loro». primavera venisse fuori un risultato Nel Pdl dicono che è un messaggio pessimo? Non sarebbe tanto la sua se- negativo per Fini e Rutelli. Forse, ma lo greteria a traballare, piuttosto potreb- è ancora di più per Alfano che dovrà be deflagrare il Pdl e si metterebbe ve- scegliere se stare dentro da protagoniramente in moto quel movimento cen- sta a questa partita neocentrista che trista al quale sta lavorando Casini, as- avrà come riferimento Monti o Passesociazioni cattoliche e sindacali, e alcu- ra, oppure rimanerne fuori in uno ni ambienti della società civile. splendido isolamento.

La leadership

Passera candidato Pdl? Potrà farlo, se si iscriverà al partito e parteciperà alla nostra dinamica democratica
Sul Carroccio

L’alleanza con la Lega? Siamo pronti a sacrificarla per il bene dell’Italia Ma speriamo che la collaborazione continui
non si presenterà alla primarie. Il punto è che anche dentro il Pdl corre con insistenza la voce sulla volontà di Berlusconi di puntare su Passera come candidato premier di un nuovo centrodestra con l’Udc e senza la Lega.

Angelino Alfano, segretario del Pdl

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Primo Piano 5

Retroscena
ROBERTO GIOVANNINI ROMA

otrebbe essere una settimana chiave per il negoziato sulla riforma del mercato del lavoro: già mercoledì o giovedì - per adesso però non è ancora stata diramata nessuna convocazione - il governo potrebbe invitare i rappresentanti di imprenditori e sindacati, che con qualche lentezza stanno cercando di mettere a punto una lista di proposte condivise. Oggi è previsto un nuovo incontro di questo «tavolo permanente», e sempre oggi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil discuteranno con artigiani e commercianti di Rete Imprese Italia. Il confronto, già di suo molto complicato - e non soltanto sull’articolo 18, ma anche sulla necessità di trovare fondi per alimentare i nuovi ammortizzatori sociali - ieri è stato terremotato da una notizia riportata da «Repubblica»: prima del viaggio negli Stati Uniti, il premier Mario Monti e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso si sarebbero incontrati segretamenCONFINDUSTRIA E CGIL, CISL E UIL

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Camere con vista
CARLO BERTINI

Il ministro gli onorevoli e il difficile taglio a rate

S

Stanno cercando di mettere a punto una lista di proposte condivise
LE INDISCREZIONI SU UN’INTESA

Palazzo Chigi smentisce che sia stato già siglato l’accordo tra capo del governo e Camusso
te. Non solo: smentendo totalmente tutto quanto affermato dall’inizio della trattativa, la leader della Cgil avrebbe «in linea di massima» accettato una riforma che sospende «temporaneamente» per tre-quattro anni le tutele previste dall’articolo 18 contro i licenziamenti sia per tutti i lavoratori che attualmente hanno contratti precari, che per i dipendenti assunti dalle aziende di nuova creazione. Se fosse vero, sarebbe certamente una svolta a 180 gradi per il sindacato di Corso d’Italia, che finora ha detto un «no» totale sia a un indebolimento dell’articolo 18 che allo schema del «contratto unico», peraltro perfino più blando rispetto al presunto accordo Monti-Camusso. Sin dalla mattinata è stata diramata una secca smentita congiunta - anche questa è una novità assoluta - di Palazzo Chigi e della Cgil: «nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro né colloquio» tra il premier e la leader della Cgil. A seguire, via Twitter, la Cgil ha attaccato direttamente il quotidiano romano, parlando di «grave invenzione» mirata a far saltare il negoziato. «Repubblica» però conferma: la notizia sull’accordo Cgil-Monti che sospende l’articolo 18 è stata ottenuta da «fonti certe».

Il tavolo
La trattativa tra governo e parti sociali sul lavoro è a uno snodo cruciale, quello riguardante tra l’altro l’articolo 18

Duello sull’articolo 18 E il governo riconvoca i sindacati
Mercoledì probabile il vertice con imprenditori e parti sociali
Quel che è «certo» è che finora il sindacato guidato da Camusso si è detto disponibile soltanto a ragionare su alcuni aspetti legati alla gestione delle tutele previste dallo Statuto dei lavoratori. Per quanto riguarda il reintegro, che va mantenuto, si può discutere dei tempi dei processi in tribunale. No totale, almeno per ora, anche alla proposta formulata dalla Cisl - e fatta propria, sia pure con alcune correzioni, dalla maggioranza del Partito Democratico - che non tocca l’articolo 18, ma prevede di trasferire alla procedura regolata dalla legge 223 del 1991 anche la competenza per i licenziamenti individuali per motivi economici. I tempi del negoziato non saranno brevissimi, comunque. I tasselli da sistemare sono davvero molti, e anche se il ministro del Lavoro Fornero si dice ottimista sulle possibilità di raggiungere un accordo, c’è sempre la possibilità che il governo - che vuole una legge approvata entro marzo - possa varare un suo testo senza un’intesa formale delle parti sociali. Come molti osservatori avevano previsto, è assolutamente escluso il ricorso a un decreto legge: come fece a suo tempo notare il Presidente Napolitano a Berlusconi, non ci sarebbero i criteri di «necessità e urgenza» per interventi sull’articolo 18. A Palazzo Chigi così si considera la possibilità di varare un disegno di legge delega che stabilisce le linee guida della riforma del mercato del lavoro. Un percorso più lento, ma che permetterebbe aggiustamenti in corso d’opera.
robgio@lastampa.it

Il presidente del Consiglio Mario Monti è stato chiarissimo, e lo ha ribadito anche dagli Usa, dopo i provvedimenti per la stabilità finanziaria e quelli per la concorrenza, «manca qualcosa che non potevamo fare per decreto legge, la riforma del mercato del lavoro. C’è un negoziato in corso, e intendiamo, speriamo in accordo con le parti sociali, arrivare ad una riforma entro fine marzo». Insomma, da un lato un’indicazione temporale: il prossimo mese; dall’altro il nodo maggiore flessibilità. Ma proprio su questo aspetto circolano un ventaglio di ipotesi, con una serie di interventi che vanno dalla tipologia contrattuale, all’anzianità, fino a una serie di fattispecie che concernerebbero il licenziamento. Certo è, che al di là delle ipotesi, l’impegno al quale lavora il governo è quello di mettere in piedi una riforma del lavoro che coinvolge circa 4 milioni di precari e che vedrebbero, secondo le intenzioni, la possibilità di trasformare il loro rapporto di lavoro in contratto a tempo indeterminato, ma con la sospensione temporanea della garanzie offerte dall’articolo 18. Resterebbe, invece, invariata la soglia dei 15 dipendenti al di sopra della quale si applica il vecchio articolo.

Si lavora a un’intesa. Prima fra i sindacati, poi con con il governo. Ma la posizione degli industriali è netta: secondo Confindustria, infatti, la tutela offerta dall’articolo 18 con il reintegro sul posto di lavoro andrebbe circoscritta solamente ai licenziamenti discriminatori o nulli (dunque, per ragioni politiche, razziali, religiose o maternitàa, quelli definiti soggettivi. Alle tesi degli industriali si affiancano anche quelle di Rete impresa Italia che chiedono di abolire l’obbligo del reintegro e sono comunque, certamente, contrarie ad un aumento dei costi per le imprese. Tant’è che in più circostanze il presidente Marco Venturi, a proposito del contratto a tempo determinato ha sottolineato che non «dovrà avere sovraccosti», perché «risponde a esigenze strutturali delle imprese rispetto ai quali i Ccnl hanno individuato soluzioni a tutela di imprese e lavoratori, che costituiscono esempi di buona occupazione». Già oggi comunque le parti sociali proseguiranno gli incontri. Al momento ci sono dei punti di contatto sulla flessibilità in uscita.

Posizioni diverse tra forze sindacali. Per il segretario confederale della Cgil Susanna Camusso, «l’articolo 18 non si tocca». Cisl e Uil, invece, appaiono più disponibili. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, infatti, ha sottolineato che «noi diciamo no alla soppressione dell’articolo 18, ma siamo d’accordo a rivedere i tempi del giudizio ed alcuni aspetti che riguardano il giudizio». Non a caso, infatti, sui tavoli c’è e si parla di proposta mediana della Cisl che intende innovare solo la parte relativa ai licenziamenti per motivi economici lasciando inalterato il cuore dell’articolo 18 che vieta i licenziamenti discriminatori, senza giusta causa. La posposta di fatto prevederebbe di stralciare dall’articolo 18 la possibilità di licenziamenti individuali per motivi economici per farli ricadere nella stessa legge, la 223, che attualmente disciplina quelli collettivi per «giustificati motivi oggettivi, con cui far accedere anche i singoli lavoratori alla procedura preventiva di verifica della congruità del licenziamento, e in caso di accordo con l’azienda, all’indennità di mobilità per due anni».

arà un caso: si fa un gran parlare di nuove leggi elettorali e nessuno spinge più sul tasto della riduzione dei parlamentari, che fino a pochi mesi fa era un «must». Insomma, il dimezzamento degli onorevoli non sembra essere più in cima ai pensieri dei leader politici. «E invece la prima riforma che tutti gli italiani vogliono vedere è il taglio dei parlamentari, prima ancora di una nuova legge elettorale». Sotto garanzia di anonimato, un ministro di un certo peso accetta di parlare di un tema finora tabù per un esecutivo che vuole lasciare ai partiti la prima e l’ultima parola sulle leggi che possono far riconquistare punti alla classe politica. Ma in un momento di relax, anche un professore avvezzo a decrittare le esigenze dei partiti può azzardare una sua ipotesi. Affinchè si faccia davvero una riforma difficile, ma capace di ridare una spolverata all’immagine della Casta. Invocata da Berlusconi fin dal 2001 e promessa come impegno imprescindibile da tutte le forze politiche fino a tre mesi fa. «Il taglio dei parlamentari non è così difficile da realizzare: si può ridurre il numero da 945 a 500, basta decidere di farlo gradualmente e arrivarci a regime magari in tre legislature: da qui al 2023, ci sono almeno tre passaggi elettorali e si può fare in modo che ad ogni tornata ci siano circa 150 parlamentari in meno da eleggere e da remunerare». Ciò di cui è sicuro il ministro in questione è che questa sia la sola cosa che i cittadini chiedono; e che si possa dare subito un segnale se vi fosse la volontà politica. Tutto il resto, compresa la legge elettorale, può venir dopo, a cascata. E anche i cosiddetti ministri «tecnici» hanno la risposta pronta e politicamente valida alla domanda che sorgerebbe spontanea nella pubblica opinione: perché non si può ridurre subito il numero dei parlamentari a 5-600 unità senza aspettare tre lustri? «E’ possibile spiegare ai cittadini che se si prova ad obbligare un onorevole a votare il dimezzamento delle sue possibilità di tornare tra un anno in Parlamento, si rischia di bloccare tutto e non farne nulla. Gli italiani apprezzerebbero lo stesso un taglio del genere anche se realizzabile un passo alla volta».

LA POSIZIONE DELLA CONFINDUSTRIA

LA POSIZIONE DEL SINDACATO

LA POSIZIONE DEL GOVERNO

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6 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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GIUSTIZIA
LA NUOVA LEGGE

“Morire di gelo in carcere? E’ una tragedia vera”
Il ministro Severino: non siamo certi che nei tre casi denunciati ci sia stato un rapporto causa effetto, ma la situazione è grave

Intervista

istituti, messa in prova, domiciliari. E comunque l’indulto è una misura squisitamente parlamentare e non d’iniziativa governativa».
Il decreto che martedì diventerà legge dello Stato è già operante da qualche settimana. Risulta in fortissimo calo il fenomeno delle «porte girevoli», con detenuti che restano in carcere i primi tre giorni dopo l’arresto e subito scarcerati. Come spiega questa incongruenza italiana per cui chi è colto a commettere un reato in flagrante finisce a spasso? Se si tratta di un eccesso del codice penale, non è il caso di andare avanti con la depenalizzazione dei reati minori?

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FRANCESCO GRIGNETTI ROMA

«Credo sia opportuno distinguere due diversi fenomeni: quello dell'arresto in «E’ una vera tragedia. La manutenzio- flagranza per reati di competenza del ne delle vecchie carceri è un proble- giudice monocratico con rito direttissima quanto la costruzione di quelle mo e quello dei reati cosiddetti nuove. Un mese fa ho ricevuto 57 mi- “bagattellari”. Il primo può riguardare lioni che verrananche reati destinati no spesi in caldaRIMEDI a suscitare allarme ie, acqua calda, e perciò va «Ho appena ricevuto sociale ogni automacoperte, riscaldaescluso 57 milioni per cercare tismo; la garanzia per mento. E’ ovvio che non si può di far fronte all’emergenza» la collettività va comorire in carcere munque assicurata per il freddo, anL’INDULTO attraverso la valutache se mi lasci di«Da solo non basta zione di un magistrare che dopo i noto che deve misurare Comunque è materia la pericolosità della stri accertamenti del Parlamento» persona. I secondi sulle ultime morti di due giorni fa vanno invece accurasappiamo che in un caso si è trattato tamente individuati, così come è stato di tossicodipendenza e negli altri due fatto da una commissione insediata dal casi sono intervenute cause naturali. mio predecessore, per poi procedere Ma anche se non vi fosse collegamen- ad una loro trasformazione in illeciti to tra queste morti e il gelo, in ogni ca- amministrativi. Di questa materia si ocso la situazione è tragica e l’emergen- cupa un disegno di legge varato dal za del freddo rende esplosiva la realtà Consiglio dei Ministri nel mese di dicarceraria». cembre. Il Parlamento dovrebbe iniEcco, appunto, una realtà tragica. ziarne a breve l'esame insieme ad altre Su «La Stampa» di ieri, Vladimiro Za- misure deflattive del carcere, come la grebelsky ha esposto tanti motivi di messa alla prova, la reclusione domicipessimismo sulle misure in discus- liare e la non procedibilità per irrilevansione in Parlamento e ha chiesto sen- za del fatto».
za giri di parole un nuovo indulto. Lei che ne pensa?

Ministra Paola Severino, dalle carceri giungono notizie raccapriccianti. Si muore (letteralmente) per il freddo nelle celle italiane?

La Guardasigilli
Paola Severino, avvocato e ricercatrice di diritto è la prima donna ministro della Giustizia in Italia

Provvedimenti

I domiciliari

Manicomi giudiziari

Pensiamo a deflazione, depenalizzazione, nuovi istituti, messa in prova arresti domiciliari
ca, a me sembra proprio di no. Anzi, si tratta del riconoscimento di un principio fondamentale del nostro ordinamento, per cui occorre ricorrere alla carcerazione solo quando le altre misure di limitazione della libertà non siano idonee a garantire la difesa della società».
Nel marzo del 2012 chiuderete gli Ospedali psichiatrici giudiziari. In mancanza di strutture alternative, e conoscendo quanto l’Italia sia un Paese dove gli enti locali funzionano a macchia di leopardo, la riforma non è una fuga in avanti?

Si ricorra al carcere solo se le altre misure che limitano la libertà non bastano a garantire la difesa della società

Saranno sostituiti da strutture con forte missione terapeutica E nessuno vuole liberare potenziali serial-killer

«Dico che non esiste una misura che da sola possa risolvere questo problema. Occorre un insieme di interventi: deflazione, depenalizzazione, nuovi

Già, i domiciliari. Con il decreto che porta il suo nome vi si ricorre molto più di prima. E’ una resa dello Stato come lamentano Idv, Lega e un pezzo di Pdl?

«Sinceramente e fuori da ogni polemi-

«Le strutture che sostituiranno gli

ospedali psichiatrici giudiziari avranno una forte caratterizzazione terapeutica ma assicureranno comunque la custodia delle persone socialmente pericolose che hanno commesso delitti. In altri termini, nessuno intende rilasciare potenziali serial killer, ma si vuole curarli e custodirli. Chiunque si sia affacciato sul baratro dell'orrore di quelli che un tempo si chiamavano manicomi giudiziari non potrà che valutare come una misura di civiltà il ricorso ai nuovi modelli tracciati dal decreto legge. Per non parlare, poi, di quel terribile fenomeno dei cosiddetti ergastoli bianchi: persone non più malate e non più peri-

colose che rimangono negli ospedali psichiatrici perché rifiutati dalla famiglia e abbandonati dalla società».
Questione politica di fondo: sul ricorso alle camere di sicurezza e sulla chiusura dei manicomi giudiziari è venuta allo scoperto un’area di opposizione anche dentro il Pdl. Meravigliata? «A

me sembra fisiologico che in un partito nel quale sono confluite componenti non del tutto omogenee si possano ritrovare varie anime. Voglio però sottolineare che attraverso il dialogo ed il confronto corretto con il Parlamento si è finora riusciti a trovare una soluzione soddisfacente».

Colloquio

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FULVIA CAPRARA INVIATA A BERLINO

L’attore Striano “Ci ho passato anni è una vendetta”
l’indulto, varato nel 2006 da Clemente Mastella: «Ho risparmiato 3 anni della mia condanna. Di Mastella, lo so, si è detto di tutto, però quella volta è stato coraggioso». Fuori Sasà, come lo chiamano gli amici, ha scoperto il fuoco sacro, ma non ha mai dimenticato, neanche per un attimo, i problemi dei suoi ex-compagni: «E’ giusto essere reclusi e pagare per i reati commessi, ma il carcere in Italia è una tragedia umana, una vendetta troppo brutale, ci si deve fermare, bisogna fare qualcosa». Per lui, fresco del gran successo, alla Berlinale, del film dei fratelli Taviani «Cesare deve morire» in cui interpreta

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Ex galeotto
Salvatore Striano, 39 anni, ha appena presentato a Berlino il suo film con i Taviani

l carcere, dice Salvatore Striano, è «lo specchio del nostro Paese, ci fa vedere, meglio di tutti gli altri posti, il modo in cui siamo messi, è la prova lampante». Trentanove anni, napoletano, cresciuto nei quartieri Spagnoli, cuore nero del degrado cittadino, è un attore speciale, con alle spalle una vita spericolata che gli ha insegnato mille cose: «Ho cominciato a delinquere da ragazzino, a 14 anni, mi hanno preso, ma, quando ho capito che, causa minore età, venivo subito rilasciato, ho continuato a fare di tutto, fino a 25 anni, quando sono rientrato in prigione». Ne è uscito con

il ruolo di Bruto, le cifre allarmanti sui suicidi tra le sbarre non sono una novità. Sa già tutto, e racconta: «I riscaldamenti hanno orari, in genere funzionano dalle 6 a mezzanotte, nelle ore che

restano si muore di freddo». Ed è così ta la disoccupazione, più cresce la crimiper tutto il resto, una specie di strate- nalità». Al palcoscenico deve tutto: «Il tegia che, invece di ri-educare, annien- atro mi ha salvato la vita, a 20 anni era ta: «A Napoli, a Poggioreale, spengo- diverso, ero un ragazzino incosciente, no le tv alle 11 di sera, lo fanno loro, abituato ad accompagnare gli americani con un bottone, e non c’è niente da fa- che sbarcavano a Napoli su per i quartiere». Eppure, dice Striano, i modi per ri, dalle prostitute, dai venditori di drointervenire ci sarebbero: «Dentro le ga. Loro non si facevano problemi, e a carceri lavorano gli operatori sociali, me nessuno mi diceva niente». E invece hanno il compito di fare relazioni se- è sempre importante parlare, far sapemestrali in cui danre. Con un film cono conto del percor- DALLA GALERA AL SUCCESSO me quello dei Taviaso compiuto da Adolescenza da delinquente ni, ma anche con i ogni detenuto. Se documentari che, viene fuori che c’è poi Poggioreale, ora a Berlino come annuncia Paonel film dei fratelli Taviani lo Del Brocco, amuna revisione critica del proprio pasministratore delegasato, che la pena si sta scontando nel to di Raicinema, si stanno realizzando in modo giusto, allora si può decidere di questi mesi: «Li sta girando Barbara Cudare i permessi, di far uscire la gen- pisti, andranno in onda su Raitre ad aprite». Il meccanismo, però, non funzio- le». Produrre un film come «Cesare deve na, perché le relazioni vengono invia- morire» significa «dare senso al servizio te ma nessuno le esamina. Il risultato pubblico. Penso che a Berlino sia piaciuè il sovraffollamento, con la vita che to tanto perché tocca un tema universadiventa ancora più impossibile: «Ne- le e delicato, portandolo all’attenzione anche in Africa c’è una media così al- dell’opinione pubblica». Del Brocco ha in ta di suicidi in galera». mente proiezioni a Rebibbia, ma anche E dire, osserva Striano, che «certe al Quirinale: «Saremmo felici di far vedecose andrebbero previste. Più aumen- re il film al Presidente Napolitano».

LA STAMPA
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il caso
ROMA

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Dietro le sbarre
La situazione nelle carceri resta molto grave

on solo di sovraffollamento, si soffre nelle carceri italiane. Ora è arrivato il freddo intenso a rendere intollerabile la detenzione. Tre detenuti sono morti tra venerdì e sabato. E s’è pensato subito al gelo. Dagli accertamenti di medicina legale s’è scoperto che non è così: a Roma il trentenne detenuto trovato morto nella sua cella di Regina Coeli ha avuto una overdose; a Bologna e Campobasso sono deceduti per cause naturali. Ma nessuno potrà mai quantificare l’effetto del freddo intenso su organismi già debilitati. La morte di freddo, insomma, non era affatto un’ipotesi peregrina. E’ quanto hanno pensato anche il ministero della Giustizia e il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Già, perché i rapporti che giungono in questi giorni sui tavoli ministeriali parlano di celle malriscaldate o non riscaldate affatto, di penitenziari dove ci si lava con l’acqua gelida, di freddo intenso che attraversa finestre sconnesse e muri scrostati. A Reggio Emilia due internati del locale ospedale psichiatrico giudiziario sono stati ricoverati d’urgenza. Diagnosi da far arrossire l’Italia: ipotermia. Uno di questi internati ricoverati è al suo secondo passaggio in ospedale. Alle 13.30 di ieri, secondo quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato autonomo Sappe, sarebbe stato trovato a terra con la finestra aperta. «Ovviamente - spiega bisogna evidenziare che si tratta di soggetti con patologie psichiatriche (incapaci di intendere e di volere) e che, spesso, non si rendono conto di ciò che fanno». L’altro internato era stato anch’esso ricoverato per ipotermia ed è sempre in rianimazione in

Continuano a crescere i ricoveri per ipotermia
Due detenuti in ospedale a Reggio Emilia: si salveranno
condizioni molto gravi. In generale in tutti gli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna il freddo sta creando gravi problemi a causa dei riscaldamenti che, nella maggior parte dei casi, non restano accesi 24 ore ma solo 14 ore al giorno. «Per il resto del tempo - dice Durante - sia il personale, sia i detenuti rimangono al freddo. Molte lamentele ci giungono dal personale di polizia, soprattutto dell’Emilia-Romagna, dove in questi giorni c’e un metro di neve e la temperatura è regolarmente sotto lo zero. Sarebbe opportuno che almeno in questi giorni i riscaldamenti restassero accesi tutto il giorno». In carcere insomma non solo si patisce la carenza di spazio, in nove per cella, accatastati in letti a castello o dormendo per terra. Ora ci si mette anche il freddo siberiano. Irene Testa, segretaria dell’Associazione Radicale «Il Detenuto Ignoto», ha annunciato un esposto urgente al ministro della Salute: «Le notizie allarmanti secondo cui molti detenuti rinchiusi nelle carceri italiane sono costretti a patire il freddo, e rischiano in questi giorni di temperature glaciali di incorrere in casi di ipotermia con conseguenze assolutamente gravi e potenzialmente letali, come appunto pare sia accaduto, ci ha spinto come Associazione a rivolgere un esposto urgente al ministro della Salute e per conoscenza al ministro della Giustizia, Paola Severino, e al capo del Dipartimento penitenziario, Tamburino, affinché provvedano con la massima urgenza ad assicurare l’adeguato riscaldamento degli ambienti detentivi come misura di prevenzione ineludibile e indifferibile». Alcuni dati parlano di una emergenza serissima: 68 mila detenuti in celle che ne potrebbero accogliere 48 mila; 186 decessi in cella nel corso del 2011 (di questi, 66 prigionieri si sono suicidati); 14 i morti dall’inizio di questo anno. Domani, intanto, il Parlamento trasformerà definitivamente in legge il decreto della ministra Severino per alleggerire il sovraffollamento. Sta funzionando il sistema di accelerare i processi per direttissima, aspettando dopo l’arresto per flagranza in cella di sicurezza o ai domiciliari: erano 21 mila i detenuti che ogni anno scontavano in media tre giorni di carcere in attesa di un processo che li mandava subito liberi.
[FRA. GRI.]

ore di riscaldamento acceso al giorno
In molte prigioni, oltre ai problemi di sovraffollamento, ora si patisce anche il freddo. Nonostante le temperature spesso sotto zero il riscaldamento viene staccato per parte della giornata e sia i prigionieri che le guardie soffrono il freddo con conseguenze gravi

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L’allarme gelo si aggiunge al problema del sovraffollamento nelle carceri

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LA STAMPA
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VATICANO
DOVERI E SOLIDARIETÀ

Ha detto

Intervista

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GRAZIA LONGO ROMA

“Applicare l’Ici alla Chiesa escludendo il no-profit”
Il ministro Riccardi dopo l’intervista di Bagnasco “Tra ius soli e ius sanguinis c’è una via di mezzo”
Così su La Stampa
ghino nell’oro, sono proprietari di un appartamento, sono perplessi di fronte all’esenzione Ici garantita alla Chiesa. Il Cardinale Angelo Bagnasco, pur rilanciando il grande impegno sul sociale, sostiene che la Chiesa non si sottrarrà alla decisione del governo. Qual è l’orientamento, allora, dell’esecutivo?

Rapporti Stato-Vaticano

Non è tollerabile una “leggerezza” su certe coperture commerciali però non siamo a Porta Pia: troveremo un’intesa
Cittadinanza

I

l presidente della Cei, Angelo Bagnasco, è convinto che «i conti a posto da soli non salvano l’uomo»? Il ministro per la Cooperazione internazionale, l’Integrazione e le Politiche familiari, Andrea Riccardi, replica che «dopo la manovra rigorosa del governo, la fase due va proprio in direzione di una maggiore equità, con ammortizzatori sociali, lotta all’evasione e provvedimenti per lo sviluppo e l’occupazione». E in sintonia con la Chiesa si esprime anche su temi caldi come l’Ici e la cittadinanza per i figli degli immigrati.
Ministro, come si conciliano tagli e stato sociale?

Se i figli degli immigrati sono culturalmente italiani diamogli la cittadinanza. Credo sia una cosa giusta
Tagli e Stato sociale

«La scelta è nelle mani del premier Monti. Sta esaminando bene tutti gli aspetti della questione e deciderà lui personalmente per il meglio».
Sì, ma la delega alle politiche familiari è sua. Cosa risponde a coloro che si aspettano qualche cambiamento?

«Se non ci fossero stati tagli sarebbe andato in crisi lo stato sociale. E a pagare di più sarebbero stati proprio i poveri. Quando le risorse scarseggiano occorre scegliere. Anche io ho fatto delle scelte. E ho deciso che le Regioni usino i soldi del fondo famiglia per gli asili nido e per l’assistenza domiciliare degli anziani. Perché, nonostante i tagli occorre dare segnali di speranza: i conti sono importanti, ma ci sono anche delle ragioni di fondo essenziali».
Quali ragioni?

Nonostante l’austerità bisogna dare segnali di speranza a partire dalle fasce deboli e all’assistenza agli anziani
Pia. La soluzione non è così difficile».
L’argomento potrebbe essere affrontato nell’incontro di giovedì prossimo?

I

Cooperazione internazionale
Il ministro Andrea Riccardi ha anche le deleghe all’Integrazione e alla famiglia

valore della speranza: c’è bisogno di solidarietà diffusa e di una politica sociale che non trascuri le famiglie, che oggi sono in difficoltà».
Molte famiglie che, seppur non navi-

Il presidente della Cei Cardinal Angelo Bagnasco nell’intervista di ieri su La Stampa ha affrontato il tema dell’immigrazione e della cittadinanza. Bagnasco ha anche parlato di Ici alla Chiesa ribadendo che la decisione spetta al governo Monti, ma che non bisogna dimenticare l’azione sociale che la Chiesa svolge in questo momento di crisi nel Paese.

«Accanto ai conti dello Stato c’è il

«Non voglio svicolare l’argomento. Semplicemente mi sembra importante che Monti in persona affronterà il tema. Io non ho alcuna esitazione a dichiarare che la Chiesa e le altre organizzazioni no profit di solidarietà svolgono un’importante funzione, ma certamente, laddove si ravvisassero attività commerciali o miste, si dovrà intervenire con le tasse: non si può tollerare una "leggerezza" su certe coperture commerciali. Ma sia chiaro: non siamo di fronte alla presa di Porta

«Quello è un incontro ad alto livello tra Stato e Chiesa dove si mette a fuoco l’orizzonte del bene nazionale.
Il presidente della Cei dimostra un’apertura alla cittadinanza italiana per i figli degli immigrati, nel rispetto della nostra identità, a partire dalla quella cristiana. Lei quale

FAMIGLIA ED EDUCAZIONE: È POLEMICA

Sui diritti dei gay Giovanardi attacca Fornero
ROMA

L’ex sottosegretario Carlo Giovanardi prosegue la sua crociata contro l’omosessualità e riesplode la polemica dopo l’intervista rilasciata a «Radio 24». Nello specifico Giovanardi ha contestato l’intenzione del ministro Elsa Fornero di «difendere i diritti degli omosessuali e dei transgender». Per Giovanardi infatti «nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell'uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne. Se il ministro Fornero avesse inteso diversamente avrebbe la rivolta del Parlamento». Quando poi hanno chiesto a Giovanardi cosa pensasse vedendo due donne che si baciano per strada il senatore Pdl ha aggiunto: «A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio». Valutazioni e similitudini che hanno fatto arrabbiare il popolo gay ma anche le forze politiche del centrosinistra: «razzista», «omofobo», e «psicolabile» le definizioni con cui è stato bollato Giovanardi. Anche Rosy Bindi non ha

Carlo Giovanardi

usato perifrasi per criticarlo: «Giovanardi non cessa di stupire per la sua mancanza di pudore e di equilibrio». Con la Bindi le e associazioni omosessuali da cui è partito subito un fuoco di fila: «Giovanardi non prova alcuna vergogna - dichiara Marco Volante, presidente della Lega Italiana Nuove Famiglie - a comparare un bacio affettuoso a una pipì per la strada, ribadendo il concetto “politico” che ciò che lui considera peccato dovrebbe essere reato». Sulla stessa linea Fabrizio Marrazzo portavoce del Gay Center: «Questa sua ultima affermazione è frutto di una malattia, l’omofobia ma forse anche di qualcos’altro: urge uno psichiatra». Si è conclusa così un’altra giornata di scontro con Giovanardi protagonista da una parte e le associazioni gay dall’altra. Di sicuro non sarà l’ultima. [R. I.]

LA STAMPA
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Il complotto
BENEDETTO XVI

«In Siria si fermi lo spargimento di sangue»
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«Seguo con molta apprensione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue». È l’appello lanciato da Papa Benedetto XVI dopo l’Angelus. «Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell’impegno per la pace. È urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle diverse componenti della Nazione».
strada intravede?

La disputa prende le mosse da un presunto attentato ai danni del Papa che si sarebbe dovuto realizzare entro la fine dell’anno. La Santa Sede ha definito «farneticazioni» le indiscrezioni, ma ha ammesso l’esistenza di un documento in proposito datato 30 dicembre 2011

“Corvo” d’Oltretevere Le piste passano per la Cina
A Pechino come Romeo anche Dario Castrillon che ha ammonito sull’attentato al Papa
GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

«L’intervento del cardinale Bagnasco conferma il grande rapporto della Chiesa con i bambini e i giovani del nostro Paese di origine non italiana. La Chiesa cattolica è la realtà che più di tutte le altre è impegnata a sostegno delle famiglie degli immigrati. Tra ius soli e ius sanguinis, credo che si possa trovare una via di mezzo e cioè il diritto di cultura. Se questi bambini sono culturalmente italiani, studiano in Italia, parlano italiano meglio della lingua dei loro genitori, diamogli la cittadinanza. Altrettanto importante è l’aspetto dell’identità: non a caso abbiamo appena dedicato un anno per ribadire il significato dell’unità nazionale del nostro Paese. Nel mondo globalizzato, non bisogna trascurare la propria identità, ma va riformulata».

L’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo non è il solo ad aver viaggiato «privatamente» in Cina. Lo stesso «blitz» nell’ex celeste impero lo ha compiuto un anno fa proprio il cardinale colombiano di Curia, Dario Castrillon Hoyos, autore del «memorandum» sulle confidenze di Romeo circa un attentato «entro 12 mesi» al Papa e l’ascesa di Scola al Soglio di Pietro. Dietro la «guerra di carta» nel Sacro Collegio, c’è anche la corsa (tra

personalismi, sgambetti e scivoloni) ad accreditarsi in Vaticano come «mediatore informale» con la Cina e come precursore-artefice delle relazioni ufficiali. Un fiorire di «iniziative spontanee» già sperimentato durante la Guerra fredda nell’Ostpolitik verso il blocco sovietico. Fili sotterranei intrecciati anche dai gesuiti (sulla spinta del processo di beatificazione di Matteo Ricci), da Sant’Egidio, dall’agenzia del Pime, AsiaNews diretta dal sinologo ciellino padre Bernardo Cervellera, dai ministri vaticani della Cultura e delle Comunicazioni sociali, Ravasi e Celli e dal viceministro degli Esteri, Ballestrero, reduce da un incontro «top secret» con una delegazione cinese in un castello della Loira. Negli ultimi tempi anche l’ex arcivescovo di Boston, Bernard Law (rimosso per aver coperto preti pedofili) ha cercato di «riciclarsi» come negoziatore informale con

il Vietnam. I cardinali Romeo e Castrillon Hoyos, protagonisti della vicenda rivela dal «Fatto quotidiano», hanno «provenienze» diverse (ex diplomatico vicino al decano Sodano il primo;ex ministro del Clero fautore del reintegro «ad ogni costo» dei lefebvriani il secondo) hanno in comune un viaggio in Cina e la ricerca del favore perduto nei Sacri Palazzi. Quand’era nunzio in Italia, Romeo aveva condotto una discussa consultazione tra i vescovi sul successore in Cei di Ruini. Ma anche il suo «accusatore» Castrillon Hoyos, è noto alle cronache per vari incidenti. Quando Benedetto XVI decise la revoca della scomunica ai quattro vescovi seguaci di Lefebvre, spuntò dal Web un’intervista nella quale uno dei quattro, il britannico Williamson, minimizzava la Shoah e negava l'esistenza delle camere a gas. In una lettera ai vescovi di tutto il mondo il Papa

spiegò che la Curia romana avrebbe dovuto utilizzare meglio Internet. Peccato che Castrillon nel 2007 avesse raccontato ai quattro venti la sua passione per i computer e la Rete. Quindi se c’era qualcuno che avrebbe potuto evitare al Pontefice il problema, e non lo fece, era proprio Castrillon. Per non parlare della lettera scritta dal porporato per congratularsi con il vescovo francese Pican che, per non denunciare un prete pedofilo, si fece tre mesi di carcere. Di fronte alla presa di distanza del Vaticano («non rappresenta la linea della Santa Sede), indomito, Castrillon affermò che Wojtyla aveva personalmente approvato la missiva, inoltrata ai vescovi di tutto il mondo. Sempre sul capitolo «pedofilia», è finito al centro della polemica scoppiata qualche mese fa tra Santa Sede e Irlanda. Il premier Kenny ha polemizzato con la Santa Sede (poi chiuso l'ambasciata in Vaticano) in polemica con un intervento del 1997 della Congregazione del clero (guidata dal porporato colombiano) nella quale si contestava che l’idea di rendere obbligatoria la denuncia dei sacerdoti pedofili alle autorità civili, ipotizzata dall’episcopato irlandese, «solleva serie riserve di natura sia morale sia canonica». Insomma riguadagnare credito in Curia val bene uno «sgambetto» nel crocevia cinese. L’enigma pechinese prosegue.

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LA STAMPA
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CENTROSINISTRA
PRIMARIE A SORPRESA

Genova, schiaffo al Pd sconfitta la Vincenzi
Doria, candidato di Vendola, batte anche la riformista Pinotti
TEODORO CHIARELLI INVIATO A GENOVA

Uno tsunami politico. Alle primarie per stabilire il candidato sindaco del centro sinistra a Genova vince l’outsider «indipendente»: Marco Doria, 54 anni, professore universitario, figlio del vicesindaco del dopoguerra, Giorgio, il «marchese rosso», diseredato dalla famiglia perché comunista. Un personaggio pacato, un po’ sognatore, sostenuto da Nichi Vendola e don Andrea Gallo. Lo ha appoggiato un cotè trasversale fatto di intellettuali, società civile, sinistra fuori dagli apparati e molti giovani diffidenti nei confronti della politica politicante. Grandi sconfitte le primedonne del Partito democratico, l’un contro l’altra armate, che hanno finito per elidersi: Marta Vincenzi, 64 anni, sindaco uscente e in rapporti conflittuali con l’apparato del Pd, e Roberta Pinotti, 50 anni, senatrice, cattolica, appoggiata dai burlandiani e dall’ex sindaco Giuseppe Pericu. I dati parlano di un risultato clamoroso anche nelle dimensioni: i 73 seggi danno a Doria il 46% dei consensi, davanti a Vincenzi (27,5%) e a Pinotti (23,6%). Staccati gli altri due candidati, Angela Burlando del nuovo Psi

(1,9%) e Andrea Sassano della sinistra (1%). Non eccezionale l'affluenza alle urne e non solo per il freddo pungente, acuito dalla perfida tramontana che ieri ha spazzato Genova. Alla fine i votanti sono stati 25.090, nettamente inferiore rispetto a quello di cinque anni fa (Vincenzi trionfante su Stefano Zara, parlamentare ed ex presidente degli industriali, e il poeta, recentemente scomparso, Edoardo Sanguineti) quando i votanti furono oltre 35 mila. Si conferma quindi una tendenza nazionale che segnala una voglia di cambiamento nel solco della candidatura, prima, e della vittoria, poi, di Giuliano Pisapia a Milano. Anche a Genova, inespugnata roccaforte rossa nel ventennio berlusconiano, si fa largo un movimento dal basso, fatto di tanta società civile e di scontenti e delusi nei confronti della sinistra di governo. Il Pd paga le divisioni interne, il fatto di aver presentato due candidati, due donne che cordialmente si detestano e di aver sottovalutato la presa sull’elettorato di personaggi come don Gallo, il prete di strada, una delle ultime icone della città, e il fascino di Vendola. In piazza della Vittoria, quartier generale del Pd, musi lunghi, volti tirati e dirigenti sotto choc. Il

i votanti per il vincitore Doria
È la percentuale raggiunta dal candidato di Vendola dopo lo spoglio dei 73 seggi in cui si è votato a Genova

46%

27,5%
i votanti per la Vincenzi
Il sindaco uscente è andata incontro a una clamorosa sconfitta. Staccata, rispetto a lei, la Pinotti che ha raccolto il 23,6% dei consensi

primo e unico a metterci la faccia il deputato Mario Tullo che ha invitato il partito a riflettere. «Dobbiamo accettare l’esito delle primarie - ha detto - e impegnarci da domani a sostenere lealmente Doria perché ci sono tutte le condizioni affinché il centrosinistra riconquisti la poltrona di sindaco». Tutt’altro clima, ovviamente, nella sede del punto d’incontro di Doria in salita Santa Caterina, ospitato dalla libreria della Comunità di San Benedetto guidata da don Gallo. Urla di gioia e abbracci a ogni telefonata che comunica l’esito delle votazioni dalle sezioni. Su un grande cartellone si cerchiano le sezioni "espugnate", in un tripudio di "evviva" e imprecazioni di festa. Una gioiosa confusione, in uno sventolare di sciarpe arancione, il colore scelto qui come a Milano per segnare il movimento. Saltano fuori le prime bottiglie di spumante, qualche sobrio vino rosso, e poi salami, formaggi, torte fatte in casa.

Alle 23 Doria cede alle insistenze e si presenta in piazza Fontane Marose dopo lo accolgono fra gli applausi e i canti di gioia almeno 500 supporter. «Abbiamo promosso una campagna fatta di ideali e di passione - racconta il vincitore - Ed è giusto che questi valori vengano fuori in un momento così complicato non solo per Genova, ma per tutto il Paese». Doria difende a spada tratta il metodo delle primarie. «Si sono rivelate - spiega - un grande elemento di democrazia. Se non ci fossero state il candidato sindaco, ma anche il vicesindaco e gli assessori, sarebbero stati decisi da otto, dieci persone. E non è propriamente quello che oggi si aspettano i cittadini. Ora andremo a festeggiare, in maniera sobria e poco rumorosa come piace a noi. Da domani pensiamo a come vincere le elezioni». Analisi e mea culpa sono già partite. Un fatto appare certo: a Genova si volta pagina.

L’AUMENTO DEGLI STANZIAMENTI BLOCCATO FINO A TUTTO IL 2013

Il Quirinale spende come nel 2008
Continua l’austerity voluta da Napolitano: in sei anni risparmiati 60 milioni di euro
CARLO BERTINI ROMA

In tempi di crisi anche gli organi costituzionali vogliono dimostrare di fare la propria parte e il Quirinale non vuole esser da meno. Dopo il giro di vite sui vitalizi e la limatina agli stipendi decisi da Camera e Senato, anche dal Colle giunge un segnale di austerity. Che si è tradotto in un congelamento dei costi ai livelli del 2008 fino a tutto il 2013: nonostante un tasso di inflazione complessivo degli ultimi tre anni dell’8,4%, la dotazione finanziaria resta a 228 milioni di euro grazie al blocco di turn-over, stipendi e pensioni. E il risparmio conseguito dall’inizio del settennato di Napolitano, dal 2006 ad oggi, lascia 60 milioni di euro nelle casse dello Stato. La “vexata quaestio” di un Palazzo ben più costoso di altre Presidenze dei paesi europei, viene affrontata nella nota sul bilancio di previsione del 2012, anche dal versante della riduzione delle spese per il personale, ridotto di 394 unità rispetto al 2006. Nel 2011 il personale di ruolo (843 dipendenti) è diminuito di 20 unità; mentre è rimasto stabile il personale co-

228
Milioni
La dotazione resta invariata. In 3 anni l’inflazione è stata dell’8,4%

88,3%
Il personale
I costi maggiori della gestione comprensivi della sicurezza

Non è un caso se viene segnalato che la spesa pensionistica negli organi costituzionali è a carico dei rispettivi bilanci e che nel 2012 si ridurrà di due punti percentuali a 88 milioni di euro rispetto ai 92 stanziati propria grazie alla riforma. E comunque, «la spesa complessiva prevista nel 2012 ammonta a 245,3 milioni di euro, rimanendo sostanzialmente invariata rispetto sia al dato del bilancio assestato 2011 sia a quello dell’iniziale bilancio di previsione dello stesso anno.

Ridotto il personale bloccato il turn-over e le pensioni sono diventate contributive
amministrativa adottati dall’inizio del settennato». E così vengono elencate tutte le misure che hanno consentito di fare economia: «Blocco del turn over del personale di ruolo, progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, introduzione del regime pensionistico contributivo, soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, blocco degli stipendi e delle pensioni al livelo del 2008, riduzioni delle indennità di distacco, limitazione degli straordinari alla carriera ausiliaria prevedendo un tetto massimo e soppressione di alcune indennità». E non manca un dettaglio analitico della spesa per il personale in servizio e in quiescienza, che costituisce appunto l’88,3% della spesa complessiva. E che nel bilancio di previsione del 2012 viene registrato in calo rispetto al 2011, da 136 a 132,8 milioni di euro. Peraltro, nel bilancio assestato del 2011 questa voce risultava in aumento rispetto al bilancio iniziale di previsione pari a 129,4 milioni, « a causa degli adeguamenti retributivi connessi alla concentrazione di numerosi passaggi di qualifica del personale e soprattutto del minore ricorso al pensionamento anticipato per effetto della riforma». Nelle considerazioni finali sul bilancio di previsione 2012, viene data una risposta «alla richiesta, reiterata anche di recente, di trasformare almeno parte del Quirinale in un museo»: facendo presente che «già oggi l'Amministrazione gestisce l'intero Palazzo come tale, assicurandone la più ampia fruizione da parte del pubblico, dimostrata dalle quasi 250.000 presenze di visitatori nel corso del 2011».

mandato e a contratto (103 unità), «il cui rapporto di natura fiduciaria è destinato a concludersi nell’ambito del settennato». Così come è rimasto invariato a 861 unità il numero di militari e forze di polizia distaccati per esigenze di sicurezza. Più in generale le spese per il personale sono state ridotte «grazie ad una serie di provvedimenti di riforma dell’ordinamento interno e di riorganizzazione

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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MALTEMPO
I DISAGI

Verso la tregua
Secondo le previsioni meteo, domani le temperature dovrebbero salire dando una tregua al Paese colpito dal maltempo

Il gelo fa altri tre morti Scuole chiuse in 7 regioni
A Roma Colosseo interdetto ai turisti, oggi stop a moto e microcar
ROMA

Il sindaco
Gianni Alemanno, sindaco di Roma

1200
volontari al lavoro
Sono impegnati a Roma 24 ore su 24. Si organizzati in 65 associazioni

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ore di accensione
Il limite di accensione del riscaldamento aumentato di quattro ore a Roma

I rischi
A Roma lo stop a moto e microcar rischia di provocare ulteriori disagi alla circolazione

Forse è fatta, il peggio è alle spalle, dicono le previsioni dei meteorologi. Ieri le nevicate hanno concesso una breve tregua alle regioni più colpite nei giorni scorsi, ma decine di paesi dall’Emilia all’Abruzzo restano sommersi da metri di neve, gli sfollati sono centinaia e la perturbazione comunque non accenna a lasciare l’Italia: e se le grandi nevicate dovrebbero esser in attenuazione è anche vero che il gelo potrebbe provocare ulteriori disagi ai cittadini già provati da dieci giorni di maltempo. Per oggi il nuovo allarme meteo del Dipartimento della Protezione Civile prevede piogge su Campania, Basilicata e Calabria, e neve a 100-300 metri sempre su Campania e Basilicata, Calabria e Puglia settentrionale e a 400-600 su Calabria meridionale e Sicilia, con temperature che invece scenderanno sotto lo zero su tutto il centro nord. Un miglioramento dovrebbe arrivare finalmente da domani, quando le temperature dovrebbero risalire di circa 6 gradi al centronord e di 3-4 sul sud. Nessun problema sulle autostrade dove il condirettore generale Riccardo Mollo ricorda che: «Siamo stati gli unici a portare sempre ovunque gli italiani, senza mai avere tratti interrotti». Anche i problemi di due giorni fa sulla Fano-Pesaro erano dovuti a «due mezzi pesanti e li abbiamo risolti con grande tempestività». In molte regioni però è ancora emergenza. Le scuole rimarranno chiuse ancora oggi in decine di comuni di Umbria, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania e anche a Trieste, dove la bora non dà tregua. I danni provocati all’intero settore agroalimentare hanno raggiunto, secondo la Coldiretti, 1,5 miliardi, lo 0,1% del Pil. Centinaia, ormai, i crolli di tetti e capannoni dovuti al peso della neve accumulata, tra cui parte della campata nella navata centrale del Santissimo Crocifisso di Urbania, dove è conservata un’opera di Federico Barocci, la Madonna con bambino, che è stata messa in salvo. Altre tre sono le vittime di oggi: una donna riversa nel bagno della sua casa di Parma, un anziano investito a Modena da un trattore che stava spalando la neve e una donna di 83 anni trovata sepolta nella neve a Porto d’Ascoli, uscita di casa per andare a controllare l’orto.

Vittime che si vanno ad aggiungere alle oltre cinquanta registrate da inizio mese. La situazione più critica resta quella delle Marche. In mattinata una bufera di neve ha investito Ancona mentre Urbino è sepolta sotto almeno 2 metri di neve e un’intera zona di Pesaro è senza corrente elettrica. Anche in Romagna la situazione resta difficil. Sembra risolta, invece,

l’emergenza a Roma anche se Colosseo e Fori Imperiali sono rimasti chiusi, con grande delusione dei turisti. Anche l’aeroporto di Fiumicino che sabato aveva dovuto cancellare un volo su due, ieri è tornato alla normalità. Le strade della città sono pulite, l’unico pericolo è il ghiaccio in alcune zone. Oggi riapriranno le scuole e gli uffici pubblici, anche se è stata prolungato di altre 24 ore il di-

vieto di circolazione per ciclomotori, moto e microcar. Nessun pericolo più di neve, a giudicare dalle previsioni, mentre il sindaco Gianni Alemanno continua la sua battaglia del sindaco Gianni Alemanno contro i bollettini della Protezione Civile. «Ci sono ancora delle previsioni incerte - ha detto anche oggi - dobbiamo dirlo con chiarezza. Ci sono interpretazioni confuse». [F. AMA.]

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I danni
Il peso della neve ha provocato uno squarcio nella campata della navata centrale del Santuario del Santissimo Crocifisso di Urbania

Crolla il tetto di una chiesa Salva la Vergine della neve
Urbania, la tela del Seicento era stata già portata via Segnali di cedimento anche da altri palazzi e cappelle
L’emergenza In due settimane cinquantasei decessi
I

il caso
GIACOMO GALEAZZI ROMA

Senzatetto assiderati, persone morte mentre spalano la neve, incidenti d’auto, malori: sono decine le vittime del maltempo in Italia, almeno 56 dall’inizio del mese, stando ai casi di cui si è avuta notizia. Sono oltre diecimila tra passeri, cardellini e altri uccelli che insieme a caprioli e cervi sono rimasti vittime del maltempo, che ha fatto strage anche negli allevamenti dove il bilancio delle morti viene continuamente aggiornato tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli, a causa delle centinaia di stalle crollate. È quanto stima la Coldiretti che lancia l'allarme sulle strage di animali provocate dalla nuova ondata di maltempo che con la caduta di neve e gelo sta mettendo a rischio almeno un milione di animali allevati che rischiano di rimanere senza cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade. «La neve sottolinea la Coldiretti - sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti privi di ricovero, ma anche le consegne dei mangimi necessari per l’alimentazione mentre chi è riuscito a raggiungere gli allevamenti non può a consegnare il latte munto quotidianamente».

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l destino nel nome. Per un caso fortuito o per volontà superiore, a seconda dei punti di vista, la «Madonna della neve» si è salvata dal crollo provocato da quattro metri di gelo e neve. «A novembre ho fatto togliere io il dipinto e ora è al sicuro nel nostro museo civico». Alice Lombardelli, assessore alla Cultura di Urbania, si emoziona nel raccontare l’involontario salvataggio della «Madonna con bambino», conosciuta appunto come la «Vergine della neve». Per quattro secoli il capolavoro di Federico Barocci ha reso celebre l’antica chiesa del Santissimo Crocifisso il cui tetto è collassato ieri sotto il peso insostenibile di una bianca coltre. La «Madonna della neve» si è salvata perché tre mesi fa è stata spostata per prepararla ad una mostra internazionale dedicata al suo autore. Il viso paffuto, il sorriso «dolcemente malinconico» dipinti da Federico Barocci fra il 1605 e il 1612 per la camera da letto del Duca Francesco Maria della Rovere, sono intatti. E proprio in questa chiesa, sovrastata dall’ospedale, fu sepolto il duca della Rovere. La preziosa tela hanno fatto in tempo a portarla via, però il crollo

Il dipinto
La Madonna con bambino, conosciuta come la Vergine della neve, dipinta da Federico Barocci fra il 1605 e il 1612 per il Duca Francesco Maria della Rovere

della campata centrale della chiesa di Urbania è solo uno dei preoccupanti segnali di cedimento che arrivano dai palazzi storici e dagli edifici sacri del Montefeltro, appesantite da quattro metri di neve. Scricchiolii, piegature, infiltrazioni (nella cattedrale di Urbino, nella Chiesa di San Francesco e in quella dei Cappuccini, in una cappella di Montegrimano, nel Palazzo Ducale di Urbania) che ripropongono un tema «accantonato eppure cruciale, la ma-

nutenzione». Il Montefeltro che deve non manipolabile da noi». La vita, la all’impervia collocazione geografica la storia, la società, il cosmo «non sono straordinaria conservazione dei suoi assolutamente e totalmente a dispositesori naturali e artistici, adesso paga zione dell’uomo». l’isolamento in termini di difficoltà per Il sindaco di Urbania Giuseppe Lula popolazione. Andrea Emiliani, stori- carini ringrazia «il cittadino che si è acco dell’arte, maggior esperto di Baroc- corto del buco sul tetto della Chiesa ci, già sovrintendente ai beni artistici e del Santissimo Crocifisso. Nella concistorici e direttore della Pinacoteca na- tazione di questi giorni, per la situaziozionale di Bologna, è urbinate di forma- ne delle strade, delle strutture scolastizione, dunque molto partecipe per che non ce ne saremmo accorti». Un l’emergenza maltempo in quest’ango- grazie va anche a «tutti i volontari dello di Marche al confine. «In Italia il pro- la Protezione civile e i vigili del fuoco», blema è la manutenzione del patrimo- mentre «la struttura ospedaliera che nio artistico, non il restauro, che è un sorge in aderenza alla chiesa rovinata atto solo apparentemente risolutivo. non ha subito alcun danno e non vi soLa cura costante delle strutture: esat- no motivi di preoccupazione». tamente tutto ciò Per fortuna «le che oggi non si fa», L’ESPERTO opere preziose, in osserva Emiliani. celebre «La manutenzione primis ladella NeAnche a pochi Madonna del patrimonio artistico ve di Federico Bachilometri da Urbaresta un problema» rocci, e il baroccenia, a Montegrimano, è crollato il tetto sco Cristo Spirante, di una chiesa. «Nelle nostre valli la gen- erano già stati trasferiti nell’archivio te è in strada a spalare con l’esercito - di Palazzo Ducale in vista della preparacconta il vescovo di San Marino- razione di una mostra per la primaveMontefeltro, Luigi Negri -. Con il popo- ra 2012», spiega il sindaco. Il crollo rilo della mia diocesi siamo stati travolti guarda circa «ottanta metri quadrati da questo eccezionale evento atmosfe- di tetto, a causa del cedimento di una rico tale che viviamo sotto una spessa capriata mediana. Ha reso totalmente coltre di oltre quattro metri di neve. inagibile il fabbricato, visto che anche C’è uno spazio di imponderabilità, di la parte restante è instabile, al pari delimpossibilità di ridurre gli eventi che le strutture murarie sommitali». Ora accadono alla propria capacità di com- «l’organizzazione di una mostra sulla prensione e alla capacità di manipola- Madonna delle nubi, molto cara al Duzione». Perché al di là di questo even- ca Francesco Maria, che la volle nella to, sottolinea il vescovo, «c’è evidente- chiesa che doveva ospitare la sua tommente la presenza di un soggetto, di ba, assume un valore simbolico ancor una realtà che è irriducibile a noi, ed è più grande». L’arte prevale sulla neve.

La storia
FLAVIA AMABILE ROMA

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n grido di dolore quello che arriva da Vittorio Beltrami, imprigionato anche lui da un metro e mezzo di neve nelle colline del Pesarese. I buongustai lo conoscono bene: Vittorio è il poeta dei formaggi, un signore capace di sorprendere anche i critici gastronomici più scettici. Ora è un uomo disperato. Abita a Cartoceto, uno degli antichi borghi delle Marche. Questa è zona di ulivi, di legumi, ortaggi. Si produce un olio Dop, niente a che vedere con le montagne. Ma da dieci giorni la neve non dà tregua come se invece che a 230-240 metri sul mare il paese si trovasse sulle Alpi. «Mai visto nulla del genere», racconta lui, 62 anni, una vita spesa per la sua terra, prima con l’olio

Il poeta dei formaggi ancora imprigionato “Temo per le pecore”
portandolo al riconoscimento Dop, e senz’acqua. «Non abbiamo nemmepoi con i formaggi. «Mio padre ha 93 no corrente elettrica, e senza correnanni, anche lui non ha mai visto nulla te come si fa a prendere l’acqua dai del genere nella sua vita». La neve è pozzi?», racconta. ovunque, un muro di un metro e mez«Ci dicono che dobbiamo fare gli zo che ha cancellaimprenditori ma to le vite di un inteABITUDINI INTERROTTE come si fa a farlo ro paese. Due giorOgni mattina munge in queste condizioni fa Vittorio ha ni?», insiste. «Ho i suoi cento ovini e allatta chiesto aiuto, mi provato a raggiuni capretti con i biberon hanno detto: si degere la stalla delle sue cento e oltre peve mettere in cocore che ogni giorno prima della neve da. E’ giusto, lo capisco. Ma chi camungeva a mano, con gentilezza per- pisce che lì ci sono delle bestie che ché poi il formaggio viene meglio. non vivono senza acqua né cibo? Niente da fare, la neve è troppo alta, Quelle bestie sono parte di me, sono le capre sono da tre giorni senza cibo, la mia vita».
Vittorio Beltrami

E’ vero. Ma sono anche un pezzo della storia gastronomica italiana. Vittorio Beltrami arriva da una famiglia patriarcale, di origini contadine ma si sbaglierebbe a pensare a lui come ad un rozzo uomo di campagna. Molti anni fa si allontanò dalla sua terra, andò a Torino a studiare marketing. Non per diventare un manager di una grande azienda ma per imparare e tornare a casa a lavorare

meglio. Quando tornò a Cartoceto i risultati sono arrivati subito. Nacque prima l’olio extravergine di Cartoceto, che si è aggiudicato il marchio Dop (Denominazione di origine protetta). Poi ricominciò a piantare piante rare prima abbandonate. Ad un certo punto in un antico palazzo del centro storico vennero trovate due fosse per la stagionatura dei formaggi. A quel punto arrivarono anche le capre e i formaggi creati con le preziose erbe rare, le recensioni dei critici, e le richieste da tutto il mondo. Ora Vittorio Beltrami sa che tutto questo è in pericolo. «Finché si passava abbiamo lavorato anche la notte per dar da mangiare alle bestie. Ora speriamo che un amico con un cingolato possa creare un passaggio». Non ce l’ha con gli amministratori locali. «Loro qui hanno fatto tutto quello che potevano ma l’emergenza era davvero straordinaria. Il problema è che nei palazzi del potere nessuno si rende conto di che cosa sta accadendo qui. Si allarmano per due fiocchi di neve a Roma. Qui siamo sepolti sotto la neve e la nostra economia muore».

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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MALTEMPO
L’EPICA DELLA NEVE

IL RACCONTO
MAURIZIO MAGGIANI
Mercoledì 8 febbraio

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er chi voleva capire, le cose si sono fatte chiare oggi, quando il ministro dell’Interno si è appalesato alla televisione nel notiziario di massimo ascolto. Per quello che sarebbe dovuto ancora venire nessuna parola di pietà, assente anche un flebile sussurro di rassicurazione. Un’ora dopo i media hanno preso ad ululare perentori dispacci di prefetture, comuni, distretti sanitari, torri di controllo autostradali che ordinavano - non che invitassero, ordinavano - alla popolazione inerme di starsene tutti quanti rintanati in casa, di non farsi vedere in giro in automobile, di non rompere le palle alla protezione civile e all’esercito, e si godessero il gasolio finché ce n’era. E intanto hanno preso a chiudere le strade e le ferrovie secondarie, messa in quarantena la E45 Orte Ravenna. E qua e là nei bollettini meteo qualcuno si è fatto beccare a pronunciare la parola indicibile: «blizzard». Detta così, come se si dicesse grandine o
IL VIAGGIO IN TRENO

li di manzo magro per brodo 50 bottiglie di sangiovese in purezza, 25 litri di olio, 2 casse di kiwi, 1 generatore e un sistema di trasmissione radio di emergenza con collegamento internet via satellite, farina, uova, cognac, torce elettriche q.b. Possiamo farcela; se le cose si metteranno male possiamo comunque ragionevolmente sperare di arrivare vivi e in salute all’equinozio del 21 di marzo.
Domenica 12 febbraio

Nevica, non ha mai smesso. Scrivo queste memorie dal mio studio che ho raggiunto stamattina spalando un tunnel nella neve che è caduta nella nottata. Ne ho scavato uno anche ieri pomeriggio per quella venuta giù in mattinata, e un altro venerdì e il primo giovedì. Del resto quello che ha la neve è che occupa sempre un sacco di posto. Via radio siamo venuti a sapere che qui alle nostre spalle, a Nuova Feltria ce ne sono tre metri, noi, ringraziando Iddio non abbiamo superato i due. Nel complesso però la situazione non mi sembra adeguata ai rovinosi e definitivi
LA PROFEZIA

Il convoglio avanza lento come tra le rovine ma almeno il riscaldamento funziona
SCORTE STRATEGICHE

In realtà la situazione non sembra adeguata a certi rovinosi e definitivi calcoli
SAGGEZZA POPOLARE

In casa c’è tutto quello che occorre per resistere fino all’equinozio del 21 marzo
mareggiata, come se gli accorti ignorassero che trattasi della tempesta di ghiaccio, il limite estremo della meteorologia. Forse nelle alte sfere sanno più di quello che hanno deciso di dire, forse c’è dibattito in corso tra ministero, scienziati ed esercito. Di certo questo è l’ultimo momento buono per decidere, e io l’ho fatto. Non ho mai pensato che i Maya fossero degli stupidi, serviva solo un minimo di lucidità per capire che le nevicate della scorsa settimana erano solo un preludio – bastava guardare con un po’ di attenzione il comportamento pazzamente socievole dei pettirossi - e se eravamo alla fine giunti al Grande Dunque, quello che dovevo fare era di riunirmi con le persone amate là dove il destino e l’etnia le aveva collocate, nell’occhio del ciclone, in Romagna. Nel «giuggiolone», per usare una loro tenerissima espressione. Il giuggiolone della bufera. Ho preso l’ultimo treno buono. Conosco le ferrovie, mannaggia a me, e so che il convoglio giusto è quello che passa la Cisa prima della gelata notturna degli scambi e dopo il disgelo meridiano della linea elettrica. Il treno va come se dovesse farsi strada tra delle rovine. Ogni cinque minuti l’altoparlante di bordo precisa che la spettabile clientela non poteva sottrarsi a cancellazioni, ritardi e deviazioni di percorso, ma il riscaldamento funziona, almeno in una carrozza andava come una caldaia dei bei vecchi tempi, io e il capotreno ci siamo fatti compagnia giocando a chi la dice più grossa su quello che si era già visto in fatto di fini del mondo. Sono arrivato a Faenza in una gelida serata di luna, una luna opaca densa di equivoci presagi. La vecchia neve ammassata ai bordi delle
Un uomo passeggia nella neve. Sotto, Maurizio Maggiani spalatore per raggiungere la stanza dove c’è il suo pc

Il contadino che sta su in cima alla collina è venuto a potare anche con questo tempo
calcoli Maya. Il vicino è passato con il trattore a sgomberare la strada e pare che nelle provinciali qui attorno si possa circolare senza pericolo. Mi guardo allo specchio del bagno e certe inusitate rotondità del viso mi suggeriscono che forse ho preso qualche etto in più. I pettirossi stanno gradendo le briciole di piadina e i semi di zucca, ma mi sembrano tornati alla consueta irascibilità antisociale. Mi hanno inquietato, e a dire il vero continuano a inquietarmi, delle strane tracce che ho incontrato avventurandomi sulla collina con le ciaspole del mercato nero. Orme inequivocabili di un bipede con la presa a tre dita. Enormi, calcate nella neve per un buon palmo. In altro luogo avrei detto trattarsi di un grosso struzzo, ma qui, in Romagna struzzi non se ne sono mai visti. Se fossi più suggestionabile penserei a un segno, qualcosa del genere avviso Maya. Essendo ragionevole sono turbato e basta. Mi hanno turbato anche altre tracce, carrarmato di stivale gommato, lungo ciò che ancora emerge dei filari di vigna. Il contadino che sta su in cima alla collina è venuto a potare anche con la neve, ne ho visto i segni sui tralci sommitali. Turba un po’ sapere che c’è chi non ha smesso di lavorare nei giorni del Grande Giuggiolone. La radio dice che sta per finire, questione di giorni. Ma il primo ministro tace sull’argomento, e non è un buon segno. Vedremo. Per intanto devo farmi un mazzo così per riaprire il tunnel in tempo per la braciolata con patate in via di definizione per il pranzo. So che la mia amata ha in serbo anche una torta di mele con sorpresa. I Maya pensavano a qualcos’altro. Prima di spegnere il computer e avventurarmi nel tunnel ho anche il tempo di chiedermi a cosa pensassero quei cinquanta umani che qui attorno nelle ridenti contrade di questo Paese sono appena morti di freddo. Me lo chiedo.

Tra Maya e pettirossi prove di sopravvivenza nel deserto bianco
Pale e viveri, lo scrittore davanti al Grande Dunque
L’autore
terroga se stesso e un plotone di vigili del fuoco in assetto di guerra se non sia il caso di coinvolgere le scolaresche in manifestazioni ludico educative atte allo smaltimento della prossima neve, o interdire sine die l’attività scolastica. Oltre il cavalcavia della stazione, al centro della rotonda più struggente d’Italia, alla bambina in lega di bronzo che da tre anni cerca di trascinare verso il mare una tramortita balena di dodici metri e identico materiale, hanno messo un cappottino e una berretta di lana; al pari della panciona della balena, le sue gambine sono immerse in una candida, immobile spuma, un viaggio fissato per l’eternità a metà strada. Faenza è di fama una città molto affaccendata e assai gioviale, questa sera mi è apparsa soprattutto governativa, squisitamente colma di sobrietà anche sul ciglio del giuggiolone. Una quanto mai sobria traccia di ruspa mi ha guidato verso casa, nel cuore di un deserto bianco che fino all’altra settimana era frutteti, vigneti e uliveti. Nella grande cucina, rovente per il suo monumentale forno romagnolo che finisce di indorare un castrato profumato all’alloro, la vasta e ubertosa famiglia mi aspetta per la cena addobbata in ogni sua generazione in costume da unità di crisi. Possiamo tenere testa agli avvenimenti avendo a disposizione le seguenti scorte strategiche: 4,5 ettolitri di gas butano per riscaldamento, 8 badili per smaltimento neve, 2 paia di ciaspole, esaurite al mercato ufficiale, ma ancora reperibili alla borsa nera, 14 chilogrammi di salsiccia macinata fine e 4 di salsiccia grossolana, 10 chilogrammi di braciole di mora romagnola, 5 forme di pecorino di Marradi, 80 confezioni di cibo dietetico per la gatta Frida, 1850 cappelletti surgelati, 2 capponi, una lingua di bue, 3 chi-

Scrittore e giornalista, Maurizio Maggiani vive a Genova. Il suo ultimo libro è «Quello che ancora vive», edito dalle Coop, sulla trafila garibaldina

strade stride inquietanti marezzature alla luce dei lampioni. Negozi in chiusura deserti di merci e umani; sul viale per il Ponte Rosso un signore in bicicletta pedala a mani nude planando sul selciato ghiacciato e fischiando un motivo alieno. Davanti al liceo un funzionario in borghese in-

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 15

16 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

U

REGINA DELLE HIT
1963 - 2012
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Le reazioni

Ho il cuore spezzato e sono in lacrime per la morte scioccante della mia amica un’artista dalla voce incomparabile
Mariah Carey
(La cantante su Facebook)

al coro di una chiesa battista del New Jersey, alla vasca da bagno di un albergo di lusso a Beverly Hills. Difficile l’inizio, terribile la fine della vita di Whitney Houston, che è morta sabato a 48 anni lasciando l’amaro di un talento infinito e infelice. Sabato pomeriggio Whitney era nella sua suite al quarto piano del Beverly Hilton, per prepararsi alla tradizionale festa che il suo scopritore Clive Davis organizza ogni anno alla vigilia dei premi Grammy. Forse avrebbe cantato, nell’ennesimo e disperato tentativo di inventare un «come back», un ritorno alla gloria del passato. Venerdì sera i paparazzi l’avevano fotografata mentre usciva da un party al Tru di Hollywood: sembrava fuori di sé, svanita, arrabbiata. Ma era successo altre volte, da quando si era persa nella droga, e restava la speranza che riuscisse a rialzarsi. Alle tre e quarantatrè minuti del pomeriggio di sabato, una guardia del corpo ha aperto la porta della stanza e l’ha trovata svenuta dentro alla vasca da bagno. Ha chiamato i soccorsi, che sono arrivati in fretta perché i pompieri e il personale medico erano già nell’albergo per il party della sera. Hanno cercato di risvegliarla, hanno fatto il massagLA FIGLIA DISPERATA

D

WHITNEY HOUSTON

Si spegne la voce più bella e infelice del pop
La diva, 48 anni e molti problemi di alcool e droga annega nella vasca da bagno di un hotel a Beverly Hills

Whitney Houston aveva iniziato a cantare a 9 anni nel coro della Chiesa «New hope Baptist Church», dove cantò per la prima volta da solista all’età di 11 anni. Da qualche giorno aveva fatto parlare tutti per la sua conversione all’Islam

MARINELLA VENEGONI

Le proibiscono di vedere il corpo della madre si ribella contro gli agenti

412
i premi vinti
6 Grammy, 22 American Music Awards, 2 Emmy e 16 Billboard Award. È la donna più premiata di sempre

190
milioni di copie vendute
tra album, singoli e video. È la quarta donna per vendite negli Usa

7
singoli consecutivi al n. 1 in hit parade
battendo il record di 5 dei Beatles e delle Supremes

34
la sua posizione
nella lista dei 100 cantanti più grandi di tutti i tempi della rivista «Rolling Stone»

gio cardiaco, le pratiche frenetiche per opporsi al destino. Dodici minuti dopo, alle 3,55, si sono arresi. La figlia di Whitney e Bobby Brown, Bobbi Kristina, ha litigato con i poliziotti per entrare nella stanza: l’hanno fermata. Ha lasciato esplo- New Hope Baptist Church, ragdere la sua disperazione e qual- giungendo note che nessun altro che ora dopo è stata ricovera- nel coro poteva sognare. Clive ta in ospedale per un malore. Davis l’aveva sentita in un club La prima dichiarazione del- di New York e gli erano venuti i la polizia ha affermato che non brividi. Così nel 1985 era arrivato ci sono segni di reati, consumo l’album del debutto Whitney Houdi droga o di alcolici. La stanza ston, seguito da Whitney, il primo della Houston, però, era piena di una donna ad esordire direttadi barattoli di medicine e tran- mente in testa alle classifiche. quillanti: Lorazepam, Valium, Quasi 200 milioni di album veduXanax. L’ipotesi è che ne abbia ti nel mondo. Successi come You presi troppi, si sia addormenta- Give Good Love, Saving All My Lota nella vasca, e sia affogata. ve for You, I Wanna Dance With L’autopsia dovrebbe dare una Somebody, So Emotional, Didn’t risposta precisa sulle cause We Almost Have It All, Where Do della morte nelle prossime ore, Broken Hearts Go, che hanno sema l’inchiesta della polizia resta aperta, anche perché una cliente dell’albergo ha detto di aver sentito tre o quattro forti rumori che forse provenivano dalla stanza della cantante. Si è chiusa così una parabola che era cominciaLa scena della morte ta nel 1963 a Newark, una città Al Beverly Hilton dove avrebbe dovuto degradata del partecipare a una festa per i Grammy. New Jersey, che Giornalisti attorno alla macchina del coroner aveva vissuto le proteste più violente della co- gnato un’epoca. Quella condivimunità nera. La madre di Whit- sa sulla scena mondiale con Miney, Cissy, era una cantante di chael Jackson e Madonna, con gospel, sua cugina era Dionne una eleganza che la distingueva. Warwick, e la sua madrina Quell’immagine di angelo caAretha Franklin. Una predesti- duto dal cielo si era cominciata nata, che aveva cominciato ad ad incrinare nel 1992, col matriimpressionare i fedeli della monio con Bobby Brown. Il con-

trario di Whitney, il demone che poco alla volta l’ha corrotta. Avevano avuto subito una figlia, Bobbi Kristina, ma il rapporto era diventato presto difficile, geloso, spesso violento. La Houston era uscita sempre più di scena, mentre cominciavano a girare le voci sull’abuso di droghe. Nel 2002 era stata lei ad ammetterlo, durante un’intervista con Diane Sawyer: «Il mio nemico peggiore sono io». Erano arrivate le foto del suo bagno pieno di strumenti per prendere crack e altri stupefacenti, e Whitney avrebbe confessato a Oprah Winfrey che ne abusava ogni giorno: non pensava più a cantare e la sua voce continuava a corrompersi. Nel 2007 si era separata da Brown e aveva cercato di cominciare la risalita, fino all’album I look to you del 2009, che era arrivato ancora una volta in cima alle classifiche. Adesso, però, sappiamo che non era bastato a fermare la caduta. L’ex marito Bobby ha pianto, quando ha saputo della morte di Whitney, ma poi è andato comunque sul palco a cantare. La festa di Clive Davis all’Hilton è proseguita, con il cadavere ancora in stanza. Ieri notte i Grammy si sono trasformati in un tributo a lei, ma lo show è andato avanti.

Con Nelson Mandela
Nel 1994 fu ospite alla Casa Bianca per cantare in onore di Nelson Mandela, in occasione di una sua visita ufficiale. La cantante si disse molto toccata da questo incontro

ra come un film già scritto. Un film che senz’altro, a breve, qualcuno girerà. Perché niente è più misterioso della tragedia scatenata dai meccanismi della mente umana, e Whitney Houston in quanto a misteri era una campionessa. Come può, una ragazza solare e bellissima che canta il gospel accanto alla mamma nella chiesa evangelica e finisce diva; come può la cugina di Dionne Warwick, la figlioccia di Aretha Franklin, al culmine di una carriera incantata trasformarsi quasi di botto in una tossica impenitente e scatarrante, rauca e senza fiato né più note, maleodorante ed erratica, a cui nessuno è più in grado di dare una mano? La sceneggiatura del destino, ha voluto che se ne andasse ancora relativamente giovane ma in pieno viale del tramonto, a pochi metri e a poche ore dallo show che il suo scopritore, Clive Davis, dedica ogni anno a festeggiare i grandi e i nuovi talenti nell’imminenza dei premi Grammy. Lei era lì, come sempre, a fingere di voler ancora cantare: perché Clive Davis era stato l’unico a credere di poterla salvare, e tre anni fa era riuscito perfino a farle concludere l’estenuante lavoro per l’ultimo album, I Look to You, che avrebbe potuto almeno arginare la singolare deriva di questa drop out di lusso, se solo lei fosse riuscita a tenere dritta la barra della propria depressione. Non c’era stato verso, in realtà: da mesi, dopo la conclusione di un tour problematico, malinconicamente passato anche

E

LA STAMPA
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Primo Piano 17

Una notizia che mi ha lasciato senza fiato. Non posso ancora parlarne È incredibile ciò che è successo
Aretha Franklin
(la cantante scomparsa era la sua figlioccia)

Aveva bellezza e voce magnifica. È triste pensare che tanti regali non le abbiano portato la felicità che hanno dato a noi
Barbra Streisand
(La cantante su Facebook)

Non trovo le parole. Mi sembra sia morto un parente e un pezzo di vita Mi dispiace troppo. Ho tanta rabbia
Giorgia
(La cantante più volte definita la Whitney Houston italiana)

1987, UN ANGELO A SANREMO
GIANNI RIOTTA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Con Michael Jackson
Whitney con Michael Jackson e Quincy Jones: «La morte di Jacko è stata devastante», diceva Whitney poco tempo fa

La carriera

La famiglia
In alto la Houston con l’ex marito Bobby Brown, sposato nel 1992, nonostante il dissenso di familiari e amici e la figlia Bobbi Kristina Houston Brown nata nel 1993. Dopo anni di maltrattamenti, la cantante lo ha lasciato nel 2006. Qui sopra Whitney con la zia Dionne Warwick e la madre Sissy Houston, grandi cantanti soul

Un destino di gloria e autodistruzione
Eccezionale talento alla deriva proprio alla vigilia dei Grammy, che ieri le hanno reso omaggio
per Milano, circolavano nel- modificata per poter rendere del successo di Michael Jackl’ambiente voci che Whitney omaggio alla Houston. Perché son. Anche il cinema la tentò fosse ricaduta nei propri viziet- sì, Whitney è stata una numero (una sua pellicola deve uscire tacci; era tornata a sparire dal- uno, una delle cinque grandi vo- quest’anno) con The Bodyle scene, la vedevano in giro di ci degli ultimi 50 anni, la più guard, un successo pazzesco sera molto mal ridotta: anche gran venditrice donna di dischi accanto a Kevin Costner, dove qualche giorno fa, in un’uscita del ‘900 (170 milioni di copie); cantava I Will Always Love You con la figlia Bobby Christina di Grammy - il sogno di ogni ar- che vendette poi 12 milioni di che ha ormai 18 anni, sembra- tista - ne aveva vinti sei, nella copie. Certo, ogni vero appasva in stato precario. La strada sua carriera che è stata come sionato di musica notava che verso la tragedia era stata la- di due vite differenti, e di due quei pezzi erano cuciti insieme stricata con cura. Vengono in diversi personagnon per emoziomente le voci che sempre l’han- gi: tanto che i più INARRIVABILE SOPRANO nare, ma per stuno circondata, di quel suo pre- giovani saranno Fu apripista per tutta pire: e lei stava ferire relazioni femminili, e del- ora costretti a rinel canone, docile pressioni invece della fami- scoprirne l’essen- una nuova generazione le. Non soffriva. di virtuose femminili glia perché si sposasse e co- za originaria di Amata, interminciasse una vita «normale» gioventù, quella razziale, interper gli standard della sua co- serenità, quella facilità oltrag- classista, le toccarono parti anmunità; si sentiva dire che alla giosa con la quale la sua gola di che istituzionali, come Star fine le fosse stato fatto cadere soprano modulava in pop note Spangled Banner, l’inno nazionel piatto, nel 1989, Bobby inarrivabili agli umani e a ogni nale americano, cantato nel ‘91 Brown giovanotto non irre- sua collega. Carriera iniziata in atmosfera assai patriottica prensibile poi marito dal ‘92: è nell’85 con l’album Whitney per l’avvio della Guerra del Gollui a esser indicaHouston e pezzi fo. Il successo di Whitney fece to spesso come TRADITA NEGLI AFFETTI come Saving All anche da apripista a tutta una l’artefice della di- Un marito che l’ha portata My Love for You, nuova generazione di voci virscesa agli inferi e quella All at tuose femminili, da Celine Dion alla depressione e scelte Once che cantò a fino a Mariah Carey. Ma, mendella droga; è che non erano le sue Sanremo nel- tre la loro stella saliva, Whitcerto lui a scardinare le regole di l’87, abbando- ney cominciava la sua discesa una mente fino a quel momen- nando a terra il microfono. Stu- nella cocaina, che la tenne lonto serena, finché lei decide di piva. Il virtuosismo era irreale. tana dalla musica per gran parscendere nell’agone di una lot- Non forzava, sorrideva ed era te dei suoi trenta e 40 anni. ta psicologica alla quale dovrà bella anche mentre cantava: Uscita dalla rehab la prima volsoccombere. era riuscita, con la sua umiltà ta, aveva confessato: «Avevo La festa dei Premi Gram- elegante, a diventare la prima tanti soldi, mantenere il vizio my, in scena ieri notte a Los diva nera, «pop diva» autenti- era facile, e a cantare non ci Angeles, è stata fortemente camente popolare, sulla scia pensavo proprio più».

I Grammy
Whitney Houston nel 1988 con il Grammy vinto per «I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)»: l’album le frutta una serie vertiginosa di primati di vendita. Nello stesso anno incide anche l’inno delle Olimpiadi di Seoul

Bodyguard
Una passionale storia d’amore tra una pop star e la sua guardia del corpo. Pellicola del 1992 diretta da Mick Jackson con un affascinante Kevin Costner. Il film conquistò il pubblico Anni 90 per la bellezza degli interpreti e per le sue scene d’amore e di addii strappalacrime

Sparkle
Non sarà un album ma un film, a regalare la sua ultima performance. Uscirà ad agosto il musical «Sparkle» di Salim Akil, remake ispirato alla storia delle Supremes (lanciarono Diana Ross), su tre sorelle cresciute ad Harlem che raggiungono il successo ma poi si perdono

ndai e furono bellissime giornate, cantare «Ma dove va a finire il cielo...» sul palco alle prove con Fausto Leali, chiacchierare con Morandi, cene con Mollica, «la» Venegoni, Duiz, Michele Serra, i veterani. Il ricordo indimenticabile fu l’arrivo di Whitney Houston, bellissima, bravissima, dolcissima, gentile. Con lei la mamma onnipresente, Cissy, corista nella Chiesa Battista del ghetto di Newark, che in quel 1963 anno di nascita di Whitney bruciava e bruciò per cinque anni contro il razzismo - e il papà, manager del clan. In famiglia un’altra grande cantante nera, la cugina Dionne Warwick, ma quando Whitney venne a chiacchierare ai tavoli di noi cronisti, stufi di Nada e Toto Cutugno, né papà e mamma, né la periferia del New Jersey, né la gloria di Dionne più contarono. C’era solo lei, il volto sensuale e puro, la voce che spaccò il teatro, la cortesia e la pazienza, l’arguzia nel paragonare il glorioso Festival «a quella che da noi è la Budweiser Fair», sagra della birra più popolare d’America. «Nippy» la chiamavano tutti, ci spiegò che credeva «In Dio e nella famiglia, perché quando perdi tutto solo loro ti restano», e la fede battista suonava tra i lustrini del Festival e in quella ragazza così adolescente e bella invocata in Gloria, non in penitenza. Vennero poi i matrimoni sbagliati, le botte, gli stupefacenti fino alla morte di ieri, senza vicino nessun familiare, con i tranquillanti su cui, come per Amy Winehouse, come per Michael Jackson, lo show business infierirà fino a stuccare il pubblico. Allora i repubblicani del suo paese condannavano la musica pop e rock come «antireligiosa» ma Whitney, ammaliandoci tutti, ci disse di considerare canto e bellezza «Doni divini»: «Sono cristiana e lo resto, la mia vita è davanti al pubblico, voglio dare feeling, emozione. Sono cool, distaccata in scena, ma piena di passione. L’equilibrio tra passione e ragione è la chiave della mia musica». Negli appunti di allora leggo: «Porta sulla volgarità di Sanremo la grazia del Beato Angelico… è talmente sottile da sembrare filigrana...». Alla luce del tempo il disegno della filigrana rivela i tormenti che non sapemmo vedere, nascosti dalla grazia musicale di Whitney. I demoni che l’Angelo scacciava dipingendo, infine, l’hanno ripresa come nei roghi di Newark. Stava per andarsene quando, vergognandomi come un cane, ero in fondo un inviato non troppo ragazzo, le chiesi: «Mi farebbe l’autografo sulla sua foto, è per mio fratello». «Certo - sorrise Whitney Houston -, come si chiama?». Arrossendo dissi «Gianni Riotta», e quel ricordo in un cassetto è oggi carissimo per «The greatest love of all...», per «I wanna dance with somebody… somebody who loves me...». Credeva in Dio e nella famiglia, è morta ieri e solo lei sa se davvero da sola.
twitter @riotta

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2R

18 Estero

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

«FERMARE IL CIRCOLO VIZIOSO DI VIOLENZA». IL PAPA: «BASTA SPARGIMENTO DI SANGUE»

ERA FUGGITO IN MALAYSIA, CHE L’HA ESTRADATO

Siria, la Lega araba invoca l’intervento dei Caschi blu
Oggi la richiesta all’Onu. Il capo di Al Qaeda: siamo con gli insorti
GIORDANO STABILE

Riad, giornalista rischia la pena capitale per un tweet su Maometto
IBRAHIM REFAT IL CAIRO

La Lega araba chiede l’intervento dei Caschi Blu e si schiera, per la prima volta ufficialmente, «dalla parte dell’opposizione siriana». Mentre, sul fronte opposto, è Al Qaeda a schierarsi con i «leoni della Siria», ma con ben altre finalità. È stato il successore di Osama bin Laden, Ayman al Zawahiri, in un video di otto minuti postato su un sito Internet islamista, a esortare i siriani a ribellarsi al «governo anti-islamico» di Bashar al Assad, «un regime canceroso che ha soffocato la libertà», avvertendo però «il nostro popolo in Siria a non contare sull’Occidente, gli Stati Uniti, i governi arabi o la Turchia». Al Qaeda entra insomma apertamente nella guerra civile in Siria, contro Assad ma anche contro l’Occidente. Gli insorti, con il portavoce del Libero esercito siriano, colonnello Malik al Kurdi, hanno subito respinto l’offerta: «Ci opporremo a ogni infiltrazione da parte di gruppi estremisti». Ma l’intervento di Al Zawahiri complica uno scenario già ingarbugliato, dove l’attivismo dei leader arabi moderati, o filo-occidentali, non riesce ad aprire una strada chiara e percorribile, come era

Al Zawahiri

stato in Libia un anno fa. Ieri i ministri degli Esteri della Lega araba si sono riuniti al Cairo. Oggi all’Onu si discuterà all’Assemblea generale, dove non ci sono Paesi con diritto di veto: discussione centrata sulla situazione umanitaria, con l’intervento di Navi Pillay, Alto commissario per i di-

Strage
I funerali delle vittime degli attentati ad Aleppo di venerdì opera di Al Qaeda

ritti umani, che già ha avuto parole di fuoco su Assad. Ma la Lega vuole cogliere l’occasione per un salto di qualità delle pressioni internazionali. Ieri ha annunciato la fine ufficiale della missione dei suoi osservatori, con il corredo delle dimissioni del criticatissimo capo della missione, il generale sudanese Moustafa al Dabi. Al posto degli osservatori i Paesi arabi rilanciano l’ipotesi di una missione di peacekeeper sotto l’egida dell’Onu. Caschi Blu, probabilmente arabi e turchi, che però hanno bisogno del voto al Consiglio di Sicurezza, dove la Russia e la Cina hanno, lì sì, il diritto di veto. Il segretario generale della Lega Araba, Nabil al Arabi, ha esortato tutti a muoversi in fretta «per fermare il circolo vizioso di violenze». La bozza di risoluzione è già pronta, chiede la sospensione di tutte le relazioni diplomatiche con il regime siriano, la fine della missione degli osservatori e fa appello al Consiglio di sicurezza Onu «a prendere una decisione per formare delle forze di pace arabo-Onu per controllare e mantenere il cessate il fuoco in Siria». Un invito accolto da Benedetto XVI, che dopo la preghiera dell’Angelus ha rivolto un accorato appello «a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue» in Siria.

È caduto nel vuoto l’appello delle organizzazioni per i diritti umani: le autorità della Malaysia hanno estradato in Arabia Saudita il giornalista Hamza Khashghari, accusato di apostasia da Riad, dove ora rischia di essere decapitato. Khashgari era stato arrestato dalla polizia malese, su mandato di cattura dall’Interpol, giovedì scorso al suo arrivo a Kuala Lumpur Le autorità religiose avevano orchestrato una campagna di linciaggio morale per aver scritto alcuni tweet su Maometto, bollati dagli imam come blasfemi. Khashghari aveva scelto la Malaysia come rifugio perché fra i due Paesi non esiste un trattato di estradizione. Ma i forti legami d’affari e il denaro saudita hanno permesso di sorvolare sui diritti dell’imputato, il quale inutilmente ha fatto ricorso a un tribunale malesiano per bloccare la sua consegna. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, il giovane stava fuggendo verso la Nuova Zelanda e Kuala Lumpur era solo una tappa intermedia verso la libertà. Pare che sia re Abdulah in persona a occuparsi del caso, su istigazione del mufti Abdel Aziz alSheikh. Dopo averlo definito «un apostata», aveva chiesto un immediato processo. Hamza Kashagari, 23 an-

ni, lavorava per il quotidiano al-Bilad di Gedda ed è ritenuto uno dei più promettenti poeti della sua generazione. La scorsa settimana aveva scritto questi tweet a proposito di Maometto: «Nel giorno del tuo compleanno non mi inchinerò davanti a te. Di te amo alcune cose ma ne detesto altre. Sul tuo conto ci sono molte cose che non ho capito». E ancora: «Nietzsche diceva che la capacità di Dio di sopravvivere sarebbe limitata se non ci fossero degli idioti. Cosa direbbe se vedesse quelli dell’Ente per l’invito alla virtù e la lotta al peccato?». Così Khashghari si è attirato i fulmini di 30 mila persone, che hanno inviato tweet indignati contro il «blasfemo», chiedendo che venga processato e condannato a morte. Su Facebook è stata creata la pagina «Il popolo saudita chiede l’esecuzione di Kashagari», alla quale hanno aderito 16 mila persone. Le autorità lo hanno licenziato dal giornale e gli hanno vietato di pubblicare le sue opere. Lui ha subito cancellato i tweet e chiesto perdono. «Volevo soltanto esercitare il più elementare dei diritti umani: la libertà di espressione e di pensiero», si è giustificato con «The Daily Beast». Mercoledì era riuscito a fuggire dal suo Paese. Ieri, su sito di al-Jazeera, qualcuno consigliava di smetterla con gli atteggiamenti da zeloti per non fare odiare ancora l’Islam.

Coach

il caso
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

nche i presidenti degli Stati Uniti hanno famiglia, e nel caso di Barack Obama questo comporta un dovere, ma allo stesso tempo un piacere, irrinunciabile: allenare la squadra di basket della figlia Sasha. La passione del capo della Casa Bianca per la pallacanestro era nota, così come il fatto che spesso partecipa alle attività sportive delle figlie. Ora però è stata la stessa first lady Michelle a rivelare che il marito ha assunto un ruolo molto più esecutivo, da comandante in capo, per la squadra di Sasha: «Ormai non perde una partita. Forse sperava di saltare il turno questo weekend, ma io sono fuori città per promuovere la campagna contro l’obesità infantile». Quindi il presidente è tornato a bordo campo con l’abbigliamento casual del fine settimana, inseguito dai fotografi, che cercano sempre di strappare qualche immagine di questo rito famigliare. Obama è sempre stato un grande appassionato di basket. Giocava nella squadra della sua high school, alle Hawaii, e magari dentro di sé aveva anche sognato una carriera da professionista. Ora non perde occasione per fare qualche tiro, alla Casa Bianca o fuori, con amici e guardie del corpo. Usa un paio di scarpe molto «cool» che tutti gli invidiano, la Under Armour

A

Obama a bordo campo durante una partita della squadra della Sidwell Friends School, la scuola frequentata da Sasha

PROGETTO DI UN SINDACO

Francia, statua con le fattezze di Carla Bruni alta due metri
PARIGI

Obama “allenatore in capo” non perde un match di Sasha
I weekend del presidente: guida la squadra di basket della figlia
Jets. È un mancino che conserva una buona mano e quando gioca fa sul serio, al punto che nel 2010 un avversario si scontrò accidentalmente con lui, procurandogli una ferita che richiese dodici punti di sutura. Sasha, la figlia più piccola, ha ereditato questa passione per il basket. Va a scuola alla famosa Sidwell Friends School, frequentata in passato anche da Chelsea Clinton e Tricia Nixon, e di sabato gioca le partite. Barack la carica sull’auto insieme alle guardie del corpo del Secret Service e la porta al campo. Tra i padri americani, anche quelli ricchi e famosi, non è inusuale seguire le attività sportive dei figli. Il professore della Yale University Paul Kennedy, per fare un esempio, sostiene che il punto più importante nel suo curriculum è aver allenato la squadra di calcio dei suoi figli, non tanto per i risultati sportivi ottenuti, quanto per l’effetto positivo che ciò ha avuto sulla loro educazione. «Quality time», tempo di qualità trascorso con i bambini, che ha un grande peso soprattutto quando i genitori sono spesso assenti per lavoro. Il discorso evidentemente vale anche per il capo della Casa Bianca. Nel febbraio dell’anno scorso, mancando l’allenatore ufficiale, Obama e il suo assistente personale Reggie Love fecero proprio da coach per la squadra di Sasha. L’esperienza deve essergli piaciuta visto che ora, secondo la moglie Michelle, Barack non perde più un incontro della figlia.

Una statua di Carla Bruni in bronzo alta più di due metri, dedicata alle operaie italiane che lavoravano a Nogent-sur-Marne, alla periferia di Parigi: il progetto del sindaco - Jacques Martin, esponente dell’Ump, il partito di Nicolas Sarkozy spacca la popolazione, a pochi mesi dalle presidenziali. Nogent-sur-Marne è una cittadina di 30 mila abitanti alle porte di Parigi, dove in passato c’era un’importante fabbrica per la lavorazione delle piume. Le operaie erano per lo più italiane. Di lì l’idea di Monsieur Martin: far posare Carla Bruni nelle vesti di un’operaia e dedicare l’opera alle immigrate. La Première Dame ha già posato per la scultrice, Elisabeth Cibot, senza però sapere quale sarebbe stata l’opera finale. E adesso è molto imbarazzata. Furibonda l’opposizione locale e soprattutto gli indipendenti, che avevano votato sì al monumento: il sindaco si era ben guardato dal dire che la statua sarebbe stata modellata su Carlà. L’averlo scoperto cambia tutto. Anche l’umore della popolazione. Che con le sue tasse dovrebbe finanziare metà dei costi, 40 mila euro. Gli altri li ha promessi il promotore immobiliare Cogedim. [M. VER.]

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Estero 19

il caso
LUCIA SGUEGLIA MOSCA

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nuovi Romeo e Giulietta russi si innamorano marciando contro Putin. Look da rivoluzionari, cantano a memoria le nuove hit dissidenti. E’ anche questo, il risultato di oltre due mesi di inattesa «primavera politica» a Mosca. Dopo il conformismo degli anni putiniani, torna di moda l’idealismo. La creatività è esplosa in piazza, tra slogan ironici, manifesti irriverenti e performance di strada. Ora, dopo 20 anni in cui «impegno» equivaleva a una parolaccia, lo spirito della piazza comincia a riversarsi nell’arte. Dal cinema alla musica, dalle mostre alla moda, il tormentone è ovunque. Le performance isolate, come quelle del gruppo Voina (Guerra), artisti-attivisti sociali al limite del teppismo, o le «monstratzie» di Artem Loskutov a Novosibirsk regolarmente sanzionate dalla polizia, diventano cortei e flash-mob, e in attesa del voto del 4 marzo se ne stanno preparando decine, la protesta entra nel mainstream culturale. Il cinema fiuta una nuova audience e arriva una docu-fiction (prodotta nientemeno che da Timur Bekmambetov, regista di blockbuster prestato a Hollywood), che vedrà protagonisti una giovane pasionaria dell’opposizione e un «Omon», membro della poIL LOOK DELLA PROTESTA

L’anonima icona di stile della piazza, secondo il sito «Moda sulle barricate»: occhiali provocanti uniti a un foulard di tradizione folk russa

[FOTO MAXIM AVDEEV]

Dai tradizionali stivali di feltro al thermos griffato, ma è out soprattutto «stare col potere»
lizia antisommossa russa che fino al 4 dicembre scorso, giorno del voto alla Duma che ha dato la stura alle proteste antibrogli, era nota per picchiare duro i dimostranti. Simbolo di «due parti della società russa che oggi si contrappongono e rischiano lo scontro, una cronaca del nostro tempo», spiega il direttore Nikita Trynkin precisando: «Una storia d’amore tesa e tragica, non un film politico». Finora la politica era tabù nel cinema russo, specie quello destinato alla tv. Ma anche la moda si fa influenzare dalla «rivoluzione hipster»: una parola di cui qualche sera fa, intervistato da Xenia Sobchak sulla tv trendy Dozhd, il leader comunista Ziuganov, candidato alle presidenziali, ha confessato di non conoscere il significato. A fissare la svolta, dopo il kitsch degli Anni 90 e il «glamour» del 2000, è il blog «Moda sulle barricate» (www. fashionprotest. ru), un’idea dello stilista Aleksandr Arutiunov: «Non ci sono più dubbi, salire sulle barricate è una nuova tendenza. Questo blog parla di persone che la rendono elegante e dignitosa. Personaggi, regole di stile, e tutto ciò che può esservi in comune fra rivoluzione e moda - o il contrario, decidete voi». Tanti post e foto: il look del perfetto rivoluzionario (a vincere la competizione per i maschi è il blogger Alexei Navalny); gallerie di ragazze e ragazzi in

Vado in piazza contro Putin ma non so cosa mettermi
Nella ricca Mosca la società civile riscopre l’impegno politico. Che diventa trendy
Moda, mostre, cinema, musica: l’arte russa torna sulle barricate dopo 20 anni di qualunquismo

Gallerie d’arte
Sono ormai decine le mostre di arte contemporanea con messaggi politici

Fashion
Il sito «Moda sulle barricate» dispensa consigli anche per i figli dei manifestanti

Rock
Le Pussy Riot, band punk-femminista cantano contro Putin sulla Piazza Rossa

La foto cult
E’ di Artiom Zhitinev e ricalca la pittura russa della fine dell’800

piazza, flashback di stile dalle rivoluzioni “colorate” al golpe a Mosca nel 1991, al 1968 a Parigi. Out: il tacco 12. In: i valenki, mitici stivali di feltro dell’Armata Rossa rispolverati per contrastare il gelo. Magari in versione fucsia. E il thermos griffato. Out: «lavorare per il potere e per far soldi». In: usare la politica «come fonte di ispirazione», per esempio per la t-shirt col volto del miliardario Prohorov. La sezione «sistema multipartitico» suggerisce il look per diversi partiti, rigorosamente griffato.

Nelle gallerie d’arte si inaugurano mostre in tema: da Paperworks «Per elezioni libere» unisce nomi stranoti come Dmitri Gutov a nuove leve. Alla «Rivoluzione Bianca all’Ottobre rosso», la street art più povera e spontanea nata intorno alle proteste e sul web (svetta P183, il «Bansky russo»), primo bersaglio Putin. Al Centro di Arte Contemporanea un ciclo di seminari su «Arte e Politica - lo specchio infranto del Potere». La prospettiva è storica, ma l’ideatore Serghey Hachaturov commenta:

«Da noi arte e politica hanno sempre confinato, è un leitmotiv dai Soviet alla Soz-Art a oggi, coi web-attivisti. Riguarda il rapporto col potere, ora pienamente screditato». E i fotografi Liudmila Zinchenko e Artem Zhitenev immortalano i dissidenti rifacendosi alla pittura classica e all’estetica delle masse pre-rivoluzionarie. Si protesta anche a teatro, nella scena off di Teatr.doc che dal 14 ha in cartellone il Berlusputin, un Dario Fo rivisitato alla russa. Le Pussy Riot, punk-band

femminista, portano fin sulla Piazza Rossa le loro performance-blitz illegali e provocatorie: «Rivolta in Russia - il carisma della protesta/Rivolta in Russia Putin ha paura!», prima di venire fermate dalla polizia. La «agit-art» ha una lunga tradizione, e l’arte di strada rende difficile la repressione. Come dice Vor, fondatore del gruppo Voina, un altro che in cella è di casa: «In Russia protestare è un lavoro creativo. Lavorare per la rivoluzione e prenderla in mano è un dovere degli artisti, dall’Ottobre in poi».

Personaggio
PAOLO MANZO SAN PAOLO

n un annuncio fatto in tv il Presidente del Perù Ollanta Humala ha dato ieri la notizia che il paese aspettava da anni. «È stato catturato il Comandante Artemio» per poi aggiungere senza contenere la gioia: «Ha vinto il Perù!». Il Comandante Artemio era l’ultimo leader del gruppo terroristico Sendero Luminoso, l’organizzazione guerrigliera di ispirazione maoista fondata fra il 1969 e il 1970 da Abimael Guzmán Reynoso che in venti anni ha fatto oltre 31 mila morti scontrandosi con l’esercito. Il Compagno Artemio come era chiamato dai suoi, sfuggito decine di volte alla cattura, rappresentava l’ul-

I

Catturato in Perù “Artemio”, il leader di Sendero Luminoso
Nella selva
Il Compagno Artemio fotograto in una base di Sendero Luminoso nella valle dell’Alto Huallaga

timo tassello, visto che il gruppo era stato quasi polverizzato dalla politica repressiva dell’ex presidente Fujimori all’inizio degli Anni 90. Nato nel 1961, di Artemio non si sapeva praticamente nulla fino a quando nel 2006 rilasciò un’intervista esclusiva al programma «Panorama» della televisione peruviana Pantel. Conosciuto sotto vari nomi, da Josè Flores Leon a Gabriel Macario, come riferito dalla Cia, il suo vero nome è invece quello di Florindo Eleuterio Flores Hala, originario della regione di Arequipa, come rivelato da un’inchiesta del giornale «El Comercio» nel 2010. Prima di entrare in Sendero Luminoso per poi diventarne il leader, Flores «Artemio» avrebbe servito nelle forze armate del Perù, tra il 1979 e il 1980. Successore del fondatore senderista Guzmán, è l’unico dirigente storico dell’organizzazione maoista che rimaneva in circolazione. La sua cattura adesso potrebbe essere decisiva nella sparizione definitiva del neo Sendero Luminoso, ovvero il nuovo movi-

mento rivoluzionario nato sulle ceneri del primo dopo la repressione fujimorista ma colluso con il narcotraffico, visto che non risulta esserci un successore. Qualche mese fa, attraverso alcuni amici giornalisti, il Comandante Artemio aveva detto di avere scritto per due volte al presidente Ollanta Humala, senza però ricevere nessuna risposta. Probabilmente voleva trattare la resa, come aveva già fatto senza successo nel 2006 con l’intervista a «Panorama», chiedendo in cambio di un’amnistia e la liberazione dei senderisti in carcere. L’ultimo leader in libertà della guerriglia maoista è stato catturato in una capanna nella foresta dell’Alto Huallaga, nel nord-est del paese andino, durante un blitz dell’intelligence peruviana seguito «minuto per minuto» dal presidente Humala. È vivo mentre Ollanta in un primo momento ne aveva annunciato la morte - ma è ferito gravemente ad un braccio che probabilmente gli sarà amputato.

20 Cronache

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

SI CHIUDE IL PIÙ GRANDE PROCESSO DEL MONDO CONTRO L’AMIANTO

Strage Eternit oggi è il giorno della verità
Guariniello: “Gli imputati temevano quest’indagine Uno mi fece spiare prima ancora che iniziassimo”
ALBERTO GAINO TORINO

I tre giudici di Stephan Schmidheiny e di Jean Louis de Cartier si sono presi quasi tre mesi di tempo per riflettere e definire gli orientamenti della sentenza Eternit che verrà letta oggi dal presidente Giuseppe Casalbore, forse per ore, considerati i numeri «impossibili» di questo processo trasnazionale. Prima ci sarà ancora la breve replica di un difensore, l’avvocato Cesare Zaccone, decisa per consentire più che altro al collegio giudicante di ritirarsi in «pre-camera di consiglio» dal 21 novembre scorso e prepararsi a giudicare l’erede svizzero della multinazionale dell’amianto, ripresentatosi come filantropo nella sua seconda vita, e un anziano barone belga, accomunati nella stessa richiesta di pena: 20 anni di carcere. I pm torinesi Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace li hanno

accusati nelle 65 udienze del processo di disastro doloso e omissioni altrettanto volontarie di norme antinfortunistiche per essere stati, l’uno dopo l’altro a partire dagli anni ‘60, al vertice della multinazionale da cui dipendevano le fabbriche italiane dell’Eternit: a Casale Monferrato c’era la più vecchia, a Bagnoli (Napoli)

La polvere ha ucciso per 50 anni e continua a farlo: gli imputati ne erano consapevoli?
quella che ha avuto più lavoro (prima del fallimento per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia). Il processo torinese ha ricompreso le politiche aziendali e i morti degli stabilimenti minori di Rubiera (Reggio Emilia), l’ultimo ad avere chiuso, e quello di Cavagnolo, sulla sponda sinistra del Po e in provincia di Torino. La fabbrica Eter-

nit che ospitava questo paesone era la più piccola della multinazionale in Italia, ma il fatto di rientrare nella competenza territoriale della procura torinese l’ha resa giudiziariamente strategica. Se lo stabilimento Saca non fosse mai esistito, infatti, questo processo non si sarebbe mai celebrato. Un processo che persino il presidente della Corte d’appello torinese, Mario Barbuto, ha definito con orgoglio un evento storico nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel 2011. Guariniello ricorda che «Schmidheiny aveva incaricato una società milanese di pubbliche relazioni di monitorare attentamente la mia attività professionale, come abbiamo scoperto dal sequestro dei documenti. Temeva quest’inchiesta prima ancora che io coSegui la diretta
su www.lastampa.it Oggi il nostro sito trasmetterà in diretta tv la sentenza di Torino.

minciassi a pensarci. Fu preveggente, ma al momento giusto non è stato lungimirante». Guariniello allude al fatto che se il miliardario svizzero avesse risarcito a suo tempo e «adeguatamente» le vittime dell’Eternit, «il nostro orientamento ne avrebbe tenuto conto». Invece, al culmine dell’incontro all’Hotel de la Paix di Lugano, primavera 2006, dopo aver offerto 70 milioni di euro rateizzati e a condizioni capestro, «i suoi numerosi legali si ritirarono improvvisamente dalla trattativa», rammenta Sergio Bonetto, avvocato di

parte civile. Che aggiunge: «L’impressione di allora fu che avessero deciso di contare sui benefici del condono che si stava partorendo, fra i quali c’era

I familiari hanno sempre rifiutato i risarcimenti dello svizzero, il barone non si è mai presentato
il meccanismo di una più robusta prescrizione dei reati». Può darsi che per le omissioni volontarie di misure antinfortunistiche la prescrizio-

ne cancelli parte delle responsabilità, ma Schmidheiny «non ha offerto una lira per le bonifiche, delle fabbriche e dei disastri ambientali attorno, nemmeno quando chiusero a metà degli anni ‘80». L’ha fatto tardivamente in vista della fine del dibattimento con i 18 milioni e 300 mila euro messi a disposizione del Comune di Casale Monferrato, infine rifiutati. E scegliendo di accordarsi con le singole parti civili e a condizioni lontane da quelle considerate «adeguate» da Guariniello. Con somme che scendono dai 60 mila ai 300 euro (un ca-

Jacopo Iacoboni, Gemma, Ilaria, con Giuseppe e Anna, ricordano col sorriso il grande zio

E’ mancata

Iolanda Donnini Ferrari
Lo annunciano Paola, Federico, il fratello Giorgio e famiglia. Funerali martedì 14 ore 8,30, Rosario lunedì 13 ore 17,30 Sant’Alfonso. – Torino, 11 febbraio 2012 Sergio Nuccia e famiglia con affetto. Cristianamente è mancato ai suoi cari

Giuseppe Marrone
– Torino, 12 febbraio 2012 E’ mancato

dott. Gianni Meinardi
anni 87 Lo annunciano le iglie Anna Maria, Elisabetta e Maria Cristina con le rispettive famiglie, il fratello Eugenio unitamente ai parenti tutti. Funerali in Cuneo, lunedì 13 febbraio alle ore 15,30 nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore. Non iori, eventuali offerte alla cooperativa sociale onlus Insieme a Voi di Busca. – Cuneo, 12 febbraio 2012 O.F. Costantino - Cuneo Il fratello Eugenio con Evi, Federica, Giorgio e famiglie piangono la perdita del caro GIANNI. Claudio e Liliana Dadone si stringono alla famiglia per la perdita dell’indimenticabile amico GIANNI. E’ improvvisamente mancata

Armando Robetti
anni 72 L’annunciano la moglie Teresina, la iglia Roberta, fratello, cognati, nipoti, zii e parenti tutti. I Funerali avranno luogo in Ciriè, martedì 14 febbraio nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe alle ore 14,45. Il presente è partecipazione e ringraziamento. – Ciriè, 12 febbraio 2012 E’ mancata

Giuseppina Meinardi (nonna Pina) ved. Rena
anni 101 Addolorati l’annunciano Antonella e Stefano, i pronipoti Kevin, Kyle e Julia, parenti e amici tutti. Un particolare ringraziamento al personale tutto del Soggiorno Mariuccia di Volvera per le amorevoli cure prestate. Funerali martedì 14 alle ore 10,30 parrocchia Sant’Anna di Borgaretto. – Volvera, 12 febbraio 2012 E’ mancata

Piera Rivetti in Bianchin
Lo annunciano con immenso dolore: marito Augusto, iglia Caterina, nipoti Simone, Flavio, sorelle Franca, Marisa. Rosario lunedì 13 ore 20,45. Funerali 14 febbraio ore 14,30 chiesa grande SS. Trinità, Nichelino. – Nichelino, 13 febbraio 2012 Dolcemente ci ha lasciati

Rosa Scalici in Lazzarino
Lo annunciano il marito Pino; i igli: Giuseppe e Rossana Lombardo con i nipoti Alessandro e Luca; fratelli e parenti tutti. Funerali martedì 14 febbraio ore 15 parrocchia S. Massimiliano Kolbe. – Grugliasco, 11 febbraio 2012 O.F. La Singe - tel. 011.7707517 E’ tornata alla casa del Padre l’anima buona di

Rina Spaiardi in Pescarmona
anni 84 Addolorati lo annunciano il marito Battista, le iglie Nazarena e Laura, nipoti e parenti tutti. Funerali martedì 14 febbraio ore 14 parrocchia S. Maria della Scala. – Moncalieri, 12 febbraio 2012

ANNIVERSARI
1958 2012

Franca Petra
L’annunciano parenti tutti. Rosario oggi ore 18,30, Funerale domani ore 10 parrocchia Patrocinio S. Giuseppe. – Torino, 13 febbraio 2012

Clara Camisassi Mellano
Murello.

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Cronache 21

Il tribunale invaso
Per la lettura della sentenza di oggi è attesa a Torino una vera e propria folla. Oltre ai familiari delle vittime ci saranno associazioni cittadini giornalisti e studiosi da tutto il mondo

vittime tra morti e malati
Numero in aumento Gli effetti dell’amianto sono ancora evidenti

3000

Disastri ambientali, pene irrisorie

udienze dal 2009

65

3
mesi
Il tempo che si sono presi i giudici della Corte per valutare la posizione dei due imputati per cui sono stati chiesti venti anni

Il maxi processo è iniziato a Torino l’11 dicembre 2009

Seveso
Il 10 luglio 1976 da una fabbrica di pesticidi della Givaudan fuoriesce una nube tossica alla diossina. Esposte 37.000 persone. La multinazionale Icmesa pagherà 200 miliardi di lire. Il direttore generale di Icmesa sarà condannato a 2 anni, il direttore tecnico della Givaudan a un anno e mezzo. Condizionale per entrambi.

Le parti civili costituite
Pochissime le richieste rigettate dalla corte d’assise torinese

6392

so), uno dei suoi legali, Astolfo di Amato, può annunciare: «Abbiamo risarcito l’80 per cento. Noi avevamo contro tremila parti civili». I malati, bisognosi di tante cose, sono quelli che hanno accettato più spesso: poche decine di migliaia di euro, ma sicuri. I 6392 costituitisi all’inizio del processo, oltre due anni fa, sono scesi a 4552 a novembre, la maggior parte schierata contro il solo barone belga, che non ha messo mano a un solo euro. A 91 anni pare abbastanza disinteressato ai suoi destini giudiziari. Un po’ meno lo sono le sue finanziarie.

Torino, code per l’ultima di “Malapolvere”
I

Si sono messi pazientemente in coda, ieri, per assistere all’ultima rappresentazione a Torino di «Malapolvere», spettacolo teatrale dedicato alla tragedia dell’Eternit. Al teatro Gobetti alcuni spettatori si sono dovuti addirittura accontentare di sistemarsi sulle scale: «Questo spettacolo è la nostra vita - ha commentato uno di loro - poi andremo al Palagiustizia». [E. MIN.]

anni di carcere
La richiesta dei pm per le accuse di disastro doloso e omissione dolosa

20

Bhopal
Il 3 dicembre 1984 una fuga di pesticidi da una fabbrica della Union Carbide, in India, causa 15.000 morti e provoca danni ad altre 558.000. Il risarcimento sarà di 470 milioni di dollari, ma tra parcelle e corruzione, ogni vittima otterrà 300 dollari. Condannati 8 ex dirigenti a 2 anni e 100.000 rupie (2000 dollari).

“Ho paura, ma forse dopo la sentenza tornerò a piangere”
Parla la rappresentante dei familiari e delle vittime

Alla fine, però, il Comune ha respinto l’offerta.

«Ringrazio il ministro della Salute Balduzzi e quella grossa parte di città che ha manifestato un profondo senso civico. Se si fosse accettato avrei provato personalmente vergogna a presentarmi ai magistrati che hanno lavorato tanti anni per arrivare a questo momento. Oggi invece provo orgoglio».
Ma lo svizzero aveva già offerto dei soldi ai privati, ex lavoratori, cittadini o loro eredi, nel 2009, prima dell’udienza preliminare, quando poi è stato rinviato a giudizio.

Intervista

,,
SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO

quel momento, la Romana, presidente dell’Associazione Famigliari e Vittime, non ha avuto più lacrime, ma solo tanta rabbia, la sua forza.
Come vive queste ultime ore di attesa?

U

na vigilia col batticuore. È proprio il batticuore a fare da metronomo alle ultime 24 ore prima della sentenza che, stamane, il tribunale di Torino pronuncerà nei confronti dei patron di Eternit, Jean-Louis de Cartier e Stephan Schmidheiny, accusati della strage d’amianto di migliaia di persone. Una data storica a lungo attesa. Per alcuni, addirittura da trent’anni. “La” Romana è una di loro. Blasotti è il cognome di questa ex ragazza slovena arrivata a Casale diciottenne nel ’47. Pavesi quello acquisito sposando Mario, operaio dell’Eternit, morto di mesotelioma. Uno dei suoi morti d’amianto. Poi ci sono stati la sorella, un nipote, un cugino e, infine, la figlia Maria Rosa. Da

«Sono di carattere ottimista, ma non nascondo che l’ansia c’è. Chi mi dice che non rimarrò amaramente delusa dalla sentenza? Via, via, non voglio lasciarmi prendere dalla paura, voglio pensare che sarà premiata la nostra attesa di giustizia. Chissà che finalmente non riesca di nuovo a piangere».
Nonostante gli 82 anni, ha partecipato a oltre 60 udienze. Qual è stato il momento più duro?

«Anche di questa gran vigliaccata ritengo responsabile Schmidheiny. Perché buttare lì quei soldi proprio quando capiva che sarebbe stato processato? Non è stato un gesto di generosità, né riparatorio, ma solo dettato dalla sua paura».
Un certo numero di persone ha accettato e ha rinunciato a costituirsi parte civile.

Cernobyl
Il 26 aprile 1986 esplode il reattore nucleare. In 65 muoiono subito, l’Onu calcola altri 4000 decessi successivi per tumori e leucemie. Il processo nell’allora Urss sentenzierà: 10 anni di lavori forzati per i vertici della centrale, 67 licenziamenti, 27 espulsioni dal partito. Ancora oggi si pagano risarcimenti per 7 milioni di persone.

«Mi hanno fatto molto male le bugie di alcuni testimoni della difesa: che l’amianto non fa male, che gli imputati hanno speso molti soldi per rendere salubre la fabbrica. Un teste, in particolare, ha detto che di polvere in fabbrica ce n’era meno che su una strada. Quelle bugie mi hanno fatto soffrire».
E l’«offerta del diavolo»: i 18 milioni offerti da Schmidheiny al Comune di Casale perché revocasse la costituzione di parte civile?

Il momento più duro? Ascoltare le bugie raccontate in aula dai testimoni portati dalla difesa
Romana Blasotti
Presidente Associazione Famigliari e Vittime

«E io mi sono tanto arrabbiata; alcuni non avevano bisogno di quei soldi. Altri, però, sì: tanti hanno accettato a malincuore, con le lacrime agli occhi, per necessità. C’erano anche vedove per colpa dell’amianto, con bambini da tirar grandi. E, in quel momento, poi, il capo di imputazione era ancora formulato in modo tale da rendere molto probabile la prescrizione. Ogni privato ha una storia personale che è da rispettare, cosa diversa dal Comune della città simbolo della lotta all’amianto».
Come si supera l’ansia dell’ultima notte di attesa?

«Lo svizzero ha fatto una cosa vergognosa: si è comportato nel-

lo stesso modo subdolo con cui l’amianto uccide le persone, colpendole a casaccio. Mi ha addolorato anche che una parte di casalesi abbia pensato di fare quel patto come se non conoscesse affatto la battaglia condotta duramente da 30 anni per arrivare a questo processo di giustizia».

«Con le gocce di sonnifero, ovviamente, e due sveglie puntate al mattino alle 6». Alle 6 del 13 febbraio 2012 per la Romana e per altre migliaia di persone comincia un giorno storico. Comunque sia.

Exxon Valdez
Il 24 marzo 1989 la petroliera si arena al largo dell’Alaska. Vengono sversati 40,9 milioni di litri di petrolio. Muoiono 250.000 uccelli marini, 2800 lontre, 300 foche, 250 aquile di mare e 22 orche. La Exxon viene condannata a risarcire 1 miliardo di dollari, il capitano della nave a 1000 ore di servizio civile.

22 Cronache
estratto procedura aperta n. 4424/2012 in nome e per conto di Iren Energia SpA MANUTENZIONE E PRONTO INTERVENTO DEL MACCHINARIO IDRAULICO, DEGLI APPARATI E DEGLI ORGANI MECCANICI RELATIVI AGLI IMPIANTI IDROELETTRICI Importo presunto a base di gara Euro 600.000,00 di cui Euro 12.000,00 oneri per la sicurezza. CIG. N. 382681861C Per visionare il bando: sito Internet: www.gruppoiren.it - sezione appalti. Scadenza presentazione offerte: ore 12.00 del 12/03/2012.
IL DIRETTORE ACQUISTI E APPALTI

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

il caso
MARIA CORBI ROMA

dott. ing. Silvia Basso

AZIENDA MULTISERVIZI IGIENE AMBIENTALE TORINO
L’AMIAT S.p.A. con socio unico, indice la seguente gara: *(Rif. PA 3/12) - Accordo quadro per servizi di manutenzione e riparazione mezzi autotelaio veicoli commerciali e industriali di marca Iveco. Importo a base di gara: Euro 480.000,00 + Iva. La documentazione di gara è disponibile sul sito aziendale: http://www.amiat.it - Sezione “Appalti e Gare”. Il bando è stato inviato alla G.U. della Comunità il 31/01/2012. L’AMMINISTRATORE DELEGATO dott. Maurizio Magnabosco

S

E.R.S.U. DI CATANIA
Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario Estratto avviso di gara
L’E.R.S.U. di Catania ha indetto una gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di ristorazione a favore degli studenti universitari (Codice CIG n. 379284745B). Il termine per la presentazione delle offerte è il 20 aprile 2012 alle ore 12,30. L’aggiudicazione avverrà, ai sensi del D.lgs. 163/2006, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il Bando di Gara, il Disciplinare, il Capitolato e tutti gli altri atti sono disponibili sul sito dell’E.R.S.U. (www.ersu.unict.it). Il Bando è stato inviato alla GUCE per la pubblicazione il 9 gennaio 2012.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

Giuseppe Pignataro

INVITO A MANIFESTARE INTERESSE
Il Commissario Straordinario del Consorzio Azienda Servizi Ambiente – ASA – in Amministrazione Straordinaria, nominato con D.M. del 21 maggio 2010, rende noto di essere stato autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico a procedere alla cessione dei complessi aziendali dei predetti enti (art. 54, D.Lgs. n. 270/1999). A tale riguardo, egli invita a far pervenire formale manifestazione di interesse – e richiesta di accesso alle informazioni ed alla documentazione di natura legale, contabile e fiscale relativa agli enti di cui sopra – per l’acquisto di uno o più gruppi di beni facenti parte del complesso aziendale ramo “energia” di ASA in Amministrazione Straordinaria, composto dai seguenti beni: a) porzione di beni immobili del sito di Castellamonte di ASA; b) beni strumentali (quali mezzi operativi, automezzi, attrezzature per trasporto, gestione, stoccaggio delle biomasse e dei combustibili per il funzionamento degli impianti) di ASA; c) centrali termiche, sottocentrali, impianti, reti di distribuzione del calore (teleriscaldamento) site sul territorio dei Comuni serviti e riferibili ad ASA; d) convenzioni con i Comuni, contratti di gestione del calore; e) rapporti di lavoro. La manifestazione di interesse, l’impegno di riservatezza e la relativa richiesta di accesso alla documentazione dovranno essere formulate secondo il testo dell’invito a manifestare interesse che sarà reso disponibile dal Commissario Straordinario. La manifestazione di interesse - unitamente ai relativi allegati - dovrà pervenire, in busta chiusa e sigillata, entro e non oltre le ore 18.00 del 28 febbraio 2012 al seguente recapito: Commissario Straordinario di ASA in A.S. presso notaio Caterina Bima in Torino, C.so Duca degli Abruzzi, n. 16, cap. 10129. Torino, 13 febbraio 2012
ASA IN A.S. IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

REPUBBLICA ITALIANA
Alluvione Ottobre 2000. Nodo Idraulico di Ivrea Completamento stazioni di sollevamento. C.U.P. J78G09000170002 (C.I.G. 3908665C62) Importo a base di gara: Euro 972.328,29 In tale importo è compreso il corrispettivo per la progettazione esecutiva, che ammonta a Euro 32.450,00. Termine presentazione offerte: ore 14,30 del 26 marzo 2012. Il bando integrale, contenente le modalità di effettuazione della procedura aperta, potrà essere ritirato presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, V. M. Vittoria 12 - 10123 Torino - (tel. n. 011.8612644/2611), dal lunedì al venerdì dalle h. 9,00 alle h. 18,00 oppure potrà essere richiesto al Servizio Contratti mediante lettera o fax (011.8612163). Non si effettua servizio trasmissione fax. Bando integrale disponibile sul sito Internet all’indirizzo: http://www.provincia.torino.it/servizi/appalti/ Torino, lì 9 febbraio 2012
IL DIRIGENTE SERVIZIO CONTRATTI

Estratto avviso di procedura aperta

PROVINCIA DI TORINO

dott.ssa Domenica Vivenza

tuprata e lasciata al gelo della notte, svenuta. Una storia di ordinaria (purtroppo) ferocia, questa volta a Pizzoli, un comune dell’Aquilano. Un’aggressione selvaggia, come l’hanno definita gli investigatori a cui probabilmente hanno partecipato più uomini. Il branco, un gruppo di belve, comunque lo si voglia chiamare. Una serata iniziata come tante al «Guernica» di Pizzoli, uno dei pochi luoghi di riunione per i giovani locali, l’unica discoteca sopravvissuta al terremoto. Sabato notte una festa con gli «shottini» di alcol che correvano a fiumi, musica assordante e un’ottantina di giovani. La ragazza, una studentessa di ingegneria originaria di Tivoli, era arrivata con qualche amica da Coppito, un paesino a pochi chilometri di distanza. E subito pare abbiano conosciuto un gruppetto di ragazzi. Verranno interrogati tutti i partecipanti alla serata, ma è su tre di loro, tutti militari del 33˚ Reggimento di artiglieria terrestre «Acqui» dell’Aquila,
NUDA SULLA NEVE

L’aggressione è avvenuta davanti a uno dei pochi luoghi di ritrovo per i giovani abruzzesi

Stuprata a 20 anni davanti alla discoteca Soldati sotto torchio
L’Aquila, sospetti su un militare: “Era consenziente”
difeso e avrebbe sostenuto che con la ragazza ci sarebbe stato un rapporto consenziente. Sembrava che si dovesse presto arrivare a degli arresti ma gli investigatori stanno invece procedendo con cautela. Sono arrivati anche i Ris per le attività tecnico scientifiche. Adesso la ragazza è in ospedale, dove ieri è stata operata. Sotto choc, in stato confusionale con uno psicologo che la assiste, non è ancora in grado di aiutare gli inquirenti. I medici definiscono grave la situazione, ha perso molto sangue, ma non c’è pericolo di vita. E’ stato necessario operarla per le lacerazioni interne subite. È un fatto sconvolgente, «atroce», commenta il sindaco di Pizzoli Angela D’Andrea. «Mi chiedo come ancora sia possibile che accadano queste cose e come un uomo possa commettere violenze così vergognose. Le indagini sono in corso e mi auguro che il responsabile o i responsabili di questo crimine vengano individuati al più presto». E ancora: «Dalle prime informazioni che ho avuto, tra l'alBRUTALITÀ

Il titolare: «Sembrava morta, se non l’avessi vista l’avrebbe uccisa il gelo»
che si concentra l’attenzione degli investigatori. I tre sono stati visti all’interno della discoteca parlare con la giovane vittima e una sua amica. Il gestore del locale, Luigi, ha spiegato di aver trovato quel brandello di ragazza nel parcheggio: «Avevamo appena chiuso, sono uscito e l’ho vista svenuta. Sembrava morta». L’uomo tenta di rianimarla, e nel frattempo chiama il 118. «Se non mi fossi accorto di lei», continua a raccontare il gestore, «probabilmente sarebbe morta per il freddo». Erano molti gradi sotto lo zero sabato notte. Il buttafuori della discoteca ha perlustrato i dintorni trovando un ventenne con gli abiti sporchi, forse di sangue. «Era vestito normalmente ma ci ha detto di essere un militare di fuori, in servizio all’Aquila», ricorda Luigi Marronaro. «Ha aggiunto che la mattina dopo sarebbe dovuto andare al lavoro». Nel lungo interrogatorio il militare si è

Prof. avv. Stefano Ambrosini

LECCE, SCOPERTO DAI FINANZIERI FINTI CORRIERI

La “droga della violenza” nel pacco spedito dall’Olanda
I

È stata operata per le lesioni e non è ancora riuscita a parlare con i pm
tro, non risulta che le persone coinvolte siano di Pizzoli. Ma in ogni caso, chiunque sia stato, spero che gli investigatori riescano a scoprire il colpevole al più presto e che ci sia una condanna esemplare». Interviene anche il centro anti violenza per le donne dell’Aquila: «Noi ci saremo anche quando si svolgerà il processo a carico dei responsabili e ci costituiremo parte civile, per rivendicare per tutte noi il diritto intangibile a vivere libere dalla violenza degli uomini».

Per la pubblicità su:

Per sequestrare mezzo litro della «droga dello stupro» e arrestare l’acquirente, i finanzieri di Lecce si sono improvvisati corrieri postali e hanno consegnato il pacco con la droga al destinatario. Stefano Manisco, di 47 anni, di Galatone, è stato ammanettato appena ha firmato la ricevuta e ha preso in consegna il pacco, proveniente dall’Olanda. Il quantitativo sequestrato, costato circa 200 euro,

avrebbe permesso di ricavare circa mille dosi di droga e un introito per decine di migliaia di euro. La droga sequestrata chiamata «Gb» - è un potente solvente utilizzato come stupefacente, capace di provocare una forte sensazione di euforia, allucinazioni e perdita di conoscenza, tanto che viene utilizzata spesso, dopo essere stata diluita nelle bevande, per compiere stupri.

NOTTE DI PAURA NEL MILANESE

MILANO, CINESE IN FIN DI VITA. ARRESTATO 16ENNE

Via G.G. Winckelmann, 1 - 20146 MILANO Tel. 02.244.24.611 - Fax 02.244.244.90 Via Marenco, 32 - 10126 TORINO Tel. 011.666.52.11 - Fax 011.666.53.00

Assalto e rapina in villa Guarda una ragazza Sequestrate 14 persone Massacrato di botte
TREZZANO (Milano)

SERIT SICILIA S.P.A. Agente della Riscossione per le provincie siciliane
Estratto di bando di gara
1) Stazione appaltante: SERIT SICILIA S.p.A. - Direzione Generale - Servizio Amministrazione e Logistica - Ufficio Acquisti - Via Emanuele Morselli n. 8 - 90143 Palermo - tel. 0916204425 - telefax: 0916204263 - e-mail ufficio.acquisti@seritsicilia.it. 2) Descrizione: Affidamento di Servizi Bancari e Servizi Accessori. 3) Procedura di gara: aperta, ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. 4) Criteri di aggiudicazione: prezzo più basso, ai sensi dell’art. 82 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. 5) Importo a base d’asta: indeterminabile. 6) Durata del contratto: 36 mesi. 7) Codice CIG: 3835221C7A. 8) Bando di gara, Capitolato Tecnico e Disciplinare di gara sono disponibili presso SERIT SICILIA S.p.A. Direzione Generale - Servizio Amministrazione e Logistica - Ufficio Acquisti - Via Emanuele Morselli n. 8 - 90143 Palermo - e-mail: ufficio.acquisti@seritsicilia.it e sul sito internet www.seritsicilia.it/Gare e appalti. 9) Le domande di partecipazione e le offerte dovranno pervenire entro il termine perentorio delle ore 13,00 del giorno 08/05/2012 presso SERIT SICILIA S.p.A. - Direzione Generale - Servizio Amministrazione e Logistica - Ufficio Acquisti - 8° piano - Via Emanuele Morselli n. 8 - 90143 Palermo. 10) Data di spedizione del Bando alla G.U.U.E.: 18/01/2012. 11) L’Estratto del Bando di Gara è stato pubblicato sulla G.U.R.S. n. 5 del 03/02/2012. 12) La Commissione di gara si riunirà in seduta pubblica alle ore 11,00 del giorno 15/05/2012 presso i propri locali di Via Emanuele Morselli n. 8 - 90143 Palermo. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO DI GARA dott. Gaetano Romano

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it www.lastampa.it

Notte di paura quella tra sabato e ieri, per 14 persone a cena in una villetta di un industriale a Trezzano sul Naviglio: 4 rapinatori, probabilmente stranieri, li hanno sequestrati e hanno preso a bastonate il proprietario di casa e un domestico che avevano tentato di reagire. Intorno a mezzanotte, i rapinatori, forse dell’Est Europa, hanno fatto irruzione nell’abitazione forzando una porta finestra mentre amici e familiari stavano ancora cenando. Tre uomini erano armati di bastoni, uno aveva

una pistola, forse finta. I banditi hanno imbavagliato e legato gli uomini. Quindi hanno derubato tutti: portafogli, orologi, gioielli. Poi hanno razziato la casa: monili, preziosi e altri oggetti. Mentre stavano fuggendo il proprietario, Vittorio Sacchi, di 62 anni, e un domestico, hanno tentato di fermarli e sono stati presi brutalmente a bastonate. Un colpo ha raggiunto Sacchi all’altezza della tempia: l’uomo è stato precauzionalmente portato all’ospedale San Carlo di Milano, ma non ha riportato serie conseguenze. Poi i malviventi si sono allontanati.

MILANO

Forse è stato uno sguardo ritenuto di troppo all’unica ragazza del gruppo, o l’effetto dell’alcol che sabato notte hanno portato un 16enne, originario dell’Ecuador, poi arrestato, a ridurre in fin di vita un cinese di 55 anni. Il pestaggio è avvenuto in zona Comasina, periferia della città. Il giovane era con alcuni amici, eccetto uno tutti minorenni e italiani, compresa la ragazzina. Secondo una prima ricostruzione pare che l’uomo, C.H, mentre camminava abbia guardato la giovane. Uno sguardo che, unito agli effetti dell’alcol, ha scatenato la

violentissima aggressione. Il minorenne, W.S., ha spintonato l’uomo, che ha sbattuto la testa contro il muro ed è crollato a terra. Poi ha infierito con calci e pugni nonostante l’uomo avesse perso conoscenza. A dare l’allarme è stata una donna che ha assistito alla scena: prima ha chiamato l’ambulanza, poi la polizia. La donna ha descritto il gruppetto di amici, che nel frattempo si era allontanato. Due giovani sono stati rintracciati in locale nei dintorni e hanno raccontato tutto alla polizia, anche l’indirizzo del responsabile, che è stato arrestato per tentato omicidio. La vittima è in rianimazione al Niguarda.

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Cronache 23

IL PRIMO PASSO PER POTER AVVIARE IL RECUPERO DELLA NAVE NAUFRAGATA ALL’ISOLA DEL GIGLIO

Costa Concordia, si svuotano i serbatoi
Via alle operazioni per evitare il disastro ambientale: proseguiranno 24 ore su 24
GRAZIA LONGO ROMA

L’ora X è scattata ieri alle 17. Attesa da giorni, per scongiurare il pericolo di un disastro ecologico - dopo quello umano ed economico - è iniziata ieri pomeriggio l’operazione di pompaggio di carburante dai primi sei serbatoi della nave Costa Concordia. Ma le buone notizie non finiscono qui. È stato infatti stabilito che l’attività proseguirà ininterrottamente, 24 ore su 24, finché lo consentiranno le condizioni meteo e marine. E per ora per fortuna, sembrano favorevoli. Non sarà, tuttavia, un intervento rapido. Secondo Max Iguera della olandese Smit Salvage,

NAPOLITANO IERI ALLA MESSA PER LE VITTIME

«Dolore per le responsabilità italiane»
I

Gabrielli, commissario all’emergenza: faremo di tutto per recuperare i corpi dei 15 dispersi
associata alla Neri di Livorno, incaricata di svuotare le cisterne - ci vorranno almeno 28 giorni. Verrà adottata la tecnica del «tappo riscaldato» che consente di portare alla giusta temperatura il combustibile pesante ora troppo denso. Attraverso l’attività di una nave «pontone», dotata di attrezzature speciali delle manichette pomperanno il combustibile dal centro della nave e attraverso dei tubi lo caricheranno su degli appositi mezzi per lo smaltimento. Ieri il defueling è avvenuto ad una velocità di estrazione dai serbatoi di 5-10 metri cubi all’ora. Il primo deposito - con 400 metri cubi dei primi 1.518 resi aggredibili, pari al 67% di tutto il carburante presente

«È stata una tragedia ed esprimo rammarico per quello che c’è stato di responsabilità italiana e di italiani». Così ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai cronisti a margine della Messa di suffragio celebrata a Roma nella Basilica di Santa Maria degli Angeli dal cardinale Bagnasco, presidente della Cei.

Le operazioni di svuotamento dei serbatoi si fermeranno solo in caso di maltempo e di mare mosso

serbatoi di carburante
Ieri alle 17 è cominciato il pompaggio del carburante dai primi sei serbatoi della Costa Concordia

6 2300
tonnellate di gasolio
Nei serbatoi della Costa Concordia c’è una qualità particolarmente densa di gasolio: è l’Ifo380

giorni di intervento
Secondo la società olandese Smit Salvage, associata alla Neri di Livorno, l’operazione durerà almeno 28 giorni

28

nella nave - sarà svuotato entro martedì mattina. Soddisfazione per l’inizio del pompaggio viene espressa dal prefetto Franco Gabrielli, il quale più volte, nei giorni scorsi, ha sottolineato che lo svuotamento dei serbatoi è azione propedeutica rispetto alla rimozione del relitto. Il capo della protezione civi-

le, non trascura neppure l’aspetto più inerente alle 15 persone sospese nella lista dei dispersi (mentre 17 vittime sono già state recuperate ed identificate). «In questi giorni - dice Gabrielli - in maniera non pubblica ho continuato ad avere rapporti con i familiari dei 15 dispersi e, al di là del peso che

questi incontri comportano, sono anche uno stimolo a trovare soluzioni per accelerare quanto più possibile il recupero dei corpi». Già oggi si farà il punto della situazione. «Ci saranno delle riunioni tecniche - prosegue il prefetto - per vedere se è possibile raggiungere anche la parte dello scafo che presumi-

bilmente conserva i corpi, nonostante le condizioni di sicurezza siano al limite». Il suo obiettivo, in altre parole, è recuperare i corpi in tempi «compressi», senza aspettare lo spostamento della nave. Da ieri pomeriggio, intanto, si può tirare un sospiro di sollievo sul fronte dell’emergenza ambientale. L’ex ammiraglia della Costa Crociere, grande come tre campi di calcio e alta come un palazzo di quindici piani, è ormai un enorme contenitore di veleni (alimenti putrefatti, detersivi, solventi) e di carburante, 2.300 tonnellate di gasolio assai denso, l’Ifo380. Per il Giglio e l’intero Arcipelago Toscano una potenziale bomba ecologica. E il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, sottolinea «il massimo impegno per tene-

re a distanza il potenziale rischio ambientale» ribadendo «fiducia nel buon esito delle operazioni». Intanto va avanti l’inchiesta della procura di Grosseto per chiarire che cosa successe quella maledetta sera del 13 gennaio. La nave finì su uno scoglio dell’Isola del Giglio mentre a bordo c’erano 4.229 persone, tra turisti e personale dell’equipaggio. Per ora ci sono solo due indagati il comandante Francesco Schettino - agli arresti domiciliari per omicidio plurimo colposo, disastro colposo e abbandono della nave - e l’ufficiale Ciro Ambrosio, in stato di libertà. Ci sarà forse qualche nuovo indagato? Il procuratore capo Francesco Verusio non si sbilancia, ma non esclude «nuovi interessanti sviluppi».

PARTENZA TRA LE DIFFICOLTÀ PER L’EVENTO PIÙ IMPORTANTE DELLA CITTÀ

Venezia, il Carnevale tira brutti scherzi
Defezione di turisti per il gelo L’angelo sospeso 7 minuti nel vuoto
ANNA SANDRI VENEZIA

9
giornate
sono quelle che restano a Venezia per sperare di rilanciare il Carnevale

1400
euro
tanto bisogna pagare per partecipare al prossimo Ballo del Doge

Diciotto giorni di festa, ma la metà se n'è andata tra raffiche di bora, laguna ghiacciata, clima siberiano e disdette negli alberghi; al Carnevale di Venezia ne restano solo nove per dimostrare di essere ancora la grande macchina da divertimento e da denaro che porta in città centinaia di migliaia di ospiti in una manciata di pomeriggi e fa felici albergatori, teatri, ristoranti e venditori di qualsiasi cosa. Per il momento intorno a Piazza San Marco, dove una fontana zampilla per l'occasione vino rosso e il programma promette spettacoli e meraviglie, gli albergatori piangono: il 10 per cento dei turisti attesi ha disdetto la preno-

L’angelo in volo dal Campanile è rimasto bloccato per 7 minuti

tazione. Chi per paura del freddo, chi dal freddo e dalla neve è rimasto bloccato. I primi giorni della grande festa sono dunque scivolati via così: volati, anzi, pensando al destino del Toro di cartapesta eletto a simbolo dell'evento, nove metri di scultura inneggiante a storici eventi veneziani, piazzata in Canal Grande davanti a Punta della Dogana. Avrebbe dovuto mostrarsi in tutto il suo splendore

fino alla fine della festa, e finir bruciato in un falò la sera del martedì grasso. Ma il fuoco lo hanno accesso le polemiche: appariva di cattivo gusto per gli esuberanti attributi in bella vista sullo sfondo della Madonna della Salute. A metter fine alla questione ci ha pensato la bora: il vento si è portato via il Toro; ora se ne sta a pezzi al riparo di un capannone e aspetta i favori del meteo per tornare in

scena. Figurarsi le Cassandre: l'anno è bisestile, il Canal Grande era ghiacciato così solo nel funestissimo 1929, il Toro simbolo di fortuna e fecondità si rovescia, c'è da ricamare presagi da paura. La festa tira dritto, e ieri a mezzogiorno l'Angelo ha preso il volo dal Campanile di San Marco. Almeno, ci ha provato. L'onore della discesa spettava a Giulia Selero, estetista di vent'anni, arrivata da Musile di Piave. Eletta la più bella delle Marie del Carnevale, la bella Giulia ha indossato l'abito tutto trine e sottogonne sui toni del rosso, l'ha svilito per ragioni di

sponsor con un paio di scarpone da ginnastica rosa shocking, e ha fatto il salto della balaustra del campanile per lanciarsi sulla folla. Ma a mezzo metro dalla balaustra il sistema computerizzato di sicurezza ha registrato una raffica di vento troppo forte: la discesa è stata bloccata e Giulia ha penzolato per 7 minuti nel vuoto. E’ poi arrivata a terra che la colonna sonora (l'Ottava Sinfonia di Mahler) era già finita. Un incidente senza precedenti. Tutto secondo tradizione, invece, altrove: crisi o non crisi, in piazza San Marco una frittella costa 2 euro, come un bic-

chiere di vino rosso dalla fontana; la cioccolata calda 2,50. Spiccioli, per chi sceglie di partecipare ai Gran Balli che sì, esistono ancora: 650 euro l'altra sera per l'anteprima del Ballo del Doge; sabato prossimo, al Ballo propriamente detto, fino a 1.400 al netto del noleggio del costume (ne possono servire altri 2 mila). Altrettanto per il Ballo della Cavalchina alla Fenice dove l'attrazione principale è il cavallo (vero) che fa il suo ingresso nella platea liberata delle poltrone. Aspettando che il tempo, come annunciato, migliori e ponga rimedio all'incerta partenza.

24 Società

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

“Prendi l’arte ed esci dalla crisi”
A Torino la lezione del direttore di un’organizzazione newyorchese: così investiamo sui giovani

il caso
BRUNO RUFFILLI TORINO

C

inque anni fa, al 1040 di Metropolitan Avenue, New York, c'era una vecchia fabbrica in disuso. Oggi è rimasta solo su StreetView di Google, ma nella realtà quell'indirizzo un po' defilato di Brooklyn è diventato un centro dell'arte contemporanea nella Grande Mela. È la sede dell'International Studio & Curatorial Program (Iscp), organizzazione no-profit che ospita artisti da tutto il mondo: «La nostra - spiega il direttore Dennis Elliott - è una specie di serra che importa piante esotiche da 58 Paesi, le cura e le protegge sperando che crescano». Molte sono cresciute, e i giovani dell'Iscp sono diventati protagonisti del mondo dell'arte, come pittori, scultori, videoartisti, o anche curatori. E tutto nel periodo più buio dell'economia mondiale da mezzo secolo in qua, a dimostrazione che l'arte può essere una via d'uscita alla crisi. Così Elliott parlerà oggi della sua esperienza in apertura della terza edizione dei Turin Design Workshops organizzati dall'Istituto d'Arte Applicata e Design di Torino e dedicati quest'anno all' analisi dei cambiamenti che la crisi economico-finanziaIL MODELLO

Dennis Elliott
Ex pittore, di origine canadese, vive a New York dagli anni Settanta. Oggi dirige l’International Studio & Curatorial Program

una galleria d'arte collegate all' istituto. «Ma soprattutto - osserva Elliott - potranno interagire con un tessuto sociale diverso, portando un elemento di novità. Nel XX secolo gli intellettuali teorizzavano, oggi gli artisti agiscono; c'è chi propone esperienze sensoriali, chi ridisegna l'ambiente urbano. Non ci sono più proclami, ma si lavora giorno per giorno. Penso ad esempio a Rena Leinberger, una nostra artista, che è intervenuta nell'area del Queensboro Bridge. È un'installazione che appena si vede, non un murale, ma per la gente è stato come riappropriarsi di una terra di nessuno». Il progetto è stato (ovviamente) sponsorizzato dall'Autorità per i trasporti di New York. L'arte è una reazione alla crisi, per Elliott: investire sulla formazione degli artisti significa sviluppare una comunità pro-

fessionale da cui possono nascere opportunità di lavoro e di cambiamento. «Mettere a contatto gli artisti fra loro favorisce lo scambio di esperienze, ma aumenta anche il loro peso in termini di pressione sociale. Per questo ci sono anche ospedali, università, aziende e aeroporti che ospitano artisti residenti».

Il vantaggio, in termini di immagine, per lo sponsor è evidente. Ma un artista come fa a vendere un'installazione, una performance o un'opera d'arte digitale? «Servono soprattutto per farsi un nome, però il mercato compra oggetti concreti». Diversi artisti italiani sono passati per Metropolitan Ave-

5
italiani
prendono parte quest’anno al progetto dell’Ispc

35
anni
L’età media di chi partecipa al progetto: bisogna avere già alle spalle un buon curriculum

La sede dell’Istituto, in un vecchio edificio industriale riconvertito

nue (cinque solo quest'anno); ma il modello dell'Iscp potrebbe essere adottato anche in Italia, magari puntando anche su spostamenti tra le regioni, che forse non saranno entusiasmanti come un soggiorno newyorchese, ma testimoniano un interesse delle istituzioni per l'arte contemporanea. Qui Elliott cita l'esperienza della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, per concludere con una nota polemica: «Quando ho parlato con i responsabili del ministero della Cultura italiano, che pure partecipa al progetto, mi hanno spiegato che una quota enorme del bilancio è destinata ai restauri. Per l'arte contemporanea rimane poco o niente, ma per poter competere con gli altri Paesi l'Italia deve scommettere sul futuro. E il futuro sono i giovani».

«Da queste comunità emergono nuove possibilità di lavoro»
L’ITALIA

«Deve concentrarsi non solo sul restauro ma sul contemporaneo»
ria sta portando nei modelli di business artistico. «Nel 2008 avevamo appena lasciato la sede di Manhattan, dove eravamo fin dal 1994, ed era una scommessa difficile, perché il centro dell' arte era sempre stato lì. Con la crisi le fondazioni chiudevano o venivano ridimensionate, ma l'Iscp aveva 10 sponsor in lista d'attesa. Così, mentre Lehmann Brothers chiudeva per bancarotta, noi abbiamo deliberato un piano di ampliamento. Pensavamo che gli sponsor si sarebbero ritirati, che avrebbero puntato su altre città, come Berlino. Invece ne sono arrivati di nuovi e improvvisamente siamo diventati un modello di organizzazione del business nell'arte». Oggi gli sponsor sono oltre 350, tra privati, istituzioni, aziende da tutto il mondo, cui si aggiungono fondi governativi. I giovani artisti chiedono di essere ammessi al programma e le richieste sono valutate sulla base del curriculum. I prescelti, dall'età media di 35 anni, passano a New York un periodo da tre a 12 mesi, ospitati negli appartamenti dell'Iscp; a loro disposizione anche un ampio atelier e una serie di attività collaterali, dalle visite ai musei e alle scuole d'arte agli incontri con esperti e critici. Alla fine potranno anche esibire i loro lavori nella sede principale o in

L’evento Nuovi trend e opportunità
La conferenza
I

La testimonianza di un artista italiano

Una realtà a base di amicizia e creatività
Dalla Grande Mela al Sud Africa: un percorso che continua
VALERIO BERRUTI

Dennis Elliott, Direttore dell'Iscp di New York, incontrerà oggi gli studenti dello «Iaad», l’Istituto d’arte applicata e design: l’appuntamento è a Torino, alle 9.30, al centro congressi della Regione Piemonte. Qui presenterà la realtà di questa organizzazione no-profit e la sua visione sui nuovi trend nell’ambito delle professioni creative e della società contemporanea.

H

I laboratori
I

L’appuntamento è organizzato nell’ambito della terza edizione dei «Turin Design Workshop» dell’Istituto d'Arte Applicata e Design, sei «laboratori sinergici», che fino a venerdì tratteranno il tema «Nuovi linguaggi: come la crisi economico-finanziaria sta influenzando i linguaggi di progettazione e i modelli di business».

o avuto la possibilità di partecipare al programma dell’Iscp di New York nel 2005 grazie a una sponsorizzazione della Seat: là, ogni settimana, vengono portate personalità che sono al centro del mondo dell’arte americana e ogni artista ha i propri 40 minuti di tempo per esporre il proprio lavoro. C’è un dialogo continuo e ci si scambiano tante impressioni e questa realtà ti fa aprire gli occhi. Il curatore è una persona che va alla ricerca degli artisti e li visita nel loro studio: si creano così dei rapporti che in Italia raramente esisto-

Valerio Berruti con una sua opera. Nato ad Alba, ha partecipato al programma Iscp nel 2005. Nel 2008 ha esposto alla Biennale di Venezia

no. Il panorama dell'arte contemporanea, a New York, vanta il pubblico più preparato ed esigente, un fatto che produce un «feedback» immediato sul proprio lavoro.

La frequentazione dell’Iscp mi ha permesso di conoscere artisti da tutto il mondo e dei più svariati media e grazie alle influenze e alle contaminazioni di questo laborato-

rio ho iniziato a fare le prime video-animazioni. Il mio lavoro ha conosciuto una trasformazione radicale. Sono ancora in contatto con molti dei miei «compagni» di residenza, con i quali ho instaurato non solo un rapporto di amicizia, ma in diversi casi anche di vere collaborazioni creative. Le mie animazioni sono composte da centinaia di disegni di grandi dimensioni, montati come se fossero i «frames» di un video: l’effetto non è quello tipico dei «cartoons», ma permette di vedere un mio lavoro che prende vita e si muove nello spazio. C’è stato molto interesse attorno a me e, dopo quell’esperienza, sono stato invitato a fare mostre sia a New York che in varie parti del mondo. Dopo l’Iscp ho frequentato altre «residenze» e tra queste la Youkobo Art Space a Tokyo e, pochi mesi fa, la Nirox Foundation a Johannesburg: qui farò una personale a fine anno.

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Società 25

Al cinema e in tv: dall’epopea dei boss alle caricature dei picciotti

Il padrino
Trilogia di Francis Ford Coppola (1972-1990) sulla famiglia Corleone. Con Marlon Brando, Al Pacino e Robert Duvall

Gli intoccabili
Storia dell’arresto di Al Capone. Regia di De Palma (1987). Il boss è De Niro, i poliziotti Kevin Costner, Sean Connery, Andy Garcia

The Sopranos
Serie tv trasmessa dal 1999 al 2007. Racconta la vita e gli affari loschi di un boss (James Gandolfini) e della sua famiglia

The Departed
Le vite incrociate di due poliziotti (DiCaprio e Matt Damon) e un vecchio boss (Jack Nicholson). La regia è di Scorsese (2006)

Il Padrino è caduto nel ridicolo
Tradimenti, mogli che si confessano in tv: la mafia italo-americana vive la più grave crisi della storia
Retate

La storia
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Un affiliato del clan Gambino (una delle «Cinque famiglie») arrestato dall’Fbi nel 2008

Q

uindi sarebbe azzardato prevedere il declino delle famiglie newyorchesi, solo sulla base di una retata ben riuscita. Il problema, però, è come sono arrivati gli arresti, perché l’intera storia descrive un declino «morale» della Cosa Nostra americana, che potrebbe esporla a una crisi fatale. All’origine dell’operazione del 27 gennaio ci sono le rivelazioni del pentito Hector Pagan, che aveva un ruolo di spicco nell’organizzazione perché era il marito di Renee Graziano, figlia del consigliere Anthony. Per salvare se stesso, Pagan si è consegnato alla Dea e all’Fbi, registrando le informazioni che hanno incastrato Badalamenti. Nello stesso tempo la sua ex moglie, Renee, copriva di ridicolo la famiglia Bonanno, comparendo come protagonista nel reality show della televisione VH1 intitolato «Mob Wives». Davanti alle telecamere, la figlia del consigliere spiegava come intende ricostruirsi la vita attraverso un intervento di chirurgia plastica sull’intero corpo; in tribunale, piangendo, descriveva ai giudici come l’ex marito era passato dalla parte della giustizia, rovinando suo padre. Anche queste degenerazioni ridicole del drammatico mestiere mafioso si erano già viste, per esempio nel programma della televisione A&E «Growing up Gotti», di cui erano protagonisti la figlia dell’ex boss, Victoria, e i suoi tre figli Carmine, John e Frank. Il problema è che si stanno ripetendo troppo spesso, mentre le defezioni colpiscono le famiglie sempre più in alto, e la concorrenza russa minaccia il monopolio del malaffare. I Bonanno erano un’istituzione della criminalità newyorchese. Affondavano le radici nella Sicilia di fine Ottocento, in particolare dalla città di Castellammare del Golfo, da dove gli uomini d’onore erano partiti alla volta di Brooklyn, quartiere di Williamsburg. Joe «Bananas» Bonanno aveva approfittato delle disgrazie di Salvatore Maranzano, eliminato nel 1931 dal concorrente Charles «Lucky» Luciano perché aveva sognato di diventare il «boss dei boss». Così, a soli 26 anni, Joe si era ritrovato a capo di una delle cinque famiglie di New York, che in questo modo erano diventate Bonanno, Colombo, Genovese, Lucchese e Gambino. Joe aveva costruito un impero, basato sulla regola aurea dell’omertà e della fedeltà assoluta. Un risultato che aveva raggiunto puntando molto anche sulle origini siciliane dei colla-

Album di famiglia

Vinny Badalamenti
Esponente di primo piano della famiglia mafiosa dei Bonanno, è stato arrestato a gennaio

Joe Bonanno
Non fu mai condannato per reati gravi, ebbe solo una multa di 450 dollari. È morto nel 2002

Donnie Brasco
L’infiltrato più famoso dell’Fbi nella famiglia Bonanno Il suo vero nome è Joe Pistone

Renee Graziano
Figlia e moglie di boss, è una delle star del reality «Mob Wives» (Le mogli dei mafiosi)

boratori più stretti, che in pratica veni- giustate solo nel 1991, con l’arrivo del vano tutti da Castellammare del Golfo. nuovo boss «Big Joe» Massino, che alleSi era allargato in Arizona, California e andosi con Gotti aveva riportato la faCanada, dove in breve i Bonanno erano miglia nella Commissione. Era l’epoca diventati la famiglia dominante. Aveva in cui il killer Thomas Pitera riservava puntato sui business tradizionali del cri- alle sue vittime il trattamento «Samsomine organizzato, ma anche su molte nite»: le faceva a pezzi sotto la doccia e attività legittime, che gli avevano per- le chiudeva in una valigia. messo di acquistare più soldi, potere e Eppure proprio Massino, nel 2004, rispettabilità. La sua figura era così leg- ha tradito. Incastrato dagli inquirenti, gendaria, da aver contribuito all’ispira- ha deciso che invece di salvare la famizione del personaggio di Vito Corleone glia mafiosa di adozione, preferiva salnel «Padrino», libro e film. vare sua moglie. È diventato il primo I guai erano cominciati negli anni boss attivo a collaborare con la giustizia Sessanta, quando, mettendosi d’accor- e denunciare i compagni. Tra di loro ando con i suoi alleati della famiglia Co- che il violento capo Vincent «Vinny Gorlombo, aveva cercato di far fuori i capi geous» Basciano, che Massino ha quasi dei Gambino e dei spedito alla pena di Lucchese. Il comL’ULTIMA BATOSTA morte, registrando plotto era fallito e L’Fbi ha decapitato di nascosto le loro ne era scaturita una conversazioni in carla famiglia Bonanno cere. Nel frattempo i guerra passata alla grazie al genero del boss Bonanno hanno perstoria come la «Banana split». I Bonanso pure il controllo no erano stati cac«ETICA» IN DECLINO dei loro affari in Caciati dalla Commis- Omertà e vincoli di sangue nada, perché a nosione, la cupola che vembre il boss Salvarendevano impenetrabili tore «Sal the Iron guidava gli affari le gang: non ci sono più Worker» Montagna delle famiglie di New York, e Joe si è stato ammazzato era dovuto nascondere e poi ritirarsi a dai killer dei rivali, mentre scappava Tucson, in Arizona. nuotando in un fiume ghiacciato. I capi che avevano preso il suo poOra la storia si è ripetuta, con il trasto, prima Carmine Galante e poi Philip dimento del genero del consigliere AnRastelli, erano nulla al confronto. Al thony Graziano, e la famiglia è rimasta punto che consentirono lo smacco for- senza testa. Non ci sono eredi di sanse più imbarazzante nella storia della gue pronti a prenderne il controllo, e mafia americana: l’infiltrazione per sei questo spinge gli inquirenti ad azzaranni da parte dell’agente dell’Fbi Joe Pi- dare l’ipotesi che i Bonanno potrebbestone. Si era presentato come Donnie ro essere in via d’estinzione. È presto Brasco, era arrivato nel cuore dell’orga- per dirlo, e comunque restano in piedi nizzazione, e l’aveva distrutta. Nuovo le altre famiglie. Il cambiamento della soggetto da film, stavolta meno onore- mentalità e della cultura, però, è quelvole del «Padrino», e nuova espulsione lo che potrebbe davvero condannare della famiglia dalla cupola. al ridicolo questo terribile pezzo della Le cose per i Bonanno si erano riag- storia americana.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

LA RICERCA DI DOMUS-DESIGN

DALLE RILEVAZIONI DI CERCASSICURAZIONI.IT

IL PRIMO FONDO SU IMMOBILI ACQUISTATI ALL’ASTA

Torino scommette sul mattone
Secondo Domus-design, a Torino è tornata la fiducia nel mattone come investimento e per migliorare la qualità di vita.

A gennaio taglio sull’Rc Auto del 34%
E’ il risparmio medio ottenuto secondo l’analisi di cercassicurazioni.it a gennaio con il confronto tra diverse compagnie. Il picco è arrivato al 50%.

Prisma Sgr lancia REvolution
Prisma Sgr ha appena lanciato REvolution, primo fondo immobiliare dedicato all’acquisizione di immobili in aste giudiziarie, poi da ricollocare.

INVESTIMENTI DOPO LA CRISI DEL 2008-2009

L’America si interroga sulla cultura finanziaria dei suoi cittadini
Fioriscono studi e iniziative per trovare rimedi
GLAUCO MAGGI NEW YORK

L’andamento dei fondi d’investimento

L’America è alle prese con la scarsa educazione economico tra la popolazione, che molti hanno individuato come concausa della crisi del 2008-2009. Così fioriscono studi e iniziative per trovare rimedi, promossi da enti di settore come l’Ebri, Istituto di ricerca indipendente sui benefici previdenziali dei lavoratori dipendenti (www.ebri.org). Dall’ultima ricerca è emerso che il New Hampshire (69,3% di risposte corrette di un campione di cittadini) è lo Stato Usa con il più alto livello di cultura finanziaria. Con il 67% e rotti seguono il Minnesota e il Sud Dakota. Per trovare la capitale finanziaria dell’America, lo Stato di New York che ospita Wall Street, bisogna scendere ad un umiliante 46esimo gradino (e al 60,3% di risposte giuste), dopo la capitale Washington (Di-

69,3
per cento
E’ la percentuale di risposte corrette di un campione di cittadini del New Hampshire, lo Stato Usa con il più alto livello di cultura finanziaria

elementi individuali responsabili dei livelli del «sapere» e del «fare» per i cittadini americani. L’ente, partendo dalle classifiche della «conoscenza» e del «comportamento» di fonte Nfcs (National Financial Capability Study), ha potuto almeno individuare, depurando i dati dai fattori dell’età, dell’etnia, del genere, dell’educazione, del reddito, dello stato civile e dell’occupazione, una decina di Stati in cui appare quale motivo aggravante dell’ignoranza e delle scelte sbagliate sul piano economico personale il puro fatto di abitare proprio lì, e non altrove. Lo Stato peggiore è il West Virginia, ma anche Tennessee, Vermont, Ohio, Texas, Missouri, Louisiana, Oklahoma, Arkansas, Mississippi e Kentucky sono in una situazione specifica negativa (e sono anche tra quelli sul fondo della graduatoria per «comportamento»). Le due

classifiche sono basate sulle risposte di un campione di americani ad un questionario di quesiti elementari (per esempio: «Supponi di avere 100 dollari sul conto di risparmio a un tasso di interesse del 2% annuo. Dopo 5 anni, quanto pensi che avrai sul conto se lasci i 100 dollari crescere?»). Che le risposte a simili domande basilari creino classifiche di migliori e peggiori ed evidenzino percentuali di errori tutt’altro che trascurabili dovrebbe muovere le autorità amministrative e scolastiche ad affrontare il problema. E anche suggerire ai media di non dare mai nulla per conosciuto o scontato nella esposizione delle notizie economiche. Dovrebbe, però, anche stimolare i più diretti interessati al proprio futuro finanziario, gli individui stessi come consumatori e risparmiatori, a migliorare il bagaglio delle loro conoscenze.

New York è solo in 46esima posizione nella classifica degli Stati più istruiti
stretto di Columbia, 38esimo con il 62%), e davanti solo a Tennessee, Nord Carolina, Arkansas, Mississippi e Louisiana, ultimo Stato con il 58,4%. Ma il livello di educazione finanziaria nella popolazione è poi davvero collegato alla correttezza del comportamento finanziario dei singoli, ossia alla capacità di fare le scelte più positive, o almeno quelle meno negative, in difesa dei propri interessi, economici e previdenziali? Non necessariamente, visto che i tre Stati più virtuosi sono Alaska, primo con il 60,3% di «buon comportamento» (ma 13esimo per cultura economica), Utah (10˚) e Delaware (21esimo). E i newyorkesi si riscattano parzialmente con il 25esimo posto (54,6%), ma sono sempre dietro a Washington D.C. (nona con 57,7%). L’Ebri ha condotto uno studio sulle due questioni, la educazione e il comportamento dei cittadini, per capire se esiste uno spazio gestibile dai legislatori locali, stato per stato, per migliorare entrambe le «prestazioni». Cioè se sia il caso di intraprendere iniziative politico-sociali di formazione e promozione comportamentale, oppure se l’educazione di base personale, e insieme il reddito della famiglia, devono continuare ad essere i due soli

il caso
SANDRA RICCIO MILANO

l 2012 rimane un anno difficile sul fronte degli investimenti. Sulla scena continua a pesare la minaccia dei debiti sovrani dei Paesi industrializzati e le ripercussioni sulla crescita. «In genere tutte le volte in cui sui mercati domina il pessimismo, per gli investimenti si prospetta un momento favorevole soprattutto se si tratta di investimenti in grado di offrire rendimenti negli anni a venire» dice Sam Vecht, Fund Manager Bgf Emerging Europe Fund del colosso americano degli investimenti Black Rock.
Quali sono le prospettive per i mercati emergenti europei nel 2012 e sul lungo periodo?

I

resse nel lungo periodo. Le valutazio- re le attività. Ne consegue che quando ni delle azioni sono molto al di sotto la situazione economica globale si stadel loro reale valore e in particolare in bilizzerà, i mercati emergenti europei rapporto al prezzo/utili i titoli emer- saranno pronti a sovraperformare. Se genti europei sono più convenienti del non per la somiglianza del nome, l’Eu45% rispetto alle società dei mercati ropa emergente ha poco in comune emergenti globali. Tenendo conto del- con l’”Europa periferica”, dalla quale è la crisi finanziaria attuale, tale per- nato il problema del debito sovrano». centuale rappresenQuali sono i mercata il valore più alto ti emergenti euroI PREFERITI mai raggiunto nella pei che Le piaccioUngheria e Turchia storia recente». no di più e per«Nel breve termine «A differenza dei prol’Ungheria si può riblemi di debito che asI SETTORI tenere un Paese intesillano molti mercati Tra quelli a cui guardare ressante. Il mercato sviluppati, la magè stato pesantemenc’è il comparto dei titoli te colpito dalle preocgior parte dei Paesi finanziari di quest’area cupazioni sul livello emergenti europei ha un debito sovrano ridel debito sovrano, dotto. L’Europa emergente possiede al- rivelatosi insolitamente elevato per cuni elementi chiave che la rendono l’Europa emergente, sebbene il livello fortemente competitiva e ne evidenzia- di debito dell’Ungheria non sia così dino pertanto le potenzialità di crescita verso dalla Germania. Parte del debito futura. Le aliquote d’imposta sono bas- è in franchi svizzeri, valuta mantenutase, le valute sono poco costose e la for- si forte contro il fiorino ungherese. Le za lavoro è qualificata, il che rende valutazioni dell’equity rimangono di l’area un luogo eccellente per sviluppa- conseguenza molto basse».
Qual’è la forza di questi mercati ?

sono due Paesi che offrono opportunità interessanti

ché?

Sam Vech, gestore di BlackRock Quali sono le prospettive future per il Paese?

«Gli investimenti nell’Europa Emergente rimane un tema di grande inte-

«Riteniamo che il Paese farà probabilmente le riforme necessarie per ottenere un accordo finanziario con il Fmi. Questo dovrebbe avere l’effetto multi-

Centimetri - LA STAMPA

“E’ il momento dell’Europa Emergente”

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

27

I DATI DI GENNAIO

Azimut, raccolta a 119 milioni
Azimut a gennaio ha registrato una raccolta per 119 milioni (113 milioni di risparmio gestito). Il totale delle masse è 17,2 miliardi.

TUTTOSOLDI lavoro
DEVIAZIONE STANDARD ANNUALIZZATA

PERFORMANCE da: 09/02/2011 a: 09/02/2012

USCITI DALL’UNIVERSITÀ, PIÙ DELL’80% LAVORA ENTRO UN ANNO

La settimana

OBBLIGAZIONARI PAESI EMERGENTI
Bnp Paribas A.M.Sgr-Bnl Obbligazioni Emergenti EUR Anima Sgr Spa-Emerging Markets Bond EUR FC Ob.Paesi Emergenti
10,24% 6,88% 8,25% 8,02% 1,16% 13,91% -0,01% 9,46% 8,50% 8,50% 2,88% -8,54% 1,15% 8,11% -3,50% 3,94% 5,78% -3,21% 2,11% 4,83% 0,91% 12,93% 2,92% 3,33% 0,50% 1,49% 9,23% -2,29% 6,37% -3,16% 0,48%

8,01 7,714 6,643 4,002 5,593 7,896 2,427 5,856 5,254 5,254 3,038 9,86 4,944 7,17 5,607 5,733 2,878 3,593 3,348 4,972 5,432 9,08 3,738 2,696 2,378 2,113 7,194 6,494 6,621 6,899 5,52

OBBLIGAZIONARI MISTI
Arca Sgr Spa-Arca Obbligazioni Europa EUR NorVega Sgr-Civ Forum Iulii Rendita EUR FC Ob.Misti
-6,18% 15,457

In sanità è facile trovare un posto
Medici, infermieri e fisioterapisti

Oggi
Bot
I

Asta di emissione di Buoni del Tesoro per 11 miliardi di euro

Edison
I

OBBLIGAZIONARI INT. GOV.
NorVega Sgr-A Obbligazionario Internazionale EUR Alpi Fondi Sgr Spa-Obbligazionario Internazionale EUR FC Ob.Internazionali Governativi

A Milano consiglio di amministrazione per l’approvazione del progetto di bilancio 2011

Saipem
I

OBBLIGAZIONARI INT. CRP. IN. GRA.
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Globali Corporate EUR FC Ob.Internazionali Corporate Investment Grade

Comunica il bilancio del consolidato preconsuntivo. Segue una «conference call»

Domani
Btp
I

OBBLIGAZIONARI FLESSIBILI
Prima Sgr-A Prima Rendimento Assoluto Moderato EUR Consultinvest-A Reddito EUR FC Ob.Flessibili

Collocamento di tre diverse tranche di Buoni del Tesoro poliennali

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. ML TRM
NorVega Sgr-A Obbligazionario Euro EUR Anima Sgr Spa-Anima Obbligazionario Euro EUR FC Ob.Euro Governativi MLT

Snam Rete Gas
I

A San Donato Milanese diffusione del bilancio 2011

Germania
I

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. BREVE TRM
Ersel A.M.Sgr Spa-Fondersel Reddito EUR Anima Sgr Spa-Salvadanaio EUR FC Ob.Euro Governativi BT

A Berlino diffusione dell’indice Zew sul clima della fiducia

Mercoledì 15
Prodotto lordo
I

OBBLIGAZIONARI EUROPEI CRP. IN. GRA.
Arca Sgr Spa-Arca Bond Corporate EUR Acomea Sgr-A1 Obbligazionario Corporate EUR FC Ob.Euro Corporate Investment Grade
-6,72% 13,597
PAOLO RUSSO

L’Istat diffonde la stima preliminare sul Pil del IV trimestre 2011

OBBLIGAZIONARI ALTRE SPECIALIZ.
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Dollari EUR Sella Gestioni-Nordfondo Obbligazionario Convertible EUR FC Ob.Altre Specializzazioni
-7,26% 11,061

FONDI DI LIQUIDITÀ AREA EURO
NorVega Sgr-A Monetario EUR Prima Sgr-A Prima Fix Monetario EUR FC Fondi di Liquidita Area Euro

FLESSIBILI
Agora Invest Sgr Spa-Flex EUR Obiettivo Nordest Sicav-A Obiettivo Nordest EUR FC Flessibili
-23,68% 20,258

BILANCIATI OBBLIGAZIONARI
Arca Sgr Spa-Arca TE EUR Ubi Pramerica Sgr-Bilanciato Euro Rischio Controllato EUR FC Bilanciati Obbligazionari

AZIONARI ITALIA
Prima Sgr-Y Prima Geo Italia EUR GestiRe Sgr-Alboino Re EUR FC Az.Italia
-14,86% 24,824 -27,67% 28,801 -18,67% 24,994

plo di migliorare il contesto di crescita economica, eliminando le preoccupazioni sui finanziamenti pubblici, rafforzare la valuta con una conseguente riduzione dell’onere del debito sull’economia nazionale e migliorare anche le valutazioni dell’equity».
Altri Paesi con buone prospettive?

«Nel lungo termine, un Paese come la Turchia mostra un potenziale eccezionale. Il Paese ha un profilo demografico eccellente, con metà della popolazione sotto i 29 anni. È una regione con una capacità produttiva a basso costo, con una ridotta imposizione fiscale, che attrae sempre più cospicui investimenti diretti esteri. Domina anche le vie commerciali tra Europa, Asia e Medio Oriente. La Turchia deve aumentare i tassi di interesse per mantenere sotto controllo l’inflazione, che potrebbe risultare un ostacolo nel breve termine, ma ha tutti gli ingredienti per continuare il suo sviluppo di successo nel lungo termine».
Quali sono i settori che preferisce e che avranno performance migliori in questo nuovo anno?

bia la possibilità di essere uno dei settori meglio performanti dell’anno. Le valutazioni risentono globalmente della crisi finanziaria, ma la solidità del settore nell’Europa emergente è considerevolmente più alta rispetto alle banche nell’area dell’Europa sviluppata. Qui troviamo una ridotta esposizione agli asset tossici ipotecari e alle obbligazioni sovrane, le banche sono in genere ben capitalizzate e hanno bassi livelli di leva finanziaria. La penetrazione del credito nelle economie emergenti europee è bassa, il che significa che le banche hanno ancora margine per crescere. La competizione è debole, per cui le banche sono in grado di guadagnare ampi spread sui loro prestiti.
Non c’è troppa dipendenza dalle risorse naturali?

Riteniamo che il settore finanziario ab-

«E’ vero che Paesi come la Russia hanno un forte livello di dipendenza economica da materie prime come il petrolio. Uno dei vantaggi di un fondo dell’Europa emergente, rispetto ad esempio a un fondo unicamente localizzato in un’area specifica come la Russia, è che è bilanciato all’interno di un’area geografica più ampia».

Scacciare lo spettro della disoccupazione giovanile si può. Basta imboccare il viale dell’Università e dirigersi verso le facoltà sanitarie perché una volta usciti da lì nell’arco di un anno trova lavoro oltre l’80% di medici, infermieri, fisioterapisti e degli altri professionisti della salute. I dati sono dell’Osservatorio delle professioni sanitarie del ministero dell’Istruzione. Tra gli altri laureati gli occupati a un anno dal titolo di studio non superano il 36%. E che quella del dottore e dell’infermiere siano tra le professioni più appetibili del futuro lo conferma anche la recente indagine del magazine statunitense «24/7 Wall Street», che ha stilato la top ten dei lavori meglio retribuiti da qui al 2018 nei Paesi sviluppati. Dopo aver analizzato 750 categorie lavorative il primato se lo sono aggiudicato gli infermieri professionali, seguiti da commercialisti, analisti di gestione, ingegneri software, medici, analisti programmatori e di mercato, ingegneri civili, igienisti dentali, consulenti e promotori finanziari. In Italia tra le 22 professioni sanitarie non mediche i primi a trovare lavoro a un anno dalla laurea sono gli infermieri (93%) mentre a livello regionale le professioni sanitarie sfiorano la piena occupazione in Piemonte. Lavoro assicurato nel 98,6% dei casi a tre anni dalla laurea anche per i dottori, che pur rientrati in Università per specializzarsi vengono comunque retribuiti. Ma con i continui blocchi delle assunzioni imposti dalla riduzione del deficit il posto sicuro nella Asl o nell’ospedale resta un miraggio per molti. Un’altra indagine condotta dall’Ordine dei medici di

93
per cento
La quota di coloro che hanno trovato impiego un anno dopo aver completato gli studi da infermieri

36
per cento
È la bassa quota di coloro che hanno seguito altri indirizzi di studio e lavorano un anno dopo la laurea

35
per cento
Trovare un lavoro non significa trovarlo anche fisso: ecco la quota dei medici che conquistano un contratto a tempo indeterminato

Roma dice che solo il 35,4% dei giovani medici approda nel paradiso del contratto a tempo indeterminato, mentre quasi tutti gli altri devono barcamenarsi con contratti a progetto o da co.co.co. Una realtà che ha spinto molti giovani a reinventare la propria professione, ad esempio puntando sull’associazionismo medico per offrire cure low cost o anche per supportare Asl e ospedali nella fasi di carenza di personale. Con la nuova Legge di stabilità anche per i professionisti della salute è scoccato un «big bang» con la possibilità di aprire anche in Italia uno «Studio spa». Ovvero società tra professionisti diversi che si avvalgono di un socio di capitale di minoranza. Con la riforma cadono anche le tariffe minime: come dire che il prezzo lo farà il mercato con la contrattazione tra il cliente e il professionista. Tutte novità che impongono a medici e infermieri di diventare anche un po’ imprenditori di loro stessi. Un bisogno captato dall’Università, come mostra l'apertura delle iscrizioni al Master in «Imprenditorialità in Sanità» promosso dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con Aiop Lazio. «Il futuro della sanità - spiega il co-direttore scientifico del corso e direttore del Policlinico universitario Campus BioMedico, Gianluca Oricchio - sarà sempre meno centrato sull’ospedale e sempre più sul territorio dove ci sarà maggiore bisogno di medici, infermieri, fisioterapisti e ostetriche, come mostra il ritorno ai parti domiciliari. I nuovi bisogni di salute, sempre più orientati verso la cronicità, stanno re-ingnerizzando il sistema sanitario, imponendo a quanti vi lavorano di acquisire anche capacità manageriali». Il mercato della salute insomma promette lavoro. Purché alla scienza si affianchi il marketing.

Eni
I

Presenta il bilancio 2011. Segue una «conference call»

Eurogruppo
I

A Bruxelles riunione straordinaria sulla Grecia

Stati Uniti
I

A Washington diffusione del dato di gennaio sulla produzione industriale Usa

Giovedì 16
Bruno Leoni
I

A Milano, ore 8,45, incontro dell’Istituto su «Commercio: cosa resta della pianificazione?». Piazza Castello 23

Abb
I

A Sesto San Giovanni (Milano) conferenza stampa del gruppo per la presentazione dei risultati 2011

Commercio estero
I

L’Istat diffonde il dato di dicembre sul commercio estero.

Venerdì 17
Abi
I

A Bologna comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana, via Zamboni 20.

Assiom-Forex
I

A Parma diciottesimo congresso degli operatori finanziari (PalaCassa). Conclusione il giorno dopo

Sabato 18
Fiom
I

A Roma manifestazione nazionale dei metalmeccanici della Cgil

28 TuttoSoldi

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

tuttolavoro

SFIDE INCENTIVI, SERVIZI E OCCUPAZIONE PER LE DONNE

Mamme acrobate e nonne sandwich, regine del welfare
Dopo la conquista di 1,7 milioni di posti sono vittime della crisi e chiedono asili
WALTER PASSERINI
In 15 anni hanno conquistato 1,7 milioni di posti di lavoro ma ora la crisi svela quanto siano ancora forti pregiudizi e discriminazioni nei loro confronti.
Onda rosa

SE L’OVER-50 PERDE LA VITA E IL LAVORO
ei soli primi giorni di gennaio, cinque disoccupati si sono tolti la vita. E altri l’hanno probabilmente fatto lontano dai riflettori dei mass media. Il rifiuto del lavoro, in questi tempi di crisi, per molti è diventato un lusso. Il lavoro si riconferma come fattore di identità, leva di sopravvivenza e volàno di speranza nel futuro. Quanto più è scarso, tanto più se ne scopre il valore. A togliersi la vita perché rimasti senza lavoro sono soprattutto over 45, spesso con famiglia. Una denuncia di Atdal over 40, una delle più combattive associazioni che aiuta a non restare soli e a ritrovare fiducia molti cinquantenni finiti a spasso, ricorda che nel primo anno della grande crisi, il 2099, su un totale di 2.986 suicidi, quelli realizzati da disoccupati sono stati 357, quasi uno al giorno. Almeno 85 di essi erano persone mature, che non avevano più ritrovato né il lavoro né un’azienda che li volesse assumere o rimettere alla prova. Molti finiscono nella terra di nessuno dopo una vita di lavoro, in un limbo senza stipendio e senza pensione che sfocia nell’inferno. Per loro lo slogan meno ai padri e più ai figli risulta offensivo. Non si possono ignorare i costi sociali della crisi.

mansioni inferiori rispetto al titolo posseduto) e sono pagate di meno. La Banca d’Italia calcola nel 6% il differenziale a parità di mansioni, l’Istat il 20% (stipendio netto medio di 1.096 contro 1.377 dei dipendenti maschi).
Motivi di famiglia

N

Sembrava che la valanga dovesse continuare, ma così non è più. Dal 1993 al 2088 le donne hanno tinto di rosa l’occupazione italiana, raggiungimento quota 9,4 milioni di posti di lavoro. L'aumento ha toccato però solo il nord, con 1,5 milioni, lasciando al sud le briciole (poco più di 200mila posti). Come rivela uno studio, presentato al Cnel da Linda Sabbadini dell'Istat, la crisi ha pesato sia in quantità che in qualità. Dal 2008 al 2010 le donne hanno perso 103mila posti. L’occupazione qualificata ha lasciato sul terreno 270mila donne, mentre è cresciuta di 218mila unità quella non qualificata. Nella sola industria le donne sono calate del doppio rispetto agli uomini (-12,7% contro -6,7%). In Europa siamo ultimi per tasso di occupazione femminile prima di Malta (46,1%), con il sud crollato al 30,5%.
Scoraggiate

Una donna su tre lascia il lavoro per motivi familiari, contro il 3% degli uomini. Sempre secondo dati Istat, sono 80mila le mamme che hanno dichiarato di essere state licenziate o di essere state messe in condizione di dimettersi nel corso della vita a causa della maternità, situazione spesso sollecitata dalla perversa formula delle dimissioni in bianco. Solo quattro su dieci sono poi riuscite a reimmettersi nel mercato del lavoro: una su due al nord, una su cinque al sud. E il tasso di occupazione femminile diminuisce all’aumentare del numero dei figli: dall’81% da single passa al 50,6% con due figli e al 33,7% con tre figli.
Doppio pilastro

Clamoroso è l’esercito delle cosiddette inattive, che non lavorano e non cercano il lavoro: sono al 49% contro una media europea del 35%. In Italia la quota di donne tra i 15 e i 74 anni che non cercano attivamente il lavoro, ma sono disponibili da subito a lavorare, è quattro volte quella dell’Europa (16,6% contro il 4,4%). Un segno di delusione e di scarsa fiducia verso il sistema lavoro.
Laureate

www.lastampa.it/lavoriincorso

Anche quando hanno studiato le donne iniziano un percorso ad ostacoli: lavorano meno rispetto agli uomini, sono più precarie e più sottoutilizzate (svolgono

Sia l’Istat che la Banca d’Italia sottolineano che le donne sono il vero pilastro del welfare e delle reti informali che compensano la carenza di servizi e si suddividono tra mamme acrobate e nonne sandwich. Secondo uno studio Isfol, l’85% delle donne tra i 25 e i 45 anni anche se non cerca lavoro vorrebbe svolgere un'attività lavorativa. Per una donna inattiva su tre la decisione di lavorare o non lavorare non è stata una scelta. Gli interventi ritenuti efficaci per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sono i tempi di lavoro più flessibili e la maggiore condivisione del lavoro domestico, oltre ai servizi per l’infanzia e per gli anziani e a indennità economiche per i nuclei familiari.

Fuori dal potere
Poche donne nei luoghi decisionali, nonostante il merito

27,0% 19,0%

29,0% 20,7% 13,2% 18,4%

Imprenditrici

Dirigenti

Dirigenti medici di Libere professioniste strutture complesse

Prefetti

Professori ordinari

La storia

C

i sono aziende che pensano a come comunicare ai propri dipendenti che è giunta l'ora di chiudere o di ridimensionare. E c’è chi firma un accordo con i propri collaboratori per garantire loro il posto sicuro per i prossimi tre anni. Mentre infuria la polemica sull'articolo 18, l'azienda Maschio Gaspardo di Campodarsego in provincia di Padova sottoscrive un contratto con i sindacati, con cui si impegna ad assicurare il posto di lavoro ai 600 lavoratori in forza fino a tutto il 2015. Un patto d'impresa del tutto innovativo di questi tempi e gradito ai lavoratori, i quali a loro volta si impegnano a lavorare sodo e a non avanzare richieste di aumenti salariali per un triennio. In cambio l’azienda investirà profitti e risparmi per rafforzare e consolidare le attività

Patto d’impresa, futuro assicurato fino a tutto il 2015
Accordo innovativo alla Maschio Gaspardo
del gruppo. «Siamo una famiglia di famiglie - ha dichiarato Egidio Maschio, a capo dell'azienda fondata nel 1964 con il fratello Giorgio - composta da gente che crede da sempre nel proprio lavoro come diritto, ma anche come valore, e che si impegna ogni giorno confidando con forza nella sua capacità di crescere, ciò che ha permesso di aprire degli stabilimenti produttivi anche in Romania, Cina ed India. Quest’anno abbiamo raggiunto i 180 milioni di fatturato, l'obiettivo è mantenere una crescita costante puntando in futuro alla quotazione in borsa. Non sarebbe possibile senza il contributo indispensabile di ogni dipendente». L’azienda è una delle poche che si può permettere di stringere un patto di questo tipo, nonostante crisi e recessione. Partito 47 anni fa con la realizzazione di una fresatrice per la lavorazione del terreno, il gruppo è cresciuto ed è diventato leader mondiale nella produzione di attrezzature agricole per la lavorazione della terra, per la semina e per la pulizia del verde. Le macchine prodotte negli stabilimenti Maschio Gaspardo sono forse poco note al grande pubblico ma familiari a chi opera nel setto-

re: fresatrici, erpici rotanti, trincia, seminatrici di precisione, seminatrici per cereali, falciatrici e macchine passive per la lavorazione del terreno, prodotte da maestranze specializzate ed esperte, che ora ottengono un salvacondotto di 36 mesi. Una polizza per il futuro che scaccia le ombre e le paure di perdere il posto. Qualcuno, anche nel campo degli industriali, arriccia però il naso di fronte a un accordo come questo, che è decisamente controcorrente e che potrebbe funzionare da apripista e da precedente per altri accordi simili. E si domanda perché, nonostante la certezza data dal fatto di avere un contratto a tempo indeterminato, i lavoratori abbiano richiesto ed ottenuto un ulteriore accordo confirmatorio di tre anni. Ma la risposta è nei fatti e nel valore di un impegno. Nel 2011 l’azienda ha assunto 50 persone e altri inserimenti sono previsti nel triennio. Il segreto? Anziché rinchiudersi in comode nicchie, l'azienda produce e vende in oltre 100 paesi puntando non alla delocalizzazione da costi, ma ad espandersi nei mercati dell’est, della Cina e dell’India e guardando a Stati Uniti e Brasile. Un esempio per chi pensa che la competizione si vince su lavoro, fiducia e qualità. [W. P.]

W

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

TuttoSoldi 29

STRUMENTI COINVOLGE 542 MILA RAGAZZI, DIVENTERÀ IL PRIMO CANALE D’ACCESSO MA È FRENATO DALLA BUROCRAZIA

I paradossi dell’apprendistato Solo due mesi per salvarlo
Persi 100 mila giovani, entro aprile le regole del Testo unico
Dovrebbe diventare il canale prevalente dell’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, ma al suo successo e decollo mancano alcuni passaggi attuativi che, se non risolti, rischiano di buttare a mare l’istituto. Riuscirà l’apprendistato a superare gli ultimi scogli?
La scadenza

anni si sono persi 100mila apprendisti. Erano 645mila nel 2008, sono calati a 542mila nel 2010. Il peso dell’istituto resta elevato e coinvolge il 15% dell’occupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni.
Agevolazioni

La festa della liberazione è prevista proprio per il 25 aprile, giorno in cui, secondo il Testo

Eppure l'apprendistato gode di vantaggi e di agevolazioni allettanti per le imprese. Gli sgravi sono evidenti: un'azienda che assume un giovane ap-

Tutti i 400 contratti nazionali di lavoro dovranno recepire le nuove procedure
unico varato il 25 ottobre dell' anno scorso (Dlgs. 167/2011), dovrebbero essere stipulati gli accordi previsti sulla formazione e il recepimento nei contratti di lavoro del nuovo istituto. Senza accordi, le nuove regole non avrebbero valore e le vecchie sarebbero inattuabili.
Domanda in calo

sono gli stati della Unione europea a 27, che ne hanno parlato nel Consiglio di due settimane fa. Verrà in Italia una task force dedicata a un migliore utilizzo delle risorse non spese dal nostro paese, al quale ora spettano 8 miliardi per stimolare progetti finalizzati all'aumento dell'occupazione. Si potranno utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo e quelle a disposizione delle regioni. Va ricordato che ciò che preoccupa è il tasso di disoccupazione giovanile italiano, ormai al di sopra del 31%.
Trattativa

Si tratterà anche di vedere in che misura la trattativa in corso tra governo, imprese e sindacati per la riforma del mercato del lavoro introdurrà modifiche all’apprendistato. Per

Forse proprio a causa di questa incertezza, nonostante i favori crescenti verso quella che dovrà diventare la formula regina dell'inserimento al lavoro dei più giovani, in questi ultimi

prendista paga solo il 10% dei contributi, con una progressione dall’1,5% al 10% per le aziende sino a nove dipendenti. Le imprese si sono sempre lamentate della formazione, ma resta il fatto che l'istituto è sempre molto appetibile.
Raccomandazioni

il ministro Elsa Fornero l'istituto dovrà diventare il canale privilegiato per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Circolano anche ipotesi di estensione dell'età di applicazione dagli attuali 29 sino ai 35 anni. In ogni caso, restano da applicare le regole previste dal Testo unico e alla scadenza del limite del 25 aprile mancano ormai solo poco più di due mesi. Una vacanza legislativa potrebbe indurre a un ulteriore calo dell’istituto, proprio mentre tutti concordano sulla sua funzione positiva.
Gli accordi

A puntare sull'apprendistato

Le applicazioni da completare entro aprile riguardano molti aspetti. Innanzitutto, tutti i 400 contratti nazionali dovranno recepire l'istituto e stabilire le regole con cui dovrà

essere impartita la formazione ai giovani apprendisti. Questo riguarda la versione dell' apprendistato professionalizzante, che coinvolge i tre quarti dei giovani, la stragrande maggioranza dei contratti. Le regioni sono pesantemente coinvolte, perché titolari della partita della formazione professionale che, come è noto, in Italia è fatta di 20 sottosistemi regionali, tante quante sono le regioni, ed è di fatto priva di una cabina di regìa nazionale, a differenza di ciò che succede negli altri paesi. Mancano inoltre i profili professionali e gli standard per comparare i percorsi professionali tra loro. Le regioni sono coinvolte anche nell'apprendistato di primo livello, relativo al diritto-dovere di istruzione e formazione, oltre a quello per ottenere la qualifica. Le regioni che non adempiranno alle procedure applicative non potranno usare le formule richieste: solo la terza tipologia, quella dell’alta formazione, potrebbe aggirare l’ostacolo a favore di accordi diretti con le singole imprese. Paradosso dell’istituto: nato per liberarsi dalle vecchie pastoie della burocrazia, il nuovo apprendistato rischia ora di morire per i ritardi delle regioni. [W. P.]

Centimetri - LA STAMPA Fonte: ISTAT

Le occasioni
Cooperazione

Nessuna donna
a vertici della magistratura

Ong in cerca di specialisti
I

12,0% 3,8%
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anni, su tutto il territorio nazionale. Per ulteriori dettagli e altre informazioni si può consultare il sito www.credem.it, sezione Lavora con noi/lavora come Agente Quinto. I curriculum vitae vanno inviati all'indirizzo: infoquinto@credem.it.

Pwc

Credem

700 apprendisti nell'alta consulenza
I

Cento agenti daranno credito
I

Kos

Continua la ricerca da parte di Pwc, una delle più note e importanti fabbriche della consulenza di direzione, di almeno settecento risorse, giovani e brillan-

Credem (Credito Emiliano) ha lanciato un nuovo canale dedicato ai prestiti con cessione del quinto dello stipendio. Il progetto prevede il reclutamento di 100 agenti entro i prossimi tre

Borsa da 10 mila euro sulla salute
I

Kos (gruppo Cir) ha bandito la seconda edizione del "Premio Piero Micossi", per promuovere studi, ricerche ed esperien-

ze sull'innovazione nel settore dell'assistenza sanitaria. Il premio consiste in una borsa di studio di durata annuale dell'importo di 10mila euro per attività di ricerca su singoli temi specifici. Il tema dell'edizione 2012 è la non autosufficienza. Il premio è aperto a giovani laureati e ricercatori residenti in Italia. Il termine ultimo per presentare i progetti è il 29 febbraio 2012. Il bando è disponibile sul sito www.kosgroup.com Segnalare offerte di lavoro e corsi di formazione a tuttolavoro@lastampa.it

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30 TuttoSoldi

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

La posta di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT

Le lettere vanno spedite alla redazione di tuttosoldi in via Marenco, 32

La globalizzazione ha due facce
Quella positiva degli scambi più liberi e quella della concatenazione dei mercati finanziari che accelerano il contagio negativo nelle crisi
I

non l'ha accolta perché presentata «troppo in anticipo». Scusi, ma la tempistica della domanda è diventata un requisito di pensione? Devo presentare ricorso? Se nel frattempo abolissero le pensioni di anzianità perdo il diritto?
Laura Gaia Sant'Ambrogio di Torino

sione? Posso recuperare meno di un mese di lavoro svolto nel 1973 non versato dall'azienda?
Fiorenza Berchielli

Mobilità e pensione
I

Visto che politici ed economisti paventano la possibilità remota che l'Italia esca dalla zona Euro oppure che sia costretta a dichiarare «default», cioè a non poter più pagare il debito pubblico, che fine faranno gli Euro che faticosamente abbiamo messo da parte?
Alfredo Garbarino Borgio Verezzi (SV)

Ora è in corso una battaglia, in Italia e non solo, per il risanamento e il ritorno alla crescita. Nessuno può dire come andrà. Se sarà vinta (esito con le maggiori chance di successo, per ciò che vale la mia opinione/speranza), l’euro sarà ancora la moneta unica in futuro. Nel caso di default il debito sarà ristrutturato, cioè i bond varranno una frazione di ciò che valgono ora. E se l’Italia lascerà l’euro? Dipende. Se sopravvive come moneta di un gruppo di paesi più forti, o se si disintegrerà (questo caso è per me impossibile) si entrerà in uno scenario inesplorato: a legiferare sulle forme della «convivenza tra ex» sarà la politica, ma a decidere sulla sostanza sarà il mercato: con buona pace dei nemici del «mercatismo» di ieri e di oggi. La situazione è sotto gli occhi di tutti. In dicembre l’agenzia di rating Fitch ha mosso un altro passo verso un ulteriore abbassamento del voto all’Italia, e ad altri paesi europei tra cui la Francia. E la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde ha detto che per raddrizzare la barca economico-finanziaria dell’intera Europa, non solo di Italia o Francia, occorrerà anche il

concorso delle altre economie del mondo. La globalizzazione ha due facce: quella positiva degli scambi sempre più liberi che hanno aiutato tanti Paesi, soprattutto i più poveri, ad emergere dai livelli più terribili di povertà (lo dicono le statistiche della Banca Mondiale); e quella della concatenazione dei mercati finanziari che accelerano il contagio negativo delle crisi di liquidità e di fiducia nei governi, fenomeno che abbiamo visto dopo il fallimento della Lehman Brothers nel 2008 e al quale assistiamo ora con il deteriorarsi fino all’orlo del fallimento dei bilanci statali della Grecia e delle altre economie europee a rischio.

dei condomini della scala interessata e di almeno metà dei loro millesimi. L'uso separato prevede che anche chi abbia dato il suo assenso possa rinuciare all'uso e alla relativa spesa, salvo poi in seguito cambiare idea. Occorre comunque far attenzione a non mettere in pericolo la stabilità e a non tagliare i gradini sotto le dimensioni previste: una perizia tecnica potrebbe diradare i dubbi.

No, una volta raggiunto il diritto, non si deve temere alcuna abolizione che comunque varrebbe per il futuro. La tempistica non è un requisito ma occorre tenere conto delle esigenze amministrative dell'Inps, che non può tenere in piedi una domanda di pensione che verrà accolta solo dal mese di ottobre 2012. Non consiglio il ricorso, perché certamente non verrebbe accolto anche perché la domanda formalmente non è stata respinta. Rifaccia perciò la domanda due/tre mesi prima e tutto andrà a posto.

No, i contributi sono caduti in prescrizione e lei certamente non ha la documentazione necessaria per provare l'esistenza del rapporto di lavoro. La risposta diventa affermativa se ha le «carte» di data certa che certifichino il lavoro. Per la pensione deve arrivare a 41 anni e sei mesi di contributi: avrà la prestazione dal mese successivo.

Nato il 9 aprile 1955, dipendente dal 1˚ giugno 1971, non ho fatto il militare, ho avuto la mobilità per tre anni per agganciarmi alla pensione. Ad agosto 2011 ho raggiunto 2082 settimane come da estratto conto certificativo. A quando la pensione? I cambiamenti pensionistici mi possono in qualche modo toccare?
Stefano P.

Dipendente pubblica di 57 anni
I

Sono dipendente pubblica dal 1982, sono nata il 24 agosto 1954, con 16 mesi già recuperati. Quando andrò in pensione? Ho lavorato dal 1970 al 1979 con la mia famiglia in un negozio ma non risultano, posso fare qualcosa?
L. R.

Assolutamente no. Lei ha raggiunto il diritto a pensione prima della riforma e quindi potrà avere la prestazione con le vecchie norme, cioè con la finestra di settembre 2012.

Quadro bancario
I

Nato il 9 luglio 1951, lavoro in banca da ottobre 1973. A che età potrò andare in pensione?
F. C.

Quando si presenta la domanda?
I

Dipendente e poi artigiana
I

Installazione ascensore
I

Ho raggiunto il diritto alla pensione di anzianità in settembre 2011 (57 anni di età) e avendo optato per il calcolo contributivo ho presentato domanda in ottobre. Ma l'Inps

Nata il 18 marzo 1956 ho iniziato a lavorare come apprendista poi come dipendente per complessive 440 settimane e poi da febbraio 1981 come titolare di impresa artigiane arrivando ad oggi a 359 mesi di contributi. Quando la pen-

Risposta negativa all'ultima domanda. Non posso rispondere alla prima in quanto lei non dice quanti contributi esattamente ha. Ad esempio: dice di avere lavorato dal 1970 al 1979. Le chiedo: da gennaio del 1970 o da dicembre, oppure da un mese intermedio? E stessi interrogativi sorgono per il 1979.

A poco meno di 67 anni. In alternativa anche prima ma con almeno 42 anni e mezzo di contribuzione.
Hanno collaborato: GIANLUIGI DE MARCHI BRUNO BENELLI SILVIO REZZONICO, presidente Confappi

Due condomini di una scala (b) vorrebbero installare un ascensore nella propria scala . Altri proprietari, non interessati all'operazione, abitano nell'altra scala (a)... Il proprietario dei negozi sottostanti è contrario all'ipotesi temendo pericoli per la stabilità dei suoi locali e per le persone derivanti dallo scavo della fossa.
Pierfrancesco Falco Savona

IL QUESITO

Come riprendersi l’immobile dato in comodato
I

L'installazione di un ascensore all'interno di una scala è opera da decidersi con l'assenso (e l'eventuale pagamento) dei soli condomini della scala interessata, se non incide in qualche modo nella sagoma dell'edificio o nella sua stabilità. Per giurisprudenza, si tratta di un'innovazione gravosa suscettibile d'uso separato: pertanto le maggioranze assemblari per l'approvazione sono pari a 2/3

Il comodato è il contratto col quale una parte (comodante) consegna all'altra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta ed è un contratto essenzialmente gratuito (art. 1803 cod.civ.). Sono previste obbligazioni di una sola parte: l'obbligo di restituire al comodante il bene oggetto del contratto. Indubbiamente, alla base, vi è generalmente un rapporto di fiducia caratterizzato essenzialmente dalla conoscenza personale tra le parti, spesso dalla parentela tra le stesse. E' sempre meglio prevedere una durata al contratto di comodato, espressamente o tacitamente, per quanto ciò

non sia necessario e si possa stipulare un comodato senza durata. E' anche possibile prevedere che non possa cessare prima di una certa data. Se manca la determinazione di una durata espressa, il comodato si intende convenuto per il tempo necessario a fare della cosa l'uso per cui è destinata. E' bene anche prevedere che il comodante debba comunque rispettare un certo termine di preavviso nel richiedere i locali (rispetto alla scadenza o rispetto al momento in cui intende farlo cessare) in modo da consentire al comodatario di organizzarsi per il rilascio. Qualora il comodatario non rilasci i locali alla scadenza, il comodante dovrà inviare una comunicazione in cui si ri-

serva di richiedere i danni per mancata restituzione e di avviare azione giudiziaria (con un legale) per ottenere la restituzione dei locali. Le controversie in tema di comodato rientrano ora tra le ipotesi di mediazione (obbligatoria); quindi, prima di ricorrere al giudice, le parti debbono aver tentato senza successo la mediazione presso un Organismo di mediazione riconosciuto. Qualora il comodatario adduca che si tratta di una locazione, deve offrire la prova dell'esistenza di un rapporto locativo e, qualora adduca che esisteva un termine, deve dimostrare che non è ancora scaduto (Cassazione, sent. 21.6.2001, n. 8482). PIER PAOLO BOSSO Confedilizia

SPORTELLO PREVIDENZA ASSEGNI AI SUPERSTITI, IL LEGISLATORE IMPUGNA LE FORBICI

Vedove, scatta la legge del “taglione”
E da quest’anno si aggiungono le limature «anti badante»
BRUNO BENELLI

LE DOMANDE
A proposito di lavori usuranti, lei ha parlato di quota 96. Si può raggiungere con 37 anni di contributi e 59 di età? Carlino

I vedovi hanno diritto al 60% della pensione maturata dal coniuge defunto. Ma alcuni non riescono a superare il 30%. Questo perché hanno un reddito extrapensione superiore ai tetti stabiliti ogni anno dalla legge. È un grosso problema, che si aggiunge alle restrizioni dettate dalla riforma del

ministro del lavoro Fornero e riguarda soprattutto le donne, che in stragrande maggioranza hanno una pensione ai superstiti che - a furia di tagli, anzi di taglioni - si riduce a poco più d'un sussidio. E le riduzioni diventano sempre più pesanti con il crescere dei redditi guadagnati. Vediamo le fasce di reddito stabilite per l'anno 2012. A - Se il reddito arriva fino a 18.740 euro non c'è alcuna riduzione. Grosso modo si tratta di un reddito netto di 1.250 euro al mese. B - Con un reddito superiore e fino a 24.990 euro inizia il primo taglio: la legge porta via il 25% della pensione. C - Se il reddito è superio-

re e fino a 31.235 il taglio è del 40%. D - Se è ancora più elevato, si perde l'esatta metà della pensione. In pratica il taglio del 50% scatta a partire

La pensione fatta a fette: dal 60% può scendere fino al 30 per cento
da redditi netti di 1.800-1.900 euro al mese. Con questi interventi si perde l'aggancio della pensione al 60% iniziale. Se infatti leghiamo i colpi di forbice all'aliquota iniziale ci accorgiamo che la pensione, in percentuale ri-

spetto a quella del defunto scende, rispettivamente, al 45%, al 36%, e a fine corsa si ferma al 30%. Attenzione però. Si evitano tutti questi tagli se contitolare della pensione è anche un figlio. I redditi della vedova in questo caso non vengono considerati. Nel momento in cui però il figlio esce dalla pensione perché, ad esempio, ha finito gli studi, scatta, diciamo così, la legge del "taglione" : sulla quota che resta al coniuge iniziano a lavorare le forbici. Altri tagli da quest'anno incidono sulle pensioni pagate al coniuge superstite molto più giovane di età. Sono le restrizioni cosiddette "anti badanti"

che scattano quando:1) il defunto si è sposato oltre i 70 anni di età; 2) il coniuge ha un'età inferiore di oltre 20 anni rispetto al defunto; 3) le nozze sono durate meno di 10 anni; 4) non ci sono figli anch'essi titolari della pensione ai superstiti. La riduzione è pari al 10% della rata di pensione per ogni anno in meno di durata del matrimonio rispetto al tetto dei 10 anni. Meno dura il matrimonio più pesante è la riduzione. Un esempio: matrimonio durato solo sette anni: la riduzione è del 30%, il che significa che la pensione, la cui misura massima è quella del 60% rispetto a quella del defunto, scende al 42% con una perdita del 18%.

No. La legge pone non solo la quota ma anche l’età minima, che nel caso indicato è di 60 anni. Altrimenti niente pensione anticipata.
Ogni trimestre pago circa 890 euro di versamenti volontari, secondo le indicazioni date dall’Inps. Con tutte queste novità resta sempre il diritto di pagare di meno? Giuseppe

Certamente. Lei può tarare la spesa sulle capacità del proprio portafoglio. Tenga presente però che in questi casi gli uffici riducono il periodo utile a pensione in proporzione alla cifra.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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Made in Italy

La storia
ANTONELLA AMAPANE

e sue scarpe sono ai piedi di Vladimir Putin, Nicolas Sarkozy e George Bush. Giusto per citare un tris di potere internazionale a cui segue un mare di fans (tra questi per esempio i nostrani: Alessandro Gassman ed Enrico Brignano) dotato di buon gusto, in grado di apprezzare l’artigianalità made in Italy. Santoni non cammina, corre, a grandi falcate. E non solo perché il suo amministratore delegato, il 43 enne Giuseppe Santoni, ha l’hobby di sfrecciare su bolidi da 750 cv con pilotiamici di Formula 1, come Jean Alesi e Michael Schumacher. Il marchio marchigiano di Corridonia «mangia la strada» anche nel business, conquistandosi nuovi posti al sole in Cina; dove entro il 2016 aprirà ben 20 negozi monomarca. Nel frattempo, ad aprile, inaugurerà la sua quarta boutique a Shanghai (dopo quelle di Pechino, Gaungzou e Dong Guan). E sempre quest’anno si taglierà il nastro di un secondo store a Pechino. «Entriamo in Cina senza fretta, vogliamo creare un solido circuito per poi accedere alla distribuzione anche dei punti vendita multibrand», sottolinea Giuseppe Santoni, ad. dell’azienda di famiglia che crea e produce scarpe industrialmente con interventi manuali. La cultura del fare senza apparire sta alla base del successo di questa griffe - presente in 70 Paesi - che sforna pezzi unici realizzati da maestri calzolai con i migliori materiali. Una storia, quella dei Santoni, che comincia 40 anni fa. Quando il capostipite, Andrea, a sedici anni viene assunto come tagliatore di pelli da una piccola azienda calzaturiera della zona imparando i segreti del mestiere. Un impegno notevole che gli consente, però, di avviare un’attività in proprio. Una sorta di atelier domestico per la produzione di tomaie. Intuizione destinata a crescere. Tanto che nel 1975, l’impresa si trasferisce in uno spazio più ampio e adeguato che per-

L

Le calzature di culto ai piedi dei potenti della terra
Santoni è diventato un brand d’eccellenza in tutto il mondo E ora punta di più sull’espansione in Cina con 20 nuovi negozi
per ottenere scarpe speciali, di altissimo pregio. «Da mio padre ho imparato l’importanza dell’estrema attenzione al dettaglio», dice Giuseppe Santoni e che poi aggiunge: «La calzatura informale è un tassello importante per il brand, s’inserisce in un progetto a espansione internazionale per assecondare i desideri dei clienti più giovani e non solo. Consumatori a cui è rivolta la sneaker urbana Vancouver in camoscio grigio, ultima nata, concepita con lo stesso know how della scarpa classica». Ma in versione più contemporanea. Con suola leggerissima e flessibile, puntale in cuoio e dettagli in pelle. Sintesi moderna del patrimonio culturale maturato in azienda negli anni. Il segreto? Come una specie di mantra Giuseppe Santoni ama ripetere: «L’artigiano è un po’ come l’artista che usa la mano, la testa e il cuore».

51
milioni di euro il fatturato
Il marchio Santoni punta a chiudere il 2011 con un giro d’affari di 51 milioni di euro, in decisa crescita sui 43 milioni del 2010 L’azienda marchigiana, fondata nel 1975, oggi impiega 400 dipendenti. Opera in 70 Paesi e si prepara ad accrescere ancora la propria presenza sui mercati esteri

Ai vertici
Giuseppe Santoni è l’ad della storica azienda che realizza scarpe-culto a Corridonia nelle Marche

mette di realizzare ogni fase della lavorazione all’interno dell’azienda per creare un prodotto finito di altissimo livello. Giuseppe Santoni viene investito, subito, dal padre Andrea di una grande responsabilità: individuare come «globe trotter», i Paesi più importanti per la distribuzione delle calzature. Giovanissimo parte per il Far East e conclude importantissime partnerships con Giappone e Cina, consolida la joint venture con gli Usa dove fa aumentare la penetrazione fino al 28% nel mercato globale. Sempre più coinvolti Giuseppe e la sorella Ilenia (cfo dell’azienda) nel 1999 danno vita a un’ulteriore fabbrica per la produzione dei mocassini e realizzano una linea sportiva, la Club, a cui segue nel 2005 la collezione donna. Oggi l’azienda, con 400 dipendenti, vanta un fatturato di 43 milioni di euro (che si prevede chiuda, a giorni, il bilancio del 2011 con circa 51 milioni di euro). Da due anni poi, anche gli stabilimenti di Corridonia sono diventati un fiore all’occhiello. «Abbiamo ristrutturato tutti gli uffici dell’ Head Quarter. Le linee guida del progetto sono state: luce naturale, risparmio energetico, eco-compatibilità. I materiali utilizzati nell’edificio? Vetro, acciaio e alluminio, riciclabili al 90%», spiega Giuseppe Santoni. In linea con questo credo anche i manufatti in pellami naturali, e non trattati, conciati al vegetale, nel totale rispetto per la natura. Scarpe-culto, quindi, scolpite da rituali complicati, con raffinate cuciture Goodyear, dove ogni punto viene eseguito rigorosamente a mano. O realizzate con la costruzione» Bentivegna», considerata l’« Olimpo dei maestri calzolai», in cui ogni centimetro di pellame va tirato, appuntato e finito artigianalmente sulla forma. Tutto

INTERNAUTI INNAMORATI DEL RETRÒ SU EBAY

L’APERTURA DEL MONOMARCA

A San Valentino è di moda il vintage

Nuova boutique a Seoul per Miu Miu
uovo monomarca a insegna Miu Miu appena inaugurato nel cuore di Seoul, all’interno dello storico Lotte Jamsil Department Store, tra i luoghi più vivi della metropoli cosmopolita. Lo spazio, che è stato progettato dall’architetto Roberto Baciocchi, si estende su un unico livello, per una superficie complessiva di 125 metri quadrati. La la facciata esterna è stata impreziosita con un rivestimento in damasco e vetro retroilluminato, ed è corredata da borchie e loghi in ottone lucido. L’ingresso è stato invece enfatizzato da ampie vetrine e light box, disposti simmetricamente. All’interno, le collezioni di pelletteria e calzature Miu Miu sono esposte in un ambiente totalmente rivestito di damasco dorato, con le pareti arricchite da specchi, guide in ferro nero e profili in acciaio lucido. I raffinati arredi, banchi, tavolini e sedute, anch’essi rivestiti di damasco e disposti sul pavimento in moquette, completano lo spazio, espressione dell’universo seducente e femminile del brand del lusso firmato Prada.

L

e tendenze del San Valentino 2012 sono orientate al regalo vintage. Su eBay.it, osservatorio privilegiato delle abitudini d’acquisto degli italiani, spopolano infatti i gadget retro, gli accessori «memories», un must per gli innamorati 2.0, che rivivono il passato che più ha lasciato il segno nella loro vita. Sul primo portale di e-commerce in Italia, con oltre 7 milioni di visitatori unici al mese, sono stati venduti negli ultimi 30 giorni oltre 13mila oggetti vintage, con il maggior numero di acquisti effettuati nella categoria abbigliamento e accessori, in formato compralo subito. Il più gettonato dei gadget retrò è la cornetta per iPhone per telefonate all'insegna del ritorno agli anni ‘80. Ma ce n’è per tutti i gusti, dalla borsa che riprende lo schermo televisivo e un abito degno di Happy Days, per ripensare ai pomeriggi passati a seguire le vicende di Ricky Cunningham e i suoi amici, fino alle cuffie stile radio anni '50, per avere l'ultimo ritrovato in termini di tecnologia audio abbinato a look vintage, all'orologio hip hop, icona anni '80 abbinabile a qualsiasi colore, o il distributore di caramelle in stile vintage che si trasforma facilmente in un oggetto d’arredo.

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32 Lettere e Commenti
MARIO CALABRESI

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE
chiatrica, disposta dal gip di Milano Cristina di Censo in sede di incidente probatorio. Nella relazione il medico ha segnalato che Fedchenko era totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto, perché soffre di una grave forma di schizofrenia paranoide. Lunedì scorso è stato lo stesso pm di Milano Francesca Celle a chiedere, proprio sulla base dell’infermità mentale riconosciuta nella perizia, l’assoluzione dal reato di omicidio aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi e dalla premeditazione e ha disposto per lui la pena di 5 anni di ospedale psichiatrico. Ebbene, tutti i giornali di martedì scorso hanno titolato che l’ex puglie ucraino era stato assolto dall’accusa di omicidio volontario e che avrebbe dovuto scontare «solo» 5 anni di ospedale psichiatrico. Nessun giornale ha scritto che i 5 anni di condanna sono solo una misura minima perché la legge in vigore prevede che alla scadenza del periodo di reclusione venga valutata la pericolosità sociale del recluso e solo se questa pericolosità non esiste egli viene lasciato libero. Questo modo di informare da parte degli organi di stampa mi sembra molto mistificatorio. Serve solo a far aumentare il qualunquismo già dilagante.
FRANCO PELELLA PAGANI (SA)

Quotidiano fondato nel 1867 m
DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, CESARE MARTINETTI LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR) LAURA CARASSAI DARIO CORRADINO (WEB EDITOR), ANNA MASERA (SOCIAL MEDIA EDITOR) CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA PAOLO BARONI CAPO DELLA REDAZIONE MILANESE MICHELE BRAMBILLA RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA ALESSANDRO CHIARAMONTI ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO REDAZIONI GIAMPIERO PAVIOLO ITALIA, FRANCESCA SFORZA ESTERI, MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI, GUIDO BOFFO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO m
EDITRICE LA STAMPA SPA PRESIDENTE JOHN ELKANN AMMINISTRATORI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003): MARIO CALABRESI m
REDAZIONE AMMINISTRAZIONE
E
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

Incapaci d’intendere e volere ma assassini feroci

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entile Direttore, la cronaca di questi giorni ha riportato la notizia dell’assoluzione di due assassini, uno ucraino, l’altro marocchino, dall’accusa di omicidio volontario in quanto incapaci di intendere e di volere essendo affetti da schizofrenia e pertanto ricoverati per soli 5 anni in un ospedale psichiatrico. In pratica questi due assassini che hanno ucciso due donne in modo crudele e ferita una terza in modo grave, fra cinque anni potremo ritrovarceli per strada pronti a uccidere qualcun altro. Al di là del fatto che non vedo il motivo per cui dobbiamo tenerci e mantenere in Italia persone straniere così pericolose, trovo inaccettabile che le famiglie delle due vittime siano lasciate sole dalle istituzioni e che secondo la nostra legislazione non debbano neanche essere risarcite: non è una questione di soldi, ma di principio e di giustizia. Se i due assassini non sono in grado di risarcire lo deve fare lo Stato in quanto ha permesso col suo lassismo che tali individui circolassero in Italia pur essendo molto pericolosi. Lo Stato non può chiudere sempre gli occhi: deve iniziare a intervenire e a prendersi le sue responsabilità.
DANIELA NUZZACI CASALE M.

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l 6 agosto 2010 Oleg Fedchenko, ex pugile ucraino di 27 anni, è uscito da casa della madre e, forse anche a causa di una delusione amorosa, ha deciso di accanirsi contro la prima donna che avrebbe incontrato in strada, in viale Abruzzi, a Milano. Ha sbattuto contro la vetrina di una banca la filippina Emlou Arvesu, che stava rientrando a casa dopo aver accompagnato uno dei figli dalla sorella. L’ha colpita diverse volte e, anche quando è caduta a terra, ha continuato a infierire con pugni assestati con precisione e brutale violenza. Fino a ucciderla. Nel maggio scorso, il professore Ambrogio Pennati ha depositato la perizia psi-

Grazie alla seconda lettera abbiamo una risposta precisa e dettagliata alla prima, che la soddisfa solo in parte, però. Di fronte ad un omicidio inspiegabile, deciso solo dalla casualità e dalla follia, i cittadini vorrebbero certezze: la prima delle quali di sapere che l’assassino non verrà lasciato libero di circolare molto presto. Vorrebbero sapere che la condanna è commisurata alla gravità del delitto e che verrà davvero scontata. L’incapacità di intendere e volere non sarà di nessuna consolazione e non allevierà le sofferenze dei figli e dei parenti della vittima, anzi è per loro una ferita aggiuntiva perché li terrà nell’ansia di sapere che la liberazione dell’assassino potrà avvenire in ogni momento dopo cinque anni. Le leggi e i codici sono da rispettare e parlano chiaro, ma dobbiamo anche farci carico delle vittime, dei loro bisogni, delle loro sofferenze e delle loro necessità.

L’editoriale dei lettori

www.lastampa.it/lettere

Politici, non giocate con gli emendamenti
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Leggo che un senatore del Pdl ha elaborato centinaia di emendamenti, dando così prova ulteriore di quanto siano irresponsabili i nostri parlamentari, che ancora oggi non hanno ben compreso in quale situazione siamo, in gran parte per colpa loro. Leggo anche che il Pdl ed il Pd sono tentati dal ritorno agli «antichi riti». Ora, è desolante constatare che dentro ai due partiti di più grande rappresentanza non ci si accorga che, al di là della casta, la stragrande maggioranza degli Italiani vuole uscire da questa crisi e per questo, al di là degli ululati di categoria, è d’accordo con il programma che ci viene imposto perché necessario. Signori parlamentari, mescolatevi alla gente e sentite ciò che dicono su di Voi, poi meditate, altro che giocare con gli emendamenti contro.
GIACOMO BIANCO

impegnarsi ad ospitare un atleta per tutta la durata della sua permanenza. Le famiglie verificate e selezionate avrebbero in cambio la «Carta Olimpica», valida per l’ingresso gratuito nei musei italiani e dello stato di appartenenza dell’atleta ospitato, per quattro anni. Non avremmo consumo del suolo ma cultura e amicizia tra cittadini del mondo.
MASSIMO MARNETTO

avendoli guadagnati o rubati in Italia: sottraendoli così al fisco italiano. Quando la finiranno, però, di sputare nel piatto dove hanno mangiato alla grande, e cercheranno di contribuire ad uscire da questa vergognosa situazione nazionale che loro stessi hanno contribuito a determinare?
FRANCO BATTAGLIA

lavoratori dipendono, rendessero loro un riconoscimento ora per la gestione dell’emergenza, e in generale per la salvaguardia di quel patrimonio inestimabile della Nazione che è l’ambiente naturale.
FRANCESCO MARIA MANTERO

APOLOGIA DELLA BORA
Ho letto la pagina di Giuseppe Longo sulla bora che fa «scoppiare la testa». Io a Trieste ho vissuto, ne ho condiviso il vento e non lo dimenticherò mai

GIANGUIDO CASTAGNO

Se la carta di credito gioca a poker online
I

E’

Olimpiadi/2 Pagano tutti gli italiani
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Neve, onore e grazie ai guardiaparco
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Per l’ex ministro dell’interno Maroni sembrerebbe che le eventuali olimpiadi a Roma si tradurrebbero in una mangiatoia. Conoscendo la nostra classe politica - non tutta - e gli esempi che abbiamo non ci sarebbe da meravigliarsi. Ma vorrei ricordare all’ex ministro che a pagare non sono soltanto i così detti «padani», ma una enorme quantità di italiani onesti di tutte le regioni d’Italia, esclusi i furfanti politici e riccastri che portano i loro soldi all’estero pur

In questi giorni di emergenza atmosferica, accanto alle forze della protezione civile sono schierati decine e decine di operatori appartenenti ad una categoria che purtroppo appare volutamente «sommersa»: quella dei guardiaparco delle aree protette nazionali e regionali. Nonostante i tagli di bilancio, centinaia di guardiaparco stanno lavorando in tutta Italia per assicurare assistenza d anziani, allevatori, comunità isolate. Sarebbe forse ora che i mezzi di informazione e le amministrazioni da cui questi

Olimpiadi/1 Sì, purché sostenibili
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Perché non fare delle Olimpiadi 2020 la prima edizione di Giochi «sostenibili»? Evitando di costruire il Villaggio degli atleti. Chiedendo invece ad altrettante famiglie di

c.
contatti

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Penso sia utile mettere in guardia coloro che usano on-line le carte di credito. Con una carta prepagata PostePay ho fatto acquisti di libri, abbonamenti a riviste, pagamento soggiorni in hotel, e fino a un certo punto il tutto si è svolto regolarmente, e con una certa soddisfazione. Il mio entusiasmo è crollato quando, verificando sempre on-line il mio estratto conto, ho scoperto un ammanco di ben 1000 euro dovuto a tre giocate fatte on-line con una agenzia scommesse di Roma. Mi precipito all’ufficio postale, segnalo l’ammanco precisando che mai mi sono sognato di fare scommesse… Ho fatto regolare denuncia al Comando Carabinieri, ho portato la documentazione all’ufficio postale il quale mi riferisce che inoltrerà il tutto alla direzione di Torino. Risultato? Sono passati tre mesi e finora non ho avuto notizie né dei miei 1000 euro, né ho capito come questi furti siano stati possibili.
LETTERA FIRMATA FOSSANO

apparso ieri un lungo articolo con una «stroncatura» senza appello della bora. Il soffio impetuoso che fa crescere piegati i pini mughi abbarbicati alle rocce della Sella della Bora e scende sulla città ha accompagnato il quarto di secolo da me vissuto a Trieste, ed è parte essenziale del ricordo che ne conservo. La città e il carattere stesso dei suoi abitanti formano un tutt’uno con la bora: un insieme che si può arrivare a capire solo sperimentandolo. Contro la bora non si mugugna, non si fanno polemiche politiche, non si scrive ai giornali: con la bora si vive, ci si attrezza e si va. Ricordo gelide giornate di cieli sereni, con l’aria pulita e secca, quando era bello uscire e sentirsi schiaffeggiare dai rèfoli. E giornate di bora scura, quelle che ti insegnano a fare i conti con la forza della natura e a rispettarne le regole: non farsi prendere di spalle dal rèfolo, aspettare dietro l’angolo di certe strade del Borgo Teresiano che il rèfolo passi prima di attraversare. E se c’è ghiaccio ci sono gli «iazzini» da sistemare sotto i tacchi delle scarpe. Certo, quello che è successo in questi giorni è un evento eccezionale, di quelli che si ricordano poi per decenni, ma non deve essere preso a spunto per dipingere un quadro catastrofico della città e dei suoi abitanti. Non sono tornato a Torino per sfuggire alla bora, ma ora, quando «impetuoso» è il vento che al pomeriggio batte la Valsusa, ricordo con nostalgia il rombo che saliva dalla città quando arrivavano i rèfoli, il fischio fra i cavi dell’antenna TV sul tetto, e le tende che si muovevano dietro le finestre con tripli vetri. Majakovskij scrisse a proposito del freddo un bellissimo verso che vorrei parafrasare: «…ma la città con cui hai condiviso il vento mai più potrai dimenticarla».
74 anni, torinese un po’ triestino

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Lettere e Commenti 33

SERVONO SCONTI FISCALI PER DARE CIBO BUONO AI MENO ABBIENTI
GIORGIO CALABRESE ome diceva ieri su «La Stampa» il Cardinal Bagnasco, la persona va messa al centro e occorre salvare l’uomo, non solo i conti e qualsiasi provvedimento non può prescindere da questa verità. Proprio per questo, come nutrizionista, vorrei sottoporre al ministro della Salute, Renato Balduzzi, una riflessione sulla sua decisione di mettere una tassa sul «junk food», il cosiddetto cibo spazzatura. Nessuno mette in dubbio le buone intenzioni del ministro ma prima di varare nuove regole in questa direzione non bisogna dimenticare che non tutti i consumatori di «junk food» lo sono per scelta. Molti mangiano quelle cose per una causa di forza maggiore che si chiama indigenza. Come nutrizionista mi sento in dovere di ricordare che un simile provvedimento rischia di andare a colpire proprio i più bisognosi, le fasce più a rischio come i disoccupati e i meno abbienti. Si rischia di colpire quelle categorie per le quali il cibo che costa poco è l’unica alternativa al frigo vuoto e alla denutrizione. La storia recente ha sovente dimostrato come tasse e proibizioni non siamo un deterrente sufficiente contro le cattive abitudini, come regolarmente avviene per le sigarette. E non solo, mentre con il tabacco è facile andare a colpire un’intera categoria nel caso di un’imposta sul «junk food» è difficile definire con precisione quali sono i cibi spazzatura e quali quelli virtuosi. Sono molti i parametri da valutare come la sua qualità della filiera produttiva, come la Coldiretti insegna da sempre, la corretta elaborazione degli ingredienti, la giusta conservazione. Noi nutrizionisti abbiamo il dovere di indicare gli alimenti essenziali non solo per sopravvivere, ma anche per vivere bene, specie nei periodi di ristrettezze economiche e sociali. Forse, politicamente, la decisione annunciata dal ministro ha un effetto rassicurante e può lasciare indifferenti i più abbienti e facoltosi, ma sono sicuro che questa tassa in più, di cui il Paese a mio parere non ha proprio bisogno, non apporta nessun miglioramento al regime alimentare degli italiani. Se l’obiettivo di questo provvedimento è migliorare la qualità della salute dei consumatori italiani, vorrei sottolineare che il «junk food» ha un ruolo irrilevante. E lo dimostra il fatto che l’Istat ha pubblicato in questi giorni i dati sulla longevità dei vari Paesi del mondo e gli italiani sono risultati al primo posto. Un segno inequivocabile di qualità dell’alimentazione. La nostra dieta mediterranea, basata su cibi locali e stagionali, specie di origine vegetale, vince sempre. La soluzione che propongo al ministro Balduzzi potrebbe essere quella di abbassare il prezzo dei cibi salvavita, come frutta, verdura, cereali, legumi, carni, pesci e latticini con una manovra di defiscalizzazione che porti i consumatori a scegliere più facilmente quegli alimenti assicurando l’introduzione di nutrienti essenziali per la salute. Invece di tassare il «junk food» si potrebbe creare una sorta di paniere salvavita a cui possano accedere anche i meno fortunati. Quando i consumatori si trovano di fronte a un aumento dei prezzi del cibo dirottano immediatamente le proprie scelte verso prodotti che assomigliano a quelli buoni ma costano meno, perché di peggiore qualità, con effetti deleteri per l’organismo. Può sembrare un regalo non praticabile in questo momento di crisi, invece con questa soluzione lo Stato recupererebbe la spesa non affrontando i costi sanitari causati dalle malattie metaboliche. Meglio informare la gente, istituendo commissioni operative di nutrizionisti per educare il consumatore ad adeguare l’alimentazione al proprio fabbisogno energetico che spingerlo a cambiare abitudini con una tassa. Oggi, l’altro grande nemico delle malattie metaboliche è la sedentarietà, oltre al cibo. Per una buona qualità della vita è necessario muoversi. Il movimento fisico rappresentato anche solo da lunghe camminate è il secondo pilastro, dopo l’alimentazione, per migliorare la qualità della vita e abbassare la spesa sanitaria. Per questo il ministro Balduzzi dovrebbe proporre al nostro premier Mario Monti un decreto legge che abbassi attraverso agevolazioni fiscali il cibo salva-vita, solo così si venderà sempre meno «junk food» e gli italiani staranno meglio.

C

Illustrazione di Koen Ivens

COSA CI DICE LA RABBIA DEI GRECI
STEFANO LEPRI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

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eggio ancora, l’incapacità di toccare i privilegi blocca ogni tentativo di rivitalizzare l’economia. Ai deputati risulta più facile aumentare le tasse a tutti che pestare i piedi a gruppi di interesse compatti. Dopodiché una amministrazione corrotta riesce a riscuotere le maggiori tasse solo dai soliti noti, mentre i furbi se la cavano (portare l’aliquota Iva dal 19 al 23% non ne ha accresciuto il gettito). Il sindacato dei poliziotti ellenici vorrebbe mettere in galera gli inviati della «troika» (Commissione europea, Bce, Fondo monetario). Eppure a tormentare la «troika» è assai più la mancanza di riforme strutturali. Ad esempio, poco o nulla si è fatto in materia di privatizzazioni, perché i politici non volevano rinunciare a

strumenti di potere. E perché mai un Paese in queste condizioni è pronto a tagliare le spese militari solo se «non pregiudicano le capacità difensive»? Dall’altro lato dello Ionio arrivano a punte estreme fenomeni che ben conosciamo. Ce ne rendiamo conto, tanto da ripetere «non siamo come la Grecia» un po’ troppo spesso. Più efficace è invece dire che i sacrifici non li facciamo perché ce li chiede l’Europa ma per il nostro futuro. Questa è la chiarezza che è finora mancata in Grecia, grazie anche a procedure di decisione europee che rendono agevole lo scarico di responsabilità. Forse la gente che protesta in piazza ad Atene è ormai troppo esasperata per spiegargli che un Paese non può campare producendo 100 e consumando 110, come era avvenuto grazie ai crediti di quella finanza internazionale che poi ha avuto paura delle proprie dissennatezze. È comprensibile l’indignazione contro una macchina politico-

burocratica che preme sul Paese come un tumore; ma alle prossime elezioni pare non ci sarà molta scelta tra rivotare chi ha falsificato i bilanci pubblici o gonfiare partiti estremisti privi di ricette. Il voto di ieri sera nel Parlamento non risolve nulla, allunga i tempi di qualche mese. La vera scadenza diventa ora un’altra: nel corso del 2012 il bilancio dello Stato greco arriverà all’«attivo primario» ossia eliminerà tutto il deficit non causato da pagamento di interessi su debiti. A quel punto, l’insolvenza totale diventerà una tentazione; non è facile capire se più per i greci, o per chi in Europa vuole abbandonarli a sé stessi. Le ripercussioni di un eventuale default sembrano ora meno difficili da assorbire. Ma quali speranze potrà infondere, dopo, una politica europea che ha permesso ai greci di dipingere i tedeschi come sadici aguzzini, e ai tedeschi di disprezzare i greci come dei fannulloni bugiardi?

La spatola antineve
MARCO BELPOLITI

Minima

D

ove vai se la spatola non ce l’hai? In questi giorni di neve abbondante, con il Paese nella tormenta, le scuole chiuse, la Protezione civile in panne, le previsioni del tempo ascoltate, o visionate nel Web, come bollettini di guerra, a farne le spese sono stati prima di tutto i nostri mezzi di trasporto, e soprattutto lei, la regina delle strade, l’automobile: ferma e ricoperta completamente dal manto nevoso. Perciò il problema è stato togliere la bianca coltre dai vetri, soprattutto se nel frattempo si era ghiacciata alle temperature polari. Così il vecchio strumento della spatola di plastica, che serve per

togliere neve e ghiaccio, strumento essenziale a bassissima tecnologia, si è rivelato decisivo. Ma chi l’aveva? In pochi. Ho visto di persona tanti automobilisti agire a mani nude, o con i guanti, oppure ricorrendo a scope e stracci di stoffa, nel tentativo di liberare i lunotti e i vetri laterali delle loro autovetture dal nevischio. La cara vecchia spatola una volta la regalavano nei distributori di benzina, un omaggio delle marche di carburante, ed era un gadget immancabile nell’auto del viaggiatore. La mia, di colore bianco e rosso, l’ho ereditata da mio padre che la teneva nel cruscotto dell’auto, memore di anni in cui le nevicate erano davvero frequenti e abbondanti. Mio padre, che di mestiere viaggiava parecchio, teneva nel bagagliaio anche una pala militare ripiegabile, e

persino una coperta per le improvvise soste, per le volte in cui, come gli era già capitato, l’auto si era fermata per l’abbondante nevicata, e non poteva più proseguire. Aveva nel bagagliaio dell’auto anche qualche genere di conforto, grappa e derrate alimentari a lunga conservazione. Ma mio padre aveva fatto la guerra, prima in Albania poi in Africa, e dopo l’8 settembre aveva risalito l’Italia a piedi. Altra generazione, che poneva attenzione ai dettagli, e considerava l’auto un mezzo non del tutto affidabile, il quale poteva anche arrestarsi nella tormenta o guastarsi di notte in mezzo al nulla. Preparata al peggio, quella generazione teneva in giusta considerazione anche la spatola di plastica, come la pila o il segnalatore lampeggiante, all’epoca non richiesto dal alcun codice della strada. Noi, figli del benessere, del Welfare state, e dell’efficienza, vera o presunta che sia, siamo costretti invece a togliere neve e ghiaccio a mani nude o, al meglio, con un paio di bei guanti. E la differenza si vede.

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 34

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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Un antico regno sepolto
Nuovi scavi archeologici sono in corso in Anatolia, per riportare alla luce un regno ricco ma dimenticato, quello di Tuwana, cui verrà anche dedicato un museo a cielo aperto. La scoperta è avvenuta nel sito di Kinik Hoyuk, nella Cappadocia meridionale, risalente all’inizio del primo millennio a. C. Lo ha spiegato in una conferenza stampa a Istanbul l’archeologo Lorenzo d’Alfonso che guida la missione congiunta delle Università di Pavia e di New York.

CULTURA SPETTACOLI
Un sostenitore della Lega in costume da pellerossa alla «festa dei popoli padani», nel settembre del 2009 a Venezia

&

MARCO AIME

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no spettro si aggira per l’Europa e soprattutto per l’Italia: quello del tribalismo. Negli ultimi tre decenni si è assistito al progressivo emergere di gruppi e movimenti politici che alle grandi narrazioni dei secoli precedenti, su cui si fondavano le ideologie classiche, tanto liberale quanto socialista, hanno sostituito una nuova proposta: quella etnica. Nuova e in realtà vecchia: ma una proposta politica che si affaccia sul mercato deve presentarsi con una buona dose di consolidamento storico e con un’altrettanto buona dose di potenzialità innovative. Ecco che, se da un lato si strizza l’occhio alla storia, dall’altro si lanciano idee nuove, o in grado di apparire tali. Puntando su valori come identità, radici, autoctonia e proponendo l’immagine di popoli nuovi, fasulli per la storia ma antichi e reali nelle retoriche adottate, tali movimenti, come la Lega in Italia, hanno arricchito il panorama politico con categorie inedite, che spesso sfuggono all’analisi tradizionale. Per questo può risultare utile impiegare gli strumenti dell’antropologia culturale per tentare di leggere il fenomeno leghista, che evoca, a volte volutamente, inconsciamente in altre occasioni, richiami a forme di fondamentalismo culturale
L’OSSESSIONE IDENTITARIA

Non di rado si traduce in forme di esclusione e di xenofobia che a volte sfociano nel razzismo
e identitario. Quella che Francesco Remotti ha chiamato «ossessione identitaria» sta alla base delle politiche localistiche che non di rado si traducono in forme di esclusione, di xenofobia, e talvolta sfociano in un vero e proprio razzismo, sfruttando il fertile terreno del debole senso di appartenenza nazionale di gran parte degli italiani e le paure nei confronti degli stranieri, per lo più indotte da campagne mediatiche strumentali. Se si ripercorre il cammino di costruzione dell’immaginario leghista, delle retoriche che lo accompagnano, ci si trova a fare i conti con un continuo oscillare tra concezioni vecchie presentate come novità e, viceversa, elementi nuovi presentati come tradizionali. L’attacco alla nazione, creatura e vanto dell’Occidente «civilizzato», forse non è un ritorno al passato, ma una cifra della nostra modernità. Una situazione di progressiva etnicizzazione delle società, che per certi versi produce un ritorno a forme di tribalismo. Nonostante abbia subito alcune critiche, il termine tribalismo si è rivelato adatto anche a definire forme moderne di relazione, in cui vengono privilegiati i parenti o i membri dello stesso gruppo. Tale definizione può essere inoltre impiegata per riferirsi all’idea di forte identità culturale o etnica, e di contrapposizione dei «simili» ai «diversi». Se lo si intende in senso sufficientemente ampio, si può sostenere che forme di tribalismo esistano e stiano emergendo in modo vistoso in tutta l’Europa. Le vittorie di partiti xenofobi, dal movimento di Geert Wilders in Olanda, al Perussuomolaisset (i «veri finlandesi») in Finlandia, ai gruppi politici affini in Ungheria, Austria, Danimarca o Svizzera, che hanno fatto dell’etnicità la loro chiave retorica

Non ci restano che le tribù
In Italia come in Europa, l’emergere dei localismi sempre più estremi coincide con il declino del sociale
Un ebook scaricabile gratis
Si intitola Viaggio in Italia. Alla ricerca dell’identità perduta un libro, curato da Giulia Cogoli e Vittorio Meloni, che raccoglie le riflessioni di sette studiosi con differenti approcci e modalità di analisi, riuniti da IntesaSanpaolo attorno al progetto «perFiducia». Il volume sarà presentato presso la sala convegni di IntesaSanpaolo, in piazza Belgioioso a Milano, lunedì 20 febbraio, e a partire dallo stesso giorno sarà scaricabile gratuitamente in formato ebook dal sito www.perfiducia.com. Anticipiamo in questa pagina un estratto del saggio dell’antropologo Marco Aime (nella foto) sul tema «Il tribalismo e i difficili conti con il passato»
dell’autoctonia o della cultura. Il venir meno delle grandi narrazioni e la frammentazione dell’economia hanno reso apparentemente obsolete le rivendicazioni tradizionali. Le identità frammentarie, liberate dagli ideali universalisti, sono divenute nicchie di difesa. L’identità individuale, icona della nostra postmodernità, necessita a sua volta dell’installazione di un apparato logistico, di una serie di punti di riferimento teorici e pratici, che ne supportino la costruzione e il mantenimento in vita. Nascono così nuovi attori, incaricati di sostenere in-

principale, dimostrano come il concetto di Stato-nazione democratico e pluralista non sia più la cifra caratteristica dell’Europa contemporanea. L’emergere di localismi sempre più estremi e di istanze di tipo etnico, che spesso sfociano, come si diceva, nel razzismo, coincide con il declino del sociale. Le aggregazioni orizzontali classiche, su base sociale, ideologica, di classe, vengono sostituite da tagli verticali, che classificano sulla base del legame tra terra e sangue, sul principio

Nelle retoriche politiche dei movimenti, che fanno dell’identità il loro fulcro, possiamo facilmente notare come quell’identità sia spesso contornata di termini tra il romantico e il nostalgico, ad esempio popolo, tradizione, e il possessivo «nostro» la faccia da padrone in ogni frase. Basti pensare a certe richieste della Lega Nord sul diritto ad avere maestri, magistrati, funzionari autoctoni. Queste retoriche sono il segno dell’ostentazione di un diritto di primato, che induce a pensare che le caratteristiche di un presunto popolo derivino dalla sua geografia e non dalla storia. È una tendenza propria dei gruppi ristretti, i quali privilegiano la prossimità simbolica e spaziale piuttosto che la memoria storica. E il legame fra terra e gentes viene sbandierato senza nemmeno il bisogno di una narrazione epica che lo sostenga. La tendenza a «naturalizzare» è sempre più forte e sempre più spesso dividui resi fragili dalla scomparsa del- si mette in atto quella finzione che trale strutture collettive di aggregazione. sforma la nascita in nazione o in comuIndividuo, cultura e ritorno all’origi- nità. Da elemento socialmente e storine sono le parole d’ordine nella po- camente costruito, la cultura finisce stmodernità globalizzata. Poiché la sor- per essere invece concepita come un te degli abitanti del pianeta non può dato «biologico». Si dice cultura, ma più essere migliorata con la ridistribu- si pensa razza, e una concezione razzione dei proventi della crescita, occor- ziale della cultura può portare anche re trovare nuove a una sorta di razziideologie che facIL RITORNO ALLE RADICI smo senza razza. ciano leva sulle riun paeSlogan dei gruppi ristretti se Il nostro èsempre sorse identitarie, che ha culturali, psichiche che privilegiano la prossimità avuto difficoltà a fadell’individuo, il spaziale alla memoria storica re i conti con il promodo di sostituire prio passato, con la defunta narrazione della società del- l’esperienza coloniale, con il fascismo l’abbondanza. Sono queste le caratteri- e di conseguenza anche con il razzistiche della «new age» tribalizzata e smo. Ci siamo crogiolati per decenni primitivizzata che ci viene offerta. Ma nell’immagine, appunto, della «brava le tribù di cui stiamo parlando sono gente», non razzista come lo erano inraccolte di individui che hanno ben po- vece inglesi, francesi, tedeschi. Il razco a che vedere con quelle descritte zismo sembra non appartenerci, sebdall’antropologia tradizionale. La cul- bene nel 1938 un italianissimo govertura di questi gruppi non si fonda, infat- no approvasse delle ignobili leggi razti, su una vera tradizione condivisa, ma ziali. Dimenticato. Ha forse ragione è il prodotto di scelte individuali di Marcel Detienne a dire che: «L’Italia è identificazione, radunate in insiemi col- una comunità nazionale che prova, di lettivi temporanei e costruiti allo scopo fronte al suo recente passato, un sentidi soddisfare interessi specifici. mento di estraneità».

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

INAUGURAZIONI

FOTOGRAFIA

KERMESSE

Il paesaggio di Tiziano a Milano
Si apre mercoledì a Palazzo Reale di Milano «Tiziano e la nascita del paesaggio moderno» con 50 opere di maestri del Cinquecento

I baci di De Biasi ad Aosta
Si apre domani allo Spazio Decumano di Aosta la mostra «Mario De Biasi - Un Mondo di Baci» curata da Raffaella Ferrari e Daria Jorioz

Unica, antiquariato a Modena
Si apre sabato 18 a Modena «Unica Fine Art Expo», la manifestazione internazionale di alto antiquariato arrivata alla sua XXVI edizione

Torino

Isola e Norzi capolavori ai raggi X
FRANCESCO POLI TORINO

MARCO VALLORA
VICENZA

N

H

ilario Isola e Matteo Norzi sembrano attratti irresistibilmente da ciò che si nasconde sotto la superficie visibile. Dopo aver scandagliato, in ricerche precedenti, realtà subacquee, questa volta hanno deciso di esplorare gli strati sottostanti e le strutture interne di alcune opere d'arte moderne e contemporanee per portare a galla una inedita e singolare «Collezione privata» di immagini fino ad ora rimaste segrete. Utilizzando, come fanno anche i restauratori, l'investigazione radiografica, Isola e Norzi hanno evidenziato i ripensamenti, le correzioni e le cancellature che hanno caratterizzato il processo creativo degli artisti, aggiungendo di proprio solo pochi interventi grafici. Ed è cosi che nella fotografia ai raggi X, stampata su tela, del capolavoro verista di Angelo Morbelli Un Natale! Al Pio Albergo Trivulzio (1909) compaiono tra i banchi della triste sala altri tre fantasmi di vecchi oltre ai due visibili sulla tela. Sorprendenti sono anche le figure che emergono all'interno del piccolo ritratto

Ragazza Rossa di Modigliani

La Ragazza rossa (1915) di Amedeo Modigliani, e della composizione futurista di Giacomo Balla Dimostrazione interventista (1915). Nel primo caso si scopre addirittura un altro volto femminile dipinto esattamente al contrario. L'immagine che si intravvede nella radiografia è in un certo senso più affascinante di quella visibile perchè avvolta da un'aura misteriosa. Nel quadro di Balla, dietro alle dinamiche forme astratte, troviamo invece un' altra composizione precedente figurativa con un intero gruppo di personaggi. Diverso e più concettuale è l'ultimo intervento analitico dedicato a un lavoro di Enrico Castellani. Attraverso due sequenze di foto radiografiche stampate su carta, viene analizzato di profilo e di scorcio lo scheletro strutturale dell'opera, formato da un telaio con una selva di chiodi che determinano l'articolata sequenza seriale delle introflessioni e delle estroflessioni della superficie della tela. L'interno nascosto dell'opera è di una straniante bellezza costruttiva. Può darsi che questo sia solo l’inizio di una «collezione» che ha notevoli margini di sviluppo.
ISOLA E NORZI COLLEZIONE PRIVATA TORINO, GALLERIA D’ARTE MODERNA FINO AL 31 MARZO

on è la prima volta, anche in Italia, che si tenta di allestire visivamente una mostra di dialogo e di confronto tra le avanguardie russe (che come è noto furono molte: Cubo-futurismo, Raggismo, Suprematismo, Transmentalismo o Alogismo, Costruttivismo, ecc.) e quella forma di arte primitiva e di preghiera, che è l’Icona. Ormai non solo più considerata come una figura liturgica in sé (che va decifrata pure semioticamente, simbolo sostitutivo trascendente che si fa pittura, s’incarna in materia, d’oro e di luce) ma pure una forma d’arte radicalmente alternativa, d’impianto piuttosto orientale e di valenza sacrale, del tutto estranea comunque al nostro modo di organizzare la sintassi narrativa dello spazio figurale. Ma in quest’occasione, si rivelano ben più convincenti, i risultati, affidati alla cura di specialisti affidabili della materia, come Nicoletta Misler e John E. Bowlt, Silvia Burini e Marina Blumin, e grazie al contributo di Giuseppe Barbieri che, proprio a partire dalle innovazioni teoriche della differente fruizione dell’opera d’arte, introdotte dalla percezione d’avanguardia, hanno concertato insieme un nuovo modo mediatico di miscelare fra loro la poesia, il manifesto teorico-propagandistico, l’affiche ideologica ed il cinema. Arte del montaggio così influente, per questo periodo instabile e fecondo della storia della sovversione artistica. Ma soprattutto questo è il luogo predestinato, per permettere e nobilitare un tale confronto rischioso (che talvolta s’è volto in azzardo approssimativo) dal momento che questa sede della Fondazione Intesa Sanpaolo trattiene nel suo caveau spirituale, una collezione di antiche icone, che sono spettacolari in sé e di modernità-primitiva folgorante, e che dunque accol-

Avanguardie e icone in cerca di prospettive
A Vicenza Rodchenko, Malevic & C. a confronto con i tesori russi di arte sacra
gono in modo duttilissimo e permeabile, quest’intrusione, che a qualcuno potrebbe risultare forzata, se non blasfema. Potremmo quasi rovesciare i rapporti, tenendo conto che per il terzo tempo (moderato con brio) di questa mostra sinfonica, cioè al terzo piano del Palazzo, ove sono abitualmente esposte le icone, si assiste a questa irruzione un po’ rivoltosa e tiepidamente teppistica (pensiamo al topos moscovita di Majakovskij ribelle) di sgargianti «icone» novecentesche, che recano la firma autorevole di Kljun, Rodchenko, Malevic, e s’incaricano di portare, per

A Palazzo Leoni Montanari la mostra inserita nella Collezione Intesa Sanpaolo
Dna costituzionale, inoppugnabilmente, in queste stanze del Sacro, le loro possenti istanze di azzeramento del credo figurativo, le festose, esplosive staffilate dell’annichilimento del figurativo. E potremmo concludere dunque, che non è tanto l’antico archetipico-primordiale (la struttura nuda e basica dell’apparentemente rude e scorretta stilizzazione inespressiva-intemporale dell’icona) a influenzare la meteorologia variabile e tempestosa del Moderno. Ma semmai, al contrario (o viceversa, in senso

Sopra Ballerina. Studio per i balletti spagnoli di Alexandra Elkster, un’opera del 1918-1919 A destra Resurrezione. Discesa agli Inferi, un’icona della Russia settentrionale risalente al XVII secolo

Italia, fiammifero da accendere
Bolzano
I Claire Fontaine propongono lavori «neosituazionisti»
MANUELA GANDINI BOLZANO

attenzione del collettivo artistico parigino Claire Fontaine è incentrata sull’aspetto umano delle conseguenze di una finanza strutturata come sistema chiuso e irrazionale. Contro l'astratta teorizzazione di manovre, spostamenti, dichiarazioni istituzionali, i Claire Fontaine, alla maniera dei situazionisti, intervengono per svelare condizioni, personali e sociali, dell’indi-

L’

viduo-cittadino occidentale. Con MACCHINAZIONI, la mostra curata da Letizia Ragaglia Museion a Bolzano, il collettivo, che prende il nome da un brand francese di prodotti di cancelleria, ci mette di fronte a una bella Italia fatta di migliaia di capocchie di fiammiferi a parete. È la metafora delle moltitudini pronte a esplodere, delle tensioni sociali, della pericolosità di politiche impersonali volte al mantenimento della moneta a scapito della vita degli individui. Quarant'anni dopo l'Italia rovesciata di Luciano Fabro, c'è un'Italia fragile fatta di legnetti e zolfo. I Claire Fontaine affermano di essere un «artista ready-made», niente di speciale, un ripetitore di elementi della storia contemporanea ri-

combinati secondo forme di detournement. Parafrasando il lavoro di Carl Andre, Level (1966), costituito da una linea di 137 mattoni, il collettivo ha rivestito due linee di mattoni con le copertine del libro di Gilles Deleuze, Differenza e Ri-

Il collettivo francese riflette sulla finanza e le sue conseguenze nelle vite degli individui
petizione, edizione italiana e tedesca. In tal modo viene indicato un processo creativo, quello dei remix, basato sull' utilizzo di segni esistenti via via ricombinati in nuovi contesti. Sullo sfondo delle Dolomiti, in un paesaggio simbolo di

serenità sociale - con il campanile, la chiesa, le casette dai tetti aguzzi e il bianco delle cime dei monti che si intravede dal quarto piano di Museion campeggia la doppia scritta al neon, in italiano e tedesco, Stranieri ovunque. «L'arte - sostiene il collettivo - è diventata un luogo per rifugiati politici». La loro sottile percezione del presente, dei cambiamenti indotti dalla globalizzazione, dell'urlo sommesso di un quotidiano insostenibile, li porta a focalizzarsi su simboli, oggetti e comportamenti comuni, banali e condivisi. The Invisible Hand (2011) è un antistress originariamente prodotto per la Lehmann Brothers, come oggetto regalo personalizzato per «un grande amministratore

Italy (Burnt/Unburnt), 2012 del collettivo Claire Fontaineal Museion

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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PERSONALI

Cristiano Berti ad Ancona
Si apre sabato 18 alla Mole Vanvitelliana di Ancona la mostra del fotografo Cristiano Berti dal titolo «La vertigine del reale»

ARTE
Graffiti
ROCCO MOLITERNI
Dalla coll. Würth Le porte, progetto per il Central Park, New York City / 2002 © 2002 Christo Sotto Parlamento tedesco impacchettato, progetto per Berlino 1993 © 1993 Christo

Donna sulle bestia è un olio su tela di Natalja Goncarova del 1911

conduce più verso un punto di fuga inarrestabile-ideale, ma corre scarrucolata, come il treno dei Lumière, verso il nostro fuoco ottico: portandoci precipitosamente e misticamente nel cuore dell’evento sacro, eternamente replicato. In fondo non è impossibile considerare anche il Quadrato nero di Malevic, collocato in alto in un angolo strategico del Museo, una sorta di suprema icona-altra, di pura teologia utopico-artistica, senza divino. Una ribelle visione del mondo, che vuole «ricostruire» pure la vita e possiede qualcosa di misticamente ateo, di ispirato. «Probabilmente anche Dio era un artista» astrologa Rodcenko: «per questo è buona cosa che lo si sia spodestato». Mentre Malevic, quasi staffato Barone di Münchhausen, che si solleva da solo, via dalla palude della tradizione, sottolinea: «Mi sono ripescato dal vortice di rifiuti dell’Arte Accademica, e mi sono trasfigurato nello zero delle forme». Una modernità di azzeramento totale, che però si rifà al primitivismo ancestrale dei lubok (le stampe popolari, sommarie

Il MiTo Società Civile
ilano è in questi giorni divisa sulla nomina a presidente della Triennale di Claudio De Albertis, costruttore e presidente dell’associazione dei costruttori. Il giorno stesso dell’investitura, a prendere le distanze a sorpresa è stato l’assessore Stefano Boeri sulla sua pagina di Facebook. L’altro ieri in una lettera-appello personalità del mondo della cultura e dell’economia (da Rosellina Archinto a Michele Serra, da Guido Rossi a Renzo Piano, da Lea Vergine a Vittorio Gregotti) hanno chiesto al sindaco Pisapia di ripensarci. Il motivo? Inconciliabile, a loro avviso, il ruolo di costruttore con quello di responsabile della prestigiosa istituzione culturale. La vicenda offre lo spunto per notare una differenza tra Milano e Torino, sempre più distanti nonostante l’alta velocità e il MiTo. A Milano l’elezione di Pisapia sembra aver risvegliato quella che un tempo si definiva la «Società civile» e nell’ultimo anno la città non fa che discutere sulle scelte che si fanno anche in campo artistico. A Torino ormai da alcuni anni in questo campo tutto passa in sordina. Ricordiamo la nomina di Giovanni Minoli a presidente del Castello di Rivoli, l’esito farsesco del concorso per la scelta del direttore dello stesso Museo, la cancellazione della Fondazione Italiana per la Fotografia, la chiusura di Palazzo Bricherasio, le scelte discutibili degli eventi culturali per i 150 anni dell’Unità d’Italia e molto più di recente la vicenda Ogr, dove l’ostinazione della Fondazione Crt a sperimentare la Venture Philanthropy, invece di creare nelle Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie quegli spazi espositivi di cui la città ha bisogno per poter reggere la competizione nazionale e internazionale, non ha suscitato neppure un battito di ciglia di intellettuali e società civile. In compenso ci si balocca a tutti i livelli con l’affermazione che l’offerta culturale torinese è senza eguali in Italia: il sospetto è che chi lo sostiene non abbia mai navigato su Artribune o sfogliato il Vernissage del Giornale dell’Arte prendendosi la briga di contare in un giorno qualsiasi quante mostre si possono vedere, tra spazi pubblici e privati, nelle varie città italiane. Per la cronaca, a febbraio per il Giornale dell’Arte sono 24 a Torino (28 se si aggiungono Rivoli e Venaria), 28 a Bologna, 62 a Milano e 68 a Roma.

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Christo, il mondo in un pacchetto
A Capena progetti, foto e installazioni della coppia
ELENA DEL DRAGO
ROMA

Il dialogo ha una doppia direzione: e si direbbe che le opere di oggi giovino a quelle di ieri
transitivo, secondo la lezione florenskjana) ci viene suggerito che potrebbe essere proprio il burbero e riottoso Contemporaneo ad aiutarci, in un ribaltamento temporale davvero rivoluzionario, a capir meglio e leggere con maggior profondità storica quei meravigliosi carretti del Sole del profeta Elia, così sfrontatamente sgangherati, nella loro contro-sintassi prospettica, o quegli scollati listelli di legno della croce schiodata, che precipitano crollanti verso di noi, otticamente, e che conducono abissalmente il Cristo nel ventre squartato del nostro Limbo, violato ed invaso. Appunto: la «prospettiva rovesciata» dell’icona, che non ci di tratti e spesso sbavate di colori impressi) le insegne di bottega, i disegni infantili. Così tutto si compenetra, in una congerie vitalissima: la linea astratta di cézannismo esasperato con l’espressionismo molecolare d’impianto kandinskiano, le agit-stoffe propagandistiche delle Amazzoni progressiste (ma anche Rodckencko triccottava con l’uncinetto) con le aringhe volanti e senza gravità di Sterenberg, che era però il miglior collaboratore del teorico del «realismo socialista» Lunacarksij.
AVANGUARDIA RUSSA. ESPERIENZE DI UN NUOVO MONDO. VICENZA. PALAZZO LEONE MONTANARI. FINO AL 26 FEBBRAIO.

D

delegato». Su un campo da tennis stilizzato, lungo una ventina di centimetri, cinque sfere cromate, mosse da un campo elettromagnetico, continuano un'oscillazione perenne e improduttiva. Si tratta di un ready-made modificato. «Claire Fontaine - scrive Ragaglia - propone una riflessione visiva su sistemi di valori alternativi». L'anno scorso al Musac, il Museo d'Arte Contemporanea di Castilla y Léon, in Spagna, hanno ricostruito, coi fiammiferi, i cinque paesi più deficitari della Ue, indicati dai media finanziari con l’acronico di P.I.I.G.S: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna. In una performance hanno dato fuoco alle cinque aree, provocando una visione atroce e drammatica di ciò che forse sta già per accadere.
CLAIRE FONTAINE, MACCHINAZIONI BOLZANO, MUSEION FINO AL 13 MAGGIO.

alle coste australiane alle colline in California, dai musei tedeschi all' Oceano Pacifico: attraverso i progetti su carta, gli scatti, un film e alcuni oggetti impacchettati, all'Art Forum Würth di Capena si attraversa l’intero processo creativo di Christo e Jeanne-Claude, capaci con le loro installazioni ambientali di mettere in questione la definizione stessa di opera d'arte. E per rispondere alla fatidica, conseguente, domanda, «Ma è arte questa?», che continua a inseguire questa coppia, conviene cominciare, forse, proprio dalle opere più tradizionali, quelle su carta. Realizzate in pochi formati e divise spesso in due parti, una lirica, colorata, disegnata, l'altra topografica e analitica, sono uno specchio che riflette il metodo lavorativo di Christo e Jeanne-Claude. In un altro tempo queste carte sarebbero state considerate opere in sé, ma nella loro pratica artistica rappresentano lo strumento economico necessario per finanziare mastodontiche, effimere, sculture, e insieme il loro ricordo, sono tracce poetiche e solvibili di eventi che si preparano per anni, costano decine di milioni di dollari (interamente autofinanziati), e durano ore, giorni, qualche settimana. Impacchettare il Reichstag di Berlino in poliuretano, l’opera forse più celebre, ha richiesto 24 anni di discussioni, lettere ufficiali e incontri ufficiosi, fino al giugno del 1995, quando una squadra formata da 90 arrampicatori e 120 operai realizzava, infine, l’imballaggio del Parlamento tedesco. E il Wrapped Reichstag, Project for Berlin in mostra, ne riassume le speranze e le delusioni, le miserie e la magnificenza, attraverso quel disegno a matita, gesso e carboncino

che trasforma il Parlamento in una presenza familiare e misteriosa nell'atmosfera plumbea di Berlino, sormontato da planimetrie e annotazioni. Ogni progetto dei Christo è una ricetta che prevede abilità tecnica e intuito, immaginazione e coraggio, flessibilità e programmazione, ogni progetto ha bisogno di Christo e Jeanne-Claude. Nati nello stesso giorno, il 13 giugno del 1935, uno in Bulgaria, l'altra in Marocco, non potrebbero essere più lontani per cultura e indole. Schivo e presto in fuga oltre la Cortina di ferro Christo, ricca borghese parigina Jeanne-Claude. Abile nel disegno e nelle tecniche artistiche tradizionali apprese in accademia Christo, aliena dalla cultura

Il 19 all’Art Würth Forum
Domenica 19 febbraio nella sede della mostra Christo illustrerà i più recenti sviluppi dei suoi progetti e risponderà alle domande del pubblico

visiva ma non dai meccanismi sociali Jeanne-Claude. E se Christo ha avuto la sensibilità di capire lo spirito di quegli anni, quelli dei Nouveaux Réalistes, che chiedevano agli artisti di lasciare lo studio, la galleria, il museo, per agire nella realtà di ogni giorno, e il coraggio di scegliere un percorso originale, soltanto Jeanne-Claude e la sua capacità di mediazione hanno permesso di portarlo a termine. Soprattutto quando i primi imballaggi che cambiavano l'aspetto dei più familiari tra gli oggetti di ogni

giorno, sono diventati interventi capaci di velare e svelare il paesaggio per il maggior numero di persone possibile: dal primo muro di barili costruito in poche ore al centro di Parigi cinquant' anni fa, fino agli archi di stoffa arancione per il Central Park di New York, ogni lavoro è stato il risultato di un'alchimia spontanea, progressivamente pianificata in ogni dettaglio. Si comincia dalla scelta del luogo, per la sua forza simbolica o naturalistica: le colline giapponesi e californiane, il Pont Neuf a Parigi, le isole della baia di Miami o le Mure Aureliane a Roma. Si continua con la selezione del materiale capace di rivelarne l'essenza, di punteggiarne il profilo: ombrelloni arancioni e azzurri per The Umbrellas, poliammide dorata a Parigi, tessuto lucido fucsia per la vegetazione tropicale della Florida, polipropilene per la città Eterna. Quindi lo studio tecnico affidato alla squadra di ingegneri e le trattative con le autorità locali responsabili dei permessi, sempre inediti. In qualche caso studi e trattative sono del tutto fallimentari, come a Rifle nel 1972, due anni di lavoro terminati in 28 ore, quando la tenda di nylon arancione, larga 381 metri e alta 111, è stata velocemente smantellata per l'arrivo di un uragano. Eppure Valley Curtain resta nello scatto fotografico del fedele Wolfgang Volz, che porta fino a noi la spericolata decisione di chiudere un'intera vallata con un sipario, mentre il sole splende ancora alto nel cielo e passa una macchina solitaria. Altrove sono collage e disegni a permetterci di immaginare ciò che sarà, almeno un'ultima volta. Per due settimane, in giugno, teli di stoffa differente seguiranno il corso del fiume Arkansas in Colorado per un'ultima avventura: nel frattempo Jeanne-Claude se n'è andata e per Christo è arrivato il tempo della memoria.
CHRISTO E JEANNE-CLAUDE OPERE NELLA COLLEZIONE WÜRTH CAPENA (ROMA), ART FORUM WÜRTH FINO AL 8/9/2012).

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LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Spettacoli 39

S

ono passati trentacinque anni dall’uscita sugli schermi di Guerre stellari, il capolavoro di George Lucas. Quel film ebbe un successo strepitoso e aprì la strada ai due successivi L’impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983), che crearono una sorta di triade fantascientifica che divenne un nuovo modello cinematografico. Poi ci vollero altri diciassette anni perché Lucas realizzasse quello che era il primo episodio della serie e che ora è riproposto in una edizione 3D. Si tratta di Star Wars Episodio I: La minaccia fantasma, che allora non piacque molto, anzi deluse non pochi appassionati di quella grande storia fantastica, ma che, in un’ottica differente, riapre il discorso su una serie di personaggi e situazioni che avrebbero avuto in se-

Il film della settimana
GIANNI RONDOLINO

“Star wars” tridimensionale il fascino nuovo del già visto

guito uno sviluppo, tanto narrativo quanto drammaturgico, di grande impatto. La visione tridimensionale può certamente affascinare ancor di più, soprattutto in alcune sequenze, come la gara che vede il piccolo Anakin vincitore, in cui gli effetti a tre dimensioni acquistano un valore spettacolare straordinario; ma ciò che conta è il modo in cui Lucas riesce a narrare una storia che solo

in seguito, nei film seguenti, avrà uno sviluppo molto ricco e pieno di tensione. Qui, proprio perché non si conoscono ancora i fatti che faranno dei personaggi i protagonisti di un conflitto guerresco di grande impatto visivo e dinamico, è in primo luogo la bellezza delle immagini, la presenza della musica, l’aspetto inconsueto e per molti versi fantastico degli abitanti dei vari pianeti in cui si svolge la vicenda, a dare allo spettatore il senso di un’avventura che non può non incantarlo. Certo, non tutto è così perfetto e attraente: qualche ripetizione e qualche lungaggine possono anche infastidire, ma il modo con cui George Lucas crea le inquadrature e costruisce le sequenze è a dir poco superlativo. A cominciare dalle scene iniziali, con i due Jedi che cado-

no in trappola ma riescono a fuggire, raggiungono la regina e la convincono a venire con loro sul pianeta Naboo, per terminare con la grande battaglia finale che vede vincente l’esercito al servizio della regina. Un film, in altre parole, che solo all’apparenza può sembrare simile a tutti quelli che raccontano storie analoghe, in cui gli uomini si scontrano con esseri lontani e diversi da loro; ma che invece, se lo si guarda con occhi curiosi e con spirito aperto, può assumere il carattere di un’opera d’arte di grande suggestione formale.
«Star Wars: Episodio I La minaccia fantasma» di George Lucas

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il caso
FULVIA CAPRARA INVIATA A BERLINO

Italia’s got talent verso i 9 milioni di telespettatori
LUCA DONDONI MILANO

a cronaca della notte che cambiò tutto. Non solo le vite dei poliziotti e dei manifestanti no-global che il 19 luglio del 2001 erano a Genova per il G8, ma anche «la storia della nostra democrazia». Da allora, sostiene Daniele Vicari, regista di Diaz - Don’t clean up this blood, ieri alla Berlinale nella sezione «Panorama», «ci ritroviamo a vivere in una specie di dopoguerra, il governo italiano ha bloccato quel movimento, normali cittadini sono stati trattati come assassini o anche peggio, ma nessuno è intervenuto, il mondo è rimasto a guardare». Ci sono stati, naturalmente, processi (ancora in corso, manca la Cassazione) e relative condanne, ma gli interrogativi, tanti, sono tuttora aperti: «La lettura degli atti è sconvolgente, toglie il sonno e getta un’ombra sinistra sul sistema democratico in cui viviamo, soprattutto mette in dubbio il luogo comune secondo cui certe cose possono accadere soltanto sotto regimi politici autoritari». L’intervento nel complesso scolastiL’AUTORE E REGISTA

L

Una scena di Diaz – Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari

“Diaz”, Vicari dà a Berlino un pugno nello stomaco
Nella sezione Panorama il film sulla tragedia del G8 di Genova “Fatto inaccettabile che intacca i principi democratici d’Europa”
Tappeto rosso
avuto la netta percezione di una siste- parto mobile di Roma, unico in divisa maticità degli avvenimenti». ad avere il coraggio di contravvenire Produrre Diaz (sui nostri schermi agli ordini dei superiori e di interromdal 13 aprile in 100 copie) non è stata pere, tardivamente, il massacro: «È una passeggiata: «Ci siamo affidati, una persona che fa il suo dovere, non fin dall’inizio, alla consulenza di uno l’ho mai considerato un eroe. A un studio legale - spiega Domenico Pro- certo punto si rende conto di quello cacci di Fandango -, non abbiamo che sta accadendo, una cosa ben dimai trovato porte aperte, nel senso versa dalla normale perquisizione che ho cercato finanziamenti dove che in altri casi si sarebbe trovato a normalmente si trovano, ma non li fare». A Elio Germano tocca il (piccoho avuti, e quindi siamo andati avan- lo) ruolo di Luca, giornalista della ti con le nostre forze». Realizzato in «Gazzetta di Bologna» che, dopo la coproduzione con Francia e Roma- morte di Carlo Giuliani, decide di annia e con il contributo statale dei Be- dare a Genova per vedere i fatti con i ni Culturali, il film è stato accompa- suoi occhi. Si ritroverà nel bel mezzo gnato, fin dal primo annuncio, da po- dell’aggressione, testimone incredulemiche e prese di lo di scene che non posizione: «Non so IL PRODUTTORE PROCACCI avrebbe mai lontase ci saranno rea«Non abbiamo mai trovato namente immaginazioni da parte della to. Accanto a lui, porte aperte, siamo andati nella corsia delPolizia, a cui avevo avanti con le nostre forze» l’ospedale, un baimesso a disposizione il copione, e che, lamme dove i feriti comunque, non ha ancora visto la arrivano scortati dai poliziotti e dove pellicola». L’altro problema riguar- i medici non riescono a prestare la lodava i nomi dei protagonisti, perché, ro opera, c’è anche Anselmo (Renato nelle stanze dove si decide il blitz alla Scarpa), un vecchio militante della Diaz, compaiono pezzi grossi dello CGIL che, con i suoi compagni penStato italiano, responsabili che ordi- sionati, ha preso parte ai cortei anti nano, indirizzano, commentano: «Le G8. La scritta di Amnesty Internatiopersone aggredite hanno espresso la nal che accompagna il titolo del film volontà di non essere citate, natural- dice che i fatti della Diaz rappresenmente abbiamo fatto come volevano, tano «la più grave sospensione dei dima, a quel punto, abbiamo dovuto ritti democratici in un Paese occidenusare nomi fittizi anche per gli altri tale dopo la Seconda Guerra Mondiapersonaggi». le». Se ne parlerà ancora, anche oggi, Sullo schermo Claudio Santama- alla Berlinale, con il documentario ria indossa la divisa di Max Flamini, Summit di Franco Fracassi e Massivicequestore aggiunto al primo re- mo Lauria.

Vola verso i 9 milioni di spettatori lo show di Canale 5 Italia’s Got Talent, con uno share del 34,53%. Decisamente distanziata Rai1: Ballando con le Stelle è stato visto da 5.418.000 telespettatori con uno share del 21,64%. Molto del successo del programma è dovuto ai protagonisti: Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi, Belen Rodriguez e Simone Annichiarico. Per la De Filippi la forza della trasmissione «è la grande varietà di contenuti e il sistema dei tre giudici dove l’esperto di musica sta a fianco a chi non ne capisce assolutamente nulla ma ha una forte sensibilità per altre discipline dello spettacolo. In più a differenza de La Corrida, dove il pubblico era quasi invitato a deridere il concorrente, si portano in superficie delle persone con peculiarità meravigliose». Per anni al timone proprio della Corrida Gerry Scotti nota che «l’evoluzione del linguaggio televisivo messa in atto da questo programma è sotto gli occhi di tutti. Qui, quelli che a La Corrida chiamavamo dilettanti allo sbaraglio, non sono giudicati dal pubblico ma da professionisti credibili. In più, in mezzo a personaggi improbabili ci sono dei fenomeni veri, acrobati eccezionali. Gente che studia da una vita quella data disciplina e viene a mostrarla agli italiani. Il

«Leggere gli atti è sconvolgente getta ombre sulla democrazia» Nel cast Santamaria e Germano
co, trasformato nei giorni del G8 in sede del Genoa Social Forum, era stato motivato come una risposta alle azioni violente di un gruppo di «Black Block», ma, si chiede Vicari, «se dentro quella scuola ci fossero stati delinquenti e stupratori, il comportamento della Polizia sarebbe stato considerato legittimo?». Non a caso, dice ancora il regista, autore del soggetto e sceneggiatore insieme a Laura Paolucci, Diaz è concentrato in quelle ore, in quei luoghi, su quelle persone che non hanno mai potuto dimenticare. Del contesto, della città blindata, delle manifestazioni fino ad allora pacifiche, della morte di Carlo Giuliani, ucciso da un proiettile sparato da una camionetta dei Carabinieri, il film dice poco e niente. Quello che conta è una bottiglia di vetro, futura molotov della discordia, che ruota in aria nella prima sequenza e funziona da raccordo tra i vari flashback su cui è intessuta la pellicola: «Il cuore della narrazione sta nei fatti accaduti, bastano quelli a descrivere un livello di degrado sociale e civile che assolutamente dobbiamo cercare di eliminare dal nostro sistema di valori. Sono culturalmente e politicamente allergico alle dietrologie, ma, leggendo gli atti, ho

I giudici di Italia’s got talent

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Clive Owen si tuffa nel dramma del terrorismo nell’Irlanda del Nord con Shadow Dancer, adattamento del bestseller di Tom Bradby diretto dal regista premio Oscar James Marsh (Man on Wire). Nel cast, anche l’attrice britannica Andrea Riseborough, ieri a Berlino.

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Ieri è stato anche il giorno del cineasta filippino Brillante Mendoza, in concorso con Captive, protagonista Isabelle Huppert. Un film d’attualità, tra i papabili per un premio: un gruppo di turisti viene preso in ostaggio nelle Filippine da un gruppo di separatisti islamici di Abu Sayyaf.

pubblico ha capito e quando ci guarda sa che si tratta di intrattenimento». Per Rudy Zerbi «il successo, a parte noi, è da ascrivere al quarto giudice: il pubblico a casa. Chi ti sta guardando sente che ti comporti e reagisci esattamente come, nello stesso momento, si sta facendo tra le mura domestiche. Io, Maria e Gerry siamo tipi diversi ma proprio per questo coinvolgenti. Gerry è il capofamiglia, Maria è la mamma decisa ma bonaria e ci sono io, il figliolo Rudy, più cinico e disincantato». Un programma fatto da persone normali per persone normali, lo definisce Belen. «Maria o Gerry non ha comportamenti da star e questo la gente lo ama e lo rispetta. Per conto mio, se scatta la risata non la soffoco e se un concorrente non mi piace me lo si legge in faccia. La gente apprezza lo sforzo della gente comune e questo è in linea con i tempi che stiamo vivendo». Il filo conduttore del programma, dice Simone Annichiarico è la «“non noia”. È difficile che ci siano dei momenti di stallo e questo è dovuto ovviamene alla bravura di chi monta i vari spezzoni che abbiamo registrato in tempi diversi. Il risultato è eccezionale e la confidenza che abbiamo sviluppato io e Belen ci permette di divertirci aggiungendo umorismo a ciò che fanno i giudici».

40 Spettacoli

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

Programmi tv
Italia 1
8.40 Settimo cielo Telefilm 10.35 Everwood Telefilm 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson Cartoni animati 14.35 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati 15.30 Camera Café ristretto Varietà satirico 15.40 Camera Café Varietà satirico 16.15 The middle Telefilm 16.40 La vita secondo Jim Serie 17.45 Trasformat Quiz Conduce Enrico Papi 18.30 Studio Aperto. Meteo 19.00 Studio Sport 19.20 Tutto in famiglia Telefilm 19.50 I Simpson Cartoni 20.20 C.S.I. - Scena del crimine Telefilm 7.20 7.25 8.20 9.40

Rai 1
6.00 Euronews 6.10 Unomattina Caffè Attualità 6.30 Tg 1 6.45 Unomattina Attualità 10.55 Che tempo fa 11.00 Tg 1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco 13.30 Telegiornale 14.00 Tg 1 Economia Attualità 14.10 Verdetto finale Attualità 15.15 La vita in diretta 18.50 L’eredità Gioco 20.00 Telegiornale 20.30 Qui Radio Londra Attualità Striscia quotidiana di cinque minuti, condotta da Giuliano Ferrara 20.35 I soliti ignoti - Gran Finale Gioco

Rai 2
7.00 Cartoon Flakes Programma per bambini 9.30 Protestantesimo Rubrica religiosa 10.00 Tg 2punto.it 11.00 I fatti vostri Varietà 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg2 Costume e società Attualità 13.50 Tg2 Medicina 33 Rubrica di attualità medica 14.00 Italia sul due Attualità 16.10 Ghost Whisperer Telefilm 16.55 Hawaii Five-O Telefilm 17.45 Tg 2 Flash L.I.S. 17.50 Rai Tg Sport Sport 18.15 Tg 2 18.45 Numb3rs Telefilm 19.35 L’isola dei famosi 9 Reality show 20.30 Tg 2 20.30

Rai 3
10.00 La Storia siamo noi 11.00 Apprescindere Attualità 12.00 Tg 3 Rai Sport Notizie 12.45 Le storie - Diario Italiano 13.10 La strada per la felicità Soap Opera 14.00 Tg Regione. Tg Regione Meteo 14.20 Tg 3. Meteo 3 14.50 Tgr Leonardo Attualità 15.00 Tg3 Lis 15.05 Lassie Telefilm 15.55 Cose dell’altro Geo Documentari 17.40 Geo & Geo Documentari 19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr Meteo 20.00 Blob Videoframmenti 20.15 Per ridere insieme con Stanlio e Ollio 20.35 Un posto al sole Soap Opera

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina Attualità 7.55 Traffico 7.57 Meteo 5 8.00 Tg 5 Mattina 8.40 La telefonata di Belpietro Attualità 8.50 Mattino Cinque 11.00 Forum Attualità 13.00 Tg 5. Meteo 5 13.40 Beautiful Soap Opera 14.10 CentoVetrine Soap Opera 14.45 Uomini e donne Talkshow 16.15 Amici Reality show Conduce Maria De Filippi 16.55 Pomeriggio cinque Attualità 18.45 The Money Drop Quiz 20.00 Tg 5. Meteo 5 20.30 Striscia la notizia Varietà

Rete 4
Ieri e Oggi in Tv Varietà Nash Bridges Telefilm Hunter Telefilm R.I.S. Roma Delitti imperfetti Serie 10.50 Benessere - Il ritratto della salute Attualità 11.30 Tg 4 - Telegiornale 12.00 Detective in corsia TF 13.00 La signora in giallo Telefilm 14.05 Forum Attualità 15.10 Flikken coppia in giallo Telefilm 16.15 Sentieri Soap Opera 16.30 Commissario Cordier Film-tv 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Tempesta d’amore Soap Opera 20.30 Walker Texas Ranger Telefilm

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 7.00 Omnibus Magazine 9.45 Coffee Break Attualità 11.10 L’aria che tira Attualità Conduce Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta 13.30 Tg La7 14.05 Halifax Telefilm Mentre Jane sta facendo visita alla madre Angela, fuori dall’ospedale si svolge un incidente automobilistico 16.15 Atlantide - Storie di uomini e mondi 17.25 Movie Flash 17.30 L’ispettore Barnaby Filmtv 19.20 G’ Day Attualità 20.00 Tg La7 20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10 Il generale dei briganti
MINISERIE.ConC.Filangieri.L’eser-

21.05 L’isola dei famosi 9
REALITY SHOW. Grande novità

21.05 Il mondo dei replicanti

21.10 Grande Fratello 12
★★
REALITY SHOW. Si conclude una nuova settimana dei concorrenti all’interno della casa di Cinecittà. Conduce Alessia Marcuzzi, affiancata da Alfonso Signorini

21.10 C.S.I. - New York
TELEFILM. Con Gary Sinise. Mac

21.10 La battaglia dei tre regni
FILM.

21.10 L’infedele
★★★
ATTUALITÀ. Nuovo appunta-

cito del Piemonte, grazie anche ai briganti, è riuscito a sconfiggere gli avversari borbonici. Ma Carmine diventa latitante 23.20 Porta a Porta Attualità 0.55 Tg 1 - Notte. Che tempo fa 1.30 Qui Radio Londra 1.35 Sottovoce Attualità 2.05 Rewind - Visioni private Magazine

di quest’anno la conduzione affidata a Nicola Savino e Vladimir Luxuria, inviata in Honduras. Tra le opinioniste in studio c’è Lucilla Agosti 0.10 Tg 2 0.25 La storia siamo noi Attualità 1.20 Tg Parlamento Attualità Rubrica a cura della Tribuna Servizi Parlamentari

FILM. (azione, 2009) con B. Wil-

lis, R. Mitchell. Regia di J. Mostow. Siamo in un mondo futuristico dove gli uomini interagiscono attraverso dei robot 22.40 Banlieue 13 Film (fant., 2004) con Cyril Raffaelli, David Belle, Tony D’Amario, Bibi Naceri, Dany Verissimo, François Chattot, Nicolas Woirion

deve capire perchè una giovane donna sia stata uccisa e se fosse a conoscenza di alcuni video realizzati alla Bradford Academy 23.00 Nickname: l’enigmista Film (horror, 2005) con Julian Morris, Lindy Booth. Regia di Jeff Wadlow ★★ 0.45 Aspettando Oktagon Thaiboxemania Sport

(azione, 2008) con T. Leung, T. Kaneshiro. Regia di J. Woo. Basato sul romanzo di Luo Guanzhong, il racconto della storica battaglia di Red Cliff 0.05 Seta Film (dramm., 2007) con Keira Knightley, Michael Pitt. Regia di François Girard ★★ 2.30 Pianeta mare Documentari

mento con l’analisi politica e culturale di Gad Lerner, che affronta i principali argomenti del giorno e questioni di politica 23.45 InnovatiON Attualità Il magazine che racconta la tecnologia al servizio dell’uomo. Conducono Lucia Loffredo e Ivo Mej 0.20 Tg La7 0.30 (ah)iPiroso Attualità

0.15 Mai dire Grande Fratello Varietà satirico con Gialappa’s Band. Regia di Massimo Fusi 1.00 Tg 5 Notte. Meteo 5 1.30 Striscia la notizia Varietà satirico

CINEMA & TV
omani alle 21,10 su Canale 5 Zodiac, film americano del 2007 diretto da David Fincher, con Mark Ruffalo, Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr. Tra gli Anni 60 e 70 del secolo scorso un serial killer, che si chiamò Zodiac, compì una serie di delitti negli Stati Uniti, riuscendo a non farsi prendere dalla polizia. Su questo personaggio storico e sulla sua attività criminale David Fincher, il regista del non dimenticato Seven, volle fare un film di grande interesse, nel quale l'assassino diventava il motivo centrale dell'azione dei poliziotti. Siamo a San Francisco nel 1969 e la morte di sette persone uccise dal serial killer, che invia alla polizia lettere di non facile interpretazione, coinvolge due ispettori, che condurranno le indagini, ai quali si aggiungono due giornalisti che agiscono per proprio conto. E sono questi quattro personaggi a costituire il filo conduttore di una storia che si snoda di sequenza in sequenza con una serie di vari atteggiamenti psicologici e drammatici. Il film dura più di due ore e mezzo e potrebbe anche sembrare un po' lungo e ripetitivo, se non fosse che la tensione che cresce a poco a poco si trasmette allo spettatore, il quale si sente coinvolto e segue i fatti con viva partecipazione. Grazie anche alla regia rigorosa di Fincher e alla presenza di attori di grandissimo mestiere.

Rai Movie
6.10 Il giorno in cui niente successe - Incidenti Cortometraggio 6.30 Operazione San Gennaro Film 8.15 Nel giorno del Signore Film 9.55 Anica Appuntamento al cinema 10.00 Il grande attacco Film 11.50 The stupids - Stupidi Film 13.25 La città proibita Film 15.20 La corsa dell’innocente Film 17.10 Ballroom - Gara di Ballo Film 18.50 ... e poi lo chiamarono il Magnifico Film 21.00 Blueberry Film 23.10 Scomodi omicidi Film

Raisport 1
14.30 Notiziario TG Sport 14.45 Rubrica: Vela a Vela Sport 15.15 Calcio: Campionato Italiano Serie A F.le BresciaChiasellis Sport 16.55 Tg Sport Flash Sport 17.00 Basket: Campionato Italiano Serie A Varese Roma Sport 18.45 Calcio: Rubrica Lega Pro (prima parte) Sport 19.35 Tg Sport - replica Sport 20.00 Calcio: Rubrica Lega Pro (seconda parte) Sport 20.30 Calcio: Campionato Italiano Lega Pro Benevento - Ternana Sport 22.50 Speciale Sabato Sprint Siena-Roma/Napoli-Chievo Sport

Rai Storia
18.15 Ottavo giorno - Eugenio Zolli Documentari 18.45 Da Qui: Il Polipropilene Isotattico e il Nobel a Giulio Natta 19.00 Res Gestae Personaggi 19.05 L’approdo Documentari 19.20 Cult Book: Cargo di George Simenon 19.25 Un’ ora con... Georges Simenon Documentari 20.00 Art News Documentari 20.30 Visioni Private: Tullio Gregory Documentari 20.55 Da Qui: Il ponte sul fiume Po 21.00 Dixit Guerre. Soldati fedeli: War Dogs 22.00 Dixit Guerre. Soldati fedeli: I colori della Guerra:Americani

Dal satellite
14.45 The Tourist Johnny Depp, turista americano in Italia, cade nella trappola di Angelina Jolie SKY CINEMA 1 15.30 Splendori e miserie di Madame Royale L’omosessuale Ugo Tognazzi il sabato sera si traveste da Madame Royale SKY CLASSICS 15.45 The Last Station Nel 1908 Lev Tolstoj è il romanziere più famoso di Russia SKY HITS 15.50 Una sirena sulla spiaggia Una giovane cantante atterra col paracadute su una spiaggia della California MGM Jack Colpito da una malattia, Robin Williams ha 10 anni ma il corpo di un quarantenne SKY PASSION Traitor Un agente della Cia lavora sotto copertura all’interno di un gruppo terrorista SKY MAX 16.10 Space Dogs 3D Belka è la cagnolina-star, protagonista di questa storia ambientata nello spazio SKY FAMILY 16.30 Will Hunting - Genio Ribelle L’orfano Matt Damon pulisce i corridoi dell’Istituto, ma in realtà è un genio SKY
CINEMA 1

I film
Casper 2 - Un fantasmagorico inizio Casper salva una città dalla demolizione e riunisce padre e figlio SKY FAMILY 18.40 Hook - Capitan Uncino Peter Pan (Robin Williams), ormai adulto, ha dimenticato il mondo magico SKY
CINEMA 1

GIANNI RONDOLINO

D

Rai 4
9.20 Fisica O Chimica Serie 10.40 Torchwood Serie 11.30 Farscape Serie 12.20 Eureka Serie 13.05 Lost World Serie 13.50 Fisica O Chimica Serie 15.10 Entourage Serie 15.35 Being Erica Serie 16.20 One Tree Hill Serie 17.10 Eureka Serie 17.55 Farscape Serie 18.45 Lost World Serie 19.30 Torchwood Serie 20.25 Supernatural Serie 21.10 Diamond Dogs Film 22.40 Down - Discesa Infernale Film 0.30 Anica Appuntamento Al Cinema 0.35 Regno di Sangue Film

Sportitalia
7.00 Che Domenica Sport 9.00 Championship Peterborough Vs West Ham 11.00 Treno A Replica Sport 11.30 Lega Pro Cremonese Siracusa Sport 13.30 Apertura Boca Jrs. - Olimpo Sport 15.30 Ligue 1 Nizza-Paris Sg 17.30 Magazine Arsenal World 18.00 Arsenal Tv Premier Sunderland - Arsenal Prima Visione Sport 20.00 Magazine Arsenal 360 20.30 Solocalcio News Diretta 21.00 Aspettando Il Solocalcio Sport 23.00 Solocalcio Diretta 23.00 Sport

Iris
11.19 La donna che venne dal mare Film 13.03 Note di cinema: In Giudizio 13.18 Ferdinando Di Leo - L’aristocratico Di Genere: Kiss Kiss Bang Bang Varietà 13.23 Kiss Kiss... Bang Bang Film 15.24 Ti Racconto Un Libro 15.45 Cresceranno i carciofi a Mimongo Film 17.17 Note di cinema 17.25 Chi ha ucciso la signora Dearly? Film 19.16 Supercar Telefilm 20.08 A-team Telefilm 21.02 Prova a incastrami Film 23.17 Ferdinando di Leo - L’aristocratico di Genere

19.15 Stanno tutti bene Il vedovo Robert De Niro vuole riprendere i contatti con i suoi quattro figli SKY PASSION 19.20 Il giardino dei Finzi Contini Ferrara ‘38-’43: la vicenda di una famiglia ebrea agiata. Di V. De Sica. Oscar SKY CLASSICS 19.25 Beverly Hills Cop II - Un piedipiatti a Beverly Hills II Eddie Murphy indaga su un suo collega, vittima di una donna misteriosa SKY
HITS

Reazione a catena Il tecnico Keanu Reeves è l’unico a conoscere il segreto dell’energia dall’acqua SKY MAX 21.10 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo Un ragazzo scopre di essere un discendente degli dei Greci SKY HITS Nessuno mi può giudicare L’amore tra Laura Efrikian e Fabrizio Moroni è ostacolato da un ispettore geloso SKY
CINEMA 1

21.00 La donna del giorno Spencer Tracy, querelato da Myrna Loy, cerca di coinvolgerla in uno scandalo MGM Rapunzel - L’Intreccio della Torre Le stranezze di Rapunzel non si fermano ai soli capelli, lunghi più di 20 metri
SKY FAMILY

17.25 Texasville Ovvero “L’ultimo spettacolo” 20 anni dopo secondo lo stesso Peter Bogdanovich MGM 17.40 Ragazzi miei Dopo la morte della moglie, Joe deve far fronte alle difficoltà quotidiane SKY
HITS

Intrigo internazionale Cary Grant viene scambiato per un personaggio inventato dal controspionaggio SKY
CLASSICS

22.45 Spy Kids Le spie Antonio Banderas e Carla Cugino scompaiono misteriosamente SKY FAMILY 22.55 Vento di primavera Il dirigente di una ditta tedesca in Italia si innamora della sua segretaria SKY CINEMA 1 Al calare delle tenebre Lo spirito di una donna ritorna a mietere vittime col favore delle tenebre SKY MAX 23.05 I ragazzi di provincia Tony Curtis e Debbie Reynolds dividono l’appartamento. Finisce come deve finire MGM 23.15 Mine Vaganti La famiglia Cantone possiede uno dei più importanti pastifici del Salento SKY HITS 23.25 Riso amaro Gassman e la sua ragazza sono due ladri che si nascondono tra le mondine
SKY CLASSICS

A proposito di Schmidt Jack Nicholson va in pensione, ma sua moglie muore all’improvviso SKY PASSION

0.15 Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi Lo scienziato Rick Moranis riesce a miniaturizzare la materia. E anche i figli SKY FAMILY

Joy+1, Mya+1,Steel+1 ripetono la programmazione Joi, Mya, e Steel posticipati di un’ora

Intrattenimento
21.00 C.S.I. Miami FOX CRIME Grey’s Anatomy FOX
LIFE EUROSPORT 1

Sport
20.00 Salto con gli sci: Coppa del Mondo Calcio: Rubrica Lega Pro (seconda parte)
RAISPORT SAT

JOI
13.30 Sherlock Holmes Film 15.40 Madagascar Cortometraggio 15.55 Psych Telefilm 16.46 I Pilastri Della Terra Miniserie 18.39 Packed To The Rafters Telefilm 19.29 Er-Medici In Prima Linea TF 20.11 Joi On Air ‘12: Febbraio 20.24 V Telefilm 21.15 L’ultimo samurai Film 23.42 Joi On Air ‘12: Febbraio 1.44 Er-Medici In Prima Linea Telefilm

MYA
12.00 One Tree Hill Telefilm 12.46 Friends Telefilm 13.19 Mamma All’improvviso Film 14.55 Men In Trees Segnali d’amore TF 16.28 Maman! Cortometraggio 16.53 Friends Telefilm 17.22 Moonlight Serenade Film 19.03 Friends Telefilm 19.31 One Tree Hill Telefilm 21.15 Covert Affairs Telefilm 22.10 Close To Home Telefilm

STEEL
11.50 Fringe Telefilm 12.40 Fringe Telefilm 13.30 Big Bang Theory Telefilm 14.15 Aliens in America Telefilm 15.00 The War At Home Telefilm 15.55 Smallville Telefilm 16.45 4400 Telefilm 17.30 The War At Home Telefilm 18.25 R.I.S. 2 Delitti Imperfetti Telefilm 20.25 4400 Telefilm 21.15 Fringe Telefilm 22.50 Warehouse 13 Telefilm

P. CALCIO
14.30 Calcio Serie A: Inter - Novara Sport 16.25 Hi - Lites Serie A Sport 16.45 Calcio Serie A: Bologna Juventus Sport 18.34 Graffiti Tribu Del Calcio Sport 18.42 La tribù del calcio 2011/12 Sport 19.45 Serie A Live 2011/12 Sport 20.45 Diretta Premium Serie A 2011/12 Sport 22.41 Serie A Live 2011/12 Sport

P. CINEMA
6.40 Stati di allucinazione Film 8.23 Amore con interessi Film 10.04 The perfect man Film 11.50 December Boys Film 13.40 Brivido biondo Film 15.14 Saturno contro Film 17.11 C’è Chi Dice No Film 18.54 Il Capo Corto 19.29 Basic Film 21.15 I Mercenari Film 23.06 The Next Three Days Film

S. UNIVERSAL
10.45 Ritratto di signora Film 13.15 Inside The Actors Studio: Charlie Sheen 14.10 Maria di Scozia Film 16.25 Amori E Amicizie Film 18.50 La rivincita delle bionde Film 20.30 Sigle Studio Universal 21.15 I Dimenticati Film 22.55 Constantine Film 1.05 Intervista Richard Gere 1.17 Analisi finale Film

White Collar FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.50 Homeland - Caccia alla spia FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.55 C.S.I. Miami FOX CRIME Pan Am FOX LIFE 22.45 The Walking Dead FOX 22.50 Braquo FOX CRIME Body of Proof FOX LIFE 23.35 American Dad FOX 23.45 C.S.I. - 100% Grissom
FOX CRIME

20.30 Rubrica: Icarus SKY
SPORT 2

Calcio: Campionato Italiano Lega Pro Benevento - Ternana
RAISPORT SAT

20.45 Magazine: Watts
EUROSPORT 1

Calcio: Serie A SKY
SPORT 1

21.00 Magazine: All Sports
EUROSPORT 1

Sex and the City FOX
LIFE

Falling Skies FOX 0.20 Bones FOX LIFE 0.30 Primeval JIMMY

Basket: NBA SKY SPORT 2 21.05 Wrestling: Pro Wrestling EUROSPORT 1 22.45 Biliardo: Welsh Open
EUROSPORT 1

.
41

2R

IL DUELLO SCUDETTO

SERIE BWIN, TORO

VERSO I GIOCHI

Milan e Juve in testa (a volte) anche per caso
I

Stevanovic “Avevamo paura dei nostri tifosi L’abbiamo vinta”
I

Londra 2012 Nel villaggio olimpico torna la guerra fredda
I

Da Giaccherini dirottato dalla fascia in mezzo a Maxi Lopez protagonista grazie al mancato arrivo di Tevez: tutti i segreti delle grandi rivali.
Bandinelli e Nerozzi
PAG.44-45

Dopo il 1˚gol in casa, il serbo si confessa: «Potevo sparire, grazie a Ventura sono ripartito».
PAG. 47

Gli alloggi riflettono le tensioni geopolitiche mondiali. Roma 2020: oggi il sì di Monti?
Buccheri e Zonca
PAG. 50-51

Gianluca Oddenino

SPORTLUNEDÌ
Risultati
23ª giornata
0-0 Atalanta-Lecce Bologna-Juventus rinv. 2-1 Cagliari-Palermo 4-0 Catania-Genoa 0-1 Inter-Novara 3-2 Lazio-Cesena Parma-Fiorentina rinv. 1-2 Udinese-Milan

OGGI ore 20,45
Napoli-Chievo Sky sport 1 e Prem. calcio 1 Siena-Roma Sky calcio 2 e Prem. calcio 2

Classifica
Milan Juventus** Lazio Udinese Inter Roma* Napoli* Palermo Genoa* Cagliari Fiorentina** Catania** Parma** Chievo* Atalanta (-6)* Bologna** Siena** Lecce Cesena* Novara
*Una partita in meno **Due partite in meno

47 45 42 41 36 35 31 31 30 30 28 27 27 27 24 22 20 18 16 16

RECUPERI DI A
Mercoledì ore 18,30

Atalanta-Genoa Cesena-Catania Parma-Juventus
Dirette tv su Sky e Premium

CHAMPIONS LEAGUE
OTTAVI DI FINALE (andata) Mercoledì ore 20,45

Milan-Arsenal
Raidue, Sky sport 1, Premium calcio

Il Novara di Mondonico batte l’Inter a San Siro
Lo spunto
GUIDO BOFFO

L’uomo della domenica
zo che non porta da nessuna parte, tantomeno in Champions League. L’illusione di Ranieri si è infranta contro un derby vinto, sembra un paradosso ma da lì in poi l’Inter ha racimolato tre sconfitte (quattro con la Coppa Italia) e un pareggio. Un punto in quattro giornate. Gli episodi avversi (ieri un rigore negato e una clamorosa traversa di Sneijder) si dissolvono nel quadro generale di una squadra al capolinea, costruita con una certa indolenza. E peggiorata in corsa. Thiago Motta è sceso in anticipo, ma c’è chi gli ha permesso di farlo: un affare per tutti, non per Ranieri, navigatore senza la vocazione per la poesia o la santità. Infatti verrà liquidato, si presume a fine stagione. Sei punti su sei persi dall’Inter contro l’ultima in classifica: questo è il senso di una domenica che altrimenti ne avrebbe avuto ben poco. Si rinvia per causa di forza maggiore, si spezzetta per esigenze di palinsesto. Tutto legittimo, e nel caso della neve necessario, ci mancherebbe. Ma il risultato è quello di un campionato sfalsato che non può soddisfare nessuno, nemmeno le televisioni a pagamento. Non ci spingeremo a dire che sia anche falsato, di certo disorienta la lunga teoria di asterischi nella classifica di serie A. Una partita in meno, due partite in meno, giovedì l’anticipo dell’anticipo, mercoledì il recupero. È così superflua la contemporaneità? La Juve è stata prima in venti giornate

EUROPA LEAGUE
SEDICESIMI (andata) Giovedì ore 19

Lazio-Atletico Madrid
Premium calcio ore 21,05

Il campionato (s)falsato
su ventitré, due volte su tre ha perso il primato a causa di un rinvio (il 6 novembre a Napoli, sabato scorso a Bologna). Se mercoledì verrà bloccata a Parma, c’è la possibilità che si presenti allo scontro diretto del 25 febbraio con qualche punto (e una partita) in meno. Psicologicamente, e forse anche tatticamente, inseguire e essere inseguiti non è la stessa cosa. D’altra parte il Milan affronterà una rivale meno affaticata. D’altra parte, d’ora in poi, la Juve vede sfumare il vantaggio di non dover giocare una partita ogni tre giorni. D’altra parte... Non sarà un campionato meno giusto, sarà semplicemente un campionato diverso. E la capacità di sfruttare questa diversità, alla fine potrebbe fare la differenza.

Udinese-Paok Salonicco
Italia 1, Premium calcio 1

È

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

bello pensare che ci sia una logica, in tutto questo: la domenica più smilza e avvilente del campionato, con solo tre partite agibili, è stata un tuffo al cuore (e nel passato) grazie a Emiliano Mondonico. Meritava un palcoscenico esclusivo, ventiquattro stagioni dopo il suo ultimo successo a San Siro, sei mesi dopo aver sconfitto il tumore. Il calcio non è così diverso dalla vita, qualche volta offre opportunità impensabili. Il Mondo ha vinto a suo modo: chiama le ripartenze contropiede, non si vergogna ad asserire in pubblico la regola aurea del «primo non prenderle», paragona San Siro a Sanremo, l’edizione di Morandi e Celentano. E a suo modo ha perso l’Inter, nè lenta nè rock, una via di mez-

R

42 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

La grande in crisi
Nerazzurri a -6 dalla Champions
DECIDE CARACCIOLO: SBANCATO SAN SIRO DOPO 59 ANNI

«Perdere in casa con l’ultima capita una volta in 100 anni»
Dejan Stankovic
CENTROCAMPISTA DELL’INTER

Inter Novara
Inter
(4-3-2-1)

0 1
Novara
(3-5-1-1)

Julio Cesar 6; Zanetti 6, Lucio 5,5, Cordoba 5,5, Chivu 4,5 (25’ st Nagatomo 6); Poli 6 (17’ st Forlan 5), Stankovic 5, Cambiasso 5,5; Alvarez 5,5 (1’ st Pazzini 5), Sneijder 5,5; Milito 5
ALL. Ranieri

Ujkani 7; Lisuzzo 7, Centurioni 7, Garcia 6,5; Dellafiore 5,5 (14’ pt Morganella 6,5), Porcari 5,5 (1’ st Pesce 6,5), Radovanovic 5,5, Rigoni 6,5, Gemiti 6 (20’ st Paci 6); Jeda 6,5; Caracciolo 7
ALL. Mondonico

5

8

RETI: st 11’ Caracciolo ARBITRO: Russo 5 AMMONITI:Porcari, Radovanovic, Morganella ESPULSI:35’ st Radovanovic SPETTATORI: 21.703, incasso 1.303.483 euro

di guai
nua a esserlo. In negativo, però. Non ne azzeccano più una, gli ex campioni di tutto: fuori in Coppa Italia contro il Napoli e un punto nelle ultime 4 partite di A. Ieri, il punto più basso dello sprofondo dei nerazzurri: hanno rimediato un ko che non subivano da 59 anni. Hanno perso in casa con il Novara, che lontano dal suo «Piola» sintetico non era nemmeno mai andato in vantaggio.

Mondo
Inter ancora battuta dal Novara. Ranieri: “Gira tutto male”
Le parole di Dejan Stankovic, al debutto nel 2012, sintetizzano la portata del flop: «Non si può perdere in casa contro l’ultima in classifica: succede una volta in 100 anni. Capisco la rabbia dei tifosi». La gente ha cominciato a fischiare sullo 0-0 dell’intervallo, per poi esibirsi dopo il gol di Caracciolo al 56’ in raffiche di cori che da queste parti non si sentivano dal pre-Calciopoli («Andate a lavorare», «Tirate fuori i c...ni») e in una mini-contestazione a Moratti all’uscita della tribuna vip. Tira brutta aria, adesso, in casa Inter. Quattro partite senza vittoria in campionato non si

Un

ROBERTO CONDIO MILANO

Sette vittorie di fila in campionato più una in Coppa Italia. Tre settimane fa, l’Inter era la squadra del momento. Conti-

PUNTO 2012. QUESTO È IL DIVERTIMENTO CHE CI PIACE.

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Personaggio
MILANO

accordo, Emiliano Mondonico era già tornato. Novara-Chievo 1-2 di undici notti fa. La prima panchina di A dopo sette anni e passa ma soprattutto dopo aver battuto il cancro. classifica... Vuoi mettere, però, rimettere Il fatto è che il Mondo, sempiede a San Siro? «È un po’ co- pre in piedi, in panchina non ci me Celentano che torna a San- sta mai. E che, anche dopo quel remo», aveva detto in settima- che gli è successo, resta il solito. na il Mondo che vive di calcio, Un uomo in tuta, sanguigno. Fedi emozioni ma anche di musi- dele al suo calcio. Orgoglioso di ca. La sua ultiessere italiano. ma volta, alla IL GRAZIE AL CLUB Di difendersi, Scala del pallo- «È stato l’unico a non per poi magari ne, era stato un colpire e castigaMilan-Napoli chiedermi come stavo re quelli che at1-0, del 25 no- prima di ingaggiarmi» taccano. Una vembre 2000. volta stava dalla Perse 1-0 contro Zaccheroni. parte degli indiani, contro i Questa volta ha vinto 1-0 con- cowboy. «Ma quelli erano altri tro Ranieri. Contro l’Inter, tempi, erano i derby del mio Toche lui in trasferta non aveva ro». Sta ancora con il più debomai battuto. Roba che nean- le, comunque. «Con il Novara, che a sognarla, stando seduto l’unica squadra che non mi ha sulla panchina dell’ultima in chiesto come stavo ma mi ha

D’

Una vita in contropiede “È come vincere Sanremo”
detto di aver pensato a me come allenatore. E così mi ha fatto un grandissimo regalo». E lui, dopo essere ripartito perdendo in casa contro il Chievo, ha cominciato prestissimo a ripagare chi gli ha riaperto le porte di casa, del calcio che gli mancava come null’altro. Il Novara aveva sempre preso gol nelle prime 21 partite della sua complicatissima stagione da matricola. Otto giorni fa, contro il Cagliari, è arrivato il primo 0-0. E ieri, il capolavoro: altri 90’ più recupero con la porta inviolata, l’1-0 in casa dell’Inter. «È stato come vincere a Sanremo», gode il Mondo che ha messo su un bel trappolone per bloccare i nerazzurri. «Il calcio è la cosa più semplice del mondo, siamo noi che la complichiamo. Contro chi è più forte, è inutile voler fare i fenomeni. Bisogna difendersi bene, stare raccolti, provare a colpire nelle poche occasioni che ti capitano e avere un po’ di fortuna. Noi abbiamo vinto così». Con un gol di Andrea Caracciolo, l’Airone che a Novara non aveva ancora aperto le ali. Ha bucato l’Inter per la settima volta in carriera e poi, rivolto ai cronisti, ha bonariamente stuzzicato il suo nuovo tecnico: «Lo sapete? In allenamento mi chiama sempre Bonazzoli che non gioca nemmeno con noi». Non capiterà più. Perché grazie a lui, il Mondo ha vinto il suo Sanremo. Non gli capitava dal no- importante. Guai a vergognarvembre 1988, unico successo a sene, a rinnegare un passato San Siro nei suoi primi 25 tenta- che ha un suo valore ancora ogtivi. Guidava l’Atalanta, battè il gi. Può essere una lezione per Milan di Sacchi. Che ieri, dal sa- qualcuno, vedere come il mio lotto di Mediaset Premium, gli Novara s’è difeso contro l’Inha fatto i complimenti per l’im- ter». Per poi punirla in contropresona. «Hai vipiede: un gol e alsto che riparten- TECNICI AGLI ANTIPODI tre due occasioni ze, Arrigo?», ha lo 0-1, con i Scherza con Sacchi dopodi Rigoni e giocato l’Emiliatiri «Arrigo, hai visto Morganella reno. Che, lontano che ripartenze?» spinti a fatica da dai microfoni tv, è poi tornato seJulio Cesar. rio. Ha ripreso a chiamare le co«Una partita di una volta», se con il loro nome: «Ma quali ri- l’ha etichettata Mondonico. partenze? Io continuo a chia- Una vittoria festeggiata con stimarli contropiede. E dite pure le e misura. Nessuna esultanza, che abbiamo fatto catenaccio. È al triplice fischio. Un solo stop, nel Dna italiano: così, il nostro prima di imbucarsi nel tunnel, calcio ha vinto un sacco di roba per stringere la mano a Ranieri.

Mondonico, torna di moda il passato: “Primo non prenderle, inutile fare i fenomeni”

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Sport 43

6

PUNTI SU SEI LASCIATI AGLI AZZURRI
I

Il Novara in questo campionato ha vinto appena tre gare, per un totale di 16 punti: due dei successi sono arrivati contro l’Inter, lo 0-1 di ieri e il 3-1 dell’andata al Piola che costò il posto a Gasperini.

1
Chi sale Chi scende
Radovanovic 5,5
I

PUNTO NELLE ULTIME QUATTRO PARTITE
I

Dopo sette vittorie di fila, l’Inter ha frenato: nelle ultime quattro gare ha raccolto solo un pari (4-4 col Palermo) e tre ko (Lecce, Roma e Novara), più quello in Coppa Italia in casa del Napoli.

La stampa russa «Capello a Mosca incontra l’Anzhi»
Chi sale
Poli 6

Occhio di triglia
ELIO PIRARI

Chi scende
Chivu 4,5

Centurioni

7

E £
Zanetti 6

T £
Stankovic 5

E £
Caracciolo 7 Porcari

T £
5,5

Deluso
Wesley Sneijder, 27 anni, all’Inter dalla stagione 2009/10

E £

T £

E £

T £

registravano dal novembre 2010: ultimi sussulti di Benitez, prima del titolo mondiale e dell’arrivo di Leonardo. Roba di un anno e tre mesi fa, ma sembra già passato remoto. Perché l’Inter ora non è più campione di nulla e rischia di chiudere il 2012 a mani vuote, altro evento mai verificatosi nel post Calciopoli. È una squadra che frulla allenatori senza mai trovare una linea guida, uno squarcio vero di speranza per il futuro. Ieri, ad esempio, ha giocato con due soli giovani, ma il lezioso Alvarez e il sostanzioso Poli sono stati i primi a uscire. Senza che il ben più esperto resto del gruppo abbia fatto di meglio. Anzi. Dopo aver perso a Lecce, con-

cesso 4 gol al Palermo che fuori casa non segnava mai ed essere stato umiliato a Roma, Ranieri ha recuperato Stankovic e rilanciato Chivu e Cordoba, ricavandone poveri risultati. È partito

Negato un rigore Moratti contestato e infuriato, ma questa volta il tecnico resta
con Alvarez e Sneijder dietro Milito, al 46’ è passato al 4-3-1-2 con l’innesto di Pazzini, sullo 0-1 s’è buttato sul 4-2-4 con il ritorno di Forlan, ma il bunker novarese non è mai crollato. Solo possesso palla, per l’Inter. Fraseggi troppo

lenti, però. Tanti, troppi tiri da lontano. Tanti, troppi cross sballati. Poteva cambiare tutto il rigore non concesso da Russo al 36’ per fallo di Garcia su Poli. Poteva limitare i danni l’egoista Sneijder, ma all’88’ la sua unica conclusione decente in un filotto di 4 è finita sulla traversa. Così, dopo aver di fatto esonerato all’andata Gasperini, il Novara ha rimesso nei guai Ranieri. Sei punti su sei concessi dall’Inter a chi dopo 23 turni ne ha appena 16. Moratti è incavolatissimo ma, questa volta, non cambierà. Venerdì sera arriva il Bologna, tra nove giorni torna la Champions. E la curva ha espresso chiaramente il suo pensiero su uno degli oggetti del desiderio

del presidente: «Non vogliamo Capello». L’Aggiustatore, allora, riparte da dove aveva cominciato, proprio dopo il ko di Novara: «Il filotto di vittorie non è stato un caso. Ora, però, è un periodo che non ci gira bene. Questa volta ci è mancato solo il gol. Non è stato come a Roma: i ragazzi hanno dato tutto. Anche il presidente, negli spogliatoi, lo ha riconosciuto. Non c’è nessun appunto che posso muovere alla squadra». Eppure, nelle ultime 4 partite l’Inter ha fatto peggio di tutti. Gioca e corre male, è senza idee. Ha perso contro due delle ultime tre. È a -6 dal terzo posto che vale il preliminare di Champions. «L’obiettivo che ci rimane in campionato», ammette Stankovic.

Nessuno l’ha visto. Eppure in Russia sono convinti che Fabio Capello sia già a Mosca per incontrare la dirigenza dell’Anzhi. Lo scrive Sport Express, mentre secondo Soviet Sport Capello raggiungerà l’Anzhi nei prossimi giorni in Turchia, dove la squadra sta svernando in attesa della ripresa del campionato russo. L’ex ct dell’Inghilterra ufficialmente fa sapere di trovarsi ancora in Svizzera. Un pizzico di giallo sulla telenovela non guasta. Di sicuro le parti qualche segnale se lo sono già scambiato: evidentemente, adesso non resta che trattare. La società di Kerimov è in procinto di innescare una rivoluzione al suo interno: dopo l’addio al direttore generale Alan Soziyev, oggi dovrebbe essere ufficializzato il benservito al tecnico Yuri Krasnozhan. «In seno al club è in atto una profonda riflessione», ha confermato il vice presidente German Chistyakov. In lizza per la panchina dell’Anzhi c’è anche Rafa Benitez, a sua volta nuovamente accostato al Real Madrid, come Capello del resto. La prima mossa potrebbe innescare l’effetto domino. [S. D. S.]

SE «IL PALLONE
SALTA COME IL CONIGLIO FUORI DAL CILINDRO»

N

L’omaggio dei tifosi avversari
Anche i supporter nerazzurri, con uno striscione, hanno celebrato il ritorno di Mondonico in serie A

Le altre gare: Genoa travolto a Catania
Atalanta Lecce
Atalanta
(3-4-1-2)

0 0
Lecce
(3-5-2)

Catania Genoa
Catania
(4-3-3)

4 0
Genoa
(4-4-2)

Polito sv; Lucchini 6 (5’ st Raimondi 6), Stendardo 6, Manfredini 6,5; Schelotto 6, Brighi 6, Carmona 5,5 (14’ st Cazzola 6), Peluso 5,5; Moralez 6,5; Marilungo 5,5 (25’ st Gabbiadini 6), Denis 5,5

JulioSergio6,5;Oddo 5,5, Esposito 6 (6’ st Di Matteo 5,5), Miglionico 6; Cuadrado 6,5, Giacomazzi 6, Blasi 6, Delvecchio 5, Brivio 5,5; Di Michele 5 (39’ st Bertolacci sv), Bojinov 4,5 (15’st Muriel 5,5)
ALL. Cosmi

Kosichy 7; Motta 7, Legrottaglie 6,5, Spolli 6, Marchese 6,5; Izco 6 (20' st Biagianti 6), Lodi 6,5, Almiron 6,5 (26' st Ricchiuti 6); Barrientos 7,5 (23' st Llama 6), Bergessio 7, Gomez 6,5
ALL. Montella

Frey 5,5; Mesto 5,5, Granqvist 6, Kaladze 5,5, Rossi 5,5; Jankovic 5,5 (21' st Veloso 6), Belluschi 6, Biondini 5, Birsa 5 (5' st Jorquera 5,5); Palacio 5,5 (27' st Ze Eduardo 5,5), Sculli 6
ALL. Marino

Emiliano Mondonico, 65 anni il prossimo 9 marzo: 4 punti in tre partite con il Novara

ALL. Colantuono

6

6

7

5,5

«La prima cosa che mi è venuta in mente quando è finita? Pensieri che non riguardavano il calcio, ve lo assicuro». Emozioni che solo 4-5 mesi fa nemmeno sognava di poter rivivere. Ora che la Bestia non morde

più, si gode il suo mondo. È tornato ad allenare. S’è ripreso la serie A. È tornato a vincere, a San Siro per di più. Ora può addirittura provare a salvare il Novara: «Finalmente, abbiamo capito che per non retrocedere bi-

sogna prima non prendere gol». Strizza l’occhio e saluta: «Adesso, però, lasciatemi andare a sistemare un po’. Stasera devo andare in tv a “Controcampo”». Fate largo, passa l’uomo che ha appena vinto a Sanremo. [R. CON.]

RETI: pt 7' Lodi (r); st 4' Barrientos, 7' Barrientos, 17' Bergessio

ARBITRO: Gervasoni 5,5 AMMONITI: Stendardo, Giacomazzi, Miglionico SPETTATORI: paganti 2.219, incasso 19.971 euro, abbonati9.658

ARBITRO: Giacomelli 6,5 AMMONITI: Birsa, Biondini, Jankovic, Kaladze SPETTATORI: paganti 3.400, incasso 30.280; abbonati9.206

eve. Un disastro, c’è chi conserva come reliquie i replay delle partite giocate sabato e chi propone ossessivamente i ralenti dei 270’ giocati ieri. Il resto è un deserto di sguardi persi nel vuoto e voci che dovrebbero informare sui fatti del giorno in assenza dei fatti del giorno. Max Caputi, visibilmente altrove, prova a risollevare il morale in studio: «Tre partite facciamo anche fatica a ricordarcele», ma si capisce che tre partite a domenica sono un punto di non ritorno. Marino non è un grande motivatore: «Se nevica nevica, pomeriggio o sera è la stessa cosa», Cosmi prima rivolge uno sguardo al sociale: «E i tifosi?», poi riflette sulla regolarità del campionato: «Falsato no ma di sicuro questo è un torneo fortemente condizionato». Su Sky intervallati da un gong molto cupo che sembra una campana a morto imperversano titoli apocalittici: «Perché l’Inter ha il male di vincere?», «Inter, chi ha più colpe?», «Cercasi Inter disperatamente», «Inter, cosa farà Moratti a giugno?», «Inter, da Novara in poi», «Inter, cosa rischia Ranieri?». Più in generale, in attesa dell’estate sulle varie piattaforme sarebbero in cantiere rubriche, tavole rotonde e dibattiti con pretese scientifiche sui temi del giorno: «Le conseguenze della neve», «Che tempo farà domenica prossima» e «Il clima sta cambiando»; e per non appesantire troppo gli abbonati il gioco a quiz «Trova l’oggetto smarrito, il tuo campionato». **** Neve 2. Neve e ghiaccio congelano tutto, non gli azzurri del rugby che nella spaventosa bufera di Roma hanno giocato seminudi e a fine partita sembravano anche sudati. Da Trigoria, battendo i denti Totti ha fatto sapere che «Co’ sto’ freddo» a Siena preferirebbe non giocare. In Spagna quelli della Liga si sono immolati in notturna facendo risentire le calamità naturali che per ritorsione si sono scatenate generando un fenomeno incredibile: «Il pallone salta come il coniglio fuori dal cilindro», Roberto Prini, cronaca di OsasunaBarcellona.

44 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Scudetto
Il duello al vertice
Le mosse bianconere La conversione

«Giocheremo tante gare e sarà un mese decisivo»
Emanuele Giaccherini
CENTROCAMPISTA DELLA JUVENTUS

Giaccherinho la mezz’ala nata per necessità

A

esser onesti, già a fine agosto a molti pareva Giaccherinho: nel senso di quegli stranieri sconosciuti ma valutati troppo, sei milioni. Come Giovinco, che però aveva in tasca il carnet per la Nazionale. Poi, con il passare delle partite (15) e dei gol (3), l’etichetta gliel’ha appiccicata Conte, rivendicandone meriti di servizio: «Si chiamasse Giaccherinho sarebbe molto più considerato». E inventandogli un mestiere nuovo, da mezz’ala, dove funziona ancora meglio che da esterno, la professione per il quale era stato comprato. Fino allo slogan: «Non toccate i miei Giaccherini». [M. NER.]

L’intuizione

Caceres, l’esterno dell’ultima ora s’è preso San Siro

Coppa Italia
Il duello a San Siro tra Chiellini, Bonucci e Seedorf

F

ino a poche ore prima che s’aprisse il sipario di San Siro, Martin Caceres aveva il costume da centrale difensivo, il ruolo preferito. Per quel copione l’aveva scritturato Antonio Conte, e su quello aveva preparato la partita fino all’ultimo allenamento. Ma la notte di consuete riflessioni aveva sollevato dubbi, e propiziato la conversione: l’uruguaiano era pur sempre all’esordio e la difesa è il camerino meno indicato per le prove. Meglio non rischiare, s’era convinto. Cambio di mansioni: Martin, farai l’esterno destro. Dentro Barzagli, destinato alla panchina, e riprogettazione del centrocampo. Con raccomandazioni a Caceres: spingi, ma fai attenzione alla diagonale difensiva. Consiglio ignorato, dalla sua parte s’erano aperte tragiche falle. Ha però ripagato nella ripresa, con una doppietta, da protagonista. [M. NER.]

Il jolly

Chiellini di nuovo super, nel vecchio ruolo di terzino

Varianti d’opera
Juve e Milan hanno cambiato i piani: vincendo
MASSIMILIANO NEROZZI TORINO

L’

elogio di Giorgio Chiellini è l’elogio di una squadra in cui molti han saputo adattarsi a più incarichi, e di una difesa che è diventata la meno forata, anche prima delle due giornate di sconto. E che in avvio era invece finita impallinata, dagli spari nemici e dalle critiche. Lo stesso percorso toccato a Re Giorgio, tanto da farlo traslocare nella vecchia residenza di terzino sinistro, il 2 ottobre, contro il Milan. Pagando pure colpe non sue, ma così Conte ha risistemato la trincea. Da lì in poi ne ha potuto anche variare il dislocamento, senza pregiudicarne l’efficacia. Così è nata la difesa a tre, a Napoli, il 29 novembre, con numerose repliche, compreso a San Siro, con il Milan. Nel frattempo, Chiellini ha ritrovato l’amato ruolo di centrale: con il Novara e a Bergamo, cancellando Denis. [M. NER.]

N

on si prosegua l’azione secondo un piano, è l’explicit perfetto di un bel romanzo, «Q» di Luther Blissett, e l’esatto opposto del codice di Antonio Conte. Da allenatore, analizza e pianifica qualsiasi dettaglio: l’orario del lavoro e la dieta dei giocatori, le stretegie dei suoi in battaglia e le contromisure del nemico. Poi, però, le mappe si mescolano agli imprevisti, con i quali il destino può sabotare ogni progetto. E allora, uno che hai comprato per esercitare soprattutto da difensore centrale (Caceres) ti fa vincere la

sua prima partita da incursore laterale e goleador, e l’ala ingaggiata per far volare il 4-2-4 (Giaccherini), diventa il cambio perfetto di telai che neppure avevi immaginato, dal 4-3-3 al 3-5-2. Tra i contrattempi s’è misurato anche Massimiliano Allegri, se a tenerti in pista è un bomber che per una settimana hai lasciato in sala d’aspetto (Maxi Lopez), in attesa del fenomeno tanto promesso e mai arrivato (Tevez). O un altro (El Shaarawy), che all’inizio ignoravi perché in allenamento faceva i tunnel agli «anziani». La fortuna, diceva Pasteur, aiuta le menti preparate. E i buoni allenatori: perché, in fondo, non esiste mai un piano che possa prevedere tutto.

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Sport 45

1
Doppio sorpasso

SUCCESSO ROSSONERO CONTRO LE BIG
I

Espugnando Udine, il Milan ha invertito il trend di gare negative che in precedenza avevano visto i rossoneri senza vittoria con le big. I rossoneri erano stati battuti da Juventus, Lazio, Inter e Napoli.

6

LE RETI DEI PANCHINARI MILANISTI
I

Sono un record stagionale le 6 reti firmate dai panchinari del Milan: 3 Boateng (tripletta all’8ª giornata), El Sharawy (4ª), Ambrosini (20ª) e Maxi Lopez (23ª). Per Inter, Chievo e Novara 5 gol dalla panchina.

Le mosse rossonere

Tevez non è arrivato Ibra è fuori: la chance insospettabile di Maxi

“Sempre meglio fare la lepre ma Conte ha gente solida”
Lippi: “I rinvii non freneranno la Juve, basta controllare l’ansia”

P

er 4 giorni si è sentito come Tom Hanks nel film Terminal. Ma anziché restare chiuso al «John Fitzgerald Kennedy», Maxi Lopez si è dovuto accontentare di un albergo. Voleva il Milan a tutti i costi e ha rischiato di restare senza squadra. Sapeva benissimo di essere il «rincalzo» di Tevez ma ha deciso di rischiare: alla fine ha vinto lui. Maxi è uscito dall’hotel con un contratto e la maglia rossonera. E appena ne ha avuto la possibilità si è messo in luce. Se fosse arrivata la punta del Manchester City forse sarebbe andato al Fulham, nella peggiore delle ipotesi avrebbe continuato a fare la riserva a Catania. I sogni nel suo caso sembrano non finire mai: l’espulsione di Ibrahimovic gli ha permesso di avere spazio anche in campionato. Non è ancora par-

Intervista

,,
MARCO ANSALDO TORINO

“pieno” avrebbe tolto qualcosa al Milan. Adesso hanno lo stesso numero di impegni, almeno per un mese, e quel vantaggio non c’è più. Conte però ha un organico che gli permette il turnover necessario per affrontare una partita ogni tre giorni e lo si è visto in Coppa Italia a San Siro: ha cambiato molto ma il gioco non ne ha risentito».
Vuol dire che la Juve è ormai una realtà che potrebbe affrontare Coppe europee e campionato?

con chiunque nel mondo. Diciamo che anticiperà di qualche mese la situazione che affronterà nella prossima stagione con la Champions».
Crede davvero che non essere impegnati in Coppa dia un vantaggio?

ché vorrebbe dire che il Milan continua la corsa in Europa».
Quanto è difficile per Conte preparare le partite che poi non si giocano?

tito titolare ma è risultato decisivo a partita in corso (gol e un assist con l’Udinese). Gli restano 3 mesi e mezzo per convincere Galliani a riscattarlo. [L. B.]

L

ippi, la Juve è sfavorita da questa raffica di rinvii?

«E’ tornata ad essere una squadra che può giocarsela

«Qualcuno sostiene che sia meglio restare in tensione ogni 3 giorni ma per me non è così: potersi allenare con calma e recuperare gli infortunati mentre gli altri giocano e si stancano con i viaggi è un bene. Ma auguro alla Juve che ne possa godere più avanti per-

«Quando si è bravi come lui non è un problema mantenere la squadra concentrata. Se gli salta un appuntamento ce n’è subito un altro cui pensare e la sola cosa che mi sembra incredibile è che la Juve possa perdere la tensione».
Non cambia la prospettiva? La Juve deve inseguire il Milan mentre senza i due rinvii potrebbe essere l’inseguita.

Il bomber diverso

«Non credo che incideranno sul suo cammino. Se fosse la squadra di inizio stagione, che doveva metabolizzare i cambiamenti, qualsiasi intoppo avrebbe potuto disturbarla. Ormai è cresciuta moltissiSENZA COPPE

«Questo è l’unico aspetto importante sul quale l’incertezza del calendario può incidere. La Juve adesso sa che con due vittorie va a +4 e con due pareggi sarebbe agganciata al Milan: inseguire crea una certa ansia perchè si sa che tutto dipende da te. A volte è meglio essere lepre».
SCONTRO DIRETTO

Nocerino, il vice-Gattuso parte dall’esterno per firmare gol pesanti
i è liberato dell’etichetta di vice-Gattuso, poi ha fatto una magia trasformandosi in bomber. Antonio Nocerino da antipersonaggio si è guadagnato il soprannome di Nocerinho, stupendo tutti. Nessuno avrebbe immaginato che il principe dei last minute sarebbe diventato uno dei principali protagonisti. È arrivato al Milan alle 18 del 31 agosto scorso per soli 500 mila euro e ha già segnato 7 gol tutti su azione: di destro, di testa e pure da fuori area. Zamparini l’ha lasciato perché era in scadenza di contratto e Galliani gli ha fatto una proposta di 5 anni. A parte Ibra, nessuno ha fatto meglio di lui. La svolta tattica è stata spo-

«Il calendario pieno anticiperà gli scenari del prossimo anno»
mo e ha la consapevolezza della propria forza».
Ma non si finisce per perdere il ritmo?

«La situazione potrebbe cambiare con il recupero di qualche giocatore»
Ci sarà un riflesso sul confronto del 25 febbraio?

S

«Se la Juve fosse rimasta ferma per 3 settimane di fila ne patirebbe ma saltare una domenica non cambia niente. Tanto più che il rinvio di Bologna le è stato comunicato in tempo per non mettersi in viaggio. A differenza che l’altra volta con il Parma, la Juve è rimasta a casa ad allenarsi per bene».
Tuttavia si è azzerato il vantaggio di non giocare le Coppe, come farà il Milan.

«Intanto vediamo cosa succederà nel frattempo e se saranno recuperati dei giocatori. Il Milan ha una partita; la Juve ne ha due compreso il recupero di Parma. La situazione potrebbe essere diversa».
Lei si trovò in questa situazione quando allenava la Juve e si trovò con una partita in meno del Parma, che vi contendeva lo scudetto. Come visse quel momento?

starlo a sinistra e dimenticarsi al più presto Gattuso. Ha sfrattato anche un altro senatore: Clarence Seedorf. [L. B.]

«In effetti il calendario più

Lippi, 63 anni, tecnico della Juve dal 1994 al ‘99 e dal 2001 al 2004

«Non lo ricordo ma penso di averlo vissuto benissimo visto che alla fine il campionato lo vincemmo noi».

L’uomo in più

Siena-Roma a -8. Enrique: “Assurdo”
GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

Non serve un altro Cassano: El Shaarawy, scusate il ritardo
on 750 mila euro l’anno fino al 2016 ma poche garanzie di giocare, Stephan El Shaarawy non si è mai accontentato di essere al Milan, nonostante una concorrenza soffocante (Ibra, Pato, Robinho, Inzaghi e Cassano). È cresciuto aspettando la sua occasione ma bruciando dentro per la voglia di giocare. Se Cassano non avesse avuto problemi al cuore, in quest’ultima sessione di mercato sarebbe tornato al Genoa. Era tutto stabilito. Invece, Allegri l’ha voluto trattenere preferendolo a Pippo Inzaghi. Da mascotte di Ibra & C. è diventato l’uomo in più. A gennaio è stato inserito anche nella lista Champions, segno di una fiducia indifferente alla carta d’identità. [L. B.]

I posticipi di oggi
Napoli
(3-4-2-1)

C

A dividere Siena e Roma più che i punti in classifica (15 in favore dei giallorossi) sembrano essere quelli del meteo. Questa sera - ora 20,45 il via sul piccolo stadio toscano si abbatterà una temperatura annunciata fra i meno 6 e meno 8 e i due tecnici affilano le armi. «Il rugby (Francia-Irlanda a Parigi, ndr) si è fermato quando il termometro è sceso di quattro gradi sotto lo zero, ma noi - così Luis Enrique che possiamo fare? È strano che fra le due società non si sia trovato un accordo sull’orario in breve tempo anche perché continua il tecnico spagnolo l’interesse di tutti dovrebbe essere quello di salvaguardare i giocatori dagli infortuni...». Luis Enrique e la Roma hanno giocato la vigilia puntando quantomeno sull’anticipo della partita in orario meno glaciale. Il Siena ha rispedito al mittente l’assalto. «Tutti -

Chievo
(3-5-2)

Siena
(4-4-2)

Roma
(4-3-1-2)

SKY SPORT 1 - PREMIUM C. 1 ore 20,45

SKY CALCIO 2 - PREMIUM C. 2 ore 20,45

Luis Enrique, 41 anni

precisa Sannino, allenatore dei toscani - sapevano che si sarebbe giocato di notte in inverno con il rischio di temperature basse e di condizioni climatiche sfavorevoli, però, al momento della composizione dei calendari, nessuno ha avuto da ridire. Adesso bisogna rispettare tutti quei tifosi che di pomeriggio lavorano e che, anticipando l’orario della sfida, non sarebbero potuti venire allo stadio...». Siena contro Roma, dunque. In campo e sul meteo. I giallorossi dovranno sfidare il

1 2 6 85 18 23 88 8 22 17 7

De Sanctis Grava Aronica Britos Zuniga Gargano Inler Dossena Lavezzi Hamsik Cavani

Sorrentino Andreolli Cesar Acerbi Sardo Luciano Bradley Hetemaj Jokic Thereau Pellissier

54 3 12 15 20 10 6 56 13 77 31

25 2 13 19 3 6 8 14 23 22 11

Pegolo Vitiello Rossettini Terzi Del Grosso Angelo Vergassola Gazzi Brienza Destro Calaiò

Stekelenburg 24 Rosi 87 Juan 4 Heinze 5 Taddei 11 Simplicio 30 Viviani 92 Pjanic 15 Totti 10 Borini 31 Lamela 8

ARBITRO: GAVA
ALL:MAZZARRI ALL:DI CARLO

ARBITRO: ROCCHI
ALL:SANNINO ALL:LUIS ENRIQUE

termometro per scalare la classifica ai danni dell’Inter ed occupare, in caso di bottino pieno, il quinto posto a 4 lunghezze dalla zona Champions League: Luis Enrique dovrà fa-

re a meno di De Rossi, squalificato, e di Gago, ma può riabbracciare dopo 2 mesi Osvaldo, inizialmente in panchina. Sannino scommette sulla coppia d’oro Calaiò più Destro.

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 46

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Sport 47

Intervista

Protagonista
Alen Stevanovic è nato il 7 gennaio 1991 a Zurigo (Svizzera) ma ha nazionalità serba: arrivato dall’Inter in comproprietà, ha giocato a Toronto prima di tornare granata nello scorso luglio

In breve
Short track, Cdm

,,
GIANLUCA ODDENINO TORINO

Trionfa la Fontana
I

Arianna Fontana ha vinto la Coppa del mondo dei 500 m di short track. È la prima azzurra a riuscirci.

Basket, Biella ko a Siena

Milano perde in casa
I

len Stevanovic, dal gol capolavoro ma inutile di Modena al suo primo hurrà sotto la Maratona sono passati due mesi. Dove era finito?

A

«C'ero sempre, come il Toro. Qualcuno parlava di crisi, ma eravamo sempre lì in alto. Vale anche per me: avevo solo bisogno di ritrovare lucidità e 15 giorni senza partite mi hanno aiutato. Adesso mi ricarico in Serbia con nonna e zio. Dovrei tornarci più spesso: prima di partire segno sempre».
Ci racconta quest'ultima rete?

«Antenucci mi ha dato una grande palla, io dovevo solo buttarla dentro. Segnare all'Olimpico è adrenalina pura e poi in casa c'è un obbligo in più: si deve sempre cercare di vincere».
Finora il percorso casalingo è stato netto: 9 vittorie e 4 pareggi. È uno dei motivi del Toro 1º in classifica?

Stevanovic: “Io e il Toro insieme fuori dagli incubi”
Il serbo: “Grazie a Ventura sono di nuovo un giocatore”
contributo per il primo posto della squadra. Ho imparato che bisogna cancellare le cose negative del passato: non si deve guardare indietro, ma aprire di nuovo il mondo».
Chi l'ha aiutata di più ad aprire di nuovo il mondo?

21º turno: Pesaro-Cantù rinviata, Cremona-Bologna 83-80; Casale-Caserta 76-77, Milano-Sassari 71-81, SienaBiella 104-78, Varese-Roma 76-78, Montegranaro-Venezia rinv. al 13/3, Avellino-Teramo rinv. al 29/2; ha riposato Treviso. Class.: Siena 30; Milano, Bologna, Sassari 24; Venezia, Avellino, Pesaro, Cantù 22; Varese 20; Biella, Caserta e Roma 18; Treviso 16; Montegranaro 14; Teramo, Cremona 12; Casale 10.

Volley, serie A1

Trento allunga
I

«Sì, soprattutto pensando allo scorso anno quando avevamo paura di giocare davanti ai nostri tifosi. Ora abbiamo un' altra partita all'Olimpico, contro la Samp, e non vogliamo fermarci. È una sfida da serie A, per andare in serie A. Da primi in classifica».
Questo è l'obiettivo del Toro. Il suo?

«In tutto. Messi e Cristiano Ronaldo sono i più forti al mondo, hanno vinto tutto e hanno 100 milioni di euro in banca, ma mica si fermano o non si allenano più. Allora, io che non sono nessuno ho tutto da imparare».
La prima cosa da potenziare?

re e nella testa mi sento da Toro. Poi non so cosa accadrà».
Qualcuno dell'Inter l'ha chiamata ultimamente?

«È lo stesso, perché «Il punto di non ritorio e il Toro siamo LAVORO E MODESTIA no è stato Toronto. Lì uguali. Entrambi ve- «Anche Messi può crescere potevo sparire, ma nivamo da una stagrazie ai consigli di figuratevi io che di testa Aron Winter e Bob gione da incubo e risono il più scarso in Italia» De Clerk, che nell' schiavamo di smarrirci, ma dal primo Ajax ha cresciuto giorno di ritiro abbiamo lavorato dura- Sneijder, Ibra e Van der Vaart, sono rimente per reagire e cambiare l'aria. Gli partito. Devo ringraziare Ventura se soerrori del passato sono serviti e ora pos- no di nuovo un giocatore: ero indietro, siamo crescere con maggiore fiducia». ma mi ha dato enorme fiducia».
È la sua soddisfazione più grande?

«Mi sono sentito con il ds Ausilio. Mi ha detto che sto facendo bene, sono felici «Il colpo di testa, in quello sono il più per me e mi seguono sempre. Io in camscarso in Italia». bio gli ho chiesto un biLei era nella PriPER METÀ NERAZZURRO glietto per il derby di ma mavera dell'Inter «L’Inter mi tiene d’occhio Milano, più...».non ce n'erano con Obi e Destro,
due giocatori titolari in A. Quando li raggiunge?

19ª giornata: Roma-S.Giustino 1-3; Trento-Modena 3-0; Ravenna-Cuneo sospesa; Macerata-Vibo Valentia 2-3; Padova-Belluno 0-3; Monza-Verona 3-0; Piacenza-Latina 3-1. Classifica: Trento 50; Macerata 40; Cuneo 39; Modena 35; Monza 34; Belluno 32; Piacenza 26; Verona 25; Roma 24; Latina 23; Vibo Valentia 22; S. Giustino 19; Padova 18; Ravenna 9.

Tennis, Coppa Davis

Bolelli salva l’onore
I

ma vorrei giocare in A con il club che mi ha rilanciato»

Il prossimo anno San Siro potrà vederlo dal campo...

Repubblica Ceca-Italia 4-1. Ieri gli ultimi due singolari: Seppi-Rosol 6-4, 3-6, 4-6; Bolelli-Cermak 6-4, 6-4.

«Spero presto, ma sono felice per loro perché sono bravi e promettenti».
A giugno si discuterà la sua comproprietà con l'Inter. Stevanovic, sinceramente che cosa spera?

«Sarebbe bello, lì ho debuttato in serie A ma solo il tempo dimostrerà se posso stare su quel palcoscenico».
Con il Toro o con l'Inter?

Rugby, costa fratturata

Castrogiovanni ko
I

«Esatto, e sul campo si riflette nel mio

Lei ha giocato 23 partite su 26, segnando 3 gol. Dove può migliorare?

«Io penso solo al Toro, perché nel cuo-

«Lo dirà il futuro, però io voglio essere fedele verso la squadra per cui gioco».

Sei Nazioni finito per Martin Castrogiovanni. Ieri Galles-Scozia 27-13.

CLASSE E - IPE 93 KWH/MQA

R

48 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Serie A Tim
Classifica
PARTITE SQUADRE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF FAVORE T R RIGORI CONTRO T R G IN CASA PARTITE V N P F RETI S G FUORI CASA PARTITE V N P F RETI S

I numeri della A
A CURA DI

Marcatori
Antonio Di Natale
(34 ANNI, UDINESE)

Massimo Fiandrino

1. Milan 2. Juventus 3. Lazio 4. Udinese 5. Inter 6. Roma 7. Napoli 8. Palermo 9. Cagliari 10. Genoa 11. Fiorentina 12. Parma 13. Chievo 14. Catania 15. Atalanta (-6) 16. Bologna 17. Siena 18. Lecce 19. Cesena 20. Novara

47 45 42 41 36 35 31 31 30 30 28 27 27 27 24 22 20 18 16 16

23 21 23 23 23 22 22 23 23 22 21 21 22 21 22 21 21 23 22 23

14 12 12 12 11 10 7 9 7 9 7 7 7 6 7 5 4 4 4 3

5 9 6 5 3 5 10 4 9 3 7 6 6 9 9 7 8 6 4 7

4 0 5 6 9 7 5 10 7 10 7 8 9 6 6 9 9 13 14 13

45 33 37 34 34 36 36 33 22 31 23 27 19 27 25 18 21 22 15 20

20 13 24 22 30 26 24 34 24 42 19 34 28 29 27 26 22 38 34 42

25 20 13 12 4 10 12 -1 -2 -11 4 -7 -9 -2 -2 -8 -1 -16 -19 -22

6 1 2 1 4 3 4 4 3 2 5 5 2 7 4 1 4 3 6 3

6 1 2 1 3 2 1 4 3 2 5 4 1 6 3 1 4 3 4 3

1 3 3 3 6 3 0 4 2 8 3 2 5 3 5 3 4 4 6 3

1 1 3 3 3 3 0 4 2 7 3 2 3 3 5 3 3 4 5 2

11 11 12 12 12 11 11 11 12 11 11 10 11 11 11 10 10 11 10 12

7 7 6 10 6 6 4 9 4 7 6 5 5 5 4 3 4 1 2 2

3 4 4 1 2 3 5 0 6 2 3 3 3 4 5 2 3 3 3 5

1 0 2 1 4 2 2 2 2 2 2 2 3 2 2 5 3 7 5 5

24 21 17 23 21 23 21 26 12 19 19 19 10 15 11 9 16 10 8 13

5 7 9 7 14 11 13 14 10 13 10 12 9 8 9 13 8 18 10 21

12 10 11 11 11 11 11 12 11 11 10 11 11 10 11 11 11 12 12 11

7 5 6 2 5 4 3 0 3 2 1 2 2 1 3 2 0 3 2 1

2 5 2 4 1 2 5 4 3 1 4 3 3 5 4 5 5 3 1 2

3 0 3 5 5 5 3 8 5 8 5 6 6 4 4 4 6 6 9 8

21 12 20 11 13 13 15 7 10 12 4 8 9 12 14 9 5 12 7 7

15 6 15 15 16 15 11 20 14 29 9 22 19 21 18 13 14 20 24 21

1 Prima sconfitta in casa

per l’Udinese Con il Milan è arrivata la prima sconfitta in casa per l'Udinese: in precedenza la squadra di Guidolin aveva conquistato 31 punti su 33, grazie a 10 vittorie e al pareggio (0-0) con la Juve. L'Udinese ha incassato 13 gol nelle ultime 7 partite, contro i 9 del 2011 (miglior difesa).

17 reti
I

3 Esordi su tre con il gol

Il capocannoniere del campionato (a segno da tre giornate consecutive) allunga su Ibrahimovic fermato dal giudice: Di Natale ha realizzato la metà delle 34 reti dell'Udinese.

per Iaquinta in serie A Gli esordi di Vincenzo Iaquinta con tre squadre in serie A ed è sempre andato a segno: nell' Udinese il 1º ottobre 2000 contro il Brescia (4-2 e 1 gol); una doppietta il 25 agosto 2007 in Juventus-Livorno 5-1 e infine il rigore di giovedì scorso in Lazio-Cesena 3-2.

In caso di parità di punti la classifica viene stilata in base a: 1° Scontri diretti; 2° Differenza reti negli scontri diretti; 3° Differenza reti generale; 4° Maggior numero di reti segnate; 5° Sorteggio. Le prime due direttamente in Champions League, la terza ai preliminari di Champions, quarta e quinta in Europa League, le ultime tre retrocedono in serie B.

Risultati
Lazio-Cesena 3-2 p.t.: 14’ Mutu (Ce); 35’ Iaquinta (Ce) rig.; s.t.: 8’ Hernanes (La); 15’ Lulic (La); 18’ Kozak (La) Udinese-Milan 1-2 p.t.: 19’ Di Natale (Ud); s.t.: 32’ Maxi Lopez (Mi); 40’ El Shaarawy (Mi) Cagliari-Palermo 2-1 s.t.: 11’ Pinilla (Ca); 36’ Dessena (Ca); 38’ Hernandez (Pa) rig. Atalanta-Lecce 0-0

Prossimi turni
5a di Ritorno 19/02 - Ore 15,00 Cesena-Milan Genoa-Chievo Inter-Bologna Lecce-Siena Novara-Atalanta Palermo-Lazio Roma-Parma Udinese-Cagliari ore 20,45 ore 20,45 Ven. ore 20,45 ore 12,30 Juventus-Catania Sab. ore 20,45 (And. 0-1) (0-0) (1-2) (3-1) (1-1) (0-3) (1-2) (0-0) (1-0) (0-0) 7a di Ritorno 04/03 - Ore 15,00 Bologna-Novara Fiorentina-Cesena Inter-Catania Juventus-Chievo Lecce-Genoa Palermo-Milan Parma-Napoli Roma-Lazio Siena-Cagliari Udinese-Atalanta 8a di Ritorno 11/03 - Ore 15,00 (And. 1-3) ore 20,45 (0-2) (2-0) (3-3) (0-0) Sab. ore 18,00 (1-3) ore 20,45 ore 20,45 (2-1) (3-0) (0-2) Sab. ore 20,45 (0-2) Atalanta-Parma Catania-Fiorentina Cesena-Siena Chievo-Inter Genoa-Juventus Lazio-Bologna Milan-Lecce Napoli-Cagliari Novara-Udinese Palermo-Roma Ven. ore 20,45 ore 12,30 ore 20,45 Ven. ore 20,45 (And. 2-1) (2-2) (0-2) (0-1) (2-2) (2-0) (4-3) (0-0) (0-3) ore 12,30 ore 20,45 (And. 2-0) (0-0) (1-2) (0-0) Sab. ore 18,00 (0-3) (2-1) (1-2) (0-0) (0-0) Sab. ore 20,45 (0-0) Fiorentina-Napoli Ven. ore 20,45

11 della settimana
AMELIA (Milan) CENTURIONI (Novara) MOTTA (Catania) GONZALEZ (Lazio) LULIC (Lazio) AMBROSINI (Milan)

Catania-Genoa 4-0 p.t.: 7’ Lodi (Ct) rig.; s.t.: 4’ Barrientos (Ct); 7’ Barrientos (Ct); 17’ Bergessio (Ct) Inter-Novara s.t.: 11’ Caracciolo (No) Parma-Fiorentina Bologna-Juventus Napoli-Chievo Siena-Roma 0-1

6a di Ritorno 26/02 - Ore 15,00 Atalanta-Roma Bologna-Udinese Cagliari-Lecce Catania-Novara Chievo-Cesena Genoa-Parma Lazio-Fiorentina Milan-Juventus Napoli-Inter Siena-Palermo

DESSENA (Cagliari)

HERNANES (Lazio)

CARACCIOLO (Novara) MAXI LOPEZ (Milan) BARRIENTOS (Catania)

Rinviata Rinviata oggi 20,45 oggi 20,45

I

Sab. ore 20,45 (0-1)

Solo sei le partite giocate (due si disputano, forse, oggi): spiccano le prove del Milan a Udine ma anche quelle di Lazio, Novara e Catania.

15 reti: Ibrahimovic (Mi, 6 rig.). 12 reti: Cavani (Na, 1 rig.), Palacio (Ge, 2 rig.), Denis (At, 3 rig.), Milito (In, 3 rig.), Jovetic (Fi, 4 rig.). 11 reti: Klose (La). 10 reti: Miccoli (Pa, 1 rig.). 9 reti: Matri (Ju), Calaio' (Si, 3 rig.), Giovinco (Pr, 3 rig.). 7 reti: Nocerino (Mi), Osvaldo (Ro), Mutu (Ce, 2 rig.), Hernanes (La, 3 rig.). 6 reti: Hamsik (Na), Marchisio (Ju), Di Vaio (Bo, 1 rig.), Di Michele (Le, 2 rig.), Rigoni M. (No, 3 rig.), Lodi (Ct, 4 rig.). 5 reti: Bergessio (Ct), Borini (Ro), Destro (Si), Jankovic (Ge), Moralez (At), Pandev (Na), Pazzini (In), Pepe (Ju), Rocchi (La). 4 reti: Basta (Ud), Boateng (Mi), Bojan (Ro), Budan (Pa), Lavezzi (Na), Lulic (La), Paloschi (Ch), Ramirez (Bo), Thereau (Ch), Pellissier (Ch, 1 rig.), Pinilla (Ca, 1 rig. - 2 Pa, 2 Ca), Hernandez (Pa, 2 rig.), Maxi Lopez (Mi, 2 rig. - 3 Ct, 1 Mi), Totti (Ro, 2 rig.). 3 reti: Acquafresca (Bo), Almiron (Ct), Barrientos (Ct), Biabiany (Pr), Cambiasso (In), Cerci (Fi), De Rossi (Ro), Giacomazzi (Le), Gilardino (Ge - 2 Fi, 1 Ge), Isla (Ud), Juan (Ro), Legrottaglie (Ct), Modesto (Pr), Morimoto (No), Moscardelli (Ch), Motta (In), Pjanic (Ro), Ribeiro (Ca), Robinho (Mi), Rossi M. (Ge), Vucinic (Ju), Conti (Ca, 1 rig.), Larrivey (Ca, 1 rig.).

6 Reti di Lodi, tutte da fermo

È il bomber del Catania Le reti di Lodi, tutte su palla inattiva: 4 su rigore (contro Inter, Parma, Udinese e Genoa) e 2 su punizione (Novara e Palermo): è il bomber del Catania.

7 I punti del Cagliari

nelle ultime tre partite I punti conquistati dal Cagliari nelle ultime tre partite, miglior striscia stagionale degli isolani in 270’ di gioco, due vittorie in casa con Roma e Palermo (con le 2 reti decisive del nuovo acquisto Pinilla) e il pareggio a reti bianche a Novara.

14 Ko Cesena: due record

negativi eguagliati Le sconfitte del Cesena, record stagionale negativo e record personale negativo eguagliato dopo 22 partite (deve recuperare la partita con il Catania) come nel 1990/91.

113 I giorni dall’ultimo

pareggio del Genoa I giorni trascorsi dall'ultimo pareggio del Genoa: 2-2 con la Juventus il 22 ottobre 2011; da quel momento per il Grifone 7 vittorie e 8 sconfitte.

Drogba, errore fatale Zambia regina d’Africa
Il successo a 19 anni dalla tragedia aerea. Ivoriani ko ai rigori

La storia
IVO ROMANO

D

oveva essere scritto da qualche parte, forse negli astri. Come un cerchio che doveva chiudersi, partendo dalla tragedia per giungere al trionfo. Per lo Zambia, la prima volta in Coppa d'Africa, quella che non si scorda mai. Doveva essere scritto da qualche parte, forse

negli astri. Che Didier Drogba non ce l’avrebbe fatta, lui che era all’ora del redde rationem, ora o mai più, perché l’età è avanzata e non lascia spazio al domani: ha la palla buona, dagli undici metri, al 70', la spara alta, inequivocabile segno del destino. Rigore fallito, come quelli che poi decideranno una sfida scialba, disadorna, noiosa, con giusto un paio di squilli, uno per parte (il rigore di Drogba per la Costa d’Avorio, un palo di Katongo per lo Zambia). Non poteva che finire così, ai rigori: una lunga teoria, terminata 8-7, errori di Kolo Tourè e Gervinho, campioni che si guadagnano il

pane in Premier League e che si perdono sul più bello. Il sogno, dopo l’incubo. Prima e dopo, ci si guarda indietro, pensando a chi non c’è più. Libreville, in Gabon. Acque insanguinate e sogno dorato. Voltarsi indietro, prima di guardare avanti. Storia triste, quella rimandata dallo specchietto retrovisore della vita. Primavera del ‘93: la nazionale volava verso Dakar, in Senegal. Una trasferta di speranza, verso l’agognato Mondiale. Il motore sinistro dell’aereo s’inceppò, il velivolo s’inabissò nell’oceano al largo di Libreville. Trenta vittime, nessun superstite.

Prima volta
Lo Zambia (8-7 ai rigori) festeggia la vittoria della Coppa d’Africa Nei tempi regolamentari, conclusi 0-0, Drogba ha fallito un penalty

Ancora lì, un po’ d’anni dopo. Gli eredi a giocarsi la Coppa d’Africa, come nessuno avrebbe mai potuto pensare alla vigilia. Una sorta di risarcimento del destino, quasi fuori tempo massimo, anche se un pallone che rotola in rete non può valere una vita perduta per sempre.

Storie che s’intrecciano, fra tragedie e sogni. Carneadi in campo, soprattutto. E l’eroe di allora, in tribuna. Kalusha Bwalya, l’attaccante principe di quei tempi andati. Lui quel giorno sarebbe partito dall’Olanda (giocava nel Psv), per raggiungere i compagni. Gli arrivò la mesta

notizia, che ancora il suo aereo non aveva preso il decollo. Lacrime, tante. Adesso è capo del calcio del Paese. In tribuna, a godersi il trionfo. Sorrisi, stavolta. E lacrime (di commozione), ancora. In mezzo al campo, canti e preghiere. Un Paese in festa, ricordando i morti.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Sport 49

Serie Bwin
Risultati
Cittadella-Brescia 0-2 p.t.: 9’ Jonathas (Br); s.t.: 39’ Jonathas (Br) Crotone-Grosseto 2-2 p.t.: 11’ Mancino (Gr); s.t.: 39’ Calil (Cr); 42’ Curiale (Gr); 49’ Florenzi (Cr) Modena-Padova Pescara-Juve Stabia Rinviata Rinviata

All’estero
Classifica
PARTITE SQUADRE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF RIGORI A FAVORE T R CONTRO T R

Spagna
23a Giornata Racing-At. Madrid Osasuna-Barcellona Betis-Athletic Espanyol-Saragozza Malaga-Maiorca Rayo Vallecano-Getafe Valencia-Sporting Gijon Villarreal-Granada Cf Real Madrid-Levante Real Sociedad-Siviglia 0-0 3-2 2-1 0-2 3-1 2-0 4-0 3-1 4-2 oggi 21,00

1. Sassuolo 2. Torino 3. Pescara 4. Verona 5. Padova 6. Varese 7. Reggina 8. Brescia 9. Sampdoria 10. Bari (-2)
Sampdoria-Albinoleffe 1-0 p.t.: 25’ Pozzi (Sa) Torino-Nocerina 3-1 p.t.: 8’ D’Ambrosio (To); 33’ Vives (To); s.t.: 3’ Stevanovic (To); 7’ Castaldo (No) Varese-Gubbio p.t.: 6’ Rivas (Va) 1-0

53 53 51 51 45 44 39 38 37 36 34 34 30 28 27 24 23 23 23 22 18

26 15 26 15 25 16 27 15 26 13 27 12 26 10 26 10 26 27 27 27 27 27 24 26 26 26 26 27 8 9 8 7 6 6 5 6 5 5 8 3 27 10

8 8 3 6 6 8 9 8 13 8 7 10 7 9 10 10 9 5 8 8 5 9

3 3 6 6 7 7 7 8 5 9 11 9 9 11 11 11 10 15 13 13 13 15

36 32 55 36 38 34 44 29 31 32 32 28 36 29 30 28 25 31 27 24 28 34

18 16 36 25 28 25 34 26 21 30 36 36 34 31 38 36

18 16 19 11 10 9 10 3 10 2 -4 -8 2 -2 -8 -8

6 1 3 1 3 2 7 5 6 2 4 4 3 6 4 3 5 2 7 3 3

6 1 2 1 2 2 7 3 4 2 4 3 2 5 4 2 4 1 5 3 3 9

6 2 4 6 4 3 8 4 2 5 5 3 4 2 3 6 3 4 3 7 5 2

6 2 4 6 4 3 4 3 2 5 3 2 4 1 2 5 3 3 2 6 3 2

Reggina-Empoli 3-2 p.t.: 8’ Campagnacci (Rc); s.t.: 6’ Viola (Rc) rig.; 17’ Ceravolo (Rc); 29’ Tavano (Em); 39’ Dumitru (Em)

11. Cittadella 12. Grosseto 14. Livorno 15. Vicenza 16. Crotone (-1) 17. Modena 18. Empoli 19. Albinoleffe 20. Gubbio 21. Ascoli (-7) 22. Nocerina

Classifica Real Madrid 58; Barcellona 48; Valencia 40; Levante, Espanyol 32; At. Madrid, Malaga, Osasuna 31; Athletic 30; Rayo Vallecano 28; Getafe 27; Siviglia, Betis, Villarreal 26; Maiorca, Granada Cf 25; Real Sociedad 24; Racing 23; Sporting Gijon 19; Saragozza 15 Prossimo turno 18/02: Getafe-Espanyol, Real MadridRacing, Siviglia-Osasuna. 19/02: Granada Cf-Real Sociedad, Athletic-Malaga, Sporting Gijon-At. Madrid, Maiorca-Villarreal, Levante-Rayo Vallecano, Barcellona-Valencia. 20/02: Saragozza-Betis

13. Juve Stabia (-4) 33

26 10

40 -15 44 -13 41 -14 38 -14 36 -8

Verona-Ascoli 2-0 s.t.: 4’ Hallfredsson (Ve); 45’ Tachtsidis (Ve) Bari-Sassuolo 1-2 p.t.: 9’ Terranova (Sa); s.t.: 13’ Sansone (Sa) rig.; 16’ Borghese (Ba) Livorno-Vicenza 1-1 s.t.: 6’ Pinardi (Vi); 32’ Dionisi (Li)

Inghilterra
25a Giornata
Manch. United-Liverpool Blackburn-Queen’S Park Rangers Bolton-Wigan Everton-Chelsea Fulham-Stoke City Sunderland-Arsenal Swansea-Norwich City Tottenham-Newcastle Wolverhampton-West Bromwich Albion Aston Villa-Manch. City 2-1 3-2 1-2 2-0 2-1 1-2 2-3 5-0 1-5 0-1

50 -16 11

In caso di parità di punti vale: 1° scontri diretti; 2° differenza reti negli scontri diretti; 3° differenza reti generale; 4° maggior numero di reti segnate; 5° sorteggio

Marcatori
17 reti: Immobile (Pe, 2 rig.). 16 reti: Sansone G. (Sa, 6 rig.). 14 reti: Tavano (Em, 1 rig.). 13 reti: Sau (Ju, 1 rig.), Abbruscato (Vi, 4 rig.). 12 reti: Sansovini (Pe), Jonathas (Br, 3 rig.). 11 reti: Sforzini (Gr, 1 rig.). 10 reti: Castaldo (No, 5 rig.). 9 reti: Insigne (Pe), Papa Waigo (As, 2 rig.), Pozzi (Sa, 2 rig.), Cocco (Alb, 4 rig.), Dionisi (Li, 4 rig.). 8 reti: Ceravolo (Rc, 4 rig.). 7 reti: Calil (Cr), Campagnacci (Rc), Caputo (Ba), Maah (Ci), Missiroli (Sa, 1 rig. - 7 Rc), Paulinho (Li, 1 rig.). 6 reti: Boakye (Sa), Cacia (Pd), Cutolo (Pd), Florenzi (Cr), Hallfredsson (Ve), Ragusa (Rc), Bertani (Sa, 1 rig.), Ciofani D. (Gu, 1 rig.), Caridi (Gr, 2 rig.), Greco (Mo, 3 rig.). 5 reti: Alfageme (Gr), Antenucci (To), Cascione (Pe), Danilevicius (Ju), De Luca (Va), Di Carmine (Ci), Feczesin (Br), Pichlmann (Ve), Ruopolo (Pd), Sgrigna (To), Bianchi (To, 1 rig.), Cellini (Va, 1 rig.), Catania (No, 2 rig.), Graffiedi (Gu, 2 rig.). 4 reti: Busce' (Em), Di Maio (No), El Kaddouri (Br), Gomez Taleb (Ve), Laner (Alb), Marchi (Sa), Martinetti (Va), Masucci (Sa), Mbakogu (Ju), Rigoni (Vi), Stanco (Mo), Stoian (Ba), Carrozza (Va, 1 rig.), Farias (No, 1 rig.), Ferrari (Ve, 1 rig.), Viola (Rc, 1 rig.), Di Roberto (Ci, 2 rig.). 3 reti: Abbate (Ve), Bazzoffia (Gu), Belingheri (Li), Borghese (Ba), Ciano (Cr), Cuffa (Pd), De Falco (Ba), De Paula (Ba), Dumitru (Em), Ebagua (To), Foggia (Sa), Gasparetto (Ci), Germinale (Alb), Juan Antonio (Sa - 3 Br), Lepiller (Ve), Maniero (Pe), Paro (Vi), Plasmati (Va - 3 No), Sansone N. (Cr), Schiavon (Ci), Scozzarella (Ju), Soncin (As), Stevanovic (To), Terranova (Sa), Trevisan (Pd), Vitofrancesco (Ci), Di Gennaro (Mo, 1 rig.), Erpen (Ju, 1 rig.), Gabionetta (Cr, 1 rig.), Maccarone (Em, 1 rig. - 3 Sa), Milanetto (Pd, 1 rig.), Marotta (Ba, 2 rig.).

Prossimi turni
7a di Ritorno 18/02 - Ore 15,00 Albinoleffe-Pescara (And. 3-5) Ascoli-Grosseto (3-3) Brescia-Modena (1-1) Juve Stabia-Reggina ore 18,00 (2-1) Livorno-Bari (0-1) Nocerina-Cittadella (3-1) Padova-Empoli (4-2) Sassuolo-Varese (1-0) Torino-Sampdoria Lun. ore 20,45 (2-1) Verona-Gubbio (1-1) Vicenza-Crotone (2-2) 8a di Ritorno 03/03 - Ore 15,00 Bari-Crotone (And. 1-0) Empoli-Livorno (0-0) Grosseto-Torino (0-1) Gubbio-Brescia (2-2) Juve Stabia-Nocerina (3-2) Modena-Cittadella (0-2) Padova-Albinoleffe (0-1) Pescara-Sassuolo Lun. ore 20,45 (1-1) Reggina-Ascoli (1-1) Sampdoria-Verona (1-1) Varese-Vicenza Ven. ore 20,45 (2-0)

Classifica
Manch. City 60; Manch. United 58; Tottenham 53; Arsenal, Chelsea 43; Newcastle 42; Liverpool 39; Norwich City 35; Sunderland, Everton 33; Swansea, Fulham, Stoke City 30; West Bromwich Albion 29; Aston Villa 28; Queen’S Park Rangers, Blackburn, Wolverhampton 21; Bolton 20; Wigan 19

Prossimo turno
25/02: Liverpool-Everton, Wigan-Aston Villa, Queen’S Park Rangers-Fulham, Chelsea-Bolton, West Bromwich Albion-Sunderland, NewcastleWolverhampton, Manch. City-Blackburn. 26/02: Norwich City-Manch. United, Arsenal-Tottenham, Stoke City-Swansea

IL MANCHESTER CITY IN TESTA ALLA PREMIER

Mancini riapre a Tevez: «Può aiutarci»
I

Il Manchester City ha vinto 1-0 a Birmingham contro l’Aston Villa (gol di Lescott) e si è riportato due punti avanti al Manchester United al vertice della Premier league. Intanto Tevez potrebbe tornare a giocare con la maglia del City. «Tutti sanno che Carlos è un top player - ha detto Roberto Mancini all’Observer -, se torna la prossima settimana ci potrà essere d’aiuto nei prossimi tre mesi. Lui è uno che cambia le partite». L’argentino, dopo la lite con Mancini e la fuga in Argentina, ha pagato il suo ammutinamento tra multe e trattenute sullo stipendio, e visto che la sua cessione a un altro club non è andata a buon fine sembra il momento di trovare una riappacificazione.

Germania
21a Giornata Wolfsburg-Friburgo Bayern M.-Kaiserslautern Borussia D.-B. Leverkusen Mainz-Hannover Stoccarda-Hertha Berlino Werder Brema-Hoffenheim Borussia M.-Schalke 04 Augsburg-Norimberga Colonia-Amburgo 3-2 2-0 1-0 1-1 5-0 1-1 3-0 0-0 0-1

Prima Divisione
Girone A
Pisa-Lumezzane Taranto-Carpi Tritium-Monza Viareggio-Foggia Benevento-Ternana Avellino-Pro Vercelli Foligno-Pavia Reggiana-Sorrento Spal-Como 0-2 1-1 1-3 0-2 oggi 15,00 Rinviata al 18/2 Rinviata al 19/2 Rinviata al 19/2 Rinviata al 29/2

Seconda Divisione
Girone B
Barletta-Bassano Cremonese-Siracusa Feralpi-Pergocrema Portogruaro-Sudtirol Trapani-Spezia Triestina-Latina Prato-Andria Frosinone-Carrarese Lanciano-Piacenza 1-0 3-1 0-3 1-0 1-0 2-2 Rinviata al 19/2 Rinviata al 29/2 Rinviata al 7/3 V 14 13 12 9 9 9 9 8 9 10 8 5 6 5 4 7 4 3 N 4 6 5 8 8 7 7 8 6 4 3 8 5 7 9 4 7 8 P 5 4 6 6 6 6 6 7 6 8 12 10 10 10 9 10 11 12 F 41 30 30 27 27 32 28 24 24 26 32 26 23 20 23 23 14 12 S 22 20 17 22 24 23 23 19 23 29 35 31 28 25 32 35 29 25

Concorsi
Girone B
Aprilia-Celano 3-1 Arzanese-Perugia 1-1 Catanzaro-Fano 4-1 Gavorrano-Isola Liri 3-1 Neapolis-Chieti 0-2 Paganese-Fondi 1-0 Vigor Lamezia-Vibonese 4-1 Campobasso-Ebolitana Rinviata al 29/2 Giulianova-Aversa Normanna Rinviata al 14/3 Aquila-Milazzo Rinviata al 14/3 Riposa : Melfi

Girone A
Alessandria-Casale 1-1 Buggiano-Pro Patria 2-4 Lecco-Cuneo 0-2 Montichiari-Entella 1-1 Renate-Santarcangelo 1-0 Savona-Sambonifacese 2-1 Treviso-Valenzana Rinviata Bellaria-Mantova Rinviata al 14/3 Giacomense-San Marino Rinviata al 14/3 Rimini-Poggibonsi Rinviata al 14/3

Totocalcio Il 9 Totogol n. 13 di domenica 12 Febbraio 2012

Classifica Borussia D. 46; Bayern M. 44; Borussia M. 43; Schalke 04 41; Werder Brema 33; B. Leverkusen, Hannover 31; Wolfsburg 27; Stoccarda, Amburgo 26; Hoffenheim 25; Colonia 24; Mainz 23; Norimberga 22; Hertha Berlino 20; Kaiserslautern, Augsburg 18; Friburgo 17 Prossimo turno 17/02: Hoffenheim-Mainz. 18/02: Norimberga-Colonia, Amburgo-Werder Brema, Kaiserslautern-Borussia M., Hertha Berlino-Borussia D., B. Leverkusen-Augsburg, Friburgo-Bayern M.. 19/02: Schalke 04Wolfsburg, Hannover-Stoccarda

Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Carpi Pro Vercelli Sorrento (-2) Benevento (-2) Lumezzane Avellino Foggia (-2) Como (-2) Tritium Pisa Reggiana (-2) Monza Spal (-4) Viareggio (-1) Foligno (-4) Pavia P 48 46 41 40 38 35 31 31 30 30 30 27 26 21 18 15 12 10 V 14 14 12 11 11 11 9 9 8 9 8 6 8 4 6 4 4 1 N 6 7 5 7 7 4 4 4 8 5 6 9 4 9 4 4 4 7 P 2 2 6 4 4 7 9 9 7 8 9 8 10 10 11 15 14 14 F 30 27 35 31 29 33 19 26 24 30 21 21 26 21 19 13 16 20 S 13 8 19 13 18 25 22 30 22 32 26 22 29 31 26 37 30 38

Classifica
SQUADRE Trapani Siracusa (-5) Cremonese (-6) Spezia Barletta Carrarese Portogruaro Sudtirol Lanciano (-1) Pergocrema (-2) Triestina Latina Frosinone Prato Andria Piacenza (-6) Bassano Feralpi P 46 40 35 35 35 34 34 32 32 32 27 23 23 22 21 19 19 17

Classifica
SQUADRE Casale Rimini Cuneo San Marino Treviso (-2) Entella Renate Poggibonsi Santarcangelo Alessandria (-2) Buggiano Savona (-4) Pro Patria (-13) Bellaria Mantova Giacomense Montichiari (-2) Sambonifacese Valenzana Lecco P 45 45 42 40 39 38 35 33 33 30 30 29 28 28 28 27 25 24 15 14 V 13 14 13 12 11 10 9 9 10 8 8 8 11 7 6 6 7 6 3 2 N 6 3 3 4 8 8 8 6 3 8 6 9 8 7 10 9 6 6 6 8 P 5 6 7 7 5 7 8 9 11 8 11 7 5 9 8 8 11 13 14 14 F 36 28 39 42 36 35 27 34 27 27 31 28 34 26 24 31 31 26 18 16 S 21 21 29 28 21 21 24 32 25 28 36 23 22 30 32 37 39 43 35 49

Classifica
SQUADRE Perugia Catanzaro Vigor Lamezia Aquila Paganese Gavorrano Arzanese Chieti Aprilia Aversa Normanna (-1) Fano (-5) Giulianova (-2) Campobasso (-2) Neapolis (-2) Fondi Milazzo Vibonese Ebolitana (-1) Melfi (-4) Isola Liri (-2) Celano P 55 52 50 48 46 42 39 37 36 34 27 27 27 26 26 24 24 23 20 18 13 V 16 15 14 13 12 11 9 11 10 9 9 8 7 6 7 5 5 6 6 5 3 N 7 7 8 9 10 9 12 4 6 8 5 5 8 10 5 9 9 6 6 5 4 P 3 3 3 2 4 6 5 9 8 7 11 11 10 10 14 11 12 13 13 14 18 F 39 38 35 29 31 42 33 32 39 20 29 26 23 29 24 20 27 19 27 25 21 S 18 17 18 12 19 30 31 27 30 19 32 31 29 37 34 27 38 37 37 35 50

I concorsi sono stati annullati a causa delle troppe partite rinviate per il maltempo. Le giocate sono da considerarsi a rimborso.

Francia
23a Giornata Auxerre-Lorient Evian Tg-Marsiglia Lione-Caen Montpellier-Ajaccio Valenciennes-Nancy Rennes-Sochaux Brest-Digione Lille-Bordeaux Nizza-Paris-Sg Tolosa-St-Etienne 1-1 Rinviata 1-2 3-0 1-0 1-0 1-1 4-5 0-0 0-1

Classifica Paris-Sg 50; Montpellier 49; Lille, Lione, Rennes 39; Marsiglia 38; St-Etienne 36; Tolosa 34; Bordeaux 33; Lorient 27; Valenciennes 26; Brest 25; Evian Tg, Caen, Nancy, Digione 23; Ajaccio 22; Nizza, Auxerre 20; Sochaux 19 Prossimo turno 18/02: Ajaccio-Brest, Lorient-Lille, NancyTolosa, Caen-Evian Tg, Sochaux-Auxerre, Digione-Nizza, Marsiglia-Valenciennes. 19/02: St-Etienne-Rennes, Bordeaux-Lione, Paris-Sg-Montpellier

Prossimo turno
26/02: Como-Pisa, Foggia-Tritium, Lumezzane-Foligno, Monza-Viareggio, Pavia-Spal, Pro Vercelli-Reggiana, Sorrento-Benevento, Ternana-Taranto, Carpi-Avellino

Prossimo turno
26/02: Bassano-Portogruaro, Cremonese-Trapani, Latina-Prato, Piacenza-Feralpi, Siracusa-Pergocrema, Spezia-Lanciano, Sudtirol-Barletta, Triestina-Frosinone, Andria-Carrarese

Prossimo turno
19/02: Casale-Giacomense, Cuneo-Bellaria, Mantova-Buggiano, Poggibonsi-Lecco, Pro Patria-Treviso, Sambonifacese-Montichiari, San Marino-Renate, Santarcangelo-Valenzana, Entella-Savona, Alessandria-Rimini

Prossimo turno

15/02: Celano-Arzanese, Chieti-Catanzaro, Fano-Campobasso, Fondi-Aquila, Isola Liri-Melfi, Milazzo-Gavorrano, Paganese-Vigor Lamezia, Perugia-Giulianova, ViboneseAprilia, Aversa Normanna-Neapolis; Riposa : Ebolitana

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R

50 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Luglio Via ai Giochi
Mancano 165 giorni alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra Questa edizione si chiuderà il 12 agosto. Le paralimpiadi iniziano il 29 agosto

27

Come in un Risiko
nno ai due capi Iran e Israele sta o (L’Iran non opposti del villaggi a tensione alt riconosce Israele, i due Paesi) tra

*

Israele

Corea del Nord

Corea del Sud

nno in due aree Taiwan e Cina stan considera Taiwan na no diverse (la Ci ente ma i rapporti un Paese indipend migliorati) tra i due Paesi sono i dai turchi I greci sono lontan i (tra Grecia sch e lontani dai tede rici e tra e Turchia dissidi sto tensioni ia Grecia e German o) la crisi dell’eur per possono Le due Coree non ma neanche vicine di casa essere nti in aree troppo dista ) aesi divisi dal 1945 (P olto Gran Bretagna m tina nte dall’Argen dista (rapporti difficili dopo le Falkland)

17.000
Posti al Villaggio
I lavori sono iniziati nel 2008 e la struttura è stata consegnata al comitato organizzatore a gennaio Ci sono 2818 appartamenti divisi in undici complessi residenziali

*Nostra simulazione

Miliardi Il costo
Le spese sono lievitate, ma la città ha già guadagnato 665 milioni dalla vendita di metà villaggio a un consorzio del Qatar pronto a investire nella zona

1,3
Centimetri-LA STAMPA

Gran Bretagna

Cina

Grecia

La storia
GIULIA ZONCA

La diplomazia (poco olimpica)
Londra assegna gli alloggi con la geopolitica: Iran e Israele agli antipodi, Germania e

uomo con la mappa si chiama Chris Hale, una vita a lavorare per le grandi catene alberghiere e ora si trova improvvisamente a fare il diplomatico. È lui che deve stabilire chi abita dove al villaggio olimpico di Londra, solo che gli tocca rispettare una lunga lista di precise indicazioni e il lavoro è quasi impossibile. Iran e Israele devono stare ai due lati opposti, meglio piazzare la Grecia lontana dalla Turchia per evitare brutti ricordi, ma attenti a tenere i greci anche distanti dalla Germania perché le tensioni causa euro camminano e ad Atene protestano contro il governo tedeCAMERE SEPARATE

L’

Nel 1952 a Helsinki Est in un quartiere e Ovest in un altro
sco. Separare le due Coree però senza esagerare, quanto basta a evitare coabitazioni forzate evitando di rendere evidente la scelta e sistemare in due posti diversi Cina e Taiwan, anche se i rapporti diplomatici tra i due Paesi migliorano non è il caso di forzare le mano. Ultima avvertenza: mettere km tra la Gran Bretagna e l’Argentina, le Falkland sembravano lontane ma quando il principe William ci è passato per un addestramento si è capito che la faida è ancora viva. La geopolitica del villaggio diventa complicata, si torna indietro, non ci sono le barricate come ai tempi della Guerra Fredda però lo spirito olimpico latita. Le istruzioni per l’uso dicono mescolare con giudizio. Negli ultimi Giochi a Londra, nel 1948, il villaggio non

1956 Melbourne La Cina contro la bandiera di Taiwan
Primo villaggio con la cerimonia di benvenuto per ogni nazione: la Cina protesta perché Taiwan, non solo partecipa con una delegazione indipendente, ma ha anche la propria bandiera che sventola al villaggio. Il Cio non sente ragioni e la Cina ritira la squadra dai Giochi

1960 Roma Senza divisioni
C’è solo una recinzione a dividere la squadra dell’Unione Sovietica da quella degli Stati Uniti ed è la prima volta che le due nazioni stanno nella stessa area. In teoria non dovrebbero esserci rapporti tra le due delegazioni, ma gli americani ballano con i russi Primo villaggio misto: ci sono sia gli uomini sia le donne

c’era: albergo per gli stranieri, re e nessuno può circolare in socasa per i britannici. I problemi litaria, obbligatori i dirigenti al sono iniziati nel 1952, a Helsinki, seguito. Nel 1956 si passa al nuoil mondo è diviso a metà e le vo mondo e Melbourne se ne freOlimpiadi pure. ga dei rapporti diDue villaggi, uno BUNKER A MONTREAL plomatici. Sette per il blocco so- Paura del terrorismo, nazioni boicottavietico, l’altro no, gli altri liberi si dimenticano di circolare con per quello occidentale e al diavo- i problemi di vicinato tanto di cerimolo lo sport che sunia di benvenuto. pera le barriere. Per rendere Un trionfo interraziale, peccato più chiaro il confine l’Unione So- che la Cina non gradisca la provietica pretende che gli atleti sti- miscuità. Appena vedono la banano vicino a una loro base milita- diera di Taiwan ritirano la squa-

dra. Ci pensa Roma, nei rivoluzionari Anni Sessanta, ad aprire il Villaggio. Per la prima volta donne e uomini abitano nello stesso posto e tra l’Unione Sovietica e gli Usa c’è solo una recinzione minimal. I capi delegazione protestano però accettano, chiedono agli atleti di non mescolarsi e l’appello crolla al ritmo del rock’n’roll che invade gli spazi comuni. Il modello Roma piace e regge, il Villaggio diventa una festa, le Olimpiadi un’oasi. Nel 1964 fila tutto liscio,

nel 1968 la protesta sociale entra nei padiglioni abitati dagli sportivi. Tommie Smith e John Carlos alzano il pugno sul podio e vengono buttati fuori dal Villaggio. Carlos lascia lì il suo guanto nero e nemmeno lui si ricorda più se fu provocazione o fretta. Il mega party iniziato nel 1960 finisce brutalmente 12 anni dopo: 1972, a Monaco i terroristi di Settembre Nero rapiscono e massacrano 11 atleti israeliani, il villaggio viene profanato. Cambia la prospettiva, gli or-

ganizzatori se ne infischiano dei rapporti di buon vicinato e progettano quartieri bunker, nel 1976, a Montreal, tirano su due torri gemelle che sembrano alveari, con le finestre piccole e le torrette di controllo e non basta alleggerire con il mini golf e il giardino botanico. Arrivano le edizioni dei boicottaggi in cui la sistemazione alloggi si pianifica da sola. Nel 1980, a Mosca, manca l’Occidente, nel 1984, a Los Angeles, manca l’Est. I villaggi sono piccoli e c’è poco da unire.

R

W

LA STAMPA

Taiwan

Germania

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Sport 51

Turchia

Stelle Il trattamento
Secondo gli organizzatori il villaggio non sarà basato sull’idea del college, ma su quella dell’albergo Ci sono appartamenti che ospitano dai 2 ai 4 letti

4

Roma 2020, il pressing ha irritato Monti ma il sì deve arrivare in 48 ore
Senza l’appoggio del governo salta la candidatura

Iran

205
Nazioni attese
Il numero non è definitivo, le qualificazioni per le 300 gare in programma sono ancora in corso. A Pechino erano rappresentati 204 Paesi. Alle Paralimpiadi sono previste 147 nazioni

Retroscena
GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

Azzurri qualificati a oggi
Argentina

139

Ogni giorno la squadra azzurra cresce, ultime a prendere il pass le ragazze della squadra di fioretto (ieri) In questo mese si assegnano posti nel tiro a segno e nei tuffi

del Villaggio
Grecia divise. Ma lo dice il passato, gli atleti si mescolano
Dai Giochi spaccati in due agli spazi misti sorvegliati dai cinesi

l tempo è scaduto. Oggi, al massimo domani, il premier Mario Monti dovrà sciogliere la riserva sull’appoggio del governo alla candidatura di Roma ai Giochi del 2020: con un sì, l’Italia riprenderebbe la propria corsa verso le Olimpiadi, un no chiuderebbe le porte ad un’avventura che, in questi mesi, ha visto scendere in campo il Paese nelle sue varie espressioni. C’è il mondo dello sport in prima linea a spingere per una candidatura, figlia di una congiuntura, a detta del Coni e del Comitato promotore, «irripetibile...». Lo sport italiano e i suoi palazzi hanno fornito a Monti un’accurata analisi sui costi e ricavi dell’investimento su Roma 2020 il 12 gennaio scorso. E, da quel momento, insistente è stato il pressing sul capo del governo a tal punto, così sostiene chi a Monti è particolarmente vicino, da irritare lo stesso premier. «Deciderò nei tempi previsti, ovvero entro il 15 febbra-

I

In ansia
Gianni Petrucci, 67 anni, presidente del Coni e primo sostenitore di Roma 2020

io», così il presidente del Consiglio ogniqualvolta inseguito dall’interrogativo olimpico e il quindici febbraio è arrivato. Oggi, o al massimo domani. Il verdetto non può più attendere perché entro mercoledì la delegazione italiana, se

Roma 2020 otterrà il via libera dell’esecutivo, deve salire su un aereo, destinazione Losanna, per consegnare al Comitato olimpico internazionale il questionario per la candidatura in ottanta copie, passaggio già compiuto da Tokyo, Istanbul, Madrid, Doha e Baku, le altre città in gara. Il direttore generale del Comitato promotore Ernesto Albanese, la dottoressa Rosella Sensi in rappresentanza del comune e Yuri Chechi hanno già il biglietto del volo in tasca, ma, prima, occorrerà una firma attesa da un mese. «A Monti manca solo la penna...», ha ribadito in queste ore il numero uno dello sport italiano Gianni Petrucci tenendo in mano il lavoro della commissione di fattibilità sui Giochi di Roma 2020. Accanto al mondo dello sport si è schierato quello della cultura e dello spettacolo, ma anche la Confindustria oltre che i segretari dei partiti politici, con eccezione della Lega Nord. Petrucci è rimasto sorpreso dall’uscita anti Olimpiadi di Roberto Maroni dopo che, assicura il presidente del Coni, lo stesso Maroni in un colloquio privato ad inizio febbraio gli aveva espresso il proprio voto favorevole alla candidatura della Capitale per i Giochi in programma fra otto anni.

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1972 Monaco Settembre nero
Il villaggio viene assalito, otto terroristi arabi rapiscono e massacrano 11 atleti israeliani. I Giochi si fermano solo per due giorni

2008 Pechino Area militarizzata
Poche divisioni, molti soldati e regole precise. Le palazzine sono controllate dai militari, internet non è libero come dovrebbe, entrare e uscire non è semplicissimo, ma più passano i giorni e si allungano le code, più le norme si allentano e l’atmosfera da villaggio ha la meglio sull’impostazione rigida

Nel 1988, in Corea del sud, inizia- il parrucchiere dove spettegolano le richieste. Di nuovo tutti re. Avanti così, nonostante la presenti ma l’Iran vuole abitare bomba di Atlanta nel 1996, il vildove «non si vedano neppure le laggio resiste alla paura, si scafinestre degli tena a Sydney Usa». Nel 1992 BARCELLONA 1992 2000 e si ingrigiriaffiora lo spirito ad L’edizione più libera sce con iAtene dei Sessanta, sì, 2004 primi fioccano diktat in e spensierata, ad Atene segni di un ritor2004 torna il grigiore no al passato. Docarta bollata e Barcellona ne tiepo l’11 settembre ne più o meno conto ma gli atleti l’America smette di ricoprire i si mescolano, si incontrano, van- balconi con le bandiere, la superno in palestra insieme. C’è la potenza si nasconde. Cuba ne mensa enorme, la sala lettura e approfitta e segna il territorio

con un murales di Fidel Castro, la Gran Bretagna si annette l’ingresso con una cabina telefonica. Ognuno riproduce confini in miniatura. Tregua nel 2008 dove vince l’organizzazione militare: a Pechino guardie in marcia per i viali, internet a mezzo servizio. Si controlla quanto si può anche se il Villaggio vive di vita sua, pulsa, si ribella senza dare nell’occhio e sopporta poco le regole. Mr Hale, boss del prossimo college olimpico, dovrà farsene una ragione.

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ASSOCIAZIONE CULTURALE ANTONELLA SALVATICO CENTRO INTERNAZIONALE DI RICERCA SUI BENI CULTURALI

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52 Sport
LA FRASE

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Record
Ilie Nastase 65 anni fu il primo tennista europeo a superare il milione di dollari in vincite

Sono uno zingaro romeno e ne sono orgoglioso
Ilie Nastase EX N.1

1973 2 in finale N.1 al mondo Volte
DEL RANKING MONDIALE A WIMBLEDON

Ilie Nastase in quell’anno si aggiudicò gli Open di Francia battendo in finale Nikola Pilic. L’anno prima vinse gli Us Open Era il volto vincente del regime di Ceausescu

A Ilie Nastase manca il prestigioso titolo sull’erba: nel 1972 perse da Stan Smith al quinto set (4-6, 6-3, 6-3, 4-6, 7-5) e nel 1976 si arrese a Björn Borg con il punteggio di 6-4, 6-2, 9-7

Colloquio
ANDREA MALAGUTI
CORRISPONDENTE DA LONDRA

FILOSOFIA
«Ho sempre giocato solo per me stesso Ogni atleta fa così, pur di vincere passerebbe sopra alla madre»

LE OLIMPIADI
«Calcio e tennis non dovrebbero esserci ai Giochi: solo atletica e ginnastica. Il doping va liberalizzato»

Incontro a Londra con l’ex campione

E’

un incontro casuale. Al bar. Al piano terra del Queen Elizabeth Center, a meno di cento metri da Westminster. L’uomo che beve una birra piccola, chiara, è stato un mito del tennis e si chiama Ilie Nastase. Lui, Vilas, Ashe, Borg, McEnroe, Connors. Erano quei giorni lì. Ha i capelli grigi, lunghi, da dandy di ritorno, e ha messo su un filo di pancia. Gli piace farla vedere. Porta una maglietta da teenager, con un’enorme bocca da cui esce una lingua di pezza. «Io sono così, un pazzo aristocratico». Ha le borse sotto gli occhi, come se non dormisse da due mesi e dimostra tutti i suoi sessantacinque anni. Anche Peter Pan a un certo punto invecchia. Nel 1973 era il numero uno al mondo. Romeno. Il volto vincente del regime di Nicolae Ceausescu. Lui e Nadia Comaneci. «Ho sempre giocato solo per me stesso. Qualunque atleta fa così. Passerebbe sopra alla propria madre per una vittoria. Certo la patria, la famiglia, la bandiera. Cose che si dicono». Djokovic, Nadal, Federer, anche per loro è così? «È così per tutti. Da sempre e per sempre. Non cambierà mai. Non sono cinico. Cerco di essere sincero. Il cuore non mi è mai mancato». Era un artista, ossessionato dall’idea che il pubblico aveva di lui. Aggressivo, clownesco, scorretto, assolutamente adorabile. Aveva tutti i colpi. E non gli mancavano quelli di testa. «Fare arrabbiare gli avversari era parte della strategia». Scendeva in campo e giocava ogni match come se avesse deciso di bruciare gli anni, i mesi e i giorni in un’unica inestinguibile fiamma. Rosso o nero. La vita o la morte. Il suo compagno di doppio, Ion Tiriac, ha giurato di non avere mai visto nessuno con quel talento. «Mi incantavo a guardarlo». Un eroe da romanzo. Selvaggio e sentimentale. Le sue biografie narrano che abbia portato a letto più di duemila donne. Tre le ha sposate per poi divorziare. «Mi hanno sempre accusato di essere uno zingaro. È vero. Sono uno zingaro romeno. E ne sono orgoglioso». È a Londra per i Laureus Awards, c’è da scegliere l’atleta dell’anno (vincerà Djokovic) e lui è uno dei testimonial. Porta in giro se stesso e la sua storia da film. Lo chiudono in una stanza e poi mettono i giornalisti in fila. Entrano uno alla volta coAdesso, davanti alla birra, quanme nello studio della mutua del dot- do è da poco passato mezzogiorno, tor Tersilli di Alberto Sordi. Cinque ha solo voglia di rinfrescarsi la gola e minuti a testa. Più una visita a una di parlare italiano. «Mi manca il vomadonna pellegrina - «l’ho toccato» stro Paese. E poi Panatta è mio ami- che un’intervista. Lui dispensa pil- co. Lei la sa la storia del gatto nelole di saggezza e regala frasi da ti- ro?». No. Si illumina. «Cominciò tuttolo. «Le Olimpiadi sono solo busi- to a Montecarlo. Eravamo io, Vilas, ness». «Calcio e Tiriac, Adriano e tennis a Londra IL RIVALE SVEDESE Gaetano Caltagironon dovrebbero esSembra «Borg tirava più forte ne». di Fiorellouna serci. Atletica e gag su di chiunque, mazzate Cuba, Sotomayor ginnastica, quello da spezzarti le braccia» e Gianni Minà. Soè lo sport puro». «Il doping va libelo che è vero. ralizzato, tanto è sempre più avanti «Ascolti, è bellissimo». della medicina». Il decalogo preÈ una sera d’estate e i cinque destampato dell’antico ribelle. Lo co- cidono di andare al ristorante. Salgonosce a memoria, dalla crisi econo- no in macchina. Panatta è con Caltamica internazionale al razzismo. girone. A un certo punto la loro auto Non è mai stato un problema per lui inchioda. «Io scendo e chiedo: beh, intrattenere il pubblico. Che dice il che succede amico?». Adriano lo Buffone di Bucarest, che cosa pen- guarda strano: «Un gatto nero». sa Nasty Nastase? Cioè? «Gli aveva attraversato la stra-

Nastase, l’eroe ribelle del tennis fantasia
Re negli Anni 70: “Noi eravamo amici, conoscevamo tutto di tutti Ora Djokovic e Nadal non sanno neppure chi affronteranno”
da, capisce? E lui non voleva più andare avanti. Superstizione. Facemmo una deviazione di trenta chilometri per arrivare a cena». Il fatto gli tornò in mente al Roland Garros, quando con Tiriac sfidò Panatta e Bertolucci sul centrale. Diede cento dollari a un ragazzino perché trovasse un gatto nero. Poi lo fece sedere in prima fila. «A un certo punto il gatto corse in campo e si diresse verso Adriano. Lui cominciò a urlarmi contro impazzito: sei un bandito romeno. Il pubblico morì dalle risate. Noi vincemmo facile in tre set: 6-1, 6-1, 6-0. Peccato che da quel giorno la federazione francese mi impedì di tornare sul centrale». Oggi non potrebbe succedere, spiega. Sostiene che i paragoni sono impossibili. «Avevamo racchette di legno e palle sgonfie, ma sapevamo tutto di tutti. Ci frequentavamo. Ed eravamo amici. Sì, amici, lo posso dire. E poi Borg, Borg tirava più forte di chiunque, mazzate zi. Rinfacciandogli persino i giorni in da spezzarti le braccia. Ora Djoko- cui era partito per Parigi - come in fuvic, Nadal e Federer non sanno nep- ga - mentre il regime stava cadendo. pure chi si troveranno di fronte». So- «Fesserie. Il mio progetto era semplino macchine da soldi, giura. Dei tre il ce: volevo che la città avesse l’acqua. migliore in questo momento gli sem- Non avevo promesso altro». Irriso. bra Djokovic. «Ha forza, colpi, tem- Sconfitto. «Ma secondo voi, adesso, peramento. Ma nessuno di loro pen- l’acqua a Bucarest c’è?». sa al pubblico». Un La ragazza lo solpeccato mortale. QUELLO SCHERZO A PANATTA lecita regalandogli Una ragazza ca- «Era superstizioso, io pagai uno dei suoi sorrisi stana e piena di angelici. Lui la seenergia lo prende un ragazzino a Parigi: portò gue riluttante. Enun gatto nero in campo...» tra nello stanzino. per un braccio. Lui butta giù l’ultimo Sei felice Ilie? Si siesorso e risponde a una domanda mai de con il respiro appeso al collo e i piefatta. «Per un po’ ho pensato che la di a penzoloni. E sembra un ragazzino politica nella mia vita potesse prende- che pesca sul molo dei suoi ricordi. re il posto del tennis. È andata male. «Sì, adesso sì. Quando ho lasciato il In campo vinci o perdi. In politica in- tennis è stata dura, ma o decidi di vivece devi promettere e dire bugie. vere il presente oppure non dormi più No, non fa per me». Era la metà degli la notte. Mi ci sono voluti anni per riAnni Novanta. Sperava di diventare trovare la pace». Non dice la gioia. Disindaco di Bucarest. Lo fecero a pez- ce la pace.

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 53

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LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 54

onduciamo una riflessione a 360° con Davide Canavesio, Presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Torino, Amministratore Delegato del Gruppo Saet, azienda di oltre 350 dipendenti con sede a Leinì e stabilimenti in tutto il mondo, specializzata in trattamenti termici a induzione, dall’automotive, all’eolico, al fotovoltaico. Presidente Canavesio, come valuta l’attuale fase di crisi? «Va detto che la crisi attuale, che noi percepiamo come drammatica, è tale solo in parte dell’Europa, mentre il resto del mondo è già tornato a crescere. Quindi, per le imprese internazionalizzate, le opportunità ci sono. Se vogliamo imboccare un sentiero di stabile sviluppo, posto che oggi la competizione avviene tra macroaree – Cina, India, Stati Uniti, Russia e Sudamerica credo sia indispensabile puntare al più presto ad una unità politica europea. Solo così il Vecchio Continente può giocare un ruolo rilevante nello scacchiere geopolitico mondiale». Torino sta vivendo da circa 20 anni un lungo processo di metamorfosi tutt’ora in corso: come vede il futuro della nostra città ? «Torino deve dotarsi di un nuovo piano strategico. Secondo me, questo è il punto di partenza essenziale per proseguire in modo razionale il percorso avviato negli anni ’90: dobbiamo fare squadra nel nostro territorio. Piano strategico e impegno della società civile – parliamo in particolare dei soggetti intermedi - sono due driver fondamentali per pilotare la trasformazione della nostra Città. E’ necessario dare, cioè, tutti gli

C

Intervista a Davide Canavesio, Presidente del Gruppo Giovani

IN BREVE

Un nuovo piano strategico per Torino
elementi di contesto per poter attrarre gli investimenti dall’estero, quelli delle grandi imprese e delle multinazionali». E quindi come vede l’economia locale in prospettiva? «Penso che Torino diverrà una città multitasking: ancora legata all’auto ed alla metalmeccanica, votata ai settori dell’alta tecnologia, ma anche al turismo, al food, al cinema, alla cultura. Credo che molto del nostro futuro si giochi adesso e che sia quindi fondamentale agire, unendo le forze. Le priorità sono quella del credito alle aziende dei vari settori, comprese quelle dell’indotto, per poter realizzare gli investimenti legati alla decisione di Fiat di rilanciare Mirafiori - scelta fondamentale per Torino e la sua industria; un’altra è quella di far crescere il nostro sistema produttivo sui mercati extraeuropei». Che contributo possono dare i giovani nelle loro aziende? «Un contributo rilevante di modernità attraverso una mentalità nuova, più aperta e più internazionale. I giovani di oggi si sono formati in un periodo di crisi e hanno interiorizzato l’instabilità come costante elemento di base. Sono più cosmopoliti, hanno ruoli di maggior responsabilità in azienda, sono più aperti al management e alla crescita, ottenuta anche attraverso operazioni di equity. Nell’immediato, riconoscono come priorità le attività di ricerca e innovazione e sono più possibilisti rispetto a ipotesi di aggregazione fra imprese». Il Gruppo Giovani in questo contesto che ruolo svolge? «La nostra ambizione è essere molto concreti e lanciare sul territorio dei progetti-pilota di alta qualità. Stiamo lavorando su due temi: il primo è la “Torino che vogliamo”, un documento, redatto insieme a tutte le associazioni imprenditoriali professionali locali, che potrebbe costituire un valido spunto per il piano strategico. Il secondo impegno riguarda la formazione dei giovani con Università e Politecnico, sul modello dei progetti dell’UCLA statunitense, ove facciamo da tutor ai futuri giovani imprenditori». In vista dei rinnovi si parla molto di quale ruolo debba assumere in futuro il sistema confederale. Cosa ne pensa? «Me la cavo con una battuta: una struttura più efficiente e snella e un’azione di rappresentanza più incisiva».

Settore ferrotramviario: forum per subfornitori
Nell’ambito delle attività di promozione dedicato alle aziende che operano nel settore ferrotramviario, l’Unione industriale di Torino, in linea con la politica adottata da alcuni anni, sta organizzando un forum per fare incontrare il gruppo Deutsche Bahn AG, la più grande azienda statale del settore, con aziende locali, potenziali fornitrici per il colosso tedesco. L’incontro con Deutsche Bahn AG, che è leader nel trasporto passeggeri ed è presente in ben 11 paesi europei, si terrà a Berlino il 31 maggio e sarà caratterizzato da incontri B2B con le imprese interessate. Per informazioni e per confermare la presenza entro il 29 febbraio: Servizio Export, tel. 011.5718296, export@ui.torino.it

Leghe d’alluminio, convegno
Le leghe di alluminio sono utilizzate in una vasta gamma di settori che vanno dall'industria aerospaziale all’automotive. La ricerca nel settore ha avuto una forte accelerazione in questi anni: sono state avviate nuove lavorazioni tecnologicamente sempre più avanzate e oggi sono disponibili sul mercato nuovi prodotti con prestazioni superiori a quelli tradizionali. Mercoledì 22 febbraio dalle ore 9.00, L’AMMA organizza un convegno sul tema presso il Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, introdotto dal Presidente Amma Vincenzo Ilotte, durante il quale verranno illustrate le innovazioni più significative nel campo delle leghe d'alluminio e le loro applicazioni. Per informazioni ed adesioni: Segreteria organizzativa: tel. 011.5718378, email: sosena@amma.it

Brevetti e marchi
Sisvel, in collaborazione con AEIT Federazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni, organizza mercoledì 15 febbraio dalle ore 17.00 alle ore 19.00, un incontro sulla tutela e sulla valorizzazione della Proprietà Intellettuale, dei Brevetti e dei Marchi, a sostegno della crescita. L’incontro - gratuito e fino ad esaurimento dei posti disponibili - si terrà presso la Sala Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino. Per informazioni e iscrizioni: intellectualproperty @aeit.it, tel.02.87389965.

Investire “glocal”
Continua il ciclo “Un futuro davanti a noi” al Circolo dei Lettori, organizzato dalla Junior Enterprise Torino dell’ ESCP Europe, per comprendere l’economia e analizzare le prospettive che si aprono a chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro. Think glocal, act local: martedì 14 febbraio alle ore 21.00, la discussione verterà sulle esperienze virtuose di chi porta le eccellenze locali nel mercato globale. Partecipano tra gli altri, l’economista Aldo Bonomi, Guido Gobino, presidente dell’omonima cioccolateria artigianale e Guido Martinetti, cofondatore di Grom.

Digital Direct
Mercoledì 22 febbraio alle ore 18.15 presso il nostro Centro Congressi il Cdvm organizza un incontro con Cemit DS, l’unità Digital di Cemit Interactive Media per studiare l’Online Advertising, il nuovo strumento dei social media e le opportunità che offrono rispetto alle pubblicità online tradizionali. Introduce e modera il Presidente CDVM De Carolis. Per confermare la partecipazione: segreteria Cdvm, tel.011.5718438, e-mail cdvm@ui.torino.it

DIVISIONE GAS METANO METANO DIVISIONE GAS
Strada del Portone n. 147 – Portone n. 147 –(TO) Strada del 10095 Grugliasco 10095 Grugliasco (TO) Tel. 011.309.29.67 –011.309.29.67 – Fax-011.30.57.607 Tel. Fax 011.30.57.607 divisionegas@eredicampidonicospa.it
Autorizzazione ministeriale alla vendita di gas metano sul territorio nazionale n. 857.

divisionegas@eredicampidonicospa.it Autorizzazione ministeriale alla vendita di gas metano sul territorio nazionale n. 857.

TORINO
PCS 38,969
TOTALE IVA ESCLUSA

INFORMAZIONE ALLA CLIENTELA
Queste sono le nostre tariffe di vendita del gas metano uso riscaldamento per impianti centraQueste sono le nostre tariffe di vendita del gas metano uso riscaldamento per impianti centralizzati praticate ai Condominii siti in Torino nel periodo dal 01/01/2012 al 31/03/2012. lizzati praticate ai Condominii siti in Torino nel periodo dal 01/01/2012 al 31/03/2012. Per facilità di comunicazione, le tariffe a lato pubblicate sono comprensive di tutte le voci che Per facilità di comunicazione, le tariffe a lato pubblicate sono comprensive di tutte le voci che compongono prezzo finale al mc IVA esclusa e sono quelle previste dalla Autorità per l’Energia compongono prezzo finale al mc IVA esclusa e sono quelle previste dalla Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas con le delibere ARG/gas 195/11 - 200/11 e 202/11 mercato tutelato. Elettrica ed il Gas con le delibere ARG/gas 195/11 - 200/11 e 202/11 mercato tutelato. La Eredi Campidonico S.p.A. si propone come alternativa ai grandi gruppi per la fornitura di La Eredi Campidonico S.p.A. si propone come alternativa ai grandi gruppi per la fornitura di gas metano per riscaldamento offrendo rapporti commerciali competitivi e risposte puntuali e gas metano per riscaldamento offrendo rapporti commerciali competitivi e risposte puntuali e precise alle esigenze della clientela. precise alle esigenze della clientela.

TORINO Scaglioni di consumo
da a

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Gli autovelox di questa settimana in città
Oggi
Corso Giulio Cesare Corso Moncalieri Corso Grosseto Corso Giulio Cesare Corso Grosseto Strada dell’Aeroporto C.so Moncalieri C.so Grosseto C.so Peschiera Corso Peschiera

16 feb

C.so Vercelli C.so Grosseto C.so Peschiera C.so Orbassano C.so Giulio Cesare C.so Grosseto C.so Moncalieri Strada del Drosso Via Onorato Vigliani C.so Grosseto

C.so Francia C.so Rosselli Via S. Maria Mazzarello C.so Massimo d’Azeglio Via S. Maria Mazzarello C.so Peschiera Corso Francia C.so Rosselli C.so Peschiera C.so Vittorio Emanuele II

domani

17 feb
C.so Moncalieri Strada dell’Aeroporto orto Corso Tazzoli
Centimetri-LA STAMPA A

15 feb

18 feb

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi Ieri Un anno fa

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

-12 2

-7.8 0.5

4.6 10.8

Diario

Via Marenco 32, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it f specchiotempi@lastampa.it f quartieri@lastampa.it ALLARME LA RELAZIONE DELLA DIA GETTA INQUIETANTI OMBRE SUI RAPPORTI MAFIA-POLITICA

TORINO
IL CASO

Sentenza Eternit oggi assalto al Tribunale
Ultimo atto nel processo per i morti di amianto
Laugeri e Minucci
A PAGINA 59

MAX

MIN (˚C)

Le mani della ’ndrangheta
Dopo Calabria e Lombardia le maggiori infiltrazioni riguardano il Piemonte I sindaci: fenomeno sottovalutato e scoperto grazie all’operazione Minotauro

L’infermiera troppo osé per le colleghe
MARCO ACCOSSATO

Sparatoria al night ferito buttafuori
Al Club 66, albanese colpito finisce al Maria Vittoria
Massimo Numa
A PAGINA 61

* to annuale della Dia par-

La relazione. Il rappor-

la chiaro: dopo Calabria e Lombardia, il Piemonte è la terza roccaforte della 'ndrangheta. La criminalità organizzata calabrese è la protagonista indiscussa tanto sul versante del traffico di droga quanto su quello più propriamente definibile del controllo criminale del territorio.

APPELLO DA PRAGELATO: «QUESTO SPORT NEI GIOCHI INVERNALI»

N

laureato. Dalle * Il falsodelle inchieste giupieghe

Restyling a misura di donna
Per l’ospedale Sant’Anna il primo progetto «rosa»
Giuseppe Salvaggiulo
A PAGINA62

diziarie emerge anche il caso di Nicola Marando, rampollo di una famiglia mafiosa di Volpiano, indagato fra le altre cose per aver comprato una laurea in Giurisprudenza a Catanzaro. Secondo la Procura antimafia di Reggio Calabria, avrebbe pagato 60 mila euro per falsificare gli esami.

Ultima fermata San Luigi
La ferrovia sarà costruita con i fondi dell’inceneritore
Mondo e Tropeano
A PAGINA 63

* Sindaco pentito. In occasione di un convegno di

Libera, il primo cittadino di Rivoli, Franco Dessì, ha fatti autocritica: «Ho sbagliato a negare la presenza della ’ndrangheta nel mio Comune. Le infiltrazioni ci sono, dobbiamo alzare la guardia a cominciare da noi e dalle associazioni di partecipazione civile».
Gaino e Legato
ALLE PAGINE 56-57

“Racchette” da Olimpiadi
Amedeo Macagno A PAGINA 74

on sarà esattamente la questione più scottante che affligge la categoria in questo momento. Ma tant’è: da ieri, su Facebook, gli infermieri torinesi sono divisi sull’esibizione di una collega nella trasmissione di Canale 5 «Italia’s Got Talent». Fa discutere - e non poco - la partecipazione in perfetto stile Burlesque di una strumentista di sala operatoria al Cto con la passione sfrenata per la danza. Esibizione troppo osè, secondo alcuni (e alcune) infermieri, che hanno chiesto al Collegio Ipasvi (l’equivalente di un ordine professionale) di intervenire immediatamente convocando la collega. Così, oggi, la presidente Maria Adele Schirru ascolterà l’infermiera-ballerina finita sotto accusa, per capire se la sua esibizione offenda o meno la decenza e la categoria. «Si fa già così tanta fatica a risalire la china dell’immagine dell’infermiera sexy proposta da alcuni film e da certe pubblicità - commenta la presidente Schirru - che evidentemente qualcuno fra i 14 mila infermieri iscritti al Collegio di Torino non intende lasciar correre». Il punto, oltre all’esibizione provocante, sarebbe una frase pronunciata dall’infermiera: «La mattina faccio cose terribili sul malato...».
CONTINUA A PAGINA 59

Dalla Russia coi dipinti
EMANUELA MINUCCI

D

iciamo che la delegazione, ai meno venti di San Pietroburgo, era preparata. Dopo i meno diciotto raggiunti negli ultimi giorni da Torino, il duo Fassino & Braccialarghe è arrivato in Russia con il bagaglio adatto. Ben riparata nel trolley, in mezzo ai pantaneve e ai paraorecchi, la «mission»: unire Torino e la città dello zar Pietro per creare una capitale dell’arte così ricca da spedire nel congelatore qualsiasi altro gemellaggio creativo e mettere i brividi (di gioia) agli appassio-

nati dei tesori custoditi all’Ermitage. Dopo essersi acclimatati, stamattina il sindaco e l’assessore alla Cultura firmeranno l’accordo con la città affacciata sul Baltico: scambi di opere ed esperti, esposizioni e mostre da offrire a terzi, seminari ed iniziative sulla storia dell’arte, restauro, partecipazione a bandi europei. «Grazie a questo accordo - ha detto Fassino - Torino godrà del patrimonio di uno dei più prestigiosi musei del mondo, e potrà ricambiare con il suo». Un igloo di Merz, d’altronde, non potrebbe trovare città migliore dove svernare.
twitter@emanuelaminucci

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56 Cronaca di Torino

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

g g Documento/La mappa del crimine organizzato

È il Piemonte la terza roccaforte della ’ndrangheta
Relazione della Dia: dopo Calabria e Lombardia qui le maggiori infiltrazioni delle gang criminali
GIUSEPPE LEGATO

«In Piemonte la 'ndrangheta ha una sua consolidata roccaforte, che è seconda, dopo la Calabria, solo alla Lombardia. Attualmente è la 'ndrangheta la protagonista della scena criminale piemontese tanto sul versante del traffico di droga quanto su quello più propriamente definibile del controllo del territorio, quest’ultimo in fase di sicuro rafforzamento». Lo scomodo terzo posto sul podio della penetrazione della criminalità organizzata calabrese è stato certificato pochi giorni fa dalla Direzione nazionale Antimafia (Dia) nella relazione annuale, che stila a dicembre sulla base delle indagini concluse e di quelle ancora in corso. È il primo, difficile, boccone da digerire dopo la maxi operazione Minotauro, che ha portato in carcere 148 affiliati alla onorata società calabrese. A sei mesi di distanza dalla «Caporetto 'ndranghetista» a Torino, si fanno strada le prime considerazioni, i primi giudizi. Uno su tutti: è una mafia semi-invisibile «che riduce al minimo i contrasti interni, risolti solo raramente con la violenza, che realizza estorsioni più con il condizionamento e l'intimidazione ambientale che con l'esercizio di pratiche di violenza esplicita». Obiettivo: rimanere sotto traccia, lavorare a fari spenti. A Torino la 'ndrangheta «continua a trattare droga di cui è però ormai solo distributore di grandi quantità», poi reinveste i soldi nel settore dell'edilizia «che in Piemonte è il settore maggiormente in-

CENTROSINISTRA

Appello al prefetto «A Leini si deve votare subito»
I

Il centrosinistra chiederà un incontro urgente con il Prefetto per sollecitare la convocazione delle elezioni amministrative a Leini dove dallo scorso agosto si è insediata la Commissione di accesso agli atti per verificare «i condizionamenti o le infiltrazioni nelle scelte amministrative». E Bragantini (Pd), Portas (Moderati), Curto (Sel) e Spinosa (IdV) propongono anche di selezionare i candidati «in particolare in quei comuni coinvolti dalle indagini dell’Operazione Minotauro. Per uscire dalla crisi servono candidature all’insegna di rinnovamento e autorevolezza». [M.TR.]

quinato da persone e imprese mafiose di origine calabrese. Gli 'ndranghetisti si occupano soprattutto dei lavori meno tecnologici, quali il movimento terra, nel quale ciò che occorre è soprattutto la forza lavoro». Imprese sporche che mettono in ginocchio gli imprenditori sani di Torino e del Piemonte: «In tale settore - scrive l'Antimafia - le imprese mafiose sono clamorosamente favorite, in un’ottica di concorrenza rispetto a quelle legali, dal non dover rispettare alcuna regola, ed an-

zi dal poter fare dell’assenza delle regole il punto di forza per accaparrarsi commesse. I lavori sono anche realizzati, ma le procedure di acquisizione e realizzazione sono del tutto inquinate da minacce, violenze e corruzione, che consentono veri e propri “risparmi d’impresa” nella sua realizzazione». Con quali modalità? «Esercitando l’usura in luogo del mutuo, il commercio di sostanze vietate in luogo del commercio di merci permesse, il gioco clandestino senza regole invece del gioco legalizzato con regole, l’estorsione mascherata da guardiania in luogo dei regolari servizi di vigilanza». Ci sono poi i deleteri contatti col mondo della politica, accertati da Minotauro. Un fenomeno che colpisce la provincia e molto meno il capoluogo «Il fenomeno della collusione-corruzione politica è più frequente in realtà territoriali non molto grandi, e infatti i Comuni in cui le infiltrazioni mafiose sono finora apparse più evidenti sono stati Leinì, Ciriè, Castellamonte, Borgaro Torinese e Rivarolo Canavese. Si tratta di realtà non necessariamente piccole, ma certo inferiori per dimensioni, e quindi anche per dinamiche politiche, rispetto ai capoluoghi di provincia». Come mai? «Una chiave di lettura - scrive la Dia - è forse data dal fatto che, benché la ‘ndrangheta in Piemonte sia ormai profondamente insediata, non può però contare su una cultura mafiosa congenita, come invece avviene nei territori di origine. Ogni collusione deve quindi essere creata ex novo, occorre tempo per farlo e ciò è più facile in realtà di non eccessive dimensioni».

Il blitz del giugno scorso
Nel giugno dell’anno scorso le indagini della magistratura torinese e dei carabinieri hanno portato all’arresto di quasi 150 persone affiliate alla ‘ndrangheta, molte delle quali residenti nel Torinese

Mafia e colletti bianchi

Il dottor Marando, laureato in legge con 60 mila euro sottobanco all’ateneo
Da Volpiano a Catanzaro Ora è indagato per falso materiale
Il dottor Nicola Marando è un giovane laureato in Giurisprudenza. Nato a Locri, cresciuto tra Buccinasco e Volpiano, è il penultimo di sei fratelli cattivi, come quelli dei film di Abel Ferrara e Martin Scorsese tutti coppola e lupara: Francesco (ucciso), Pasquale (ucciso), Domenico (in carcere), Rosario (in carcere) e Rocco (collaboratore di giustizia redento a nuova vita). La dynasty familiare dei Marando ha segnato dal 1990 a oggi la storia della ’ndrangheta di Torino: droga a tonnellate, omicidi in serie, riciclaggio, lupare bianche. Nicola è uno di loro. E quella laurea se l’è comprata. Come? Versando 60 mila euro (ovviamente in contanti) a uno dei responsabili della segreteria didattica dell’Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro. Questa almeno è la tesi dei magistrati del capoluogo calabrese, spiegata nell’ordinanza di una vasta operazione che ha visto indagate 97 persone tra politici, imprenditori, docenti, dirigenti amministrativi e studenti della stessa facoltà. Ed è proprio uno dei segretari coinvolti nell’inchiesta che ha svelato agli inquirenti come Nicola Marando, che si allontanava da Torino solo per andare all’università in questione, sia diventato un

R

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 57

g
in numeri

184
gli indagati

Retroscena
ALBERTO GAINO RIVOLI

148
gli arrestati

1.300
i carabinieri impiegati nell'operazione

A

9
le "Locali" di 'ndrangheta: famiglie allargate che controllavano un determinato territorio

117 milioni di euro
il valore dei beni sequestrati

5
gli anni di indagini dell'Arma

3
i Comuni a rischio scioglimento: Leini , Chivasso, Rivarolo

2
i primi condannati con rito abbreviato: Francesco D'Onofrio (15 anni) Francesco Tamburi (8 anni)

2.456
le pagine dell'ordinanza che raccontano la 'ndrangheta a Torino
Centimetri - LA STAMPA

npi e Libera organizzano un dibattito che sin da titolo - «Come agire contro le mafie in Piemonte» promette di essere operativo. E alla fine, nella sala del Consiglio comunale di Rivoli gremita di amministratori pubblici della zona e di cittadini, si promuove un appello rivolto direttamente alle istituzioni e alla politica, che è la prima vera e seria «presa di posizione» pubblica ad oltre sette mesi dal blitz contro la ‘ndrangheta nel Torinese e nel resto della Regione. Non è nemmeno un caso che gli ideatori, con i giovani di don Luigi Ciotti, siano Diego Novelli e Renzo Gianotti, storiche figure della sinistra torinese. Franco Dessì, il sindaco di Rivoli, non è da meno nel clima di tensione civile che ha pervaso il dibattito di sabato. E fa pubblicamente ammenda per aver sottovalutato il problema ‘ndrangheta. Dice al microfono: «Il mio è stato un grave errore. Perché un conto è riaffermare che il tasso delinCONVEGNO DI LIBERA

Le infiltrazioni nella politica
L’arresto del segretario comunale di Rivarolo Canavese, Antonino Battaglia, accusato di collusione con esponenti della ’ndrangheta del Canavese e della cintura di Torino

La denuncia di don Ciotti «Collusioni nei Comuni frequenti anche al Nord»
quenziale di Rivoli, città con uno spiccato impegno civile e dal tessuto democratico forte, è inferiore alla media dei centri con 50 mila abitanti. Altro è stato negare una presenza della ‘ndrangheta fra di noi. Che invece c’è come abbiamo scoperto con gli arresti dell’Operazione Minotauro. Dobbiamo alzare la guardia a cominciare da noi, amministrazione comunale, e dalle associazioni di partecipazione civile». Dotarsi di una commissione antimafia, come intende fare il Consiglio comunale torinese «entro marzo», per «fronteggiare i rischi di infiltrazioni mafiose rivelatisi frequenti anche al Nord», è il primo «strumento operativo» dell’appello di Anpi e Libera Piemonte alle «amministrazioni comunali». I successivi due punti hanno il segno di una forte scossa alle «abitudini» dei partiti.

Rivoli, mea culpa del sindaco “Problema sottovalutato”
La confessione di Dessì: “La politica è stata cieca”
teria penale o che mostrino conflitti fra il loro interesse privato e quello pubblico». Dall’altro, l’appello ai partiti si estende alla «definizione di candidature nel segno del ricambio di persone che da molto tempo occupano - si spende proprio questo significato - incarichi di responsabilità amministrativa, anche svolgendo diverse funzioni». E si aggiunge: «Una rotazione effettiva nelle cariche di rappresentanza pubblica può portare benefica aria nuova nella politica e sciogliere il rischio di accumuli di convenienze dannose al bene comune». L’appello va oltre la linea d’ombra disegnata dall’inchiesta di Procura torinese e carabinieri sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e politico della provincia torinese, dove «tre Consigli comunali sono a rischio di scioglimento» e in cui «la penetrazione della ‘ndrangheta - segnala il procuratore aggiunto Alberto Perduca - è diventata significativa nell’edilizia e nei trasporti, collegati alle costruzioni (movimentazione della terra da scavo) e di merci, in particolare di un genere di merce: i rifiuti». Perduca e Marco Nebiolo, autore delle prime inchieste giornalistiche, nel 2007 (su Nuova Società e Narcomafie), sulla presenza della ‘ndrangheta nel Torinese, scelgono anche di parlare dell’« opacità che caratterizza certa economia in quei settori come elemento favorevole alle infiltrazioni mafiose, senza ricorrere alla violenza. Almeno quando non se ne veda la necessità. Gli imprenditori sono vittime, ma poi c’è stato e c’è chi vi abbia intravisto una reciproca convenienza nei subappalti ad imprese mafiose, che vi fosse e vi sia piena consapevolezza o no dei loro legami con la malavita organizzata».

dottore a tutti gli effetti con una carriera folgorante da far impallidire un qualsiasi ragazzo di 20 anni che macina materie su materie inseguendo la borsa di studio. Un’impresa da leggenda: venti esami su 24 - sarebbero stati interamente falsificati sui registri dei docenti e nel sistema informatico dell’ateneo. «Gli ultimi quattro - ha riferito uno degli indagati che avrebbe contribuito materialmente al reato redigendo falsi verbali degli esami - li ha sostenuti, e superati, con docenti compiacenti». Tutto in soli due anni (dal 28 gennaio 2002 al 22 gennaio 2004), un esame al mese per 24 mesi. Il 20 gennaio 2004 Marando fece il colpo della vita: Diritto penale e Procedura penale in un solo giorno. Una storia incredibile, tutta calabrese verrebbe da dire o forse tutta italiana, una

corsa al titolo «oliata» con migliaia di euro e coronata il 28 ottobre del 2004. Ora il finto genio dei codici è tornato a essere soltanto un mafioso. Condannato a 10 mesi e 20 giorni in primo grado nel processo denominato «Stupor Mundi», istruito dal sostituto procuratore della Dda di Reggio Nicola Gratteri, che aveva svelato una cupola della cocaina sotto la Mole, è tornato alla ribalta delle cronache torinesi con l’arresto, un anno fa circa, nel corso dell’operazione Revenge 2 («La vendetta, parte seconda»), in cui è stato indicato come uno degli staffettisti del potere familiare durante la detenzione del fratello Domenico. Ora si aggiungono i guai accademici. Accusato di corruzione, ha già trovato l’asso nella manica: la prescrizione. Resta il concorso in falsità materiale. [G. LEG.]

«Si deve alzare la guardia a cominciare da noi, amministrazioni comunali, e dalle associazioni civili»
Franco Dessì
sindaco di Rivoli

Da un lato, li si richiama alla «necessità di agire, in vista delle elezioni amministrative di primavera previste in molti Comuni, in modo che non si presentino candidati con conti da regolare con la giustizia in ma-

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 59
DAL CTO A CANALE 5

il caso
CLAUDIO LAUGERI

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igliaia di persone. Un piccolo esercito, pacifico, testimonianza civile di solidarietà con i familiari delle vittime del mesoteLa decisione dei giudici lioma pleurico, malattia che chiuderà un capitolo della viha colpito i lavoratori rima- cenda. Ma ci sono aspetti umasti a contatto per mesi, anni ni, storie, sofferenze che non con l’amianto. Oggi alle 9,30 possono essere fotografati in incomincia al Palagiustizia una sentenza. Per questo, di Torino l’ultima udienza Giancarlo Orrù e la Tekla Tedel processo di primo grado. levision hanno deciso di proParleranno i difensori, una durre il documentario «Artibreve replica prima che i colo 1», che sarà presentato algiudici (presieduti da Giu- le 18,30 nei locali del «Blah seppe CasalboBlah» in via Po re) si ritirino DIRETTA WEB 21, assieme al viin Camera di Sul sito della Provincia deo musicale Consiglio. «Mezzafemmie su quello della Stampa na» di Gianluca Il pubblico arriverà da l’epilogo del dibattimento Conte. Le immatutto il Paese e gini (hanno paranche dall’estero. Italiani tecipato oltre 80 comparse) emigrati, ma anche lavorato- sono state girate a Casale e riri francesi, svizzeri, brasilia- percorrono il dramma di chi ni, inglesi, olandesi, belgi, ha lavorato l’amianto, con il statunitensi. La delegazione paradosso evidenziato dalpiù nutrita sarà con ogni l’amara ironia di «Mezzafemprobabilità quella di Casale mina»: per diventare vittime, Monferrato, dove la ditta agli uomini e alle donne al serEternit aprì uno stabilimen- vizio di Eternit è bastato solto tra i più importanti d’Ita- tanto respirare. lia: decine di pullman partiranno dalla città alessandrina per portare a Torino almeno mille e 300 persone, coordinate dall’Associazione familiari vittime amianto (Afeva), oltre che dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Un evento del tutto eccezionale, che ha spinto Tribunale e Provincia a prendere provvedimenti eccezionali. Per l’occasione, le maxiaule EMANUELA MINUCCI 1 e 2 nel seminterrato del Palagiustizia saranno messe a disposizione per ospita- C’è un modo diverso di ribellarre il pubblico; nella 2, poi, è si. Senza cartelli, senza strisciostato organizzato un servi- ni, senza urla. Senza lacrime. zio di traduzione simulta- Può essere una richiesta somnea in inglese e in francese. messa alla cassiera del Gobetti: In più, il pubblico potrà usu- «Sì lo so, avete venduto tutti i bifruire anche di una sala nel glietti, ma io questo spettacolo palazzo della Provincia (a devo vederlo. E’ la storia della un isolato dal Palagiusti- nostra vita: la prego, mi faccia zia). Per chi non ha la possi- aspettare qui, come negli aerobilità di spostarsi verso To- porti». Aspettare. Come fa quelrino, la Provincia ha orga- la signora di cinquant’anni con i nizzato una diretta web (sul capelli chiusi in un foulard amasito www.provincia.torino. ranto. Sono almeno sessanta le gov.it, ripresa anche dal si- persone che aspettano. Gente to www.lastampa.it), che che di attesa ne sa qualcosa. E consentirà di assistere alle che sarà mai uno spettacolo tearepliche dei difensori e alla trale in confronto alla giustizia? lettura della sentenza, pre- Sono in coda per assistere, a vista per la tarda mattinata. ventiquattr’ore dalla sentenza

Tribunale sotto assedio per l’ultima udienza Eternit
Amianto killer, migliaia di persone per la lettura della sentenza

L’infermiera troppo osé fa infuriare le colleghe
MARCO ACCOSSATO
SEGUE DA PAGINA 55

F

Pubblico dall’Italia e dall’estero
La rappresentanza più consistente arriverà da Casale Monferrato, dove operava l’Eternit

Ieri al Gobetti

In coda
Sono arrivati in tanti ieri al teatro Gobetti per assistere all’ultima replica di Malapolvere interpretata da Laura Curino

Folla per Malapolvere “Poi tutti al processo”
del processo Eternit, all’ultimo spettacolo di «Malapolvere» scritto e interpretato da Laura Curino: settanta minuti che ti lasciano senza fiato. «Proprio come i malati di asbestosi» dice la Curino. Ma questa per fortuna è solo un’ansia benefica, un tornado di parole che spazzano via le ipocrisie impastate di cemento e amianto e fanno finalmente respirare la giustizia. La gente che si interessa a quei 1800 morti, vuoi perché ha avuto la famiglia «sforbiciata dall’Eternit», vuoi perché è affamata di verità, non ne vuole sapere che il teatro sia esaurito: «Posso sedermi sulle scale? Non succederà niente, glielo assicuro» chiede un signore sui sessanta. All’inizio le maschere del teatro pro-

vano ad arginare la folla, poi ha la meglio la forza del diritto: «Non è uno spettacolo come gli altri, è una boccata d’aria pura per chi ha respirato veleni» commenta l’insegnante arrivata da Casale insieme con il figlio di 13 anni. C’è chi compra il bel libro di Silvana Mossano, giornalista de «La Stampa» da cui è stata tratta l’opera, altri vanno disciplinatamente a sedersi sui
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gradini, il cappotto sotto le gambe per non sentire il freddo. «Oggi è la nostra ultima rappresentazione e al Palagiustizia ci sarà la prima sentenza - annuncia fra gli applausi Laura Curino -: il movimento scriverà un nuovo capitolo della sua storia». Sono più di cinquanta i pullman prenotati per partire da Casale e andare in tribunale a chiedere giustizia.

rase che qualcuno ha interpretato come battuta dal doppio senso di dubbio gusto, altri hanno invece letto semplicemente come una frase magari poco felice per dire che finire sotto i ferri è sempre una cosa «terribile». «Siamo alle solite, una caccia alle streghe», ha scritto qualcuno su Facebook commentando la notizia rimbalzata da post in post. «La signorina in questione non commette nessuna forma di reato e non può essere perseguita», sostiene un altro commento. C’è chi vorrebbe un provvedimento disciplinare, e lo chiede espressamente più che su Facebook - al Collegio degli Infermieri. La presidente dell’Ipasvi, Schirru, conosce l’infermiera e dice che «è un’ottima professionista, seria e preparata», ma il ruolo impone la convocazione. «Ciò che lede davvero la categoria - s’infuria una collega su Facebook, contro chi vuole un provvedimento disciplinare - è che ci siano lavoratori che si adoperano triplicandosi perché i soliti raccomandati si grattano». «Dopo anni di progressiva degenerazione politica, ideologica e sociale, questo moralismo che ora s’abbatte intorno al gesto della collega mi sembra ipocrita e stucchevole. Ciò che lede è piuttosto dover assistere nei luoghi di lavoro al mancato riconoscimento del merito, del rischio e del disagio che caratterizza il nostro agire professionale. E’ assistere alla continua occupazione di posti di prestigio da parte di raccomandati senza merito. E’ lo strapotere di vecchi sindacalisti generalisti responsabili delle pessime condizioni in cui versano migliaia di lavoratori». Potere di un ballo. Sapremo oggi come finirà la vicenda, ma un risultato, forse, c’è già: i commenti su Facebook sembrano aver acceso i riflettori sui veri problemi degli infermieri.

Un lettore scrive:
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«Sono andato alla filiale di corso Ferrucci della Banca del Canavese per il pagamento dell'affitto dell'appartamento in cui vive mia madre. Mentre mi accingevo a pagare, l'impiegata mi ha anticipato la bella notizia che il servizio sarebbe costato, al posto del solito € 1,50, ben € 4,50. Francamente sono rimasto senza parole. Anzi, sono riuscito a pronunciare una solo parola, ma è meglio non ripetere. La scusa per questa che definirei rapina è stata perché il pagamento veniva effettuato in contanti. Se è vero che ci troviamo in un periodo difficile, è anche vero che son sempre i poveracci a pagare!».
G.S.

Specchio dei tempi
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commerciale propone in questo modo il gioco... Di solito si limitano ad esporli e credo che così debba essere».
ALESSANDRO ARDITO

«Bonifico con rapina» - «Tessera bimbi è un balzello» - «L ’umiliazione del libro»- «Parcheggi+ 400%»- «Poste gratta e vinci»- «Telecamere al Lingotto»
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Un lettore scrive:
I

ufficiale che attesti l’anno di nascita, ma allora perché non basta questo documento? Mio figlio di 8 anni è già in possesso della Carta Bianca e della tessera sanitaria, entrambi riportanti il mese e soprattutto l’anno di nascita. Tre euro non cambiano la vita, ma mi chiedo proprio il perché di questo ulteriore e davvero inutile balzello».
ALBERTO MONTI

sulla cattedra ben in vista) di aver comprato il libro “originale” scritto dagli stessi professori, altrimenti, ahimè, non si passa. I genitori fanno mille sacrifici per mandare i figli all’università ma questa è la tangente più umiliante che un ragazzo preparato debba pagare».
SEGUE LA FIRMA

Una lettrice scrive:
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Un lettore scrive:
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Un lettore scrive:
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«Volevo fare solo una considerazione sulla tessera da 3 euro che da agosto i bambini sotto gli 11 anni dovranno possedere per i viaggi in bus. Se per averla basta un’autodichiarazione, allora perché farla? Se invece serve un documento

«A Torino in certe università se si vuole passare un esame (dopo aver ricevuto i complimenti sulla preparazione da parte dei professori incaricati di interrogarci) non basta avere studiato ed essere preparati, ma bisogna dimostrare (mettendoli

«Come ben saprete anche a Torino ci sono le strisce blu per il parcheggio, diviso in zone (carissime) e sottozone (care). Dal 6 febbraio 2012, la sottozona dove devo parcheggiare tutti i giorni per lavoro (zona piazza Peyron) è passata da euro 0,65 l'ora a euro 1,30 l'ora (un piccolo aumento del 100%). Io, come tantissime

altre persone, alcune delle quali fanno parte del mio ufficio, lavoro part time. Ora, la cosa grave è che fino alla scorsa settimana potevo usufruire di un abbonamento sotto forma di tessera magnetica del valore di euro 33,00 per una durata di 4 settimane con 45 ore di parcheggio a settimana (9 ore al giorno per 5 giorni). Io che lavoro 4 ore al giorno al mattino dividevo la spesa con una collega che come me lavora solo al mattino andando a coprire le 9 ore giornaliere (io 4 ore e lei 5 ore) e sfruttando così la tessera in due e dividendo la spesa per due (con un costo mensile di euro 16,00 a testa). Dal 6 febbraio però questa tessera non esiste più, al suo posto c'è un carnet cartaceo sem-

pre da 45 ore settimanali che però non è più sfruttabile in due persone e che costa la modica cifra di euro 66. «Praticamente dal 6 febbraio io e la mia collega che pagavamo per 4 settimane 16 euro ne paghiamo 66 con un aumento di circa il 400%...».
RAFFAELA

Un lettore scrive:
I

«Ogni qual volta vado alla posta per una qualsiasi operazione, gli impiegati mi propongono l'acquisto di un gratta e vinci. Mi sembra quasi un’istigazione al gioco visto che viviamo la realtà di famiglie distrutte da videopoker e gratta e vinci vari. Mi chiedo: ma questo è possibile in un ufficio postale? Nessuna attività

Lo scorso novembre presso le rastrelliere del Villaggio Olimpico ho subito - nel giro di due settimane - un tentativo di furto e poi il furto effettivo della mia bicicletta, entrambi successivamente denunciati alla Polizia (più per principio che per reale speranza di efficacia). Per prevenire ulteriori furti e incentivare quindi l'uso delle due ruote, nonché per tutelare la sicurezza dei tanti che usufruiscono anche di sera della passerella del Lingotto, è davvero troppo chiedere l'installazione di un impianto di videosorveglianza collegato con le adiacenti caserme di Guardia di Finanza e Vigili urbani?»
CHRISTIAN

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LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 60

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 61

TRAGICO LITIGIO LA POLIZIA CERCA DUE ROMENI ALLONTANATI DAL LOCALE ALL’ALBA

Sparatoria al night ferito un buttafuori
Al Club 66, albanese di 25 anni grave al Maria Vittoria
MASSIMO NUMA

«Una serata come tante, ci siamo divertiti. No, non doveva finire così...». Donica H., 22 anni, nei fine settimana ballerina di lap dance, è ancora sotto choc. Piange. Chiusa nella sua Smart per proteggersi dal freddo, minigonna blu acido e tacchi a spillo 12, ferma nel controviale di fronte all’ingresso dell’ospedale. Sta aspettando che i chirurghi del Maria Vittoria concludano l’operazione per tentare di salvare la vita di Clodian Kuni, 25 anni, albanese, residente a Torino in corso Lecce, colpito all’addome da un proiettile di grosso calibro, esploso da un romeno ora ri-

cercato dalla polizia. Lui e un altro complice, che avrebbe sparato a sua volta. «C’era una serata musicale, la maggior parte della gente se n’è andata alle 2,30. Quando stavano chiudendo è nata la lite,

Colpito da un proiettile di grosso calibro all’addome, il giovane ha perso molto sangue
c’era un’atmosfera tranquilla, come tante altre». Alle 5, la notte del Club 66, corso Svizzera 164, è ormai quasi finita. Il proprietario del locale, Salvatore Catanzaro, 32 anni, sta salutando gli ultimi clienti. Qualcuno

non se ne vuole ancora andare e viene invitato a uscire. Nasce una discussione con un gruppo di romeni. Insulti e spinte. Tutto sembra finito lì. Ma due di loro tornano una mezz’ora dopo. Armati di pistole. Tendono un agguato a Catanzaro, un personaggio molto rispettato nella zona, al capo della sicurezza, Michele Comito, 39 e a due albanesi che potrebbero far parte dello staff del club, Clodian Kuni e Cristian Kanani, Torino. Una pioggia di proiettili: Kuni resta esanime sul marciapiede, gli altri sono feriti in modo lieve. L’albanese è stato colpito all’addome e perde conoscenza. Gli amici lo portano al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria. Ieri mattina è sta-

In corso Svizzera
Il Club 66, nei mesi scorsi, era già stato chiuso per altri episodi di violenza

to sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Le sue condizioni, in serata, erano ancora gravi. Ha perso molto sangue. Per gli altri, prognosi da 20 a 10 giorni. Donica attende con ansia l’esito dell’intervento: «Non so chi abbia sparato, c’era tanta gente: romeni ma anche ragazzi italiani. Molti avevano bevuto». Uno dei due romeni che hanno sparato, secondo alcune

testimonianze, sarebbe stato allontanato con decisione, letteralmente spinto in mezzo alla strada, durante la lite con i titolari, che sono stati a loro volta interrogati a lungo dagli agenti della sezione Omicidi della squadra mobile. Da qui la voglia di dare una lezione a chi li avrebbe trattati in malo modo, davanti a tutti, donne comprese. Adesso i due romeni, che

forse sono stati già identificati, sono ricercati. Il Club 66 è già stato chiuso, nei mesi scorsi, dalla polizia amministrativa per brevi periodi, in seguito a una serie di episodi all’insegna della violenza. Anni fa, all’esterno del locale, c’era stato un regolamento di conti tra romeni e albanesi a colpi di spranga e c’erano stati anche dei feriti. Poi risse tra clienti e buttafuori.

Corso Sommeiller

Rissa in “disco” per la ragazza molestata Sei in manette
È stata una molestia sessuale a scatenare la rissa tra due gruppi di giovani, la notte scorsa, all’uscita della discoteca «Tabata» di corso Sommeiller. Un ragazzo ha toccato il sedere di una ventenne, che era in compagnia del fidanzato, del fratello e di altri amici. Anche il giovane «molestatore» era in compagnia di alcuni amici. I due gruppi, in tutto una decina di persone, sono passati velocemente dagli insulti alle botte: testate, pugni, schiaffi. Anche contro i carabinieri che hanno cercato di separarli. In sei sono finiti in carcere con le accuse di rissa, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Al primo gruppo appartengono Mauro Coppola Tropeano, di 21 anni, di San Mauro Torinese, e Marco Prinetto, 19 anni, di Forno Canavese: il primo dovrà rispondere anche di violenza sessuale, per aver toccato il sedere della ragazza. Il resto della loro compagnia è riuscito a fuggire, subito dopo l’arrivo dei militari. All’altro gruppo fanno parte quattro ragazzi di Chieri: Andrea Appendino, 24 anni; Davide D’Elia, 21 anni - rispettivamente fratello e fidanzato della ragazza molestata Luca Razzetti, 24 anni; Marco Neri, 20 anni. La colluttazione è scoppiata intorno alle 4. I carabinieri sono intervenuti in un lampo, perché si trovavano già in zona per una precedente rissa, avvenuta di fronte alla discoteca «La Gare». Gli inquilini del palazzo che ospita il «Tabata» adesso promettono battaglia, compresa una raccolta firme per chiedere la chiusura del locale. «La discoteca - dicono - è aperta dal mercoledì alla domenica. La situazione è diventata insopportabile: schiamazzi nel cuore della notte, sosta selvaggia nel corso, liti furibonde soprattutto quando ci sono le serate a tema. È arrivata l’ora di dire basta». [M. PEG.]

In breve
Protesta

Prigionieri in Iran
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Manifestazione di protesta contro gli arresti di prigionieri politici in Iran, oggi pomeriggio, dalle 17 alle 19, davanti alla prefettura.

Bardonecchia

Teleriscadamento ko
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Ieri mattina, a causa di un gusto a una delle caldaie dell’impianto centralizzato di teleriscaldamento, le abitazioni, gli alberghi e i negozi della località turistica dell’alta valle Susa sono rimasti al freddo per circa tre ore. Intorno alle 11, il servizio è stato ripristinato.

No Tav

Presidi nelle carceri
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Manifestazioni di protesta ieri davanti ai carceri piemontesi dove sono rinchiusi gli attivisti No Tav arrestati dalla polizia il 26 gennaio. A Ivrea si sono radunati una quarantina di dimostranti appartenenti al movimento No Tav del Canavese e del centro sociale eporediese «Il Castellazzo». Un presidio analogo si è svolto davanti alla casa circondariale di Alessandria con i militanti provvisti di striscioni e bandiere.

Farmacie

Aperte per turno
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Orario 7-19,30: Farmacia Comunale 25, Atrio Stazione Porta Nuova, corso Vittorio Emanuele II, 53. Orario 9-19,30: corso Peschiera 142/F; via Passo Buole 160/A; corso G. Agnelli 56; corso Svizzera 42; Galleria Umberto I˚ 54; via Nizza 65; via Sempione 112. Orario 12,30-19,30: via Orvieto 10/A; corso Grosseto 216/C; corso San Maurizio 35; via Bologna 91/D; via De Sancits 60; via Bellini 8; corso Moncalieri 257. Di sera (19,30-22,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via San Remo 37; corso Francia 1/bis. Di notte (19,30-9):corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio Emanuele II 66; piazza Massaua 1; via O. Vigliani 55/G. Informazioni: www. farmapiemonte.org.

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62 Cronaca di Torino

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Marmo e pietra ma in chiave contemporanea

«Salotti» aree accoglienza anche per disabili

L’arte quella figurativa di una pittrice romena

LA CITTA’ C

Giallo e arancio È l’ospedale al femminile
Pareti di vetro per lenire l’angoscia e colori caldi Il restyling del Sant’Anna in progetti low-cost
GIUSEPPE SALVAGGIULO

Com’è un ospedale a misura di donna? Pareti gialle e arancione per trasmettere calore, pannelli di vetro per lenire l’angoscia, materiali tradizionali ma usati con stile leggero-domestico, arredi di dimensioni ridotte e uso flessibile per avvicinare il personale sanitario ai pazienti. Opere d’arte e concerti d’autore. Così la «Fondazione medicina a misura di donna» vuole che diventi l’Ospedale Sant’Anna. E mercoledì presenterà il primo progetto, su cui ha già avviato una raccolta fondi. L’architetto Stefano Pujatti ha elaborato tre microprogetti low cost: ingresso, corridoi, piano interrato. L’atrio è di circa 300 metri quadri. «Abbiamo inserito strutture non combustibili e

già presenti come marmo e pietra, ma utilizzandole in chiave contemporanea, con una logica da legno che rifugge la monumentalità a favore dell’umanizzazione». Ecco dunque la nuova zona di accoglienza. «Ora c’è una scrivania presa da un’aula scolastica con una donna infreddolita».

Tra i reparti interventi del Castello di Rivoli e della filarmonica del Teatro Regio
Viene sostituita da una struttura moderna, un bancone in pietra ma di scala ridotta con fogli di marmo a incastro, che permette anche ai disabili di avvicinarsi. Spuntano anche controsoffitti, pareti, pannelli in metallo e vetro. Per le informazioni sui

reparti, messaggi proiettati e led luminosi. I colori sono fondamentali: «Oggi comunicano scientificità e monumentalità. La struttura è impastata di colori da ospedale ottocentesco come il beige. Noi diciamo: comunichiamo calore, quindi giallo e arancione». Cambia l’illuminazione: via i neon ministeriali, sostituiti da led con luci puntiformi «creando accenti su opere d’arte e persone». L’arte ha un ruolo profondo, non di «abbellimento». Gli studi hanno rilevato che quella astratta genera inquietudine nei pazienti, quella figurativa rassicura. Dunque via i serpenti di bronzo dall’ingresso. Dietro il bancone sarà collocata l’opera di una giovane artista romena che ha studiato a Torino, Cornelia Badelita. Tema: le età della donna. L’opera nasce dalla partnership con l’Accademia delle Belle Arti, a cui

Com’è e come sarà
A sinistra l’ingresso dell’ospedale come è adesso a destra invece il rendering del progetto dell’architetto Stefano Pujatti: nell’immagine le protagoniste sono solo donne

si affiancano quelle con la Filarmonica del Teatro Regio che suonerà all’interno dell’ospedale e con il dipartimento educazione del Castello di Rivoli, per interventi nei reparti coinvolgendo pazienti e operatori. Nei corridoi, «per spezzare la monotonia vogliamo creare luoghi di sosta e comunicazione». Il soffitto viene ri-

bassato, con zone per sedersi e punti di informazione, distinti anche cromaticamente per facilitare l’orientamento. Tutti i professionisti (InTesta ha donato il logo) e le istituzioni culturali hanno aiutato gratuitamente la fondazione, nata un anno fa con l’obiettivo di «migliorare l’ambiente di cura» per «ridurre il peso del-

la malattia e accelerare la guarigione», come spiega la presidente Chiara Benedetto, direttore del Dipartimento universitario di discipline ginecologiche e ostetriche del Sant’Anna. «La salute delle donne non è un problema esclusivamente femminile, ma una questione centrale per tutta la società, un bene comune».

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LA STAMPA
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Cronaca di Torino 63

HE CAMBIA

Traffico si eliminerebbe il transito di migliaia di auto

Obiettivo finire i lavori prima dell’avvio del Gerbido

I fondi trovati 6 milioni ne servono ancora tre

Retroscena
MAURIZIO TROPEANO

Il progetto Architettura dell’ospitalità
I

Friulano trapiantato in una cascina nella campagna di Chieri, dove vive e lavora dopo aver studiato a Venezia e Los Angeles, Stefano Pujatti ha curato il progetto per il Sant’Anna. «Avevo di fronte ambienti vecchi, una struttura monumentale e di rappresentanza, un ospedale-istituzione di stampo ottocentesco. A cominciare dall’atrio ovale con marmi: freddo, non accogliente, con porte di alluminio anodizzato. L’obiettivo era ridurre l’impatto duro con l’ospedale e dare un senso di ospitalità. Comunicare con elementi architettonici la qualità delle cure. Qui le persone entrano con un senso di soggezione e temono di trovarsi sole, disperse. Ho detto: proviamo a dare una dimensione familiare, comunichiamo che non siamo in una stazione. E mettiamo la persona al centro».

RITROVI
BOLERO MUSIC HALL ore 15,00. LE ROI ore 15 Piero Buscemi. Via Stradella 8 (To) tel. 011.2409241.
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Dove c'è fantasia per la tua fantasia.

na parte delle risorse destinate alle compensazioni per la costruzione dell’inceneritore di Torino serviranno per far partire i lavori che permetteranno di portare i treni della linea 5 della ferrovia metropolitana all’ospedale San Luigi di Orbassano. I convogli dovrebbero circolare a partire dal 2013 e utilizzare una fermata provvisoria in attesa della realizzazione della stazione sotterranea che avverrà con la costruzione della Torino-Lione. La decisione è contenuta nell’accordo di programma sulle opere di compensazione del termovalorizzatore che sarà riscritto alla luce di una proposta elaborata dalla provincia di Torino. La tesi è che l’attivazione della nuova linea sia in grado di compensare «ampiamente le emissioni in atmosfera dovute all’esercizio del termovalorizzatore del Gerbido». L’avvio di un servizio metropolitano con frequenza 20/30 minuti nelle ore di punta «rappresenta un’infrastruttura di grandissimo valore ambientale in grado di eliminare il transito di migliaia di veicoli al giorno», spiega l’assessore all’Ambiente, Roberto Ronco. Nel vertice sulle infraIl progetto prevede di realizzare intorno alla fermata della ferrovia metropolitana un movicentro, un’area di interscambio strutture dello scorso novemcon parcheggi per auto e biciclette e anche fermate dedicate per gli autobus del servizio extraurbano bre il presidente della Regione, Roberto Cota, quello della Metropolitano da Orbassano a Scalo merci Provincia, Antonio Saitta e il Stura è strettamente legata alla Pista Orbassano sindaco di Torino, Piero Fas- realizzazione della nuova linea ciclabile OSPEDALE sino, avevano convenuto di ri- ferroviaria Torino-Lione e alla SAN LUIGI cercare le risorse per rende- conseguente evoluzione dello re operativo al più presto que- scalo merci. I progettisti di Rete Parcheggio sto intervento da tutti giudi- Ferroviaria Italiana prevedono cato «strategil’attivazione del co». Da allora il NELLE ORE DI PUNTA servizio nel 2013 responsabile Il servizio funzionerà in configurazioTrincea del settore inne provvisoria, coperta con una frequenza con l’attestamenfrastrutture e linea di 20-30 minuti to dei treni alla ambiente della Pista T.A.V. ciclabile provincia, Paoquarta asta di per lo Foietta, ha lavorato per ot- manovra attualmente fuori uso, Rivalta tenere il consenso dei comuni la realizzazione della banchina e Pista ciclabile di Orbassano, Beinasco, Ri- l’adattamento del piano del ferper Beinasco valta e Torino che hanno so- ro attuale. L'attivazione del serstenuto la proposta di utilizza- vizio prevede un treno ogni mezStazione ORBASSANO FM5 re una parte di quelle com- z’ora nelle ore di punta e uno alpensazioni. Idea condivisa an- l’ora nel resto della giornata. che dalle città di Grugliasco e Rivoli e dall’assessorato regionale all’Ambiente. La revisione dell’accordo di programma prevede di destinare nel corso del 2102 6 milioni per il finanziamento della linea FM5. I soldi serviranno per la costruzione della parte ferroviaria (4 milioni con progettazione e realizzazione a carico dell’Agenzia per il Trasporto Metropolitano ed Rfi). ALESSANDRO MONDO E poi per la realizzazione del teleriscaldamento, essenzial- lizzata per portare a termine movicentro e acquisizione e simente sul fronte della qualità una serie di progetti che punstemazione delle aree a par- La stazione del San Luigi di dell’aria, e la necessità di da- tano a riqualificare aree del cheggio collocate in prossimi- Orbassano, certo. Ma anche lo re senso compiuto all’impian- territorio degradate e/o scolletà della stazione San Luigi per sviluppo della rete del teleri- to del Gerbido. Il quale, com’è gate tra loro. «Emblematici - «Gli interventi previsti 1,5 milioni. Mezzo milione, infi- scaldamento per portare il ca- noto, può produrre, a secon- spiega Paolo Foietta, presiden- permetteranno ne servirà per l’allestimento di lore prodotto dall’inceneritore da dei casi, calore ed energia te dell’Ato-rifiuti - gli intervenpiste ciclabili che dal movicen- del Gerbido in direzione dei elettrica. ti nei Comuni di Orbassano, di recuperare zone tro raggiungeranno Beinasco, Comuni limitrofi: Grugliasco, Tutto questo, nel quadro Grugliasco e Beinasco. Parlia- del territorio degradate Orbassano, Rivalta. Beinasco e Orbassano. In ger- delle compensazioni legate al- mo di collegamenti ciclopedo- o scollegate tra loro» Per completare l’interven- go tecnico si chiama «dorsale l’entrata in attività dell’im- nali, parchi botanici e riservati to serviranno tre, forse 4 milio- di collegamento». pianto: 34 milioni e 600 mila ai podisti, sistemazione di Paolo Foietta ni. Soldi che dovrebbero esseSono le due novità che ispi- euro in totale messi per la aree verdi pubbliche, realizzapresidente re messi a disposizione dall’as- rano la revisione dell’accordo gran parte da Trm. Soldi già zione di quinte arboree». Ma Ato rifiuti sessorato regionale ai Tra- di programma tra i soggetti disponibili e in piccola parte anche il recupero di strutture sporti. «L’obiettivo condiviso che a vario titolo sono coinvol- (3,4 milioni) già impiegati per «minori» ma che rappresentada tutti gli enti locali - spiega ti nell’avventura dell’inceneri- finanziare le opere del primo no un valore aggiunto per il getica e ambientale degli edifiancora Ronco - è avviare i lavo- tore. La decisione di puntare stralcio. territorio: è il caso della «cap- ci scolastici nell’area di inri di cantiere nel corso del sullo sviluppo della rete del teAl netto della stazione del pella Mandina» a Grugliasco. fluenza dell’inceneritore sulle 2012 in modo da inaugurare il leriscaldamento, presa dalla San Luigi e dello sviluppo del Alla voce «infrastrutture», va quali interverrà la Regione: vaservizio prima della messa in Regione e condivisa da Pro- teleriscaldamento - compreso ricordato il ponte sul Sangone le per il complesso scolastico esercizio del termovalorizza- vincia e Comuni, nasce da nei finanziamenti del secondo che sarà finanziato dalla Pro- del Barrocchio (800 mila eutore del Gerbido nel 2014». considerazioni complementa- stralcio, pari a 19 milioni 145 vincia di Torino. ro), a Grugliasco, e per gli istiLa realizzazione della linea ri: la consapevolezza di quan- mila euro -, la quota restante Non meno importanti le tuti nel comune di Beinasco FM5 del Sistema Ferroviario to sia strategico l’«asset» del delle compensazioni verrà uti- opere di riqualificazione ener- (700 mila).

U

Ultima fermata al San Luigi con i fondi dell’inceneritore
Intesa tra enti locali per l’uso delle compensazioni: si parte nel 2013

Ferrovia metropolitana e Movicentro

Le opere sul territorio

Teleriscaldamento e nuove aree verdi per “risarcire” i Comuni limitrofi

T1 T2 PR CV

LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 64

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Spettacoli Cronaca 65
Sala 1 Sala 2 Sala 2 Sala 3
=P =P =P =P

I film

ALFIERI piazza Solferino 4, tel. 01156.23.800. Prezzi: € 5,00 int.; € 4,50 rid. Riposo o=P AMBROSIO CINECAFÈ corso Vittorio 52, tel. 011540.068. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass L’arte di vincere Sala 1 o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 Polisse Sala 2 o=P© 15.15-17.30-20.15-22.30 Tre uomini e una pecora Sala 3 o=© 15.30-17.30-20.30-22.30 ARLECCHINO corso Sommeiller 22, tel. 01158.17.190. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 La talpa Sala 1 o=P© 15.30-18.15-21.15 The Help Sala 2 o=P© 15.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 o=P© 18.15-21.15 Sala 2 CENTRALE ARTHOUSE via Carlo Alberto 27, tel. 011540.110. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 militari, universitari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18; € 4,00 primo spettacolo = La chiave di Sara 15.45 = The Iron Lady VO (sott.it.) 18.00-20.10-22.20 CITYPLEX MASSAUA piazza Massaua 9, tel. 01177.40.461. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 60; abbonamento Agis accettato. Proiezioni in 3D: € 10,00 int., € 8,00 rid. I Muppet o=P 20.10 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 o=P 17.15-22.00 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma o = P 17.30-20.05-22.30 Com’è bello far l’amore o=P 16.50-18.40-20.30-22.30 Hugo Cabret o=P 20.10 Hugo Cabret 3D o=P 17.40-22.30 Benvenuti al Nord o=P 17.40-20.10-22.30 DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel. 01132.72.214. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 Benvenuti al Nord Sala Nirvana o=P 15.50-18.00-20.10-22.20 The Iron Lady Sala Ombrerosse o = P 15.45-17.50-20.00-22.00 ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Hugo Cabret Eliseo Grande 15.00-17.15-19.30-21.45 =P The Iron Lady Eliseo Blu 15.45-17.50-20.00-22.00 =P E ora dove andiamo? Eliseo Rosso 15.30-17.30-20.00-22.00 ERBA corso Moncalieri 241, tel. 01166.15.447. Prezzi: € 5,00 int.; € 2,50 anziani Riposo Erba 1 o=P Vedi Teatro Erba 2 o=P© F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 Benvenuti al Nord Sala Groucho o=P 15.50-18.00-20.10-22.20 E ora dove andiamo? Sala Chico o=P 16.15-18.15-20.15-22.15 The Iron Lady Sala Harpo o=P 15.45-17.45-19.45-21.45 GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 A.C.A.B. Sala 1 o=P© 16.00-18.00-20.15-22.30

Benvenuti al Nord Sala 2 o=P© 15.30-17.45-20.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Sala 2 o=P© 22.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Sala 3 o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 65 fino alle 17.55; € 54,00 Idealcinecard 12; Abb. Agis accettato; Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Com’è bello far l’amore Sala 1 o=P© 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D Sala 2 o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Sala 3 o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 Benvenuti al Nord Sala 4 o=P© 15.15-17.40-20.05-22.30 I Muppet Sala 5 o=P© 15.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 o=P© 18.10-21.30 Sala 5 LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Benvenuti al Nord Sala 1 o=P 15.30-17.30-20.15-22.40 Com’è bello far l’amore 3D Sala 2 o=P 15.30-17.45-20.15-22.30 I Muppet Sala 3 o=P 15.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Sala 3 o=P 17.45-20.00-22.30 MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e 2: € 7,00 int.; € 5,00 rid., Aiace, stud. univ.; € 4,00 over 60. Massimo 3: € 6,00 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60. Proiezioni 3D € 8,00 int.; € 6,00 rid.; € 5,00 anziani =P© Hugo Cabret 3D Massimo 1 15.30-17.50-20.10-22.30 =P© Sette opere di misericordia Massimo 2 16.00-18.10-20.20-22.30 =P© La fiammiferaia Massimo 3 16.30 (VO sott.it.) =P© Ariel Massimo 3 18.00 (VO sott.it.) =P© Ombre in paradiso Massimo 3 20.30 (VO sott.it.) =P© Calamari Union Massimo 3 22.15 (VO sott.it.) NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = The Artist Nazionale 1 15.45-17.50 = Paradiso amaro Nazionale 1 20.30 = Shame V.M. 14 Nazionale 2 16.00-18.00-20.00-22.00 REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 7,50 int. serale; € 5,50 int. pomeridiano; € 4,00 anziani; € 27,00 abb. 6 ingressi; € 51,00 abb. 12 ingressi; abb. Arthouse accettato. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D Reposi 1 o=P 16.00-19.00-22.00 Hugo Cabret 3D Reposi 2 o=P 15.00-17.30-20.00-22.30 Com’è bello far l’amore Reposi 3 o= 15.30-17.50-20.10-22.30 I Muppet Reposi 4 o= 15.15 A.C.A.B. Reposi 4 o= 17.40-20.05-22.30 Benvenuti al Nord Reposi 5 o= 15.15-17.40-20.05-22.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Reposi 6 o= 15.00-17.30-20.00-22.30 The Help Reposi 7 o= 15.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Reposi 7 o= 18.45-22.00 ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo

Albert Nobbs The Iron Lady Paradiso amaro Miracolo a Le Havre

15.15-17.30-20.00-21.30-22.15 15.15-17.30 20.30 16.00-18.00-20.00

THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 6,00; € 4,00 over 60; € 4,50 Under 25 card Benvenuti al Nord Sala 1 o=P 15.50-18.30-21.05 Com’è bello far l’amore Sala 2 o=P 16.15-18.40-21.10 Tre uomini e una pecora Sala 3 o=P 16.30-19.00-21.25 Benvenuti al Nord Sala 4 o=P 16.30-19.05-21.45 Hugo Cabret 3D Sala 5 o=P 15.55-18.45-21.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Sala 6 o=P 15.45-18.45-21.35 Underworld: il risveglio 3D Sala 7 o=P 17.20-21.55 40 carati Sala 7 o=P 19.30 Immaturi - Il viaggio Sala 8 o=P 15.45 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 o=P 18.15-21.30 Sala 8 UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 01166.77.856. Prezzi: € 6,30 int.; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; € 8,00 notturno. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali 3D € 1,00 I Muppet o=P 14.55 A.C.A.B. o=P 17.25-19.55-22.25 Hugo Cabret 3D o=P 14.10-17.00-19.50-22.40 Tre uomini e una pecora o=P 15.30-17.45-20.00-22.25 Alvin superstar 3 o=P 15.30 The Iron Lady o=P 20.10 La verità nascosta o=P 17.50-22.35 Benvenuti al Nord o=P 14.40-17.20-20.00-22.40 Com’è bello far l’amore 3D o=P 15.00-17.25-20.00-22.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma o = P 16.30-19.30-22.20 Com’è bello far l’amore o=P 14.30-17.00-19.40 Immaturi - Il viaggio o=P 22.10 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D o=P 16.00-19.30-22.35 40 carati o=P 14.45-17.15-19.45-22.15 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 o=P 14.10-16.00-19.10-22.20

Cinema: Torino e altre visioni
AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. L’industriale 21.00 CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. Riposo CINE CARDINAL MASSAIA via Sospello 32, tel. 011257.881. Riposo CUORE via Nizza 56, tel. 01166.87.668. Riposo ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474. Riposo MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153. Il gatto con gli stivali 21.00 VALDOCCO via Salerno 12, tel. 01152.24.279. Riposo

Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia
BEINASCO
THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone, tel. 892.111. Prezzi: € 6,00 int.; € 5,00 over 65. Proiezioni 3D: € 11 intero dal lun. al ven. dopo le ore 18, sab. e dom. tutto il giorno, € 9 rid. dal lun. al ven. prima delle ore 18, ragazzi fino 10 anni, anziani sopra i 60 anni Tre uomini e una pecora Sala 1 Com’è bello far l’amore 3D Sala 2 Hugo Cabret 3D 40 carati Sala 3 Sala 4 Sala 5 Benvenuti al Nord Sala 6 Sala 7 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Sala 8 A.C.A.B. Sala 9 17.20-20.40 17.30-19.55-22.20 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.35-22.20 17.20-19.55-22.15 17.30-20.00-22.20 17.05-19.50-22.3 17.25-19.50-22.10 17.00-19.45-22.30 17.05-19.50-22.20

MONCALIERI
UGC CINÉ CITÉ 45° N via Postiglione, tel. 899.788.678. Prezzi: € 5,70; € 4,00 studenti; Abb.: Carta UGC5 5 posti a € 20,90; Carta UGC7 5 posti a € 27,50 40 carati Albert Nobbs Com’è bello far l’amore Com’è bello far l’amore 3D War horse Hugo Cabret
o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P

RITZ 0121374.957. Hugo Cabret 3D 21.00

PIOSSASCO
IL MULINO 01190.41.984. Benvenuti al Nord 21.00

15.30-17.50-20.10-22.30 14.35-17.10-19.40-22.15 14.40-17.10-19.40-22.10 15.10-17.40-20.10-22.35 16.45-19.45-22.40 16.10-19.15-22.20 (VO) 16.30 19.20 22.35 14.30-17.00 19.30-22.10 14.40-17.20-20.00-22.40 14.10-17.00-19.50-22.40 14.00-16.50-19.40-22.30 14.40-17.20-20.00-22.35 15.15-17.40-20.05-22.30 15.10-17.20 20.00-22.25 15.55-18.10-20.30-22.40 15.30-18.50-22.10

SETTIMO TORINESE
PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050. Com’è bello far l’amore 3D Sala 1 21.30 Benvenuti al Nord Sala 2 21.20 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Sala 3 21.10

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D o = P

Mission: Impossible - Protocollo Fantasma

Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma I Muppet Benvenuti al Nord Benvenuti al Nord Hugo Cabret 3D A.C.A.B. Tre uomini e una pecora
o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P o=P

VALPERGA
AMBRA 0124617.122. Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D Uno © 21.30 Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14 Due © 21.30

Mission: Impossible - Protocollo Fantasma o = P

VENARIA
SUPERCINEMA 01145.94.406. Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14
o=P©

CASCINE VICA - RIVOLI
DON BOSCO DIG. 01195.08.908. Benvenuti al Nord 21.15

Alvin superstar 3 The Iron Lady La verità nascosta

CHIERI
SPLENDOR 01194.21.601. Com’è bello far l’amore
©

21.15

Millennium - Uomini che odiano le donne V.M. 14

A.C.A.B. Benvenuti al Nord Com’è bello far l’amore 3D I Muppet

o=P© o=P© o=P© o=P©

17.30-22.30 20.15 20.00-22.30 17.30-20.00-22.40 17.30

CHIVASSO
POLITEAMA 01191.01.433. Com’è bello far l’amore 3D 21.00

PIANEZZA
LUMIERE 01196.82.088. Com’è bello far l’amore Benvenuti al Nord
=

VINOVO
AUDITORIUM DIGITAL 01196.51.181. The Conspirator 21.00

CUORGNÈ
MARGHERITA 0124657.523. Com’è bello far l’amore 3D 21.30

17.30-20.30-22.30 17.30-20.30-22.40 17.30-21.00 17.30-21.00

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D Hugo Cabret 3D

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IVREA
ABC CINEMA D’ESSAI corso Botta 30, tel. 0125425.084. Hugo Cabret BOARO 0125641.480. Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D POLITEAMA 0125641.571. Com’è bello far l’amore 20.30-22.30 20.00-22.30 21.15

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

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Ginnastica ritmica, Celoria campionessa regionale
Nella finale dei campionati regionali di categoria, a Biella, protagonista l’ Eurogymnica. Due ragazze sul podio: primo posto per Sara Celoria e con un secondo posto di Elisa Vignacit entrambe della categoria senior. Questi risultati sono un’ulteriore conferma dell’ottimo momento che sta vivendo il club presieduto da Marco Napoli che ha mantenuto la permanenza in serie A1.

SPORT PIEMONTE

All’interno

CALCIO LEGA PRO

Alessandria ferma sul pari Casale e Cuneo s’avvicina
Scola e Gastaldi
A PAGINA 68-69

VOLLEY

La Bre Lannutti battuta solo dalla pioggia
Gianni Scarpace
A PAGINA 71

I granata sono tornati primi per la contemporanea vittoria contro la Nocerina e il doppio rinvio che è toccato al Pescara, ma le gioie vengono dalla Primavera a Viareggio

GRANATIERI, PENSIERI FORTI COLORATI DI GRANATA

BASKET

Biella travolta da Siena campione ZeroUno a picco
Latagliata e Zavagli
A PAGINA 73

Punti e nuovo entusiasmo per il Toro è già Primavera
Il club oltre la Bwin guarda fiducioso ai giovani di Asta alla “Viareggio Cup”
un’oliva pallida si può anche delirare». Lui si riferiva ai poeti ermetici, adesso al Toro, vasta comunità di bipedi amorosi e inquieti, si può delirare anche per un successo sulla squadra di Nocera (Inferiore). Per noi la partita è stata bella sì, ma per la presenza folta e calda dei tifosi campani ai quali il Toro, prima volta affrontato a Torino, sa di frequentazione della grande storia del calcio, per il gol di D’Ambrosio che ri-ri-rivisto in tivù si rivela prodezza vera, per i moniti anche legati a qualche incertezza del portiere e all’impegno a vuoto di Bianchi, sempre più uomo da rapina estemporanea, a orologeria, che da manovra stretta e rapidissima. Non conta (ancora) la testa della classifica riacciuffata ma rinviidipendente, casomai conta l’allenamento da tre punti in vista della Sampdoria. E non vorremmo poi che celebrando l’alto perdessimo di vista il basso anagrafico, quello della Primavera granata. Già, la squadra fatta, con lavoro di tornitura paziente ma anche di accrocco estemporaneo, da Antonino Asta si è permessa sabato, gonfia di riserve e ad ottavi già acquisiti, di perdere al Torneo di Viareggio contro una Sambenedettese più baby ancora. Domani le tocca il Genoa, eliminazione diretta, e proprio dopo uno 0 a 7 orrendo contro il Genoa, a novembre in Coppa Italia, cominciò la riscossa in campionato dall’ultimo al terzo posto: un pari, sette successi di fila, un altro pari. E ancora un pari in Coppa Italia e due successi nel Viareggio, prima dello stop. La Primavera è il futuro, banale dirlo ma bene urlarlo a proposito del Torino, club dai pochi investimenti nel settore giovanile che attende una leadership societaria precisa e soldi maledetti ma buoni e subito. Asta sta rifinendo due Gomis fratelli portieri (chi il più bravo, chi il più pazzo?), un Diop attaccante, un Panepinto centrocampista, un Chiosa difensore, gente presto da prima squadra. E se è vero che il campionato di B attira con la prossima sfida alla Sampdoria, il campionato Primavera annuncia fra poco il derby, da una dozzina di edizioni sempre bianconero. Torniamo a Giovanni Mosca. In un Tour de France seguimmo sulla sua auto una tappa pirenaica sconfinante in Spagna, dove si poteva comprare l’assenzio, il fratello hard 70 gradi, vietati in Francia - del pastis. La dogana allora c’era eccome, ma confidavamo nella targa italiana per far passare un paio di bottiglie. Alla domanda dei doganieri francesi, «rien à déclarer?», Mosca mostrò una enorme farfalla entrata nell’auto ed imprigionata: «Viande (carne) de papillon». Una risata e «allez». Ci piace -per ora - contrabbandare, in un articolo sul Toro grosso, la Primavera granata bene sfarfallante. Per una farfalla si può e forse si deve anche delirare, per un 3 a 1 interno sull’ultima in classifica è meglio, secondo noi, non andare oltre al bene, bravi, bis. E bis non vuol dire ripetere Nocera, ma ripetere (ricordare l’andata) Sampdoria.

GIAN PAOLO ORMEZZANO

CANOTTAGGIO

«D’inverno sul Po» idee e nomi per il ct azzurro
Paolo Morelli
A PAGINA 75

P

are sia di Giovanni Mosca (grande umorista, padre del caro Maurizio buonanima, collega e ciononostante amico, che faceva ridere anche lui, telesasperando i difetti dei tifosi e anche dei giornalisti) la frase per cui «davanti ad

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68 Piemonte Sport

LA STAMPA
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U

CALCIO
LEGA PRO

Dal derby delle deluse esce un pari
Alessandria avanti con Segarelli alla mezz’ora In avvio di ripresa Taddei rimedia per il Casale
Alessandria Casale 1 1
ALESSANDRIA: Servili, Marchetti, Saba-

to, Cammaroto, Cusaro, Segarelli, Motta, Roselli, Pires (21' st Barichello), Santoni (35' st Giardina), Floriano (40' st Pasino). All. Sonzogni.
CASALE: Adornato, Silvestri, Marchi,

Capellupo, Ciccomascolo, Vignati, Gambadori (40' st Agnesina), Iannini, Curcio, Taddei, Petrilli (14' st Peluso). All. Buglio.
ARBITRO: Rocca di Vibo Valentia. RETI: 29' Segarelli, st 2' Taddei. NOTE: Ammoniti Marchetti, Petrilli, Pi-

res, Capellupo, Taddei, Pasino. Angoli 1-4. Recupero 2' + 4'. In tribuna gli ex arbitri Farina e Trentalange.

Emozioni
Lo stacco di Segarelli che dà il vantaggio ai grigi; a sinistra la barriera respinge una punizione di Taddei e sotto un’altra azione del derby [FOTO CASTELLANA]

FRANCESCO GASTALDI ALESSANDRIA

Un punto per parte nell’atteso derby tra grigi e nerostellati. Un risultato giusto, frutto di una partita meglio interpretata dai padroni di casa nei 45' iniziali, mentre nella ripresa il Casale dimostra di non essere primo in classifica per caso. L’Alessandria può recriminare per non aver tentato di affondare il colpo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, con gli ospiti alle corde, per contro gli uomini di Buglio nel secondo tempo sono superiori e costringono Servili a due

Gara vivace e squadre mai rinunciatarie, solo nei 10’ conclusivi si tirano i remi in barca
parate decisive su Peluso e, soprattutto, su Taddei. Al fischio d’inizio Sonzogni gioca la carta Motta lasciando in panchina Giardina: è un 4-4-2 col quasi debuttante Pires in avanti a fianco di Motta. Tra gli ospiti, che non hanno Crocetti tra i diciotto, debutta l’ultimo arrivato Petrilli. Più manovriero il Casale, con l’asse IanniniTaddei a dettare i tempi ai compagni, grigi che rispondono con un paio di accelerazioni di Floriano e Santoni e una conclusione velleitaria di quest’ultimo. Il primo giallo lo becca Marchetti che trova in Petrilli un gran brutto cliente, dal passo decisamente più veloce rispetto all’esterno di difesa alessandrino. A parti invertite, però, Floriano dà l’impressione di poter saltare con facilità Silvestri. Al 19' è proprio Floriano a seminare il panico nella retroguardia ospite, l’ex Tritium si allunga però troppo il pallone e favorisce la tempestiva uscita di

Adornato. Pericolo in area mandrogna al 24': Servili si lancia in un’uscita un po’ avventurosa su Capellupo poi Sabato sbroglia la situazione non senza qualche rischio ulteriore. Al 29' grigi in vantaggio: l'azione parte da Motta che punta la porta, in un primo momento la difesa casalese ribatte, palla a Santoni e pronto cross per Segarelli che si incunea e con un tocco preciso di testa batte Adornato. La risposta dei monferrini è tutta in un tiro di Taddei dal limite (44'), dopo una palla persa inopinatamente da Motta. L’unica novità al rientro delle formazioni in campo sono le posizioni invertite di Santoni e Floriano. I grigi vorrebbero amministrare l’1-0, ma dopo 2' i nerostellati pareggiano. Sabato cincischia, ne approfitta Gam-

badori che in verticale smista su Curcio, tocco pregevole per Taddei il quale non dà scampo a Servili. Risponde l’Alessandria tre minuti dopo con Floriano il cui fendente sfiora di poco il palo mentre Pires è in ritardo di un niente. Grigi in difficoltà nella fase centrale della ripresa e difesa che sembra avere l’affanno: al 18' ne approfitta Peluso che costringe Servili alla parata decisiva. Sabato stringe i denti negli ultimi 20' nonostante i crampi, anche Motta e Santoni accusano il tanto correre del primo tempo. Alla mezz'ora esatta Servili nuovamente determinante su una botta da limite di Taddei dalla traiettoria velenosa. Entra il baby Barichello, poi tocca a Giardina chiamato a dare ordine. C’è uno scampolo pure per Agnesina.

NEROSTELLATI A BOCCA CUCITA

Sonzogni: pensiamo solo alla salvezza
I

Giuliano Sonzogni in sala stampa analizza quella che per lui è stata «una partita equilibrata giocata a ritmi alti contro una squadra che era normale facesse una bella prestazione. Alla fine trovo giusto il pareggio». Sull' emergenza attacco l’allenatore alessandrino conferma che «mi piacerebbe giocare la stessa sfida con il reparto al completo: ho visto però dei miglioramenti in difesa e sugli esterni anche se bisognerà migliorare sulla destra». Sabato ha retto bene

nonostante fosse reduce da un infortunio. «Se avessi due mancini non avrei fatto giocare lui che poi nonostante i crampi ha stretto i denti. Forse sul gol subito ci voleva un po' di concentrazione in più: mi conforta il fatto che stiamo diventando giorno dopo giorno una vera squadra». Obiettivi? «La salvezza, perché la presunzione fa brutti scherzi. Per arrivare tra le prime sei devono inciampare quelle davanti». Sul fronte casalese l'unico a parlare è il ds Pasquale Gi-

gliotti. Sulla partita afferma che «si è trattato di un bel derby giocato a viso aperto dal Casale dopo una settimana molto particolare. La squadra è stata unita e compatta con tanta rabbia identro: si è provato a vincere ma nel secondo tempi ci si è scontrati contro Servili che è il miglior portiere della categoria». Ovvio però che siano le vicende societarie a tenere banco ed il dirigente non le manda a dire alla proprietà. «Non trovo giusto e responsabile tirarsi indietro a metà stagione».

Match rinviato a Treviso

Valenzana stoppata dalla neve
Omodeo: «Era previsto maltempo potevano almeno evitarci il viaggio»
Per la seconda domenica consecutiva, la neve non permette alla Valenzana di scendere in campo. Dopo la gara casalinga con il Montichiari, la formazione di Roberto Rossi ha dovuto rinviare anche la partita a Treviso. L'abbondante nevicata che si è abbattuta sulla città veneta a partire dalle 6 di mattina ha costretto il direttore di gara, Giallanza di Catania, al termine di un veloce sopralluogo alla presenza del segretario del Treviso, Casagrande e del vice-presidente della Valenzana, La Rosa, supportato dal dirigente Vaccari, a decretare il rinvio della partita a data da destinarsi. Decisione legittima considerato che, sul manto erboso dello stadio Tenni si erano posati una ventina di centimetri di neve e sugli spalti, in alcuni punti ghiacciati, non sussistevano le norme di sicurezza per gli spettatori. Il direttore di gara in compagnia dei due assistenti Defiona e Ceravolo ha chiesto al dirigente del Treviso se, nello spazio di poco meno di tre ore,

Venti centimetri di neve a Treviso

quelle che lo dividevano dall’orario d'inizio, il terreno di gioco poteva essere liberato dalla neve. Alla risposta negativa, l'arbitro ha ufficializzato la sua decisione. La Valenzana che, nel frattempo era arrivata allo stadio, nel primo pomeriggio ha ripreso la via di casa. La ripresa degli allenamenti è prevista oggi pomeriggio. Non si conosce al momento la data del recupero, considerato l'ingolfamento di un calendario, stravolto dalla mancata disputa di numerose partite. «Non si poteva giocare - ha commentato il presidente, Omodeo - anche se la gara al pari di tutta la giornata poteva essere rinviata d’ufficio, considerato che le previsioni atmosferiche che, sbagliano una volta su cento, davano su Treviso neve per tutta la giornata. Così, come se tutti i mali non venissero per nuocere, dovremo effettuare per due volte la trasferta più lunga del campionato». [G. D. F.]

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Piemonte Sport 69

A Lecco

Fantini e Di Quinzio spingono avanti il Cuneo
Dopo tre settimane di inattività i biancorossi ritrovano smalto e punti
Lecco Cuneo 0 2
Goleador prezioso
Ancora una volta è stato Fantini (nella foto Cucchietti all’andata con il Lecco) a sbloccare la situazione Campi sintetici senza problemi

Il caso
Tutti fermi tranne i tornei giovanili
La neve ha bloccato tutti i campionati dilettantistici e di settore giovanile ma non i tornei dei più piccoli che non si sono fermati, incuranti del freddo e delle avverse condizioni atmosferiche. La maggior parte delle manifestazioni in programma in questo week-end sui campi in sintetico si sono infatti regolarmente svolte nonostante le temperature vicine allo zero. Così sui campi della Cbs i Giovanissimi del Torino di Meneghini hanno conquistato il 2˚ Memorial «Ametis» battendo in finale per 2-0 nel derby la Juventus con centri di Giraudo e Bertucci. Al terzo posto il Cuneo che ha superato 3-0 la Valenzana. Il Memorial «Gambellini» del Bsr Grugliasco per Allievi è andato al Borgaro che in finale si è imposto sulla J Stars ai rigori. Tutti in campo anche al Venaria dove il 6˚ «Calcio e coriandoli» si sta allineando alle fasi finali a cui prenderanno parte Novara, Udinese, Juve, Toro, Pro Vercelli, Milan e Genoa (Esordienti ed Esordienti B). Si è giocato anche al «Riconda» del Lucento dove si sono qualificate all’atto conclusivo in programma domenica prossima Lucento, Real Canavese, La Chivasso e Pozzomaina (Esordienti 2000) e Gassino, Chieri, Chisola, Lucento (Pulcini 2001). Al «Gariazzo» del Borgaro per Pulcini 2001 il Torino ha battuto 11-1 i padroni di casa e 3-0 il Cenisia ed è così ad un passo dal successo. L’ultimo turno è previsto per sabato prossimo. [P.ACC.]

LECCO: Aprea; Castelnuovo (1’ st Tab-

biani), Ischia, Merli Sala, Sciannamè, Civilleri, Guerci (33’ Galli), D’Amico, Valtulina, Dell’Acqua (22' st Fall), Fabbro. All.: Modica.
CUNEO: Rossi; Passerò, Cintoi, Senti-

nelli, Donida, Longhi, Cristini (30’ st Galfré), Lodi, Garavelli, Fantini, Ferrario (22’ st Di Quinzio). All. Ezio Rossi.
ARBITRO: Oliveri di Palermo. RETI: 13’ Fantini; 40’ st Di Quinzio. NOTE. Si è giocato (campo regolare)

malgrado la nevicata in mattinata. Per sicurezza, causa ghiaccio, chiuse le curve (spettatori nei distinti). Ammoniti: Sciannamè; Ischia; Tabbiani; Civilleri; Ferrario; Cristini.

PAOLO COSTA LECCO

Ritorno al successo per il Cuneo. Dopo ventun giorni di forzata inattività per il doppio rinvio delle gare interne con Pro Patria (si recupererà mercoledì alle 14,30 al «Paschiero») e Alessandria (il 22, sempre al «Paschiero»), l’undici della Granda espugna il «Rigamonti-Ceppi» di Lecco e guadagna altri punti preziosi in classifica, salendo a 3 lunghezze dalla coppia di testa Rimini e Casale. Ma in terra lombarda si è rischiato un nuovo rinvio, l’ennesimo. Nella serata tra sabato e ieri, una spruzzata di neve ha interessato la zona del lago di Como: pochi centimetri, ma sufficienti per ricoprire il terreno di gioco dell’impianto lecchese. Nel sopralluogo della mattinata, la società lombarda ha provveduto a pulire le righe che delimitano il terreno di gioco, marcandole con terra rossa: ottenuto il giudizio favorevole del direttore di gara, il signor Mirko Oliveri della sezione di Palermo, Lecco e Cuneo si sono sfidati davanti ad una buona cornice di pubblico (inagibili, per l’occasione, le due curve). Fra i cuneesi allenati da Ezio Rossi, esordio per i due nuovi acquisti Francesco

GIOVANISSIMI

La Juventus tallona il Toro
I

Continua il testa a testa tra Torino e Juventus nel campionato Giovanissimi Nazionali. I bianconeri di Gabetta battono 8-0 la Valenzana (doppiette di Koffi e Sallustio, gol di Cabella, Clemenza, Prandoni e Pozzebon) e in classifica inseguono i granata. Un distacco di un punto rimasto immutato per il successo della squadra di Fogli sul campo della Samp: decisivo Gili.

Rossi (portiere) e Ferrario (attaccante): subito decisivo l’estremo difensore, che nella ripresa sfodera alcuni interventi importanti. Subito al 1’, Cuneo vicino al vantaggio con «bomber» Fantini, che sfrutta un cross dalla destra e calcia di prima intenzione mandando la sfera a lambire il palo lecchese. Ancora Fantini ci prova con un destro rasoterra da posizione invitante: Aprea respinge in acrobazia (5’). Vantaggio cuneese al 13’. A sbloccare il risultato è proprio Fantini, che risolve con un pregevole pallonetto a scavalcare Aprea una confusa azione nell’area di rigore. I padroni di casa, non meritevoli dell’ultima posizione in classifica, cercano di rimettere in equilibrio il risultato: al 25’ pericoloso il tentativo al volo di Dell’Acqua e pron-

tissima la replica in angolo di Francesco Rossi. In chiusura di frazione, al 48’, il Cuneo sfiora il raddoppio con un colpo di testa di Cristini, chetermina di poco alto sulla traversa bluceleste. La ripresa si apre nuovamente all’insegna di Enrico Fantini, che al 4’ e al 9’ ci prova con due conclusioni precise: Aprea si salva con ordine in entrambe le occasioni. Padroni di casa vicini al pareggio al 18’ con Dell’Acqua e al 33’ con Valtulina, ma i cuneesi non vacillano e anzi trovano il punto del definitivo 2-0. Gli ospiti chiudono i conti al 40’. Contropiede vincente dei ragazzi di Ezio Rossi con DiQuinzio: è imprendibile l’esterno biancorosso, che scatta sul filo del fuorigioco e poi fulmina Aprea in uscita. Nel finale, espulso il difensore lombardo Sciannamè.

Il punto
PAOLO ACCOSSATO

Dal campionato spezzatino esce rinforzato il Valle d’Aosta

I

l paradosso curioso è che il ghiaccio blocca praticamente tutta la giornata del girone eccezione fatta per le due partite in programma in Liguria (e fin qui nulla di eccezionale) più il big match di Saint Christophe tra Valle d’Aosta e Novese. Calcio fermo dunque in tutto il Piemonte mentre si gioca in Valle d'Aosta là dove la neve e il freddo dovrebbero farla da padroni ed invece la partita è resa possibile dall’uso di attrezzature speciali che permettono di sgombrare il terreno appena cade qualche

fiocco. Tutto il turno così si ferma per omaggiare la capoclassifica che procede con la sua marcia anche di fronte al non banale ostacolo della Novese, una delle grandi che il girone di ritorno ha ridimensionato con un solo successo nelle ultime 5 partite. Chieri, Santhià e Derthona ferme ai box speravano tutte in un colpaccio alessandrino vanificato però dal tris dei padroni di casa firmato Pierobon, Emiliano e Cusano con rete della bandiera di Ilardo. Il Valle d’Aosta scappa dunque via e riprenderlo sarà

un’impresa: 7 punti di vantaggio sul Chieri, 10 sul Santhià, addirittura 13 sul Derthona. E pur con un calendario a singhiozzo e tante partite da recuperare il disegno del girone sembra chiarissimo visto che le prime sono tutte nella medesima situazione. A Chieri già si guarda al futuro anche se mister Sesia (in foto) non si fa troppe illusioni: «Il Valle d'Aosta sta tenendo una marcia impressionate:

non perde mai né in casa né fuori. Noi dovremo essere bravi a non rallentare il ritmo quando avremo tre partite in una settimana: oltre al turno infrasettimanale di marzo ci sarà un mercoledì dedicato ai recuperi e dovremo arrivare al meglio come condizione atletica». Nell’altro match giocato della giornata il Chiavari ha battuto il Cantù 4-0: i lombardi penultimi a quota 6 sono l'unica squadra ad avere disputato tutte le partite in programma e pertanto il Lascaris (che deve giocare ancora due match) potrebbe agganciare e magari superare gli avversari. Tutte le sfide saltate ieri si giocano il 22 febbraio mentre dopodomani (ghiaccio permettendo) sono in programma Asti-Lascaris, Novese-Chiavari, Borgosesia-Albese, Verbano-Acqui e Villalvernia-Lavagnese.

Ancora ultimo

I difetti del Lascaris sono sempre gli stessi
Il solito Lascaris incassa a Lavagna una rete nei primi minuti di gioco e poi non riesce più a recuperare. Difetto ormai cronico per i bianconeri che per la decima volta in questa stagione vanno sotto nel primo quarto d’ora per poi perdere la partita anche perché un gol segnato nelle ultime 5 uscite (peraltro ininfluente) è troppo poco per poter sperare di ribaltare un match. Questa volta i torinesi si fanno male da soli con un’autorete di Verdi dopo 3 minuti. Al 35’ Baudo raddoppia mentre all’11’della ripresa Croci fa tris. Così arriva ancora un ko che patron Trabucco spiega così: «A Lavagna non abbiamo giocato bene se non gli ultimi 20 minuti ma il problema in questo momento è la condizione. Nell’ultimo mese a differenza delle squadre liguri siamo stati costretti ad allenarci a singhiozzo in palestra o affittando qua e là campi in sintetico liberi: a venire meno è dunque la continuità del lavoro. In più noi siamo dilettanti a tutti gli effetti e facciamo le nostre sedute non al pomeriggio ma in orario preservale quando il freddo si fa più sentire. Ora ci aspettano i due recuperi contro Asti e Valle d’Aosta con in mezzo il Santhià. Tra dieci giorni tireremo le somme». [P.ACC.]

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Risultati e Classifiche
Prima Divisione
Girone A
Pisa-Lumezzane Taranto-Carpi Tritium-Monza Viareggio-Foggia Benevento-Ternana Avellino-Pro Vercelli Foligno-Pavia Reggiana-Sorrento Spal-Como 0-2 1-1 1-3 0-2 oggi 15,00 Rinviata al 18/2 Rinviata al 19/2 Rinviata al 19/2 Rinviata al 29/2

Seconda Divisione
Girone A
Alessandria-Casale 1-1 Buggiano-Pro Patria 2-4 Lecco-Cuneo 0-2 Montichiari-Entella 1-1 Renate-Santarcangelo 1-0 Savona-Sambonifacese 2-1 Treviso-Valenzana Rinviata Bellaria-Mantova Rinviata al 14/3 Giacomense-San Marino Rinviata al 14/3 Rimini-Poggibonsi Rinviata al 14/3

Serie D
Girone A
Lavagnese-Lascaris Chiavari-Cantu’ Sanpaolo Vda Aosta S.-Novese Acqui-Caratese Albese-Bogliasco Asti-Borgosesia Chieri-Pro Imperia Derthona-Villalvernia Trezzano-Verbano Riposa : Santhià 3-0 4-0 3-1 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2

Eccellenza
Girone B
Colognese-Gozzano Insubria C.-Gallaratese Olginatese-Seriate Rudianese-Voghera Castiglione-Carpenedolo D. Boario-Mapellobonate Fiorenzuola-Castellana Pizzighettone-Fidenza Ponte S. P.-Pro Piacenza Seregno-Alzano 2-0 1-0 3-1 0-1 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 Rinviata al 22/2 N 6 7 7 9 5 8 10 8 6 12 3 9 11 10 8 8 8 6 10 7 P 3 6 5 4 8 6 5 8 10 6 12 9 7 8 9 10 11 12 10 13 F 30 39 41 31 37 33 26 33 32 28 28 31 23 31 27 31 25 27 23 18 S 17 24 33 19 29 26 21 33 30 30 31 37 23 33 30 39 36 38 32 33

Girone A
Tutte le partite della 19a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone B
Tutte le partite della 19a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Classifica Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Carpi Pro Vercelli Sorrento (-2) Benevento (-2) Lumezzane Avellino Foggia (-2) Como (-2) Tritium Pisa Reggiana (-2) Monza Spal (-4) Viareggio (-1) Foligno (-4) Pavia P 48 46 41 40 38 35 31 31 30 30 30 27 26 21 18 15 12 10 V 14 14 12 11 11 11 9 9 8 9 8 6 8 4 6 4 4 1 N 6 7 5 7 7 4 4 4 8 5 6 9 4 9 4 4 4 7 P 2 2 6 4 4 7 9 9 7 8 9 8 10 10 11 15 14 14 F 30 27 35 31 29 33 19 26 24 30 21 21 26 21 19 13 16 20 S 13 8 19 13 18 25 22 30 22 32 26 22 29 31 26 37 30 38 SQUADRE Casale Rimini Cuneo San Marino Treviso (-2) Entella Renate Poggibonsi Santarcangelo Alessandria (-2) Buggiano Savona (-4) Pro Patria (-13) Bellaria Mantova Giacomense Montichiari (-2) Sambonifacese Valenzana Lecco P 45 45 42 40 39 38 35 33 33 30 30 29 28 28 28 27 25 24 15 14 V 13 14 13 12 11 10 9 9 10 8 8 8 11 7 6 6 7 6 3 2 N 6 3 3 4 8 8 8 6 3 8 6 9 8 7 10 9 6 6 6 8 P 5 6 7 7 5 7 8 9 11 8 11 7 5 9 8 8 11 13 14 14 F 36 28 39 42 36 35 27 34 27 27 31 28 34 26 24 31 31 26 18 16 S 21 21 29 28 21 21 24 32 25 28 36 23 22 30 32 37 39 43 35 49

Classifica
P 53 46 43 40 36 35 34 34 33 33 31 31 30 29 26 19 19 6 3 V 17 15 13 12 10 9 8 9 9 9 8 9 7 8 7 5 5 1 0 N 2 1 7 4 6 8 10 7 6 6 7 4 9 5 5 7 4 3 3 P 3 7 3 6 7 6 4 6 7 7 7 9 7 10 10 10 13 20 19 F 57 44 45 33 32 29 38 32 33 34 28 25 35 28 28 25 21 10 18 S 25 26 23 24 27 31 22 28 27 32 25 25 26 32 37 36 37 55 57 SQUADRE Castiglione Insubria C. Mapellobonate Pizzighettone Olginatese Ponte S. P. Voghera Castellana Alzano D. Boario Pro Piacenza Seriate Rudianese Gozzano Seregno Carpenedolo Colognese Fiorenzuola Fidenza Gallaratese P 48 43 43 42 41 38 37 32 30 30 30 30 29 28 26 26 26 24 22 19 V 14 12 12 11 12 10 9 8 8 6 9 7 6 6 6 6 6 6 4 4

Classifica
SQUADRE Vda Aosta S. Chieri Santhià (-3) Derthona Novese Pro Imperia Lavagnese Villalvernia Trezzano Chiavari Borgosesia Acqui Caratese Bogliasco Verbano Albese (-3) Asti Cantu’ Sanpaolo Lascaris

Classifica
SQUADRE Verbania Pro Settimo Borgomanero Junior Biellese Borgaro Baveno Marano Galliate Gassino Settimo Sciolze Aygreville Dufour Var. Borgopal Pombiese Oleggio P 37 34 32 29 28 27 27 26 24 23 21 19 19 18 14 8 V 11 9 10 8 8 7 8 8 5 6 5 4 4 4 3 0 N P F 4 3 33 7 2 29 2 6 27 5 5 31 4 6 25 6 5 20 3 7 26 2 8 22 9 4 23 5 7 20 6 7 26 7 6 16 7 7 15 6 7 16 5 10 16 8 10 15 S 15 18 21 25 22 15 24 24 20 29 25 19 21 19 28 35

Classifica
SQUADRE Airaschese Pro Dronero Bra Lucento Cheraschese Chisola Pinerolo Castellazzo Busca Rivoli Olmo 84 Saluzzo Libarna Canelli Santenese Mirafiori P 36 35 35 34 31 27 24 24 23 21 21 21 18 18 17 13 V 11 10 9 9 9 7 6 7 7 5 5 6 5 5 5 4 N 3 5 8 7 4 6 6 3 2 6 6 3 3 3 2 1 P 4 3 1 2 5 5 6 8 9 7 7 9 10 10 11 13 F 26 40 23 34 24 29 24 22 26 21 27 13 19 23 19 17 S 12 23 7 14 19 23 24 23 24 24 31 18 31 38 35 41

Prossimo turno
26/02: Como-Pisa, Foggia-Tritium, Lumezzane-Foligno, Monza-Viareggio, Pavia-Spal, Pro Vercelli-Reggiana, Sorrento-Benevento, Ternana-Taranto, Carpi-Avellino

Prossimo turno
19/02: Casale-Giacomense, Cuneo-Bellaria, Mantova-Buggiano, Poggibonsi-Lecco, Pro Patria-Treviso, Sambonifacese-Montichiari, San Marino-Renate, Santarcangelo-Valenzana, Entella-Savona, Alessandria-Rimini

Prossimo turno Prossimo turno
19/02: Bogliasco-Lavagnese, BorgosesiaDerthona, Caratese-Chieri, Lascaris-Santhià, Novese-Trezzano, Pro Imperia-Vda Aosta S., Verbano-Asti, Villalvernia-Chiavari, AcquiAlbese; Riposa : Cantu’ Sanpaolo 19/02: Castellana-Castiglione, Fidenza-Seregno, Gallaratese-Colognese, Gozzano-Carpenedolo, Mapellobonate-Pizzighettone, Pro Piacenza-D. Boario, Rudianese-Olginatese, Seriate-Fiorenzuola, Voghera-Ponte S. P., Alzano-Insubria C.

Prossimo turno
19/02: Borgaro-Aygreville, Borgomanero-Oleggio, Borgopal-Galliate, Gassino-Junior Biellese, Pro Settimo-Marano, Sciolze-Pombiese, Verbania-Settimo, Baveno-Dufour Var.

Prossimo turno
19/02: Busca-Bra, Cheraschese-Santenese, Chisola-Canelli, LucentoLibarna, Pro Dronero-Castellazzo, Rivoli-Olmo 84, Saluzzo-Pinerolo, Airaschese-Mirafiori

Promozione
Girone A
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Prima Categoria
Girone B
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone A
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone B
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone C
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone D
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Classifica
SQUADRE P Romentinese 37 Gattinara 34 Omegna 34 Domodossola 33 Arona 30 Stresa 28 Ce.ver.sa.ma Biella 27 Fomarco 25 F. Valdengo 25 Cavaglià 20 Alicese 20 Gravellona 17 Biogliese V.m. 16 Castellettese 14 Briga 13 Fondotoce R. 5 V 11 9 10 10 8 8 8 7 8 5 5 4 5 3 4 1 N P F 4 2 31 7 1 31 4 3 29 3 4 28 6 3 26 4 5 28 3 6 29 4 6 32 1 8 18 5 7 26 5 7 16 5 8 23 1 11 11 5 9 15 1 12 26 2 14 11 S 13 13 17 19 20 23 22 29 22 21 20 30 21 28 41 41

Classifica
SQUADRE Charvensod Montalto Ivrea Pianezza S. F. Ardor Venaria Reale Susabruzolo Volpiano Caselle Pont Donnaz Mathi Cenisia Quincitava Strambinese Victoria Ivest Bvs Real Sarre P 37 35 33 32 31 28 28 26 22 21 17 16 16 15 14 6 V 11 10 10 10 10 7 8 8 6 5 4 4 4 4 3 1 N P F 4 2 40 5 2 27 3 4 28 2 5 23 1 6 30 7 3 27 4 5 22 2 7 32 4 7 20 6 6 19 5 8 13 4 9 26 4 9 13 3 10 17 5 9 21 3 13 11 S 18 14 19 15 25 13 16 25 27 24 28 31 20 26 30 38

Classifica
SQUADRE P Bellinzago 39 Piedimulera 39 Caltignaga 36 Dormelletto 32 Virtus Cusio 30 Varalpomb. 27 A. Borgomanero 27 Momo 20 Vogogna 19 Ossolacosasca 19 Veruno 19 Virtus Villadossola 16 Romagnano 16 Sizzano 13 Borromeo V. 9 Cristinese 7 V 12 11 10 9 8 6 8 6 4 5 5 4 3 3 1 1 N P F 3 2 54 6 0 46 6 1 31 5 3 33 6 3 30 9 2 19 3 6 24 2 9 24 7 6 21 4 8 20 4 8 23 4 9 21 7 7 15 4 10 14 6 10 20 4 12 9 S 19 19 16 16 23 14 24 29 23 27 33 30 30 36 35 30

Classifica
SQUADRE Trecate Giarole Tornaco River Sesia Mado Olimpia S. A. Bianzè Fortitudo Cameri Junior Villanova Caresana San Rocco Mandello Borgolavezz. Lumellogno P 42 37 35 31 28 27 26 25 21 20 18 14 13 13 11 10 V 13 11 10 9 8 8 7 6 6 5 3 3 3 3 1 3 N P F 3 1 48 4 2 38 5 2 35 4 4 24 4 5 20 3 6 32 5 5 22 7 4 21 3 8 28 5 7 14 9 5 19 5 9 10 4 10 24 4 10 17 8 8 13 1 13 13 S 13 9 13 17 18 27 20 20 30 16 24 27 41 37 26 40

Classifica
SQUADRE Valle Cervo Orizzonti United Cossato Pollone Hone Arnad Banchette Fulgor Cossila Grand Combin Ponderano Colleretto G. Rodallese Real Canavese Virtus Saluggese Bajo Dora Fenusma Aglie’ P 44 43 37 37 33 28 23 21 18 18 18 17 15 13 10 9 V 14 13 12 12 11 9 6 6 4 5 5 5 4 3 3 2 N 2 4 1 1 0 1 5 3 6 3 3 2 3 4 1 3 P 1 0 4 4 6 7 6 7 7 9 9 10 10 9 13 12 F 54 50 45 41 51 48 19 17 29 22 22 20 18 22 19 9 S 17 10 17 19 20 37 28 34 33 36 38 27 38 45 50 37

Classifica
SQUADRE Brandizzo Rivarolese 2009 La Chivasso Alpignano S. Nolese Val Della Torre Real Leini Leini Pavarolo Montanaro Druento Settimese B. Pro Collegno C. San Maurizio C. Castiglione R. Savonera P 38 35 35 34 29 27 24 23 23 22 21 19 17 10 9 8 V 11 10 11 10 8 8 7 6 6 6 6 4 5 1 2 1 N P F 5 1 37 5 2 31 2 4 32 4 3 32 5 4 28 3 6 28 3 7 28 5 6 22 5 6 21 4 7 27 3 8 31 7 6 21 2 10 27 7 9 13 3 12 18 5 11 24 S 16 13 19 14 19 24 25 21 21 29 40 25 35 29 43 47

Prossimo turno Prossimo turno
19/02: Biogliese V.m.-Fomarco, Briga-Domodossola, Castellettese-Gattinara, Cavaglià-Omegna, F. Valdengo-Romentinese, Gravellona-Ce.ver.sa.ma Biella, Stresa-Alicese, Arona-Fondotoce R.

Prossimo turno
19/02: Bvs-Susabruzolo, Caselle-Quincitava, Cenisia-Volpiano, Charvensod-Venaria Reale, Pont Donnaz-Mathi, Real Sarre-Victoria Ivest, Strambinese-Pianezza, S. F. Ardor-Montalto Ivrea

Prossimo turno
19/02: Borromeo V.-A. Borgomanero, Cristinese-Caltignaga, Ossolacosasca-Dormelletto, Sizzano-Piedimulera, Varalpomb.-Romagnano, Veruno-Momo, Virtus Cusio-Vogogna, Bellinzago-Virtus Villadossola

Prossimo turno
19/02: Giarole-Junior, Mado-Lumellogno, River Sesia-Borgolavezz., San Rocco-Cameri, Tornaco-Fortitudo, Trecate-Mandello, Villanova-Caresana, Bianzè-Olimpia S. A.

Prossimo turno
19/02: Banchette-Ponderano, Colleretto-Aglie’, Fenusma-Grand Combin, Fulgor Cossila-Pollone, Orizzonti United-G. Rodallese, Real Canavese-Cossato, Virtus Saluggese-Valle Cervo, Bajo Dora-Hone Arnad

19/02: Castiglione-S. Nolese, La ChivassoSettimese B., Leini-Druento, MontanaroVal Della Torre, Pavarolo-R. Savonera, Pro Collegno C.-Brandizzo, Rivarolese 2009Real Leini, Alpignano-San Maurizio C.

Girone C
Tutte le partite della 17a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone D
Tutte le partite della 17a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone E
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone F
Tutte le partite della 18a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone G
Tutte le partite della 17a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Girone H
Tutte le partite della 17a Giornata sono state rinviate. Si recupereranno il prossimo turno di domenica 19/2

Classifica
SQUADRE Piscinese Riva Cavour C.s.f. Carmagnola Fossano Bene Narzole Roero Cast. Corneliano V. Mondovi’ Pedona Don Bosco Nich. Revello Grugliasco Ciriè Tre Valli Saviglianese Cvr Rivoli P 33 33 31 27 27 24 24 23 23 21 19 19 17 7 6 6 V 10 9 9 7 7 7 4 5 6 5 4 4 4 1 1 1 N 3 6 4 6 6 3 12 8 5 6 7 7 5 4 3 3 P 3 1 3 3 3 6 0 3 5 5 5 5 7 11 12 12 F 27 23 21 28 24 36 17 20 18 21 21 17 23 13 14 8 S 13 11 13 15 14 29 10 16 15 19 19 20 28 35 37 37

Classifica
SQUADRE Cbs S. C. Atletico Gabetto San Giuliano N. C. Alfieri Don Bosco Vignolese Aq Crescentinese Pertusa B. Nicese San Mauro Gaviese Atletico To Pecettese Sandamianese Trofarello S. Giacomo Ch. Vianney P 35 35 33 32 27 25 24 24 20 20 19 16 16 11 10 3 V 10 11 10 9 7 6 7 6 5 4 5 4 5 2 2 1 N P F 5 1 29 2 3 25 3 3 31 5 2 25 6 3 28 7 3 23 3 6 33 6 4 23 5 6 36 8 4 21 4 7 27 4 8 22 1 10 19 5 9 15 4 10 13 0 15 15 S 13 13 16 17 20 14 23 19 32 19 25 26 41 29 25 53

Classifica
SQUADRE Cast. Pancalieri Villafranca Sporting Rosta Moretta Carignano Borgaretto Infernotto Nich. Hesperia Gold Calcio Olympic Collegno Villar Perosa Beinasco Luserna Cumiana Perosa Pol. Bruinese P 43 33 33 31 30 30 28 24 23 22 18 17 15 14 12 4 V 14 9 10 9 9 8 8 6 6 7 5 4 3 3 3 1 N P F 1 2 30 6 2 23 3 4 27 4 4 32 3 5 36 6 3 33 4 5 35 6 5 20 5 6 27 1 9 31 3 9 19 5 8 19 6 8 15 5 9 21 3 11 17 1 15 12 S 7 13 18 20 18 21 23 13 30 40 28 24 25 33 45 39

Classifica
SQUADRE Europa Nizza Millef. Santostefanese Pozzomaina Pro Villafranca Usaf Favari Barcanova Nuova Sco Moncalvo Orione Vallette Vanchiglia Sportiva Nerazzurra Madonna Di C. Filadelfia P. Barracuda River Mosso R. P 34 30 30 28 28 27 25 25 24 22 22 20 15 14 14 11 V 10 8 8 8 7 7 7 6 6 6 6 6 3 4 3 2 N P F 4 3 36 6 3 30 6 3 21 4 5 32 7 3 23 6 4 23 4 6 30 7 4 29 6 5 28 4 7 25 4 7 22 2 9 23 6 8 16 2 11 26 5 9 22 5 10 16 S 14 22 16 25 17 17 25 24 23 24 21 34 24 42 43 31

Classifica
SQUADRE Boves Centallo Caramagnese Cameranese Genola Racconigi Sommarivese Villar 91 Sommariva P. Gem Busca Tarantasca Bisalta Ama B. Ceva Valle Stura Villanovetta S. Sebastiano P 38 31 31 30 25 22 22 22 21 21 21 19 19 16 15 7 V 12 9 9 9 8 6 6 6 6 6 6 5 5 5 4 2 N P F 2 2 31 4 3 29 4 3 27 3 4 34 1 7 22 4 6 29 4 6 23 4 6 22 3 7 22 3 7 19 3 7 16 4 7 15 4 7 19 1 10 17 3 9 20 1 13 12 S 16 15 25 21 16 27 22 22 20 20 18 17 23 31 25 39

Classifica
SQUADRE Bevingros E. La Sorgente Pro Molare Castellettese Ovada Castelnovese Asca Monferrato Sarezzano Arquatese Real Novi G3 Villaromagnano Quargnento Tagliolese Ccrt Audace B. Stazzano P 36 35 29 26 24 24 23 21 21 19 17 17 16 14 12 12 V 11 10 8 7 7 7 6 6 5 5 4 4 4 4 3 2 N P F 3 2 38 5 1 40 5 3 23 8 1 24 3 6 25 3 6 23 5 5 20 3 7 19 6 5 19 4 7 24 5 7 22 5 7 21 4 8 22 2 10 14 3 10 23 6 8 15 S 21 15 21 13 20 20 17 18 19 28 26 27 41 25 33 28

Prossimo turno Prossimo turno
19/02: Cavour-Roero Cast., Ciriè-Cvr Rivoli, Corneliano-Saviglianese, Fossano-Bene Narzole, Grugliasco-Don Bosco Nich., RevelloPedona, V. Mondovi’-Tre Valli, C.s.f. Carmagnola-Piscinese Riva

Prossimo turno
19/02: Crescentinese-C. Alfieri Don Bosco, Nicese-San Giuliano N., Pecettese-Atletico Gabetto, Pertusa B.-S. Giacomo Ch., Sandamianese-Trofarello, Vianney-San Mauro, Vignolese Aq-Cbs S. C., Atletico To-Gaviese

Prossimo turno
19/02: Carignano-Cast. Pancalieri, Luserna-Infernotto, Nich. Hesperia-Borgaretto, Olympic Collegno-Pol. Bruinese, Perosa-Moretta, Sporting Rosta-Cumiana, Villafranca-Villar Perosa, Beinasco-Gold Calcio

19/02: Europa-Santostefanese, Filadelfia P.-Moncalvo, Madonna Di C.-River Mosso R., Nizza Millef.-Sportiva Nerazzurra, Nuova Sco-Pro Villafranca, Orione ValletteVanchiglia, Pozzomaina-Usaf Favari, Barcanova-Barracuda

Prossimo turno
19/02: Cameranese-Villar 91, Caramagnese-S. Sebastiano, Centallo-Tarantasca, Gem Busca-Valle Stura, Genola-Bisalta, Sommariva P.-Villanovetta, SommariveseAma B. Ceva, Boves-Racconigi

Prossimo turno
19/02: Audace B.-Castellettese, Pro Molare-Stazzano, Quargnento-Ovada, Real Novi G3-Arquatese, Sarezzano-Monferrato, Tagliolese Ccrt-La Sorgente, Villaromagnano-Bevingros E., Asca-Castelnovese

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 71

VOLLEY

Piove nel palazzetto Stop per Cuneo
Clamoroso a Ravenna: Cmc-Bre Lannutti sospesa sull’1-1
GIANNI SCARPACE RAVENNA

Clamoroso a Ravenna: la partita dell’A1 «Sustenium» di volley tra Cmc e Bre banca Lannutti, ieri sera, è stata sospesa. Le due squadre rigiocheranno il match in data da stabilire. La ragione: sul vecchio tetto del Paladeandrè ravennate per due giorni si è accumulata la neve. Riscaldando il Palasport, la neve si è sciolta, causando condensa e infiltrazioni d’acqua sul taraflex. La decisione di arbitri e società è stata di giocare, ma le continue interruzioni dovute alle gocce d’acqua sul campo (malgrado l’encomiabile squadra di «asciugatori» al termine di ogni punto) hanno indotto gli arbitri a sospendere il match. La partita si è fermata su un set pari e 8-7 per Ravenna nel terzo. Poi tutti a casa, compresi i 2 mila spettatori. Lega Volley e le società dovranno accordarsi per una data in cui ripetere la partita. Si ripartirà da 0-0. Nei tempi recenti si ricorda un solo ca-

Coach Napolitano contrariato dallo stop subito dal Giaveno

Giaveno niente scuse “Loreto ha avuto più voglia di vincere”
Capitan Luciani «Sbagliata una partita, non sono più forti di noi»
OSCAR SERRA

Sul campo romagnolo condensa e infiltrazioni dal tetto a causa della nevicata
so, due anni fa, in A2, tra Massa e Ravenna. Fino al momento della sospensione, le cose non andavano molto bene per Cuneo. L’allenatore Camillo Placì, preferendo evidentemente un risparmio dei giocatori per i prossimi appuntamenti, aveva schierato ancora Baranowicz in campo, con la novità di Mastrangelo in panchina. Dentro Fortunato in coppia con Vesely. Nella Cmc assente il nuovo acquisto Plesko per un problema burocratico dell’ultimo momento. È una Bre

Le due società dovranno accordarsi con la Lega Volley per la data del recupero

Lannutti con il freno a mano tirato e l’equilibrio c’è fino al 16 pari. Cambi in posto 4: il belga Verhanneman entra per Gruszka, Patriarca per Ngapeth. Per Cuneo funziona soprattutto il muro, mentre in attacco solo Vissotto e Vesely sono sufficienti. Dopo l’ace di Brunner che porta al 23-21 (contestato da Cuneo), Ravenna prende fiducia. Grbic fa la sua prima apparizione. Sono 2 i setpoint che Cuneo non sfrutta, mentre i padroni di casa ne hanno a disposizione 7. Alla fine Patriarca viene murato da Corvetta e Men-

gozzi ed è 33-31 dopo circa 45 minuti di gioco. Nel secondo set Caceres entra al posto di uno spento Vissotto e il dominicano mura due volte consecutivamente. C’è equilibrio, rientra Ngapeth per Patriarca e il francese mette subito a terra una bella parallela (15-16). Ngapeth procura il 24-25, poi (con Mastrangelo in campo) Cuneo chiude 24-26 e pareggia i conti. Al primo time-out tecnico del terzo set (8-7) arriva la decisione della sospensione. Atleti sotto la doccia e, per la comitiva di Cuneo, il lungo rientro sul pullman in nottata.

A1 femminile
I

Continua lo strapotere di Busto Arsizio nella A1 donne. La formazione di coach Parisi, che ha sconfitto 3-0 Pavia ultima della classe, approfitta del passo falso del Villa Cortese per consolidare il proprio primato volando a +8 sulle biancoblù. In una 17ª giornata falcidiata dal maltempo con il rinvio di due gare (PesaroNovara e Chieri Urbino) a sorridere è dunque Bergamo che batte Villa Cortese.

«Loro avevano più voglia di vincere». Poche parole, pronunciate a caldo dal presidente Claudio Ricci, sono probabilmente l’analisi più fedele del big match straperso ieri dalla Bana Reale Yoyogurt Giaveno, sconfitta per 3-0 (25-23, 25-19, 25-20) a Loreto in appena 1h20' di gioco. Le attenuanti non mancano, certo, a partire da una trasferta proibitiva, a causa delle impervie condizioni meteorologiche. Poi un palazzetto, quello del club marchigiano, al limite della praticabilità, per una illuminazione molto bassa dovuta a un semi blackout. Ma nel day after nessuno ha voglia di alimentare polemiche in seguito alle scelte di Lega prima e arbitro poi. Si è giocato e il campo ha detto che per Giaveno c’è ancora molto da lavorare. «Non abbiamo reagito alle situazioni più sfavorevoli e quando ci abbiamo provato, come nel secondo set, loro

sono state brave a riprendere in mano il match» spiega la capitana Nicoletta Luciani. Dal punto di vista tecnico, male il muro (solo 6 a fine match) e di conseguenza l'intera fase difensiva, ma la Luciani ne è sicura: «Abbiamo sbagliato una partita, ma loro non sono più forti di noi e da domani si ricomincia». Top scorer Federica Mastrodicasa e Heike Beier, con 9 punti, poi Luciani (8) e l'opposto Ramona Aricò (7). In affanno l’altro martello, Marina Cvetanovic, con soli 4 punti all'attivo. A causa di questa sconfitta le valsangonesi perdono anche la testa della classifica proprio a vantaggio di Loreto. Sospese per maltempo Fontanellato-Pontecagnano e Forlì-Busnago. Tra le dirette avversarie del Giaveno, vittoria netta per Crema, 3-0 (25-21, 25-16, 25-10) contro Matera, e Santa Croce, 0-3 (16-25, 21-25, 19-25) sul campo di Montichiari. Classifica: Loreto 49, Giaveno 47, Crema 45, Busnago** e Santa Croce 38, Casalmaggiore** 37, Soverato 30, Montichiari** 25, Frosinone** 23, Mercato San Severino e Sala Consilina 21, Fontanellato** 19, San Vito** 17, Pontecagnano*** 12, Forlì 9* ***, Matera 7. * Tre punti di penalizzazione. ** Una partita in meno. *** Due partite in meno.

Serie B, Settimo in ripresa Pinerolo perde la vetta
Vittoria pesante per la Lilliput Settimo nella 16ª giornata della serie B1 femminile. La formazione allenata da Massimo Moglio ha dettato legge 3-1 (25-12, 23-25, 25-20, 25-10) a Milano, pagando un breve passaggio a vuoto solo nel secondo set. Un successo che permette alle settimesi di mantenere il quarto posto, balzando a quota 27 a braccetto con Vigolzone, bravo a sbarazzarsi 3-0 di Castellanza. A 34 punti, al terzo posto, c'è invece la Famila Chieri che continua nel suo super campionato da matricola. Le collinari hanno vinto ancora, questa volta nel derby tutto piemontese contro Asti: 3-0 il punteggio, con parziali dominati a 15, 23 e 27. In vetta

Sirchia (Lilliput)

c'è sempre Monza (42), seguito da Ornavasso (41). Nel girone A della serie B2 invece la terza sconfitta stagionale costa casa al Pinerolo, che perde la vetta. Il Bentley Ford Sara è scivolato 3-0

(15,18,18) a Busto Arsizio sul campo della Pro Patria. Vince invece Trecate con un secco 3-0 sul Genova, volando in testa: le novaresi adesso hanno 38 punti, le pinerolesi 37. Bene il Collegno Cus Torino, settimo in graduatoria a quota 21, che in casa non si fa sorprendere dal Cislago e lo batte 3-1 (23-25, 25-21, 25-19, 25-22). Nel torneo maschile due vittorie e due sconfitte per i club torinesi. Lassù, davanti a tutti, c'è sempre il Sant’Anna Pescatori, ora con 39 punti per effetto del sofferto successo al tiebreak (23-25, 21-25, 25-13, 25-17, 15-11) sul modesto Albisola. Dietro le avversarie scalpitano, anche perchè vincono tutte: a 38 ecco arrivare a grande velocità Mondovì (3-0 su Alba), a 37 la coppia formata da Sporting Parella (3-1 a Cuneo) e Saronno (3-0 su Chieri). Giornata storta per il Villafranca, sconfitto 3-1 tra le mura amiche dal Fossano. [E.ZAM.]

Serie C, Lingotto siede al tavolo delle prime
ENRICO ZAMBRUNO

La 16ª giornata della serie C femminile propone ancora il duello in vetta nel girone A tra Oleggio (42 punti) e Villar Perosa (41). La capolista ha piegato 3-0 (17,18,20) senza alcun problema Racconigi, mentre la Ford Sara ha lasciato al palo 3-1 (25-13, 21-25, 25-15, 25-21) Romagnano Sesia alzando bandiera bianca solo nella seconda frazione. Vince in quattro set anche la terza forza del torneo, il Cms Italia Lingotto, che sale a 38 punti superando (25-22, 20-25, 25-18, 25-20) il Teamvolley. Bene anche le altre squadre torinesi: Chieri vince al tie-break (25-20, 25-20, 22-25, 14-25, 15-12) contro Bellinzago, il Parella batte

Mokaor ha perso la vetta

3-1 (25-15, 24-26, 25-21, 25-22) il Chisola e il Canavese vince in trasferta 3-1 (25-22, 25-20, 31-33, 25-22) ad Almese. Nel girone B non sbaglia un colpo il Centallo, che scavalca al primo posto Vercelli salendo a quota 38 punti

grazie al successo in quattro set (25-19, 20-25, 25-19, 25-22) sul Berta El Gall. L’ex capolista, la Mokaor, perde la vetta sul campo del Delfin Cafasse Borgaro, che fa la gara perfetta e batte i vercellesi 3-1 (25-19, 20-25, 25-19, 25-22), raggiunti a 37 da Ovada. Tutto facile per la Plastipol: 3-0 secco (23,19,22) sul Cuneo. Bene la Lilliput Settimo, impostasi 3-1 (25-21, 25-23, 19-25, 25-15) ad Asti. Nel girone A maschile, rimane sempre davanti a tutti la PMT Pallavolo Torino. Il vero colpo della giornata lo fa il San Paolo, che passa 3-2 (23-25, 17-25, 25-18, 25-21, 15-13) rimontando due set ad Aosta. I valdostani si fanno raggiungere al secondo posto dal Volley Novara a 33 punti, con i gaudenziani bravi a vincere facilmente 3-0 (21,23,19) a Condove. Infine il girone B, dove le torinesi perdono tutte: Caluso ad Ovada (3-1), Arti e Mestieri a Villanova (3-2) e Valentino in casa della Fortitudo al tie-break.

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LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 72

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 73

BASKET

Siena è marziana anche per l’Angelico
Strapotere dei campioni d’Italia (104-78), Biella dura un tempo
STEFANO ZAVAGLI SIENA

NOVIPIU’ BEFFATA

Casale, quarto ko interno per un punto
ROBERTO SARACCO CASALE

Meno 26. Non è la temperatura fatta registrare da Blizzard in piazza del Campo, ma il gap con cui i Campioni d’Italia della Montepaschi Siena sbrigano la pratica Angelico (finale 104-78). Undicesima trasferta nella storia dei piemontesi al palaEstra e undicesimo ko. Nel fortino dei marziani non si passa. Il testa a testa tra Siena e Biella dura 17 minuti, poco meno di un tempo. Contro questa Montepaschi era quasi inevitabile: alla vigilia il coach toscano Simone Pianigiani aveva chiesto ai suoi di evitare break consistenti e di mantenere continuità lungo tutti e 40 i minuti di gioco, temi snocciolati ai limiti della perfezione dai dodici soldati senesi che si son pure con-

Undici incontri nella storia dei due club e altrettante batoste incassate dai lanieri
cessi il lusso di dar vita al turnover in vista della Coppa Italia al via da giovedì a Torino. Fuori il centro titolare Ksistov Lavrinovic, a referto Thornton, con una novità sostanziale già a partire dal quintetto titolare: dentro dal primo minuto Luca Lechthaler. I Campioni d’Italia hanno preso il largo in avvio di 2˚ tempo e l’Angelico, subìto un parziale di 16-3 (dal 36-35 al 52-38) in chiusura di 2˚ quarto, si è trovata sempre a inseguire benché il piano partita escogitato da coach Cancellieri fosse ben combinato. Nel momento in cui Siena ha alzato l’intensità difensiva, trovando di pari passo fiducia e buone percentuali in attacco, ai piemontesi non è rimasto altro da fare che giocare una seconda metà di gara fatta di esperimenti in vista del recupero di mercoledì (alle 20,30 neve permettendo) a Teramo, la vera partita da non fallire in chiave salvezza. Con la Mps indomabile, lo

Lo spagnolo Albert Miralles si «appende» al canestro

staff tecnico laniero si è davvero inventato di tutto, tanto ormai la sfida ai titani era volata via: in chiusura di match l’Angelico ha piazzato sul parquet gli junior Marco Laganà, Eric Lombardi, Niccolò De Vico, William Magarity accompagnati dalla bandiera di sempre Nicola Minessi che a 38 anni compiuti da qualche giorno (5 febbraio) ha realizzato con un 2/2 dalla lunetta i primi punti in serie A della sua carriera dopo essere stato il leader indiscusso di Pallacanestro Biella ai tempi della serie B d’Eccellen-

za. Buone notizie anche da Marco Laganà, oltre a una tripla di tabella, ha dato sensazione di poter stare nel mazzo. Meritano di essere passati al metal detector i primi 17’ appena, nei quali l’Angelico ha dato filo da torcere a Siena. L’approccio del quintetto standard titolare di Biella (Pullen, Coleman, Soragna, Dragicevic e Miralles) è stato molto positivo: la zona alternata (2-3, 3-2) di Cancellieri ha creato nel primo quarto grattacapi ai meccanismi di Pianigiani, costretto sul 12-8 laniero

del 5’ a rifugiarsi in time out. Ottimo il coinvolgimento da parte degli esterni nei 10’ iniziali del lungo Albert Miralles (11 punti al 10˚). Mentre la difesa di Siena e la complessa gestione dei falli hanno mandato fuori ritmo il miglior marcatore del torneo Aubrey Coleman, in spolvero solo nella seconda metà quando la Mps era volata via. Ad allargare la forbice, facendo schiantare Biella, ci hanno pensato Rakocevic (chirurgico da tre) e l’ex Aradori (19 punti, record personale di stagione).

Incredibile, davvero incredibile. Fallendo tre tiri liberi su quattro nell’ultimo minuto, la Novipiù getta al vento l'ennesima partita nella A di basket e s'arrende 76-77 alla Otto Caserta, stabilendo il nuovo record negativo della massima serie, con quattro sconfitte interne di una sola lunghezza. I campani hanno due soli giocatori, ma «monumentali», Collins e Smith, capaci di fare la differenza quando conta. Si parte con la novità di Ferrero nel quintetto titolare. Casale è viva e pimpante. Hukic strappa rimbalzi, Shakur, Chiotti e Temple mettono punti pesanti. Sulla spinta dei 3300 del Palaferarris la Junior scappa sul 9-3. Le triple entrano che è un piacere e, nonostante le giocate di Smith, i rossoblù sembrano padroni del parquet con un vantaggio stabile di sei punti. La reazione della squadra di Sacripanti passa sempre dalle mani di Smith, che da solo guida i campani al primo sorpasso: 21-20 al 10’. In attacco Casale riesce a far muovere la retìna con regolarità, in difesa però paga il dinamismo dei casertani, che trovano energia da Stipanovic. Grazie al dominio ai rimbalzi, la squadra del neo coach Valentini riesce a mantenere sempre la testa avanti anche se Caserta resta aggrappata, con pazienza. E' una Junior che gioca con cuore e testa e che dimostra di essere viva mentalmente. Alla ripresa Hukic diventa mattatore con una tripla e due recuperi. E Chiotti non è da meno, ma Smith non ne vuole sapere e consente agli ospiti di reggere all' assalto rossoblù. La gara corre via all'insegna del massimo equilibrio con vantaggi che non vanno mai oltre un solo possesso. E c'è spazio anche per una schiacciata Nba di Shakur. Alla terza sirena massimo equilibrio sul 57 pari. Gli ultimi 10’ iniziano in salita per Casale. Quando Stevic strappa palla a Stipanovic la vittoria sembra essere vicina, ma il serbo dalla lunetta spreca tutto. Poi Hukic ha la palla della vittoria, ma coglie il ferro.

Maurizio Giadini, 12 punti

DNA

Pms battuta a Pavia Secondo posto a rischio
DOMENICO LATAGLIATA

La ZeroUno dura 20 minuti, perde a Pavia e viene riavvicinata in classifica a meno 2 da Treviglio, a sua volta vincitrice su Firenze: non la miglior domenica possibile per la squadra di coach Faina, che rimane al secondo posto dietro Omegna nel girone Nord Ovest della DNA, ma con due sole lunghezze di vantaggio sui bergamaschi. Partita strana, quella di Pavia. Con un primo quarto equilibrato, dove nessuna delle due formazioni trovava però la via del canestro (13-9), e i successivi due caratterizzati dalla netta superiorità di una delle contendenti. Torino pareva avere trovato la via giusta ed essere in controllo: parziale di 28-14, Giadini, Parente e Fontecchio scatenati e dieci punti di margine da difendere nella seconda metà di gara. Impresa tutto sommato alla portata, pur immaginandosi una reazione dei padroni di casa. Invece, come non detto: il match tornava del tutto in equilibrio quando, in un ambiente sempre più caldo, Cazzaniga suonava la carica venendo seguito a ruota da Pederzini e Maggio. Si arrivava così alla volata finale: la ZeroUno reggeva fino al 37', quando una conclusione da tre punti di Parente e un successivo canestro di Masper le regalavano ancora il 66-65. Poi, nebbia: 7-0 di parziale per Pavia e partita compromessa.
Marcatori Pms

Masper 12, Portannese 6, Tassinari 5, Fontecchio 10, Giusto, Parente 13, Conti 8, Giadini 12, Defant.

Kopa brutto scivolone Montecatini scappa
Brutta battuta d’arresto per il Kopa Cus Torino nella DNB maschile: gli universitari hanno infatti ceduto sul proprio campo, battuti 76-70 da Montecatini al termine di una partita mal giocata e mai davvero in discussione nonostante il punteggio finale possa far pensare ad altro. Chiuso il primo quarto sotto di 7 (22-15) e subendo uno scatenato Cavallaro, il Cus ha poi dovuto rinunciare anche ad Andrea Danna, infortunatosi a un ginocchio e costretto a lasciare il posto al fratellino Pietro, classe '92: una sfuriata di Niccolai proiettava così i toscani al 40-30 del 18’, appena prima che i punti di margine diventassero 15. Nei primi quattro minuti della ripresa solo i liberi di Raucci (6/6) tenevano viva Torino, con Cavallaro a crivellare di triple il canestro avversario: 40-53 al 25’. Quando Tassone trovava finalmente il tempo giusto per segnare da tre, il Cus si rifaceva sotto (45-53) e dava anzi l’impressione di poter fare girare la partita spingendosi fino al 50-53 del 27'. Ma Montecatini non perdonava niente e, grazie alle triple di Giarelli e Tommei, allungava nuovamente fino al +11 di trequarti gara. Si proseguiva così fino alla fine, con gli ospiti precisi dalla lunetta e i biancoblù incapaci di gestire al meglio alcuni palloni recuperati. [D.LAT]
Marcatori Cus Torino

La Pfp non coglie l’attimo a Cagliari
Non riesce l’impresa in terra sarda alla Officine Gaudino Pfp. Le ragazze piemontesi si sono arrese per 58-55 alla Virtus Cagliari nel 5˚ turno di ritorno della serie A2. Un’occasione mancata, se si pensa che la squadra guidata da Maurizio Frigerio aveva chiuso sul +9 il primo tempo (19-28). Non sono bastate la grande prestazione di una scatenata Costanza Coen (20 di valutazione) e l’intensità offensiva della cilena Aragonese. [A.DOL.]
Marcatori Pfp

Crocetta crolla nell’ultimo quarto La serie positiva finisce ad Alessandria
La Named Crocetta si illude di poter fare il colpaccio sul campo della Zimetal Alessandria, ma crolla nell’ultimo quarto di gara cedendo infine di schianto 83-60 e rimandando così la possibilità di agganciarsi al treno delle squadre di metà classifica. Il campionato continua a essere dominato dall’Orsi Derthona, splendida vincitrice sul campo del Novara, seconda forza del girone seppellita però sotto la bellezza di 24 punti: 74-50 (Quaroni 25, Anselmi 16), con una seconda metà di gara che ha visto gli uomini di coach Arioli imporsi 41-20. In chiave piemontese, ottima prova anche di Biella, che ha rifilato 17 punti a Rho (85-68; Rossi 25, Marotto Alessandria avanti di 4 (40-36), tenendo poi botta fino a trequarti gara e anzi assaporando anche il +5 del 24' grazie a due liberi di Campanelli. Poi, inesorabile, il ritorno dei padroni di casa e la luce che cominciava a spegnersi: solo dodici i punti segnati nel quarto conclusivo, mentre dall'altro lato Ogliaro e Zunino facevano il diavolo a quattro risultando immarcabili sia nelle conclusioni da tre punti che in penetrazione.
Silvio Riviezzo

Classifica

Soave 9, Danna A. 13, Giordo 5, Murta 7, Tassone 10, Ficetti 5, Raucci 17, Danna P. 2, Favario 2, Maccagno. [D. LAT.]

Santuz, Simonetti 5, Montanaro 5, Pignetti 2, Coen 15, Domizi 2, Bonetti , Aragonese 16, Quarta 4, Salvini 6.

19, Sodero 13). Tornando alla Crocetta, reduce da due vittorie consecutive che le avevano fatto sperare di avere finalmente svoltato, la squadra di Gianzana ha chiuso i primi venti minuti sul campo di

Derthona 40; Novara e Cantù 30; Mortara e Pavia 28; Sarzana 24; Savigliano e Domodossola 22; Alessandria 18; Follo e Biella 16; Rho e Sestri Levante 14; Crocetta 12; Trecate e Loano 10.

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74 Piemonte Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Stefano Biasi
51 anni, La Loggia »Sono tornato con la mia famiglia al copmpleto, perchè è divertente»

sportflash
Atletica

Lanci invernali torinesi ok
I

A Genova, nei Regionali Invernali di lanci lunghi, 58,68 nel martello per la campionessa italiana junior Francesca Massobrio (Cus Torino). Personale nel disco (52,56) per Ilaria Marchetti. [en. zam]

Laura Monai
34 anni, Torino. «Sono della provincia di Udine. Da quando vivo a Torino partecipo»

Velocisti in evidenza al meeting di Bra
I

Nei 60 metri successo per Maria Pia Baudena (Sisport) in 7”94 davanti a Carlotta Benna (Cus), 8”15. Tra gli uomini secondo e terzo posto per il Cus grazie a Sydney Iyamu (7”16) e Nicholas Sabena (7”29). [en. zam.]

Claudia Gelsomino
42 anni, Sanfront. «È la terza volta che partecipo. Quest’anno fa particolarmente freddo».

Cross, Clemente secondo sul lago
I

Al Cross del Tecnoparco, sul lago Maggiore, secondo il 24enne Stefano Clemente (Cus), battuto da Alessandro Turroni dell’Atletica Cistella. Terzo Alberto Gramegna (Caddese). [en. zam.]

Podismo
RACCHETTINVALLE

Regionali master di campestre
Marco Carenza
«é la mia seconda Racchettinvalle. La mia è una performance amichevole»
I

Pragelato e le ciaspole Un amore che non finisce
Nonostante il freddo polare 800 partenti e migliaia di spettatori
AMEDEO MACAGNO PRAGELATO

L’aostano René Cuneaz (Calvesi) ha vinto a Ciriè il «Trofeo Ipercoop», campionato regionale master. Ha chuso i 6 km in 21’35’. Terzo, in 22’10”, Abdehlhadi Laaouina (Susa). [e. b.]

Calcio a cinque

Il Castellamonte passa a Bra
I

Neppure le temperature polari di ieri hanno raffreddato l’entusiasmo degli oltre 800 iscritti alla dodicesima edizione di «Racchettinvalle». Una colorata festa di sport giunta alla sua dodicesima edizione. La manifestazione si è svolta sotto un bel sole. Peccato per le temperature. Rigidissime: la colonnina del mercurio perennemente sotto lo zero. Ma freddo a parte, la località a cavallo tra la val di Susa e Chisone è stata presa letteralmente d’assalto da migliaia di persone che hanno assistito a questa competizione organizzata da Turin Marathon. Luigi Chiabrera, patron della gara che soddisfatto ribadisce: «Spero che le racchet-

te da neve diventino presto una disciplina olimpica». Oltre a tanti atleti a tutti i livelli ( la manifestazione è infatti valida per una tappa di Coppa Europa di questa specialità e cioè l’European Snowshoes Association) hanno partecipato alla gara molti

L’organizzatore Chiabrera: «Questa è una disciplina degna dei Giochi Olimpici»
ciaspolatori dilettanti. Comuni appassionati. Tra loro c’è Stefano Biasi, 51 anni torinese. «Con la mia famiglia siamo tornati anche quest’anno perché l’anno scorso ci eravamo molto divertiti. Oggi come allora è stata una bellissima

giornata. Una camminata davvero speciale in mezzo la natura insieme a moglie e figli». Anche Claudia Gelsomino, 42 anni si è divertita un mondo a ciaspolare sulle nevi della valle Troncea. Sorridente annuncia: «È la terza volta che partecipo a Racchettinvalle. Quest'anno fa particolarmente freddo rispetto alle altre edizioni, ma è ugualmente una bellissima giornata all’insegna del divertimento». Nella stessa categoria amatoriale Laura Monai, 34 anni da Torino è entusiasta: «Sono originaria di Palmanova, in provincia di Udine. Da circa quattro anni vivo a Torino e non ho mai perso nessuna edizione di questa gara». Il freddo l'ha patito anche Marco Carenza arrivato da

La classifica Vince Baldaccini
I

Vincitore della 12ª «Racchettinvalle» Alex Baldaccini che ha percorso i 10 km di gara con il tempo di 39’11’’ staccando di 20’’ il francese Stephane Ricard, vincitore dell’edizione passata, e di 32’’Antonio Santi. Il successo nella categoria femminile è andato alla spagnola Laia Trais Andreu che ha fermato il cronometro sul tempo di 46’48’’. Completano il podio rosa l’italiana Maria Grazia Roberti (47'33'') e l’altra spagnola Monica Ubed Ardid (48'32''). [A.MAC.]

Novi Ligure. «Non credevo che facesse un gelo del genere. La prossima volta mi coprirò di più». Il suo piazzamento? «Non ha importanza sono solo un amatore e non un atleta. Credo comunque intorno ai primi cinquecento». Come al solito la garacamminata si è svolta su un tracciato in mezzo alla natura, che fa ritorno verso i trampolini, e il centro del paese dov’è situato il traguardo dove nel primo pomeriggio sia gli agonisti che i semplici appassionati si sono potuti ristorare con bevande calde. Tra i runner più forti sono stati applauditi gli atleti italiani come il bergamasco Alex Baldaccini vincitore assoluto della gara e la spagnola Laia Trajs Andreu vincitrice tra le donne.

In C1 continua a volare in testa alla classifica il Castellamonte, primo con 40 punti, passato 3-1 a Bra. I Bassotti, quarti a quota 31, piegano 7-4 il Crd. [en. zam.]

Tiro con l’arco

D’Agostino quarta ai Mondiali indoor
I

A Las Vegas quarto posto per Katia D’Agostino nella gara a squadre, sconfittanella finale per il bronzo dalla Gran Bretagna. [en. zam]

Pallanuoto

Serie C, Dinamica a punteggio pieno
I

In serie C quarta vittoria su quattro per la Dinamica, passata 14-3 a Varese. Risultati: : Can. Milano-Farnese 6-13, Osio-Monza 11-6, Piacenza-Bissolati 7-5, TreviglioBocconi 15-9. [en. zam]

SCI ALPINO SELEZIONI REGIONALI DEL «TOPOLINO»

Franzoso e Fornari la vittoria è doppia
A Sestriere e Sauze buoni spunti anche da Padello e Viviani
MARTA MOROTTI

A Sestriere e a Sauze d’Oulx, si sono svolte le due giornate delle selezioni regionali del Trofeo Topolino di sci alpino valide anche per il circuito Children Invicta. Sabato, gli allievi si sono misurati nello slalom sulla pista Giovanni Alberto

Agnelli di Sestriere e, per quanto riguarda la categoria femminile, il gradino più alto del podio è stato conquistato da Elisa Fornari (Mondolè Ski Team) che ha chiuso con il tempo di 1'34”. Mentre Paolo Padello (Equipe Limone) ha superato gli avversari totalizzando 1’30"17. I ragazzi hanno invece gareggiato nel gigante sulla pista del Bourget di Sauze. Ottimo il risultato che ha portato Carlotta Saracco, dell’Equipe Limone, a raggiungere la vetta della classifica con un tempo di 51” e 44 centesimi. Non si è fatto attendere al traguardo nemmeno Matteo Franzo-

so (Sestriere), che ha conquistato il primo posto con 51” e 21 centesimi. Si sono invertiti i ruoli, invece, ieri, durante la seconda giornata del Trofeo Topolino. A Sestriere, sempre sulla pista Giovanni Alberto Agnelli, sono stati protagonisti gli atleti della categoria ragazzi; prima tra le femmine Serena Viviani (Sestriere) che ha chiuso la gara in 36” e 49 centesimi, mentre tra i maschi ha fatto il bis di vittoria Matteo Franzoso con un tempo di 36” e 63 centesimi (sempre Sestriere). Gli allievi hanno quindi gareggiato a Sauze, dove è stato messo in palio anche il Trofeo Besson e dove anche Elisa Fornari (Mondolè Ski Team) ha doppiato il risultato del giorno precedente conquistando ancora una volta il primo posto e totalizzando il tempo di 1’44”62, così come Paolo Padello dell’Equipe Limone che ha chiuso con 1’43”19.

FESTA A LINGOTTO FIERE

Premiati piloti e navigatori del campionato rally
I

In una sala gremita all’interno di Automotoracing (settore sportivo di Automotoretrò) a Lingotto Fiere si è svolta la premiazione del Campionato Rally Piemonte e Valle d’Aosta e delle coppe CSAI di automobilismo e karting. Giovanni Ferrando e Marco Amerio hanno ottenuto il maggior punteggio rispettivamente nelle classifiche Piloti

e Navigatori, mentre in Gruppo N è prevalso Alberto Gianoglio (organizzatore di Automotoracing), in Gruppo A Massimo Marasso, in Gruppo R Omar Borgo, tra le omologazioni scadute N Giovanni Ferrando e FNA Roberto Bidone. Oltre 600 piloti hanno preso parte alla serie. (In foto: Ferrando, Gianoglio e Amerio).

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 75

CANOTTAGGIO REGATA INTERNAZIONALE «D’INVERNO SUL PO»

PATTINAGGIO VELOCITÀ TRICOLORI ALL ROUND

Nella gran fondo l’Italia del futuro c’è già
Buona prova delle barche juniores nazionali con tre torinesi
PAOLO MORELLI

Cotza non si conferma “Mi sento affaticato”
OSCAR SERRA

Nelle gare dell’ultima giornata della «D’inverno sul Po», valide per la Coppa Italia di Gran Fondo, gli equipaggi piemontesi hanno avuto pane per i loro denti. Le società lombarde hanno messo insieme il bottino più ricco sulla scia del Gavirate, che ha vinto l’oro nel quattro di coppia maschile U43, nel quattro di coppia ragazzi maschile (staccando gli avversari di ben 1’11'') e nell’otto ragazzi femminile. Il presidente, Piero Perucchini, ha spiegato: «Siamo la Juve del canottaggio, abbiamo più di 300 tesserati e qui ne abbiamo portati 70». Successi per il Milano con un oro nell’otto senior maschile (davanti alla Sisport) e per l’Arolo, oro nel

Matteo Cotza non riesce a bissare il successo ottenuto alla fine dell’anno scorso nella categoria sprint e così, ai Campionati italiani di velocità allround di pista lunga, a Baselga di Pinè, il giovane talento dello Sporting Club Pinerolo non va oltre il secondo posto, dietro a Fabrizio Tescari (Sporting Club Pergine). «Mi sento affaticato, le gambe non reagiscono agli stimoli - dice Cotza, 15 anni, impegnato nella categoria Junior C -. Penso sia un po' di stanchezza accumulata». I suoi tempi sono la dimostrazione di quanto lui stesso afferma: 40"26 nei 500, 1’25" sui 1000 metri e 2’17" sui 1500, con ben 9 secondi in più rispetto al suo personale. Questa opaca performance potrebbe mettere a rischio anche la sua partecipazione alla Viking Race in Olanda, manifestazione che chiude la sta-

Cotza, secondo nell’all round

gione, alla quale partecipano i migliori giovani d’Europa. Un'altra medaglia è arrivata da Federica Apolloni del Pinerolo-Torino 2006, bronzo nella categoria Junior C nonostante sia una specialista dello short track, nella quale è campionessa d’Italia. Nella stessa categoria, quarto posto per un’altra torinese, Irene Barone. Ottavi, infine, Marco Gonin e Giovanni Bitelli, rispettivamente nella junior C e Junior B.

Nei master testa a testa fra Cerea e Caprera. Sisport forte nei cadetti
quattro di coppia master femminile con 25'' sul Caprera. Il Piemonte non ha sfigurato: brillano l’oro del Cerea nel quattro di coppia master maschile 43-55 (a bordo il presidente Umberto Dentis) e l'oro del Caprera nell’otto master femminile, in cui gli Amici del Fiume hanno vinto l’argento lasciando il bronzo all’Armida. Bene anche Sisport, con Jacopo Palma ed Enrico Perino che ripetono il risultato di sabato vincendo un altro bronzo nel quattro di coppia senior, con Matteo Macario e Marco Chiodelli. L’Esperia si consola con il sesto posto di Sara Brescia e Valeria Monti nel quattro di coppia senior, con Francesca Alladio e Greta Cazzola. Il team gioisce anche per il successo di questa due giorni di sport e per la nomina a «Cardinali del Po» del presidente Carlo Pacciani e della responsabile canottaggio Manuela Zinetti. Un’entusiasta Olivia Pacciani, allenatrice cadetti

NUOTO REGIONALI PRIMAVERILI DI CATEGORIA

Dominio Rari Nantes e Centro Nuoto
ENRICO ZAMBRUNO

Idee per il ct azzurro
Dalla D’Inverno sul Po. In foto il quattro di coppia cadetti femminile (Fabbrucci e Fioretta del Cus Torino, Helgason della Sisport e Mino del Caprera);

e allievi, ha aggiunto: «Stiamo crescendo atleti validi e le giovani Brescia e Monti sono un esempio per gli altri». Il risultato migliore arriva dalle selezioni nazionali Fic, con alcuni atleti piemontesi negli equipaggi vincitori.

Tutta sabauda la barca azzurra vincitrice del quattro di coppia cadetti femminile (Fabbrucci e Fioretta del Cus Torino, Helgason della Sisport e Mino del Caprera); Luca Lovisolo (Cerea) conquista l’oro con l’otto junior e Alberto Di

Seyssel (Armida) fa lo stesso con il quattro di coppia junior. Claudio Romagnoli, coach della nazionale juniores, sottolinea l’importanza degli atleti piemontesi: «Tutte le società hanno buone potenzialità perché investono nei giovani. Ogni anno le nostre squadre cambiano, ma da tre anni a questa parte il livello generale si è alzato». Il ct rivela di tener d’occhio due canottieri: Andrea Canata del Caprera (ieri quarti nel quattro di coppia junior) e Stefano Bertero della Sisport (quarto nel doppio junior maschile disputato sabato). In evidenza anche il Palermo delle sorelle Lo Bue (oro nell’otto junior) e la Francia, con due ori nell’otto ragazzi maschile e nel quattro di coppia femminile.

Oltre 500 atleti hanno dato vita al PalaNuoto nel fine settimana ai Campionati Regionali Primaverili di Categoria, divisi in due blocchi. La seconda parte si svolgerà sabato e domenica, sempre nell’impianto di via Filadelfia. Dominio tutto torinese, con Rari Nantes e Centro Nuoto sugli scudi. Nella categoria seniores, nei 100 dorso doppietta del Centro Nuoto con Marco Ceragioli (53”76) e Marco Fognini (56”45). Tra i cadetti invece ecco la tripletta della Rari Nantes: primo Luca Pancari in 54”98, dietro Alessandro Miccoli (58”38) e Umberto Pelaratti (58”51). Nella gara femminile altro successo gialloblù con Chiara Ghiringhelli (1'04”27), più veloce di 18 centesimi rispetto ad Alessia Gamba (CNT). Nei 200 rana juniores 1995, vince senza problemi Kristian

Brossa, sempre del CNT, in 2'25”87 davanti al compagno di club Daniele Minnelli (2'27”34). Nella gara rosa juniores 1997, gara perfetta di Silvia Guerra della RNT: 2'34”05, con tanti saluti alle avversarie, staccate di oltre sette secondi. Centro Nuoto e Rari Nantes si sono divisi la posta in palio anche nei 100 farfalla. Il primo ha dominato la gara seniores, grazie al 55”27 di Marco Fognini, mentre la seconda ha vinto tra i cadetti con Paolo De Pasquale, imprendibile in 55”40. Stesso discorso tra le donne: Alessandra Fini tra le più grandi è leader con 1’03”72, Adele Corapi tra le più giovani con 1’03”65. Super RNT nei 400 misti invece, dove Francesca Cristetti vola in 4'57”77 tra le juniores 1997 e Luca Chazalettes tra i junior 1994 in 4'32”71. Infine i 200 sl, dove spicca il nome della senior gialloblù Luisa Trombetti (2'03”04”) e della cadetta del CNT Eleonora Costa in 2'02”51.

DA MARTEDÌ 14 FEBBRAIO CON LA STAMPA A 8,90 EURO IN PIÙ

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LA STAMPA
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Il tempo Ancora fiocchi lungo l’Adriatico, poi il miglioramento. Maltempo sul Sud
LE PREVISIONI DI OGGI
SITUAZIONE
Inizia ad attenuarsi l’intensità del maltempo associato alla depressione fredda Lucina, la cui influenza si concentrerà ancora per 48-60 ore sulle zone adriatiche e al Sud, dove rimarranno nevicate fino a bassa quota. In miglioramento il Nord, Toscana e Lazio, ma rimane freddo.

Il Sole
CENTRO
Tra Marche e Abruzzo variamente nuvoloso con qualche apertura sulla costa, ma rimarranno nevicate, più insistenti sull’entroterra e sui versanti appenninici, ma con apporti più modesti. Sul settore tirrenico e sull’Umbria prevalgono condizioni soleggiate con addensamenti sui colli.

IN EUROPA
Soleggiato su buona parte della Spagna e del Portogallo, generalmente nuvoloso dal nord della Spagna al Centro-Nord Europa con piogge e nevicate sul centro della Germania, Polonia, paesi baltici, Norvegia e ancora intense sui Balcani.

NORD
Si riaffermano condizioni soleggiate dal Nord-Ovest al Triveneto e all’Emilia, pur con qualche addensamento sul Veneto; passaggio di velature a tratti estese. Irregolarmente nuvoloso sulla Romagna con ultime nevicate al mattino tra Cesenatico, Riminese e San Marino.

SUD
Irregolarmente o variamente nuvoloso con rovesci al mattino sulle zone del basso Tirreno, nevosi a bassa quota, e nel pomeriggio anche sulla Puglia. In giornata qualche schiarita sulle coste tirreniche, rimangono nevicate su Lucania e Murge. Variabile con rovesci sul nord della Sicilia.
Sorge alle ore 7 e 07 minuti Culmina alle ore 12 e 24 minuti Tramonta alle ore 17 e 42 minuti
ULTIMO QUARTO

La Luna

Si leva Cala alle ore alle ore 9 e 52 minuti

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SOLE

NUVOLOSO

POCO NUVOLOSO

COPERTO

VARIABILE

PIOGGIA DEBOLE-MODERATA

PIOGGIA INTENSA

TEMPORALE

NEBBIA

NEVE

VENTO

MARE CALMO

POCO MOSSO

MARE MOSSO

MARE AGITATO

DOMANI

LA TENDENZA DELLE TEMPERATURE In aumento di qualche grado.

Le precipitazioni attese oggi

Trento -9 2 Aosta -12 2 Torino -12 2 Milano -8 3 Genova 1 6 Bologna -4 -1 Firenze -5 2 Perugia -7 -2 Venezia -4 2

Trieste -6 0

Ancona 0 1 L‘Aquila -6 0 Campobasso -4 -2 Napoli 1 8 Foggia 1 4 Bari 2 7 Potenza -4 -1
DEBOLI MODERATE FORTI MOLTO FORTI

Ancora instabile al Sud, Sardegna, Abruzzo con rovesci e neve a quote basse. Più sole al CentroNord.

DOPODOMANI

Roma -6 3

Piogge e rovesci al Sud con neve a quote basse; nevicate meno intense tra Marche, Abruzzo.

Vigilanza meteo di oggi e domani

Alghero -2 7

Cagliari 2 9 Palermo 5 11

Catanzaro 2 5 Reggio Calabria
3 12
NESSUNA MODERATA ELEVATA ESTREMA

Catania 6 12

Nubi e piogge a tratti su Sardegna, Sicilia, Calabria e irregolari su resto del Sud. Nubi in aumento sul Tirreno in giornata.

Centimetri-LA STAMPA

A cura di www.nimbus.it

Si attenuano e diradano le nevicate sulle Marche, ma ancora presenti.

Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa
CITTÀ MIN ˚C MAX ˚C OGGI

CITTÀ

MIN ˚C MAX ˚C OGGI

Lunedì Che tempo farà

ALGERI ANKARA BAGHDAD BANGKOK BEIRUT BOMBAY BRASILIA BUENOS AIRES CALGARY CARACAS CASABLANCA CHICAGO CITTÀ DEL CAPO CITTÀ DEL MESSICO DAKAR DUBAI FILADELFIA GERUSALEMME HONG KONG IL CAIRO JOHANNESBURG KINSHASA LA MECCA L'AVANA LOS ANGELES MANILA MELBOURNE MIAMI MONTREAL NAIROBI NEW YORK NUOVA DELHI PECHINO SHANGHAI SINGAPORE TOKYO WASHINGTON

1 -10 6 24 12 14 19 22 -3 18 2 -6 14 11 19 13 -5 7 15 13 12 22 22 14 9 24 16 11 -17 16 -3 14 -6 7 24 -2 -4

4 5 15 36 22 36 23 32 4 29 14 0 24 19 26 23 5 18 22 22 27 31 35 23 16 27 24 19 -4 28 6 24 3 8 29 7 5

AMSTERDAM ATENE BARCELLONA BELGRADO BERLIN BERNA BRATISLAVA BRUSSELS BUCAREST BUDAPEST COPENHAGEN DUBLIN EDIMBURGO HELSINKI ISTANBUL LISBONA LONDRA LUBIANA MADRID MOSCA OSLO PARIGI PODGORICA PRAGA REYKJAVIK ROMA SARAJEVO S. PIETROBURGO SOFIA STOCCOLMA TALLINN TIRANA VARSAVIA VIENNA VILNIUS ZAGABRIA

-2 9 -2 -8 -7 -12 -14 -5 -11 -10 -5 4 3 -6 -1 2 2 -9 -3 -18 -7 0 0 -18 3 -6 -15 -15 -6 -10 -7 3 -11 -13 -16 -8

4 14 9 -7 0 -6 -4 2 -1 -5 0 10 8 -5 9 11 5 -1 8 -14 -5 5 4 -2 5 3 -5 -13 -1 -4 -5 7 -5 -5 -7 1

Metri di neve a Urbino e bora record ma ora il gelo comincia ad attenuarsi
LUCA MERCALLI

L

a gelida depressione «Lucina» si allontana verso il Bosforo, permettendo un miglioramento a partire dal Nord Italia e dal versante tirrenico. Il tempo perturbato si attarderà invece al Sud e sul lato adriatico della Penisola, oggi con neve ancora fin sulle coste di Marche e Abruzzo, pur tra le prime occhiate di sole, mentre domani e mercoledì i rovesci, ancora nevosi a quote collinari, saranno via via più modesti e confinati al Meridione e alle isole maggiori. Nel corso della settimana anche il gelo si attenuerà, poiché le correnti artiche continentali cederanno il passo a quelle nord-atlantiche, meno fredde. Tuttavia nelle notti serene le temperature minime avranno ancora modo di scendere sotto i -10 gradi

sulle pianure innevate del Nord. La grande ondata invernale si appresta dunque ad allentare la presa e ora si può cominciare a delinearne la portata in rapporto a episodi passati. Nell' insieme del Paese questo periodo freddo non è stato intenso ed esteso come nel 1956 o nel 1985, sebbene per la concomitanza tra correnti siberiane, cieli sereni e irraggiamento notturno sui suoli coperti di neve - alcune località della Pianura Padana occidentale abbiano vissuto, tra lunedì 6 e martedì 7 febbraio, minimi non più registrati da mezzo secolo: -23,8 gradi a Villanova Solaro, nel Cuneese (www.arpa.piemonte.it), -23,9 a Candiolo, cintura Sud di Torino, e -24,4 a Romano Canavese, presso Ivrea (www.sistemapiemonte.it), con annessa strage di tubazioni dell'acqua e veicoli diesel in panne.

Eccezionali le bufere di neve dalla Romagna e San Marino alla Basilicata, causate da uno sbarramento delle correnti balcaniche fredde contro l'Appennino: ieri, dopo 12 giorni di neve, l'osservatorio «Serpieri» di Urbino (www.meteo.uniurb.it) misurava due metri di manto, altezza mai osservata, nemmeno durante gli storici «nevoni» del 1929 e 1956. Inconsueta anche la nevicata che tra venerdì e sabato ha imbiancato con alcuni centimetri l'arcipelago toscano, l'Argentario, il litorale laziale (5-20 cm a Roma) e perfino Olbia e Oristano, con fiocchi frammisti a pioggia fino a Cagliari. Inoltre la bora a Trieste ha soffiato con forza da record: raffiche sempre oltre i 100 km/h dal 29 gennaio e una punta di 183 km/h nelle prime ore di sabato al Molo «Fratelli Bandiera» (www.ts.ismar.cnt.it).

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LA STAMPA
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO 2012

OGGI LA SENTENZA

Che cos’è l’eternit?

D mande

A CURA DI VALENTINA ARCOVIO
Oggi è prevista la sentenza per lo storico processo Eternit. Ma che cos'è questo materiale sotto accusa?
L'Eternit è un marchio di fibrocemento a base amianto non più in commercio dal 1994, nonché il nome della ditta che lo produceva. E' stato brevettato dall'austriaco Ludwig Hatschek nel 1901 ed è stato ribattezzato con il nome Eternit (dal latino aeternitas, eternità) per l’elevata resistenza. Nel 1902 il commerciante Alois Steinmann acquista la licenza per la produzione e apre nel 1903, a Niederurnen, la Schweizerische Eternitwerke AG.

Quali sono gli oggetti realizzati con l'eternit?
L'eternit è stato utilizzato nell’edilizia a partire dagli Anni 30. Nel 1915 sono state messe in commercio le famose fioriere. Nel 1928, invece, è partita la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli Anni 70 rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate per tetti e capannoni. Venne impiegato anche in scuole, ospedali, palestre, cinema, oltre che in tutti i settori industriali. Negli Anni 40 e 50 l'eternit trova impiego in parecchi oggetti di uso quotidiano. Il più famoso è probabilmente la sedia da spiaggia di Willy Guhl.

Quando si è iniziato a produrre l'eternit in Italia?
Nel 1907 nacque il primo stabilimento italiano in Piemonte, a Casale Monferrato. La struttura è stata fondata dall'ingegnere italiano Adolfo Mazza, lo stesso che ha costruito nel 1912 la prima macchina per la produzione di tubi a pressione in cemento-amianto. Dal 1907 al 1986, anno della chiusura dello stabilimento, migliaia di persone hanno lavorato per la produzione di questo materiale tossico. Ma quello di Casale Monferrato non è stato l'unico stabilimento Eternit in Italia. Altre fabbriche sono state aperte a Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

Perché è stato necessario così tanto tempo prima di capire che l'eternit è pericoloso?
Già nei primi Anni 60 era noto in tutto il mondo che la polvere di amianto, generata dall'usura dei tetti, provocasse una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico, oltre che asbestosi, malattia polmonare cronica dovuta all'inalazione di fibre di amianto. Nonostante questo si continuò a produrre oggetti in eternit fino al 1986. E solo dal 1992 è vietata in Italia l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione. una valutazione sul numero delle vittime, in quanto la malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni. Il secondo motivo è che il rischio è ancora alto per gli operai impegnati nella manutenzione o nella bonifica. Esempi di manufatti prodotti con l'eternit sono presenti ancora nel nostro Paese e in condizioni precarie per via del deterioramento causato dal tempo. Inoltre, nonostante in Europa l'eternit sia stato messo al bando negli Anni 90, ci sono Paesi dove viene utilizzato, come Russia, Canada, Cina, India, Brasile, Thailandia.

Che cosa si sta facendo per eliminare nel nostro Paese i manufatti prodotti con l'eternit?
Per legge lo smantellamento di tetti o altri manufatti che contengono amianto è obbligatoria solo se si trovano in uno stato di degrado tale da poter formare delle particelle che possono essere inalate. Quindi, ci sono diverse costruzioni ancora non smaltite. In ogni caso la legge vieta di abbandonare nell' ambiente oggetti in fibrocemento a base di amianto o di smaltirli con i normali rifiuti. Nel 1996 è stato predisposto un piano di bonifica territoriale per la deamientizzazione anche dei siti privati.

Come si smaltisce l'eternit e come si bonificano i siti contaminati?
Il lavoro può essere svolto solo da ditte autorizzate. Per prima cosa la ditta deve determinare la presenza di amianto attraverso test di laboratorio su un campione di materiale. Una volta accertata la presenza di amianto, si procede all'incapsulamento, una tecnica di bonifica in cui le superfici delle lastre esposte agli agenti atmosferici vengono trattate con sostanze sintetiche che impediscono il rilascio di polveri. Poi si procede con la rimozione

e lo smaltimento definitivo in apposite discariche.

Ora che cosa si utilizza a posto dell'eternit?
A partire dal 1994 il fibrocemento ha continuato ad essere prodotto, senza però utilizzare l'amianto come materiale di rinforzo. Al posto dell'amianto vengono usate fibre organiche, naturali e sintetiche. Il materiale è stato ribattezzato in Italia come «fibrocemento ecologico»: mantiene le caratteristiche di resistenza originali, ma non è cancerogeno né nella produzione, né nell'utilizzo, né nello smaltimento.

L'allarme eternit è ormai un ricordo del passato?
Purtroppo no, per due motivi. Il primo è che non si riesce a fare

PREZZI TANDEM, NELLE AREE DI DIFFUSIONE INDICATE SUL GIORNALE LOCALE; 1 CON «LA VOCE DI MANTOVA», «PRIMO PIANO MOLISE», «LATINA OGGI»; 1,20 CON «LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO», «IL CORRIERE DI ROMAGNA», «IL CORRIERE MERCANTILE»,

«LA GAZZETTA DEL LUNEDI’». PREZZI ESTERO: FRANCIA, MONACO P., SVIZZERA FRANCESE FRS. 3,00; SVIZZERA TEDESCA FRS. 3,00.

2,00; IRLANDA

2; SLOVENIA

1,34; C. TICINO FRS. 3,00;