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Algebra dell'interpretazione

by admin - http://www.linguaggiodelcorpo.it/ r.ragno@hotmail.it date:2012-01-28

Algebra dell'interpretazione
2011-10-10 18:30:27 By admin

Non sempre quando parliamo pronunciamo le parole correttamente, oppure ci può capitare di invertire l'ordine sintattico della frase o di omettere certi elementi grammaticali. Fin da quando Freud ha scritto "Psicopatologia della vita quotidiana" (1901), sappiamo che questi errori non sono casuali, ma manifestazioni di esigenze inconsce. Molte volte, però, certe espressioni dei nostri interlocutori ci lasciano perplessi pur non rilevando nelle loro parole né un lapsus né un'inversione sintattica né altre violazioni linguistiche vistose. Altre volte, la presenza di un termine ambiguo all'interno di queste frasi ci induce a commenti maliziosi, ma mai penseremmo che le interpretazioni che diamo possano essere letture corrette; eppure, proprio questi enunciati, molto più spesso di quanto non si creda, rivelano realmente quanto trapela. Facciamo un esempio. Due donne sono appena salite su un autobus; una delle due si accinge ad infilare il biglietto nell'obliteratrice, ma il biglietto è piegato e la donna non riesce a timbrarlo. Allora, con il volto inespressivo, dice "neanche a mio marito entra mai". L'altra, non rilevando il potenziale doppio senso della frase (considerata l'appropriatezza del commento), replica che alle volte capita anche a lei. La frase della prima donna ha, in realtà, proprio i connotati del doppio senso, solo che la denotazione sessuale delle sue parole non è riconosciuta né da lei stessa né dall'amica. Potremmo dire, allora, che ci troviamo di fronte a una di quelle comunicazioni che Robert Langs ha definito "plurivoche" (Langs, 1985,1986); dotate, cioè, di due significati che viaggiano paralleli sullo stesso binario sintattico: il primo, quello cosciente, è detto "messaggio manifesto"; il secondo, inconscio, è chiamato "messaggio latente. Per comprendere a fondo la struttura di enunciati del tipo descritto, dobbiamo ora fare una breve parentesi sulla branca della linguistica elaborata da Chomsky, detta "Grammatica Trasformazionale". Senza addentrarci troppo negli elaborati modelli proposti da questa disciplina, ci limitiamo a dire che Noam Chomsky ritiene che le frasi possiedano una duplice "architettura": siano cioè composte da una "struttura superficiale", che è la frase così come viene enunciata o scritta, e da una "struttura profonda" che è, invece, la rappresentazione completa della proposizione. Alle volte, infatti, a causa di determinati processi che lo studioso definisce "generativi", la struttura profonda, nel momento in cui si "concretizza" in struttura superficiale, subisce la trasformazione di alcuni elementi e l'omissione di altri. Un'altra rilevazione della "Grammatica Trasformazionale" è che esistono strutture a metà tra la frase e la parola, chiamate "sintagmi": si tratta delle più piccole aggregazioni linguistiche che possiedano un senso compiuto e sono costituite da elementi lessicali legati fra loro: così, il sintagma nominale è composto dal nome più l'aggettivo o l'articolo che l'accompagna; il sintagma verbale, da un verbo più un aggettivo o un nome, e via dicendo. Ora, prima di tornare al nostro esempio, facciamo un altro appunto. Nella Logica Simbolica

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di essere piccolo.) e potrebbe fungere da simbolismo sessuale in un sogno (un biglietto. ma è duro trovare dei finanziamenti adeguati ". la borsa (quella) può essere realmente un simbolismo sessuale. anche implicitamente. all'inconscio: l'economia energetica (una sorta di "due al prezzo di uno"). presa di per sé . in base ai dettami della Grammatica Trasformazionale. quindi. 3) Chi ha pronunciato la frase deve essere in relazione intime con il soggetto logico della frase. quella di mia moglie invece è stretta e non ci sta tutto". il figlio. In questo caso. allo stesso tempo. cioè la borsa è veramente stretta . potremmo ipotizzare che l'ambiguità sintattica offra all'inconscio l'opportunità di veicolare un secondo messaggio parallelo al primo. Prendiamo a questo punto due frasi che contengano delle parole ambigue (simbolismi) e mettiamo alla prova il modello. Anche "non ci sta tutto". due differenti strutture profonde. Confrontando.non c'è motivo di dubitare delle parole del locutore -. è omesso quindi il "sintagma nominale" (sebbene sia implicito. può essere inteso come un riferimento ad un'azione compiuta con il genitale maschile. Scomponendo le due strutture nei loro singoli elementi. vedremo. inoltre. con cui chi parla è in relazioni intime. i due enunciati. ci troviamo di fronte ad una frase che riporta un doppio significato. Copyright : page 2 / 3 . A) " … E' una larga fetta di mercato quella in cui vogliamo entrare. potrebbe riferirsi anche al SN "il pene". Non viene specificato cosa non entri. per altro è già una metafora. un gommone. cioè "neanche a mio marito entra mai" e analizziamola alla luce dei modelli "presi a prestito" da linguistica e logica. possiamo ritrovare i "canoni" che abbiamo indicato come requisiti per frasi dal "doppio senso": la frase è "vera". il marito. . possiamo ricavare le seguenti regole: 1) un enunciato è VERO se sono vere le condizioni descritte dall'enunciato logico: e cioè. ad un essere umano e deve essere "coerente" con il suo sesso. perciò.ragno@hotmail. lo possiamo applicare alle espressioni del tipo illustrato. è larga per convenzione linguistica e tale è anche il riferimento degli altri simbolismi. e altri simboli fallici o dell'organo genitale femminile). invece. meno soggetto a distorsioni e capacità individuali. La decodifica può dunque diventare un evento riproducibile e preciso. una "fetta di mercato" che. ecc. la moglie. B) " (riempiendo una borsa) … E' proprio capiente. data la presenza fisica del referente . 2) Il simbolismo deve essere attribuito. deve essere: se stesso. Nel primo caso. ne risulta allora schema riprodotto qui sotto.http://www. L'interpretazione dell'inconscio è sempre stata affidata all'esperienza e all'abilità del singolo.it/ r. Riprendiamo quindi la frase "incriminata".cioè al di fuori del contesto -. la frase appare di conseguenza ambigua. e quindi. se l'oggetto tema della proposizione verbale possiede realmente la proprietà attribuitagli ("di non entrare.Algebra dell'interpretazione by admin . si produrrebbe quindi una "condensazione" e verrebbe realizzato anche un altro importante obiettivo "caro". modelli come quello illustrato dimostrano invece come si possano creare dei veri e propri "algoritmi". prendendo come criterio la distinzione tra vero e falso. così da emancipare la psicoanalisi e le discipline affini da etichette come "teoria" o "metafisica".linguaggiodelcorpo. Infine.il biglietto). "quella" è generico e non c'è un riferimento preciso nemmeno per "non ci sta tutto". di essere stretta". d'altra parte. quello).è attribuibile ad una donna. 4) Manca il SN o c'è un SN generico (es. secondo Freud. ecc. Tutto questo grazie ad una struttura superficiale che rappresenti.it date:2012-01-28 consideriamo le proposizioni secondo un doppio binario: vere o false: lo stesso principio. Nel secondo esempio. In definitiva. ecc.