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Marzo 2008 · numero 66

LA CITTÀ COME NON L’AVETE MAI VISTA

SORRIDI, SEI A L.A.
Dove tutti sognano di diventare star, i denti bianchi sono un must

BEIJING A TUTTO ROCK
Nella città olimpica sulle tracce delle band underground

MAURIZIO CATTELAN
ogni cosa e il suo contrario

NUMERO 66

Marzo 2008

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EDITORIALE ICON di Matteo Ragni

16 18
Mensile · Anno VIII, Numero 66 · 03.03.2008 www.urbanmagazine.it / redazione@urbanmagazine.it direttore responsabile Alberto Coretti a.coretti@urbanmagazine.it art direction Maurizio Varotti caposervizio Floriana Cavallo f.cavallo@urbanmagazine.it segretaria di redazione Rosy Settanni r.settanni@urbanmagazine.it presidente Giorgio Valerio amministratore delegato Bruno Lommi marketing manager Giancarlo Piana field manager Carmine Scandale consulenza editoriale Veronica Salaroli

INTERURBANA al telefono con Manuela Parrino di Maurizio Marsico · illustrazione Massimo Basili TRIP di Fabio Sironi PORTFOLIO Green Washing CHINA ROCK di Ciro Cacciola · foto Nicola Longobardi ARTE a cura di Floriana Cavallo DESIGN in collaborazione con design-italia.it L’ESATTO CONTRARIO di Francesca Bonazzoli · foto Cesare Cicardini MUSICA di Paolo Madeddu CONTEMPORARY WITCH foto Pablo Arroyo BODY di Irene Sandri DETAILS di Claudia Gasparini LAB di Irene Sandri

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30 33 34 40 43 53 55 57

URBAN via Valparaiso, 3 · 20144 Milano tel. 02.48.519.718 · fax 02.48.518.852 testata del gruppo City Italia S.P.A. distribuzione Albatros 2001 S.r.l. · 02.45713752 fotolito Mygraph s.r.l. · via S. da Vimercate, 27/5 20128 Milano stampa CSQ · Centro Stampa Quotidiani via dell’Industria 6 · Erbusco BS PUBBLICITÀ Direzione sales manager Augusta Ascolese a.ascolese@urbanmagazine.it key account Alfonso Palmiere a.palmiere@urbanmagazine.it key account Giorgia Fraccapani g.fraccapani@urbanmagazine.it Triveneto Sandro Castelli, Cinzia Fiorini via Trota, 6 · 37121 Verona · 045.8003436 fax 045.8015484 · studiocastelli@email.it in cover: Maurizio Cattelan ritratto da Cesare Cicardini

BIANCHI + BIANCHI 59 di Roberto Croci PER 62 diATTORE Oliva ·OSSESSIONEBerruti Raffaella foto Massimo 67 diLIBRI Topis Marta

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FUORI

AUTOSTOP di Paolo Madeddu · foto Doug Biggert FILM di Sasha Carnevali

NIGHTLIFE di Lorenzo Tiezzi

ULTIMA FERMATA di Enrico Brizzi

URBAN · 11

editoriale

Mai chiesto un passaggio a uno sconosciuto? Prima o poi è capitato a tutti. Già, ma l’autostop è un’altra cosa. Certo, era il modo in cui si viaggiava una quarantina di anni fa: senza spendere una lira e provando a sentirsi veramente come Jack Kerouac in On the road. Ma c’è un aspetto per cui l’autostop torna a essere maledettamente moderno. Spostarsi da un posto all’altro approfittando dei flussi di traffico già in circolazione, senza bruciare ulteriori energie, vuol dire muoversi a impatto zero. Così in questo numero di Urban abbiamo deciso di alzare il pollice anche noi. Il primo a fermarsi è stato Maurizio Cattelan che era diretto a Bregenz per inaugurare la sua ultima mostra. Poi è stata la volta delle rock band emergenti cinesi, che ci hanno fatto scoprire una Pechino davvero underground. Un altro passaggio ce l’ha dato Elio Germano, scarrozzandoci per la Roma che più ama. Alla fine in qualche modo ci siamo trovati imbottigliati nel traffico di Los Angeles: guardando i nostri vicini di coda ci siamo accorti che, oltre a respirare un’aria pestilenziale, nella città degli angeli tutti hanno i denti incredibilmente bianchi!

hanno collaborato con noi Pablo Arroyo · Massimo Basili · Massimo Berruti · Enrico Brizzi · Francesca Bonazzoli · Bruno Boveri · Ciro Cacciola · Sasha Carnevali · Cesare Cicardini · Ludovica Codecasa · Roberto Croci · design-italia.it · Claudia Gasparini · Nicola Longobardi · Paolo Madeddu · Maurizio Marsico · Cinzia Negherbon · Raffaella Oliva · Mirta Oregna · Leo Rieser · Francesca Roveda · Laura Ruggieri · Irene Sandri · Fabio Sironi · Lorenzo Tiezzi · Marta Topis URBAN · 13

© Doug Biggert / L’Oeil Ouvert

STRANI INCONTRI

eye L’OGGETTO DEL MESE SCELTO DA MATTEO RAGNI IL KEBAB Il piacere della carne a un prezzo popolare… da fare invidia a McDonald’s! Un’invasione silente e piccante di spiedoni che stanno popolando le nostre aree urbane. Una città che cambia. Premiato con il Compasso d’Oro nel 2001 per la posata multiuso biodegradabile Moscardino. ha recentemente vinto il Wallpaper Design Award 2008 grazie alla lampada da tavolo Leti per Danese. un luogo dove è ancora possibile l’integrazione tra diverse culture e religioni. URBAN · 15 . partendo dalla periferia per arrivarne al cuore. anche se solo per il tempo di un panino! Matteo Ragni è tra i più interessanti giovani designer italiani.

americani. Ci accomuna lo stesso tipo di attitudine nei suoi confronti.. purtroppo ancora no.. meglio scordarsela. Brutti. ha vissuto a Pavia. francesi. impazzisci. # Dove vivi? In un compound diplomatico dall’architettura orribile ma molto funzionale alla mia vita. # Cosa dai per scontato? La baby sitter di mio figlio. # Com’è vivere in mezzo a 15 milioni di cinesi? All’inizio è stato difficile. che fanno i lavori più disparati. Un mondo a parte. # Hai un tuo angolo segreto? Il RiTan Park di fianco a casa mia è l’immagine di Pechino che più mi piace portarmi dietro. sopravvivere nel traffico. poi a New York. adesso ci sto benissimo e a volte penso addirittura che sia più facile che vivere a Milano. poi a Gerusalemme e infine da quattro anni vive a Pechino. dove trovo tutti i film che non posso vedere al cinema perché non li proiettano. così quando gli hanno offerto di venire a PE CHI NO Testo: Maurizio Marsico · Illustrazione: Massimo Basili Pechino ci siamo trasferiti. inglesi. # Sogni in italiano o in cinese? In italiano e in inglese.eye # Perché sei a Pechino? Perché lavoro come free-lance e seguo un marito che ha un lavoro più stabile del mio in giro per il mondo. ballare. austriaci. un’altra volta perché non lo avevo vestito abbastanza e un’altra volta ancora perché non indossavo i guanti. # Qual è la cosa che più ti affascina della città? La sua energia. Adesso però in occasione delle Olimpiadi stanno costruendo anche qualcosa di decente. fare tai chi e altro senza alcuna vergogna. australiani. I cinesi guidano come dei napoletani che hanno preso la patente da una settimana e se fai come i miei amici anglosassoni. È necessario fare il prima possibile l’abitudine a un tipo di mentalità completamente diversa dalla nostra con cui ci si scontra. un’oasi lontana dalla dimensione caotica che tutto pervade. Le parti antiche e belle devi andartele a scovare. Sia a noi sia ai cinesi piace molto stare a tavola e addirittura parlare di cibo mentre si è seduti. # Chi frequenti? Amici cinesi. Quando guido. neozelandesi. Un luogo che mi rilassa. # Ricorri spesso alla tua italianità oppure no. # Hai un negozio. un club o altro che ami particolarmente? Tom dvd. dove mi diverte osservare i cinesi cantare. La lingua. nelle piccole cose. ligi al codice della strada e alla segnaletica. # Che cosa invece odi? Facile. # È più bello arrivare o scappare da Pechino? Arrivare non è bello perché la città è brutta. # Cosa cambieresti? Molti palazzi di questa città. gli odori e i modi di fare sembrano ostacoli insormontabili. ogni tanto mi piace scappare per andare al mare. un ristorante. sono per lo più grandi viali e grandi palazzi. in cinese. 16 · URBAN . micronesiani. Lavora come giornalista e ha aperto da tre mesi una galleria di design insieme a due amiche cinesi. l’inquinamento e il traffico. è l’unico modo per *Manuela Parrino è nata a Milano. Per i cinesi il senso del pudore è molto differente da noi occidentali. Un lembo di pelle scoperta li fa andare fuori di testa. soprattutto. dove adoro andare a mangiare i jiaozi (ravioli) la domenica. Io per esempio sono stata sgridata terribilmente da una signora per aver portato fuori mio figlio a pochi giorni dalla nascita. # Ma qual è il vero punto d’incontro tra la cultura italiana e quella cinese? Il cibo. Din tai fung.

rra ua le n l AG la H fa nn o PE ch e CO zz i N EN LI eye VE R PO O L N EW YO R K ST O CC O LM A 18 · URBAN . v e cu rim to: dri sta ta asi rio Ra dal no gr in si. . der rd ag o i mp a s un fa in sto da emb la se s. m ion bo rio ra da en ati rat sa m u s da ori erc olo u di ol p n ed iat ì a ti ci tt à O N N Ø OR ST M w w ER A w B N . c no e” bl si ser .c ssi N en 2 o pa om iù i d ca ssi da ght .c ET tas an ch assa so ura sta t. in co an te: ta lie At q ton e N e p nt tiv ue e no aj i p o sto e st O rim iù già n lin alg lea i O ass d ego o. es. u ar lli St om cu ch no ie al lo . a Cl e d ra ett zzi va et ce n . riá gat . i uo e s 8. f ud m pi ou or ni ra ad at ed r. coto all’ an pa d e il itan nsrn i pi cuc e ta are I p ne imp che ’el tag o a ata ù i s u i ef l l iù i . pi e n sco e i ebb nu pe le ell da op ttr eg lta Fa ra ov r t eu ’E 50 pin ice li s ot b F io. i ris a gi i u po a a m co si ch ov na t e S erc n pu ia an v s tr ati tad ò m pe i c olta e p eet no in a rch re . E w IN N sar l di pac Ma o i d . Il ngi é t ativ rim rio me ren bi are utt i. S a L or d ar 10 : n el e. i on i zo -1 el ez la cu d . C ww SH AR o t . era ella nti lo g a n ha Ci cro del lam la sc e an .E EN co 70 H po ada pen rbro pe A un i si a d ha ga G nh EN Ad o s son ue gen de 7 ag en de ess tud o a pa . sa S i s V ich e i M es ett uo el e. na a. lalp 7 AR esp o v fe ar G ten er ca ad rm g AT at ate co nap rill tem furo ER a ra n a as reg Ja .c Ra m e in en A um om m ill ju v te gia Al e pa bla e v ta e ers di to Ad r s a 1 io m t cl d p i r e al a sa e M assic orm ella ita u egis nda por nni to u t n a o an cit no tra i u to Ci n ha ovit rcel desi n C tà. a a t a s i i Co pian e. (d sce o N in il en fe ar TO ST all gli ri ew g b im rm ne N e a v er a s at st S SE e n u Yo Dis llo già a se TR W ch si p ita 14 w E N e f uò b on mis rk.st TU rm o: re L at lin eti LS a ea ns ST D H ico St or ro toc RA ns ss kh N oc no èm c tu a. dra ell uo o le ae la le o la stà M e do in Fe an dal c. p rop . n a f ta an i c la. iss rasc rop uro ste g ( “di paz tim our l’al imo orr ea pa rli du co i p a m m be H erc ne e rt ub u os rgo ar i . c . sh da assa argi Fra id 35 . n ria col ne od ra fi . ici ri. ol D m 4 ll fra eg olm che . b a ci rca de stro ne i i v ott del si d tin l’a t è l ri en egh tur ev o i tti se sto di e ism e p nd vit m ra tor di o à a pre nt i v ab o d arag or-o m ap e co eng iti v i m ona ut età er pe o in as re do m to ( rto no s tag sa. en a G ssi d nirs zep ha rna o ue al i d p rip te ch rra la el a. . b o il di tutte nch rn C pert not re l’ itolo ngh 5 uo pa Sh . 7. la za i sto ssi i di ne p nel o vi o i ri tto el : d ma m ffa nv jea iù gio dell ene dell cam ni. d en tti de ici ca) o a d a i in i B . da i m ans tern fars i bo re d enza to). d lla le a 6 iseg che 0 na eu ti ro . A per sse il t d’I 39 ue. N 0 . D dei zion n te . sa sh . e 0 eri y ro A no e) om co sta pe r di Fabio Sironi B AR di ff er en za . M il dai g.In di S H TR w OR EE M ww NS T fe etr . h i p ue ’ n br luxu eatl è alm a 11 rimi ass r es. m fo sh à eg a m fie en rn opp non nat rke elti lds tre iti in s i d t d ng . a lo er t al d e zio zo . il l ar ba ri H N AR w OR D w TH D w . . di 0 me per do zz lla a ri. I ne na nes e p re et an citu e al la d dere tub il tip com l ser del t Se ron ch re co iff tu o o m vi le wn ti je in e .se lio a. M 008 è ri de u me (e qu H ag pu nat pr m n’op re: dove el C otel ari ò e a e esse d arz era in a ave . a ico en 17 ort ala cin bb que ria ne ia ri o ai si 00 an da em ric st se nz e G gg pe tro m ti co a a. E : su i gi l C mo llo 10 pro dop lla q oiel amd sfer sia S -2 do o ua li d en a d pi 4) tti lo lit is M a tal . il rip i. o e o lu o d tan occ d ilt ste n cc an lt gg b a d as i c er rli o s he no re i s do l 1 o n ion ap ra ne pe tto n ch i a v ° f el e ita e d . a pr raf mpi ntu det ante io pr or m U op fin eg ra tag : ez at e n ria at ato de li zi i c no no fi i p n ll pa i v d rm rm os el e rto uo i m a a so le no le ez le p in no da anc z’or aio un 17 he a.la R ro m AV AL : l a IN A D in nu Y L op ea a Ó P pr o ep a 4. n p d n v se so ien i d ue o r ec mp no tem ell pa ifor chia io to . c’e nqu pez da nn à 20 Wa gn ope en più e.e G E k t M L C AM w AR A M ww TE NU et .h JO AY Er ar H S au dd N N in ay S IG ter na de a sn TR HT ig EE H un lla .n R N D or O C m GA O di a Ø an D P str Co ste n.c di sign o o io d vvi ssi d egl è pa om i s c N s de lm et ro 83 in :l in d 1 on ea W M os C A E A co ea sare i son do . M dell ht T O cu a e D we lt a c ho TE ay ek u de itt te pa s ra ss à p L l. tt id ai t zi pos de pe ant ui em o a so lla r e a.D al le CE LL A co te e nc pe ma oro a b mit mo arel nsar nca mo sab ase ato da le d e a l’at de ato di . ay i u ss i u di di ri q ntr cer di n Va til K tu u i d ti. ro e s C ca m co p ua iv tte od n s ost m ile. I elab to in che. atr ra u ant zo d l d o l 0 n no nh tr i un o. tric di E be th n.

Qualcosa che determina la qualità della vita. Ma al di là di come ciascuno la pensi. 150 X 80 Courtesy dell’artista GREENWASHING Potrebbe anche darsi che con il global warming noi abitanti del pianeta c’entriamo poco o niente. 2007 olio su tela. Potrebbe anche darsi che le fonti alternative siano fumo negli occhi grazie a cui qualcuno fa un sacco di soldi. concetti come ecologia e ambientalismo appaiono ormai passati e inadatti a comprendere la complessità del pianeta. che per quanto ci affanniamo a bruciare idrocarburi l’anidride carbonica da noi prodotta pesi nell’atmosfera in maniera poco significativa rispetto a quella di origine naturale. Potrebbe anche darsi. Come sembrano suggerire alcuni artisti della mostra Greenwashing alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino fino all’11 maggio. il rapporto con il verde e la natura riguarda tutti in prima persona. URBAN · 21 . È qualcosa di atavico e nello stesso tempo di estremamente contemporaneo. di cui non si può non tenere conto pensando al presente e al futuro. come sostengono gli ecoscettici.Portfolio Ettore Favini ‘m ‘m green.

2004 22 · URBAN URBAN · 23 .Portfolio Portfolio Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla Landmark. The Modern Institute Courtesy dell’artista e The Modern Institute Simon Starling Tabernas Desert Run. 2006 Digital c-print Courtesy dell’artista e della Galerie Chantal Crousel Veduta dell’installazione Glasgow.

2007 24 · URBAN URBAN · 25 . Napoli Sergio Vega Paradise on fire.Portfolio Portfolio Maria Thereza Alves What is the Color of a German Rose?. 2005 Video Courtesy dell’artista Stampa inkjet Courtesy dell’artista e Umberto di Marino Arte Contemporanea.

Nell’immaginario etimologico dei cinesi Pechino è la capitale del nord. delle mode più alternative e trasgressive. dove la musica dal vivo non smette mai e gli stranieri sono i benvenuti. inclusa Shanghai. produrre musica. ricca di contraddizioni. e ricca. cambiar vita. la metropolitana che strapperà il primato chilometrico a quella di Londra. come accade anche in molti quartieri italiani. Si concentrano nelle zone più economiche e trasformano vecchi locali in club fumosi e pieni di alcol. dei nuovi fermenti musicali. sono proprio i ‘fuori sede’. la Commissione per la Pianificazione Urbanistica con il progetto che prevede la costruzione di sei autostrade sotterranee. liberi di abitare da soli. E. escludendo al massimo un po’ di ravioli fritti e qualche involtino primavera. Ergo: tutto il mondo nel 2008 guarderà a Pechino. trovare lavoro. l’Ultimo Imperatore e Mao.tribù underground pechino Il pop è out. l’Opera e persino Marco Polo. seppellisce il passato e costruisce incessantemente il futuro. i maggiori responsabili delle nuove avanguardie. fare nuove esperienze. ricca. Ogni anno migliaia di giovani. La Pechino underground. T URBAN · 27 . Perché Pechino è una città immensa. Il rock è il verbo. da ogni parte del paese. È una delle tante Pechino. La ventinovesima Olimpiade si terrà a Pechino. Sillogismo inevitabile. una metropoli che si allarga a dismisura. l’architettura tradizionale e i nuovi grattacieli. divisa a metà fra sopraggiunto benessere economico e povertà crescente. senza dimenticare accenni al mitico idioma Mandarino e alle tante “varie ed eventuali”. I media ci tartasseranno con il tasso di crescita dell’economia in Cina. fare musica. le nuove infrastrutture. E intanto ogni giorno nasce una nuova band Testo: Ciro Cacciola Foto: Nicola Longobardi / emblema utto il mondo segue le Olimpiadi. quattordici milioni di abitanti di cui sette e mezzo concentrati nei quartieri storici. Arrivano dalle campagne liquide di riso e risaie perché vogliono studiare musica. ragazzi e ragazze lontani dallo sguardo vigile dei genitori. vi si trasferiscono per studiare. la Città Proibita e Gong Li. A Pechino Sid Vicious è più noto di Michael Jackson.

k c o r a URBAN · 29 28 · URBAN . a ridosso della Midi School. la paura e l’impotenza di fronte alle rigide leggi governative (nessuno dimentica la pacifica dimostrazione del 1989 soffocata nel sangue) azzerano ogni sentimento di ribellione politica. un lavoro ispirato a demo band tipo Rites of Spring. il rock è il verbo. kou è bocca). All’interno del gruppo ci sono musicisti sia cinesi sia giapponesi / Una ragazza studia chitarra all’interno della Midi School of Music La maggior parte dei gruppi canta in cinese e spesso non parla affatto l’inglese. decolorati. spille da balia. se le canzoni sono a sfondo politico. L’atmosfera di eccitazione e ribellione che aveva caratterizzato i primi anni di punk cinese. Musicisti e cantanti si impegnano soprattutto su questo. o per quella carnagione giallopallida che viene fuori qua e là. potremmo essere a Londra. I Sex Pistols in questo pezzo di Cina sembrano essere assai più famosi e influenti dei Beatles o di Michael Jackson. che si può tradurre come incrocio a cinque strade (wu sta per 5. molto qualificata. e spesso non parla affatto l’inglese. ma la scuola è ben organizzata. Non fosse per la quantità di occhi a mandorla. i rapporti con gli stranieri diventano più semplici La sala prove Jin Na Xu: all’interno ci lavorano ragazzi che studiano musica / I TooKoo sono uno dei gruppi di Pechino più famosi. Con tutto il rispetto. Al massimo. dove si studia musica e attorno alla quale ci sono tutte case per studenti. le band si preoccupano principalmente della tecnologia. Bisogna adeguarsi. Intendiamoci: i ragazzi di cui stiamo parlando non sono di estrazione popolare. Al loro attivo hanno diversi cd e concerti The Fire Balloon. piuttosto periferico. all’interno dei vicoli di Pechino. il nuovo punk è sempre più duro e chi può segue e si diverte. e poter contare sul plusvalore di una moneta straniera con maggiore potere d’acquisto rende affascinante anche il più insignificante degli occidentali. A Pechino. anche dell’amor straniero. il governo non ne autorizza l’esecuzione. non ultime. Andare contro il governo non funziona. seguire con fiducia e positività i miglioramenti della situazione economica. Così lontana. La comunicazione con gli stranieri fuori dai club infatti è complicata. tutte formazioni indie che dominarono la scena rock a Washington verso la metà degli Ottanta. Embrace. Fire Party. Più che dei contenuti. Le sale di registrazione si trovano dall’altra parte della città. o per quella carnagione ingiallita e pallida che viene fuori qua e là. potremmo essere a Londra. Il livello tecnico di queste sale è altissimo. nei quartieri in via di estinzione che scompaiono per fare spazio ai nuovi building verticali. una sorta di Conservatorio. così Pechino. One Last Wish. aggiornatissimo. il coraggio della denuncia nei testi delle canzoni sono quasi del tutto scomparsi. come il D-22) si chiama Wu Dào Kou. L’amore per la musica però viene prima di tutto. fumosi e affollatissimi. Così le vecchie band si riciclano. Ma durante i party. fine anni Settanta. neanche se la band è di quelle ormai più conosciute e con un bel po’ di concerti al mese già fissati. a un party starring sua maestà Sid Vicious “figo”. la diffusione – attraverso i mass media e la pubblicità – di un ottimismo corretto e. in un party starring sua maestà Sid Vicious o quel matto devastatissimo di Johnny Rotten: capelli a cresta. e sono ormai decine le band venute fuori negli ultimi anni.tribù underground L’effetto déjà vu è forte. Anche perché. viverci costa tantissimo. Una delle band più celebri è quella dei Tookoo. dopo un paio di birre (in cima alle preferenze alcoliche dei giovani pechinesi). infatti. Per potersi permettere un’istruzione superiore come quella offerta dalla Midi School significa che hanno alle spalle famiglie in grado di sostenerli economicamente. squarci e tatuaggi dappertutto. ma durante i party. Non è un posto pechino I Surprise. variopinti. Ma i Tookoo sono piuttosto un’eccezione. si può giocare a trasgredire. soprattutto perché. la crescita (relativa) dei livelli salariali e (per alcuni) della qualità della vita. aiuta a capire quali sono i gruppi più seguiti. e il genere di lifestyle e di look è esattamente quello che ci si aspetta. spesso con mezzanino fornito di paniere con funicella perpendicolare al bar per le ordinazioni dal piano di sopra. fine anni Settanta. punk band locale. e poi naturalmente a lavorare. una band di studenti della Midi School of Music / Un’aula di musica all’interno della scuola: uno studente ripassa la lezione. i rapporti diventano più semplici e fidanzarsi con uno o una straniera può avere per un giovane (musicista) cinese anche la valenza di una vita più semplice dal punto di vista economico. dopo un paio di birre. Saranno famose? That’s Beijing. i cosiddetti hútòng. quattro ragazzi under 25 che cantano in inglese e che sono diventati popolarissimi dopo la pubblicazione nel 2001 di quello che essi stessi definiscono il loro primo underground album dal titolo VIVA! VIVA! VIVA!. o quelli che stanno circolando di più al momento. perché fare il musicista non dà loro abbastanza per poter vivere. Heavy rock? Non fosse per la quantità di occhi a mandorla. per valide ragioni di mercato. anzi. o dei testi delle canzoni. delle qualità tecniche delle loro produzioni e dei live. Le in h c band passano un sacco di tempo a suonare e a registrare (occupare una sala di registrazione per fortuna è ancora molto economico). la rivista degli eventi in città. nelle zone della città vecchia. Lo sviluppo economico del paese. Perché anche a Pechino ormai i soldi non bastano mai. Durante i concerti punk i ragazzi iniziano a ballare pogando / La ZC Girl Band. La zona con il maggior numero di punk club (tutti piccoli. formazione rock di Pechino tutta al femminile I Caffè-in sono una band famosa a Pechino. il pop è out. dao è strada. La maggior parte dei gruppi canta in cinese. Il modello occidentale è devastante.

www. incontro Bill owens per la prima volta. Our Kind of People. viene pubblicato a marzo da damiani editore 30 · URBAN URBAN · 31 Shots from the Taxi Cab. una cantina sociale. gli abiti. del vino. È spesso capitato che il “dove” abbia suggerito. acciaio. dove i giovani guerrieri dall’abbagliante e spietata bellezza sono impegnati con armi giocattolo in una guerra metropolitana finta ed estetizzante. La formula ha avuto successo tanto che il gruppo composto da Tatiana Arzamasova. Arrivo a Hayward. 2008 LatO 4 Project B Contemporary art. dal nome dell’urbanista che ideò il sistema americano delle suburbia – processo di costruzione in massa di case seriali nelle zone meno popolate. nella periferia californiana della Bay Area. lo accontento e iniziamo la maratona. gli accessori. la saccheggiano a man bassa.arte a cura di Floriana Cavallo come lA vedoNo UN cRitico. www. inizio a lavorare direttamente al suo archivio. Francesca Bonazzoli selF PoRtRAit di velasco vitali WHO: Velasco Vitali. nome (e cognome) vero. Lev Evzovich. dal 13 marzo a fine aprile. dinamico e leggermente insofferente. una distilleria. installazione. dopo una serie di progetti insieme.T on d o# 12 modena. 1968 © Bill owens. definito. Leisure). mi presenta alla famiglia. curatrice archivio Bill owens il volume Bill Owens. al Testaccio. con sguardo schietto e ravvicinato ha collezionato le immagini del sogno americano anni ’70. e inizia la prima rivista American Brewer Magazine. Tond o #23 . è giunto lo sfratto di un mio studio in città. Gli ambienti. E a questo sono arrivato. tre studi (e lavoro sempre in quello sbagliato).macro. fin dal furto della Gioconda.. composizioni ampie e. UN cURAtoRe e UN ARtistA Altamont. sculture e video come Last Riot. via Borgonuovo 3. invece. a documentare il fenomeno della grande migrazione verso le coste del Favoloso West. lo scatto rapido. due figli. Dovessi ricominciare resto sull’acquarello: adoro il paesaggio. lo scandaloso autore dei Fiori del male. Via di fuga verso Sud. owens guarda e racconta: lui era là. avvenuto nel 1911. dove quadri e altre sculture completano il mio nuovo progetto LATO 4. insieme ripercorriamo le “levitt towns”. mi fa visitare i suoi luoghi. WHat: Propendo per “where” più che per “what”. WHY: Ho disegnato molto perché da grande ho sempre voluto fare il pittore. delle gallerie e dei musei americani. distante dai palcoscenici delle grandi opening. Perciò nei due giorni che precedono la sua mostra mi sovrasta di richieste: vuole vedere la città. Questa vita apparentemente “sommersa”. che ispirò la pubblicità di lucchetti più sicuri di quelli del Louvre.. la periferia (the italian suburbia. bronzo. Las tR io t LATO 4. come sono ormai diventate anche le loro relazioni nella vita: più virtuali che vere. in quegli anni si dedica all’editoria. con qualche seria distrazione verso la scultura: ferro. a Bellano. Il paradiso verde. mai un’esitazione o una pausa.. REASON WHY parola di curatore! . oltre a questo. senza sangue né sudore. in set studiati e artificiali. la prima birreria con prodotti distillati in proprio.eu Claudia Zanfi. milano Macro Future piazza Giustiniani 4.museum aes+F. salubre rifugio da oltre dieci anni. che raccoglie 150 scatti di cui alcuni inediti. courtesy damiani editore | amAZelab. fino all’imitazione pedissequa. rendono Bill owens e il suo lavoro ancora più straordinari. giovani adolescenti reclutati attraverso agenzie di modelli. il “cosa”. mi trovo di fronte un simpatico 60enne americano. rispecchiano l’appartenenza a quella “middle class” americana che ha reso Bill owens uno dei maggiori fotografi sul tema della società e della periferia. sul Lago di Como e qui continuo a vivere. In mostra fotografie.roma. con grandi tele e paesaggi.). curioso. nella sede sperimentale chiamata Future. il paradiso verde Che farebbero moda e pubblicità senza l’aiuto dell’arte? Da sempre. 1967-68 la guerra di plastica Last Riot. dove le foschie evaporano al sole di Ragusa. Nonostante i grandi successi di libri come Suburbia e una serie incisiva di lavori fotografici degli anni ’70 (Working.projectb. una moglie. e nel caso della mia prossima mostra a Milano il “dove” è il Monumento a Sandro Pertini di Aldo Rossi su cui alcune mie sculture vivranno a pochi passi dallo spazio ProjectB. pubblica libri autoprodotti quali Documentary Photography: a personal view e Publish Your Photo Book. che recita: “Il Paradiso verde degli infantili amori”. Evgeny Svyatsky e Vladimir Fridkes è stato invitato anche all’ultima Biennale di Venezia a rappresentare la Russia e ora al Macro. E che dire dei tessuti stampati con le ninfee di Monet per Balenciaga. cemento. fa esattamente il contrario: si ispira. la vendemmia. persino le acconciature. alle immagini patinate delle pubblicità di moda mettendo in scena e in posa. la lavorazione dell’uva. del David di Michelangelo che indossa i jeans Levi’s o dell’ultima campagna Vodafone dove l’immagine di un ragazzo seduto sul tetto di un edificio col lap top cita un lavoro di Maurizio Cattelan? Il gruppo di artisti russi AES+F. owens è elettrizzato come un ragazzino: mi accoglie. Forse vagherò per il 2008 per le vie (anche in preparazione di un libro dedicato a Milano) prestando attenzione ai cartelli “Affittasi”. segno dei tempi. Milano.. nonostante l’insofferenza provata negli anni. owens abbandona la fotografia come professionista (perché non gli permette di mantenere dignitosamente la famiglia) e nel 1983 decide di aprire the Buffalo Bill’s Brewery. infatti. la campagna. lo osservo fotografare: lo sguardo attento. WHere: Vivo dove sono nato. nonostante il dubbio – borgesianamente parlando – che l’irritazione fosse in me già prima di nascere. Titolo della rassegna. figure e ritratti. Spesso sono a Milano anche se.. da un verso di Charles Baudelaire. settembre 2000. dopo avere dedicato mesi allo studio del suo lavoro fotografico e alla compilazione della sua lunga e intricata biografia (mai pubblicata in italiano prima). owens non ama le pause e i tempi morti: ritiene che siano uno spreco nella nostra già breve vita. Roma fino al 27 aprile.

it RON ARAD: VARIAZIONI SUL TEMA Tra i pezzi forti di Ron Arad. sono l’ultima alternativa a tappezzerie e carta da parati. arredi. celebre per le cartellette leggere e trasparenti e gli zainetti urbani in tessuto senza cuciture. la Family Lamp è stata presentata all’ultima edizione di Miami Design dalla Albion Gallery di Londra. senza colla né operai. Da Tokyo. www. tra tinte pastello e colori fluo.silviastickers. La versione piccola è un prototipo da cui verranno prodotti pezzi in edizione limitata. Si trovano da Jannelli&Volpi.com INTERIOR DESIGN FAI-DA-TE Semplici da applicare e facili da togliere in qualsiasi momento: i SilviaStickers Easy Wallpaper personalizzano ambienti e superfici con oltre 60 motivi diversi ispirati alla natura e all’oriente. www.designlibrary. mentre la grande è un esemplare unico. Ha disegnato elettrodomestici. il team di creativi di Rotterdam costituito nel 1995 da Joep van Lieshout: tra arte contemporanea e design. Tel: 02-6554731 URBAN · 33 .it GIGANTI DI LUCE La ricerca delle origini e il ritorno al “primitivo della materia” si fondono nella lampada firmata Atelier Van Lieshout.DESIGN DETTAGLI NON TRASCURABILI in collaborazione con design-italia. Nati da un’idea della decoratrice di interni milanese Silvia Massa. Si applicano e si tolgono in cinque minuti. lampade e ha fondato il marchio MH Way. le sedute Blo Void e Oh Void si vestono di nuovi materiali. arriva a Milano dove apre un proprio studio nel 1968 (auguri per i suoi 40 anni italiani!). dove ha disegnato per Seiko gli orologi per i Giochi Olimpici del 1964. Stilizzazione di una famiglia felicemente imperfetta. www. Sono in mostra da Post Design a Milano fino al 31 marzo: in alluminio anodizzato lucido e lamiera intrecciata e in edizione limitata. sono caratterizzate da forme uniche che giocano tra il concavo e il convesso e sono impreziosite da inedite sfumature cromatiche ottenute grazie a uno speciale processo segreto di colorazione. Vagamente antropomorfa. rappresenta una madre che tiene per mano tre figli.ateliervanlieshout. quasi una scultura in resina e fibra di vetro.com MAKIO HASUIKE IN DESIGN LIBRARY Il 13 marzo la serie di incontri i Giovedì del Design alla Design Library di via Savona 11 a Milano ospita il progettista Makio Hasuike.

Ma è bastato estrarre un taccuino per farlo scomparire Testo: Francesca Bonazzoli · Foto: Cesare Cicardini L 34 · URBAN ’ E S A T T O O I R A R T N O C URBAN · 35 . tutto un susseguirsi di battute. Quando inizia a parlare è un fiume in piena. Per questo lo abbiamo inseguito fino a Bregenz. trappole. dove ha inaugurato la sua ultima mostra. nonsense.spiriti geniali in mostra M A U R I Z I O N A L E T TA C Una non intervista.

La mostra finalmente c’era. parla. Altre volte ha risposto rubando le parole di un altro intervistato. Allora. forse all’ultimo momento. è vuoto. le ha letteralmente copiate e lo sprovveduto giornalista ha fatto la figura dello scemo. al culmine di una ripida gradinata di cemento che ricorda la salita a un calvario. Foto: Markus Tretter © Maurizio Cattelan. poi perché il suo mutismo. e anche il più pazzo. a un povero giornalista rivela che “l’arte è una questione di coincidenze e ritmi lenti. trappole. Eppure mi ero illusa che. con battute. ma idee proprio non ne aveva. sotto le icone colorate. Foto: Markus Tretter © Maurizio Cattelan. ma niente da fare: davanti a me lo schermo del computer. 2007. parla tantissimo. di quando ancora parlava. e ha traslocato l’intero malloppo al De Appel. il suo lato più privato esposto senza pudore in Caos Calmo. vediamo. entrava e rimaneva interdetto. e appena tiro fuori foglio e penna per fissarne qualcuna. come la vita”. muto e ostinato. E invece niente: primo perché Cattelan non si è ancora spogliato. Kunsthaus Bregenz felice e rilassato come nelle piscine che ama frequentare dovunque si trovi. ovvero strampalato. certo. fregandosene di pagare il tributo al suo geniaccio sregolato. era l’ultimo giorno utile per allestire la mostra in programma al centro per l’arte contemporanea De Appel. senza un’idea di come riempire le stanze del centro per l’arte contemporanea del Castello di Rivara. a un altro “l’arte funziona da acceleratore: concentra la vita in un’immagine”. Un mantra ripetuto da mesi a tutti i giornalisti simile a quello. una ragazza bionda pende dallo stipite di una porta. Il colpo è da maestro Untitled. è entrato in un’altra galleria. vedeva l’opera: una corda di lenzuola bianche annodate che pendeva da una finestra del museo. recitato da Nanni Moretti. chissà. Il pubblico comprava il biglietto. bene o male il pezzo lo tirerei fuori. In fondo è ancora lui a suggerirlo: era ad Amsterdam. contrariamente a quello teorizzato dall’autore di Palombella Rossa – “La vita di un uomo viene sporcata per sempre se qualcuno ne parla su un settimanale” – non ha nulla a che fare con la reputazione. sul tavolo il taccuino degli appunti è immacolato e il registratore tace. nel 1996 lui fece proprio così: le lasciò vuote. guardo e riguardo. se volete farvi del male: in una asserisce “Il mio lavoro ha sempre avuto una componente narrativa”. mi parla persino delle opere esposte. Cerco di ricapitolare per l’ennesima volta. in realtà. 2007. Il mutismo di Cattelan ha a che fare con il suo personale divertimento perché lui. di notte. anche se lui mi aveva avvertita: le foto sì. Risponde anche alle domande. L’ho inseguito fino in Austria. compreso i telefoni. Kunsthaus Bregenz Dunque. Kunsthaus Bregenz 36 · URBAN URBAN · 37 . la strategia d’immagine o la posa intellettuale. ma con essa arrivò anche la polizia. a Bregenz come a Monaco. 2007. Magari fossi Cattelan! Ma a parte che a lui tutto è permesso perché è un artista. Foto: Markus Tretter © Maurizio Cattelan. Così eccomi qua a sospirare: magari fossi Cattelan e potessi fare come lui! Non consegnare il pezzo e lasciare le pagine bianche. Andate a leggerle. ovvero quello che era rimasto della fuga dell’artista ribellatosi al suo compito. Nella mia situazione. ironico e istrionico. ma a modo suo. la testa reclinata e le braccia aperte come in croce. in un’altra “Non mi interessa la narrazione: mi piace arrivare dritto alla fine”. Chi invece era rimasto fuori. Ecco il bilancio fallimentare del mio incontro con Maurizio Cattelan nella Kunsthaus di Bregenz in occasione della sua personale che si concluderà il 24 marzo. Potrei anche andare su internet e copiare altre interviste: tutta roba vecchia. nonsense. a Milano e a New York (le città dove vive). però niente intervista. ha rubato tutto. io nemmeno potrei rubarla una sua intervista. avrebbe ceduto come Moretti crollato davanti al domandone impertinente sul “fattore C”. ma con un po’ di taglia e incolla. Varcata la soglia. si allontana per interpretare la sua parte di guitto sotto l’obiettivo del fotografo dove sguazza Untitled. “non te la do l’intervista”.spiriti geniali in mostra All. i tavoli. i fax.

Complimenti! Anche alla Biennale di Venezia del 2001. Ma l’effetto è ancora più forte di quello suscitato nel 1999 alla Royal Academy di Londra da La nona ora. al culmine di una ripida gradinata di cemento che ricorda la salita a un calvario. Salendo al primo piano. lindo. altra statua di un bambino inginocchiato in preghiera di spalle e che nasconde all’osservatore la faccia di Hitler. Ma non è ancora finita: in fondo al salone si apre una porta. dove tutti sgomitavano per avere un posto al sole della tre giorni di vernissage. passava per la città provinciale che nel giro di 24 ore rimuoveva l’opera d’arte di uno degli artisti più quotati al mondo. Cattelan stava a godersi lo spettacolo mentre Milano. una vena oscura che arriva direttamente dall’infanzia: lo scoiattolo suicida (Bidibibodibiboo del 1996) su un tavolo di formica gialla di una cucina. per raggiungere l’enorme scritta “Hollywood” fatta installare sulla cima. lui spiazzò tutti e spostò il vero evento vip da un’altra parte: prese una trentina dei collezionisti più danarosi e snob del mondo. vuoto. Ebbene. in mezzo a loro. la testa reclinata e le braccia aperte come in croce. Scompigliare tutto è il suo imperativo. Come tutti gli spiriti beffardi. Salendo ancora di un piano ecco nove morti coperti da un lenzuolo. versione miniaturizzata di quella della casa dove abitava da bambino. Le membra di alcuni sono scomposte. Sconcertare e scappare lasciando il cerino acceso in mano a chi ci è cascato. Cattelan sostiene che “la loro fine è solo biologica e più che morti sono un’immagine della vita che continua”. È un Arlecchino che serve due padroni: la verità e il suo contrario. Anche il jet set ha preso per i fondelli. un pulcino. tra gabbiani in picchiata e odori che avrebbero fatto svenire un marinaio. Forse (ribadisco forse) la sua vera personalità è addirittura timida. Il colpo è da maestro. una specie di bunker claustrofobico: ogni piano è un solo enorme stanzone.spiriti geniali in mostra Insomma Maurizio Cattelan è un impertinente Giamburrasca che ha come filosofia artistica lo spiazzamento del pubblico. gli occhi e il muso dolcissimi e. spaventata dal fatto che il suo geniale divertimento possa valere milioni di euro. Maurizio Cattelan ha come filosofia artistica lo spiazzamento del pubblico. da focolare domestico. come tutti i guitti. La Kunsthaus della linda e raggelante cittadina di Bregenz (con passati nazisti liquidati in una minuscola targa nella chiesetta della piazza) si presenta come un cubo di cemento. il visitatore trova due cani labrador accucciati. Una scena intima. Per esempio l’intera città di Milano che ha rimosso una sua opera dalla piazza in cui era esposta. È il lato malinconico del lavoro di Cattelan. o da Him. impaurita dal suo stesso successo. però. Ve li ricordate i tre bambini impiccati che penzolavano dalla quercia di piazza XXIV Maggio? Fu un grande scandalo. Vulnerabile e fragile. senza alcuna divisione interna. Se ci si avvicina. ex città del Futurismo ed ex città di Piero Manzoni e della sua “merda d’artista”. tutti scolpiti nel marmo e allineati sul pavimento come nell’obitorio dopo un massacro. invece. si vedono le cuciture dell’artigiano che li ha tassidermizzati: un magnifico orrore. Varcata la soglia. è il suo alter ego. altro che “fattore C” di Moretti! A Bregenz. Scompigliare tutto è il suo imperativo URBAN · 39 . con tanto di vandalo che finì in ospedale nel tentativo di tirare giù i bambini e i leghisti che protestarono davanti al palazzo del Comune con bambole gonfiabili. in un ultimo movimento appena avvenuto. schiva. anche lui ha un versante blue. All’ingresso Cattelan ha piazzato tre manifesti di Bregenz in fiamme sovrastata da un enorme pollice rivolto in basso come quello dell’imperatore quando condannava il gladiatore a morte. Cattelan ha messo in mostra il lato più malinconico del suo lavoro perché. una ragazza bionda pende dallo stipite di una porta. al centro dell’immenso stanzone. È un Arlecchino che serve due padroni: la verità e il suo contrario. li caricò su un jet privato e li portò a scalare la discarica di Palermo. la statua a grandezza naturale di papa Giovanni Paolo II colpita da una meteorite.

In questo modo gli Editors vi sembreranno i Beatles. melodie. tutti tranne loro e gli Oasis. Peccato per la perdita di canzoni pop raffinate e un po’ kraftwerkiane come Train. TUTTO qUANTO SUONA BENE di paolo Madeddu cD poKer YuMikO La cOLOnna SOnOra di MarZO SupergraSS LiviDi Self DiamonD Hoo Ha Capitol inafferrabiLe goLDfrapp Alison Goldfrapp e Will Gregory. Però se volete. Alcuni suggeriscono anche Coldplay. WHere: Fuori dal museo del brit pop. spesso inferiori a quelli di molte indipendenti italiane”. uniformi. dove stanno imbalsamati i gruppi che non sono sopravvissuti alla fine degli anni ’90. portishead. questo non si fa. Non è un mondo colorato. Come prepararsi al ritorno degli Editors in Italia? Prendendo la strada per Milano (Alcatraz) il 28 marzo. Beth orton Galaxy of emptiness 9. Loreena mckennitt Incantation 8. il bipolarismo goldfrappiano trova eco in molte artiste. iL concerto UNA sU UNDICI Se ne SaLva SOLO una: “riverbed”. E genio. Beh. con la loro new wave un po’ dark lontanamente imparentata coi Joy division. Perciò lasciate al suo posto il primo disco. negli anni ’90 è stato tra quelli folgorati dalla città inglese di cui un decennio fa si parlava ossessivamente. Per loro i geni hanno tutti 18 anni e non hanno ancora inciso un disco. il culto del loro produttore. anche a noi queste parole qui ci fanno venire il nervoso. WHere: Su MySpace. WHen: In viaggio verso qualsiasi posto. ma non sono abbastanza nude. dove il sole spacca) cui era da imputarsi il nebbioso genere trip-hop. WHY: Per tredici canzoni di un concept album il cui filo (elettrico) conduttore è costituito da distorsione e riverbero. E forse anche con Skye Edwards non sarebbe andata molto meglio. quindi escludo di tornare a farmi truccare e vestire per ore. 1. Ma con tale eclettismo da fondere i solari Beach Boys e i lunatici Jesus & Mary Chain. WHat: “Penso sarebbe ora che qualcuno inventasse la macchina per creare testi di canzoni. altra metà del gruppo. Trucido quintetto di Venaria (Torino) in giro da 15 anni. Livingstone. WHY: Se avete. maschere. Horror vacui Universal Linea 77 WHO: Strane creature. O l’ultima. Delta V. Rischiate di rovinarvi il palato. il loro. Donna Summer Love to love you baby 2. sorta di ibrido tra la spiritualità di Enya e l’inquietudine futuristico-sessuale della Kylie Minogue di Can’t get you out of my head. imogen heaP Hide and seek 7. “Mi interessava mostrare forme mitologiche. non sono poche le cantanti che ogni tanto salgono sulla corrente ascendente e trascendente dell’elettronica: in particolare Imogen Heap e Nicola Hitchcock (Mandalay). 42enne di Boston. WHO: Strane creature. quintessenza dello stile Morcheeba: base easy e acustica. Ma la gente lo prendeva troppo sul serio. dvd. lei è una stranissima creatura di età incerta e voce limpida. a presentarla a gregory. manDaLay Beautiful Will gregory. Oppure hanno preso una cantonata. Sono ridicoli. Magnetic FieLdS Distortion Nonesuch WHO: Stephin Merritt. Ma la ritrovata serietà forse metterà un freno a tutto ciò. Elisa. CONCERTI. tra sbalzi di personalità e di temperatura. E poi a fianco di Tiziano Ferro in un duetto. E altro che non ci sta). Questo è quanto è importante per noi”. ma dai primi riscontri sembra che il nuovo. voglio concentrarmi sulla musica”. Per tracciare un ideale albero genealogico della sua produzione si può partire da Donna Summer e i famosi sospiri del periodo di massimo splendore. e poi su Mtv e sulla community di Radio Deejay. l’horror vacui pur bisogna sperimentarlo. vecchio corso sia stato accolto con una certa soddisfazione da parte dei fans della prima ora che avevano storto il naso davanti a certe coreografie esibite dal vivo. PortiSheaD All mine 6. WHen: Nel vostro lettore mp3 mentre vi aggirate nel vostro centro commerciale preferito – quello più grande e più affollato. con piccole pennellate di sognante elettronica. E mi facevano sempre domande sui miei tacchi a spillo. Se la canta lui. WHat: “Gioia. Giacca nera. WHen: Nel weekend. gli Abba. con il nuovo album Seventh Tree torna a soffiare un vento boreale e onirico. latex. WHY: Perché chi li segue da cinque album sa che non fanno che migliorare. surreali. maDonna Mer girl 5. camicia bianca. diplomata all’accademia d’arte. WHat: “Nome femminile e lingua giapponese suggeriscono una delicatezza e una melanconia tipiche dell’estetica di questo popolo”. dovete ascoltare qualcos’altro che prepari il terreno. Eppure non è la sola a oscillare tra mondi apparentemente inconciliabili come dance e new age. Prima che arrivino al secondo. ascoltate tutto il mese L’ora dell’amore.LOOK MuSica Cd. anche a due signore come Beth Orton e Madonna è capitato ogni tanto di ritrovarsi in paesaggi morbidamente glaciali. Perché la realtà è che la maggior parte degli autori di canzoni sono persone che non hanno assolutamente nulla da dire”. Björk Pagan poetry 3. WHere: A Los Angeles dove hanno registrato il disco. dall’album “dive deep” (Self) bristoL PLAYLIST Goldfrapp è come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quale sapore può arrivare. 31 anni. oscurità. In pratica. ed è stato quest’ultimo. E così come Björk non ha mai disdegnato di fare pezzi apertamente dance. un duo che fin dal nome è sbilanciato sulla voce e la presenza scenica della cantante. Lui pigia i tasti. Come tanti altri. Strana creatura. Ustmamò. Dopo che nel glamouroso disco Supernature era prevalsa quest’anima tutta unz unz e ammicchi. kate havnevik Kaleidoscope 10. su tutte i balletti con ballerine sado-maso che indossavano teste di cervo. Si nasconde perché pare sia uno dei musicisti più introversi al mondo. ma all’andata – per il ritorno non vanno bene. Che non sono i Camaleonti. il celebrato The back room. D’altra parte. e lo si ritrova nei pezzi che seguono. tricky. no? 40 · URBAN URBAN · 41 . Sì. Morcheeba. Che per la stampa inglese è intollerabilmente vecchio. londinese. dove c’è un video con una buona canzone e due stucchevoli “sickgirl” che si dimenano. Ma a ben guardare. Spiace dirlo. Dr. ne fanno fish and chips. intensità. no. WHen: Quando capite che avete buttato la serata. la può cantare chiunque – è una specie di invito. Una voce eterea sarebbe stata la scelta più ovvia – invece il duo ha scelto quanto di più opposto: la cupa voce del cantautore norvegese Thomas Dybdahl. Roberto Vernetti (Aeroplanitaliani. i Led Zeppelin e gli U2 messi assieme. che cavolo ne sappiamo noi in fondo. E quindi ovviamente gli Interpol. quello con Giorgio Moroder in cabina di regia: il matrimonio tra l’elettronica più spietata e una sensualità incontenibile. sembrava che tutte le band venissero da questa città di cui ogni rivista musicale sottolineava la nebbiosità (mica come manchester. e per Rimini (velvet) il 29. WHY: Perché quando il metallo diventa dark noi ci facciamo sempre intenerire. Franz Ferdinand e The Chameleons. enya Amarantine 4. La svolta “glamour” che il duo ha proposto negli ultimi due dischi è stata rappresentata anche visivamente dagli stravaganti look sfoggiati da Alison nei video e soprattutto in scena. Non ascoltando la loro musica. nonché balletti con ballerine sadomaso che indossavano teste di cervo o costumi da civetta. Preparando 18 euro più la cifra amabilmente imprecisata che chiamano “diritti di prevendita”. dovete ascoltare anche gli Hard-Fi e i Maximo Park. capace di cambiare forma e trasformarsi da eterea dama dei boschi a sexy coniglietta in tutina. La cantante non si è fatta mancare piume. Insomma. e anche il nuovo An end has a start. Da bristol venivano massive attack. fosse la prima. Bisogna prepararsi ai concerti seguendo una dieta rispettosa. Per chi li compra su Amazon. WHat: “Avere il disco inciso a Los Angeles non vuol dire che abbiamo chissà quali budget. che aveva impiegato alison come cantante nel suo tour. Tranne che per questo brano. WHO: Tre tizi blandamente rilevanti più Gaz Coombes. ma pochi album sono desolanti e scarsi come questo ritorno dei fratelli Godfrey dopo tre anni. bambinoni che siamo. Quattro veneti che precisano di fare electropocketmusique. come si può legittimamente avere. WHere: Al diciottesimo anno di età della band dietro alla quale si nasconde.

rosa. Incantesimi creativi oltre i confini dello streetwear Foto: Pablo Arroyo · Styling: Ludovica Codecasa URBAN · 43 . illusionismi ottici di fantasie grafiche e Blusa con pannelli di colori diversi. improbabili accostamenti di vinile e broccato. bianco.Fashion contemporary witch Magic mix di colori acrilici e bianco naturale. Jil Sander floreali. arancio. fucsia. pvc e organza.

Diesel 44 · URBAN URBAN · 45 . tutto Emilio Pucci Polo bianca con bordino nero su collo e maniche. Porselli Sneaker alte Nike Abito-shorts con fondo nero e righe multicolori. Missoni Tutù bianco corto usato a gorgiera. sciarpa argentata con fantasia geometrica e frange rosa. Levi’s Red Blusa con maxi fiore turchese e giallo.Fashion Fashion Camicia di cotone a righe verticali bianco e rosso “lavato”. Nike Parka turchese con cappuccio estraibile e bottoni sul davanti.

tutto Pinko Tutù. Fendi Felpa di cotone con cappuccio e zip. Porselli 46 · URBAN URBAN · 47 .Fashion Nella pagina a fianco: abito bianco con collo e maniche ad anello con quadrati di organza applicati e bottoniboule con logo. Nike Fashion Top e gonna bianca con fantasia geometrica nera.

Pinko In vita: cintura di pelle con applicazione di mezze boule. pinces e taschine laterali.Fashion Fashion Chemisier con rose arancio e gialle con balza e sottogonna tulle. Pinko Skin Nella pagina a fianco: giacca a righe verticali multicolor con impunture oro. La Mula Camicia fantasia fucsia. con vita alta. D&G Sulla testa: maglia fucsia arrotolota. Just Cavalli Gonna a tulipano rovesciato. Just Cavalli Impermeabile di pvc rigido giallo con cappuccio e allacciture in metallo. Nike 48 · URBAN URBAN · 49 . Diesel Sneaker alte.

pepejeans. tel. 02-76001479. Pepe Jeans. D&G Giubbotto di vinile nero con maxi bottoni di plastica. 02-885821. Nike. Just Cavalli Cappello di tulle con rosa applicata.02-89409452. Missoni.it. tel. tel. tel. Cavalli e Nastri Bustier di pvc rosa con stecche morbide chiuso con zip. tel. 02-8069131. D&G. 02-762091. Just Cavalli. tel. tel. Fendi. 0424-48555. Adidas A fianco: minigonna di cotone celeste con bretelle e bottoni sul davanti. tel. 02-83241956. Diesel. Firetrap Camicia a fantasia. tel. Pinko. 50 · URBAN . tel. Jil Sander. 051-6115511. tel. Firetrap.pinko. 02-290231. www. tel.Fashion Sopra: t-shirt bianca con maxi pois neri. Levi’s Red Microabito di broccato dorato con ramage di fiori. tel. Melina Querela e Maria Host @ D Management Group Hair: Enrico Mariotti@GreenApple Make up: Daniela Galeazzi@Face to Face Si ringrazia Diesel per la location Address List Adidas. Milano. Pepe Jeans Al centro: sneaker bianche con bande nere.com. Milano. via Alessi 2. 06-334501. Porselli. La Mula shop. Levi’s. Emilio Pucci. D&G Models: Kate Bock. www. 039-27151. Cavalli e Nastri. 02-8053759. 0331-409211.

l’unico bianco smagliante di cui è impossibile fare a meno è quello dei denti Testo: Roberto Croci Los Angeles. Beverly Hills. li vorrei vedere qui. Chinatown. Tutte da scoprire. passa da un’aria di contegno a vizi capitali senza prece- URBAN · 59 . né il Colosseo. Specialmente il traffico. Tutto si muove in continuazione. Diverse culture. né il Palazzo Imperiale. in fondo è l’autostrada più intasata del mondo. In coda. non c’è né l’Acropoli. razze. Non hanno capito nulla. Tutto normale. Tranne quando si esce dall’ufficio e ci si deve immettere nell’arteria d’asfalto che taglia quasi in due la California: la temibile 405 Freeway. Ma è proprio questo il punto. Non servono questi centri. né la City di Londra. Silverlake. Santa Monica. Ed è qui che comincia la nostra avventura. Più di 35 contee. dove il traffico è parte del paesaggio e dove lo smog ha una sfumatura di grigio inconfondibile. Downtown. dalle 4 pm fino alle 8 passate a contare le palme e a osservare il vicino di macchina nella corsia accanto che incurante di tutti. Le macchine dall’altra parte della freeway si snodano immobili per quelli che sembrano chilometri. tutte diverse. 18 milioni di anime. Di notte e di giorno. Il tutto da fare rigorosamente by car. altro che Bombay e Kyoto. ghetti. Fermo. Venice. Certo. La gente dice che Los Angeles sarebbe perfetta se non ci fosse così tanto da guidare.fenomeni los angeles BIANCHI + BIANCHI Nella città degli angeli. il barrio di East LA. Hollywood.

zuppe. dove tutti sono contagiati dal morbo di fama e ricchezza. alle bibite. come il colore della pelle. nauseante. all’avanguardia tecnologicamente e che annoveri fra i suoi clienti qualche STAR. Capito? Visto che in California we are what we drive. non vorrei sentire storie da Little shop of horrors !! A questo punto. tutti i camerieri sono attori e tutti i tassisti sono scrittori. Side effect? Proprio perché alcune persone vorrebbero un colore “bianco porcellana” c’è il rischio di overexposure al prodotto. al tè. dove se dici la verità ti dicono che sei tirato coi denti. un dentista di successo. root canal. quindi ATTENTI a NON BRUCIARVI. in meno di tre anni. e per il quale la gente fa dilazioni e mutui solo per ottenere un sorriso più… accattivante? Possibile? Certo. per non parlare poi della mia impotenza di quando risalgo in macchina col coltello fra i denti e decido di andare anch’io dal dentista e farmi un sorriso nuovo. e ammetto che ho senz’altro il dente avvelenato contro questa società cultrice di status symbol futili. mentre è esattamente l’opposto in America dove la prima cosa che si pensa quando you need a dentist è il costo che il più delle volte è esorbitante. penso di essere armato sino ai denti sulle tecniche di sbiancamento. ma anche meno efficace rispetto alle tecniche professionali. ma allo stesso tempo rende estremamente sensibile la vostra griglia. la quale mi dice. ecco che giungo alla brillante conclusione di quella che potrebbe essere benissimo il secondo major status symbol di Hollywood. che “il colore dei denti è personale. uno dei mezzi per aprire le prime porte è il sorriso che vengono saldate permanentemente ai denti al costo proibitivo che va dai 1200 $ a 2000 $ a dente! Next. il secondo. che riproducono esattamente la forma delle arcate al cui interno va inserita una giusta quantità di gel ad alta percentuale di principio attivo. fard. potreste ribattere dicendo che un sorriso smagliante aiuta ad avere maggior confidenza.. a tutto ciò che facciamo. pantaloni e addirittura collant. Il suo consiglio: capsule di porcellana In questa città dove tutti i baristi sono produttori. con denti bianchissimi. a un costo di soli 580 $ cadauna. Il fatto che denti e dentisti abbiano sempre avuto in ognuno di noi un effetto devastante. fatto in casa con il kit-fai-da-te. oltre che svedese – i migliori nel campo – finché un giorno mentre mi ravana la bocca a mo’ di Laurence Olivier ne Il Maratoneta. passano con disinvoltura dal problema dell’alimentazione – ho visto mangiare hamburger. così come la tonalità di abbronzatura è dettata dal tempo di esposizione alle radiazioni solari. che sì sbianca. ma 2000 $ per ascesso. Un’altra cosa che noto con il passare dei minuti e anche con il cambiare del mio vicino di corsia sono i loro denti – o grills – il sorriso e soprattutto il colore o lo sbiancamento degli stessi e. FUCK. decido di farmi un sondaggio personale. onesto – accettava rate e faceva sconti – e sempre sorridente. il tutto nell’abitacolo di quella che è il primo status symbol americano: la macchina. Stessa tecnica e mania che qualche anno fa ha invaso l’America quando tra la gente ha cominciato a farsi strada l’idea che i denti naturali fossero troppo scuri. estrazione e crown sono una mazzata. partendo dalla prima “paziente”: un’Audi A3T scappellata. dente per dente! URBAN · 61 illustrazione di Massimo Basili . Yeah! È capitato anche a me. Basta ricordare che lo sbiancamento dipende dalla concentrazione e dal tempo di permanenza a contatto dei denti. arriva a guadagnare quasi quanto un chirurgo. tirando giù il finestrino e chiedendo ai vari automobilisti che mi circondano tecniche. è senz’altro più economico. una Porsche Cayenne il cui autista mi raccomanda una sessione dal dentista – dai 30 minuti alle 2 ore – che per la modica cifra di 1500 $ può sbiancare permanentemente i denti con il bleach. dove parlare fuori dai denti è proibito. In questa città dove tutti i baristi sono produttori. tutti i camerieri sono attori e tutti i tassisti sono scrittori. Nella corsia a destra una giovane ragazza a bordo di un Maggiolino mi informa di metodi di sbiancamento in studio (500 $) & domiciliari (150 $ più il costo della pasta dentaria): mentre il primo è controllato dal dentista che dopo un’accurata visita preliminare consegna al paziente speciali mascherine personalizzate in silicone morbido. ci sono anche i più temerari che. avendo una “date” – appuntamento galante – la sera stessa. il tutto al costo della prova di tagliando dei seni di Pamela Anderson. di tremenda paura e dolore fisico potrebbe non essere un deterrente quando si pensa alla salute. alla caffeina. uno dei mezzi per aprire le prime porte e ottenere il lasciapassare è un sorriso durbans che più durbans non si può. ai succhi. Vado dal mio dentista che per anni era simpatico. e che la scolorazione del dente è dovuta essenzialmente al vino rosso. dopo due ore che non metto nulla sotto i denti. ed essendo ancora intrappolato nel traffico come Ernesto Calindri. Ovvio che il mio dentista. ombretto e trucco per il gentilsesso.fenomeni los angeles denti tipo lavarsi i denti e ripulirsi il naso/scaccolamento selvaggio per i maschi. sushi e chow mein – all’igiene. prezzi e metodologie da seguire.. this is a business! In America. ha raddoppiato il personale e guardando la bacheca all’ingresso lo vediamo ritratto insieme ai suoi nuovi amici Penelope Cruz e Matthew McConaughey. di base. cambiandosi maglietta. dopo che la mia paranoia di passare ore e ore bumper-to-bumper raggiunge livelli stratosferici. dim sum. Occhio per occhio. a sentirsi meglio. sarebbe ottimo un processo di teeth whitening magari con del bleach per ottenere denti bianco porcellana simile a quelli di una STAR. al cibo”. mi dice che i miei denti non sono più bianco perla e dopo aver diviso la bocca in 4 sezioni.

devo lavorare in un ambiente aperto”. Troppo spesso i produttori sono i primi nemici. per scelta – si sfoga l’attore 27enne in un bar a Ponte Sisto –. Ama l’Italia. Sei preoccupato? “Mi piacerebbe che almeno queste zone conservassero il loro carattere rionale. tra cui quella di “antidivo”. “Infatti. ma l’arte dovrebbe essere salvaguardata da certi meccanismi: non può vincere solo chi dice sempre sì. un film cui tengo molto. Nei corti. come se fosse di creta e di terra.. “Hanno detto che vivo in 40 metri quadri a Corviale. la romanità dei mercati rionali e recitare nei film autoprodotti. Io discuto spesso con i produttori che a un tratto arrivano sul set e ti dicono che cosa va e cosa non va. Ma è semplicemente la mia vita: ho iniziato a cercare un appartamento e. Vorrei più mercati. Anche meno film commerciali? “Magari.). dove in fondo non si sta male.portrait roma ELIO GERMANO ATTORE PER OSSESSIONE È il giovane attore italiano del momento (tre film in sala in meno di un mese. più hai libertà. Che me la regalassero la casa a Trastevere!”.. Guarda questo portachiavi: l’ho ricevuto in regalo sul set di Sangue di Libero De Rienzo. Ma chissà cosa accadrà in futuro: gli americani stanno comprando case e alberghi manco stessero giocando a Monopoli”. proprio perché l’abbiamo autogestito e fatto a mano. ma soprattutto le interviste Testo: Raffaella Oliva · Foto: Massimo Berruti D a quando ha recitato con l’idolo-delleragazzine-Scamarcio in Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti l’hanno etichettato come l’antidivo. Odia le etichette. Tu quali rischi ti sei preso? “Anch’io devo lavorare e in passato sono stato molto poco schizzinoso. Ti piacerebbe trasferirti nel cuore di Roma? “Trastevere. chi ha le amicizie giuste. E poi con Mastandrea per 3. Altri attori l’avrebbero preso come un complimento. visti i prezzi. l’unico legame con il resto della troupe è la voglia di fare qualcosa in 62 · URBAN URBAN · 63 . questo è quello che ho trovato. Quali ruoli ti hanno consentito di esprimerti al meglio? “Più il film è povero. e meno centri commerciali”. Ci riesci ogni tanto? “Mi sono trovato bene con Crialese in Respiro e con Paolo Franchi in Nessuna qualità agli eroi (in uscita il 28 marzo. Se si pensa solo a fare soldi si costruiscono tanti begli involucri senza contenuto. più Porta Portese. Non sopporto le pressioni. Elio Germano no: a lui le etichette stanno strette. nella periferia di Roma. Peccato che poi sia stato distribuito in otto copie”.d. Abbiamo imbracciato tutti le telecamere.. come nel teatro. E non si rischia più”. non sono per le cose facili. Però quello è un cortometraggio. Quando mi presero per la fiction tv Per amore o per Via Zanardi 33 ero contento. Purtroppo rispetto a quello per cui un artista si prepara.r. il mondo del lavoro gli permette di esprimersi al 10%.. Che cosa vi aspettavate? “Siamo nel libero mercato. ma se posso scegliere prediligo ruoli che mi mettano in discussione. n. ci siamo inventati la promozione.87. San Lorenzo e il Pigneto sono i quartieri che preferisco perché si può trovare ancora un po’ di romanità. scusate se è poco). Pensa allo scultore che deve creare un modellino per uno spot: fa solo gli interessi di un altro”.

ma anche sadico e violento. l’idea è di trovare i finanziamenti nell’avventura delle riprese e alle mie per farne un film”. E che qualcuno prenda ciò che che avrei come attore per incidere un cd”. “Quando fai un film di successo ti proponI tuoi registi preferiti? “Ken Loach. UltimamenBESTIE RARE te ho visto un film che mi è piaciuto molto. sono un rapper. Come il musicista che si guadagna da vivere suonando sempre gli stessi accordi e poi la sera si ritrova con gli amici nel localino per una jam session jazz.. ti dico anche il Ti trasferiresti all’estero? nome del gruppo. mi capita di scrivere URBAN · 65 . però. persino a noi attori chiedono chi sia il migliore. la verità è che ho bisogno di chiudermi nei libro? Mi manca solo la pubblicità delle scarpe! Capisco miei tempi”. A un tratto va in crisi.. Nessuna risposta. È un bel simbolo: ormai tutto viene trasformato in competizione. si possa cadere nella vanità. Vabbé. ha perso Non imito.. perMySpace: ci chiamiamo Bestie Rare”. È di un amico. i parenti. Per questo non ami le interviste? Per esempio. come se fossimo in gara. Il risultato è una sorta di Pinocchio degli anni ’80. dai.portrait roma alo in reg HIAVE o O C icevut RICORD iavi r ero De ortach di Lib Un p Sangue molto. senza retorica. non mi va di sfruttare le occasioni poi si enfatizza tutto. E Sogno di una notte di mezz’estate: mi avevano assegnato il ruolo di Puck perché ero il più piccolo della compagnia. È un autismo. andavo in giro con le tragedie di Shakespeare sotto il braccio. un po’ mi concederò una pausa!”. Che cosa amavi di Shakespeare? “Adoravo l’Amleto per come descrive il rapporto di ogni essere umano con se stesso e i propri fantasmi.. a contatto con la Ma allora forse è anche vero che hai un passato da gente. Mi sono iscritto alla scuola di teatro a 15 anni. sono un rapper. così magari qualcuno ci ascolta su “Magari per un po’. come ché l’ a mano io per o propr e fatt erra stito e di t oge aut creta sse di se fo cui credi. “Scrivo ancora tanto. A parte gli gono qualunque cosa. con un piglio entra veramente a far parte della mia leggero. ma non l’ho incontrato. Per questo amo Ormai sei conosciuto. “Hip hop.). non ti è tutto più il cinema fatto con macchina a spalla facile? e poca costruzione scenica”. dolce. Il mattino ha l’oro in bocca. Poi. al caldo. Sono un grafomane. L’abbiamo portato vita. A proposito di lavoro. non recito. solo che parte di una band. ti dico il nome. Che ne pensi. Come hai fatto i conti con la sua notorietà? “La mia scelta è stata di distanziarmi del tutto dal vero SHAKESPEARE COME FREUD Adoravo l’Am leto per come des crive il rapporto di ogni essere umano con se stesso e i propri f antasmi 64 · URBAN Baldini. per un progetto sostenuto “Sacralizzo il presente. tornerei qui. “Un venditore di robottini multifunzione che vuole solo primeggiare. Io cerco questo tipo di situazioni. la spalla di Fiorello. Finito il liceo ho iniziato a studiare al Teatro dei Cocci di Testaccio. dico a modello è una cosa che non mi lascia tranChe genere fate? quillo”. L’esperienza della dipendenza è comune a tutti: c’è chi si droga. n. ma in maniera disorganica. to”. un tipetto pieno di problemi che scopre il gusto per il gioco d’azzardo”. hop. So che hai scritto diversi racconti e che alcuni sono stati anche pubblicati.r. Lo sto ritrovando nel personaggio che interpreterò nel la stessa parola per cento volte di seguifilm di Salvatores”. ma io cerco di non cascarci. Perché chi non c’ha voglia di fare un cazzo fa l’artista [ride]. il nuovo film di Paolo Virzì (in uscita il 14 marzo. Il libro merita perché narra ciò simo nel personaggio e quando lui che è successo dal di dentro. Aureliano Amadei. era una necessità. in Tutta la vita davanti. che ora non c’è più. reazioni involontarie. Ma tra Venti sigarette a Nassirya.. Un libro che consiglieresti? “In effetti è un bel momento. ma l’inconsapevolezza. in fondo in Italia non writer? si sta male”. invece. Quante volte ti capita di mettere giù il telefono dopo una chiacchierata di lavoro e di rivolgerti a tua madre come se stessi parlando di affari?”. Elio abbassa la testa e sorride.. Cerchiamo uno spazio narcisistico. Tu hai mai avuto un’ossessione? “La mia ossessione è il mio mestiere. Lars Von Trier.d. Puck è divertente. Mi immedeun piede. E pagavo pure per andarci! Non lo facevo per denaro o per vanità. ha persino il numero uno tatuato sul braccio. È saltato in aria naturalezza. come un bambino. anche se da un sacco di tempo faccio “Non è che non mi piaccia parlare di me. diviso tra tutti i suoi personaggi? “Perché. forse perché si innamora. È la schizofrenia dei giorni nostri”. Era in Iraq come assiHai un segreto come attore? stente alla regia. I figli degli Faccio parte di una band hip uomini di Alfonso Cuarón”. tu non sei schizofrenica? Tutti recitiamo nella vita. Vuoi pubblicare un disco? Un scherzi. Vabbé Se non fossi diventato un attore. abbiam Rienzo . Non ricerco la dal Ministero della Difesa. chi gioca alla Playstation. sei in una dimensione che ti riporta all’essenza di questo mestiere. Sei un vero stakanovista. in cui ci sentiamo bene. Invece nel film di Patierno.. Ho costruito un personaggio come si fa con gli eroi dei fumetti e poi l’ho fatto entrare dentro di me. sei un venditore porta a porta. della schizofrenia dell’attore. Ci stavo ore e ore. in cui torniamo al calore del grembo materno”. ché mi piace poter stare per strada. con le altre vittime dell’attentato. vesti i panni di Marco Baldini. Abel Ferrara.”. mi apro al caso. compulsiva. Ho collezionato informazioni sulla sua vita parlando con gli amici. Andrei verso sud. et di tengo cui sul s o Un film .. così magari “Avrei fatto comunque l’artista qualcuno ci ascolta su MySpace o l’artigiano. a ciò che accade a teatro.

potremmo forse dire che è troppo british… ma se tassisti abusivi. RAGAZZE LUPO Martin Millar Fazi Editore. dalle tipologie di operatori e frequentatori alle Malebolge notturne. 1978) compila il diario di Terry Grisedu. viene lodata da Paul Auster per originalità e maestria di scrittura. Nessun nome. partito dallo schifoso buco di casa per terminare in gattabuia con plurime fermate in ospedale. 2008 288 pp. tutto è tanto ironico quanto reale.. per cercare di dimenticarlo vive plurimi incontri occasionali senz’anima né sentimenti nei salotti e nelle brasserie della città. la disco-fauna magistralmente descritta e disegnata dal giornalista del Guardian dopo 10 anni di code davanti a cessi e buttafuori. che vive nella Londra contemporanea in un magazzino dismesso. ma talmente assurdo da non risultare fastidioso. sofferente di crisi d’ansia e imbottita di laudano. PROMESSA ULTIMA CHIAMATA Céline Curiol Nottetempo. Protagonista Kalix. stilista. Daniel Pemberton e Elliot Thoburn Isbn Edizioni. La storia di Lei e Lui giungerà infine al capolinea con un coup de théâtre in quella stessa stazione cassa di risonanza della Sua anonima voce quotidiana. esilarante. sbandata adolescente di periferia che scappa di casa per condurre una “vita on the road” che è un gioco al massacro. GUIDA ALLA VITA NOTTURNA Neil Boorman. curiosamente non disturbata dal trillo dei cellulari. bus notturni e pub sono realtà londinesi. spregiudicata. 2008 148 pp. difesa dalla sorella Thrix.. ma scappa per le vie della città braccata dai sicari del fratello. 18. docente di scrittura rap e hip hop. CONSIGLIATI di Marta Topis INCIPIT Dalla mano dell’autore BELLE ANIME PORCHE Francesca Ferrando Kowalski. già tra i preferiti di Kate Moss e dello scrittore Jonathan Coe. 16 euro Lei ama Lui. classe 1975. Un viaggio che è una compilation di puri eccessi. Francesca Ferrando (Torino. che nelle pagine scritte è piuttosto ingombrante. visto che Lui sta con la bella Ange e sembra non volersene separare. Lain 2008 658 pp.. sullo sfondo di una Parigi silenziosa. Un must per gli amanti del genere. tra tossici. Dai metodi di warming-up pre-serata alle tenute perfette. Al suo primo romanzo.LIBRI SCRITTI. maniaci e altri reietti male assortiti della società. fino alla fanghiglia che si raccoglie sul pavimento all’alba. assolutamente esaustiva: se volessimo sottolineare un difetto di questa guida illustrata alla vita notturna made in UK. e durante il quale Terry viene folgorata dall’incontro/ scontro con Libertà (tossica dai dreadlocks) e Michelle (una homeless che vorrebbe come madre). mentre la sua famiglia è in subbuglio per l’elezione del nuovo capo clan. scritto con tutti i crismi e la lunghezza (oltre 600 pagine) del genere da un autore cult scozzese.. Céline Curiol. 12 euro Geniale. non sfigurerebbe nei locali del nostro stivale. URBAN · 67 . 2008 296 pp. a metà strada tra Ammaniti prima maniera e il Leroy di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. che di mestiere fa l’annunciatrice dei treni alla Gare du Nord. E Lei. anche se discende dalla più antica e potente dinastia scozzese di licantropi. 13 euro Trentenne. La produttrice di Tano da morire se ne è già aggiudicata i diritti per portare i brevi capitoli del romanzo (sempre legati a titoli di canzoni e film) al cinema. ragazza lupo bellissima ma anoressica. cerchi infernali che si formano in pista attorno al deejay. secondo il vecchio adagio che “tutto il mondo è paese”. Non si può che concordare. studenti di letteratura inglese incontrati per caso.50 euro Un fantasy con i fiocchi. a questo punto ci chiediamo se ne evidenzierà il lato trash o quello a luci rosse. Lei ama Gwain. dalle gemelle Beauty e Delix e dagli umani Daniel e Moonglow. pochi dettagli anagrafici seminati tra le pagine e una forte passione adultera. nascondendo nei meandri della sua anima un ingombrante segreto. LETTI.

: “In Spagna mai un problema. Testimonianza di Alberto C. Caso vuole che veda arrivare proprio la macchina dei miei. così come il posto dove vi trovate: è un’avventura. Che dire. d’accordo. direttore di un famoso mensile: “L’ho fatto una volta sola. È un modo di capire come si bada a se stessi: ben venga. Testimonianza della madre. Mi ha tirato su una Jaguar”. dai dibattiti sull’aborto ai Barbapapà.com autostop 68 · URBAN . ma il pollice non si alza più? Eppure lo sorreggeva una florida tradizione culturale.. Testimonianza di Fabio M. da Renato Vallanzasca al borsello. la Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Mi sbraccio. Toni Negri tiene conferenze affollatissime.: “Nel 1979 ero in Puglia. come racconta Hitch Hikers di Doug Biggert (www. Rita M. mentre Claudette Colbert lo chiede molto più efficacemente mostrando una coscia. ovvero la maggiore disponibilità economica che dà ai giovani la quasi certezza dell’auto al 18esimo compleanno? Eppure in Europa continuano a farlo. ma non necessariamente brutti incontri. e il libro strampalato per eccellenza. Che sia stato il film The Hitcher. fate anche questa. visto che l’esempio più antico viene da Hollywood. ma devi essere pronta all’imprevedibile”.. ci sono siti internet dove trovare il passaggio usando. Mi metto a fare l’autostop. ma mia madre mi guarda inorridita e passa oltre”. con i cinque premi Oscar per Accadde una notte e per Clark Gable che chiede un passaggio mostrando il ditone. Testimonianza di Laura C. se questo non è un pregiudizio contro gli autostoppisti: arrivare a lasciare per strada la carne della propria carne. Qui si pensa chissà cosa”. tra Porto Cervo e Porto Rotondo. Eppure non è che negli anni ’70 abbondasse. e dopo un po’ decido di raggiungere i miei genitori in vacanza lì. a uccidere l’autostop? O è stato casomai un misto di benessere e pigrizia. Testimonianza di Valeria S. quest’ultima testimonianza magari è un po’ fuori concorso. La realtà è che un paese che non fa l’autostop è un paese dove manca la fiducia nel prossimo. Ho detto tra me e me: che brutta gente c’è in giro”. una scoperta. o più in generale la paura di brutti incontri. però si perde qualcosa: un po’ del fascino dell’autostop sta anche nell’affidarsi al prossimo e vedere che succede. le dita sulla tastiera.be).: “Vivevo in Germania e lì è una cosa normale: si sa che se una donna chiede un passaggio è per andare da A a B e nient’altro. Non l’ho riconosciuto. In Italia è difficile avere un passaggio. Ok.loeilouvert. Invece l’autostop è un modo di conoscere davvero la gente. letteraria e cinematografica. o più in generale la paura di brutti incontri. una raccolta di scatti degli autostoppisti caricati nel 1973 sulla sua vecchia Volkswagen Coccinelle.. Cosa che più o meno già facciamo tutti i giorni. Brutti incontri mai. ma storie Tutto quanto è targato anni ’70 ha avuto o sta avendo un revival: dai filmacci sfigati ai Cugini di Campagna.husson-editeur. Tutto tranne una cosa: l’ Che sia stato il film The Hitcher. una collezione di persone – e gratis. URBAN · 69 Testo: Paolo Madeddu · Foto: Doug Biggert / L’Oeil Ouvert www.: “Aveva l’aria sporca e la barba lunga. E poi Jack Kerouac e Sulla strada. a uccidere l’autostop? O è stato casomai un misto di benessere e pigrizia? conferma che si possono fare strani incontri.on the road Ma perché? Cosa c’è sotto? Perché Lancio Story sopravvive. più che il pollice. Oggi poi è anche più facile. Quindi forza: almeno una volta nella vita. anche se forse per le donne un po’ meno. Cristiano Malgioglio spadroneggia. Cowgirls: il nuovo sesso di Tom Robbins – quello della svitata col megapollice a banana.

Potrà fare qualcosa per salvarlo il malinconico sceriffo-filosofo Ed Tom Bell? Non è un paese per vecchi è un adattamento letterale dell’omonimo romanzo di Cormac McCarthy: gli avvenimenti e i dialoghi sono stati prelevati direttamente dalle sue pagine. Llewelyn se la porta a casa. senza aver subito alcun pistolotto. Nessuno intorno. ora ho un personaggio!”. di Malick nel panteistico coinvolgimento del paesaggio. Barton Fink Il nuovo simbolo del male incarnato ha il caschetto demenziale di Javier Bardem. La speranza che la sua famiglia nutre nell’avvento di una sana democrazia presto viene infranta. Turturro. viene mandata a studiare a Vienna… SÌ E invece l’autobiografia della Satrapi. Raccomandabile solo in virtù del cast (Jake Gyllenhaal. Come il killer interpretato da Javier Bardem. A quanto pare serviva un’oncia di coraggio in più per mettere al suo posto un Mohammed qualsiasi con barba e caftano: Gavin Hood non è certo il Michael Winterbottom di Road to Guantanamo. Moore. a una sola dimensione. J. NON È UN PAESE PER VECCHI PERSEPOLIS di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud Un cartone animato in bianco e nero. Peter Sarsgaad) e di una discreta trovata narrativa. C’è anche un carico di droga e una valigetta piena di soldi. all’altezza di Hitchcock nella tessitura della suspense. dall’aspetto buffo e inquietante insieme o lo sceriffo di Tommy Lee Jones. Parrucca? No. Ho pensato: vabbé.IPSE DIXIT FILM IL MEGLIO O IL PEGGIO DEL GRANDE SCHERMO di Sasha Carnevali George Lucas mette le mani avanti su Indiana Jones IV (Vanity Fair Usa) TESTE DA COEN N. I registi hanno inoltre il coraggio di non portare sullo schermo la scena (anzi due) che ogni spettatore aspetta di vedere. caccia all’uomo e thriller. Giustamente vincitore di quattro premi Oscar. quasi un coro greco della situazione. Classico filmone di impegno politico-civile fatto all’americana: il povero Anwar è un paradigma di padre-marito-cittadino borghese onesto. vestito come un qualsiasi ingegnere di Chicago. Cage. ben rasato. Se ne esce sentendosi più consapevoli e più caldi. ignaro che il killer Anton Chigurh è invece sulle sue tracce. Meryl Streep. Marjane è ancora una bambina tutto pepe. Efficace e splendidamente pura l’iconografia. La regia è perfetta. assaporando già la pensione dal mestiere di saldatore. Arizona Junior una vita da blockbuster J. E invece… NO PERCHÉ Quando lo Scià di Persia viene rovesciato e mandato in esilio. Anwar El-Ibrahimi sta rientrando dalla sua famiglia americana dopo un viaggio di lavoro in Sud Africa. Ma il gran premio va al cast di Arizona Junior per il taglio da scossa elettrica di Cage e le pettinature superphonate delle signore. I fratelli amano davvero le coiffure assurde: guardate la testa da Eraserhead di Turturro/ Barton Fink o il toupet ridicolo di Polito in L’uomo che non c’era. già una bande dessinée di culto. Reese Witherspoon. e Marjane. Il Grande Lebowski RENDITION di Gavin Hood WESTERN A MODO LORO Llewelyn Moss è a caccia su un altopiano texano quando si imbatte in uno scenario raccapricciante: macchine e pick-up crivellati. Quando sono uscito dalla roulotte i Coen ridevano fino alle lacrime… allora ho chiesto uno specchio. la Cia lo sequestra e lo fa torturare in un anonimo paese magrebino. quasi un film muto totalmente affidato all’occhio della macchina da presa. che ovviamente non anticipiamo. e dei migliori Coen nella creazione di personaggi iconici. magari pure agnostico. regalando al terzo atto di un film che mescola i generi western. un lirismo inaspettato e appagante. è un’esperienza vivacissima e ironica. sono proprio i suoi capelli: “Mi hanno sforbiciato e pettinato senza che io vedessi niente. Sospettato di avere legami con una cellula terrorista. di Joel e Ethan Coen Eppure risulta estremamente coeniano e cinematografico. URBAN · 71 . messicani e cani morti sparsi tra i rottami. sul tema dell’emancipazione femminile in Iran? Difficile promuoverlo come un film di intrattenimento e da grande pubblico. che davanti ai soprusi non riesce a tacere. Alan Arkin.

sono ormai in provincia di Berlino e Detroit (come leggerete in questa pagina). Prima c’è Margaret Dygas del mitico Panorama Bar.magazzinigenerali. due volte al mese arriva il milanese Micky Garzilli. Il Club via Calzoni. che tra uno spot e l’altro ha continuato a ripetere in canzoni sempre più brutte la ricetta magica di Love Generation. TORINO BOY GEORGE 14 marzo Suono via San Massimo 1 ang.myspace. al Suono può venirci il 19 marzo. Mica poco.pulpmilano. che il 15 marzo fa anche ballare il Tenax di Firenze. Ma va detto pure che gli anni passano e pochi di quelli che vanno a ballare sanno che cosa sia Karma Chameleon. A marzo i dj guest sono tutti berlinesi. quando in console c’è la topless dj Niki Belucci.myspace. Due o tre pezzi deep per gli intenditori. Ma su un suo ritorno a Milano ci contava poco.com/amnesia_milano). musicalmente parlando. È che lui. Va detto che l’ex Culture Club è finito in console anche per i lauti ingaggi che prende nei club. electro live DYGAS. che lo chiamano perché fa parlare. Il colpo di grazia gliel’ha dato quel marpione di Bob Sinclar. dopo tanti remix di successo nel mondo. Ma se davanti all’ingresso si fa ancora la fila. la scena delle disco rumene è vivissima). Il risultato è che il suono di Alex Elle Pornocult. uno che da sempre sta a metà tra elettronica e melodia. 6/b www. almeno di notte? Difficile dirlo. il 22 marzo (www. Il 7 all’Amnesia suona addirittura Tobi Neumann. Questa volta tocca a Jeff Mills. è più nordico che mai. Ma se gli dite che la primavera dei club italiani sarà elettronica non potrà non darvi ragione. 14 02-5393948 Che bel matrimonio quello tra Magazzini e Angels of Love. 14 www. Costa Azzurra e Timisoara (per chi non lo sapesse. JAY HAZE. La star dei dj italiani per la sua casa multimediale ha voluto il meglio: impianto audio tedesco e mixer combinato audio-video pronto per i migliori vj del pianeta (www. Il 23 invece suona la tech-house di Satoshi Tomiie. Spesso salgono in console giovani leoni come il toscano Emanuel Paglicci. due delle più importanti realtà del clubbing italiano. porta pazzia e voglia di vivere. Poi arriva il blues futuristico di Jay Haze. via Po 349-5380949 da questo o quel reality devono sottoporsi a tanto. bella dj specializzata in minimal music che non ama apparire (sul suo Myspace ci sono solo foto di ortaggi).it).it Rispetto all’inaugurazione di quattro anni fa. ovvero stile PinetaBillionaire). invece ballano tutti. i prezzi del club di via Monte Grappa sono saliti e il venerdì per ballare vicino a Dolce & Gabbana si spendono ben 30 euro.luminal-milano. Il 6 marzo c’è il live freddo dei tedeschi Dan Berkson & James What.myspace. Infatti anche nei locali fashion (leggi commerciali. “È una discoteca ma anche un auditorium dedicato al ritmo e a chi vuole emozionarsi ballando”. mito della minimal che fa saltare (www. la stagione della house piena di percussioni sembra finita. il giovedì del Goa di Roma (www. “Credevo che suonare la mia musica sarebbe stato difficile. vip e fuoriusciti Chiamatela progressive house o minimal techno. È solo una techno-mania che passerà o siamo finalmente entrati in Europa.myspace. Ultrabeat.com/ ilclub_bologna Led è l’electronic department dello storico locale bolognese Link. Il 22 suona anche a Roma (Brancaleone). E soprattutto. fa ballare anche il Pulp di Milano.NIGHTLIFE CLUBBING & DINTORNI di Lorenzo Tiezzi MILANO JEFF MILLS 21 marzo Magazzini Generali via Pietrasanta. il lato tedesco di Circo Loco Ibiza. abita sul Garda dove fa ballare il nuovo Malemi e gira i club di Berlino. Infine c’è Zip. il maestro della techno più sofisticata. il 27 arriva il solito Neumann. senza fare la star. URBAN · 73 . spiega Joe T Vannelli. dietro al mixer. Il club è l’Area Venezia di Mestre. una sequenza electro per i più giovani e ogni tanto qualche classicone tipo Promised Land di Joe Smooth. Oggi collabora con Il Club per una one night di clubbing di qualità. Invece chi è più interessato alla forma. Da vero zingaro del mixer. il 23 a Napoli (Metropolis). Restando in città e cambiando locale. ZIP 7/14/21 marzo Bologna.com/ultrabeatout). il 13 suona il tunza tunza degli olandesi 2000 and One. passando dal Limelight ai Magazzini la musica prende sfumature diverse ma resta più o meno la stessa (www. E se Bologna e Napoli. e infine. Ogni dj ha la sua definizione ed è pronto a spararvi se usate l’aggettivo sbagliato. Pur di farsi vedere nel posto giusto.net). Il risultato è Angels over Naples. HOUSE MUSIC BYE BYE MILANO THE SOUND OF SAINT TROPEZ Luminal via Monte Grappa. one night mensile che porta in città vecchi e nuovi protagonisti dell’elettronica. intanto balliamo.com/joetvannelli). modelle e tavolari compresi”. uno capace di far suonare quattro dischi insieme e contemporaneamente sorridere a tutti. la musica è cambiata: meno hit e più qualità.

( Frank Zappa ) URBAN · 77 . E alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno.Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra.

udite) accessibili: ce la si dovrebbe cavare con una ventina di euro. tempo permettendo. se bevute in loco. scelta dei vini e impostazione. Poi falafel fatti espressi. Da Brick Oven restano in carta i must di sempre: pizza margherita. 15 02-29528016 chiuso domenica free wi-fi el Jadida via Bezzi. DA NON PERDERE la Blanche. egiziani laureati e ormai milanesizzati. verranno maggiorate di 10 euro. lo chef bi-stellato Carlo Cracco che. Nuovo anche il tavolo di legno da condividere con altri (un invito ai single?!). Rafat e la moglie. Desenza rinunciare a pizza. a prezzi (udite. COUS COUS PARTY Più che una ricetta una bandiera Brasserie Bruxelles Non inganni l’insegna: è un classico pub dove più che a mangiare si viene per trincare birra. ma al menu da steakhouse (bistecche. hors in apertura. El Jadida non è solo un ristorante di buona cucina magrebina. mentre le pereti. Zuppe. Divanetti in ferro battuto e tessuti damascati. 02. aprendo uno scenografico. mantengono via Marsala. pennette di farro con scarola e fare colpo sull’amica/o salutista zucchine. Prezzi contenuti e niente alcool. Inaugurazione prevista in aprile. ma non storcete il naso: niente “Camogli” o “Fattoria”. governata dalle stagioni e dalla qualità delle materie prime. 6 02-724341 chiuso lunedì CONSIGLIATO PER gustare una zuppa d’autore. condito con verdure. servita al tagliere in oltre 60 versioni diverse e cotta in forno a legna plana direttamente sui tavoli di design con sedute in plexiglas. tofu su crema di broccoli). mentre restano i tavoli rotondi con le sedute di design una diversa dall’altra. DA NON PERDERE la serata del venerdì. tajin e pastilla di rito. ell’attesa del Salone del Mobile la Triennale va in grande spolvero rinnovando (sempre con l’abile mano di Michele De Lucchi) gli spazi del Coffee Design. menta. ecco una ex panetteria rilevata e trasformata in contemporary-bar con forno a vista dal quale escono pizze porri e zola. in qualità di consulente. 7 cow-boy e la fidanzata a dieta. il bilhib dell’Atlante con carne e latte. gamberi e calamari). focacce assortite. fa la parte del leone o. vini liquorosi dalla muffa nobile ed entrambi bio: il Domaine Patrick Baudouin – Coteaux du Layon (6 euro al bicchiere) e il pregiato Sauternes Cru Barréjats (74 euro la bottiglia da 50 dl). Niente lista (difficile da tenere aggiornata con un migliaio di etichette) ma si estraggono le bottiglie dallo scaffale che. cioccolato e tamarindo). 4 chiuso domenica 02-8375249 Arabic. 47 sempre aperto la sera 02-89546860 Danzante. unica vera trattoria marocchina con influssi moreschi. curata. Ottima. hanno aperto questo locale nel lontano 1992: nessun orpello. 33 02-29419148 sempre aperto free wi-fi kohinoor Fino a poco tempo fa era l'Orange: ora. saporito e leggermente più asciutto di quello marocchino (11 euro). un paio di panini e una carta di vini lombardi serviti al calice. accompagnandole con qualche prelibatezza salata (calice dai 4 ai 15 euro). nocciole e zafferano e ben cinque golosi budini di riso (al cocco. N Nuova location per la storica pizzeriasteakhouse Usa che oggi veste Warhol e parla mediterraneo di Mirta Oregna 78 · URBAN URBAN · 79 . ma tè alla menta o birra analcolica. inserisce 02-36596810 sempre aperto ricette destinate ai cosiddetti vegetariani e intolleranti (pizze e maccheroncini al CONSIGLIATO PER kamuth. ha assunto il nome di uno dei più preziosi diamanti al mondo e come tale vuole brillare (è cocktail bar-lounge-ristorante-disco). fatta secondo antiche ricette d’abbazia o quelle rare dei monaci trappisti. Tbone e hamburger) si aggiunge una carta mediterranea che predilige verdure e carni (portafoglio di melanzane con bufala e basilico fresco e sella di coniglio ai pistacchi con riduzione di balsamico) e che. Rinnovata la gestione (italiana). innanzitutto. Assolutamente da provare! via Cadore. No happy hour. albicocca. cucina italiana. da sposare a formaggi di media stagionatura e fois-gras. In carta. affascinante locale dove si è concentrato sulla sola cucina del Marocco. in alternativa tra i tanti. con al centro un american bar. per soddisfare l’amico un po’ meno via Castel Morrone. il birmar del deserto con datteri e uvetta e il classico con 7 verdure. che è ormai una firma distintiva della Triennale. che cambia tema ogni settimana viale Decembrio. pane ai 5 cereali e sfilatini alle olive. 30 tel. fave e ceci. La gestione è stata affidata ad Autogrill. torte al cioccolato e golose scorze candite. bensì uno dei nomi più alti della ristorazione cittadina. oltre che muffin. hamburger e patatine ROSSO & BIANCO M la saluMeria del Vino C’era una volta La Cantina di Manuela… da qualche mese al suo posto è arrivata la seconda location dell’amato wine-bar in zona Marghera. Karim è trasmigrato in porta Venezia. quella Belga con la B maiuscola servita da personale con “Master in spillatura di birra belga”. riso del Kuwait con pistacchi. ravvivate dalle serigrafie Ladies & Gentlemen di Warhol. Fiore all’occhiello l’aperitivo al piatto: insieme al cocktail (10 euro) niente buffet ma una creazione dell’annesso ristorante. 26 339-3359865 chiuso domenica no wi-fi Marrakech café via Castaldi. cous cous di agnello. poco fumo e molto arrosto (pardon cous cous) per chi viene qui a pranzo o a cena. si trasformano con cromoterapiche gettate di luce colorata. A breve parte la sala da tè. cous cous Royale con spiedini. uvetta. designer e creativi Brick oVen acinati dieci anni di successi. più accoglienti e meglio distribuiti (130 i coperti) con una cucina a vista separata da un vetro di cristallo. cambiata la gestione e completamente rifatto (con bancone di 13 metri con luci colorate). Tra le birre chiedete la robusta Floreffe.Fuori Prima & dopo Pandenus Dal milanese “pane di noci”. insalate. al carpaccio messicano con tabasco e America con peperoni (6-10 euro). Chiusa l’Andalusia. 31 sempre aperto la sera 02-36555032 100% Original. incluso il marchigiano Vissner ottenuto dalle visciole!) con due specialità francesi. con carne. Restyling della caffetteria in Triennale. che qui replica menu. affettati.55184931 chiuso domenica cracco coffee design Mido via Custodi. pesce e verdure. con primo rodaggio a fine marzo e un invitante nome di battesimo “Cracco Coffee Design”. Nuovi gli spazi. arricchito il menu con piatti mediterranei destinati a chi non ama lo speziato. La chicca del locale: la scelta dei passiti (un trentina. aromatizzata con curaçao e a bassa gradazione (4%) viale Abruzzi. carne (agnello o vitello con montone) e pesce (frutti di mare. Il cous cous arabo è fatto a mano al vapore. oltre a carni grigliate su legno di cedro (menu da 40 euro). in compagnia di architetti. piatti unici. praline. tavolini intarsiati e lanterne sono la cornice di una proposta filologicamente corretta: menu da 40 euro in cui il cous cous bidaoui di Casablanca. con la firma di un grande chef viale Alemagna. ma inaugurano in zona Indipendenza rivestendo l’ex birreria Kirribilly di boiserie immacolate e pareti bianco ghiaccio: la storica pizza sottile senza lievito. immutato il décor che continua a incantare come una reggia in stile “mille e una notte” (era la villa di uno sceicco). eccellente. ma un night club dove fare serata con danza del ventre e djset finale al ritmo della house music (il mercoledì). Allo scoccare della primavera apre una vetrata e dispone gli sgabelli sul marciapiede. dopo i diversi antipasti. ma vino alla mescita con 10/15 etichette che Davide racconta per filo e per segno. DA NON PERDERE il buffet pizza-panereccio con verdure e frutta e fresca via Tadino. sceglie ingredienti e ricette per offrire ai frequentatori quelle qualità ed eccellenza che la città (e la Triennale) reclamano.

sacher ma anche torte e plum cake salati. piselli e immancabili i carciofi. alla fine dell’800 è nato un mito: il carciofo ha cominciato qui a diventare una star sulle tavole della capitale. maxi schermo con immagini dall’isola virtuale. Il tutto bancone. come recita il nome del locale? Assolutamente no! Ognuno piuttosto può scegliere un percorso degustativo. prosciutti e salumi appesi. si fa per dire. il fuori di TesTa CONSIGLIATO PER i 10 panini gourmet. bancone con 15 spine. incontri con narratori. inusuale e sorprendente. Alcune serie limitate. dove un cicheto tira per 25 euro al massimo. Tutti gli scozzesi. oMBre e cicheTi A ognuno il suo. dove i prezzi salgono anche fino a 80 euro per una cena. Alle pareti opere di Blue and Joy. quartiere che più romano non si può. per chiudere con la crema chi arriva da solo e si ferma al al ramandolo e baicoli veneziani. Coi carciofi anche le animelle. electro dark e jazz fusion. Sono deliziose le polpette di carciofi o gli sformati.Fuori Prima & dopo grande Black È una chicca questo american bar: un piccolo gioiellino in un tratto affollato di locali di viale Parioli. La cichetata di sette-otto assaggi si via del Lago Terrione. Spaghetti. oppure fino a tarda notte si viene per un dolce e un bicchiere di passito. C’è aria di Venezia ovunque: legno. È il momento! VirTual cluB di Blue and JoY Un portoncino da pub vecchio stile. uattro locali in uno: stili. A cominciare da quelli crudi in insalata o fritti dorati per antipasto. libri. racconta il cuoco. sorta di mini cena composta di pizzettine. oppure un po’ più elaborati tipo le sarde in saòr. nove irlandesi. la scozzese o quella del Nebraska trattate in cottura con delicata maestria. eppure appartatissima. lampade simili a lanterne in vetro soffiato. Ombre e Cicheti in una piazzetta con vista sul cupolone. E poi una selezione di 15 tè tra rossi. Q L'altro modo di fare l'aperitivo ut” l’aperitivo alla milanese. 14 339-3262438 chiuso lunedì free wi-fi caffeTTeria ViValiBri Reading di poesia. selezione di formaggi e perfino cubetti di lasagna al forno. crumble. gamberi e pancetta con il whisky. marmellate e gelatine. cipolline. la chianina. mentre oggi un locale con rame e mattoni ovunque. tutti tra gli 8 e i 12 euro. Chi decide di 06-633280 chiuso domenica fare sul serio può proseguire con i bigoli in salsa di cipolle e alici e le seppie col CONSIGLIATO PER nero e polenta. Menu in continua metamorfosi che va dall’elaboratissimo all’ipersemplice. Eccoci poi nel terzo girone. tipo le insolite salsicce di tonno. bilance. In questa stagione approfittate della “vignarola”. Atmosfera da trattoria e prezzi in linea. scarpe. sta tutto nella cottura: un fuoco basso all’inizio e poi molto alto per farlo dorato e croccante. Prezzi ottimi. si sbizzarrisce. scelte in tutto il mondo e importate direttamente. e poi trifolati in padella per la frittata. tanto da affascinare anche con un magistrale spaghetto aglio e olio. ognuno abbinato alla sua acqua di sorgente che lascia aprire il bouquet degli aromi. i personaggi di SigalotLa Fauci che dilagano su borse. illuminazione perfetta. nel ghetto. paste artigianali. ai morbidissimi giapponesi a quelli più robusti o torbati. Si bevono esclusivamente birre e whisky: ben 300 le tipologie del distillato. Tra i dolci merita la mousse di cioccolato nero allo zenzero. menu che s’intrecciano. sono 26 e ruotano abbinandosi a un menu in lavagna. le lumachine in umido. Quindici metri quadri in tutto. per chi non è veneto). come il Testa matta e il Testa calda augusTo via Aurelia km 36. sauté di cozze e vongole con la birra Geuze.800 chiuso la sera (tranne nel weekend) e mercoledì 06-99222489 / 347-6124655 Una casa di campagna sul bordo di una carciofaia: Augusto è il vero re del carciofo. tiramisù alla Stout invece del caffè. mensole stipate di bottiglie. rivisitato. Carni superselezionate come la scottona. Spesa sui 7 euro. DA NON PERDERE le serate a tema via di Tor Millina. Da andare fuori di testa. mini corsi di scrittura creativa in questa libreria e caffetteria-lounge bar con store firmato Fabbrica. La lista dei panini. Poi c’è il wine bar. Il segreto. che Mirko Moglioni. prevede abbinamenti rari e golosi tipo ricciola affumicata con maionese allo zenzero. artigianali. DA NON PERDERE i cocktail a base di frutta tropicale viale Parioli. rustici. Si va da whisky fini e dal gusto rotondo. La tradizione romana l’ha consacrato infatti alla giudia e cioè fritto intero dopo averne tagliato le punte. quello dei carnivori: grande bancone frigo con i tagli di bisteccone a vista. 10 06-6896657 chiuso lunedì no wi-fi PiPerno via Monte de’ Cenci. l’altro "O Brasserie 4:20 Un posto veramente insolito (anche per l’ora di chiusura della cucina. Dai 5 euro al bicchiere agli 80 per un Bowmore del 1970. Dal panino alla cena gourmet via Metauro. lattuga. un crostino col baccalà mantecato o i bovoletti. intorno ai 25 euro. La serata parte con l’aperitivo nel gazebo. verdi e neri. alcuni americani. Ci scommette Sebastiano Vianello che ha appena aperto. ciambelline al vino e crostate casalinghe. 82 06-58310737 sempre aperto di Laura Ruggieri 80 · URBAN URBAN · 81 . e cioè le 4 del mattino. Insomma. come una gustosissima polpetta fritta. 9 chiuso domenica sera e lunedì 06-6833606 Da Piperno. formaggi. e cioè tanti piccoli bicchieri di vino spillati alla mescita dalle sette di sera a oltranza (fino alle 2!). da whisky di solo malto a blended pregiati. cicheti da spiluccare al bancone con un’ombra dietro l’altra. Nasceva la “carciofolata”: montagne di carciofi e litri di olio che frigge. carte nautiche. t-shirt. 35 euro per un pranzo d’altri tempi. “in” un cosiddetto giro di ombre (bicchieri di vino. caffè aromatizzati e cioccolate da sorseggiare tra un libro e l'altro. Apple pie artigianali. o dalle pappardelle e fettuccine tirate a mano al sugo di carciofi in bianco. Sui carboni va anche il pesce. Una cena completa sui 55 euro. Qui si fa l’aperitivo a 10 euro con tranci di panini e sfiziosità. Rock d’autore. a cominciare da una salumeria vecchio stile con affettatrice Berkel. DA NON PERDERE i live in onda anche su Second Life via Sabotino. Per finire. ma i tanti assaggi proseguono fino a notte. via Portuense. favoloso): qui prima c’erano i magazzini di una vecchia stazione. Qui i carciofi ve li servono dall’antipasto al dolce (quasi). un po’ l’anima del locale: atmosfera calda. Quando è stagione qui i carciofi li trovate combinati nei modi più creativi: con lo zafferano nei tagliolini. Le birre alla spina. ma una cura estrema nei cocktail e negli sfizi al bancone e al tavolo. nell’impasto degli gnocchi conditi coi carciofi. un campiello dove dal bàcaro arrivano i profumi di una verace cucina veneziana (altra rarità a Roma). Per chiudere. un bancone dove servono taglieri di salumi e formaggi e big panini. un soppalco con un vecchio divano e poltrone. Sapori semplici. bel bancone. Cucina prevalentemente vegetariana piuttosto curata anche nella presentazione. 160 chiuso domenica 06-5128991 Ristorantino dall’atmosfera francese nel cuore della Garbatella. Attenzione ai particolari anche negli arredi e jazz in sottofondo. atmosfere. 31 anni. 18 fa anche al tavolo a 10 euro. una rampa di scale e si scende nel primo locale a Roma direttamente connesso a un club virtuale in Second Life. scaffali fitti di sott’oli. Ma è nella zona gourmet. su uno zabaione salato alla mentuccia. con Eleonora. alla giudia. Circa 100 etichette in carta. a base di primizie: fave. 192 06-80687201 chiuso domenica no wi-fi CARCIOFI TIME Appena raccolto. 33 06-85300692 chiuso domenica WHISKY & BEER le BisTroT via delle Sette Chiese.

accattivante nel suo look contemporaneo. Conto un po’ esoso. A finire. pappa col pomodoro. come la coscia d’oca con riso agrodolce. Gustosi appetizer in bicchiere o al cucchiaio vengono serviti il giovedì dalle 19 in poi su un’originale tavola di carta che si apre a fisarmonica. Tavoli. ben distanziati. senza restare in mutande hosTaria forTuna Vecia dai Venexiani Si è sempre chiamata “Fortuna Vecia”. DA NON PERDERE uno dei migliori mojito in città corso San Maurizio. burrata. Sui 20 euro. al nero di seppia o con le vongole. amaro. 36/e 011-487832 chiuso domenica no wi-fi Muu cockTail Bar conTrosenso Entri e te la vedi enorme sopra la testa la mucca. A TUTTA BIRRA Bionda. è d’obbligo. firmata da Fabrizio Caudana. capocollo o prosciutto di cinta tagliato al coltello. Imperdibile il tris di würstel bavaresi con crauti rossi e bianchi e tris di senape. accogliente nella sua atmosfera soffusa. alle serigrafie della Monroe. crema di ricotta di pecora. nel menu non possono mancare piatti tipici. come ribollita. con un garbato sottofondo musicale o al massimo occasionali dj set. DA NON PERDERE il buffet: cous cous. l’energia e il linguaggio del cibo con una ambientazione di design minimale ma non fredda. DA NON PERDERE l’happy hour domenicale Verona piazza Davide Begalli.50 euro alla mescita) si possono infatti abbinare autentiche leccornie. da accompagnare al buffet. 19 011-5216523 – chiuso lunedì aperto solo di sera uMaMi risToranTe CONSIGLIATO PER una buona cena o un cocktail in un ambiente moderno e minimale ‘l Birichin via Monti. tutte ottime. crostini Verona via Torcoletto.50 euro) o long drink (4. 13 chiuso domenica a pranzo 049-8725673 Gestito da toscani veraci. o alle fettuccine di pasta fresca saltate con polpa di astice intero (16). Menu degustazione a 28 euro con due antipasti a scelta tra sarde in saor. pecorino canestrato (18 euro a persona). DA NON PERDERE un bicchiere di vino del Sud via Cibrario. almeno stando al menu. 15 chiuso lunedì 049-666375 no wi-fi Una miniera di gusti? La cucina regionale Birrificio grado PlaTo la caraBaccia viale Fasano. che si potrebbe tradurre con “saporito”. 36/b – Chieri chiuso lunedì 011-9473236 Nel 2006 la birra Sveva di Sergio Ormea ha ottenuto il prestigioso premio di miglior birra artigianale italiana nella categoria Lager. che amano accompagnare a un calice di vino proposte più sfiziose dei soliti buffet free take: a un rosé Marcato (4. 12 euro). Orientatevi sul pesce: via libera a impepata di cozze servita con crostini di pane all’olio di oliva piccante (8 euro). stupenda birra alla ciliegia. siamo davvero nel luogo di produzione. nervetti. salsiccia delle Murge. 5 011-8390345 aperto dalle 22 alle 3 chiuso lunedì no wi-fi Consigliato per amanti della musica dal vivo di tutti i generi. viaggiate sui 50 euro in due. gli involtini alla barese. ma sono una buona sintesi di ricerca di materie prime e sapiente esecuzione. verdure. I tini di fermentazione sono in bella vista nella sala a sinistra. non è solo un’invenzione architettonica. il Pitigliano della Maremma. sugo di lepre. Al Piper di Verona i resident sono gli chef Birrificio Torino via Parma. bruschette e ottimi salatini di sfoglia. 72 chiuso lunedì 0444-294123 di Francesca Roveda 82 · URBAN URBAN · 83 . tra i quali uno incredibile al wasabi. che produce due birre bionde. fino agli straccetti di pollo con castagne. nei locali del vecchio Sapordivino vale di nuovo la pena fermarsi per un aperitivo. Per la cucina non si è badato a spese: ipertecnologica con cottura a induzione dove ogni sera la squadra di chef resident crea più di cento diverse pietanze. una quindicina i vini. anche prima che vi subentrassero i nuovi proprietari “de Venesia”. pizzette. Vicenza via Generale Giacomo Medici. una ambrata e una bianca. ben studiata. la Grande Carrellata di antipasti: bruschetta. Se arrivate per l’ora dell’aperitivo trovate i tipici cicchetti veneziani: polpette. Tutti piatti che non hanno ceduto alla moda a volte un po’ vacua della fusion orientale. pollo. Poi guardi il bancone e la serie sterminata di bottiglie ti riscalda. esperienza in cucina. aperto poche settimane fa nel cuore del quadrilatero romano. Il ristorante. Una trentina di etichette selezionate con attenzione e riportate sulla lavagnetta oppure il classico Negroni e un piccolo buffet con verdure fresche. focaccia. per qualità e originalità. verdure e parmigiano agli spaghetti alla chitarra con un gustoso sugo di pomodorini. 30 347-3000528 aperto dalle 19 alle 4 chiuso lunedì no wi-fi PiPer CONSIGLIATO PER stupire a un appuntamento. nodini di mozzarella. sui 70 euro. magari sorseggiando proprio l’omonimo Piper Heidsieck Brut (40 euro a bottiglia). 7 chiuso lunedì 049-684854 Come in ogni ristorante pugliese che si rispetti. 7/c Verona 045-8309353. Menzione speciale anche alle pizze bianche da Oscar dai nomi hollywoodiani tipo Casablanca. lime e tonno fresco. si “aperitiva” e si cena. una trentina i cocktail in lista. sono le varianti. poi. Il risultato è “umami” i quattro tradizionali indicatori del gusto (dolce. 16/A chiuso domenica 011-657457 È uno dei migliori ristoranti in città. via delle Orfane. piuttosto kitsch. sui primi piatti una Grafite Beba. Prima fatevi servire un po’ di finocchiona. in versione bassotto (3. torta di nocciole e perfino gelato. Ugualmente irresistibili i cocktail a base alcolica con aggiunta di bollicine. 045-8922324 chiuso lunedì A PrinciPe d'alTaMura Padova via Malaman. i cavatelli con purea di fave e funghi cardoncelli (7 euro). Mousse di cioccolato e tiramisù al bicchiere per concludere. Il padrino o la Stangata (da 6. Con il vino della casa. ripieni di pecorino. una birra trappista come la Achel Brune sui secondi e al dessert una Jacobins Kriek Max. Il modo migliore per consumarle? In sede. Un must l'aperitivo della casa. Ingredienti scelti. Che si manifesta anche nella carta delle birre. poi linguine con le canoce. con un bel piatto di lumache allevate biologicamente o con sfiziosi taglieri di formaggi e salumi. dove l’umami rappresenta una vera e propria filosofia che coniuga il piacere. aglio e prezzemolo (13). Ma sono irresistibili anche le orecchiette alle cime di rapa. gulash. dall’America Latina alle cover band. acqua cotta. tra cui otto alla mescita: così si presenta Le cube. schie con polenta o seppie in umido più capesante. apre solo per cena e prolunga l’orario fino a tardi per l’after-dinner. calmi la fame con qualche piatto sfizioso. al risotto mantecato con capesante e champagne (minimo per 2. Da provare anche la Sticher. 30 sempre aperto 011-2876562 Ottimo microbirrificio. altrettante caipiriñe e addirittura dieci diversi Martini cocktail. acido. impegnativo ma degno di nota (22 euro). cantuccini e vin santo. anche al bicchiere. poi una Blanche de Bruxelles sugli antipasti. fresca e rigorosamente artigianale LAND TASTE DA NON PERDERE le bollicine di ricerca Padova via Umberto I. 5 chiuso domenica 045-8050062 wi-fi in fase di abilitazione anTonio ferrari La “bottega” è un ritrovo particolarmente adatto ai patiti dell’apericena. omonimo. Prezzi equilibrati. Il bello. l’ambiente è piacevolmente rustico. Ti siedi. anche meno se si opta per una delle 25 pizze proposte. sott’oli di stagione tipo i lampascioni. innaffiati da vino delle Murge. invitano a sedersi e a scegliere piatti interessanti in un menu vario e goloso. tagliata al coltello con mousse di robiola. Si può partire con una Elixir Baladin per aperitivo. prodotta con materie prime biologiche locali. In menu si spazia con disinvoltura da buoni agnolottini con burro. Sui 10/15 euro. mentre ti fai trasportare dalle note che escono dalla chitarra magica di Giulio Camarca. peoci ripieni. intorno ai 25 euro. Adesso è anche il nome di un locale. l’unico in città. rosa. frittatina.Fuori Prima & dopo le cuBe Target giovane. 18 chiuso lunedì 349-8437444 no wi-fi Fuori cheers Bar Look total white per la nuova gestione di questo bar-osteria dove si può anche pranzare con i piatti tipici della tradizione veronese. che dà il nome al locale. Ma il pezzo forte è sicuramente l’happy hour a base di mojito – si dice che la ricetta sia proprio quella ispanica – e americano (vermouth. Ma questa è un’altra cena. Capitolo a parte la cucina alla birra: risotto. Prima & dopo seVe café Dopo qualche anno di appannamento. prendi un boccale di birra o un calice di vino di nobili natali o magari un sorprendente cocktail all’assenzio. Padova via Bartolomeo Cristofori. mix di Crodino e Porto (3 euro) adatto anche ai palati più delicati. bitter campari e seltz). salato) i giapponesi ne hanno aggiunto un quinto: l’umami. DA NON PERDERE la jam session del giovedì sera via Cellini. per due. costicine di cinghiale alla griglia e naturalmente la mitica fiorentina. via Torricelle. L di Bruno Boveri e Leo Rieser a versione veronese del leggendario Piper non ha niente a che vedere con l’originale: qui più che dimenarsi al ritmo di qualche trasgressiva rockeuse. con suggerimenti per l’abbinamento. alla carne cruda. Il pezzo forte però resta il trionfo di crostacei e altro pesce di giornata. Ci sono cinque daiquiri.50). per ora.50 a 8 euro). dal blues al jazz. Un’ultima curiosità: tutto quello che vedete è in vendita. Da migliorare l’offerta di vino che si limita solo a una dozzina di etichette. dai lampadari in vetro di Murano neri.

anche la metà. 22 329-6886322 chiuso domenica no wi-fi P di Cinzia Negherbon otrebbe vantare numerosi primati: la cameriera più alta di Napoli. e la qualità non è un lusso. Ricca anche l’offerta dei vini. DA NON PERDERE la spremuta di arance rosse di Sicilia e limoni di Sorrento e il caffè. il parterre con il naso all’insù. che in parte cambia ogni giorno. Qualche posto in piedi per un rosso con appetizer. E dolci. Apre solo di sera. palestra e centro massaggi. biodegradabile al 100%. Pane e Panelle via San Vitale. macinato fresco via Chiaia. uno chef che sembra uscito da un fumetto di Corto Maltese e che può vantare uno stuolo di aficionados che lo seguono negli svariati ristoranti che ha avuto in gestione. la freschezza dei piatti (abbondanti. Prima & dopo cicileo café Un piccolo gioiello nascosto nella Bologna medievale. Organizzato su due livelli. i celiaci o gli intolleranti a latte e uova debbano rinunciare al piacere del gelato. carne in secundis) e dolci (il plum cake “Williams” cacao e pere è una vera esperienza). L’arredo è tradizionale. Da ultimo Pane e Panelle. è un vero personaggio: mesce.. con grande attenzione per le materie prime. per esempio. di media. mode. E contenitori. non c’è niente di meglio della cassata siciliana fatta in casa. religione (scherziamo!). con un variopinto buffet mediterraneo via G. di una buona bottiglia. Ciro. DA NON PERDERE i drink inventati dalla barista Daniela via Poggio. ha conquistato una clientela difficilissima che ormai. Nel menu. La filosofia di questa trattoria piuttosto informale. dove si bada molto alla sostanza e poco alla forma. coppette e palette sono in Pla (plastica di mais). Per chiudere. DA NON PERDERE i tanti abbinamenti vini-cibi via Parigi. perché si spende non poco. antipasti (super i cornetti di bresaola con robiola e rucola e i caprini freschi con salsa al peperoncino). con cento posti a sedere. Unica pecca: manca il servizio a tavola. Alla fine il conto si aggirerà sui 28-30 euro. medaglioni al tofu e spinaci. tra una pazza idea e l’altra. sesso. granite siciliane e gelati al latte di riso ai gusti di mandorla e pistacchio. al primo piano il ristorante e infine all’ultimo una sala perfetta per vernissage e mostre d’arte. La cucina è raffinatissima. tra le 12. la BarriQue piazzetta Ascensione. 18 081-403162 sempre aperto no wi-fi VERDE IN TAVOLA Quando vegetale fa rima con “niente male” DA NON PERDERE il pranzetto brunch/chic del sabato. tra una tela e l’altra. Per la felicità dei tabagisti. DA NON PERDERE i posti poggiabicchieri sotto la nuova finestrella aperta sul vicoletto affianco. non mancano mai gli spaghetti con alici fresche e pecorino pepato siciliano e i bucatini con sarde. 7 chiuso lunedì sera e domenica a pranzo 081-7644114 Ecco il classico evergreen. salumi e formaggi. Si usano solo materie prime da agricoltura biologica. Tra le specialità. A pranzo. diviso in quattro sale tutte diverse. ma da anni è punto d’incontro per creativi. Tempi lunghi. artisti e chiunque abbia voglia di ascoltare buona musica live (jazz. 7/a info@stefino. Un consiglio? Risotto al radicchio. ma dal lunedì al venerdì questo ristorante è quasi una salvezza per chi ha bisogno dell’antidoto pausapranzo contro la grigia monotonia dei grattacieli griffati Kenzo Tange.com sempre aperto Non è detto che i vegani. Ogni giorno vengono prodotti flyers ad hoc con caricature dello staff paziente per promuovere. su tre livelli. ma quando esce pretende anche un certo tocco di eleganza. a dispetto di tempi. chiacchiera con tutti. il bar dedicato agli aperitivi.. Qui il menu cambia tutti i giorni. La novità è che da metà marzo apre i battenti Stefino Veg. Pre-no-ta-re! La pausa pranzo? Facciamola creativa sTefino Veg VinariuM via Riva di Reno. con ottimi rossi non solo campani. 9 chiuso lunedì 081-662721 A pranzo pochi piatti ma tutti gustosi. ai tavoli del Piz-Art. 64/c 051-235343 chiuso domenica Ideale per chi sceglie sì la cucina vegetariana e vegana. uvetta e pinoli. sono soltanto uno dei superbi piatti di Francesco Natale. Di sera. Di sera. 9 chiuso lunedì 081-400104 Cantina fornitissima e prestigiosa. arredi retrò con vecchi tavoli di recupero tutti diversi. invece. Il design è rustico ma elegante. 11/c 328-9211968 chiuso domenica no wi-fi Piz-arT CONSIGLIATO PER gli “sfizi della casa e del giorno” e per il piatto unico “bio” via Santa Maria a Cappella Vecchia. È la Sicilia e panelle. sempre piacevolissimo. sorsiMorsi Un casolare di campagna rivisitato in chiave moderna. affollatissimo. Che tante volte bastano quattro tavolini. affacciato sul giardino. diffonde un verbo: “Mangiare insieme crea complicità”. e tra i secondi merita l’assaggio la tartara di tonno. funky o ska). quando il bancone è stracolmo di ottimi formaggi provenienti dal caseificio di famiglia e da 150 tipi di tartine dolci e salate preparate dal gestore Claudio. Per il piacere degli occhi. semplice ma rigoroso. Le piccole dimensioni del ristorante e le tinte pastello degli arredi vi catapultano in una lieve atmosfera da cartone animato. a tutto vantaggio di una cucina “per sottrazione” che punta all’essenza dei sapori evitando piatti troppo elaborati e conditi. per una serata diversa dal solito: al piano terra. metti. piccino picciò. Dà il meglio di sé all’ora dell’aperitivo. ancora un po’ in vecchio stile nouvelle cuisine. piatti del giorno davvero gustosi (zuppe in primis. 2 – San Giovanni in Persiceto 051-6810768 – chiuso martedì e sabato a pranzo Maurizio Sarà anche piccolo il bar Maurizio. prezzi piucchedemocratici (con 7 euro te ne torni in ufficio a pancia piena). diverte. I tavolini all’aperto con le sedie in vimini restano perfetti per l’aperitivo di mezzodì.Fuori Prima & dopo TriP Le iniziative cultural/letterarie/ artistiche ormai non si contano più. Apre solo a pranzo. e in ottima compagnia. con proposte come sorbetti alla frutta preparati con acqua (da provare pera e cannella). dipende dal vino. o di perdersi con il bicchiere in mano sotto il portico sempre affollato. Fuori Mexico Piccolo piccolo. l’accoglienza è calda. Very “Montecarlo” il sottofondo. bistecca di seitan. Easy. Ottimo rapporto qualità-prezzo. ma si cena con una ventina di euro. dalle sette di sera in poi. arredate seguendo i criteri dell’architettura ecologica e del feng shui. ultimo nato sotto la sigla di un Signor Espresso tutto partenopeo. con tanto di coloratissimi piatti plasticamente disposti. gli “scialatielli di mare dell’Ammiraglio Pietranera”. con menu più abbordabili (anche insalate e verdure) e non troppo calorifici. wine e music bar dove in sostanza è come stare nel salotto di casa. Da masticare. con tanto di sauna. età. würstel vegetali. 50 euro a testa. Prendiamo un caffé? di Ciro Cacciola 84 · URBAN URBAN · 85 . con una predilezione per le carni e i formaggi più preziosi. di recente trasferito in via San Vitale che ora apre anche a pranzo e in primavera inaugura un giardino in mezzo ai nespoli con tanto di loggiato coperto. Ma il numero degli aficionados cresce soprattutto il giovedì e il venerdì. attori. nelle tinte di un giallo dominante e caloroso. Oppure l’invenzione di piatti unici come la “capresina milanese” o come l’inconsueta pizza “quadra” (con cornicione ripieno!) derivata dalla ben nota quadratura del cerchio. posson bastare 25 euro. è tra i baretti più carini dell’area pedonale che assembla fashion victim e pedoni per passeggiata. Centro Direzionale di Napoli – Isola G2 081-7877555 chiuso sabato e domenica L l’eBBrezza di noÈ vico Vetriera. 159 081-4207241 sempre aperto no wi-fi enoTeca Belledonne Chi non la conosce? Strapiena così di bellagente che beve per strada è un classic must per l’aperitivo o il dopo cena dei professionisti più mondani. e ancora centrifugati di frutta e verdura. degustazioni chic (w il “tutto pecora”). tisane e sidri biologici. concertini jazz e di musica d’ascolto. Duecentocinquanta diverse specialità di vino e una cucina che rielabora ricette e ingredienti mediterranei. tipico cibo di strada siciliano a base di farina di ceci. il “risotto alla genovesina di polpo”. si fuma in giardino avvolti in una morbida coperta offerta dalla casa. “spuntò” e tanti cocktail d’annata. 64 081-19568994 chiuso domenica no wi-fi DI VINO IN VINO Bere bene per mangiare meglio cenTro naTura via degli Albari. da quando c’è il nuovo appuntamento con “Aperò++”. Martucci. E il sabato sera cene tematiche accompagnate da concerti e performance. Aperitivi musicali la domenica e reading letterari. con esempi come il bulgur agli spinaci e bietole e il seitan all'ortolana. e un ottimo ristorante biologico vegetariano. alimenti freschi e sapori essenziali. un palchetto per suonare e un proprietario mitico come Maurizio… DA NON PERDERE lo spritz via Guerrazzi. Il patron Domenico “superglasses” Cianflone. si sente come a casa. 71 051-270440 chiuso sabato a pranzo. scelto ogni giorno fresco al mercato. propone assaggi di salumi. bisogna andarci con l’intenzione di una buona cena. domenica e lunedì CONSIGLIATO PER chi ha voglia di Sicilia clorofilla strada Maggiore.30 e le 15 più o meno. infusi. cucinato secondo la tradizione siciliana e mediterranea. L’“oste”. Specialità della casa il pesce. ruota attorno all’aggettivo “slow”: cioè si aspetta parecchio per mangiare. per la verità) e la bontà di ricette sane che coniugano tradizionalità e inventiva. Doc. 6 051-235643 chiuso domenica sera È l’oasi del naturista. troppo giusta! vico Belledonne a Chiaia. i “fusilli del professore” o le “trofie di zio Gennaro”.

Più avanti. classe 1974. 86 · URBAN . quando arrivava la primavera. 21 barrato e la più rara 22. L’essenziale era non essere più “uno che prende il 20”. e nelle loro chiome giovani e sconvolte. e noialtri dovevamo scalare muri di schiene e zainetti per montare a bordo prima che si richiudessero le porte. Più tardi ancora li verniciarono di un arancione brillante. per conto suo. la gente ci guardava scuotendo la testa. Purtroppo “prendere il 20” era un marchio non troppo onorevole agli occhi dei compagni più fighetti cresciuti in pieno centro: capirete. Di solito. San Donnino. Ancora oggi il 20 solca Bologna da Occidente verso Est e. che non si arrenderà mai all’estetica conformista riflessa nelle vetrine del centro di Bologna. quegli autobus sbucavano a coppie su dalla curva di via Porrettana. gli autobus di Bologna. mi sembra di riconoscere l’eco di uno spirito periferico. applicata con modernissimi fogli di pellicola.ultima fermata Bologna IN VIAGGIO CON ENRICO BRIZZI SULLA LINEA 20 Da Casalecchio di Reno al Pilastro Un tempo erano verde bottiglia. Scendevo in via d’Azeglio. in certe felpe a strisce o jeans sdruciti. i ragazzi del ginnasio e della scuola per ragionieri che scendono alle fermate del 20. uno stallone arabo o in mongolfiera. bolognese. come cantava il Maestrone Francesco Guccini già nel 1981. si può distinguere ancor oggi fra le pieghe della nuova livrea istituzionale “rosso Bologna”. a lungo il quartiere peggio servito di tutta la città. poi diventarono rossi col tetto crema. che lo ha collocato appena ventenne in testa alle classifiche di vendita. Sognavo di arrivare a scuola su una Norton Commando. dove si spreca l’odore di benessere “però con lo strano binomio dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio”. Rock. un’Atala bastava a farmi sentire pienamente emancipato. nome che porta ancor oggi. o venire alle mani con qualche aspirante ragioniere di Casalecchio o del temibile quartiere Barca. a 500 metri dal liceo. infila il rettilineo di via San Donato: Sala Sirenella. In primavera è atteso il suo nuovo libro. Enrico Brizzi. Oggi mi muovo soprattutto a piedi: non serve aspettare la corsa successiva e non c’è il problema di parcheggiare. allegra come l’idea di un sottomarino giallo o d’una balena con le ruote. e quella breve passeggiata a volte non bastava per cancellare il senso di frustrazione: la colpa non era dell’autobus. ha esordito con Jack Frusciante è uscito dal gruppo. preferivano aspettare l’autobus successivo. lungo via Saragozza correvano le linee 21. subito dopo il sottopasso sfiora i giardini all’interno dei quali sorge il tempio rock del Covo e poi guadagna il capolinea fra i palazzoni da edilizia intensiva del Pilastro. capace di ricordare i tulipani e i palloni da calcio che s’impiegano nelle serate più nebbiose. L’autobus. le corse attraverso il quartiere erano state unificate sotto la dicitura unica di “linea 20”. lungo la Saragozza avenue delle case sotto il portico e degli studi dei professionisti. trekking e fumetto. entrano ed escono dai suoi romanzi. Però li vedo ancora. ma dei miei 15 anni. autentico rock ’n’ roll. già ai tempi delle mattine segaiole e ginnasiali. un cammello. toccata la zona universitaria. continuava a traversare il centro. lenti e già carichi come tradotte. Quella tinta squillante. Passato l’arco del Meloncello. Piuttosto che arrischiarsi tuffandosi all’interno. le sue passioni. Ai tempi degli autobus dal tetto color crema. resistenti alle intemperie ma incapaci di nascondere il passato del mezzo. sui cui mezzi si saliva sempre con circospezione. La nostra guerra.