MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO 2012 ANNO 137 - N.

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La ricerca I capi: un’ora su tre passata in riunioni
di Massimo Gaggi a pagina 24

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Con il Corriere Mani Pulite, l’inchiesta che ha cambiato l’Italia
Venerdì 1˚ volume a 9,90 euro più il prezzo del quotidiano

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Il libro Per una letteratura priva di ideologie
di Claudio Magris e Gao Xingjian a pagina 32

GRANDI PROGETTI E NUMERI INCERTI

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LA CONTABILITÀ DELLE AMBIZIONI
di SERGIO RIZZO
omprendiamo i musi lunghi delle nostre alte gerarchie sportive: non capita tutti i giorni di arrivare così vicini all’appuntamento della vita (professionale, s’intende) senza riuscire ad afferrarlo. Né ci sorprende il senso di frustrazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno: dopo due weekend di fila sotto la neve e le polemiche sulla gestione dell’emergenza meteorologica, il «No» di Mario Monti alla candidatura della capitale per l’Olimpiade del 2020 è un colpo impossibile da assorbire. Temiamo tuttavia che abbia ragione l’organizzatrice di Torino 2006, Evelina Christillin. «Da sportiva ero assolutamente a favore di Roma 2020 e avrei sottoscritto l’appello firmato dai 60 campioni, ma sono più comprensibili le ragioni addotte da Monti», è stato il suo commento. Un realismo doloroso e appassionato, che fa il paio con quello di Pietro Mennea: «Mai potrò essere contrario all’Olimpiade. Ma ritengo che organizzare un evento come questo comporterebbe ulteriori sacrifici che potrebbero avere gravi conseguenze sul futuro». Il futuro, appunto. Quello che il premier afferma di non voler compromettere con un impegno finanziario che «potrebbe gravare in misura imprevedibile sull’Italia». Monti se la sarebbe potuta cavare dicendo che «mancano i soldi». Invece è andato oltre. «Imprevedibile» è una parola che denuncia la fragilità estrema del nostro sistema. Un fattore che nessuno, fra i tifosi di Roma 2020, è sembrato tenere in debito conto. Si è arrivati a sostenere che sarebbe stata un’operazione «a costo zero» con le spese coperte da introiti fiscali e incassi dei biglietti. Spese astronomiche già in partenza. Otto miliardi? Dieci? Quanti davvero? Il partito dei Giochi avreb-

Olimpiade

La protesta di Alemanno: così non si scommette sul futuro del Paese

Monti dice no ai Giochi di Roma «Non sarebbe stato responsabile»
Il governo dice «no» alla candidatura di Roma per l’Olimpiade 2020. Niente firma sulla lettera con le garanzie richieste dal Cio. Dopo aver valutato costi e benefici dell’operazione, il premier Monti ha deciso che non esistono le condizioni per procedere: «Non possiamo correre rischi, non sarebbe stato responsabile». Protesta il sindaco Gianni Alemanno: «Non è così che si scommette sul futuro del Paese».
DA PAGINA 2 A PAGINA 6 M. Franco, Garibaldi Guerzoni, Menicucci, F. Monti, Perrone, Toti, Vanetti

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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

be dovuto ricordare che da troppi anni sbagliamo, e per difetto, ogni preventivo. Di soldi e di tempi. Non per colpa dei ragionieri, ma di una macchina impazzita che macina ricorsi al Tar, arbitrati, revisioni prezzi, varianti in corso d’opera, veti di chicchessia: dalle Regioni alle circoscrizioni. Un impasto mostruoso di burocrazia, interessi politici e lobbistici che spesso alimenta la corruzione e ci fa pagare un chilometro di strada il triplo che nel resto d’Europa. E in due decenni non è cambiato proprio nulla. Anzi. Per rifare gli stadi di Italia 90 abbiamo speso l’equivalente di un miliardo e 160 milioni di euro attuali, l’84% più di quanto era previsto? Nel 2009 ci siamo superati, arrivando ai mondiali di nuoto senza le piscine. In compenso, però, con una bella dose di inchieste giudiziarie. Questo è un Paese nel quale da dieci anni si monta e poi si smonta, quindi si rimonta, per poi smontarla di nuovo, la giostra del Ponte sullo Stretto di Messina: incuranti di penali monstre che nel frattempo lo Stato si è impegnato a pagare. Dove i costi della metropolitana C di Roma esplodono in modo così fragoroso che non è possibile immaginare quando e se la vedremo finita. E uno sguardo andrebbe rivolto anche all’Expo 2015 di Milano, per cui la Corte dei conti ha eccepito che «la complessità, l’onerosità e la ridondanza delle strutture» decisionali rischia di causare «difficoltà e disfunzioni sul piano operativo». Conosciamo l’obiezione: i precedenti disastrosi non sono un buon motivo per non fare le cose. Giustissimo. Ma sono un’ottima ragione per andarci con i piedi di piombo. Almeno quando rischiare una montagna di denari pubblici non è proprio necessario. Come adesso.
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L’approfondimento

La spesa prevista: 800 milioni all’anno dal 2014 al 2018
di LORENZO SALVIA
A PAGINA 5

Decisa la pubblicazione online entro martedì. I guadagni di Barca, Profumo e Patroni Griffi

Lavoro e welfare

Arrivano i redditi dei ministri
Controlli sulle pensioni d’invalidità: revoca per 1 su 3
Esordio con polemica a Sanremo. E in città gli uomini della Finanza

SE IL POSTO NON È FISSO IL SALARIO VA ALZATO
di ALBERTO ALESINA e ANDREA ICHINO
benefici del posto fisso (per chi lo ha) sono ovvi. La domanda rilevante è: quanto costa la garanzia del posto fisso al singolo e alla collettività? Un fatto spesso ignorato è che questo costo non è nullo anche per chi il posto fisso già ce l’ha. A parità di altre condizioni, per godere della protezione offerta dall’articolo 18 il lavoratore riceve una retribuzione inferiore a quella che otterrebbe se rinunciasse alla tutela contro il licenziamento. L’imprenditore, infatti, privato della possibilità di licenziare qualora il posto diventasse in futuro improduttivo, sopporta un costo potenziale aggiuntivo, oltre alla retribuzione. Se è disposto a pagare il lavoratore 100 mantenendo il diritto di licenziarlo, vorrà pagare solo, diciamo, 90 per assumerlo senza possibilità di licenziamento. La differenza è una sorta di premio di assicurazione che il lavoratore paga al datore di lavoro per correre meno rischi.
CONTINUA A PAGINA 8

Celentano, show contro la stampa cattolica

Entro martedì prossimo le dichiarazioni patrimoniali dei componenti del governo saranno pubblicate sui siti istituzionali online. Lo ha deciso ieri il Consiglio di ministri. I ministri Barca, Profumo e Patroni Griffi e i due sottosegretari all’Istruzione, Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria, hanno già resi noti i loro guadagni. Controlli dell’Inps sulle pensioni di invalidità: revoca per una su tre.
ALLE PAGINE 11 E 13

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ANSA / CLAUDIO ONORATI

Democrazie

La vista corta che danneggia l’Europa
di MARIO MONTI e SYLVIE GOULARD

IL PREDICATORE DECADENTE
di ALDO GRASSO

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oan Lui è convinto di predicare meglio dei preti. Ma nel ruolo di profeta salva Italia ne vogliamo solo uno, due sono troppi: o Monti o Celentano. CONTINUA A PAGINA 36

Il Festival di Sanremo parte tra imprevisti e polemiche. Canzoni in secondo piano rispetto allo show di Celentano (sopra, con Morandi) che attacca stampa cattolica e Consulta. Controlli della Finanza in città. La valletta Ivana Mrazova (a sinistra) costretta a lasciare per una cervicalgia. Al suo posto, Belén ed Elisabetta Canalis.
ALLE PAGINE 36, 37, 39 R. Franco Laffranchi, Luzzatto Fegiz, Vecchi, Volpe

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ra le questioni che la crisi attuale ha sollevato, nessuna è più importante, nessuna è meno dibattuta di quella della democrazia in Europa.
A PAGINA 34

Milano L’agente che ha ucciso durante un inseguimento ora è indagato per omicidio

«Il vigile ha sparato alle spalle»
La nuova lingua

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ANSA / ARKO DATTA

Troppe metafore, così l’italiano scompare
di PIETRO CITATI
A PAGINA 33

«Il vigile ha sparato alle spalle». Si aggrava la posizione di Alessandro Amigoni, l’agente della polizia locale che dopo un inseguimento ha ucciso a Milano con un colpo di pistola un cileno di 28 anni. «I fuggitivi non avevano armi», dice il pm, che ha trasformato l’accusa per Amigoni da omicidio colposo per eccesso di legittima difesa a omicidio volontario.
ALLE PAGINE 20 E 21

Il reportage

Voci e colori di Calcutta nell’India che incanta
di DACIA MARAINI
ALLE PAGINE 18 E 19

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Berticelli, Focarete, Giuzzi

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Primo Piano

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Il governo I Giochi 2020

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È un’occasione sprecata perché non può passare l’idea che l'Italia sia un Paese senza fiducia e senza speranza nel futuro Angelino Alfano, Pdl

«Spendere per l’Olimpiade sarebbe irresponsabile»
Il no di Monti: gli italiani fanno sacrifici, non capirebbero
La Nota
di Massimo Franco
ROMA — Candidatura di Roma ai Giochi olimpici 2020: «Il governo ha esaminato il progetto con grande attenzione, in particolare per quanto riguarda l’analisi economica, e all’unanimità è arrivato alla conclusione: non si ritiene che nelle attuali condizioni sarebbe responsabile per l’Italia assumere la garanzia finanziaria richiesta». Fine del sogno. Il premier Monti ha chiuso così, solo 24 ore prima del termine per la presentazione delle garanzie, la questione Olimpiade a Roma: «Non pensiamo che sarebbe coerente mettere a rischio denari dei contribuenti». Primo pomeriggio, conferenza stampa a Palazzo Chigi. Le spiegazioni sono dettagliate, Monti sa che la ferita per Roma, per il mondo dello sport e per chi sperava in una ripresa di insier sulle precedenti Olimpiadi. E’ vero che il progetto-Roma prevede un impatto economico positivo, ma ci sono stati nel passato «sforamenti importanti rispetto alle previsioni». Monti ricorda come è stata costruita la crisi: «Se siamo a fare i conti con una condizione dell’Italia difficile è perché sono state prese da governi di ogni segno decisioni senza molto riguardo a conseguenze finanziarie negli anni successivi. Noi non vogliamo che chi governa nei prossimi anni si trovi in difficoltà». Prima della conferenza stampa, il premier aveva ricevuto — per un’ora — la delegazione pro-Olimpiade, il presidente del comitato promotore, Pescante, il presidente del Coni, Petrucci, il sindaco Alemanno, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. In serata, Monti è tornato sull’Olimpiade a Sky Tg 24 e, subito dopo, a Rapporto Carelli. Una scelta di pessimismo, presidente? «No, potevamo vincere sulle città concorrenti. Ma il progetto sarebbe stato poco capito dagli italiani, che sono sportivi, ma anche sottoposti in questo momento a sacrifici». E i mercati? «Avrebbero pensato che l’Italia, dopo 2-3 mesi di rigore, si lanciasse in atti imprudenti, come una garanzia a un importo sostanzialmente illimitato. Si deve evitare di scivolare su una buccia di banana». Monti ha detto che il governo «è molto dispiaciuto», ma ha citato la situazione greca: «Almeno in parte, il progetto dell’Olimpiade di Atene nel 2004 ha contribuito al dissesto finanziario della Grecia». In diretta, il presidente Petrucci dice che avrebbe voluto più rispetto, una decisione non all’ultimo istante. E Monti: «Abbiamo provato fino alla fine, ma non siamo riusciti, con le nostre coscienze, a dare l’appoggio anche finanziario».

Una scelta contrastata in piena sintonia con gli impegni europei

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e pressioni per piegare Mario Monti al «sì» a candidare Roma per l’Olimpiade del 2020 erano fortissime e ramificate. Eppure, da giorni si conosceva la sua perplessità nei confronti di una scommessa tutta giocata sul prestigio ma resa pericolosa dal dubbio che i costi potessero lievitare e andare fuori controllo. Già la decisione di rinviare la risposta fino all’ultimo giorno era un indizio vistoso delle sue intenzioni. E la sensazione è che abbia voluto prendere tempo non per cambiare idea ma per far capire che questa ambizione, pur legittima, poteva essere pagata a carissimo prezzo non dal suo ma dai futuri governi. E alla fine i suoi ministri, «all’unanimità, con rammarico», spiega una nota di palazzo Chigi, si sono schierati con lui. L’ira controllata del «partito olimpico» e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dice quanto si investisse su una riIra controllata sposta positiva. Eppure, nel ridel partito fiuto di Monti a sottoscrivere delle Olimpiadi la garanzia che avrebbe perla candidatura è difficima la decisione messo scorgere un gesto di rele non era attesa sponsabilità. Si tratta probabilmente di un atto che non porterà al presidente del Consiglio né popolarità né vantaggi politici. Il comunicato con il quale palazzo Chigi spiega la decisione risponde all’ondata di attacchi ricevuti; e in alcuni passaggi suona vagamente difensivo. Monti riceve parole di apprezzamento dall’Udc e dalla sinistra, sebbene in quella romana prevalgano parole che grondano delusione. Lo applaude la Lega, ma solo in chiave antiromana. E il Pdl lo attacca e minaccia di appoggiarlo sempre meno. A conferma di queste critiche, l’ex premier Silvio Berlusconi dice che lui avrebbe firmato per candidare Roma. C’è da credergli. Ma l’attacco è contenuto: come se i partiti in realtà si aspettassero il «no». D’altronde, i contatti riservati avuti nei giorni scorsi da Monti, anche con il premier britannico David Cameron, gli avevano confermato quanto l’erario pubblico poteva essere messo alle corde. Le Olimpiadi di quest’anno a Londra costeranno molto più del previsto: almeno il doppio, al punto che ci si chiede se ne sia valsa la pena. E il collasso economico della Grecia viene considerato una conseguenza anche delle spese faraoniche sostenute dal governo di quel Paese per i giochi di Atene di otto anni fa. Non a caso, nel comunicato di palazzo Chigi si fa riferimento a «tutte le precedenti esperienze olimpiche». Ma soprattutto, un cedimento di palazzo Chigi alle pressioni poteva essere interpretato come una contraddizione rispetto alla faticosa opera di rilegittimazione dell’Italia in Europa. «Il piano di rientro esigente» dal debito pubblico rischiava di essere reso meno credibile, ha spiegato Monti prima ai promotori e poi in conferenza stampa. Ci possono essere «scostamenti molto rilevanti fra preventivi e consuntivi». Fosse stata un’altra stagione dell’economia italiana, si poteva tentare. «Ma in queste circostanze non sarebbe responsabile assumere l’impegno» di «coprire ogni eventuale deficit nel bilancio del Comitato organizzatore». Si richiede una gestione rigorosa dei conti pubblici «per molti anni». Si tratta di una decisione che i delusi vedono come un gesto di sfiducia e di rinuncia: la presa d’atto che l’Italia non è in grado di organizzare i Giochi olimpici. Certamente è un epilogo amaro, che lo stesso Quirinale fa sapere di avere accolto dopo avere considerato «con la massima attenzione le preoccupazioni e le ragioni» del governo. Ma l’impostazione di Monti non ha messo in dubbio la bontà dei progetti presentati; non ha negato che l’Italia debba comunque «avere mete ambiziose»; né avallato la tesi di chi vede nella bocciatura il timore di consegnare in mani inaffidabili un affare che sarebbe valso, come minimo, una decina di miliardi di euro: sebbene la prova penosa data dal sindaco Alemanno nell’emergenza della neve forse abbia offerto qualche elemento di dubbio in più. Le obiezioni decisive sono state di carattere economico-finanziario. Sarà pure vero, come protestano i fautori della candidatura, che è stato interrotto un sogno. Il problema è che i sogni a volte costano così cari da trasformarsi in incubi.
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La buccia di banana «Da evitare una buccia di banana sui mercati. Atene 2004 ha contribuito in parte al dissesto greco»
vestimenti infrastrutturali, brucia. Il messaggio, dietro il no è «prudenza». «Il progetto merita elogio — ha detto Monti — Ma dobbiamo essere molto responsabili nell’attuale situazione italiana: le turbolenze dell’eurozona non consentono ancora di prescindere da questa difficile situazione finanziaria». Insomma, «siamo in mesi in cui è prematuro sganciare la cintura di sicurezza, non vogliamo che la percezione che stiamo cercando di dare dell’Italia negli ambienti internazionali possa essere compromessa da improvvisi dubbi, magari alimentati dai concorrenti nella sfida olimpica». Il governo non intende «dare la percezione di un essere un Paese non prudente, in questo momento». Il governo ha studiato il dos-

Il presidente del Consiglio colpito dalle uscite senza ritorno

Il debito dei mondiali di nuoto e il timore di ripetere il flop
Paura di affogare. Tra le ragioni che hanno pesato sulla scelta di Mario Monti, ci sono i «problemi» dell’ultimo Grande evento sportivo disputato in Italia e nella capitale. I Mondiali di nuoto del 2009. Un passo indietro. Vennero assegnati nel luglio del 2005 a Montreal. Favorita era Yokohama, ma la delegazione italiana, con il presidente del comitato promotore (e poi organizzatore) Giovanni Malagò, il rappresentante del Comune di Roma (allora il sindaco era Walter Veltroni) Gianni Rivera e il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, giocarono meglio la partita tra conoscenze, simpatia e fascino di Roma. Nel documento presentato alla Federazione internazionale, il programma prevedeva due poli: il rinnovato Foro Italico e il nuovo impianto di Tor Vergata denominato Aquatic Centre e disegnato da Santiago Calatrava. Ovviamente a Tor Vergata non si è vista una bracciata. Tutto (a parte il nuoto in acque libere) è stato concentrato nell’area del Foro Italico. Come spesso succede in Italia presto si verificarono ritardi e polemiche che

Andrea Garibaldi
agaribaldi@corriere.it
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Le tensioni sui Giochi

Clini e Cancellieri per il sì ma il premier li convince E Palazzo Chigi rifiuta un incontro a Letta
ROMA — Ci sarà tempo per «sganciare le cinture di sicurezza», ma farlo nella fase di decollo sarebbe stato un rischio che oggi l’Italia non può permettersi. Ancora una volta, senza discostarsi dalla ritrattistica «ufficiale» che ama raffigurarlo con i piedi ben piantati a terra, Mario Monti mantiene la rotta. A costo di infliggere una delusione a tanti e di far fibrillare (nemmeno troppo) la maggioranza che lo sostiene, il presidente del Consiglio prende una decisione «sofferta» e all’apparenza impopolare, ma che in realtà corrisponde all’umore del Paese. Il professore non è uno che vive con i sondaggi alla mano eppure non gli è dispiaciuto, alla fine di una giornata non facile, scoprire che oltre l’80% degli italiani ha accolto con sollievo il no alla candidatura olimpica di Roma. In Consiglio dei ministri il fascicolo Giochi 2020, zeppo di numeri, tabelle e allarmanti proiezioni, è stato aperto e richiuso in meno di mezz’ora. Introduzione di Monti — che ha «sinceramente apprezzato il bellissimo progetto del Comitato promotore» — rapido giro di tavolo e formalizzazione del

Gnudi accetta la linea Il ministro allo Sport, Piero Gnudi: tutti in cuor nostro a favore, poi però ci siamo ritrovati sulla linea del presidente

«no». Le differenziazioni non sono mancate. Corrado Clini si è speso, anche con una certa forza, in difesa della tesi che l’Olimpiade avrebbe potuto fare di Roma «una città sostenibile dal punto di vista ambientale». Anna Maria Cancellieri ha lasciato trapelare la sua tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno. E Corrado Passera, sia pure molto dubbioso sulla sostenibilità di un impegno italiano, si è preso qualche minuto per sottolineare l’impulso positivo che un sì avrebbe avuto sulla crescita del Paese. Ma se qualcuno negli ambienti del governo accredita momenti di tensione tra il premier e il ministro dello Sviluppo, dallo staff di quest’ultimo smentiscono con forza. La prova che la pratica a cinque cerchi non avrà grandi contraccolpi sulla tenuta del governo è l’approvazione all’unanimità della decisione, confermata anche dal titolare dello Sport e del Turismo, il quale avrebbe beneficiato più di altri da un via libera del governo. «L’Olimpiade è il sogno di ogni ministro dello Sport — ammette Piero Gnudi — e in cuor nostro tutti nel governo eravamo favorevoli, ma visto il momento che l’Italia attraversa ci siamo ritrovati sulla linea del presidente». Quel che Gnudi rivela è che un certo entusiasmo, nei giorni scorsi, si era sparso anche nel governo e che a più d’uno sarebbe piaciuto diffondere, con la candidatura della Capitale, qual-

A testa bassa Il premier e il ministro Piero Gnudi ieri dopo l’incontro con i media su Roma 2020 (GraffitiPress)

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Primo Piano
Un Paese serio elimina gli sprechi e fa l’Olimpiade. Monti doveva rivedere i costi e venire in Parlamento Antonio Di Pietro, Idv

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L’importante è che questa scelta venga letta come segno di responsabilità e non di sfiducia in noi stessi Pier Luigi Bersani, Pd

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Le reazioni Il Pd: rispettiamo la decisione. Il sindaco: non la condivido. Dimettermi? No

L’ira di Alemanno Berlusconi freddo: un’occasione persa
Napolitano «comprende» le ragioni
ROMA — Esce dal retro, cercando di evitare i cronisti che lo aspettano. Le voci sulle sue dimissioni, però, lo hanno preceduto. E così, prima di infilarsi in auto, Gianni Alemanno sibila: «Mi dispiace per i miei oppositori, ma non me ne vado». Poi si dirige verso il Campidoglio e lì, magari, l’idea di mollare tutto torna a fare capolino nella sua testa. Mossa suggeritagli da chi gli sta intorno, per poi «incassare» il sostegno politico del suo partito e rimanere al suo posto. Dura un attimo, poi Alemanno lascia tutto com’è. Forse, intorno a sé, fiuta un’aria strana: nel mirino delle polemiche, prima per l’emergenza freddo e ora per il flop Olimpiadi (il secondo, dopo quello sul Gp di Formula Uno), anche nel centrodestra soffia il vento del «fuoco amico». Il 2013 è alle porte, e nel Pdl si interrogano sul da farsi: il rischio, serio, è di perdere anche l’ultima grande città italiana, dopo Milano, Napoli e Torino. La conferenza stampa, convocata in Campidoglio, viene annullata. Sulle prime, Alemanno avrebbe voluto sparare contro Monti. Poi, anche qui, ci ripensa: già troppi nemici in giro, inutile accendere ulteriormente gli animi. La nota che esce dal Comune è edulcorata: «Rispetto le decisioni del premier, ma non le condivido». Il sindaco è più duro in serata, parlando ai tigì: «Non si capisce quale sia il piano di sviluppo del governo. Così non si scommette sul futuro dell’Italia». Unico «zuccherino», la telefonata di Giorgio Napolitano. Alemanno l’aspettava da venti giorni, da quando chiese al Capo dello Stato di aiutarlo nella partita con Monti. Il messaggio di ieri, però, somiglia all’onore delle armi. Il Colle, infatti, esprime «apprezzamento per lo sforzo compiuto». Ma, rispetto alla decisione, si parla di «massima attenzione per le preoccupazioni e le ragioni» del governo. Il Quirinale aggiunge: «Non mancheranno altre occasioni per valorizzare lo sport italiano». Questa battaglia, però, non è mai cominciata. E la verità, alla fine, sta in una frase di Silvio Berlusconi, finora silente su una candidatura partita col suo esecutivo: «La mia decisione — dice — sarebbe stata di appoggio». L’ex premier, però, smorza i toni: «Capisco i sacrifici, ma sono una grande occasione di sviluppo che il paese perde. Un peccato pensare che possano essere state bocciate perché il governo ritiene che si tratti di un costo per l’Italia». Monti e Berlusconi si sentono al telefono: «Mi ha chiamato — dice il professore — e abbiamo parla-

La gioia della Lega Il capo dello Stato chiama il primo cittadino: apprezzamento per lo sforzo Esulta la Lega. Bossi: a Roma fanno solo casino, potevano fare i giochi invernali

sfociarono, a qualche mese dall’inizio (18 luglio), nello scontro aperto tra Barelli e Malagò, che produsse una moltiplicazione dei ruoli chiave (2 per una seggiola): nessuno si fidava dell’altro. I quindici giorni di gara furono impeccabili (a parte una mareggiata a Ostia): neanche una sbavatura (nell’organizzazione). Il peggio doveva arrivare. Il passivo di bilancio ( 8,6 milioni di euro) ha prodotto infinite discussioni su chi e quanto dovesse pagare. Alcuni fornitori sostengono di non essere stati ancora saldati. E poi ci sono le inchieste della magistratura sulle opere non direttamente collegate ai Mondiali in senso stretto, cioè le piscine pubbliche e private costruite sfruttando l’evento, che hanno coinvolto la cosiddetta «cricca» a cominciare dal commissario del Mondiale 2009, Angelo Balducci. Ci sono stati

sequestri (11 piscine) poi dissequestri e l’inchiesta è ancora in corso. Ci sono due centri federali, Ostia e Pietralata, che ora lavorano ma hanno stentato e uno, Valco San Paolo, che non ha mai aperto. Ci sono soldi pubblici finiti chissà dove o mal gestiti. La solita storia. Per cinque piscine a posto ce ne sono cinque che non funzionano o che funzionano male. Mentre Monti rifletteva su questa acqua agitata, 40 milioni «avanzati» dall’Olimpiade di Torino 2006 sono stati destinati alla «valorizzazione delle valli e dei comuni montani sede delle Olimpiadi invernali del 2006». I deputati piemontesi, tutti d’accordo, temevano che finissero nel calderone di Roma 2020. Insomma, nessuno si fidava della candidatura, non solo il premier.

Roberto Perrone
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to anche di Olimpiadi». La Lega va all’attacco, trovando almeno un punto di contatto col governo. Parla Umberto Bossi: «La decisione di Monti è ottima. A Roma fanno solo casino, gli potevano dare i Giochi invernali». E poi, sulle voci di dimissioni del sindaco: «Se a Roma se lo vogliono tenere, facciano pure». L’ex ministro Roberto Calderoli va giù piatto: «Monti prende a calci Alemanno: in un momento come questo, la candidatura sarebbe stata come un’overdose ad un tossicodipendente. Ma resto stupito dal masochismo del Pdl. Un poco di dignità, ribellatevi al vostro carnefice». La Polverini, in televisione, litiga con l’europarlamentare del Carroccio Matteo Salvini, ma nel centrodestra in molti (gli ex ministri Matteoli, Meloni, La Russa, il capogruppo Cicchitto) raccolgono l’invito, difendendo Alemanno e attaccando il governo. Il senatore Stefano De Lillo chiede «che il premier riferisca in aula». Ma ci sono anche delle voci discordanti, come quella del presidente del Senato Renato Schifani che avalla la posizione del premier: «In un momento difficile, tutti siamo chiamati a scelte difficili anche se dolorose. Mi dispiace». Il pericolo del «fuoco amico», per Alemanno, è dietro l’angolo. «Spazio azzurro» non usa mezzi termini: «Bravo Monti, non abbiamo ancora finite le opere dei Mondiali 1990 e volevano le Olimpiadi: pala, scopa, cariola e sale sulle strade», scrive qualcuno, riferendosi all’emergenza neve di questi giorni. Il presidente della Camera Gianfranco Fini si dice «dispiaciuto come italiano: la decisione del governo è tutta finanziaria». Nel centrosinistra, invece, è il momento dei sassolini che volano via. Walter Veltroni, che doveva presentare la mozione parlamentare bipartisan prima del «veto» posto dal Pdl, è tagliente: «Alemanno ci risparmi almeno lo scaricabarile. Questo è un colpo per la città, la gestione della candidatura è stata faziosa e di parte». Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è meno duro: «Scelta meditata che rispettiamo. L’importante è che venga letta come segno di responsabilità e non di sfiducia in noi stessi». Più articolato il giudizio di Di Pietro (Idv): «Un Paese serio elimina gli sprechi e fa le Olimpiadi: Monti doveva rivedere i costi e portare il tutto in Parlamento per un’adesione». Pierferdinando Casini twitta: «Meglio un no difficile che un sì facile. Le Olimpiadi sarebbero belle, ma Monti dice: non ci sono soldi». Il leader Udc, però, «salva» Alemanno: «Utilizzare questa decisione contro di lui non ci appassiona. Al sindaco facciamo opposizione in Campidoglio, ma non siamo sciacalli».

Deluso Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si era battuto per concorrere a ospitare le Olimpiadi

Ernesto Menicucci
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La scheda

Il sostegno e l’attesa

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La corsa di Roma ai Giochi 2020 contava su un sostegno trasversale: sport, cultura, partiti di maggioranza. Il sindaco Alemanno e il Comitato promotore da giorni attendevano la firma del premier alla lettera di garanzia

La decisione dell’esecutivo

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Valutati costi e benefici legati all’operazione, ieri il premier Monti ha detto che non ci sono le condizioni perché il governo offra al Cio le garanzie dello Stato alla candidatura di Roma alle Olimpiadi

che chiara nota di ottimismo. Ma il realismo dei tecnici (e i conti del viceministro all’Economia Vittorio Grilli), hanno prevalso senza grandi traumi sul «rammarico». Monti ha convinto i suoi che la firma del premier sotto l’impegno dello Stato a far da garante ai conti potesse essere accolta, all’estero, come «un prematuro rilassamento della politica di consolidamento dei conti pubblici». E non è, questo, il modo più serio e concreto di «guardare al futuro»? Fini è dispiaciuto, ma comprende. E a sera Casini, su Twitter, formalizza la copertura del Terzo Polo al governo: «Meglio un no difficile che un sì facile...». Ma se Bersani, leader del Pd, chiede ai suoi di rispettare la «decisione meditata» di Monti, non così indolore è stato il gran rifiuto per il Pdl, dove sono state accolte con disagio le parole del capo del governo su un sistema politico che non sa guardare avanti. E dove l’anima ex An si è ricompattata in difesa del sindaco Alemanno, uscito ridimensionato, se non sconfitto, dalla breve corsa olimpica. Altero Matteoli sprona il partito a «non accettare» il responso di Monti, ma non altrettanto energica appare l’arrabbiatura di Fabrizio Cicchitto. Il governo ha commesso un «grave errore», dichiara il capogruppo, il quale però, parlando con i giornalisti alla Camera, mostra di avere già assorbito una «decisione che

era chiara già dalla vigilia». E mentre da Palazzo Grazioli trapela l’amarezza di Berlusconi «per un’occasione perduta», in diretta su Sky lo stesso premier rivela che con il suo predecessore ha parlato persino ieri, segno che la bufera sul no alle Olimpiadi non farà da preludio ad alcuno strappo politico. «Monti ha fatto bene — si schiera col premier Daniela Santanché, ex pasionaria dei falchi berlusconiani — L’Olimpiade è un lusso che non ci possiamo permettere, non abbiamo i soldi». E l’ex ministro Maria Stella Gelmini, su Twitter: «Peccato, ma non potevamo permettercelo». Ai suoi ministri Monti lo ha detto con concetti un po’ più articolati, ma il senso è quello. È

Santanché a sostegno Santanché, ex pasionaria dei falchi berlusconiani: scelta giusta, l’Olimpiade è un lusso che non ci possiamo permettere Valutazione geopolitica Anche le preferenze dei partner stranieri hanno giocato un ruolo: la Merkel è pro Turchia e Sarkozy punta sul Giappone

«l’imprevedibilità del budget, destinato a lievitare» come sempre in passato ad ogni latitudine. È il rischio che l’Europa potesse non comprendere un così massiccio esborso di pubblici denari «dopo i sacrifici richiesti agli italiani». Ed è il timore di Monti che la nuova immagine dell’Italia possa essere «compromessa da improvvisi dubbi, magari alimentati dai concorrenti, circa la serietà dei propositi di risanamento finanziario». Non è dunque solo sul piano interno che Monti ha sviluppato la sua riflessione. La geopolitica sportiva ha di certo il suo peso in questa storia, la Germania della Merkel guarda con simpatia alla candidatura di Istanbul e la Francia di Sarkozy propende per Tokyo. E per Monti — è l’analisi che circolava ieri nel governo — non sarebbe stato indolore inserire Roma nel gioco delle alleanze incrociate. E chissà se è vero che qualche imbarazzo al premier avrebbe potuto crearlo anche la composizione non proprio bipartisan del Comitato promotore, orientato prevalentemente verso destra. Sembra che il presidente onorario Gianni Letta sia rimasto malissimo. Per il verdetto finale, certo, ma anche per il distacco con cui Palazzo Chigi gli avrebbe negato nei giorni scorsi un incontro.

Monica Guerzoni
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Primo Piano

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» Approfondimenti
ROMA — Domanda numero 12, gli alberghi: «Potete già indicare l’hotel destinato al Cio, il Comitato olimpico internazionale, durante la manifestazione?». Chissà se immaginava tutto questo il barone de Coubertin quando annunciò la fondazione del Cio per promuovere la pace tra i popoli. Scivolone nell’interesse privato a parte, il lungo questionario del comitato olimpico con le risposte degli organizzatori di Roma 2020 è solo il primo passo per candidarsi. In quelle pagine ci sono molti numeri di questa olimpiade mai nata: i costi previsti, gli impianti da costruire, il modo in cui saranno trovati i finanziamenti. Ma tra una tabella e l’altra c’è anche il rischio dell’autocelebrazione, come quando si afferma che i costi saranno bassi ma poi una commissione indipendente ribatte che servirebbero 800 milioni l’anno fino al 2018. Commissione che fu voluta dal governo Berlusconi per un esame supplementare sulla «compatibilità economica». Un gruppo di lavoro guidato da Marco Fortis, economista della Cattolica di Milano, coordinato da Franco Carraro, che con i mille incarichi tra politica e sport si è guadagnato il soprannome di poltronissimo. E del quale facevano parte altri cinque professori, compreso Giulio Napolitano, ordinario di diritto pubblico all’università di Roma tre e figlio del Capo dello Stato. La commissione è andata al di là dei numeri secchi indicati dagli organizzatori, ha cercato di capire quale sarebbe stato l’effetto per l’Italia. Sarebbe cresciuto il Prodotto interno lordo? Sarebbe aumentata l’occupazione e, soprattutto, i conti pubblici sarebbero rimasti in ordine? È stato lo stesso Mario Monti a citare questo lavoro tra i documenti studiati prima di decidere. «Olimpiadi a costo zero» aveva sintetizzato qualcuno un mese fa quando la ricerca era stata presentata. In realtà in quelle cento pagine ci sono già i presupposti per il gran rifiuto: tra il 2014 e il 2018 sarebbe stato necessario trovare una copertura di 800 milioni l’anno. Anche se tutto fosse filato liscio, come da noi capita di rado.

Il piano

IL COSTO DEI GIOCHI: 800 MILIONI L’ANNO
La cifra sarebbe servita dal 2014 secondo la commissione economica
Le strutture

Già costruiti 3 impianti su 4
Era il punto di forza della candidatura romana. Non solo perché l’usato sicuro è una pratica apprezzata in tempo di crisi. Ma anche perché tra le discipline che ci vedono primeggiare nel mondo non c’è lo sprint nelle opere pubbliche. E allora partiamo dal cuore dei giochi: gli impianti per le gare. Su un totale di 42 strutture, 33 ci sono già e sono quelle più importanti come lo stadio Olimpico, il palazzetto dello sport dell’Eur o i padiglioni della nuova Fiera di Roma. Nessuna ristrutturazione, al massimo un maquillage, andavano usati così come sono.

Altri 4 impianti sarebbero stati temporanei, come i campi per il beach volley al Circo Massimo che sicuramente avrebbero fatto il loro effetto con le rovine sullo sfondo. Solo gli ultimi cinque impianti sarebbero stati da costruire e nemmeno ex novo, perché il grosso è la città dello sport di Tor Vergata, il mega progetto affidato all’archistar Santiago Calatrava per i mondiali di nuoto del 2009 che viaggia con almeno tre anni di ritardo. Per i giochi, però, non servono solo gli stadi. Lo sforzo più grande sarebbe stato necessario per tirare su il villaggio olimpico, 18 mila posti letto per gli atleti nella zona di Tor di Quinto, «equiparabile ad un hotel tre stelle». Nella stessa area doveva sorgere il centro per la stampa e la tv, 10 ettari con una sala da mille posti ed un parcheggio per mille auto.

L. Sal.
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Gli investimenti

Quasi dieci miliardi in parte di privati
Organizzare Roma 2020 sarebbe costato 9,8 miliardi di euro. È vero che una buona metà di quei soldi poteva arrivare dai privati: due miliardi abbondanti tra biglietti, diretti televisivi e sponsor; un altro miliardo abbondante dalla vendita del villaggio olimpico e dal centro stampa che dopo la fine dei giochi sarebbero stati venduti e trasformati in case, uffici e negozi. Ma questo se tutto fosse andato secondo le previsioni, cosa che non accade praticamente mai. Lo stesso Mario Monti ha detto che sul giudizio negativo del governo

hanno pesato le esperienza passate. L’esempio più recente è quello dei Mondiali di nuoto di tre anni fa, sempre a Roma. Solo per le piscine i costi sono passati da 102 a 134 milioni di euro, al punto che Roma 2009 è uno dei capitoli più corposi nell’inchiesta sulla «cricca» dei grandi eventi. E le cose non cambiano andando più indietro nel tempo. Per i mondiali di calcio del 1990 il costo stimato inizialmente per costruire lo stadio delle Alpi di Torino era di 60 miliardi di lire. Alla fine ne sono serviti 125, più del doppio. E dopo nemmeno venti anni la struttura è stata abbattuta per costruire nella stessa area il nuovo Juventus stadium. Anche questo doveva costare 105 milioni di euro ma siamo arrivati a 120. L’unica certezza è che le previsioni iniziali non sono mai certe.

L. Sal.
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Le entrate

Tasse in più per 4,6 miliardi
Ma come sarebbero stati pagati tutti quei soldi? Tra il 2014 e il 2018 lo Stato avrebbe dovuto trovare una copertura di 800 milioni di euro l’anno. Con buona pace di chi aveva parlato di olimpiadi a costo zero. Togliendo i fondi dei privati, a carico delle casse pubbliche sarebbero rimasti 4,7 miliardi di euro. È vero che nel lungo periodo la cifra sarebbe stata coperta grazie all’effetto positivo dei giochi sull’economia: secondo la commissione guidata dal professor Marco Fortis, Roma 2020 avrebbe fatto crescere il Prodotto interno lordo e quindi generato un gettito fiscale aggiuntivo

Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
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proprio di 4,6 miliardi di euro. Solo che lo Stato avrebbe pagato subito ma incassato molto più in là. Per finire gli impianti bisognava trovare i soldi già nel 2013 ma per guadagnare con biglietti e sponsor si doveva aspettare l’anno prima dei giochi. Anche di più in alcuni casi. Il comitato organizzatore prevedeva di ricavare più di un miliardo di euro dalla vendita del villaggio per gli atleti e del centro stampa che i privati avrebbero trasformato in centro residenziale e direzionale. Ma è chiaro che l’operazione sarebbe partita solo a giochi finiti. Per questo sarebbe stato necessario trovare una copertura anno per anno. Con un altro punto interrogativo. La stessa commissione ha sottolineato che prima di ogni olimpiade si prevede un boom di Pil ed entrate fiscali. Ma a conti fatti i numeri reali sono più bassi del previsto.

L. Sal.
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

La delusione

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Sono addolorato, quella di Roma era una candidatura forte e seria: rispetto la scelta del governo Franco Carraro

L’amarezza di Petrucci: ci voleva più rispetto
Per il numero uno del Coni «dopo anni di lavoro è andato in fumo un sogno»
Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha smesso di credere all’ipotesi di portare Roma a candidarsi all’Olimpiade 2020 all’alba di ieri, quando ha capito dal tono di alcuni messaggi che la battaglia era perduta. E che la corsa sarebbe finita qui, senza riuscire ad arrivare al 7 settembre 2013, il giorno del giudizio con la scelta finale da parte del Cio. Non un bel risveglio, per chi si era esposto in prima persona, fin da quando il Coni aveva puntato su Roma (e non su Venezia), presentando la candidatura ufficiale il 19 maggio 2010. Di certo il presidente del Coni non immaginava un finale così traumatico il 7 luglio 2011, quando a Durban, Sudafrica, il Cio aveva scelto Pyeongchang, Corea del Sud

Al suo posto Pagnozzi?

Lascerà lo sport per la politica: sindaco al Circeo, poi in Parlamento
Il giorno dopo la Grande Rinuncia dovrebbe aprire uno scenario ben differente rispetto a quello che si sarebbe presentato se il «no» del governo a Roma olimpica fosse capitato, per dire, quattro anni fa. All’epoca non sarebbe stato da escludere qualche grattacapo in più per Gianni Petrucci, soprattutto sul fronte della riconferma al vertice del Coni: nemici, giuda, esperti di imboscate e di macchinazioni, avrebbero affilato le armi con maggior vigore rispetto a quanto fecero effettivamente in quei giorni. Invece, il Petrucci di oggi è un presidente entrato nella fase conclusiva del suo mandato e della sua esperienza sulla principale poltrona del Foro Italico: che senso avrebbe attaccarlo? Nessuno. E probabilmente sarà al riparo da sorprese pure colui che è sempre più indicato quale suo successore (sempre che..., ma questo lo vedremo tra poco): sì, stiamo parlando del segretario generale Raffaele Pagnozzi, che, tra l’altro è l’ultimo dei «figli» di Giulio Onesti, l’uomo al quale lo sport italiano deve tutto. Pagnozzi, quindi, verso il soglio pontificio e Petrucci, il cui prestigio resta intatto anche perché sul dossier presentato al governo nessuno ha eccepito, a pensare che cosa fare da grande. Chi lo conosce bene e gli è vicino assicura però che un ruolo chiave nell’ambito di Roma 2020 non l’avrebbe affatto intrigato, che il presidente era conscio della difficoltà della sfida a cinque cerchi (i Giochi sarebbero stati comunque da vincere contro città rivali molto competitive: qualcuno si sta scordando del dettaglio...) e che è totalmente da escludere Raffele Pagnozzi per il dopo Petrucci una soluzione romantica, quella di tornare al timone della sua amata Federbasket (non ci sarebbero nemmeno i necessari incastri temporali, oltretutto). Petrucci a fare che cosa, allora? Innanzitutto si candiderà a sindaco di San Felice Circeo, quindi fino al 2014 sarà a capo della Coni servizi, Gianni Letta, mentre, non essendo più paladino del Coni necessario attendere l’autunno 2013 per rinnovare il Coni (sarebbe accaduto con Roma in corsa fino al 7 settembre), le elezioni si terranno nel maggio-giugno 2013. Un pensiero al Cio? Impossibile, per limiti di età. Un’opzione politica, nell’Udc? Questa, invece, è prospettiva molto realistica, se non scontata. Ma anche se non genererà terremoti, la Grande Rinuncia non sarà esente da contraccolpi per il Coni e il suo futuro. Da ieri, insomma, non tutto sarà più come prima. Ad esempio, già finita la stagione di un Coni che chiedeva al governo Berlusconi 450 milioni di euro e li otteneva senza obiezioni (quest’anno ne sono arrivati 408), dovrà attendere con maggiore preoccupazione i quattrini elargiti dalla Finanziaria. Perdita di autorità? Be’, mettiamola così: si avverte l’assenza di un Gianni Letta nello staff di chi dirige il Paese. Difatti, Letta era il paladino dell’autonomia dello sport e, per quelli del Foro Italico, era il cosiddetto «agente a L’Avana». Non solo: se Roma 2020 fosse arrivata fino alla scelta finale, nel settembre 2013, il rinnovo delle cariche sarebbe avvenuto con un differente esecutivo già insediato. Il governo Monti, invece, farà da cappello al Coni del domani: chissà se porrà delle condizioni, a cominciare dal nome del presidente...

Pescante Pescante: «Progetto serio anche economicamente, ma dobbiamo accettare la decisione»
per i Giochi invernali 2018. Una scelta del genere, dopo Rio 2016, sembrava spianare la strada a una soluzione europea per il 2020 e l’autorevole Agence France Presse aveva scritto: «Un boulevard pour Rome». Per questo Petrucci, ieri, a metà pomeriggio, dopo aver incontrato il premier Monti, non ha nascosto l’emozione e la commozione di un vecchio uomo di sport: «Come cittadino di questo Paese accetto la decisione, ma nelle mie parole c’è grande amarezza. Lo sport italiano sarà sempre importante, ma la ferita rimane. Sono convinto che in questo momento si debba tagliare, ma anche coltivare un sogno e pensare ad investimenti futuri come sono le Olimpiadi. Il premier ci ha detto che il nostro progetto era perfetto, per cui non posso rimproverare nulla allo sport italiano. Non posso pensare che un capo del governo serio come il presidente Monti possa prendere una decisione così importante

Le date

19 maggio 2010 Il Coni presenta ufficialmente la candidatura di Roma per i Giochi Olimpici 2020 12 gennaio 2012 Il Coni presenta lo studio di fattibilità per Roma 2020 14 febbraio 2012 Il premier Monti dice no alla candidatura di Roma 2020, da presentare oggi al Cio a Losanna 7 settembre 2013 Il Cio sceglierà a Buenos Aires la città sede dei Giochi del 2020

Giornata nera
L’espressione di Gianni Petrucci, numero uno del Coni dal 29 gennaio 1999: il sogno di riportare dopo 60 anni i Giochi a Roma si è interrotto (Ansa)

per irritazione» per le pressioni di questi giorni. E ancora: «Io, il Coni e tutta la squadra della candidatura abbiamo la fedina pulita, nessun rimprovero ci può essere fatto, anche perché il governo ha condiviso il nostro progetto. Il Cio capirà che questa rinuncia non è una nostra volontà. Dopo due anni di lavoro, è andato in fumo un sogno». C’è un punto che Petrucci non ha gradito ed è legato al fatto che il premier ha aspetta-

to l’ultimo giorno (la lettera con l’impegno del Governo italiano a garantire la copertura economica andava consegnata oggi a Losanna), per dire no: «Serviva un po’ più di rispetto; non è stato bello aspettare l’ultimo giorno e l’ho detto anche al professor Monti. La ferita rimane, l’ho detto anche al premier: a preside’, ma ora andiamo avanti e pensiamo a far bene a Londra, un altro passo falso non ci sarebbe perdonato».

È stato un giorno nero anche per Mario Pescante, già presidente del Coni (’93-’99) e presidente del Comitato promotore di Roma 2020: «C’è tanta amarezza per una grandissima occasione persa. Il progetto era serio anche da un punto di vista economico, ma è stata una decisione molto ponderata che dobbiamo accettare. Da parte nostra c’era l’illusione che i Giochi potessero dare un contributo al rilancio del Paese, ma non è stata condivisa. Il presidente del Consiglio è stato irremovibile sui conti. Dobbiamo rassegnarci, per almeno 10 anni non si parlerà più di Giochi in Italia». In corsa per il 2020 restano in cinque: Madrid, Tokio, Istanbul, Doha e Baku. Chi vincerà? Madrid, più di Tokio, sogna. La prima telefonata al segretario del Coni, Pagnozzi, è venuta dal presidente del Comitato olimpico spagnolo, Alejandro Blanco. Per ora il futuro è suo.

Immagini
L’installazione luminosa sul Colosseo rappresenta alcuni degli atleti azzurri che conquistarono la medaglia d’oro ai Giochi di Roma del 1960. La speranza di riportare l’Olimpiade in Italia è svanita. In corsa per i Giochi del 2020 sono rimaste cinque città: Madrid, Tokio, Istanbul, Doha e Baku (Ansa)

Fabio Monti
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L’intervista L’ex velocista, da sempre oppositore dei Giochi

Mennea ringrazia Monti «Così si evita un massacro»
ROMA — Dice che non è la sua vittoria. «Ma guardi che io due settimane fa, dissi quelle cose perché conosco bene il fenomeno Olimpiadi; motivai concretamente, dati alla mano, le ragioni della mia totale contrarietà alla candidatura di Roma ai Giochi del 2020. Mica ho parlato a vanvera. Io sono uno studioso delle Olimpiadi, so bene di cosa stiamo discutendo». Pietro Paolo Mennea, 60 anni a giugno, barlettano trapiantato nella Capitale, ha fatto la storia dello sport italiano ed è l’ex atleta più odiato dall’establishment. Primatista del mondo nei 200 metri e medaglia d’oro ai Giochi di Mosca nel 1980, ha pronunciato il primo, il più forte e più famoso «no» a Roma 2020. Venti giorni fa, in un’intervista al Corriere della Sera. «Io ringrazio Mario Monti e spero lo facciano tutti gli italiani. Il presidente del Consiglio, negando il sostegno alla candidatura, ci ha evitato un onere indefinito, un massacro vero e proprio. E nello stesso tempo ha detto all’Italia, e agli uomini del Cio, due cose fondamentali: la prima è che nel mondo esistono cose ben più importanti e più urgenti di un’Olimpiade; la seconda che questo, malgrado tutto, può ancora essere un Paese serio». «Troppo alto il rischio che poi a pagare siano i contribuenti», ha detto il premier, motivando il rifiuto: se l’aspettava, non è vero Mennea? «Monti non poteva cedere, gliel’avrebbero rinfacciato per tutta la vita. Ha subìto pressioni a non finire, neanche avessimo invaso uno Stato straniero. Eppure ha pensato al bene del Paese e dei suoi cittadini, in una fase economicamente così drammatica. Forse pure consapevole che alla fine, come sempre, tutto si sarebbe risolto in un affare privato realizzato con denaro pubblico...». Dicono pure che sia rimasto impressionato dalle sue parole: ne

In azione Pietro Mennea, campione olimpico dei 200 metri a Mosca 1980 ed ex primatista del mondo sul mezzo giro di pista (Olycom)

Polemico

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Non ci sono i soldi per le pale antineve e poi si pensa ai miliardi di euro per Roma 2020

sa qualcosa? «Posso dire soltanto di avere conosciuto Monti, dal ’99 al 2004, quando lui era Commissario alla concorrenza e io parlamentare. Grande economista, persona corretta». Questo no del governo potrebbe essere stato condizionato, in qualche modo, anche dal ricordo degli scandali passati e recenti: da Italia ’90 di calcio ai Mondiali di nuoto 2009? «Non lo so. So solo che in questa città, da una parte non c’erano i soldi per acquistare le pale con cui ripulire le strade dalla neve, e dall’al-

tra si parlava di investimenti di decine e decine di miliardi di euro per avere le Olimpiadi nel 2020...». E il fatto di essersi ritrovato come interlocutori i soliti dirigenti che da più di trent’anni gestiscono lo sport italiano: Pescante, Petrucci, Pagnozzi, Carraro? «Ma secondo lei, quale credibilità può avere un Paese quando si presenta con le stesse facce davanti a una persona seria come Monti? Ma dove vuoi andare? Io ero ragazzo, cominciavo la mia carriera professionistica e ai vertici c’erano già loro. I professionisti dell’ideale olimpico... Ma dai. Roba da ridere». Mennea, che effetto le fa sapere che Livio Berruti — medaglia d’oro ai Giochi di Roma del 1960 nei 200 metri e suo «nemico» storico — è d’accordo con lei? «Sono rimasto molto sorpreso, non me l’aspettavo proprio. Per la prima volta nella nostra vita, la pensiamo allo stesso modo su un argomento. Incredibile. Però mi fa piacere. Un grande piacere».

Flavio Vanetti
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Giuseppe Toti
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

La riforma Articolo 18

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L’articolo 18 è una anomalia che bisogna risolvere, però non è il motivo per cui nessuno investe in Italia Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica

Il governo e il tavolo sul lavoro «Riforma anche senza accordo»
Oggi l’incontro a Palazzo Chigi. La Fiom: sciopero generale il 9 marzo
ROMA — «Ci auguriamo di arrivare a fine marzo all’intesa. Per responsabilità verso i cittadini italiani non potremmo fermarci se al tavolo non ci fosse un accordo, ma operiamo perché l’accordo ci sia». Non è la prima volta che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ricorda alle parti sociali, controparti nella trattativa sul mercato del lavoro, che il tempo sta per scadere e il governo produrrà una riforma comunque. Ma il fatto che l’abbia ripetuto ieri, nella lunga intervista a SkyTg24, alla vigilia del terzo round del negoziato a Palazzo Chigi, suona come un avvertimento più stringente. Ai contribuenti invece Monti ha offerto una speranza: «Useremo la delega fiscale: è possibile» che l’Iva non aumenti. Intanto da domani arriverà a Roma la task force della Commissione europea sull’occupazione, che affiancherà il lavoro delle parti per una settimana, indicando quali fonti di finanziamento possono essere utilizzate a livello sovranazionale. Ma l’attenzione si concentra ora sul risultato del tavolo delle parti sociali che ieri sera ha tirato le somme del lavoro svolto fin qui. Un preaccordo non c’è, e di certo non c’è sul solito articolo 18, su cui Monti ieri è tornato a dire la sua: «Io sono della tesi che ciò che disciplina le assunzioni e i licenziamenti non sia del tutto irrilevante, né per i diritti dei lavoratori, né per l’incentivazione o la disincentivazione alle imprese per assumere — ha spiegato —. Detto questo — ha aggiunto — nessuno qui nel governo è alla caccia di simboli da usare come trofei per dare dimostrazione del fatto che stiamo cambiando l’Italia». Monti ha negato che ci sia un nesso tra articolo 18 e spread: «Non credo sia empiricamente provato, perché per fortuna i punti di spread si sono ridotti e l’articolo 18 non mi risulta che l’abbiamo modificato». Resta il fatto che «è uno dei temi che vengono osservati dall’estero». Stamane al tavolo tra governo e sindacati, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, non dovrebbe scoprire le sue carte, ma limitarsi ad ascoltare l’esito del lavoro delle parti. Risultato che non va al di là di alcuni punti fermi: sfoltimento dei contratti, estensione degli ammortizzatori sociali e apprendistato come contratto prevalente. «Il tempo ce lo abbiamo ancora. È bene lavorare assieme», è il monito del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre il leader della Uil, Luigi Angeletti, si accalora: «Basta con le audizioni, bisogna iniziare una trattativa vera». Un po’ come il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che chiede «una stagione più negoziale del confronto». «Le condizioni per un accordo ci sono, speriamo si trovino anche le risorse», si augura Giovanni Centrella, leader della Ugl. Intanto la Fiom ha proclamato lo sciopero generale per il 9 marzo.

53,3 %
Sono i beneficiari di mobilità tornati in attività lavorativa a partire dal 2005

31.000
Le cause tra aziende e lavoratori legate all’art. 18. Solo l’1%, in 5 anni, ha portato al reintegro del lavoratore

Il presidente tedesco Wulff alla Bocconi

La proposta

«La riforma in Germania? Merito di Schröder»
MILANO — «È uno scandalo se i giovani oggi non trovano un posto di lavoro», ha affermato il presidente tedesco Christian Wulff durante un incontro con gli studenti dell’Università Bocconi ieri a Milano. E dopo aver apprezzato «molto» i passi fatti da Mario Monti con la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni, ha sollecitato un cambiamento anche sul mercato del lavoro. «Il mercato del lavoro italiano è troppo rigido, "incrostato". L’Italia deve fare la riforma del lavoro, superando le possibili difficoltà, perché le cose giuste vanno realizzate anche se sono impopolari. Anche noi abbiamo avuto difficoltà. E infatti Gerhard Schröder, dopo aver realizzato le riforme sul mercato del lavoro, non è restato in carica a lungo. Ma oggi godiamo i benefici di quelle riforme», ha ricordato il presidente tedesco.

Occupazione e nuovo welfare Se il posto non è fisso allora il salario va alzato
SEGUE DALLA PRIMA

Giuliana Ferraino
twitter: @16febbraio
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Antonella Baccaro
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Un contratto di lavoro con salario fisso e sicurezza del posto è in qualche misura anche un contratto assicurativo. Ovviamente più i rischi economici per l’impresa salgono, più l’impresa vorrà far pagare ad alto prezzo questa assicurazione e più basso sarà il salario di un lavoratore con il posto fisso. In periodi turbolenti come questo, quindi, il posto fisso costa molto al lavoratore, perché offrire assicurazione costa di più alle imprese. Ma allora perché in Italia sembra che i lavoratori precari abbiano non solo un posto insicuro ma anche una retribuzione inferiore? Perché i lavoratori protetti, ossia i dipendenti pubblici e quelli nelle aziende sopra i 15 dipendenti, sono difesi dai sindacati mentre i giovani precari no. A loro sono lasciate le briciole in una specie di sala d’attesa in cui il giovane invecchia aspettando che qualche lavoratore protetto vada in pensione e liberi il posto sicuro. Per farsi un’idea dell’entità del premio assicurativo che grava sul lavoratore con posto fisso basta pensare al diverso costo orario, al netto di tasse e ammortamento attrezzi, del lavoro di un idraulico dipendente a tempo indeterminato e del lavoro

❜❜un mondo incentrato In
sull’occupazione stabile il welfare lo fa la famiglia
dello stesso idraulico quando lo consultiamo in veste di artigiano. Più in generale, per un lavoratore metalmeccanico, la stima di Piero Cipollone e Anita Guelfi (Banca d’Italia, Temi di discussione 583/2006) è compresa tra il 5 e l’11 per cento. Tuttavia, se il costo fosse solo questo non ci sarebbero problemi: ognuno deve essere libero di stipulare il contratto che vuole, sopportandone le conseguenze. E infatti un’indagine recente di Renato Mannheimer dimostra che l’84% dei giovani italiani sarebbero disposti a guadagnare di meno pur di avere un posto fisso. Nell’attuale situazione di apartheid invalicabile che divide i lavoratori super protetti dai "paria" privi di qualsiasi tutela o welfare statale, chi potrebbe dare loro torto? La soluzione che propone il sindacato è semplice: diamo a tutti il posto fisso. Ma è un’utopia pensare che si possa mantenere costantemente un’occupazione sicura ed elevata per l’intera forza lavoro in questo modo. Il tentativo (vano) di garantire il posto fisso a tutti ha invece dei costi considerevoli per la collettività (oltre a quelli individuali) di cui pochi nel dibattito italiano sembrano voler tener conto.

Un mondo incentrato sul posto fisso è un mondo in cui il welfare lo fa la famiglia, con le risorse guadagnate dal padre (tipicamente unico a godere della sicurezza) e distribuite ai familiari dalla madre che spesso lavora in casa, con nonni e figli adulti che vivono insieme e si assistono gli uni con gli altri. Un mondo in cui lo Stato non offre assicurazione sociale se non con le pensioni e con la certezza, appunto, del posto fisso per un membro della famiglia. Il tutto richiede una legislazione del lavoro che ingessa il mercato, impedisce l’allocazione ottimale dei lavoratori nelle imprese e mantiene un esercito di giovani precari. È un mondo che attrae trasversalmente molti italiani e che ha una sua coerenza, fondata sull’avversione al rischio, e il rifiuto del cambiamento anche quando tutto cambia intorno a noi. Gli italiani vogliono sicurezza e votano chi promette sicurezza (tipicamente senza evidenziarne i costi). Sia ben chiaro: la famiglia italiana ha dei benefici enormi di cui dobbiamo andare orgogliosi. Ma se deve sostituire un welfare pubblico che non funziona, le conseguenze non sono tutte desiderabili. Un sistema di welfare basato sulla famiglia riduce la mobilità geografica e sociale e ostacola la meritocrazia e la concorrenza fra persone e imprese. Per poter godere del welfare familiare, che aiuta anche a trovare un impiego grazie ai contatti dei genitori più che alle reali capacità, i giovani promettenti frequentano università mediocri sotto casa o non si allontanano per trovare un posto di lavoro migliore e più adatto alle loro caratteristiche. La conseguenza è una minore produttività che si traduce in salari e profitti più bassi anche perché le imprese possono imporre condizioni retributive peggiori non dovendo temere che i lavoratori si spostino altrove se trattati male. Il vecchio governo ci aveva promesso che questa struttura sociale ci avrebbe fatto superare la crisi meglio di altri Paesi. Non è stato così. Ma il problema vero è che sono gli italiani a volere questa struttura sociale perché non ne hanno ancora compreso i costi. Il differenziale di gravità della crisi italiana, rispetto a quella di altri Paesi, non è colpa della finanza pericolosa che ha colpito tutti i Paesi. Dei costi aggiuntivi siamo responsabili noi. La discussione sul posto fisso e su un sistema di welfare impostato sulla famiglia, quindi, va ben al di là di una riforma del diritto del lavoro. Tocca al cuore la mentalità e l’organizzazione sociale degli italiani. La soluzione più facile è continuare a non affrontare il problema. Oggi, perlomeno, ci si sta provando.

Alberto Alesina
aalesina@harvard.edu

Andrea Ichino
andrea.ichino@unibo.it
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Primo Piano
C’è l’occasione di fare meglio della Spagna, la riforma del lavoro con il consenso sociale Michel Martone, sottosegretario al Welfare

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Siamo di fronte a riforme strutturali che denotano un’idea sbagliata di uscita dalla crisi Maurizio Landini, segretario Fiom

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L’incontro tra le parti sociali

Fumata nera sull’articolo 18 L’Ue: troppe diseguaglianze
I timori del sindacato su un intervento unilaterale
La trattativa

Elsa Fornero
Il piano
Il ministro Elsa Fornero ha sostenuto la necessità di abolire la norma sul reintegro dei lavoratori nei casi di crisi aziendale, sostituendola con un’indennità, e ha prospettato un’uniforme distribuzione delle tutele nei segmenti del lavoro e nel ciclo di vita

La lettera

Dal debito pubblico alla crescita Confindustria deve cambiare Meno politica, più vicina alle imprese
di ALBERTO BOMBASSEI
Il rinnovo della presidenza di Confindustria è l’occasione per aprire una profonda riflessione sul sistema economico italiano, la sua capacità di competere e di crescere e sul ruolo della rappresentanza. L’articolo di Dario Di Vico di lunedì tocca i nodi fondamentali di questa riflessione. Prima l’Euro poi la crisi della scorsa estate hanno cambiato irreversibilmente il nostro mondo. Se vogliamo guardare al ruolo di Confindustria in Italia nei prossimi quattro anni non possiamo più rifarci solo alle parole d’ordine care alla nostra tradizione, ma dobbiamo divenire i protagonisti di un profondo cambiamento del nostro sistema economico e del nostro stesso modo di essere. Confindustria, su alcuni temi, ha già dimostrato in queste settimane di adattarsi a questa fase nuova. Ha spinto sulla riforma ve delle nostre aziende. Senza credito non ci sono investimenti e non c’è futuro. Il confronto con il sistema bancario deve essere collaborativo, ma chiaro. Le nostre imprese sono aperte al mercato, vivono di efficienza e di innovazione, hanno bisogno di un sistema creditizio in grado di scommettere con loro sulla crescita. Le banche sono imprese, devono recuperare efficienza e far crescere il sistema produttivo nel quale operano, pena la loro fine. Le imprese italiane devono crescere in un contesto che non deprima la loro capacità competitiva. In un Paese nel quale ancora è forte l’ostilità all’impresa e il sospetto verso l’imprenditore, Confindustria deve far capire che l’impresa è il luogo della creazione di ricchezza, delle opportunità per tutti, delle energie positive sprigionate per crescere, per competere nel mondo. La contrapposizione tra impresa e lavoro è solo frutto di vecchi pregiudizi ideologici, non è la realtà dell’impresa italiana. I rapporti tra sindacato e impresa sono ancora troppo segnati da questa ideologia. Non è un problema di falchi e colombe, ma della volontà di superare inutili contrapposizioni per ridisegnare un nuovo mercato del lavoro, non frutto di mediazione e scambi,

Emma Marcegaglia
«Soltanto indennizzi»
Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sostiene che il diritto al reintegro previsto dall’articolo 18 vada mantenuto soltanto nel caso di licenziamenti discriminatori e che vada sostituito con un indennizzo nel caso di licenziamenti per motivi economici

Susanna Camusso
Niente modifiche
Il segretario della Cgil Susanna Camusso continua a opporre resistenza a ogni ipotesi di sospensione o modifica dell’articolo 18: la Fiom ha già proclamato uno sciopero generale della categoria per il 9 marzo. Ma Camusso non rompe il tavolo con il governo

❜❜ Dobbiamo intervenire
sul debito con cessioni del patrimonio pubblico
delle pensioni, anche se questa toglie flessibilità alle imprese, non si è sottratta a processi di liberalizzazione che possono modificare mercati nei quali operano anche propri iscritti, ha accettato una durissima manovra fiscale. Ma oggi dobbiamo cogliere la forte spinta riformatrice che finalmente sta attraversando il Paese per affrontare con determinazione i grandi nodi della competitività del nostro sistema economico, della produttività delle nostre imprese, della criminalità nel Mezzogiorno per dare slancio al Sud. Su questi temi Confindustria deve esserci. Nei mesi scorsi i governi, per ridurre il deficit, sono intervenuti sui flussi, aumentando in modo drammatico la pressione fiscale. Era inevitabile. Ma se vogliamo ridare fiato alla nostra economia, oggi si deve intervenire sul debito e sulla spesa pubblica, promuovendo un’importante fase di cessione del patrimonio dello Stato e delle attività delle amministrazioni pubbliche che possono essere svolte dai privati (non in monopolio!). Anche il problema del credit crunch oggi influenza in modo drammatico le prospettimagari fatti sulla testa delle imprese e dei lavoratori, ma in grado di dare occupazione stabile e di qualità in un’economia che cresce. Per far questo anche la nostra Confindustria deve cambiare. Non deve più essere un soggetto politico, deve ritrovare con serietà, e forme più austere, il suo rapporto profondo con le imprese. Le quali devono rinnovare le ragioni dell’appartenenza a Confindustria. Deve essere più efficace nel rappresentare, deve selezionare nuovi imprenditori per le cariche associative, rimuovere il fenomeno dei professionisti dell’associazionismo. Si dovrà dedicare sempre di più a servire i processi di crescita e di apertura dei mercati delle imprese italiane. Certo le reti di impresa, le filiere, ma anche una più concreta attività di internazionalizzazione alla ricerca di nuove opportunità di business. La Confindustria cambierà e tornerà a essere un soggetto dinamico, protagonista della crescita del Paese. *Vicepresidente di Confindustria Candidato alla presidenza dell’Associazione degli industriali
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Raffaele Bonanni
«Solo manutenzione»
Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ancora ieri ha ribadito che «bisogna trovare una soluzione» sull’art.18 attraverso non una cancellazione del divieto di licenziamento senza giusta causa, ma attraverso una manutenzione della norma

ROMA — I tempi sono sempre più stretti e anche la strada, che il ministro del lavoro Elsa Fornero nei giorni scorsi aveva definito con ottimismo «molto larga», si sta rimpicciolendo. Ieri tra industriali e sindacati è andata in onda l’ennesima fumata nera per chi immaginava potesse uscire una sorta di pre-accordo, anche senza documento. A questo punto però, proprio perché finora si è girato a vuoto, le parti sociali vogliono cominciare una trattativa vera, e oggi incalzeranno il governo affinché scopra le carte. Quando ciò avverrà si potrebbe però scoprire che negli ultimi giorni alcuni elementi hanno rafforzato l’ala decisionista di Palazzo Chigi per arrivare a stringere con modifiche strutturali sull’articolo 18. Il ritorno delle tensioni sui mercati finanziari con lo spread che non accenna a scendere sotto i 368 punti può avere anche una ragionevole spiegazione con i problemi sull’articolo 18, che pure era indicato nella lettera-richiesta della Bce nell’agosto scorso. L’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che l’altro giorno ha invitato tutti al senso di responsabilità per fare un «intervento efficace». Il premier Mario Monti, che nuovamente ha ammonito il sindacato che il governo procederà da solo. E oggi non è sfuggito a nessuno il tono con cui la Commissione europea ha presentato l’arrivo in Italia del team antidisoccupazione: «Troppe disuguaglianze, troppa flessibilità per i giovani, troppe garanzie per gli adulti». A leggere bene queste parole significa che la riforma dell’articolo 18 dovrebbe intervenire, secondo Bruxelles, non solo sui contratti futuri. Proprio perché il quadro è confuso, nell’incontro di ieri sera, nonostante le molte divergenze, sindacati e imprese su un punto hanno convenuto: chiedere con forza al governo che si apra una vera trattativa. Toccherà al presidente dei banchieri italiani (Abi) Giuseppe Mussari presentare questa richiesta oggi a Palazzo Chigi, a nome di tutte le parti sociali. Il team Soprattutto i sindacati sono in ansia Team anti rispetto alle decisioni disoccupazione che potrebbe prendere dell’Europa il governo. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, partecipando ieri mattina alla presentazione dell’Annuario del lavoro 2011, è stato chiarissimo: «Sull’articolo 18 il governo ora ha la copertura anche di Napolitano e quindi interverrà». In questa logica di accerchiamento, dove non secondarie appaiono anche le divisioni tra gli imprenditori, il viceministro del Lavoro Michel Martone ieri è uscito dal cono d’ombra imposto dal ministro Fornero mandando un paio di messaggi per nulla secondari. Sempre in zona 18. Primo: «Attenzione a non seguire l’esempio della Spagna, dove il governo è intervenuto in modo unilaterale e ora ci sono forti disagi sociali». Due: «Se passano le riforme e gli spread calano, dalle pensioni arrivano 14 miliardi di risparmi che potrebbero in parte essere usati per finanziare i nuovi ammortizzatori sociali, ma questo è possibile solo con progetti condivisi». Ma tali progetti, allo stato, sono lontani. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ieri ha confermato la sua indisponibilità a «qualsiasi sospensione dell’articolo 18», smentendo ancora una volta le indiscrezioni — che lei ha definito «menzogne» — di stampa che la davano protagonista di una intesa segreta con il premier Mario Monti. Eppure qualcosa a sinistra sta accadendo. Il responsabile economico e del lavoro del Pd Stefano Fassina ha aperto a una modifica dell’articolo 18 sposando la proposta di Bonanni per infilare i licenziamenti per motivi economici (anche individuali) nell’alveo della legge 223, che non prevede il reintegro ma solo una indennità fino a un massimo di due anni. E poi c’è il movimento tellurico innescato dalla Fiom di Maurizio Landini, che ieri ha proclamato lo sciopero generale per il 9 di marzo proprio quando il negoziato sarà nella fase conclusiva. Uno sciopero che condizionerà non poco le future decisioni di Camusso. Che si troverà a un bivio: cavalcare la protesta o gestirla evitando l’isolamento della Cgil. Ma dipenderà anche dalle decisioni finali del governo.

Roberto Bagnoli
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Il debito Il salvataggio

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Serve ancora del lavoro Grecia-troika su varie questioni tra cui il buco di bilancio di 325 milioni nel 2012 Jean-Claude Juncker, presidente eurogruppo

Atene non firma, salta l’Eurogruppo
La Cancelliera Merkel arriva venerdì a Roma. I tassi sui Btp calano al 3,41%
L’intervento

Meglio rassegnarsi al fallimento della Grecia Sei mosse per gestirlo
Caro direttore, Malgrado l’ennesimo rinvio «tecnico», è verosimile ipotizzare che nei prossimi giorni i ministri finanziari europei diano il loro assenso al nuovo piano di aiuti finanziari alla Grecia, scongiurando nell'immediato il pericolo di un suo default sovrano. Da più parti, tuttavia, è stato osservato che la ricetta di politica economica imposta dalla troika (Fmi, Ue, Bce) presenti probabilità bassissime di successo nel medio periodo. La Grecia non è un tipico paese Ocse fondato su un’economia aperta: con una quota di esportazioni ben inferiore al 10% del Pil, deprimere la domanda interna con misure fiscali draconiane produrrà il solo risultato certo di avvinghiare ancor più il Paese nella trappola del debito, seppur rinegoziato. Nelle ultime settimane si è assistito ad un mutamento significativo nel comportamento dei mercati finanziari: ha preso corpo un progressivo decoupling tra vicende greche ed andamento delle attività finanziare continentali. Credo si possa interpretare tale fenomeno con la rassegnata consapevolezza da parte degli investitori del fatto che la Grecia sia ormai un fallimento di cui dobbiamo assumerci per intero il costo e che la partita per il resto dell'Europa si giochi oggi sul piano delle grandi variabili macroeconomiche. Azzardo persino ipotizzare che un eventuale default greco sarebbe oggi talmente scontato da avere un impatto limitato sulle dinamiche dei mercati. Ciò di cui certamente non si avverte il bisogno è il riproporsi del problema greco tra 6-9 mesi, quando sarebbe conclamato che il taglio dei crediti privati, accordato in questi giorni, ha mantenuto comunque insostenibile la situazione debitoria del paese. Ritengo allora più Impatto lungimirante adottare sin d’ora un approccio «Un default oggi avrebbe un rischioso ma che offra probabilità concrete di impatto limitato riequilibrio della Grecia. sui mercati» Il nuovo paradigma si baserebbe su tre mosse di «rottura»: 1) dichiarazione d'insolvenza da parte del governo ellenico e avvio di una procedura di rinegoziazione multilaterale di tutto il debito pubblico sulla linea del precedente argentino (ad esempio, prevedendo il rimborso al 15% di tutti i crediti, accompagnato dall'attribuzione di warrant a valere sulle privatizzazioni future); 2) annuncio dell'uscita della Grecia dalla moneta unica a far data dal 1 gennaio 2013, ma determinazione istantanea di un rapporto tra nuova dracma ed euro svalutato del 50% rispetto alla originale parità d'ingresso (misura pari alla perdita di competitività accumulata nell'ultimo decennio); 3) indicizzazione immediata di tutti i contratti pubblici e privati alla nuova dracma che inizierebbe subito ad essere negoziata sui mercati interbancari. Ho motivo di pensare che dopo uno shock iniziale — peraltro non peggiore di quello oggi in atto nelle strade di Atene — il sistema economico e sociale greco troverebbe un equilibrio più promettente rispetto all'utopia ipotizzata dalla troika. Come evitare a quel punto il rischio di reazioni a catena? A mio avviso con tre azioni ugualmente coraggiose: 1) una dichiarazione da parte della Bce che le aste triennali di rifinanziamento del sistema, oltre che illimitate nella quantità, avranno anche regolare cadenza trimestrale fino a inizio 2015; 2) concessione immediata da parte del Fondo europeo di stabilità finanziaria di un pacchetto decennale di aiuti al Portogallo fino a 200 miliardi di euro al 4%; 3) annuncio da parte del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo di un progetto decennale di «Indipendenza Energetica Europea» al quale verranno convogliati in futuro tutti i fondi comunitari per lo sviluppo. «Più Europa per uscire dalla crisi» è lo slogan in voga presso tutte le Cancellerie continentali: per metterlo in pratica, occorre che il pragmatismo della ragione prevalga sull'utopia del desiderio.

ROMA — La crisi greca è ancora senza soluzione. Ieri il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Junker ha deciso di cancellare, trasformandola in un dibattito in teleconferenza, la riunione dei ministri finanziari dei 17 paesi dell’eurozona convocato proprio per varare il pacchetto di aiuti chiesto dal governo di Atene. «Mancano le condizioni» ha fatto sapere il premier lussemburghese spiegando che non ci sono ancora i tagli di bilancio per 325 milioni di euro nonché l’impegno scritto dei leader dei due partiti che sostengono la coalizione di governo, il Pasok (socialisti) e Nea Democratia (conservatori) ad attuare il piano di austerità anche dopo le elezioni di aprile. Sui mercati però, seppure lentamente, le tensioni si stano sciogliendo. E soprattutto sembra essere girato il vento per i titoli di Stato italiani che sono usciti fuori dall’oc-

chio del ciclone. «Abbiamo forse superato il momento più difficile», ha detto ieri il premier Mario Monti annunciando di avere invitato in Italia la cancelliera tedesca Angela Merkel per venerdì 17. «Non sono superstizioso» ha aggiunto con una battuta. Non è difficile immaginare che nei colloqui verrà affrontata la situazione greca, ma anche e di più i progressi dell’Italia che i mercati iniziano a riconoscere. Come dimostrano i risultati dei collocamenti di titoli in asta, sempre più positivi per il Tesoro, e la riduzione graduale dello spread dei Btp con Bund tedeschi. Dopo i Bot anche i Buoni del tesoro poliennali, ieri, hanno fatto registrare un calo dei tassi: di fronte ad un’ offerta di per 6 miliardi di euro la domanda ha raggiunto i 9,2 miliardi di euro. Il rendimento dei triennali, offerti per 4 miliardi, è sceso al 3,41% dal 4,83% di gennaio, ai minimi

dal marzo del 2011, cioè da quasi un anno. Mentre quello delle più piccole tranche di quinquennali (685,6 milioni) e di decennali (1,3 miliardi) si è attestato rispettivamente al

Olli Rehn, commissario Ue agli Affari monetari

3,77% e al 4,26%. Sulla scia di questi dati l'euro è tornato sopra quota 1,32 dollari e lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi della stessa durata, che aveva aperto prossimo a quota 380, è sceso a un minimo di seduta di 360 punti per poi risalire a 367, sui livelli del giorno prima. Una risalita dovuta essenzialmente al calo dei tassi dei Bund, scesi all’1,90%, visto che quelli del Btp sono diminuiti al 5,57%. «Non vedo perché l'Italia dovrebbe essere considerato un paese meno stabile della Germania», ha detto ancora ieri Monti spiegando di non voler «mettere limiti diversi dallo zero all'ambizione in materia di spread» anche se «saranno i miei successori a vederlo». In ogni caso sui mercati, comunque condizionati dai timori per le vicende di Atene, ha influito pochissimo («il mercato non ha neanche battuto ciglio» ha detto Monti) il declas-

samento del debito sovrano dell’Italia e di altri cinque paesi del Vecchio continente deciso lunedì notte da Moody’s che ha lasciato il paese in serie A e che ha finalmente chiuso gli esami delle tre agenzie internazionali di rating. Le Borse sono state però nervose con Piazza Affari che, unica, ha chiuso in positivo dello 0,1%. Francoforte ha perso lo 0,35%, Parigi lo 0,43%, Londra lo 0,37%, Madrid lo 0,3%. Sull’Italia infine continuano a pesare le preoccupazioni per «il basso potenziale di crescita» e per la «competitività che ha subito un deterioramento significativo a partire dagli anni 90», come ha detto Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici e monetari, presentando il rapporto Ue sul Meccanismo di allerta per la correzione degli squilibri macroeconomici.

Stefania Tamburello
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Vertice lunedì mattina a Piazza Affari

«Sostieni Italia», giro di tavolo in Borsa tra il Professore e i big del listino
Lo schema si ripete, solo che ger. Gli inviti di questo «sostie- gruppi industriali e dei servizi: l’inizio della settimana John dalle finestre non si vedrà l’Em- ni Italia» sono a cura dell’ammi- Generali, Intesa Sanpaolo, Uni- Elkann ha partecipato alla colapire State Building, ma la piazza nistratore delegato di Borsa Ita- credit, Eni, Pirelli, Finmeccani- zione in onore del presidente teimmaginata e solo in parte rea- liana, Raffaele Ierusalmi. Lista ca, Enel, Telecom... Lo schema è desco Christian Wulff con i minilizzata negli anni Trenta da Pao- top secret, ma si vedranno i prin- appunto quello delle giornate stri Elsa Fornero e Vittorio Grillo Mezzanotte. Ad ascoltare l’in- cipali banchieri impegnati a newyorkesi. Prima un giro di ta- li, il presidente dell’Eni Giusepvito al «buy Italia» negli uffici scansare le richieste europee sul volo riservato poi l’incontro con pe Recchi e la numero uno di newyorkesi di Bloomberg vener- patrimonio dei loro istituti, co- una platea più allargata, nell’an- Confindustria Emma Marcegadì scorso erano i sedici uomini me i numeri uno dei grandi tico parterre di Piazza Affari pre- glia, oltre a Susanna Camusso e gevole esempio, oggi che le gri- Luigi Angeletti. d’oro di Wall Street, i All’indomani dell’incontro da di Borsa non esistono più, di Soros, i Kravis, i archeologia industriale recupera- con Angela Merkel, il summit Blankfein e chi come milanese del premier segnala ta a nuovi usi. loro ha venduto a pieNon ci saranno rappresentan- un’attenzione particolare alla cone mani titoli e bond ti della Fiat ma, a scanso di ineviitaliani salvo mostratabili polemiche sul «destino re nelle prossime settiamericano» del Lingotto, va detmane, nei fatti, di esto che a Washington il ceo Sersere stati «convinti» gio Marchionne ha partecipato anche senza averlo appena venerdì scorso con Paodetto seduta stante, lo Scaroni alla colazione all'Instidella bontà del percorTop manager invitati tute For International Economiso di risanamento delin Borsa per incontrare Monti cs di Fred Bergsten. A ruota all’economia italiana. La sede di Borsa italiana a Milano Lunedì prossimo l’iniziativa di marketing politiFisco co-finanziario di Mario Monti si riproporrà in chiave domestica. A sostenere il programma di «ril'iscrizione a ruolo e le sanzioni MILANO — Nessuna proroga: nascita economico-finanziaria», raddoppiano. L'Agenzia delle l'extratassa prevista dalla per stare alle parole del premier, manovra sulle attività finanziarie Entrate ha pubblicato ieri, ultimo saranno chiamati i rappresentangiorno utile, il provvedimento che hanno usufruito nel passato ti delle maggiori istituzioni induche fissa le linee guida per il dello scudo fiscale va versata striali e finanziarie nazionali. Apcalcolo e il versamento del entro il 16 febbraio. Sia per il puntamento alle 9,15 nella sala tributo. 2011, sia per il 2012. E, nel caso del consiglio di Borsa Italiana di mancato versamento scatta © RIPRODUZIONE RISERVATA con una quindicina di top mana-

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Scudo fiscale niente proroga

munità degli affari e delle imprese. Con la quale il rapporto è di antica consuetudine, non fosse altro per il robusto curriculum del presidente del Consiglio. Si vedrà poi se gli applausi di rito avranno anche sostanza. Del manager con il maglione blu che guida Fiat-Chrysler, Monti raccontando dell’incontro a Washington ha descritto ieri la «chiarezza di obiettivi e delle strategie e tattiche per perseguirli. È una forza molto viva per il cambiamento». Con una nota di simpatia: «Tendo a preferire personalità di questo tipo anche se posso non sempre condividere le loro scelte. Gli americani li chiamano game changer: coloro che cambiano il gioco. Marchionne lo ha cambiato fortemente». Si vedrà se il premier potrà rivolgere parole analoghe ai colleghi di Marchionne. E se insomma l’«operazione Fiducia» partita dall’America, una volta approdata in casa, non dovrà essere condita da robuste esortazioni a sostenere il rischio Italia. Con lo scrupolo e l’attenzione di chi ha visto l’assalto delle lobby al piano di riapertura dell’economia e ha già detto di aspettarsi qualcosa di più, in termini di concreti interventi nella sottoscrizione del debito e di apertura dei rubinetti della liquidità alle aziende, da un sistema bancario abbondantemente aiutato in questi mesi.

Marco Mazzucchelli
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Carlo Cinelli
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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» Approfondimenti
ROMA — La nota di Palazzo Chigi è secca: «Le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali». Ma l’asetticità del comunicato nasconde più di un imbarazzo. La seduta di ieri del Consiglio dei ministri sul tema non è andata liscia e la pubblicazione delle dichiarazioni, prevista entro tre mesi dall’insediamento del governo, è slittata e avverrà con qualche giorno di ritardo. Ad anticipare tutti, però, è stato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che ha pubblicato i suoi dati — e quelli dei due sottosegretari Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria — sul sito del ministero.

Trasparenza
La scheda

I REDDITI DI PREMIER E MINISTRI
Nota di Palazzo Chigi: pubblici da martedì. Profumo, Barca e Patroni Griffi anticipano

Trattamento economico Il responsabile dell’Istruzione riceve 199.778 euro all’anno per il suo incarico al governo
La polemica Da tempo si attendeva la pubblicazione dei redditi di ministri, viceministri e sottosegretari. Un’operazione trasparenza promessa, e più volte richiesta anche da questo giornale. Ieri in Consiglio dei ministri diversi esponenti del governo erano perplessi. Secondo la ricostruzione della seduta, alcuni ministri (tra cui Elsa Fornero) avrebbero mostrato resistenze non all’idea di rendere noti i propri redditi, consegnandoli per la pubblicazione a Palazzo Chigi, quanto sulle modalità di pubblicità, attraverso i siti dei singoli ministeri. Altri avrebbero chiesto qualche giorno in più per mettere a punto la dichiarazione sui patrimoni. Il premier Mario Monti avrebbe annunciato la sua volontà di pubblicare in rete i suoi dati finanziari, aggiungendo anche (elemento di novità) che metterà a disposizione il suo conto corrente. Abbandonato per una pausa Palazzo Chigi — per incontrare il sindaco di Roma Gianni Alemanno — in Consiglio si è aperta una discussione tra i ministri. Il 9 febbraio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà aveva fatto una circolare per ricordare a tutti i componenti del governo che domani scade la consegna delle dichiarazioni al Senato e all’Antitrust. Oltre a Profumo, altri ministri hanno pubblicato almeno il loro trattamento economico annuo lordo: il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca (199.778.25 euro) e il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi (205.915,54 euro). Il ministro Profumo Sul sito del Miur da ieri sera compare, alla fine della biografia, la voce «Trasparenza della posizione patrimoniale e reddituale dei titolari di cariche di governo». Sono sei pagine che cominciano con i dati anagrafici e proseguono con l’incarico di governo e il relativo trattamento economico complessivo annuo lordo: euro 199.778,00. Profumo dichiara di essere collocato in aspettativa e senza assegni dall’incarico di Professore universitario di ruolo al Politecnico di Torino. Non risulta più, invece, la carica di presidente del Cnr, dal quale si è dimesso nei giorni scorsi. Segue la sezione dei beni immobili. Profumo risulta proprietario di un fabbricato a Savona (niente cifre e niente metri quadri). Comproprietario di un fabbricato e di un garage ad Albissola Mare (Savona) (al 25 per cento), di un appartamento a Torino (50 per cento), di uno a Salina (Messina) (50 per cento) e di tre garage sempre a Torino (50 per cento). Tra i beni mobili: niente aeromobili, niente imbarcazioni da diporto, una sola automobile, immatricolata nel 2001, una Lancia Lybra. Segue il corposo capitolo delle quote o azioni societarie possedute: 894 azioni di Intesa, 1210 della Banca Monte dei Paschi di Siena, 250 De Longhi, 262 Enel, 3630 Telecom Italia, 137 Finmeccanica, 250 Del Clima, 5199 Unicredit. Rossi-Doria e Ugolini Pubblicati anche i dati dei due sottosegretari all’Istruzione. Elena Ugolini dichiara di ricevere come trattamento economico annuo lordo 188.869,00 euro. Tra i beni immobili ci sono l’abitazione di Bologna (al 50 per cento con il coniuge), una casa, una cantina e un garage a Rimini (quota dell’11,12 per cento). La Ugolini possiede una Lancia Y e nessuna azione. Marco Rossi-Doria, l’altro sottosegretario (noto per essere stato un «maestro di strada»), dichiara 188.869,00 come trattamento annuo lordo e la docenza della scuola primaria nella provincia di Trento: 37.248,02 euro (in aspettativa). Un’abitazione a Napoli, di 62 metri quadri (al 50 per cento), più un edificio rurale con corte a Demonte (Cuneo), da 208 metri quadri. Rossi-Doria si muove con una Lancia Musa Eco chic, immatricolata nel febbraio del 2011. Magri e Milone Pubblicati anche i dati dei due sottosegretari alla Difesa. Gianluigi Magri dichiara un compenso annuo lordo da 188.869,91 euro, tre fabbricati da 145, 65 e 65 metri quadri, tutti a Bologna, in comproprietà al 50 per cento. Un fabbricato a Bologna (22 per cento), uno a Ostiglia (Mn) (6 per cento) e uno a Correggioli di Ostiglia (11 per cento). Magri possiede una Jeep Cherokee, un motociclo Bmw, obbligazioni Mps (pari a 25 mila euro), obbligazioni Argentina Ubi Banca (22 mila euro) e azioni Hera (comproprietà al 50 per cento di 2750 azioni). Filippo Milone guadagna la stessa cifra di Magri, è comproprietario per un terzo di un fabbricato da 100 metri quadri a Zoagli (Ge). Possiede una Mercedes Classe A, una Golf, una Fiat 1500 e due moto: una Yamaha Majesty e una Honda Sh 100.
Profumo Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, e i suoi sottosegretari, Marco Rossi-Doria e Elena Ugolini, hanno già pubblicato i loro dati patrimoniali sul sito del ministero, anticipando di qualche giorno la scadenza indicata

Chi è Francesco Profumo, 58 anni, è ministro dell’Istruzione e dell’Università

Barca Fra chi ha già diffuso i propri dati c’è anche Fabrizio Barca (foto sopra), ministro per la Coesione territoriale

Posizione patrimoniale I dati finanziari del ministro sono pubblicati sul sito www.istruzione.it. Trovarli è però complesso: sono «allegati» alla sua biografia

Alessandro Trocino
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L’incontro L’ex ministro Romani: «Un’eventuale riforma va fatta in Parlamento»

Rai, Garimberti va da Monti Sul tavolo governance e bilanci
ROMA — Palazzo Chigi, ieri mattina, ore 11: da una parte il presidente del Consiglio, Mario Monti, il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, e il viceministro per l’Economia Vittorio Grilli. Dall’altra Paolo Garimberti, presidente della Rai. Da quando Monti aveva promesso da Fabio Fazio di «occuparsi presto» della televisione pubblica si aspettava questo vertice. Nulla di ufficiale è trapelato (la nota della presidenza del Consiglio parla di «un giro di orizzonte sull’evoluzione del settore audiovisivo e sulle prospettive future dell’azienda Rai»). Garimberti: «Sono molto soddisfatto, naturalmente non posso dire, era un incontro istituzionale». Ma non è difficile ricostruire i contenuti del minivertice. Garimberti, con ogni probabilità, ha assicurato a Monti (come ministro dell’Economia, azionista della Rai) che il suo Consiglio di amministrazione chiuderà il bilancio entro la fine di aprile nei termini di legge, concludendo così il suo mandato. Non è escluso che dal dicastero parta nei prossimi giorni una lettera in cui l’azionista raccomanderà di adempiere a quest’obbligo nei tempi previsti dalla legge, escludendo qualsiasi lontana ipotesi di proroga. Garimberti avrà ripetuto a Monti, Passera e Grilli anche la sua opinione sull’attuale sistema di governance della tv pubblica. Secondo il presidente della Rai, così la tv pubblica è «ingovernabile». E avrà suggerito di rivedere la legge Gasparri solo nella parte dei criteri di nomina. Da tempo si sa che Monti vedrebbe di buon occhio, per una

Il futuro L’equilibrio fra i due poli in commissione di Vigilanza sarà alterato dalle prossime nomine del governo nel Cda

razionalizzazione della vita della Rai, un Consiglio ristretto (a cinque membri) e un amministratore unico. Ma dovrebbe fronteggiare l’opposizione del Pdl, ripetuta ieri per esempio dall’ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: «Se è necessaria una riforma della governance si deve affrontare in Parlamento. Governo e Parlamento hanno ruoli e doveri ben definiti sul Servizio pubblico, che vanno rispettati». Quindi un altolà a qualsiasi ipotesi di intervento per decreto legge. Avverte però Giorgio Merlo, del Partito democratico: «Tutti sanno che la riforma si fa in Parlamento. Ma tutti dovrebbero sapere che la riforma è indispensabile e necessaria per rilanciare la credibilità e la prospettiva del Servizio pubblico». Comunque sia, anche se non

si approvasse una riforma dei criteri di nomina, con l’attuale divisione esattamente a metà della commissione di Vigilanza Rai (venti a Pdl-Lega-Responsabili e venti a Pd-Idv-Terzo Polo) il centrodestra non avrebbe più tecni-

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i membri della commissione di vigilanza Rai

camente una maggioranza certa nel futuro consiglio che avrebbe nel presidente e nel consigliere indicato dal ministero dell’Economia (e cioè il premier Mario Monti) due capisaldi per scelte sganciate da immediate logiche di schieramento. Certe volte la matematica può aiutare nella battaglia contro la lottizzazione politica.

Patroni Griffi Anche il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi (foto sopra) ha reso pubblici i dati che lo riguardano. Proprio Patroni Griffi, nelle scorse settimane, era stato al centro di una lunga polemica per l’appartamento di 100 metri quadrati che nel 2008 aveva acquistato per 170 mila euro a Roma, in via Colle Oppio, in uno stabile dell’Inps a vicino al Colosseo

Paolo Conti
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

» Approfondimenti

I risparmi
nistro, «il ridimensionamento non riguarderà solo il personale, anche i mezzi. Perciò il programma F35 subirà riduzioni, ma ritengo quel velivolo importante, è uno strumento con capacità fantastiche». Forse alla fine l’Italia rimpiazzerà i Tornado e gli Amx dell’Aeronautica e gli Harrier della Marina con 90, massimo 100 supertecnologici F35. Per adesso la Difesa si è impegnata a prenderne 4, che dovrebbero essere consegnati alla fine del 2014. Non c’è ancora un documento che si possa definire ordine di acquisto, c’è solo un’intenzione manifestata per iscritto di acquisire 4 jet F35, che costeranno 80 milioni di euro l’uno. E forse non si arriverà mai a un ordine che includa l’intera flotta di cacciabombardieri di cui l’Italia vuole dotarsi, si procederà con richieste annuali di velivoli fino a completare l'acquisizione entro il 2025. I tagli del personale annunciati hanno messo in allarme il Cocer dell’Esercito, il quale si augura che ci siano

MENO GENERALI E PIÙ TECNOLOGIA LA NUOVA DIFESA
La riduzione sarà di 40 mila uomini
ROMA — Nella sua brutalità, il piano è molto semplice: liberarsi di circa 40 mila uomini e con gli stipendi risparmiati comprare più armi. Il ministro della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha spiegato ieri in Consiglio dei ministri che ritiene indispensabili questi tagli. E il premier Mario Monti ha detto di considerare «il modello di Difesa proposto dal ministro Di Paola un’importantissima riforma strutturale dal punto di vista economico». Gli organici delle forze armate ammontano a circa 185 mila uomini o poco più. Dovranno ridursi a 150 mila e forse anche meno. Un processo di dimagrimento da compiersi nell’arco di 10 anni. Si punterà su pensionamenti, scivoli e mobilità verso altre amministrazioni statali. Divisi per gradi, i militari contano 22.900 ufficiali di cui 1.900 colonnelli e 425 generali. Poi ci sono 71.500 sottufficiali, di cui 56.600 marescialli e 14.900 sergenti, mentre la truppa, i soldati che vanno in missione all’estero, fa affidamento su circa 90 mila militari. Questi ultimi sono operativi e quindi intoccabili. «I sacrifici — secondo il ministro Di Paola — servono all’Italia per essere

Marescialli La categoria più penalizzata saranno i marescialli ai quali sarà chiesto il sacrificio di 30 mila effettivi

I caccia Rivisto il piano per l’acquisto di 131 caccia F35 I primi 4 sono già stati opzionati. Il taglio dovrebbe essere di 31 unità

più europea». A sostegno della sua affermazione cita la frase di uno dei padri del Partito comunista, ricordando che «una volta Antonio Gramsci disse: per essere cosmopoliti bisogna prima avere una patria». Le categorie professionali più penalizzate saranno i marescialli ai quali sarà chiesto il sacrificio di circa 30 mila effettivi. Sensibile sarà anche il calo degli uomini con i gradi di ufficiale: ne resteranno in servizio non più di 18 mila. Per dirla con lo slogan efficace coniato dallo stesso ministro Di Paola: «Meno generali e ammiragli, più operatività e tecnologia». «La situazione attuale — ha spiegato il ministro — non è compatibile con le risorse presenti e di prospettiva. Questo ci obbliga a rivedere l’assetto attuale dello strumento militare, proprio per farlo vivere e mantenerlo in efficienza. Bisogna stabilire un equilibrio fra le risorse e le capacità. Non è una questione ideologica, ma di pragmatico buonsenso». E il buonsenso consiglia di arrivare a una ripartizione ottimale delle risorse. Oggi la Difesa riceve lo 0,90 per cento del Pil, vale a dire 90 cen-

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tesimi per ogni 100 euro di ricchezza nazionale, ciò determina un budget annuale di 12 miliardi di euro così divisi: il 70 per cento, e quindi quasi 8 miliardi e mezzo, destinato al personale, una quota che ha fatto definire le forze armate uno «stipendificio». Rimane un 30 per cento da impiegare per l’addestramento e l’ammodernamento dei mezzi. L’ideale suddivisione alla quale punta il ministro è 50 per cento al personale, 25 per l’addestramento e 25 per i nuovi armamenti. Tra i nuovi armamenti spicca il cacciabombardiere americano F35 della Lockheed Martin. All’inizio si pensava di acquisirne 131. Ma, dice il mi-

miliardi la cifra del taglio degli stanziamenti al settore per il triennio 2012-2014

la percentuale di fondi per la Difesa spesa per il personale. Il 30% va a investimenti e capacità operative

«esodi agevolati» e niente «travasi forzati nella pubblica amministrazione che potrebbero ledere la dignità del personale in divisa». C’è anche chi grida allo scandalo per i generali che, a più di 70 anni, sono ancora in servizio.

Marco Nese
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» Approfondimenti

I controlli e le cancellazioni

PENSIONI DI INVALIDITÀ, L’ORA DEI TAGLI SCATTA LA REVOCA PER UNA SU TRE
Su 122 mila visite l’Inps rivede il trattamento per oltre 34 mila aventi diritto

ROMA — Aumenta il numero delle prestazioni d’invalidità civile (pensioni e assegni di accompagnamento) revocate in seguito a visita medica di controllo. Aumenta sia in termini assoluti sia in percentuale. Nel 2011 il campione di invalidi sottoposto a verifiche è stato di 250 mila. Quelli effettivamente visitati dai medici dell’Inps sono stati, al 31 dicembre 2011, 122.284. A 34.752 di questi è stata revocata la prestazione perché il loro grado di invalidità è stato ritenuto inferiore al 74% necessario per la pensione e/o al 100% che serve per avere l’assegno di accompagnamento. La percentuale delle revoche è stata quindi del 28,42%. A questi dati vanno aggiunte le circa 37 mila prestazioni sospese alle persone che, convocate per la visita, non si sono presentate. Sospensioni che si trasformeranno in cancellazioni se gli interessati non si presenteranno al controllo sanitario entro 60 giorni. Il risparmio previsto sulle

34.752 revoche già decise può essere stimato in 180 milioni di euro, dice l’Inps. Una goccia rispetto ai circa 16 miliardi di euro di spesa complessiva annua per quasi 3 milioni di invalidi civili, ma l’importante, dice il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, è che si migliori di anno in anno il funzionamento di un sistema che fino a pochi anni fa era abbandonato a se stesso, senza alcun freno agli sprechi. «Voglio subito dire che qui non stiamo parlando di falsi invalidi, cioè di persone che hanno truffato lo Stato. Ma di controlli sanitari sull’evoluzione di patologie che possono migliorare in seguito, riducendo così il grado di invalidità e le prestazioni connesse», dice Mastrapasqua. Nel 2010 le visite di controllo erano state 55.200 e gli assegni revocati 10.596, pari al 19,2%. Nel 2009 le revoche erano state l’11%. Dati, dice il presidente dell’Inps, che dimostrano come il campione per il programma

straordinario di verifiche sia ogni anno selezionato con maggior cura. Altri 250 mila controlli sono previsti per quest’anno. Alle associazioni e ai singoli cittadini che lamentano criteri troppo rigidi da parte dei medici Inps, il presidente replica che «è giusto fare questi controlli in modo da poter concentrare le poche risorse a disposizione su chi ne ha davvero bisogno. Non dimentichiamo che si parla di appena 267 euro al mese per i pensionati d’invalidità, oltretutto subordinati a bassi requisiti di reddito, e di 492 euro al mese per l’indennità di accompagnamento». Il fatto poi che in certe Regioni, sempre le stesse, i tassi di cancellazione delle pensioni d’invalidità e degli assegni di accompagnamento siano molto superiori alla media conferma, secondo l’Inps, che soprattutto in alcune aree del Paese queste prestazioni siano state in passato concesse «con troppa generosità». Difficile infatti pensare che in queste stesse Re-

gioni le persone siano curate meglio che altrove o abbiano una maggiore propensione a migliorare la salute. Nel 2011 il tasso di revoche ha raggiunto il 37-38% in Campania e Basilicata, il 35-36% in Molise, Umbria e Lazio. In fondo alla classifica ci sono invece le Marche, il Piemonte e la Lombardia, con percentuali tra il 14 e il 17. È evidente, comunque, che se alla visita si scopre che l’invalidità è del

Risparmi Il risparmio previsto sulle revoche già decise vale 180 milioni di euro

19,2%
Gli assegni revocati nel corso del 2010. Con i controlli realizzati la percentuale è salita a circa il 29%. Le verifiche a campione sono previste in 250 mila. Attualmente sono già stati effettuati 122 mila controlli

tutto inesistente, il titolare viene denunciato, «ma si tratta di eccezioni», dice Mastrapasqua. Dall’inizio del 2010 a oggi le persone indagate sono state 1.439 e quelle arrestate 301. Per evitare di chiamare a visita di controllo persone con invalidità permanenti, per esempio il cieco o l’infermo in carrozzella, come purtroppo è avvenuto, l’Inps ha chiesto alle Asl i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati nel campione, «ma solo nel 13% dei casi ci sono stati dati». È andata meglio con gli stessi invalidi, che hanno inviato la documentazione nel 58% dei casi. Ma i casi di visite inutili, oltre che inopportune, non sono stati ancora eliminati. Di qui le proteste, spesso giustificate. Fin qui per quanto riguarda i controlli. Ma forse dove più c’è da migliorare è nelle procedure di concessione delle prestazioni di invalidità. In media tra la domanda (se ne presentano 2 milioni l’anno e circa 500mila danno luogo a prestazioni economiche) e la riscossione passano 408 giorni, mentre la legge dice che non si dovrebbe superare il limite di 120 giorni. «Noi per velocizzare le pratiche — dice Mastrapasqua — abbiamo proposto a tutte le Regioni di fare delle convenzioni in modo che sia l’Inps a occuparsi delle visite anziché le Asl, ma nessuna ha accettato, nessuna vuole privarsi del potere di gestire la concessione di queste pensioni». Infine, secondo il presidente dell’Inps, sarebbe ora di affrontare con «una riforma complessiva tutto il tema delle invalidità, tenendo conto che andiamo verso un forte invecchiamento della popolazione». C’è tutto un campo, aggiunge, quello delle invalidità tra il 34% e il 73%, che è poco conosciuto: non dà diritto a prestazioni economiche ma a tutta una serie di benefici, dal collocamento obbligatorio all’esenzione dai ticket, dal bollo auto gratis ai permessi di parcheggio all’Iva al 4%. Nessuno sa quanti siano, ma ogni anno più della metà delle domande di invalidità finisce in questa fascia, e quanto tutto ciò costi alla collettività. «Per carità, non mi sognerei di togliere alcun beneficio a chi ne ha diritto — dice Mastrapasqua — ma osservo che tra il 34% e il 73% il più delle volte l’invalidità viene concessa senza neppure una visita dell’Asl, ma dietro semplice presentazione di documentazione sanitaria. Ecco credo che tutte le prestazioni vadano razionalizzate e le risorse concentrate secondo i bisogni. In alcuni Paesi, per esempio, le prestazioni non sono in cifra fissa ma variano in base alle patologie e accanto alle prestazioni economiche sono garantiti anche i servizi alla persona».

Enrico Marro emarro@rcs.it
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L’intervento

La ricongiunzione e il dovere dell’equità
di ELSA FORNERO*
Caro direttore, seguo da sempre il lavoro di Milena Gabanelli e nutro apprezzamento verso chi, come lei, è seriamente impegnata nel giornalismo di inchiesta. Trovo essenziale che al cittadino vengano fornite tutte le informazioni necessarie a formarsi un’opinione e a prendere decisioni consapevoli. Rispondo quindi al suo articolo come esperta di sistemi previdenziali prima ancora che come ministro del Lavoro e delle Politiche sociali impegnato nella realizzazione di un sistema pensionistico equo e sostenibile. Tale impegno si applica anche alla problematica relativa alle ricongiunzioni onerose. La disciplina in materia di ricongiunzione onerosa, introdotta dal governo che mi ha preceduto (legge 122/2010), si era prefissata l'obiettivo di ridurre la frammentazione e il particolarismo delle tutele offerte alle diverse categorie di lavoratori. L'imposizione di un onere di ricongiunzione risponde infatti a criteri di equità tra le categorie. Del resto, prima che la legge 122/2010 entrasse in vigore, la ricongiunzione dei contributi a titolo gratuito era in vigore unicamente per i lavoratori che dalle «gestioni alternative (quali Inpdap, Fondi speciali ferrovie, volo, elettrici, telefonici,...)» intendevano passare al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld). Risultavano già essere a titolo oneroso, invece, tutte le ricongiunzioni dalle «gestioni speciali» (ossia dalle "altre" gestioni, come quelle di artigiani e commercianti, ad esempio) al Fpld e dal Fpld alle «gestioni alternative e speciali». Sussisteva quindi una disomogeneità di trattamento tra lavoratori che difficilmente poteva trovare giustificazione dal punto di vista economico o sociale. Le diverse gestioni previdenziali si sono inoltre storicamente contraddistinte per una grande eterogeneità nelle aliquote previdenziali, nei criteri di accesso alle prestazioni e nelle regole di calcolo delle pensioni. L’onerosità della ricongiunzione è volta a compensare tali differenze per garantire parità di trattamento tra lavoratori «che optano per la ricongiunzione provenendo da altre gestioni previdenziali» e «lavoratori che da sempre contribuiscono alla gestione in causa» (al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, nel nostro caso). Ritengo importante sottolineare che, con la ricongiunzione, l’assicurato è chiamato a sostenere un onere commisurato al beneficio che si ottiene dal conseguimento di una pensione in un’unica gestione. Per questo motivo, ossia per non produrre ingiuste differenze, la totalizzazione dei contributi, che è l’alternativa alla ricongiunzione, è gratuita, ma dà origine a pensioni calcolate interamente con il metodo contributivo. Questo metodo garantisce infatti, in ossequio al principio di equità, pensioni strettamente legate ai contributi versati. In proposito vorrei sottolineare che la riforma del sistema previdenziale introdotta da questo governo (di cui all'articolo 24 della l.204/2011) ha abolito la soglia minima di 3 anni di contribuzione per vedersi riconosciuti i contributi versati ad ogni singola gestione. Ora la totalizzazione riguarda tutti i contributi versati dal lavoratore, a prescindere dagli anni di contribuzione maturati nelle diverse gestioni. Sono certa che su questo punto riconoscerà l'esistenza di un forte principio di equità. In conclusione, mi rendo ben conto che, cambiando le regole, alcuni lavoratori riceveranno un trattamento meno favorevole rispetto a colleghi che, a parità di condizioni, hanno avuto accesso alla ricongiunzione gratuita (magari solo pochi mesi prima). Questa è però una caratteristica che si presenta ogni qual volta viene abolito un «privilegio»: si determina un effetto di transizione per cui la situazione di chi deve andare in pensione è allineata ai pensionati del futuro ma disallineata rispetto a quelli del passato. Si passa cioè dall'esistenza all'assenza del privilegio. *ministro del Lavoro e delle Politiche sociali
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❜❜ la soglia minima Abolita
di 3 anni per il riconoscimento dei contributi versati

❜❜ L’assicurato è chiamato
a sostenere un onere commisurato al beneficio

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Politica e giustizia Il caso

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Con questa decisione la Corte ha impedito l’umiliazione del Parlamento Donatella Ferranti, capogruppo alla commissione Giustizia della Camera per il Pd
La scheda
zione quando il Csm, con il concerto del ministro, nomina il capo di un ufficio giudiziario. Ma non in questo caso, quando l’obiettivo dei magistrati e del Parlamento non è lo stesso». Davanti a queste argomentazioni, la Corte presieduta dal giudice Alfonso Quaranta, si è riunita in camera di consiglio e alla fine ha respinto il ricorso della Camera. Presumibilmente con le stesse motivazioni, che comunque saranno depositate tra una ventina di giorni, i giudici delle leggi hanno respinto l’analogo ricorso del Senato a tutela di Clemente Mastella indagato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Una volta appresa la decisione della Corte l’avvocato Sorrentino — in udienza non aveva mancato di ricordare perfidamente alla controparte di «non aver avuto il coraggio, se non la sfrontatezza, di tirare in ballo in giudizio la questione della nipote di Mubarak» — ha commentato: «Finalmente ha prevalso la forza del diritto su quella del denaro». Politico, invece, il giudizio del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: «La decisione della Consulta è molto grave e testimonia l’esistenza di un indirizzo volto a vanificare le deliberazioni del Parlamento quando si tratta di Berlusconi». Per Sandro Bondi (Pdl), «siamo in una democrazia dimezzata». Mentre Rosy Bindi, presidente del Pd, approva: «Cade finalmente la finzione sul caso Ruby. Per Felice Belisario (Idv), «il Parlamento ha fatto una brutta figura buttando via anche molti soldi».

No al ricorso della Camera Il processo Ruby va avanti
Consulta: indagini legittime. Cicchitto: siete anti Berlusconi
ROMA — Per la Corte costituzionale, la Procura di Milano ha condotto legittimamente le indagini sul caso di «Ruby Rubacuori» che hanno portato al giudizio immediato (concussione e prostituzione minorile) di Silvio Berlusconi a causa della famosa telefonata, fatta dal premier al capo di gabinetto della questura di Milano a maggio del 2010, per togliere dai guai la minorenne marocchina Karima El Mahroug. Quell’intervento dell’allora presidente del Consiglio, poi perfezionato dal consigliere lombardo Nicole Minetti che si recò in questura per prendere in consegna la ragazza, non può essere annoverato tra i reati ministeriali. Ne consegue che i magistrati milanesi non avevano alcun obbligo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri. Mentre la Camera ha decisamente imboccato un vicolo cieco quando ha deliberato di sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sostenendo, con il sigillo del voto di Pdl e Lega, che il Cavaliere intervenne nell’esercizio delle sue funzioni di capo del governo: «Per aiutare la nipote del presidente Mubarak...». Così, molti mesi dopo i fatti contestati dai pm milanesi e il fuoco di sbarramento della Camera (cui si unì anche il Senato), la Consulta ha respinto il ricorso intentato dai legali di

I favorevoli sono 385

Le accuse Nell’ambito del processo Ruby, l’ex premier Silvio Berlusconi

Il decreto carceri ora è legge La maggioranza cala nei numeri
ROMA — Il decreto «salva carceri» è stato convertito in legge con 385 voti favorevoli, 105 contrari e 26 astenuti. La maggioranza, dunque, ha perso altre posizioni perché alla fine sono stati 29 i deputati del Pdl che hanno disatteso la dichiarazione di voto del capogruppo in Commissione Enrico Costa: tra gli altri hanno detto no — unendosi alla Lega, all’Idv e ai Radicali — i pidiellini Ciccioli, De Angelis, Saltamartini, Ascierto, De Corato, Mantovano, Sbai, Speciale, De Camillis, Frassinetti. Il testo è stato difeso dal ministro Paola Severino: «Non è un indulto mascherato e io mi sono sempre assunta le mie responsabilità. Per questo mi sento responsabile davanti agli italiani, che spero leggano il provvedimento invece di credere agli allarmismi di qualcuno». Il decreto Severino — sulla scia di un provvedimento analogo varato nel 2010 dall’ex ministro Alfano — consentirà a circa 3.500 detenuti definitivi di chiedere al giudice di scontare ai domiciliari gli ultimi 18 mesi di pena. Novità anche per gli arrestati in flagranza di reato che di regola resteranno nella camere di sicurezza delle questure in attesa del processo direttissimo. È incerta invece la data di chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari: è infatti passato un ordine del giorno che impegna il governo a posticipare di sei mesi la chiusura prevista per febbraio 2013 se non ci saranno le condizioni minime per farlo.

Dal Marocco
Karima El Mahroug, 19 anni, al centro del «Rubygate», a dicembre è diventata mamma Montecitorio, che un anno fa hanno costruito il conflitto contro i magistrati lamentando la mancata «informazione al Tribunale dei ministri» e l’assenza di «leale collaborazione» tra poteri dello Stato. Secondo gli avvocati Roberto Nania e Giuseppe De Vergot-

tini, presenti ieri all’udienza pubblica della Consulta, i magistrati avrebbero agito fuori dalla regole «menomando così le attribuzioni del Parlamento» e perseguendo «una pretesa esclusività che già di per sé costituisce materia di conflitto». Tesi, questa, confutata con successo dal professor Federico Sorrentino chiamato a difendere le ragioni della Procura e del gip che ha disposto il giudizio immediato del premier: «Non c’è alcuna legge che obblighi i giudici a informare la Camera di appartenenza ai fini di qualificare un dato reato come ministeriale. Quella qualificazione

non è astratta. È concreta perché il fatto si qualifica come ministeriale o meno sulla base di indagini. Mentre sospetto che la Camera tenda a sfruttare la semplice comunicazione per la qualificazione del reato come ministeriale....». E anche sulla «mancanza di leale collaborazione», Sorrentino ha avuto ragione davanti alla Corte: «Si può parlare di leale collabora-

Conflitto d’attribuzione Secondo Montecitorio il Cavaliere, nell’esercizio delle sue funzioni, aiutò la nipote di Mubarak

è accusato di concussione e prostituzione minorile La decisione La Camera dei deputati aveva presentato un ricorso, al quale si era associato il Senato, contro la Procura e il Tribunale di Milano per conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato. Ieri la Consulta lo ha bocciato

D. Mart.
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Dino Martirano
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Genova Il governatore della Liguria critica la Vincenzi: sindaco grazie alle primarie, non le attacchi solo perché ha perso

Riforme

«Doria voluto da ambienti pd, non da Vendola»
Burlando: a Fioroni ricordo che è un professore, non dà fuoco ai cassonetti
GENOVA — Quando incontra nel corridoio il segretario regionale del Pd Lorenzo Basso, il governatore della Liguria Claudio Burlando prima lo saluta con un rassicurante: «Abbiamo già vinto le elezioni!». Poi gli rimprovera qualche dichiarazione imprudente e le dimissioni. Secondo Burlando, evidentemente, dopo le primarie per il sindaco di Genova vinte dall’outsider Marco Doria, Basso poteva benissimo restare al suo posto perché «con Doria si vince». Come dire, con le altre due candidate targate Pd, il sindaco uscente Marta Vincenzi e la senatrice Roberta Pinotti, si rischiava di perdere. Viva Doria, quindi, e «non capisco tutto questo melodramma». In realtà Burlando lo capisce benissimo, il melodramma, capisce i musi lunghi dei dirigenti che sostenevano Vincenzi o Pinotti, capisce anche le twittate dell’ex SuperMarta, ma non rinuncia a bacchettarla. «Marta dovrebbe ricordarsi che cinque anni fa la scelta del partito non era lei. Se non ci fossero state le primarie non sarebbe diventata sindaco e oggi che le ha vinte un altro dovrebbe accettarlo». Burlando non vuole allontanarsi da questa lettura rassicurante: «Il nostro popolo ha votato quello che ha ritenuto il candidato migliore. La dirigenza non è riuscita a trovare un terzo nome che superasse la contrapposizione negativa fra Marta e Roberta e per noi ha scelto l’elettorato. Mi sembra una buona cosa. Quando ho iniziato a fare politica io tutto si decideva in quattro in una stanza fumosa. Meglio oggi». L’effetto Monti non c’entra nel successo di Doria? «Non credo. Pisapia e de Magistris hanno vinto le primarie prima del governo Monti». C’è un’area cattolica, come l’ex popolare Beppe Fioroni, che mette in discussione il sostegno a Doria. «Dipingere Doria come un pericoloso estremista è una sciocchezza. È un professore universitario, proviene da un’antica famiglia che ospitava a cena lo storico Braudel. Era consigliere comunale negli anni Novanta, poi per vent’anni non ha fatto politica. Ma non li ha certo passati a bruciare cassonetti, insegnava Economia. A parte un drappello di integralisti, i cattolici si possono benissimo riconoscere in una persona come lui, un uomo etico. Uno che non fa politica per arricchirsi. Lo si vede persino da come va vestito. Uno che sostiene il valore della solidarieil presidente della Regione. Che gli ha detto Pier Luigi Bersani? «Bersani qualche preoccupazione l’ha espressa, ma relativa al momento difficile che stiamo attraversando. Per questo mi ha chiesto di avere ora un ruolo di presenza politica». E Burlando dichiara di essere «molto stufo» di essere descritto come «quello che tira i fili dietro le quinte»: «Mi sono tenuto lontano dalle primarie. Adesso è il momento di scendere in campo per Doria e lo farò». Una parte del Pd ha sollevato il problema della gronda autostradale, un’opera che Doria, appoggiato da vari comitati, ha criticato: non si cerca così di mettere il candidato in difficoltà? «Sarebbe folle. Quanto alla gronda troveremo un punto di accordo. Intanto c’è una procedura già molto avanzata. Non ce lo vedo Doria a occupare il cantiere con i no global». Impossibile, però, sostenere che va tutto bene nel Pd. «Il problema del Pd — taglia corto Burlando — non sono le primarie, ma non essere stati pronti come alternativa politica quando Berlusconi è caduto e di non esserlo ancora». Almeno a Genova il Pd un candidato sindaco l’ha trovato e «sta sicuramente meglio del centrodestra che ancora non sa chi indicare né come».

Pd e Terzo polo: «Riduzione dei parlamentari già dal 2013»
ROMA — Il Pd incalza gli altri partiti sulla legge elettorale. Il vicesegretario Enrico Letta dice che «si deve trovare un testo condiviso entro Pasqua o non ci saranno i tempi per approvarne una nuova». Il pressing giunge al termine di una giornata caratterizzata dalla consueta riunione tra Pdl, Pd e Terzo polo dedicata «a uno scambio di idee sulle riforme» e dal successivo incontro bilaterale tra la delegazione del Pd e quella del Terzo polo. E in quella sede si è prodotta una convergenza su come ridisegnare l’architettura istituzionale, a incominciare dal numero di deputati e senatori. «Si è convenuto — si legge in una nota — sulla necessità di ridurre il numero dei parlamentari, già a partire dalla legislatura che comincerà nel 2013». Pd e Terzo polo, inoltre, «concordano sulla necessità di avviare la riforma del bicameralismo e di attribuire al presidente del Consiglio il potere di nomina e di revoca dei ministri». Viene poi prevista l’introduzione «del meccanismo di sfiducia costruttiva al fine di consolidare la stabilità dei governi». Di legge elettorale si parlerà in un secondo incontro. Fin d’ora, però, «c’è accordo sulla necessità di restituire ai cittadini il potere di scelta dei parlamentari e su un sistema che favorisca la governabilità senza obbligare a coalizioni forzate e prive di vincolo programmatico».

L’alternativa «Il guaio del Pd non sono le consultazioni ma il non essere un’alternativa politica a Berlusconi»

Presidente Claudio Burlando, 57 anni, del Pd, è governatore della Liguria dal 2005. Nel 2010 è stato rieletto con il 52% dei voti

tà». E, dice Burlando, uno che «è stato votato da molti del Pd. Non dimentichiamo che a fare il suo nome sono stati intellettuali della nostra area. L’appoggio di Vendola è venuto solo dopo». È proprio molto inclusivo,

Dopo la sconfitta

«A Obama non fanno fare le primarie»
MILANO — Prima la Grecia antica, adesso l’America contemporanea. Marta Vincenzi e i suoi paragoni: da Ipazia a Obama. Subito dopo la sconfitta alle primarie genovesi, il sindaco ha ricordato la filosofa vittima dei fondamentalisti cristiani: «A lei è andata peggio, oggi le donne riescono a non farsi uccidere quando perdono». Ieri, su Radio24, la Vincenzi ha parlato del presidente degli Usa: «Lui dopo 4 anni non fa le primarie. Pensate un po’ se a Obama ora gli avessero fatto fare le primarie contro la Clinton? Come ne sarebbe uscito? Ci ho sempre pensato a Obama in questi anni. Sono d’accordo con le primarie, ma francamente poiché i sindaci durano al massimo due mandati o li si costringe a fare azioni di breve periodo, terribile, o li si lascia fare due mandati. È corretto che chi è stato eletto con 220 mila voti venga stoppato ora per meno di 11 mila?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paragone «a stelle e strisce» Marta Vincenzi e Barack Obama

R. R.
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Erika Dellacasa
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Esteri
La visita Barroso e Van Rompuy in cerca di alleati anticrisi

Pechino promette di aiutare l’Europa Ma non apre la borsa
Nessuna offerta per il fondo salva Stati
Lo scambio PECHINO — Certo, la Cina «è L’Ue pronta a discutere il pronta a partecipare a una solu- riconoscimento della Cina zione alla crisi del debito». Certo, «vogliamo comunicare e coo- come economia di mercato
perare». Ma quello che i leader europei volevano da Wen Jiabao, il premier non lo ha detto. Pechino non si espone e continua a non far sapere se davvero investirà nel fondo salva Stati Efsf o nel suo successore (da luglio) Esm, e se sì con quale porzione dei 3.200 miliardi di dollari delle sue riserve valutarie, con
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Tibet Nessuna concessione sul Tibet. Il premier Wen: «È parte inalienabile della Cina»

quali modalità, in che data, con quali garanzie. I due presidenti Herman Van Rompuy (del Consiglio europeo) e José Manuel Barroso (della Commissione) non sono riusciti a inchiodare i loro interlocutori al termine del 14˚ vertice sino-europeo. Hanno elencato le materie trattate, enfatizzato i punti di contatto, hanno preso atto che molto funziona, a cominciare dal fatto che la Ue è la principale destinazione dell’export cinese e che gli scambi bilaterali hanno superato i 560 miliardi di euro nel 2011.

A confronto Il premier Wen Jiabao con il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso (Epa/How Hwee Young/Pool)

È Van Rompuy ad aver allungato alla Cina una specie di carezza, sottolineando come per la prima volta sia stata messa nero su bianco la «volontà politica» di discutere il riconoscimento della Cina come economia di mercato (Mes). Si tratta di un obiettivo politico primario di Pechino e van Rompuy ha indicato

il punto 10 del comunicato congiunto in 31 paragrafi, due righe scarse nelle quali «i leader hanno rimarcato che particolare importanza dev’essere data al lavoro per la soluzione» della questione «in modo rapido e onnicomprensivo». Obiettivo non visto con simpatia dall’attuale commissario al Commercio, Ka-

I punti

Il fondo salva Stati
Pechino non si espone e continua a non far sapere se davvero investirà nel fondo salva Stati Esf o nel suo successore Esm (che entrerà in vigore a luglio). La Cina ha 3.200 miliardi di dollari in riserve valutarie

L’economia di mercato
Per la prima volta si è parlato della «volontà politica» di discutere il riconoscimento della Cina come economia di mercato (Mes). Nel 2011 gli scambi bilaterali con la Ue hanno superato i 560 miliardi di euro

La questione diritti umani
Ieri Van Rompuy ha ricordato che si auspica che Pechino faccia sul piano dei «diritti umani e dell’individuo gli stessi grandi passi in avanti» fatti negli ultimi decenni sul piano economico

Siria e Iran le due spine
Wen ha assicurato che la Cina desidera evitare «guerra e caos» in Siria ma che non protegge il regime di Damasco. Sull’Iran c’è stato accordo sulla necessità di un ritorno al negoziato

rel De Gucht, il Mes dovrebbe comunque passare al vaglio dei singoli Stati. Sullo sfondo dei fragori greci, Barroso ha rivendicato «alcune parti del successo della Cina» perché questa «ha beneficiato grandemente delle politiche d’apertura e dei mercati dell’Europa». Avanti così, dunque. Qualche cautela in più dalle imprese, che in un summit parallelo hanno fatto notare il +94% degli investimenti diretti cinesi nella Ue dal gennaio al novembre 2011, anche se — come ha tra l’altro ammesso il presidente della Camera di commercio europea Davide Cucino — per gli imprenditori «l’ambiente normativo per il business in Cina non è che stia diventando più facile». Il sorriso di Wen si è indurito non quando si è accennato ai diritti umani («servono rispetto e oggettività») ma per rispondere sul Tibet. «È parte inalienabile della Cina» così come «i fratelli tibetani» appartengono «alla famiglia dei suoi popoli». Il premier ne ha rilanciato la crescita «sociale ed economica», le libertà religiose e ha stigmatizzato «i pochi monaci che compiono atti radicali che non aiutano lo sviluppo e non hanno il sostegno della popolazione». Tutto sommato più facile l’accordo su Iran e Siria, o quasi. Wen ha assicurato che nel Paese arabo desidera evitare «guerra e caos» ma la Cina «non vuole assolutamente proteggere alcuna parte, tantomeno il governo» di Damasco: «Decida il popolo». Sull’Iran, van Rompuy ha chiesto a un Wen preoccupato di aiutare la comunità internazionale a «far tornare Teheran al negoziato». Ai cinesi fanno impressione anche i disordini di Atene. Ma nuovamente — replicando a una giornalista della Xinhua — scatto di orgoglio di Barroso: «Scioperi e manifestazioni sono normali in società aperte dove la gente ha il diritto di protestare».

Marco Del Corona
leviedellasia.corriere.it
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Il vicepresidente

Xi: dialogo sui diritti umani E invita Obama in Cina
WASHINGTON — «Pechino è pronta a impegnarsi in un dialogo costruttivo sul fronte dei diritti umani, ma sulla base del rispetto reciproco»: lo ha detto il vicepresidente cinese, Xi Jinping, al termine dell’incontro con il leader americano Barack Obama. Il futuro segretario del Partito comunista ha difeso la situazione dei diritti umani nel suo Paese dichiarando che Pechino ha raggiunto «enormi» miglioramenti negli ultimi 30 anni, pur ammettendo che «c’è sempre un margine di miglioramento». Xi Jinping ha invitato Barack Obama in Cina.

Stretta di mano Xi Jinping con Barack Obama

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Esteri 17

La storia

Dopo il commissariamento di «Eco di Mosca»

Bavaglio alla radio libera E il dissenso emigra in tv
Russia, i media campo di battaglia per Putin
MOSCA — Non era successo nulla per undici anni, fino a quando Vladimir Putin non ha accusato la radio indipendente Ekho Moskvy di affermare cose «prive di senso» e di «gettargli addosso m. dalla mattina alla sera». Il problema è che «Eco di Mosca» è di proprietà di Gazprom Media, una controllata del gigante del gas guidato da uomini assai vicini al capo del governo. Naturalmente nelle spiegazioni ufficiali le accuse di Putin non c’entrano nulla con la decisione di «procedere a un rimescolamento aziendale». Il consiglio di amministrazione della radio perde così due consiglieri indipendenti, sostituiti da ex compagni di università del presidente Dmitrij Medvedev. In sostanza l’autonomia garantita fino ad ora rischia di saltare. Il direttore della radio, Aleksej Venediktov si è dimesso a sua volta dal consiglio assieme al suo vice. Ma rimane alla guida della redazione e, sorprendentemente, assicura che non è stato Putin a ordinare l'attacco contro l'emittente: «Se lo avesse fatto, io non sarei più qui». E allora? La spiegazione di Venediktov è semplice: come spesso accade in situazioni del genere, c’è qualcuno più realista del re. Putin ha accusato la radio di essere una sorta di agenzia al servizio degli Stati Uniti e «uno zelante collaboratore — secondo Venediktov — ha interpretato questo come il segnale dato a un cane: vai e acchiappali». Interpretazione confortata anche dalle dichiarazioni del portavoce del primo ministro Dmitrij Peskov, il quale ha negato che sia stato dato un ordine del genere. In effetti la situazione russa è in questo momento assai complessa e Putin deve stare ben attento a non alienarsi ulteriormente quella componente giovane e urbana dell’elettorato che è già scesa in piazza contro il regime. I segnali che arrivano dal Cremlino e dalla Casa Bianca sono comunque assai ambigui. La tv russa è cambiata molto in questi anni, aprendosi a programmi che riflettono la realtà di crescita economica e sociale (come «Dai sposiamoci!»). Gli oppositori compaiono per la prima volta in talk show di grande ascolto, ma allo stesso tempo ecco l’intervento su «Eco di Mosca». E quello su Kseniya Sobchak, figlia del defunto ex sindaco di San Pietroburgo, gran protettore di Putin. Kseniya, una sorta di Paris Hilton à la russe è recentemente passata con l’opposizione (anche se accolta con fischi alle manifestazioni). Ha invitato al suo show televisivo il blogger Aleksej Navalny e la stazione tv

Show sospeso Sospesa anche la puntata dello show di Kseniya Sobchak che prevedeva il blogger Navalny come ospite

Mosca Partecipanti al programma «Dai, sposiamoci!» vestiti da contadini: la satira russa in versione reality

Mtv ha subito annunciato la sospensione dello spettacolo «perché non in linea con il tipo di pubblico giovanile e appassionato di musica pop». Mtv russa è controllata dalla Interros, di proprietà

Critici e normalizzati

Eco di Mosca Critica verso Putin. Ma Gazprom ha deciso di riprendere il controllo del cda

Mtv Russia E’ di un oligarca leale al Cremlino. Sospeso un programma critico di Putin

Dozhd Tv online, è indipendente e vicina all’opposizione. Il suo giovane direttore è Mikhail Zygar

dell'oligarca Vladimir Potanin, da sempre vicinissimo al Cremlino. C'è grande attesa ora per vedere cosa succederà a «Eco di Mosca». Prima Gazprom Media aveva quattro consiglieri su nove. Tre erano designati dalla redazione e due erano indipendenti; con le nuove nomine l'equilibrio cambia. «Una decisione presa per stabilire il controllo dello Stato sui media indipendenti», ha detto senza mezzi termini Evgenij Yasin, ex ministro dell'economia, uno dei consiglieri giubilati. Venediktov, che negli anni si è scontrato molte volte con Putin, continuerà a fare il suo lavoro come sempre, visto che il contratto di direttore scade tra due anni. Da varie parti sono arrivate offerte di aiuto ai giornalisti per acquisire la quota azionaria di Gazprom Me-

dia. Si è mosso anche il miliardario Mikhail Prokhorov, candidato indipendente alle prossime elezioni presidenziali. Lo stesso Venediktov ha raccontato di aver proposto più volte in questi anni di acquistare assieme ai suoi colleghi la maggioranza delle azioni. Ma Gazprom non ha la minima intenzione di mollare la presa. D’altra parte la sua funzione è sempre stata quella di fornire al potere una voce nel settore dei mezzi di comunicazione. Una delle prime operazioni della società fu quella di acquisire la stazione televisiva Ntv che era di proprietà del magnate Vladimir Gusinskij, costretto a fuggire all'estero dopo aver rotto con il Cremlino.

Fabrizio Dragosei
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Con lodo definitivo per arbitrato rituale secondo diritto pronunziato in data 6 febbraio 2012 nel procedimento arbitrale promosso con ricorso del 3 novembre 2012 dalla Piombo srl in liquidazione (la Ricorrente) rappresentata dal Dottor Eugenio Sajeva e difesa dagli avvocati Lionel Ceresi e Marco Baccarini del Foro di Milano nei confronti della Massimo Piombo srl (la Convenuta) rappresentata dal dottor Paolo Chiola e difesa dall’avvocato Giuseppe Leuzzi del Foro di Asti, l’Arbitro Unico Dottor Paolo Costanzo di Milano ogni diversa domanda o istanza, anche istruttoria, respinta, disattesa o comunque assorbita, così ha deciso: 1 respinge le domande preliminari e processuali proposte sub 1, sub 2 e sub 3 dalla Massimo Piombo srl; 2 conferma la reiezione delle istanze istruttorie, ivi inclusa la consulenza tecnica d’ufficio richiesta dalla convenuta; 3 in accoglimento della domanda proposta dalla Piombo srl, dichiara risolto, a far data dal giorno 11 ottobre 2011, per fatto e colpa della Massimo Piombo srl, l’Atto di costituzione di diritto di usufrutto del marchio temporaneo sul marchio “Piombo” stipulato in data 8 giugno 2010, avanti il notaio Marco Camusso di Asti, numero 46124 di Repertorio e numero 23539 di Raccolta; 4 dichiara di non dar luogo a provvedere sulla domanda di inbitoria proposta sub 2 dalla Piombo srl in liquidazione, dichiarandola assorbita nel provvedimento di declaratoria della risoluzione; 5 condanna la Massimo Piombo srl, in persona del suo legale rappresentante, al risarcimento dei danni a favore della Piombo srl in Liquidazione, nella misura da accertare in separato procedimento; 6 ordina la pubblicazione del dispositivo del presente lodo per una volta sui quotidiani Corriere della Sera, La Repubblica e Milano Finanza, a spese della Massimo Piombo srl; 7 pone le spese di arbitrato a carico della Massimo Piombo srl, liquidate in euro 18.000,00 oltre alle spese generali e oneri di legge, incluso l’acconto; 8 pone a carico della Massimo Piombo srl le spese di difesa della Piombo Srl in Liquidazione, liquidate in euro 40.000,00 oltre alle spese generali e accessori di legge. così deliberato e sottoscritto dall’arbitro unico Torino 6 febbraio 2012 - firmato dal Dottor Paolo Costanzo e dalla Segretaria Dottoressa Francesca Bea La pubblicazione del presente dispositivo di Lodo Definitivo viene chiesta dalla Piombo srl in liquidazione (socio unico il signor Massimo Piombo), con espressa riserva di ripetizione delle relative spese dalla soccombente, in esecuzione dell’ordine dell’Arbitro Unico.

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18 Esteri
Reportage Dalla fiera del libro

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

di DACIA MARAINI
alcutta. Febbraio. Fiera del libro, di cui quest’anno l’Italia è ospite d’onore. Gran folla — la gente legge poco ma ama molto girare per padiglioni carichi di libri, in mezzo alla calca, mangiando gelati industriali e scattando fotografie. A Calcutta come a Mantova o a Torino. Qui la folla è fatta soprattutto di giovanissimi. La fila davanti al padiglione italiano si allunga come un serpentone colorato per trecento metri dall’ingresso. Nessuno di loro probabilmente ha mai letto Baricco o Elisabetta Rasy, ma aspettano pazienti, curiosi, di entrare nel cortile dove si parla di letteratura e si be-

C

Cerimonia Spose indiane durante la celebrazione di un matrimonio di massa con coppie hindu e musulmane nel giorno di San Valentino a Calcutta (Afp/Dibyangshu Sarkar)

ve un buon caffè Lavazza (che pare stia conquistando con i suoi ottimi prodotti il mercato indiano), portandosi dietro un cartoccio di croccanti ceci abbrustoliti e salati. C’è stato Severgnini, in dialogo con Tishani Doshi, c’è stato Baricco in dialogo con Kunal Basu, Italo Spinelli con Mahasweta Devi, Maria Pace Ottieri ed Elisabetta Rasy con Supriya Chaudhuri, il giovane Pietro Grossi con Shenan Karunatilaka, Valerio Manfredi con una lectio magistralis. Io stessa ho dialogato a New Delhi con una coltissima e combattiva scrittrice indiana: Urvasha Butalia e a Calcutta con una dolce e intelligente Mandira Sen. Ci sono stati i musicisti Cesare Picco, Guido Modarelli e Ganesh Del Vescovo. La gente è accorsa, pigiandosi nel cortile del padiglione dove, fra nuvole di zanzare e i tagli verticali di potenti riflettori, ascoltavano silenziosi le parole degli scrittori. Per fortuna non ci sono state le lungaggini delle traduzioni. Tutto in inglese e direttamente, in dialogo anche col pubblico. I grandi temi trattati? Quale il ruolo dello scrittore? L’impegno esiste ancora? E in che cosa consiste? Cosa guida il mercato dei libri?

Tra le voci e i colori di Calcutta l’India che incanta l’Italia
Risciò, elefanti e spazzatura invadono le strade della città
Si legge ancora in carta o dobbiamo trasferirci sui mezzi elettronici? Esiste una discriminazione di genere? Quale è da considerarsi la lingua madre in fenomeni di emigrazione? Come reagire di fronte alla censura che tappa la bocca o peggio aggredisce e minaccia uno scrittore vivente, come è successo a Salman Rushdie o a Taslima Nasrin, tutti e due in polemica con l’estremismo islamico e da questo minacciati di morte? Le risposte sono state varie e contraddittorie. Per alcuni lo scrittore non deve avere obblighi sociali ma solo artistici. Il mondo non lo riguarda se non come cittadino. Il giudizio deve essere dato sullo stile e non sui temi trattati. Uno di questi critici è Jeet Thayil, uno scrittore indiano pungente e aggressivo, che ha attaccato, attraverso giornali e rete, la scrittrice bengalese Nasrin dicendo che il suo libro Shame (Vergogna) è talmente brutto che sicuramente non l’ha letto nemmeno lei. E l’ha accusata di farsi pubblicità con la politica. Ma è profondamente ingiusto perché la Nasrin, il cui libro è vitale e comunicativo, è stata minacciata di morte per avere «offeso la morale islamica» e avere criticato i principi che guidano la famiglia tradizionale, difendendo la libertà mentale e spirituale delle donne. Altri invece, come me, hanno sostenuto il compito di «testimonianza» dello scrittore. Che certamente non deve ridursi a fare solo il polemista o il politico, ma deve raccontare la verità. Al testimone che ha assistito a un delitto cosa si chiede? Non una verità assoluta e celeste, ma la verità dei fatti e delle cose: come era vestito l’assassino, era alto o basso? Aveva barba o no? Era biondo o bruno? Verso dove si dirigeva, eccetera. Il testimone racconta i fatti nei particolari che la Storia spesso trascura e quei particolari sono il sale della letteratura. Mentre ascolto il buffo e spesso difficile inglese del pubblico indiano, vengo assalita da una nuvola di zanzare. Mi difendo con gli spruzzi di Autan che la graziosa e attentissima

moglie del console Melchiori mi presta. Ne porta sempre in borsa una boccetta mi dice, raccontandomi del pericolo della Deng, puntura di una zanzara che provoca emorragie interne difficili da guarire. Anche se «il momento più pericoloso è quello che precede i monsoni». Il console Joel Melchiori è giovane e appassionato al suo lavoro. Pieno di buona volontà percorre ogni giorno due ore di viaggio andata e ritorno dal centro per assistere all’incontro vivacissimo fra la fiabesca e contraddittoria letteratura indiana con quella meno fiabesca ma altrettanto contraddittoria letteratura italiana. L’idea comunque è nata nella testa giovane e piena di iniziative dell’addetto culturale di New Delhi, Cesare Bieller, che, assieme con la direttrice dell’Istituto italiano di cultura, Angela Trezza, sotto l’assistenza generosa e sollecita dell’ambasciatore Giacomo Sanfelice, si dedica con accanimento alla diffusione della cultura italiana in India. Cosa non facile perché si tratta di un immenso mercato con una minoranza di alfabetizzati che praticano una lingua colta e internazionale come l’inglese. Per il momento siamo più noi a tradurre in italiano e pubblicare autori indiani che loro a pubblicare autori italiani tradotti in inglese. Calcutta è una città disordinata e caotica. La cosa che più colpisce è la sua sonorità. Le strade sono invase da automobili schiamazzanti che corrono, si sfiorano, gli autisti si sporgono

MINISTERO DELLA DIFESA ARSENALE M.M. LA SPEZIA
AVVISO DI GARA N. 1/2012 IN AMBITO U.E. Si rende noto che questa Amministrazione intende esperire n. 2 Procedure Ristrette Accelerate secondo la normativa comunitaria vigente: Fascicolo 1M.6072 - CIG: 3480220066 - Sosta per ammodernamento progressivo programmatico dei Sistemi ed Apparati sel Sistema di Piattaforma di Nave BERSAGLIERE - Prezzo Base Palese: Euro 2.890.020,00. Fasc. 12M 6002 - CIG: 3856090222 - Sosta per ammodernamento progressivo programmatico di Nave PALMARIA. Prezzo Base Palese: Euro 554.700,00. Le domande di partecipazione in carta semplice intestata, trascritte in lingua italiana, complete di indirizzo, numero di telefono e telefax, sottoscritta dal legale rappresentante e corredate della documentazione prevista nel bando di gara, (che potrà essere richiesto inviando un fax al numero 0187/784683 nonché consultabile sul sito internet www.marina.difesa.it - link bandi di gara - Marinarsen La Spezia) indirizzate all’Ufficio Affari Generali - Ufficio Relazioni con il Pubblico - Viale Amendola, 1 - 19100 La Spezia dovranno pervenire all’Ufficio Protocollo dell’Arsenale M.M. entro le ore 12.00 del giorno 15/03/2012. Il bando è stato inviato alla GUCE in data 06/02/2012. Per ulteriori informazioni le Imprese interessate potranno rivolgersi a Marinarsen La Spezia U.R.P. - Tel. 0187/784695 presso cui è disponibile la Specifica Tecnica. IL DIRETTORE - C.A. Marco MANFREDINI

BANCA D’ITALIA
EUROSISTEMA

AMMINISTRAZIONE CENTRALE SERVIZIO ACQUISTI AVVISO RELATIVO AD APPALTO AGGIUDICATO
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, rif. 2012/S 24_- 038553 del 4/2/2012, è stato pubblicato l’avviso relativo all’esito della procedura negoziata per la stipula di un contratto triennale di abbonamento a servizi informativi MF Dow Jones. L’avviso è altresì pubblicato integralmente sul sito Internet della Banca d’Italia (www.bancaditalia.it).
PER DELEGAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE

REGIONE LIGURIA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 “SAVONESE” ESTRATTO DI BANDO DI GARA A PROCEDURA APERTA Si rende noto che questa Azienda, intende appaltare con procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n. 163/06 e s.m.i. i LAVORI DI REALIZZAZIONE NUOVO BLOCCO OPERATORIO OSPEDALE S. GIUSEPPE DI CAIRO MONTENOTTE (SV) - CUP: D93B11000370002 - C.I.G.: 39045898C4. L’aggiudicazione, a corpo, avverrà secondo le modalità previste dall’art. 82 del D.Lgs. n. 163/06 e s.m.i., e cioè con il criterio del massimo ed unico ribasso calcolato sull’importo posto a base di gara, oneri di sicurezza esclusi, con esclusione automatica delle offerte anormalmente basse. L’importo complessivo dei lavori a base d’asta, è di €. 1.743.388,00, di cui: €. 1.692.993,00 soggetti al ribasso d’asta ed €. 50.395,00, per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso; CATEGORIE DI LAVORAZIONE EX D.P.R. 207/2010. Importi presunti. Categoria prevalente: OG 1 - Classe III pari a €. 922.323,00; Altre Categorie: OG11 Classe III pari a €. 821.065,00. Le domande di partecipazione alla gara dovranno pervenire all’Ufficio Protocollo - Via Manzoni,14 - 17100 SAVONA entro le ore 12.00 del giorno 04.04.2012, in plico chiuso, secondo le forme e prescrizioni meglio precisate nel bando di gara, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 17 del 10.02.2012 ed inserito sul sito Internet: http://www.asl2.liguria.it nella sezione Bandi e Concorsi - Gare. Responsabile del Procedimento: Arch. Aldo Oriti - S.S.D. Manutenzione Edile e Gestione Immobili - Tel. 019/8404833 - telefax 019/8404265. Il presente bando non vincola l’Amministrazione. Savona, 02/02/2012 IL DIRETTORE GENERALE Dott. Flavio NEIROTTI

PROVINCIA DI COMO
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO OGGETTO DELL’APPALTO: In relazione a quanto previsto dall’art. 66 del D.Lgs. n. 163/2006, si rende noto che l’appalto esperito mediante procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 83, D.L.gs. 163/2006, per l’aggiudicazione dell’appalto avente per oggetto: “Affidamento del servizio di sicurezza perimetrale della rete informatica della Provincia di Como per un periodo di 30 mesi dal 01.01.2012 al 30.6.2014 è stato aggiudicato, con Determinazione Dirigenziale n. 1733 del 22.12.2011 all’Impresa IFInet srl con sede in Verona con un punteggio finale di 88,00 su 100, un ribasso offerto del 13,67% sull’importo posto a base di gara di €. 300.000,00 aumentato degli oneri per la sicurezza pari a €. 500,00 per un importo netto contrattuale pari ad € 259.490,00 (oltre Iva); L’elenco delle Imprese partecipanti, e i verbali di gara, sono disponibili sul sito internet www.provincia.como.it. Data invio esito alla GUCE: 03.02.2012 Data pubblicazione esito sulla GURI: 10.02.2012. I tempi di esecuzione sono: 30 mesi - Imprese partecipanti: 1 - Imprese ammesse: 1. Como, 10.02.2012 IL DIRIGENTE DEL SETTORE AFFARI GENERALI SERVIZIO GARE E CONTRATTI (Dott. Matteo Accardi)

ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità per la Puglia

AVVISO DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
Oggetto: Strada Statale 96 “Barese”. Variante ai lavori di adeguamento alla sez. III CNR. Tronco: Variante di Altamura - I° Lotto dal Km 85+000 (inizio variante di Altamura) al Km 81+300 (innesto con la Strada Statale 99) (con adeguamenti richiesti in sede di Conferenza dei servizi). Art.16 del DPR 327/01, modificato ed integrato dal DLgs. 302/02 - Art.7 e seguenti della L.241/90 e succ. mod. - ESPROPRIAZIONI Ai sensi e per gli effetti dei seguenti articoli di legge: - Art.16 del DPR 327/01, mod. ed integato dal Dlgs 302/02 - Art.7 e seguenti della Legge 241/90 e succ. mod. L’ANAS S.p.A. nella qualità di Società espropriante delle aree occorrenti ai lavori di adeguamento alla sez. III CNR del Tronco: Variante di Altamura - I° Lotto dal Km 85+000 (inizio variante di Altamura) al Km 81+300

AVVISA
dell’avvio del procedimento ai fini “dell’approvazione del progetto” e “della dichiarazione di pubblica utilità” relativo alle nuove aree interessate ai lavori indicati in oggetto, e rivenienti da richieste a seguito della di conferenza dei servizi Si indica quale Responsabile del Procedimento l’ing. Rocco LAPENTA. Gli atti relativi al progetto dell’opera sono depositati presso iL Comune di Palo del Colle e presso l’Ufficio Espropriazioni del Compartimento Anas S.p.A. di Bari in Viale Luigi Einaudi al n. 15, dove potranno essere visionati nei giorni e negli orari di ricevimento al pubblico (Lunedì e Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00 - Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle 16:30). Per giorni 30 (trenta), a decorrere dalla data del presente avviso - a pena di decadenza - gli eventuali portatori di interessi pubblici o privati individuali o collettivi potranno far pervenire al Responsabile COMUNE DI ALTAMURA FOGLIO 162 DISABATO ANTONIO e MARIANNA, 2203 (451,00), 1982 (22,00); DI SABATO ANTONIO, ANGELA, MADDALENA, MARIANNA, PASQUA, VENTURA GIOVANNA, 2205 (673,00); DISABATO PALMA, 2201 (780,00); DE NORA GIUSEPPE, DOMENICO, VITO, NOTARIO CONCETTA, PIGNATELLI GIACOMO, 2214 (300,00), 2211 (1251,00), 2184 (341,00), 2181 (85,00); CUCCHIARELLI CARLA, VALERIA, DE NORA ELENA, ELISABETTA, MARIA TERESA, 2179 (33,00), 2176 (1115,00), 2188 (281,00), 2190 (1102,00); 2051 (6975,00); TRAETTA MOSCA FRANCA, 1995 (852,00), 1993 (63,00); DEMANIO REGIONE PUGLIA, 1994 (40,00); F.LLI MEOLI DI MEOLI VINCENZO & C. S.N.C. ALTAMURA (BA), 1949 (1108); SFORZA DOMENICO, 2207 (1098,00); COMUNE DI ALTAMURA ALTAMURA (BA), 2187 (98,00), 2052 (488,00); COMUNE DI ALTAMURA FOGLIO 205 FACENDOLA ROSA, RIFINO ANNA GRAZIA, DOMENICO, 347 ex2 (2196,00), 1 (53,00); CASAMASSIMA ANNA, GIOACCHINO, LUCA, MARIA, PASQUALE, 345 ex115 (2500,00); DEBERNARDIS LUCIA, MARVULLI FELICE, 359 ex300 (2265,00), 298 (37,00); FIORE ANNA, BATTISTA, TEODORA, 357 ex301 (646,00), 303 (406,00); STOLFA MICHELE, del Procedimento, presso l’Ufficio Espropriazioni Compartimentale, le proprie osservazioni (idonee memorie scritte e documenti a mezzo raccomandata A.R.) che saranno valutate da questa Società, qualora pertinenti all’oggetto del procedimento. Ai sensi del comma 3 dell’art. 3 del citato D.P.R. 327/2001, qualora gli intestatari non siano più i proprietari degli immobili in esame, sono tenuti a comunicarlo alla scrivente Società entro 30 giorni, indicando altresì, ove ne siano a conoscenza, il nuovo proprietario, o comunque fornendo copia degli atti in possesso utili a ricostruire le vicende degli immobili interessati. All’uopo si allegano i dati catastali degli immobili interessati dalla presente procedura. Le aree di cui trattasi vengono di seguito riportate distinte per: Comune, foglio di mappa, particella catastale e superficie presunta di occupazione (in mq) riportata in parentesi. 2355 (165,00); CASTELLANO MADDALENA, CORRADO SALATO CARLO ANTONIO, 2357 (60,00); MEOLI MICHELE, PINTO MARIA 2359 (136,00), 2361 (405,00); DILEO NICOLA, PERRUCCI VITA, 2352 (262,00); LORUSSO VINCENZO E VITA MARIA 112 (161,00); CUCCHIARELLI SERGIO, 990 (258,00); COLONNA DONATO, DENORA ANNA MARIA, 49 (683,00); COMUNE DI ALTAMURA FOGLIO 163 COMUNE DI ALTAMURA, 591 ex28 (30,00), 452 (8,00), 589 ex21 (150,00); LOCAPO MARIA, PINTO SERGIO, 395 (506,00), 385 (183,00), 606 ex382 (328,00); GAS NATURAL DISTRIBUZIONE ITALIA S. P. A., 339 (220,00), ALBA PRIMA SRL, 609 ex380 (946,00), 586 ex414 (1000,00); COSTRUZIONI PALLOTTA S.R.L., 450 (255,00), 451 (21,00); MORAMARCO FRANCESCO, GIUSEPPE E RENATO NICOLA, 594 ex393 (207,00), 392 (246,00); LOMURNO MICHELE, 600 ex391 (203,00); GIORDANO LORENZO ANTONIO, ORESTE ISABELLA ARGIA, 598 ex390 (235,00); CASIELLO CATERINA, GIUSEPPE, MICHELE, VITANTONIO, CICIRELLI MARIA LUCIA, 605 ex389 (296,00), 603 ex388 (12,00). IL CAPO COMPARTIMENTO Ing. Nicola MARZI

Posteitaliane
Acquisti Acquisti di Logistica

Ministero della Difesa
DI

AVVISO

GARA

Si rende noto che in data 10/02/2012 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, V Serie Speciale n. 17 il bando di gara per la “Procedura aperta in modalità telematica per l’istituzione di un accordo quadro per il servizio di ritiro, consolidamento e trasporto internazionale su strada di pacchi postali, prioritari e non prioritari”. Il testo integrale del bando di gara è disponibile sul sito internet www.poste.it/azienda/bandi_index.shtml nonché nell’area pubblica del sito www.posteprocurement.it (area “Bandi eAvvisi”). I documenti richiesti per la partecipazione alla gara dovranno essere trasmessi telematicamente all’interno del portale www.posteprocurement.it, entro le ore 13.00 del 16/03/2012, secondo le modalità indicate nel Capitolato Speciale d’Oneri Parte I – Modalità di partecipazione disponibile presso i siti suindicati.

IL RESPONSABILE ACQUISTI DI LOGISTICA Maurizio Muzzi

Direzione Generale di Commissariato e di Servizi generali AVVISO DI PREINFORMAZIONE ACQUISTO FORNITURE E SERVIZI E.F. 2012 Sul Supplemento alla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea n. S22 del 02.02.2012 sono stati pubblicati gli avvisi di preinformazione relativi alla programmazione 2012 per la fornitura di materiali vari di viveri, vestiario-equipaggiamento, casermaggio e servizi vari (trasporto/spedizione e assicurativi). Per maggiori dettagli si rinvia ai citati avvisi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea nonché all’avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Vˆ serie speciale, n. 19 del 15/02/2012 e all’avviso pubblicato sul sito internet www.commiservizi.difesa.it. Ulteriori chiarimenti possono essere richiesti all’Ufficio Relazioni con il Pubblico - Piazza della Marina, 4 - 00196 ROMA, aperto dal Lunedì al Venerdì 09.00-12.30, Martedì e Giovedì 14.00-16.00 e al seguente numero telefonico 06/36803680 (fax 06/36805643). IL DIRETTORE GENERALE Dr.ssa Anita CORRADO

AZIENDA METROPOLITANA TRASPORTI CATANIA SPA VIA S. EUPLIO 168 tel. 095/7519111; fax 095/509570 AVVISO DI GARA CIG: 3300102252 Pubblico incanto per l’acquisto di ricambi originali e/o di primo impianto e/o equivalenti per autobus urbani Inbus, Breda, Bredamenarinibus, Bredabus e Menarini. Durata anni uno. Data di celebrazione: 16 MARZ0 2012 alle ore 10,00. Valore della gara € 300.000,00 oltre IVA. Il bando integrale, il capitolato e qualunque altra informazione potranno essere richiesti all’AMT di Catania. IL PRESIDENTE Ing. Roberto Sanfilippo

Notifica pubblici proclami TRIBUNALE ROMA - SEZIONE AGRARIA - Giudice ARCHIDIACONO R.G..72915/2011 UDIENZA 9 GIUGNO 2012 ORE 9,30 AFFRANCAZIONE Terreno Roma Via Tuscolana n. 1717, al N.C.T. Foglio 1017, già particella 277, ora part.: 1351 - 1352 - 1353 - 1354 1355 -1356 - 1363 e 1364. Insistente fabbricato identificato nella Sezione Urbana al Foglio 1017 particella 339 Avv Claudio Boazzelli

363 ex311 (3625,00); ENTE AUTONOMO PER L’ACQUEDOTTO PUGLIESE, 343 ex150 (216,00); ANAS DEMANIO STRADE, 350 ex149 (20,00); BALDASSARRE ANNUNZIATA, QUARTARELLA PIETRO ALTAMURA, 119 (720,00); QUARTARELLA PIETRO, 309 (3692,00); BERLOCO ANNUNZIATA e BATTISTA, 307 (1294,00); FIORE GIACOMO 351 ex304 (93,00), 306 (1023,00); CASEIFICIO PUGLIESE DI COLONNA SAVERIO & C. - S.N.C., COLONNA SAVERIO, SQUICCIARINO ANTONIA, 168 (617,00); FACENDOLA ROSA, RIFINO ANNA GRAZIA, DOMENICO, GIOVANNA, GIUSEPPE 120 (50,00); DAMBROSIO CHIARA, 277 (1,00); DAMBROSIO CHIARA, RIFINO MADDALENA, 273 (74,00); DEMANIO REGIONE PUGLIA 353 ex305 (172,00), 302 (212,00), 365 ex 312 (31,00), 361 ex310 (81,00), 299 (111,00); ANAS DEMANIO STRADE 147 (110,00), 169 (34,00); COMUNE DI ALTAMURA FOGLIO 204 COMUNE DI ALTAMURA (BA), 489 (505,00); PICERNO ROSA, 494 (70,00); PICERNO ANGELA, 492 (151,00); FIORE ALESSANDRO, GIULIA, LORENZO E VINCENZO, 497 (156,00), 499 (73,00); DEMANIO DELLA REGIONE PUGLIA 491 (22,00); COMUNE DI ALTAMURA FOGLIO 159 CORRADO SALATO CARMELA E PAOLO,

VIA L. EINAUDI, 15 - 70125 BARI Tel. 080/5091111 - Fax 080/5091437 • sito internet www.stradeanas.it

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ESTRATTO AVVISO DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI PER LA PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DELLA FORNITURA E DEI SERVIZI FINALIZZATI ALL’ALLESTIMENTO ED ALLA MANUTENZIONE DELL’INFRASTRUTTURA PERIFERICA DI EMISSIONE E CONTROLLO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO ELETTRONICO (PSE) Si rende noto che, ai sensi del D.Lgs. 163/2006, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, V Serie Speciale - parte prima “Contratti pubblici” n. 18 del 13 febbraio 2012 e sul sito www.ipzs.it l’avviso di informazioni complementari relativo alla procedura aperta per l’affidamento della fornitura e dei servizi finalizzati all’allestimento ed alla manutenzione dell’infrastruttura periferica di emissione e controllo del Permesso di Soggiorno Elettronico (PSE). Il nuovo termine entro il quale far pervenire le domande di partecipazione a Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. - Direzione Acquisti e Servizi Generali - via Salaria, 1027 - 00138 - Roma, è stato prorogato alle ore 12.00 del giorno 2 aprile 2012. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (Ing. Mario Sebastiani)

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA AZIENDA SANITARIA LOCALE DI POTENZA
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO Ai sensi dell’art. 65 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i., si rende noto che l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza con sede in Potenza alla Via Torraca, 2, (tel. 0971-310111 fax 0971-310527, sito web www.aspbasilicata.net), ha aggiudicato la fornitura in modalità “service” di sistemi analitici completi per l’esecuzione di esami diagnostici relativi all’immunometria alternativa, occorrenti per i Laboratori di Analisi Chimico-cliniche aziendali, ripartita nei lotti e settori sottoindicati, e per le spese presunte, iva esclusa, a fianco di ciascuno riportati: Lotto n. 1: n. 1 sistema analitico per l’esecuzione di esami diagnostici relativi ai marcatori per epatite e marcatori tumorali - aggiudicataria Abbott S.r.l. a socio unico € 621.440,35; Lotto n. 2: 1 sistema analitico per l’esecuzione di esami diagnostici relativi a ormoni e tiroide ed ormoni fertilità - aggiudicataria Siemens Healthcare Diagnostics S.r.l. € 504.880,00; Lotto n. 3: n. 2 sistemi analitici per l’esecuzione di esami diagnostici relativi a tiroide, marcatori tumorali e miscellanea - aggiudicataria Siemens Healthcare Diagnostics S.r.l. € 512.990,00; Lotto n. 4: n. 2 sistemi analitici per l’esecuzione di esami diagnostici relativi a epatite, fertilità, anemia e marcatori cardiaci aggiudicataria Johnson Medical S.p.A. € 723.050,00 per le determinazioni obbligatoria, oltre ad € 127.000,00 per le determinazioni auspicabili. Valore finale totale dell’appalto € 2.589.360,35, Iva esclusa. Durata contrattuale anni cinque. Procedura di aggiudicazione: procedura aperta, con aggiudicazione a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i.. Data di trasmissione dell’avviso alla G.U.C.E. 06/02/2012. IL DIRETTORE GENERALE - DR. MARIO MARRA

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Esteri 19

urlando e continuano a premere la mano sul clacson. Fra di loro si aggirano le motorette, anche loro strepitanti, con sopra anche tre, quattro persone, spesso bambini, pigiati fra la madre e il padre. Più inquietanti i risciò traballanti: una portantina di legno tenuta su da due lunghe aste, alle cui estremità sta un uomo magrissimo e seminudo, spesso anche scalzo. D’improvviso, quando meno te lo aspetti ecco apparire in mezzo a questo traffico aggrovigliato e confuso un enorme elefante che batte i piedi larghi sull’asfalto, tenuto a bada dalla frusta di un indianino seduto sulla sua groppa rugosa. La spazzatura si accumula agli angoli delle strade. Ogni tanto un pastore manda le sue pecore a rovistare fra i rifiuti. O vi trovi dei maiali tondi e neri che grufolano, con dei corvi rapaci che se ne stanno ritti e fieri sulla loro schiena. Il rumore assordante che sale dalla città bassa si intreccia continuamente con il rumore fragoroso che proviene dall’alto, dal cielo. Sono i corvi, i veri padroni di Calcutta: protervi, ladri, sicuri di sé, volano basso posandosi a due centimetri dai tuoi piedi, senza paura di niente. Si chiamano fra di loro con allegria, chiacchierano, litigano, battibeccano comicamente, senza smettere mai. Dobbiamo ricordare che qui è proibito uccidere animali. Si racconta che gli impiegati di mattina vanno in ufficio con una gabbietta in mano. Appena qualche topo esce allo scoperto, lo attirano nella gabbia con

un’esca, la chiudono e la portano fuori, dove, a qualche centinaio di metri, lasciano libero l’animaletto, che spesso ritorna cocciutamente alla sua tana e alla sua famigliola affamata. Sui giornali appaiono grandi ritratti di politici. Molti puntano sul figlio di Sonia Gandhi, Rahul, un bel ragazzo dalle idee moderne. Alcuni criticano Sonia perché ha fatto di tutto per evitare che i figli si buttino in politica. Difficile darle torto visto che qui, nel Paese del pacifico Gandhi, i piu popolari capi di governo sono stati uccisi da mani brutali, compreso lo stesso Gandhi, che pure era molto amato. Molti invece scommettono sulla figlia di Sonia, Priyanka, che assomiglia moltissimo alla nonna Indira e sembra che abbia lo stesso carisma. Per il momento si accontenta di portare avanti la campagna elettorale del fratello, ma in futuro, chissà! Alcuni pensano che potrebbe essere una seconda Indira. «Ha lo stesso piglio e la stessa intelligenza rapida e profonda», dicono di lei. E fisicamente appare più «indiana» del fratello. Gli italiani in India sono tanti, sempre di più. Turisti e gente che fa affari. Un mercato così grande attira naturalmente. Anche se poi chi compra sono pochi, i ricchi. E questa forse è la piu acuta debolezza di un grande Paese democratico come l’India. Un Paese che sta crescendo rapidamente, eppure non riesce a risolvere alcuni problemi elementari come la distribuzione equa delle risorse, non riesce ad assicurare

alla maggioranza l’accesso ai beni primari: acqua, luce, cibo, circolazione. Gli autobus cascano a pezzi e sono scarsi, le strade sono una rovina, i treni sono quelli di un secolo fa, moltissimi sono i poveri senza tetto che dormono per le strade, mancano gli ospedali e le scuole. Il turismo invece prospera. Si vedono molti europei e anche americani, con i pantaloni a bracaloni e la camiciola lunga fino alle ginocchia, i sandali alla fratina, che girano nomadi per il Paese. Pare che solo a Goa ci siano 20 mila italiani. Da cosa sono attratti questi viaggiatori in cerca di sogni? Cos’è che affascina tanto i nostri connazionali? Certamente il Buddha seminudo che appare inaspettato dagli altari improvvisati per la strada, con la sua compostezza, la sua saggezza, il suo distacco, il suo sorriso, è un motivo di richiamo. Venendo da una cultura che venera un Cristo colpito, ferito e inchiodato sulla croce, da una religione che esalta il dolore e il sacrificio, questo filosofo ardito che difendeva la venerazione degli dei ma poi li esautorava in nome di un pensiero profondo e distaccato, di una meditazione sorridente, ha qualche motivo di fascinazione. Eppure Buddha e Cristo hanno molto in comune: perfino qualcosa sulla loro nascita li rende somiglianti. Buddha, secondo il Buddhacarita, viene partorito da una giovane vergine che si chiama Maya o Mahamaya, rimasta incinta per la visita annunciata di un elefante, ha partorito senza dolore, da un fianco, un bambino considerato sacro. Appena adulto Buddha abbandona le sue ricchezze per rivolgersi ai poveri e agli esclusi, predica l’uguaglianza fra gli esseri umani, fuori dalle caste e dai privilegi, porge la mano agli ammalati e ai senza tetto, non ba-

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Un Paese che sta crescendo rapidamente, eppure non riesce a risolvere problemi elementari

ve l’invisibile prevale sul visibile». Moravia ha fatto un quadro politico e storico che risulta ancora attuale parlando della «povertà frenetica» che colpisce il viaggiatore occidentale, come colpisce l’urto con una religione politeista a fondo naturalistico. «La natura — scrive Moravia — non è trascesa dalla religione come in Europa, ma La leader del Partito del congresso Sonia simbolizzata con il terrore delGandhi (a sinistra), 65 anni, con la figlia la religione stessa, come lo era Priyanka, 40, sulla quale molti nei sacrari delle antiche religioni scommettono per il futuro della dinastia mediterranee». Pasolini si dilunga (Ap) con pietas poetica sull’immenso «sottoproletariato agricolo» e su una borghesia che «esprime qualcosa di terribilmente incerto», suscitando un senso di pietà e di paudando alle divisione di casta e di censo, ma ne- ra per la «sproporzione quasi disumana nei anche a quelle di genere. rapporti con la realtà in cui vive e in cui vivoDa Buddha viene Gandhi, l’uomo che anda- no le enormi masse che la circondano come va in giro per il mondo seminudo, privo di un oceano». Giorgio Manganelli, in un libretogni bene («Non potrei esaltare la povertà da to ripubblicato da Adelphi riflette, con uno stiricco»), l’uomo che ha dimostrato quante co- le pirotecnico e pieno di umorismo, su una Inse si possano cambiare senza tirare bombe, o dia meravigliosa e mostruosa in cui si sprofonusare il coltello, con la sola forza della resi- da come nel corpo di una «madre cenciosa». stenza passiva. L’uomo scalzo che ha predica- «Questo mondo non è accidentalmente sporto il rifiuto dell’odio e dell’avidità, che ha sem- co, lo è in modo essenziale, costante, pacato... pre condannato le differenze sociali comin- Questo sporco non è il nostro, l’ombra di una ciando dalle caste — oggi eliminate per legge civiltà che ha catturato le proprie deiezioni in ma ancora valide nel sentire comune — (ho gabbie immacolate, ma lo sporco originario, imparato che le più intoccabili fra gli intocca- aurorale, quello sporco che noi abbiamo tradibili sono proprio le donne e sapete che lavoro to, come abbiamo tradito tutt’intero il nostro fanno? puliscono le latrine) l’uomo che ha corpo, col suo sudore, i suoi peli, i suoi genitapredicato l’uguaglianza fra i sessi in un mon- li...». E, con piglio gaddiano parla di una «sgardo profondamente sessista: «Si parla tanto bata felicità» che ci fa capire quanto siamo indella purezza delle donne. Ma cosa significa? degni di un mondo meravigliosamente invaForse che le donne parlano della purezza del- so «dalla propria terrestrità». De Cataldo invel’uomo?». La purezza non ha sesso e riguarda ce scrive del dolore, raccontando con umiltà di un suo viaggio famigliare. «Se hai un dolola generosità di pensiero e di cuore. Gli italiani anche in letteratura si mostrano re da qualche parte nel tuo profondo, Varanapiù curiosi, affascinati, incantati dall’India si te lo riporterà alla luce. Ma non desidererai che gli indiani dall’Italia. Se pensiamo ai tanti fuggire. Non volterai la testa dall’altra parte. libri che sono stati scritti, da Pasolini a Mora- Ti sottometterai a Varanasi. E il tuo dolore ti via, da Calasso a Sandra Petrignani, da Monta- saluterà forse per sempre e diverrà una parte nelli a Manganelli, non troviamo niente di si- di te verso la quale non provare piu vergogna né rimozione». È questa la fascinazione della mile dall’altra parte. Calasso ha scritto sull’India Vedica una co- grande India? sa giusta e poetica: «Si tratta di una civiltà do© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le donne della dinastia

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Cronache
Milano Il testimone: «I fuggitivi gridavano: non sparare». Il legale: si è difeso

«Non c’era nessuna pistola» Al vigile omicidio volontario
Smentito dalla sua pattuglia. Il proiettile è entrato dalle spalle
MILANO — Dal limbo all’inferno. Nel giro di nemmeno 24 ore la posizione di Alessandro Amigoni si è terribilmente aggravata. Alessandro Amigoni, 36 anni, è il vigile che lunedì pomeriggio ha ucciso con un colpo di pistola un cileno di 28 anni che stava fuggendo al parco Lambro. «Aveva una pistola e gli ho sparato», aveva spiegato. Il pubblico ministero che conduce l’inchiesta, Roberto Pellicano, ha trasformato l’accusa da omicidio colposo per eccesso di legittima difesa a omicidio volontario con dolo eventuale. «Atto dovuto», ha spiegato il procuratore della Repubblica Edoardo Bruti Liberati, «a garanzia della difesa per poter effettuare tutti gli accertamenti con avvocato e periti che possono così seguire gli atti dell’indagine». Quali sono gli elementi che hanno convinto il magistrato a cambiare idea e ad emettere un provvedimento che potrebbe essere l’anticamera dell’arresto dell’agente della polizia locale? Dalle bocche sigillate di procura e squadra Mobi-

L’autopsia Il procuratore Liberati: «Un atto dovuto a garanzia della difesa» Domani l’autopsia sul ragazzo 28enne, che lascia due bimbi di 5 e 7 anni

le filtra qualche indiscrezione. La prima: Marcelo Valentino Gomez Cortes, 29 anni a settembre e padre di due figli di 5 e 7 anni, è stato centrato da un colpo di pistola entrato dalla scapola sinistra e fuoriuscito dal capezzolo. Una certezza dei medici che lo hanno visitato in ospedale e che dovrà essere certificata domani dall’autopsia. Seconda indiscrezione:

Il sindaco

Pisapia: «Profondamente colpito Spero che l’inchiesta sia rapida»
MILANO — «Sono profondamente colpito». Così il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha commentato la morte di Marcelo Valentino Gomez Cortes, il cileno ucciso da un agente della polizia locale dopo un inseguimento. «Credo che attendere l’esito delle indagini sia nell’interesse di tutti — ha detto Pisapia —: delle persone coinvolte, dei familiari della vittima e dell’intero Corpo di Polizia Locale che svolge un lavoro prezioso per la sicurezza dei milanesi. Mi auguro che l’accertamento della verità avvenga in tempi ragionevolmente brevi».
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mentre Alessandro Amigoni veniva sentito in procura e spiegava di aver sparato perché la persona che inseguiva si era voltata impugnando una pistola, i suoi tre colleghi interrogati in questura fornivano una versione diversa. In pratica i tre agenti municipali hanno messo nero su bianco di non aver visto nessuna arma in mano a uno dei due banditi in fuga. Elementi che hanno ribaltato la posizione di Amigoni ora accusato di un reato gravissimo per il quale si potrebbero aprire le porte di San Vittore: omicidio volontario. Il legale del vigile, Gian Piero Biancolella, dice di escludere l’ipotesi che il suo cliente possa essere arrestato e sostiene «la putatività della legittima difesa», e cioè che l’agente abbia percepito di essere in pericolo anche se non lo era realmente. «Mi spiace che sia circolata quella foto tratta dal suo profilo Facebook», dice l’avvocato riferendosi all’immagine che ritrae Amigoni con un fucile giocattolo tra le mani. C’è anche un presunto testi-

mone oculare della sparatoria, che ieri al Tgcom 24 ha raccontato di aver visto chiaramente che i due uomini in fuga non erano armati e di averne sentito uno gridare all’agente: «Non sparare, non facciamo niente». L’uomo racconta poi che l’inseguimento a piedi sarebbe durato circa un minuto, circostanza ritenuta però assai poco plausibile. Nel frattempo il comandante dei vigili, Tullio Mastrangelo, ha disposto il trasferimento di Alessandro Amigoni dal nucleo che si occupa di abusivismo commerciale a un incarico amministrativo senza

avere a disposizione un’arma. Le indagini della squadra Mobile aggiungono altri tasselli al puzzle. Tutte le immagini di telecamere lungo il tragitto ricostruito dagli investigatori sono state acquisite. Come sono una certezza le foto scattate dalla polizia scientifica: il corpo di Marcelo Valentino Gomez Cortes steso a terra a fianco della portiera destra della Seat Cordoba blu con targa spagnola sulla quale viaggiavano i fuggitivi. Una prova, questa, del fatto che il cileno non ha avuto nemmeno il tempo per fuggire a piedi. Un altro elemento utile a de-

finire il comportamento dell’agente dell’Unità Operativa contro l’abusivismo e la contraffazione commerciale verrà dalla perizia balistica. I tecnici dovranno stabilire, tra le altre cose, da che distanza è stato esploso il colpo mortale. Ieri sera i tre vigili che erano in auto con Alessandro Amigoni (e che lunedì erano già stati interrogati in questura) sono stati convocati in procura. Il pubblico ministero Roberto Pellicano ha voluto interrogarli di persona.

Alberto Berticelli Michele Focarete
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Cronache 21
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Il ritratto Le azioni in strada e i giochi di guerra la domenica. Gli amici: Alessandro ama le armi ma non è un Rambo

L’istruttore di tiro nel Nucleo dei «duri»
L’agente e la vita nel reparto d’élite. Un collega: ragazzi esaltati che si credono poliziotti
MILANO — Li chiamano gli «sbirri». Con tutto l’odio che può venire da chi sta tutto il giorno a staccar verbali e a macinare chilometri in bicicletta. Vigili di quartiere come l’agente Savarino, quello che non ha sparato e c’ha rimesso la vita. Loro no, gli sbirri non hanno la divisa e il cinturone bianco che stringe in vita e scivola sempre più in basso ad ogni passo. Sono l’élite della polizia locale di Milano. L’agente Alessandro Amigoni era uno sbirro. Lo era quando lunedì pomeriggio con la sua Beretta 84F ha sparato un proiettile calibro nove in un viale d’ingresso al Parco Lambro lasciando sul terreno gelido il corpo di Marcelo Valentino Gomez Cortes. Morto mentre scappava. Ora Amigoni è tornato ad essere un vigile d’ufficio. Lo ha fatto su consiglio del suo avvocato Gian Piero Biancolella, perché con un’accusa di omicidio volontario sulla testa è meglio lasciare ruoli operativi. Tornare dietro la scrivania. Abbandonare il «Nucleo». I colleghi del «Nucleo operativo Duomo-Centro», che continuano a chiamarsi così anche se da anni la squadra è diventata «l’Unità operativa contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione». La sezione dei «duri». Sono in 53, a guidarli quattro ufficiali, riferiscono direttamente al comandante Tullio Mastrangelo. Sono quelli che fanno il «lavoro sporco», quelli che, quando serve, sanno menare le mani, sanno reagire, sanno disarmare e, se necessario, sparare. Erano del Nucleo gli agenti che due settimane fa hanno inseguito, speronato e sparato a un’auto con tre banditi in fuga sui Navigli. Non hanno fermato i ladri ma hanno recuperato la refurtiva. Alessandro Amigoni, 36 anni, una moglie e un figlio di 2 anni e mezzo, vive a Cassina de’ Pecchi alle porte di Milano. A Cassina de Pecchi ha fatto il vigile, poi s’è spostato a Gorgonzola dove è diventato anche istruttore di tiro. Ha frequentato l’Accademia operativa di sicurezza della Beretta. Poi ha chiesto, grazie alla legge sulla mobilità, di entrare nel corpo dei vigili di Milano. Ci è arrivato due anni fa, prima l’ambientamento su una pattuglia a rilevare incidenti stradali, dar multe e dirigere il traffico davanti alle scuole. Poi il salto nel «Nucleo»: niente più divisa, la pistola infilata nel marsupio o dietro la schiena. Sul profilo Facebook ha foto mentre imbraccia un fucile mitragliatore Beretta Cx4 storm. Un’arma da guerra. Guerra finta, giocata con i colleghi di squadra la domenica. Si chiama soft air. Le armi sparano munizioni di plastica. Buoni contro cattivi. Cattivi contro buoni. Tutto diverso dalla realtà, da quelle regole che impongono di non avere il colpo in canna, di sparare solo di fronte a una minaccia reale, di non mirare a organi vitali. Il cileno Gomez Cortes è stato ucciso da una pallottola che gli ha trapassato il torace da parte a parte, all’altezza del cuore. Sembra che sia stato colpito alle spalle. «Ho visto il complice con una pistola, la puntava verso di me. Non avevo scelta». La ricostruzione però non sta in piedi. Sono stati i suoi stessi colleghi, i tre agenti del Nucleo che erano in macchina con lui, a smentirlo: «Nessun arma». Ora quegli stessi colleghi chiedono di non buttare la croce, ripetono, come ha fatto il suo legale, che «Amigoni non è Rambo», che quella foto sul social network è vecchia di anni, «quando ancora Alessandro aveva i capelli». Oggi l’agente Amigoni è calvo, la corporatura è tornita dalle ore in palestra, la passione per le armi non è mai stata un mistero. «Un bravo ragazzo, ha sempre rispettato la disciplina, i superiori, i colleghi», ripete uno dei graduati

Il profilo su Facebook
Le immagini L’agente della polizia municipale Alessandro Amigoni ha scelto fotografie come queste per presentarsi ai suoi amici nel profilo Facebook

che guida il Nucleo. «Ragazzi esaltati, poca strada e poche chiacchiere. Sono giovani, non hanno esperienza. Pensano di fare i poliziotti, ma non hanno né l’addestramento né le capacità», ribatte un vigile di lungo corso. Perché l’età media dei ragazzi dell’anti-abusivismo è bassa, bassissima. Non supera i quarant’anni. Dalla loro però ci sono i risultati: una settantina di arresti l’anno, milioni di pezzi di merce contraffatta sequestrata, qualche spacciatore di droga che, di tanto in tanto, finisce nelle maglie. In auto, su vetture «civili» o con insegne e lampeggianti, hanno giubbotti antiproiettile e manganelli. «L’Unità svolge attività fondamentali — dice il comandante dei ghisa milanesi Tullio Mastrangelo —. Il loro ruolo non può essere messo in discussione». La stessa tesi dei sindacati dei vigili che in queste ore si sono stretti a quadrato per difendere l’integrità del Corpo. «Se Amigoni non ha agito secondo la procedura pagherà per quello che ha fatto. Ma non accettiamo questo gioco al massacro», ribadisce Daniele Vincini, segretario del Sulpm, il sindacato con il maggior numero di iscritti. Ma sul futuro della squadra di Amigoni pesa anche il cambio di colore politico della giunta milanese. Dopo anni di centro-destra, il sindaco Giuliano Pisapia è pronto a rivoluzionare l’organizzazione. Meno compiti di polizia, più vigilanza di prossimità, nelle strade, nei quartieri. «È morta una persona, non doveva succedere — spiega Alfredo Masucci della Cisl —. È giusto riflettere. Ma non siamo banditi, non lo siamo mai stati».

Cesare Giuzzi
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Il processo Sandri Diventa definitiva la condanna a 9 anni per il poliziotto. Il padre della vittima: giustizia è fatta. L’agente: affronterò la situazione da uomo

Tifoso ucciso, confermato il verdetto. Spaccarotella andrà in carcere
ROMA — Va in carcere Luigi Spaccarotella, l’agente della Polstrada che l’11 novembre 2007 ha ucciso il tifoso della Lazio Gabriele Sandri. Il poliziotto ha deciso di costituirsi dopo che la Cassazione ha confermato la condanna della corte d’appello di Firenze: 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario. Silenzio e commozione quando il presidente della prima sezione, Paolo Bardovagni, legge la sentenza: ci sono il papà Giorgio, la mamma Daniela, il fratello Cristiano e una cinquantina di amici di «Gabbo», stroncato a 26 anni da un colpo di pistola sull’Autosole. Fuori dall’aula è il momento degli abbracci e delle lacrime: si chiude il processo, restano i ricordi. Dalla tragedia nell’area di servizio Badia al Pino, vicino ad Arezzo, alla rabbia degli ultrà esplosa poche ore dopo. Caserme assaltate, cassonetti e bus incendiati, la sede del Coni devastata: Roma nord tenuta in ostaggio per ore. Il Viminale, che ha sospeso Spaccarotella dopo il rinvio a giudizio, ha risarcito la famiglia di «Gabbo» con due milioni di euro circa. È una cifra che nessuno vuole confermare, nemmeno l’avvocato Michele Monaco: ciò che conta è la sentenza della Cassazione. Perché, sostiene il fratello Cristiano, avvocato, se fosse stata confermato il verdetto di primo grado (sei anni per omicidio colposo), «le strade si sarebbero trasformate in un Far West: chiunque munito di pistola si sarebbe sentito legittiVittima e agente A sinistra Gabriele Sandri (Infophoto), a destra Luigi Spaccarotella in aula durante il processo (Milestone Media)

mato a usarla in modo scriteriato». Una decisione «vergognosa, raccapricciante», sottolinea papà Giorgio, dopo la quale «la verità ha avuto difficoltà a emergere». Ma alla fi-

ne, aggiunge, «siamo riusciti ad avere giustizia» e adesso «posso riflettere se perdonare Spaccarotella». A condizione che «dica tutta la verità» e che lo chieda, il perdono. I difensori del poliziotto, Federico Bagattini e Francesco Molino, hanno sostenuto che «Gabbo» è morto per un tragico errore, poiché il proiettile era diretto alle gomme. La Cassazione però ha accolto la tesi del sostituto pg, Francesco Iacoviello, secondo cui Spaccarotella «voleva colpire l’auto e l’ha colpita. La vittima è stata attinta alla gola e se ci fosse stata una deviazione della rete, al massimo, sarebbe stata attinta al petto».

L’agente ha atteso la sentenza a casa, ad Arezzo, con la moglie, i due figli e un gruppo di amici. Alla notizia della condanna ha pianto, ha guardato i bambini e si è chiesto: «Come faranno senza di me?». Con l’avvocato Bagattini però si è fatto coraggio: «Ho ancora fiducia nella giustizia. Affronterò questa situazione da uomo». I sindacati di polizia prendono atto: «Una sentenza che ci amareggia, anche se non ci stupisce» (Consap); «Con dolore e sofferenza verso il collega, rispettiamo il verdetto della Suprema Corte» (Sap).

Lavinia Gianvito
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22 Cronache

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Torino Dopo la condanna dei proprietari per disastro doloso e omissione di misure antinfortunistiche

Strage Eternit, le nuove accuse
Per il secondo processo la Procura pensa all’omicidio volontario
DAL NOSTRO INVIATO

TORINO — L’accusa sarà di omicidio volontario. Le morti di amianto non si interrompono per magia con la sentenza di lunedì. A Casale Monferrato e non solo la gente continua ad ammalarsi, ogni nome diventa un nuovo fascicolo di indagine dal colore rosso, quello che il pool torinese dei reati ambientali attribuisce ai casi di persone decedute. L’inchiesta Eternit bis è già partita da almeno un anno, con l’accumulo di nuovi casi di decessi per mesotelioma, rara forma di tumore della pleura causato dal contatto con le fibre di amianto. Ma non sarà una semplice ripetizione del procedimento che ha portato alla condanna del barone belga Louis De Cartier e del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, disastro ambientale doloso e omesso controllo, sempre doloso, sulla sicurezza. Stessi imputati, ma reati diversi. Fino a poche settimane fa erano indagati per omicidio colposo, ma è ormai ufficiale la decisione di procedere per omicidio volontario con dolo eventuale. Il cambio di linea non è una scelta improvvisata ma la diretta conseguenza di un altro verdetto. Lo scorso aprile il tribunale di Torino ha condannato Harald Espenhahn, amministratore delegato di Thyssenkrupp, per omicidio volontario con dolo eventuale. Si è parlato e discusso, di quella sentenza, molto contestata

Imputati Stessi imputati, il barone belga De Cartier e il magnate svizzero Schmidheiny Consulenti Medici ed epidemiologi dovranno chiarire quali siano le morti addebitabili alla condotta degli indagati

ma altrettanto innovativa. Non era mai successo che a un dirigente d’azienda venisse contestato un reato così pesante. Quasi tutti i processi per morti sul lavoro finiscono con la contestazione della colpa, e il rogo che la notte del 7 dicembre uccise sette operai rientrava in questa categoria. Raffaele Guariniello e i suoi pm decisero di rompere quella consuetudine giuridica, e il tribunale accolse in pieno la loro impostazione, che adesso verrà riproposta. Pochi giorni fa la procura ha affidato a un gruppo di medici ed epidemiologi una consulenza. Dovranno chiarire quali siano le morti addebitabili con certezza alla condotta degli indagati. Gli esperti dovranno esaminare, una per una, le vicende dei 2.200 uomini e donne uccisi dall’amianto a Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Il numero delle vittime oggetto della nuova indagine è destinato a calare drasticamente. I magistrati ritengono che alla fine non resteranno che 100-150 nomi. Una scelta dolorosa. La prescrizione farà il resto, obbligando i magistrati a lavorare sui decessi avvenuti nel 2008-2009. E infine arriva la competenza territoriale. Il primo nome che compare nel nuovo capo d’accusa appartiene a un abitante di Cavagnolo, piccolo comune in provincia di Torino. E non si tratta certo di una coincidenza.

Commozione Romana Blasotti che ha perso cinque parenti ringrazia il pm Raffaele Guariniello dopo la sentenza di lunedì (Ansa)

Il personaggio Il pm

Perquisizioni in bici e versi di poesie Lo stile Guariniello
DAL NOSTRO INVIATO

M. Ima.
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Tribunale di Arezzo
Concordato Preventivo n. 12/2010 REALIZZAZIONI E BONIFICHE AREZZO (già UNO-A-ERRE ITALIA) S.p.A. in liquidazione e in concordato preventivo Il Collegio di Liquidazione Giudiziale Estratto dal programma di liquidazione e invito a partecipare a procedura competitiva Il Dott. Gino Faralli, l’Avv. Alessandro Benocci e il Dott. Luciano Bertolini, in qualità di liquidatori giudiziali del Concordato Preventivo n. 12/2010 del Tribunale di Arezzo relativo alla società REALIZZAZIONI E BONIFICHE AREZZO (già UNO-A-ERRE ITALIA) S.p.A. in liquidazione e in concordato preventivo (“ReB”), hanno proceduto alla redazione del programma di liquidazione dei beni costituenti l’attivo concordatario e alla sua integrale pubblicazione nel sito internet www.patrimonio.unoaerre.it. Il programma di liquidazione fornisce la descrizione dei beni di proprietà di ReB e, per ognuno di essi, indica le modalità e i termini della relativa vendita. I liquidatori giudiziali di ReB invitano chiunque sia interessato a prendere visione del programma di liquidazione e a partecipare alle procedure competitive aventi per oggetto la vendita dei beni rimasti di proprietà di ReB. In particolare, i liquidatori giudiziali di ReB invitano chiunque sia interessato a partecipare alla procedura competitiva avente per oggetto la vendita dei seguenti beni: (1) IMMOBILE DI AREZZO VIA FIORENTINA (2) IMMOBILE DI AREZZO SAN ZENO VECCHIO - Descrizione dei beni: (1) L’Immobile di Arezzo Via Fiorentina è ubicato nel territorio del Comune di Arezzo (AR), Via Fiorentina n. 550; occupa circa 70.000 metri quadrati e circa 140.000 metri cubi, da convertire a diverse destinazioni d’uso; è qualificato dal vigente regolamento urbanistico comunale quale Area Strategica di Intervento (ASI). (2) L’Immobile di Arezzo San Zeno Vecchio è ubicato nel territorio del Comune di Arezzo (AR), località San Zeno Strada E n. 5; consiste di uno stabilimento industriale che a sua volta si compone di vari fabbricati per una superficie complessiva pari a circa 7.550 metri quadrati, che insistono su di un terreno di complessivi 20.680 metri quadrati; il bene è attualmente concesso in locazione alla società UNOAERRE INDUSTRIES S.p.A. a decorrere dal 1° settembre 2010 per una durata di anni sei, rinnovabile. - Regolamento delle procedure competitive: vedasi programma di liquidazione pubblicato in www.patrimonio.unoaerre.it. - Caratteri essenziali delle procedure competitive: per la procedura competitiva avente per oggetto l’Immobile di Arezzo Via Fiorentina, proposte con prezzo minimo di euro 19.700.000; per la procedura competitiva avente per oggetto l’Immobile di Arezzo San Zeno Vecchio, proposte con prezzo minimo di euro 8.000.000; per entrambe le procedure competitive, allegazione di affidavit bancario e di deposito cauzionale pari al 10% del prezzo proposto, possibilità di proposte migliorative in sede di gara con rilanci minimi non specificati, possibilità di ribassi del 15%. - Termine per presentazione proposte di acquisto: 28 aprile 2012, per entrambe le procedure competitive, salvo proroghe. - Info, contatti ed eventuali aggiornamenti o modifiche: www.patrimonio.unoaerre.it. I Liquidatori Giudiziali Avv. Alessandro Benocci - Dott. Luciano Bertolini - Dott. Gino Faralli

AZIENDA SANITARIA DI NUORO Regione Sardegna
AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE Si rende noto che presso l’Azienda Sanitaria di Nuoro, sono indette Pubbliche Selezioni, per il conferimento di incarichi per la copertura di: N. 1 POSTO DI DIRETTORE DI STRUTTURA COMPLESSA - DISCIPLINA OTORINOLARINGOIATRIA, presso il Presidio Ospedaliero “San Francesco” di Nuoro; N. 1 POSTO DI DIRETTORE DI STRUTTURA COMPLESSA DISCIPLINA NEFROLOGIA, presso il Presidio Ospedaliero “San Francesco” di Nuoro; Il termine per la presentazione delle domande, sottoscritte dai candidati e redatte in carta semplice, secondo lo schema allegato al bando, corredato dei documenti prescritti, dovranno essere inoltrate al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Nuoro - Via Demurtas, 1 08100 Nuoro, entro il termine perentorio del 08 Marzo 2012. L’estratto del bando di selezione è stato pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana n. 10 del 07/02/2012. Il bando ed il fac-simile della domanda sono disponibili sul sito: www.aslnuoro.it. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Servizio del Personale dell’Azienda - Via Demurtas,1 - Nuoro (ore 11.00/13.00). F.TO IL DIRETTORE GENERALE Dr. Antonio Maria Soru

AZIENDA SANITARIA DI NUORO Regione Sardegna
AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE Si rende noto che presso l’Azienda Sanitaria di Nuoro, sono indette Pubbliche Selezioni, per il conferimento di incarichi per la copertura di: N. 1 POSTO DI DIRETTORE DI STRUTTURA COMPLESSA - DISCIPLINA OCULISTICA, presso il Presidio Ospedaliero “San Francesco” di Nuoro (RIAPERTURA TERMINI); N. 1 POSTO DI DIRETTORE DI STRUTTURA COMPLESSA DISCIPLINA OSTETRICIA E GINECOLOGIA, presso il Presidio Ospedaliero “San Francesco” di Nuoro; Il termine per la presentazione delle domande, sottoscritte dai candidati e redatte in carta semplice, secondo lo schema allegato al bando, corredato dei documenti prescritti, dovranno essere inoltrate al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Nuoro - Via Demurtas, 1 08100 Nuoro, entro il termine perentorio del 01 Marzo 2012. L’estratto del bando di selezione è stato pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana n. 8 del 31/01/2012. Il bando ed il fac-simile della domanda sono disponibili sul sito: www.aslnuoro.it. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Servizio del Personale dell’Azienda - Via Demurtas,1 - Nuoro (ore 11.00/13.00). F.TO IL DIRETTORE GENERALE Dr. Antonio Maria Soru
Celestini s.r.l. - via Umberto I 13, Lecce, tel. 0832/683320, fax 0832/683256, e-mail: lsignore@provincia.le.it - indice gara d’appalto con procedura aperta per l’affidamento del servizio di concessione di un prestito di € 11.000.000,00 per il finanziamento dell’operazione di cartolarizzazione della Provincia di Lecce. CIG 3886647291. Il valore complessivo dell’appalto, indicato ai soli fini dell’individuazione della disciplina in materia di appalti, è pari a € 950.000,00. Il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso. Per le informazioni di carattere giuridico, economico, finanziario e tecnico si rinvia al disciplinare di gara. Le offerte, redatte in lingua italiana, corredate dalla prescritta documentazione, dovranno pervenire entro le ore 12,30 del 29.3.2012. Responsabile del procedimento: dott. Maria Carmelina Signore. Il bando è stato inviato in formato elettronico all’ufficio delle pubblicazioni delle Comunità Europee il 1.2.2012 e pubblicato sulla GURI n. 25 del 6.2.2012. L’AMMINISTRATORE UNICO - Giovanni Refolo La ATS ENGINEERING S.R.L. con sede in Torremaggiore (Fg) dà avviso di aver depositato presso i Comuni di Lesina - piazza A. Moro 1, e di San Paolo di Civitate - piazza Municipio 1, la Provincia di Foggia - Settore Ecologia e Ambiente - via Telesforo n. 25 Foggia e Regione Puglia - Ufficio Energia e Reti Energetiche - C.so Sonnino,177 il progetto definitivo e lo Studio di Impatto Ambientale per il procedimento di Autorizzazione Unica e ai fini della Valutazione di Impatto Ambientale, relativo alla realizzazione di impianto eolico sito in agro dei comuni di Lesina e di San Paolo di Civitate della potenza complessiva di 150 MW denominato ATS Alexina, strade di collegamento e relativo cavidotto interrato di allaccio alla stazione, in agro di Torremaggiore per l’immissione dell’energia elettrica prodotta alla Rete Nazionale. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente annuncio chiunque può prendere visione degli elaborati depositati e presentare in forma scritta osservazioni alla Provincia di Foggia Ufficio Ambiente, via Telesforo n. 25, Foggia.

CONCORDATO PREVENTIVO DELLA I.CO.RI. S.p.A. n. 1095/1995
INVITO A OFFRIRE La liquidazione giudiziale dei beni ceduti ai creditori con il concordato preventivo n. 1095/1995 di I.CO.RI. Impresa Costruzioni e Ricostruzioni S.p.A. intende acquisire offerte libere per la cessione dei seguenti crediti: - lotto n. 1: credito (riserve per lavori di appalto) verso il Comune di Mazara del Vallo (TP) di euro 1.646.016,90, oltre rivalutazione monetaria e interessi. Credito iscritto da I.CO.RI. quale mandataria dell’ATI con SAILEM S.p.A. Credito contestato dal Comune; - lotto n. 2: credito (corrispettivo d’appalto) verso il Consorzio di Bonifica d’Ogliastra - Tortolì (NU) di euro 321.837,31. Credito contestato dal Consorzio; - lotto n. 3: credito (interessi per ritardato pagamento di corrispettivi d’appalto) verso il Consorzio Sviluppo Turistico del Comune di Carloforte (CA) di euro 18.248,61, richiesto da I.CO.RI. quale capogruppo mandataria dell’A.T.I. con Intercantieri S.p.A., Nuova Pavindustria S.r.l. e Smesi S.r.l. Credito contestato dal Consorzio; - lotto n. 4: credito (interessi per ritardato pagamento di corrispettivi d’appalto) verso il Comune di Carloforte (CA) di euro 17.604,11, richiesto da I.CO.RI. quale capogruppo mandataria dell’A.T.I. con Intercantieri S.p.A., Nuova Pavindustria S.r.l. e Smesi S.r.l. Credito contestato dal Consorzio; - lotto n. 5: credito IVA di euro 199.925,00 (dichiarazione annuale IVA 2010), chiesto a rimborso, oltre credito IVA successivo. L’erogazione del rimborso è allo stato sospesa per contestazione di Agenzia delle Entrate sul credito IVA anno di imposta 2006; - lotto n. 6: credito di euro 65.750,00 circa (ritenute su interessi c/c bancari) E PERTANTO INVITA a formulare offerta di acquisto, anche per singoli lotti, che dovrà pervenire in busta chiusa, entro e non oltre le ore 18:00 del 19 marzo 2012, allo studio del Notaio Silvia Teodora Masucci in Roma, Via G. P. da Palestrina n. 19 (tel. 06369989 - fax 0636085790) anche a mezzo raccomandata a.r. L’offerta dovrà essere accompagnata da cauzione pari al 10% del prezzo offerto con assegno circolare non trasferibile intestato a “Liquidazione Giudiziale dei Beni della I.CO.RI. S.p.A. in c.p.”. Le buste saranno aperte presso lo studio del notaio incaricato alle ore 10:30 del giorno 20 marzo 2012 e in caso di presentazione di più offerte si procederà a gara informale considerando quale prezzo base l’offerta più alta. La procedura competitiva è disciplinata dal regolamento a cui dovranno attenersi gli offerenti e che potrà essere richiesto allo studio del liquidatore, avv. Vincenzo Mascolo, in Roma, via P. Frisi n.18 (tel. 0680691348 - fax 068074426 - mascolo@studiolegalemascolo.com) dove potrà essere esaminata, se e nella misura in cui sia disponibile, la documentazione relativa ai crediti E PRECISA che il presente avviso non costituisce né un’offerta al pubblico ex art. 1336 c.c. né una sollecitazione del pubblico risparmio ex artt. 94 seg. D.lgs. n. 58/1998 e successive modifiche, e altresì che il trattamento dei dati avverrà in conformità alla vigente normativa sulla privacy. il liquidatore giudiziale - avv. Vincenzo Mascolo

TORINO — E i francesi che ci studiano di sicuro non perdono tempo. Sulla scrivania del suo ufficio c’e l’intestazione nuova di zecca del congresso che si terrà a Parigi il prossimo 25 febbraio. Le «nouvelles frontières» del processo penale dopo il caso Thyssen si sono subito allargate fino a comprendere anche la sentenza Eternit. «Ormai siamo delle attrazioni internazionali...». La fenomenologia di Raffaele Guariniello è di difficile comprensione anche per i suoi colleghi, figurarsi per i profani. Ma non può comunque prescindere dalla sua robusta dose di autoironia, che impone di usare con cautela le sue parole. Adesso che ha vinto due processi di importanza capitale con metodi di indagine che stanno diventando oggetto di studio all’estero, nessuno gli rinfaccia più lo spirito di iniziativa che lo ha portato ad occuparsi di tutto. Non è certo il caso di scherzare su cose tremendamente serie, ma se le morti da amianto sono un punto di arrivo nelle indagini sulla malattie professionale, pochi ricordano che il suo primo intervento in questo campo riguardò un caso di dermatite. A volte gli basta un articolo di giornale per aprire un fascicolo. L’inchiesta sul doping nel mondo del calcio cominciò così, con la famosa intervista di Zdenek Zeman. Ma è bastato anche meno, la segnalazione di un amico, un intervento ascoltato ad un convegno, o I dati ufficiali Notizie di reato le sentenze della Cassazione che ogni A volte gli basta un due mesi va a spulciarsi di persona. Lavora molto, e per questo non transige articolo per aprire sulle distanze. Quando il tribunale di un fascicolo Torino si spostò nella nuova sede, cambiò casa anche lui per essere più vicino all’ufficio. Guariniello non passa inosservato. La sua prima inchiesta fu una cosuccia da nulla come la perquisizione negli uffici della Fiat, anno di grazia 1971, alla ricerca del reparto che schedava i lavoratori. I mezzi In Italia sono 30.727 mila i erano quel che erano e il giovane Guariniello si presentò a cavallo di siti contaminati una bicicletta guidata da un vigile urbano. La ricerca si stava rivelando dall’amianto. Lo dice la infruttuosa, quando un impiegato si assentò adducendo una mappatura 2011 del improvvisa necessità fisiologica. Lo seguì fino all’ultimo piano. Trovò ministero dell’Ambiente quel che cercava, 354.077 schede su vita privata e orientamenti politici elaborata sui dati dei dipendenti presenti e passati. L’inchiesta fu poi trasferita per trasmessi dalle Regioni. legittima suspicione. Ma i dati non tornano: le «Avete visto che lo so fare anch’io?». Era l’agosto del 2002, la Marche hanno segnalato procura di Torino era un deserto quando risuonò il suo grido. Aveva 14.674 siti, la Liguria ne ha appena risolto il suo primo e unico caso di cronaca nera, una ragazza indicati solo due, il uccisa dal suo fidanzato. Ha sempre sofferto per la maggiore Piemonte di Casale considerazione della quale godono i colleghi che si occupano di delitti Monferrato nessuno a e criminalità. Ci legge una mancanza di rispetto per i temi dei quali si parte quelli interessati da occupa, quell’urlo fu una rivincita professionale. inquinamento naturale. Il contraltare della sua fama, legata a indagini clamorose, da Possibile? Impossibile. addebitare al succitato spirito d’iniziativa e al fatto che in Italia Anche perché consultando nessuno fa certe inchieste, è la critica sulle inchieste non andate in le banche dati regionali se porto. «Ma io processo i problemi, non le persone» è la sua filosofia ne contano più di 80 mila dichiarata. «Se i problemi si risolvono, buon per tutti». Nel 1994, dopo (55 mila in Lombardia, 39 l’alluvione in Piemonte, indagò cinquanta sindaci accusandoli di un mila in Liguria, 12 mila in «delitto di pericolo» per non aver preso precauzioni contro Piemonte). Proiettato il l’esondazione. Furono costretti a costruire gli argini, e la pratica venne dato delle Marche a livello archiviata. nazionale dovrebbero «Posso mettere a verbale che lei è un rompicoglioni?». La frase, che essere almeno 600 mila. ha avuto un certo successo, fu pronunciata da Lorenzo Necci, ex A quando un dato certo? amministratore delegato delle Ferrovie, che nel 1998 versò allo Stato un cospicuo obolo per uscire dall’indagine sui treni all’amianto. L’anno seguente indagò gli amministratori delegati delle nove multinazionali del petrolio: troppo benzene nei carburanti. L’indagine era nata dalla denuncia del titolare di un distributore. La legge venne cambiata in corsa. Nel 2002 toccò ai vertici della Bayer, per via di un farmaco considerato nocivo. Nulla di fatto, ma sugli scaffali quella medicina non c’è più. La poesia è la sua grande passione, e lui ha i modi del viaggiatore cerimonioso dell’amato Giorgio Caproni. Ma la tenacia con la quale difende il suo lavoro non ha nulla di lirico. «Guardi che io di processi ne ho persi pochi». A chi gli obietta la sorte della celebre inchiesta sul doping della Juventus, squadra della quale è tifoso, ribatte estraendo alla velocità della luce da un cassetto la sentenza della Cassazione che Durante l’alluvione del 1994: il dichiara prescritto il reato. Si accomodino pure procuratore Guariniello i francesi a studiare il fenomeno Guariniello. effettua un sopralluogo a San Con una sola avvertenza: nel bene e nel male si Raffaele Cimena tratta di un prodotto difficilmente esportabile.

Siti inquinati I numeri non tornano

diciotto anni fa

Marco Imarisio
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Cronache 23
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L’inchiesta Goracci accusato anche di violenza sessuale

Tribunale di Monza

«Favori e abusi» Finisce in cella lo «zar» di Gubbio
Arrestato ex sindaco di Rifondazione
I carabinieri hanno bussato all’alba a casa di Orfeo Goracci, tra le mani cinquantacinque pagine di ordinanza e un bel paio di manette. «Associazione a delinquere», l’accusa principale per l’ex sindaco di Gubbio, ribattezzato lo «zar» tra i fedelissimi del suo partito, Rifondazione comunista. Insieme con lui arrestate altre otto persone, tutte appartenenti alla giunta di Rifondazione comunista in piedi fino al 2011, la più importante che il partito abbia mai amministrato in Italia. Un’inchiesta partita dalla denuncia di assunzioni facili in comune e arrivata a scoperchiare un sistema di potere che, secondo l’accusa, sarebbe in piedi dal 2002 «ed ancora in essere» finalizzato a commettere «una serie indeterminata di reati», abuso d’ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici. Per Goracci, ex sindaco oggi vicepresidente del Consiglio regionale umbro, c’è anche un’accusa personale: violenza sessuale. A denunciare lo «zar», un’ausiliaria del traffico del comune di Gubbio, anche se il suo non sembre-

Penati, 14 milioni sequestrati al gruppo Gavio
MILANO — L’«illegittima transazione» da 18 milioni nel 2008 sui lavori della terza corsia dell’autostrada A7 — che vide l’appaltante Milano-Serravalle (controllata dalla Provincia di Milano del ds Filippo Penati che dal gruppo Gavio l’aveva acquistata nel 2005) riconoscere alla Codelfa del gruppo Gavio-Binasco «quasi il 30% in più rispetto ai costi originari e per giunta con raddoppio dei tempi» — fu la premessa del «corrispettivo pagamento illecito» di 2 milioni nel 2008 «a Piero Di Caterina nell’interesse di Penati»: e cioè della finta caparra immobiliare di Binasco a Di Caterina «attraverso la quale si è realizzato il rimborso a Di Caterina di pregressi finanziamenti concessi al presidente Penati». È in forza di questa ricostruzione che ieri il Tribunale del Riesame di Monza ha ordinato il sequestro preventivo alla Codelfa del gruppo Gavio di 14,3 milioni «profitto di corruzione». Nell’accogliere il ricorso dei pm Macchia e Mapelli contro l’iniziale rigetto opposto dalla gip Magelli, che in estate aveva negato anche l’arresto di Penati e del suo ex braccio destro Vimercati, i giudici Pastore-Anelli-Pansini radiografano la transazione del luglio 2008: accordo grazie al quale Codelfa, nel 2004 aggiudicataria di lavori per 65 milioni da finire nel 2007, a fronte di richieste di adeguamenti per 59 milioni aveva ottenuto 15,8 milioni da Milano-Serravalle, più altri 3 di premio in caso di consegna dei lavori entro una proroga. Il Tribunale dissente dalla gip che aveva liquidato come «apodittici» i rilievi del consulente del pm, Pireddu, sull’illegittimità della transazione. E ricava il ruolo di Penati come gestore di fatto della Milano-Serravalle non solo dall’«assunzione della sua segretaria storica, Claudia Cugola», o dalla «deposizione dell’ex direttore tecnico Claudio Palastanga, esautorato a fine 2005 dall’amministratore delegato Di Marco senza alcuna "giusta causa" ma solo per aver osato contraddire l’architetto Renato

La vicenda

Associazione per delinquere

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Orfeo Goracci è accusato di avere creato un’associazione a delinquere finalizzata a gravi reati

Le assunzioni «facili»
Goracci è accusato di una serie di «assunzioni facili», quando è stato sindaco di Gubbio per il Prc

L’accusa di violenza sessuale
L’ex sindaco di Gubbio è accusato anche di violenza sessuale aggravata dal fatto di essere un pubblico ufficiale

rebbe un caso isolato. C’è una testimone, ascoltata dai magistrati, che ha sintetizzato con una frase il sistema di potere: «La logica era chiara: o eri donna e cedevi alle avance del sindaco o eri uomo e avevi agganci politici o di amicizia con Goracci o con persone riconducibili al suo gruppo, oppure eri fuori dai giochi». Già, il «gruppo». Sembrerebbe essere stato arrestato in blocco, ieri. Una sfilza di reati che il gip di Perugia Carla Giangamboni ha contestato oltre all’ex sindaco, anche all’ex vicesindaco Maria Cristina Ercoli; agli ex assessori oggi consiglieri comunali Lucio Panfili e Graziano Capannelli (Italia dei Valori); a Lucia Cecili, funzionaria comunale; ad Antonella Stocchi, consigliere comunale; Paolo Cristiano, già segretario generale e dirigente del comune di Gubbio; Marino Cernicchi, ex assessore; Nadia Ercoli sorella dell’ex vicesindaco. Nelle pagine dell’ordinanza del gip e di quelle della richiesta dei pm di Perugia Antonella Duchini e Mario Formisano, non vengono usati mezzi termini: il «gruppo» agiva instaurando «un clima

di intimidazione e di paura all’interno del comune di Gubbio» e «piegando lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati, consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi e per soggetti loro legati da vincoli di vicinanza politica, amicizia e sentimentali (per il Goracci)». Difficile aver conto dei vincoli sentimentali dello «zar», secondo l’accusa. L’uomo che aveva battezzato «Lenin» il

Ex sindaco Orfeo Goracci, vicepresidente del Consiglio della Regione Umbria, già sindaco di Gubbio tra il 2001 e il 2011 (foto Stefano Montesi)

Il sistema Coinvolti anche altri 8 della sua giunta. La testimone: «O eri donna e cedevi alle avance del sindaco o eri uomo e avevi agganci, oppure eri fuori dai giochi»

circolo di Rifondazione comunista di Gubbio, avrebbe inanellato relazioni sentimentali (extraconiugali) come perle. L’indagine, iniziata per denunce di dipendenti, genera imbarazzo nelle file di Rifondazione comunista. Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito, prende le distanze dalla vicenda: «Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione comunista e gli indagati, il partito ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia già nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria in quanto chi è indagato non deve, a nostro parere, ricoprire incarichi istituzionali».

Alessandra Arachi
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Il delitto di Melania Il gip ha nominato la nonna curatore speciale. Il 12 marzo via al processo con rito abbreviato

La bimba di Parolisi parte civile contro il padre
L’avvocato della famiglia materna: atto normale per tutelare i suoi interessi
Ci sono la madre di Melania, il padre, il fratello, lo zio, forse qualche altro parente e ci sarà anche lei, la piccola Vittoria. Saranno tutti parte civile al processo contro Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore accusato di aver ucciso nella pineta di Ripe di Civitella (Teramo) sua moglie Melania Rea, il 18 aprile dello scorso anno. Succederà se e quando il procedimento contro Parolisi verrà formalmente incardinato e quindi eventualmente il 12 marzo, data fissata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, per la trattazione della richiesta di rito abbreviato fatta dalla difesa dell’indagato. La piccola Vittoria, due anni e mezzo, farà dunque parte del processo contro il padre. Lo ha deciso lo stesso gip, nominando la nonna materna curatore speciale della bambina. Nonna con la quale la piccola vive e della quale è già tutore. «Si tratta di un provvedimento del tutto normale, a tutela degli interessi di Vittoria — spiega l’avvocato Mauro Gionni, difensore della famiglia Rea —. Cioè, a tutela di colei che ha subito i maggiori danni dalla vicenda, avendo perso la madre». Un atto che non dev’essere inteso come la volontà del giudice e degli avvocati di schierare la bambina contro il padre. «Più semplicemente, se Parolisi sarà riconosciuto colpevole, avrà diritto alla liquidazione del danno». Se sarà assolto, riavrà almeno suo padre. È dallo scorso 20 luglio, infatti, che non lo vede. Da quando è stato arrestato per poi essere rinchiuso nel carcere di TeraSposati Salvatore Parolisi con la moglie Melania Rea ai tempi del loro matrimonio, con la figlia al centro (Ansa)

mo. Il primo incontro, inizialmente stabilito per il 9 gennaio scorso, saltò all’ultimo momento, per decisione del Tribunale dei Minori dell’Aquila che accolse un’istanza di sospensione della famiglia Rea. Sospensione alla quale fece seguito l’intervento del giudice tutelare del tribunale di Nola (Napoli) che il 24 gennaio ha disposto una consulenza tecnica per analizzare entro 60 giorni la situazione psicofisica della minore dopo la perdita della madre e l’allontanamento del padre. E che va-

luti l’opportunità di rivedere il genitore. In ogni caso l’appuntamento dovrà essere preceduto da un programma preparatorio e di assistenza psicoterapeutica. Rimane in piedi la possibilità per la bambina di incontrare papà Salvatore. Il che genera un paradosso della giustizia. Da una parte, cioè, il giudice autorizza la bambina al colloquio in carcere, seppure momentaneamente sospeso. Dall’altra, la autorizza a chiedergli i danni. Quanto al futuro processo, l’avvocato Gionni precisa che «per

Indagato Filippo Penati (Imagoeconomica)

Al via l’appello a Brescia

Strage di piazza della Loggia, nuove indagini su 2 estremisti
BRESCIA — C’è una nuova pista per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974, che fece 8 morti e 102 feriti. L’anticipazione del Corriere di Brescia secondo cui i pm indagano sulle rivelazioni di un ordinovista pentito che avrebbe fatto i nomi dei possibili autori materiali dell’eccidio ha trovato ieri conferma all’avvio del processo di appello. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Francesco Piantoni e dal procuratore Roberto di Martino, ha chiesto la rinnovazione parziale del dibattimento affermando che «sono in corso di svolgimento indagini in un fascicolo diverso»; «un’indagine tutta da verificare, ma assolutamente

28 maggio ’74 Piazza della Loggia

legittima e pertinente». Nel mirino la «confessione» di un ex militante di Ordine nuovo, Giampaolo Stimamiglio (la cui attendibilità è già stata testata e certificata nel processo di piazza Fontana) che avrebbe fatto il nome un giovane estremista,

Marco Toffaloni, all’epoca dei fatti 17enne, il quale avrebbe partecipato materialmente alla strage. Oltre a questo nome ce n’è un altro, ancora coperto dalla Procura che scava a tutto campo sul mondo neofascista veneto. Quanto all’appello vero e proprio, l’accusa ha proposto alla corte nuove prove sull’attendibilità dell’ex agente Cia e collaboratore Carlo Digilio, suffragata dall’individuazione del casolare di Paese (Treviso) dove venivano tenute armi ed esplosivo. Ma i pm intendono offrire nuovi riscontri su un’altra «base» operativa, la «casaccia» di Mirano, anch’essa localizzata; e sui rapporti intercorsi tra Digilio e Ventura. Il presidente Enzo Platè scioglierà venerdì la riserva sulla rinnovazione parziale del dibattimento. Ma Brescia spera.

Danni «Se il padre sarà riconosciuto colpevole, la bimba avrà diritto alla liquidazione del danno»
il momento ho chiesto la costituzione di parte civile solo per il padre, il fratello e lo zio di Melania. Appena raccoglierò le firme lo farò anche per altri parenti che lo vorranno, compresa la madre». Nel frattempo, Vittoria vive con la nonna e il nonno materni, quest’ultimo nominato protutore. Gli altri nonni, cioè la madre e il padre di Salvatore Parolisi, come pure la zia, sorella del caporalmaggiore, possono comunque di tanto in tanto vedere la piccola.

Andrea Pasqualetto
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Sarno ed essere personalmente osteggiato da Vimercati». Il Tribunale valorizza soprattutto l’«imposizione di Sarno, alter ego di Penati», come consulente della società: Sarno è l’architetto che per i pm «"tratta" con Di Caterina e Binasco la "restituzione" dei finanziamenti erogati da Di Caterina ai Democratici di sinistra»; e la teste Imma Villano, responsabile dell’audit interno di Milano-Serravalle, lo ricorda beneficiario di «ben 6 consulenze per 2,3 milioni nel 2005-2009, quando prima del 2005 non aveva ricevuto incarichi». In più, la contabilità in nero sequestrata nel pc di Sarno (tipo i «68.900 euro black» legati a Di Marco per «lavori di ristrutturazione di un’abitazione») per il Tribunale è una «eloquente catalogazione dal sapore decisamente confessorio», in «un evidente ruolo di collettore di finanziamenti illeciti a favore di Penati». Ma «il più eclatante degli atti societari compiuti da Penati» è la vendita del 32% di Pedemontana Lombarda, che — testimonia Villano — «avvenne a seguito di un’autorizzazione sottoscritta personalmente dal presidente della Provincia senza che il Consiglio provinciale avesse mai formalizzato un provvedimento in tal senso». «Per spezzare» questo «filo conduttore» — è la prognosi dei giudici —, «francamente occorrerà qualcosa di più convincente della difesa opposta da Penati d’essersi semplicemente limitato a segnalare a Gavio se fosse per caso interessato ad acquistare immobili del Di Caterina in difficoltà finanziaria»: versione giudicata «assai poco convincente», o «decisamente inverosimile», e persino «incredibile».

Ferruccio Pinotti
fpinotti@rcs.it
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IL COMMENTO di Isabella Bossi Fedrigotti nelle Idee&Opinioni

Federico Berni Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
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24 Cronache
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

La ricerca La London School of Economics e la Business School di Harvard studiano le agende di 500 manager

Vita da capi, un’ora su tre in riunione
Incontri, telefonate e viaggi: così non resta tempo per riflettere
DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK — C’è chi, come l’amministratore delegato della Microsoft, Steve Ballmer, considera il tempo a sua disposizione alla stregua di un bilancio e lo dà in gestione ai suoi collaboratori, chiedendo di essere avvertito quando arrivano impegni «fuori budget», e chi preferisce passare molto tempo fuori dall’azienda che gestisce per coltivare il rapporto coi clienti e non perdere il polso del mercato. Ma, nella maggior parte dei casi, i manager delle imprese, in Italia come all’estero, consumano le loro lunghe giornate lavorative soprattutto in sede, passando da una riunione all’altra. Una realtà comune non solo alle imprese

è uno dei tanti a confessare: «Dovunque mi trovi, io sono in contatto permanente coi miei dipendenti e i clienti: non so quando posso dire di non essere in riunione». Ma c’è anche chi trova che il flusso crescente di riunioni e di comunicazioni digitali provochi un rimbombo che disorienta. In azienda spunta, così, la quiet room senza computer e senza telefoni nella quale ci si ritira per cercare di far cristallizzare le idee. Altro luogo dedicato a questa attività sono i lunghi voli attraverso gli oceani: fino a ieri accompagnati solo dal ronzio dei motori, ora minacciati dai collegamenti telefonici e wireless disponibili anche in quota. Come detto, indagini di questo tipo sono state già fatte in passato, con diverse angolazioni ed esaminando diverse platee di professionisti. L’anno scorso, ad esempio, è stato pubblicato un saggio sulla composizione della classe di-

L’ad di Microsoft Steve Ballmer considera il tempo come un bilancio, che gestiscono i suoi collaboratori avvertendolo dei «fuori budget»
commerciali ma anche a organizzazioni di vario tipo: centri di ricerca, fondazioni, organi d’informazione. Uno spaccato della vita dei «top manager» internazionali realizzato dalla Business School di Harvard e dalla London School of Economics (LSE) fa ora emergere qualche particolare in più: pur lavorando mediamente 55 ore a settimana, i capi delle imprese non riescono a isolarsi per più di un’ora al giorno. Almeno 18 ore, infatti, sono assorbite dai meeting coi propri collaboratori. Cinque vengono utilizzate per colazioni d’affari, due per partecipare a eventi pubblici mentre altre due se ne vanno in telefonate e due in «conference call». Una volta considerati i tempi di viaggio e altri impegni minori, per il lavoro individuale, per la riflessione, restano sei ore appena. A fronte di riunioni fisiche o «digitali» che assorbono più di un terzo del tempo. Non è la prima ricerca in questo campo, ma quella condotta dalle due accademie di Boston e Londra, anticipata ieri dal «Wall Street Journal», è particolarmente meticolosa: i ricercatori (tra i quali tre professori italiani: Raffaella Sadun, Andrea Prat e Oriana Bandiera) hanno avuto accesso alle agende di ben 500 amministratori delegati di società di tutto il mondo. Un esame più approfondito, scan-

La «quiet room» Alcune aziende si sono dotate di «quiet room» senza pc e telefoni, dove ci si ritira per far cristallizzare le idee Wireless Pc, tablet e cellulari: dirigenti sempre connessi
dagliando tutti gli impegni di durata superiore ai 15 minuti, è stato condotto su un campione ristretto di 65 top manager. Certo, non tutto è catalogabile col freddo metodo scientifico: le risposte ricevute non saranno tutte sincere al cento per cento e poi, nell’era della comunicazione digitale e della moltiplicazione dei terminali mobili, certi confini sono saltati. Rory Cowan, capo di Lionbridge Technologies, ad esempio, rigente italiana realizzato sulla base di un’indagine condotta da un gruppo di studio dell’Istituto Rodolfo De Benedetti. A margine di questi lavori i ricercatori hanno pubblicato anche un’indagine basata su un campione di 94 manager italiani che ha fornito qualche indicazione aggiuntiva. In particolare dallo studio è emersa una correlazione tra la redditività dell’azienda e la natura delle riunioni che assorbono gran parte del tempo dei manager. Più ci si dedica a coltivare il rapporto coi propri dipendenti, a coordinare il lavoro interno, più la produttività cresce. Non sale, invece, quando il manager si apre di più al dialogo con interlocutori esterni: dati che hanno lasciato perplessi e un po’ sconcertati molti esperti di organizzazione aziendale.

Gli uomini

Le donne

Steve Ballmer, 55 anni, è presidente di Microsoft dal 2008

Irene Rosenfeld, 58 anni, ceo di Kraft e prima top manager 2011 per il FT

Jeff Bezos, 48 anni, fondatore e presidente di Amazon.com

Emma Marcegaglia, 46 anni, è la prima italiana nella classifica del FT

Massimo Gaggi
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Religione e arte

Costa Crociere

Cei: no ai ticket in chiesa Le eccezioni sono 59
ROMA — L’indicazione è netta, anche per evitare iniziative estemporanee (è successo da ultimo a Palermo) di qualche parroco: «L’accesso alle chiese aperte al culto non può essere condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso». La decisione del consiglio della Cei, in una nota diffusa ieri, mira a «riaffermare il principio» per cui le chiese sono luoghi «dedicati primariamente alla preghiera personale e comunitaria», comprese quelle di grande valore artistico. Una regola che vale «sia per le chiese di proprietà di enti ecclesiastici che per quelle dello Stato, di altri enti pubblici e di soggetti privati». Un’indagine della Cei calcola 59 «eccezioni» su 95 mila chiese in Italia. Eccezioni che «devono essere approvate dal vescovo», spiegano alla Cei, e riguardano per lo più le grandi città d’arte: a Venezia l’associazione Firenze A Santa Croce ingresso a 5 € «Chorus» riunisce 16 chiese, dai Frari a San Polo (un euro e mezzo ingresso singolo, 10 per tutte con un anno di validità), a Firenze si paga un ticket per chiese come Santa Maria Novella (3,5 euro) e Santa Croce (5), e così per la cattedrale di Pisa (2), il Duomo di Siena (3) o il patrimonio Unesco di Ravenna (9,5 euro). La Chiesa custodisce a sue spese un patrimonio unico e può chiedere, solo in caso di necessità (e salvaguardando messe e preghiere), un contributo: ma dev’essere un’«eccezione» e i vescovi dovranno vigilare.

Schettino e le microspie Intercettazioni inutilizzabili
GROSSETO — Le intercettazioni ambientali fatte al capitano Francesco Schettino nella caserma dei carabinieri di Orbetello il giorno dopo il naufragio della nave Costa Concordia non sono utilizzabili. Lo scrive il tribunale del Riesame nelle motivazioni all’ordinanza con cui ha confermato gli arresti domiciliari per Schettino. Intanto, l’avvocato Marc Bern in una conferenza stampa a Miami ha dichiarato che 39 superstiti del naufragio della Costa chiederanno 520 milioni di dollari come risarcimento alla Carnival Cruise Line.
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Ai domiciliari Francesco Schettino, 52 anni

Perugia, ricorso del pg

«Fu un errore assolvere Amanda e Raffaele»
PERUGIA — La sentenza che ha assolto in appello Raffaele Sollecito e Amanda Knox dall’accusa di avere ucciso Meredith Kercher sarebbe segnata da «gravi errori logico-giuridici». Lo scrive la Procura generale di Perugia, «convintissima» della responsabilità nel delitto dei due ex fidanzati insieme a Rudy Guede, nel ricorso depositato ieri con il quale ha chiesto alla Cassazione l’annullamento della sentenza.
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Assolta Amanda Marie Knox, 24 anni

G. G. V.
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Cronache 25

New York Calzini corti e abiti damascati. «La moda deve rompere le regole»

Maschile o da «strega» La donna mette il cappello
Dalla Karan a Marc Jacobs: obiettivo accessori
NEW YORK — Le accusano di essere troppo competitive, dure, aggressive, fredde, indipendenti. Proprio come qualche decennio fa le si criticava in quanto noiosamente remissive e sdraiate plaudenti sui successi dei loro uomini. Così le donne hanno preso cappello, per usare un sinonimo desueto ma curioso di seccarsi, inalberarsi, stizzirsi verso questi maschi lamentosi e in crisi permanente. Che sia quindi un segno dei tempi questa inedita esibizione di cappelli sulle passerelle della moda? Magari la connessione è soltanto casuale ma almeno alle sfilate di New York non si ricordano precedenti così densi di donne che abbiano (almeno durante le sfilate) preso cappello. Guardare per credere a un marchio storico come Donna Karan e a uno di culto come Marc Jacobs che hanno largamente accessoriato in questo senso le loro ultime collezioni. Di impronta provocatoriamente maschile i cappelli di Donna Karan. Di sapore fiabesco lo strano copricapo indossato dalle modelle di Jacobs, suggello libero e ironico del famoso slogan femminista «tremate, tremate le streghe son tornate». In fondo Salem, dove a fine 600 ci furono i famosi processi contro «le indemoniate», essendo in Massachusetts non è poi così lontano da New York. «Ho vestito una creatura sensuale, seduttiva, elegante ma molto forte — spiega allusiva e spiritosa Donna Karan —. Mi è sempre piaciuta la definizione di donna come di chi si carica il mondo sulle spalle. Perché soltanto la donna sa essere maschile e femminile, potente e vulnerabile, sexy e materna». La donna come il doppio. Ecco allora una collezione di tessuti maschili, primo fra tutti l’inossidabile grisaglia da consiglio d’amministrazione, scolpiti sul corpo, come farebbe un bravo artigiano di sartoria. Hanno un’aria rigida ma all’improvviso si aprono in uno spacco vertiginoso o verso un tacco altissimo e affilato. Se poi non bastasse questa doppia anima, ecco il cappello anche qui di foggia maschile pur se portato un po’ di sbieco. Colorate e fantasiose invece le seducenti streghe di Marc Jacobs, che sfilano uscendo da castelli e antri dopo aver sperimentato chissà quali pozioni. Tutte hanno scarpe grosse con le fibbie come quelle dei pellegrini (tanto pii quanto lesti nell’usare i forconi contro di loro), calzini corti, cappotti e abiti damascati, stole e boa di pelliccia, borse ricoperte di pelo. Il tutto accompagnato da quel genere di canzoni usati nei cartoni animati e anche nei musical. «La moda deve ogni tanto rompere le regole — spiega Marc, per l’occasione più austero del solito essendo soltanto

Marc Jacobs
Atmosfere da favola per lo stilista di Louis Vuitton, che ieri ha presentato la linea che porta il suo nome. Punto di forza: i cappelli. Tantissimi, grandissimi, coloratissimi. Da portare sopra abitini e cappottini damascati, con la vita molto segnata e improvvisi rigonfiamenti sui fianchi. Altro dettaglio: le scarpe, con grande fibbia in metallo

in gonna-pantalone — e saper rimescolare le carte. Le mie streghe? Sono soltanto donne cui piace pescare nell’ironia ma che alla fine vestono con superclassici come il tweed, pur giocando con i colori e le forme, tutte comunque molto fascianti». Anche Tory Burch, altro marchio di riferimento per il look a stelle e strisce gioca con la doppiezza. La solita brava ragazza wasp questa volta pare alzare il tiro, come se volesse farsi vedere un filo più spregiudicata: considerando sempre comunque che americana fa pur sempre rima con puritana. Infatti si limita a strizzare in vita gli abiti e a stringere ulteriormente tutto per arrivare all'integralismo dell’aderenza. A cominciare dai capi in pelle. Scarpe bicolori traforate e borse a profusione, comprensive di motivi floreali. Strana la storia di Tory Burch, 45 anni, ex pr, tre figli, famiglia bene. Nel 2004 apre a Manhattan un negozietto e il giorno dell’inaugurazione vende tutto quello che è esposto. In otto anni ha lanciato altri 64 negozi (uno di questi è a Roma) e messo un piede nei più grandi magazzini americani. Piace il suo gusto un po’ snob (suo padre si faceva foderare le giacche con foulard di Hermes) così apprezzato nell’east coast, unito all’etnico di chi adora viaggiare ma soltanto con gli amici giusti. A proposito di doppiezza. Anche Amy Smilovic, designer di Tibi, punta sulla mescolanza maschile-femminile con pantaloni a sigaretta e una paletta di colori dove dominano il marrone e il verde tanto amati dai guardiacaccia.

Gian Luigi Paracchini
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Karan e Burch
Tory Burch (foto qui a destra) e la sua ragazza «wasp», che veste linee attillatissime che sottolineano (ma con eleganza) il corpo. Accanto, il completo maschile di Donna Karan, un’altra stilista che ha puntato sul cappello: i tessuti tipicamente maschili, come la grisaglia, sono riletti in chiave molto femminile per completi che abbinano il rigore al sexy

Shopping online

Daphne, Margherita e le altre Il sito dove scoprirle (e imitarle)
NEW YORK — Metti un personaggio in copertina, per l’occasione Daphne Guinness (la prossima sarà Margherita Missoni). Poi offri la possibilità, cliccando su lei, la sua casa, i suoi oggetti, di sapere quali libri legga, che musica ascolti, che jeans preferisca, quali oggetti tenga in salotto. Si chiama «Lifestyle Mirror» è la scommessa online di due italiani a New York: Emanuele Della Valle, 36 anni, primogenito di Diego, e Francesco Carrozzini, 29, rampollo di Franca Sozzani, direttora di Vogue Italia. Il primo come editore, il secondo come cofondatore. Rivista da sfogliare, ma costruita per comprare. Vi piacciono i gusti dei personaggi? Pronti e via, si clicca e compra. Festeggiato con megaparty, sarà presto in italiano e cinese. (g.l.p.)

Solidarietà Renzo Rosso e il progetto da 11 milioni. Con lui Jeffrey Sachs, consigliere del segretario generale Ban Ki-moon

Il villaggio in Mali di Mr Diesel e dell’Onu
DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK — «Coi governi dei Paesi alle prese con crisi di bilancio sempre più gravi, tocca a noi imprenditori. Abbiamo avuto molto: è giusto ridare indietro qualcosa aiutando gli ultimi del mondo». Renzo Rosso non è certo un filantropo del calibro di Bill Gates che sta devolvendo miliardi di dollari in beneficenza, ma il villaggio africano di Dioro, nel Mali, che «Mr Diesel» sta costruendo da due anni — un progetto inquadrato negli Obiettivi del Millennio dell’Onu — può diventare un simbolo e, forse, anche un modello. Un pezzo del mondo produttivo italiano che si mette a fare qualcosa di utile per i poveri dell’Africa proprio quando il nostro governo viene criticato, come altri in Euro-

pa, per i ritardi accumulati nell’erogazione degli aiuti allo sviluppo a suo tempo promessi. Quello di Rosso non è un caso isolato. Molti gruppi industriali e finanziari destinano da anni una parte dei loro fondi per pubbliche relazioni all’assistenza, ma in genere si tratta di attività assai limitate sia per quanto riguarda l’investimento economico che per le risorse manageriali impegnate. Rosso sta facendo qualcosa di diverso e lo spiega con la stessa semplicità con cui racconta la sua storia imprenditoriale, iniziata 15 anni fa realizzando il primo paio di jeans con la macchina da cucire di sua madre. Racconta dei suoi viaggi in Africa, delle condizioni di estrema povertà trovate nelle regioni subsahariane, della scelta di mettersi sotto l’ombrello dell’Onu e di farsi

Le foto

I tre look di Maria
Si diverte, con la moda, Maria Sharapova: alle sfilate newyorchesi, la campionessa di tennis si è distinta per il vorticoso cambio di abiti: in argento la sera da Marc Jacobs, con spolverino la mattina da Vera Wang, in viola il pomeriggio da Rodarte

assistere da Jeffrey Sachs, autorità mondiale dell’economia dello sviluppo che è consigliere speciale di Ban Ki-moon sugli aiuti del Millennio. Parla con orgoglio della sua fondazione, «Only the Brave» e del lavoro, iniziato nel 2009, per creare una villaggio completo di scuole e ospedale nel quale, una volta completato, potrebbero vivere ben 20 mila persone. Seduto vicino a lui, Sachs spiega con la sua meticolosità di docente della Columbia University, le varie tappe del progetto Onu, gli obiettivi già centrati come un primo calo dei tassi di mortalità infantile in molti Stati africani, e il crescente contributo dei privati. I milioni investiti da Rosso (11 alla fine dell’intero progetto) sono una goccia nel mare, certo. Un im-

pegno che è «nutrimento per lo spirito» e, magari, offre anche un positivo ritorno d’immagine. Fosse anche così, non ci sarebbe nulla di male. Negli Usa, Paese a bassa tassazione, la filantropia è da sempre nelle mani dei privati. «Da noi è diverso» nota Rosso. Il Fisco pesa di più, siamo abituati a dare più compiti allo Stato. Ma ora i governi sono in ritirata: la bandiera degli aiuti finisce nelle mani delle imprese e non è male che ad agitarla, oggi, sia un’azienda che veste i giovani in modo trasgressivo. La moda esalta l’individualismo, alimenta l’edonismo: un messaggio di solidarietà che viene da lei vale doppio. «Quello di Rosso è un esempio e uno stimolo: collaborazione tra imprese e governi per raggiungere gli obiettivi Onu», commenta l’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Cesare Maria Ragaglini, organizzatore dell’incontro.

M. Ga.
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Economia
Indici delle Borse
FTSE MIB 16.445,91 0,47% 0,37% 0,06% 0,03% 0,02%

FTSE MIB
Londra Francoforte Parigi (Cac40) Hong Kong Tokio (Nikkei) Madrid 5.899,87 -0,10% 6.728,19 -0,15% 3.375,64 -0,26% 20.917,83 9.052,07 0,15% 0,59%

La settimana

Cambi
1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1,3169 dollari -0,64% inv. -0,12% = 1 euro 102,8500 yen 1,2075 fr. sv.

Generali

La settimana

Titoli di Stato
Titolo Ced. Quot. Rend. eff. 14-02 netto % Titolo Ced. Quot. Rend. eff. 14-02 netto %

Btp 09-01/07/12 2,500% 100,26 Btp 10-15/12/12 2,000% 99,92 Btp 02-01/02/13 4,750% 102,23 Btp 08-15/12/13 3,750% 101,10 Btp 10-01/11/13 2,250% 98,77 Btp 11-01/04/14 3,000% 99,68 Btp 04-01/02/15 4,250% 102,53 Btp 10-15/04/15 3,000% 98,65 Btp 11-15/04/16 3,750% 99,10

1,47 1,82 1,79 2,66 2,72 2,78 2,83 3,10 3,54

Btp 06-15/09/17 2,100% Btp 11-15/09/26 3,100% Btp 05-01/02/37 4,000% Btp 07-01/08/39 5,000% Cct 07-01/12/14 3,400% Cct 08-01/09/15 1,220% Cct 09-01/07/16 1,780% Ctz 10-31/12/12 -

93,02 83,62 77,77 87,95 96,89 92,95 90,34 98,21

5,48 5,12 6,82 5,14 5,27 3,45 3,98 4,38 2,08

FTSE It.All Share 17.445,17 FTSE It.Star Dow Jones Nasdaq S&P 500 10.532,10 12.878,28 2.931,83

Btp 96-01/11/26 7,250% 113,19

0,8376 sterline -0,14% 8,7814 cor.sve. -0,32% 1,3162 dol.can. -0,45%

1.350,50 -0,09%

8.771,90 -0,19%

La lente CONTRAFFAZIONE, MARCHI IN RIVOLTA:
NO A 13 ANNI DI MORATORIA

Piazza Affari «Comune interesse» a sostenere l’aumento di capitale da 1,1 miliardi. In Borsa ancora scambi record

Patto Arpe-Palladio, scalata a Fonsai
La finanziaria veneta supera il 5%, con Sator la quota arriva all’8%
MILANO — Si scalda sempre di più la partita Fonsai: Palladio finanziaria sale al 5% e la Sator rende noto di aver rastrellato il 3%. La holding veneta e il gruppo di Matteo Arpe hanno poi siglato ieri un patto di consultazione che non prevede intese o obblighi sul voto ma si «fonda sul comune interesse a sostenere il piano di ricapitalizzazione» della compagnia. Le comunicazioni sono arrivate ieri pomeriggio dopo che il titolo Fondiaria-Sai aveva «ballato» per l’intera seduta alternando perdite e guadagni e chiudendo con un rialzo del 2,55% fra scambi pari al 7% del capitale. A questo punto Palladio ha la possibilità di salire fino al 10% e Sator fino al 5% senza dover dare ulteriori informazioni a regolatore e mercato. L’asse tra la finanziaria d’investimenti guidata da Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago e il gruppo di Arpe può riaprire dunque una partita che sembrava chiusa con l’accordo tra i Ligresti e Unipol e il progetto destinato a costituire con una maxifusione fra Unipol assicurazioni, Fonsai, Milano e Premafin un polo assicurativo da 20 miliardi di premi. Quali sono gli obiettivi degli aderenti all’accordo di consultazione? Per ora è noto solo il «comune interesse» a sostenere il piano di ricapitalizzazione di Fonsai, già stabilito in 1,1 miliardi e obbligatorio, considerate le perdite stimate per oltre un miliardo e il margine di solvibilità crollato al 75%, bel al di sotto delle soglie regolamentari. Il rafforzamento patrimoniale, sollecitato da una lettera di Mediobanca e «richiesto» dall’Isvap, non è dunque

«S

iamo sbalorditi: non avremmo mai pensato che anche un governo come questo che si richiama all’Europa, ai valori della moralità, dell’etica, alla fine faccia passare una legge che consente a chi fa pratiche illegali di continuare indisturbato». Carlo Guglielmi, presidente di Indicam, istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, e con lui tutti i mobilieri che fanno della ricerca e innovazione il proprio cavallo di battaglia, considerano un «insulto» che non solo la Camera, ma ieri anche il Senato, abbia approvato l’art. 22 bis del decreto Proroga termini che porta la moratoria in materia di contraffazione del design da 5 a 13 anni. Il testo entro il 20 febbraio ritornerà alla Camera «blindato» per il voto definitivo. Andrebbe così in fumo tutto il lavoro fatto per arrivare a una legge italiana (nel 2001) che recepisse la direttiva europea sulla protezione del diritto d’autore. «Abbiamo cercato il dialogo con i parlamentari di tutti gli schieramenti, purtroppo non è stata compresa la gravità della nostra denuncia — spiega Roberto Snaidero presidente di FederlegnoArredo —. L’introduzione della moratoria a 13 anni legittima la contraffazione». E le due associazioni promettono battaglia: il giorno stesso in cui il provvedimento verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale denunceranno lo Stato italiano alla Comunità Europea per l’istruzione di una procedura di infrazione.

Sì dei soci

Ragnetti al vertice Alitalia
ROMA — Sarà Andrea Ragnetti il nuovo amministratore delegato di Alitalia. I soci, riunitisi ieri per tre ore a Milano, nella sede di Intesa Sanpaolo, tra i maggiori azionisti, hanno approvato all’unanimità la candidatura del manager sostenuto dal presidente Roberto Colaninno e dall’ad uscente Rocco Sabelli. È confermato per il 24 febbraio il Cda che dovrà procedere alla designazione e approvare i conti del 2011. Ragnetti, già top manager di Philips, ha lavorato in Tim e Telecom all’epoca della presidenza di Colaninno.
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in discussione. Piazzetta Cuccia ha già raccolto gli impegni preliminari per il consorzio di garanzia, all’interno però del piano (promosso dalla stessa banca d’affari) Unipol-Fonsai. Non è chiaro tuttavia al momento cosa significhi per il nuovo asse sostenere la ricapitalizzazione. Cioè se si intenda partecipare all’interno del quadro già delineato dall’accordo Ligresti-Unipol oppure se, in occasione dell’assemblea di metà marzo per deliberare l’aumento, si voglia proporre un disegno alternativo. In questo secondo caso l’obiettivo richiederebbe disponibilità ben superiori a quelle già investite, anzitutto per salire oltre il 20% e costituire una minoranza di blocco in assemblea, e in secondo luogo per attuare la fase due: l’acquisto di controllo e l’aumento sarebbero realizzabili investendo cifre vicine a 1,5 miliardi. Un piano simile renderebbe necessaria non solo una cordata più estesa, ma in teoria anche il sostegno di un

partner, bancario o assicurativo. Italiano o estero. In attesa di conoscere sviluppi e disegni, finanziari o industriali, all’interno di Palladio qualche dissenso viene manifestato su un’operazione letta sul mercato come sfida ad Alberto Nagel e Federico Ghizzoni. Pier Francesco Saviotti, consigliere delegato del Banco Popolare, creditore di Premafin e socio della holding veneta con circa il 9%, sottolinea che l’isti-

Saviotti Il dissenso del Banco Popolare, socio dei veneti: noi per la fusione con Unipol
tuto «è in totale sintonia con Mediobanca e Unicredit nel favorire il buon esito dell’operazione Unipol-Fonsai, soluzione che garantisce tutti gli attori in campo». In relazione poi a rumor di coinvolgimento di De Agostini, dal gruppo arriva una smentita senza riserve («voci senza fondamento»). E Giovanni Perissinotto, group ceo di Generali che qualche scenario ha indicato in sostegno a Palladio (socio indiretto del Leone con il 3,6% anche con Crt), ieri ha dichiarato: «La nostra estraneità rispetto a iniziative assunte dai nostri singoli azionisti è ovvia e totale».

Sergio Bocconi
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Scenari

La fusione Premafin come bersaglio e la tensione tra Generali e Mediobanca
I rapporti di Meneguzzo con Trieste e i soci nascosti da Hsbc
di MASSIMO MUCCHETTI
«Un’apertura di cavallo? No, questa è una siciliana». Questa è la battuta attribuita a Matteo Arpe dopo la comunicazione alla Consob di ieri sera. Nel gioco degli scacchi, la difesa alla siciliana detta un gioco semiaperto che dà adito a sviluppi complessi. E in effetti Palladio Finanziaria e Sator hanno avviato una partita con più soluzioni attraverso mosse passibili di più letture. Annunciare all’unisono un patto di consultazione senza obblighi di voto mira a disinnescare il sospetto del concerto agli occhi della Consob. Sostenere la ricapitalizzazione di Fonsai dovrebbe rendere difficile qualificare come ostile il rastrellamento azionario. Del resto, tra Arpe e Piergiorgio Peluso, il manager inviato da Unicredit in Fonsai, c’è una antica stima. Ma le note di Sator e Palladio sono interessanti ancor più per quel che tacciono. Roberto Meneguzzo e Arpe non si impegnano a sostenere esattamente l’aumento di capitale da 1,1 miliardi, ma genericamente la ricapitalizzazione di Fonsai. L’ammontare dell’emissione era stato elevato dai 750 milioni originari al termine delle trattative tra Unipol e Salvatore Ligresti, socio di maggioranza di Premafin, che ha il 35% di Fonsai. Ufficialmente, Meneguzzo e Arpe non commentano il disegno di Unipol, sostenuto dalle banche creditrici del gruppo Ligresti, Unicredit e Mediobanca. E tuttavia la fusione di Premafin in Fonsai, snodo cru-

Soci

Antonia Jacchia
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La holding di investimenti Palladio Finanziaria è guidata da Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo. Tra le partecipazioni in portafoglio una quota nelle Generali (nella foto il ceo group, Giovanni Perissinotto) pari complessivamente al 3,5% detenuta attraverso Ferak ed Effeti

ciale dell’operazione, difficilmente sarà accettata dai due scalatori perché porterebbe debito dentro la compagnia da salvare. Il fatto che le banche creditrici di Premafin siano pronte a ridurre da 320 a 200 milioni il debito, già ristrutturato, trasformando la differenza in strumenti di capitale, non cambierebbe i termini del problema. Ma Unipol propone la sua operazione come un tutt’uno, non come una serie di passaggi da esaminare uno a uno. Mentre la Borsa attende di scoprire fin dove si spingeranno Arpe e Meneguzzo, la parola passa a Isvap e Consob. Se le due autorità dovessero bocciare l’operazione Unipol, i due scalatori si troverebbero in buona posizione dentro Fondiaria. Viceversa, dovrebbero disporsi al conflitto in sede legale ovvero in sede assembleare formando, con ulteriori acquisti, una minoranza di blocco. Salvo trattare una buona uscita. Certo è che, se salta la fusione Premafin-Fonsai, l’intera architettura studiata da Mediobanca sarebbe incrinata. E allora apparirebbe il convitato di pietra di questa vicenda: le Generali, poco entusiaste di trovarsi un concorrente più grande come Unipol-Fonsai. Tra Meneguzzo e il leader del Leone, Giovanni Perissi-

Fusione Gli scalatori contrari alla fusione di Premafin in Fonsai

notto, c’è un legame personale consolidato dagli affari tra Palladio e la compagnia. La qual cosa alimenta la tensione che da qualche mese corre tra piazzetta Cuccia e Trieste. Comunque sia, un po’ più di trasparenza non guasterebbe. La società di Meneguzzo, che detiene il 59% di Palladio, risulta partecipata al 32% da Hsbc Bank, ma fonti ufficiose precisano che la banca inglese non avrebbe mai posseduto azioni essendosi limitata a emettere strumenti di partecipazione per conto di terzi. Si attende che Vicenza precisi l’identità dei partner. Ma soprattutto che Palladio e Sator spieghino il loro disegno industriale.
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Economia 27

I protagonisti

Rocca Salimbeni L’offerta di Equinox

La svolta di Siena Fondazione Mps andrà sotto il 50%
Cederà il 15% a fondi e investitori
Palladio
Roberto Meneguzzo (foto) insieme a Giorgio Drago guida la finanziaria Palladio, salita al 5,002% di Fonsai

Sator
La Sator di Matteo Arpe (foto) ha superato la soglia del 2% di Fonsai con acquisti sul mercato arrivando al 3,011% del capitale

Unipol
Carlo Cimbri (foto), amministratore delegato di Unipol, ha firmato un accordo con i Ligresti per un polo da 20 miliardi di premi

MILANO — A Palazzo Sansedoni hanno cercato di resistere fino all’ultimo. Di prendere tempo. Ma la rete di sicurezza delle banche italiane non si è aperta e così ieri la Fondazione Montepaschi ha rotto gli indugi decidendo di mettere in vendita fino al 15% di Banca Mps. Di infrangere, insomma, il tabù della maggioranza assoluta dei voti a Rocca Salimbeni, dove l’ente guidato da Gabriello Mancini scenderà a circa il 33% così da far fronte ai debiti accumulati per mantenere la presa sulla banca. La storica decisione — la Fondazione era l’unica ad aver ancora la maggioranza assoluta nella banca conferitaria — è stata presa ieri dalla deputazione amministratrice di Palazzo Sansedoni in vista dell’appuntamento con le banche creditrici, alle quali oggi Mancini deve presentare un piano di ribilanciamento del debito (1 miliardo circa) messo a punto con la consulenza di Rothschild. Alle banche creditrici, tuttavia, non basterà un generico annuncio di disponibilità a vendere «a controparti strategiche», come ha dichiarato la stessa Fonda-

Al vertice Il presidente di Mps, Giuseppe Mussari

Soglia di sicurezza L’ente conserverebbe una partecipazione del 33%, la minoranza che consente di bloccare le assemblee straordinarie

zione in un comunicato. Mancini dovrà fare qualcosa in più e la sensazione è che una trattativa in realtà sia già in piedi. È questo che si aspettano le banche dal presidente della Fondazione. Sull’identità del compratore sono girate molte voci. Clessidra ha studiato il dossier e avrebbe avuto più di un pourparler con Palazzo Sansedoni. Si è parlato di Apax e Kkr. E ieri, a sorpresa, è spuntato anche il fondo Equinox di Salvatore Mancuso. La Fondazione ha spiegato che «l’operazione verrà impostata ed eseguita nei tempi tecnici opportuni per otti-

mizzare la valenza economica e strategica». Di tempo, tuttavia, Mancini non ne ha molto. Lo standstill concesso dalle banche creditrici scade infatti tra un mese e questo è un vantaggio per il compratore. Secondo alcune voci il nodo non sarebbe tanto il prezzo quanto i poteri di governance legati al pacchetto di azioni Mps. In poche parole: chi compra vuole contare dentro la banca. Va tenuto presente che quasi in coincidenza con la scadenza dello standstill scade anche il Consiglio del Monte. L’occasione per fare spazio ai nuovi soci quindi ci sarebbe. Dalla vendita del pacchetto, Mancini conta di ricavare 400-450 milioni di euro, con i quali dimezzerebbe l’indebitamento e parallelamente libererebbe le azioni Mps oggi in pegno alle banche. Titoli che secondo lo schema su cui ha lavorato la Fondazione potrebbero essere messe a garanzia per ottenere un nuovo finanziamento bancario con il quale liquidare il residuo indebitamento. È la pista che Mancini ha già tentato di percorre nelle ultime settimane chiedendo a Mediobanca, Unicredit e Intesa un finanziamento da 900 milioni con cui liquidare le banche creditrici, guadagnare tempo e gestire con tranquillità la vendita di asset. Ma la trattativa non si è concretizzata. Se l’importo scendesse tuttavia a 450 milioni, con accanto un pacchetto di azioni Mps da mettere a garanzia, le cose potrebbero cambiare.

Federico De Rosa
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Economia 29
In Parlamento
muccia verso le forze berlusconiane e l’atavica avversione al web del partito di Mediaset, aveva presentato un proprio documento solo poche settimane fa. Mentre Antonio Palmieri del Pdl avrebbe valutato positivamente la mossa di Gentiloni anche se è possibile che stia ora lavorando a una propria versione. In realtà il disegno di legge per come è stato strutturato potrebbe dare corpo alla cabina di regia che rischia di rimanere un involucro vuoto senza un programma preciso. Dopo un momento di tensione tutto interno al governo — che ha visto il coordinamento della cabina passare dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, alla presidenza del Consiglio, fino al ministro dell’Università Francesco Profumo, per poi tornare a Passera — quello che manca all’azione di governo sono le priorità. Lo stesso Profumo sarebbe insoddisfatto delle proposte giunte finora e potrebbe decidere di schiacciare la palla alzata da Gentiloni anche perché il Ddl ha pragmaticamente dribblato l’argomento bollente Rete. Il rischio maggiore, all’opposto, è che diventi l’agenda digitale del Parlamento contro quella del governo.

Il ddl Tra le misure taglio all’Iva per l’e-commerce e sgravi alla banda larga

Panorama

Agenda digitale, meno tasse e certificati online entro il 2013
Il pacchetto Gentiloni per far decollare il piano del governo
ROMA — Se anche per l’economia digitale vale la regola molto analogica dei tre indizi che fanno una prova allora potremmo esserci. Dopo lo sbarco in forze negli ultimi mesi del politico italiano su Twitter e l’avvio, già un po’ sofferto, della cabina di regia del governo sull’agenda digitale ora la spinta definitiva dovrebbe arrivare dal Parlamento con un ddl i cui primi firmatari sono Paolo Gentiloni (Pd) e Roberto Rao (Terzo polo). Il documento articolato in dodici punti e intitolato «misure urgenti per lo sviluppo della domanda di servizi digitali» dovrebbe essere presentato in queste ore alla commissione Trasporti e comunicazioni di Mario Valducci per cercare un canale privilegiato. Quattro i pilastri: una legge quadro ciclica che metta ordine allo sviluppo degli

La De Tomaso passa ai cinesi di Hotyork
Il gruppo cinese Hotyork Investment, attraverso la controllata italiana Car Luxury, ha acquisito la maggioranza della De Tomaso. Profitti Interpump in crescita a 42,6 milioni (+55,5%) nel 2011 a fronte di vendite salite del 16,1% a 493,3 milioni. Nuova commessa a Fincantieri in arrivo, per il cantiere di Sestri Ponente: lo ha detto ieri il governatore della Liguria Claudio Burlando (nella foto, Giuseppe Bono ceo Fincantieri) Balzo dei ricavi Lottomatica, che nel 2011 sono cresciuti del 28,5%, attestandosi a 2,97 miliardi di euro. Le sole attività italiane hanno generato ricavi per 1,88 miliardi. Ima, in aumento margini e ordini saliti rispettivamente del 46% e 34%.

10%
l’aliquota privilegiata e unica per favorire il commercio elettronico

50
euro, il contributo una tantum per le famiglie meno abbienti che vorranno accedere a una connessione a Internet

incentivi digitali ogni dodici mesi anche in stretta connessione con le tappe dell’Agenda digitale europea. Una tabella di marcia a tappe forzate per la fornitura dei servizi digitali al cittadino con un piano di switch off della Pubblica amministrazione analogica già nel corso del 2013 (in soldoni il web deve sostituire lo sportello fisico). L’esperienza in corso ha dimostrato infatti che la direttiva Brunetta è largamente disattesa proprio all’interno dei ministeri dove la moneta cattiva (la carta) caccia

quella buona (il documento digitale). Per non parlare delle contraddizioni burocratiche all’interno dell’ecosistema Pubblico: la Ragioneria dello Stato, per esempio, non paga le amministrazioni fino a quando non riceve via posta la copia cartacea del documento. Terzo punto: aliquota privilegiata e unica del 10% per favorire il commercio elettronico che in teoria, con un marchio forte per l’export come il made in Italy, dovrebbe vederci in primo piano e che invece ci vede in fondo alle classifiche sia

per le famiglie che per le imprese. Infine, un contributo una tantum pari a 50 euro per le famiglie meno abbienti che vorranno accedere a una connessione a Internet. Il primo incentivo all’alfabetizzazione. Molto dipenderà ora dalla maturità di tutte le forze politiche sull’argomento e dalla dialettica esecutivo-Camere. Ma perlomeno i servizi digitali stanno diventando magma politico. I tempi per un consenso bipartisan sembrano maturi. La Lega, forse anche come scara-

Il progetto L’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni del Pd (foto) e Roberto Rao del Terzo polo sono i primi firmatari del ddl sulle «misure urgenti per lo sviluppo della domanda di servizi digitali». Il testo prevede una legge quadro ciclica che metta ordine agli incentivi, una tabella di marcia per la fornitura dei servizi digitali al cittadino, aliquota del 10% per l’e-commercio, un contributo di 50 euro per le famiglie meno abbienti per una connessione

Massimo Sideri
Twitter: @massimosideri
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Il riassetto Il passaggio a Edf

Edison è francese, centrali Edipower ad A2A e Iren
MILANO — Ci siamo. Oggi è il giorno del divorzio: Edison, la più antica società di energia italiana, passerà ai francesi di Edf e la controllata Edipower andrà alla holding tricolore Delmi. Il closing dell’operazione è previsto entro il 30 giugno e il tutto è condizionato al via libera dell’Antitrust e alla risposta della Consob al quesito di Edf per l’Opa su Edison a 84 centesimi. Ma la firma di oggi segna comunque una svolta e conclude il riassetto del gruppo di Foro Buonaparte durato quasi un anno. firme di oggi. La Consob potrebbe esprimersi al più presto la prossima settimana. Intanto oggi saranno siglati i contratti definitivi. Delmi vende a Edf il proprio 50% di Transalpina di Energia, che controlla il 61,3% di Edison. A questa quota i francesi uniranno un 19,3% che li farà salire all’80,6%. Con il closing scatterà l’Opa. Delmi oggi acquisterà per 600 milioni la quota di Edipower, l’ex genco dell’Enel ricca di nove centrali termo-idroelettriche, in mano a Edison e per altri 200 milioni il 20% in mano ad Alpiq. L’intesa prevede anche che il gruppo di Foro Buonaparte fornisca per sei anni il 50% del fabbisogno di Edipower, con un miliardo di metri cubi di gas nel 2012 a prezzi di mercato anche se non sarà quello del «mercato spot». L’accordo su questo punto è stato raggiunto solo l’altra sera. «Non è un contratto take-or-pay — ha spiegato l’amministratore delegato di Edison Bruno Lescoeur — ma permette al produttore di elettricità di avere il livello di gas necessario per la sua generazione». Ora Delmi si trova tra le mani Edipower con il suo debito da 1,1 miliardi mentre per Edison la cessione dell’ex genco ha inciso negativamente sul risultato 2011 per 591 milioni, di cui 572 milioni di svalutazione. Adesso per Edf, A2A e Iren inizia la fase due.

L’Authority La Consob potrebbe esprimersi sull’Opa a 84 centesimi la prossima settimana
L’operazione (diversa) era stata bloccata nel marzo scorso dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in nome della difesa dell’italianità del secondo produttore di energia del Paese. Dopo una serrata trattativa tra il direttore finanziario di Edf Thomas Piquemal e il direttore generale di A2A Renato Ravanelli per Delmi (divisa al suo interno tra le diverse anime e con una combattiva Iren), l’intervento a più riprese della politica e alcuni colpi di scena, si è arrivati prima all’accordo di Santo Stefano e infine alle

Francesca Basso
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Utili in salita del 41%

Tata vola con Jaguar Land Rover
Il lusso fa volare del 41% gli utili dell’indiana Tata Motors nel terzo trimestre di esercizio, pari 34 miliardi di rupie (527,8 milioni di euro). Forte crescita anche dei ricavi a 7,01 miliardi di euro (+43,9%). A spingere l'utile del gruppo l’aumento del 57% dei profitti per il marchio di lusso, Jaguar Land Rover, nel Regno Unito.

Ratan Tata

30

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Nome

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

Nome
AZ F. Reserve Short Term AZ F. Solidity AZ F. Strategic Trend AZ F. Trend AZ F. US Income

Data Valuta
10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR

Quota/od.
6,104 5,345 4,843 4,837 5,912

Quota/pre.
6,104 5,347 4,851 4,883 5,879

Nome
Eurizon Rendimento Assoluto 2 A Eurizon Rendimento Assoluto 3 A Eurizon Team 1 Eurizon Team 2 Eurizon Team 3 Eurizon Team 4 Eurizon Team 5

Data Valuta
13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

Quota/od.
5,283 5,480 6,073 5,752 4,801 4,059 3,889 12,572 7,788 7,867 16,616 6,055 6,034 6,880 6,265 24,502 5,225 5,458 7,307 7,678 5,938 5,887 5,968

Quota/pre.
5,279 5,476 6,072 5,749 4,799 4,053 3,882 12,599 7,786 7,865 16,617 6,050 6,029 6,879 6,261 24,480 5,225 5,444 7,304 7,674 5,899 5,885 5,962

Nome
Balanced-Risk Allocation E Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M Em. Loc. Cur. Debt E Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M Energy R Energy E Euro Corp. Bond R-Dis.M Euro Corp. Bond R Euro Corp. Bond E Euro Corp. Bond A-Dis.M Euro Inflation-Link. Bond R Euro Inflation-Link. Bond E Glob. Equity Income R Glob. Equity Income E Glob. Smaller Companies Eq. R Glob. Smaller Companies Eq. E Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E

Data Valuta
14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 EUR

Quota/od.
13,630 9,730 11,302 10,951 8,450 18,830 10,026 10,283 13,609 11,174 10,007 14,300 36,560 10,700 32,650 11,380 11,203 10,779 10,304 8,950 24,200 10,320 1655,000 9,620 11,010 10,170 8,870 18,690 11,070

Quota/pre.
13,570 9,752 11,277 10,976 8,390 18,620 10,023 10,279 13,604 11,170 10,042 14,349 36,430 10,620 32,550 11,290 11,198 10,775 10,299 8,950 24,100 10,260 1644,000 9,610 11,000 10,130 8,830 18,550 10,940

Nome
KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading F KIS - Trading I KIS - Trading X KIS - Trend A KIS - Trend F KIS - Trend I

Data Valuta
10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 13/09 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR

Quota/od.
90,170 91,480 105,820 83,170 81,750 82,580 83,360 78,120 98,910 98,420 99,080

Quota/pre.
90,260 91,570 105,750 84,030 82,600 83,430 84,220 77,500 99,690 99,200 99,860

Nome

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

AcomeA SGR - numero di tel. 800.89.39.89 info@acomea.it AcomeA America (A1) AcomeA America (A2) AcomeA Asia Pacifico (A1) AcomeA Asia Pacifico (A2) AcomeA Breve Termine (A1) AcomeA Breve Termine (A2) AcomeA ETF Attivo (A1) AcomeA ETF Attivo (A2) AcomeA Eurobbligazionario (A1) AcomeA Eurobbligazionario (A2) AcomeA Europa (A1) AcomeA Europa (A2) AcomeA Globale (A1) AcomeA Globale (A2) AcomeA Italia (A1) AcomeA Italia (A2) AcomeA Liquidità (A1) AcomeA Liquidità (A2) AcomeA Obbligaz. Corporate (A1) AcomeA Obbligaz. Coroprate (A2) AcomeA Paesi Emergenti (A1) AcomeA Paesi Emergenti (A2) 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 12,622 12,741 3,231 3,250 12,123 12,148 3,828 3,842 13,519 13,557 8,793 8,857 8,217 8,342 13,388 13,482 8,099 8,100 6,325 6,354 6,233 6,273 3,193 3,220 4,285 4,311 5,181 5,237 17,789 17,837 12,578 12,696 3,229 3,248 12,096 12,121 3,804 3,818 13,495 13,532 8,738 8,800 8,200 8,324 13,419 13,512 8,085 8,086 6,282 6,311 6,201 6,241 3,183 3,210 4,270 4,295 5,155 5,210 17,706 17,748 Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com Bluesky Global Strategy A Bond Euro A Bond Euro B Sol Invictus Absolute Return Enea Invictus Absolute Bond Fd 10/02 EUR 13/02 EUR 103,439 98,826 98,806 98,138 99,961 97,729 98,639 91,371 96,401 100,988 98,885 98,834 98,172 99,911 97,763 98,709 91,378 96,434 Bond Risk A Bond Risk B CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B European Equity A European Equity B Multiman. Bal. A Multiman. Bal. M Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M Multiman.Target Alpha A 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 08/02 EUR 08/02 EUR 08/02 EUR 1290,953 1178,888 1148,631 1195,457 1156,479 1404,606 1363,848 1162,357 1113,575 108,471 110,400 66,179 68,035 102,977 1289,019 1178,812 1148,590 1193,440 1154,570 1401,607 1360,981 1160,813 1112,144 108,369 110,295 65,427 67,252 102,349 Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Total Return 1 Carige Total Return 2 Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Globale 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 5,359 7,415 4,547 5,695 5,314 5,951 6,813 5,170 4,429 6,457 11,887 11,285 5,999 6,272 5,328 7,368 4,554 5,689 5,304 5,931 6,813 5,160 4,416 6,454 11,883 11,282 5,995 6,272

www.sorgentegroup.com Fondo Donatello-Michelangelo Due 30/06 EUR Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita Fondo Donatello-David Fondo Donatello-Puglia Uno Caravaggio di Sorgente SGR 30/06 EUR 30/06 EUR 30/06 EUR 30/06 EUR 30/06 EUR 53001,059 50528,340 29275,904 58093,677 55674,536 2904,499 54575,179 49811,098 28627,386 57372,027 55416,101 2981,761

Eurizon Tesoreria Dollar Eurizon Tesoreria Euro A Eurizon Tesoreria Euro B Eurizon Tesoreria Dollar $ Eurizon Rendita Cl A Eurizon Rendita Cl D Eurizon Soluzione 10 Eurizon Soluzione 40 Eurizon Soluzione 60 Eurizon Strategia Prot I Trim 12 Eurizon Strategia Prot III Trim 11 Passadore Monetario Teodorico Monetario Unibanca Azionario Europa Unibanca Monetario Unibanca Obbligaz Euro

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

ASIAN OPP CAP RET EUR DYNAMIC GROWTH RET EUR FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GROWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR SHORT DURATION CAP RET EUR

13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

8,238 862,518 1079,943 98,762 95,659 66,975 18,597 905,183

8,223 863,451 1080,850 98,658 95,635 67,244 18,562 903,998 Symphonia Asia Flessibile Symphonia Az. Euro Symphonia Az. Europa Symphonia Az. Globale Symphonia Az. Italia Symphonia Az. Small Cap Italia Symphonia Az. USA Symphonia Bilanciato Symphonia Europa Flessibile Symphonia Flessibile Symphonia Fortissimo Symphonia Multimanager Adagio 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 6,029 4,823 8,611 3,683 6,026 6,164 6,386 21,960 4,664 3,943 2,346 5,944 4,238 13,155 5,322 5,659 5,198 5,322 6,672 5,704 6,255 7,163 7,728 7,312 4,812 5,290 5,648 5,011 6,553 5,326 5,415 5,494 5,043 5,184 5,610 5,122 5,356 5,119 5,239 6,010 4,804 8,552 3,655 6,022 6,164 6,348 21,882 4,645 3,917 2,333 5,946 4,239 13,119 5,320 5,662 5,191 5,315 6,670 5,704 6,265 7,163 7,730 7,306 4,813 5,254 5,606 5,005 6,513 5,321 5,404 5,476 5,044 5,185 5,610 5,121 5,358 5,119 5,242

Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E-Dis. T 14/02 EUR Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond R-Dis. M 14/02 EUR Greater China Eq. R Greater China Eq. E Japanese Eq. Advantage E Japanese Eq. Advantage R Pan European Eq. R 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 JPY 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR

Fondo Pensione Aperto Carige
Dinamico Classe A Dinamico Equilibrato Classe A Equilibrato Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Prudente Classe A Prudente 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 31/01 EUR 10,470 10,094 13,007 12,696 11,337 11,172 13,968 13,747 10,290 9,928 12,822 12,521 11,141 10,982 13,782 13,567

Pan European Eq. E Pan European Struct. Eq. R Pan European Struct. Eq. E

Fondi Index Linked
Boemondo D'AltaVilla Clean Energy Investimenti Commodity Linked Energie Pulite Energie Rinnovabili Eurotrend Atlantide Eurotrend Auto Basket Eurotrend Auto Basket Op. Eurotrend Cedola Più Eurotrend Clean Energy Eurotrend EurUsd Eurotrend Multi Cedola Eurotrend New Energy Eurovita Bric Eurovita Compatto Eurovita Eurowin Eurovita Power Eurovita Step Up Everest II Social Responsability 06/02 10/02 10/02 08/02 08/02 08/02 08/02 08/02 06/02 08/02 96,740 EUR 97,080 EUR 96,690 EUR 98,500 EUR * EUR * EUR * EUR 93,930 EUR 93,940 EUR * EUR Baa2 MOD AAAFIT FIT FIT

US Value Equity R US Value Equity E

AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1) 13/02 EUR AcomeA Patrimonia Aggressivo (A2) 13/02 EUR AcomeA Patrimonio Dinamico (A1) 13/02 EUR AcomeA Patrimonio Dinamico (A2) 13/02 EUR AcomeA Patrimonio Prudente (A1) 13/02 EUR AcomeA Patrimonio Prudente (A2) 13/02 EUR AcomeA Performance (A1) AcomeA Performance (A2) 13/02 EUR 13/02 EUR

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 NM Augustum Corp Bd A NM Augustum High Qual Bd A 13/02 EUR 13/02 EUR 159,110 133,810 76,290 130,350 35,880 56,310 103,130 118,800 121,210 67,360 100,470 115,060 158,920 133,690 76,240 130,280 35,720 55,900 103,030 118,780 121,070 67,900 99,860 115,020

Symphonia Multimanager America 13/02 EUR Symphonia Multimanager Em. Fless.13/02 EUR Symphonia Multimanager Europa Symphonia Multimanager Largo Symphonia Multimanager Oriente Symphonia Multimanager Vivace Symphonia Ob. Breve Term. Symphonia Ob. Corporate Symphonia Ob. Dinamico Symphonia Ob. Euro Symphonia Ob. Rendita Symphonia Patr. Gl. Reddito Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Bond Flessibile Synergia Ob. Rendita Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

w.r. MOD n.r. FIT Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net Dynamic US Market EQQQ EuroMTS Cash 3 Months FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap FTSE RAFI Dev. 1000 Fund FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm FTSE RAFI Emerging Mkts FTSE RAFI Europe FTSE RAFI Hong Kong China FTSE RAFI Italy 30 FTSE RAFI Switzerland FTSE RAFI US 1000 Global Agriculture NASDAQ OMX Global Clean Energy 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 6,571 47,795 102,673 5,454 8,985 8,587 7,235 6,795 14,062 4,078 7,305 7,372 9,138 3,501 5,660 8,214 7,317 6,546 47,476 102,667 5,409 8,934 8,545 7,164 6,741 14,041 4,069 7,236 7,339 9,100 3,517 5,627 8,072 7,283

NM Augustum Pan European Eq A 13/02 EUR NM Euro Bonds Short Term A NM Euro Equities A NM Global Equities A 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

w.r. MOD BBB+ S&P Baa2 MOD n.r. FIT

NM Inflation Linked Bond Europe A 13/02 EUR NM Large Europe Corp A NM Previra World Cons A NM Q7 Active Eq. Int. A NM Q7 Globalflex A NM Total Return Flexible A 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR

08/02 112,570 EUR 06/02 08/02 93,870 EUR * EUR

A S&P Baa2 MOD w.r. MOD Baa1 MOO Baa2 MOD BBB+ BBB+ n.r. n.r. FIT FIT FIT FIT

08/02 109,930 EUR 08/02 101,270 EUR 08/02 96,720 EUR

Enea Invictus Commod. & Forex Fd 13/02 EUR Enea Invictus Emerging Market Fd 13/02 EUR Enea Invictus European Equity Fd Enea Invictus Far East Fd Enea Invictus Macro Fd Enea Invictus Money Market Fd Enea Invictus U.S. Equity Fd 29/11 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

08/02 102,580 EUR 08/02 08/02 * EUR * EUR

08/02 101,610 EUR

A+ S&P

Fondi Unit Linked
Flex Equity 100 Global Equity Maximum Progress Quality 08/02 9192,000 EUR 08/02 4590,000 EUR 08/02 4002,000 EUR 08/02 4987,000 EUR 08/02 5,605 EUR

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com Nextam Bilanciato Nextam Obblig. Misto 13/02 EUR 13/02 EUR 5,818 6,142 5,821 6,127

Global Listed Private Eq. MENA NASDAQ OMX Palisades Global Water

NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A AAM Pro Select I BInver International A BInver International I 13/02 EUR 13/02 EUR - EUR - EUR - EUR 25/11 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 4,677 4,746 5,016 4,824 5,154 5,293 5,304 5,589 5,592 4,776 4,809 5,313 5,355 3,719 3,836 4,371 4,491 4,485 4,578 3,539 3,635 4,609 4,742 4,671 4,739 4,827 5,157 5,294 5,305 5,565 5,567 4,767 4,799 5,312 5,354 3,724 3,841 4,355 4,474 4,459 4,551 3,541 3,637 4,607 4,740

AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it Azimut Bilanciato Azimut Formula 1 Absolute Azimut Formula 1 Conserv Azimut Formula Target 2013 Azimut Formula Target 2014 Azimut Garanzia Azimut Prev. Com. Crescita Azimut Prev. Com. Equilibrato Azimut Prev. Com. Garantito Azimut Prev. Com. Protetto Azimut Reddito Euro Azimut Reddito Usa Azimut Scudo Azimut Solidity Azimut Strategic Trend Azimut Trend America Azimut Trend Europa Azimut Trend Italia Azimut Trend Pacifico Azimut Trend Tassi Azimut Trend 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 23,324 6,030 6,222 6,562 6,171 12,512 9,358 10,698 9,967 11,432 15,643 6,183 7,655 7,812 5,267 10,035 10,581 13,135 6,491 9,025 22,065 23,416 6,059 6,231 6,573 6,190 12,514 9,408 10,716 9,977 11,435 15,649 6,147 7,649 7,816 5,278 10,079 10,663 13,394 6,556 9,036 22,268

* Index Linked con sottostanti titoli islandesi

DB Platinum
Agriculture Euro R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R3C E Croci Germany R1C A Currency Returns Plus R1C Dyn Aktien Pl R1C A 10/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR - EUR 10/02 EUR 13/02 EUR 72,570 122,210 97,480 943,150 98,610 73,370 122,330 97,530 944,220 98,420 ABS- I BOND-B EQUITY- I SYSTEMATIC 13/02 EUR 13/02 JPY 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 08/02 EUR 13/02 EUR 08/02 EUR 87,300 5811,690 120,150 99,520 101,650 98,010 84,820 103,950 6851,820 105,210 10267,450 86,830 5793,320 119,510 99,540 101,650 97,990 84,860 104,150 6675,590 105,030 10313,080 Diversified Strategies 2009 M Diversified Strategies I Global Fund 2009 M Global Fund I Global Fund III Global Fund IV Global Opportunity Multi-Strategy 2009 M Multi-Strategy I 30/12 EUR 531580,224 534166,371 30/12 EUR 603207,490 606142,106 30/12 EUR 538605,769 540200,004 30/12 EUR 713017,429 715127,909 30/12 EUR 478789,373 480206,555 30/12 EUR 479902,779 481046,149 30/12 EUR 438873,976 440080,421 30/12 EUR 529680,665 531004,057 30/12 EUR 658280,644 659925,340 30/12 EUR 508676,711 510560,916 30/12 EUR 651281,570 653694,003 30/12 EUR 441660,887 443296,856 30/12 EUR 628978,692 631308,511 30/12 EUR 478330,993 476266,721 30/12 EUR 485280,795 483186,531 30/12 EUR 502330,603 503560,393 30/12 EUR 694305,993 696005,772 30/12 EUR 671604,867 673249,070 +39 02 667.441 www.hedgeinvest.it 30/12 EUR 6396,360 6380,992 30/12 EUR 521005,716 501439,946 30/12 EUR 471901,925 475070,697 31/01 EUR 505176,050 500000,000 Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Fix. Inc. I Kairos Italia A Kairos Low Vol. A Kairos Low Vol. B Kairos Low Vol. I Kairos Medium Term A Kairos Medium Term B Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Global Kairos Income Kairos Small Cap Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

Citic Securities China A Citic Securities China I Fidela A

KAIROS PARTNERS SGR
31/12 EUR 499944,362 503960,647 31/12 EUR 493805,602 497971,432 31/12 EUR 697907,468 703777,249 31/12 EUR 559019,679 562069,279 31/12 EUR 496960,936 499691,710 31/01 EUR 486262,664 462722,816 31/12 EUR 695723,908 696763,103 31/12 EUR 475008,503 475936,238 31/12 EUR 484174,084 484917,710 31/12 EUR 511975,408 516338,497 31/12 EUR 482184,409 486729,683 31/12 EUR 743765,307 749813,283 31/12 EUR 0,000 534427,343

Fidela I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A Italian Selection I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I

Tel. 02 - 430241 www.ubipramerica.it UBI Pr. Active Beta UBI Pr. Active Duration UBI Pr. Alpha Equity UBI Pr. Azionario Etico UBI Pr. Azioni Euro UBI Pr. Azioni Europa UBI Pr. Azioni Globali UBI Pr. Azioni Italia UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. UBI Pr. Azioni Pacifico UBI Pr. Azioni USA UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. UBI Pr. Euro B.T. UBI Pr. Euro Cash UBI Pr. Euro Corporate UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. UBI Pr. Obblig. Dollari UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. UBI Pr. Obblig. Globali UBI Pr. Obblig. Globali Corp. UBI Pr. Portafoglio Aggressivo UBI Pr. Portafoglio Dinamico UBI Pr. Portafoglio Moderato UBI Pr. Portafoglio Prudente UBI Pr. Privilege 1 UBI Pr. Privilege 2 UBI Pr. Privilege 3 UBI Pr. Privilege 4 UBI Pr. Privilege 5 UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico UBI Pr. Total Return Prudente 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 4,576 5,611 4,920 4,534 5,383 5,613 4,782 4,271 11,304 6,736 4,575 5,787 6,777 7,378 8,025 7,058 5,676 9,979 6,306 7,493 5,332 5,782 6,150 6,268 5,595 5,595 5,499 5,165 4,871 5,025 5,057 4,755 10,661 4,574 5,610 4,911 4,518 5,360 5,575 4,754 4,264 11,224 6,703 4,557 5,780 6,776 7,377 8,017 7,054 5,690 9,956 6,296 7,492 5,313 5,766 6,139 6,261 5,592 5,594 5,499 5,167 4,874 5,022 5,054 4,750 10,652

DB Platinum IV
Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Paulson Global R1C E Sovereign Plus R1C A Systematic Alpha Index R1C A

31/12 EUR 496272,164 500098,982 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 5,767 6,745 9,477 5,783 6,742 9,488

KAIROS INTERNATIONAL SICAV
KIS - Ambiente A KIS - Ambiente I KIS - Absolute A KIS - Absolute F KIS - Absolute I KIS - Ambiente D KIS - Ambiente F KIS - Ambiente X KIS - America A-USD KIS - America D KIS - America F KIS - America X KIS - Asia A KIS - Asia D KIS - Asia F KIS - Bond A 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 27/01 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 USD 03/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 09/12 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 USD 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 USD 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 27/01 EUR 10/02 EUR 23/01 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 21/06 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 18/11 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 94,720 94,790 91,540 85,460 91,750 93,830 93,490 95,250 201,550 139,680 141,300 143,440 112,360 107,100 111,090 109,090 112,520 107,940 108,540 109,820 106,580 115,750 124,300 114,460 115,460 115,940 117,040 78,700 75,890 77,570 78,790 79,690 106,400 104,360 107,260 107,500 105,170 103,770 104,650 105,260 104,520 111,380 110,670 111,520 89,960 88,820 89,420 95,230 95,290 91,820 85,350 92,030 94,330 93,990 95,750 201,330 137,350 141,160 143,260 111,960 109,430 110,710 108,980 111,550 107,830 108,430 109,690 106,540 115,850 123,460 114,570 115,570 116,050 117,150 78,810 76,000 77,710 78,890 79,750 106,370 104,340 107,240 107,500 105,070 103,690 104,560 105,160 105,250 111,540 110,830 111,670 90,040 88,900 89,510

Strategic A Strategic I

AZ FUND MANAGEMENT SA
AZ F. Active Selection AZ F. Active Strategy AZ F. Alpha Man. Credit AZ F. Alpha Man. Equity AZ F. Alpha Man. Them. AZ F. American Trend AZ F. Asset Plus AZ F. Asset Power AZ F. Best Bond AZ F. Best Cedola AZ F. Best Equity AZ F. Bond Target 2015 AZ F. Bond Trend AZ F. Bot Plus AZ F. Cash 12 Mesi AZ F. Cash Overnight AZ F. Cat Bond AZ F. CGM Opport Corp Bd AZ F. CGM Opport European AZ F. CGM Opport Global AZ F. CGM Opport Gov Bd AZ F. Commodity Trading AZ F. Conservative AZ F. Corporate Premium AZ F. Dividend Premium AZ F. Emer. Mkt Asia AZ F. Emer. Mkt Europe AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. AZ F. European Dynamic AZ F. European Trend AZ F. Formula 1 Absolute AZ F. Formula 1 Alpha Plus AZ F. Formula Target 2014 AZ F. Formula Target 2015 AZ F. Formula 1 Conserv. AZ F. Income AZ F. Institutional Target AZ F. Italian Trend AZ F. Macro Dynamic AZ F. Opportunities AZ F. Pacific Trend AZ F. Qbond AZ F. QProtection AZ F. Qtrend AZ F. Renminbi Opport 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 31/01 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 31/01 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 10/02 EUR 4,845 4,769 5,091 4,142 3,326 2,550 5,235 4,950 5,213 5,347 5,185 5,281 5,426 5,199 5,056 5,040 5,029 5,313 5,506 5,914 5,159 4,794 5,729 5,023 4,900 5,726 3,687 6,439 4,559 2,638 4,400 5,411 4,379 5,375 4,624 5,599 5,042 2,702 5,451 3,985 3,757 4,989 4,815 4,584 5,103 4,855 4,768 5,100 4,151 3,338 2,562 5,239 4,957 5,214 5,366 5,224 5,291 5,426 5,198 5,056 5,039 5,026 5,316 5,522 5,931 5,164 4,823 5,723 5,028 4,925 5,775 3,759 6,485 4,572 2,658 4,421 5,397 4,391 5,395 4,628 5,599 5,065 2,753 5,452 3,989 3,795 4,994 4,816 4,594 5,108 www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 Eurizon Az Asia Nuove Econom. Eurizon Az Area Euro Eurizon Az Energie Mat Pr Eurizon Az Internazionale Etico Eurizon Az Salute E Amb Eurizon Az Teconol Avanz Eurizon Azioni America Eurizon Azioni Europa Eurizon Azioni Finanza Eurizon Azioni Internazionali Eurizon Azioni Italia Eurizon Azioni Pacifico Eurizon Azioni Paesi Emergenti Eurizon Azioni PMI America Eurizon Azioni PMI Italia Eurizon Azioni PMI Europa Eurizon Bilanc Euro Multiman Eurizon Diversificato Etico 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 03/12 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 10,866 22,962 9,490 5,271 15,634 4,546 9,744 7,991 16,391 7,608 10,068 3,869 9,025 24,031 3,931 8,400 35,610 8,277 5,031 5,145 5,126 5,140 5,168 5,122 5,117 4,977 5,173 7,381 7,594 6,181 6,121 12,493 5,525 14,543 15,322 15,206 5,754 7,757 7,540 9,471 8,189 5,542 5,404 5,450 10,840 22,865 9,438 5,291 15,548 4,535 9,696 7,941 16,288 7,569 10,072 3,849 8,945 23,861 3,928 8,356 35,628 8,267 5,022 5,143 5,125 5,138 5,164 5,123 5,116 4,976 5,171 7,378 7,591 6,178 6,119 12,465 5,522 14,527 15,311 15,195 5,758 7,756 7,526 9,476 8,189 5,538 5,398 5,444

Opportunity Fund 2009 M Opportunity Fund A Opportunity Fund B Opportunity Fund C Portfolio Fund 2009 M Portfolio Fund I Sector Specialist 2009 M Sector Specialist I Sector Specialist III

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com PS - Absolute Return PS - Absolute Return B PS - Aliseo A PS - Best Global Managers A PS - Best Global Managers B PS - Best Gl Managers Flex Eq A PS - Bond Opportunities PS - Bond Opportunities B PS - EOS PS - Inter. Equity Quant A PS - Inter. Equity Quant B PS - Liquidity PS - Opportunistic Growth PS - Podium Flex A PS - Podium Flex C PS - Soprarno Global Macro A PS - Soprarno Global Macro B PS - Soprarno Relative Value A PS - Soprarno Relative Value B PS - Strategic Colibrì PS - Titan Aggressive PS - Titan Conservative PS - Valeur Income PS - Value PS - Value B 13/02 EUR 13/02 EUR 07/02 EUR 07/02 EUR 07/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 07/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 07/02 EUR 07/02 EUR 13/02 EUR 07/02 EUR 07/02 EUR 97,440 102,490 91,780 99,640 101,370 99,760 141,410 104,800 101,870 97,500 98,220 120,180 93,710 92,010 91,500 0,000 95,270 86,070 86,340 79,870 95,930 97,240 101,240 86,244 86,504 97,353 102,394 90,450 99,180 100,890 99,579 141,349 104,756 97,640 97,621 98,332 120,085 94,098 92,371 69,089 0,000 96,240 85,597 86,244 86,504 93,601 96,510 101,117 94,270 95,750

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it Dividendo Arancio Convertibile Arancio Euro Arancio Bilancio Arancio Borsa Protetta Agosto Borsa Protetta Febbraio Borsa Protetta Maggio Borsa Protetta Novembre Inflazione Più Arancio Mattone Arancio Profilo Dinamico Arancio Profilo Equilibrato Arancio Profilo Moderato Arancio Top Italia Arancio 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 01/03 EUR 08/02 EUR 08/02 EUR 08/02 EUR 08/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 40,530 53,780 55,200 48,380 56,160 54,980 55,820 55,370 50,670 35,350 53,470 53,060 51,990 38,200 40,350 53,680 55,160 48,320 56,160 54,780 54,850 55,000 50,620 35,160 53,720 53,190 52,050 38,180

KIS - Bond A-USD KIS - Bond D KIS - Bond F KIS - Bond I KIS - Bond Plus A KIS - Dynamic A KIS - Dynamic A-USD KIS - Dynamic D KIS - Dynamic F KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Global A KIS - Global D KIS - Global F KIS - Global I KIS - Global X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X

www.vitruviussicav.com Asian Equity B Asian Equity B Emerg Mkts Equity Emerg Mkts Equity Hdg European Equity Greater China Equity Greater China Equity Growth Opportunities Growth Opportunities Hdg Japanese Equity Japanese Equity Hdg Swiss Equity Swiss Equity Hdg US Equity US Equity Hdg 13/02 EUR 13/02 USD 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 USD 13/02 USD 13/02 EUR 13/02 JPY 13/02 EUR 13/02 CHF 13/02 EUR 13/02 USD 13/02 EUR 75,090 104,370 410,450 404,410 210,750 78,520 110,830 58,760 65,090 86,040 114,560 96,920 73,430 115,550 128,430 74,710 103,840 407,520 401,540 209,660 78,240 110,430 58,380 64,680 85,760 114,190 96,510 73,130 114,730 127,520

Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 13/02 EUR Eurizon Focus Gar 06/2012 Eurizon Focus Gar 09/2012 Eurizon Focus Gar 12/2012 Eurizon Focus Gar 03/2013 Eurizon Focus Gar I T 07 Eurizon Focus Gar II T 07 Eurizon Focus Gar III T 07 Eurizon Focus Gar IV T 07 Eurizon Liquidita' A Eurizon Liquidita' B Eurizon Obbligazioni Cedola Cl A Eurizon Obbligazioni Cedola Cl D Eurizon Obbligazioni Emergenti Eurizon Obbligazioni Etico Eurizon Obbligazioni Euro Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl A Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl D Eurizon Obbligazioni Euro Corp Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT Eurizon Obbligazioni Euro HY 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it

KIS - Multi-Str. UCITS A KIS - Multi-Str. UCITS D KIS - Multi-Str. UCITS F

Invesco Funds
Asia Balanced R Asia Balanced E Asia Consumer Demand R Asia Consumer Demand E Asia Infrastructure R Asia Infrastructure E Balanced-Risk Allocation A Balanced-Risk Allocation R 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 USD 14/02 EUR 14/02 EUR 14/02 EUR 9,880 12,940 8,930 8,590 8,630 10,260 13,800 11,390 9,940 12,960 8,900 8,530 8,670 10,280 13,740 11,340

KIS - Multi-Str. UCITS I KIS - Multi-Str. UCITS X KIS - Selection A KIS - Selection F KIS - Selection I KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap F

www.pegasocapitalsicav.com Strategic Bond Inst. C Strategic Bond Inst. C hdg Strategic Bond Retail C Strategic Bond Retail C hdg Strategic Trend Inst. C Strategic Trend Retail C 10/02 EUR 10/02 USD 10/02 EUR 10/02 USD 10/02 EUR 10/02 EUR 103,160 103,450 102,980 103,090 105,450 104,510 102,970 103,270 102,790 102,930 105,370 104,440 8a+ Eiger 8a+ Gran Paradiso 8a+ Latemar 8a+ Matterhorn

Tel 0332 251411 www.ottoapiu.it 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 4,720 5,314 5,146 4,714 5,308 5,143

Eurizon Obbligazioni Internazionali 13/02 EUR Eurizon Obiettivo Rendimento Eurizon Profilo Conservativo Eurizon Profilo Dinamico Eurizon Profilo Moderato 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR 13/02 EUR

03/02 EUR 584254,937 565304,321
Quota/od. = Quota odierna
133296B

Legenda: Quota/pre. = Quota precedente;

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

italia: 515249535254

Economia/Mercati Finanziari 31

Piazza Affari BRILLANO TERNA E SAIPEM FLESSIONE PER LOTTOMATICA
di GIACOMO FERRARI
a nuova bocciatura dell’Italia da parte di Moody’s è stata letteralmente ignorata dai mercati. Da un lato, infatti, l’asta dei Btp si è conclusa con un successo pieno (e con i tassi in calo); dall’altro l’indice Ftse Mib si è mantenuto positivo per tutta la seduta, chiudendo con un progresso dello 0,47% mentre tutti gli altri indici europei finivano sotto la parità. Gli operatori, insomma, non fanno mancare la loro fiducia alle aziende quotate a Piazza Affari, sia pure con una forte dose di selettività. Ieri, per esempio, hanno premiato i due colossi dell’alimentare, Parmalat e Campari, ai primi due posti della classifica delle performance (rispettivamente + 6,34% e +3,87%). Nel primo caso sulla prospettiva, smentita, di un maxidividendo; nel secondo grazie al giudizio buy (comprare) da parte degli analisti di BofA-Merril Lynch. Brillanti, inoltre, alcuni titoli energetici, da Terna (+2,70%) a Saipem (+2,40%) e Tenaris (+2,16%). Giù invece Lottomatica (-5,83%) per i timori di nuove tasse sui giochi, Popolare Milano (-3,03%) e Finmeccanica (-2,35%).
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Sussurri & Grida

Salini e il blocco in autostrada (cilena) per Gavio
(f.d.r.) Pietro Salini non arretra. Anche se Beniamino Gavio è vicino a conquistare il 30% del gruppo di costruzioni, l’imprenditore romano è pronto a dichiarare guerra e ha chiesto a Rothschild di preparare le munizioni. L’idea di sparigliare il tavolo con un’opa per il momento resta sullo sfondo. Salini sta seguendo con grande attenzione, sebbene a distanza, le trattative tra Gavio e Benetton sul 33% di Igli, che l’imprenditore piemontese vuole acquistare per ottenere il controllo di Impregilo, cercando di capire se ci sono spazi di disturbo. La trattativa va avanti da diverse settimane, ma la fumata bianca ancora non c’è. Si è parlato di un accordo che oltre a un corrispettivo in denaro prevederebbe uno scambio di asset con Atlantia. Sul tavolo sarebbe arrivato anche un piano di scissione non proporzionale di Impregilo, attraverso il quale accelerare l’accordo e facilitare la cessione di attività. Salini è pronto a contestare qualunque operazione che abbia impatto sul perimetro di attività del gruppo di costruzioni, che vorrebbe fondere con la sua impresa per raggiungere una taglia adeguata al mercato internazionale. Il costruttore romano ha rastrellato già il 20% di Impregilo e sembra puntare a costituire una minoranza di blocco per ostacolare Gavio. Ma Salini starebbe anche tessendo la tela per convincere gli altri soci del gruppo a schierarsi dalla sua parte. O almeno a non ostacolare un’opa, l’arma finale dell’arsenale di Salini per vincere la guerra su Impregilo.
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L

A Deutsche Bank l’intervista costa cara: 800 milioni a Kirch
(MdF) Leo Kirch trionfa su Deutsche Bank anche dopo la sua morte, avvenuta nel luglio scorso. Dopo dieci anni di guerra legale fra Deutsche Bank e l’ex tycoon dei film e delle tivù private, il primo istituto tedesco ha deciso di gettare la spugna. E di accettare la transazione extragiudiziaria offertale dai legali di Kirch e a un passo dalla conclusione: 800 milioni di euro in risarcimento alla famiglia Kirch per una frase incauta pronunciata nel febbraio 2002 nell’intervista «più cara del mondo» (Handelsblatt) dall’allora ceo di Deutsche Bank, Rolf Breuer, sulla scarsa affidabilità del gruppo Kirch. Poche settimane dopo, quest'ultimo crollò, trascinato nel maggiore crack finanziario della Germania, sotto un carico di 6,5 miliardi di debiti. E il tycoon accusò il banchiere di essere corresponsabile del disastro finanziario.
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io, almeno per ora, segnala Hedge Fund Research. Puntando su Unicredit, sulla spagnola Santander e sulla britannica Barclays, i fondi speculativi hanno portato a casa plusvalenze milionarie. Toscafund, guidato dall’ex trader di Tiger Management Fund, Martin Hughes, ad esempio, ha guadagnato il 7% con il suo fondo più conosciuto, ma il ritorno è stato addirittura del 18% con un altro fondo specializzato gestito direttamente da Hughes. Il fondo vetrina europeo di Crispin Odey è cresciuto del 14,7% a gennaio, e Lansdowne Partner del 5,7%. Che cosa è cambiato? Le operazioni di rifinanziamento di lungo periodo della Bce hanno ridotto molti dei rischi, almeno nel breve periodo, ha spiegato un partner del Toscafund al Financial Times.
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Del Noce a Terna Plus, nuovo incrocio con Cattaneo
Esperto di reti, non c’è dubbio. Ma anche di rete elettrica e batterie? Si vedrà. Resta il fatto che Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction e ex direttore di Rai1, dall’antivigilia di Natale è anche consigliere di amministrazione di Terna Plus, la società controllata da Terna costituita proprio per lo sviluppo nel settore degli accumuli (e che tante polemiche ha scatenato con Enel e gli altri produttori elettrici). Con Flavio Cattaneo, ex direttore generale Rai, è un nuovo incrocio.
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Hedge fund, la scommessa vincente sulle banche
(giu.fer.) Il 2012 è iniziato alla grande per gli hedge fund che hanno scommesso sui titoli bancari: grazie al rialzo nelle ultime settimane, hanno realizzato performance che non si vedevano dal 2009. Se il ritorno medio degli hedge fund azionari long/short è stato del 3,8% a gennaio, il rendimento è schizzato fino al 16% a febbra-

Borsa Italiana
Nome Titolo Tel.
A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aedes 14w *.....................(WAE14) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Milano 13w .......(WPMI13) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli ...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano *.......................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It * ..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Camfin .................................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito' .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)
0,505 0,793 5,235 3,556 30,620 0,770 0,698 9,335 0,088 0,014 0,690 — 3,990 3,584 7,195 0,210 0,300 0,005 0,106 1,465 5,905 12,460 8,080 7,415 18,200 6,975 2,974 9,090 4,520 6,140 6,285 1,393 — 2,040 1,010 60,400 1,431 1,954 0,292 2,850 1,389 0,441 0,910 1,934 0,335 3,100 2,814 6,400 7,040 0,306 0,513 4,652 0,410 0,930 0,283 1,376 3,600 0,400 — 1,838 21,790 0,920 — 8,465 0,097 0,295 1,163 8,360 3,976 3,120 3,228 1,620 1,515 1,064 0,270 — 5,500 0,075 1,898 16,470 1,051 0,806 6,440 1,781 1,990 0,191 0,089 0,249 0,386 1,282 0,250 0,488 0,546 — 0,675 1,065 19,370 3,808 -5,95 -5,51 +0,70 +3,73 +0,58 +5,33 -0,11 +7,95 +3,73 +57,84 -0,19 +7,69 +0,29 +8,64 -0,64 -6,56 +1,15 +41,09 +0,74 +51,11 -0,86 +17,25 — — -1,72 -6,99 +0,62 +9,60 +0,70 -3,62 -8,78 +2,09 -0,07 +1,32 — -13,56 +15,22 +28,48 +0,27 +6,93 +4,98 +16,82 +0,40 -1,50 +0,37 +4,94 -1,07 -4,26 -1,36 +10,04 +1,31 +10,02 — +2,34 +3,24 +25,47 +0,44 +13,06 -0,32 +10,83 -1,64 +0,56 +1,16 +37,78 — — — -4,49 +0,40 +5,21 +0,17 +17,74 -1,72 -5,23 — +0,72 +0,07 -1,58 +5,63 +3,11 +2,66 +22,92 -3,03 +40,13 -9,00+545,39 -0,82 +5,11 +1,18 +36,73 +1,57 +3,40 +2,33 +17,25 -1,84 +7,20 +0,28 -5,57 +0,62 -1,29 +0,49 +12,28 -0,39 +49,20 -0,97 +16,67 +3,33 -21,19 +0,32 +7,23 -1,08 +3,93 +2,68 +21,70 +0,05 -2,56 — — +1,55 -2,23 +0,23 +10,61 -1,76 +5,69 — — -0,18 +23,85 -4,90 +12,14 +1,03 +13,90 -1,52 +8,39 -1,24 +19,60 -1,83 +17,70 — -5,68 +2,48 +15,53 +0,93 +3,65 +1,07 +8,99 +2,80 +14,41 -2,14 +12,50 — — +3,87 +3,77 +2,61 +7,32 -2,62 +23,97 -0,66 +14,06 -1,78 +9,48 +0,62 -7,83 +1,10 +18,82 -1,60 +13,15 +0,51 +13,07 -2,30 +14,31 -1,98 +10,70 -4,16 -3,41 -0,52 +28,41 -0,47 -0,39 -0,28 -3,85 -1,41 +53,46 +0,09 -10,28 — — -1,46 +11,75 -0,84 +28,31 -2,42 +0,99 -0,57 +35,81 0,482 0,694 4,288 3,278 17,000 0,640 0,619 8,450 0,055 0,006 0,568 — 3,858 3,096 7,145 0,149 0,295 0,005 0,079 1,351 4,876 11,530 7,465 6,805 15,390 5,500 2,758 6,540 3,678 4,898 6,045 0,830 — 1,892 0,861 50,800 1,412 1,900 0,274 2,650 0,961 0,253 0,135 1,678 0,240 2,760 2,340 5,425 5,685 0,273 0,431 2,840 0,305 0,870 0,241 1,267 2,750 0,375 — 1,810 19,020 0,812 — 6,620 0,077 0,200 0,976 6,760 3,378 2,962 2,794 1,481 1,270 0,820 0,215 — 5,085 0,065 1,386 14,090 0,887 0,801 5,395 1,499 1,640 0,164 0,074 0,235 0,241 1,175 0,217 0,298 0,530 — 0,566 0,800 18,910 2,316

Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
2,410 — 0,144 0,039 0,850 0,572 2,300 0,849 19,000 9,860 5,600 8,155 1,438 0,566 22,960 1,485 2,102 18,150 0,839 0,803 0,727 11,700 0,979 0,601 3,308 1,517 1,932 22,970 17,380 8,395 0,283 0,109 3,990 1,375 18,550 16,300 +0,08 +36,85 — — +10,54+111,01 -6,43 +42,91 — +13,56 -0,78 +25,91 -1,96 +5,50 -0,41 -9,69 -0,42 +12,16 -0,40 +16,34 -1,41 -3,78 +0,18 +23,65 -1,64 +5,27 +0,89 -41,95 -0,22 +14,91 -1,66 +15,30 -3,31 +55,59 -0,44 -3,20 +0,18 +2,01 -0,86 -0,50 -9,13 +13,59 +4,46 +9,65 -4,07 +24,41 -0,25 +19,01 +0,67 +2,54 +0,73 -6,93 +2,77 +1,68 -0,13 +2,23 +0,52 +7,28 -0,77 -4,66 -5,83 +2,84 -6,84 +21,11 -4,77 +45,62 +0,22 +1,10 +0,27 +16,16 -0,49 +11,26 1,688 — 0,060 0,028 0,700 0,438 2,080 0,774 16,190 8,245 5,350 6,180 1,299 0,440 18,560 1,266 1,304 15,460 0,812 0,780 0,559 9,930 0,691 0,490 3,042 1,506 1,820 22,110 16,010 8,160 0,188 0,062 2,618 1,167 15,270 14,060 2,450 650,4 — — 0,144 — 0,042 6,4 0,880 28,4 0,580 87,2 2,446 37,5 0,940 70,2 19,870 775,9 10,200 399,0 5,830 329,6 8,180 1224,2 1,490 439,6 0,975 84,6 24,670 1291,0 1,519 21,2 3,000 16,2 19,640 518,6 0,839 4350,6 0,829 89,4 0,800 32,7 12,000 55,6 1,020 63,9 0,640 96,8 3,308 31000,0 1,657 7555,5 1,980 34,1 23,000 289,9 17,380 69384,0 8,810 1263,5 0,300 27,3 0,110 — 4,402 211,3 1,463 48,9 18,850 2975,2 16,680 1252,5

Borse Estere
indici

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
0,560 0,793 5,260 3,750 30,620 0,800 0,711 10,000 0,088 0,014 0,699 — 4,290 3,604 7,650 0,230 0,300 0,006 0,106 1,469 5,905 12,910 8,525 7,780 18,450 6,975 3,190 9,090 4,700 6,245 6,795 1,466 — 2,140 1,148 60,400 1,560 1,990 0,310 2,900 1,415 0,505 1,303 2,040 0,335 3,140 2,814 6,570 7,455 0,310 0,513 4,742 0,440 1,180 0,315 1,428 3,678 0,435 — 1,919 22,190 0,936 — 8,880 0,110 0,320 1,188 8,860 4,180 3,412 3,228 1,690 1,540 1,064 0,278 — 5,500 0,090 1,990 16,810 1,180 1,133 6,440 1,880 2,000 0,205 0,091 0,260 0,445 1,309 0,285 0,565 0,608 — 0,685 1,095 19,920 4,114 69,2 2485,3 1102,9 194,4 129,4 27,7 53,9 84,4 63,3 — 76,8 — 177,4 788,4 1004,7 9,4 70,7 9,0 9,3 341,4 573,0 7847,1 2056,0 654,0 79,6 989,3 32,5 1009,2 241,8 2050,8 1950,9 2480,0 — 123,5 18,0 — 2579,3 5,0 106,6 431,2 103,4 1442,0 — 57,4 226,0 365,7 36,7 — 46,4 21,4 103,2 849,9 793,5 8,7 21,4 47,1 98,0 14,2 — 47,8 122,7 41,7 — 566,9 78,6 3,2 124,1 1390,2 164,6 28,3 250,4 19,8 180,1 131,2 213,5 — 3178,4 3,8 87,8 888,2 12,9 — 109,0 285,8 19,6 15,6 14,5 23,1 69,8 1025,1 26,4 47,4 393,8 — 32,7 409,5 1200,2 1274,6

Nome Titolo

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
0,630 2,530 7,910 4,218 3,850 0,380 0,666 5,780 0,525 1,483 1,274 0,415 0,002 1,848 0,810 2,580 1,228 5,520 2,282 18,850 12,470 0,430 9,800 0,231 0,034 0,022 1,779 1,100 0,324 0,569 1,640 1,652 0,500 12,930 25,580 0,834 +0,16 +10,53 0,547 0,660 215,5 +0,96 +5,50 2,350 2,688 1040,4 +0,13 +11,33 7,105 8,000 12,9 +2,13 +5,56 3,714 4,692 477,9 -0,52 -4,94 3,620 4,176 2,0 -0,05 +1,28 0,353 0,390 49,2 +0,76 -6,20 0,661 0,710 3,8 +0,09 +7,43 5,195 5,930 566,6 — +16,67 0,411 0,538 — -0,54 +11,50 1,101 1,596 23250,4 +1,68 +26,14 0,864 1,343 1172,0 +0,02 +8,30 0,308 0,437 5,1 — +5,00 0,001 0,003 — — -5,23 1,816 2,038 50,6 -2,29 +5,34 0,661 0,829 969,3 +0,78 +1,98 2,226 2,586 45,5 — +1,66 1,022 1,320 9,7 -1,60 +16,95 4,458 6,000 985,5 -0,78 +11,86 1,847 2,390 245,1 -3,13 +26,85 14,560 19,820 426,1 +0,56 +27,05 9,570 12,690 203,3 -13,13 -10,42 0,432 0,610 — — — 9,620 9,880 147,0 +4,43 -24,86 0,149 0,307 230,1 -6,09 +64,56 0,019 0,036 113,5 +75,20+776,00 0,002 0,019 — +11,26 +6,46 1,475 1,779 30,8 -1,61 +2,33 0,855 1,190 23,4 +1,19 +0,25 0,300 0,324 143,4 +7,26 +13,70 0,475 0,569 24,3 +0,61 -2,73 1,624 1,709 50,8 -3,28 +30,59 1,221 1,734 187,7 -2,08 +8,27 0,410 0,510 33,9 -5,83 +9,48 11,280 13,730 2221,0 +2,03 +17,39 21,700 25,650 11885,9 -2,17 -17,26 0,762 1,102 276,3

Nome Titolo

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz A New York valori espressi in dollari, a Londra Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni in pence, a Zurigo in franchi svizzeri (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
0,054 3,120 1,586 7,625 4,998 4,950 0,318 0,958 — 0,811 0,106 0,271 0,513 8,260 1,800 12,330 0,152 0,193 0,007 1,889 0,640 0,700 0,521 0,373 1,550 6,015 17,200 0,357 0,087 0,152 0,860 13,020 0,385 7,305 4,180 5,570 37,550 — 1,145 9,200 6,800 0,341 0,037 — 3,468 — 6,005 1,400 1,738 3,584 2,148 4,246 0,030 1,452 0,320 — 5,125 1,424 0,095 0,550 0,801 0,175 0,202 0,673 15,140 2,818 2,450 0,398 0,039 0,002 72,950 6,245 8,620 3,706 — 4,072 12,750 0,274 0,014 0,160 0,012 3,898 1,274 3,552 3,920 10,260 5,000 0,117 0,011 0,245 -34,15 -1,64 +0,13 +0,13 +0,16 +2,27 -1,24 -0,73 — -6,78 -1,31 -4,10 -0,39 -0,24 -13,04 +1,31 -0,52 -0,62 -17,50 +5,41 — -3,98 -6,13 -0,77 +3,33 -0,99 — -1,84 -1,14 +2,22 +2,38 +0,46 +1,53 +0,69 -1,69 -1,15 +2,40 — -1,55 +7,10 -2,72 -2,57 -0,80 — -2,20 — +0,25 -2,10 -2,19 +1,70 -3,24 -1,03 +2,38 -2,68 -0,65 — +0,29 -1,79 +7,95 +0,18 -1,29 -1,02 -12,89 -0,59 +2,16 +2,70 +2,51 -2,07 -1,76 — +1,32 -2,73 +0,82 -0,70 — +0,20 -5,97 -3,86 -6,04 -4,53 -15,71 +2,15 -0,93 -0,84 -0,25 +0,29 +1,54 -1,68 +1,87 -2,00 -5,26 -5,40 +1,02 +14,06 +11,41 +23,75 +0,13 +8,93 — -0,06 +23,22 +35,70 -10,00 +19,97 +87,50 +23,92 +4,25 -18,67 +32,00 +14,48 -1,08 +1,45 +5,92 -11,75 -13,89 +6,08 +6,90 +3,81 +8,63 +73,29 +6,17 +15,43 +22,61 +8,22 +4,76 +9,65 +11,96 — +14,67 +0,66 +7,26 -26,35 +43,08 — -10,62 — -0,83 +37,25 -11,33 +2,93 +7,19 +5,62 +35,59 +17,00 +3,23 — +9,04 -4,75 +4,40 +5,77 -5,65 +6,96 +16,82 -4,54 +1,54 +2,03 +0,66 +2,26 +14,04 +45,45 +15,06 +18,16 +0,47 +15,02 — -4,74 +85,95 +6,53 +75,00 -10,40 +47,50 -3,51 +1,11 +6,99 +28,02 +22,58 +10,62 +4,00 -7,63 -8,92 0,033 3,036 1,226 6,505 4,362 3,994 0,280 0,855 — 0,714 0,071 0,140 0,468 6,650 0,840 9,595 0,128 0,188 0,005 1,603 0,580 0,676 0,446 0,290 1,414 5,585 15,890 0,305 0,069 0,078 0,750 11,060 0,313 6,425 3,850 4,524 32,850 — 0,967 8,200 6,275 0,341 0,024 — 3,116 — 5,260 0,940 1,662 3,230 1,840 3,788 0,019 1,185 0,273 — 4,610 1,424 0,070 0,459 0,769 0,152 0,165 0,634 14,280 2,604 2,300 0,355 0,032 0,001 62,050 4,916 7,955 2,774 — 2,286 4,630 0,172 0,004 0,113 0,004 3,396 1,190 3,150 2,970 7,320 4,404 0,094 0,009 0,222 0,085 3,410 1,750 7,625 4,998 4,998 0,322 0,965 — 0,870 0,122 0,339 0,570 8,310 1,998 12,500 0,153 0,237 0,008 1,889 0,670 0,750 0,560 0,423 1,800 6,125 17,530 0,390 0,100 0,162 0,930 13,350 0,385 7,450 4,360 5,940 37,550 — 1,238 9,350 7,100 0,473 0,042 — 3,880 — 6,090 1,430 1,960 3,584 2,284 4,346 0,033 1,492 0,335 — 5,630 1,510 0,094 0,570 0,862 0,179 0,232 0,729 15,700 2,818 2,530 0,406 0,043 0,002 72,950 6,485 8,760 3,980 — 4,478 17,000 0,317 0,020 0,200 0,019 4,040 1,286 3,660 3,996 10,260 5,000 0,132 0,012 0,274 — 94,5 80,2 3625,3 61,1 5,8 41,9 133,2 — 25,7 88,8 114,5 95,2 71,0 — 2631,1 57,2 8,8 — 50,9 20,1 516,5 15,5 17,7 36,3 1259,6 158,1 57,2 — 124,1 9,9 150,0 35,2 105,9 31,3 321,4 16442,4 — 1099,7 90,7 379,8 48,2 75,2 — 56,6 — 1366,6 1,4 202,8 12764,5 252,9 386,6 12,7 700,1 27,4 — — 196,2 — 22,7 10783,1 254,6 1,1 4052,6 — 5625,8 68,1 42,9 74,3 — 2226,7 445,3 23,6 3377,9 — 23655,1 31,5 576,1 — 209,1 — 39,1 38,2 156,0 262,9 560,8 401,6 20,3 — 0,8
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-02 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 321,87 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 119,35 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2234,38 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 245,05 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2488,29 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 262,56 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2484,15 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2231,40 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 20917,83 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 31171,43 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5899,87 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 8771,90 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 381,86 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2987,41 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4318,89 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 12354,47 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2175,71 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6163,82 selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 14-02 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87,49 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,00 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,30 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70,02 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 2,07 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 32,99 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 13,02 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 8,94 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 10,53 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 68,21 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,42 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,87 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74,00 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 127,65 PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-02 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,68 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98,12 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,51 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,17 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,52 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,74 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,36 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72,07 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 57,10 Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 4,88 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,99 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 11,34 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,63 L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84,73 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53,44 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,12 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,50 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,19 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 56,55 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 21,90 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 57,50 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,10 NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-02 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 191,30 American Express . . . . . . . . . . . . . 51,96 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 509,46 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,07 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . . 7,98 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,56 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,44 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 114,45 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 20,07 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,08 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 68,90 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 91,90 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 33,60 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,66 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 84,67 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,48 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 18,94 General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 25,40 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 112,87 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 29,08 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59,84 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192,22 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,26 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,78 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 64,61 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,92 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 88,45 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 33,62 McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 99,55 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,21 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,25 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 76,94 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 19,05 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . 106,63 Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 104,00 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21,33 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 64,48 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,75 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 28,00 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,60 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72,07 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,37 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,37 LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-02 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192,70 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2758,87 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 3019,99 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 696,53 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 232,51 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 497,38 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 213,94 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1415,06 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1440,03 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 345,71 Pearson Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1198,90 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 719,57 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 779,58 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 110,59 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 27,57 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1577,06 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 2080,96 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 173,26 ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14-02 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,25 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,80 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,90 var.% -0,67 +1,25 -0,77 -0,96 -1,93 +0,70 +0,46 -1,73 -0,38 -2,34 -1,68 -0,66 -1,73 var.% -3,76 +0,06 -1,75 -2,01 -2,36 -1,10 -1,81 +0,47 +1,22 -4,97 +1,12 -0,04 -0,47 +3,77 -1,46 -2,36 -2,24 -0,42 -0,41 -3,69 +0,40 +0,15 var.% -0,15 -0,21 +1,36 +0,10 -3,27 +0,95 -0,29 +0,66 +0,20 -2,43 +0,67 +0,28 -1,73 -1,86 +0,30 -0,48 -0,68 +0,24 -1,45 +1,15 -0,50 -0,21 -4,12 +0,30 -0,11 -0,99 +0,25 +1,42 -0,10 +0,26 -1,08 -1,27 -2,51 +1,34 -0,06 +0,14 +0,39 +0,09 -3,98 -0,45 +0,18 +4,36 -4,68 var.% -3,41 -2,06 +0,25 -0,50 -1,87 +0,28 -2,14 -0,81 +1,58 +0,49 -0,88 +0,16 +0,43 +0,01 -1,43 -1,87 -1,56 +0,29 -0,65 var.% +0,46 +0,10 -0,23 var.% -0,23 -0,72 -1,05 -0,21 -0,13 -0,23 -0,23 -0,21 +0,15 -0,10 -0,10 -0,19 -0,33 +0,37 -0,93 -0,36 -1,39 -0,22

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D'Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De'Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Delclima................................(DLC) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT *.....................................(EIT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enel Green Pw....................(EGPW) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Erg........................................(ERG) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital 16w ............(WECA16) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Exor ......................................(EXO) Exor prv.................................(EXP)

Immsi ....................................(IMS) Impregilo................................(IPG) Impregilo rnc........................(IPGR) Indesit....................................(IND) Indesit rnc ...........................(INDR) Intek.......................................(ITK) Intek r ................................(ITKRP) Interpump * ..............................(IP) Interpump 12 w * ..............(WIP12) Intesa Sanpaolo......................(ISP) Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) Invest e Sviluppo ....................(IES) Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) Irce *......................................(IRC) Iren ........................................(IRE) Isagro * ..................................(ISG) IT WAY * ................................(ITW) Italcementi................................(IT) Italcementi rnc .......................(ITR) Italmobiliare...........................(ITM) Italmobiliare rnc...................(ITMR) Italy 1 Invest w ...................(WIT1) Italy 1 Invest...........................(IT1) J Juventus FC..................(JUVE) K K.R.Energy......................(KRE) K.R.Energy 12w..............(WKRE12) Kerself ..................................(KRS) Kinexia..................................(KNX) KME Group ...........................(KME) KME Group rnc ...................(KMER) L La Doria *..........................(LD) Landi Renzo *..........................(LR) Lazio .....................................(SSL) Lottomatica ...........................(LTO) Luxottica ...............................(LUX) M Maire Tecnimont ..............(MT)

Con il contributo scientifico di

Exor risp................................(EXR) Exprivia *...............................(XPR) F Falck Renewables * .........(FKR) Ferragamo...........................(SFER) Fiat............................................(F) Fiat Ind. priv............................(FIP) Fiat Ind. risp ...........................(FIR) Fiat Industr................................(FI) Fiat prv....................................(FP) Fiat rnc....................................(FR) Fidia * ...................................(FDA) Fiera Milano * .........................(FM) Finarte C.Aste .......................(FCD) Finmeccanica........................(FNC) FNM .....................................(FNM) Fondiaria-Sai .........................(FSA) Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) Fullsix....................................(FUL) G Gabetti Pro.S..................(GAB) Gabetti Pro.S. 13w .........(WGAB13) Gas Plus................................(GSP) Gefran * ..................................(GE) Gemina ................................(GEM) Gemina rnc ........................(GEMR) Generali ....................................(G) Geox .....................................(GEO) Greenvision ............................(VIS) Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) Gruppo Minerali M...............(GMM) H Hera ...............................(HER) I I Grandi Viaggi..................(IGV) IGD *......................................(IGD) Il Sole 24 Ore ........................(S24) Ima * .....................................(IMA)

15,210 0,748 0,818 13,000 4,618 5,345 5,570 7,670 4,084 4,370 3,042 3,900 — 3,410 0,309 1,650 0,584 1,890 0,078 0,030 5,460 3,522 0,635 0,819 12,140 2,642 5,720 1,092 4,200 1,143 0,681 0,879 0,748 13,660

+0,20 +14,79 12,910 15,570 140,2 +3,39 +8,41 0,641 0,748 39,1 +4,14 -5,60 0,721 0,872 239,6 +0,54 +23,69 9,900 13,480 2193,3 +0,92 +24,47 3,550 4,842 5029,2 -1,20 +14,40 4,570 5,690 556,0 -0,45 +14,37 4,732 5,875 448,1 -0,13 +12,79 6,625 8,135 8399,8 +0,94 +26,44 3,072 4,280 420,5 +0,51 +28,91 3,254 4,526 349,9 +0,13 +9,50 2,580 3,080 15,2 -0,26 +9,49 3,426 3,910 164,4 — — — — — -2,35 +15,28 2,760 3,612 1993,3 +0,98 +2,83 0,270 0,323 75,6 +2,55+150,38 0,589 1,650 621,3 -3,71 +56,69 0,341 0,611 77,2 -7,62 -15,17 1,890 2,228 21,3 -4,51 +51,74 0,041 0,087 20,4 -18,06 +96,67 0,012 0,041 — -8,47 +9,42 4,400 6,850 251,2 -1,34 +22,72 2,802 3,760 51,1 -1,09 +4,18 0,539 0,669 929,4 -0,06 +0,49 0,789 0,840 3,0 +0,17 +0,66 11,500 12,550 18820,4 -0,30 +14,97 2,024 2,678 687,2 -1,21 +1,33 5,590 5,890 33,9 -0,18 -1,62 0,977 1,142 451,4 +1,45 +3,81 4,040 4,200 25,2 -0,17 — 0,993 1,145 1274,9 +1,57 +2,25 0,614 0,721 31,2 -2,39 +19,12 0,670 0,900 276,3 +3,17 +3,03 0,651 0,748 32,0 -0,07 +3,48 13,170 14,150 505,0

Management e C. .................(MEC) Marcolin ...............................(MCL) MARR * ..............................(MARR) Mediacontech ......................(MCH) Mediaset ................................(MS) Mediobanca............................(MB) Mediolanum .........................(MED) Meridiana Fly........................(MEF) Meridie ...................................(ME) Mid Industry Cap ...................(MIC) Milano Ass...............................(MI) Milano Ass. rnc......................(MIR) Mirato * ................................(MRT) Mittel.....................................(MIT) MolMed ...............................(MLM) Mondadori..............................(MN) Mondo Tv * ...........................(MTV) Monrif..................................(MON) Monte Paschi Si. ................(BMPS) Montefibre ..............................(MF) Montefibre rnc....................(MFNC) Moviemax............................(MMG) Mutuionline *........................(MOL) N Nice *............................(NICE) Noemalife .............................(NOE) Novare ....................................(NR) O Olidata ............................(OLI) P Panariagroup * ...............(PAN) Parmalat ................................(PLT) Parmalat 15w ................(WPLT15) Piaggio ...................................(PIA) Pierrel ...................................(PRL)

0,205 3,912 8,000 1,472 2,420 4,710 3,418 5,160 0,107 9,480 0,260 0,262 — 1,620 0,446 1,475 2,490 0,315 0,304 0,134 0,175 0,473 3,400 2,800 5,175 — 0,318 1,130 1,695 0,690 1,957 1,208

+1,49 +0,93 -1,66 -3,79 -0,08 -1,26 +1,36 -1,15 -0,93 — -2,29 -1,28 — +1,89 -0,54 -0,20 +0,08 -1,56 -1,93 +16,52 — -1,38 +2,35 — — — — +0,27 +6,34 +15,00 +0,72 -6,14

-0,49 +20,00 +22,14 +1,59 +7,94 +3,74 +12,21 -1,53 +11,11 +7,12 +9,84 +36,66 — -3,91 -10,39 +5,89 -11,07 +8,58 +16,68 +25,82 -6,11 -19,59 -1,45 +16,18 -2,36 — +6,43 +15,78 +24,45 +92,25 +4,65 +31,88

0,198 3,062 6,395 1,370 2,028 3,824 2,768 3,100 0,073 8,760 0,212 0,182 — 1,520 0,438 1,322 2,290 0,284 0,197 0,094 0,160 0,473 3,236 2,334 4,900 — 0,272 0,933 1,330 0,331 1,770 0,699

0,208 3,912 8,320 1,550 2,544 5,015 3,466 5,565 0,118 9,480 0,288 0,277 — 1,741 0,504 1,556 2,800 0,321 0,345 0,134 0,195 0,588 3,450 2,880 5,300 — 0,335 1,178 1,695 0,660 2,120 1,430

95,2 243,3 534,6 26,8 2858,1 4092,8 2503,9 29,2 5,7 36,0 514,2 27,2 — 140,3 94,6 364,2 10,9 48,0 3321,5 16,5 4,8 9,8 134,5 324,7 22,4 — 11,1 51,4 2946,8 — 732,4 19,9

Pierrel 12w.....................(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pop Emilia 01/07.............(BPER15) Pramac .................................(PRA) Prelios...................................(PRS) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Industrie * ....................(PRI) Prima Industrie 13w *......(WPRI13) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * ..................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) R. Ginori 1735 11w ..........(WRG13) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit 11w ......................(WLIT12) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service......................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) Seteco International * ............(STC) SIAS .......................................(SIS) Sistemi ....................................(SII) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) Tamburi 13w ...................(WTIP13) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia *........................(TER) Tesmec * ...............................(TES) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 14w ......................(WTIS14) Tod's.....................................(TOD) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol 13w......................(WUNI13) Unipol prv ............................(UNIP) Unipol prv 13w...............(WUNP13) V Valsoia............................(VLS) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) Y Yoox *...........................(YOOX) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi 11/14 w ..............(WZUC14) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

* Titolo appartenente al segmento Star.

B.O.T.
Scadenza Giorni Pr.Netto
15.03.12 16.04.12 15.05.12 15.06.12 16.07.12 15.08.12 28 60 89 120 151 181 99,922 99,812 99,708 99,547 99,306 99,174

Valuta al 16-02-12

Euribor
Periodo
1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi

Monete auree
T. 365
0,376 0,635 0,848 1,066 1,166 1,259 1,371

Oro
14 feb
Oro Milano (Euro/gr.)

Tassi
Mattino Sera
42,49 42,50

Rend.
0,90 0,94 1,12 1,24 1,30

Scadenza Giorni Pr.Netto
14.09.12 15.10.12 15.11.12 14.12.12 27.12.12 14.01.13 14.02.13 211 242 273 302 315 333 364 98,985 98,724 98,562 98,394 98,188 98,167 97,819

Rend.
1,26 1,50 1,21 1,24 1,85 1,70 1,95

T. 360
0,371 0,626 0,836 1,051 1,150 1,242 1,352

Periodo
7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

T.360
1,420 1,480 1,535 1,582 1,631 1,684

T.365
1,440 1,501 1,556 1,604 1,654 1,707

14 feb

Denaro Lettera

Sconto

Interv

Sconto

Interv

Sterlina (v.c) 310,39 340,35 Sterlina (n.c) 313,08 343,24 Sterlina (post.74) 313,08 343,24 Krugerrand 1.183,15 1.389,27 Marengo Italiano 230,86 252,03 Marengo Svizzero 230,29 250,50 Marengo Francese 230,29 250,51

Oro Londra (usd/oncia) 1.721,00 1.722,00 Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) — 852,74 — — 41,43 17,46

Italia Euro 17 Canada Danimarca Finlandia

1,00 1,00 1,00 0,75 1,00

1,00 1,00 0,00 0,75 1,00

Francia Giappone G.B. USA Svezia

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1,00 0,10 0,50 0,25 1,75

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

John Hick, il filosofo che concepì la teologia in chiave pluralista

Il filosofo britannico John Hick (nella foto), uno dei padri della teologia pluralista delle religioni, è morto all’età di 90 anni a Birmingham, nella cui università ha insegnato per oltre mezzo secolo. Teologo di fede presbiteriana e filosofo della religione di fama mondiale, Hick ha scritto numerosi libri, molti dei quali sono divenuti dei classici nel loro genere: Fede e conoscenza, Il Diavolo e il Dio dell’amore, Morte e vita

eterna, La metafora del Dio incarnato, La Quinta Dimensione e Alla scoperta della dimensione spirituale della natura umana, considerato il suo saggio maggiormente divulgativo. Nel suo libro Dio e l’universo delle fedi (1973), Hick teorizzò la necessità, per la teologia delle religioni, di una «rivoluzione copernicana», che consisteva nello «slittamento dal dogma per cui la cristianità è al centro verso la presa di

coscienza che è Dio a essere al centro, e tutte le religioni, inclusa la nostra, sono al suo servizio e ruotano attorno a Dio». Lo sforzo di Hick è stato quello di sviluppare una «interpretazione religiosa delle religioni» che è andata oltre i dogmi confessionali, considerati come limiti. Questa filosofia accorda il primato all’esperienza religiosa rispetto alla sua concettualizzazione.

Cultura
] Anticipiamo qui uno stralcio delle due riflessioni contenute nel libro «Letteratura e ideologia», di Gao Xingjian e Claudio Magris, da oggi in libreria (Bompiani, pagine 60, e 10). La traduzione dal francese del testo di Gao Xingjian è di Simona Polvani ] Il libro si interroga su quale ruolo abbia oggi la letteratura in un «mondo fluido». Gao Xingjian e Claudio Magris, con due brevi interventi, in un ideale dialogo tra Occidente e Oriente, prendono posizione a favore del ruolo centrale e insostituibile della letteratura contro ogni forma di potere ideologico. Si tratta di due saggi insieme letterari e politici, distanti ma affini per profondità, aderenza alla vita, adesione personale ] Qui a destra: «Libro gigante», una immagine simbolica del rapporto tra libri e formazione delle idee (foto Corbis)

il Classico
Nel «brutale mondo del Nord dal cuore di ghiaccio» lotta per sopravvivere il protagonista del romanzo Zanna Bianca di Jack London, ora riproposto da Einaudi (pp. 238, € 10,50) con un’introduzione di Mario Maffi. Un lupo che prova l’esperienza crudele dell’animale da combattimento, ma trova infine un padrone che lo riscatta e lo redime.

Anticipazione Esce oggi un confronto tra Gao Xingjian e Claudio Magris, edito da Bompiani, sul rapporto tra gli scrittori e la politica

Ideologia, male oscuro degli intellettuali
Il compito insostituibile della letteratura è opporsi a ogni tipo di potere costituito

Il brano / 1 La libertà delle idee e lo spazio prestabilito

Est

Il brano / 2 Le passioni umane alimentano la narrativa

Ovest

La creatività trascende qualsiasi utilità pratica
di GAO XINGJIAN
ideologia che governa la letteratura, aspira a dominarla e confinarla in uno spazio prestabilito, non esita a produrla o a giudicarla secondo le proprie necessità, è una tendenza che nel corso del ventesimo secolo si è sin troppo affermata. Tale fenomeno ha riguardato non solo la creazione letteraria o la critica ma anche la storia della letteratura: portavano tutte su di sé il marchio dell’ideologia. Si può dire che l’ideologia fosse diventata il male del secolo, una malattia contro la quale era molto difficile difendersi. Fortunatamente è accaduto che certi scrittori abbiano saputo resistere a questo male, la loro opera si sia salvata e abbia potuto continuare a essere letta anche dalle generazioni future. Per definire una dottrina ideologica e la relativa teoria, innanzi tutto è necessario disporre di un impianto filosofico dal quale far scaturire un certo numero di visioni del mondo con i loro rispettivi valori. Tra le varie scuole ideologiche, probabilmente il marxismo è la più compiuta quanto a struttura e la più influente quanto a espansione. Le sue idee hanno ispirato numerose generazioni di intellettuali. Molto prima che il comunismo diventasse, in certi Stati, la struttura ideologica ufficiale, una corrente dominante di estrema sinistra aveva già segnato l’intellighenzia in tutto il mondo. Anche il liberalismo e il nazionalismo sono del tutto in grado di assolvere lo stesso ruolo e diventare strutture di pensiero che favoriscono un partito politico o un Paese procurando loro un sistema di valori. La suddetta intellighenzia riuniva allora sia il mondo letterario e artistico sia i sostenitori del modernismo, del postmodernismo e del cosiddetto postcolonialismo, tutte correnti di pensiero capaci di fornire, di volta in volta, giudizi di valore fino a diventare dogmatismi dalla rigidità granitica.

L’

Per sua propria natura, ogni struttura ideologica tende a dare spiegazioni al mondo, sistemi di valore alla società umana, fondamenti coerenti al potere politico e all’ordinamento sociale. Se la filosofia resta confinata alla metafisica, l’ideologia si definisce nel rapporto con le strutture della società che le è contemporanea, e con giudizi di valore che comportano un vantaggio per chi li esprime. La letteratura, al contrario, è la libera espressione del sentimento e del pensiero dell’uomo, e ciò significa che, nei suoi fondamenti, essa trascende ogni utilità pratica. Se, un giorno, lo scrittore perdesse l’indipendenza della riflessione — perdita di autonomia, ahimè, tanto frequente nella letteratura moderna —, se si mettesse a seguire la corrente di tale e talaltra ideologia, ne diverrebbe suo vassallo, come ne abbiamo visti sin troppi durante il ventesimo secolo… La sostituzione dell’ideologia alla religione è stato un altro atto di assurda cecità a cui si è assistito nel ventesimo secolo. Sotto l’egida della ragione, con il dogmatismo delle utopie a sostegno, la realtà del mondo veniva trasformata, attraverso l’esaltazione della violenza di rivoluzioni di ogni genere, sobillando le folle,

Una deriva preoccupante Oggi il giudizio etico e morale è stato in larga misura surrogato dal politicamente corretto
popoli interi, a una follia sfrenata, causando le più grandi catastrofi che abbiano mai colpito l’umanità. La letteratura si è radicata all’interno dello schema ideologico: ha incitato alla violenza e alle guerre, creato eroi e capi da adorare, lodato i sacrifici, e se oggi tutto questo sembra scomparso per sempre, gli inviti a una letteratura impegnata sono ancora di attualità. Voler usare la letteratura come strumento per cambiare la società equivale a volerla usare per divulgare le norme morali ed etiche, con la precisazione doverosa che oggi il giudizio morale ed etico è stato surrogato dal politicamente corretto. La letteratura contemporanea è ancora invischiata nelle pastoie ideologiche. Avendo il dovere di continuare a essere «impegnata», essa si impegna allora nella Realpolitik: tale concezione attualmente è molto diffusa tra gli intellettuali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

] Gao Xingjian, nato nel 1940 a Ganzhou, nella Cina sudorientale, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2000, unico autore cinese ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento ] Artista poliedrico, è scrittore, pittore, drammaturgo e critico letterario, oltre che traduttore e regista di cinema e teatro ] Tra i suoi libri editi in Italia, ricordiamo «Una canna da pesca per mio nonno» (2001), «La montagna dell’anima» (2002) e «Il libro di un uomo solo» (2003)

Un antidoto in difesa dell’esperienza sensibile
di CLAUDIO MAGRIS

A

Palermo Goethe scopre — o crede di scoprire — la Urpflanze, la «pianta originaria»; modello, struttura, quasi cellula primaria della molteplicità vegetale, espressione a suo avviso di quella forza divina e naturale, il DioNatura, che tiene unito il Tutto nell’innumerevole varietà delle sue forme. Ne parla con entusiasmo a Schiller, definendola «un’esperienza», al che Schiller gli replica: «Non è un’esperienza, è un’idea». Irritato, Goethe risponde che gli piacerebbe avere delle idee e magari anche vederle; più tardi dirà che quello screzio, quello scarto fra idea ed esperienza aveva segnato una precisa frontiera tra lui e Schiller e anche tra lui e la maggioranza degli altri, scrittori, scienziati e filosofi. Non solo l’ideologia, che gli era verosimilmente ignota e probabilmente non sapeva cosa fosse, ma anche già l’idea è per Goethe una parola sospetta. Per tutta la vita e con sempre maggiore insistenza egli si accanirà a difendere la Anschaulichkeit, l’evidenza sensibile — fatti, cose, colori, odori — contro l’astrazione cui gli sembravano tendere sempre più la scienza, la filosofia, la stessa concezione del mondo che andavano affermandosi. Il più grande esempio è la sua appassionata, sbagliata ma a suo modo geniale e creativa polemica contro Newton a proposito della luce e dei colori, che lo induce a scrivere quella Teoria dei colori, basata su esperimenti, che egli considerava erroneamente il suo capolavoro. In tale aspra polemica Goethe ha torto, ma anche in parte ragione. È Newton che descrive giustamente come la luce arrivi alla nostra corteccia cerebrale e come i colori che noi vediamo corrispondano a diverse frequenze e lunghezze d’onda della luce, che il nostro cervello, vecchio grande filologo, traduce in rosso, blu, giallo, a seconda di quelle frequenze e lunghezze. Ma è vero, concretamente e inoppugnabilmente vero, che noi non vediamo i numeri e le frazioni matematiche indicanti quelle misure, bensì rosso, verde, azzurro e anche percepiamo (con gli occhi,

con la mente, col cuore) la passione di quel rosso, la nostalgia di quell’azzurro. È almeno discutibile che perfino la scienza, come pretendeva Goethe, debba occuparsi di quel verde o di quel giallo piuttosto che dei loro numeri; è tuttavia indiscutibile che l’arte e la poesia, se si incantano davanti ai papaveri o ai fiordalisi, s’incantano per quei colori e per ciò che essi evocano o significano per l’animo umano più che per i rapporti matematici che creano quei colori o per la classe di vegetali cui appartengono quei fiori, cespugli o alberi variopinti. Nella strada intrapresa dalla cultura occidentale alla sua epoca, Goethe vedeva una pericolosa perdita dell’esperienza concreta e sensibile, dell’evidenza, del particolare fisicamente tangibile, della stessa esperienza, parola che gli era cara come poche altre e che egli sentiva indissolubile dall’arte, dalla poesia, da ogni espressione creativa. Versatile scienziato egli stesso — scoprì l’osso intermascellare — e non solo cantore, ma anche instancabile e rigoroso osservatore della natura, Goethe avrebbe visto probabilmente perfino già in Galileo il primo attentatore all’evidenza sensibile della natura, in quanto convinto che il gran libro della natura sia scritto in triangoli, cerchi e altre figure geometriche.

Metafore scientifiche Il primato assegnato alla geometria non impedisce a Galileo di essere un grande, asciutto, poetico scrittore
Ma quei triangoli e cerchi non impediscono a Galileo di essere non solo un grande scienziato, bensì pure un grande, asciutto e poetico scrittore, al quale si devono pagine immortali che fanno toccare i cieli non meno delle poesie di Goethe. E anche il grande amico di quest’ultimo, Schiller, che insieme a lui crea e governa l’ultima stagione classica, l’ultima classicità della cultura occidentale, era la prova vivente che pure le «idee», i principi e i sentimenti morali e civili, le passioni politiche possono alimentare, anzi diventare grande e creativa poesia. L’Inno alla gioia di Schiller e la Nona sinfonia di Beethoven, che la mette in musica quale culmine del messaggio universale di libertà agli uomini, sono anche idea, certo fusa col sentimento e divenuta sentimento poetico; sono anche, almeno in parte e originariamente, ideologia, ideologia della libertà e di una rivoluzione universale di libertà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

] Claudio Magris, nato a Trieste nel 1939, ha insegnato Lingua e Letteratura tedesca nelle Università di Trieste e di Torino ] Magris ha ricevuto varie lauree honoris causa e numerosi premi, tra i quali: Prix du meilleur livre étranger 1990; Premio Strega 1997; Premio Principe de Asturias 2004; Friedenspreis des Deutschen Buchhandels 2009 ] Tra le sue pubblicazioni: «Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna» (1963), «Danubio» (1986), «Microcosmi» (1997)

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Elzeviro
La continua svalutazione dell’italiano

Temi La società ha concentrato l’attenzione sugli standard. Una riflessione di Lawrence Busch

SE LA METAFORA UCCIDE LA LINGUA
di PIETRO CITATI

L’architettura moderna tutta mezzi senza scopi
Perché contenuti e valori sono passati in secondo piano
di VITTORIO GREGOTTI
a distinzione tra strumenti e scopi, mezzi e fini è per il progetto di architettura quasi sempre assai difficile. Nella storiografia della nostra pratica artistica si scrive sovente dell’architettura della ghisa e del ferro per l’architettura dell’inizio del XIX secolo (Zola scriveva nel 1873 Le fer tuera la pierre) e dell’architettura del cemento armato alla fine dello stesso secolo («Le béton brut» di Le Corbusier), il secolo del Positivismo dopo quello dell’Illuminismo. Quest’ultimo, però, non fa riferimento ad alcun mezzo come elemento determinante per uno stile, ma piuttosto allo strumento della ragione che è cosa del tutto diversa e sovraintendente sia i mezzi che i fini. Nei secoli precedenti, nonostante la grandissima capacità di geniali e diverse utilizzazioni degli strumenti costruttivi, nonostante i capolavori brunelleschiani o il Pont du Gard, nessuno di quei mezzi è determinante per le scelte dei linguaggi dell’architettura. I nostri anni hanno, da un lato ere-

N

egli ultimi tempi, molti hanno scritto intorno alla salute della lingua italiana. Mi sembra giustissimo: la nostra lingua possiede una bellezza, una ricchezza, una flessibilità straordinarie; e impoverirla o deturparla non provocano soltanto una dolorosa ferita alle parole, ma un colpo mortale alla nostra civiltà, alla nostra intelligenza e ai nostri costumi. Battersi in difesa della lingua è molto più importante che battersi per la abolizione o la conservazione dell’articolo 18. Possiamo difenderla soltanto in un modo: cercando di parlare e di scrivere secondo la sua natura e la sua tradizione.

❜❜ L’insistenza
nell’ostentare una ricchezza di similitudini inesistenti
Qualcuno ha giustamente osservato che in questi anni stiamo dimenticando molti vocaboli della nostra tradizione, e che impoveriamo diverse forme della sintassi italiana, specie nel caso del congiuntivo e del condizionale. È comico vedere alcuni ricorrere a una preposizione sconosciuta, e declinare il verbo che si accorda con questa preposizione: sembra che stiano inghiottendo carboni ardenti. Perdere vocaboli e forme sintattiche è molto grave per una lingua come la nostra, il cui fascino dipende in primo luogo dalla ricchezza: è assai meno grave per il francese, che può difendere la sua eleganza anche con un vocabolario diminuito. Ma i disastri peggio-

ri sono stati compiuti nella un tempo sterminata lingua inglese: quando leggiamo certi libri di storia o di critica letteraria, restiamo atterriti, perché ci rendiamo conto che a volte l’inglese, specie nella sua forma internazionale, è ormai incapace di esprimere pensieri appena difficili e complicati. Nel caso dell’italiano assistiamo a un fenomeno singolare, che credo unico nel panorama delle lingue europee di oggi. La nostra lingua si imbruttisce non per via della sua progressiva povertà, ma del tentativo di ostentare una ricchezza metaforica inesistente. Un uomo politico o un giornalista televisivo non dicono più che bisogna togliere la fiducia in Parlamento a Berlusconi o a Monti, ma che si deve staccare la spina a Berlusconi o a Monti. È una metafora sinistra, perché allude al distacco del respiratore che tiene in vita un moribondo: episodio di cui si è molto parlato al tempo del caso Englaro. Meno sinistra, ma non meno ridicola è l’espressione: Berlusconi o Bersani devono fare un passo indietro, che esprime con un’immagine una semplice riserva politica. Nei due casi assistiamo al tentativo grottesco di dare fantasia, inventività ed espressività a una lingua impoverita e cadaverica. Il gergo politico è pieno di queste metafore oziose, che rendono incomprensibile, a uno straniero, l’ascolto della nostra televisione o la lettura dei nostri quotidiani. Da una decina d’anni, continua a sopravvivere l’espressione in qualche modo, che si è diffusa mostruosamente insinuandosi tra gli altri vocaboli. Chi parla, sta confidando al suo uditorio pensieri semplicissimi, quasi elementari, o raccontando un evento comune. Ma vuole dare l’impressione che il suo pensiero sia difficile, arduo, labirintico, problematico, e che l’evento sia complicato e quasi incomprensibile. Così dice, solennemente, in qualche modo, confidando di avvolgere il suo uditorio e di venire avvolto in una nube di rispetto e di reverenza.
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L

anche se, come scrive Busch, essi sovente «sono utilizzati per dare o togliere potere», e più in generale nelle sue conclusioni propone una serie di critiche all’estensione senza limiti delle idee di standard e di certificazione. Autentico compimento di una rivoluzione culturale, come afferma l’autore, o faticosissimo approntamento degli strumenti per conseguirla? Perché a questo punto riappare la questione tra relazione tra mezzi e fini, oppure della loro definitiva sovrapposizione, anche se la prevalenza sempre più accelerata dei primi sui secondi, che non godono certo (e per fortuna) dello stesso consenso universale assoluto, appare come fatale. È vero che anche i mezzi possiedono a loro

Oggi Tutte le misure che facilitano la vita sono in parte utilizzate per dare o togliere potere
volta una gloriosa storia di progresso, di superamento di pregiudizi di ogni tipo, che appartengono invece, in quanto convinzioni, proprio alla categoria dei fini in mutazione. Tutto questo tocca in particolare l’architettura che, tra le pratiche artistiche è la più coinvolta, tra clientele dirette ed indirette e relazioni strette con altre discipline, nella relazione tra mezzi e forme delle cose. La sua qualità, però, non possiamo dimenticarlo, coincide con la proposta di fini altri: sogni, speranze, conoscenze profonde che vogliono utilizzare gli strumenti per quei fini, cioè per contenuti ideali direttamente espressi dalla forma delle cose. Ma che posto possiamo assegnare, nel caso di «standardizzazione del mondo», ad altri contenuti politici, religiosi, filosofici, delle passioni (anche quella per la ragione illuminista) della poesia o della critica allo stato delle cose? Oppure anche tutte queste tensioni sono destinate a sottostare al definitivo regno dei mezzi, a rinunciare alla ricchezza non solo delle diversità culturali, ma a ogni proposta di verità altra, che è, questa sì, irrinunciabile contenuto delle arti.
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DANTE E VIRGILIO NEL PARNASO DIPINTO DA RAFFAELLO

In passato Nei secoli precedenti, nessun mezzo costruttivo ha determinato le scelte di stile
Un’immagine della downtown di San Francisco (Archivio Corsera)

ditato dall’interpretazione positivista di alcuni principi del Moderno gli elementi di produzione del bene edilizio, dall’altro una spinta a fare del mito dei mezzi tecnologici e persino della loro incomprensibilità, l’essenza del linguaggio dell’architettura. Oppure si è sviluppata in modo prepotente un’architettura della bizzarria senza necessità come finta ricerca di una rivendicazione della libertà creativa: per gradita concessione estetica degli interessi dei poteri. E tutto questo si è diffuso in contrasto con i compiti quotidiani dell’architettura di fornire edifici per le più diverse funzio-

ni e prima di tutto per l’abitare, un compito entrato oggi in contrasto proprio con la ricerca dell’eccezionalità tecnica e formalistica di ogni intervento progettuale come mezzo per l’indispensabile successo dell’architetto, ma in sottostante consonanza con i processi di standardizzazione che sempre più si sviluppano anche nel mondo della costruzione. Il libro di Lawrence Busch, professore di Sociologia alla Michigan University, Standards: Recipes for Reality (MIT Press) propone di considerare proprio il ruolo della nozione di standard nei nostri anni come un

trionfo della ragione strumentale dei codici comuni sociali e persino soggettivi in via di compimento. Standard dei segnali e dei segni, delle misure, della traducibilità, della riproducibilità, degli orari, della compatibilità dei mezzi di comunicazione immateriali, ma anche standard come garanzia di qualità dei prodotti o come unificazione rigorosa delle misure dei container. Tutte misure che facilitano enormemente la vita quotidiana, modificano la nostra percezione della realtà ma che sono, per gran parte della popolazione del globo, ormai strumenti irrinunciabili,

R Il libro: Lawrence Busch, «Standards: Recipes for Reality», MIT Press, pp. 384, $ 35

Arte A Venezia

Guggenheim: nuovo giardino con mostra
In occasione della completa riapertura del museo e del Giardino delle sculture Nasher, il 29 febbraio la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenterà la mostra «Arte europea 1949-1979» con un’apertura straordinaria gratuita. L’esposizione, curata da Philip Rylands, direttore del museo, porta in scena una preziosa selezione di opere collezionate da Peggy negli anni veneziani della mecenate (1949-1979). La mostra rappresenta anche un’occasione per vedere esposte le opere donate al museo dal 1979 a oggi, tra le quali opere di Germaine Richier, Tony Caro, Bryan Hunt, Jenny Holzer, Mirko, e Barry Flanagan. Tra gli italiani i decoupages di Mimmo Rotella e due lavori di Lucio Fontana, tra cui un «Concetto Spaziale» del 1955, uno dei primi esempi dei suoi celeberrimi «buchi», appena acquistata dal museo.

VINCITORI VINTI
Ciclo di incontri sull’Italia del Risorgimento dal 1 febbraio al 7 marzo ore 18.00
1 FEBBRAIO 2012. Sala Alessi Palazzo Marino, Milano

“All’onore della nostra età e della patria comune”. L’ideale politico-culturale di una generazione romantica e ribelle.
Alberto Mario Banti, Università di Pisa - Marco Antonio Bazzocchi, Università di Bologna 8 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

Concorso online

“E sia divina ai vinti / mercede il vincitor”. Una lingua per Renzo e Lucia. Manzoni, De Sanctis e l’identità culturale della nuova Italia.
Salvatore Silvano Nigro, Università IULM di Milano Angelo Stella, Presidente Centro Nazionale Studi Manzoniani 16 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

Cortometraggi da inviare al Club della «Lettura»
Leggere è interpretare, tradurre, capire il presente. E si può raccontarlo in video. È questo lo spirito del concorso «La Lettura in corto», l’iniziativa, indetta da «Corriere della Sera» e Milano Film Festival, che punta a raccogliere e selezionare le migliori opere in video legate al tema della lettura. Dall’inizio del concorso (31 gennaio 2012) a oggi, sono stati raccolti sul Club della «Lettura» (www.corriere.it/lettura) più di cinquanta cortometraggi. Di tutti i progetti inviati, una giuria eletta da «Corriere della Sera» e Milano Film Festival ne selezionerà 10, che saranno per altre 2 settimane votabili online. Entro la fine di maggio sarà dichiarato il vincitore, che riceverà un compenso in denaro pari a 5 mila euro, assegnato durante la serata di premiazione organizzata a Milano. C’è tempo fino a lunedì 30 aprile per inviare il proprio video.

I Cattolici e la nazione italiana. Il sentiero interrotto del Cattolicesimo liberale.
Daniele Menozzi, Scuola Normale Superiore di Pisa - Francesco Traniello, Università di Torino 23 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

“Sono convinto che nel Mezzogiorno la rivoluzione morale esiste”. Il Sud tra vincitori e vinti.
Salvatore Lupo, Università di Palermo - John Dickie, University College London 1 MARZO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

Centralismo e federalismo. L’ideale di autogoverno come costruzione dell’unità nazionale.
Raffaele Romanelli, Università di Roma - Alberto De Bernardi, Università di Bologna 7 MARZO 2012. Sala Alessi Palazzo Marino, Milano

Ritrovarsi al Pantheon. Il culto e il mito della nazione.
Simon Levis Sullam, Università di Venezia Su prenotazione tel. 199 75 75 19

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Idee&opinioni
LA GRECIA RESTA SEMPRE PIÙ SOLA DAVANTI AI DIKTAT DI BRUXELLES

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GLI ERRORI DEI GOVERNI, LA TIRANNIA DELLE VISIONI A BREVE

Riconciliare gli europei con l’Europa per una stabile uscita dalla crisi
di MARIO MONTI e SYLVIE GOULARD
SEGUE DALLA PRIMA

A questo punto, la Grecia è in gioco. Mai come in queste ore, nelle cancellerie europee e nella stessa Atene stanno montando i dubbi sulla sua possibilità di rimanere agganciata all’eurozona. Il voto drammatico del Parlamento ellenico, domenica notte, a favore del nuovo pacchetto di austerità preteso dai partner internazionali è stato letto non come un impegno fermo — men che meno come una svolta — ma solo come il desiderio di non andare incontro a una bancarotta a fine marzo, di tenere la porta aperta. Non si sa però aperta a cosa. La sfiducia nella capacità greca di riformare non solo il disastroso bilancio pubblico ma l’intero apparato di uno Stato inefficiente, clientelare e pachidermico è ormai senso comune, in Europa. Bruxelles ha rinviato una riunione dei ministri delle Finanze, prevista per oggi sul caso greco, che era stata presentata come decisiva. E ha posto ad Atene almeno sei nuove richieste di chiarimento. La più significativa sulle intenzioni del leader conservatore Antonis Samaras, il quale ha sì invitato i suoi deputati a votare il Memorandum di austerità ma ha anche promesso di riaprire i negoziati sui suoi con-

tenuti se vincerà le elezioni, probabilmente in aprile. In Germania, intanto, quasi più nessuno crede che il pacchetto di aiuti da 130 miliardi in discussione possa servire a qualcosa. L’impressione che si stia versando denaro «in un pozzo senza fondo», resa palese dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, sta facendo proseliti. Ieri, l’influente numero uno della Bosch, Franz Fehrenbach, ha detto che la Grecia è solo un peso per l’Europa e che se non sceglie di uscire dall’euro dovrebbe essere la Ue a cambiare le sue regole e a espellerla. Non sono più minacce per fare pressione, si tratta di richieste. È evidente che la strategia greca di austerità e riforme seguita finora dalla Troika — Ue, Bce e Fmi — è vicina al fallimento. Non è più credibile: nell’istante stesso in cui governi e mercati si sono resi conto che un crollo di Atene forse non creerebbe un contagio micidiale nel resto dell’eurozona, la Grecia si è trovata al gelo, irrimediabilmente sola. Cinismo si dirà. Forse. Di certo è il momento di scelte coraggiose.

Danilo Taino
twitter@danilotaino
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DA HOLLYWOOD A BUENOS AIRES PENN RIAPRE LA FERITA DELLE MALVINAS
L’attore Sean Penn vola in Argentina e si incontra con la «presidenta» Cristina Kirchner. Motivo ufficiale del viaggio è il lavoro che l’attivista sta svolgendo a favore della ricostruzione di Haiti, come ambasciatore itinerante dell’isola devastata dal terremoto del 2010. È uno sforzo meritorio, quello di Penn: la sua fondazione ha già dato asilo a 55.000 rifugiati e i suoi buoni contatti hanno permesso l’afflusso di denaro e medicinali a Haiti. Poi Penn, per compiacere la Kirchner, inizia a parlare d’altro. Si dice a favore di uno sforzo diplomatico per spegnere i nuovi attriti tra Argentina e Gran Bretagna sulle isole Falkland. In realtà sposa la posizione di Buenos Aires, che a 30 anni dalla guerra tuttora rivendica la sovranità sull’arcipelago. E attacca frontalmente Londra: «Sono ridicole e arcaiche le posizioni che puntano a perpetuare il colonialismo», dice Penn. La stampa britannica insorge. Non solo l’attore definisce le isole come Malvinas, il che per noi è inaccettabile — scrive The Sun — ma si lancia in un’accusa sorprendente nel 21˚secolo. La posizione

inglese sulla questione non è cambiata negli anni: controlliamo quelle lontane isole nell’Atlantico Sud e le difendiamo militarmente perché così vogliono i suoi abitanti. Stop. Penn, come è noto, fa parte della sinistra militante di Hollywood e oltre a combattere per i diritti civili nel suo Paese non perde occasione per flirtare con gli avversari storici degli Stati Uniti. È spesso a Cuba, è amico personale di Hugo Chavez, ha lottato contro le guerre in Afghanistan e Iraq. E se i suoi recenti contatti con l’Iran almeno sono serviti a liberare due ostaggi americani — Penn ha aiutato nella mediazione — appare difficile che le sue parole possano ora servire a qualcosa nella vicenda Falkland. Al contrario, per via della notorietà di chi la pronuncia, quella frase sui «colonialisti britannici» serve piuttosto a gettare benzina sul fuoco di una vicenda che dovrebbe essere chiusa da decenni. E che a Buenos Aires, con strana puntualità, i governi locali riaprono sempre per motivazioni interne.

Sono le disfunzioni delle democrazie nazionali a contribuire ampiamente ai disordini attuali: in virtù del trattato di Maastricht, i governi dell’eurozona continuano ad assumersi il carico delle politiche economiche e sociali e devono sorvegliarsi a vicenda. Abbiamo visto il risultato. Violando le promesse di rigore di bilancio o rinviando le riforme indispensabili, parecchi responsabili nazionali non solo hanno ingannato i propri partner, ma hanno anche leso i propri popoli, in particolare i giovani e le generazioni future. La tirannia del breve termine, l’eccesso di indebitamento, pubblico o privato, il clientelismo hanno portato a un disastro che le popolazioni pagano caro. Nessuno può più sostenere che la democrazia nazionale funzioni in modo soddisfacente e che invece «l’Europa» non funzioni. Al tempo stesso, la crisi ha accentuato il bisogno di legittimazione delle decisioni europee. La disoccupazione crea enormi danni, la precarietà e le ineguaglianze aumentano. Troppi europei hanno la sensazione di trovarsi in un tunnel. Sono pronti a fare sforzi, se questi sono equamente ripartiti. Vogliono soprattutto capire chi decide e vogliono avere un peso sulle scelte per ritrovare dignità e speranza. Siamo convinti che, per uscire durevolmente dalla crisi, dobbiamo ripensare la democrazia a tutti i livelli, europeo e nazionale, senza contrapporli. È giunto il momento di abbandonare le dispute istituzionali e le recriminazioni incrociate che nuocciono al bene comune. Un disarmo generale si impone al fine di riconciliare gli europei con l’Europa. Sono i capi di Stato e di governo ad essere in prima linea. Il Consiglio europeo è ormai un’istituzione pienamente europea, riconosciuta dai trattati, dotata di un presidente stabile. Tuttavia, se ciascuno dei suoi membri gode della legittimità che gli conferiscono le procedure democratiche nazionali, la legittimità collettiva soffre
CONC

ancora di una certa mancanza di trasparenza e di responsabilità (accountability). Il Consiglio europeo, con le sue sedute a porte chiuse, prendendo decisioni che non sono discusse pubblicamente né possono essere contestate, dà l’immagine di un’Europa distante, inafferrabile. Sebbene il presidente Van Rompuy esponga regolarmente i risultati dei Consigli europei davanti al Parlamento europeo, fino ad oggi non viene esercitato alcun controllo parlamentare. Eppure, le decisioni prese dai capi di Stato e di governo possono provocare arretramenti, in materia sociale, o imporre un rigore economico molto maggiori di quelli provocati dalle politiche che i governi

nazionali, controllati dai Parlamenti nazionali, hanno preso negli ultimi anni. Anche su certe carenze dell’azione europea, che minacciano di diventare veri e propri «buchi neri», non c’è un dibattito sufficiente: sulla necessità, per esempio, di riattivare la crescita senza nuocere alla disciplina, o ancora sulle possibilità di preservare l’equità fiscale quando, nel mercato unico, il capitale è mobile e il lavoro lo è molto meno. La mancanza di una discussione aperta accredita anche l’impressione di un «diktat» degli Stati più potenti. Ciò è pericoloso. Una delle virtù della costruzione europea, dal 1950, e la ragione profonda del suo successo nel preservare la pace, è quella di unire su base volontaria, nel mutuo rispetto. La stabilità non può essere imposta con la forza. Le decisioni prese in tali condizioni rischiano soprattutto di non essere efficaci.

Nulla garantisce che il «Patto euro+», adottato nel 2011 dai capi di Stato e di governo per rafforzare la competitività europea, sia più efficace degli elenchi di promesse anteriori. Maggiori valutazioni e controlli pubblici ex post sarebbero utili. I Parlamenti nazionali sono chiamati a un ruolo importante nel controllo, da parte di ogni Stato, del rispetto della sua parola, ma la legittimazione delle decisioni europee collettive non può poggiare su di essi. Rivolgendosi a opinioni pubbliche separate, segnate da tradizioni diverse, essi non hanno presenti tutti i punti di vista, tutti gli interessi da riconciliare. Inoltre, i Parlamenti nazionali sono troppo numerosi per essere tutti implicati, ma sarebbe impensabile associarne solo qualcuno. L’unica sede in cui questa missione può essere garantita è il Parlamento europeo. Con le revisioni dei trattati, i suoi poteri legislativi sono stati accresciuti. I testi negoziati con il suo concorso provano che sa assumersi le proprie responsabilità. Così, nella riforma del Patto di stabilità («6 pack»), il Parlamento europeo ha contribuito a far prevalere una concezione rigorosa della disciplina e ha dato il suo appoggio alla nuova sorveglianza degli squilibri macroeconomici. Ci si può certo augurare che il suo funzionamento migliori, ma, se fosse maggiormente associato alla gestione della crisi, sarebbe un utile intermediario presso le popolazioni. L’esigenza di democrazia, di partecipazione, di trasparenza è irresistibile. A termine, riforme di grande ampiezza saranno necessarie per fortificare la dimensione parlamentare dell’Unione Europea. Come a livello nazionale, la posta in gioco è delicata, poiché consiste nell’inventare una democrazia più esigente, che eviti la demagogia e la veduta corta. Il processo sarà lento, ma un contributo può già darlo un dialogo intenso e fiducioso fra istituzioni, al di là delle frontiere. Presidente del Consiglio italiano Deputata europea (traduzione di Daniela Maggioni) © Le Monde
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SINISTRA

Rocco Cotroneo
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La parola «socialista» che divide il Pd
di PAOLO FRANCHI

A TRE ANNI SCHIERATA CONTRO IL PADRE UN FARDELLO PESANTE PER TUTTA LA VITA
Una bambina di tre anni parte civile in un processo? In teoria, nel caso di Vittoria Parolisi, la piccola figlia del caporalmaggiore accusato di aver ucciso a coltellate nel bosco la moglie Melania, è sacrosanto perché la vera vittima della vicenda di sangue, quella che ne paga e ne pagherà il prezzo maggiore, è sicuramente lei, la bambinetta di due anni e mezzo che in un colpo solo ha perso entrambi i genitori, sebbene uno sia vivo e vegeto, in carcere però. Orfana due volte quindi, ma non un’orfana normale che per un incidente o una malattia si è ritrovata senza papà e mamma, bensì un’orfana speciale, figlia di un probabile assassino e perciò, chissà, alla fine, meno compatita, meno commiserata da parenti, conoscenti, vicini di casa. La legge prevede la possibilità in quanto parte civile si è costituita la nonna materna che è anche stata nominata curatrice speciale della nipotina e perciò, in un certo senso, accorpa in sé i diritti della bambina: parti civili, dunque, tutte e due assieme, le due Vittorie, perché la piccola porta lo stesso nome della nonna. Giusto e sacrosanto, in teoria. Nella real-

tà verrebbe, invece, da sperare che la vittima maggiore fosse lasciata in pace e fuori dai tribunali: affibbiarle, infatti, a sua insaputa, un ruolo di rivendicatrice nei confronti di suo padre, pur forse crudele, pur forse spietato, pur forse assassino, è un fardello pesante che le viene imposto per la vita. Cosa ne sappiamo, infatti, di come si evolverà il rapporto tra lui e lei nel corso del tempo? Non vorrà, eventualmente, Vittoria, negli anni che verranno, conoscere suo padre, frequentarlo, anche capire come e perché è successo quel che è successo? Di un papà si può, infatti, avere bisogno da grande, anche se è chiuso in carcere per il motivo più grave che ci sia. Ecco, una costituzione di parte civile, sia pure soltanto formale, potrebbe rendere ancora più difficile il cammino di questa piccola orfana, ora protetta sì dai nonni, ma in un lontano domani magari costretta ad andare da sola, e chissà se allora le sarà d’aiuto sapere che quando aveva tre anni qualcuno aveva deciso per lei di schierarla contro suo padre.

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Isabella Bossi Fedrigotti
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gni infortunio o, direbbe Bersani, ogni ammaccatura, ha una sua meccanica e una sua storia. Ma quando ci si infortuna o ci si ammacca con inquietante regolarità è altamente probabile che di mezzo ci sia pure qualche problema d’ordine, diciamo così, più generale. Tradotto. Certo che Genova non è Napoli, e nemmeno Cagliari e nemmeno Milano e nemmeno la Puglia, dove tutto è cominciato qualche anno fa, e nemmeno Palermo, dove il centrosinistra sembra avere già predisposto tutto per perdere prima ancora che la partita cominci. Adesso anche a Genova, però, proprio come ieri a Napoli, a Cagliari, a Milano, e l’altro ieri in Puglia, le candidature targate in un modo o nell’altro Pd, quella ufficiale di Roberta Pinotti e quella polemica del sindaco uscente Marta Vincenzi, sono state bocciate dagli elettori delle primarie. Non è il caso di ricavarne una qualche legge bronzea. Ma sostenere, come i conduttori televisivi di una volta, che questo è il bello delle primarie, e per il resto immaginare di cavarsela rivedendone le regole, per fare in modo (ma come?) che il Pd vi partecipi con un candidato solo, non pare particolarmente intelligente. Stiamo parlando, sarà bene ricordarlo, del più grande partito italiano. Ed è piuttosto difficile immaginare che il più grande partito italiano possa considerare alla stregua di un problema tutto sommato tecnico una così vistosa e persistente difficoltà (è un eufemismo) a

selezionare candidature apprezzate dal proprio elettorato. Forse — forse — sullo sfondo di tutto questo c’è anche una questione politica, strategica e identitaria irrisolta, che va ben oltre la scelta dei candidati sindaci. Il Pd se la porta appresso dalla fondazione, ma adesso che, incassata la caduta di Berlusconi, è entrato a far parte della maggioranza tanto «strana» quanto vasta che sostiene il governo Monti, se la ritrova di fronte in termini nuovi e pressanti. Come conferma il curioso scambio di messaggi politico editoriali che ha animato questi ultimi giorni. Ha cominciato, sull’onda di un’indiscrezione del Foglio, Eugenio Scalfari, chiedendo pubblicamente a Bersani di essere rassicurato «come elettore» del Pd, che mai e poi mai avrebbe votato se si fosse presentato come una forza socialdemocratica sullo «schema del socialismo europeo»: è vero o no che nella segreteria del partito ci sono dei giovanotti al lavoro per formalizzare una simile, insensata proposta? È bastato questo post scriptum all’editoriale domenicale del fondatore di Repubblica perché una piccola folla di ex popolari e di Democrat senza se e senza ma si levasse a giurare di condividere una preoccupazione tanto angosciata: ma questa non è una novità. Più interessante è il fatto che Bersani, piuttosto che smentire, abbia provato a ridimensionare il tutto, ricorrendo anche a un’innocente bugia («Non siamo più un partito in cerca di Dna»: fosse vero...), senza però

tirarsi indietro. Recitano infatti le ultime righe della sua replica a Scalfari: «Chi volesse osservare la discussione nella Spd e nei Verdi tedeschi, o le recenti pratiche dei socialisti francesi, potrebbe forse riconoscere qualche traccia delle nostre buone ragioni». Come dire: non siamo i soli a credere che bisogna oltrepassare i confini delle vecchie famiglie politiche, le forze della sinistra che in Francia e in Germania sfideranno Sarkozy e la signora Merkel la pensano come noi, ma il campo di cui sto parlando è quello dei soggetti «che in tutto il mondo combattono il liberismo della destra conservatrice». Bersani probabilmente ha ostentato qualche ottimismo eccessivo. Non so se i giovani scrivani del Pd continueranno a lavorare alle loro tesi «socialdemocratiche», la cui stessa stesura non è facilissima da conciliare con il sostegno al governo Monti. Ma, se andassero avanti, sarebbe un bene per tutto il Pd, anche per quel largo pezzo del partito che già in partenza non le apprezza affatto, che non si riconosce nel campo antiliberista indicato da Bersani, che molto probabilmente non si spellerà le mani per tifare Hollande. Di un confronto aperto, o come si diceva una volta di una grande battaglia politica e ideale, non di guerriglie alla mordi e fuggi, il Pd ha bisogno come dell’aria per respirare. In fondo anche gli elettori genovesi proprio questo hanno provato. Una bruttissima sensazione di mancanza d’aria.
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

Lettere al Corriere
Risponde Sergio Romano
Riprendendo una sua risposta a proposito della non correttezza di applicare sentenze civili di uno Stato a un altro (Italia contro Germania sui risarcimenti per le stragi di guerra), trovo forte questa sua affermazione: «Con una decisione a mio avviso discutibile i crimini di guerra e i reati contro l’umanità non sono soggetti a prescrizione». Affermazione poi ribadita in chiusura. Perché questi crimini dovrebbero poter essere prescritti? C’è sempre da considerare, è vero, che si tratta sempre di casi eccezionali (guerre, genocidi, persone spesso ormai vecchie...) ma la prescrizione per questi reati è davvero la migliore soluzione? Davide Oltolini davideoltolini@yahoo.com Caro Oltolini, a prescrizione risponde a due esigenze. La prima, spesso inconfessata, è quella di ripulire l’archivio delle pratiche pendenti. La macchina della giustizia è sempre lenta (da noi purtroppo lentissima) e i suoi ritmi rischiano di sacrificare il funzionamento del sistema economico e sociale del Paese all’aspirazione astratta di una giustizia perenne e infallibile. La prescrizione presenta il vantaggio di cancellare ogni anno una parte dell’arretrato. Naturalmente i suoi tempi sono diversi da un Paese all’altro, ma sono ovunque tanto più brevi quanto minore è la gravità del reato. La seconda esigenza è quella di evitare processi che il tempo trascorso rende terribilmente complicati. Se un imputato viene processato

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E-mail: lettere@corriere.it oppure: www.corriere.it oppure: sromano@rcs.it

LA PRESCRIZIONE DEI REATI QUANDO È MEGLIO ARCHIVIARE

Tuttifrutti
di Gian Antonio Stella

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per fatti accaduti sessanta o settanta anni prima, molti protagonisti della vicenda sono scomparsi. Esistono ancora alcuni testimoni, ma i loro ricordi sono molto spesso una versione della realtà elaborata nel corso della vita sotto l’influenza di fattori esterni: la lettura di un libro, una campagna giornalistica, i ricordi di coloro che hanno avuto esperienze analoghe, il desiderio di conferire a se stessi un ruolo centrale e speciale. Esistono documenti, ma non è facile accertarne l’autenticità e collocarli nel loro contesto. Uno dei casi più interessanti è quello di John Demjanjuk, un soldato ucrai-

no dell’Armata Rossa, catturato dai tedeschi nel 1942 e addetto a mansioni di sorveglianza e «pulizia» nel campo di concentramento polacco di Sobibor. Accusato di avere collaborato all’uccisione di 28.060 ebrei, fu detenuto per sette anni in un carcere israeliano, ma rilasciato per insufficienza di prove quando il tribunale ebbe il dubbio che fosse vittima di uno scambio di identità. Caduto qualche tempo dopo nelle mani della giustizia tedesca, Demjanjuk, è stato condannato a cinque anni di prigione nel maggio del 2011. Aveva 91 anni, non era in grado di camminare e veniva trasportato in tribunale su una barella. Siamo davvero sicuri che questa sia «giustizia»? Aggiungo, caro Oltolini, un’altra considerazione. Quando i processi vengono dilemma se stare più al centro o spostarsi un po’ a sinistra. La base pare aver già scelto, il vertice non ancora. Non deve, quindi, meravigliare se i candidati di Vendola avranno sempre la meglio.
Pasquale Mirante pasmir@alice.it

celebrati con grande ritardo, i criteri dei giudici sono spesso molto diversi da quelli che sarebbero stati adottati dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le guerre jugoslave, i massacri ruandesi e altri avvenimenti hanno reso la pubblica opinione molto sensibile ai «crimini contro l’umanità». Una nuova sensibilità ha creato un nuovo diritto internazionale, una nuova giurisprudenza e nuove regole, fra cui per l’appunto quella della non prescrittibilità di certi reati. In linea di principio può apparire giusto che queste nuove regole vengano applicate anche a eventi di un altro tempo. Ma non dovremmo dimenticare un altro principio: quello secondo cui una legge non dovrebbe mai essere retroattiva.
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Il Quirinale e i tagli alle spese
unga vita a re Giorgio. Gli storici ci diranno quanto il capo dello Stato sia stato determinante in questi anni difficili e in particolare nel riaffermare come il nostro sia un Paese pieno di guai ma anche di persone serie. Non a caso la sua popolarità è altissima. Di più, riconosciamo che mettere la retromarcia a una macchina lanciata in una corsa pazza (le spese correnti tra il 2001 e il 2010 sono salite del 62%) non è facile. Ma i toni di soddisfazione del comunicato diffuso dal segretario generale Donato Marra nella nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2012, con tutta la migliore buona volontà, lasciano sinceramente stupiti. Dice quella nota che «le economie conseguite con le misure adottate autonomamente a partire dall’inizio del settennato ammontano complessivamente a circa 60.500.000 euro al 31 dicembre 2011». Non capiamo. Nel 2006 (dati della Ragioneria generale) il Quirinale ci costò 217 milioni di euro. Oggi, dice il dato ufficiale, ce ne costa 228. Come mai? Gli italiani li hanno visti, i tagli veri: da 518 a 70 milioni di euro (-91%) tra il 2009 e il 2012 al Fondo politiche sociali; da 551 a 84 milioni (-85%) ai fondi per il Rischio idrogeologico... Nel caso del Colle non si tratterà solo di rinunce agli aumenti ipotizzati? Prevedi di spendere 100 in più, poi rinunci e ti vanti d’aver «tagliato» 100... Comodo, così... Dice il comunicato che «la dotazione del Quirinale è quindi sostanzialmente pari a quella del 2008, a fronte di un’inflazione che da allora ha già raggiunto la misura dell’8,4%». Dati incontestabili. Ma vogliamo aggiungerne Un’operazione un altro, per capire? Dice la tabeltrasparenza la del Fondo monetario (www.imf.org) che nel 2008 il sull’esempio Prodotto interno lordo italiano di Buckingham fu di 2.307.429 miliardi di dollari ma nel 2010 è sceso a 2.055.114. Palace Insomma, ci siamo impoveriti. Molto. Tant’è che dal 2001 al 2010 il Pil pro capite degli italiani non solo non è cresciuto: è calato del 4,94%. Il personale del Colle è sceso dal 2006 di «ben 394 unità»? Ottimo. Ma fateci capire: compresi i «comandati» restituiti alle amministrazioni da cui venivano? Perché, se è così, i loro stipendi gravano comunque alla voce «uscite» dello Stato. Dicono: il Quirinale costa perché è un museo. Vero. Sul suo stesso sito web, però, è scritto che nel 2011 il Palazzo è stato aperto al pubblico «tutte le domeniche dalle ore 8.30 alle ore 12.00, con esclusione dei seguenti giorni: 2 gennaio, 16 gennaio, 24 aprile, 1˚ maggio, 29 maggio, 18 dicembre, 25 dicembre e del periodo da domenica 26 giugno a domenica 18 settembre». Cioè 3,5 ore a settimana e mai d’estate. Più l’apertura delle Scuderie, ogni tanto, per grandi mostre tipo quella di Caravaggio. Insistiamo: tutto sarebbe più chiaro se i bilanci fossero trasparenti. Online. Voce per voce. Come quello di Buckingham Palace, dove la Regina ha potuto vantarsi d’aver tagliato il 61% della Civil List. E ci scommetteremmo: la totale trasparenza renderebbe più forte lo stesso Napolitano nei confronti di chi, all’interno, ai tagli resiste.

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FONDI ELETTORALI

Controlli sui conti
Caro Romano, giusti o sbagliati, pochi o tanti che siano, perché trasferire alle casse dei partiti i fondi elettorali? Se lo scopo è favorire la competizione elettorale supportando formazioni che possono essere «volatili» o evolvere verso nuovi schieramenti, lo Stato non dovrebbe rinunciare a tenere ben saldi in mano i cordoni della borsa. Stanziato il fondo lo si usi per saldare i conti che il partito vorrà presentare. Se vi è un residuo alla scadenza prevista, i quattrini tornino nelle disponibilità dello Stato. Meno tentazioni, più trasparenza e, magari, qualche recupero.
Giuseppe Baselli, Milano

re soltanto all’esercizio delle loro funzioni e il suo uso deve essere soggetto a un pubblico controllo.

INVESTIMENTI STRANIERI

Misure urgenti
Il presidente Napolitano, nel denunciare «perchè gli stranieri non investono», ha richiamato la classifica della World Bank 2012 secondo la quale l’Italia, nel ranking mondiale (183 Stati) per l’impatto fiscale è classificata al 128˚posto. È una posizione che ci trasciniamo da anni ed è sempre peggiorata: pressione (oltre 50%), sperequazioni (difformità di prelievo a parità di reddito), complessità (effluvio di

norme), incertezze (legislazione e giustizia), evasione. L’auspicio è che si arrivi alla codificazione, almeno dei principi procedurali e processuali, e su questo si è lavorato nell’ambito del Cnel, ma occorrono misure urgenti: allargamento della base imponibile e riduzione delle aliquote. Victor Uckmar, Genova

davanti alla bocca, c’è una buona metà che noncurante degli altri infesta ambiente e vicini. Per frenare la propagazione di raffreddori e mal di gola, è forse il caso di copiare il Giappone e diffondere la cultura della mascherina in pubblico.
Andrea Sillioni Bolsena (Vt)

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INFLUENZA DI STAGIONE

Uso della mascherina
È tempo di malanni stagionali, un po’ per le basse temperature e un po’ per le epidemie influenzali, starnuti e colpi di tosse sono all’ordine del giorno. Sui mezzi pubblici e nei luoghi affollati, oltre alle persone civili che mettono educatamente le mani

FESTIVAL IN TV

L’orario di inizio
Il Festival di Sanremo è iniziato ieri alle 20.35. Come mai, dato che per vedere un film o uno sceneggiato dobbiamo tutti noi fare uno sforzo per restare svegli, mentre quando fa comodo alla Rai è invece possibile anticipare l’inizio delle programmazioni serali? Questo, fra l’altro, ci eviterebbe di dover vedere tanti programmi molto discutibili, tenuto conto che tutti noi ci alziamo la mattina presto per andare a lavorare.
Francesca Minetto Milano

DILEMMA DEL PD

Da che parte stare
Penso che il Pd dovrà sciogliere al più presto il

Occorrerà anzitutto stabilire con molta precisione quali siano le spese rimborsabili; e sarà molto complicato. Ma nella sua proposta vi è una fondamentale verità. Quando i partiti ricevono soldi dallo Stato (vale a dire dai contribuenti), il denaro deve servi-

La tua opinione su corriere.it/opinioni/
L’Italia che sta facendo sacrifici per uscire dalla crisi deve candidare Roma alle Olimpiadi del 2020?

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

La domanda di oggi
Da martedì saranno online le dichiarazioni patrimoniali dei ministri. Le consulterete?

Sì 9,5

R

No

R
90,5

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Interventi & Repliche
Le linee ferroviarie italiane
È assai probabile che la «danza druidica» di Susanna Tamaro «sotto i piloni della direttissima», dipinta nel suo articolo sul Corriere del 13 febbraio, duri molte stagioni: nonostante l’ondata liberalizzatrice già molto avanzata in Italia, infatti, le Fs tedesche e austriache non verranno mai da noi a offrire treni «sulle linee secondarie» a queste condizioni, cioè con prezzi e contributi pubblici bassi come quelli che oggi riceve Trenitalia. Semmai verranno anche loro, come si accingono a fare le Fs francesi, su quelle dell'Alta Velocità dove si guadagna. E bene. Nell'articolo dell’altro ieri c'è lo stesso afflato di amore e tradimento narrato in «Va’ dove ti porta il cuore». Ma, cosa c'è di tradimento nel pervicace ostinarsi dei ferrovieri di Fs a voler risolvere i problemi con una coperta corta così? Ci sono piuttosto molta dedizione e molta passione. Limitare alle ore notturne i treni-notte, che così com’erano perdevano 134 milioni, non è solo una tautologia ma anche una soluzione importante per i pressanti problemi di finanza pubblica. I treni pendolari hanno prezzi bassissimi eppure è stato lanciato un piano di investimenti da 2 miliardi di euro e l’Alta Velocità (pari a quella tedesca e più moderna di quella francese) in tanti casi compensa le perdite del servizio universale. I tempi sono cambiati, che piaccia o no. Lo Stato imprenditore è sempre più piccolo e il mercato sempre più grande e noi italiani siamo più sognatori che gente pratica, vogliamo i vantaggi del mercato salvo poi rimpiangere quelli dello Stato («sono finiti i bei tempi delle Ferrovie dello Stato», dice la Tamaro). «Perché non ci offrite più treni regionali e più intercity? Perché quelli che circolano non sono nuovi? Perché non assumete più ferrovieri e li pagate di più? Perché avete accorciato i treni-notte? Ecc...»: la Tamaro sembra fare a Fs le domande che spesso pone il Corriere. E allora ecco le stesse argomentazioni: è vero, quei «bei tempi» sono finiti e hanno lasciato sul campo più di 2 miliardi di perdite all'anno, 7 miliardi di debiti, e 350 milioni all'anno di interessi da pagare. Un rovescio della medaglia da vero e proprio sfascio a cui, sono certo, nessuno ambisce più. Senza quelle «Ferrovie dello Stato» avremmo potuto investire il doppio di quello che investiamo oggi. Sia chiaro che, per le medesime argomentazioni e nonostante tutti i «balli nelle notti di luna piena», non ci sarà mai alcuna società ferroviaria in grado di offrire un treno Orvieto-Trieste se a chiederlo saranno (come oggi sono) 0,5 viaggiatori al giorno. Chi ripaga le perdite? Lo Stato italiano? Quello tedesco o austriaco? È un fatto ineluttabile di cui, con realismo, prima o poi si dovrà prendere atto. E non si tratterà di uno dei tanti diritti negati che, prima ancora degli altrettanti doveri disattesi in silenzio, oggi ci riempiono la bocca, ma della parsimonia di un qualsiasi buon padre di famiglia.
Federico Fabretti

Direttore centrale Media Ferrovie dello Stato italiane

Sono stata sommersa di email di viaggiatori contenti che qualcuno abbia portato finalmente questo bubbone in superficie. I viaggiatori medi italiani sono assolutamente esasperati dal pessimo funzionamento — con la sola eccezione di Frecciarossa — delle normali linee ferroviarie. Il che vuol dire, ritardi, sporcizia spaventosa, impossibilità di usare i servizi igienici, condizioni climatiche estreme, porte che non si aprono o che si chiudono a ghigliottina, totale mancanza di informazioni. Allora dobbiamo pensare che, dato che non ci sono i soldi, dobbiamo tutti andare in automobile o rimanere a casa? E gli altri Paesi come fanno? Comunque, meglio di me le risponderanno i viaggiatori e i pendolari.
Susanna Tamaro

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Spettacoli
Il Festival La prima serata è tutta all’insegna del Molleggiato. Nel mirino Merkel e Sarkozy

Davanti alla tv

IL PREDICATORE
DECADENTE
di ALDO GRASSO
SEGUE DALLA PRIMA

Dopo ieri sera ho scelto definitivamente. Ogni anno il Festival di Sanremo ci mette di fronte a un tragico dilemma: ma davvero questo baraccone è la misura dello stato di salute della nazione? E se così fosse, non dovremmo preoccuparci seriamente? C’è stato un tempo in cui effettivamente il Festival è stato specchio del costume nazionale, con le sue novità, le sue piccole trasgressioni, persino le sue tragedie. Ma tutto ha un tempo e questo (troppo iellato) non è più il tempo di Sanremo o di Celentano, se vogliamo rinascere. Monti o Celentano? Se davvero il nostro premier vuole compiere il titanico sforzo di cambiare gli italiani («l’Italia è sfatta», con quel che segue), forse, simbolicamente, dovrebbe partire proprio dal Festival, da uno dei più brutti Festival della storia. Via l’Olimpiade del 2020, ma via, con altrettanta saggezza, anche Sanremo, usiamo meglio i soldi del canone. O Monti o Celentano. O le prediche del Preside o quelle del Re degli Ignoranti contro Avvenire e Famiglia Cristiana. Non mi preoccupa Adriano, mi preoccupano piuttosto quelli che sono disposti a prenderlo sul serio. E temo non siano pochi. Ah, il viscoso narcisismo dei salvatori della patria! Ah, il trash dell’apocalissi bellica! Cita il Vangelo e bastona la Chiesa, parla di politica per celebrare l’antipolitica: dalla fine del mondo si salva solo Joan Lui. Parla di un Paradiso in cui c’è posto solo per cristiani e musulmani. E gli ebrei? Il trio Celentano-Morandi-Pupo assomiglia a un imbarazzante delirio. A bene vedere il Festival è solo una festa del vuoto, del niente, della caduta del tempo e non si capisce, se non all’interno di uno spirito autodistruttivo, come possano essersi accreditati 1.157 giornalisti (compresi gli inviati della tv bulgara, di quella croata, di quella slovena, di quella spagnola, insomma paesi con rating peggiore del nostro), come d’improvviso, ogni rete generalista abbassi la saracinesca (assurdo: durante il Festival il periodo di garanzia vale solo per la Rai), come ogni spettatore venga convertito in un postulante di qualcosa che non esiste più. Sanremo è il Festival dello sguardo all’indietro (anni 70?), dove «il figlio del ciabattino di Monghidoro» si trasforma in presentatore, è il Festival delle vecchie zie dove tutti ci troviamo un po’ più stupidi proprio nel momento in cui crediamo di avere uno sguardo più furbo e intelligente di Sanremo (più spiritosi di Luca e Paolo quando cantano il de profundis della satira di sinistra), è il Festival della consolazione dove Celentano concelebra la resistenza al nuovo. Per restituire un futuro all’Italia possiamo ancora dare spazio a un campionario di polemiche, incidenti, freak show, casi umani, amenità, pessime canzoni e varia umanità con l’alibi che sono cose che fanno discutere e parlare? Penso proprio di no. P.S. Mentre scrivevo questo pezzo mi sono arrivati gli insulti in diretta da Sanremo. Ma non ho altro da aggiungere.
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Celentano lancia bombe su giornali cattolici e Consulta
Quasi un’ora di show tra invettive e canzoni La difesa del referendum sulla legge elettorale
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

SANREMO — Gianni Morandi sta presentando la settima canzone. Sono le 22.15. Cominciano i bombardamenti. Tre minuti che al Festival di Sanremo non si erano mai visti. Aerei che lanciano bombe, urla disperate, fuggi fuggi generale. E’ un misto di filmati e di scene che prendono vita sul palco. Immagini di guerra, il teatro Ariston che brucia, bombe sganciate in mare, ballerini feriti che si trascinano e si accasciano sul palco. E’ la guerra bellezza. Pare dirlo chiaro Adriano Celentano quando appare tra cumuli di feriti. Torna la pace, lui, impermeabile blu, si fa largo, alza il bicchiere d’acqua e saluta la platea, anzi la galleria. Loro ricambiano con un’ovazione. Ecco dunque il tanto atteso show di Celentano: uno show nello show di quasi un’ora. Canzoni, monologhi, invettive. Contro la stampa cattolica, l’economia, Merkel e Sarkozy, il critico del Corriere Aldo Grasso. Attacca i preti: «Nei loro argomenti o nei dibattiti in tv non parlano mai della cosa più importante, del Paradiso, come se l’uomo fosse nato solo per morire. Invece devono farlo se no la gente pensa che la vita sia questa: ma che cazzo di vita è questa qua? La guerra, lo spread, l’economia». Durissimo il suo attac-

co contro «giornali inutili come Avvenire e Famiglia cristiana che andrebbero chiusi definitivamente: si occupano di politica. E criticano don Gallo che ha dedicato la sua vita per aiutare gli ultimi». Celentano ricorda gli «ultimi», quegli operai che protestano dall’8 dicembre sulla tor-

Il Belpaese Appello a Montezemolo: «Faccia anche un treno lento, Lumaca, per far vedere le bellezze dell’Italia»

re della Stazione Centrale di Milano perché hanno cancellato i vagoni letto, quelli che collegavano il nord con il sud. Poi si rivolge a Montezemolo, che sì ha fatto bene a fare il treno veloce, «però ora bisogna bilanciare la velocità con qualcosa di lento. Montezemolo devi fare un treno lento che si chiami "Lumaca" per far vedere le bellezze dell’Italia». Entra Elisabetta Canalis (al posto di Ivana) nei panni di una «moderna» samaritana, rilettura celentanesca della nota parabola evangelica. Poi lui canta «You’re my sunshine», ma i sermoni non sono terminati. Questa volta si parla di politica. E la

Protagonisti Gianni Morandi, 67 anni, e il «conduttore tecnico» Rocco Papaleo, 53; Elisabetta Canalis, a destra, sul palco dell’Ariston ha «interpretato» l’Italia durante l’esibizione di Adriano Celentano

sua invettiva è contro la Consulta che ha bocciato i referendum per la nuova legge elettorale. Chiede al maitre-Papaleo di leggere sul vocabolario il significato di «sovrano». Gli serve per ribadire che «la Costituzione italiana sancisce che la sovranità appartiene al popolo». E si chiede: «Sappiamo che — perché il popolo possa esprimere il suo potere - bastano 500 mila firme, ma i promotori del referendum, Di Pietro e gli altri, ne hanno raccolto un milione e 200 mila. La Consulta non ha esitato a metterle nel cestino». A questo punto comincia un siparietto con Pupo in platea nella parte del contestatore, di chi non ne può più delle pillole di saggezza di Adriano. Forse all’inizio qualcuno ci crede alla lite. Ma appare subito chiaro che trattasi di scenetta. Si parla ancora di referendum bocciati. Poi parte la musica a rasserenare tutto, con Morandi, Papaleo, Pupo in versione Blues Brothers. Una battuta per il direttore generale della Rai, Lorenza Lei «Come si chiama? Lei! Originale. E’ per prendere le distanze». C’è spazio ancora per riflessioni del Molleggiato sulla vita e la morte, sulla fugacità dell’esistenza umana e su quanto sarà bella la vita di là, dove saremo tutti uguali e dove «cristiani e musulmani balleranno il tango della felicità in un abbraccio d’amore senza fine». Attacca Merkel e Sarkozy che hanno imposto i tagli e hanno messo in ginocchio la Grecia. Riflette: «Cinica e armata: è questa l’Europa che vogliamo?». Chiude in musica Celentano cantando il brano del suo ultimo disco «Facciamo finta che sia vero (quello che vi dico)». Magari il titolo non è stato scelto a caso. Sono le 23, è passata un’ora. Sanremo riprende».

Maria Volpe
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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Spettacoli 37
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Stasera La gara
Stasera si ascolteranno i 12 brani degli artisti promossi ieri, di cui 10 passeranno direttamente alla quarta serata

Le pagelle
SanremoSocial
Partirà stasera la gara della sezione SanremoSocial. Fra le prime 4 canzoni, le due più votate accederanno alla quarta serata

Gli ospiti
I comici che interverranno stasera saranno «I soliti idioti»: Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio canteranno anche tre canzoni

di MARIO LUZZATTO FEGIZ Arisa
La notte È più caratterista che cantante. Prima ci ha ipnotizzato col retrò, poi come giurata a X Factor, poi facendo la svampita. Alla prova dei fatti, con un brano fra sogno e incubo, non ammalia, ma fa tenerezza con quel puntare sull’imbranata.

Le reazioni Lo sconcerto dei direttori Tarquinio e Don Sciortino

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«Lo abbiamo criticato e vuole farci chiudere»
«Avvenire» e «Famiglia Cristiana»: esordio pessimo
ROMA — Nella redazione di Avvenire sono tempestati da messaggi di solidarietà, telefonate, email, sms. Tutti abbastanza increduli. Si è in chiusura e il direttore Marco Tarquinio confeziona al volo l’editoriale per la prima di oggi: «Se l’è presa con i preti e con i frati (tutti tranne uno) "che non parlano del Paradiso". E se l’è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana "che vanno chiusi". Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet». Morale: «Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai». Con tanto di post scriptum: «Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis». Don Antonio Sciortino, per parte sua, appare sconcertato: «Se questo è l’esordio, francamente lo trovo pessimo. Mi pare sia andato fuori di testa, non so spiegarmi davvero un attacco simile». Il direttore di Famiglia Cristiana sceglie l’ironia: «Mi sa che regaleremo un abbonamento a Celentano, e credo potrebbero fare lo stesso i colleghi di Avvenire. Evidentemente non ci legge. Non conosce tutte le pagine che dedichiamo ai Vangeli, alla riflessone sulla Parola». Eppure la spiegazione della rabbia del Molleggiato, forse, riguarda proprio i Vangeli. Don Sciortino ricorda le parole di Gesù riportate da Matteo: «Quando dunque tu fai l’elemosina, non metterti a suonare la tromba davanti a te». Sorride: «Credo se la sia presa per questo. Nelle pagine dedicate a Sanremo abbiamo dedicato un articolo alla carità esibita, lo show della generosità di Celentano. Un attimo che le leggo», spiega il direttore di Famiglia Cristiana. E sillaba i passaggi essenziali: «Perché deve essere pagato per l’esibizione di una sera quanto un ricercatore precario non si sogna di guadagnare in dieci anni?». E ancora: «Un’altra ragione di fastidio sta in quella esibita donazione ai poveri. Celentano, con mossa a sorpresa, ha deciso che verserà il suo cachet parte a Emergency e parte ai "poveri". Per individuarli, ha chiesto l’aiuto dei sindaci di sette città: Verona, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari. Non si capisce quale sia il criterio di questa scelta. Ha indicato i sindaci che gli sono più simpatici, quelli che considera più vicini alla gente? Ma tutti i sindaci sono o dovrebbero essere vicini alla gente. E in base a quale graduatoria le sette città sono state da lui individuate come le più bisognose? E perché trasformare in uno spettacolo promozionale anche la generosità, l’aiuto che si dà al prossimo senza aspettarsi un ritorno di immagine?». Don Sciortino sospira: «Ha cercato di attirare l’attenzione. Sarà che va di moda attaccare la Chiesa e i preti. Credo che Celentano non si sia sostituito solo ai preti nel fare prediche. Ha voluto scalzare anche Dio».

Samuele Bersani

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Un pallone «Hai presente un canotto morsicato da un dobermann?», cantava Jannacci in «Son S’ Cioppa’a». Qui invece è il pallone, simbolo dello sciovinismo calcistico italiano, ad essere sgonfio. E sottolinea la depressione e il pessimismo che dilagano fra la gente.

Pierdavide Carone - Lucio Dalla

7

Nanì Non c’è lieto fine nella storia d’amore a senso unico del protagonista per una prostituta. Lei non ha nessuna intenzione di cambiar vita. Carone calca la mano con una interpretazione fortemente drammatica con l’apporto vocale di un grande Lucio Dalla.

Chiara Civello

5

Al posto del mondo Artista con un importante retroterra musicale e culturale e molta attività all’estero nonché ottime esperienze col jazz. Qui alle prese con una canzone non troppo felice e forse troppo tradizionale che non evidenzia il suo talento.

Gigi D’Alessio - Loredana Bertè

8,5

Respirare E’ una delle proposte più originali del Festival. Un duetto serrato, un dialogo in crescendo in cui le due personalità si esprimono in un gioco di contrapposizioni e alleanze. Il risultato è sorprendente, di grande visceralità.

Dolcenera

4

Ci vediamo a casa Brano che tocca il sociale. Avrebbe senso se ci fosse una casa o almeno un monolocale. Ma le opportunità scarseggiano e le certezze latitano. Argomenti condivisibili espressi però con un linguaggio non sempre chiaro da un’artista che stenta a trovare una identità. Non è l’inferno È uno dei testi più brutti e confusi mai ascoltati al festival. Ma una esecuzione grintosissima riesce a evidenziare dei messaggi precisi ben collegati alla crisi economica che sta interessando il nostro Paese. Il voto è una media fra grande interpretazione e versi strampalati.

Emma

Proteste della giuria

Problemi tecnici sulle votazioni Nessun eliminato
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

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Mattatore
Celentano in un altro momento del suo lungo intervento durato quasi un’ora e finito con una standing ovation

Eugenio Finardi

Gian Guido Vecchi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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E tu lo chiami Dio Un dialogo immaginario ma realistico fra qualcuno che ha trovato Dio e qualcun’altro che lo sta ancora cercando. Versi geniali di Roberta di Lorenzo come «E tu lo chiami Dio, io non do mai nomi a cose più grandi di me». Musicalmente complicata.

SANREMO — Gianni Morandi come Fantozzi. Non gliene va bene una. Non bastavano due vallette su due perse, i malumori dei cantanti per la ghettizzazione della musica e l’emozione che gli fa invocare dell’acqua per combattere la «salivazione azzerata» di ragionieristica memoria nei primi minuti di show. Ci sono pure gli inconvenienti tecnici, il sistema di votazione bloccato, che spinge Raiuno a sospendere la gara. Nessun cantante eliminato ieri sera. E quando Morandi lo annuncia la giuria demoscopica, appollaiata in galleria, si ribella. E non basta a placare gli animi Rocco Papaleo, anima candida e stralunata, che invita alla ribellione. I telecomandi sono saltati alla seconda canzone, si è passati a delle schede cartacee ma c’era troppa confusione nei conteggi e l’organizzazione ha deciso di non considerare i voti. Oggi si recupera con una gara ancora più dura: gli eliminati saranno quattro. Le canzoni maltrattate sono il segno della prima serata. Soltanto due esibizioni, quelle di Dolcenera e Samuele Bersani, nella prima ora. Si chiama ancora Festival della canzone. E i cantanti se la prendono. I giovani si lamentano perché ieri sono stati tenuti in teatro un paio d’ore e poi mandati a casa senza poter provare. C’era Celentano in sala, teatro off-limits. Adriano infastidisce anche i big. Li rappresenta Francesco Renga: «Mi sembra eccessivo un suo spettacolo di 50 minuti. Finiamo per essere la sua cornice. Direi che non contiamo una beata fava». Tanto spazio alle parole, invece. Le prime immagini della serata, il passaggio di testimone con l’anno prima è ormai una tradizione, erano state per Luca e Paolo. Il loro è un intervento sull’Italia post Berlusconi. Replicano lo schema della scorsa edizione con la canzone parodia: sulle note di «Uomini soli» dei Pooh sbeffeggiano i colleghi orfani del Cav. che vanno in tv «con la faccia mogia» a fare «battute più tristi di un dossier sulla Cambogia» e via di rime sulla sinistra ridens, Dandini, Guzzanti, Chiambretti, Luttazzi, Vauro e Littizzetto.

Irene Fornaciari

La modella Ivana colpita da cervicalgia

La valletta in ospedale: sostituita sul palco da Belén e Canalis
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

6

Grande mistero È una grande occasione perduta. Assistiamo al fenomeno opposto rispetto a Emma: grande canzone di Van De Sfroos non sviluppata sul piano della comunicazione scenica e interpretativa. Una lettura scolastica e priva di chiaroscuri.

Marlene Kuntz

Andrea Laffranchi
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Con il collare Ivana Mrazova

SANREMO — «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Ecce Ivana, anzi no. Altro che film di Nanni Moretti. «Mi si nota di più se finisco in ospedale». È una favola senza happy end quella di Ivana Mrazova, modella ceca di 20 anni, una sconosciuta a Sanremo. Cervicalgia acuta con blocco vertebrale, ha sentenziato il medico. Il collare, la fisioterapia, le cure come fosse un’ottantenne, anche se di anni ne ha 60 di meno. Niente da fare. Il dolore che dura da due giorni non passa. Così dopo l’ennesima visita, il medico decide che non può andare avanti. Anziché il sipario del palco dell’Ariston, si apre il portellone dell’ambulanza: la ragazza viene trasportata in ospedale per ulteriori accertamenti e sottoposta a risonanza magnetica. Fine del sogno, inizio dei dubbi. Quando potrà finalmente esibirsi? Sperano già oggi. Intanto la prima serata del Festival Ivana Mrazova si è dovuta accontentare di vederla in tv. Poche parole per esprimere la sua tristezza: «Sono molto dispiaciuta per quello che è successo: aspettavo questa serata ormai da mesi, mi sono preparata tanto, ho studiato e provato». Era la storia perfetta: quella della ragazza che spunta dal nulla e che

si prende una ribalta improvvisa tutta per sé: il Festival di Sanremo, palcoscenico di lusso nell’Italia televisiva, il massimo che si possa sognare con milioni di occhi tutti per te. E invece niente. La ragazza si esibisce in un numero da circo: quello della valletta invisibile, quello che non avrebbe mai voluto fare. Ieri mattina erano tutti fiduciosi, sembrava proprio che, pur acciaccata, potesse esserci. Invece alle 17.30 arriva l’ambulanza (sulla quale la modella sale da sola, sofferente, ma comunque autosufficiente). Scatta allora il piano B e C. Intese come Belén e Canalis. «Siamo in difficoltà, venite», l’appello di Gianni Morandi subito accolto dalle ragazze che avrebbero dovuto esibirsi oggi. Dunque per sapere se Ivana può smentire il luogo comune che le belle vivono nel regno della stupidità fatta a curva bisogna aspettare oggi, bollettino medico permettendo. Stava per essere il primo Festival svallettato, senza donne. Grazie a Belén e Canalis Sanremo rimane invece una recita televisiva specchio del Paese: i conduttori sono maschi e di una certa età (Morandi, 67 anni e Papaleo, 53), cosi come Mr evento (Celentano, 74), il ruolo della donna è di contorno. E ieri rischiava pure di non esserci.

5

Canzone per un figlio Gruppo rock colto, brano dall’approccio difficile. Clima rock decadente, una sorta di canto sussurrato e un ragionamento sulla felicità piuttosto complicato. Non aiuta questa band di intellettuali lontani dal gusto popolare.

Matia Bazar

7

Sei tu I testi facili e le musiche orecchiabili sono merce rara in questo Festival dove si preferisce essere incomprensibili purché non banali. Tornati alla vocalist Silvia Mezzanotte, offrono un brano lineare e romantico con pennellate musicali eleganti e prevedibili.

Noemi

6

Sono solo parole «Sono solo parole». Ripetuto 22 volte. Sembra un limite. Ma come sempre bisogna fare i conti con la personalità dell’artista. Che si rivela notevole nonostante la musica abbia un decollo abbastanza faticoso in un clima ipnotico.

Francesco Renga

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La tua bellezza Si candida come possibile vincitrice perché unisce la classe della canzone d’autore a una certa scorrevolezza pop. E un inno all’amore erotico («La tua bellezza furiosa e nobile». Dedicata ad Ambra? Lasciamoglielo credere, dice lui).

Nina Zilli

Renato Franco
© RIPRODUZIONE RISERVATA

5

Per sempre Brano molto tradizionale con sfoggio di belcanto. Lo sviluppo armonico è piacevole. Non dice nulla, ma è orecchiabile. Anche abbastanza prevedibile. Una rivelazione dello scorso anno che stenta a trovare un repertorio adeguato.

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Spettacoli 39
La vincitrice dei Grammy

Il Festival Le Fiamme gialle: «Una normale operazione»

La Finanza a Sanremo Controlli sugli scontrini in negozi e ristoranti
Il blitz davanti all’Ariston a due ore dal via
GENOVA — La notizia girava fin dalle quattro di pomeriggio, quando si sussurrava insistentemente di una riunione delle forze dell’ordine a Ventimiglia per organizzare l’operazione ma è stata presto archiviata come una delle mille voci che crescono come grandi bolle intorno al Festival di Sanremo e presto si sgonfiano. Invece era proprio vero: un paio di ore prima dell’inizio della prima serata al teatro Ariston sono arrivate in via Matteotti le pattuglie delle Fiamme gialle e hanno iniziato a controllare negozi, bar, ristoranti. Hanno controllato i bar già pieni per l’ora dell’aperitivo e qualche cliente curioso nei negozi prossimi alla chiusura del corso, affollatissimo come sempre della più varia umanità. Controlli fiscali a tappeto. Fra le signore impellicciate (il freddo aiuta a sfoggiare) la parola «Cortina» è cominciata a serpeggiare creando il panico da scontrino. Blitz della Finanza al Festival proprio come nell’esclusiva località montana. «Abbiamo disposto solo un controllo fiscale ordinario — ha precisato la Guardia di Finanza di Sanremo per arginare l’agitazione montante fra esercenti e clienti —. Non stiamo facendo un superblitz». A riprova l’impiego di «solo» due pattuglie e di alcuni finanzieri in borghese che hanno fatto controlli discreti negli esercizi pubblici, senza dare troppo nell’occhio. Sarà. Ma come pensare che un «controllo ordinario» praticamente in tutti i locali di via Matteotti fra l’Ariston e il Casinò e nelle vie limitrofe esattamente nel momento di maggior ressa davanti al teatro che ospita il Festival, passasse inosservato? Che si sia voluto dare un segnale preciso sulla caccia continua all’evasore fiscale o meno il fatto è che questo è il messaggio trasmesso: nessuno

Adele: per 5 anni potrei ritirarmi
NEW YORK — «Mi ritiro per quattro o cinque anni», ha raccontato Adele a Vogue America, mandando nel panico i suoi fan che l’hanno ammirata domenica durante la cerimonia di premiazione dei Grammy a Los Angeles, dove la cantante londinese ha trionfato conquistando sei «Oscar della musica». «Se mi impegno così tanto nel lavoro — ha detto a Vogue — le mie relazioni interpersonali naufragheranno sempre. Grazie al tempo che metterò a disposizione per me potrò scrivere un disco di canzoni felici, perché la prima ad essere felice sarò io». Fidanzata con Simon Konecki ha aggiunto: «Mi sposerò, avrò dei bambini. Coltive- Insieme Adele con il fidanzato rò un orto, deciderò sul momento. Sicuramente voglio stare più vicina al mio fidanzato». Ieri, dopo le dichiarazioni choc, era difficile accedere al suo sito internet, preso d’assalto dai fan. Ma la bionda ugola d’oro — costretta di recente a uno stop dopo un intervento alle corde vocali — ha postato un messaggio in cui ha raccontato di aver pochi giorni liberi prima di rientrare in uno studio di registrazione: «Cinque anni? Sono soltanto cinque giorni».
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Reazioni Al setaccio anche gli hotel. E le signore impellicciate rievocano il caso «Cortina»

In centro La Guardia di Finanza durante i controlli di ieri nel centro di Sanremo

pensi di non fare (o chiedere) ricevute, scontrini, fatture. E il controllo è continuato anche negli alberghi e soprattutto nei ristoranti più frequentati del dopo Festival che lavorano forte dopo mezzanotte. Per conoscere i risultati di questa «operazione ordinaria» in un momento in cui a Sanremo c’è la più alta concentrazione di giornalisti di

tutto l’anno bisognerà aspettare qualche giorno. Intanto dal Casinò fanno sapere che le sale da gioco (almeno fino a mezzanotte) non hanno ricevuto la visita dei finanzieri: «Qui è tutto controllatissimo e non ci sono esercizi commerciali», precisa il Casinò.

Erika Dellacasa
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Cinema a Berlino

I due volti (violenti) del G8 di Genova
di PAOLO MEREGHETTI
i vorrebbe il doppio programma per proiettarli uno dopo l’altro: prima Diaz di Daniele Vicari e poi The Summit di Franco Fracassi e Massimo Lauria. Parlano della stessa cosa, le manifestazioni contro il G8 a Genova nel 2001 e soprattutto i pestaggi alla scuola

C

Confronto Le violenze alla Diaz tra la finzione del film di Vicari e l’inchiesta in quello di Fracassi e Lauria
Diaz e alla caserma di Bolzaneto, il primo con le armi della finzione, ricostruendo con puntigliosità il bestiale massacro dei ragazzi accampati nella scuola, il secondo con l’inchiesta, mettendo a confronto materiali di repertorio e testimonianze di chi c’era o di chi può spiegare. Perché il «limite» di

Diaz (rivendicato dal regista) è quello di mostrare «la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale» (come ha detto Amnesty International) senza allargare il discorso alle responsabilità e alle decisioni (della polizia e della politica). Così che le didascalie finali che ricordano le sentenza dei due processi, di primo grado e di appello, così risibili rispetto ai fatti, sembrano davvero poca cosa. Il documentario di Fracassi e Lauria invece lavora solo sulle testimonianze e sulle analisi (anche di esperti della polizia) per ricordare le dinamiche dei fatti, come i troppi dubbi sulla morte di Carlo Giuliani, e per smontare la verità ufficiale e cercare di spiegare le ragioni che spinsero il governo a innescare, se non proprio a «ordinare», una repressione così bestiale della manifestazione. Finendo per essere meno «spettacolare» ma più convincente.
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Premiata

Orso, fiori e matrioska per la Streep
BERLINO — All’incontro per l’Orso alla carriera, Meryl Streep riceve fiori e una matrioska con dentro lei raffigurata come in Il Diavolo veste Prada e come la Thatcher in The Iron Lady. «Io, attrice liberal americana, pensavo fosse solo un’amica di Reagan che viveva in un mondo chiuso. Non l’ho giudicata nel film. Ma lei mi ha sorpreso, è stata femminista su tante questioni. E al tempo della prima Guerra nel Golfo, rimproverò Bush padre di perseguire solo un business. Mi piace interpretare donne complicate». (v. ca.)
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Sport
Champions Contro l’Arsenal per superare gli ottavi Allegri ostenta sicurezza: «Sono molto fiducioso»

Pepe re dei cattivi Materazzi e Ibra sul podio della Bild

BERLINO — Il cattivo più cattivo nel mondo del calcio? Per il quotidiano tedesco Bild, che ha stilato la classifica dei 15 «bad boys» del pallone, è Pepe del Real Madrid. Sul podio ci sono Materazzi (nonostante il ritiro) e

Ibrahimovic. Poi Suarez, squalificato per razzismo e protagonista della stretta di mano rifiutata ad Evra. Quinto Mourinho, sesto Balotelli. Nella top 15 ci sono anche i milanisti Gattuso, Van Bommel e Boateng.

Senza complessi
«Il Milan non può averne Saremo pazienti, niente assalti»
MILANO — Il Milan doesn’t speak english. Reduce da sette insuccessi con le squadre inglesi, se si eccettua la vittoria nella finale di Champions League con il Liverpool nel 2007, la squadra di Silvio Berlusconi è chiamata questa sera a invertire il trend con l’Arsenal. In uno stadio pieno di gente ma non esaurito (sono stati venduti 55.820 tagliandi, anche il Cavaliere non ha ancora deciso se presenziare o meno), i rossoneri cercheranno di sfatare il tabù degli ottavi di finale. Mai riusciti ad approdare ai quarti negli ultimi quattro anni, gli Allegri’s tentano l’impresa contro quegli stessi londinesi che nel marzo del 2008 li sfrattarono dall’Europa con una doppietta a San Siro firmata da Fabregas e Adebayor. «Ma se pensate che abbiamo un complesso di inferiorità nei confronti del calcio inglese sbagliate di grosso» avverte Massimiliano Allegri. «L’aspetto psicologico in questa vicenda non c’entra niente. L’anno scorso con il Tottenham abbiamo giocato due buone partite ma nella prima abbiamo commesso un errore madornale, concedendo un contropiede al Tottenham. Stavolta però sono molto fiducioso». Non potrebbe dichiarare altrimenti il tecnico livornese visto che il diktat della proprietà, pur consapevole della superiorità tecnica di altri club (Barcellona e Real Madrid su tutti) è quello di approdare alle semifinali. Nessun particolare perciò verrà trascurato in questa fase di preparazione all’incontro. «Dobbiamo evitare di commettere errori in fase difensiva» ammonisce l’allenatore. «Non è una partita secca, il passaggio del turno si decide in centottanta minuti. Perciò occorrono pazienza a attenzione». Ecco perché il Milan potrebbe essere soddisfatto del pareggio per provare ad agguantare la qualificazione all’Emirates Stadium nel ritorno del 6 marzo. «Il punto non è accontentarsi ma avere concentrazione. Subire gol in casa complicherebbe enormemente la gara di ritorno. Non possiamo fare una partita all’arrembaggio altrimenti rischieremmo troppo sulle loro ripartenze». Per non lasciare nulla al caso, contro una squadra che fa della corsa e della freschezza atletica il proprio punto di

forza, Allegri che pur ha recuperato diversi giocatori, mostrerà prudenza nel loro utilizzo. Perciò Pato e Boateng pur convocati dovrebbero partire dalla panchina, così come Nesta a cui dovrebbe essere preferito Mexès. Il fulcro del gioco rossonero sarà Zlatan Ibrahimovic, reduce da esternazioni stranamente equilibrate («la Champions non è un’ossessione»). Dichiarazioni di resa o di buon senso? «Non è di resa» precisa il tecnico. «Zlatan non vuole

perdere nemmeno le partitine. Deve stare sereno, è in un buono stato di forma, sono sicuro che farà una grande partita. La sfida è fondamentale anche per il consolidamento della posizione dello stesso tecnico che nonostante abbia già firmato il rinnovo del contratto ha bisogno di una consacrazione a livello europeo. La

famiglia Berlusconi, anche con il tramite di Barbara recatasi lunedì a pranzo a Milanello, ha mostrato appoggio all’allenatore. «Ma il presidente si è sempre mostrato vicino alla squadra e la presenza di Barbara in un momento fondamentale della stagione lo conferma» osserva il tecnico che, incalzato da un giorna-

Fiducia Dal 2008 tre eliminazioni con gli inglesi: «L’aspetto psicologico non c’entra Sono fiducioso»

Prudenza Recuperati Pato e Boateng ma partono dalla panchina come Nesta: Ibra fulcro di tutto

lista olandese curioso di conoscere la reazione alla notizia del prossimo ingaggio di Van Basten da parte dell’Heerenveen ribatte. «Un rivale per la panchina rossonera in meno? Io scelgo i giocatori, gli allenatori li sceglie la società...» dice con un sorriso Allegri. Thiago Silva, il ministro della difesa milanista, prima di incrociare Van Persie ed Henry, ammonisce: «L’importante è non prendere gol, poi in avanti abbiamo grandi giocatori che possono segnare in ogni momento». Stasera, finalmente, si gioca.

Monica Colombo
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L’assente illustre

Soffro a non giocare, ma stanotte torneremo grandi
di RINO GATTUSO
tasera ritorna la Champions League e anche stavolta, come in tutta questa maledetta stagione, dovrò limitarmi a fare il tifo per i miei compagni. È una situazione a cui non riesco ad abituarmi, il mio posto è in campo e ho talmente voglia di pallone che sento perfino nostalgia dell’erba malandata di San Siro: chi l’avrebbe mai detto... Per fortuna che la condizione dei miei occhi sta discretamente migliorando e quindi il morale ora è un po’ più alto. Dal punto di vista estetico va addirittura benissimo, le palpebre sono tornate normali e quindi lascio ad altri il ruolo di più brutto dello spogliatoio! Scherzi a parte è veramente una sofferenza per me sapere di essere tagliato fuori dalla Coppa. Quando il

LE SCOMMESSE VICINO A TE

Calcio: Serie A & Champions League

S

nostro mister mi ha comunicato che non sarei stato inserito nella lista di Champions ci sono rimasto male ma non — come ha insinuato qualcuno che evidentemente ama le polemiche senza senso — perché ero convinto di esserci ma semplicemente perché amo il mio lavoro e questa lunga assenza dal campo incomincia a pesarmi per davvero. Anzi, dico la verità: anch’io al posto di Allegri avrei fatto lo stesso, avrei lasciato Gattuso fuori dalla lista di Champions. Però questo non mi impedisce di essere dispiaciuto. C’è un altro motivo che mi pesa in questa esclusione dalla Coppa: mi secca infatti tremendamente di essere uscito dalla Champions in maniera così poco sportiva dopo il pandemonio che ho combinato in Milan-Tottenham di un anno fa (era proprio il 15 febbraio) e per il quale ancora mi scuso con tutti: con Joe Jor-

dan, vecchio cuore rossonero, e con i tifosi. E ovviamente con i miei compagni che stasera, ne sono sicuro, daranno fondo a tutte le energie per superare un ostacolo che da quattro stagioni sembra diventato insuperabile. A Udine abbiamo rischiato di chiudere in anticipo la stagione, dopo la vittoria abbiamo invece fatto il pieno di coraggio e di entusiasmo. L’Arsenal è un avversario da prendere con le molle ma io so che stasera il Milan tornerà a essere il Milan che sotto la presidenza di Silvio Berlusconi si è guadagnato rispetto e ammirazione in tutto il mondo. Non importa chi andrà in campo perché tutti daranno il cento per cento. Anzi: daremo. Anch’io, state sicuri, farò un tifo infernale con tutto San Siro. Forza Milan!!!
Atene 2007 Gattuso e Berlusconi (Pegaso)
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Divertimento e spettacolo per un mercoledì da leoni!
Parma - Juventus
Risultato Finale
1 X 2 4,75 3,40 1,75 ore 18.30 1,70 2,00

Under/Over 2,5
Under Over

Doppie Chances
1/X X/2 1/2 1,94 1,13 1,25

Atalanta - Genoa
Risultato Finale
1 X 2 2,05 3,20 3,60

ore 18.30 1,73 1,95

Under/Over 2,5
Under Over

Doppie Chances
1/X X/2 1/2 1,22 1,66 1,28 ore 20.45

Milan - Arsenal
Risultato Finale
1 X 2 1,95 3,35 3,80

Under/Over 2,5
Under Over 1,80 1,85

Doppie Chances
1/X X/2 1/2 1,21 1,74 1,26

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Sport 41
A Leverkusen

Il tabellone degli ottavi di finale
Ottavi di finale Così ieri LIONE-APOEL NICOSIA 1-0 (rit. 7/3) BAYER LEVERKUSEN-BARCELLONA 1-3 (rit. 7/3) Così oggi ore 18 ZENIT-BENFICA SkySp3, C4, PremiumC3 (rit. 6/3) ore 20.45 MILAN-ARSENAL Rai2, SkySp1, C1, PremiumC, Chd2 (rit. 6/3) 21 febbraio NAPOLI-CHELSEA (rit. 14/3) CSKA MOSCA-REAL MADRID (rit. 14/3) 22 febbraio BASILEA-BAYERN MONACO (rit. 13/3) MARSIGLIA-INTER (rit. 13/3) Quarti di finale and. 27-28/3, rit. 3-4/4 Semifinali and. 17-18/4, rit. 24-25/4 Finale 19/5 a Monaco

Sanchez fa volare il Barça

Gli avversari Il tecnico dei Gunners è tranquillo ed elogia lo svedese

Bestia nera Wenger «Il mio Arsenal teme solo il prato»
«Se contestate Ibra siete matti»
MILANO — Li vedi e ti tocchi, manco fossero una comitiva di gatti neri che ti attraversano la strada: quando piombano in Italia, i Gunners non sono avversari, sono una sentenza. I precedenti con l’Arsenal, da qualsiasi parte li prendi, non dicono bene. Un esempio? Lazio, Juventus, Torino, Parma, Sampdoria e ancora Juventus; poi Milan, Roma e Udinese. Sono le otto squadre italiane che negli anni hanno incontrato l’Arsenal in partite a eliminazione diretta nelle coppe europee. Tutte eliminate. Un altro esempio? Due volte i Gunners hanno messo piede a San Siro, con effetti devastanti: 25 marzo 2003, Inter-Arsenal 1-5, tra gli altri due gol di Henry, contestazione dei tifosi interisti (vedi corsi e ricorsi storici) con seggiolini in campo; 4 marzo 2008, Milan-Arsenal 0-2, reti di Fabregas e AdeAtteso Zlatan Ibrahimovic in cerca del gol (Andreoli) Pericolo pubblico Robin Van Persie è nato a Rotterdam il 6 agosto 1983. Attaccante, in questa stagione ha segnato finora 28 gol in 31 presenze tra Premier League e coppe (Epa)

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qualificazioni per l’Arsenal su 9 scontri a eliminazione diretta contro squadre italiane

Europa League

La Lazio si prepara al ritorno di Simeone
Due anticipi dei sedicesimi di finale di Europa League: l’Olympiacos ha battuto a Kazan il Rubin per 1-0 (gol di Torrijos, poi contro i greci in dieci i padroni di casa hanno fallito un calcio di rigore), il Besiktas ha superato in trasferta il Braga per 2-0 (gol di Sivok e Simao). Le due italiane giocheranno domani, entrambe in casa: la Lazio ospiterà l’Atletico Madrid guidato dall’ex biancoceleste Diego Simeone (ore 19), l’Udinese affronterà il Paok (ore 21.05).

bayor, i rossoneri campioni d’Europa rispediti a casa negli ottavi. «Noi eravamo molto giovani, molto fiduciosi, eravamo primi in Premier. Il Milan invece era campione in carica. Da allora abbiamo perso alcuni giocatori, ma siamo una squadra comunque forte e stiamo ritrovando fiducia. Vedremo in campo se saremo più forti di allora»: Arsène Wenger, francese di Strasburgo, l’uomo che da 16 stagioni smonta e rimonta l’Arsènal, ha buone sensazioni. Di San Siro, guarda un po’, teme solo il prato: «Cercheremo di fare il nostro gioco, il Milan è un’ottima squadra ma noi andremo per attaccare, sarà

una partita eccitante anche se il terreno non sembra eccezionale. Mi hanno detto che per quando scenderemo in campo, speriamo». Non si aspetti molto dall’erba di San Siro, Wenger, quella ormai è una partita persa da tempo. Molto più dovrà aspettarsi dalla sua squadra, attualmente quarta in Premier League a distanza siderale (15 punti) dal Manchester City capolista e che dopo 3 sconfitte consecutive sembra aver ritrovato il passo, pareggio a Bolton, 7 gol al Blackburn, vittoria a Sunderland. Arsènal che Wenger ormai sta-

Attaccanti «Van Persie è in grande forma, Henry purtroppo andrà via domani»

bilmente schiera con quel 4-2-3-1 che il suo odiato rivale Mourinho ha rilanciato nell’Inter del triplete, naturale evoluzione del 4-4-2 (poi diventato 4-3-3) che il tecnico francese, arrivato a Highbury dal Nagoya Grampus, utilizzava 16 anni fa nel suo primo Arsenal, quando ancora i tifosi lo accoglievano sospettosi con il cartello «Arsène W?», «Arsène chi?». Unica punta Robin Van Persie, che viaggia alla media di quasi un gol a partita, valore aggiunto di una squadra che deve fare i conti con numerose assenze, con la forma ballerina di Theo Walcott e che per rilanciarsi ha avuto bisogno di far scendere dalla statua che sta fuori dall’Emirates Stadium la vecchia gloria Thierry Henry. Vecchia, oddio: della vittoria a Sunderland, Henry è stato protagonista, e che protagonista, gol decisivo in spaccata al 91’. Quella di stasera sarà la sua ultima partita (e la numero 376) con i Gunners, perché domani salirà su un aereo con destinazione New York per tornare a fare il capitano dei Red Bulls. Wenger se lo sarebbe tenuto bello stretto: «L’avremmo voluto con noi altre due settimane, ma era necessario l’assenso del suo club: lui è il capitano dei Red Bulls, tra poco inizia il campionato e la società vuole che sia in campo». Ricordare che Titì vorrebbe congedarsi con un gol è superfluo, così come ricordare che Van Persie sarà il pericolo numero 1. Scusi, Wenger, chi sceglierebbe tra il suo centravanti e Zlatan Ibrahimovic? «Van Persie è in grande forma ma Ibra è un grande giocatore perché segna e fa assist, e poi ha una forma fisica incredibile. Protegge la palla, sa usare bene i compagni. Prima che andasse all’Ajax è stato da noi, eravamo interessati, e la carriera che ha fatto dimostra che avevamo visto bene. E poi — sorriso a pianoforte — se voi in Italia lo criticate, siete matti». A Ibra, l’uomo per il quale «la Champions non è un ossessione», il compito di liberare il calcio italiano dall’ossessione Arsenal. Anzi, Arsènal.

LEVERKUSEN — Noi lo conoscevamo bene, sicuro campione all’Udinese. Ma a Barcellona sta diventando un fuoriclasse: Alexis Sanchez (foto Ansa) ha preso per mano il Barça a Leverkusen con una straordinaria doppietta nel 3-1 con cui i campioni in carica hanno ipotecato il passaggio ai quarti. Tra i due gol del cileno (41’ p.t. e 10’ s.t.), il pareggio di Kadlec al 7’ della ripresa che ha illuso i tedeschi. Ma i catalani (senza Piqué e Xavi e con Iniesta deludente) dopo un primo tempo sottotono si sono scatenati e hanno trovato anche il terzo gol a 2’ dalla fine con Messi, che in precedenza aveva colpito anche un palo. I tedeschi, intimoriti e solo in difesa nel primo tempo (20% di possesso palla), nella spettacolare ripresa hanno osato, colpendo un palo con Castro e obbligando Valdes a due grande parate. Una bella prova d’orgoglio che però non ha impedito al Barcellona di dilagare.

Lione di misura

L’Apoel k.o. può ancora sognare

Roberto De Ponti
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L’analisi Dal 2007 i rossoneri escono sempre al primo turno a eliminazione diretta: la società vuole tornare ai vecchi fasti

Una vera finale: in gioco anche il futuro di Allegri
MILANO — Anche se quella di stasera a San Siro con l’Arsenal è semplicemente la sfida di andata degli ottavi di Champions League, per il Milan è come se ci si stesse accostando a una vera e propria finale. Il perché è presto detto: da quando, era il 7 marzo del 2007, Kakà ha firmato la vittoria sul Celtic (a San Siro) nei tempi supplementari, i rossoneri non sono più riusciti ad andare oltre l’ostacolo costituito dal primo turno ad eliminazione diretta: è accaduto tre volte in Champions League (con l’Arsenal nel 2008, con il ManUnited nel 2010, con il Tottenham lo scorso anno) e una volta in Coppa Uefa (sedicesimi di finale), nel 2009, contro il Werder Brema. Dal lampo di Kakà che, afferrando per i capelli il successo sugli scozzesi, ha spianato la strada verso la rivincita sul Liverpool di Rafa Benitez (storica doppietta di Pippo Inzaghi ad Atene), sono trascorsi cinque anni che nel calcio equivalgono grosso modo a una vita intera. L’Arsenal che stasera incrocerà i bulloni con gli Allegri’s non è più l’Arsenal di Fabregas ma, con Van Persie e Thierry Henry in versione usa e getta, nella sostanza è rimasto quello di sempre: una sorta di incompiuta, costantemente alla metà del guado. D’altro canto nelle ultime 12 gare casalinghe di Champions (a far data dalla prima bocciatura agli ottavi proprio per mano dei Gunners il 4 marzo 2008) i rossoneri hanno confermato in maniera inquietante la loro involuzione a livello internazionale, incapaci di battere le formazioni di prima fascia (o comunque di sangue blu) che si sono alternate a San Siro: Barcellona, Real Madrid (due volte), Manchester United, Arsenal, Tottenhan, Ajax e Marsiglia. Tre soli i successi nella striscia di partite contemplata, e tutti contro comprimari (Auxerre, Viktoria Plzen e Bate Borisov), e addirittura una sconfitta con lo Zurigo. L’Europa aveva sempre rappresentato il loro habitat naturale, nelle ultime quattro stagioni il territorio di caccia si è ristretto. Ecco perché, al di là di un contratto prolungato di recente e dei rassicuranti pranzi con Barbara Berlusconi, il passaggio costituito dall’Arsenal rischia di rivelarsi una trappola per Allegri. Lo sbarco ai quarti è infatti un atto dovuto, uno dei traguardi imprescindibili dettati quest’anno dalla proprietà. Il resto sono chiacchiere.

Imperativo Dopo 4 flop consecutivi in Europa (3 in Champions, 1 in Uefa) lo sbarco ai quarti è un atto dovuto
Pressione Massimiliano Allegri (Afp)

Trappola La missione del tecnico: riportare il club nel suo habitat. O il contratto potrebbe non bastare

Alberto Costa
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LIONE — Vince il Lione di misura e l’Apoel Nicosia, la grande rivelazione della prima fase di Champions, può ancora sperare di ribaltare il risultato nel ritorno a Cipro. La vittoria dei francesi, in verità, è un esito piuttosto striminzito rispetto a quanto si è visto in campo: il Lione ha attaccato per tutta la partita, procurandosi diverse occasioni gol ma segnando soltanto al 13’ della ripresa con Lacazette (foto Afp), bravo a farsi spazio in area in dribbling e a battere il portiere cipriota Chiotis con la complicità di una deviazione involontaria di Paulo Jorge. Poco ha fatto l’Apoel, che ha dato chiaramente l’impressione di voler limitare i danni e ha tirato in porta una sola volta, all’88’, con Manduca. Teoricamente, l’impresa al ritorno contro un Lione non irresistibile pare ancora possibile, ma ai ciprioti servirà tutto un altro genere di partita.

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Sport 43

Serie A
Oggi, ore 18.30 Martedì 21/2 Mercoledì 22/2 Mercoledì 7/3

Recuperi
ATALANTA-GENOA PARMA-JUVENTUS BOLOGNA-FIORENTINA SIENA-CATANIA BOLOGNA-JUVENTUS CESENA-CATANIA PARMA-FIORENTINA

Il recupero A Parma l’allenatore bianconero chiede alla squadra i tre punti per scavalcare nuovamente il Milan

Juve, la cura Conte per il primato
«Se vedessi dello scoramento, mostrerei la classifica di un anno fa»
MILANO — Tra le numerose leggende attorno al calcio una delle più divertenti è senza dubbio questa. A metà degli anni 80 viene rinviata una partita del Milan, allora allenato dal mitico Nils Liedholm. Nella distinta presentata all’arbitro, tra gli altri, figura anche Giuseppe Incocciati. Il giorno in cui è programmato il recupero, nella lista consegnata al direttore di gara, Incocciati non figura più. Il giocatore, scorato, va dal barone a chiedere spiegazione questo, serafico come sempre, replica: «Tu iocato altra volta». Antonio Conte non arriva a queste vette di perfidia nei confronti dei giocatori, preferisce concentrarsi sull’accanimento tattico-tecnico, che è già abbastanza. Però stasera, alle 18.30, nel Tardini completamente sgomberato da neve e ghiaccio, Alex Del Piero, che figurava nella distinta del 31 gennaio, potrebbe andare a chiedergli che fine ha fatto. Non c’è giustizia. «La giustizia c’è se vinciamo, senza dubbio. Vengono fatte delle valutazioni sistematiche, giornaliere, settimanali, e poi viene scelta la formazione migliore, a mio avviso migliore, quella da mandare in campo». In teoria, quindi, Del Piero potrebbe esserci, ma è difficile. Per l’assenza di Pepe, l’allenatore bianconero sembra intenzionato a confermare (come disposizione) il 3-5-2 di sette giorni fa che ha superato il Milan nella prima delle tre sfide di fine inverno. Allora la coppia d’attacco fu Borriello-Del Piero, quella che doveva giocare a Parma la notte della tormenta. Quindi, seguendo la logica di Liedholm, loro hanno già «iocato». Via, la Juventus ricomincia sotto il Milan per colpa della neve ma anche della solidità rossonera. Madama ha perso la testa del campionato e vuole riprendersela. Conte, del successo rossonero di Udine, di rimonta, certo non è soddisfatto, però ne riporta una conferma della sua opinione (che venne bistrattata da Allegri): «La dice lunga di quello che è capace il Milan, perché io continuo a dire alcune cose e lo faccio in maniera molto serena e quindi io non sono sorpreso di quello che è accaduto». La Juventus, assicura Conte, non è abbattuta per il primato perduto. «Dovessi intuire dello scoramento tra i miei giocatori mostrerei la classifica del campionato 2011-2012, a questo punto della stagione e, soprattutto alla fine. La caccia al primato è uno stress positivo, vincere ci fa stare bene. A volte ci riusciamo e altre no, come è logico che sia, ma la necessità di conquistare i tre punti deve appartenere al nostro Dna. Questa partita vale tre punti ed è inevitabile che la nostra mentalità ci spinga a ottenere una vittoria. Il nostro è uno stress positivo, perché ci sta accadendo qualcosa di bello, che ci deve riempire di soddisfazione e di orgoglio: siamo tornati a essere protagonisti, siamo tornati a essere competitivi e in pochissimo tempo. Però stasera troveremo un’ottima squadra e sicuramente incontreremo delle difficoltà, però cercheremo di ottenere il massimo». All’andata, Juventus-Parma, a causa della serrata/sciopero che rinviò di una settimana l’inizio del campionato, risultò la partita d’esordio della nuova Juventus. Accompagnata da doverose perplessità per la «fedina penale» (cioè i risultati delle ultime due campagne) e per i risultati estivi, la squadra uscita da due mesi della cura Conte travolse il Parma 4-1 e cominciò un’avventura inaspettata (alzi la mano chi ci credeva a parte l’allenatore bianconero) che l’ha condotta fino a qua a chiedere nuovamente spazio a Giovinco, molto amato da Conte «ma mai quanto i miei». Giusto.

Classifica
MILAN 47 FIORENTINA** 28 JUVENTUS** 45 CATANIA** 27 LAZIO 42 PARMA** 27 UDINESE 41 CHIEVO 27 INTER 36 ATALANTA* (-6) 24 ROMA 35 SIENA* 23 NAPOLI 34 BOLOGNA** 22 PALERMO 31 LECCE 18 GENOA* 30 CESENA* 16 CAGLIARI 30 NOVARA 16 *una partita in meno; due partite in meno

Atalanta
4-4-2 47 Consigli 32 Ferri 2 Stendardo 5 Manfredini 13 Peluso 7 Schelotto 33 Brighi 21 Cigarini 11 Moralez 19 Denis 28 Gabbiadini

Genoa
4-3-2-1 1 S. Frey 7 Rossi 5 Granqvist 3 Carvalho 27 Constant 33 Kucka 4 Veloso 88 Biondini 81 Sculli 25 Belluschi 8 Palacio

La formica «Certo che Giovinco mi piace, ma mai quanto i giocatori che ho io Ora è un avversario»

Bianconeri Alessandro Del Piero e Antonio Conte (LaPresse)

Arbitro: DOVERI di Roma Tv: ore 18.30 Sky Calcio 3, Premium Calcio 2

A Bergamo

Parma
3-5-2 1 Pavarini 19 Ferrario 5 Zaccardo 6 A. Lucarelli 80 Valiani 4 Morrone 15 Mariga 18 Gobbi 23 Modesto 10 Giovinco 11 Floccari

Juventus
3-5-2 1 Buffon 15 Barzagli 19 Bonucci 3 Chiellini 26 Lichtsteiner 22 Vidal 21 Pirlo 8 Marchisio 29 De Ceglie 18 Quagliarella 14 Vucinic

Atalanta e Genoa provano a cambiare rotta
BERGAMO — L’Atalanta non sa più vincere, il Genoa, invece, continua a perdere in trasferta. Non resta, allora, che provare a invertire la rotta già dal recupero di oggi. Qualcosa si è inceppato nel meccanismo della squadra di Colantuono dopo la partenza che aveva consentito di annullare in fretta la penalizzazione (-6) in classifica. Dal 6 novembre, infatti, escluso il doppio successo col Cesena, zero vittorie. Non solo, ma Denis ha smesso di segnare e così in casa il gol non arriva da 289’. «Eppure non mi preoccupo più di tanto — dice il tecnico dell’Atalanta – perché contro il Lecce ci è mancato solo il gol. Oltre a un rigore piuttosto netto: e allora chiedo rispetto perché certe sviste arbitrali possono essere decisive per una squadra come la nostra». Del Genoa, manco a dirlo, Colantuono teme le giocate di Palacio: «Uno che è sempre in grado di inventare qualcosa. Non mi fido di questa squadra anche se è reduce da qualche trasferta negativa». Il Genoa formato trasferta (reduce da 4 sconfitte consecutive) preoccupa il suo allenatore Marino: «Fuori casa siamo indifendibili. Ora basta con le parole, pretendo i fatti e voglio vedere una squadra cattiva, aggressiva, con tanta rabbia e ferocia agonistica dal primo minuto sino alla fine». Marino è convinto che il problema dei suoi sia solo mentale. «Dobbiamo giocare a calcio e divertire come riusciamo a fare davanti ai nostri tifosi». Per questo servirebbe una squadra al completo e invece anche contro l’Atalanta mancheranno Gilardino e gli squalificati Kaladze e Kucka.

Arbitro: MAZZOLENI di Bergamo Tv: ore 18.30 Sky Sport 3, Sky Calcio 2, Premium Calcio 1

Franco Fiocchini
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Roberto Perrone
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Inter Il presidente su Ranieri: «Sa come risolvere i problemi»

Moratti e la contestazione «Capisco, ma non apprezzo»
MILANO — Si avvicina il Bologna (venerdì sera). Sono giorni nei quali l’Inter cerca di trovare una soluzione per uscire dalla crisi (un punto in quattro partite). Massimo Moratti ha ribadito la fiducia in Ranieri: «Con lui non ci sono problemi ovvero in generale i problemi ci sono, ma lui sa come metterli a posto. Le sensazione dopo il Novara? Sono quelle di chi capisce che forse bisogna fare ancora qualcosa di più e spera sempre che i giocatori abbiano una riserva per fare meglio. Sono convinto che a questa squadra si possa ancora dare fiducia, poi sta a loro e anche alla fortuna. Ora bisogna far bene, non è che ci si possa fermare». Moratti ha parlato anche delle contestazioni: «La gente è libera di esprimersi, poi qualcuno si diverte, qualcuno le aspetdevi far capire, e loro vogliono farmelo capire, che essere il presidente dell’Inter è più difficile di quello che è. E magari pensano che non l’abbia capito. Credo che avessero paura che potessimo vendere Sneijder. Di certo non sono contento. Lo stimolo non viene mai dalla contestazione, ma dalla voglia di far bene; anzi la contestazione ti dà uno stimolo assolutamente contrario». A Moratti è stato chiesto dell’intervista di Gian Piero Gasperini alla Gazzetta dello Sport di sabato scorso. «Si è lamentato del mercato fatto durante la sua gestione? Ha scelto il momento giusto, grande classe». Quando un tecnico ha risolto il contratto, prendendo quanto pattuito in unica soluzione, diventa all’improvviso coraggioso.
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Deluso Massimo Moratti

tava da tempo, qualcuno vuole fare un po’ di scena. Comunque tutto è consentito. L’Inter è così, il pubblico dell’Inter è così, noi tutti siamo così nel senso che se teniamo a questa squadra è perché c’è una certa vivacità, c’è questa voglia di ottenere qualcosa di diverso. C’è anche la capacità di sopportare le situazioni difficili, ma a volte,

Fotofinish
ATLETICA CALCIO DOPING

Donato nel triplo subito a 17,24 m
Comincia con una vittoria la stagione di Fabrizio Donato, argento continentale l’anno scorso: a Liévin, nel meeting indoor in cui Christophe Lemaitre è stato battuto sui 60 m dal giamaicano Clarke (6’’50 contro 6’’57), l’azzurro ha vinto la gara del triplo chiudendo il discorso al secondo turno di salti con un convincente 17,24, minimo per l’Olimpiade di Londra.

A Viareggio il Parma elimina l’Inter
Rigori decisivi in cinque gare sulle otto disputate per il passaggio ai quarti di finale del 64˚ torneo di Viareggio per squadre Primavera. Solo Roma, Lazio e Torino hanno centrato la qualificazione nei minuti regolamentari. Passano il turno anche Juventus, Club Guarani, Fiorentina, Rappresentativa D e Parma: gli emiliani hanno eliminato l’Inter campione in carica.

Il ministro spagnolo «C’è un problema»
Il ministro dello Sport spagnolo José Ignacio Wert ha ammesso che il Paese ha «un problema» con il doping e ha annunciato una imminente riforma al riguardo. Wert era stato interrogato sulle polemiche sollevate all’estero dal caso del ciclista Alberto Contador, squalificato per due anni dal Tas, e sui sospetti su un presunto lassismo verso il doping in Spagna.
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Il 13 febbraio 2012, è mancata a Genova la

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

N.D.

Elisabetta, Margherita, Francesco e Giovanni annunciano la scomparsa della mamma

Selvaggia Ravano Roti Michelozzi
Lo annunciano con immenso dolore i figli Barbara, Uberto, Giovanni, Marina, Bobo con le loro famiglie.- Il funerale avrà luogo giovedì 16 febbraio 2012 alle ore 11.30 nella parrocchia San Francesco d'Albaro (via Albaro n. 33). - Genova, 14 febbraio 2012. Fiorenza, Massimo e Marinella Milesi sono vicini con affetto a Bobo nel momento della perdita della mamma

Graziella Scavia Frera
Oggi 15 febbraio alle ore 19 verrà recitato il Rosario nella chiesa di Sant'Anna in Frugarolo.- Il funerale avrà luogo giovedì 16 febbraio alle ore 11 nella medesima chiesa. - Frugarolo, 15 febbraio 2012. Partecipano al lutto: – Laura e Giulia. – I cugini Todeschini e famiglie. Luciano Scavia che ha diviso con la sua carissima sorella

Mario Tuccillo e tutti gli accademici della delegazione Accademia Italiana della Cucina di Novara si stringono commossi a Valeria, a Elisabetta ed ai famigliari tutti per la perdita del

Ciao

nonna Enrica
ho quattro anni e già scrivo il nostro nome.- Nonno e papà mi raccontano tutto di te.- Con affetto, Enrichetta. - Milano, 15 febbraio 2012. 15 febbraio 2010 - 15 febbraio 2012 Nel secondo anniversario della scomparsa di

Dott. Costantino Tromellini
delegato storico di Novara e del VCO piangendo il prezioso ed indimenticabile amico, maestro di elevato sentire. - Novara, 14 febbraio 2012. Partecipano al lutto: – Giorgio e Luisella Zo. – Pier Carlo Lincio. – Piero Spaini. – Tutti i delegati del Piemonte dell'AIC. Caro Pino, i dipendenti di E-Work di oggi e di ieri ti sono vicini nel ricordare la tua mamma

Annunciata (Cetty) Belletti Nardozzi Tonielli
i suoi adorati figli Gino e Gianni, le nuore e i nipoti, la ricordano sempre con grande tenerezza e infinito amore.- Una Santa Messa sarà celebrata questa sera alle ore 19.15 nella Basilica di Santa Maria delle Grazie. - Milano, 15 febbraio 2012. La famiglia dell'

Selvaggia Ravano
- Milano, 14 febbraio 2012. Adriano Teso e Laura Morino partecipano al grande dolore di Roberto e di tutti i famigliari, per la perdita della cara mamma

Graziella
una lunga vita di grande intesa e di profondo affetto, insieme a Paola abbraccia forte Betta, Marghi, Francesco e Giovanni.- Una Santa Messa sarà celebrata a Milano lunedì 20 febbraio alle ore 18.30 nella chiesa di Santa Maria Incoronata, corso Garibaldi 116. - Milano, 14 febbraio 2012. Pia, Anna con Erica, Gaia con Leone e Augusto, Chiara con Antonio Giacomo e Sofia, insieme a tanti amici, ricorderanno sempre le chiacchiere sul muretto dell'Alpe Veglia con

Oriella Verrucchi
- Milano, 14 febbraio 2012. Gli amici e colleghi di Aplas, Carlo, Giovanni, Leo e Patrizia, sono vicini a Pino in questo momento di dolore per la perdita della cara mamma

Avvocato

Selvaggia Ravano
- Milano, 14 febbraio 2012. Federica è vicina con grande affetto a Bobo e a tutta la famiglia per la perdita della cara mamma

Mario Donzelli
ringrazia di cuore tutti coloro che hanno partecipato, di presenza o con il pensiero, all'ultimo saluto al loro caro Mario. - Milano, 15 febbraio 2012. 15 febbraio 2007 - 15 febbraio 2012

Oriella Verrucchi
- Brescia, 14 febbraio 2012. È mancato all'affetto dei suoi cari

Selvaggia Ravano
- Milano, 14 febbraio 2012. Stefania Montani, con Olivia e Nicolò, e Isabella, partecipa commossa al dolore di Barbara, Marina, Uberto, Giovanni, Bobo e di tutti i nipoti per la perdita della loro grande mamma e nonna

Graziella
e si stringono con affetto ai cugini Frera. - Milano, 14 febbraio 2012. Partecipano al lutto: – Sergio e Stefania Violante. – Riccardo Valdambrini. – Maria e Cesare. I cugini Fioruzzi, Claudia, Luisetta con Maria Augusta, Mario, Pietro e le loro famiglie sono affettuosamente vicini a Luciano, Paola e agli amici Frera nel ricordo della cara

Alessandro Elli
di 82 anni.- Lo annunciano con infinita tristezza la moglie Maria, le figlie Silvia con Patrizio, Emanuela con Alberto e l'adorata Francesca, i cognati Alfredo, Luigia, Angela e tutti i parenti.- I funerali avranno luogo giovedì 16 febbraio alle ore 14 direttamente nella chiesa parrocchiale di San Pio X, indi al cimitero urbano. - Monza, 14 febbraio 2012. La sorella Clorinda e i nipoti tutti annunciano la scomparsa della cara

Prof. Luciano Morgutti
La famiglia, in cui vive intatto l'affetto e il rimpianto, lo ricorda a tutti quelli che lo hanno conosciuto e stimato. - Milano, 15 febbraio 2012. ra A tredici anni della scomparsa della nostra ca-

primario chirurgo

Selvaggia
- Milano, 14 febbraio 2012. Partecipa al lutto: – Thierry le Tourneur d'Ison. Alvise Margherita Lodovico Ottavio e Giulia si stringono con affetto e commozione a Barbara Angelo Federica e Vittoria nel ricordo di

Giuseppina De Ponti Giuliani
la sua famiglia la ricorda sempre con infinito affetto e profonda nostalgia. - Milano, 15 febbraio 2012. Alpini, bersaglieri e tanti amici appartenenti Associazione Divisione Alpina Monterosa, memori dell'attività svolta e dell'impegno profuso, ricordano con affetto il presidente

Graziella
- Roma, 14 febbraio 2012. Beppe e Lisi Vallardi ricordano commossi la luminosa figura di

Selvaggia Ravano
- Bologna, 14 febbraio 2012. Alvise e Margherita sono vicini con tanto affetto a Uberto Giovanni Marina e Bobo nel ricordo della mamma

Maria Giussani ved. Curti
I funerali avranno luogo mercoledì 15 febbraio 2012 alle ore 14.30 in Paullo nella chiesa parrocchiale. - Paullo, 14 febbraio 2012. Partecipa al lutto: – Danila Carlo Monica Diego Grassi. Improvvisamente ci ha lasciati

Graziella
vicini con grande affetto ai figli e a Luciano. - Milano, 14 febbraio 2012. Il 14 febbraio 2012 forte nella fede è passato alla vera vita l'

Bruno Licitra
nel trigesimo. - Milano, 15 febbraio 2012. I famigliari di

Selvaggia Ravano
- Bologna, 14 febbraio 2012. Rufo e Barbara Ruffo della Scaletta con Annamaria e Marco sono vicini a Barbara e alla sua famiglia nel dolore per la scomparsa della mamma

Architetto

Gianluigi Nigro
professore ordinario di urbanistica.- La moglie Marcella De Angelis, i figli Lorenzo con Laura Michetti, Francesco con Chiara Mezzalama, Leonardo con Maria Antonietta Giannelli, i nipoti Stefano, Flaminia e Paolo, Livia e Tommaso, Alessandro e Francesca, ne ricordano la qualità delle relazioni umane, l'impegno e la passione nell'insegnamento, nell'INU, nell'attività professionale vissuta come servizio alla collettività.- Camera ardente giovedì 16 ore 9-15 Policlinico Gemelli.- Funerali venerdì 17 ore 12 cappella Universitaria Sapienza, piazzale Aldo Moro.- Con Gianluigi continuiamo a sostenere: Progetto Scampia Gesuiti IT44Y0101003462100000001144, causale: con Gianni. - Roma, 15 febbraio 2012. Abbracciamo forte la famiglia Nigro-De Angelis in questo momento di grande dolore per la perdita di

Carla Monti Fugazzola
Lo annunciano commossi il figlio Mario con Gabriella, la nipote Alessia con Nicola e i carissimi pronipoti Lucrezia e Ludovico, le sorelle Maria e Luciana, la cognata Marisa e i nipoti.- I funerali si terranno giovedì 16 febbraio alle ore 14 nella chiesa SS. Martiri.- Dopo la cerimonia la salma verrà cremata. - Legnano, 14 febbraio 2012. Il Presidente Luigi Abete, la Giunta e il Consiglio Direttivo, il Direttore Generale Stefano Micossi di Assonime partecipano commossi al dolore della famiglia per la scomparsa dell'

Matteo Mastromauro
ringraziano commossi tutti coloro che hanno espresso la loro partecipazione al lutto che li ha dolorosamente colpiti. - Milano, 15 febbraio 2012. Un anno doloroso è passato.- Pensare e soffrire ci permette di sopravvivere.- Ciao mamma

Selvaggia Ravano
- Bologna, 15 febbraio 2012.

"Con l'aiuto del Signore andiamo avanti". Il 14 febbraio è venuto a mancare

Santina Betti
Per sempre.- Tua Samy. - Milano, 15 febbraio 2012. 15 febbraio 2011 - 15 febbraio 2012 Un anno fa ci lasciava

Paolo Mallardo
I figli Chiara, Alessandro e Francesco, i nipoti Valentina, Cosma, Tommaso, Anita e Lorenzo ne danno annuncio agli amici e a chi lo ha conosciuto.- I funerali si svolgeranno giovedì 16 febbraio alle ore 10 nella parrocchia di Santa Silvia, viale Giuseppe Sirtori n. 2, Roma.- I familiari ringraziano sentitamente il Professor Franco Mandelli e tutta la sua equipe medica, così come le suore di Villa del Rosario, per non aver mai fatto mancare tutte le cure possibili e la più grande umanità nell'assisterlo fino all'ultimo. - Roma, 14 febbraio 2012. Gianni e Marisa Antonella ricordano con affetto il loro grande e generoso amico

Ing. Giuliano Zuccoli
manager di grandi capacità e per anni componente della Giunta di Assonime. - Roma, 14 febbraio 2012.

Roberto Calderoni
La sorella e la nipote lo ricordano con amore. - Roma, 15 febbraio 2012. 2007 - 2012

Gianluigi Nigro
professore e gentiluomo.- Famiglie Voltattorni e Vecchi Schluderer. - Roma, 14 febbraio 2012. E' mancato all'affetto dei suoi cari

"Salva nos, Domine, vigilantes, / custodi nos dormientes". A otto anni dalla scomparsa il marito Peppino ricorda con imperituro affetto

Katia Galbiati Dotzo
Katia, sempre con me.- Massimo. - Milano, 15 febbraio 2012.

Enrica Zamperetti
Soffia zefiri sulle nostre vele, accarezza i giusti, compatisci i rei. - Milano, 15 febbraio 2012.

Paolo Mallardo
- Milano, 14 febbraio 2012.

Giuseppe Giussani
lo annunciano con dolore la moglie Paola, i figli Maurizio e Carlo con le nuore e i nipoti.- I funerali si svolgeranno il 16 febbraio alle ore 10 presso la chiesa di Triante in via Vittorio Veneto, Monza. - Monza, 14 febbraio 2012. La Presidenza, il Consiglio di Amministrazione, i collaboratori tutti di Esseaeffe ricordano

Paolo
ci mancherai tantissimo.- Amicizia e ricordi nel nostro cuore.- Fabrizio e Lucia. - Milano, 14 febbraio 2012. Ci mancherai

Ermenegildo Terenzi
storico Consigliere della società. - Milano, 14 febbraio 2012.

"Come ricordo voglio lasciare i fiori della primavera, il canto del cuculo d'estate, i colori dell'autunno". (Ryokan, monaco dello Zen) Le mamme non dovrebbero morire.- Giorgio, con Alessandra ed Enrica, ricorda per l'ottava volta l'umanità riconosciuta, la luce intensa e l'amore perfuso di

Alberto
Chicco e Claudia. - Milano, 15 febbraio 2012.

Enrica Zamperetti
- Milano, 15 febbraio 2012.

Alberto Zanoccoli
Non dimenticherò mai la forte amicizia fra noi.Alberta. - Milano, 14 febbraio 2012. Nella giornata dell'8 febbraio, dopo lunga malattia, è deceduto il

15 febbraio 2009 - 15 febbraio 2012

FRANCO CASAGLIA
Sentiamo tanto la tua mancanza nei grandi momenti, nella quotidianità e nei percorsi difficili che ancora dobbiamo superare. Ma il ricordo del tuo grande amore ci aiuta sempre. Paola, Simone, Margherita e Matilde. Milano, 15 febbraio 2012

15 febbraio 2007 - 15 febbraio 2012 Con infinita tristezza e nostalgia ricordiamo

Commendatore

ALESSANDRO MONTANO VIGLIO
sempre presente nei nostri pensieri. Daniela Luca Camilla Caterina. Milano, 15 febbraio 2012
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Giangiacomo Guelfi
famoso interprete del melodramma.- Ne danno il triste annuncio la moglie Laura e il figlio Stefano. - Milano, 14 febbraio 2012.

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IL SOLE

Bari
Sorge alle Tramonta alle
6:49 17:24

Palermo Bologna Firenze
6:58 17:43 7:16 17:41 7:15 17:42

Torino
7:32 17:54

Napoli
6:58 17:35

Roma
7:07 17:40

Milano
7:27 17:47

Genova
7:26 17:50

Venezia
7:14 17:35

LA LUNA

Nuova
23 gen.

Primo quarto
31 gen.

Piena
7 feb.

Ultimo quarto
14 feb.

DOMANI

VENERDÌ

SABATO

DOMENICA

Perugia

L’Aquila ROMA

Per oggi e domani ancora tempo instabile al Sud e tra le isole maggiori con fenomeni a carattere di rovescio e nevosi a quote molto basse. Nel complesso stabile al Centronord con parziali annuvolamenti ma scarsi fenomeni. Clima tuttavia ancora molto rigido nelle ore notturne con estese gelate anche in pianura. Venerdì e sabato all'insegna del bel tempo ovunque salvo velature con ulteriore aumento termico. Da domenica peggiora al Centronord.
Campobasso Bari

IN EUROPA
L'alta pressione delle Azzorre resta confinata sul comparto atlantico del continente europeo, garantendo tempo stabile su Gran Bretagna, Francia e penisola iberica. Nel contempo una profonda saccatura scandinava abbraccerà tutta l'Europa orientale influenzando marginalmente il tempo anche sull'Italia. Il clima resta molto rigido sui settori orientali con nevicate in pianura e gelate estese.
MARE

H
Alta Pressione

Napoli

Potenza

-3
Helsinki Oslo Stoccolma

L
Bassa Pressione

0 0

-1
Kiev

Edimburgo

Copenaghen

8
Dublino

6 7 6

5

-7
Praga

Berlino

Catanzaro Cagliari

Amsterdam

2 Varsavia -3
Fronte Caldo

1
Londra
Parigi

3
Milano

LE TEMPERATURE DI OGGI
5 8 8 7 8 5
Aosta Torino Milano Trento Venezia Trieste

Vienna 2 Belgrado

9 5 7 4 5 0

Genova Bologna Firenze Perugia Ancona L’Aquila

7 0 8 8 -1 6

Roma Campobasso Napoli Bari Potenza Cata

11 R. Calabria 10 Catania 11 9 8 9
Palermo Alghero Cagliari Olbi

Palermo

0
Tirana

-5
Bucarest

Ankara

8
Roma Barcellona Madrid Lisbona

5
Atene

Fronte Freddo

11 8
Algeri

7
Tunisi

a cura di
VENTO

14

12 10
Fronte Occluso

12

Sole

Nuvolo

Coperto

Pioggia

Rovesci Temporali

Neve

Nebbia

Debole

Moderato

Forte

Molto forte

Calmo

Mosso

Agitato

LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
min
Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Brescia Cagliari S = Sereno

ASIA AUSTRALIA
3
max min
V N N S S S S

NORD AMERICA
2
Seul Tokyo

SUD AMERICA
Bogotà Caracas

AFRICA
Casablanca

max

min
N S N S N N N

max

min
N N N S N N N

max

min
S S S S V N S

max

Pechino
S S N S N S S

-4 -6 0 -9 -5 -8 0

2 2 5 5 7 5 10

Campobasso -7 Catania 0 Crotone 3 Cuneo -13 Firenze -4 Genova 2 Imperia 3 N = Nuvoloso

-1 12 7 1 8 10 9

L’Aquila Lecce Messina Milano Napoli Olbia Palermo

-13 0 3 -7 1 -1 4

-1 8 10 5 8 9 10

Parma Perugia Pescara Pisa Potenza R. Calabria Rimini

-11 -7 -5 -7 -4 3 -7

2 4 5 9 -2 10 2

Roma Torino Trento Trieste Udine Venezia Verona

14
Lima

25

14

Il Cairo

-4 -9 -5 -1 -4 -6 -7

7 6 7 6 4 4 6

23 29 27 31
Rio de Janeiro Lagos Luanda Nairobi

0

Delhi Shanghai

9 5

5
Vancouver 3 Chicago San Francisco 12 Los Angeles New York

26
Santiago

Bangkok

33

Giacarta

29 23 Sydney

Buenos Aires

26 28

14

15
Città del Messico

8

32

P = Pioggia

T = Temporale

C = Coperto

V = Neve

R = Rovesci

B = Nebbia

23 Città del Capo

Sudoku Difficile
9 4 8 4
5 Puzzles by Pappocom

Giochi e pronostici
3 7
Come si gioca Bisogna riempire la griglia in modo che ogni riga, colonna e riquadro contengano una sola volta i numeri da 1 a 9
LA SOLUZIONE DI IERI
2 3 7 5 9 4 1 6 8 9 1 4 8 3 6 5 2 7 6 8 5 7 1 2 9 4 3 8 7 9 2 6 5 4 3 1 4 2 1 9 7 3 6 8 5 5 6 3 1 4 8 7 9 2 1 5 6 3 2 9 8 7 4 3 9 8 4 5 7 2 1 6 7 4 2 6 8 1 3 5 9

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I più letti
Vita Digitale

3

Lotto
Estrazioni di martedì 14 febbraio

10eLotto I numeri vincenti 76 81 28 63 11 14 58 83 57 11 53 5 8 53 20 78 65 81 47 38 58 32 53 67 81 13 22 82 74 88 56 46 18 9 47 41 76 60 20 82 49 74 72 75 60 82 42 53 57 27 75 61 77 50 81
5 8 11 13 14 20 22 28 38 47 53 57 58 63 65 67 76 78 81 83

6 1 4

A marzo nuovo iPad
Le indiscrezioni: «Sarà 4G». E in arrivo ci sarebbe anche un formato più piccolo.
Timeout

Sanremo

3 2 5 7 9 1

7 2 5 8 6 8 2 5 8 2 6 1

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Jackpot indicativo prossimo concorso: 64.100.000,00 Ai 6: nessuno Ai 5 stella: nessuno 41.457,00 Ai 5+: nessuno Ai 4 stella: Ai 3 stella: 1.907,00 Ai 5: 43.189,42 Ai 2 stella: 100,00 Ai 4: 414,57 Agli 1 stella: 10,00 Ai 3: 19,07 Agli 0 stella: 5,00 www.corriere.it/giochiepronostici

BARI CAGLIARI FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE

La «prima»
Alle 12 diretta video della conferenza stampa. Lo speciale con rubriche e commenti.

Superenalotto
Combinazione vincente

12 25 41 79 86 88
37 Numero Jolly 66 Numero SuperStar

governo dice 1 Olimpiade 2020, il coprire i costi»no a Roma. «Da irresponsabili dell’Italia. Ma la 2 Moody's taglia il ratingspread Btp-Bund Borsa tiene, scende lo 3 Permessi, burocrazia, regole incerte: Italia perché gli stranieri non investono in 4 Google cerca utenti da «studiare»dida vicino per capire come usano il motore ricerca Primarie a Genova, lo sfogo di Don Gallo: 5 «Il fango morale che ha seppellito il Pd»

A Denver, senza catene
Sotto la neve, come in Italia. Ma poi al sole in California. Il blog di Danilo Gallinari.
Ambiente

Franciacorta e CO2

Un piano per ridurre di 1.200 tonnellate le emissioni di anidride carbonica in 5 anni.

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Tv in chiaro
Teleraccomando
di Maria Volpe
PER RIFLETTERE PER CAPIRE

LA STORIA, LE CANZONI, LE INTERVISTE DEL FESTIVAL DI SANREMO

RADIO FESTIVAL

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Nuovi elementi Gioco d’azzardo su Ylenia Carrisi Nuzzi indaga

Bisogna ammettere che Federica Sciarelli non molla mai: quando decide che vuole risolvere un caso prova tutte le strade. Così stasera torna a parlare della figlia di Al Bano e Romina scomparsa anni fa. L’ultima persona che ha visto Ylenia Carrisi (foto) è Masakela, un uomo di 30 anni più grande di lei che con lei divideva la stanza d’albergo, anche se con letti separati. Avevano detto che il musicista era morto, ma l’inviato dell programma è andato ugualmente a cercarlo. E lo ha trovato. Masakela è vivo, cambia spesso nome e usa documenti diversi.

La quarta puntata del programma d’inchiesta di Nuzzi (foto) si occupa di gioco d’azzardo: l'Italia è diventata un casinò a cielo aperto in cui gli italiani hanno speso solo nel 2011 oltre 75 miliardi di euro. La rincorsa al colpo di fortuna si sta trasformando in un’emergenza sociale: sono circa 800mila le persone affette da dipendenza dal gioco e quasi 2 milioni i giocatori a rischio. Molti tra loro, attraverso l'usura, finiscono nelle mani della criminalità. Ne parlano in studio l’on. Giuseppe Pisanu, Raffaele Ferrara e don Armando Zappolini.

Deejay TV
16.00 POPCAKE. Musicale 17.30 ROCK DEEJAY. Musicale 18.30 DEEJAY TG. 18.35 PLATINISSIMA PRESENTA: GOOD EVENING. Musicale 20.00 LOREM IPSUM. Musicale 20.20 VIA MASSENA. Serie 21.00 30 GRADI DI SEPARAZIONE. Musicale 21.30 SWITCHED AT BIRTH. Telefilm 22.30 DEEJAY CHIAMA ITALIA. Varietà
DATI DI PROGRAMMAZIONE FORNITI DA COMPUTIME

Chi l’ha visto? Rai3, ore 21.05

Gli intoccabili La7, ore 21.10

Film e programmi
Amore diviso per Omar Sharif De Niro «asso» di Las Vegas

Rai4
rai.it

Rai5
rai.it 12.35 DINASTIE. Documentario 13.40 COOL TOUR. Attualità 14.15 DAVID LETTERMAN SHOW. Talk show 15.05 PASSEPARTOUT. Attualità 15.40 NO RESERVATIONS. Documentario 16.30 EXPLORE. Documentario 17.20 COOL TOUR. Attualità 17.55 TOUS LES HABITS DU MONDE. Documentario 18.30 LE CASE PIÙ VERDI DEL MONDO. Documentario 19.00 NO RESERVATIONS. Documentario 19.55 EXPLORE. Documentario 20.45 PASSEPARTOUT. Attualità 21.15 SCIENCE OF CRIME. Documentario 22.10 CASE MAI VISTE. Documentario 23.05 DAVID LETTERMAN SHOW. Talk show

Rai Storia

rai.it

Rai Movie

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Rai Gulp

rai.it

Rai YoYo

Boing
rai.it boingtv.it 20.05 THE GARFIELD SHOW. Cartoni 20.35 LA PANTERA ROSA & CO. Cartoni 21.00 NINÌ. Telefilm 21.50 TAKESHI’S CASTLE. Varietà 22.15 JOHNNY BRAVO. Cartoni 22.40 MUCCA E POLLO. Cartoni

La7d
la7.it 17.40 MAMMAMIA CHE SETTIMANA. Varietà 18.40 CUOCHI E FIAMME. Attualità 19.40 I MENÙ DI BENEDETTA. Attualità 20.40 G’ DAY. Tg Satirico 21.10 CROSSING JORDAN. Telefilm 24.00 THE STRIP. Telefilm 1.55 MOVIE FLASH

Omar Sharif è Yurij Andrèevic Živago, medico e poeta, diviso dall’amore per due donne: la moglie Tonja (Geraldine Chaplin) e l’amante Lara Antipov (Julie Frances Christie). Il dottor Živago Iris, ore 21.05

«Asso» (Robert De Niro) costruisce un impero a Los Angeles, quando dà spazio a Ginger (Sharon Stone, foto) e a Nicky (Joe Pesci) la situazione precipita. Dirige Scorsese. Casinò Rete 4 ore 21.10

Leonardo DiCaprio Gordon Ramsay crea un impero Sfida ai fornelli
La storia del nevrotico produttore cinematografico Howard Hughes (Leonardo DiCaprio, foto), che riuscì a creare un enorme impero a Hollywood. Cinque Oscar. The Aviator Rai Movie, ore 21 In cucina con Gordon Ramsay nell’ottava serie del reality Usa che mette a dura prova i concorrenti: tra sfide ai fornelli, insulti e grandi ambizioni. Hell’s Kitchen Cielo, ore 22

9.20 FISICA O CHIMICA III. Serie 10.40 PRIMEVAL. Serie 11.30 FARSCAPE. Serie 12.20 EUREKA. Serie 13.05 LOST WORLD III. Serie 13.50 FISICA O CHIMICA III. Serie 15.15 ENTOURAGE III. Serie 15.40 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 15.45 BEING ERICA. Serie 16.30 ONE TREE HILL V. Serie 17.20 EUREKA. Serie 18.05 FARSCAPE. Serie 18.50 LOST WORLD III. Serie 19.35 PRIMEVAL. Serie 20.25 SUPERNATURAL IV. Serie 21.10 FILM THE SKULLS - I TESCHI. (Drammatico). Regia di Rob Cohen. 23.00 BOARDWALK EMPIRE. Serie 0.05 LIP SERVICE. Serie

18.25 SPECIALE TG2 VIAGGIO IN AFGHANISTAN. Documenti 18.45 DA QUI - LA VESPA. Documenti 18.50 RES GESTAE PERSONAGGI. Documenti 18.55 UN PRINCIPE CHIAMATO TOTÒ. Documenti 20.00 MAGAZZINI EINSTEIN LO SPETTACOLO DELLA CULTURA FRYDERYK CHOPIN. Documenti 20.30 SCRITTORI PER UN ANNO GIORGIO MONTEFOSCHI. Documenti 21.00 DIXIT FATTI. Documenti 23.00 RESELECTION. Documenti 23.55 DA QUI - IL POLIPROPILENE ISOTATTICO E IL NOBEL A GIULIO NATTA. Documenti

9.15 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 9.20 FILM LA TERRA DEI SENZA LEGGE. 11.00 FILM I DUE POMPIERI. 12.35 FILM L’ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI. 14.15 FILM UNA COPPIA ALLA DERIVA. 16.10 FILM SOTTOVENTO! 17.50 FILM MANAGEMENT. 19.25 FILM MANI DI FATA. 21.00 FILM THE AVIATOR. (Biografico). Regia di Martin Scorsese. 23.45 LDB - LADRI DI BICICLETTE. Attualità 0.15 FILM NON BUSSARE ALLA MIA PORTA. (Commedia). Regia di Wim Wenders. 2.20 FILM PREMONITION. (Horror). Regia di Norio Tsuruta. 3.55 FILM LO STRANO VIZIO DELLA SIGNORA WARDH. (Thriller). Regia di Sergio Martino.

19.30 SCHOOL ROCKS! Ragazzi 19.45 TOOGULP. Ragazzi 19.50 VICTORIUS. Telefilm 20.15 TORADORA. Cartoni 20.45 SCUOLA DI SPIE (M.I.) III. Telefilm 21.15 LOLA E VIRGINIA. Telefilm 21.40 NATURALLY SADIE. Telefilm

20.30 DIXILAND. Cartoni 20.35 LULU BRUM BRUM. Cartoni 20.50 LA STELLA DI LAURA 2. Cartoni 21.00 SAM IL POMPIERE 2. Cartoni 21.10 BOB AGGIUSTATUTTO XIV. Cartoni 21.20 POCOYO. Cartoni 21.30 PEPPA PIG II. Cartoni

Iris
iris.mediaset.it 17.29 FILM APPUNTAMENTO AL BUIO. 19.17 SUPERCAR V. Telefilm 20.09 A-TEAM III. Telefilm 21.05 FILM IL DOTTOR ZIVAGO. 0.37 FILM ANDERSEN. UNA VITA SENZA AMORE.

Cielo
cielo.it 20.00 MASTERCHEF ITALIA - LA SELEZIONE NAZIONALE. Varietà 21.00 MASTERCHEF USA. Varietà 22.00 HELL’S KITCHEN. Varietà 23.00 SPARTACUS: SANGUE E SABBIA. Telefilm 24.00 RAPPORTO CARELLI.

La5
mediaset.it 20.15 GRANDE FRATELLO LIVE. Reality 20.25 EXTREME MAKEOVER HOME EDITION. Documentario 21.10 GRANDE FRATELLO LIVE. Reality 24.00 UOMINI E DONNE. Talk show 1.05 AMICI LA5. Reality

Tv 2000

tv2000.it

20.00 ROSARIO DA LOURDES - IN DIFFERITA 20.30 NEL CUORE DEI GIORNI - INDACO 20.55 NEL CUORE DEI GIORNI - (TGTG). 21.20 PRESENTAZIONE CRITICO LETTERARIO. 21.25 SERATA SCENEGGIATI - FILM.

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Corriere della Sera Mercoledì 15 Febbraio 2012

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Pay Tv
Film e programmi
Checco Zalone a guardia del Duomo

Sky Cinema
14.00 FLIGHTPLAN - MISTERO IN VOLO J. Foster intepreta Kyle Pratt, un ingegnere astronautico in cerca della figlia scomparsa mentre sono su un aereo. Thriller con qualche falla. Sky Cinema 1 HD 15.35 ANGELICA E IL GRAN SULTANO Ultimo film (il quinto) della serie incentrata sulle avventure di Angelica (M. Mercier), rapita e venduta come schiava ad Algeri. Sky Cinema Classics 16.20 FLUBBER - UN PROFESSORE TRA LE NUVOLE Scritto e prodotto da John Hughes, l’inventore di “Mamma, ho perso l’aereo”, con Robin Williams. Sky Cinema Family 17.20 IL GRINTA Per vendicare l’uccisione del padre, la quattordicenne Mattie Ross ingaggia lo spietato sceriffo detto Il Grinta. Sky Cinema 1 HD 18.00 COOL DOG Il piccolo Jimmy si trasferisce con la famiglia a New York e per il suo pastore tedesco sembra non eesserci posto... Sky Cinema Family 19.10 IL MAGO HOUDINI La vita e le avventure del prestigiatore Harry Houdini, con il volto di Tony Curtis. MGM 19.15 NEVERLAND - UN SOGNO PER LA VITA Johnny Depp è James Barrie, l’inventore del romanzo su Peter Pan. Con Kate Winslet. Sky Cinema 1 HD 21.00 IL CASO THOMAS CROWN Un banchiere (S. McQueen) fa un colpo nella sua stessa banca e un’attenta detective (F. Dunaway) riesce a scoprirlo. Sky Cinema Classics GLORY ROAD VINCERE CAMBIA TUTTO La storia della squadra dei Texas Western Miners, che al campionato del 1965-66 si presentò con una squadra mista. Sky Cinema Family TAKERS Una banda di rapinatori ha appena elaborato il colpo perfetto. Sulle loro tracce, un detective che non molla (M. Dillon). Sky Cinema Max HD AMORI IN CITTÀ... E TRADIMENTI IN CAMPAGNA Crisi di mezza età per Warren Beatty, sposato da troppo tempo con Diane Keaton. Sky Cinema Passion HD 21.10 CHE BELLA GIORNATA Checco Zalone nei panni di un addetto alla sicurezza del Duomo di Milano alle prese con un pacco bomba. Sky Cinema 1 HD MISSION: IMPOSSIBLE 2 T. Cruise/Ethan Hunt si è aggiudicato l’MTV Movie Award come miglior attore, per il secondo film della serie, diretto da J. Woo. Sky Cinema Hits HD 22.50 LETTI SELVAGGI Otto episodi con protagoniste, tra le altre, Ursula Andress, Laura Antonelli e Monica Vitti. Sky Cinema Classics 22.55 UNA DONNA PER TUTTI Pellicola drammatica diretta da P. Fanetti nel 1991 e interpretata da Malù, M. Kiran e R. Della Torre. Sky Cinema Max HD 23.15 GREEN ZONE Il soldato americano Ray Miller, spedito in Iraq per cercare armi di distruzioni di masa, si trova coinvolto in tutt’altra missione. Sky Cinema Hits HD 0.20 CROCEVIA DELLA MORTE America 1929: l’amore per la stessa donna mette in crisi l’amicizia tra il boss locale Leo e il suo consigliere Tom (G. Byrne). Sky Cinema Max HD 0.30 L’ULTIMO SPETTACOLO Primo film per C. Shepherd, con J. Bridges, ambientato ad Anarene in Texas. Dirige P. Bogdanovich nel 1971. Sky Cinema Classics 0.40 UNA LAMA NEL BUIO Uno psicanalista indaga sulla morte di un suo paziente e s’innamora della fidanzata della vittima. Con R. Scheider e M. Streep. MGM 0.45 PICCOLO DIZIONARIO AMOROSO Film con Jessica Alba destinato all’home video. Nel cast anche Bob Hoskins e Brenda Blethyn. Sky Cinema Passion HD

Sport
14.25 CALCIO: SAMPDORIA - INTER 28/01/07 Serie A Story ESPN 15.00 CALCIO: MILAN - CAGLIARI Serie A Sky Sport 1 HD 15.15 BILIARDO: 3ª GIORNATA Welsh Open. Diretta Eurosport 16.30 CALCIO: LAZIO - MILAN Serie A Sky Sport 1 HD 16.45 RUGBY: GALLES - SCOZIA Torneo Sei Nazioni Sky Sport 2 HD 17.30 CALCIO: JUVENTUS - PARMA Serie A Sky Sport 1 HD 18.00 SALTO CON GLI SCI: HS 140 Coppa del Mondo. Diretta Eurosport 18.05 CALCIO: SAMPDORIA - INTER 28/01/07 Serie A Story ESPN 18.30 CALCIO: ASTON VILLA MANCHESTER CITY Premier League Sport Italia 19.55 EQUITAZIONE: WORLD DRESSAGE MASTERS Differita Eurosport 20.40 CALCIO: MILAN - ARSENAL UEFA Champions League. Diretta Sky Sport 1 HD 20.45 BASKET: TRENKWALDER REGGIO EMILIA - CENTRALE DEL LATTE BRESCIA Lega Due. Diretta RaiSport 1 21.15 BILIARDO: 3ª GIORNATA Welsh Open. Diretta Eurosport 22.00 TENNIS: 1981: BJÖRN BORG JOHN MCENROE (FINALE SINGOLARE MASCHILE) Wimbledon Story ESPN

A fil di rete
di Aldo Grasso

Perché «G’ Day» non funziona

Il film campione di incassi con Checco Zalone (foto) che si ritrova a lavorare per la security del Duomo di Milano, nonostante sia molto poco affidabile e ignorante come pochi. Che bella giornata Sky Cinema 1, ore 21.10

W

Spacey ricomincia da Julianne Moore

Dopo aver perso la moglie, Quoyle (Kevin Spacey) lascia New York, dove lavora come tipografo, e torna nella sua città natale. Lì, incontra una donna (Julianne Moore, foto con Spacey). The shipping news Sky Cinema Passion, ore 22.50

Matt Damon in missione in Iraq

Serie Tv
13.50 14.45 15.20 16.05 17.15 MEDICAL INVESTIGATION Fox HD SCRUBS Fox HD LIFE BITES Disney Channel TUTTO IN FAMIGLIA Fox HD ZACK E CODY SUL PONTE DI COMANDO Disney Channel GHOST WHISPERER Fox Life I MAGHI DI WAVERLY Disney Channel LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE Fox Crime HD GLEE Fox HD NATURALLY SADIE Rai Gulp N.C.I.S. LOS ANGELES Fox Crime HD DESPERATE HOUSEWIVES Fox Life STRIKE BACK - SENZA REGOLE Sky Uno

Intrattenimento
13.05 GIULIANA & BILL E! 14.05 CAMBIO CUOCO LEI 15.15 KEEPING UP WITH THE KARDASHIANS E! 16.00 CASE DA INCUBO - USA LEI 16.30 JERSEYLICIOUS E! 17.20 MA CHI TE LA COMPRA?! LEI 17.25 GLI SGOMMATI Sky Uno 18.00 BRIDALPLASTY E! 19.20 A TUTTO REALITY: LA VENDETTA DELL’ISOLA! K2 19.25 CYBERBULLY - PETTEGOLEZZI ONLINE Sky Cinema Passion HD 21.00 GLI SGOMMATI Sky Uno 21.50 SERATISSIMA - I ROBINSON K2 22.00 CASE CHE SCOPPIANO LEI 23.05 TEEN SPIRIT - UN BALLO PER IL PARADISO Sky Cinema Family 23.15 NAKED & FUNNY E!

Ragazzi
14.10 LEONE IL CANE FIFONE Cartoon Network 15.10 SCOOBY-DOO MYSTERY INC. Boomerang 16.00 DAGEDAR K2 16.35 BEN 10 ULTIMATE ALIEN Cartoon Network 17.05 THE LOONEY TUNES SHOW Boomerang 18.10 POKÉMON - NERO & BIANCO K2 19.10 THE LOONEY TUNES SHOW Boomerang 20.00 LO STRAORDINARIO MONDO DI GUMBALL Cartoon Network 20.15 TORADORA Rai Gulp 21.05 PHINEAS E FERB Disney Channel 21.15 CUCCIOLI CERCA AMICI Boomerang 21.25 I FANTAEROI K2

Documentari
14.05 MALATTIE MISTERIOSE Discovery Science 15.15 USTICA - TRAGEDIA NEI CIELI History Channel 16.05 CARRO ARMATO National Geographic 17.05 VIAGGIO NELL’UNIVERSO Discovery Science 18.20 A CACCIA DI MOSTRI: IL GRANDE BIGFOOT History Channel 19.05 IL RIENTRO DALLO SPAZIO: LA SFIDA DEL RITORNO Discovery Science 20.05 AFFARI DI FAMIGLIA: UN MANDOLINO RARO History Channel 21.00 AMERICAN GUNS Discovery Channel HD 21.20 INVENTORI DELLA PORTA ACCANTO National Geographic

Bagdad, 2003. Roy Miller (Matt Damon, foto) e la sua squadra ricevono l’incarico di scovare nel deserto dell’Iraq i depositi dove si suppone siano custodite armi di distruzione di massa. Green Zone Sky Cinema Hits, ore 23.15

18.35 19.10 20.05 21.00 21.40 21.50 21.55 22.00

e have a problem. Come mai un programma come «G’ Day», che tutti trovano spiritoso, divertente, ironico va male, nel senso che non riesce a superare il 3% di share? Come mai Geppi Cucciari, che in questo momento è senz’altro la presenza femminile più interessante della nostra tv, non riesce a imporsi come traino del tg di Enrico Mentana? Veramente questi problemi dovrebbe porseli un direttore di rete (non bastano i travasi da Vincitori e vinti una rete all’altra di vecchi ferri del mestiere), ma tant’è. Il problema più grande di Gad «G’ Day» è che non è adeguaLerner Lerner to alla sua fascia oraria (La7, batte dal lunedì al venerdì, ore Lucarelli. 19.20): il pubblico che aspetta La politica i tg non desidera un programinternazionale, ma troppo impegnativo (socon la crisi in Europa, prattutto sul piano intellettuaprotagonista le), troppo caricato di signifidell’«Infedele» di Gad cati secondi, troppo cool. E inLerner su La7: seguito vece la fisionomia di «G’ Day» da 1.070.000 tende al camp, al queer: basta spettatori, per uno seguire i divertentissimi intershare del 4,2% venti di Alessandro Fullin o ascoltare le telefonate degli ascoltatori per capire la tenCarlo denza. Il che è divertente, coLucarelli raggioso, curioso ma inevitaLucarelli bilmente selettivo. È un apbattuto da puntamento che presuppone Lerner. una certa intelligenza di visioTorna su Rai3 ne in contrasto con i grandi il «Blu Notte» numeri. Perché, alla fine, non di Carlo Lucarelli, si capisce se ci troviamo di dedicato alla vicenda fronte a una parodia dell’indell’amianto: gli formazione o a qualcosa che spettatori sono voglia andare oltre la parodia. 796.000, per uno Il gruppo autoriale tende a share del 3.6% costruire un programma di seconda serata, ancora una volta ignorando la fascia oraria. Così il programma, invece che funzionare da traino, paradossalmente viene trainato da Mentana (costretto ad anticipare i titoli del tg per dare tempo al pubblico di cambiare canale). Geppi è molto brava a interagire con gli ospiti (pochi hanno la battuta pronta come lei), ma, molto spesso, gli ospiti sono deludenti e ormai si è formata una piccola compagnia di giro che garantisce la presenza ma non l’essenza. La vera sfida de La7 è proprio questa: costruire un programma di successo, esaltando tutto il grande talento di Geppi.
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La crisi di mezza età per Warren Beatty
Un architetto in crisi di mezza età scopre i piaceri dell’adulterio, ma finirà per tornare dalla più rassicurante moglie. Un cast di lusso con Warren Beatty, Diane Keaton e Goldie Hawn. Amori in città... Sky Cinema Passion, ore 21

Mediaset Premium
14.25 I DIMENTICATI. Film Studio Universal 15.01 MEN IN TREES - SEGNALI D’AMORE I. Telefilm MYA 15.09 THE MIDDLE I. Telefilm JOI 15.15 ROCKNROLLA. Film Premium Cinema 15.32 THE MIDDLE I. Telefilm JOI 15.52 MEN IN TREES - SEGNALI D’AMORE I. Telefilm MYA 15.55 SMALLVILLE VI. Telefilm STEEL 16.00 PSYCH III. Telefilm JOI 16.30 UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO. Film Studio Universal 16.45 4400 IV. Telefilm STEEL 16.56 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI 17.15 IL SOLISTA. Film Premium Cinema 17.27 MOTHERHOOD - IL BELLO DI ESSERE MAMMA. Film MYA 17.47 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI 18.25 R.I.S. 2 DELITTI IMPERFETTI. Telefilm STEEL 18.35 PACKED TO THE RAFTERS III. Telefilm JOI 18.35 LA FINESTRA DELLA CAMERA DA LETTO. Film Studio Universal 19.19 LA BELLEZZA DEL SOMARO. Film Premium Cinema 19.20 R.I.S. 2 DELITTI IMPERFETTI. Telefilm STEEL 19.30 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA VII. Telefilm JOI 19.32 ONE TREE HILL VII. Telefilm MYA 20.19 V II. Telefilm JOI 20.23 ONE TREE HILL VII. Telefilm MYA 20.25 4400 IV. Telefilm STEEL 21.15 TRE ALL’IMPROVVISO. Film Premium Cinema 21.15 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION I. Telefilm JOI 21.15 ANOTHER CINDERELLA STORY. Film MYA 21.15 STUDIO 60 ON THE SUNSET STRIP. Telefilm STEEL 21.15 C’È POST@ PER TE. Film Studio Universal 22.05 STUDIO 60 ON THE SUNSET STRIP. Telefilm STEEL 22.07 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION I. Telefilm JOI 22.52 22.55 23.05 23.10 23.16 MYA MAG. Rubrica MYA HUMAN TARGET I. Telefilm STEEL NIP’N TUCK II. Telefilm MYA LEVERAGE IV. Telefilm JOI C’È CHI DICE NO . Film Premium Cinema 23.20 RUSTY IL SELVAGGIO. Film Studio Universal 23.45 HUMAN TARGET I. Telefilm STEEL 23.57 SHAMELESS I. Telefilm MYA

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Mercoledì 15 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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