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Giovedì 16 febbraio 2012
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Mai più cambio pila

OPINIONI NUOVE - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

FONDATORE VITTORIO FELTRI

DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO ANNO XLVII NUMERO 40 EURO 1,20*

IL DELIRIO DI SANREMO

Celentano non è il principale responsabile dell’ignobile esibizione al Festival. La colpa è della «capa» della Rai: sapeva cosa sarebbe successo. Ora va commissariata l’azienda
di MAURIZIO BELPIETRO
Tutti se la sono presa con Celentano per quello che ha detto martedì sera all’Ariston. Ma il problema non è il «Molleggiato». Che il «re degli ignoranti» - asceso al trono per autoproclamazione - dicesse sciocchezze in diretta tv era cosa da mettere in conto. Sono più di vent’anni che l’ex ragazzo della via Gluck usa il video per fare noiosi sermoni. Ricordo l’edizione del 1987 di Fantastico, varietà in prima serata su Raiuno, in cui alla vigilia del referendum si mise a parlare di nucleare, scrivendo sulla lavagna che la caccia è contro l’amore. Un anno dopo, ospite a Serata d’onore, altro spettacolo di via Teulada, fece propaganda antiabortista. Nel 1992, in piena Tangentopoli, con Svalutation, invece se la prese con gli spettatori, rei di avere votato onorevoli ladri. «Non è la classe politica che va azzerata, siete voi che da casa mi state guardando che dovete essere azzerati. Voi siete la terra e i politici l’albero. Se la terra è arida anche l’albero cresce male. E voi siete aridi e avidi...». Un delirio di parole che la Rai ha messo in onda anno dopo anno, fingendo di scandalizzarsi ogni volta, ma godendo in segreto del boom di ascolti. Celentano è Celentano. Un furbacchione che ha avuto in dono la voce e ha saputo farla fruttare come pochi altri suoi colleghi. Non soltanto cantando, ma anche costruendo con cura il proprio personaggio. Quando gli spettatori dei suoi film e le vendite di dischi hanno cominciato a venire meno, e dai milioni di copie (...)
segue a pagina 3 IANNACCI, MANIACI, MORI, PAOLI e un commento di MAZZOCCHI da pagina 2 a pagina 5

LEI È PEGGIO DI LUI

Ma gli italiani si sono stufati del re buffone
di MARIA G. MAGLIE a pagina 2

Vent’anni di cretinate a ruota libera
di MATTIAS MAINIERO a pagina 4

Il patrimonio da favola del Molleggiato
di FOSCA BINCHER a pagina 5

Viale Mazzini tarocca i naufraghi
di FRANCESCO SPECCHIA

Lorenza Lei (Olycom)

Adriano Celentano (Olycom)

a pagina 7

In rete solo ciò che già si sa

Sui redditi dei ministri Monti ci ha presi in giro
di FRANCO BECHIS
È stato proprio lui, Mario Monti, a intestarsi la svolta trasparente nel rapporto fra governo e cittadini il 4 dicembre scorso: «Dichiareremo tutti i nostri redditi e patrimoni come mai era accaduto. Faremo molto più del dovuto, secondo (...)
segue a pagina 8

Mills, chiesti 5 anni per il Cav

Persino Napolitano dice: i magistrati vanno puniti
di CHIARA PELLEGRINI-ANDREA SCAGLIA
Napolitano vacontro ipm schierati:rimarca comealcuni comportamenti delle toghe sfuggano «alla sanzionabilità disciplinare» per via del vuoto normativo. E a Milano l’accusa chiede cinque anni di condanna per il Cav, insinuando che la difesa abbia truccato le carte.
alle pagine 14-15

Altro pasticcio sulla Grecia

L’Italia è in recessione e l’Europa perde la testa
di GIULIANO ZULIN
È difficile salvarsi dalla doppia recessione se i capi di governo dell’Europa perdono continuamente tempo. Ieri abbiamo appreso dall’Istat quello che conoscevamo dal contatto con la realtà, ovvero che l’Italia è in recessione tecnica perché (...)
segue a pagina 11

Il paese modello della finiana

Le traduzioni creative del Miur

La Bongiorno e gli stupri alla liberiana
di SIMONA BERTUZZI
In Liberia, a inizio 2009, nella sola contea di Montserrado, sono state violentate 807 ragazzine, di queste 77 erano bimbe sotto i 5 anni, potevano essere nella loro stanzetta a giocare invece stavano in un cortiletto di fango e rifiuti con cinque uomini addosso (compreso un fratello e uno zio paterno) a chiedersi perché la vita le avesse messe al mondo. Eppure secondo la deputata del Fli e avvocato Giulia Bongiorno l’Italia è messa peggio della Liberia in materia di diritti delle donne. In Liberia, sempre nel 2009, una ragazzina di dodici anni è stata violentata da quattro uomini infami, tra cui l’amorevole patrigno e quando ha provato a raccontare a sua mamma lo schifo e la vergogna di quella violenza, sua madre le ha detto (...)
segue a pagina 20

Al ministero tutti pazzi per la pecorina
di MARCO GORRA
E i professori scivolarono sul traduttore di Google. Sito del ministero dell’Istruzione, sezione bandi. Titolo del progetto: «Dalla pecora al pecorino. Tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano». Sotto, la traduzione in inglese: «From sheep to Doggy Style. Traceability of milk chain in Tuscany». Solo che doggy style in inglese non significa pecorino (che banalmente si traduce «sheep milk cheese»), bensì indica la celebre pratica sessuale nota ai più come “pecorina”. Una lettera che fa una bella differenza. Non per il Miur dove, affidata l’incombenza della traduzione a qualche software digiuno di scienza casearia, nessuno ha battuto ciglio vedendo il risultato. Che è finito on line. E poi dicono che non c’è continuità col governo Berlusconi...

* Con: “Maledetto Spread - Storia di una grande truffa” 5,0 0.

Prezzo all’estero: CH - Fr. 3.00 / MC & F -

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Giovedì 16 febbraio 2012

PRIMO PIANO

disastro viale Mazzini

ULTIMI FAN Giornali, tv, Facebook e Twitter: l’esibizione del Molleggiato raccoglie critiche unanimi. A difenderlo restano solo Antonio Di Pietro e Sandro Bondi

Celentano fa il pieno di ascolti e insulti
Adriano attacca la Chiesa, la Consulta e i giornalisti. Fa il record col 48,5% di share ma nessuno difende il suo spettacolo indecente a spese nostre. Senza il Cav che «obbligava» tutti a stare coi guitti anti-politica, in rete scoppia la rivolta contro il cantante
::: MARIA GIOVANNA MAGLIE
QQQ Avete sentito bene, ed è solo l’inizio. «Sti cazzi il canone», «sono minchiate», «lui che ha trombato più di noi», «la bernarda», «il deficiente», «le sue idiozie», «cazzate, cazzate», «dove sono le donne», «dove sono le canzoni», «dove stanno i voti che è saltato tutto», e alla fine parte fuori onda «Che caz… è?». Se non lo sa lui che il festival lo conduce, e con quanta autonomia lo rivendica ogni due per tre! Che cazz’è, dice Morandi, pessimo quanto Celentano, due vecchietti da giardinetti, di quelli che insieme ai vecchi amici un po’ sporcaccioni dicono le parolacce quando passano le ragazzine, e si può dire solo avendoli visti dall’inizio alla fine, tra fastidio, rabbia e perfino un po’ di stupore soverchio, seduti davanti a una tv ad aumentare obtorto collo il numero bulgaro dello share. Che ieri veniva sbandierato su un lato della trincea di guerra contro l’altro che si dissociava o che fingeva di farlo, che commissariava o che fingeva difarlo. Soprattuttoche siprovava a raccontare di non aver né previsto né immaginato che un festival così tanto vale non trasmetterlo, visto che le canzoni non contano, come ha dichiarato Renga nel dolce stil novo ormai imperante della parolaccia a tutte le ore, «non contiamo una fava», e quando ci vuole ci vuole; visto che un’ora di spettacolo l’ha appaltata al re degli ignoranti, il quale populista, qualunquista e becero sempre è stato, ma che ora sconta pure la crisi degli anni che avanzano inesorabili, e fanno vacillare definitivamente la memoria, e la crisi ce la fa sorbire a noi. Celentano è uno che si deprime perché non ci parlano del Paradiso i fratacchioni cattivi, perché don Gallo non è Papa, e che fa fare la spalla scema ai Morandi, Papaleo, Pupo, Battiato, uno che soffre per lo spread e la povertà, e che si sposta a bordo di super avvocati e super produttori che hanno intortato ben bene la Rai, prendendo un sacco di soldi, facendone spendere di più, consumando vendette private contro chiunque osi criticare le sue pacchiane smargiassate, promuovendo a spese nostre con una gigantesca marchetta il suo ultimo disco, comandando lui la partita perché solo lui può decidere se e quando tornare a esibirsi, si fa per dire. La Rai è responsabile tutta, il pesce, come si dice, puzza dalla testa, altro che commissario e scandalo millantato del giorno seguente, altro che tentativo di farla pagare al direttore di Rai1, uno che restando seduto a fine show, probabilmente perché era paralizzato, si è salvato l’anima. A Celentano la Rai ha dato quasi un’ora, pensava che recitasse Pascoli invece di attaccare la Consulta, i vescovi, Aldo Grasso, Montezemolo, la Merkel, e anche Dio che non gli garantisce la vita eterna, il tutto mescolato come un pappone nauseabondo, tanto per lui è tutto uguale? La Rai ha incamerato davvero grazie a lui contratti pubblicitari più ricchi? Salutami il codice etico, lo spettacolo continua. Nel frattempo la Rai e Sanremo un risultato lo hanno ottenuto per certo: è lo share ostile, la visione malevola, il fastidio generale e generalizzato per il prodotto e per il profeta. È uno spartiacque, tana libera tutti. Non ce n’è uno, e son tutti parte dello share bulgaro, a difendere Sanremo, Morandi e Celentano il giorno seguente. L’hanno dovuto guardare per dirlo ma poi basta leggere non solo i i giornali e guardare le tv, bisogna rivolgersi a Facebook o a Twitter per avere la conferma che Celentano non piace più a nessuno o quasi, le eccezioni essendo rappresentate sommamente da Antonio Di Pietro, che è divertentissimo sentir parlare contro la censura, e da Sandro Bondi, che forse è uno dei pochi che hanno visto un film martedì sera. Oltretutto quest’anno non c’è più Berlusconi, non c’è il nemico comune che avrebbe obbligato a parlar bene del Celentano anti-potere. Il Caimano se n’è andato, e lui è apparso per quel che è, triste, banale, vecchio, ma non è il solo. Da Twitter a caso qualche esempio dello share bulgaro, guardare per trovarne a volontà. 23:24 Emma. La prima vera sanremata. Lei non è male, e beneficia del sollievo post-Celentano; 23:09 Nooooo… Merkel, Sarkozy, la Grecia… che vergogna… Stai zitto; 22:47 In ginocchio: per cortesia, dateci le canzoni, anche le peggiori; 22:39 Papaleo che gli fa da spalla… molto triste…; 22:32 E comunque Celentano, sei veramente un coglione. Te e chi ti ha portato lì; 22:22 La trovata della scena di guerra è veramente forte, ma Celentano non mi interessa, è un vecchissimo arnese; 22.26 Roberto: il punto non è Celentano o la pagliacciata in cooperativa con Pupo e Papaleo. Il punto è: le prime due file di spettatori. Delle due, l’una: o la «corte» non solo tollera, ma ritiene fondamentale la presenza del giullare di turno al banchetto, oppure la «corte» è talmente debole ed inetta che sopporta Celentano come rito indispensabile per mantenere la sedia saldamente attaccata al proprio culo. 22.45 Giuseppe: Attenti a Tafazzi: ogni volta che si blatera in quel modo di «sovranità» e «Suprema Corte» è come bottigliarsi selvaggiamente i maroni. A proposito: attendo manifestazione appropriata del “popolo Viola” o dei “costituzionalisti” a gettone, poichè non si può parlare in quel modo della Suprema Corte; 23.00 Carla:come si fa a farsi fare la predica da Celentano, ma come si permette??? Che canti, è l’unica cosa che sa fare…. Si replica fino a sabato, per fortuna c’è Arisa.
I GIORNALI

Q Giornali inutili come «Avvenire» e «Famiglia cristiana» andrebbero chiusi: si occupano di politica
IL REFERENDUM


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LE SPARATE DI ADRIANO

Q I promotori del referendum hanno raccolto un milione e 200mila firme. La Consulta non ha esitato a metterle nel cestino
ALDO GRASSO

Q E noi ci rattristiamo se un deficente come Aldo Grasso scrive delle . idiozie sul «Corriere»?

Oggi il cda

La direttora incolpa Mazza e manda Marano a controllarlo
::: ENRICO PAOLI
QQQ Commissariamento, siluramento a mezzo agenzia di stampa, badante, casco blu dell’Onu, direttore di sostegno, e via di questo passo. In una giornata ad alto tasso di adrenalina e tensione, le battute sarcastiche per provare ad inquadrare l’arrivo a Sanremo, a passo di carica quasi fosse un bersagliere, del vice direttore generale della Rai, Antonio Marano, tipo tosto e decisionista, si sono sprecate. A spedircelo, dopo aver urlato contro il mondo per le telefonate acide ricevute dal Vaticano, è stato il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, in preda al panico. Avrebbe voluto le dimissioni del direttore di Rai Uno, Mauro Mazza, ma non si può. E lei non le può chiedere, non avendone la forza. Troppo complicato. Unico rimedio il commissariamento, il badante con pieni poteri. Vista la situazione, anche il diretto interessato, il direttore di Rai Uno, ha pensato bene di rispondere a tutti con la stessa arma del’ironia: «Marano ci dà una mano». «Commissariamento? Quello è Montalbano». «Se prendi Celentano cos’altro ti puoi aspettare». Difficile dargli torto. Insomma, ha provato a vestire i panni di San Filippo neri: «State buoni se potete, ormai Celentano è già andato in onda». E ci tornerà. E visto che la situazione è esattamente questa, alla fine di una giornata di ordinaria follia, le parole più sagge, nonché illuminati, sono quelle del presidente della Rai, Paolo Garimberti. «La libertà è sacra ed è sacra anche quella di Adriano Celentano. La libertà però deve essere esercitata con responsabilità e rispetto», dice l’amministratore di viale Mazzini, sostenendo che quella di Celentano è stata «un’operazione di disinformazione da cui la Rai, che è servizio pubblico, non può che dissociarsi». Ecco, appunto non ci resta che quello, visto che la stalla è stata aperta e i buoi sono già scappati. E Marano allora che farà? Stando al mandato della Lei, il vice direttore dovrebbe avere diritto di vita e di morte su tutto e tutti, ma visto che il contratto firmato dalla Rai con Celentano, di fatto, ha consegnato il palco dell’Ariston al molleggiato, il mandato sarà davvero simile a quello dei caschi blu dell’Onu: guardare ma non toccare. Unica possibilità, vera, imbrigliare Mauro Mazza, limitarne il raggio d’azione, a partire dai rapporti con il direttore artistico. Non potendolo farlo saltare ora, il cda non è in grado di agire su queste nomine essendo alla scadenza del mandato, può presentargli il conto. E a dar corpo a questa opzione sono le parole del consigliere di amministrazione, Antonio Verro, attento e accorto nelle sue esternazioni. «Le ultime edizioni sono state fatte gestire, direttamente e indirettamente, da un manipolo di consulenti esterni che, indisturbati, nascondevano dietro i risultati d’ascolto situazioni di grande imbarazzo per il servizio pubblico. Credo che si debba riflettere anche sul ruolo che hanno avuto in questi anni la direzione di Rai Uno e la stessa Direzione artistica del Festival». Più chiaro di così. E se proprio si vuole essere esaustivi, a dimostrazione che Mazza si è giocato tutte le fiches a disposizione con la prima serata, in modo da parare gli attacchi con i numeri degli ascolti, bisogna mandare a memoria le parole di Giovanna Bianchi Clerici, indicata dalla Lega. «C’è stata una grande disorganizza-

zione. Celentano ha decisamente abusato del mezzo pubblico. È di una gravità inaudita. Non c’è stato un sufficiente controllo editoriale. Non chiamerei però in causa i vertici aziendali, la responsabilità è di Rai Uno». Che, a bocce ferme, dovrà anche spiegare come mai un intero blocco pubblicitario sia saltato, facendo perdere alla Rai qualcosa come 600-700mila euro . C’è da giurare che il consiglio di amministrazione di oggi sarà particolarmente infuocato. Ma non solo per Mazza, del quale una parte dei consiglieri chiederanno la testa, ma anche per la Lei che esce da questa storia con le ossa rotte. Prima si è fatta trascinare nella rissa per il contratto, finendo con il cedere miseramente su tutto. E la corsa, scomposta, ai ripari per soddisfare le richieste del Vaticano rischia di fare più danni di Celentano. Il quale, giustamente, se la gode, avendo messo in conto le polemiche. In fondo uno che parla di Dio sentendosi Dio, che problema può avere con chi deve gestire “misere” cose terrene come il servizio pubblico? A godere, in fondo, è solo Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori che hanno portato a casa uno spot milionario. Anzi miliardario. E tutto a spese nostre.
twitter@enricopaoli1

PRIMO PIANO

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ADDIO SERVIZIO PUBBLICO Per alzare l’Auditel va bene tutto: dai famosi che si rotolano nel fango su un’isola al turpiloquio di Luca e Paolo in fascia protetta

disastro viale Mazzini

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PREDICATORE
Adriano Celentano è il discusso super ospite del Festival di Sanremo 2012. Il suo sermone della prima puntata ha scatenato feroci polemiche. Sotto, Lorenza Lei. Ansa

Soltanto Lei è peggio di lui
Il Molleggiato non è il principale colpevole di ciò che è successo al Festival. La «capa» di viale Mazzini sapeva che sarebbe andata così ma ha lasciato fare sperando in un boom di ascolti. Ora va commissariata l’azienda
::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO
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(...) si è passati alle centinaia di migliaia se non alle decine, il più furbo tra i nostri menestrelli si è inventato predicatore. I suoi monologhi non sono lezioni o proclami: sono sproloqui. Celentano non è

un intellettuale né un maestro del pensiero. È uno che articola ragionamenti elementari ed elabora luoghi comuni, dando corpo alle paure della gente, passando disinvoltamente e confusamente da un argomento all’altro. Una volta vuole bombardare Milano per far scorrere il Na-

viglio nel centro e restituire al capoluogo lombardo le lavandaie che sciacquavano i panni sulle rive del canale. Un’altra mostra gli effetti dell’esplosione di un ordigno per criticare le centrali nucleari: «Attenti a votare sì, correreste il rischio di svegliarvi la mattina con una bomba

CHE TRIO

Boffo: su «Avvenire» scriveva anche lui

I vescovi s’infuriano: è un ignorante, si scusi
::: CATERINA MANIACI
ROMA

Gianni Morandi con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu sul palco del teatro Ariston durante la prima serata del Festival di Sanremo. I due comici hanno reinterpretato a modo loro “Uomini soli” dei Pooh. Ansa

Volgarità in prime-time

Più parolacce che note Mandate a letto i bimbi
ancora, parlando con Morandi a proposito della presenza di Benigni l’anno scorso e di Celentano quest’anno, e del solito ritornello «ci sarà, non ci sarà», hanno sbottato: «Dite sì o dite no, basta con questa manfrina, e che c...o». Non sono mancati poi neppure i sinonimi vari, come «pisello, pisellino, mazza...»: che il direttore di Raiuno si sia sentito chiamato in causa? Di certo ieri ha detto che dietro le «parole scurrili si nasconde la pochezza di idee». Poi spazio a «passera, passerina, bernarda...» nell’imitazione che i due comici hanno fatto di Benigni. Tanto per non farsi mancare niente. Non solo Luca e Paolo però. Anche Morandi nel bombardamento precedente l’ingresso di Celentano si è lasciato scappare un «che c...o è successo» e lo stesso Adriano ha condito la sua predica con un «c...o»: «Voi preti siete obbligati a parlare del Paradiso, altrimenti la gente pensa che la vita sia quella che stiamo vivendo adesso. Ma che c...o di vita è questa qua?». Infine Pupo, in risposta a Morandi e Celentano: «...Se la Rai fosse stata privatizzata e il popolo sovrano... avesse avuto ragione, questa sera probabilmente voi due non eravate (l’italiano è un’altra cosa, ndr) qua a sparare le vostre ca...te». Dimenticavamo: il Molleggiato ha dato del «deficiente» al critico delCorriere della Sera Aldo Grasso. Ma la parola «deficiente significa carenza...», ha precisato Gianmarco Mazzi. Mica è un insulto. Se lo dice lui.

QQQ Gli strali del Molleggiato contro Famiglia Cristiana e Avvenire, e contro preti e frati in generale, ne hanno provocati altrettanti, e della stessa “ pesantezza” diretti contro di lui. Durissima, infatti, è stata la replica dei giornali oggetto delle invettive celentaniane, ma non solo, anche da parte degli stessi vescovi e di molta parte del mondo cattolico. In una nota del Sir, l’agenzia stampa della Cei, si legge che «quando l’ignoranza prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità». E dunque «i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui». E la nota contiene anche la «richiesta di scuse» da parte del cantante-telepredicatore. Duro anche l’editoriale pubblicato sul sito di Famiglia Cristiana: «Celentano è solo un piccolo attivista dell'ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la tv per esercitare le sue vendette private». Mentre il commento di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, era già online sul sito del quotidiano pochi minuti dopo le parole del Molleggiato: «Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi gior-

nalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero». Concetti ribaditi dal direttore in alcuni interventi in tv. Non solo. L’assemblea dei redattori di Avvenire, in una nota del comitato di redazione, esprime «sconcerto per le parole di Adriano Celentano, che dal palco del teatro Ariston di Sanremo ha rivolto contro la nostra testata e il nostro lavoro una serie di affermazioni gratuite e offensive». Celentano ha fatto arrabbiare persino i frati francescani: ha «esagerato» e le sue esternazioni durante il festival di Sanremo «ci hanno amareggiati e delusi», scrivono infatti sul sito www.sanfrancescopatronoditalia.it , emanazione del Sacro Convento di Assisi. Interviene anche Dino Boffo, ex direttore di Avvenire, a Radio 24: «Celentano ha superato ogni limite. Ma quale liberta di espressione, è solo un irresponsabile. L’offesa più grande, la mortificazione più grande di Celentano non è il riferimento ai giornali ma quando, parlando di preti e frati, ha detto che di Gesù Cristo noi ce ne freghiamo. Questa è la cosa che ci fa più male, è quella meno vera». Poi racconta la sua esperienza personale con il cantante, il quale ha collaborato con il quotidiano della Cei, che ora vorrebbe far chiudere: «Ero direttore di Avvenire nel '94 quando Celentano scriveva per noi in prima pagina. Ha smesso perchè aveva la fissa di parlare della politica e della Dc, mentre io mi aspettavo che parlasse di cultura».

::: ALESSANDRA MORI
QQQ Altro che Festival della canzonette. Questo, semmai, è il Festival delle parolacce. Mai se ne erano sentite tante in prima serata. Per di più sull’ammiraglia Rai. Peggio del Grande Fratello, che almeno non va in onda sulla tv pubblica. E dati gli ottimi ascolti c’è da temere che l’appuntamento con la volgarità diventi una certezza sulla quale vale la pena insistere. Ma andiamo con ordine. Nella serata d’apertura del Festival i primi a sparare ca...te, nel vero senso della parola, sono stati i comici Luca e Paolo. I due, per la verità, ci hanno pure fatto ridere. Ma quei c...i ripetuti più volte non sono certo passati inosservati, a partire da quello inserito nella canzone ispirata a Uomini soli, con tanto di testo cambiato, ovviamente. Ecco allora che dopo le prime strofe calde «sperduti senza più vittime vere, vanno a puttane le nostre carriere, ci manca tanto il Cavaliere» e «dimmi dove andrà la mia comicità, se manca proprio lui che ha trombato più di noi», è arrivata «con Mario Monti non si posson fare lazzi, né Chiambretti né Luttazzi, per la satira son c...i». E i c...i sono tornati nella chiacchierata tra i due in tema di tasse, quando Luca ha riferito il costo del canone Rai e Paolo ha risposto «’sti c...i» e quando, alla precisazione che ora è scaduto il termine per pagarlo e quindi costa un po’ di più, Paolo ha ribattuto «doppi c...i». Per non parlare dell’Iva al 21%: «’sti c...i, è una tangente». E

atomica dentro la vostra cucina». Il suo problema è stupire, suscitare scandalo, far parlare. Perciò manda i filmati di una fucilazione in prima serata. Per questo mette in onda video con le violenze contro i bambini o gli animali. Oppure attacca la legge sui trapianti. In tutto ciò non c’è talento, c’è calcolo. Il Molleggiato usa la popolarità, conquistata accompagnando con le sue canzoni gli amori e la giovinezza di milioni di italiani, per monologhi da osteria. Prediche in libertà sulla guerra, l’inquinamento, l’eutanasia, gli organismi geneticamente modificati. Discorsi che vorrebbero essere alti e impegnati, proponendo all’opinione pubblica riflessioni su temi etici e politici. Ma che fatti da un semianalfabeta finiscono per essere solo senza capo né coda, pieni di pregiudizi e frasi fatte. Dispiace vedere un grande della canzone ridursi così per qualche copia in più. Certo, alla fine l’ex ragazzo della via Gluck vende i suoi dischi e incassa i suoi 700 mila euro di cachet, ma a prezzo del ridicolo. Come dicevamo, la colpa non è però sua. Celentano è così da anni e da lui non c’era da attendersi nient’altro che quello che ha fatto. Il problema è di chi glielo ha lasciato fare per poi dirsi stupefatta e indignata, fingendo di commissariarlo. Tutta una sceneggiata. Se avessero voluto imbavagliarlo sarebbe bastato non invitarlo, oppure fargli firmare un contratto con clausole definitive. La presa per i fondelli della «censura» a posteriori invece serve solo a finire sulle prime pagine dei giornali, a far discutere e ad alimentare nuove polemiche, così da incrementare ancor più lo share. Adriano ha solo messo in scena Adriano. Ma se ha potuto farlo è perché qualcuno gli ha dato il megafono. Da anni la Rai è venuta meno al suo ruolo di servizio pubblico per inseguire l’Auditel. Non importa cosa vada in onda, è sufficiente che ciò che passa in video susciti scandalo. Dai famosi che si rotolano nel fango su un’isola in Honduras al turpiloquio di Luca e Paolo in fascia protetta. La tv di Stato è ormai questo: un mezzo potentissimo che ha confuso il servizio pubblico con il successo di pubblico. E per ottenerlo è disposta a qualsiasi cosa. Il peggio dunque non è lui, ma Lei. La Rai e la sua direzione. Altro che mandare il vicedirettore generale a commissariare il Molleggiato. Qui urge commissariare la Rai.
maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it

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Giovedì 16 febbraio 2012

PRIMO PIANO

disastro viale Mazzini
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Commento

AUTOSTIMA Adriano si considera un simbolo del made in Italy e si definisce «l’Elvis italiano». Sui flop al cinema: «Ho fatto solo film d’arte. Non mi hanno capito»

La Rai paga gli insulti con i nostri soldi
::: ANTONIO MAZZOCCHI*
QQQ In un momento nel quale lo smarrimento dei valori è una costante nelle nostre esistenze, non potevano non mancare quelle persone che nella loro illimitata superbia si improvvisano predicatori, credendo di avere qualcosa di intelligente da dire. Noi italiani siamo anche più furbi e codeste persone le paghiamo con i soldi dello Stato e li mandiamo in prima serata. Adriano Celentano, che da artista negli ultimi anni si è trasformato in profeta, è salito sul palco dell’Ariston convinto che insultare le più alte istituzioni sociali e religiose del Paese fosse il modo più convincente per lasciare traccia della sua performance. In effetti, il suo scopo lo ha raggiunto, poiché le sue parole hanno subito sortito l’effetto sperato. Far parlare di sé, nel bene e nel male. È questa oggi la logica della televisione. Un modo come un altro per apparire e rimanere sulla cresta dell’onda, magari anche quando non si ha molto più da offrire. Tutti alla vigilia di Sanremo si chiedevano chi sarebbe caduto sotto le grinfie di Celentano. Così oggi l’Italia è divisa tra chi pensa che il Molleggiato ha fatto bene a cantargliene quattro a questi potenti e altri che si preoccupano di difendere le ragioni di quanti sono stati offesi. Il signor Celentano si preoccupa che i servi della Chiesa non facciano bene il loro lavoro e che i giornali, che le persone di fede scelgono liberamente di acquistare, chiudano perché non si occupano di Dio. Mi auguro che non abbia la convinzione di aver servito la causa del Signore con lo sproloquio dell’altra sera. Diversamente dovrebbe pensare a quante persone ha offeso ieri per guadagnarsi dieci minuti di notorietà e qualche titolo sui giornali: milioni di fedeli che nei propri parroci trovano conforto quotidiano, perché dire Messa non è che solo l’ultimo dei compiti che questi preti assolvono per le loro comunità; o coloro che decidono di seguire le notizie del mondo secondo i propri riferimenti morali e religiosi. Il vero problema non è Celentano, che a modo suo fa il suo mestiere, ma ciò che queste esternazioni provocano nell’opinione pubblica. Mazzi dice che Celentano deve le sue scuse ai telespettatori. Viceversa, io credo che la Rai debba delle scuse a tutti i cittadini che pagano il canone per assistere a certi squallidi spettacoli. L’auspicio è che quanto meno serva di lezione per il futuro. Invece di invitare ad una manifestazione canora personaggi che fanno della provocazione il loro pane quotidiano solo per attrarre l’attenzione, si dia spazio ad un po’di cultura, rispettosa delle credenze e delle opinioni di tutti. Il Molleggiato non sarà il primo né l’ultimo che utilizzerà questo tipo di comunicazione per far parlare di sé ma la televisione pubblica non può permettersi certi scivoloni. Un’emittente pagata con i soldi pubblici non deve avere riguardo all’audience, ma della qualità delle informazioni che trasmette. Le polemiche nel merito sono sterili e fanno il gioco solo di chi ha buttato il sasso per vedere cosa succede nello stagno. I cattolici italiani non devono giustificarsi e non penso che si sentano colpiti dalle parole profetiche di Celentano. Piuttosto, a riflettere dovrebbero essere i vertici Rai e impegnarsi di più per offrire agli italiani uno spettacolo migliore. * Deputato PdL e presidente Cristiano Riformisti

PENSIERO DOPPIO

Q Ragionando scopro che capisco meglio di chi ne sa di più, che però così ne saprebbe meno, in quanto io ne so il doppio
VIVA BERLUSCONI

Q Voterei il Cav, che è il più nuovo
VIVA PRODI

EX URLATORE Un’immagine giovanile di Adriano Celentano, sulla breccia da oltre mezzo secolo. Grande cantante, ha introdotto in Italia il rock&roll in anni in cui il modello dominante era ancora quello della canzone melodica. Assai meno fortunata, la sua carriera cinematografica che conta, comunque, decine di titoli (l’immagine è tratta dal film “Serafino”). Negli ultimi anni, però, la sua carriera sembra quella del predicatore tv Olycom

Q Mi piace Prodi
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Vent’anni di scemenze e di ideali molleggiati
Silvio e Prodi, la Dc e Grillo, il Papa e i preti: Celentano ha affermato tutto e il suo contrario. Convinto che basti saper cantare per dire ciò che si vuole
mo schietto, oltre che illuminato. E di lui colpisce soprattutto la modestia. «Sono - ha raccontato - così bello che ho dovuto ricorrere ad un istituto di bruttezza». Una frase alla Woody Allen, con il talento di Adriano. Ha anche detto: «Ho fatto solo film d’arte. Non mi hanno capito. Nel cinema sono un martire». A qualcuno è venuto in mente “Joan Lui”: incassi per 7 miliardi di lire e spese per 20 miliardi. Altri si sono ricordati di “Jackpot” (Celentano interprete e sceneggiatore), che la critica ha definito uno dei peggiori film italiani. Replica dell’ex Molleggiato a chi nutre dubbi sulle sue capacità: «Vengo considerato l’Elvis Presley italiano, nonché un emblema e un’icona della società italiana del secondo dopoguerra». Prima o poi, oltre alla differenza fra Berlusconi e Prodi, a Celentano bisognerà spiegare la differenza tra Elvis e Adriano. Ma non attendetevi molta partecipazione e comprensione (nel senso proprio di comprensione, cioè afferrare, capire). Adriano è convinto che, meglio di lui, non ci sia niente e nessuno. E lo dice pure. Frasi celebri dell’ex Molleggiato: «Nel mondo c’è chi sa e chi non sa... Io sa», «Il ragionamento mi coinvolge anche in cose che non dovrei sapere, e così ragionando scopro che capisco meglio di quelli che ne sanno di più, che però in questo caso ne saprebbero meno, in quanto io ne so il doppio». Un po’ contorto, ma il senso è chiaro: io sono bravo e posso dire ciò che voglio. Può cantare, Adriano, una canzone che considerata un inno al crumiraggio (“Chi non lavora non fa l’amore”), e poi schierarsi dalla parte degli operai minacciati dai padroni. Può proporre di gettare una bomba «su uno dei tanti quartieri invivibili delle città», e dimenticarsi che in quegli invivibili quartieri vivono soprattutto persone che non possono permettersi di abitare in quartieri vivibili. Può dire che «il paradiso è come un cavallo bianco che non suda mai», che sotto l’apparente coltre poetica è solo una frase stupida, e poi discettare di cose serissime come l’eutanasia. Può fare il moralista e pretendere la presenza in tv (tempo fa) di quattro ragazze, quattro prostitute, scontentando molti e facendo domande sciocche se non inutili: «Quanto guadagnate?». «Poco». «Ti piace questo mestiere?». «No». «Perché lo fai?». Erano due ragazze nigeriane e due dell’Est Europa. Quel mestiere, naturalmente, lo fanno non per soldi e non perché ne siano innamorate. Perché sono state costrette a farlo. Ma l’ex Molleggiato sembrava non saperlo, e forse pensava che neppure gli italiani lo sapessero. Forse pensava anche che l’unico intelligente, furbo, colto, abile fosse lui, il figlio della foca, il berlusconiano antiberlusconiano, il democristiano antidemocristiano. Un mito - come ha scritto il Corriere della Sera - più forte dei suoi difetti. E noi ancora ci chiediamo come mai questo mito debba andare in tv, a spese nostre, per bombardarci di fesserie. A proposito: nel 2004, Celentano disse che bisognava abolire il Festival di Sanremo, «distruggerlo definitivamente». Nel 2012 è andato al Festival di Sanremo. E noi speriamo che a distruggersi sia stato Adriano il predicatore. Definitivamente. P.S. Desideriamo dire a tutti che Adriano Celentano è stato un grande cantante e che ha portato il rock in Italia, quando ancora c’erano i papaveri e le papere. Desideriamo chiedere a tutti perché un grande cantante debba illudersi di essere un pensatore. E perché gli italiani debbano cascarci.

::: MATTIAS MAINIERO
QQQ La sua forza è l’incoerenza, e soprattutto la capacità di non rendersi conto che è incoerente. La sua specialità è il populismo, che lo porta a dire tutto e il contrario di tutto, a seconda degli umori suoi e del suo pubblico. Il suo nome è Adriano Celentano, re degli ignoranti (album del 1991) e imperatore dell’ovvio. E questo è il suo pensiero, che però è una parola grossa: schegge di pensiero, abbozzi, contraddizioni, panzane, fanfaluche, frottole. Celentano, ha scritto Vittorio Sgarbi, è un «depensante». Poi è andato oltre: «Non sapendo cosa pensare, Celentano finge di attaccare e dà ragione a tutti. Così, nel suo argomentare sconclusionato, oltre che sgrammaticato, riesce a dar ragione (e torto) contemporaneamente a Fini, a Berlusconi, a Bossi, a Maroni, a Rosy Bindi, a Di Pietro». Nella prima metà degli anni Novanta, Adriano Celentano era berlusconiano. Convinto, entusiasta. Diceva che bisognava «lasciar lavorare il Cavaliere». A favore di Berlusconi fece pubblica dichiarazione di voto. «Qual è il personaggio politico che le dà più affidamento?», gli chiese in tv Lucia Annunziata. Lui: «Voterei Berlusconi, che resta il più nuovo, anche se era amico di quelli vecchi». Passano sei mesi (e Berlusconi aveva solo mezzo anno di più) e Celentano dichiara: «Mi piace Prodi», che non era nuovo, e che era amico dei vecchi. Poche settimane fa, Celentano era giunto (almeno ufficialmente) in rotta di collisione con la Rai. Esigeva libertà. Martedì sera ha riscritto la Costituzione italiana togliendo la libertà di stampa a Famiglia Cristiana e ad Avvenire. Va e viene, Adriano il pensatore. Ondeggia, come quando era giovane

(ora no: se ne sta più che altro impalato). In gioventù era democristiano. Oggi è grillino. Qualche anno fa avremmo detto che s’è fatto l’intero arco costituzionale, fino ad approdare alle comiche (o ai comici) finali. Disse che il Papa era hard-rock. Voleva dire che stava dalla parte del Pontefice. Folgorato sulla strada del ripensamento, cosa che gli capita con una velocità impressionante, a Sanremo ha attaccato, oltre alla stampa cattolica, pure i preti, che non sono il Papa, ma che al Papa stanno vicini, e anche a cuore. Ma che volete farci, Celentano è un uo-

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TESORO IN VIDEO Nel 2010 il clan Celentano ha potuto contare su un fatturato di 10,8 milioni di euro, metà del quale realizzato dalla Ciao Ragazzi con la tv di Stato

disastro viale Mazzini

Il Paradiso in terra di sant’Adriano
Il cantante-predicatore ha costruito un impero di società, etichette discografiche e tanti immobili: 12 fabbricati a Milano, poi terreni e ville in Brianza, nel Chianti, ad Asiago e Bordighera. In tutto 114 proprietà pagate soprattutto grazie a mamma Rai
::: FOSCA BINCHER
QQQ Dello spread se ne può francamente infischiare. E le guerre le può vedere in televisione nel salotto di una delle sue meravigliose ville, scegliendo fra la Brianza di Galbiate, gli altopiani di Asiago o le colline di Radda in Chianti. Adriano Celentano ce l’ha con i preti che parlano poco di Paradiso, eppure lui un paradiso ce l’ha in terra. Costruito negli anni con la sua lunga carriera musicale, talvolta incrementati altre volte buttati via con l’altalenante carriera cinematografica, poi cementati dalla principale fonte di reddito del suo clan familiare: la Rai. È viale Mazzini che gli ha fornito la benzina necessaria per alimentare il suo paradiso in terra, è viale Mazzini a pagargli profumatamente le ospitate che risolvono il problema della minestra per un anno e più, ed è sempre viale Mazzini il principale partner e finanziatore nella produzione delle fiction che la moglie di Celentano, Claudia Mori, ha fatto diventare il primo business di famiglia. SOLIDE BASI Il paradiso terrestre di Celentano ha due volti: il primo è quello della ragnatela societaria che si è sviluppata dall’originaria etichetta musicale del Clan. Il secondo è quello di un vero e proprio impero immobiliare che in tutto conta 31 fabbricati e 83 terreni sparsi nel centro nord di Italia. I Celentano (Adriano, la moglie Claudia e la figlia Rosita) posseggono 12 fabbricati a Milano, 5 a Galbiate, 3 a Bordighera, 7 ad Asiago e 4 a Radda in Chianti. Li abbelliscono grazie ai 12 terreni di proprietà a Galbiate, le sei porzioni dell’altopiano di Asiago e i 65 appezzamenti di terra posseduti a Radda in Chianti. Qualcuno è controllato direttamente da Celentano e la moglie (anche se alcuni immobili sono intestati solo a lui), altri sono nel portafoglio delle due immobiliari, la Neve e la Generale holding, e gli ultimi (uffici) sono controllati direttamente dalla Clan Celentano srl. L’impero societario ha due srl discografiche, una (proprio la Clan) in comproprietà con la Sugar di Caterina Caselli, la già nominata Clan Celentano srl che segue soprattutto gli affari di Adriano, la Ciao Ragazzi che produce le fiction, le due immobiliari e una piccola quota in una società alimentare specializzata nel ramo “bio”: la Prodotti naturali di Milano. Complessivamente nel 2010 i Celentano potevano contare su un fatturato da 10,8 milioni di euro, metà del quale realizzato con la Rai dalla Ciao Ragazzi. Il risultato economico è invece assai più striminzito: un utile da 2.774 euro con cui certamente è difficile campare anche se si è solo in tre. Certo, con un risultato consolidato di questo tipo, non c’è il rischio di pagare tasse in eccesso. Se poi si guarda meglio nei bilanci delle varie società, si scopre molto più oro di quello che ufficialmente luccica. In cassa il clan Celentano (riunificato visto che la società musicale di Rosita - la Din Don Dan - è stata fusa nel maggio 2011 nella Luna Park edizioni dei genitori) può contare su liquidità per 4,5 milioni di euro che non è affatto da buttare via. DIRITTI D’ORO Altra voce consistente è quella delle immobilizzazioni nette, che ammonta a 12,4 milioni di euro. Sono lì conteggiati sia gli immobili posseduti che i diritti musicali, televisivi e cinematografici che costituiscono il magazzino residuo realizzabile subito sul mercato. Sono già stati accantonati negli anni i relativi ammortamenti e quindi è assai facile che i magazzini valgano assai più di quei 12 milioni e mezzo. Le fiction ancora ammortizzabili sono tutti contratti con Rai: da “Corpo in vendita” ad “Albert Einstein” ai residui delle serie su Caruso, Buscaglione, Ultima principessa e I Giorni buoni.

L’ingresso della villa di Adriano Celentano in Brianza Olycom

::: LEONARDO IANNACCI
SANREMO

Gli artisti in gara

QQQ Hanno subìto per giorni, hanno mandato giù bocconi amari quando trovavano l’Ariston chiuso a doppia mandata per le prove segretissime del Re degli ignoranti mentre loro, i 14 big e le 8 giovani proposte, non potevano nemmeno avvicinarsi al microfono o all’orchestra, requisiti dal clan di Celentano. Si sono chiesti, con un po’ di reverenza, perché mai quel collega di 73 anni, dopo aver fatto le bizze e minacciato di saltare all’ultimo momento il Festival, avesse monopolizzato in modo così antidemocratico proprio tutto, rubando la scena a loro, i protagonisti in gara all’Ariston. E, alla fine, si sono incazzati come belve. Come spesso accade, da uomo genuino e verace qual è, Francesco Renga ha deciso di rompere il silenzio per dar vita a una vera rivolta dei cantanti e delle case discografiche presenti qui a Sanremo,

Cantanti in rivolta: «Ci umilia»
Renga guida la protesta: sembra sia il suo show, non abbiamo potuto nemmeno provare
vittime dei deliri celentaneschi e della sua dittatoriale ingerenza. «Il fattore C ha fatto i suoi bei danni… Parlo soprattutto a nome dei colleghi, dei ragazzi più giovani che non hanno potuto provare al meglio i loro pezzi perché l’Ariston era occupato dal clan del Molleggiato. Durante la serata di lunedì siamo stati la cornice di Celentano, abbiamo avuto e dato l’impressione che noi cantanti non contiamo nulla nel contesto di questo festival, il che non è bello…», ha spiegato in modo deciso Renga. Tra l’altro il cantante bresciano, che ha il nuovo disco Fermoimmagine in uscita per Universal, è uno dei favoriti per la vittoria finale: la canzone La tua bellezza è la più accreditata. «Più che arrabbiato per l’ingerenza di Celentano ora sono imbarazzato: noi siamo venuti qui in gara, lui no. Martedì sera sono stato fortunato perché ero in scaletta prima del suo intervento, altrimenti sarei stato confinato a tarda notte, con danni evidenti». Poi lo sfogo a La Zanzara su Radio 24: «Vorrei essere messo in condizione di fare il mio lavoro per bene. Mi sono sentito umiliato... Io pensavo di fare Sanremo non lo spettacolo di Celentano. Magari non ci sarei voluto andare allo spettacolo di Celentano». Rincara la dose Irene Fornaciari: «Avrebbe dovuto esibirsi all’inizio o alla fine della serata, Celentano. Non mi è piaciuta la gara spezzata così, avremmo dovuto esibirci senza interruzioni». Loredana Berté, in gara con Gigi D’Alessio, trova il modo di ironizzarci sopra: «A Celentano è stato riservato il festival vero, a noi poveri cantanti in gara è rimasto soltanto il dopo-festival… La cosa che mi ha fatto ammattire è quando ho sentito un tizio che diceva: ma questo Celentano è più instabile di mente della Bertè! Ma vi rendete conto?». Inferociti anche i Matia Bazar, costretti a esibirsi dopo la mezzanotte: «Abbiamo fatto poche prove e vissuto un gran caos dietro le quinte aspettando una vita per

l’intervento di Celentano…». Persino il coiffeur degli artisti in gara, Gino De Stefano, ha fiutato l’atmosfera dietro le quinte: «Non se ne poteva più, i cantanti erano tesi come corde di violino e nervosi». «Morandi si deve scusare con questi artisti ridotti a comparse di contorno!», ha tuonato Enzo Mazza, il presidente della FIMI, la Confindustria che riunisce le case discografiche, già in crisi ma ulteriormente danneggiate dall’effetto C. Via Twitter, infine, altri messaggi da parte di colleghi lontano da Sanremo: «Na porcacciata», è stata la bocciatura in romanesco di Fiorella Mannoia. E Francesco Facchinetti: «Papà Roby mi ha chiamato: ma siamo a scherzi a parte?». Ironico Leonardo Pieraccioni: «Celentano è come i giochi a Gardaland: prima di arrivare alla canzone devi fare 35 minuti di fila». Gelido Gerry Scotti. «Non abbiamo bisogno di vedere questo. Punto». Sabato, quando riapparirà Celentano all’Ariston, sono attese nuove follie e altre polemiche.

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NESSUN CONTROLLO La motivazione della farsa: «La Cristina vera non se la sentiva». Così la ragazza ha firmato una falsa liberatoria, e solo dopo ha capito l’errore

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disastro viale Mazzini

Sulla Rai va in onda pure la finta vittima della Concordia
Un’attrice interpreta una naufraga che dice di aver abortito per colpa dell’incidente del Giglio e diventa la starlette di varie trasmissioni. Ma «Striscia» svela che è tutto falso
::: FRANCESCO SPECCHIA
QQQ Chi è Cristina Mazzetti, eroina del dolore quasi ottocentesco? Chi è la giovine madre naufraga -col marito Gabriele- dal Concordia, la quale, lacerata nel corpo e nell’anima, perde il bimbo che aveva in grembo; e che, naturalmente, decide di raccontare alla tivù del pomeriggio il suo straziato aborto? Chi è? É la morettina dall’accento laziale intervista da Lorella Cuccarini (a Così è la vita su Raiuno)?; o è la slavata rossa di Lecco che deposita il suo dramma dalla Panicucci a Domenica 5, per poi avere un rigurgito di coscienza davanti a Striscia la notizia? Soprattutto esiste davvero una Cristina Mazzetti, la prima abortiente da naufragio della storia della televisione italiana? Nel fragore del festival di Sanremo, la vicenda di questo nuovo Truman Show costruito sull’angoscia altrui, s’è persa nei rivoli della cronaca. Eppure è storia di tragica semplicità. Accade che, il 5 febbraio scorso, la Cuccarini intervisti via telefono, appunto, Cristina della suddetta coppia -i sedicenti Cristina & Gabrieli sposini in crociera sfuggiti al destino mortale della nave Costa-. Gli ascolti s’impennano, Lorella si commuove. Ma Striscia la Notizia s’accorge che la foto degli sposi usata dalla Rai di sfondo all’intervista è falsa. Palesemente falsa. Al punto che i due ragazzuoli, sotto diversa identità, sembrano essere, invece gli stessi -un po’ più invecchiati- concitati ospiti del legal show Verdetto Finale con Tiberio Timperi, guarda caso su Raiuno. Figuranti ad uso di viale Mazzini, parrebbe di prim’acchito. L’avvocato dei due meschini, Giacinto Canzona -un nome, un programma- che all’inizio in diretta s’era indignato contro la mala società che permette gli aborti sulle navi Costa senza risarcirli mai abbastanza, riconosce spudoratamente che Cristina e Gabriele, sì, è vero, non sono proprio quei Cristina e Gabriele; e che la fotografia mandata in onda non è altro che il frutto “di un mero erroValerio Staffelli con la falsa vittima re materiale”. Sarà errore, sarà mero, sarà materiale, ma tutti noi siamo lì a domandarci perchè l’avvocato Canzona, scoperta la tremenda gaffe, non l’ha denunciata in diretta”? E che ruolo ha la Rai? E, soprattutto, perchè lo stesso avvocato ha accompagnato “Cristina e Gabriele”una settimana dopo, alla Domenica 5 di Canale 5 condotto da Federica Panicucci, pur non essendo nemmeno questi altri due i veri Cristina e Gabriele vittime del Concordia. La faccenda s’ingarbuglia. E, qualche giorno dopo l’intervista “nei panni di Cristina”, la ragazza della tv -la slavata lecchese di Cassano Brianza di cui sopra, il cui vero nome è Margherita Ballarottadecide di confessarsi davanti a Staffelli di Striscia. L’inconfessabile appeal confessionale del Tapiro d’oro apre squarci di verità. La Margherita, di professione è ragazza-immagine; non è mai salita su una nave Costa in vita sua; ed è stata «contattata» dal falso marito Gabriele, e in outsourcing dallo stesso avvocato Canzona per interpretare davanti alle telecamere la parte della Cristina della nostra storia. Perché «la Cristina vera non se la sentiva». La ragazza ha firmato una falsa liberatoria spinta dall’avvocato, e solo dopo s’è convinta della fesseria ciclopica. L’arrivo di Striscia, col suo zelo espiatorio, ha fatto il resto. Ora l’ultimo capitolo -sempre da Striscia- è la scoperta che, secondo Costa Crociere, non esisterebbero, nell’elenco degli ospiti della Concordia i due sposini che a questo punto paiono spettri usciti da un film di Night Shyamalan. In realtà, la farsa alimentata dalla “tv del dolore” della Rai (e, in parte, di Mediaset che non ha mandato in onda la puntata con l’intervista), ci rimanda a dieci anni fa. Anche lì nessun controllo. Talora, anzi, c’era premeditazione. Allora nel mirino del Gabibbo stavano i finti casi umani della D’Eusanio e la Raiuno , «rete di taroccatori», e la Endemol, produttrice di Bonolis. Allora il feroce oppositore di Ricci era Lucio Presta, oggi sovrano occulto dei contratti Mediaset...

FORTI DELLA VOSTRA FIDUCIA.

il graffio
Sanremo divide
Eugenio Finardi pare non avere dubbi: «La musica non può cambiare il mondo ma può contribuire a costruire un mondo più in pace. La musica unisce». Forse Finardi non si riferiva a questa edizione di Sanremo.

il graffio
La guerra in casa
Cecilia Strada di Emergency difende Celentano: «Mi ha colpito la sua rappresentazione della guerra. Porta in casa, conflitti e tragedie che spesso osserviamo da lontano». Finalmente conflitti e tragedie Rai sono molto più chiari.

L’OFFERTA DI OBBLIGAZIONI SI È CHIUSA IN ANTICIPO. GRAZIE.
enel.com/bond

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ITALIA

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::: I NUOVI EQUILIBRI

::: segue dalla prima FRANCO BECHIS
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CHE COPPIA ll ministro dell’Istruzione Francesco Profumo aveva già suscitato diverse polemiche per le sue dimissioni tardive dalla presidenza del Cnr. Antonio Catricalà è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

(...) le migliori pratiche internazionali». E proprio Monti al momento è la maglia nera del suo governo. Non avendo depositato a ieri sera nulla della sua dichiarazione patrimoniale, sul premier intanto c’è una certezza: ha fatto sicuramente meno di quel che la legge imponeva, senza bisogno di strombazzare trasparenza ai quattro venti. Martedì è scaduto il termine di tre mesi per l’obbligo di deposito delle proprie dichiarazioni patrimoniali da parte dei membri del governo. Un solo ministro l’ha rispettato: il titolare dell’Istruzione, Francesco Profumo, e con lui i suoi due sottosegretari Elena Ugolini e Marco Rossi Doria. Loro hanno rispettato i tempi, hanno ascoltato le richieste fatte da Monti e compilato il modulo che era stato dato a tutti i membri del governo. Hanno inserito le proprietà immobiliari, ed era imposto dalla legge. Hanno inserito gli incarichi pubblici ricoperti, ed era imposto dalla legge. Hanno inserito auto, aerei e barche eventualmente posseduti, ed era imposto dalla legge. Hanno inserito azioni e titoli posseduti, ed era imposto dalla legge. Hanno aggiunto anche quanto valeva un titolo di quel genere il 13 febbraio scorso: non era imposto, ma chiunque può leggerlo sui quotidiani del giorno, e non sembra grande novità. Mancava invece per tutti e tre la fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata: questa è imposta dalla legge. Al suo posto è stato indicato lo stipendio su base annua che sarà loro devoluto per l’incarico di ministro tecnico (199.778 euro) e per quello da sottosegretario tecnico (188.869 euro). Di questo passo tutte le dichiarazioni dei redditi del governo saranno uguali, e questo non rispecchia la verità. Il dato fornito per altro è un segreto di Pulcinella, perché è reso noto da una delibera su Internet della Ragioneria generale dello Stato, più volte pubblicata dalla stampa, e certo ben nota a tutti i cittadini, visto che sono loro a pagare lo stipendio di ministri e sottosegretari. Insomma, l’operazione trasparenza si è rivelata un gran bluff: solo in tre hanno rispettato i ter-

LA POLEMICA

Militari contro i 40 mila tagli alla Difesa

Brutta figura

Sui redditi dei suoi ministri il premier ci prende in giro
Profumo e Catricalà mettono in rete i patrimoni: ma solo quello che già si sa
mini temporali di legge, ma tutti e tre hanno nascosto parte della documentazione che era obbligatorio presentare. Altro che rivoluzione: una stecca. Perché tutti i governi degli ultimi venti anni che hanno preceduto quello Monti sono stati più ligi alla legge e più trasparenti di quello attuale. Ieri sono state messe on line una decina di altre dichiarazioni patrimoniali. Quella del ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, di due sottosegretari di Palazzo Chigi come Paolo Peluffo e Antonio Catricalà, e di un bel gruppetto di sottosegretari fra cui i due della Difesa Gianluigi Magri e Filippo Milone e uno solo dell’Interno: l’ex procuratore capo a Roma, Giovanni Ferrara. Anche la nuova infornata di dichiarazioni ha lo stesso difetto generale: manca la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. E soprattutto ognuno fa di testa sua. Il più trasparente è risultato Peluffo. Catricalà ha presentato ben quattro dichiarazioni diverse, rivelando di avere guadagnato nel 2010 740 mila euro lordi, ma senza fare vedere il suo modello Unico. In compenso ha spiegato di avere investito in Bot 20 mila euro (cerca l’applauso, ma è evidente che altro non poteva acquistare l’ex capo dell’antitrust italiano), di avere un mutuo casa da 1.500 euro al mese, prevedendo di guadagnare quest’anno 200 mila euro lordi. Peluffo ha spiegato nel dettaglio il suo vecchio e il suo nuovo stipendio: preferisce tenersi quello della Corte dei Conti e aggiungere solo 53.639 euro da sottosegretario, rimettendoci un po’ rispetto a prima. Ha bruciato tutti inserendo anche l’informazione più coperta dalla privacy: sul suo conto corrente dice di avere un saldo da 7.397,69 euro. E’ il più trasparente di tutti. Patroni Griffi inserisce molti particolari nella sua dichiarazione. Si tiene lo stipendio di prima (205.915,54 euro), superiore a quello da ministro. Aggiunge anche 12.395 euro per fare il presidente del comitato di sorveglianza della Morteo spa in amministrazione straordinaria, incarico a cui non vuole rinunciare. Prende poi 2 mila euro mensili di affitto dalla sua celebre casa con vista Colosseo, Mette tutti i titoli in portafoglio: fra azioni, sicav e quote varie ha poco meno di 400 mila euro da parte. Sia lui che Peluffo però non mettono la copia della dichiarazione dei redditi presentata. Si recita a soggetto, e per altro di Monti non sappiamo ancora nulla: ieri ha chiesto a tutti gli altri ministri di aspettare fino a lunedì per non fargli fare una figuraccia. Perché non ha avuto il tempo di riordinare le carte e lo potrà fare solo nel week end. La figuraccia però è già assicurata: con la legge violata e ognuno che fa quel che gli pare, l’operazione trasparenza è già stata un flop. Il 740 integrale non è elemento da poco (si vede ad esempio quanto ciascuno paga di tasse, e di quale agevolazioni ci si avvale), così come non sarebbe male sapere - cosa che accade per molti deputati e senatori - quale è il reddito e patrimonio famigliare complessivo, che è assai più indicativo di quello del singolo.

RITARDO TECNICO

Mancano la Severino e Patroni Griffi Slitta l’esame del ddl anti corruzione
ROMA Il ddl anti-corruzione, uno dei provvedimenti più urgenti e importanti contro la criminalità organizzata, “dimenticato” dal governo. Ritardo fatale, ieri, alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera, dov’era in discussione il disegno di legge. Paola Severino, titolare della Giustizia, e Filippo Patroni Griffi, ministro della Pubblica Amministrazione, avrebbero dovuto esprimere il parere dell’esecutivo sugli emendamenti, ma il Guardasigilli, impegnato al Senato, è arrivato a seduta già conclusa. Morale: nulla di fatto. E così è toccato a Giorgio Napolitano, intervenuto al Csm, ricordare che «oggi più che mai è necessario combattere la corruzione».

ROMA Il ministro della Difesa conferma i tagli e i militari s’infuriano. Ascoltato dalle commissioni congiunte di Camera e Senato, Giampaolo Di Paola ha confermato la cura dimagrante per le Forze armate: «Oggi ci sono 183mila militari e 30mila civili. Dovremo progressivamente scendere verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità». Obiettivo, ha annunciato il ministro, che «si potrà raggiungere in dieci anni o poco più» non solo attraverso la «riduzione degli ingressi», ma anche grazie alla «mobilità verso altre amministrazioni», all’applicazione «di forme di part time a certe categorie», all’«uso più esteso dell’aspettativa per i quadri, ovvero una sorta di cassa integrazione straordinaria». Confermato anche il taglio negli acquisti dei caccia F-35. La Difesa ne comprerà non più 131, ma 90. Una riduzione del 40% rispetto alla commessa originaria. Risparmio previsto: 5 miliardi di euro. Adesso Di Paola dovrà vedersela con i Cocer di Esercito, Marina e Aeronautica, che oggi saranno ricevuti dal ministro. «Il personale delle Forze armate rischia di costituire l’agnello sacrificale», protesta la rappresentanza militare. Sotto accusa i numeri forniti dal ministro. Il rischio, denuncia Pasquale Varone, delegato Cocer Esercito, è che il taglio ricada unicamente su truppa e sergenti, che nel nuovo modello dovrebbero scendere dagli attuali 92mila a 75mila.

Sì a deputati-presidenti di Provincia

La Casta si salva: doppie poltrone per tutti
::: CHIARA BUONCRISTIANI
ROMA

Il deputato del Pdl Luigi Cesaro LaPresse

QQQ Ancora una volta ha prevalso l’istinto di conservazione della casta. Con 16 voti a favore e 11 contrari, la Giunta delle elezioni della Camera ha ritenuto compatibile l’incarico di presidente di Provincia con quello di deputato. Hanno votato per il mantenimento della doppia poltrona (a differenza di quanto si era deciso per i deputati sindaco) PdL, Lega, Popolo e territorio e Udc. A votare contro sono stati Pd e Api. Fli era assente. L’Idv non

ha rappresentanti in giunta. Restano così comodamente seduti sulle due poltrone di deputati e presidenti di Provincia cinque rappresentanti del PdL, due della Lega e uno dell’Udc. Si tratta dei deputati del PdL, Maria Teresa Armosino, presidente della Provincia di Asti, Luigi Cesaro (Napoli), Edmondo Cirielli (Salerno), Antonello Iannarilli (Frosinone), Antonio Pepe (Foggia). Per la Lega sono Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia e Roberto Simonetti, (Biella). Poi c’è il caso di Domenico Zinzi

dell’Udc, che sul territorio è alleato con il centrodestra, ma che il caso vuole sia anche capogruppo dei centristi in Giunta per elezioni. Al momento del voto, su invito del relatore Pino Pisicchio (Api), Zinzi è uscito fuori della stanza. Per l’Udc ha votato il secondo componente Angelo Cera. Infine va ricordata la scelta del leghista Ettore Pirovano (Bergamo), unico tra i deputati presidenti di Provincia a dare le dimessioni da deputato il 21 dicembre scorso: più che di buona volontà le male lingue hanno parlato di calcoli per evitare il nuovo meccanismo retri-

butivo sui vitalizi in vigore dal 1° gennaio. La decisione di non dichiarare l’incompatibilità è stata presa per «motivi tecnici», si è difesa Maria Pastore della Lega. «Non sta a noi interpretare in via estensiva una sentenza della Corte costituzionale che parla solo di sindaci», ha spiegato, «né anticipare la legge che prevede l'incompatibilità dalla prossima legislatura». Duro invece Daniele Marantelli del Pd: «Il solito consistente contributo, dietro motivazioni da azzeccagarbugli, al vento dell’antipolitic».

ITALIA

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::: I NUOVI EQUILIBRI
A colloquio con Maroni

«Faccio il capo dei sindaci anti-Monti»
L’ex ministro: class action contro lo «scippo» delle tesorerie di Comuni e Regioni. Tremonti lo chiama: «Sto con te»
::: MATTEO PANDINI
QQQ Dopo mesi di silenzio, Giulio Tremonti ha alzato il telefono per chiamare Roberto Maroni. L’ha fatto per assicurargli di essere al fianco della Lega, nella polemica contro la scelta del governo che - all’interno del decreto sulle liberalizzazioni - ha inserito un articolo per accentrare le tesorerie comunali. «È una lesione dei principi del federalismo» ripete l’ex titolare del Viminale. Ieri, a Roma, il Carroccio ha messo a punto due strategie per far cambiare idea all’esecutivo. La prima è una class action dei sindaci padani contro il decreto. La seconda, che è in fase di studio, riguarda le Regioni. Piemonte, Veneto e probabilmente Lombardia pensano di sollevare un conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale, perché il governo vorrebbe prendersi anche le loro tesorerie, oltre che quelle dei municipi. «È una norma incostituzionale e illegittima» osserva Maroni «perché spetta alle Regioni e non allo Stato intervenire sulla tesoreria. C’è la possibilità di far saltare tutto, anche se il governo ha già impegnato i circa 9 miliardi di euro» che s’aspettava di rastrellare. Nelle ultime ore s’è riconfermato l’asse tra primi cittadini del Carroccio e Maroni. L’interessato chiarisce: «Non sono loro maroniani, sono io “sindachista”. Ho sempre detto che la battaglia della Lega è fatta all’80% sul territorio e per il 20% nelle Aule parlamentari. Quindi le battaglie vere sono quelle dei sindaci». Sull’accentramento delle tesorerie, il Pdl non si sta scaldando. «Singoli parlamentari azzurri, ma anche del Pd, in Transatlantico si dicono d’accordo con la Lega. Ma formalmente non possono dirlo perché sostengono Monti» rivela Bobo. Un motivo in più, visto con occhi lumbard, per andare da soli alle Amministrative di primavera: «Quella delle alleanze non è una questione che può tornar fuori sempre, perché ormai abbiamo deciso. Certo, ogni giorno spunta un altro motivo per correre da soli. L’ho ripetuto anche l’altra sera a Senago, in provincia di Milano, dove la Lega era in giunta col Pdl e poi è uscita per questioni di interessi poco chiari sul territorio». In sintesi, ripete l’ex ministro, «il Pdl ha sostenuto una norma contro i sindaci e ci dà continui argomenti per correre da soli». A proposito di Amministrative, entro metà marzo in quel di Verona dovrà essere sciolto il nodo della lista Tosi, che Umberto Bossi non vuole ma che il primo cittadino - vicino all’ex titolare dell’Interno - sogna di schierare per vincere in carrozza. Gira un sondaggio Swg nuovo di zecca che dà argomenti a Tosi. L’81% degli intervistati ritiene efficace il lavoro del sindaco di Verona. Solo per il 19% è stato deludente. Per i voti di lista, la Lega è data al 20% e un’eventuale lista Tosi al 24. Totale, 44%. Il Pdl è al 15%, La Destra all’1,5%, il Terzo Polo al 5,5%, il centrosinistra al 30%. Insomma, senza lista Tosi il Carroccio metterebbe a repentaglio un serbatoio di voti non indifferente, rischiando di eleggere il sindaco senza avere maggioranza in consiglio comunale. Tutti problemi che - ripetono i fedelissimi del primo cittadino -

Q Sulla tesoreria unica, singoli parlamentari del Pdl ci danno ragione ma non lo possono dire perché sostengono il governo del Prof
ROBERTO MARONI

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andranno risolti a tempo debito. In attesa, Maroni martella sul governo Monti. Lodandolo solo per il no alle Olimpiadi a Roma nel 2020. «È l’unica cosa buona fatta dall’esecutivo» dice l’esponente leghista «Bossi ha fatto una battuta caustica, dicendo che Roma poteva organizzare le Olimpiadi invernali. Comunque anche Mennea era contrario...». Eppure il sindaco Gianni Alemanno s’è inferocito per le critiche di Maroni, dicendo che un ex ministro dell’Interno non dovrebbe parlar male della Capitale. «Ma quale attacco a Roma?» reagisce il leghista. «Io ho detto solo le mie perplessità, che evidentemente sono le stesse del governo sostenuto da

Alemanno. Io sono all’opposizione e Monti la pensa come me». Chi è sotto attacco, invece, è il maroniano Gianluca Pini, il deputato autore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati e indagato a Forlì per millantato credito. «È un reato inesistente» sbotta Maroni «È come se, quando ero ministro, un militante leghista m’avesse chiesto: “ho presentato domanda a un concorso per la Polizia, mi dai una mano?”. Se io avessi risposto “vedo quello che posso fare”, ben sapendo che non potevo farci nulla, sarei stato colpevole di millantato credito. Se Pini, come lui stesso assicura, non ha preso soldi, allora è davvero una stronzata che suona come ritorsione per l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati». I guai del deputato leghista danno fiato a chi - dentro il Carroccio - non ha mai digerito la definizione di «Lega degli onesti» che Maroni ha lanciato tempo fa. Per Bobo c’è anche una Lega dei disonesti? «No, è una cazzata» risponde lui «Ho parlato di Lega degli onesti quando saltò fuori la faccenda dei soldi in Tanzania (investiti dal tesoriere padano ed esponente del cerchio magico Francesco Belsito, ndr). Basta con le divisioni, non ho parlato più di Lega degli onesti ma parlo semplicemente di Lega. Peraltro, la faccenda dei soldi in Tanzania non è chiusa». L’ex Guardasigilli Roberto Castelli è stato incaricato di scandagliare i conti. Nel prossimo federale, dirà cosa ne pensa davanti ai vertici del movimento.
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MOSSE DA LEADER Maroni è stato ministro dell’Interno nell’ultimo governo Berlusconi: aveva già ricoperto l’incarico nel 1994 LaPresse

::: MARCO NICOLAI *
QQQ Dove è finito il federalismo? La riforma del Patto di stabilità interno (Psi) per Regioni ed enti locali sembra ricoprire una priorità minore nell’agenda politica, e con essa tutto il federalismo. Molti hanno condiviso i principi che sono sotto l’egida del federalismo come rivoluzione foriera di efficienza, meritocrazia, economicità e, soprattutto, occasione per ridare alla classe politica, in crisi di legittimazione, una rinvigorita rappresentatività. Ma con il governo Monti sembra tutto bloccato, nonostante l’accelerazione di Calderoli che in meno di due anni ha visto l’approvazione di otto decreti attuativi della riforma costituzionale del 2001. A onor del vero, mancano molti decreti legislativi e un insieme vasto di Dpcm, regolamenti, convenzioni, atti amministrativi, stimati in un intorno tra 70 e 100. Tutto questo sembra essere scomparso e gli spazi di libertà finanziaria degli enti territoriali, anziché assumere forme più flessibili, si restringono. Allora forse è meglio fare il punto partendo proprio dal Psi, di cui i Comuni richiedono entro febbraio la revisione, sia per togliere i vincoli incoerenti del passato, sia per poter programmare gli interventi futuri. Il Psi non è

Analisi

Così i tecnici stanno cancellando il federalismo
altro che un algoritmo, una regoletta da applicare alle voci del bilancio, le cui grandezze e modalità di computo dipendono da scelte governative. Se sottraiamo entrate storicamente riconosciute dallo Stato centrale agli enti territoriali a titolo di partecipazione alla manovra finanziaria nazionale, a parità di vincoli del Patto, gli spazi di manovra delle amministrazioni territoriali risulteranno compressi. AUMENTO PROGRESSIVO Con il decreto Salva Italia il governo Monti ha continuato lungo la strada aperta dal suo predecessore nell’aumento progressivo del contributo alla manovra finanziaria imposto agli enti territoriali in termini di tagli ai trasferimenti e obiettivi di Psi. Tale contributo alla manovra finanziaria a carico degli enti territoriali è passato da 17,5 miliardi del triennio 2009-2011 a 60 miliardi del triennio 2012-2014. A questo drenaggio di risorse che fa saltare ogni equilibrio di finanza locale si aggiungono altre misure il cui insieme devasta i conti degli enti locali e comprime ogni riverbero di possibilità di manovra. Basti pensare alla restaurazione della Tesoreria unica a opera del dl liberalizzazioni o all’applicazione dell’Imu del decreto Salva Italia. L’art.35 del Dl liberalizzazioni, infatti, stabilisce per gli enti territoriali (per un periodo transitorio di tre anni) un ritorno al vecchio sistema di Tesoreria accentrata pre anno 1997. Gli enti, infatti, non potranno più utilizzare conti correnti presso operatori finanziari privati, con la conseguente riduzione degli interessi attivi di cui godevano, oltre al fatto che subiranno un condizionamento dell’autonomia di gestione finanziaria. Infatti la legge autorizza il Ministero dell’Economia ad adottare misure di contenimento dei prelevamenti degli enti locali presso la Tesoreria statale (ora unica) qualora essi non siano coerenti con gli obiettivi di debito della Ue. Non meno dirompenti per gli equilibri della finanza locale sono le previsioni dell’Imu e della Res del decreto Salva Italia, quelle che hanno indotto i Comuni a dire a gran voce che non vogliono trasformarsi in tanti piccoli “sceriffi di Nottingham” al servizio di uno Stato centrale “principe Giovanni”. Anziché dal 2014, l’Imu è stata anticipata in via sperimentale al 2012 ed estesa anche all’abitazione principale, con la contestuale maggiorazione dei parametri per il calcolo della relativa base imponibile. Queste regole sembrano dare avvio al federalismo per i Comuni, in realtà i margini finanziari a disposizione potrebbero paradossalmente ridursi. MARGINI RIDOTTI Ai maggiori introiti derivanti dall’Imu prima casa (interamente di competenza dei Comuni), si accompagna infatti una compartecipazione a favore dello Stato pari alla metà del gettito derivante dalle altre tipologie di immobili. Contestualmente, alle maggiori entrate corrisponde una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e del fondo perequativo, nonché dei trasferimenti erariali dovuti alle regioni Sicilia e Sardegna, pari a 1,627 miliardi nel 2012, 1,762 miliardi nel 2013, 2,162 miliardi nel 2014. Le prime simulazioni effettuate dai Comuni evidenziano come tali tagli risultino superiori alle ef-

fettive risorse introitate. Anche l’introduzione del nuovo tributo Rifiuti e Servizi (Res) comporta una riduzione dei fondi di riequilibrio e di perequazione dei Comuni: il taglio è infatti di un miliardo per il 2013 e il 2014, a fronte dell’extra gettito che i Comuni potranno conseguire nel caso decidano di attivare gli aumenti massimi della parte di aliquota destinata al finanziamento dei servizi indivisibili. Insomma, i Comuni sono partite di giro, corpi inerti usati per prelevare risorse e cassa a servizio dello Stato centrale e il Patto di stabilità non revisionato un argine a ogni possibilità di reagire a questi attentati all’autonomia federale. A peggiorare l’inerzia sul Patto, l’unica novità su di esso, che non è a opera dell’attuale governo, è l’estensione dell’argine a più soggetti, inclusi i Comuni tra 1.000 e 5.000 abitanti, le società partecipate dagli enti territoriali e le unioni di Comuni. Così siamo sicuri che alla tagliola del principe Giovanni non sfugga nessuno. E il federalismo non solo viene messo in soffitta, ma viene umiliato e offeso senza la dignità di ammettere che lo si vuole accantonare. * Professore di Finanza Aziendale Straordinaria presso l’Università degli Studi di Brescia

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Giovedì 16 febbraio 2012

ITALIA

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::: LE GRANE DI MONTI
Sfogo a Strasburgo

SuperMario ne ha per tutti Merkel, Chiesa e «Corriere»
Il premier: emendamento per correggere l’Ici agli immobili della Curia. Poi attacca Francia, Germania e Inghilterra e fulmina l’inviato di via Solferino
::: GIANLUCA ROSELLI
ROMA

QQQ Strappa addirittura una standing ovation, Mario Monti, col suo intervento di ieri al Parlamento europeo a Strasburgo. Applausi dall’assemblea dopo che il presidente del consiglio italiano ha messo dei paletti ben precisi al suo concetto di Europa. Mandando diversi messaggi non proprio amichevoli ad Angela Merkel. Dopo il viaggio negli Stati Uniti e il colloquio con il presidente Barack Obama, Monti è stato accolto da trionfatore dai parlamentari europei. Che gli hanno fatto i complimenti per le riforme e per «aver rimesso l’Italia sulla buona strada». Complimenti anche da parte di Martin Schultz. E sembrano lontanissimi i tempi in cui l’europarlamentare socialdemocratico battibeccava in Aula con Silvio Berlusconi prendendosi del “kapò”. «Il mio Paese non è più nella zona d’ombra della crisi, non siamo più un focolaio di contagio», ha detto Monti. Assicurando che «non ci saranno manovre aggiuntive», anche grazie «alle incisive misure anti evasione». Il premier rifiuta poi il paragone con la Grecia, perché «l’Italia è in una situazione molto diversa e sta venendo fuori dalla zona di pericolo». Questo nonostante gli ultimi dati dell’Istat, che hanno certificato la recessione del Paese, con un Pil in negativo dello 0,7 per cento. Monti ha poi tracciato il profilo del suo concetto di Unione europea. «L’integrazione non vuol dire dar vita a un super stato e soprattutto non si fa a scapito della democrazia», sottolinea. Insistendo sul fatto che «l’euro non deve essere un fattore di disgregazione tra gli Stati, ma il contrario, perché in Europa non ci sono i buoni e i cattivi, ma tutti dobbiamo sentirci corresponsabili per le cose fatte in passato e per il futuro». Ma chi si aspettava una presa di distanza dal governo Berlusconi (e tra gli europarlamentari molti la attendevano) è rimasto deluso. «Vogliamo mantenere l’impegno preso dal precedente esecutivo del pareggio di bilancio nel 2013 con un riequilibrio dei conti pubblici. E vogliamo farlo mettendo in campo riforme strutturali», spiega

l’ex presidente della Bocconi. E di riforme strutturali parla anche Corrado Passera, secondo cui «sono l’unico modo per rimettere in moto l’Italia». Ma da Strasburgo arrivano brutte notizie per la Chiesa italiana. Il premier, infatti, ha annunciato la presentazione di un emendamento che esenta la Chiesa dal pagamento dell’Ici solo per gli immobili destinati ad attività non commerciali. Tutti gli altri edifici dovranno pagare la tassa ribattezzata Imu. Una decisione che, a quanto si apprende, è frutto di un preciso accordo, o per meglio dire compromesso, con la Santa Sede. Ma il presidente del consiglio torna anche sulla scelta di negare a Roma la candidatura per le Olimpiadi 2020. «Non è stata una decisione facile, ma credo che l’opinione pubblica italiana abbia capito», sottolinea Monti, in parte rassicurato da chi gli ha dato ragione, compresi i giornali di centrodestra. Lo scontro con i ministri favorevoli ai giochi, però, a cominciare da Passera, gli ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ma le critiche, specie dal mondo politico capitolino, Supermario le aveva messe in conto. Ieri, però, il premier si è preso lo sfizio di bacchettare pure la stampa. Ed è la prima volta che Monti si scaglia in maniera dura e diretta contro i giornali. Obbiettivo dei suoi strali è l’inviato del Corriere Ivo Caizzi. Reo, ai suoi occhi, di aver scritto un articolo sulle raccomandazioni e i casi di nepotismo che avrebbero favorito la carriera professionale di alcuni membri dell’esecutivo, Monti compreso. «Credo che il mio governo potrà fare pochissimo visto che alla sua testa c’è una persona arrivata in questa posizione per una serie di raccomandazioni, come lei ha mirabilmente descritto», ha detto piccato, rispondendo in conferenza stampa a una domanda del giornalista. Che però alle agenzie ha confermato punto per punto il suo articolo di lunedì per il quotidiano di via Solferino. Giornale che, finora, a parte qualche articolo critico di Francesco Giavazzi, è stato uno dei principali sponsor del governo Monti. Sarà ancora così?

Un Paese a più realtà

L’unica differenza fra noi e Atene è il Nord
Il Settentrione ha bassa disoccupazione, poca evasione e paga molte tasse. E salverà l’Italia
::: MATTEO MION
QQQ Mai come in questo momento mi sento vicino ai Greci stritolati dal commissario liquidatore imposto dall’Ue. Papademos, infatti, è il Monti ellenico. Ambedue sono tecnocrati posizionati alla guida dei rispettivi governi dal gotha bancario. Al bando la democrazia in nome della spregiudicata eurocrazia. Garantiscono Merkel, Moody’se la Bce. Il disegno reazionario trova il suo apice in Grecia e Italia, dove gli esecutivi democraticamente eletti sono stati spazzati via dall’onnipotenza del Dio spread. Nel Belpaese via Silvio e le pensioni d’anzianità siamo passati da un milione di posti lavoro a sessanta milioni di conti correnti! I greci stanno molto peggio. Sono già al punto di non ritorno: il default o pane e acqua a vita. Il fondo salva-stati europeo, infatti, funziona al contrario: è usufruibile dagli stati che si siano già salvati con le proprie misure di austerity. In altre parole è come se non esistesse. In ogni caso chi volesse accedervi deve seguire la stringente procedura europea prevista prima del fallimento tecnico: a) dimettere il governo in carica; b) nominarne uno a guida di un colletto bianco con curriculum almeno di stagista in qualche banca d’affari internazionale; c) redigere domanda di aiuto in carta da bollo a nazi Merkel la quale si riserva l’esito. Così, Papademos e Monti sono in realtà costretti a predicare la stessa pappardella made in Ue di cui al punto b. Tiriamo la cinghia prima che si rompa! Un po’ come dire andiamo prostitute oggi per non andare al bordello domani! Al diavolo la coerenza: il collante ultimo della miseria ellenica è il miraggio dell’unione europea. L’Italia invece sta un passo prima del disastro greco, perché ha un asso nella manica. Nell’ultimo fine settimana l’ha detto pure Napolitano: dobbiamo fare sacrifici, ma noi non siamo come la Grecia! Già, siamo malandati, ma ci salveremo. Non certo per Monti, Passera e i piagnucolamenti della Fornero. Ci salveremo perché la penisola a forma di stivale che affaccia sul Mediterraneo si compone di tre ministati. Sud: ex Regno delle due Sicilie in tutto sovrapponibile alla Grecia sia per la bellezza dei territori (Magna Grecia) sia per le passività bilanci (si Magna e basta). Centro: ex stato Pontificio, attuale sede di Roma-capitale facilmente neutralizzabile con 10 cm di neve. Nord: ex Regno Lombardo-Veneto. Caratterizzato da un territorio devastato da capannoni e da un clima inquinato a causa dell’elevata industrializzazione. Tale zona è caratterizzata da una bassissima disoccupazione, da una ridotta evasione e da altissima contribuzione fiscale con un Pil pari o superiore a quello delle più sviluppate regioni europee. Ecco l’unione di queste tre economie permette a Napolitano e ai meridionali di affermare che “non siamo come la Grecia”. Contemporaneamente nega da più di un secolo al settentrione la soddisfazione di dire “siamo come la Baviera o meglio della Svizzera”. Infatti, sfugge sempre a agli attenti osservatori romani che la differenza tra l’Italia e la Grecia è una sola: il Nord.
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ITALIA

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::: LE GRANE DI MONTI
Debito pubblico a 1.897 miliardi (+3%)

Noi in recessione, l’Europa nel pallone
Il Pil fa -0,7% nel quarto trimestre 2011. Spread a 390 perché la Ue rimanda di due mesi gli aiuti ai greci
::: segue dalla prima GIULIANO ZULIN
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APPESI A UN FILO
«Appesi a un filo». È il segnale che un gruppo di manifestanti ha lanciato davanti alla sede Bce

(...) negli ultimi due trimestri ha registrato un Pil in calo: precisamente dello 0,7% sul finale del 2011. Una situazione difficile che tuttavia non aveva innervosito i mercati, che già scontano il rallentamento dell’economia. Lo spread si aggirava in zona di sicurezza, intorno a 365-370. Anche l’indice manifatturiero sull’attività di New York - l’Empire State Index - era salito ai massimi da oltre un anno a febbraio, attestandosi a 19,53 punti dai 13,48 di gennaio. Insomma, tutti ottimisti: il peggio sta passando, dicevano gli operatori. E poi fra qualche ora si risolverà il caso greco.... No, non si può mai stare tranquilli con i capi di governo europei. Perché i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, riuniti in conference call, hanno vagliato una serie di proposte per rinviare il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, o per suddividderlo, in modo da evitare il default immediato, ma senza sborsarlo interamente prima delle elezioni di aprile. «Un’ulteriore non decisione che trascina il problema e aggiunge altre incognite, dando supporto al Bund a scapito della periferia europea, carta italiana compresa», ha sottolineato un dealer milanese alla Reuters . E infatti lo spread fra i Btp e i decennali tedeschi è tornato a risalire fino a 390 punti base. «L’annulla-

mento della riunione - prevista ieri - dei ministri finanziari Ue evidenzia la partita in corso tra i leader europei e il governo greco, che si affrontano - ha spiegato Michael Hewson, senior market analyst di Cmc Markets - come gatto e topo sulla ratifica del piano di salvataggio». In ballo ci sono 130 miliardi, che sarebbero stati stoppati dai soliti tedeschi, che ormai nessuno sa cosa vogliano dalla Grecia, dopo che il Parlamento ha votato misure lacrime e sangue domenica notte fra gli scontri ad Atene. La reazione anti-tedesca ha coinvolto praticamente tutti i principali capi di governo europei, compreso Monti. E ha fatto perdere la pazienza anche al presidente della Grecia, Carolos Papoulias: «Non posso accettare che il mio Paese sia insultato dal signor Schaeuble. Chi è per insultare la Grecia? E chi sono gli olandesi o i finlandesi per farlo? Abbiamo sempre avuto l’orgoglio - ha aggiunto l’82enne presidente greco - di difendere non solo la nostra libertà, ma anche la libertà dell’Europa». Al di là della Grecia, che ormai è data per defunta, il pericolo è che il contagio possa tornare a danneggiarci. «L’impressione è che si stiano sottovalutando le conseguenze di una possibile uscita della Grecia dall’euro, pensando che i costi di una simile eventualità non sarebbero elevati. Ma, se è vero che le banche ormai danno per scontato di perdere il

70% del valore nominale dei titoli greci ha sottolineato Alessandro Giansanti, strategist di Ing - la credibilità della zona euro sarebbe davvero compromessa e le economie periferiche più grandi potrebbero subire ulteriori pressioni». E se poi uno dei Paesi periferici è in recessione allora sì che dobbiamo preoccuparci. Sull’intero 2011 il prodotto italiano risulta in crescita dello 0,4%, ma in brusca frenata dal +1,4% del 2010. Il tema però è la crescita acquisita per il 2012, cioè quella che si avrebbe se tutti i trimestri di quest’anno registrassero un tasso di incremento pari a zero: negativa e pari a -0,6%. Per il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera. «succede raramente nella storia che per un periodo così prolungato l’economia di un Paese sia con segno negativo. Ci eravamo ripresi, ma ora siamo rientrati in forte recessione». Nessuna resa, però: «Se vogliamo che l’Italia dopo dieci anni di crescita insufficiente e molto inferiore a quella del resto d’Europa si rimetta in moto», aggiunge Passera, «dobbiamo avere il coraggio di introdurre tutte le riforme profonde e strutturali che liberino le energie del Paese». Certo, bisognerà vedere quanto la domanda interna terrà rispetto alla montagna di tasse che ha imposto Monti. Difficile pagare 1.897,9 miliardi (+2,98%) con politiche depressive...

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Intervento

Le banche popolari non possono accettare i diktat di Bruxelles
::: GIUSEPPE DE LUCIA LUMENO*
QQQ In una società orghanizzata secondo i valori del libero mercato il pluralismo di forme d’impresa rappresenta un valore e si configura come fattore essenziale di libertà per le scelte dei cittadini. Non a caso gode di tutela costituzionale sotto il profilo etico.morale prima ancora che econonmico È opportuno fare uno specifico riferimento all’impresa cooperativa. Opera nel mercato, coniugando lo sviluppo della propria attività con la tutela e il rispetto dei soci e della comunità. Il sistema della cooperazione bancaria ha svolto un’importante ruolo di sostegno a famiglie ed imprese di piccole e medie dimensioni) nel corso della crisi economica. Tuttavia questo merito non è riconosciuto dalla normativa di riferimento. In particolare Basilea 3 e le ultime disposizioni dell’Eba, non distinguono tra intermediari che operano a livello territoriale, nazionale o internazionale. E nemmeno se operano nella finanza speculativa oppure nell’intermediazione creditizia e nel sostegno all’economia reale. Le recenti prescrizioni dell’Autorità europea sulla vigilanza creditizia (Eba), hanno previsto per le prime 70 banche europee, di rilievo sistemico, l’aumento del Core Tier 1 Ratio (l’indice di solidità patrimoniale) dal 7% al 9%. La novità ha scatenato la grande speculazione. L’Autority europea ha fissato, inoltre, i criteri per i requisiti patrimoniali che contemplano la valutazione a prezzi di mercato dei titoli del debito pubblico, modificando le disposizioni precedenti che prevedevano la contabilizzazione “Held to maturity” (a scadenza) al valore di acquisto. Va anche considerata la distorsione derivante dal calcolo delle stesse attività ponderate per il rischio (Rwa), in base alla quale, paradossalmente, i prestiti alle imprese o alle famiglie possono risultare più rischiosi dell’acquisto di titoli strutturati o derivati. Gli stessi, cioè che sono responsabili dell’attuale crisi. Entro il prossimo mese di giugno le regole di Basilea 3 prenderanno la forma di una Direttiva e di un Regolamento contribuendo all’inasprimento della recessione. Incrementando i requisiti di capitale e rendendo più rigide le regole di calcolo dei mezzi patrimoniali, di governo e controllo del rischio di liquidità, si stanno gettando le basi per una più che probabile restrizione del credito all’economia in generale, in particolare, alle Pmi e alle famiglie, limitando da un lato quantità che si potrà erogare e dall’altro incrementando i tassi. Tale prospettiva rischia di frenare e rendere vano il formidabile impegno messo in campo per il risanamento del Paese Le prescrizioni di Basilea 3 così concepite, sulla scia di Basilea 2 entrata in vigore a crisi ormai iniziata, sono state pensate nella logica di una ulteriore standardizzazione e omologazione dei diversi modelli di intermediari, verso l’utopia della banca “universale”, elevandola a unico e miglior modello per esercitare l’attività bancaria e finanziaria. *Segretario Generale Assopopolari

Galassi (Confapi)

«È il momento di pensare agli sgravi per le piccole aziende che crescono»

::: ANTONIO CASTRO
QQQ «Bisogna ripensare che futuro dare al nostro Paese. Basare tutto sulla finanza e le banche non premia. Anche la Svizzera e la Gran Bretagna hanno dovuto fare marcia indietro e tornare a fare la cioccolata e a realizzare cose e non prodotti derivati». Paolo Galassi, presidente di Confapi, la Confederazione che raggruppa dal 1947 le piccole e medie imprese italiane, non ha dubbi: bisogna mettersi intorno ad un tavolo e ridiscutere un nuovo modello di sviluppo. Anche e soprattutto partendo dal lavoro. «Non tanto per discutere oziosamente di licenziamenti ma per pensare a come creare nuovo lavoro». Sono settimane che si discute di Articolo 18 e licenziamenti e lei sterza sul lavoro che verrà? «L’Articolo 18 è uno degli articoli. Non sarà il caso di interrogarsi su come creare nuovo lavoro?». Bello, bellissimo. Ma come? «Tanto per iniziare favorendo l’ingresso in azienda di nuovi apprendisti. Si parla di apprendistato in senso lato. Ma c’è una bella differenza tra un artigiano da formare e un addetto di una piccola e media imprese del manifatturiero da mettere in produzione». Mettiamo da parte i licenziamenti: come si favorisce la crescita dell’occupazione... Proposte? «Per esempio prevedendo degli sgravi per le piccole e medie

Paolo Galassi (Olycom) aziende manifatturiere che prendono dei giovani, li formano e li portano ad assumere una professionalità che ha preciso valore nelle aziende». Che tipo di sgravi? «Se domani assumo un giovane

Q Bisogna comprendere che non si può mettere nello stesso calderone artigiani, partite Iva e tutto il variegato mondo che viene infilato sotto l’ombrello delle piccole e medie imprese. Il manifatturiero è un mondo diverso
PAOLO GALASSI

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il graffio
Pugno di ferro e tasche piene
A dispetto della crisi, nel quarto trimestre del 2011 il risparmio privato ha superato in Germania, per la prima volta, il tetto dei 10 mila miliardi di euro. Si tratta di una cifra di poco inferiore alla somma dei debiti pubblici di tutti e 27 i Paesi dell’Unione europea. Invece di portare la Grecia sull’orlo della rivolta popolare, la Germania potrebbe allargare un po’ di più i cordoni della borsa. Se lo può permettere. Anzi, sembra proprio che le crisi altrui contribuiscono a migliorare i suoi bilanci. Forse il pugno di ferro della Merkel serve proprio a questo.

mi costa quanto un addetto già formato e in grado di lavorare autonomamente fin da subito. Insomma, oggi non conviene. Se invece si prevedesse un percorso economico differente, del tipo un costo del lavoro più basso per i nuovi assunti, allora le piccole e medie aziende potrebbero fare da volano all’occupazione. Se solo ogni Pmi assumesse 3 giovani si avrebbero 180mila nuovi posti di lavoro». Avete fatto queste proposte al governo Monti? «Il problema è che ci ascoltano, ma poi c’è il solito “teatrino” delle riunioni ristrette con i “soliti noti”». Sì, ma avete trovato sponda nel governo? «Prima di tutto bisogna comprendere che non si può mettere nello stesso calderone Pmi, artigiani, partite Iva e tutto il variegato mondo che viene infilato sotto l’ombrello delle piccole e medie imprese. Il manifatturiero è un mondo diverso. Un’azienda da 50 dipendenti è diversa dall’artigiano che guida il taxi o no? Ecco, per rilanciare l’economia, uscire dalla recessione, abbattere il ricorso alla Cig e evitare i licenziamenti bisogna ripensare al sistema di economia che vogliamo mettere in piedi. Insomma, bisogna fare delle leggi che spingano le Pmi. Serve una premialità per chi cresce e contribuisce alla crescita del Pil del Paese».

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ITALIA

::: LE GRANE DI MONTI
Il mercato del lavoro

La Fornero frena sull’articolo 18 E il Pdl sente aria di fregatura
Il ministro rassicura i sindacati: «Affronteremo alla fine la flessibilità in uscita». Gasparri: «Non si può essere rapidi in alcune materie e lenti su altre»
::: SANDRO IACOMETTI
QQQ Sugli ammortizzatori sociali tutto fermo per un anno e mezzo. Niente «accetta» sulla riduzione del numero delle forme contrattuali. «Nessun aut aut» sulla riforma. Quanto all’art. 18, sarà affrontato per ultimo. Dopo aver passato un paio di settimane a sbeffeggiare gli italiani mammoni e «sfigati» che si laureano in ritardo e preferiscono la «monotonia» del posto fisso alla flessibilità del mondo moderno, il governo, per bocca del ministro del Welfare, Elsa Fornero, dà un bel colpo di sterzo e inverte tranquillamente la marcia. Il tema era ed è strategico, ma le tensioni con le parti sociali, che si stanno ripercuotendo con forza nel mondo della sinistra, hanno evidentemente ridotto l’esecutivo a più miti consigli. Durante l’ennesimo tavolo di confronto che si è tenuto ieri, anche con incontri bilaterali tra il ministro e i vari rappresentanti delle categorie, il governo ha accolto le richieste delle imprese e dei sindacati di non intervenire immediatamente sugli ammortizzatori sociali. Il tema, assicurano da Palazzo Chigi, non viene tolto dall’agenda e già lunedì sarà sul tavolo del ministero del Lavoro nel nuovo appuntamento fissato con le parti sociali nel tentativo di mettere a punto le regole che entreranno in vigore a babbo morto, l’applicazione sarà infatti rinviata di “almeno” 18 mesi. Il governo punta dunque a modificare un sistema considerato troppo generoso e soprattutto poco utile a reinserire nel mercato il lavoratore espulso dal ciclo produttivo, ma senza fretta, per i prossimi anni, magari quando a Palazzo Chigi ci sarà un altro premier e in Parlamento un’altra maggioranza. Per quanto differita, comunque, la riforma inizia ad incardinarsi. L’apprendistato si appresta a diventare «la forma tipica di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro». Il ministro del Welfare intende sfoltire la giungla dei contratti pubblici e privati attraverso l’individuazione di «uno strumento per fare della formazione professionale seria» e la volontà di «valorizzare i contratti riportandoli alla loro funzione originaria». Per questo la linea del governo sarà anche all’insegna della «tolleranza zero» contro un «uso improprio» della nuova forma contrattuale. «Saremo severissimi perché l’apprendistato non può essere solo uno strumento di flessibilità», spiega ancora la Fornero. «Ci sono troppe partite Iva e occorre anche evitare la discontinuità e che migliaia di lavoratori finiscano in nero», prosegue. La resa del governo ha riscosso grande successo tra le parti sociali. «Il confronto per ora parte con il piede giusto», ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, perché «finalmente» si è cominciato a parlare non sulla base di un «elenco» ma di «idee», partendo da precarietà e ammortizzatori sociali, le priorità. Anche per il leader della Uil, Luigi Angeletti, è «un fatto positivo l’inizio concreto della trattativa». Bene la proposta del governo di lasciare per ultimo la discussione dell’articolo 18, ha detto anche il leader della Cisl, Raffele Bonanni, confidando, quando arriverà il momento, «nella ragionevolezza di imprenditori, governo e forze politiche, e dello stesso sindacato». Molto più scettico appare il Pdl. «Superare le rigidità che finora hanno caratterizzato il mercato», ha spiegato il presidente dei senatori, Maurizio Gasparri, «è indispensabile per creare nuova occupazione. Ciò vuol dire superare anche alcuni tabù ed un presunto diritto di veto di qualche sindacato». Gasparri ha quindi chiesto al governo di agire «con rapidità e determinazione», perché «non possiamo tollerare titubanze o sotterfugi. È evidente che non si può essere rapidi e procedere per decreto in alcune materie, ed essere lenti e indecisi nel mercato del lavoro».
twitter@sandroiacometti

Commento

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ACCOMODANTE
Il ministro del Welfare e delle Pari Opportunità Elsa Fornero (Olycom).

Libertà di licenziare per tutti o la riforma non serve a nulla
::: DAVIDE GIACALONE
QQQ Riformare il lavoro in piena recessione è cosa complicata, ma necessaria. I tedeschi, grazie a Gerhard Schröder, lo fecero quando s’accorsero di perdere troppa competitività, mentre da noi lo stesso allarme, che suona da venti anni, è servito solo a far passare la legge Biagi: meritoria, ma rimasta isolata. Avendo l’abitudine di leggere le cose del mondo dopo avere inforcato occhiali ideologici, ancora una volta si discute di un simbolo: l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Il guaio dei simboli è che, alla lunga, perdono significato, al punto di dimenticare che il grosso dei problemi deriva più dalla giustizia, quindi dal modo con cui si sono amministrate sentenze contro le aziende, che dal suo effettivo contenuto. Il governo vuole superarlo, e fa benissimo. Intende procedere anche senza il consenso dei sindacati, e fa doppiamente bene, tanto più che non rappresentano i lavoratori. Ma abbattuto il totem non si sarà fatta alcuna rivoluzione. Il nostro problema è prima di tutto di ordine culturale, amplificato dalla paura. Gli adulti di oggi sono cresciuti in un brodo conformista, figlio di un immaginario (e in Italia mai esistito) ’68, secondo cui andare a lavorare in banca era come dovere scontare una condanna a vita. Il più sicuro dei posti era dipinto con la più certa delle umiliazioni. I figli di questa gente, che dismessi gli abiti della contestazione e indossati quelli del consumismo sono andati a lavorare in banca, ma ancor più numerosi nella pubblica amministrazione, ora si sentono offesi se un vecchio professore fa eco ai miti d’allora e ricorda la noia del posto fisso. Questa è l’Italia che merita Celentano, il conformismo del più falso anticonformismo (mica ora, sempre), ed è giusto se lo tenga. Possibilmente senza farlo pagare a me. Il punto, però, non è elaborare un giudizio estetico su questo o quel contratto di lavoro, ma prendere atto dei numeri e rendersi conto che considerare il lavoro come un attributo al proprio stile di vita, piuttosto che il modo per contribuire ad una produzione competitiva, è un lusso (demente) coltivato con il debito. Lungi dal potere conservarlo, si tratta, purtroppo, di pagare. Si dice: va bene, quel modello va superato, da ora in poi cancelliamo il 18 e stabiliamo che il lavoro insicuro nel tempo deve essere pagato di più. Spiacente, non funziona. Dire che il 18 non vale solo per i nuovi assunti equivale a dire che il costo della sicurezza lo paga solo chi non l’avrà. Bella roba. Dire che l’insicurezza va pagata di più significa scaricare sulla produzione il prezzo dell’equilibrio sociale. Se mettete assieme le due cose va a finire che i nuovi posti di lavoro non si creano e tutto resta come prima, compresa la recessione nella quale torniamo.

MILLEPROROGHE

Niente fondi per nuove toghe
ROMA Via libera in Senato alla fiducia sul Milleproroghe (255 sì, 34 no), che tornerà alla Camera per la terza lettura. Nel decreto non ci sono le modifiche a favore degli “esodati”, quei lavoratori particolarmente penalizzati dalla riforma delle pensioni. Salta anche la norma per i nuovi giudici: la proposta del governo prevedeva che le nuove assunzioni di tutti i magistrati venissero finanziate con un fondo popolato dagli introiti dell’aumento del contributo unificato. Protesta l’Anm, ma il presidente del Senato Schifani assicura la sua attenzione al problema. Mazzata per i fumatori: aumentano le accise del tabacco per finanziare (3 milioni) l’Orchestra Verdi di Milano.

il graffio
Monti non sa leggere
Monti ha bocciato i Giochi di Roma. E martedì, dice la Stampa, si è preoccupato: «I giornali mi massacreranno». In realtà i quotidiani, anche i più critici, hanno in gran parte sostenuto la sua decisione. Nonostante tutti gli articoli che ha scritto, Monti non ha ancora imparato a leggere i giornali.

Quando il precedente governo sosteneva che da noi la disoccupazione era inferiore alla media europea e gli ammortizzatori sociali avevano funzionato, noi scrivevamo del terribile errore, perché quell’atteggiamento, oltre a ciurlare sulla contabilità, stabilizzava la perdita di competitività, rendendoci tutti più poveri. Siccome non cambiamo idee con le stagioni ripetiamo che la scelta è fra tutelare i cittadini e tutelare i posti di lavoro. Una volta fatta deve valere anche per il presente, vale a dire per le situazioni ereditate dal passato. Troppo feroce? Al contrario, è sadica l’illusione che si possa evitarlo. Il lavoro, di cui il contratto è la veste giuridica, deve essere competitivo. In Italia lo è, salvo il fatto che è costretto a finanziare la non competitività dei falsi ammortizzatori e della troppo bassa partecipazione alla produzione. Da noi, allucinati dal mito del posto fisso, si continua a ripetere che lavorando meno si lavora tutti, mentre è vero il contrario: solo lavorando di più, e in più numerosi, si creerà più lavoro. Le tutele, da mettere in conto allo Stato, alla fiscalità generale, devono riguardare la disoccupazione temporanea, e non devono essere generose, perché lo scopo è rendere permeabile il mercato e consentire l’ingresso di chi voglia lavorare. Gli altri, si tolgano dal groppone. La pillola non va addolcita, va chiarita. Non va deglutita a forza, e neanche con l’inganno, ma con la convinzione che serva a cambiare. Certo, ci sono prezzi da pagare e momenti di passaggio dolorosi, ma sono prezzi e dolori inferiori alla recita menzognera e consolatoria. Una recita che ha addormentato i giovani, togliendo loro la voglia di pensare un mondo diverso e convertendoli alla rassegnazione pantofolaia di chi spera di avere quello che i padri ebbero.
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Giovedì 16 febbraio 2012

ITALIA

::: GIUSTIZIA E POLITICA
Meglio tardi che mai

Adesso lo ammette pure Napolitano: le toghe vanno punite
Il Csm bacchetta Ingroia per il comizio al congresso del Pdci E il Colle chiede di rivedere la normativa sugli errori dei giudici
::: TOMMASO MONTESANO
CHIARA PELLEGRINI ROMA

QQQ Il Parlamento colmi il vuoto normativo sulle sanzioni ai magistrati. Nel giorno in cui il Consiglio superiore della magistratura bacchetta Antonio Ingroia per la sua partecipazione al congresso dei Comunisti italiani del 30 ottobre scorso, quando il pm siciliano si definì «partigiano della Costituzione», Giorgio Napolitano chiede alle Camere di rivedere la normativa sugli illeciti delle toghe. Il presidente della Repubblica lo fa intervenendo al plenum di Palazzo dei Marescialli in qualità di presidente del Csm. Alcune condotte, attacca Napolitano, disorientano i cittadini. In particolare, il capo dello Stato punta l’in-

Q È necessaria un'Italia di eguali contro l'Italia della diseguaglianza di questi ultimi anni Io confesso non mi sento del tutto imparziale, anzi, mi sento un partigiano della Costituzione
. IL DELIRIO DI INGROIA

CRITICATO Il pm Antonio Ingroia Olycom

dice proprio sulle «esternazioni esorbitanti di criteri di misura, correttezza espositiva e riserbo» da parte delle toghe. Ma purtroppo, denuncia Napolitano, molti di questi comportamenti «sfuggono alla sanzionabilità disciplinare per la rigida tipizzazione voluta dal legislatore del 2006». È bene, quindi, che in Parlamento «si ponga meditato rimedio» al vuoto normativo, che non è colmabile «in via interpretativa». Vale la pena ricordare che le ultime novità sul fronte disciplinare risalgono alla riforma varata da Clemente Mastella nell’ottobre 2006,

quando la maggior parte delle fattispecie di illecito furono attenuate. Il richiamo sulle sanzioni non è l’unico che il presidente della Repubblica indirizza ai magistrati. Gli altri riguardano la necessità di rispettare esclusivamente i parametri della «capacità professionale» nella scelta degli incarichi direttivi e l’esigenza di superare le «resistenze» sulla riforma della giustizia. D’altro canto, Napolitano riconosce al Csm il «diritto-dovere di esprimersi su qualunque provvedimento del governo» abbia un impatto sulle funzioni del-

la magistratura e ribadisce l’«indispensabilità», così come chiesto dalle toghe, di un intervento che riveda le circoscrizioni giudiziarie, primo tassello per «restituire efficienza al sistema giustizia». Poi l’applauso al governo per aver affrontato l’«emergenza sociale e umanitaria insorta nelle carceri». Il “caso Ingroia” si è risolto, invece, con una bonaria tirata di orecchie da parte del Csm, che ha approvato la delibera che “bacchetta” il procuratore aggiunto di Palermo per il suo intervento al congresso del Pdci. I voti a favore sono stati 16, contro i sei andati al-

la relazione di minoranza. Il testo approvato definisce «vistosa e inopportuna» la presa di posizione di Ingroia. Un rimbrotto e nulla più. Il fascicolo, infatti, sarà archiviato poiché trattandosi di un «isolato episodio di esternazione», non ci sarebbero gli estremi per il trasferimento d’ufficio per incompatibilità. Ingroia, tuttavia, non ci sta e contesta la decisione: «Rivendico il diritto di esprimere la mia fedeltà alla Costituzione in qualunque sede e auspico che da domani il Csm sia altrettanto solerte nei confronti di chi dimostra ben altre partigianerie».

CHIESTO L’ARRESTO

La lettera

Il Senato salva un’altra volta Tedesco
Il Senato salva di nuovo Alberto Tedesco. La giunta per le immunità ha rigettato la nuova richiesta di arresto presentata dal gip di Bari, motivata dalla nuova imputazione, associazione a delinquere, nei confronti dell’ex assessore alla Sanità della Puglia, senatore eletto nelle liste del Pd, ora nel gruppo Misto. Le votazioni sono state due. La prima riguardava la possibilità di trattare la materia, dopo che c’era già stata una pronuncia del Senato. Con 12 voti contro 7 (Pdl e Lega contro Pd e Idv favore) si è deciso che non si può tornare su una vicenda già esaminata. Mentre per un voto (10 a 9) la Giunta ha stabilito che la questione non può arrivare neanche in Aula (la Lega ha votato insieme a Pd e a Idv perché fosse esaminata dall’assemblea). Felice Casson, Pd, ha accusato «l’asse Pdl-Lega», gridando all’«obbrobrio giuridico». Casson «mente sapendo di mentire», gli ha risposto Sandro Mazzatorta, Lega, secondo cui le assenze di alcuni del Pd sono state decisive. Del Pd ne mancavano due: Luigi Lusi, che però non è più nel Pd, e un altro senatore. Sia come sia, anche Dario Ginefra, Pd, ha chiesto al gruppo di accertare «le motivazioni dell’assenza di componenti del nostro gruppo».

Prodi e l’Eternit: inutile aggiungere altre parole
Gentile direttore, anche questa volta il quotidiano da Lei diretto non perde l’occasione per cercare di gettare discredito sul nome del Presidente Prodi. I proventi per il premio assegnato a Prodi nel 2000 e a cui si fa riferimento nell’articolo pubblicato a pagina 17 dell’edizione di Libero di mercoledì 15 febbraio dal titolo “Quando Prodi vinse il premio Eternit” furono interamente devoluti in beneficenza a favore di un’organizzazione caritativa legata alle istituzioni europee. È inutile aggiungere altro. Cordiali saluti
SANDRA ZAMPA Portavoce del Presidente Romano Prodi

Gentile signora, anche questa volta Lei conferma quanto pubblicato da Libero. Romano Prodi accettò nel 2000 il premio Eternit. Come hanno dimostrato il processo di Torino e l’articolo del professor Umberto Veronesi sulla Stampa di ieri, gli effetti dell’amianto erano noti da decenni. È inutile aggiungere altro.
M. B.

ITALIA

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::: GIUSTIZIA E POLITICA
Show dell’accusa al processo Mills

L’assalto finale del pm: «Cinque anni al Cav»
La procura chiede la condanna: «La difesa imbroglia». Il Pdl: farnetica. Attesa per la ricusazione chiesta da Ghedini ::: ANDREA SCAGLIA Guerra di posizione QQQ Ora, non si può dire che la notizia giunga inaspettata, ma insomma: il Rischio prescrizione pm Fabio De Pasquale chiede una condanna a cinque anni per Silvio BerluLe due versioni sconi, accusato d’aver corrotto con 600mila dollari l’avvocato londinese sul balletto di date David Mills affinché rendesse dichiaQQQ È questione di giorni. Il processo Mills si gioca anche - secondo alcuni soprattutto - sul calcolo relativo alla prescrizione del reato, termine oltre il quale non si è più imputabili. Quando scatta? Perché le interpretazioni sono contrastanti? Il reato è corruzione in atti giudiziari, la prescrizione scatta dopo dieci anni - termine stabilito dalla legge ex Cirielli, contro la quale il pm De Pasquale ha recentemente fatto ricorso alla Corte Costituzionale. In ogni caso, fondamentale è stabilire il momento in cui il reato sarebbe stato commesso. E già qui le versioni divergono. Stando all’accusa - secondo cui Berlusconi avrebbe versato 600mila dollari a Mills per garantirsi le sue dichiarazioni reticenti - il reato non si sarebbe consumato l’11 novembre 1999, quando l’avvocato avrebbe disposto il trasferimento dei soldi da un fondo d’investimento a un altro di fatto entrando in “diretto contatto”con il denaro, ma il 29 febbraio 2000, giorno in cui effettivamente s’intestò le quote per 600mila dollari. La sentenza con cui la Cassazione dichiarò prescritto il reato per lo stesso Mills, ma rimarcando la fondatezza delle condanne precedenti, sposò la prima ipotesi. E però per il pm la differenza sarebbe solo formale: se il reato viene fatto risalire al novembre 1999 la prescrizione scatterebbe il 3 maggio, se invece si opta per il febbraio 2000 si passa a luglio. Per la difesa, invece, il processo è prescritto dall’8 gennaio scorso. E comunque, al di là di artifici giuridici - come rimarcato da Luigi Ferrarella sul Corriere, la difesa calcola la prescrizione non in base agli effettivi giorni di ogni mese (31 ne ha 31), ma in base allo schema convenzionale che ne conta sempre 30 nel calcolo giocano un ruolo fondamentale le interruzioni dovute ai legittimi impedimenti e, soprattutto, al Lodo Alfano, che bloccò il processo a carico dell’allora premier e venne poi bocciato dalla Corte Costituzionale. Per la difesa il calcolo della prescrizione deve riprendere dal giorno in cui la Consulta respinse il Lodo, mentre il pm ritiene che invece vada calcolata da quando riconsegnò gli atti al Tribunale - dunque tempo dopo.
A.SCA.

razioni reticenti e comunque a lui favorevoli in due processi, quelli sulle tangenti alla Guardia di Finanza e sulla rete di società off-shoreAll Iberian - il reato è per l’appunto quello di corruzione in atti giudiziari. Ieri il magistrato ha concluso la sua requisitoria, rimarcando il fatto che, a suo parere, «c’è certezza al di là di ogni ragionevole dubbio della colpevolezza dell’imputato». E ancora una volta il processo ha registrato un duro confronto fra le parti, certonon una novità. Dopol’istanza di ricusazione della Corte presentato dagli avvocati dell’ex premier, che considerano l’atteggiamento dei giudici pregiudizialmente colpevolista - sulla questione la Corte d’Appello discuterà il 18 febbraio e si pronuncerà entro i cinque giorni successivi, ragion per cui l’attuale collegio giudicante non può arrivare a sentenza - dopo quell’istanza, dicevamo, nei giorni scorsi l’accusa aveva d’altro canto accostato la strategia difensiva a quella utilizzata in passato dalle difese di alcuni imputati di mafia. E ieri De Pasquale ha ulteriormente alzato il tono parlando di «difesa falsificata», nel senso che - secondo il pm - sarebbe stata creata ad arte «una fittizia sequenza di carte per sostenere la tesi» che quei 600mila dollari provenissero dall’armatore Diego Attanasio. Accusa invero grave: a chi si riferisce precisamente il pm? Forse intende sostenere che gli avvocati Ghedini e Longo sarebbero responsabili di azioni che potrebbero addirittura prefigurare il reato di intralcio alla giustizia? Non è dato saperlo, e comunque l’insinuazione già è fonte di polemica extraprocessuale: molti esponenti del Pdl hanno criticato quelle che Maurizio Gasparri ha addirittura bollato come «farneticazioni» dei pm, e il segretario del Pdl Alfano ritiene che «a Milano stanno

AGGUERRITO Il pm Fabrizio De Pasquale, strenuo accusatore di Berlusconi [Ftg] inseguendo una sentenza politica». Ma, al di là del fatto che la difesa ovviamente sostiene l’estraneità di Berlusconi rispetti all’imputazione, nodo fondamentale della vicenda processuale resta la data di prescrizione del reato. Secondo gli avvocati i termini sarebbero già stati oltrepassati, e avevano infatti chiesto al presidente della Corte Francesca Vitale di dichiarare decaduto il processo - e però, proprio in virtù dell’istanza di ricusazione che impedisce ai giudici di arrivare a sentenza, anche questa eventuale decisione è stata rimandata. In ogni caso, sempre durante la requisitoria, il pm ha invece sostenuto che la prescrizione scatterebbe tra il 3 maggio e la metà di luglio di quest’anno, a seconda dei precedenti su cui si vuol basare il calcolo e nell’articolo a lato ci si cerca di orientare con maggior precisione fra le diverse interpretazioni. C’è poi da segnalare la richiesta di risarcimento avanzata dai legali rappresentanti della Presidenza del Consiglio: si chiede dunque che l’ex premier, in caso di condanna, versi a Palazzo Chigi 250mila euro da pagare in solido con lo stesso Mills - il quale, nel processo gemello, è stato condannato in primo e secondo grado salvo poi vedersi dichiarare il reato prescritto in Cassazione, che però ha confermato i risarcimenti. E poi Ghedini ha pronunciato in aula l’arringa difensiva. Subito ribadendo quello che secondo lui si configura come «danno alla difesa», e cioè il taglio delle testimonianze richeiste. E poi sostenendo non solo Mills non avrebbe aggiustato le deposizioni in quei due processi del 1997 e 1998, ma anzi facendo notare che anche in seguito alle sue dichiarazioni l’ex premier venne condannato in primo grado in entrambi i casi. Vero è che, nei successivi gradi di giudizio, a Berlusconi vennero cancellate le condanne - prosciolto in Cassazione nel caso delle tangenti alla Guardia di Finanza, mentre per quanto riguarda il processo All Iberianil reato venne dichiarato prescritto in Appello - e però l’«asserito pagamento» sarebbe arrivato, stando all’ipotesi d’accusa, addirittura prima del ribaltamento delle sentenze di colpevolezza, circostanza per la difesa del tutto assurda. Comunque, per Ghedini i cinque anni di condanna sono «una richiesta infondata», e ha chiesto l’assoluzione per Berlusconi. E adesso si attende il pronunciamento sull’istanza di ricusazione della Corte, come detto avanzata dalla difesa. Poi la sentenza ne merito. O la prescrizione. Si vedrà. A giorni.

Un’altra grana

Sequestrate 25mila tessere del Pdl Alfano congela i fondi sospetti
::: ROMA
QQQ Il tesseramento del Pdl continua a creare problemi ad Angelino Alfano. Dopo Bari, Savona, Vicenza e Modena, ieri è toccato a Salerno, dove il Ros dei carabinieri ha sequestrato tutte e 25mila le tessere e al Medio Campidano, in Sardegna, dove sono spuntati fuori, tra gli iscritti del Pdl, alcuni tesserati al Pd. «Le tessere oggetto di contestazione sono una percentuale irrilevante, nemmeno il 4% su un totaledi 1 milione e160 mila iscritti», sottolineano a via dell’Umiltà. Eppure, nonostante il partito avesse scelto norme stringenti contro gli abusi, qualche “furbetto” deve essere sfuggito al controllo. Fatica inutile perché Alfano ha voluto introdurre il principio di “una testa un voto”, quindi una tessera falsa non serve a vincere i congressi. Questo meccanismo, però, evidentemente non è bastato a far desistere quelle componenti che volevano sfruttare il tesseramento per “pesarsi” sul territorio e, magari, trattare da una posizione di forza sui candidati. Intanto, per prendere le distanze, il partito ha congelato i fondi (dieci euro a testa) provenienti dalla tessere contestate. Il caso destinato a creare più problemi è quello di Salerno. Il Ros, infatti, ha sequestrato non soltanto le tessere contestate come era accaduto a Vicenza, ma l’intero elenco degli iscritti in provincia. La direzione distrettuale antimafia ha mandato i suoi uomini a via dell’Umiltà per visionare gli elenchi, sospettando che vi siano stati pacchetti di tessere comprate e rapporti con la criminalità. Oggetto dell’indagine oltre tremila tessere raccolte nei Comuni di Nocera Inferiore, Nocera Superiore e Pagani. Quest’ultima cittadina era già finita al centro di una inchiesta: lo scorso luglio l’ex sindaco Alberico Gambino, ai tempi consigliere regionale Pdl, era finito in manette accusato di “voto di scambio”. Sotto esame dell’Antimafia ci sarebbe anche il ruolo svolto da alcuni dirigenti del partito e del titolare di una società sportiva. «Siamo pronti a plaudire all’iniziativa se dovessero essere individuate delle “mele marce”»,

SOTTO PRESSIONE Il segretario del Pdl Angelino Alfano in queste settimane sta affrontando non poche beghe relative ai tesseramenti fantasma del Pdl [LaPresse] ieri sera, Melis segnalava «forte protesta di iscritti regolari», temeva «gravi conseguenze sulla credibilità e l’immagine Pdl» e chiedeva «la sospensione delle operazioni congressuali». In entrambi i casi sarà Alfano a decidere che fare. Intanto il pdl bolla queste notizie come casi isolati e parla, con Annamaria Bernini, di «operazione a tenaglia che, pur se con diverse motivazioni e modalità, tende a destabilizzare la segreteria del Pdl e l’immagine del partito». Chiede di non «strumentalizzare casi isolati» Mariastella Gelmini, per la quale «non bisogna sminuire l’importante fase congressuale che il Pdl sta attraversando».
P.R.

annunciano i coordinatori provinciali pidiellini Antonio Mauro Russo e Antonio Iannone. Il primo è anche assessore della Giunta provinciale presieduta dal deputato ex an Edmondo Cirielli, considerato uno dei “signori delle tessere” in Campania. Il congresso salernitano, però, non si ferma: resta in programma, nonostante il

sequestro, tra un mese. Imbarazzante anche il caso scoppiato ieri nella provincia sarda del Medio Campidano. Il coordinatore provinciale pdl, Ettore Melis, ha infatti inviato una lettera ad Alfano denunciando «l’inspiegabile presenza diffusa di tesserati Pd in elenchi ufficiali del tesseramento Pdl». Prima di dimettersi,

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Giovedì 16 febbraio 2012

ITALIA

::: GIUSTIZIA E POLITICA
Mani pulite vent’anni dopo

::: FILIPPO FACCI
QQQ Ieri raccontavamo che i cosiddetti principi del foro, con poche eccezioni, durante Mani pulite non batterono chiodo. Non era sfuggito che avvocati poco noti, ma graditi ad Antonio Di Pietro, erano i difensori di tutti i principali accusatori di Tangentopoli: cambiare avvocato si traduceva in un cambio di atteggiamento e in una potenziale svolta processuale, ergo si usciva dal carcere o neppure ci si entrava. Il semi-sconosciuto Giuseppe Lucibello, compagno di bisboccia di Tonino, assunse difese clamorose come quella del banchiere Pierfrancesco Pacini Battaglia. Anche il democristiano Roberto Mongini, che di legali ne cambiò addirittura tre, cambiò e cominciò a parlare. Uno come Salvatore Ligresti rimase in carcere per cinque mesi sinché cambiò avvocati e fu subito liberato previo cambio di atteggiamento. Autentica guerra di nervi fu poi quella combattuta da Michele Saponara, presidente dell’Ordine degli Avvocati: il socialista Loris Zaffra, da lui difeso, rimase a San Vittore per sei mesi sinché non dette incarico a un altro e fu l’apriti sesamo. Eppure, fiutata l’aria, Zaffra era giunto a far verbalizzare: «Non intendo avvalermi di un altro avvocato ». «La Procura», accusò Saponara, «fece sapere alla famiglia di Zaffra che se voleva tornarelibero dovevacambiare avvocato». A tal proposito, ascoltato dagli ispettori ministeriali nel 1995, Saponara produrrà una testimonianza secondo il quale un pm del Pool aveva urlato a Zaffra: «Se non cambia legale, si dimentichi di uscire». Ma le accuse non trovarono conferma. Col tempo, e col progredire dell’inchiesta, architrave di Mani pulite diverrà invece lo studio del professor Federico Stella, eminenza grigia, difensore dell’Eni e futuro ghostwriterdi AntonioDi Pietro.Il professor Stella difese l’imprenditore Fabrizio Garampelli, che con le sue confessioni spedì in galera praticamente chiunque tranne se stesso; difese uno sterminato numero di dirigenti dell’Eni «buono» ed elaborerà ben due proposte di legge per uscire da Tangentopoli, entrambe appoggiate dal Pool: una a ottobre 1992, elaborata in seno all’Assolombarda, di cui pure era difensore, e un’altra praticamente identica nel settembre 1994, presentata in pompa magna alla Statale di Milano. CHE AVVOCATO SEI? A dispetto di queste semplificazioni, comunque, in Mani pulite trovarono spazio anche avvocati con posizioni più varie e sfumate. Quando L’Espressonella primavera 1993 pubblicò una specie di hit parade degli avvocati di Tangentopoli (titolata «Primo Bovio, ultimo Chiusano») il presunto vincitore, Corso Bovio, scrisse così al settimanale: «La qualità di un avvocato non si misura dalla durata della carcerazione... Credo che la sua funzione sia quella di far rispettare la dialettica del processo. Mi autoassolvo, ma non sento di assolvere il mio ruolo... Perry Mason non è famoso perché pilota le confessioni o patteggia le pene.

Murales, striscioni e fiaccolate Così nacque il «dipietrismo»
I titoloni dei giornali, le trasmissioni tv adoranti, la gente comune che lo elegge a eroe: il carrozzone che ha reso Tonino «meglio di Pelè»
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LA SCHEDA
C’È DIFESA E DIFESA Durante il periodo peggiore di Tangentopoli cambiare avvocato si traduceva in un cambio di atteggiamento da parte di chi indagava e in una potenziale svolta processuale, ergo si usciva dal carcere o neppure ci si entrava di corsa. MEDIA IMPAZZITI Il Corriere della Sera, nella sola settimana dal 7 al 15 maggio del 1993, sfoderò questi titoli: «Il pm contadino, quasi un eroe», «La domenica tranquilla dell’eroe», «Il fascino discreto dell’uomo onesto». TUTTO CONCESSO A Di Pietro era permesso tutto, anche perché si avviava a divenire un eroe nazionale: partecipò alla festa della Polizia e l’applaudirono per due minuti. Il suo status era cambiato in un niente: gli avevano riverniciato la stanza, aveva quattro scrivanie, tre computer e due poltroncine girevoli in similpelle.

alla crisi della Prima Repubblica. Lo fece quando mancavano quasi sei mesi a un suo coinvolgimento effettivo in Mani pulite, e quando l’eventualità che potesse essere inquisito pareva semplicemente impensabile. Racconterà il segretario amministrativo della Dc Severino Citaristi: «Dissi a Forlani che era il momento di prendere posizione, ma invano». Secondo Giovanni Pellegrino, Pds, allora presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, «Quando Craxi fece quel discorso c’era ancora qualche margine per fare almeno delle riforme che consentissero di uscire dal pantano, ma non se ne fece niente perché Occhetto aveva altri programmi: pensava che il Pds sarebbe uscito indenne e che gli altri partiti sarebbero stati cancellati dalla geografia politica». CRAXI NEL MIRINO Agosto fu il mese dei tre corsivi sull’«Avanti!» vergati da Bettino Craxi. Il segretario socialista il 23 la mise giù dura: «Col tempo potrebbe persino risultare che il dottor Di Pietro è tutt’altro che l’eroe di cui si sente parlare, e che non è proprio oro tutto quello che riluce». Senza farla tanto lunga: il poker di Craxi non era un bluff, tutte le carte - Mercedes svendute, frequentazioni, prestiti eccetera - verranno calate negli anni successivi e saranno decisive per le dimissioni di Di Pietro dalla magistratura. Ma allora non c’era neanche il tavolo per giocare. Di fatto, per qualche tempo, fioccarono le scarcerazioni: «Come mai», notò anche il Corriere della Sera, «Di Pietro rinuncia alla sua proverbiale risolutezza? Perché una linea tanto morbida?» Se lo chiese anche Gherardo Colombo: «È successo che tornando dalle ferie estive dissentisse su iniziative di Piercamillo e mie in tema di custodia cautelare... Ciò si verificava contestualmente al fatto che la stampa avesse avuto da ridire su alcuni aspetti dell’indagine». Ma forse, a contribuire a una certa cautela, il 3 settembre era stato anche il terribile suicidio del deputato socialista Sergio Moroni. La sua toccante lettera spedita al Presidente della Camera, letta al Tg2 e pubblicata da tutti i giornali, denunciava un clima da caccia alle streghe e risvegliò qualche orgoglio parlamentare. Ma erano colpi di coda. Il 19 settembre il cassiere socialista Vincenzo Balzamo passò da Palazzo di Giustizia e fu preso d’assalto dai cronisti: e nessuno di loro ricordaquel giornocon particolare orgoglio. Ma la sindrome era tale che L’Avanti!, poco tempo dopo, titolò «Querci: ho dato 400 milioni a Balzamo» quando nessun altro giornale fece altrettanto, anche perché Balzamo intanto era sul letto di morte. Il 2 novembre fu stroncato da un infarto e l’Indipendente titolò in prima pagina «Balzamo, infarto da mazzetta». Quello stesso giorno altri giornali titolavano invece «Di Pietro in autostrada soccorre una ferita» e resta il fatto che tutte le accuse contro il segretario amministrativo del Psi, di lì poi, sarebbero state deviate su Craxi. 4/Continua

DA PM A PERSONAGGIO PUBBLICO C’è stato un periodo a metà del 1993 in cui Di Pietro è stato celebrato come eroe nazionale dal 90% dei mezzi d’informazione [Olycom] Gli giungevano migliaia di lettere da tutt’Italia, soprattutto immaginette sacre e santini di Padre Pio, e la sera le portava a casa per leggerle al figlio. Il Corriere della Sera, nella sola settimana dal 7 al 15 maggio, sfoderò questi titoli: «Il pm contadino, quasi un eroe», «La domenica tranquilla dell’eroe», «Il fascino discreto dell’uomo onesto». CONSENSO DI PIAZZA Il dipietrismo nacque ufficialmente in maggio. La prima scritta era stata individuata nel parcheggio dello stadio di San Siro: «Di Pietro, sei meglio di Pelè». Poi un «Grazie Di Pietro» in via Manin e poi lo striscione «Di Pietro sindaco» ancora a San Siro. E così via. «La rabbia degli onesti corre sui muri» titolò l’Unità del 10 maggio. A metà del mese ecco la prima fiaccolata pro Di Pietro con cabaret finale a cura di Lella Costa, David Riondino, Paolo Rossi più una giovanissima Sabina Guzzanti. Il 30 maggio, su Italia Uno, Gianfranco Funari nel suo programma «Mezzogiorno italiano» fece partire uno spot quotidiano con immagine di Di Pietro che camminava e una voce di sottofondo che lo incitava: «Vai avanti... vai avanti...». Anche la strage di Capaci registrò il tentativo di sfruttare la morte di Falcone per portare acqua a Mani pulite. Il magistrato morì un sabato, e lunedì 25 maggio «la Repubblica» uscì in edizione straordinaria col titolo «L’ultima telefonata con Di Pietro». La morte del magistrato siciliano ebbe il potere di accelerare l’elezione del presidente della Repubblica dopo un interminabile gioco di fumate nere, veti e contro-veti. Il 25 maggio elessero Oscar Luigi Scalfaro, sponsorizzato da Marco Pannella e Bettino Craxi, che non se ne pentiranno mai abbastanza. Dopo le tormentate elezioni di Giorgio Napolitano e Giovanni Spadolini alla Camera e al Senato, anche la corsa per palazzo Chigi s’avviava a conclusione: «Craxi», sussurravano tutti. Ma la sera del 3 giugno la notizia era un’altra: «C’è anche il nome di Craxi nell’inchiesta sulle tangenti» disse il Tg1. Di Pietro precisò: «Allo stato il mio ufficio non ha rilevato nulla di penalmente rilevante che possa riguardare la famiglia Craxi». Allo stato, Craxi non sarebbe stato presidente del Consiglio, punto. La sua parabola si fece discendente anche se il 3 luglio pronunciò un discorso alla Camera destinato a passare alla Storia, parole che per buona parte riverserà in un altro discorso che pronuncerà il successivo 29 aprile 1993, giorno precedente all’assedio dell’Hotel Raphael. Craxi chiese al Parlamento di assumersi le proprie responsabilità per trovare una soluzione politica

Oggi sono vincenti l’inquisizione, il pentitismo, lo Stato di Polizia con le sue manette e le sue galere». IL POOL TRIPARTITO Intanto il pool proseguiva con una tripartizione precisa: Di Pietro interrogava, Colombo spulciava le carte e Davigo vergava le richieste di autorizzazione a procedere. Italo Ghitti invece autorizava gli arresti «privilegiando la rapidità al cesello», come dirà Colombo. Dirà invece Di Pietro, appena più grezzo: «Io andavo dai colleghi e segnalavo un’operazione che mi puzzava. "Vedi che cosa è successo qui?" Questo secondo me è un reato di porcata... Cari Davigo e Colombo, cavoli vostri, entro domattina trovate una soluzione che dal punto di vista giuridico non faccia una piega perché non voglio rischiare una sconfitta dal tribunale della Libertà”». Traduzione: io lo metto dentro, il come e il perché trovatelo voi. Ha raccontato Primo Greganti, storico inquisito comunista: «Avevano emesso un mandato d’arresto illegittimo. Ma, dopo aver ammesso l’errore, Di Pietro mi disse: “Adesso vado da Davigo, e vedrai che lui un motivo per tenerti dentro lo trova”. Fatto sta che tornai in cella per altri ventisei giorni». A Di Pietro era permesso tutto, anche perché si avviava a divenire un eroe nazionale: partecipò alla festa della Polizia e l’applaudirono per due minuti. Il suo status era cambiato in un niente: gli avevano riverniciato la stanza, aveva quattro scrivanie, tre computer e due poltroncine girevoli in similpelle.

ITALIA

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::: GIUSTIZIA E POLITICA
Le indagini sul tesoriere

La Margherita trema: nel conto di Lusi altri 3 milioni di dubbi
Nel mirino della Finanza un misterioso ammanco nei bilanci dell’ex partito di Rutelli alla voce «accantonamenti per rischi»
::: CHRIS BONFACE
QQQ La voce misteriosa è contenuta alla pagina 235 del supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 14 novembre 2008. È a quella pagina del bilancio 2007 di «Democrazia è libertà- La Margherita» che si è fissata l’attenzione dei finanzieri coordinati dalla procura della Repubblica di Roma nell’indagine su Luigi Lusi, senatore dimissionato dal Pd ed ex tesoriere della Margherita. È in quel prospetto di bilancio che si sta cercando una traccia che porti ai 13 milioni spariti dalle casse del partito guidato da Francesco Rutelli. La cifra su cui si sta indagando ammonta a 3 milioni e 382 mila euro, ed è appostata nel conto economico del partito fra gli oneri della gestione caratteristica sotto la voce «accantonamenti per rischi». La nota integrativa non motiva nulla di quella somma, e questa è già la prima anomalia. A quella voce non era stato appostato nulla negli anni precedenti, ed è la seconda anomalia. Anche nell’anno successivo non ci sarà alcun accantonamento per rischi in conto economico e non si trova traccia a nessuna voce dei 3,3 milioni di euro dell’anno precedente. Ma non basta: proprio in quel 2007 Lusi incrementa senL’UOMO DELLO SCANDALO Luigi Lusi è nato a Roma il 25 novembre 1961. Per anni è stato il braccio destro di Francesco Rutelli, anche quando l’ex ministro era sindaco di Roma. Dal 22 maggio 2002 al 25 gennaio 2012 è stato tesoriere della Margherita. [LaPresse]

sibilmente nello stato patrimoniale del partito proprio il fondo rischi, che ammonta così a 4,9 milioni di euro e appare più che sufficiente a garantire le eventuali cause del personale e i rischi di cause di diffamazione legati al quotidiano Europa. Insomma, non si trova una spiegazione di quei 3,3 milioni di euro improvvisamente spesati nel conto economico e perfino responsabili del risultato in rosso della Margherita nonostante la bellezza di 25 milioni di euro di rimborsi elettorali diretti o indiretti. Non c’è spiegazione ufficiale, e non c’è traccia l’anno dopo di dove possano essere finiti. Insomma, sono 3,3 milioni fantasma. Curiosamente assai simili al fantasma che improvvisamente nella prima parte del 2008, proprio in contemporanea all’approvazione di quel bilan-

cio della Margherita, si materializza sui conti correnti personali del tesoriere del partito. È infatti nella prima parte del 2008 che un Lusi improvvisamente diventato ricco estingue il mutuo che aveva sulla villetta di Genzano acquistata dall’attore Duilio Del Prete, acquista per 2,5 milioni di euro pagati con 13 assegni circolari la Paradiso Immobiliare (proprietaria di una magnifica villa a Genzano) e ancora acquista con la sua Ttt srl un appartamento in via Monserrato a Roma. Tre operazioni che complessivamente valgono poco meno di 4 milioni di euro. La prima operazione, quella dell’estinzione del mutuo sulla villetta che lascia ai figli di primo letto con usufrutto alla ex moglie, è del 28 marazo 2008, è fatta con la Banca dell’Umbria e vale poco meno di 100 mila euro.

La seconda operazione, l’acquisto della immobiliare per 2,5 milioni di euro, avviene il 26 maggio 2008, pagando subito con quegli assegni circolari Unicredit (di taglio compreso fra 50 e 250 mila euro) il precedente proprietario, Cristiano Berloco La terza operazione, quella dell’acquisto dell’appartamento vicinissimo alla residenza romana di Carlo De Benedetti, avviene il 9 ottobre dello stesso anno per 1.090.000 euro versati a Giuseppe L’Abbate, che proprio con Lusi sedeva nella società editrice di Europa, quotidiano della Margherita. Le due storie, quelle del bilancio 2007 della Margherita con i 3,3 milioni di euro fantasma e quella degli acquisti di Lusi da 3,6 milioni di euro sono proprio parallele. Forse strettamente intrecciate.

Scandalo Serravalle

Requisiti 14 milioni a Gavio Penati più vicino al processo

Orfeo Goracci in una foto del profilo Facebook

L’ex cassiere radicale Danilo Quinto [LaPresse]

Gubbio a luci rosse

L’ex tesoriere dei Radicali
Filippo Penati con Pier Luigi Bersani [Ftg]

Lo «zar» Goracci nega tutto: non sono un molestatore
::: ROMA
QQQ Orfeo Goracci, lo “zar” umbro, ex sindaco di Gubbio e vicepresidente del consiglio regionale, ieri è stato interrogato in carcere. Per oltre tre ore ha risposto a tutte le domande del giudice, respingendo caparbiamente tutte le accuse: essere a capo di un’associazione a delinquere finalizzata soprattutto all’abuso d’ufficio, attraverso cui decideva chi promuovere e chi bocciare, e il reato di violenza sessuale. Su questo è intervenuto il legale del politico di Rifondazione comunista, l’avvocato Franco Libori, che ha spiegato: Goracci «ha contestato in maniera convincente» anche gli addebiti di molestie sessuali che gli sono stati mossi e ha aggiunto: è apparso «provato ma lucido», deciso a rivendicare la correttezza del proprio comportamento. Nel corso dell’interrogatorio, lo “zar” avrebbe avuto anche alcuni «comprensibili» momenti di cedimento. «Goracci», ha concluso l’avvocato Libori, ha fatto una ricostruzione diversa da quella dell’accusa e ora produrremo documenti per dimostrarlo». Goracci ha quindi rivendicato la correttezza dell’operato del Comune di Gubbio nelle due legislature da lui guidate. E ha assolutamente negato di avere molestato una vigilessa, poi «respinta al concorso per l’assuzione a tempo indeterminato perché non avrebbe ceduto alle pressioni sessuali dell’allora sindaco».
R. C.

Quinto contro Pannella: epurato perché mi convertii
::: ROMA
QQQ Accusato, condannato, buttato fuori dal partito e tutto questo perché si è convertito e ha deciso di sposarsi in chiesa. Una colpa che il suo ex partito, quello dei Radicali, non gli avrebbe mai perdonato. Questa è la storia di Danilo Quinto, come oggi la si legge sul sito www.corrispondenzaromana.it, agenzia di informazione settimanale che si occupa di questioni politiche, sociali, culturali dall’ottica cattolica. Secondo il sito, dunque, una «improvvisa campagna di aggressione mediatica» ha portato in questi giorni alla ribalta Quinto, condannato a dieci mesi per appropriazione indebita, su denuncia del Partito Radicale. «Quali sono le vere ragioni di questo linciaggio giudiziario e morale?», ci si chiede nell’articolo firmato da Veronica Rasponi, in cui Danilo Quinto ha militato dal 1986 nel Partito Radicale, al cui interno ha ricoperto dal 1995 al 2005 l’incarico di tesoriere. Nel 2003 incontrò la donna che sarebbe divenuta sua moglie. Grazie a quest’incontro, iniziò la sua conversione alla fede cattolica. Si sposò in chiesa e dopo quattordici mesi nacque suo figlio. Proprio questo suo deciso cambiamento di vita e di idee, sempre secondo quanto spiegato in www.corrispondenzaromana, avrebbe scatenato la reazione violenta del suo partito, fino alle accuse e le denunce.
C.MA.

::: MILANO
QQQ Caso Penati, la Procura di Monza va avanti con l’accusa di corruzione in relazione all’operazione Serravalle - quella in seguito alla quale la Provincia di Milano, nel 2005 guidata da Penati, acquisì il 15 per cento della società Milano Serravalle dal gruppo Gavio. E sequestra 14 milioni 330mila euro alla Codelfa spa, società di Gavio. Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso dei pm Walter Mapelli e Franca Macchia contro l’ordinanza con la quale il gip Anna Magelli - la stessa che aveva respinto l’arresto di Penati - aveva espresso parere negativo. Secondo il Riesame l’accusa avrebbe fondati elementi per proseguire nel suo schema

d’indagine, secondo cui Penati sarebbe stato l’amministratore di fatto della Milano Serravalle (cosa che Penati nega), in sostanza permettendo alla Codelfadi gonfiare i costi di un appalto relativo all’autostrada A7, e questa avrebbe poi versato all’imprenditore Di Caterina i due milioni che reclamava da Penati. Per il Riesame la Procura avrebbe elementi per proseguire fino alla richiesta di rinvio a giudizio: «La struttura giuridica impressa ai fatti è idonea ad affrontare il vaglio dibattimentale quand’anche si volesse aderire alla valutazione del gip». Nel frattempo il pm attende le risposte delle rogatorie in Svizzera, per ricostruire il viaggio delle presunte mazzette.
L. MAR.

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Giovedì 16 febbraio 2012

ESTERI

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Canzoni e legge di Bilancio

Il programma di Obama: canta che ti tasso
Il presidente stila la compilation di brani per la sua campagna elettorale e annuncia che, se eletto, applicherà la legge Buffett contro i ricchi
::: MAURIZIO STEFANINI
QQQ «Canta, che ti tasso!», si potrebbe commentare. Già sicuro della sua candidatura mentre i repubblicani si stanno ancora scannando ancora tra di loro, Obama aveva appena divulgato su Facebook la colonna sonora della sua campagna elettorale: 29 pezzi che saranno ascoltati in comizi e incontro pubblici, e che vanno da Green Onions di Booker T&The Mg's a Keep on Pushing degli Impressions, Love you do di Jennifer Hudson, The best thing about me is you di Ricky Martin, We take care of our own di Bruce Springsteen, No nostalgia degli AgesAndAges, Stand up e Everyday America degli Sugarland, This e Learn to Live di Darius Rucker, We used to wait di Arcada Fire, Let's stay togegher di Al Green, The Weight di Aretha Franklin, Even better than the real thing degli U2. E intanto che gli elettori iniziavano a fischiettare, si è presentato ad un pubblico di studenti universitari virginiani per presentare una legge sul Bilancio del 2013 che punta a ridurre il deficit di 4000 miliardi di dollari in 10 anni, appunto aumentando la leva fiscale. Anche se ha promesso che a essere colpiti saranno soprattutto i ricchi, che l’obiettivo sarà di rilanciare la crescita, e che sulla Sanità cercherà di tagliare il meno possibile. «Non proponiamo la lotta di classe, perseguiamo il benessere della nazione», è stato il suo slogan. Ed ha parlato di «regola Buffett», proprio perché era stato il magnate Warren Buffett a dire di voler pagare più tasse. «È importante compiere scelte a beneficio non solo di chi sta bene come me e Warren Buffett ma anche della classe media perché le responsabilità devono essere condivise», ha detto. In particolare, la legge inviata al Congresso prevede 3800 miliardi di spese con un deficit nel 2012 di 1300 miliardi, destinato però a scendere dal 2013 fino a toccare 575 miliardi nel 2018. Il più 17,5% di entrate previsto sarà dovuto per 1500 miliardi alla fine sgravi fiscali approvati da George W. Bush nel 2001 e 2003 per le famiglie con redditi per oltre i 250.000 dollari annui, oltre che dall’aumento del prelievo sui dividendi azionari e dell’imposta di successione. Per 61 miliardi in 10 anni da una nuova tassa alle maggiori banche per recuperare i costi sostenuti nel loro salvataggio e sostenere i cittadini alle prese con i pignoramenti. Per 41 miliardi dalla fine degli sgravi fiscali per le compagnie energeIl presidente Usa Barack Obama Lapresse tiche. Per 11 miliardi in 10 anni dalla riduzione del servizio postale pubblico, compresa l’abolizione delle consegne del sabato. Per 360 miliardi dalla riduzione dei finanziamenti a Medicare e Medicaid, i due pilastri della Sanità pubblica. Ma entro il 2022 entrambe vedranno raddoppiare i propri bilanci, arrivando a 100 e 589 miliardi. Altri 476 miliardi verranno spesi per migliorare i trasporto a rotaia cittadini. E altri fondi verranno destinati per modernizzare le scuole e assumere agenti, pompieri e sanitari. I repubblicani parlano di propaganda elettorale mascherata da finanziaria, e promettono battaglia al Congresso. Ma indubbiamente la popolarità di Obama è in crescita, e per la prima volta dall’uccisione di Bin Laden ha oltrepassato il 50%. Anche se bisogna vedere se dipende dalla Finanziaria, dal fatto che comunque il peggio della crisi sembra passato e l’economia appare in ripresa, o non piuttosto dal fatto che in attesa di terminare il percorso delle Primarie l’opposizione repubblicana è divisa quanto mai. D’altra parte, la moglie Michelle è ancora più popolare, dal momento che arriva addirittura al 66%.

il graffio
Tutti in mutande (tranne una)
La nostra Nina Zilli, cantante italiana dalla voce magnetica, ha confessato a Vanity Fair che se il suo uomo fa suonare nel giradischi certe canzoni, anche se si tratta del primo invito a cena lei capitola immediatamente: «Diciamo che la musica, soprattutto il soul e il rhythm and blues del passato, aiuta a sedurre. A un appuntamento galante, se uno che mi piace fa partire “Let’s Stay Together” di Al Green, le mutande volano subito». Ottimo. Nella sua playlist pre-elettorale, il presidente Obama ha inseriro proprio “Let’s Stay Together” fra i brani di punta, ballandolo in pubblico con la sua Michelle. In compenso, se Barack conferma la sua politica economica, sui contribuenti americani Al Green avrà l’effetto opposto rispetto a Nina: rimarranno in mutande.

AHMADINEJAD: PRONTI ALTRI 4 REATTORI

A fuoco il carcere 357 morti in Honduras
Continua ad aggravarsi in Honduras il bilancio dell'incendio che la notte tra martedì e mercoledì è divampato nel penitenziario di Comayagua nel centro del Paese. Sarebbero almeno 357 le vittime, il cui computo però si basa sul numero di quanti non hanno risposto all'appello, effettuato una volta riportato sotto controllo il rogo. Potrebbero dunque esservi stato inclusi per errore detenuti che sono invece riusciti a evadere. Non ancora accertate le cause dell’incendio, ma sebra che possa essere stato il gesto volontario di un detenuto.

San Valentino in Malesia Raid coppie non sposate
Oltre 80 musulmani sono stati arrestati in Malaysia in un raid effettuato dalla polizia locale contro le coppie non sposate sorprese assieme nel giorno di San Valentino. Si è trattato dell'atto finale contro la festa degli innamorati lanciata nelle ultime settimane dalle autorità religiose nel Paese. Ufficiali della “polizia morale” hanno sorpreso le coppie molte di adolescenti - in camera di motel economici negli stati di Selangor e della capitale Kuala Lumpur.

La Lincoln passa lo stretto, guerra più vicina
Proprio il giorno in cui l’Iran ha annunciato di aver aggiunto altre 3mila centrifughe alle altre 6mila che già possedeva, e in cui il presidente Ahmadinejad ha ordinato la costruzione di quattro nuovi reattori destinati, dice il capo di Stato iraniano, alla produzione di radio-isotopi per i malati di cancro, la portaerei americana Abraham Lincoln ha attraversato per la seconda volta in poche settimane lo stretto di Hormuz navigando vicino alle coste iraniane, a circa un miglio, scortata da un’incrociatore ed un cacciatorpediniere. Nei giorni scorsi il governo iraniano aveva annunciato di poter chiudere la navigazione dello stretto quando lo avesse desiderato: «È completamente sotto il nostro controllo».

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La storia del nostro collaboratore

Il cronista delle primarie si fa «adottare» dai suoi lettori sul web
::: MARTINA ZAPPIA
QQQ Andrea Marinelli è giornalista perugino di 29 anni, di cui gli ultimi tre passati a New York. Un mese fa ha aperto un blog, il Trading Post, per raccontare il suo viaggio elettorale. In pochi giorni il blog è stato messo nei preferiti da migliaia di persone. Il fatto è che dopo aver seguito le primarie in Iowa, South Carolina, Florida, Nevada e Colorado, Andrea è rimasto senza soldi. E allora ha chiesto aiuto su internet. In meno di tre giorni ha raccolto 2.700 euro. «Questa idea mi è sembrata la naturale evoluzione delle cose», racconta Andrea a Libero. «Dopo Twitter, il blog, l’autostop e il couchsurfing mancava solo una raccolta fondi». Già, perché il suo viaggio non è stato un viaggio normale. Dopo aver speso gran parte dei suoi soldi in Iowa, Andrea ha deciso di saltare il New Hampshire per mancanza di fondi, poi però è partito di nuovo. Ha dormito sui divani di sconosciuti, ha fatto lunghi spostamenti in treno o autobus e alla fine ha cominciato anche a fare l’autostop. «Chiedevo un passaggio ai colleghi italiani, americani o stranieri per muovermi nelle città. Qualche volta al limite sono salito in macchina con alcuni sostenitori di Romney, Paul e Santorum per tornare dai comizi». Mentre scriveva per i quotidiani, Andrea ha raccontato sul suo blog le persone che incontrava, i luoghi che vedeva, gli sforzi fatti per riuscire a ottenere accrediti impossibili e ha scattato tantissime foto. Poco prima della fine del suo viaggio è riuscito anche a intervistare Rick Santorum per questo giornale. «Tutto grazie a un italoamericano di nome Tom», racconta. «Lavorava alla campagna elettorale e mi ha dato una mano dicendo a Santorum che ero un paisà». Il giorno dopo Santorum ha vinto tre primarie. Poi il crowdfunding. «Di questa parola all’inizio non conoscevo neanche l’esistenza», racconta. «Ho creato una pagina su Kapipal e ho chiesto aiuto per arrivare fino alla nomination. Non volevo seguire le primarie dallo Starbucks dove lavoro sulla 69th street a New York». Il suo lavoro a qualcuno deve essere piaciuto, se in meno di tre giorni ha racimolato 2.700 euro. «La cosa incredibile è che la maggior parte mi sono stati donati da persone che non conosco», specifica, «ma anche i miei amici si sono dati da fare. Su tutti Nicola, uno dei miei migliori amici, che ha vinto il premio come maggior donatore». Un risultato che Andrea non si aspettava minimamente ma che ora gli permetterà di proseguire questo viaggio. «In fondo voglio solo fare un buon lavoro», conclude con un sorriso.

In Tunisia disoccupati assaltano municipio
Decine di giovani disoccupati hanno dato l'assalto al municipio di Gafsa, una delle città tunisine dove il problema della mancanza di lavoro, soprattutto giovanile, è da anni, nonostante la Primavera Araba, una piaga. I giovani, dopo avere bruciato pneumatici davanti all'ufficio pubblico, hanno iniziato una sassaiola che ha distrutto molte vetrate. L'assalto è finito quando è arrivata la notizia che stavano sopraggiungendo unità delle forze di sicurezza ed i giovani si sono dispersi.

ESTERI

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Quarta potenza militare

La Cina fa paura e l’India corre alle armi
Con l’acquisto di un sottomarino nucleare, 126 caccia e una portaerei New Delhi è ora il primo importatore al mondo
OLIMPIADI IN VISTA

Cameron vuol fermare gli ubriaconi
Sarà che costa milioni di sterline alle casse del Servizio sanitario nazionale d’oltremanica o sarà che con le Olimpiadi di Londra tutto deve essre perfetto, sta di fatto che il premier britannico, David Cameron, ha lanciato la sua campagna contro l’alcolismo. Due i capisaldi su cui si muoverà l’azione di Downing Street sono celle mobili di Scotland Yard per «ospitare» gli ubriachi mentre smaltiscono la sbornia e un prezzo minimo degli alcolici. L’obiettivo di Londra è far fronte agli esorbitanti costi per la sanità pubblica: 2,7 miliardi di sterline all’anno provocati dal consumo eccessivo di vino, birra, gin e whisky. Altre iniziative del pacchetto, che potrebbe essere presentato nelle prossime settimane all’esame del Parlamento, sono i «booze buses», autobus con infermieri a bordo inviati nelle strade per raccogliere ubriachi incapaci di tornare a casa da soli. Le celle mobili, i «drunk tanks», permettono alla polizia di accogliere gli ubriachi per una notte evitando soluzioni più drastiche come l’arresto, o più costose, come il ricovero in ospedale Nell’ultimo anno nel Regno Unito il costo sociale dell’alcolismo è stato di un miliardo di sterline, prendendo in esame i soli incidenti stradali e gli interventi dei servizi di emergenza. E sempre nel 2011 sono state ben 200.000 le persone ricoverate in ospedale per malattie legate all’eccesso di alcolici, il 40 per cento in più rispetto a dieci anni fa. Il numero dei ricoverati per «eccessiva ubriachezza» è raddoppiato in un decennio, passando da circa novemila a 18.500: una vera a propria piaga sociale. L’alcolismo, ha detto Cameron, è «lo scandalo della nostra società» e servono «soluzioni innovative» per combatterlo. SIM.VER.

::: MIRKO MOLTENI
QQQ Approda in India, alla base navale di Visakhapatnam, il più recente acquisto di Nuova Delhi, il sottomarino nucleare “Chakra II”, ex-russo K-152 “Nerpa”, che Mosca concede per 10 anni agli indiani per 920 milioni di dollari. Preso in consegna dai marinai indù, è arrivato nella nuova patria salpando dai moli siberiani di Vladivostok. Moderna unità da 8000 tonnellate, a propulsione nucleare, oltre ai siluri, porta missili Klub con gittata di 300 km, equipaggiabili anche di testate atomiche, se l’India (già potenza nucleare) ne sviluppasse di compatibili. Intanto, il Paese asiatico sta mettendo a punto un altro sottomarino atomico, stavolta di sua costruzione e battezzato “Arihant”, che sarà armato con 12 missili balistici Sagarika, in grado anch’essi di portare ogive nucleari. L’alba del 2012 ha poi concretizzato la vittoria del caccia francese Dassault Rafale nella gara d’appalto promossa dal Ministero della Difesa per 126 esemplari di un nuovo aereo da combattimento e attacco al suolo. Scartati i concorrenti russi e americani, restavano in gara il caccia francese e l’europeo Eurofighter Typhoon, prodotto dal consorzio internazionale di cui

fa parte anche l’italiana Alenia del gruppo Finmeccanica, finchè il 31 gennaio la scelta è caduta sul Rafale. L’accordo da 11 miliardi di dollari è stipulato con la saggezza già mostrata dall’India in passato. Solo 18 Rafale saranno venduti dalla Dassault. I restanti 108 verranno costruiti su licenza dagli stessi indiani, previo trasferimento di tecnologie. Strategia seguita già 40 anni fa coi Mig-21 su licenza sovietica, e che permette costanti aggiornamenti delle competenze indiane nel settore. Questi e altri esempi confermano quanto l’India, la “più grande democrazia del mondo” sia sempre più attenta alla forza militare, tanto da conquistare la palma del maggior importatore di armi del globo. Nel 2011 ha speso circa il 2% del Pil, cioè 36 miliardi di dollari, in armi. Un terzo della Cina, un ventesimo degli Stati Uniti e pari, circa, all’Italia. Ma per via del cambio, coi medesimi soldi si mantengono in India forze più numerose e non stupisce che Nuova Delhi sia considerata la quarta potenza del mondo. Non bastano le dimensioni di colosso geopolitico a spiegare la propensione per la spada. La Cina, al di là dell’Himalaya è sempre un sorvegliato speciale, con irrisolte contese di frontiera. Quanto al Pakistan, rivale nucleare dell’India, è essenziale tenerlo a

SALUTO EQUIVOCO Forze di sicurezza di confine indiane LaPresse bada con una deterrenza che assicuri la capacità del cosiddetto “secondo colpo” nucleare, in modo da scoraggiare ogni velleità di attacco a sorpresa. Così si spiegano i numerosi missili e aerei, oltre alla capacità di colpire l’entroterra pachistano anche dalle navi. Ma c’è di più, c’è anche la volontà di dominare, per quanto possibile, l’Oceano Indiano, le acque che portano il nome dell’India ma che non sono mai state davvero “cosa sua”. Perciò è importante il rafforzamento della Marina, che schiera da tempo una portaerei, la “Viraat”, alla quale però, alla fine del 2012, si aggiungerà la nuova “Vikramanditya”, anch’essa ex-nave russa, nata “Admiral Gorshkov”, che Mosca è ben lieta di vendere a Nuova Delhi, amica del Cremlino fin dai tempi dell’URSS e utile contrappeso regionale sia alla Cina che agli USA, in un delicato gioco di bilancini. Proprio sotto il “naso” del Deccan passano tutte le rotte petrolifere che dalla regione arabo-persica approvvigionano la Cina, via stretti della Malacca e di Lombok. Una “giugulare” di cui Nuova Delhi, in caso di necessità, potrebbe voler diventare arbitro. E che l’India voglia proiettare più lontano la sua forza, lo si vede anche dalla sua prossima gara d’appalto, per 6 aerocisterne adatte a rifornire in volo i caccia.

L’annuncio per la candidatura

«Lunga vita al presidente» Sarkò «usa» anche i bambini
::: ALESSANDRO CARLINI
QQQ Il giorno che pochi in Francia attendevano con trepidazione è arrivato. Ieri Nicolas Sarkozy ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali di primavera dando il via alla campagna per restare all'Eliseo. Il segreto di Pulcinella è così caduto, fra nuove polemiche e gaffe, che di sicuro saranno il leitmotiv delle prossime settimane. Non passa giorno infatti che il presidente non riveli le sue intime quanto ridicole ambizioni di re o imperatore. Come ha riportato l'Afp, una recente visita ufficiale al municipio di Lavaur, vicino a Tolosa, si è trasformata in una cerimonia degna della Cina ai tempi di Mao o della Corea del Nord sotto Kim Il-sung. L’associazione che si occupa del doposcuola, d'accordo coi politici locali del partito di Sarkò (Ump), ha organizzato il tutto: all'uscita del Comune, 130 bambini hanno salutato il capo di Stato con bandierine francesi, intonando un inquietante “Sarkozy! Sarkozy!”. Immediata la reazione dei genitori dei piccoli che hanno gridato allo scandalo. Non sapevano nulla, infatti, di quell’iniziativa. La FCPE, federazione che riunisce i genitori degli alunni, ha duramente protestato: «Questo utilizzo dei bambini a fini di propaganda e per compiacere il presidente è inaccettabile». Nei giorni scorsi, lo staff di Sarkò ne aveva combinata un'altra: aveva convocato come «comparse» decine di operai che dovevano far numero durante la visita del presidente in un cantiere. Sarkozy continua quindi a ricorrere ad ogni stratagemma per tentare di battere il suo concorrente numero 1, il candidato socialista François Hollande, dato per favorito. «Hollande non lo lascerò respirare. Non capirà ciò che gli succede. Lo farò a pezzettini», ha detto il capo di Stato fuori onda. Ma anche in questo caso, come già accaduto alcune volte in passato, il settimanale satirico Le Canard Enchainè, sempre molto ben informato sui retroscena dell'Eliseo, ha intercettato e pubblicato le esternazioni presidenziali. L'obiettivo di Sarkò, che ha scelto come slogan della campagna «La Francia for-

CIAO CIAO NICOLAS Sarkò inizia la campagna elettorale. Con i bambini LaPresse

te», è quello di recuperare in tutti i modi il terreno perduto, gli almeno cinque punti di distacco nei sondaggi che lo separano da Hollande. La storia delle presidenziali francesi indica però che l'annuncio della discesa in campo da parte di un presidente in carica non muta gli equilibri. All'Eliseo, che pure ostenta sicurezza, trapelano segnali di nervosismo, e il siluro di Moody's - l'agenzia di rating lodata finora da Sarkozy - che ha trasformato da stabile in negativo l'outlook della Francia, non contribuisce a migliorare il clima.

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ATTUALITÀ

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La versione di Giulia

La Bongiorno e gli stupri alla liberiana
Bimbe violentate e mutilazioni ma per la deputata Fli le donne contano più in Africa che da noi
::: segue dalla prima SIMONA BERTUZZI
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(...) «sei posseduta dal diavolo figlia mia» e l’ha buttata su una strada. Ma per la deputata del Fli Giulia Bongiorno l’Italia è messa peggio della Liberia. In Liberia una quattordicenne stuprata da un non ben definito numero di uomini ha avuto l’ardire di portare in tribunale i suoi violentatori, ci sono voluti otto mesi per istruire uno straccio di processo e quando ogni singola prova, ogni singola testimonianza sembravano propendere per una condanna dell’aggressore il giudice ha detto «andate signori, liberi tutti, il caso è archiviato». Ma per la deputata del Fli Giulia Bongiorno l’Italia è messa peggio della Liberia. In Liberia persistono le mutilazioni genitali femminili ed esiste ancora l’ordalia, processo nel quale la colpevolezza di un individuo, figurarsi se donna, viene deciso su base arbitraria. Eppure per la deputata del Fli Giulia Bongiorno l’Italia è messa peggio della Liberia. Non essendo questa una disquisizione sui mali della Liberia e non volendo noi rubare il mestiere ad Amnesty International, che ha fornito i dati riportati sopra, viene da chiedersi da che fonti abbia attinto il meticoloso avvocato nell’intervista rilasciata ieri all’Unità per trarre un quadro così edulcorato della Liberia e demolire l’Italia sotto gli strali della sua oratoria. A parte il fatto che per parlare di diritti delle donne ha convocato

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DATI ASTRATTI
Per l’avvocato Bongiorno (nel tondo) le donne liberiane contano più delle italiane

un convegno in cui non c’era un relatore donna - «lo faccio per vedere se gli uomini prendono atto che il quadro italiano è sconfortante rispetto all’Africa», ci ha tenuto a precisare - si fa davvero fatica, da donne, a calarsi nei panni scomodi delle italiane e a conside-

rare privilegiata la condizione delle “colleghe” liberiane. Dice la Bongiorno: se parli di donne in Italia pensi subito al cappellino e alle borsette, stigmatizzi le lacrime della Formero e il tailleur della Cancellieri, devi accettare che le donne vengano fatte ministro in base al merito e non per il fatto di essere donne e che alla Camera ci sia il barbiere ma non l’ombra di un nido per le mamme onorevoli (che ingiustizia!). Vuoi mettere la Liberia? Dove sei donna e non conti nulla? Dove sei donna e ti stuprano in quindici? Dove il problema non è parlare di merito e ministre ma parlare? Il punto precisa l’avvocato - è che in Italia alle donne mancano «le quote di potere... non ci sono una Camusso e una Marcegaglia in politica». Di più: in Italia, le donne che fanno politica «sono considerate ruote di scorta». Avete capito bene? Per questo abbiamo il diritto e dovere di invidiare la Liberia. Forse qualcuno dovrebbe informare la deputata e avvocato che se non ci sono una Camusso e una Marcegaglia in politica (ed è ancora da stabilire fino a che punto possa essere un male) non è perché siamo offuscati dal caschetto, dalla lacri-

ma facile e dall’ultimo eye liner dell’ex ministro Carfagna. Ma perché mancano politiche (la declinazione femminile è odiosissima ma necessaria) capaci di andare al di là di fantomatiche quote rosa e congedi di paternità obbligatori. Come se il problema delle donne e del lavoro femminile si risolvesse tutto dividendo il mondo in parti uguali, di qui i maschi di là le femmine. Si faceva alle elementari ma poi siamo cresciuti e abbiamo capito che la vita è un tantino più complicata. Qualche deputato del Pd, nei giorni scorsi, ha persino tentato di far passare come una grande conquista della democrazia la direttiva secondo cui la par condicio televisiva in campagna elettorale si misurerà anche in base al numero di signore presenti sullo schermo (pari almeno a quello degli uomini). Nossignori: non è dalle deputate intervistate in tv che si misurano le quote di potere in Italia. E non basta un presidente liberiano come Ellen Johnson Sirleaf a farci sottoscrivere la tesi della Bongiorno che le «donne in Liberia hanno visibilità, riescono a incidere e a far rete». Ci sono i numeri delle violenze e parlano quelli fino a

prova contraria. Infine lo confessiamo: da un avvocato e deputato che si è battuto per introdurre il reato di stalking sulle donne, da un avvocato e deputato che è andato in parlamento in sedia a rotelle per dimostrare che un onorevole è onorevole fino al minuto prima di partorire e stronzi tutti i capiazienda che ci considerano pesi morti appena varchiamo il confine della maternità, da un avvocato e deputato che in piazza con le donne del “Se non ora quando” si presenta rigorosamente munita di passeggino e figlia incorporata a riprova che la vita continua e l’impegno pure, ci saremmo aspettati qualcosa di più. A pensarci bene viene quasi nostalgia dei tempi andati in cui la Bongiorno denunciava le donne orizzontali, i bunga bunga, i corpi mercificati. Almeno allora i diritti delle donne li aveva ancora ben presenti. E mai avrebbe detto (si accettano scommesse) “alzatevi signore e fuggite in Liberia”. Nota a margine: in Liberia - rapporto Amnesty - «poco è stato fatto per assicurare alla giustizia i responsabili delle gravi violenze dei diritti umani»; in Liberia «persistono gravi problemi riguardanti la polizia, la giustizia, le carceri»: in Liberia «non sono stati compiuti passi avanti per abolire la pena di morte».

ATTUALITÀ

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Altroché Cortina e Milano

Quattro su 5 non fanno scontrini Cara Finanza, benvenuta al Sud
Finalmente controlli anche a Napoli e a Palermo. E dopo il blitz incassi su del 985%
::: ANDREA MORIGI
QQQ Blitz a metà della Guardia di Finanza. Dopo Cortina e Milano, pareva che la caccia all’evasore si limitasse al nord Italia. Tanto che, dopo l’intervento di martedì sera a Sanremo, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto commentava su facebook: «È evidente che più che di lotta all’evasione si tratta di caccia alla spettacolarizzazione. A questo punto manca solo che Befera salga sul palco di Sanremo mentre i cantanti si esibiscono e chieda loro gli scontrini delle consumazioni al bar». Invece, l’attività ispettiva antievasione fiscale si era già spostata nell’Italia del sud. Si scopre così che a Palermo due negozi su tre non rilasciano scontrino, mentre a Napoli, non appena arrivano le Fiamme Gialle, gli scontrini lievitano dal 133 fino al 985% e si riscontrano irregolarità nell’82% dei controlli svolti su 386 esercizi commerciali tra la zona di Chiaia, in via Toledo e corso Umberto I, e quella residenziale del Vomero, ma anche nelle aree di mercato del capoluogo campano, nelle zone storicamente adibite al commercio ambulante della Sanità, della Pignasecca, di Sant'Antonio Abate, di Sant'Anna a porta Capuana. I controlli sono stati estesi in ore notturne nella zona della “movida” a discopub, ristoranti, pizzerie e bar. Ma si tratta per la stragrande maggioranza di attività regolarmente iscritte alla camera di commercio, provviste di partita Iva e soggette agli studi di settore. E naturalmente Pietro Russo, presidente di Confcommercio Napoli - Imprese per l’Italia, commenta le operazioni sul territorio come «azioni positive che possono contribuire alla nascita di una maggiore educazione alla legalità e che possono stroncare fenomeni quali abusivismo e contraffazione». Il pericolo è la concorrenza sleale, infatti. Perciò «i controlli delle forze dell’ordine sono fondamentali per tutelare la regolarità delle leggi e i commercianti onesti», ha concluso Russo. Significa che pagare l’Irap, l’imposta sulle imprese, non è

Spaccarotella finisce in un carcere militare
Luigi Spaccarotella, condannato martedì dalla Cassazione a 9 anni e 4 mesi di carcere per l’omicidio di Gabriele Sandri, si è costituito ieri al comando provinciale dei carabinieri di Arezzo. L’uomo è stato portato via su un auto dei carabineri, poco prima di mezzogiorno. Spaccarotella è stato condotto in un carcere toscano per poi essere trasferito oggi in quello militare di Santa Maria Capua Vetere.

Sicilia: troppi debiti, imprenditore si uccide

il graffio
Caccia all’onesto
Durante i controlli a Napoli, si è scoperto che 4 esercizi su 5 non emettono scontrini. La città si interroga sulla pecora nera.

una regola diffusissima nel Meridione, dove molti artigiani e professionisti preferiscono esercitare la loro attività totalmente all’insaputa dell’Erario. Così, alla grande enfasi dell’Agenzia delle Entrate, corrisponde spesso un clima angoscioso per imprese che non pagano le tasse perché devono far fronte alla concorrenza illegale di chi sfugge completamente al redditometro e alla pratica aggiuntiva dell’estorsione. E anche quando le misure si rivelano efficaci

per far emergere un po’ di irregolarità fra gli esercenti, il risultato a lungo termine rischia di tradursi nella morte delle imprese. E di rivelarsi un colpo mortale all’economia, perché conduce alla recessione. L’economia sommersa, invece, raramente viene a galla. Talvolta accade. Ieri, per esempio , nella provincia di Lecce sono state scoperte due aziendine che avevano dimenticato di presentare le dichiarazioni fiscali sui ricavi conseguiti con le loro attività.

IN RETE SCOPPIA LA POLEMICA

Santanchè: «L’agente che sbaglia non è un assassino»
ROMA «Gli uomini delle forze dell’ordine anche se sbagliano non sono mai assassini»: non c’è il nome di Luigi Spaccarotella, ma il post su Twitter e su Facebook di Daniela Santanchè ieri ha raccolto in meno di quattro ore oltre 2.200 commenti. Quasi tutti sono negativi e spesso mettono esplicitamente in relazione il giudizio espresso dalla parlamentare del Pdl con la vicenda del poliziotto condannato per l’omicidio di Gabriele Sandri e da ieri in carcere. Il più leggero è «Vergognati» o «vorrei vedere fosse successo a tuo figlio», quindi una sequela di epiteti insulti. Uno dei commenti è «...lo dicevano anche quelli della Uno bianca...», molti «Giustizia per Gabriele» ed anche «ricordiamocelo alle prossime elezioni» oppure «un poliziotto che sbaglia deve pagare, come voi politici». Rari i commenti in difesa, tra cui «cara Daniela, tutti hanno capito il senso della tua frase ma vogliono strumentalizzarla».

Nel primo caso si tratta di una società di capitali già attiva nel Comune di Salve nel commercio di alimentari. Nel secondo, era una parrucchiera abusiva di Gagliano del Capo, trovata alle prese con le acconciature delle clienti presso la propria abitazione. In parte, a Napoli, sono state controllate persone a bordo di vetture di grossa cilindrata. Su 35 veicoli, 8 risultavano intestati a persone fisiche o imprese con redditi totalmente incongrui rispetto alla spesa sostenuta per l’acquisto. In due casi è risultato che gli intestatari di una Porsche Carrera e di una Audi A5 non avevano mai nemmeno presentato la dichiarazione dei redditi. A dimostrazione che sono semmai le indagini finanziarie le più indicate per evidenziare come mai chi ha un reddito da 10mila euro circoli a bordo di un’automobile da 70mila. Ed è quella la strada che consente di individuare le aree del riciclaggio e le operazioni fasulle. Anche se forse genera minor clamore mediatico.

Un imprenditore di 57 anni si è ucciso a Paternò (Catania), impiccandosi in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda. Il suicidio è avvenuto lunedì scorso, ma comunicato soltanto ieri. L’uomo era sposato e padre di due bambini. Il suo cadavere è stato trovato in un capannone, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare.

Tassista ubriaco accoltella automobilista
Era nata come una banale lite per un incidente stradale. A un certo punto però il conducente di un taxi, un romano di 34 anni, ha aggredito un automobilista, un 64enne, ferendolo con un coltello. Il tassista è stato poi individuato ed arrestato. L’aggressione è accaduta martedì sera attorno alle 20. Subito dopo l’impatto tra i due veicoli, i due sono scesi dalle rispettive auto ed è iniziato un diverbio.

Falso nullatenente nel padovano

Chiedeva l’esenzione per poveri al Comune. Aveva 2,5 milioni di euro
::: ALESSANDRO GONZATO
LIMENA (PADOVA)

QQQ Si dichiarava nullatenente, al punto da chiedere al Comune gli aiuti riservati agli indigenti. Vestiva anche in modo dimesso, tanto che era difficile sospettare che in realtà fosse proprietario di qualcosa come quarantadue fabbricati, quattordici terreni, che disponesse di diciannove conti correnti in dodici banche differenti, che avesse un patrimonio familiare di due milioni e mezzo in titoli e azioni, e che in tre anni avesse effettuato movimentazioni finanziarie per un milione e otto-

cento mila euro. Fino a che non è finito nella rete di una serie di controlli delle forze dell’ordine sull’edilizia residenziale che avevano preso il via lo scorso marzo con l’arresto di quattro rumeni ed il sequestro di numerosi stabili - ed è stato smascherato. L’uomo, un pensionato settantaduenne di Limena (nella zona Ovest di Padova), ex amministratore di condominio, oltre a dichiarare un patrimonio mobiliare ed immobiliare pari a zero, con la complicità dei figli - di 47 e 40 anni - per arrotondare la pensione, si fa per dire, affittava in nero, anche a clandestini, diciasset-

te appartamenti, richiedendo mediamente ottocento euro al mese. Era lui stesso a fare il giro delle case per riscuotere la pigione e a tenere la documentazione comprovante i pagamenti circa quindicimila euro al mese - rinvenuta con un blitz notturno da polizia e finanzieri. Il pensionato ex amministratore di condomini se la cavava bene nell’ambiente immobiliare. D’altra parte, era il suo ramo. Affittava da anni, ma lui non figurava mai. Secondo gli investigatori, per eludere i controlli del Fisco avrebbe intestato un’abitazione anche ad una nipote minorenne.

L’operazione, che ha coinvolto oltre cento tra finanzieri, poliziotti ed agenti della Polizia municipale di Padova, ha inoltre consentito di mettere i sigilli a sei appartamenti in otto palazzine differenti, quasi tutte in zona Arcella, uno dei quartieri di Padova maggiormente interessati da fenomeni di criminalità legati alla massiccia presenza di extracomunitari. Il pensionato è indagato anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e prostituzione perché all’interno degli appartamenti affittati agli immigrati - soprattutto a nigeriani, rumeni e moldavi - sono state trovate alcune lucciole.

Esplode un’abitazione Una vittima nel Pesarese
Un’esplosione si è verificata, probabilmente a causa di una fuga di gas, ieri mattina in un’abitazione di Serrungarina, piccolo paese del Pesarese. La casa è crollata. Una famiglia marocchina è stata travolta dalle macerie. Una donna e le due bambine sono state estratte vive dai soccorritori mentre il capofamiglia è stato trovato morto.

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SEMBRA UN PUPAZZO DI PELUCHE INVECE È UN CAMPIONE

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ATTUALITÀ

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Il pechinese Malachy è il cane più bello
Sembra finto, un giocattolo di peluche. Invece è un campione vero. Anche se è difficile scorgere il muso tra il pelo cotonato grigio e nero, eppure sotto questa massa morbida si nasconde il cane campione del prestigioso concorso canino organizzato dal Kennel Club. Il vincitore si chiama Malachy ed è un maschio di razza pechinese. A lui è andata la medaglia del 136esimo Westminster Kennel Club Dog Show tenutosi al Madison Square Garden di New York. A Malachy poco importa della coppa, della medaglia e del titolo, ma i suoi padroncini che per giorni lo hanno preparato alla gara, tra lavaggi e spazzolate delicate per non rovinargli il pelo e oli speciali per renderlo morbido e lucido sono felicissimi.

Pillole di salute

Le ustioni dei bimbi sono al primo posto tra gli incidenti in casa
::: LUCA BERNARDO*
QQQ I pazienti che arrivano al pronto Soccorso per ustioni hanno generalmente un’età compresa fra un mese circa e i 12 anni «Non avvicinarti ai fornelli», «Non giocare col fuoco», «Spegni l’acqua calda», frasi che milioni di mamme hanno pronunciato ai figli e che, ormai, sono entrate nel gergo popolare. «Questo corrisponde a una triste realtà» riferisce il dottor Maurizio Cavallini, chirurgo plastico, «in quanto le ustioni rappresentano una delle prime cause d’incidente domestico e questo spesso viene sottovalutato nelle sue conseguenze che spesso lasciano per sempre sulla pelle dei piccoli». Infatti, mentre le ustioni chimiche (date cioè da agenti liquidi o in polvere come ad esempio: detergenti per la casa o il bagno) e le ustioni da elettricità (date da contatto con prese elettriche che in una casa dovrebbero essere sempre coperte o da elettrodomestici come il phon o il ferro da stiro) rappresentano una quota marginale, le ustioni da fiamma o da liquidi bollenti sono molto frequenti e avvengono in modo tanto frequente quanto sottostimato nella sua pericolosità. Gli incidenti più frequenti sono dovuti a pentole bollenti lasciate sui fornelli, piatti caldi sulla tovaglia a cui si appoggiano i bambini rovesciandosi addosso le pietanze, forno caldo su cui i bambini appoggiano le mani e alcol. Purtroppo per motivi d’altezza il viso è la parte del corpo più colpita, insieme a mani e torace. «Sino a quando» prosegue Cavalini, «le ustioni sono superficiali si crea un rossore intenso o una bolla che guariscono da sole in 7-10 giorni, ma quando sono profonde e coinvolgono tutti o quasi gli strati della pelle, allora i danni spesso sono inguaribili. In tutti i casi, la prima regola è immergere la parte colpita sotto acqua corrente fredda e recarsi in un centro specializzato». Se, infatti, ben seguiti gli esiti cicatriziali possono essere ben modulati, se invece non si ha un approccio specialistico ed interdisciplinare si rischiano cicatrici permanenti. Tutto ciò può essere fatto attraverso una stretta collaborazione fra pediatra che monitorizza la crescita e i parametri morfologici del bimbo e il chirurgo plastico che lo segue dal punto di vista dell’assestamento delle cicatrici. Ciò vale soprattutto per quelle da ustioni, ma anche per quelle dovute a interventi o traumatismi accidentali. In particolare possiamo dare dei consigli pratici su come comportarsi al momento dell’incidente, e soprattutto quali errori evitare. Al momento dell’ustione è necessario: allontanare il paziente dall’agente ustionante, poiché la gravità dell’ustione è proporzionale alla temperature e al tempo di contatto; nelle ustioni da liquido bollente è importante spogliare il paziente; nelle ustioni da fiamma occorre adagiare a terra il paziente, per impedire il propagarsi delle fiamme a volto e mani; nel caso di folgorazione è d’obbligo staccare la corrente prima di toccare il bambino; in caso di esplosioni portare il paziente all’aperto per evitare intossicazioni. Cosa bisogna evitare? Sulle ustioni mai applicare rimedi empirici, non asportare il flittene (vescicole sierose)se intatte, non applicare pomate o soluzioni varie e colorate, nel caso di copertura delle ustioni, soprattutto se fossero estese, utilizzare lenzuola pulite. *Direttore Dipartimento Materno-Infantile AO Fatebenefratelli e Oftalmico Milano

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I sistemi di difesa non sono sufficienti
::: SALVATORE GARZILLO
QQQ Pescare in un acquario. Ecco sintetizzata la fatica dei pirati informatici nell’era delle app per smartphone. Con l’esplosione delle applicazioni su iPhone, Android, BlackBerry e Symbian, è iniziata un’invisibile operazione di monitoraggio di milioni di utenti, catalogati e registrati in tutti i loro movimenti, contatti, acquisti e interessi. Anche i giochi più diffusi e (apparentemente) innocui, sono in realtà una minaccia concreta alla propria privacy: rubano dati sensibili e li rivendono a terzi. Non siamo diventati complottisti, la scoperta si deve allo sviluppatore statunitense Trevor Eckhart, che dopo aver sezionato ogni circuito dei più diffusi smartphone e tablet, ha scoperto un software chiamato Carrier IQ. Il nome non vi dirà nulla, ma sappiate che è la versione portatile del “Grande fratello” profetizzato da Orwell. La funzione ufficiale del programma, installato su oltre 150 milioni di dispositivi tra cellulari e tablet, è quella di tracciare soltanto le anomalie della rete e individuare soluzioni per un miglioramento. In realtà, Carrier IQ registra ogni lettera digitata (sms, note, messaggi di Facebook, email), ogni chiamata, le ricariche effettuate via web, individua la posizione satellitare del cellulare e i movimenti, memorizza le app installate e cancellate, e conserva la cronologia dei siti internet visitati. Tutte queste informazioni finiscono ad altre società a nostra insaputa. L’indagine di Eckhart è iniziata con i dispositivi Android, in particolare HTC e Samsung, ma si è rapidamente allargata a tutti i prodotti sul mercato. Negli smartphone Android la presenza di Carrier IQ è sta-

APPLICAZIONI LADRE
Come Cavalli di Troia entrano nell’iPhone installano funzioni e rubano i vostri dati
ta individuata in tutti i modelli tranne nel Google Nexus One, Nexus S, Galaxy Nexus e nel tablet Xoom, e in quasi tutti i dispositivi Symbian e BlackBerry. Se avete un apparecchio Apple e state pensando «meno male, l’ho scampata bella», ci spiace comunicarvi che non siete messi meglio. L’hacker Chpwn ha infatti scoperto tracce del sopracitato programma in tutti gli iPhone e iPad con sistemi operativi dal 3.13 in poi. Accusata di spiare mezzo mondo, la Carrier IQ ha ammesso di accedere ai dati, ma ha smentito la registrazione per fini economici. Intanto, in America sono state avviate diverse indagini per chiarire la vicenda, e in Europa il Garante per la Privacy Francesco Pizzetti ha annunciato l’apertura di “un’istruttoria per analizzare meglio le segnalazioni relative ai software spia” con verifica sui cellulari commercializzati anche in Italia. Basta farsi una domanda: come mai i programmi che consentono l’invio gratuito di sms sono gratis? Semplice, gli utenti “pagano” a loro insaputa con i propri dati, rivenduti a terzi come oro digitale. La lista di app che rubano dati sensibili è lunghissima e sorprendente. Recentemente il Wall Street Journal ha analizzato 101 tra le applicazioni più diffuse, scoprendo che perfino Angry Birds (un giochino dall’aspetto inoffensivo) registra e spedisce ad altri informazioni sulla propria posizione, l’id del cellulare, nome utente e password. Lo stesso vale per le app di Groupon, Facebook e TextPlus4 (app per mandare messaggi gratis) che registra anche l’età, il sesso e la rubrica. Per non parlare di Hipster e Path, rispettivamente programma di photo-sharing e per raggruppare i 50 contatti preferiti di Facebook: entrambi conservano rubrica e contatti. Insomma, un campo minato dal quale sembra impossibile uscirne integri. Secondo gli esperti il fenomeno non può che peggiorare, soprattutto in vista di un aumento esponenziale dell’m-commerce, ovvero l’acquisto tramite cellulare. I sistemi di difesa sono simili a quelli adoperati per il computer (antivirus) ma molto meno diffusi e ancora pieni di falle. L’ultimo report di McAfee, l’azienda produttrice di sistemi di sicurezza telematici, rivela che dal 2007 lo spam è diminuito moltissimo in conseguenza dello smantellamento di Rustock, la più grossa centrale di messaggi avvelenati del mondo. Per questo l’attenzione dei cyber criminali è tutta rivolta alla nuova frontiera portatile, una prateria sterminata di polli da spennare.

IL DOPO JOBS

Arriva l’iPad 3: sarà presentato il 7 marzo E Apple già pensa a uno schermo più piccolo
Dopo mesi di rumors è arrivato il momento in cui le “soffiate” sull’ultimo prodotto della Mela iniziano a invadere le prime pagine dei siti di news che contano. È il segno che il prodotto in questione sta effettivamente per uscire. Parliamo dell’iPad 3, o 2s o, come si dice ora, 4G. Ecco allora il Wall Street Journal che racconta di come una persona ben informata dei fatti ha detto che l’azienda di Cupertino rivelerà la nuova tavoletta all’inizio di marzo (sarà probabilmente il 7, come anticipato, secondo quanto dicono gli ottimamente informati). Proseguendo quindi sulle “indiscrezioni con fondamento”, il nuovo iPad avrà uno schermo con una risoluzione più elevata rispetto al 2 (si parlava di “retina display” in stile iPhone 4), e con connettività 4G proposta negli Usa da Verizon e AT&T. Si parla quindi di un (system-on-a-) chip quad-core A6 di Apple e il miglioramento della camera sul retro (8 Megapixel, questo lo dice iLounge). La notizia forse più gustosa però è legata a un’altra “indiscrezione fondata” raccolta dal Wsj, ossia il fatto che Apple stia lavorando a una tavoletta con schermo sensibilmente più piccolo rispetto ai 9,7 pollici dell’attuale iPad.

Borsa Milano-FTSE Mib

Borsa Londra-FTSE 100

Borsa Parigi-CAC 40
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118,52 $

Euro/Dollaro

Gli indici

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1,3092

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Battaglia in Piazza Affari

Anche Del Vecchio vuole Fonsai
Il patron di Luxottica starebbe rastrellando, insieme con Pelliccioli (De Agostini), i titoli del gruppo assicurativo. L’obiettivo è associarsi con la cordata Palladio-Arpe per allontanare Unipol dall’operazione
::: NINO SUNSERI
QQQ I prossimi ingressi sul palcoscenico di FondiariaSai sono Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, e Lorenzo Pelliccioli (De Agostini). Entreranno nella cordata con la Sator di Matteo Arpe e Palladio. Le indiscrezioni stanno dando sprint a Piazza Affari. Il titolo della compagnia assicurativa ha guadagnato un altro 5,2% con scambi molto robusti (il 5% del capitale). Meglio la controllata Milano (+10%). Positivi gli altri due titoli coinvolti: Premafin (+3,5%) e Unipol (+2%). Gli occhi sono puntati su FondiariaSai. La compagnia è il piatto forte del tavolo. Le quotazioni dal 30 gennaio sono passate da 0,6 a 1,6 euro. Contemporaneamente è passato di mano il 46% del capitale. La cordata dei nuovi arrivati già possiede più dell’8%. Palladio, però, ha difficoltà ad andare avanti. Il limite d’investimento per l’amministratore delegato Roberto Meneguzzo si ferma a 50 milioni. Per proseguire deve essere autorizzato dal consiglio. Operazione non semplicissima. I rappresentanti di Banco Popolare e Veneto Banca certamente vorrebbero molte spiegazioni per un’incursione che ha tutta l’aria di voler disturbare i piani di Mediobanca. Piazzetta Cuccia, infatti, ha preso la regia del salvataggio di Fondiaria utilizzando Unipol. Le popolari del Nordest, per nessuna ragione vogliono entrare in conflitto con Alberto Nagel. Da qui la necessità, per Palladio di farsi aiutare da altri investitori. Innanzitutto la Sator di Matteo Arpe. Poi, secondo le voci di Borsa, Del Vecchio e De Agostini. L’obiettivo, da quanto si capisce è quello di costruire una minoranza di blocco al 20%. Presentarsi poi all’assemblea del 19 marzo di Fonsai che dovrà votare la ricapitalizzazione da 1,1 miliardi. Le azioni da presentare però, devono essere acquistate prima del 7 marzo. Da qui l’arrembaggio. Le ragioni che muovono la cordata non sono chiarissime. Certamente conta il livello sacrificato delle quotazioni che ha eccitato l’idea di plusvalenze immediate. C’è anche la possibilità, su cui molti in Borsa scommettono che in realtà la cordata sia solo l’avanguardia di una truppa ben più attrezzata. Magari proveniente dall’estero. Si fanno i nomi della francese Axa e addirittura di Allianz. Il sito Firstonline ipotizza che l’operazione sarà uno dei punti all’ordine del giorno dell’incontro di domani fra Monti e la Merkel. Difficile stabilire la verità. Sicuramente sta godendo molto Ligresti. L’ingresso di Palladio (ma soprattutto quello dell’amico Matteo Arpe) gli ha permesso di sottrarsi dalla morsa di Mediobanca che gli aveva imposto l’integrazione con Unipol. Un meccanismo che lo privava dell’impero senza incassare un centesimo. L’ingresso della cordata apre inattesi spazi di manovra. Se dovesse arrivare l’Opa su Fondiaria potrebbe valorizzare al meglio il 35% della compagnia in portafoglio a Premafin. La maniera più diretta per rimborsare il debito di 300 milioni della finanziaria cui vanno aggiunto i 180 che fanno capo a Sinergia e Imco, le scatole personali cui è appeso tutto il gruppo. Se invece si dovesse arrivare alla pace separata c’è già pronto Enrico Bondi come uomo di garanzia del mercato. Per Mediobanca l’ingresso della cordata Palladio è una bella minaccia. Soprattutto sul piano dell’immagine. Ma anche su quello sostanziale: ha un miliardo di crediti con Fondiaria e altri 500 milioni con Unipol. L’integrazione tra le due assicurazioni consentirebbe di mettere il peso su spalle più robuste. Alberto Nagel è volato a Roma chiedendo a Consob e Isvap di bloccare Palladio e dare il disco verde a Unipol. Sullo sfondo si vedono le Generali. Ufficialmente in posizione neutrale. Ma certo Giovanni Perissionotto, capo-azienda di Generali, sorride alle difficoltà di Mediobanca. E non importa se Piazzetta Cuccia è l’azionista di riferimento. Anzi. Proprio per questo.

MERCATINO
Ricavi 2011 in aumento per Elica Utile netto a 4,2 milioni
BILANCI Elica chiude il 2011 con un risultato netto di pertinenza del gruppo di 4,2 milioni, (4,3 nel 2010) e ricavi consolidati per 378,4 milioni, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. «È stato un anno in cui abbiamo riscontrato un contesto molto difficile», commenta l’ad del gruppo di Fabriano, Andrea Sasso, che sottolinea: «In questo scenario abbiamo saldamente mantenuto la nostra posizione di leadership».

Notizie sugli smartphone accordo Adnkronos-Samsung
INNOVAZIONE Breaking news, notiziari tematici, video, foto gallery. Questi sono i contenuti della nuova applicazione “Adnkronos News”, nata per il mondo Android e disponibile in esclusiva per i primi 6 mesi su tutti gli smartphone Samsung compatibili. Successivamente sarà accessibile tramite l’Android Market, per una fruizione su tutti i dispositivi di nuova generazione. Questo accordo tra Adnkronos e Samsung, segna l’inizio di un’era di grandi e future collaborazioni.

Premio Excellent all’industria alberghiera
TURISMO Domani sera alle 21, in occasione della Bit, verrà assegnato presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano il Premio Excellent, il più importante riconoscimento all’industria turistico-alberghiera italiana giunto alla XVII edizione. La giuria, presieduta da Ombretta Fumagalli Carulli, ha deciso di premiare undici strutture alberghiere tra le migliori del Belpaese. Riconoscimenti speciali saranno poi assegnati al presidente della Lombardia Roberto Formigoni, al capogruppo Pd in Senato Anna Finocchiaro, all’ad di Deutsche Bank Flavio Valeri e allo storico dell’arte Philippe Daverio, quali ambasciatori dell’eccellenza italiana nel mondo.

Dividendo a 1,04 euro

Vodafone e Wind

Cresce l’utile 2011 di Eni: 6,89 miliardi Scoperti nuovi giacimenti in Mozambico
QQQ È visibilmente soddisfatto l’amministratore delegato del colosso petrolifero italiano Paolo Scaroni. L’Eni - nonostante la congiuntura economica internazionale - chiuderà i conti del 2011 in crescita. Le anticipazioni confermano che il gruppo chiuderà il 2011 con un utile di 6,89 miliardi (in crescita del 9%). Buone notizie anche per gli investitori: il dividendo passerà da 1 a 1,04 euro. E poi c’è anche un pizzico di fortuna vista la scoperta del maxi giacimento di gas scovato nei campi offshore del Mozambico. Una scoperta, assicura Scaroni, che «apre straordinarie opportunità di sviluppo in Asia». Certo i conti dell’anno passato sarebbero stati ancora più floridi se il conflitto in Libia non ne avesse eroso una parte. E la risposta debole di ieri di Piazza Affari, ai conti approvati dal cda (-0,40% a 17,3 euro il titolo), evidenza l’onda lunga della crisi libica. Il quarto trimestre si è chiuso con un utile netto in calo del 10% a 1,54 miliardi di euro. E ne ha risentito anche la produzione di idrocarburi pari a 1,68 milioni di barili al giorno, in calo del 14% (13% su base annuo). Ma il gruppo conta di recuperare presto il gap. È stata riattivata circa l’80% della propria produzione ed entro la metà del 2012 si spera di tornare a pieno regime. Restano poi aperti alcuni tavoli molto delicati come i negoziati con il colosso russo Gazprom che, assicura Scaroni, si concluderanno presto, nella prima metà del 2012. Se c’è un capitolo che in mezzo alla crisi ha dato grande soddisfazione è sicuramente quello delle nuove scoperte. Giusto ieri il gruppo petrolifero italiano ha annunciato una nuova scoperta “giant” a largo delle coste del Mozambico.

«Telecom vuole blindare la rete fissa Così possiamo dire addio al super-internet»
QQQ «Abbiamo appreso del nuovo piano di Telecom. Se fosse confermato, sarebbe un grande passo indietro: non è più rete di nuova generazione in fibra, bensì di vecchia generazione in rame, che ha moltissime limitazioni e accelererebbe ulteriormente la rimonopolizzazione del mercato della telefonia fissa». È questo il commento al nuovo piano di sviluppo della rete fissa che l’ad di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, ha rilasciato a margine dell’audizione sulle reti di nuova generazione davanti alla Commissione trasporti della Camera. La concorrenza per Vodafone è un punto cardine: «Il mercato della telefonia fissa è un business in perdita per assetto delle regole e del mercato: zero marginalità per gli operatori alternativi. Il 100% della generazione di cassa va a Telecom che mantiene il monopolio dell’accesso. Per questo auspichiamo che il Governo metta al centro del programma di liberalizzazioni anche la telefonia fissa». Dello stesso avviso, l’ad di Wind, Osama Bessada, secondo il quale «è evidente come sia urgente un impegno ed una azione delle istituzioni a ristabilire condizioni di concorrenza nel fisso anche al fine di evitare che la migrazione dal rame alla fibra possa rappresentare un’occasione irripetibile di ri-monopolizzazione del mercato. Tale impegno è necessario per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale Ue, in un contesto competitivo». Secondo Bessada «ad oltre 15 anni dalla liberalizzazione della telefonia fissa, l’ex monopolista continua ad avere circa il 70% del mercato retail ed in questo difficile contesto competitivo, l’incremento continuo da parte di Telecom dei prezzi all’ingrosso dei servizi di accesso alla rete in rame stanno riducendo significativamente la capacità di competere degli altri operatori».

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AZIONI

Giovedì 16 febbraio 2012

Mercato Azionario
PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO
5,1 3,532 32,29 0,7695 0,705 0,0939 0,014 0,678 3,796 9,1 1,705 10,64 0,122 1,766 4,166 88,3 3,574 7,22 0,2005 0,3 0,3 0,005 0,1002 1,47 5,765 12,38 8,09 17,89 7,46 12,13 6,92 0,783 1,421 1,954 2,764 3,22 4,65 2,91 0,3364 6,31 6,125 1,354 0,4543 2,022 0,335 6,42 7 9,355 1,414 62,05 2,028 1,05 55,65 60,6 2,968 0,288 0,308 0,515 4,644 0,4107 0,9285 0,2893 1,377 3,598 0,3999 70,15 34,8 21 1,827 21,9 0,9355 1,36 1,045 8,555 0,0995 1,159 8,445 4,038 3,16 3,24 1,58 1,55 1,055 0,281 5,47 0,0727 2,082 17,26 16,4 1,029 0,811 6,48 1,739 1,955 0,088 0,248 0,383 1,277 0,2515 0,509 0,546 0,0481 0,6755 1,049 19,5 2,402 3,86 4,83 0,0395 0,1381 0,84 2,294 46,11 0,849 0,57 19,15 9,9 49,83 5,695 1,425 0,5895 8,18 32,98 8,89 22,64 1,495 2,12 0,839 -2,58 -0,67 5,45 -0,06 1,08 6,83 2,94 -1,74 0,26 -2,52 2,34 1,03 4,41 1,15 -0,28 0,35 -4,43 0,17 -1,96 -5,47 0,34 -2,37 -0,64 0,12 -1,7 0,61 0,08 -0,79 -1,26 -0,7 -1,78 3,87 2,88 2,11 10,55 0,4 -0,24 -2,52 3,02 4,55 0,31 -0,57 2,92 1,51 1,47 -0,59 3,96 1,46 0,33 -0,2 -1,37 0,65 0,39 -0,17 0,29 -0,16 2,19 0,07 -0,06 -0,03 0,57 4,66 -0,6 0,5 1,74 14,84 1,06 2,58 -0,34 1,02 1,56 1,28 0,37 -2,47 2,31 -0,85 4,07 -0,55 -2,81 9,69 -1,15 -0,43 -2,09 0,62 0,62 -2,36 -1,76 -1,12 -0,4 -0,78 -0,39 0,6 4,3 0,09 0,07 -1,5 0,67 -0,33 1,37 -0,54 0,51 -3,9 -1,18 -0,26 -1,68 0,06 -0,26 0,79 0,41 2,81 1,7 -0,9 4,15 0,31 -0,06 -0,45 -1,39 0,67 0,86 5,1331 3,531 32,1274 0,7613 0,7075 0,0903 0,014 0,6914 3,7968 9,1666 1,7039 10,64 0,122 1,7563 4,0389 88,8072 3,5853 7,2416 0,2029 0,3002 0,3 0,005 0,1009 1,4614 5,7865 12,4609 8,1162 17,6802 7,453 12,2332 7,0264 0,7913 1,4346 1,972 2,815 3,1747 4,6268 2,8716 0,3284 6,356 6,2032 1,3674 0,461 1,938 0,3355 6,4701 7,0165 9,4003 1,4219 62,2308 2,0095 1,0334 55,5912 60,4869 2,9646 0,2917 0,306 0,5215 4,6503 0,4101 0,9236 0,2885 1,3809 3,5925 0,3972 70,6133 35,044 20,925 1,8127 21,957 0,9011 1,358 1,0609 8,5763 0,0999 1,1749 8,446 4,04 3,1932 3,2306 1,5657 1,5291 1,0576 0,2803 5,4747 0,0727 2,0536 17,3336 16,4132 1,0399 0,8148 6,5124 1,7692 1,9551 0,0894 0,2455 0,3815 1,2804 0,2478 0,5185 0,5476 0,0487 0,6955 1,0472 19,4399 2,4016 3,9186 4,9442 0,0398 0,1422 0,8465 2,3018 47,4111 0,839 0,5752 19,0937 9,8675 49,8198 5,635 1,4399 0,5977 8,171 33,4908 9,0077 22,6757 1,4935 2,1818 0,8394

MINIMO 2010/2011
4,288 3,294 17 0,64 0,619 0,0554 0,0065 0,568 3,074 8,45 1,201 9,65 0,122 1,228 3,858 72,3 3,096 7,145 0,149 0,2952 0,3 0,0048 0,079 1,365 4,876 11,53 7,465 15,39 6,805 9,58 5,5 0,6935 1,412 1,9 2,4 2,76 3,678 2,65 0,197 6,045 4,898 0,961 0,253 1,678 0,24 5,425 5,685 6,54 0,8295 55,15 1,892 0,861 50,7 50,8 2,758 0,2741 0,2726 0,4306 2,84 0,305 0,87 0,2407 1,267 2,75 0,3751 53,2 27,77 20 1,81 19,02 0,812 1,318 0,135 6,835 0,0771 0,976 6,875 3,378 2,962 2,794 1,481 1,27 0,8195 0,215 5,085 0,0697 1,386 16,31 14,09 0,887 0,801 5,395 1,499 1,64 0,074 0,235 0,2406 1,175 0,217 0,2976 0,53 0,044 0,566 0,7995 18,91 1,688 2,316 4,04 0,0275 0,061 0,6995 2,08 35,13 0,7735 0,4375 16,19 8,35 46,69 5,35 1,299 0,44 6,26 26,16 8,64 18,56 1,28 1,304 0,812

MASSIMO 2010/2011
5,26 3,75 32,29 0,8 0,711 0,0939 0,014 0,699 3,932 10 1,73 10,64 0,122 1,766 4,29 89,35 3,604 7,65 0,23 0,3 0,3 0,0059 0,106 1,47 5,905 12,91 8,525 18,45 7,78 12,77 6,975 0,793 1,56 1,99 2,814 3,22 4,7 2,91 0,3454 6,795 6,245 1,415 0,5055 2,04 0,335 6,57 7,455 9,355 1,466 62,05 2,14 1,148 55,65 60,6 3,19 0,3096 0,31 0,515 4,742 0,4399 1,18 0,315 1,428 3,678 0,4349 71,5 36,6 21 1,919 22,19 0,936 1,36 1,249 8,88 0,1098 1,188 8,86 4,18 3,412 3,24 1,69 1,55 1,064 0,281 5,5 0,09 2,082 18,88 16,81 1,18 1,133 6,48 1,88 2 0,0908 0,2598 0,445 1,309 0,285 0,565 0,608 0,0512 0,685 1,095 19,92 2,45 4,114 5,61 0,042 0,148 0,88 2,446 46,9 0,9395 0,58 19,87 10,2 49,83 5,83 1,49 0,975 8,18 34,92 9,23 24,67 1,519 3 0,839

VAR% PR.UF. DAL 30/12/10
4,34 7,75 65,59 7,62 8,38 53,68 57,3 15,4 21,12 -8,91 42,44 10,26 45,95 0,87 20,3 9,23 -1,84 -0,89 1,42 -10,71 22,2 8,81 16,46 0,08 7,29 8,23 -0,33 20,1 11,7 7,78 -3,99 0,72 18,12 8,42 16,25 4,3 33,55 1,61 10,76 20,57 48,17 13,47 36,73 9,93 -5,41 29,93 41,4 15,87 -4,52 9,43 14,04 18,82 2,13 0,03 2,67 14,7 57,21 18,77 -17,1 13,45 2,38 25,98 -8,07 36,35 14,85 -4,35 11,73 7,53 3,19 641,13 29,23 19,88 13,18 24,93 18,76 -1,86 15,47 0,13 11,51 9,9 24,61 6,32 11,85 40,87 -0,8 13,57 10,59 -4,64 18,9 9,37 12,68 11,96 -3,31 23,59 3,32 -1,37 65,26 -1,97 -3,8 11,84 27,31 -0,46 37,26 40,36 12,75 40,57 85,37 13,59 7,8 37,15 -7,67 28,38 17,41 20,07 6,45 -0,96 7,14 32,36 12,64 -0,06 16,16 18,09 60,61 2,32

DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO)

AZIONI
EDISON RSP EEMS EI TOWERS EL EN ELICA EMAK ENEL ENEL GREEN POWER ENERVIT ENGINEERING ENI E.ON ERG ERGYCAPIT 16 W ERGYCAPITAL ESPRESSO ESPRINET EUROTECH EXOR EXOR PRV EXOR RSP EXPRIVIA

PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO
0,801 -0,25 0,745 2,48 18,6 2,48 11,9 1,71 0,995 1,69 0,6095 1,41 3,254 -1,63 1,506 -0,73 1,932 22,72 -1,09 17,31 -0,4 16,23 -0,43 8,33 -0,77 0,097 -11,01 0,2787 -1,35 1,087 -0,46 4,04 1,25 1,406 2,25 18,65 0,54 16,26 -0,25 15,19 -0,13 0,736 -1,6 0,798 4,572 7,71 5,37 5,675 4,068 4,332 2,96 3,93 3,406 0,3099 1,741 0,61 11,27 1,9 0,0839 0,0343 5,51 19,36 3,53 0,628 0,819 12,08 2,69 5,79 4,17 1,12 0,67 0,868 0,7335 13,76 0,614 2,598 8 4,242 3,842 1,63 6,695 0,38 0,666 5,92 0,555 1,492 1,294 0,002 0,4089 1,847 0,8035 2,602 1,2 5,515 2,27 18,9 12,5 10 0,4635 0,2375 -2,44 -1 0,52 0,47 1,89 -0,39 -0,87 -2,7 0,77 -0,12 0,45 5,52 4,54 -0,53 0,53 7,15 16,27 0,92 -0,05 0,23 -1,1 -0,49 1,82 1,22 -0,71 -2,01 -1,62 -1,2 -1,94 0,73 -2,54 2,69 1,14 0,57 -0,21 5,16 3 0,05 2,42 5,71 0,61 1,57 -4,76 -1,45 -0,05 -0,74 0,85 -2,28 -0,09 -0,53 0,27 0,24 2,04 7,79 2,86 0,8068 0,768 18,2829 11,9402 0,9901 0,6138 3,2759 1,5122 1,94 22,9021 17,3951 16,2185 8,3432 0,0988 0,2755 1,0959 4,043 1,3982 18,7272 16,3612 15,3357 0,7484 0,8095 4,638 7,7633 5,4538 5,6824 4,1098 4,4077 2,96 3,9425 3,4215 0,3099 1,7449 0,6027 11,3144 1,9036 0,084 0,035 5,7852 19,36 3,5472 0,625 0,7976 12,1204 2,6709 5,79 4,17 1,1293 0,6739 0,8855 0,7411 13,7862 0,6168 2,5877 8 4,25 3,8424 1,5618 6,7582 0,3824 0,6662 5,9317 0,5438 1,5092 1,2799 0,0022 0,4087 1,835 0,8145 2,6244 1,222 5,5417 2,291 18,9496 12,4072 10,0076 0,4633 0,2372 1,7193 1,0972 0,3273 0,5796 0,0176 0,0333 1,6491 1,6439 0,494 0,2891 85,3509 12,959 25,8642 126,1979 0,8467 3,8549 8,1115 0,2036 1,4853 2,3692 4,7808 3,4513 5,1827 0,1034 9,48 0,281 0,2761 1,6121 0,4518 1,4689 2,4761 0,3196 0,1346 0,1965 0,4785 108,4024 3,402 2,7968 5,1817 3,9153 1,08

MINIMO 2010/2011
0,78 0,5585 15,46 9,93 0,691 0,49 3,042 1,506 1,82 22,11 16,2 15,79 8,16 0,0602 0,1875 0,977 2,708 1,167 15,27 14,14 13,15 0,641 0,721 3,71 6,8 4,672 4,87 3,23 3,39 2,58 3,426 2,76 0,27 0,5885 0,3595 11,2 1,89 0,0411 0,012 4,4 19,36 2,802 0,539 0,789 11,5 2,024 5,615 4,04 0,9925 0,614 0,67 0,651 13,17 0,547 2,35 7,105 3,81 3,62 1,414 5,45 0,3615 0,661 5,3 0,41 1,101 0,864 0,0014 0,3079 1,816 0,661 2,226 1,022 4,458 1,847 14,86 9,57 9,62 0,43 0,1493 1,475 0,855 0,3001 0,475 0,002 0,0187 1,624 1,228 0,41 0,2002 79,5 11,28 21,76 109 0,7615 3,062 6,395 0,1975 1,37 2,028 3,824 2,768 3,1 0,0729 8,76 0,2118 0,183 1,52 0,4381 1,322 2,29 0,284 0,094 0,16 0,4728 94,55 3,236 2,334 4,9 3,776 1,08

MASSIMO 2010/2011
0,829 0,8 19,64 12 1,02 0,64 3,308 1,657 1,98 23 17,38 17,55 8,81 0,117 0,3 1,142 4,402 1,463 18,85 16,68 15,57 0,748 0,8715 4,842 8,135 5,69 5,875 4,28 4,526 3,08 3,93 3,612 0,3234 1,741 0,6105 12,26 2,228 0,0865 0,036 6,85 21,96 3,76 0,669 0,8395 12,55 2,69 5,89 4,2 1,145 0,721 0,9 0,748 14,15 0,6595 2,688 8 4,692 4,176 1,8 7,48 0,39 0,71 5,93 0,555 1,596 1,343 0,0028 0,4365 2,038 0,8285 2,602 1,32 6 2,39 19,82 12,69 10 0,61 0,3073 1,779 1,19 0,331 0,582 0,0219 0,0361 1,709 1,734 0,5105 0,32 85,3 13,73 25,9 129,2 1,102 3,912 8,32 0,208 1,55 2,544 5,015 3,466 5,565 0,118 9,48 0,288 0,2797 1,741 0,504 1,556 2,8 0,3205 0,134 0,2 0,588 109 3,45 2,88 5,34 4,408 1,09

VAR% PR.UF. DAL 30/12/10
-0,74 19,39 -1,06 19 28,14 24,13 3,5 -6,69 1,68 2,48 8,12 0,74 -5,13 2,11 2,69 -0,18 54,32 7,33 19,94 15,65 17,66 11,35 -6,06 28,79 16,38 17,51 19,93 32,42 33,13 6,09 10,15 19,17 6,86 180,81 78,68 -5,05 -13,95 67,13 114,38 11,31 -7,77 24,91 5,28 0,49 3,87 24,08 3,58 3,06 1,54 -2,19 17,38 4,19 4,08 9,64 8,7 10,04 14,22 -0,62 -9,44 21,95 7,8 -6,2 13,96 23,33 15,3 34,3 4,9 -0,16 10,45 4,25 1,69 21 16,41 29,81 26,9 2,04 -3,44 -21,54 6,11 4,68 9,1 21,55 580 66,32 32,51 6,22 16,8 5,44 11,46 19,35 17,01 -16,29 18,41 25,37 2,5 2,83 10,1 7,11 14,43 0,78 10,75 2,49 28,17 54,1 -4,17 -6 7,32 -9,02 10,68 17,87 2,83 0,16 16,61 -1,29 15,9 0,75 4,91 -0,92

DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO)

AZIONI

PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO
0,3116 1,127 1,718 0,705 15,49 1,985 1,184 0,061 3,55 1,586 7,635 5,09 4,95 0,32 0,962 126,1 0,776 0,1125 0,281 0,499 1,8 8,34 12,78 0,0079 1,84 0,64 0,692 0,509 0,3639 5,985 38,05 0,1487 17,1 0,3635 0,0812 0,2 0,1908 0,152 0,51 0,86 32,15 12,83 0,394 7,25 4,18 5,4 38,02 30 14,05 56,65 48,7 1,14 8,66 6,835 0,3407 0,0366 1,15 3,47 0,299 5,995 73,8 1,36 1,73 3,62 22,4 2,14 4,202 0,0307 1,46 0,32 167,5 5,28 1,43 0,095 0,553 0,805 0,6775 0,1804 0,22 13,19 15,22 2,81 2,422 0,3976 0,0393 0,0016 75,15 40,96 6,32 8,65 3,786 0,504 4,16 13,96 25,55 0,2795 0,166 0,0128 0,014 3,948 1,265 3,528 3,9 16,3 10,24 4,954 0,1181 0,245 0,0102 -2,01 -0,27 1,36 2,17 1,43 -1,99 12,96 13,78 0,13 1,84 0,63 0,42 -4,32 6,53 3,54 -2,73 0,97 3,65 19,7 -2,59 -1,14 -2,21 -2,49 -0,5 3,82 -2,3 -0,58 1,76 -6,56 4,77 -0,88 0,13 0,89 -1,71 -1,46 2,34 -0,75 -3,05 1,25 8,08 0,91 -0,44 -5,87 0,51 -0,09 -1,61 4,55 0,06 -0,17 0,14 -2,86 -0,46 1 1,91 -0,37 -1,04 1,99 0,55 3,02 0,42 0,55 0,5 0,74 2,97 8,86 1,46 0,53 -0,28 -1,14 0,03 0,77 3,02 -0,24 1,2 0,35 2,16 2,16 9,49 2,01 3,62 8,47 1,28 -0,71 -0,68 -0,51 -0,19 -0,92 0,94 -6,42 0,3186 1,1288 1,7285 0,7233 15,49 1,9789 1,2161 0,0523 3,4685 1,5812 7,6986 5,0917 4,8102 0,32 0,9677 126,1 0,7964 0,1101 0,2769 0,49 1,7452 8,2778 12,747 0,0079 1,8618 0,6293 0,7012 0,5144 0,3737 5,9837 38,05 0,1492 17,1032 0,3751 0,0835 0,2037 0,1924 0,1519 0,5098 0,8524 32,3278 12,8378 0,3882 7,194 4,2216 5,5364 38,1766 30 13,743 56,6012 48,5835 1,1538 8,9786 6,8297 0,3477 0,0372 1,15 3,5107 0,299 6,0054 74,094 1,3534 1,7465 3,6104 22,6371 2,1631 4,2491 0,0306 1,4614 0,3224 167,5 5,2613 1,4318 0,0884 0,561 0,8093 0,6777 0,1795 0,22 13,1553 15,2365 2,823 2,4555 0,4012 0,0394 0,0016 75,0852 41,0026 6,3357 8,6452 3,8038 0,504 4,1814 13,6626 25,484 0,278 0,1643 0,0125 0,0143 3,948 1,2413 3,5086 3,8636 16,3033 10,2536 4,9681 0,1172 0,2464 0,0104

MINIMO 2010/2011
0,2722 0,933 1,332 0,3271 14,31 1,77 0,6985 0,036 3,036 1,226 6,59 4,362 4 0,28 0,855 111,9 0,714 0,0705 0,2 0,4675 0,84 6,735 9,77 0,005 1,603 0,58 0,6785 0,446 0,29 5,59 28,94 0,1283 15,89 0,3049 0,0676 0,1637 0,1881 0,0783 0,482 0,75 26,33 11,06 0,314 6,425 3,85 4,524 33,54 30 9,9 55,1 41,34 0,987 8,2 6,31 0,3407 0,0239 0,93 3,116 0,299 5,26 72 0,94 1,662 3,23 14,96 1,84 3,788 0,0193 1,208 0,2726 167,5 4,7 1,424 0,078 0,4592 0,769 0,634 0,152 0,1645 12,8 14,43 2,646 2,3 0,355 0,032 0,001 62,05 38,69 4,964 7,955 2,774 0,504 2,286 4,63 24,75 0,1719 0,1132 0,0038 0,004 3,396 1,19 3,15 2,97 15,8 7,32 4,404 0,0937 0,222 0,0087

MASSIMO 2010/2011
0,335 1,178 1,718 0,705 16,49 2,12 1,43 0,085 3,55 1,75 7,635 5,09 4,998 0,322 0,965 126,1 0,87 0,1218 0,339 0,57 2,07 8,34 12,78 0,008 1,889 0,6695 0,75 0,5595 0,4229 6,125 38,05 0,153 17,53 0,3899 0,105 0,205 0,2367 0,162 0,5595 0,93 32,73 13,35 0,394 7,45 4,36 5,94 38,02 30 14,05 57,35 48,7 1,238 9,35 7,1 0,473 0,0415 1,15 3,88 0,299 6,09 78,45 1,43 1,96 3,62 25,14 2,284 4,346 0,0325 1,492 0,3349 167,5 5,63 1,51 0,095 0,57 0,862 0,729 0,1804 0,232 13,86 15,7 2,818 2,53 0,406 0,0426 0,0018 75,15 41,16 6,485 8,76 3,98 0,504 4,478 17 27,03 0,3167 0,1997 0,018 0,0185 4,04 1,286 3,66 3,996 17,25 10,26 5 0,1319 0,274 0,0118

VAR% PR.UF. DAL 30/12/10
7,82 15,47 29,17 108,58 -4,44 9,19 31,56 7,02 10,94 2,85 17,37 15,16 23,94 4,81 9,75 11,99 -4,55 36,53 100,71 -10,97 87,5 25,41 33,19 58 11,45 -1,08 2,37 3,88 -18,65 7,16 29,86 5,46 6,67 4,01 1,5 19,76 -18,67 74,71 -4,49 9,14 19,52 14,66 25,88 8,94 4,6 10,57 15,74 38,02 0,44 19,28 17,95 -5,25 8,92 -30,36 46,99 13,3 -5,19 3,01 0,14 33,33 -12,63 6,28 30,16 9,86 2,49 59,9 23,21 5,72 14,53 -4,98 4,4 15,21 -3,13 -2,1 11,91 27,09 -1,12 6,58 7,91 -0,74 5,05 15,93 45,45 19,19 4,38 28,56 1,76 19,58 -1,59 96,51 -2,52 12,02 -3,09 60 86,67 -1,3 0,4 6,97 30 -1,57 22,78 9,89 5,92 -1,21 -15

DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO)

A
ACEA ACEGAS-APS ACOTEL GROUP ACQUE POTABILI ACSM AEDES AEDES 09-2014 W AEFFE AEGON AEROPORTO DI FIRENZE AGEAS AHOLD KON AICON ALCATEL-LUCENT ALERION ALLIANZ AMBROMOBIL 14 W AMPLIFON ANSALDO STS ANTICHI PELLETTIERI APULIA PRONTOP APULIA PRONTOPRESTITO OPA ARENA ARKIMEDICA ASCOPIAVE ASTALDI ATLANTIA AUTOGRILL AUTOS MERIDIONALI AUTOSTR TO-MI AXA AZIMUT A2A

19/12/11 11/07/11 26/05/03 02/05/06 04/07/11 07/05/07 07/05/07 18/05/09 25/04/08 09/05/11 02/05/08 26/04/11 04/06/07 18/04/11 05/05/11 05/05/11 09/05/11 23/05/11 26/05/08 27/04/09 24/07/00 09/05/11 02/05/11 21/11/11 23/05/11 18/04/11 14/11/11 29/04/11 23/05/11 21/11/11 23/05/11 23/05/11 02/05/11 02/05/11 09/05/11 05/05/08 18/05/09 18/04/11 26/04/11 11/05/09 23/05/11 09/05/11 09/05/11 16/01/12 02/05/11 16/05/11 23/05/11 09/05/11 13/06/11 02/05/11 23/03/11 03/05/10 23/05/11 06/05/02 23/05/11 23/05/11 09/05/11 04/07/11 12/05/08 26/05/08 13/05/11 20/05/11 26/04/10 18/05/09 23/05/11 19/08/81 04/02/08 04/02/08 09/05/11 19/05/03 24/05/10 23/05/11 10/05/10 19/12/11 17/05/10 23/05/11 23/05/11 19/05/08 23/05/11 05/05/08 07/05/10 09/05/11 25/07/11 16/05/11 23/05/11 05/05/08 11/05/09 21/05/01 23/05/11 10/05/10 23/05/11 10/05/11 26/04/11 02/05/11 26/04/11 16/05/11 20/06/11 19/05/03 19/05/03 06/06/11 14/04/11 27/04/09 07/11/11 07/11/11 10/05/11 02/05/11 26/04/11 27/05/11 13/05/11 20/06/11 08/12/08 19/05/08 12/04/10

1.086,1 194,2 134,6 27,7 54 68,5 68,5 72,8 599,1 82,2 4.009,6 1.268,2 13,3 4.092,7 183,4 40.079,4 40.079,4 792,7 1.010,8 9,1 70,8 13,4 8,8 8,7 344,6 567,4 7.803,3 2.058,1 78,3 656,5 25.341,5 991,3 2.453,1 2.540,5 340,6 36,5 376,7 250,2 454,6 3.648 1.944,4 2.037,9 101,8 1.467,2 60,2 226,8 58.273,4 46,2 1.044,7 2.493,9 57.280,1 123,7 18,7 42.535,6 994 32,6 104,5 21,3 103 848,4 787 8,7 21,7 46,8 98,6 14,4 42.230 31.740,9 91,1 47,5 123,2 42 1,2 1,2 571,3 78,4 123,3 1.396,4 164,4 28,4 253,8 19,8 186,2 131,9 220,3 3.177 3,7 95,8 12.166,6 887,1 12,6 183,8 110,2 276,7 19,6 14,3 22,9 69,1 1.013,1 26,5 49,4 392,7 3 31,4 409,3 1.203,7 649 1.283 10.753,2 6,3 6,3 27,9 37,2 44.476,7 70,1 85,5 782,8 400,2 25.602,8 332,9 436,9 88,2 1.222,9 18.826,9 38.772,1 1.262,8 21,1 16,2 4.346,9

12/04/10 23/05/11 23/05/11 06/06/11 21/11/11 23/05/11 23/05/11 13/06/11 19/09/11 07/05/09 23/05/11 23/05/11 23/05/11 02/05/11 23/05/11 23/05/11 23/05/11 02/05/11 23/05/11 18/04/11 23/04/12 23/04/12 23/04/12 23/04/12 23/02/12 20/05/02 04/05/09 23/05/11 23/05/11 24/05/10 24/05/10 10/06/11 15/05/06 15/05/06 24/05/10 04/05/11 16/05/11 18/06/07 18/05/09 23/05/11 23/05/11 25/05/09 06/06/11 07/04/08 23/05/11 23/05/11 28/04/08 23/05/11 24/05/11 18/07/11 18/07/11 17/05/11 17/05/11 14/08/08 20/06/11 20/06/11 09/05/11 09/05/11 23/05/11 23/05/11 23/05/11 18/06/01 09/05/11 23/05/11 16/05/11 02/02/09 23/05/11 23/05/11 06/06/11 06/06/11 04/11/02 24/05/10 17/07/91 09/05/11 09/05/11 09/05/11 23/05/11 23/05/11 29/04/02 29/04/11 24/05/10 23/05/11 29/11/10 29/11/10 16/05/11 09/05/11 23/05/11 22/04/02 23/05/11 21/11/11 21/11/11 11/05/09 26/04/10 26/04/10 28/02/11 23/05/11 28/02/05 22/05/06 20/05/02 19/05/03 21/04/11 02/05/11 23/05/11 04/05/11 04/06/07

88,6 32,5 525,7 57,4 63 99,9 30.598,5 7.530 34,4 284 69.332,8 32.476,2 1.252,2 1.252,2 26,4 445,9 211,7 49,9 2.988,8 1.248,8 139,3 38,2 232,5 4.995,7 8.421,8 554,7 453,5 420,2 346,2 15,2 165,6 1.969,2 1.969,2 77 639 77,9 29.463,7 21,2 21,4 21,4 247,5 42.468,9 50,8 922,7 3,1 18.807 697,3 33,9 25 1.248,8 30,2 268,4 268,4 31,8 506,8 210,7 1.045,6 12,9 482,2 2 38,2 13.800,4 49,6 3,8 578,2 578,2 23.127,9 1.206,6 1.206,6 5,2 52 949,5 45,7 9,5 976,8 239,3 419,3 204,3 150 150 239,3 29,4 22,9 148,1 25,4 25,4 99,9 51,2 182 33,5 3,1 51.385,8 2.227,5 12.112,4 62.026,1 62.026,1 267,7 233,4 540,8 97,4 27,7 2.780,6 4.100,7 2.525,8 28,7 5,2 36 530,6 28,7 141,5 94,3 357,9 10,9 47,9 16,7 5,2 10,1 22.456,7 132,9 321,3 23,1 14.952,9 14,6

O
OLIDATA

10/05/04 11/05/09 18/04/11 18/04/11 04/04/11 16/05/11 23/05/05 25/07/11 23/05/11 23/05/11 08/05/00 21/05/07 26/05/08 21/05/10 30/06/08 21/04/08 26/05/08 20/06/11 20/06/11 26/05/08 18/04/11 18/04/11 18/05/98 09/05/11 19/05/08 12/05/08 21/11/11 11/05/11 13/05/02 30/05/11 19/05/08 27/05/02 19/06/06 21/04/11 23/05/11 06/06/11 26/04/11 26/04/11 12/05/08 23/05/11 23/05/11 16/05/11 26/05/11 18/05/09 23/05/11 02/05/11 28/02/11 21/05/07 19/05/08 02/05/11 31/10/11 25/01/12 18/03/93 24/07/00 24/10/11 31/05/11 26/04/11 23/05/11 25/05/08 08/05/06 08/05/06 20/02/12 09/03/11 09/03/11 05/05/03 18/04/11 18/04/11 24/04/06 24/04/06 08/11/10 21/11/11 21/11/11 09/05/11 23/05/11 23/05/11 23/05/11 11/07/11 08/05/06 08/05/06 23/05/11 12/05/08 23/05/11 23/05/11 15/02/12 24/05/10 24/05/10 24/05/10 24/05/10 09/05/11 23/05/11 23/05/11 16/05/11 05/05/11

10,6 51,1 3.015,8 3.015,8 15.062,7 738 19,4 19,4 107,1 79,3 3.632,3 62,4 5,9 42,2 134,9 15.958,6 23,7 94,6 115,3 93,7 93,7 72,1 2.739,9 2.739,9 50,3 20,5 507 14,9 16,7 1.251,6 10.841,9 56,1 157,7 58 58 16,4 8,8 123,3 67,6 10 16.827,5 148 36,5 106,4 30,8 306,8 16.777,3 4,1 2.366,2 74.524,5 59.694,7 1.084,1 85,4 378,2 47,2 70,5 0,8 56,2 7,8 1.363,9 67.468,2 1,3 202,1 12.927,7 13.008,3 249,7 381,1 13 699 27 0,3 4.807,8 194,5 194,5 23,1 10.800,6 4.082,7 260,9 1,2 62.058,9 17.967,8 5.648,1 67,4 42,6 73,2 73,2 2.300,3 97.149,3 443,6 23,6 23,6 3.414 80,5 24.074 33,8 43.811,3 590,9 216,2 216,2 216,2 41,3 38,1 154,5 262,8 19.074,4 564,2

P
PANARIAGROUP PARMALAT PARMALAT 2015 W PHILIPS PIAGGIO PIERREL PIERREL 08-12 W PININFARINA PIQUADRO PIRELLI E C. PIRELLI E C. RSP POLIGRAFICA S.FAUSTINO POLIGRAFICI EDITORIALE POLTRONA FRAU PPR PRAMAC PRELIOS PREMAFIN PREMUDA PRIMA IND 2013 W PRIMA INDUSTRIE PRYSMIAN

F
FALCK RENEWABLES FIAT FIAT INDUSTRIAL FIAT INDUSTRIAL PRV FIAT INDUSTRIAL RSP FIAT P FIAT RSP FIDIA FIERA MILANO FINMECCANICA FIRST CAPITAL 2013 W FNM FONDIARIA SAI FONDIARIA SAI RSP FRANCE TELECOM SA FULLSIX

R
R GINORI 2013 W RATTI RCF GROUP RCS MEDIAGROUP RCS MEDIAGROUP RSP RDB RECORDATI RENAULT RENO DE MEDICI REPLY RETELIT RETELIT 08-11 W RICCHETTI RICHARD GINORI 1735 RISANAMENTO ROMA A.S. ROSSS RWE

B
B CARIGE B CARIGE RSP B DESIO BRIA RSP B DESIO E BRIANZA B IFIS B INTERMOBILIARE B M.PASCHI SIENA B P DI SONDRIO B P EMILIA ROMAGNA B POP ETRURIA E LAZIO B POP MILANO B POP SPOLETO B PROFILO B SANTANDER B SARDEGNA RSP BANCA GENERALI BANCO POPOLARE BASF BASICNET BASTOGI BAYER BB BIOTECH B&C SPEAKERS BCA FINNAT BEE TEAM BEGHELLI BENETTON BENI STABILI BEST UNION COMPANY BIALETTI INDUSTRIE BIANCAMANO BIESSE BIOERA BMW BNP PARIBAS BOERO BOLZONI BON FERRARESI BORGOSESIA BORGOSESIA RSP BPM 09-13 W BREMBO BRIOSCHI BUONGIORNO BUZZI UNICEM BUZZI UNICEM RSP

G
GABETTI GABETTI 13 W GAS PLUS GDF SUEZ GEFRAN GEMINA GEMINA RSP GENERALI GEOX GREENVISION GRUPPO MINERALI MAFFEI

S
SABAF SADI SERVIZI INDUSTR SAES GETTERS SAES GETTERS RSP SAFILO GROUP SAIPEM SAIPEM RCV SALVATORE FERRAGAMO SANOFI SAP SARAS SAT SAVE SCREEN SERVICE SEAT PAGINE GIALLE SEAT PAGINE GIALLE RSP SERVIZI ITALIA SETECO INTERNATIONAL SIAS SIEMENS SINTESI SNAI SNAM SOCIETE GENERALE SOGEFI SOL SOPAF SORIN STEFANEL STEFANEL RSP STMICROELECTRONICS

H
HERA

I
I GRANDI VIAGGI IGD IKF 10-14 W IL SOLE 24 ORE IMA IMMSI IMPREGILO IMPREGILO RSP INDESIT INDESIT RSP INDUSTRIA E INNOVAZIONE ING GROEP INTEK INTEK R INTERPUMP INTERPUMP 12 W INTESA SANPAOLO INTESA SANPAOLO RSP INV E SVIL 2012 W INVEST E SVILUPPO IRCE IREN ISAGRO IT WAY ITALCEMENTI ITALCEMENTI RSP ITALMOBILIARE ITALMOBILIARE RSP ITALY1 INVESTMENT ITALY1 W

C
CAD IT CAIRO COMMUNICATION CALEFFI CALTAGIRONE CALTAGIRONE EDITORE CAMFIN CAMPARI CAPE LIVE CARRARO CARREFOUR CATTOLICA ASSICURAZIONI CDC CELL THERAPEUTICS CEMBRE CEMENTIR HOLDING CENTRALE DEL LATTE TO CHL CIA CICCOLELLA CIR CLASS EDITORI COBRA COFIDE COGEME SET CONAFI PRESTITO' CR ARTIGIANO CR BERGAMASCO CR VALTELLINESE CREDEM CREDIT AGRICOLE CRESPI CREVAL 2014 W CSP INTERNATIONAL

J
JUVENTUS FC

T
TAMBURI TAMBURI 2013 W TAS TELECOM ITALIA TELECOM ITALIA RSP TELECOM ITALIA MEDIA TELECOM ITALIA MEDIA RSP TELEFONICA TENARIS TERNA TERNIENERGIA TESMEC TISCALI TISCALI 14 W TOD'S TOTAL TREVI TXT E-SOLUTIONS

K
KERSELF KINEXIA KME GROUP KME GROUP RSP KRE 09-12 W K.R.ENERGY 1,685 -5,28 1,073 -2,45 0,331 2,22 0,582 2,37 0,017 -22,37 0,0316 -6,78 1,65 1,618 0,495 0,292 85,3 12,94 25,9 126,6 0,83 3,756 8,13 0,2054 1,49 2,354 4,762 3,442 5,14 0,103 9,48 0,288 0,2797 1,61 0,448 1,452 2,48 0,3192 0,1286 0,2 0,489 108,8 3,364 2,77 5,34 3,934 1,08 0,61 -2,06 -0,98 -1,02 0,29 0,08 1,25 1,69 -0,48 -3,99 1,63 0,44 1,22 -2,73 1,1 0,7 -0,39 -3,74 10,73 6,88 -0,62 0,43 -1,56 -0,4 1,33 -4,03 14,22 3,43 1,59 -1,06 -1,07 3,19 2,5 -

L
LA DORIA LANDI RENZO LAZIO S.S. LE BUONE SOCIETA' L'OREAL LOTTOMATICA LUXOTTICA GROUP LVMH

M
MADE IN ITALY 1 W MAIRE TECNIMONT MARCOLIN MARR M&C MEDIACONTECH MEDIASET MEDIOBANCA MEDIOLANUM MERIDIANA FLY MERIDIE MID INDUSTRY CAPITAL MILANO ASS MILANO ASS RSP MITTEL MOLMED MONDADORI MONDO TV MONRIF MONTEFIBRE MONTEFIBRE RSP MOVIEMAX MUNICH RE MUTUIONLINE

U
UAI 2011-2015 W UBI BANCA UNI LAND UNICREDIT UNICREDIT RSP UNILEVER UNIPOL UNIPOL P UNIPOL P 2013 W UNIPOL 2013 W

D
DADA DAIMLER DAMIANI D'AMICO DANIELI & C DANIELI & C RSP DANONE DATALOGIC DEA CAPITAL DELCLIMA DE'LONGHI DEUTSCHE BANK DEUTSCHE TELEKOM DIASORIN DIGITAL BROS DMAIL GROUP

V
VALSOIA VIANINI INDUSTRIA VIANINI LAVORI VITTORIA ASS VIVENDI

Y
YOOX

N
NICE NOEMALIFE NOKIA CORPORATION NOVA RE

Z
ZIGNAGO VETRO ZUCCHI ZUCCHI RSP ZUCCHI 11-14 W

E
EDISON

09/05/11 01/08/05 19/05/08 19/05/08

396,3 20,6 0,8 0,8

FTSE Mib
Titolo Rif. in
ANSALDO STS 7,22 ATLANTIA 12,38 AUTOGRILL 8,09 AZIMUT 6,92 A2A 0,783 B M.PASCHI SIENA 0,3364 B P EMILIA ROMAGNA 6,125 B POP MILANO 0,4543 BANCO POPOLARE 1,414 BUZZI UNICEM 8,445 CAMPARI 5,47 DIASORIN 22,64 ENEL 3,254 ENEL GREEN POWER 1,506 ENI 17,31 EXOR 18,65 FIAT 4,572 FIAT INDUSTRIAL 7,71 FINMECCANICA 3,406 GENERALI 12,08 IMPREGILO 2,598 INTESA SANPAOLO 1,492 LOTTOMATICA 12,94 LUXOTTICA GROUP 25,9 MEDIASET 2,354 MEDIOBANCA 4,762 MEDIOLANUM 3,442 PARMALAT 1,718 PIRELLI E C. 7,635 PRYSMIAN 12,78 SAIPEM 38,02 SALVATORE FERRAGAMO 14,05 SNAM 3,62 STMICROELECTRONICS 5,28 TELECOM ITALIA 0,805 TENARIS 15,22 TERNA 2,81 TOD'S 75,15 UBI BANCA 3,786 UNICREDIT 4,16 0,35 -0,64 0,12 -0,79 -1,26 10,55 -0,24 3,02 1,51 1,02 -0,55 -1,39 -1,63 -0,73 -0,4 0,54 -1 0,52 -0,12 -0,49 2,69 0,61 0,08 1,25 -2,73 1,1 0,7 1,36 0,13 3,65 1,25 8,08 1 3,02 0,5 0,53 -0,28 3,02 2,16 2,16

Titoli di stato
Var.% Titolo Ultima rilev.
99,965 99,925 99,89 99,8 99,732 99,72 99,592 99,6 99,555 99,544 99,41 99,301 99,25 99,141 98,939 98,713 98,55 98,376 98,474 98,196 97,85 100,022 100,376 100,2 101,389 99,901 102,196 101,792 99,072 101,888 98,8 101,041 99,63 100,45

Oro e monete
Ren. Titolo 1,08 1,05 1,26 1,2 1,36 1,22 1,42 1,38 1,43 1,38 1,58 1,59 1,7 1,67 1,82 1,88 1,95 1,96 1,97 2,03 2,23 1,37 1,78 2,05 2,08 2,36 2,65 2,75 2,97 3,04 3,16 3,23 3,3 Ultima rilev.
102,03 102,1 106,52 102,5 98,66 98,33 100,25 97,28 99,18 98,9 101,95 98,86 100,97 103,37 99,97 99,3 97,18 98,17 95,99 96,98 95 92,3 89,94 88,89 95,88 96,48 93,24 83,1 124,32 93,84 88,64 113,76 104,9 93,5 100,57 97,64 89,23

Euribor
Denaro Lettera Titolo
40.12 666.18 1725.8 33.33 310.96 313.08 313.08 1185.73 230.86 230.29 230.29 230.33 230.29 284.04 42.61 821.17 1726.35 33.38 341.38 343.24 343.24 1389.27 252.03 250.53 250.51 250.51 250.51 314.84 1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE 2 MESI 3 MESI 4 MESI 5 MESI 6 MESI 7 MESI 8 MESI 9 MESI 10 MESI 11 MESI 12 MESI

Ren. Titolo 3,38 3,36 3,52 3,42 3,52 3,59 3,74 3,86 4,05 4,13 4,37 4,35 4,64 4,64 4,64 4,74 4,84 4,95 5,04 5,13 5,14 5,27 5,3 5,38 5,43 5,62 5,72 4,55 6,2 5,81 5,83 5,99 6,15 5,97 6,08 6,08 6

Ultima rilev.
78,02 88,27 88 73,62 100,045 100,21 99,101 96,93 96,8 92,82 92,46 90,29 88,02 87,59 87,2 99,948 99,771 99,109 98,3 98,219 96,85 95,104 93,84 100,484 100,25 95,7 93 89,68 82,03 84 72,5

Ren. 5,75 5,98 5,99 4,17 2,28 3,26 3,91 3,94 4,45 4,27 4,9 4,96 4,6 4,63 1,61 1,15 1,78 2 2,09 2,68 3,12 3,32 1,02 1,96 3,16 3,58 3,94 4,43 4,68 4,26

Titolo
ORO FINO (EURO/GR) ARGENTO (EURO/KG) LONDRA ($/ONCIA) ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) STERLINA V.C. STERLINA N.C. (ANT.73) STERLINA (POST.74) KRUGERRAND MARENGO ITALIANO MARENGO SVIZZERO MARENGO FRANCESE MARENGO BELGA MARENGO AUSTRIACO 20 MARCHI

360
0.372 0.432 0.523 0.62 0.83 1.045 1.144 1.236 1.345 1.412 1.473 1.527 1.574 1.622 1.675

365
0.377 0.438 0.53 0.629 0.842 1.06 1.16 1.253 1.364 1.432 1.493 1.548 1.596 1.645 1.698

BOT
BOT 29.02.2011 (182) BOT 15.03.2012 (366) BOT 30.03.2012 (182) BOT 15.04.2012 (367) BOT 30.04.2012 (182) BOT 15.05.2012 BOT 31.05.2012 (183) BOT 31.05.2012 (136) BOT 15.06.2012 BOT 21.06.2012 (127) BOT 29.06.2012 (180) BOT 16.07.2012 (367) BOT 31.07.2012 (182) BOT 15.08.2012 (366) BOT 14.09.2012 (365) BOT 15.10.2012 (367) BOT 15.11.2012 (366) BOT 14.12.2012 (365) BOT 27.12.2012 (331) BOT 14.01.2013 (364) BOT 14.02.2013 (365)

BTP
BTP 01.03.2012 3% BTP 15.04.2012 4% BTP 01.07.2012 2,5% BTP 15.10.2012 4,25% BTP 15.12.2012 2% BTP 01.02.2013 4,75% BTP 15.04.2013 4,25% BTP 01.06.2013 2% BTP 1.8.2013 4,25% BTP 01.11.2013 2,25% BTP 15.12.2013 3,75% BTP 01.04.2014 3% BTP 01.06.2014 3,5%

BTP 01.07.2014 4,25% BTP 1.8.2014 4,25% BTP 15.11.2014 6% BTP 1.2.2015 4,25% BTP 15.04.2015 3% BTP 15.06.2015 3% BTP 1.8.2015 3,75% BTP 01.11.2015 3% BTP 15.04.2016 3,75% BTP 1.08.2016 3,75% BTP 15.09.2016 4,75% BTP 01.02.2017 4% BTP 01.05.2017 4,75% BTP 1.8.2017 5,25% BTP 01.02.2018 4,5% BTP 01.08.2018 4,5% BTP 1.2.2019 4,25% BTP 01.03.2019 4,5% BTP 01.09.2019 4,25% BTP 1.2.2020 4,5% BTP 01.03.2020 4,25% BTP 01.09.2020 4% BTP 01.03.2021 3,75% BTP 1.8.2021 3,75% BTP 01.09.2021 4,75% BTP 1,3,2022 5% BTP 01.08.2023 4,75% BTP 15.09.2023 2,6% BTP 1.11.2023 9% BTP 01.03.2025 5% BTP 01.03.2026 4,5% BTP 1.11.2026 7,25% BTP 1.11.2027 6,5% BTP 1.11.2029 5,25 BTP 01.05.2031 6% BTP 1.2.2033 5,75% BTP 01.08.2034 5%

BTP 1.2.37 4% BTP 01.08.2039 5% BTP 01.09.2040 5% EUR BTP 15.09.2041 2,55%

CCT
CCT 1.3.2005-2012 CCT 1.11.2012 CCT 1.7.2006-2013 CCT 1.3.2014 IND CCT 1.12.2014 CCT 01.09.2015 CCT-EU 15.12.2015 CCT 01.07.2016 IND CCT 1.03.2017 CCT-EU 15.10.2017 CCT-EU 15.04.2018

Cross rates
Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA

CTZ
CTZ 29.02.2012 CTZ 30.04.2012 CTZ 31.08.2012 CTZ 31.12.2012 CTZ 31.12.2012 CTZ 30.04.2013 CTZ 30.09.2013 CTZ 31.01.2014
Euro 1,000

1,198 1,000

0,973 0,813

0,828 0,691 0,851 1,000 6,156 1,081 6,236 7,277 1,084

0,135 0,112 0,138 0,162 10,000 0,176 1,013 1,182 0,176

0,766 0,640 0,787 0,925 5,694 1,000 5,768 6,731 1,003

0,133 0,111 0,136 0,160 0,987 0,173 10,000 1,167 0,174

0,114 0,095 0,117 0,137 0,846 0,149 0,857 10,000 0,149

0,764 0,638 78,468 0,922 5,677 0,997 5,750 6,711 1,000

G. Bretagna 0,835 Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia

102,730 123,059 100,000 1,207 7,432 1,305 7,529 8,786 1,309 1,446 8,903 1,564 9,018 1,175 7,235 1,271 7,328

BTP INDICIZZATI
BTPI 15.9.2012 1,85% BTPI 15.9.2014 2,15% BTPI 15.09.2016 2,1% BTPI 15.9.2017 2,10% BTPI 15.09.2019 2,35% BTPI 15.9.2021 2,1% BTPI 15.9.2026 3,1% BTPI 15.9.2035 2,35%

10,525 8,553 1,568 1,274

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Giovedì 16 febbraio 2012

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A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO

::: le lettere
I GIOCHI/1

lettere@liberoquotidiano.it

Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264.

Neve e pioggia Ma il vero guaio è la presunzione
Comprendo il disagio per le nevicate, ma nessun meteorologo ha pensato di benedire il fatto che le precipitazioni siano state a carattere nevoso. Se la temperatura non fosse stata così rigida, se il riscaldamento globale avesse fatto la sua parte, quelle nubi avrebbero scaricato pioggia, che sarebbe scesa a valle causando inondazioni e danni ben più gravi. L’ultimo esempio è quello delle Cinque Terre e di Genova. Ermanno Trovato e.mail Sa qual è il vero male italiano? Mica l’effetto serra, il riscaldamento globale, l’inquinamento, la mancanza di fonti energetiche alternative. Il vero guaio è che siamo tutti esperti. Una volta c’erano gli ignoranti che sapevano di essere ignoranti, e che erano anche umili, cioè dotati di quella umiltà necessaria e indispensabile per non avventurarsi in sentieri sconosciuti. L’agricoltore faceva l’agricoltore. Ne sapeva di grano e pomodori. Se gli chiedevano qualcosa di Btp e Cct, rispondeva: spiacente, non ne so nulla, io faccio l’agricoltore. E il muratore faceva il muratore, il medico faceva il medico. Oggi (anche per via di internet e della possibilità di accedere al sapere, fasullo, con un semplice clic) siamo onniscienti: l’agricoltore è anche un finanziere, l’ingegnere è un fiscalista, il sindaco è uno statista. Ognuno di noi ha la ricetta giusta, la soluzione per tutti i mali. Sintesi perfetta del sapere universale racchiuso in una singola mente sono i politici, esperti di economia, ordine pubblico, giustizia, obbligazioni, spread. E tutto questo, vista la presunzione e la voglia, tipica dei presuntuosi, di essere sempre presenti e pronti ad intervenire, non fa altro che generare confusione e complicare i problemi. Caro Trovato, un millimetro di pioggia corrisponde ad un litro di acqua che cade su una superficie di un metro quadrato. E un centimetro di neve corrisponde ad un millimetro di pioggia. Significa che tre o quattro centimetri di neve corrispondono a 3 o 4 millimetri di pioggia. Poca roba. Se anzichè neve fosse caduta pioggia, in molte parti d’Italia neppure ce ne saremmo accorti. E il guaio è che, quando gli esperti (quelli veri) hanno detto ai tuttologi: attenzione, stanno per cadere tre o quattro millimetri di pioggia che potrebbero trasformarsi in neve, i tuttologi hanno risposto: bene, ci penseremo noi, abbiamo il piano. E si sono trovati in un mare di guai, purtroppo assieme ai loro concittadini, incolpevoli, ma anche loro sempre più onniscienti. mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Prima il risanamento poi le Olimpiadi
A seguito della rinuncia di Monti alle Olimpiadi, mi rendo finalmente conto di come siamo potuti arrivare al quasi fallimento dello Stato. Questa gente che sponsorizzava il grande evento non ha ancora capito che non può continuare a disastrare il Paese per soddisfare sogni di gloria e ambizioni personali. Prima si risanino i conti dello Stato. Poi si dia dimostrazione di aver imparato a gestire questo tipo di eventi con efficienza e senza ruberie. Solo allora ci si potrà azzardare a candidarsi di nuovo. Bruno Ghigi e.mail

Non parliamo poi dell'improvvisa fioritura di posti di lavoro distribuiti ad hoc per contentare, come sempre, gli amici degli amici. In questo momento così delicato per il Paese non potevamo certo permetterci un ulteriore salasso. Rita Muscardin e.mail

I GIOCHI/4

Meglio rinunciare ai grandi eventi
Il sindaco Alemanno si rammarica per la rinuncia dell'Italia alla candidatura per le Olimpiadi 2020 nella capitale. I contribuenti italiani invece, scampato il pericolo, ringraziano il governo per questa saggia decisione. E poi, uno che si è incasinato in 5 centimetri di neve ve lo immaginate organizzare un evento simile? Salvatore Cigno Badia Polesine (Ro)

dete leggetevi il commento al disastro di Genova, dove le sue campionesse hanno perso le primarie contro il solito riccone rosso (ma il comunismo non era roba da proletari?): dire che è normale perdere quando c'è una competizione che contrappone due candidati potrebbe far rivoltare nella tomba monsieur Lapalisse ma gli potrebbe schiudere le porte di Hollywood, dove comici del genere vanno come il pane. A meno che, da buon comunista, il nostro non concepisca esclusivamente competizioni elettorali col candidato unico, alla bulgara per intenderci, e uno scontro a due gli sembri una novità. Antonio Filippo e.mail

delinquenti. Per evitare di doversi sobbarcare gli oneri della difesa per l'iscrizione nel registro degli indagati. Fulvio Bellani Gradisca d'Isonzo (Go)

QUALE GIUSTIZIA?/2

Le forze dell’ordine non possono sparare
Qualcuno mi spieghi meglio come funziona la giustizia in Italia. Il poliziotto Spaccarotella è condannato per omicidio volontario. Non credo abbia sparato per uccidere se mai doveva essere omicidio involontario. Lo zingaro ammazza volontariamente il vigile, a Milano c’è una mobilitazione per dimostrare che è minorenne e quindi va trattato con i guanti. Ora c’è il vigile che spara a un delinquente e viene subito inquisito per omicidio volontario. Ma le nostre forze dell’ordine prima devono farsi ammazzare e solo dopo hanno il diritto di sparare? Anna Lucia Volpi Milano

IL NODO DEL LAVORO

I GIOCHI/2

Roma 2020 occasione perduta
Mi rifiuto di accettare che un Paese come l'Italia sia in condizioni tali da non potersi permettere una spesa di 600 milioni l'anno da qui al 2020. Probabilmente i 600 milioni salterebbero facilmente fuori da qualche taglietto ai loro protetti che il governo tecnico ha accuratamente evitato di fare. Giunti a questo punto si potevano risparmiare anche i milioni spesi per commemorare i 150 anni dell'Unità, di cui solo il presidente Napolitano sentiva la necessità. A mesi ci saranno le Olimpiadi a Londra. Risparmiamo e non mandiamo nessun atleta a gareggiare. Gianfranco Bolognesi e.mail

Spero che la Fornero non ascolti la Cgil
Signora Fornero, si comporti come la Lady di Ferro inglese, metta subito una croce sull'articolo 18 e rilanci l'apprendistato perchè ha il favore di tutto il mondo che conta nel lavoro. Non si preoccupi degli oppositori. La Camusso rema contro per mantenere il suo posto nel sindacato. Landini sbandiera il suo breve apprendistato da saldatore. Nella loro vita questi personaggi non hanno fatto altro che gridare sempre «sciopero generale». Signora ministro, punti dritto all'obbiettivo. Angelo Tagliabue e.mail

I GUAI DELLA SINISTRA/1

Il flop democratico è firmato Bersani
Continuano gli autogol del Partito democratico. Anche a Genova alle primarie per scegliere il candidato sindaco, il partito di Bersani, che schierava due pezzi da novanta, fra cui l’ex sindaco come a Milano ha fatto flop. Ha vinto il “nobile” Doria appoggiato dal Sel di Vendola con la sponsorizzazione del prete rosso don Gallo. Questa ulteriore débâcle del Pd ha un nome e cognome: Pierluigi Bersani. In tempi non sospetti, il tesserato numero uno del partito Carlo De Benedetti, aveva già sostenuto che l'attuale segretario non aveva né carisma né leadership per rilanciare il maggior partito politico italiano di sinistra. Rolando "Rolly" Marchi Padova

QUALE GIUSTIZIA?/3

Nessun colpevole per i bimbi uccisi
Sono basita: come per Matilda anche per il piccolo Alessandro Mathas non s'è trovato il colpevole. Quelle due creature sono state massacrate, ma nè le madri nè i compagni sono stati ritenuti rei per mancanza di prove. Delitti perfetti? Eppure, solo loro sono stati a contatto con i bimbi prima della morte... Non si sa chi sia stato esattamente? In un mondo perfetto poco importerebbe, li metterebbero in galera e si garantirebbe giustizia a quei due angeli. Purtroppo, viviamo in un mondo imperfetto e ingiusto. Anna Manco e.mail

QUALE GIUSTIZIA?/1

I GIOCHI/3

Una magistratura senza buon senso
Ancora una volta sono rimasto amaramente colpito dal comportamento della magistratura. Dopo che abbiamo avuto un vigile urbano ucciso per investimento da un criminale, ci troviamo davanti al caso di un altro vigile che viene indagato per omicidio per aver colpito un delinquente che tentava di fuggire dopo averlo minacciato con una pistola. Ovvio che le forze dell'ordine debbano riflettere non una ma dieci volte prima di reagire nei confronti dei

Abbiamo evitato altri sprechi
E così, almeno per una volta, l'abbiamo scampata: mi riferisco all'eventualità di ospitare a Roma le Olimpiadi. Troppo spesso le uniche opportunità sono state quelle offerte alle ditte appaltatrici dei lavori, cantieri da milioni di euro per costruire impianti e strutture sportive che magari, alla fine dei giochi, sono rimasti lì inutilizzati, tristi e vuote cattedrali nel deserto.

QUALE GIUSTIZIA?/4

I GUAI DELLA SINISTRA/2

Il talento comico del leader Pd
Pierluigi Bersani è sprecato nella politica, viste le sue battute comiche che potrebbero proiettarlo nell'olimpo dell'umorismo. Se non ci cre-

Giusto rimpatriare i carcerati stranieri
In merito al decreto svuota carceri è giusto l’accordo tra Stati che possa consentire di far trascorrere il periodo detentivo agli stranieri - condannati in Italia - presso le

REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42

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galere dei Paesi da cui provengono. Subito dopo però bisognerebbe varare una riforma carceraria, dignitosa, sul modello tedesco, che preveda la reale riabilitazione dei detenuti, con incentivi meritocratici e formazione professionale. Antonio Cammisa e.mail

QUALE GIUSTIZIA?/5

Troppi delinquenti tornano a casa
Il pacchetto svuota carceri è divenuto legge con un unico piccolo ma importante successo ottenuto dalla Lega. È passato l'ordine del giorno che permette che gli stranieri scontino la pena nei rispettivi Paesi di origine. Tuttavia, il risultato è che 3.300 condannati detenuti verranno rilasciati liberi per scontare l'ultimo anno e mezzo di pena agli arresti domiciliari. Inoltre, occorrerebbe scandagliare il problema alla radice e pensare, anziché allo svuotamento delle carceri, a sveltire i processi. Roberta Bartolini Genova

giornalisti, come se noi italiani fossimo tutti ignoranti e non lo sapessimo. Adriano è un mito, ma è molto lontano dal Celentano che ci faceva divertire «con 24 mila baci» e che per anni ci ha allietato con le sue canzoni di denuncia come «L’albero di 30 piani». Oggi parla troppo a vanvera. Molto meglio che continui a cantare magari proponendoci canzoni di protesta ma costruttive come quelle del suo ultimo album. Decimo Pilotto Tombolo (Pd)

gnori Andrea Gallo e Mario Farinella che sono ancora ecclesiastici, e a seguire, il milionario di sant'Ilario, come si chiama? Ah! Beppe Grillo, e tutti gli altri, quelli che si svegliano la mattina e declamano... Luigi Fassone Camogli (Ge)

lentano, una caccia alle streghe contro due giornali cattolici, rei di volare troppo basso secondo l’inquisitore. Tito Lucilio Sidari Milano

SANREMO/9

SANREMO/6

Quei guasti tecnici un po’ sospetti
Mi sembra che i guasti tecnici siano ormai uno standard al Festival di Sanremo e sembra strano che nessuno faccia dei test prima dell’inizio della manifestazione. Ricordo un altro guasto tecnico e cioè quello del televoto al Festival di qualche anno fa quando il principe Emanuele Filiberto avrebbe potuto vincere. Quando chiamai per votare, il sistema che avrebbe dovuto registrare i voti del pubblico non funzionava. Mario Lauro e.mail
NORD: bel tempo, salvo residui addensamenti sulle Alpi di confine con ultime spruzzate di neve al mattino. Temperature in rialzo, massime tra 7 e 12. CENTRO: soleggiato ovunque, salvo residua nuvolosità su Abruzzo ed ovest Sardegna, con piovaschi sul Sulcis. Temperature in ascesa, massime tra 7 e 13. SUD: instabile con fenomeni sparsi al mattino, eccetto che sulle coste campane; neve in collina tra Campania interna, Lucania e nord Puglia. Migliora nel pomeriggio. Temperature stazionarie, massime tra 7 e 12.

Io ho boicottato il mega show Rai
Da anni, per scelta, non guardo i programmi Rai, pur pagando regolarmente la coercitiva tassa governativa annuale. Non ho quindi seguito il Festival dell’Unità di Sanremo, ma ho saputo dai media dell’elegante, forbito, mono tematico dire del duo Luca&Paolo, del natural-corvino dire del conduttore Gianni Morandi, ma soprattutto del dire di Lui, l’uomo ieri-oggi-domani, l’uomo dall’eloquio a noleggio gratuito. E, ancora una volta, mi sono auto complimentato per la mia perseverante ed intelligente scelta. Roberto Brambilla e.mail

SANREMO/3

Il Re degli ignoranti ci regala il nulla
Da molto tempo Celentano e altri come lui sono stati eliminati dal mio telecomando. Leggendo il tipo di intervento fatto constato che, come al solito, le prediche del Molleggiato sono autentica aria fritta o meglio ancora il vuoto assoluto. Mi domando come possano i vertici Rai dare la parola per circa un'ora a un uomo con uno scarso peso culturale. Dal mio punto di vista in Rai si dovrebbero dimettere in massa. Gianfranco Riggi e.mail

STORIA/1

Comunisti abituati a oscurare la verità
Il vizio del comunismo: oscurare e falsificare le verità storiche. I silenzi e gli imbarazzi sui massacri delle foibe attuato dai comunisti titini mi ricorda quello delle fosse di Katlin. Qui 20.000 ufficiali polacchi vennero uccisi dai sovietici, ma furono incolpati i tedeschi. Andrea Niccolaioni Pontedera (Pi)

SANREMO/1

SANREMO/7

Invece delle canzoni comizi politici
Quando desidero sentire parlare dei politici mi reco a qualche comizio o ascolto qualche trasmissione dedicata. Non è accettabile che durante il Festival della canzone, chi paga il canone debba sorbirsi prediche, sermoni e battute poco eleganti da chi guadagna in un’ora l'ammontare che prende un operaio in 12 anni di lavoro. Ciò vale soprattutto per Celentano, ma anche per i due comici Luca e Paolo. Fabio Dominicini e.mail

SANREMO/4

Ma Morandi non si vergogna?
Se fossi Morandi penserei a cantare, non a imitare i presentatori. Non permetterei, nel mio programma, di far parlare Celentano su argomenti che sono fuori della sua portata intellettuale. Durante il parlare di questi mediterei, per vergogna, di non ripresentarmi in scena all'Ariston, portando come giustificazione un ricovero in ospedale per improvvisi dolori addominali e nausea. Giuseppe Scannapieco Maiori (Sa)

Quanta demagogia in quelle sparate
Inutilmente provocatorio, noiosamente monotono, stupidamente demagogico, pateticamente fuori tempo, antipaticamente presuntuoso… In una parola; Celentano. Gianluigi De Marchi Pino Torinese (To)

NORD: bel tempo, pur con velature o strati innocui in avanzamento sul Triveneto; nubi in aumento serale sulla Liguria centro-orientale. Temperature senza variazioni, massime tra 7 e 12. CENTRO: soleggiato pur con velature in transito; nubi marittime in aumento invece sulla Sardegna, entro sera anche sull'alta Toscana. Temperature stazionarie, massime tra 8 e 13. SUD: torna il bel tempo su tutti i settori, salvo residui fenomeni al mattino sul Crotonese. Temperature stabili o in lieve ascesa, massime tra 8 e 13.

STORIA/2

Il vero patriottismo degli esuli dalmati
Voglio ringraziare Pansa per avermi ricordato un ragazzino di 7 anni che, con i suoi 6 fratelli e sorelle, i genitori ed i nonni, lasciava la sua Zara, la sua casa, il suo mare, per andare nell'entroterra marchigiano, in una baracca di legno ed in un'unica stanza per tutti quanti. Questo per non rinunciare alla nazionalità italiana (quella vera), a cui mio padre teneva tanto. Il suo insegnamento è stato la mia guida. Mario Lonzar Cinzano (To)

SANREMO/5

Sul palco il tribuno dell’ipocrisia
Ipocrita al quadrato, ecco cos'è Celentano. Altro che i due giornali cattolici che, secondo lui, parlano «solo» di politica. E lui, che di mestiere fa il cantante, di che parla? Dai, facci risentire le tue belle canzoni, smettila di fare anche tu il tribuno della plebe, che ce ne sono già troppi in giro. Solo nella mia Regione, la Liguria, straparlano i si-

SANREMO/8

SANREMO/2

Celentano torni alla musica
Il Festival del Molleggiato è cominciato con i consueti monologhi confusionari e discontinui e recite da moralista. Critico nei confronti dei politici, della Chiesa, dei

Molte parolacce poche melodie
Protesto per la messa in onda, al Festival di Sanremo, di sketch con troppe parolacce, basati su satira politica che non ha nulla a che vedere con la canzone italiana. Per non parlare del monologo di Ce-

NORD: sole prevalente salvo nubi medio-basse tra Liguria e basso Piemonte, in estensione entro fine giornata a gran parte dei settori, ma con scarsi fenomeni. Temperature in lieve calo, massime tra 6 e 11. CENTRO: nubi su Sardegna e Toscana ma in genere asciutto; più sole altrove ma con nubi in aumento entro sera su Umbria e Lazio. Temperature in ascesa, massime tra 9 e 13. SUD: soleggiato pur con qualche nube sulla Sicilia; peggiora nella notte sull'alta Campania. Temperature in ascesa, massime tra 10 e 15.

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Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it

Statua romana scoperta dai Corazzieri sotto il Qurinale
Una statua del II o III secolo d.C. che raffigura un fauno di un corteo dionisiaco è venuta alla luce dal sottosuolo del Quirinale. L’hanno scoperta i Corazzieri, perlustrando un cunicolo che passa nei giardini. «L’area sotto il Quirinale è una miniera d’oro. Potrebbe trattarsi di un luogo sacro, forse il tempio di Quirino», ha detto Louis Godart, consigliere del presidente della Repubblica per la tutela del patrimonio artistico.

Isabella de’ Medici fu uccisa da una malattia, non dal marito
Isabella de’Medici (1542-1576), la bellissima figlia del granduca di Toscana Cosimo I e di Eleonora di Toledo, non fu uccisa dal marito, per gelosia, nella villa di Cerreto Guidi (Firenze). Semplicemente, morì a causa di una malattia delle vie urinarie. A scagionare Paolo Giordano I Orsini, duca di Bracciano, è una ricerca di Elisabetta Mori, che ha appena pubblicato il saggio L'onore perduto di Isabella de’ Medici (Garzanti).

La denuncia del filosofo conservatore

I diritti umani hanno sgretolato le nazioni
Per Scruton immigrazione, società multiculturale ed economia globale erodono la sovranità degli Stati. Fino al paradosso di un cittadino inglese impegnato in una jihad contro il popolo inglese
Pubblichiamo ampi stralci del capitolo «Minacce alla nazione» tratti dal volume di Roger Scruton Il bisogno di nazione (Le Lettere, pp. 98, euro 10) appena uscito in libreria. Il filosofo inglese difende l’idea di Stato nazionale considerandolo il più sicuro modello di pace e prosperità, contrapposto alle dittature totalitarie in stile Urss o alle burocrazie incomprensibili come l’Ue.

di ROGER SCRUTON
QQQ Non sono l’unico a considerare la fedeltà nazionale come una precondizione del governo costituzionale e democratico. E non sono l’unico a credere che le maggiori decisioni politiche con le quali ci dobbiamo confrontare attualmente riguardano la nazione e il suo futuro. Queste decisioni vanno prese con il massimo dell’onestà se dobbiamo fare ciò che è meglio per il nostro Paese e per il mondo. Tuttavia l’onestà è difficile, perché la censura prevale nei mezzi d’informazione e nei circoli governativi. Coloro che difendono la prima persona plurale del senso di nazione, in qualunque modo sfumato e con qualunque delicatezza di linguaggio, sono passibili di essere marchiati come fascisti, razzisti, xenofobi, nostalgici o, nella migliore delle ipotesi, “Little Englanders”. Le loro ragioni di solito vengono affossate da luoghi comuni sulla società multiculturale, sui diritti delle minoranze e sulla nuova economia globale. Alcune fra le burocrazie più potenti dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e del WTO danno risonanza agli appelli a formare un nuovo ordine mondiale e gettano ulteriore vergogna sui reazionari che impediscono la realizzazione dei loro piani. Nelle condizioni che stanno emergendo, solo gli Stati Uniti d’America resistono attivamente all’espropriazione della loro sovranità da parte delle Nazioni Unite, ed è quasi un paradosso che proprio uno Stato che si è formato attraverso una federazione, una Costituzione e una scelta politica consapevole sia oggi il maggior difensore della sovranità nazionale. È difficile rispondere alla domanda del perché questo accada. Eppure è così, ed è uno dei motivi della crescente divergenza di orientamento politico fra l’America e l’Europa. Inoltre, la resistenza americana nei confronti dei poteri legislativi delle Nazioni Unite, che minacciano la sua sovranità, dovrebbe essere accostata all’acquiescenza e anzi al suo sfruttare i poteri legislativi del WTO, che minacciano la sovranità di tutti gli altri. (...). Fra coloro che arrivano in Occidente in cerca di cittadinanza ci sono molte persone che ricambiano questo dono con gratitudine e fedeltà. Questo si

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IL NEMICO IN CASA
L’imam estremista Abu Hamza, che utilizzava la moschea londinese di Finsbury Park per predicare l’odio verso gli infedeli e reclutare terroristi . Sopra, la copertina del libro di Scruton (Olycom)

dimostra vero specialmente per coloro che combattono con molte avversità per raggiungere le nostre coste, che lavorano per costruirsi una stabilità e che si assumono personalmente e per intero il rischio della loro migrazione. Sfortunatamente questi immigrati sono attualmente atipici. Chi cerca asilo gode dei benefici dei sussidi statali dal momento in cui arriva, perché il governo è obbligato dalla Convenzione sui Rifugiati e sul diritto d’Asilo delle Nazioni Unite a offrirgli ospitalità a spese dei cittadini. (...). Improvvisamente quello che era “nostro” è diventato “loro”, e la scoperta che non c’è niente che si possa fare per rimediare a questa situazione, che non si può fare appello a nessuna

legge, a nessun tribunale e a nessun governo e che questo esproprio non può, quindi, essere interrotto pacificamente, ha un profondo impatto sul senso d’identità della gente. Un’identità plasmata su un senso condiviso di “casa”, è per sua stessa natura minacciata dalla persona che giunge a quella casa senza essere stata invitata e con una richiesta di asilo non negoziabile. (...). Si è creata una frattura fra il governo e la gente: il sentimento del “noi” non sembra aver più voce fra i nostri governanti e - sebbene vengano fatti ripetuti appelli alla “nostra” pazienza, tolleranza e buona volontà nei confronti degli stranieri - il governo continua ad agire non nel “nostro” interesse, ma

nel “loro”. È importante notare che questa crisi è il risultato diretto della legislazione transnazionale e potrebbe essere risolta immediatamente se solo i nostri leader politici mettessero l’interesse nazionale davanti agli obblighi artificiali imposti dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea. La Convenzione sui Rifugiati delle Nazioni Unite risale al 1951, quando al mondo i rifugiati o i richiedenti asilo non c’erano quasi. Ma essa ha vincolato le legislazioni degli Stati nazionali da allora, malgrado le circostanze siano, nel frattempo, radicalmente cambiate. La Convenzione permette ai dit-

L’INDISCRETO

L’assessore Boeri e il tabù Céline
Basta nominare Louis-Ferdinand Céline e il suo dannato pamphlet antisemita Bagatelles pour un massacre (libro proibito come neppure il Mein Kampf hitleriano) per scatenare l’inferno. Anche a Milano e anche nel 2012. E soprattutto, anche se a parlarne, alla Biblioteca Sormani, sono un giornalista di Avvenire, Riccardo De Benedetti, autore per Medusa del saggio Céline e il caso delle “Bagatelle”, e Gian Paolo Serino, direttore della rivista Satisfiction (fino a poco tempo fa edita da Vasco Rossi). L’appuntamento, per oggi, era pubblicizzato su Facebook con un invito a nome dell’assessore Stefano Boeri (nel tondo). Apriti cielo. L’assessore scrive che è tutta una truffa, che lui non c’entra nulla, che il Comune di Milano non ha mai dato il patrocinio a una simile iniziativa, che la sua presenza non è mai stata prevista né programmata, che è solo una formula di rito utilizzata dalla Sormani per gli eventi nella Sala del Grechetto. Ecc. ecc.. Va bene tutto, scuse tardive comprese. Ma a questo punto la domanda è inevitabile. Se non si fosse trattato di Céline, se il libro in questione avesse riguardato un Moravia o un Calvino, ci sarebbe stato tutto questo casino? Pensiamo di no. E allora perché ancora questi tabù? Omnia munda mundis.
M.S.K.

tatori di deportare i propri oppositori senza macchiare il proprio buon nome uccidendoli. L’intero costo della Convenzione è pertanto sopportato dagli Stati rispettosi della legge - in altre parole gli Stati nazionali - i cui sistemi legali e fiscali sono oggi schiacciati da uno sforzo intollerabile, risultato dell’afflusso di rifugiati. (...). Fino a ora, su questo argomento - il tema più importante con cui l’Europa si deve confrontare - ha prevalso un silenzio imbarazzato, indotto dall’autocensura e dall’intimidazione. Ma la gente sta cominciando ad aprire gli occhi di fronte agli effetti indesiderati che l’immigrazione ha non solo sulla fedeltà nazionale, ma anche sull’idea di cittadinanza che fino a questo momento era stata data per scontata. Come accennavo in precedenza, oggi è possibile reclamare i benefici della cittadinanza e perseguirli in nome dei “diritti umani” e non riconoscere di avere alcun dovere di ricambiare nei confronti dello Stato. È persino possibile essere un cittadino britannico pur essendo impegnato in una jihad contro il popolo britannico. L’idea che il cittadino abbia dei doveri di fedeltà verso un Paese, un territorio, una giurisdizione, e verso coloro che lo abitano presupposto delle radici della politica democratica - e che questo dovere dipenda dalla nazione come suo fondamento morale, non trova spazio nelle menti e nei cuori di molti di coloro che oggi si definiscono cittadini degli Stati europei.

CULTURA

Giovedì 16 febbraio 2012

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Cd rom presentato a Roma

Online l’opera omnia di Luigi Einaudi Finanziata dalla Lega

Chissà se è vero che oggi, come giura il nipote Roberto, sarebbe stato lui stesso a mettere in rete i suoi scritti. Magari attraverso un blog aggiornato in tempo reale. Di certo il periodo attuale lo avrebbe invogliato a rafforzare il suo ruolo di divulgatore. A suo modo, tuttavia, Luigi Einaudi sbarca lo stesso sul web. Lo fa grazie alla Fondazione che porta il suo nome, che come ultima iniziativa, in occasione delle celebrazioni del 50esimo anniversario della morte

dell’economista, ha presentato ieri a Roma un cd rom con 327 testi dello statista liberale. Un “distillato”del pensiero einaudiano in attesa che entro l’autunno sia battezzato un sito in grado di ospitare l’opera omniadell’ex capo dello Stato, circa 30mila pagine stampate. A finanziare l’intera iniziativa, con 120mila euro, è la provincia di Cuneo guidata dalla leghista Gianna Gancia, compagna di Roberto Calderoli:«È incredibilecome Einaudi,nono-

stante l’attualità del suo pensiero, sia praticamente assente da scuole e università». Ed è proprio per colmare la lacuna che dopo il lancio del cd rom, della cui distribuzione istituzionale si occuperà la stessa amministrazione leghista, nei prossimi mesi toccherà al sito. «Stiamo lavorando a un portale ad hoc in grado di soddisfare ogni tipo di lettore», assicura Giovanni Orsina, direttore scientifico della Fondazione Einaudi.

SORVEGLIATI SPECIALI

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Pillole di storia

Il medico italiano che inventò la nitroglicerina
::: SERGIO DE BENEDETTI
QQQ Durante un congresso a Torino sulla mineralogia, Alfred Bernhard Nobel, chimico, industriale e filantropo svedese, si rivolse con parole di gratitudine e di ammirazione verso il medico e chimico italiano Ascanio Sobrero, inventore della nitroglicerina. Correva l’anno 1879 e circa 13 anni prima Alfred, grazie alla scoperta di Ascanio, aveva inventato la dinamite, una miscela esplosiva composta da nitroglicerina (75%) e farina fossile (25%) che cambierà la storia del mondo. Va detto inoltre che Nobel, a tangibile segno di riconoscenza, da alcuni anni aveva fatto pervenire a Sobrero una rendita vitalizia. Nato a Casale Monferrato il 12 ottobre 1812, Sobrero si laureò a Torino in Medicina e Chirurgia a soli 21 anni. Lo zio, Carlo Raffaello, generale d’artiglieria e direttore dell’Arsenale, lo iniziò agli approfondimenti degli studi chimici, avendo notato nel nipote una particolare inclinazione alla ricerca scientifica, e poiché la capacità del giovane cresceva di giorno in giorno decise di mandarlo a Parigi presso il famoso Laboratorio di Theophile Jules Pelouze, dove la ricerca sull’azione dell’acido nitrico era particolarmente sviluppata. Nel 1843, con grande dispiacere di Pelouze, Ascanio fece un ulteriore salto di qualità trasferendosi in Germania, a Giessen, dove esisteva il più famoso dei Laboratori, quello di Justus von Liebig. Nel 1845, Ascanio tornò a Torino e proseguì gli studi sull’azione della miscela di acido nitrico e solforico sulle sostanze organiche. Alla fine dell’anno dopo, realizzò una serie di composti esplosivi tra i quali la glicerina fulminante o piroglicerina, successivamente denominata nitroglicerina. Nel frattempo aveva assunto presso la locale Università la cattedra di Chimica Generale nonché la docenza in Chimica alla scuola di Meccanica Applicata. Nel 1851 elaborò un farmaco che verrà utilizzato come stimolante respiratorio e che, in suo onore, verrà in seguito denominato «sobrerolo» da parte del celebre chimico inglese Sir Henry Edward Armstrong. Schivo, taciturno, soddisfatto ma nel contempo turbato dall’uso infausto che troppo spesso si faceva della sua scoperta più famosa, Sobrero continuò la sua attività di docente presso la Scuola di Applicazione per Ingegneri e divenne membro onorario dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Morì a Torino il 26 dicembre 1888. Nobel, trasferitosi nel frattempo a Sanremo, rinnovò con uno straordinario elogio funebre la figura del grande scienziato italiano.

MILITANTI

Abbagli, follie e illusioni degli «intellettuali» rossi
Dai faldoni della polizia rintracciati dalla Serri emergono i piani per introdurre il russo nelle scuole o il realismo socialista nella musica
::: MAURIZIO STEFANINI
QQQ Lo conoscevate il Compagno Buzzacchione? Detto così, sembra una via di mezzo tra un personaggio di Guareschi e uno di Renzo Arbore. Invece, è esistito davvero, ed era nientedimeno che lo Stakanov italiano. Un «forzuto operaio» che di passaggio in Unione Sovietica aveva avuto modo di distinguersi come super-lavoratore; che ne era stato premiato con un’automobile e un viaggio lungo il Volga da Gorki a Astrakan; e che in una conferenza, organizzata a Torino nel marzo del 1952 per spiegare la superiorità del sistema di organizzazione del sistema di lavoro sovietico su quello americano, venne appunto esibito sul palco. È uno dei personaggi più spassosi che emergono dalle pagine di Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980) (Longanesi, pp. 282, euro 18): un libro che Mirella Serri ha costruito a partire dai faldoni della polizia custoditi negli Archivi Centrali dello Stato. Detto così, si potrebbe averne un sospetto di noia mortale. E comunque l’idea che in quest’opera di spionaggio la figuraccia la facciano tutta gli spesso incolti poliziotti, alle prese con artisti e professori. E invece no! Il fatto è che il filo-sovietismo e l’ideologismo dei sorvegliati finiscono per essere talmente più ottusi della stessa mentalità questurina dei sorveglianti che l’effetto finale complessivo è di una comicità spesso travolgente. Da primi film di Nanni Moretti, a esempio, è l’operazione con la quale nel gennaio del 1951 la polizia blocca a Roma una mostra di artisti che intendono con le loro opere protestare contro la visita del generale Eisenhower. Difficile a 60 anni di distanza non avere l’impressione di un abuso contro la libertà di espressione. Ma è pure difficile leggere le descrizioni dei quadri nel rapporto senza convenire con l’autore che lì più che «arte contro la barbarie» era «barbarie dell’arte»: «lo scheletro del generale Eisenhower regge al guinzaglio dei cani recanti la testa dell’on. De Gasperi e dell’on. Scelba»; «Eisenhower che, portato a spalla da De Gasperi, tiene sotto la minaccia di un grosso bastone un gruppo di operai impauriti»; «il generale che galoppa su un cavallo trascinandosi dietro la morte armata di falce». Contributo di Guttuso: De Gasperi che «vestito da mandriano spinge avanti un gregge di pecore (il popolo italiano?) che altri scanna mentre altri si lava le mani lorde di sangue». Pure evocanti lo storico «no, il dibattito no!» o le corazzate fantozziane sono altri rapporti su sezioni e iscritti del Pci recalcitranti all’obbligo di abbonarsi o rivendere riviste di area come Vie nuove o il Calendario del Popolo. O sugli ascoltatori che fanno gli aeroplanini durante la presentazione della Storia della Resi-

Fabio Mussi e Massimo D’Alema in una fotografia risalente ai tempi dell’Università Normale. Nel libro di Mirella Serri si cita un D’Alema poco più che ragazzino fermato dalle forze dell’ordine mentre appende manifesti antiamericani sulla guerra del Vietnam

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IL LIBRO

STORIA SEGRETA «Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)» di Mirella Serri (Longanesi, pp. 282, euro 18) riporta alla luce la caccia all'intellettuale dei governi dc e il profilo nascosto della cultura di sinistra, con le sue illusioni e i suoi atroci abbagli. L’AUTRICE Docente di Letteratura e giornalismo alla Sapienza, ha scritto tra l’altro «Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista», «I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte 1938-1948» e «I profeti disarmati 1945-1948. La guerra tra le due sinistre».

stenza Italiana di Roberto Battaglia. Altri documenti ancora informano degli sforzi dell’apparato intellettuale vicino al Pci per propagandare l’eccellenza del modello universitario bulgaro, o per far sostituire all’inglese il russo nelle scuole. Ma c’è anche un Massimo D’Alema poco più che ragazzino fermato mentre appende manifesti anti-Usa sul Vietnam. Feltrinelli che va a mangiare con i redattori della rivista La Sinistra prospettando un finanziamento: loro propongono una pizza, lui insiste per andare in un ristorante di lusso e poi dice «facciamo alla romana», facendogli spendere metà dei loro stipendi mensili. C’è pure un farmacista maoista che tra confezioni di aspirina e sciroppi si fa spedire i volantini dell’Associazione Italia-Albania. E Potere Operaio dirama ai militanti disposizioni di infiltrarsi «alle elementari». In compenso, quando gli esperti sovietici nei dibattiti dell’Associazione Italia-Urss sminuiscono i film neorealisti gli stessi registi di sinistra si arrabbiano. Sullo stesso tenore di una polemica tra Togliatti e il musicologo Massimo Mila a proposito dei gusti musicali del teorico del realismo socialista Zdanov: «Chi ha detto che dei problemi artistici debbano occuparsi solo i competenti?». «Chi vi ha detto che se ne debbono occupare gli incompetenti?».

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Giovedì 16 febbraio 2012

SPETTACOLI

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Le sciagure all’Ariston

GUASTO TECNICO
Votazioni, look, Ivana: Sanremo è più triste che sobrio
Complimenti per il Festival
Picco su Papaleo, il Gattuso dell’Ariston
di FRANCESCO SPECCHIA
QQQ Vito Riviello è un misconosciuto poeta potentino scomparso due anni fa, noto per la sua antologica del’97 Assurdo e familiare (che, per inciso e l’esatta definizione che si può attagliare al Festival di quest’anno). Quando Rocco Papaleo ne ha citato il verso «un campo di girasoli a Cortona d’Arezzo/ un campo di paraculi a Cortina d’Ampezzo» a chiosa della puntata di un Sanremo ingoiato dal buco nero di Celentano; be’, in quel preciso istante, la sensazione è stata di sollievo. Sollievo, e allegria, e ridimensionamento dell’umane cose. In quell’istante abbiamo pensato che quel piccolo attore lucano amato da Veronesi e Monicelli, quel Woody Allen terronico con l’espressione atterrita di uno a cui hanno “appena comunicato che gli hanno fregato la macchina” (copyright Tony Damascelli), fosse l’unico normale in uno show senza nè capo nè coda. Papaleo ha un’ironia sottile. Transita da Totò a Neil Simon; e sosta dalle parti del primo Stefano Benni. Con Sanremo, Papaleo non c’entra un piffero. Eppure il suo monologo sul “Treno dei tentativi e dei rimpianti” scorreva sul palco dell’Ariston meglio di tutte le canzoni. «Al mio paese c’è una stazione dove è impossibile perdere un treno, perchè non ne passano...», ha attaccato Papaleo accompagnato da un pianista jazz abruzzese che «ha conosciuto la moglie al bar, luogo molto più frequentato del conservatorio...». E poi l’attore è svolazzato, di metafora in metafora, sul fantasma del padre, su una squadra di pallavolo femminile compressa in una locomotiva, su quella generazione di genitori - la nostra- che partono già in debito coi propri figli; e l’ha fatto con un’ironia lieve che nulla aveva a che vedere con le cupezze celentanesche mostrate. Sentivi da palco quasi l’odore acre della terra del sud e degli ulivi secolari; vedevi quasi spuntargli ai lati, i muretti a secco aggrappati ai fichi d’india, e dietro l’ombra della processione col santo patrono. Roba semplice e immediata, in contrasto con la scenografia spaziale, le vallette gnocche e gli effetti speciali. Papaleo, quello del David di Donatello, di Basilicata coast to coastè, al Festival, l’unico personaggio in linea con la nuova sobrietà del nuovo corso politico, di cui pochi sembrano accorgersi. Pochi in Rai. Perchè invece gli spettatori sono diversi dai palinsestari. Il picco dell’ascolto, 16,5 milioni di telespettatori, è stato raggiunto proprio con l’ ingresso in scena di Papaleo in loden blu e cartelletta alla Mario Monti, «rigore, sobrietà, responsabilità: dopo il governo tecnico, il conduttore tecnico». Il picco non è stato su Celentano. É stato su Papaleo. Come dire che Gattuso ha oscurato Beckham. Ancora più bella la sua battuta a Un giorno da pecora in radio: «Grazie Celentano per aver ospitato Sanremo nel tuo show». Ancora più spiazzante il suo commento in sala stampa all’enorme risultato d’ascolto della prima puntata costellata dalle ovvietà del Molleggiato, dal malfunzionamento del voto, dall’angusto spazio dato ai cantanti (ah già, ci sono anche le canzoni). Mentre tutti, da Morandi a Mazzi gongolavano per i 14 milioni di spettatori, Papaleo era l’unico ad ammettere: «Non mi sembra che un grande ascolto corrisponda a grande qualità. Non sempre i grandi incassi cinematografici corrispondono al cinema migliore. Forse in tv è diverso, ma sono qui per migliorare». Sì, in tv è diverso, caro Papaleo; e da oggi potrebbe migliorare. Però, lei stia così, non migliori mai...

::: SELVAGGIA LUCARELLI
QQQ Intanto partiamo col dire una cosa. Io anziché 350 mila euro a Celentano darei un’incensiera in oro zecchino a Padre Amorth e lo inviterei a fare un esorcismo nel teatro Ariston perché su questo Festival si sono abbattute tante di quelle sfighe che manco su sette generazioni dei Kennedy. A partire dall’assenza, al debutto, della valletta Ivana a causa di quella che il bollettino medico ha definito “cervicalgia acuta con blocco vertebrale”. Cioè, su un palco in cui l’età media è quella delle querce secolari del parco di Yellowstone, l’unica ad incriccarsi come una pensionata in balera al settimo ballo di gruppo, è stata una che ha vent’anni appena compiuti. Che poi io dico, Pistorius fa i 400 metri con gli arti in fibra di carbonio, e non c’è stato un Toradol, un Voltaren, un Oki in bustina, un cazziatone di Mazza che abbia rimesso in piedi ’sta tizia. Poi c’è stato il disguido delle votazioni. E qui devo dire che le cose avevano preso una piega sinistra fin dall’inizio.

conduttore tecnico, di tecnico non ha funzionato praticamente nulla. Non è ben chiaro come e perché ma i telecomandi che dovevano servire ai Trecento per votare, non hanno funzionato, ma vista la cura generale nell’organizzazione dell’evento, è probabile che a causa di qualche disguido i giurati abbiano ricevuto una partita di telecomandi destinati ai ventilatori a pale del casinò di Sanremo. Detto questo, a un certo punto ho temuto che Morandi proponesse di votare ad alzata di mano o che mettessero una paletta in mano a Ivan Zazzaroni. Sul monologo di Celentano inutile aggiungere ulteriori considerazioni. Mi limiterò a dire che mi è parso piuttosto lacunoso. Celentano infatti, in poco più di un’ora, si è limitato a parlare di preti, aldilà, teologia cristiana e evangelica, crisi economica,

malati terminali, Consulta, Famiglia Cristiana, Aldo Grasso, Lorenza Lei, Angela Merkel, Sarkozy, armi, Grecia e Don Gallo, non spendendo neppure mezza parola sul tramonto della giacca strutturata, sull’eliminazione di Antonella da Amici e sul problema del punteruolo rosso. Che poi il criterio col quale Celentano abbia scelto proprio Pupo nel ruolo del chierico del nuovo millennio, del dotto, del detentore del sapere, è ancora un mistero. Cioè, uno che fino a ieri cantava Gelato al cioccolato dovrebbe essere il nuovo Ayatollah? E soprattutto, come potrà mai essere la parola di Celentano il Verbo, se lui i verbi non li sa manco coniugare? Chiuderei col dire all’Adriano nazionale che quando suggerisce a Montezemolo di fare un treno lento per poter ammirare le bel-

lezze dell’Italia, forse dovrebbe provare a salire su un regionale Bari-Foggia sotto Pasqua. Oltre alle bellezze italiche, in quelle piacevoli 78 ore di viaggio, potrebbe assistere anche ai cambi di stagione, dal finestrino del treno. TACCHI E PARRUCCHE Sui cantanti, siamo onesti, c’è poco da dire, anche perché le canzoni non le ha ascoltate praticamente nessuno. Comunque il fatto preoccupante, è che da Emma alla Civello, le donne con tacco 12, sul palco ondeggiano con l’anca sbilenca e le gambe lievemente divaricate manco fossero reduci da una maratona di sesso con Rocco Siffredi. Da sottolineare il clamoroso infighimento di Francesco Renga: la canzone è quella che è e avesse chiesto ad Ambra la cortesia di farlo concorrere

Oltre 14 milioni di telespettatori

Boom di ascolti, Morandi batte Morandi
23.25 con il 59.68% di share. Ma chi c’era in video in questi momenti? Certamente non Celentano, entrato in scena intorno alle 22.20 e uscito circa un’ora dopo. No, a fare il botto, alle 21.42, è stato Rocco Papaleo, col suo ingresso in stile sobrio, loden blu e cartella sotto braccio alla Monti. Mentre alle 23.25 sul palco c’erano i Marlene Kuntz. E proprio Papaleo ha commentato: «Non mi sembra che un grande ascolto corrisponda a grande qualità. Non sempre i grandi incassi cinematografici corrispondono al cinema migliore. Forse in televisione è diverso, ma sono qui per migliorare». Di numeri ha parlato ieri anche il direttore di Raiuno Mauro Mazza, intervistato dal Tg1. «Una media ponderata vicina al 50%, la più alta dal 2005: dai tempi del primo Bonolis non si raggiungeva un risultato così importante», ha detto Mazza,spiegando poi che«non c’è statol’effetto Celentano» e che «il picco è stato raggiunto con l’ingresso in scena di Papaleo in loden, benissimo per Rocco». Senza contare che proprio lo scorso anno -se pure non nella puntata di esordio, ma in quella del giovedì sera intitolata Nati per unire- Roberto Benigni aveva ottenuto il picco dell’intera serata alle 22.42 con 19.738.000 telespettatori e il 65.32% di share. Considerando che il comico toscano era costato meno di Celentano e che non aveva sollevato le stesse polemiche, forse la Rai dovrebbe fare due conti...
ALESSANDRA MORI

QQQ Il Festival di Sanremo è partito bene, almeno in terSEGNALI SINISTRI mini di ascolti. La cosa peraltro non stupisce, tanta era l’atIntanto Morandi che presenta i giutesa creata per l’avvio della manifestazione, soprattutto inrati definendoli “abituali ascoltatori di torno all’esibizione di Adriano Celentano. Normale quindi musica”, che suona un po’ come “abiche i telespettatori, incuriositi, si siano sintonizzati su tuali consumatori di hashish”, manco Raiuno per vedere la kermesse, salvo poi ritrovarsi in gran fosse gente con la malsana abituparte delusi e arrabbiati, vuoi per le canzoni finite in dine di rollarsi una canna col secondo piano vuoi per le prediche del Mollegbiglietto dell’ultimo congiato. Comunque la prima parte del Festival certo di Povia. Poi la scelta dalle 20.44 alle 23.33- è stata seguita da del numero dei giurati, 14.378.000 persone (48.51% di share). Un riTrecento, che fa tanto sultato superiore, anche se non di tantissiTermopili e esercito che mo, alla prima serata del Festival dell’anno stramazza al suolo non scorso, che aveva incollato alla tv 14.175.000 spettatori (45.20% di share). Nella seconda sotto le lance dei persiani ma al primo acuto di Gigi parte, invece, vale a dire dalle 23.33 alle 24.39, il numero è sceso a 8.451.000 D’Alessio. Infine, una strana Gianni Morandi [Ansa] esaltazione da parte di questi (55.24% di share), a fronte dei 9.471.000 del 2011 (48.65% di share). La media giurati che fin dal primo momento sono un tripudio di urletti, apponderata della serata è stata quindi pari a 12 milioni 762 mila spettatori con il 49.59% di share: nella 61esima edizioplausi e gridolini che uno si chiede se quest’anno nell’aria, a Sanremo, anzine del Festival erano stati 11.992.000, per il 46.39% di share. Quanto basta per dire che Gianni Morandi ha battuto se ché il polline delle peonie, non voli qualche altra sostanza. Infine, nel Sastesso. Il picco di ascolto della serata è stato alle 21.42 con 16 nremo in clima di governo tecnico, con Rocco Papaleo che si definisce un comilioni 501mila spettatori. Mentre il picco di share alle

SPETTACOLI

Giovedì 16 febbraio 2012

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La pagella dei famosi di ALESSANDRA MENZANI 10 Marzullo, Fegiz e i fan di D’Alessio 2 8 5 9 7 4 1 1 6 8/9 3
Gigi Marzullo, notte fonda. Domanda a Fegiz: «Ma è Luzzatto Fegiz ad aver cambiato Sanremo o è Sanremo ad aver cambiato Fegiz?». Fegiz: «Questa è una bella domanda». I Soliti Idioti, geniali. La Canalis: «Ecco Ugenio Finardi». «Io salvo solo Belen, io lei la salvo sempre, infatti il suo video ce l’ho sull’hard disk», scrive il comico Giovanni Vernia su Twitter. Il coraggio di Alessio Vinci: stasera contro Sanremo va in onda in prima serata con Matrix. Messaggio su Twitter a Gigi D’Alessio: «Ho una ragazza che è pazza di te, e spero di starci insieme per tanto tempo... Ci faresti gli auguri?». Mara Venier e Marco Liorni sfogliano alla Vita in direttarispettivamenteFamiglia CristianaeAvvenire. Luca Bizzarri: «20 minuti dalla Bignardi (3% di share) più di 200 richieste di amicizia su Facebook. 20 minuti a Sanremo (50%) 25 richieste. Interessante, no?». Curioso che le votazioni si siano inceppate al momento di Bersani(Samuele).

L’assalto di Milly D’Abbraccio, pornostar, a Francesco Renga. Lo ha incontrato al ristorante la Pignese dopo l’esibizione e gli si è scaraventata addosso. Lui basito. Le manfrine della Rai su Celentano.

Il verde. Dolcenera aveva il ciuffo dei capelli verde ed Emma l’abito verde. Secondo Lucio Presta, anima del Festival, è un colore proibito in tv.
Twitter@AMenzani

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SMUTANDATA?

A sx Rocco Papaleo, Ivana, Belen e la Canalis. Sopra, un particolare “hot” di Belen (Ansa) con T’appartengo sarebbe stato meglio, ma con barba e capello corto ha causato smottamenti ormonali e più di uno svenimento. Il parrucchino di Lucio Dalla, tanto per dirne una, è ancora in sala di rianimazione nell’ospedale di Imperia e stenta a riconoscere perfino Lucio Dalla. Dolcenera ha una bella canzone ma outfit piuttosto discutibili. In particolare, Dolcenera: sei alta 1,60 scarso e metti il tronchetto. Brava. Per la finale i pinocchietti, mi raccomando. Marlene Kuntz, che cantano una gran bella canzone, hanno solo un problema: tutto il testo parla di felicità e loro sul palco sono più tristi del fado portoghese il due di novembre. Irene Fornaciari partecipa con una canzone dal titolo quanto mai appropriato: Grande mistero. E qui i misteri sono due: cosa fa Irene Fornaciari il resto dell’anno? Perché a parte quei cinque giorni a Sanremo nessuno l’ha mai vista altrove, che so, a bere un caffè al bar, lavare la macchina all’autolavaggio, nulla. Ma soprattutto: dove prende i vestiti finto hippy? Sul banco al mercato con i cd degli Intillimani e i ponchi del Machu Pictu? Infine: visto che Lucio Dalla, sul palco col giovane Pierdavide Carone, si limita ad agitare le braccia manco stesse nella palude e un alligatore gli avesse addentato un polpaccio, in che senso “lo ha accompagnato a Sanremo”? Ha guidato fino al casello Sanremo nord? E per chiudere la perla di Belen Rodriguez, che ha presentato Arisa con il gioioso annuncio: “ ‘Ecco a voi A RISSA!”, seminando il panico, perché tutti hanno subito pensato che Corona si stesse scazzottando dietro le quinte con Beppe Vessicchio. Morale: un Sanremo davvero tecnico. Sì, tecnicamente, un’autentica ciofeca. E tutta questa attesa per ’sta famigerata Ivana che alla fine, bella, per carità, ma sale sul palco alle undici di sera e dopo due parole è già chiaro a tutti che avrà sempre più spazio tra bocca e linea gengivale che sul palco di Sanremo.

LE CANZONI La fabbrica diventa Grandi Renga e Bersani il teatro della vita Noemi non è al massimo
:::
Palcoscenico
::: CARLO MARIA PENSA

Stasera duetti dei Big con gli stranieri, da Patti Smith a Macy Gray
::: LEONARDO IANNACCI
SANREMO

QQQ Ecco il nostro giudizio sulle canzoni dei 14 big del Festival dopo tre ascolti. Stasera ripescaggio di 2 dei 4 brani eliminati e duetti internazionali con artisti stranieri. Francesco Renga. Voce al top per un brano difficile assai. La tua bellezza è una delle più alte esibizioni canore della storia del Festival. Manifesto dell’amore (per Ambra?) che esalta la bellezza anche morale. Stasera duetto con Sergio Dalma nel brano El mundo. Modulata. Matia Bazar. Sei tu è la canzone più… nazional-popolare dell’Ariston. Purtroppo… Appartiene al millennio scorso. Duetto con Al Jarreau in Parla più piano. Polverosa. Eugenio Finardi. E tu lo chiami Dio non sembra di Finardi e, difatti, è stata scritta da una giovane autrice, Roberta Di Lorenzo. Pezzo delicato su un ateo che prova a fare l’agnostico. Buona l’interpretazione, meno la canzone. Teologica. Duetto con Noa in Surrender. Emma. Cerca di salvare con lo spirito da pasionaria Non è l’inferno, un pezzo così così che racconta denunce sociali e guai. Puntava alla vittoria la bionda tutta grinta che prende di petto l’Ariston. L’impressione è che abbia perso punti dopo le prime uscite.In affanno.Duetto con Gary Go sulle note di Il Paradiso. Noemi. Sono solo parole è stata cantata da grande vocalist, qual è la rossa Veronica. Il brano, purtroppo, deraglia. Dolente. Duetto con Sarah Jane Morris in Amarsi un po’. Carone-Dalla. La filastrocca grottesca narra di un poveraccio che vorrebbe concludere con la ragazza desiderata ma lei batte, prende 20 euro dal camionista di turno e gli fa ciao, ciao. Filastrocca abbiamo detto, non canzone. Amena. Duetto con Mads Langer in Anema e core.

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IN AFFANNO
Emma canta «Non è l’inferno»: tanta grinta ma testo così così

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GRANDE VOCE
«La tua bellezza» è un brano difficile. Ma Renga ha una grande voce.

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VOCALIST
Noemi canta «Sono solo parole» da grande volcalist. Ma deraglia.

D’Alessio-Bertè.. Respirare parte con timbriche neomelodiche: poi Gigi si fa da parte e irrompe Loredana in forma, da vera padrona del pezzo. Furba. Duetto con Macy Gray in Almeno tu nell’universo di Mia Martini. Nina Zilli. Mineggia la stangona di Piacenza in Per sempre, una canzone strappamutande, stile Studio Uno anni ’60. La pentola di capelli che ha in testa è, però, ispirata a quella di Amy Winehouse. Avvolgente. Duetto con Skye in Grande, grande, grande(di Mina…). Chiara Civello. Bella la fisarmonica che strofina i sentimenti spuntando nel sottofondo di Al posto del mondo. Timbrica jazz, quella di Chiara, per un pezzo pop che si rivela vuoto. Inutile. Duetto con Shaggy in Io non vivo senza te. Samuele Bersani. Rotola, rotola, rotola il “pallone” dell’omonimo del leader del Pd. Gli esiti ritmici sono piacevoli. Specchio delle sfighe di questo paese e di questo Festival, il brano Un pallone arriverà nei primi tre. Sottile. Duetto con Goran Bregovc in - udite, udite - My sweet Romagna, ossia Romagna mia in inglese!. Arisa. “La notte” dell’ex giudice di X Factor è piccola, troppo piccolina. Canta bene, lei. Ma non basta. Duetto con Feliciano in Que sera. Vaporosa. Irene Fornaciari. Il suo Grande mistero, tra echi della foresta e pipistrelli, non decolla mai. Duetto Vip con Brian May in I (Who ave nothing). Finta. Dolcenera. Squittii in Ci vediamo a casa: quello del focolare domestico è l'unico rifugio del dopo-Sanremo di Dolcenera? Lei si dimena ma resta imprigionata in una non-canzone. Vuota. Duetto con Professor Green in Vita spericolata. Marlene Kuntz. Testo terrificante quello di Canzone per un figlio: peccato, il brano parte in tromba e meriterebbe miglior fortuna. Rantolante. Duetto con Patti Smith in Impressioni di settembre.

QQQ Il teatro entra in fabbrica. La fabbrica si fa palcoscenico: scena di vita, poiché la vita è il lavoro dell’uomo. Il nuovo spettacolo del Piccolo Teatro Studio è il viaggio di un giovane che cerca lavoro e traversa gli spazi di una grande fabbrica, la Pirelli di Settimo Torinese. Di reparto in reparto, che una scenografia realistico-fantastica (di Maria Spazzi) svaria come una ricerca di continua fatica, il giovane accompagnato da una impiegata dell’ufficio (Beatrice Schiros) dovrà svelare, a chi già da tempo è lì a sudare il proprio dovere quotidiano e a se stesso, se e per quanto egli saprà diventare uno di loro, come loro. Operai, tecnici, ingegneri che egli incontra sono le voci e le realtà dell’impegno di dare alla civiltà un segno, una traccia continua del vivere per andare avanti, per riaffermare i valori del progresso. Che cosa è dunque una fabbrica, perché chi ci lavora sa di essere la forza del suo paese? Il fascino dello spettacolo nasce e si sviluppa nella articolazione della drammaturgia e della regia di Serena Sinigaglia che ha composto un testo traendolo dalla verità di interviste fatte ai dipendenti del polo industriale Pirelli di Settimo Torinese; e il dramma diventa documentario di un quadro di vita, al quale -con il giovane, Ivan Alovisioprendono parte i compagni del coro di cui vogliamo ricordare i nomi: Franco Sangermano, Giorgio Bongiovanni, Andrea Collavino, Fausto Caroli, Francesco Villano, Maurizio Zacchigna. PAROLE, PAROLE, PAROLE... Da alcuni anni la Compagnia palermitana M’arte Movimenti d’Arte diretta da Giuseppe Cutino illustra ad un pubblico nuovo gli esperimenti di una ricerca che ci restituisce i valori della parola. Ed ecco, fitto di parole, al teatro dell’Arte di Milano, il nuovo spettacolo, Ti mando un bacio nell’aria di Sabrina Petix, che si impone col vigore di una disputa, una lotta tra due duellanti sul domestico palcoscenico di una casa circondata dal verde di un giardino. Loro due, lui e lei, protagonisti di un amore smarrito, nelle ombre e nei lampi di una vita, incapaci di porsi contro gli eventi per fermarli, per cambiarli. Lui non si muove dal suo impegno di fissare ogni momento del suo essere, lei pronta alla fuga, decisa ma per sempre frenata nei suoi tentativi, oltre i quali vorrebbe ma non può, non potrà mai “mandare un bacio nell’aria”. Quelle due esistenze -lui e lei- diventano le nostre stesse esistenze, di noi che stiamo ad ascoltarli -bravissimi i due interpreti, Massimo Verdastro e Sabrina Petix- travolti, spesso senza capire, dalla frenesia del racconto, da quei due modi di vivere la vita così diversi l’uno dall’altro, così uguali l’uno all’altro.

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Giovedì 16 febbraio 2012

TV E SKY

Giovedì 16 febbraio 2012

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a cura di Giorgio Carbone

Rete 4 ore 16.30 Patch Adams

I CONSIGLI DELLA GIORNATA Raitre ore 21.05 Cinema Hits ore 21.10 Il caso Thomas Crawford Salvate il soldato Ryan

Cinema 1 ore 21.10 The killer inside me

RAI UNO
6.10 6.30 6.45 Unomattina caffè TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati Unomattina “In diretta dall’Ariston”. Condotto da Elisa Isoardi, Georgia Luzi Che tempo fa TG1 Occhio alla spesa “Cibi e salute”. Condotto da Alessandro Di Pietro La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici TG1 TG1 Economia TG1 Focus Verdetto Finale “Amore e carriera”. Condotto da Tiberio Timperi Dal Casinò di Sanremo La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni, Mara Venier TG Parlamento - TG1 Che tempo fa (all’int.) L’eredità TG1 62º Festival della Canzone Italiana “Terza serata: Viva l’Italia Tra gli ospiti Federica Pellegrini, Cesare Prandelli e Fabio Capello” (Diretta) TG1 Notte - TG1 Focus Che tempo fa Sottovoce

RAI DUE
7.00 Cartoon Flakes 10.00 TG2punto.it TG2 10.20 TG2 Medicina 33 10.30 TG2 Sì, Viaggiare 10.35 TG2 Eat Parade 10.40 Non solo soldi 10.45 TG2 Costume e Società 10.55 Achab 11.00 I Fatti Vostri 11.20 Cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Italia sul Due 16.10 Ghost Whisperer “Amore eterno” 16.55 Prima tv Hawaii Five-0 “L’organizzazione” 17.45 TG2 Flash L.I.S. Meteo 2 17.50 Rai TG Sport 18.15 TG2 18.45 Numb3rs “Fuoco amico” 19.35 L’isola dei Famosi 9 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 TG2 - 20.30 21.05 The Core (Fantascienza, 2003) con Aaron Eckhart. Regia di Jon Amiel. 23.25 TG2 23.40 La ragazza della porta accanto (Commedia, 2004) con Emile Hirsch. Regia di Luke Greenfield. 1.15 TG Parlamento

RAI TRE
8.00 Agorà “Tra riforma del lavoro e Pubblica Amministrazione che non paga” La Storia siamo noi “Falkland un atto di guerra” Apprescindere “La liberalizzazione nei trasporti” TG3 - Rai Sport Notizie - Meteo 3 TG3 Fuori TG Le storie Diario italiano Prima tv Julia TG Regione - Meteo TG3 - Meteo 3 TGR Leonardo TG3 L.I.S. Lassie Cose dell’altro Geo Geo & Geo TG3 TG Regione - Meteo Blob Lasciali ridere (Comico, 1933) con Stan Laurel, Oliver Hardy. Regia di Lloyd French. Un posto al sole Il caso Thomas Crawford (Thriller, 2007) con Anthony Hopkins, Ryan Gosling. Regia di Gregory Hoblit. Sirene “Puntata dedicata agli uomini della dogana e del GOA”. Condotto da Margherita Granbassi TG3 Linea notte

CANALE 5
6.00 7.55 8.00 8.40 8.50 Prima Pagina Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete TG5 Mattina La telefonata di Belpietro Mattino Cinque Grande Fratello TG5 - Ore 10 (all’interno) Forum TG5 - Meteo 5 Beautiful CentoVetrine Uomini e Donne Amici Pomeriggio Cinque TG5 Minuti (all’interno) The Money Drop TG5 - Meteo 5 Striscia la notizia La voce della contingenza. Condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker Da Piazza Syntagma Atene Matrix “La Grecia sull’orlo del baratro”. Condotto da Alessio Vinci (Diretta) Nella mente di Sarah (Thriller, 2005) con Kim Raver, Alison Sealy-Smith. Regia di Ralph Hemecker. TG5 Notte - Meteo 5 Notte Striscia la notizia La voce della contingenza (Replica)

ITALIA UNO
6.30 6.50 8.40 Mediashopping Cartoni animati Settimo cielo “Relazioni pericolose prima parte” “Relazioni pericolose seconda parte” Everwood “Cena di compleanno” “Momenti di intimità” Studio Aperto - Meteo Cotto e mangiato (all’interno) Studio Sport I Simpson What’s my destiny Dragon Ball Prima tv Camera Cafè The Middle “Super domenica” “San Valentino 2” La vita secondo Jim “Chi la fa... la spesa?” “La palla dei Packers” Trasformat Studio Aperto - Meteo Studio Sport Tutto in famiglia “Ormoni galoppanti” C.S.I. “L’assassino modellista” Calcio, UEFA Europa League 2011/2012 Sedicesimi di finale, gara di andata Udinese Paok (Diretta) UEFA Europa League Speciale Prima tv Nikita “Il miglior amico delle donne” “Case di vetro” con Maggie Q

RETE QUATTRO
6.45 7.20 7.25 8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10 16.15 16.30 TGCom24 - Meteo Ieri e oggi in tv Nash Bridges “Black out” con Don Johnson Hunter “La regina della neve - seconda parte” con Fred Dryer R.I.S. Roma 2 - Delitti imperfetti “Il mistero della bambola” Benessere - Il ritratto della salute TG4 - Meteo Un detective in corsia “Omicidio per magia” La signora in giallo “Un falso d’autore” Forum Flikken coppia in giallo “Il dipinto scomparso” Sentieri Patch Adams (Commedia, 1999) con Robin Williams, Bob Gunton. Regia di Tom Shadyac. TGCom - Meteo (all’interno) TG4 - Meteo Tempesta d’amore Walker Texas Ranger “Il purosangue” Il mio West (Western, 1998) con Leonardo Pieraccioni, Harvey Keitel. Regia di Giovanni Veronesi. La guerra di Charlie Wilson (Biografico, 2007) con Tom Hanks. Regia di Mike Nichols. TG4 Night News

LA 7
6.00 7.00 9.45 11.10 TGLa7 - Meteo Oroscopo - Traffico Informazione Omnibus TG La7 (all’interno) Coffee Break. Condotto da Tiziana Panella L’aria che tira “Il lavoro - e l’intervista a Giulio Tremonti”. Condotto da Myrta Merlino I menù di Benedetta “Ospite: Gabriele Cirilli” TG La7 Diane, uno sbirro in famiglia “Sordido intrigo” con Isabel Otèro Atlantide - Storie di uomini e di mondi “Davide e Alessandro Magno” L’ispettore Barnaby “La strega di paglia” con John Nettles G’ Day. Condotto da Geppi Cucciari TG La7 Otto e mezzo “Ospite Marco Travaglio” Piazzapulita. Condotto da Corrado Formigli (Diretta) TG La7 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso Basket Coppa Italia 2012 Montepaschi Siena - Banco di Sardegna (Differita)

10.00 11.00 12.00 12.25 12.45 13.10 14.00 14.20 14.50 15.00 15.05 15.55 17.40 19.00 19.30 20.00 20.15

10.35 12.25 13.00 13.40 14.35 15.30 16.10 16.55 17.45 18.30 19.00 19.30 20.00 20.55

10.55 11.00 11.05

12.00 13.30 14.00 14.10

11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.15 16.55 18.45 20.00 20.30

12.30 13.30 14.05 16.15

15.15

17.30 19.20 20.00 20.30 21.10 0.00 0.10 1.05

21.10

18.50 20.00 20.30

20.35 21.05

18.55 19.35 20.30 21.10

23.30

23.05

22.55 23.45

1.30 2.00

23.20

0.40 1.10 1.15

0.00

1.20

SATELLITI
FILM
18.55 In The Cut Con Meg Ryan SCP 19.10 Selvaggio è il vento Con Anna Magnani MGM 19.15 Spy kids 2 Con Antonio Banderas SCF 19.30 Little Nicky Con Patricia Arquette SCH 21.00 Fast Food Con Drew Barrymore SCP 21.00 Scuola di Polizia 3 Con S. Guttenberg SCC 21.00 Confucio Con Yun-Fat Chow C 21.00 Gorky Park Con William Hurt MGM 21.00 Sansone Con Judy Greer SCF 21.00 Gunmen Doppia azione Con C.Lambert SCM 21.10 The Killer Inside Me Con Casey Affleck SC1 21.10 Salvate il soldato Ryan Con Tom Hanks SCH 22.35 Pretty Princess Con Julie Andrews SCF 22.45 Benvenuti al Sud Con Claudio Bisio SCC 22.45 Mangia, prega, ama Con Julia Roberts SCP 22.50 In ostaggio Con Robert Redford SCM 23.05 Rimbalzi d’amore Con Queen Latifah SC1 23.10 La solitudine dei numeri primi Con Alba Rohrwacher C 23.10 Hud il selvaggio Con Paul Newman MGM 24.00 Il funerale è servito Con Keith David SCH 0.30 Lara Croft: Tomb Raider Con Angelina Jolie SCM 0.35 Dove vai se il vizietto non c’è l’hai? Con R. Montagnani SCC

CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE
TELEFILM
20.30 Tre cuori in affitto “Fiocca la neve fiocca” FR 20.40 Buona fortuna Charlie! DY 21.00 Castle “Ammanettati” FL 21.00 Prima tv Teen Wolf “Il ballo” F 21.00 Cuore e batticuore “L’uomo dagli occhi di giada” FR 21.00 Prima tv - Finale di stagione Silk “Avvocato della corona” FC 21.15 Prima tv Strike Back Project Dawn SKU 21.30 A tutto ritmo DY 21.50 Prima tv Happy Endings “Le zombiadi” F DY 21.55 Cybergirl 21.55 Grey’s Anatomy “La forza del silenzio” FL 21.55 C.S.I. “La scommessa” FC 22.00 Cuore e batticuore “La morte preferisce il colore” FR 22.20 Happy Endings “Il discorsetto” F 22.25 The Sleepover Club DY 22.45 Prima tv Happy Endings “Come ti rubo la scena” F

SPORT
13.30 Tennis, WTA Tour Doha: ottavi di finale (Dir.) ES 15.15 Biliardo, Snooker Welsh Open Giorno 4 (Dir.) ES 18.00 Tennis, WTA Tour Doha: ottavi di finale (Dir.) ES 20.00 Biliardo, Snooker Welsh Open Giorno 4 (Dir.) ES 20.00 PGA European Tour Weekly Magazine SP3 20.00 Adrenalinik SP2 20.00 Futbol Mundial SP1 20.30 Momenti di Golf SP3 20.30 MotorSport SP2 20.30 Highlights Uefa Champions League SP1 21.00 Sky Studio Golf (D) SP3 21.00 Obiettivo Londra 2012 Studio (Diretta) SP2 21.00 Calcio, Copa Libertadores 2012 Lanus - Flamengo (Replica) SP1 21.15 Golf, US PGA Tour 2012 Northern Trust Open: 1a giornata (Diretta) SP3 22.00 Rubrica sportiva Obiettivo Londra 2012 SP2 22.45 Città dei Campioni: Milano/San Pietroburgo SP1

Rai 4
21.10 Prima tv Doctor Who “The God complex” “Closing time” con Matt Smith 22.50 Ergo Proxy 23.15 Welcome NHK 23.45 Misfits “Nuovo ordine”

Rai 5
20.45 Passepartout “Sic transit gloria monti” 21.15 Love/Lust - Irresistibili Manie “I tacchi alti” 22.15 Suso racconta (Documentario, 2004) con Suso Cecchi d’Amico. Regia di Luca Zingaretti. 23.15 David Letterman Show

La 5
21.10 Glee “Acafellas” “La scoperta di un talento” con Matthew Morrison 22.50 Grande Fratello Live 23.25 Uomini e Donne

Rai Storia
21.00 Dixit Stelle “La conquista del Terzo Polo” “Nanga Parbat” 23.00 Res Tore “Trapani show” “Qui - La Vespa”

Iris
21.05 Mulholland Drive (Fantastico, 2001) con Naomi Watts, Laura Harring. Regia di David Lynch. 23.45 Middle of Nowhere (Horror, 2006) con Shaun Evans, Scott Mechlowicz. Regia di Ringan Ledwidge.

Cielo
20.00 MasterChef Italia 21.00 Corrado Guzzanti - Recital 23.00 La tragedia della nave Concordia “La ricostruzione della tragedia minuto per minuto”

Rai Movie
21.00 Enigma (Thriller, 2001) con Kate Winslet, Dougray Scott. Regia di Michael Apted. 23.15 Body sob 19 (Horror, 2007) con Arak Amornsupasiri. Regia di Paween Purikitpanya.

Real Time
20.40 Abito da sposa cercasi 21.10 Cerco casa disperatamente 22.10 Monster House: case da pazzi 23.05 Chirurgia XXL “Pelle in eccesso”

Canale Italia
20.30 20.50 21.00 23.45 TG Canale Italia TG Sport Cantando e Ballando C’era una volta

CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE
Joi
19.30 E.R. - Medici in prima linea “L’udienza” 20.25 V “Da Madre a figlia” con Elizabeth Mitchell 21.15 Prima tv Leverage “Operazione Oro” “Il brevetto” con Timothy Hutton 23.05 Psych “E’ pazzo o no?” con James Roday 23.50 Joi on Air

Steel
18.25 R.I.S. 2 - Delitti imperfetti “Fuoco incrociato” “Una sorpresa per il capitano” 20.25 Knight Rider “Prometeo prima parte - ep. pilota” 21.15 L’incarico (Thriller, 1997) con Donald Sutherland. Regia di C. Duguay. 23.15 Supernatural “Monster Movie” “Febbre da fantasma”

Mya
19.25 One Tree Hill “Un video galeotto” 20.05 Mya Mag “Speciale Smash” 20.25 One Tree Hill “Caccia al tesoro” 21.15 Shameless “La cocca di papà” “Padre Frank, pieno di grazia” con Ethan Cutkosky 23.15 Nip/Tuck “Kimber Henry”

DOCUMENTARI
20.00 Mega: Strutture NGC 20.00 Top Gear D 20.10 America’s Next Top Model SKU 20.15 Affari di famiglia THC 20.55 Mega: Strutture NGC 21.00 Top Gear D 21.05 Affari di famiglia THC 21.55 Quei secondi fatali NGC D 22.00 Deadliest Catch 22.00 Gli eroi del ghiaccio Sulle Ande THC 22.50 Tesoro, salviamo i ragazzi! FL
HD

RAGAZZI

LEGENDA
C Cult CN Cartoon Network D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD

20.05 I Simpson “Lo Ziff che venne a cena” “Fatti e assuefatti” F 20.10 Kung Fu Panda - Mitiche avventure NCK 20.25 Adventure Time CN 20.40 I pinguini di Madagascar NCK 21.05 Phineas & Ferb DY 21.10 Spongebob NCK 21.15 Regular Show CN 21.15 Phineas & Ferb “Elementare Stacy!” DY 21.35 Spongebob NCK 21.40 Mucca e Pollo CN HD Canale disponibile anche in alta definizione 22.00 Due fantagenitori NCK FL Fox Life SCH Cinema Hits 22.05 Il laboratorio MGM Metro Goldwyn Mayer SCM Cinema Max di Dexter CN NCK Nickelodeon SCP Cinema Passion NGC National Geo. SP1 Sky Sport 1 22.25 Due fantagenitori NCK SC1 Cinema 1 SP2-3 Sky Sport 2-3 22.30 Virus Attack CN SCC Cinema Comedy SKU Sky Uno CN SCF Cinema Family THC The History Channel 23.20 Titeuf
HD HD HD HD HD HD HD HD

Julio Cesar ko: a rischio il Bologna
Altra tegola in casa Inter: Ranieri perde Julio Cesar che ha riportato un infortunio a un gomito ed è in dubbio per la gara di domani con il Bologna. Sneijder si è allenato regolarmente con i compagni, così come Cambiasso. Milito e Stankovic a riposo per influenza.

No al ricorso, Mazzarri salta il Chelsea
L’ Uefa respinge il ricorso e conferma le 2 giornate (una terza sospesa con la condizionale) al tecnico del Napoli Mazzarri, espulso nella sfida di Champions di dicembre contro il Villarreal per avere strattonato il giocatore Nilmar. Mazzarri salterà la doppia sfida contro il Chelsea.

Taiwo al veleno: «Al Milan cose strane»
Intervista al veleno al Daily Mail di Taye Taiwo, difensore del Milan in prestito al QPR: «Zambrotta? Non si vedeva mai agli allenamenti, poi al sabato giocava. Fossi Walcott, e vedessi questo 34enne, lo sfiancherei. Nesta? Non ama correre. Ibra simpatico, Seedorf il migliore».

CHAMPIONS LEAGUE

Boateng, Robinho (doppietta) e Ibra (rigore) schiantano l’Arsenal 4-0 I rossoneri vedono i quarti. Silvio catechizza Zlatan prima del match
:::
::: TOMMASO LORENZINI

Spettacolo Milan
Commento
MILANO

Passerella al ritorno Ora Allegri può pensare solo al campionato
::: IVAN ZAZZARONI
QQQ Yes, they can. Eccome, se can. Dopo cinque anni di pudding nello stomaco (di Kakà 2007 l’ultima gioia) i milanisti possono ritrovarsi di nuovo nei quarti di Champions. Erano (sono) superiori all’Arsenal impoverito (anche da un imbolsito Wenger) e l’hanno puntualmente confermato. Seedorf a fare da guida esperta, Robinho il variatore esterno, Boateng cane da tartufo poiché abilissimo nello scovare le piste utili e sfruttare i vuoti difensivi degli avversari (ha il fiuto e i tempi giusti), lo scugnizzo Nocerino dispostissimo a sostituirsi a Prince, e Ibra nel ruolo di Ibra e cioè in tutti i ruoli e dappertutto: questa era nelle intenzioni di Allegri la fase attiva del Milan che sul prato di San Siro sporcato da due corridoi di moquette verde marcio ha disposto della bestia nera delle italiane nell’edizione più accessibile degli ultimi dieci anni. Chiarite così le intenzioni, i piani di una partita ben preparata, stavolta. Poi è successo che zio Clarence si è subito bloccato e Emanuelson ha portato in campo più gambe e polmoni che cervello: una mano santa. Dopo un quarto d’ora il Milan, finalmente nella sua forma internazionale e rinfrancato dal pari della Juve a Parma, era già davanti: invitato da Nocerino, Boateng s’è inventato una traiettoria delle sue, le più spettacolari. Il vantaggio facile e immediato ha consentito a Van Bommel - che ha pensieri semplicissimi, quasi elementari, e concede sempre poco all’estetica - di dare il meglio di sé come faro; e la lentezza degli inglesi - labirintica e problematica l’azione di Song, Arteta e Rosicki, inesistente Walcott - ha agevolato il lavoro di protezione di Thiago Silva e Mexès. “Si tromba anche la regina” era scritto su un ottimistico striscione esposto in curva: la seconda e la terza botta alla sovrana le ha date Robinho sottolineando i problemi di organizzazione più volte denunciati dalla squadra di Wenger, all’ultima stagione londinese, immagino - nel solo primo tempo il Milan è arrivato al tiro almeno sette volte. PS. Mi sorprendo di chi, commentando l'incontro alla tele, si sorprendeva delle difficoltà, dei limiti dell’Arsenal: sono convinto che non meritasse di superare - come purtroppo ha fatto - l’Udinese nei preliminari. Inoltre, in Premier, è tenuto su (e insieme) dai gol di Van Persie. Temo che siamo ormai prossimi al primo caso di “fine di un ciclo” per abuso di giovinezza - Walcott sostituito dal pre-pensionato Henry, un segnale inequivocabile...

Esame d’inglese teoricamente superato. Finalmente. Il Milan rifila un poker all’Arsenal e ipoteca il passaggio ai quarti. Rossoneri ordinati, Van Bommel libero di impostare e interdire, ospiti senza le giuste distanze e quasi mai dalle parti di Abbiati. Il ritmo non è altissimo, il Milan controlla e colpisce con due lampi nel primo tempo: al 15’ Boateng, un siluro, e al 38’ il raddoppio di Robinho imbeccato da Ibra. Il brasiliano esulta ancora in avvio ripresa: Vermaelen scivola, il suo destro entra a fil di palo: 3-0 meritatissimo. Rossoneri determinati e brillanti nel pressing, inglesi modesti: l’impressione è quella di una squadra mentalmente fragile e troppo individualista. Il 4-0 targato Ibra arriva al 33’ st su ingenuo rigore di Djorou. Il ritorno all’Emirates Stadium sarà poco più di una passerella.

MILAN

(4-3-1-2)

ARSENAL

(4-1-2-3)

::: ABBIATI 6.5: primo tempo da disoc::: SZCZESNY 5.5: completamencupato, paratone su Van Persie. te sorpreso da Boateng, non può nulla su Binho, in entrambe le oc::: ABATE 6.5: massima concentraziocasioni. ne, limita le discese ma non concede nulla quando Van Persie si muove nella sua ::: SAGNA 5: si addormenta aspetzona. tando il fischio per off-side (che probabilmente non c’è) e Ibra si invola ::: MEXES 6.5: qualche recupero in afper l’assist del 2-0. Fuori giri. fanno, ma non deve occuparsi di una vera prima punta. ::: VERMAELEN 5: meno solido di quanto ci si aspettasse, non chiude ::: THIAGO SILVA 7: comanda il pacné su Ibrahimovic né su Robinho, chetto arretrato con classe e senso della regalando - anche per un involonposizione. tario scivolone - due reti che posso::: ANTONINI 6.5: avvio impreciso, poi no già chiudere i prende coraggio perché MILAN-ARSENAL 4-0 giochi. né Sagna né Walcott sono pericolosi. ::: KOSCIELNY 5: RETI: 15’Boateng, 38’e 4’st Robi::: NOCERINO 6.5: perde Boateng che nho, 33’st rig. Ibrahimovic. lo giustizia all’istanun piccolo Gattuso con MILAN (4-3-1-2) : Abbiati, Abate (dal 44’ st Djorou doti di inserimento più te, Mexes, Thiago Silva, Antonini; 4.5: proprio una sespiccate. Perfetto quanNocerino, Van Bommel, Seedorf rataccia). do si limita alle cose (12’ Emanuelson); Boateng (25’st ::: GIBBS 5.5: posemplici, prova l’euroAmbrosini); Robinho (38’st Pato), chi svarioni dalla gol al volo: applausi alla Ibrahimovic. All. Allegri. sua parte, poteva maturità. Prandelli gli ARSENAL (4-1-2-3) : Szczesny, però osare di più darà fiducia? Sagna, Vermaelen, Koscielny (44’ st Djourou), Gibbs (21’st Cham(dal 21’st Oxlade ::: VAN BOMMMEL berlain); Song; Arteta, Rosicky; Chamberlain sv). 7: va a nozze, i gunners Walcott (1’st Henry), Ramsey, Van gli lasciano sistemati::: SONG 5: diga Persie. All. Wenger. camente cinque metri con molte falle, non ARBITRO: Kassai. per muoversi, pensare, trova quasi mai il NOTE: ammonito Antonini, Medirigere. tempo alle iniziative xes, Song, Djourou, Ambrosini. e ai movimenti di ::: SEEDORF SV: caBoateng, né la dipitano sfortunato, la stanza fra i suoi re426ª con la maglia del parti. Milan dura 12 minuti (dal 12’ Emanuelson 6.5:sorprende tutti) ::: ARTETA 5: se è lui che deve dettare i tempi all’Arsenal, forse Wen::: BOATENG 7: che rete, l’1-0 è stretto ger non si è spiegato benissimo. parente di quella inventata col Barça: petto e petardo sotto la traversa. Dimostra, ::: ROSICKY 5: 31 anni, il più vecancora, di essere indispensabile. Brava chio fra i gunners, non tramuta l’età Melissa, ma più bravo il fisioterapista che in contributo d’esperienza. l’ha rimesso in campo (dal 25’st Ambro::: WALCOTT 4: semplicemente sini sv: salta il ritorno). inutile, ha solo 22 anni ma lascia la sensazione di essere un grande in::: ROBINHO 8:gol meno facile di quelcompiuto (1’ st Henry 5.5: serata lo che si immagina, ma è in comproprietà d’addio, paga la serataccia dei giocon Ibra. Tanto movimento, come al solivani compagni). to, il 3-0 lo regala lo scivolone di Vermaelen. Notte magica (dal 38’st Pato sv). ::: RAMSEY 4.5: quando segna muore un vip, ma se gioca sempre ::: IBRAHIMOVIC 7: «Ho fatto tante così possono stare tutti tranquilli. prediche a Ibrahimovic, l’ultima pochi minuti fa nel corridoio verso il campo, ::: VAN PERSIE 6: i numeri di spero che servano». Parola di Silvio Berluquesta stagione: 22 gol in Premier, 2 sconi, che forse ha trovato il rimedio “euin FA Cup, 4 in Champions. Ultimo ropeo”per lo svedese. a mollare, ci prova tre volte.

Paolo nello staff del Psg

Maldini stanco di Galliani riparte da Leo e Carletto
::: GAIA FRIGERIO
PARIGI

QQQ Nessun futuro rossonero per Paolo Maldini, che anzi, andrà a raggiungere proprio i vecchi amici milanisti Leonardo e Carlo Ancelotti a Parigi. Tornerebbe così un trio dai grandi ricordi milanisti per portare in alto il Paris SaintGermain. A lanciare lo scoop è il quotidiano francese “Le Parisien” che parla di un accordo a partire da giugno 2012. L’ex capitano del Milan, 43 anni, probabilmente allenerà i difensori del Psg, ma forse vestirà un ruolo più dirigenziale, perché come spiega suo padre Cesare, «Paolo non ha voglia di fare l’allenatore, si soffre troppo, anche se non so niente dei contatti tra lui e il Psg». Maldini, secondo il giornale d’oltralpe, è «molto sensibile alle proposte dei

proprietari del Qatar. Anche se non è stato ancora firmato nulla, le due parti sono sulla stessa lunghezza d’onda e dovrebbero pervenire rapidamente ad un accordo formale». Viene ricordato a proposito di Maldini e Ancelotti e della loro amicizia, l’incontro tra i due dello scorso 14 gennaio. L’ex difensore era presente, accompagnato da Ibrahim Ba, al Parco dei Principi in occasione del debutto in panchina di Ancelotti per il match con il Tolosa. Presenza giustificata come «visita di cortesia». Ma per “Le Parisien” «dietro questo incontro si costruivano le basi di una futura collaborazione», che ora pare si stia definendo. Paolo ha concluso la sua lunga carriera con il club di via Turati nel 2009 e non ha mai nascosto la volontà e il piacere di poter rimanere in società in veste di dirigen-

SPORT

Giovedì 16 febbraio 2012

35

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Sedicesimi di E-League

::: ROMA
QQQ Continuare il percorso in Europa per confermare una stagione con i fiocchi. È l’obiettivo di Lazio e Udinese, impegnate in casa nei sedicesimi di Europa League, rispettivamente contro Atletico Madrid (ore 19, Mediaset Premium) e Paok Salonicco (21, Italia 1). A Roma torna Diego Simeone, ex giocatore laziale, che avverte: «Un giorno allenerò la Lazio, ma ora la batto». Edy Reja dice di lui: «Ha dato sicurezza alla fase difensiva. Non prendono gol da 6 match». Reja parla anche del momento della squadra, decimata dagli infortuni: «Siamo in un momento particolare per prestazioni e risultati, qual-

Simeone ritrova la «sua» Lazio Udinese col Paok

che problema ce l’abbiamo. Vogliamo andare avanti nel torneo». Per stasera non si recupera nessuno (Rocchi, Brocchi, Dias, Mauri, Alfaro, Cana out, Radu e Lulic in forse), si spera per le prossime gare. Anche Francesco Guidolin ha subito due perdite importanti: Isla fuori per tutta la stagione e Di Natale per qualche settimana. Ma l’Europa è l’Europa e bisogna vincere: «La scelta fatta nei gironi ha pagato, ruotando molti giovani. Adesso cambiano le cose: cercherò di mettere in campo la formazione migliore». Guidolin è consapevole della pericolosità del Paok: «Ha fatto 12 punti nel girone lasciando dietro il Rubin e eliminando il Tottenham. Teniamo all’Europa, la cerchiamo in campionato e la abbiamo qui», chiude il mister bianconero.

AL TARDINI È 0-0 Fra Parma e Juve gode il Diavolo
Palo di Chiellini, tre rigori reclamati. Conte resta 2°: «Fischiare per noi fa paura»
::: FRANCESCO PERUGINI
PARMA

PARMA-JUVENTUS

0-0

4 0 3 2

La Juve è da 10 contro il Parma, ma solo nei pareggi. Decima “X” per i bianconeri. Manovra lenta eattacco sterilefanno del palo di Chiellini al 4’la migliore occasione del primo tempo. Nella ripresa Giaccherini reclama un rigore netto e sfiora il gol. Il Parma risponde con un grande Pavarini e le magie di Giovinco (su di lui rigore dubbio). Un altro episodio su Pirlo scatena il nervosismo e la reazione di Conte: «Dare rigori alla Juve fa paura...». I bianconeri restano a -1 dal Milan.

PARMA (3-5-2): Pavarini; Zaccardo, Ferrario, Lucarelli (32' st Santacroce); Biabiany (23' st Jonathan), Valiani (9' st Musacci), Mariga, Morrone, Modesto; Floccari, Giovinco. All. Donadoni. JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (43' st Caceres), Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia (13' st Giaccherini); Matri (23' st Quagliarella), Vucinic. All. Conte. ARBITRO: Mazzoleni. NOTE: ammoniti Zaccardo, Bonucci, Vidal, Vucinic.

PARMA

(3-5-2)

Robinho festeggia il terzo gol all’Arsenal, doppietta per il brasiliano. Sopra, uno striscione simpatico a San Siro (Ap)

Maldini e Leo a Parigi per l’esordio di mister di Ancelotti te. Proprio ultimamente, (gennaio), l’ex capitano della Nazionale ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta parlando anche di Galliani. Già, perché il suo nemico numero 1 in casa rossonera pare essere proprio l’ad, che sembra contrastare il ruolo di primo piano che Paolo reclama. «Berlusconi aveva parlato chiaro e anche Barbara aveva fatto il mio nome. La realtà è che non mi è stato proposto nulla. In questi anni mi hanno chiesto di tornare prima Leonardo, poi Allegri e infine qualche mio ex compagno. Ma ho sempre trovato una porta chiusa in società. Leonardo mi avrebbe voluto vicino alla squadra, per lui sarei stato utile in qualunque ruolo», racconta. E su Galliani: «Incompatibilità? Da parte mia no. Da parte sua, non so. E non so nemmeno cosa c’è dietro questa loro scelta». Fatto sta che il Paolone nazionale al Milan non lo vogliono. Ancelotti, fin dai tempi del Chelsea lo voleva come vice, Leonardo pure, ora forse ce l’hanno fatta e il capitano storico rossonero potrebbe iniziare una nuova avventura nella capitale francese insieme a chi l’ha sempre sostenuto, richiesto e cercato.

::: PAVARINI 7:il palo lo salva in apertura. A Vucinic, Pirlo e soprattutto Giaccherini risponde da solo. ::: ZACCARDO 6.5: il più presente in fase difensiva. ::: FERRARIO 6: l’unica sbavatura del match se la concede dopo 4’. ::: LUCARELLI 6.5: chiude tutti i buchi con esperienza (dal 32’ st Santacroce 5.5: rischia molto su Pirlo). ::: BIABIANY 5: Donadoni vorrebbe rivedersi in lui, ma il francese sbatte contro la retroguardia bianconera e arranca indietro. Urge ripasso delle videocassette del suo allenatore (dal 23’st Jonathan 6.5: mette un argine sulla fascia destra). ::: VALIANI 5.5: si limita a coprire. Un po’ poco per uno con i piedi da trequartista (dal 9’st Musacci 6.5: motore delle ripartenze gialloblu). ::: MARIGA 6.5: la Juve c’ha Pirlo e Vidal, al Parma può bastare lui con tanta copertura e qualche idea. ::: MORRONE 5.5: fatica a trovare la sua posizione in campo. La trova nel secondo tempo in ap-

POLEMICHE E PARAPIGLIA Pirlo e Giovinco discutono Ansa

poggio agli attaccanti. ::: MODESTO 6: ingabbia Lichtsteiner per 45’, più libero nella ripresa. ::: FLOCCARI 6.5: vederlo fare fallo sulla propria trequarti deve essere un piacere per Donadoni. Se portasse a casa qualcosa anche in avanti... ::: GIOVINCO 7: anche da solo, riesce a tenere in apprensione Buffon. Una gran serata per farsi desiderare dalla Juve.

JUVENTUS

(3-5-2)

::: BUFFON 6.5:45’da spettatore, altri 45’in lotta con Giovinco. ::: BARZAGLI 6.5:se la cava con classe e mestiere contro la “Formica atomica”, ma prende qualche rischio di troppo. ::: BONUCCI 5.5: nel trio difen-

sivo a lui tocca il compito più facile. Nonostante le poche responsabilità, sembra sempre in tensione. ::: CHIELLINI 6.5: il palo dopo 4’ è solo un’immagine di una grande partita. Un po’ frettoloso quando imposta, ma chiedergli anche di sfornare assist sarebbe troppo. ::: LICHTSTEINER 5.5: schierato come esterno alto, ma costretto a fare il terzino da Modesto. Nella ripresa osa di più (dal 43’ st Caceres sv). ::: VIDAL 5.5: solita prestazione di grande quantità, ma gli manca brillantezza. Rimedia un’ammonizione sciocca a tempo scaduto che gli farà saltare la gara col Catania. ::: PIRLO 6: ogni calcio piazzato toglie il fiato al pubblico del Tardi-

ni. Ogni tanto però ricorda il metronomo compassato del Milan. ::: MARCHISIO 6:limitato negli inserimenti offensivi, va comunque vicino al gol. ::: ESTIGARRIBIA 5.5: impeccabile in difesa dove fa sfigurare Biabiany, manca di cattiveria e precisione nelle azioni offensive (dal 13’ st Giaccherini 7: meriterebbe un rigore. E un posto da titolare). ::: MATRI 5: tanto sacrificio anche da seconda punta e sulle fasce, ma si smarrisce davanti alla porta (dal 23’ st Quagliarella 5.5: non cambia ritmo alla squadra). ::: VUCINIC 5: spreca due belle giocate con dei tiri orrendi, poi trova la suola di Floccari su una conclusione in area. Nella ripresa si intestardisce e fa arrabbiare tutti.

GENOA BATTUTO 1-0

In dieci minuti Marilungo esalta l’Atalanta
BERGAMO Tre punti d’oro per l’Atalanta nel recupero con il Genoa (9° ko esterno). Colantuono festeggia la prima vittoria casalinga del 2012. Tutto nel secondo tempo: al 13’ traversa per i rossoblu con Kucka su corner di Veloso. Subito dopo altra traversa di Denis. È al 34’ che su assist di Denis, Guido Marilungo, 22 anni, entrato da dieci minuti, schiaccia nell’angolino basso. Atalanta (4-4-2): Consigli 6; Ferri 6, Stendardo 6.5, Manfredini 6.5, Peluso 6.5; Schelotto 5.5 (15’st Bonaventura 6), Cigarini 6(37’st Cazzola sv), Brighi 6, Carrozza 6.5; Gabbiadini 6.5 (22’st Marilungo 7), Denis 6.5. All. Colantuono. Genoa (4-3-3): Frey 6; Rossi 6, Granqvist 6, Carvalho 5, Constant 6; Kucka 6, Veloso 5 (26’ st Belluschi sv), Biondini 6, Sculli 6; Palacio 6, Jankovic 5.5 (40’st Ze’ Eduardo sv). All. Marino. Arbitro: Doveri. Note: ammoniti Stendardo, Manfredini.

1-0 MILAN JUVENTUS* LAZIO UDINESE INTER ROMA NAPOLI PALERMO GENOA CAGLIARI 47 46 42 41 36 35 34 31 30 30

0-0 FIORENTINA** PARMA* CATANIA** CHIEVO ATALANTA (-6) SIENA* BOLOGNA** LECCE CESENA* NOVARA 28 28 27 27 27 23 22 18 16 16

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Giovedì 16 febbraio 2012

[TRASPORTI]

I NUMERI DI IERI
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[BERGAMO]

Treni sovraffollati e ritardi I pendolari occupano i binari
DINO BONDAVALLI a pagina 41

11 Persone arrestate 2 Truffe 9 Furti d’auto 70 Borseggi

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300.000 Studenti con buono scuola 8.000 Famiglie in più con buono 2012 81 Milioni stanziati da Regione 1,5 Milioni di risorse aggiuntive

In scena il calcio-scommesse Ma l’opera è di 8 mesi fa
LUCA BASSI a pagina 42

Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@liberoquotidiano.it; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Winckelmann 1, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490

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La sòla

Dopo la sparatoria al parco Lambro

UN MESE DI AREA C:
TUTTI IN AUTOMOBILE

E IL COMUNE INGRASSA
::: ALBINA PERRI
QQQ La morale è che i milanesi sono proprio gnucchi. La buona educazione che Pisapia e Maran hanno provato a inculcar loro da buoni amministratori paterni -tutti a piedi o in metrò che fa bene ed è ecologicodura minga. A un mese dall’inizio della guerra santa alle automobili, i dati confermano: le difese merlate del centro città non reggono, gli automobilisti hanno ripreso a varcare i bastioni. E lo smog, poi, quello non se n’è mai nemmeno andato, e ora siamo sopra la soglia da dieci giorni. Insomma, come previsto, Area C è una sòla per tutti, tranne che per le casse di Palazzo Marino. I dati son lì neri su bianco: il primo giorno, quando la gabella è stata introdotta con tanto di fanfare, gli automobilisti si son tenuti alla larga dai varchi. Se il giorno prima intasavano il centro in 122 mila, con la tassa son scesi a 67 mila. Salti di giubilo di Maran e Pisapia, che a tutti dicevano: «Grande successo di Area C». Se avete notato, da allora si son ben guardati dal rifare la scenetta. Perché oggi, a un mese da quel dì, i numeri sono cambiati. In città circolano 91 mila vetture. Mica tantot persone in più. La gente che i primi giorni mollava la vettura per farsi la scarpinata a piedi nel gelo, ha mollato. Non ce la si fa. Non tutti sono giovani e forti. A meno dodici e con la neve in 24 mila hanno mandato a ranare l’ecologia e son saltati sul mezzo privato. Cinque euro a cranio, ma va bene: maleducati, impoveriti, ma al caldo, la vita è una e ci si deve pur coccolare. In questo fiasco, e con l’aria che puzza di smog, il Comune ha pure provato a infinocchiarci con la storia del black carbon. Non si respira, ma a Maran non manca il fiato per cantare vittoria: è basso, ragazzi, è basso. Si scorda ancora una volta, Maran, di spiegare che la centralina di rilevamento è sul tetto della Galleria, fronte piazza Duomo, dove le auto non passano da vent’anni almeno. L’unica certezza è che le casse del Comune ingrassano. Novanta mila ingressi fanno 450 mila euro al dì. Togliamo residenti e graziati eventuali, resta comunque un bel gruzzolo. E c’è chi crede ancora alla storia dell’ecologia, e della Milano-educata? Ma andiamo (con l’auto, però).

La rabbia dei vigili nel mirino «Ridateci corsi ed esercitazioni»
Congelati gli stage dei reparti speciali, al poligono quasi mai. Pisapia: tutto da rivedere
CAOS ARSENAL PRIMA DELLA CHAMPIONS LEAGUE
QQQ Mentre si attende l’esito dell’autopsia sul corpo del giovane cileno ucciso in via Orbetello, impazzano le polemiche sulla sicurezza. Il Sulpm, Sindacato unitario della polizia locale, riconosce un alto «standard generale di addestramento del corpo» ma chiede che vengano riattivati gli stage mensili dei nuclei speciali, congelati da quest’estate in attesa della riorganizzazione del corpo. «Vanno ripresi al più presto, è un danno per tutti gli agenti». Sinistra divisa sui vigili «disarmati». Il Pd: «Inopportuno e antistorico togliere i compiti di pubblica sicurezza».
MASSIMO COSTA a pagina 39 DUBBI SULLA PISTOLA

Oggi l’autopsia sul ragazzo cileno
di SALVATORE GARZILLO

L’autopsia dirà se Gomez Cortes sia stato colpito alle spalle e da quale distanza.

.

SERVIZIO a pag. 39

Lancio di bottiglie, la polizia carica i tifosi
QQQ Cinquemila i tifosi dell’Arsenal arrivati da Londra per assistere alla partita degli ottavi di Champions League. Tra di loro anche duecento esaltati che all’ora di pranzo hanno occupato il sagrato del Duomo e, ubriachi, hanno tentato di invadere la Galleria per acciuffare quattro milanisti di passaggio intenti a provocarli. Ma, poiché la galleria è off limits, soprattutto per gli ultras, è finita a botte. I supporter dell’Arsenal, hanno cominciato a lanciare bottigliette e lattine di birra. I poliziotti hanno caricato. E alla fine uno dei tifosi è rimasto lievemente ferito. Fotogramma

Nuove regole per i negozi etnici

Milano dice no alla legge Harlem
QQQ La Regione Lombardia vara la legge Harlem, che detta nuove regole per l’apertura di centri massaggi, negozi di parrucchieri e kebab gestiti da orientali. Anche loro dovranno adeguarsi alla normativa italiana: avere un diploma e pagare i contributi. Ma il centrosinistra parla di «razzismo» e invita il Comune di Milano a non applicare le regole suggerite dalla Regione.
a pagina 38

Fuori dal vaso
«I vigili hanno staccato un manifesto al quartiere Isola. basta con la burocrazia invasiva, si restituisca alla città questo simbolo»
LUCA GIBILLINI (SEL)

NESSUNO TOCCHI I MANIFESTI ABUSIVI.

Como

Seguono il gregge, cento pecore (e un asino) nel dirupo
::: DARIO ALEMANNO
QQQ Un centinaio di pecore morte nello stesso momento: sono finite tutte insieme in una scarpata, cadendo rovinosamente. Stessa sorte è toccata anche a un asinello che pascolava con il gregge. È accaduto l’altro giorno a Capiago Intimiano, piccolo Comune tra Como e Cantù. Il gregge stava pascolando allegramente in una zona boschiva, tra via Faleggia e via Kennedy. Secondo una prima ricostruzione le pecore avrebbero preso una strada sterrata e poi avrebbero cominciato a seguire un sentiero. Quanto successo appare davvero insolito, per non dire incredibile. Le bestie non avrebbero notato il dirupo che era coperto dai rovi: un enorme fosso profondo cinque metri e lungo circa sessanta. Qualcuna è caduta morendo immediatamente dopo l’impatto a terra, qualcun altra è rimasta ferita gravemente ed è morta dopo ore di agonia. Sul posto sono intervenute la polizia locale, l’Asl e la protezione civile per il lungo e difficoltoso recupero di tutte le povere bestie. Alcuni ovini sono stati recuperati con il verricello. A imbattersi nella sgradevole scena e ad avvisare le autorità competenti, è stato un residente che stava passeggiando nella zona verde di Capiago. Non è chiaro, ancora, se ci siano responsabilità da parte di qualcuno. Il padrone del gregge non è stato ancora rintracciato.

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CRONACA

la nuova «legge Harlem»

NUOVE TARIFFE

Regole per i negozi degli stranieri Milano non le vuole
Il Pirellone approva la stretta su centri massaggi, kebab e parrucchieri. Per Sel, Pd e Idv cittadini la misura è «razzista»
::: TIZIANA LAPELOSA
QQQ L’erba del vicino è sempre più verde, recita il detto. Per il centrosinistra ad essere più “verdi” sono invece le attività commerciali dei cinesi e degli orientali in genere. Che non vanno toccate. Basta fare un salto in via Paolo Sarpi a Milano per capire di cosa si parla: qui ci sono 300 negozi in mano agli orientali e soltanto 5 gestiti da italiani. Si tratta di un vero e proprio quartiere ghetto (su google map c’è proprio scritto Chinatown) su cui il Comune di Milano potrebbe intervenire grazie alla legge approvata dalla Regione Lombardia. Una legge che, oltre a dare facoltà al sindaco di rallentare la proliferazione di attività orientali, prevede la conoscenza della lingua italiana per chi apre un negozio, il possesso degli stessi requisiti dei centri estetici italiani per chi gestisce i centri massaggi orientali (dovranno, cioè, possedere un diploma e dichiarare l’inizio dell’attività), e il pagamento dei contributi previdenziali per tutti gli esercizi, compresi quelli che vendono kebab, le insegne scritte in italiano e l’esposizione dei prezzi. In pratica, le stesse cose che si chiedono ad un cittadino italiano che decide di aprire un centro estetico o vendere cibo. Né più, né meno. Si chiama legge Harlem, una sorta di omaggio all’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, che ha risollevato Harlem, il quartiere-ghetto della Grande Mela, grazie a provvedimenti come quello redatto dal leghista Massimiliano Orsatti, che tra l’altro recepisce la direttiva europea Bolkestein, al consiglio regionale della Lombardia. Obiettivo: «Gestire l’immigrazione in maniera responsabile, evitando la formazione di ghetti e le implicazioni che ne derivano a livello di sicurezza e concorrenza sleale», come ha ricordato Orsatti. Ma al centrosinistra, invece, i quartieri-ghetto sembrano piacere. Per l’Idv al Pirellone il testo «trasuda razzismo», per il Pd si tratta di un favore fatto dal Pdl alla Lega. Questa «è una delle condizioni che il Carroccio pone al Pdl in questa fase di scontro all’interno della maggioranza», tuona la consigliera Arianna Cavicchioli. L’Udc teme che la legge non sia «lo strumento ideale per correggere alcune anomalie reali». Da palazzo Marino, mentre l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso si riserva di commentare prima di aver letto il testo, è Sel che si fa carico di criticare la legge Harlem. «Una legge populista e razzista che per colpire gli immigrati colpisce lo sviluppo», dice il consigliere comunale Luca Gibillini. Al quale non va giù che INSEGNE INCOMPRENSIBILI La legge prevede l’italiano per le insegne dei negozi orientali. Anche chi lavora deve conoscere la lingua italiana. Fotogramma da oggi in poi «chi sta dietro un bancone dovrà dimostrare di conoscere l’italiano o, in caso contrario, sostenere corso e prova d’esame». Per la sinistra, dunque, queste sono cose che soltanto gli italiani sono obbligati a fare. «Siamo certi che il governo e la commissione europea impugneranno questa legge e non la faranno passare. Milano non la applichi», conclude Gibillini. Ed è sull’incostituzionalità di alcuni passaggi e il contrasto con il decreto sulle liberalizzazioni del premier Mario Monti che si appella tutto il centrosinistra. Ma Orsatti replica: «Il commercio è competenza della Regione e non si può parlare di contrasto con la legge nazionale. La legge non prevede sanzioni e imposizioni ai sindaci». In sintesi: se ai sindaci piacciono i quartieri-ghetto è un problema loro.

Fattore famiglia per i servizi sociosanitari
La nuova legge in materia sociosanitaria della Regione si chiama Fattore Famiglia. Approvata dopo una lunga seduta del consiglio, è un nuovo sistema di calcolo delle tariffe dei servizi socio sanitari che ora prenderà in considerazione, oltre al reddito, anche diversi altri fattori. Il numero dei componenti del nucleo famigliare, la presenza di minori, di persone disabili o non autosufficienti, ma anche di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilità e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido) o di un solo genitore convivente. Il provvedimento, in via sperimentale per un anno su un numero ristretto di comuni, solo dopo una ulteriore valutazione sarà esteso a tutta la Lombardia. A livello regionale il Fattore Famiglia ha già trovato applicazione nella Dote scuola 2012-2013. Sono stati infatti stanziati 81 milioni di euro che daranno diritto al buono a 8.000 famiglie in più rispetto all’anno scorso e quindi a 300.000 studenti. SARA BIONDINI

VIALE PIAVE

Tubo rotto Un quartiere senz’acqua
Un intero quartiere ieri pomeriggio è rimasto senz’acqua per circa sette ore. Tutto inizia intorno alle 13 e 40, quando arriva una prima segnalazione al Pronto intervento dell’Acquedotto milanese. In zona Porta Venezia non c’è più acqua. Le squadre di tecnici escono immediatamente ma non è così facile individuare e riparare il guasto. Dopo ore di lavoro si trova la causa. Un tubo, una delle principali condutture della zona, si è rotto all’angolo tra via Cappuccini e viale Majno. «Un cedimento strutturale», spiegano dall’Acquedotto, «dovuto probabilmente all’improvviso rialzo delle temperature». Le tubature infatti, dopo giorni di gelo, potrebbero essersi crepate. Risultato: via Cappuccini, viale Majno, viale Piave, via Vitali e piazzetta Duse, praticamente tutta l’area compresa tra i giardini pubblici di Porta Venezia e la circonvallazione sono rimasti a secco. Disagi quindi per i residenti della zona che non hanno potuto usare i rubinetti e per i commercianti. I bar infatti non hanno potuto servire nemmeno un caffè.

Roberto Formigoni e i baci sul Pirellone

«I duemila innamorati di San Valentino hanno sconfitto le polemiche»
::: FRANCO NICOLETTI
QQQ Dopo una vigilia di polemiche, una serata di festa. I baci di martedì sera in cima a Palazzo Lombardia hanno sconfitto le strumentalizzazioni politiche. Un San Valentino sorridente dopo le turbolenze. Prima la sparata del Pd Ivan Scalfarotto («Tutti i gay vadano al Pirellone»), poi gli appelli dell’Arcigay contro le presunte «politiche discriminatorie» nei confronti degli omosessuali. Alla vigilia, il presidente Roberto Formigoni non aveva abboccato alle provocazioni: «Non chiuderemo le porte a nessuno». Detto, fatto. «È stato un grande successo». Presidente Formigoni, si temeva l’invasione di striscioni e bandiere degli attivisti gay, invece tutto è filato liscio senza tensioni. Soddisfatto? «Non bisogna dare peso a certi particolari. L’invito della Regione Lombardia è stato accolto in maniera positiva giorno. Abbiamo scelto di offrire ai milanesi e ai lombardi una splendida vista, dal punto più alto del grattacielo più alto d’Italia. D’altronde le visite ai grattacieli sono eventi ricorrenti in tutto il mondo da New York a Shanghai. In più, la nostra è una scelta fatta all’insegna di una politica di trasparenza e di apertura ai cittadini da parte della pubblica amministrazione». È il principio che governa la costruzione di Palazzo Lombardia? «Sì, abbiamo pensato a una sede che fosse aperta alla cittadinanza. Gli spazi della piazza coperta sono tutti assegnati. L’asilo ha già aperto come alcuni spazi commerciali. Gli altri operatori hanno deciso di aprire in momenti differenti». L’obiettivo è far vivere il quartiere anche fuori dagli orari d’ufficio? «Certamente. Anche l’apertura della pista di pattinaggio, nel periodo di Natale, seguiva questo proposito ed è stata un grande successo».

Il governatore Roberto Formigoni all’ultimo piano del Pirellone Ftg dai cittadini, sono saliti più di 2.500 persone e alcuni hanno aspettato in fila anche un’ora prima di entrare». Caso chiuso? «Non potevamo accettare manifestazioni né rivendicazioni politiche. Noi abbiamo rivolto un invito ai milanesi e ai lombardi, che hanno colto lo spirito della festa. Non a caso si rifà a San Valentino, una figura cristiana che è diventata il simbolo dell’amore tra un uomo e una donna». Si aspettava questi numeri? «Per la prima volta abbiamo aperto Palazzo Lombardia di sera, altre volte era possibile visitarlo ma durante il

CRONACA

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Sinistra divisa sui vigili disarmati

Ghisa «spuntati»: niente corsi, poco poligono
Il sindacato Sulpm: congelati gli stage mensili dei reparti speciali. Pisapia: ripensare il ruolo della Polizia locale
::: MASSIMO COSTA
QQQ Le due coordinate sono fissate dalle legge regionale. Addestramento e aggiornamento. Un agente della polizia locale di Milano, per diventare tale, deve sostenere un corso di formazione di 400 ore. Codici, leggi, simulazioni. La sparatoria di Crescenzago, con il cileno morto e il ghisa Alessandro Amigoni indagato per omicidio volontario, fa rimbalzare da giorni lo stesso interrogativo: i vigili milanesi sono addestrati al meglio? I numeri del comando raccontano un livello di preparazione di «eccellenza». «La nostra scuola è la migliore d’Italia» dice l’ex vicesindaco Riccardo De Corato. Nel 2009, i 3mila vigili cittadini hanno partecipato a oltre 76mila ore di formazione. Come affrontare il pericolo, come limitare i rischi. C’è anche il poligono, ovviamente: 100 colpi all’anno divisi in due sessioni. I ghisa - tutti, senza distinzioni - si esercitano a sparare con gli istruttori di tiro, mentre fino a dieci anni si andava al poligono una volta l’anno per sparare venti colpi. La scuola di formazione di via Boeri ha lanciato anche i primi campus annuali, dove si affrontano esercitazioni con «simulacri» di armi vere. C’è una costola dell’addestramento, però, che per i sindacati si è bloccata con il cambio di governo cittadino, in attesa dell’applicazione dei nuovi indirizzi «arancioni» al corpo. Marcello Massari è il delegato del Sulpm all’interno dei «nuclei operativi» dei vigili. Si occupano di sfratti di case occupate, sgomberi, indagini di polizia giudiziaria, insomma tutte le attività più vicine all’evoluzione moderna del ghisapoliziotto. «Fino a prima dell’estate avevamo degli stage mensili in via Boeri sulle attività quotidiane del nucleo operativo» spiega Massari. Gli argomenti: come fermare una macchina in fuga, come intervenire in caso di rissa, come reagire alle aggressioni. «Purtroppo questi corsi si sono bloccati in attesa della riorganizzazione. Li hanno soppressi, ma a rimetterci sono tutti gli agenti. I nuclei sono rimasti, ma i corsi mensili sono congelati». Ad aprile dovrebbe scattare la prima novità: 130 vigili di quartiere in più con una parziale modifica del settore «viabilità». Ieri il sindaco Giuliano Pisapia ha confermato la volontà della giunta di ripensare i contorni dell’azione della polizia locale: «Rifletteremo su quello che è il ruolo e la funzione dei vigili, dando loro tutto il

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IL CASO

ADDESTRAMENTO Per diventare agenti della polizia locale è obbligatorio un corso di formazione di 400 ore. Ogni anno, poi, la legge prevede un corso di aggiornamento che comprende due sessioni di tiro al poligono (100 colpi). LO STOP Secondo il Sulpm, in attesa della riorganizzazione del corpo sono stati congelati gli stage mensili che i nuclei operativi frequentavano in via Borsi. POLEMICHE La sinistra radicale chiede di rivedere i compiti di pubblica sicurezza dei ghisa. «No ai vigili-sceriffi». Diverso il parere del Pd: «È inopportuno e antistorico togliere le armi alla polizia municipale. No a strumentalizzazioni politiche». Oggi commissione Sicurezza in Comune.

Un vigile a Crescenzago dove è stato ucciso il giovane cileno. Fotogramma


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Q La sinistra radicale vuole far trasformare i vigili in assistenti sociali oppure in stacca-multe, distogliendoli dai compiti di sicurezza.
RICCARDO DE CORATO

Q Rifletteremo sul ruolo dei vigili, dando loro il necessario per fare il loro dovere ma soprattutto creando le condizioni affinchè possano essere veramente al servizio di tutta la città.
GIULIANO PISAPIA

Amigoni rischia l’arresto

Oggi l’autopsia sulla vittima Dubbi sulla pistola
::: SALVATORE GARZILLO
QQQ Oggi è il gran giorno. L’autopsia sul corpo di Marcelo Valentino Gomez Cortes, il cileno di 29 anni ucciso lunedì scorso dal vigile Alessandro Amigoni, aiuterà a fare chiarezza sulla dinamica dell’omicidio. Si capirà innanzitutto se l’agente ha colpito il giovane alle spalle (ipotesi più accreditata) e da quale distanza ha premuto il grilletto. In attesa dell’esito dell’autopsia, la Procura di Milano e i legali della famiglia della vittima e di Amigoni, gli avvocati Corrado Limentani e Gian Piero Biancolella, stanno procedendo alla nomina dei rispettivi consulenti di parte. Con i risultati dei test autoptici potranno cominciare gli accertamenti balistici indispensabili per ricostruire la traiettoria della pallottola e assegnare le eventuali responsabilità. L’accusa per il vigile 36enne resta di omicidio volontario con dolo eventuale, e per ora non è stata disposta alcuna misura cautelare poiché non ci sarebbe pericolo di fuga né di reiterazione del reato. Amigoni è stato infatti trasferito a un incarico amministrativo che non prevede l’uso dell’arma. Il suo difensore ha dichiarato che «malgrado il colpo alle spalle, è possibile sostenere almeno la legittima difesa putativa, vale a dire che il vigile ha comunque percepito una situazione di pericolo». I due presunti testimoni intervistati da Tgcom24 non sono stati ascoltati dagli investigatori perché non ancora identificati. Ai microfoni del giornalista hanno raccontato di non aver visto alcuna pistola tra le mani dei fuggiaschi e di averli sentiti urlare «Non sparate». Inoltre, uno dei due uomini ha detto di aver udito due colpi di pistola e non uno come dichiarato finora dai vigili. Altri testimoni sono stati sentiti dagli uomini della Mobile: le versioni raccontate sarebbero discordanti e alcuni avrebbero ripetuto di «non essere sicuri di aver visto l’arma». Se questo elemento dovesse essere confermato al termine delle indagini, la situazione per Amigoni si complicherebbe moltissimo, e per lui potrebbero aprirsi le porte del carcere.

necessario per fare il loro dovere ma soprattutto creando le condizioni migliori affinchè possano essere veramente al servizio di tutta la città». Le polemiche sul disarmo chiesto dalla sinistra radicale, però, non si placano. Gabriele Ghezzi, consigliere Pd e vicepresidente della Commissione Sicurezza, definisce «inopportuna e antistorica» la richiesta di togliere i compiti di pubblica sicurezza ai ghisa avanzata dal presidente della suddetta commissione Mirko Mazzali. «Alcune esternazioni sono frutto di eccessiva emotività e di natura

ideologica. La dotazione dell’arma del corpo è disciplinata dalla normativa vigente. A Milano mancano 500 agenti della Polizia di stato». Durissimo il centrodestra. Davide Boni attacca Mazzali: «Gli agenti non sono assistenti sociali ma un punto di riferimento sul territorio». Riccardo De Corato (Pdl) ricorda che «i "ghisa" percepiscono una indennità come agente di pubblica sicurezza perché sono anche agenti di polizia giudiziaria e hanno l’obbligo di perseguire qualsiasi tipo di reato. la sinistra è in evidente stato confusionale». Oggi si

tornerà a parlare della vicenda in commissione a Palazzo Marino. Daniele Vincini, segretario Sulpm, chiede che «il caso di Crescenzago non sia la scusa per smantellare i nuclei e riportare il corpo indietro nel tempo agli anni ’60. Se qualcuno ha sbagliato pagherà, ma il ruolo nel controllo del territorio è insostituibile». Oggi a Milano circolano mediamente 15-20 pattuglie della Polizia di Stato; le auto della polizia municipale possono arrivare anche a 160. Il Pdl chiede un consiglio comunale straordinario sulla sicurezza.

Podestà: mettiamoci nei suoi panni

«Atto ingiustificabile» «No, eroe»: il Pdl si divide sul vigile
QQQ La premessa è la stessa: le indagini chiariranno traiettorie, colpe e dettagli della tragedia. Le pime impressioni, però, sono diametralmente opposte. Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, non usa mezzi termini: «È un atto che non è giustificabile in alcun modo». Di più: «Si tratta di un fatto gravissimo, soprattutto per i particolari che emergono. Ad esempio, il fatto che il fuggitivo non fosse armato ne aumenta la gravità». Diverso il commento del presidente della Provincia Guido Podestà: «La magistratura farà le sue indagini ma bisogna ricordare che il comportamento di queste persone che ogni giorno rischiano la vita è eroico. Bisogna mettersi nei loro panni». Il eroico». Dopo la sfida del congresso pronumero uno di Palazzo Isimbardi parte dall a tesi difensiva del vigile: vinciale, la sfida sulla sicurezza. Formigoni approfondisce ha visto una pistola, si è così: «Noi dobbiamo gasentito minacciato e ha rantire ai nostri cittadisparato. «Quando chi ni sicurezza e dobrischia la vita tutti i biamo fare in modo giorni per la nostra che chi ha il compito sicurezza si vede di tutelare questa siminacciato da curezza sia in condiun’arma deve anche zione di difendere e di salvaguardare la prodifendersi dalpria vita» sottolinea Pole aggressioni, destà. «Intervenire per ferGuido Podestà ma senza un mare una persona rientra eccesso di aunei suoi compiti. Ma io credo che dobbiamo metterci nei to difesa che in questo caso ha porpanni di chi rischia quotidiana- tato a un atto». Conclusione? «Si mente la vita: obiettivamente devo tratta di un atto che non è giustidire che il comportamento e' quasi ficabile in nessun modo». Sempre ieri, il sindaco Giuliano Pisapia è tornato sulla tragedia di Crescenzago. Oltre a confermare la riforma della polizia locale, Pisapia ha sottolineato che «bisogna andare al di là delle polemiche perché quando succedono fatti così tragici per la città bisogna trovare il modo insieme per costruire una alternativa a situazioni difficili e soprattutto impedire che avvengano in futuro». Quanto alle indagini in corso, l’ex parlamentare di Rifondazione comunista ripete che «bisogna avere rispetto per il lavoro della magistratura. Cosa deciderà lo verificheremo, spero, in tempi ragionevolmente brevi».
F. NIC.

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CRONACA

Il primo bilancio

ROMA DICE NO

Area C flop, aumentano gli ingressi
Già diecimila accessi in più rispetto al 16 gennaio. Da oggi si potranno pagare col Telepass
::: MICHELA RAVALICO
QQQ Area C come Ecopass. Grandi fanfare le prime due settimane, poi i milanesi, che sono persone concrete, hanno rimesso mano al portafoglio e volenti o nolenti hanno ricominciato a entrare nell’area protetta. Lo dicono i numeri pubblicati ieri sera dall’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran. Il 23 gennaio, a 8 giorni dal gran debutto della congestion charge arancione, gli ingressi di auto in centro erano crollati di circa il 40% a 67mila, rispetto alla media di 122mila ingressi nella settimana precedente all’avvio di Area C. Già nella seconda settimana di febbraio si sono evidenziati ben altri livelli: il 9 febbraio, un giovedì, le telecamere del Comune hanno registrato 91.700 ingressi, il massimo del periodo. Sarà stato il freddo eccezionale di quei giorni, diranno, che ha costretto anche il milanese più tirchio e ambientalista a tirare fuori i cinque euro di diabolica tassa sul traffico inventata dalla giunta di Giuliano Pisapia per rendere più scorrevole il centro e favorire l’uso di biciclette e mezzi pubblici. Oppure sarà che alla lunga tassare non paga, perché chi ha bisogno di usare la macchina la usa, e non c’è Area C o Ecopass che tengano. Infatti anche con la tassa della Moratti da principio c’era stato un crollo e poi gli ingressi avevano preso lentamente a risalire. PISAPIA SODDISFATTO Il sindaco Giuliano Pisapia, pe-

Niente fondi al Duomo, sì alla Verdi
Picche al Duomo, fiori all’orchestra Verdi. Per una volta la musica vince sulla religione. Anche se non è una guerra a vincere, ma a perdere. La presidenza del Senato ha respinto la norma inserita nel decreto milleproproghe a favore dello stanziamento di altri 4 milioni di euro per la Veneranda Fabbrica del Duomo. Si trattava di un emendamento di tre esponenti cattolici del Pd (Antonio Rusconi, Mauro Ceruti, Maria Pia Garavaglia) approvato dalle commissioni, ma dichiarato inammissibile per estraneità della materia. Dunque per il 2012 saltano i finanziamenti per ristrutturare guglie e Madonnina. Si è invece salvato un altro comma inserito dalle commissioni, che stanzia 3 milioni di euro in favore dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, sempre di Milano. Buona notizia per il teatro di via Torricelli, angolo Corso San Gottardo, che da anni resiste contro le difficoltà di un mercato culturale molto difficile. Soprattutto a Milano dove la maggior parte dei finanziamenti pubblici per la musica finiscono nelle casse del Teatro alla Scala. Tanto che la Verdi, più volte in questi anni, aveva rischiato di chiudere per fallimento.

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Il varco ad Area C di Porta Romana Fotogramma rò, si dichiara molto soddisfatto. «Area C sta funzionando anche meglio di quanto avessimo preventivato, senza appesantire la circolazione fuori dalla Cerchia dei Bastioni» ha detto commentando i dati. Buone notizie anche per i mezzi pubblici, prosegue il sindaco. Il buon funzionamento di Area C, infatti, «ha reso il trasporto pubblico più puntuale ed efficiente. I risultati, a un mese dall’avvio, ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta». In base ai dati pubblicati da Maran il calo del traffico è più forte nelle prime due ore della mattina (7.30-9.30), momento in cui registra un -40%, con punte che sfiorano il -50%. Oltre la metà dei veicoli (il 50,4%) è entrato in Area C solo una volta in tutto il mese, mentre è solo una ridottissima percentuale (0,9%) ad essere entrata tutti i giorni in cui è stata attiva Area C. In particolare, per quanto riguarda i residenti, quasi il 30% dei veicoli registrati non è mai entrato nella Ztl Cerchia dei Bastioni, un terzo è entrato al massimo per 2 giorni (valore che garantisce un numero di ingressi annuali inferiore ai 40 gratuiti), mentre solo il 5% dei veicoli è entrato per almeno 15 giorni. In calo anche il tasso di incidenti, che è sceso del 51,75% all’interno di Area C. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, inoltre, nel solo mese di gennaio in metro hanno viaggiato 1 milione di passeggeri in più rispetto al 2011. Infine, sul fronte della riduzione delle emissioni inquinanti, i primi dati rilevatistimano un -30% del Black Carbon. Da oggi, per finire, sarà possibile pagare l’accesso all’Area C utilizzando il conto Telepass.

I NUMERI

GLI INGRESSI A un mese dalla nascita di Area C ci sono stati in totale 700.000 ingressi in meno in centro. Una media di 40 mila accessi in meno al giorno (33%). La riduzione ha riguardato le prime due settimane. Il 23 gennaio, infatti, si sono registrati 67.000 ingressi, il 9 febbraio 91.700 IL PAGAMENTO Da oggi saràpossibile pagare l’accesso all’Area C utilizzando il conto Telepass senza costi aggiuntivi

LOMBARDIA

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Trasporti nel caos

IL MATTONE
COME SARDINE Convogli strapieni, ritardi e guasti. I pendolari non ne possono più dei continui disagi e disservizi e dopo aver fatto nelle settimane scorse lo sciopero del biglietto e la richiesta di un maxi rimborso di massa, martedì hanno occupato i binari della stazione di Casalpusterlengo Fotogramma

Treni sovraffollati e ritardi I pendolari occupano i binari
Un disastro la tratta Milano-Mantova. Domani sciopero dalle 9 alle 17
::: DINO BONDAVALLI
QQQ Le ultime forme di protesta sono state lo sciopero del biglietto e l’avvio di una richiesta di rimborso di massa tra i pendolari. Ma tra le azioni adottate negli ultimi giorni dai pendolari lombardi, esasperati dopo due settimane di enormi problemi e disservizi sulla rete ferroviaria regionale, c’è molto di più. Stanchi di dover fare i conti con treni soppressi per il ghiaccio, la neve o per guasti, con ritardi che nei casi peggiori sono arrivati anche a due ore, e con carrozze impraticabili, nelle quali sedili e finestrini erano letteralmente coperti di neve e ghiaccio, martedì alcune decine di pendolari sono addirittura arrivati a occupare i binari della stazione di Casalpusterlengo, che si trova tra Lodi e Cremona sulla linea Milano-Mantova. Già esasperati dal ritardo di mezzora accumulato dal treno Mantova-Milano, che sarebbe dovuto arrivare nella stazione poco prima delle 7 del mattino, i viaggiatori sono andati su tutte le furie quando questo è sopraggiunto, stracolmo di passeggeri, a un binario diverso da quello previsto. A quel punto, per raggiungere il treno dalla banchina su cui lo stavano attendendo, i pendolari hanno invaso i binari, provocando il blocco della cir-

Aumentano i prezzi delle case
Non è bastato il crollo del mercato, che ha registrato una diminuzione delle compravendite del 26,4 per cento rispetto al 2007, a riportare su valori più abbordabili i prezzi del mattone in città. Anzi, a dispetto dei tempi di vendita sempre più lunghi e delle difficoltà incontrate da chi mette sul mercato un’abitazione, a Milano nel corso degli ultimi dodici mesi i prezzi delle case sono addirittura aumentati. Secondo l’ultima rilevazione dei prezzi degli immobili realizzata dalla Camera di commercio di Milano attraverso Osmi Borsa immobiliare, e in collaborazione con i mediatori immobiliari di Fimaa, nel 2011 le quotazioni in città sono cresciute in media dell’1,4, con punte dell’11,6 per cento in zona Garibaldi-Solferino, del 7,3 in Porta Genova-Conca del Naviglio e del 6,1 per cento nell’area CastelloParco Sempione. I prezzi medi di un immobile nuovo sono così arrivati a quota 5.178 euro. Le uniche zone a registrare una lieve, contrazione dei prezzi sono state Salomone-Bonfadini (-1,9 per cento), Quarto Oggiaro (1,7 per cento) e Santa Giulia (-1,5 per cento). D. BON.

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IN TILT

LA PROTESTA Martedì i pendolari hanno occupato i binari della stazione di Casalpusterlengo, che si trova tra Lodi e Cremona sulla Milano-Mantova. Esasperati dal ritardo di mezzora del treno che sarebbe dovuto arrivare poco prima delle 7, i pendolari si sono infuriati quando è sopraggiunto stracolmo a un binario diverso da quello previsto. Per raggiungere il convoglio i pendolari hanno invaso i binari, provocando il blocco della circolazione per alcuni minuti LA PROMESSA La tratta Milano-Mantova è una delle più disagiate della Lombardia. Qui ci sono parecchie «difficoltà che derivano sia da problemi di materiale sia infrastrutturale» ammettono da Trenord, da dove annunciano «l’entrata in servizio dal 19 marzo di treni completamente ristrutturati in sostituzione di quelli attualmente in esercizio (modello Vivalto a due piani)» L’AGITAZIONE Domani si terrà lo sciopero del personale ferroviario della Lombardia di Rfi (gruppo Fs) indetto dai sindacati dei trasporti, che metterà a rischio i treni su molte tratte dalle 9 alle 17.

colazione per alcuni minuti. Un episodio che ha contribuito a creare ulteriore caos e ritardi alle corse successive, in uno snodo che negli ultimi giorni è stato teatro di gravi disagi ai passeggeri tra convogli soppressi e treni circolanti in condizioni disastrose. Ad ammetterlo anche l’assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo, che ieri ha tirato le orecchie a Trenord per «non aver garantito ai pendolari lodigiani quanto si era impegnata a fare», cioè met-

tere in circolazione sulla tratta Piacenza-Milano, in parte gestita da Trenitalia, solo treni in cui tutte le carrozze fossero agibili. D’altra parte, la lista di disagi e disservizi delle ultime due settimane è pressoché inesauribile. In particolare sulla tratta Milano-Mantova, lungo la quale ci sono parecchie «difficoltà che derivano sia da problemi di materiale sia infrastrutturale» ammettono da Trenord, da dove annunciano «azioni importanti, come l’entrata in servizio dal

19 marzo di treni completamente ristrutturati in sostituzione di quelli attualmente in esercizio (modello Vivalto a due piani, ndr)». Un segnale positivo, in attesa del quale i pendolari faranno però sicuramente i conti con nuovi disagi. Ad attenderli domani c’è infatti lo sciopero del personale ferroviario della Lombardia di Rfi (gruppo Fs) indetto dai sindacati dei trasporti, che metterà a rischio i treni su molte tratte dalle 9 alle 17.

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LOMBARDIA

Bergamo/1

L’opera che aveva previsto il calcio-scommesse di Doni
In scena «Fùbal»: i calciatori dell’Atalanta si accordano. Come nella realtà
dere Percassi. Così si arriva al terribile accordo con Doni: il presidente deve spirare allo stadio, durante l’ultimo match della QQQ Una partita aggiustata, per impedire stagione, a causa di un’emozione troppo a Percassi di vendere l’Atalanta a un milio- forte. Come? Una partita aggiustata con un nario arabo. Con Doni che utilizza un tele- gol concordato nel finale, proprio dal fantafonino pochi minuti prima della gara, per sista, sono gli ingredienti perfetti per il mix accordarsi con qualcuno sul risultato e su mortale di Percassi. Ci sono poi il segnale (la una particolare azione. No, non è la rico- mano sotto il mento, appunto), il cellulare e struzione romanzata dell’inchiesta «Last la combine. Qualcosa di talmente incrediBet», la stessa che ha messo in ginocchio l’ex bile che i due inventori della storia, pur di poter mettere in scena lo spetidolo del popolo bergamasco Cristiano Doni, che ha «regalatacolo, nella locandina pubblicitaria hanno dovuto sottolito« 6 punti di penalizzazione all’Atalanta e mandato in deneare che si tratta di una «commedia scritta prima dell’esplopressione il tifo nerazzurro, tradito da quello che, prima sione dello scandalo bergamasco del calcioscommesse». dell’arresto datato 19 dicembre 2011, era considerato un vero e Fùbal è stato infatti studiato tra l’inverno del 2010 e la priproprio simbolo. Il fatto, tanto bizzarro quanmavera del 2011. A maggio era tutto praticamente pronto: la to incredibile, è che qualcuno aveva immaginato, già un pezscena era stata perfezionata, gli attori sazo prima che l’inchiesta esploLa locandina della piéce desse, un Doni alle prese con pevano alla perfezione la loro parte, il regiun losco telefonino e con strani accordi pre-partita. I due visionari, però, sta era pienamente soddisfatto. In una sera non sono degli astrologi, dei maghi o dei d’inizio estate, a giugno, il sipario si poteva chiromanti. Semplicemente uno scrittore, aprire. Poi lo stop. Clamoroso, inaspettato, Cristian Ceresoli, e un regista, Alberto Salvi. incredibile. «La realtà si è sovrapposta alla Hanno creato «Fùbal», una commedia cla- fantasia, non si può più andare in scena» la morosamente premonitrice, che domani spiegazione ovvia data a tutti gli addetti ai sera andrà in scena all’Auditorium di piazza lavori. Così la commedia è stata posticipata di otto mesi e, come detto, andrà in scena della Libertà, a Bergamo. Spassosissima la trama: Percassi vuole domani sera. Nonostante il Comune di Bervendere l’Atalanta agli arabi, ma c’è chi si gamo e l’associazione Il Cavaliere Giallo oppone. Si tratta del sindaco di Bergamo (presieduta da Dario Guerini, assessore al Franco Tentorio e del direttorissimo Vitto- Bilancio della Giunta Bruni), che un anno fa rio Feltri, che sono pronti a tutto pur di evi- avevano rispettivamente patrocinato e protare la cessione della società. Anche a ucci- mosso l’iniziativa, si siano ritirati.
BERGAMO

L’Abbondino a Van De Sfroos
COMO (d. ale.) Davide Van De Sfroos sarà premiato il 3 marzo con la massima onorificenza cittadina: il Comune di Como ha deciso di conferire al cantautore dialettale l’Abbondino d'Oro «quale promotore di progetti finalizzati al talento giovanile nonché per la sua valenza artistica riconosciuta a livello internazionale». [Ftg.]

BERGAMO/2

La molesta da mesi Picchia lo stalker della sorella
BERGAMO È stato arrestato con l’accusa di lesioni gravi il trentaduenne che martedì pomeriggio ha aggredito con un’asta di ferro presa da un bilanciere da palestra un uomo di 57 anni originario di Caserta, ma da tempo residente a Bergamo, colpevole di aver molestato per mesi sua sorella con cui aveva avuto una relazione. Dietro il pestaggio che martedì ha messo in subbuglio piazza San’Anna, non lontano dal centro cittadino, ci sarebbe dunque una lunga storia di stalking iniziata almeno 10 mesi fa. Il ferito ora è ricoverato agli Ospedali Riuniti di Bergamo con un grave trauma cranico. La prognosi resta riservata, anche se, stando ai primi notiziari medici, non sarebbe in pericolo di vita. L’aggressore avrebbe dovuto subire già ieri mattina il processo per direttissima che, invece, è stato sospeso: non sono infatti ancora definite e certe le condizioni del ferito. Secondo la ricostruzione della polizia si sarebbe trattato di una vendetta premeditata. Il trentaduenne ha dato appuntamento all’ex fidanzato della sorella, probabilmente spiegando che serviva un chiarimento definitivo di una situazione che andava avanti da troppo tempo. La vittima ha accettato, senza sospettare quali fossero le intenzioni dell’ex cognato, che si è presentato in piazza Sant’Anna con un bilanciere in mano e ha iniziato a sferrare colpi mirando anche alla testa. A dare l’allarme un passante. L’aggressore resta in arresto e ora rischia anche l’accusa di tentato omicidio. L. BAS.

::: LUCA BASSI

COMO

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MILANO E LOMBARDIA

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TuttoMilano
::: le lettere
SANITA’

Agenda
FARMACIE
Turno diurno
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00) ■ CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): v. Larga, 6; v. Dante, 17; c.so Genova, 27. ■ NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. S. Lopez, 3; p.le Maciachini, 24; v. Forni, 34; v.le Suzzani, 273; v. Pellini, 1; v.le Monte Grappa, 7. ■ SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): c.so Lodi, 19; v. Alamanni, 2; v.le Tibaldi, 15; v. De Ruggiero, 8. ■ EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): p.za Duca d'Aosta, 4; v. Stradivari, 1; v.le Monza, 226; p.za Martesana, 4; v. Atene, 2; v. Crescenzago, 36; c.so Plebisciti, 7; p.za Cinque Giornate, 7; v. Varsavia, 4. ■ OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v. Vetta d'Italia, 18; v. Giambellino, 64; p.za T. Olivelli, 1; v. Monte Rosa, 27; v. Paravia, 75; v. Quarenghi, 21/23; v. R. di Lauria, 22; v. Paolo Sarpi, 62.

Quando in città è emergenza sicurezza il Comune pensa solo ad Area C
Caro Besana, ciò che è accaduto lunedì pomeriggio a Milano è l'ennesimo esempio del clima che si respira nella nostra città e, soprattutto, dell'inadeguatezza con cui viene fronteggiata l'emergenza sicurezza. Soltanto a pochi giorni fa risale la sparatoria in zona Navigli, dopo una rapina in un negozio di antiquariato; che dire poi dello scippo all'imprenditrice milanese che rientrava a casa in bicicletta e che, per difendersi, è caduta e ha battuto la testa sulla strada; e ancora il vigile ucciso da un Suv, guidato da un giovane slavo che era riuscito a fuggire all’estero prima di essere arrestato. Vista la frequenza con cui si verificano simili episodi, sembra logico concludere che la giunta arancione di Palazzo Marino non si preoccupi abbastanza della sicurezza, dando priorità ad altri tipi di “emergenza” come quella ambientale (sembra che l'unico provvedimento concreto ad oggi adottato sia il ticket di ingresso in Area C) quella degli immigrati (vedi la nuova politica per i posti negli asili comunali) e infine quella dei diritti delle minoranze (quanta preoccupazione per le coppie omossessuali!). La gente per strada muore e in Comune si dedicano alle bazzecole. Andrea Ianne e.mail Risponde Renato Besana Caro Ianne, la giunta arancione non ha alcun piano in materia di sicurezza, che non considera un problema, altrimenti non avrebbe tolto i militari dalle strade. L’estensione dei vigili di quartiere, che avrebbe dovuto cominciare nel novembre scorso, è stata rimandata ad aprile con numeri ridotti. Gli agenti della locale saranno considerati “recettori del territorio”; la loro formazione escluderà i corsi di ordine pubblico, introdotti in era Moratti. Secondo Mirko Mazzali, che presiede la competente commissione consiliare, non se ne dovrebbero più occupare; ha addirittura proposto di togliere loro la pistola. Un passo in avanti verso la resa alla delinquenza.

A Milano l’esempio di ottima sanità
Ho avuto il 2 febbraio un’embolia polmonare alla quale è seguito un blocco cardiaco. Portato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, sono stato immediatamente indirizzato all’Unità di Terapia Intensiva dove mi hanno prestato tutte le cure del caso, con ottimo successo e mi hanno dimesso il 7 febbraio. Ciò che mi preme segnalare non è la conclusione del mio caso, ma la straordinaria efficienza dell’Unità di Terapia Intensiva: Le apparecchiature per il monitoraggio e il controllo dei pazienti sono di altissimo livello e tutto il personale ha dimostrato alta professionalità e spirito collaborativo. Ottavio Mazzoni e.mail

Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2.

Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@liberoquotidiano.it sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.

CULTURA

Fo a Palazzo Reale indignati i cittadini
Esprimo la mia completa disapprovazione al Comune per la mostra antologica intitolata “Lazzi sberleffi e dipinti” dedicata a Dario Fo, che si terrà a Palazzo Reale nel corso di quest’anno. Solo la giunta Pisapia poteva pensare di esporre in una sede così prestigiosa i quadri di Dario Fo. La collocazione più adatta per un’esposizione del genere è il centro sociale Leoncavallo. Pare peraltro che l'amministrazione Pisapia pretenda che il pubblico oltre a non essere ricompensato acquisti pure il biglietto. Giacomo Sempioni e.mail

APPUNTAMENTI
Al Manzoni dal vivo sette musicisti jazz
dal Teatro Manzoni si propone di riscoprire i nuovi linguaggi musicali, tra cui l’improvvisazione e la composizione istantanea. la italiana e champagne francese. Oltre al solito buffet si potranno gustare tre diversi tipi di champagne d’oltralpe, bianchi e rosati: Michel Furdyna, H. Blin e Haton et Fils. Dalle 22.30 in poi si balla con il djset di Pontello. Con quindici euro è possibile gustare quattro bicchieri di champagne.

___________________________ 19/02, alle 11, Teatro Manzoni, via Manzoni 42, ingresso 12 euro

Un grande flashmob per la musica coreana
FESTA Domenica 19 febbraio l’associazione KpopItalia organizza un un flashmob che coinvolgerà centinaia di fans e simpatizzanti della musica pop sud coreana anche detta Kpop. Una grande festa che alle ore 16.00 paralizzerà piazza Duomo con l’obiettivo principale di attirare un numero più grande possibile di persone e diffondere questo genere musicale

___________________________ Stasera, dalle 19, Take away bistrot, via S. Marco 33, ingresso libero

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CONCERTO Al Teatro Manzoni, il 18 febbraio, per la rassegna «Aperitivo in concerto» si esibiscono dal vivo i The Cookers. La formazione include alcuni dei più grandi musicisti dell'attuale scena jazz: il tenorista Billy Harper, il pianista George Cables, il contrabbassista Cecil McBee, il batterista Billy Hart, il trombettista Eddie Henderson. The Cookers rappresenta l’epitome dello hard bop e della sua fenomenale e mai superata modernità. Un’occasione per apprezzare il virtuosismo e la ricchezza creativa di un ensemble oggi insuperabile. Un vero e proprio gruppo di all star che interpreta lo stile nero degli anni Cinquanta. La rassegna organizzata

Al No’hma ospite Simona Severino
CONCERTO Stasera lo Spazio No’hma ospita la voce jazz di Simona Severini, artista milanese di 24 anni, allieva di Tiziana Ghiglioni e collaboratrice di Giorgio Gaslini. Per il ciclo «Concert après San Valentine» la serata musicale è ambientata in un bistrò parigino e si avvarrà delle eleganti e romantiche melodie e degli arrangiamenti jazz del quartetto composto da Simona Severini, Antonio Zambrini, Alex Orciari e Antonio Fusco. Ospite speciale, il sassofonista Germano Zenga.

___________________________ 19/02, alle 16.00, piazza Duomo, ingresso libero

Champagne e mortadella per l’aperitivo
DEGUSTAZIONE Questa sera il Take Away Bistrot di via San Marco propone per l’aperitivo un originale abbinamento: mortadel-

___________________________ Stasera, Spazio No’hma, via Orcagna 2, ingresso libero

Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco ..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap ...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga .......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A ....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa ..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23

NUMERI UTILI

MERCATI
Oggi
■ AMPERE - Via Ampère - zona 3 ■ CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1 ■ CALVI - Via Melloni - zona 4 ■ CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 ■ DE PREDIS - Via Jacopino da Tradate - zona 8 ■ DI RUDINì - Via Antonio di Rudinì - zona 6 ■ ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3 ■ OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 ■ ROMBON - Via Rombon - zona 3 ■ SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 ■ SEGNERI - Via Segneri-Via Reccaro - zona 6 ■ TONEZZA - Via Tonezza - zona 7 ■ TRAVERSI - Via F.lli Antona Traversi - zona 8 ■ UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4 ■ VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9

Domani
■ BENACO - Via Benaco - zona 4 ■ BONOLA - Via Cechov - zona 8 ■ CANALETTO - Via Canaletto - zona 3 ■ CATONE - Via Catone - zona 9 ■ CITTADINI-ARSIA - V. Cittadini-V. Arsia - zona 8 ■ CREMA - Via Crema - zona 5 ■ CURIEL - Via Curiel - zona 6 ■ DEI GUARNIERI - Via Dei Guarnieri - zona 5 ■ FRATELLI DI DIO - Via Fratelli di Dio - zona 7 ■ GRATOSOGLIO NORD - Via Baroni - zona 5 ■ MARCO AURELIO - Via Marco Aurelio - zona 2 ■ NEERA - Via Neera - zona 5 ■ PAGANO - Largo V Alpini - zona 1 ■ PISTOIA - Via Pistoia - zona 7 ■ STRESA - Via Stresa - zona 2

LAVORI IN CORSO
Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Messina divieto di transito causa lavori tra Via Cenisio e Piazza Giovanni Perego Metro-5. Via Filippo Corridoni: strada chiusa al traffico tra Via Gaetano Donizetti e Viale Bianca Maria causa lavori Teleriscaldamento. Termine lavori previsto 18 febbraio 2012. Via Cerva: strada chiusa al traffico causa lavori sulle condutture d'acqua tra Via Anselmo Ronchetti e Via Borgogna. Traffico difficoltoso in: Via Luigi Nono difficoltà di circolazione causa lavori Via Luigi Nono, Piazza Coriolano, Via Cenisio Metro-5. Via Cenisio: possibili rallentamenti causa lavori tra Via Messina e Piazza Carlo Caneva via Cenisio e via Luigi Nono: traffico difficoltoso in direzione di P.za Coriolano per modifica della viabilità in corrispondenza del cantiere di Metro 5. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via B. Colleoni. Termine previsto per il 2015. Via Andrea Solari e Piazza del Rosario: dalle 06:00 del 26 ottobre 2011 per lavori di riqualificazione stradale. Termine lavori previsto 28 febbraio 2012. Viale Monte Ceneri: difficoltà di circolazione causa restringimento di carreggiata tra Via Lorenzo Bartolini e Via Mac Mahon in entrambe le direzioni Lavori di manutenzione del cavalcavia. Termine previsto 31/03/2012. Via Giuseppe Ripamonti: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Giuseppe Ripamonti e Via Bernardo Quaranta Via Filippo Brunelleschi: difficoltà di circolazione causa lavori gasdotto tra Via Filippo Brunelleschi e Via Giambellino Corso Buenos Aires: riduzione di carreggiata causa lavori gasdotto tra Via Angelo Secchi e Via Giovanni Omboni.

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21.10

:::LOMBARDIA
MILANO
ANTEO SPAZIOCINEMA
VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732
The Artist C’e’ chi dice no The Iron Lady Hugo Cabret 3D 14.40-16.35-18.30-20.30-22.30 15.30-17.30-20.00-22.00 15.30-17.50-20.15-22.30 14.50-17.25-20.00-22.30 12.40-15.00-17.15-19.40-21.50 13.00 21.00 15.30-18.15 14.30-17.00-19.30-22.00 13.00-15.30-17.40

Hugo Cabret 3D Benvenuti al Nord Tre uomini e una pecora 40 carati ACAB - All Cops Are Bastards I Muppet

16.50-19.50-22.40 17.30-20.10-22.50 17.40-20.10-22.30 17.30-20.00-22.20 20.00-22.30 17.10 15.15-20.30 15.15-20.45

AUDITORIUM SAN CARLO
CORSO MATTEOTTI 14 - TEL. 0276020496
This Must Be the Place

AUDITORIUM SAN FEDELE
VIA HOEPLI, 3/B - TEL. 0286352231
This Must Be the Place

APOLLO SPAZIOCINEMA
GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390
Albert Nobbs The Iron Lady Shame The Help Hugo Cabret 3D The Artist

SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA
VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300
La Macchina Ammazzacattivi 17.00 Una storia vera 18.45 Roald Amundsen, Robert Falcon Scott e la conquista del Polo Sud 21.15

ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-22.35 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.50 Com’e’ bello far l’amore 17.20-19.40 Immaturi - Il viaggio 22.10 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.00 22.45 40 carati 17.40-20.10-22.25 Hugo Cabret 17.00 Millennium - Uomini che odiano le donne 19.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 22.45 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 17.30 The Iron Lady 20.00-22.30

Midnight in Paris 15.20-17.25-19.30-21.35 Millennium - Uomini che odiano le donne 15.00-18.00 21.00 Hugo Cabret 3D 14.20-16.45-19.15-21.40

Millennium - Uomini che odiano le donne

PIEVE FISSIRAGA

CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE

S.S. N 235 - TEL. 0371237012
Com’e’ bello far l’amore 3D 20.20-22.40 Benvenuti al Nord 20.10-22.40 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 20.0022.45 Hugo Cabret 3D 20.00-22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 20.00-22.45 Millennium - Uomini che odiano le donne 21.00

OZ IL REGNO DEL CINEMA
VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911
Com’e’ bello far l’amore 3D14.30-16.35-18.40-20.45-22.50 Com’e’ bello far l’amore 15.30-17.35-19.40-21.40 Tre uomini e una pecora 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 40 carati 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Hugo Cabret 3D 15.10-17.40-20.10-22.40 Hugo Cabret 14.15-16.45-19.15-21.40 Millennium - Uomini che odiano le donne 16.50-19.50 22.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.15-15.00 17.35-18.50-20.10-22.40 Maga Martina 2 17.00 Benvenuti al Nord 14.30-15.20-17.35-20.20-22.40 War Horse 21.30

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VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139
Albert Nobbs Sala riservata Tre uomini e una pecora 18.50-21.20 19.30-21.40

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Tre uomini e una pecora Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00 17.15-20.00 22.45 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.00 19.45-22.35 Com’e’ bello far l’amore 17.00-19.30-22.00 Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 40 carati 17.40-20.00-22.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.15-21.30 Millennium - Uomini che odiano le donne 19.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.00-22.45 Hugo Cabret 17.00-19.35-22.15 Hugo Cabret 3D 17.15-19.50-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.45 Tre uomini e una pecora 17.30-22.35 Com’e’ bello far l’amore 17.25-19.55-22.25 Benvenuti al Nord 17.30-20.00-22.30 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00

CINECITY MULTIPLEX
PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 21.20 Com’e’ bello far l’amore 3D 20.00-22.30 40 carati 20.20-22.40 Hugo Cabret 3D 19.50-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.50-22.40 Millennium - Uomini che odiano le donne 21.20 Benvenuti al Nord 20.15-22.40

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Millennium - Uomini che odiano le donne 19.00-22.20 Com’e’ bello far l’amore 17.10 Com’e’ bello far l’amore 3D 20.05-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 17.05-22.10 Tre uomini e una pecora 17.40-20.00-22.20 Com’e’ bello far l’amore 22.10 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 17.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.20-22.10 Hugo Cabret 3D 16.55-19.45-22.35 40 carati 17.20-19.50-22.15 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.55 19.45-22.40 Benvenuti al Nord 17.00-22.20 Com’e’ bello far l’amore 3D 20.00

SOCIALE
VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140
The Iron Lady 21.15

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VIALE TUNISIA 11 - TEL. 899399816
Leonardo Live - Mostra Virtuale Poesia che mi guardi Millennium - Uomini che odiano le donne 20.00 15.00-22.30 14.40-17.30 20.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 14.45 17.20-19.55-22.30

CAPRIOLO
VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530
Immaturi - Il viaggio Almanya - La mia famiglia va in Germania Millennium - Uomini che odiano le donne

GEMINI
21.15 21.15 21.15 21.00 20.30 21.20 20.50 20.20 20.20 21.10 20.40

CORTE FRANCA
VIA ROMA 78 - TEL. 030986060

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MIGNON
VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233
Sala riservata

ARIOSTO
VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0248003901
Almanya 15.40-18.20-21.00 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-20.00-22.30 14.30-17.30 16.30-18.30-20.30-22.30

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VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - TEL. 0276001214-199445668
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L’arte di vincere La chiave di Sara Miracolo a Le Havre

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C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445

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DUCALE MULTISALA
PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 899399816
Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.45-22.30 Benvenuti al Nord 15.00-17.30-20.00-22.30 Millennium - Uomini che odiano le donne 15.15-19.15 22.15 The Iron Lady 15.00-17.30-20.00-22.30

Millennium - Uomini che odiano le donne 17.40-20.55 Benvenuti al Nord 17.45-20.00-21.00-22.30 Hugo Cabret 3D 17.30-20.50 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.50-19.55 21.05-22.35 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.00 19.50-22.40 Com’e’ bello far l’amore 3D 17.10-21.10 Com’e’ bello far l’amore 20.15-22.25 40 carati 17.15-20.10-22.20 I Muppet 17.20 The Iron Lady 17.35 Tre uomini e una pecora 17.25-20.05-22.15

15.45-16.10-18.00-19.00-20.20-21.30 22.35 Tre uomini e una pecora 15.10-17.15-20.20-22.30 Com’e’ bello far l’amore 16.30-18.35-20.40-22.45 Com’e’ bello far l’amore 3D 15.00-17.10-19.15-21.30 40 carati 15.40-17.45-20.15-22.35 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 15.30 19.30-22.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 15.40-18.50 22.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 15.30-19.50 22.30 Hugo Cabret 3D 15.00-17.30-20.00-22.30

Com’e’ bello far l’amore Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D Tre uomini e una pecora Benvenuti al Nord Hugo Cabret 3D Millennium - Uomini che odiano le donne 40 carati Mission Impossible - Protocollo Fantasma

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20.45-22.45 20.40-22.40 20.10-22.25 20.15-22.20 21.00 20.05-22.35 20.00-22.30

VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395
Com’e’ bello far l’amore Tre uomini e una pecora Benvenuti al Nord 40 carati Millennium - Uomini che odiano le donne Hugo Cabret Mission Impossible - Protocollo Fantasma

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PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101
Com’e’ bello far l’amore 3D Benvenuti al Nord Hugo Cabret 3D Tre uomini e una pecora 20.00-22.30 20.00-22.30 20.00-22.30 20.00-22.30

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VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.50 22.30 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Hugo Cabret 17.20-20.50 Millennium - Uomini che odiano le donne 17.00-22.00 40 carati 20.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.40-21.00 Com’e’ bello far l’amore 3D 17.10-19.50-22.10 Benvenuti al Nord 17.30-20.10-22.20

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21.30 21.30 21.30 21.30 20.30 21.30 21.30

VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111
Com’e’ bello far l’amore 3D 17.20-19.40-21.50 Tre uomini e una pecora 17.00-19.20-21.30 Hugo Cabret 3D 17.40-20.20 The Iron Lady 17.45-20.00-22.20 I Muppet 17.35 La verita’ nascosta 20.05-22.10 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.40-21.55 40 carati 17.10-19.30-21.45 Tre uomini e una pecora 16.30 Hugo Cabret 18.40-21.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 16.50 Com’e’ bello far l’amore 20.10 Immaturi - Il viaggio 22.30 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 16.55 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 19.00-21.45 Underworld - Il risveglio 3D 22.05 Hugo Cabret 16.35 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.30 19.15-22.00 ACAB - All Cops Are Bastards 17.30-19.50-22.15 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.50-20.40 Benvenuti al Nord 16.40-18.00-19.10-20.30-21.40

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Com’e’ bello far l’amore Hugo Cabret Benvenuti al Nord Mission Impossible - Protocollo Fantasma Com’e’ bello far l’amore Millennium - Uomini che odiano le donne The Iron Lady

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C/O CENTRO COMMERCIALE IL GLOBO - TEL. 039 695182 (PREN.) 039 6956516 (PROGRAMMAZIONE)

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Polisse J. Edgar E ora dove andiamo? Polisse Midnight in Paris Hesher e’ stato qui Shame 15.00 17.20-19.55-22.30 15.30-17.50-20.20 22.30 15.00-16.50-18.40-20.30 22.30 15.30-17.50-20.20-22.30 15.10-17.40-20.10-22.30 15.30-17.50-20.35-22.30 12.40-15.00-17.30-20.00-22.20

Hugo Cabret 3D 16.30-19.05-21.40 Com’e’ bello far l’amore 16.30-19.15-21.30 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.00-21.15 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.30-19.05 21.40 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.30 19.05-21.40

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VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670

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20.15-22.45 20.00-22.40 20.20-22.40 21.00 21.15 20.15-22.35 20.40-22.40 20.10-22.40 21.10 20.20-22.30 20.40-22.40 20.10-22.35

Com’e’ bello far l’amore Hugo Cabret 3D Benvenuti al Nord Millennium - Uomini che odiano le donne Emotivi Anonimi

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Tre uomini e una pecora 17.55-20.20-22.40 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Benvenuti al Nord 17.20-19.50-22.20 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.45-22.00 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 16.2022.00 Hugo Cabret 3D 17.15-19.55-22.35 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 16.40-19.3022.20 Com’e’ bello far l’amore 3D 17.50-20.10-22.30 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 40 carati 17.30-19.55-22.15

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Benvenuti al Nord Tre uomini e una pecora Mission Impossible - Protocollo Fantasma Millennium - Uomini che odiano le donne 40 carati Com’e’ bello far l’amore 3D Hugo Cabret

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Com’e’ bello far l’amore 12.00-14.25-17.00-19.35-22.10 Benvenuti al Nord 12.10-14.15-22.30 Hugo Cabret 3D 13.00-16.00 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 13.55-16.45 19.35-22.25 Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! 11.50 I Muppet 12.00-14.30 The Iron Lady 17.05-19.40-22.15 Millennium - Uomini che odiano le donne 11.55-15.15 18.40-22.05 Tre uomini e una pecora 11.55-15.05-17.35-20.00-22.20 ACAB - All Cops Are Bastards 12.05-14.40-19.50-22.25 Immaturi - Il viaggio 17.15 40 carati 12.25-14.50-17.15-19.45-22.15 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.30 22.00

Benvenuti al Nord 17.00-19.30-22.00 40 carati 16.45-19.05-21.20 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 17.00 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 I Muppet 16.50 The Iron Lady 19.25-21.45 Millennium - Uomini che odiano le donne 17.45-21.00 Hugo Cabret 3D 16.35-19.20-22.05 Com’e’ bello far l’amore 3D 17.50-20.10-22.30 Benvenuti al Nord 16.30-19.00-21.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 18.30-21.15 Tre uomini e una pecora 16.55-19.15-21.35 Com’e’ bello far l’amore 19.40 ACAB - All Cops Are Bastards 17.10-21.55

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Millennium - Uomini che odiano le donne Com’e’ bello far l’amore Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D Tre uomini e una pecora 20.20-22.40 20.10-22.40 21.00

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Com’e’ bello far l’amore 3D Tre uomini e una pecora Millennium - Uomini che odiano le donne

Com’e’ bello far l’amore 3D 17.30-20.00-22.30 ACAB - All Cops Are Bastards 20.00-22.30 I Muppet 17.10 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.00-21.40 Hugo Cabret 3D 17.00-19.50-22.45 Benvenuti al Nord 17.10-19.50-22.40 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00 Tre uomini e una pecora 17.20-20.00-22.20 40 carati 17.30-20.10-22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00-19.50 22.45

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CREMA

MULTISALA PORTA NOVA
20.20 22.30 20.15 22.30 20.35-22.40 20.10-22.40 21.00

Benvenuti al Nord 20.10-22.30 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D 19.40 22.20 One Day 21.00 Hugo Cabret 3D 19.50 Hugo Cabret 22.20 Com’e’ bello far l’amore 3D 20.00 Com’e’ bello far l’amore 22.30 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 22.20 I Muppet 17.30 The Iron Lady 20.10 Leonardo Live - Mostra Virtuale 20.00

VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411
The Iron Lady Millennium - Uomini che odiano le donne Benvenuti al Nord Mission Impossible - Protocollo Fantasma Com’e’ bello far l’amore Hugo Cabret 3D E ora dove andiamo?

GALLARATE
VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382
Le nevi del Kilimangiaro

CINEMA DELLE ARTI
21.00

LECCO

BUSTO ARSIZIO
P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912
Sala riservata

SOCIALE CINEMA SILVIO PELLICO
15.30-21.00

NUOVO MIGNON
V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331
Benvenuti al Nord Midnight in Paris 20.00-22.30 21.15

SARONNO
Gangor

BRESCIA
METROPOL
VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828
Albert Nobbs 21.15 21.15

VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659

PALLADIUM
VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533
Riposo

SARONNO

MULTISALA SARONNESE
21.00 21.00 21.00 20.10-22.25 20.45-22.45 20.05-22.35 20.05-22.05 20.00-22.30 20.15-22.15

VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190
Hugo Cabret 3D Millennium - Uomini che odiano le donne

PIOLTELLO

UCI CINEMAS PIOLTELLO

VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960
La verita’ nascosta 17.25-19.50-22.10 Benvenuti al Nord 18.30-21.30 Com’e’ bello far l’amore 3D 17.30-20.00-22.20 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 17.00-19.50 22.40 Hugo Cabret 3D 17.15-20.00-22.45 Tre uomini e una pecora 17.45-20.00-22.25 Benvenuti al Nord 17.20-20.00-22.40 Millennium - Uomini che odiano le donne 18.50-22.10

MORETTO
VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383
Polisse

LODI

DEL VIALE
VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028
Riposo

TRADATE
VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI

STARPLEX TRADATE

UCI CINEMAS CERTOSA
VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960
Mission Impossible - Protocollo Fantasma Alvin Superstar 3 - Si salvi chi puo’! Millennium - Uomini che odiano le donne Leonardo Live - Mostra Virtuale 16.50-19.50 22.40 17.00 22.20 20.00

MULTISALA WIZ
C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA - TEL. 0302889211

FANFULLA
V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740
One Day 16.00-21.15 21.20

Benvenuti al Nord 14.45-17.00-19.15-21.30 I Muppet 14.45-17.00 ACAB - All Cops Are Bastards 19.25-21.40 Mission Impossible - Protocollo Fantasma 14.10-16.40 19.10-21.40

MODERNO MULTISALA
CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017
Hugo Cabret 3D

Millennium - Uomini che odiano le donne Benvenuti al Nord Com’e’ bello far l’amore 3D Hugo Cabret Com’e’ bello far l’amore Mission Impossible - Protocollo Fantasma Tre uomini e una pecora

Giovedì 16 febbraio 2012

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