La copertina

Hi tech

I piaceri

Giovanni Soldini “Lontano dal mondo vicino a me stesso”
RENZO ARBORE, ERRI DE LUCA DANIELE MASTROGIACOMO

La mia banda suona il rock con il tablet
ERNESTO ASSANTE

Invito a cena guardando un film al cinema
ENRICO FRANCESCHINI

Fondatore Eugenio Scalfari
1 2 www.repubblica.it

Direttore Ezio Mauro
CON LIBRO “CAPIRE LA SCIENZA” 2,50

sab 18 feb 2012

Anno 37 - Numero 41

1,50 in Italia

sabato 18 febbraio 2012

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; EGITTO EP 16,50; REGNO UNITO LST 1,80; REPUBBLICA CECA CZK 64; SLOVACCHIA SKK 80/ 2,66; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1,50

L’allarme nel rapporto dell’Abi. A gennaio frenano anche i prestiti alle famiglie e alle aziende

L’Italia non risparmia più
Meno soldi in banca e i nuovi depositi crollano dell’80%
Ammortizzatori sociali estesi a tutti

Un colpo alla Merkel

Scandali e abusi di potere si dimette il presidente tedesco

Stretta sulle imprese per frenare il lavoro precario

ROMA — Il 2011 è stato l’anno della fuga dai conti correnti. La crisi e l'innalzamento dello spread erodono il tradizionale zoccolo duro del risparmio su cui si basavano le banche italiane che dipendono ora sempre più dai nuovi flussi delle risorse della Bce (a gennaio il 70% del totale delle risorse). Solo 25 miliardi di contributo dai privati alla raccolta bancaria: l’80% in meno su base annua, di cui solo 6 dai depositi. Per contro, nel quarto trimestre dell’anno scorso la domanda di credito per investimenti fissi è crollata: 50%, peggio che dopo il crac Lehman. Gli istituti rallentano la crescita dei finanziamenti a famiglie e imprese che restano comunque positivi e annunciano presto una nuova moratoria sui debiti delle aziende. GRECO ALLE PAGINE 2 E 3

Il dossier

Prescrizione e pene più severe corsa alla legge anti-corruzione

LIANA MILELLA A PAGINA 11

Vertice Alfano-Bersani-Casini: i deputati scenderebbero a 500 e i senatori a 250. Riforma elettorale dopo le comunali
Elsa Fornero e Mario Monti

Il dossier

Contributi più alti sui contratti atipici
LUISA GRION ROBERTO MANIA
A RIFORMA del lavoro sarà varata entro marzo, ma lo schema degli interventi è già delineato. L’ultimo tassello del progetto, che ieri il ministro ha illustrato nelle sue linee guida ai colleghi europei, sarà rappresentato dall’intervento sull’articolo 18. È previsto anche un rafforzamento del sussidio di disoccupazione e contributi più alti per i contratti atipici. A PAGINA 4

Accordo a tre sul Parlamento solo un mini-taglio di onorevoli
ROMA — Riforme costituzionali e nuova legge elettorale potrebbero arrivare entro la fine della legislatura. Pdl, Pd e Terzo Polo hanno infatti raggiunto l’accordo politico per avviare l’agenda delle riforme, il cui iter partirà tra un paio di settimane, al massimo tre. Dopo gli ultimi “stop and go” i leader della maggioranza hanno deciso di mettere un punto al capitolo delle riforme suggellando, nonostante un diffuso scetticismo, un patto tra Alfano, Bersani e Casini. Il tavolo sulla nuova legge elettorale verrà aperto dopo le comunali. L’accordo prevede, tra l’altro, un mini-taglio del Parlamento: i deputati diventerebbero 500, i senatori 250, anche se il numero definitivo dipenderà dai collegi. BUZZANCA E DE MARCHIS ALLE PAGINE 12 E 13

Il retroscena

L

Si apre il Concistoro dei veleni
MARCO ANSALDO
CITTÀ DEL VATICANO — Sua Eminenza poggia la valigia a terra e si guarda intorno. È un porporato latinoamericano, uno di quelli considerati papabili. Indossa il clergyman nero, come un prete qualsiasi, e solo domani vestirà i panni eleganti e la cotta rossa da cardinale. Ha affrontato in aereo un viaggio lungo 14 ore, ha fatto scalo a Porto Rico, ma ha visto i siti e scorso i giornali che parlano di lettere segrete e veleni in Vaticano, di carriere e intrighi. Ha ascoltato, appena sbarcato in Italia, confuse polemiche, perché «di Dio si è discusso persino al Festival di Sanremo». SEGUE A PAGINA 15

Wulff annuncia le sue dimissioni

SERVIZI DA PAGINA 6 A PAGINA 9 ONVIENE non dimenticare come nacque la candidatura di Christian Wulff, nel 2010. Nacque molto male, perché Angela Merkel s’era incaponita sul suo nome. SEGUE A PAGINA 33

L’ESEMPIO DI BERLINO
BARBARA SPINELLI

C

La storia

La polemica

Non era un Michelangelo Rocco, il Monti del festival a giudizio chi l’ha comprato che rispecchia il Belpaese
FRANCESCO ERBANI
O PORTARONO in processione al Tg1 allora diretto da Augusto Minzolini. Gli fecero girare l’Italia, dalla sala della Regina di Montecitorio a Trapani, da Napoli a Palermo. Quindi a Tokyo. Ora la Corte dei conti ha deciso che qualcuno deve pur rispondere dell’infatuazione per un Crocifisso del tardo Quattrocento che alcuni studiosi attribuirono a Michelangelo. SEGUE A PAGINA 23

L

Perde 0-3 col Bologna

FRANCESCO MERLO
OCCO Papaleo somiglia davvero a Mario Monti e non soltanto perché trae la sua forza dalla debolezza di tutti gli altri ed esibisce una sicura tecnicalità di teatrante in mezzo a gente che non sa fare il suo mestiere e forse ormai nessun mestiere. Così, nel gioco degli specchi tra Festival e Paese, Gianni Morandi è Pier Luigi Bersani. SEGUE A PAGINA 33 SERVIZI NEGLI SPETTACOLI

Disastro Inter Ranieri trema

R

NELLO SPORT

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

LA CRISI FINANZIARIA ECONOMIA
Crolla anche la domanda di prestiti per investimenti fissi: -50% nel quarto trimestre 2011 IL DOSSIER. La recessione Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, auspica maggiore sostegno alla crescita

I2

Il credito
Il Paese non risparmia più nuovi depositi giù dell’80% Banche senza ossigeno
Istituti in piedi solo grazie all’aiuto della Bce
ANDREA GRECO Duemilaundici fuga dalle banche. Nell’anno della crisi sovrana gli italiani danno e chiedono sempre meno ai loro istituti. Solo 25 miliardi di contributo dai privati alla raccolta bancaria (—80% su base annua), di cui solo 6 dai depositi. Per contro, nel quarto trimestre 2011 la domanda di credito per investimenti fissi è crollata: meno 50%, peggio che dopo il crac Lehman. L’ossigeno creditizio, che in tempi normali viene per quasi metà del totale da famiglie e imprese, è stato fornito per quote rilevanti dalla Bce, senza il cui generoso sostegno, attesta il bollettino Abi, l’Italia avrebbe rischiato il blocco delle attività economiche. Colpa dell’attacco mondiale al rischio Paese, che tra luglio e novembre ha portato il differenziale Btp-Bund a 570 punti base. Il sistema bancario ha retto: grazie a due fattori esterni, più che per meriti propri. Prima il cambio di governo, a ricostituire una credibilità internazionale che si riflette sui fondamentali economici (ieri lo spread, barometro del costo di Stato e banche per finanziarsi, era a 365 punti base). Poi la mossa di Mario Draghi, che a dicembre ha dotato di 500 miliardi la circolazione monetaria europea. Con effetti tangibili in Italia, dove nel 2011 gli attivi bancari sono aumentati di 287 miliardi. Ma un 70% della somma — 160 miliardi — proviene dall’Eurotower, che ha fatto un patto ferreo con le banche europee: vi diamo tutti i soldi possibili, voi però sostenete le economie, comprate titoli di Stato e non fermate il flusso creditizio. Questo da due mesi quasi annulla i dolori finanziari di un’Europa lontana dall’avere risolto la sua crisi economica e politica. Oggi, al Forex di Parma, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco alla sua prima uscita pubblica ringrazierà Draghi per avere rimesso in equilibrio il sistema. Ma solleciterà le banche italiane a fare con più energia da volano a una congiuntura recessiva, come mostra la frenata degli impieghi bancari a gennaio 2012 (solo +1,6%).
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La raccolta

La Banca centrale

Caduta impressionante da 130 a 24 miliardi
UN DATO fa più paura di tutti. Nel 2010 le banche italiane avevano aumentato di 130 miliardi i depositi e le obbligazioni detenute da clienti privati. Nel 2011 il dato è sceso a 24 miliardi, di cui solo 6 in depositi e 18 in bond. Se il dato depositi è al netto delle duplicazioni con controparti centrali, il flusso è negativo per 28 miliardi. L’Abi lo imputa al crollo dei nuovi fondi, e alle ricadute della crisi sul reddito nazionale disponibile. Il risparmio delle famiglie, tipica fonte di finanziamento – tra l’altro, la più a buon mercato, con un tasso medio dell’1% sui conti correnti – è servito a alle esigenze quotidiane. Anche le imprese, nella crisi, hanno attinto ai fondi per gestire il ciclo dei pagamenti e degli ordini, non sempre assistite a punto dalle banche stesse. Malgrado sia difficile comparare numeri tanto grandi, nel gelo della raccolta privata può avere avuto un ruolo il flusso di contanti che da mesi prende il largo verso Svizzera e dintorni, come testimoniano gli 11 miliardi di euro in esportazioni illegali di valuta intercettati dalla Guardia di Finanza tra gennaio e novembre 2011, con picchi incrementali del 50% negli ultimi mesi.
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Dalla cassaforte di Draghi sostegno di 160 miliardi
“SAN Draghi”? Sarà la storia a giudicare, e siamo ancora in mezzo al guado. Certo in poche settimane il nuovo presidente della Bce ha trasformato un’istituzione che negli anni di Jean-Claude Trichet appariva impotente e frustrata (anche per lo statuto rigorista di ispirazione tedesca che le impedisce di stampare moneta). Così le timide “aste a rubinetto” dell’estate sono diventate a dicembre un mare di soldi, 500 miliardi prestati per tre anni all’1%, in un’asta con le banche italiane protagoniste (oltre 100 miliardi presi, e un bis s’annuncia a fine febbraio). Gli effetti si vedono: secondo l’Abi, 160 miliardi di nuovi attivi bancari derivano dai prestiti Bce, contro 31 miliardi di nuovo capitale (il 14% del totale) e 56 miliardi di “altre passività”. Sul fronte opposto, quasi 50 miliardi provenienti dall’estero sono venuti meno, per la ritirata degli investitori internazionali dall’Italia. Con i soldi dell’Eurtower le banche dovrebbero rifinanziare i loro bond, sostenere il credito a imprese e famiglie e investire nel debito pubblico (le italiane l’anno scorso hanno aumentato di 11 miliardi le quote in titoli del Tesoro).
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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PER SAPERNE DI PIÙ www.abi.it www.bancaditalia.it

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I tassi

Sale il costo del denaro per aziende e famiglie
COM’ERA temibile, i tassi di interesse, ossia il costo del denaro per i clienti, sono in salita. L’esplosione dello spread sovrano e i declassamenti a raffica del rating italiano iniziano a mostrare i loro effetti negativi. I tassi medi ponderati sui prestiti a famiglie e società non finanziarie sono saliti a gennaio 2012 in media al 4,23% annuo, 56 punti base in più rispetto a un anno prima. Del resto sul mercato è evidente da mesi il tentativo delle banche di scaricare sui clienti una piccola parte del caro spread che ne rende problematica. Crescono anche i tassi sui mutui per l’acquisto di case, che secondo il bollettino Abi a gennaio 2012 si sono portati a una media annua del 4,15% contro il 3,99% di dicembre. L’aumento, si legge, «è da attribuire, fra l’altro, anche a una maggiore quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso, passata nell'ultimo mese dal 37,6% al 39,2% (era 31,8% a ottobre)».
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Gli impieghi

Le sofferenze

Giù le richieste di prestiti le imprese ferme al palo
IL CAVALLO beve oppure no? Secondo il Bank Lending Survey, che raccoglie i dati delle Vigilanze nazionali, il cavallo ha bevuto fino a settembre 2011, ma da quel momento sembra volersi strozzare. Nell’ultimo trimestre 2011, prendendo in esame la domanda di credito per investimenti fissi, «si è registrata una significativa diminuzione della domanda di finanziamento delle imprese legata agli investimenti». Meno 50% su base trimestrale, una delle variazioni negative più rilevanti da anni, e tanto più sorprendente, notano all’ufficio studi dell’Associazione bancaria italiana, perché segue un terzo trimestre 2011 in cui, ad onta di problemi e turbolenze già emersi, la domanda di credito per investimenti era salita del 12,5%. Sui dati dell’ultimo scorcio d’anno, l’unica domanda creditizia che resiste riguarda i «finanziamenti per operazioni di ristrutturazione e consolidamento del debito», che sale del 50% (non esattamente un buon segno: mostra le difficoltà delle imprese). Tiene (+25%) la domanda per copertura del capitale circolante e ricostituzione scorte. Crollano, del 50%, le richieste di prestiti per fusioni e acquisizioni.
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Boom per i crediti non restituibili
I PRESTITI rallentano, le sofferenze aumentano, urge un nuovo patto tra banche imprese e governo, perché nel 2012 la recessione non faccia nuovi e più gravi danni. Sui dati Abi, a fine 2011 i prestiti a famiglie e società non finanziarie erano pari a 1.512 miliardi di euro, in crescita dell’3,6% sull’anno prima. L’aumento in gennaio 2012 è stato dell’1,6%, molto ridotto ma superiore alla media dell’area euro (+1,3%). In compenso le sofferenze bancarie, che evidenziano i crediti di difficile riscossione, sono salite a 107 miliardi a fine 2011. Quasi il doppio rispetto a fine 2009, e in progressione geometrica rispetto ai 77 miliardi di fine 2010. Secondo l’Abi si tratta anche dell’effetto di «operazioni realizzate da alcune banche negli assetti societari». Ma il segno della crisi non manca, e nel 2012 farà più male. Per questo, come già a metà 2009, i banchieri italiani stanno tornando al tavolo con imprese e associazioni, per mettere a punto nuove misure emergenziali. Allora fu la moratoria sui crediti a famiglie e imprese, che a inizio 2011 sembravano non più necessarie mentre ora lo sono più che mai. Bankitalia e governo benedicenti.
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

LA CRISI FINANZIARIA ECONOMIA
La Fornero annuncia la riforma di cassa integrazione e indennità di disoccupazione, ma scatterà dal 2013

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PER SAPERNE DI PIÙ www.lavoro.gov.it www.cgil.it

Stretta anche su commercianti e artigiani. L’integrazione al reddito sarà estesa ai lavoratori atipici

IL DOSSIER. Le misure del governo

Il lavoro
Contributi più cari sui contratti precari e ammortizzatori sociali estesi a tutti
Le imprese che stabilizzeranno l’impiego verranno rimborsate
LUISA GRION E ROBERTO MANIA

Obiettivo: un mercato del lavoro “dinamico”. È quasi una rivoluzione quella che ha in mente il ministro Elsa Fornero: regole uguali per tutti; “flessibilità buona”, anziché precarietà; formazione finalizzata al lavoro e non a nascondere abusi contrattuali; niente più finte partite Iva e soci in partecipazione. Un mercato del lavoro con più donne e più giovani.
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LE TUTELE PER I PRECARI
Nel tabellone a sinistra, le tutele, oggi limitate, dei parasubornitati

LA RIFORMA del lavoro sarà varata entro marzo, ma lo schema degli interventi è già delineato. L’ultimo tassello del progetto, che ieri il ministro ha illustrato nelle sue linee guida prima in Parlamento e poi a Bruxelles ai colleghi europei del Lavoro, sarà rappresentato dall’intervento sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. AMMORTIZZATORI Lunedì, nell’incontro con sindacati e Confindustria, il ministro Fornero toglierà definitivamente il velo alla sua proposta sugli ammortizzatori sociali. L’impianto, però, è chiaro. Ci saranno solo due istituti per il sostegno al reddito, uguali per tutti, senza distinzione per età, area di lavoro, dimensioni dell’azienda, tipo di contratto, settore di attività: la cassa integrazione ordinaria e l’indennità di disoccupazione. Nell’impostazione del governo non c’è più posto per la cassa integrazione straordinaria, per la cassa integrazione in deroga, né, infine, per l’indennità di mobilità. L’idea di fondo - sul modello di quanto avviene nei paesi del nord Europa – è che gli ammortizzatori sociali debbano servire o a integrare il reddito dei lavoratori di un’azienda che attraversa una crisi dalla quale sarà comunque in grado di uscire, oppure come sostegno al reddito di una persona che ha perso il lavoro ed è coinvolta in un percorso di ricollocazione. E chi dovesse rifiutare una nuova occupazione, adatta alle proprie caratteristiche professionali, perderà il sussidio. Per finanziare la riforma, che comunque non entrerà in vigore prima di un anno e mezzo per colpa della nuova recessione, si allargherà la platea dei contribuenti alle piccole imprese artigiane e commerciali che oggi versano pochissimo. Non ci saranno nuove risorse pubbliche. «Stiamo studiando con il lanternino ogni possibile ristrutturazione della contribuzione per vedere di dare un’assicurazione a tutti con la loro redistribuzione», ha detto la Fornero. CONTRATTI Il ministro ha già detto quello che

care se dietro un contratto flessibile si nasconde un normale rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno. ARTICOLO 18 E’ il capitolo più delicato. La Cgil, che ieri ha riunito tutti i segretari generali delle categorie insieme al leader confederale Susanna Camusso, non è disposta ad accettare alcun ritocco all’articolo 18. Solo su un punto è pronta a trattare: la riduzione dei tempi delle cause giudiziarie per i licenziamenti senza giusta causa, quelli per i quali l’articolo 18 prevede il reintegro. Ma il governo sembra intenzionato a fare qualcosa di più. Tanto che Cisl e Uil sono disposte a cambiare le regole per i licenziamenti individuali per motivi economici. DONNE E SUD Su disoccupazione femminile e meridionale, due picchi del problema lavoro, è già intervenuto il decreto «Salva Italia», ora per potenziarne gli interventi servono nuove risorse.Il decreto dà la possibilità alle imprese che decidono di impegnare lavoratrici e under 35 a tempo indeterminato di dedurre 10.600 euro per ogni assunzione. Sconto che sale a 15.200 euro nelle regioni del Sud. Il ministro Fornero assicura che donne e Sud sono «tra le nostre preoccupazioni» ma il governo non si impegna in nuovi sgravi Irpef. «Se all'interno di un provvedimento più vasto di riordino del sistema fiscale ci saranno risorse non potrò che esserne contenta» ha commentato. APPRENDISTATO Il governo punta a valorizzarlo come contratto prevalente nella fase di ingresso al lavoro, impostazione sulla quale sono d’accordo anche sindacati e imprese. Sono previsti una durata massima di tre anni, formazione certificata e agevolazione contributiva. Il Testo unico varato dal precedente governo con il consenso delle parti prevede che, «per alta formazione» l’apprendistato possa essere esteso anche a giovani fra i 18 e i 29 anni.
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vuole fare sul fronte dei contratti. «Nel mercato del lavoro italiano – ha spiegato ieri a Bruxelles - esistono troppe tipologie contrattuali che negli anni hanno generato una diffusa precarietà». Per ridurre le distanze il governo intende agire con una doppia leva: disincentivare l’abuso dei contratti a termine (oggi oltre il 71 per cento delle assunzioni avviene con contratti di questo tipo) attraverso un aggravio contributivo a carico del datore di lavoro (che servirà anche a pa-

gare la cassa integrazione per i lavoratori atipici) e incentivare la trasformazione dei contratti a tempo in contratti a tempo indeterminato con sgravi contributivi pari a quanto versato in più. Di fatto una restituzione, un meccanismo bonus-malus a costo zero per le imprese che stabilizzano i contratti a tempo. Saranno ridefiniti i confini del contratto a chiamata e dei contratti a progetto. E arriveranno più controlli non solo per scovare il lavoro nero, ma anche per verifi-

Le cifre

IL COSTO
Secondo uno studio della Uil, nel 2012, per gli ammortizzatori sociali si spenderanno 5,2 miliardi

IL CALO
A gennaio le ore di cassa integrazione sono risultate in calo del 26,7 per cento rispetto a dicembre

CHI PAGA
Non solo lo Stato: il 76 per cento dei 5,2miliardi è coperto dai contributi di lavoratori e imprese

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

LA GERMANIA DELLA MERKEL MONDO

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Crisi a Berlino

Germania travolta dallo scandalo Si dimette il presidente Wulff
Favori e abuso di potere. “Ho perso la fiducia dei tedeschi”
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ANDREA TARQUINI
BERLINO — «Non ho più la fiducia della maggioranza dei cittadini, mi dimetto». Poche parole, col volto tra l’impassibile e il teso, la giovane moglie Bettina al fianco e alle spalle dei due il vessillo dorato con la nera aquila federale. Così, poco dopo le 11, il capo dello Stato tedesco ha gettato la spugna. Travolto da una valanga di piccoli favori, intrallazzi, accuse di abuso di potere cui altrove i politici sopravvivono, Christian Wulff ha infine deciso di farsi da parte. Erano passate appena dodici ore, dalla richiesta della magistratura di togliergli l’immunità per indagarlo. Così si è aperta a Berlino una crisi istituzionale che apre un serio problema per Angela Merkel,

Le tappe

L’ELEZIONE
Christian Wulff è eletto presidente della Repubblica tedesca con una maggioranza risicata il 30 giugno 2010 per succedere al dimissionario Horst Koehler

LE RIVELAZIONI
A dicembre “Die Bild” rivela che Wulff, quand’era governatore della Bassa Sassonia, aveva ottenuto da un imprenditore un prestito a un tasso agevolato per costruire casa

LE VACANZE
A destare scandalo sono le pressioni sul tabloid perché rinunci all’inchiesta Seguono rivelazioni su tre pernottamenti nell’isola di Sylte a spese di un produttore

Angela Merkel e Christian Wulff nel 2010 se del mattino piovoso di Berlino: da poche ore prima, Angela Merkel aveva improvvisamente annullato il suo vertice a Roma con Mario Monti sul salvataggio della Grecia e dell’euro. Subito dopo l’addio di Wulff, è intervenuta la cancelliera in persona, nel venerdì 17 che ha sconvolto Berlino. «Provo profondo rammarico e rispetto», ha detto celando imbarazzo, lei che lo aveva voluto come presidente a ogni costo e che nella tormenta degli scandali lo aveva difeso fino all’ultimo. «Una delle forze dello Stato di diritto è che tratta tutti i cittadini allo stesso modo». Vacillante da mesi, la posizione del presidente ha ricevuto l’altro ieri sera il colpo di grazia, con una e-mail inviata al Bundestag, il Parlamento federale, dalla magistratura di Hannover, capitale dello Stato di Bassa Sassonia. Preghiamo gli onorevoli di sospendere l’immunità del cit-

Il capo dello Stato è sotto accusa per un prestito a tasso agevolato e le pressioni sui media
ma contemporaneamente, nel bel mezzo della tempesta della crisi dell’euro, dà agli europei un forte segnale di primato dei valori costitutivi dello Stato di diritto. Per la prima volta, viene indagato qui un presidente. «Giudicatemi quando verranno le sentenze, svolgendo i miei incarichi ho commesso errori ma sono sempre stato corretto», ha detto Christian Wulff nel suo discorso d’addio, accolto con sollievo dal paese. Quelle poche parole hanno sciolto la suspen-

GAUCH
Il pastore protestante ed ex dissidente della Ddr Joachim Gauck è il favorito alla successione

tadino Christian Wulff, presidente federale, diceva il messaggio elettronico e fax, a causa di sospetti iniziali seri sulle accuse di abuso di potere quando egli era governatore qui. Poi un’aggiunta significativa: ci siamo decisi anche analizzando i resoconti dei media sui presunti casi. Cominciarono i media, d’ogni colore, a narrare come l’allora governatore Christian Wulff usò la sua posizione per avere un credito immobiliare a condizioni agevolate, aiuti per trasformare biglietti aerei in classe economy in biglietti business, per parties, per vacanze esclusive a Sylt, l’isola dei vip tedeschi, o in Italia, o il leasing di una splendida Audi a prezzi stracciati per Bettina. Ma la svolta fu un’altra. Mesi fa Wulff telefonò a Kai Diekmann, direttore di Bild (il quotidiano più letto d’Europa, proprietà l’editoriale liberalconservatrice e filogovernativa Springer). Non lo trovò.

Gli lasciò sulla segreteria telefonica un messaggio minaccioso, non parlate dei miei affaires o verranno ritorsioni. Diekmann, l’ad di Springer Mathias Doepfner e la prima azionista signora Friede Springer, vedova del grande Axel Cesar, decisero subito: racconteremo tutto e di più, è il nostro mestiere. Adesso la Germania ha 30 giorni per convocare l’assemblea dei grandi elettori (Parlamento più rappresentanti degli Stati e della società) per eleggere il nuovo capo dello Stato. Merkel avvia consultazioni per rimarginare la ferita. Le serve un candidato di ampio consenso. Il conservatore, candidato rivale di Wulff bocciato da “Angie” un anno e mezzo fa, cioè il pastore protestante Joachim Gauck, eroe del dissenso nella Ddr, un piccolo Havel tedesco, sembra il preferito. Intanto la crisi tedesca assorbe tempo ed energie preziosi per tutti noi europei, mentre per salvare l’euro il tempo stringe.
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L’intervista

Parla Michael Stuermer, ex consigliere di Kohl

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO — «Il problema più serio è la capacità della Cancelliera di fare le scelte giuste». Lo dice il professor Michael Stuermer, ex consigliere di Helmut Kohl, grande storico e chief columnist liberalconservatore. Professor Stuermer, quanto è grave il caso Wulff? «Cominciamo dalla Cancelliera. É la seconda volta che perde per strada un presidente. Stavolta non per nervi deboli come fu con Koehler: sono in gioco le capacità di giudizio del capo dello Stato. Scegliendo in corsa Wulff un anno e mezzo fa la Cancelliera fece sentire la mancanza della necessaria cautela. Adesso promette una scelta col più ampio consenso possibile». Allora c'era il candidato perfetto, Joachim Gauck, quasi un piccolo Vaclav Havel della Ddr, ma lei scelse Wulff, perché? «Allora lei gettò via quella chance. Secondo me il gesto migliore della Cancelliera sarebbe pregare ora Gauck di accettare la candidatura. Gauck sarebbe l'ideale, speriamo che lei lo capisca». E il prestigioso Schaeuble, mi-

“È il suo secondo errore ora il governo è in difficoltà”

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Quando lo scelse aveva anche delle altre opzioni migliori c’è da dubitare delle sue capacità di giudizio
Michael Stuermer nistro delle Finanze? «È insostituibile al suo posto attuale, per l'Europa e il mondo». Dunque Gauck? «Io allora fui tra i primi a dirlo, era quasi un Havel tedesco. Ma la cancelliera pensa sempre in modo tattico. Ritiene che tattica dopo tattica giorno dopo giorno emerga una strategia. E invece, logicamente, non è così in politica e nella vita. Senza strategia, si perdono i pezzi. Lei sembra spesso mossa dalla diffidenza, e scegliendo Wulff ha commesso un grande errore». Un tale errore fa temere er-

COME BERLUSCONI
“Christian Berlusconi”, titola Handelsblatt: “Comportamenti all’italiana, la sua posizione non era più sostenibile”

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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I7

Lo scenario

La Merkel salta il vertice di Roma Grecia, la mediazione la chiude Monti
Trilaterale al telefono con Papademos: “Fiduciosi in un accordo”
nuove misure da individuare sia per colmare il buco di 325 milioni nel bilancio 2012, sia la strategia da seguire per rispettare l’impegno di un debito al 120 per cento del Pil entro il 2020. Solo ieri il governo greco ha trovato l’accordo su ulteriori tagli alle pensioni che dovrebbero far quadrare i conti dell’anno in corso. Sembra invece accantonata, anche a seguito della mediazione italiana, la richiesta avanzata da olandesi e finlandesi che volevano un impegno anche dei partiti minori al rispetto della manovra dopo le elezioni. «Non ho queste altre esigenze, non vado a negoziare con l’estrema destra e l’estrema sinistra greche», ha detto ieri Juncker. Del resto l’accordo di

ANDREA BONANNI
BRUXELLES — Le dimissioni del presidente tedesco Wulff hanno costretto a rinviare alla prossima settimana il vertice Monti-Merkel in programma per ieri a Roma. Ma l’Italia è riuscita comunque a portare a termine una difficile mediazione tra Atene e Berlino per rilanciare il salvataggio della Grecia. Anche se fisicamente bloccata in Germania, la Cancelliera infatti ha avuto una telefonata trilaterale con il premier italiano e quello greco, Lucas Papademos. E il negoziato ha consentito di superare lo stallo che si era creato. «Al termine di questo colloquio, dettagliato e condotto con spirito costruttivo, i tre partecipanti si sono dichiarati fiduciosi che lunedì all’Eurogruppo potrà essere raggiunto l’accordo sulla Grecia», ha riferito un comunicato di Palazzo Chigi. Anche la Cancelleria ha commentato la telefonata con toni analoghi. Verosimilmente, più che mediare tra la Merkel e Papademos, Monti ha dovuto convincere la Cancelliera a prendere le distanze dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble, che nelle ultime settimane è apparso sempre più favorevole a rinunciare ad un salvataggio di Atene: una linea tutto sommato condivisa anche da olandesi, finlandesi e austriaci che non si fidano della buona fede dei politici greci, né della capacità del Paese di rispettare l’obiettivo di ridurre il debito al 120 per cento del Pil entro il 2020. In effetti, da quando l’Italia con Monti ha rimesso i conti in ordine limitando i rischi di con-

ELLEKAPPA

partiti che si sono battuti fino all’ultimo contro la manovra sarebbe stato impossibile da acquisire. E forse proprio su questo contavano Olanda e Finlan-

dia, che vedrebbero di buon occhio un default di Atene. Oltre che alla soluzione della crisi greca, Germania e Italia starebbero lavorando anche alla

messa a punto di una dichiarazione comune sulla necessità di approfondire ulteriormente l’integrazione europea in parallelo con il rafforzamento della disciplina di bilancio. Lo ha rivelato ieri Emma Bonino augurandosi che il documento, sottoscritto anche dagli altri Paesi, possa essere in qualche modo integrato nel nuovo Trattato sulla cooperazione economica rafforzata, il cosiddetto “fiscal compact”. Il testo a cui stanno lavorando Roma e Berlino, potrebbe anche prendere la forma si una dichiarazione collettiva dei sei stati fondatori. Una forte richiesta in questo senso era venuta, poche settimane fa, anche dalla confindustria francese.
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CON LA MOGLIE
Christian Wulff annuncia le dimissioni affiancato dalla moglie Bettina

Lunedì Eurogruppo sul salvataggio di Atene. Superate le resistenze di chi tifava per il default
tagio, si è diffusa in Europa la convinzione che un default greco non metterebbe comunque in pericolo la sopravvivenza dell’euro. Meglio dunque, secondo alcuni, evitare di sborsare altri 130 miliardi per una battaglia il cui esito resta comunque altamente incerto e che potrebbero essere meglio spesi per contenere le ripercussioni sul sistema finanziario di una bancarotta greca. Ma Monti, come del resto la Merkel, si rende conto che il danno di immagine e di credibilità che deriverebbe all’eurozona se si lasciasse fallire la Grecia e la si spingesse di fatto fuori dalla moneta unica sarebbe enorme. E in una fase di competizione globale sul mercato del debito, rischierebbe di trasformarsi in un boomerang. Tuttavia, nonostante l’accordo politico trovato ieri, un esito positivo della riunione dei ministri economici della zona euro che si terrà lunedì a Bruxelles, non appare per nulla scontato. «C’è ancora molto lavoro da fare anche se non siamo lontani dall’obiettivo — ha dichiarato ieri Jean-Claude Juncker, il premier lussemburghese che presiede l’Eurogruppo — è necessario trovare un accordo di insieme almeno sulla partecipazione dei privati al riscadenziamento del debito greco». Sul tavolo ci sono sempre le

rori anche sulla strategia per salvare l'euro? «Questo paragone va molto lontano. Ma il problema della capacità di giudizio, sulle persone come con Wulff, o su questioni ben più importanti come l'euro, esiste. La cancelliera dovrà trovare intese sul nuovo presidente. Speriamo che cerchi ampi consensi. Così si riparerà il danno, Gauck riporterebbe dignità». Ma ciò non distoglierà energia dal salvataggio dell'euro? «Sì, ma serve anche psicoterapia. Certi insulti greci, i paragoni con Hitler, sono disgustosi. L'élite che ha rovinato Atene non esprime né un Monti né un Draghi». Che conseguenze internazionali per la Germania? «Non molto grandi. Via, non si è mica dimessa la regina Elisabetta. Non è crisi istituzionale, la democrazia è solida. Ma il caso getta un'ombra sulla capacità di giudizio della Cancelliera. Anche per come uscire dalla crisi dell'euro. Auguriamole buona fortuna e senso dello Stato». (a.t.)
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SABATO 18 FEBBRAIO 2012

LA POLITICA EUROPEA MONDO
Si è affermato il concetto, forse più americano e puritano, che un politico non può avere scheletri nell’armadio

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I9

Trionfa la morale scandinava: Svezia Danimarca, Finlandia e Norvegia tra i quattro paesi meno corrotti al mondo

IL DOSSIER. I governi nel caos

Gliscandali
Multe, tesi copiate, viaggi gratis l’Europa non perdona più il potere
Da Berlino a Praga: ministri nella polvere anche per “peccati veniali”
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA — In Europa c’è più corruzione di un tempo, oppure c’è meno tolleranza verso la corruzione? Il moltiplicarsi di dimissioni di uomini di governo, da Berlino a Londra, da Parigi a Praga, pone il quesito. Da un lato sembra che la commistione di affari e politica sia in aumento in tutto il continente: perché candidarsi a un incarico pubblico costa sempre di più e le lobby di potere, sull’esempio degli Stati Uniti, sono sempre più attive. Dall’altro pare che sia cambiato il vento: l’opinione pubblica non perdona più quelli che una volta potevano apparire come peccati veniali. La sbarra dell’etica si è alzata, non solo in Gran Bretagna, dove basta una multa non pagata per fare dimettere un ministro, ma pure altrove. In Germania è stata sufficiente una tesi di laurea copiata per spingere alle dimissioni il ministro della Difesa Gutenberg. In Svizzera il governatore della Banca Centrale Hildebrand ha lasciato l’incarico per l’ombra di un sospetto di informazioni privilegiate passate a sua moglie. In Francia il ministro degli Esteri Alliot-Marie ha perso il posto per avere chiesto un passaggio sul jet privato di un businessman tunisino. In questi come in altri casi, non è tanto l’entità della colpa a determinare le dimissioni, quanto l’impressione di avere mentito o nascosto qualcosa o deformato la verità. Poco per volta si è affermato anche in Europa il concetto, forse più americano e puritano, che un politico non può avere scheletri nell’armadio. La vecchia idea della politica come “cosa sporca” lascia spazio al rivoluzionario concetto che la legge è uguale per tutti. In Scandinavia è sempre stato e continua a essere così: Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia sono tra i quattro paesi meno corrotti del mondo, secondo l’indice di Transparency International. La novità è che la morale scandinava non rappresenta più un’eccezione, bensì la regola a cui anche il resto d’Europa deve attenersi. O almeno dovrebbe.
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Gran Bretagna

Francia

Svizzera

Repubblica Ceca

Il numero due dei Lib-dem tradito da un autovelox
IL CASO più recente è di pochi giorni fa: Chris Huhne, ministro dell’Energia e dell’Ambiente, numero due del partito liberaldemocratico, ha dato le dimissioni perché incriminato per “ostruzione di giustizia”: fece scaricare sulla moglie la multa per eccesso di velocità scattata da un autovelox che gli avrebbe fatto sequestrare la patente. Sarà processato, si proclama innocente, ma non voleva “ombre” sulla sua attività di uomo pubblico. L’anno scorso era toccato a un conservatore, il ministro della Difesa Liam Fox: dimessosi semplicemente per avere portato con sé, in numerosi viaggi ufficiali, un amico coChris me consigliere. Nessuna treHuhne sca sentimentale, nessuna corruzione, ma è bastato il sospetto che l’amico potesse avvantaggiarsi della vicinanza con il ministro nei suoi affari personali. E ai tempi di Blair toccò a un laburista, la ministro dell’Interno Jacqui Smith: perse il posto per avere messo in conto al contribuente il noleggio di due film porno.
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La gita in Tunisia offerta dal raìs alla fedelissima di Sarkozy
DA UN presidente all’altro: Mitterand che faceva proteggere e ospitare a spese dello Stato la propria figlia illegittima, Chirac perseguito in giudizio per tangenti e fondi illeciti. I tempi sono cambiati anche a Parigi: non ci sono più intoccabili. Lo testimonia il caso, nel febbraio 2011, di Michele Alliot-Marie, ministra degli Esteri del governo di Sarkozy, ambiziosa e sicura di sé. Ma si frega con le proprie mani, a partire da una visita in Tunisia in un momento inopportuno, proprio mentre esplode la Primavera Araba. I giornali cominciano a indagare e scoprono che ha accettato un viaggio sul jet privato di un facoltoso uomo d’affari tunisino, Aziz Miled, molto Michele vicino al presidente Ben Alì, con Alliot-Marie cui la ministra parla al telefono. E poi arriva la botta finale, la rivelazione che i suoi genitori facevano affari con la famiglia del presidente-dittatore di Tunisi. Sarkozy la sacrifica sull’altare della nuova moralità politica e della necessità di stare dalla parte dei ribelli democratici nella rivoluzione che scuote l’ex colonia francese.
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Il governatore della Banca Centrale Le tangenti sul gioco d’azzardo lascia il posto per insider trading del responsabile delle Finanze
SE NELLA Confederazione elvetica ci può essere qualcosa di peggio di uno scandalo politico è uno scandalo bancario, e la vicenda di Philipp Hildebrand mette insieme l'uno e l'altro. L'agosto scorso la moglie del governatore della Banca Centrale svizzera, Kashya, acquista 500 mila dollari per rivenderli guadagnandoci dopo che la banca guidata da suo marito annuncia un apprezzamento del franco. L'accusa di insider trading dura sei mesi. Lui si proclama all'oscuro di tutto, completamente estraneo ai fatti, ma i soldi sono finiti su un conto intestato a entrambi e dopo sei mesi di polemiche il goPhilipp vernatore non vede altra soHildebrand luzione che dimettersi. Afferma di farlo per il bene della banca, ovvero del proprio paese, riconoscendo di non avere prove certe per dimostrare la propria innocenza, ma soltanto la sua «parola d'onore». Ed è per salvare l'onore, personale e della Svizzera, che nel gennaio scorso lascia l'incarico.
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«LA corruzione è diventata un cancro che sta divorando la nostra nazione». La nazione in questione non è l’Italia di Tangentopoli, e nemmeno la Russia di Putin: sono parole di Petr Necas, presidente della Repubblica ceca, un paese nel cuore dell’Europa democratica, che però si trova al 57esimo posto nella graduatoria della corruzione di Transparency International, subito dietro Kuwait e Giordania, alla pari con Namibia e Arabia Saudita, per avere un’idea di come vanno oggi le cose attorno al castello di Praga. L’ultimo caso eclatante riguarda il ministro delle Finanze MiroMiroslav slav Kalousek, accusato di Kalousek avere intascato tangenti nell’ambito delle legalizzazione del gioco d’azzardo su Internet. Prima si era dimesso il ministro dell’Industria Martin Koucorek, e la lista dei politici sospettati, inquisiti, accusati è lunga. Ce n’è abbastanza da fare rivoltare nella tomba il presidente commediografo Vaclas Havel.
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L’ITALIA DEL MALAFFARE POLITICA INTERNA
Dopo la denuncia della Corte dei conti duro confronto sul ddl antitangenti in lista d’attesa dal maggio 2010

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I 11

Severino ha chiesto due settimane per rendere note le sue proposte In Parlamento si prepara la battaglia

DOSSIER. Il progetto del governo

La corruzione
Nella legge nuovi reati e pene più dure ma è braccio di ferro sulla prescrizione
Fini e Schifani: “Approvarla subito”. Il Pdl vuole lo stralcio
LIANA MILELLA

Da due anni è la spina nel fianco del Pdl. Il disegno di legge anti-corruzione è un fantasma che cammina tra Senato e Camera. Va avanti per forza di inerzia, ma il Pdl non lo vuole. Soprattutto perché mette mano ai codici sulla corruzione. Adesso, dopo la denuncia della Corte dei conti, in prima persona s’impegnano Fini e Schifani e dicono che «dev’essere approvato subito». Ma nelle stesse ore i berlusconiani remano in direzione opposta. Meditano se chiedere, in modo formale e ufficiale, lo stralcio sui reati e sulle pene. Il Guardasigilli Paola Severino, all’opposto, sta per rendere pubbliche le sue decisioni sui nuovi reati di corruzione privata e traffico di influenze, sulla modifica del reato di concussione, sull’aumento delle pene massime. In bilico ancora l’ipotesi di intervenire sulla Cirielli e allungare di nuovo la prescrizione.
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La Cirielli Per evitare l’estinzione degli illeciti il tentativo di modificare la norma
Prescrizione. Cambiare la Cirielli del 2005 e riportare indietro la lancetta dei termini. Tornare al calcolo antico, il massimo della pena più la metà anziché un quarto. Eliminare, o quantomeno cambiare, le fasce costruite in quella legge che doveva servire per salvare il premier dai suoi processi (proprio come accade adesso per Mills). Di questo si sta discutendo con ansia nelle stanze del ministro della Giustizia nella piena consapevolezza che un passo del genere potrebbe rappresentare una mina sotto l’intera legge. Il Pdl, che ha fatto della Cirielli una sorta di vessillo anti-giudici, si metterebbe di traverso. In alternativa, il Guardasigilli ipotizza di aumentare il massimo delle pene per le varie forme di corruzione. Pd e Idv hanno già presentato emendamenti per allungare la prescrizione.
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I privati Fino a cinque anni di reclusione per chi sollecita una mazzetta
Corruzione privata. La prevede, dal 1999, la Convenzione di Strasburgo, e dal 2003 la sollecita la convenzione Onu sulla repressione dello stesso reato. Severino l’ha già lanciata, proprio su Repubblica. Ld Pd Donatella Ferranti ne ha già scritto l’articolo. Che suona così: «È punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, nell’esercizio di un’attività professionale o di direzione di un ente di diritto privato, indebitamente induce, sollecita o riceve, per sé o per un terzo, direttamente o tramite un intermediario, denaro o altra utilità. O ne accetta la promessa, per compiere od omettere un atto, in violazione di un dovere, qualora dal fatto derivino o possano derivare distorsioni alla concorrenza del mercato o danni economici all’ente o a terzi, anche attraverso la scorretta aggiudicazione o esecuzione di un contratto».
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Influenze proibite Sarà punito chi chiede denaro per una mediazione illegale
Traffico d’influenze illecite. È un passo obbligato anche questo. Previsto dalle convezioni internazionali. Severino lo dà per scontato. Lo sottoscrivono Pd e Idv che lo hanno già presentato come emendamento. Un nuovo articolo 346 che sostituisce quello attuale del codice penale sul millantato credito. I dipietristi lo modulano con questa formula: «Chiunque, vantando credito presso un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, o adducendo di doverne compare il favore o soddisfare le richieste, fa dare o promette a sé o ad altri denaro o altra utilità quale prezzo per la propria mediazione o quale remunerazione per il pubblico ufficiale è punito con la reclusione da tre a sette anni. La condanna comporta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici». Analoga la versione del Pd.
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La concussione Andrà in soffitta come vuole l’Ocse al suo posto la “corruzione indotta”
La concussione potrebbe avere le ore contate. Proprio quell’articolo 317 del codice penale “protagonista” di centinaia di ordinanze. Oggi punisce da 4 a 12 anni il pubblico ufficiale infedele. L’Ocse ne ha chiesto da tempo la soppressione per fonderlo con la corruzione. In via Arenula cercano la formula giusta per ottemperare al dettato internazionale. La Pd Ferranti, nella proposta di legge sulla corruzione appena fresca di stampa (l’ha depositata il 25 gennaio), ci ha già messo la croce sopra con un «l’articolo 317 è abrogato». Al suo posto ecco spuntare la corruzione «per induzione» che entra a pieno titolo nell’articolo 318 del codice penale (corruzione per un atto d’ufficio) e quella «per costrizione» che invece andrà a far parte delle fattispecie dell’estorsione all’articolo 629. Il pubblico ufficiale rischia da sei a 20 anni.
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I collaboratori Attenuanti a chi si pente per spezzare l’omertà
Pentiti di corruzione. Le nuove gole profonde. Gratificate da un’attenuante e quindi da un consistente sconto di pena che potrebbe addirittura arrivare fino alla metà di quella prevista per il reato che hanno commesso. “Gole” previste dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi che le ha inserite in un emendamento al ddl anti-corruzione già inviato alle commissioni Giustizia e Affari costituzionali. Le disciplina anche il Pd con una circostanza attenuante. La logica è quella di rompere il rapporto omertoso che lega di solito il corrotto e il corruttore. Il pentito, come per la criminalità organizzata, dovrà fornire un determinante contributo per ricostruire come si sono svolti i fatti.
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L’intervista

L’ex pm Cantone, membro della commissione Patroni Griffi: l’interdizione dai pubblici uffici va ampliata

“Ora bisogna premiare i pentiti”
ROMA — Dalla lotta alla camorra a quella contro la corruzione. Raffaele Cantone fa parte della commissione che, al ministero della Funzione pubblica, ha già proposte le modifiche al ddl. Ora dice: «Bisogna premiare il pentito di corruzione». Che ne pensa della mossa del Pdl di stralciare i reati? «Non è la soluzione migliore perché repressione e prevenzione sono due fenomeni che vanno in parallelo. Se non funziona la prima, la seconda da sola non serve a nulla». Severino chiede altri 15 giorni. Di Pietro la prende in giro con un «... e la Madonna...». Cosa c’è dietro? «È troppo importante, dopo vent’anni Raffaele Cantone

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I tempi medi di accertamento dei reati sono quasi sempre incompatibili con la legge attuale

d’attesa, approvare una buona legge per preoccuparci di 15 giorni in più o in meno». Nel rapporto della commissione c’erano pagine sui reati. Che fine hanno fatto? «Durante i lavori ne abbiamo discusso, ma il ministro Patroni Griffi ci ha detto che quella parte spettava alla Giustizia, e quindi le nostre considerazioni sono rimaste fuori». Ma di cosa avevate parlato? «Di prescrizione e di possibilità di istituire nuovi reati». Bisogna aumentare la prescrizione per la corruzione? «Assolutamente sì perché i tempi medi di accertamento dei reati di corruzione sono

quasi sempre incompatibili con i termini di prescrizione introdotti dalla Cirielli». Sarebbe sbagliato aumentare le pene massime dei reati? «Sarebbe poco efficace perché per arrivare a tempi di prescrizione idonei bisognerebbe aumentarle in modo esagerato. E questo non risponde ai criteri di proporzionalità». Bisogna cambiare la Cirielli? «È auspicabile». Può esistere il pentito di corruzione come il pentito di mafia? «Sì. Bisogna garantire a chi fa scoprire le corruzioni benefici di pena realmente congrui».

Portare la concussione nell’estorsione o nella corruzione? «Mi convince poco, perché la concussione per induzione ha tuttora una sua ragion d’essere ed è sbagliato farla confluire nella corruzione perché ciò comporterebbe pure la condanna del soggetto indotto a pagare». Com’è che i condannati restano sempre al loro posto? «Se uno ottiene la sospensione della pena ciò blocca anche l’interdizione. La regola va cambiata. Bisogna intervenire sulle pene accessorie e ampliare i casi d’interdizione dai pubblici uffici». (l. mi.)
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LE SCELTE DEI PARTITI POLITICA INTERNA
Intesa tra Alfano, Bersani e Casini: più poteri al premier, riforma del bicameralismo e sfiducia costruttiva Entro 15 giorni i tre partiti scriveranno la proposta di legge costituzionale e l’esame partirà dal Senato

I 12

IL DOSSIER. Le modifiche alla Costituzione

Le riforme
Parlamentari, dimezzamento addio arriva un taglio di 200 seggi ecco l’accordo tra Pdl, Pd e Udc
E dopo le comunali il tavolo sulla legge elettorale
SILVIO BUZZANCA E GOFFREDO DE MARCHIS

Il numero dei seggi

Sforbiciata del 20 per cento 500 deputati e 250 senatori
LA BOZZA di intesa sulle riforme costituzionali parte dal taglio del numero dei parlamentari. Alfano, Bersani e Casini, ma anche gli altri partiti sono d’accordo, hanno deciso che gli inquilini di Montecitorio debbano scendere a 500 a partire dalla prossima legislatura. Taglio anche per i senatori: da 315 dovrebbero diventare 250. Se si trovasse anche l’intesa su un modello elettorale ispano-tedesco, alla Camera 464 deputati sarebbero eletti con un sistema misto uninominale-proporzionale e uno sbarramento del 4-5%. Altri 14 seggi andrebbero ai partiti minori come “diritto di tribuna” mentre 12 resterebbero per l’estero. Circa 10 seggi poi verrebbero trasformati in un piccolo premio di maggioranza. Anche il Senato userebbe la stessa ripartizione.
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Il bicameralismo funzionale

Per Camera e Senato tempi e compiti diversi
LA RIFORMA del bicameralismo perfetto prevede il passaggio ad un “bicameralismo funzionale”. In pratica ogni due mesi le capigruppo di Camera e Senato stilano un calendario delle proposte da discutere nelle rispettive aule e poi affidano i provvedimenti a Montecitorio o a Palazzo Madama. Una volta approvato la legge in un ramo del Parlamento l’altro ramo ha 15 giorni di tempo per “richiamarla” ed esaminarla a sua volta. Dopo 30 giorni la deve comunque licenziare, ma l’ultima parola spetta al ramo che lo ha approvato. Solo questa camera può approvarlo definitivamente. Un meccanismo che sicuramente non piacerà alla Lega e a chi ha sempre puntato sul Senato come Camera delle Regioni, espressione delle realtà regionali e locali.
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Mini-taglio del 20 per cento, circa 200 seggi in meno, anziché l’annunciato dimezzamento del numero dei parlamentari. Nuovi poteri del premier, una sola Camera per approvare le leggi, sfiducia costruttiva ossia il governo va a casa solo se si trova una nuova maggioranza. Sono queste le basi dell’intesa raggiunta nel vertice tra Alfano, Bersani e Casini tenuto ieri mattina con gli esperti dei rispettivi partiti. Entro 15 giorni si deve arrivare alla scrittura di un testo unico da parte di Pdl, Pd e Terzo polo. Sarà una legge costituzionale che comincerà il suo cammino al Senato e ha bisogno di quattro votazioni per arrivare in porto. Fini e Schifani dicono: «Ce la possiamo fare». E la cancellazione del Porcellum? La discussione sulla legge elettorale viene rinviata a dopo le amministrative. La tornata elettorale darà qualche risposta più precisa sulle alleanze che tengono e quelle che invece vanno in frantumi. Le posizioni quindi restano per il momento congelate. Alfano invoca ancora l’indicazione del premier. Il Pd non si fida e teme che le riforme istituzionali possano nascondere una trappola: non fare nulla contro il Parlamento dei nominati. Però ci sono passi avanti anche in questa direzione. Passi che spiazzano Idv e Sel per esempio. Il Terzo polo non si è fatto sorprendere da un sistema tedesco con correzioni maggioritarie che favorisce i primi due partiti ma aiuta anche Casini e il suo partito, che si sentono in crescita, a mantenere un ruolo cruciale.
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I regolamenti parlamentari

Al programma di governo corsie ad hoc e tempi certi
UNO degli aspetti meno appariscenti, ma fondamentale della discussione sulle riforme e la legge elettorale è quello della revisione dei regolamenti parlamentari. L’obiettivo che si vuole raggiungere è di dare al governo delle corsie preferenziali per i progetti che debbono realizzare il suo programma. Corsie che devono assicurare all’esecutivo tempi certi per l’approvazione dei provvedimenti. Questo dovrebbe portare alla razionalizzazione del ricorso ai decreti legge. La modifica dei regolamenti potrebbe incidere anche sui meccanismi di formazione dei gruppi parlamentari, impedendo la frammentazione e il passaggio da un gruppo all’altro.
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I poteri del premier

Potrà revocare i ministri Stato più forte delle Regioni
CAMBIA anche il potere del premier. Oltre all’indicazione dei ministri, che vengono poi nominati dal capo dello Stato, il presidente del Consiglio, ed è questa la novità, avrà anche il potere di revoca. Per dire, con questa riforma Berlusconi avrebbe potuto dare il benservito al ministro dell’Economia Tremonti. Al nuovo governo la fiducia verrà votata la prima volta da Camera e Senato riuniti in seduta comune. Nella bozza è prevista la modifica dell’articolo 117 della Costituzione che regola le competenze di Stato e Regioni. La maggioranza vuole dare più poteri allo Stato ed evitare conflitti davanti alla Consulta sulle infrastrutture, dalle strade ai porti.
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La sfiducia costruttiva

Il sistema di voto

Il governo può cadere solo se ne nasce un altro
IL PROGETTO di riforme costituzionali su cui è stata trovata l’intesa dalla maggioranza di governo prevede l’introduzione del meccanismo della sfiducia costruttiva. Un meccanismo, per esempio, in vigore nel sistema costituzionale tedesco. In parole povere il governo nasce da un voto di fiducia del Parlamento riunito in seduta comune e muore con un voto di sfiducia del Parlamento riunito in seduta comune. Questo vuol dire che al momento del voto deve esistere una nuova maggioranza parlamentare che sostituisce o rafforza la precedente. Un’ipotesi che mette in discussione il “credo” del governo e del premier eletto con la sua maggioranza, un modello senza alternative che in caso di crisi prevede, in linea teorica, solo il ritorno alle urne.
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Ispano-tedesco, intesa vicina collegi e sbarramento alto
LA DISCUSSIONE sulla legge elettorale è stata rinviata a dopo le amministrative. Con qualche sospetto del Partito democratico che teme sempre l’affetto nutrito dal Pdl per il Porcellum. In realtà un’intesa di massima è già stata raggiunta. Prevede un sistema in cui il 50 per cento dei parlamentari viene eletto con i collegi uninominali e il restante 50 con il proporzionale. È un sistema che si avvicina molto al modello tedesco ma che grazie a collegi piccoli e soglia di sbarramento alta favorisce i partiti maggiori. Il Terzo polo non la teme perché sente di essere in crescita. Si dovrà discutere se garantire alle forze minori un diritto di tribuna.
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I 13

Passi avanti anche sulla revisione del Porcellum in favore di un sistema tedesco con correzione maggioritaria

Il caso

I personaggi
PROFUMO
Il ministro Profumo è stato il primo a pubblicare la dichiarazione dei redditi

Palazzo Chigi striglia i ministri “Online i redditi precedenti”
I deputati: diteci gli stipendi dei manager pubblici
ROMA — Con il governo tecnico si chiama moral suasion. Con un altro esecutivo si definirebbe pressing o addirittura ultimatum. La sostanza non cambia. Da Palazzo Chigi è partito, diciamo così, un caloroso suggerimento a ministri e sottosegretari: nella dichiarazione online non omettete nulla del vostro stato patrimoniale. E indicate soprattutto il reddito precedente all’assunzione dell’incarico. Non basta indicare lo stipendio attuale da ministro. «A chi chiede un consiglio — dicono da Palazzo Chigi — spieghiamo che comunque al Senato, entro la fine di marzo, bisognerà fornire la dichiarazione dei redditi del 2010. Tanto vale metterla in rete». Chi non lo ha già fatto ha tempo fino a martedì per un’integrazione. Chi invece è ancora alle prese con carte, rogiti e commercialista adesso sa che il presidente del Consiglio “preferisce” una trasparenza assoluta anziché una casa di vetro a metà. A Palazzo Chigi hanno registrato i malumori dei parlamentari. Malumori dettati soprattutto da una grande voglia di vendetta per i tagli subiti all’indennità, per lo scalone imposto ai cinquantenni (10 anni per avere il vitalizio) e per un clima generale che li addita come la vera e unica Casta. Ma anche nel governo si sono sentiti mugugni, sospetti reciproci su alcuni omissis incomprensibili. Nessun dramma per carità. C’è ancora tempo per recuperare. L’esempio da seguire è quello di Marco Rossi Doria. O del sottosegretario a Palazzo Chigi Antonio Catricalà. O di Paolo Peluffo, sottosegretario all’Editoria. Cioè, pubblicare il reddito attuale e quello appena abbandonato dei precedenti incarichi. Accanto allo stato patrimoniale: immobili, obbligazioni, azioni, investimenti vari. Ma dal Parlamento è partita un’altra battaglia sugli stipendi dei manager pubblici. Il tetto previsto dal governo si avvia a essere applicato solo per i “neoassunti”. Allora alla Camera è stato chiesto al governo di sapere entro martedì le retribuzioni dei dirigenti delle aziende di Stato, dalla Rai all’Eni all’Agenzia delle entrate. Il ministro della Funzione pubblica ha promesso una risposta in tempi brevissimi, «vediamo se facciamo in tempo per la prossima settimana». Trasparenza per tutti. (g.d.m.)
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BARCA
Il ministro per la Coesione territoriale ha presentato solo l’ammontare del reddito complessivo

Oggi sono 945
Oggi i parlamentari eletti sono 945, di cui 630 alla Camera (foto in alto) e 315 al Senato. A questi si aggiungono i senatori a vita, quelli di diritto (ex presidenti della Repubblica) e quelli nominati dal capo dello Stato. Attualmente ce ne sono sei

PATRONI GRIFFI
Il ministro per la Funzione pubblica ha presentato il reddito e lo stato patrimoniale

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LE SCELTE DEI PARTITI POLITICA INTERNA

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I 14

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Casini lancia l’Opa sul Pdl “Serve un nuovo contenitore”
Il leader udc: congresso straordinario per cambiare
CARMELO LOPAPA
ROMA — La linea d’orizzonte è già segnata: il voto delle prossime amministrative. Subito dopo, via al big ben, con l’obiettivo di far saltare quel che resta dei poli. In primavera il congresso straordinario dell’Udc, l’addio al vecchio partito e la creazione di un nuovo «contenitore». Pier Ferdinando Casini lo chiama così, ma il suo è l’annuncio di una vera e propria “opa” lanciata sul Pdl e sulle frange centriste del Pd. Col superamento, nei fatti, anche del Terzo polo che a un anno esatto dalle politiche non ha più ragione di esistere. Ma l’operazione, già partita sotto traccia in questi primi mesi del governo

Hanno detto
DELLA VEDOVA
Benedetto Della Vedova, esponente di Fli, concorda sulla necessità di aprire una nuova stagione politica

FRATTINI
L’ex ministro degli Esteri Frattini nei giorni scorsi aveva lanciato un appello per aprire a un’intesa con i centristi

A RISCHIO
Sono a rischio i congressi del Pdl per lo scandalo delle tessere

Pier Ferdinando Casini

Monti, scuote il fronte berlusconiano. Gli ex An sono in trincea. Il segretario Angelino Alfano — che pure all’alba stringe la mano di Casini e di Bersani nell’ennesimo vertice, stavolta per le riforme istituzionali — subito dopo tranquillizza i suoi e prende le distanze dai due soci «occasionali» di governo.

Il leader centrista parla in occasione dell’esecutivo nazionale della Rosa per l’Italia di Savino Pezzotta. Annuncia per maggio il congresso Udc e spiega che «non potrà essere ordinario ma straordinario, anche nelle decisioni: noi che siamo stati i primi a capire che il bipolarismo stava per sfa-

sciare il Paese, noi che siamo stati i primi a capire che occorreva un armistizio tra le forze politiche, dobbiamo essere i primi a capire che è finita una stagione politica, che i partiti così come sono organizzati non servono più». Quindi, «dobbiamo creare un contenitore guida per andare oltre i partiti e

Il caso

Caos tesseramento Verdini a Modena come commissario
ROMA — Il caso tesseramenti falsi getta ancora più nel caos il Pdl. L’ultimo esplode a Modena. Il congresso provinciale fissato per il 25 febbraio è stato annullato. Il segretario Angelino Alfano ha commissariato quel coordinamento inviando Denis Verdini. Ancora una volta, come in altre città, dalla Campania al Veneto alla Puglia, sono state riscontrate anomalie nell’acquisizione delle tessere in grado di inficiare il risultato del congresso provinciale, che viene dunque rinviato. Soddisfatta Isabella Bertolini, che con altri aveva sollevato il caso. «Faccia i nomi se li ha, ma è stata lei in quanto capo del partito a Modena ad essere commissariata e mandata a casa»

oltre i poli». Il progetto per la costruzione di un nuovo ampio soggetto politico, magari che faccia riferimento al Ppe e non solo, è più che un cantiere, dunque. Chi ne sarà coinvolto e soprattutto con quale candidato premier saranno affrontate le elezioni del 2013 è tutto da definire, ma la partita è aperta. Casini però un paletto lo mette: «È una follia dire che chi è nel governo non si deve presentare alle elezioni». E con questa considerazione, preciserà in serata il suo ufficio stampa, non faceva affatto riferimento a Mario Monti, magari per auspicarne una ricandidatura. Che abbia fatto invece riferimento a Corrado Passera, per esempio, non viene né confermato né smentito. L’ex ad di Intesa d’altronde è sotto i riflettori di entrambi i poli. Certo è che il primo scossone le parole del leader centrista lo provoca all’interno dello stesso Terzo polo. Fini per il momento tace, dirà la sua sul futuro in occasione della convention di Pietrasanta del 17 marzo. I suoi invece reagiscono fin d’ora. E se Benedetto Della Vedova concorda sulla necessità di aprire «una nuova sta-

Resistenze dagli ex An: “Non ripeteremo gli errori del partito unico”
gione politica», ex An come Carmelo Briguglio mettono le mani avanti: «Casini avrà le sue ragioni nell’annunciare di volersi allargare al centro e le rispettiamo. Ma Fli è nella situazione opposta, non ripeteremo l’errore fatto col Pdl, no al partito unico». Dibattito aperto dentro la coalizione terzista. Grande fermento invece dentro il Pdl. Alfano viene colto in contropiede da una manovra che contava di portare avanti lui: quella che punterebbe a realizzare una sorta di Ppe italiano. Ma i berluscones sono spaccati. L’ex ministro Franco Frattini nei giorni scorsi si era lanciato in un appello per aprire a un’intesa coi centristi, ma è stato subito rintuzzato e criticato dall’ala dura e pura degli ex An, da La Russa a Corsaro. Alfano prende tempo e intanto cerca di tenere uniti i suoi smentendo qualsiasi ipotesi di grande coalizione in vista del voto del 2013: «Con il Pd ci sono differenze di fondo che non sono state colmate e questo governo è nato da una situazione eccezionale, dopo si tornerà a una fisiologica divisione». Ma tutto ormai è in movimento e ancor più lo sarà dopo le amministrative. Berlusconi chiama a rapporto lo stato maggiore, coordinatori e governatori Pdl, lunedì sera a Villa Gernetto, per mettere a punto una strategia, ora che la Lega è sempre più distante. E per rilanciare un partito segnato da spaccature e dai clamori sui falsi tesseramenti.
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SEGRETARIO
Il segretario Alfano ha commissariato Modena

protesta Carlo Giovanardi. Cicchitto invita a «non buttare il bambino con l’acqua sporca». Del caso tesseramenti si parlerà lunedì sera anche al vertice convocato da Silvio Berlusconi a Villa Gernetto con coordinatori, governatori e presidenti di Provincia Pdl. Ma all’ordine del giorno c’è anche l’esigenza di decidere come andare alle amministrative: bisogna sciogliere il nodo dei candidati a Genova e a Palermo (dove il terzo polo presenta un suo candidato), ma anche a Lecce e Verona dove c’è da fare i conti con la candidatura del sindaco uscente, il leghista Flavio Tosi.

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LA CHIESA CRONACA DI RATZINGER

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Veleni in curia, lo sconcerto dei cardinali
Via al Concistoro, sale il peso degli italiani. I porporati stranieri: “Diteci che succede in Vaticano”
(segue dalla prima pagina)

MARCO ANSALDO CITTÀ DEL VATICANO A — chiede incuriosito, riprendendo la valigia all’uscita di Fiumicino per dirigersi alla casa dentro le Mura leonine, dove risiede — la lettera di monsignor Viganò, quella che parla di corruzione, è vera? E perché queste cose saltano fuori ora, mentre si riunisce il Concistoro?». Il “giovane” porporato proveniente da un Paese germanico (viaggia sui sessanta, ma è considerato un ragazzo da una gerarchia solida quanto attempata), passa per il giardino verde del Collegio teutonico. Ha appena incontrato il Papa, da cui è molto stimato. E con Joseph Ratzinger si lascia andare a qualche confidenza. È allegro e divertito. «Questi italiani…», commenta ironico, cucendosi subito la bocca, senza dire una parola di più sui confratelli con cui oggi si riunirà nel Sacro Collegio. Il nuovo arcivescovo di Milano, Angelo Scola, scende dal treno alla Stazione Termini. L’uomo che da anni in molti considerano il prossimo Papa ha viaggiato come un passeggero qualsiasi, in un vagone di prima. Lui da solo, stretto in un cappotto nero, le carte sottobraccio, con a fianco il segretario personale e il consigliere per le comunicazioni. Ha passato tutto il tempo a leggere, o immerso nei suoi pensieri. «Ha una testa formidabile», dicono. Ma ha accolto «con profonda irritazione» la diffusione su un quotidiano delle sue note sui candidati alla propria successione al Patriarcato di Venezia. Che cosa succede in Vaticano, mentre questa mattina 191 cardinali si riuniscono a San Pietro, e Benedetto XVI si prepara a creare altri 22 porporati (fra cui ben 7 italiani) che in futuro andranno a eleggere il nuovo Pontefice? Un Conclave dove il confronto tra italiani e non, e forse tra cordate trasversali alle nazionalità, segnerà il ritorno a un Papa italiano oppure a un nuovo Papa straniero, dopo Wojtyla e Ratzinger. Oltre il portone di Sant’Anna montato dalle Guardie Svizzere, una solennità sacrale investe il visitatore. L’acciottolato lucido pure nei giorni di neve, le iscrizioni con caratteri latini stampate sotto gli archi, i momenti di puro silenzio dentro stanze rigurgitanti di affreschi. Però nulla è immobile anche qui dentro. E a ben vede-

«M

re, la Santa Sede oggi è turbata da intrighi che, se non determinano ancora gli equilibri per un nuovo Conclave, vanno a indirizzarsi per ora sui più stretti collaboratori del Pontefice. Carrierismo, ritorsioni, vendette. L’iniezione di veleno propagata con quelli che il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha definito i “Vatileaks”, la diffusione di lettere di monsignori, di note riservate sui vescovi, di memo segretissimi su Ior e pedofilia, è andata a segno. E anche se alcune missive sono apparse subito contraddittorie nel contenu-

to — come la confidenza del cardinale Castrillon sul viaggio del collega Romeo in Cina in cui questi avrebbe parlato di un possibile attentato al Papa in 12 mesi e la sua sostituzione con Scola — la fuga di documenti indica una verità. E cioè il malessere che cova in alcuni ambienti vaticani. «La storia della Chiesa — diceva ieri il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto divino — si è vista avvolta in persecuzioni e avversità, provenienti dall’esterno e dal suo interno, o in tradimenti». Nel suo Appartamento, Bene-

I protagonisti

Benedetto XVI
Nel suo Appartamento, Benedetto XVI, il «pastore in mezzo ai lupi», come ha scritto l’Osservatore Romano, è tranquillo e al corrente di tutto. Ma il Pontefice ha sofferto ed è amareggiato dalla vicenda dei “Vatileaks”, la fuga dei documenti vaticani

Angelo Scola
Il nuovo arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha accolto «con profonda irritazione» la diffusione delle sue note sui candidati alla propria successione a Venezia. Il suo nome è emerso anche in una missiva inviata dal cardinale Castrillon

detto XVI, il «pastore in mezzo ai lupi», come lo ha descritto l’Osservatore Romano, appare a chi lo ha incontrato «tranquillo e al corrente di tutto». Ratzinger «ne ha viste tante». E «anche in Curia — aggiungono — se ne sono viste tante». Però l’altra sera, nella “lectio divina” ai sacerdoti del Seminario romano, il Pontefice ha tuonato contro il «potere della finanza e dei media», «necessari, anche utili, ma talmente abusabili che possono diventare contrari all’uomo». Eppure questo Concistoro, il quarto di Benedetto, ridisegna il Conclave che andrà a eleggere prima o poi il nuovo Papa. E i discorsi echeggiati ieri nel Collegio

Festa per ventidue nuovi principi della chiesa. Ma sullo sfondo restano le tensioni
cardinalizio puntano già a delineare equilibri che, in futuro, potranno consolidarsi. Sono più di duecento, questa mattina, i porporati che assisteranno all’imposizione della berretta e alla consegna dell’anello. Gli ultraottantenni e i “giovani”. I non elettori (88) e gli elettori (125). Vengono da tutte le parti del mondo. Molti non si conoscono nemmeno. «Con alcuni nemmeno di faccia», dice sorridendo l’arcivescovo di Sarajevo, Vinko Puljic. «Negli ultimi anni il Sacro Collegio è stato sottoposto a un forte turn-over — spiega un osservatore per mestiere immerso dentro i Sacri palazzi — i porporati di primo piano si incontrano periodicamente, ma alcuni non si sono mai visti. Per la maggior parte sono leali al Santo Padre. Ma c’è anche qualcuno che pesca nel torbido». Il caso Castrillon-Romeo, con la lettera scritta da un amico tedesco del cardinale colombiano e giunta alla Segreteria di Stato vaticana sul viaggio non ufficiale in Cina dell’arcivescovo di Palermo, e il contenuto su un fantomatico attentato al Papa, ne è un esempio. Ma in Vaticano si vuole sdrammatizzare. Oggi e domani, si sottolinea, sono giornate di festa. E così il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, liquida le malefatte del porporato di Medellin, rievocandone alcune clamorose gaffe. Sul vescovo negazionista Williamson e sul caso pedofilia. Con una battuta al vetriolo, in due sole parole, ma fulminanti: «Castrillon pasticcion».
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Tarcisio Bertone
Il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, ha espresso parole di forte incoraggiamento per il governo Monti. E in un’intervista al Tg1 ha detto che tra Santa Sede e Cei è in atto una «sinergia» volta a far uscire l’Italia dalla crisi

Angelo Bagnasco
Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente Cei, si è ritagliato un ruolo di equilibrio, che lo ha fatto apprezzare dalle forze politiche. Molto attento ai temi sociali, è stimatissimo nella sua città, dove tesse un dialogo proficuo

Giuseppe Betori
Il caso
Uno dei nomi più noti fra coloro che verranno creati oggi cardinali è quello di Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. A novembre ha subìto un attentato da parte di uno sconosciuto, che ha ferito il suo segretario con un colpo di pistola

Discorso-show dell’arcivescovo di New York e il Papa ritrova il sorriso: “Gioioso e profondo”
CITTÀ DEL VATICANO — Uno show che ha fatto divertire tutti. Il Papa ha definito l’intervento «entusiasmante, gioioso e profondo». Ci voleva un ecclesiastico Usa a tirare su il morale al Vaticano. Con il suo italiano colorito, l’arcivescovo di New York, Timothy Dolan, ha alternato battute, aneddoti e riferimenti cinematografici alla necessità di una conversione profonda. E ha chiesto: «Beatissimo Padre, potrebbe per favore, saltare “fino allo spargimento del tuo sangue” quando mi presenterà la berretta? Ovviamente no!». (m. ans.)
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Dario Castrillon
Il cardinale Dario Castrillon Hoyos, già a capo della Pontificia commissione Ecclesia Dei, è ritenuto il prelato che ha inviato in Segreteria di Stato vaticana la lettera sul viaggio in Cina dell’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo

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“Rilasciammo Ruby senza identificarla”
Un ispettore: il commissario era agitato, si era capito che non c’era parentela con Mubarak
PIERO COLAPRICO
MILANO — La parola chiave è «agitata». E la scodella ieri il primo testimone della giornata, l’assistente Marco Landofi: «La dottoressa Giorgia Iafrate», e cioè il suo superiore di turno di notte in questura, «era molto agitata, andava avanti e indietro, si alzava per andare verso la ragazza... Il questore non fu avvisato di quanto stava accadendo», non subito. Il processo Ruby-Berlusconi comincia a prendere forma e le versioni narcotizzanti che l’ex premier dà attraverso interviste (valore processuale zero) si scontrano con le verità brucianti degli interrogatori (valore processuale alto) La notte in questura. I fatti della notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 cominciano ad essere molto più chiari. «Non c’è bisogno che alzi la voce», dice la giudice Giulia Turri al pubblico ministero, ma seguendo il teso filo logico delle do-

BREVIARIO

RUBY
Karima El Mahroug partecipò da minore ai party del premier

“Ruby avrà pure uno zio ma non so più di chi è nipote”
Antonello Iannarilli, deputato pdl e presidente della Provincia di Frosinone
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mande di Antonio Sangermano si arriva ieri sera a una verità inattesa: «In questura, quella notte stessa, prima di rilasciarla, avevamo capito che tra Ruby e Mubarak non c’era alcuna parentela, e l’aveva capito — dice un altro poliziotto, Ignazio Colletti, l’ispettore che era rimasto a lavoro ben oltre la fine del turno — anche il commissario Giorgia Iafrate». Eppure, Karima El Marough, allora minorenne, trova lo stesso la porta

girevole e va a casa di Michelle Coinceicao. E ci va prima che «l’identificazione sia terminata», e questa circostanza, si sente dire, «non so spiegarla». ALTRE STRANEZZE Un fatto è certo: «Nicole Minetti, con altre due persone che non conosco, viene fatta entrare in un ufficio, parla con la dottoressa Iafrate, che le affiderà Karima-Ruby», dice l’ispet-

tore. Il quale ammette: «No, non ho identificato Michelle Coinceicao», padrona della casa dove poi finisce Ruby. Ha chiesto che mestiere faceva?, incalza il pm. «No». Una minore scappata dalle comunità a casa di una sconosciuta? Sempre l’ispettore Colletti quella notte manda il fax ai colleghi siciliani, per chiedere di identificare Ruby-Karima con certezza, e la risposta arriva alle 4, ma Ruby è già uscita. E lui che fa? Anche

gli avvocati vogliono saperlo, ma lui non sembra essersi preoccupato della «discrepanza». E se ci sono stati equivoci, magagne, trucchi, l’ispettore precisa: «Io posso essere stato un segreto consigliere, la Iafrate era al centro di tutto». Insomma, è a lei che viene lasciato il cerino acceso, anche l’altro teste, l’agente Landolfi ricorda: «Il commissario capo Iafrate mi chiamò per dirmi che la ragazza non doveva “essere fotosegnalata” ma “lasciata andare”». Ed era il capo di gabinetto, Pietro Ostuni, che «chiedeva di accelerare le pratiche per il rilascio». Questo spiega l’accusa all’imputato di concussione, per ottenere il «favore illecito» dai poliziotti che scattano obbedienti a fare ciò che non potrebbero, dice l’accusa. IL BUNGA BUNGA DI ARCORE Arriva la direttrice della comunità Kinderheim, dove Ruby venne spedita dai magistrati dei minori. Gigliola Graziani è materna, parla di «una collana con perle molto grosse che, come aveva detto Ruby, le aveva regalato Berlusconi che chiamava «papi». Ruby credeva che fossero vere, invece era paccottiglia. Però, «una volta Ruby mi disse che Silvio Berlusconi l’aveva aiutata dandole dei soldi perché non sapeva più come andare avanti». Con la direttrice, Ruby ha escluso una relazione sessuale con l’ex premier, ma «aveva però raccontato alle altre ospiti della comunità di conoscere molto bene Silvio Berlusconi e di essere stata sua ospite nella villa di Arcore. Alle altre ragazze aveva parlato anche del bunga bunga, descrivendola come una danza con toccamenti che aveva visto quando era a casa di Berlusconi, ma lei disse di essere venuta via prima». DENARO PER LA MINORENNE Purtroppo per Berlusconi, che ripete «non ho mai toccato Ruby», questa semplice scena del ballo, appena descritta, secondo la Cassazione è «sesso con minori», perché basta che il minore sia presente sulla scena sexy perché scatti il reato. Ruby, «sessualizzata», spesso scappava dalla comunità, e «quando tornava aveva tanti soldi». Non solo: «Mi disse che Berlusconi cercava di farle avere i documenti, che la avrebbe aiutata per avere il permesso di soggiorno». E come mai? Per buon cuore? PROCESSO BIS, RESTA A MILANO Vittoria della procura anche nel processo che vede imputati il direttore del Tg 4 Emilio Fede, la consigliera regionale pdl Nicole Minetti e l’agente in disgrazia e in carcere Lele Mora. Resta a Milano, dice il giudice Anna Maria Gatto, e lunedì si ricomincia a parlare di Ruby e Silvio, come qui li chiamano tutti.
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Lasciala andare

Iafrate mi chiamò per dirmi che la ragazza non doveva “essere fotosegnalata” ma “lasciata andare”
Il bunga bunga

Alle altre ragazze Karima aveva parlato anche del bunga bunga che aveva visto in casa di Berlusconi
Il caso

Dustin Hoffman testimonial del “manifesto”
ROMA — «Dustin Hoffman per “il manifesto”, lui lo legge e voi?». E’ il titolo con cui apre l’home page del quotidiano in liquidazione coatta amministrativa a seguito della crisi nella quale è piombato, soprattutto per il taglio dei fondi pubblici. Sul sito anche tre foto dell’attore americano con il giornale in mano e il segno della vittoria.

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LE PROPRIETÀ
Le due abitazioni, a sinistra quella nel centro di Roma e a destra la villa di Genzano, acquistate da Lusi con le somme distratte alla Margherita

CARLO BONINI
ROMA — Non c’è patteggiamento, non esiste una garanzia idonea per la restituzione parziale del maltolto e dunque, a un mese dalla confessione, il patrimonio di Luigi Lusi viene aggredito da un primo sequestro giudiziario che ne congela gli assets acquisiti con il denaro della stangata ai danni della Margherita. Parliamo di oltre 5 milioni in quote societarie e immobili, euro più, euro meno. Perché così ha disposto ieri il gip, accogliendo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci. Sigilli, dunque, alla magnifica residenza nel cuore di Roma di via Monserrato, comprata da Lusi per 2 milioni e 200 mila euro attraverso la “TTT”, la srl utilizzata per pompare in nero e nell’arco di cinque anni 13 milioni e 600 mila euro dalle casse del partito. E sequestro delle quote e dei conti correnti bancari della “Immobiliare Paradiso”, la società che l’ex tesoriere aveva acquisito per 1 milione e 860 mila euro e che risulta proprietaria della tenuta seicentesca di Genzano, ai Ca-

Le case

debite, in questo affare, ce n’è stata una sola (quella di Lusi) o se ne avvistano di altre. “FINANZIAMENTI AL PD” E’ un fatto che, in questo contesto, Francesco Rutelli abbia ritenuto necessario recapitare ai 220 componenti dell’Assemblea federale della “Margherita” una lettera di quattro cartelle, che porta la data del 16 febbraio, e che, per la prima volta, fissa con una qualche nettezza alcune questioni su cui, pubblicamente, l’ex segretario politico, fino alla scorsa settimana, aveva preferito toni più sfumati. E le notizie sono due. La prima: dal 2007 in poi, il tesoro della “Margherita” ha finanziato «esclusivamente» il Pd. La seconda: almeno 4 partiti “scomparsi” - Ppi, Udeur, Democratici, Rinnovamento Italiano - hanno goduto nel tempo di «fondi» che la stessa “Margherita” gli ha “retrocesso” dai propri bilanci. Scrive dunque Rutelli: «E’ utile dire esplicitamente che la “Margherita” non ha finanziato altri partiti o movimenti politici diversi dal Partito Democratico». Dunque, non un euro all’Api o a chiunque, da “ex”, si sia mosso dopo il 2007 fuori dall’orbita del Pd. Di cui per altro Lusi è stato senatore fino all’espulsione e che Lusi ha da sempre in famiglia (suo fratello Antonino, ex militante del Pci e oggi sindaco Pd di Capistrello, è stato capo di gabinetto di Bersani “ministro” nel ‘96-’98 e ha lavorato anche con la Livia Turco. Mentre, con una singolare coincidenza temporale, tra il 2009 e il 2010, i suoi figli, Emanuele e Sara, oggi politicamente impegnata con Gasbarra, hanno concluso importanti acquisti immobiliari a Roma). “SOLDI A DINIANI E UDEUR” Ma, appunto, non è tutto. Rutelli non rinuncia anche alla polemica con l’area degli ex popolari e democratici, con la pattuglia di Lamberto Dini. Che così “avverte”, segnalando che in questa storia, a quanto pare, non ci sono “anime candide” e dunque non intende portare una croce che sarebbe di tutti. «Dal 2001 a oggi - scrive - la “Margherita” ha riscosso complessivamente oltre 220 milioni di euro. Li ha destinati alle attività nazionali, regionali e locali, europee, nonché a una rilevante retrocessione di risorse ai quattro partiti fondatori: Ppi, Democratici, Udeur, Rinnovamento Italiano. Ecco perché ho invitato a rivolgersi oltre che alla “Margherita”, identicamente a tutti gli altri partiti, alcuni dei quali, tra quelli citati, si sono presentati alle elezioni l’ultima volta 13 anni fa, mentre altri hanno grandi patrimoni».
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Lusi, i pm indagano su altri 30 milioni sequestrati i beni, niente patteggiamento
Rutelli: “Dal 2007 la Margherita ha finanziato solo il Pd”
ale, e a Feder la o ssemble ici, te dell'A ria, avvertiam lo St am siden Tesore iche ed uiti dal co, Pre Care am a Enzo Bian Comitato di ci sono attrib uiti in fo ib e assiem residente del i compiti che e (a noi attr o di cerc er P iv Bocci, tare non solo ri del Tesori o dati l'obiett vo dell'e erci am pote clusi n ei ci si di es tratto co ratori d Lusi): di procu dimissioni di ione giusta, il . azioni L dopo le e, e nella direz argherita-D gliere inform nella p M o e in ordin trativa della potuto racc ciascuno ch offesa is a ammin i voi hanno lio ribadire herita è partedeterm g g d Molti e dunque vo Lusi la Mar che siamo gli in ale; pa, riere pen eso to con o a stam in imento llabora a del T vicend a nel proced abbiamo co ati dei fatti (s Par rm che ituit ni del tern o; info cost maltolt i 5 an o stati es tutto il in cui siam degli ultim ministratori de to ri momen conto banca visori ed amdi approvare ris i re estratti autorevoli ci permetta riparo da ogn di al e diato ine ch nea inse al term da r tempora iligence due d inistrazione lea Federale ane – così an im un’amm re l’Assemb di poche sett poste all’org su convoca mo nell’arco o precise proassaggi della rem ip aspa fidia anze e tr con li ultim

LA LETTERA

Il leader dell’Api: in passato soldi a Ppi, Asinello, Udeur e Dini. Interrogato ex direttore del partito
stelli romani. INTERROGATO IL “CONTABILE” L’inchiesta sul tesoro depredato della Margherita fissa dunque un primo punto che tuttavia non ne circoscrive la portata. Nelle stesse ore in cui il gip firmava la sua ordinanza di sequestro, negli uffici del Nucleo di Polizia tributaria di via dell’Olmata, il pm Stefano Pesci cominciava infatti il lunghissimo interrogatorio di Giuseppe De Meo, già direttore generale della “Margherita” e responsabile della contabilità del partito. Una testimonianza “necessaria”, per dirla con le parole di una qualificata fonte investigativa. In ogni caso obbligata nella verifica del lavoro che, in questi ultimi giorni, la Procura ha svolto sulla movimentazione dei conti correnti bancari della “Margherita” nel quinquennio 2007-2011. 300 ASSEGNI PER 30 MILIONI Da un primo screening su questi estratti conto accesi dal partito presso la Bnl, al netto dei 13 milioni e 600 mila euro sottratti da Lusi attraverso bonifici alla “TTT” (di cui per altro esiste già, insieme all’evidenza documentale, anche la confessione dell’ex

Ecco la lettera che Francesco Rutelli ha inviato ai 220 componenti dell’assemblea federale della Margherita

L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi tesoriere), ci sono infatti almeno 30 dei 70 milioni movimentati complessivamente “in uscita” tra il 2007 e il 2011 dalla “Margherita” che vengono ritenuti «di un qualche interesse investigativo». Si tratta di almeno trecento operazioni, la maggior parte delle quali con assegni bancari di importo consistente, di cui la Procura intende ricostruire, insieme ai beneficiari, anche le causali. Nel corso dell’interrogatorio, a De Meo, quale responsabile della contabilità, è stato dunque chiesto di “spiegare” il senso di queste operazioni con i dati del “libro giornale” di cui era responsabile. E che lo stesso De Meo redigeva su indicazione di Lusi. Erano tutti finanziamenti all’attività politica di singoli parlamentari o correnti? Ma, soprattutto, erano “finanziamenti” di cui il partito era consapevole o che il partito aveva autorizzato? E’ evidente che dalle risposte a queste due cruciali domande dipende quanta strada ancora farà l’inchiesta, quali altri nomi potrebbero esserne coinvolti. Insomma, se di appropriazioni in-

La ricorrenza
ALESSANDRA LONGO BELPAESE IL DECLINO DEL DOGE

Mani Pulite ha 20 anni. Di Pietro si commuove
MILANO — «Vent’anni fa c’era un tumore, oggi siamo alla metastasi», ha detto ieri Antonio Di Pietro chiudendo a Milano l’incontro pubblico per ricordare il ventennale di Mani pulite. L’ex pm tra lacrime di commozione ha confessato «le sofferenze» che ancora gli arreca il dover difendere la sua inchiesta. «Ho 320 cause per diffamazione nei confronti di coloro che hanno offeso l’inchiesta Mani pulite. Berlusconi si lamenta dei processi che ha subito lui, ma io sono stato messo sotto inchiesta 27 volte».

o descrivono «disoccupato e senza truppe». Il tre volte governatore del Veneto Giancarlo Galan non è mai stato così cane sciolto come ora. Assiste al disfacimento del Pdl, si prende pure i fischi quando confessa a Radio24: «Ho due mutui da pagare, devo vendere la barca...». Al re nudo gridano: «Vai a lavorare!». Davvero: che cosa succede al «caro amico Giancarlo», come lo chiamava Berlusconi, nell’era Monti? Il Gazzettino di Venezia gli dedica una pagina intera per raccontarne «il declino» di doge ma anche «le prove di resurrezione». Galan non molla l’osso e non perde la battuta. Ieri, dalla sua villa settecentesca di Cinto Euganeo, nota di encomio per «il bravo e coraggioso Angelino», pronto, pare, a far piazza pulita delle «nefandezze» di partito (leggi tessere false).
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MONDO

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La scheda
LE ORIGINI
DAL NOSTRO INVIATO ANGELO AQUARO
NEW YORK — Anthony Shadid, il reporter che ha rivelato al mondo gli orrori della guerra in Iraq e le speranze della Primavera Araba, è morto al fronte non di un attacco nemico ma di un attacco di asma: testimoniando davvero fino all’ultimo respiro come si vive, e muore, in quella terra dove la normalità è il pericolo. Il messaggio ha lampeggiato sui Blackberry e gli iPhone nell’ora in cui gli amici del New York Timessi affrettavano a chiudere il giornale: «Da Jill: morte di un collega». Jill è Jill Abramson, la direttora. E la sua email diceva proprio questo: «Anthony è morto come è vissuNato nel 1968 da genitori statunitensi di origine libanese, parla arabo e inglese

LE TESTATE
Dopo aver lavorato per il “Washington Post” e la “Ap”, nel 2009 passa al “New York Times”

IL GIORNALISTA
Shadid nel sobborgo del Cairo di Imbaba lo scorso 2 febbraio

I PERICOLI
Nel 2002 viene ferito a Ramallah e nel 2011 viene detenuto per una settimana in Libia

Stroncato in Siria da un attacco di asma. Lo shock dei colleghi al “New York Times”
to. Determinato a testimoniare la radicale trasformazione nel Medio Oriente. E la sofferenza della gente tra l’oppressione del governo e le forze d’opposizione». Anthony Shadid era entrato in Siria per il suo ultimo reportage: naturalmente di nascosto perché solo così avrebbe potuto contattare e parlare con le fonti giuste e la gente vera. L’aveva già fatto altre volte. L’anno scorso, per esempio, dopo l’ennesima intervista-scoop aveva ricevuto l’invito ufficiale a “visitare” il paese da Rami Makhlouf, il po-

Addio al “Pulitzer” Shadid il reporter della Primavera araba
tentissimo cugino di Bashar Al Assad, proprio mentre il dittatore cominciava a schiacciare nel sangue l’opposizione. Il reporter c’era andato davvero. Ma sempre di nascosto: «Sentivo che la Siria era importante e che la storia non poteva essere raccontata diversamente: valeva la pena correre il rischio». Anche stavolta valeva la pena correre il rischio. Con il fotografo Tyler Hycks era entrato dalla Turchia aprendosi una breccia nel filo spinato del confine. Da lì, a dorso di cavallo, per montagne e deserti. Dice ora l’amico foto-

portage sull’Arab Spring. I vincitori del premio giornalistico più prestigioso del mondo saranno resi noti ad aprile. Quando uscirà anche il suo ultimo libro: “Casa di pietra. Memorie di famiglia e di un Medio Oriente perduto”. E’ il racconto dei mesi passati nel villaggio libanese di Marjayoun: da dove i genitori immigrarono mezzo secolo fa per l’Oklahoma. Aveva già sfiorato altre volte la morte: colpito a Ramallah, ferito al Cairo, rapito in Libia. Lascia la moglie, giornalista come lui, Nada Bakri sempre del New York Times, che gli ha dato un figlio, Malik, mentre l’altra figlia, Laila, l’ha avuta dal primo matrimonio. E lascia un grande vuoto tra i letto-

Aveva appena 43 anni ma malgrado l’età era ormai considerato un veterano
ri che cercavano i suoi reportage anche per il conforto di un’analisi. Shadid frenava gli entusiasmi dell’Occidente. L’ultimo articolo l’ha scritto dalla Libia. Mettendo ancora una volta in guardia: troppi conflitti tra i ribelli, il cambiamento è ancora a rischio. Ha scritto su Twitter Blake Hounshell di Foreign Affairs: «Non riesco più neppure a ricordare quante volte ci siamo trovati intorno a un tavolo a dire: questa sarebbe una storia per Shadid o per qualcuno come lui. Ma non c’era mai nessuno come lui».
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I reportage
DUE PREMI PULITZER
Vince il Pulitzer due volte, nel 2004 e nel 2010, per i suoi reportage sull’Iraq pubblicati sul “Washington Post”

LA PRIMAVERA ARABA
È stato lui a coprire nel 2011 per il “New York Times” la primavera araba dalla rivolta in Tunisia alle proteste in Egitto

grafo che forse proprio una qualche allergia ai cavalli può essere stata fatale. Rashid si era già sentito male e l’altra sera, nel viaggio di ritorno ancora a cavallo, ha avuto un nuovo attacco. Si è fermato appoggiandosi a un masso. «Tutto bene?» gli ha chiesto Tyler. E il giornalista è crollato senza più respiro. Era più che un veterano. A 43 anni aveva già vinto due Pulitzer per i racconti dall’Iraq con il Washington Post. E adesso il New York Timesche l’aveva strappato alla concorrenza tre anni fa l’aveva candidato al terzo: per i re-

Grecia

Banditi armati al museo rubati i reperti di Olimpia
ATENE — Sessantotto reperti «di valore inestimabile» sono stati rubati ieri mattina in uno dei due musei di Olimpia, la città sacra del Peloponneso che il 10 maggio ospiterà la cerimonia dell’accensione della fiamma olimpica e che, con le vestigia dei templi e dello stadio più antico del mondo, attira centinaia di migliaia di visitatori ogni anno. Il clamoroso furto è stato messo in atto all’apertura del museo — il meno importante e protetto tra i due esistenti, dedicato agli oggetti ap- Il museo partenuti o usati dagli atleti — da due uo- di Olimpia mini armati di kalashnikov. Uno smacco, in Grecia in un Paese già allo stremo per la crisi finanziaria: il ministro della Cultura Pavlos Geroulanos, che già a dicembre aveva dovuto fronteggiare le polemiche sulla scarsa tutela del patrimonio artistico dopo il furto di un Picasso in un museo della capitale, ha rassegnato le dimissioni, sommerso dalle critiche per i tagli alla sicurezza.

Usa

Finto giubbotto da kamikaze l’Fbi incastra l’attentatore
WASHINGTON — Un aspirante kamikaze è stato fermato mentre si dirigeva a Capitol Hill a Washington. Credeva di essere in contatto con Al Qaeda, ma erano agenti Fbi sotto copertura. L’uomo, un trentenne di origine marocchina, è stato arrestato mentre si dirigeva verso la sede del parlamento americano dove pensava di compiere un attentato suicida. Il terrorista indossava un giubbotto che credeva fosse imbottito di esplosivo, ma era in realtà innocuo. L'uomo era stato av- Capitol Hill vicinato tempo fa da agenti dell’Fbi sotto sede del copertura che erano venuti a conoscenza Congresso Usa della sua intenzione di compiere un attentato. Gli agenti si erano presentati come emissari di Al Qaeda. Prima di dirigersi verso il Campidoglio, l'uomo si era fermato a pregare in una moschea di Washington. La Capitol Police ha confermato l'arresto, precisando che «in nessun momento vi sono stati pericoli per il pubblico o i membri del Congresso».

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

MONDO

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PER SAPERNE DI PIÙ europe.wsj.com www.newscorp.com

I 19

Apple, Google come gli hacker “Ha spiato milioni di iPhone”
Il colosso web ha aggirato la privacy dei rivali di Cupertino
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI
NEW YORK — Come degli hacker capaci di intrufolarsi nei nostri software usando «cavalli di Troia»: stavolta però il colpo è stato ordito non da pirati informatici cinesi bensì da uno dei colossi di Internet, sgretolando le barriere difensive di un gigante concorrente. Google contro Apple, uno scontro ormai classico. Con gli utenti dell’iPhone e iPad nella parte degli ostaggi, innocenti e inconsapevoli: le vere vittime siamo ancora noi. Google è di nuovo al centro di una tempesta di polemiche per le ripetute violazioni della nostra privacy. L’ultimo abuso lo ha rivelato un ricercatore dell’università di Stanford, Jonathan Mayer, e ieri è finito in prima pagina sul Wall Street Journal: «Google ha aggirato le protezioni della privacy di milioni di utenti di Apple», che navigano online con il software Safari, rivela l’esperto della facoltà californiana. Il trucco è da veri pirati, secondo questa descrizione: Google ha usato un codice che «inganna» le barriere di Safari a difesa della privacy. Non solo all’insaputa degli utenti,

IL BROWSER
Fu Steve Jobs nel 2003 a presentare Safari, il nuovo browser di Apple

La scheda
L’ACCUSA
Google ha spiato milioni di utenti di Apple che navigano con Safari scavalcando le protezioni

IL TRUCCO
Il motore di ricerca ha usato un codice capace di ingannare le barriere di Safari

verificata ulteriormente attraverso controlli indipendenti da un consulente tecnico del Wall Street Journal, Ashkan Soltani, che lo ha individuato in 23 programmi su 100 usati sugli iPhone. Ma già due anni fa un blogger indiano, il 25enne Anant Garg di Mumbai, aveva messo in guardia contro l’uso di questo tipo di tecniche per aggirare le tutele della privacy. All’origine di questa intrusione c’è la competizione tra Google e un’altra quindi, ma contro la loro espressa volontà, il colosso californiano ha raccolto informazioni sulle loro attività online, da usare a scopi commerciali, cioè per bersagliarli con pubblicità mirata ad personam. Dal quartier generale di Google a Mountain View è arrivata una secca rettifica: «Il Wall Street Journal ha descritto i fatti in modo fuorviante. Noi abbiamo usato le note funzioni di Safari per offrire servizi che gli utenti di Google avevano pre-autorizzato. Questi «cookies» pubblicitari non raccolgono informazioni personali». Ma il Wall Street Journal ha confermato la sua versione aggiungendovi questo dettaglio: la Google ha disattivato il «codice» galeotto, solo dopo essere stata contattata dal quotidiano. L’esistenza di quel codice che ingannava il software Safari era stata scoperta da Mayer a Stanford, poi

LA RICERCA
Lo ha rivelato una ricerca della Stanford University rilanciata dal “Wall Street Journal”

Sarebbe stato usato un codice per superare le protezioni e scoprire i gusti dei clienti dell’avversario
potenza del settore, il sito sociale Facebook: quest’ultimo ha introdotto il comando “like” (“mi piace”) che una volta attivato a fianco a una pubblicità, lascia una “traccia” sui gusti dell’utente. L’ultima violazione addebitata a Google è potenzialmente grave, perché l’azienda è già sotto vigilanza da parte della Federal Trade Commission (Ftc), una delle authority federali incaricate di tutelare i consumatori. Dopo avere individuato numerosi abusi, la Ftc l’anno

LA DIFESA
Google ha subito disattivato il codice incriminato Sostiene di non esserne responsabile

scorso arrivò a un patteggiamento con Google in cui l’azienda si è impegnata a «non presentare in modo ingannevole» le proprie regole di privacy agli utenti. In caso di violazione di quell’impegno la Ftc può automaticamente infliggere 16.000 dollari di multa per ogni singola violazione a Google. Intanto la stessa Ftc ha aperto un nuovo fronte, stavolta esteso oltre che a Google anche alla Apple e a tutti coloro che forniscono applicazioni usate dai bambini: devono informare in modo più comprensibile e trasparente i bambini e i loro genitori, sui rischi della privacy. Ma che la nostra vita privata sia ormai un colabrodo, lo dimostra l’ultimo scandalo: la rivelazione che la popolare applicazione Path montata su iPhone e iPad s’impadronisce automaticamente delle nostre agendine telefoniche. In teoria questo deve servire ad avvertirci se qualche nostro amico o conoscente sta usando le stesse applicazioni che usiamo noi. È evidente però che i potenziali abusi sono illimitati. Di certo le scoperte di queste violazioni rafforzano la posizione dell’Amministrazione Obama, che preme per il varo di un Privacy Bill of Rights, una normativa onnicomprensiva sui diritti alla riservatezza degli utenti di Internet e di ogni servizio digitale.
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Il caso

Il magnate incontra i dipendenti a Londra. “Pagherò le spese legali dei reporter arrestati”

Tabloidgate, Murdoch rilancia “Presto un domenicale del Sun”
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA — Un nuovo giornale domenicale, in sostituzione del News of the World chiuso l’estate scorsa in un batter d’occhio per mettere a tacere lo scandalo; la promessa di riassumere i reporter arrestati, e pagare loro tutte le spese legali (naturalmente se risulteranno innocenti); l’impegno a non chiudere mai e poi mai il Sun, un quotidiano «che è parte di me». Rupert Murdoch si è presentato così, ieri a Londra, all’assemblea dei suoi giornalisti, in particolare a quelli del Sun, che temevano di diventare un altro capro espiatorio per l’editore, da sacrificare per proteggere interessi più importanti, come il Times, Sky e i suoi giornali e tivù in

LA TESTATA
Murdoch ha annunciato una versione domenicale del Sun

L’EDITORE
Rupert Murdoch è arrivato ieri a Londra per parlare ai giornalisti del Sun

America. L’editore ha cercato di riportare pace in una redazione ferita dall’arresto di nove giornalisti negli ultimi giorni (tra cui un vicedirettore e vari caporedattori), al punto che uno dei suoi columnist, Trevor Kavanagh, aveva accusato implicitamente Murdoch di avere provocato una caccia alle streghe. «Non siamo una palude da bo-

nificare», ha detto il columnist, e ieri l’editore gli ha in sostanza dato ragione. «Ci ho messo decenni a fare del Sun ciò che è, il tabloid più venduto del regno, e non lo abbandonerò», ha promesso il tycoon. Anzi, ha annunciato che presto, forse già in aprile, uscirà il Sun on Sunday, l’edizione domenicale del Sun, rimpiazzando il News of the World. Ma il Tabloidgate non è finito e non tutti si fidano della parola di Murdoch. Il segnale più significativo: con lui non c’era il figlio James, finora l’erede designato, bensì il figlio maggiore Lachlan, con cui a un certo punto aveva rotto i rapporti. Il terremoto, prevedono in molti, continuerà. (e. f.)
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

CRONACA
IL PRIMO SEQUESTRO
Durante un sequestro nel settembre del 2010, venivano trovati i primi 4 titoli da 500 milioni di dollari

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I 20
L’ORIGINE
L’indagine è stata stralciata da un’inchiesta su un clan della malavita lucana

PER SAPERNE DI PIÙ www.carabinieri.it www.repubblica.it

LA ROGATORIA
Ottobre 2011, viene aperto il deposito presso la Zf Security: dentro 5.973 titoli da un mln di dollari l’uno

La vicenda

Super sequestro di bond falsi “Seimila miliardi di dollari”
Erano a Zurigo. Giallo sulla destinazione
MARIA ELENA VINCENZI
ROMA — Più del doppio del debito pubblico dell’Italia. Quanto basterebbe per risanare l’economia greca. Una cifra da far tremare la finanza di mezzo mondo: 5.973 miliardi di dollari. A tanto ammontano i finti titoli di stato americani che i carabinieri del Ros, su mandato del gip del tribunale di Potenza Luigi Spina, hanno sequestrato in un deposito di Zurigo. Una indagine che risale a novembre dello scorso anno, ma ci sono voluti mesi per capire che quei titoli, apparentemente verissimi (e dotati di ogni certificazione) erano falsi. Per questo ieri sono state arrestate otto persone, colpevoli di aver cercato di piazzare i bond, se non addirittura di averli prodotti. Solo una parte. Stando alla ricostruzione dei militari e dei pm lucani Laura Triassi e Francesco Basentini, in giro ce ne sarebbero ancora 3mila. Esattamente uguali: bond americani del 1934 rilasciati dalla Federal Reserve Bank di Chicago per il valore nominale di un miliardo di dollari ciascuno. Come testimoniano centinaia di conversazioni intercettate nel corso dei mesi. E come, peraltro, confermano i servizi segreti statunitensi che hanno collaborato con gli inquirenti italiani. Una moderna versione de “La Stangata” che nasce da un’inchiesta sul clan Martorano, un sodalizio criminale che opera in Basilicata. Dalle indagini emerge un personaggio, legato alla cosca che parla di obbligazioni americane. Gli inquirenti che decidono di approfondire. Spuntano altri nomi, altri protagonisti, altri affari. Ma, al centro, ci sono sempre quei bond. Nel settembre del 2010, scatta la prima perquisizione. A casa di uno degli indagati, a Roma, vengono trovati i primi quattro titoli “tarocchi”, ognuno del valore di 500milioni di euro. Roba da togliere il fiato, nulla in confronto a quel che verrà. I “truffatori” hanno cercato di “piazzarli” per ottenere linee di credito con alcune banche italiane e svizzere, invano, secondo chi indaga. I bond sono nelle mani dell’autorità giudiziaria. La vicenda sembra chiusa. Eppure gli indagati continuano a discuterne. Mandano mail con le foto dei titoli in giro per mezzo mondo. Gli investigatori capiscono che ce ne sono altri. E ne hanno la prova quando uno della banda viene intercettato mentre li porta da Hong Kong a Zurigo, in un deposito della Zf Security. Partono le rogatorie, passano più di sei mesi. Il 4 novembre scorso, la procura di Potenza mette le mani su quelle cassette, le “mother box”, come venivano chiamate, scatole in legno nero da più di un quintale con tanto di logo in bronzo delle Federal Reserve di Chicago. Dentro, box di ferro con i titoli, catalogati uno per uno. Ce ne sono, appunto, 5.973 per il valore nominale di un miliardo di dollari ciascuno. Sono antichi, si vede. E sembrano autentici, tanto che passano tre mesi, tra una consulenza e l’altra, prima di avere la parola definitiva dagli esperti americani: quei titoli sono falsi. E scattano le manette per otto persone, Non c’è tempo per capire che cosa la banda abbia intenzione di farci perché, come spiega il gip, «la loro messa in circolazione potrebbe avere conseguenze per certi versi neanche immaginabili». L’ambasciata americana di Roma ringrazia e la storia si chiude con un lieto fine. Se non fosse per gli altri tremila titoli che sono ancora in circolazione ma, per il momento, non si sa dove. E per il terrore che siano stati utilizzati per ottenere crediti. I protagonisti parlano più volte di un interesse della Fed a ritirare i bond ormai datati. Fanno riferimento a possibili clienti in Italia, in Europa, in Oriente. In una conversazione di dicembre, Rocco Menzella, uno degli indagati, chiede a un interlocutore non identificato: «Senti, ma i tuoi amici nigeriani, questo plutonio, ce l’hanno o non ce l’hanno? Lo vogliono vendere o no?». Solo tentativi, stando alle indagini. Che, però, se non sono riusciti ora, potrebbero riuscire in futuro. In giro ci sono pur sempre altri 3mila miliardi di dollari. Falsi.
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I CARABINIERI
La conferenza stampa che ieri a Roma ha illustrato i risultati dell’operazione

LE CASSE
I titoli contraffatti erano conservati in casse antiche, per avvalorarne l’autenticità

Perfette imitazioni di titoli Usa del 1934. Tra le piste l’acquisto di plutonio in Nigeria

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

CRONACA
I 21

Si ribella ai rapinatori, gli sparano alle spalle
Professore ferito a Roma: “Dacci le chiavi dell’auto” e lui scappa. “Sembrava Romanzo criminale”
MASSIMO LUGLI
ROMA — Ha reagito alla rapina e si è ritrovato in ospedale, con un proiettile conficcato nel gluteo. Un nuovo, sconcertante, episodio di violenza avvenuto, stavolta nella zona di Passoscuro, alla periferia del comune di Fiumicino. La vittima (che dopo un intervento chirurgico per l’estrazione della pallottola è stata giudicata guaribile in 25 giorni) è il professor Marco Paolo Romano, 42 anni che insegna in alcuni istituti privati ed è cultore all’Università di Cassino. L’uomo è stato aggredito da due giovani (tre i 20 e i 30 anni secondo la mobile) che lo hanno aspettato in via Luigi Mariotti, sotto la sede dell’Istituto romano per il recupero degli anni scolastici. Escluso qualunque movente diverso dal tentativo di rapina: l’uomo ha una vita senza ombre e non ha mai ricevuto minacce. È accaduto poco dopo le 20 di giovedì. «Ero appena uscito dalla scuola e stavo per salire sulla mia macchina, una Bmw 530 che avevo lasciato parcheggiata in strada - racconta il professor Romano, tornato nella sua abitazione di Terracina - ho aperto lo sportello e mi sono messo al volante quando mi sono trovato davanti due ragazzi col viso coperto dai passamontagna. Uno mi ha puntato la pistola alla testa e ha detto: “Damantirapine della mobile. «Abbiamo una descrizione abbastanza precisa dei due rapinatori ma per il resto non ci sono molti elementi» dicono in questura «l’unica certezza è che entrambi sono romani». Le indagini puntano sulla piccola delinquenza stanziale della zona, quel groviglio di piccole bande disorganizzate e sempre più violente che, nella capitale, sembrano essere cadute in preda a una vera passione per le armi da fuoco. Un sottobosco criminale che, a Roma e dintorni, sta seminando da mesi una lunga scia di sangue. (ha collaborato flaminia savelli)
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I precedenti
IL SUPERMARKET
Ferito alla gamba da due banditi il direttore di un supermarket di via Casal de’ Pazzi il 1 febbraio scorso

IL BENZINAIO
Il titolare di un distributore di benzina sull’Aurelia viene assassinato il 9 agosto scorso, ferito il fratello

I CINESI PISTOLA ALLA TESTA
Qui il professore è stato atteso dai due rapinatori che l’hanno poi colpito Un cittadino cinese viene ucciso assieme alla figlia di 9 mesi a Tor Pignattara, il 4 gennaio scorso

Il caso

L’Aquila, le analisi del Ris confermano: è della vittima il sangue trovato sulla camicia di uno dei tre militari indagati

Stupro, i ricordi shock della studentessa “Ero terrorizzata, mi volevano uccidere”
GIUSEPPE CAPORALE
L’AQUILA — Lei, dall’ospedale San Salvatore dell’Aquila, racconta il suo incubo: «Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere». E stupro, tentato omicidio e mancato soccorso sono le accuse della Procura dell’Aquila contro tre militari dell’esercito coinvolti nella violenza ai danni di una studentessa universitaria (23 anni, originaria di Rieti) ritrovata ferita e semisvenuta in una pozza di sangue sulla neve, nei pressi del parcheggio di una discoteca vicino L’Aquila, nella notte tra sabato e domenica scorsi. Secondo i primi esami dei Ris di Roma, sarebbe proprio il sangue della studentessa quello che macchiava la camicia, ma anche le mani di un caporale del 33esimo reggimento «Acqui» fermato dai buttafuori del “Guernica” di Pizzoli, nei pressi del capoluogo abruzzese. Il giova-

NELLA NEVE
Sabato notte all’esterno della discoteca “Guernica” di Pizzoli, la ragazza è stata stuprata e poi abbandonata sanguinante sulla neve

Aggredito la sera all’uscita da una scuola privata, se la caverà. “Erano due ragazzi”
mi le chiavi della macchina”. Lì per lì ho pensato a uno scherzo di Carnevale. Quando mi sono reso conto che facevano sul serio ho risposto: “Non te le do, andatevene” perché non è nel mio carattere cedere alla prepotenza. Comunque non pensavo che mi avrebbero sparato, pensavo a un’arma giocattolo. Quello armato - continua il ferito - mi ha spianato contro la pistola e ha detto: “Scommettiamo che ti sparo alle gambe?”. Teneva l’arma come i personaggi di Romanzo Criminale. D’istinto mi sono girato per proteggermi e ho sentito una detonazione e un fortissimo bruciore alla gamba. Allora ho capito che mi aveva sparato sul serio. Erano soltanto due ragazzini - conclude il docente - e adesso, a ripensarci, questa storia mi fa tristezza e rabbia. È gravissimo che due giovani vadano in giro armati per rubare una macchina. Quelli erano bulli, non veri criminali... Io ho reagito d’istinto, anche se non sono un eroe e adesso ho paura». Il professore, comunque, ieri mattina ha voluto tornare a scuola e ha fatto regolarmente lezione. L’allarme al 113 è stato dato da una ragazza che ha sentito lo sparo, si è affacciata alla finestra e ha visto l’uomo riverso a terra, in un lago di sangue. L’uomo è stato soccorso anche da un collega, uscito dalla scuola, che ha tentato di tamponare l’emorragia. Sul posto, poco dopo, è arrivata un’ambulanza e il professore è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “Giovanbattista Grassi” di Ostia dove i medici hanno dovuto operarlo per estrarre un proiettile di piccolo calibro. Se la pallottola avesse colpito l’arteria femorale, le conseguenze sarebbero state drammatiche. Delle indagini si stanno ora occupando gli agenti del commissariato di zona e della sezione

Il personaggio / 1

Chef pluristellato tradito dall’alcoltest per Scabin denuncia e sequestro dell’auto
TORINO — Lo chef Davide Scabin, 47 anni, due stelle Michelin, tra i più conosciuti d'Italia per le sue creazioni culinarie che richiamano il design, è stato ieri denunciato dalla polizia municipale di Rivoli (Torino) per guida in stato di ebbrezza. Scabin si era messo in macchina per andare a soccorrere una dipendente del suo locale, che era uscita di strada con l’automobile. Ma quando gli agenti lo hanno fer- Lo chef torinese mato e sottoposto all’alcol test nel centro Davide Scabin di Rivoli, gli hanno rilevato una quantità di alcol nel sangue, cinque volte superiore ai limiti di legge: 2,50 grammi per litro. Così, oltre al ritiro della patente, per lo chef è scattato anche il sequestro della macchina.

Giulia, Giancarlo, Irene e Carlotta piangono la scomparsa di

Lelio Leli
I funerali si terranno sabato 18 febbraio alle 15 presso la chiesa di Santa Emerenziana (p.zza Santa Emerenziana). Roma, 18 febbraio 2012 18/02/1997 18/02/2012

Roberto e Maruzza Gallinari con Luca e Gabriele ricordano con tanto affetto la cara zia

Elena Plaja
Palermo, 18 febbraio 2012 La nostra mamma

Eugenia Cattò Martegani
non c’è più. Gianni e Donata la ricordano a chi le ha voluto bene. Arcisate, 18 febbraio 2012 Danilo Romano partecipa al dolore che ha colpito Francesco e famiglia per la scomparsa del caro prof.

Mario Bigiaretti
Carissimo Mario Sono 15 anni che il ricordo accorato del tuo personalissimo, ricchissimo mondo interiore di uomo, marito e padre mi aiuta a vivere giorno dopo giorno. nostro figlio ha trovato l’amore. La tua sposa di maggio da sempre. Ciao, Renata e Ivano Roma, 18 febbraio 2012

Gianluigi Nigro
Boiano, 18 febbraio 2012 RINGRAZIAMENTO Enzo e Silvia, il fratello Marco, i cari nipotini e i parenti tutti ringraziano di cuore i tanti che hanno partecipato al nostro dolore per la scomparsa della cara

Guido Arbia
uomo integro, leale, unico venuto a mancare all’affetto della moglie, figlie, nipoti, parenti, amici. Hai lasciato tanto infinito amore, ti ricorderemo sempre. Milano, 18 febbraio 2012 I figli Federico e Silvia Galgano ringraziano con affetto tutti colore che hanno partecipato al loro dolore per la perdita dell’amato padre Professor

Sonja Slavik
con telegrammi, e-mail, sms e con la loro stessa presenza alla commemorazione pubblica del 16 febbraio. Mirano, 18 febbraio 2012

Il personaggio / 2

Valanga investe il principe Friso d’Olanda venti minuti sotto la neve, è gravissimo
INNSBRUCK — Dramma nella famiglia reale d'Olanda. Il principe Johan Friso, secondogenito della regina Beatrice, è stato travolto da una valanga in Austria mentre sciava fuori pista nella località montana di Lech am Alberg. Liberato dalla neve dopo oltre 20 minuti, Friso è stato trasportato in elicottero alla clinica universitaria di Innsbruck, dove è attualmente ricoverato. Ma le sue condizioni Il principe Friso restano critiche: «Il principe è in perico- d’Olanda lo di vita», hanno spiegato i medici. Alcuni anni fa suscitò scandalo la sua decisione di rinunciare alla corona per sposare Mabel Wisse Smith, una attivista dei diritti umani con amicizie in odor di malavita.

Maria Longo
Mamma ci manchi. Modugno, 18 febbraio 2012

Francesco Galgano
Bologna, 18 febbraio 2012 Il 16 febbraio ha raggiunto la sua Chiara

Giancarlo Baldasseroni
Pediatra Lo annunciano a chi lo conobbe e lo stimò i figli Vieri con Irina, Corrado e Riccardo e Lauretta. I funerali oggi, sabato 18 nella cappella per i servizi funebri della Basilica di San Lorenzo. Non fiori ma offerte alla Madonnina del Grappa. Firenze, 18 febbraio 2012

ne, originario di Avellino, è indagato insieme ad un altro militare campano ed un aquilano, tutti volontari; gli altri due militari sono stati sentiti ieri mattina dal pm David Mancini, a cui avrebbero chiarito alcuni passaggi apparsi contraddittori durante la prima deposizione, ribadendo la loro estraneità ai fatti. Di sicuro c’è che i tre stavano risalendo sull’auto (poi sequestrata) insieme ad un’altra ragazza, e lasciando a terra la studentessa sanguinante, quando sono stati bloccati. Per questo, ora il caporale, che dovrà essere nuovamente sentito dal magistrato, rischia non solo l’accusa di stupro, ma anche quella di tentato omicidio. Mentre gli altri due soldati — che avrebbero assistito alla scena — potrebbero finire coinvolti con l’accusa di favoreggiamento e mancato soccorso. Ma per ora i tre sono regolarmente al lavoro in caserma. Secondo quanto ha dichiarato il legale della famiglia, la ragazza, ancora ricoverata nel reparto di ginecologia dell’ospedale aquilano dopo aver subito un delicato intervento chirurgico reso necessario dalle violenze, avrebbe raccontato alla madre di aver temuto per la propria vita. «Le lesioni riportate sono gravissime e documentate, è stata abbandonata seminuda in un parcheggio in mezzo alla neve alle tre di notte ed è un miracolo che si sia riuscita a salvare» ha dichiarato l’avvocato Enrico Maria Gallinaro. Dalle analisi di laboratorio è emerso anche che la ragazza quando è arrivata in ospedale aveva un tasso alcolemico elevato. Gli inquirenti non hanno avuto ancora il consenso dei medici per interrogare la vittima che però sabato notte, appena soccorsa dall’ambulanza, aveva detto di non ricordare quanto era successo. Una delle ipotesi è che sia stata fatta ubriacare dai suoi presunti aguzzini. Intanto, le indagini proseguono, anche sulle modalità dello stupro; il militare su cui gravano i maggiori sospetti ha prima negato e poi ammesso il rapporto sessuale, ma sostenendo che la studentessa fosse consenziente
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SABATO 18 FEBBRAIO 2012

ATTUALITÀ

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I 22

PER SAPERNE DI PIÙ www.isprambiente.gov.it www.protezionecivile.gov.it

L’intervista

Il geologo Nicola Casagli lavora per la Protezione civile

“Il granito è resistente ma nessuno può garantire che la nave sia stabile”
ROMA — Nicola Casagli è il responsabile del comitato scientifico (40 persone) che segue il naufragio Concordia per conto della Protezione civile. È un professore di Scienze della terra dell’Università di Firenze, nella vita monitora vulcani e frane, «ma per questa incredibile storia ci siamo dovuti reinventare un mestiere. La Concordia è la nave più grande del mondo mai spiaggiata, per dimensioni è tre volte il Titanic, un’esperienza inedita». Professore, c’è una prova video: la roccia sotto la nave si è spezzata. Dobbiamo preoccuparci? «Noi continuiamo a monitorarla: non siamo pessimisti, ma è vero che nessuno può dire che la Concordia sia stabile. Manteniamo aperto qualsiasi scenario». Può sfaldarsi il granito? «Conosciamo le fenditure nella roccia e tutti i graffi che la roccia ha prodotto sulla nave dal primo giorno che siamo arrivati sull’isola. Il granito è rugoso, in alcuni punti penetra lo scafo, in altri fa da ponte, ma l’ipotesi della roccia che collassa è remota. Certo, lo squarcio è destinato ad allargarsi». La Concordia continua a muoversi, uno spostamento di dieci metri e scivola nella scarpata. «Per arrivare a quel dirupo la nave dovrebbe muoversi in salita: è protetta da una contropendenza, uno scalino. Si sposta a scatti: tra il 9 e il 10 febbraio dieci centimetri in dieci ore». Può spezzarsi? «Oggi la nave al 95% si muove come un corpo rigido, solo al 5% per deformazione dello scafo. La possibilità che si spezzi resta bassa». (c.z.)
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Concordia, l’allarme in un video “Il relitto rischia di sprofondare”
Si sgretola la roccia che lo regge. Gabrielli: è sotto controllo
CORRADO ZUNINO
ROMA — Si è spezzato il roccione di granito color ocra — granito da esportazione, rendeva famosa l’Isola del Giglio — che davanti a Punta Gabbianara sorregge la nave più sfortunata nella storia della marineria mondiale. In due punti la roccia si è aperta in maniera visibile, squarci larghi alcuni centimetri. Il filmato girato l’11 febbraio dai tecnici dell’Ispra, l’Istituto per la Protezione ambientale, e reso pubblico dal Tirreno ha offerto nitidamente lo scenario “sotto” la Concordia, il suo appoggio che non si può dire precario ma certo non mette al sicuro la nave inclinata dalle prossime maree e mareggiate. Come spiegano gli esperti del Cnr e dell’Università di Firenze che collaborano con la Protezione civile per uscire senza disastri ulteriori da questo incredibile naufragio, le spaccature sulla roccia sott’acqua — la Concordia poggia a 37 metri di profondità — le ha provocate la manovra di accostamento del comandante Francesco Schettino. Più volte la nave, dopo aver strappato uno sperone di scoglio alle Scole (quello conficcato a prua sulla fiancata sinistra), ha sbattuto contro le rocce della Gabbianara nella manovra di salvataggio. Con le sue 144 mila tonnellate, sdraiandosi sul granito in soli venti minuti, ha spezzato il basamento. Quella spaccatura si è originata, rivelano adesso le immagini, su uno dei tre speroni che sorreggono lo scafo. Nel video si vede prima un’elica, quindi il profilo della poppa e infine lo sperone di granito con la fenditura. Un altro elemento che fa temere per la sicurezza di una Concordia carica di veleni e con 15 corpi non ancora restituiti? Quella fetta di granito da 1.100 metri quadrati su cui la nave poggia può collassare? La Protezione civile e gli esperti di cui si circonda si mostrano sereni, ma certo le “aperture” sono un nuovo elemento critico che si aggiunge al fatto che la nave in un mese si è mossa di 90 centimetri a prua e che il baratro è vicino: venti metri più al largo (a prua) e una decina (a poppa) il fondale si inabissa per una profondità tale da poterla inghiottire. Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, al

Le spaccature negli scogli provocate dalla manovra di accostamento di Schettino

IL VIDEO
Lo squarcio nello sperone su cui poggia la nave

rientro dal Giglio (dove ha incontrato i residenti), smorza gli allarmi. «Teniamo sotto controllo tutto, anche le fratture della roccia», dice. E nel comunicato spiega che lo sperone che rientra nello scafo offre attrito, un ancoraggio, e quindi stabilità alla nave tutta: «Un’interpretazione allarmistica di quanto registrato non trova rispondenza nei dati». Daniele Giordan, geologo che segue

per il Cnr gli spostamenti della Concordia, aggiunge: «Il rischio che si spezzi non è alto, i tassi di deformazione non sono ampi: lo scenario catastrofico non è imminente». Ieri la Smit&Neri ha svuotato quasi mille metri cubi di carburante, il denso Ifo 380, da quattro dei sei serbatoi di prua. Millequattrocento tonnellate sono ancora a bordo, ma «se il tempo

regge finiamo il lavoro nelle prossime tre settimane». La Costa Crociera ha annunciato che denuncerà alla magistratura la donna che avrebbe dichiarato un falso aborto per chiedere un risarcimento da un milione di euro: non è nella lista passeggeri. E il lavoro della Procura di Grosseto va avanti a ritmo serrato: si attendono a breve nuovi indagati tra i dipendenti dell’armatore.

Gli inquirenti hanno preso in esame le fasi dell’emergenza dopo l’impatto contro gli scogli per valutare responsabilità dell’unità di crisi della Costa. La Procura ha poi concentrato i suoi sforzi sulla fase della navigazione manuale attivata dal comandante la sera del 13 gennaio, a 5 miglia dall’Isola del Giglio. Sulle testimonianze è in corso «un lavoro di cucitura necessario, non facile, per capire qual è tutta la verità di quella sera». Tra i racconti emerge quello del comandante in seconda della nave, il K2 Roberto Bosio, ascoltato tre volte. Bosio, che al momento dell’incidente era libero dal servizio e che nell’emergenza salì in plancia di comando, avrebbe aiutato i pm a ricostruire gli orari e le conversazioni oggi disponibili grazie al video girato da un fotografo di bordo e diffuso dal Tg5.
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Il processo

“Diossina, l’Ilva come l’Eternit” a Taranto la folla assedia il tribunale

TARANTO — Tra la folla spunta un cartello: «L’Ilva è come l’Eternit». Un ragazzo urla: «Beviamo latte alla diossina». Erano centinaia ieri i cittadini che hanno manifestato fuori dal tribunale di Taranto, dove si è svolto l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulle emissioni di sostanze tossiche delle acciaierie Ilva. Presente alla protesta anche Bill Emmott, ex direttore dell’Economist insieme a una troupe televisiva. Nell’udienza a porte chiuse, i quattro consulenti chimici nominati dal gip Patrizia Todisco hanno esposto i risultati delle analisi avviate nel novembre 2010 e durate un anno. Nel procedimento sono indagati per disastro doloso e colposo e altri cinque reati, cinque dirigenti dell’industria siderurgica.

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SABATO 18 FEBBRAIO 2012

ATTUALITÀ

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(segue dalla prima pagina)

FRANCESCO ERBANI
ER molti altri non era suo. Eppure nel 2008 fu comprato dallo Stato. I giudici contabili hanno ora rinviato a giudizio per danno all’erario l’allora direttore generale del ministero per i Beni culturali, Roberto Cecchi (adesso è sottosegretario), la soprintendente al Polo museale fiorentino, Cristina Acidini, un altro direttore generale del ministero, Bruno De Santis (in pensione), e (sebbene con altre responsabilità) i membri del comitato di settore, gli storici dell’arte Marisa Dalai, Carlo Bertelli, Caterina Bon Valsassina e Orietta Rossi. Fu proprio Cecchi a portare il Crocifisso in tv con l’allora ministro Sandro Bondi. Il Crocifisso venne pagato 3 milioni 250 mila euro, ma nella comunità degli storici dell’arte si levarono molti dubbi. Troppo poco, si disse, se l’opera fosse stata effettivamente di Michelangelo, troppo se opera seriale

Michelangelo, i giudici chiedono il conto “Nessuna prova che il crocifisso sia suo”
Raffica di rinvii a giudizio per i funzionari che lo comprarono

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2007) da Francesco Rutelli, e supportata da lettere di Cristina Acidini e Paolucci. Si avviò un’istruttoria. Fu investito il comitato di settore che si espresse per l’acquisto con una formula dubitativa: si proceda «purché avvenga a condizioni economiche compatibili con la sua non documentabile attribuzione a Michelangelo». Caduto il governo Prodi la palla passò al ministro Sandro Bondi. Il nuovo direttore generale Cecchi in un battibaleno propose a Gallino una cifra molto più bassa di quella richiesta, 3 milioni 250 mila euro, appunto. Che fu subito accettata. E così lo Stato italiano che nel frattempo tagliava brutalmente i fondi per soprintendenze, biblioteche e archivi, entrò in possesso di una statua la cui attribuzione era messa in dubbio da un numero crescente di studiosi. E la cui procedura d’acquisto meritava forse maggiore cautela. Dopo la Gregori fu la volta di Paola Barocchi, poi di France-

“Danno all’erario” per l’ex direttore Roberto Cecchi e la soprintendente Cristina Acidini
tardoquattrocentesca, di buona fattura, ma non del maestro della Sistina. La scultura misura 41 cm per 39 ed è in legno di tiglio. Proprietario ne era un antiquario torinese, Giancarlo Gallino. Nel 2004 venne esposta in una mostra a Firenze e nel catalogo tre studiosi (Giancarlo Gentilini, Luciano Bellosi e Massimo Ferretti) si espressero, con sfumature diverse, a favore dell’attribuzione al giovane Michelangelo. Una convinzione ribadita da Antonio Paolucci, che reggeva la soprintendenza al Polo museale fiorentino. Due anni dopo Gallino propose la vendita del Crocifisso alla Cassa di Risparmio di Firenze, che però, su suggerimento di un’altra illustre studiosa, Mina Gregori, rifiutò l’acquisto, il cui costo sarebbe stato di 15 milioni. La proposta fu girata al ministero, retto (siamo nel luglio

Le tappe
L’ACQUISTO
Il Crocifisso ligneo (1495) fu acquistato nel 2008 dal Ministero dei Beni culturali per 3 milioni e 250mila euro

L’INCHIESTA
Nel 2009 la Corte dei Conti avvia un’inchiesta sull’acquisto del Croicifisso, per fare luce su tutti i dubbi

I GIUDICI
La Corte dei Conti ha rinviato a giudizio per danno all’erario l’ex direttore generale Cecchi e la sovrintendente Acidini

sco Caglioti e di Tomaso Montanari. Quindi di Alessandro Nova, Claudio Pizzorusso e di Antonio Pinelli. Intanto Ferretti precisava: «Non ho mai detto che era di Michelangelo». Uscivano due libri (Come si diventa Michelangelo, di Claudio Giunta e A cosa serve Michelangelo? di Montanari) che raccontavano la funambolica giostra messa in piedi dai vertici del ministero. Da allora sul Crocifisso si sono spenti i riflettori. Ma si sono aperte le inchieste, una della Procura di Roma, un’altra, contabile, sul perché si decise quell’acquisto senza avere la garanzia che fosse di Michelangelo.
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A favore

Antonio Paolucci, direttore dei Musei vaticani, illustrò l’opera al Papa

Contro

Mina Gregori, accademica dei Lincei e illustre storica

“Una grande opera che ricorda il Maestro la Corte non ha competenza sull’arte”
ORAZIO LA ROCCA
CITTÀ DEL VATICANO — «Non vedo come la Corte dei Conti possa giudicare se un’opera d’arte è autentica e, di conseguenza, se lo Stato ha fatto bene ad acquistarla». Il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei vaticani, non condivide il rinvio a giudizio deciso dalla Corte dei Conti per quei funzionari statali che avallarono l’acquisto del Cristo attribuito al giovane Michelangelo. Il professore — che fu tra i relatori della presentazione del Cristo all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e illustrò l’opera a Benedetto XVI — contesta la “competenza con cui i giudici dell’Alta Corte hanno affrontato una materia così delicata”. Ma professore, la Corte dei Conti è chiamata a verificare se le risorse dello Stato sono state impiegate per una causa giusta. «Qui siamo davanti a una ope-

“È ben modellato, ma frettoloso credo sia stato valutato troppo”
ROMA — Mina Gregori, storica dell’arte di grande esperienza, accademica dei Lincei e studiosa di pittura e di scultura fra Quattro e Settecento, fu la prima a suggerire molta prudenza di fronte a quel Crocifisso che alcuni attribuivano a Michelangelo. Lei nel 2006 convinse la Cassa di Risparmio di Firenze a rifiutare l’acquisto della scultura. Perché? «Per la verità non esclusi che fosse Michelangelo, ma fui colpita dal fatto che fosse un’opera di poco conto, dalla fattura troppo semplice. Per attribuirla a Michelangelo era necessario che avesse una serie di caratteristiche che non mi pareva di rintracciare». Si trattava di un’opera minore? «Era certamente del tardo Quattrocento. Su questo non ho mai avuto dubbi. Aveva par-

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Dall’analisi dell’eleganza delle forme e dell’armonia delle fattezze si avvicina al primo Buonarroti
IL DIRETTORE
Antonio Paolucci, storico dell’arte, è direttore dei Musei Vaticani

ra d’arte di grande fattura, che importanti studiosi hanno attribuito al giovane Michelangelo. Dall’analisi dell’eleganza delle forme, dall’armonia delle fattezze si avvicina naturalmente allo stile del primo Buonarroti». Quindi lei ribadisce che il Cristo fu realizzato dal giovanissimo Michelangelo? «Non ho mai considerato quella scultura una patacca. Ne ho sempre ammirato l’alto livello artistico che richiama alla mente Michelangelo. Se mi si chiede in che percentuale sottoscrivo questa convinzione non saprei rispondere. La mia è una analisi artistica ed estetica, suffragata da altri valenti studiosi, e non vedo come un giudice contabile possa esprimersi su un argomento che attiene alla competenza di studiosi di storia dell’arte. La Corte dei Conti ha ben altre questioni a cui pensare».
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È certamente del Quattrocento ma non ha le caratteristiche per poterlo attribuire proprio a lui
ACCADEMICA
Mina Gregori è accademica dei Lincei e professore emerito a Firenze

ti anatomiche ben modellate, i capelli erano trattati accuratamente. Ma nel complesso l’esecuzione era sommaria. Mi sembrò un’opera realizzata in poco tempo, frettolosamente». Le parve un’opera seriale, cioè molto simile ad altre? «Ho giudicato quell’oggetto da solo, per le caratteristiche sue intrinseche. A prescindere dal fatto se fosse parte di una serie». E arrivò alla conclusione che non andasse acquistata? «Esattamente. Il prezzo oscillava, inizialmente era superiore a quello effettivamente pagato dallo Stato. Poi scese molto. Ma, secondo me, comunque il costo che avrebbe dovuto sopportare la banca non corrispondeva al valore dell’oggetto. Era troppo alto, chiunque fosse l’artista che l’aveva realizzato». (f.e.)
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ECONOMIA
FINANZA&MERCATI
Ieri
FTSE MIB ....................16547,21 FTSE IT ALL.................17533,23 FTSE IT STAR ..............10598,80 FTSE IT MID ................19949,97 COMIT .............................884,48 FUTURE.......................16540 (+1,08%) (+1,01%) (+0,97%) (+0,44%) (+1,40%) (+1,18%)

la Repubblica

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I migliori
FTSE MIB Var.% Finmeccanica .......................................15,89 Pirelli & C. ...............................................6,32 Buzzi Unicem ..........................................4,75 Fiat.........................................................4,67 Atlantia...................................................3,92

Principali titoli del Mercato azionario
Titolo
A2A.............................................0,760 Ansaldo Sts .................................7,340 Atlantia .....................................12,740 Autogrill ......................................8,015 Azimut ........................................7,130 Banca Generali ............................9,250 Banco Popolare ...........................1,427 Bca Pop.Milano ...........................0,460 Buzzi Unicem ..............................8,605 Campari ......................................5,450 Diasorin ....................................22,230 Enel ............................................3,036 Enel Green Pw .............................1,480

Pr. Rif
-1,11 1,03 3,92 0,44 2,15 -1,80 0,63 2,29 4,75 0,09 0,45 -1,36 -0,20

I peggiori
Banca Generali ......................................-1,80 Enel ......................................................-1,36 A2A.......................................................-1,11 RCS Mediagroup....................................-0,74 Terna ....................................................-0,21

Eni ............................................17,340 Exor ..........................................19,040 Ferragamo ................................14,190 Fiat .............................................4,750 Fiat Industr..................................8,035 Finmeccanica..............................4,040 Generali ....................................11,880 Impregilo.....................................2,574 Intesa Sanpaolo...........................1,541 Lottomatica...............................12,460 Luxottica...................................25,820 Mediaset.....................................2,428 Mediobanca ................................4,716 Mediolanum................................3,378 Monte Paschi Si...........................0,350

0,41 1,55 2,31 4,67 2,29 15,89 1,28 0,47 1,52 0,24 0,51 2,71 3,01 -0,18 1,74

Parmalat .....................................1,730 Pirelli & C.....................................8,160 Pop.Emilia Romagna ...................6,180 Prysmian ..................................13,300 RCS Mediagroup .........................0,675 Saipem .....................................37,710 Snam ..........................................3,630 STMicroelectr..............................5,350 Telecom IT ..................................0,829 Tenaris .....................................15,370 Terna ..........................................2,804 Tod’s ........................................74,500 UBI Banca ...................................3,744 Unicredit .....................................4,220

1,82 6,32 1,64 2,47 -0,74 0,16 -0,06 2,79 1,97 0,72 -0,21 1,43 0,38 1,49

IL MERCATO
ALESSANDRO PENATI

RISPARMIATORI ITALIANI PRESI A BOND IN FACCIA
UANDO si tratta delle proprie obbligazioni, sembra che le banche italiane vogliano prendere i risparmiatori a bond in faccia. Di alcuni casi emblematici mi sono già occupato. Come quello di Bpm, oggetto di multe e indagini, che col miraggio di una cedola elevata obbligava ad acquistare a caro prezzo, attraverso la conversione dell’obbligazione, azioni della banca: rischioso derivato mascherato da obbligazione, con perdite da bond argentino. O quello di Mps, che ha collocato presso i clienti un bond emesso da una scatola societaria, per finanziare “l’acquisto” di suoi immobili e sportelli (la banca ha il diritto di riprenderseli indietro) e contabilizzare a fine anno una plusvalenza (sulla carta; il conto economico viene gravato dagli affitti). Una cartolarizzazione dunque, a vantaggio della banca, finanziata coi risparmi dei

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di azioni da emettere per il rimborso, scaricando nuovamente il rischio azionario sugli obbligazionisti. Che hanno masochisticamente accettato. Adesso le banche guadagnano anche sulle perdite che i loro bond hanno causato agli investitori. Grazie ai finanziamenti illimitati della Bce all’1%, li utilizzano per ricomprare sul mercato le loro obbligazioni a prezzi inferiori a quelli di emissione. Così offrono magari 70 per i loro bond emessi a 100, ma crollati sul mercato anche a 50. Il risparmiatore, demoralizzato o bisognoso di liquidità, accetta, e contiene le perdite. Ma per la banca sono profitti, perché i bond sono rimborsati a 100. Unicredit ha appena fatto un utile di oltre 500 milioni ricomprandosi quasi 2 miliardi di bond propri; Intesa e Banco Popolare, rispettivamente di 130 e 250 milioni. Oltre a ricomprare alcuni

Comune Milano-banche estere transazione sulla truffa derivati
Nelle casse di Palazzo Marino 750 milioni in 20 anni
WALTER GALBIATI
MILANO — Chiudere i derivati legati ai tassi del prestito trentennale da 1,68 miliardi di euro e passare nuovamente dal variabile al fisso. Il Comune di Milano, sotto la guida di Giuliano Pisapia, vuole lasciarsi alle spalle l’eredità delle giunte di centro destra in tema di derivati. E se l’accordo con le banche dovesse andare in porto, lo farebbe con un incasso di oltre 750 milioni. Nel 2005 l’ente meneghino, a cavallo tra l’uscita di scena del sindaco Gabriele Albertini e l’ingresso a Palazzo Marino di Letizia Moratti, aveva lanciato un bond trentennale a tasso fisso con la consulenza di quattro banche internazionali (le tedesche Deutsche Bank e Depfa Bank, l'americana JpMorgan e la svizzera Ubs). Attraverso dei contratti derivati stipulati con le stesse banche, il Comune trasformò da subito il tasso del prestito da fisso a variabile, una mossa criticata dalle opposizioni per il rischio che comportava per la stabilità del bilanci dell’ente e finita sotto inchiesta della Procura di Milano con l’ipotesi di truffa. Secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, le banche attraverso i derivati si sarebbero procurate “commissioni occulte” per oltre 100 milioni grazie anche alla mediazione dell’allora direttore generale di Palazzo Marino, Giorgio Porta, e del consulente Mario Mauri. A gennaio 2009, poi, il Comune decise di avviare anche una causa civile. A distanza di oltre due anni, le parti hanno preferito sedersi intorno a un tavolo e abbandonare le aule dei tribunali. L’accordo punta a ridefinire i particolari del prestito. Legate al bond del 2005, ci sono infatti tre componenti: lo swap sui tassi (in via di rinegoziazione), un fondo di accantonamento del capitale e infine una assicurazione contro il fallimento dell'Italia (il Cds, credit default swap). Le banche sono pronte a concedere al Comune la chiusura degli swap sui tassi ai valori di mercato odierni che consentirebbe al Comune di incassare una plusvalenza di 470 milioni di euro. I soldi non entrerebbero da subito nelle casse di Palazzo Marino, ma rimarrebbero vincolate presso le banche a garanzie delle altre componenti del bond. Il Comune, infatti, sebbene il tipo di prestito (bullet) preveda la restituzione del finanziamento in una

L’ACCORDO
La giunta Pisapia si è accordata con le banche per chiudere la causa

Le tappe

Ignazio Visco

Le banche continuano a lanciare obbligazioni complesse che spesso mascherano alti costi e rendimenti bassi
bond con profitto, continuano a venderne altri a caro prezzo, lucrando commissioni. Proprio il Banco Popolare sta collocando a 100 un bond strutturato che nel prospetto della banca stessa viene valutato appena 87,6%: ovvero, 3% l’anno di costi impliciti! E Unicredit, ha caricato costi dell’1% l’anno per una semplice obbligazione che scade nel 2014. Quando si paga solo lo 0,2% di commissioni annue per investire nell’indice dei bond europei con un ETF. L’industria finanziaria poi è terreno fertile di sempre nuove fregature: potrebbero arrivare da noi i “contingent convertibles”, bond che si trasformano in azioni quando i coefficienti patrimoniali della banca cadono sotto il livello di guardia. In cambio di una grossa cedola, l’obbligazionista vende alla banca una protezione contro un aumento di capitale in condizioni avverse: roba rischiosa, per hedge funds o governi alle prese con dissesti bancari; ma bombe innescate nelle tasche dei risparmiatori. Speriamo di no. Ma è meglio non illudersi, fino a che si vorrà sacrificare il risparmiatore sull’altare della stabilità del “sistema”. Alla faccia di concorrenza, efficienza e liberalizzazioni.
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sola tranche finale, non solo ha l’obbligo di accantonare in un fondo speciale fino alla scadenza del bond (2035) il capitale da restituire, ma ha anche sottoscritto un credit default swap che oggi presenta un valore di mercato negativo per 200 milio-

clienti; che ricevono un tasso molto inferiore a quello di mercato (uno spread di 105 punti per 20 anni, quando oggi sarebbero almeno 400 sul mercato), oltre a pagare il 6% tra commissioni e costi vari di collocamento. Casi emblematici, ma non eccezionali. Da anni le banche ci inondano dei loro bond strutturati, subordinati, ibridi, covered, convertibili e convertendi: obbligazioni che contengono complesse clausole di pagamento delle cedole e di rimborso del capitale, contingenze e strumenti derivati di tutti i tipi. Investimenti difficili da valutare, inutilmente complessi e rischiosi, che spesso mascherano costi eccessivi e rendimenti insufficienti. Clausole che poi le banche modificano a proprio favore. Come il Banco Popolare che aveva emesso un convertendo, un bond che dava alla banca la facoltà di rimborsarlo con azioni proprie; senonché il numero di azioni da emettere per la conversione calcolato dal Banco si è rivelato largamente insufficiente, per via del crollo del titolo in Borsa. Si sarebbe quindi dovuto rimborsare il bond in contanti, riducendone così il rischio, a vantaggio dei risparmiatori. Ma il Banco ha chiesto di moltiplicare per 6 il numero

GABRIELE ALBERTINI
Il sindaco del centrodestra firma i primi contratti derivati con le banche

Accordo a sorpresa dopo mesi di trattative segrete tra il dg Corritore e gli istituti stranieri
ni. Quei 470 milioni, quindi, andrebbero a garanzia delle banche fino alla chiusura del prestito e del credit default swap. Contestualmente, però, le banche verserebbero per la chiusura della causa civile un

LETIZIA MORATTI
Con la sua giunta ci furono due rinegoziazioni con gli istituti coinvolti

importo di circa 40 milioni di euro, che entrerebbe da subito nelle disponibilità del Comune. A conti fatti, per il Comune si arriva a un capitale di oltre 500 milioni di euro (470 vincolati) che da qui al 2035 dovrebbe generare interessi per altri 250 milioni, per un totale di 750 milioni. Con l’operazione, seguita dal direttore generale del Comune di Milano Davide Corritore e dall’assessore al bilancio Bruno Tabacci, il Comune sceglie ora di cambiare scommessa. Se fino a oggi, Palazzo Marino aveva scelto il tasso variabile (tra il 3,48% e il 6,19%), guadagnandoci, come dimostrano dai 470 milioni di euro di saldo positivo, ora scommette che da qui al 2035 i tassi di mercato non saranno mai superiori al tasso fisso che si è assicurato, ovvero il 4,26%.
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Il governo

Fondazioni-istituti di credito allo studio lo stop agli incroci azionari
IL PM ALFREDO ROBLEDO
Decisivo l’intervento della magistratura e dalla Gdf per ricostruire la vicenda

GIULIANO PISAPIA
Il sindaco, il dg Corritore e l’assessore Tabacci trattano con le banche

ROMA — Allo studio del governo c'è l'ipotesi di introdurre nel decreto liberalizzazioni lo stop degli incroci azionari tra Fondazioni e banche. A riferirlo il presidente della commissione industria del Senato, Cesare Cursi, il quale ha affermato che è oggetto di verifica presso il governo. “Vediamo come va il confronto”. Cursi ha inoltre riferito che Pd e Pdl su questo argomento hanno posizioni “abbastanza convergenti e saranno oggetto di verifica con il governo”. A presentare un emendamento al decreto liberalizzazioni che va in questa direzione sono stati i senatori del Pdl Franco Asciutti e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nel testo si legge che “le Fondazioni non possono detenere, direttamente o indirettamente, partecipazioni, anche non di controllo, in più di una società che abbia ad oggetto l'attività” bancaria.

BORSE EUROPEE
Paese/Indice 17-02 Amsterdam (Aex) ..................327,93 Bruxelles-Bel 20 .................2280,80 Francoforte (Xet Dax)...........6848,03 FTSE Eurotrack 100 ............2254,51 Londra (FTSE 100)...............5905,07 Madrid Ibex35.....................8657,00 Oslo Top 25...........................387,57 Parigi (Cac 40) ....................3439,62 Vienna (Atx) ........................2206,00 Zurigo (SMI) ........................6237,69 Var.% +0,85 +1,00 +1,42 +0,54 +0,33 +1,16 -0,22 +1,37 +1,59 +0,33

BORSE INTERNAZIONALI
Paese/Indice 17-02 DJ Stoxx Euro........................248,76 Hong Kong HS...................21491,62 Johannesburg ..................31303,24 New York (S&P 500) ............1361,23 New York (DJ Ind.).............12949,87 Nasdaq Comp. ....................2951,78 Singapore ST ......................3000,59 Sydney (All Ords).................4273,26 Tokio (Nikkei)......................9384,17 Var.% +1,30 +1,01 +0,59 +0,23 +0,35 -0,27 +0,79 +0,38 +1,58

EURIBOR
SCADENZA 1 mese TASSO 360 0,6100 TASSO 365 0,6185
+0,004 -0,715 +0,285 +0,510 +0,514 +1,363 +0,091 +0,320 +2,033

ORO E MONETE AUREE
17 FEBBRAIO Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 17 FEBBRAIO Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano
MATTINO SERA

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

VALUTE
CORONA DK...............................7,4334 CORONA N.................................7,4975 CORONA S.................................8,8316 DOLLARO AUS ...........................1,2230 DOLLARO CDN...........................1,3093 DOLLARO USA ...........................1,3159 FRANCO CH ...............................1,2083 STERLINA UK.............................0,8311 YEN J ....................................104,3900

42,83 1.732,00 DENARO

42,47 1.723,00 859,04 42,03 17,88
LETTERA

310,96 313,07 313,07 1.185,58 231,89

340,86 343,19 343,19 1.389,27 251,93

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Marchionne da Putin, Fiat accelera in Russia
Stabilimento da un miliardo di dollari. Ferrari, fatturato record +17,3%
PAOLO GRISERI
TORINO — Si potrebbe definirlo il patto della steppa perché è evidente che il 15 febbraio scorso, in una sala riservata dello stabilimento di Naberezhnye Chelny, nel Tatarstan russo, Sergio Marchionne e Vladimir Putin non hanno parlato solo dei trattori che la fabbrica nata dalla joint venture Cnh-Kamaz sforna in gran quantità (+40% la produzione 2011 rispetto all’anno precedente). Il vertice, del tutto inatteso e annunciato ieri con due giorni di ritardo, è servito a fare il punto su tutta la complessa partita russa del Lingotto. Nel giugno scorso Marchionne aveva firmato un protocollo con Mosca per una fabbrica di automobili da oltre un miliardo di dollari. Lo stabilimento, secondo indiscrezioni mai smentite da Fiat, dovrebbe sorgere nell’area industriale di San Pietroburgo e produrre modelli dei marchi Fiat e Jeep. Ma a questo annuncio non erano seguiti fatti concreti. A Detroit, in occasione del Salone dell’auto, lo stesso Marchionne aveva annunciato «novità a breve in Russia», senza essere più preciso. Il faccia a faccia di tre giorni fa con Putin è certamente servito a chiarire le posizioni e, probabilmente, a stringere i tempi per l’annuncio sulla Russia promesso dall’ad del Lingotto. Che Torino stia accelerando sul dossier è evidente da qualche settimana. All’inizio dell’anno il Lingotto ha reso noto di aver sciolto l’accordo di commercializzazione delle automobili con Sollers, l’ex partner che nel frattempo aveva cambiato alleanza stringendo un patto con Ford. Così oggi Fiat vende direttamente nei suoi concessionari, potendo ormai sfruttare anche la rete Chrysler nell’area. L’attesa per gli annunci ufficiali sul settore auto, dunque, cresce. Per ora di ufficiale ci sono solo le parole di Marchionne (ieri già rientrato a Torino per partecipare alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe) sul buon andamento della joint venture nelle macchine agricole con Kamaz: «Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi nell’accordo siglato alla presenza del primo ministro Putin». In attesa di recuperare terreno in Russia, il Lingotto si consola con i numeri record della Ferrari nel 2011. Con oltre 7.000 pezzi venduti, il più alto numero di sempre, Maranello dimostra che nel mezzo della crisi mondiale c’è chi ha fatto fortuna. Gli utili salgono a 312 milioni (+3,2%), un risultato importante se si tiene conto degli ammortamenti per il lancio degli ultimi due modelli, e il fatturato cresce del 17%: «Nonostante la crisi — dice Luca di Montezemolo — abbiamo ottenuto un risultato molto soddisfacente, frutto della ricerca e dell’innovazione continua. Oggi siamo presenti in 58 paesi». Il primo mercato Ferrari continua a essere quello Usa (1.958 vetture vendute, +8%) seguito da Germania (+14) e Gran Bretagna (+23). Presentando mi risultati 2011, Montezemolo ha confermato ieri che al prossimo salone di Ginevra verrà presentata una nuova 12 cilindri da 700 cavalli.
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La cerimonia
Marchionne si è presentato ieri, a sorpresa, a Torino, alla Cerimonia in memoria delle vittime delle foibe Marchionne ha spiegato che sua madre era una esule istriana. A destra, Luca Cordero di Montezemolo

I prezzi

Rincari senza fine per i carburanti
Raffica di aumenti per i carburanti con la verde a un passo da 1,9 euro al litro. Tutte le compagnie hanno deciso di seguire la mossa di ieri di Eni. I prezzi inevitabilmente saliranno ancora nel fine settimana bruciando l'ennesimo record

BETA S.P.A. 015 2556463

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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IMPRESE

&MERCATI

Piano di Obama per lanciare il wi-fi
All’asta le frequenze. Parte dell’incasso servirà a ridurre le tasse
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI
NEW YORK — Arriva la rivoluzione dell’etere e la dice lunga sulla velocità con cui la vecchia tv viene soppiantata da Internet e soprattutto dalle applicazioni dei telefonini. L’America metterà all’asta una parte delle frequenze, attualmente usate dalle tv o a loro disposizione, per riconvertirle a tutti gli usi del wi-fi. E’ un’operazione che risponde a una priorità strategica di Barack Obama: portare in tutto il paese il servizio di wi-fi a banda larga, considerato come un ingrediente essenziale per la competitività dell’economia americana. Nello scenario più ottimista, la grande asta delle frequenze dovrebbe consentire di superare strozzature e disservizi di tutta la telefonia mobile, la cui qualità è spesso scadente proprio nelle aree metropolitane più congestionate degli Stati Uniti. E tutto questo, paradossalmente, accade come una “rivoluzione per caso”. Infatti la riallocazione dello spettro delle frequenze, dalla tv ad Internet senza fili, pur essendo da tempo un progetto strategico di

PRESIDENTE
Il presidente Usa Barack Obama ha deciso di mettere in vendita le frequenze tv per lanciare il wi-fi

zioni “ingorde di potenza” da parte degli utenti dei cellulari. La riassegnazione all’asta delle frequenze consentirà anche di destinarne una parte ai servizi d’emergenza, un problema aperto tragicamente dopo l’11 settembre 2001. Da oltre 10 anni infatti le forze di sicurezza, polizia e vigili del fuoco, chiedono nuovi canali riservati per poter comunicare in modo più celere in caso di catastrofi. L’11 settembre mise in evidenza una serie di strozzature nella comunicazione tra i vari dipartimenti e agenzie federali, provocando gravi ritardi nella reazione. Il gettito dell’asta delle frequen-

ze è stimato attorno a 30 miliardi di dollari. Secondo i più ottimisti, quest’operazione potrebbe a sua volta generare miliardi di dollari di investimenti da parte delle telecom, e migliaia di posti di lavoro per la modernizzazione delle infrastrutture wi-fi. Tra i fautori della riallocazione dello spettro c’è la Federal Communications Commission il cui presidente Julius Genachowski si è detto «soddisfatto che il Congresso abbia riconosciuto l’importanza vitale di liberare frequenze per la banda larga delle telecomunicazioni mobili».
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I punti

L’INCASSO

GLI EFFETTI
Le società di telefonia grazie alle frequenze potrebbero aumentare gli investimenti

GLI SGRAVI
Parte degli incassi finanzierà di sgravi fiscali voluti da Obama per i lavoratori dipendenti

Il governo Usa prolunga lo sgravio in favore dei lavoratori dipendenti
Obama, non si sarebbe sbloccata se non sotto la pressione di un vincolo di bilancio. Decisivo è stato un provvedimento che non ha nulla a che fare con le tecnologie bensì con le politiche sociali. Da tempo la Casa Bianca preme sul Congresso per prolungare uno sgravio fiscale a favore dei lavoratori dipendenti, un taglio della “payroll tax” (trattenuta in busta paga) che vale 1.000 dollari per un salario medio di 50.000 dollari annui. I repubblicani non volevano approvare questa detassazione del lavoro dipendente senza una previa copertura finanziaria. Alla fine — e sorprendentemente — il compromesso bipartisan si è raggiunto sbloccando la vendite delle frequenze. Nel bilancio pubblico una parte dei proventi di quell’asta andrà a copertura dello sgravio fiscale sulle buste paga. Un miracolo politico, perché da tempo a Washington i rapporti tra democratici e repubblicani erano così tesi che i compromessi erano diventati una merce rara. Ora il via libera all’asta delle frequenze apre un capitolo nuovo. Come osserva il New York Times, è anche un evento molto raro «che delle imprese private vengano compensate con il ricavato dell’asta di un bene pubblico — le licenze di diffusione dei programmi tv — che a suo tempo erano state concesse gratuitamente». Le frequenze inutilizzate o scarsamente utilizzate infatti verranno tolte ai network televisivi, e vendute agli operatori telecom “affamati” di potenza per le applicazioni degli smart-phone o lettori digitali quali l’iPad. Secondo le telecom, l’inefficienza e i disservizi dei telefonini (come le frequenti interruzioni nelle comunicazioni) sarebbero causate dalla crescita esponenziale nell’uso di applica-

L’asta delle frequenze potrebbe fruttare 30 miliardi di dollari

Il caso

Gli analisti bocciano le utility dopo la revisione al ribasso delle stime del Pil per il 2012

I numeri

-1,6%
LA QUOTAZIONE

Enel ancora in calo a Piazza Affari, dopo il -5 % della seduta precedente

Calo dei consumi e crisi economica Enel e A2a sotto pressione in Borsa
LUCA PAGNI
MILANO — Domanda di energia elettrica in calo, mentre il prezzo della materia prima continua a salire. A cui vanno aggiunte le previsioni negative per l’economia anche per tutto il 2012. Sono queste le ragioni che stanno mettendo sotto pressione i titoli delle società dell’energia elettrica In Borsa. A Piazza Affari, le azioni delle principali utility ieri si sono rivelate le peggiori del listino, nonché fra i pochi titoli in territorio negativo con l’indice delle blue chip che ha chiuso al rialzo dell’1,08 per cento. A guidare il gruppo è stata Enel (-1,36%), reduce dal crollo della seduta precedente, proprio nel giorno in cui ha annunciato che il bond da 2,5 miliardi di euro, appena collocato, ha avuto richieste per 5 miliardi (e tasso al 4,88%). Fatto che non ha evitato una raffica di giudizi negativi da parte delle banche d’affari: ben quattro (JpMorgan, Barclays, Ubs ed Equita) hanno rivista al ribasso i loro giudizi. Con le motivazioni dette: l’aumento dei costi degli idrocarburi (oltre il 60% dell’energia in Italia è prodotta da impianti a gas) e il calo della domanda a causa della recessione economica provocherà un’ulteriore riduzione dei margini. La controprova si avrà alla presentazione dei conti e del piano industriale di Enel ai primi di marzo, con il mercato che sta già scontando una riduzione dei target e della cedola. Ieri è andata male anche ad A2a, nel giorno in cui il consiglio di sorveglianza ha nominato l’ex manager Pirelli, Giuseppe Sala (che guida anche la società di gestione di Expo 2015), in sostituzione di Giuliano Zuccoli, scomparso una settimana fa. Ora che è stato definito il divorzio, la Borsa si interroga sulla sostenibilità del debito di A2a, arrivato a 5 miliardi. Che il settore stia pagando la crisi economica lo rivelano anche i dati presentati ieri a Milano dall’Osservatorio AccentureAgici: nel 2011 le prime sei utility italiane hanno registrato una crescita dei ricavi aggregati limitata a un solo 3 per cento, mentre gli utili sono scesi negli ultimi dodici mesi del 25%. E non andrà meglio nemmeno nel 2012, visto che si prevede un ulteriore ribasso dei profitti del 15 per cento.
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-25%
GLI UTILI

Le prime sei utility italiane hanno registrato nel 2011 un calo dei profiti

VITTORIA PULEDDA AFFARI IN PIAZZA QUALCUNO FISCHI LA FINE

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inque giorni di “periodo di grazia”. Poca cosa, che non sposta i termini della questione. Se non fosse che, per Seat, sono ormai finiti i tempi supplementari, i calci di rigore e qualsiasi metafora calcistica possa venire in mente. Eppure, una parte dei protagonisti della trattativa sembra, le banche - hanno chiesto ancora un po’ di tempo, per l’adesione al piano di ristrutturazione dell’azienda. Cinque giorni in più per dire sì e per prendere - per intero - la commissione “premio” per l’adesione. Solo lunedì, con il cda della società, si saprà se la richiesta dei creditori sarà accettata. Ma c’è da scommetterci per il sì. Nonostante la tentazione, da parte di qualcuno, di premere il grilletto. Avviando le procedure per la Marzano.

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Bilancio 2011

I conti

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

Risparmio gestito, gruppi esteri in attivo
ASSOGESTIONI ha comunicato i dati definitivi del settore del risparmio gestito (gestioni collettive e di portafoglio): a fronte di un dato di sistema negativo per 40,8 miliardi, i gruppi esteri chiudono l'anno con afflussi pari a 5,4 miliardi di euro.

Telecom Argentina, salgono ricavi e profitti
TELECOM Argentina, controllata di Telecom Italia, ha chiuso il 2011 con ricavi in aumento del 26% a 18,5 miliardi di pesos (circa 3,2 miliardi di euro), un margine lordo di 5,6 miliardi (+23% a 0,97 miliardi di euro) e profitti per 2,4 miliardi (+33% a 418mila euro).

I 29

Isvap, l’era Giannini sotto tiro ma una lobby vuole riconfermarlo
Operazione Fonsai, Palladio e Sator spiegano il patto
GIOVANNI PONS
MILANO — A sole 24 ore dalla richiesta dell’Isvap, Sator e Palladio hanno fatto pervenire le loro risposte all’authority sul patto di consultazione siglato sull’8% delle azioni Fondiaria Sai. Allo stesso tempo l’authority che deve avere a cuore la stabilità e la solidità del sistema assicurativo non ha ancora ricevuto alcun documento sul piano di rafforzamento patrimoniale che Fondiaria Sai dovrebbe portare avanti attraverso l’intervento di Unipol, nonostante la lettera dell’Isvap che lo richiedeva sia stata spedita il 10 gennaio scorso. Così come nulla si sa dell’aumento di capitale di Premafin riservato a Unipol, da cui dovrebbe partire tutta l’operazione architettata da Mediobanca e Unicredit in qualità di grandi creditori della compagnia assicurativa. L’unica cosa concreta, al momento, sono le

I sindacati interni denunciano il sistema di potere volto a “coprire” le caselle che contano
convocazioni delle rispettive assemblee di Fonsai e Unipol chiamate a deliberare gli aumenti di capitale da complessivi 2,2 miliardi. Un comportamento sbilanciato che sta mettendo sempre più sotto i riflettori la gestione di Giancarlo Giannini all’Isvap. La prova delle tensioni interne all’istituto viene anche da un infuocato comunicato sindacale che denuncia un colpo di mano della dirigenza sulla nuova ristrutturazione interna dell’authority dopo che quella del 2003 è stata disattesa. «Non interessa l’efficienza del lavoro e una migliore organizzazione scrivono congiuntamente Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca-Uil e Snfia - ciò che interessa è altro: creare un sistema di potere e di controllo e far trovare al nuovo presidente una struttura blindata, con tutte le caselle che contano ben “coperte”». Ma ecco il colpo di scena. Giannini dovrebbe scadere a maggio e non essere più rieleggibile ma, a quanto risulta da fonti autorevoli, in Parlamento si stanno muovendo pedine per facilitare una sua proroga di altri due anni. Il piano è portato avanti da alcuni parlamentari che stanno progettando una modifica della legge in vigore per separare la carica di presidente dell’Istituto da quella di direttore generale. La modifica consentirebbe la conferma alla presidenza di Giannini e l’ascesa di Flavia Mazzarella alla direzione generale. Un piano che secondo alcuni non sarebbe slegato dalla vicenda Fonsai-Ligresti sulla quale l’Isvap è intervenuta la prima volta soltanto a marzo 2011 e sulla quale sarà chiamata a esprimersi quando il piano di rafforzamento sarà presentato nella sua versione definitiva. Sempre che non sia già saltato, viste le difficoltà degli ultimi giorni. Oltre all’incur-

sione di Palladio e Sator, infatti, desta non poche preoccupazioni la ventilata fusione di Premafin con 320 milioni di debiti in Fonsai. L’operazione assomiglia a un “leverage” applicato a una società assicurativa nella quale i titolari delle polizze dovrebbero essere tutelati alla stregua di veri e propri creditori. Forse anche per questo motivo Unipol avrebbe chiesto a Unicredit e alle banche creditrici di trasformare una parte di quei crediti in capitale, fatto che però non è stato digerito bene dalla banca di piazza Cordusio. La quale avrebbe aperto canali di comunicazione con i due nuovi azionisti Roberto Meneguzzo e Matteo Arpe per sondare eventuali soluzioni alternative.
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La cessione

Atlantia (ricavi su del 3,9%) pronta a vendere al gruppo di Tortona

Impregilo, mossa di Gavio per bloccare la scalata Salini
DINASTIA
Beniamino Gavio (a sinistra in foto) gestisce il gruppo autostradale e di costruzioni fondato dal padre Marcellino

MILANO — Cala il traffico sulle autostrade italiane (-1,3%), ma non i ricavi di Atlantia. Il gruppo guidato da Giovanni Castellucci ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 6,8% a 3,97 miliardi grazie alle maggiori tariffe (senza cui i ricavi sarebbero saliti del 2,9%) e delle attività estere (+12% il fatturato e +6,4% il traffico). Il margine lordo del gruppo controllato dai Benetton è cresciuto del 5% a 2,38 miliardi, mentre l’indebitamento è sceso di 0,7 miliardi a 9 miliardi. Sulla base di questi dati preliminari, Atlantia dovrebbe tenere fede alla promessa fatta agli investitori, di aumentare la cedola del 5% anche per nell’esercizio 2011. Sempre ieri il cda di Atlantia ha incaricato Castellucci di trattare con il gruppo Gavio, la vendita della quota in Impregilo (e si dice anche della tratta autostradale Torino-Savona), per rilevare invece il controllo della autostrade cilene. L’accordo tra Gavio e la società che fa capo ai Benetton, dovrebbe essere firmato già la prossima settimana, e intanto il gruppo di Tortona avrebbe già sondato le banche per ricevere un finanziamento con cui rafforzare la sua posizione in Impregilo. Anche se Gavio è destinato a rilevare il 100% di Igli, la finanziaria che ha il 29,9% del general contractor, teme per un’offensiva del gruppo Salini, che ha appena rilevato il 20% della società ed è pronto a salire ancora. Per evitare che a maggio, all’assemblea della società di costruzioni, il gruppo romano riceva più voti di quello di Tortona, Gavio starebbe studiando il lancio di un’offerta preventiva sul mercato a un prezzo basso, ma capace di assicurargli una maggioranza difficile da scalfire. Una mossa azzardata, perché gli investitori esteri prima di aderire a un eventuale Opa di Gavio, vorranno valutare il piano di scorporo che sta mettendo a punto Salini. Viceversa, qualche istituzione tricolore potrebbe voler supportare la società di Totona. Fatto sta che giocare d’anticipo, pare l’unica soluzione di Gavio per bloccare l’avanzata dei costruttori romani. (s.b.)
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QUADRIFOGLIO SPA - FIRENZE ESTRATTO AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO Si comunica che, sulla G.U.U.E. n. S13 del 20/01/2012, bando n. 020034 (Lotto 1) e n. S27 del 09/02/2012, bando n. 042916 (Lotto 2), sono pubblicati gli avvisi integrali di aggiudicazione a Truck Italia S.p.A. di Empoli (FI) per il Lotto 1 e a Sicas S.r.l. di Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI) per il Lotto 2 della procedura aperta per l’affidamento della fornitura n. 5 autocabinati mmt 15 con eventuale servizio di manutenzione full service (Lotto 1 - C.I.G. 2631787B53) e di n. 5 spazzatrici aspiranti grandi da allestire sugli autocabinati di cui al Lotto 1 con eventuale servizio di manutenzione full service (Lotto 2 - C.I.G. 263183314C). Rif. Pratica 33/2010. Il suddetto avviso è inoltre visionabile sul sito Internet www.quadrifoglio.org. profilo del committente bandi e avvisi di gara avvisi di gare aggiudicate relative a lavori, forniture e servizi forniture. Direzione Amministrativa Appalti Albo Fornitori Contratti (Il Dirigente) Alessandra Morandi

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

IMPRESE&MERCATI
I 31

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TITOLO
A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acotel Group Acque Potabili Acsm-Agam AdF-Aerop.Firenze Aedes Aeffe Aicon Alerion Amplifon Ansaldo Sts Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Ascopiave Astaldi Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut B B&C Speakers Banca Generali Banca Ifis Basicnet Bastogi BB Biotech Bca Carige Bca Carige r Bca Finnat Bca Intermobiliare Bca P.Etruria e Lazio Bca P.Milano Bca P.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Bialetti Industrie Biancamano Biesse Bioera Boero Bart. Bolzoni Bon.Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc Brembo Brioschi Buone Società Buongiorno Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc C Cad It Cairo Comm. Caleffi Caltagirone Caltagirone Ed. Cam-Fin Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Cembre Cementir Hold Cent. Latte Torino Ceram. Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cobra Cofide Cogeme Set Conafi Prestito’ Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp D D’Amico Dada Damiani

Rif ieri
0,505 0,760 5,070 3,374 39,330 0,767 0,714 9,190 0,106 0,674 0,122 4,120 3,542 7,340 0,206 0,301 0,005 0,100 1,463 5,970 12,740 8,015 7,415 17,660 7,130 2,974 9,250 4,650 2,022 1,135 59,950 1,420 1,985 0,288 2,908 1,373 0,460 2,060 0,342 3,166 2,832 1,427 6,435 6,950 0,307 0,512 4,700 0,409 0,895 0,290 1,371 3,698 0,400 21,200 1,829 21,750 0,890 1,360 8,710 0,103 0,302 1,162 8,605 4,050 3,160 3,200 1,599 1,610 1,060 0,299 5,450 0,072 2,120 15,990 1,099 1,043 6,395 1,750 1,980 0,210 0,089 0,258 0,376 1,280 0,251 0,635 0,541 0,048 0,700 1,034 19,500 3,900 2,392 0,039 0,881 0,575 2,320 0,852

ieri
0,60 -1,11 0,30 -1,98 9,86 -0,45 0,35 0,66 4,95 0,45 -0,58 1,08 1,03 -3,33 0,23 6,12 -0,80 -0,27 2,23 3,92 0,44 1,23 -1,23 2,15 0,95 -1,80 1,35 0,10 11,27 -0,42 -1,46 1,80 0,28 2,01 2,29 0,10 0,53 -2,61 0,63 2,39 0,29 2,17 -3,40 0,90 2,02 0,22 0,03 -1,08 3,59 0,95 -0,05 1,16 -4,86 2,23 3,72 8,63 -0,51 4,75 3,74 1,28 1,46 1,65 5,92 -1,12 6,32 0,09 -2,31 2,71 0,38 5,57 29,32 2,32 0,29 0,05 5,53 0,11 1,30 -1,00 1,03 0,52 23,06 0,09 1,27 0,52 -1,91 0,93 -0,25 4,08 0,79 3,02 0,29

Var % inizio anno
-5,61 -0,65 2,01 2,43 102,73 7,27 11,21 -8,01 70,14 14,53 -3,96 8,32 -1,67 0,24 1,69 -11,86 20,61 6,79 18,10 0,71 4,09 -4,26 6,77 12,46 2,34 27,67 16,31 -5,34 18,23 16,86 -5,96 2,32 -2,90 5,21 21,50 46,20 11,96 39,51 5,60 18,00 41,15 7,79 -6,77 -1,13 12,06 50,74 16,55 -24,15 9,85 3,55 25,02 -2,56 0,95 -2,71 10,41 2,30 3,19 27,43 19,31 16,60 8,29 23,10 19,89 -4,47 14,53 2,30 15,83 13,98 24,71 2,83 3,30 38,47 10,73 14,48 19,27 17,99 11,18 12,50 25,75 10,70 -0,04 25,15 -0,54 -3,50 99,69 -11,10 -4,37 15,89 24,58 1,67 39,09 35,83 42,55 17,70 26,57 6,42 -9,37

2011- 2012 min max
0,444 0,696 4,319 3,145 17,132 0,644 0,605 8,514 0,051 0,485 0,119 3,263 3,072 5,463 0,149 0,170 0,004 0,075 1,237 3,619 9,362 7,206 6,614 15,286 4,369 2,510 6,311 3,718 1,862 0,865 39,719 1,270 1,883 0,258 2,631 0,965 0,258 1,668 0,237 2,740 2,200 0,810 5,209 3,223 0,251 0,415 2,806 0,293 0,870 0,237 1,271 2,313 0,371 20,000 1,536 18,861 0,802 1,250 6,131 0,069 0,204 0,731 5,643 2,974 2,764 2,408 1,115 1,256 0,809 0,217 4,427 0,036 1,376 13,841 0,888 0,749 5,126 1,310 1,639 0,144 0,067 0,232 0,246 1,154 0,216 0,299 0,524 0,034 0,570 0,677 18,038 2,352 1,643 0,028 0,688 0,419 1,918 0,788 1,256 1,182 8,591 4,572 44,325 1,466 1,183 12,370 0,228 1,463 0,269 5,886 4,532 9,606 0,600 0,377 0,029 0,463 1,719 5,957 16,090 10,956 11,380 24,442 8,468 3,997 11,529 5,588 3,068 1,693 60,487 1,805 2,774 0,524 4,371 3,206 1,032 3,451 0,441 4,096 3,724 2,721 9,281 9,891 0,555 0,729 5,708 0,764 1,441 0,420 2,026 7,879 1,012 21,069 2,344 31,311 1,325 1,415 10,258 0,171 0,735 1,455 10,820 6,072 4,325 3,275 1,663 2,094 1,948 0,425 5,909 0,428 4,450 20,331 1,880 1,948 8,731 2,327 4,080 0,311 0,152 0,350 0,760 1,766 0,500 0,996 0,780 0,377 1,069 1,499 24,744 5,398 3,691 0,221 1,295 1,004 4,894 1,246

Cap. in mil. di
68 2369 1075 187 163 28 55 82 78 73 13 182 782 1021 10 71 9 9 344 584 7936 2039 653 78 1015 32 1047 250 123 20 2553 5 106 466 102 1505 61 230 369 38 2527 46 21 106 850 787 8 22 47 100 14 91 47 121 40 1 577 82 3 125 1403 164 28 248 20 190 134 229 3162 4 98 861 13 107 278 20 17 15 24 68 1009 26 61 389 3 32 403 1196 1314 651 6 29 85 38 72

IL PUNTO

TITOLO

Rif ieri
5,180 4,800 0,330 0,974 6,180 6,220 0,799 0,111 0,273 0,515 8,300 13,300 0,148 0,192 1,826 0,619 0,675 0,517 0,370 5,905 16,960 0,360 0,157 0,853 12,850 0,386 7,070 4,116 5,455 37,710 30,000 1,194 8,590 6,655 0,348 0,038 1,200 3,486 0,299 6,100 1,388 1,550 3,630 2,138 4,256 0,031 1,400 0,313 167,500 5,350 1,442 0,545 0,829 0,181 0,231 0,685 15,370 2,804 2,432 0,414 0,039 74,500 6,285 8,950 3,744 0,504 4,220 14,050 0,271 0,165 3,958 1,198 3,540 3,900 10,220 4,844 0,119 0,248

ieri
3,39 -0,83 0,15 0,41 1,64 -0,24 2,70 2,21 -0,73 1,38 1,84 2,47 0,89 1,43 0,11 -0,74 -0,39 2,92 -0,08 -0,18 -1,26 2,61 -0,81 0,71 0,70 -1,60 -0,24 0,74 0,16 -0,91 -1,32 -0,67 -0,20 6,76 4,35 -0,11 2,01 2,89 -8,28 -0,06 -0,56 2,36 1,30 0,36 0,35 2,79 0,42 -4,13 1,97 0,39 4,05 0,88 0,72 -0,21 0,83 4,55 0,52 1,43 -0,24 4,07 0,38 1,49 1,96 -0,55 1,29 -0,25 -3,78 1,43 -1,27 1,79 -0,98 3,30 1,22

Var % inizio anno
15,47 20,00 3,87 10,74 11,55 -0,48 -1,60 29,64 36,50 -9,65 20,55 33,67 1,37 -18,84 10,67 -4,40 -2,17 5,21 -12,51 4,14 5,41 4,62 79,22 5,31 13,92 22,90 4,74 3,16 7,38 12,43 19,58 -6,02 4,97 -24,77 45,77 18,23 -10,15 0,74 36,08 -20,92 4,25 6,69 5,87 40,09 12,81 1,00 13,83 -3,55 4,81 -2,36 10,56 33,53 -2,84 3,09 1,52 -0,08 6,51 13,16 17,51 18,92 4,31 16,20 -1,28 104,90 5,17 -7,49 -2,03 -4,92 6,63 27,37 22,10 7,17 5,69 -7,81

2011- 2012 min max
3,924 3,944 0,270 0,772 4,549 5,028 0,694 0,071 0,112 0,351 5,848 9,291 0,129 0,185 1,600 0,556 0,636 0,444 0,269 5,340 14,713 0,279 0,078 0,740 11,035 0,230 5,281 3,640 4,433 23,771 30,000 0,858 8,153 6,081 0,286 0,024 0,725 3,098 0,297 5,002 0,941 1,495 3,173 1,798 3,627 0,019 1,185 0,275 166,700 4,065 1,392 0,362 0,728 0,144 0,165 0,634 9,020 2,402 2,087 0,324 0,032 61,124 4,868 3,816 2,236 0,493 2,362 4,672 0,172 0,114 3,331 1,141 3,143 2,590 7,341 4,302 0,094 0,077 6,274 9,851 0,490 1,451 9,846 6,761 1,277 0,586 0,798 0,769 9,738 16,037 0,248 0,604 2,395 0,875 1,347 0,880 2,062 7,733 21,402 0,612 0,290 1,410 25,241 0,402 8,731 6,106 13,672 38,607 39,250 2,006 10,832 8,129 0,635 0,091 1,700 7,328 0,299 8,760 5,601 2,739 4,285 2,931 6,039 0,099 2,102 0,663 167,500 9,596 1,580 1,490 1,144 0,238 0,400 1,014 18,734 3,463 3,781 0,708 0,092 96,373 11,358 10,173 7,352 0,525 13,105 17,276 0,550 0,417 4,789 1,501 4,627 4,113 13,274 5,678 0,391 0,288

Cap. in mil. di
63 6 43 136 2044 1923 24 95 113 93 72 2837 56 9 51 20 499 15 17 1239 156 58 130 10 147 35 105 30 309 16724 4 1147 85 369 48 73 1 57 8 1390 1 188 12944 249 383 14 670 27 195 23 11089 266 1 4128 5630 68 44 73 2274 448 25 3398 80 24506 34 574 215 41 36 154 263 562 392 20 1

Balzo Finmeccanica Ben comprate Pirelli Italcementi e Mediaset In volo Cobra e Gabetti

MILANO — Borse europee tutte in positivo, in attesa che si risolva la crisi greca. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dell’1,08% a 16.547 punti e l’All-share ha segnato un +1,01% a quota 17.533. La migliore tra i big è stata Finmeccanica (+ 15,8%), che è stata selezionata come fornitore del ministero della difesa di Israele. Corrono i titoli dell’auto con Fiat (+4,6%) e Pirelli (+6,3%). In luce Italcementi (+3,1%), insieme al resto del settore delle costruzioni. Atlantia (+3,9%) festeggia i positivi risultati, in attesa di uscire da Impregilo (+0,4%). Acquisti su Mediaset (+2,7%), Unicredit (+1,4%) e Intesa Sanpaolo (+1,5%). Pochi i titoli in declino, tra cui A2a (1,1%), Enel (-1,3%) e Unipol (-0,55%), mente Fonsai (+0,4%) e rimasta ferma. Tra i titoli minori balzano Cobra (+23%) dopo la vendita della divisione sistemi elettronici, e Gabetti (+10%).
Cap. in mil. di
793 400 333 1209 429 90 1241 21 16 4356 90 33 527 57 60 101 28446 7414 35 281 69691 1228 27 215 49 3053 1276 141 39 234 2370 5109 580 466 8788 427 353 16 163 2208 77 642 75 21 28 253 53 905 3 18367 703 33 450 25 1244 31 263 31 503 213 1030 13 498 2

TITOLO
Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Delclima Diasorin Digital Bros Dmail Group E Edison Edison r EEMS EI Towers El.En. Elica Emak Enel Enel Green Pw Enervit Engineering Eni Erg Ergy Capital Esprinet Eurotech Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Falck Renewables Ferragamo Fiat Fiat Ind. priv Fiat Ind. risp Fiat Industr. Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Greenvision Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo Impregilo rnc Indesit Indesit rnc

Rif ieri
19,510 9,950 5,720 8,010 1,393 0,600 22,230 1,510 2,148 0,843 0,820 0,747 18,950 11,550 0,948 0,605 3,036 1,480 1,932 22,400 17,340 8,170 0,280 4,172 1,384 19,040 16,570 15,540 0,741 0,804 14,190 4,750 5,600 5,850 8,035 4,148 4,446 3,002 3,900 4,040 0,315 1,742 0,598 1,899 0,110 5,660 3,630 0,608 0,800 11,880 2,730 5,740 1,103 4,190 1,110 0,700 0,843 0,718 13,600 0,629 2,574 7,850 4,330 3,830

ieri
3,23 3,32 0,35 0,38 0,22 3,45 0,45 2,29 0,30 1,74 1,84 3,55 -1,70 -1,30 2,46 -1,36 -0,20 -1,75 0,41 0,93 4,87 4,56 0,65 1,55 1,84 3,46 0,82 3,08 2,31 4,67 2,10 2,45 2,29 3,75 3,49 1,42 0,05 15,89 1,94 0,40 1,53 0,11 10,00 2,91 1,68 -1,38 -2,20 1,28 3,57 1,06 1,66 0,18 4,48 0,24 -1,37 -0,80 2,28 0,47 1,07 -0,31

Var % inizio anno
15,17 17,40 -1,72 21,46 1,98 -38,46 11,26 17,24 58,99 2,43 1,61 16,64 1,07 8,25 20,47 19,70 -5,89 -9,20 1,68 -0,31 7,04 -7,21 1,93 52,26 1,76 19,22 13,11 17,28 7,39 -7,21 35,01 28,03 19,86 20,12 18,16 28,42 31,15 8,06 9,49 36,58 5,00 164,34 60,58 -14,77 113,18 13,43 26,48 -0,25 -1,90 -1,49 18,80 1,68 -0,63 3,56 -2,89 5,11 14,31 -1,10 3,03 10,35 7,34 10,49 8,36 -5,43

2011- 2012 min max
14,350 7,674 5,381 5,237 1,123 0,453 18,742 0,909 0,987 0,744 0,711 0,558 14,610 8,502 0,700 0,451 2,834 1,483 1,240 19,242 12,278 7,886 0,188 2,272 1,187 13,638 12,429 10,906 0,555 0,688 8,588 3,356 2,663 2,726 4,950 2,532 2,590 2,455 3,420 2,643 0,271 0,566 0,336 1,062 0,042 2,250 2,652 0,530 0,766 10,665 2,054 4,253 0,968 2,848 1,002 0,605 0,667 0,655 12,785 0,541 1,522 7,050 3,276 3,355 24,634 13,658 6,544 8,359 1,594 0,975 35,892 1,579 3,215 0,955 1,281 1,543 23,286 15,099 1,798 1,481 4,828 2,050 2,301 24,392 18,428 10,454 0,501 6,285 2,501 25,701 21,275 20,231 1,123 1,747 14,075 8,084 7,304 7,250 10,443 6,418 6,399 3,996 4,907 9,808 0,524 4,294 2,866 3,240 0,246 6,862 5,277 0,758 1,155 16,911 4,911 5,958 2,104 4,490 1,756 1,085 1,735 1,494 15,186 0,911 2,683 8,220 8,979 7,378

TITOLO
Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iren Isagro IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc Italy 1 Invest. J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M M&C Maire Tecnimont Marcolin MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Moviemax Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata P Panariagroup Parmalat Piaggio Pierrel Pininfarina Piquadro Pirelli & C.

Rif ieri
1,624 0,399 0,666 5,950 1,541 1,306 0,410 1,842 0,780 2,540 1,194 5,630 2,320 18,350 12,360 9,900 0,232 0,033 1,659 1,071 0,344 0,545 1,690 1,623 0,485 12,460 25,820 0,205 0,818 3,880 8,105 1,425 2,428 4,716 3,378 5,585 0,100 9,480 0,281 0,276 1,577 0,459 1,475 2,480 0,322 0,350 0,126 0,201 0,480 3,380 2,770 5,250 1,080 0,305 1,112 1,730 2,012 1,162 3,276 1,547 8,160

ieri
8,27 0,08 0,08 1,52 1,24 1,96 2,11 -0,83 -0,24 1,53 3,11 3,94 -0,33 0,51 1,31 -0,91 0,42 2,00 1,83 -1,98 3,05 -0,43 -1,42 0,24 0,51 0,05 0,49 6,13 1,12 -4,36 2,71 3,01 -0,18 8,45 0,40 -3,97 -3,02 -0,38 3,75 2,64 1,31 0,62 1,74 -2,17 0,55 0,76 0,36 -0,36 -1,41 -1,01 0,18 1,82 3,93 0,52 -2,50 0,13 6,32

Var % inizio anno
-9,78 6,40 -6,20 10,59 15,86 29,31 7,02 -5,54 1,50 0,40 -1,16 19,28 13,73 23,49 25,93 1,02 -24,67 57,77 -0,72 -0,37 6,56 9,00 0,24 28,30 5,05 5,50 18,49 -0,49 -18,85 19,02 23,74 -1,66 8,30 3,88 10,90 6,58 3,84 7,12 18,54 44,33 -6,47 -7,77 5,89 -11,43 11,03 34,28 18,31 7,83 -18,44 -2,03 14,94 -0,94 -0,92 2,07 13,93 27,02 7,59 26,86 -0,67 -1,46 22,06

2011- 2012 min max
1,414 0,267 0,639 3,812 0,898 0,781 0,306 1,560 0,661 2,227 1,027 4,081 1,718 13,108 9,159 8,768 0,149 0,017 1,255 0,856 0,246 0,475 1,445 1,018 0,410 9,002 18,627 0,193 0,562 3,096 6,410 1,335 1,883 3,922 2,244 3,175 0,071 8,705 0,212 0,171 1,484 0,384 1,237 2,112 0,280 0,196 0,095 0,155 0,157 3,239 2,335 4,919 1,080 0,273 0,915 1,328 1,750 0,695 2,269 1,232 4,956 2,800 0,533 0,825 6,158 2,424 2,084 2,110 2,663 1,407 4,005 2,695 7,647 3,890 29,961 19,590 10,107 0,410 0,064 3,664 2,115 0,381 0,720 2,089 3,016 0,904 15,381 25,868 0,230 3,591 5,488 9,437 2,426 4,930 8,009 4,035 22,050 0,353 10,442 0,887 0,890 3,181 0,763 2,857 7,415 0,462 0,859 0,179 0,328 0,720 5,543 3,394 6,309 1,175 0,638 1,614 2,638 3,020 3,841 7,378 2,926 7,984

Cap. in mil. di
37 52 4 581 23951 1218 5 51 920 45 9 997 241 406 200 144 232 105 29 23 152 24 51 183 32 2154 12098 96 265 237 537 26 2855 4018 2475 31 5 36 566 29 141 99 359 11 48 3793 17 5 10 135 319 22 15 11 50 3045 742 19 101 77 3798

Pirelli & C. rnc Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Prelios Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia Seteco International SIAS Sintesi Snai Snam Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tesmec Tiscali Tod’s Trevi Fin.Ind. TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 16 FEBBRAIO 2012
TITOLI Val. oggi Val. ieri Diff.% 12 mesi TITOLI Val. oggi Val. ieri
6,814 6,867 5,328 5,373 5,000 5,173 5,023 5,069 5,151 4,797 5,246 4,959 5,470 7,188 6,835 7,313 12,908 6,681 12,889 5,169 10,666 7,425 10,303 21,229 35,164 13,813 14,468 15,013 8,604 8,308 6,571 6,725 8,594 8,723 8,730 10,248 10,339 9,900 10,054 5,817 5,890 5,270 5,338 4,814 4,898 5,185 5,316 4,613 4,749 4,163 4,299 4,824 5,094 6,524 6,914 13,668 6,052 21,661 22,867 6,391

Diff.% 12 mesi
2,38 -3,92 -10,21 0,46 1,38 -6,48 -2,84 -5,60 -0,11 -4,16 7,32 -4,53 -9,28 -14,20 -23,21 -2,47 8,53 -1,48 0,33 -2,95 -2,83 -5,42 7,71 8,74 -1,11 -2,06 0,48 1,10 0,50 0,73 0,87 0,92 1,34 11,03 11,87 1,54 2,19 3,29 3,67 3,62 4,03 2,39 2,92 1,25 1,90 -0,07 0,77 1,84 3,29 -5,91 -4,56 -6,31 -11,66 -7,10 -5,77 -10,39

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri
11,170 9,543 16,529 5,999 24,091 8,421 3,918 15,796 4,592 9,833 22,967 8,001 7,685 10,146 3,964 9,177 35,726 8,283 5,165 5,145 5,125 5,140 5,117 4,977 5,173 5,122 7,380 7,594 6,176 6,117 12,495 5,521 14,507 15,302 15,186 7,760 5,761 7,529 9,501 8,189 5,550 5,432 5,462 5,282 5,481 6,058 6,037 6,884 6,299 24,692 5,461 6,076 6,076 5,758 5,775 4,811 4,868

Diff.% 12 mesi
-1,67 -7,81 -13,86 -5,15 1,67 -11,77 -21,04 3,87 5,78 2,33 -16,84 -11,26 -4,50 -22,54 -8,22 -5,62 -3,44 2,86 0,96 0,55 0,81 0,94 -0,08 0,61 -0,35 -0,70 1,28 1,55 0,43 7,81 3,73 3,59 0,76 2,14 1,29 -2,05 11,08 0,61 0,71 -2,37 -0,26 0,11 -1,05 0,42 -0,28 -0,51 -2,01 3,66 1,37 1,37 0,45 0,72 -1,48 -0,98

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi
-1,96 -3,05 -

tel.02-72206431(EX L)/800-893989 AcomeA America A1 ..................12,870 AcomeA America A2 ..................12,993 AcomeA Asia Pac. A2 ...................3,324 AcomeA Asia Pacifico A1 .............3,304 AcomeA Breve Term. A1............12,056 AcomeA Breve Term. A2............12,081 AcomeA Etf Attivo A1....................3,810 AcomeA Etf Attivo A2....................3,825 AcomeA Eurobb. A1...................13,447 AcomeA Eurobb. A2...................13,485 AcomeA Europa A1 ......................8,769 AcomeA Europa A2 ......................8,834 AcomeA Globale A1......................8,326 AcomeA Globale A2......................8,454 AcomeA Italia A1 ........................13,396 AcomeA Italia A2 ........................13,491 AcomeA Liquidita’ A1 ...................8,058 AcomeA Liquidita’ A2 ...................8,058 AcomeA Obblig.Corp. A1 .............6,294 AcomeA Obblig.Corp. A2 .............6,323 AcomeA Paesi Em. A1 ..................6,218 AcomeA Paesi Em. A2 ..................6,258 AcomeA Patr. Aggr. A2.................3,239 AcomeA Patr. Aggr.A1..................3,212 AcomeA Patr. Dinam.A1...............4,281 AcomeA Patr. Dinam.A2...............4,306 AcomeA Patr. Prud. A1.................5,154 AcomeA Patr. Prud. A2.................5,210 AcomeA Perform. A1..................17,692 AcomeA Perform. A2..................17,741

12,669 1,45 12,789 3,328 3,309 -8,07 12,062 3,95 12,087 3,819 3,834 13,424 5,19 13,462 8,779 -20,52 8,844 8,275 -7,92 8,402 13,474 -26,48 13,570 8,080 8,080 6,310 -5,74 6,340 6,233 -4,50 6,273 3,228 3,201 -15,85 4,283 -8,49 4,308 5,156 1,08 5,213 17,721 0,53 17,770 -

tel.800-388876 Anima Liquidità .............................6,968 Anima New York ...........................4,412 Anima Salvadanaio ....................11,731 ANM Americhe ...........................10,476 ANM Anima Asia ...........................6,152 ANM Anima Convertibile ..............6,149 ANM Anima Emerging Mkts.......10,752 ANM Anima Europa ......................3,918 ANM Anima Fondattivo ..............14,201 ANM Anima Fondimpiego..........18,336 ANM Anima Fondo Trading........12,800

6,978 0,85 4,358 -4,50 11,737 -3,27 10,348 6,91 6,196 -8,90 6,147 -2,55 10,806 0,21 3,925 -15,14 14,129 -4,21 18,386 -6,94 12,713 -10,18

ANM Anima Liquidità ....................6,810 ANM Anima Obbl.Euro .................6,856 ANM Anima Obiettivo Rend..........5,312 Anm Anima Trag 2016 Ced3.........5,373 ANM Anima Trag 2017 Ced4 ........5,000 ANM Anima Trag II 2016 ...............5,173 ANM Anima Traguardo 2016 ........5,023 ANM Anima Traguardo 2018 ........5,069 ANM Anima Tricolore....................5,116 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,809 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,239 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....4,952 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,461 ANM Corporate Bond...................7,159 ANM Emerging Mkts Bond...........6,829 ANM Emerging Mkts Equity..........7,272 ANM Europa...............................12,907 ANM Iniziativa Europa ..................6,666 ANM Italia ...................................12,797 ANM Pacifico ................................5,130 ANM Pianeta ..............................10,666 ANM Risparmio ............................7,415 ANM Sforzesco ..........................10,280 ANM Valore Globale...................21,472 ANM Visconteo ..........................35,104 Eurizon Stra.Prot. I Trim.2 ..........13,778 Prima Fix Emergenti A ................14,458 Prima Fix Emergenti Y ................15,003 Prima Fix High Yeld Y....................8,580 Prima Fix High Yield A...................8,284 Prima Fix Imprese A......................6,542 Prima Fix Imprese Y......................6,695 Prima Fix Monetario A...................8,593 Prima Fix Monetario I ....................8,723 Prima Fix Monetario Y...................8,730 Prima Fix Obbl. BT......................10,246 Prima Fix Obbl. BT Y ..................10,337 Prima Fix Obbl. Glob.....................9,881 Prima Fix Obbl. Glob. Y ..............10,035 Prima Fix Obbl. MLT .....................5,813 Prima Fix Obbl. MLT Y ..................5,887 Prima Forza 1 A.............................5,269 Prima Forza 1 Bond Y ...................5,337 Prima Forza 2 A.............................4,815 Prima Forza 2 Y.............................4,900 Prima Forza 3 Cl.A ........................5,191 Prima Forza 3 Cl.Y ........................5,322 Prima Forza 4 Cl.A ........................4,628 Prima Forza 4 Cl.Y ........................4,765 Prima Forza 5 Cl.A ........................4,177 Prima Forza 5 Cl.Y ........................4,314 Prima Geo America A....................4,883 Prima Geo America Y....................5,155 Prima Geo Asia A ..........................6,479 Prima Geo Asia Y ..........................6,867 Prima Geo Eu PMI Alto Pot A......13,633 Prima Geo Euro A .........................6,045 Prima Geo Euro Pmi A................21,561 Prima Geo Euro Pmi Y................22,762 Prima Geo Euro Y .........................6,384

Prima Geo Europa A...................11,492 Prima Geo Europa Y...................12,143 Prima Geo Globale A ..................26,680 Prima Geo Globale Y ..................28,193 Prima Geo Italia A .......................12,035 Prima Geo Italia Y .......................12,674 Prima Geo PaesiEm. A..................5,970 Prima Geo PaesiEm. Y..................6,320 Prima Rend.Ass. Prudente A......16,682 Prima Rend.Ass. Prudente Y ........5,287 Prima Stra.Eur. AltoPoten. A.........2,326 Prima Stra.Eur. AltoPoten. Y.........2,381 Prima Stra.Eur. PMI Alto Pot Y ...16,829 Prima Stra.Ita AltoPoten. A ...........5,080 Prima Stra.Ita AltoPoten. Y ...........5,161 PRIMAforza 1 B ............................5,271 PRIMAforza 2 B ............................4,817 PRIMAforza 3 B ............................5,192 PRIMAforza 4 B ............................4,628 PRIMAforza 5 B ............................4,179 Symp. Multimanager P. Emer.......5,215

11,489 -4,42 12,139 -3,05 26,395 -1,06 27,891 0,36 12,133 -17,87 12,777 -16,68 5,985 -2,71 6,335 -1,30 16,689 5,290 2,332 -3,08 2,387 -2,14 16,836 5,103 5,44 5,185 5,56 5,272 3,29 4,816 3,61 5,186 2,41 4,613 1,22 4,164 -0,10 5,218 -

tel.02-88981 Azimut Bil. ..................................23,342 Azimut Garanzia .........................12,502 Azimut Reddito Euro ..................15,622 Azimut Reddito Usa......................6,226 Azimut Scudo ...............................7,656 Azimut Solidity ..............................7,792 Azimut Str. Trend ..........................5,297 Azimut Trend ..............................22,402 Azimut Trend America................10,246 Azimut Trend Europa..................10,687 Azimut Trend Italia......................13,036 Azimut Trend Pacifico...................6,566 Azimut Trend Tassi .......................9,012 Formula 1 Absolute.......................6,032 Formula 1 Conservative................6,200 Formula 1 Target 2013..................6,563 Formula 1 Target 2014..................6,172

23,388 -4,25 12,504 1,67 15,622 0,61 6,236 7,96 7,657 -0,79 7,802 -1,68 5,275 -1,54 22,174 6,14 10,088 0,63 10,677 -18,20 13,138 -21,46 6,607 -4,49 9,000 1,69 6,044 -11,15 6,218 -3,92 6,574 -1,57 6,181 -3,74

tel.02-88101 EC Focus Cap Pro 12/14 ..............5,018

5,022

-0,14

Eurizon Az.Asia Nuove Economie11,051 Eurizon Az.EnMatPrime................9,614 Eurizon Az.Finanza.....................16,623 Eurizon Az.Int. Etico......................6,038 Eurizon Az.PMI Amer. ................24,547 Eurizon Az.PMI Europa.................8,392 Eurizon Az.PMI Italia .....................3,884 Eurizon Az.Salute e Amb. ...........15,905 Eurizon Az.Tecn.Avanz.................4,665 Eurizon Azioni America .................9,980 Eurizon Azioni Area Euro ............22,940 Eurizon Azioni Europa...................8,014 Eurizon Azioni Internazionali.........7,741 Eurizon Azioni Italia ....................10,075 Eurizon Azioni Pacifico .................3,918 Eurizon Azioni Paesi Emergenti ....9,124 Eurizon Bilan.Euro Multim. .........35,775 Eurizon DiversEtico.......................8,285 Eurizon F.Garantito 03/13.............5,164 Eurizon F.Garantito 06/12.............5,144 Eurizon F.Garantito 09/12.............5,126 Eurizon F.Garantito 12/12.............5,139 Eurizon F.Garantito 2tri07.............5,117 Eurizon F.Garantito 3tri07.............4,976 Eurizon F.Garantito 4tri07.............5,173 Eurizon F.Garantito Itri07..............5,122 Eurizon Liquidità A ........................7,381 Eurizon Liquidità B........................7,594 Eurizon Obb.Cedola A ..................6,172 Eurizon Obb.Cedola D..................6,112 Eurizon Obb.Emergenti..............12,488 Eurizon Obb.Etico.........................5,512 Eurizon Obb.Euro.......................14,499 Eurizon Obb.Euro B/T A .............15,297 Eurizon Obb.Euro Breve T. D .....15,181 Eurizon Obb.Euro Corp. BreveT. ..7,743 Eurizon Obb.Euro Corporate........5,735 Eurizon Obb.Euro High Yield ........7,514 Eurizon Obb.Internaz....................9,493 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,189 Eurizon Profilo Conservativo ........5,548 Eurizon Profilo Dinamico ..............5,437 Eurizon Profilo Moderato..............5,461 Eurizon Rend.Assoluto 2 Anni ......5,283 Eurizon Rend.Assoluto 3 Anni ......5,482 Eurizon Rendita A .........................6,056 Eurizon Rendita D .........................6,034 Eurizon Soluzione 10 ....................6,884 Eurizon Soluzione 40 ....................6,300 Eurizon Soluzione 60..................24,716 Eurizon Strat.Protetta III trim 20115,461 Eurizon Team 1 .............................6,075 Eurizon Team 1 Cl G .....................6,075 Eurizon Team 2 .............................5,757 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,774 Eurizon Team 3 .............................4,808 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,866

Eurizon Team 4 .............................4,073 4,078 -3,19 Eurizon Team 4 Cl G .....................4,131 4,136 -2,62 Eurizon Team 5 .............................3,909 3,915 -5,83 Eurizon Team 5 Cl G .....................3,966 3,971 -5,23 Eurizon Tesoreria Dollaro ...........12,739 12,715 4,00 Eurizon Tesoreria Dollaro($) .......16,614 16,614 4,43 Eurizon Tesoreria Euro A ..............7,789 7,788 1,42 Eurizon Tesoreria Euro B ..............7,868 7,867 1,71 Passadore Monetario ...................7,301 7,302 2,61 Prima Rend.Ass. Moderato A .......5,225 5,225 -0,31 Teodorico Monetario ....................7,671 7,672 2,79 Unibanca Azionario Europa..........5,966 5,951 -11,48 Unibanca Monetario .....................5,883 5,883 2,71 Unibanca Obbligazionario Euro....5,959 5,960 3,56

Pioneer Target Equilibrio ..............5,393 5,400 Pioneer Target Sviluppo.............22,425 22,438 UniCredit Soluzione 20A...............5,070 5,067 UniCredit Soluzione 20B ..............5,052 5,049 UniCredit Soluzione 40A...............5,067 5,063 UniCredit Soluzione 40B ..............5,046 5,043 UniCredit Soluzione 70A...............5,061 5,046 UniCredit Soluzione 70B ..............5,040 5,025 UniCredit Soluzione BTA ..............5,034 5,038 UniCredit Soluzione BTB..............5,015 5,019

tel.800-546961 Fideuram Bilanciato ...................12,353 Fideuram Italia............................19,373 Fideuram Liquidità .....................16,988 Fideuram Moneta.......................14,835 Fideuram Rendimento..................9,151 FMS - Absolute Return .................8,885 FMS - Eq.Glob.Resources .........11,407 FMS - Equity Asia..........................8,902 FMS - Equity Europe.....................9,325 FMS - Equity Gl Em Mkt .............12,990 FMS - Equity New World ............16,337 FMS - Equity Usa ..........................9,557

12,350 -3,85 19,531 -19,00 16,988 0,84 14,838 1,31 9,149 -0,17 8,910 -5,30 11,377 -8,05 8,927 -7,52 9,315 -4,97 13,036 -2,01 16,344 -3,72 9,494 5,56

tel.800-551-552 Pion. Eur Gov BT (ex Mon.).........13,568 Pioneer Az. Crescita ..................10,787 Pioneer Az Area Pacifico...............3,417 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,987 Pioneer Az. Am. ............................8,010 Pioneer Az. Europa.....................14,491 Pioneer Az. Paesi Em. ................10,818 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,170 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,838 Pioneer Ob. Sist. Italia...................4,986 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,801 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,480 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,741 Pioneer Target Controllo...............5,490

13,586 2,66 10,856 -23,22 3,447 -12,25 6,965 -4,56 7,876 3,37 14,485 -7,44 10,812 -3,77 5,170 1,73 4,859 3,70 5,020 6,815 6,13 10,483 8,32 8,768 6,14 5,497 0,83

tel.800-614614 Symp. Multimanager Adagio........5,966 5,964 Symp. Multimanager America ......4,305 4,276 Symp. Multimanager Europa........5,343 5,328 Symp. Multimanager Largo ..........5,701 5,687 Symp. Multimanager Oriente........5,298 5,276 Symp. Obblig. Corporate..............5,695 5,710 Symp. Obblig. Rendita .................7,681 7,710 Symphonia Asia Flessibile............6,134 6,137 Symphonia Az.Small Cap Italia.....6,127 6,169 Symphonia Azionario Euro ...........4,807 4,815 Symphonia Azionario Europa .......8,600 8,567 Symphonia Azionario Globale ......3,700 3,669 Symphonia Azionario Italia ...........6,017 6,050 Symphonia Azionario Usa ............6,529 6,406 Symphonia Bilanciato ................21,990 21,952 Symphonia Europa Flessibile .......4,650 4,661 Symphonia Flessibile....................3,954 3,951 Symphonia Fortissimo..................2,374 2,349 Symphonia Multiman.Emer.Fless.13,33913,284 Symphonia Multiman.Vivace........5,405 5,373 Symphonia Obb.Breve Term........6,664 6,670 Symphonia Obb.Dinamico ...........6,308 6,295 Symphonia Obb.Euro...................7,136 7,157 Symphonia Patrim.Glob.Redd. ....7,310 7,321 Synergia Az. Europa .....................5,292 5,278 Synergia Az. Globale ....................5,673 5,623 Synergia Az. Italia..........................4,998 5,026 Synergia Az. Sm.Cap It. ................4,782 4,817 Synergia Azionario Usa.................6,689 6,569 Synergia Bilanciato 15 ..................5,313 5,324 Synergia Bilanciato 30 ..................5,407 5,413 Synergia Bilanciato 50 ..................5,495 5,494 Synergia Bond Flessib..................5,034 5,043 Synergia Obbl Corporate..............5,602 5,616 Synergia Obbl. Euro BT ................5,115 5,121 Synergia Obbl. Euro MT................5,331 5,349 Synergia Obbligaz.Rendita...........5,154 5,172 Synergia Tesoreria........................5,119 5,120 Synergia Total Return ...................5,246 5,248

-1,26 -0,49 -9,72 -4,38 -5,80 2,34 -5,02 -17,77 -21,60 -19,12 -15,20 -18,68 -3,56 -5,79 -9,46 2,38 -19,93 -3,21 -4,15 1,82 3,65 1,73 -20,60 -16,65 -19,39 -19,06 -5,09 -0,34 -3,03 -6,40 2,96 1,05 3,07 1,21 -1,48

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

LETTERE,COMMENTI&IDEE

I 32

IL SABATO DEL VILLAGGIO
GIOVANNI VALENTINI

MIO FIGLIO GAY E LA VERGOGNA DEI “SOLITI IDIOTI”
aro Augias, guardando su Internet la canzone sugli omosessuali dei soliti idioti (nome azzeccato) al festival di Sanremo mi sono vergognato di essere cittadino di un Paese nel quale vengono mandate in onda, in programmi così seguiti, tali oscenità. Non tanto perché sono padre di un figlio omosessuale che, al pari di tanti altri ragazzi è una persona seria e si ritiene offesa da quelle macchiette che si dimenavano in una squallida rappresentazione di indecenti e sorpassati stereotipi, ma perché penso al danno incalcolabile che tutto questo può comportare a tanti giovani che stanno scoprendo il proprio orientamento sessuale. Ci sono persone che con grande fatica si adoperano per una politica di integrazione delle diversità, cercando di portarci ad un livello di maggiore dignità, nella quale rientra anche la convivenza dei e con i diversi. Come si può pensare di trasmettere in una trasmissione seguita come Sanremo questi messaggi di controcultura che in cinque minuti possono vanificare il lavoro dell’Italia migliore?

L’ULTIMO FESTIVAL DELLA VECCHIA RAI
Un po’ come il demonio, il teleschermo diventa l’artefice ubiquo e onnipotente del pervertimento dei costumi. (da “La mutazione individualista” di Giovanni Gozzini – Laterza, 2011 – pag. V)
CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

C

Carlo Terriaca — paolacarlot@libero. it
on avevo visto lo spettacolo e ho dovuto rimediare su YouTube dove la scenetta è reperibile. A costo di passare per un anziano moralista snob devo confessare che sono rimasto trasecolato. I due sventurati imitavano le imitazioni dei “froci” che si facevano mezzo secolo fa sui più sgangherati palcoscenici di avanspettacolo. Oggi l’avanspettacolo non c’è più, uno degli ultimi a ricordarlo è stato Fellini in alcuni suoi film. Era uno spettacolino di verità messo su alla buona con ballerine anche di età che accennavano a uno spogliarello nei limiti in cui l’Italia democristiana consentiva, c’era la passerella finale tra i lazzi e le oscenità dei militari in libera uscita che affollavano la sala piena di fumo. C’erano due scenette comiche fisse: lo scemo che non capisce mai niente, da dove viene l’espressione ancora in uso “Vieni avanti cretino”

iù che ad Adriano Celentano, con le sue mattane da telepredicatore invasato, forse è arrivato il momento di rivolgere il più vivo ringraziamento a Maurizio Gasparri. Sì, proprio lui: il coriaceo capogruppo del Pdl al Senato, l’ex pseudo-ministro delle Comunicazioni, l’esecutore materiale di quella famigerata riforma televisiva che reca ancora le sue impronte digitali. Oggi Gasparri intima addirittura al governo di non toccare la Rai. Ma in realtà fu proprio lui, in nome e per conto del regime berlusconiano, a trasferire di fatto il controllo della tv pubblica dal Parlamento all’esecutivo. E così adesso quella stessa legge, nelle mani del professor Monti, può diventare retrospettivamente un boomerang per modificare la governance dell’azienda, cioè il suo assetto e la sua gestione. Se ancora non bastasse l’effetto Celentano, devastante come un bombardamento al napalm, questo potrebbe essere dunque l’ultimo festival della vecchia Rai. Non il glorioso Festival della canzone italiana, ma l’inglorioso festival dello squallore, delle parolacce e delle volgarità a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi: dalle esternazioni del “molleggiato” ai minislip di Belen, dalle dimensioni del seno di Ivanka a quelle delle mani e degli attributi di Gianni Morandi. Ma in questo caso le “lacrime” del ministro Elsa Fornero, sullo sfruttamento dell’immagine femminile in tv, rischiano di apparire davvero lacrime di coccodrillo. Il boom degli ascolti nella prima serata di Sanremo, a cui è seguito un calo di audience e anche di pubblicità in quelle successive, ha segnato in realtà il “bum!” di una Rai ormai allo sbando. Ha fatto esplodere cioè quella crisi latente della tv di Stato che ribolliva come la lava incandescente nel cratere di un vulcano. E con la forza di una colata inarrestabile, l’eruzione di Sanremo ha travolto — si spera definitivamente — un modello di televisione pubblica che non è più da tempo un modello di servizio pubblico. Il genere cosiddetto infotainment, cioè la commistione tra informazione e intrattenimento, ne è diventato il marchio di fabbrica. E al di là delle preferenze personali, Celentano non è né il primo né l’unico esempio. «Spesso — osserva lo storico Gozzini nel libro citato sopra — l’infotainmentcontiene una rinuncia implicita ma determinante all’approfondimento, alla fatica della ricerca di fonti e della divulgazione del sapere scientifico, a tutto vantaggio di una spettacolarità emotiva e superficiale». Al contrario, appunto, di quello che dovrebbe fare un servizio pubblico all’altezza del suo ruolo e della sua responsabilità. La Rai di oggi è lo specchio fedele e impietoso di un’Italia anacronistica, disordinata e confusa. Un’Italia che la “cura Monti”, prescritta dall’intelligenza politica e dall’equilibrio istituzionale del presidente Napolitano, sta mettendo di giorno in giorno in archivio. Ma la Rai è anche il riflesso di una politica terminale, costretta all’impotenza dalla sua stessa incapacità e inadeguatezza, oltre che dalla propria avidità di potere e sottopotere. Può darsi, allora, che il bilancio contabile predisposto dalla direttrice generale, Lorenza Lei, risulti pure in pareggio. Ma è sotto gli occhi di tutti il deficit profondo di identità e di cultura editoriale che minaccia il “default” dell’azienda di viale Mazzini. Una crisi di valori, se il termine non sembra eccessivo, etici prima ancora che economici. Ed è qui che ora il governo Monti può e deve intervenire, con lo stesso coraggio “olimpico” con cui ha detto no ai Giochi di Roma e con la stessa determinazione laica con cui ha detto sì all’Ici sui beni commerciali della Chiesa. Se gli interessi e gli egoismi della partitocrazia non consentono nel Parlamento attuale l’approvazione di una vera riforma organica, per affrancare finalmente la Rai dalla doppia subalternità politica e commerciale, non resta che applicare la legge Gasparri come una nemesi storica. In forza di quello stesso testo, il governo ha tutti i poteri per nominare un proprio rappresentante nel nuovo Consiglio di amministrazione, in funzione di ago della bilancia fra i due fronti dell’ex maggioranza e dell’ex opposizione; per designare un nuovo presidente e per indicare un nuovo direttore generale. E magari, per una ragione di simmetria con quanto è stato già deciso per l’Autorità sulle Comunicazioni, può proporre alle Camere di dimezzare il numero dei consiglieri: un vertice più snello costerebbe meno e verosimilmente funzionerebbe meglio. Può bastare anche una leggina per cominciare a cambiare la Rai e invertire la rotta. Prima del naufragio sugli scogli di viale Mazzini. (sabato@repubblica.it)
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dei fratelli De Rege con i quali però siamo a livelli molto più elaborati. Infine non mancava mai il “frocio” che dimenava il bacino, atteggiava la manina vezzosa, parlava con la voce in falsetto e la erre “moscia”. Correvano gli anni Cinquanta del secolo scorso, più o meno. Nel secondo decennio del Duemila la Rai manda in onda in orario di massimo ascolto la riedizione, l’imitazione di una baggianata del genere. Escluso ogni tentativo di trovarvi un’estetica, vi si troverà almeno una logica? Temo di sì. Intanto mi dicono che questi “Soliti idioti” godono di un certo favore presso alcuni giovani; poi, a conferma, ci sono le risate della sala che accompagnavano il numero. Nella serata di giovedì, ancora una volta, sono dovuti arrivare gli stranieri per risollevare il tono. L’anziano moralista resta trasecolato.
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Il postino del futuro e quello del presente
Filippo Piras f. pir22@gmail. com
DALL’ARTICOLO “Arriva il postino hi-tech” (del 16 febbraio) e l’intervista all’ad di Poste Italiane apprendo che i portalettere diventeranno una sorta di segretario personale di privati e aziende. Bene, ottima notizia. Ma la corrispondenza chi la consegnerà? Sono abbonato ad alcune pubblicazioni settimanali e negli ultimi diciotto mesi mi sono state recapitate sistematicamente a gruppi di due o tre, ogni quindici o venti giorni; viene consegnata nella mia cassetta corrispondenza di un ufficio pubblico che non ha il mio stesso indirizzo (che io riconsegno all’ufficio postale o imbuco in una cassetta pubblica). Ho sporto reclamo sul sito Web di Poste ma il tempo per la risposta secondo la loro carta qualità è di 40 giorni lavorativi. Concludo col fatto che P. I. non dispone di una casella di posta certificata alla quale fare comunicazioni nonostante si sia occupata di organizzare il servizio di Pec governativa per i cittadini.

scivano a insinuare nei giudici» il dubbio che un caso di cancro fosse attribuibile all’amianto. Temo che non sia così. Nei tribunali italiani gli esperti consulenti della difesa non pongono più in discussione la cancerogenicità dell’amianto, ma dalla incompleta conoscenza degli aspetti biologici del processo di cancerogenesi traggono cavilli intesi a scagionare i loro committenti. Ad esempio, che l’amianto colpisce solo i «geneticamente suscettibili» o che basta aspirare una fibra di amianto (magari in una scampagnata in una valle alpina) per morire di mesotelioma trenta anni dopo. «Il dubbio è il loro prodotto: come l’aggressione alla scienza da

parte dell’industria minaccia la vostra salute» è il titolo di un bel libro di David Michaels dell’Osha (Organizzazione per la Sicurezza e la Salute del governo federale Usa). Il libro denuncia l’asservimento di alcuni tossicologi e epidemiologi nordamericani agli interessi delle multinazionali.

Il rebus del rinnovo della carta d’identità
Antonio Apruzzese Casalecchio Bologna
PER prorogare la validità della carta di identità (da cinque a dieci an-

ni) occorre un semplice timbro e nessun costo. Lo prevede una norma del 2008. Semplice e banale. Eppure non è così. Gli uffici comunali dove risiedo (Casalecchio Bo) mi hanno avvertito che tale modalità non è riconosciuta in alcuni Paesi Ue (tipo Spagna) e da alcune compagnie aeree (come Ryanair). Ergo, se non si vuole rischiare di essere fermati alla frontiera o allo scalo aeroportuale, meglio il “vecchio” rinnovo: 3 foto, più 5,16 euro di diritti di segreteria. Mi chiedo se in un Paese (serio) un ministero degli Interni (serio) oppure uno dei tanti superministri che lottano contro la burocrazia non ritengano che sia ora di fare un passo ufficiale per chiarire la situazione.

L’AMACA

MICHELE SERRA

La Provincia di Trento e il numero di auto blu
Giampaolo Pedrotti Capo Ufficio Stampa
LA Provincia di Trento precisa di possedere, per il presidente ed i suoi assessori 4 auto blu. Il dato di 184 auto blu pubblicato ieri da Repubblica in realtà si riferisce alle «utilitarie» in dotazione ai vari uffici tecnici che svolgono quotidianamente attività come sopralluoghi, rilievi, controlli e manutenzioni. Peraltro già da un mese abbiamo un sistema di Car sharing che permetterà un risparmio di 300 mila euro l’anno. IL dato delle 184 auto al servizio della Provincia di Trento (definite blu per convenzione) ci è stato fornito, come gli altri, dal ministero della Funzione pubblica. (c. l.)

La guerra all’amianto non è ancora finita
Benedetto Terracini Torino
IN margine alla sentenza Eternit ho letto (La Repubblica 14 febbraio) che alcuni ritengono concluso il periodo in cui gli avvocati della difesa dei produttori di amianto «riu-

l ventennale di Mani Pulite è stato celebrato meno istericamente del previsto (il clima sobrio e leggermente soporifero di questa parentesi “tecnica” serve, almeno, a mitigare i bollori politici). Ma è stato celebrato, quasi da tutti, come una sconfitta. Specie alla luce dei recenti e desolati calcoli sulla corruzione, che gode di eccellente salute. Ci si illuse, allora, che un manipolo di giudici valorosi avrebbe rimesso in riga un Paese che era, quanto a illegalità, perfettamente speculare alla sua classe dirigente. Le fiaccolate e il mito della “società civile” fecero corona a quell’appassionante colpo di reni della legge, e tutti facemmo finta che due evidenti minoranze (quei giudici, preceduti da decenni di insabbiamenti e omissioni; e la “società civile”) incarnassero un’irresistibile volontà popolare. Così non è stato, e l’innamoramento di mezza Italia per Berlusconi segnò anche il bisogno irresistibile di abbandonare la plumbea severità della legge per tornare alla pacchia generalizzata e all’autoassoluzione di un Paese che di sentirsi in colpa non aveva alcuna voglia. Questi vent’anni sono dunque serviti almeno a capire che se non cambiano gli italiani, grazie a un profondo travaglio culturale e politico, nessuna legge sarà in grado, da sé sola, di cambiare alcunché.
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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L’ORRORE NELLA TESTA DI BASHAR IL FESTIVAL E IL BELPAESE
TAHAR BEN JELLOUN
con l’effrazione che sono entrato nella testa del presidente siriano: una fortezza inaccessibile. Prima di riuscire ad accostarsi bisogna superare ben sette sbarramenti. Alta sicurezza. Diffidenza e paura. Bashar tiene le distanze, come già faceva suo padre, Hafez al-Assad. Il quale, a quanto si racconta, un giorno fece fucilare i sette soldati incaricati di filtrare il passaggio di chiunque avesse appuntamento con lui. A Hafez piaceva giocare a scacchi con un suo amico d’infanzia, che si presentava ogni pomeriggio e doveva essere perquisito sette volte prima di approdare alla sala dei giochi. Ma un giorno, dopo averlo visto tante volte, i soldati lo lasciarono passare senza compiere il loro lavoro. Quando Hafez venne a saperlo, ordinò di far giustiziare quei disgraziati per aver mancato di adempiere ai loro obblighi. Il piccolo Bashar è al corrente di quest’episodio, uno tra tanti, non meno sanguinosi. Lui pure è irraggiungibile. E non senza una buona ragione. Chi uccide rischia di essere ucciso. Ecco perché si prendono le precauzioni necessarie, e magari anche qualcuna in più. La sua testa non è molto grande. È occupata da fieno, spilli e lame da rasoio. Non so perché. Il suo cervello è calmo. Non c’è stress né nervosismo. Mi sono fatto piccolissimo e ho teso l’orecchio. Perché il piccolo pensa, e non esita davanti alle idee audaci: «Ho imparato tutto dal mio defunto padre, grande statista e uomo sensibile, colto e stratega eminente. Ricordo che era molto apprezzato da Henry Kissinger; e mi disse di avere a sua volta grande simpatia per il segretario di stato americano, di cui ammirava l’intelligenza e il realismo politico. In questi ultimi tempi mi accade di entrare in comunicazione con mio padre. È geniale; ed è lui a dettarmi ciò che devo fare. Innanzitutto, io non sono né Saddam né Gheddafi. Non sarò ridicolizzato dagli americani, e non mi farò sgozzare dai fanatici. Appartengo alla famiglia Al-Assad, un clan unito e solidale. Una grande famiglia, che ha le sue tradizioni. Io non mi muovo a casaccio. Sto resistendo contro un complotto internazionale. Non ho nessuna voglia di vedere il mio Paese trasformato in una repubblica islamica, sotto la guida di analfabeti. Mio padre mi ha insegnato che in politica bisogna avere un cuore di bronzo. Niente sentimenti, nessuna debolezza. Perché io mi gioco la testa, e la vita di tutta la mia famiglia. I farabutti che stanno mettendo la Siria a ferro e fuoco hanno solo ciò che si meritano. Si parla di “primavera araba”! Cos’è questa sto-

FRANCESCO MERLO
ria? Perché la primavera dovrebbe essere sinonimo della mia scomparsa? Non solo non morirò, ma prima li ammazzerò tutti quanti. Lo dice l’islam: se occorre sacrificare due terzi di un popolo per mantenere in vita il suo terzo migliore, non si deve esitare. Io applico questa legge, antica quanto gli arabi. E ricordo che la Siria è un Paese laico. Di che mi si rimprovera? Di dare all’esercito l’ordine di sparare sui dimostranti? Se non lo facessi perderei il mio posto, e non mi farei più rispettare. Guardate il mio amico Mubarak, che da un giorno all’altro si è ritrovato espulso dal suo palazzo, per mancanza di determinazione e di volontà. L’esercito lo ha tradito. Quanto al mio, è composto in maggioranza da uomini fedeli. I disertori l’hanno pagata cara. Io non ho patemi d’animo. Mi difendo; anzi, direi che la mia è legittima difesa. Ho preso la precauzione di mettere al sicuro mia moglie Asma e i miei tre figli, Hafez, Zeyn e Karim. È normale: mi comporto come un buon marito e padre di famiglia. Vedo padri irresponsabili che incitano i loro figli a manifestare, sapendo perfettamente che potrebbero essere uccisi da qualche pallottola vagante. Mi dicono che sono morti dei bambini. Non riesco a crederlo, e considero i loro genitori responsabili di una tale disgrazia – perché non c’è disgrazia peggiore della perdita di un figlio. Ricordo il dolore di mio padre il giorno in cui Bassel, mio fratello maggiore, morì in un incidente d’auto. Ricordo il suo pianto. Sì, ho visto mio padre piangere davanti all’ingiustizia del destino che gli ha tolto un figliolo amato. Le Nazioni Unite hanno cercato di infangarmi, e mi hanno chiesto di dimettermi. Me ne dovrei andare – per andare dove? Mi hanno forse preso per un Ben Ali? Non sono certo disposto a salire su un aereo per andare a mendicare asilo politico nel mondo! Fortunatamente, sia la Cina che la Russia del mio amico Putin hanno opposto il loro veto. Anche il mio amico Ahmadinejad è dalla mia parte. Esiste pur sempre una giustizia. Gli insorti sono terroristi, agenti pagati dall’Europa, e anche da taluni Paesi arabi che hanno qualche conto da regolare con me. Mi parlano di torture! È del tutto normale usare la tortura per prevenire massacri, evitando che persone innocenti cadano sotto le pallottole dei cattivi siriani. Ho in mano il Paese, e tengo testa a chi vuole instaurare un altro regime. Dovrebbero ringraziarmi, e aiutarmi a proteggere il Paese dal pericolo islamista. So come gli islamisti tratteranno la mia tribù, gli Alawiti, e le minoranze cristiane e armene. Il Vaticano dovrebbe accorrere in mio aiuto, invece di condannarmi. Ma per fortuna quelle sono soltanto parole. Ben altro è ciò che stanno facendo ora gli europei: congelano i beni che possiedo in Europa, e cercano di asfissiare la popolazione bloccando gli scambi commerciali. Sono azioni meschine e disoneste. L’indomani del massacro di Hama — avevo allora 17 anni — mio padre mi disse: vedi, figliolo, se non avessi agito con tanta fermezza stasera non saremmo più qui. Aveva ragione. Io pure so bene dove dormirei stasera se non bombardassi Homs: all’obitorio! Perciò bisogna smetterla di parlare a vanvera. A Hama i morti furono ventimila (e allora nessuno reagì); ora, per non più di ottomila morti tra Homs, Draa, Damasco e Hama, è scoppiato un putiferio! Sapete perché Asma, la mia cara moglie, mi ha sposato? Per i valori che incarno. Lo ha dichiarato su Paris Match del 10 dicembre 2010. E sapete perché ho studiato oftalmologia? Perché sono allergico alla vista del sangue». Nell’uscire da quella testa, un piede mi è rimasto impigliato in un intrico di fili elettrici. Bashar è collegato alla centrale della tortura: tanto per passare il tempo, è lui che preme il pedale per trasmettere le scariche ai genitali dei suppliziati. Sembra che questo lo diverta. (Traduzione di Elisabetta Horvat)
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(segue dalla prima pagina) non soltanto perché entrambi si giovanilizzano tingendosi i capelli, conservano la simpatia del comunismo emiliano che li ha formati, e un tempo sono stati molto bravi, cantante e ministro, mentre oggi sono tristemente inabili al ruolo di conduttore. Sanremo è l’Italia che ha sostituito la canzone al romanzo di formazione e celebra Battisti, Modugno e Nilla Pizzi più di Manzoni, Calvino e Sciascia. Ma quello del teatro Ariston è il peggiore pubblico del Paese, un concentrato di semi vip con il biglietto omaggio che non applaude chi sale sul palco ma direttamente il palco, la scena sempre e comunque: il palcoscenico di Sanremo per loro è il carro del vincitore. Papaleo-Monti, in un breve e raro momento di grande spettacolo, giovedì sera li ha costretti a fare le foche ballerine. Ebbene, in quella sformata danza collettiva c’era l’Italia finalmente obbligata a pagare le tasse: «Vergognatevi e liberatevi» diceva Papaleo e sembrava Monti che vuole — così ha detto — «rieducare gli italiani». E anche Morandi fa la foca e balla e si capisce che non è l’età a renderlo fuori posto, ma semmai è l’età che rende patetico il suo stare fuori posto. Ma provate a chiudere gli occhi e immaginate Bersani sul palco di Sanremo che fa le sue battute tipo «non stiamo mica qui a rompere le noci a Cip e Ciop» oppure «siamo mica qui a cambiare gli infissi al Colosseo». E poi immaginate invece Mo-

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randi al posto di Bersani, magari in quella foto che il segretario si fece scattare ad un tavolo di Campo dei Fiori dove l’unica cosa vitale era uno spumeggiante boccale di birra in primo piano. Morandi e Bersani hanno in comune l’aria da “postvitelloni” dei piccoli paesi dove sono nati, provincia di Bologna e provincia di Piacenza, in due modeste famiglie di artigiani. Entrambi si sono fatte le ossa nei festival dell’Unità, agitano manone che sembrano bistecche crude, hanno il passo impacciato e inadeguato alla leadership del Paese e del festival, alla guida di quelle foche che Monti-Papaleo vorrebbe rieducare. Si dimostrano infatti arretrate, le foche ballerine, rispetto ai codici della vita civile, mentre con una manina fanno un cenno d’intesa alla partitocrazia, che al festival si chiama Mazzi e Mazza, e con l’altra all’antipolitica, che al festival è Celentano, e nel Paese è invece la bile nera di Grillo e di Di Pietro. Nel festival – paese Celentano-Grillo è la demagogia che per galleggiare nel malumore deve spararla sempre più grossa. È vero che in molti, pur di sentire cantare Ventiquattromila baci o Azzurro, siamo stati per anni disposti a “buffoniarlo” e a fargli credere di essere davvero una somma di Yves Montand e del professore Sartori. È colpa nostra se adesso Celentano prende drammaticamente sul serio la propria scienza etica. Ma è così anche per il populismo che si nutre della rabbia dell’Italia insoddisfatta. I precetti etici di Celentano e gli sberleffi di Grillo, le parolacce del comico e le stupidaggini filosofiche del cantante, gli insulti di Adriano e le insistenti minacce di ricorrere alla piazza di Di Pietro sono coriandoli, carnevalate ma sono anche gli spasmi plebei di un Paese stremato. E nella brutta figura del grande Lucio Dalla (chi glielo ha fatto fare?) c’è la nostra crisi economica. Nel festival che costringe vegliardi cantanti come José Feliciano e Patti Smith a rimasticare gli je je della loro giovinezza e a diventare la parodia di se stessi con il corpo a sbrendolo c’è la nostra riforma delle pensioni. Ecco perché alla fine nel festival e nel Paese fanno figura solo quelli che non badano troppo alla figura, come Papaleo e Monti appunto, che condividono disinvoltu-

ra, stile, noncuranza e garbo, anche se il primo almeno tre volte si è infilato nella solita scorciatoia del turpiloquio che per un momento lo ha omologato alla cialtroneria, e al secondo è capitato di peccare in vanità, da Vespa sino a Matrix dove ha denunziato la monotonia del posto fisso. E se Papaleo ha il mostaccio malinconico ma rassicurante del venditore di provole di Lauria, Monti ha il viso spigoloso di un direttore della Posta di Vipiteno; quello con i baffi che stanno bene al gatto di casa e l’altro con un accenno di riportino e la provvidenziale scriminatura nel mezzo di un severo ma vulnerabile zio degli anni Cinquanta. Nel Festival-Paese le donne sono l’eternità italiana: lo spacco, il tatuaggio inguinale, le due comari in competizione, gli abiti da sera, i fiori e l’immutabile cortile che non ci permette di diventare città e precipita tutto in provincia, dove ci sono le pollastre e l’unica donna che riesce ad essere solida e concreta è la massaia. Ma l’Italia femminile non è più così e da sole le donne di Sanremo meriterebbero un coro di sceme sceme: se non ora quando? Infine ci sono i comici: i “soliti idioti”, Luca e Paolo… Nella crisi della comicità italiana che si dissipa e si snerva nella volgarità c’è davvero tutta la crudeltà di fine d’epoca. Non poteva certo mancare, in questo riflesso che a Sanremo non replica ma raddoppia il Paese, il berlusconismo morente, la fase finale dell’oscenità. Questi comici così sboccati che si sono intrufolati nelle nostre case con le loro parolacce sono come le famose barzellette di Berlusconi, una simpatia andata a male, un cascame, la prova del nove sanremese che l’Italia non ha ancora battuto l’Italia: l’Europa rimane l’altra galassia dalla quale vogliono espellerci, e PapaleoMonti è tanto ma ancora troppo poco per farsi angelo della storia e liberarci in un colpo solo di Sanremo e dell’Italia dell’arraffo, della sguaiataggine, del bunga bunga. La forza di uno spettacolo moderno, popolare, intelligente, garbato, divertente e giovane sarebbe meglio dello spread che cala, come la forza degli jedi knights di Guerre stellari, la forza di una certa idea dell’Italia che si disintossica dai festival assunti come eredità biologica e antico vizio, una forza che a Sanremo si percepisce solo nel silenzio, quando spente tutte le luci, arrivano l’aria della notte e il battio del mare.
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L’ESEMPIO DI BERLINO
BARBARA SPINELLI
(segue dalla prima pagina) o preferì a quello di un personaggio di ben altra statura. Se i tedeschi avessero potuto eleggere direttamente il capo dello Stato, senz'altro avrebbero scelto Joachim Gauck, non il grigio uomo d’apparato democristiano. Gauck era l’uomo del momento giusto, per la successione di Horst Köhler alla massima carica dello Stato. Per aver conosciuto la paura quando era un pastore dissidente nella Germania comunista, sapeva quel che significa pensare con la propria testa, resistere, affrontare tempi difficili come i nostri. Assieme a Havel, era stato uno dei rari dissidenti che non solo aveva combattuto il totalitarismo ma era stato capace di guardare dentro se stesso, di intuire quello che può fare, di ogni uomo, un conformista o un ideologo, a seconda delle necessità e delle convenienze. Per dieci anni, fra il 1990 e il 2000, aveva diretto un’istituzione essenziale per l’unificazione tedesca e la rinascita democratica in Germania Est: l’autorità che archivia e mette a disposizione del pubblico gli atti della Stasi (servizi di sicurezza dell’Est). L’ex pastore era il candidato proposto da socialdemocratici e verdi, la sua popolarità nei sondaggi era immensa. Angela Merkel predilesse Wulff, per mediocri calcoli di partito e probabilmente perché Gauck era figura troppo imponente per lei. L’outsider amato dai tedeschi l’avrebbe messa in ombra. Più segretamente, forse, contava anche la vita diversa che ciascuno dei due aveva avuto nella Germania comunista: dissidente lui, non comunista ma certamente conformista lei. Di Wulff non si conoscevano disonestà, quando fu designato. Ma era un personaggio senza spessore, senza grande passato. Ora che sono venuti alla luce tante macchie, e un intreccio così importante fra interessi pubblici e privati, la scelta del Cancelliere appare ancora più incongrua, e ottusa. Wulff è il figlio della meschinità politica, del pensare corto e piccolo che ha prevalso in questi anni ai vertici tedeschi, specialmente democristiani. Roland Nessel, editorialista dello Spiegel, gli ha affibbiato un nomignolo: il Presidente altro non era che un Gernegroß, un «vorrei esser grande». In Italia diremmo: un «vorrei ma non posso». In Germania i capi di Stato non hanno poteri vasti come in Francia e America; non sono neanche paragonabili ai colleghi italiani. Da loro ci si aspetta tuttavia un senso acuto dell'etica pubblica, un’attitudine leggermente aristocratica a volare alto: a dire — nei momenti critici — parole possenti e decisive. Cruciali furono nel dopoguerra, e poi tra gli anni ’70 e ’90, presidenti come Theodor Heuss, Gustav Heinemann, Richard Von Weizsäcker, Roman Herzog, Johannes Rau. Il declino della carica comincia nel 2004, con il predecessore di Wulff che fu Horst Köhler. Tutti e due sono stati uomini della Merkel, costretti a dimettersi prima del tempo. Detto questo, la caduta di Wulff è un giorno memorabile per la democrazia tedesca. I legami del Presidente con finanzieri poco fidati, la maniera in cui aveva ottenuto crediti agevolati grazie ai favori dell’industriale Geerkens, ai tempi in cui era presidente della Bassa Sassonia, i piccoli favori ottenuti dal magnate dell’industria cinematografica David Groenewold: simili reati non reggono il paragone con la corruzione che mina la politica italiana, ma sono insopportabili per i tedeschi. Sono il segno che i partiti nelle loro chiuse cucine possono sbagliare e deviare dall’etica pubblica, ma che nella società esistono fortissimi anticorpi, pronti a reagire a ogni sorta di malaffare, di bugia detta dal potere. E tutto questo, prima che comincino i processi veri e propri. Un caso Cosentino è impensabile in Germania. L’ultimo scandalo fu quello del ministro della Difesa KarlTheodor zu Guttenberg, costretto a dimettersi nel marzo 2011, quando si scoprì che la sua tesi di dottorato era frutto di plagio. Anche Guttenberg era uomo della Merkel. Non ci sono grandi personalità a guidare la Germania, ma il controllo sociale sulla politica è intenso, e le campagne stampa godono dell’appoggio della popolazione. L’uguaglianza di tutti davanti alla legge è una regola aurea cui la nazione e le sue classi dirigenti non rinunciano. L’una e le altre non indietreggiano davanti ai capi di Stato. Non lasciano soli i magistrati e i giornalisti, a fare le loro inchieste. Per questo i risultati di tali battaglie sono tangibili, e tempestivi. Non così in Italia. Sono stati necessari la crisi economica e lo spread impazzito, perché Berlusconi venisse spinto fuori dall’arena politica. E ancor oggi la corruzione dilaga, ancor oggi l’operazione Mani Pulite è ricordata con sospetto, rancore: per alcuni il malcostume ha toccato le vette odierne non malgrado, ma a causa dei procedimenti contro Tangentopoli. C’è perfino chi ritiene non irrealizzabile il sogno di Berlusconi di salire un giorno al Quirinale. Speriamo che la Germania diventi un esempio per il funzionamento della sua democrazia, e non solo per la disciplina finanziaria che sta imponendo all’Unione europea.
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HI TECH

TENDENZE

PIACERI

LA BANDA SUONA IL ROCK MA SOLO CON L’IPAD
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SABATO 18 FEBBRAIO 2012

SNEAKERS LE SCARPE DALL’ANIMA PLASTICA

SI CENA AL CINEMA RIVOLUZIONE IN SALA

CLUB

DIREPUBBLICA

IL VELISTA RACCONTA I MESI PASSATI LONTANO DA TUTTI
DANIELE MASTROGIACOMO

«L

«L a cosa più bella? Alcuni colori. Li vedi solo in acqua. A certe latitudini cogli delle sfumature che ti sembrano quasi irreali. Veri quadri». Giovanni Soldini volge lo sguardo all’orizzonte. Cerca il fotogramma che gli è rimasto impresso nell’anima. Quello che non lo ha mai più abbandonato e che lo accompagna in ogni avventura in giro per i mari del mondo. Solo, con la sua barca a vela. Si volta, tira l’ennesima boccata all’ennesima sigaretta, e conclude: «Sì, è così. Il verde della Patagonia, il bianco ghiacciato di Ushuaia, davanti a Capo Horn. Ecco, sono luci e ombre che non trovi altrove. Ti riempiono lo spirito, restituiscono un senso all’esistenza. Ti fanno superare la tua solitudine». Il velista italiano più famoso del pianeta va per mare da quando aveva 16 anni. Spesso in solitario. Una condizione difficile, quasi impossibile. «Devi trovare un tuo equilibrio», spiega, «devi metterti in pace con te stesso. L’adattamento non è semplice ma alla fine ci riesci. Certo, dipende molto dal tuo carattere. Quando stai in mare ti misuri e ti sfidi. Paure? Molte, è normale. Come gli attacchi di nostalgia, i momenti di solitudine fortissima che ti aggrediscono e ti sfiancano».
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A CERTE LATITUDINI COGLI SFUMATURE CHE TI SEMBRANO IRREALI

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GIOVANNI SOLDINI “LA MIA VITA IN UN MARE DI SOLITUDINE”

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SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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GUIDA PER CHI VUOLE STARE SOLO

IL FIL M

Into the Wild, regia di Sean Penn, libera trasposizione del libro di Jon Krakauer, racconta la vera storia di Christopher McCandless, un ragazzo che rinuncia alle sicurezze materiali per un viaggio solitario attraverso gli Stati Uniti fino all’Alaska, per ritrovare il contatto con la natura. Elegia della fuga sulle note di Eddie Vedder

di Daniel I Robinson Crusoestoria di un LE Nel 1887 Georg Winkler compie Defoe (Dalai) è la l’ascesa, suo “capolavoro”, la naufrago che sopravvive LIB contando solo sulle sue forze. SCA salita in solitaria della torre nord-est delle Torri del Vajolet, La vita nei Winkler. RI Walden, ovveroresoconto del LA che poi diventerà Torreaustriaco, boschi (Bur) è il Paul Preuss, alpinista TE nel 1911 scala la parete est del filosofo Henry D. Thoreau, che ricercando un rapporto intimo con la natura ritrova se stesso. In La solitudine dell’anima (Feltrinelli), Eugenio Borgna analizza i vari tipi di solitudine Campanile Basso (Dolomiti di Brenta). Nel 1955 Walter Bonatti scala in prima assoluta in solitaria il pilastro sud-ovest del Petit Dru (Monte Bianco)

Il velista e quei lunghi periodi sulla barca senza vedere nessuno

L’ORIZZONTE DI SOLDINI “LONTANO DAL MONDO VICINO A ME STESSO”
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DANIELE MASTROGIACOMO
ei sottoposto a continue prove di resistenza — ammette Soldini — Ma è una cosa molto bella. Si crea un rapporto speciale tra te e la barca. Fai tutto tu, nel tuo modo, lasci andare le cose. Diventi molto metodico e insieme molto sensibile. Impari a sentire la barca, ascolti la sua voce. Entri in sintonia e finisci per stabilire un rapporto che non è solo materiale. Anche quando sei mezzo addormentato, stravolto dalla stanchezza, quando cucini sballottato dalle onde, quando ti chiudi sotto coperta, con lo scafo che sfreccia a 20 nodi, e leggi qualche pagina di un libro. Ecco, in quei momenti senti di non essere solo. Lei, la barca, è sempre lì, con te. È una persona. Si lamenta, si entusiasma. E ti aiuta. Mi è capitato spesso di affrontare mari in burrasca, avvolto dalla forza della natura e sentire uno strano rumorino. Scoprivo magari che c’era un tirante che si stava rompendo. Qualcosa di importante, impossino. Divento suo prigioniero e mi lascio portare». bile da capire normalmente. Era Oggi, mille avventure dopo, scalpita sul suo lei, la barca, che mi avvertiva. Mi nuovo scafo come fosse il primo giorno. Eppusalvava la vita. Come una persore ha vinto e fatto tutto: due volte il giro del na». mondo a tappe in solitario, una volta la QuéSoldini ha moglie e quattro fibec-Saint Malo. E poi infinite traversate gli. Ma questo non cambia la atlantiche, la Volvo Ocean race. Da solo, sua condizione di navigatore con equipaggio, in coppia, in regata, in solitario. «È chiaro che penso crociera. «Ogni volta sembra la prima», alla famiglia. Ma anche loro spiega dopo l’ennesima sfida con la ne hanno tratto dei vantagquale ha battuto il record a cui puntava: gi: mi hanno seguito via ter10 giorni, 23 ore, 9 minuti. Da Cadice, ra spesso e hanno avuto in Portogallo, a San Salvador, nelle occasione di vedere Bahamas. Un bel progetto, il coroposti che, forse, non namento di un sogno inseguito sin avrebbero mai visto. Il da quando era ragazzo. Ha formamare, soprattutto la veto un team tutto italiano. Con altri la, ti è complementare. nove navigatori sta già pensando alle Ti avvolge, ti forma, ti due prossime sfide. La prima, da Miami aiuta, ti accompagna. Serve a New York, a marzo. E poi, la seconda, a capire, te stesso e gli altri». L’ULTIMA BARCA ad aprile, forse la più ambiziosa: bruciaSoldini sorride, prima di riÈ un Vor 70, monoscafo di 20 re il primato che ha resistito per un seprendere la sua corsa infinimetri con albero di 30 in colo e che adesso è in mano ai francesi. ta. Annuisce, eccitato come carbonio, chiamato Maserati. La traversata dell’Atlantico. Ma da Oveil primo giorno. Saluta con la Di proprietà di John Elkann, mano. Si aggrappa alle sarst a Est: da New York a Cape Lizard, il presidente Fiat; Soldini lo ha tie, dondola: «Fa parte della punto più a sud della Gran Bretagna, modificato, arriva a 40 nodi mia vita. Mi sento fortunato. una penisola che si affaccia sulla ManiNon ne posso più fare a meca. Cercando il record.

«S

Il simbolo della vela italiana racconta lo scafo su cui dondola in mezzo ai Caraibi. «È un Vor 70. Un monoscafo di 20 metri. Un albero di 30 in carbonio. Appartiene alla classe con cui si corre la Ocean race. L’abbiamo modificata: una chiglia basculante che possiamo sollevare su un lato quando la barca si piega. Velocità raddoppiata. E poi tecnologia interna molto sofisticata, altre due derive mobili a prua che si possono alzare e abbassare, pannelli solari per alimentare la strumentazione e il meccanismo rotante. Il resto, l’interno, è completamente vuoto. Abbiamo solo lo stretto necessario: perfino il cibo è liofilizzato. Pesa di meno: non stiamo facendo una passeggiata, abbiamo dei record da battere». Il nome è già un programma: Maserati. Non è solo il tributo alla nota casa automobilistica, tra gli sponsor; è un augurio, una premessa, un obiettivo. «Questa è una barca che sfreccia fino a 40 nodi. Di media fa i 26. Si lavora come pazzi, si dorme poco e male su delle brandine dure come un sasso. Non tutti se la sentono. Ma è la più bella avventura della vita». Il Vor 70 è di John Elkann, il presidente della Fiat. «I soldi», racconta Soldini, «li ha messi lui. Di tasca propria. Siamo stati insieme durante una traversata tra le Canarie e i Caraibi. È venuto da solo, ha fatto i suoi turni. Con lo Stealth, la barca dell’Avvocato».
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BISOGNA AFFRONTARE CONTINUE PROVE DI RESISTENZA MA ALLA FINE SCOPRI CHE RIESCI A FARCELA

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1 L’IM Ambrogio Fogar,aldaldicembre novembre 1973 7 PRE 1974, circumnaviga il globo in solitaria da Est a Ovest, in opposta rispetto alle SA direzionecon una barca a vela, correnti, chiamata Surprise. Questo giro “controcorrente” lo fa entrare come primo italiano nell’olimpo dei suoi predecessori, quali Joshua Slocum, Sir Francis Chichester, Chay Blyth

I SITI

Tra gli operatori che aiutano i “solitari” a organizzare i loro spostamenti, viaggipersingle.it e speedvacanze.it, che ha anche un portale dedicato ai single in vacanza. Su eurotrip.it si possono trovare pro e contro, soluzioni low cost, diari di chi ha già fatto l’esperienza di viaggiare da solo e anche recensioni su hotel e ristoranti nel mondo

IL RECO RD

Maurizio Bono ha percorso 1.600 chilometri e 8 mila metri di dislivello in completa autosufficienza, affrontando temperature che arrivavano oltre i meno 30 gradi centigradi, per arrivare al piccolo villaggio di pescatori di balene Tuktoyaktuk, all’estremo nord del Canada, oltre il Circolo Polare Artico

“Ti abitui ad un altro ritmo che aiuta a sentire altre cose”
LE TAPPE

LA STORIA

L’ISOLAMENTO COPERTO DAI LIBRI
ERRI DE LUCA

PARE RE D’AUTO RE QUELLI CHE AMANO LA COMPAGNIA
RENZO ARBORE
eglio accompagnati che soli”. È un buon motto per lavorare. Soprattutto per chi, come me, fa un mestiere creativo. E sapete perché? Perché lavorare insieme ad altri sollecita una cosa molto importante: la vanità. È così per tutti, anche se non lo dicono. Ostentare la propria preparazione, le proprie idee, la propria inventiva, soddisfa la vanità di chi lo fa, ma questo è utilissimo nel campo del lavoro, perché ti consente di migliorare e, se possibile, di superarsi. Nessuno è un’isola, lavorare da soli non consente verifiche, si è più facilmente passibili di errori. Io ho preso spesso nell’entourage dei miei coautori persone nuove, per poter ostentare il mio senso dell’umorismo o la mia preparazione, per vedere se quello che facevo era buono, per verificarne l’effetto, per avere stimoli nuovi. In realtà in questo modo si creano delle partnership solide, c’è un continuo scambio di idee e non resti legato sempre alle stesse cose. Ma non contano solo i “nuovi”. Ad esempio io ho un produttore, Ugo Porcelli, che è con me dai tempi di Alto Gradimento, che è diventato il mio contraltare, mi dice cosa apprezza ma anche quello che non va e mi toglie dagli impicci organizzativi, lasciandomi spazio per quello che mi interessa di più. Infine la cosa più importante è che lavorare da soli non è divertente. In linea di massima da soli non ci si diverte mai, nemmeno al cinema a vedere Woody Allen. Nella vita ho imparato che tutte le compagnie possono essere interessanti, anche quelle casuali, anche la chiacchiera al bar, le conversazioni oziose, quelle con il tipo strano incontrato per caso. Anche nella vita la compagnia è essenziale, non credo che ci sia misogino o solitario che possa dire di essersi divertito davvero, e io stesso, alla fine, single davvero non sono stato mai. (Testo raccolto da Ernesto Assante)

LA PRIMA TRAVERSATA
La compie a 16 anni, navigando da un capo all’altro dell’Atlantico. Sette anni dopo, nel 1989, vince la regata Atlantic Rally for Cruisers

LA FAMA
Il nome di Soldini comincia a farsi largo nel ’91 durante la La Baule-Dakar, quando arriva terzo. Ma è nel 1998 che vince la Around Alone, il giro del mondo a vela per navigatori solitari

IL RICONOSCIMENTO
Nel 2004, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nomina Giovanni Soldini Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

sistono solitudini oceaniche, desertiche, montuose. Per il mio caso evito la parola solitudine, per un sospetto di romanticismo, e preferisco dire isolamento. È stata la mia pratica d’infanzia. Intorno avevo la più fitta densità umana d’Europa, Napoli era sotto morso di tarantola e non serviva a niente chiudere finestre. L’insonnia di strilli, voci, suoni non aveva orario. Ma nella stanzetta dei libri, sotto gli spalti e gli scaffali dove c’era il mio letto, si stava in un’ovatta di quiete. Ho saputo da bambino che i libri sono il miglior materiale isolante e li ho amati per questo. Dietro le loro pagine non potevo essere raggiunto. Dovevano strapparmele di mano, perché non sentivo i richiami ch’era pronto a tavola. Mi accorsi poi che funzionava anche fuori di lì. Con un libro davanti agli occhi potevo traversare la città come se fosse vuota. Muovevo appena le labbra leggendo, a modo di preghiera, e ascoltavo nitide le sillabe al mio interno, come se fosse muta la città accalcata. Mi portavano dove volevano loro, lontano dal posto e dall’ora. Mi hanno aiutato a staccarmi da tutto. Un marinaio ha bisogno di una barca, un alpinista di cime, un monaco si arrocca nel suo eremo. Io mi sono procurato la distanza con righe di vari alfabeti. Mi sono trovato al lavoro dentro grandi officine, al chiasso delle macchine utensili e anche lì il distacco funzionava, con dei versi che ripetevo a mente. Nei turni al martello pneumatico in cantiere mi bastava un pensiero, un ricordo per chiudermi dentro. Ero diventato uno specialista. Ho abitato in un piccolo alloggio con altri otto operai e lì il libro diventava mansarda, attico, suite. Ho sospeso gli isolamenti nel decennio 70. Nei miei vent’anni ho fatto parte dell’ultima generazione rivoluzionaria del 1900, secolo delle rivoluzioni. Correvano quegli anni, quell’ordine del giorno in giro per il mondo e io ero uno dei suoi minuti secondi. Era il tempo di un vasto pronome “noi”, nessun posto e ragione per l’isolamento. Dice un proverbio russo: “Tagliano il bosco, volano le schegge”. Mi riconosco in uno dei frammenti. Quando si sciolse la comunità nella quale ho avuto parte, diritto e ricordo, soLO no tornato a separarmi. Ho SCRITTORE usato i libri come mio imbalErri De Luca, classe laggio. Andrebbero trattati 1950, ha fatto parte con maggiore riguardo. Oggi negli anni 70 sfoglio ingiallite le pagine che di Lotta Continua. hanno la mia età, per effetto di Ha svolto mestieri degenerazione del polimedi ogni tipo, ro chiamato lignina. Le dal camionista costole che uniscono le al muratore. pagine hanno allentato Nel 1989 la presa. Succede pure a ha pubblicato me. Mi fa contento esil suo primo romanzo, sere stato in loro buona Non ora, non qui, compagnia per la duradedicato ta degli isolamenti, ma è agli anni facile augurarne, a chi dell’infanzia legge, di migliori.

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I AM ALIVE
(per Xbox live, 15 euro) Ricorda La Strada di Cormac McCarthy. È la storia di un uomo che, in una civiltà sull’orlo dell’estinzione, tenta di ritrovare la figlia e la moglie. Duro, senza fronzoli e in bianco e nero. Disponibile, in più, a un prezzo basso

IL MONDO DEI VIDEOGIOCHI

UNCHARTED: GOLDEN ABYSS
(per Ps Vita, 50 euro) Nathan Drake in versione tascabile. Da mercoledì, quando nei negozi uscirà la Ps Vita. Ennesima avventura alla Tomb Raider, graficamente spettacolare, ma troppo costosa

FINAL FANTASY XIII-2
(per Ps3 e Xbox 360, 60 euro circa) Più lineare e chiaro, nella struttura e nella storia, dell’episodio precedente e con scenari digitali a dir poco maestosi. Un gioco di ruolo nel quale perdersi

SOULCALUBUR V
(per Ps3 e Xbox 360, 50 euro) Gli inossidabili giochi di arti marziali, che, per una partita veloce, sono perfetti. Questo, poi, è da anni uno dei migliori. Tanti lottatori, qualche ospite illustre, per affrontarsi all’ultima mossa

Tutti i modi per accedere da lontano al proprio pc. Desktop remoto, una magia
APP E CHIAVETTA USB

HI TECH

L’app PocketCloud e la chiavetta iTwin per gestire il pc a distanza

LA CONSOLE

LA PLAYSTATION PRENDE “VITA”
JAIME D’ALESSANDRO
er sedurre con la tecnologia bisogna saper immaginare il futuro e avere poi la forza di imporre quella visione agli altri. Di qui la differenza sempre più netta nel campo dell’hi-tech fra chi detta l’agenda, Apple e Google in primis, e chi invece è costretto a subirla. L’ultima console della Sony, quella PlayStation Vita che da mercoledì arriva nei negozi a 249 euro, sotto questo profilo è di difficile collocazione. Una volta accesa fa il suo effetto e quasi sorprende malgrado se ne senta parlare da più di un anno. Bello lo schermo tattile da smartphone, notevole quel che riescono a fare i due processori multi core che la rendono estremamente potente. Tanto che avviando videogame alla Uncharted(la recensione la trovate qui sopra) o alla WipEout 2048, anche se si tratta di atmosfere note, comunque si resta impressionati. C’è poi il sensore di movimento, il touch pad posteriore, le due telecamere, il gps, il microfono, il bluetooth, il wi-fi e i comandi stile joypad che la rendono immediatamente familiare a chiunque abbia a casa una PlayStation o una Xbox. Senza dimenticare la versione con connessione 3G per collegarsi al Web ovunque e comunque. C’è tutto insomma, ma nulla di davvero nuovo. Manca l’originalità che invece in passato ha reso grande le PlayStation. E così, quando la potenza di calcolo della Ps Vita verrà superata (la prossima settimana saranno presentati i primi cellulari dotati anche loro di processore a quattro core), viene da chiedersi quale sarà il tratto distintivo che permetterà a questa console di continuare ad esistere. In attesa di vedere come finirà, un’ultima nota a margine: negli Stati Uniti le vendite di videogame tradizionali sono crollate del 38 per cento, secondo l’agenzia di ricerca Npd. Segno che non è solo un problema di Sony, in questo settore, l’assenza di una visione forte da proporre al pubblico.

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FRANCESCA TARISSI
a una strana impressione collegarsi a distanza al proprio pc. Basta uno smartphone, un tablet o netbook e anche dall’altra parte del mondo è possibile avere a portata di clic documenti, file video, musica. Come se fossimo davvero a casa davanti allo schermo del computer. Magie dei sistemi detti “desktop remoto”. Ne esistono di vari tipi: alcuni sono programmi, con tanto di applicazione per iPhone e simili, altri veri e propri device più o meno tascabili. Fra le prime c’è PocketCloud. App compatibile sia con dispositivi Apple che Android, tramite connessione Internet si aggancia al computer, entra nel sistema e ci permette di gestirlo attraverso il display tattile. Trasformato per l’occasione, anche se con qualche difficoltà, in mouse e tastiera. Possiamo cercare, aprire o modificare i file, inviare e-mail. E, pagando un abbonamento, visualizzare i video in streaming. Un’altra soluzione software, fra le migliori, è LogMeIn. Consente di gestire non uno, ma più pc a distanza. Basta raggiungere la home page del servizio (secure.logmein.com/it), registrarsi e installare il programma disponibile per pc, Mac e Linux sui vari computer. A quel punto è possi-

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COME GESTIRE UN COMPUTER A DISTANZA
bile accedervi via notebook, smartphone e tablet Apple e Android grazie all’applicazione. Ne esiste anche una versione a pagamento, a 40 euro circa, che aggiunge la possibilità di guardare video in alta definizione (solo per Windows) contenuti sul pc, un servizio cloud per salvare i propri file più importanti, la possibilità di stampare sempre a distanza e di gestire il trasferimento sul pc di foto scattate con l’iPhone o l’iPad. Infine di servirci di programmi per l’elaborazione di immagini. iTwin, unico nel suo genere, è invece una sorta di chiavetta usb composta però da due parti. Prima di essere separate, le due metà si scambiano un codice di identificazione per la comunicazione a distanza. Una parte resta inserita nel pc, la seconda metà al contrario viaggia con noi e, quando la inseriamo in un qualunque computer fisso o portatile, permette di accedere al nostro pc a distanza. Per proteggere i file, il piccolo dispositivo sfrutta un codice crittografico, oltre a una password di nostra scelta. Non conservando alcun dato, se dovessimo perderne una metà, non si corre il rischio che i nostri segreti vengano presi da altri. Costa 99 euro. In alternativa possiamo crearci una “nuvola” personale grazie all’Home Media Network Cloud Edition di Iomega. È un hard disk esterno da tenere a casa o in ufficio dove salvare qualsiasi tipo di file. La versione da un Terabyte è in grado di memorizzare quattro milioni di foto, oltre diciottomila ore di musica e mille e cinquecento ore di video. Una volta installato, possiamo condividere i nostri contenuti rendendoli accessibili via Web anche dall’esterno a un’infinità di persone.
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HARD DISK E SOFTWARE
Il network hard disk di Iomega e il sistema LogMeIn

TEMPI MODERNI

TIMBUKTU IL MAGAZINE DEI BAMBINI NATO PER L’IPAD
RICCARDO LUNA

e avete figli piccoli o se dentro di voi pensate che ci sia sempre un bambino, non potete non scaricare subito dallo store di Apple il nuovo numero di Timbuktu. È un magazine per iPad ed è gratis. Ma i motivi per farlo non sono il prezzo promozionale, a zero. Il primo motivo è che si tratta di un prodotto bellissimo, realizzato con garbo, creatività e talento. Il secondo è la storia che c’è dietro. La storia di Elena Favilli, 29 anni, giornalista, e Francesca Cavallo, 28, creativa con alle spalle alcune belle esperienze di regia teatrale. Elena e Francesca si sono messe in testa di fare una startup — e quindi creare un business — su una delle cose più complicate che ci siano: l’editoria digitale per bambini. Neanche fossero Walt Disney. Hanno scritto un progetto, hanno vinto alcune competizioni di startup, hanno incassato qualche soldo per provarci e hanno creato Timbuktu. Il primo numero qualche mese fa è finito nella maxi guida di Wired Us sulle migliori app ed è stato scaricato ventimila volte in tutto il mondo: sì, in tutto il mondo, perché Timbuktu è un prodotto globale, che parte dall’idea che in fondo tutti i bambini sono simili. E lo stes-

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LA PRIMA USCITA

Nelle foto, alcune pagine del primo numero della rivista per bambini su iPad Timbuktu Magazine

so vale per i genitori che sono destinatari del magazine come i figli: l’idea del progetto non è creare qualcosa per tenere occupati i bambini mentre si fa altro, ma qualcosa da fare assieme a loro.

Qualche giorno fa è uscito il secondo numero, in collaborazione con i bambini degli asili di Reggio Emilia, un fiore all’occhiello del sistema educativo italiano nel mondo. E ne è uscito fuori un prodotto a tratti stupefacente, dove la musica, i disegni, la grafica e i video diventano un tutt’uno per un’esperienza che mostra le ancora inesplorate potenzialità di uno strumento come l’iPad per godere di una nuova editoria.
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

R CLUB
GAME YOUR VIDEO
(per iPhone, 0,79 euro) Aggiunge effetti vari ai video realizzati con l’iPhone, trasformandoli in cortometraggi in bianco e nero alla Buster Keaton, con i colori vintage degli anni 70 o delle pellicole in Super 8. Nulla di professionale, ma è molto, molto divertente

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IL MONDO DELLE APP
A CURA DI JAIME D’ALESSANDRO

SPORTS TRACKER
(per iPhone, Symbian, Android, Windows Phone, gratuita) Sbarcata ora anche su Windows Phone, permette di tenere sotto controllo i propri allenamenti. Ottima per i podisti, anche se il gps non è preciso

NEXT STEP MARS
(per iPhone e iPad, gratuita) Colonizzare Marte, ecco la simulazione dall’Agenzia Spaziale Italiana. Si inizia costruendo una base orbitante. Ma non è un “giochino”: ogni passo richiede preparazione e gli errori si pagano

PIXABLE
(per iPhone e iPad, gratuita) Per viaggiare fra le immagini pubblicate dagli amici su Facebook. Le foto e i video più commentati o quelli più recenti, senza passare dal profilo. Nessuna pretesa, ma veloce e ben fatta

Strumenti musicali trasformati in orchestre a portata di mano
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MISA DIGITAL KITARA
Un computer nascosto nel corpo di una chitarra con schermo tattile al posto delle corde. A 740 euro circa

KORG DS-10 PLUS
Riproduzione per console del sintetizzatore Korg Ms-10 del ’77. A 39 euro

IL PROTOTIPO

LA TV DEL FUTURO È UNA FINESTRA TRASPARENTE
a prossima rivoluzione nel campo degli schermi? Potrebbe essere del tutto trasparente. O almeno è questo che pensa la Samsung, colosso coreano che domina il mercato dei televisori piatti. Ha da poco presentato un prototipo chiamato “smart window”, display da 22 e 46 pollici, che potrebbe diventare molto popolare in futuro. È uno schermo digitale trasparente da usare come vetro interattivo per uso domestico e commerciale. Dalla finestra di casa, dove far scorrere le previsioni del tempo e le mail in arrivo, alla vetrina di un negozio con i prezzi delle merci esposte, video pubblicitari dimostrativi. Stando alle previsioni della Display Bank, società di ricerca (anch’essa coreana), le transparent smart windows verranno lanciate nel 2015 e nel giro di dieci anni dovrebbero farsi mercato da ben 90 miliardi di dollari l’anno. (j.d’a.)

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LA MIA BANDA SUONA IL ROCK. SULL’IPAD
ERNESTO ASSANTE
li strumenti musicali sono in piena rivoluzione. L’avvento del digitale ha cambiato la realtà delle cose molto più di quanto non appaia ad occhio nudo. Ci sono sempre chitarre, tastiere, bassi, microfoni, eppure ognuno di questi strumenti sta perdendo la sua anima analogica. Il passaggio è iniziato da tempo, da quando i computer, negli anni Ottanta, hanno conquistato la scena spingendo un’intera generazione a suonare strumenti nuovi e virtuali. Oggi quasi tutta la musica passa attraverso i computer e il percorso verso la digitalizzazione ci porta con straordinaria velocità nell’era post-pc. Ecco, allora, che gli strumenti musicali si trasformano in app, da caricare sui tablet e cellulari. In molti, primo fra tutti Morgan in Italia, o Brian Eno in Inghilterra, usano già l’iPad dal vivo o in studio. La prima applicazione, e più popolare, è

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IL VETRO DIGITALE

Si chiama “smart window”, nuova tipologia di schermo trasparente della Samsung

Band. Nata per gli iPhone, è in grado, come dice il titolo, di far suonare basso, batteria, tastiera e una chitarra blues con tanto di assolo. E, per chi vuole registrare tutto come se fosse un concerto dal vivo, ci sono persino gli applausi. Semplice e immediata, ma non certo professionale, è stata la prima di una serie di app che oggi offrono ai musicisti delle possibilità straordinarie. Meglio è, senza dubbio, Garageband, sviluppata dalla Apple, perfetta per aspiranti strumentisti digitali. Moltissimi sono anche i pianoforti, dall’ottimo Pianist Pro al più semplice Finger Piano, le chitarre (bella anche se costosa è iRig) e batterie (divertente è Drum Kit). Ma il bello delle app musicali non è tanto la simulazione degli strumenti più diffusi, quanto la possibilità di avere su una sola macchina portatile anche strumenti ormai “antichi” come il mellotron (con Mellotronics M3000 Hd) o

GIBSON FIREBIRD X
L’ultima nata di casa Gibson, è in parte un pc che elabora suoni. 3.300 euro circa

esotici come le tablas indiane (l’app si chiama ovviamente iTablas). E ancor di più di avere strumenti che sono nati direttamente per le nuove macchine digitali, come i sintetizzatori. Ce ne sono decine, di tutti i tipi, iniziando dai Moog (Animoog è un app perfetta con un synth polifonico di grande qualità). E non mancano i software per altre macchine, come quelli della Korg per il Nintendo Ds, eccel-

IL TEST

XOOM 2 IL TABLET CHE FA OTTIME FOTO

e siete alla ricerca di un’alternativa all’iPad, volete un tablet di dimensioni contenute ma non piccolissimo, leggero e compatto, la macchina che merita di essere provata è la nuova versione dello Xoom di Motorola. Già il modello precedente era ottimamente realizzato, ma questa nuova tavoletta, con schermo da 10,1 pollici, leggera e sottile, è forse il miglior tablet Android in circolazione. Iniziamo dall’hardware, decisamente potenziato rispetto alla versione precedente: Xoom 2 ha un processore dual core da 1,2 GHz, 1 Gb di ram e 16 Gb di memoria interna, un sistema audio di qualità, uno schermo che consente una buona visibilità con immagini nitide e luminose, una fotocamera da cinque megapixel, con zoom digitale e autofocus, che registra anche video. La macchina è il 10 per cento più leggera e il 30 più sottile della precedente, il che la rende più portatile e più maneggevole. Il sistema operativo è Android 3.2 Honeycomb (ma è già iniziata la distribuzione di un aggiornamento alla versione Ice Cream Sandwich), e sulla macchina arriva-

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PRO
MANEGGEVOLE
Leggero e maneggevole, lo Xoom 2 è uno dei migliori tablet Android in circolazione, con uno schermo molto brillante e una batteria con una autonomia di circa un giorno no già caricate diverse app, sia per il lavoro che per l’intrattenimento. E in questo “reparto” va segnalata l’applicazione che serve per controllare via infrarossi i vari dispositivi multimediali del vostro salotto. La macchina è veloce e stabile, il caricamento delle app avviene in background senza rallentare di molto la funzionalità. La qualità delle im-

CONTRO
LO SCHERMO
I segni delle ditate resistono più del dovuto sullo schermo. Il tasto dell’accensione poi non si trova in una posizione comoda. Infine la regolazione automatica dell’illuminazione dello schermo lascia a desiderare magini è uno dei punti di forza dello Xoom 2, anche se lo schermo touch mantiene i segni del tocco delle ditate e la regolazione automatica non risulta perfetta. A differenza di altri modelli l’autonomia delle batterie è discreta. Il prezzo? 350 euro circa. (ernesto assante)
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DISHPAL
(per iPhone e Android, gratuita) Condividere la passione per il cibo, commentando le fotografie dei piatti migliori. Fino a comporre una vera e propria rivista culinaria. Per feticisti della buona cucina

WARP DASH
(per iPhone e iPad, 0,79 euro) Essenziale e scarno quanto una scena di Tron. Si guidano astronavi per ambienti digitali cercando di evitare gli ostacoli che via via ci si parano davanti. Gradevole, ma nulla di straordinario

LE FAVOLE DI ESOPO
(per iPad, 2,39 euro) Cinque storie celebri di Esopo, come La cicala e la formica, raccontate ai bambini attraverso animazioni, testi e suoni. L’idea è buona, ma non c’è la voce narrante e le forme di interazione sono un po’ limitate

PIRATES OF THE CARIBBEAN
(per iPhone, iPad, Android, gratuita) Un impero basato sulla pirateria, avendo come maestro Jack Sparrow. Si parte da una nave e da un isolotto, per poi acquisire denari e vascelli. Confuso, ma gratuito

EUFLORIA
(per iPad, 3,99 euro) Apparso prima su PlayStation Network, è appena sbarcato su iPad. Si tratta di colonizzare pianeti seminando specie vegetali, facendole crescere e germogliare. Astratto, etereo e fuori di testa

Da “Garageband” a “Finger Piano”: l’universo delle sette note nell’era digitale
L’INTERVISTA

SATURNINO “IL BASSO? È VIRTUALE”
KATIA RICCARDI
aturnino, bassista di Jovanotti dal ’91, da otto album è coautore di brani come Penso positivo, L’ombelico del mondoo Baciami ancora. Lui la musica riuscirebbe a tirarla fuori dallo stipite di una porta. «Chi ha orecchio può esternarla con qualsiasi cosa», esordisce. «Il fatto che ci siano così tanti nuovi strumenti, nuove applicazioni, come nel caso dell’iPad, ti permette di farlo ovunque e con ottimi risultati», racconta in una pausa dell’Ora Tour di Lorenzo. «Ho l’onore di condividere il mio lavoro con Christian Rigano, tastierista anche di Elisa o Tiziano Ferro, e Leo Di Angilla, percussionista, compositore, nonché amante dell’iPhone. È lui l’inventore di iTabla», continua a spiegare Saturnino mentre sfiora il suo iPad con le dita. Cambia pagine, dimostra, suona, si distrae. «Insomma, mi faccio insegnare dai maestri... Ci sono talmente tante possibilità. Alcuni programmi costano un po’ ma sono di buona qualità, come Filtalente sintetizzatore portatile a basso costo. Ma l’elettronica sta cambiando, ovviamente, anche gli strumenti musicali tradizionali, fino a trasformarli in dispositivi molto diversi, anche se mantengono lo stesso vecchio nome. Come chiamare, infatti, una chitarra come la Firebird X della Gibson, che mette insieme la buona vecchia chitarra elettrica e i nuovi effetti digitali in un unico strumento? Unisce “the best of both worlds”, il meglio dei due mondi. Ancora più difficile è chiamare chitarra la Kitara, che al posto delle corde ha diretta-

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PIONEER DDJ-ERGO-V
Console professionale per dj gestibile attraverso un iPad. A 499 euro

mente un touchscreen. E non mancano anche le applicazioni e le macchine per deejay, dalla Pioneer Ergo, console con iPad integrato, a miriadi di app per smartphone e tablet. Nuovi strumenti per una musica che, certamente, si appresta a diventare sempre più nuova nella forma e nei contenuti.
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GARAGEBAN D
Una delle applicazioni più celebri per comporre su dispositivi Apple. A 3,99 euro

tron. Su Twitter di Lorenzo abbiamo appena messo una versione di Serenata rap, dove loro suonano due iPad, io un basso ukulele, e il risultato è incredibile». E come l’altra faccia della Luna: l’offerta di musica alla portata oggi supera la domanda. «Tutti compongono, tutti possono avere uno studio di registrazione a casa, tutti possono condividere o ascoltare cose in Rete. Ma quando hai un buon prodotto, alla fine poi qualcuno ti viene a cercare. Skrillex per esempio, un dj e produttore americano, usa Ableton Live, un programmino per Mac. In questi ultimi Grammy però ha vinto tre statuette». Al Motor Show di Bologna di dicembre, Fede Poggipollini, chitarrista di Ligabue, Boosta dei Subsonica, Marina Rei, Simona Bencini, Andy dei Bluvertigo e Saturnino si sono esibiti in un concerto solo per iPad: «Ognuno di noi aveva scelto delle applicazioni per il proprio strumento. E ha funzionato a meraviglia».
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R CLUB
USI & COSTUMI
ellissimi ragazzi, sportivi, calciatori, bocche imbronciate, gocce di sudore, piccoli e grandi tatuaggi che occhieggiano, muscoli lucidi e guizzanti. Tutti in mutande! L’intimo è un grande business. Tutti i principali stilisti hanno la loro linea. Raro, oggi, è l’uso dei boxer, di moda negli anni 30, poi riproposti negli anni 90, ma con stoffe allegre, e ironici disegni. Nell’Ottocento erano le cifre, sempre molto fantasiose, che firmavano i lunghi mutandoni da uomo. In America usava l’union

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QUEGLI SLIP INDOSSATI DA S. SEBASTIANO
GABRIELLA PESCUCCI

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suite, di pesante lana cannolè, un pezzo unico che univa la maglia alla mutanda, con varie aperture all’occorrenza. Secoli precedenti, era la lunga camicia, rincalzata nei pantaloni, che ne faceva le veci. Indietro ancora, sorprendente il San Sebastiano, di Antonello da Messina, indossa delle mutande piccole, somigliano ai nostri slip. Sempre nel ’400 e inizi ’500 va di moda la tasca-braghetta, triangolo di rigido cuoio decorato, si allacciava alle strette calze feltrate, proteggeva da eventuali colpi di spada e

slacciandosi velocemente al bisogno. Enrico VIII d’Inghilterra ne sfoggiava in forma di evidente simbolo fallico. Nell’antica Roma si utilizzava il “subligaculum”, pezzetto di lino tenuto fermo da un nastro legato in vita. Gli antichi egizi avevano il perizoma, straccio che passa fra le gambe e intorno alla vita , spesso unico indumento per gli schiavi. Straccio, con amuleti per la fertilità, ancora oggi lo indossano le pochissime popolazioni “selvagge” rimaste sul nostro pianeta.
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Dall’85, grazie ad Apostolopoulos, l’intimo maschile conosce una seconda vita
BELLA FIGURA

TEN DENZE

VARIAZIONI EROTICHE DI PRIMO MATTINO
PIERO OTTONE
a biancheria intima si presta a invenzioni e variazioni di vario tipo, pudiche e impudiche, prevalentemente erotiche. Alcune di queste variazioni danno luogo a vistose esibizioni, che si presentano ai nostri occhi di primo mattino quando sfogliamo il giornale, sebbene siano poco adatte, a mio parere, alla pubblicazione in organi di stampa che si occupano prevalentemente di politica e di economia. Ma non vorrei aprire adesso un capitolo piuttosto delicato. Io sono evidentemente un uomo di altri tempi. Appartengo alla generazione di quel simpatico napoletano che diceva: “Sì, sì, è vero, c’era un tempo in cui correvo anch’io dietro alle ragazze. Ma non ricordo più perché”.
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TRA FIDIA, LISIPPO E BECKHAM
QUIRINO CONTI
lungo Moda e maschilità — nel senso più concreto del termine — finsero di ignorarsi. Con un’indifferenza però troppo ostentata per essere verosimile. Anche a causa di precedenti non proprio immacolati: boccaccesche calzamaglie particolarmente rivelative, addirittura un astuccio penico e, tra Sette e Ottocento, una culotte di camoscio tanto attillata da far apparire timidi anche i più strizzati jeans délavé. Ma, evidentemente, ci si continuava a guardare a quel modo solo per un’interminabile coda di paglia. E nonostante in precedenza il Potere fosse stato affidato anche a quelle vistose ristrutturazioni, tra Otto e Novecento tutto tornerà nel mistero. Quando poi lo Stile fu tra le mani di couturier e stilisti, nonostante si continuasse a girarvi intorno, nessuno comunque oserà con la spregiudicatezza di Nikos Apostolopoulos. Sarà infatti lui, nel 1985, a riscoprire il valore comunicativo di quella certa parte scultorea del corpo maschile (anche se in realtà tanto minimizzata nei marmi ai quali si ispirava). E sarà un trionfo: il suo underwear sovvertirà un sistema. Con una comunicazione (dedicata al maschile e al suo sesso, qui invece iperscritto) impostata su muscolature e glutei esplosivi. Tra Fidia e Lisippo. E, un po’ perché la gaytàsi stava affermando anche per un consumo costruito a sua immagine, un po’ perché sotto alibi estetizzanti, quelle immagini consolavano diverse curiosità, di lì a poco anche Calvin Klein eleverà alla dignità di Stile un portentoso paio di mutande logate. Con un profluvio di immagini pubblicitarie — di Bruce Weber — tanto conturbanti da smuovere qualsiasi virtù. In tal modo il più minimale degli stilisti newyorkesi guadagnerà un patrimonio, mentre la Moda scopriva un insperato business. Oltre che l’occasione per poter finalmente mettere mano a un argomento particolarmente sentito. E sui media sarà un mutandarsi generale. In un classicismo strumentale appena velato di nazi-

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I MODELLI/1
Dall’alto, slip Emporio Armani e coordinato Yamamay. Sotto, alcuni capi della linea David Beckham for H&M, da lui stesso indossati

RESTARE IN MUTANDE CON STILE
già qualcosa e qualcuno pronti a rivelare molto di sé: lo sport, ma soprattutto i calciatori. Che non trovarono niente di meglio di quel fatuo ciclo formale per essere, è il caso di dirlo, della partita. Offrendo il proprio materiale con generosità inimmaginabile. E i grandi, da Armani a Dolce&Gabbana (ma anche Dirk Bikkembergs e persino qualche azienda del settore un tempo morigerata), diverranno i nuovi cantori di quelle beltà. Disponibili a sdilinquimenti come non avessero mai fatto altro. Mobili ed elastiche come giunchi. O gatti in amore. Nessuno, però, con la maestria di David Beckham. Il quale non solo posò come neppure il più morboso dei professionisti, ma si fece anche riprendere quando sul set, come un’orchidea in un orto di cavoli, si offriva a mani abilissime perché lo lustrassero di oli, così da risplenderne: stretto a un cordame turgido, oppure, da dietro, seduto e nudo, nell’atto di spalancare le gloriose gambe in una posizione in vero assai poco sportiva. Questo, fino a ieri; perché da oggi, con un gran nome dell’imprenditoria low cost, di quei prodotti diviene anche autore. Con quel logo e quel talento, a 14 euro e novantacinque, per, ad esempio, un boxer ricolmo in foto di tutto il suo meglio. In occasione del lancio, a Londra, serata di gala. E la grande e non sempre disponibile Suzy Menkes che precisa: «Ora tutti possono avere un po’ di lui»; statua argentea del campione, come il Napoleone di Canova a Brera, e tutti in fila a guardarselo (purtroppo in giacca e cravatta). Tutti, mutande alla mano, per l’agognato autografo. Bei nomi, fan ululanti e lui che si concede cortese: mentre lo Stile avanza. Incontro al suo destino. Se Oscar Wilde sapesse!
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I MODELLI/2
A fianco Clint Eastwood (1956). Sopra, da sinistra intimo Hom e coordinato Fila Sensual Fit fascismo, à la Riefenstahl. E tutti, nell’ambiente, a pretendere una linea di underwear. Con pezzi sempre più spregiudicati e foto dettagliatissime. Anche per prodotti (profumi, ad esempio, cravatte o valigeria) non propriamente in tema. Comunque, un’irrefrenabile fioritura di natiche e inguini scalpitanti. Intanto, come per ogni incontro fatale, all’orizzonte c’erano

L’EVENTO

LA LINEA
In foto, alcuni dei capi e degli accessori che Marni ha realizzato per la linea H&M. Sophia Coppola ha girato uno short movie ad hoc per il lancio del progetto, ambientato a Marrakech attrice in Jane Eyre. Per lanciare l’iniziativa, nuova tappa nella collaborazione tra H&M e i grandi stilisti, si è tenuto ieri sera a Los Angeles un grande party. Con Consuelo Castiglioni, Sofia Coppola e Margareta van den Bosch, la mente creativa di H&M, c’erano anche Milla Jovovich, Andrea Riseborough ed Elisa Sednaoui.
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SOPHIA COPPOLA UNO SHORT MOVIE DA COLLEZIONE
LAURA ASNAGHI
on uno short movie di Sophia Coppola, H&M lancia il suo nuovo progetto: è la collezione di Marni, la linea di Consuelo Castiglioni, uno dei marchi di moda più all’avanguardia, amati dalle donne per quel mix speciale di tessuti stampati con motivi tribali, grafiche che si rifanno allo stile Bauhaus e dettagli sportivi. Elementi in perfetta armonia tra loro, che danno agli abiti Marni un’impronta sofisticata e intellettuale. Per lanciare il progetto, che debutterà l’8 marzo in 260 punti vendita di H&M selezionati in tutto il mondo, il colosso svedese ha affidato a Sophia Coppola il compito di raccontare lo spirito della collezione. E lei, figlia di Francis Ford Coppola, autrice di film comeMarie Antoinette e Lost in translation, ha ambientato il video a Marrakech, interpretato dalla giovane Imogen Poots,

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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

R CLUB
L’ULTIMA TRAMA
l peso di un tessuto si misura a metro lineare, tenendo conto dell’altezza della pezza che per gran parte dei tessuti di lana è di 150 centimetri. Il peso standard per un tessuto da cappotto è oggi 500 grammi. «Edoardo, — mi dice Sergio Vari, stilista bolognese e guru di Goa — perché non facciamo un articolo da un chilo? A taglio vivo. Tre colori. Nero, blu e grigio. Andiamo controcorrente» Gli rispondo che mio padre mi aveva raccontato che durante un viaggio in Germania un cliente gli aveva mostrato

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QUANTO PESA DAVVERO UN TESSUTO
EDOARDO NESI

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un tessuto da un chilo, ispido e duro come un panchetto. Ci facevano i pastrani per i vopos, i soldati della Germania Est. Sergio Vari mi fissa e mi chiede cosa c’entrano i vopos. Dopo due settimane arriva sul mio tavolo l’articolo da un chilo. Ricordo d’averlo guardato con la reverenza ammirata che si dimostra alle reliquie e ai fossili; d’aver apprezzato entusiasta la possente, secca pienezza della mano di quel tessuto portentoso e il suo aspetto lucido e perfettamente chiuso, come se l’armatura

fosse sparita per incantesimo; d’aver tentato invano di sfilacciare l’orlo di quel tessuto rifinito a taglio vivo, cioè sottoposto a una lunghissima follatura per far sì che ogni spazio tra i fili si chiudesse e il tessuto si compattasse totalmente, per consentire il taglio col laser e una confezione più moderna. Lo chiamai Varisa, che sembra il nome d’una donna, ma è l’unione tra Vari e Sa. Sergio lo vendette a tre stilisti i cui nomi conoscete perfettamente.
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Dalle piste e dai campi alle vetrine, dalla ginnastica all’eleganza e al lusso
VINTAGE

TEN DENZE

NELLA STORIA DEL COSTUME
ALESSANDRA RETICO
origine è visionaria, puzzolente, casuale. È rimasto quasi tutto, eppure tutto è cambiato. La scarpa da ginnastica fu un pezzo di gomma squagliato nella stufa di casa da un uomo fissato con i poteri del caucciù: Charles Goodyear, anni 20 dell’Ottocento, America. Nasceva la suola, radice per una storia di generazioni e culture. Rivoluzioni, Olimpiadi, la via alla modernità. Un secolo dopo: 1907 le Spalding da basket, un altro decennio e le intramontabili Converse All Star, da allora oltre 750 milioni di paia in 144 Paesi. Ai piedi degli studenti che facevano pallacanestro all’inizio, oggi chi non le ha. Non si chiamano più “da ginnastica”, perché le sneakers sono portatrici di idee: libertà, moda, appartenenza. Non hanno lasciato le piste e i campi, ma sono andate in vetrina, in tv, nei talk show, persino nei musei, sono voci di enciclopedie, corsi universitari, riviste specializzate, siti Internet. Sono storia del costume attraverso continenti, abitudini, classi sociali. Linguaggio universale, e discorso per collezionisti. Una Sneakerpedia. E le più recenti declinazioni nel lusso. I gommini di Carshoe sotto

A fianco, James Dean con le Converse Jack Purcell in tela bianca. Sotto, da sinistra sneakers Stonefly, Lotto Leggenda, Merrell, Igi&Co, Fitflop e Geox

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IL PERSONAGGIO

IL FISICO DELLA PELLEGRINI PER LA CAMPAGNA DELL’INTIMO
asta modelle. Per rappresentare il Made in Italy all’estero, oggi servono donne meno stereotipate ed eccellenti nel proprio lavoro. Certo, ci vuole un fisico bestiale: però non basta avere solo quello. Ecco il messaggio della nuova campagna pubblicitaria di Yamamay, marchio di intimo italiano che vuole rafforzarsi oltre frontiera. Per farlo, ha scelto come testimonial la nuotatrice più famosa d’Italia, Federica Pellegrini (foto). «A nostro parere è l’immagine più vicina all’Italia che amiamo», ha commentato Gianluigi Cimmino, ad del brand, «impegnata, forte, vincente. In un momento come questo, abbiamo percepito nell’aria il desiderio di esportare la parte più realistica e competitiva del nostro Paese. Ovviamente la vicinanza delle Olimpiadi di Londra ha influito sulla scelta. Però la cosa più importante resta il simbolo-Federica: un volto e un corpo di donna forgiati dalla determinazione e dalla passione per il proprio lavoro». (s.m.)

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SNEAKERS LE SCARPE DALL’ANIMA PLASTICA
scamosciati vibranti. Preziose, anche quando sono (fintamente) sdrucite. Come le Golden Goose, pellami fini, maltrattati con sapienza artigianale (del Veneto), tomaie tagliate, distrutte, trofei del gusto (molto costose). Da capi tecnici a reperti da scarpofili. James Dean con quelle di tela bianca Converse Jack Purcell consumate, sotto un pantalone di lana grezza, maglione girocollo, occhialetti tondi. Vintage in flagranza. Happy days, sogno americano, ma non solo. In Germania già dagli anni Venti una coppia di fratelli, i Dassler, calzavano leggende come Jesse Owens ai Giochi 1936. Poi litigarono: Adolf fondò l’Adidas, Rudolf la Puma. Non sapevano che le loro creature sarebbero diventate materia di Sneakerologia, disciplina amorosa, spesso feticista e dotta, sulle origini, gli impieghi, le ricorrenze, le annate pregiate, le edizioni limitate. Le scarpe da ginnastica hanno preso due strade, mai concorrenti: quella della ricerca più avanzata nella tecnologia dei materiali e della performance atletica. E quella del lifestyle, del prodotto di

massa o di nicchia, anzi di culto. Per l’ufficio e per serate di gala. Cinema e serie tv hanno aumentato di visioni l’immaginario: le Adidas di nylon azzurre (SL72) di Starsky and Hutch, le Nike (Cortez) di Tom Hanks in Forrest Gump, le Onitsuka Tiger gialle e nere di Uma Thurman in Kill Bill. La generazione 2.0 non conosce altro, Steve Jobs le ha indossate come bandiera (le New Balance grigie modello 991). La fabbrica della nostalgia, nei Novanta soprattutto, ha riletto nel passato anche recente la profondità del vintage. L’archeologia dei sentimenti ha spinto tutte le più grandi aziende a scendere nei propri archivi per rispolverare gli archetipi del tempo perduto. La Diadora da qualche anno con le linee heritage, forme basiche, cotoni slavati, trattati, scoloriti, dannatamente usati. La Lotto con le sue nuove Leggenda, Dino e Corrado, ispirate al tennis e al basket, oggetti screpolati e stropicciati da una vita mai vissuta. Scarpe con citazione, un racconto plastico di sé.
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IL MIO ARMADIO FELPE, TUTE E SCIARPE MI PIACE VESTIRMI COME MIO FIGLIO
IRENE MARIA SCALISE
ogna una vita in jeans e felpa, l’attore Daniele Liotti. «Nel mio armadio non mancano le giacche eleganti, quelle tra il nero e il blu, peccato però che siano coperte da uno strato di polvere», così ironizza sul contenuto del suo guardaroba. Anche l’ordine, poi, non è supremo: «Domina un’incredibile accozzaglia di vestiti e colori che una volta la settimana provo a mettere a posto e, dopo poche ore, ritornano come prima». L’attore, al cinema con Sulla strada di casa, assieme a Vinicio Marchioni e Donatella Finocchiaro, e su Rai 1 con Il generale dei Briganti, trasmesso la scorsa settimana, non indossa mai cose attillate. «Quando esco a fare spese con mio figlio, che ha tredici anni, mi faccio consigliare da lui e compriamo jeans, felpe e maglioni larghi», rac-

DANIELE LIOTTI

SPORTIVO

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Daniele Liotti ama felpe, jeans e sciarpe, calde e avvolgenti

conta Liotti, «gli amici mi prendono in giro perché abbiamo le stesse cose ma io non sono tipo da cravatta, forse perché penso sia ancora troppo presto». Per contrastare il freddo l’attore gioca sul multistrato: «Andando spesso in motorino mi vesto a cipolla. Ho un vecchissimo giubbotto di pelle che sovrappongo ad altre cose o una giacca da snowboard con cappuccio». Per le scarpe la passione cade sulle sneakers: «Ne possiedo più di quaranta paia di tutti i colori, mentre le calzature eleganti ci sono ma anche loro impolverate». Grande passione di Liotti sono le sciarpe: «Ne ho tante in seta e molto avvolgenti, sarà forse anche un mio modo per nascondermi e proteggermi». Quindi occhiali di tutti i generi e colori. Sul contenuto del guardaroba pesa il passato da sportivo: «Ho tante tute e felpe perché ancora oggi gioco a pallone e nuoto e, proprio dai miei allenamenti giovanili, ho mantenuto la predilezione per gli abiti più comodi». Infine la scelta dei colori: blu, azzurro e ancora blu. Sempre per non farsi troppo notare.
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R CLUB
TERRAZZI FIORITI
nche l’Argentario ha avuto la sua neve e anche come nel 1956. Quella analoga del 1985 pare fosse stata di minor impatto, anche se cattiva e crudele arrivò, su piante inconsciamente e vegetativamente impreparate, quasi all’improvviso. Gli olivi di Toscana e Umbria furono falcidiati: dovettero ripartire dal piede e ci misero quattro-cinque anni a produrre di nuovo. Qui in Piemonte il termometro è andato decisamente sotto zero: meno dieci e meno dodici. A prima vista le

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ANCHE LE FOGLIE TREMANO
PAOLO PEJRONE

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foglie striminzite ed accartocciate degli oleandri non promettono bene. Comunque, per esperienza, è meglio non darsi troppo da fare. Ora. Dei terribili giorni di gelida penitenza climatica se ne poteva captare la forza e l’implacabile tenaglia, dalla fame inestinguibile dei piccoli uccelli: decine e decine di cince, verdoni, fringuelli e capinere, spinte dalla fame, si avvicinavano (e si avvicinano) senza paura alle mangiatoie, (mai cambiate di posto), vicino alla “mia”

finestra. Da parte loro è un continuo assalto ai semi di girasole e ad altre piccole granaglie. Più fa freddo, evidentemente, più la necessità di cibo aumenta: le notti, ancora sotto zero, ci ricordano che non siamo ancora in primavera, anche se i giorni stanno incominciando inesorabilmente ad allungarsi. Sarà questione di poco: allora si potrà incominciare a pulire, a potare, leggermente e senza esser drastici.
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Londra, apre “The Lounge”: in una sala da 50 posti si mangia guardando il film
SAPORI LOCALI

IN BIANCO COI PORRI È LA TRIPPA DI BATTAGLINO
MARCO BOLASCO
reddo, fa ancora freddo. In attesa del disgelo e dei primi germogli vale la pena di concedersi piatti intensi, invernali. La trippa in questa stagione — e con queste temperature — si digerisce meglio e la versione in bianco che si trova in Piemonte è piuttosto rara. Più facile infatti trovarla in umido condita da abbondante pomodoro. Dolcissima, in bianco con i porri è però la trippa di Battaglino, ristorante braidese (cioè di Bra, in provincia di Cuneo, tel. 0172.412509) che conserva atmosfere e sapori come un fortino inespugnabile, vero scrigno di prodotti e saperi locali. Eppure il cambio generazionale si vede, e l’arrivo di Alessia, figlia di Beppe Battaglino, e del socio Carlo Fanti ha aggiunto al conosciuto anche idee e spirito nuovi. Talvolta sono infatti proposti piatti più stagionali, legati a prodotti di mercato e un mercoledì al mese si fa cucina naturale (senza usare prodotti di origine animale). In tutti gli altri giorni, oltre alla trippa, vitello tonnato, tajarin al ragù e carrello dei bolliti. Semplice ma ben impostata scelta di vini, rivolta quasi esclusivamente al territorio. D’altro canto le colline dei grandi rossi, dal Dolcetto al Barolo e Barbaresco, sono vicinissime.

I PIA CE RI
ENRICO FRANCESCHINI
op-corn, liquirizie, gelati, Coca-cola: una volta al cinema si mangiava così. Nel senso che non ci si andava certo per mangiare, al massimo per sgranocchiare qualcosa durante la proiezione. I multi-sala degli ultimi dieci anni hanno americanizzato l’esperienza, aggiungendo al menù gli hot-dog, la pizza al taglio, i nachos al formaggio, ma la sostanza è rimasta invariata: consumare uno spuntino, sostitutivo del pasto

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METTI UNA SERA A CENA... AL CINEMA
per chi ha fretta, accessorio del film per la maggioranza. Ultimamente, tuttavia, esiste una scelta alternativa: si può andare al cinema anche per mangiare. Se non addirittura soprattutto per mangiare, magari spaparanzati, su un divano in dolce compagnia. Se poi pure il film è buono, oltre al cibo e alla compagnia, tanto meglio: ma non è necessariamente quello l’obiettivo. Il mese scorso a Londra ha aperto The Lounge, una sala da 50 posti nel multisala Odeon del Whiteleys Shopping Center. È un cinema-boutique, piccolo ed elegante, ai cui spettatori viene servita una cena completa con servizio simile alla business class degli aerei, completo di poltrone reclinabili come in volo (così dopo mangiato, se il film non è un granché, si può schiacciare un pisolino). L’enfasi è sulla buona cucina, firmata da un cuoco famoso, Rowley Leigh, deciso a portare il concetto di “dinner+movie”, cena&cine, a un nuovo livello. Naturalmente la scelta dei piatti è limitata dalle circostanze: devono essere pietanze che si possono mangiare al buio, su un vassoio, circondati da un pubblico che pretende giustamente il silenzio, non lavorio di forchette e mascelle, mentre si proietta la pellicola. Niente spaghetti e pizza, dunque, piuttosto risotto e bocconcini di cacciagione. Il menù si divide in tre parti: “finger”, i cibi da mangiare nche l’auto potrà presto piegarsi in due come una bicicletta, comoda da trasportare come un trolley o da sistemare nel bagagliaio. Sta per accadere con una incredibile citycar appena presentata a Bruxelles e già nel mirino di molte città stritolate dal traffico e assillate dal problema dei parcheggi. Si chiama Hiriko, è una minicar elettrica ed è stata subito la protagonista di un debutto eccezionale. A farle da padrino, infatti, è stato addirittura il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, che ha ospitato il lancio nel palazzo del Berlaymont ed è stato anche il primo a testare gli spazi del piccolo abitacolo. Il suo primo commento? «Non c’è crescita e prosperità senza innovazione». E qui di innovazione ce n’è parecchia. Vediamo, allora di cosa si tratta. È una minicar, biposto con il motore elettrico e soprattutto pieghevole. Il nome, Hiriko, non è un nome giapponese, ma basco: significa “per la città”. Il suo volante, un concentrato di elettronica, assomiglia a quello delle auto di Formula 1, il motore è tra le ruote, tutte e quattro mobili, che permettono una rotazione di 360 gradi, mentre l’abitacolo, a forma di occhio di mosca, si richiude permettendo il parcheggio in appena un metro e mezzo di spazio (quanto una bicicletta). L’idea di questa vettura nasce al Mit di Boston in

IL POSTO

Il ristorante Battaglino è a Bra (Cuneo) tel. 0172.412509 www.ristorantebattaglino.it

AUTO & DETTAGLI

LA CITYCAR ELETTRICA SI PARCHEGGIA COME UNA BICI
VALERIO BERRUTI

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SMONTABILE

In foto, Hiriko, la minicar pieghevole e smontabile sviluppata dal Mit di Boston

Usa, ma poi è stata realizzata in Europa grazie al Social Innovation Park di Bilbao, una sorta di Silicon Valley spagnola del sociale, finanziata con risorse nazionali, regionali ed europee. Si tratta di un consorzio di sette piccole e medie imprese spagnole. Ogni impresa si occupa della produzione di un modulo, e la novità è che nelle città che decideranno di usarla, ad esempio per un servizio di car-sharing, verrà avviata una fabbrica per l’assemblaggio, creando così posti di lavoro. Il prototipo è piaciuto anche a San Francisco e Hong Kong (fra le città che hanno sostenuto il progetto), ma già numerose città in Belgio, Germania, Spagna, Francia, Svezia, Olanda, Svizzera, Emirati Arabi, si sono mostrate interessate all’acquisto della vettura elettrica che riesce a percorrere fino a 120 chilometri con una sola ricarica di elettricità. Il programma prevede l’arrivo sulle strade già il prossimo anno. L’Hiriko dovrebbe avere un prezzo di listino di circa 12.500 euro, destinato a scendere appena saliranno i numeri della produzione. La previsione è di novemila unità l’anno ma se il modello dovesse piacere i numeri potrebbero crescere in fretta. Avete idea della comodità di posteggiare la vostra auto in appena un metro e mezzo di spazio?
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AMICI MIEI

RAZZE NATE PER I NOSTRI BISOGNI
ELENA STANCANELLI

ei cani dai nomi impronunciabili — lundehund norvegese, lapphund finlandese standard xoloitzcuintli — scodinzolano felici al guinzaglio dei loro padroni, durante la conferenza stampa del 136esimo Westminster Kennel Club Dog Show a New York. Sono i primi esemplari di sei nuove razze appena create. Adami ed Eve. Non hanno un aspetto strano. Sono assemblati con materiale che conosciamo già: peli, zampotte, orecchie

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dondolanti, sguardo irresistibile... cani, insomma. In principio c’era il lupo, selvaggio e indipendente. Pare sia stata colpa sua, pare che il profumino della carne arrostita l’abbia convinto a familiarizzare con noi. Fine del lupo e inizio del cane. E da lì è stato tutto un aggiungere e togliere, accorciare, allungare, alleggerire. Ne abbiamo create circa 400 di razze, per rispondere ai nostri bisogni. Neanche Paris Hilton è in

grado di mettere a fuoco 400 bisogni diversi, ma tant’è. Stanley Coren, noto psicologo canino (sic) ha creato una classificazione di queste 400 razze in base ai comportamenti, e ha individuato sei categorie: affabili, protettivi, indipendenti, sicuri di sé, abitudinari, affidabili, intelligenti. Questi ultimi sono pochissimi, e, purtroppo, possiedono in percentuali minime tutte le altre qualità.
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Dall’America all’Australia, il matrimonio tra spettacolo e ristorazione
IL PARERE

DAI DOLCETTI ALLE LASAGNE MA SENZA ESAGERARE
GIANNI AMELIO

con le dita, “fork”, quelli per cui serve la forchetta, e “spoon”, cucchiaio, sinonimo di dolci, come un lussurioso dessert di banana split ricoperta di salsa al cioccolato. Come tante idee arrivate fino a noi, anche questa ha avuto origine in America (e in Au-

stralia), ma ha attecchito bene in Inghilterra. A Londra va di moda da anni l’Electric Cinema di Portobello road, a Notting Hill, anche quello con cibo servito in sala e, in più, due comodi divani in ultima fila “per le coppiette romantiche”. Oltre alla gastronomia,

offre ampia scelta di drink: vini bianchi, rossi e rosati, superalcolici, cocktail. Altrove c’è chi arricchisce la serata con un’atmosfera che va oltre il ristorante, sconfinando nel living theatre. Nella campagna dei Cotswold, l’hotel Barnsley House organizza dall’ottobre scorso una domenica sera a tema, con menù collegato al film, intervallo a base di champagne nel foyer e banchetto finale danzante alle 3 del mattino (al posto del dibattito). Tavolini e sofà sostituiscono le poltrone al Roxy Bar and Screen di Borough, anche questo a Londra; a Clerkenwell, vecchia Little Italy londinese, una volta al mese apre il Secret Restaurant, un ristorante+spettacolo “segreto”, nel senso che gli spettatori, vestiti in abito da sera, vengono convocati in strada e da lì portati a mangiare cose che non si aspettano e a vedere un film a sorpresa in un luogo sconosciuto, predisposto per l’occasione. «Oggi la gente vuole qualcosa di diverso, una via di mezzo tra il ristorante, il cinema e la discoteca», spiegano i promotori. Ma la cena&cine sta diffondendosi anche nel resto d’Europa, fino a Mosca, dove al cinema Atrium c’è una sala vip dove ogni poltrona ha un tavolino e un pulsante rosso: premendolo si chiama un cameriere, che viene a prendere le ordinazioni (sushi e sashimi i piatti più gettonati) e le recapita come al ristorante. Costa caro, ma i russi sono contenti: se no che cinema per vip sarebbe?
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ent’anni fa, a San Francisco, alla prima di Porte aperte, mi scandalizzai perché avevano venduto in un biglietto unico il film e la pizza margherita, cioè un film italiano insieme al prodotto italiano più famoso. Oggi la cosa mi fa sorridere e dico: ben venga questa novità se gli spettatori gradiscono. Ma senza esagerare. Non vorrei che a qualcuno venisse in mente d’impedire l’apertura di un locale d’essai se non ha la licenza per servire a tavola… D’altra parte bisognerebbe fare attenzione anche alle bevande. In certi Paesi del Nord Europa, tanto per dire, il tanfo di birra rovina più di una proiezione. Meglio l’acqua minerale. Così, in generale, oggi penso che accostare il cinema al cibo non sia una cattiva idea. Però mi domando se si ha davvero bisogno di gustare qualche manicaretto per poter gustare un film. Io che vado al cinema tutti i giorni rischierei l’obesità. Però quando sono insieme alla mia nipotina di otto anni, lei è drastica: “Se non mi compri il gelato e la cocacola io mi annoio”. E questo la dice lunga. Se uno entra al Plaza di New IL REGISTA York trova plotoni di minorenTra i film di Gianni ni con in mano vaschette di popcorn più grandi di loro. In Amelio (nella qualche modo il cinema e il cifoto): Colpire al bo sono stati abbinanti da cuore, Porte sempre, anche se in maniera aperte, Il ladro di bambini, più discreta: dolcetti invece che lasagne. Lamerica D’altra parte noi abbiamo una lunga tradizione in questo senso: solo in Italia i film vengono spezzati in due tempi. E il motivo è semplice: per vendere i gelati. Quand’ero bambino aspettavo la fine del primo tempo come l’arrivano i nostri del finale. E sgranocchiavo caramelle che avrei potuto comprare anche fuori, ma dentro la sala era un piccolo rito che si univa al rito sacro di vedere un film. La nuova idea è dunque il coronamento di una vecchia abitudine. Anche il successo dei multiplex si deve al fatto che a due passi c’è un ristorante: se una famiglia si sposta da casa, con quello che costa, mette insieme cena e dopocena. (testo raccolto da Arianna Finos)

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IN ITALIA

UNA “SUITE” A MILANO POLTRONISSIME VINO E STUZZICHINI
DEBORAH AMERI
a versione italiana del dineinsi chiama aperitivo. Se nelle sale nostrane cenare e farsi servire piatti di haute cuisineè ancora un tabù, il circuito The Space ha da poco inaugurato all’Odeon di Milano (in via Santa Radegonda), Odeon Suite, un cinema e una lounge dove gustare sia prime visioni sia piattini raffinati, accompagnati da aperitivi e buon vino. Trentadue poltroncine disegnate da Frau, con schienale reclinabile, maxi bracciolo e poggiapiedi regolabile, sono a disposizione degli spettatori nella sala della proiezione. C’è anche un piccolo guardaroba dove lasciare giacche e cappotti senza il fastidio di doverseli tenere in grembo. Prima del film, nella saletta attigua, la lounge vera e propria, si possono consumare nei “divanettiaperitivo”, finger food, tapas a buffet e drink illimitati compresi nel prezzo del biglietto (20 euro). E se anche non ci sono i camerieri, come nei cinema americani, nessuno impedisce agli spettatori di portarsi calice di vino e stuzzichini in poltrona per la proiezione. Gli spettacoli sono due, alle 19,30 e alle 22, e anche a film terminato si può fare un salto al bar per un ultimo drink. È la prima sala di questo genere che The Space apre in Italia. Il circuito, nato dalla fusione di Medusa e Warner Village, ha 35 cinema in diverse città e punta a cambiare la fruizione tradizionale, con un occhio al business. La suite infatti può essere affittata a privati o aziende per meeting, eventi e proiezioni particolari.

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GLI OROLOGI

LA PRECISIONE DIVENTA ESERCIZIO DI STILE
PAOLO DE VECCHI

uello che fino a pochi decenni fa era un valore assoluto per l’orologeria, è oggi superato dall’elettronica e dal display di computer e telefonini. La sempre più esasperata precisione, al cui raggiungimento hanno lavorato intere generazioni di specialisti della micromeccanica, è infatti attualmente a portata di mano con qualsiasi orologio al quarzo e sui display dei vari strumenti di comunicazione da cui siamo circondati. Ma forse proprio per questo motivo, l’orologeria classica è alla ricerca di sempre nuovi record di precisione, come puro esercizio tecnico e di stile, assolutamente fine a se stesso perché non più utilizzato per la navigazione, le ferrovie o la produzione industriale, ma quindi ancora più straordinario e apprezzato. Il primo traguardo sulla strada della precisione lo raggiungono gli orologi cui vengano riconosciute da un apposito organismo elvetico (il Cosc, ovvero Controle officiel Suisse des chronometres) doti di esattezza in base a specifici criteri di costruzione e a prove di laboratorio che garantiscano scarti di marcia (ritardi o anticipi) contenuti entro valori minimi. Questa attribuzione può riguardare un

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I MODELLI

A sinistra, TAG Heuer Mikrogirder, prototipo. Sopra, da sinistra, Omega Seamaster Planet Ocean, cronografo automatico, Chopard L.U.C Tonneau, automatico; FP Journe Centigraphe Souverain, cronografo meccanico

marchio nel suo insieme, come è il caso di Rolex, oppure singoli modelli, come succede per la collezione L.U.C di Chopard. Nel caso di certe serie Omega poi, la certificazione di cronometria è ottenuta grazie anche a speciali accorgimenti tecnici, come l’adozione dello scappamento coassiale, che riduce gli attriti funzionali aumentando quindi le prestazioni dell’orologio. Da parte sua, FP Journe si spinge oltre, con un movimento cronografico brevettato le cui tre lancette fanno rispettivamente un giro completo in un secondo (misurando quindi il centesimo di secondo), in 20 secondi e in 10 minuti (teoricamente si possono fare calcoli che variano dal passo di marcia al decollo di un aereo), mentre TAG Heuer ha recentemente presentato un “concept watch” preciso al due millesimo di secondo. Uno straordinario punto d’arrivo, sperimentale, ma realmente testato con prototipi e basato su un nuovo principio di funzionamento che presuppone il totale stravolgimento del concetto tradizionale di organo regolatore, cioè del cuore pulsante dell’orologio. Che, in questo caso, passa dalla frequenza tradizionale di 28.800 alternanze orarie a quella incredibile di 7.200.000, ovvero 250 volte più veloce.
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SESTO SENSO

L’ATTO RITUALE DIVENTA PURO DILETTO
DARIA GALATERIA

undry lava i piedi a Parsifal “con fervore di grande umiltà”. Li unge con le essenze tratte da una fiala d’oro, scioglie i capelli e con quelli li terge. “Mi hai lavato i piedi” canta stupito Parsifal (Du wuschest mir die Füsse, atto III). Il rituale evangelico ripreso da Wagner (Kundry come Maria Maddalena, la peccatrice redenta per l’atto di riconoscimento e sottomissione) dà un rilievo mitico a un servizio di puro diletto. Così pure uno dei più spettacolari fenomeni di

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devozione del nostro Sud, I Perdoni di Taranto, inizia con la lavanda dei piedi dei Confratelli del Carmine, che il Venerdì santo in coppie incappucciate percorreranno la città a un’andatura quasi statica, mostrando solo i piedi chiari. L’etologo Desmond Morris mette l’operazione di manicure tra gli attimi di contatto fisico — alla stessa stregua della “stretta di mano, l’atto sessuale o un intervento chirurgico” — che determinano

uno speciale Comportamento intimo (1972). Quel contatto è spesso vissuto dall’uomo come un abbandono nelle mani della donna (“Se si fa l’inventario degli utensili che si mettevano sotto le unghie degli eretici, non si va dalla manicure senza apprensione”, Pierre Desproges); e lo trova intimidito e svirilizzato. Solo la fantascienza ammette (e a patto di mettergli una pistola in mano) un eroe “depilato e con una costosa manicure”(Greg Egan,1998).
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Le dita sono biglietti da visita. Svelano le qualità dei giovani manager
BENES SERE
INDIRIZZI UTILI
MILANO ARMANI HOTEL MILAN.ARMANI HOTELS.COM VIA MANZONI 31 HOTEL BULGARI BULGARI HOTELS.COM VIA PRIVATA FRATELLI GABBA 7/B CULTI CULTIDAYSPA.IT VIA ANGELO MAURI 5 ROMA BLANCO URBAN SPA BLANCOSPA.IT VIA TUSCOLANA 892 COMFORT ZONE COMFORTZONE.IT MODENA VIA TRENTO E TRIESTE 81 BOLOGNA VIA SAN MAMOLO 3 CATANIA VIA TRIESTE 45 NEW YORK NICKEL SPA NICKELSPANY.COM 77 EIGHTH AVENUE

IN VETRINA

FINALMENTE UN PO’ DI SOLLIEVO
NUTRIENTE

Contiene olio di Argan, di primula notturna e DPanthenolo, per nutrire, proteggere e idratare mani e unghie. È la Crème Sublime bois d’orange di Roger&Gallet . Costa 6 euro

SIMONE MARCHETTI
i sono due gesti, nelle relazioni di lavoro degli uomini, più rischiosi di una transazione finanziaria incerta. Avvengono nei momenti formali, quando ci si presenta stringendo una mano e mostrando il proprio biglietto da visita. In questi secondi, uno sguardo preparato potrebbe già fare la radiografia della nostra personalità, senza bisogno del curriculum vitae. «Per un occhio allenato, basta guardare le mani per capire sfumature e qualità della persona che abbiamo davanti», confermano dalla Finishing Academy, una rinomata scuola scozzese che insegna ai giovani manager, freschi di laurea, tutte le regole di comportamento per le occasioni formali. «Per i businessman avere mani curate è oggi più importante che mai. Dita e unghie funzionano come un biglietto da visita, anzi, in un certo senso sono il suo preludio. Rappresentano il primo contatto che abbiamo con gli altri: occorre quindi riservare loro la stessa cura che si presta ad abiti e accessori». Questa lezione di stile e di tattica è solo la punta dell’iceberg di una tendenza ge-

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LO SPRAY

Si spruzza sui piedi per mantenerli freschi e prevenire i cattivi odori. Lo spray Timodore fa parte della linea Igiene del Dottor Ciccarelli. Costa 7,50 euro

L’ANTISCIVOLO

CREME, SALI E CERE L’UOMO SCOPRE LA CURA DELLE MANI
nerale: l’aumento nelle richieste di manicure e anche di pedicure da parte degli uomini. Persino in Italia, i centri estetici e le profumerie confermano un aumento vertiginoso nella domanda di beni e servizi dedicati a questa pratica che erroneamente si ritiene riservata alle donne. «Al contrario, negli ultimi due anni il business di questo segmento della bellezza maschile è cresciuto a doppia cifra rispetto a quello femminile», conferma Stefania Banfi, responsabile commerciale di Culti Day Spa di Milano. «Anche la frequenza dei trattamenti è cambiata: prima gli uomini richiedevano pedicure e manicure una volta al mese. Oggi le richieste si sono davvero intensificate: ogni settimana. E non solo: i maschi sono molto più

esigenti delle femmine e tendono a richiedere lo stesso specialista. Ma niente smalti o colori: solo pulizia, cura e lucidatura delle unghie con le apposite spugnette». «In fatto di mani e piedi gli uomini sono molto tradizionalisti», conferma Tom Kelley, direttore di Nickel Spa, uno dei più famosi centri di bellezza maschile di New York. E aggiunge: «Gli uomini richiedono cura e semplicità. Tra gli azzardi, la richiesta riguarda solo trattamenti come la cera di paraffina per le screpolature dovute al freddo o esfoliazioni dolci con i sali del Mar Morto».
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La Kiehl’s Cross Terrain Foot Cream dà sollievo a piedi stanchi e affaticati. È fatta con estratti di origine vulcanica, che assorbono il sudore, e Aloe vera. 18,50 euro
IL LENITIVO

Da Sanoflore la Crema soffice al miele di tiglio bio rigenerante, che nutre, lenisce e ripara le unghie e la pelle delle mani. In farmacia, costa 9,90 euro

TEN DENZE

I TRATTAMENTI

SAUNE E BAGNI

DAL PINO “MUGO” L’OLIO CHE PURIFICA E RIDÀ ENERGIA
urifica, rivitalizza e dà energia. È il pino mugo, un particolare tipo di conifera che cresce solo sui monti calcarei e dolomitici dai 1.200 ai 2.700 metri, in particolare nella Val Sarentino in Alto Adige. Con l’olio che si ricava dalla sua resina sono stati studiati trattamenti che danno una sferzata d’energia, perfetti dopo ore sulle piste da sci o giorni di influenza. Il pino mugo infatti, oltre a stimolare la circolazione, rinforza il sistema immunitario e ha un effetto antireumatico, ma anche purificante e rivitalizzante sull’organismo. Un trattamento completo prevede peeling per il corpo, bagno al pino mugo e massaggio. Per il bagno, il pino mugo viene tagliato e sminuzzato poi distillato. I bagni si possono fare subito dopo la distillazione, avvolti in un lenzuolo, nei trucioli,

A sinistra, la sauna al pino mugo dell’Hotel Turm di Fié allo Sciliar (Bz). A fianco, l’olio al pino mugo dell’hotel Schgaguler di Castelrotto (Bz) ni, stiramenti, storte, strappi muscolari e infiammazioni. Questo tipo di trattamenti si trova anche tra le proposte della spa dell’hotel Schgaguler di Castelrotto (Bolzano, www.schgaguler.com). Il massaggio con l’olio essenziale di pino mugo della speciale linea Trehs della Val Sarentino, e il peeling a base di farina ottenuta dalle pigne seccate liberano i pori dalle impurità, stimolano la circolazione e favoriscono il processo di rigenerazione della pelle. Il centro Spa & Vital delle Terme Merano (www.termemerano.it) propone il bagno salino con l’olio di pino di mugo, ideale dopo lo sport e nel peeling per stimolare l’attività cellulare.
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MARIACRISTINA RIGHI

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oppure immersi in una tinozza con acqua calda e trucioli. Il programma del Romantik Hotel Turm di Fié allo Sciliar (Bolzano, www.hotelturm.it) prevede un bagno nella tinozza con l’olio di pino mugo, seguito da un massaggio stimolante su un letto d’acqua e dal relax nella sauna in pietra tra centinaia di rami di pino mugo, aromatizzata all’olio balsamico che agisce anche sulle vie respiratorie. Meglio di una passeggiata in pineta. L’olio balsamico poi è in grado di curare anche tosse e raffreddore, contusio-

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LA LAVORAZIONE

Sobrero (nella foto al centro) al lavoro nel suo laboratorio milanese. Dice: “I piccoli libri che poggio sui ripiani, secondo un ordine ben studiato, sono rigorosamente finti, nessuno deve leggerli ma solo guardarli”

Milano, colla, precisione e cassetti tipografici: così nasce un microcosmo
IL TA LEN TO

ETTORE SOBRERO UN PICCOLO MONDO ANTICO TRA QUEI LIBRI IN MINIATURA
finita pazienza sono gli ingredienti-base di Sobrero: «Lavoro al mattino, ormai ho qualche problema di vista, in caso di necessità uso una lente di ingrandimento. I piccoli libri che appoggio sui ripiani, secondo un ordine ben studiato, sono rigorosamente finti, nulla a che fare con le miniature inglesi o tedesche dell’Ottocento che riuscivano a riprodurre tutti i sonetti di Shakespeare in pochi grammi di carta. I miei, grandi di solito due centimetri per tre, nessuno deve leggerli, ma soltanto guardarli». Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti tengono una creazione di Sobrero nei loro studi personali, ma lui non li ha mai conosciuti, così come Bill Clinton, che la ricevette in dono dall’ambasciata americana di Roma, mentre alla Nasa è esposto un pezzo dedicato all’astronomia e ai viaggi nello spazio. Tra gli alleati più imprevedibili, Sobrero ha arruolato i “presepari” di San Gregorio Armeno: «Vado da loro una volta all’anno a fare scorta di minuscoli oggetti di gesso, soprattutto riproduzioni di cibo, che mi servono quando invece delle librerie creo madie o dispense. Ma tra poco, forse, non sarà più possibile, la concorrenza cinese con i suoi oggetti di plastica li sta travolgendo, e io non posso pensare di usare della plastica per i miei lavori». E tra poco potrebbe finire anche l’indispensabile materia prima, i cassetti tipografici Bodoni: «Ne ho ancora una cinquantina e spero me ne portino altri. Con quelli, e con un semplice tubetto di colla, continuo a produrre un paio di pezzi a settimana, per ognuno se ne vanno cinque, dieci, venti ore di lavoro… impossibile saperlo prima». Da Domodossola, un gruppetto di amici, giovani artigiani, spedisce a Milano le statuette delle quali c’è bisogno di volta in volta, mentre a Venezia, Firenze o Torino galleristi o librerie antiquarie mettono in vendita i lavori non commissionati da un singolo cliente. Ma in fondo Sobrero lavora per la sua felicità: «La partenza è intellettuale, mi viene un’idea, fare una libreria culturale oppure scientifica. Il resto sono la sega, la mola, le colle. Mi piace meno realizzare su commissione qualcosa che, lo capisco fin dall’inizio, diventerà un mero status symbol: il professore che ci tiene a far sapere di avere scritto un libro e vuole vederlo riprodotto. Ma pazienza». E nel grande studio milanese, una via di mezzo tra atelier e deposito, stanno in un angolo alcuni volumi della Treccani. Enormi, incongrui tra i micro-libri. Ma se li apri, svelano un segreto: Ettore Sobrero li scava, li leviga, li trasforma in scatole e ci nasconde dentro un altro piccolo mondo.
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VERA SCHIAVAZZI
on le sue mani, Ettore Sobrero non fabbrica “soltanto” librerie in miniatura apprezzate da collezionisti di tutto il mondo. Quello che fa è, piuttosto, ricreare atmosfere, ricordi familiari, pezzi unici che danno a chi li riceve in regalo la sensazione di un dono pensato per davvero, di qualcosa di prezioso e irripetibile. Ed è proprio così, perché ogni pezzo è diverso dall’altro: c’è lo scaffale del medico, col minuscolo busto di Ippocrate che sta di fronte ai micro-manuali di

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anatomia, c’è quello dello storico o del filosofo, e perfino la libreria dai tenui colori pastello da collocare nelle stanza di un bambino che sta appena iniziando a leggere. Le premesse, nella vita di questo artista-artigiano che oggi ha 88 anni e da tempo si è spostato da Torino a Milano, erano del tutto diverse: laurea in economia, impegno nell’azienda tessile di famiglia. Ma, come avviene spesso, sono state le amicizie a fargli cambiare strada: «Frequentavo l’Einaudi nel dopoguerra, ero amico di Felice Balbo e ho avuto il piacere di conoscere Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Cesare Pavese… Sono stati loro a incoraggiarmi a seguire il mio istinto per la pittura e la scultura». La svolta verso le miniature è arrivata ancora dopo, grazie a Franco Maria Ricci: «Era il momento in cui il piombo veniva progressivamente abbandonato da editori, giornali, stamperie. E in circolazione c’erano valanghe di cassetti in legno con gli scomparti. Così ho cominciato ad arredarli». Legno, colla, cuoio, taglierini, minuscoli scalpelli e in-

I MODELLINI

Qui sopra, alcune delle miniature realizzate da Ettore Sobrero (88 anni). Tra i fornitori dell’artista-artigiano, ci sono anche i “presepari” napoletani di San Gregorio Armeno: realizzano per lui minuscoli oggetti di gesso

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CULTURA
Un saggio di Ilvo Diamanti spiega perché, per uscire dalla crisi di oggi, sono sempre più necessari solidarietà cooperazione e senso civico

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UN (BEL)PAESE SENZA
SE ALL’ITALIA L’ARTE DI ARRANGIARSI NON BASTA PIÙ
ILVO DIAMANTI
uesto è un paese di “italiani nonostante”. Nonostante tutto, italiani (come recita il titolo di un volume di Edmondo Berselli). Il 2011 non è stato un anno come gli altri. Per l’Italia e sul piano globale è stato segnato da una crisi profonda, che ha scosso l’intero sistema delle relazioni e dei riferimenti territoriali, al punto da mettere in discussione le basi stesse della nostra identità nazionale, rendendole meno efficaci e, in una certa misura, più fragili. Vale la pena di riflettere ulteriormente, anche se brevemente, sui mutamenti economici e politici avvenuti negli ultimi mesi, ma soprattutto sulle conseguenze che possono avere sull’identità territoriale degli italiani. E viceversa. Va detto, in premessa, che la “debolezza” e la frammentazione dell’identità nazionale, che caratterizzano il nostro Paese, non costituiscono necessariamente un problema. Possono, al contrario, costituire anch’esse una risorsa, in quanto rendono più facile l’adattamento culturale, ma anche operativo, in tempi di fluidità dei riferimenti territoriali. In un’epoca, cioè, nella quale sono cambiati e continuano a cambiare le cornici istituzionali, all’interno bale del 2011, però, ha, in parte, rovesciato questo schema. Ha, cioè, trasformato l’identità “provvisoria” degli italiani in un limite, piuttosto che in un “vantaggio” adattivo e competitivo. La “sfiducia pubblica” e la bassa densità di “senso civico”, in particolare, sono divenuti ostacoli. Vincoli difficili da sostenere, di fronte alla necessità di coesione e di coinvolgimento necessaria ad affrontare non solo i costi economici e fiscali, ma anche il rischio della dispersione “centrifuga” della società. La stessa vocazione a “fare da soli”, ad arrangiarsi a livello locale e familiare appare un problema, in una crisi che vede confrontarsi e scontrarsi le economie ‘nazionali’ nel teatro europeo e globale. Oggi, in altri termini, appare difficile salvarsi da soli, “nonostante” lo Stato. Senza senso di “cooperazione”. In altri termini: senza civismo. Un basso grado di civismo e di fiducia nelle istituzioni, infatti, indebolisce la legittimità dello Stato non solo a livello interno, ma internazionale. A maggior ragione se si accompagna a un atteggiamento di distacco, per non dire disprezzo del sistema politico e dei partiti. D’altronde, in Italia, il sistema partitico è identificato con lo Stato nazionale.

DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

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Il libro gratis online
“Viaggio in Italia. Alla ricerca dell’identità perduta” (pagg. 144 a cura di Giulia Cogoli e Vittorio Meloni) è un ebook scaricabile gratuitamente dal sito www.perfiducia.com dal 20 febbraio. Raccoglie le riflessioni di Marco Aime, Gianpiero Dalla Zuanna, Luca De Biase, Ilvo Diamanti (di cui pubblichiamo parte del saggio) Salvatore Natoli, Enrico Pozzi e Luigi Zoja. Il volume sarà presentato a Milano lunedì alle 18 nella Sala Convegni Intesa SanPaolo, piazza Belgioioso, 1. Da ciò derivano conseguenze pesanti, nelle sedi negoziali internazionali: la Ue, in particolare. Ma anche sui mercati, che percepiscono la debolezza del sistema partitico e del governo come un moltiplicatore della crisi economica. In un certo senso, il famigerato spread, entrato nel linguaggio comune durante la crisi finanziaria degli ultimi mesi, non definisce solo il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi. È un indice della incredibilità stessa dello Stato (e del sistema politico), garante della nostra economia di fronte alle istituzioni e ai mercati, in ambito internazionale. Da ciò, una seconda conseguenza, che riguarda – e indebolisce – le radici stesse dell’identità italiana. Infatti, se la nostra capacità di adattamento non ci permette più di reagire alla crisi e alle difficoltà economiche, allora la nostra stessa identità sociale viene messa in discussione. Perché l’arte di arrangiarsi, di trasformare i problemi in opportunità è costitutiva del nostro “specifico” nazionale. Se non ci aiuta a risollevarci di fronte alle avversità, allora anche la fiducia in noi stessi si sfarina. Di qui il rischio di una spirale viziosa e auto-deleteria. Infatti, se le nostre arti e le nostre virtù nazionali non ci permettono, come in altre fasi, di superare la crisi, la crisi stessa ne corro-

de l’efficacia e la forza. Ne converte gli effetti: da virtù in vizi. Lo stesso discorso vale per i nostri particolarismi e per le nostre differenze territoriali, che in questa fase rischiano di diventare fratture, elementi di divisione. Perché i costi della crisi sono elevati e lo Stato non è in grado di mediare, tanto meno, di imporre la propria autorità, ma deve comunque ridurre le risorse e i margini di autonomia degli enti periferici. I localismi rischiano, così, di produrre tensioni, di divenire dissolutivi. Piuttosto che contro il contesto “nazionale”, i contesti locali minacciano di porsi in contrasto reciproco. Tra di loro. Modificando il modello tradizionale e sperimentato, che ci propone come un popolo di e italiani. Milanesi e italiani. Napoletani e italiani. Bolognesi e italiani. Marchigiani e italiani. In direzione di un popolo di milanesi, napoletani, bolognesi, marchigiani. E basta. Non siamo, ovviamente, alla dissoluzione del nostro modello. Tanto meno dell’Italia. Tuttavia, in questa fase assai più che in passato, una società senza Stato rischia di scomporsi. E l’arte di arrangiarsi, senza civismo, non ci salverà.
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Se c’è poca stima nelle istituzioni, lo Stato si indebolisce non solo a livello interno, ma anche internazionale
e all’esterno degli Stati nazionali. Si pensi, a solo titolo di esempio, alle difficoltà che incontra l’unificazione europea, ma anche al ruolo assunto dagli organismi supernazionali che regolano l’economia, la finanza e i mercati. Si pensi ancora, alle trasformazioni in atto nell’organizzazione territoriale dello Stato, in direzione del decentramento e del federalismo. Un’identità articolata e flessibile, come quella italiana, è certamente in grado di adattarsi a questi mutamenti molto meglio di altri paesi, dotati di riferimenti di valore e istituzionali forti e definiti, ma caratterizzati, anche per questo, da maggiore rigidità, sul piano sociale e culturale. La crisi economica e finanziaria glo-

La lettera

MA LA FIDUCIA È DIVERSA DALLA FEDE
MARIO PERNIOLA Caro Direttore, l’articolo di Giorgio Agamben “Se la feroce religione del denaro divora il futuro” (La Repubblica, 16 febbraio 2012) ha il merito di mostrare come perfino l’interesse economico, che dovrebbe essere l’ambito per eccellenza della razionalità e del calcolo, possa dar luogo ad un fanatismo e ad un accecamento, nei quali va perduto il senso della vita. Tuttavia l’articolo si presta ad un equivoco piuttosto pericoloso in un’epoca come la nostra in cui è più che mai opportuno stare dalla parte della ragione. Infatti, Agamben confonde la fiducia con la fede. A queste due parole corrispondono due verbi del greco antico che, pur provenendo dalla stessa radice, hanno assunto significati molto differenti. La fiducia è connessa al verbo peítho, che nella forma passiva e media vuol dire “fidarsi di una persona o di una cosa”; la fede, che è credenza dogmatica, corrisponde al
verbo pisteúo, da cui appunto pístis. La fiducia significa essere e restare in uno stato di sicurezza e di calma, qualsiasi cosa succeda: non si tratta di convincere o imporre agli altri il proprio punto di vista o addirittura la condivisione di qualche “valore”. L’accento è posto sulla condizione di sicurezza del “giusto” che, secondo la Bibbia, riposa sulla sua illimitata fiducia in Jahvé. Una cosa completamente diversa è la pístis che è legata al proselitismo e quindi sollecita un’esplicita adesione a una determinata dottrina o religione. Perciò la nozione di fede urta la sensibilità di chi è allergico ai dogmi e alle prediche: essa implica un’intimazione a credere alcunché e a comportarsi in un certo modo. Essa apre la strada all’intolleranza o perlomeno a un sentire esaltato di cui non abbiamo per niente bisogno nel campo etico-politico; lasciamolo alla letteratura e alle arti.
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CULTURA R2CULTURA
Dal vello d’oro degli Argonauti ai film, un saggio di Massimo Fusillo riflette sul valore simbolico delle “cose” tra letteratura e nuovi linguaggi

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Escono raccolte di scritti del socialista che andò al Quirinale cambiandone l’immagine

LA RISCOPERTA DI PERTINI PRIMO PRESIDENTE “POP”
NELLO AJELLO
ento pagine, con un’antologia di lettere, interventi, deposizioni, interviste, discorsi ufficiali, messaggi sintetici, testimonianze personali, ricordi intimi e battute estemporanee: il tutto intenzionato a restituire agli italiani un’immagine esauriente del settimo presidente della nostra Repubblica. E, si può qui aggiungere, del primo inquilino del Quirinale che sia riuscito a comunicare un’immagine popolare di sé e dell’istituzione da lui impersonata. Ecco che cosa il lettore trova nel volume di Sandrto Pertini, La politica delle mani pulite (Chiarelettere). Buon narratore di aneddoti, Pertini di rado si sottraeva al piacere di mescolare i generi cui accennavo. Ci volle poco a capire, subito dopo l’elezione al Quirinale, avvenuta nel luglio 1978 e succeduta alla carica di Presidente della Camera, che un uomo dotato di una biografia come la sua sarebbe stato capace di amalgamare in ogni “esternazione” capitoli di storia patria, reminiscenze da protagonista e briciole di attualità politico-parlamentare, senza che l’impasto riuscisse indebito o indigesto. Sarebbe toccato a Indro Montanelli – uno dei suoi critici meno succubi e riverenti – spiegare che cosa avesse vietato alla noia di sommergere l’impasto mediatico inauGLI SCRITTI gurato da Pertini. «Non occorre essere socialisti per amaSono due i volumi usciti di re l’uomo», era la sua opinione. «Qualunque cosa egli diSandro Pertini (in foto) “La ca o faccia, odora di pulizia, lealtà e sincerità». I palcopolitica delle mani pulite”, scenici scelti per simili esternazioni sono i più vari, mola cura di Mario tiplicati dal fatto che quel Presidente assai di rado “si neAlmerighi (Chiarelettere) gava” al proprio pubblico. Che cosa fosse diventato il e “Gli uomini per Quirinale con “Pertini felicemente regnante” (il gaio avessere liberi”, a cura verbio è legittimato dal fatto che Sandro mai nascose la di Pietro Pierri (Add) soddisfazione di trovarsi lì), lo ha espresso in sintesi Antonio Ghirelli, che fu capo dell’ufficio stampa del Quiricorpo, la testa di un Danton. Aveva degli occhi color delnale dal ’78 all’80. Quel palazzo, egli ha scritto, fu trasforl’acciaio…». Nel ricordo dedicato all’amico Antonio fimato in «una specola di grande rilievo: uno di quei felici gura un accenno a quei dissensi tra Gramsci e il vertice punti di osservazione in cui cronaca e storia si confondel suo partito che lo condannava all’isolamento nel dono». gruppo dei detenuti comunisti. Il che, con il socialista Nel caso di Pertini, la parola “storia” volentieri s’imSandro, non poteva accadere. E meno che mai avrebbe medesimava, infatti, con la sua personale leggenda. Ed è influenzato negativamente i suoi ricordi. Anzi. «Io, opportuno aggiungere che l’operazione traeva un ultequando appresi della morte di Gramsci, piansi. Piansi riore rilievo dalla candida irruenza di galantuomo che come per la morte di Filippo Turati». Era abbastanza animava il protagonista. Quale che fosse il tema continconsueto, per lui, fissare così i propri sentimenti, senza gente di ciascuna esternazione, Sandro (evocarlo con il farne oggetto di pensieri difficili. Nel messaggio presisolo nome di battesimo apparve ben presto normale) denziale diffuso alla fine del 1981 si resta colpiti da una praticava incisi autobiografici che potevano estendersi frase che si potrebbe ascoltare per strada: «Leggendo le dalla reminiscenza del discorso pronunziato nel maggio statistiche, ho constatato che trecentomila coppie sono 1915 da Gabriele D’Annunzio a Quarto in sostegno delsenza casa…». E ci si convince, ricordando il personagl’intervento in guerra alla personale partecipazione al gio, che l’esplosione di emotività che egli fece segnalare in occasione del dramma di Vermicino non aveva nulla di rituale o di artefatto. Anche nei suoi interventi Sto dicendo che anche in virtù di questa naturalezza pubblici più clamorosi apparivano convincenti gli interventi e le sortite del Presidente a commento dei più diversi fatti di cronaca. Vale si avvertiva una completa la pena ricordarne qualcun altro. Quel terremoto, per naturalezza, l’assenza esempio, che sullo scadere del 1980 colpì l’Irpinia, suscitotale di artifici o rituali tando scene di una disperazione antica, trasmesse a milioni di italiani dalla tivù e dai giornali. L’evento si abbatprimo conflitto mondiale come «sottotenente mitraglieteva su una classe politica già indebolita dal recente re», alla rievocazione dei giorni del delitto Matteotti; dalscandalo dei petroli (una vicenda su cui Sandro non avele intense peripezie affrontate in lunghe permanenze tra va lesinato sdegno e rampogne), e parve condannarla a carcere, confino e cospirazione partigiana alle dolenti riuna quarantena morale. Pertini si rese interprete di quemostranze espresse per lettera alla madre per la domansto diffuso stato d’animo. Denunziò debolezze, inademda di grazia in suo favore che ella aveva indirizzato al repienze, leggerezze e disguidi, additandone i colpevoli. In maniera non meno ruvida l’intrepido e recidigime. vo Sandro avrebbe deprecato un anno più tardi lo Gli italiani si familiarizzarono con le vicende della discandalo della P2, incurante di ledere, con le sue inscendenza Pertini, apprendendo la sorte toccata ai due vettive, il più ipocrita dei principi che si sforzano di fratelli del futuro presidente: il fascista Pippo, morto di attutire i misfatti di casa nostra: la carità di patria. crepacuore allorché gli comunicarono che Sandro era Questo rifiuto rientrava in un suo stile consolidato. stato fucilato (notizia inventata ad arte) e l’antifascista Ne reca il segno la memoria che di lui resiste, restiEugenio, soppresso dai nazisti a colpi di mitra nel lager tuendocelo come un supremo dignitario della Redi Flossenburg, proprio il 25 aprile del ’45, mentre mezpubblica affetto da anticonformismo. Un padre o zo mondo celebrava la libertà riconquistata. Fra le più viun nonno della patria volontariamente “strano”. Un vide testimonianze pertiniane ce n’è una dedicata ad vegliardo allergico ai cerimoniali come potrebbe caAntonio Gramsci, conosciuto nel carcere di Turi. Tra i pitare a un istintivo teenager. Su qualche muro del due fu – avrebbe detto un narratore coevo all’evento – Quirinale andrebbe perciò cementata una lapide: amore a prima vista. Per raffigurarsi il capo comunista «Qui operò, dal 1978 al 1985, un Presidente pop». tramutato in prigioniero, occorreva secondo Pertini «immaginare il corpo debole di un pigmeo e, su questo © RIPRODUZIONE RISERVATA

VALERIO MAGRELLI

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IL SAGGIO
“Feticci. Letteratura, cinema, arti visive” di Massimo Fusillo (il Mulino, pagg. 205, euro 20)

i sono due maniere per mettersi in rapporto con le cose che popolano il nostro mondo quotidiano. La prima è quella espressa nel primo Novecento dal comico tedesco Karl Valentin: «Gli oggetti sono perfidi. Tutte le difficoltà nascono dal fatto che li si deve affrontare per adoperarli. Una volta usciti dal loro stato di quiete, essi si vendicano perfidamente». Tale atteggiamento è il lontano erede di una tradizione che, prima delle rivolte degli oggetti descritte da Poe e disegnate da Grandville, riguarda i cicli figurativi delle Tentazioni di Sant’Antonio illustrati da Bruegel, Huys o Bosch. Ebbene, come spiegò uno storico dell’arte quale Jurgis Baltrusaitis, queste bizzarre varianti delle sacre rappresentazioni risalgono in realtà alla civiltà cinese, e hanno il loro archetipo nei tormenti di un martire buddista. Diventate creature viventi e nemiche, le cose aggrediscono chi tenta di resistere loro. Soltanto un pio orientale o un anacoreta cristiano potranno arginare l’insurrezione. Ma lasciamo la parola a un grande poeta, Rilke: «Là dove c’è uno che raccoglie se stesso, un solitario (...) ecco che quegli provoca la contraddizione, lo scherno, l’odio delle suppellettili degenerate (...) Allora esse si riuniscono fra loro per turbarlo, spaventarlo, confonderlo, e sanno di riuscire a farlo. Allora cominciano, ammiccando l’una all’altra, la tentazione, che cresce poi nello smisurato e trascina tutti gli esseri e Dio stesso contro quell’uno che forse resiste: il santo». indagata come fattore culturaCi sono due maniere, dice- le e non bollata con la semplice vamo, per mettersi in rapporto etichetta di “tirannia delle imcon le cose. Se la prima si svol- magini”. ge nel segno dell’antagonismo, Fin qui la parte strettamente sacro o profano, la seconda è al teorica del testo, che ha tra i contrario caratterizzata da una suoi pregi quello di svelare alpassione irresistibile. Proprio cune direttrici di ricerca ancosulle infinite forme di un simi- ra poco note oltre la cerchia dele amore, si concentra uno stu- gli specialisti. È il caso dei codio di Massimo Fusillo, Feticci siddetti Thing Theory, Object (il Mulino, pagg. 205, euro 20, Studies o Rubbish Theory con 31 illustrazioni a colori). (“teoria delle cose”, “studi suCome spiega il sottotitolo, la gli oggetti”, “teoria del pattuquestione investe Letteratura, me”), emersi nell’ultimo decinema, arti visive, ma sempre cennio come pratiche interdiper un unico scopo: esaminare sciplinari che interessano etquell’antico fenomeno che nografi, archeologi, storici, porta le cose, investite di valori storici dell’arte, filosofi e critici simbolici ed emotivi, a trasfor- letterari (nell’ottobre scorso marsi in feticci, ossia in oggetti l’Università di Salerno ha dedidi adorazione (come quelli scoperti con l’esperienza colonialista in Africa). L’idea por- La dimensione tante del volume consiste nel della visualità ora radicale ribaltamento di senso relativo a tale termine. Quella preponderante proposta da Fusillo, insomma, è indagata corrisponde a una vera e pro- e non bollata pria rivoluzione culturale, in linea con alcune fra le più recenti tendenze di ricerca estetica. cato un intero convegno all’arDi solito, infatti, il concetto di gomento). Questo nuovo camfeticcio, elaborato dall’antro- po della cultura materiale si inpologia e dalla psicanalisi, rice- terroga su «come gli uomini cove «connotazioni negativi di struiscono le cose, e come viceinautenticità». Tutto il contra- versa le cose costruiscono gli rio con questo acuto saggio, uomini». Intellettuali quali basato sulla convinzione che Bruno Latour, Alfred Gell, Tim esista un nesso privilegiato tra Ingold, Graham Harman, Web creatività artistica e feticismo. Keane, Daniel Miller e W. J. T. E sull’idea che la dimensione Mitchell e Appadurai (che ha della “visualità” (distinta dalla parlato di “feticismo metodovisione) sempre più prepon- logico”), indagano cioè quel federante nel nostro tempo vada nomeno per cui gli oggetti

IL DIPINTO
René Magritte: “Camera d’Ascolto” (1958)

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

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PER SAPERNE DI PIÙ www.mulino.it www.ponteallegrazie.it

I 55

Pubblicato l’ultimo volume di Taborelli sulla vita del mitico seduttore

I casi

L’UOMO CHE VISSE PER DON GIOVANNI
LEONETTA BENTIVOGLIO
enché non sia più qui a darcene conferma, possiamo affermare che lo scrittore e storico della cultura Giorgio Taborelli abbia raggiunto il proprio obiettivo esistenziale: il suo Vita di Don Giovanni, mega-libro realizzato in un tempo lungo e impegnativo, ha visto la luce in tutti e quattro i suoi volumi. In quest’epoca di serial, interminabili soap tivù e maratone letterarie (oggi spesso la dismisura risulta appagante), Taborelli s’è immesso nella corrente con un’opera gigantesca sul mitico seduttore. E questa narrazione, scandita in forma d’autobiografia, è stata per l’autore uno scopo prioritario (il perché non glielo si può chiedere, visto che Taborelli, nato nel 1938, è scomparso nel 2011). Al primo tomo uscito nel 2006, Il giardino dei melograni, che dipingeva le avventure di Don Giovanni dal 1598 al 1602, sono seguiti Il IL LIBRO ramo nero (1602-1604) e “L’altra porta Donhuàn dei turchi (1604-1607). del mondo” Ora Ponte alle Grazie, l’editore di Giorgio che s’è fatto carico dell’intera seTaborelli rie, ha pubblicato l’ultima fetta Ponte alle del destino dell’eroe, L’altra porGrazie ta del mondo(pagg. 464, euro 20), pagg. 464, chiusa nel 1618 dal congedo del euro 20 protagonista. Taborelli se n’è andato insieme al motore della sua di. In quest’ultimo tomo, per ispirazione, e il libro è così vitaliesempio, non disdegna una cenciosa mendicante, a cui non ristico, sessuato, vigoroso e colmo sparmia arti passionali e incantadi lussureggianti scenari di natutorie, esattamente come fa con la ra, che non si poteva immaginare raffinata Donna Juana, i cui amun addio migliore per entrambi. plessi con l’idolo di Taborelli ocL’erudito studioso milanese cupano svariate pagine del roha dedicato un paio di decenni al manzo. ritratto di un archetipo tra i più Stavolta gran parte dell’azione celebrati della cultura occidentascorre oltreoceano, nel Nuovo le, attingendo a una materia letMondo, in una terra sconfinata e primordiale percorsa dai conquistatori agli ordini del re di SpaVent’anni di lavoro gna. Il condottiero e i suoi comdedicati a uno pagni d’invasione gustano (e ci degli archetipi più svelano in dettaglio) il sesso comcelebrati della pletamente “animale” delle indicultura occidentale gene selvagge. E la promiscuità degli accampamenti conduce il nostro eroe a ruvide e interessanti esperienze omosessuali. teraria, musicale e pittorica di Nella parte finale splende Miestrema ricchezza. Nobile di cata, la fanciullina con cui, per la sata spagnola, il suo Don Giovanprima volta, egli assapora un ni è un cavaliere audace, colto e amore totale. Insieme concepigeneroso di effusioni, che s’adoscono un figlio, ma sia la mamma pera per soddisfare le sue molte che il bambino muoiono nel paramanti, “perché l’uomo va in to. Giovanni grida forte di dolore amore con la donna, le resta indentro di sé, e se ne va bruciando sieme ma quasi sempre nel godid’interrogativi sull’eterno e l’inmento gode di sé, distinguendofinito. E’ un cristallo d’integrità e si da lei che se ne offende”. Colticoerenza nella sua missione di va minuziosamente il piacere erogatore d’eros pervasivo. Non delle proprie prede, “così vasto e è un emblema di empietà né un profondo, e così mio per averlo immorale, ma un genuino oppocreato”. sitore del controriformismo, che Non è il losco ingannatore reputa malvagio e perverso. Concreato da Tirso de Molina nel suo sidera una bestemmia “dare al Burlador de Sevilla, né l’inconnostro amore regole nostre, che cludente libertino descritto da Dio non ha scritto nella nostra Da Ponte e Mozart. Piuttosto è un natura: anzi è peccato che grida concentrato d’energia fertilizvendetta al cospetto di Dio, è rizante e un possessore democrafiuto di un dono e offende il dotico di femmine. Tutte le sue penatore”. Il suo è un saluto puro e ripezie sono scandite dal sesso, in radicale. un vagare tra alcove, celle monacali, letti setosi e giacigli miseran© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MITOLOGIA GRECA
Tanti i feticci nei miti: il filo di Arianna, il pomo di Paride, il vello d’oro

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I ROMANZI
Dal ventaglio di Wilde alla pallina da baseball di “Underworld” di DeLillo

L’ARTE
Dagli stracci di Pistoletto e Boltanski, agli oggetti enormi di Claes Oldenburg

LACIVILTÀ DEI
giungono a illuminare il loro contesto umano e sociale. Ma torniamo a Fusillo, il cui lavoro consiste essenzialmente nel ricostruire la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio, spaziando dall’epoca ellenistica (con un magnifico capitolo sulle Argonautiche di Apollonio Rodio), fino agli ultimi esempi narrativi, cinematografici e artistici (magistrale l’analisi di Underworld di Don DeLillo). Dopo una densa in-

QUANDO GLI OGGETTI DI ADORAZIONE DIVENTANO CREAZIONI ARTISTICHE
troduzione sui rapporti del feticcio con la merce (da Marx a Benjamin) e il desiderio (da Binet a Freud), già il primo capitolo ci scaraventa in una serie di vicissitudini che vertono su oggetti “inestimabili”. Vediamo allora scorrere il vello d’oro inseguito da Giasone e la palla d’oro che la dea Afrodite promette a suo figlio Eros, il ventaglio in Goldoni e Oscar Wilde, il bicchiere inciso nelle Affinità elettive di Goethe, le “installa-

FETICCI
zioni” di suppellettili che gremiscono i romanzi di Dickens, su su fino alla sputacchiera nei Figli della mezzanotte di Salman Rushdie, al Museo dell’innocenza (puro inno all’oggetto memoriale) progettato da Pamuk, o all’oggetto porno in Palahniuk. L’elenco degli scrittori esaminati, però, sarebbe troppo lungo. Piuttosto, meritano d’essere segnalati artisti folli come Raymond Isidore, autore di una cattedrale di de-

triti, o personaggi estremi come i fratelli Colyer (ripresi in un racconto di Doctorow), morti nel 1947 di “disposofobia”, una sindrome consistente nell’accumulo compulsivo di oggetti, che li portò a spegnersi in una casa stracolma di ciarpame, rottami e rifiuti. Resterebbe da dire delle minuziose perlustrazioni artistiche (con Louise Bourgeois e Pi-

Tutte le storie di Dickens sono ricche di “installazioni” con suppellettili
stoletto), e cinematografiche (da Elia Kazan a Joseph von Sternberg). A tale proposito si sarebbe potuta citare la leggendaria palla di vetro in Quarto potere di Orson Welles. Ma il libro vive anche della sfida a proseguire il cammino tracciato da Fusillo, in modo da integrare la già ricchissima messe dei suoi documenti. Feticci, amuleti, talismani: la caccia è aperta.
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la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

I 56

SPETTACOLI
Nella serata dei duetti, Sabrina Ferilli e Siani che ha scherzato su Nord e Sud. Tra i big ieri sono stati esclusi Chiara Civello e i Matia Bazar

&TELEVISIONE

Aspettando il Celentano bis
Emma, Noemi ma il favorito è Carone e Erica Mou è la migliore per la critica
cesco Renga. Nina Zilli, in grande spolvero con Giuliano de Palma e il sublime trombettista Fabrizio Bosso, sembrava uscita da un film di Almodovar. La canzone di Arisa ha acquistato spessore con la presenza di Mauro Giovanardi dei La Crus. Platinette, ospite dei Matia Bazar, ha risposto alla provocazione gay di Morandi e i Soliti Idioti: «Adoro gli etero». Invece di lasciar cadere, il presentatore ha rincarato: «Platinette, adoro i gay!». Non ne usciremo più. Sembrava di essere tornati ai tempi dei Take That, un tuffo negli anni Ottanta, quando è salita sul palco la boyband One Direction, pupilli dell’X Factorbritannico inseguiti per tutta Sanremo da sciami di ragazzine (54 milioni di visualizzazioni su youTube; il cd Up all night è al primo posto della classifica italiana). Poco ha regalato al varietà l’in-

DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE VIDETTI SANREMO tasera, nella finale-thriller del Celentano bis, verrà proclamato il vincitore di Sanremo 62 tra i dieci big rimasti in gara dopo l’eliminazione di Chiara Civello e i Matia Bazar. Tra i giovani i critici hanno premiato Erica Mou (“Nella vasca da bagno del tempo”). Nella serata dei duetti, il sospetto playback («un remix», dicono loro) della coppia D’Alessio-Berté che è rimbalzato di blog in blog non ha bloccato la gara. Favoriti restano Lucio Dalla e Pierdavide Carone, il cantautore laureato ad Amici. Carone sta seguendo il trend di Marco Carta, che due anni fa fu eliminato dalla giuria di qualità per poi essere ripescato e consacrato dal televoto. Ieri, nella serata dei duetti, ai due si è affiancato Gianluca Grignani, una presenza che fa la dif-

S

mi Dio cantata da Finardi e Beppe Servillo. Ma non tutti i duetti erano brillanti, qualcuno neanche furbo, soprattutto se paragonati a quelli della scintillante serata di giovedì. La presenza di Paolo Rossi non ha sostanzialmente cambiato la filastrocca di Samuele Bersani. Il repertorio festivaliero è fiacco, manca la canzone che buca, nonostante la presenza di interpreti di valore come Fran-

tervista alla Ferilli, prolisso il monologo patriottico di Alessandro Siani: infiamma l’Ariston ma delude i social network. Più contagiosa la comicità trattenuta e garbata di Rocco Papaleo. Il suo mantra — «Alza lo share, abbassa lo spread» — è il tormentone del Festival. Sono in arrivo gli occupanti del teatro Valle. Riusciranno a prendere in ostaggio l’Ariston?
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L’OSPITE
Sabrina Ferilli sul palco dell’Ariston con Gianni Morandi: “Celentano? Io avrei detto anche di più”. ha dichiarato l’attrice

Il comico incendia l’Ariston con le sue battute ma per il web sono risate troppo facili
ferenza in sede di televoto. Sul podio, al primo o al secondo posto, potrebbe esserci Emma, che ha duettato con Alessandra Amoroso. Se questi saranno i risultati, la De Filippi avrà tutti i numeri per organizzare il suo Sanremino personale dentro Amici, quando a marzo inizieranno le serali. Volerà alta anche Noemi, che arriva da X Factor: il duetto con Gaetano Curreri ha dato più vigore a Sono solo parole. Ma c’è l’incognita Respirare, la canzone della coppia D’Alessio-Berté, improbabile sulla carta, di fatto un funk che acchiappa al primo ascolto — più che mai ieri sera con la presenza di Fargetta, dj superstar, che è arrivato con una troupe di cento ballerini coreografati da Luca Tommassini. D’Alessio versione Village People e Berté panterona alla Grace Jones hanno stravolto il profilo della canzone con una base house che i giovani televotanti avranno senz’altro apprezzato. Ha toccato il cuore E tu lo chia-

Il personaggio

La cantante e poetessa americana, 65 anni, ha trionfato giovedì all’Ariston

Patti Smith, lezione di stile “È perché mi guida Rimbaud”
DAL NOSTRO INVIATO
SANREMO — È arrivata in punta di piedi, non si è fatta notare in città, anche se vi ha soggiornato per cinque giorni, in pochi minuti ha riempito il palco dell’Ariston di bellezza ed è volata via. Ha cantato Because the night per Fred “Sonic” Smith, il suo defunto marito, una leggenda del rock di Detroit, costruendo con poesia un pezzo di televisione che resterà nella storia. «Mi ha conquistato la dolcezza, la disponibilità e il rispetto per il nostro lavoro; la delicatezza con cui ci ha chiesto di poter fare quel piccolo reading finale, un capolavoro», dice Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. A tarda notte mi ha chiamato per ringraziarmi. Ma sono io che non finirò mai di ringraziarla per averci trattato alla pari». Oggi, mentre il Festival aspetta il vincitore, Patti Smith è già a casa sua, in quell’angolo di Manhattan tra Houston e MacDougal che nei primi anni Sessanta fu teatro del folk revival. Ha

POETESSA
La cantante e poetessa americana Patti Smith cantando in onore del marito Fred “Because The Night” ha conquistato Sanremo

Il pronostico
Marco Guazzone con il brano “Guasto” è dato come il vincitore dei Giovani; Erica Mou ha vinto il premio della Critica con “Nella vasca da bagno del tempo”. Noemi e Gaetano Curreri (“Sono solo parole”). Il comico Alessandro Siani

un disco da terminare, un piccolo libro da promuovere (Woolgathering, 80 pagine per raccontare l’età adulta di una donna-sciamano) e le migliaia di foto che ha scattato in questi giorni da riordinare. Per un’altra mostra, forse un altro libro, dopo quello bellissimo di Judy Linn (Patti Smith 1969-1976) che raccoglie immagini inedite dei suoi primi anni a New York. «Com’era bella la città allora», ricorda. «I primi mesi non avevo un dollaro neanche per andare al cinema, giravo senza so-

sta, da Washington a Thompson Square Park, assistevo ai reading di poesia all’aria aperta. Per me New York voleva dire libertà». Ha 65 anni, i suoi scarponi sono chic, il suo look androgino imitato dagli stilisti cult, la sua trasandatezza trendy. «Nei primi anni 60 i miei maestri di stile sono stati i negozi dell’usato dove potevo trovare un cappotto di tweed irlandese a 50 centesimi o una camicetta di Dior a due dollari. Anche nel modo di vestire mi facevo suggestionare da poeti e scrittori, Rimbaud, Paul Bowles, Burroughs». L’Italia è nel suo cuore, fu uno dei primi paesi ad abbracciare la sua musica. «Il vostro paese ha sempre avuto un effetto terapeutico su di me, fin da quei mitici concerti del 1979 a Firenze e Bologna, quando le donne dei brigatisti imprigionati venivano a confidarmi le proprie ansie. Qui, ogni volta, riscopro la bellezza e l’essenza del mio mestiere». (g.v.)
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Cinema

Oggi a Newark

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

Il film su Leonardo fa record di incasso
Leonardo da record anche al cinema. Otto mila spettatori e terzo incasso della giornata venerdì per Leonardo live, il film (in 80 sale) sulla mostra della National Gallery di Londra.

Alle 18 (ora italiana) i funerali della Houston
Funerali di Whitney Houston oggi a Newark. Alle 12 (da noi alle 18), gli omaggi di Stevie Wonder, Aretha Franklin, Kevin Costner, Beyoncè, Elton John, Oprah Winfrey.

I 57

La sorpresa Papaleo “Noi troppo volgari? Le parolacce fanno ridere”
Il co-conduttore: Morandi, un pezzo di pane
DAL NOSTRO INVIATO SILVIA FUMAROLA SANREMO a “Stiamo tecnici” al ballo della foca che fa il picco d’ascolto con Patti Smith, cose dell’altro mondo, dalla copertina di Taimagli sfottò su Morandi, sul palco e la mattina alle conferenze stampa ( «Siamo sicuri, Gianni? Mi sa che hai detto una sonora stronz…»), Rocco Papaleo è la rivelazione del festival. Stralunato, sempre fuori posto ma al posto giusto, quando si è presentato col loden blu del tecnico si è capito che il marziano venuto dalla Basilicata si sarebbe preso la scena. Allora Papaleo, com’è questo festival

Camera

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Sono venuto qui per fare esperienza Se me lo chiedessero andrei anche alla Camera dei deputati

Il caso

Dopo quattro giorni di polemiche, il direttore generale della Rai dice la sua e mette avanti le mani sull’esibizione di stasera

Lei: “Prevalgano buon senso e correttezza” ma Marano “controlla” le prove di Adriano
DAL NOSTRO INVIATO SANREMO
olo alla nove di sera, dopo quattro giorni di polemiche e una vigilia infuocata, il direttore generale della Rai Lorenza Lei dice la sua sul Festival e su Adriano Celentano. Piove la lunga nota, se ancora si può usare l’aggettivo, “democristiana”. Auspica che «il buon senso e la correttezza prevalgano nelle ultime due serate» e che «non sia necessario, al termine del Festival, procedere a iniziative conseguenti a violazioni contrattuali». «L’edizione 2012 — afferma la Lei — è stata chiaramente costruita anche sulla presenza di Celentano. Si è trattato di una scelta maturata sulla base di una convinta richiesta della Direzione Artistica e della Rete con assunzione dei rischi legati all’imprevedibilità dell’artista al quale l’azienda ha accordato fiducia, come accade per tutti quelli che vanno in diretta, Paolo e Luca compresi, confidando nel rispetto dei patti negoziali che invece purtroppo non sempre sono onorati. I contratti sono il prodotto di percorsi negoziali complessi ma tali da garantire agli artisti di potersi esprimere liberamente, cosa che rivendico anche come prerogativa del Servizio Pubblico, così come credo sia legittimo rivendicare la libertà di dissentire da affermazioni frutto di personali e opina-

visto da un outsider? «Non sono venuto a Sanremo a cercare il consenso ma per vivere un’esperienza e ampliare il mio raggio d’azione. Non in senso espansionistico ma per conoscere da vicino una cosa che mi ha sempre interessato. Sono curioso, se mi chiedessero: “Vuoi venire quattro o cinque giorni alla Camera dei deputati?”, ci andrei». Dallo spacco di Belen alla patta aperta dei suoi pantaloni, il confine tra gioco e volgarità è sottile… «Ma no, certe cose mi divertono. Non sono un moralista. Però non vado pazzo per le farfalline che sbucano come simbolo della televisione perché mi sembrano una scorciatoia. Non me ne frega niente se una si mette nuda in tv, ma spero che si affermino i contenuti». La gag della patta aperta sembrava seguire la scia… «Era programmata nella prima puntata ma non l’ho voluta fare e sono stato punito. Se l’avessimo fatto apposta non sarebbe venuta così. Non mi considero così bravo a recitare un imbarazzo vero, sarei un genio. Quella chiusura lampo me la sono scordata aperta. E non è la prima volta che mi succede». Lei gioca sul filo sottile dell’ironia, hanno criticato le parolacce… «Non sono un puritano, le parolacce mi scappano. Hanno a che fare con la catarsi della co-

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bilissime valutazioni». «In ogni caso — e qui arriva il monito al Molleggiato — gli stessi contratti che tutelano le libertà degli artisti garantiscono all’azienda tutti gli strumenti di tutela necessari». Uomo avvisato mezzo salvato. «Gli ascolti per la Rai sono importanti — scrive ancora — ma non possono rappresentare, né in effetti rappresentano, l’unico elemento di valutazione. Occorre coniugare ascolti e qualità». Poi i complimenti per i 12 milio-

ni di spettatori della terza puntata: «Dimostrano che la tv di Stato non deve essere il luogo di provocazione ed eccessi per riscuotere successo, ma il luogo dove per tre ore si può concentrare il grande spettacolo». La nota arriva dopo che in mattinata il direttore di RaiUno Mauro Mazza si augurava che «sul contratto di Celentano ognuno si prendesse la sua quota di responsabilità. Io mi sono presa del tutto la mia», ha spiegato, sottolineando che

SILVIA FUMAROLA LE MILLE BOLLE BLU ONE DIRECTION, LA BAND IN PASTO ALLE FAN

u Twitter impazza il dibattito sul tatuaggio di Belen. “Si è tatuata la farfalla della Rai, chissà a Mediaset come l’hanno presa”; “Meglio le farfalle dei sermoni”, “Il commissario Marano cerchi le mutande”

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*** Sabrina Ferilli: “Se anch’io mi tatuerei una farfalla? Ma no, a quel punto tutto un’acquario”. *** Folla di dodicenni in delirio, striscioni, urla, traffico in tilt davanti all’Ariston: le ragazzine aspettano la boy band dei One Direction, campioni dell’X factor inglese. Per liberare la strada parte la trattativa: almeno uno deve essere dato in pasto alle fan.
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MONOLOGHI E NOTE
Adriano Celentano è atteso stasera per l’ultima puntata

Lo show del Molleggiato dovrà durare mezz’ora Poi scatta la pubblicità

l’accordo è stato «il frutto del concorso di tutte le strutture dell’azienda. Una trattativa a tratti estenuante, avallata e sostenuta dal direttore generale». Cosa farà stasera Celentano? Ieri un’ora e mezza di prove blindate, alla presenza del “commissario” di Sanremo, il vicedirettore generale Antonio Marano. «Finalmente ho incontrato Celentano — racconta — me l’ha presentato Claudia Mori, che invece conoscevo da tempo. Scherzando ha detto al marito: ecco il mio fidanzato». Un idillio. Solo canzoni, i monologhi li mette a punto in albergo, si è portato da casa persino il “gobbo” e il “gobbista” (la persona che inserisce i testi nel video). Il cantante ha provato La Cumbia di chi cambia, (recita: “funzionari dello stato italiano si fanno spesso prendere la mano /inizian bene e finiscono male /capita spesso che li trovi a rubare”), Non so più cosa fare, potrebbe proporre con Morandi Penso a te e cambia il mondo. Mezz’ora di show, break pubblicitari tassativi: se nel primo intervento il predicatore non è stato interrotto dalla pubblicità, stavolta la Rai ha mano libera. I blocchi sono di trenta minuti. Se “sfora”, chi gli toglierà la parola? Morandi fiero del suo festival, frena sul Sanremo tris: «È ora di cambiare». C’è chi scommette su Maria De Filippi. (s.f.)
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REPUBBLICA.IT La serata sul blog in diretta con Ernesto Assante e Gino Castaldo
micità: se non se ne abusa, aiutano. Aggiungendo un c… a qualsiasi domanda la rafforzi, fa più ridere. E’ un trucco neanche troppo volgare, su». Non trova che si ripeta troppo? «Con tutto quello che succede ci possiamo stare». Lei fa il comico: cosa la fa ridere? «Poche cose mi sorprendono. Ma Checco Zalone mi ha stupito più di una volta: sarà volgare e tutto il resto, è l’unico mi fa ridere». Che pensa della polemica di Celentano? «Me l’aspettavo, ma quella se la deve smazzare lui». Avrà un’opinione. «E me la tengo». Con Morandi sembrate complici, com’è il rapporto? «E’ stato un incontro felicissimo. Non sono uno retorico, per definire Gianni con un aggettivo userei “fragrante”: quell’uomo è fragrante come il pane caldo. Molto umano, generoso». Che effetto fa la popolarità? «Dice che non potrò più prendere la metropolitana? Mi mancherebbe molto».
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SPETTACOLI R2SPETTACOLI & TV

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Il vampiro Pattinson diventa Bel-Ami e fa il divo a Berlino
“Non amo gli arrivisti a ogni costo”
MARIA PIA FUSCO BERLINO obert we love you! È il grido di decine di ragazzine all’arrivo di Robert Pattinson, lo hanno atteso per ore davanti al palazzo del cinema, sfidando impavide e fiduciose il gelo e la pioggia, pur di cogliere uno dei suoi vampireschi sorrisi malandrini, qualcuna riesce a sfiorarlo, le più fortunate conquistano un autografo. L’arrivo dell’attore inglese, capelli rasati come un Marine — «Un giorno correvo, i capelli mi sbattevano sulla faccia, li ho tagliati tutti» — porta l’ultimo guizzo di divismo al festival, che stasera si conclude con la consegna degli Orsi e, nelle previsioni della vigilia, con il tedesco Barbara e Wild witch, storia di una bambina soldato, resiste il favore per Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Robert Pattinson è Georges Duroy in Bel Ami di Declan Donnellan e Nick Ormerod, nomi eccellenti del teatro britannico, che hanno portato sullo schermo una versione molto fedele al capolavoro di Guy de Maupassant. Al film, prodotto da Uberto Pasolini, ha partecipato RaiCinema e uscirà in Italia con 01. Con un cast femminile di prim’ordine (Uma Thurman, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci), il film racconta la scalata verso la ricchezza e il potere di un ex soldato francese in Algeria, povero e ambizioso, che usa la seduzione di signore della bella società per entrare nel mondo del giornalismo e della politica. È ambientato a Parigi nel 1890, ma, dicono i registi, «si parla di un governo corrotto sostenuto da una stampa corrotta, che copre e giustifica gli scandali e le malefatte della politica. Esattamente come il legame dei politici con i media nella Gran Bretagna di oggi. E non solo, la storia di Bel Ami è di attualità in tanti altri paesi del mondo». Pattinson, londinese, classe 1986, ha letto la sceneggiatura qualche anno fa. «Allora mi senti-

La confessione

George Clooney “Sono schiavo di alcol e farmaci”
ROMA — Solo e schiavo dei farmaci. George Clooney ha regalato questo triste autoritratto in un’intervista all’Hollywood Reporter. Il divo soffre d’insonnia, dorme poco e male, si sveglia anche cinque volte a notte. Si sente solo, anche quando è tra la gente e malgrado le belle donne che lo circondano. «Niente ti fa sentire più solo di una cattiva relazione. Mi è successo di essere stato tradito e abbandonato. L’errore più grande è cercare di riconquistare una donna». Clooney ha iniziato a dipendere dai farmaci dopo essersi ferito alla schiena sul set di Syriana. Dice di aver provato la cocaina, e di essersene poi pentito. E di avere problemi anche con l’alcol: «Mi piace bere, ma a volte supero la linea che mi fa essere solo divertente, e così dall’inizio dell’anno non ho toccato un drink».
Robert Pattinson con Kristin Scott-Thomas in “Bel Ami”

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Oggi i premi del festival del cinema In pole position anche il film dei fratelli Taviani
vo molto più vicino a Georges, mi identificavo con la sua urgenza di uscire dall’anonimato e di emergere in qualunque modo in un mondo dominato dai soldi e dal potere. In fondo lo giustificavo. Ero molto giovane, oggi sono cambiato, mi rendo conto che è un uomo dominato dall’egoismo, invidia chiunque abbia più di lui, rinnega la povertà della sua famiglia, la considera un’ingiustizia, si sente un predestinato al-

la ricchezza. No, io non sono così». Se vivesse oggi, secondo l’attore, Georges Duroy «troverebbe altre strade. Oggi l’ambizione porterebbe Georges a partecipare ad un reality show dove farebbe di tutto per farsi notare. Ci sono tanti esempi di giovani come lui». Diventato un modello per le generazioni più giovani, Pattinson sente «la responsabilità di non deluderle. Non posso fare molto se non sperare che chi si è appassionato ad Edward possa seguirmi anche in storie più serie, più adulte. Come attore devo crescere, cercare ruoli diversi continuando ad incuriosire e interessare il pubblico. Ma Twilightmi ha dato tanto, se la saga continuerà vorrei esserci».
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In televisione

Dopo il film di Pollack con Tom Cruise, su Axn il sequel a episodi. Una anteprima di due ore

Anche Grisham si dà alle serie tv
“Il socio” diventa un thriller di classe, domani il “pilota”
MARIELLA TANZARELLA
MILANO — Un uomo, giovane, elegante, corre come un pazzo con la sua ventiquattr’ore. Lo marcano stretto tre figuri, anche loro ben vestiti ma dall’aria losca. L’inseguimento, spettacolare anche perché le sagome si stagliano su un vasto spazio urbano di pietra bianca, finisce quando il giovane fuggiasco salta al volo su un pickup in movimento e si allontana con i suoi preziosi documenti. È la scena iniziale di Il Socio (The Firm), nuova serie di Sony Pictures Television di cui domani andrà in onda una lunga anteprima, alle 21 su Axn, canale 120 di Sky, mentre la serie vera e propria partirà ad aprile. Un’operazione di qualità, coprodotta dallo scrittore John Grisham e con un ottimo cast, che conferma un volta in più come i serial siano oggi una parte della migliore offerta televisiva.

Ambientata a Washington debutta in undici paesi in venti lingue diverse

IN FUGA
Un momento del serial tv “Il socio” tratto da Grisham in onda da domani sul canale Axn di Sky

La serie prende le mosse dal best seller di Grisham del 1991 e dal film che ne era derivato, diretto da Sidney Pollack nel 1993 e interpretato da Tom Cruise e GeneHackman: Mitch, un brillante avvocato, sembra avviato a una splendida carriera, ma scopre che l’azienda che lo ha assunto è

una copertura di attività mafiose. Intanto, è in crisi con la moglie e la sua vita sembra andare in pezzi, finché riesce a sfilarsi dall’ingranaggio micidiale e, con i famigliari, entra in un programma di protezione testimoni. La serie immagina il seguito della storia. Dieci anni dopo i fatti nar-

rati nel film, Mitch e famiglia si sono trasferiti da Chicago a Washington, il programma di protezione termina e la loro vita dovrebbe ora scorrere in modo tranquillo. Ma ovviamente non sarà così. Nei panni dell’avvocato Mitch McDeere, Josh Lucas (visto tra

l’altro in True Blue e A beautiful mind, ma soprattutto nel ruolo di Lindbergh nel recente J.Edgar di Eastwood) affronta nuove sfide e pericoli, in una trama che non perde ritmo. Anche perché la produzione è firmata da Lukas Reiter e dallo stesso Grisham, che veglia sulla sceneggiatura. La première di domani, che dura circa due ore e verrà trasmessa contemporaneamente in 11 Paesi e in 20 lingue, è stata realizzata appositamente e rappresenta una specie di antefatto per introdurre le vicende della serie vera e propria. Con il protagonista sempre in tensione e in cerca di prove per inchiodare i suoi nemici, e con molte scene girate in una Washington ben riconoscibile, che hanno come sfondo luoghi da cartolina come il Campidoglio o il Lincoln Memorial. Come quella dell’inseguimento che apre l’anteprima di domani.
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R2PROGRAMMI
CANAL GRANDE DI ANTONIO DIPOLLINA CON MARGHERITA GRANBASSI SULLE ORME DELLA POLIZIA
ON ci si annoia (quasi mai) a seguire le vicende della seconda serata di Raitre in questa stagione del post-Dandini, ovvero decine di serate da riempire con quello che si trova. Il giovedì ora tocca a Sirene, ovvero reportage piuttosto “embedded” dalle operazioni delle forze dell’ordine italiane. Chissà se programmi del genere assolvono in qualche modo la mai bene individuata missione di servizio pubblico. In conduzione sgabellare c’è Margherita Granbassi, forse si divertiva di più ai tempi di Santoro o for-

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PER SAPERNE DI PIÙ www.rai3.rai.it www.tg2.rai.it

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N

MISTERO MIMÌ A Tg2 Dossier, Modugno contro Sanremo grazie a “Mimmo, Mimino & Mimì, ossia Domenico Modugno”. Indagine sulla sua vera origine regionale: campano, siciliano o pugliese? RaiDue - 23.30 RAI 1
6.30 UnoMattina in famiglia. All’interno: Che tempo fa; 7.00-8.00-9.00 Tg1- Tg1 Focus; Tg1 Dialogo; 9.30 Tg1 L.I.S. 9.45 Settegiorni 10.25 Città del Vaticano. Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi cardinali 11.40 Che tempo fa 11.45 La prova del cuoco 13.30 Telegiornale 14.00 Mixitalia. Cilento-Castellabate. Giulio Scarpati 14.40 Le amiche del sabato 17.00 Tg1 Che tempo fa 17.30 A sua immagine 17.45 Passaggio a Nord-Ovest 18.50 L’Eredità 20.00 Telegiornale 20.30 Rai Tg Sport 20.35 62° Festival della canzone italiana conduce Gianni Morandi, con Rocco Papaleo, Ivana Mrazova 0.00 Tg1 60 Secondi 0.40 Tg1 Notte Tg1 Focus 0.50 Che tempo fa 0.55 Cinematografo 1.55 Film: Nella società degli uomini - di N. Labute, con A. Eckhart, S. Edwards 3.30 Lady Cop - Tf 4.15 Memorie dal bianco e nero 4.55 Da Da Da

se no, qui l’impegno è davvero relativo. Tra sequestri-monstre di cocaina con telecamera appresso e incursioni varie, ci si accorge della lontananza dai tempi del Gaber che raccontava le paure del camminatore notturno (“Sono i momenti in cui amo la Polizia. E lei lo sa, e si fa desiderare”). Prima o poi magari arriverà la Guardia di Finanza a caccia di Suv e scontrini. Forse. Per il momento tocca accontentarsi del programma tecnico, nel paese tecnico dello “stiamo tecnici”.
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SIRENE
Margherita Granbassi conduttrice su RaiTre

RAI 2
7.00 9.00 9.55 10.25 10.30 10.40 11.20 13.00 13.25 14.00 15.30 17.05 18.00 18.05 18.50 19.35 20.25 20.30 21.05 22.40 23.25 23.40 0.20 1.00 1.25 1.45 1.55 2.00 2.05 2.40 3.40 4.00 Cartoon Magic School Rock Sulla via di Damasco Meteo2 ApriRai Quello che Mezzogiorno in famiglia Tg2 Giorno Dribbling London Live 2.0 Tvm: La libreria del mistero - di M. Grioffith, con K. Martin, C. Williams III Sereno variabile - con O. Bevilacqua Tg2 Lis Meteo2 Sea Patrol - Tf L’isola dei famosi - La settimana L’isola dei famosi - conduce Vladimir Luxuria Estrazione del Lotto Tg2 20.30 Castle - Tf Sabato Sprint Tg2 Tg2 Dossier Tg2 Storie. I racconti della settimana Tg2 Mizar Tg2 Sì, Viaggiare Tg2 Eat Parade Meteo2 Appuntamento al cinema L’isola dei famosi Stracult Videocomic Sport Up

RAI 3
6.00 Fuori Orario 7.20 Film: Lady L - di P. Ustinov, con S. Loren, D. Niven, P. Newman 9.15 PaeseReale 10.15 Kingdom - Tf 11.00 Tgr BellItalia 11.30 Tgr Prodotto Italia 12.00 Tg3 - Rai Sport Notizie Meteo3 12.25 Tgr Il Settimanale 12.55 Tgr Ambiente Italia 14.00 Tg Regione / Tg Reg. Meteo 14.20 Tg3 14.45 Tg3 Pixel 14.50 Meteo3 14.55 Tv Talk 16.40 Tg3 L.I.S. 16.45 Un caso per due - Tf 17.40 Magazine Champions League 18.10 90° Minuto Serie B 18.55 Meteo3 19.00 Tg3 19.30 Tg Regione / Tg Reg. Meteo 20.00 Blob 20.10 Che tempo che fa - con F. Fazio 21.30 Film: Appaloosa - di Ed Harris, con Ed Harris, V. Mortensen, R. Zellweger 23.35 Tg3 23.50 Tg Regione 23.55 Un giorno in pretura. Il clan dei Casalesi: ‘Il giorno dopo” Meteo3 0.55 Tg3 1.05 Tg3 Sabato notte 1.20 Appuntamento al cinema 1.25 Fuori orario

CANALE 5
6.00 Prima pagina 7.55 Traffico / Meteo5 / Borse e monete 8.00 Tg5 Mattina 8.50 Loggione 9.45 Superpartes 10.30 Film: South Kensington di C. Vanzina, con R. Everett, G. Morelli, E. Brignano, E. MacPherson 13.00 Tg5 Meteo5 13.40 Riassunto Grande Fratello 14.10 Amici 15.30 Verissimo - Tutti i colori della cronaca - con S. Toffanin 18.50 The Money Drop - conduce Gerry Scotty 20.00 Tg5 Meteo5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza 21.10 Film: Il codice Da Vinci di Ron Howard, con Tom Hanks, A. Tautou, Ian Mckellen, P. Bettany 0.00 Mai dire Grande Fratello un programma della Gialappa’s Band 0.45 Tg5 Notte Meteo5 Notte 1.15 Striscia la notizia (r) 1.45 Tvm: L’avvocato Guerrieri: ad occhi chiusi - di A. Sironi, con E. Solfrizzi, C. Muti 3.30 Boston Legal - Tf 4.40 Still Standing - Sitcom

ITALIA 1
7.35 9.45 10.10 10.55 Cartoni Power Rangers - Tf Cartoni Film (animazione): Scooby-Doo e gli invasori alieni - di J. Stenstrum Cartoni Studio Aperto Meteo Studio Sport Tgcom I Simpson - Tf Samurai Girl - Miniserie Tvm: Ozzie - Il mio amico combinaguai - di W. Tannen, con S. Breslin, J. Collins, R. Moeller, R. Hunter La vita secondo Jim Studio Aperto Meteo Cartoni Film (animazione): Ant Bully - Una vita da formica - di J. A. Davis Film (animazione): Coraline e la porta magica - di H. Selick Film: Hong Kong: Colpo su colpo - di Tsui Hark con J. C. Van Damme, Jet Li Studio Sport XXL Poker1mania Media Shopping Film: La terza madre - di D. Argento, con A. Argento, Udo Kier, C. Solimano Film: B. Monkey-Una donna da salvare - di M. Radford, con A. Argento

RETE 4
6.05 6.25 7.15 8.20 9.45 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 14.05 15.05 17.00 17.50 18.00 18.55 19.35 21.15 Tg4 Night News Media Shopping Magnum P.I. - Tf Vivere meglio R.I.S. Delitti imperfetti - Tf Ricette di famiglia - con D. Mengacci Tg4. All’interno: 11.55 Meteo Detective in corsia- Tf La signora in giallo - Tf Il Tribunale di Forum - Anteprima Sessione Pomeridiana: Il Tribunale di Forum Tvm: Perry Mason Monk - Tf Ieri e Oggi in Tv Pianeta mare Tg4. All’interno: Meteo Tempesta d’amore Film: Un boss sotto stress - di H. Ramis, con R. De Niro, B. Cristal Film: Il petroliere - di P. T. Anderson, con D. DayLewis, P. Dano, C. Hinds. All’interno: Tg4 Night News Ieri e oggi in Tv - Special Raffaella Carrà Show Film: Emanuelle in America - di Joe D’Amato, con L. Gemser, G. Tinti Media shopping Film: L’uccello migratore - di Steno, con R. Podestà. L. Buzzanca

LA SETTE
06.00 Tg La7 meteo oroscopo traffico - Informazione 06.55 Movie Flash 07.00 Omnibus 07.30 Tg La7 10.00 Bookstore - conduce Alain Elkann 11.10 L'aria che tira, conduce Myrta Merlino - replica 12.30 I menù di Benedetta, conduce Benedetta Parodi 13.30 Tg La7 - Informazione 14.05 Film: Sledge - di Giorgio Gentili, John Sturges 15.50 Jag - Avvocati in divisa - Tf 17.50 Basket - Coppa Italia: Semifinale - diretta 19.15 The show must go off - Anteprima 20.00 Tg La7 - Informazione 20.30 In Onda, conducono Luca Telese e Nicola Porro 22.35 Film: Alveare del terrore - di Louis Bélanger, con Shannen Doherty, Michel Francoeur, Jayne Heitmeryer 00.20 Tg La7 00.30 m.o.d.a. di Cinzia Malvini 01.10 Movie Flash 01.15 Film: Star Trek V - L'ultima frontiera - William Shatner, con William Shatner, Leonard Nimoy 03.15 Omnibus (R) 05.10 In Onda (R)

DEEJAY TV
14.00 15.00 15.55 16.00 17.00 17.45 18.00 18.55 19.00 20.00 20.30 21.00 21.30 22.30 23.30 1.30 Switched at Birth Deejay Hits Deejay Tg Rock Deejay Best of Deejay Hits Nissan Crosschallenge Deejay Hits Deejay Tg Iconoclasts Believers Winter Deeajay Music Club Lorem Ipsum Best of Fino alla fine del mondo Iconoclasts Dvj Deejay Night

12.15 12.25 13.00 13.35 13.40 14.35 16.15

MTV
12.00 Diario di una Nerd Superstar 13.00 Speciale Mtv News: Story of the Week 14.00 My SuperSweet World Class 15.00 Plain Jane: La nuova me 16.00 Mtv News 16.05 Teenager in crisi di peso 17.00 Mtv News 17.05 Chelsea Settles: una vita XXL 18.00 Mtv News 18.05 Teen Mom 19.00 Mtv News 19.05 I soliti idioti 20.55 Mtv News 21.00 Flash Prank 22.00 Premiere. Ridiculousness: Veri American Idiots 23.00 I soliti idioti 0.00 Una notte con Beth Cooper

18.00 18.30 18.55 19.00 19.30 21.10 23.00 0.50 1.50 2.45 3.00 4.35

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SKY

DIGITALE TERRESTRE

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[servizio a pagamento]

RAI

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RAI 4
La situazione comica Entourage - Varietà 30 Rock - Serie Tv Mad Men - Serie Tv Brothers and Sisters - Serie Tv The Cleaner - Serie Tv Lost - Serie Tv Farscape - Serie Tv Film: Paris Express - di H. Renoh, con M. Youn, G. Nakache, J. Jean-Louis Streghe - Serie Tv Film: Diamond Dogs - di S. Dotan, con D. Lundgren, N. Yu, X. Zuren, W. Shriver Wonderland - Magazine Dead Zone - Serie Tv Doctor Who - Serie Tv Farscape - Serie Tv Battlestae Galactica - Serie Tv Sanctuary - Serie Tv Medium - Serie Tv Film: Sisters - di D. Buck, con C. Sevigny, S. Rea Film: Black Boards - di R. Berry, con J. Garcia, M. Cotillard, M. Duchaussoy Appuntamento al cinema Underbelly - Serie Tv Film: Cash Truck - di N. Boukhrief, con A. Dupontel, J. Dujardin, F. Berléand Battlestae Galactica - Serie Tv

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PREMIUM

9.40 John Q - di N. Cassavetes Sky Cinema Passion 10.45 Il Missionario - di R. Delattre Sky Cinema Hits HD 10.50 La poliziotta - di Steno Sky Cinema Comedy 11.25 L'amore difficile - di A. Bonucci Sky Cinema Classics 11.40 Stanno tutti bene - di K. Jones Sky Cinema Passion 12.20 The Social Network di D. Fincher Sky Cinema Hits HD 12.50 Gioco a due di J. McTiernan Sky Cinema Max HD 13.25 Kate & Leopold - di J. Mangold Sky Cinema Passion

14.05 Ricky e Barabba - di C. De Sica Sky Cinema Comedy 14.45 Sahara - di B. Eisner Sky Cinema Max HD 15.05 Corri uomo corri - di S. Sollima Sky Cinema Classics 15.45 Cose da pazzi - di V. Salemme Sky Cinema Comedy 16.50 Will Hunting - di G. Van Sant Sky Cinema 1 HD 17.15 A cena con un cretino - di J. Roach Sky Cinema Comedy 17.45 Daddy Sitter - di W. Becker Sky Cinema Hits HD 18.25 La carica dei 102-Un nuovo colpo di coda - di K. Lima Sky Cinema Family HD

21.00 Qualcuno volò sul nido del cuculo di M. Forman Sky Cinema Classics 21.00 Forever Strong - di R. Little Sky Cinema Max HD 21.00 Vivere fino alla fine - di A. Wheeler Sky Cinema Passion 21.00 Killing Mrs. Tingle - di K. Williamson Sky Cinema Comedy 21.10 Mia moglie per finta - di D. Dugan Sky Cinema 1 HD 21.10 Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso - di G. Veronesi Sky Cinema Hits HD 21.15 La volpe e la bambina di L. Jaquet Sky Cinema Family HD

22.35 Spara che ti passa - di C. Saura Sky Cinema Passion 22.45 Maledetto il giorno che t'ho incontrato di C. Verdone Sky Cinema Comedy 22.55 Cube Zero - di E. Barbarash Sky Cinema Max HD 23.05 I perfetti innamorati - di J. Roth Sky Cinema Hits HD 23.10 Femmine contro maschi di F. Brizzi Sky Cinema 1 HD 23.20 Amadeus - Director's Cut di M. Forman Sky Cinema Classics 0.30 Stanno tutti bene - di K. Jones Sky Cinema Passion

I

sport
Eurosport 2 20.00 Sky Calcio prepartita Diretta Sky Sport 1 HD 20.00 Social Games Rep. Sky Sport Extra 20.00 Calcio: Real Madrid - Racing Santander Liga Diretta, Dolby Digital Sky Supercalcio HD 20.15 Calcio: Friburgo - Bayern Monaco Bundesliga Differita Sky Sport 3 HD 20.30 Bollettino Sportivo Differita Eurosport 2 20.30 Momenti di Golf Rep. Sky Sport Extra 20.45 Calcio: Juventus - Catania Serie A Diretta, Dolby Digital Sky Sport 1 HD 21.00 Tennis: Torneo WTA di Doha Replica Eurosport 2 21.00 Golf: Studio Golf Diretta Sky Sport Extra 21.15 Studio NBA Diretta Sky Sport 2 HD 21.15 Golf: Northern Trust Open US PGA Tour Diretta Sky Sport Extra 21.30 Basket: Los Angeles Clippers - San Antonio Spurs NBA Diretta Sky Sport 2 HD 22.00 Calcio: Siviglia - Osasuna Liga Diretta, Dolby Digital Sky Sport 3 HD 22.00 Calcio: Siviglia - Osasuna Liga Diretta, Dolby Digital Sky Supercalcio HD 22.30 Salto con gli sci: HS 213 Coppa del Mondo Replica Eurosport 2 22.45 Sky Calcio postpartita Diretta Sky Sport 1 HD 23.00 Salto con gli sci: HS 213 Coppa del Mondo Replica EuroSport HD 23.30 Hernanes I Signori del Calcio Replica Sky Sport 1 HD 00.00 Tennis: Torneo WTA di Doha Replica EuroSport HD 00.00 Night News Differita Eurosport 2 00.00 Euro Calcio Show Dir. Sky Sport 3 HD
00.00 Altri: Evans-Davis UFC Sky Sport Extra

6.30 Orgoglio 7.25 Incantesimo 8.15 Le ragazze di Piazza di Spagna Miniserie 8.45 Pazza Famiglia - Tf 9.40 Cuccioli - Miniserie 11.15 Ho sposato uno sbirro - Tf 12.10 Il maresciallo Rocca - Tf 13.45 Commesse - Miniserie 15.30 Appuntamento al cinema 15.35 Angelo il custode - Miniserie 17.20 Cugino & Cugino - Miniserie 19.15 Film: L’altra donna - di . Negri, con A. Boni, A. Caprioli, F. Tini, A. Manzini 21.00 Sanguepazzo - Miniserie 22.45 Il Mestiere di vivere - Doc 23.45 Amori - Spettacolo 0.40 Voglia di cantare - Miniserie

17.05 Film: Baciami stupido - di B. Wilder con D. Martin, K. Novak, 19.10 Film: Chimera - di E. M. Fizzarotti, con G. Morandi, L. Efrikian 21.00 Film: Il siero della vanità - di A. Infascelli con F. Neri, M. Buy, V. Mastandrea, B. Bobulova 22.35 Film: Acque profonde - di J. Wilson con B. Zane, H. Keitel, C. Diaz, C. Sheffer 0.10 Film: Il giardino delle torture - di F. Francis 1.55 Film: I segreti del lago - di S. McGehee, D. Siegel con T. Swinton 3.40 Film: Les dents de la nuit - di S. Cafiero, V. Lobelle con P. Mille

I
13.25 14.20 15.10 15.45 16.40 17.35 18.10 18.45 19.45 20.45 21.15 22.35 23.05 23.55 0.50 3.10

RAI 5
Paul Merton in Europe David Letterman Show Passepartout Case mai viste Design for Life - Doc Ted Talks Readership Cool Tour Weekend Love/Lust - I tacchi alti Passepartout Don Chisciotte - Teatro Step passi di danza David Letterman Show Design for Life Opera - Maria Stuarda - Musica lirica Step passi di danza

18.30 Preview Champions League Sky Sport 1 HD 18.30 NBA Action Replica Sky Sport 2 HD 18.30 Obiettivo Londra 2012 Studio Replica Sky Sport Extra 19.00 Hernanes I Signori del Calcio Sky Sport 1 HD 19.00 Basket: Memphis Grizzlies - Denver Nuggets NBA Rep. Sky Sport 2 HD 19.30 Speciale Usain Bolt Replica Sky Sport Extra 20.00 Biliardo: Welsh Open Diretta EuroSport HD 20.00 Ciclismo: Tour dell'Oman Replica

I

MOVIE

8.25 Film: Zorro - di D. Tessari, con A. Delon, O. Piccolo, E. Cerusico 10.30 Appuntamento al cinema 10.35 Film: A spasso con Daisy - di B. Beresford con J. Tandy, M. Freeman, D. Aykroyd, P. Lupone 12.15 Film: Lucky Luke - di J. Huth, con J. Dujardin, M. Poupaud, S. Testud, A. Lamy 13.55 Film: Mani di fata - di Steno, con R. Pozzetto, E. Giorgi 15.25 Film: Ballroom Dancing - di R. Miller con M. Steenburgen, R. Carlyle, S. Astin

FOX
10.50 Glamour Cakes Fox Life 11.05 La signora in giallo Fox Crime HD 11.20 Cash & Cari - Tesori in soffitta Fox Life 11.45 Sex and the City Fox Life 12.00 Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD 12.55 Le migliori foto di N. Geographic National Geographic Channel 13.00 I Simpson Fox HD 13.25 Mayday: scena del disastro National Geographic Channel 14.10 Desperate Housewives - I segreti di Wisteria Lane Fox Life 14.25 Venezia pronto intervento National Geographic Channel 14.55 Dog Whisperer National Geographic Channel 15.40 I Simpson Fox HD 15.55 Dog Whisperer National Geographic Channel 16.55 Antartica: spedizione impossibile National Geographic Channel 17.55 Megastrutture National Geographic Channel 18.05 Love Boat Fox Retro 18.15 C.S.I. - Scena del crimine Fox Crime HD 18.55 Un viaggio sfacciatamente unico National Geographic Channel 19.00 Mayday: scena del disastr National Geographic Channel 19.10 Loro uccidono Fox Crime HD 19.55 Cosa ti dice il cervello? National Geographic Channel 20.00 I Simpson Fox HD 20.30 I Jefferson Fox Retro 20.55 La nave perduta di Roma National Geographic Channel 21.00 White Collar Fox HD 21.00 Law & Order: Unità Speciale Fox Crime HD 21.00 Sex and the City Fox Life 21.00 Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro 21.50 Homeland - Caccia alla spia Fox HD 21.55 Law & Order: Unità Speciale Fox Crime HD 21.55 La tomba del guerriero National Geographic Channel 22.00 Sex and the City Fox Life 22.45 New Girl Fox HD 22.50 Law & Order: Unità Speciale Fox Crime HD 22.55 Tabù National Geographic Channel 23.00 Drop Dead Diva Fox Life 23.00 Ellery Queen Fox Retro 23.05 Happy Endings Fox HD 23.35 Happy Endings Fox HD 23.45 Braquo Fox Crime HD

MEDIASET PREMIUM

I

cinema
17.45 White Lion - di M. Swan Premium Cinema Emotion 18.40 Gioventù bruciata - di N. Ray Studio Universal 19.20 L’imbroglio nel lenzuolo - di A. Arau Premium Cinema Emotion 19.40 From Paris with Love - di P. Morel Premiun Cinema Energy 21.15 Nancy Drew - di A. Fleming Premium Cinema 21.15 Una bionda in carriera-di C. H. Wurmfeld Studio Universal 21.15 Danni collaterali - di A. Davis Premiun Cinema Energy 21.15 Non dire sì-l’amore sta per sorprenderti - di S. Schwartz Premium Cinema Emotion 23.05 Belli e dannati - di G. Van Sant Studio Universal 23.10 L’ultima alba - di A. Fuqua Premiun Cinema Energy 1.00 Kalifornia - di D. Sena Studio Universal

I
08.55 09.45 10.40 10.40 12.30 12.45 13.05 13.50 14.20 14.55 15.35 16.45 17.40 19.30 19.30 20.25 21.15 21.15 21.15 22.00 23.05 23.10 23.40

intrattenimento
Parks and Recreation - Tf Joi Men in Trees - Tf Mya Dr House - Tf Joi La fortezza - Film Steel Merlin - Tf Joi Friends - Sitcom Mya Supernatural - Tf Steel Ritorno alla 36a camera - Film Steel Motherhood - Film Mya E.R. Medici in prima linea - Tf Joi Serenity - Film Steel I pilastri della terra - Miniserie Joi Una ragazza speciale - Tvm Mya Dr. House - Tf Joi Another Cinderella Story - Tvm Mya Enterprise - Tf Steel Pretty Little Liars - Tf Mya Human Target - Tf Steel Leverage - Tf Joi Human Target - Tf Steel Fairly Legal - Tf Mya L’ultimo samurai - Film Joi The Big Bang Theory - Tf Steel

9.05 Amare per sempre-di R. Attenborough Premium Cinema Emotion 9.30 Codice Mercury - di H. Becker Premium Cinema 10.00 Il ladro di Baghdad - R. Walsh Studio Universal 11.00 Un’ottima annata - di R. Scott Premium Cinema Emotion 12.20 The Jacket - di J. Maybury Premiun Cinema Energy 13.50 Grindhouse-A prova di morte Q. Tarantino Premium Cinema 14.05 The Hole - di J. Dante Premiun Cinema Energy 15.45 Io sono leggenda - di F. Lawrence Premiun Cinema Energy 15.50 The American - di A. Corbijn Premium Cinema 16.30 Coffee & Cigarettes - di J. Jarmusch Studio Universal 17.40 Segui il tuo cuore - di B. Steers Premium Cinema

IRIS
9.50 Film: Il presidente del Borgorosso Football Club - di L. F. D’Amico, con A. Sordi 12.30 Film: Ovosodo - di P. Virzì, con C. Pandolfi, M. Cocci, N. Braschi 14.20 Film: Jane Eyre - di F. Zeffirelli, con W. Hurt, C. Gainsbourg 16.30 Film: American Pastime - di D. Nakano, con A. Yoo, O. Rulin 18.35 Film: The game-nessuna regola di D. Fincher con S. Penn, M. Douglas 21.00 Film: Il marchese del grillo - di M. Monicelli, con A. Sordi, P. Stoppa 23.20 Film: Brancaleone alle crociate di M. Monicelli, con V. Gassman

CIELO
10.00 11.00 12.00 13.00 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00 19.00 21.00 22.00 23.00 00.00 00.30 Hell's Kitchen Masterchef USA Sky Tg24 Giorno Non lo sapevo! Voglio vivere così Italia Il principiante Dog Whisperer con Cesar Millan Aiuto! Animali imbarazzanti Non lo sapevo! La dura verità Hell's Kitchen Masterchef USA Most Dangerous Sky Tg24 Notte Birth - Io sono Sean

REAL TIME
12.15 12.40 13.35 14.30 15.25 16.20 17.15 18.15 19.10 20.10 21.10 22.10 23.05 0.00 0.55 Cucina con Buddy Mamme che amano troppo School Mum Makeover Vendo Casa... Disperatamente Monster House: case da pazzi Tabatha Mani di Forbice Abito da sposa cercasi Il boss delle torte Top Chef: Masters Cerco casa disperatamente Shopping Night Cucine da incubo USA Adolescenti XXL 2 Malattie Imbarazzanti Chirurgia XXL

SPORT

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

I 62

Senza
Le pagelle
SIMONE MONARI INTER BOLOGNA

A San Siro, nerazzurri ko 3-0 col Bologna: due gol del centravanti e uno di Acquafresca. Per l’Inter un solo punto negli ultimi cinque match E mercoledì la Champions a Marsiglia

difesa
0-3
INTER (4-2-3-1) Julio Cesar — Maicon, Lucio, Ranocchia, Nagatomo — Zanetti, Cambiasso — Faraoni (23’ st Castaignos), Sneijder, Forlan (16’ st Poli) — Pazzini. BOLOGNA (3-4-2-1) Gillet — Raggi, Portanova, Antonsson — Garics, Mudingayi, Perez, Morleo — Ramirez (25’ st Kone), Diamanti (13’ st Taider) — Di Vaio (31’ st Acquafresca). Arbitro: Damato. Reti: 37’ e 38’ pt Di Vaio, 40’ st Acquafresca. Note: ammoniti Diamanti, Sneijder. Spettatori 20.043, incasso 1.275.763.

Ranocchia, uno stop da brividi super Gillet su Maicon e Forlan
INTER
6 Sui gol non può nulla, davanti ha un colabrodo e ne fa le spese. MAICON 5.5 Sfiora due volte il vantaggio di testa, ma sono episodi. Spinge poco. LUCIO 5 Sul gol di Di Vaio sbaglia l’anticipo e si fa saltare in allegria da Ramirez. La falla comincia lì. Sul 3-0 osserva ammirato Acquafresca. RANOCCHIA 4 Incerto da subito, sprofonda con uno stop a seguire perfetto, non fosse che in porta manda un avversario, Di Vaio. Che ci sguazza. Intimorito a dir poco. Gillet gli nega l’1-2. NAGATOMO 6 Prova da subito a spingere, è fra gli ultimi ad arrendersi. ZANETTI 5 Sbaglia il rinvio sul primo gol, non sfonda. Resta comunque un santo nella chiesa di San Siro. CAMBIASSO 5 Parte mediano con Zanetti al fianco, poi quando Ranieri cambia diventa il regista basso di una squadra che si muove davvero poco. FARAONI 5.5 Si prende subito un pestone da Perez, tanto per capire chi comanda. Timido da cursore e anche dopo, da interno. Dal 23’ st Castaignos sv: fa movimento ma niente guizzi. SNEIJDER 5 Trequartista, poi attaccante, senza incidere. Pallido pallido, inconcludente. Il suo ritorno sta risultando nefasto. FORLAN 5 Sfugge a Portanova ma non buca Gillet al 30’, da esterno alto del 4-23-1 fa quel che può e infatti dopo mezz’ora Ranieri lo mette davanti. Ha l’occasione per riaprire la partita, solo che esala un sinistro angolato ma flebile. Dal 16’ st Poli 5:trequartista a sorpresa, senza vederla. PAZZINI 4 Sbatte su Antonsson e Portanova. E in area combina poco, anche perché supportato pochissimo. Serata davvero da dimenticare. Zero dribbling, solo un’acrobazia all’inizio su un angolo e nulla più.
JULIO CESAR

BOLOGNA
7 Gran serata. Bravo al 18’ su Maicon, si ripete in uscita su Forlan al 30’ e nella ripresa ancora sul biondo. Un fulmine su Ranocchia. Che chiedergli di più. RAGGI 6.5 Attentissimo, reattivo, prestazione assai positiva. Un muro. PORTANOVA 6 Sale spesso a prendere Sneijder. Su un retropassaggio di Mudingayi perde Forlan. Guida bene il reparto. ANTONSSON 6.5 Fronteggia Pazzini, ne esce alla grande. GARICS 6.5 Sostanza, aiuti difensivi, raddoppi. Utile. MUDINGAYI 6.5 S’abbassa di rado su Sneijder e si capisce che è una scelta di Pioli, che preferisce un difensore sull’olandese. PEREZ 6.5 Parte maluccio, poi carbura, l’assist a Di Vaio per l’1-0 è persino pregevole. Dopo da lì non si passa più. MORLEO 6 Disciplinato e disponibile. RAMIREZ 6.5 Sfugge a Lucio, innescando il primo gol. Si prende molte pause, mostra qualche tocco, lavora su Nagatomo quando l’Inter inizia da lì la manovra. Può fare molto di più. Dal 25’ st Kone 6: deve provare a tener palla e a coprire, lo fa con dedizione. DIAMANTI 6.5 Ci prova su punizione dopo 28’, si spreme in copertura (soprattutto su Maicon), frana addosso a Lucio prendendosi un giallo. Sembra nervoso, poi s’inventa il lancio a Di Vaio per il 20 (al di là del grave errore di Ranocchia) che è una perla. Col Milan al Dall’Ara ne aveva sfornato uno simile. Dal 13’ st Taider 6: va su Poli, per arginarlo. DI VAIO 7.5 In un attimo affonda l’Inter. Un anno fa (26 febbraio), ne fece due a Torino. Per la classifica e per la storia rossoblù (140 i gol in A). E meno male che aveva il torcicollo. Dal 31’ st Acquafresca 7: un gol non del suo repertorio, da sgroppatore più che da uomo d’area. Un gran gol. ARBITRO DAMATO 6.5 Sicuro e disinvolto.
GILLET

DAL ’46 MAI COSÌ MALE
Di Vaio realizza la prima delle sue due reti. È la 10ª sconfitta per l’Inter: mai così male dal ‘46

ANDREA SORRENTINO MILANO recipitevolissimevolmente giù, sempre più giù. C’è solo aria, e un nulla cosmico, sotto l’Inter che cade. Il Bologna coglie la vittoria più importante della sua storia recente, un 3-0 ancora più abbacinante del 2-0 inflitto alla Juve un anno fa a Torino, e la ottiene sui poveri resti di una squadra scoppiata, svanita, senza più niente. Non vinceva contro l’Inter dal 2002, il Bologna, e a San Siro dal 1999. L’Inter invece è alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite (decima in 24 gare), la seconda consecutiva in casa, e non segna un gol da tre turni. Quei lestofanti della critica che segnalavano il crollo verticale della squadra e di tutto lo zoppicante “progetto” della stagione 2011-2012, non erano dunque in malafede, né annebbiati dal pregiudizio. Perde la pazienza Moratti, che abbandona la stadio a metà ripresa, e di sicuro l’hanno persa i tifosi, che alla fine contestano e invocano Josè Mourinho, uno che come sempre aveva capito tutto in anticipo. È ormai un’Inter senza qualità. Rimane un briciolo di capacità tecniche, ma con quelle combini poco, se non c’è l’energia a soste-

P

Inter travolta da Di Vaio ora trema anche Ranieri
24a giornata
FIORENTINA-NAPOLI INTER-BOLOGNA JUVENTUS-CATANIA LECCE-SIENA CESENA-MILAN GENOA-CHIEVO NOVARA-ATALANTA ROMA-PARMA PALERMO-LAZIO UDINESE-CAGLIARI
0-3 0-3 oggi ore 20.45 domani ore 12.30 ore 15

La classifica ogni*una gara in meno, ogni o una gara in più
MILAN JUVENTUS* LAZIO UDINESE NAPOLI ° INTER ° ROMA PALERMO GENOA CAGLIARI 47 46 42 41 37 36 35 31 30 30 FIORENTINA* PARMA* CHIEVO CATANIA** ATALANTA (-6) BOLOGNA* SIENA* LECCE CESENA* NOVARA 28 28 27 27 27 25 23 18 16 16

Ranieri/1

Cosa succede all’Inter? Non stiamo dando quello che è nelle nostre possibilità: dobbiamo chiedere scusa al presidente e ai tifosi
Ranieri/2

ore 20.45

Avevamo trovato un equilibrio e invece l’abbiamo perso, ma siamo uniti e troveremo soluzioni. Dimissioni? Non ci penso nemmeno

nerle, la fiducia. Invece l’Inter è rattrappita, senza forza e velocità d’esecuzione, con le idee sempre annebbiate, con una manovra tossicchiante e inutile: com’è possibile ritrovarsi con le gambe vuote a febbraio? Non giova neppure il continuo variare di moduli delle ultime partite, dopo il sacrificio di Thiago Motta. Stavolta Ranieri presenta il 4-2-3-1 (dopo il 4-3-2-1 col Novara e il 4-4-2 di Roma), ma si capisce subito che Forlan a sinistra è un uomo regalato perché deve rientrare troppo, allontanandosi dalla porta. Di questa e altre piccole inadegua-

tezze (Pazzini isolatissimo, Sneijder nella morsa di Mudingayi e Perez, Zanetti e Cambiasso poco adatti a condurre il gioco) approfitta il Bologna, sistemato in campo con razionalità da Pioli: Diamanti e Morleo blindano Maicon, i due mediani sanno far ripartire l’azione, Ramirez e Di Vaio tengono tra i piedi i palloni giusti, tutti si applicano diligenti. Il Bologna gioca meglio ma quasi non se ne accorge perché il nome dell’avversario (solo quello) incute timore, così concede un paio di conclusioni nel traffico a Maicon di testa (18’ su Gillet, 29’ a la-

Milan

Sci nordico

Seedorf fuori un mese, si ferma anche Mexes
MILANO — Problemi per Philippe Mexes (foto) e Clarence Seedorf ko. Il francese ha lasciato l’allenamento zoppicante, probabilmente per una distorsione alla caviglia. L’olandese mercoledì scorso si è procurato uno stiramento al bicipite femorale (previsto un mese di stop). Presentato a Milanello il nuovo campo in sintetico (come quello di Cesena).

Nuova caduta per Pittin: frattura alla spalla
KLINGENTHAL — Nuova caduta, frattura alla spalla e operazione in vista per Alessandro Pittin (foto). Nel corso del primo salto di allenamento dal trampolino di Klingenthal, l’azzurro della combinata nordica ha battuto violentemente la spalla sinistra. Appena possibile, Pittin rientrerà in Italia per sottoporsi all’intervento.

I 63

Il caso
STEFANO SCACCHI MILANO uesta volta Massimo Moratti ha scelto di non vedere: troppo brutto quello che stava succedendo in campo per restare fino all’ultimo. E così il presidente dell’Inter ha deciso di lasciare la tribuna di San Siro al 20’ del secondo tempo, prima ancora di vedere Robert Acquafresca segnare il 3-0 (proprio lui, per anni di proprietà del club nerazzurro e mandato in giro per l’Italia a farsi le ossa senza mai più tornare alla base). Nessuna sfuriata negli spogliatoi, nes-

Q

Moratti se ne va dopo un’ora spunta pure la soluzione Figo
sun vertice con gli altri dirigenti, come successo dopo le ultime sconfitte, anche se, nonostante l’impegno ravvicinato in Champions, si comincia a parlare della possibilità che il presidente scelga la soluzione interna affidando la squadra a Figo. La notte di Milano, un po’ meno fredda rispetto ai giorni precedenti, è gelida per il numero uno di una squadra che appena due anni fa in questi giorni iniziava il volo verso la Coppa Campioni e ora sprofonda senza rete. Quello che Moratti non può sentire, perché è già lontano, è il coro più naturale in questo disastro dove i tifosi possono consolarsi solo con i bei ricordi: “Josè Mourinho”, intona San Siro, per la prima volta in modo così compatto da quando lo Special One se ne è andato. Prima e dopo questo coro per il portoghese, è solo rabbia:

“Andate a lavorare”, “Giocate senza la maglia”, “Fuori i c…”. In campo ognuno va per conto proprio: Sneijder è talmente affranto dopo lo 0-3 che Mudingayi lo abbraccia lungamente. L’olandese si copre gli occhi con il braccio destro. Il giovane Castaignos reagisce con i nervi battibeccando con i difensori avversari. «Dobbiamo fare qualcosa per riconoscenza verso il nostro pubblico», aveva chiesto Moratti prima del via. Invece un’ora dopo l’unica cosa possibile era scappare, dal primo all’ultimo tifoso per risparmiarsi qualche frammento di questo incubo.
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Massimo Moratti

L’ira continua del capopopolo Conte
“Non prendo lezioni di stile”. E stasera la Juve con il Catania
EMANUELE GAMBA TORINO iò che resta da capire è se la Juventus sia veramente convinta di quello che dice, cioè della sua condizione di vittima, o se sia soltanto strategia, politica, guerriglia diplomatica, lobbying, preparazione del terreno in vista del confronto diretto con il Milan. Che a livello di strategia, diplomazia e soprattutto lobbying e politica è una potenza che, deve pensare qualche bianconero, si misura anche attraverso il numero di rigori di cui può beneficiare. Sia quel sia, a Torino non hanno lasciato cadere l’argomento, anzi ripreso da Conte con toni meno concitati, con una rassicurazione enunciata così tante volte da risultare non del tutto convincente («Sono molto sereno») e portando al tavolo nuovi argomenti, a cui si potranno accodare nuovi argomenti, ai quali se ne potranno agganciare altri ancora e non finirla mai più: peggio di una catena di Sant’Antonio. Figurarsi, poi, se Conte avesse saputo in anticipo il commento di Zeman, l’uomo che ha sempre battuto sul nervo scoperto del doping e di Calciopoli: «Secondo me, l’unico rigore chiaro era quello in favore del Parma per il fallo su Giovinco. Oggi a certe squadre non danno più venti rigori a stagione come nel passato». Potrebbe essere il prossimo filo cui attaccare il discorso, ieri l’allenatore della Juventus si è limitato a prendersela con Ranieri, con Lo Monaco («Pur con tutta la stima che ho per loro») e in generale con coloro i quali hanno commentato a occhi sgranati la furia bianconera, compreso l’ex presidente Cobolli Gigli, velenosetto: «Se si segnasse qualche gol in più, ci sarebbe-

C

ro meno motivi per lamentarsi». Conte, per lo meno, ha provato a rifarsi un amico: «Prima di tutto, infatti, mi scuso con Giovinco, perché nei suoi confronti ho espresso giudizi non giusti». Gli aveva dato del simula-

tore, per farla breve. «A livello di eleganza e di stile però non mi aspetto nessuna indicazione da quei signori. M a s e

sono stato poco elegante cercherò di andare a lezioni di bon ton». Alla gente, alla gente juventina, Conte piace però così com’è. «Sono quello che ero da giocare, indomito ma leale». E, indomito, ricomincia: «Se Ranieri dice di sperare che le nostre proteste non influenzino arbitri e designatori, significa che pensa che un condizionamento ci pos-

Ancora polemiche sui rigori negati “A Ranieri chiedo: i condizionamenti ci sono o no?”
sa essere. Lascia una porta aperta. Allora io dico: ma questi condizionamenti ci stanno o non ci stanno? Io non ho parlato in quel modo per aizzare nessuno, tantomeno il tifoso juventino, che è un tifoso che ha accettato sempre il verdetto del campo. E che negli ultimi anni forse ha subito un po’ troppo. Io non ho fatto una lamentela, ma una denuncia perché c’è un’aria poco tranquilla, poco rassicurante. Ho sempre preso tutto con bon ton, ma al decimo pestone uno può anche dire “oh, mi hai fatto male”. Non si sono accorti che a furia di pestoni ho l’unghia nera». Figurarsi in quale clima si giocherà la partita di stasera contro il Catania. «Io i tifosi li vorrei aizzare solamente a comprare il biglietto» dice Conte, ma in realtà è il capo di un popolo in tumulto. E figurarsi quanta pressione ci sarà addosso a Christian Brighi di Cesena, l’arbitro della partita. «Spero che se c’è un rigore al 90’ lo dia, che sia per noi o per il Catania», ma se la Juve sostiene di aver strillato così tanto per togliere ai direttori di gara la paura di sbagliare, rischia invece di avere scatenato l’effetto contrario. L’augurio a Brighi è che non sbagli nemmeno un fischio, perché qualunque sbavatura potrà comodamente essere strumentalizzata, in un senso o nell’altro, e la tiritera non avrà fine: la settimana prossima sarà quella di Milan-Juventus, del ricorso contro la squalifica di Ibrahimovic (e anche quella sentenza si presterà a ogni tipo di strumentalizzazione), di una resa dei conti probabilmente definitiva. La Juve si sente davvero perseguitata da arbitri vendicativi o sta facendo lobbying?
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Cobolli Gigli

to) e un’occasione a Forlan dopo esitazione di Portanova (30’, sinistro respinto da Gillet). Ma è un’Inter tremebonda appena viene attaccata, sembra camminare sul sapone delle proprie insicurezze. Lucio è il primo a tradire, bucando un pallone che lascia spazio a Ramirez, cross respinto male da Zanetti, assist di Perez e Di Vaio segna l’1-0 (37’). Sessanta secondi e il regalo arriva da Ranocchia, paurosamente peggiorato rispetto a un anno fa: lancio di Diamanti su cui il difensore interviene maldestro, regalando il pallone a Di Vaio che tutto lo stadio aveva visto sbucargli alle spalle, e destro in rete. Ripresa ancora senza qualità. Forlan esala un sinistro tra le braccia di Gillet, il Bologna si difende senza affanni, Moratti se ne va, e quando Ranieri inserisce Poli per farlo giocare trequartista capisci che tutto è compiuto. Gillet sventa ancora su Ranocchia (22’) e più tardi lo slalom di Acquafresca tra gli immobili difensori interisti, con sinistro nell’angolo, è il cappello al trionfo rossoblù. Siamo tutti sotto esame, aveva detto Ranieri alla vigilia. Bocciati tutti, allora. Solo che l’allenatore di solito paga per tutti. Ora Ranieri vacilla assai, anche se è l’ultimo responsabile in ordine di tempo di una catena di nefandezze.
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Con qualche gol in più ci saranno meno occasioni di lamentarsi La Juve non sfrutta il lavoro in attacco
Zeman

Io a Parma ho visto solo il rigore su Giovinco Cosa è cambiato dopo Calciopoli? Non hanno più 20 rigori a stagione

JUVENTUS CATANIA

IMBATTUTO
Antonio Conte, 42 anni, è arrivato quest’anno alla Juventus con cui è imbattuto: 15 vittorie e 10 pareggi in 25 gare tra serie A e coppa Italia. Prima ha guidato Arezzo, Bari, Atalanta e Siena. In carriera ha conquistato due promozioni in serie A

Buffon Caceres Barzagli Bonucci Chiellini Padoin Pirlo Marchisio Pepe Quagliarella Vucinic

1 4 15 19 3 20 21 8 7 18 14

1 11 6 3 12 13 10 4 28 18 17

Kosicky Motta Legrottaglie Spolli Marchese Izco Lodi Almiron Barrientos Bergessio Gomez

Arbitro: Brighi
ore 20.45: Sky Sport 1, Sky Calcio 1, DT Premium Calcio e Hd1

la Repubblica
SABATO 18 FEBBRAIO 2012

R2SPORT

@

PER SAPERNE DI PIÙ http://it.violachannel.tv www.sscnapoli.it

I 65

Cavani da Champions, la Fiorentina crolla
Il Chelsea non distrae il Napoli: 3-0 e doppietta dell’uruguayano
BENEDETTO FERRARA FIRENZE olto Napoli e parecchio Cavani: tutto terribilmente facile a Firenze, dove la squadra di Mazzarri schizza lontano da vecchie paure con una vittoria presa senza dover strafare nemmeno tanto per spengere una Fiorentina meno eccitante della pubblicità che scorre sul tabellone nell’intervallo. Mazzarri deve aver riflettuto sul fatto che la Champions potrebbe non essere per sempre. Insomma, ci sta il colpo della vita, ma anche no. Il che significa che il campionato forse inizia ad avere le sue ragioni per essere considerato seriamente. E allora basta con questa storia del turn over: in campo solo Dzemaili al posto di Gargano e Rosati per De Sanctis. Nei prologhi alle notte europee il Napoli sbandava spesso come un bimbo ai primi passi. Uno, due, in terra. Ma stavolta l’intenzione era quella di cambiare strada, nonostante l’appuntamento da urlo fissato per martedì prossimo col Chelsea e nonostante un giorno, il venerdì 17, che si porta dietro tutto il kit per gli scongiuri fai da te. La Fiorentina teoricamente è viva. Una squadra che ne ha vinte due di fila (e saltate altre due per neve). C’è anche Amauri in cerca della prima rete viola. Solo che in gol ci va Cavani, dopo apFIORENTINA NAPOLI

In breve

M

0-3
Rossi

Siamo partiti male, e abbiamo preso il gol. Abbiamo provato a reagire ma il Napoli si è dimostrato superiore
Cavani

FIORENTINA (3-5-2) Boruc 6 — Gamberini 5.5, Natali 5.5, Nastasic 5 — Cassani 5.5, Behrami 6 (1’ st Salifu 4.5), Montolivo 5.5, Olivera 5 (18’ st Marchionni 5.5), Vargas 5.5 (30’ st Cerci sv) — Jovetic 5.5, Amauri 5. NAPOLI (3-4-2-1) Rosati 6.5 — Campagnaro sv (10’ pt Grava 6.5), Cannavaro 7, Britos 6.5 — Maggio 6.5, Dzemaili 6, Inler 6.5, Dossena 6 — Hamsik 7 (21’ st Gargano 6), Lavezzi 7 — Cavani 8 (28’ st Pandev 6.5). Arbitro: Orsato 5.5. Reti: 2’ pt e 9’ st Cavani, 46’ st Lavezzi. Note:ammoniti Olivera, Rosati, Britos. Spettatori paganti 7.018, abbonati 13.024, spettatori totali 20.042, incasso totale 359.984,49.

Russia

È Hiddink il nuovo allenatore dell’Anzhi
MOSCA — Guus Hiddink (foto) all’Anzhi. Ha firmato per un anno e mezzo anche come vice presidente. La squadra di Eto’o aveva pensato pure a Capello. BALOTELLI — Denuncia del Manchester City alla Uefa per i cori razzisti verso Balotelli e Touré da parte dei tifosi del Porto. La replica: «Un equivoco». SERIE B — Oggi 28ª giornata: (ore 15 Sky) Albinoleffe-Pescara; Ascoli-Grosseto; Brescia-Modena; Juve Stabia-Reggina (ore 18.00); Livorno-Bari; NocerinaCittadella; Padova-Empoli; Sassuolo-Varese; Verona-Gubbio; Vicenza-Crotone. SCI — A Bansko gigante di Cdm uomini (8.55 e 12 Raisport 1). A Sochi le donne in discesa (10 Raisport1 e Eurosport). UDINESE — Pozzo dopo lo stadio vuoto col Paok: «Così si rischia la fine della Triestina». VOLLEY — Final4 di C. Italia (Raisport1), Modena-Macerata (16) e Trento-Belluno (18.30). LIGA — Real Madrid-Santander (20, Supercalcio). BOXE — Oggi a Monaco titolo Wbc dei massimi: Dereck Chisora ha schiaffeggiato Vitali Klitschko dopo le operazioni di peso.

È l’atteggiamento che dovremo avere con il Chelsea. Un mio gol? Preferisco la vittoria per scrivere un’altra storia

Il gol dell’1-0 realizzato da Cavani pena due minuti. Nastasic non sale per il fuorigioco, il pallone imbucato da Hamsik trova l’uruguayano solo per il diagonale dell’uno a zero. Ottima premessa. Con quei tre in contropiede può succedere di tutto. Infatti Rossi dice ai suoi di restare calmi e aspettare. Aspetta, aspetta ecco che Maggio rischia lo 0-2 colpendo di testa la traversa. E qui la Fiorentina si sveglia e inizia a salire su. Cassani, sulla destra, è

L’ultima rete è di Lavezzi. Squadra pronta per la sfida di martedì contro gli inglesi
sempre libero. Ma i suoi cross dalla trequarti sono più lenti e imbarazzanti di un monologo “tuttologico” di Celentano. Ma

l’occasione vera arriva anche per la Fiorentina, quando la testa di Natali manda la palla contro il palo. Non basta: Jovetic confuso, Amauri sempre secondo sul pallone. Il Napoli viaggia in discesa. Basta aspettare il nono minuto del secondo tempo: ancora Hamsik, ancora Cavani. Ancora la palla imbucata in un fuorigioco sbagliato e il gioco è fatto. Gol numero 15 per l’attaccante. E risultato chiuso a chia-

ve. La Fiorentina continua a fare il suo gioco senza trovare la strada giusta. In panchina non ci sono punte vere (Rossi ne ha solo due in tutto), ma una serie di tornanti per di più anche in esilio: Marchionni e Cerci sono spaesati (a fine gara fischi per tutti). E nulla accade. A parte il bel gol dello 0-3 di Lavezzi (fuga solitaria). Mazzarri e i suoi escono con i tre punti in tasca. Unico pensiero: il problema muscolare che ha costretto Campagnaro a uscire di scena dopo 10 minuti. Niente ansie, però. 380 minuti senza subire gol sono una bella notizia. E ora il Chelsea. Ora la Champions. Il Napoli è pronto.
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C’era una volta Ascari Formula Uno senza italiani
Non accadeva da 40 anni. Trulli licenziato
MARCO MENSURATI ROMA cende la notte sull’automobilismo sportivo italiano. Jarno Trulli divorzia dalla Lotus (adesso si chiama Caterham) e con lui si estingue la specie del “pilota tricolore” in Formula 1. Il piccolo capolavoro di inettitudine di un intero movimento si perfeziona ieri mattina, quando il pilota abruzzese e il suo ormai ex team decidono di rendere pubblica la notizia: da oggi in poi a guidare la Caterham sarà Vitaly Petrov, pilotino russo con più sponsor che talento. «Porterà nuovo entusiasmo», dice Tony Fernandes boss della squadra, un modo elegante di dire che porterà soldi freschi, indispensabili per sopravvivere; «a me va bene così», dice Trulli alludendo al fatto che continuare a correre per una scuderia senza risorse sarebbe stato più un problema che un’opportunità. A chi certamente non andrà bene è lo sport azzurro che proprio nell’anno in cui il Cio riconosce l’automobilismo come disciplina dai valori olimpici viene spazzato via dalla manifestazione di punta. Pochi giorni fa durante una conversazione avvenuta nel motorhome della Caterham a Jerez

S

Jarno/1

È un peccato, ma il problema non è mio. È una situazione che non è cominciata ieri e su cui si è dormito
Jarno/2

UN GRAN PREMIO VINTO SU 252
L’abruzzese Jarno Trulli, 37anni, dopo Patrese è il pilota italiano che ha disputato più gp (252) vincendone uno a Montecarlo nel 2004

Manca un sistema che aiuti i piloti a emergere I talenti ci sono, ma se non sono sostenuti non hanno speranze

trovano spazio. L’Europa sta perdendo terreno nei confronti delle nazioni emergenti sia come circuiti che come piloti. È una lotta impari. E come mercato finanziario noi siamo tagliati fuori». In tutto questo nemmeno il comportamento della Ferrari aiuta. Al di là delle belle e sincere

parole usate ieri dal team principal Stefano Domenicali per salutare Trulli, la scuderia di Maranello è da sempre impegnata in una politica volta a cercare principalmente all’estero i propri piloti, un po’ per tradizione (cominciata da un antico diktat di Enzo Ferrari) e un po’ per motivi politico-commerciali. La driver

academy, la “primavera” delle Rosse varata due anni fa proprio da Domenicali, non ha cambiato di molto le cose e sin qui ha offerto le principali opportunità soprattutto a piloti stranieri (il francese Jules Bianchi e il messicano Sergio Perez) lasciando non moltissimo spazio per gli altri.
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Rottura con la Caterham che gli ha preferito Petrov perché porta i soldi degli sponsor
della Frontera, durante i primi test stagionali, era stato lo stesso Trulli a spiegare i motivi di una situazione tanto difficile per i colori italiani. Aveva parlato del “grande ostacolo” che rappresenta la Ferrari per i giovani piloti azzurri i quali sono costretti a crescere sapendo bene che per loro, quel volante, non sarà mai altro che un sogno, indipendentemente dal talento. E aveva parlato anche della miopia delle istituzioni che hanno trasformato il kart — le “giovanili” dell’automobilismo — in una «categoria riservata ai figli dei milionari»: «Quando ho cominciato io, te la cavavi con quattro soldi e tanta passione — diceva — Adesso se non hai 20mila euro da buttare via appresso a un ragazzino di 12 anni, non puoi nemmeno cominciare a pensarci. Se a questo aggiungete la crisi e la difficoltà di trovare sponsorizzazioni anche piccole vi renderete conto che la situazione è disperata». La cosa peggiore, osservava ancora Trulli nel motorhome, è che proprio per questo duplice motivo oggi non c’è niente e nessuno all’orizzonte. Punto sul quale concorda anche Giancarlo Minardi titolare dell’ex scuderia di Formula 1. «Abbiamo piloti validi che purtroppo per i cambiamenti radicali della F.1 non

Hickman (Pesaro), 15 punti

Coppa Italia Milano ci riprova contro Siena
STEFANO VALENTI
TORINO — Siena-Milano: sei mesi fa era la più gettonata tra le possibili finali scudetto. Tre mesi fa si sono incrociate in campionato, ha vinto l’Armani. «Quand’è che ricomincia l’Nba?» ironizzò Pianigiani, dopo aver subìto Gallinari. Anche per questo sarà un’altra partita la prima semifinale di oggi (17.45, la7): Gallinari non c’è più. Milano ha aggiunto JR Bremer, la Montepaschi ha perso Kaukenas e messo dentro Thornton, pure se uno dei suoi stranieri (7, troppi per le regole) dovrà far spazio a Lavrinovic che contro Milano serve. Battuta Avellino (9970), sarà poi la volta di Cantù (20.30) che vuol prendersi la seconda finale consecutiva, mostrata la novità Perkins, play di grande fisicità (5 rimbalzi e 6 assist in 14’). A rompere il pronostico ci prova Pesaro, che tirando con il 53% da 3 ha fatto fuori Venezia (9070). Curiosità: in campionato i marchigiani sono stati gli unici capaci di battere le tre ancora in corsa per la Coppa Italia.
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Peggiora tra pomeriggio e sera su Tirreniche e Nord, eccetto che su est Valpadana, con piogge e neve sulle Alpi dai 500-700m. Piogge in arrivo su ovest Sardegna e medio-bassa Sicilia, nubi in aumento altrove. Massime stabili. Venti in rinforzo tra SO e Sud. Mattino: Una nuova perturbazione si avvicina all'Italia, anticipata da umide correnti sudoccidentali. Già molto nuvoloso tra centro est Liguria ed alta Toscana, ma senza piogge, variabile invece su ovest Sardegna, Umbria, Lazio, basso Piemonte e Calabria tirrenica. Locali annuvolamenti su restanti Tirreniche e Salento, soleggiato altrove anche se con velature e/o strati in transito al Nord. Minime in rialzo. Venti moderati da SO sul Ligure, da NO sullo Ionio. Pomeriggio: Nuvolosità in ulteriore aumento sulle Tirreniche, ed entro sera anche al Settentrione, con deboli piogge o pioviggini sulla Sardegna nordoccidentale in estensione la notte a centro est Liguria, alta Toscana, Pontino ed alta Campania. Nuvolosità in prevalenza medio-alta in transito sulle Adriatiche, ancora in prevalenza soleggiato sulle Ioniche. Massime in ascesa al Sud, in prevalenza stabili al Centro Nord. Venti in rinforzo da SO, da NO sullo Ionio.

Martedì
Migliora al Settentrione e sul medioalto versante tirrenico, con rasserenamenti in avanzamento da Nord. Ancora instabile sul medio adriatico con piogge in estensione al Meridione. Temperature in rialzo al Nord, in calo altrove. Venti in rinforzo da NE. SOLE Sorge Tramonta

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