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tutti partecipi della loro angoscia e cercavano di sviare Ie rieerche accreditando la tesi della fuga volontaria dei due

ragazzi Riehiamati quindi i criteri legali d! valutazione della chiamata in correlta ed i principi (I giurisprudenziali formatisi in materia, la sentenza precede alia verifiea 1: delJ'attendibilita delle diehiarazioni dei tre collaborantl nel contesto di tutti g/i elementi acquisiti, evidenziando sotto H profllo dell'affldabillta soggettiva e della credlbillta , intrinseca, la piena ammissione dl responsabllita da parte degli stessi in ordine a l; gravissimi reati nonche 10 stretto legame con tutti i protagonisti delle vicende narrate, comprese Ie vittime, In partieo/are per quanta riguarda VOLPE si eonfutano gli argomenti difensivi volti a screditare Ie dichiarazioni accusatorie sui rilevo dell'assenza di spontaneita, dell'interesse a condividere con altri Ie sue responsablllta, dell'incostanza, con riferimento al non breve periodo durante iI quale egli aveva resistito aile pressioni dei farnillarl di dire tutto quanta sapeva, prima di squarciare il velo di ornerta che per anni aveva coperto la fine di Fabia, Chiara ed Andrea BONTADE, facendo plena luce sui contesto delittuosa nel quale era maturato I'amicidia di Mariangela PEZZOTTA: egli racconta fatti di inaudita feracia, attribuendosene la responsaolllta, in una fase investigativa in cui a carlco suo e dei suoi cornpllci non sussistevano elementi indiziari significativi, ma solo meri sospetti; ha consentito iI reeupero dei resti di Fabio e Chiara, che senza la sua collaborazione non sarebbero rnai statl trevati; ha dato canto dell'esistenza, consistenza, storia, attlvlta di una setta come quella delle cd Bestie di Satana, della quale nessuno aveva mai parlato, rendendo comprensibile quanta accaduto soprattutto con riferimento aU'inspiegabile suicidio di Andrea BONTADE; mentre di nessuna rilevanza e la questione che alia scelta collaborativa il VOLPE sia stato indotto dall'interesse a fruire di vantaggi premiali piuttosto che dall'esigenza di liberarsi la coscienza. Si aggiunge iI rilievo dell'analiticita, loqlclta, chiarezza e completezza delle dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie, che spesso anticipando Ie domande del PM in sede di esame diretto con aggiunta di dettagli ivi non menzionati, da I'impressione di un racconto liberatorio e credibile.
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Sui suo narrato si innestano Ie diehiarazioni di MACCIONE e GUERRIERI, la cui autonomia ed indipendenza e comprovata dalla lora scansione temporale risultante in atti, nonche dalla considerazione che fra Ie dichiarazioni del VOLPE e quelle deg/i altri intercorre il fatto del ritrovamento dei resti di Fabio e Chiara, determinato dalla collaborazione del prlrno: considerazione che esdude l'ipofizzablllta di un piano concertato del dichiaranti, nessuno dei qua/i dall'inizio della propria collaborazione ha potuto comunicare con g/i altri, stanti i tempi di esecuzione delle misure cautelari. Le chiamate riguardanti gli accadimenti precedenti I'omicidio di Mariangela PEZZOTTA, si riscontrano reciprocamente in quanto convergenti sui nucleo centrale dei deBtti confessmi e sulla I icostrazrone dell'lter criminoso, dar progefto all'esecuzione, con eoncorde individuazione dei soggetti coinvolti nell'ldeazlone e negli incontri organizzativi, dei ruoli e delle condotte di ciascuno, precedenti, contestuali e successive ai delitti, dei depistaggi concordati ed attuati. Le versioni sono sovrapponibili quanto aJla fase prodromica ed esecutiva del massacro, sui co~ne satanica nel quale 10 stesso e maturato, sui tentativo di soppressione delle due vittime mediante esplosione dell'auto ove erano state fatte satire, che 10 ha preeeduto di pochi giorni, sui dettagli raccapricciantj delle condotte dl ciascuno, in particolare queJia orrendamente oltraggiosa di SAPONE a

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mattanza conclusa, poteva conoscere.

can I'indicazione .

di particolari che solo chi era state presente

Altrettanto convergenti sana Ie versioni riguardanti la fase successiva dei depistaggi, della consegna di silenzio assoluto, rispettata dal VOLPE per anni sino all'inizio della sua collaborazione, dei progetti di soppressione di colore che avrebbero potuto rompere il patto di ornerta, soprattutto Andrea BONTADE, che can iI suo tradimento era divenuto inaffidabile.· . Solo apparente la discra2i? suI movente del narrato di MACCIONE, nel sen so che r Ie due viftime fossero consapevoli di and are incontro alia morte 0 si fossero /i\. addirittura offerti quali vittime sacrlflcall nel rituale a Satana - ipotesi in contrasto con /1· gliaccertamenti tecniei che per entrambi hanno evidenziato lesioni derivanti da gesti i da difesa - non potendosi escludere ehe dalla posizione di soggezione emergente '\J dai loro scritti gli stessi fossero stati indotti ad aderire alia proposta di una prova di/ coraggio di llvello plu elevato rispetto a quella, gia affrontata, del tentativo di esplosione dell'auto per salire nella scala gerarchica del gruppo, forse convinti di superare tale prova, senza pensare aile conseguenze estreme del loro omicidio per J mano dei loro amici. II contrasto sui punto non comunque riconducibile ad intenzionale falslta dei dichiaranti, in ragione dei dati processualmente acquisiti circa iI ruolo subalterno e passlvo di Chiara, come pure quello del suo tentativo di staccarsi dalle condizioni di sfruttamento, anche economica, nelle quali l'avevano ridatta i membri maschi della setta; e per Fabio considerato iI dato delle sue perplesslta sui progetti omicidiari dl alcuni membri della setta nonche della sua ironia, gia in precedenza sanzionata, sullo spettacolo delle sed ute spiritiche; fattl che avevano reso entrambi lnaffldablll.

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Come per I'omicidio di Golasecca, innumerevoli sono i riscontri esterni che si aggiungono alia convergenza delle tre chiamate in correlta per quanto riguarda I'omicidio di Fabio e Chiara: '- i dati dl ordine testimoniale, documentale, reale, logico e confesso rio relatlvi alia storia ed aile caratteristiche del gruppo di appartenenza degli imputati e delle vitti me; . gli accertamenti tecnici effettuati sui luogo del delltto, ove vengono rinvenute un contenitore can tracee di ammoniaca ed una bottiglia di acqua, un piccone, un fodero di pugna/e; ed in corrispondenza della scavo 3 guanti di lattice, una lama, i portafogli delle vittime, filtri di sigarette. La CT collegiaie antropologico-archeologico-genetica sui resti recuperati ha confermato il numero, la natura, la localizzazione delle lesioni rife rite dai chiamanti, nonche iI tipo di arma con la quale Ie stesse erano state prodotte, compreso 10 sgozzamento finale delle vitti me; mentre la distribuzione dei colpi in varie parti del corpo e 1~1~~tQ.DLs.ugli_i?_rti superiori escludono che Ie vittime avessero accettqtQ.p.assLvarnente la loro uccisl.one; ! sono stati rinvenuti i luoghi ove si sarebbero ten uti rituali in Vignate ed il V J magazzino nella dlsponlblllta di SAPONE in Busto Arsizio, ave sarebbero state concordate Ie modallta di attuazione del duplice omicidio; Ie intercettazioni telefoniche sulle utenze in uso a LEONI, SAPONE, ZAMPOLLO e MONTEROSSO dimostrano la persistenza dl contatti fra i componenti storicl del gruppo a distanza di anni, la loro preoccupazione per Ie indagini in corso soprattutto dopo l'arresto di SAPONE e I'esigenza di sostenere questl economicamente, gli incontri, gli scambi di informazioni, rendendo verosimile I'ipotesi che gli stessi fossero uniti dal seqreto inconfessabile dell'eccidio e degli altri fatti criminosi, che per mesi aveva
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impedito anche al VOLPE di parlare. Le stesse intercettazioni confermano I'asserto del VOLPE, che I'omicidio di Mariangela avesse costituito I'esecuzione di un mandato ricevuto da SAPONE nell'interesse dell'intera setta; asserto comunque da ritenersi provato in base alia considerazione che i1 VOLPE non risulta aver avuto alcun motivo per uecidere la PEZZOn A, con la quale i rapporti, pur diradati, erano rimasti buonl, Quanto all'lstiqazlone al suicidio di Andrea BONTADE, Ie chiamate in correlta convergenti di VOLPE e GUERRIERI trovano riscontro oltre che in dati di ordine testimoniale (FERRA-LOMAZZI-TASCA-iI fratello della vittima) anche di ordine teenico (CT sulle cause della morte e tossicologica disposte ex 507 cpp) nonche nelle stesse dichiarazioni di SAPONE, ove depurate dagli intenti difensivi Passando quindi ad esaminare Ie singole posizioni affermazioni di responsablllta nei termini seguenti: la sentenza motiva Ie

SAPONE risulta essere state non solo iI mandante, rna anche I'esecutore materiale dell'omicidia, in quanta a fronte dell'lncapaclta dlmostrata dal-VOLPE di portare a Termine I'esecuzione del mandata provvede lui stessa devastando a calpi di pala iI visa e, la testa della vittima, can la stessa crudelta dimostrata in occasione dei precedenti arnicidi. . Ricarrono Ie aggravanti contestate: crudelta, mativi abietti, premeditazione, rna non quella relativa al numero dei concarrenti, la cui posizione stata stralciata per la necessita di ulteriori accertarnentl, in quanta nan risulta allo stato adeguatamente riscontrata la chiarnata in correita del VOLPE nei confronti degli altri componenti del gruppa, non essendo emersa processualrnente con certezza ne la natura dellegame persistente fra i membri storici del gruppo ne la ragione per la quale la vitti rna nel 2004 fosse divenuta perlcolosa per il gruppo stesso. Quanta ai reati connessi, risulta che SAPONE, giunto sulluogo del crimine prendeva in mano la situazione danda ordini sui da farsi, sia per I'occultamento del cadavere, lui stesso attivandosi nello scavare la buea e sotterrare sommariamente la vittima, sia per la cancellazione delle tracce di sangue, I'eliminazione delJ'auto della vittima e di tutto quanta potesse essere collegato alia sua sparizione.

capo A) e reati connessi sub B) eO):

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BALLARIN: risponde di cO_Qg9[~0_ nell'omlcldlo volontario, escluse Ie aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, essendo provata la sua colpevolezza aldlla di ragionevoli dubbi: nonostante VOLPE abbia negate di averle parlato delle sue intenzioni omicidiarie nei confronti di Mariangela e che lei fosse al corrente dei fatti criminasi del 98, la BALLARIN disponeva di elementi di conoscenza idonei a farle comprendere quanto sarebbe accaduto dopo che iI VOLPE Ie aveva ingiunto di prendere if fucile, a sua volta armandosi di pistola, per' ricevere Mariangela, convocata in piena notte nel luogo isolato ove essi si trovavano; era per lei prevedibile che si stesse apprestando un agguato mortale, tenuto conto della dichiarazione di intenti inequivocamente espressa in sua presenza dal VOLPE qualche settimana prima di Capodanno 2004; secondo la testimonianza PAVONCELLI, confermata dalle dichiarazioni del MACCIONE aggetto di intercettazione ambientale" quella sera iI VOLPE continuava a ripetere che avrebbe ucciso Mariangela come aveva fatto con Fabio e Chiara". L'imputata ha quindi aderito al progetto ornicldlarlo del VOLPE, pur non conoscendone la genesi remota, come risulta dal fatto che non abbia mai posto in dubbio che si fosse trattato di sparo accidentale; il suo ,contributo non si e esaurito nella predisposizione dell'agguato, ma state attivo, prestandosi ad aiutare VOLPE

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e SAPONE nel trasporto e interramento di Mariangela, ha ripulito la scena del crimine, ha segnalato i movimenti agonici della vittima scatenando la violenta reazione di SAPONE, cosl fornendo un apporto determinante nell'esecuzione dell'omicidio e reati connessi, senza segnalare incertezze, tentativi di desistenza, ricerca di aiuto durante it prolungato iter criminis; nessun moto di pleta alia vista della vittima inerme, attirata in trappola, minacciata, raggiunta da uno spare, abbandonata agonizzante sui pavimento, trascinata nella serra e sommariamente sepolta ancora viva. Nonostante la giovane eta di 18 anni, I'alterazione psicofisica indotta dalla droga e dalla protratta veglia, ha dimostrato lucldita e determinazione non comuni, sintomatiche di specifica capaclta criminale . La sua capaclta di intend ere e di volere non stata posta seriamente in dubbio neppure dal Consulente Tecnico della Difesa, che ha diagnosticato a suo carico un disturbo della personalita complesso - borderline e dipendente - che ha sicuramente agevolato I'emulazione e la partecipazione al comportamenti antisociali e criminosi del VOLPE, maggiore di quasi 10 anni e abituato ad esperienze estrerne, rna la stessa, come evidenziato dal CT del PM rlsulta aver conservato significativi spazi di autonomia (la prosecuzione degli studi da privatista, il lavoro in aero porto ) ed ambiti di attlvlta cui non ha permesso al compagno di insinuarsi,mantenendo anche un buon grado di crltlclta rispetto aile condotte devianti di questi, sebbene in parte condivise. Le sue facolta cognitive, intellettive e volitive inoltre sono sempre rimaste integre, non risultando aver mai data luogo a segni di alterazione della struttura del pensiero o aver manifestato condotte indicative di disturbo psicotico. La responsabtlita viene affermata anche per il porto e detenzione armi e munizioni sub C) e per la rapina sub G), in relazione alia quale la chiamata in correlta ha trovato riscontro nella plena confessione della BALLARIN.

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Capi /-L LEONI, ZAMPOLLO e MONTEROSSO sono ritenuti coinvolti a pieno titolo nell'omicidio di Chiara e Fabio, per avere tutti e ciascuno volute, organiZzato, pianificato e attuato tali accadimenti, apportando un contributo apprezzabile e rilevante ex art.110 cp all'evento, anche se non ne furono gJi esecutori materiali. Essen;sI§I§.·il,n;j9Jq;!9i .~§@'.f'.JI.rJE?t;mi9gg91J9iqr~.(3hia~~ii9.~i . .... 9.~.I~~.~ill1e~~iCl.II?~t~.~atasi rgpPQ;··j{srall: .. sen Imentale ::;uleieserCitatd,maahche il amento assunto la sera del delitto quando, inaspettato, si presento al pub Midnight iI padre di Fabio, nascondendo la correlazione fra I'allontanamento dei due ragazzi, da poco awenuto, e quello coevo di VOLPE, MACCIONE, SAPONE, e cosl ponendo Ie basi della falsa pista, poi da tutti sostenuta. Finge, come gli altri, partecipazione ed interessamento per Ie ansie dei familiari, rassicurandoli con la falsa ipotesi .della fuga sentimentale delle due vittime. Le testimonianze acquisite hanno evidenziato il suo ruolo caris matico di leader del gruppo, interprete del messaggio di Satana, del quale parla come dl suo padre. Si ~~ibi~~~,i,n ringhi'Qr~Q~i!i.ll1g.~D(;~ein morsi, graffi, bruciature dl sigarette umiliando e.:~fITtJtt~Q8.9?9g~'P~'\§¢96QmiCCinJ§ntE?·T- iI sostegno materiale e psicologico degli con altri, semprepresenti nelle clrcostanze di tali esibizioni - i pill giovani e fragili, che "incapacl dl reagire e dl allontanarsi, subiscono, suggestionati ed intimoriti dai messaggi di violenza e negativita lora inculcati. ZAMPOLLO: it pomeriggio del delitto passa a prendere Fabio con it comune amico MACCIONE, insistendo per farlo uscire, e successivamente scoraggiandolo dal far rientro a casa; anche lui nasconde al padre di Fabio che questi si era allontanato dal pub poco prima del suo arrivo per riunirsi a MACCIONE, del quale gli viene espressamente chiesto dove fosse, a VOLPE e SAPONE. .

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MONTEROSSO. non ha avuto un ruolo specifico, ma con la sua silente presenza presso iJ pub per tutta la serata ed iI giorno dopo al parco Sempione ha anch'egli offerto un contributo morale nel rafforzare il comune proposito criminoso ed ha partecipato all'attlvlta di depistaggio, iniziata ancor prima del delitto e portata. avanti per lungo tempo: Si trattato di un duplice ornlcidlo dl gruppo e del gruppo che 10 ha ideato, progettato ed attuato per mana dei componenti plu violenti e sanguinari, il cui coinvolgimento nella filosofia della setta all'epoca era pervasivo e totale. Per I'assurda ed abietta causale ispirata al satanismo e all'occultismo, ne devono rispondere tutti coloro che ne han no condiviso if progetto, facendo ricorso aile suggestioni negative e truculente offerte da queste correnti di pensiero, quale pretesto per giustificare ed esaltare pratiche collettive di violenza, sempre piu estreme sino a teorizzare, organizzare con razionale ripartizione di ruoll, e ad attuare un rituale di omicldio, che forse singolarmente gli stessi non sarebbero stati in grado dl portare a termine.

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Quanto alia capaclta di intendere e volere: per ZAMPOLLO la stessa non mai stata posta in discussione. Per MONTEROSSO, ad istruttoria esaurita, non sono ernersl elementi nuovl, che impongano un giudizio diverso, rispetto a quello gia espresso, avendo anzi I'imputato dimostrato una notevole capaclta comunicativa e decisionale nel corso delle comunlcazioni telefoniche intercettate nel prlrno semestre del 2004. . Per LEONI nessun indicatore di patologia mentale potenzialmente incidente sull'lrnputabillta emerge dalla CT della Difesa: la problematlclta del suo vissuto, la traqiclta delle sue esperienze farnlllarl, se possono aver inciso sullo sviluppo della sua personallta, non risulta abbiano determinato patologie psichiche penal mente rilevanti. Ricorrono Ie contestate aggravanti anche per i co nco rrenti morali, in quanto il progetto da tutti condiviso prevedeva un agguato mortale teso a due amici, ingannati sui loro destino di morte, che si fanno portare di notte in un luogo inaccessibile ai soccorsi, da coloro che Ii avrebbero trucidati con Ie modallta accertate. L.C!. responsablllta viene affermata anche per iI fatto di cui al capo L, riqualiflcato 'nella plu grave ipotesi di soppressione di cadavere prevista dall'art.411 cp, essendosi verificato I'evento della definitiva sottrazione aile ricerche dei carpi delle vittime, recuperati solo a seguito delle indicazioni del VOLPE. SAPONE: I'inconsistenza della linea difensiva seguita dallo stesso, limitatosi a dire di non ricordare come avesse trascorso quella notte, esonera. da ulteriore motivazione, essendo sufficiente iI richiamo aile convergenti chiamate in correlta, che 10 indicano in termini precisi e clrcostanzlatl quale partecipe all'esecuzione materiale del dupllce omicidio e della successiva soppressione dei cadaveri. Capo P: ricorrono tutti gli elementi costltutlvl del reato d! induzione al sulcldio, risultando raggiunta la prova che VOLPE e SAPONE avessero determinato in Andrea BONTADE il proposito suicidiario facendo ricorso ad una protratta, sottile opera di persuasione, accompagnata e potenziata dalla riduzione in state di alterazione psicofisica, attraverso la somministrazione ripetuta, all'insaputa della stesso, di sostanze stupefacenti. Dopo if duplice ornlcidlo, iI BONTADE, come da piu fonti riferito, fu vittima di sistematiche condotte denigratorie, umiliazioni, derisioni davanti a tutti con if continuo richlarno al tradimento, alia vllta e lndeqnita daluT dimosfratl.

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La chiamata in correlta di VOLPE ha trovato numerosi riscontri, nelle stesse dichiarazionl del SAPONE: per quaJche mese egli d'accordo con gli altri del gruppo, che avevano deciso di eJiminarlo sia a scopo punitive e dimostrativo, sla a scopo precauzionale, in quanta si era dimostrato non in grado di reggere II peso psicologico dell'accaduto, dandosi termine sino al settembre 98; 10 aveva tenuto sotto controllo quotidiano, gli drogava Ie bevande, impedendogli dl sottrarsi all'influenza del gruppo. Durante il ritrovo della Festa della Luna nell'agosto 98 lui e SAPONE gli somministrarono potenti allucinogeni allo scopo di "manipolargli la mente", tanto che per 24 are rirnase nella stessa posizione. Lo sfruttavano economicamente, come confermato dal padre e dal fratello nel riferire che dopa la morte di Andrea verificarono I'ammanco di diversi rnillonl di lire; prima di morire aveva data a SAPONE, come in altre occaslonl, circa un rnlllone di lire, e questi ave va commentato "sl sta pagando la sua morte" in quanto tale somma sarebbe stata destinata all'acquisto di Lsd da somministrargli a sua insaputa. La sera della morte trascorsa con lui e SAPONE al Midnight, quest'ultimo dandogli 10.000 lire per la benzina - circostanze entrambe ammesse al SAPONE - aveva detto ad Andrea BONTADE scendendo dalla sua auto "se non 10 fai tu, 10 facciamo nol". Subito dopo, come riferito dalla testimone TASCA e confermato dalla CT dinamica, Andrea si Iancera a veloclta elevatissima contro una rotonda schiantandosi, contro un muro e morendo all'istante. I testl hanno riferito che Andrea era un guidatore sin troppo prudente, aveva preso da poco la patente, e Ie stesse rnodalita dell'incidente dimostrano I'intento suicida. La chiamata in correlta del VOLPE trova riscontro anche nella circostanza, riferita dal frateII0 , che Andrea era terrorlzzato dalle minacce del gruppo dal quale non era riuscito a staccarsi. Ricorre I'aggravante del numero delle persone, perche a differenza dell'omicldlo sub A, sussistono a carico dei concorrenti la cui posizione e stata stralclata, veri e propri indizi di reita, derivanti dall'accertata colpevolezza degli stessi per il duplice omicidio, costituente la premessa del fatto in esame, in ragione della breve distanza di tempo intercorsa tra i due eventi e della stretto legame all'epoca esistente tra i soggetti coinvolti nel duplice omicidio, che avevano un interesse attuale alia soppressione del BONTADE, come emerge dalla frase attribuita da VOLPE a ZAMPOLLO "finalmente una cosa fatta bene" . Viene escluso il vincolo della continuazione tra i due episodi omicidiari, in quanto la chiamata in correita del VOLPE nei confronti di soggetti diversi da BALLARI N e SAPONE, con riferimento al mandato da quest' ultimo rlcevuto, non e sufficientemente preclsa e non trova riscontri individuaJizzanti, non essendo stata accertata la persistenza della setta all'epoca dell'omicidio PEZZOTTAt con Ie caratteristiche avute nella fase antecedente.
Quanta aile stetutziont liberatorie:

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Ie contravvenzioni relative aile armi, contestate in continuazione interna al 6i~~PQ;.r,;sono lchlarate estinte per prescrizione. d

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progetto di sopprimere con tali mcdallta Fabio e Chiara, e pur risultando tale fatto del tutto verosimile in ragione dei tragici venti seguiti a dlstanza di meno di tre settimane, i dati a disposizione non sono sufficienti a sorreggere I'accusa sotto ll profilo dell'ldoneita causale della condotta sia perche la ternpistica riferita dai collaboranti e dar testi confusa, sia perche la perizia acquisita col consenso delle parti essenzialmente compilativa - ha escluso che ['introduzione di petardi accesi nel serbatoio avrebbe potuto determinare una defiagrazione coinvolgente la struttura del veicolo, tenuto conto della normativa di sicurezza per 10 stoccaggio di liquid! infiammabili in materia automobilistica; la stesa perizia ha prospettato in termini di mera posslbflita l'eventuallta della propagazione di un incendio, nelle circostanze difficilmente realizzabile per la situazione metereologica riferita da un teste, che ha parlato di pioggia scrosciante; un incendio sempre secondo la perizia, avrebbe esposto a rischlo di morte per inalazione di prodotti della combustions gli occupanti dell'auto solo qualora gJi stessi non fossero stati vigili, condizione anche questa indimostrata nelle circostanze, in quanto iI petardo veniva inserito nel serbataio quando i due ragazzi erana appena entraf in auto.

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Infondata in fatto e in diritto viene infrne considerata I'imputazione sub 0, dl associazione per delinquere, sui rillevo che la storla del gruppo di giavani, inizialmente legati da camuni interessi rnusicall, degenerato in setta satanica, quale processualmente accertata, non consente di individuare un programma criminoso preventivamente concardato, ne la predisposizione di mezzi per realizzarlo.

Le impugnazioni

Con il ricorso per cassazione del PM, convertito in appello si censurano per erronea appllcazione dell'art.192 co.3 cpp Ie statuizioni assolutorie relative ai tentati omicidi contestati ai capi M ed N d'imputazione nei co nfro nti di SAPONE, LEONI, ZAMPOLLO, MONTEROSSO, evidenziandosi gli elementi di fatto e Ie raglani dl diritto che avrebbero imposto Ia condanna. Con il contestuale atto di appello del PM si chiede la riforma della sentenza con J'esclusione delle attenuanti generiche, iIIegittimamente ed erroneamente concesse a LEONI, ZAMPOLLO e MONTEROSSO, nonche I'aumento della pena agli stessi infIitta in quella dell'ergastolo. Con I'appello proposta netl'lnteresse dl Elisabetta BALLARIN. si chiede la parziale riapertura dell'istruzione dibattimentale per l'esarne dei tre imputati di reato connesso VOLPE, MACeIONE, GUERRIERI, nonche per I'espletamento dl perizia psichiatrica volta a verificare la capaclta di intendere e di volere dell'imputata al momento del fatto, contestualmente impugnandasi Ie ordinanze con le quali Ie stesse richieste erano state rigettate. Nel merito sl chiede la riforma della sentenza can I'esclusione dell'aggravanfe della premeditazione, la derubricazione del reata sub A) in quello di omicidio colposo, if riconosclrnento della prevalenza delle riconosciute attenuanti generiche suJl'aggravante residua nonche dell'attenuante speciale ex art.114 cp per iI capo G e del vincolo della continuazione tra tutti i reati a lei ascritti, can rideterminazione della pen a nei minimi edittali. Can preliminare art.210 cpp contestuale l'appello proposto nell'interesse di Nicola SAPONE sl chiede in via la parziale rinnovazione dell'istruzione dibattimentale per l'audizlone ex degli imputati di reato connesso VOLPE, MACCIONE, GUERRIERI, con· impugnazione delle ordinanze con Ie quail tale richiesta era stata 26

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rigettata. Nel merito si chiede I'assoluzione dai reati addebitati con la formula di giustizia, in subordine l'esclusione dell'aggravante della premeditazione per il capo A), la derubricazione delle stesso reato in quelJo di favoreggiamento personale, la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, con if contenimento della pena nei minimi edittali, Il riconoscimento del vincolo della continuazione tra tutti i reati addebitati. Con I'atto di appello proposto nell'interesse di Paolo LEONI dall'avv.Ettore TRAINI si chiede in prlnclpallta I'assoluzione delle stesso da tutti i reati ascrittigli per non aver commesso iI fatto ed in subordine il riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti rispetto aile aggravanti contestate, con rlduzlone della pena inflitta. Con altro atto d'appeIJo proposto nell'interesse del LEONI dall'avv.Uqo GIANNANGELI oltre aile gia citate concluslonl si propone la richiesta di riconoscimento, in via subordinata dell'attenuante del vlzlo parziale di mente ex art.89 cp e quella di cui all'art.114 cp, contestualmente impugnandosi I'ordinanza 21/6/2005. Con I'atto d'appello proposto nell'interesse di Eros MONTEROSSO e di Marco ZAMPOLLO si chiede per entrambi in via principale l'assoluzlone quantomeno ai sensi dell'art.530 cpp dai reati loro ascritti al capi I e L per non aver commesso il fatto; in via subordinata per iI MONTEROSSO I'assoluzione per lncapaclta di intendere e di volere ovvero I'applicazione della diminuente della semlnterrnita mentale e delle attenuanti generiche can giudizio di prevalenza sulle contestate aggravanti, can la riduzione della pena inflitta al minimo edittale. Per 10 ZAMPOLLO in via subordinata si chiede iI riconoscimento della prevalenza delle concesse attenuanti generiche sulle contestate aggravanti e la riduzione della pena al minima edittale. Con altro atto d'appello nell'interesse di Marco ZAMPOLLO si chiede in via principale I'assoluzione del medesimo quantomeno dal reato sub L ed in via subordinata oltre alia prevalenza delle concesse attenuanti generiche sulle contestate aggravanti, esc/usa quella del motivo abietto, la diminuzione della pena nei minimi edittali e l'appJicazione della diminuente ex art.438 e segg.cpp, negata con Ie precedenti ordinanze contestualmente impugnate.

MOTIVI DELLA DECISfONE

Le questioni di natura processuale.

Preliminarmente, vanno rigettate, in assenza dei presuppostl previsti dall'art.603 cpp, Ie istanzedi parziale riapertura dell'istruzione dibattimentale proposte nell'interesse della BALLARIN e del SAPONE, aventi ad oggetto la nomina di un perito al fine di valutare la capaclta d'intendere e di volere della BALLARIN al momenta del fatto nonche la reiterazione dell'esame e del controesame di VOLPE, MACCIONE, GUERRIERI, gia svolti in sede di incidente probatorio. Quanto alia prima istanza si richiamano Ie motivazioni espresse dalla Corte dlprlrno grado con l'ordlnanza 15/11/2005, ave s! rlleva che dall'esame dibattimentale dei CT sia del PM che della Difesa, aldtla di una concorde diagnosi di disturbo della
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personallta complesso, che pub aver agevolato, unitamente alJ'alterazione psicofisica indotta dalla droga, la partecipazione della BALLARIN aIle condotte criminose a lei contestate, non emerge I'accertamento di patologie mentali, che abbiano eliminato 0 diminuito grandemente la capaclta di intendere e di volere; accertamento non desumibile da altri elementi processualmente acquisiti, non risultando la BALLARIN aver mai dato luogo a segni di alterazione della struttura del pensiero 0 tenuto comportamenti indicativi di dlsturbo psicotico. Quanto alia seconda istanza, trattasl di prove gia acquisite al dibattimento di primo grado, per la reiterazione delle quali gJi istanti non allegano, ne emerge aliunde, ~ I'assoluta necesslta all~ della dec/isi/oneai se1nsidell'art .603cpp, tenuto conto ?el _.' findi. rilievo contenuto ne or rnanza 21 62005 ne sensa ch e "a fronte di esaustivo esame e controesame in sede di incidente probatario, i difensori non hanna indicato ulteriori temi di prova, nuovi ad incompleti, tali da giustificare la reiterazione del mezzo istruttorio gia assunto",

Ne I'istanza puo trovare fondamento nell'assunto della inutlllzzabllita delle dichiarazioni rese da VOLPE, MACCIONE e GUERRIERI in sede di incidente probatorio, inutlllzzabilita gia eccepita in primo grada sotto iI profile della violazione da parte del PM del divieto di rivolgere a[J'esaminato domande suggestive 0 di suggerire la risposta ex artA99 cpp ed eccepita qui per la prima volta sotto il profilo della vlolazlone dell'obbJigo di deposito da parte del PM, unitarnente alia richiesta di incidente probatorio, delle dichiarazioni dell'esaminando, contenute nelle intercettazioni telefoniche 0 ambientali, come irnposto dall'art.398 cpp. Laprima _eccezione dl lnutlllzzabllita, riproposta in questa sede anche da uno del Difensori di LEONI, e gia state disattesa come infondata edj(lte!'l1pe~tiv~l1!~e_ dedotta dalla Corte di primo grado con esaustiva e condivisibife mOtlVazi6fie;- alia quale ci si puc riportare - anche solo nei termini sintetizzati in premessa espositiva considerato che gli atti di appello non contengono argomenti diversi, rispetto a quelli adeguatamente gia confutati; vi e solo da aggiungere che la dedotta inosservanza delle regole di assunzione dell'esame di cui all'art.ass cpp ai fini della legittima acquisizione della prova non e di pe~ sufficiente a rendere quest'ultima inutiJizzabile, in quanto iI disposto dell'a,rf.191,);pp, che ha previsto l'lnutlllzzablllta come sanzione di carattere generale appllcablle aile prove acquisite in violazione dl "divieti probatori" - quindi prove in se e per S8 il/egittime - non riguarda I'assunzione di prove, previste dalra-Ie-gge; seriza iI rlspetto delle regole formaJi dettate per Ie modalita della lora acquisizione, trattandosi di violazione passlbile eventualmsnte della sanzione della nulllta, ch: .nella .~pe~i:.~p:r.~(}~:~~~~:~t~t~!:f"r"Ip:§tiyarl1ente
.Sotto iJ secondo profilo e sufficiente osservare che la tesi propugnata dalla Difesa LEONI, nel senso che I'obbligo di deposito prevlsto dall'art.398 c.3 cpp ricomprenderebbe Ie comunicazioni intercettate provenienti dall'esaminando, non solo non e stata fatta oggetto di eccezione di lnamrnlssiblllta della richiesta del PM entre il termine previsto dall'art.396 cpp, rna contrasta can I'interpretazione letterale, logica e sistematica della norma - ove il termine "dichiarazioni gia rese dalla persona da esaminare" deve ritenersi riferito, come in altredlsposlzion! (es. artt,62-63-500' cpp), esclusivarnente a quelle rese a soggetti istituzionalmente preposti a raccogliere in forma tipica e con Ie garanzie di [egge Ie dlchlarazlonl degJi indagati; anche perche, in__c_as.9 9_QDtrario,I'incidente probatorio dlsposto per I'acquisizione dell'esame di soggetti indicati dall'art.210 cpp verrebbe arbitrariamente esteso all'acquisizione del diverse mezzo probatorio, avente ad oggetto "l'lntercettazione di conversazioni 0 comunicazioni", regolato dagli artt.266 e segg. cpp.
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Va peraltro considerato che [a sentenza impugnata si propone espressamente dl non ~ utilizzare alcuna delle risposte date a domande effettivamente suggestive e che l nessuno degli appellanti ha in questa sede lamentato, con speclfica indicazione, ill·. mancato rispetto di tale proposito. Ne infine integra Il presupposto per procedere a nuovo esame di VOLPE, MACCIONE, GUERRIERI sulle circostanze gia oggetto delle dlchlarazlonl dagli stessi rese in sede di incidente probatorio, nel contraddittorio delle parti, I'argomento - sui quale ha insistito nella discussione finale iI Difensore di SAPONE e BALLARIN - della necessita della percezione vislva da parte del Collegio giudicante della persona fisica dei dichiaranti nell'atto di reiterare Ie loro gravissime accuse in presenza dei destinatari delle stesse, considerata la natura eccezionale della strumento previsto daJl'art.603 cpp rispetto alia presunzione di completezza dell'istruzione dibattimentale di primo grado. La rinnovazione dell'esame non pUG neppure trovare tltolo nell'argomento piu tecnico, ma non meno infondato, svolto dalla Difesa LEONI - che peraltro non ha proposto istanza in tal senso, Iimitandosi a censurare iI modus procedendi della Corte di prime grado, asseritamente incorsa nella violazione dell'art.190 bis cpp nel disconoscere iI diritto della Difesa, di esaminare in dibattimento i soggetti lndlcatl dal/'art.210 cpp, che abbiano gia reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio ove non ricorrano Ie eccezlonl ivi previste.

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Anche su tale eccezione si e gia espressa la Corte di prime grado con congrua ;.... motivazione, da ritenersi qui richiamata, dovendosi osservare, a fronte delle articolate censure dell'appellante Difesa, che il diritto riconosciuto aile parti del processo di chiedere, rna non di ottenere, la reiterazione nel giudizio ordinario dall'art.190 bls deJl'esame del soggetti indicati dall'art.210 cpp, che abbiano gia reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio, non pregiudica iI potere di ammissione delle prove attribuito in via generale al Giudice dall'art.190 cpp; potere che nella specie rlsulta correttamente esercitato, in osservanza dei criteri enunciati da tale norma, sia con riferimento all'esclusione delle prove ritenute manifestamente superflue, sia con riferimento alia preclusione, desumibile dal combinato disposto degli artt.495 co.4 - 523 co.6 cpp, per la proposizione delle eccezioni delle parti in ordine all'arnmlssibllita deUe prove, che deve intervenire "nel corso dell'istruzione dibattimentale", in quanta "la discussione non puo essere interrotta se non in caso di assoluta neeessita" con prowedimento a norma del/'art.SOl cpp .'

Premessa espositiva Nel merito, in punto resoonsabilita, Ie acquisite risultanze processuali impongono, ad avviso di questa Corte, la conferma di tutte Ie statuizioni di condanna, con la riforma ~.~llase~t~nz:a appellata limitatamente aile statuizioni assolutorie per le imputazioni ;ig.I.iRi!N1};,,~g.'m'lJei confront; di SAPONE, LEONI, MONTEROSSO e ZAMPOLLO, in accoglimentOdei motivi del ricorso per Cassazione, convertito in appello, propasto daiPM. Le censure in fatto ed in diritto mosse dalle Difese appellant; alIa sentenza di primo grado, anche se richiedono alcune puntualizzazioni ed integrazioni mativazionali, sono invero inidonee ad inficiare sotto iI profilo logico e probatorlo. I'iter argomentativo attraverso iI quale sl perviene alia ricostruzione storica delle vicende in contestazione ed all'accertamenta delle singole responsablllta, in base alia
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__J !I~i~ii];;ii~:::w~:~~g~q~~9§~~"
..c;tE:fl)fecedentl conslderazlonr esimono dal ripercorrere in questa sede tutti i passaggi dell'iter argomentativo della sentenza impugnata, del quale si e dato ample conto in premessa e che deve ritenersi qui integralmente richiamato per quanto riguarda Ie statuizioni di condanna, secondo it principio per il quale Ie motivazioni della sentenza di primo grado e di appelJo, in ipotesi di conferma, si integrano a vicenda, fondendosi e confluendo in un risultato organico ed insclndiblle. Ci si llmitera quindi a verificare la correttezza della decisione impugnata limitatamente aile questioni devolute can i motivi di impugnazione, soffermandosi sulle stesse solo in quanto attengano ad elementi od argomenti diversi rispetto a queJligia esaminati e disattesi. L'operazione di verifica della correttezza della decisione impugnata, verra qui condotta riesaminando criticamente, alia stregua delle censure degJiappellanti e nel contesto cornplesslvo delle acquisite Ie risultanze processuali, i dati di valutazione, utilizzati dalla Corte di primo grado per qualificare come attendibili soggettivamente ed oggettivamente nonche riscontrate ab externo Ie dichiarazioni del VOLPE, sulla base delle quaJi sono state formulate tutte Ie ipotesi accusatorie in contestazione, al fine di stabilire se ed in quale rnisura Ie plurime chiamate in correita del VOLPE siano da ritenersi dotate dei requisiti previsti dall'art.192 co.3 cpp e possano quindi assumere valenza di piena prova della responsablllta degli accusati, posta che la prova disciplinata da tale norma, ove conseguita con iI rigore metodologico ivi imposto, costituisce strumento non meno qualiflcato della prova diretta 0 storica. Tale operazione, richiedendo I'applicazione di precise regole codificate e dei criteri logico-giuridici flssati da costante giurisprudenza. consente una trattazione, per quanto possibile, llneare ed esente dai lamentati condizionamenti rnass-rnedlatlcl ovvero da lettura pregiudizialmente colpevoliste, delle molteplici questioni proposte dagli appellanti con riferimento ad una decisione, come quella in esame, connotata da estrema cornplesslta, per iI numero, gravita e consistenza delle imputazioni, oltre che per la rilevante entlta del materiale probatorio acquisito; ed avente ad oggetto vicende inusuali nella casistica giudiziaria sia per iI contesto "satanico" nel quale esse, secondo Ia recepita ipotesi accusatoria, si sono verificate, sia per Ie connotazioni dei protagonisti delle stesse - tutti giovani, alcunl minorenni, incensurati, legati calla comune passione per la musica heavy-metal, can una vita di relazione e di lavoro condotta per anni in modo apparentemente normale nonostante gli sconvolgenti gravissimi fatti verlflcatlsi all'interno del gruppo di appartenenza, sino aile rivelazioni provenienti da uno di loro durante la sua detenzione cautelare per altro efferato omicidio.
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valutazlone positiva dell'attendiblllta intrinseca ed esterna del racconto auto ed eteroaccusatorio del VOLPE, nonche di MACCIONE e GUERRIERI; valutazione che risulta operata con carretta applicazione dei principi interpretativi elaborati dalla giurisprudenza formatasi in materia di chiamata in correlta e con incontrovertibile rispondenza aile acquislte risultanze processuall. .H Mentre J'accoglimento dei rilievi del PM ricorrente, concernenti J'erronea Ai applicazione dell'art.1 92 cO.3 cpp, nonche la mancanza, iIIogicita e contraddltorleta fir della motivazione quanta aile statuizioni HberatorieperleitT1p~ta2j?~i~utJrv1=N} ~on

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Si affronteranno anzitutto Ie questioni, comuni a piu appellanti e nei termini. dagli stessi proposte, concernenti l'ldoneita della chiamata in correita del VOLPE ad essere valutata, in ragione della sua attendibllita soggettiva ed intrinseca, ai sensi e
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per gli effetti dell'art.192 co.3 cpp, nonche l'idoneita delle ulteriori chiamate in correita e delle acquisite testimonianze a riscontrare, nel contesto degli altri elementi, i passaggi del racconto accusatorio del VOLPE relativi alia sussistenza dei fatti in contestazione ed al loro movente nonche all'esistenza, consistenza, regale e ruoli del gruppo di comune appartenenza; si passera quindi all'analisi delle singole posizioni ed al riesame critico devoluto con gli atti di appello, degli elementi di riscontro individualizzanti che consentano di far assumere, a carico di ciascuno degli imputati, la valenza di plena prova della lora responsablllta per Ie imputazioni ad essi contestate agJi asserti accusatori, dal VOLPE mossi nei [oro confronti., can riferimento agli elernenti di contrasto, agB alibi 0 aile ipotesi alternative prospettate; infine verranno trattate Ie ulterior! question! devolute in tema di trattamento sanzionatorio ovvero di capaclta dl intendere e di volere.

L'attendlblllta

intrinseca e l'autonomla

delle chiamate in correlta

Circa l'affldabilita intrinseca delle chiamate in correlta, if Difensore di ZAMPOLLO e MONTEROSSO - unlco tra gli appellanti a svolgere sui tema un'organica disamina critica - contesta la valutazione posltlva operata- in sentenza con artlcolatl argomenti, sostenendo che Ie stesse non possono considerarsi realmente frutto della decisione di dire la verlta su quanta accaduto, dopo oltre sei anni dal massacro di Fabio e Chiara, in ragione della loro strurnentalita, tutte essendo ispirate al fine di "limitare il pill possibile i danni": intento reso espllcito dalla frase del VOLPI, oggetto di intercettazione ambientale, di voler tirare dentro una sacco di gente, inventandosi " nomi a palla"; intento desumibile per il GUERRIERI dal tenore delle sue dichiarazioni con le quall egli si propane sistematicamente con un ruolo di vittima del clima lntlrnldatorio asseritamente esistente nel gruppo - richiamando il codice d'onore secondo il quale I'entrata nel gruppo avrebbe comportato l'lnevltabl'lta dell'adesione aile ma/efatte commesse nel suo ambito e I'lmposslblllta di uscita 0 di tradimento pena la morte; intento dimostrato per il MACCIONE dalla sua assurda prospettazione del massacro di Fabio e Chiara in termini di omicidio del consenziente, scaricando sulle vittime Ie sue responsabilita, La tesi della rlconduclbllita dei delitti alia concertazione dell'intero gruppo di giovani, aggregatosi per una comune passione musicale e degenerato nella setta nominata "bestie di Satana", aile cui determinazioni non ci si sarebbe potuti sottrarre una volta entrati a farne parte, sarebbe stata utilizzata dal tre collaboranti, nel momenta in cui vedevano la loro posizione irrimediabilmente compromessa, sla per ridimensionare la loro responsabillta per i gravissimi fatti da essi confessati, collocandola in un piu ampio ambito di responsaohlta collettiva indotta da violenza ambientale, sia per ottenere benefici premiali, con iJ coinvolgimento di quante piu persone possibile. In particolare, strumentale sarebbe stata la scelta del VOLPE, consapevole della necessita di acquistare crediblllta agli occhi degli lnqulrentl nel proporre una tale tesi - inverosimile, indimostrata, contraddetta da numerosi elementi - e nel contempo interessato ad assicurarsi un trattamento sanzionatorio per quanta possibile pill indulgente per i tre omicidi confessati, quale collaboratore, di rlvelare il luogo di sepoltura di Fabio e Chiara, "giocando d'anticipo" , quando si rendeva canto che Ie indagini sull'omicidio della PEZZOTTA avrebbero portato a scovare nel retroterra dei suoi rapporti personali can la vittima, alia ricerca delle ragioni del suo gesto, la scoperta della sua appartenenza a quel gruppo di amici di cui, oltre alia vittima, facevano parte gJiscomparsi Fabio e Chiara.
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GUERRIERI e MACCIONE a loro volta, messi, con il progredire delle indagini, difronte all'evidenza del lore coinvolgimento nell'omicidio di Fabio e Chiara, avrebbero confessato in termini ridutlivi solo quanta a loro carico non potevano negare, senza rivelare nulla ehe gJi inquirenti non sapessero gia, chiamando in causa altri eon dichiarazioni inventate rna iI plu posslbile conformi all'indirizzo assunto dalle indagini, ed allineando la propria versione su quanta venivano via via a conoseere delle dichiarazioni rese dai coindagati, per assecondare Ie esigenze degli stessl inquirenti. Con I'adesione di tutte Ie Difese appellanti si sostiene, inoltre, che la valenza eteroaccusatoria del narrato dei tre eollaboranti sarebbe eompromessa irrimediabilmente dalle discrasie, llloqlclta, confusioni, imprecisioni, assenza di riscontri esterni, connotanti Ie dichiarazioni degli stessi, relative alia fase progettuale ed organizzativa dei delitti, con partieolare riferimento al movente nonche alJ'esistenza e consistenza di una setta satanica, nell'amblto della quale i singoli rimanevano prlvl di una propria llberta decisionale; mentre solo Ie dichiarazioni concernenti la fase esecutiva delle gravissime condotle confessate, sarebbero dotate dei requisiti di precisione, concordanza e eonvalida proveniente da incontrovertibiH elementi esterni di riscontro, ad iniziare dal rinvenimento dei cadaveri di Fabio e Chiara, e costituirebbero, come tali, piena prova esclusivamente a carico degJi autori delle confessioni, dimastrando nella loro rlspondenza alia realta e nella lora convergenza individualizzante la diretta partecipazione degli stessi ai fatti in contestazione. Gli efferati delitti confessati sarebbero quindi solo frutto della follia omicida dei tre chiamanti in correlta, da anni assuntori di droghe e allucinogeni, mentre nessuna prova, aldlla delle inattendibili diehiarazioni di costoro, emergerebbe dalle risultanze processuali a carico degli lrnputatl che rispondono di solo concorso morale od hanna comunque negate ogni lora coinvolgimento in tali delitti. E la prestuoslta del riferimento a moventi riconducibili a flnallta ritual! 0 spirltualita demoniache, imposte in un c1imadi ornerta e di oppressione psicologica dall'adesione al programma di una setta satanica, emergerebbe non solo da/l'ignoranza e dalla superficiale conoscenza di tematiche elementari del satanismo, manifestate dai chiamanti in correlta, rna anche dall'insussistenza di un'associazione criminosa ai sensi dell'art.416 cp, sancita in questa processo, come nel giudizio abbreviato ed in quello minorile, con la motivazione del mancato accertamento di un pactum sceleris. Ad avvlso di questa Corte, nessuno dei suddetti argomenti consente di discostarsi dalla valutazione positiva, operata in sentenza in ordine alia credlbllita soggettiva e all'attendiblllta intrinseea delle chiamate in correlta, Occorre anzitutto ricordare che, per costante giurisprudenza, I'indagine sulla genesi della scelta collaborativa deve prescindere sia dalla considerazione delle quallta morall del collaborante sia dall'accertamento di un sincero pentimento - categorie di natura etica estranee aH'istit~t~ Er89~~~.~~.lf:1 .. regolato datl' ......::9PHi -

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investigative, anche atlraverso non me lio indicate domande sug estive a Ii stessi rivolte dal PM ··in sede I incidente probatorio, 0 circa non meqlio indicati lntentl ' , ritorsivi del VOLPE nei co nfronti di BALLARIN, ZAMPOLLO e SAPONE, ovvero di MACCIONE nei co nfronti di ZAMPOLLO, ed aldlla dei sospetti di non meglio precisati concerti calunniosi espressi da uno dei difensori di LEONI, non emergono motivazioni per Ie tre chiamate in correlta, diverse dall'intento di far conoscere la verita in ordine ai fatli riferiti a carlco degli appel/anti. Mentre if data, evidenziato da tutte le Difese appellanti, relativo alia dichiarazione dl intenti, espressa dal VOLPE durante uno dei colloqui con i genitori in carcere, oggetto di intercettazione ambientale, non assume alcun riJievo in quanta precedente l'lnlzlo del protratto e travagliato percorso, che 10 avrebbe portato alia scelta collaborativa; anzi, la considerazione che tale frase fosse stata pronunciata in risposta aile esortazioni del familiari, che dalle stesse intercettazioni arnblentall risultano al corrente del coinvolgimento del SAPONE nell'omicidio PEZZOTTA, di raccontare tutta la verita senza coprire resporisablllta di altri che potevano non avere nei suoi confronti gli stessi riguardi, sembra confermare iI fatto che sino a quel momenta il VOLPE aveva inteso rispettare il vincolo di assoluta ornerta impostogli dall'appartenenza al gruppo, e che I'acquisita lucldlta dopo i primi difficili mesi dl detenzione, durante i quall si era disintossicato dalJ'eroina, unitamente aile pressioni dei farnlllarl ed alia proqresslone delle indagini 10 avevano indotto a riflettere flnalrnente suI suo passato ed a rendersi conto di cosa gli poteva riservare iI suo futuro. Quanto alia spontaneita della chiamata in correlta del VOLPE, va rilevato che la stessa interviene in una fase investigativa in cui a carico suo e dei suoi complici non vi erano elementi lndizlari significativi per l'omicldlo di Fabio e Chiara, ma solo meri sospetti e neppure quest! per I'induzione al suicidio di Andrea BONTADE, Ie cui tragiche vicende, risalenti a circa sei anni prima, e la relativa assurda causa Ie, riconducibile all'adesione dl tutti i protagonisti ad una sino a quel momento sconosciuta setta satanica, sarebbero rimaste ignote in forza di un patto di omorta infranto solo con I'inizio della collaborazione del suddetto VOLPE. Tale collaborazlone innescava Ie altrettanto spontanee chiamate in correita di MACCIONE e GUERRIERI i quali, ciascuno attraverso un autonomo percorso di riflessione, ammettevano Ie rispettive responsablllta, chiamando in causa i concorrenti morall e materiali nel duplice omicidio di Fabio e Chiara nonche nel tentato omicidio degli stessi presso iI parco dell'Aquatica, in termini sostanzialmente corrispondenti aile dichiarazioni del VOLPE, pur non avendo con questi, detenuto gia da molti mesi, alcun modo di comunicare. Prlvo di consistenza anche it rilievo che scopo delle chiamate in correlta sarebbe stato quello di scaricare su altri Ie proprie responsablllta 0 di condividerle nell'ambito di un gruppo, in quanta i tre i collaboranti si dichiarano autori materiali di fatti dl estrema gravita, che in assenza della loro collaborazione non sarebbero mai stati conosciuti e che hanno sicuramente aggravato la loro posizione, senza nascondere i particolari di inaudlta ferocia e perversione da essi confess at;, partlcolarl tutti sistematica mente riscontrati in base aile loro stesse indicazioni: cosl per if VOLPE, la sua Incondlzlonata adesione ai progetti di violenza e di morte conosciuti al momento della sua introduzione nel gruppo ad opera di SAPONE, la preparazione della siringa con una dose letale di eroina per simulare la morte per overdose di Chiara, Ie coltellate inferte con furia selvaggia a Fabio, la partecipazione al tentativo i bruciare vivi i due ragazzi, iI successlvo proditorio tranelio nei quale i due ragazzi venivano attirati, I'occultamento del lore cadaveri oltraggiati nella fossa da essi stessi scavata a tal fine, la cancellazione delle tracce del delitto, i'annlentarnento flslco e
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psicologico del BONTADE per indurlo al suicidio, I'agguato teso a Mariangela, il mancato soccorso alia stessa dopo if colpo non mortals di plstola alia gola, con if trascinamento del suo corpo ancora vivo sino alia buca scavata nella serra, il tentativo di simulare iI suicidio della stessa affondando la sua auto con j documenti ed oggetti personali nel canale. Anehe MACCIONE non ha nascosto nulla della sua adesione ai progetti criminosi della setta, a partire dall'episodio dell'Aquatica, raecontando della sua spontanea disponlbtllta a scavare la fossa destinata ad occultare i corpi dei due ragazzi e soprattutto della ferocia con la quale ha colpito a martellate Fabio, da lui definito come iI suo migliore amico, dopo essere passato a prenderlo a casa per uscire, come ogni sabato, averlo intrattenuto fino a sera perche non tornasse a casa ed averlo accompagnato sul luoqo del massacro. A sua volta GUERRIERI ha incondizionatamente ammesso di aver partecipato a diseorsi di "fare del male", dapprima a Chiara poi anche a Fabio nel contesto di esaltazione satanica del gruppo, di aver scavato la fossa destinata alla soppressione dei cadaveri dei due ragazzi e di aver rnesso a disposizione la sua auto per farli bruciare vivi, nel tentativo che di poehi giorni ha preceduto il lora massaero, provvedendo lui stesso all'acqulsto dei petardi ed alia collocazione di questl all'interno dell'abitacolo e, previa accensione, nel serbatoio dell'auto. Le precedenti considerazioni consentono di superare anche il rilievo ehe tutti i chiamanti in correlta tenderebbero a ridimensionare la portata della propria adesione - peraltro non fattuale ma solo morale e pslcoloqlca - ai delitti, proponendo versioni asseritamente inverosimili e tra lora contrastanti: come VOLPE, che attribuisce i suoi delitti ad ordini impartiti, sempre tramite SAPONE, per motivi "satanici", da soggetti terzi in contatto con quest'ultimo, quale prova dl essere degni di appartenere alia setta quanta all'ornlcldio di Fabio e Chiara, owero per punire il tradimento di E?ONTADE,defilatosi la sera di detto omicidio, a per assicurare il vincolo di ornerta messo in pericolo dall'allontanamento dal gruppo della PEZZOTTA, che era al corrente dei precedenti misfatti; come GUERRIERI, che si sarebbe costantemente rappresentato quale vittima delle prepotenze e delle strumentalizzazioni dei membri plu forti del gruppo, attribuendo I'omicidio di Fabio e Chiara a un ordine proveniente dal demone evocato dal MACCIONE durante una delle sue sedute splrltlche: come MACCIONE che parla deWeccidio dl Fabio e Chiara attrlbuendolo ad un rlto sacrificale dagli stessi accettato quale prova piu impegnativa, rispetto a quella gia positivamente superata la notte dl eapodanno.

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§¢iq; del quale nonsrvedenedalleappeJiahtidifesevieneindicata la ragione, e sono solo apparentemente incolrnablll, trattandasi del risultato di ~ RPrceziqni e ricordi della stessa realta vissuta da parte di giovani - MACCloera all'epoca minorenne - con differenti soggettivita ed in diversa rnlsura coinvolti nelle tematiche esoteriche della "setta", tematiche aile quali comunque sono tutte rlconduclblll le motivazioni del delitti prospettate dai collaborantl, Va poi considerato che Ie discordanti indicazioni di VOLPE e GUERRIERI sulfa provenienza di ordini da soggetti esterni in' carne ed ossa ovvero da entita metafisiche per I'ornicldio di Fabio e Chiara sono entrambe oggetto di dichiarazioni de relata, da verificarsi nella loro veridlclta in relazione alia fonte di riferimento: veridlclta che non trova smentita in atti, considerato che SAPONE non ha mai negato I'esistenza di contatti con soggetti appartenenti ad altre sette, mentre MACCIONE ha piu volte parlato del demone evocato con richiesta dl eliminare entlta positive durante Ie sedute spiritiche da lui condotte, e non ha neppure escluso che i due
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ragazzi sl fossero res! dlspon'blll per un rituals piu impegnativo rna non per la loro soppressione. Va inoltre considerato che 10 stesso VOLPE asserisce, come gli altri due coHaboranti, che sl e trattato di un ornicldio rltuale, per if compimento del quale gli adepti non incaricati della materiale esecuzione avrebbero dovuto celeb rare del riti propiziatori di partecipazione; e che gli inquietanti scritti "satanlcl" lasclatl dalle vittime, ove si presagiva anche la lore morte come punizione (Chiara) 0 come prova da affrontare (Fabio) non escludono che essl stessi possano essersi prestati volontariamente, nel clima di esaltazione e di emulazione esistente all'interno del gruppo nonche dalla loro posizione di soggezione rispetto ai membri carismatici del gruppo, a rituali di punizione, iniziazione 0 di coraggio sempre piO estremi, che Ii avrebbe fatti progredire nel Ilvello gerarchico; senza probabtlmente pensare seriamente ad un rituale che si sarebbe concluso con if lora omicidio per mana dei loro stessi amiciTS()T.~9imostr~Q<?I~ ..tr~~.s~ deigesti di difesa rilevati sui loro resti.

DUC eo ~~~nzla e ei racc()nfi accusaiorl, ~walo~a~ one aO?i. I~ geoui~ita autorromta, In quanto escludono.Je_P[Qspettatewpotesl-dI-COOcectaz1oOl calunnlose d~~ljneameoti-r:eeipfGci:-u

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Quanto ai rilievi volti a screditare l'attendlbillta intrinseca delle chiamate in correlta, inidonei ad infrciarne la consistenza accusatoria risultano gli argomenti delle appel/anti Oifese concernenti la genericita, I'illogicita, I'incostanza e Ia contraddlttorleta delle lndlcazloni del colfaboranti circa la genesi, Ie modallta e Ie circostanze concernenti la fase ideativa ed organizzativa del dupllce omicidio, nonche Ie molteplici asserite causali dello stesso. Invera, sia la chiamata del VOLPE, sla quelle utilizzate a riscontro di MACCIONE e GUERRIERI, risultano al riguardo sufficientemente dettagliate, logiche, coerenti e convergenti, anche se non esattamente sovrapponlblli, in ogni loro asserto essenziale per delineare iI concorso morale e materiale degli appellanti per ciascuna delle imputazioni; ed iI dato che piO di ogni altro ne qualifica l'attendtblllta la natura diretta delle dichiarazioni accusatorie, aventi ad oggetto fatti e misfatti conosciuti dai collaborantl per averli vissuti in prima persona e dei quafi si sono confessati protagonisti, assumendosi ogni relative responsabillta e fornendo gJi elementi essenziali per ricostruire storicamente Ie vicende narrate.

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II racconto del VOLPE, fonte probatoria prlnclpale, chiaro, preciso, esaustivo, consequenziale sotto iI profilo logica e cronologico, quasi distaccata nel ripercorrere . /e sciagurate vicende da lui vlssute dal momento in cui entrava a far parte del gruppo - ben sapendo, per esserne stato messo al corrente dal SAPONE, che trattavasi di . una setta satanica can rig ide ed inderogabili regale di appartenenza, secondo Ie { quail, una volta entratl si poteva uscirne solo da morti e la marte era anche la "--1 sanzione del tradimento - sino all'omicidio di Mariangela. Limitando qui J'esame del racconto di VOLPE agli asserti plu significativi, concernenti la genesi dei delitti ed i fattl, per i quall la sentenza impugnata ha ritenuto il coinvolgimento degJi appellanti nel duplice omicidio, va ricordato che egli descrive g/i ideali perseguiti e la composizione del gruppo, nel quale era entrato, facendo i nomi dei fondatori LEONI, SAPONE, MACCIONE, ZAMPOLLO, MONTEROSSO e tra questi indicando i primi due quali persanaggi piO importanti, che si vantavano di sottometlere e sfrutlare i plu deboli, tra i quali Fabio, Chiara, BONTAOE, GUERRIERI e LATTANZIO - quest'ultimo poco dopo ailontanatosi dal gruppo - come lui stesso tenuti all'esterno 0 all'interno del pentacolo durante i rituali praticati per fare del male.
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Ha ammesso di avere senza esitazioni aderito al progetto, del quale gia sl parlava, di uccidere Chiara, perche allontanatasl dal gruppo, progetto comunicatogli al Midnight, in presenza di tutti i membri e dt aver attivamente partecipato alia programmazione e all'attuazlone di tale progetto, dapprima con iI tentative non riuscito di soppressione della stessa con una do..se mortale di eroina da_Lniettarle dopo averle somministrato del Valium, poi facendola esplodere, unitamente a Fabio, divenuto anch'egli pericoloso per Ie perplesslta manifestate in occasione del precedente tentative, nell'auto del GUERRIER!; ha inoltre rlferlto delle rlunionl tenutesi alia presenza di tutti i membri e all'insaputa delle vitti me predestinate, per organizzare la soppressione del due ragazzi con un delitto perfetto, facendoli sparire in una buca ove non sarebbero mal stati trovati, indicando il luogo ove "sl pianificato tutto" in un magazzino nella dlsponiblllta di SAPONE a Busto Arsizio, ave vennero,,s;;9nSgtq.€itj.i.rH91i.',.f1.g,.i;.9pmpPrtamenti;oa<tenere;rJe.JrasI09c:li(f_3"riP.i.C:::§$(){di in~f1Irg,gf!19ti.8:,Jhe~ecuzi6nedej piano programmata, lui e BONTA[)E, incaiicati (fell'li1dividuazione del Juogo dl sepoltura, segnalano la zona poco frequentata in un basco vicino a casa lora, can I'approvazione del SAPONE; con costoro e GUERRIERI, si provvede a scavare la fossa in orario notturno nei due venerdl precedenti iI massacro; terminata tale operazione, nello stesso pomeriggio egJi accompagna SAPONE e G U ERRI ERI,,,?I!§.TIefCl3,c:li,.$eQig§IJiapYeyif_3,Qf_3,/QPffilJnicato .,eglJ;@.!tri.!'.',&M~I",Br~~~,gti' ..S8r;n8re§()?bI2Q~I,·/"':§§§t§6itl1/.ghe.,I§·,·,.f()§§§.i,~.,Pf9Dta!e/$i··PlJ.o i Sempresecondo il piano concordato egli can SAPONE e MACCIONI pdrt:aFahio e Chiara a mangiare una pizza, per evitare che gli stessi rientrassero a casa, poi la sera si incontrano tutti nuovamente, al Midnight "come se niente fosse, solo un gioco di sguardi"; SAPONE accompagna Fabio a telefonare al padre, suggerendogli Ie parole, controllandolo e quindi scortandolo sino al Midnight, ove, entrando, fa segno agB a/tri che il momento dl andare .. Lui da Ie chiavi della sua auto a SAPONE, che si allontana con MACCIONE; per non destare sospetti dopo qualche momenta si allontanano Fabio e Chiara, i quali, evidentemente seguendo Ie lstruzloni lore impartite, anche al lora arrivo al Midnight erano giunti separati dagli altri, per poi riunirsi tutti e dirigersi verso il luogo ave ai due ragazzi era stato detto che sarebbe stato "celebrato un rituale in un posta nuovo".

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~~Q;S~g.~t~.

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Le dichiarazioni del VOLPE tutt'altro che imprecise con riferimento alia genesi, nonche alia fase prodromica, ideativa ed organizzativa del dupllce omicidio, sinteticamente soprariportate per dar conto dell'infondatezza dei nllevl difensivi, trovano piena rispondenza nei passaggi essenziali del racconto accusatorio .del MACelONE e del GUERRIERI: entrambi riconducono iJ dupllce omicidio aile finalita ed ai membri della setta autodenominatasi delle "bestie di Satana", fanno i nomi di costoro e ne ricordano i soprannomi in termini sostanzialmente corrispondenti al narrato del VOLPE, riferiscono del progetto di fare del male ovvero di uccidere, dapprima solo a Chiara, poi anche a Fabio; progetto concordato in varie riunioni preparatorie tenutesi a partire dall'estate 1997, presenti sempre gJi appel/anti SAPONE, LEONI, ZAMPOLLO, MONTEROSSO, dopo I'entrata nel gruppo di VOLPE; entrambi riferiscono I'episodio dell'Aquatica, la presenza in luogo di tutti j membri, anche se alcuni erano ubriachi, e Ie modalita con Ie quali si voleva far bruciare vivi i due ragazzi nell'auto del GUERRIERI, utillzzando il materiale esp/odente acquistato con i soldi di tutti. II racconto di MACC/ONE e GUERRIERI corrisponde a quello del VOLPE anche per quanto riguarda la concord ata ripartizione dei ruoli tra chi avrebbe dovuto scavare la buca nel Juogo individuato da VOLPE con I'approvazione di SAPONE e material mente uccidere, .... ... ~.8p k~Q~t,M9tN~.§gg§§Q.n.f&fY1.~.Q.bLQc:::Qe.§iO.t3filano da tali compiti attribuendcJ~i[rEY218§i928~dyCsi~~iggQJB[Igi. . .

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i)1)!"~b"""",lJ:;M"e8bb8"."~'i.ry1,9,~T~J38gg8.",Y.~n~g,?,8999S,P[q",f3,[D,'~,Rt§.<.in,c:f,ig§lti,iiiH,ni,t§m§l'?t§ )~2.~g,"'QreSeIiHalla.j-iUnionedel'·p6rilefiggi6'allafiera'"diSenigallia,"guimd6 ,iVieheiotOc6municato che la buca pronta, ed alia sera presso il Midnight, ove dopo i, aver fatto telefonare a Fabio a casa per avvlsars del suo mancato rientro, si procede < all'attuazione del piano, facendo allontanare Ie due vitti me separatamente dai lora 'carnefici per non destare sospetti e diffondendo la voce che questl ultimi 51 ,/sarebbero recatl a ballare al Nautilus, rnent[§:,ic:flJ§'Jgg(3?Z.L~i,Eiar§,!JP§:I9?ppgrtatii'J

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:;i':[~dithikrazioniconvergono anche sulle condotte tenute dai membri del gruppo il giomo successlvo, quando MACCIONE e SAPONE comunicarono agli altri, nuovamente tutti presenti, salvo il VOLPE incaricato di tenere sotto contrallo iI "traditore" BONTADE - come lui abitante in Somma Lombardo - I'attuazione del progetto omicidiario, venne impartlta la consegna del silenzio assoluto e si concordarono Ie versioni da fornire per sviare Ie indagini sull'allontanamento intenzionale del due ragazzi uccisi e sulla causa della ferita alia mana riportata dal MACCIONE.. Le dichiarazioni del VOLPE trovano rispondenza anche relativamente afl'attlvlta di depistaggio posta in essere dal gruppo nei confronti del genitori delle vittime nonche all'atteggiamento persecutorio adottato nel confronti del "traditore" BONTADE, in un crescendo di odio, nel quale ebbe a maturare l'lnizlatlva di VOLPE e SAPONE di eliminarlo fisicamente, somministrandogli a sua insaputa sostanze allucinogene miscelate con bevande alcoliche per farlo stare male. A fronte di tali risultanze inidonei a screditare l'attendlblllta delle chiamate in correlta risultano gJi argOnlenlf'Bifehsivi; in particolare quelli svolti nell'interesse di LEONI, MONTEROSSO e ZAMPOLLO, nel senso che",Reicolif~8Q.tLdi!GQ§!oro, chiamati a rispondere del duplice delitto solo a tltolo di:Q~n??~§,Q:'" ?rf:ll~,:'sarebbe m state /

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iiii~i~;:~~~~i~ItI{I~iltl"
aggiUrigel1c:f6si; 6tie "Ie staturZioni assolut6rie riguarcJariti sia"'iduetentati ariliddi sub M ed N, sla iI reato assoclatlvo sub 0 avrebbero demolito il teorema accusatorio,

c)tJ1i9i8,~<,,'.I~',:.p2!t.~.".q,~.,I,.".I)1f:l§§.§FF9,ich e" I'aCcertamento' dell' ins ussiste nza del .. po cbntest"at6>pacfUmsceleds "s 'g?;~I.i.,ig?ti~f:lti.",q.~Ji!tI".HJ:g9r9.mJc::J.'nQ/"l.isolo.Eic;[§pil§t§!?l?e
,le~f:lI.,IJJ~Qt~'!.f:l,t9Rt~.HJ:9,Pf:l!9~i,fl,:8titjJ~[i~"fappresehtf:lt~".~i:iJ,~8be!= farebbe ven ir •. rna ,•.. " meria ogrllfiievanzaa.ccusat6riaalla>mera presehzasilerifedeisuddetti appellanti aile presunte riunioni organizzative owero al presunti depistaggi nei confronti dei genitori dei due ragazzi durante Ie loro disperate ricerche. Tali argomenti peraltro muovono dall'assunto indimostrato e contraddetto dalle acquisite testimonianze - circa la struttura rigidamente gerarchica e Ie dinamiche inJ_gme-ct~~po, co notate da inflessibili regole di appartenenza e dalla presenza dl uri-Jeader, LEONI "che pUG fare quello che vuole, gli basta uno sguardo per ottenerB-ubbfef a' (SAGGIORO)e che "ness uno Sf permetteva di contraddire" (DEL FIOL) - che fossero previste procedure particolari per I'assunzione di decisioni comuni, con proposte, maggioranze ed espressioni motivate dl voto; mentre I'estrerna gravita del progetto ornlcldlario deliberate E;lsclude cbs jI SQlo fatto del lUI silenzio di qualcuno dei presenti sia sufficiente a qualificarne la condotta in termini di r mera passlva-conrt~veFl-za_1l00-p.unlb.iia,_pluttQs.t.a.__che_dLc..onCOr:sG-ffiefa~ \ di qnahmque-eermo-dtrftsserrsn a Olssoclazlone.

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Inconsistente rlsulta poi il riferimento alia statuizione assolutoria per iI reato associative, in quanto if coinvolgimento dei co nco rrenti morali nel duplice omicidio fondato sla nelle dlchlarazionl dei chiamanti in correlta sia nella sentenza impugnata su ulteriori e diversi elementi, rispetto a! fatto dell'adesione ad un programma criminoso di ispirazione satanica, che peraltro, pur essendo state ritenuto inidoneo a configurare gli estremi del pactum sceleris sanzionato dall'art.416 cp, ha rappresentato il contesto, nel quale detti delltti sono stati consumati; come inconsistente iI riferimento a! fatto che nel presente giudizio j concorrenti morali non siano chiamati a rispondere per l'induzione al suicidio di BONTADE e I'omicidio , di GOLASECCA, essendo tale fatto riconducibile non ad intervenute statuizioni ! [ liberatorie rna' alia scelta processuale del PM di stralciare Ie posizioni dei suddetti f ' li_mitatamente a tali deriffi . l,

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Va infine disatteso l'arqomento, secondo ll quale l'lnconqrulta delle dichiarazioni del VOLPE deriverebbe dalla sua approssimativa conoscenza delle tematiche e delle rltuallta sataniste, avendo dlrnostrato di non conoscere esattamente Ie fasi lunari, iJ significato della luna nera 0 del pentacolo: trattasl di rilievo inidonea ad invalidare l'attendlbitlta soggettiva od intrinseca delle dichiarazioni, in quanto 10 stesso VOLPE ha riconosciuto che la sua cultura in materia si formata in base a quanta da lui appresa, quale neofita, all'interno della setta alia quale aveva aderito, attratto dai dlscorsi di violenza e perversione che ivi si facevano, ad in base ad informazioni cercate su Internet. E per escludere che il suo racconto sull'esistenza, consistenza, attlvlta della setta sia frutto di pura invenzione, e sufficiente rilevare che iI VOLPE stato in grada di riferire, negli stessi termini di GUERRIERI e MACCIONE, i nomi dei demoni evocati da quest'ultlmo, di indicare i luoghi, i protagonisti e Ie rnodallta del rituali praticatl, dl precisare la denominazione attribuitasi dalla setta ed i soprannomi di battaglia assunti dagli adepti, di riportare Ie inderogabili regole di appartenenza, confermate anche da numerosi testi.

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Si amette di motivare circa i rilievi difensivi concernenti I'incastanza delle chiamate in correlta, in quanta facenti tutti riferimento a dlchlarazlonl intervenute durante il travagliato percorso che avrebbe portato i collaboranti ad infrangere iI vincolo di ornerta per anni rispettato, ed a riconoscere incondizionatamente Ie proprie responsablllta, ovvero a comunicazioni intercettate, che nulla hanno ache vedere con la coerenza e la lealta della collaborazione.

L'attendlblllta esterna della chiamata in correlta di VOLPE, con riferimento al contesto ed al moven!e dei dellttl in contestazione. (/ ~
Nel procedere all'analisi dei motivi di appello concernenti I'operaziane logica concluslva, che consenta aile chiamate in co rrelta , gia positivamente valutate nella lora attendibllita intrinseca, soggettiva ed oggettiva, di acquisire ai sensi dell'art.192 ca.3 cpp iI valore di prova diretta idonea ad essere posta a fondamenta di una sentenza di condanna, occorre anzitutta rilevare che nessuna degJi att! di impugnazione, roposti dalle Difese co . ne un'organica d/samma cntica detla p essiva valutazlofie operata daUa sentenza nel pervenire alle.statulzlonl di ~condaQDEJropugAa~ --I difensori, infatti, s/ limitano a generiche censure di preconcetti colpevolisti, che, ponendosi quale chiave di lettura di ogni singola prova, anche per iI clamore mass-mediatico creatosl sui caso, avrebbe condotto all'affermazione di una responsabllita concorsuale indimastrata in accoglimento di un teorema accusatorio,
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fondato sull' esistenza di una setta satanica raccontata in termini contraddittori e farneticanti da soggetti ignoranti in materia, autari materiali di omicidi, senza altro rnovente che non fosse la lora violenta follla di tossicodipendenti, e smentito dalla stessa sentenza nell'escludere la conflqurabllita del contestato reato associatlvo: ma omettono di rapportare ogni singolo passaggio del racconto del VOLPE, avente specifica rilevanza accusatoria, ai dati di ordine logico-probatorio valutati dalla sentenza impugnata come riscontro diretto od indiretto, provenienti da altre fonti acquisite, quaJi Ie ulteriori chiamate in correlta, Ie deposizioni testirnonlall, Ie intercettazioni teiefoniche ed ambientali, la documentazione prodotta, g/i oggetti sequestrati, gli accertamenti tecnici e Ie stesse dichiarazioni rese dagli appellanti. In particolare sui tema della convergenza delle chiamate in correlta i rilievi degli appellanti consistono nella prospettazione puntigliosa di numerosissime asserite inconqruita logiche e contraddizioni fattuaJi, operata enucleando Ie stesse, totalmente 0 parzialmente secondo la convenienza, dal contesto delle altre risultanze processuali, la cui camplessiva considerazione, ad avvlso di questa Corte, consente non solo di confutare la fondatezza dei rilievi, nonche di superare alcune, apparenti, contraddizioni motivazionali e di soddisfare la pretesadella Difesa LEONI di ottenere risposta a quesiti asseritamente rimasti insoluti, ma anche di pervenire all'accertamento dell'efficacia pienamente probante delle dichiarazione del VOLPE con riferimento a tutte Ie imputazioni devol ute al presente giudizio, ivi compresi gli episodi di tentato omicidio sub M ed N, in accoglimento delle impugnazioni proposte dal PM. Non si prendera qui in esame ciascuna delle dedotte lnconpruita per dlmostrarne I'infondatezza, in applicazione del principia giurisprudenziale consolldato, secondo H quale la conferma dell'attendibillta della chiamata in correita proveniente dagli "altri elementi di prova" deve "riguardare la complessiva dichiarazione del coimputato relativamente all'eplsodlo crirninoso nelle sue component; oggettive e soggettive, e non ciascuno del punti rlferltl dal dichiarante" (Cass. Sez.1 sent.25/2/1997 n.1801); trattasi infatti di incongruitil inidonee ad incidere su dati essenziali del racconto accusatorio e non riconducibili ad intenti inquinatori, che devono essere valutate tenendo canto del principio giurisprudenziale altrettanto consolidato in tema di valutazione dl dichiarazioni accusatorle "lncroclate" a "plurime" nel senso che "I'esigenza che Ie medesime, per costituire riscontro I'una dell'altra, siano convergenti, non pUG lrnpllcare la necesslta di una loro totale e comp/eta sovrapponiblllta (la quale anzi, a ben vedere, potrebbe essa stessa costituire talvolta ~ rnotlvo d! sospetto) dovendosi al contrario ritenere necessaria solo la concordanza sugli elementi essenziali . Bum, fermo restando il potere-dovere del giu Ice J esaminare crltlcarnente gJi elementi di discrasia, i~Qmg~j';rY§:ITifjg,§'t§;",:§§ig!i?

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COSI non si vede quale significativa incidenza sull'attendlblllta intrinseca ed estrinseca della narrazione del VOLPE possano avere Ie solo apparenti discrasie desumibili dalle dlchiarazlonl degJi altri due collaborantl, di seguito indicate, trattandosi di discrasie, che per la lora rilevanza marginale escJudono interessi inqulnatorl ed appaiono essere II risultato didiverse percezioni soggettive della rea Ita o di diversi ricordi a distanza di oltre 6 anni, spiegabili in molti casi can la natura "de relate" del partico/are riferito, la cui verldlcita va verificata in relazlone non tanto al contenuto della notizia appresa da altri rna al fatto di aver appreso la notlzla riferlta: privo di concludenza anzitutto il rilievo che Ie chiamate riferiscano varlarnente, peraltro in termini non molto diversi, di rituali satanici, sedute splritlche, di ipnotismo

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o di orientarnento di pentacoli, perche non si tratta qui di verificare I'ortadossia del satanismo praticato dal gruppo, rna di valutare la cornpatlbllita del contesta descritto dai chiamanti, rispetto ai crimini oggetto delle loro dichiarazioni accusatorie; quanto al rlllevo che solo GUERRIERI abbia parlato di imitazione delle cad ute in trance di MACCIONE da parte di Fabio, quale ragione del suo omlcldlo a tltolo punltlvo, 0 ancora dell'ordine impartito da un demone, va tenuto conto del fatto che il GUERRIERI - il membro piu suggestionabiJe del gruppo, che se ne allontana non reggendo all'orrore della crudele soppressione dl Fabio e Chiara, e, temendo per propria lncolumita, impaurito per la capaclta criminale della setta, costretto a ricorrere a cure psichiatriche - parla non per sclenza propria ma per aver appreso da altri all'interno della setta; irrilevante il fatto che del magazzino del SAPONE, ave sarebbe state pianificato il dupllce omicidio non parlino MACCIONE e GUERRIERI, che peraltro riferiscono anch'essi di diverse riunioni preparatorie tenutesi alia presenza dl tutti i membri della setta, per sopprimere dapprima solo Chiara, poi anche Fabio; quanta al fatto che MACCIONE attribuisca all'entrata del VOLPE la degenerazione violenta della setta, mentre questi ha affermato che dell'omicidio di Chiara gia si parlava quando lui entrato, va ricordato che il MACelONE ha anche detto che in precedenza iI sacrificio umano "era solo teorizzato", confermando quindi che gia se ne parlava prima di divenire "concreto progetto sanguinario" con l'arrivo del VOLPE; il fatto che GUERRIERI abbia accennato, come il VOLPE, ad un collegamento del gruppo con una "setta X di Torino" per il tramite di alcuni congiunti di MACeIONE, trattasi pur sempre di dichiarazione de relate, da quest'ultimo srnentlta contraddicendosi e con scarsa convinzione; quanta ai riti di concentrazione, che i membri non incaricati dell'esecuzione del duplice omicidio avrebbero dovuto fare per propiziarne iI buon esito, e quanta all'inserimento in un computer da parte del LEONI degli scritti satanici compromettenti preventivamente ritirati e distrutti, di cui parla contrariamente all'assunto delle Difese non solo il VOLPE rna anche iI MACeIONE, trattasi ancora di notizie riportate de relata, peraltro non smentite, come sostengono Ie Difese dalle generiche negatorie de.ll.g ..8~<.?S7'2F3(),.... ll'epoca gia a ~scitg d~II.~.~~tt~.,.. . ??~lg~EF3F3I~F3I. nel .... ~~nso di. noni.avet(~i§~Q.iS8rj']ffi.t.lJ~~;.i.8g~;§.~}(ji ~f3~~lfi%\\9I{g[j~!g!·(9ij··i::9rriPUt§rt~}$t§t§.p§t§Hr()§~gg~$tt$tQ6~ICorso8e/le'inaagini; anzffa circostanzadelliesistenzadiscritlisatarilci, tracui un codlce cifrato, trova oggettiva conferma nel rinvenimento presso Ie vitti me di tracce di tali scritti, uno dei quali redatto con /'affabeto "satanico" che a dire del MACCIONE gli sarebbe stato "dettato" durante una sed uta spiritica; nessun rilievo per screditare Ie chiamate in ~. correlta assume infine I'assunto delle Difese che la notte del massacro MAGNI e lA...._ LEONI a casa di quest'ultimo invece di celebrare i riti propiziatori preannunciati al MACelONE e al VOLPE, avessero giocato alia play station ovvero che ZAMPOLLO " e MONTEROSSO avessero dormito clascurio a casa propria, tale assunto potendo ! I tutt'alplu dimostrare I'inga~ Ie i concorrenti morali av . stificato iI fatto di essersi chiamatrTuori dal peso e dai rischi dell'esecuzione materiale del 1'( massacro, nel contempo rafforzando la determinazione di colora sui quail tale \i incombenza era stata scaricata.

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Prlvo di consistenza anche iI rlllevo che fa convergenza delle chiamate sarebbe iI risultato di un allineamento, volto ad assecondare Ie aspettative degJi inquirenti ed agevolato dal contenuto delle ordlnanze di custodia cautelare notificate a GUERRIERI e MACCIONE, ove erano riportati ampi stralci delle dichiarazioni del VOLPE, considerata I'indipendenza e I'autonomia delle stesse non solo temporale, rna anche sotto iI profilo della genesi e del contenuto: i suddetti pervenivano alia determinazione collaborativa attraverso tre diversi e travagliati percorsi di ripensamento del lora vissuto, ll VOLPE durante la detenzione per I'omicidio di Mariangela, pressato dai genitori e dall'andamento delle indagini, avendo
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riacqulstato progressivamente lucid ita nel corso del contestuale non facile processo di disintossicazione dalla droga; l'lnlzio del percorso del GUERRIERI risale a quando, cinque anni prima, sconvolto dall'orrore del massacro dei giovani amici, dal rimorso di averne scavato la tomba senza pensare a quanto sarebbe poi successo, dall'lncapaclta di sostenere ulteriormente iI silenzio imposto dalla setta, era riuscito ad allontanarsene divenendo anche lui vittima delle attenzioni minacciose dei suoi membri, tra i quall egli indica LEONI, SAPONE, ZAMPOLLO, MONTEROSSO, ed in preda a deliria di persecuz[one aveva deciso di curarsi; MACC!ONE, come da lui dlchiarato nel giudizio rnlnorile, dope it duplice ornicldlo trascorreva "6 anni disperati senza riusclre a combinare niente", travolto dal senso di colpa e dall'uso sostante di sostanze stupefacenti, cercando di prendere Ie distanze dal gruppo ed asua volta entrando nel mirino dei capi storici, come confldera al compagno di cella. Quanto al contenuto, sufficiente, per escludere intese calunniatorie fraudolente 0 interessati allineamenti,r§!Gri~~ri'"D~8!9.~IIf1.Il~Q'l~FRR~iP:H~ .• §~

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dar c::Ollaborariti;rria sopraftiitto al fattD cha rl6SSUnO degli accusati ha proposto plausibili ricostruzioni alternative 0 ha spiegato Ie ragioni delle pesanti accuse loro rivolte dai chiamanti in co rrelta , essendosi tutti limitati ad una generica protesta di estraneita ai fatti e dl non appartenenza a sette, negando la lora partecipazione a rituali e proponendosi come frequentatori degli stessi ambienti per if comune interesse per il genere musicale metal. Aile conclusioni cui si perviene all'esito della verifica della convergenza delle tre chiamate in correita e pertanto della lora valenza probatoria con portata individualizzante a carico di ciascuno degli appellanti per tutte Ie imputazioni lora co ntestate , non puo ritenersi ostativo neppure I'ulteriore argomento di censura, riferito ai dati dl riscontro della chiamata in correita del VOLPE, provenienti da fonti diverse dalle altre chiamate; argomento di censura che muove dall'assunto indimostrato nonche smentito dall'esaustiva e congrua valutazione probatoria delle testimonianze, delle intercettazioni ambientaliltelefoniche, delle acquisizioni documentali e reali utlllzzate, contenuta nella sentenza impugnata - che la verifica estrinseca dell'attendlblllta delle chiamate in correlta sarebbe stata effettuata dalla Corte di primo grado in un'ottlca interpretativa distorta, pill su congetture che dati certi, enfatizzando in malam partem solo gli elementi a carico ed omettendo la considerazione di quelli a discarico, soprattutto con riferimento all'esistenza di una setta satanica in grado di imporre in un clima di intimidazione e di ornerta ai suoi adepti comportamenti anornali, isplraf alia religione del male e connotatl dalla violenta sopraffazione mentale e fisica dei pill deboli ad opera del pill forti, sino al compimento del sacrificio umano, quale strumento di esaltazione della potenza della setta e di rafforzamento della sua compattezza interna.

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Quanto al rilievo che nella valutazione delle deposizioni testimoniali concernenti la setta e i suoi adepti in termini satanici, non si sarebbe tenuto conto che alcune di queste sarebbero frutto di rielaborazioni di fattl precedentemente vissuti, condizionate dalle tragiche vicende emerse a seguito delle confessioni dei tre collaboranti e dal c1amore massmediatico, ovvero che altre deposizioni sarebbero non disinteressate, inquinate da sentimenti di rlvalita 0 di rancore per vicende perso nal i, J.~.B.~.~i.§.lit§d~l. [i9b.i~rtl8' ..98.l"Jt~P.l.lt()§oP.retl.l:lttQil]~ii.c:Jy.~ ... ..§.tti... §PH~llo 1]~.. iPb~.~~~.§ !.~§:~~·I;.§.~ II:.. .. .. c:J~I.I~8.~8.Q.~i~I8.6·§.· .. 8tflp.I~~.~iy~ 9 se.n.()h.•• d~f .••. ....•.iDti.QJi8?~i()n~ 81.im§~.. i..•..• ... rl.~.II~• • ·.S6ttEl••. ~.dei

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suo ruolo di leader caris matico , consente un rinvio al contenuto della sentenza, ove si motiva ampiamente in ordine all'attendibillta ed alia concludenza delle dlchlarazlonl di colora che ebbero a venire a contatto con iI gruppo senza mai entrarvi 0 che vi entrarono uscendone prima della degenerazione del gruppo nella setta, oggetto di accertamento. II richiamo ad alcune indicaziani, significativamente collimanti, fornite da saggetti che all'epoca ebbero a frequentare iI gruppo sufficlente a confutare la censura dl travisamento di testimonianze, che avrebbera evidenziato solo un campionario di luoghi comuni, di mera folclore, tutt'alplu di comportamenti poco commendevoli di normale disagio giovanile, inidonei a consentire una lettura in chiave criminalsatanista di delitti provocati dall'uso pluriennale di droga, ovvera l'assunto che solo la morbosa attenzione mediatica avrebbe fatto apparire come setta satanica un fenomeno di aggregazione giovanile connotato da un modo di esprimersi anticonformista nell'abbigliamento, nel linguaggio e nel comportamento, all'lnterno . della quale ciascun aderente presentava confuse adesioni a diversi stili religiosi 0 filosofici can 10 sfondo della musica heavy metal, come I'occultismo, un satanismo di facciata 0 I'animismo, Non si vede infatti come possa essere rapportate a semplicl intemperanze giovanili il crudele trattamento subito a titolo dimostrativo e punitivo, in silenzio e senza reagire, da Fabio e dal teste BERNUZZI, morsi a sangue in pubblico, dal LEONI al cospetto degU altri adepti, raccolti in cerchlo - tra i quali gli odierni appelianti SAPONE ,ZAMPOLLO, MONTEROSSO - che a loro volta spegnevano sui malcapitati le loro sigarette, trattamento accompagnato dalla frase ricorrente "chi sbagli'tpaga chi tradisce muore"; 0 la marchiatura a fuoco di una croce rovesciata, subita dal teste STRANIERI ad opera del LEONI, mentre gli altri 10 tenevano irnrnobillzzato, dopo essersi allontanato dal gruppo; 0 I'aggressione sublta dalla SAGGIORO, scaraventata a terra e colplta ad unghiate da un LEONI ringhiante e sbavante. . Dai raccanti dei testi emerge anche, a riscantra delle chiamate in correlta, 10 ~. stato dl soggezione psicologica di alcuni membri del gruppo e la figura di leader carismatico del LEONI, rappresentato come "strana persona" che si dichiarava satanista, guida degli adepti, figlio di Satana ed interprete della filosofia di Satana, che incuteva soggezione. e timore con atteggiamenti aggressivi e prevaricatori, esibendosi in estemporanee ed immotivate aggressioni flsiche accampagnate da ringhi e grugniti per dimostrare la sua disapprovazione 0 per minacciare, che prendeva Ie decisioni per iI gruppo "nessuno si permetteva di contraddirlo", circondato da alone di "immenso rispetto"; iI teste BELLI riferisce anche Ie subdole manovre ed iI sottile terrorismo psicologico, con il quale il LEONI aveva tentato di irretire lui ed iI BERNUZZI, con j'invito ad entrare con la lora band metal nef suo gruppo sostenendo che la lora musica si adattava ad un dlscorso satanico e, dopa qualche mese di frequentazione, quasi costringendoli ad accettare di far parte del giro, nel considerarli come tali, aveva cercato con violenza di impedire loro di allontanarsi e preteso che essi soggiacessero alia sua autorlta: 10 stesso teste ha riferito di come egJi rimase impressionato dall'entusiasmo e dall'assenza di preoccupazione manifestati dal membri per la svolta violenta assunta dalla lora aggregazione per opera del LEONI.

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La riduttiva prospettazione della Difesa pertanto smentita dalle acquisite risultanze testimoniali, dalle quali emerge una rappresentazione convergente, precisa ed univoca delle dinamiche aberranti nei rapporti personall, pienamente compatibile con gli accadimenti rlferlf dai chiamanti in correita: la strutturazione del gruppo in senso gerarchico, la fissazione di regole inderogabili funzlonall all'instauraziane di un clima intimidatorio ed ornertoso, la riduzione dei p;u giovani e deboli di carattere a 42

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ubbidienti comprimari da sfruttare con aberranti prove di urnlllazlone, di fedelta, di coraggio, di punizione, it ricorso alia violenza fisica e psicologica gratuita, il tutto aH'insegna di una ideologia satanica ispirata al nichilismo, all'indifferenza emotiva, all'obiettivo di fare if male quale strumento di affermazione, nonche capace di generare fantasie di violenza e onnipotenza in soggetti giovani e con personallta problematiche, facendo loro perdere progressivamente if contatto con la realta: ideologia che, unitamente alia pratica della spiritismo e dell'ipnotismo, nonche all'abuso di sostanze stupefacenti ed aile suggestioni della musica metal, connotata da accordi ossessionanti, percusslonl esplosive, suoni e voci alterate, volumi esasperati, oltre che da testi sanguinari e blasfernl, ave si parla di morte violenta, sgozzamenti, cannibalismo, ferocia, perversioni maniacall, odio, hanno sicuramente creato un contesto adeguato per azioni criminali di gruppo come quelle raccontate, in quallta di diretti protagonisti, dal chiamanti in correlta, Le vicende oggetto del presente giudizio dimostrano infatti che anche un superficiale approccio al satanismo, quale moda deH'ambiente metallara che si esprime con atteggiamenti, abbigliamenti, acconciature anticonformisti e con il Iinguaggio blasfemo e truculento della musica death-metal, senza una vera adesione al satanismo quale filosofia di vita, pUG portare ad una concorde determinazione dellttuosa, reiterata nel tempo, come quella accertata; ed iI fatto che if gruppo delle "bestie di Satana" non presenti i requisiti che secondo gli studi plu accreditati in materia connotano il .vera fenomeno del satanismo non esclude ne I'esistenza all'interno dello stesso del clima e delle dinamiche di intimidazione, di omerta, di sopraffazione dei soggetti pill deboli e fragiii, .creati dalla strumentalizzazione da parte di alcuni delle suggestioni, simbologie, ritual! satanici, perversioni, patti di sangue, discorsi truculenti della musica, come riferiti da testi e collaborantl, ne che in tale contesto possano essere maturati i delitti contestatl. In...conferenteed lndirnostrata e anche la censura che aile intercettazioni ambientali e telefoniche, ai documenti acqulsltl, ed agJioggetti sequestrati sarebbe state attribuito costantemente ed ingiustificatamente un significato accusatorio; irrilevante in particolare e la considerazione che nessuna delle telefonate intercettate intercorse tra ZAMPOLLO, SAPONE, LEONI, MACCIONE e MONTEROSSO dopo I'arresto di VOLPE e SAPONE contenga ammissioni di responsabilita, riferimenti a circostanze interessanti la sparizione di Fabio e Chiara, timori per iI pericolo di un rinnovato interesse giudiziario 0 mass-mediatico su tale sparizione, in quanto la persistenza di contatti telefonici a distanza di anni tra i membri storlcl della setta, iI riferimento aile ~/ indagini in corso, dell'evofuzione delle quali il MONTEROSSO sembra particolarmente informato, j'organizzazione di incontri per parlarne, la concordats solldarleta economica a favore del SAPONE, I'ora notturna ed il linguaggio criptico, sono tutti dati utilizzati in sentenza quali elementi di riscontro diretto ed indiretto, idonei a convalidare dall'esterno la chiamata in correita del VOLPE; dati che non e necessaria rivestano il valore di prova autonoma autosufficiente e che, valutati nel contesto delle altre risultanze, non consentono la prospettazione rlduttiva delle Difese, nef sensa che si tratterebbe di semplici conversazlonl tra conoscenti, non compromettenti, fatte in ora tarda come si usa tra giovani nel week-end, che manifestano solo solldarieta nei confronti di un comune amico. Le stesse considerazioni valgono per il rilievo che nulla di inquietante risulterebbe dimostrato dagli sms 0 dalle telefonate intercorse tra ZAMPOLLO ed if cellulare di VOLPE 0 BALLARIN ovvero dalla singolare oggettistica rinvenuta nelle due abitazioni del LEONI.

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La ricostruzione storica dei fattl in contestazione e fa lora qualificazione giuridica
Disattesi i rilievi difensivi in tema di valutazione probatoria, la ricostruzione storica delle vicende e del contesto nel quale Ie stesse si sana verificate, pUG essere legittimamente effettuata nei termini indicati dal racconto auto ed eteroaccusatorio del VOLPE, in quanto risultato soggettivamente ed intrinsecamente affidabile, nonche riscontrato in clascuno dei suol asserti di rilevanza penale, da molteplici ed eterogenee fonti probatorie, di ordine testimoniale, documentale, tecnico, logico, oltre che da ulteriori attendibili chiamate in correlta, che nella loro convergenza individualizzante concorrono alia conflqurablllta dei requisiti costitutivi della prova regolata dall'art.1 92 cO.3 cpp a carico di tutti gli imputati. Capo N In particolare, in accoglimento dell'impugnazione del PM, la chiamata in correlta del VOLPE deve ritenersi riscontrata anche per quanto riquarda il primo tentato omicidio nei confronti della sola Chiara - motivato dal suo allontanamento dalla setta ed attuato secondo iI coilaborante, dopo che la stessa era stata riagganciata da OZZY un sabato sera dell'autunno 1997, con la somministrazione a sua insaputa di acqua miscelata a barbiturici per precJuderle ogni reazione alia successlva iniezione di una dose mortale di eroina - dovendosi dissentire dalla riduttiva motivazione delle statuizione Iiberatoria adottata dalla Corte di primo grado, limitatasi a rilevare che tale episodio non trova conferma nelle dlchlarazloni degli altri due collaboranti di cui ai capi M-N, ne tale conferma potrebbe desumersi dalla successiva consumazione dell'omicidio da parte degJi accusati. Numerosi, di diversa fonte probatoria ed incontrovertibili sono invero j dati esterni di conferma dell'attendlbllita dell'accusa, tenendo conto del fatto che si trattato del primo _episodio di una serie di delitti commessi dai medesimi protagonisti, tutti ravvicinati nel tempo, di analoga tipologia, con movent; e rnodallta riconducibili . all'essenza ed all'ideologia della setta descritta dal VOLPE, il quale non aveva motivo alcuno di raccontare il falso solo su questo~latto, che senza la sua propalazione sarebbe nmasto del tutto ignofo agB inquirenti. Gli stessi MACCIONE e GUERRIERI offrono un primo riscontro, laddove non solo diCOnbal non ricordare 0 l1tllurrpoteresctodere-c1Teri1 faUo si Fo'S"se enflcato, v niaFfferiscono che gli intenti omicidiari della setta in un primo momento riguardavano la sola Chiara, poi sarebbero stati estesi a Fabio perche considerato inaffidabile, confermando la piCs precisa ragione indicata dal VOLPE per tale lnaffldablllta, derivante dalle perplessita manifestate dal ragazzo, che, messo alia prova con iJ suo coinvolgimento nel delitto di gruppo, non avrebbe dimostrato sufficiente determinazione e convinzione. Ulteriore riscontro proviene daJla deposizione della madre di Chiara, che conferma sia il fatto che la stessa da prima dell'estate 1997 si era allontanata dal gruppo, venendo quindi riagganciata dal LEONI - riferisce la teste un sabato del mese di . NI era passato prendere Chiara, dopo che if aare dl que~ aveva lasciato un biglietto I nnve , rna preceduto da altro, pro otto In a I e condivisibilmente ritenuto dalla sentenza contenere un inquietante messaggio trasversale, dissimulato da un augurio anche a nome del figlio di buone vacanze firmato con una stella a 5 punte - siajl_fatto_che Chiara al suo rientro stava male. Declsivo riscontro infine-rappresentato dall'evidente contlgUJra rattnate, logica, teleologica e temporals ravvisabile nelle modalita operative del gruppo

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ravvlsabili in tale episodio delittuoso e quelli a breve dlstanza dl tempo seguiti: if branco si muove compatto, tutti, anche chi non svolge un ruolo operative, devono essere coinvolti nel crimine perche si possa saqqlare la loro determinazione nel perseguire Ie perverse flnalita della setta e nel contempo si rafforzi il comune vincolo di ornerta: I'azione tende simulare una morte per overdose verificatasi in luogo frequentato da tossicodipendenti, in una prospettlva dl depistaggio e dl eluslone delle indagini, anche questa una costante. riscontrabile sia nella programmata esplosione del due ragazzi fattl salire su un'auto riemplta di petardi ia norte dl capodanno cosl da sembrare un fatto accidentale, nel massacro dei due ragazzi, convinti di partecipare ad un nuovo rituale e fatti sparire in una fossa con la diffusione della voce dl una fuga d'amore, rna anche nell'ornlcldlo dl Golasecca quando iI VOLPE con I'aiuto della BALLARIN, su consiglio del "tecnlco" SAPONE, cerca di affondare nel Vil/oresi I'auto di Mariangela con tutte Ie sue cose per simulare un suicidlo e nell'induzione al suicidio dl Andrea BONTADE, -schiantatosi alia guida della sua auto, dopo essere stato annientato pslcoloplcamente e fisicamente da umiliazioni e dalla proditoria somministrazione dl allucinogeni miscelati a sostanze alcoliche. Altra costante la captazione dell'affidamento della vittima predestlnata, coinvolta in una situazione apparentemente arnlcale, fatta salire su una delle auto della compagnia di amici. stretta fra due di loro che Ie fanno bere da una bottiglia dl acqua il Valium con essa miscelato, per intontirla ed impedirle ogni posslbllita di reazione al momento dell'iniezione letale con la siringa, preparata dal VOLPE su altra autovettura.

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L'ldonelta del suindicati elementi a rend ere la chiamata del VOLPE pienamente probante ai sensi deJl'art.192 co.3 cpp nei confronti degJi accusati, deriva dalla considerazione che, per giurisprudenza consolidata, la funzione processuale del riscontro, che pub consistere in qualsiasi elemento probatorio, non predeterminato nella specie e quallta, di natura sia rappresentativa sla logica, quelJa di confermare, anche indirettamente, l'attendlblllta della chiamata relativamente al fatto storico rlferlto e al coinvolgimento dell'accusato; non quindi necessario che if riscontro concerna direttamente it thema probandum, e tantomeno che conslsta in una prova autonoma di colpevolezza, che renderebbe superflua la chiamata in correlta (Cass, sez.V sent,20/4/2000 n.4888).

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Va anche ricordato che una chiamata in correlta come quella del VOLPE di natura diretta, proveniente da soggetto, la cui accertata lntranelta al gruppo di appartenenza sla degfi accusati sia delle vittime e la cui confessata partecipazione ai crimini oggetto delle sue propalazioni, sono ampiamente giustificativi del patrimonio di conoscenza offerto, richiede una verifica estema meno rigorosa di quella necessaria a controllare la chiamata in relta (Cass.sez.V sent.17/12/1999 n.14272). E ove tale chiamata, proveniente da fonte giudicata intrinsecamente attendlblle, sia risultata anche sistematicamente convalidata per tutte le accuse formulate, I'integrazione probatoria di una di esse pUG anche derivare dalla sussistenza di elementi di conferma riguardanti direttamente Ie altre, purche susslstano ragioni idonee a giustificare siffatto giudizio, lndivlduablh nella stretta connessione risultante tra i fatti oggetto delle dichiarazioni direttamente riscontrate ed i fatti di cui aile altre accuse, per essere, ad esempio - come nella specie - gli uni prodromi degli altri (Cass. Sez.VI sent.19/4/1996 n.4108); ovvero individuabiJi in modalita di comportamenti ripetuti nei singoli episodi, "posto che iI riscontro individualizzante nello stesso ripetersi uniforme e necessitato delle condotte" (Cass. Sez. VI sent.25/3/1999 n.3945).

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Verificata in fatto la sussistenza materiale delle condotte contestate al capo N, corretta deve ritenersi la qualificazione giuridica di tentato omicidio in concorso attribuita a tali condotte, la cui volontarleta, direzione univoca ed idonelta alia realizzazione della progettata soppressione di Chiara, e provata dalla (moralmente e materialmente) impegnafiva ideazione, organizzazione, ripartizione di ruoll e dai mezzi predisposti. Mentre J'inferruzione del progetto criminoso era derivata dal fatto, indipendente dalla volonta degli autori, dell'awistamento di una pattugJia dei Carabinieri, che Ii induceva, in fase esecutiva quando alia vlttlrna predestinata era gia stato somministrato il Valium, a disfarsi della siringa preparata per I'uso. Capo M Quanto al tentato omicidio contestato sub M, rlchlarnata la motivazione in fatto della sentenza impugnata, che da atto della piena convergenza delle dichiarazioni dei tre collaboranti e della piena verosimiglianza del racconto accusatorio circa iI comune progetto di sopprimere i due ragazzi facendoli esplodere all'interno del/'auto come se si fosse trattato di un incidente, tenuto canto dei tragici event; seguiti a menD dl tre ~ non puo condividersi fn diritto la statuizione liberatorla, adottata sui solo rilievo dell'assenza del requisito dell'ldoneita della condotta a causare la programmata esplosione dell'auto, ave dopo aver collocate palle di carta contenenti polvere da sparo.erano state fattf sallre Ie vlttlme predestinate con i'lnqlunzlone di consumare un rapporto sessuale, che ne avrebbe attenuata 10 state dl vigiJanza, ed erano quindi stati introdotti due petardi accesi nel dotto del serbatoio del carburante. L'ldonelta degli attiJ infaft~ va valutata ex ante e non con riferimento ai fafti imprevisti che abbiano impedito iI verificarsi dell'evento 0 il compimento dell'intera azione necessaria per la consumazione del delitto, tenendo conto delle circostanze in cui opera l'aqente e delle rnodallta dell'azlone, in quanta iI criterio di determinazione dell'adeguatezza causale mira a verificare l'attitudine dell'intera azione a creare una situazione di pericolo concreto ed attuale dl lesione del bene protetto dalla norma incriminatrice. Pertanto nessun rilievo possono assumere i dati, ritenuti in sentenza non sufficienti a sorreggere I'accusa sotto il profile dell'efficienza causale degli atti compiuti, relativi alia confusa tempistica indicata dai testi, ovvero aile discordanze sulle reali dimensioni dell'incendio ed allo state di vigilanza delle vlttime predestinate. uscite da sole indenni dall'abitacolo dell'auto parzialmente incendiata, 0 aile condizioni meteorologiche della pioggia scrosciante, che impedivano iI propagarsi dell'incendio, tenendo conto della perizia disposta nel connesso procedimento a carico dei coimputati minorenni ed acquisita agJiatti con if consenso delle parti. La perizia BARDAZZA, pur limitandosi ad esporre Ie reazioni prevedibiJi sotto if profllo tecnico-scientifico della condotta descritta in imputazione in quanto ['autovettura risulta essere stata roftamata a seguito del sinistro, offre una indlcazlone risolutiva per escludere ogni perplessita circa l'idonelta causale dell'azione, laddove si afferma che I'introduzione di un petardo acceso nel bocchettone del serbatoio della benzina di un'auto all'interno della quale siano stati collocati altri petardi, se e inidoneo a determinare una deflagrazione, che coinvolga la struttura del veicolo, puc tuttavia "innescare una porzione limitata di vapori di benzina e propagare, a seguito di limitata deflagrazione, I'incendio dell'auto" in relazione al quale "solo persone non vigili all'interno dell'abitacolo sarebbero state esposte a rischio di morte per inalazione di prodotti della combustione".

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lnfatti la valutazione ex ante di prognosi postuma, da effettuarsi nel caso in esame, circa I'attitudine dell'azione accertata - secondo quanto concordemente riferito dai tre collaboranti - a creare una situazione di pericolo di lesione del bene protetto dalla norma ineriminatriee non pub prescindere dal giudizio tecnico di idoneita, acqulslto senza contestazioni agli atti, pur se formulato in termini di mera posslblllta e con riferimento non alia progettata esplosione ma all'ipotesi di inalazione di vapori suscettiblli di portare alia morte in breve tempo; mentre non assumono alcun rHievo Ie eircostanze impreviste, in concreto verificatesi indipendentemente dall'azlone, che nella specie determinavano I'insuccesso del progetto omieidiario, quaf 10 state dl vigilanza delle due vittime predestinate, ehe consentiva loro di uscire fortunosamente indenni dall'abitacolo effettivamente invaso dal fume, e della pioggia scrosciante, che impediva il propagarsi dell'incendio, effettivamente innescatosi anche all'interno del veicolo con formazione di furno all'interno dell'abltacolo come risulta dalla relazione "di intervento dei Vigili del Fuoco. In particolare nessun rilievo assumono Ie divergenti dichiarazioni circa la reale entlta e la durata dell'incendio, che comunque aveva creato un certo alJarme per aver indotto qualcuno dei presenti a chiedere I'intervento dei Vigili del Fuoco; mentre la relazione di intervento acqulslta, piuttosto che smentire, awalora definitivamente l'ipotesl accusatoria, considerato che la rilevata presenza di una plccola combustione sui sedili e di fume all'interno dell'abltacolo, persistente ancora all'atto dell'intervento aile ore 7,18, mentre il teste DEL FIOL ha riferito di aver visto al/'alba i due ragazzi, usciti dall'auto che stava andando a fuoco, in attesa dei pompieri chiamati da Chiara con iI cellulare, conferma che nelle circostanze si era concretamente verificato I'effetto potenzialmente middiale della formazione di vapori da combustione, indicate in termini possltillita nella penzia, ed evitato dalle pre-~tinate vitti me uscendo tempestivamente dall'auto.

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Capi I-L Passando quindi all'esame dei rnotivl di appello concernenti if duplice omicidio e la soppressione dei cadaveri delle vittime, fatti seguiti a distanza di poco piu di 2 settimane dal tentato omicidio dell'Aquatica, oltre ai rillevl volti a screditare Ie chiamate in correita, di cui gia si trattato, i Difensori dei concorrenti morali LEONI, ZAMPOLLO e MONTEROSSO si limitano a criticare la sentenza evidenziandone /" pretese lacune e contraddizioni motivazionali, nonche domande lasciate prive di ! risposta, senza formulare una critica organica circa la concludenza, in fatto ed in /' diritto, degli argomenti utilizzati dalla Corte di primo grado per pervenire aile ,: statuizioni di responsablllta; mentre l'appello nell'interesse del concorrente materiale /~' SAPONE propone una ricostruzione alternativa della oggettivamente accertata e da" lui stesso confessata sua presenza nelle circostanze di tempo e Juogo del delitto, priva dl ogni consistenza logico-probatoria.

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Nessuno dei rilievi degli appellanti comunque in grado di inficiare la conclusione cui perviene la sentenza nel ritenere if coinvolgimento a pieno titolo non solo del concorrente materiale SAPONE, rna anche dei concorrenti morali nell'omicidio, muovendo dalla valutazione della convergenza individualizzante delle chiamate in correita circa la costante presenza degli stessi, unitamente agli altri membri del gruppo aile riunioni nelle quali venne declsa, ideata ed organizzata sin nei minimi particolari, con predisposizione di mezzi, ripartizione di ruoli, spiegazioni da fornire

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rispetto agli altri al Midnight, poco prima che Ie due vittime se ne allontanassero, in quanta la presenza di castoro nel locale durante I'esecuzione del crimine fungeva da copertura per gli esecutori materiali; la stessa convergenza individualizzante e rawisabile nella successlva attlvita dl depistaggio da tutti posta in essere con i genitori delle vittime, come risulta dalle acquisite testimonianze, attivlta che dimostra, unitamente al vlncolo di ornerta e solidarleta reclproca mantenuto negli anni, Ia loro plena adesione al progetto criminoso ed il loro apporto contributivo in termini di rafforzamento delle determinazioni degli lncaricati dell'esecuzione materiale, garantendo a costoro preventivamente la sicurezza di poter contare suJl'appoggio del gruppo. Sostengono anzitutto i Difensori del LEONI che I'assunto della responsabllita morale della stesso sarebbe fondato sui presupposto indimostrato che egli sapesse del progetto omicidiario, in quanta su tale presupposto sarebbe stato interpretato in senso colpevolista, come depistaggio, if fatto che la sera del 17/1/199B eg/i non avesse dato al padre di Fabio precise informazioni su dove fosse andato quest' ultimo 0 MACCIONE, ovvero if fatto che II giomo dopo e successivamente avesse cercato di rassicurare i genitori del due ragazzi. In realta LEONI nulla avrebbe saputo del delitto, non potendosi ritenere provata la sua consapevolezza in base alia generica asserzione della sua presenza a rlunlonl riferite genericamente e contraddittoriamente dai collaboranti, non. essendo egli neppure presente iI pomeriggio del 17/1/199B alia flera di SenigalJia perche allavoro, e non avendo egli partecipato allo scavo della fossa, al massacro ed all'occultamento dei cadaveri, fatti del tutto estranei al gruppo di giovani formatosi per la comune passione per la musica metal, e riconducibili esclusivamente ai chiamanti in correlta ed ai lora deliri dl tossicl, come risulterebbe dall'assenza di movente di cui da atto la stessa sentenza. Analoghe considerazioni vengono svolte nelJ'interesse di ZAMPOLLO e MONTEROSSO, evidenziandosi che nessun episodio narrato dai col/aboranti Ii vede protagonisti 0 assumere posizioni di leader, in grado di farsi ubbidire 0 di strurnentallzzare soggetti piu deboli, che non e dato comunque comprendere come sl sla manifestato il loro ipotizzato comportamento di rafforzamento dell'altrui proposito criminoso e che la documentazione fotografica dell'abitazione del primo, unitamente alia testimonianza di sua madre, smentirebbe J'affermazione del VOLPE, nel senso che la notte dell'omicidio entrambi avrebbero celebrato riti propiziatori; sl fa inoltre rilevare che nel corso delle perquisizioni a casa di ZAMPOLLO e MONTEROSSO non sono stati trovati oggetti ricollegabili in qualche modo al culto dl Sa~na. /

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~ti.!i~.etl,.8~.!.I~,,;~.~Q.t~Q??impugnata affermare I' attendibllita delle chiamate in per correifaCircalapiena consapevolezza degli accusati su quanto sarebbe accaduto la notte del duplice omicidio; argomenti tratti anzitutto, aldila della convergenza delle chiamate suIJa partecipazione degli stessi aile riunioni preparatorie, dal tenore inequivoco della fra~~riyo!!~~al GUERRIERI al padre~urailt~ iI9oU'Yl:I!8c?n 10 stesso .in auto .aQr),biK~§$c~re;s. ~.rro....(J< .... ........•.... aICata.Q.i.Qi~tii.h.q.$J§c1it312Q(J4,gY@ ~.!;Jc. ~i;m@.ri.~.~.nt.()··· ··.c ..J;\ .. .•.•.......... c•....... . cc •. ··._~~@f'0.@N$E"B@§c§~Jl), volle:ro e prdg~ri(')/'omk:idio; nonche la frase rivolta alia fldanzata, do~o essere sM'fo interrogato dai Ca_tabinleri-slJ1!:0FFHsiQ·re, Qar~imp.t ltato aLi.e_aio £onr:+6Sso MAGNr-rvIassimiliano, durante la conversazione intercettata nella sua auto il 15/6/2004, quando gia erano stati arrestati tutti i concorrenti materiali VOLPE, SAPONE, MACCIONE, GUERRIERI.

I. so prai ndicati ",;~~~g~.I!~.!i!g9i9lii[jfi!lliggf1:::Q15tQ1'9Iii§1'9Qlnenti Idgfgl'elfilfi1l:Tiil'prali1iI6:fjj ,~(

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