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Trattasi.

~i fonti di prova di sicura genuinita per iI contesto nel quale si sono formate, che non lasciano spazio ad equivoci interpretativi quantomeno sulla consapevolezza degli appellanti su quanta si andava da tempo=-1ramando in danno d'eiaue ragazzi. MAGNI parla in particolare del destino di Chiara da tempo segnato nel progetto omicidiario del gruppo "io sape~alJ'inizio ... che dovevano fare gualcosa alia Chiara ... so che volewano farla fuorL. .c'era in ballo gualcosa guella sera ... poi quan 0 sono scomparsl 0 caplto ..e c e non S6 ne leva ar are neanc e ra no I", I eva a nguar 0 a sen e e_se-·· .-;-mrnurel1ne e peTS'onaggie-marplna Ie, era' a conoscenza del progetto ornlclda, deve ritenersi che i com~onenti "storici" del grupp'cr [EaNI~'·-ZAMPOttO-e-l'ii10NTERt)SSO - ai .qual! non solo i chiamanti in correita rna anche diversi testi frequentatori occasion ali del gruppo attribuiscono un ruolo di primo piano - fossero al corrente che la serata, si sarebbe conclusa con l'eJiminazione fislca dei due ragazzi. .In tal senso .depone anche la pretestuoslta delle loro comuni versioni difensive, secondo Ie quall essi non avrebbera saputo, ne prima ne do po l'ornlcldlo, che VOLPE e MACCIONE avessero ucciso i due ragazzi, con la significativa omissione di qualunque riferimento a SAPONE, che pure ha ammesso di essersi trovato nelle circostanze suI luogo del massacro, ma di nulla sapere perche dormiva nella macchina del VOLPE, pretendendo di sostenere di non aver mai sospettato J'esistenza di una relazione tra la scomparsa dei due ragazzi e I'allontanamento dal pub quasi contestualmente agli stessi di VOLPE, SAPONE, MACCIONE, mentre un membra di secondo piano neUa setta come MAGNI 0 testimoni come DEL FIOL e . TOlLiS Michele ebbero a collegare sin dall'inizio la sparizione del plu giovane e dell'unica ragazza del gruppo, agli "amici" dagJi stessi freguentati. A tali argamenti si aggiunge il dato del mantenimento stabile ed ininterrotto dei rapporf tra i membri della setta per molti anni fino all'ornlcldlo PEZZOTT A, come risulta dalle testimonianze LOMAZZf, PAVONCELLI, MONACO, nonche dalle acquisite intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che dagJi sms inviati da ZAMPOLLO al VOLPE if giorno prima dell'omicidio (per domani tutto ok?). Ne gli imputati hanno data una spiegazionne plauslblle aile qravisslme accuse lora rivalte dai chiamanti in correlta, tali non potendo ritenersi I'accenno di ZAMPOLLO e SAPONE alia gelosia di VOLPE per il feeling creatosi tra ciascuno dl loro e la BALLARIN(!!}, Nef valutare l'attendlbilita delle chiarnate in correlta, convergenti in ordine alia consapevole partecipazione di costoro aile riunioni nel corso delle quali venne ideato e pianificato il duplice omicidio, non pUD neppure essere trascurata la considerazione dei riferimenti fatti da alcuni testi - che ebbero ad allantanarsi dal gruppo prima che degenerasse in setta - ad episodi sicuramente isoiati, rna estremamente inquietanti e significativi de/l'inserimento organico degli stessi, al/'epoca, in un gruppo, le cul caratteristiche di ornerta, rigido senso di appartenenza, utifizzo della violenza a fini prevartcatorl ed adesione incondizionata, per quanto approssimativa, al culto di Satana, eseludono che chi ne fosse entrato a far parte potesse ignorarne i plant soprattutto S8 riguardanti I'aberrante soppresslone a scope punltlvo-dlmostratlvorituale dl suol membri ad opera di altri; MONTEROSSO tra guelli che ridono a fronte della brutale aggressione subita dalla teste SAGGIORO ad opera di OZZYLEONI e quello che spiega al neofita GUERRIERI "Questa una setta e da qui non si pUD uscire tranne che da morti", mentre ZAMPOLLO aggiungeva "Se uno tradisce, pUD passare un anno, 10, 20, ma nol ci saremo e gliela faremo pagare"; ZAMPOLLO che viene riconosciuto dalla teste FERRA tra il gruppo di "amici" visti ridere al funerale di BONTADE; sono entrambi che insieme agli altri del gruppo, bloccano fisicamente iI teste STRANIERI per marchiargli sui polso una croce

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rovesciata can una lametta da barba arroventata e spengono Ie sigarette sui braccio del teste BERNUZZI dopo che 10 stesso, avendo manifestato I'intenzione di allontanarsi dal gruppo era stato morso a sangue da lEONI in pieno giorno, ripetendo la frase "che sbaglia paga, chi tradisce muore"; entrambi parlana la sera dell'omicidio can il padre dl Fabio senza dirgli che 10 stesso si era da poco allontanato dal locale insieme a MACC/ONE, VOLPE e SAPONE, successivamente partecipano alle visite a casa TOluS proponendo la tesi imprababile della fuga sentimentale dei due ragazzi ucclsl ed avallando la falsa spiegazione della ferita al polso di MACCIONE, come riferiscono non solo i chiamanti in correlta ma anche H teste DEL FIOL, anche se ZAMPOllO sara poco dopo impossibilitato a proseguire nel depistaggio per iI grave intervento chirurgico subito; ed entrambi fanno parte del gruppo che neH'autunno 1998 spingono contro il muro iI padre dj Fabio, recatosi ancora al Midnight alla ricerca disperata di notizie del figlio dopo una trasmissione televisiva che se ne era occupata, ingiungendogli per bacca del lEONI di lasciarli in pace; entrambi sono autori e destinatari delle telefonate intercettate dopo I'arresto di VOLPE e successivamente di SAPONE, correttamente valutate in sensa accusatorio nel contesto delle altre rlsultanze.

~;~aiiijfi~/)'!Tti~~~i:~!t'lilfa (
contributo alia ricostruzione delle sciagurate \,IiCende in esame; ne alcun contributo e ravvisabile nelle e,cil¢tli§[ggiQmi;l'i§PQJ1Jt§ng§)ifA11,~/);p;rJIJ)A;ggl,iQgB.8,git8?gi;"t§lj,sGritti;i)d a t ,e;ldl,g~f;JJ;;il quale dalla sua posizione dl· leader Cai"ismatiC6,Come ilsApONE aVe\lG--, percorso tutti I gradi del riesame, rna a differenza dl quest'ultimo, astenutosi in questo grado da dichiarazioni, si limitato a ribadire di essere state inglustamente condannato per if suo modo anticonformista di vestirsi e per i suoi interessi musicali.

Entrambi infine, come LEONI - arrivato a dire alla madre di Chiara do po la sua sparizione,che lei stava bene - osservano la consegna dl assoluto silenzio impartita dagli esecutori materiali dell'eccidio, al punto di rifiutare di rispondere agli inquirenti dopo essere stat! arrestati, per tutto H corso delle indagini preliminari, tenendo una condotta processuale ben poco compatibile con quella di un ragazzo incensurato e dalla vita apparentemente normale, che venga accusato ingiustamente dell'aberrante e feroce omicidlo, risalente a diversi anni prima, in danno di a/tri due ragazzi all'epoca assiduamente frequentati, i cui corpi erano stati fatti sparire in una fossa all'uopo scavata, nel contesto di una setta satanica; ancora plu sorprendente ed lndlcatlvo della ersistente adesione ad un oscuro vincolo di 0 ". atto che MONTEROSSO e ZA OllO, I qua I nelle scia urate . svolto un o slcuramente gregano a esrvo I altrui iniziative non s! fossero avvalsi dj alcllno del rimedi de libertate revisti aalla Ie per ottenere iI riconosclmento della laro-innocenza, a essi solo prociamata 1!;t~,:;Qffi'§1:!,ttf§B,p~,~~;jn'9H,~~,t8'!J,~§1~,>"djg.i.gg,i§i~l;a

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infine pUG dirsi inflclata da aprioristico convlncimento colpevolista la valutazione operata dalla Corte dl primo grado nel ritenere prive di decisivo rilievo Ie confidenze fatte dal MACCIONE al compagni di cella BUCCI e lEITIERI, Ogg6tto di intercettazione ambienta/e, ove 10 stesso, sollecitato dalle domande di costoro sembrerebbe negare if coinvolgimento e persino la consapevo/ezza del MONTEROSSO e del 10 ZAMPOllO, trattandosi di dichiarazioni rese prima dell'inizio della collaborazione del MACC/ONE, inquinata dai sospetti espressamente manifestati da quest' ultimo circa la presenza nella cella di microspie e contraddetta da altre dichiarazloni, anch'esse oggetto di intercettazione ambientale dl segno opposto.

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Quanta aile mancate ri ste di cui si chiede conto in uesta sede da parte della ifesa . I, .al quesito su cosa avesse fatto il gruppo di COS! grave da rrcorrere -all'omicidio di due dei suoi membri per assicurare la sua sopravvivenza, una risposta viene dalle eausali indicate, in termini pienamente compatibili e complementari, per I" quanto gia· si e detto, nelle tre chiamate in correita, vale a dire iI dato acclarato dell'allontanamento di Chiara e delle incertezze dimostrate da Fabio nella "prova" del ~ primo aftentato alia vita di costel, e dena conseguente inaffldabllita degli stessi per iI II risehio che potessero comunicare ad altrl che "c'era di mezzo una setta" come riferito anche dal GUERRIERI unitamente ai moventi "esoterici" da lui appresi dai membri storlci della setta; sussisteva inoltre la concorrente finalita verificare il Iivello di { adesione e resistenza al male raggiunto dai membri della setta nonche la capacita dei capi di infJuenzare gli adepti trasformando in vittime sacrificali gli elementi plu ! deboli, e la flnalita di assicurare la compattezza interna del gruppo in un inscindibile /' legame di ornerta e di paura, derivante dalla consapevolezza di tutti i membri di aver partecipato alia congiura ordita per eliminare due di loro dimostratisi inadeguati, elevando nel contempo iI livello dei rituall satanici praticati dal gruppo, attraverso iI sacrificio umano. Quanto al rilievo della contraddittorleta dell'assunto relativo aWallontanamento dal gruppo di Chiara, la quale spontaneamente la sera dell'Aquatica si sarebbe unita agli amici "bidonando" iI suo corteggiatore MARVUlLi eon una scusa improbabile per disdire l'impegno con lui in precedenza preso, ogni perplessita puo essere superato con il richiamo aile dichiarazio ' adre~-della stessa, che confermano alrlguar o Ie convergenti chiamate in correlta; quanto al nllevo che numerose erano state Ie defezioni dal gruppo verificatesi senza alcuna conseguenza, va ricordato che secondo Ie concordi dichiarazioni dei chiamanti in correlta con I'entrata del VOLPE il gruppo sl chlude all'esterno, nessuno plu entra od esce, lATTANZIO si allontana subito dopo essere stato avvertito da MACCIONE dell'imminente saito di qualita della setta, impressionato dai rltl che vi celebravano, psicologieamente dlstrutto, avendo assistito ai trattamenti subiti da chi tentava di ailontanarsi, sentendosi costantemente in pericolo per la frequente presenza di SAPONE con altri vlclno alia sua abitazione; egli riferisce anche il crudele trattamento punitivo, gia annotate in tempi non sospetti dal padre di Fabio nelle sue agende, subito da BERNUZZI, morsicato senza preavviso ad un braccio a sangue dal lEONI, che incontrandalo digrignava i denti ringhiando; .altrettanto pUG dirsi per la SAGGIORO, che pur essendo uscita sin dal 1996, aveva subito la via/enta aggressione fisica da lei riferita in dibattimento ed anch'essa riportata nei diari di Michele TOlLlS; il teste ( STRANIERI ha riferito del rnarchlo satanico che gli e stato inciso sui polso con una lametta arroventata; anche per GUERRIERI e MAGNI si pe!}~6 alia soppressione per prevenire if pericolo che gJi stessi potessero rivelare qLia'lcosa degli inconfessabili segreti della setta, dopo il loro allontanamento. . Quanto all'asserita inconqrulta del fatto che i tre concorrenti morali, pur non essendo vincolati da problemi di orario e controlli farniliarl a differenza di alcuni di colore che ebbero a scavare la fossa in orario notturno, la rlsposta e plausibilmente fornita dal GUERRIERI, nel senso che tutti gJi addetti allo scavo abitavano nelle vicinanze, ad {eccezione di lui, che non rlusclva mai a sottrarsi aile imposizioni dei mernbrl dl splcco della setta e che ebbe a dormire a casa di BONTADE; la spiegazione trova indiretta eonferma anche nel fatto, riferito dallo stesso LEONI, che lui, alJ'epoca, era senza auto perche gli era stata rubata e per questo usava it rnotorino di Chiara.

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'y-a-.dj fondamento infine e la censura della Difesa lEONI di errata valutazione /lI'alibl'dallo stesso fornlto per if primo pomeriggia del sabato 17/1/8, quando egli s reb stato ininterrottamente al lavoro fino aile ore 20 e non avrebbe patuto trovarsi alia fiera di Senigallia a tramare I'omicidio dei due ragazzi, per disattendere il
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quale sarebbe stato dato maggior credito ad un teste lnaffldabile, in quanto licenziato per gravi violazioni dlsclpllnarl, rispetto a testi quallflcatl per Ie funzioni direttive svolte, lamentando che, per superare tali obiezioni la Corte di prime grado abbia ritenuto irrilevante tale presenza. r Trattasl di alibi non inatlaccabile perche Ie circostanze oggettive riferite dal teste J LEPORE circa Ie caratteristiche ed i sistemi di controllo della METRO di Cesano Boscone (area di mq.6.500, una decina di porte sempre spalancate per il continuo j afflusso di cllentl e personale, i'orario del caporeparto addetlo al controllo non copre 'i I'intera giornata lavorativa) non possono essere considerate inattendibili per iI solo fatto che iI teste sia stato licenziato per motivi disciplinari, in quanta non smentite da altre fonti, e fanno ritenere praticabile I'allontanamento di un dipendente durante I'orario di lavaro, mentre la circostanza riferita dalla teste MERCATELLI, nel senso che non risultano segnalazioni di casi di timbratura deJegata a terzi per eludere gJi orari di lavoro in tale sede.jion esclude che cia possa essersi verificato. Resta iI dato processuale della incontrovertibile convergenza delle tre chiamate in correita, aile quali, come fa notare uno dei Difensori del LEONI riconoscendo I'inspiegabilita di tale convergenza, deve aggiungersi la dichiarazione del MAGNI, circa /a presenza del medesimo nel primo pomeriggio alJariunione nella quale venne comunicata che la buca era completata e, secondo iI programma concordato si poteva procedere; presenza non smentita neppure dalla timbratura del cartellino in dotazione, di cui alia produzione· difensiva, 90nsiderata la piena 't;15mpatrbllrtadi un allontanamemo durante la pausa pranzo desumibile d dis anze I percorrenza (annotaz. Oi PG pro 0 a a PM e confermata dal teste rfCHoC-C MARCOlLl); nonche da quanta riferita dalla teste ANTONINI, nel senso che it lEONI ebbe a prelevare 10 scooter di Chiara, come era sollto fare senza chiedere nulla a nessuno disponendo delle chiavi e dei documenti, verso Ie 13,3014, con if quale ebbe modo di allontanarsi alle ore 13,19 dalla METRO e farvi ritorno, dopo essere passato per Corsico, per timbrare iI cartellino aile 13,50 . Va comunque condivisa la valutazione di irrilevanza della presenza alia tiera di Senigallia, an e progettuale del dupJice omicidio, a q agevolazione e copertura presso iI Midnight, a quella successiva dl sviamenta delle indagini. Risulta altresi provato iI contributo materiale del LEONI nella fase organ izzativa, in quanta la dichiaraziane di MACCIONE, nel sensa che egli quello so pomeriggio si sarebbe recato a casa di Chiara per favorirne l'usclta e ndurla alia fiera di Senigallia, trova riscontro sia nella dichiarazione di VOLPE, al uale sembra "I,

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Va pertanto condivisa Ia conclusione, cui perviene la Corte di prime grado, nel senso che iI concorso riferibile a LEONI, ZAMPOLlO e MONTEROSSO segna tutti i momenti cruciali delJ'iter criminoso, dalla lunga fase ideativa ed organizzativa, fino alia fase successiva volta ad eludere all'esterno le indagini e ad imporre l'ornerta all'interno; i tre hanno condiviso con gJi altri l'inlziale progetto e la successiva pianificazione, sl.soncadoperatl perche Ie vittime cadessero nella trappola mortale da tutti preparata, hanno condiviso con VOLPE, SAPONE e MACCIONE'le ore lmrnedlatarnente precedenti la consumazione dell'omicidio e poi Ia giornata seguente, allorquanda la pianificata opera di depistaggio prendeva avvio protraendosi per oltre 6 anni. L'incontrovertibile natura di gruppo del delitto esclude che Ia presenza/isilente' dei concorrenti marali in tali fasi possa essere ridutlivamente qualiflcate ~omeJ:1era connivenza non punibile, comportando la confiqurabllita di un ~ributo
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L'appello nell'interesse del SAPONE, si fonda - oltre che sull'assunto indimostrato che la chiamata in correlta sarebbe stata determinata dalla gelosia del VOLPE nei confronti dello stesso per la BALLARIN, smentita dal protratto tentativo di questi di tenere fuori da ogni responsabilita I'amico venuto in suo aiuto la sera dell'omicidio di Mariangela, mentre gli altri due chiamanti si sarebbero allineati aile verita richieste dalla Pubblica Accusa con domande suggestive - sulle sconcertanti dichiarazioni della stesso SAPONE, nel senso che la sera del massacro di Fabio e Chiara dormiva nell'auto del VOLPE, per cui non sarebbe in grado di ricordare cosa fosse successo; dichiarazioni che non solo sono contraddette dalla precisione con la quale egli seppe descrivere ai Carabinieri, nel verbale richiamato net corso dell'interrogatorio reso al PM, i partico/ari di quella notte, peraltro riportando iI falso alibi preventivamente concordato con i complici, ma che nella .loro assoluta pretestuosita possono considerarsi sostanzialmente arnrnrssive della sua partecipazione al delitto; partecipazione che in presenza dei numerosi elementi di riscontro, a cominciare dal rinvenimento del pugnale spezzato di cui si era vantato nel raccontare la violenza usata nel colpire Chiara, non puc ritenersi contraddetta dal fatto che siano stati rinvenuti neJla fossa solo quattro guanti di lattice e non seL

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Capo P Passando all'esame dei motivi di appello concernenti ll fatto, cronologicamente di pochi mesi successivo e strettamente connesso sotto if profilo causale dell'induzione al suicidio, deve rilevarsi che, a fronte dell'articolata motivazione con la quale la sentenza indica gli elementi idonei a confermare l'attendlblllta della chiamata in correita del VOLPE anche su tale episodio - episodio che, non essendo stato oggetto dell'incidente probatorio, stato dallo stesso riferito in sede di esame dibattimentale nel contraddittorio delle parti - in ragione dei numerosi, precisi ed individualizzanti riscontri provenienti dalle dichiarazioni degli altri chiamanti in correlta, dalle testimonianze, dai rilievi tecnici e dai dati /ogici desumibili dalla versione ancora una volta parzialmente ammissiva del SAPONE, la Difesa dl quest'ultimo si limitata a proporre I'ipotesi alternativa che si sarebbe trattato di un comune tragico incidente stradale causato dall'assunzione di droga, . AI riguardo sufficiente richiamare le convergenti dichiarazioni, provenientl dei chiamanti in correlta circa il clirna di odic creatosi nei co nfronti del BONTADE per it suo "tradimento" con espllciti propositi di ritorsione espressi da SAPONE, Ie umillazioni, iI martellamento psicologico e 10 sfruttamento economico dallo stesso subito da parte dei soggetti dominanti nella setta soprattutto VOLPE e SAPONE, che gli continuavano a ricordare minacciosamente la sua mancanza di coraggio, Ia sua lndeqnlta ed ll suo tradimento, annebbiandogli contemporaneamente la mente con la somministrazione a sua insaputa di sostanze allucinogene misce/ate a sostanze alcooliche, sino a renderlo in certi momenti "una larva" secondo la definizione della teste LOMAZZI, /'esp/icito invito minaccioso rivoltoqll, I'agghiacciante frase attribuita

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nquidatE~'c6me inattendibili In base al generico assunto che si tratterebbe di rielaborazioni successive condizionate da campagne di stampa - circa la prudenza persino eccessiva del BONTADE, neopatentato, nella guida, il suo stato di S3

abbattimento psicologieo e di paura nei mesi precedenti la morte riferito dai farnillarl, che hanno confermato anehe I'ammanco di rllevanti somme di denaro coristatato dopa "!'incidente", la presenza di VOLPE e SAPONE, da quest'ultimo non negata, Jelle ultlrne ore di vita del ragazzo, Ie risate durante il funerale da parte degli "amici", la inquietante frase riportata nel diario di Mariangela sull'episodio, sono tutti elementi che forniscona un adeguato riscontro individualizzante alia chiarnata in correita del VOLPE a carico del SAPONE e che consentono di ritenere la sussistenza degli estremi del reato contestato.
Capi A-B-C-D

Anche per i rnotlvl d'appello in punto responsablllta e qualificazione giuridica svoltl nell'interesse del SAPONE e della BALLARIN per /'omicidio di Golasecca va rilevato che nessun argomento logico 0 dato probatorio lvl contenuto puo compromettere Ia ricostruzione operata nella sentenza impugnata con piena aderenza aile acquisite risultanze processuali ed esaustiva mativazione, al richiamo della quale ci si potrebbe limitare in questa sede considerando Ia totale inconsistenza della ricostruzione alternatlva prospettata dalla Oifesa in termini di tentata rapina finita tragicamente posta in essere dal VOLPE, con la rappresentazione della incontrovertibile presenza dei suddetti sulla scena del delltto, come di due spettatori, vicinissimi tra loro rna ehe non st vedono e non si sentono, terrorizzati dal delirio omlclda dl questi e pertanto incapaci di assumere utili iniziative; ricostruzione alternativa illogica, inverosimile, in alcuni punti essenziali neppure corrlspondente aile inattendibili versioni degli imputati e comunque smentita in atti. Secondo tale ricostruzione la sera del 24/1/2004 VOLPE avrebbe convocato Mariangela con una scusa, per continuare ad estorcerle denaro, come era solito fare anche dopa I'interruzione della loro relazione sentimentale, in quanto 10 state di tossicodipendenza suo e della BALLARIN aveva azzerato Ie loro risorse economiche e la rapina nei confronti degJi spacciatori marocchini aveva prodotto solo J'impossessamento dl cocaina; accoglieva Mariangela impugnando il revolver e quando lei, esasperata dLfronte all'ennesima pretesa di denaro si sarebbe ribellata con un gesto di inaspettato reazione, l'avrebbe colpita; la BALLARIN non era presente e, sopraggiunta, erede, toccandola, che Mariangela sia morta, quindi viene condotta dal VOLPE nella serra a scavare la buca, ove sl sarebbe trattenuta non sa per quanto tempo essendo imbottita di droga e Tavor, senza accorgersi dell'arrivo allo chalet di SAPONE - fatto oqqettivarnente accertato ed incontroverso; quindi, andato via SAPONE, avrebbe aiutato VOLPE a trasportare iI corpo, apparentemente senza vita, nella serra, caricandolo sulla carriola e poi trascinandolo sino alia buca: poi, sempre seguendo gJiordini di VOLPE, ehe ad un certo punta avrebbe coJpito a badllate il visa di Mariangela imprecando contro di lei perche aveva aderito alia sua richiesta di raggiungerlo, Ia BALLARIN puliva i locali e si metteva alia guida dell'auto di Mariangela per portarla ai canali; non aveva chiamato soecorsi perche terrorizzata, avendo sperimentato, dopo aver visto 10 sparo ricevuto in visa da Mariangela, cosa significava non ubbidire at VOLPE, che aveva anche sparato in direzione dell'auto da lei occupata, desistendo solo al pensiero di non essere in grado da solo di disfarsi dell'auto di Mariangela. Anche SAPONE, giunto allo chalet pensando che la richiesta di aiuto del VOLPE fasse connessa al suo usa eccessivo di droga, dopa aver appreso da questi di aver sparato a Mariangela e vedendo a terra iI "fagotto nero" coperto da una tenda sotto la quale si trovava il eorpo della stessa apparentemente senza vita, non avrebbe chiamato i soccors! ne avvisato Ie Forze dell'Ordine, perche terrorizzato dali'atteggiamento minaccioso del VOLPE, che

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e avrebbe solo voluto andarsene via.

10 avrebbe accolto impugnando un fucile, col quale avrebbe sparato in alto plu volte,

Tale ricostruzione, volta a suffraqare le richieste subordinate di riqualiftcazione giuridica in termini di ornlcidio colposo e di favoreggiamento delle imputazioni di ornicldlo ed occultamento di cadavere, nonche ad escludere I'aggravante della premeditazione e qualunque collegamento del fatto can Ie ftnallta della setta, oltre che a rendere credibile la versione concordemente proposta a reciproca copertura dal SAPONE e dalla BALLARIN nel senso che quella notte non si sarebbero incontrati pur essendo entrambi contemporaneamente presenti per almeno un'ora e rnezza al piano terra e nell'area della chalet, non solo presenta numerosi elementi dl illogicita, rna e smentita dalle stesse dichiarazioni di quest'ultima che non ha mai parlato dl minacce 0 richieste di denaro quando, nei primi interrogatori aveva sostenuto di aver udito iI diverbio tra VOLPE e Mariangela che precedeva il colpo di pistola, ne ha mai parlato del protratto inverosimile intervallo di tempo corrispondente all'ora e mezza di presenza del SAPONE nello chalet - durante il quale lei sarebbe stata relegata non si sa per quale ragione nella serra 'a scavare la buca, avendo invece sempre descritto senza soluzlone di contlnuita la sequenza degli accadimenti successivi allo sparo: lei portava la carrlola, col VOLPE caricavano il corpo di Mariangela e 10 trasportavano alia serra ove 10 seppellivano sommariamente. La BALLARIN descrive inoltre un VOLPE sconvolto "nel panlco", dopo aver colpito Mariangela, lncapace di organizzare freddamente if da farsi, e non ha mai negate quanto riferito dal VOLPE nel senso che lei stessa avrebbe visto dei movimenti del corpo sernisepolto di Mariangela 0 del vapore acqueo come se respirasse, anche se ha cercato di ridimensionare tali dichiarazioni asserendo di aver creduto fossero delle allucinazlonl: precisazione quest'ultima che non consente certo di aderire alia richiesta della Difesa di derubricazione del contestato concorso in omicidio nell'ipotesi colposa. La BALLARIN neppure nel corso del suo esame dibattimentale ha accennato a minacce 0 richieste di denaro da parte del VOLPE a Mariangela da lei percepite mentre sorseggiavano insieme 10 spumante prima del colpo di pistola; mentre, contrariamente all'assunto della Difesa appellante, i genitori di Mariangela hanno negate che vi fossero state da parte della ftglia corresponsioni dl denaro al VOLPE, a partire dall'estate precedente quando la stessa aveva deftnitivamente interrotto ogni rapporto col VOLPE in coincidenza dell'inizio della convivenza di questi con la BALLARIN, rispedendogli anche it pitone da lui a suo tempo avuto in regalo, ed aveva rivolto altrove i suoi interessi lavorativi e sentimentali. Ne risponde alia realta processuale iI fatto che il foro rilevato sui tetto dell'auto di Mariangela fosse state determinato da un colpo di pistola, trattandosi del segno lasciato dalla caduta del rastreIIa, rinvenuto spezzato nella stessa auto, come da accertamento tecnico in attl. Si rinvia all'arnpla motivazione svolta in sentenza per dar canto dell'lnattendibilita della concordata versione di reciproca copertura degli imputati, con riferimento soprattutto al tenore delle intercettazioni ambientali delle conversazlonl intrattenute dai due con i familiari ed alia deposizione della convivente del SAPONE, alia quale questi, al suo ritorno a casa, aveva detto di aver visto anche la BALLARIN; del tutto incredibile e poi la tesi pervicacemente sostenuta da quest'ultima di non essersi resa canto della presenza del SAPONE, che a sua volta ha negato di averia vista evidentemente nell'intento di screditare Ie dichiarazioni accusatorie del VOLPE, intento esplicitato nelle conversazloni oggetto di intercettazione ambientale nonostante questi fosse giunto nel silenzio della notte can iI suo furgone allo chalet dopo due telefonate del VOLPE e si fosse trattenuto, a pochi metri di distanza dalla
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serra, ove si sarebbe trovata la BALLARIN, per oltre un'ora e mezza: ne tale tesi puc trovare giustificazione nelle condizioni psicofisiche della BALLARIN, che stata in . grado di raccontare fin nei dettagli la sequenza degJi accadimenti, e che gia la sera del suo ricovero veniva dimessa in perfette condlzlonl, come risulta in atti.

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Decisivi per contra per affermare la responsablllta deg/i imputati sono, per quanto riguarda quest' ultima le sue stesse dlchlarazionl aventi costantemente, nonostante fa varieta di versioni, natura confesso ria, costituendo nei contesto delle altre risultanze processua/i, pieno riscontro alia chiamata in correita del VOLPE, ad iniziare dalle frasi da lei rivolte alla madre del VOLPE a poche ore dall'omicidio; e, per quanta riguarda il SAPONE, iI data aggettivo emerso dagli accertamenti biologici e dattiloscopici - tracee ematiehe non visibile a occhio nudo della PEZZOTT A riscontrate sui giubbotto sequestrato in occasione del suo arresto e sue impronte digitaJi sui sacchetto contenente gli effetti personal! della vittima destinate ad essere affondate nel canale con la sua auto - dato di per se sufficiente a provare la presenza del SAPONE nello chalet la notte dell'omicidio ed iI suo contatto fisico con la vittima nei termini indicati dal chiamante in correlta,

II trattamento sanzionatorio
L'appello del PM, volto ad ottenere I'esclusione delle attenuanti generiche concesse ai tre concorrenti rnorali, merita accoglimento solo nei confront; del LEONI in ragione _ del ruolo di indiscusso leader-carisrria1iro., attrlbuttoqli.da nUrJ)erose fonti all'interno della setta, non anche nei confronti di MONTEROSSO e ZAMPOLLO esclusivame nte per iI motivo ch em().!1/.g~B;.;.@t.t~n@'{~99iB9.r<r.te.';.fCl.pp§i~18P~·8ip.Oi .

setta in danno del soggetti plu giovani e fragili del .. gruppo, e I'esecuzione dei crirnlnl in tale contesto maturati.

•• t!~I;I~iit!tt!'!!t::~!!!'~!!'!ii~;i;1
. fi§19geipsicologic8>praticatahella
Le acqulslte risultanze, per vero, non consentono di rawisare alcun data di valutazione positiva, idoneo a giustificare if riconoscimento di tali attenuanti, tenuto conto della incommensurabile gravita dei fattl, della notevole lntenslta del dolo, dell'abnorrnlta dei motlvl a delinquere, della rilevante capacita crlrnlnale, della condotta precedente, contemporanea e susseguente ai delitti, connotata da estrema freddezza e determinazione, da assoluta indifferenza prima ancora che morale, emotiva, difronte all'altrui dolore, nef perseguire con deliberata strategia, la realizzazione del delitto perfetto con il massacro, pianificato accuratamente anche nella fase dl depistaggio, di due giovani da tempo appartenenti al lora gruppo, dopa l'insuccesso dei due tentativi di omicidio di poco precedenti. Non diversa la valutazione del comportamento processuale, connotato dall' assenza di qualunque forma di apertura alia verlta e resipiscenza, anche nel presente grado di giudizio avendo tutti negato I'evidenza can Ia reiterazione delle indicazioni rnlstlflcatorie gia proposte al genitori delle vitti me.

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rilievo per contro puc assumere il dato, valorizzato in termini positivi dalla Corte di primo grado, della mancata parteclpazione alia materiale esecuzione del I duplice efferato omlcidlo ovvero allo seavo della fossa, dato denotante anzl una f maggior spregiudicatezza e capaclta dei concorrenti moral! di indurre altri 0 d! ~
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rafforzarne la determinazione ad esporsi ai rischi ed afl'impegno non solo fislco e di tempo richiesto da tali operazionl, anche per precostituirsi un alibi reciproco, facendo pubblicamente notare la loro presenza al pub durante il massacro; mentre if contributo morale fornito ai tre esecutori materiali, condividendo can gli stessi e can Ie vitti me Ie are immediatamente precedenti gJi ornicidi, nonche assicurando una copertura durante I'esecuzione e garantendo if successlvo sostegno connesso alia programmata ed effettivamente attuata opera di depistaggio viene condivisibilmente riconosciuto dalla stessa sentenza essere stato della "massima rilevanza eziologia".

;'f.?~f0(mE;§~I,come per ZAMPOLLO va inoltre

considerato iI ruolo fattiYQ dai medesimi svelte, avvalendosi del particalare rapporto di "amicizia" secondo la pragrammata ,; organizzazione dell'eccidio, nel candurre Ie JiuELJlittJme-J*8aesttftate--al-I'l:J0§G--d'~~

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,'"r,.""",~,,;!;"~'R?=;:t~~::;~!,,:~~::I:,:,:;::;:::~:ssione.

La valutaziane negativa con riferimenta a tutti i parametri previsti dall'art.133 cp impone l'adozlone del criterio di equivalenza, nel ricanoscimento a ZAMPOLLO e MONTEROSSO delle attenuanti generiche esclusivamente per if ruolo gregaria, ma tutt'altro che insignificante, dag/i stessi svolta nelle circostanze dei delitti e nell'ambito del gruppo; mentre, iI diverso apporto contrfbutlvo addebitablle al primo, per la canduzione di Fabio sui luogo dl incontro del gruppo ove avrebbe avuto inizio I'esecuzione del piano dellttuoso, e la posizione piu defilata del secondo processualmente emersa nelle vicende del gruppo e nelle circostanze, essendo egli giunto al pub in tarda serata, poco prima dell'allontanamento delle due vittime e dei loro assasslnl, impone dl differenziare la determinazione della pena base. Quanto aile richieste difensive vanno disattese quelle concernenti I'esclusione per i concorrenti rnorall delle contestate aggravanti e I'assoluzione dal reato di soppressione dl cadavere, considerato che I'accertata ideazione e progettazione delJ'assurda e crudele ucclsione dei due ragazzi con Ie modallta di un sacrificio umano e di un delitto perfetto, prevedeva anche la sottrazlone del cadaver] ad ogni ricerca, perdurata per anni sino alia confessione del VOLPE, presentando Ie connotazioni della premeditazione e dell'efferatezza, ed e addebitabile a tutti, in particolare ai membri "storlci" della setta, in quanta pianificata nel corso di numerose riunioni, senza la manifestazione di dissenso alcuno. Tra Ie ragioni per Ie quali non pUG essere ricanosciuta la diminuente del rita abbreviate a favore di ZAMPOLLO, indicate nella sentenza impugnata, assolutamente ostativa e la considerazione dell'assaluta inutilita ed lmpratlcablllta deJl'accertamento tecnico sull'Idonelta della condotta contestata a! capo N, al quale era stata subordinata la richiesta del rita speciale. Priva di fondamento e anche la richiesta di riconosclmento di lnferrnita mentale per iI LEONI iI cui percorso esistenziale, quale e processualmente emerso, non ha evidenziato stati di alterazione pslchlca apprezzablli in termini dl vizio parziale 0 totale di mente, non desumibile neppure, come dedotto dalla Oifesa, dalJa grave anornalla di alcuni suoi comportamenti; la stessa CT della Oifesa non ha evidenziato indicatori di patologia mentale potenzialmente incidente sulrlmputabilita, ne rilevante risurta if riferimento alia problematiclta del suo vissuto e alia traqlclta delle sue vicende familiari che possono aver determinato II diagnasticato disturbo di personalita complesso, perche privo delle connotazioni di gravita e di idonelta
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causale, richieste dalla giurisprudenza della Cassazione per far rientrare un tale disturbo nel concetto di malattia mentale. Analoghe considerazioni vanno fatte per la richiesta di riconoscimento della parziale inferrnita mentale di MONTEROSSO, rinviandosi all'ampia motivazione della sentenza di primo grado sui punto, che non e stata oggetto di speciflcl argomenti di censura da parte della Difesa appellante. Pertanto, ritenuta la responsablllta di LEONI, ZAMPOLLO e MONTEROSSO anche per i reati sub M-N, ritenuta la continuazione con i reati sub I-L, determinato I'aumento a tale titolo da effettuarsi sulla pena per il reato plu grave in misura di anni 1 di reclusione per ciascuno di essi con l'aumento dim~si .. .p(3T .. Cl88:nti.n~Cl?i8n.~ 3 I

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ati, la pena per i suddetti va ridete,+hinata comedi seguitOindicato: ..... .. per LEONI ergastolo con isolamento diurno per mesi 9, secondo questa ealeolo: p.b. dell'ergastolo per I'omicidio plu grave+anni 2 per il concorso formals eon I'altro omicidio(capo I)+anni 2 mesi 3 (capi M-N)+ anni1 (capo L), unificati in continuazione; per ZAMPOLLO anni 29 mesi 3 di reclusione: pb.comprensiva del concorso formale anni 26 (capo I: 24+2)+anni 1 per if capo L+anni 1 per capo M+anni 1 mesi 3 per il capo N (annl 1+ mesi 3 per la continuazione interna contestata relativamente alia detenzione di eroina); per MONTEROSSO anni 27 mesi 3 di reclusione, partendo da una pena base per I'omicidio plu grave sub I di anni 22 e eon gJistessi aumenti indicati per ZAMPOLLO.

Per SAPONE, tutt'altro che lrnrnotlvato, come sostiene la Difesa senza peraltro addurre alcun elemento di valutazione positiva, il diniego delle attenuanti generiche, che qui si conferma soprattutto tenendo conto del rilevantissimo spessore criminale della stesso per 10 sconcertante grado di perversione, ferocla, sadismo, indifferenza ed anzi compiacimento per Ie sofferenze altrui, manifestato nei delitti di cui e sempre stato protagonista, quale mandante ed esecutore nel suo ruolo di bracclo violento della setta, eon funzioni di arruolatore di nuovi adepti e di "tecnico" nel valutare l'ldonelta e il grado di aberrazione dei comportamenti degli adepti; rna anche tenendo conto del mistificatorio e sprezzante comportamento processuale costantemente da lui tenuto, fornendo spiegazioni assurde in ordine ai fatti materiali che non poteva negare, nel ribadire che lui non ha mal saputo, vlsto 0 sentito nulla delle sciagurate vicende che 10 hanno visto protagonista, e eercando dl inquinare costantemente la verita processuale. Va dlsattesa la richiesta di rieonoscimento del vincolo della continuazione fra i due episodi omicidiari e reati connessi, richiesta invece accoglibile con riferimento ai due tentativi ed al duplice omicidio sub M-N e I-L, stante la contlqulta temporals, l'ldentlta del movente e delle vittime; quanto al due episodi omicidiari non e sufficiente if dato della riconduclblllta degli stessi ad un movente di gruppo riconduciblle alJasetta delle "bestie di Satana", in difetto del requisito dell'unlclta del disegno criminoso, alia cui configurabilita sono ostativi sia il dlvarlo temporale, sla Ie modallta esecutive, sia Ie flnallta perseguite nelle relative circostanze: fra i due ornlcidl intercorrono plu di sei anni, iI primo dupllce omicidio avvenuto di notte, in un bosco, can la luna piena, con armi bianche, con 10 sgozzamento finale delle vittime e con I'occultamento di ogni traccia dei lore corpi secondo Ie modalita di un aberrante rito sacrificale, e state accuratamente pianificato per reallzzare un delitto perfetto: mentre iI secondo e state approssimativo ed improvvisato nella sua esecuzione, verificatasi all'interno dell'abitazione occupata dal VOLPE e dalla BALLARIN, che vengono subito arrestati;
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e stato impasto a! VOLPE in quanta responsabile del rischio al quale egJi aveva esposto l'lnteqrita della setta rivelando alia PEZZOTTA alcuni dei misfatti maturati , all'lnterno della stessa, con la conseguente possiblllta di iniziative delatrici da parte di quest'ultima connessa al suo definltlvo distacco dal VOLPE; l'azione lnlzla con un maldestro colpo non mortale da arma da fuoco, seguito da colpi di badile inferti dal SAPONE - intervenuto da "tecnico" a controllare la carretta esecuzione dell'ordine della setta - ad un corpo ancora vivo, semisepolto nella serra adiacente I'abitazione, in una tragica sequenza da film dell'orrore.
Pertanto, ritenuta la responsablllta anche per i reati di cui ai capi M ed N, ritenuta la continuazione di questi con i reati di cui ai capi I-L, quantificato I'aumento a tale tltolo in misura corrispondente a quello determinato per i concorrenti, va confermata per SAPONE la condanna all'ergastolo, aggravato dall'isolamento diurno per mesi 18. La sentenza va riformata nei confronti della BALLARIN in accoglimento delle richieste del PG di udienza can il riconoscimento del vlncolo della contlnuazlone, tra tutti i reati alia stessa addebitati, potendosi ritenere la rapina funzlonale all'omicldlo consumato la sera successiva, mentre va respinta la richiesta della Difesa di riconoscimento della prevalenza delle gia concesse attenuanti generiche, della parziale lncapaclta di intendere e di volere, di rideterminazione della pena, per Ie ragioni indicate nella sentenza impugnata con motivazione da ritenersi integralmente richlamata ed oggetto di censura da parte della Difesa solo con riferimento alia disattesa ricostruzione della vlcenda prospettata negIi atti di appello. Anche in questa sede dalla BALLARIN non e venuto un segno di ripensamento critico delle vicende oggetto di questa giudizio, come ricostruite nella sentenza impugnata; a fronte dell'ampia motivazione, con la quale si e dato canto del contributo attivo e consapevole addebitatole nella predisposizione dell'agguato alia PEZZOTTA, nel procurare la carriola per iJ trasporto, nell'interramento del corpo della stessa, ancora viva, della quale lei stessa segnalava i movlmentl agonici; della sua indifferenza, nell'omettere qualunque gesto di pleta a tentativo di interrompere I'iter criminoso con la prestazione 0 una ricerca di aiuto, assistendo inerte ai brutali fendenti inferti al viso della vittima, manifestando la sola preoccupazione di ripullre la scena del crimine e fame sparire ogni traccia, la BALLARIN non si e mal discostata dalla insostenibile versione di copertura delle responsablllta del SAPONE, dimostrando di aver preso solo in parte Ie distanze dal proprio vissuto. Quanta all'attenuante ex art.114 cp, chiesta per iI concorso nella rapina sub G, per escluderla e sufficiente rilevare che si e trattato di azione concordata anche dalla BALLARIN, la quale ha anche ammesso che I'inziativa di prendere la pistola a casa del padre proprio per fare la rapina era stata sua. II diagnosticato disturbo dipendente di personalita, concomitante con un disturbo borderline, risulta dalla stessa CT dl parte aver solo agevolato la partecipazione ai comportamenti criminosi del VOLPE, avendo la BALLARIN costantemente conservato un'autonoma capacita decisionale - come gia detto, si attribuisce I'iniziativa di sottrarre la pistola a casa del padre e di trovare il sistema per trasportare if cadavere di Mariangela in serra per la sepoltura - le sue facolta cognitive, intellettive e volitive sono sempre rimaste integre, come risulta dal fatto che la BALLARIN non ha mai data segni dl alterazione della struttura del pensiero 0 manifestato condotte indicative di disturbo pslcotlco.

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La pena alia stessa inflitta va pertanto rideterminata in anni 23 di reclusione,. COS! calcolata: pb anni 21, ai quali va agglunto I'aumento gia stabilito per i reati sub B-C-D di anni 1 e I'aumento, anch'esso di anni 1 ten uta canto della continuazione interna, per la rapina sub G. Va infrne data atto della revoca nei confronti della stessa della costituzione di Parte civile dei familiari di Mariangela PEZZOTTA, a favore del quali va disposto il dissequestro e la restituzione degli oggetti dl pertinenza della vittima. La sentenza va confermata in ogni altra parte, in particolare per quanta riguarda Ie statuizioni civili, can conseguente condanna degli imputati alia rifusione delle spese processuali sostenute in questa grado di giudizio dalle costituite Parti clvlll, nei termini precisati in dispositivo. Tutti gli imputati, ad eccezione della BALLARIN, pagamento delle spese di questo grado di giudizio Ricorrono i presupposti motivazione. per la fissazione vanna condannati in solido al

del termine di gg.90 per iI deposito della

P.Q.M

letti gli artt.S92-60S cpp, in parziale riforma della sentenza della CORTE d'ASSISE di BUSTO ARSIZIO in data 31/1/2006, in parziale accoglimento degli appelli del PM e dl BALLARIN Elisabetta, cosl provvede: 1) riconosciuta la continuazione fra tutti i reati contestati a BALLARIN Elisabetta, ridetermina la pena inflitta nei suol co nfronti in quella di anni 23 di reclusione; 2) dichiara Nicola SAPONE, Paolo LEONI, Marco ZAMPOLLO, Eros MONTEROSSO, colpevoll dei reati di cui ai capi M ed N, ed escluse Ie attenuanti generiche concesse a LEONI, ritenuta la continuazione can i capi I ed L, nonche per SAPONE anche can if capo P, RIDETERMINA la pena inflitta al LEONI in quella deU'ergastolo, con isolamento diurno per mesi 9; la pena inflitta a ZAMPOLLO in quella di anni 29, mesi 3 di reclusione; la pena inflitta a MONTEROSSO in quella di anni 27, mesi 3 di reclusione; 3) dlchiara LEONI in stato di interdizione legale; 4) dispone la pubblicazione della sentenza di condanna a carico di Paolo LEONI mediante affissione nei Comuni di Busto Arsizio, Somma Lombardo e Corsica, nonche la pubblicazione, una sola volta e per estratto, sui quotidiani La Prealpina, La Repubblica, II Corriere della Sera; 5) condanna gli imputati SAPONE, LEONI, ZAMPOLLO e MONTEROSSO, in via solldale tra loro, al pagamento delle spese processuali del grado; 6) revoca la condanna di BALLARIN per quanto riguarda Ie statuizioni civili; 7) condanna SAPONE al pagamento delle spese processuaJi so.stenute dalle Parti civili PEZZOTIA Silvio e PE Annamaria, di quelle sostenute dalle Parti civiJi BONTADE Giuseppe e BASSETTI Annamaria, difese dall'avv, COSCO, liquidate in complessivi eura 1.500,00 pili IVA e CPA; nonche al pagamento delle spese sostenute dalla Parte civile BONTADE Gianluca e PEZZOTTA
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Marina, difese dall'aw. ARRIGONI, liquidate in complessivi eura 1.000,00 piu IVAeCPA; 8) condanna SAPONE, LEONI, ZAMPOLLO, MONTEROSSO, in solido tra loro, al pagamento delle spese sostenute dalle Parti clvill MARINO Savino e ANTONINI Pasqualina, difese dall'aw. GALLO, liquidate in euro 1.000,00 piD IVA e CPA, nonche di quelle sostenute dalle Parti civili TOLLIS Michele, Giuseppe, Annamaria e NUZZO Elena, difese dall'aw. BERETTA, liquidate in euro 2.000,00 piu IVA e CPA; 9) dispone iJ dissequestro delle case di pertinenza di Mariangela PEZZOTIA e la restituzione aile Parti civili PEZZOTT A e PE; 10) Conferma nel resta l'impugnata sentenza; 11) Assegna iI termine di giorni 90 per iI deposito della sentenza.

Oeciso in Milano iI 15/5/2007

PRESIDENTE (dr.Sergio VAGUO)

Depositofa nella Cancellaria dena CORTE ASSISt APPElLO 01 M!LANO oggi
Milano,

2 5 LUG. 2007

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