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Roma, Piazza Venezia 5

Tel. 06 688281
MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012 ANNO 137 - N. 43
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
Servizio Clienti - Tel. 02 63797510
In Italia EURO 1,20
Fondato nel 1876 www.corriere.it
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B E N E D E T T O
XVI
T E S T I MONI
DE L ME S S AG GI O
C R I S T I A NO
I grandi maestri della fede
“Una corrente inesauribile di dottrina
e spiritualità”
Riforma del lavoro Giannelli
Il saggio 1914-2012 Con il Corriere
India-Italia Il procuratore
Strategia elettorale
Nel mistero
dei marò
ora spunta
una nave greca
Caselli:
così i violenti
mi impediscono
di parlare
Nella «piazzetta»
con 18 malati
in attesa di giudizio
Lettera dei giovani
«Basta privilegi
si punti sul merito»
Documento pro-crescita di 12 Paesi, guidati da Roma e Londra. Mancano Francia e Germania
TRA DEBITORI
E CREDITORI
È ORMAI
GUERRA CIVILE
Liberalizzazioni
LECRISI PARALLELEDI PDLEPD
Il racconto
di FABRIZIO DRAGOSEI
E a Bruxelles si tratta per il via libera all’accordo sulla Grecia
MERKEL E SARKOZY
SI SCOPRONO MINORANZA
di MAURIZIO CAPRARA
ALLE PAGINE 20 e 21
Contratto anti-gravidanza scuote la Rai
di ANGELO PANEBIANCO
Sull’articolo 18
parte la trattativa
dal primo marzo
di ANTONIO POLITO
A PAGINA 29 9
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di Paolo Mieli
alle pagine 44 e 45
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ladimir Putin annuncia spese militari colossali a due settimane dalle elezioni presidenziali in
Russia. In un clima da guerra fredda, il piano prevede quasi 600 miliardi in dieci anni per una
dotazione che comprende 400 missili e 8 sottomarini. Putin riesumerà anche i cosacchi a cavallo.
(Nella foto, Putin con gli occhiali durante la visita al Parco tecnologico di Novosibirsk). A PAGINA 24
L’
Europa deve tornare a
temere i suoi elettori,
come negli anni Trenta del
Novecento? Ce lo diranno i
popoli di Grecia, Francia,
Italia e Germania, nel giro
di un anno e mezzo. Il
rischio, senza precedenti, è
che crisi e disoccupazione
aprano una stagione di
«lunatici di sinistra e
razzisti di destra», per usare
l’espressione del Guardian.
CONTINUA A PAGINA 50
di Edoardo Boncinelli
a pagina 33
Primo volume a 9,90 euro
più il prezzo del quotidiano
Policlinico sotto accusa
Legata a una barella
4 giorni in Pronto soccorso
L’AMALGAMA
INESISTENTE
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di GIOVANNI BIANCONI
di GOFFREDO BUCCINI
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a gli occhi persi nel vuoto, i capelli
biondi appiccicati in fronte dal sudore
degli spasmi. Forse quarant’anni, su un viso
da ragazza dell’Est. E un foglietto bianco
appeso alla barella, su cui qualcuno — un
medico? un infermiere? un altro malato? —
ha scarabocchiato a penna un appuntino,
magari vitale, certo precario, come ogni cosa
qua, nella dannata «piazzetta» del Policlinico:
non può né bere né mangiare fino alle 17.
Chissà cosa le accadrebbe se lo spostamento
d’aria d’una finestra sbattuta o un portantino
distratto di passaggio facessero cadere sul
pavimento di linoleum questa inverosimile
cartella clinica. CONTINUA A PAGINA 3
Solo Israele aprì le porte
ai superstiti della Shoah
di PAOLO CONTI
N
essuno sa come
si scomporran-
no e si ricompor-
ranno le forze
politiche al termine del-
la «cura» Monti. Una co-
sa, però, si può dire: Par-
tito democratico e Popo-
lo della libertà, i due rag-
gruppamenti (o cartelli
elettorali) dominanti, ri-
spettivamente, nell’area
della sinistra e nell’area
della destra, sono, molto
probabilmente, destinati
a vivere o a morire insie-
me. Difficilmente l’uno
sopravvivrà senza l’altro.
Se davvero la grande coa-
lizione parlamentare che
sostiene il governo Mon-
ti preannuncia la fine del
bipolarismo, allora è as-
sai probabile che nessu-
na delle due sigle che il
bipolarismo ha partorito
vedrà l’alba del mondo
post-bipolare.
Raggruppamenti poli-
tici, sigle, cartelli eletto-
rali: anche se per ragio-
ni diverse, Partito demo-
cratico e Popolo della li-
bertà non hanno rag-
giunto, e forse mai rag-
giungeranno, la fase del
consolidamento, quella
in cui gran parte dei
membri e dei simpatiz-
zanti dell’organizzazio-
ne — dirigenti, attivisti,
elettori —arriva a condi-
videre una identità e si
impegna con determina-
zione per difenderla.
Perché un partito rag-
giunga quella fase non
occorrono necessaria-
mente tesserati, congres-
si di partito, eccetera. Le
formule organizzative
possono essere le più va-
rie. Ma occorre quella
comune identità. La Le-
ga Nord (pur condivi-
dendo col Popolo della
libertà un’origine cari-
smatica) è, in questo par-
ticolare senso, un parti-
to consolidato. Il Popolo
della libertà e il Partito
democratico, invece,
non lo sono.
Nel caso del Popolo
della libertà tutti sapeva-
no che la sua sopravvi-
venza nel dopo-Berlu-
sconi sarebbe stata in
forse. Raramente i parti-
ti carismatici sopravvivo-
no al declino o al ridi-
mensionamento politi-
co dei loro fondatori.
Ma qualche volta ci rie-
scono. Si trattava e si
tratta di capire se il Po-
polo della libertà sareb-
be riuscito a dotarsi di
una volontà condivisa
(dai dirigenti e dagli atti-
visti) di sopravvivenza
politica. Osservando dal-
l’esterno, ciò che si ve-
de, da quando Berlusco-
ni ha lasciato Palazzo
Chigi senza possibilità
di tornarci, è la prevalen-
za di spinte centrifughe:
sembra che tanti, in
quel partito, abbiano so-
lo una gran voglia di sal-
tare sulla prima scialup-
pa politica che passa pri-
ma che la nave affondi.
Inutile dire che la cosa
funzionerebbe come
una profezia che si au-
to-adempie. Se tanti se
ne vanno temendo che
la nave affondi, la nave
affonderà.
Anche il Partito demo-
cratico, per ragioni di-
verse, è messo male.
Qui non c’è un’origine
carismatica. Quel parti-
to nacque da una (qua-
si) fusione fra partiti pre-
esistenti. Come ci ha ri-
cordato la vicenda del te-
soriere della Margherita
Luigi Lusi, fu una qua-
si-fusione, non una fu-
sione vera e propria. Ds
e Margherita, i due parti-
ti che avrebbero dovuto,
appunto, «fondersi», fu-
rono ben attenti a non
mettere in comune le co-
se importanti: proprie-
tà, soldi, eccetera. Ne è
derivata una struttura
fragile e solcata da mille
divisioni e diffidenze,
frutto di differenti sto-
rie e di differenti identi-
tà che non sono mai riu-
scite ad amalgamarsi
per davvero.
CONTINUA A PAGINA 50
Putin schiera 400 missili (e i cosacchi)
A PAGINA 9
Obiettivo: crescita e mercati aperti.
Una lettera in 8 punti, nata per iniziativa
di Regno Unito e Olanda e con l’Italia tra
i promotori, è stata inviata ieri al presi-
dente della Ue Van Rompuy e al capo del-
la Commissione europea Barroso. Non
hanno firmato Francia e Germania.
ALLE PAGINE 5 E 6 Caizzi, de Feo, Offeddu, Taino
Il piano di Monti e Cameron
Addio al Nobel Dulbecco
Cambiò la lotta ai tumori
Mani Pulite, l’inchiesta
che ha cambiato l’Italia
Una paziente «legata al-
la barella con delle lenzuo-
la da quattro giorni», in at-
tesa di un posto letto dopo
un trauma cranico. La don-
na, 53 anni, «aveva la flebo
con l’acqua fisiologica». A
fare la scoperta sono stati
due senatori, Domenico
Gramazio e Ignazio Mari-
no, durante una visita al-
l’alba al Pronto soccorso
dell’ospedale Umberto I a
Roma.
Il ministero della Salute
ha inviato gli ispettori, de-
finendo il caso ingiustifica-
bile. La vicenda è anche al
vaglio della Procura. Una
situazione che «capita spes-
so» replicano al Policlini-
co, aggiungendo che «la
paziente è stata assistita al
meglio 24 ore su 24 dalle
migliori professionalità».
ALLE PAGINE 2 E 3
De Bac, Di Frischia
Roma Aperta un’inchiesta. L’ospedale: succede
di FEDERICO FUBINI
Denuncia dei giornalisti precari: clausola prevede il licenziamento. L’azienda: mai utilizzata
ALLE PAGINE 8 E 9
CON LE FIRME DI 19 STUDENTI
N
on capita tutti i giorni che questa
Gran Bretagna, quella di David
Cameron, firmi un documento perché
Bruxelles faccia di più. Non di meno.
CONTINUA A PAGINA 6
«L
icenziabili se sono incinte».
Il contratto anti-gravidanza
scuote la Rai. Il caso riguarda «ma-
lattia, infortunio, gravidanza, causa
di forza maggiore o altre cause di
impedimento». La denuncia viene
dai giornalisti precari. Il caso è
esploso ieri quando è stata inviata
una lettera aperta a Lorenza Lei, di-
rettore generale della Rai, chieden-
dole di porre fine al proliferare di
contratti «ultraleggeri». La replica
dell’azienda: clausola mai utilizzata.
A PAGINA 13
di R. BAGNOLI e F. BASSO
Stati e Popoli
italia: 515249535254
Codice cliente:
2 Primo Piano
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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Roma, lasciata 4 giorni al Pronto soccorso. Il direttore: capita spesso
La denuncia al Sant’Andrea
«In barella con un tumore»
ROMA — «La situazione di quel pronto
soccorso è allucinante: mamma se non
arrivavano i senatori, mi sa che stava
ancora lì...». Ore 6 di sera: Claudio, 37
anni, il figlio di Miriam, arriva trafelato
nella sala d’attesa al piano terra del
reparto di «Neurologia B» del
Policlinico Umberto I, lungo viale
dell’Università. Al suo fianco c’è il
padre, Leonardo, 64 anni, capelli e
pizzetto bianchi incastonati in un volto
sofferente: assistere 24 ore su 24 una
malata di Alzheimer è molto duro,
soprattutto se non si ha il sostegno di
badanti e parenti. È l’ora delle visite:
Claudio e Leonardo sono in fila. Padre e
figlio sono completamente all’oscuro
del caso denunciato dai parlamenti
Marino e Gramazio. «Scusi, ma perché
mi domanda di mia madre? — chiede
parlando con un filo di voce Claudio
prima di entrare nel
reparto —. Mamma
purtroppo sta male: soffre
di Alzheimer da sei anni e
ne ha solo 53...».
Dopo essere stato
informato della denuncia
dei senatori, il figlio
guarda incredulo il padre.
Stenta a credere a uno
scandalo che ha visto sua
madre inconsapevole
protagonista. Poi Claudio
racconta i 4 giorni nella
«piazzetta» del pronto
soccorso: «Quando sono
entrato la prima volta mi
sono quasi spaventato —
sottolinea —. Là dentro la
situazione è grave. Tutte
quelle barelle insieme non
le avevo mai viste, una
accanto all’altra: non c’era
spazio, ma medici e
infermieri sono bravi,
sempre a correre avanti e indietro
come biglie impazzite. Io e mio padre ci
siamo alternati in ospedale: entravamo
uno alla volta». Sull’assistenza a
Miriam, il figlio fa notare: «Mamma era
molto fragile: non riusciva a parlare, a
mangiare, a deglutire per colpa
dell’Alzheimer. Cadeva spesso per la
debolezza. E per questo l’abbiamo
portata al pronto soccorso, ma certo:
c’era parecchia confusione e niente
privacy, uomini e donne insieme
affiancati sulle barelle...». I familiari,
però, vogliono smentire l’accusa di
«abbandono». «Ho visto che l’hanno
curata con tanto impegno — aggiunge
Claudio —. L’hanno anche cambiata e
lavata e ci hanno chiesto il permesso di
legarle le braccia perché rischiava di
cadere e si era strappata le flebo più
volte». «E i medici ci informavano
periodicamente sulle sue condizioni —
racconta il marito — anche se si
avvertiva parecchio disagio. Per
fortuna oggi (ieri, ndr) verso le 2 è
stata trasferita perché hanno trovato
un letto libero, finalmente». Il figlio lo
interrompe: «Dai papà: entriamo.
Mamma ci aspetta», sussurra
indicando l’ingresso del reparto. Alle
10 di sera Claudio richiama il Corriere
della Sera: «Scusi, adesso ho capito
quello che ha tentato di spiegarmi:
volevo solo dirle che a mia madre, in
poche ore, nel pomeriggio hanno
messo il sondino per nutrirla, le hanno
fatto un elettroencefalogramma e
domani mi hanno detto che faranno
altri accertamenti ed analisi. Ho
ascoltato i tg: qualcuno ha esagerato
sulle condizioni di mamma, ma mi
rimarrà sempre un dubbio: se non ci
fosse stato il blitz dei senatori, il letto
sarebbe saltato fuori lo stesso?».
F.D.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Aspetto gli elementi
per individuare
le cause di questa
situazione
e i responsabili
❜❜
«Senza il blitz
mia madre
sarebbe
ancora lì»
ROMA — Quattro giorni su
una barella, tra epilessia e sta-
ti soporosi, con le braccia lega-
te perché si strappava le flebo,
in attesa di un ricovero. È la
storia di Miriam, scoperta ieri
alle 10 nel Pronto soccorso
del Policlinico Umberto I da
Domenico Gramazio (Pdl) e
Ignazio Marino (Pd), senatori
eletti nel Lazio, nel corso di
un blitz nell’ospedale universi-
tario più chiacchierato d’Ita-
lia. La visita arriva dopo che
l’intero sistema dell’emergen-
za della Capitale è finito sotto
inchiesta della magistratura:
le indagini partono dopo che
vengono pubblicate sui quoti-
diani le foto di 2 malati ai qua-
li viene praticato il massaggio
cardiaco per terra. La scena è
immortalata nell’ospedale
San Camillo. Ora i magistrati
vogliono capire se i fondi per
la sanità siano stati usati cor-
rettamente anche per i servizi
di emergenza.
Nell’Umberto I la malata,
Miriam, 53 anni, soffre del
morbo di Alzheimer: i parla-
mentari, però, denunciano
che la donna, ammassata in
una stanza insieme a molti al-
tri pazienti, «è in coma dopo
un trauma cranico, legata alla
barella con delle lenzuola e
senza nutrizione da 4 giorni».
«La situazione è intollerabile,
totalmente indecente», tuona-
no i due senatori turbati. La
notizia scoppia come una
bomba: Antonio Capparelli, di-
rettore generale del Policlini-
co, rimane incredulo. Ha ac-
compagnato i parlamentari
nel loro blitz (effettuato ieri
anche nei pronto soccorso de-
gli ospedali romani San Camil-
lo e San Giovanni, entrambi
molto affollati) e non si è ac-
corto del caso che all’inizio ap-
pare scandaloso. Il manager
chiede immediate spiegazioni
ai responsabili del Dipartimen-
to di emergenza (Dea). La re-
plica è perentoria: «Capita
spesso per la cronica mancan-
za di posti letto», si giustifica
il direttore del Dea, Claudio
Modini, mentre anche questo
caso finisce al vaglio della pro-
cura di Roma. E dal ministero
della Salute Renato Balduzzi
alle 5 di pomeriggio invia d’ur-
genza gli ispettori nel nosoco-
mio, bollando il caso come
«ingiustificabile».
Miriam è ricoverata dal 17
febbraio in quella che il perso-
nale chiama «la piazzetta»,
una sala all’interno del pronto
soccorso nella quale dovrebbe-
ro transitare i pazienti in atte-
sa di ricovero, attesa che in ca-
si di sovraffollamento può du-
rare giorni, anche sei o sette.
Nella piazzetta ieri alle 4 di po-
meriggio ci sono 14 barelle:
anziani e giovani, uomini e
donne insieme, affiancati co-
me barche in un porto inferna-
le, tra chi respira con la ma-
scherina dell’ossigeno e chi
ha una gamba rotta per un in-
cidente in motorino.
Miriam da giorni non rie-
sce a deglutire a causa dell’Al-
zheimer: è molto debole. «In 4
giorni è stata visitata 7 volte
da specialisti di diverse bran-
che —precisa Giuliano Bertaz-
zoni, responsabile del Pronto
soccorso medico dell’Umber-
to I —. Le abbiamo fatto due
Tac cerebrali, un’ecografia, tra-
sfusioni e 4 volte l’analisi del
sangue. Non poteva essere ali-
mentata normalmente perché
ha avuto alcune crisi convulsi-
ve e attacchi di epilessia, ma
l’abbiamo nutrita con le fle-
bo». Perché la paziente era le-
gata? «Visto che più volte si è
strappata i tubi dalle braccia,
non era lucida e rischiava di
cadere dalla barella — rispon-
de Bertazzoni — l’abbiamo
ROMA — «Niente giustifica un
episodio così increscioso. E non
mi vengano a dire che dipende
dai tagli legati al piano di rientro
dal deficit. Qui c’è un problema
di riorganizzazione». Non si tro-
vava a Roma il ministro della Sa-
lute, Renato Balduzzi, ieri matti-
na. Sono stati i collaboratori ad
informarlo di ora in ora, di quan-
to era accaduto al Policlinico Um-
berto I. La visita a sorpresa di due
senatori, Domenico Gramazio e
Ignazio Marino. La signora che se-
condo la denuncia era legata al
letto del pronto soccorso, in co-
ma. E poi la smentita dell’azienda
che ha dato una ricostruzione dei
fatti che appare molto meno
drammatica.
Di fronte all’ennesima violazio-
ne «del diritto del cittadino ad es-
sere curato» il ministro però non
ha esitato. Non ha aspettato di co-
noscere ulteriori dettagli, tanto
più che la settimana precedente
si era già fatto il sangue amaro
per la storia del pronto soccorso
del San Camillo e le foto di un pa-
ziente visitato sul pavimento.
«Mandiamo subito gli ispettori»,
ha deciso all’istante. Unica inizia-
tiva di sua competenza.
Dopo poche ore due funzionari
erano all’Umberto I a raccogliere
documentazione e testimonian-
ze. Dovranno riferire rapidamen-
te sull’esito dell’indagine. Chiari-
re se si è trattato del fatto «incre-
scioso» riferito dai due parlamen-
tari. E se da parte di medici e sani-
tari c’è stata qualche omissione.
Nel pomeriggio con un comu-
nicato stampa dai toni molto pe-
rentori Balduzzi ha voluto preci-
sare che «fermo restando le valu-
tazioni di competenza della magi-
stratura non c’è nulla che possa
giustificare una tale indegnità.
Nè il sovraffollamento del pronto
soccorso per inappropriatezza
delle prestazioni nè le limitazioni
di budget legate alla necessità da
parte delle Regioni in piano di
rientro. E neppure altre ragioni
dovute all’emergenza. Aspetto gli
elementi per individuare le cause
di questa situazione e i responsa-
bili».
Parole dure che tradiscono la
sua inquietudine. Perché questi
episodi anche se «inaccettabili»
non «sono per me una sorpresa»
ha affermato il ministro in un’in-
tervista al Corriere, soffermando-
si proprio sul ruolo chiave che do-
vrebbero avere i sanitari di medi-
cina generale. «Da tanti anni — è
il suo pensiero —abbiamo acqui-
sito la consapevolezza dal punto
di vista culturale e legislativo che
il sistema di cura deve essere uni-
tario perché funzioni davvero.
Non può esistere una frattura tra
ospedale e territorio. È evidente
che i pronto soccorso sperimenta-
no e scontano livelli di inappro-
priatezza molto alti per un difetto
della rete territoriale».
Certo è che negli ultimi dieci
giorni la sanità romana lo ha con-
trariato non poco. È cominciata
con i pazienti visitati per terra nel
maggiore pronto soccorso della
Capitale. Da allora è stato un sus-
La cartella clinica Giuliano Bertazzoni,
dirigente del Dipartimento di emergenza del
Policlinico Umberto I di Roma, mostra la cartella
clinica della signora Miriam. Secondo il
documento la paziente non era in coma:
«È malata di Alzheimer — afferma Bertazzoni
— e in 4 giorni è stata visitata 7 volte da diversi
specialisti. Era legata con le lenzuola
perché non era lucida, si strappava la flebo
dalle braccia e rischiava di cadere dalla barella»
In attesa
45.000
«Immobilizzata con le lenzuola»
La Procura indaga sul Policlinico
La reazione Balduzzi: inaccettabile anche con il sovraffollamento e i tagli al budget
A destra,
i pazienti nella
«piazzetta»,
una sala
all’interno
del Pronto
soccorso del
Policlinico
dove transitano
i pazienti
in attesa di
ricovero. Qui, da
quattro giorni,
si trovava la
signora Miriam
(Benvegnù
Guaitoli)
Sanità Il caso
Il figlio
«Un’indecenza
senza giustificazioni»
E il ministro
invia gli ispettori
I posti letto
tagliati negli ospedali italiani tra
il 2000 e il 2009 (15,1%),
secondo i dati del ministero
della Salute. Il rapporto di posti
letto per abitante è così passato
da 5,1 a 4,2 ogni mille abitanti
ROMA — Nessun occhio di riguardo, nei pronto soccorso al
collasso, neanche per i malati terminali di tumore. A
raccontare l’ennesima storia di malasanità è il figlio di una
signora arrivata priva di conoscenza al Pronto soccorso del
Sant’Andrea di Roma con una prognosi chiara e impietosa:
cancro delle vie biliari. «Nonostante la gravità delle sue
condizioni, mia madre è rimasta per 5 giorni su una barella
— racconta Alessandro Guarasci —. Poi le hanno trovato un
letto in chirurgia. E non in gastroenterologia». Poco dopo la
signora è morta. «C’è stato il rischio che finisse i suoi giorni
nel pronto soccorso — osserva il figlio — insieme a tutti gli
altri pazienti, senza un minimo di intimità e di dignità».
Cla. Sa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
italia: 515249535254
Codice cliente:
3 Primo Piano
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
#
SEGUE DALLA PRIMA
Tutto, all’Umberto Primo, può suc-
cedere o non succedere; shula bula, di-
cevano nel carcere turco di Fuga di
mezzanotte, tutto è così e cosà: ma dal-
la malattia umiliata e mal assistita per-
sino la fuga è esclusa. Poteva succede-
re che nessuno s’accorgesse di Mi-
riam, la cinquantenne con l’Alzheimer
legata al lettino forse per quattro gior-
ni, forse a fin di bene, chissà. Se ne so-
no accorti due senatori, Ignazio Mari-
no e Mimmo Gramazio, in una visita a
sorpresa, ed è nato il putiferio di que-
ste ore. L’ennesimo.
Perché sta nel dna del Policlinico
romano il paradosso di coniugare pro-
fessionalità d’eccellenza e carenze me-
diorientali. «Qua nei giorni della ne-
ve hanno menato sei infermieri, ed è
colpa vostra, sì, di voi giornalisti!»,
ringhia un sindacalista con la faccia
da corsaro nero: «A furia de legge che
li legamo, se ribellano e ce menano.
Questo per noi che ci lavoriamo è un
reparto punitivo, bello mio, benvenu-
to! Ma ’sta storia della donna legata e
in coma è ’na caz... se stavo qua quan-
do è venuto Gramazio je lo dicevo, è
amico mio, lo voto». La cinica bono-
mia dei camici bianchi, sempre insuf-
ficienti nel numero a un compito sem-
pre più gigantesco, ha battezzato
«piazzetta» — come a Capri, come a
Portofino... — questo luogo di transi-
to del pronto soccorso che può diven-
tare anticamera del dolore o della
salvazione e che troppo spesso
prevede soggiorni a tempo
indefinito. Da qui si va ai
reparti, quando e come
si può, shula bula.
Alle sei del pomerig-
gio il cartello della ra-
gazza dell’Est è strac-
ciato in un angolo. Un
vecchio con gli occhi
cerchiati agonizza nel-
la barella accanto, il
respiro un sibilo. Un
ragazzo nordafricano
prega, berretto in testa,
coperta macchiata sulle
spalle. Diciotto malati in
attesa di giudizio stanno
nel centro della «piazzetta»,
carni esposte al passaggio di
chiunque, pannoloni, smorfie den-
tro maschere d’ossigeno, dignità pia-
gate. Miriam era nel secondo letto del-
la fila di sinistra, ora c’è una vecchietta
con la faccia mezzo insanguinata, san-
gue rappreso d’indifferenza. Mentre ar-
rivano gli ispettori del ministro, un
giovane finanziere caduto in motorino
in via XX Settembre sta già in barella
spinale da tre ore col suo possibile
trauma cranico, ne aspetterà altre due
prima che qualcuno si occupi di lui:
«Nel frattempo un barbone è venu-
to a dormirmi nella barella accan-
to». Quando il direttore generale
era ancora Ubaldo Montaguti (ora
sostituito da Antonio Capparelli,
devoto al potente e discusso retto-
re Luigi Frati) un clochard venne
a morirci, qui: infarto dopo dieci
ore di attesa nel nulla, i giudici diran-
no se è stato omicidio colposo. Nel ’92
un giovane tossico riuscì a bucarsi in
barella e stramazzò nei vialetti appena
qua fuori. Storie vecchie o vecchissi-
me. Che naturalmente tracimano, non
riguardano solo l’ambulatorio ma di-
ventano narrazione e identità del-
l’ospedale intero, come i tunnel dei ri-
fiuti e della vergogna, i sospetti di traf-
fico d’organi, le cattedre fantasma, le
mazzette sulle pompe funebri, la legio-
nella, l’operazione di cataratta sfociata
in cecità per quattro anziani nel ’98,
l’enterite necrotizzante per quindici
neonati nel ’99, la mitica senzatetto
che s’era fatta casa nei sotterranei, in-
somma cronache e leggende un po’
noir di una grande istituzione capitoli-
na nata nel 1888, scandali stratificati
come ere geologiche.
Alle sei del pomeriggio sono qua-
rantaquattro in tutto le anime del pur-
gatorio della «piazzetta»: un po’ an-
che nei corridoi, che della piazzetta so-
no i vicoli, un po’ ammonticchiate sul-
le sedie, chi ce la fa a reggersi. «Tre
medici e tre infermieri per quaranta
pazienti e passa, qua facciamo i doppi
turni, ai giornalisti bisognerebbe ta-
gliare la testa», strilla Marina, cardio-
loga stimatissima, vent’anni di servi-
zio vissuti come una fede, l’indigna-
zione di chi ce la mette tutta sempre.
Oggi, come sempre, si aspettano letti
nei reparti, ma mai che bastassero,
specie adesso che ne hanno tagliati se-
imila in giro per il Lazio. «Me ne servo-
no in media trenta liberi al giorno,
stiamo attufati per colpa
della domenica, è sempre
così, la domenica si di-
mette poco e il lunedì è
un casino. Ma stiamo rie-
mergendo», sintetizza il
gran capo di questo lim-
bo, Giuliano Bertazzoni,
responsabile di Medicina
d’urgenza. Se il Policlini-
co è una metafora nazio-
nale, con la sua federazio-
ne di ospedalini e baronie
fuori controllo e le sue
quaranta sale operatorie
sparse in una superficie
grande quanto mezzo cen-
tro di Milano, Bertazzoni
ne incarna il genius loci.
«Fratiano» di ferro (di-
cono che il Magnifico ab-
bia seminato parenti e fe-
deli come mattonelle del
linoleum qua attorno),
piccoletto e mercuriale, simpatico e di-
sponibilissimo, soffre un po’ e mostra
un dito gonfio: «Vede?, il mio labrador
me l’ha strappato col guinzaglio, sta-
mattina». Ben altri dolori incombo-
no... «Dolori? Certo bisogna fare qual-
cosa per l’emergenza. Ma che ci andia-
mo di mezzo io o i miei medici è una
vergogna». Allora di chi è la colpa?
Franco Rapa, caposala, «l’unico grasso
e tondo, mi riconoscono subito», allar-
ga le braccia: «Ma quali colpe? Quali
pazienti legati? Se dobbiamo fare qual-
cosa di illegale, secondo lei, lo faccia-
mo qua, in mezzo a cinquanta perso-
ne?». Nella «piazzetta» però ci si muo-
ve a stento... «E se la prenda con l’ar-
chitetto che l’ha disegnata! Qua non
siamo ad Auschwitz, qua facciamo il
massimo per gli altri», sbuffa Bertazzo-
ni. Un’idea per tutelare dignità e pri-
vacy era saltata fuori: mettere i medici
al centro e le barelle nelle stanzette la-
terali; ma serviva personale, perché è
più facile controllare i malati tutti am-
mucchiati che seguirli nelle stanze,
dunque niente di fatto almeno per ora.
«Volevo fare pure l’Obi, per l’osserva-
zione breve intensiva, ma gli infermie-
ri servono! E non me li danno! E chiu-
dono il San Giacomo, chiudono il San-
t’Eugenio, e tutti vengono qua da
noi!». Il dito lussato dal labrador sem-
bra infine ricondotto a problema mino-
re per chi deve gestire un posto in cui
la distribuzione del potere pare pensa-
ta proprio per generare paralisi: pure
per spostare una sedia ci mette bocca
la facoltà di Medicina della Sapienza,
ma i soldi sono della Regione e tocca
tener conto perfino del demanio e di
una fetta di tutela archeologica. I tele-
foni di Bertazzoni trillano senza sosta
né pietà, annunciando una serata lun-
ga e piena di dispiaceri. Lui guarda
con nostalgia la pagina d’un quotidia-
no romano incorniciata con una sua in-
tervista, titolo sobrio: «Lottiamo ogni
minuto per la vita, ma certi pazienti
non lo capiscono». Sospira: «’Ste belle
cose non me le scriverete più, eh?». Pa-
re difficile. «Ma almeno non massacra-
temi. Oh, dico: mio figlio lavora con
Santoro...». È l’ultimo jolly da tentare,
poi la notte del Policlinico inghiotte
anche Bertazzoni.
Goffredo Buccini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Precedenti e polemiche
«Non può bere fino alle 17». Poi il biglietto si perde sul pavimento
Sopra sporcizia e degrado nei sotterranei
dell’Umberto I nel 2007 (foto L’Espresso).
Sotto un paziente sottoposto a massaggio
cardiaco per terra al Pronto soccorso
del San Camillo
Lo scandalo
Il caos nella sala di ricovero provvisorio. «Qui nei giorni della neve hanno picchiato sei infermieri»
Nel limbo della «piazzetta»
con le istruzioni sui fogliettini
Tre medici e tre infermieri per quaranta pazienti e passa, qua facciamo i doppi turni, ai
giornalisti bisognerebbe tagliare la testa Marina, cardiologa
Il racconto
❜❜
Il blitz dei senatori
in tre ospedali
I senatori Domenico
Gramazio (Pdl) e
Ignazio Marino (Pd),
entrambi eletti nel
Lazio, ieri verso le
sette, l’orario di cambio
turno, hanno effettuato
un sopralluogo nei
principali Pronto
soccorso di Roma: San
Camillo, San Giovanni
e Policlinico Umberto I
La situazione
«intollerabile»
Il blitz è stato deciso
dopo lo scandalo del San
Camillo. Nei primi due
ospedali la situazione è
apparsa «in parte ancora
di sofferenza» ma con
«tentativi di reagire»,
quella del Policlinico è
stata definita invece
«totalmente indecente»
e «intollerabile»
Le inchieste
e i controlli
La procura, già dopo il
caso del San Camillo,
aveva aperto
un’inchiesta sui Pronto
soccorso di Roma.
Anche la denuncia sulla
donna in coma rimasta
4 giorni su una barella
all’Umberto I è andata
ad arricchire il fascicolo.
Il ministero della Salute
ha inviato gli ispettori
350 742
"assicurata" con i lenzuoli in-
torno alle braccia a norma di
legge, dopo avere chiesto il
permesso ai familiari, come di-
mostra la cartella clinica. Lo
scriva: i pronto soccorso sono
al collasso per colpa dei tagli
ai posti letto».
Dopo l’inattesa visita dei se-
natori , però, i n meno di
un’ora, salta fuori un letto per
Miriamnel reparto di neurolo-
gia «B». Rimane il pazzesco so-
vraffollamento del pronto soc-
corso: e a testimoniarlo, due
ore dopo, ci sono, come mo-
stra il computer aggiornato in
tempo reale, i 44 malati in atte-
sa di un ricovero, accampati
su barelle e sedie, tra corridoi
e sale al piano terra del Diparti-
mento di emergenza.
Anche Renata Polverini, pre-
sidente della Regione Lazio, è
convinta che Miriam sia stata
«gestita correttamente» e invi-
ta i cittadini «a fidarsi della sa-
nità pubblica e soprattutto di
tutto il personale altamente
qualificato, medico e non me-
dico». Ma Leoluca Orlando,
presidente della Commissio-
ne parlamentare d’inchiesta
sugli errori sanitari, commen-
ta: «La situazione è drammati-
ca nel Lazio e nelle altre regio-
ni sottoposte a piano di rien-
tro dal deficit. Perciò bisogna
tutelare il diritto alla salute:
troppo spesso, per far quadra-
re i conti, si effettuano tagli in
termini di personale e posti
letto».
Francesco Di Frischia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
seguirsi di telefonate e contatti
con il presidente della Regione
Renata Polverini, che dovrà pre-
sentargli una relazione, e col sub
commissario alla Sanità.
Ma c’è una terza patata bollen-
tissima da maneggiare con equili-
brio. Ed è la crisi spaventosa del
Policlinico universitario Gemelli,
a rischio commissariamento, bi-
sognoso di un salvataggio di cen-
tinaia di milioni. Ma non di tratta-
menti di favore sul piano degli
aiuti economici. È stato aperto
un tavolo di lavoro presso il mini-
stero della Salute. Primo incon-
tro definito soddisfacente. Sem-
bra ci sia un accordo «sui due cri-
teri di fondo del sostegno a un Po-
liclinico di importanza centrale e
strategica per la sanità regionale
e nazionale e la necessità di man-
tenere rigore organizzativo e di
budget».
Margherita De Bac
mdebac@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli accessi ai Pronto
soccorso degli ospedali
italiani registrati in media
all’anno ogni mille abitanti
(dati ministero della Salute)
Le prestazioni erogate
sono in media
un milione e 200 mila
Gli ospedali pubblici
presenti Italia, secondo i dati
del ministero della Salute.
Di questi 427 hanno un
Pronto soccorso: 196 con
dipartimento d’emergenza
e accettazione di primo livello,
119 di secondo livello
Scritto a mano
Un biglietto scritto
a mano e appeso
alla barella
di una paziente
del Pronto soccorso
dell’Umberto I
raccomanda:
«Non può né bere
né mangiare fino
alle 17». Dopo
qualche ora il foglietto
finisce per terra
(Benvegnù-Guaitoli)
Indignato
Il ministro
della Salute
Renato
Balduzzi
(Ansa)
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
#
La mediazione italiana all’Eurogruppo. Papademos: più sacrifici per le banche
È venuta meno l’idea che la crisi di un Paese comporti la caduta
della moneta unica Fabrizio Saccomanni d|rc||orc gcncra|c d| 8an|||a||a
Gli effetti tossici della crisi greca resteranno a
lungo nel corpo dell’eurozona. Con
conseguenze potenzialmente gravi: dal punto di
vista politico, come si è visto nelle recenti
polemiche feroci tra Atene e Berlino, ma anche
nel bagaglio finanziario che peserà sui conti
pubblici dei Paesi dell’euro. I numeri del
secondo pacchetto di salvataggio della Grecia
discussi questa notte a Bruxelles sono incerti:
dipendono da quanti investitori privati
accetteranno perdite «volontarie» sui titoli di
Stato ellenici che possiedono e dai tassi
d’interesse e dalla maturità del nuovo debito
che Atene dovrà emettere in sostituzione di
quello vecchio. Ciò nonostante, un economista
britannico molto stimato, Gavyn Davies, ha
calcolato — sulla base di dati elaborati da
Nicola Mai di Jp Morgan — come sarà il profilo
futuro dei conti di Atene.
La riduzione del debito sarà minima: gran
parte di esso, però, passerà dalle spalle dei
creditori privati alle spalle dei creditori pubblici,
cioè dei Paesi dell’eurozona (quindi dei
contribuenti europei). Oggi, il debito greco è di
352 miliardi, il 163% del Prodotto interno lordo
(Pil). Dopo l’intervento di salvataggio — aiuti,
ristrutturazione di una parte delle obbligazioni
detenute dai privati, nuovo debito sostitutivo di
quello vecchio — scenderà a 333 miliardi, il
154% del Pil. La parte di debito detenuta dai
governi europei e dal Fondo monetario
internazionale (contribuenti) salirà da 181 a 241
miliardi, cioè dall’84 al 111% del Pil greco —
secondo i calcoli che Davies ha pubblicato sul
Financial Times. In compenso l’esposizione dei
privati (banche, fondi) scenderà da 171 a 92
miliardi, cioè dal 79 al 43% del Pil. In altre
parole, meno di un terzo del totale del debito
greco sarà nelle mani dei privati: la maggior
parte peserà sugli Stati.
In prospettiva, dunque, restano due
possibilità: nel tempo, il debito greco sarà
ripagato dai greci stessi — il caso a cui ben
pochi credono — o dagli Stati che hanno
prestato denaro ad Atene. Se — come quasi tutti
gli analisti danno per probabile — la Grecia
avrà in futuro bisogno di altre ristrutturazioni
del debito, le perdite derivanti cadranno per lo
più sui contribuenti europei, anche perché la
quota rimasta ai privati sarà quasi tutta quella
sottoposta alla giurisdizione britannica — e non
più a quella greca —, il che renderà difficile
ogni ristrutturazione.
È a questo punto che entra la politica. Da una
parte, la nuova situazione spiega perché la Ue,
Germania e Olanda in testa, abbiano chiesto un
forte controllo sulle prossime decisioni di
Atene. Dall’altra, l’idea che Berlino, Parigi, Roma
e gli altri debbano sopportare perdite per la
Grecia — in teoria fino a 241 miliardi, ma anche
solo di 150 nel caso di un default del 60% —
preannuncia guai seri e litigi pericolosi in
arrivo.
twitter@danilotaino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Bankitalia
❜❜
IL CONTO
DELL’EUROPA
A 240 MILIARDI
Lo scambio di bond
della Bce e gli utili
per le casse degli Stati
DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES —La Grecia sta
facendo di tutto per convincere
i Paesi più rigoristi dell’eurozo-
na sulla sua capacità di restitui-
re i 130 miliardi di euro di pre-
stiti di salvataggio, che deve ot-
tenere prima della scadenza di
una quota del suo debito in
marzo, se vuole evitare il falli-
mento. Ma, nell’Eurogruppo
dei 17 ministri finanziari a Bru-
xelles, non sono stati superati
tutti i dubbi e le divisioni, che
da mesi bloccano il via libera.
Si parla perfino di un «buco» di
vari miliardi, che non consenti-
rebbe al duro piano di austeri-
tà, pur se integralmente attua-
to, di riportare il debito greco
dal 160% al 120% del Pil nel
2020. I ministri hanno cercato
di recuperare chiedendo alle
banche private di accettare una
perdita intorno al 75% sui titoli
greci in loro possesso. Alcune
indiscrezioni ipotizzano che il
salvataggio della Grecia potreb-
be costare fino a 245 miliardi.
Nessun Paese vuole però essere
accusato di aver causato il falli-
mento, che genererebbe conse-
guenze imprevedibili nell’euro-
zona. La riunione è così prose-
guita nella notte.
Il premier Mario Monti, mem-
bro dell’Eurogruppo in quanto
anche ministro dell’Economia,
ha continuato a mediare con la
Germania, principale frenatrice
del via libera ad Atene e poi am-
morbiditasi. E’ spuntato un irri-
gidimento dell’Olanda, che vor-
rebbe rendere permanente la
trojka (formata da Commissio-
ne europea, Bce e Fmi), da mesi
ad Atene per controllare il ri-
spetto degli interventi di auste-
rità. Ne scaturirebbe una specie
di commissariamento delle poli-
tiche di bilancio, che irrita vari
partiti ellenici.
Il ministro delle Finanze tede-
sco, Wolfgang Schäuble, non
chiede più di rinviare le elezio-
ni anticipate in aprile, dopo le
accuse alla Germania di inge-
renza nella sovranità nazionale
di Atene. Ma pretende un «con-
to bloccato», dove la Grecia do-
vrebbe far confluire i suoi in-
troiti da destinare prioritaria-
mente a restituire i prestiti. Pa-
rallelamente si stanno svilup-
pando ambigue trattative bilate-
rali. La Grecia avrebbe accetta-
to le pressioni per acquistare ar-
mamenti tedeschi e francesi. Ie-
ri ha concordato con la Finlan-
dia (altro Paese frenatore) di
fornirle garanzie aggiuntive. Si
preme per far contribuire la Bce
di Mario Draghi.
Il premier greco, Lucas Papa-
demos, ha partecipato all’Euro-
gruppo per appoggiare il suo
ministro delle Finanze, Evange-
los Venizelos, e per trattare con
le banche private creditrici. Un
compromesso, in caso di man-
cato accordo, sarebbe elargire
solo i prestiti d’urgenza e rinvia-
re il via libera a dopo le elezio-
ni. Il direttore del Fmi, la france-
se Christine Lagarde, ha caldeg-
giato l’approvazione del salva-
taggio.
L’accordo finale è condizio-
nato dalle proteste di massa in
Grecia contro le misure di au-
sterità, che potrebbero aggrava-
re una recessione già pesantissi-
ma per la popolazione. Una vit-
toria ad aprile dei partiti anti
trojka potrebbe rimettere in di-
scussione gli impegni con l’Ue
per il salvataggio. Preoccupa il
precedente del Portogallo, che
ha applicato le misure di auste-
rità e non riesce ancora a uscire
fuori dalla crisi. Anche Monti
chiede di unire il risanamento
finanziario con interventi per la
crescita e l’occupazione, con-
scio dei rischi provocati dal de-
bito italiano al 120% del Pil. I
Btp decennali restano circa 150
punti più costosi del livello di
spread che il direttore di Banki-
talia, Fabrizio Saccomanni, ha
definito «ragionevole sotto
200».
Ivo Caizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di DANILO TAINO
Il salvataggio Il prestito
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L’analisi
L’operazione
Saccomanni
(Bankitalia): lo spread
può calare a 200 punti
Grecia, l’Unione cerca il salvataggio in extremis
FRANCOFORTE — Di ora in ora montavano
ieri a Bruxelles le pressioni sulla Banca
centrale europea per aumentare la sua
partecipazione negli aiuti alla Grecia, oltre
agli swap di 40-50 miliardi di titoli greci
vecchi contro titoli nuovi, dai quali potrebbe
scaturire una plusvalenza, non ancora
confermata, di 10-15 miliardi. Nel frattempo,
a sorpresa, la Bce avvertiva da Francoforte
che la settimana scorsa, per la prima volta da
agosto, non ha acquistato alcun titolo
sovrano di Italia, Spagna o Grecia per
sbloccare i mercati.
Gli spread, e soprattutto quelli italiani
rispetto ai bund, sono calati anche ieri, fino a
352 punti, con un rendimento del 5,48%. Un
segnale molteplice. Ormai il programma
straordinario di acquisto dei bond, molto
osteggiato soprattutto dalla Bundesbank, era
stato ridotto notevolmente dopo l’arrivo del
presidente Mario Draghi. E non aveva più
molto effetto. Anche perché la Bce ha
preferito sostenere oltre 500 banche con un
bazooka di liquidità da quasi 500 miliardi.
Migliorando i mercati e riducendo gli spread,
spagnoli e soprattutto italiani, grazie anche al
fatto che «l'Italia sta riguadagnando la fiducia
degli investitori», secondo il ceo di Deutsche
Bank Josef Ackermann. Ora i mercati
attendono il secondo bazooka, a fine mese.
Marika de Feo
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I nodi
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6 Primo Piano
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
La missiva alla Ue
per lo sviluppo
È importante non considerare questa iniziativa come contrapposta
o in competizione Enzo Moavero Milanesi ministro degli Affari Europei
Piano in 8 punti
Il documento
Più competitività
In minoranza
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES — È un colpo
di timone che parte da Ro-
ma, L’Aia, Londra. E trova il
sostegno di altre 9 capitali.
Non di Parigi e Berlino. Al
culmine della crisi, in quello
che senza giri di parole vie-
ne definito «un momento pe-
ricoloso, con la disoccupa-
zione che sale», 12 leader eu-
ropei si rivolgono a tutti gli
altri: «chiediamo a voi e al
Consiglio Europeo di rispon-
dere all’appello dei nostri po-
poli per le riforme e di aiuta-
re a ristabilire la loro fiducia
nella capacità dell’Europa di
assicurare una crescita forte
e sostenibile». Crescita dun-
que, non più soltanto rigore
finanziario, contro il letargo
della recessione. E la crescita
ha un nome: apertura dei
mercati, un piano anti-crisi
in 8 punti per il rafforzamen-
to del mercato interno uni-
co, dall’eliminazione delle
«restrizioni anti-competiti-
ve» nei servizi, allo sfolti-
mento delle professioni re-
golamentate dagli ordini, al-
la riduzione delle «garanzie
implicite per salvare sempre
le banche, che distorcono il
mercato unico». Perché «le
banche, non i contribuenti,
dovrebbero essere responsa-
bili per il costo dei rischi che
si assumono».
Fra le firme in calce all’ap-
pello ci sono quelle di gover-
nanti dell’Eurozona, e di al-
tri che non ne fanno parte,
di Paesi del Nord e del Sud,
in un inedito schieramento
trasversale: Italia, Gran Bre-
tagna, Olanda, Estonia, Let-
tonia, Finlandia, Irlanda, Re-
pubblica Ceca, Slovacchia,
Spagna, Svezia e Polonia so-
no lì, nella lettera inviata al
presidente stabile della Ue
Herman Van Rompuy e al ca-
po della Commissione Euro-
pea José Manuel Barroso, in
previsione del vertice Ue fis-
sato per il primo marzo. Poi,
quelle vistose assenze: man-
cano, fra i grandi, Germania
e Francia, che a dicembre in-
viarono una lettera ben di-
versa allo stesso Van Rom-
puy. Allora, si trattava di lan-
ciare il fiscal compact, il pat-
to di bilancio voluto da An-
gela Merkel e basato sulla ri-
cetta dell’austerità: aderiro-
no 26 Paesi su 27, restò fuori
la Gran Bretagna. Adesso, la
Gran Bretagna c’è: e sotto-
scrive proposte mai prima
accettate, soprattutto sul
mercato del lavoro. «Esisto-
no alcuni precedenti di lette-
re franco-tedesche — avver-
te il ministro italiano degli
Affari Europei Enzo Moave-
ro Milanesi — ora abbiamo
un altro gruppo di Paesi che
hanno ambizione di contri-
buire a ispirare il Consiglio
Europeo: è importante non
viverla né considerarla co-
me contrapposta o in compe-
tizione».
Forse ha tenuto lontane Pa-
rigi e Berlino l’accento forte
sulle liberalizzazioni nei sin-
goli Paesi, e il ruolo di con-
trollore assegnato alla Com-
missione Europea. O ancora,
la critica alle garanzie impli-
cite per le banche, non ben
accetta a Berlino. In ogni ca-
so il tono della lettera, i temi
trattati, e quell’inedito fron-
te di nazioni — le rigoriste
Olanda e Finlandia, e la ricca
Svezia, tutte con rating da
“tripla A”, insieme con Spa-
gna o Slovacchia — sembra-
no disegnare un profilo nuo-
vo del continente. Il docu-
mento nasce da un’iniziativa
del britannico David Came-
ron, dell’italiano Mario Mon-
ti e dell’olandese Mark Rut-
te, in veste di promotori-me-
diatori, sulla scia di una lette-
ra inviata da Monti al vertice
Ue del 30 gennaio. Almeno
in parte sembra ispirarsi poi
al rapporto Monti sul merca-
to unico, della primavera
2010. «Insomma, il contribu-
to italiano al testo è stato de-
cisivo», spiega una fonte di-
plomatica qualificata.
La tesi di fondo: bisogna
«modernizzare le nostre eco-
nomie, costruire una mag-
giore competitività». Poi, i
vari punti: l’apertura del
mercato interno dei servizi;
la creazione per il 2015 di un
mercato unico digitale, e per
il 2014 di quello dell’ener-
gia; il potenziamento di ri-
cerca e innovazione, l’apertu-
ra a mercati globali come
l’India; l’alleviamento delle
regole Ue sulle piccole e me-
die imprese. E ancora: l’aper-
tura dei mercati del lavoro a
donne e giovani, la riduzio-
ne nel numero delle profes-
sioni regolamentate con un
« n u o v o d u r o t e s t d i
proporzionalità» da intro-
durre nelle norme Ue. E la co-
struzione di un settore dei
servizi finanziari «robusto e
dinamico». Tutto questo, an-
cora una volta, perché «ab-
biamo bisogno di ristabilire
fra i cittadini, le imprese e i
mercati finanziari la fiducia
nella capacità dell’Europa di
crescere con forza e di man-
tenere la sua porzione di pro-
sperità globale».
Luigi Offeddu
loffeddu@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lettera di Roma e Londra a Bruxelles con altri dieci leader. Fuori Berlino e Parigi
I dodici premier
Ieri d’improvviso Parigi
e Berlino si sono ritrovati
in minoranza all’interno
dell’Unione Europea
La competizione europea Pressioni e resistenze sulla liberalizzazione dei servizi
❜❜
L’appello Dodici leader europei
si sono rivolti con una lettera a
tutti gli altri: «Chiediamo a voi
e al Consiglio Europeo —
hanno scritto — di rispondere
all’appello dei nostri popoli per
le riforme e di aiutare a
ristabilire la loro fiducia nella
capacità dell’Europa di
assicurare una crescita
forte e sostenibile».
Il mercato E la crescita ha un
nome: apertura dei mercati, un
piano anti-crisi in 8 punti per il
rafforzamento del mercato
interno unico, dall’eliminazione
delle «restrizioni
anti-competitive» nei servizi,
allo sfoltimento delle
professioni regolamentate
dagli ordini, alla riduzione delle
«garanzie implicite per salvare
sempre le banche».
SEGUE DALLA PRIMA
Non è neanche frequente che Paesi
del Sud e dell’euro come la Spagna o la
stessa Italia si alleino con Paesi del
Nord e euroscettici come la Svezia o
con governi della Nuova Europa — an-
cora più freddi verso l’euro — come la
Repubblica Ceca. Né è scontato che i si-
gnori della «tripla A» in Finlandia o in
Olanda si schierino con governi sul cui
default illustri economisti hanno scom-
messo la reputazione.
Prima ancora dei contenuti — più
apertura e integrazione dei mercati per
far crescere l’Europa — la novità del do-
cumento di ieri a firma di dodici pre-
mier europei è la sua topografia. È una
lista di leader che copre due terzi del-
l’economia dell’Unione o i quattro pun-
ti cardinali politici e finanziari, non so-
lo sulla carta geografica. Ma oltre alle
presenze, saltano subito all’occhio nel
gruppo anche le assenze. Non c’è Ange-
la Merkel, cancelliera tedesca; e non c’è
il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Con il duo franco-tedesco restano fuori
il Belgio diviso del premier socialista
El io Di Rupo, il Lussemburgo di
Jean-Claude Juncker, piccoli Paesi del
Sud in profonda crisi come Grecia o Por-
togallo, Malta o Cipro, o economie
emergenti di seconda fascia come Ro-
mania, Bulgaria e Ungheria.
In sintesi, ieri improvvisamente Pari-
gi e Berlino si sono svegliati in minoran-
za: sulle liberalizzazioni e l’apertura del
mercato lo sono sul piano politico, su
quello del peso economico e ancora di
più sul terreno della leadership cultura-
le. È accaduto ieri con un documento
inizialmente ispirato dal premier Mario
Monti, sul quale poi i tessitori politi-
co-diplomatici del governo italiano han-
no convinto i britannici e gli olandesi a
collaborare. Alla fine la massa critica è
stata prodotta da questi tre Paesi. Non a
caso ieri sono stati i rappresentanti per-
manenti a Bruxelles di Roma, Londra e
L’Aia a consegnare la dichiarazione uffi-
ciale ai suoi destinatari formali, il presi-
dente del Consiglio Europeo Herman
Van Rompuy e quello della Commissio-
ne José Manuel Barroso.
Francesi e tedeschi sapevano tutto e
hanno preferito non aderire; non sono
mai stati tenuti ai margini. Ciascuno de-
gli altri governi ha semplicemente at-
tratto nella cerchia i Paesi dell’Unione
con i quali aveva più abitudine di rap-
porti. Monti ha coinvolto il neo-pre-
mier di Madrid Mariano Rajoy; con
ogni probabilità gli olandesi hanno por-
tato nel club i nordici e così di seguito.
Ma se qualcosa che ha tenuto insieme
tutti e dodici, ciò va al di là anche del-
l’impegno di Monti e dell’opera di cuci-
tura dietro le quinte del ministro per
gli Affari Europei Enzo Moavero Milane-
si. Fin da quando Moavero ha visitato
le sue controparti a Londra e all’Aia, si
è subito capito che un documento d’in-
dirizzo a largo raggio era possibile. Na-
sce così la richiesta al prossimo vertice
europeo di fare un passo deciso verso
un vero mercato europeo che funzioni
per i servizi ai cittadini e le loro oppor-
tunità di lavoro, non solo per le grandi
o piccole imprese industriali. «Molto
dev’essere fatto per aprire il mercato
dei servizi nella dimensione necessa-
ria», scrivono i leader. Hanno in men-
te, in fondo, qualcosa di parallelo alla
vigilanza più stretta sui bilanci. I dodici
propongono per esempio che il control-
lo della Commissione contro le forme
di protezionismo «molecolare» delle
economie —ordini professionali, servi-
zi ai consumatori — diventi molto più
efficace. Niente che entusiasmi per for-
za gli elettori di Angela Merkel: in Ger-
mania 150 mestieri (dai panettieri agli
idraulici) hanno ciascuno le proprie, se-
vere restrizioni all’entrata; solo i farma-
cisti possono possedere una farmacia e
non più di quattro, mentre i medicinali
più banali non possono essere venduti
in altri negozi. Secondo l’Ocse la pro-
duttività nei servizi in Germania dal
1995 è addirittura calata, contribuendo
a deprimere la domanda interna e gli
squilibri commerciali nell’euro.
Ma il documento dei dodici non è fat-
to per isolare Berlino. Un intero paragra-
fo per esempio parla di dare più oppor-
tunità di lavoro in Europa alla nuove ge-
nerazi oni , magari faci l i tando l a
trasferibilità dei contributi per la pensio-
ne. È un’Europa dei cittadini: in suo no-
me, senza alzare una sola onda di trop-
po, Monti ieri ha ribaltato la vecchia
maggioranza di controllo a Bruxelles.
Federico Fubini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Monti e Cameron: ora crescita e mercati aperti
Lo svedese
F. Reinfeldt
Lo spagnolo
Mariano Rajoy
La slovacca
Iveta Radicova
Il ceco Petr
Necas
L’irlandese
Enda Kenny
L’Europa Le liberalizzazioni
Il finlandese
Jyrki Katainen
Il lettone Valdis
Dombrovskis
L’estone
Andrus Ansip
L’italiano
Mario Monti
Il polacco
Donald Tusk
L’olandese
Mark Rutte
L’inglese David
Cameron
La proposta di un piano
anti-crisi in 8 punti per il
rafforzamento
del mercato interno unico
La tesi di fondo: bisogna
«modernizzare le nostre
economie, costruire una
maggiore competitività»
Farmacisti e notai superprotetti
La Germania è nel vagone di coda
I premier
Angela Merkel e
Nicolas Sarkozy
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012 italia: 515249535254
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
MILANO — «Il governo è
sensibile sul piano intellettuale
alle argomentazioni, ma è in-
sensibile alle pressioni. Per noi
è un punto di forza agire in con-
dizioni quasi disperate»: il pre-
mier Mario Monti, accompa-
gnato dal viceministro all’Eco-
nomia Vittorio Grilli, è a Piazza
Affari davanti a oltre 400 invita-
ti — rappresentanti del mondo
della finanza e dell’industria —
riuniti per ascoltare il lavoro fi-
nora svolto dall’esecutivo e
l’agenda futura, benché il presi-
dente del Consiglio ripeta più
volte che «questa esperienza sa-
rà di brevissima durata, al più
tardi a marzo 2013 finirà que-
sto governo».
Il messaggio però è chiaro, il
governo farà le riforme necessa-
rie, come quella del lavoro «en-
tro marzo: il provvedimento lo
presenteremo comunque, spe-
riamo con l’accordo delle parti
sociali». I convenevoli durano
poco: «Le visite alla Borsa di
New York e Londra sono state
un allenamento — ha detto —.
Passaggi interessanti e speria-
mo utili per l’Italia ma soprat-
tutto preparatori prima di esse-
re qui». La Borsa italiana «è una
delle ricchezze del nostro siste-
ma — continua —; il numero
delle società quotate è ancora
inferiore rispetto alle altre real-
tà europee. Una Borsa con un
numero più alto di imprese
quotate può dare un contributo
fondamentale» per la crescita.
Fine dei guanti bianchi. Il pre-
mier non ha esitato a sferzare il
«salotto buono» della finanza e
a prendere le distanze dai cosid-
detti poteri forti: «Dispiace an-
dare contro la nozione elegante
e piacevole di salotto buono —
ha spiegato — ma pensiamo
che in passato abbia qualche
volta tutelato il bene esistente e
consentito la sopravvivenza un
po’ forzata dell’italianità di alcu-
ne aziende, impedendo la di-
struzione creatrice schumpete-
riana e non sempre facendo l’in-
teresse di lungo periodo». Il pre-
mier ha quindi rivendicato la
norma che impedisce il cumulo
di cariche nei consigli di ban-
che e assicurazioni introdotta
nel decreto «salva Italia» di di-
cembre.
La linea del premier non è di-
versa nell’incontro ristretto che
ha preceduto quello dei quattro-
cento. Nella sala del Consiglio
Monti e Grilli si sono confronta-
ti per un’ora con una ventina di
top manager alla guida delle
principali banche e imprese del
nostro Paese, tra cui Enrico Cuc-
chiani (Intesa Sanpaolo), Fede-
rico Ghizzoni (Unicredit), Alber-
to Nagel (Mediobanca), Pier
Francesco Saviotti (Banco Popo-
lare), Victor Massiah (Ubi Ban-
ca), Gabriele Galateri (Genera-
li), Fulvio Conti (Enel), Paolo
Scaroni (Eni), Giuseppe Recchi
(Eni), Flavio Cattaneo (Terna),
Franco Bernabè (Telecom),
Marco Tronchetti Provera (Pi-
relli), Carlo Pesenti (Italcemen-
ti), Rodolfo De Benedetti (Cir),
Andrea Guerra (Luxottica), Pao-
lo Rocca (Tenaris), oltre all’am-
ministratore delegato e al presi-
dente di Borsa Italiana Raffaele
Jerusalmi e Massimo Tononi.
Era stata invitata anche Media-
set, ma i vertici non si sono vi-
sti. In un clima relativamente
informale — raccontano alcuni
dei presenti — Monti ha ribadi-
to che servono le riforme per la
crescita e ha fatto capire che
procederà senza fare sconti a
nessuno e tutti sono chiamati a
fare la loro parte. Dal tavolo so-
no stati sollevati diversi temi,
t r a c u i q u e l l o d e l l a
competitività del Paese frenata
dalla burocrazia che affligge le
imprese e il nodo del mercato
del lavoro.
Anche dalla sala sono arriva-
E la signora Nagel chiese:
quando attaccherete la casta?
Monti sferza la Borsa: in passato errori nel salotto buono
MILANO — Prima nome e cognome e poi la domanda
secca. Roberta Furcolo va dritta al tema: «Nell’agenda di
governo si prevede di attaccare la casta, ridurre il peso
della macchina dello Stato e cercare meno il consenso
delle parti sociali?». L’ex dirigente di Intesa Sanpaolo e
moglie di Alberto Nagel (amministratore delegato di
Mediobanca) lo chiede al premier Mario Monti, in visita
a Piazza Affari. «La questione presuppone schiettezza,
buon senso e ardire — replica Monti —. È bello che ci
siano crociate contro i
privilegi della casta e siamo
consapevoli di essere ben
lontani dall’aver realizzato il
necessario al riguardo. Ho
l’impressione però che nella
gente la domanda di sangue
della politica — chiaramente
è una metafora — sia
illimitata». Poi Monti ha
elencato gli interventi: «Un
tetto di 305 mila euro ai
trattamenti dei vertici della
pubblica amministrazione», decisione che in futuro
potrebbe comportare che «faremo fatica a trovare
professionalità di alto livello per alcune funzioni».
Quindi «riduzione delle auto blu e da domani (oggi, ndr)
sui siti dei ministeri usciranno le dichiarazioni
patrimoniali dei membri del governo. In seguito
proporrò che tutto il personale politico e amministrativo
di alto livello si sottoponga a qualcosa di analogo».
Fr. Bas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il governo Le decisioni
I precedenti
I top manager
Roberta Furcolo
A. Nagel e R. Furcolo
Prima del discorso
ufficiale, un vertice con
una ventina di top
manager delle quotate
«Lavoro, riforma anche senza intesa»
Palazzo Mezzanotte
Mario Monti all’uscita
dalla Borsa (Fotogramma)
10 febbraio
Nel corso
del suo viaggio
negli Stati Uniti,
il premier visita
anche Wall
Street: qui
incontra tycoon
come George
Soros
e Henry Kravis
18 gennaio
Dopo un vertice
con il premier
inglese David
Cameron, Monti
parla alla City:
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selezionati
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
ROMA — Il governo è deci-
so a portare a casa la riforma
del lavoro molto prima della fi-
ne di marzo, indicata anche ieri
dal premier come ultimo termi-
ne possibile per rispettare le
aspettative dei mercati. Duran-
te una nuova riunione tra ese-
cutivo e parti sociali — la quar-
ta — il ministro del Lavoro El-
sa Fornero ha detto qualcosa in
più, facendo capire come im-
magina la nuova indennità di
disoccupazione anche se la ri-
forma degli ammortizzatori so-
ciali slitterà a fine 2013: avrà
due pilastri, uno con la cassa in-
tegrazione (senza quella straor-
dinaria, destinata a sparire)
aperta a tutti, banche, assicura-
zioni e commercio anche sotto
i 50 dipendenti, l’altro pilastro
a tutela assicurativa, con un as-
segno di disoccupazione modu-
lato su anzianità e nucleo fami-
liare.
Intanto sono già fissate le da-
te dei nuovi incontri: questo
giovedì per affrontare il tema
della flessibilità in entrata e del-
le politiche di ricollocamento e
quello successivo, primo mar-
zo, per cominciare a impostare
il capitolo più delicato, cioè la
revisione dell’articolo 18. Sul
fronte della semplificazione
della giungla contrattuale il mi-
nistro è entrata un po’ più nei
dettagli per quanto riguarda la
revisione della flessibilità in en-
trata, confermando di voler in-
trodurre una sorta di «tolleran-
za zero» per le imprese che fan-
no le furbe e di rendere meno
convenienti i contratti di preca-
riato. Il mondo delle imprese,
pur sapendo che quella potreb-
be essere l’arma di scambio per
modificare l’articolo 18, è però
contraria a caricarsi di nuovi
costi. Per questo Confindustria
e Rete Imprese Italia si sono riu-
nite subito nel pomeriggio —
altri incontri sono previsti per
oggi — per allestire un docu-
mento comune da consegnare
a Fornero prima di giovedì.
Poi c’è il tema dell’apprendi-
stato: ormai tutti sono d’accor-
do nel trasformarlo in un con-
tratto di riferimento per facilita-
re l’ingresso dei giovani nel
mondo del lavoro.
Infine, il «Sacro Graal» della
trattativa: il temibile articolo
18, sul quale il Pd si sta pubbli-
camente dividendo in modo
speculare al mondo sindacale
dove la Cgil è contraria mentre
Cisl e Uil sono possibiliste. In-
tanto, il ministro della Pubbli-
ca amministrazio-
ne, Filippo Patroni
Griffi, in tv a «Otto
e mezzo», dice che
sarebbe «utile una
riflessione comu-
ne» anche sul pub-
blico impiego, licen-
ziamenti inclusi.
Ieri a sostegno
dello schieramento
delle colombe — al
quale peraltro è iscritto anche
uno dei candidati alla presiden-
za di Confindustria, Giorgio
Squinzi — è giunto il direttore
generale della Banca d’Italia Fa-
brizio Saccomanni, per il quale
«l’articolo 18 non è il nodo cen-
trale della riforma del lavoro».
Così come prende peso il fron-
te dei giuslavoristi — arrivati a
104 firme — che invierà una
lettera a Fornero per spiegare
che in Italia si può già licenzia-
re anche senza toccare l’artico-
lo 18.
Su questo tema comunque,
dopo l’uscita di Walter Veltroni
che si è schierato per superare
il contestato articolo, è già ini-
ziata una trattativa parallela di-
rettamente tra il segretario del
Pd Pier Luigi Bersani e Forne-
ro, che in questi giorni si sono
sentiti al telefono. Il Pd guarda
con interesse la proposta della
Cisl che apre ai licenziamenti
individuali per motivi econo-
mici, a patto che non siano a to-
tale discrezione dell’impresa
ma rientrino nella disciplina
della legge 223 per gli stati di
crisi. Susanna Camusso (Cgil)
vigila a sinistra per controllare
Maurizio Landini (Fiom) men-
tre Emma Marcegaglia (Confin-
dustria) vigila a destra per te-
ner buona la voglia di rupture
annunciata dall’altro candidato
Alberto Bombassei.
Tra nervosismo e voglia di
protagonismo anche ieri è an-
dato in onda qualche gustoso
siparietto. Come quando Forne-
ro ha ripreso il presidente del-
l’Abi Giuseppe Mussari che vo-
leva sapere come andrà a finire
la flessibilità in uscita prima di
sbilanciarsi sul quella in entra-
ta: «Allora lei è poco disciplina-
to, vuol sapere già il voto fina-
le». E Mussari: «Sì, come ogni
studente!». Così la Camusso se
la prende con il viceministro
Michel Martone, anche lui pre-
sente in via Veneto, al quale ri-
sponde di «non aver la minima
intenzione di abbandonare il
negoziato».
Roberto Bagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
te diverse domande. L’ex presi-
dente della Consob, Lamberto
Cardia, ha chiesto se ci sia in
agenda una riforma organica
delle autorità di vigilanza e con-
trollo. «È un’ottima idea — ha
risposto Monti —. Ma siamo
qui per poco tempo, dobbiamo
commisurare il tempo, le ambi-
zioni e le priorità».
Francesca Basso
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non lasciate i giovani fuori dal tavolo
La sfida è passare dal privilegio al merito»
L’articolo 18 non è il nodo centrale, ci sono altri problemi
di carattere generale da affrontare Fabrizio Saccomanni, Banca d’Italia

❜❜
Ieri si è tenuta la
quarta riunione tra
esecutivo e parti
sociali sulla riforma
del lavoro (nella foto):
i prossimi
appuntamenti sono
fissati per giovedì e
per l’1 marzo. Al
centro ci sarà il tema
della flessibilità. Ieri il
ministro Fornero ha
ribadito la linea del
governo: la riforma
degli ammortizzatori
sociali — ha detto
— «la faremo con i
soldi che abbiamo»
L’agenda e i temi
Licenziamenti e articolo 18
Trattativa dal primo marzo
Patroni Griffi: riflettere anche sulle tutele degli statali
La lettera I ventenni scrivono al premier e al ministro del Lavoro
❜❜
La strategia
Pensiamo che Piazza
Affari qualche volta
abbia impedito la
distruzione creatrice
schumpeteriana
Cari presidente del Consiglio e ministro
del Lavoro,
in queste ore si discute ovunque della
riforma del mercato del lavoro. Il
contributo di noi studenti ventenni
giunge in forma sincera e spontanea, il
nostro non è tifo scriteriato né
corporativismo generazionale: è serio
interesse per il futuro, anche
occupazionale, che ci vedrà giocoforza
protagonisti. Riteniamo doveroso
partecipare al dibattito con le nostre
proposte e osservazioni: si ragiona di
diritti (che ci sono negati, si potrebbe
aggiungere) e vorremmo offrire il nostro
modesto punto di vista. Le idee che
proviamo a riassumere in questa lettera
aperta non trovano spazio nello scontro
ideologico in atto, anche perché non
germogliano all’interno di esperienze
rigidamente consolidate; non ci
riteniamo «arruolati» nello schema
ottocentesco di sigle ed etichette: anzi ci
spiace che le scorciatoie lessicali abbiano
avuto la meglio sui contenuti. Siamo
colposamente sospesi tra il vuoto di
aspettative ed il miraggio di sicurezze,
senza possibilità di metterci in gioco con
le stesse garanzie che i nostri padri e i
nostri nonni si vedono attribuite.
Proprio nelle scorse settimane Lei è
intervenuto a proposito della necessità
di ridare opportunità concrete a chi oggi
rischia di restare senza tutela alcuna. Il
mondo cui ci affacciamo ci pare
follemente bipartito: da un lato i
privilegi acquisiti, dall’altro le occasioni
perse. Dal guado in cui rischiamo di
essere intrappolati, non tolleriamo che
— come troppo spesso accade — le
posizioni su un argomento tanto delicato
cedano alla banalizzazione del partito
preso. Vorremmo essere cittadini maturi
di un Paese in cui ci si rivolge ai giovani
con un occhio di riguardo e siamo
convinti che ora si possa realizzare la
tanto agognata inversione di rotta: è
tempo di premere l’acceleratore sulle
riforme. È inoltre evidente che, solo se si
riuscisse a puntare tutto sulla nostra
generazione, anche la vicenda economica
nazionale ne trarrebbe diretto
vantaggio. «Tutelare un po’ meno chi è
oggi tutelato e tutelare un po’ di più chi
oggi è quasi schiavo nel mercato del
lavoro o proprio non riesce ad entrarci».
Concordiamo senza dubbio con le parole
del presidente; quanto al metodo,
aggiungiamo pure che, in questo
momento di trattative serrate, si rischia
di lasciare fuori dal tavolo della
concertazione un’intera categoria di
portatori di interessi: quella di noi
giovani. La nostra voce è stata
marginalizzata e resa afona, anche per
via di nostre comprovate responsabilità:
abbiamo subito le decisioni e consentito
che la nostra indifferenza lasciasse ampi
spazi di manovra a chi non ha avuto a
cuore le nostre sorti. Nel sistema
economico in cui operiamo, è richiesta la
capacità di essere competitivi e
dinamici: non abbiamo scritto noi le
regole del gioco ma siamo tenuti a
rispettarle per vincere la sfida della
crescita. Anche le imprese italiane
quindi, per offrire nuova occupazione e
competere a livello internazionale,
devono poter «stare sul mercato».
Abbiamo forti speranze ed una notevole
fiducia in questo esecutivo, crediamo
insomma che sia il momento giusto per
osare. Chiediamo che si rinunci
definitivamente al clima di
discriminazione nei confronti dei
giovani. È un errore cui occorre porre
rimedio, in fretta: spostare la bilancia
del futuro dal privilegio al merito è
l’impegno con cui vorremmo si
cimentassero in questo momento le
istituzioni patrie. Sappiamo che il
dibattito è attorcigliato attorno a temi
abusati, rinunciamo dunque a parlarne
per evitare l’autoreferenzialità del già
detto. Non ci scandalizza che si cominci
a ragionare del cosiddetto «motivo
economico o organizzativo per il
licenziamento», nell’ottica di una
intelligente spinta riformatrice. Oggi
imprenditore e lavoratore si muovono
nella stessa direzione e condividono i
medesimi obiettivi, entrambi vogliono il
bene dell’azienda. Si aggiunga che il
«nanismo» del settore imprenditoriale è
anche cagionato da norme oggi superate,
che hanno finito per imporre un regime
di incertezze in cui risulta vincente il
precariato come modello d’impiego,
specie per i giovani. Non ci stiamo:
proprio perché crediamo di valere molto,
ci diciamo pronti alla sfida. Si valutino
merito, creatività e talento: si premino i
più bravi attraverso un nobile sistema di
incentivi economici e sociali. Quella che
auspichiamo è anche una riforma
culturale, i nostri padri oggi vivono nella
bambagia delle tutele grazie ad un
«dispetto generazionale»: siamo
costretti noi tutti a soccombere rispetto
alle mille garanzie che le generazioni che
ci hanno preceduti si sono
arbitrariamente assegnate. È tempo di
ristabilire le priorità e allocare con
equità i necessari sacrifici: l’egoismo dei
protetti, l’ingordigia dei privilegiati sono
malattie che rischiano di ammorbare il
nostro avvenire. Scommettiamo senza
indugio nella flessibilità e distribuiamo
lealmente le tutele: sono queste le nostre
richieste, in sintesi. Le sigle politiche che
hanno guidato il Paese negli ultimi
decenni, anche per via di un ossequio
screanzato verso la propria base
elettorale, hanno totalmente escluso il
tema del lavoro dall’agenda di governo.
Hanno così prevalso le forze della
conservazione costringendo il Paese a
rinunciare alla sua anima «solida» e
«solidale». Fate presto, vi scongiuriamo.
Sappiamo che la squadra di governo è al
lavoro per ridisegnare i contorni
normativi della materia, ci piacerebbe
tenesse conto dei nostri spunti. Signor
presidente, non neghi neppure ai giovani
la chance di ripartenza e «rimuova gli
ostacoli di ordine economico e sociale»
che hanno finito per realizzare l’attuale
regime di apartheid occupazionale fra
protetti e non protetti. Buon lavoro da
tutti noi.
Antonio Aloisi, Milano
Annalaura Sbrizzi, Napoli
Matteo Scattola, Durham (Uk)
Piero Majolo, Vicenza
Matteo Leffi, Trieste
Francesca Luvisotti, Roma
Ilaria Lezzi, Lecce
Timoteo Carpita, Roma
Luca Signorello, Trapani
Flavio Morrone, Salerno
Giulio Giannelli, Gorizia
Riccardo Vurchio, Modena
Amedeo Enna, Udine
Filippo Caiuli, Potenza
Francesco Perin, Venezia
Nicolò Politi, Catania
Luigi De Maria, Perugia
Ester Madonia, Catania
Maria Dora Maresca, Avellino
©RIPRODUZIONE RISERVATA
❜❜
Il titolare del Welfare
punta a due meccanismi
per gli ammortizzatori
senza cassa straordinaria
Il nodo Fornero insiste sull’indennità di disoccupazione. Negoziato parallelo con il Pd
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10 Primo Piano
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Approfondimenti
ROMA — Spendono denaro
pubblico, sotto forma di tratta-
menti di cassa integrazione,
promettono di ristrutturarsi, ri-
convertirsi, ripartire. Poi, sem-
pre più spesso, non ce la fan-
no, e chiudono, lasciando i la-
voratori privi di un futuro. È la
storia di tante aziende che fan-
no lo slalom tra i paletti degli
ammortizzatori sociali, inanel-
landoli uno dietro l’altro, senza
risultato. Un sistema che il go-
verno sta cercando di smonta-
re attraverso una riforma com-
plessiva che non è facile da por-
tare avanti in un periodo come
questo, di crisi profonda.
Facciamo qualche esempio.
La Afl di Dongo (ex Falck), in
provincia di Como, è fallita nel
marzo 2009 ma conta ancora
oggi 125 dipendenti che dal pri-
mo gennaio 2012, non essendo
più possibile utilizzare altri pe-
riodi di cassa, passano in mobi-
lità. È l’ultimo atto di una sto-
ria lunga che ha visto i lavorato-
ri in cassa integrazione per sei
anni, di proroga in proroga:
«Per la ferriera sono stati spesi
250 milioni di euro — racconta
al quotidiano La Provincia l’ex
sindacalista, Claudio Poncia
—: senza che l’attività produtti-
va abbia tratto il minimo giova-
mento». Fatica a trovare la svol-
ta anche la storica azienda auto-
mobilistica Isotta Fraschini,
con sede a Bari: in settembre è
stato sottoscritto un ulteriore
accordo per un anno di cassa
integrazione straordinaria per
tutti i 229 dipendenti. Ma la si-
tuazione resta critica.
E poi c’è il caso Alitalia, ai
cui lavoratori un decreto del
2008 concesse 4 anni di cassa
integrazione e tre di mobilità.
Lavoratori che, ora che la rifor-
ma delle pensioni ha allungato
l’età pensionabile, chiedono
un ulteriore scivolo fino alla
pensione. A fronte di casi come
quello dell’Eutelia, chiuso di re-
cente con un accordo di ricollo-
cazione, ce ne sono altrettanti,
come quelli dell’Alcoa, ancora
senza soluzione: 501 lavoratori
messi in mobilità, in vista di
una chiusura a giugno se, en-
tro maggio, non arriverà un’of-
ferta. Ma intanto i sindacati
chiedono ancora ammortizzato-
ri sociali.
La crisi rende questi casi bol-
lenti. Ma il governo al tavolo
della trattativa sul mercato del
lavoro ha spiegato di voler so-
stituire la Cigs con un sistema
che ruoti intorno al sussidio di
disoccupazione. «Non ha sen-
so — commenta Vincenzo Scu-
diere, segretario confederale
Cgil —. Non avremmo avuto la
soluzioni di casi come Vinyls o
Termini Imerese senza ammor-
tizzatori sociali lunghi». La Ci-
gs, che riguarda aziende con
più di 15 dipendenti, nasce per
fare fronte a ristrutturazioni e
crisi superabili, ma nel tempo
si è allargata alle procedure
concorsuali fino alla cessazio-
ne di attività. Anche per questa
sua natura ibrida, la Cigs ha
una durata varia: dai dodici me-
si ai tre anni.
Ma per il governo non è que-
sta la strada da seguire: la cassa
integrazione ordinaria dovreb-
be coprire tutti i casi in cui c’è
un’effettiva possibilità del-
l’azienda di riprendersi. Per tut-
ti gli altri, quelli irreversibili, ci
sarà il sussidio di disoccupazio-
ne. «Non si può pensare di trat-
tare ristrutturazioni come quel-
la della Fiat nei 12 mesi di Cig
ordinaria — commenta per la
Cisl Giorgio Santini —. Un rior-
dino serve, ma prima facciamo
finire questa crisi».
Antonella Baccaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La revisione degli ammortizzatori sociali
»
La Cig straordinaria serve a gestire le crisi ma non garantisce il rientro in fabbrica
E si teme
l’incertezza
per i tavoli
aziendali
218
di ENRICO MARRO
Milioni di ore: le casse
integrazione straordinarie
concesse dall’inizio
della crisi (richieste
per 411 milioni di ore)
L’esecutivo
Il governovuolesostituire
laCigs conunsistemache
ruoti intornoal sussidio
di disoccupazione
Eutelia
Lavoratori a
Roma, il 17
settembre
2009, in
occasione
dell’incontro
con il governo.
Il caso
dell’Eutelia è
stato chiuso di
recente con
un accordo di
ricollocazione
Alcoa
Protesta degli
operai del
gruppo
dell’alluminio.
Sono oggi 501
i lavoratori in
mobilità, in
vista di una
chiusura a
giugno se,
entro maggio,
non arriverà
un’offerta

Alitalia
Corteo dei
precari lo
scorso aprile
a Roma. Ai
lavoratori un
decreto del
2008 ha
concesso 4
anni di
cassa
integrazione
e tre di
mobilità
ROMA — La riforma degli
ammortizzatori sociali partirà
nel 2014, ma intanto? Intanto
che influenza avrà il ciclone
Fornero sulle tantissime
domande pendenti di cassa
integrazione straordinaria
(Cigs)? Un nuovo orientamento
restrittivo prevarrà? Se lo
chiedono allarmati i sindacati,
ma qualche timore circola
anche tra gli imprenditori, già
preoccupati per la riforma
delle pensioni che obbliga le
aziende a tenere le persone al
lavoro fino a 66 anni.
Preoccupazioni e timori che
nascono dal fatto che la
concessione della Cigs non è
automatica, ma necessita di
un decreto di autorizzazione
del ministero del Lavoro per
ogni singola azienda che la
chiede dopo aver fatto
l’accordo col sindacato. Ora,
dice per esempio Luigi Sbarra,
segretario confederale della
Cisl che segue l’industria, «ci
sono già diversi casi di decreti
in attesa di firma da mesi,
senza che si capisca il motivo
di questo ritardo e con
migliaia di lavoratori senza
sussidio esasperati».
I casi più importanti, prosegue
il sindacalista, riguardano la
proroga di un anno della Cigs
alla De Tomaso, l’azienda
automobilistica di Grugliasco
alle porte di Torino, dove per
circa 900 dipendenti, i primi
due anni di Cigs sono scaduti
il 31 dicembre scorso e la ex
Ferrania (pellicole) di Savona,
dove sono in attesa del decreto
da novembre. Altre due
vicende, continua Sbarra,
riguardano la proroga di un
anno della cassa «in deroga»
in due fabbriche chimiche di
Acerra, che già vengono da due
anni di sussidi in deroga.
Ma questi sono i tipici casi che
il ministro del Lavoro, Elsa
Fornero, vorrebbe non si
verificassero più grazie alla
riforma che sta mettendo a
punto. Secondo il ministro,
infatti, la cassa dovrebbe
essere utilizzata solo quando
si è sicuri che il lavoratore,
passata la crisi aziendale o la
fase di ristrutturazione o
riconversione, tornerà a
produrre. La cassa andrebbe
invece eliminata tutte le volte
che tiene in vita
artificiosamente posti di
lavoro senza più futuro. In
questi casi, secondo Fornero,
meglio prendere atto che la
persona ha perso il lavoro,
dargli una adeguata indennità
di disoccupazione e
soprattutto fornirgli servizi di
ricollocamento, aiutarlo cioè a
trovare una nuova
occupazione. I sindacati, che
non credono questo disegno
possa funzionare, soprattutto
al Sud, e che non vogliono
perdere il loro potere
contrattuale sulla cassa,
temono ora che sarà più
difficile ottenere la Cigs.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
#
DAL NOSTRO INVIATO
CAGLIARI — Trovarsi sulla
linea di tiro come un bersa-
glio indiretto, su cui si carica
la rabbia che sarebbe riservata
al bersaglio principale, se ci
fosse. Cioè a Mario Monti e i
suoi ministri.
È questo che capita a Gior-
gio Napolitano dopo l’appro-
do in terra sarda: si scopre pe-
dinato da gruppetti di manife-
stanti che mettono in scena il
dramma prodotto dalla crisi,
qui.
«Vergogna, buffoni, non ab-
biate paura di parlare con
noi», sono i cori più aspri, rin-
focolati quando appare il go-
vernatore della Regione e se-
guiti da slogan contro «il go-
verno dei banchieri». Attacchi
che, associando il capo dello
Stato al premier e collegando-
lo (per interposta persona) al
mondo della finanza, suggeri-
scono una sua pretesa insensi-
bilità alle questioni sociali.
Una tesi che lo infastidisce.
Molto. Tanto da spingerlo a re-
plicare, tra l’ironico e il picca-
to: «No, non rappresento né
le banche né il capitale finan-
ziario, come qualcuno umori-
sticamente crede o grida».
Insomma, altro che presi-
dente delle banche. Il suo ruo-
lo — che rivendica — è quello
di chi «sente la responsabili-
tà» di sostenere il rilancio del-
l’Italia, di «stare accanto» a
chi si prende a cuore i proble-
mi di crescita e occupazione.
Una responsabilità — è il sot-
tinteso, a tutela propria, e pu-
re dell’inquilino di Palazzo
Chigi — che condivide con
l’esecutivo. E che parte da una
prassi «d’ascolto» di quanti si
rivolgono a lui. Aggiunge: «So
benissimo quale carica di ma-
lessere, malumore e malcon-
tento ci sia qui in questo mo-
mento, ma occorre rimanere
padroni di noi stessi e delle si-
tuazioni, per quanto difficili e
urticanti siano»... Occorre,
conclude per chiudere la pole-
mica a distanza, «farvi fronte
con razionalità e freddezza...
Non servono slogan ideologi-
ci, serve piuttosto una grande
capacità di slancio innovativo
e di riproposizione per uno
sviluppo sostenibile del Mez-
zogiorno».
Certo, nella Cagliari dove
un centinaio di contestatori
(perché non sono di più, i rap-
presentanti di pastori, sindaci
del Sulcis, popolo delle partite
Iva, studenti, indipendentisti,
antimilitaristi, anti-Equitalia)
si fa rumorosamente sentire,
era fatale che Napolitano mi-
surasse in prima persona gli
effetti collaterali della «verten-
za Sardegna». Un clima così te-
so da obbligare un funziona-
rio a rimettere di corsa al suo
posto, sui pennoni della Regio-
ne, l’insegna dei Quattro Mo-
ri, che era stata tolta per collo-
care lo stendardo presidenzia-
le accanto al tricolore e alla
bandiera Ue. E da far scegliere
ai responsabili della sicurezza
degli ingressi laterali, per evi-
tare all’ospite l’impatto con
qualche altro fischio, per
quanto isolato rispetto ai mol-
ti applausi.
È un disagio che ha i toni
della disperazione, quello che
il presidente coglie nell’isola,
mentre a Roma il governo av-
via il confronto sulla riforma
del mercato del lavoro. Lo am-
mette lui stesso, dopo un in-
contro a porte chiuse con le
forze produttive e sociali: «Il
quadro complessivo della cri-
si è drammatico anche più di
quanto potessi pensare». Uno
scenario che ripropone in ter-
mini acuti l’emergenza occu-
pazione e la difesa della parte
debole del Paese. Ed è su que-
sto snodo che il capo dello Sta-
to chiede a tutti uno scatto di
concreto, severo realismo.
Dice: «Dobbiamo inventare
un nuovo sistema di si-
curezza sociale. La coe-
sione sociale è impor-
tante per la crescita del-
l’Italia, ma non signifi-
ca immobilismo. Signi-
fica mettere in piedi
un sistema di welfare
diverso da quello che è
stato creato in passato
e che ha lasciato sco-
perte zone a rischio di
povertà». Semplice-
mente, aggiunge, quel-
lo schema oggi si rive-
la «non più sostenibile
e bisogna quindi preoc-
cuparci di chi non ha
di che vivere...». Biso-
gna, in definitiva, «in-
novare per poter pre-
servare».
Ecco lo sforzo al qua-
le chiama governo e
parti sociali in questa fase.
Uno sforzo al quale i partiti do-
vrebbero sommare l’impegno
a «mettere in cantiere» alcune
riforme, nei 12 mesi che ci se-
parano dalla fine della legisla-
tura. Dovrebbero fare dunque
«qualcosa che non è stato pos-
sibile prima, perché abbiamo
attraversato anni nei quali la
democrazia dell’alternanza è
stata vissuta in termini di
conflittualità distruttiva e di
incomunicabilità». Con l’effet-
to, ricorda, che ne è uscita «pa-
ralizzata» qualsiasi chance di
dialogo.
Marzio Breda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CAGLIARI — «Vero: la Sardegna è
una polveriera e può esplodere da
un momento all’altro...». Pietro Ma-
rongiu rifugge dalla retorica dei 500
giorni da prigioniero dell’Isola dei
Cassintegrati, ovvero l’Asinara occu-
pata da un pugno di operai della
Vinyls di Porto Torres decisi a resiste-
re fino a che la loro fabbrica non fos-
se stata riaperta, e risoluti a contrap-
porre un’Italia senza lavoro e dispera-
ta al modello di un’altra Italia, felice
e spensierata, e di quell’altra Isola,
dei Famosi. «Abbiamo perso. Stiamo
lavorando ancora in fabbrica, ma per
consegnare gli impianti alla demoli-
zione». Quelli della Vinyls sono anda-
ti via dall’Asinara il 5 giugno di un
anno fa. Il 7 erano al Quirinale. Napo-
litano lo avevano sentito tempo pri-
ma; una telefonata inattesa, quando
erano già stremati: «State facendo
una cosa straordinaria. Non molla-
te».
La battaglia dell’Isola dei Cassinte-
grati non è stata inutile: a Porto Tor-
res si apre uno spiraglio, la chimica
verde, qualche centinaio di milioni
di euro seminati laddove ciminiere
senza fumo e giganteschi alambicchi
divorati dalla ruggine testimoniano
il disastro di una decina di migliaia
di miliardi di lire sperperati nella pe-
trolchimica che fu di Rovelli.
Porto Torres, Ottana, il Sulcis era-
no le scommesse dell’industrializza-
zione della Sardegna, un sogno degli
Anni 60 che si è infranto rapidamen-
te. Di quei progetti è rimasta in piedi
soltanto la gigantesca raffineria di
Sarroch. Altrove, numeri terrificanti:
1 milione 700 mila abitanti, quasi
400 mila senza lavoro, 25 mila posti
perduti in 6 mesi, disoccupazione
giovanile oltre il 30%, più di 300 mila
in povertà. Nel Sulcis una volta c’era
il polo dell’alluminio, 6 mila operai. I
russi dell’Eurallumina si fronteggia-
vano con gli americani dell’Alcoa. E
invece hanno fatto a gara a chi sman-
tellava per primo. Nella provincia
Iglesias-Carbonia un terzo dei 130
mila abitanti sono disoccupati, un al-
tro terzo pensionati. Dall’Alcoa sono
stati quasi telegrafici. Vanno via «per
mancanza di servizi e infrastrutture,
alto costo dell’energia, assenza di go-
verno, regionale e nazionale, affidabi-
le».
E soprattutto nel Sulcis c’è la di-
sperazione del «popolo delle partite
Iva». Delle 80 mila piccole aziende
(commercianti, artigiani, contadini e
pastori) sull’orlo del fallimento per
le cartelle di Equitalia, almeno 7 mila
sono nel Sudovest della Sardegna. Si
sfoga Andrea Impera, un leader del
movimento: «Perché impedirci di in-
contrare Napolitano?». E racconta
l’ultimo scempio: l’azienda agricola
Terrasegada, 120 ettari, valore più di
un milione e mezzo di euro, andata
all’asta per debiti a Equitalia, acqui-
stata per soli 120 mila euro e i vecchi
proprietari mandati via da agenti in
assetto antisommossa e elicottero.
Disperazione anche nelle campa-
gne. Ci sono più di 5 mila aziende
agropastorali con un miliardo di de-
biti, il Movimento dei pastori annun-
cia un’altra estate di fuoco. Ancora
numeri: 750 mila cartelle esattoriali
inviate, una ogni 2 abitanti, con un
+25% nel 2011 (in Italia +12 per cen-
to); più di 30 mila ettari di servitù mi-
litari (Perdasdefogu, Capo Teulada,
Capo Frasca) e nella Penisola sono
meno di 20 mila. Ma anche quando i
militari sono andati via, c’è chi li ha
rimpianti: alla Maddalena, la base
per sommergibili Usa ha lasciato un
«buco» di 2.500 posti di lavoro. E i
300 e più milioni spesi per il G8, poi
dirottato all’Aquila, sono serviti a co-
struire alberghi destinati a rimanere
chiusi. Poi i soldi che lo Stato deve e
la Regione rivendica: quasi 10 miliar-
di, secondo una stima sommaria fra
quote Irpef e Iva spettanti da decenni
e trattenuti. «Indebitamente» dicono
i leader indipendentisti Gavino Sale
e Bustianu Cumpostu. E sul governa-
tore Ugo Cappellacci piove un fuoco
(anche amico) di accuse: troppa con-
discendenza ai tempi di Berlusconi,
esitazioni nel fronteggiare l’emergen-
za, assenza di un progetto di rilan-
cio.
Anche se si trovassero risorse per
non far esplodere la «polveriera Sar-
degna», non si può correre il rischio
— osserva Pietro Pala, senatore de-
mocristiano — di sperperarle, «co-
me accadde ai 1.000 miliardi (di lire)
destinati alla riforma pastorale sarda
negli anni 80 e dei quali non si sa nul-
la: non esiste rendiconto».
Alberto Pinna
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Sardegna non chiede assistenzialismo né assume atteggiamenti vittimistici,
ma chiede piena effettività per i diritti del suo popolo Ugo Cappellacci, governatore sardo
Un colloquio privato durato 45
minuti. Il presidente Giorgio
Napolitano ha incontrato ieri i
genitori di Rossella Urru, la
cooperante di Samugheo
(Oristano) rapita con due colleghi
spagnoli tra il 22 e il 23 ottobre in
Algeria. «Le condizioni di Rossella
Urru sono buone», ha detto il
presidente al termine
dell’incontro, al quale ha
partecipato anche il governatore
sardo Ugo Cappellacci. Napolitano
ha rassicurato Graziano e Marisa
Urru, e il fratello di Rossella,
Mauro. I coniugi, come sempre
hanno fatto dall’inizio del
sequestro, non hanno rilasciato
nessuna dichiarazione. Via
Twitter, il ministro degli Esteri
Giulio Terzi ha precisato che «il
riserbo è d’obbligo per la
soluzione positiva».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’incontro con i genitori di Rossella
122
Giorni
È il tempo
di prigionia
di Rossella Urru.
È stata rapita in
Algeria tra il 22 e il
23 ottobre scorso
80.000
Piccole aziende
Sull’orlo del
fallimento per le
cartelle ricevute
da Equitalia. Molte
sono nel sud-ovest
della Sardegna
I nodi cruciali
«Io non rappresento le banche»
Napolitano replica ai contestatori
A Cagliari un centinaio di manifestanti. «Serve un welfare diverso»
Le tensioni sull’isola
❜❜
La crisi
La situazione
La cooperante sequestrata in Algeria
In pensiero
Il Quirinale La visita
Dai pastori all’industria chimica, la polveriera Sardegna
Il capo dello Stato:
«Il quadro della crisi è
drammatico anche più di
quanto potessi pensare»
Su 1,7 milioni di abitanti,
i senza lavoro sono 400 mila,
la disoccupazione giovanile
è oltre il 30 per cento
Industrie
Tanti
disoccupati
per la
chiusura della
Vinyls di Porto
Torres
e dell’industria
chimica
di Ottana
Militari
In Sardegna
ci sono
più di 30
mila ettari
di servitù
militare:
nel resto
d’Italia meno
di 20 mila
I pastori
Disperazione
tra pastori
e contadini.
I primi
chiedono
aiuti, i secondi
lamentano la
scomparsa
delle colture
Sulcis
Nella
provincia
Iglesias-Car-
bonia un terzo
dei 130 mila
abitanti sono
disoccupati,
un altro terzo
pensionati
Il presidente della Repubblica ieri al Teatro lirico di Cagliari al
convegno sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Non solo applausi,
Giorgio Napolitano è stato anche contestato
Rapita Rossella Urru
italia: 515249535254
Codice cliente:
12
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
13 Primo Piano
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
Un contratto illegittimo. Non andrebbero mai cancellate le norme che
tutelano i lavoratori contro le discriminazioni Susanna Camusso, segretario Cgil
ROMA — Insomma per lavorare
in Rai conviene non restare incinta.
«E conviene anche non ammalar-
si, non avere infortuni o restare a
casa per cause di forza maggiore. Al-
trimenti addio collaborazione».
Valeria Calicchio, 30 anni, giorna-
lista free lance, appartiene al coordi-
namento «Errori di Stampa» che ha
denunciato l’esistenza della clauso-
la dello scandalo.
L’azienda risponde di non aver-
la mai applicata.
«E se ne assume la responsabili-
tà. Comunque lo scopo del nostro
dossier non era mettere la tv pubbli-
ca con le spalle al muro. Ma una bat-
taglia culturale contro la deregola-
mentazione selvaggia su certi tipi
di contratto».
La Rai ricorda che non ci sono
obblighi specifici di legge per cer-
ti contratti.
«L’uguaglianza della donna con-
tro ogni discriminazione sta scritta
nella Costituzione».
La clausola in questione è sem-
pre presente?
«Non possiamo dirlo con esattez-
za. Ma sappiamo di collaboratrici
esterne che la firmano da anni».
Come mai, se esiste da tempo,
viene fuori soltanto adesso?
«Perché il lavoratore precario ha
paura che, parlando, non verrà più
richiamato. Perciò si preferisce tace-
re. Sappiamo per certo che è utiliz-
zata almeno dal 2006».
Questa tipologia di contratti ati-
pici vale solo per il lavoro giornali-
stico e solo per Viale Mazzini?
«No, credo di no. Ma è particolar-
mente significativo che sia applica-
ta dal più grande editore italiano».
Vi risulta che qualche lavoratri-
ce sia mai stata mandata via per-
ché aspettava un figlio?
«No. Però non vuol dire. C’è chi,
guarda caso, dopo che è diventata
madre non è stata più richiamata».
E come mai il sindacato dei gior-
nalisti Rai non ne ha mai parlato?
«Ce lo chiediamo anche noi».
Quanti lavoratori precari rap-
presenta il vostro coordinamen-
to?.
«Abbiamo avuto circa 100 adesio-
ni al nostro manifesto e sulla pagi-
na di Facebook contiamo 1.400 per-
sone».
Nel vostro dossier si parlava di
molte altre violazioni.
«Sì, poi il caso della precaria co-
stretta a firmare la clausola antigra-
vidanza ha fatto più scalpore. Ma il
problema è generale. Ed è che nel
mondo del lavoro, non solo quello
giornalistico, si passa da un iperga-
rantismo alla sospensione dei dirit-
ti inviolabili della persona. E que-
sto non è giusto e non può essere
più tollerato».
G.Ca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le polemiche
Denuncia di un blog. L’azienda: verifiche, mai usata quella clausola
Il deputato
L’onorevole Paola Binetti
dell’Udc ha attaccato
la clausola definendola
«gravissima» soprattutto
per i giovani e le donne in
cerca di lavoro (Ansa)
Il sindacalista
Raffaele Bonanni, segretario
della Cisl, ha parlato
di maternità come «diritto
intangibile» e attaccato
i compensi milionari
(Carino)
Il cantante
Il mondo cattolico ha
protestato dopo gli attacchi
di Adriano Celentano al
Festival di Sanremo ad
«Avvenire» e a «Famiglia
cristiana» (Ansa/Onorati)
❜❜
ROMA — Il caso Celentano, al confronto
dell’articolo 10 del contratto sottoscritto dai
consulenti precari Rai, da ieri è diventato un
gioco da ragazzi, quasi un passatempo. Sulla
scrivania del direttore generale Rai, Lorenza
Lei, si sta materializzando un incubo: una
possibile «class action», cioè una causa collet-
tiva di lavoro, sottoscritta da centinaia e centi-
naia di precari, soprattutto dopo le durissime
parole di Susanna Camusso («assolutamente
illegittimo»).
L’incubo, agli occhi di Lorenza Lei, ha co-
munque un vantaggio: quello di essere un
ipotesi concreta e quindi tangibile. Il guaio
forse peggiore (a poche settimane dalla sca-
denza di questo consiglio di amministrazio-
ne e quindi di una possibile conferma nell’in-
carico) sono i segnali politici, immateriali e
faticosamente decodificabili. Ieri, per esem-
pio, il messaggio più pesante per la direzione
generale portava la firma di Paola Binetti,
Udc, vicina all’Opus Dei quanto (secondo le
ricorrenti voci di Viale Mazzini) lo sarebbe la
stessa Lorenza Lei, che sovente ha smentito.
Quella clausola, dice Binetti, è «gravissima»
soprattutto per i giovani e le donne in cerca
di lavoro. Una mazzata, per il direttore gene-
rale Rai che giovedì 19 gennaio, nell’aula del-
la Conciliazione del Palazzo del Vicariato ha
partecipato come relatore al convegno teolo-
gico «L’uomo nuovo: mito o realtà?» sulle
omelie pasquali di Benedetto XVI. Un’altra
mazzata, inarea cattolica, è arrivata dal segre-
tario della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha ricor-
dato come la maternità sia un diritto intangi-
bile: il fendente è giunto quando ha invitato
la Rai a porre «un tetto ai compensi milionari
di alcuni conduttori televisivi che usano la tv
di Stato a proprio piacimento». No, al mondo
cattolico l’attacco di Celentano ad «Avveni-
re» e a «Famiglia cristiana» non è proprio an-
dato giù e il conto arriva sul tavolo di Loren-
za Lei quasi in tempo reale.
Giorni complicatissimi, insomma, per l’at-
tuale direttore generale. Anche perché, negli
avvelenati corridoi di Viale Mazzini, sono in
tanti a ricordare come proprio Lorenza Lei ab-
bia retto a lungo la stessa direzione Risorse
televisive, addirittura dal 2007: possibile che
non si sia mai interrogata su quella norma?
Ma ieri il direttore generale si è impegnato
a esaminare al più presto la questione: e non
è escluso che la clausola possa essere rivista e
cassata nella parte della maternità in tempi
molto ravvicinati, anche se la trafila burocra-
tica interna della tv pubblica suscita, in quan-
to a lunghezza e a possibili complicazioni,
l’invidia di molti ministeri e uffici pubblici ar-
roccati su regolamenti da primissima Repub-
blica.
Giovedì ci sarà il consiglio di amministra-
zione e si riparlerà sicuramente del caso Ce-
lentano e della sorte della direzione di Raiu-
no affidata a Mauro Mazza. Ma almeno il caso
del Molleggiato, agli occhi di Lorenza Lei, ha
questo, di bello: si concluderà nel giro di po-
chi giorni. Il nodo dei precari, invece, da co-
me si sta sviluppando, ha tutte le caratteristi-
che di uno di quei «tormentoni Rai» che pos-
sono assumere le fattezze di uno Tsunami.
Paolo Conti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La segnalazione
Il retroscena
L’intervista
ROMA—Il caso immagina-
to è «malattia, infortunio, gra-
vidanza, causa di forza mag-
giore o altre cause di impedi-
mento insorte durante l’ese-
cuzione del contratto... Co-
munque, ove i fatti richiama-
ti impedissero a nostro pare-
re, il regolare e continuativo
adempimento delle obbliga-
zioni convenute nella presen-
te, quest’ultima potrà essere
da noi risoluta di diritto, sen-
za alcun compenso o inden-
nizzo a suo favore».
Tradotto: se tu, consulente
esterna Rai precaria con parti-
ta Iva, rimani incinta puoi
perdere subito il posto di la-
voro «senza compenso e sen-
za indennizzo». La denuncia
risale a giovedì 16 febbraio
durante l’autocensimento sui
giornalisti precari presentato
dal coordinamento «Errori di
Stampa». Ma ieri il caso è
esploso quando lo stesso co-
ordinamento ha inviato una
lettera aperta a Lorenza Lei,
direttore generale dell’azien-
da, chiedendole di «porre fi-
ne al proliferare di contratti
"ultraleggeri", sostituirli con
scritture più serie, realistica-
mente rispondenti alle man-
sioni del lavoratore. E stralcia-
re dal testo la penosa "clauso-
la gravidanza", contenuta al
punto 10 del contratto di con-
sulenza».
Le reazioni sono state im-
mediate. È arrivata anche
quella del segretario generale
della Cgil, Susanna Camusso:
«Un contratto assolutamente
illegittimo perché considera
causa di risoluzione del rap-
porto di lavoro la malattia,
l’infortunio e la gravidanza».
Da una sponda politica molto
lontana, ma estremamente si-
gnificativa per la direzione ge-
nerale Rai, parla Paola Binet-
ti, Udc: «Oggi abbiamo la Rai
governata da una donna di
grande competenza e sensibi-
lità e un ministro del Lavoro
anche lei donna sensibile e
competente. Se fosse vera
l’ipotesi che esiste una clauso-
la anti-maternità nei contrat-
ti sottoposti ai giornalisti col-
laboratori esterni con partita
Iva sarebbe grave, soprattut-
to per l’occupazione dei gio-
vani e delle giovani donne».
Insorgono l’intero Pd, Fli, Ita-
lia dei valori.
Solo nella serata di ieri è ar-
rivata una nota dell’azienda
(ma non della direzione gene-
rale) che non nega l’esistenza
del famoso articolo 10 ma as-
sicura di non aver mai appli-
cato la norma: «La Rai confer-
ma di essersi sempre scrupo-
losamente attenuta al rispet-
to delle norme a tutela della
maternità. Non esiste quindi
alcuna clausola che possa
consentire la risoluzione anti-
cipata dei rapporti lavorativi
del personale con contratto,
anche a termine, di natura su-
bordinata. Quanto ai contrat-
ti di lavoro autonomo — ai
quali come noto non si appli-
ca lo Statuto dei lavoratori né
le relative tutele — la Rai pre-
cisa di non essersi mai sogna-
ta di interrompere unilateral-
mente contratti di collabora-
zione a causa di maternità, a
meno che questo non sia sta-
to richiesto dalle collaboratri-
ci interessate per ragioni atti-
nenti allo stato di salute o alla
loro sfera personale». E a que-
sta si aggiunge l’assicurazio-
ne personale di Lorenza Lei
che la norma verrà rivista:
«Ho dato agli uffici competen-
ti l’incarico di valutare inter-
venti sulla clausola, anche se
tengo a sottolineare che in
Rai non c’è mai stata alcuna
discriminazione o rivendica-
zione in merito, né certamen-
te sono mai emersi, fin qui,
dubbi di legittimità»
Secondo i calcoli di Preca-
Rai, 1.600 contratti di cui la
metà vengono sottoscritti da
giornalisti iscritti all’albo. Co-
munque, alla direzione Risor-
se televisive (ora retta da Vale-
rio Fiorespino ma in un recen-
te passato guidata dalla stes-
sa Lorenza Lei) sottolineano
che certi contratti di consu-
lenza, con simili clausole, so-
no in vigore in molte grandi
società italiane e internazio-
nali con sede in Italia e che in
molti casi l’azienda avrebbe
aiutato le consulenti rimaste
incinte a lavorare da casa sen-
za mai, in alcun caso, inter-
rompere il lavoro. La clausola
servirebbe (sempre secondo
la direzione Risorse televisi-
ve) a cautelarsi in casi estre-
mi.
Raffaele Bonanni, segreta-
rio della Cisl, attacca la Rai ed
evoca il fantasma del compen-
so di Adriano Celentano: «La
maternità è un diritto tutela-
to dalla Costituzione italiana
e non si tocca. L’unica clauso-
la che dovrebbe essere inseri-
ta nel contratto dei dipenden-
ti Rai è un tetto ai compensi
milionari di alcuni condutto-
ri televisivi che usano la tv di
stato a proprio piacimento».
P. Co.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lavoro I contratti
Ipotesi «class action»
Donna e cattolica, fuoco amico sulla Lei
I precari:
«Sospesi i diritti
inviolabili»
«Licenziabili se sono incinte»
Il caso delle consulenti Rai
Per il direttore generala della Rai si
ipotizza una nuova tegola: una
«class action». Una causa collettiva
sottoscritta da centinaia di precari
La segnalazione è arrivata
dal coordinamento dei
precari «Errori di Stampa»
La clausola
Ecco la «clausola
di gravidanza»
contenuta in
alcuni contratti di
consulenza della Rai
pubblicata dal sito
www.dirittodicriti-
ca.com
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14 Primo Piano
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Il confronto In Gran Bretagna tutti i dati dei ministri sono pubblici. In Francia la legge «salva» gli immobili
Approfondimenti
In Francia è nata
la «dichiarazione»
In Francia dalla primavera
2011 c’è la «dichiarazione
d’interesse»: ogni membro
del governo deve
sottoscriverla e poi va online
Da Londra agli Usa: dove la trasparenza è regola
Negli Usa «vigila»
un’agenzia
Negli Usa stipendi e rapporti
finanziari sono online. Esiste
poi un’agenzia governativa
indipendente che vigila su
eventuali conflitti d’interessi
I dati patrimoniali
Gli esempi
In Gran Bretagna
è tutto online
In Gran Bretagna tutti gli
stipendi e i movimenti
finanziari dei membri
del governo sono pubblici
e disponibili online
MILANO — Per chi vuole
sapere quanto guadagni un
ministro, in Gran Bretagna
basta un click sul sito del Par-
lamento. Persino i movimen-
ti finanziari dell’attuale pre-
mier britannico David Came-
ron sono online: situazione
patrimoniale, investimenti, i
benefit di cui gode, eventuali
iscrizioni a circoli e club pri-
vati con relativa fee (tassa) pa-
gata annualmente. Una rego-
la che vale per Cameron co-
me per tutti i parlamentari in-
glesi.
Ma attenzione: nel Regno
Unito non esiste nemmeno
una legge che regolamenti il
conflitto di interessi. Sempli-
cemente è radicata nell’opi-
nione pubblica la necessità di
una trasparenza dei compor-
tamenti in chi svolge mansio-
ni di governo.
In Francia, nella primavera
del 2011, è stato compiuto un
primo passo verso la traspa-
renza. Il primo ministro, Fran-
cois Fillon, ha inviato infatti
una lettera ai ministri nella
quale annunciava la presenta-
zione a giugno di un progetto
di legge che avrebbe dettato,
da quel momento in poi, le re-
gole etiche per chi svolgeva
funzioni pubbliche. Così è na-
ta la «dichiarazione d’interes-
se»: ciascun ministro o mem-
bro di gabinetto avrebbe do-
vuto consegnare la propria,
dichiarando il reddito ed
eventuali partecipazioni azio-
narie, compresi incarichi pub-
blici di familiari e parenti. Il
tutto messo online, sul sito
del governo. Eppure i france-
si hanno criticato il provvedi-
mento, per l’assenza delle
proprietà immobiliari da que-
ste dichiarazioni.
In Germania invece la situa-
zione è molto simile a quella
del Regno Unito: molte infor-
mazioni, dunque, sono reperi-
bili online. E funziona così an-
che negli Stati Uniti, dove i
parlamentari sono obbligati a
rendere pubblici i rapporti
economici che intrattengono
con imprese, gruppi economi-
ci o altro. Per Nicola Pasini,
docente di Sistemi politici e
amministrativi all’Università
di Milano, il problema tutta-
via è di altro tipo: «Premesso
che la pubblicazione degli sti-
pendi chiesta dal premier
Monti è meritoria, mi doman-
do perché in Italia non si rie-
sca mai a fare un passo avanti
rispetto all’ordinario. Insom-
ma, il conflitto di interesse
dei dipendenti pubblici è ben
regolamentato dal Codice Bas-
sanini, che invita appunto al-
la trasparenza politici, dipen-
denti pubblici e grandi cari-
che dello Stato». Non solo. Se-
condo il professor Pasini «an-
che la legge Frattini è interve-
nuta sul conflitto di interes-
se, sancendo che entro 30
giorni dall’assunzione di una
carica di governo debbano es-
sere dichiarati gli interessi fi-
nanziari all’antitrust. Anche
gli interessi privati».
Negli Usa, poi, succede da
molto tempo che tutte le in-
formazioni siano online. «An-
che perché gli Stati Uniti —
spiega Pasini —hanno un uf-
ficio governativo che si occu-
pa solo di controllare even-
tuali conflitti di interesse».
Per intenderci, se un parla-
mentare ha un regalo a Nata-
le, l’ufficio lo sa e segnala la
cosa in modo da indagare sul-
l’ipotesi di corruzione.
Non solo. Sempre negli
Usa esiste un organismo indi-
pendent e c he è i l Gao
(www.gao.gov/): un’agenzia
«no partisan» che lavora
esclusivamente per il congres-
so americano, definita spesso
il «cane da guardia» dei politi-
ci americani. Quello che sia
Pasini sia Emilio D’Orazio, di-
rettore del centro studi «Poli-
teia», tengono a sottolineare,
è come in Italia manchi «una
struttura di questo tipo. Biso-
gnerebbe invece fare in mo-
do che nasca e che controlli,
in modo organico, quanto av-
viene negli organismi pubbli-
ci e al governo».
Angela Frenda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fabrizio Barca
Anche il ministro per la
Coesione territoriale ha
pubblicato la scorsa
settimana il trattamento
economico annuo lordo, che
è di 199.778 euro
»
Monti: ora estendere al personale politico amministrativo
Francesco Profumo
Il ministro dell’Istruzione è
stato il primo, martedì
scorso, a mettere online il
suo reddito proveniente
dall’incarico di governo:
199.778 euro
Filippo Patroni Griffi
Il responsabile della
Funzione pubblica la
settimana scorsa ha reso
noto il suo compenso, di
205.915 euro (oltre ai beni
mobili e immobili)
199
.000
250
.000
1.
717.187
Antonio Catricalà
Il sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio ha pubblicato
giorni fa i suoi dati patrimoniali:
nel 2010 il suo reddito era stato
di 740 mila euro per il 2012
calerà a 200 mila
Euro Lo stipendio
da ministro
di Andrea Riccardi
Euro Il reddito
dichiarato l’anno
scorso da Polillo
L’annuncio di Patroni Griffi
Entro il 31 maggio un decreto
per alleggerire i trattamenti
economici dei più alti dirigenti
delle partecipate dallo Stato
Euro La dichiarazione dei redditi di
Gnudi per l’anno 2010
Gli altri
Nicola Pasini:
«In Italia si fatica
a fare un passo
oltre l’ordinario»
BENI, COMPENSI E AZIONI
ONLINE I REDDITI DEI MINISTRI
Piero Gnudi Andrea Riccardi Gianfranco Polillo
ROMA —Mario Monti guarda con rispet-
to alle «crociate contro i privilegi della ca-
sta», ma spera che un giorno i critici diran-
no «mica malaccio, qualcosa è stato fat-
to...». Oggi sui siti dei ministeri saranno
online le dichiarazioni dei redditi di tutti
gli esponenti dell’esecutivo e il premier lo
annuncia con un pizzico di orgoglio. Sotto-
linea che le dichiarazioni patrimoniali di-
verranno pubbliche «anche se la legge non
lo richiede» e rilancia: «Proporrò che tutto
il personale politico e amministrativo di al-
to livello si sottoponga a qualcosa di analo-
go». E a sera, su La7, il ministro della Pub-
blica amministrazione scatena il panico tra
gli alti papaveri. Entro il 31 maggio, annun-
cia Filippo Patroni Griffi, il governo varerà
un decreto per alleggerire le buste paga dei
manager delle società partecipate dallo Sta-
to e dunque Poste, Ferrovie, Coni, Rai,
Enav, Anas... E un’altra legge è allo studio
per rendere trasparenti anche i patrimoni
dell’alta dirigenza pubblica.
Molto è stato fatto e molto, ammette
Monti, c’è ancora da fare. Il numero delle
auto blu, che pure resta «sconfinato», è sta-
to ridotto del 13 per cento. E agli stipendi
dei manager della pubblica amministrazio-
ne è stato posto un «doveroso tetto» di 305
mila euro. «Ma non sono sicuro — qui il
premier punzecchia i giornalisti — che
qualcuno dei castologi se ne sia accorto».
Di certo se n’è accorto il Parlamento, da
giorni in grandissima agitazione per la scu-
re che sta per abbattersi sugli emolumenti
dei grandi manager pubblici. Camera e Se-
nato hanno chiesto alla Ragioneria genera-
le dello Stato un elenco con centinaia di sti-
pendi che sforano il limite dei 304.951,95
euro, quanto spetta al primo presidente del-
la Corte di Cassazione. Nell’attesa del «listo-
ne» invocato dal Parlamento, Patroni Griffi
con una circolare ha sollecitato i superma-
nager ad autodenunciarsi: «Le risposte do-
vranno pervenire tempestivamente e co-
munque non oltre il 23 febbraio». La data
non è casuale, giovedì Patroni Griffi sarà
ascoltato dalle commissioni congiunte Affa-
ri Costituzionali e Bilancio della Camera,
chiamate a fornire entro il primo marzo un
parere sulla controversa interpretazione
delle nuove norme del decreto salva Italia.
«Allo stato non sono previste eccezioni»,
assicura il ministro. Anche Monti è deter-
minato a non cedere, ma sa bene che la sua
scure non avrà conseguenze indolori. «Nei
prossimi tempi —prevede il premier —fa-
remo fatica a trovare professionalità di alto
livello per alcune funzioni della pubblica
amministrazione».
In Transatlantico si racconta di «indebi-
te pressioni» da parte dei cosiddetti «boiar-
di» di Stato e, nei partiti, è guerra tra chi
vuole un’applicazione restrittiva del tetto e
chi invece ne chiede una lettura più elasti-
ca, che non li impoverisca troppo. «È una
vergogna — denuncia Maurizio Gasparri,
capogruppo del Pdl a Palazzo Madama —
Vogliono continuare ad avere stipendi da
nababbi». Il problema, spiega il vicepresi-
dente pd della commissione Affari costitu-
zionali, Roberto Zaccaria, è che se le nuove
regole dovessero applicarsi anche ai con-
tratti in vigore, fioccherebbero le cause.
«Condivido la norma — ragiona Zaccaria
—. Ma se decidiamo per un’interpretazio-
ne talebana che taglia gli stipendi già in es-
sere, chi fa ricorso vince a mani basse. Gra-
dualità ed eccezioni sono necessarie per al-
cune funzioni apicali, come il capo della Po-
lizia o il Ragioniere generale dello Stato».
La cura Monti sta facendo soffrire gli
esponenti del governo, alcuni dei quali han-
no mostrato una certa resistenza a rendere
pubblici i dati sui loro beni. Da oggi le di-
chiarazioni sono online, ma c’è anche chi
ha offerto in anticipo i propri averi alla cu-
riosità degli italiani. Dopo Profumo, Patro-
ni Griffi, Barca, Peluffo e Catricalà, ieri sera
Andrea Riccardi ha lanciato sul web i nu-
meri sui suoi possedimenti: 199 mila euro
lordi e spiccioli lo stipendio da ministro,
81.154,58 la pensione da docente e poi una
casa in Umbria, un terreno di «72 are e 90
centiare», un appartamento a Roma «occu-
pato dalla madre», un deposito titoli da 78
mila euro circa e il 25 per cento di un altro
portafoglio obbligazionario di 50 mila eu-
ro. Assai più ricco è il ministro e tributari-
sta Piero Gnudi, il cui reddito lordo 2010
ammontava a 1.717.187. Il responsabile del-
lo Sport possiede un gozzo e partecipazioni
azionarie, ma non risulta proprietario di
immobili. Il sottosegretario Gianfranco Po-
lillo ha invece un villino al mare e un appar-
tamento di 160 metri nella Capitale, rione
Prati, per il quale nel 2010 ha stipulato un
mutuo di 900 mila euro. «Ho pubblicato an-
che l’iscrizione al circolo reale Tevere Re-
mo — racconta Polillo —. Non vorrei esse-
re da meno del premier inglese Cameron,
che ha reso nota una donazione dal suo per-
sonal trainer».
Monica Guerzoni
mguerzoni@rcs.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro
del Turismo
e dello Sport,
Piero Gnudi,
ha spiegato
che per il 90
per cento
il suo reddito
è frutto
delle entrate
dello studio bolognese
di consulenza tributaria
«Gnudi & Associati»:
il ministro possiede
anche un gozzo
e svariate
partecipazioni
azionarie
Il responsabile
per la Cooperazione
e l’Integrazione
Andrea Riccardi,
oltre allo stipendio
da ministro ha inserito
nella sua scheda
patrimoniale
la pensione da docente,
una casa in Umbria,
un terreno
di «72 are e 90 centiare»,
un appartamento a Roma,
un deposito titoli da 78 mila
euro circa e il 25%
di un altro portafoglio
obbligazionario
da 50 mila euro
Il sottosegretario
all’Economia
Gianfranco Polillo
un anno fa
aveva
dichiarato
250 mila euro.
Ora ha anche
reso noto
di aver comprato
un immobile
da 160 metri quadrati
a Roma
per i quali
nel 2010
ha acceso
un mutuo
di 900 mila euro
Il politologo
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15 Primo Piano
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
ROMA — C’è un desiderio inconfessa-
bile che unisce destra e sinistra: alleggeri-
re gli stipendi degli alti burocrati di Stato.
Buste paga in alcuni casi scandalosamen-
te alte, che lievitano come panna montata
grazie al cumulo degli incarichi o a codicil-
li che hanno finora consentito per esem-
pio ai magistrati «fuori ruolo» impegnati
negli incarichi di governo di portare a ca-
sa due stipendi facendo un solo lavoro. Vi
sareste mai immaginati di veder salire
proprio dal partito di Silvio Berlusconi
l’onda della protesta, fino a chiedere a
gran voce di ripristinare quella misura
«stalinista» voluta da Romano Prodi ben
quattro anni fa «ma mai attuata», si ram-
maricavano lo scorso agosto una quaranti-
na di onorevoli pidiellini? E avreste mai
pensato che il tetto alle retribuzioni dei
manager pubblici sarebbe stato reintro-
dotto fra gli applausi della sinistra pro-
prio dal governo delle liberalizzazioni? Do-
ve, al solo pensiero di doverlo applicare,
qualcuno ha già l’orticaria. «Credo che a
causa del tetto faremo fatica a trovare pro-
fessionalità di alto livello», ha confessato
ieri Mario Monti. E non tarderà a verificar-
lo. In un altro momento si sarebbe forma-
ta una fila chilometrica davanti alla porta
del ministero del Tesoro, che è alle prese
con la scelta dell’amministratore delegato
della Banca del Mezzogiorno. Ma non ora,
che quel posto può valere al massimo...
Già, quanto può valere? Perché a quanto
pare non sanno nemmeno esattamente a
quanto ammonta quel tetto, vista la quan-
tità di cifre che sono circolate. Si va dai
311 mila ai 294 mila euro lordi all’anno,
passando per 299 mila e 305 mila, a secon-
do dei gusti.
Ma il numero di quanti, nella pubblica
amministrazione, superano abbondante-
mente quella cifra, è certo impressionan-
te. Se fa effetto la clamorosa denuncia dei
redditi del capo di gabinetto del ministro
dell’Economia Vincenzo Fortunato, che
tre anni fa toccava un livello di 788 mila
euro, semplicemente inconcepibile per
un dirigente pubblico, non desta minore
sorpresa l’incredibile sovrapposizione di
incarichi del suo ex collega dell’ufficio le-
gislativo del medesimo ministero, Gaeta-
no Caputi: direttore generale della Con-
sob (395 mila euro), componente dell’au-
torità per gli scioperi (altri 95 mila), non-
ché docente fuori ruolo ancorché retribui-
to dalla Scuola superiore di economia e fi-
nanze. Retribuzione a cinque zeri, dicono
i bene informati, ma top secret.
Ed è questo il punto. Se grazie alle nor-
me volute dall’ex ministro della Funzione
pubblica Renato Brunetta, possiamo cono-
scere (e giustamente) perfino lo stipen-
dio dell’ultimo dirigente di seconda fa-
scia, e anche la paga di un soggetto apica-
le qual è il Ragioniere generale dello Stato
Mario Canzio, accreditato di 516 mila eu-
ro l’anno (il vecchio miliardo di lire, ton-
do), a proposito delle reali retribuzioni
non meno stellari dei più stretti collabora-
tori dei ministri si possono fare solo con-
getture. Una cosa inaccettabile, che fa sali-
re ancora di più la temperatura.
Così non meraviglia che molti parla-
mentari, i quali oltre a dover subire qual-
che sforbiciatina sono stati pure messi al-
la berlina, non vedano l’ora di vendicarsi
a spese di una tecnocrazia sempre più
opulenta e sempre meno trasparente. An-
che se non si può escludere che quella lob-
by potentissima riesca a convincere i poli-
tici a far naufragare il tetto. Non è succes-
so così forse anche con la norma voluta
da Prodi? Il limite era lo stesso di oggi: ma
alla fine di una melina durata più di due
anni il regolamento attuativo partorito
dal governo Berlusconi l’ha di fatto cancel-
lato. Stabilendo che valeva solo per gli in-
carichi aggiuntivi. Dunque, senza sfiorare
gli stipendi.
Monti si trova in una situazione legger-
mente diversa. Siamo in piena recessio-
ne, il potere d’acquisto delle famiglie è in
sofferenza, i poveri aumentano, la disoc-
cupazione galoppa. Come spiegare agli ita-
liani che c’è gente pagata dallo Stato che
guadagna come trenta impiegati e non
può rassegnarsi a incassare «soltanto»
dieci di quegli stipendi? Ecco perché chi
conta di salvarsi grazie alle «deroghe», ha
probabilmente fatto male i propri calcoli.
Monti non sarà così generoso. Come li ha
sbagliati, a meno di sgradevoli sorprese,
chi è sicuro di far passare il principio che
il famoso tetto debba essere applicato sol-
tanto a partire dai contratti futuri. Anche
qui: come lo spiegherebbero agli italiani?
Ma se il principio per cui nessuno sti-
pendio potrà superare quello del primo
presidente della Corte di Cassazione po-
trà essere faticosamente fatto digerire ai
«pezzi da novanta» nei ministeri e nelle
authority, problemi ben più grossi ci sa-
ranno nelle società pubbliche non quota-
te in borsa. Il tetto in teoria riguarda an-
che loro. E rischia di essere una questione
complicatissima da risolvere, tanto più al-
la luce della confessione fatta ieri dal pre-
mier. Il regolamento che il ministro Filip-
po Patroni Griffi ha annunciato per mag-
gio non sarà una passeggiata.
Avete idea di quanti siano nelle azien-
de di Stato gli stipendi che superano i 300
mila euro l’anno? Centinaia. E non parlia-
mo soltanto dei capi azienda. L’ammini-
stratore delegato delle Ferrovie dello Sta-
to Mauro Moretti nel 2008 guadagnava
871 mila euro: poco al di sotto di quel li-
vello era il presidente Innocenzo Cipollet-
ta, ora sostituito dall’ex presidente della
Consob Lamberto Cardia. La retribuzione
di Massimo Sarmi, amministratore dele-
gato delle Poste, si aggira intorno al milio-
ne e mezzo di euro? Il presidente Giovan-
ni Ialongo ha diritto secondo la Corte dei
conti a 635 mila euro: un bel salto, rispet-
to a quando era segretario del sindacato
postelegrafonico della Cisl. Per non parla-
re dei più alti dirigenti di quei gruppi. De-
cine di persone con retribuzioni certa-
mente più alte di 300 mila euro. Ma andia-
mo avanti. L’amministratore delegato del-
l’Anas Pietro Ciucci intasca 750 mila euro.
La stessa cifra del suo collega di Fintecna
Massimo Varazzani, ex altissimo dirigen-
te di Intesa San Paolo, paragonabile a quel-
la del presidente del Poligrafico Maurizio
Prato. Il capo della controllata Fintecna
immobiliare Vincenzo Cappiello, una vita
nelle partecipazioni statali, è fermo (si fa
per dire) a 505 mila. Mentre l’amministra-
tore delegato di Invitalia Domenico Arcu-
ri, già capo di Deloitte consulting, ha una
retribuzione di 835 mila euro (rimborsi
compresi).
Ma è niente in confronto alla densità di
buste paga galattiche riscontrabile in Rai.
Il presidente Paolo Garimberti incassa
448 mila euro. Il predecessore di Lorenza
Lei alla direzione generale guadagnava
715 mila euro. Che porzione di quel fanta-
stico stipendio l’ha seguito alla Consap, al-
tra società pubblica dove Mauro Masi ha
traslocato? Boh. Ha raccontato poi nel
2010 Emiliano Fittipaldi sull’Espresso che
l’ex direttore Claudio Cappon, rimasto
senza un incarico corrispondente, conti-
nuava a percepire 600 mila euro. Per non
dire dei giornalisti: la tivù di Stato ha deci-
ne di direttori, che non guadagnano certo
soltanto come un presidente di Cassazio-
ne. E dei dirigenti di rete: si va dai 400 mi-
la di Fabrizio del Noce ai 449 mila di Gian-
franco Comanducci.
E poi ci stupiamo che in Parlamento
qualcuno pretenda gli elenchi dei candida-
ti alla ghigliottina? Però fra questi, è bene
che gli onorevoli ne prendano coscienza,
non ci saranno i dipendenti degli organi
costituzionali: lì si aprirebbe una pagina
ancora più sconcertante, tenuto conto
che la retribuzione media di un dipenden-
te del Senato, commessi e barbieri com-
presi, è più alta dell’indennità parlamen-
tare. E 300 mila euro è lo stipendio di un
consigliere con 25 anni di anzianità. Il se-
gretario generale della Camera Ugo Zam-
petti e la sua collega del Senato Elisabetta
Serafin intascano più del doppio del capo
dell’amministrazione del parlamento bri-
tannico. Che guadagna 235 mila euro: me-
no di uno stenografo di palazzo Madama.
Sergio Rizzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Approfondimenti Il tetto agli stipendi
305
»
Si apre il caso delle aziende controllate dallo Stato e dei «difficili» tagli
Massimo Sarmi
1,5 milioni di euro
Domenico Arcuri
835 mila euro
Massimo Varazzani
750 mila euro
Mauro Moretti
871 mila euro
Le cifre
Paolo Garimberti
448 mila euro
Fallimenti
L’amministratore delegato delle
Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti,
nel 2008 guadagnava 871 mila euro.
Poco al di sotto di quel livello era
il presidente Innocenzo Cipolletta,
ora sostituito dall’ex presidente
della Consob Lamberto Cardia
Asse politico
mila euro lordi all’anno È il tetto allo stipendio
massimo per i manager pubblici fissato ieri, con
una circolare, dal ministero della Funzione
pubblica, che li ha equiparati al trattamento
economico del primo presidente della Corte di
Cassazione. Ma negli scorsi giorni qualcuno ha
parlato di cifre che oscillavano dai 311 mila ai 294
mila euro lordi all’anno, passando per 299 mila
La retribuzione di Massimo Sarmi,
amministratore delegato delle Poste,
è intorno al milione e mezzo di euro.
Quella del presidente Giovanni
Ialongo, ex segretario del sindacato
postelegrafonico Cisl, secondo la
Corte dei conti è di 635 mila euro
Domenico Arcuri, ex capo di Deloitte
consulting, guida ora l’Agenzia per
l'attrazione degli investimenti e
lo sviluppo d’impresa, il cui compito
è di «accrescere la competitività del
Paese, specie del Mezzogiorno».
Incassa 835 mila euro (rimborsi inclusi)
Il regolamento attuativo
del governo Berlusconi
ha di fatto cancellato la norma
voluta da Prodi sul «tetto»
L’amministratore delegato
di Fintecna Massimo Varazzani
(un ex di Banca Intesa) guadagna 750
mila euro l’anno, mentre il capo
della controllata Fintecna immobiliare
Vincenzo Cappiello percepisce
uno stipendio di 505 mila euro
Il presidente Paolo Garimberti incassa
448 mila euro. L’ex direttore generale
(ora alla Consap) Mauro Masi
percepiva 715 mila euro. Per quello
che riguarda i dirigenti di rete si va
dai 400 mila di Fabrizio del Noce ai
449 mila di Gianfranco Comanducci
Sia il Pdl che il Pd sono
perfettamente in sintonia sul
progetto di alleggerire gli stipendi
degli alti burocrati di Stato
BUSTE PAGA DEI MANAGER PUBBLICI
CENTINAIA OLTRE I 300 MILA EURO
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
ROMA—«L’obiettivo del go-
verno è quello di far affluire ai
contribuenti onesti, sotto for-
ma di un minor aggravio fisca-
le, il gettito della lotta accre-
sciuta all’evasione. Intanto vo-
gliamo rendere più semplice la
vita a questi contribuenti one-
sti, e venerdì ci saranno molti
provvedimenti di semplifica-
zione in campo fiscale». Il presi-
dente del Consiglio Mario Mon-
ti conferma la doppia manovra
sulle tasse: uno o più decreti
legge di snellimento e chiari-
mento della normativa esisten-
te, ed una revisione della legge
delega per vincolare il recupe-
ro dell’evasione alla riduzione
delle tasse. E proprio sul fronte
della lotta all’evasione, un aiu-
to potrebbe venire dall’utilizzo
del servizio del 117 che verreb-
be potenziato al punto da di-
ventare il numero unico cui i
cittadini potrebbero chiamare
per denunciare i commercianti
che non battono lo scontrino.
Ieri il ministro della Pubblica
amministrazione, Filippo Patro-
ni Griffi, intervenendo in tv a
«Otto e mezzo», ha parlato di
«buone notizie in arrivo» per
chi paga le tasse già col Consi-
glio dei ministri di venerdì. Ma
forse per la revisione della dele-
ga fiscale sarà necessario atten-
dere ancora qualche giorno
(la presentazione potreb-
be slittare a marzo),
mentre le norme di
semplificazione sono
ormai definite, anche
se il governo deve anco-
ra decidere come impac-
chettarle. Sono oltre duecento,
un po’ troppe per un unico de-
creto, tanto che l’esecutivo an-
che per agevolare il lavoro del
Parlamento potrebbe produrre
più decreti, se non addirittura
convogliarne una parte in un di-
segno di legge. Oggi il pacchet-
to farà l’ultimo «tagliando» tec-
nico nella riunione di pre-Con-
siglio con i capi di gabinetto di
tutti i ministeri, ma il menù c’è.
Una prima parte riguarderà la
«manutenzione» della nor-
mativa fiscale esistente.
Verranno aggiornate
leggi vecchie di anni,
come quella che fissa il
tetto al di sotto del qua-
le il fisco non procederà
agli accertamenti, che sarà
portato da 16 a 30 euro. Cadrà
l’obbligo per i commercianti di
segnalare le operazioni «busi-
ness to business» sopra i 3 mila
euro, sostituito dal ritorno del
vecchio elenco clienti-fornito-
ri, ma saranno riviste anche le
regole sull’uso del contante,
con l’abolizione del tetto di mil-
le euro per gli stranieri e l’obbli-
go di segnalare le infrazioni
non più all’Agenzia delle Entra-
te, ma alla Guardia di Finanza.
Arriveranno i chiarimenti sull’I-
mu, con la cancellazione delle
esenzioni a favore della Chiesa,
dei partiti, dei sindacati e delle
onlus, e l’introduzione del prin-
cipio secondo il quale le de-
trazioni forfettarie Imu
saranno applicabili ad
un solo immobile per
nucleo familiare. Ci sa-
ranno anche modifiche
alla Res, la nuova tassa
rifiuti, mentre si concede-
rà la possibilità a tutti i Comu-
ni, e non solo a quelli turistici,
di introdurre una tassa di sog-
giorno.
Altre norme sono state detta-
te direttamente da Equitalia
per cercare di migliorare il rap-
porto con i contribuenti. Il pi-
gnoramento dello stipendio,
ad esempio, potrà essere anche
inferiore al quinto dell’assegno
mensile (come prevedono oggi
le regole), mentre saranno gli
stessi imprenditori ad es-
sere nominati custodi
giudiziari degli even-
tuali beni strumentali
pignorati, così da per-
mettere all’impresa di
proseguire l’attività. Per
favorire la liquidità delle im-
prese, inoltre, il governo sta
pensando di ridurre l’acconto
Ires dal 100 al 98,5%, e soprat-
tutto di renderne possibile il
pagamento in quattro rate. Pos-
sibile anche lo slittamento di
un mese delle dichiarazioni re-
lative agli «studi di settore», vi-
sto che gli indici di coerenza
per il 2011 devono ancora esse-
re messi a punto.
Nel decreto ci sarà anche un
nuovo pacchetto di misure di
contrasto all’evasione fiscale.
Si stabiliranno, intanto, nuovi
criteri per la messa a punto del-
le liste di sospetti evasori da
sottoporre alle verifiche appro-
fondite. Nelle liste finiranno ad
esempio i negozianti che non
battono gli scontrini fiscali ma
anche commercianti, professio-
nisti e artigiani che non rispon-
dono ai questionari sugli studi
di settore, o che addirittura
danno risposte false. In arrivo
c’è poi una nuova stretta sulle
compensazioni automatiche
dei crediti Iva (sfuggiranno alla
comunicazione telematica solo
quelli di importo inferiore ai 5
mila euro), e nel decreto è pre-
visto un forte inasprimento del-
le sanzioni per l’esportazione il-
lecita di capitali.
Mario Sensini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO—Qualcuno l’ha già battezza-
ta la «tassa sul futuro», il primo disincen-
tivo seriale per le piccolissime imprese e
i professionisti a dotarsi di una banda lar-
ga. Non fosse altro perché con un balzel-
lo che a seconda delle connessioni Inter-
net Adsl può arrivare anche a 6 mila euro
(Rete Imprese ha calcolato che per 5 mi-
lioni di aziende il bollettino Abbonamen-
ti speciali sarà di 980 euro) quella basata
sulla norma del 1938 potrebbe essere la
prima tassa superiore al costo del servi-
zio che si deve colpire. Ieri
la protesta anti-Rai è mon-
tata in Parlamento con l’in-
vito ad intervenire lanciato
al ministro dello Sviluppo
economico, Corrado Passe-
ra, da parte dei due capi-
gruppo Pd e Pdl nella Com-
missione vigilanza Rai, Fa-
brizio Morri e Alessio Buti. I radicali si
erano già mossi nei giorni scorsi.
La tassa non è una novità di questi
giorni ed era stata introdotta partendo
dall’articolo 17 del decreto «Salva-Italia»
che imponeva alle aziende di indicare sul-
la dichiarazione dei redditi il numero di
abbonamenti speciali. Ma nei giorni scor-
si il canone sui tablet e pc — che in realtà
è una tassa sui collegamenti web visto
che gli apparecchi mobili non sono atti a
ricevere il segnale Rai senza andare onli-
ne —è probabilmente tornato in auge an-
che in seguito alla visibilità ottenuta con
gli spot mandati in onda durante il Festi-
val di Sanremo. Il segnale preoccupa an-
che qualche operatore: sarebbero infatti
oltre un migliaio i professionisti e i «Pic-
coli» imprenditori che hanno già bombar-
dato di telefonate i centralini di Telecom
Italia per chiedere informazioni e, in alcu-
ni casi, annunciare la volontà di disdire
la connessione. Una bella contraddizione
se si pensa che la Rai è un’azienda pubbli-
ca e il governo con l’Agenda digitale ita-
liana (Adi) sta cercando la pietra filosofa-
le che dovrebbe trasformare l’Italia in un
paese di interconnessi, di cittadini che
dialogano con la Pubblica amministrazio-
ne online e aziende che rilanciano il ma-
de in Italy tramite la forza dell’e-commer-
ce.
È difficile onestamente pensare che le
aziende possano seriamente rinunciare
alla navigazione. Obtorto collo pagheran-
no. Si tureranno il naso ma pagheranno
con la magra soddisfazione che, come
campeggia a caratteri cubitali sopra il bol-
lettino, «l’importo è deducibile dal reddi-
to di impresa». Ma la contraddizione ri-
mane. Il tema canone speciale Rai potreb-
be finire anche sul tavolo del sottosegre-
tario Massimo Vari che nei giorni scorsi
aveva riassunto i temi caldi dell’agenda
digitale del governo e al quale andrebbe
la delega alle Comunicazioni anche se i
tempi non sono ancora chiari. Vari, presi-
dente onorario della Corte dei Conti,
emerso in passato come possibile nome
per la presidenza dell’Agenzia garante sul-
le Comunicazioni andata poi a Corrado
Calabrò, si dovrà così occupare di rete
Ngn, digital divide e del beauty contest
televisivo sospeso da Passera.
La Rai ieri sera, probabilmente per ten-
tare di gettare acqua sul fuoco dopo che
l’hashtag canone-Rai è salito nelle classi-
fiche dei temi più caldi della rete misu-
rando la crescente protesta sul tema, ha
sottolineato in una nota che la tassa non
riguarda le famiglie.
Tra gli interventi politici ieri c’è stato
anche quello del deputato del Pdl, Bruno
Murgia, che era intervenuto con una pro-
posta di legge sul tema già cinque anni
fa. «Ho presentato un’interrogazione —
ha fatto sapere ieri il deputato —per chie-
dere al governo di chiarire in merito alla
vicenda legata al pagamento del canone
Rai per le imprese ed i titolari di partita
Iva collegati alla rete Internet. Come ho
spiegato nella relazione alla mia proposta
di legge depositata nel 2008, testo desti-
nato a normare l’esenzione di queste fatti-
specie particolari, il legislatore che nel
1938 approvò il regio decreto che regola-
menta il comparto delle radioaudizioni
non poteva sapere di queste evoluzioni
tecnologiche». Poco ma sicuro. Certo per
la società pubblica di broadcasting non è
un buon momento in termini di indici di
popolarità. Sulla scia delle polemiche so-
no ricomparse le voci incontrollabili di
un possibile cambio della guardia ai verti-
ci della Rai e tra i nomi circolerebbe an-
che quello dello stesso Bernabè. Mentre
sul fronte del disegno di legge Gentilo-
ni-Rao per l’implementazione della do-
manda di servizi digitali della pubblica
amministrazione, il presidente della Com-
missione Trasporti e comunicazioni, Ma-
rio Valducci, sta lavorando ora a una pro-
posta del Pdl da mettere insieme nel cal-
derone per arrivare probabilmente a un
testo condiviso.
Massimo Sideri
Twitter: @massimosideri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chi li falsifica va in black list
Esposti al Fisco fino al 10%
Una detrazione per famiglia
L’imprenditore custode
Studi di settore
Stipendi
La nuova Ici
Pignoramenti
Approfondimenti
Massimo
Vari
Che cosa cambia per i contribuenti
Sergio
Zavoli
Franco
Bernabè
Corrado
Passera
Il decreto sul Fisco prevede che
la lista dei sospetti evasori da
sottoporre ad accertamenti
comprenderà, oltre ai
commercianti che non
battono gli scontrini,
anche i contribuenti
che falsificheranno
o non presenteranno
i questionari sugli studi
di settore, oggi puniti solo
con una sanzione pecuniaria
Pdl e Pd in commissione di Vigilanza chiamano Passera: è senza fondamento
Attualmente se il contribuente
non paga quanto dovuto
all’Erario, Equitalia può
aggredire la retribuzione
pignorando fino a un quinto
dello stipendio. La novità
del decreto è la riduzione
di questo tetto: sarà
possibile pignorare al
massimo fino al 10%
dell’assegno mensile
In arrivo con la semplificazione
fiscale anche i chiarimenti
sull’Imu, la nuova imposta sugli
immobili che accorperà anche
l’Ici e si applica anche alle prime
case. La detrazione forfettaria
sarà di 200 euro (più 50
euro per ogni figlio) per
singolo nucleo familiare.
L’Ici si pagherà anche per i
beni della Chiesa, di
sindacati, partiti e onlus
»
PIGNORAMENTI, LISTE ANTI-EVASORI
PRONTO IL DECRETO PER IL FISCO
Tagli alle agevolazioni, arriverà venerdì al Consiglio dei ministri
Il nuovo decreto sulla
semplificazione fiscale prevede
che in caso di pignoramento dei
beni strumentali dell’impresa,
essi siano affidati in
custodia allo stesso
imprenditore. In questo
modo si consente di
continuare la produzione
e la vendita, anche a
vantaggio diretto del Fisco
Sale a 30 euro la soglia
sotto la quale non
scattano gli
accertamenti del Fisco
980
I protagonisti
Il caso Le contestazioni alla decisione dell’azienda radiotelevisiva sulla norma del ’38. L’ipotesi Bernabè per Viale Mazzini
La soglia
euro, l’importo medio dei
bollettini Abbonamenti
Speciali Rai inviati alle aziende
Le verifiche
Internet, assedio alla «tassa Rai» sui pc
Già sottosegretario, Vari dovrebbe
ricevere a breve la delega per le
Comunicazioni. Finirà sul suo tavolo
anche il dossier canone
Al presidente della Commissione di
vigilanza Rai potrebbe arrivare il
dossier sollevato in Parlamento dai
capigruppo Pd e Pdl, Morri e Buti
Tra i nomi che circolano per Viale
Mazzini, anche quello
dell’attuale presidente operativo
di Telecom Italia
Il ministro dello Sviluppo
economico è stato chiamato in
causa per risolvere il nodo Canone
speciale Rai per tablet e Pc
I nuovi criteri
dell’Agenzia delle
Entrate per avviare i
controlli
italia: 515249535254
Codice cliente:
18
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
GENOVA — L’ultimo «no» il Pdl l’ha incassato
dall’amministratore delegato del Genoa, Alessandro
Zarbano: «C’ho pensato tutta la notte ma voglio
continuare a impegnarmi per la squadra». Il rifiuto del
bocconiano quarantenne, che per qualche ora ha illuso il
partito di Berlusconi, allunga la lista di quelli che hanno
declinato l’invito a candidarsi a sindaco di Genova. Ha
detto no Beppe Costa, imprenditore portuale e turistico (è
presidente dell’Acquario), e come lui Michele Costantino,
petroliere e imprenditore nel settore della sanità (campo
nel quale ha stretto discussi accordi con la Regione di
centrosinistra); ha rifiutato la presidente degli
spedizionieri marittimi Paola Oliaro.
Ha detto «no» il presidente
dell’ordine dei medici Enrico
Bartolini, che gli ultimi rumors
danno per tentennante e forse
tornato in campo. La realtà è che al
21 febbraio il Pdl genovese non ha
ancora un candidato da contrapporre
non solo a Marco Doria, professore
sostenuto da Sel e vincitore delle
primarie di centrosinistra, ma anche
all’amato-odiato Enrico Musso, ex
pidiellino che si è fatto la lista civica.
L’Udc di Casini (che si è speso per
convincere i locali un po’ riottosi)
sostiene Musso: «L’Udc ha deciso
cinicamente, sul cadavere di Genova»
dice acido il neocoordinatore vicario
genovese pdl Antonio Oppicelli,
entusiasta all’idea di una lista civica
per conquistare il Comune:
«L’abbiamo pensato anche prima che
ne parlasse Berlusconi, fin da quando
abbiamo ritenuto giusto cercare il
candidato nella società civile e non
nel partito». Ma il senatore Luigi
Grillo, che con i parlamentari Sandro
Biasotti e Roberto Cassinelli cerca
questo introvabile candidato della
società civile («Abbiamo una rosa di
tre, più una donna» assicura),
all’ipotesi di lista civica storce il naso:
«Non mi pare una scelta obbligata».
Sembra che, come ultima chance, il
Pdl potrebbe mandare in campo
proprio Biasotti, ex presidente della
Liguria. Intanto i sondaggi danno il
Pdl a Genova a uno sconfortante 13%,
la Lega dice di voler correre sola (ma
è piuttosto confusa), e la difficoltà di
trovare un candidato sembra più la difficoltà di trovare
una vittima disposta a farsi rompere le ossa fra Musso e
Doria. Il Pdl cerca un perdente? Ne è convinto l’ex ministro
Claudio Scajola che per la prima volta è finito in
minoranza al congresso genovese: «Siamo in ritardo e non
vedo una seria volontà di giocare la partita. Piuttosto vedo
la voglia di difendere le posizioni nell’apparato per poter
dire: decido io. Ma poi non si è in grado di decidere. Infatti
il candidato non c’è». Scajola oggi incontrerà Berlusconi a
Roma e si può scommettere che parlerà di Genova.
Erika Dellacasa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Ha vinto il partito.
Quello della maggioranza di diri-
genti, ex ministri, coordinatori,
segretari locali che alla fortissi-
ma tentazione di Silvio Berlusco-
ni — far sparire il simbolo del
Pdl alle prossime amministrati-
ve e confondersi o creare liste ci-
viche più gradite agli elettori —
ha opposto un muro quasi inva-
licabile. Saranno stati quindi
contenti i tanti terrorizzati dal-
l’idea di un salto nel buio quan-
do ieri sera, alla cena a Villa Ger-
netto aperta a presidenti di Re-
gione, amministratori locali, a
tutti gli ex ministri, al gotha e
non solo del Pdl (quasi un centi-
naio di persone, alla fine) il Ca-
valiere non solo ha detto rassicu-
rante che «il simbolo del Pdl sa-
rà presente ovunque, non spari-
rà affatto, le liste civiche potran-
no essere solo un supporto al no-
stro partito», ma ha presentato
enfatico l’ultima sua creazione
musicale che «ho finito di com-
porre ieri sera, in tre ore e mez-
za: è il nuovo inno del Popolo
della libertà».
I suoi, forse grati, giurano
che «Gente della libertà» (così
si chiama il brano cantato ieri
da un ragazzo del Conservatorio
di Milano, al testo avrebbe colla-
borato anche Maria Rosaria Ros-
si) è «molto bello», con rime ti-
po «siamo la gente della Libertà,
dell’Italia che verrà, siamo la
gente che spera e lotta!». In ogni
caso, come la pensavano sul
punto della sopravvivenza del
partito i big l’avevano detto chia-
ramente già prima della cena:
«Solo una mente malata rinunce-
rebbe al nostro simbolo alle am-
ministrative», tuonava Altero
Matteoli, in buona compagnia
con i più prudenti Fabrizio Cic-
chitto («Dovremmo essere coe-
renti e pragmatici: sì a liste civi-
che, ma sì anche al simbolo, le
battaglie vanno fatte a viso aper-
to») e anche Mariastella Gelmi-
ni, coordinatrice del gruppo che
lavora sulle candidature locali:
«Valuteremo caso per caso, co-
munque non presentare il sim-
bolo Pdl sarebbe un azzardo e
un’occasione persa: i nostri elet-
tori ci sono, senza il simbolo si
sentirebbero disorientati».
Si è convinto Berlusconi, evi-
dentemente. E ieri sera ha prefe-
rito mettere l’accento piuttosto
sui passaggi politici che saran-
no cruciali per il Pdl: «Dobbia-
mo restare uniti, così vincere-
mo, siamo al 23,6% ma in cresci-
ta», il leit motiv suo e di Alfano.
E poi, dopo aver an-
nunciato che
domani as-
sieme ad Angelino Alfano vedrà
Monti, aggiunge: «Dobbiamo so-
stenere il governo lealmente co-
me stiamo facendo, cercando di
condizionarne l’azione nella di-
rezione che per noi è la miglio-
re». Ma soprattutto, è stato l’in-
vito, «dobbiamo fare le riforme
con i partiti di maggioranza con
i quali sosteniamo il governo, e
siglare un patto sulla legge elet-
torale con il Pd: sono tappe es-
senziali. Poi, alle prossime politi-
che, ci sarà tempo e modo per
tornare a sfidarci».
Insomma, è sulla sfida in Par-
lamento più che nella tornata
elettorale che Berlusconi punta,
restando però convinto che ser-
va anche nel partito «un rinno-
vamento profondo», forse una
vera rivoluzione per non essere
«travolti dall’antipolitica». Il fu-
turo, per lui, non può non passa-
re per un partito delle tessere —
tantomeno ora, quando i con-
gressi locali in troppi casi han-
no mostrato vizi e scandali da
vecchia politica. Piuttosto, servi-
rà un nuovo nome per il Pdl, ma
forse anche una nuova veste è
necessaria per la creatura che
lui stesso volle a tutti i costi, e
che deve tornare un «movimen-
to» agile e con organigrammi e
strutture più esili dell’attuale.
Discorsi che il Cavaliere ha
fatto spesso in questi giorni, che
hanno agitato i vertici del parti-
to perché il timore è che si stia
pensando al prossimo varo di
una sorta di Lista Berlusconi for-
mata da suoi fedelissimi, che
con il vecchio Pdl non ha più
nulla a che fare. Pericoli che Pao-
lo Bonaiuti si affretta a smenti-
re: «Non è assol utamente
un’ipotesi in campo, nessuno
l’ha mai pensata». Ma è chiaro
che, nei prossimi mesi, il dibatti-
to nel Pdl sarà tutto centrato su
come presentarsi al voto nel
2013, senza doversi necessaria-
mente accodare ad un Casini
che è partito in anticipo per oc-
cupare più spazio politico possi-
bile al centro. Quel Casini con
cui i conti si devono fare da subi-
to per le amministrative: da Pa-
lermo a Genova, da Agrigento a
Lecce, l’alleanza con il Terzo po-
lo diventa una ciambella di sal-
vataggio per il pdl a rischio di af-
fondare.
Paola Di Caro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La villa dell’università
La settecentesca Villa Gernetto si trova a
Lesmo (Monza e Brianza). Destinata
all’Università del pensiero liberale,
per il suo restauro l’ex premier
stanziò 75 milioni
I punti
Nessun dubbio
sul simbolo
Le ipotesi
sul nuovo nome
«Domani vedrò il premier». E presenta il nuovo inno
I partiti I nodi
Il caso Bertolini: «Iscritte intere famiglie originarie di Casal di Principe». Giovanardi: «Teme di perdere al congresso»
L’ex premier
e i big del Pdl hanno
smentito in modo
risoluto quella che
pareva essere una
tentazione all’interno
del partito: rinunciare
al simbolo alle
prossime elezioni
amministrative
Cinque i possibili
candidati per
il centrodestra
a Genova che
hanno declinato
l’ipotesi
di un impegno
politico. Si tratta
di Beppe Costa,
imprenditore
portuale e
turistico, Michele
Costantino,
petroliere
e imprenditore
nella sanità,
Paola Oliaro,
presidente degli
spedizionieri
marittimi, Enrico
Bartolini,
presidente
dell'ordine
dei medici
e Alessandro
Zarbano,
amministratore
delegato
del Genoa
Berlusconi vorrebbe
cambiare nome al Pdl:
un’ipotesi sarebbe quella
di chiamarlo Fi, nel senso
di Forza italiani. L’intento
è anche quello di tornare
da «partito delle
tessere» a «movimento»
con strutture
e organigrammi agili
A Genova Alfano
è senza candidati
Ieri quinto «no»
Tessere e camorra a Modena, indaga Verdini
Rifiuta anche l’ad del Genoa
Il caso
DAL NOSTRO INVIATO
MODENA — Per ora ha vinto Sando-
kan, al secolo Francesco Schiavone,
boss di Gomorra. O meglio, ha vinto la
sua ombra o forse nemmeno quella: è
bastato che qualcuno evocasse il suo no-
me, tra il sospetto e il chiacchiericcio,
perché la volta celeste del Pdl modenese
si riempisse di schizzi velenosi. Saltato
il congresso provinciale. Lancio di strac-
ci tra berlusconiani locali di lungo cor-
so: Isabella Bertolini, vice capogruppo al-
la Camera, nonché coordinatrice uscen-
te, e Carlo Giovanardi, senatore ed ex
sottosegretario nel governo Berlusconi,
l’un contro l’altro armati (con tanto di
rispettivi candidati) in vista del congres-
so provinciale (quando si farà).
Congelamento della situazione con
l’invio del commissario Denis Verdini,
calato ieri su Modena nell’anomalo ruo-
lo di sentinella della legalità. Evviva la
democrazia, evviva i congressi, però di
questa grana avrebbe volentieri fatto a
meno Angelino Alfano, che, già stressa-
to dai troppo creativi tesseramenti di
mezzo partito, si è trovato tra le gambe
uno di quei casi a dir poco scivolosi, do-
ve non è chiaro se davvero i berlusconia-
ni della Ghirlandina sono a rischio di in-
filtrazioni camorristiche, come ha de-
nunciato la Bertolini (e allora di cosa se-
ria si tratterebbe), o se invece siamo al
cospetto di una delle tante risse tra ras
locali, con i Casalesi e i loro orrori usati
impropriamente come detonatori.
San Cesario, Castelfranco, Bomporto,
Nonantola e qualche altro Comune del
Modenese: è questa la Fossa delle Ma-
rianne nella quale si è inabissato il con-
gresso pdl. Da qui ha preso forza la cro-
ciata legalitaria della Bertolini: «Scorren-
do l’elenco dei nuovi tesserati, quasi 6
mila —spiega —, ho notato un impetuo-
so aumento degli iscritti in alcuni Comu-
ni a forte rischio di infiltrazioni e da tem-
po nel mirino della Procura. Mi sono stu-
pita perché sono zone a scarso radica-
mento del Pdl e i sospetti sono aumenta-
ti quando ho verificato che molte iscri-
zioni erano in blocco, a famiglia, e che si
trattava di persone provenienti da Casal
di Principe, Casapesenna, San Cipriano
d’Aversa, alcune con cognomi inquietan-
ti tipo Zagaria e tutte riconducibili a indi-
rizzi scarsamente attendibili...». Chiusu-
ra con il veleno: «Ci sono almeno 600
tessere sospette: vorrei sapere chi ha
aperto la porta a questi signori...». Gio-
vanardi, al quale il borsino precongres-
suale attribuisce un buon 60% dei nuovi
iscritti, ha dovuto dar fondo a tutta la
sua esperienza di vecchio dc per rintuz-
zare l’affondo. «La Bertolini — sbotta —
sta criminalizzando tutti coloro che ven-
gono dal Sud e vogliono iscriversi al
Pdl. Che faccia i nomi! Il suo vero scopo
è far saltare il congresso, sapendo di es-
sere perdente». E anche il miracolo della
moltiplicazione delle tessere manda in
bestia Giovanardi: «Ma quale boom! Ne-
anche 6 mila iscritti per un partito che
alle Politiche ha preso 115 mila voti, a
casa mia sono pochi. E comunque abbia-
mo bloccato una ventina di tessere so-
spette...». Ieri mattina, con l’arrivo del
commissario Verdini, la «disfida di Go-
morra» è entrata nel vivo: prima un col-
loquio con la Bertolini, poi con Giova-
nardi. «Non sono qui per decretare vinci-
tori ma per verificare se ci sono anoma-
lie» ha messo le mani avanti Verdini, in-
fastidito «per una polemica che doveva
rimanere all’interno del partito». I duel-
lanti si dicono «sereni», e continuano a
suonarsele. Il congresso resta una chi-
mera. In Procura tengono le antenne
dritte. Qualcuno avverta Sandokan del
pasticcio che ha combinato.
Francesco Alberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Berlusconi: il simbolo pdl
sarà presente ovunque
L’incontro Silvio Berlusconi, 75 anni, arriva a Villa Gernetto (Ansa)
Vertice Denis Verdini,
coordinatore nazionale
del Pdl (al centro) con
Carlo Giovanardi (a
sinistra), Claudia Severi
e Isabella Bertolini (a
destra). Dopo la
designazione da parte
del segretario Angelino
Alfano, Verdini ha
assunto il ruolo di
commissario del partito
a Modena, incontrando
le tre correnti che si
contenderanno la
guida del partito in
provincia al prossimo
congresso (Fotogramma)
1
2
Dopo l’allarme sulle infiltrazioni mafiose
in Emilia-Romagna arriva il coordinatore
italia: 515249535254
Codice cliente:
19 Politica
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
G
li accenni a Mario Monti che Pier Ferdinando
Casini sta moltiplicando in questi giorni posso-
no apparire un po’ criptici, magari anche stuc-
chevoli. Dire, come fa il leader dell’Udc, che un
anno di governo dei tecnici non basterà a risol-
vere la crisi italiana, è un’affermazione perfino banale nel-
la sua evidenza. E colpisce, specularmente, l’insistenza con
la quale il presidente del Consiglio definisce il suo incarico
a Palazzo Chigi «una parentesi». Nel 2013 la legislatura de-
ve comunque finire e si torna alle urne; e Monti lascerà
Palazzo Chigi. Viene dunque naturale chiedersi il perché di
queste precisazioni ripetute. Certamente l’attuale premier
non sarà candidato di nessuno alle prossime elezioni.
Ma questa è la premessa. Il fatto che i partiti discutano
sulle trasformazioni che l’«effetto Monti» sta producendo
su di loro dimostra quanto sia difficile definire il suo Ese-
cutivo solo una parentesi. L’ipotesi del Pdl di rinunciare al
nome alle prossime amministrative, e lo scontro a sinistra
fra «montiani» e non a partire dall’articolo 18 sui licenzia-
menti, sono annunci di una metamorfosi. È come se il si-
stema politico si preparasse a
riplasmarsi tenendo conto del
mutamento che il governo dei
tecnici ha accelerato. L’idea di
Casini di creare un nuovo
«contenitore» è la conseguen-
za inevitabile di un’analisi che
considera gli attuali partiti co-
me gusci vuoti: compreso il
suo.
Lo scontro che si sta profi-
lando non riguarda solo l’esi-
genza di riempirli con nuove
suggestioni, ma di cambiarne
le fondamenta, la cultura e il profilo, se non la classe diri-
gente. Da questo punto di vista, il «montismo» è una sorta
di nuova ideologia tecnocratica e prepolitica, destinata
non solo a ridefinire l’immagine dell’Italia in Europa e sui
mercati finanziari, ma a influenzare l’offerta elettorale ita-
liana; e ben oltre il 2013. Basta vedere come sta gestendo la
riforma del mercato del lavoro, fra proposte di accordo e
minacce di andare avanti comunque: qualcosa di impensa-
bile fino a qualche tempo fa. Per questo, quando Casini
evoca il ruolo di Monti non pensa a candidarlo a Palazzo
Chigi, perché sa che è impossibile.
Tuttavia, sembra sperare in un nuovo sistema di voto
che archivi le alleanze spurie della Seconda Repubblica. «Il
governo Monti non è nato per incidente della storia: è lì da
quattro mesi e non credo che riuscirà a fare tutto il lavoro
che si richiede per l'Italia in un anno», insiste. Il progetto
che i centristi coltivano non è tanto di puntellare e rafforza-
re una loro posizione di rendita fra gli schieramenti: quel
vantaggio sarebbe apparente e velleitario, dal momento
che centrodestra e centrosinistra come si configuravano
nel 2008 non esistono più. L’idea è di convincere i partiti a
prendere atto che una fase storica si è conclusa; e che sa-
rebbe inutile attardarsi nella difesa di meccanismi elettora-
li incapaci di garantire non la vittoria ma un governo: in
una fase economica così drammatica, significherebbe ri-
consegnarsi all’incertezza.
L’obiettivo è invece di combattersi senza escludere di
scegliere il capo del governo dopo le elezioni. Insomma,
l’anomalia di Monti comincia ad essere percepita come ne-
cessaria non solo fino al 2013. La «parentesi» aperta cento
giorni fa si prolungherebbe per buona parte della legislatu-
ra successiva, con l’attuale presidente del Consiglio adotta-
to dal sistema politico come risorsa da non consegnare al-
le istituzioni europee ma da spendere «in casa»; e nel ruo-
lo che apparirà più opportuno. Anche perché gli investito-
ri esteri non si limitano ad applaudire quanto l’Italia sta
facendo in tema di riforme. Vogliono soprattutto sapere
che succederà fra un anno e mezzo; e chiedono garanzie.
Per paradosso, anche i partiti si chiedono quale sarà la geo-
grafia politica fra dodici mesi; e anche loro non sanno dar-
si una risposta. Può spuntare così una convergenza di inte-
ressi inedita: per ragioni diverse, partiti e mercati costretti
a scommettere su Monti.
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Le posizioni
Verso l’ok
al modello tedesco
Il Terzo polo
e i nodi
Le tappe
verso ottobre
ROMA — A molti potrebbe
sembrare una fantasia sugge-
stiva. Ai dirigenti del Pd appa-
re come un incubo che non
vorrebbero si concretizzasse.
Quando Michele Emiliano più
di un mese fa ne ha parlato la
prima volta l’ipotesi è caduta
nel nulla, ora fa paura agli ap-
parati di partito.
Il sindaco di Bari ha immagi-
nato la creazione di una gran-
de lista civica nazionale per
sopperire alle carenze della po-
litica tradizionale. E i numeri
stanno dalla sua parte. In ogni
sondaggio c’è almeno un 40
per cento degli intervistati che
dichiara di non sapere per chi
andrà a votare. Di più: secon-
do tutte le rilevazioni solo l’ot-
to per cento degli italiani ha fi-
ducia nei partiti, il resto se ne
tiene ben lontano. Cifre che
raccontano un disagio palpabi-
le. Cifre che hanno convinto
Emiliano a dire che «il Pd da
solo non ce la può fare». Di
qui l’idea del listone «aperto
anche al Terzo Polo», che nella
prossima legislatura «potreb-
be candidare Corrado Passera
alla presidenza del Consiglio».
Di fronte a queste ipotesi Pier
Luigi Bersani alza le spalle e di-
ce: «Alle elezioni ci sarà il sim-
bolo del Pd. Lo si vedrà già nel-
le prossime amministrative».
Il gruppo dirigente di Largo
del Nazareno storce naso e
bocca quando sente parlare di
una lista civica nazionale. Tan-
t’è vero che quando Enrico Ga-
sbarra ha vinto le primarie per
la segreteria regionale del Pd
laziale hanno tutti tirato un so-
spiro di sollievo. Il candidato
ufficiale ha ottenuto l’81,8 per
cento, gli altri si sono suddivi-
si quel che è rimasto e il candi-
dato di Rosy Bindi, che avreb-
be dovuto conquistare consen-
si nella società civile, è arriva-
to buon ultimo. E infatti Mat-
teo Orfini, della segretaria del
partito, esulta per questo risul-
tato: «A quanto pare i presunti
candidati della società civile
non la conoscevano, al contra-
rio di Gasbarra». Commento ir-
ridente che però segnala la dif-
ficoltà dei vertici del Pd che vi-
vono come un incubo tutto
ciò che non si può irreggimen-
tare in una ferrea disciplina di
partito.
Le amministrative saranno
il primo test per valutare fin
dove l’antipolitica ha colpito
gli italiani. Anche in questo ca-
so le liste civiche saranno mol-
te (l’altro giorno, a Firenze, si
sono riunite le cinquanta del-
la Toscana). Ma c’è qualcosa
di più, qualcosa che fa capire
che la preoccupazione della di-
rigenza del Pd non è priva di
fondamento. Da Torino Piero
Fassino osserva: «La lista civi-
ca nazionale è una risposta ai
problemi attuali, però non è
l’unica e neanche la principa-
le». Secondo il sindaco del ca-
poluogo piemontese una for-
mazione siffatta potrebbe co-
munque affiancare la lista del
Pd. Ma non è esattamente que-
sto l’obiettivo di Emiliano e
degli altri che, con lui, coltiva-
no questo sogno. Già, il qual-
cosa in più è rappresentato
dal fatto che su quell’ipotesi si
sta lavorando, e non da ora. Il
sindaco di Bari ne ha parlato
con i colleghi di Milano, Napo-
li e Cagliari. Pisapia, de Magi-
stris e Zedda non sono rimasti
insensibili. In fondo sono pro-
prio i sindaci del centrosini-
stra gli unici a mietere succes-
si e ottenere consensi. Emilia-
no ha discusso della cosa an-
che con il presidente della Ca-
mera Gianfranco Fini, perché
la sua idea è quella di allarga-
re la lista civica anche alle for-
ze che non si riconoscono nel
centrosinistra classico. Fini lo
ha ascoltato e qualche giorno
dopo Italo Bocchino ha rilan-
ciato l’ipotesi. Che sembra
non dispiacere nemmeno a Di
Pietro e Vendola. Se il Pd do-
vesse siglare un’intesa con
Pdl e Udc per una riforma elet-
torale fatta a immagine e somi-
glianza di quei partiti, Sel e
Idv potrebbero essere della
partita e seguire Emiliano e
gli altri sindaci.
Tutti i potenziali protagoni-
sti di questa avventura sono
in contatto tra di loro: si sento-
no, si parlano, si scambiano
consigli e idee. Non a caso
Marco Doria, il candidato del
centrosinistra a Genova, so-
gna di poter fare un’uscita
pubblica, in campagna eletto-
rale, con Pisapia, de Magistris
e Zedda. Elettoralmente han-
no più appeal i sindaci outsi-
der dei partiti tradizionali. E
questo vale per tutti, non solo
per il Pd. Infatti Doria, appog-
giato da Vendola, dalle prima-
rie in poi continua a ripetere
sempre la stessa frase: «Sono
autonomo». Si sentono così
anche i sindaci di Milano, Na-
poli e Cagliari: sono in debito
solo con i loro elettori non
con i partiti che li hanno soste-
nuti.
Maria Teresa Meli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Contatti con Pisapia, de Magistris e Zedda
La Nota
A Firenze ci sarà una via Fallaci
Ma i democratici si dividono
ROMA —In un clima un po’ carbona-
ro, i capi delegazione dei partiti che trat-
tano sulle riforme costituzionali e sulla
legge elettorale si sono dati appunta-
mento in un ufficio defilato, senza inse-
gne e targhe, lontano dai riflettori sem-
pre accesi alla Camera e al Senato. La
riunione è durata novanta minuti e alla
fine del «giro di tavolo» c’è stata unani-
mità di consensi almeno sul calendario
di un percorso parlamentare condivi-
so: prima e seconda lettura della rifor-
ma costituzionale entro settembre-otto-
bre 2012, varo della legge elettorale in
autunno e poi, da dicembre, terzo e
quarto passaggio in aula per la modifi-
ca della Costituzione.
Così Luciano Violante (Pd), Ferdinan-
do Adornato (Udc), Pino Pisicchio
(Api) e Gaetano Quagliariello (Pdl) —
accompagnato dal professor Nicolò Za-
non — avrebbero archiviato con reci-
proca soddisfazione la questione dei
tempi. Per dedicarsi al perfezionamen-
to della bozza che «entro tre settima-
ne», «ma forse anche prima», deve esse-
re sottoposta all’esame dei segretari dei
partiti. Sul merito delle proposte, però,
i capi delegazione sono stati abbottona-
tissimi anche perché i vari gruppi parla-
mentari (oggi si riuniscono quelli del
Pd) ancora devono dire la loro. Al termi-
ne del vertice, nelle parole di Quaglia-
riello, Adornato e Bocchino è prevalsa
comunque la prudenza, per non parla-
re di scetticismo.
Le modifiche costituzionali previste,
come annunciato, non saranno certo in-
dolori. Il Parlamento infatti dovrà vota-
re la riduzione del numero dei deputati
(da 630 a 500) e dei senatori (da 315 a
250). L’introduzione del «bicamerali-
smo eventuale»: la camera cui spetta la
seconda lettura di una legge ha solo un
diritto di richiamo del testo. E ancora:
la sfiducia costruttiva e i poteri amplia-
ti per il premier che potrà chiedere al
capo dello Stato di sciogliere le Camere
e di revocare singoli ministri.
Anche la trattativa sulla legge eletto-
rale —apparentemente messa in secon-
do piano al tavolo dei partiti — avreb-
be registrato pochi passi in avanti. Am-
messo che l’accordo verrà perfezionato
intorno al cosiddetto modello tedesco
(50% proporzionale, 50% maggiorita-
rio, sbarramento al 4%), alcuni al «tavo-
lo» hanno osservato che in Germania
non ci sono le preferenze e che il nume-
ro dei parlamentari del Bundestag è va-
riabile mentre in Italia deve essere fis-
so. Inoltre, non è ancora sciolto il nodo
del cosiddetto «diritto di tribuna» per i
partiti più piccoli.
Marcia invece verso un esito parla-
mentare più concreto il testo di rifor-
ma del Regolamento del Senato sul qua-
le Gaetano Quagliariello (Pdl) e Luigi
Zanda (Pd) hanno trovato un punto di
caduta. L’articolato — che non è anco-
ra stato sottoposto ai rispettivi gruppi
—arriverà comunque la prossima setti-
mana in giunta per poi passare in aula.
Le novità, anche in questo caso, sono
notevoli e riguardano 30 articoli del re-
golamento: il governo, per la sua quota
maggioritaria, potrà sapere in anticipo
la data certa in cui verrà messo ai voti
in aula un suo disegno di legge; e an-
che l’opposizione, per le sue proposte,
potrà avere la stessa certezza. C’è poi
una norma contro il cambio di casacca:
non sarà più permessa in corso d’opera
la nascita di gruppi che non si sono pre-
sentati alle elezioni. Anche al Senato,
come alla Camera, verrà introdotto il
voto con l’impronta digitale per evitare
il fenomeno dei pianisti. Ci sarà, infine,
il question time obbligatorio, almeno
una volta al mese, per il premier.
Dino Martirano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
8%
81,8%
40%
Trattativa Cauti gli «sherpa» dei partiti di maggioranza. Vicina la modifica dei regolamenti del Senato
di Massimo Franco
Oggi si riunisce il gruppo
parlamentare del Pd:
sulla riforma elettorale
sembra prevalere
il modello tedesco
Il voto in Comune
Riforme, accordo trovato solo sui tempi
Gli italiani
che dicono di avere
conservato fiducia nei
partiti: un’altra cifra che
dà conto del disagio
esistente fra gli elettori,
che non si sentono
più rappresentati
Tra i nodi, il tema delle
preferenze e del
cosiddetto «diritto
di tribuna» per i partiti
più piccoli
I voti
andati a Enrico Gasbarra,
candidato ufficiale del Pd,
che nello scorso fine
settimana ha vinto le
primarie per la segreteria
regionale del Partito
democratico laziale
La «parentesi» Monti
potrebbe continuare
anche oltre il 2013
❜❜
Gli italiani
che dichiarano di non
sapere per chi votare: il
«partito degli indecisi»,
almeno secondo i
sondaggi di queste
settimane, rischia di
essere il primo d’Italia
Accordo sul calendario
parlamentare: prima
e seconda lettura della
riforma costituzionale
entro ottobre 2012
Lista civica nazionale
aperta al Terzo polo
Emiliano agita il Pd
Con 17 voti a favore, 12 contrari e 8 astenuti il consiglio
comunale di Firenze ha approvato una mozione presentata
dal Pdl per intitolare una strada o una piazza della città a
Oriana Fallaci. La votazione ha visto il Pd diviso: 5 sì, 7
astenuti (con il collega del Pdl Francesco Torselli) e 8 no.
Bianca Maria Giocoli, di Fli, ha definito «surreale» il
dibattito, perché «il consiglio comunale e la commissione
toponomastica si erano già espressi nel 2006 e 2008». Dopo
il voto sulla Fallaci il consiglio comunale ha approvato, con
33 sì, una mozione per intitolare una strada a Bobby Sands
e anche la dedica di una targa commemorativa a Mario
Monicelli. Bocciata (con soli 10 sì, 4 dei quali provenienti
dal Pd) la mozione del capogruppo pdl Marco Stella per
intitolare una strada a Bettino Craxi, idea contro la quale si
era espresso il sindaco Matteo Renzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Prima bozza pronta entro metà marzo
Ma resta il nodo della legge elettorale
Sindaco
Michele Emiliano,
ex pm, nato a Bari
il 23 luglio 1959,
sindaco del capoluogo
pugliese dal 2004
Si esclude una
candidatura, ma
Casini chiede
unità anche
dopo il voto
Scenari L’idea non dispiace a Idv e vendoliani
italia: 515249535254
Codice cliente:
20
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
ROMA — È stata una trappola. C’è volu-
to un trucco per attirare la Enrica Lexie nel-
le acque territoriali indiane. La ricostruzio-
ne emerge da un’informativa inviata al pm
Francesco Scavo, titolare dell’inchiesta sul-
l’assalto subito dalla nave italiana. Il tranel-
lo sarebbe scattato nella notte tra il 15 e il
16 febbraio, quando la guardia costiera di
Kochi ha avvertito la petroliera: «Abbiamo
fermato qui in porto un peschereccio con
delle armi a bordo. Potrebbe trattarsi dei pi-
rati che vi hanno attaccato. Se vi avvicinate
fate la denuncia e poi procediamo per atti
di pirateria».
La Marina militare, subito interpellata,
si era dichiarata contraria all’ingresso della
Enrica Lexie nelle acque territoriali india-
ne. Invece a bordo si è preferito accettare
«l’invito», anche se non è ancora chiaro chi
abbia dato l’ordine e per quali motivi. Così
come è da accertare perché i militari siano
scesi a terra, una scelta sfociata nell’arresto
di Massimiliano Latorre e Salvatore Giro-
ne.
In realtà di punti fermi, in questa storia,
ce ne sono ancora pochi. Oltre al tranello
in cui è caduta la petroliera, per la Procura
è certo che c’è stato il tentativo di abbor-
daggio (a 33 miglia dalla costa e attorno al-
le 16 locali) e che dalla nave si è sparato (il
teamdi sicurezza sostiene di aver avvistato
sei uomini armati sul peschereccio). Nien-
ROMA — È spuntata ieri la
sagoma di una nave greca at-
taccata da pirati nella nebbia
che circonda la dinamica esat-
ta di quanto avvenuto merco-
ledì scorso nel Mar Arabico. È
spuntata collocata in un ora-
rio e in un punto di mare di-
versi rispetto a quelli indicati
dalle autorità locali nelle loro
ricostruzioni sui colpi partiti
verso il peschereccio indiano
St. Antony, a bordo del quale
due pescatori trovati morti sa-
rebbero stati uccisi da pallot-
tole. In India la pioggia di pro-
iettili è stata attribuita alla pe-
troliera italiana Enrica Lexie,
sorvegliata da sei marò che
ammettono spari dissuasivi
in acqua e in aria negando col-
pi andati a segno sull’imbar-
cazione più piccola. Invece
un attacco al mercantile gre-
co Olympic Flair potrebbe se-
gnalare che mercoledì anche
altri, dopo un allarme da que-
sta nave, avrebbero avuto mo-
tivi di sparare temendo assal-
ti di pirati.
Premessa: «È una vicenda
ingarbugliata», come ha rias-
sunto Giorgio Napolitano par-
lando degli aspetti diplomati-
ci del caso che vede Massimi-
liano Latorre e Salvatore Giro-
ne, due dei marò del reggi-
mento San Marco, trattenuti
da domenica dalla polizia in-
diana. Vale ancora di più per
la ricostruzione dei fatti, tra
versioni divergenti da parte
indiana e italiana.
Il fermo dei marò è stato
trasformato in arresto con
l’accusa di omicidio, i due so-
no stati trasferiti per i prossi-
mi due giorni nel circolo uffi-
ciali del porto di Kochi. Ma-
rio Monti viene informato
più volte al giorno da Farnesi-
na e ministero della Difesa. A
quanto risulta al Corriere se
non ci saranno sviluppi posi-
tivi il presidente del Consi-
glio è pronto a contattare il
primo ministro indiano Man-
mohan Singh.
Si tratta di farlo al momen-
to giusto. La ricerca di solu-
zioni procede su un terreno
impervio e la diplomazia ita-
liana ha preferito finora evita-
re rumorosi scontri muro
contro muro. Innanzitutto
perché il caso dei due pescato-
ri uccisi e dei marò prelevati
dal porto di Kochi è nelle ma-
ni dello Stato indiano del Ke-
rala, proiettato per il 18 mar-
zo verso elezioni che posso-
no cambiare gli attuali assetti
politici. Non tutto dipende da
New Delhi, la capitale federa-
le, pur sensibile agli umori
diffusi nello Stato sud-occi-
dentale che guarda sull’Ocea-
no Indiano.
Ieri, giorno di festa, i due
marò sono stati interrogati
Le elezioni politiche e amministrative in corso rischiano
di influenzare le indagini Giulio Terzi, ministro degli Esteri
Affollamento
«Venite a denunciare i pirati»
Così dal porto è scattata
la trappola contro la petroliera
«Uomini freddi
e ben preparati
È difficile
che sbaglino»
Secondo la Farnesina ci
sono stati almeno due
incidenti in quella zona
di mare in orari diversi
I marò arrestati sotto interrogatorio
Ora spunta anche un mercantile greco
Crescono i dubbi sulla dinamica. Napolitano: situazione ingarbugliata
Il falso annuncio
Il retroscena Il messaggio che ha fatto attraccare la nave a Kochi
❜❜
L’altra ipotesi
Gli spari
Il 15 febbraio,
nelle acque
internazionali
del Kerala, due
marò a
protezione
della petroliera
Enrica Lexie
sparano colpi
d’avvertimento
contro un
barchino che si
avvicina
I morti
Quella sera un
peschereccio
denuncia di
essere stato
attaccato a
colpi d’arma
da fuoco: uccisi
due pescatori
L’arresto
I marò,
sbarcati a
Kochi, vengono
fermati e
accusati di
omicidio. Gli
italiani
sostengono di
aver sparato
contro
un’imbarcazio-
ne diversa, e
solo in aria e
in acqua
Esteri
Il tranello è partito nella notte:
«Abbiamo fermato il
peschereccio che vi ha attaccato»
«I militari del reggimento San Marco
imbarcati sulle navi mercantili sono
persone di grande freddezza, preparate a
fronteggiare ogni tipo di emergenza.
Difficile che commettano errori»,
assicura Marco Guerriero, capitano di
corvetta, uno che conosce bene gli
uomini dei gruppi anti-pirati perché li
ha addestrati.
Capitano, come vengono scelti i marò
destinati a svolgere compiti di
prevenzione sui cargo?
«Vengono selezionati tra le fila della
Compagnia operazioni navali, che è
composta da poco più di 200 elementi,
tutti di alto livello per quanto riguarda
l’affidabilità e la tenuta psicologica».
Che tipo di esperienza hanno?
«Come personale delle operazioni navali
hanno alle spalle varie operazioni in
materia di sicurezza svolte sulle navi
militari, soprattutto nelle missioni
all’estero. Per esempio, sono spesso
entrati in azione quando venivano svolti
compiti anti-immigrazione clandestina».
Attualmente sono 60, divisi in 10
gruppi di 6, i marò impegnati nella
guerra ai pirati. Dopo la selezione,
hanno seguito corsi speciali?
«Hanno seguito un corso ad hoc diviso
in due parti, una teorica e l’altra pratica.
La parte teorica è costituita da quelli che
noi chiamiamo moduli di
inquadramento. Viene stabilita la
cornice entro cui andremo a operare.
Che tipo di ambiente troveremo, quali
norme bisogna rispettare, qual è lo stato
giuridico entro cui ci muoviamo.
Insomma, fissiamo le regole.
Poi però bisogna capire anche come
comportarsi nelle situazioni pratiche.
«Difatti, il secondo passo comporta la
presa di confidenza con una nave
mercantile, che è diversa dalle unità
militari. Va studiata bene: ogni sua
parte, ogni suo ambiente di lavoro deve
diventare familiare in modo che si
sappia in ogni momento dove andare e
cosa fare».
Ci fa capire meglio cosa avviene nelle
esercitazioni?
«Durante queste esercitazioni si
immaginano vari scenari di fronte ai
quali è possibile venirsi a trovare. E si
studiano le contromisure. Noi le
chiamiamo esercitazioni in bianco,
servono a stabilire un’intesa perfetta tra
gli uomini che compongono il team, sui
rispettivi posti da occupare, come
mettere l’equipaggio in sicurezza, come
parlarsi per capirsi al volo».
Immaginiamo che ci si eserciti anche
all’uso delle armi.
«Ognuno ha della propria arma una
grande conoscenza appresa nel poligono
di tiro. Piuttosto sulla nave è importante
imparare a usare bene altri strumenti
come i visori notturni, gli ingranditori, e
stabilire nei dettagli le varie procedure
di allarme in caso di pericolo».
Mettiamo che i pirati tentino un
abbordaggio. Come si reagisce?
«C’è una casistica che contempla tutte le
reazioni progressive di fronte a una
possibile minaccia. Sono procedure
consolidate. Mano a mano che la
minaccia evolve, il tipo di reazione sale
di grado. Fino a sventare l’attacco».
Marco Nese
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’addestratore
I pescatori potrebbero essere
stati colpiti per errore
dalla Guardia costiera
Attesa Al centro,
Massimiliano Latorre e
Salvatore Girone nel
cortile della foresteria
delle Forze centrali di
sicurezza di Kochi. In alto,
foto grande, due cordoni
di polizia si aprono al
passaggio dell’auto che
traporta i marò a Kollam
per l’interrogatorio
La vicenda
Pressing italiano Il ministro Severino: incidente in acque internazionali, New Delhi non competente
italia: 515249535254
Codice cliente:
21 Esteri
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
‘‘
Nel gergo della
Marina militare
italiana, la parola marò,
che una volta indicava il
marinaio semplice non
specializzato, a partire
dagli anni Cinquanta
viene utilizzata per
indicare gli appartenenti
al reggimento San
Marco: soltanto allora
l’Italia postbellica,
aderendo alla Nato, potè
infatti riorganizzare le
proprie forze costituendo
nuovi battaglioni da
sbarco
t’altro. I dettagli, però,
sono tutti da ricostruire,
mancano informative e do-
cumenti. Per questo il pm non
ha ancora deciso se inviare in In-
dia i carabinieri del Ros guidati dal co-
lonnello Massimiliano Macilenti.
Tra dubbi e incertezze, si fa strada l’ipote-
si che la nave della società armatrice «Fra-
telli D’Amato» sia stata scambiata con un
mercantile battente bandiera greca, la
Olympic Flair, a sua volta attaccata dai pira-
ti al largo di Kochi quattro ore dopo il mer-
cantile italiano. La nave — ormeggiata a
due miglia nautiche dalla costa, a circa die-
ci chilometri di distanza dalla Enrica Lexie
— avrebbe subito l’assalto di due imbarca-
zioni con venti persone armate a bordo. In
questo contesto potrebbe esserci stato uno
scontro a fuoco con la Guardia costiera. E i
pescatori potrebbero essere stati colpiti
per errore. Se fosse andata così, i responsa-
bili sarebbero da cercare nella polizia india-
na, che proprio per evitare di essere messa
sotto accusa avrebbe incolpato i militari
del reggimento San Marco.
L’ipotesi dello scambio tra le due navi è
da verificare, ma diversi dettagli sembrano
confermarla. Risulta che la Olympic Flair
ha comunicato l’attacco subìto al Maritime
rescue coordination centre di Mumbai, che
però ha negato alla Marina militare di esse-
re stato informato. Le agenzie di stampa in-
diane hanno dato la notizia della morte dei
pescatori tra le 21.50 e le 22, un orario più
vicino all’assalto subito dalla nave battente
bandiera greca. Il comandante dell’Enrica
Lexie e i marò, inoltre, sostengono che l’im-
barcazione in cui sono morti i pescatori è
diversa, per forma e colore, da quella che
aveva tentato di abbordarli. E, per conclu-
dere, non c’è alcuna conferma che sia stata
effettuata l’autopsia sui corpi delle vittime
e nemmeno di consulenze per individuare
la traiettoria e il tipo dei proiettili.
Lavinia Di Gianvito
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le famiglie dei due pescatori uc-
cisi si sono ritirate. Chiedono «giu-
stizia, ma anche un risarcimento
che consenta di continuare a vive-
re», spiega in una lunga telefonata
serale padre Ignaci Rajasekaran,
uno degli amministratori dell’Arci-
diocesi di Trivandrum, nello Stato
del Kerala. Jalestein, 45 anni, era
un parrocchiano di padre Raja-
sekaran: «Noi siamo cristiani e sia-
mo pronti a perdonare. Sono stato
a casa di Jalestein, ho visto le sue
sorelle più piccole, ho parlato con
sua moglie, ho visto il loro piccolo
bambino. Stiamo seguendo le in-
dagini. Ma qualcuno si deve occu-
pare anche di una famiglia come
questa, rimasta sola, senza il suo
sostegno. Lo Stato del Kerala ha
promesso 500 mila rupie, ma è
una somma che non vale niente
neanche per voi italiani (7.716 eu-
ro, ndr)». Parole amare, ma lonta-
nissime dagli insulti-slogan grida-
ti ieri a Kollamda qualche centina-
ia di giovani. Uno su tutti: «Italia-
ni mascalzoni». Il ragionamento
sottinteso, però, è lo stesso, per-
ché tra l’opinione pubblica india-
na si fa strada l’idea che la senten-
za per i due marò non potrà che
essere una e una sola: colpevoli.
Sul sito Internet del quotidiano in
inglese The Hindu, la notizia più
letta è ancora quella di sabato 18
febbraio: «La polizia indiana vuo-
le che il capitano della nave italia-
na si consegni». E tra le prime cin-
que «most popular», tre riguarda-
no gli «italian marines», Massimi-
liano Latorre e Salvatore Girone. Il
dubbio è azzerato, i verbi sono tut-
ti all’indicativo. «Gli italiani han-
no sparato contro il peschereccio
nelle acque territoriali indiane». È
la medesima versione, particolare
su particolare, che padre Rajaseka-
ran ripete al sito AsiaNews.it, so-
stenendo che è l’unica credibile,
poiché è quella raccontata dai no-
ve superstiti dell’attacco. Anche
lui sembra impermeabile alle obie-
zioni, alla necessità di una verifica
davanti ad alcuni dati oggettivi. Il
più importante: il satellite indica
che la posizione della nave italia-
na Enrica Lexie era a 33 miglia dal-
la costa, cioè in acque internazio-
nali.
Ora la preoccupazione è che l’in-
cidente diplomatico alimenti un
sentimento antitaliano. Ieri si cele-
brava la festa nazionale di Shivara-
tri, la notte di Shiva, divinità indù
che viene onorata con il digiuno
diurno e la veglia notturna. Una
giornata dedicata alla «pace», che
invece si è trasformata, almeno
nelle città del Kerala, in una se-
quenza di inquietanti tensioni.
Per ora sono solo segnali, è giusto
sottolinearlo. Per esempio la cura
scenografica con la quale i poli-
ziotti si sono schierati per vigilare
sul trasferimento degli
italiani, su jeep 4 per 4,
da Kochi a Kollam. Poi
le proteste «antitalia-
ne», che vanno ricon-
dotte, però, alla loro re-
ale dimensione. «Un lar-
go gruppo di manife-
stanti», secondo i gior-
nali locali. «Qualche
centinaio di persone» ri-
feriscono fonti terze. In
ogni caso tutti concor-
dano su un fatto: davan-
ti alla casa del magistra-
to (non l’ufficio pro-
prio perché ieri era fe-
sta) si sono raggruppa-
ti i militanti delle orga-
nizzazioni giovanili dei
due partiti principali.
Di governo: i «Giovani
del Partito del Congresso» (social-
democratico); dell’opposizione: il
Partito popolare indiano (il nazio-
nal-conservatore «Bharatiya Jana-
ta»). Più altre formazioni, come
«All India Youth Federation» e
«Democratic Youth Federation of
India». Dagli slogan in inglese si è
passati in breve agli spintoni, alla
pressione sul cordone di polizia.
Gli uomini in divisa hanno reagi-
to con un uso disinvolto dei basto-
ni sfollagente: due feriti tra i mili-
tanti.
Adesso bisognerà vedere se gli
scontri alimenteranno, secondo
una dinamica collaudata un po’
ovunque, ulteriori dimostrazioni.
Qualcuno, in queste ultime ore,
ha tentato anche una lettura «poli-
tica» della vicenda. La gazzarra di
strada sarebbe stata fomentata da-
gli oppositori di Sonia Gandhi,
presidente del Partito del Congres-
so, alla guida dell’India. Nello Sta-
to del Kerala si avvicinano le ele-
zioni, e i partiti anti-Gandhi vor-
rebbero strumentalizzare le mitra-
gliette dei marò per mettere in dif-
ficoltà «l’italiana» Sonia. Il proble-
ma è che in piazza, ieri, c’erano,
scatenati come e più degli altri, an-
che i «giovani» di Sonia Gandhi.
Probabilmente, dunque, bisogne-
rà accostarsi con prudenza agli
umori dell’opinione pubblica e,
magari, considerare il consiglio di
padre Rajasekaran: rispettare i
morti e ricordarsi dei vivi.
Giuseppe Sarcina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
nella sua casa di Kollam dal
giudice K. P. Joy. A far da in-
terprete, un sacerdote cattoli-
co. Con i fucilieri italiani che
avevano compiti di vigilanza
anti-pirati sulla petroliera in
base a decisioni governative
recenti in materia, erano dal
magistrato il console genera-
le a Mumbai Giampaolo Cutil-
lo e l’addetto militare dell’am-
basciata a New Delhi Franco
Favre. In strada, un centinaio
tra militanti comunisti, dello
Youth Congress e del partito
di destra Bharatiya Janata Par-
ty. La fine sanguinosa dei due
pescatori, sui quali non si ha
notizia di autopsie, può avere
peso nella campagna elettora-
le. «Italiani, mascalzoni. Date-
ci i colpevoli», gridavano i mi-
litanti. La polizia li ha allonta-
nati, i manifestanti hanno ca-
ricato, gli agenti sono ricorsi
ai bastoni di bambù.
Oggi gli avvocati dei marò
presenteranno una «eccezio-
ne di giurisdizione» all’Alta
corte del Kerala, soster-
ranno che il procedi-
mento giudiziario
spetta all’Italia, co-
me ha ripetuto il
mi ni stro del l a
Giustizia Paola
Severino. Dal-
l ’ I ndi a sono
rimbalzate a
Roma voci di
di v e r g e nz e
nel governo
sulla prudenza
della Farnesi-
na. Fonti vici-
ne ai ministri
di Difesa e Giustizia, ieri, le
hanno definite infondate.
«Gli incidenti sono stati al-
meno due in quella zona di
mare a orari diversi», ha di-
chiarato il ministro degli Este-
ri Giulio Terzi. Poi agenzie di
stampa italiane hanno riferi-
to che il cargo greco era stato
attaccato da pirati, più vicino
alla costa, cinque ore dopo
che un’imbarcazione diretta
verso la Lexie era stata dissua-
sa dall’avvicinarsi dagli spari
dei marò. L’Olympic Flair
avrebbe denunciato alla Guar-
dia costiera indiana il tentato
assalto, e questa non ne
avrebbe dato notizia. Un altro
capitolo di questa storia. Diffi-
cilmente quello finale.
Maurizio Caprara
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il St. Antony in porto
Il peschereccio St. Antony, in banchina nel
porto di Kollam, dopo l’incidente del 15
febbraio costato la vita a due membri
dell’equipaggio. Nella città sull’Oceano
ieri la rabbia popolare è esplosa
contro gli italiani accusati
del doppio omicidio
(Afp Photo/Str)
È necessario che l’inchiesta permetta di stabilire quello
che è veramente accaduto Alain Juppé, ministro Esteri francese
❜❜
Da San Tommaso
ad Arundhati Roy
Una storia particolare
Un crimine imperdonabile uccidere pescatori innocenti
pensando che siano pirati G.K. Vasan, ministro indiano della Navigazione
Lo Stato del Kerala
La parola
Slogan contro l’Italia
Cresce la rabbia
per i pescatori uccisi
Giudizio Catturati a ottobre, 9 sequestratori somali andranno a processo il 23 marzo
Roma, alla sbarra i banditi del Montecristo
❜❜
Proteste Un momento delle manifestazioni di ieri
contro l’Italia davanti alla casa del magistrato di
Kollam, dove sono stati interrogati i due marò (Ansa)
Marò
ROMA — Approda in una
Corte d’Assise — ed è la prima
volta in Italia — la vicenda di
un assalto a una nave da parte
di un gruppo di pirati. Il proces-
so riguarda il sequestro del por-
tacontainer Montecristo al lar-
go della Somalia: per più di 24
ore, il 10 ottobre scorso, 23 uo-
mini dell’equipaggio (tra cui
sette italiani) sono stati tenuti
prigionieri nel golfo di Aden.
Adesso per nove somali (attual-
mente detenuti nelle carceri ro-
mane di Regina Coeli e di Rebib-
bia: foto, l’arrivo di un pirata)
ci sarà il dibattimento, che ini-
zierà il prossimo 23 marzo. Il
pm Francesco Scavo (lo stesso
che indaga sul caso dei marò ar-
restati in India) ha chiesto e ot-
tenuto dal gip Valerio Savio il
giudizio immediato che consen-
te di saltare la fase dell’udienza
preliminare. Lunga la lista dei
reati contestati ai bucanieri: dal
concorso in atti di depredazio-
ne (pirateria), al sequestro di
persona, dalla detenzione di ar-
mi da guerra al danneggiamen-
to. Il tutto aggravato dalla finali-
tà di terrorismo.
Il 19 ottobre scorso sono sta-
ti arrestati dai corpi speciali in-
glesi e portati a Roma in 15. La
posizione di quattro somali —
una volta accertato che aveva-
no meno di 18 anni — è stata
trasmessa alla Procura presso il
Tribunale dei minorenni. Nei
confronti di due pachistani è
stata invece chiesta l’archivia-
zione: è emerso che sarebbero
stati presi in ostaggio e utilizza-
ti perché erano in grado di far
navigare senza rischi il porta-
container. Secondo la ricostru-
zione della Procura, due setti-
mane prima dell’assalto alla na-
ve italiana i somali si erano im-
padroniti di un peschereccio
iraniano con 22 marinai pachi-
stani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non è solo per i mille centri ayurvedici e le falci e
martello tra le palme (i comunisti, oggi
all’opposizione, qui sono fortissimi) che il Kerala
è particolare. Il piccolo Stato del Sud è anche
quello con la maggior percentuale di cristiani
dell’India, quasi il 20%. Siriaci, protestanti,
cattolici, ortodossi, tommasiani, perfino aderenti
alle chiese rinate: chi ha letto i libri di Arundhati
Roy, a partire dal pluripremiato Dio delle piccole
cose, ricorda gli intrecci non sempre armoniosi
nella comunità dove l’autrice è cresciuta, i
rapporti ancora più difficili con le altre fedi: gli
indù con le caste, i musulmani. Ma anche se non
maggioritario, il cristianesimo è ovunque in
Kerala: la meravigliosa Cochin (o Kochi come si
dice oggi), dove l’Enrica Lexie è alla fonda, fu la
prima colonia europea dell’India, i cattolicissimi
portoghesi sbarcati nella città insulare nel 1503
lasciarono chiese, conventi, tradizioni. E la
leggenda va ancora più lontano nel tempo: a
«battezzare» questa terra sarebbe stato l’apostolo
san Tommaso, arrivato nel 52, fondatore di sette
chiese, morto martire a Madras e venerato
ancora oggi da milioni di indiani.
Cecilia Zecchinelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Minoranza religiosa Le due vittime appartenevano alla comunità cristiana
La famiglia chiede un risarcimento
italia: 515249535254
Codice cliente:
22 Esteri
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
#
I precedenti
23 settembre 2011:
tre uccisi in un incidente
Costo: circa 300 mila euro
Velocità massima: 130 km/h
Autonomia: 500 km
Motore: Diesel IVECO 6V sovralimentato, da 405kW (550 cv)
Costo: cir
Velocità m
A
CORRIERE DELLA SERA
A confronto
LINCE
Lunghezza: 8,6 m
Altezza: 3 m
Costo: 6 milioni di euro Costo: 6 milioni
FRECCIA
Equipaggio:
tre uomini +
7 soldati trasportati
Veicolo blindato
da combattimento
(Iveco)
Larghezza: 2 m
Larghezza: 2,9 m
Ruote: 325/85 R16,
sistema centrale di
gonfiaggio degli
pneumatici a bordo
(CTIS) che consente
di adeguare
la pressione
Motore:
diesel common rail
3.000 cc
da 136 kW
(190 cv)
Peso:
6,5 tonnellate Armamento: Cannone Oerlikon KBA da 25mm con 200 colpi
Ruote: da 14.00 - 20 pollici,
tipo run flat, con CTIS
(Central Tyre Inflation System)
Peso: circa 26 tonnellate
Lunghezza: 4,8 m
Armamento:
mitragliatrice
Mg 7,62 mm
La mappa
Herat
UZBEKISTAN
TURKMENISTAN
IRAN
PAKISTAN
AFGHANI STAN
Meymaneh
Lashkar Gah
Tirin Kot
Mazar-e-Sharif
Anabah
Kabul
Herat
Autonomia: 800km
Velocità: 110 km/h
TAJIKISTAN
Qui, 20 km a sud-ovest
di Shindand,
è avvenuto l’incidente
Shindand
Altezza: 2 m
Equipaggio:
cinque uomini
Nome industriale:
IVECO M65E 19WM
Veicolo tattico multiruolo fabbricato
in Italia da Iveco
Massa rimorchiabile:
4.200 kg
15 ottobre 2009:
ribaltamento, un morto
Potente, veloce ma troppo pesante
«Inadatto alle piste tortuose di qui»
DAL NOSTRO INVIATO
KABUL —Ci mancava l’inver-
no peggiore degli ultimi 15 an-
ni a rendere difficile la vita in
Afghanistan. Se il gelo delle
scorse settimane ha ucciso deci-
ne di bambini nei campi profu-
ghi della capitale, le forti piog-
ge rendono problematici (e tal-
volta mortali) gli spostamenti
anche per le forze internaziona-
li operanti in varie zone del Pae-
se. Gli ultimi a pagare con la vi-
ta sono stati tre soldati italiani:
il caporal maggiore capo Fran-
cesco Currò, 32 anni, di Messi-
na, il primo caporal maggiore
Francesco Paolo Messineo, 28
anni, di Termini Imerese, e il
suo coetaneo parigrado Luca
Valente di Gagliano del Capo,
provincia di Lecce. Erano a bor-
do di un automezzo blindato
Lince che si è ribaltato durante
il guado di un corso d’acqua a
circa 20 chilometri a sud-ovest
di Shindand, nel distretto più
meridionale della provincia di
Herat dove opera il nostro con-
tingente. La pattuglia era impe-
gnata in una missione di recu-
pero di un altro veicolo rimasto
bloccato a causa delle proibiti-
ve condizioni meteo.
La paura maggiore per i circa
120 mila soldati della Missione
Isaf non è certo il generale in-
verno. Semmai è saltare in aria
per una cosiddetta «bomba arti-
gianale» (ied, improvised explo-
sive device) o un kamikaze infil-
trato nelle forze di sicurezza af-
ghane che operano con le trup-
pe Isaf o tra la popolazione civi-
le (nei giorni scorsi nel Sud del
Paese due bambini di 10 anni
sono stati fermati prima che si
facessero esplodere: erano già
stati arrestati e perdonati alcu-
ni mesi fa). Morire intrappolati
nei propri blindati senza avere
neppure la possibilità di difen-
dersi è — se possibile — «una
morte un po’ peggiore» che an-
darsene sparando. Restare im-
prigionati nell’acqua gelida di
un fiume afghano, che di solito
non ha argini e dilaga in occa-
sione di forti piogge, non è tra
le prime preoccupazioni dei mi-
litari qui. Questo è successo ieri
mattina ai nostri: il comunicato
diffuso dallo Stato Maggiore
della Difesa parla di un auto-
mezzo Lince appartenente alla
Task Force Center con base a
Shindand che, «nell’attraversa-
re un corso d’acqua, si è ribalta-
to intrappolando al suo interno
tre dei militari dell’equipaggio
che sono successivamente dece-
duti». Il quarto uomo a bordo,
in stato di ipotermia, è riuscito
a salvarsi: «Sottoposto a cure
ha avvisato personalmente i
propri familiari». I soldati coin-
volti erano in forza al 66˚ Reggi-
mento Aeromobile «Trieste» di
stanza a Forlì.
Il presidente della Repubbli-
ca Giorgio Napolitano ha invia-
to messaggi ai familiari delle
vittime: «Nel farsi interprete
del profondo cordoglio del Pae-
se» il capo dello Stato ha espres-
so «i sentimenti della sua affet-
tuosa vicinanza e della più sin-
cera partecipazione al loro gran-
de dolore». Il bilancio dei cadu-
ti italiani in Afghanistan sale a
49. Gli ultimi due episodi lut-
tuosi: un colonnello colpito da
malore a metà gennaio e un in-
cidente stradale nella zona di
Herat nel settembre scorso in
cui morirono in tre. I nostri ulti-
mi caduti in combattimento ri-
salgono al luglio scorso. Prima-
vera ed estate in Afghanistan so-
no le stagioni della guerra. I co-
mandi Nato confermano una
forte riduzione degli attacchi ta-
lebani a gennaio e febbraio. Nel-
la scorsa settimana la neve ha
isolato Kabul via cielo. Forse
nessun’altra capitale al mondo
ha un aeroporto con un cartello
sul viale d’accesso che recita:
«spegnete i jammer». Sono i di-
spositivi sui veicoli Nato che
tentano di «neutralizzare» gli
impulsi elettrici che innescano
gli ied. «Antenne» grosse come
canne d’organo, visibili anche
su gipponi civili. Tra i jammer
più sofisticati ci sono quelli dei
Mrap (mine resistant ambush
protected), i grandi blindati dei
convogli Usa. Più alti e meglio
corazzati dei Lince, le torrette
della sentinella con mitragliatri-
ce molto più protette, eppure
anche loro vulnerabili agli inci-
denti stradali: su 66 «proble-
mi» registrati sui Mrap dal no-
vembre 2007 al giugno 2008,
44 sono stati causati da ribalta-
menti, il 75% dei quali in aree
rurali.
Michele Farina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I capi militari ne parlano con or-
goglio. Il Lince, dicono, è un mezzo
che garantisce uno straordinario
grado di sicurezza. In effetti, ha mo-
strato più volte nel territorio ostile
dell’Afghanistan di poter fare in pra-
tica quello per cui è stato progetta-
to, e cioè reggere all’urto degli esplo-
sivi. In molti casi la deflagrazione di
ordigni nascosti dai talebani lungo
le strade ha solo scalfito la blindatu-
ra del veicolo. E i soldati nell’abita-
colo hanno subìto al massimo con-
tusioni o ferite leggere.
Anche il Lince però ha i suoi lati
deboli. L’aspetto più preoccupante
è la sua scarsa manovrabilità. Come
dimostra il tragico incidente di ieri.
Il Lince si è rovesciato nel fiume. «È
un mezzo difficile da controllare»,
sostengono i militari. Per questo
nessuno è tranquillo quando si met-
te alla guida di un Lince. Qualcuno
ha provato a farlo presente ma è sta-
to zittito. Come ci raccontava un sol-
dato in Afghanistan, «non è ammes-
so lamentarsi, se tu poni un proble-
ma, il problema diventi tu».
Grazie a un motore potente, il Lin-
ce riesce a sviluppare una velocità
che può raggiungere i 150 chilome-
tri orari. In teoria offre un grande
vantaggio se bisogna fuggire da una
situazione pericolosa. Ma su un ter-
reno accidentato come quello afgha-
no si viaggia a 5 l’ora. E anche a quel-
l’andatura i rischi di ribaltamento
non sono da escludere.
Come dimostra un altro inciden-
te simile a quello di ieri avvenuto a
settembre scorso e causato sempre
da un blindato Lince. Anche in quel-
l’occasione ci hanno rimesso la vita
tre militari, il tenente Riccardo Buc-
ci, 34 anni, di Milano, il caporal mag-
giore scelto Mario Frasca, 32 anni,
di Foggia e il caporal maggiore Mas-
simo Di Legge, 28 anni, di Aprilia
(Latina). Stavano arroccati in cin-
que dentro il Lince che faceva parte
di una colonna di veicoli diretti alla
base italiana di Herat. La strada sul-
la quale viaggiavano era molto affol-
lata di automezzi in tutti e due i sen-
si di marcia.
Il Lince si è venuto a trovare im-
provvisamente di fronte a un veico-
lo proveniente dal lato opposto. Per
evitarlo, il soldato alla guida ha ster-
zato in modo brusco e ha perso il
controllo del mezzo, che si è ribalta-
to. Sulle strade sterrate il rischio
maggiore è rappresentato dalle di-
scese, soprattutto quando bisogna
affrontare una curva piuttosto stret-
ta. Si perde il controllo del volante e
il veicolo vibra, traballa e minaccia
di abbattersi su un lato. «E se si ca-
povolge — racconta un soldato —
anche se ti salvi, rimani senza prote-
zione in territorio nemico».
La blindatura è solida, regge un
calibro 14,5 perforante, ma rende il
mezzo poco equilibrato. Anche la
torretta ha i suoi lati deboli. Troppo
vulnerabile. E questo indusse la Pro-
cura di Roma a sequestrare nell’ago-
sto del 2009 tre Lince che avevano
subito attacchi. Si voleva verificare
proprio la tenuta della torretta.
Con l’intento di offrire una mag-
gior sicurezza, nell’estate del 2010
l’allora ministro della Difesa La Rus-
sa fece inviare in Afghanistan i pri-
mi esemplari di un nuovo mezzo de-
nominato Freccia. Enorme, pesa 26
tonnellate, contro le 7,5 del Lince.
Difficile da far inerpicare lungo le
tortuose piste afghane. Ha il vantag-
gio di un grande display sul quale ar-
rivano cartine e coordinate, in base
alle quali i militari all’interno posso-
no dirigere il tiro in sicurezza, senza
esporsi.
Marco Nese
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME — «Vi
crocifiggeremo». Stavolta gli
islamici non c’entrano: nei
grandi e piccoli tormenti dei
cristiani in Medio Oriente,
un filone poco noto riguarda
i coloni israeliani. E le gesta
del loro braccio semiarmato
che si chiama «Il prezzo del
biglietto», nel senso del
salatissimo pedaggio che
dovrebbero pagare tutti i
non ebrei che vivono qui.
Questi esaltati finora se
l’erano presa soprattutto con
gli arabi, devastandone
tombe e moschee. O con
l’esercito israeliano, reo di
proteggere i diritti di tutti.
Da qualche settimana, tocca
ai cristiani: il 7 febbraio, gli
insulti spray sul muro e
sulle auto del millenario
monastero greco della Croce
di Gerusalemme; poi lo
stesso trattamento riservato
alla scuola «Mano nella
mano», che osa far studiare
insieme ebrei, cristiani e
musulmani; domenica
notte, i graffiti «morte al
cristianesimo» e gli insulti a
Gesù e alla Madonna sulla
chiesa dei battisti
gerosolimitani, la stessa che
qualche anno fa venne
misteriosamente incendiata.
Il pastore protestante, Shad
Knight, è scioccato: «Chi fa
queste cose, sa cosa fa. E sa
usare le parole che più ci
feriscono».
I vandali sono quattro gatti,
dice il portavoce della
polizia Micky Rosenfeld.
Isolati: l’88% degli israeliani,
per un sondaggio, li
vorrebbe in galera. Gatti che
graffitano e graffiano, però.
E si agitano in questi giorni,
mentre Israele e Vaticano si
preparano a siglare uno
storico accordo sulla
proprietà del Cenacolo.
«Terroristi ebrei», li ha
etichettati Reuven Rivlin, il
presidente della Knesset che
pure simpatizza per i coloni.
Chi sono? Ragazzini, molte
donne. Armati e protetti
dalla rete dei settler più
fanatici, che ne paga gli
avvocati e ne assiste le
famiglie. Tollerati a lungo,
un loro eroe è quel Yaakov
Teitel immigrato dagli Usa
che faceva l’informatore
della polizia e nel 2009 fu
arrestato per le uccisioni di
taxisti arabi, gli agguati a
gay, pacifisti e ebrei
convertiti al cristianesimo.
Folli e violenti a parte, è un
fatto che Gerusalemme non
si mostri sempre amichevole
coi cristiani. I francescani
della Custodia di Terrasanta
non drammatizzano, ma
sanno che qualche pedaggio
si paga: «La prima cosa che
diciamo a un confratello
quando arriva qui? "Non
impressionarti se per strada,
ogni tanto, ti sputano". Coi
fanatici, succede. Il dialogo
è difficilissimo. Per loro,
noi siamo solo pagani».
F. Bat.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Profanate
due chiese,
sospetti
sui coloni
Afghanistan: guadavano un fiume, sono rimasti intrappolati. Salvo un quarto
Retroscena I soldati sanno che il blindato è poco manovrabile sui terreni accidentati. Le incognite del possibile sostituto: il Freccia
Il tenente Riccardo Bucci,
34 anni, il caporal
maggiore scelto Mario
Frasca, 32 anni, e il
caporal maggiore
Massimo Di Legge, 28
anni, perdono la vita in un
incidente stradale nei
pressi di Herat: il loro
Lince si ribalta di fronte a
un ostacolo improvviso
A Gerusalemme
Il blindato Lince è
protagonista di diversi
episodi in Afghanistan.
In uno spostamento
notturno da Herat a
Shindand, nell’Ovest del
Paese, il 15 ottobre 2009
si ribalta un Lince,
uccidendo il caporal
maggiore Rosario
Ponziano
Si rovescia il Lince, muoiono 3 soldati
2
Le vittime Da sinistra, il caporal maggiore capo Francesco
Currò, 32 anni, il caporal maggiore Francesco Paolo
Messineo, 29 anni, e il caporal maggiore Luca Valente, 28
anni, morti nell’incidente vicino alla città di Shindand
1
Incidente I caporal maggiori Currò, 32 anni, Messineo, 29 anni, e Valente, 28 anni, erano in missione di soccorso
italia: 515249535254
Codice cliente:
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23
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012 italia: 515249535254
Codice cliente:
24 Esteri
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI — Prime grane per Sarkozy
versione 2.0: il presidente è su Twit-
ter ma il suo non è un debutto facile,
tra accuse di censura e sviste sull’ac-
count di Mario Monti.
Il presidente francese ha annuncia-
to la sua candidatura per essere rielet-
to neanche una settimana fa, ma da
molti mesi il suo staff si stava prepa-
rando: rispetto alla vittoriosa campa-
gna elettorale del 2007 ci sono da usa-
re i «new media» esplosi nel frattem-
po, Twitter e Facebook. Per questo l’E-
liseo ha fatto ricorso a Nicolas Prin-
cen, il normalista 28enne che da quat-
tro anni è il «consigliere digitale del
presidente». Prima è arrivata la pagi-
na Facebook, con una efficacissima ti-
meline: biografia multimediale piena
di foto e video che ripercorre l’amore
— talvolta ricambiato — di Sarkozy
per la Francia, e gli incontri importan-
ti nella vita del presidente (le due ex
mogli Marie-Dominique e Cécilia
non ci sono). Ma secondo l’opposizio-
ne socialista, che ha protestato con i
vertici di Facebook, Sarkozy avrebbe
avuto un trattamento di favore, per-
ché i dirigenti parigini del sito avreb-
bero concesso il loro aiuto a Princen
consentendogli di preparare — per
mesi, in larghissimo anticipo — una
presenza su Facebook
molto efficace, incom-
parabile con quella del
rivale François Hollan-
de.
L’ultima polemica ri-
guarda però Twitter, il
sito dei messaggi da
140 battute che ha visto Sarkozy de-
buttare lo scorso 15 febbraio. Come
prevedibile abbondavano le versioni
satiriche o parodistiche del presiden-
te-candidato e del suo slogan elettora-
le «La France forte»: da @ma france-
forte a @forte france a @Sarkozy Ce-
stFini: tutti account chiusi dalla dire-
zione di Twitter, con la motivazione
che «è vietato usurpare l’identità di al-
tre persone in modo suscettibile di in-
durre in errore». Ma secondo l’asso-
ciazione Internet sans Frontières que-
sti account non violano affatto le con-
dizioni generali di utilizzo di Twitter,
perché il loro carattere di parodia e sa-
tira è evidente. Eppure l’Eliseo è inter-
venuto vantando la necessità di pro-
teggere l’identità del presidente, an-
che se in molti casi i finti Sarkozy era-
no tali in modo dichiarato. Pure Hol-
lande è su Twitter, e da mesi, con una
strategia meno attenta: gli account
che l o prendono i n gi ro come
@Francois Holland o @Flamby2012
continuano a twittare indisturbati.
La sensazione è che Sarkozy abbia
investito molto nella sua capacità di
comunicatore anche sugli strumenti,
e non tollera che i suoi messaggi ven-
gano ridicolizzati. Il presidente sigla
con le iniziali NS le frasi scritte di per-
sona dell’account ufficiale @Nicolas
Sarkozy (così come fa Barack Obama
alla Casa Bianca), e sottolinea i mo-
menti più importanti della sua attivi-
tà da candidato, per esempio rilan-
ciando le frasi più significative del di-
scorso pronunciato durante il grande
meeting di domenica a Marsiglia.
Nelle prime ore di attività su Twit-
ter, comunque, lo staff guidato da Ni-
colas Princen è caduto nella trappola
delle false identità in rete, mentre sce-
glieva i primi 10 nomi da seguire. Ac-
canto al vero presidente russo Dmitri
Medvedev e al vero premier britanni-
co David Cameron, Nicolas Sarkozy si
è abbonato al falso Mario Monti,
@presMarioMonti, che gli forniva
un improbabile endorsement augu-
randogli di essere rieletto: «Signor
Presidente, Le invio il mio saluto e il
forte e deciso sostegno mio personale
e del Governo Italiano». La squadra
di Sarkozy si è forse lasciata trarre in
inganno dalla dizione «official twit-
ter account», che ognuno può scrive-
re nel proprio profilo; un errore in cui
è incorsa per prima la ministra Nadi-
ne Morano, che qualche giorno fa ha
rilanciato lo stesso messaggio del fal-
so Monti. C’è voluta un’intera giorna-
ta prima che all’Eliseo si accorgessero
dell’errore.
Stefano Montefiori
twitter @Stef_Montefiori
Il riarmo Putin ha
lanciato il piano per
modernizzare l’esercito
Sfida agli Usa: 400 nuovi missili, 8 sottomarini
Il criceto Usa Putin:
i blogger («criceti»)
sono aiutati dagli Usa
Gli infortuni sul web
l| prcm|cr russo annunc|a nuovc, co|ossa|| spcsc m||||ar| a duc sc|||manc da||c c|c/|on| prcs|dcn/|a||
Putin gioca alla Guerra fredda
e riesuma i cosacchi a cavallo
La «beffa italiana»
nel giorno del debutto
Bloccati gli indirizzi
sgraditi all’Eliseo
La storia
Anche Hollande
bersaglio della satira
Censura e gaffe l| prcs|dcn|c crca un suo |nd|r|//o. ch|us| mo||| accoun| sa||r|c|. E cadc nc||a |rappo|a d| un ||n|o Har|o Hon||
Niente reset Hillary
e Lavrov hanno
litigato sulla Siria
Il primo incidente su
Twitter del team di
Sarko: rilanciato il saluto
di un finto Mario Monti
La minaccia
di Teheran:
stop petrolio
all’Italia
9O
.OOO
Strategia della tensione
1
I follower di Sarkozy,
ossia le persone che
seguono i suoi tweet
L’Eliseo sta facendo
chiudere gli account
più o meno satirici
ispirati a Sarkozy
Polemiche
L’avversario di Sarkozy, il
socialista Hollande, è su
Tweeter da mesi (anch’egli
bersaglio della satira)
Sarkozy va su Twitter. «Ma ci sto solo io»
Dopo le sanzioni
Cadetti Due giovani cosacchi, allievi della scuola militare Alexander III a Novocherkassk, nella Russia meridionale (A|p|8asaycv)
2
I socialisti protestano con
i dirigenti di Facebook:
avrebbero aiutato il team di
Sarko a preparare il suo profilo
MOSCA — Va bene che siamo in
campagna elettorale, ma i toni del
confronto con gli Stati Uniti e l’Occi-
dente ci riportano indietro di parec-
chi anni. Vladimir Putin, che il 4 mar-
zo vuole essere eletto al primo turno
per tornare a fare il presidente, an-
nuncia spese militari colossali. Dice
che la Russia non deve «indurre nes-
suno in tentazione con la propria de-
bolezza». Si spinge a sostenere che
«non si deve ripetere la tragedia del
1941, quando l’impreparazione del
Paese fu pagata con enormi perdite»
dopo l’attacco tedesco. Vuole perfino
riesumare i cosacchi, i cavalieri delle
steppe che difesero lo zar dai bolscevi-
chi, «coinvolgendoli nel servizio mili-
tare e nell’educazione patriottica del-
la gioventù russa».
E mentre nei confronti dell’opposi-
zione che sta organizzando nuove ma-
nifestazioni si usa il pugno duro, pio-
vono nuovamente accuse nei con-
fronti delle ambasciate di Stati Uniti e
dei Paesi europei. Finanzierebbero i
movimenti politici nascenti e usereb-
bero le organizzazioni che si occupa-
no di diritti umani come quinta colon-
na. Insomma i tempi del «reset» nelle
relazioni avviato con l’insediamento
di Barack Obama appaiono veramen-
te molto lontani.
Per illustrare la sua dottrina milita-
re, Putin ha scritto un articolo per il
giornale statale Rossijskaya Gazeta.
L’Armata russa non ha certo fornito
grandi prove, compresa l’ultima guer-
ra (vittoriosa, ovviamente) con la Ge-
orgia nel 2008. Così il primo ministro
afferma nuovamente che il tutto an-
drà modernizzato seriamente, con
una spesa colossale, quasi 600 miliar-
di di euro in dieci anni. Quattrocento
missili intercontinentali di nuovo ti-
po; 8 sottomarini strategici e altri 20
multiuso; 50 navi; 1.000 nuovi elicot-
teri e 600 aerei; 28 sistemi missilistici
S-400 e 38 sistemi di difesa aerea Vit-
yaz; 10 sistemi missilistici Iskan-
der-M. Il tutto per contrastare lo
schermo al quale gli americani stan-
no lavorando e per impedire qualsia-
si «tentazione».
Dichiarazioni in buona parte ad
uso interno, ma che vorrebbero im-
pressionare anche i «partner» interna-
zionali. Per ora, l’effetto appare mode-
sto. Gli stessi comunisti russi, che ap-
prezzano la buona volontà, hanno fat-
to notare come non sia la prima volta
che si parli di modernizzare l’Armata.
E in Occidente sanno benissimo che
tutti i proclami del passato hanno
portato a ben poco. In più, dopo il co-
ma degli anni Ottanta e Novanta, l’ap-
parato militare-industriale sembra ca-
pace quasi unicamente di succhiare
soldi. Parecchi esperimenti con nuo-
vi sistemi sono falliti miseramente. E
anche il recente tentativo di rilancia-
re la corsa allo spazio con l’invio di
una sonda non ha fatto fare una gran
figura alla Russia.
Comunque è chiaro che in momen-
ti di difficoltà un bel nemico esterno
aiuta sempre. Così gli oppositori so-
no «scimmie» che danzano al suono
dei pifferi occidentali o addirittura
traditori al servizio del nemico. L’am-
basciatore Usa Michael McFaul viene
accusato più o meno esplicitamente
di tramare contro la Russia. Avrebbe
finanziato un soggiorno negli Stati
Uniti del blogger e leader dell’opposi-
zione Aleksej Navalny (fatto smentito
recisamente) e si sarebbe reso colpe-
vole di altre «ignominie». Su YouTu-
be alcuni anonimi (che, naturalmen-
te, non hanno nulla a che fare con il
Cremlino) lo additano addirittura co-
me pedofilo. Casualmente nei prossi-
mi giorni arriva in visita a Mosca il
presidente della Kirghisia, Almazbek
Atambayev, che ha appena annuncia-
to agli americani la chiusura della ba-
se di transito di Manas entro il 2014.
Domenica 4 si vota, dicevamo. Alla
scadenza Putin e i suoi danno molta
importanza. Se il primo ministro non
dovesse riportare più del 50 per cen-
to dei voti, per l’opposizione sarebbe
già un bel risultato. E le manifestazio-
ni del giorno dopo potrebbero assu-
mere un peso notevole. Per questo ie-
ri gli organizzatori si sono affrettati a
chiedere alcune delle piazze più famo-
se, quella della Rivoluzione, la piazza
del Maneggio e la Lubyanka. Ma lo
stesso hanno fatto i putiniani e dopo
qualche colluttazione le autorità han-
no concesso l’autorizzazione ai fede-
lissimi del primo ministro.
Fabrizio Dragosei
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo il blocco delle
vendite di greggio a
Francia e Gran Bretagna,
l’Iran ora minaccia gli
altri Paesi europei, tra cui
l’Italia, di punirli con la
stessa misura se
«continueranno nei loro
atti ostili contro
Teheran». E questo, ha
aggiunto ieri il presidente
della compagnia
nazionale Nioc, Ahmad
Qalabani, in «una
situazione di mercato che
rende probabile un rialzo
del barile fino a 150
dollari». L’annuncio di
domenica sullo stop alle
vendite a Parigi e Londra
era stato considerato
simbolico: le transazioni
sono ormai inesistenti. In
vista dell’embargo totale
sugli idrocarburi iraniani
a partire dal 1˚ luglio,
deciso dalla Ue in
gennaio, anche gli altri
clienti (oltre a noi
soprattutto spagnoli e
greci) hanno smesso o
ridotto di molto gli
acquisti, segnalano fonti
del mercato. La minaccia
di Qalabani sembra così
l’ennesima mossa tattica
della Repubblica islamica
nella partita sul nucleare,
con gli americani in
manovra nel Golfo,
Israele determinata a
colpire i siti nucleari, gli
ispettori Onu sbarcati ieri
a Teheran per l’ennesimo
tentativo di mediazione
sul dossier atomico.
L’effetto psicologico,
dicono gli analisti, però
c’è stato: ieri il greggio ha
segnato un nuovo
massimo da otto mesi,
con il Brent fino a 121,15
dollari, l’1,3% in più di
venerdì. E questo
nonostante la Ue abbia
dichiarato di avere stock
sufficienti per
fronteggiare un eventuale
blocco, e lo stesso Iran
stia trovando serie
difficoltà nel vendere il
petrolio finora destinato
all’Europa e potrebbe
vedersi costretto a
concedere forti sconti.
C.Zec.
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
#
MILANO — Venerdì la visi-
ta psichiatrica. Sabato la trage-
dia. Alessandro Gallelli, 22 an-
ni, si è tolto la vita impiccan-
dosi con la propria felpa nella
sua cella a San Vittore. Eppure,
come hanno sottolineato gli
esperti nell’inchiesta aperta
dal pm Giovanni Polizzi sul-
l’accaduto, «non erano emersi
rischi di comportamenti au-
to-lesionistici». Anzi, aveva de-
nunciato ai familiari «di aver
subito numerose violenze».
La perizia era stata disposta
dal gup Paola Di Lorenzo e
avrebbe dovuto valutare, oltre
alla sua capacità di intendere e
di volere, anche la compatibili-
tà con il carcere in relazione al-
le sue condizioni mentali. Gal-
lelli, infatti, dopo l’arresto lo
scorso ottobre, si trovava da
gennaio nel reparto di psichia-
tria della casa circondariale di
piazza Filangieri perché aveva
comportamenti aggressivi. An-
che durante un’udienza del
processo, il 22enne aveva avu-
to un atteggiamento violento
che aveva indotto il giudice a
ordinare la perizia.
Alessandro Gallelli, di San
Vittore Olona, nell’hinterland
milanese, era accusato di di-
versi episodi di violenza ses-
suale, come palpeggiamenti e
molestie nei confronti di alcu-
ne donne, anche contattate su
Facebook, e la sua irruenza si
era manifestata anche in un’al-
tra occasione, quando aveva
gettato un televisore fuori dal-
la finestra di casa.
Prima di finire in galera, nel-
la primavera scorsa, il giovane
era stato sottoposto a un tratta-
mento sanitario obbligatorio
dopo il quale il medico lo ave-
va ritenuto affetto da «un di-
sturbo della socialità, ma capa-
ce di intendere e di volere».
Alessandro Gallelli si è suici-
dato sabato pomeriggio, alle
17.30, quando le due guardie
carcerarie distribuivano il pa-
sto. Forse, sostiene qualcuno,
la vittima non era intenziona-
ta a togliersi la vita, ma si è
trattato di un’azione dimostra-
tiva finita in tragedia. Chi vuo-
le uccidersi, infatti, lo fa a mez-
zanotte, all’una, quando il car-
cere «dorme». Il ventiduenne,
accusato anche di stalking e at-
ti osceni in luogo pubblico,
era ricoverato al Conp (Centro
osservazione neuro psichiatri-
co), otto celle per sedici dete-
nuti al piano terra dell’edifi-
cio. Due agenti fissi, medici in-
terni e psichiatri del Fatebene-
fratelli. «Su San Vittore —spie-
ga Luigi Pagano, direttore re-
gionale delle carceri — c’è da
sempre un’attenzione partico-
lare, accentuata, proprio per
evitare che avvengano trage-
die come questa. In un peni-
tenziario che ha 1.600 detenu-
ti e che, ogni anno, escono ed
entrano 6 mila persone. Un
flusso immenso».
Gallelli, un ragazzo robusto
con la passione del calcio, la se-
ra di sabato, nonostante non
fosse solo, con un balzo è arri-
vato all’inferriata che dà sul
giardino. Vi ha avvolto e anno-
dato la propria felpa e si è la-
sciato cadere. Un attimo letale.
Il giovane non è morto soffoca-
to, ma gli si sono rotte le verte-
bre cervicali. Immediati i soc-
corsi, ma non c’è stato nulla
da fare. Così come non si sono
potuti evitare i 59 suicidi avve-
nuti nel 2011 nelle galere italia-
ne: uno ogni cinque giorni,
uno ogni mille detenuti.
Michele Focarete
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La vicenda
L’arresto lo scorso ottobre
per violenza e stalking
La denuncia dei pestaggi
Il no agli arresti domiciliari
La perizia psichiatrica
e il suicidio con la felpa
C’è una nuova ipotesi sulla mi-
steriosa morte a Cuba di Roberto
Avelli, il giovane falegname di Moz-
zanica (Bergamo) in vacanza sul-
l’isola con amici. Una caduta nel
vuoto accidentale, nella quale Avel-
li sarebbe stato coinvolto con un al-
tro straniero, e dovuta al crollo di
un parapetto sul quale i due erano
appoggiati. Secondo quanto riferi-
to al Corriere da Caridad Caballero
Batista, attivista e giornalista indi-
pendente di Holguin, città dove è
avvenuto il fatto, lo scorso 15 feb-
braio un muro di protezione di una
terrazza al secondo piano di un edi-
ficio ha ceduto, facendo cadere in
strada i due. Un giovane spagnolo
sarebbe tuttora ricoverato in gravi
condizioni, mentre per l’italiano
non c’è stato niente da fare. Avelli
si è ferito gravemente alla testa, ed
è deceduto poco dopo.
Sulla vicenda pesa il silenzio
delle autorità cubane e l’ango-
sciosa attesa della famiglia in
Italia, alla quale è stata appena
comunicata la morte del giova-
ne. «È normale qui a Cuba —
spiega Caridad Caballero —.
Questo genere di notizie non
vengono divulgate, anche quan-
do coinvolgono stranieri. Però
non ho dubbi che si sia trattato
di un incidente. Tutti abbiamo
visto quel parapetto sbriciolato
sulla strada, è una via centrale
della città». Ad aggiungere mi-
stero alla tragedia esistono co-
munque altri elementi. L’edifi-
ci o è l a sede del servi zi o
emigraciòn della polizia di Hol-
guin, dove i cubani vanno a ri-
chiedere il passaporto e gli stra-
nieri a presentare pratiche sul
loro soggiorno. Perché Avelli si
trovava su quella terrazza? Sta-
va accompagnando qualcuno,
o era andato in quell’ufficio per
ragioni proprie? In questo caso,
l’unico motivo possibile era la
richiesta di proroga del visto tu-
ristico, che a Cuba ha la validità
di un mese. Ma Avelli, insieme
a due amici, era arrivato sul-
l’isola il 7 febbraio, e soprattut-
to non aveva mai mani-
festato l'intenzione di
spostare il ritorno in
Italia, previsto per fine
mese. Al contrario, nel-
le ultime conversazio-
ni con gli amici, dai
quali si era separato po-
chi giorni dopo l’arri-
vo, il falegname aveva
espresso l’intenzione di rientra-
re a casa prima del previsto. Ai
familiari, per telefono, aveva
detto di sentirsi a disagio e for-
se seguito da qualcuno. Dai due
compagni di viaggio si era sepa-
rato proprio perché voleva an-
dare a Holguin. L’ambasciata
italiana all’Avana sta seguendo
il caso, aspettando chiarimenti
dalle autorità cubane: non è an-
cora avvenuto l’annunciato in-
contro tra l’ambasciatore italia-
no e gli inquirenti. Il corpo del
giovane potrà essere rimpatria-
to solo dopo l’autopsia.
Rocco Cotroneo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo la visita dallo psichiatra. San Vittore: nessun abuso
I precedenti
Il fratello della vittima
«Voleva tornare a casa»
L’Osservatorio
Secondo l'Osservatorio
permanente sulle
morti in carcere
dall’inizio dell’anno
sono 10 i detenuti che
si sono tolti la vita in
cella ed ammonta a 24
il totale dei decessi
avvenuti nelle carceri
italiane di cui dieci per
cause ancora da
accertare
Gli altri casi
L’ultimo suicidio è
stato quello di Pino
Cobianchi, 58 anni, che
si è impiccato lunedì
scorso nel carcere di
Opera a Milano, dove
era stato condannato
all’ergastolo per
l’omicidio di tre
prostitute. Lo scorso
aprile Carlo Saturno
(foto), 22 anni, si è
impiccato nel carcere
di Bari: ai familiari
diceva di avere paura
La detenzione
Il mistero «Aveva paura di essere seguito»
MILANO — Notte tra sabato e domenica. Al Policlinico
arriva un giovane, Vincenzo. Chiede informazioni, cerca
il posto di polizia. Sbatte contro la fredda burocrazia, cer-
ca di mantenere il controllo. Suo fratello è morto in carce-
re, a San Vittore, nel pomeriggio. Ma nessuno dà spiega-
zioni né a lui né allo zio Marco, anch’egli in ospedale. «I
carabinieri ci hanno chiamato quattro ore dopo — rac-
conta il 24enne Vincenzo — dicendo di telefonare al cap-
pellano della prigione». Don Alberto comunica alla fami-
glia la tragedia: «Alessandro si è tolto la vita».
Un’ambulanza del 118 esce alle 17.49 e porta al Policli-
nico Alessandro Gallelli, 22 anni, calciatore di San Vittore
Olona, in attesa di giudizio per rea-
ti minori. Morto con il collo spez-
zato in una cella del reparto di psi-
chiatria. «Aspettiamo l’autopsia di
oggi — precisa l’avvocato della fa-
miglia, Antonio Romano —. Ma
non crediamo al suicidio, pensia-
mo sia stato ucciso e siamo pronti
a intraprendere azioni legali». An-
che perché «la detenzione non era
necessaria», sostiene l’avvocato.
Reati minori, l’accusa: «Una ris-
sa con la Polfer causa un biglietto
del treno non pagato, consumo di
marijuana, piccole molestie, di-
sturbi psicologici (asocialità) non
accertati dalle perizie» elenca il fratello. «L’hanno messo
senza motivo in una cella di pochi metri quadri con il
vetro rotto oltre le sbarre. I carabinieri di Cerro Maggiore
hanno fatto pressioni — accusa — con rapporti minuzio-
si, reati mai accaduti, una violenza su una ragazza che
non esiste. Non è possibile che si sia ucciso, tra 20 giorni
sarebbe uscito per andare in comunità. Voleva rimanere
nel mondo del calcio, non morire. Se è andato in carcere
lui, ci può finire chiunque. Morti così non deve accadere
mai più». Intanto il penitenziario celebra il lutto. Don Al-
berto riporta: «Ho visto le lacrime negli occhi dei suoi ex
compagni di stanza: il carcere distrugge i detenuti».
Giacomo Valtolina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cronache
Le autorità dell’isola: caduta
accidentale. Il giovane, che era in
vacanza con amici, aveva deciso
di ritornare a casa in anticipo
Milano Accusato di molestie sessuali era in attesa di giudizio
Suicida in cella a 22 anni
«Denunciava violenze»
1
Alessandro Gallelli, 22 anni
compiuti il settembre scorso, si
trovava nel carcere di San Vittore
dal 21 ottobre 2011 con l’accusa
di violenza sessuale, stalking e atti
osceni in luogo pubblico ai danni
di ragazze minorenni, adescate
anche attraverso Facebook
2
Gallelli aveva più volte denunciato
di aver subito violenze, ma il
carcere ha sempre smentito
dicendo che era in isolamento e
che quindi non poteva essere
vittima di pestaggi. A gennaio il
Riesame aveva respinto la
richiesta di arresti domiciliari
3
Venerdì, un giorno prima
del suicidio, il gup Paola Di
Lorenzo, aveva disposto la
perizia psichiatrica nell’ambito
del processo con rito abbreviato.
Sabato alle 17.30 Gallelli si è
impiccato nella cella del reparto
psichiatrico usando la sua felpa
Il giovane era in carcere
da ottobre. Da gennaio
era stato trasferito nel
reparto di psichiatria
Cuba, il giallo dell’italiano
precipitato dalla questura
«Ha ceduto un muro»
«In carcere senza motivo
Pronti a fare causa»
Vincenzo Gallelli (Albertari)
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012 italia: 515249535254
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28 Cronache
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
#
Nuovo look per «Win for Life», il primo gioco ad aver
introdotto in Italia, nel 2009, la possibilità di vincere una
rendita mensile per la vita. Tre le nuove modalità lanciate
da Sisal: «Viva l’Italia», «Grattacieli» e «Cassaforte»,
disponibili da oggi nelle ricevitorie Sisal. Le tre formule
«offrono maggiori probabilità di vincere un premio e si
differenziano per tipologia di rendita e diversi tagli di
prezzo», riferisce Sisal. Si gioca dalle 7 alle 23.55. «Viva
l’Italia» costa da 1 euro per giocata e la rendita sarà fino a
circa mille euro al mese per 10 anni. «Grattacieli» parte da
2 euro per giocata, la rendita arriva a circa 4 mila euro al
mese per 20 anni e fino a 100.000 euro subito. «Cassaforte»
è da 5 euro, la rendita tocca i 10 mila euro al mese per 20
anni e 500 mila euro subito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’altro cardinale «Farneticazioni» Il Papa e Romeo Il viaggio in Cina
La denuncia La smentita L’incontro L’«appunto»
Il cardinale in
pensione Darío
Castrillón Hoyos, a
gennaio, consegna
l’appunto alla
segreteria di Stato
Una «talpa» rende
pubblico il testo
anonimo. «Pure
farneticazioni»,
ribatte la Santa Sede:
«Siamo alla follia»
«Se non paghi ti boccio»
La truffa dei contributi
Il cardinale Romeo
smentisce tutto,
«fuori dalla realtà».
E all’inizio del
Concistoro chiede
udienza al Papa
Il capo di Facebook
sarà il giovane più ricco
Un appunto anonimo
dice che il cardinale
Romeo, in Cina,
avrebbe parlato di
«complotto omicida»
contro il Papa
Un contributo di 80 euro per potersi iscrivere a scuola. E, per
chi non lo paga, «ripercussioni sulla media e sull’ammissione
alla classe successiva». Se lo sono visti chiedere gli alunni di
un istituto in provincia di Napoli. A Udine gli euro sono 250,
a Roma un istituto alberghiero ne ha chiesti 240, 300 per i
ripetenti. Sono alcune delle segnalazioni arrivate al sito
Skuola.net che denuncia il problema dei contributi volontari
chiesti alle famiglie dalle scuole statali e presentati come
obbligatori. Il sito presenterà al ministero dell’Istruzione un
dossier con circa cento casi segnalati. Federconsumatori e
Adusbef hanno dato la disponibilità a fornire supporto legale
alle famiglie interessate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Win for Life» rilancia
Rendita fino a 10 mila euro
Il ragazzo più ricco del mondo. È quello
che diventerà Mark Zuckerberg (foto), 27
anni, se l’«offerta pubblica iniziale» dei
titoli di Facebook in Borsa valuterà la
società 100 miliardi di dollari. Se ciò
avverrà, Zuckerberg, che di Facebook è il
fondatore, balzerà dal 52esimo al nono
posto nella classifica dei cento più ricchi
del mondo: la sua fortuna, stimata da Forbes in 13,5 miliardi
di dollari nel 2011, salirà infatti secondo l’Economist a 28,4
miliardi. Il «million dollar baby» Zuckerberg e i cofondatori
di Google, Larry Page e Sergey Brin, attualmente sono gli
unici sotto i 40 anni presenti in classifica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Romeo tirato in ballo da anonimi: «Fedeltà e vicinanza»
Scuola
L’iniziativa della Sisal
Nuove tecnologie
Incontro Benedetto XVI e, in alto, il cardinale Romeo (foto Ansa)
Il Papa vede l’arcivescovo
della lettera sul «complotto»
CITTÀ DEL VATICANO —
Certo non dev’essere stato faci-
le. Però un chiarimento era ne-
cessario. Soprattutto davanti a
un Papa che ancora ieri matti-
na, ricevendo i ventidue nuovi
cardinali accompagnati da fa-
miliari e fedeli, ha chiesto ai
porporati di «difendere e far
crescere» quel «dono divino»
che è «l’unità nella Chiesa».
L’arcivescovo di Palermo Pao-
lo Romeo, nei giorni del conci-
storo, ha evitato («Le doman-
de fatele ai nuovi cardinali»)
commenti di sorta. Ma appena
arrivato ha chiesto di poter
parlare a Benedetto XVI per
spiegare una delle vicende più
grottesche nella sequela di ve-
leni, fughe di documenti e ten-
sioni degli ultimi tempi.
L’udienza privata, o meglio
il breve colloquio concesso dal
Papa al cardinale Romeo, filtra-
to Oltretevere e segnalato ieri
dal sito cattolico Korazym.org,
sarebbe avvenuto già venerdì
sera. Il gesto del cardinale vie-
ne ufficiosamente considerato
in Vaticano una sorta di «atto
dovuto». L’arcivescovo di Pa-
lermo, suo malgrado, si era ri-
trovato protagonista dell’ap-
punto anonimo «strettamente
confidenziale al Santo Padre»
che il cardinale in pensione
Darío Castrillón Hoyos conse-
gnò in gennaio alla segreteria
di Stato e una «talpa» ha poi re-
so pubblico dieci giorni fa. Nel
testo, in tedesco, si attribuiva-
no a Romeo una serie di affer-
mazioni surreali, «memoriali
farneticanti che nessuna perso-
na con la testa sul collo ha con-
siderato seri», aveva commen-
tato padre Federico Lombardi.
Si arrivava ad adombrare un
«complotto omicida» contro il
Papa, si diceva che «avrebbe
solo altri 12 mesi da vivere»,
che «si starebbe occupando in
segreto della sua successione
e avrebbe già scelto il cardina-
le Scola», che «odierebbe lette-
ralmente» il segretario di Sta-
to Bertone eccetera.
L’estensore anonimo soste-
neva che il cardinale Romeo
ne aveva parlato o l’aveva fat-
to capire ai suoi interlocutori
durante un viaggio in Cina, a
novembre. Romeo, a parte il
viaggio, aveva subito smenti-
to: «È del tutto privo di ogni
fondamento, tanto fuori dalla
realtà da non dovere essere
preso in alcuna considerazio-
ne». Ma la nota scritta non po-
teva bastare. Ribadita la sua
«indiscussa fedeltà e vicinan-
za al Papa», il cardinale ha vo-
luto spiegare di persona a Be-
nedetto XVI i motivi del suo
soggiorno «privato» in Cina e
garantirgli di non essere re-
sponsabile delle «farneticazio-
ni».
Domani inizia la Quaresi-
ma, con l’imposizione delle ce-
neri e la liturgia di Benedetto
XVI all’Aventino. Tempo di
«rinnovamento e purificazio-
ne». Ieri il Papa ha congedato
cardinali e fedeli così: «Nelle
vicende umane, spesso così
convulse e contrastanti, la
Chiesa è sempre presente, por-
tando Cristo, luce e speranza
per l’intera umanità. Rimane-
re uniti alla Chiesa e al messag-
gio di salvezza che essa diffon-
de, significa ancorarsi alla Veri-
tà ed essere sereni di fronte a
ogni avvenimento».
Gian Guido Vecchi
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Vaticano Le frasi attribuite al presule di Palermo: prive di ogni fondamento
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29 Cronache
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
#
ROMA — L’appuntamento era fissato per
ieri alle 18, libreria Feltrinelli di piazza Duo-
mo a Milano, presentazione del libro del pro-
curatore di Torino Gian Carlo Caselli Assalto
alla giustizia, con Armando Spataro e Nan-
do dalla Chiesa. Da giorni però il tamtamtra-
smesso soprattutto via computer faceva so-
spettare che dentro e fuori non ci sarebbero
stati solo gli interessati al dibattito, ma an-
che i contestatori del magistrato accusato di
voler criminalizzare il movimento No Tav
con i recenti arresti per gli scontri dell’estate
scorsa in Val di Susa: «Andiamo a esprimer-
gli il nostro punto di vista a proposito di "as-
salti" e di "giustizia"». Risultato: presentazio-
ne annullata «per evitare problemi di ordi-
ne pubblico». Era già successo a Torino,
per un altro incontro con Caselli relato-
re.
Che accade, procuratore? S’è spa-
ventato di qualche probabile fi-
schio o slogan aggressivo?
«No, semplicemente non ho in-
tenzione di coinvolgere in possibili
disordini persone perbene e ignare
di tutto, interessate alla circolazione
delle idee e non della violenza. Or-
mai non ci sono più solo le minacce e
gli insulti, ma scritte sui muri che trasu-
dano odio come "Caselli boia", "Caselli
brucerai", "Caselli come Ramelli" (il giova-
ne militante missino ucciso a sprangate, a
Milano, nel 1975, ndr) o "ti faremo a brandel-
li". A Torino e in altre città. Sono preso di
mira sistematicamente, vogliono impedirmi
di parlare, e questo non è degno di un Paese
civile».
Ma annullando gli incontri non la si dà
vinta ai contestatori?
«Le presentazioni le rifaremo in situazioni
l ogi st i che di maggi or e si cur ezza,
l’incolumità delle persone viene prima di tut-
to. E io non voglio offrire occasioni di pubbli-
cità a chi vuole imporre il silenzio. Figuria-
moci se voglio darla vinta ai violenti, è solo
il sintomo che viviamo in un Paese che sta
cambiando in modo pericoloso».
Non si ha il diritto di dissentire da
un’operazione giudiziaria?
«Qui non c’entra il dissenso, siamo molto
al di fuori della legittima divergenza di opi-
nioni. Quanto al merito dell’indagine mi li-
mito a ricordare che per gli arresti, tra gli uf-
fici di Procura, del giudice delle indagini pre-
liminari e del tribunale dei minori, si sono
pronunciati ben dieci magistrati. E adesso al-
tri nove di tre diverse sezioni del tribunale
del riesame hanno confermato in pieno l’im-
pianto accusatorio parlando di "devastante e
incontenibile violenza collettiva, preventiva-
mente e strategicamente pianificata", e di
"configurazione tipicamente sovversiva".
Siamo intervenuti in maniera chirurgica, se-
zionando le situazioni in cui riteniamo di
aver raggiunto la prova della singola respon-
sabilità. Altro che sparare nel mucchio!».
È per via di quel contesto di violenza che
prende sul serio le scritte sui muri contro
di lei?
«A quegli scontri hanno partecipato alcu-
ni "professionisti della violenza". E non sia-
mo di fronte a banali scritte sui muri, bensì
alla convocazione preventiva per impedire
la libera espressione delle idee. Sono anni
che mi muovo e parlo in mezzo a gente che
talora fischia e contesta, ma non ho mai vi-
sto iniziative organizzate come queste. Fatte
le debite proporzioni, questi episodi mi ricor-
dano i familiari dei camorristi che circonda-
no le auto delle forze dell’ordine per impedi-
re gli arresti dei loro congiunti».
Non teme di esagerare? O sta preconiz-
zando un possibile ritorno della violenza
stile anni Settanta, prologo di scenari ben
peggiori?
«Non preconizzo niente, registro solo si-
tuazioni che non mi piacciono e mi allarma-
no, perché non si può dire a quali conse-
guenze potrebbero portare. E perché avven-
gono in un sostanziale silenzio altrettanto
preoccupante, o suscitano al massimo qual-
che balbettio di maniera da parte della politi-
ca, che invece dovrebbe capire la gravità di
quel che sta accadendo. Insultare o intimidi-
re un magistrato significa insultare e intimi-
dire la sua funzione. C’è una curiosa assonan-
za tra le aggressioni nei miei confronti e quel
che c’è toccato sentire in quasi vent’anni di
berlusconismo a proposito di giustizia e con-
trollo della legalità».
Cioè?
«Sento riecheggiare una certa voglia di im-
punità registrata tante volte da parte di certa
classe politica. Ma il rispetto della legalità
non è come un paio di ciabatte che si usa
quando servono e si butta via quando non
sono più utili; il nostro ruolo non può andar
bene nel contrasto alla mafia e alla ’ndran-
gheta, per le indagini sull’assalto al campo
nomadi o i processi Eternit e ThyssenKrupp,
ed essere osteggiato sino a livelli di inciviltà
quando si colpiscono reati che non si voglio-
no ammettere».
Negli arresti dei militanti No Tav vi con-
testano di aver usato la mano pesante per
intimorire il movimento e scoraggiare la
protesta e le prossime manifestazioni. In
nome di interessi o poteri superiori.
«La protesta anche energica è e resta legit-
tima, mentre la violenza organizzata no. I No
Tav possono avere tutte le ragioni di questo
mondo e pretendere quel che ritengono giu-
sto. Ma sostenere che la nostra inchiesta cri-
minalizza il movimento è come dire che chi
persegue uno stupro criminalizza il sesso: la
protesta e la violenza sono due cose diverse,
esattamente come il sesso e lo stupro. E solo
chi viene da un altro pianeta può pensare
che io sia al servizio di qualche potere forte o
di chi ha interessi nell’Alta velocità».
Che effetto le fa trovare tra i più accesi
detrattori dell’inchiesta persone con cui in
passato s’è trovato d’accordo, o addirittu-
ra amici di vecchia data come l’ex giudice
Livio Pepino?
«Ai tempi del terrorismo, a sinistra mi
chiamavano "servo sciocco" del generale Dal-
la Chiesa. Non mi sono impressionato allora
né mi impressiono oggi, quando si fa il pro-
prio dovere si mette in conto tutto».
Giovanni Bianconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Scontri in Val di Susa
Il magistrato annulla la presentazione del libro
I violentissimi scontri in Val Susa
dello scorso luglio
Il bilancio fu pesante: 211 feriti
tra poliziotti e carabinieri
Il procuratore di Torino che ha ottenuto l’arresto di alcuni esponenti del movimento: non la do vinta ai violenti, gli incontri si faranno in luoghi sicuri
Caselli e i No Tav
«C’è un clima d’odio
vogliono zittirmi»
L’intervista
Rissa in un nightclub
Ferito Pierre Casiraghi
Otto arresti per gli appalti
della sede del Cnr
Gli arresti
Il 26 gennaio
scorso la
Procura di
Torino ha
chiesto e
ottenuto
l’arresto di 25
esponenti dei
centri sociali,
dell’area
anarchica e
dell’autonomia
che hanno
partecipato a
manifestazioni
No Tav in Val
Susa la scorsa
estate
Le minacce
Gli attivisti
sono scesi
subito in
piazza. Contro
Caselli scritte
sui muri da
parte degli
attivisti:
«Caselli boia»,
«Caselli
brucerai»,
«Caselli come
Ramelli»,
«Caselli ti
faremo a
brandelli». Ieri
è saltata la
presentazione
a Milano del
libro del
magistrato, per
la minaccia di
nuove
contestazioni
NEW YORK — Il principe Pierre Casiraghi
(foto), 24 anni, terzo figlio di Carolina di
Monaco, è finito in ospedale a New York
dopo una rissa avvenuta sabato sera nel
nightclub Double Seven. Casiraghi ha
riportato ferite al volto ma è già stato
dimesso dall’ospedale. Non è ancora
chiara la dinamica dei fatti: la rissa ha visto coinvolto il
gruppo con cui si trovava Casiraghi e l’ex proprietario del
locale, Adam Hock, che è stato chiamato a giudizio con
l’accusa di aver attaccato il principe e tre suoi amici.
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Mi ricordano
i camorristi che
circondano le forze
dell’ordine per
impedire gli arresti
Il testo
Assalto alla
giustizia (sopra
la copertina) è
l’ultimo libro di
Gian Carlo
Caselli. La tesi
di fondo è che
nonostante
Silvio
Berlusconi non
sia più capo
del governo le
«tossine
sparse nella
società
italiana in
questi anni
resteranno a
lungo»
A Torino
Gian Carlo
Caselli, 73
anni, è
procuratore
capo di Torino
dal 30 aprile
del 2008. È
stato per 6
anni
procuratore a
Palermo,
quando sono
stati arrestati
boss del
calibro di
Leoluca
Bagarella,
Gaspare
Spatuzza e
Giovanni
Brusca
Minacciato
«C’è una curiosa assonanza tra le
aggressioni nei miei confronti e
quel che c’è toccato sentire in
quasi vent’anni di berlusconismo»
Il figlio di Carolina di Monaco Napoli
❜❜
Gian Carlo Caselli,
procuratore capo di Torino,
è uno dei bersagli della
protesta del movimento
No Tav per aver chiesto
e ottenuto l’arresto di 25
attivisti protagonisti degli
scontri dell’estate scorsa
in Val di Susa
Protesta
NAPOLI — La nomina a provveditore alle Opere pubbliche
in cambio di notizie segrete su una gara d’appalto. Sono
otto gli arresti, tra cui quello di Angelo Palazzo, capo ufficio
tecnico del Provveditorato per la Provincia di Napoli, fatti
dai carabinieri del Noe nell’ambito dell’inchiesta su un
presunto accordo tra dirigenti pubblici e imprenditori per
pilotare l’appalto per la realizzazione della sede del Cnr a
Fuorigrotta. Secondo gli inquirenti, Palazzo, che aspirava a
ricoprire la carica di provveditore estromettendo quello in
carica, fornì al costruttore Carlo Coppola notizie riservate
sulle offerte presentate da altre imprese.
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Il libro
Berlusconismo
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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31 Cronache
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
ROMA — Altri 20 milioni di
euro potrebbero essere spariti
dalle casse della Margherita. È
il nuovo capitolo dell’inchie-
sta sull’ex tesoriere Luigi Lusi,
accusato di essersi appropria-
to di 13 milioni ed espulso dal
Pd. Adesso si ipotizza che il se-
natore abbia sottratto al parti-
to più denaro di quanto ha am-
messo: per questo, nei prossi-
mi giorni, sarà interrogato di
nuovo.
Il procuratore aggiunto Al-
berto Caperna e il pm Stefano
Pesci stanno setacciando le en-
trate e le uscite dei due conti
correnti della Margherita tra il
2007 e il 2011: su oltre 60 mi-
lioni movimentati, 20 sarebbe-
ro finiti a destinatari da identi-
ficare. Sarebbero dunque più
di cento gli assegni per i quali
occorre ricostruire beneficiari
e causali. In parte potrebbe
trattarsi di versamenti legati al-
l’attività del partito —dalle ce-
ne elettorali ai convegni — ma
l’obiettivo è capire se il parla-
mentare abbia usato i fondi
della Margherita per comprare
altri immobili (oltre all’appar-
tamento di via Monserrato e al-
la villa di Genzano) o se li ab-
bia dirottati a soggetti a cui
non potevano essere destinati
in base allo statuto del partito.
Ieri intanto il Nucleo tributa-
rio, guidato dal generale Virgi-
lio Pomponi, ha eseguito il se-
questro disposto venerdì scor-
so dal gip Simonetta D’Ales-
sandro: i sigilli sono scattati
per l’appartamento in via Mon-
serrato, per la Paradiso Immo-
biliare e per i due conti corren-
ti intestati a questa società e al-
la TTT, nei quali erano deposi-
tati 495 mila euro. Il sequestro
è diventato inevitabile quan-
do, alle 10.36 di venerdì scor-
so, le Fiamme gialle con un
fax hanno informato la Procu-
ra che un bonifico di 253 mila
euro era stato disposto dal con-
to della TTT a quello della Para-
diso Immobiliare. «Tale movi-
mentazione da partecipante a
partecipata — scrive il giudice
nel decreto —, certamente ri-
conducibile a Lusi, sottolinea
la serietà e l’attualità del peri-
colo di un’agevole sottrazione
di almeno una parte del profit-
to di reato e impone pertanto
di dottare un provvedimento
d’urgenza». La cifra, stando al-
le spiegazioni già fornite dal-
l’ex segretario della Margheri-
ta, sarebbe equivalente a quel-
la utilizzata per ristrutturare la
villa di Genzano, che vale tre
milioni di euro e appartiene
appunto alla Paradiso Immobi-
liare, ma la facilità con cui so-
no stati spostati i soldi da un
conto all’altro ha convinto il
gip dell necessità di disporre i
sigilli.
Nel decreto appare poi un
passaggio, tutto da chiarire,
che chiama in causa Angelo
Balducci, l’ex presidente del
consiglio superiore dei lavori
pubblici diventato protagoni-
sta dell’inchiesta sulla «cric-
ca» del G8. Si tratta di quattro
bonifici, per complessivi
12.550 euro, ricevuti da Bal-
ducci tra aprile e luglio 2011
da parte di Giuseppe L’Abbate,
ex direttore commerciale di
Grandi Stazioni: è il manager
che ha venduto a Lusi la casa
di via Monserrato. «La causale
formale indicata — si legge
nel provvedimento — è quella
di "locazione immobile via La-
tina 25", ma va rimarcato che
L’Abbate avrebbe dichiarato di
aver effettuato sull’immobile
"un’importante ristrutturazio-
ne" di cui non vi è traccia sul
suo conto corrente». L’ipotesi
della Procura è che i lavori ab-
biano riguardato l’apparta-
mento di via Monserrato e che
il senatore abbia preferito non
comparire. Ma il suo avvoca-
to, Luca Petrucci, taglia corto:
«Lusi non ha mai conosciuto
Balducci».
Lavinia Di Gianvito
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Roma
Lo yacht
supervalutato
Via al processo
per Milanese
I destinatari
L’ex tesoriere sarà riascoltato. Una pista porta a Balducci
L’accusa
Il senatore Luigi Lusi è
indagato dalla Procura di
Roma per appropriazione
indebita: l’ex tesoriere
della Margherita avrebbe
dirottato verso le sue
società denaro del partito
Il sequestro
I conti correnti di tutte le
società di Lusi sono stati
sequestrati. Due i conti
congelati: sul primo
c’erano 104 mila euro,
sul secondo 391 mila
euro per un totale di 495
mila euro
L’espulsione
Il senatore, che si era
autosospeso dal Pd, è
stato espulso dal
comitato di garanzia dei
democratici
Il denaro
La Procura di Roma sta
indagando su altri 20
milioni di euro che
potrebbero essere stati
distratti dalle casse del
partito
Avvocato
Su oltre 60 milioni
movimentati, un terzo
sono finiti a destinatari
ancora da identificare
Lusi, la Procura indaga
su altri 20 milioni «spariti»
Oggi inizia il processo al deputato del Pdl Marco Milanese
per la vicenda dello yacht venduto a Eurotec a 500 mila
euro in più del prezzo di mercato. Patteggerà tre mesi di
carcere per finanziamento illecito a un parlamentare l’ex
consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola e, per la stessa
accusa, quattro mesi Tommaso Di Lernia, indicato dal pm
Paolo Ielo come il dominus di Eurotec. Massimo De Cesare,
amministratore delegato di quest’ultima società, deciderà
oggi invece in aula se patteggiare o meno. L’inchiesta era
stata trasferita nella capitale da Napoli quando si scoprì il
coinvolgimento di Milanese (allora consigliere politico
dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti) nelle
indagini sulle tangenti che sarebbero state pagate per gli
appalti dell’Enav. Deputato Marco Milanese
Luigi Lusi, 50 anni,
avvocato, è senatore da
due legislature. Dal
2002 è stato tesoriere
della Margherita. È
stato iscritto nel
registro degli indagati
lo scorso 31 gennaio
La vicenda
Politica e soldi Eseguito il sequestro dell’appartamento e dei conti del senatore
AVVISO A PAGAMENTO
L’AUTOMOBILE CLUB D’ITALIA CHIEDE AL GOVERNO
DI RESISTERE ALLE PRESSIONI PER MODIFICARE
IL DECRETO ANTITRUFFA SULLE ASSICURAZIONI:
GLI AUTOMOBILISTI ONESTI NON DEVONO CONTINUARE
A PAGARE TARIFFE TROPPO ALTE A CAUSA DELLE FRODI
PER DIRE BASTA I MEZZI SONO GIÀ CONTENUTI
NELLE NORME PROPOSTE DAL GOVERNO:
1. UTILIZZARE SOLO OFFICINE AUTORIZZATE
2. DOTARE LE AUTO DI SCATOLA NERA
3. ADEGUARE IL RISARCIMENTO DEI DANNI FISICI AGLI STANDARD EUROPEI
BASTA CON LE FRODI,
FACCIAMO UN PASSO IN AVANTI PER IL RISANAMENTO DELL’ITALIA
BASTA CON LE FRODI ASSICURATIVE
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COMUNE DI CIMITILE
PROVINCIA DI NAPOLI
Via E. De Nicola, 31 - 80030 Cimitile NA
Tel. 0813114530
CIG:3910359254 - CUP.H39E12000010004
Oggetto: Affidamento in concessione del ser-
vizio di gestione della piscina comunale e
impianto polivalente per anni nove. Durata:
anni nove rinnovabili una sola volta. Importo a
base di rialzo Euro 180.000,00. oltre IVA. Ter-
mine per la presentazione delle offerte: Ore
14,00 del 21/03/2012 - apertura buste ore
16,00 del 27/03/2012. Il bando di gara è
pubblicato sul sito www.comune.cimitile.na.it
Il Responsabile del Servizio
Arch. Michele Papa
PROVINCIA DI PIACENZA
Si rende noto che è stata aggiudicata la proce-
dura aperta sopra soglia comunitaria per l’affi-
damento del “servizio di attività connesse ai
servizi per il lavoro (CIG 3395538698)”. Aggiu-
dicatario: RTI tra WORKOPP s.p.a. (mandata-
ria), OBIETTIVO LAVORO s.p.a. (mandante) e
MESTIERI CONSORZIO COOP.SOCIALI (man-
dante), con sede in Stradone Farnese n. 3 -
Piacenza, con il punteggio complessivo di 89,99
su 100 punti (80 tecnico + 9,99 economico).
Importo di aggiudicazione Euro 960.860,00
(IVA esclusa).
f.to LA RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
dott.ssa Manuela Moreni
COMUNE DI MILANO
SETTORE GARE BENI E SERVIZI
AVVISO DI GARA
GARA N. 53/2011 - CIG n. 33067017FB
CUP B49E11002240007
Affidamento in unico lotto, mediante
espletamento di procedura aperta
in ambito UE, dell’appalto misto rela-
tivo alla fornitura con posa in opera di
allestimenti e arredi, con servizio di
movimentazione delle opere presso
il Castello Sforzesco - Lotto 1-A. NOR-
MATIVA DI RIFERIMENTO: D. Lgs.
163/2006 e s.m.i.. Scadenza ricezione
delle offerte: entro e non oltre le ore
15.00 del 10.04.2012. Apertura plichi
in seduta pubblica: ore 10.00 del
11.04.2012 presso la Sala Commissioni
del Settore Gare Beni e Servizi, Galleria
Ciro Fontana 3. Reperibilità atti di
gara: tutti visionabili e scaricabili dal sito
internet dell’Amministrazione www.co-
mune.milano.it sez. Bandi - Bandi
aperti. Invio bando CEE: 08.02.2012.
Responsabile Unico del Procedimento
Dott. Claudio Salsi
Responsabile procedura di gara
Sig. Danilo Vazzola
Il Direttore di Settore
F.to D.ssa Manuela Loda
PROVINCIA DI MILANO
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genziale R.G. n. 9188/2011 del 05/10/2011, Lotto n. 2:
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RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Dr. Roberto Mos-
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sono contenute nella comunicazione di cui all’art. 79 comma
5 del D.Lgs. n. 163/2006.
Milano, 14/02/2012
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offerte pervenute 7. Aggiudicatario RT Consorzio Prodest Milano SRL - Elmar SRL, via Ripamonti
115, 20141 Milano, fax 02531349. Valore totale inizialmente stimato € 8.578.004,44. Valore finale
€ 6.540.098,84 IVA esclusa. RUP dott. Stefano Pini. CUP H69E11000940005. Data di spedizione del pre-
sente avviso alla G.U.U.E 8/2/2012. Pubblicazione G.U.U.E. 2012/S 28-044702 del 10/2/2012. Data di
spedizione del presente avviso alla G.U.R.I. 10/2/2012.
IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO VICARIO
Dott. Marco Cavallotti
AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA PER
RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
A TEMPO DETERMINATO
L’Università degli Studi di Milano - Bicocca
ha pubblicato presso il proprio Albo, sito
in Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano, il
seguente bando: Selezione codice 4386: n.
5 posti Categoria C - Area amministrativa -
TD 6 mesi - Titolo di studio: Diploma di
istruzione secondaria di II grado - Scadenza
05.03.2012. Il bando è inoltre pubblicato sul
sito Internet dell’Università degli Studi di
Milano - Bicocca http://www.unimib.it.
IL CAPO AREA PERSONALE
Dott. Candeloro Bellantoni
GIUNTA REGIONALE
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
1) Amministrazione aggiudicatrice: Regione del Veneto-Giunta Regionale. 2) Procedura
di aggiudicazione prescelta: aperta. 3) Appalto aggiudicato: Servizio mense e gestione
bar interni per la Regione del Veneto. C.I.G. 2588892542. 4) Durata dell’appalto: anni
3 (tre). 5) Provvedimento di aggiudicazione: Decreto del Dirigente Regionale della
Direzione Affari Generali n. 169 in data 15 dicembre 2011. 6) Criterio di aggiudicazione:
offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. 12/04/2006,
n. 163. 7) Numero offerte: pervenute 1; ammesse 1. 8) Aggiudicatario: Gemeaz Cusin
S.p.A. con sede a Milano. 9) Condizioni di aggiudicazione: € 216.000,00.=.
Il Dirigente Regionale della Direzione Affari Generali - Giancarlo Boaretto
Presidenza del Consiglio dei Ministri
IL COMMISSARIO DELEGATO
PER IL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA SOCIO ECONOMICO AMBIENTALE DEL BACINO IDROGRAFICO
DEL FIUME SARNO - O.P.C.M. n. 3948 DEL 20/06/2011 - G.U. n. 146 del 25/06/2011
Via Marchese Campodisola, 21 - Napoli - Tel.081/7905420 - Fax: 081 5692294
e-mail: segreteria.1@commissarioemergenzafiumesarno.it
AVVISO PUBBLICO
DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI VARIANTE N. 4 CHE COMPORTERA’ L’APPOSI-
ZIONE DEL VINCOLO PREORDINATO AD ASSERVIMENTO E LA CONSEGUENTE DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA’
DELL’OPERA.
Progetto definitivo di completamento della rete di fognatura del comune di S. ANTONIO ABATE
Ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i. degli artt. 11 e 16 commi 8 ss.mm.ii si comunica l’avvio del pro-
cedimento per l’approvazione del progetto di variante n. 4 ai Soggetti aventi diritto della Ditta DE GREGORIO GAETANO
per la particella 2605 del f. 4 del catasto terreni del comune di S. Antonio Abate. Detta approvazione comporterà
l’apposizione del vincolo preordinato ad asservimento e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
A tal fine ed ai sensi del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i, si comunica che:
a) l’ Amministrazione competente è il Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza socio-economico - am-
bientale nel bacino idrografico del fiume Sarno - Ordinanza 12 marzo 2003 n. 3270 - G.U. n. 70 del 25/3/2003, Via
Marchese Campodisola, 21 - Napoli;
b) l’oggetto del procedimento promosso è l’approvazione del progetto di variante n.4 che comporterà l’apposizione del
vincolo preordinato ad asservimento sulle aree interessate dall’Opera Pubblica in argomento e la conseguente dichia-
razione di pubblica utilità;
c) i Soggetti aventi diritto della Ditta individuata, possono prendere visione degli atti presso gli uffici del Commissario
Delegato per il superamento dell’emergenza socio-economico - ambientale nel bacino idrografico del fiume Sarno -
Ordinanza 12 marzo 2003 n. 3270 - G.U. n. 70 del 25/3/2003, Via Marchese Campodisola, 21 - 6°piano - Napoli, nei
giorni di martedì e giovedì dalle 10,00 alle 13,00. Il RUP è l’ing. Annalisa La Fratta (Tel. 081-49396828);
d) i Soggetti aventi diritto della Ditta individuata, possono formulare osservazioni entro 30 giorni naturali, successivi e
continuativi dalla data di pubblicazione del presente avviso, che verranno opportunamente valutate da questa Autorità
espropriante ai fini delle definitive determinazioni;
e) si prevede di concludere il procedimento entro gg. 90, naturali, successivi e continuativi, dal presente avviso;
f) il Responsabile del procedimento in epigrafe è la dr.ssa Patrizia Carlucci;
g) ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 327/01 i Soggetti aventi diritto della Ditta individuata sono tenuti a comunicare le variazioni
rispetto alla situazione della proprietà individuata con riferimento alle risultanze catastali.
IL COMMISSARIO DELEGATO - Dr. Ing. Giovanni Guglielmi
L’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile - Direzione Centrale Finanza - Direzione
Investimenti, con sede in Roma, Viale Castro Pretorio n. 118, ha indetto una gara mediante
procedura aperta ai sensi del d.lgs. n. 163/2006 per l’affidamento del servizio di “Diagnosi
e certificazione energetica di n. 15 aeroporti nazionali collocati nelle regioni individuate
nell’Obiettivo Convergenza” da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più
vantaggiosa in base ai seguenti criteri: A) Qualità dell’offerta tecnica - max. 60 punti: a).1
adeguatezza dell’offerta (max. 20 punti); a).2: modalità di espletamento del servizio (max. 40
punti) di cui: a).2.1 metodo di indagine: max 25 punti; a).2.2 gruppo di lavoro: max. 15 punti;
B) Tempo - max. 10 punti; C) Prezzo - max. 30 punti. Durata dell’appalto: 150 giorni dalla data
del verbale di inizio esecuzione. Importo stimato per il servizio: € 785.000,00 (IVA esclusa).
Finanziamento: Fondi POIn - Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e
risparmio energetico “ 2007-2013; protocollo Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare - ENAC del 30/05/2011. Punti di contatto: Ing. Costantino Pandolfi (RUP)
- c.pandolfi@enac.gov.it; tel. +390644596658; fax +390644596392; www.enac.gov.it. Le
offerte, redatte secondo le indicazioni contenute nel bando di gara inviato alla GUUE in data
09/02/2012, pubblicato sulla G.U.R.I. 5^ Serie Speciale n. 18 del 13/02/2012 e sui siti internet
www.avcp.it, www.serviziocontrattipubblici.it, www.enac.gov.it, nonché nel Disciplinare di
gara e nel Capitolato Tecnico pubblicati sul sito internet dell’ente e nel “Documento illustrativo
delle procedure di audit” disponibile presso i punti di contatto indicati, dovranno pervenire
all’Ente entro le ore 13:00 del 03/04/2012. Il Direttore della Direzione Investimenti
Dott. Andrea Marotta
E.N.A.C. ENTE NAZIONALE PER L’AVIAZIONE CIVILE
AVVISO PER ESTRATTO DI PROROGA TERMINI
1- ENTE AGGIUDICATORE: ATAF S.p.A. - Viale dei Mille n. 115 -
50131 - FIRENZE (FI). 2- DENOMINAZIONE: Bando relativo
all’avvio di una procedura di gara per la cessione da parte di
ATAF S.p.A. di ATAF GESTIONI S.r.l., del ramo di azienda TPL e di
specifiche partecipazioni societarie. 3- ESTREMI DI PUBBLI-
CAZIONE: Bando integrale pubblicato il 17/01/2012 sul Sito In-
ternet dell’Ente Aggiudicatore (http://www.ataf.net/ - percorso:
Azienda/Area Fornitori/Avvisi e bandi di gara/Cessione di
ATAF GESTIONI S.r.l.). Bando per estratto pubblicato sulla
G.U.U.E. n. 2012/S 19-031174 del 28/01/2012 e sulla G.U.R.I. -
V Serie Speciale - Contratti pubblici - n. 8 del 20/01/2012. 4-
PROROGA TERMINI: Si rende noto che il termine di scadenza per
la presentazione della domanda di partecipazione, previsto al
punto “I.I. MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI
PARTECIPAZIONE” del Bando integrale, viene prorogato alle ore
12.00 del 07/03/2012. 5- ULTERIORI INFORMAZIONI SONO DI-
SPONIBILI PRESSO: ATAF S.p.A., Viale dei Mille n. 115, 50131
Firenze, Telefono: (+39) 055 56501. Fax: (+39) 055 5650239.
E-mail: gare_contratti@pec.ataf.net. Indirizzo Internet (URL):
www.ataf.net. 6- L’avviso per estratto di proroga dei termini è
stato inviato per la pubblicazione alla GUUE in data 14/02/2012
ed è richiedibile all’indirizzo di cui al punto 5 o consultabile sul
sito internet http://www.ataf.net/.
Per ATAF S.p.A.
Il Responsabile del Procedimento - dr.ssa Martina Vigoriti
AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA, PER TITOLI ED ESAMI,
DIRETTA ALLA COSTITUZIONE DI RAPPORTI DI LAVORO A
TEMPO DETERMINATO
In data 15 e 17 Febbraio 2012 l’Università degli Studi di Milano
ha pubblicato presso la Divisione Personale - Via S. Antonio 12,
Milano - n. 3 bandi di selezione pubblica per assunzione di perso-
nale con rapporto di lavoro a tempo determinato. Il bando è inoltre
pubblicato sul sito Internet dell’Ateneo: http://www.unimi.it/.
IL CAPO DIVISIONE PERSONALE
AUTORITA’ PORTUALE DI NAPOLI
AVVISO DI RETTIFICA
Lavori rimodellamento fondali specchio
acqueo antistante pontili di ormeggio
degli aliscafi della Società Alilauro
S.p.A.. E’ stato pubblicato avviso di ret-
tifica sulla G.U.R.I. 5ˆ Serie Spec. n. 22
del 22/02/2012. Il termine fissato per
la consegna delle domande di parteci-
pazione è prorogato alle ore 12.00 del
5 marzo 2012.
IL PRESIDENTE - Luciano DASSATTI
Comune di Ragusa
Si avverte che alle ore 10,00
dell’8/03/2012 sarà celebrata la pro-
cedura aperta per l’affidamento di al-
cuni servizi cimiteriali dell’importo a
base di gara di € 249.705,00. CIG
385615796A. Il bando integrale è di-
sponibile sul profilo del committente:
www.comune.ragusa.gov.it.
Ragusa lì, 25 gennaio 2012
Il Dirigente - Dott. G. Mirabelli
COMUNE DI GIARRE
Via Callipoli, 81 - 95014 Giarre (CT)
CIG [3899378C82]
CUP [J88C12000010001]
PROCEDURA APERTA: Lavori relativi
al contratto di quartiere II “Teatro al Car-
mine”, realizzazione di n. 40 alloggi ERP
con annesso Centro Sociale e comple-
tamento struttura teatrale. Importo:
€. 4.405.488,35 per lavori, di cui
€. 4.309.889,25 soggetti a ribasso ed
€. 95.599,10 per oneri di sicurezza non
soggetti a ribasso. Categoria OG1 -
classifica V. - Criterio di aggiudica-
zione: OFFERTA ECONOMICAMENTE
PIU’ VANTAGGIOSA, ai sensi dell’art.83
d.lgs. 163/2006 e s.m.i. e dell’art. 19 c.
1b L.R. 12/2011 e ai sensi dell’art. 6
L.R. 1/2012 nel testo vigente. Bando in-
tegrale e Documenti complementari
su: http://www.comune.giarre.ct.it/.
Scadenza ricezione offerte: 08/03/2012
Ore 10:00. Prima seduta pubblica
08/03/2012 Ore 16,00. R.U.P.: dott. Ing.
Giuseppa Rita Leonardi, Via P.ssa
Jolanda, 3 Giarre - tel.+39 095963410.
Dott. Ing. G.R. Leonardi
GRUPPO SNIA/CAFFARO IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA D.Lgs 8 luglio 1999 n. 270
SOCIETA’ M.V.V. MECCANICO VITTORIO VENETO S.R.L.
AVVISO
L’Amministrore Unico, Dott.ssa Elena Nembrini, della Società M.V.V. Meccanico Vittorio Veneto Srl, con sede
legale in Milano, Via Sebenico, 14 (di seguito la “Società”) e con sede operativa e amministrativa in Vittorio Ve-
neto (TV), via Marinotti, 45, interamente partecipata e soggetta all’attività di direzione e coordinamento della
Società Snia Spa in Amministrazione Straordinaria (di seguito la “Procedura”) in persona del Commissario Stra-
ordinario Avv. Marco Cappelletto
premesso
1) la Società è proprietaria del ramo d’azienda sito in Vittorio Veneto (TV), Via Marinotti, 45, ed opera nel settore
delle lavorazioni meccaniche di piccola serie ad altissima precisione destinate principalmente a impianti di fi-
latura di fibre sintetiche (di seguito il “Ramo d’Azienda”), che in esecuzione del Programma Liquidatorio della
Procedura è stato posto in vendita;
2) la Società ha ricevuto un’unica offerta (“Offerta”) così formulata:
a. prezzo di acquisto € 905.000,00 comprensivo del diritto all’uso del nome e del marchio, da corrispondere
per intero alla stipula del contratto di cessione del Ramo d’Azienda;
b. utilizzo gratuito per mesi 9 (nove) degli immobili e delle strutture ove il Ramo d’Azienda esercita la propria
attività in Vittorio Veneto;
c. nessuna richiesta di rilascio di garanzie alla Società a favore dell’acquirente,
invita
1. a far pervenire, entro il termine perentorio delle ore 12,00 di mercoledì 15 marzo 2012, offerte, irrevocabili
e cauzionate, migliorative dell’Offerta e, per quanto attiene al corrispettivo indicato al punto 2. delle premesse,
con aumenti del 20% (venti per cento). 2. Le offerte migliorative dovranno essere presentate da soggetti - italiani
o esteri - che siano costituiti in forma di società di capitali secondo la legislazione dello Stato di rispettiva ap-
partenenza (“Soggetto/i”): (a) singolarmente o riuniti in R.T.I., Consorzi, ovvero legati da accordi associativi
temporanei o da analoghe forme di concertazione “Raggruppamento”; (b) che intendano costituire appositamente
una società di capitali, anche unipersonale, che si renderà acquirente del Ramo d’Azienda (“Newco”). 3. Non
potranno essere presentate offerte migliorative: (a) da parte di Soggetti che alla data della presentazione siano
sottoposti a procedure di liquidazione o concorsuali o, comunque, a qualsiasi tipo di procedura, di ordinamento
italiano o estero, che denoti stato di insolvenza, cessazione dell’attività, gestione coattiva; (b) per persona da
nominare o in cui non sia chiaramente identificabile la persona giuridica o il Raggruppamento o i Soggetti che
intendono costituire la Newco; (c) redatte in lingua differente dalla lingua italiana. 4. La Società valuterà le offerte
migliorative in modo discrezionale ed insindacabile e si riserva la facoltà di procedere ad ulteriori trattative con
uno o più offerenti, volte ad ottenere miglioramenti dell’offerta, nonché a far luogo ad una successiva fase di ri-
lancio avanti il Notaio designato dalla Società. Entro 10 giorni dal ricevimento dell’offerta migliorativa, se posi-
tivamente valutata, la Società comunicherà all’offerente il giorno, la data, l’ora ed il luogo per la stipula del
contratto di compravendita del Ramo d’Azienda, ovvero per dar corso alla successiva fase di rilancio. 5. Le
offerte, sia migliorative sia di rilancio, saranno in ogni caso discrezionalmente valutate avuto riguardo ai pre-
supposti ed alle finalità del D.Lgs 8.7.1999 n. 270. Non verranno prese in considerazione offerte emulative, de-
fatigatorie e comunque incompatibili e/o pregiudizievoli per le operazioni di vendita. 6. Il corrispettivo per la
compravendita del Ramo d’Azienda dovrà essere corrisposto in un’unica soluzione alla data di stipula del rogito
avanti il Notaio designato dalla Società e tutte le spese, costi, oneri relativi e conseguenti dalla stipulazione del
contratto sono per l’intero ed esclusivamente a carico dell’acquirente. 7. La pubblicazione del presente avviso e
la ricezione di offerte migliorative non comportano alcun obbligo o impegno a dare corso alla stipulazione del
contratto di compravendita del Ramo d’Azienda, né il diritto ad alcuna prestazione da parte della Società e/o
della Procedura. 8. La Società riserva a sé la facoltà insindacabile e discrezionale di recedere, in qualsiasi mo-
mento, dalla procedura di vendita del Ramo d’Azienda, qualunque sia il suo grado di avanzamento, e di sospen-
derne, interrompere, modificarne i termini e le condizioni o di impegnarsi nei confronti di altri soggetti, senza
che per ciò gli offerenti possano avanzare nei confronti della Società e/o della Procedura alcuna pretesa a titolo
di risarcimento o indennizzo, né ad alcun altro titolo. 9. La Società non è responsabile con riguardo alla veridicità,
correttezza e completezza delle informazioni e/o documentazione fornita (ivi incluse le informazioni fornite al-
l’offerente per l’adempimento di eventuali obblighi di comunicazione ai sensi della normativa antitrust). 10. Il
presente avviso non costituisce un’offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. o una sollecitazione del pubblico ri-
sparmio ex artt. 94 e segg. Del d. lgs 24 febbraio 1998, n. 58. 11. Ciascun offerente sosterrà i costi indotti dalle
proprie ricerche e valutazioni del Ramo d’Azienda, comprese le eventuali spese dovute ai propri professionisti
e consulenti, nonché qualsiasi altro costo legato all’analisi dell’operazione. 12. Il trattamento dei dati, anche per-
sonali, inviati dai soggetti interessati, si svolgerà in conformità delle disposizioni del d.lgs. 30 giugno 2003, n.
196, garantendo la piena tutela dei diritti degli offerenti e della loro riservatezza; il trattamento dei dati ha la
finalità di consentire l’accertamento dell’idoneità dei soggetti a partecipare alla procedura di vendita del Ramo
d’Azienda, nonché il corretto svolgimento della medesima. Il titolare del trattamento sarà l’Amministratore Unico
della Società (o il soggetto da esso delegato), nei confronti del quale il soggetto interessato potrà far valere i
diritti di cui all’art. 7 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196. 13. In caso di offerte migliorative, irrevocabili e cauzionate,
positivamente valutate, la Società si riserva di dar luogo ad una successiva fase di rilancio avanti il Notaio desi-
gnato. 14. Per ricevere informazioni e/o documentazioni utili ai fini del presente avviso, si potrà contattare l’Am-
ministratore Unico Dott.ssa Elena Nembrini in 35121 Padova, Via Porciglia, 14, Tel. +39.498237311 - Fax
+39.49.8237495.
Per la più ampia informazione al mercato circa le operazioni di vendita del Ramo d’Azienda con riferimento al-
l’Offerta ricevuta ed al fine di raccogliere eventuali offerte migliorative, si pubblica il presente avviso nel sito
della Società www.mvv.it e sui quotidiani “Il Sole 24 Ore”, “Il Corriere della Sera”.
Vittorio Veneto, 20 febbraio 2012
L’Amministratore Unico - Dott.ssa Elena Nembrini
ASSEMBLEA DEI PARTECIPANTI AL FONDOATLANTIC 1 DEL 22 MARZO 2012
ELENCO DEI CANDIDATI PER LA NOMINA DEL COMITATO CONSULTIVO PER ILTRIENNIO 2012-2014
Con riferimento all’Assemblea dei Partecipanti convocata per il giorno 22 marzo 2012 ore 15:00, presso la sede di
IDeA FIMIT sgr S.p.A. in Milano, Via A. Boito n. 10, si comunica l’elenco dei candidati alla carica di membro del Comitato
Consultivo del Fondo “Atlantic 1”, prescelti dal Consiglio di Amministrazione di IDeA FIMIT sgr S.p.A.. Il Comitato Consultivo
sarà composto da cinque membri da eleggersi tra i soggetti indicati nella lista di seguito riportata. Come previsto dall’art. 15.1.2
del Regolamento del Fondo, tali soggetti sono stati individuati, anche tenendo conto delle eventuali candidature presentate da
partecipanti che, da soli o congiuntamente, rappresentano almeno il 10% delle quote del Fondo, tra coloro che: (i) godono dei
requisiti di indipendenza previsti per gli amministratori indipendenti dal Protocollo di Autonomia per la gestione dei conflitti
d’interessi predisposto da Assogestioni, e (ii) sono dotati di comprovata competenza in materia immobiliare, finanziaria, fiscale,
economica o giuridica connessa all’attività del Fondo.
1. Perotta Riccardo
2. Cacciamani Claudio
3. Ardizzone Vittorio
4. Cerati Giuseppe
5. Greppi Lorenzo
6. Tronconi Oliviero
7. Benaglia Roberto
8. Bandirali Fabio
9. MaurizioTurbini
10. Alberto Bellini
11. AlbertoVillani
12. Stefano Giacosa
13. Gian Paolo Colnago
14. Leonardo Quagliata
15. CarloValtolina
Si comunica che l’elenco dei candidati sarà pubblicato anche sul sito internet del Fondo www.fondoatlantic1.it e messo a
disposizione presso la sede della SGR e di Borsa Italiana S.p.A..
Sul sito del Fondo saranno altresì resi disponibili per la consultazione i curriculum vitae dei candidati.
Si ricorda che, laddove l’Assemblea dei Partecipanti non si costituisca ovvero non deliberi validamente ai sensi dell’articolo
16.3 del regolamento di gestione del Fondo in ordine alla nomina dei membri del Comitato Consultivo e al loro compenso,
risulteranno nominati i primi 5 (cinque) candidati indicati in ordine progressivo nella lista di cui sopra.
DIRITTO DI INTERVENTO
Hanno diritto a partecipare alle riunioni dell’Assemblea dei Partecipanti quei Partecipanti che risultino titolari di Quote da
almeno 2 (due) giorni antecedenti alla data fissata per l’adunanza.
MODALITÀ DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO
I Partecipanti possono farsi rappresentare nell’Assemblea dei Partecipanti, giusta delega, anche da terzi. La delega può essere
conferita solo per singola Assemblea dei Partecipanti, non può essere rilasciata in bianco ed è sempre revocabile con atto da
farsi pervenire al rappresentante almeno il giorno antecedente quello previsto per l’adunanza. I Partecipanti non potranno
delegare la SGR, i suoi soci, i suoi amministratori, sindaci, direttori generali e dipendenti, nonché le società del gruppo della
SGR, amministratori, sindaci, direttori generali e dipendenti di tali soggetti.
Il presente avviso è altresì pubblicato sul sito di IDeA FIMIT sgr S.p.A. (www.ideafimit.it) e del Fondo (www.fondoatlantic1.it).
L’ Amministratore Delegato
Massimo S. Brunelli
Milano, 21 febbraio 2012
IDeA FIMITsgr
IDeA FIMIT sgr
Via Crescenzio 14 00193 Roma
T. (+39) 06 681631 F. (+39) 06 68192090
Via Boito 10 20121 Milano
T. (+39) 02 725171 F. (+39) 02 72021939 INFO@IDEAFIMIT.IT WWW.IDEAFIMIT.IT
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Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
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rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 o 02 2584 6256
Fax 02 2588 6114
Via Valentino Mazzola, 66/D
00142 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
Via Villari, 50 - 70122 Bari
Tel. 080 5760 111 - Fax 080 5760 126
32
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
33 Cronache
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
MILANO — Renato
Dulbecco faceva parte dei
«magnifici tre», tre italiani
che partiti insieme da
Torino raggiungevano tutti
il premio Nobel. È una delle
storie più incredibili della
scienza. I protagonisti sono
Rita Levi Montalcini, Renato
Dulbecco e Salvador E. Luria
(vero nome: Salvatore
Luria). Le loro vite si
intrecciavano da studenti di
Medicina all’università
torinese negli anni Trenta. Il
loro maestro era Giuseppe
Levi, illustre studioso dei
tessuti nervosi e padre della
scrittrice Natalia Ginzburg.
Lo si incontra, con il suo
rigore, leggendo Lessico
famigliare. La sua scienza e
il suo metodo formeranno i
tre allievi in modo
eccezionale. Dopo la guerra
Dulbecco e Montalcini
saranno suoi assistenti ma
la passione per la ricerca
non trovava prospettive.
Luria per sfuggire alle leggi
razziali era già volato negli
Stati Uniti nel 1938, poco
dopo Fermi con cui aveva
anche collaborato, e
invitava Dulbecco a
raggiungerlo all’università
di Bloomington nell’Indiana
dove lui era docente.
Accettava, lo raggiungeva e
diventava cittadino
americano. Nello stesso
anno, il 1947, anche Rita
Montalcini emigrava negli
States, alla Washington
University di St. Louis dove
rimarrà per trent’anni.
Torino e l’Italia erano ormai
lontani e le esperienze
politiche di Dulbecco (era
stato assessore nella giunta
popolare della città) un
remoto ricordo. Ora gli
interessi riguardavano
soprattutto i virus
batteriofagi. Pure Luria si
occupava di virus ma di
tipo diverso. Montalcini,
invece, forse raccogliendo
più direttamente l’eredità
del maestro, indagava le
strutture nervose. Come da
studenti, la vita dei
«magnifici tre» continuerà a
intrecciarsi tra amicizia e
ricerche al di là dell’oceano.
E uno dopo l’altro
torneranno in Europa, a
Stoccolma, per ritirare il
Premio Nobel per la
Medicina. Sarà Luria, nel
1991, ad abbandonare per
primo gli amici di una
storia straordinaria.
Giovanni Caprara
twitter@giovannicaprara
Dulbecco, lo scienziato-pioniere
che intuì come scoprire i tumori
Gli studi sulle colture in vitro, la scommessa del Progetto Genoma
R
enato Dulbecco è l’uomo
che quasi da solo ha traghet-
tato la biologia moderna dal-
lo studio dei batteri a quello delle
cellule animali e quindi, fra le altre
cose, dei meccanismi dell’insorge-
re dei tumori. Per tutta la prima
parte del Novecento è stato molto
difficile studiare seriamente qualsi-
asi organismo diverso da quelli
più minuscoli, i batteri appunto e i
loro virus, chiamati fagi. Questi
studi hanno prodotto una grande
massa di conoscenze che hanno
contribuito a far nascere quella
che è stata poi chiamata la biologia
molecolare. È chiaro però che non
si sarebbe potuto studiare il funzio-
namento più intimo del nostro cor-
po e molte delle patologie a esso
connesse conducendo studi sui
batteri. Occorreva un salto di quali-
tà. E questo è quello che è succes-
so negli anni Cinquanta e Sessan-
ta, per opera di Dulbecco e di altri
pionieri del campo della coltura in
vitro delle cellule animali.
Passare da coltivare i batteri a colti-
vare le cellule del corpo ha rappresenta-
to un salto concettuale e sperimentale
di enorme portata. Ricordo che quan-
do ne sentii parlare per la prima volta
espressi tutto il mio stupore e quasi
scetticismo per la difficoltà dell’impre-
sa. Prendere un tessuto vivente di
mammifero, estrarne delicatamente le
cellule componenti e metterle a cresce-
re in un incubatore dentro piastrine
che contenevano i mezzi di coltura più
vari, di natura essenzialmente semisin-
tetica, appariva e appare anche oggi
un’impresa di enorme complessità e
difficoltà. Non a caso ci sono voluti an-
ni e un numero enorme di tentativi pri-
ma che qualcuno mettesse a punto le
condizioni ottimali per la coltivazione
delle cellule stesse e per la conduzione
degli esperimenti necessari.
Oggi questi tempi sembrano lonta-
nissimi e si tende a dimenticare que-
sto primo sforzo pionieristico, prefe-
rendo raccontare quello che si è trova-
to successivamente, ma non c’è dub-
bio che senza la fase di concezione e
messa a punto del sistema, tutti quegli
studi non sarebbero stati possibili.
Nella scienza un grande evento ne tra-
scina con sé innumerevoli altri.
Venendo dall’Italia, dove pure ave-
va appreso, a Torino, i rudimenti della
coltivazione dei tessuti, il giovane Dul-
becco ebbe la ventura di trovarsi a la-
vorare al Caltech in California, fianco
a fianco con i «mostri sacri» che aveva-
no fondato la biologia molecolare, tra
i quali si trovava anche l’italiano Salva-
dor Luria. Il merito di questi pionieri
era stato quello di riuscire a rendere
quantitativa anche la biologia, la scien-
za che fino agli anni Quaranta era ap-
punto soltanto qualitativa. La loro in-
tuizione era consistita nel cercare un
sistema semplice — quello composto
dal virus batterico e dalla sua cellula
ospite —dove si potesse anche «conta-
re» e misurare qualcosa. A dieci anni
di distanza il giovane Dulbecco tentò
di applicare tutto questo alle cellule
animali, che però sono molto più gran-
di ed enormemente più complesse di
un batterio. Fino a che il gioco riuscì e
oggi tutto il mondo coltiva tutti i gior-
ni cellule di tutti i tipi.
Dopo questo inizio il cammino fu
poi interamente in discesa. Le cellule
coltivate si possono studiare per sé,
ma anche in relazione ai virus che le
attaccano. Alcuni di questi le uccido-
no, altri non le uccidono, ma le fanno
diventare, più o meno velocemente,
tumorali. Sulla traccia di questi feno-
meni si mise allora Dulbecco e in po-
chi anni concretizzò una tradizione di
studio sui virus tumorali e il loro rap-
porto con le cellule, di topo, di criceto,
di scimmia o di uomo. Come succede
sempre in questi casi ebbe presto dei
collaboratori eccezionali e insieme a
loro chiarì un numero enorme di fatti
considerati oggi pietre miliari della
biologia dei tumori. Il tutto poi culmi-
nò verso la metà degli anni Settanta
con la scoperta di che cosa sia effettiva-
mente una formazione tumorale: un
insieme di cellule dentro le quali, per i
motivi più diversi, si vengono a trova-
re una manciata di mutazioni a carico
di geni chiave, chiamati oncogeni e ge-
ni oncosoppressori.
Per questi suoi studi Dulbecco rice-
vette nel 1975 il Premio Nobel per la
Medicina, ma non cessò di occuparsi
attivamente di biologia, fino a quando
nel 1986 propose al mondo la realizza-
zione del Progetto Genoma umano,
un’avventura che sembrò all’epoca a
dir poco folle, ma che si concretizzò
poi con sorprendente celerità. Il suo
merito, anche in questo caso, fu di ve-
dere molto più lontano di altri e di
concepire un’idea ardita in anticipo
sui tempi. La storia del Progetto Geno-
ma la conosciamo tutti e ne parliamo
in continuazione. È in connessione
con tale progetto che ho conosciuto il
grande scienziato, venuto in Italia per
dare vita a un progetto italiano. Ricor-
do che a prima vista sembrava la per-
sona più normale del mondo, dotato
di un grande savoir faire e di solido
buon senso. Ma dentro la sua testa evi-
dentemente turbinava un universo di
forme e di idee sulle ali dell’immagina-
zione e della creatività. Pensare di col-
tivare le cellule o di esplorare il geno-
ma non è meno ardito dell’immagina-
re un cosmo di stelle e di pianeti. È so-
lo più vicino a noi e alla nostra natura.
Alla scoperta della nostra essenza.
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In tv Il ricordo di Fabio Fazio: «Controllò l’agenda e disse "vengo, sono libero"»
«Sanremo? Accettò in 30 secondi
Così ballò con Laetitia Casta»
Con Luria
e la Levi
uno dei 3
«magnifici»
Biologia
Il Nobel
Renato Dulbecco,
biologo, medico e
genetista italiano
naturalizzato
statunitense, è
stato insignito del
Nobel nel 1975
(sopra la
cerimonia con re
Gustavo di Svezia)
La ricerca
Ha scoperto
il meccanismo
d’azione dei virus
tumorali nelle
cellule animali
MILANO — Rivoluzionario nel-
la medicina e dunque anche nella
vita. Mai banale e sempre sorpren-
dente, ci mise solo mezzo minuto
a dire «sì» alla manifestazione na-
zionale più pop che c’è. Il Premio
Nobel a condurre il Festival di
Sanremo fu un’idea di Fabio Fazio
che nel 1999 nel suo gioco di con-
taminazioni riuscì ad avere sul
palco accanto a lui, oltre alla val-
letta classica (la modella Laetitia
Casta, allora 21enne), anche
l’85enne Renato Dulbecco.
«Ho il ricordo di un uomo che
si può definire libero e coraggio-
so — racconta il conduttore di
Che tempo che fa —, al punto da
accettare persino di andare a San-
remo decidendolo in 30 secondi.
Per me fu una cosa memorabile».
Fazio e Pietro Galeotti (uno degli
autori, ndr) si presentarono a ca-
sa Dulbecco con la proposta osce-
na: «Andammo a chiedergli di par-
tecipare con l’obiettivo di averlo
per una serata e poi con grande
faccia tosta e anche incoscienza
gli domandai se volesse presenta-
re tutto il Festival con me. Mi chie-
se in quali giorni fosse, controllò
l’agenda e rispose: "Sì, dovrei esse-
re libero"».
Dulbecco dimostrò tutta la sua
autoironia in un ambiente com-
pletamente diverso da quello dei
laboratori anche ballando con la
Casta: «Fu un momento indimen-
ticabile, messo in scena sullo sfon-
do della Vie en rose con il profes-
sore sorridente, divertito e disin-
volto», concluso con il segno del
rossetto stampato sulla guancia
del divertitissimo studioso.
Ricorda ancora il conduttore:
«Avevamo pensato a Sanremo co-
me a un gioco da tavolo, che pre-
vedesse che tutti lo presentasse-
ro. Iniziammo a fare l’elenco del
"tutti": il conduttore televisivo,
ovvio; il calciatore, il poeta, il po-
stino, il Premio Nobel... Ci ren-
demmo conto che dovevamo co-
minciare dalla cosa più difficile
che c’era». Il debutto fu proprio il
giorno successivo al compleanno
del genetista: «Erano giorni paz-
zeschi, si trovò sul palco con
Gorbaciov in quel Festival dove
accadevano cose abbastanza cu-
riose. Di una gentilezza e legge-
rezza stupefacenti, Dulbecco
chiedeva sempre di andare a
dormire il più presto possibi-
le. Lo accontentammo non fa-
cendogli fare il DopoFestival
né altre sciocchezze. Fu una
presenza molto saggia nella
follia generale qual è quel-
la di Sanremo».
Conclude: «Libertà e
coraggio sono fonda-
mentali per la scienza. Se sei libe-
ro e coraggioso ti può anche capi-
tare di fare cose che altri non fan-
no, sei portato a vedere cose che
altri non vedono». Come un No-
bel all’Ariston.
Renato Franco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di EDOARDO BONCINELLI
La scheda
1914
2012
Da Torino agli Usa
Traghettò la biologia moderna
dalle ricerche sui batteri
a quelle sulle cellule animali
Rita Levi Montalcini
Antifascismo
Renato Dulbecco, nato a
Catanzaro, è morto ieri a La
Jolla (California). Domani
avrebbe compiuto 98 anni.
Nobel per la medicina nel 1975
Salvador Luria
1999
L’allora ottantacinquenne Renato
Dulbecco chiamato da Fabio Fazio a
condurre il Festival di Sanremo
insieme con Laetitia Casta
Nel 1943 Dulbecco frequentò alcune
organizzazioni antifasciste
clandestine. Entrò anche a far parte
del Cln della città di Torino, diventando
membro della giunta popolare guidata
dal sindaco Giovanni Roveda
Le prime esperienze
a Torino, poi i lavori
in California per
decifrare le
mutazioni genetiche
Il riconoscimento nel
1975 con il Nobel
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37 Cronache
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA — Vivienne Westwo-
od attacca la sua Londra e Londra
incassa: «Questa città ha venduto
l’anima all’omologazione. Per stra-
da vedo solo donne tutte uguali —
si è sfogata l’ex regina del punk —.
Ecco forse solo le settantenni co-
me me riescono ancora a dire qual-
cosa. Ma le giovani proprio no».
Per fortuna che Elisabetta (la regi-
na) c’è, sostiene la stilista. La sen-
tenza della milady è feroce: «Mai
la gente si è vestita peggio di così.
Tutta colpa del fast fashion: tutti
comperano e comperano senza gu-
sto e personalità». Guardare per
credere: quattro passi fra Oxford
Street e Bond Street e Regent Stre-
et ed è tutto solo uno stivaletto e
uno short o skinny jeans o miniabi-
to. In mano i sacchetti di Primark
(catena super cheap) e Top Shop e
Cos e H&M e Zara.
Così parlò la stilista. Così a zon-
zo fra i comuni mortali. Traduzio-
ne nel rutilante mondo della mo-
da? Più praticità e meno sregola-
tezza. I tempi lo consigliano. Così
fanno i nuovi padroni di Belstaff,
gli svizzeri del gruppo Labelux (di
Harry Slatkin e Tommy Hilfiger):
cancellate tutte le velleità hollywo-
odiane (la griffe ha corteggiato
per anni solo e soltanto attori ma-
cho e selvaggi) degli ex proprieta-
ri, avanti con un progetto very bri-
tish-chic con le giacche icone (le
dure da strada, la Road e la Trial
Master) raffinate in silhouette
(slime leggere) e materiali (cocco-
drillo, pitone, sharling). Uno stili-
sta molto preciso, Martin Cooper
(sedici anni in Burberry), e ligio:
«Non ho fatto altro che prendere i
capi dell’archivio e rivisitarli in
chiave moderna». Chiamasi ri-let-
tura del proprio dna. «Ci posizio-
neremo nel lusso quello vero — è
l’obiettivo del Ceo Slatkin — con
apertura imminenti a Londra e Mi-
lano. Dal prossimo anno la passe-
rella, in Italia dove resterà tutta la
nostra produzione artigianale».
E di lusso e stralusso si conti-
nua a parlare anche da Burberry
dove Christopher Bailey prosegue
il suo viaggio nell’Inghilterra fatta
di tweed e velluto, sherling e pelle,
trench e parka, giacchette avvitate
e pull, coppole e fiocchi, gonne sot-
to il ginocchio che ricordano quel-
le delle cavallerizze e stivaletti. Co-
lori inglesi e autunnali, attitudine
rilassata ma colta: verrebbe da dire
una lady dandy. Perché si saranno
anche un po’ omologati gli inglesi,
ma da qui a perdere la loro attitudi-
ne british la strada è molto lunga.
«Questa è Londra, questa è la
Gran Bretagna», diceva Stella
McCartney, l’altra sera, rice-
vendo in una chiesa sconsa-
crata nel Mayfair. Duecento
eletti, divisi in quattordici ta-
vole rotonde, a una delle qua-
li, tra Stella e la direttora di Vogue
Anna Wintour, stavano sedute le
belle fra le belle: Rihanna, Kate
Moss, Jasmine Le Bon (con Si-
mon), Shalom, Stella Tennant e
Amber Valletta. Spettacolo con il
mago Klock e sfilata/dance a sor-
presa con modelle e modelli me-
scolati agli invitati e che a metà ce-
na si alzano urlando e dando vita
a una danza molto calda. Pre-
sentata una collezione di abiti
da sera eleganti e moderni:
sete stretch e gonne a pallon-
cino, abiti di jersey e tulle co-
lor carne a creare giochi di scol-
lature olimpioniche molto sedu-
centi. In alto, in piccionaia un pub-
blico di serie B non troppo felice di
starsene lassù a guardare gli eletti
tra portate al tartufo e champagne.
Finisce a tarallucci e vino, infine
l’ allegra sfilata di Moschino
Cheap&Chic che Rossella Jardini
ha voluto portare a Londra per mo-
tivi che hanno a che fare con ragio-
ne e sentimento: un mercato che
c’è da sempre (Lady D era una affe-
zionata cliente) e una passione
che legava Moschino a questa cit-
tà. Ed è fresca e facile gioiosa la sfi-
lata fatta di decolleté di vernice
colorata e il tacchetto a rocchet-
to e poi gonne a palloncino o
svolazzanti, cappottini anni ses-
santa, abiti svelti. Il make up
ispira e conduce: i colori so-
no quelli degli smalti, del
fondotinta e degli om-
bretti. E per stampe:
occhi truccati e boc-
che dipinte.
Paola Pollo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La festa
Un momento della
festa organizzata da
Stella McCartney, una
delle più conosciute
stiliste londinesi. A
sorpresa, modelle e
modelli si sono
mescolati con i
duecento invitati,
dando così vita ad
una «sfilata» del
tutto particolare:
abitini stretch neri
con inserti di tulle
color carne creavano
giochi di scollature
olimpioniche, come nei
look indossati anche
da molti invitati, come
la top Kate Moss
Le sfilate inglesi Burberry, le giacche di Belstaff, il debutto di Cheap&Chic
«Mai vestiti peggio di così»
Moda e (poca) sregolatezza
Westwood: Londra ha venduto l’anima all’omologazione
In passerella
La regina del punk
«Tutta colpa della fast fashion
solo le settantenni come me
riescono ancora a dire qualcosa»
A sinistra, la pelliccetta arcobaleno di
Moschino Cheap&Chic, che ha lasciato
il palcoscenico di Milano per presentare
la collezione a Londra
In alto, a sinistra, un look di Belstaff e, a
destra, Burberry con la piccola cintura a
fiocco, portata anche sopra il trench,
uno dei leitmotiv della collezione
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
L’
Oréal si prepara a
dire addio alle stock
option, perché
«inquinano il dibattito»
sulle remunerazioni,
sostiene Jean-Paul Agon
(nella foto), presidente
del leader mondiale dei
cosmetici. Perciò ad
aprile proporrà al cda «il
blocco totale di tutte le
stock option, per tutti e
da quest’anno». Al loro
posto, per fidelizzare i
manager migliori, L’Oréal
conta di introdurre «un
sistema di azioni di
performance», che dopo 4
anni garantirà azioni
gratuite al conseguimento
degli obiettivi». Un
sistema «più trasparente
e meno aleatorio»,
secondo Agon, che ha
anticipato la nuova
strategia in un’intervista
su «Le Journal du
Dimanche».
Lo stesso top manager,
che aveva già rinunciato
al suo piano di stock
option per il 2009 (dopo
le 500 mila ricevute nel
2006 e le 350 mila nel
2007), si è detto pronto a
restituire metà delle 400
mila opzioni assegnategli
nel 2010, e valutate 6,8
milioni di euro su una
retribuzione complessiva
di 10,7 milioni, che ne ha
fatto il top manager
francese più pagato,
seguito da Bernard
Arnault di Lvmh. La
cifra, pubblicata la scorsa
settimana da Proxinvest,
ha suscitato non poche
polemiche in Francia. Ma
per Agon «quel numero
non significa nulla,
perché dipende dal prezzo
delle azioni quando
eserciterà le opzioni», ha
spiegato. Vero. Ma vale
la pena ricordare che il
prezzo di esercizio per le
400 mila stock option
attribuite nel 2010 è di
80,03 euro. Ieri il titolo
L’Oréal ha chiuso a 85,59
euro, ma Agon avrebbe 5
anni di tempo per poter
esercitare l’intero
pacchetto.
Giuliana Ferraino
Twitter: @16febbraio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
P
er quanto strano possa sembrare,
questa volta l’accisa e le tasse dello
Stato non hanno colpa degli aumenti.
Quanto meno non ne sono la causa
diretta. A spingere sempre più in alto
benzina e gasolio sono oggi le varianti
«internazionali» che influiscono sul
prezzo industriale dei carburanti, cioè il
barile di petrolio e gli scambi all’ingrosso
sui mercati del Mediterraneo, che
risentono delle tensioni nel Golfo Persico.
Non è una grande consolazione: per un
verso o per l’altro quando ci si trova al
distributore pare non esserci via di
scampo. D’altronde come potrebbe essere
diversamente quando si è costretti tra
l’incudine delle compagnie petrolifere e il
martello del Fisco? Entrambi pesano per
più del 90% del valore finale di benzina e
gasolio e, sebbene la distribuzione italiana
non spicchi per razionalità della struttura,
non è (solo) dal restante 6-7% che si
possono ottenere risparmi spettacolari. È
però vero che in un frangente di questo
genere, cioè con una recessione in corso,
l’incremento di prezzi «sensibili» come
quelli dell’energia non giova alle speranze
di una ripresa, visto che si abbatte su
consumatori inermi e sulle imprese,
soprattutto su quelle più piccole. Ecco
perché, senza abbassare la guardia
sull’operato delle compagnie, dei
raffinatori e dei gestori (per inciso: perché
un rilevatore di prezzi come Platts deve
operare in regime di quasi monopolio
internazionale?) la mano pubblica
potrebbe pensare ad alleggerire, o quanto
meno a modificare, la sua pressione.
Magari trasferendo sulla fiscalità generale
una parte di quegli oneri che gravano su
benzina, elettricità e gas, e che con
l’energia non hanno palesemente nulla a
che fare. Sono tanti. Si otterrebbero più
equità, un sollievo per chi è più tartassato
e incassi invariati. È possibile?
twitter@stefanoagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Era il dicembre del 2010,
Michele Santoro andava in onda ancora
sulla Rai e la puntata di Annozero era
dedicata in buona parte alla Fiat, alle
scelte del manager Sergio Marchionne.
Il filmato era stato girato sulla pista di
Vairano, una prova a tre che metteva a
confronto l’Alfa Romeo MiTo, la Mini
Cooper e la Citroën DS3. Quattro minu-
ti di servizio, una breve discussione in
studio. Una informazione «non veritie-
ra e denigratoria», «incompleta e parzia-
le» secondo il Tribunale di Torino, che
ha condannato in primo grado la Rai e
l’autore del servizio, Corrado Formigli.
Un verdetto pesante, perché la Rai e
il giornalista dovranno pagare alla Fiat
un risarcimento di cinque milioni di eu-
ro, più le spese per la pubblicazione del-
la sentenza sui principali quotidiani ita-
liani, valutate in altri due milioni di eu-
ro. La Fiat aveva chiesto un risarcimen-
to ancora più alto, 20 milioni di euro.
Nessuna sanzione per Santoro, che se-
condo il giudice Maura Sabbione non
ha responsabilità perché «estraneo al-
l’organizzazione» del servizio.
Il filmato era stato realizzato dalla ri-
vista Top gear, e metteva a confronto i
tempi su pista delle tre macchine. I ri-
sultati cronometrici erano quelli dei
test fatti qualche mese prima dal mensi-
le specializzato Quattroruote che però,
prendendo in considerazione anche al-
tre caratteristiche delle vetture, aveva-
no dato all’Alfa MiTo il miglior giudizio
complessivo. Nel corso della causa il
giudice ha chiesto la consulenza di un
gruppo di periti del quale ha fatto parte
anche l’attuale ministro dell’Istruzione
Francesco Profumo, all’epoca rettore
del Politecnico di Torino. Ed è arrivata
alla conclusione che quel servizio era
«denigratorio perché scredita il valore
di un’auto che è il simbolo di una casa
automobilistica» e soprattutto «diffor-
me dal vero, in quanto atto a rappresen-
tare una falsa realtà».
La Rai è stata giudicata responsabile
«per il solo fatto di aver messo a dispo-
sizione i suoi mezzi» avendo anche la
«potestà di dettare regole di comporta-
mento» per i suoi dipendenti. Il danno
patrimoniale è stato calcolato in un mi-
lione e 750 mila euro, quello non patri-
moniale in 5 milioni e 250 mila. Il giudi-
ce ha disposto anche l’immediata rimo-
zione del filmato dal sito internet della
Rai. «È una sentenza importante — di-
ce l’avvocato del gruppo Fiat Michele
Briamonte — per chi rischia di vedere
il suo lavoro gravemente danneggiato
da informazioni manipolate e non veri-
tiere».
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO — Anche la soglia
di 1 euro e 80 centesimi per un
litro di verde è stata sfondata.
Di più. In alcune aree il prezzo
della benzina ha addirittura su-
perato quota 1,90. Come all’Iso-
la d’Ischia, dove ieri i distribu-
tori con l’insegna Eni esponeva-
no il cartello con l’indicazione
di 1,906 euro per un litro del
prezioso carburante.
Lenta e inesorabile, la corsa
dei prezzi dei carburanti ha rag-
giunto così l’ennesimo record.
E viste le premesse, con il bari-
le di petrolio sempre più costo-
so anche a causa delle tensioni
geopolitiche in Iran e Nigeria,
c’è già chi si spinge a profetizza-
re addirittura il traguardo dei 2
euro al litro per il ponte di Pa-
squa. Che poi significa tra un
mese e mezzo.
Già oggi non siamo messi
male. Soprattutto nel raffronto
europeo. L’Adoc, associazione
dei consumatori,
ha fatto due conti:
«Un anno di riforni-
menti costa in me-
dia 3.240 euro, il
12%in più della me-
dia europea, con un
aggravio di spesa
pari a circa 350 eu-
ro annui». Solo que-
sti ultimi rincari, ag-
giungono dal Coda-
cons, si traducono in una nuo-
va stangata che equivale a qua-
si 20 euro in più a ogni pieno.
A spingere i rialzi dei listini
ai distributori sono, a monte,
le quotazioni internazionali di
benzina e gasolio, che conti-
nuano a salire a livelli record,
intorno ai 630 euro per mille li-
tri, per quanto riguarda la ver-
de, mentre il gasolio si avvici-
na sempre più a quota 700. An-
che il prezzo del petrolio è del
resto da qualche giorno in deci-
so rialzo, sia negli Stati Uniti
che a Londra, dove il Brent, il
greggio europeo, viaggia ab-
bondantemente sopra i 120 dol-
lari al barile, ai massimi da otto
mesi.
Nonostante a livello naziona-
le i prezzi finali ai distributori,
sia della benzina che del gaso-
lio, risultino assai differenziati,
a seconda del grado di concor-
renza e di apertura del mercato
e anche dell’ammontare delle
addizionali regionali, l’allarme
sul caro-carburanti è scattato:
dalle associazioni degli agricol-
tori, a quelle dei consumatori ai
sindacati è un coro all’unisono
per sollecitare interventi con-
creti da parte del governo. Fino
a rispolverare l’idea di sterilizza-
re il carico fiscale (che oggi pe-
sa per il 60% sul prezzo di ogni
litro di benzina, per il 54% sul
gasolio), proposta peraltro lan-
ciata più di dieci anni fa da Pier
Luigi Bersani prima e da Enrico
Letta poi, quando entrambi era-
no ministri dell’Industria. Sul-
l’argomento è tornato ieri il se-
gretario generale della Cisl, Raf-
faele Bonanni, sollecitando il
governo affinché «affronti dav-
vero di petto la questione, steri-
lizzando le accise e l’Iva perché
la situazione per i lavoratori e
le imprese sta diventando dav-
vero insostenibile».
Adusbef e Federconsumato-
ri hanno calcolato che, rispetto
a un anno fa, i soli rincari dei
carburanti hanno comportato
ricadute di 420 euro per la ben-
zina e di 480 euro per il gaso-
lio. E il leader della Cisl rincara
la dose con le accuse: «Il gover-
no non può pensare di fare le
orecchie da mercante conti-
nuando a incassare senza col-
po ferire le accise e l’Iva. Ben
venga una maggiore concorren-
za e anche una razionalizzazio-
ne nella rete di distribuzione
dei carburanti. Ben vengano
più controlli dell’Antitrust sul
rispetto delle regole di mercato
nei prezzi di benzina e gasolio.
Ma il cuore del problema italia-
no resta quello delle troppe ac-
cise, alcune addirittura vecchie
di cinquant’anni, e l’Iva che
moltiplica il prezzo dei carbu-
ranti portandolo a valori esorbi-
tanti».
Due sole cifre per inquadra-
re meglio il problema: nel solo
mese di gennaio sono stati spe-
si dagli automobilisti, tra benzi-
na e gasolio, 5,3 miliardi (il
20% in più rispetto al gennaio
2011) e con consumi che, solo
per il gasolio, il mese scorso so-
no diminuiti del 3,4%. Ma l’in-
cremento del gettito per le cas-
se del Fisco è stato ben superio-
re: da 2,22 miliardi a 2,88, con
un aumento del 29,6%. In sol-
doni, 658 milioni in più.
Gabriele Dossena
gdossena@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TROPPI GLI ONERI
CHE CON L’ENERGIA
NON C’ENTRANO
La verde sopra 1,9 euro al litro. Da gennaio 2011 un aumento del 26%
420
Economia
di STEFANO AGNOLI
La lente
euro
all’anno. La
maggiore
spesa
annuale
determina-
ta dal
caro-benzi-
na con le
nuove
quotazioni
Il caso Il Tribunale di Torino condanna Viale Mazzini e Formigli
L’analisi
Benzina record, verso quota 2 euro
LE STOCK OPTION
«INQUINANO»
L’ORÉAL
TAGLIA I PREMI
Fiat, maxi risarcimento dalla Rai
Cinque milioni per l’Alfa MiTo
Indici delle Borse Cambi FTSE MIB La settimana Luxottica La settimana
FTSE MIB 16.724,22 1,07%
FTSE It.All Share 17.715,05 1,04%
FTSE It.Star 10.650,91 0,49%
Dow Jones Borsa Chiusa
Nasdaq Borsa Chiusa
Londra 5.945,25 0,68%
Francoforte 6.948,25 1,46%
Parigi (Cac40) 3.472,54 0,96%
Hong Kong 21.424,79 -0,31%
Tokio (Nikkei) 9.485,09 1,08%
1 euro 1,3266 dollari 0,81%
1 euro 105,4700 yen 1,03%
1 euro 0,8364 sterline 0,63%
1 euro 1,2075 fr. sv. -0,06%
1 euro 8,8110 cor.sve. -0,23%
S&P 500 Borsa Chiusa Madrid 8.818,10 1,86% 1 euro 1,3159 dol.can. 0,50%
Titoli di Stato
Btp 09-01/07/12 2,500% 100,31 1,30
Btp 10-15/12/12 2,000% 99,91 1,82
Btp 02-01/02/13 4,750% 102,31 1,67
Btp 08-15/12/13 3,750% 101,22 2,59
Btp 10-01/11/13 2,250% 98,89 2,65
Btp 11-01/04/14 3,000% 99,69 2,77
Btp 04-01/02/15 4,250% 102,34 2,90
Btp 10-15/04/15 3,000% 98,71 3,08
Btp 11-15/04/16 3,750% 99,19 3,51
Btp 06-15/09/17 2,100% 94,20 5,23
Btp 96-01/11/26 7,250% 114,26 5,02
Btp 11-15/09/26 3,100% 86,95 6,47
Btp 05-01/02/37 4,000% 78,59 5,07
Btp 07-01/08/39 5,000% 88,85 5,20
Cct 07-01/12/14 3,400% 96,54 3,57
Cct 08-01/09/15 1,220% 93,25 3,89
Cct 09-01/07/16 1,780% 90,83 4,25
Ctz 10-31/12/12 - 98,06 2,30
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
20-02 netto %
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
20-02 netto %
Carburanti e mercati Dopo le minacce iraniane, greggio oltre 120 dollari. I consumatori: in Italia il 12% in più sulla media europea
Un modello
dell’Alfa Romeo
MiTo, il veicolo
al centro della
sentenza del
Tribunale di
Torino
italia: 515249535254
Codice cliente:
39 Economia
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
Ordini e fatturato
industriali in frenata. Il
fatturato nel 2011 è salito del
5,6% (dato grezzo) ma in calo
dal +9,8% del 2010. Gli
ordinativi sono saliti del 5,9%
(dato grezzo), in brusca
frenata rispetto al +13,8% del
2010. Lo ha reso noto l’Istat.
Una soluzione per i crediti
delle imprese verso la pubblica
amministrazione, pari a 70
miliardi, è allo studio da parte
delle banche. Lo ha detto il
presidente dell’Abi, Giuseppe
Mussari, «per renderli
«mobilizzabili».
Seat, aggiornato a oggi il
Consiglio. I creditori hanno
chiesto una breve estensione
delle scadenze per maggiori
dettagli sulla proposta di
ristrutturazione.
Dell’Opa Edf
su Edison si
decide in
settimana.
Lo ha detto il
presidente
della Consob,
Giuseppe
Vegas (foto). «Se gli uffici
finiscono il lavoro potrebbero
portare una risposta in
Commissione in settimana e
probabilmente decideremo».
Confindustria Sud con
Squinzi. L’indicazione per
Giorgio Squinzi, candidato alla
presidenza, è arrivata da 30
associazioni territoriali del
Sud.
Apple, Foxconn alza i salari
del 25%. L’azienda cinese
produttrice di Ipad lo ha
deciso dopo lo scandalo delle
condizioni di lavoro.
MILANO—La Fondazione Montepaschi accelera le trat-
tative per la cessione della partecipazione in Banca Mps e
ha concesso a Equinox e Clessidra l’accesso alla data
room. I due fondi di private equity hanno siglato un «con-
fidentiality agreement» con la Fondazione, un accordo di
riservatezza, che di solito prelude all’avvio di una trattati-
va in esclusiva. La soluzione ai problemi di indebitamento
di Palazzo Sansedoni potrebbe dunque essere vicina. La
scorsa settimana il presidente dell’ente senese, Gabriello
Mancini, aveva chiesto alle banche creditrici di prorogare
lo standstill — il congelamento — dei debiti fino a mag-
gio per avere così il tempo di vendere al meglio gli asset
che si è impegnato a cedere per rimborsare gli istituti. I
quali sarebbero disponibili a estendere il periodo di gra-
zia, ma solo fino a fine marzo. Della complessa partita sul-
la ristrutturazione dei debiti della Fondazione e sul futuro
della banca ieri ha parlato anche il Financial Times in un
lungo articolo dal titolo «Venerabile ma vulnerabile», in
cui sottolinea come «le
sventure della più antica
banca del mondo gettino
in subbuglio la città to-
scana e come il destino
dei principali azionisti
metterà alla prova la mi-
sura della disponibilità
italiana ad adattarsi ai
cambiamenti».
Cambiamenti che si
tradurranno in una disce-
sa della Fondazione sot-
to il 50% nel capitale del
Montepaschi, rendendo così la banca contendibile per la
prima volta nella sua storia secolare. L’intenzione di Man-
cini sarebbe quella di collocare la quota — fino al 15% del
capitale di Mps — dividendola in due pacchetti. Equinox
avrebbe la partecipazione maggiore. Questa soluzione ren-
derebbe più veloce la cessione. Chiunque volesse rilevare
l’intera quota, infatti, sarebbe obbligato a chiedere il con-
senso alla Banca d’Italia, che ha 60 giorni per deliberare.
Dividendo il pacchetto in due il nullaosta non sarebbe più
necessario. Equinox e Clessidra, inoltre, riuscirebbero a
chiudere la partita in tempo utile per presentare una loro
lista per il rinnovo del Consiglio di Rocca Salimbeni. La
scadenza per la presentazione delle candidature è il 2 apri-
le ed è ovvio che se i due fondi rileveranno il 15% vorran-
no contare nella governance. Sul tavolo della trattativa
con la Fondazione c’è anche questo tema. L’Ente, tuttavia,
non ha la possibilità di promettere posti nel board del
Monte né di rinunciare ai suoi per fare spazio ai nuovi so-
ci, altrimenti andrebbe in minoranza nel Consiglio di Mps.
Sullo sfondo, intanto, proseguono i movimenti per de-
finire i futuri assetti di vertice della banca senese. E le
quotazioni dell’ex amministratore delegato di Unicredit,
Alessandro Profumo, stanno salendo. Il nome sarebbe
venuto fuori nel corso dei colloqui tra la Fondazione e
Clessidra. L’ex banchiere, racconta chi ci ha parlato in
questi giorni, prenderebbe in seria considerazione la
possibilità di trasferirsi a Rocca Salimbeni. Ma i giochi
non sono ancora chiusi.
Federico De Rosa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1.000
Unipol ha presentato ieri un
esposto alla Consob sul caso Fon-
sai. In tre settimane è passato di
mano circa il 30% della compa-
gnia fiorentina: tanto ove si con-
sideri che il 42% è già bloccato
in Premafin e Unicredit. Rispetto
al 30 gennaio, quando venne re-
so noto il piano di Unipol, le quo-
tazioni di Fonsai hanno avuto
un’impennata del 173%. Alla
Commissione di controllo sulla
Borsa viene chiesto se tanta fre-
nesia sul titolo non nasconda ac-
cordi occulti e asimmetrie infor-
mative rispetto al mercato. Fino-
ra è stato annunciato soltanto
un patto di consultazione tra la
Palladio Finanziaria di Roberto
Meneguzzo e la Sator del ban-
chiere Matteo Arpe, che hanno
rastrellato il 5 e il 3% ma vengo-
no accreditate di quasi il 20%.
L’esposto di Unipol si inseri-
sce in un quadro già agitato dal
revival dell’inchiesta della Pro-
cura di Milano sui rapporti tra la
Fonsai e i Ligresti in un turbina-
re di alti compensi, ricche consu-
lenze e affari infragruppo, prose-
guiti fino a quando l’Isvap non
bloccò la cessione della Tenuta
Cesarina, una proprietà dei Li-
gresti vicino a Roma, alla compa-
gnia di assicurazioni quotata
che l’avrebbe dovuta acquistare
a prezzi d’affezione. Mentre non
è ancora chiaro se e come que-
ste indagini del pm Luigi Orsi
possano influenzare le operazio-
ni di salvataggio del gruppo Fon-
sai, appare invece evidente che
Unipol tende a reagire alla scala-
ta di Meneguzzo e Arpe con un
atto quasi dovuto sul piano del-
le regole, ma soprattutto confer-
mando la volontà di andare fino
in fondo. La compagnia delle co-
op è pronta a sottoscrivere l’au-
mento di capitale di Premafin e
ad acquisire così il controllo del-
l’assemblea ordinaria di Fonsai,
e dunque il potere di nominarne
i vertici operativi e di iniziare su-
bito l’integrazione industriale
con Unipol Assicurazioni. Le fu-
sioni verrebbero dopo, special-
mente la più discussa, che è
quella con la controllante Prema-
fin. Sul piano delle regole, le in-
dagini sui movimenti azionari
da parte di Consob potranno ac-
certare se il patto di consultazio-
ne Palladio-Sator, che è anche
aperto ad altri, non implichi nei
fatti un concerto. Se gli scalatori
avessero concertato le loro ini-
ziative, l’Isvap ne sommerebbe
le partecipazioni ai fini di auto-
rizzare meno il superamento del-
la soglia del 10%. Viceversa, Pal-
ladio, Sator e i loro eventuali al-
leati potrebbero ciascuno arriva-
re al 9,9% in santa pace e trovar-
si in una posizione rilevante in
assemblea. In base all’articolo
68 del codice delle assicurazio-
ni, al superamento della soglia,
l’Isvap verifica l’origine dei capi-
tali investiti (propri o di debito
e, se propri, di chi), il piano in-
dustriale e la competenza assicu-
rativa nonché, in questo caso, la
capacità di garantire la ricapita-
lizzazione di Fonsai. Il cui margi-
ne di solvibilità è a quota 75 con-
tro il minimo di 100, pur
conteggiando i prestiti su-
bordinati sottoscritti da
Mediobanca.
Il piano Unipol farebbe
affluire mezzi freschi per
1,6 miliardi, attraverso l’au-
mento di capitale di Fon-
sai, garantito dal consorzio
bancario guidato da Medio-
banca, e la fusione con Uni-
pol Assicurazioni ricapita-
lizzata. La cifra è al netto
del debito Premafin confe-
rito con la fusione Prema-
fin-Fonsai (circa 250 dei
370 milioni attuali, essendo la
differenza destinata a essere con-
vertita in strumenti di capitale).
Il margine del nuovo gruppo sa-
rebbe ben oltre i minimi.
Unipol può essere sconfitta
da un soggetto capace di lancia-
re un’Opa su Fonsai e Milano e
poi di accollarsene la ricapitaliz-
zazione: oggi ci vorrebbero 2,5
miliardi. Nell’autunno del 2011,
quando era chiaro il tracollo e
tutto costava meno, nessuna
grande compagnia europea si è
mostrata interessata a rilevare
Fonsai: i 28 miliardi di Btp in
portafoglio e l’eredità di 10 anni
di Ligresti facevano paura. Riu-
scirà Arpe, vera testa del rastrel-
lamento, a trovare una terza via
vincente?
Massimo Mucchetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
0,08
Il personaggio
1,9
1
Quesito sull’Opa
delle Coop
Avanzo da 7 milioni per
Crt. Che si è indebitata per
250 milioni per l’aumento
Ca’ de Sass Beltratti: i soci guardino al lungo periodo. Effetto bond, 180 milioni di utili nel primo trimestre
miliardo di euro, il bond
senior, scadenza 2017,
emesso ieri da Intesa
L’ingresso di Palladio e Sator e la corsa dei titoli
euro, il dividendo
distribuito per l’esercizio
2010 ai soci ordinari
Piazza Cordusio Il patrimonio dell’ente torinese si riduce di un miliardo
Unicredit pesa sui conti della Crt
Palenzona: non corro per il vertice
Fabrizio Palenzona,
vicepresidente di
Unicredit, non
intende candidarsi
alla presidenza della
banca di Piazza
Cordusio. Palenzona
fa così chiarezza
sulle ipotesi che lo
davano in manovra
per una soluzione
alternativa alla
presidenza Rampl
Il bilancio
miliardi di euro, i profitti
netti di Intesa nei primi
nove mesi del 2011
Il documento
All’Authority
Panorama
Nuove svalutazioni, in bilico la cedola Intesa
milioni, l’esposizione
della Fondazione Mps.
Per tagliare l’indebitamento
l’ente scenderà
sotto il 50% della banca
Fonsai, Unipol attacca
Un esposto alla Consob
Alla Commissione
di Borsa le richieste su
eventuali accordi occulti
MILANO — Fabrizio Palenzona,
plenipotenziario della fondazione
Crt in Unicredit, primo socio italia-
no con il 3,85%, si chiama fuori dal-
la corsa per la presidenza di Unicre-
dit, dopo giorni in cui il suo nome è
circolato come possibile pretenden-
te all’incarico ora ricoperto da Die-
ter Rampl. L’ha fatto ieri sera attra-
verso un portavoce, dichiarando di
«non essere disponibile» in quanto
impegnato nei progetti di amplia-
mento dell’aeroporto di Fiumicino,
controllato dalla Adr di cui Palenzo-
na è presidente.
L’uscita di Palenzona avviene due
giorni dopo le esternazioni di Ram-
pl, che si è detto «pronto» a impe-
gnarsi «a fronte di un progetto di go-
vernance valido per tutti gli azioni-
sti italiani e internazionali». Ed è
uno dei vari tasselli che ieri si sono
composti nella definizione del nuo-
vo board di Unicredit, segno che la
campagna elettorale è davvero en-
trata nel vivo. Ieri sera il comitato
nomine dell’istituto (di cui fanno
parte Palenzona, Rampl, Vincenzo
Calandra Bonaura, Luigi Castelletti,
Francesco Giacomin, Luigi Mara-
motti e il ceo Federico Ghizzoni) ha
elaborato i criteri «qualitativi e
quantitativi» per la composizione
del nuovo Consiglio, con una propo-
sta da discutere al board del 28 feb-
braio. In sostanza si va verso una ri-
duzione dei consiglieri, oggi pari a
23. Dovrebbero essere meno di 20
— soglia oltre la quale scatterebbe-
ro due consiglieri per le minoranze
—, ma il numero sarà definito dai
soci.
La proposta del dimagrimento
del Consiglio, insieme con quella di
presenze di livello più internaziona-
le e con esperienze nel settore banca-
rio, è fra i desiderata di Rampl che
adesso, uscito di scena Palenzona,
appare l’unico candidato autorevole
alla presidenza, almeno fino a oggi.
Toccherà adesso ai soci, a comin-
ciare dalle fondazioni forti Carivero-
na (3,5%) e Carimonte (ora al 3% dal
2,9%) tradurre la nuova governance
in candidati. Tenendo ben presente
che agli azionisti storici Unicredit è
costata molto cara. Ieri a fare i conti
è stata la Crt, da anni rappresentata
da Palenzona alla vicepresidenza.
Nel 2011 la svalutazione di Unicre-
dit ha fatto scendere il patrimonio
dell’ente da 2,9 a 1,9 miliardi (di cui
1,3 miliardi in Piazza Cordusio). Per
seguire i tre aumenti del 2008, del
2010 e del 2012 l’ente torinese ha
speso 1,051 miliardi. Solo quello del
2012 da 7,5 miliardi è costato 316
milioni, recuperati con debito per
250 milioni e vendendo in perdita le
azioni di Banco Popolare (10 milio-
ni), Banco Sabadell (30 milioni), Ge-
nerali (12 milioni), SocGen (25 mi-
lioni). Ciononostante, il bilancio «sa-
no» (come lo ha definito il segreta-
rio generale, Angelo Miglietta) ha
consentito di chiudere con un avan-
zo di 7 milioni, dai 161 milioni del
2010.
Fabrizio Massaro
fmassaro@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Fondazione
Unipol ha presentato alla
Consob l’istanza sul
riassetto di Fondiaria Sai
in cui chiede alla
Commissione di Borsa di
pronunciarsi
sull’esenzione
dall’obbligo di lanciare
un’offerta pubblica sulla
compagnia. Lo ha
annunciato ieri il gruppo
bolognese dopo che il
ceo Carlo Cimbri si era
recato in giornata negli
uffici dell’Authority.
Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi
MILANO — La premessa è
scontata: «Non c’è alcuna deci-
sione, è un tema che stiamo
analizzando in queste settima-
ne». L’idea che per quest’anno
Intesa Sanpaolo chieda un sa-
crificio sul dividendo appare
però più che un’ipotesi nelle
parole di Andrea Beltratti. Il
quale ieri ha riconosciuto «che
gli azionisti in alcuni casi pos-
sano avere un’attenzione al di-
videndo», ma il presidente del
consiglio di gestione di Ca’ de
Sass li ha invitati anche «a
guardare al medio lungo perio-
do, perché quello che conta è
l’efficienza dell’utilizzo delle ri-
sorse». E questo potrebbe ri-
chiedere un taglio sul fronte
delle cedole.
La decisione sarà presa a
marzo, dopo aver esaminato il
bilancio. Beltratti ha spiegato
che quella dei dividendi «è
una delle tematiche che stia-
mo analizzando insieme alle al-
tre per la chiusura del bilancio.
Noi abbiamo fatto gli accanto-
namenti per i primi 9 mesi del-
l’anno, adesso vedremo la chiu-
sura dell’esercizio».
Il presidente del consiglio di
gestione di Intesa ha già antici-
pato che nella chiusura del bi-
lancio si terrà conto anche del-
le svalutazione dei cosiddetti
«attivi immateriali». Una voce
che nell’ultima trimestrale di
Unicredit ha pesato per circa 9
miliardi di euro. «Stiamo guar-
dando il tema in relazione al bi-
lancio e ai conti finali. Nei pros-
simi Consigli ne parleremo, ne
abbiamo due a marzo. Credo
che la situazione, rispetto a
Unicredit, sia però un po’ diver-
sa — ha tenuto a sottolineare
Beltratti — perché in un caso
erano acquisizioni, nell’altro
operazioni carta contro carta.
Per cui le operazioni sono un
po’ diverse dal punto di vista
della reale sostanza finanzia-
ria». Cifre il banchiere non ne
ha date: «Stiamo analizzando
la questione».
Beltratti, che ha parlato ieri
a margine dell’incontro in Bor-
sa Italiana con il premier Ma-
rio Monti, ha ribadito l’impe-
gno di Intesa sul debito pubbli-
co assicurando che Ca’ de Sass
non ha intenzione di ridurre la
sua esposizione ai titoli di Sta-
to. «Di sicuro non abbiamo in-
tenzione di ridurla poiché rite-
niamo che il rapporto tra ri-
schio e rendimento sia ancora
interessante —ha detto il ban-
chiere —. Era certamente mol-
to interessante qualche setti-
mana fa perché gli spread era-
no ancora più elevati, ma rite-
niamo che sia ancora interes-
sante e che non rispetti il meri-
to di credito del nostro Paese».
Intesa parteciperà anche alla
prossima asta di liquidità della
Bce, «stiamo ultimando le ana-
lisi per capire di quanto». In at-
tesa dell’asta l’istituto milane-
se si è mosso intanto sul mer-
cato collocando ieri un bond
senior da 1 miliardo di euro. E,
sempre ieri, Intesa ha fatto sa-
pere di aver chiuso il riacqui-
sto del prestito subordinato
per 1,22 miliardi, con 180 mi-
lioni di euro di plusvalenza.
F. D. R.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La scalata L’inchiesta milanese sui rapporti tra la compagnia e i Ligresti
Mps, Siena accelera
Equinox e Clessidra
alleati per il 15%
italia: 515249535254
Codice cliente:
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
AcomeA SGR - numero di tel. 800.89.39.89
info@acomea.it
AcomeA America (A1) 17/02 EUR 12,825 12,870
AcomeA America (A2) 17/02 EUR 12,948 12,993
AcomeA Asia Pacifico (A1) 17/02 EUR 3,326 3,304
AcomeA Asia Pacifico (A2) 17/02 EUR 3,345 3,324
AcomeA Breve Termine (A1) 17/02 EUR 12,110 12,056
AcomeA Breve Termine (A2) 17/02 EUR 12,136 12,081
AcomeA ETF Attivo (A1) 17/02 EUR 3,848 3,810
AcomeA ETF Attivo (A2) 17/02 EUR 3,863 3,825
AcomeA Eurobbligazionario (A1) 17/02 EUR 13,534 13,447
AcomeA Eurobbligazionario (A2) 17/02 EUR 13,573 13,485
AcomeA Europa (A1) 17/02 EUR 8,893 8,769
AcomeA Europa (A2) 17/02 EUR 8,959 8,834
AcomeA Globale (A1) 17/02 EUR 8,375 8,326
AcomeA Globale (A2) 17/02 EUR 8,503 8,454
AcomeA Italia (A1) 17/02 EUR 13,628 13,396
AcomeA Italia (A2) 17/02 EUR 13,725 13,491
AcomeA Liquidità (A1) 17/02 EUR 8,081 8,058
AcomeA Liquidità (A2) 17/02 EUR 8,082 8,058
AcomeA Obbligaz. Corporate (A1) 17/02 EUR 6,292 6,294
AcomeA Obbligaz. Coroprate (A2) 17/02 EUR 6,321 6,323
AcomeA Paesi Emergenti (A1) 17/02 EUR 6,294 6,218
AcomeA Paesi Emergenti (A2) 17/02 EUR 6,335 6,258
AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1) 17/02 EUR 3,235 3,212
AcomeA Patrimonia Aggressivo (A2) 17/02 EUR 3,263 3,239
AcomeA Patrimonio Dinamico (A1) 17/02 EUR 4,308 4,281
AcomeA Patrimonio Dinamico (A2) 17/02 EUR 4,333 4,306
AcomeA Patrimonio Prudente (A1) 17/02 EUR 5,170 5,154
AcomeA Patrimonio Prudente (A2) 17/02 EUR 5,226 5,210
AcomeA Performance (A1) 17/02 EUR 17,730 17,692
AcomeA Performance (A2) 17/02 EUR 17,779 17,741
Sol Invictus Absolute Return 16/02 EUR 103,002 103,439
Enea Invictus Absolute Bond Fd 17/02 EUR 98,743 98,760
Enea Invictus Commod. & Forex Fd 17/02 EUR 98,697 98,701
Enea Invictus Emerging Market Fd 17/02 EUR 98,105 98,112
Enea Invictus European Equity Fd 29/11 EUR 99,961 99,911
Enea Invictus Far East Fd 17/02 EUR 97,696 97,703
Enea Invictus Macro Fd 17/02 EUR 98,546 98,565
Enea Invictus Money Market Fd 17/02 EUR 91,359 91,361
Enea Invictus U.S. Equity Fd 17/02 EUR 96,369 96,375
AZIMUT SGR - tel.02.88981
www.azimut.it - info@azimut.it
Azimut Bilanciato 16/02 EUR 23,342 23,388
Azimut Formula 1 Absolute 16/02 EUR 6,032 6,044
Azimut Formula 1 Conserv 16/02 EUR 6,200 6,218
Azimut Formula Target 2013 16/02 EUR 6,563 6,574
Azimut Formula Target 2014 16/02 EUR 6,172 6,181
Azimut Garanzia 16/02 EUR 12,502 12,504
Azimut Prev. Com. Crescita 16/02 EUR 9,371 9,361
Azimut Prev. Com. Equilibrato 16/02 EUR 10,698 10,703
Azimut Prev. Com. Garantito 16/02 EUR 9,972 9,975
Azimut Prev. Com. Protetto 16/02 EUR 11,435 11,435
Azimut Reddito Euro 16/02 EUR 15,622 15,622
Azimut Reddito Usa 16/02 EUR 6,226 6,236
Azimut Scudo 16/02 EUR 7,656 7,657
Azimut Solidity 16/02 EUR 7,792 7,802
Azimut Strategic Trend 16/02 EUR 5,297 5,275
Azimut Trend America 16/02 EUR 10,246 10,088
Azimut Trend Europa 16/02 EUR 10,687 10,677
Azimut Trend Italia 16/02 EUR 13,036 13,138
Azimut Trend Pacifico 16/02 EUR 6,566 6,607
Azimut Trend Tassi 16/02 EUR 9,012 9,000
Azimut Trend 16/02 EUR 22,402 22,174
AZ FUND MANAGEMENT SA
AZ F. Active Selection 16/02 EUR 4,844 4,853
AZ F. Active Strategy 16/02 EUR 4,769 4,772
AZ F. Alpha Man. Credit 16/02 EUR 5,087 5,099
AZ F. Alpha Man. Equity 16/02 EUR 4,205 4,202
AZ F. Alpha Man. Them. 16/02 EUR 3,370 3,363
AZ F. American Trend 16/02 EUR 2,605 2,563
AZ F. Asset Plus 16/02 EUR 5,247 5,255
AZ F. Asset Power 16/02 EUR 4,983 4,989
AZ F. Best Bond 16/02 EUR 5,249 5,252
AZ F. Best Cedola 16/02 EUR 5,350 5,357
AZ F. Best Equity 16/02 EUR 5,227 5,255
AZ F. Bond Target 2015 16/02 EUR 5,265 5,286
AZ F. Bond Trend 16/02 EUR 5,422 5,417
AZ F. Bot Plus 16/02 EUR 5,198 5,198
AZ F. Cash 12 Mesi 16/02 EUR 5,059 5,058
AZ F. Cash Overnight 16/02 EUR 5,041 5,041
AZ F. Cat Bond 14/02 EUR 5,022 5,029
AZ F. CGM Opport Corp Bd 16/02 EUR 5,303 5,318
AZ F. CGM Opport European 16/02 EUR 5,498 5,502
AZ F. CGM Opport Global 16/02 EUR 5,989 5,980
AZ F. CGM Opport Gov Bd 16/02 EUR 5,151 5,153
AZ F. Commodity Trading 16/02 EUR 4,797 4,789
AZ F. Conservative 16/02 EUR 5,734 5,738
AZ F. Corporate Premium 16/02 EUR 5,013 5,032
AZ F. Dividend Premium 16/02 EUR 4,944 4,947
AZ F. Emer. Mkt Asia 16/02 EUR 5,839 5,865
AZ F. Emer. Mkt Europe 16/02 EUR 3,764 3,761
AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. 16/02 EUR 6,526 6,509
AZ F. European Dynamic 16/02 EUR 4,562 4,570
AZ F. European Trend 16/02 EUR 2,664 2,662
AZ F. Formula 1 Absolute 16/02 EUR 4,412 4,416
AZ F. Formula 1 Alpha Plus 31/01 EUR 5,411 5,397
AZ F. Formula Target 2014 16/02 EUR 4,379 4,385
AZ F. Formula Target 2015 16/02 EUR 5,365 5,384
AZ F. Formula 1 Conserv. 16/02 EUR 4,626 4,627
AZ F. Income 16/02 EUR 5,594 5,594
AZ F. Institutional Target 16/02 EUR 5,047 5,047
AZ F. Italian Trend 16/02 EUR 2,684 2,704
AZ F. Macro Dynamic 16/02 EUR 5,455 5,464
AZ F. Opportunities 16/02 EUR 4,011 4,017
AZ F. Pacific Trend 16/02 EUR 3,808 3,831
AZ F. Qbond 16/02 EUR 5,005 4,999
AZ F. QProtection 16/02 EUR 4,819 4,818
AZ F. Qtrend 16/02 EUR 4,604 4,603
AZ F. Renminbi Opport 16/02 EUR 5,099 5,103
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
AZ F. Reserve Short Term 16/02 EUR 6,103 6,104
AZ F. Solidity 16/02 EUR 5,327 5,335
AZ F. Strategic Trend 16/02 EUR 4,874 4,852
AZ F. Trend 16/02 EUR 4,912 4,862
AZ F. US Income 16/02 EUR 5,969 5,974
Carige Azionario Europa 17/02 EUR 5,425 5,402
Carige Azionario Internazionale 17/02 EUR 7,513 7,565
Carige Azionario Italia 17/02 EUR 4,602 4,554
Carige Bilanciato 10 17/02 EUR 5,696 5,684
Carige Bilanciato 30 17/02 EUR 5,330 5,306
Carige Bilanciato 50 17/02 EUR 5,985 5,945
Carige Corporate Euro 17/02 EUR 6,799 6,795
Carige Total Return 1 17/02 EUR 5,174 5,166
Carige Total Return 2 17/02 EUR 4,438 4,428
Carige Liquidita Euro 17/02 EUR 6,457 6,454
Carige Monetario Euro 17/02 EUR 11,881 11,871
Carige Obblig Euro 17/02 EUR 11,276 11,270
Carige Obblig Euro Lungo Termine 17/02 EUR 5,993 5,990
Carige Obblig Globale 17/02 EUR 6,278 6,296
Fondo Pensione Aperto Carige
Dinamico Classe A 31/01 EUR 10,470 10,290
Dinamico 31/01 EUR 10,094 9,928
Equilibrato Classe A 31/01 EUR 13,007 12,822
Equilibrato 31/01 EUR 12,696 12,521
Obiettivo TFR Classe A 31/01 EUR 11,337 11,141
Obiettivo TFR 31/01 EUR 11,172 10,982
Prudente Classe A 31/01 EUR 13,968 13,782
Prudente 31/01 EUR 13,747 13,567
Num tel: 178 311 01 00
www.compamfund.com - info@compamfund.com
Bluesky Global Strategy A 17/02 USD 1292,297 1287,189
Bond Euro A 17/02 EUR 1177,441 1177,123
Bond Euro B 17/02 EUR 1147,177 1146,879
Bond Risk A 17/02 EUR 1196,163 1190,549
Bond Risk B 17/02 EUR 1157,106 1151,690
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 17/02 EUR 1408,977 1407,121
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 17/02 EUR 1368,034 1366,247
European Equity A 17/02 EUR 1176,649 1171,185
European Equity B 17/02 EUR 1127,202 1121,983
Multiman. Bal. A 16/02 EUR 108,940 109,015
Multiman. Bal. M 16/02 EUR 110,889 110,963
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 15/02 EUR 66,833 66,179
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 15/02 EUR 68,717 68,035
Multiman.Target Alpha A 15/02 EUR 103,175 102,977
DB Platinum
Agriculture Euro R1C A 15/02 EUR 72,770 72,660
Comm Euro R1C A 16/02 EUR 122,080 121,330
Comm Harvest R3C E 16/02 EUR 97,630 97,550
Croci Germany R1C A - EUR - -
Currency Returns Plus R1C 16/02 EUR 946,020 946,940
Dyn Aktien Pl R1C A 16/02 EUR 98,340 98,580
DB Platinum IV
Croci Euro R1C B 17/02 EUR 89,300 87,990
Croci Japan R1C B 17/02 JPY 6061,770 5951,810
Croci US R1C B 16/02 USD 120,740 119,360
Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A 16/02 EUR 99,280 99,590
Dyn. Cash R1C A 17/02 EUR 101,650 101,650
Dyn. ETF Selector 3 R1C A 15/02 EUR 98,150 98,100
Dyn. ETF Selector 6 R1C A 15/02 EUR 85,020 84,970
Dyn. ETF Selector 8 R1C A 15/02 EUR 104,230 104,190
Paulson Global R1C E 08/02 EUR 6851,820 6675,590
Sovereign Plus R1C A 16/02 EUR 105,160 105,200
Systematic Alpha Index R1C A 08/02 EUR 10267,450 10313,080
www.eurizoncapital.it
tel. 02 88101
Eurizon Az Asia Nuove Econom. 16/02 EUR 11,051 11,170
Eurizon Az Area Euro 16/02 EUR 22,940 22,967
Eurizon Az Energie Mat Pr 16/02 EUR 9,614 9,543
Eurizon Az Internazionale Etico 03/12 EUR 5,271 5,291
Eurizon Az Salute E Amb 16/02 EUR 15,905 15,796
Eurizon Az Teconol Avanz 16/02 EUR 4,665 4,592
Eurizon Azioni America 16/02 EUR 9,980 9,833
Eurizon Azioni Europa 16/02 EUR 8,014 8,001
Eurizon Azioni Finanza 16/02 EUR 16,623 16,529
Eurizon Azioni Internazionali 16/02 EUR 7,741 7,685
Eurizon Azioni Italia 16/02 EUR 10,075 10,146
Eurizon Azioni Pacifico 16/02 EUR 3,918 3,964
Eurizon Azioni Paesi Emergenti 16/02 EUR 9,124 9,177
Eurizon Azioni PMI America 16/02 EUR 24,547 24,091
Eurizon Azioni PMI Italia 16/02 EUR 3,884 3,918
Eurizon Azioni PMI Europa 16/02 EUR 8,392 8,421
Eurizon Bilanc Euro Multiman 16/02 EUR 35,775 35,726
Eurizon Diversificato Etico 16/02 EUR 8,285 8,283
Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 16/02 EUR 5,018 5,022
Eurizon Focus Gar 06/2012 16/02 EUR 5,144 5,145
Eurizon Focus Gar 09/2012 16/02 EUR 5,126 5,125
Eurizon Focus Gar 12/2012 16/02 EUR 5,139 5,140
Eurizon Focus Gar 03/2013 16/02 EUR 5,164 5,165
Eurizon Focus Gar I T 07 16/02 EUR 5,122 5,122
Eurizon Focus Gar II T 07 16/02 EUR 5,117 5,117
Eurizon Focus Gar III T 07 16/02 EUR 4,976 4,977
Eurizon Focus Gar IV T 07 16/02 EUR 5,173 5,173
Eurizon Liquidita' A 16/02 EUR 7,381 7,380
Eurizon Liquidita' B 16/02 EUR 7,594 7,594
Eurizon Obbligazioni Cedola Cl A 16/02 EUR 6,172 6,176
Eurizon Obbligazioni Cedola Cl D 16/02 EUR 6,112 6,117
Eurizon Obbligazioni Emergenti 16/02 EUR 12,488 12,495
Eurizon Obbligazioni Etico 16/02 EUR 5,512 5,521
Eurizon Obbligazioni Euro 16/02 EUR 14,499 14,507
Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl A 16/02 EUR 15,297 15,302
Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl D 16/02 EUR 15,181 15,186
Eurizon Obbligazioni Euro Corp 16/02 EUR 5,735 5,761
Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT 16/02 EUR 7,743 7,760
Eurizon Obbligazioni Euro HY 16/02 EUR 7,514 7,529
Eurizon Obbligazioni Internazionali 16/02 EUR 9,493 9,501
Eurizon Obiettivo Rendimento 16/02 EUR 8,189 8,189
Eurizon Profilo Conservativo 16/02 EUR 5,548 5,550
Eurizon Profilo Dinamico 16/02 EUR 5,437 5,432
Eurizon Profilo Moderato 16/02 EUR 5,461 5,462
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Eurizon Rendimento Assoluto 2 A 16/02 EUR 5,283 5,282
Eurizon Rendimento Assoluto 3 A 16/02 EUR 5,482 5,481
Eurizon Team 1 16/02 EUR 6,075 6,076
Eurizon Team 2 16/02 EUR 5,757 5,758
Eurizon Team 3 16/02 EUR 4,808 4,811
Eurizon Team 4 16/02 EUR 4,073 4,078
Eurizon Team 5 16/02 EUR 3,909 3,915
Eurizon Tesoreria Dollar 16/02 EUR 12,739 12,715
Eurizon Tesoreria Euro A 16/02 EUR 7,789 7,788
Eurizon Tesoreria Euro B 16/02 EUR 7,868 7,867
Eurizon Tesoreria Dollar $ 16/02 USD 16,614 16,614
Eurizon Rendita Cl A 16/02 EUR 6,056 6,058
Eurizon Rendita Cl D 16/02 EUR 6,034 6,037
Eurizon Soluzione 10 16/02 EUR 6,884 6,884
Eurizon Soluzione 40 16/02 EUR 6,300 6,299
Eurizon Soluzione 60 16/02 EUR 24,716 24,692
Eurizon Strategia Prot I Trim 12 16/02 EUR 5,225 5,225
Eurizon Strategia Prot III Trim 11 16/02 EUR 5,461 5,461
Passadore Monetario 16/02 EUR 7,301 7,302
Teodorico Monetario 16/02 EUR 7,671 7,672
Unibanca Azionario Europa 16/02 EUR 5,966 5,951
Unibanca Monetario 16/02 EUR 5,883 5,883
Unibanca Obbligaz Euro 16/02 EUR 5,959 5,960
Fondi Index Linked
Boemondo D'AltaVilla 13/02 96,820 EUR Baa2 MOD
Clean Energy Investimenti 10/02 97,080 EUR A- FIT
Commodity Linked 10/02 96,690 EUR A- FIT
Energie Pulite 15/02 98,130 EUR A- FIT
Energie Rinnovabili 15/02 * EUR w.r. MOD
Eurotrend Atlantide 15/02 * EUR n.r. FIT
Eurotrend Auto Basket 15/02 * EUR w.r. MOD
Eurotrend Auto Basket Op. 15/02 94,150 EUR BBB+ S&P
Eurotrend Cedola Più 13/02 94,100 EUR Baa2 MOD
Eurotrend Clean Energy 15/02 * EUR n.r. FIT
Eurotrend EurUsd 15/02 113,250 EUR A S&P
Eurotrend Multi Cedola 13/02 94,030 EUR Baa2 MOD
Eurotrend New Energy 15/02 * EUR w.r. MOD
Eurovita Bric 15/02 110,050 EUR Baa1 MOO
Eurovita Compatto 08/02 101,270 EUR Baa2 MOD
Eurovita Eurowin 15/02 96,850 EUR BBB+ FIT
Eurovita Power 15/02 102,670 EUR BBB+ FIT
Eurovita Step Up 15/02 * EUR n.r. FIT
Everest II 15/02 * EUR n.r. FIT
Social Responsability 15/02 101,890 EUR A+ S&P
Fondi Unit Linked
Flex Equity 100 15/02 9122,000 EUR
Global Equity 15/02 4645,000 EUR
Maximum 15/02 3991,000 EUR
Progress 15/02 4970,000 EUR
Quality 15/02 5,579 EUR
* Index Linked con sottostanti titoli islandesi
ABS- I 30/12 EUR 6396,360 6380,992
BOND-B 30/12 EUR 521005,716 501439,946
EQUITY- I 30/12 EUR 471901,925 475070,697
SYSTEMATIC 31/01 EUR 505176,050 500000,000
+39 02 667.441
www.hedgeinvest.it
Diversified Strategies 2009 M 30/12 EUR 531580,224 534166,371
Diversified Strategies I 30/12 EUR 603207,490 606142,106
Global Fund 2009 M 30/12 EUR 538605,769 540200,004
Global Fund I 30/12 EUR 713017,429 715127,909
Global Fund III 30/12 EUR 478789,373 480206,555
Global Fund IV 30/12 EUR 479902,779 481046,149
Global Opportunity 30/12 EUR 438873,976 440080,421
Multi-Strategy 2009 M 30/12 EUR 529680,665 531004,057
Multi-Strategy I 30/12 EUR 658280,644 659925,340
Opportunity Fund 2009 M 30/12 EUR 508676,711 510560,916
Opportunity Fund A 30/12 EUR 651281,570 653694,003
Opportunity Fund B 30/12 EUR 441660,887 443296,856
Opportunity Fund C 30/12 EUR 628978,692 631308,511
Portfolio Fund 2009 M 30/12 EUR 478330,993 476266,721
Portfolio Fund I 30/12 EUR 485280,795 483186,531
Sector Specialist 2009 M 30/12 EUR 502330,603 503560,393
Sector Specialist I 30/12 EUR 694305,993 696005,772
Sector Specialist III 30/12 EUR 671604,867 673249,070
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
Dividendo Arancio 17/02 EUR 41,210 41,210
Convertibile Arancio 17/02 EUR 53,880 54,480
Euro Arancio 17/02 EUR 55,160 55,140
Bilancio Arancio 01/03 EUR 48,380 48,320
Borsa Protetta Agosto 15/02 EUR 56,070 56,160
Borsa Protetta Febbraio 15/02 EUR 54,700 54,980
Borsa Protetta Maggio 15/02 EUR 55,560 55,820
Borsa Protetta Novembre 15/02 EUR 55,080 55,370
Inflazione Più Arancio 17/02 EUR 50,320 50,200
Mattone Arancio 17/02 EUR 35,120 34,900
Profilo Dinamico Arancio 17/02 EUR 53,690 53,830
Profilo Equilibrato Arancio 17/02 EUR 53,200 53,300
Profilo Moderato Arancio 17/02 EUR 52,020 52,070
Top Italia Arancio 17/02 EUR 38,600 38,190
La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia
è disponibile sul sito www.invesco.it
Invesco Funds
Asia Balanced R 20/02 USD 9,970 9,910
Asia Balanced E 20/02 EUR 12,990 13,030
Asia Consumer Demand R 20/02 USD 9,090 9,030
Asia Consumer Demand E 20/02 EUR 8,700 8,730
Asia Infrastructure R 20/02 USD 8,750 8,710
Asia Infrastructure E 20/02 EUR 10,350 10,410
Balanced-Risk Allocation A 20/02 EUR 13,840 13,860
Balanced-Risk Allocation R 20/02 EUR 11,420 11,430
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Balanced-Risk Allocation E 20/02 EUR 13,670 13,680
Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M 20/02 USD 9,801 9,722
Em. Loc. Cur. Debt E 20/02 EUR 11,326 11,342
Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M 20/02 USD 11,033 10,943
Energy R 20/02 USD 8,550 8,510
Energy E 20/02 EUR 18,960 19,040
Euro Corp. Bond R-Dis.M 20/02 EUR 9,997 9,980
Euro Corp. Bond R 20/02 EUR 10,253 10,235
Euro Corp. Bond E 20/02 EUR 13,570 13,546
Euro Corp. Bond A-Dis.M 20/02 EUR 11,143 11,123
Euro Inflation-Link. Bond R 20/02 EUR 9,992 9,943
Euro Inflation-Link. Bond E 20/02 EUR 14,280 14,209
Glob. Equity Income R 17/02 USD 36,690 36,250
Glob. Equity Income E 17/02 EUR 10,780 10,770
Glob. Smaller Companies Eq. R 17/02 USD 32,960 32,420
Glob. Smaller Companies Eq. E 17/02 EUR 11,540 11,470
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E 17/02 EUR 11,157 11,143
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E-Dis. T 17/02 EUR 10,735 10,722
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond R-Dis. M 17/02 EUR 10,261 10,248
Greater China Eq. R 20/02 USD 9,060 9,070
Greater China Eq. E 20/02 EUR 24,380 24,640
Japanese Eq. Advantage E 17/02 EUR 10,430 10,490
Japanese Eq. Advantage R 17/02 JPY 1688,000 1671,000
Pan European Eq. R 20/02 EUR 9,810 9,690
Pan European Eq. E 20/02 EUR 11,230 11,100
Pan European Struct. Eq. R 20/02 EUR 10,260 10,250
Pan European Struct. Eq. E 20/02 EUR 8,940 8,930
US Value Equity R 17/02 USD 18,850 18,560
US Value Equity E 17/02 EUR 11,220 11,160
Per ulteriori informazioni, visitate il sito
www.invescopowershares.net
Dynamic US Market 17/02 EUR 6,683 6,731
EQQQ 17/02 EUR 48,294 48,894
EuroMTS Cash 3 Months 17/02 EUR 102,684 102,687
FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 17/02 EUR 5,471 5,458
FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 17/02 EUR 9,099 9,099
FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 17/02 EUR 8,647 8,586
FTSE RAFI Emerging Mkts 17/02 EUR 7,308 7,293
FTSE RAFI Europe 17/02 EUR 6,882 6,817
FTSE RAFI Hong Kong China 17/02 EUR 14,627 14,611
FTSE RAFI Italy 30 17/02 EUR 4,102 4,054
FTSE RAFI Switzerland 17/02 EUR 7,393 7,358
FTSE RAFI US 1000 17/02 EUR 7,466 7,513
Global Agriculture NASDAQ OMX 17/02 EUR 9,239 9,257
Global Clean Energy 17/02 EUR 3,521 3,502
Global Listed Private Eq. 17/02 EUR 5,724 5,714
MENA NASDAQ OMX 17/02 EUR 8,129 8,190
Palisades Global Water 17/02 EUR 7,482 7,455
Tel: 02 77718.1
www.kairospartners.com
KAIROS PARTNERS SGR
Kairos Div. + I 31/12 EUR 499944,362 503960,647
Kairos Div. + P 31/12 EUR 493805,602 497971,432
Kairos Equity A 31/12 EUR 697907,468 703777,249
Kairos Fix. Inc. A 31/12 EUR 559019,679 562069,279
Kairos Fix. Inc. I 31/12 EUR 496960,936 499691,710
Kairos Italia A 31/01 EUR 486262,664 462722,816
Kairos Low Vol. A 31/12 EUR 695723,908 696763,103
Kairos Low Vol. B 31/12 EUR 475008,503 475936,238
Kairos Low Vol. I 31/12 EUR 484174,084 484917,710
Kairos Medium Term A 31/12 EUR 511975,408 516338,497
Kairos Medium Term B 31/12 EUR 482184,409 486729,683
Kairos Multi-Str. A 31/12 EUR 743765,307 749813,283
Kairos Multi-Str. B 31/12 EUR 0,000 534427,343
Kairos Multi-Str. I 31/12 EUR 496272,164 500098,982
Kairos Global 17/02 EUR 5,787 5,778
Kairos Income 17/02 EUR 6,743 6,746
Kairos Small Cap 17/02 EUR 9,489 9,479
KAIROS INTERNATIONAL SICAV
KIS - Ambiente A 16/02 EUR 94,550 94,540
KIS - Ambiente I 16/02 EUR 94,620 94,610
KIS - Absolute A 16/02 EUR 91,590 91,750
KIS - Absolute F 27/01 EUR 85,460 85,350
KIS - Absolute I 16/02 EUR 91,800 91,960
KIS - Ambiente D 16/02 EUR 93,640 93,630
KIS - Ambiente F 16/02 EUR 93,310 93,300
KIS - Ambiente X 16/02 EUR 95,080 95,070
KIS - America A-USD 10/02 USD 201,550 201,330
KIS - America D 03/02 EUR 139,680 137,350
KIS - America F 10/02 EUR 141,300 141,160
KIS - America X 10/02 EUR 143,440 143,260
KIS - Asia A 10/02 EUR 112,360 111,960
KIS - Asia D 09/12 EUR 107,100 109,430
KIS - Asia F 10/02 EUR 111,090 110,710
KIS - Bond A 16/02 EUR 109,010 109,210
KIS - Bond A-USD 16/02 USD 114,220 113,470
KIS - Bond D 16/02 EUR 107,850 108,050
KIS - Bond F 16/02 EUR 108,450 108,640
KIS - Bond I 16/02 EUR 109,750 109,940
KIS - Bond Plus A 16/02 EUR 106,430 106,620
KIS - Dynamic A 16/02 EUR 115,770 116,220
KIS - Dynamic A-USD 16/02 USD 126,280 125,740
KIS - Dynamic D 16/02 EUR 114,490 114,930
KIS - Dynamic F 16/02 EUR 115,480 115,940
KIS - Dynamic I 16/02 EUR 115,960 116,420
KIS - Dynamic X 16/02 EUR 117,070 117,530
KIS - Global A 16/02 EUR 79,100 78,950
KIS - Global D 16/02 EUR 76,270 76,130
KIS - Global F 27/01 EUR 77,570 77,710
KIS - Global I 16/02 EUR 79,190 79,040
KIS - Global X 23/01 EUR 79,690 79,750
KIS - Income A 16/02 EUR 106,420 106,410
KIS - Income D 16/02 EUR 104,380 104,370
KIS - Income I 16/02 EUR 107,290 107,280
KIS - Income X 21/06 EUR 107,500 107,500
KIS - Multi-Str. UCITS A 10/02 EUR 105,170 105,070
KIS - Multi-Str. UCITS D 10/02 EUR 103,770 103,690
KIS - Multi-Str. UCITS F 10/02 EUR 104,650 104,560
KIS - Multi-Str. UCITS I 10/02 EUR 105,260 105,160
KIS - Multi-Str. UCITS X 18/11 EUR 104,520 105,250
KIS - Selection A 17/02 EUR 111,550 111,520
KIS - Selection F 17/02 EUR 110,830 110,800
KIS - Selection I 17/02 EUR 111,680 111,660
KIS - Sm. Cap A 16/02 EUR 89,980 90,100
KIS - Sm. Cap D 16/02 EUR 88,830 88,950
KIS - Sm. Cap F 16/02 EUR 89,440 89,550
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
KIS - Sm. Cap I 16/02 EUR 90,200 90,320
KIS - Sm. Cap X 16/02 EUR 91,510 91,630
KIS - Target 2014 X 16/02 EUR 105,780 105,920
KIS - Trading A 16/02 EUR 82,870 83,230
KIS - Trading D 16/02 EUR 81,450 81,800
KIS - Trading F 16/02 EUR 82,270 82,630
KIS - Trading I 16/02 EUR 83,050 83,420
KIS - Trading X 13/09 EUR 78,120 77,500
KIS - Trend A 10/02 EUR 98,910 99,690
KIS - Trend F 10/02 EUR 98,420 99,200
KIS - Trend I 10/02 EUR 99,080 99,860
ASIAN OPP CAP RET EUR 17/02 EUR 8,381 8,321
DYNAMIC GROWTH RET EUR 17/02 EUR 869,473 864,592
FLEX DUR CAP RET EUR A 17/02 EUR 1086,675 1082,444
FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR 17/02 EUR 98,908 98,919
FLEX STRATEGY RET EUR 17/02 EUR 95,714 95,730
HIGH GROWTH CAP RET EUR 17/02 EUR 67,441 67,022
ITALY CAP RET A EUR 17/02 EUR 18,706 18,606
SHORT DURATION CAP RET EUR 17/02 EUR 905,402 905,224
www.newmillenniumsicav.com
Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475
NM Augustum Corp Bd A 17/02 EUR 158,510 158,480
NM Augustum High Qual Bd A 17/02 EUR 133,360 133,370
NM Augustum Pan European Eq A 17/02 EUR 76,870 76,250
NM Euro Bonds Short Term A 17/02 EUR 129,860 129,640
NM Euro Equities A 17/02 EUR 36,430 35,890
NM Global Equities A 17/02 EUR 56,860 56,570
NM Inflation Linked Bond Europe A 17/02 EUR 102,320 102,440
NM Large Europe Corp A 17/02 EUR 118,660 118,600
NM Previra World Cons A 17/02 EUR 121,190 120,920
NM Q7 Active Eq. Int. A 17/02 EUR 68,150 68,190
NM Q7 Globalflex A 17/02 EUR 100,530 100,470
NM Total Return Flexible A 17/02 EUR 114,890 115,060
Numero verde 800 124811
www.nextampartners.com-info@nextampartners.com
Nextam Bilanciato 17/02 EUR 5,854 5,851
Nextam Obblig. Misto 17/02 EUR 6,149 6,134
NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A 17/02 EUR 4,667 4,654
AAM Pro Select I 17/02 EUR 4,736 4,722
BInver International A - EUR - -
BInver International I - EUR - -
Citic Securities China A - EUR - -
Citic Securities China I 25/11 EUR 5,016 -
Fidela A 17/02 EUR 4,832 4,824
Fidela I 17/02 EUR 5,163 5,153
Income A 17/02 EUR 5,261 5,258
Income I 17/02 EUR 5,273 5,269
International Equity A 17/02 EUR 5,672 5,681
International Equity I 17/02 EUR 5,675 5,683
Italian Selection A 17/02 EUR 4,773 4,721
Italian Selection I 17/02 EUR 4,805 4,754
Liquidity A 17/02 EUR 5,313 5,313
Liquidity I 17/02 EUR 5,355 5,355
Multimanager American Eq.A 17/02 EUR 3,773 3,774
Multimanager American Eq.I 17/02 EUR 3,891 3,892
Multimanager Asia Pacific Eq.A 17/02 EUR 4,419 4,418
Multimanager Asia Pacific Eq.I 17/02 EUR 4,540 4,539
Multimanager Emerg.Mkts Eq.A 17/02 EUR 4,547 4,540
Multimanager Emerg.Mkts Eq.I 17/02 EUR 4,640 4,634
Multimanager European Eq.A 17/02 EUR 3,571 3,564
Multimanager European Eq.I 17/02 EUR 3,668 3,661
Strategic A 17/02 EUR 4,626 4,620
Strategic I 17/02 EUR 4,759 4,753
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com
PS - Absolute Return 17/02 EUR 97,560 97,810
PS - Absolute Return B 17/02 EUR 102,610 102,870
PS - Aliseo A 14/02 EUR 91,650 91,780
PS - Best Global Managers A 14/02 EUR 99,990 99,640
PS - Best Global Managers B 14/02 EUR 101,740 101,370
PS - Best Gl Managers Flex Eq A 17/02 EUR 100,070 100,530
PS - Bond Opportunities 17/02 EUR 141,320 141,650
PS - Bond Opportunities B 17/02 EUR 104,740 104,990
PS - EOS 14/02 EUR 101,600 101,870
PS - Inter. Equity Quant A 17/02 EUR 98,370 98,010
PS - Inter. Equity Quant B 17/02 EUR 99,100 98,740
PS - Liquidity 17/02 EUR 120,230 120,250
PS - Opportunistic Growth 17/02 EUR 93,950 94,230
PS - Podium Flex A 17/02 EUR 92,690 92,790
PS - Podium Flex C 17/02 USD 92,150 95,130
PS - Soprarno Global Macro A 17/02 EUR 0,000 0,000
PS - Soprarno Global Macro B 17/02 EUR 93,740 95,130
PS - Soprarno Relative Value A 17/02 EUR 86,270 85,730
PS - Soprarno Relative Value B 17/02 EUR 86,540 86,000
PS - Strategic Colibrì 17/02 EUR 80,760 80,940
PS - Titan Aggressive 14/02 EUR 95,630 95,930
PS - Titan Conservative 14/02 EUR 97,240 97,240
PS - Valeur Income 17/02 EUR 101,470 101,560
PS - Value 14/02 EUR 96,110 86,244
PS - Value B 14/02 EUR 97,630 86,504
www.pegasocapitalsicav.com
Strategic Bond Inst. C 16/02 EUR 103,210 103,430
Strategic Bond Inst. C hdg 16/02 USD 103,470 103,690
Strategic Bond Retail C 16/02 EUR 103,030 103,250
Strategic Bond Retail C hdg 16/02 USD 103,110 103,320
Strategic Trend Inst. C 16/02 EUR 105,820 105,710
Strategic Trend Retail C 16/02 EUR 104,870 104,760
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
www.sorgentegroup.com
Fondo Donatello-Michelangelo Due 30/06 EUR 53001,059 54575,179
Fondo Donatello-Tulipano 30/06 EUR 50528,340 49811,098
Fondo Donatello-Margherita 30/06 EUR 29275,904 28627,386
Fondo Donatello-David 30/06 EUR 58093,677 57372,027
Fondo Donatello-Puglia Uno 30/06 EUR 55674,536 55416,101
Caravaggio di Sorgente SGR 30/06 EUR 2904,499 2981,761
Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi
Symphonia Asia Flessibile 17/02 EUR 6,148 6,134
Symphonia Az. Euro 17/02 EUR 4,894 4,807
Symphonia Az. Europa 17/02 EUR 8,708 8,600
Symphonia Az. Globale 17/02 EUR 3,724 3,700
Symphonia Az. Italia 17/02 EUR 6,081 6,017
Symphonia Az. Small Cap Italia 17/02 EUR 6,152 6,127
Symphonia Az. USA 17/02 EUR 6,509 6,529
Symphonia Bilanciato 17/02 EUR 22,142 21,990
Symphonia Europa Flessibile 17/02 EUR 4,658 4,650
Symphonia Flessibile 17/02 EUR 3,958 3,954
Symphonia Fortissimo 17/02 EUR 2,394 2,374
Symphonia Multimanager Adagio 17/02 EUR 5,959 5,966
Symphonia Multimanager America 17/02 EUR 4,296 4,305
Symphonia Multimanager Em. Fless. 17/02 EUR 13,269 13,339
Symphonia Multimanager Europa 17/02 EUR 5,365 5,343
Symphonia Multimanager Largo 17/02 EUR 5,700 5,701
Symphonia Multimanager Oriente 17/02 EUR 5,294 5,298
Symphonia Multimanager Vivace 17/02 EUR 5,406 5,405
Symphonia Ob. Breve Term. 17/02 EUR 6,670 6,664
Symphonia Ob. Corporate 17/02 EUR 5,700 5,695
Symphonia Ob. Dinamico 17/02 EUR 6,273 6,308
Symphonia Ob. Euro 17/02 EUR 7,154 7,136
Symphonia Ob. Rendita 17/02 EUR 7,711 7,681
Symphonia Patr. Gl. Reddito 17/02 EUR 7,319 7,310
Synergia Az. Small Cap Italia 17/02 EUR 4,804 4,782
Synergia Azionario Europa 17/02 EUR 5,352 5,292
Synergia Azionario Globale 17/02 EUR 5,709 5,673
Synergia Azionario Italia 17/02 EUR 5,054 4,998
Synergia Azionario USA 17/02 EUR 6,673 6,689
Synergia Bilanciato 15 17/02 EUR 5,329 5,313
Synergia Bilanciato 30 17/02 EUR 5,429 5,407
Synergia Bilanciato 50 17/02 EUR 5,525 5,495
Synergia Bond Flessibile 17/02 EUR 5,041 5,034
Synergia Ob. Rendita 17/02 EUR 5,172 5,154
Synergia Obbl. Corporate 17/02 EUR 5,606 5,602
Synergia Obbl. Euro B.T. 17/02 EUR 5,120 5,115
Synergia Obbl. Euro M.T. 17/02 EUR 5,350 5,331
Synergia Tesoreria 17/02 EUR 5,119 5,119
Synergia Total Return 17/02 EUR 5,249 5,246
Tel. 02 - 430241
www.ubipramerica.it
UBI Pr. Active Beta 17/02 EUR 4,572 4,572
UBI Pr. Active Duration 17/02 EUR 5,616 5,607
UBI Pr. Alpha Equity 17/02 EUR 4,928 4,927
UBI Pr. Azionario Etico 17/02 EUR 4,612 4,561
UBI Pr. Azioni Euro 17/02 EUR 5,480 5,427
UBI Pr. Azioni Europa 17/02 EUR 5,671 5,636
UBI Pr. Azioni Globali 17/02 EUR 4,836 4,847
UBI Pr. Azioni Italia 17/02 EUR 4,317 4,270
UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 17/02 EUR 11,469 11,424
UBI Pr. Azioni Pacifico 17/02 EUR 6,808 6,812
UBI Pr. Azioni USA 17/02 EUR 4,619 4,667
UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 17/02 EUR 5,804 5,783
UBI Pr. Euro B.T. 17/02 EUR 6,772 6,751
UBI Pr. Euro Cash 17/02 EUR 7,376 7,369
UBI Pr. Euro Corporate 17/02 EUR 8,006 7,993
UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 17/02 EUR 7,045 7,025
UBI Pr. Obblig. Dollari 17/02 EUR 5,689 5,743
UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 17/02 EUR 9,998 9,974
UBI Pr. Obblig. Globali 17/02 EUR 6,283 6,321
UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 17/02 EUR 7,481 7,480
UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 17/02 EUR 5,385 5,376
UBI Pr. Portafoglio Dinamico 17/02 EUR 5,814 5,816
UBI Pr. Portafoglio Moderato 17/02 EUR 6,163 6,171
UBI Pr. Portafoglio Prudente 17/02 EUR 6,272 6,277
UBI Pr. Privilege 1 17/02 EUR 5,609 5,606
UBI Pr. Privilege 2 17/02 EUR 5,623 5,616
UBI Pr. Privilege 3 17/02 EUR 5,540 5,529
UBI Pr. Privilege 4 17/02 EUR 5,218 5,196
UBI Pr. Privilege 5 17/02 EUR 4,937 4,909
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 17/02 EUR 5,019 5,015
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 17/02 EUR 5,052 5,047
UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 17/02 EUR 4,760 4,758
UBI Pr. Total Return Prudente 17/02 EUR 10,646 10,639
www.vitruviussicav.com
Asian Equity B 17/02 EUR 76,240 75,340
Asian Equity B 17/02 USD 105,980 104,690
Emerg Mkts Equity 17/02 USD 412,760 410,000
Emerg Mkts Equity Hdg 17/02 EUR 406,680 404,000
European Equity 17/02 EUR 212,960 211,070
Greater China Equity 17/02 EUR 79,900 79,450
Greater China Equity 17/02 USD 112,730 112,110
Growth Opportunities 17/02 USD 59,210 59,450
Growth Opportunities Hdg 17/02 EUR 65,610 65,880
Japanese Equity 17/02 JPY 88,850 87,600
Japanese Equity Hdg 17/02 EUR 118,260 116,650
Swiss Equity 17/02 CHF 97,560 96,900
Swiss Equity Hdg 17/02 EUR 73,910 73,410
US Equity 17/02 USD 116,910 116,690
US Equity Hdg 17/02 EUR 129,950 129,730
Tel 0332 251411
www.ottoapiu.it
8a+ Eiger 17/02 EUR 4,763 4,711
8a+ Gran Paradiso 17/02 EUR 5,313 5,316
8a+ Latemar 17/02 EUR 5,185 5,156
8a+ Matterhorn 10/02 EUR 584908,334 584254,937
Legenda: Quota/pre. = Quota precedente; Quota/od. = Quota odierna 13329CB
40
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
41 Economia/Mercati Finanziari
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
Piazza Affari
IL RIMBALZO DI DIASORIN
FINMECCANICA CORREGGE
L
’attesa per il via libera di
Bruxelles agli aiuti alla Grecia
(la decisione è arrivata in serata)
ha messo le ali alle Borse europee,
prive ieri del riferimento di Wall
Street, chiusa per festività. Pur
correndo meno di Francoforte e
Parigi, anche Piazza Affari ha archiviato la prima
seduta della settimana con un buon rialzo
(+1,07% l’indice Ftse Mib), mentre è migliorato lo
spread Bund-Btp, sceso intorno ai 350 punti base.
Bene il comparto bancario, con Popolare Milano
in crescita dell’8,24%, seguita da Banco Popolare
(+5,05%) e Monte Paschi (+3,06%). Ma, sia pure
per un soffio, la palma della migliore
performance è toccata a StMicroelectronics
(+8,25%), che ha annunciato un rafforzamento del
management con l’obiettivo di risanare la joint
venture con Ericsson. Rimbalzo tecnico, inoltre,
per Diasorin (+4,59%) dopo le perdite accumulate
la scorsa settimana. E di natura tecnica è anche il
calo di Finmeccanica (-3,17%), maglia nera nel
paniere delle blue chips, colpita dalle vendite di
beneficio conseguenti all’exploit di venerdì
scorso.
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A.S. Roma .....................(ASR) 0,510 +0,99 -4,67 0,482 0,560 69,5
A2A.......................................(A2A) 0,774 +1,91 +1,24 0,694 0,793 2411,7
Acea......................................(ACE) 5,150 +1,58 +3,62 4,288 5,260 1103,6
Acegas-Aps...........................(AEG) 3,478 +3,08 +5,59 3,278 3,750 189,8
Acotel Group * ......................(ACO) 36,680 -6,74 +89,07 17,000 39,330 165,1
Acque Potabili .......................(ACP) 0,774 +0,91 +8,25 0,640 0,800 27,9
Acsm ....................................(ACS) 0,706 -1,12 +9,97 0,619 0,714 54,6
AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) 9,480 +3,16 -5,11 8,450 10,000 81,7
Aedes * ...................................(AE) 0,127 +19,81+103,85 0,055 0,127 86,2
Aedes 14w *.....................(WAE14) 0,022 +35,19+143,33 0,006 0,019 —
Aeffe *...................................(AEF) 0,688 +2,00 +16,82 0,568 0,699 73,7
Aicon * ...................................(AIC) — — — — — —
Alerion ..................................(ARN) 4,170 +1,21 -2,80 3,858 4,290 182,3
Amplifon...............................(AMP) 3,530 -0,34 +7,95 3,096 3,604 784,8
Ansaldo Sts *.........................(STS) 7,445 +1,43 -0,27 7,145 7,650 1036,8
Antichi Pell ..............................(AP) 0,219 +6,07 +6,33 0,149 0,230 9,9
Apulia Pront...........................(APP) 0,310 +3,09 +4,84 0,295 0,310 71,3
Arena ....................................(ARE) 0,005 -1,92 -13,56 0,005 0,006 9,2
Arkimedica...........................(AKM) 0,103 +3,02 +24,24 0,079 0,106 8,7
Ascopiave *...........................(ASC) 1,470 +0,48 +7,30 1,351 1,470 344,1
Astaldi * ................................(AST) 5,860 -1,84 +15,92 4,876 5,970 585,9
Atlantia ..................................(ATL) 12,790 +0,39 +1,11 11,530 12,910 8071,5
Autogrill ................................(AGL) 7,980 -0,44 +3,64 7,465 8,525 2035,0
Autostrada To-Mi .....................(AT) 7,385 -0,40 -4,65 6,805 7,780 654,6
Autostrade Mer. ................(AUTME) 17,880 +1,25 +8,10 15,390 18,450 78,2
Azimut..................................(AZM) 7,130 — +12,46 5,500 7,130 1022,3
B&C Speakers ...............(BEC) 2,982 +0,27 +2,62 2,758 3,190 32,1
Banca Generali .....................(BGN) 9,300 +0,54 +28,36 6,540 9,420 1042,4
Banca Ifis *...............................(IF) 4,700 +1,08 +17,56 3,678 4,700 250,4
Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) 6,340 +2,59 +14,44 4,898 6,340 2086,0
Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) 6,290 +1,13 +0,64 6,045 6,795 1933,7
Banco Popolare .......................(BP) 1,499 +5,05 +48,27 0,830 1,499 2645,9
Banco Popolare w10.........(WBP10) — — — — — —
Basicnet................................(BAN) 2,028 +0,30 -5,06 1,892 2,140 123,1
Bastogi......................................(B) 1,135 — +18,23 0,861 1,148 20,4
BB Biotech *............................(BB) 58,800 -1,92 +14,62 50,800 60,600 —
Bca Carige............................(CRG) 1,426 +0,42 -5,56 1,412 1,560 2550,0
Bca Carige r........................(CRGR) 1,985 — +2,32 1,900 1,990 5,1
Bca Finnat * ..........................(BFE) 0,289 +0,14 -2,76 0,274 0,310 104,9
Bca Intermobiliare .................(BIM) 3,000 +3,16 +8,54 2,650 3,000 456,3
Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) 1,395 +1,60 +23,45 0,961 1,415 104,5
Bca Pop.Milano......................(PMI) 0,498 +8,24 +58,25 0,253 0,505 1564,1
Bca Pop.Milano 13w.......(WPMI13) 1,128 +3,49+700,00 0,135 1,303 —
Bca Pop.Spoleto....................(SPO) 2,016 -2,14 +9,57 1,678 2,060 62,7
Bca Profilo ............................(PRO) 0,340 -0,56 +38,73 0,240 0,342 231,2
Bco Desio-Brianza ................(BDB) 3,188 +0,69 +6,34 2,760 3,220 370,9
Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) 2,842 +0,35 +18,42 2,340 2,908 38,3
Bco Santander ....................(SANT) 6,540 +1,63 +9,55 5,425 6,570 —
Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) 7,000 +0,72 -6,10 5,685 7,455 46,2
Bee Team..............................(BET) 0,314 +2,41 +1,26 0,273 0,314 21,5
Beghelli ...................................(BE) 0,519 +1,37 +13,59 0,431 0,530 104,6
Benetton Group.....................(BEN) 4,668 -0,68 +49,71 2,840 4,742 855,9
Beni Stabili ...........................(BNS) 0,425 +3,86 +21,05 0,305 0,440 805,6
Best Union Co......................(BEST) 0,990 +10,61 -16,10 0,870 1,180 8,9
Bialetti Industrie *...................(BIA) 0,288 -0,76 +9,02 0,241 0,315 21,7
Biancamano *.......................(BCM) 1,392 +1,53 +5,14 1,267 1,428 47,0
Biesse * ................................(BSS) 3,958 +7,03 +33,81 2,750 3,958 105,9
Bioera.....................................(BIE) 0,400 — -2,56 0,375 0,435 14,4
Boero Bart.............................(BOE) 21,200 — +0,95 20,000 21,200 91,4
Bolzoni *................................(BLZ) 1,790 -2,13 -4,79 1,790 1,919 46,4
Bon.Ferraresi ...........................(BF) 21,510 -1,10 +9,19 19,020 22,190 121,8
Borgosesia..............................(BO) 0,922 +3,60 +5,98 0,812 0,936 41,3
Borgosesia rnc......................(BOR) — — — — — —
Brembo * ..............................(BRE) 8,810 +1,15 +28,90 6,620 8,880 586,9
Brioschi ..................................(BRI) 0,111 +7,27 +27,98 0,077 0,111 86,0
Buone Società .......................(LBS) 0,307 +1,66 +18,53 0,200 0,320 3,3
Buongiorno *.........................(BNG) 1,170 +0,69 +9,04 0,976 1,188 124,1
Buzzi Unicem........................(BZU) 8,710 +1,22 +24,61 6,760 8,860 1438,8
Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) 4,152 +2,52 +22,91 3,378 4,180 169,4
Cad It * ..........................(CAD) 3,120 -1,27 -5,68 2,962 3,412 28,1
Cairo Comm. *........................(CAI) 3,168 -1,00 +13,39 2,794 3,240 249,9
Caleffi....................................(CLF) 1,615 +1,00 +3,33 1,481 1,690 20,2
Caltagirone ..........................(CALT) 1,650 +2,48 +18,71 1,270 1,650 196,3
Caltagirone Ed.......................(CED) 1,067 +0,66 +14,73 0,820 1,072 132,2
Camfin .................................(CMF) 0,307 +2,54 +27,88 0,215 0,307 238,9
Camfin 09-11 w ............(WCMF11) — — — — — —
Campari ................................(CPR) 5,415 -0,64 +2,17 5,085 5,500 3154,0
Cape Live ................................(CL) 0,074 +2,08 +5,45 0,065 0,090 3,7
Carraro ...............................(CARR) 2,218 +4,62 +44,87 1,386 2,218 100,0
Cattolica As.........................(CASS) 15,970 -0,13 +10,60 14,090 16,810 864,1
CDC......................................(CDC) 1,085 -1,27 +13,02 0,887 1,180 13,4
Cell Therap...........................(CTIC) 1,190 +14,09 +36,08 0,801 1,190 —
Cembre * .............................(CMB) 6,470 +1,17 +19,37 5,395 6,480 108,9
Cementir *............................(CEM) 1,767 +0,97 +12,26 1,499 1,880 278,7
Cent. Latte Torino * ................(CLT) 1,911 -3,48 +8,58 1,640 2,000 19,3
Ceram. Ricchetti .....................(RIC) 0,212 +0,95 +26,95 0,164 0,212 17,6
CHL.......................................(CHL) 0,092 +3,15 +14,18 0,074 0,092 14,8
CIA.........................................(CIA) 0,259 +0,43 +0,39 0,235 0,260 23,8
Ciccolella ................................(CC) 0,376 -0,05 +25,08 0,241 0,445 68,0
Cir..........................................(CIR) 1,294 +1,09 +0,54 1,175 1,309 1013,5
Class Editori ..........................(CLE) 0,255 +1,63 -1,92 0,217 0,285 26,9
Cobra * .................................(COB) 0,700 +10,24+120,13 0,298 0,700 67,2
Cofide ...................................(COF) 0,549 +1,48 -9,79 0,530 0,608 390,9
Cogeme Set ..........................(COG) — — — — — —
Conafi Prestito' .....................(CNP) 0,693 -1,00 +14,74 0,566 0,700 32,8
Cred. Artigiano ......................(CRA) 1,030 -0,39 +24,10 0,800 1,095 400,6
Cred. Bergamasco...................(CB) 19,250 -1,28 +0,36 18,910 19,920 1193,0
Cred. Emiliano.........................(CE) 3,900 — +39,09 2,316 4,114 1303,8
Cred. Valtellinese .................(CVAL) 2,410 +0,75 +36,85 1,688 2,450 654,7
Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) — — — — — —
Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) 0,132 -2,51 +93,98 0,060 0,144 —
Crespi ...................................(CRE) 0,040 +0,77 +43,64 0,028 0,042 6,3
Csp .......................................(CSP) 0,870 -1,25 +16,23 0,700 0,881 28,7
D'Amico *........................(DIS) 0,587 +2,18 +29,32 0,438 0,587 87,6
Dada * ....................................(DA) 2,306 -0,60 +5,78 2,080 2,446 37,3
Damiani *.............................(DMN) 0,856 +0,53 -8,89 0,774 0,940 71,1
Danieli ..................................(DAN) 20,210 +3,59 +19,30 16,190 20,210 820,2
Danieli rnc..........................(DANR) 10,640 +6,93 +25,55 8,245 10,640 419,8
Datalogic * ............................(DAL) 5,745 +0,44 -1,29 5,350 5,830 334,1
De'Longhi .............................(DLG) 8,300 +3,62 +25,85 6,180 8,300 1234,5
Dea Capital *.........................(DEA) 1,403 +0,72 +2,71 1,299 1,490 430,1
Delclima................................(DLC) 0,590 -1,67 -39,49 0,440 0,975 89,0
Diasorin *...............................(DIA) 23,250 +4,59 +16,37 18,560 24,670 1287,8
Digital Bros *..........................(DIB) 1,517 +0,46 +17,78 1,266 1,519 21,6
Dmail Group * ......................(DMA) 2,186 +1,77 +61,81 1,304 3,000 16,8
DMT *.....................................(EIT) 19,240 +1,53 +2,61 15,460 19,640 538,9
Edison ............................(EDN) 0,842 -0,12 +2,31 0,812 0,843 4354,2
Edison r ..............................(EDNR) 0,812 -1,04 +0,56 0,780 0,829 90,2
EEMS * ...............................(EEMS) 0,741 -0,80 +15,70 0,559 0,800 32,7
El.En. * ..................................(ELN) 11,640 +0,78 +9,09 9,930 12,000 56,5
Elica * ...................................(ELC) 0,968 +2,16 +23,08 0,691 1,020 61,1
Emak * ...................................(EM) 0,619 +2,40 +22,57 0,490 0,640 100,8
Enel.....................................(ENEL) 3,008 -0,92 -6,76 3,008 3,308 28380,3
Enel Green Pw....................(EGPW) 1,479 -0,07 -9,26 1,479 1,657 7399,5
Enervit ..................................(ENV) 1,882 -2,59 -0,95 1,820 1,980 34,9
Engineering * ........................(ENG) 22,770 +1,65 +1,34 22,110 23,000 282,0
Eni .........................................(ENI) 17,460 +0,69 +7,78 16,010 17,460 69978,0
Erg........................................(ERG) 8,125 -0,55 -7,72 8,095 8,810 1224,8
Ergy Capital...........................(ECA) 0,291 +3,89 +5,90 0,188 0,300 27,3
Ergy Capital 16w............(WECA16) 0,109 +1,30 +21,56 0,062 0,110 —
Esprinet * ..............................(PRT) 4,290 +2,83 +56,57 2,618 4,402 222,8
Eurotech * .............................(ETH) 1,350 -2,46 -0,74 1,167 1,463 47,6
Exor ......................................(EXO) 19,270 +1,21 +20,66 15,270 19,270 3087,3
Exor prv.................................(EXP) 16,570 — +13,11 14,060 16,680 1283,2
Exor risp................................(EXR) 15,680 +0,90 +18,34 12,910 15,680 143,3
Exprivia *...............................(XPR) 0,755 +1,89 +9,42 0,641 0,755 39,0
Falck Renewables * .........(FKR) 0,820 +1,93 -5,42 0,721 0,872 236,9
Ferragamo...........................(SFER) 14,170 -0,14 +34,82 9,900 14,190 2409,3
Fiat............................................(F) 4,778 +0,59 +28,79 3,550 4,842 5231,2
Fiat Ind. priv............................(FIP) 5,740 +2,50 +22,86 4,570 5,740 592,5
Fiat Ind. risp ...........................(FIR) 6,030 +3,08 +23,82 4,732 6,030 478,4
Fiat Industr................................(FI) 8,255 +2,74 +21,40 6,625 8,255 8974,2
Fiat prv....................................(FP) 4,220 +1,74 +30,65 3,072 4,280 435,4
Fiat rnc....................................(FR) 4,488 +0,94 +32,39 3,254 4,526 360,2
Fidia * ...................................(FDA) 3,400 +13,26 +22,39 2,580 3,400 16,4
Fiera Milano * .........................(FM) 3,866 -0,87 +8,53 3,426 3,930 161,3
Finarte C.Aste .......................(FCD) — — — — — —
Finmeccanica........................(FNC) 3,912 -3,17 +32,25 2,760 4,040 2307,3
FNM.....................................(FNM) 0,315 — +5,00 0,270 0,323 78,8
Fondiaria-Sai .........................(FSA) 1,726 -0,92+161,91 0,589 1,742 636,3
Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 0,606 +1,25 +62,59 0,341 0,611 77,0
Fullsix....................................(FUL) 1,868 -1,63 -16,16 1,868 2,228 20,9
Gabetti Pro.S. .................(GAB) 0,132 +20,00+155,81 0,041 0,132 32,5
Gabetti Pro.S. 13w.........(WGAB13) 0,059 +6,50+293,33 0,012 0,067 —
Gas Plus................................(GSP) 5,600 -1,06 +12,22 4,400 6,850 254,0
Gefran * ..................................(GE) 3,650 +0,55 +27,18 2,802 3,760 52,7
Gemina ................................(GEM) 0,614 +0,99 +0,74 0,539 0,669 902,4
Gemina rnc ........................(GEMR) 0,810 +1,31 -0,61 0,789 0,840 3,0
Generali ....................................(G) 11,940 +0,51 -1,00 11,500 12,550 18596,4
Geox .....................................(GEO) 2,754 +0,88 +19,84 2,024 2,754 719,4
Greenvision ............................(VIS) 5,740 — +1,68 5,590 5,890 33,8
Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) 1,109 +0,54 -0,09 0,977 1,142 457,0
Gruppo Minerali M...............(GMM) 4,180 -0,24 +3,31 4,040 4,200 25,1
Hera ...............................(HER) 1,137 +2,43 -0,52 0,993 1,145 1267,2
I Grandi Viaggi..................(IGV) 0,680 -2,86 +2,10 0,614 0,721 30,6
IGD *......................................(IGD) 0,848 +0,53 +14,92 0,670 0,900 262,8
Il Sole 24 Ore ........................(S24) 0,723 +0,70 -0,41 0,651 0,748 31,5
Ima * .....................................(IMA) 13,150 -3,31 -0,38 13,150 14,150 493,0
Immsi ....................................(IMS) 0,608 -3,34 +6,67 0,547 0,660 211,3
Impregilo................................(IPG) 2,580 +0,23 +7,59 2,350 2,688 1046,3
Impregilo rnc........................(IPGR) — — — — — —
Indesit....................................(IND) 4,432 +2,36 +10,91 3,714 4,692 505,0
Indesit rnc ...........................(INDR) 3,854 +0,63 -4,84 3,620 4,176 2,0
Intek.......................................(ITK) 0,400 +0,25 +6,67 0,353 0,400 52,6
Intek r ................................(ITKRP) 0,666 — -6,20 0,661 0,710 3,9
Interpump * ..............................(IP) 6,050 +1,68 +12,45 5,195 6,050 588,6
Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,610 +7,58 +35,56 0,411 0,595 —
Intesa Sanpaolo......................(ISP) 1,565 +1,56 +17,67 1,101 1,596 24247,1
Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,330 +1,84 +31,68 0,864 1,343 1232,1
Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,495 +20,73 +29,21 0,308 0,495 5,9
Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,003 +42,86 +50,00 0,001 0,003 —
Irce *......................................(IRC) 1,850 +0,43 -5,13 1,804 2,038 51,9
Iren ........................................(IRE) 0,804 +3,08 +4,62 0,661 0,829 940,5
Isagro * ..................................(ISG) 2,550 +0,39 +0,79 2,226 2,602 45,0
IT WAY * ................................(ITW) 1,239 +3,77 +2,57 1,022 1,320 9,8
Italcementi................................(IT) 5,750 +2,13 +21,82 4,458 6,000 1019,8
Italcementi rnc .......................(ITR) 2,356 +1,55 +15,49 1,847 2,390 247,4
Italmobiliare...........................(ITM) 18,460 +0,60 +24,23 14,560 19,820 405,1
Italmobiliare rnc...................(ITMR) 12,320 -0,32 +25,52 9,570 12,690 200,8
Italy 1 Invest w...................(WIT1) 0,520 — +8,33 0,432 0,610 —
Italy 1 Invest. ..........................(IT1) 9,995 +0,96 +1,99 9,620 10,000 144,8
Juventus FC..................(JUVE) 0,227 -2,16 -26,29 0,149 0,307 229,9
K.R.Energy......................(KRE) 0,033 +1,23 +59,71 0,019 0,036 104,7
K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,016 -5,88+540,00 0,002 0,020 —
Kerself ..................................(KRS) 1,689 +1,81 +1,08 1,475 1,779 29,5
Kinexia..................................(KNX) 1,097 +2,43 +2,05 0,855 1,190 23,1
KME Group ...........................(KME) 0,344 -0,06 +6,50 0,300 0,344 153,5
KME Group rnc ...................(KMER) 0,552 +1,28 +10,40 0,475 0,582 24,3
La Doria *..........................(LD) 1,700 +0,59 +0,83 1,624 1,709 52,7
Landi Renzo *..........................(LR) 1,676 +3,27 +32,49 1,221 1,734 188,1
Lazio .....................................(SSL) 0,472 -2,70 +2,21 0,410 0,510 31,6
Lottomatica ...........................(LTO) 12,610 +1,20 +6,77 11,280 13,730 2165,5
Luxottica ...............................(LUX) 26,060 +0,93 +19,60 21,700 26,060 12161,4
Maire Tecnimont ..............(MT) 0,840 +2,69 -16,67 0,762 1,102 270,4
Management e C. .................(MEC) 0,201 -1,96 -2,43 0,198 0,208 96,8
Marcolin ...............................(MCL) 3,900 +0,52 +19,63 3,062 3,912 245,2
MARR * ..............................(MARR) 8,015 -1,11 +22,37 6,395 8,320 537,2
Mediacontech ......................(MCH) 1,439 +0,98 -0,69 1,370 1,550 27,0
Mediaset ................................(MS) 2,472 +1,81 +10,26 2,028 2,544 2905,7
Mediobanca............................(MB) 4,798 +1,74 +5,68 3,824 5,015 4115,8
Mediolanum.........................(MED) 3,436 +1,72 +12,80 2,768 3,466 2517,0
Meridiana Fly........................(MEF) 5,825 +4,30 +11,16 3,100 5,825 31,7
Meridie...................................(ME) 0,100 +0,40 +4,26 0,073 0,118 5,0
Mid Industry Cap ...................(MIC) 9,005 -5,01 +1,75 8,760 9,480 34,6
Milano Ass. ..............................(MI) 0,349 +24,33 +47,38 0,212 0,349 620,2
Milano Ass. rnc......................(MIR) 0,326 +18,02 +70,34 0,182 0,326 31,4
Mirato * ................................(MRT) — — — — — —
Mittel .....................................(MIT) 1,550 -1,71 -8,07 1,520 1,741 137,6
MolMed ...............................(MLM) 0,480 +4,53 -3,60 0,438 0,504 100,7
Mondadori ..............................(MN) 1,530 +3,73 +9,83 1,322 1,556 373,5
Mondo Tv * ...........................(MTV) 2,492 +0,48 -11,00 2,290 2,800 11,1
Monrif ..................................(MON) 0,325 +0,90 +12,03 0,284 0,325 49,0
Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,361 +3,06 +38,38 0,197 0,361 3849,7
Montefibre..............................(MF) 0,127 +0,79 +19,25 0,094 0,134 16,3
Montefibre rnc....................(MFNC) 0,198 -1,54 +6,17 0,160 0,201 5,3
Moviemax............................(MMG) 0,473 -1,38 -19,56 0,473 0,588 9,8
Mutuionline *........................(MOL) 3,440 +1,78 -0,29 3,236 3,450 136,0
Nice *............................(NICE) 2,800 +1,08 +16,18 2,334 2,880 321,7
Noemalife .............................(NOE) 5,255 +0,10 -0,85 4,900 5,340 21,8
Novare....................................(NR) — — — — — —
Olidata ............................(OLI) 0,313 +2,62 +4,75 0,272 0,335 10,6
Panariagroup * ...............(PAN) 1,120 +0,72 +14,75 0,933 1,178 50,6
Parmalat ................................(PLT) 1,736 +0,35 +27,46 1,330 1,736 3072,5
Parmalat 15w ................(WPLT15) 0,741 +0,47+106,32 0,331 0,748 —
Piaggio...................................(PIA) 2,006 -0,30 +7,27 1,770 2,120 747,7
Pierrel ...................................(PRL) 1,198 +3,10 +30,79 0,699 1,430 19,4
Pierrel 12w.....................(WPRL12) 0,058 — +1,75 0,033 0,085 —
Pininfarina............................(PINF) 3,224 -1,59 -2,24 3,036 3,550 97,5
Piquadro .................................(PQ) 1,590 +2,78 +1,27 1,226 1,750 79,2
Pirelli & C. ...............................(PC) 8,145 -0,18 +21,84 6,505 8,160 3864,5
Pirelli & C. rnc .......................(PCP) 5,360 +3,47 +19,48 4,362 5,360 64,4
Poligr. S.Faustino *.................(PSF) 4,712 -1,83 +17,80 3,994 4,998 5,6
Poligrafici Editoriale...............(POL) 0,325 -1,45 +2,36 0,280 0,330 43,1
Poltrona Frau.........................(PFG) 0,975 +0,10 +10,86 0,855 0,975 136,2
Pop Emilia 01/07.............(BPER15) — — — — — —
Pramac .................................(PRA) 0,790 -1,13 -2,71 0,714 0,870 24,0
Prelios...................................(PRS) 0,117 +5,22 +36,41 0,071 0,122 97,1
Premafin Finanziaria ................(PF) 0,278 +1,83 +39,00 0,140 0,339 113,0
Premuda .................................(PR) 0,515 — -9,65 0,468 0,570 95,8
Prima Industrie * ....................(PRI) 8,415 +1,39 +22,22 6,650 8,415 73,5
Prima Industrie 13w *......(WPRI13) 1,994 +12,02+107,71 0,840 1,998 —
Prysmian...............................(PRY) 13,370 +0,53 +34,37 9,595 13,370 2862,2
R. De Medici * ..................(RM) 0,149 +0,68 +2,05 0,128 0,153 56,7
R. Ginori 1735.........................(RG) 0,192 -0,16 -18,97 0,188 0,237 8,9
R. Ginori 1735 11w..........(WRG13) 0,015 +42,86+200,00 0,005 0,014 —
Ratti ......................................(RAT) 1,820 -0,33 +10,30 1,603 1,889 49,9
RCF.......................................(RCF) 0,650 +5,09 +0,46 0,580 0,670 20,8
RCS Mediagroup ...................(RCS) 0,694 +2,81 +0,58 0,675 0,750 506,3
RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) 0,517 — +5,21 0,446 0,560 15,2
RDB * ...................................(RDB) 0,365 -1,35 -13,69 0,290 0,423 16,9
Realty Vailog............................(IIN) 1,624 — -9,78 1,414 1,800 38,4
Recordati *............................(REC) 5,900 -0,08 +4,06 5,585 6,125 1239,2
Reply * ..................................(REY) 16,880 -0,47 +4,91 15,890 17,530 156,5
Retelit .....................................(LIT) 0,369 +2,42 +7,15 0,305 0,390 59,7
Retelit 11w......................(WLIT12) 0,080 -1,23 — 0,069 0,100 —
Risanamento...........................(RN) 0,153 -2,55 +74,66 0,078 0,162 126,1
Rosss....................................(ROS) 0,898 +5,28 +10,86 0,750 0,930 10,2
Sabaf S.p.a. * .................(SAB) 13,020 +1,32 +15,43 11,060 13,350 149,9
Sadi .......................................(SSI) 0,384 -0,49 +22,29 0,313 0,394 35,8
Saes *.....................................(SG) 7,120 +0,71 +5,48 6,425 7,450 103,2
Saes rnc *.............................(SGR) 4,104 -0,29 +2,86 3,850 4,360 30,5
Safilo Group...........................(SFL) 5,545 +1,65 +9,15 4,524 5,940 313,8
Saipem.................................(SPM) 38,540 +2,20 +14,91 32,850 38,540 16943,7
Saipem risp........................(SPMR) — — — — — —
Saras ....................................(SRS) 1,227 +2,76 +22,88 0,967 1,238 1159,7
Sat ........................................(SAT) 8,630 +0,47 -5,58 8,200 9,350 84,7
Save....................................(SAVE) 6,560 -1,43 +3,47 6,275 7,100 359,6
Screen Service......................(SSB) 0,338 -2,90 -26,95 0,338 0,473 47,5
Seat PG...................................(PG) 0,043 +12,14 +63,46 0,024 0,043 81,9
Seat PG r ..............................(PGR) 1,200 — +18,23 0,930 1,200 0,8
Servizi Italia * .........................(SRI) 3,700 +6,14 -4,64 3,116 3,880 59,3
Seteco International * ............(STC) — — — — — —
SIAS .......................................(SIS) 6,040 -0,98 -0,25 5,260 6,100 1379,6
Sistemi ....................................(SII) 1,400 +0,86 +37,25 0,940 1,430 1,4
Snai ......................................(SNA) 1,530 -1,29 -21,94 1,530 1,960 181,7
Snam Gas .............................(SRG) 3,636 +0,17 +4,42 3,230 3,636 12969,1
Sogefi *...................................(SO) 2,206 +3,18 +10,08 1,840 2,284 258,2
Sol ........................................(SOL) 4,246 -0,23 +5,62 3,788 4,346 388,5
Sopaf.....................................(SPF) 0,034 +7,72 +50,90 0,019 0,034 14,0
Sorin.....................................(SRN) 1,401 +0,07 +12,89 1,185 1,492 675,5
Stefanel * ............................(STEF) 0,326 +4,18 +5,23 0,273 0,335 27,3
Stefanel risp * ...................(STEFR) — — — — — —
STMicroelectr. ex..................(STM) 5,710 +6,73 +21,49 4,610 5,710 —
Tamburi ...........................(TIP) 1,445 +0,21 -3,34 1,424 1,510 196,7
Tamburi 13w ...................(WTIP13) 0,115 +16,16 +26,37 0,070 0,107 —
TAS .......................................(TAS) 0,566 +3,85 +8,85 0,459 0,570 23,4
Telecom IT..............................(TIT) 0,833 +0,48 -1,88 0,769 0,862 11173,5
Telecom IT Media .................(TME) 0,186 +2,71 +13,55 0,152 0,186 265,4
Telecom IT Media rnc .........(TMER) 0,231 — +33,53 0,165 0,232 1,3
Telecom IT rnc......................(TITR) 0,683 -0,22 -3,05 0,634 0,729 4121,3
Tenaris ..................................(TEN) 15,630 +1,69 +4,83 14,280 15,700 —
Terna ....................................(TRN) 2,796 -0,29 +1,23 2,604 2,818 5617,5
TerniEnergia *........................(TER) 2,500 +2,80 +2,71 2,300 2,530 68,8
Tesmec * ...............................(TES) 0,414 — +6,51 0,355 0,414 45,2
Tiscali.....................................(TIS) 0,040 +2,84 +16,37 0,032 0,043 74,6
Tiscali 14w......................(WTIS14) 0,002 +13,33 +54,55 0,001 0,002 —
Tod's.....................................(TOD) 75,950 +1,95 +19,79 62,050 75,950 2316,9
Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) 6,550 +4,22 +23,94 4,916 6,550 456,4
TXT e-solution *.....................(TXT) 9,330 +4,25 +8,74 7,955 9,330 25,2
UBI Banca .......................(UBI) 3,824 +2,14 +18,68 2,774 3,980 3438,7
Uni Land ...............................(UNL) — — — — — —
Unicredit ...............................(UCG) 4,280 +1,42 +0,13 2,286 4,478 24877,3
Unicredit risp ......................(UCGR) 14,100 +0,36+105,63 4,630 17,000 34,4
Unipol ....................................(UNI) 0,294 +8,69 +14,31 0,172 0,317 606,6
Unipol 13w......................(WUNI13) 0,016 +13,67 +97,50 0,004 0,020 —
Unipol prv ............................(UNIP) 0,188 +13,91 +5,37 0,113 0,200 233,1
Unipol prv 13w...............(WUNP13) 0,016 +22,14+100,00 0,004 0,019 —
Valsoia............................(VLS) 3,916 -1,06 -3,07 3,396 4,040 41,0
Vianini Industria......................(VIN) 1,228 +2,50 -2,54 1,190 1,286 36,9
Vianini Lavori .........................(VLA) 3,480 -1,69 +4,82 3,150 3,660 152,8
Vittoria Ass. *.........................(VAS) 3,940 +1,03 +28,67 2,970 3,996 263,0
Yoox *...........................(YOOX) 10,410 +1,86 +24,37 7,320 10,410 571,4
Zignago Vetro *.................(ZV) 4,886 +0,87 +8,10 4,404 5,000 390,0
Zucchi ...................................(ZUC) 0,120 +1,01 +6,76 0,094 0,132 21,1
Zucchi 11/14 w..............(WZUC14) 0,011 -2,75 -10,17 0,009 0,012 —
Zucchi rnc...........................(ZUCR) 0,244 -1,53 -9,22 0,222 0,274 0,8
B.O.T.
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
15.03.12 22 99,937 -
16.04.12 54 99,822 0,96
15.05.12 83 99,721 0,97
15.06.12 114 99,521 1,27
16.07.12 145 99,353 1,19
15.08.12 175 99,187 1,33
14.09.12 205 99,001 1,28
15.10.12 236 98,801 1,43
15.11.12 267 98,649 1,13
14.12.12 296 98,430 1,24
27.12.12 309 98,365 1,68
14.01.13 327 98,213 1,68
14.02.13 358 97,954 1,84
Borsa Italiana Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Valuta al 22-02-12 Monete auree
20 feb Denaro Lettera
Sterlina (v.c) 310,96 339,31
Sterlina (n.c) 312,04 342,15
Sterlina (post.74) 312,04 342,15
Krugerrand 1.183 1.342,79
Marengo Italiano 231,89 251,93
Marengo Svizzero 230,29 250,53
Marengo Francese 230,29 250,51
Oro
20 feb Mattino Sera
Oro Milano (Euro/gr.) 42,51 42,49
Oro Londra (usd/oncia) 1.729,50 1.733,00
Argento Milano (Euro/kg.) — 856,40
Platino Milano (Euro/gr.) — 42,03
Palladio Milano (Euro/gr.) — 17,71
1 sett. 0,366 0,371
1 mese 0,603 0,611
2 mesi 0,814 0,825
3 mesi 1,031 1,045
4 mesi 1,128 1,144
5 mesi 1,222 1,239
6 mesi 1,328 1,346
7 mesi 1,393 1,412
8 mesi 1,454 1,474
9 mesi 1,507 1,528
10 mesi 1,554 1,576
11 mesi 1,602 1,624
12 mesi 1,658 1,681
Euribor
Periodo T. 360 T. 365 Periodo T.360 T.365
Tassi
Italia 1,00 1,00
Euro 17 1,00 1,00
Canada 1,00 0,00
Danimarca 0,75 0,75
Finlandia 1,00 1,00
Francia 1,00 1,00
Giappone 0,30 0,10
G.B. 0,00 0,50
USA 0,75 0,25
Svezia 1,75 1,75
Sconto Interv Sconto Interv Scadenza Giorni Pr.Netto Rend. Scadenza Giorni Pr.Netto Rend.
* Titolo appartenente al segmento Star.
A
B
C
E
G
R
S
T
U
L
M
V
Z
F
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
D
P Y
H
J
K
O
N
I
(g.str.) A dicembre è entrato il nuovo presidente e am-
ministratore delegato Didier Lamouche, ieri è arrivata la
nomina del direttore generale Carlo Ferro. Così sono
cambiati i vertici di StEricsson, la joint venture che ha
chiuso il quarto trimestre 2011 con un «rosso» di 231
milioni di dollari, a fronte di una perdita — più in alto
nella catena di controllo — di 11 milioni per il gruppo di
semiconduttori StMicroelectronics. Ed è stato proprio il
numero uno StM, Carlo Bozotti, a commentare per pri-
mo la nomina di Ferro, fino a ieri chief financial officer
della capogruppo: «Sono certo che la competenza,
l’orientamento al risultato e la determinazione di Carlo
giocheranno un ruolo fondamentale nel rilancio di StEri-
csson». Ferro, si legge nel suo curriculum«è stato ispira-
tore ed esecutore della strategia StMdi creare un portafo-
glio di prodotti focalizzato» e «ha diretto diverse impor-
tanti iniziative di ristrutturazione che hanno condotto al-
la riduzione degli stabilimenti di lavorazione delle fette
di silicio, passati da 17 a 8, e al ridimensionamento dei
siti senza attività di produzione, ridotti di un terzo». Il
numero uno Lamouche illustrerà entro qualche settima-
na il piano strategico di rilancio di StEricsson. Tonica la
reazione della Borsa, dove StM ha segnato un rialzo del-
l’8,25%. Per l’interim di Ferro presso StEricsson è stato
nominato cfo di StM Mario Arlati (chief accounting offi-
cer e capo dell’area bilancio di StM).
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Scambi superveloci, il primo «no» di
Piazza Affari e Consob
(f.d.r.) La Consob ha vinto la sua battaglia contro l’«hi-
gh frequency trading», i sistemi di scambio ultraveloci
che impartendo migliaia di ordini su più mercati in po-
chi millisecondi sfruttano la rapidità per guadagnare. Il
Financial Times scrive che Piazza Affari introdurrà nelle
prossime settimane un disincentivo per arginare il feno-
meno. «Borsa Italiana — scrive il quotidiano della City
— introdurrà una nuova versione del meccanismo di
prezzo che farà pagare gli operatori che immetteranno
ordini oltre un certo limite fissato dalla stessa Borsa». Il
presidente della Consob, Giuseppe Vegas, aveva fatto for-
ti pressioni sulla Borsa perché trovasse una soluzione
per fermare gli high frequency trader. Milano sarà la pri-
ma ad adottare disincentivi che, secondo quanto scrive il
Ft, arriveranno anche in Usa, Regno Unito, Francia e Ger-
mania. Resta da capire cosa ne penseranno gli investito-
ri. Vegas lo scoprirà prestissimo. Giovedì il presidente
della Consob, approfittando dell’invito del London Stock
Exchange a una tavola rotonda, ha fissato a Londra un
incontro con alcuni investitori. Davanti ai quali Vegas si
presenterà con la novità dello stop all’high frequency tra-
ding, e, chissà, forse anche sullo short selling, vietato a
Piazza Affari. Fino a venerdì.
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Itgi-Edison: Atene e Roma unite sul gas
(s.agn.) Si fanno più complicati i giochi del gas lungo
il «Corridoio Sud», la via che dovrebbe portare un ga-
sdotto dal Mar Caspio all’Adriatico lungo l’altopiano ana-
tolico e i Balcani. Un portavoce della Bp, capofila del con-
sorzio internazionale che sta lavorando sul giacimento
di Shah Deniz 2, nell’offshore dell’Azerbaigian, ha affer-
mato che per trasportare il gas di quel campo verso l’Eu-
ropa del Sud (almeno una decina di miliardi di metri cu-
bi l’anno, più o meno come il gasdotto dalla Libia a Gela)
non sarà scelto il consorzio italo-greco dove è presenta
la Edison (Itgi). Una dichiarazione che spiana la strada a
quello svizzero-tedesco-norvegese (Tap). In quest’ulti-
mo si trova come azionista la Statoil (norvegese) che
non a caso è anche azionista di rilievo dello Shah Deniz 2
con il 25,5% (come Bp; gli altri soci sono la francese To-
tal, la russa Lukoil e l’azera Socar con il 10% ciascuno e la
turca Tpao con il 9%). Una posizione che comunque i go-
verni italiano e greco hanno subito stigmatizzato con
una nota ufficiale congiunta. Un evento inconsueto: Ate-
ne e Roma hanno ribadito il loro appoggio al progetto
Itgi, attualmente «il più avanzato e maturo». Con il Tap,
molto più arretrato soprattutto in termini autorizzativi,
pare di capire che il gas verso l’Italia potrebbe arrivare
con qualche anno di ritardo.
twitter@stefanoagnoli
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di GIACOMO FERRARI
Sussurri & Grida
indici
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20-02 var.%
Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 332,58 +1,42
Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 123,87 +0,33
Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2304,33 +1,03
DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 252,00 +1,30
DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2550,28 +1,19
DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 268,16 +0,84
DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2517,74 +0,55
FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2269,22 +0,65
Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 21424,79 -0,31
Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 31391,86 +0,28
Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5945,25 +0,68
Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 8818,10 +1,86
Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 393,10 +1,43
Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 3021,19 +0,69
Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4332,82 +1,39
Toronto(300Comp) . . . . . . . Borsa Chiusa -
Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2240,98 +1,59
Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6242,99 +0,08
selezione
FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 20-02 var.%
Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91,27 +1,80
Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57,31 +2,03
Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,02 +0,24
Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72,24 +0,36
Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 2,15 +3,56
Deutsche Bank n. . . . . . . . . . . . . . 34,58 +2,23
Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 13,72 +1,52
Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 9,00 +0,53
Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 10,94 +1,06
Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 73,18 +1,64
Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,82 +1,76
Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,00 -1,26
Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,10 +0,94
Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 130,20 +0,62
PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20-02 var.%
Air France. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,83 +1,11
Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96,45 +0,73
Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,27 +3,92
Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,52 +1,75
Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,16 +0,77
Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,68 -0,62
Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18,28 +1,84
Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73,55 +0,75
Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 56,45 -0,37
Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 5,24 +2,49
Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50,39 +1,31
France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 11,47 +0,53
Havas. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,75 +0,54
L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,59 -0,19
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,73 +1,92
Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 14,54 +0,07
Renault . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,08 +3,22
Saint-Gobain. . . . . . . . . . . . . . . . . 37,20 +1,36
Sanofi-Synthelab. . . . . . . . . . . . . . 55,85 -0,98
Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 24,16 +0,58
Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 57,68 -0,41
Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,98 +0,73
NEW YORK. . . . . . . . . . . . Borsa Chiusa var.%
Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 182,50 +1,43
American Express . . . . . . . . . . . . . 52,86 -0,02
Apple Comp Inc. . . . . . . . . . . . . . 502,12 -0,02
At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,01 -0,03
Bank of America . . . . . . . . . . . . . . . 8,02 -0,87
Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,35 +0,11
Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,97 +1,24
Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 113,95 -0,01
Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 20,29 +0,50
Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,92 +0,64
Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 69,05 +0,28
Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 93,25 -0,08
Dow Chemical . . . . . . . . . . . . . . . . 35,00 +1,63
DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,48 +1,88
Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,62 +0,25
Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,75 +0,08
General Electric. . . . . . . . . . . . . . . 19,28 +1,42
General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 27,34 +0,63
Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 115,91 +1,02
Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 29,59 -1,00
Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60,10 +1,06
Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 193,42 +0,21
Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,47 +1,76
Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,37 +2,03
Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 64,99 +0,11
JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,47 +1,24
Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 87,99 +1,84
Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 33,92 +0,27
McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 99,99 +0,74
Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,56 +1,10
Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,25 -0,11
Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 79,34 +0,42
Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 19,16 -0,16
Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . 106,68 +0,49
Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 103,92 -0,39
Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21,19 -0,61
Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 64,91 -0,44
Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,78 -0,41
Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 28,41 -1,39
Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,75 +0,51
Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,03 +0,52
Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,30 -0,95
Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,01 -2,25
LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20-02 var.%
3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 198,30 +1,17
Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2690,00 +0,60
AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 2848,50 -0,14
B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 682,57 -0,50
Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 250,90 +1,03
BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500,29 +2,32
British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 -2,14
British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 215,13 +0,20
Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1432,09 +0,57
Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1415,00 +0,07
Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 357,20 +1,30
Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 1231,12 +0,58
Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 727,28 +0,87
Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 792,50 -0,69
Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 114,63 +0,90
Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 28,48 +3,19
Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1595,00 +2,31
Unilever Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 2062,08 -0,04
Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 175,00 +0,23
ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20-02 var.%
Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,70 -0,27
Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,75 -0,48
Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,30 +1,60
Borse Estere
A NewYork valori espressi in dollari, a Londra
in pence, a Zurigo in franchi svizzeri
St, un «commissario» di Ferro alla joint con Ericsson
italia: 515249535254
Codice cliente:
42
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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43
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012 italia: 515249535254
Codice cliente:
44
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
I
n principio furono
gli assiri, repressori
di intere popolazioni
nell’età antica. Ma
anche Roma fece la sua
parte nel disperdere po-
poli, ad esempio dopo la
distruzione di Cartagine
(146 a.C.) e a conclusione
della guerra giudaica (70 d.C.). Espulsioni di
comunità ebraiche si ebbero dall’Inghilterra
nel 1290, dalla Francia nel 1306, nel 1322 e nel
1394, dal Portogallo tra il 1496 e il 1507. La più
consistente fu quella dalla Spagna (e dall’Italia
meridionale) nel 1492: 40 mila ebrei rifiutaro-
no di convertirsi al cattolicesimo, furono co-
stretti a vendere le loro proprietà e dovettero
abbandonare la loro terra. Stessa sorte toccò
agli islamici: all’inizio del XVII secolo, Filippo
III di Spagna ordinò l’espulsione dei moriscos,
discendenti dei musulmani costretti a farsi cat-
tolici al momento della reconquista, conclusa-
si nel 1492 con la distruzione dell’emirato di
Granada da parte di Ferdinando il cattolico;
tra il 1609 e il 1614 quasi 300 mila persone (più
o meno il 4 per cento dell’intera popolazione)
furono obbligate a lasciare la Spagna per tra-
sferirsi in Africa settentrionale.
Nel 1633 60 mila puritani inglesi, nel timore
di essere perseguitati allorché WilliamLaud di-
venne arcivescovo di Canterbury, emigrarono
in America. Nel 1685 200 mila ugonotti fuggi-
rono dalla Francia di Luigi XIV dopo la revoca
dell’editto di Nantes con il quale, 87 anni pri-
ma Enrico IV aveva concesso la libertà religio-
sa. Trasferimenti tragici che coinvolsero deci-
ne, centinaia di migliaia di persone. Ma quello
che va dalla guerra di Crimea alla morte di Sta-
lin (1853-1953) è stato un secolo sotto questo
profilo davvero eccezionale. Un secolo caratte-
rizzato dallo spostamento non volontario di
milioni di essere umani: 30 per l’esattezza. Il
più grande esodo coatto della storia europea.
Anzi della storia di tutta l’umanità, scrivono
Antonio Ferrara e Niccolò Pianciola nell’assai
interessante L’età delle migrazioni forzate.
Esodi e deportazioni in Europa 1853-1953 che
il Mulino si accinge a mandare in libreria.
La maggior parte dei trasferimenti di popoli
—secondo due studi editi di recente: La politi-
ca dell’odio. La pulizia etnica nell’Europa con-
temporanea di Norman M. Naimark (Laterza) e
Il lato oscuro della democrazia. Alle radici del-
la violenza etnica di Michael Mann (Egea) — si
concentrò nel periodo di crisi iniziato con le
guerre balcaniche e terminato otto anni dopo
la fine della Seconda guerra mondiale con la
morte del dittatore georgiano. Tra la guerra di
Crimea e le guerre balcaniche (1853-1913) le mi-
grazioni forzate coinvolsero circa un milione e
200 mila persone; durante il primo conflitto
mondiale e nei tempi immediatamente succes-
sivi (1914-1923) furono deportati o espulsi circa
sette milioni e 300 mila individui; nel periodo
tra le due guerre in Unione Sovietica furono
«spostati» due milioni e 600 mila esseri uma-
ni; che in epoche successive, quelle del secon-
do conflitto mondiale, crebbero, in tutta Euro-
pa, a 20 milioni per via del progetto imperiale
nazista, delle deportazioni sovietiche subito
prima, durante e subito dopo la guerra, degli
scambi di popolazione tra gli Stati satellite del-
la Germania e delle politiche contro le popola-
zioni tedesche successive alla sconfitta hitleria-
na. Si è trattato in molti casi di vera e propria
«chirurgia demografica» (o «demotomia» se-
condo la recente proposta terminologica di An-
drea Graziosi). La parte principale dell’«età del-
le migrazioni forzate» in Europa è concentrata
tra le guerre balcaniche (1912-1913) e il consoli-
damento del potere sovietico nei territori con-
quistati con il secondo conflitto mondiale. La
stagione, per intenderci, che fa da sfondo a
Tutto scorre… di Vasilij Grossman (Adelphi).
Non va inclusa, invece, nella categoria delle mi-
grazioni forzate la massiccia emigrazione ebrai-
ca dall’Impero russo tra il 1881 e la prima guer-
ra mondiale — quasi due milioni di persone, il
78,6 per cento dei quali si diresse verso gli Sta-
ti Uniti — nonostante fosse causata «in non
piccola misura da pogrom e discriminazioni»
e nonostante «fosse vista con soddisfazione da
parti importanti dell’amministrazione zarista,
soprattutto dal ministero degli Interni», e
«agli israeliti fosse fatto divieto, una volta usci-
ti, di tornare in Russia».
Va poi notato come i casi di migrazione for-
zata si siano verificati soprattutto «in Stati ret-
ti da regimi in senso lato rivoluzionari, spesso
emersi da conflitti bellici, intenti a rimuovere
gruppi di popolazione percepiti come ostili».
In alcuni casi «le motivazioni furono dettate
da una volontà di vendetta, cercata collettiva-
mente contro intere categorie etniche e/o so-
ciali, in nome di passate oppressioni come av-
venne in particolare nell’Europa centro-orien-
tale dopo il 1945 nei confronti delle popolazio-
ni tedesche dell’Est». Regimi «nati da rivolgi-
menti interni e da conflitti esterni, dunque bi-
sognosi di legittimazione, e, quasi per defini-
zione, insicuri». La radicalizzazione delle mi-
sure violente contro intere categorie di popola-
zione da parte delle autorità ottomane duran-
te la Prima guerra mondiale, ha scritto Donald
Bloxham in Il grande gioco del genocidio. Im-
perialismo, nazionalismo e lo sterminio degli
armeni ottomani (Utet), «è il caso più emble-
matico di violenza mossa soprattutto da una
percezione soggettiva di insicurezza».
Ferrara e Pianciola osservano a questo pun-
to che «sotto l’influenza delle guerre di seces-
sione jugoslave degli anni Novanta del Nove-
cento la categoria di "pulizia etnica" è stata
estesa a indicare in modo quasi indifferenzia-
to tutti i casi di migrazione forzata in epoca
contemporanea costruendo un continuum
che procederebbe almeno dall’esodo dei mu-
sulmani balcanici nel corso dell’Ottocento».
Lo ha notato Christian Gerlach: i trasferimenti
di masse di popolazione sono stati chiamati
«etnici» in misura crescente, all’interno di
una generale «etnicizzazione della Storia» deli-
neatasi negli ultimi due decenni. Così va a fini-
re che l’analisi delle «migrazioni forzate» ten-
de a rientrare nell’ambito dei cosiddetti geno-
cide studies proprio per la contiguità dei con-
cetti di pulizia etnica e di genocidio.
È stato Norman Naimark, nel libro citato al-
l’inizio, a sottolineare come sia difficile porre
un confine tra le due categorie, pulizia etnica e
genocidio: «All’atto pratico, la prima sfocia di
fatto nel secondo allorché per liberare il territo-
rio da una data popolazione si ricorre all’omici-
dio di massa… Anche quando la deportazione
forzata non ha intenti genocidi, spesso lo di-
venta di fatto». E quando gli intenti genocidi
sono presenti, si combinano spesso a misure
di deportazione: sia nel caso dello sterminio ar-
meno sia in quello ebraico le misure iniziali fu-
rono di deportazione e concentrazione in aree
delimitate del territorio sotto controllo ottoma-
no e nazista, «sebbene nel caso armeno le mi-
sure di deportazione fin da subito coprissero
lo sterminio, mentre la popolazione ebraica
dell’Europa nazista fu invece inizialmente con-
centrata in ghetti della Polonia occupata». Inol-
tre, come ha ricordato Michael Mann nell’altro
libro citato all’inizio, «nella maggior parte dei
casi di sterminio i perpetratori non arrivarono
alle pratiche genocide partendo da un piano
prestabilito in anticipo, ma tramite la successi-
va radicalizzazione di misure che comprende-
vano anche politiche di migrazione forzata».
Proprio Michael Mann ha stabilito la «mo-
dernità» della «pulizia etnica», definendola
«il lato oscuro della democrazia». In che sen-
so? «La democrazia», scrive Mann, «contiene
in sé la possibilità che la maggioranza possa
tiranneggiare le minoranze, e questa possibili-
tà provoca le conseguenze più sinistre in deter-
minati tipi di ambienti multietnici…La pulizia
etnica omicida è un rischio connaturato all’età
della democrazia, perché in condizioni di
multietnicità l’ideale del potere del popolo ini-
ziò a intrecciare il demos con l’ethnos domi-
nante, generando concetti organici di nazione
e di Stato che incoraggiarono l’eliminazione
delle minoranze». E qui i due autori si soffer-
mano su un libro di Amedeo Feniello, Sotto il
segno del leone. Storia dell’Italia musulmana
(Laterza), che si occupa della deportazione (da
parte dello svevo Federico II) di migliaia di isla-
mici siciliani a Lucera in Puglia, tra il 1222 e il
1243. Per oltre cinquant’anni i 40 mila musul-
mani di Lucera, sia pure in condizioni di lavo-
ro servili, furono liberi di professare la propria
fede. Finché nell’agosto del 1300 Carlo II
d’Angiò eliminò quell’enclave di seguaci di Ma-
ometto. Feniello definisce pulizia etnica sia
l’iniziativa di Federico II che quella di Carlo II.
Ferrara e Pianciola gli replicano bollando quel-
la definizione come «anacronistica».
Altra importante questione è quella della
decisione dei trasferimenti. Rogers Brubaker,
in Cittadinanza e nazionalità in Francia e Ger-
mania (Il Mulino) sostiene ad esempio che
l’uso della categoria di migrazione forzata per
definire l’esodo tedesco e ungherese dopo la
Prima guerra mondiale è «improprio, dato
Alla ricerca del corpo assassinato. Per salvarsi
Il saggio Uno studio sulle deportazioni
di Antonio Ferrara e Niccolò Pianciola
L’inizio della catastrofe
Noir «Blacklands», romanzo di esordio della giornalista Belinda Bauer già tradotto in ventidue Paesi
di PAOLO MIELI
La tragedia Trenta milioni di persone
cacciate dalle loro terre in un secolo
Cultura
Gli spostamenti di popolazioni
s’intensificano dopo l’accordo
Molotov-Ribbentrop del 1939
di CARLO FORMENTI
Solo Israele aprì le porte
ai superstiti della Shoah
Tutti gli Stati limitarono l’immigrazione ebraica
Dai conflitti balcanici
agli orrori del Gulag
G
iornalista e sceneggiatrice, Belin-
da Bauer ha convinto pubblico e
critica con un romanzo di esor-
dio, Blacklands (Marsilio, pp. 295, €
17,50), che oltre a vincere diversi premi e
ottenere lusinghiere recensioni, è già sta-
to tradotto in ventidue Paesi. Si tratta di
un «nero» atipico, che scommette più
sull’analisi psicologica che sulla suspen-
se. Fin dalle prime pagine il lettore intui-
sce verso quale esito verrà inesorabilmen-
te trascinato, eppure ciò non gli impedi-
sce di restare avvinto dalla crudele vicen-
da che vede come protagonisti, da un la-
to il dodicenne Steve Lamb, dall’altro Ar-
nold Avery, pedofilo e serial killer che sta
scontando una lunga condanna dopo ave-
re commesso una serie di delitti. Fra le
vittime di Avery, c’è anche lo zio di Steve,
Billy, violentato e ucciso quando aveva
più o meno la stessa età del nipote.
Questo terribile evento ha distrutto la
vita alla madre e alla nonna di Steve, ren-
dendole incapaci di attenzione e tenerez-
za nei suoi confronti. Oppresso dalla lo-
ro incomprensione, perseguitato dal bul-
lismo, privato del sostengo di una figura
paterna, Steve finisce per convincersi
che le radici delle sue sofferenze affonda-
no nell’orribile fine dello zio e nel fatto
che il corpo non è mai stato trovato. Per
esorcizzare lo spettro, si avventura nel-
l’improbabile ricerca dei resti di Billy.
Ma dopo essersi aggirato inutilmente
per la brughiera, armato solo di un vec-
chio badile, capisce che il solo modo di
scoprire il cadavere è quello di indurre
l’assassino a confessare dove lo ha sepol-
to (Avery si è sempre rifiutato di rivelar-
lo). Così compie una mossa disperata:
scrive all’assassino per implorarlo di rive-
lare il segreto. Ed è a questo punto che il
romanzo prende quota e lo stato d’ani-
mo del lettore schizza dal miscuglio di
ansia e compassione innescate dall’iden-
tificazione empatica con il destino di Ste-
ve all’angoscia associata al viaggio alluci-
nante nella mente dell’assassino.
Belinda Bauer descrive con gelida
obiettività, con un distacco chirurgico
— evitando ogni tentazione di giudizio
morale — la sequenza di emozioni che
le lettere di Steve innescano in Avery:
l’incontenibile eccitazione da cui viene
afferrato non appena capisce che chi
gli scrive non è un adulto bensì un ra-
gazzino, cioè una potenziale preda,
l’enorme sforzo per controllare i propri
impulsi e mantenersi lucido, la pazien-
te attesa dell’occasione propizia per
evadere dal carcere, la diabolica intelli-
genza con cui sfrutta il desiderio del
giovanissimo interlocutore per tender-
gli una trappola. Una sequenza inferna-
le che fa montare la tensione fino alla
catartica soluzione finale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Bibliografia
Esce in libreria dopodomani, giovedì
23 febbraio, il saggio di Antonio
Ferrara e Niccolò Pianciola L’età delle
migrazioni forzate. Esodi e
deportazioni in Europa 1853-1953 (Il
Mulino, pagine 504, e 29). Dello
stesso tema si occupano, sotto
angolazioni diverse, libri come La
politica dell'odio di Norman M.
Naimark (Laterza) e Il lato oscuro
della democrazia di Michael Mann
(Egea). Alla vicenda del massacro in
massa degli armeni sono dedicati i
saggi Il grande gioco del genocidio di
Donald Bloxham (Utet) e Il genocidio
degli armeni di Marcello Flores (Il
Mulino). Esplora i retroscena della
strage di Katyn il libro Pulizia di
classe di Victor Zaslavsky (Il Mulino).
Un’immagine simbolica di
ambientazione noir (Archivio Corsera)
italia: 515249535254
Codice cliente:
45 Cultura
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
che una forte componente di volontarietà fu
presente in entrambe le migrazioni». Perciò
l’emigrazione tedesca e ungherese di quegli
anni va collocata nella categoria di «esodo»,
un esito in cui la componente della decisione
da parte di chi si trasferiva fu molto importan-
te, anche se è doveroso tenere conto del ruolo
giocato dalle violenze e dal clima di paura pro-
vocato da chi incoraggiò quei popoli a «deci-
dere» di abbandonare la loro terra.
Ma torniamo al secolo nero delle migrazio-
ni forzate. La stagione più tragica iniziò a se-
guito dei patti Molotov-Ribbentrop dell’ago-
sto-settembre 1939, che sancirono la spartizio-
ne della Polonia e di altre terre dell’Europa
centrale tra Germania e Unione Sovietica e die-
dero il via alla Seconda guerra mondiale. Il pri-
mo trasferimento coatto di popolazione fu
quello dei polacchi, ebrei e non, in fuga dal-
l’avanzata tedesca: tra coloro che abbandona-
rono precipitosamente Varsavia nel settembre
del 1939 vi furono MenachemBegin (futuro ca-
po del governo di Israele) e la famiglia dell’allo-
ra sedicenne Wojciech Jaruzelski (futuro presi-
dente della Polonia). Entrambi si rifugiarono
in Lituania, dove affluirono anche decine di
migliaia di profughi provenienti dalle regioni
sotto l’occupazione sovietica. Ma a ridosso del-
l’annessione dei tre Stati baltici all’Urss (nel-
l’estate del 1940) vi fu una fuga verso i territori
occupati da Hitler della popolazione di lingua
tedesca di Lituania, Estonia e Lettonia (tra cui
molti lituani non tedeschi desiderosi di sot-
trarsi all’esercito di Stalin) che ricordava con
orrore la dominazione russa di due decenni
prima. Dominazione i cui caratteri si riprodu-
cevano adesso nei termini ancor più accentua-
ti efficacemente descritti nel libro, edito dal
Mulino, che Victor Zaslavsky ha dedicato al
massacro di Katyn (Pulizia di classe).
In molte occasioni, scrivono Ferrara e Pian-
ciola, «destini e comportamenti, individuali e
collettivi, furono notevolmente influenzati dal
ricordo di eventi verificatisi ai tempi della ge-
nerazione precedente, durante la Prima guer-
ra mondiale e ancor più nel corso delle succes-
sive guerre di confine». I veterani di queste ul-
time furono tra le prime vittime delle deporta-
zioni sovietiche da Ucraina e Bielorussia occi-
dentale, mentre i nazisti si accanirono in parti-
colare su quanti avevano combattuto, nel
1918-1921, contro la Germania. Gran parte dei
profughi polacchi che, come Begin e Jaruzel-
ski, avevano cercato riparo in Lituania venne-
ro successivamente deportati in Russia (dove
morì il padre di Jaruzelski). Poi fu l’inferno.
Nei 21 mesi in cui si ritrovarono alleati, fanno
notare Ferrara e Pianciola, «i regimi nazista e
sovietico furono corresponsabili della migra-
zione forzata di oltre un milione di persone,
nonché della morte di altre decine di migliaia;
molti di questi decessi furono strettamente
connessi alle migrazioni forzate in questione
e talvolta dovuti a esse, come nel caso di colo-
ro che morirono di fame, freddo e abbandono
durante le deportazioni dal territorio polacco
prebellico». Il verificarsi di migrazioni forzate
«a catena», proseguono i due autori del libro,
«fece sì che le stesse persone potessero rivesti-
re più ruoli nel medesimo dramma, spesso
nel giro di pochi mesi, passando da vittime a
beneficiati da politiche di espulsione e spolia-
zione attuate da regimi diversi a danno di po-
polazioni diverse». Molti però furono, invece,
vittime di entrambi i regimi, come accadde ai
rifugiati ebrei e polacchi sfuggiti all’occupazio-
ne nazista e poi deportati dai sovietici. Malgra-
do la diversità degli obiettivi perseguiti e dei
criteri usati per l’individuazione delle proprie
vittime, «i due regimi usarono metodi simili
per perseguitare categorie di persone analo-
ghe, tanto che alcune famiglie furono colpite
in maniera crudele da entrambi».
Un capitolo a sé è quello che concerne gli
ebrei. Perché non fuggirono in massa dall’Eu-
ropa che veniva inghiottita in quel gorgo? Ri-
prendendo la tesi approfondita da Saul
Friedländer in Gli anni dello sterminio. La Ger-
mania nazista e gli ebrei 1939-1945 (Garzan-
ti), i due storici descrivono l’abbaglio provoca-
to dal fatto che, al momento dell’aggressione
hitleriana, «mentre le élite polacche venivano
sterminate per evitare che incitassero alla ri-
bellione, quelle ebraiche furono lasciate al pro-
prio posto perché garantissero la loro sotto-
missione». Lo stesso Reinhard Heydrich, nelle
istruzioni riservate emanate il 21 settembre
1939, raccomandò di scegliere tra i loro com-
ponenti i consigli ebraici responsabili dell’ese-
cuzione delle direttive tedesche. L’emigrazio-
ne in Palestina era resa poi quasi impossibile
dalle disposizioni britanniche del maggio
1939. Ad un tempo Stati Uniti, Cile e Brasile
chiusero le porte ai rifugiati nel timore che
agenti nemici potessero attraversare i confini
camuffati da profughi ebrei. Dopo il 1939 furo-
no quindi non più di 13 mila gli ebrei che riu-
scirono a lasciare il Reich e il protettorato di
Boemia e Moravia diretti («illegalmente, ma
con l’accordo delle autorità naziste») verso la
Palestina; ancor meno quelli che effettivamen-
te vi giunsero. In Europa non c’era scampo. Co-
loro che, come Hannah Arendt e Arthur Koest-
ler, avevano lasciato la Germania già nel 1933,
nel 1940, al momento in cui cadde la Francia,
finirono rispettivamente nei campi di interna-
mento di Gurs e Le Vernet. Nel giugno del
1940 le autorità sovietiche deportarono in Rus-
sia i rifugiati provenienti dalla Polonia sotto
occupazione nazista che, nel timore di non po-
ter più raggiungere le proprie famiglie rima-
ste a ovest, avevano rifiutato il passaporto so-
vietico. Quattro quinti di loro erano ebrei «che
si trovarono quindi a essere vittime non solo
dei nazisti che li avevano costretti a lasciare le
loro case, ma anche dei sovietici che li inviaro-
no in "insediamenti speciali" in Russia e Asia
centrale». Molti perirono durante il tragitto,
ma altri in questo modo ebbero salva la vita.
Talché si può affermare con tutta tranquillità
che «in termini sia relativi che assoluti, nel
1939-1941 vennero deportati più ebrei dai so-
vietici che dai nazisti». Ma mentre per i non
ebrei queste deportazioni furono «una trage-
dia pura e semplice», per un gran numero di
israeliti l’invio in Siberia o in Asia centrale
«rappresentò paradossalmente la salvezza».
Il peggio però doveva ancora venire. Al mo-
mento in cui la Germania si arrese, nel mag-
gio del 1945, «decine di milioni di europei era-
no stati trascinati lontano dalle loro case dagli
spostamenti forzati di popolazione che aveva-
no avuto luogo durante la guerra». Mentre la
maggior parte dei profu-
ghi — da quel momento
definiti displaced persons
— provenienti dall’Euro-
pa occidentale venne rim-
patriata entro la fine di
quello stesso 1945, per co-
loro che provenivano dal-
l’Europa centrale e orien-
tale le cose andarono mol-
to diversamente e per
molti («in particolare gli
ebrei») il rimpatrio «tar-
dò o non si verificò affat-
to». Si calcola che «alla fi-
ne della Seconda guerra
mondiale ci fossero in Europa quasi quaranta
milioni di persone sradicate dalla propria ter-
ra natale, esclusi i lavoratori non tedeschi im-
piegati in Germania e i tedeschi che fuggivano
dinanzi all’avanzare dell’Armata rossa». Circa
12 milioni di tedeschi furono espulsi dalle re-
gioni della Germania annesse alla Polonia e
dall’Urss, dalla Cecoslovacchia e dalle zone del-
l’Europa orientale dove essi si erano stabiliti
da tempo, mentre gli eserciti alleati vittoriosi
trovarono in Germania oltre 11 milioni di de-
portati di varie nazionalità. Approssimativa-
mente, dunque, «circa sessanta milioni di eu-
ropei furono coinvolti nelle migrazioni forzate
causate direttamente o indirettamente dalla
Seconda guerra mondiale; per un numero so-
stanziale di essi lo spostamento fu definitivo
ed ebbe conseguenze sul lungo termine».
Qui sono gli autori a usare la definizione di
«pulizia etnica» per definire le nuove politiche
di punizione collettiva delle popolazioni tede-
sche (o semplicemente di lingua tedesca) accu-
sate in blocco di aver fatto da quinta colonna
degli occupanti. I tedeschi vennero spostati in
massa talvolta con la scusa di salvarli dall’ira
dei polacchi e dei cecoslovacchi, pretesti non
diversi da quelli con cui il governo sovietico
aveva giustificato le decisioni di deportare i te-
deschi del Volga, nonché i ceceni e i tartari del-
la Crimea. Furono evacuati insediamenti tede-
schi dall’Ucraina meridionale e dal Caucaso set-
tentrionale, alcuni dei quali risalivano all’epo-
ca della zarina Caterina II e l’esodo coinvolse
350 mila persone. Fece eccezione la Romania,
che non espulse i tedeschi, ma li discriminò pe-
santemente impedendo loro di avvalersi della
riforma agraria del 1945. Nella Germania libera-
ta da parte dell’Armata rossa si ebbero un mi-
lione di stupri, di cui centomila nella sola Berli-
no. Cinque milioni di tedeschi, forse più, furo-
no costretti a fuggire dalle loro case (Guido
Knopp, Tedeschi in fuga, edito da Corbaccio).
Molti tentarono di salvarsi sulle imbarcazioni
che salpavano dai porti sul mar Baltico. Ma, su
un totale di 790 vascelli, la marina sovietica ne
affondò oltre duecento. Quindicimila furono
le vittime dei naufragi di due di quelle imbarca-
zioni: «Goya» e «WilhelmGustloff» (di cui par-
la Günter Grass in Il passo del gambero, pubbli-
cato da Einaudi), i due più gravi disastri navali
della storia. Inoltre la maggior parte dei 400 mi-
la tedeschi che persero la vita nel corso del-
l’esodo dai territori poi assegnati alla Polonia,
secondo Helga Schneider (L’usignolo dei
Linke, Adelphi), morirono nei campi di lavoro
polacchi e sovietici. Dalla Pomerania furono
espulsi 300 mila tedeschi e le deportazioni fu-
rono accompagnate da ogni sorta di brutalità
contro i civili (rapine, stupri, omicidi). 200 mi-
la vennero cacciati dalla Bassa Slesia nel corso
della cosiddetta «operazione rondine». In Ce-
coslovacchia l’epurazione postbellica fu selvag-
gia: «Non sembra però giustificato», scrivono
gli autori, «interpretare le violenze dell’estate
del 1945 unicamente in termini di eccessi:
l’anarchia e il caos che le resero possibili erano
stati propiziati dallo stesso governo ceco, che
almeno in un primo momento le considerò
uno strumento utile per terrorizzare i tedeschi
e spingerli a fuggire, e che incitò la popolazio-
ne a vendicarsi per le brutalità subite durante
l’occupazione». Diverso il caso dell’Ungheria:
«Non è improbabile che lo scarso entusiasmo
ungherese per l’espulsione dei tedeschi sia di-
peso dalla volontà di non legittimare misure
analoghe contro le minoranze magiare residen-
ti al di là dei confini nazionali».
Chi continuò a subire torti — sia pure non
della natura di quelli fin qui descritti — furo-
no gli ebrei. La ricostruzione postbellica di Vil-
nius implicò l’abbattimento della grande sina-
goga cinquecentesca, «parte di un più ampio
sforzo di rimozione delle tracce del passato po-
lacco ed ebraico dalla "nuova" città lituana e
socialista». La vecchia sinagoga di Breslavia,
distrutta durante la «notte dei cristalli» nel
1938, non venne ricostruita. Le pietre tombali
ebraiche furono usate come materiale da co-
struzione o pavimentazione stradale. Il gover-
no polacco si impadronì di quanto era apparte-
nuto ai tedeschi residenti sul suolo prebellico,
nazionalizzò tutta l’economia delle «terre ri-
conquistate» e si appropriò dei beni già confi-
scati dagli occupanti nazisti inclusi quelli ap-
partenuti agli ebrei vittime della Shoah. Negli
Stati Uniti dovette intervenire lo stesso presi-
dente Truman a segnalare i tratti discriminato-
ri nei confronti degli ebrei (ma anche dei cat-
tolici) del Displaced Persons Act varato nel
1948. Gli ebrei tedeschi, austriaci e ungheresi,
pur reduci da ogni sorta di vessazione, veniva-
no trattati come «ex nemici» alla stregua dei
loro connazionali.
Tutto ciò mentre si avevano nuove violenze
antisemite nei Paesi entrati nell’orbita sovieti-
ca: soprattutto in Polonia (fu atroce il pogrom
di Kielce del luglio 1946), Slovacchia, Unghe-
ria. Gli Stati Uniti fino al luglio del 1947 conces-
sero il visto solo a 15 mila ebrei. Il Canada a
ottomila (su 65 mila profughi accettati). E dei
69 mila che si diressero verso la Palestina 52
mila furono bloccati dalle autorità britanniche
e internati a Cipro. Solo dopo il maggio del
’48, quando nacque lo Stato di Israele, gli ebrei
ebbero un posto sicuro in cui rifugiarsi: quello
fu l’unico Stato a non fare discriminazioni nei
confronti degli israeliti che lasciavano l’Euro-
pa dopo la Shoah. L’unico.
paolo.mieli@rcs.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
] La filosofa
ebrea tedesca
Hannah Arendt
(nella foto qui
sotto) lasciò la
Germania per la
Francia
all’ascesa di
Hitler e fu
rinchiusa in un
campo di
prigionia dopo
la resa
francese, ma
riuscì a fuggire
negli Stati Uniti
] La famiglia
del futuro
generale e
primo ministro
polacco
Wojciech
Jaruzelski (nella
foto al centro) e
il futuro primo
ministro
israeliano
Menachem
Begin (nella foto
qui sopra)
furono tra i
profughi
scappati dalla
Polonia in Urss
nel 1939, dopo
l’invasione
tedesca. Quindi
vennero
deportati dai
sovietici nelle
zone interne
della Russia
L’autore
M
artin Heidegger prima di mori-
re dispose che una serie di pic-
cole pubblicazioni sparse,
scritte nell’arco di 66 anni, fossero rac-
colte nel XIII volume della sua opera
(Gesamtausgabe). Stando alla testimo-
nianza dell’erede Hermann Heideg-
ger, lasciò anche il titolo: Aus der Er-
fahrung des Denkens. E ora questa sin-
golare Dell’esperienza del pensiero ve-
de la luce in italiano (traduzione di Ni-
cola Curcio, il Melangolo, pp. 216, e
20). Che cosa si cela in tali pagine? A
dire il vero, un po’ di tutto.
C’è, per esempio, un primo articolo
che lo studente di teologia Martin Hei-
degger pubblicò il 27 agosto 1910 sul
settimanale «Allgemeine Rundschau»
per l’inaugurazione di un monumento
ad Abrahamdi Sancta Clara, predicato-
re e scrittore austriaco conosciuto al
secolo come Johann Ulrich Megerle
(morì nel 1709), dal quale trasse spun-
to anche Schiller. Heidegger ne richia-
ma le opere, augurandosi che «diventi-
no moneta corrente»; evoca quell’indo-
mabile spirito ancora in grado di offri-
re «balsamo di salvezza all’anima del
popolo». Oppure ritrovate poesie gio-
vanili. Una intitolata Sfarzo morente
del 1910, uscita sulla medesima rivista,
rivela un suo tormento: «Piangendo
chiamavo: mai invano/ Il giovane mio
essere/ Stanco di lamento/ Solo confi-
dò nella "grazia" dell’angelo».
Non mancano sorprese. Una, datata
1943, riguarda il Coro dell’Antigone di
Sofocle che Heidegger aveva presenta-
to nel corso di lezioni del semestre
estivo 1935, conosciuto come Introdu-
zione alla metafisica. Aveva poi riela-
borato, ripensato a fondo la traduzio-
ne per farla stampare in una piccola
edizione privata: l’avrebbe dedicata al-
la moglie Elfride per il suo cinquantesi-
mo. Invece le pagine che danno il tito-
lo alla raccolta, Dell’esperienza del pen-
siero, risalgono al 1947 e contengono
altre poesie. Di esse il filosofo realizzò
una prima edizione privata in 50 esem-
plari. Sono versi percorsi da lampi:
«La più antica di tutte le cose viene,
nel nostro pensiero,/ da dietro di noi
eppure verso di noi». E ancora: ecco
un breve manoscritto che consegnò
nel 1954 alla rivista scolastica «Welt
der Schule» per rispondere alla do-
manda «Che cosa significa leggere?».
Da ricordare, inoltre, un contributo
Sulla Madonna Sistina del 1955, che
pone questioni sulla collocazione dei
capolavori. «Trasformata —scrive Hei-
degger — nella sua essenza in opera
d’arte, l’immagine va errando in realtà
che le sono estranee. La presentazione
museale, che può vantare una sua pe-
culiare necessità storica e una sua legit-
timità, ignora tale estraneazione. La
presentazione museale appiattisce tut-
to nell’omogeneità dell’"esporre". In
questo c’è solo il porre, senza luogo».
Né manca una paginetta che risponde
a un’altra domanda: «Che cos’è il tem-
po?». È del 1956. Il quesito gli giunse
dal settimanale «Die Zeit» e il filosofo,
tra l’altro, rispose: «Si potrebbe crede-
re che l’autore di Essere e tempo do-
vrebbe saperlo. Ma non lo sa, sicché
oggi lo domanda ancora. Domandare
significa: ascoltare ciò che ci rivolge la
parola».
L’ultimo scritto, dopo altri dedicati
a Hebel o a Ortega y Gasset, si intitola
Saluto di Martin Heidegger. Risale al
1976. È di pochi giorni prima della sua
morte. In esso, una dozzina di righe, si
chiede se nell’epoca «dell’uniforme ci-
vilizzazione tecnica» sia ancora possi-
bile parlare di «terra natia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Maestri Nel volume «Dell’esperienza del pensiero» si trovano riflessioni del filosofo tedesco sui più vari argomenti, ma anche versi percorsi da lampi
Il despota
Le espulsioni dei tedeschi
di ARMANDO TORNO
Heidegger: «La collocazione nei musei appiattisce i capolavori»
Il georgiano Iosif
Dzhugashvili, detto
Stalin, (1879-1953) fu
a lungo il padrone
assoluto dell’Unione
Sovietica. Con la sua
morte si chiuse l’epoca
delle grandi migrazioni
forzate in Europa.
Nella foto grande in
alto: un gruppo di
profughi ebrei riportati
nei campi di raccolta in
Germania dalle truppe
britanniche dopo aver
tentato vanamente di
emigrare illegalmente
in Palestina sulla
famosa nave Exodus
(foto Ap)
Dopo la Seconda guerra mondiale
un trasferimento immenso
accompagnato da gravi violenze
Martin Heidegger
(Meßkirch 1889
- Friburgo 1976)
pubblicò la sua
opera maggiore,
«Essere e
tempo»,
nel 1927 La «Madonna Sistina», oggetto di un
contributo critico di Heidegger nel 1955
In fuga
italia: 515249535254
Codice cliente:
46
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
47 Terza Pagina
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
L’
attualità di Quintino
Sella meritava di esse-
re valorizzata nell’am-
bito delle celebrazio-
ni per i 150 anni dell’Unità nazio-
nale italiana. E così ha fatto l’Ac-
cademia nazionale dei Lincei,
con la Fondazione Sella, in un
convegno, affiancato da una
mostra, aperti alla presenza del
presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano.
Rosario Villari ha rivisitato
magistralmente la personalità
complessiva di Sella. A suo avvi-
so lo statista piemontese, nella
costruzione dello Stato unitario
nell’ambito della Destra storica,
«ha acquistato e mantiene una
permanente attualità storica
nella coscienza civile del nostro
Paese per la profonda convin-
zione della necessità di supera-
re lo squilibrio tra l’Italia e le na-
zioni più sviluppate, per la su-
bordinazione della fortuna poli-
tica personale all’interesse della
comunità nazionale, per la di-
sposizione a verificare alla luce
dei fatti la validità delle dottri-
ne, per la novità dell’impegno
sulla questione romana e sul
rapporto tra lo Stato e la Chiesa,
per la concezione universalisti-
ca del ruolo di Roma capitale,
per il tentativo di collegare la ri-
forma politica alle grandi tradi-
zioni scientifiche della prima
età moderna, per la considera-
zione non soltanto repressiva,
infine, della emergente questio-
ne sociale».
Su questa tonalità tanti illu-
stri studiosi del convegno lin-
ceo hanno argomentato come
Sella, che visse solo 57 anni
(1827-1884), esprima paradigmi
di perdurante attualità per il
progresso istituzionale e scienti-
fico dell’Italia.
Come scienziato e docente
universitario, Sella concepì la
scienza e la tecnoscienza anche
come politiche per allineare
l’Italia a Francia, Germania, In-
ghilterra dov’egli aveva studiato
dopo la laurea in ingegneria
idraulica a Torino. Perciò contri-
buì al varo dei politecnici di To-
rino e di Milano, alla formazio-
ne di un qualificato corpo tecni-
co statale, alla prima elaborazio-
ne della carta geologica d’Italia,
come al convegno ha argomen-
tato soprattutto il linceo Gior-
gio Dal Piaz.
Sella rifondò e presiedette
anche, dal 1874 al 1884, l’Accade-
mia dei Lincei, per fissare in Ro-
ma capitale quel metodo pro-
mosso agli inizi del 1600 dai lin-
cei Federico Cesi e Galileo Gali-
lei. Nel solco della cultura uma-
nistica italiana, Sella affiancò al-
la Classe di scienze fisiche, ma-
tematiche e naturali anche quel-
la di scienze morali, storiche e
filologiche, che nel primo de-
cennio di vita dei Lincei fu pre-
sieduta da Terenzio Mamiani
della Rovere. L’apertura euro-
pea e internazionale di Sella,
condivisa da Mamiani, portò an-
che alla cooptazione ai Lincei di
soci strani eri , tra i pri mi
Darwin e Mommsen.
Come statista Sella salvò lo
Stato unitario dalla disintegra-
zione finanziaria che molti ave-
vano considerato inevitabile.
Ministro delle Finanze tre volte
(marzo - dicembre 1862, settem-
bre 1864 - dicembre 1865, di-
cembre 1969 - luglio 1873) il suo
contributo al pareggio di bilan-
cio, sia pure raggiunto dopo di
lui, fu cruciale. La sua politica si
caratterizzò per il taglio della
spesa corrente e per l’aumento
delle entrate senza penalizzare
gli investimenti necessari al
nuovo Stato. Questi portarono,
anche a causa degli interessi e
fino al 1870, a un aumento del
debito pubblico sul Pil che poi
fu ridotto di ben 15 punti per-
centuali già nel 1874.
La sua politica fiscale, che
improntò a lungo il sistema tri-
butario italiano, si fondò su va-
rie (e talvolta nuove) imposte,
tra cui quella di ricchezza mobi-
le e quella sul macinato. Tassò
anche i titoli del debito pubbli-
co, allora in gran parte possedu-
ti da benestanti. Sella voleva
che l’obbligazione fiscale creas-
se «le minori noie possibili»,
ma che pagando ciascuno il do-
vuto «ne abbia vantaggio tanto
la giustizia come l’erario». Ven-
dette beni demaniali a finalità
non pubblica e beni confiscati
all’asse ecclesiastico, dando an-
che in concessione privata talu-
ni servizi. Riuscì perciò a finan-
ziare, con selettivo rigore, inve-
stimenti infrastrutturali per la
crescita e l’istruzione pubblica.
Mol ti i n passato hanno
espresso forti apprezzamenti
per Sella e tra questi ricordia-
mo Benedetto Croce e Luigi Ei-
naudi, due lincei che contribui-
rono alla rinascita della Accade-
mia, soppressa dal fascismo nel
1939, ed alla nascita della Re-
pubblica. Il loro sentire trova ri-
scontro in quanto il presidente
emerito della Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi ci ha scritto in
occasione del Convegno: «È
con profondo rammarico che
mi vedo costretto a mancare
l’appuntamento che l’Accade-
mia Nazionale dei Lincei dedica
alla straordinaria personalità di
Quintino Sella: statista, politi-
co, economista, scienziato, am-
ministratore e organizzatore
lungimirante, dalla cui vicenda
pubblica l’Italia contemporanea
può ancora trarre insegnamen-
to».
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Un convegno dell’Accademia dei Lincei
di STEFANO MONTEFIORI
Settantenni acciaccati
a spasso per Nizza
Il secondo tomo
L
e avventure a Nizza del Cesare e
della moglie Franca, del povero
Persegàti rimasto vedovo e del-
l’altra coppia di amici del Rotary di Vi-
gevano, cioè il Buttafava con l’Adria-
na, sono uno straordinario viaggio
psichedelico nella vecchiaia, nella let-
teratura da Prokosch a Tondelli e in
quella specie di California per com-
mendatori della Lomellina che sa es-
sere, talvolta, la Costa Azzurra. Ro-
manzo per signora (Feltrinelli, pp.
267, e 17, in uscita domani) è il nuovo
romanzo di Piersandro Pallavicini, for-
se il suo migliore, pieno di umorismo
e di scene memorabili tra jaguaroni
lanciati oltre Varazze e Laigueglia ver-
so l’infinito e mogli baffute, insoppor-
tabili e amatissime.
«Racconto la storia di ultrasettan-
tenni acciaccati, tra Alzheimer e scle-
rosi, attaccati alla loro vita di vecchi
signori di provincia e al loro dialetto
parlato anche nei pessimi ristoranti
sulla Promenade des Anglais», rac-
conta Pallavicini. I vecchi, quegli im-
barazzanti e comunissimi vecchi che
contendono ai passeggini i lungoma-
re nelle gite domenicali, sono inaspet-
tatamente al centro del romanzo, fat-
to piuttosto inconsueto nella lettera-
tura italiana. «Però parlano di anzia-
ni, sia pure in modi diversi, anche gli
ultimi libri di Marco Missiroli e Mar-
co Malvaldi. Forse è una coincidenza
che significa qualcosa».
I vecchi di Pallavicini, incolti e bra-
ve persone, di Vigevano come lui, san-
no essere personaggi attraenti e ap-
passionanti come i giovani di Pier Vit-
torio Tondelli. «La figura di Tondelli
ricorre spesso nel libro, del resto ho
cominciato a leggere e a scrivere gra-
zie a lui ed è un debito che mi fa piace-
re riconoscere, anche se oggi dirsi ton-
delliani non va più di moda — dice
Pallavicini —. Uno dei personaggi di
Romanzo per signora, lo scrittore Leo
Meyer, è una specie di Tondelli catti-
vo, lontano dalla generosità e bontà
di quello vero». L’amore per la lettera-
tura è l’altro pilastro del romanzo, do-
ve Frederic Prokosch e P.G. Wodehou-
se entrano a fare parte della trama gra-
zie a Cesare, l’io narrante, ex direttore
di una casa editrice, anello di congiun-
zione tra il mondo culturale da lui a
lungo frequentato e il Rotary Club
Gran Vigevano.
Cesare, costretto a curare i sintomi
della sclerosi con la marijuana, scor-
ge per caso il suo migliore amico Leo,
anch’egli ormai malato e smagrito, in
un taxi e riprende a inseguirlo, dopo
che per dieci anni il geniale e scanda-
loso scrittore ha fatto perdere le sue
tracce. Sullo sfondo Nizza, «la città do-
ve vorrei vivere — dice Pallavicini —,
che comprende postacci turistici e
quartieri ancora pieni di eleganza an-
ni Trenta e poi luoghi meravigliosi co-
me la collina di Cimiez e il Museo Ma-
tisse. È il mare di noi della bassa lom-
barda, anche solo perché è facile pren-
dere l’autostrada e si arriva in fretta. E
una volta giunti a Bordighera, tanto
vale allungare un po’ e sconfinare in
Costa Azzurra, che farà più fine «rac-
contare agli amici che si è passato il
fine settimana in Francia».
Leggendo Romanzo per signora si
ride spesso, perché il ritmo e il lin-
guaggio sono davvero felici. È un li-
bro capace di raccontare la grande
passione per i romanzi come si parle-
rebbe dell’ossessione per una squa-
dra di calcio o per un gruppo rock. E
il tema del decadimento fisico, affron-
tato magistralmente e epicamente in
«La possibilità di un’isola» da un
Houellebecq qui inevitabilmente cita-
to, viene avvicinato in modo altrettan-
to toccante, sincero e commovente
nonostante —o forse grazie a —alcu-
ni rabbiosi e liberatori ma va’ a ca-
ghèr che scappano spesso di bocca ai
nostri eroi. Fragili umanissimi draghi
della Corniche, in lotta contro tutto:
l’incontinenza, il francese, la perdita
di memoria, il senso di superiorità —
ancor più volgare — che i figli viziati
riservano loro. Eppure, altro pregio
tra molti, Romanzo per signora non è
un libro amaro.
twitter @Stef_Montefiori
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L’
ultimo da cui, nell’Italia del suo
tempo, ci si poteva aspettare che
vestisse i panni di un pio biogra-
fo di santi era, di certo, Pietro
Aretino (1492-1556). Ma da sorprendersi c’è
poco; e lo conferma il secondo volume del-
le sue Opere religiose (nelle eleganti edizio-
ni Salerno), che raccoglie le vite di Maria
Vergine, di Santa Caterina d’Alessandria e
di San Tommaso d’Aquino, a cura di Paolo
Marini, in un testo e con un commento
inappuntabili.
A queste e a precedenti opere religiose
l’Aretino si dedicò per tutto un decennio,
1534-1543. Le vite di questo volume gli furo-
no commissionate da Alfonso d’Avalos, il
grande capitano di Carlo V, vincitore nel
1525 a Pavia, dove catturò Francesco I di
Francia, e poi governatore dello Stato di Mi-
lano. Il d’Avalos aveva di mira la celebrazio-
ne del suo alto lignaggio. Avendo sposato
Maria d’Aquino, pensava di congiungere at-
traverso di lei, quale discendente di Tom-
maso, la gloria del suo casato a quella del
santo, che proprio allora diventava il mag-
giore riferimento filosofico della Chiesa.
Avere un santo, e un così grande santo, in
famiglia rientrava nei canoni di glorificazio-
ne della più alte aristocrazie e case regnanti
d’ Europa, e dava una dimensione di
sacralità alla loro gloria terrena, con un
grande ritorno di prestigio e di forza politi-
co-sociale.
All’Aretino la commessa interessava per
il guadagno, scopo perenne del suo scrive-
re, ma anche perché aveva composto le sue
precedenti opere religiose col preciso sco-
po di ottenere la nomina a cardinale. Non
vi riuscì. Sarebbe stato un po’ duro fare un
cardinale dell’uomo che ostentava la sua
omosessualità e, al tempo stesso, aveva dal-
le sue amanti tre figlie, mentre, a riprova
del suo mai smentito spirito temerario, ne-
gli stessi anni dei suoi «cristiani libri» l’Are-
tino compose pure i Ragionamenti, ossia
quei «dialoghi puttaneschi», ai quali è più
legata la sua grande fama di scrittore osce-
no.
Mancato il cardinalato, e intascati i suoi
compensi, le note della pietà religiosa
scomparvero dalla sua attività. Una parente-
si, dunque dal chiaro senso pratico, e non
dovuta, come si suole dire, soltanto a un or-
goglioso provarsi a scrivere in qualsiasi ge-
nere di scrittura, o al gusto perverso di tut-
to dissacrare e profanare.
Quale interesse, allora, possono offrire
«opere religiose» di questa fatta? L’interes-
se è evidente. Esse segnano, anzitutto, un
momento in cui già si percepiva quanto nel-
le lotte religiose fra protestanti e cattolici al-
lora all’inizio potevano contare la letteratu-
ra di parte, l’exemplum etico-religioso, la
formazione di un’opinione ampiamente
ragguagliata sui suoi modelli di fede e di
pietà, la percezione della densità psicologi-
ca e morale del credo che si sosteneva, se la
si rappresentava non per astratti principi,
ma per figure emblematiche e complesse
così da renderne vivo e limpido il messag-
gio.
Tutto ciò è chiarissimo nelle opere di pie-
tà di quel formidabile peccatore, che, dice-
va il De Sanctis, «aveva la logica del male e
la vanità del bene». Gli si fa, però, troppo
onore a definirlo (come anche fa il De Sanc-
tis) «la coscienza e l’immagine del suo seco-
lo». Egli rappresentava, invero, se stesso,
ed è in quanto tale che rivela esigenze e par-
ticolarità, anche di primaria importanza,
del suo tempo. Ma l’Italia di allora e il Rina-
scimento, che ne videro le fortune, non era-
no in tutto dello stampo di questo impu-
dente e grandioso mestatore, e spesso ac-
cattone, che, scoperte le possibilità propa-
gandistiche ma anche ricattatorie della
stampa, ne profittava per vendere al meglio
i suoi scritti (mi si paghi, diceva, «almen
per caritade», evitando che «la mia lingua
ritorni nella libertà delle sue licenze per sì
ignobil cagione»).
L’Aretino, però, «non è meno importan-
te come scrittore» (è ancora De Sanctis a
dirlo), che «ha tanta forza e facilità di pro-
duzione e tanta ricchezza di concetti e d’im-
magine che tutto esce fuori con impeto e
per la via più diritta». Perciò egli può scrive-
re quel che vuole di ciò che vuole, in una
prosa ridondante e grandiosa come il suo
modo di vivere. In queste vite trasforma,
poi, la sua materia fino a costruire lui la va-
lenza sacra delle vite dei santi di cui scrive-
va, e lo confessava. Della Vita di santa Cate-
rina diceva che «si sostiene quasi tutta sul
dosso della invenzione», e che «l’opera in
se stessa è poca», e «sarebbe nulla senza
l’aiuto che io le ho dato meditando». Ma
non se ne faceva scrupolo, anzi piamente
diceva che «ogni cosa che risulta in gloria
di Dio è ammessa».
Certo la sua «invenzione» è prodigiosa,
e nelle sue vite, che non a torto alcuni giudi-
cano veri romanzi, nulla si risparmia di leg-
gendario o di incredibile per colpire fanta-
sie e sentimenti del lettore. Poi, però, qui
come quasi sempre, l’Aretino entra nel suo
stesso gioco, ne è preso, partecipa e risente
profondamente di ciò che dice. L’intenzio-
ne strumentale diventa sia un molto serio
gioco ed esercizio di letteratura, sia un te-
sto di pietà. Diventa vera la sua affermazio-
ne che «ogni cosa pensata, detta e scritta in
lode del Signore è autentica» e legittima
«ogni sorta di parole atte a ringrandire il re-
ligioso de le meditazioni». E così anche il
«gran leggendario de i Santi» viene a dimo-
strare «quella abbondanza del proprio dire,
di che miracolosamente volse dotarlo Natu-
ra», senza che mai egli dimentichi i suoi fi-
ni pratici, venali e non. Quei «libri religio-
si», quei «libri sacri» gli erano costati mol-
te «cristiane vigilie» di lavoro. Se non gli si
fanno avere dei soldi, minaccia a un certo
punto, dedicherà le sue vite al sultano, Soli-
mano il Magnifico, anche se aggiunge che
quelle vite erano così cristianamente conce-
pite da far sperare che il sultano ne fosse
indotto «a lasciare la Moschea per la Chie-
sa». E chissà che non lo credesse davvero.
In fondo, nel rapporto tra una impuden-
za e spregiudicatezza spesso ignobili e le ra-
gioni di una fede al di fuori della quale non
si sapeva concepire la vita, uno spirito così
singolare, chiuso in un super-ego che non
escludeva complessi e paure, poteva trova-
re possibilità di convivenza difficili da in-
tendere, ma effettive; e in questo, sì, l’Areti-
no poteva rappresentare il suo tempo rina-
scimentale, in cui simili convergenze costi-
tuirono, a nostro avviso, una dimensione
inesplorata, o quasi, ma di estremo interes-
se storico.
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Le storie dei santi, scritte con impegno, ma su commissione
Addio a Imanuel Geiss,
studiò le origini del razzismo
Elzeviro
di ALBERTO QUADRIO CURZIO di GIUSEPPE GALASSO
Narrativa «Romanzo per signora» di Piersandro Pallavicini
Stagioni della vita
L’altro Aretino, religioso per soldi
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IL FISCORIGOROSO
DI QUINTINOSELLA
È uscito in questi giorni il secondo
tomo delle «Opere religiose» di Pietro
Aretino (Salerno, pp. 736, e 65):
curato da Paolo Marini, contiene «Vita
di Maria Vergine», «Vita di santa
Caterina» (raffigurata nel ritratto del
Moroni), «Vita di san Tommaso». Il
primo tomo, a cura di Elise Boillet,
uscirà più avanti e completerà il VII
volume, quello appunto delle «Opere
religiose», dei dieci (in 23 tomi) che
costituiscono l’edizione nazionale di
Aretino affidata all’editrice Salerno.
I vecchi di Vigevano sanno
essere personaggi attraenti
e appassionanti come i
giovani di Pier Vittorio Tondelli
Personaggi In un volume dell’opera nazionale il lato meno noto dell’autore dei sonetti lussuriosi
Imanuel Geiss, considerato tra i maggiori studiosi della
storia del razzismo, è morto ieri a Brema all’età di 81 anni
(era nato a Francoforte nel 1931). Geiss, professore emerito
di storia moderna presso l’Università di Brema, aveva in
particolare analizzato le origini e la diffusione delle teorie
razziste, curando anche le voci «antisemitismo» e
«discriminazione razziale» dell’Enciclopedia delle Scienze
Sociali della Treccani. Nel 1988 aveva poi pubblicato una
Storia del razzismo in cui sosteneva che il razzismo venne
anticipato sotto molto aspetti dall’etnocentrismo e dalla
xenofobia presenti nel mondo antico». Negli ultimi tempi,
Geiss aveva infine analizzato le vicende tedesche degli
ultimi due secoli in libri come La politica estera della
Germania 1871-1914 e Guerre e Imperi del XX secolo.
Tiziano Vecellio, «Ritratto di Pietro Aretino», 1545, Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze (particolare)
italia: 515249535254
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
La prossima settimana Rainer Maria Rilke
Nei suoi versi c’era «un abisso di purezza e di forza»
Toglievano il respiro a Pasternak, ma non la salvarono
«S
pesso Marina inizia una poesia
con un do di petto». Così Anna
Achmatova descrive l’impeto
creativo di Marina Cvetaeva, che
non si esauriva nell’attacco ma si manteneva
intatto nel corso del componimento quasi
ignorasse persino l’eventualità di modulare la
furia del suo verso. La sua vita coincise con il
timbro tragico della sua voce. Nata nel 1892 a
Mosca, inizia a scrivere versi a sei anni, per
quanto la madre musicista la spinga ossessiva-
mente verso il pianoforte e le neghi persino la
carta destinata alla scrittura. A cavallo del seco-
lo, nascono i fiori dell’età d’argento della lette-
ratura russa, quando il Paese sembra benefi-
ciare di uno scherzo benevolo della natura, de-
cisa a riversarvi innumerevoli talenti letterari,
in particolare poetici: Alexander Blok, Andrej
Belyj, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternak,
Anna Achmatova, Osip Mandel’štam, Sergej
Esenin...
L’oro era riservato al secolo di Alexander Pu-
shkin, il sole delle lettere russe, tramontato in
duello troppo presto, ma sempre allo zenit nel
cuore dei compatrioti. Gli eredi di Pushkin si
apprestavano ad affrontare un tempo domina-
to dagli slogan di un potere livellatore dove
l’individuo era solo parte della massa e il poe-
ta un pericoloso parassita.
Prima della rivoluzione, Marina, caparbia e
ribelle sin dall’infanzia, elude i diktat materni
e a 18 anni pubblica (1910) AlbumSerale, la pri-
ma raccolta di componimenti, dopo aver tra-
scorso lunghi periodi a Parigi e aver frequenta-
to la Sorbona. È l’esordio di una poetessa proli-
fica, nata bella, ricca, intelligente e audace che
avrà al suo attivo centinaia di poesie, diciasset-
te poemi, otto drammi in versi, opere di narra-
tiva e saggistica oltre ad un vastissimo scam-
bio epistolare con Rainer Maria Rilke e Boris
Pasternak, suo grande amore impossibile, ri-
masto platonico, nonostante lo slancio passio-
nale: i due non si scambiarono nemmeno un
vero bacio. La natura di questa donna, condan-
nata alla poesia quanto all’infelicità, irruente e
ribelle fu una delle cause del suo isolamento
anche durante l’esilio a Parigi. Proprio Paster-
nak, comunque, le regala nella sua Autobio-
grafia il riconoscimento più alto: «La verità è
che bisognava leggerla attentamente. Quando
lo feci rimasi senza respiro per l’abisso di pu-
rezza e forza che si spalancava... In breve non
è un sacrilegio dire che ad eccezione di Annen-
skij, Blok e con qualche riserva Andrej Belyi,
la Cvetaeva prima maniera era precisamente
ciò che avrebbero voluto essere e non furono
tutti gli altri simbolisti messi insieme».
Nessun critico, neppure il più spregiudica-
to e a lei più ostile, riesce mai a ricondurre la
sua arte a un’etichetta, per quanto in un tem-
po così intellettualmente vivace le definizioni
si sprecassero: simbolisti, acmeisti, cubo futu-
risti, poeti contadini... Lei è una poetessa con-
creta. Il ricorso alle allusioni e ai sottintesi è
ridotto. Affronta ogni tema esistenziale, rivisi-
ta la storia. Si appropria del reale quotidiano e
lo trasforma in poesia sfruttando la dialettica
tra le radici dei vocaboli, creando un contrap-
punto semantico incalzante che diventa la sua
miniera inesauribile.
«Sul piano formale è considerevolmente
più interessante di tutti i sui contemporanei,
compresi i futuristi, e le sue rime sono più in-
ventive di quelle di Pasternak» (Iosif Brodskij,
Il canto del pendolo). Nello scrivere, crea una
sorta di partitura con tratti che ne suggerisco-
no la lettura. Anticipa ai suoi lettori: «Il mio
libro deve essere eseguito come una sonata. I
segni sono le note. Sta al lettore realizzare o
deformare». Nel 1911 sposa il coetaneo Sergej
Efron a cui fa una promessa che purtroppo
manterrà nonostante i suoi amori collaterali
etero e saffici: «Ti seguirò come un cagnoli-
no».
Nel 1912 esce la seconda raccolta, Lanterna
magica, e nel 1913 Da due libri. Nel 1917 inizia
la rivoluzione, Efron si arruola tra le guardie
bianche e sparisce. Marina perde tutto, subi-
sce il saccheggio della propria casa, accetta
ogni tipo di umiliazione fino ad elemosinare
il cibo per sé e le due figlie Alja e Irina che
muore a due anni in un orfanatrofio per denu-
trizione. Nel 1922 fugge a Praga per raggiunge-
re il marito. Nasce il terzo figlio, della cui pa-
ternità si dubita e al quale lei si lega morbosa-
mente. Avrebbe voluto chiamarlo Boris e inve-
ce per insistenza di Efron lo chiamano Georgij
detto Mur. A Praga scrive molte opere impor-
tanti: Dopo la Russia, L’accalappiatopi, Il poe-
ma della montagna e Il poema della fine. Nel
’25 la famiglia è a Parigi dove vivono di stenti
sorretti unicamente dal lavoro di Marina, che
sbriga lavori domestici presso varie famiglie fi-
no a consumarsi le mani.
Il fatale Efron si unisce a insaputa di lei ai
servizi segreti russi ed è accusato di aver parte-
cipato ad un omicidio. Fugge a Mosca con la
figlia Alja che condivideva i principi rivoluzio-
nari. Risuona la sua antica promessa: «Ti se-
guirò come un cagnolino» e nel 1939, due an-
ni dopo la partenza dei suoi cari, Marina li rag-
giunge a Mosca con Mur. In tempo per salutar-
li poco prima che siano arrestati e affidati alle
mani roventi di Lavrentij Berija, salito al verti-
ce della polizia segreta di Stalin nel 1938.
Da quel momento Marina invia nei campi
di concentramento dove si trovano il marito e
la figlia lettere e pacchi con stivali, berretti,
scialli, carote essiccate: «a immergerle nell’ac-
qua bollente rinvengono, Alja ricordati che
contengono vitamine». Inizia la guerra, i nazi-
sti invadono la Russia, Marina con il figlio nel
1941 sono evacuati a Elabuga, nella Repubblica
autonoma di Tataria dove vivono momenti di
disperazione. Fa domanda per ottenere un po-
sto di lavapiatti in un mensa del Fondo lettera-
rio e non lo ottiene. Domenica 31 agosto 1941
rimasta sola a casa, sale su una sedia e si im-
picca a una trave. Ha 49 anni. Lascia un bigliet-
to d’addio e d’amore profondo: per Mur che la
disprezzava per la sua sciatteria e perché la
sua reputazione lo penalizzava; per il marito
che a insaputa di lei era già stato fucilato; per
Alja che dopo sei anni di gulag trascurerà il
suo spiccato talento di pittrice per dedicarsi
alla memoria e agli scritti della mamma.
L’epitaffio era già stato scritto, autografo, il
3 maggio 1913 a 20 anni. Immaginandosi sotto-
terra si rivolge a un passante: «... Leggi — di
ranuncoli/ e papaveri colto un mazzetto —/
che io mi chiamavo Marina/ e quanti anni ave-
vo... Solo non stare così tetro,/ la testa china
sul petto./ Con leggerezza pensami,/ con leg-
gerezza dimenticami».
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«Io mi chiamavo Marina Cvetaeva»
È
in edicola il nono volume dell’iniziativa editoriale del
«Corriere», Un secolo di poesia, la collana curata da
Nicola Crocetti che propone ogni martedì una voce poetica
tra le più importanti del Novecento (ciascun volume a 7,90
euro più il prezzo del quotidiano). Oggi, si tratta della
raccolta Dopo la Russia di Marina Cvetaeva, curata,
tradotta e introdotta da Serena Vitale, che consente di
approfondire la conoscenza della poetessa morta suicida
nel 1941: un’opera in cui «si compì definitivamente la
metamorfosi del Poeta», come spiega Vitale
nell’introduzione, lasciate «le vivide maschere indossate
nella lirica giovanile». È il verso scabro ed essenziale del
rigore e della rinuncia («forse, la vittoria vera / su tempo e
gravità: passare / senza lasciare tracce, senza / proiettare
ombra») in cui si rispecchia la magra vita dei profughi, e
inoltre la poesia tutta in sottrazione della memoria troppo
amara e troppo amata, ovvero dello «sricordo» (come lo
definisce la stessa Cvetaeva), del non volersi abbandonare
dopo il troppo amore («Perché tu troppo non fiorisca/ in
me – tra libri: tra boscaglie —/ vivo — ti affondo»). Ma è
soprattutto il canto della maturità artistica della Cvetaeva,
in cui «il magma sonoro arginato e controllato dalla
percussiva secchezza dell’intonazione», come lo definisce
Vitale, trasforma i versi della poesia in brevi frasi spezzate
o singole parole che giungono alla «lapidaria verità del
responso oracolare». Tra le prossime uscite in edicola,
tutte con introduzioni inedite e ampio apparato bio
bibliografico, da segnalare il 28 febbraio La gioia degli
angeli di Rainer Maria Rilke, dal 6 marzo Il sermone del
fuoco di Thomas Stearns Eliot, dal 13 marzo Ossi di seppia
e Le occasioni di Eugenio Montale. (Ida Bozzi)
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La collana
Un secolo di poesia
di CHIARA MARIANI
I primi volumi
CORRIERE DELLA SERA
28 febbraio
Rainer Maria Rilke
La gioia degli angeli
Introduzione e curatore:
Gio Batta Bucciol
10
9
Oggi
Marina Cvetaeva
Dopo la Russia
Introduzione e curatore:
Serena Vitale
14 febbraio
Pier Paolo Pasolini
Versi dal paese
dell’anima
Introduzione
di Cesare Segre
Curatore: Nicola Crocetti
8
7 febbraio
Federico García Lorca
Nuda canta la notte
Introduzione
di Giorgio Montefoschi
Curatore: Valerio Nardoni
7
31 gennaio
Alda Merini
Il canto ferito
Introduzione
di Vivian Lamarque
Curatore: Nicola Crocetti
6
24 gennaio
Derek Walcott
Nelle vene del mare
Introduzione
di Sergio Perosa
Curatore: M. Campagnoli
5
17 gennaio
Fernando Pessoa
Nei giorni
di luce perfetta
Introduzione
di Marco Missiroli
Curatore: Paolo Collo
4
10 gennaio
Pablo Neruda
Tra le labbra
e la voce
Introduzione
di Ranieri Polese
Curatore: Giuseppe Bellini
3
3 gennaio 2012
Costantino Kavafis
La memoria
e la passione
Introduzione e curatore:
Filippomaria Pontani
2
27 dicembre 2011
Wislawa Szymborska
Elogio dei sogni
Introduzione e curatore:
Pietro Marchesani
1
Iosif Brodskij
Le iniziative del Corriere
Il benessere e gli stenti
«Sul piano formale è molto più
interessante di tutti i suoi
contemporanei, compresi i futuristi,
le sue rime le sono le più inventive»
In edicola Bella, ricca, intelligente e dotata, la sua vita subì una sterzata drammatica dopo la Rivoluzione russa. E si concluse con un suicidio
Qui sopra: Marina Cvetaeva (foto archivio
Giovanni Giovannetti/Effigie). In alto: Gustav
Klimt, «Musica». La poetessa era nata a Mosca
nel 1892, morì a Elabuga nel 1941, dopo che le
fu rifiutato un posto come lavapiatti
italia: 515249535254
Codice cliente:
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
SEGUE DALLA PRIMA
Ad Atene, dove si vota ad aprile, questo
dicono i sondaggi. Ma la Grecia può far
danni solo a se stessa, concedendosi l’effetto
placebo di un default. Il voto in Francia,
invece, può produrre sconquassi. Perché
Parigi è da sempre la vera misura
dell’integrazione europea: se l’Inghilterra
può starne fuori, e la Germania è condannata
a starci dentro, la Francia ha il potere di
fermare la macchina. E Hollande ha detto
che se vince la fermerà, per rinegoziare
daccapo il Trattato fiscale appena varato per
placare Berlino. Si capisce perché la Merkel,
per la prima volta nella storia europea, stia
partecipando attivamente alla campagna
elettorale per l’Eliseo.
La vera sfida di questa tornata elettorale
continentale non sarà infatti quella classica
tra destra e sinistra. Le acque si confondono,
nella tempesta dell’euro. In Grecia, per
esempio, è dal leader della destra Saramas
che si teme uno scarto anti-austerità simile a
quello del socialista Hollande. D’altra parte è
improbabile che la socialdemocrazia tedesca
rinunci al rigore teutonico per ragioni di
solidarietà internazionalista. Anche nelle
urne si combatterà invece una guerra civile
tra creditori e debitori, alla quale l’Unione
potrebbe non sopravvivere. L’idea geniale
della Ue — scriveva nel 2002 Robert Cooper
— era quella di risolvere i conflitti, invece
che sui campi di battaglia, in una birreria di
Bruxelles davanti a un piatto di salsicce; ma
ora è proprio per le salsicce che ci si fa la
guerra.
Da che parte stare? Al momento, in Italia,
sugli spalti prevalgono i tifosi dei debitori.
Ovunque si invoca pietà per i greci, o si aizza
alla resistenza i greci, pretendendo
«politiche espansive», «iniezioni di credito»,
«interventi illimitati». Ovunque si oppone al
grigio monetarismo tedesco il dinamico
keynesismo obamiano. E in effetti anche
negli Stati Uniti si è svolta una guerra tra
debitori e creditori, con il Tea Party nel ruolo
di tifoso dei creditori e Occupy Wall Street a
tifare per i debitori, guerra che ha prodotto
altro debito. Però mentre lì i soldi si
chiamano dollari e passano comunque di
mano tra americani, qui le risorse
«illimitate» che dovrebbero salvare i debitori
di ogni nazionalità sono sempre e solo dei
tedeschi.
Dove si potrebbero infatti trovare, in Europa,
i soldi pubblici per politiche espansive da
finanziare in deficit, se non stampando
moneta? Attività che non è mai gratis, perché
qualcuno alla fine paga: il creditore, che vede
svalutato il suo credito. Ed è curioso che
questa invocazione a «rimettere i debiti»
venga con più forza proprio da coloro che
propugnano una visione morale, o
moralistica, dell’economia: dopo aver
fustigato senza pietà le bolle finanziarie
private come la causa della crisi, ora
vogliono condonare la ben più gigantesca
bolla finanziaria degli Stati, cominciata
quarant’anni fa, proprio quando la fine
dell’ancoraggio al dollaro diede ai governi
l’abusato potere di stampare moneta a
volontà (Promesse di carta, come nel titolo
di un bel libro di Philip Coggan).
C’è da chiedersi se sia davvero questo il
modo migliore di salvare la democrazia
europea. Perché ha ragione chi s’indigna di
fronte all’idea di chiedere ai greci di rinviare
le elezioni (idea «immorale» per Wolfgang
Munchau), o di fronte all’obbligo imposto a
tutti i leader politici di Atene di impegnarsi
ad eseguire alla lettera il piano di austerità
comunque vadano le elezioni, il che le rende
abbastanza pleonastiche. Ed è ragionevole
temere che se non si mette presto fine a
questa crisi possano radicarsi nei Paesi
debitori movimenti nazionalisti e xenofobi
in grado di far esplodere l’Unione. Ma
bisogna poi anche chiedersi che cosa
accadrebbe se questo succedesse in
Germania, l’unico Paese grazie a Dio finora
esente? La democrazia europea sarebbe forse
meno a repentaglio se nel cuore del
continente si diffondesse la convinzione che
l’Europa è una trappola per far pagare ai
tedeschi i debiti degli altri?
Il dilemma è serio. Se vincono i creditori,
rischiamo di avere una lunga stagnazione; se
vincono i debitori, una massiccia inflazione.
Forse non riusciremo ad evitare né l’una né
l’altra. Ma non si vede perché il populismo
dei debitori debba essere più
raccomandabile del populismo dei creditori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Contesa tra debitori e creditori
L’ultima sfida del capitalismo
C
aro direttore, in Italia sta accaden-
do qualcosa di grave, ma pochi ne
parlano. Ci sono delle imprese che,
dopo aver sloggiato centinaia di ci-
nema dai centri urbani, stanno
emarginando migliaia di cittadini soprattutto
adulti, meno propensi a mettersi in auto per
andare a cercare un film nei multiplex metro-
politani. Il fiorire delle multisale, diventate il
tempio del divertimento giovanile, si accom-
pagna all’emarginazione dei film meno com-
merciali, privando così gli stessi ragazzi di un
confronto con titoli importanti che puntano
su impegno e qualità. Da notare che queste sa-
le godono di finanziamenti a fondo perduto e
non pochi benefici fiscali dallo Stato. In cam-
bio di cosa? Certo il cinema, incluso quello
dei grandi autori, è anche industria. Tuttavia
se a dettare legge è solo il lato commerciale,
sarà un guaio per tutti. Dichiaro subito di esse-
re interessato perché sta per uscire un mio
film e non posso non essere preoccupato. Ci
sono nel cinema operatori ai quali poco im-
porta del valore di un film, gente che misura a
spanne le pellicole in rapporto ai soldi che
possono fare.
Sigmund Freud diffidava proprio di costo-
ro. A Hollywood gli avevano chiesto più volte
di lavorare per loro. Non accettò mai perché
riteneva il lato commerciale estraneo alla cul-
tura. Lo disse chiaro e tondo a Samuel Gold-
wyn, fondatore della Metro Goldwyn Mayer,
quando nel 1924 attraversò l’oceano per con-
vincerlo a scrivere «una grande storia d’amo-
re per il cinema». Da allora le cose sono peg-
giorate. Se all’inizio gli artisti prevalevano sui
finanziatori (la United Artists nacque per vole-
re di quattro attori e registi: Charlie Chaplin,
Douglas Fairbanks, Mary Pickford e David W.
Griffith), col tempo le cose si sono capovolte.
Oggi il potere sta in mano solo a chi controlla
il denaro.
Nell’industria del cinema c’è una lobby po-
tente, che il pubblico non conosce. È quella
degli esercenti. Questa categoria ha l’ultima
parola sulla «tenitura» di un film, quanto tem-
po resterà in sala, dunque quanto incasserà. Il
guaio è che se un film non monetizza sin dal
primo weekend, può anche essere un capola-
voro, ma la sua sorte è segnata. Non era così
un tempo, quando l’esercizio partecipava ai
costi di produzione e aveva tutto l’interesse a
difendere lo sfruttamento sino all’ultimo cen-
tesimo. Sembra incredibile, ma il luogo princi-
pale dove si consuma il «bene» cinematografi-
co non di rado è il più insensibile alla circola-
zione dei film migliori. Si tratta di una dicoto-
mia insolubile. Ricorda certe storture del-
l’amore: «Né con te né senza di te».
Per molti autori la dura legge dell’esercizio
sta diventando un’ossessione. I nemici del ci-
nema, dicono, sono gli esercenti. Molti registi
arrivano al punto di preferire Internet, pen-
sando di trovarvi più libertà che in sala. Ma è
un’illusione. Nulla in contrario al proliferare
del successo di commedie, anche se sganghe-
rate. Servono pure quelle. Ma può un Paese
vivere solo di risate? Che circolazione avrebbe-
ro oggi capolavori come Umberto D. di De Si-
ca o Prova d’orchestra di Fellini, stando al
«gusto» prevalente delle multisale? Che cosa
sta facendo il cinema italiano per impedire
che il consumo uso e getta impedisca l’acces-
so a chi non vuole ridere soltanto?
Pongo il quesito soprattutto a chi impiega
il denaro pubblico. Di fronte alla «dittatura»
dei multiplex, il cinema pubblico (tra cui Rai
e Cinecittà) dovrebbe occupare il terreno raf-
forzando la sua mission. Il che significa dare
un segnale forte per essere presente alla pari,
offrendo agli spettatori le stesse opportunità
dei film più commestibili. La par condicio va-
le solo per i politici? Basta fare un paragone
con un Paese vicino. In Francia, dove la cultu-
ra è tenuta in massima considerazione, un
filmdifficile ma importante come Una separa-
zione, in odore di Oscar, è stato visto da 846
mila spettatori in tutte le sale. Da noi solo da
77 mila in poche sale: i francesi sono undici
volte più intelligenti di noi o c’è qualcosa che
non va nella nostra distribuzione?
È la riprova che scommettendo su un buon
filmnon si fa solo cultura: ci si può anche gua-
dagnare. Il famigerato I soliti idioti piazza sul
mercato centinaia di copie? Fa benissimo. Ma
perché non fare altrettanto con film meno
consumabili, capaci di arricchire la mente dei
ragazzi? Un’azienda pubblica deve certo guar-
dare al mercato, ma anche porsi il problema
di orientarlo, non di subirlo. Il principio vale
per il grande come per il piccolo schermo. È
come se in tv trionfassero solo i reality e venis-
se abolito tutto il resto. Speriamo che Mario
Monti, nel mettere mano alla riforma, non ca-
da ancora una volta nell’errore di pensare alle
pedine e non ai contenuti.
Il furto più grave viene commesso proprio
ai danni dei giovani. Di questo passo la legge
dell’audience invaderà anche le scuole e le uni-
versità. A furia di pensare solo a far ridere i
ragazzi non finiremo per crescere una marea
di italiani un po’ troppo tristemente allegri?
Regista e sceneggiatore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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di ANTONIO POLITO

Nessuno può sapere, adesso,
se la speranza si trasformerà
in realtà. Ma è sicuro che Istanbul farà
l’impossibile per aggiudicarsi l’organiz-
zazione delle Olimpiadi 2020. L’uscita
di scena di Roma, dove il governo di
Mario Monti ha scelto saggiamente di
rinunciare, ha consentito il passaggio
del testimone all’antica capitale dell’Im-
pero romano d’Oriente. La perla sul Bo-
sforo è infatti la favorita
per un nugolo di ragioni.
Ha deciso di dispiegare
nella gara tutta la sua for-
za di potenza emergente,
che porta in dote una cre-
scita da sogno e un ruolo
di estrema importanza
nel Mediterraneo, e non
solo.
Le delusioni patite so-
no state troppe. Istanbul
non è stata scelta per quattro volte di
fila, per le Olimpiadi del 2000, del
2004, del 2008, del 2012. Al punto che
ha preferito non concorrere per il 2016,
immaginando che sarebbe stato quasi
impossibile superare Rio de Janeiro. Se
a questo si aggiunge la sconfitta di
Smirne nella corsa per l’Expo 2015, asse-
gnato a Milano, ecco che il quadro si
completa. E poi le altre candidature per
il 2020 non sembrano insuperabili. Ro-
ma era l’ostacolo più alto, ed è com-
prensibile che la Turchia abbia presen-
tato Istanbul subito dopo la rinuncia
italiana, alla vigilia della chiusura delle
iscrizioni. Vediamo ora il quadro dei
contendenti: Tokio, Doha, Madrid e
Baku.
Il Giappone è forte, ma sta ancora ri-
prendendosi dall’inciden-
te nucleare. Madrid è au-
torevole, ma per la Spa-
gna, aggredita dalla crisi
economica, potrebbero
valere le prudenze dell’Ita-
lia. Baku è la capitale del-
l’Azerbaijan, amico della
Turchia. E l’ambiziosa
Doha è pur sempre la scel-
ta dei nuovi ricchi, avidi e
spesso invadenti.
Tutti sappiamo che la vittoria, nei
meandri del Comitato olimpico interna-
zionale è risultato di patteggiamenti e
interessi. Ma Istanbul ha una marcia in
più. I Giochi li vuole assolutamente,
con una passione così forte da risultare
difficilmente superabile.
Antonio Ferrari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’AMALGAMA CHE MANCA A PDL E PD
NON BASTA UNA SIGLA A FARE UN PARTITO
di ROBERTO FAENZA

La chiamano «seconda fase» e
in soldoni vuol dire che le libe-
ralizzazioni non possono restare da sole,
devono accompagnarsi all’irrobustimen-
to del terziario. Ci avviciniamo al Profes-
sional day (1˚marzo), che segnerà un
momento importante del confronto tra il
mondo delle professioni e il governo
Monti, e nel dibattito, seppur cautamen-
te, cominciano a venir fuori riflessioni
meno esasperate. Un esempio è «Il pro-
getto delle professioni per l’Italia», la let-
tera congiunta degli architetti, dei geolo-
gi, degli agronomi e forestali e degli inge-
gneri che si può leggere e scaricare su nu-
vola.corriere.it. Firmato dai presidenti
Freyrie, Graziano, Sisti e Zambrano, il do-
cumento ammette che «la correzione di
regole antiche è necessaria e utile per i
cittadini e i professionisti», ma allo stes-
so tempo critica chi pensa che un mag-
gior tasso di concorrenza rappresenti
«una bacchetta magica». È un’illusione
credere che la sola scelta di nuove regole
«possa aumentare il Prodotto interno lor-
do o aiutare l’Italia a uscire dalla crisi».
Architetti e ingegneri rappresentano
con gli altri una comunità di mezzo milio-
ne di persone che vorrebbe tutelare la
mediazione tra bene pubblico e sviluppo
economico, migliorare l’habitat e render-
lo compatibile con la crescita, aiutare l’in-
dustria a ideare soluzioni innovative per
aumentare la sicurezza dei cittadini e la
sostenibilità ambientale. Succede così in
Germania, India e Brasile: perché da noi,
invece, «si ragiona solo di tariffe e corpo-
razioni, di valore legale del titolo di stu-
dio, in un clima di recessione culturale
oltre che economica?».
La riforma si farà, anche se «a spizzi-
chi e bocconi», il governo correggerà
«gli errori figli dell’assenza di un proget-
to», ma il giorno dopo — sostengono
Freyrie e gli altri presidenti — i giovani
agronomi, architetti, ingegneri e geologi
«continueranno ad essere alla periferia
dello sviluppo, disoccupati o poveri, sen-
za alcuna possibilità di mettere le loro
idee al servizio del Paese». Per evitare
questa contraddizione e approvare delle
liberalizzazioni-senza-lavoro ecco spun-
tare il suggerimento di «una seconda fa-
se». Un assist che il governo farebbe be-
ne a sfruttare.
Dario Di Vico
twitter@dariodivico
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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SISTEMI
Sul cinema la dittatura del multiplex
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O
N
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ISTANBUL TORNA A SOGNARE LE OLIMPIADI
ANCHE GRAZIE ALLA RINUNCIA DI ROMA
SEGUE DALLA PRIMA
La confusione e i pasticci connessi ai
tesseramenti gonfiati del Pdl in varie zo-
ne del Paese, le clamorose sconfitte che
i dirigenti democratici hanno colleziona-
to nelle elezioni primarie di città impor-
tanti, e — ciò che più conta — l’assenza
di vigorose reazioni e contromisure da
parte dei rispettivi vertici politici, segna-
lano quanto deboli e debilitati siano or-
mai i due raggruppamenti. Per forza
«dialogano»: se non si appoggiassero
l’uno all’altro cadrebbero per terra.
Che in nessuno dei due partiti ci sia
una autentica volontà di sopravvivenza,
di fare sopravvivere il proprio partito in
quanto tale, è provato dalla disponibili-
tà dei loro dirigenti a seguire le sirene
proporzionaliste, a discutere progetti di
riforma elettorale di tipo proporzionale.
Figli come sono del bipolarismo, Popo-
lo della libertà e Partito democratico sa-
rebbero entrambi vittime di scissioni e
scomposizioni se il bipolarismo finisse.
Questo però avrebbe importanza per i lo-
ro gruppi dirigenti e i rispettivi militanti
solo se i loro partiti avessero acquisito
un’anima, fossero cioè espressioni di
identità condivise. Non può preoccupar-
li invece la probabile disgregazione di
contenitori (sigle, appunto) dietro le
quali quelle identità non ci sono.
In altri Paesi i partiti si alternano al
potere e i gruppi dirigenti dei partiti
sconfitti vengono sostituiti da persona-
le nuovo. In Italia, la regola sembra esse-
re un’altra: si cambiano le sigle, si scom-
pongono e si ricompongono i cartelli
elettorali, al fine di assicurare ai dirigen-
ti la permanenza «nel giro politico che
conta».
Venuto meno il collante rappresenta-
to dal berlusconismo e dall’antiberlusco-
nismo, il sistema politico appare pronto
per un nuovo rimescolamento delle car-
te. Nell’Italia che verrà, probabilmente,
non ci sarà più il bipolarismo. Anche le
denominazioni, le sigle dei contenitori
cambieranno. Non al servizio di qualche
nuovo progetto politico ma per consen-
tire a molte facce della (impropriamen-
te detta) Seconda Repubblica di rimane-
re in circolazione anche nella Terza.
Angelo Panebianco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LETTERA DAL MONDO DEI PROFESSIONISTI
UNA FASE DUE PER LE LIBERALIZZAZIONI
italia: 515249535254
Codice cliente:
51
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
I
l turpiloquio politico ha ormai da tempo ampia cittadi-
nanza nella società della comunicazione: l’incontinen-
za verbale, accompagnata da pernacchie (mal riuscite,
peraltro), diti medi in mostra e gesti dell’ombrello, vie-
ne proposta come segno di discontinuità rispetto alla
retorica bizantina, sfumata, astratta da Prima Repubblica. Si
è poi capito (in ritardo) che nella sostanza c’era ben poco di
diverso rispetto al passato, e che l’unica variante era appunto
quell’espressività pecoreccia e cioè quella notevole dose ag-
giunta di volgarità populistica: a proposito di queste derive
linguistiche, Federico Faloppa parla efficacemente di «rumo-
re bassoventrista» in un articolo uscito nell’Indice, che analiz-
za in chiave di contrappunto la prosa di Nichi Vendola.
Difficile dire se i politici abbiano interpretato una tenden-
za che era nell’aria o al contrario se abbiano finito per autoriz-
zare analoghi risultati a tutti i livelli. Parlando di testi lettera-
ri, Maria Corti (che verrà ricordata giovedì a Pavia, nei dieci
anni dalla morte, come grande filologa, storica della lingua e
maestra) accennava spesso alla nozione di isotopia, designan-
do con quel termine tecnico una sorta di coerenza tra i vari
piani testuali. Ma un’isotopia più ampia, diciamo culturale,
ha visto negli ultimi anni uno «spostamento coassiale» verso
il basso. Mentre il linguaggio
dei leader scivolava a vista d’oc-
chio (e d’orecchio), la tv, non so-
lo nei reality show, metteva in
campo una quotidianità triviale
e pseudo-oscena: l’ultimo Sanre-
mo ne è stato un esempio, ma
l’esito più vistoso è l’apoteosi
scatologica dei Soliti idioti che
manda in visibilio il pubblico.
Ovvio che la letteratura non
si tira indietro nel valorizzare
l’oralità spontanea, con massic-
cio inglobamento di turpiloquio e scurrilità a fini icastici e di
mimesi del reale: non si contano i czz, i cgln, i cl, le mrd, i pzz
di mrd, le fgh eccetera nei romanzi. Come se la parolaccia
rappresentasse ancora un’oltranza capace di inarcare il livel-
lo della prosa e non si trattasse invece di puro adeguamento
al conformismo vigente: semmai oggi a épater les bourgeois
sarebbe una prosa raffinata e lontana dal parlato. «Il turpilo-
quio è un elemento che sembra ormai inevitabile nella narra-
tiva italiana contemporanea», scrive la linguista Tina Matarre-
se in un saggio edito dall’Accademia della Crusca. Il fatto è
che un Marcolfo o un Burchiello del Duemila non avrebbero
alcun effetto trasgressivo e anzi sarebbero nella norma. Da
antimodello scandaloso e carnevalesco, il parlar sboccato è
diventato canone ufficiale. Non si era ancora vista, però, la
parolaccia esibita a scopo di marketing, come accade nella
quarta di copertina del romanzo A volte ritorno dello scritto-
re irlandese John Niven, appena uscito da Einaudi Stile Libe-
ro. Un romanzo «dissacrante e provocatorio» che espone le
sue credenziali sin dal brano di lancio, dove dilagano mrd e
czz in bocca a un Dio infuriato. Chi glielo dice a Bukowski
che nel frattempo è diventato un chierichetto?
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PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 7,00 (recargo envio al interior $ 0,70); Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; CH Fr. 3,00;
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Corsera + CorMez. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab.
Corsera + IoDonna + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Veneto, non acquistabili separati:
m/m/v/d Corsera + CorVen. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e
0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non
acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera +
Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o
CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d
Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera
+ Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A Firenze e prov. non acquistabili separati:
l/m/m/v/d Corsera + CorFi e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67;
sab. Corsera + Io Donna + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67.
ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7336 del 14-12-2011
La tiratura di lunedì 20 febbraio è stata di 492.065 copie
RELAZIONI INTERNAZIONALI
Ruolo dell’ambasciatore
Caro Romano, spesso i governi
per chiudere le relazioni
diplomatiche con uno Stato
ritirano il proprio
ambasciatore. La Siria ora e
infiniti altri episodi negli anni
passati. Porta a qualche
risultato richiamare in patria il
proprio rappresentante? Non è
più utile lasciare
l'ambasciatore sul posto, per
rappresentare e proteggere i
connazionali che risiedono in
quei territori e per monitorare
da vicino l'evolversi della
situazione?
Andrea Sillioni, Bolsena (Vt)
Il ritiro dell’ambasciatore è
un segnale di malumore e la-
scia intravedere la possibilità
dell’interruzione dei rapporti di-
plomatici, ma non comporta ne-
cessariamente la chiusura del-
l’ambasciata. Non credo che
l’Italia e la Francia, tanto per fa-
re l’esempio di due Paesi medi-
terranei, abbiano chiuso i bat-
tenti e abbandonato i loro con-
nazionali.
IN ITALIA E IN EUROPA
Entrate tributarie
Nel 2010 le entrate tributarie
in Italia sono state di circa 400
miliardi di euro, in Germania
di 490, in Francia di 250 e in
Spagna di 160. Vuol dire che
per ogni abitante lo Stato
italiano ha incassato 6.660
euro circa, la Germania 6.000,
la Francia 4.150 e la Spagna
4.000. Quindi gli italiani
pagano pro capite più di tutti
gli altri cittadini di area euro.
Da questi dati è evidente che la
nostra è esclusivamente una
crisi gestionale: occorre che la
politica riduca spese, sprechi e
ruberie senza addossare la
colpa a noi e alla situazione
internazionale.
Federico Levi
levifede@gmail.com
GOVERNO MONTI
Riduzione dell’Irpef
La notizia di una possibile
riduzione dell’aliquota più
bassa (dal 23% al 20%) sulla
fascia compresa fra i 7.000 e i
15.000 euro ha dell’incredibile.
Da 18 anni ci sentiamo
promettere la riduzione delle
imposte mentre sono sempre
aumentate. Ritengo
paradossale che il governo
Monti, in carica da poco più di
tre mesi, trovi il modo, dopo
aver adottato provvedimenti
che definire «lacrime e
sangue» è riduttivo, di dare il
segnale di un’inversione di
tendenza. Sono solo 24 euro
ma vogliono dire tanto.
Giuseppe Barbanti, Mestre
MERITOCRAZIA
Nomi e cariche
Non se ne può più di vedere
sempre gli stessi nomi circolare
per qualsiasi posto rilevante
da ricoprire, come se tanti altri
non ne avessero le capacità.
Ogni tanto, credo, ce ne
sarebbero anche di più bravi e
dovremmo quindi puntare un
po’ di più sulla meritocrazia.
Christian Ferdigg
ferdiggchristian@
hotmail.com
DISAGI IN CORSIA
Tecnici negli ospedali
Dopo quello che vediamo e
leggiamo sui maggiori
quotidiani e telegiornali mi
chiedo se non sia necessario
far intervenire la Protezione
civile nelle corsie degli ospedali
e commissariare i direttori
generali con i relativi Cda che,
giova ricordare, sono quasi
tutti di nomina politica. Non
sarà il caso di mandare dei
tecnici anche nella governance
degli ospedali?
Paolo Uniti, Milano
OPERAZIONI BANCARIE
I bonifici all’estero
È possibile che ci siano banche
nelle quali, per effettuare un
bonifico internazionale, ci si
senta ancora rispondere: 1)
l’operazione non è gestita
direttamente da noi. 2) Si deve
aspettare del tempo. 3) Il
cliente deve telefonare alla
banca per sapere se
l'operazione è andata a buon
termine. In definitiva, quanto
ci costa, in tempo, attesa,
denaro, una gestione di questo
tipo?
Mario Fagotto Fiorentini
Spoleto (Pg)
EUROSTAR
Bagagliai insufficienti
Viaggio spesso sui treni
Eurostar e mi è capitato un
problema nella sistemazione
dei bagagli. All’ingresso delle
carrozze esiste un bagagliaio
assolutamente insufficiente,
specie in considerazione del
fatto che, in genere, sia i
viaggiatori americani sia quelli
giapponesi (ma non solo loro),
portano ingombranti bauli
piuttosto che trolley.
Michelarcangelo Galli
aganippe@
aliceposta.it
SUL WEB
Risponde
FONDATO NEL 1876
DIRETTORE RESPONSABILE
Ferruccio de Bortoli
CONDIRETTORE
Luciano Fontana
VICEDIRETTORI
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
Interventi & Repliche
4
Nidasio
Lettere al Corriere
Susanna Camusso,
leader della Cgil:
«L’articolo 18 è una
norma di civiltà, non si
tocca». Ha ragione?
Il piccolo fratello
La tua opinione su
corriere.it/opinioni/
Risposte alle 19 di ieri
IL NAZISMOE LE SUE VITTIME
COME SI UCCIDE UNA DEMOCRAZIA
E-mail: lettere@corriere.it
oppure: www.corriere.it
oppure: sromano@rcs.it
di Paolo Di Stefano
Sergio Romano
Il conformismo
del turpiloquio
Monti e la riforma del
lavoro: «Meglio un
accordo, ma andremo
avanti con o senza i
sindacati». Ci riuscirà?
Perché i nazisti se la presero
così tanto solo contro gli
ebrei? Ci sarà un perché? E
perché nessuno storico o
filosofo o Google risponde o
sa rispondere a questa
domanda? Lei me lo può
spiegare?
Rimo Dal Toso, Padova
Caro Dal Toso,
L
a sua lettera mi ha ricor-
dato una conversazione
di molto tempo fa (era
la metà degli anni Cinquan-
ta) con Carlo Calenda, uno
dei migliori diplomatici italia-
ni della sua generazione. Il
napoletano Calenda aveva la-
vorato lungamente all’amba-
sciata italiana di Bonn, dove
era allora la capitale della Re-
pubblica federale, ed era cir-
condato da un gruppo di gio-
vani colleghi che gli chiede-
vano notizie e impressioni
sulla Germania postnazista.
Quando uno di essi, in parti-
colare, osservò che la Germa-
nia, a differenza dell’Italia,
non aveva conosciuto il feno-
meno della resistenza al regi-
me, Calenda rispose che l’eli-
minazione dei partiti antina-
zisti, immediatamente dopo
la conquista del potere, era
stata rapida e spietata. Ne
avevano fatto le spese soprat-
tutto i comunisti e i sociali-
sti, ma anche militanti del
Zentrum (il partito cattolico)
e di altre formazioni politi-
che liberaldemocratiche. An-
cora prima di servire all’inter-
namento degli ebrei, i lager
si erano riempiti di opposito-
ri che il regime trattò come al-
trettanti prigionieri di guer-
ra.
Lo sterminio degli ebrei,
iniziato dopo la conferenza
di Wannsee del gennaio
1942, fu un sistematico geno-
cidio, programmato per la di-
struzione dell’intero ebrai-
smo europeo. Ma gli ebrei
non furono le sole vittime di
Hitler. Insieme ai socialisti e
ai comunisti, le SS arrestaro-
no e imprigionarono gli zin-
gari, gli omosessuali e un nu-
mero considerevole di evan-
gelici che il regime riteneva
potenzialmente pericolosi.
Non è tutto. Dopo l’invasio-
ne dell’Unione Sovietica, nel
giugno 1941, le SS e alcuni re-
parti speciali della Wehrma-
cht s’impegnarono in una
sorta di «caccia al commissa-
rio» e si proposero l’elimina-
zione dell’apparato politico
del partito comunista sovieti-
co. Anche ai prigionieri del-
l’Armata rossa nei campi di
concentramento tedeschi fu-
rono riservate condizioni
«speciali». Malnutriti, addet-
ti ai lavori più logoranti e fre-
quentemente puniti, i russi
furono trattati come esseri
sub-umani. Nel futuro sogna-
to da Hitler le grandi pianure
dell’Europa orientale sarebbe-
ro state riservate ad agricolto-
ri di stirpe germanica, e le po-
polazioni slave avrebbero
avuto una condizione simile
a quella dei servi della gleba
prima della loro emancipazio-
ne. L’instaurazione del regi-
me nazista fu possibile, se-
condo Calenda, anche e so-
prattutto per il modo in cui
Hitler aveva schiacciato e sof-
focato tutto ciò che apparte-
neva alle grandi tradizioni de-
mocratiche e civili della sto-
ria tedesca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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* Con "Sette" e 2,70; con "Io Donna" e 2,70; con "Style Magazine" e 3,20; con "Corriere Enigmistica" e 2,50; con "I due Fantagenitori" e 9,19; con "La grande storia" e 14,10; con "La Cucina del Corriere della Sera" e 6,10; con "I Classici dell’Arte" e 8,10; con "L’Europeo" e 9,10; con "La storia sono loro" e 6,10; con "Concordia la vera storia" e 4,00; con "Corso di Fumetto" e 8,19; con "Classici dell’Avventura" e 8,10; con
"Supereroi. Le leggende Marvel" e 11,19; con "A tavola con Benedetta Parodi" e 9,10; con "Vasco Manifesto" e 14,10; con "Un secolo di guerre" e 11,19; con "Un secolo di Poesia" e 9,10; con "Eros Ramazzotti" e 11,10; con "PK. Il mito" e 11,19; con "Mani pulite" e 11,10; solo a Roma con "Nevicava a Roma" e 9,10; con "Le Grandi Fiabe" e 9,10; con "Il Mondo" e 4,00; con "Laicicattolici + Sette" e 4,20
La domanda
di oggi
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
❜❜
Facebook e il valore delle azioni
Il fatto che il valore di Borsa di Facebook sia
un multiplo di quello di Boeing, induce
Massimo Mucchetti («Se il Web va in Borsa e
penalizza il lavoro», Corriere del 19 febbraio)
a chiedersi dove andrà l’Occidente. Il lungo
ponte che lancia a collegare due realtà così
diverse tra loro, poggia essenzialmente su
queste considerazioni: potrebbe trattarsi di
una bolla speculativa; si dirottano danari
dall’economia reale a quella immaginaria,
così distorcendo il mercato finanziario; si
consuma il divorzio tra produttività e
occupazione; l’occupazione di medio-alta
specializzazione va trasferendosi nei Paesi
emergenti. L’individuazione di una bolla
presuppone non ovvie capacità predittive sul
futuro dell’economia: tanto per fare un
esempio, conosco aziende che negli anni
Ottanta avrebbero potuto comperare una
quota significativa di Apple, e poi hanno
rimpianto di non averlo fatto. In ogni caso le
quotazioni di un limitato numero di aziende
di successo sono una cosa ben diversa dalla
bolla dot.com. Quanto al secondo «pilastro»,
quando si quota un’azienda in Borsa, il
danaro non va all’azienda ma agli azionisti
che vendono. Nessuno sa che cosa ne
facciano del ricavato (oltre che pagare le
imposte): potrebbe darsi che, condividendo
le considerazioni di Mucchetti, comperino
azioni della Boeing, o che diversifichino il
loro patrimonio, lasciandone parte in
«economia immaginaria», investendo il resto
in aziende dell’«economia reale». A
differenza di queste ultime, le aziende del
Web chiedono pochi soldi al mercato, cioè,
per dirla con Mucchetti, lo distorcono poco.
Che poi l’aumento di produttività comporti, a
parità di quantità prodotta, una riduzione di
occupazione, deriva dalla definizione stessa
di produttività. In un mercato concorrenziale,
questo aumento riduce il costo dei prodotti,
e con quel risparmio i consumatori possono
acquistare altri prodotti. Sembra arduo
sostenere che l’aumento di produttività
diminuisca il benessere di un Paese.
Analogamente, la riduzione di costi grazie
alla delocalizzazione crea problemi in Usa,
ma ne risolve in India e Cina. Che possono
usare il ricavato per fondare aziende,
costruire ospedali, diffondere scuole: ma
anche comperare aerei dalla Boeing, o
investire in attività dell’economia
«immaginaria» tipo Facebook. Il problema è
che quegli aerei siano sempre i migliori, e di
Facebook ce ne siano sempre di più.
Franco Debenedetti, Torino
Per una Olivetti che non capì la Apple e perse
un affare (ma non dei soldi), ci sono milioni di
risparmiatori ingannati dalle dotcom. Pagare
l’azione Facebook 100 volte gli utili è
preveggente? Contento lui... Che cosa sia la
produttività in una singola impresa è noto a
tutti, perfino a me. Peccato che mi riferissi al
complesso dell’economia americana dove,
per la prima volta da 80 anni, all’aumento
della produttività non si accompagna più da
una decade analogo aumento
dell’occupazione. Mi pare serva di più
misurarsi sulle novità anziché ribadire gli
schemi del passato. (m.mucch.)
Lo spot di Sisal
Nella rubrica «Pit Spot» apparsa su
CorrierEconomia del 20 febbraio ho attribuito
erroneamente la paternità di uno spot a
Lottomatica, mentre appartiene a Sisal. Lotto,
Enalotto, Lottomatica: è facile fare confusione
anche se non si dovrebbe. Mi scuso con
Lottomatica e con i lettori per la svista.
Aldo Grasso
Trasgressione,
oggi, è una prosa
raffinata. Non la
volgarità copiata
da politici e tv
italia: 515249535254
Codice cliente:
52
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
53
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
L’attore a 23 anni
L’innocenza perduta
dei ragazzi di Hollywood
Sul set in ruoli tormentati e dolorosi. Spielberg: emozionano
Osment: dopo i successi da bambino
ho perso il mio equilibrio
Dopo Sanremo La vincitrice: «L’anno prossimo non tornerò». Fiorello su Twitter: «Io all’Ariston? No, grazie, non fa per me»
LOS ANGELES —Si diventa adul-
ti anche attraverso il dolore. Sul
grande schermo sono i bambini o
gli adolescenti inquieti i protagoni-
sti di storie di successo che fanno
discutere. Film che puntano agli
Oscar con ragazzini colpiti da un
lutto, traumatizzati da rapporti fa-
miliari difficili. Come Hugo Cabret
di Scorsese che al di là di un’imma-
gine serena e positiva è segnato
profondamente dalla prematura
perdita del padre. Il protagonista,
Asa Butterfield, ha ammesso che
non è stato sempre facile confron-
tarsi ogni giorno con il suo perso-
naggio.
Ma il tema della sofferenza affi-
dato a giovanissimi suscita opinio-
ni contrastanti soprattutto nel caso
dello straordinario adolescente
di Molto forte, incredibil-
mente vicino che affron-
ta la tragedia dell’11
settembre. Sono in
tanti a pensare che
il quattordicenne
Thomas Horn (ma
lui nega), sarà per
sempre tormenta-
to nell’inconscio
da l s uo Os k a r
Schell, che ha undi-
ci anni nel film e per-
de il padre nel crollo
delle Torri Gemelle: ini-
zia una sorta di viaggio per ri-
trovarlo in qualche modo e vincere
ogni rimpianto o senso di colpa.
Nella realtà, questi ragazzini ne-
gli incontri con la stampa si rivela-
no spesso sorprendenti per maturi-
tà e osservazioni e confermano una
lunga tradizione hollywoodiana,
che ha sempre lanciato attori bra-
vissimi. Quest’anno si sono fatti no-
tare anche i «figli» di Brad Pitt in
The Tree of Life e quelli cresciuti
con tanti traumi affettivi dalle go-
vernanti di The Help. C’è anche la
storia di A better life su un padre
ispanico (Demian Bichir, candida-
to come miglior attore) che cerca
di crescere da single il figlio diffici-
le. Sogna di dargli tutte le possibili-
tà che lui non ha avuto.
Non da meno sono i film in cor-
sa per gli Oscar indipendenti dove
ad eccellere tra i tanti bambini-atto-
ri è Keegan Boos, in Beginners, che
impersona, strappando emozioni
anche allo spettatore più cinico, il
ruolo che poi da adulto tocca a
Ewan McGregor. È quel bambino a
soffrire, a interrogarsi per primo
sulle assenze del padre, sul matri-
monio pieno di ombre tra la madre
e Christopher Plummer, che poi ac-
cetterà e confesserà il suo essere
gay.
È ancora il rapporto con il padre
il tema al centro di Paradiso amaro
con Clooney, uomo che soffre per
la moglie in coma e che dovrà gesti-
re un rapporto conflittuale con le fi-
glie. L’adolescente Shailene Wood-
ley dice: «Mi dispiace non essere
stata nominata agli Oscar dopo es-
serlo stata da non protagonista ai
Golden Globe, ma farò il tifo per pa-
pà George, come la mia “sorellina”
Amara Miller».
«Per noi ragazzi è più difficile
avere occasioni così varie e pari a
quelle delle colleghe» racconta
Jeremy Irvine che nel filmWar Hor-
se, sebbene sia nato nel 1990, im-
persona Albert Narracot sia da ra-
gazzino che poi da soldato nelle
trincee della guerra. «Ma dopo
aver recitato con Spielberg, aver
compiuto ogni prodezza possibile
e aver anche molto pianto per le
scene in cui mi separano dal mio
cavallo Joey, posso davvero inter-
pretare tutto e continuare a cre-
scere».
Racconta Spielberg: «Ho
sempre sentito la responsa-
bilità di far recitare piccoli
attori, ma sono fiero di
ogni mia scelta e in War
Horse c’è anche una bam-
bina, l’attrice belga Celine
Buckens, che interpreta
Emile nella fattoria france-
se dove Joey trascorre un
periodo. Come regista o
produttore —basti ri-
cordare Drew Barry-
more in E. T. da me
diretto nel 1982 —
sono una sorta di pa-
drino per tanti atto-
ri che poi sono cre-
sciuti nel cinema.
Mai come quest’an-
no si erano visti
tanti bambini e ra-
gazzini sugli scher-
mi ed è un bene.
Lo dico anche da
padre di sette figli:
nessuno come i gio-
vanissimi attori sa
restituire ogni sorta
di emozione alla platea e
porre agli adulti interroga-
tivi sul loro ruolo di geni-
tori».
Giovanna Grassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fenomeno Da Scorsese a Payne, sempre più film con protagonisti giovanissimi
LOS ANGELES — Haley Joel Osment (nella
foto) è l’indimenticabile protagonista di
A. I. Intelligenza artificiale di Spielberg e
de Il sesto senso per il quale venne
nominato agli Oscar a 11 anni. Osment oggi
ha 23 anni, ha iniziato a lavorare sul set quando ne aveva 4: «E’
stato molto difficile crescere, trovare ruoli da adulto, dopo il
mio enorme successo da bambino. Ho perso l’equilibrio,
sono stato arrestato per guida in stato di ubriachezza, ho
seguito un programma di riabilitazione, ho ripreso con
fatica a recitare. Quando vedo ragazzini che hanno un
enorme successo sul grande o sul piccolo schermo mi pongo
molte domande su quello che sarà il loro futuro, sulle
conseguenze per alcuni personaggi interpretati». (G. Gs).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La «figlia» di Clooney
Woodley: «Mi dispiace non essere
stata nominata agli Oscar,
allora tiferò per papà George»
Banderas
interpreterà
Pablo Picasso
Spettacoli
Giudizi
Insieme
Asa
Butterfield
(14 anni)
e Chloe
Moretz
(15)
in «Hugo
Cabret»
di Martin
Scorsese.
Butterfield
è il
protagoni-
sta: un
orfano che
vive in una
stazione
Figlia
George
Clooney
(52 anni) è
il padre di
Amara
Miller (11)
in
«Paradiso
amaro».
Nel film
la piccola
ha anche
una sorella
maggiore:
Shailene
Woodley
(20)
11 settembre
Thomas Horn, 14 anni,
in «Molto forte,
incredibilmente vicino»
in arrivo sui nostri
schermi: interpreta
un undicenne che
ha perso il padre
nella tragedia
dell’11
settembre
Mentore
Steven
Spielberg
(65 anni),
con Jeremy
Irvine (21),
protagoni-
sta di «War
Horse»;
il regista
da sempre
ha lanciato
giovani
attori come
Drew
Barrymore
in «E. T.»
nel 1982
ROMA — Sarà Antonio Banderas a vestire i panni di Pablo
Picasso in 33 dias, di Carlos Saura. Il film è incentrato sui 33
giorni (appunto) che segnarono la tormentata creazione del
«Guernica», capolavoro del pittore realizzato all’indomani del
bombardamento che colpì la città omonima durante la guerra
civile spagnola, per mano della nazista Legione Condor.
In «33 dias»
Emma incorona la Cucciari: perfetta per condurre il Festival
«Morandi è una potenza,
Siani mi ricorda Troisi
La polemica con Kekko?
Godiamoci il momento»
Insieme Emma con Kekko dei Modà a Sanreno nel 2011
MILANO — Emma, vincitri-
ce del Festival, non tornerà a
Sanremo anche il prossimo an-
no. «Non è che presa la coppa
me ne vado via, ma non mi ve-
drete l’anno prossimo. Ora mi
voglio concentrare sul mio nuo-
vo album», dice. Parteciperà in-
vece al serale di «Amici». Ma-
ria De Filippi lo chiama «Sanre-
mino», perché avrà due gironi:
uno con i ragazzi in gara que-
st’anno e uno con i più forti del-
le scorse edizioni.
E visto che Fiorello ha già
detto di non contare su di lui
per il 2013 («Non sono un con-
duttore, non sono capace di fa-
re Sanremo, sono onoratissi-
mo ma non se ne parla pro-
prio», ha scritto su Twitter),
Emma esprime un desiderio
da spettatrice: «Mi piacerebbe
che lo facesse Geppi Cucciari».
Non che sia una bocciature di
Morandi: «Gianni è una poten-
za. È capace di fare ore di pro-
ve, poi la diretta e alla fine si
preoccupa sempre di chiederti
come va». Nelle sue pagelle
promuove anche Alessandro Si-
ani: «Viene dalla scuola napole-
tana, si è raffinato negli anni e
adesso ha delle sfaccettature al-
la Troisi». E Celentano? «Dove-
vo salire sul palco dopo il suo
monologo e, vuoi per la tensio-
ne, vuoi per la confusione die-
tro le quinte, non l’ho sentito».
Nessuna replica, invece, sul-
la polemica via Facebook di
Kekko Silvestre, autore del bra-
no vincitore, che si è lamenta-
to per aver ricevuto una sua
chiamata soltanto il giorno suc-
cessivo. «Godiamoci questo
momento», gli ha risposto.
Celentano è ancora materia
di polemica. Il settimanale Sor-
risi &canzoni annuncia che En-
rico Panzeri, parroco di Galbia-
te, avrebbe detto che il Molleg-
giato non avrebbe scucito nem-
meno un centesimo per rifare
l’impianto audio della chiesa ci-
tata all’inizio del suo sermone.
Ma il parroco smentisce: «Ce-
lentano ha concorso, così co-
me tutti gli altri parrocchiani,
alla realizzazione delle opere».
Intanto i discografici rispon-
dono a Giancarlo Leone, re-
sponsabile della direzione In-
trattenimento della Rai, che ha
annunciato tempi brevi per la
definizione del progetto 2013,
tagli in arrivo e la necessità di
aprire il Festival alle piccole eti-
chette discografiche. «Da tem-
po anche noi chiediamo un
progetto definito con anticipo
e non all’ultimo secondo — di-
ce il presidente della Fimi, En-
zo Mazza —. Se si parla di tagli,
però, la Rai ricordi che la sera-
ta dei duetti internazionali l’ab-
biamo pagata noi al 90%. E sul-
le etichette chiediamo che non
si usi il manuale Cencelli, ma si
guardi alla qualità dei proget-
ti».
Andrea Laffranchi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
italia: 515249535254
Codice cliente:
54 Spettacoli
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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Dischi
Teatro & Musica
A dieci anni dalla fondazione, l’ensemble I Solisti di Pavia
e il suo direttore (ma anche anima, solista, ispiratore)
Enrico Dindo si candidano come gruppo d’eccellenza
anche nel repertorio barocco (in quello moderno sono già
ben noti), incidendo una scelta di sei dei quasi trenta
Concerti per violoncello presenti nell’inesauribile catalogo
di Vivaldi. È un’antologia che privilegia i tratti virtuosistici
e quelli più cantabili della scrittura del «prete rosso» e
che conferma sia la tecnica
ineccepibile del Dindo
violoncellista sia l’alto grado di
complicità del Dindo direttore con
l’ensemble. Il risultato è che le
esecuzioni sono grintose,
drammatiche, solfuree ma anche
capaci di slargarsi in attimi
estatici di contemplazione e di
incanto elegiaco.
E. Gir.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Uno strato dopo l’altro. Il terzo disco dei Maccabees
sembra una millefoglie. Più si scende, più si trovano
nuovi sapori: può esserci il gusto della scoperta, ma
anche una sensazione immediata di insoddisfazione
che frena la voglia di proseguire. Rispetto al passato
ci sono più synth, ma forse c’è troppa testa nel lavoro
del quintetto inglese. La voce di Orlando Weeks
insegue il falsetto di Chris Martin, la band punta il
navigatore verso le estensioni
spaziali e la ricerca epica degli
Arcade Fire. Anche se da questi
ultimi prendono spesso
quell’atteggiamento da
ci-capisce-solo-chi-è-cool.
Il meglio, per chi sa aspettare,
arriva in fondo con «Grew Up at
Midnight».
Andrea Laffranchi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Musica e cinema. Punk e melodia. Rock dalle tinte
horror. Ispirato dalle atmosfere thriller dei b-movie degli
anni 60 e 70, è un concept-album sull’archetipo di una
femminilità misteriosa. Da Edwige Fenech a Barbara
Steele. Eroine cinematografiche belle e crudeli. Un mix
fra Morricone e Siouxsie & the Banshees. Un progetto
trasversale e glamour. Arrangiamenti orchestrali vintage
con ritmiche postpunk, garage e chitarre noise. «La
sposa in nero», con la chitarra di
Giannandrea Forsestieri, stupisce
per originalità e virtuosismo. «La
morte cammina su tacchi alti»
vede la partecipazione di Patrizia
Laquidara. «Un giorno disperato»
con Max Zanotti dei Deasonika è
un frammento di un minuto, una
perla che lascia il segno. Dal vivo
il 3 marzo a Roma all’Init Club.
Mario Luzzatto Fegiz
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel 1994 il contrabbassista Charlie Haden e il pianista
Hank Jones incisero un album di vecchi temi popolari,
«Steal Away», che ebbe due nomine ai Grammy. Nel
febbraio 2010 hanno ripetuto l’impresa con risultati
ancora più alti. «Come Sunday» raccoglie 14 inni della
tradizione afroamericana, temi anonimi e brani d’autore
fino ad arrivare a Duke Ellington. I due, un bianco e un
nero, sembrano conversare sulla tragedia e sulla potenza
creativa dei neri negli Usa, senza
alcuna esibizione virtuosistica ma
affondando nell’essenza
emozionale dei brani; la scelta dei
tempi e delle dinamiche non
potrebbe essere migliore. Jones
moriva tre mesi dopo, questo è
probabilmente il suo ultimo
documento inciso in studio: un
grande testamento artistico.
Claudio Sessa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di FRANCO CORDELLI
di MAGDA POLI
7 giorni
E
ra tanto che a una «prima»
teatrale non si vedevano i
fotografi. Schierate davanti
all’ingresso c’erano due macchi-
ne dei carabinieri, ho chiesto se
era successo qualcosa. C’era (cre-
devano) l’ambasciatore di Fran-
cia. Mi sono avvicinato a un foto-
grafo. «Ma chi c’è?». «C’è Pier
Francesco Favino». Ah, sì: Favi-
no lo conosco, cioè lo riconosco.
«E poi?». È in atto, ho pensato,
l’effetto-Casta: non casta, ma
proprio Casta, Laetitia Casta. For-
se lei era lì, presente in sala per
suo marito, per Stefano Accorsi.
Accompagnato da un’esile, de-
liziosa Nina Savary, vestita con
un abito celeste o color glicine,
l’interprete del Furioso Orlando
(Ballata in ariostesche rime per
cavalier narrante) era lui, ospita-
le, simpatico, proteso a far senti-
re il pubblico a casa sua. Autore
di tutta la faccenda Marco Balia-
ni: regista e drammaturgo, con
qualche sostanzioso passaggio
scritto di suo pugno, forse qual-
che ottava, o almeno qualche
quartina, di sicuro i versi finali,
quando il Cavalier Narrante invi-
ta — fosse riuscito a toccarci il
cuore — a leggerci il poema del-
l’Ariosto per intero.
Ma che cosa avevamo ascolta-
to e che cosa avevamo visto? Dal
poema Baliani aveva ritagliato
un amplissimo sentiero che
escludeva paladini e cavalieri,
«sempre attratti da sfide e tenzo-
ni e furti di cavalli e di armerie
altrui»; e aveva reso onore alla
furia d’amore, non solo Orlando
e Angelica, ma anche Ruggiero e
Bradamante. Orlando, poiché
ama Angelica, crede naturale
che anche lei debba amare lui.
Diventerà pazzo quando scopri-
rà che lei ama un altro e che co-
stui non è un prode cavaliere.
«Qui (dice Baliani) gli insegui-
menti e la gelosia e poi ancora la
pazzia e la furia vengono risolti
con la leggerezza della rima, del
gioco sonoro di citazioni e di as-
sonanze, con la soavità del vo-
lo». Poiché, commenta il nostro
regista, fedele fino in fondo alla
sua poetica di fabulatore, «le sto-
rie servono sì a parlare del mon-
do ma anche a renderlo meno
terribile».
Accorsi è vestito con una ma-
glietta nera e una giacca azzurra-
stra con frange. Mentre in piedi
o in ginocchio, di qua e di là sal-
tando, va narrando la vicenda, la
dolce Nina mette in scena gli ef-
fetti speciali. C’è un duello? E lei
incrocia due rumorose, metalli-
che aste; c’è il mare? E lei scuote
la sabbia dentro un recipiente
che ne faccia sentire ben bene il
rumore. Ma Nina Savary non si
limita a questo: è una sapiente
compagna di gioco, suona il pia-
noforte, canta, prende in giro il
suo partner — che per un atti-
mo della vicenda si fa protagoni-
sta, quasi sia lui lo stolto Orlan-
do. Aggiungo che se Nina suona
la chitarra, Stefano per sbaglio
esce da un poema ed entra in un
altro. Nell’uno, l’Orlando, e nel-
l’altro, la Commedia (divina), il
mondo è pieno delle stesse sel-
ve. Come dice Giulio Ferroni nel
suo bellissimo librone Ariosto:
«Nell’Orlando riconosciamo una
tra le immagini più alte che sia-
no mai state elaborate del sogno
di bellezza e di persistenza della
mente umana, corretto ed esalta-
to dal confronto con l’errore e
l’illusione».
Alla fine dello spettacolo, non
facilissimo da seguire nel suo in-
tero sviluppo per quanta accor-
tezza tutti vi profondano, mi so-
no messo a pensare perché tanti
famosi attori di cinema sono ra-
piti dalla nostalgia (o dal sogno)
del teatro, di certo meno fastoso
e meno remunerativo. A un’ami-
ca, una nobile attrice di cinema,
non già una protagonista di com-
medie e commediole, ho scritto:
«Che cosa si vuole? Ripulire l’ani-
ma? Quanti rimorsi». Ho letto la
risposta salendo in macchina:
«Rimorsi? Conosco. Tanto vale
dare un morso alla rossa mela
che ho davanti!».
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U
na commedia che ha come confini l’an-
goscia e la solitudine, Lotta di negro e
cani di Bernard-Marie Koltès inizia con
un assassinio e finisce con un assassinio, è un
viaggio al termine della notte e della vita. Un
testo senza speranza in un Africa che è un qual-
siasi luogo ostile o percepito tale, un crocevia
nella vita.
Per portare in scena questo testo cui il tem-
po sembra aver ha tolto un po’ di grinta ma
non di profondità, Renzo Martinelli con una
regia ben attenta alla recitazione dei bravi e in-
tensi Alberto Astorri, Rosario Lisma, Alfie Nze
e Valentina Picello disegna, per una visione
dall’alto, una cornice sopraelevata di sedu-
te-corridoi lungo il perimetro della sala, cosic-
ché l’azione incalza in basso in uno spazio vuo-
to delimitato da una selva di ponteggi che sve-
la e nasconde. È il cantiere edile francese, ba-
luardo di «civiltà», luce contro il buio, gover-
nato dall’ambiguo Horn. Il razzista Cal, inge-
gnere ottuso schiavo dei propri pregiudizi, ha
ucciso un operaio nero e il fratello, il misterio-
so Alboury difensore di atavici valori, viene a
reclamare invano il corpo. Tra loro anche la
smarrita, Lèone, dal destino di vittima, giunta
da Parigi su invito di Horn: quattro vite di per-
sonaggi indecifrabili non solo gli uni per gli
altri ma segreti anche a loro stessi, si interseca-
no in un luogo sciabolato da fari che poco illu-
minano, percorso da sibili, attraversato da suo-
ni di giungla e scariche elettriche. E nel cantie-
re-sala d’anatomia di sentimenti e di pulsioni,
dall’alto si osserva lo sbattere dei personaggi
nel buio dell’anima, nella disperazione, nel do-
lore, nella violenza, come falene impazzite di
luce. Il più grande nemico non è fuori ma den-
tro di noi e questo Koltes lo illumina al buio
delle coscienze e dei conformismi, al nero del
sentirsi sempre minacciati dall’altro, lo svela
nella tensione tra nero e bianco, buio e luce, lo
indica nella morte dei sogni e delle utopie.
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Haden - Jones Dive cattive Antonio Vivaldi The Maccabees
WALTER E IO - RICORDI DI UN FIGLIO
di Simone Annicchiarico (Dalai editore, 18 euro).
Una miriade di episodi, un solo strettissimo
legame, quello tra Walter Chiari e suo figlio.
Claudia Provvedini
Accorsi, cavaliere narrante
Ambra Jovinelli di Roma
Teatro i, Milano
(EmArcy) (Ponderosa) (Decca) (Fiction-Coop/Universal)
AUGUST STRINDBERG
Se la Classe inferiore sapesse... (Dell’asino, 12
euro). Nel centenario della morte dell’autore
svedese, un saggio e «L’Isola della Beatitudine».
L
a nota amara non manca, perché alla fi-
ne del «gioco», quando l’infedeltà delle
ragazze (e dei rispettivi amanti) è acclara-
ta, le coppie di Così fan tutte non si ricompon-
gono com’erano né come sono diventate do-
po lo «scambio» ma ciascuno resta solo con
se stesso inerme e spaesato.
Del resto nel Figaro le cose erano andate
molto peggio, se è vero che la Contessa ama-
reggiata risolveva nientemeno che di gettarsi
dalla finestra. Ma l’edizione di Così fan tutte
di Mozart in scena alla Fenice a completamen-
to del ciclo della Trilogia dapontiana — ciclo
triennale affidato al direttore Antonello Mana-
corda e a alla regia di Damiano Michieletto —
è quanto di più divertente sia dato immagina-
re: un fuoco di fila di idee che arriva in platea
con un ritmo irresistibile. Il regista, enfant tér-
rible della scena operistica odierna, l’ambien-
ta in un moderno hotel di lusso — la hall, il
bar, il pianerottolo, la camera da letto — dove
Don Alfonso è il re-
ceptionist, i ragazzi
soni i clienti e Despi-
na naturalmente la
cameriera.
A dirlo così sem-
bra niente, ma l’azio-
ne si adatta perfetta a
un tal tipo di scena-
rio e ne è valorizzata
in tutta la sua sotti-
gliezza. Di malinco-
nia ce n’è poca, di ver-
ve molta; l’astrazione
del «teorema» si scioglie nella concretezza di
una recitazione e di una gestualità che arriva
come la cosa più naturale e ovvia del mondo.
Come prima in Don Giovanni e Figaro, Ma-
nacorda detta sonorità agili, «magre», esili.
Con tal «suonino», quando corre come un tre-
no l’esecuzione ha una sua logica; quando in-
vece vuol dare profondità (e qui non se ne
può fare a meno, se è vero che il comico sorti-
sce proprio dallo iato tra il contenuto giocoso
e il tono alto della commedia), no, di logica
non ce n’è granché. Si perde qualcosa, anche
se ciò nulla toglie all’efficacia e alla disciplina
dell’orchestra.
Il cast è ben assemblato perché perfetta-
mente funzionale alla messinscena. Vocal-
mente parlando, però, non è del tutto omoge-
neo. Mentre la Fiordiligi di Maria Bengtsson,
il Guglielmo di Markus Werba e il Don Alfon-
so di Andrea Concetti porgono ogni frase con
gusto e autorevolezza, la Dorabella di Josè Ma-
ria Lo Monaco, il Ferrando di Marlin Miller e
la Despina di Caterina Di Tonno faticano a ce-
lare del tutto le «zone d’ombra» della rispetti-
va vocalità, con qualche inevitabile ripercus-
sione sulla pulizia dei fraseggi. In scena fino
al 3 marzo, lo spettacolo è comunque molto
applaudito.
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Teatro La Fenice di Venezia
di ENRICO GIRARDI
di
In libreria
CECCHI
Abbastanza sbronzo per dirti ti
amo Della Churchill e Prodotto di
Ravenhill, regia Carlo Cecchi in
scena con Tommaso Ragno e
Barbara Ronchi (fino al 26,
Vascello, Roma)
BRECHT
Santa Giovanna dei Macelli Lo
squalo Mauler, l’illusa Giovanna
Dark, la Chicago del ’29. Regia
Luca Ronconi, con Paiato,
Pierobon (Dal 28, Teatro Grassi,
Milano)
PINTER
L’amante Strana coppia. Eleganza
ambigua con Mascia Musy e
Graziano Piazza, regia Farau (fino
al 26, Teatro Due, Parma)
BALLETTO
Lago dei cigni e Giselle Russian
State Ballet di Rostov (foto)
sull’originale di Petipa, musiche
Ciaikovskij, Adam (dal 20, Teatro
Smeraldo, Milano)
JAZZ
Mulatu Astatke Il vibrafonista re
dell’Ethio Jazz. E Crossroads:
aprono i 3 mesi in Emilia
Romagna J.Girotto, P. Servillo,
Mangalavite (il 25, Duse,
Bologna; Casalgrande)
PUCCINI
Madama Butterfly Daniela
Dessì/Elena Popovskaya. Regia
Giorgio Ferrara sul podio
Steinberg (dal 21, Opera di
Roma)
VIOLINO
Khachatryan Con Stradivari 1702
in Sciostakovich; dirige Valcuha
(23, Auditorium Rai Torino; 25,
Ponchielli, Cremona)
COMEDY
Midsummer Di Greig, lui lei e
Edimburgo, regia G. Borgia, con
Manuela Mandracchia (fino al 26,
Mercadante di Napoli)
ARTE
Il muro del tempo Danza attorno
a 7 metronomi. Enrico Castellani
progetto OA di Cauteruccio
(23-25, Teatro Studio Krypton,
Scandicci)
Furioso Orlando Protagonista del lavoro diretto da Marco Baliani
di Ariosto/Balani
di Bernard-Marie Koltès
La lotta di negro e cani Commedia di Bernard-Mariel Koltès sul crocevia della vita
Come Sunday Madame X Concerti per violoncello Given to the Wild
Un Vivaldi grintoso
con I Solisti di Pavia
Quel gusto a «strati»
del quintetto inglese
Punk e melodia ispirati
ai b-movie anni 60-70
JAZZ Come Sunday
Wolfgang Amadeus Mozart
«Così fan tutte»:
irresistibile Mozart
nell’hotel di lusso
sul palco
Furioso Orlando
La lotta di negro e cani
Viaggio solitario nel buio dell’anima
Nel bar Un momento
dell’opera di Mozart
Coppia Nina Savary e Stefano Accorsi nello spettacolo di Baliani
Una scena di «La lotta di negro e cani»
CLASSICA Concerti per violoncello POP Given to the Wild ROCK Madame X
Il testamento artistico
del pianista Hank Jones
Così fan tutte
La Fenice
italia: 515249535254
Codice cliente:
55 Spettacoli
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
ROMA — Una Madama Butterfly senza
fronzoli che però rispetterà l’«obbligo»
della lacrima. «Con uno schema da
tragedia greca». Giorgio Ferrara cavalca
le onde melodiche di Puccini: stasera
all’Opera di Roma (sette recite, tutte
esaurite) firma la prima regia lirica dopo
le due felici esperienze nel «suo»
Festival di Spoleto. Sul podio Pinchas
Steinberg che promette «tempi rapidi e
intensi», protagonisti Daniela Dessì e
Alexey Dolgov. La scena, stilizzata e
senz’ombra di realismo, offre un piccolo
giardino zen e davanti, come unici
oggetti, una sedia e un Buddha. Ferrara
ha ripreso l’idea dei pannelli, presenti al
suo esordio operistico nella giapponese
Gogo no Eiko di Henze: alti dieci metri,
decorati con foglie d’oro, chiudono lo
spazio scenico e girano a 360 gradi.
Senza fronzoli, ma «con qualche effetto
speciale»: il Bonzo e Yamadori
appariranno volanti, omaggio al Teatro
Kabuki e ai film orientali pieni di
acrobazie e pugnali volanti. Quando si
avvista l’arrivo della nave, al posto del
tradizionale cannocchiale, la prua
«vera», immensa, di una nave da guerra:
Pinkerton è lo Schettino della marina
americana, naufrago dei sentimenti? «A
me ricorda l’ufficiale John Wayne nella
Taverna dei sette peccati, un gran
mascalzone che ci piace proprio per
questo». Cio-Cio San invece è «più
inquieta che fragile, una ex geisha che
faceva la vita».
Prossima tappa nel suo recente viaggio
attorno all’opera («la cosa che ora mi
piace di più», Il giro di vite di Britten
che quest’estate, direttore Johannes
Debus con l’Orchestra Verdi di Milano,
aprirà il Festival di Spoleto: «Pur
essendo un’opera piccola, stiamo
studiando uno spettacolo importante
che dovrà fare paura, il tema dell’opera.
I fantasmi, i due bambini come
personaggi mefistofelici...».
V. Ca.
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Il protagonista di «Cesare deve morire», film vincitore a Berlino: sono un esempio per chi spera nel riscatto
S
asà ha occhi grandi, scuri, inquieti. Oc-
chi mobilissimi, rapinosi e spaventati.
Che hanno visto sparatorie, rapine, mor-
ti ammazzati… Una vita violenta quella di
Sasà, almeno nella prima parte. Trascorsa più
in galera che fuori. Adesso, che di anni ne ha
37, Salvatore Striano detto Sasà è un altro uo-
mo. Libero, anzitutto. Saldati i debiti con la
giustizia, ha trovato la sua strada lì dove mai
avrebbe pensato, in teatro e poi al cinema. Una
sorprendente vocazione d’attore scoperta pro-
prio dietro le sbarre di Rebibbia, coltivata nel-
la compagnia del carcere guidata dal regista Fa-
bio Cavalli. E così Sasà è passato dall’inferno
dei delinquenti all’Inferno poetico di Dante. E
poi sono venuti Shakespeare, Genet, Giordano
Bruno...
Infine, tornato cittadino a tutti gli effetti, ec-
co che incontra due fratelli ottantenni, mae-
stri di cinema, che gli propongono di tornare
in prigione, ma stavolta come protagonista del
loro nuovo film, Cesare deve morire, da girare
dentro quelle mura. «Ho esitato un momento
ma lavorare con i fratelli Taviani era un’occa-
sione troppo straordinaria — racconta —. Co-
me in un sogno mi sono ritrovato Bruto su
quello strano set, ho rivisto antichi compagni
di pena, ho ripetuto con loro parole ed emozio-
ni di un testo che pareva scritto sulla pelle di
tutti noi. Dove si parla di amicizia e di odio, di
potere e libertà, di tradimento, complotti e
omicidi… La famosa frase di Antonio davanti
al cadavere di Cesare, "Bruto è un uomo d’ono-
re", nel braccio di alta sicurezza di Rebibbia af-
follato di cosiddetti "uomini d’onore", risuona
ben diversamente».
E difatti l’intensità di questo Cesare deve mo-
rire (dal 2 marzo nei cinema) è stata premiata
a Berlino con l’Orso d’Oro. «Mai avrei immagi-
nato di trovarmi un giorno sotto i riflettori di
tale festival — si emoziona Striano —. Per me
è una soddisfazione immensa, ma anche una
speranza di riscatto per chi da dietro le sbarre
cerca qualcosa che l’aiuti a rinascere. Il teatro,
la letteratura, hanno questi poteri. Lì dentro è
già successo tutto. Lì c’è tutto il male e tutto il
bene dell’uomo».
Ma il confronto con la cultura non è facile
né indolore. «Da quando ho incontrato l’arte,
questa cella è diventata una prigione», confes-
sa alla macchina da presa Cosimo Rega, Cas-
sio, nella vita ergastolano e capo camorra. «Sia-
mo amici — ricorda Sasà —. Il dialogo che re-
citiamo, Cassio che spinge Bruto ad uccidere
Cesare, per noi significa tante cose. A me ha
ricordato quando a 14 anni qualcuno mi con-
vinse ad addossarmi una colpa non mia».
La prima tappa di una carriera criminale
che l’ha portato per otto anni filati in galera.
Un pezzo di vita amputato, lunghissimo quan-
do hai poco più di vent’anni. «Un pomeriggio,
durante una pausa delle riprese, mi sono ste-
so su un lettuccio in una cella per dormire un
po’. Mi sono svegliato con un’ansia terribile:
che ci faccio qui? Che altro ho combina-
to?». Un incubo con cui Sasà dovrà sempre fa-
re i conti. D’altra parte la vita che ha davanti è
ancora lunga. E promette bene. Uscito dal car-
cere, le sue qualità d’attore hanno trovato da
esprimersi ancora. Umberto Orsini l’ha chia-
mato per interpretare Ariel nella Tempesta,
Garrone l’ha voluto in Gomorra, Marco Risi in
Fortapàsc, Toni Servillo in Gorbaciov… E ora
per Canale 5 sta girando Il clan dei camorristi.
Sempre ruoli di malaffare… «Sì, ma la diffe-
renza è che qui puoi sparare senza paura. An-
zi, se ammazzi qualcuno ti applaudono pure e
la tua vittima poi si alza e viene a bere il caffè
con te. Magnifico».
È il bello della fiction. Non tutti nel carcere
capiscono. «Alcuni ti criticano. Noi facciamo
il carcere vero, mica come voi, dicono. Loro
parlano solo di processi, di come delinquere
e farla franca. Rispetto alla loro logica noi sia-
mo dei perdenti. Naturalmente non è così.
Noi sappiamo d’aver vinto».
Giuseppina Manin
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La storia
«In Time» con Timberlake
batte Clooney e Scorsese
La vita e l’arte
Il testo di Shakespeare
sembrava scritto per noi
Sasà, unico attore professionista per i Taviani. Nuova vita dopo 8 anni in cella
Opera di Roma
Effetti speciali
per la Butterfly
La Cina apre il mercato
al cinema americano
Confronti
«Sono rinato, sparo solo sul set»
Gli incassi del weekend
Giorgio Ferrara regista
Nasce la Oriental Dreamworks
«Pinkerton? Per me è una
simpatica canaglia, più simile a
John Wayne che a Schettino»
❜❜
Il sogno
e la realtà
Nella foto a
colori i detenuti
di Rebibbia con
gli abiti di scena
per la tragedia
di Shakespeare
nel film «Cesare
deve morire»
dei fratelli
Taviani.
In quella in
bianco e nero
gli stessi
detenuti nel
carcere
di Rebibbia
ROMA — Ben 450 mila visualizzazioni del
trailer su YouTube e 50 mila fan sulla
pagina di Facebook: risultato, il secondo
posto nella classifica degli incassi del
weekend, meglio dei pluricandidati
all’Oscar Paradiso amaro con Clooney e
Hugo Cabret di Scorsese. È il caso di In
time, thriller distribuito da Medusa, che in
tre giorni ha incassato quasi 1 milione 400
mila euro. Successo favorito anche dalla
presenza nel cast dell’idolo delle
adolescenti Justin Timberlake. Il tema è
l’ossessione per la giovinezza. In un futuro
in cui il tempo è denaro e il processo
d’invecchiamento si ferma a 25 anni,
l’unico modo per restare vivi è guadagnare
o rubare tempo. Will Salas (Timberlake)
vive alla giornata, fino a quando si ritrova
tra le mani una quantità di tempo ingente
che gli garantisce l’accesso al mondo dei
ricchi dove incontrerà una bella ereditiera,
interpretata da Amanda Seyfried.
LOS ANGELES — La Cina apre al
mercato cinematografico degli Stati
Uniti. E la Dreamworks è pronta ad
aprire una propria sede a Shanghai.
Questo è emerso dalla visita di cinque
giorni a Los Angeles del futuro leader di
Pechino Xi Jinping, come riporta tra gli
altri anche il Financial Times. Il
vicepresidente Usa, Joe Biden ha
spiegato come con Pechino si sia
raggiunto un accordo storico che va al di
là della nascita della Oriental
Dreamworks. Un accordo che renderà
«molto più facile per gli studi
cinematografici e per i cineasti
indipendenti americani raggiungere il
pubblico cinese». L’intesa consentirà
di esportare nel paese asiatico 14
premium format come Imax o il 3D ma
non prevede un aumento della quota di
20 film stranieri che ogni anno possono
entrare in Cina.
37 anni
Salvatore
Striano,
detto Sasà,
sul set
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Codice cliente:
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
#
Zlatan, la decisione giovedì
Due cari
Zlatan Ibrahimovic è stato squalificato
per tre giornate. Solo giovedì, quando
si discuterà il ricorso, saprà se potrà
giocare contro la Juve (Free)
nemici
Juve batte Roma
e conquista
l’8˚Viareggio
Sport
Marotta
Noi abbiamo fatto
sentire la nostra
voce in modo
democratico, ma
non analizziamo
mai cosa avviene
in casa d’altri
VIAREGGIO — La Juventus si è aggiudicata la 64ª edizione della Viareggio Cup
battendo in finale la Roma per 2-1: bianconeri a segno con Beltrame (6’) e
Padovan (23’); i giallorossi hanno accorciato le distanze con Piscitella (58’). Per
la Juve è l’ottavo successo nella competizione dopo quelli del 1961, 1994,
2003, 2004, 2005, 2009 e 2010. Contento Baldini, d.g. della Roma: «Non c’è
amarezza per questa sconfitta, solo orgoglio. Il progetto di Luis Enrique
puntato sui giovani funziona. Qualcuno è quasi pronto per la prima squadra».
MILANO — Milan-Juven-
tus a San Siro, per lo scudet-
to, forse senza Ibrahimo-
vic. Come nel 2005 quando
i bianconeri vinsero lo
scontro diretto a Milano
con Trezeguet, proprio il so-
stituto di Zlatan. Il fanta-
sma dello svedese aleggerà
sul big match di sabato se-
ra fino a giovedì, il giorno
in cui verrà discusso dalla
Corte di Giustizia federale
il ricorso alla squalifica di
tre giornate inflitte all’attac-
cante rossonero dal giudice
sportivo.
Chissà se fino ad allora
continuerà il ping pong di
veleni e dispetti, di accuse
e sospetti. Ieri ufficialmen-
te i toni si sono abbassati
dopo che domenica Allegri,
di solito equilibrato nelle
sue esternazioni, aveva
puntato l’indice sul gol di
Chiellini al Catania: «Per
fortuna è stato dato perché
ogni tanto quando Ibra sal-
ta addosso all’avversario a
lui viene fischiato fallo. In
caso contrario saremmo an-
dati avanti ogni giorno con
la messa arbitrale».
Beppe Marotta, ieri a Via-
reggio dove la Juve ha vin-
to la coppa Carnevale con
la Roma, ha preferito usare
toni distensivi per affronta-
re l ’ argomento
Ibra. «Non entriamo
nel merito di questa vi-
cenda. Il Milan è forte con
o senza Zlatan: che ci sia o
non ci sia, sappiamo di af-
frontare un avversario mol-
to forte». Dopo che da Mila-
no era partita la minaccia
di rappresaglie nel caso di
nuovi attacchi dialettici, il
direttore generale bianco-
nero ha precisato: «Le no-
stre frasi sono state critiche
nell’analisi del mondo arbi-
trale, ma fatte con grandis-
sima correttezza e con il
massimo rispetto tant’è ve-
ro che non ci sono stati de-
ferimenti. Siamo per un
confronto che possa far cre-
scere tutti. Ma non analiz-
ziamo mai cosa avviene in
casa altrui».
Così, mentre sotto la Ma-
donnina non è passato inos-
servato un episodio avvenu-
to nel primo tempo della ga-
ra dei bianconeri con il Ca-
tania, che ha per protagoni-
sta Pirlo, che rifila — non
visto dalla terna arbitrale
— una gomitata a Gomez,
Marotta evita di replicare
ad Allegri. «Di demagogia
nei giorni scorsi ne è stata
fatta molta. Sarebbe diffici-
le stare dietro a tutte le vo-
ci. Noi abbiamo fatto senti-
re la nostra in modo demo-
cratico».
Da via Turati tutto tace,
in attesa del ricorso contro
la squalifica di Zlatan e de-
gli esiti degli esami cui oggi
Boateng verrà nuovamente
sottoposto. Se Ambrosini
(distorsione alla caviglia) e
Mexes (infiammazione al gi-
nocchio) dovrebbero esse-
re di nuovo a disposizione
per il big match di sabato e
se si nutre ottimismo per i
recuperi di Nesta e Pato, og-
gi si conoscerà con precisio-
ne l’entità dell’infortunio
muscolare del centrocampi-
sta ghanese. Ma a Vinovo
nessuno pensa di partire av-
vantaggiato nonostante
l’emergenza continua in cui
versa la squadra di Allegri.
«Il Milan è nettamente favo-
rito. Il Milan è tra le prime
otto squadre d’Europa ed è
campione d’Italia uscente.
Questo basta per metterlo
decisamente dalla parte dei
favoriti. Noi veniamo da
due anni difficili» precisa
Marotta. «Non dimentichia-
moci che arriviamo da due
settimi posti. Quello che è
bello è che la Juve sia torna-
ta protagonista e possa gio-
care un ruolo importante».
Allegri si gode il suo Mi-
Verso il big match Continua la battaglia di parole
in attesa del ricorso contro la squalifica di Ibrahimovic
❜❜
I bianconeri: «Basta demagogia»
Ma Milano «scopre»
una gomitata di Pirlo
Il clima attorno a Milan-Juventus
non si annuncia dei migliori, e non cer-
to per colpa dei media o dei tifosi. A
rendere effervescente la marcia di avvi-
cinamento alla sfida che, con grande
probabilità, orienterà la volata-scudet-
to, ha provveduto Antonio Conte con
le dichiarazioni rese dopo lo 0-0 bian-
conero a Parma. Crediamo che il fatto
sia incontestabile e che nessuno lo pos-
sa negare. L’allenatore juventino, che
con Massimiliano Allegri è uno degli
esponenti di punta del new deal delle
nostre panchine, ha invocato con foga
parità di trattamento (rispetto a chi?) e
sull’argomento è intervenuto pure un
comunicato ufficiale del club.
Conte ovviamente è fuori strada per-
ché proprio l’arbitro che gli avrebbe ne-
gato due rigori al Tardini (Mazzoleni
di Bergamo), a Firenze aveva annullato
un gol regolare di Seedorf glissando
poi su un evidente fallo da rigore di Na-
stasic su Pato. Più parità di trattamen-
to di così… Però il solo fatto che qual-
cuno possa convincersi che gli arbitri
puntino a colpire la Juve perché condi-
zionati dalle scorie di Calciopoli, è co-
munque imbarazzante. Eppure Conte
lo ha definito il segreto di Pulcinella.
Beppe Marotta, dirigente di lungo
corso e di provata saggezza, ora d.g.
bianconero, sostiene che l’atteggia-
mento della repubblica juventina nelle
sue censure agli arbitri sia stato im-
prontato a correttezza e rispetto ma
non spiega come mai Roberto Donado-
ni e Claudio Ranieri, gente di calcio le
cui capacità di equilibrio sono certa-
mente pari alle sue, abbia trovato da ri-
dire. Al di là della forma, contano infat-
ti la sostanza e la scelta di rendere pub-
blici lamenti e doglianze assortiti.
Nelle parole di Marotta si coglie co-
munque il tentativo (apprezzabile) di
rientrare nei ranghi, di ricondurre Mi-
lan Juve nel suo alveo naturale, che è
quello di una (grande) partita di pallo-
ne. In questo senso va apprezzata la
scelta di fondo del Milan che, con l’ec-
cezione della freccia avvelenata scaglia-
ta domenica da Allegri a proposito del
gol di Chiellini contro il Catania, non
ha ritenuto di prestarsi al facile gioco
del ping pong delle polemiche. I rosso-
neri hanno incassato senza fiatare la
mancata concessione del rigore (mano
di Dias) che li avrebbe potuti portare
in vantaggio a Roma contro la Lazio e
hanno assistito con apparente distacco
all’offensiva dialettica bianconera.
Domandarsi pubblicamente (qualcu-
no sarebbe stato tentato di farlo) come
avrebbe reagito Conte se fosse capitato
a lui di incassare la rete di Chiellini,
non sarebbe servito a nulla. Milan-Juve
è il «clou» dell’annata calcistica: provia-
mo a viverla per quello che rappresen-
ta, non come una guerra di religione!
Alberto Costa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Polemiche e buoni propositi
Non inquiniamo la sfida clou del nostro calcio
Duello Nocerino contro
Pirlo. L’ex milanista è uno
dei protagonisti più attesi
di Juve-Milan (Reuters)
Urlatore Antonio Conte (Afp)
GIOCA IN SICUREZZA
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57 Sport
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
#
Napoli Chelsea
Premium Calcio, Premium Calcio HD2
Tv: ore 20.45 diretta Sky Sport 1 HD, Sky Calcio 1 HD, Sky 3D (canale 150)
Arbitro: Carlos Velasco Carballo (Spagna)
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
NAPOLI — L’ultima spiaggia
di una squadra vecchia e in cri-
si e del suo allenatore ex enfant
prodige già trasformato da tut-
ti in un incapace è a Napoli, di
fronte a Castel dell’Ovo. Davan-
ti all’albergo qualche decina di
tifosi misti, un po’ inglesi e un
po’ napoletani, circonda il pull-
man pronto a partire per il San
Paolo dove si terrà l’ultimo alle-
namento. I consensi sono tiepi-
di, le perplessità molte, la do-
manda una sola: chi si nascon-
de dietro quel nome glorioso?
Il Chelsea Football Club è anco-
ra una grande squadra capace
di far paura? Mazzarri ammoni-
sce giustamente a non fidarsi
di chi possiede tanto pedigree,
ma numeri e stato di salute dei
suoi avversari parlano chiaro.
I Blues sono quinti in Pre-
mier League a 17 punti dal
Man City. Sabato negli ottavi di
FaCup sono stati fermati sul-
l’1-1 in casa dal Birmingham,
sesta in seconda divisione. Il
gioco, se mai c’è stato, è diven-
tato una trama arida, lenta, sen-
za garanzie in attacco (Drogba
è in parabola discendente, Stur-
ridge è acerbo e Torres, un mi-
stero che necessiterebbe anali-
si psicologiche approfondite, è
un fantasma che non segna da
20 partite), con una mediana
stanca (Lampard condivide
una suite sul Sunset Boulevard
con Drogba) e una difesa trabal-
lante (Terry è spesso ospite di
Lampard e Drogba). In più, Vil-
las Boas nello spogliatoio con-
terebbe ormai meno del magaz-
ziniere, almeno a sentire i me-
dia inglesi secondo i quali nel-
l’intervallo della partita col Bir-
mingham sarebbe stato Drog-
ba a istruire la squadra.
AVB ha definito l’illazione
«ridicola, una mancanza di ri-
spetto del mio lavoro» e Drog-
ba ha precisato: «Ho solo riba-
dito i concetti espressi dal tec-
nico». Il tecnico giura di avere
«il controllo dei miei giocato-
ri» ma Stamford Bridge sabato,
proprio come San Siro venerdì,
ha invocato José Mourinho. La
morale così appare ovvia an-
che per gli inglesi, in questo
molto simili a noi: o il porto-
ghese si qualifica o salta (con,
dicono, Capello in pole per so-
stituirlo). «Io non mi preoccu-
po. Voglio solo fare bene oggi
contro un Napoli molto cresciu-
to. E poi c’è sempre il ritorno»,
ha replicato Villas Boas mentre
Drogba al suo fianco, rivelato
che da piccolino si beava delle
immagini del Napoli di Mara-
dona, ha aggiunto: «Nelle situa-
zioni difficili noi sappiamo co-
me reagire».
Sarà. Ma questa è una crisi si-
mile a quella dell’Inter, con
una squadra a fine corsa, un al-
lenatore costretto a lavorare
con la scimmia del Mito Mou
sulla spalla e una società che
non sa rifondare, ostaggio dei
vecchi senatori e incapace di
trovare alternative giovani e
brave. Certo Villas Boas, con
quei 15 milioni versati la scor-
sa estate da Roman Abramovi-
ch per soffiarlo al Porto, ha
qualche responsabilità in più
di un Ranieri. Il 34enne allievo
di Mourinho (e suo assistente
a Londra e, per un periodo, al-
l’Inter) ha fatto finora diversi
errori, provando a cambiare
l’anima tradizionalmente difen-
sivista della squadra che portò
ai trionfi di Mou e Ancelotti e
finendo per avere la peggior
media vittorie (48.64%) nel-
l’era Abramovich cominciata
nel 2003.
Il boss russo è rimasto l’ulti-
mo in società a sostenere il tec-
nico, ma si dice che se dovesse
andare male col Napoli finereb-
be per cambiare idea. Villas
Boas non ci crede: «C’è un pro-
getto triennale, il proprietario
è con me». Stasera però lo do-
vranno essere soprattutto i se-
natori: oltre la pretattica («Non
so se Terry ce la farà»), sarà
probabilmente a loro che si affi-
derà AVB per uscire dalla crisi,
e non solo per fiducia. A guar-
dare bene in panchina, in que-
sto Chelsea al crepuscolo di me-
glio non c’è.
Alessandro Pasini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1 Cech
2 Ivanovic
4 D.Luiz
26 Terry
3 A.Cole
7 Ramires
8 Lampard
16 R.Meireles
23 Sturridge
11 Drogba
10 Mata
Gli avversari Mai così male i Blues nell’era Abramovich
Allegri: Pato
è recuperato
Napoli, ore 20.45
Il Real di Mourinho in campo a a Mosca
Pronto Capello
4-3-3
Mazzarri squalificato lascia a Frustalupi: «Sapremo gestire la pressione»
Ottavi di finale
(andata 14/2 ritorno 7/3)
LIONE-APOEL NICOSIA 1-0
B. LEVERKUSEN-BARCELLONA 1-3
(andata 15/2 ritorno 6/3)
ZENIT-BENFICA 3-2
MILAN-ARSENAL 4-0
Oggi (ritorno 14/3)
CSKA MOSCA-REAL MADRID (foto)
(ore 18 Sky Sport 3, Calcio 2;
Premium calcio)
NAPOLI-CHELSEA
(ore 20.45 Sky 3D, sport1, Calcio1;
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Domani (ritorno 13/3)
MARSIGLIA-INTER
(ore 20.45 Sky Sport1 e Calcio1;
Premium calcio, calcio HD2),
BASILEA-BAYERN MONACO
(ore 20.45 Sky Sport3, Calcio 2;
Premium Calcio, calcio HD2)
Quarti di finale
andata 27-28/3 ritorno 3-4/4
Semifinali
andata 17-18/4 ritorno 24-25/4
lan pieno di giocatori proli-
fici (sono andati a segno in
17 totalizzando complessi-
vamente 48 gol), mentre
Conte si affida a Pirlo, l’uo-
mo in più della Juve che cer-
ca di nuovo un successo do-
po gli anni burrascosi di Cal-
ciopoli. Ceduto gratis al ne-
mico, il genietto di Brescia
ha una gran voglia di dimo-
strare che hanno svuotato
troppo in fretta il suo arma-
dietto a Milanello. E allora,
nel frattempo, basta veleni.
Largo al campo, almeno per
questa settimana.
Monica Colombo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
3-4-2-1
1 De Sanctis
14 Campagnaro
28 Cannavaro
6 Aronica
11 Maggio
88 Inler
23 Gargano
18 Zuniga
17 Hamsik
22 Lavezzi
7 Cavani
Confuso e in pericolo
Villas Boas si gioca
tutto in una notte
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
NAPOLI — Quante facce può
avere una partita da 60mila spet-
tatori, quasi tre milioni di euro
di incasso e la «convocazione»
di San Gennaro fatta dal presi-
dente del Napoli, AurelioDe Lau-
rentiis? E quanti sogni si porta
dietro la vigilia di questa sfida al
Chelsea, gara di andata degli otta-
vi di Champions, dove la Banda
Mazzarri, che ha già eliminato il
Manchester City nella fase a giro-
ni, non parte battuta? Gianluca
Grava, 34 anni, il 27 febbraio
2005 era per esempio in campo
in Napoli-Spal di serie C. Oggi è
in preallarme: se Campagnaro
non dovesse recuperare, tocche-
rà a lui affrontare Drogba.
Incredibile? Non per il presi-
dente De Laurentiis: «Non sono
un guascone, però nella mia vita
professionale non mi sono mai
posto limiti. La palla è rotonda e
quando i nostri sono perfetta-
mente concentrati e coesi, con il
gioco che ha dato loro Mazzarri,
possonoottenere qualsiasi risul-
tato». La sfida contro lo sceicco
Mansur è stata vinta, ora tocca al-
l’oligarca Abramovich: «Da cin-
que anni chiudiamo il bilancio
inpositivo. Delle 16 squadre qua-
lificate agli ottavi solo Arsenal,
Bayern e Napoli hanno i conti a
posto. Abbiamo lavorato bene
perché i tifosi hanno capito che
occorre avere una mentalità di-
versa per far crescere il club nel-
le condizioni dettate dall’Uefa».
Discorso che non fa una grin-
za. Walter Mazzarri, però, sa che
nel calcio (italiano) si guarda
sempre al risultato dell’ultima
partita e che tutto quello che si è
costruito prima non sempre vie-
ne preso in considerazione:
«Questi ragazzi, in due anni, so-
no cresciuti in modo vertigino-
so. L’anno scorso affrontavamo
queste gare importanti molto
contratti. Poi tante cose sonosta-
te sperimentate. Sono fiducioso
che sapremo gestire la pressio-
ne e trasformarla inenergia po-
sitiva. Certo, sentir dire che
siamo noi i favoriti mi pare
strano. È il Chelsea che ha
giocato 100 partite di
Champions...». Per l’esat-
tezza 111.
Non sarà una parti-
ta semplice, proprio
perchéda leggere an-
che invista della ga-
ra di ritorno. È or-
mai in voga la tesi
che anche uno
0-0 casalingo pos-
sa andar bene, ma e n t r a r e a
Stamford Bridge (il 14 marzo)
senza un minimo vantaggio da
difendere potrebbe essere teme-
rario: «Abbiamounmodo di pen-
sare simile in ogni gara e questo
può essere un valore. Non siamo
abituati a cambiare mentalitàpar-
tita per partita, non abbiamo an-
cora l’esperienza giusta. Comun-
que, se non prendiamo gol in
casa, è meglio». Mazzarri
nonsarà inpanchina, né og-
gi né al ritorno: deve scon-
tare la squalifica per la
«collisione» con Nilmar,
a bordo campo, durante
Villarreal-Napoli. Ma, a sentir
lui, non sarà un problema: «Fru-
stalupi è piùbravo di me nel pre-
parare le partite. E i ragazzi san-
no quello che devono fare».
Già, forse, tra le tante storie di
questa partita, la piùbella è quel-
la di Nicolò Frustalupi, 35 anni,
vice di Mazzarri e figlio di quel
MarioFrustalupi che, conla ma-
glia dell’Inter, giocò e perse
una finale di Coppa dei
Campioni (0-2 contro
l’Ajax, nel ’72). Se
Villas Boas è stato
il «tattico» di
Mo ur i nho ,
Frustalupi è il
computer cal-
cisticodi Maz-
zarri. Il primo
ad arrivare al
centro sportivo,
l’ultimo ad andar
via. Ore di studio
degli avversari e
unrapporto strettis-
simo con Mazzarri.
Frustalupi aveva la
«mania» delle statisti-
che e degli archivi findai
tempi della Pistoiese, do-
ve si curava anche del
marketing e del sito web. Mol-
to riservato, non si concede ai
microfoni nel dopopartita, nem-
meno quando Mazzarri è squali-
ficato. Preferisce lasciare il com-
pito al d.s. Riccardo Bigon.
Ma stasera deve parlare il cam-
po. Stasera è Coppa dei Campio-
ni. Nel nome del padre.
Luca Valdiserri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Forse titolare
Se sarà eliminato lascerà
il posto a Capello. L’ex
tecnico prodigio: «Ma la
proprietà è con me»
Il Napoli convoca anche S. Gennaro
per fare il miracolo con il Chelsea
Il vice in panchina
Nicolò Frustalupi, 35 anni,
figlio dell’ex interista Mario,
stasera guiderà il Napoli per la
squalifica europea di Mazzarri
Massimiliano Allegri ha
parlato di Pato a Rtl
102.5, annunciando il suo
recupero per la partita di
sabato con la Juve. «Pato
sta meglio. Domenica a
Cesena l’ho tenuto a
riposo precauzionale. È
un grande professionista
e sabato sarà a
disposizione della
squadra». Pato potrebbe
partire titolare contro
i bianconeri, se la
squalifica di Ibrahimovic
non sarà ridotta.
Matador
Cavani, stella
dell’attacco
con cui
il Napoli vuole
affondare
il Chelsea
(Ianuale)
Sotto la pioggia L’allenamento del Chelsea al San Paolo (Ansa)
Champions bollente Dopo aver eliminato il Manchester City, i partenopei pensano in grande
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Napoli - Chelsea
Risultato Finale
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X 3,20
2 3,10
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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59 Sport
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
Bologna Fiorentina
Premium Calcio 1
Tv: ore 18.30 diretta Sky Calcio 3 HD,
Arbitro: GIANNOCCARO di Lecce
3-5-2
1 Boruc
5 Gamberini
14 Natali
15 Nastasic
16 Cassani
17 Salifu
18 Montolivo
21 Lazzari
6 Vargas
11 Amauri
8 Jovetic
È un derby (dell’Appenni-
no) sottosopra in cui i prono-
stici sono ribaltati. Il Bologna,
forte del 3-0 con cui ha strega-
to l’Inter e soprattutto dei sei
risultati utili consecutivi, par-
te favorito anche se in classifi-
ca è dietro la Fiorentina. «Vin-
cere con i viola per dare un sen-
so al successo contro i neraz-
zurri», lo slogan di Stefano Pio-
li che oggi alle 18.30, nel recu-
pero della ventunesima giorna-
ta, sogna l’aggancio. La classifi-
ca recita: Fiorentina 28, Bolo-
gna 25. Per i rossoblù è l’occa-
sione di trascinare i rivali den-
tro la zona calda della classifi-
ca. «Possiamo vincere, a patto
che non ci siano distrazioni.
La salvezza è ancora lontana
quindi dobbiamo tenere la te-
sta sul manubrio sino al mo-
mento in cui l’obiettivo non sa-
rà stato raggiunto», l’avviso
del tecnico ai suoi giocatori.
Diametralmente opposto lo
stato d’animo a Firenze. La net-
ta sconfitta casalinga con il Na-
poli ha lasciato il segno sul mo-
rale di un gruppo che pensava
di aver superato il momento
peggiore. «Dobbiamo diventa-
re più squadra», l’appello di
Delio Rossi. «Questo non signi-
fica che siamo allo sbando o
che ci serva uno psicologo. Pe-
rò bisogna crescere, in fretta.
A Bologna vorrei vedere una
Viola diversa, decisa a giocarse-
la».
L’antidoto alla paura è il soli-
to Jovetic. Senza lui non c’è Fio-
rentina. Quando si spegne
Jo-Jo, gli avversari hanno
buon gioco. L’ultima vittoria
non firmata dal montenegrino
è datata 30 ottobre, 1-0 al Ge-
noa con gol di Lazzari. Rossi è
contento del suo campione,
ma lo sprona ogni volta per-
ché ha capito che il ragazzo ha
margini di miglioramento no-
tevoli: «Stevan preferisce gio-
care a sinistra, però è limitan-
te. Secondo me deve allargarsi
o cercare la profondità». Ma è
chiaro che non può sempre di-
pendere tutto da lui. Rossi si
augura che si sblocchi Amauri,
ancora fermo a zero gol dopo
tre partite. «A volte basta un
rimpallo per cambiare la situa-
zione», l’augurio di Rossi. Pio-
li, anche da questo punto di vi-
sta è più tranquillo. Se il Bolo-
gna è imbattuto nel 2012 il me-
rito è anche del suo bomber Di
Vaio, due gol a San Siro contro
l’Inter, otto in campionato. Un
campione ritrovato, che non
vuole fermarsi qui.
a. b.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il pm: «Troppa libertà, è un uomo chiave»
Da oggi a Barcellona seconda
serie di test della F1. Stamane
riflettori sul lancio della nuova
Mercedes, denominata W03 e
dotata, come tutte le
monoposto tranne la McLaren,
del famoso scalino sul muso.
SCI —Parallelo di Coppa del
mondo nel cuore di Mosca
(RaiSport 1 15.45): in pista
Merighetti, Brignone, Gross,
Deville e Innerhofer.
Il Toro batte la Samp
e ritorna in testa
Ranieri torna al modulo delle 7 vittorie, ora deve scegliere gli attaccanti
La classifica
Al Golden Gala sfida
tra Bolt e Powell
Il calendario
L’agenda
Test a Barcellona
con la Mercedes W03
Il recupero della 21ª I rossoblù in grande condizione affrontano i viola in difficoltà
Fotofinish
Bologna, ore 18.30
Un altro big, oltre a Usain Bolt,
al Golden Gala di Roma (31
maggio). A sfidare il re dello
sprint ci sarà l’ex primatista
del mondo Asafa Powell, che
l’anno scorso sfiorò il
successo (9’’91 contro 9’’93).
GIOCHI —Scelta la palazzina
dell’Italia al villaggio olimpico
di Londra: sarà la N10. Ieri il
segretario Pagnozzi ha anche
incontrato Sebastian Coe.
1 Gillet
84 Raggi
90 Portanova
5 Antonsson
8 Garics
26 Mudingayi
15 Perez
3 Morleo
10 Ramirez
23 Diamanti
9 Di Vaio
MILANO — La giustizia
sportiva si è messa in moto e,
oltre ai giocatori, punta sulle
società. Il procuratore della Fi-
gc Stefano Palazzi ha reso no-
te le sue prime mosse: partirà
martedì 28 ascoltando Carlo
Gervasoni, l’ex di Cremonese
e Piacenza che ha fornito alla
Procura di Cremona un am-
pio quadro sull’organizzazio-
ne dietro le scommesse clan-
destine e ha stilato un lungo
elenco di partite taroccate. Pa-
lazzi comincia dal filone Cre-
mona concentrandosi sulla se-
rie B (Piacenza, AlbinoLeffe,
Ascoli, Atalanta). Seguiranno
altre convocazioni (per esem-
pio ha chiesto a Cremona di
poter sentire il portiere del
Piacenza Mario Cassano, agli
arresti domiciliari) e poi si
sposterà inevitabilmente sul-
la A. Nel frattempo potrebbe-
ro essere disponibili anche gli
atti della Procura di Bari, anco-
ra secretati (ieri sono stati in-
dagati per associazione mafio-
sa quattro pregiudicati: si sa-
rebbero introdotti nel busi-
ness delle partite truccate gra-
zie alla frequentazione di ri-
storanti dove cenavano spes-
so i giocatori).
Tra questi primi 21, ci sono
nomi scontati (da Cristiano
Doni a Carobbio, da Zamperi-
ni a Micolucci, già sentito que-
st’estate) e ce n’è uno che stu-
pisce: Maurinho Ernandes, ex
allenatore del Sud Tirol di cal-
cio femminile. Il tecnico com-
pare una sola volta nell’inchie-
sta: e cioè quando i poliziotti
ascoltano —grazie a un’inter-
cettazione ambientale — una
conversazione con Nicola San-
toni, sulla macchina di que-
st’ultimo. Nell’occasione —
oltre alle millanterie di Santo-
ni che tira in ballo a sproposi-
to Buffon, Gattuso e Cannava-
ro — c’è una frase interessan-
te che riguarda Doni e l’Ata-
lanta. Santoni assicura che Cri-
stiano può stare nella società:
«Tutti i casini che abbiamo
fatto... perché tanto alla fine
di casini ne abbiamo fatti tan-
ti, dentro ci sono anche loro,
capito? Quindi è inutile che lo
abbandonino perché...». Con-
clude Ernandes: «Perché non
possono». È chiaro quindi
che Palazzi vuole approfondi-
re il ruolo della società: qual-
cuno sapeva delle scommes-
se?
L’intera macchina delle in-
dagini è stata nel frattempo
beffata ancora una volta da Al-
mir Gegic, il latitante numero
uno della Calciopoli cremone-
se, depositario dei segreti in
grado di portare ai club di se-
rie A. Nei giorni scorsi lo «zin-
garo», a dispetto di un manda-
to di cattura internazionale, è
tornato nel suo appartamento
di Chiasso, ha prelevato tutti i
mobili e gli averi lasciati nel-
l’alloggio svizzero ed è riparti-
to per ignota destinazione. Ie-
ri il pm di Cremona Roberto
Di Martino, nel confermare la
notizia, non ha nascosto il
suo disappunto per la manca-
ta collaborazione a livello in-
ternazionale: «Gegic è ormai
il personaggio chiave dell’in-
chiesta, non può godere di
questa libertà» ha puntualiz-
zato il magistrato. Il latitante,
in base ad alcune informative
di polizia, era stato individua-
to nelle scorse settimane in
Serbia; questo significa che
ha attraversato almeno quat-
tro frontiere in andata e ritor-
no sotto il naso delle polizie
di mezza Europa senza che
nessuno lo fermasse.
Claudio Del Frate
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Da ieri Daniele Arrigoni non è
più l’allenatore del Cesena
(che già aveva esonerato
Giampaolo): reduce dalla
sconfitta casalinga con il
Milan, il tecnico ha rescisso
consensualmente il contratto
che lo legava alla società fino
a giugno. Salgono così a 13
i cambi in panchina in serie A
dopo 24 turni. Beretta è il
favorito per la successione.
Il Torino batte 2-1 la Sampdoria nel
posticipo della 28ª giornata e torna in testa
alla classifica. Gol di Antenucci (foto) al 20’;
pareggio di Juan Antonio al 22’ s.t.; rete
decisiva di Meggiorni a 4’ dalla fine. La
classifica: Torino* 56 punti; Sassuolo* e
Verona 54; Pescara** 52; Padova* 46;
Varese 45; Bari (-2), Reggina* e Brescia* 39;
Sampdoria*, Cittadella e Grosseto 37; Juve
Stabia* (-4) 36; Livorno 30; Vicenza 29;
Crotone (-1) 28; Modena*** 25; Empoli* e
AlbinoLeffe* 24; Gubbio* 23; Ascoli* (-7)
22; Nocerina 18. *: 1 partita in meno; **: 2
partite in meno; ***: 3 partite in meno
Serie B
Bologna-Fiorentina, derby sottosopra
MILANO — Un gol per sfatare due
tabù. L’Inter non segna da tre
partite e Claudio Ranieri non
taglia il traguardo dei quarti di
finale della Champions League
dalla stagione 2003-2004 con il
Chelsea. Un gol al Velodrome,
nella tana del Marsiglia che non
perde dal 23 novembre, potrebbe
riaggiustare le cose. Interrompere
il digiuno e favorire la
qualificazione. I nerazzurri si
aggrappano alla coppa per
allontanare la crisi. Ranieri ha
scelto il modulo, non gli
interpreti. Per ripartire si affida al
4-4-2 (o 4-4-1-1), il sistema di
riferimento, quello dei giorni
migliori, il più classico, lineare,
compatto. Ora bisognerà stabilire
quali saranno gli interpreti
dell’attacco. Quelli che dovranno
provare a colpire i francesi per
mettere in discesa la partita di
ritorno (13 marzo). Intanto
l’allenatore ha recuperato
acciaccati e infortunati. Milito,
Sneijder, Maicon e Samuel
saliranno questa mattina sul
charter che porterà la squadra in
Francia. Solo Alvarez (problemi a
un ginocchio) resterà a casa. Ieri
alla Pinetina Ranieri ha svolto le
prove tattiche, schierando tra i
titolari Pazzini e Forlan. Ma non
ha deciso. Potrebbe anche puntare
su Milito, che fatica a scrollarsi di
dosso l’influenza, ma è
disponibile e potrebbe giocare con
il Pazzo. Proprio l’Inter dei due
centravanti è stata la migliore
della stagione, quella che ha
avviato il filotto delle sette
vittorie. Forlan però scalpita.
«Torneremo presto a vincere», ha
detto ingolosito dalla prospettiva
di giocare la sua prima partita
europea in nerazzurro. Sneijder è
in corsa, ma solo come seconda
punta. Questione di equilibrio. E
in questo momento l’equilibrio
viene prima di tutto, anche dei
nomi altisonanti che Ranieri
progetta di lasciare fuori. Perché
segnare in casa dei francesi è
quasi un imperativo, ma avrebbe
un senso solo se la difesa
interromperà la serie di gol subiti
in campionato (12 in quattro
partite). Ranieri sa che la coppa
può essere decisiva. Per adesso
non gli ha portato tanta fortuna.
Nella stagione 2003-2004 con il
Chelsea è arrivato sino alle
semifinali. Poi niente di
intrigante, prima con il Valencia
(fuori nel girone di
qualificazione), poi con Juve e
Roma, quest’ultima in
comproprietà con Montella
(ottavi). Ora ci riprova con l’Inter.
Sperando di scrivere una pagina
diversa. Altrimenti saranno dolori.
Alessandro Bocci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Inter verso Marsiglia
ATLETICA
Il primo a essere
ascoltato sarà
Gervasoni con il
filone di Cremona,
poi l’attenzione si
sposterà sulla A
3-4-2-1
Basket
Palazzi punta i club
Il ricercato Gegic
beffa mezza Europa
FORMULA 1
Cesena altro cambio
Arrigoni se ne va
Le audizioni di Palazzi
28 febbraio: Carlo
Gervasoni (Cremonese)
29 febbraio: Cristiano Doni
(Atalanta) e Filippo
Carobbio (Spezia Calcio)
1 marzo: Antonio Benfenati
(non tesserato)
5 marzo: Vittorio Micolucci
(Ascoli)
6 marzo: Maurinho
Ernandes (tecnico) e
Alessandro Pederzoli
(Ascoli)
7 marzo: Davide Caremi (ex
Andria), Marco Cellini
(Modena), Antonio Narciso
(Grosseto), Francesco
Ruopolo (Padova)
8 marzo: Nicola Santoni
(tecnico), Luigi Sartor ex
Ternana
9 marzo: Alessandro
Zamperini (ex calciatore)
12 marzo: Edoardo Catinali
(ex Piacenza), Ricky Rickler
(Bologna), Marco Turati
(Modena)
15 marzo: Paolo Acerbis
(ex Vicenza), Kewullay
Conteh (ex Piacenza),
Andres Guzman (Gubbio),
José Joelson (Pergocrema)
Milan 50 punti; Juventus* 49;
Udinese e Lazio 42; Roma 38;
Napoli 37; Inter 36; Palermo
34; Cagliari 31; Chievo e Genoa
30; Fiorentina**, Atalanta (-6)
e Parma* 28; Catania** 27;
Bologna** 25; Siena* 23;
Lecce 21; Novara 17; Cesena*
16
*: 1 partita in meno; **: 2
partite in meno
Rischiatutto Claudio Ranieri (Ansa)
Latitante Almir Gegic, in maglia bianca, quando giocava centrocampista nel Chiasso (Ipp)
Pronti ad andare fino alla Commissione
europea e, se necessario, a combattere fino in
fondo «per un diritto che ci appartiene». Non
sarà certo epocale come la vicenda di Jean Marc
Bosman, però la battaglia avviata dai
«passaportati» del basket (circa 20 giocatori
diventati italiani, ma non tesserabili come tali)
è tutt’altro che trascurabile e sta diventando un
caso. Pareva che la vicenda avesse preso una
piega positiva, anche per la disponibilità della
Federbasket a una sanatoria che sistemasse i
casi pendenti rispetto alla regola dei 4 anni
(almeno) in un settore giovanile per essere
considerati italiani di formazione. Invece non
sembra così, dai tam tam che girano.
Osservano gli interessati: «I nostri casi sono
anteriori al varo della norma; chiediamo di non
essere più discriminati». Che cosa si è bloccato
in un iter logico, posto che nel futuro, sapendo
già qual è la regola, i «passaportati» del domani
sapranno come comportarsi? Non è ancora
chiaro. La sensazione (pessima) della categoria
è di essere stata sacrificata, con il beneplacito
dell’Associazione giocatori, in cambio della
concessione di uno straniero in più ai club.
f.van.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Italiani di passaporto:
verso un caso europeo?
Scommesse Atalanta nel mirino per un’intercettazione
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italia: 515249535254
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La moglie Luciana e i figli Silvio con Silvia e
Ada con Alfredo e Camilla annunciano la scom-
parsa di
Vincenzo Necchi
Per informazioni sul funerale pregasi telefonare
al n. 02.29514093.
- Milano, 21 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Bianca, Paolo e Anna Rancati, con la fami-
glia.
– I condomini di via Ceradini 14, Milano.
Camilla ricorda il suo
nonno Chicco
e abbraccia la nonna Luciana.
- Milano, 21 febbraio 2012.
Matilde, Silvia e Andrea con Manuela abbrac-
ciano forte Luciana, Silvio e Ada e ricordano con
affetto
Vincenzo Necchi
- Milano, 21 febbraio 2012.
Lorenzo, Lietta e Giuliano con Mariaceleste si
stringono a Luciana, Silvio e Ada per la scompar-
sa di
Vincenzo Necchi
- Milano, 21 febbraio 2012.
Gianmario ed Elena Crescentino si stringono
affettuosamente a Silvio e partecipano commossi
al suo dolore per la perdita del papà
Vincenzo Necchi
- Milano, 20 febbraio 2012.
Enzo Necchi
Pucci, Donatella, Antonello, Giovanni, Carlo,
Marialuisa sono vicini a Luciana per la perdita del
suo caro marito. - Milano, 20 febbraio 2012.
Elisabetta, Giuliana, Giuliano e Roberto sono
vicini al dolore di Silvio e della sua famiglia per
la perdita del caro papà
Dott. Vincenzo Necchi
- Milano, 21 febbraio 2012.
I collaboratori e i dipendenti dello Studio Nec-
chi, Sorci & associati partecipano al dolore del
Dottor Silvio Necchi e dei suoi familiari per la per-
dita del papà
Dott. Vincenzo Necchi
- Milano, 21 febbraio 2012.
Paola e Anna Letizia Lenti, con Maurizio, Silva-
no e Luca, si stringono con tanto affetto a Silvio
nel ricordo del caro papà
Vincenzo Necchi
- Meda, 20 febbraio 2012.
Tutto il personale della società Paola Lenti par-
tecipa commosso al lutto del Dottor Silvio Necchi
per la scomparsa del padre
Vincenzo Necchi
- Meda, 20 febbraio 2012.
I soci del network Deloitte in Italia partecipano
con profondo cordoglio al dolore di Silvio Necchi
e famiglia per la scomparsa del padre
Vincenzo
- Milano, 20 febbraio 2012.
Unitamente a Mihaela i fratelli Roberto e Marta
con Lela, Donatella, Piero annunciano con pro-
fondo dolore e tristezza la scomparsa dell'
Ing. Riccardo Rossi
Il funerale si terrà a Milano il 21 febbraio, ore
14,45 nella chiesa San Giovanni in Laterano,
piazza Bernini. - Milano, 20 febbraio 2012.
I nipoti Luca e Stefano Capolongo con Michela
e Alessandra e con Karin e Manola con Stefano
e Andrea ricordano con un grande abbraccio lo
zio
Ing. Riccardo Rossi
- Milano, 20 febbraio 2012.
Mario e Jovska Boschini con Barbara e France-
sca, Lalla e Betti Bertuzzi con famiglia ricordano
con affetto il cugino
Ing. Riccardo Rossi
- Milano, 20 febbraio 2012.
I condomini e l'Amministratore del condominio
di via Pinturicchio n. 16, Milano, partecipano al
dolore della famiglia per la scomparsa del signor
Ing. Riccardo Rossi
- Milano, 20 febbraio 2012.
Giuseppe e Stefano sono vicini a Titti, Valenti-
na, Olivia e a Vanna nel dolore per la scomparsa
del caro
Lorenzo
compagno intelligente, colto e arguto di tante
belle conversazioni.
- Grosseto - Milano, 20 febbraio 2012.
Vanna e Cosimo Pareschi si uniscono al dolore
di Titti, Valentina e Olivia per la scomparsa di
Lorenzo
- Milano, 20 febbraio 2012.
Ombretta abbraccia con tantissimo affetto e
commozione Titti e le sue figlie nel ricordo del
caro
Lorenzo
- Milano, 20 febbraio 2012.
Cristina Policastri Zappella con il marito Miche-
le Zappella partecipa con affetto al dolore gran-
de di Titti, Valentina e Olivia per la scomparsa
dell'
Avv. Lorenzo Nepi
collega e amico indimenticabile.
- Siena, 21 febbraio 2012.
Sergio e Benedetta Pellone piangono, profon-
damente addolorati, l'amico
Lorenzo
maestro di vita e punto di riferimento professio-
nale e sono vicini alla moglie Titti e alle figliole
per la grave perdita.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Francesco e Monica Pellone sono vicini alla fa-
miglia per la scomparsa del caro amico Avvocato
Lorenzo Nepi
- Napoli, 20 febbraio 2012.
I soci e i collaboratori dello studio Pellone &
Associati partecipano commossi al dolore della
famiglia Nepi per la perdita dell'Avvocato
Lorenzo Nepi
ricordandone le eccellenti doti umane e profes-
sionali. - Milano - Napoli, 20 febbraio 2012.
Mario e Francesca Caffi sono vicini con grande
affetto a Titti ed alle figlie nel dolore per la scom-
parsa dell'indimenticabile collega e carissimo
amico
Avv. Lorenzo Nepi
- Bergamo, 20 febbraio 2012.
Banca Finnat Euramerica partecipa con profon-
do cordoglio al lutto della famiglia per la scom-
parsa dell'
Avv. Lorenzo Nepi
stimato ed apprezzato professionista.
- Roma, 21 febbraio 2012.
Severino e Marina con le famiglie sono vicini a
Iolanda Luca e Massimo per la perdita improvvisa
di
Angelo
- Milano, 20 febbraio 2012.
Laura e Maurizio si associano al dolore che ha
colpito la famiglia di
Angelo Gionso
- Milano, 20 febbraio 2012.
Gianluca Bolelli, Pietro Sportelli, Paolo de Pie-
tri-Tonelli partecipano al lutto di Massimo e Luca
Gionso e delle loro famiglie per la scomparsa del
caro papà
Angelo Gionso
- Milano, 20 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Carlotta e Stefano Bernardini.
– Marisa Vignoli Bolelli.
Il Consiglio di Amministrazione ed i Sindaci
della società Permanente SpA partecipano al lut-
to per la scomparsa del loro Amministratore
Rag. Angelo Andronio
- Milano, 20 febbraio 2012.
Il Consiglio di Amministrazione, i Sindaci ed il
personale della società Redi SpA partecipano al
lutto per la scomparsa del loro Amministratore
Rag. Angelo Andronio
- Milano, 20 febbraio 2012.
Profondamente addolorata per la morte del
Ragionier
Angelo Andronio
Fabrizia Bertoni è vicina alla famiglia per la loro
perdita. - Milano, 20 febbraio 2012.
Il giorno 19 febbraio è mancato il
N.H.
Conte
Alvise Loredan
Patrizio Veneto
Ne danno il triste annuncio la moglie Bianca con
i figli Jacopo con Alessandra e le figlie Andriana
e Malvina, Francesco con Domenique e i figli Lo-
renzo e Olimpia, Marco e la cognata Nicoletta.-
Il funerale avrà luogo mercoledì 22 febbraio alle
ore 10.30 nella Basilica dei Frari.
- Venezia, 21 febbraio 2012.
I cugini Loredan Maria Cristina, Giovanna, An-
drea con le loro famiglie e Suor Maria Elisabetta
e Suor Anna Grazia partecipano con immensa
tristezza al dolore di Bianca e dei figli per la scom-
parsa del
N.H.
Conte
Alvise Loredan
- Venezia, 19 febbraio 2012.
Fabio Moretti partecipa al lutto della famiglia
Loredan per la scomparsa del
N.H.
conte
Alvise Loredan
- Venezia, 21 febbraio 2012.
Giovanna, Daina con Simone, partecipano con
tutto il loro affetto al grande dolore di Bianca,
Jacopo, Francesco e Marco, per la scomparsa del
Conte
Alvise Loredan
- Roma, 20 febbraio 2012.
Fabienne Schwalbe e tutti i dipendenti di Gru-
ner+Jahr/Mondadori sono vicini al collega Jaco-
po Loredan e alla sua famiglia, in questo mo-
mento di grande dolore per la perdita del papà
Alvise Loredan
- Milano, 20 febbraio 2012.
I figli Raffaele, Francesca e Ottavia insieme alle
loro famiglie annunciano la scomparsa dell'ama-
tissima madre Professoressa
MariaAntoniaDi Casola
Fantetti
I funerali si terranno presso la parrocchia di San
Gregorio Barbarigo a Roma, mercoledì 22 alle
ore 10 e successivamente a Pavia e San Severo.
- Roma, 21 febbraio 2012.
Francesca e Davide Giacalone ricordano
Nini Di CasolaFantetti
di lei mancheranno, oltre all'affetto per i fami-
gliari, l'intelligenza, la cultura e lo spirito.
- Roma, 20 febbraio 2012.
Virginia, Federica, Caterina, Guglielmo e Gui-
do salutano con un bacino la
nonnaNini
- Roma, 20 febbraio 2012.
Michele e Laura Giacalone si stringono ai figli
e ai nipoti ricordando
Nini Di CasolaFantetti
- Palermo, 20 febbraio 2012.
Guido, Mina, Didi e Bruna Gnocchi ricordano
con affetto e tenerezza
MariaAntonia(Nini)
Di Casola
e abbracciano forte Francesca, Ottavia e Raffae-
le. - Pavia, 20 febbraio 2012.
Una indimenticabile amica ci ha lasciato
MariaAntonia(Nini)
Di Casola
siamo vicini a Ottavia Francesca e Raffaele.-
Francesca Pietromarchi Paolo e Stefanie von Va-
cano. - Roma, 20 febbraio 2012.
Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci
della Società Italiana di Chirurgia sono vicini al
Professor Francesco Basile, Vice Presidente della
società, ed alla sua famiglia per la perdita del
padre
Prof. Attilio Basile
illustre accademico, Presidente Onorario della
Società Italiana di Chirurgia.
- Roma, 20 febbraio 2012.
I signori condomini e l'Amministrazione di piaz-
zetta Guastalla 7 Milano si uniscono al dolore
della famiglia per la scomparsa della signora
FrancescaMariaFeroldi
- Milano, 20 febbraio 2012.
Nucci, Leila, Francesca e Antonio con Giusi
piangono il loro carissimo
Dott. Giuseppe Brucato
I funerali si terranno oggi alle 11 nella Basilica
di Sant'Ambrogio. - Milano, 21 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Molto affettuosamente Annalena, Cesare,
Cristina, Paolo.
– Marco Mazzarelli.
– Harald Lorenzoni.
– Giorgio Podimani.
Massimiliano, Federico, Andrea, Alessandro e
Filippo non dimenticheranno mai il loro
nonno Pino
- Milano, 21 febbraio 2012.
Corrado e Federica Bonacasa sono affettuosa-
mente vicini alla famiglia nel dolore per la per-
dita del
Dott. Giuseppe Brucato
- Milano, 20 febbraio 2012.
Lina e Bruno Guareschi con i figli Luisa, Paola,
Giusi e Pino, sono vicini con il pensiero e la pre-
ghiera al Dottor Antonio Brucato per la perdita
del padre
Dott. Giuseppe Brucato
- Lecco, 21 febbraio 2012.
Monica e Umberto sono vicini ad Antonio,
l'amico di sempre, alle sorelle ed alla mamma
per la perdita del papà
Giuseppe
- Milano, 20 febbraio 2012.
Il condominio di piazza Borromeo 1 Milano
partecipa commosso al lutto per la scomparsa del
dott. Giuseppe Brucato
- Milano, 20 febbraio 2012.
Il presidente Carlo Guglielmi, i vicepresidenti,
i componenti del Consiglio Direttivo assieme ai
probiviri, al segretario generale e ai collaboratori
dell'associazione di Indicam sono vicini al Profes-
sor Avvocato Cesare Galli per la dolorosa perdita
del padre
Ing. Giuseppe Galli
- Milano, 20 febbraio 2012.
Carlo, Silvio e Carlo Alberto sono vicini a Ce-
sare nel suo dolore per la scomparsa del padre
Giuseppe Galli
con tutta l'amicizia di sempre.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Giovanni e Alberto con le loro famiglie parte-
cipano con affetto al dolore di Karin e ricorde-
ranno sempre l'allegria dello zio
Tino Solera
- Milano, 20 febbraio 2012.
Caro
Tino
sei stato un uomo meraviglioso e indimenticabi-
le.- Lalla con figli e nipoti è vicina a Carine nel
suo grande dolore.
- Fino Mornasco - Guanzate, 20 febbraio
2012.
Giancarlo e Sandra Aragona, Anna Brigante
Colonna, Alberto Corrias, Adrian, Franca e Roby
Gerritsen, Sarah Granito di Belmonte, Ruri e Bea-
triz Guiducci, Peter e Katinka Revedin, Louise Le-
wenhaupt Unger sono vicini con affetto a Carine
nel dolore per la scomparsa del consorte
Alberto Solera
Ambasciatore d'Italia
- Roma, 20 febbraio 2012.
Carlo e Mari Civiletti, Andrea e Cettella Con-
tarini, Niccolò e Daniela Goretti de' Flamini,
Franco e Lucia Mistretta si uniscono al dolore di
Carine per la scomparsa del consorte
Alberto Solera
Ambasciatore d'Italia
- Roma, 20 febbraio 2012.
I familiari e gli amici annunciano con dolore la
perdita di
VeraMarzot
La salutiamo nella Sala del Commiato di Prima
Porta dalle ore 10 alle ore 12 del 21 febbraio
2012. - Roma, 20 febbraio 2012.
Luca Ronconi, Sergio Escobar e tutto il Piccolo
Teatro ricordano con grande affetto
VeraMarzot
per il prezioso contributo dato al teatro italiano.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Si è spenta serenamente
Francade Marini Avonzo
Con infinita tristezza lo annunciano il figlio Gia-
como de Marini e Antonella, la sorella Gabry
Cantoni Avonzo e gli adorati nipoti Carlo, Camil-
la e Alessandra de Marini, tutti grati al dottor Titti
Loconte per l'assidua e amichevole assistenza.- I
funerali avranno luogo in Genova, nella chiesa
di San Francesco d'Albaro, mercoledì 22 febbraio
alle ore 11.45. - Genova, 20 febbraio 2012.
Ciao
mamma
da oggi saremo privi della nostra enciclopedia di
famiglia e di un fondamentale punto di riferimen-
to intellettuale.- Giacomo.
- Genova, 20 febbraio 2012.
Cara
Franca
grazie per tutto il bello che hai saputo trasmet-
termi.- Avrò sempre nel cuore il tuo ricordo e nel-
la mente il tuo esempio.- Con affetto, Toni.
- Torino, 20 febbraio 2012.
Il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sin-
dacale e tutto il personale di Abbacus SIM S.p.A.
sono vicini in questo triste momento al loro Pre-
sidente, dottor Giacomo de Marini, per la scom-
parsa dell'amata mamma
sig.raFrancade Marini
Avonzo
- Genova, 20 febbraio 2012.
Professoressa
Francade Marini Avonzo
Il consiglio di Amministrazione di European and
Global Investments è vicino al collega Giacomo
de Marini in questo momento di estremo dolore
per la scomparsa della madre.
- Dublino, 20 febbraio 2012.
Il mondo è più povero e più buio.- A La Jolla
(California), dove risiedeva, è venuta a mancare
la ricchezza di pensiero e la luce delle idee del
Premio Nobel
Renato Dulbecco
un grandissimo scienziato, ma anche una perso-
na eccezionale per umanità, generosità, squisi-
tezza di modi.- Al mondo mancherà lo studioso
di straordinaria levatura, a me e alla mia famiglia
mancherà un amico fraterno, spesso lontano
geograficamente ma vicinissimo al cuore.- Alla
moglie Maureen e alla figlia Fiona testimoniamo
il cordoglio e l'affetto più sinceri.- Sestilio Paletti
con Carla, Mirko, Gino e Raffaele.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Achille e Paola Colombo.
– Franco e Gabriella Felder.
– Giorgio e Lorenza Noseda.
– Umberto, Annamaria e Luca Giovine.
Il Presidente, l'Amministratore Delegato, il
Consiglio di Amministrazione dell'Istituto della
Enciclopedia Italiana ricordano il
prof. Renato Dulbecco
illustre studioso, condirettore dell'opera Frontiere
della Vita e per anni autorevole membro del Con-
siglio Scientifico della Treccani.
- Roma, 20 febbraio 2012.
L'Accademia Nazionale dei Lincei annuncia
con profondo dolore la scomparsa del socio della
Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Prof. Renato Dulbecco
- Roma, 21 febbraio 2012.
L'Ugis, Unione giornalisti scientifici italiani ri-
corda il Premio Nobel
Renato Dulbecco
che condivise le aspirazioni della comunicazione
scientifica. - Milano, 20 febbraio 2012.
La famiglia Pisoni annuncia con molta tristezza
la scomparsa della cara mamma e nonna
FrancescaOrnaghi Pisoni
I funerali si svolgeranno martedì 21 febbraio alle
ore 14.45 presso la chiesa di Sant'Ignazio di
Loyola, piazza Don Luigi Borotti n. 5.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Anna Nanni e Stefano Scotti.
– Annalisa de Marco.
È mancato
Giuseppe Carbone
Lo annuncia il figlio Luciano con Claudia, Fran-
cesco e Giulia.- Funerali martedì 21 ore 10.30
presso parrocchia del Sacro Cuore, Mondovì Al-
tipiano. - Mondovì, 19 febbraio 2012.
Angelica e Giovanni abbracciano Paolo, Ales-
sandra e i ragazzi ora che la loro cara mamma e
nonna
Mimma
ha raggiunto il suo amato marito.
- Milano, 20 febbraio 2012.
MargheritaPirali in Gusti
Tiziano, Delia, Dario e Fausto Gusti con tutti i ni-
poti abbracciano Paolo in questo tristissimo mo-
mento. - Milano, 20 febbraio 2012.
Gli amici di Partners sono affettuosamente vi-
cini al grande dolore di Paolo e famigliari tutti
per la scomparsa della cara mamma
MimmaPirali Gusti
- Milano, 21 febbraio 2012.
I dipendenti della società OCMI-OTG S.p.A.
esprimono il loro dolore per la scomparsa di
MimmaPirali Gusti
e si stringono attorno al Dottor Paolo Gusti e fa-
miglia. - Milano, 20 febbraio 2012.
Michele, Annalisa, Andrea e Alessandra insie-
me alle loro famiglie sono vicine a Paolo ed Ales-
sandra per l'improvvisa scomparsa della zia
MimmaPirali Gusti
- Milano, 20 febbraio 2012.
Tullio e Carla esprimono il loro sconforto per
la perdita di
MimmaPirali Gusti
e si stringono attorno al loro nipote Paolo e alla
sua famiglia. - Milano, 20 febbraio 2012.
Daniele, Raffaella e Tommaso Protti si stringo-
no con affetto a Roberto, nel ricordo del suo caro
papà
Avv. Giuseppe Sessa
- Milano, 20 febbraio 2012.
Simona e Ricky Tognazzi sono vicini a Roberto
per la perdita dell'amato papà
Giuseppe Sessa
- Roma, 20 febbraio 2012.
Nicoletta, Edoardo, Giulia, Caterina e Matilde
si stringono con immenso affetto a Micaela nel
dolore per la perdita del padre
Giuseppe Sessa
- Milano, 20 febbraio 2012.
I condomini di via Lamarmora 3 - Milano si uni-
scono al cordoglio della famiglia per la scompar-
sa dell'
Avv. Giuseppe Sessa
- Milano, 20 febbraio 2012.
Il giorno 18 febbraio è mancato all'affetto dei
suoi cari l'
Ing. Ugo Carpino
Con infinito dolore lo annunciano la moglie Sil-
via, i figli Mario con Laura, Elena con Paolo, Bea-
te e Caterina, il fratello Luigi con Anna, i nipoti e
parenti tutti.- I funerali avranno luogo il giorno
21 febbraio alle ore 14,45 nella parrocchia di
San Leonardo da Porto Maurizio a Milano in via
Mario Borsa 50. - Milano, 20 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Adolfo e Grazia Strappo.
Tilde e la sua famiglia sono vicini a Silvia e ai
suoi cari nel ricordo del carissimo amico
Ugo
- Milano, 20 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Isabella e Paola Viani con Giorgio e Matilde.
Fausto e Maria, profondamente commossi,
partecipano al dolore del Dottor Gerardo Brag-
giotti e famiglia per il grave lutto che li ha colpiti
per la scomparsa della signora
Magdade Portu
- Milano, 20 febbraio 2012.
Soci e collaboratori della Progettisti Associati
architettura e infrastrutture S.r.l. partecipano
sentitamente al lutto dell'Avvocato Marco Beltra-
metti per la morte della madre
AdaDi Vittorio in Beltrametti
- Milano, 20 febbraio 2012.
Pietro e Anna sono vicini a Titti e a tutti i suoi
cari nel dolore per la perdita della cara
GiulianaColetto in Prevedello
- Valle Zignago, 21 febbraio 2012.
È tornato alla casa del Padre
Achille Erba
Padre Barnabita
Lo annunciano con fraterno cordoglio i confratel-
li, i familiari, gli amici ed i parrocchiani.- Presso
la chiesa parrocchiale di San Dalmazzo in Torino
si svolgeranno: la veglia di preghiera martedì 21
febbraio alle ore 17.45 e il funerale mercoledì 22
febbraio alle ore 11.30.
- Torino, 20 febbraio 2012.
Genny con Roberto Marco e Lucia, Franco e
Ornella con Andrea e Nicoletta, si stringono con
affetto a Cid Manlio e Daniela per la perdita della
cara
BrunaFiorelli Barbuti
- Spoleto, 21 febbraio 2012.
I nipoti annunciano con dolore la perdita della
cara zia
LuigiaRamazzotti
Per le informazioni sul funerale si prega di con-
tattare l'Impresa San Siro al n. 0232867.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Carlo e Mariapia con Lella Mario Edoardo an-
nunciano la scomparsa del caro fratello
Patrizio Flores
e sono vicini a Marica Marzia Fabrizio e Federico.
- Milano, 20 febbraio 2012.
Egidio e Deanna con Filippo e Anita sono vicini
con affetto a Matteo e Nicola per la perdita della
mamma
LuisaGatti
- Milano, 20 febbraio 2012.
Angelo Contrino e Remo Dominici partecipano
commossi al lutto di Andrea Manzitti per la grave
perdita della cara mamma
MarinaIsola
- Milano, 20 febbraio 2012.
L'Accademia Nazionale dei Lincei annuncia
con profondo dolore la scomparsa del socio della
Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche
Prof. Giovanni Lilliu
- Roma, 21 febbraio 2012.
Il Direttore Pasquale D'Alessandro e tutti i col-
leghi di Rai Due si stringono attorno alla famiglia
per la prematura scomparsa di
Mario Refrigeri
- Roma, 20 febbraio 2012.
Con profondo amore e tanta nostalgia Roselisa
ricorda il
Prof. Avv. Giuseppe Tarzia
nel settimo anniversario della sua scomparsa.-
Una Santa Messa sarà celebrata mercoledì 22
febbraio alle ore 18 nella chiesa di San Vittore.
- Milano, 21 febbraio 2012.
Maria Laura con i figli e i nipotini ricorda con
grandissimo affetto e rimpianto l'amato "zione"
Prof. Avv. Giuseppe Tarzia
- Milano, 21 febbraio 2012.
21 febbraio 2005 - 21 febbraio 2012
Con immutato struggente dolore Donata ricor-
da il suo compagno di una vita
Antonio Ferraro
- Milano, 21 febbraio 2012.
1999 - 2012
LucianaPirottaBalestrini
Vivi sempre con noi.- I tuoi cari.
- Nerviano, 21 febbraio 2012.
La famiglia ringrazia commossa tutti coloro che
hanno partecipato al dolore per la scomparsa di
Stefano Ponti
- Cesano Maderno, 20 febbraio 2012.
60
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
61
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
Video-rubrica
La precarietà
Tre minuti, una parola
di Beppe Severgnini
Mani Pulite
Parla Colombo
Video-intervista all’ex
pm: «Era impossibile
scoprire tutto».
Motori
Smart espandibile
L'idea dalla svizzera
Rinspeed: un modulo
per i carichi extra.
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Bisogna riempire la
griglia in modo che
ogni riga, colonna e
riquadro contengano
una sola volta i
numeri da 1 a 9
Sole Nuvolo Coperto Pioggia Rovesci Temporali Neve Nebbia Debole Moderato Forte Molto forte Calmo Mosso Agitato
MARE VENTO
Nuova Ultimo quarto Primo quarto Piena
Sorge alle
Tramonta alle
OGGI
LE PREVISIONI
IL SOLE LA LUNA
LE TEMPERATURE DI OGGI
Bari Palermo Bologna Firenze Torino Napoli Roma Milano Genova Venezia
IN EUROPA
ASIA AUSTRALIA
Vancouver
Chicago
San Francisco
New York
Los Angeles
Città del Messico
Buenos Aires
Santiago
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Bogotà
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de Janeiro
Lima
Luanda
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Il Cairo
Lagos
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Città del Capo
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Shanghai
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Sydney
Seul
NORD AMERICA SUD AMERICA AFRICA
DOMANI
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Messina
Milano
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Parma
Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
Rimini
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Torino
Trento
Trieste
Udine
Venezia
Verona
min max min max min max
S = Sereno P = Pioggia N= Nuvoloso T = Temporale C= Coperto V = Neve R = Rovesci B = Nebbia


Fronte
Caldo
Fronte
Freddo
Fronte
Occluso
Bassa
Pressione
L
Alta
Pressione
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Edimburgo
Dublino
Londra
Amsterdam
Parigi
Praga
Oslo
Copenaghen
Stoccolma
Helsinki
Varsavia
Kiev
Vienna
Berlino
Lisbona
Tirana
Atene
Ankara
Algeri
Barcellona
Belgrado
Bucarest
Madrid
Milano
Roma
Tunisi
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Milano
Torino
Genova
Bologna
Trento
Venezia
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Trieste
Ancona
Perugia
L’Aquila
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Campobasso
Napoli
Potenza
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Catanzaro
Palermo
Cagliari
a cura di
GIOVEDÌ VENERDÌ SABATO
22 feb. 29 feb. 8 mar. 15 mar.
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L'anticiclone delle
Azzorre e l'anticiclone
russo-siberiano
persistono su gran parte
dell'Europa, che però
nelle zone più a Sud e
a Nord continua ad
essere interessata da
aree di bassa pressione.
Tra queste quella che
sta interessando l'Italia
è confermata in
indebolimento, di
conseguenza avremo
una graduale
stabilizzazione delle
condizioni meteorologiche
a partire dalle regioni
settentrionali.
A partire dalle regioni settentrionali le precipitazioni lasceranno spazio a schiarite sempre più ampie in graduale estensione dapprima alle regioni centrali e
quindi anche verso le regioni meridionali e insulari. I rasserenamenti faranno aumentare l'escursione termica con temperature che di giorno tenderanno a
salire sopra le medie tipiche del periodo, inizialmente al Nord e quindi via via anche al Centro e al Sud col passare dei giorni.
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Il fumetto
di Paperinik
terza uscita
italia: 515249535254
Codice cliente:
62
Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Teleraccomando
Stamane si parla di
qualcosa che la gente non
ama molto: le tasse. Il
Governo Monti è alle prese
in questi giorni con la
semplificazione fiscale. La
politica questa volta riuscirà
a rendere il fisco più snello
ed efficiente? E ci sarà l’Ici
alla Chiesa, come ci chiede
l’Europa? Myrta Merlino
(foto) ne parla con, tra gli
altri, Mario Baldassarri,
presidente della
commissione finanze in
Senato, Daniela Santanchè,
Pdl; Fabrizia Derriard,
sindaco di Courmayeur. La
conclusione «In poche
parole» questa settimana è
con Chicco Testa.
PER CAPIRE
di Maria Volpe
Emanuele Filiberto
lava i cani
L’aria che tira
La7, ore 11
Myrta Merlino
e le tasse
Guido Caprino (foto con
Francesca Inaudi), è il
protagonista di una fiction
che si basa su una storia
vera. Nel 1984 Ugo Pirro
scrisse un libro sulla
dislessia di suo figlio
Umberto. Oggi è proprio
Umberto Mattone, quel
figlio ex dislessico, a essere
sceneggiatore, insieme alla
moglie neurologa
Alessandra Murri. Caprino
interpreta un uomo che cade
dalla moto e perde la
memoria. C’è una storia
d’amore che lo salverà. Ma
per fare questo deve tornare
indietro con la memoria fino
all’infanzia difficile proprio
a causa della dislessia.
PER DISTRARSI
Bud e Terence
aiutano l’ex capo
Emanuele Filiberto di Savoia
alla prese con cani di tutte le
razze e di tutte le taglie da
lavare, asciugare e portare a
spasso per la nuova sfida
lavorativa.
Il principiante - Il lavoro
nobilita; Cielo, ore 21
A fari spenti nella notte
Rai1, ore 21.10
Caprino-Inaudi
e un incidente
Film e programmi
Steve e Dog (Bud Spencer e
Terence Hill, foto), amici ed ex
poliziotti, tornano per aiutare
il vecchio capo in un caso non
risolto. Inseguono Joe Garrett,
da loro arrestato anni prima.
Miami supercops
Retequattro, ore 21.10
Una scrittrice (Renée
Zellweger) pubblica un libro
contro l’amore e i maschi. Ma
un giornalista (Ewan McGregor,
foto con Zellweger), playboy
umiliato, si vuole vendicare.
Abbasso l’amore
Rai Movie, ore 21
Il nuovo Fisco di Mario Monti.
Tra gli ospiti di Giovanni Floris
(foto) il presidente dell’Eni
Giuseppe Recchi, il
sottosegretario Gianfranco
Polillo, don Virginio Colmegna.
Ballarò
Raitre, ore 21.05
Tv in chiaro
Ewan McGregor
ama Zellweger
Floris e il Fisco
di Mario Monti
Rai1
rai.it
Rai2
rai.it
Rai3
rai.it
Rete4
mediaset.it/rete4
Italia1
mediaset.it/italia1
Canale5
mediaset.it/canale5
La7
la7.it
MTv
mtv.it
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 QUI RADIO LONDRA.
Attualità
20.35 AFFARI TUOI. Varietà
21.10 FILMA FARI SPENTI
NELLA NOTTE.
(Dramm., Italia,
2011). Di Anna Negri.
Con Guido Caprino,
Francesca Inaudi
20.25 ESTRAZIONI
DEL LOTTO.
Varietà
20.30 TG 2 20.30.
21.05 CRIMINAL MINDS -
SUSPECT BEHAVIOR.
Telefilm. Con Forest
Whitaker, Janeane
Garofalo, Kirsten
Vangsness
20.00 BLOB.
Attualità
20.15 PER RIDERE
INSIEME CON
STANLIO E OLLIO.
Comiche
20.35 UN POSTO AL SOLE.
Soap
21.05 BALLARÒ. Attualità.
Con Giovanni Floris
20.30 WALKER TEXAS
RANGER. Telefilm
21.10 FILM MIAMI
SUPERCOPS - I
POLIZIOTTI DELL’8ª
STRADA. (Azione,
Italia, 1985). Regia
di Bruno Corbucci.
Con Bud Spencer,
Terence Hill
20.30 STRISCIA LA
NOTIZIA. Tg Satirico
21.10 FILM SCUSA MA TI
VOGLIO SPOSARE.
(Commedia, Italia,
2010). Di Federico
Moccia. Con Raoul
Bova, Michela
Quattrociocche,
Ignazio Oliva
20.20 C.S.I. - SCENA DEL
CRIMINE. Telefilm
21.10 FILM TROY. (Azione,
Usa, 2004). Regia di
Wolfgang Petersen.
Con Brad Pitt, Eric
Bana, Orlando
Bloom. Nel
programma: Tgcom;
Meteo
20.00 TG LA7.
20.30 OTTO E MEZZO.
Attualità.
Con Lilli Gruber
21.10 L’ISPETTORE
BARNABY.
Telefilm.
Con John Nettles,
Jane Wymark,
Barry Jackson
14.05 JERSEY SHORE.
Telefilm
15.05 DEGRASSI: THE NEXT
GENERATION. Telefilm
16.00 MADE. Varietà
17.00 TEEN MOM. Varietà
18.00 FRIENDZONE: AMICI O
FIDANZATI? Varietà
19.05 DEGRASSI: THE NEXT
GENERATION. Telefilm
20.00 JERSEY SHORE.
Telefilm
21.00 DIARIO DI UNA NERD
SUPERSTAR. Telefilm
21.30 DIARIO DI UNA NERD
SUPERSTAR. Telefilm
22.00 MY LIFE AS LIZ.
Telefilm
22.30 MY LIFE AS LIZ.
Telefilm
SERA
14.00 POPULAR. Musicale
15.00 THE FLOW. Musicale
16.00 POPCAKE. Musicale
17.30 ROCK DEEJAY.
Musicale
18.35 PLATINISSIMA
PRESENTA: GOOD
EVENING. Musicale
20.00 LOREM IPSUM.
Musicale
20.15 VIA MASSENA 2.
Serie
21.00 SPECIALE GRANDE
DA 30 ANNI.
Attualità
23.00 LOREM IPSUM.
Musicale
Deejay TV
Rai4
rai.it
Rai5
rai.it
Rai
Storia
rai.it
Rai
Movie
rai.it
Rai
YoYo
rai.it
Rai
Gulp
rai.it
Boing
boingtv.it
La7d
la7.it
10.40 PRIMEVAL. Serie
11.30 FARSCAPE. Serie
12.20 BATTLESTAR
GALACTICA.
Miniserie
13.05 STREGHE II. Telefilm
13.50 FISICA O CHIMICA IV.
Serie
15.15 ENTOURAGE III. Serie
15.45 BEING ERICA II. Serie
16.30 ONE TREE HILL VI.
Serie
17.20 EUREKA II. Serie
18.05 FARSCAPE. Serie
18.50 BATTLESTAR
GALACTICA. Serie
19.35 PRIMEVAL. Serie
20.25 SUPERNATURAL IV.
Serie
21.10 FILM DABANGG.
(Azione). Regia di
Abhinav Kashyap.
23.15 FILM CITY OF GOD.
(Drammatico).
Regia di Fernando
Meirelles.
1.25 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
1.30 WONDERLAND.
Attualità
17.15 COOL TOUR. Attualità
17.45 TOUS LES HABITS DU
MONDE.
Documentario
18.15 LE CASE PIÙ VERDI
DEL MONDO.
Documentario
18.45 NO RESERVATIONS.
Documentario
19.40 IO VOLO.
Documentario
20.10 ROADBOOK.
Documentario
20.40 PASSEPARTOUT.
Attualità
21.15 FILM COVER BOY -
L’ULTIMA
RIVOLUZIONE.
(Drammatico).
Regia di Carmine
Amoroso.
22.55 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
23.45 COOL TOUR.
Attualità
0.15 POSSO VENIRE A
DORMIRE DA VOI?
Documentario
1.10 FILM FUORI ORARIO
RAI5.
20.00 MAGAZZINI EINSTEIN
- CAPOLAVORI
NASCOSTI. Doc.
20.30 CULT BOOK - FUGA E
RITORNO AL
PASSATO. Doc.
21.00 DIXIT BIOGRAFIE -
LUISA SPAGNOLI. Doc.
22.00 DIXIT BIOGRAFIE -
JOE PETROSINO.
Documenti
15.55 FILM TI STRAMO.
17.35 FILM L’UOMO DEI
MIEI SOGNI.
19.20 FILM ROLLERCAR,
SESSANTA SECONDI
E VAI!
21.00 FILM ABBASSO
L’AMORE - DOWN
WITH LOVE.
22.45 FILM LASCIAMI
ENTRARE.
19.00 GRACHI. Telefilm
19.50 VICTORIOUS I. Telefilm
20.15 LOVELY COMPLEX.
Cartoni
20.45 SORELLE FANTASMA.
Telefilm
21.10 SCUOLA DI SPIE (M.I.)
III. Telefilm
21.40 KARKU. Telefilm
22.10 NATURALLY SADIE.
Telefilm
17.30 CANTORE STORIES.
Documentario
18.00 PORSCHE LIVE.
Attualità
19.00 LAW&ORDER.
Telefilm
19.45 PUNTO E A CAPO.
Attualità
21.00 FILM ATTILA L’UNNO.
22.30 LAW&ORDER.
Telefilm
19.25 LEONE IL CANE
FIFONE. Cartoni
19.40 TAKESHI’S CASTLE.
Varietà
20.05 THE GARFIELD SHOW.
Cartoni
20.35 LA PANTERA ROSA &
CO. Cartoni
21.00 NINÌ. Telefilm
21.50 TAKESHI’S CASTLE.
Varietà
18.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
19.40 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
20.40 G’ DAY. Tg Satirico
21.10 SEX AND THE CITY.
Telefilm
22.40 PARA VESTIR
SANTOS. Telefilm
0.40 MOVIE FLASH.
Attualità
Tv
2000
tv2000.it
20.00 ROSARIO DA LOURDES
- IN DIFFERITA.
20.30 NEL CUORE DEI
GIORNI - INDACO.
20.55 NEL CUORE DEI
GIORNI - (TGTG).
21.20 PRESENTAZIONE
CRITICO CINEMATOGR.
21.25 FILMULTIMO MINUTO.
23.05 EFFETTO NOTTE:
DENTRO IL CINEMA.
La5
mediaset.it
20.15 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
20.25 EXTREME
MAKEOVER HOME
EDITION. Doc.
21.10 GRANDE FRATELLO
NIGHT. Reality
22.30 MAI DIRE GRANDE
FRATELLO. Varietà
23.21 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
Cielo
cielo.it
19.00 UNO PSICOLOGO DA
CANI - DOG
WHISPERER.
Documentario
20.00 MASTERCHEF ITALIA
- LA SFIDA ITALIANA.
Varietà
21.00 IL PRINCIPIANTE.
Varietà
22.00 IL PRINCIPIANTE.
Varietà
Iris
iris.mediaset.it
17.07 FILMTHE
ANNIVERSARY
PARTY.
19.14 SUPERCAR V. Tf.
20.09 A-TEAMIII. Telefilm
21.05 FILMMY NAME IS
TANINO.
23.08 FILMBIONDA
NATURALE.
1.06 FILMIL MIO NOME È
REMO WILLIAMS.
6.30 TG 1.
6.45 UNOMATTINA.
Attualità
7.35 TG PARLAMENTO.
Attualità
11.00 TG 1.
11.05 OCCHIO ALLA SPESA.
Attualità. Con
Alessandro Di Pietro
12.00 LA PROVA DEL
CUOCO. Varietà. Con
Antonella Clerici
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA.
Attualità
TG1 FOCUS. Attualità
14.10 VERDETTO FINALE.
Attualità. Con
Veronica Maya
15.15 LA VITA IN DIRETTA.
Attualità. Con
Marco Liorni, Mara
Venier. Nel
programma: Tg
Parlamento; Tg 1;
Che tempo fa
18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con
Carlo Conti
7.00 CARTOON FLAKES.
Ragazzi
10.00 TG2PUNTO.IT.
Attualità
11.00 I FATTI VOSTRI.
Attualità
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG 2 COSTUME E
SOCIETÀ. Attualità
13.50 MEDICINA 33.
Rubrica
14.00 L’ITALIA SUL DUE.
Attualità
16.10 GHOST WHISPERER.
Telefilm
16.55 HAWAII FIVE-0.
Telefilm. Con Jack
Lord, James
MacArthur, Kam
Fong
17.45 TG 2 FLASH L.I.S.
17.50 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2.
18.45 NUMB3RS. Telefilm.
Con Rob Morrow,
David Krumholtz
19.35 L’ISOLA DEI FAMOSI.
Reality
8.00 AGORÀ. Attualità
9.50 DIECI MINUTI DI...
PROGRAMMI
DELL’ACCESSO.
Attualità
10.00 RAI 150 ANNI. LA
STORIA SIAMO NOI.
Attualità
11.00 APPRESCINDERE.
Talk show
12.00 TG 3.
12.25 TG 3 FUORI TG.
Attualità
12.45 LE STORIE - DIARIO
ITALIANO. Attualità
13.10 LA STRADA PER LA
FELICITÀ. Telefilm
14.00 TG REGIONE.
14.20 TG 3.
14.50 TGR - IL CARNEVALE
DI VIAREGGIO 2012.
Attualità
15.50 TG 3 L.I.S.
15.55 COSE DELL’ALTRO
GEO. Varietà
17.40 GEO & GEO. Doc.
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE.
7.20 IERI E OGGI IN TV.
Varietà
7.25 NASH BRIDGES.
Telefilm
8.20 HUNTER. Telefilm
9.40 RIS - ROMA DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm
10.50 BENESSERE - IL
RITRATTO DELLA
SALUTE. Attualità
11.30 TG 4 - TELEGIORNALE.
12.00 DETECTIVE IN
CORSIA. Telefilm
13.00 LA SIGNORA IN
GIALLO. Telefilm
13.50 IL TRIBUNALE DI
FORUM-
ANTEPRIMA. Attualità
14.05 IL TRIBUNALE DI
FORUM. Attualità
15.10 FLIKKEN COPPIA IN
GIALLO. Telefilm
16.15 SENTIERI. Soap
16.40 FILM L’INDIANA
BIANCA.
18.55 TG 4 - TELEGIORNALE.
19.35 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
6.00 TG 5 PRIMA PAGINA.
Attualità
8.00 TG 5 MATTINA.
8.40 LA TELEFONATA DI
BELPIETRO. Attualità
8.50 MATTINO CINQUE.
Varietà
11.00 FORUM. Attualità.
Con Rita Dalla
Chiesa
13.00 TG 5.
13.40 BEAUTIFUL. Soap
14.10 CENTOVETRINE. Soap
14.45 UOMINI E DONNE.
Talk show. Con
Maria De Filippi
16.15 AMICI. Reality
16.55 POMERIGGIO
CINQUE. Varietà. Con
Barbara D’Urso. Nel
programma: Tg 5
minuti
18.45 THE MONEY DROP.
Quiz. Con Gerry
Scotti. Nel
programma: Tg 5 -
Anticipazione
20.00 TG 5.
6.50 CARTONI ANIMATI
8.40 SETTIMO CIELO.
Telefilm
10.35 EVERWOOD. Telefilm
12.25 STUDIO APERTO.
13.00 STUDIO SPORT.
13.40 I SIMPSON. Cartoni
14.35 DRAGON BALL.
Cartoni
15.30 CAMERA CAFÉ
RISTRETTO. Serie
15.40 CAMERA CAFÉ. Serie
16.10 THE MIDDLE.
Telefilm. Con
Patricia Heaton, Neil
Flynn, Charlie
McDermott
16.55 LA VITA SECONDO
JIM. Serie
17.45 TRASFORMAT. Quiz.
Con Enrico Papi
STUDIO APERTO -
ANTICIPAZIONI.
18.30 STUDIO APERTO.
19.00 STUDIO SPORT.
19.20 TUTTO IN FAMIGLIA.
Serie
19.50 I SIMPSON. Cartoni
6.00 TG LA7.
6.55 MOVIE FLASH.
Attualità
7.00 OMNIBUS. Attualità
9.45 COFFEE BREAK.
Attualità
11.00 L’ARIA CHE TIRA.
Attualità
12.30 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
13.30 TG LA7.
14.05 FILM ASSASSINIO
SUL PONTE.
(Drammatico,
Germania/italia,
1975). Regia di
Maximilian Schell.
Con Jon Voight,
Jacqueline Bisset,
Martin Ritt.
15.55 ATLANTIDE - STORIE
DI UOMINI E DI
MONDI. Doc.
17.25 MOVIE FLASH.
Attualità
17.30 L’ISPETTORE
BARNABY. Telefilm
19.20 G’ DAY. Tg Satirico
TG 1 60 SECONDI.
23.15 PORTA A PORTA.
Attualità. Con Bruno
Vespa
0.50 TG1 NOTTE.
TG1 FOCUS. Attualità
21.50 CRIMINAL MINDS.
Telefilm
22.40 THE GOOD WIFE. Tf.
23.25 TG 2.
TG 2 PUNTO DI
VISTA. Attualità
23.15 90° MINUTO
CHAMPIONS.
Rubrica sportiva
24.00 TG3 LINEA NOTTE.
Nel programma:
TG Regione
23.25 I BELLISSIMI DI RETE
4. Attualità
23.30 FILMBASTA
GUARDARE IL CIELO.
(Dramm., Usa,
1998). Di P. Chelsom
23.45 MATRIX.
Attualità.
Con Alessio Vinci
1.30 TG 5 NOTTE.
Nel programma:
Meteo 5
0.20 FILM KULL IL
CONQUISTATORE.
(Avventura, Usa,
1997). Regia di
John Nicolella. Con
Kevin Sorbo
22.40 PARA VESTIR
SANTOS - A
PROPOSITO DI
SINGLE. Telefilm
23.10 CROSSING JORDAN.
Telefilm
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
20.30 DIXILAND. Cartoni
20.35 LULU BRUM BRUM.
Cartoni
20.50 LA STELLA DI LAURA
2. Cartoni
21.00 SAM IL POMPIERE 2.
Cartoni
21.10 BOB AGGIUSTATUTTO
XIV. Cartoni
21.20 POCOYO. Cartoni
21.30 PEPPA PIG II. Cartoni
18.20 INCANTESIMO 4.
Soap Opera
19.10 UN MEDICO IN
FAMIGLIA. Telefilm
20.05 DON MATTEO 2.
Telefilm
21.00 MIO FIGLIO.
Miniserie
22.45 AUTORITRATTI -
FABRIZIO GIFUNI.
Attualità
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Class
Tv Msnbc
Rai
Premium
rai.it
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63
Corriere della Sera Martedì 21 Febbraio 2012
B
asta con i corridoi di una scuola di provincia
invasa da ragazzi che cantano, come in «Glee».
Stavolta si fa sul serio, almeno nelle intenzioni,
e si mette in scena l’inevitabile punto di arrivo
di ogni scalata al successo musicale che si ri-
spetti, la destinazione concreta di tutti i sogni e ideali-
smi da liceale.
Stavolta si rappresenta Broadway: il suo mondo, gli
splendori e le invidie del die-
tro le quinte. «Smash», nuo-
va serie di NBC con l’impron-
ta produttiva di Steven Spiel-
berg, arriva in Italia a due set-
timane dalla messa in onda
americana (Mediaset Pre-
mium, Mya, domenica, ore
21.15) e ci introduce in me-
dias res nella scrittura e nel
backstage di un musical, dedi-
cato alla vita di Marylin Mon-
roe.
Seguiamo così la nascita e
lo sviluppo di idee e canzoni
dei due autori e compositori,
Julia Houston (Debra Mes-
sing, indimenticata Grace Ad-
ler in Will & Grace) e TomLe-
avitt (Christian Borle). Seguia-
mo i dissidi e le contrattazio-
ni con un regista di successo,
Derek Wills (Jack Davenport,
già nel piccolo cult inglese
«Coupling»). Seguiamo i ca-
sting, che vedono confrontar-
si una giovane che tenta di
sfondare, Karen Cartwright
(Katharine McPhee, diretta-
mente da «American Idol»), e
un’attrice di mestiere alla ri-
cerca di un’affermazione fino-
ra non arrivata, Ivy Lynn (Me-
gan Hilty, una lunga carriera
a Broadway, quella vera). Belle speranze e sogni infranti,
insomma. Gli attori sono di assoluto primo piano, con
un’Anjelica Huston che sembra tornata tra i Tenenbaum.
La storia è intrigante, le performance e le canzoni impec-
cabili (anche se sarebbe ora di chiedere una moratoria su
«Beautiful» di Christina Aguilera). Insomma, un mix di
ingredienti esplosivo, e pressoché perfetto. Se solo non
ne mancasse (per ora) uno, al centro dei grandi successi
di Broadway (e dei film più riusciti di Spielberg): un po’
di cuore, l’impressione che sia vero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A fil di rete
Pay Tv
Jack Black maestro
a tempo di rock
Il chitarrista Dewey Finn (Jack
Black, foto) prende il posto di un
amico come insegnante in una
scuola prestigiosa. E trasforma la
classe in una rock band, contro il
volere di preside e genitori.
School of rock
Sky Comedy, ore 22.45
Spericolatezze
in Amazzonia
Dubbi e amori
di un uomo in crisi
Roberto
Alpi
Le
Centovetrine
di Canale 5
superate dalla Prof
Pivetti. Difficile
vedere una soap in
prime time: per
Roberto Alpi & C. gli
spettatori sono
2.896.000, per uno
share del 11,2%
«Smash» quasi perfetto
Manca un po’ di cuore
Veronica
Pivetti
La
professores-
sa Pivetti
batte le vetrine di
Canale 5. Torna in
onda Veronica Pivetti
con «Provaci ancora
Prof 4»: la fiction di
Raiuno è stata seguita
da 6.413.000
spettatori,
23,8% di share.
di Aldo Grasso
Beck (The Rock, foto) viene
incaricato dal suo Boss di
recuperare il figlio in Amazzonia.
Una volta trovato, andranno alla
ricerca del Gatto d’oro dai
leggendari poteri.
Il tesoro dell’Amazzonia
Sky Cinema Max, ore 21
I dubbi esistenziali di Kevin
Spacey (foto) lo inducono a una
svolta radicale, mentre la figlia
si innamora di un ragazzo fuori
dell’ordinario e la moglie è
divorata dall' ambizione.
American Beauty
Sky Cinema Hits, ore 21.10
14.45 FORREST GUMP Il film con T. Hanks
e diretto da R. Zemeckis ha vinto sei
Oscar (tra cui film e regia). Un ritratto
dell’America, da Nixon a Lennon.
Sky Cinema Hits HD
15.30 MAXIMUM RISK Un detective
privato prima scopre di avere un
gemello, poi di essere nel mirino dei
killer. Sky Cinema Max HD
16.05 LA VITA CORRE SUL FILO Opera
prima di S. Pollack: uno studente di
psicologia lavora in un centro
d’ascolto. Telefona una donna che ha
tentato il suicidio... MGM
17.15 UN COLPO ALL’ITALIANA Dei
malavitosi inglesi (nel cast M. Caine),
progetta il furto di quattro milioni di
dollari in oro ai danni della Fiat di
Torino. Sky Cinema Classics
18.50 KING ARTHUR I cavalieri della
tavola rotonda difendono il paese dai
Sassoni e scelgono Artù come loro
re. Film storico con C. Owen e K.
Knightley. Sky Cinema Max HD
19.05 DEEP IMPACT Leo con il suo piccolo
telescopio fa un tremenda scoperta:
una cometa è in rotta di collisione
con la Terra. Sky Cinema Hits HD
19.10 UNO STRANO SCHERZO DEL
DESTINO S. Martin, qui anche
sceneggiatore, racconta i problemi di
una bimba prima adottata e poi
contesa tra due padri. Con G. Byrne
e L. Linney. Sky Cinema Family
21.00 VUOI NON SPOSARMI?
Sono anni che Charlie (E.Kerr) è
fidanzato, ma non pensa ancora al
matrimonio. Quando il fratello decide
di sposarsi, diventerà una gara.
MGM
GANDHI B. Kingsley è l’apostolo
della non violenza. Il film, diretto da
R. Attenborough, ha vinto in tutto
otto statuette. Sky Cinema
Classics
LE NUOVE AVVENTURE DI PIPPI
CALZELUNGHE Utilizzando i suoi
poteri magici Pippi s’imbarca verso i
lontani mari del Sud. Dal libro per
l’infanzia di Astrid Lindgren.
Sky Cinema Family
IL TESORO DELL’AMAZZONIA Un
uomo incarica Beck (D. Johnson,
alias The Rock), un tipo abituato a
recuperare ciò che gli viene chiesto,
di riportare a casa il figlio Travis.
Sky Cinema Max HD
21.10 AMERICAN BEAUTY Cinque Oscar
per il film diretto da S. Mendes sulla
crisi dell’americano medio,
interpretato da un ottimo K. Spacey.
Sky Cinema Hits HD
21.15 SE SEI COSÌ TI DICO SÌ
Negli anni 80, il cantante Piero
Cicala vendette un milione di dischi
con un solo singolo. Ora ha una vita
normale ma una telefonata...
Sky Cinema 1 HD
Cinema Sport
14.25 PROFESSOR YOUNG
Disney Channel
15.00 HOW I MET YOUR MOTHER
Fox HD
16.30 LA VITA SEGRETA DI UNA
TEENAGER AMERICANA Fox HD
17.25 KARKU Rai Gulp
18.00 BUONA FORTUNA CHARLIE!
Disney Channel
19.10 SCRUBS Fox HD
20.05 LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE
Fox Crime HD
20.45 SORELLE FANTASMA Rai Gulp
21.00 GHOST WHISPERER Fox Life
21.40 KARKU Rai Gulp
21.50 CRIMINAL MINDS Fox Crime HD
22.10 NATURALLY SADIE Rai Gulp
22.45 LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE
Fox Crime HD
14.05 SUPERTATA USA Fox Life
15.00 NON DITELO ALLA SPOSA! LEI
15.15 KEEPING UP WITH THE
KARDASHIANS E!
16.00 CASE DA INCUBO - USA LEI
16.30 JERSEYLICIOUS E!
17.20 GLI SGOMMATI Sky Uno
18.00 BRIDALPLASTY E!
18.20 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
18.55 A TUTTO REALITY: LA VENDETTA
DELL’ISOLA! K2
19.10 SIMONA GOES TO HOLLYWOOD
Sky Uno
19.15 LA GUERRA DELLE TORTE LEI
21.00 GIARDINIERI IN AFFITTO LEI
21.20 MASTERCHEF ITALIA - LA SFIDA
ITALIANA Sky Uno
22.00 LA NUOVA CASA DEI SOGNI -
AUSTRALIA LEI
14.30 ANGELINA BALLERINA DeAkids
15.15 WINX CLUB Rai Gulp
16.10 BEYBLADE Cartoon Network
17.00 ANGELINA BALLERINA DeAkids
17.55 LA PANTERA ROSA & CO.
Boomerang
18.25 ANGELINA BALLERINA DeAkids
19.10 THE LOONEY TUNES SHOW
Boomerang
19.35 BATMAN THE BRAVE AND THE
BOLD Cartoon Network
20.25 IL LIBRO DELLA GIUNGLA
Boomerang
21.00 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
21.05 PHINEAS E FERB Disney Channel
21.15 CUCCIOLI CERCA AMICI
Boomerang
21.25 I FANTAEROI K2
21.30 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
14.00 MITI DA SFATARE
Discovery Channel HD
15.40 WWII - GLI ARCHIVI RITROVATI
History Channel
16.05 COME FUNZIONA?
Discovery Science
17.05 LA SCIENZA HA FATTO BANG
National Geographic
18.20 A CACCIA DI MOSTRI: CANI
KILLER History Channel
19.05 NASA: GRANDI MISSIONI
Discovery Science
20.00 TOP GEAR Discovery Channel HD
21.00 AFFARI AL BUIO: ROULETTE
RUSSA History Channel
21.30 CHI OFFRE DI PIÙ?
Discovery Channel HD
22.00 AFFARE FATTO!
Discovery Channel HD
Serie Tv Intrattenimento Ragazzi Documentari
22.35 IL LADRO DI PARIGI Parigi, fine
Ottocento. Il gentiluomo Georges (J-
P Belmondo) diventa ladro. La nuova
professione riesce ottimamente...
MGM
22.45 GLORY ROAD - VINCERE CAMBIA
TUTTO La storia della squadra dei
Texas Western Miners, che al
campionato del 1965-66 si presentò
con una squadra mista.
Sky Cinema Family
22.50 48 ORE DI TERRORE Una giovane
coppia ruba ai propri genitori una
somma di denaro e fugge su un
aereo privato che però precipita...
Sky Cinema Max HD
23.05 THE DAY AFTER TOMORROW -
L’ALBA DEL GIORNO DOPO Un
improvviso cambiamento del clima si
verifica a New York, con temperature
sotto zero. Cosa fare? Con D. Quaid e
J. Gyllenhaal. Sky Cinema 1 HD
23.10 BILLY BATHGATE - A SCUOLA DI
GANGSTER D. Hoffman è Dutch
Schultz, boss nella New York del
1935, che accoglie il giovane Billy e
gli affida la protezione di sua moglie
Drew. Sky Cinema Passion HD
23.20 IL PAZIENTE INGLESE Durante la
Seconda Guerra Mondiale, quattro
persone si rifugiano sulle colline
intorno a Firenze... Dirige A.
Minghella nel 1996; 9 Oscar.
Sky Cinema Hits HD
14.15 BASKET: LOUISVILLE - SYRACUSE
NCAA Sky Sport 2 HD
14.35 CALCIO: JUVENTUS - MILAN
08/05/99 Serie A Story ESPN
15.35 SCI ALPINO: STUDI COPPA DEL
MONDO COMMENTI Diretta
RaiSport 1
15.45 SCI ALPINO: SLALOM SPECIALE
MASCHILE/FEMMINILE - CITY
EVENT Coppa del Mondo. Diretta
RaiSport 1
17.00 TENNIS: GIORNO 3 Torneo WTA di
Dubai. Diretta Eurosport
18.30 CALCIO: JUVENTUS - MILAN
08/05/99 Serie A Story ESPN
19.00 WRESTLING: EP. 35 WWE Domestic
Raw Sky Sport 2 HD
19.45 BILIARDO: FINALE Welsh Open
Eurosport
20.40 CALCIO: NAPOLI - CHELSEA UEFA
Champions League. Diretta
Sky Sport 1 HD
20.45 PUGILATO: PESI MASSIMI, FINALE
Bigger’s Better. Diretta
Eurosport
21.00 BASKET: FILENI BPA JESI - ENEL
BRINDISI Campionato Italiano -
Lega Due. Diretta RaiSport 1
22.00 CICLISMO: 1999. LAVAL - BLOIS
(4A TAPPA) Tour de France Story
ESPN
23.15 RUGBY: ITALIA - INGHILTERRA
Torneo Sei Nazioni
Sky Sport 2 HD
Sky
Gli zombie
di George A. Romero
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Vincitori e vinti
Classico del cinema horror di
George A. Romero. I morti
resuscitano e diventano belve
assetate di sangue: sono gli
zombie. Un gruppo di persone
cerca di affrontarli.
La notte dei morti viventi
Cult, ore 0.30
Film
e programmi
14.10 FRINGE III. Telefilm STEEL
14.18 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI
14.59 MEN IN TREES - SEGNALI
D’AMORE I. Telefilm MYA
15.08 PSYCH III. Telefilm JOI
15.26 SEGUI IL TUO CUORE. Film Tv
Premium Cinema
15.51 MEN IN TREES - SEGNALI
D’AMORE I. Telefilm MYA
15.55 SMALLVILLE VI. Telefilm STEEL
15.59 LE CROCIATE. Film JOI
16.40 LE QUATTRO PIUME. Film Studio
Universal
16.45 KNIGHT RIDER I. Telefilm STEEL
17.12 UN ALTRO MONDO. Film Premium
Cinema
17.25 LA VITA CHE SOGNAVO. Film Tv
MYA
18.25 R.I.S. 3 DELITTI IMPERFETTI.
Telefilm STEEL
18.28 PACKED TO THE RAFTERS III.
Telefilm JOI
18.50 MANHATTAN. Film Studio
Universal
19.14 TRE ALL’IMPROVVISO. Film
Premium Cinema
19.20 R.I.S. 3 DELITTI IMPERFETTI.
Telefilm STEEL
19.23 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA VIII.
Telefilm JOI
19.30 GREY’S ANATOMY VI. Telefilm MYA
20.14 I PILASTRI DELLA TERRA.
Miniserie JOI
20.22 GREY’S ANATOMY VI. Telefilm MYA
20.25 KNIGHT RIDER I. Telefilm STEEL
20.40 HOLLYWOOD COLLECTION. Rubrica
Studio Universal
21.15 DUE CUORI E UNA PROVETTA. Film
Premium Cinema
21.15 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI
21.15 GOSSIP GIRL V. Telefilm MYA
21.15 WAREHOUSE 13 III. Telefilm STEEL
21.15 VIAGGIO NEL CINEMA
AMERICANO. Show Studio
Universal
21.35 L’IMBROGLIO - THE HOAX. Film
Studio Universal
22.06 ROYAL PAINS II. Telefilm JOI
22.09 PRETTY LITTLE LIARS II. Telefilm
MYA
22.50 SANCTUARY I. Telefilm STEEL
22.54 MYA MAG. Rubrica MYA
23.04 INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI
SOGNI. Film Premium Cinema
23.10 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION I.
Telefilm JOI
23.40 SANCTUARY I. Telefilm STEEL
23.40 VIAGGIO NEL CINEMA
AMERICANO. Show Studio
Universal
Mediaset Premium
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Martedì 21 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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