Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita

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accio tesoro del mio spazio riservato al rapporto diretto con voi lettori, per aprire delle riflessioni sui …fatti nostri. Apro con le doverose scuse per i molti disguidi postali avvenuti nella distribuzione. Purtroppo non possiamo farci molto per migliorare il servizio se non gestirlo in un modo autonomo, non è utopia, ci stiamo pensando. Il servizio attuale di distribuzione è affidato a Poste italiane alla quale più volte abbiamo espresso le vostre lamentele, purtroppo la situazione non sta migliorando .. anzi!!! Non rimane altro che sperare invitandovi a segnalare, come state facendo, i vari disguidi relativi a questo servizio. Da parte nostra adempiamo a tutte le indicazioni richieste da Poste Italiane, per la cronaca nel 1999 pagavamo per la spedizione circa 70 mila lire oggi paghiamo oltre seicento Euro, tutto farebbe supporre a un servizio migliore. Una nota obbligatoria davanti a questo passaggio epocale della nostra giovane Repubblica, attendiamo gli effetti del Signor Monti speriamo bene visto che fino a oggi Tre-monti non erano stati sufficienti a trovare alchimie economiche sufficienti. Speriamo di aver pescato il Caronte giusto per questi primi provvedimenti atti a dare delle risposte economiche alla signora Merkel ..e alla BCE, poi spero vivamente che si torni a parlare di qualcosa dal nome democrazia che non mi sembra sia fra le attuali priorità di molti. Tornando alle nostre pagine, non intendiamo certo deludervi in questo ultimo numero dell’anno e allora eccoci qua con le nostre rubriche con alcune notizie di sicuro interesse. Si torna a parlare di “dimenticati di stato” dopo il rimpatrio delle spoglie del nostro compaesano Feri Attilio, “dalla storia” ci racconta di una notizia che fece balzare, se pur per tragici eventi, Cinigiano all’attenzione nazionale. Con “Gioie e sapori” andiamo a concludere le conoscenze tecniche del disciplinare della Doc Montecucco, seguendo un vostro suggerimento “papaveri e papere” ci racconta fantasie e realtà del mezzo topo e mezzo uccello. “le tradizioni” presenta i giochi delle citte negli anni cinquanta. Il “profili” ci propone una storia di immigrazione e con il “profeta in patria” andiamo a leccarci i baffi con il panforte di Paolo. La parola alle associazioni per raccontarci la loro attività e le nuove proposte per il prossimo anno. Per una gita domenicale la soluzione per ogni stagione una giornata nel paese del Teatro povero a Monticchiello. Tanto e altro ancora in ogni pagina da gustare e riflettere. Concludo, come al solito, invitandovi a sostenerci in ogni modo augurando a tutti voi un buon 2012.

F

18/12/2011 anno XIII° - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

... fatti nostri,
informa

TRILLI... DI FESTA

FLIT ECOLOGICO

“GRAZIOSAMENTE INCARICATO”

il presidente Massimo Fabiani

Lettera dal presidente ........................pag Bacheca .............................................pag Numeri utili .........................................pag La nostra posta ..................................pag Cinigiano in edicola ...........................pag Fiori d’arancio ....................................pag Dalla storia .........................................pag Notiziando ..........................................pag Conoscere le nostre opere ................pag Notiziando ..........................................pag Profili cinigianesi ................................pag Gingillando .........................................pag Comune Cinigiano informa ................pag Gingillando .........................................pag Dalle associazioni ..............................pag Profeta in patria ..................................pag Notiziando ..........................................pag Dalle tradizioni....................................pag Gente di classe ..................................pag Il sommo poeta ..................................pag Notiziando ..........................................pag Gioie e sapori .....................................pag Papaveri e papere ..............................pag Notiziando ..........................................pag Girellando ...........................................pag

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PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2012: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito da € 10,00 in su. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della Tessera del Socio Pro loco ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 5177 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Tassi Danilo Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Spacca Federica, Fantacci Francesco, Fantacci Gabriele, Fabiani Giulia, Bianchini Maria Grazia, Fabiani Sergio, Ventre Ilaria, Lanzini Giulia, Guido Anselmi, Guglielmo Bertini. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc@interfree. it -www. prolococinigiano. org Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci, Monia Zacchini, Giuseppe D’Amato - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani, Marco Mariotti. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

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Indice

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DICEMBRE
SABATO 17
CINIGIANO SALETTA TEATRO COMUNALE ore 17,30 ASSEMBLEA dei soci Pro Loco Cinigiano BILANCIO XLII° FESTA DELL’UVA ATTIVITA’ SVOLTA anno 2011 BILANCIO CONSUNTIVO 2011 PRESENTAZIONE ATTIVITA’ 2012 LA PAROLA AI SOCI Presentazione …fatti nostri, video 2011 apertura tesseramento 2012 ore 20,00 “GRAN BANCHETTO” Cinigiano Sabato 24 Piazzale Cap Bruchi ore 17,30 “BABBO NATALE IN PIAZZA” Monticello Amiata Sabato 24 Pista giardinetti ore 18,00 “Partenza slitta di BABBO NATALE” Cinigiano Giovedi 29 ore 21.00 Teatro Comunale Concerto di fine anno del corpo filarmonico R. Francisci diretto dal maestro Marco Piattelli

GENNAIO

Monticello Amiata Giovedì 5 gennaio Pista Girardinetti ore 19,00 Partenza della Befana Monticello Amiata Venerdì 6 gennaio ore 16,00 arrivo della Befana in piazza con la fiaccolata

Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 CO. SE. CA. 0566 919946 www.coseca.it

ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407 MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 FRATRES CINIGIANO 335/481440 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) GUARDIA MEDICA Emergenza Sanitaria 118 U. s. l. 9 zona 3 0564/993311 INFORMAZIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Castiglioncello Bandini -0564/993344 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

FEBBRAIO

CINIGIANO Mercoledì 22 PIAZZA MARCONI dalle ORE 19,00 ”Benedizione del maiale a Baccalà” Musica, Rivolti, Polenta, porchetta e vino. Programmazione 2011/2012 - Teatro Comunale di Cinigiano CINEMA Euro 5,00 ingresso unico (ore 21,00) 30 dic 1 e 2 gen “Anche se è amore non si vede” 06 gen “Happy feet 2” (ore 17,00) 13 gen “Il giorno in più” 20-21 gen “Ligabue - Campo Volo 2.0” 27-28 gen “Finalmente la felicità” 03-04 feb “Il gatto con gli stivali” 10 feb “Immaturi – Il viaggio” 17-18 feb “I muppet” 24-25 feb “The Hobbit” 02-03 mar “Benvenuti al Nord” 09-10 mar “Sherlock Holmes 2” 16-17 mar “Com’è bello far l’amore” 23-24 mar “ Jack & Jill” 30-31 mar “ Edgar” film d’autore J.

“La notte dei rivolti”

MUSICA Euro 7,00 intero – Euro 5,00 ridotto sotto i 14 anni (ore 21,00) Promozione speciale: se assisti ad un evento di musica, entri gratis ad un film. 11 feb Con la cover band dei “Nomadi” TEATRO Gratuito (ore 21,00) 14 gen Commedia: “Faccia di Cuoio” compagnia Teatro Stabile di Grosseto Progetto “Prima Fila”, Fondazione Montecucco

ESTRAZIONE LOTTERIA XLII FESTA DELL ’UVA
BIGLIETTO N. 0701 IPHONE4 APPLE BIGLIETTO N. 0824 NOTEBOOK ACER S574 24-454450 INTEL CORE I5 BIGLIETTO N. 1816 MICRONDE MH 6839 ACS LG BIGLIETTO N. 0297 SCOPA SENZA FILI FJ180WG HOOVER BIGLIETTO N. 0106 TRASFORMATORE ACQUA NATURALE IN GASSATA BUBBLES IMETEC BIGLIETTO N. 1382 BILANCIA PESA PERSONE TEFAL PP1200 BIGLIETTO N. 1153 DECODER-T SAMSUNG SMTT1041 BIGLIETTO N. 2226 EINHELL 115 SMERIGLIATRICE BT-A4-500 EINHELL 115
WWW.PROLOCOCINIGIANO.ORG
Contrada

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di Gianluca Batani & C. snc Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

Pescina

FESTA A
XLII

ll’ dell

LE FOTO DEI PREMI SONO INDICATIVE.

UV

2011
2011

30 1 2
settembre ottobre
XLII LOTTERIA

venerdì

sabato domenica

ottobre

rg Ass. Pro-loco Contrade Cinigiano Tel. 0564.994187 - www.prolococinigiano.o (GR) ore 18,00 pzz.le Cap. Bruchi - Cinigiano

Estrazione dom. 2 ottobre

PREMI € 2,50
COSTO BIGLIETTO

Nome ____________________________ Cognome ____________________________ Recapito Telefonico ____________________________
Pizzeria da asporto • Gelateria • Paninoteca Buffet freddo • Primi piatti caldi • Pizza al taglio Internet Point • Area fumatori


IPHONE4 APPLE


NOTEBOOK ACER AS574 2G-454450 INTEL CORE i5

4° 8°
SMERIGLIATRICE BT-A4-500 EINHELL 115

SCOPA SENZA FILI MICRONDE MH 6839 ACS LG FJ180WG HOOVER


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Via Circonvallazione 4/6 CINIGIANO tel. 0564.993588

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EMPORIO DEL TRATTORE RICAMBI MACCHINE AGRICOLE

APERTURA BIBLIOTECA:

Utensileria

DAL LUNEDI AL VENERDI 8,30 - 12,30 SABATO 10,00 - 12,30 tel. 0564 994187

tel. 0564.23369 - tel. e Fax 0564.24932 Via Pisa, 46/a - GroSSeto

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Numeri utili

Bacheca

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NUMERI UTILI

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La nostra posta

a nostra rubrica a voi riservata raccoglie in questo numero due lettere, una di Daniela Sani che offre al nostro giornale l’occasione di formulare gli auguri di buon compleanno a Danilone da sempre fedele collaboratore delle associazioni paesane, compresa la nostra. E una sorta di sfogo pubblico “ bono per tutti” di una fedelissima lettrice Luana Giannetti che andiamo a riportare con il massimo della fedeltà proponendo il testo anche nella calligrafia originale. entile presidente Massimo Fabiani sono la cugina di Danilo Sani, meglio conosciuto come “Danilone”, in occasione del suo 75° compleanno ho voluto scrivere per lui due righe per ricordarlo, per fargli sentire il calore dei parenti che gli vivono vicino. Di solito queste cose si scrivono quando una persona non c’è più, io voglio fare il contrario, se lei me lo permette, vorrei pubblicare il testo, che allegherò, adesso che lui è ancora vivo e in salute cosicché possa leggerlo e, spero, sentirsi celebrato come merita. Spero che accolga quanto da me richiesto. Daniela Sani per la festa che si celebra in allegria A Danilo e se tutti siamo felici e contenti Eccoci di nuovo riuniti intorno al tavolino grazie alla gentilezza lo dobbiamo a Danilo e a Maria. del nostro cugino. Da allora gli avvenimenti sono stati tanti, Circa venti anni fa volli, per lui, decantare un suo importante alcuni belli, altri, purtroppo brutti… percorso di vita che adesso, ma la vita continua a chi non lo conosce o non lo ricorda, lo farò riascoltare: e lui ci invita di nuovo tutti. Adesso è un bravo single, perfetto casalingo, Il 21 gennaio 1995 una data indimenticabile resterà sempre disponibile verso i parenti, gli amici e le amiche perché ciò che è avvenuto alla storia passerà! che adesso ne ha tante. Chi l’avrebbe mai pensato E’ sempre impegnato, la verve non gli manca, che il nostro Danilo, benemerito magazziniere della Cooperaè attivo e ben vestito; tiva Ambrogina, guardatelo in faccia…..è ringiovanito!!! si sarebbe sposato? Grande e bravissimo autodidatta, Quest’idea, io credo, non lo sfiorava minimamente la sua memoria non ha uguali: E’ un PERSONAGGIO! quando le fatture, con grande impeto, nel computer inseriva Sarà il caso che nessuno lo dimentichi mai velocemente. e se l’autorizzazione mi darà Ed invece il gran giorno è arrivato questo scritto su FATTI NOSTRI troverà. e don Celestino il matrimonio ha celebrato. Grazie di cuore Danilo sappi che ti vogliamo un gran bene. Cari commensali non disperate, Ti abbracciamo e ti saremo sempre tutti vicini non cedete agli affanni compreso anche l’ultimo arrivato Niccolò Pallini. perché la felicità è sempre in agguato Augurandoti di festeggiare tanti altri compleanni e può arrivare anche a sessant’anni. speriamo di ritrovarci così per altri trenta anni. Auguri agli sposi e mille ringraziamenti

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TORNANDO A PORRONA
Ricordi

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orrona, Settembre 2011 Ho trascorso qui l’ estate, nella mia casa di campagna, il caldo di questi mesi ci ha paralizzati. Le ferie sono terminate: si può andare a fare acquisti e rifornimenti senza sentirsi dire che la roba manca perché tutto e tutti sono chiusi. Inizio già a pensare al mese prossimo quando verso la fine ci sarà la raccolta delle olive .Mi mancano delle cassette per mettercele che devo procurare ora perché quando ritornerò dovrò nel giro di una settimana cogliere e andare al frantoio. All’ improvviso mi torna in mente quando da bambina venivo con il mi babbo e la mi’ mamma ad aiutare i parenti a cogliere le olive .Si stava in un altro paese,e per venir qui si faceva sempre una traversata con l’incognita. Era sempre pei “Santi”. Si partiva da casa prestissimo, per la mezza si arrivava a Paganico. Lì c’era la coincidenza della RAMA per Cinigiano . Si sperava che ci fosse quella degli “studenti” perché passava da Porrona che era la nostra meta. Ci toccava aspettà un po’ ma per fortuna avevo una zia lì a Paganico che con l’ occasione si andava a trovarla e così ci si rifocillava. Qualche volta la RAMA da Cinigiano proseguiva diretta per Monticello e allora ci toccava proseguì a piedi fino a Porrona con tutte le valigie che per fortuna erano piccine. Per quella strada a sterro io piagnucolavo e la mi mamma, per un po’ mi incoraggiava ma poi spazientita, mi berciava di falla finita. Avevo 5,6,7anni. Una volta s’ebbe fortuna si fermò un carro con le vacche e noi tutti contenti ci saltammo sopra fino a destinazione. Se c’era la “RAMA degli studenti” invece era una pacchia .Ci portava fino sotto Porrona dove allora c’era un fabbro. La mi zia dalla Volpe vedeva il polverone alzato dalla corriera e subito mandava gli uomini incontro ad aiutarci. Quell’ultimo pezzettino di strada era meraviglioso. Strapazzati dal viaggio, la stanchezza scompariva alla vista dei parenti. Ci venivano presi i bagagli di mano e chiacchierando si raggiungeva La Volpe dove tutti ci aspettavano. Come sempre il focolare era acceso. Cenando con davanti i bicchieri colmi di novello ci si raccontava i fatti nuovi dei mesi passati durante i quali non ci si era visti. Poi si sbucciavano le casta-

gne cotte con il finocchio, si mettevano i tizzoni nella pretina e si andava a letto in camere gelide. Io dormivo insieme alle mi’ cugine, si stava strette ma calde, nonostante la stanza fosse marmata. I giorni seguenti veni- vano dedicati alla raccolta delle olive. Gli uomini salivano sulle scale, le donne da terra si allungavano per arrivare ai rami bassi e noi più piccini si raccattavano le olive per terra con dei panierini di vimine fatti durante le lunghe sere invernali davanti al focolare. La tramontana non mancava mai, qualche volta pioviccicava e noi, senza le giacche a vento di oggi e gli stivali super isolati, si stava lì a raccattà le olive finchè le manine rosse e ghiacCastel Porrona fine anni ‘60 ciate facevano male. A quel punto si andava in casa, dove c’erano la mi’ nonna e la mi’ zia, le quali ci facevano riscaldà al foco rincuorandoci con una bruschettina o con la schiaccia dei Santi per farci “rinvivì”. Di quelle schiaccine l’uva passa e le noci erano 100 volte più buone di oggi. Almeno mi pare! La sera dell’ ultimo di ottobre (oggi si chiama halloween) con le mi cugine si faceva il bagno nel catino di zinco, in cucina, accanto al focolare, con l’acqua riscaldata sulla cucina economica a legna, una dopo l’altra sempre nella stessa acqua dopodiché si andava a letto. Sul canterano della mi’ nonna venivano allineate le fotografie e i santini dei parenti morti, poi si accendeva il lume che era una candela che durava tutta la notte. Noi bambine si aveva paura di questa atmosfera mistica. La luce, gettata sull’ ombra della parete, danzava e formava strane figure(gli spifferi delle finestre contribuivano ai movimenti) e noi ci si rintanava sotto le coperte tremando di paura. La mattina dei Santi e quella dei Morti ci toccava andar in chiesa a Porrona, sempre zeppa di gente, a sentire la Messa in latino che non ci si capiva niente. Poi con in tasca la schiaccia dei Santi si ritornava a raccattà le olive. Così passavano quei 4-5 giorni di vacanze scolastiche e con un po’ di fortuna ritornavo a casa senza geloni ai piedi (chi se li ricorda?). Di fori si sentiva freddo ma dentro il calore della famiglia superava quello del focolare. Proprio ora, comprendo comprando le cassette “pell’ olive” alla ferramenta di Cinigiano mi viene tutto questo a mente. E già da ora mi rallegro all’ idea del focolare, della bruschetta e della schiaccia dei Santi nonostante fuori faccia più di 30 gradi. Susanna Maass

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La nostra posta

Manovra ed enti locali

di M. Antonietta Schiavina

Mini Comuni e Province, vertice a Roma sule l’impiegato il sindaco decreto Per più Cosimi: incostituzionale. Pieroni: tocca alle Regionila di un mese troupe ha lavorato in Maremma Notizie dall’estate fra il borgo medievale

DI SCOMUNICA

A
alimeNtari “le comari” ciNiGiaNo - tel. 0564 994159

PIANTE E FIORI
bomboniere

pprofittiamo dell’interessamento della redazione del Tirreno in particolare della giornalista Maria Antonietta Schiavina che per la sua rubrica estiva : “luoghi di La solita vita di tutti i giorni cinema” il 10 agosto 2011 è veGirare nel relais è stata una festa salta per un calmante dimenticato nuta a parlare di noi ricordando di quando il nostro territorio è salito alla ribalta cinematografica con il film Emma sono io. L’economista Chiara Rapallini L’articolo ha creato un certo interesse in quanto tornava anche su una vecchia notizia di un Chiara Rapallini, ricercatrice di acquistofinanze della facoltàdella famiglia Scienza delle da parte di Scienze politiche di Firenze, specialista in finanza pubblica e un’azienda agrilocale, in Berlusconi dii giornali per questi giorni «spulcia» Il film che ha lanciato seguire nel territorio cinigianese. cola el’esito della manovra del goCecilia Dazzi e verno del «dimagrimento» istituzionale che riguarderà Province e Pierfrancesco Favino Semplicementefatti, dal- la cronaca, piccoli Comuni. E parte dai per la relazione di accompagnaproprio tecnicavarato dall’esecuin questi giorni ci arrimento del decreto tivo, per valutare pro e contro del va la conferma che anche la tv riassetto istituzionale. si occupano di scuole, e alla Regio- to; ridurre i rappresentanti istituzio- casa i Comuni e le Regioni finiscano Province che da detti uffici, potrebbe «Premesso che sono personal- Chiara Rapallini ne, ma anche alle Unioni dei Comu- nali significa, al contrario, poterli per tassare le imprese, chi non è resiutilmente essere accorpato ad altre mente favorevole ha trasmesso il film. ni e alla città metropolitana di Firen- controllare meglio, sapere chi fa co- dente e chi ha la busta paga, cioè i amministrazioni locali o statali (pensiamo australianaall’abolizione del- è ricercatrice di le Province, servono meno liveli di Scienza delle finanze ze, organi che andrebbero rilanciati sa, come nel caso del sindaco-asses- soliti di sempre. Di sicuro l’opportualle cancellerie dei Tribunali in cronica la relaziosi possono Corriere carenza di risorse), incrementandone Il potere e più competenze,del provve-lo(specialistalocale) a leggere già». Obiettivo? «Coordi-Fiorentino non solo la riduzio- nitàla pubblica il quadro istituzionasecondo articolo pubblica e in finanza e che sono sul fare cone le leggi sore unico nei mini-municipi. E i cit- le e di rivedere spesa non può esseandiamo ne di accompagnamento che ci tadini vogliono l’efficienza a vantaggio dei cittadini. Un dimento «non risparmio complessivo di 70 province, 4 del 26dice due cose: che il saldodovefacoltà di Scienze nare meglio le politiche e glii servi- ne dei delleun municipalizzate, re vanificata, anche se qualcuno proagosto 2011si della il giornalista Matteopiù efficenti inter- quellisu tante eletti, ma anche testerà. È una necessità per essere Orsucci torna costi degli è in grado di quantificare politiche venti e rendere mila poltrone, 700 uffici statali periferici, economico zi, spendendo meno. Del resto i citta- delle poltrone nominate dalla che in soldoni comporterebbe un annosapositivo» dellaecancella- dell’Università questione per di Firenze trattata anche dalla si muovono rivista: lacarrozzoni chepoliti- competitivi e tornare a crescere». più volte nostra ca, degli inutili M.B. zione di 28/29 province che dini dell’area fiorentina sono risparmio di almeno un miliardo di euro! abolire i piccoli comuni ci sono non già in un’ottica metropolitana, vivo- proliferati facendo sì che anche la *responsabile Api regionale scomunica dei Monticellesi.

Prosegue il pressing intorno alla manovra e al taglio dei piccoli Comuni e delle Province. Ieri a Roma sono andati il presidente dell’Unione delle Province toscane, Andrea Pieroni, e il sindaco di Livorno e presidente di Anci toscana, Alessandro Cosimi. Obiettivo, stralciare dal decreto del ministro Tremonti il taglio delle Province di Massa-Carrara, Prato e Pistoia e dei Comuni sotto i mille residenti, e portare in capo alla Regione il compito di ridisegnare i confini di Province e Comuni. Intanto l’Idv anche in Toscana ha iniziato la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare per cancellare tutte le Province e con i primi giorni di settembre partirà il percorso della legge-Nencini sul riassetto istituzionale e quello per tagliare i vitalizi dei consiglieri regionali. Pieroni è stato dal Pd, al lungo e movi-

«Dieta sì, puntando sulle città metropolitane»

inigiano, in provincia di Grosseto, 324 metri sul livello del mare, aro direttore, 2767 anime, è un borgo merestano ancora del tutto imprevedibili dievale abbarbicato su una gli esiti della discussione in corso circa la collina da cui si domina la Valle dell’Ombrone e un sorte delle autonomie locali nel nostro lembo della Val d’Orcia. Da Paese e, a leggere il Corriere della Sera di un po’ di tempo, proprio per ieri, sembra che il presidente del i suoi spazi ancora incontaminati, fa gola a molti imConsiglio, per una prova di forza con la prenditori e sembra che SilLega, pensi addirittura ad una vio Berlusconi con il fratelsoppressione totale delle Province italiane. lo Paolo, innamoratosi del territorio vi abbia acquistaL’ipotesi non mi sembra credibile e la mentato confronto con i parla- confini di Province e Comuni e li...». Pieroni ha polemizzato an- di stabilità per spendere i soldi to un’azienda agricola soglie di territori considero anche nociva per gli interessi di mentari e i responsabili enti loca- senza indicare per che con il segretario toscano del- che abbiamo in cassa. E sui piccoprodurre vini pregiati, ma alcuni territori, ma ci conferma che stiamo li dei democratici. Bersani ha af- o dii abitanti.suo Mi-stata bocciata l’Idv, Fabio Evangelisti — «Le li comuni siamo più che disponianche per ritiri del Ed è comunque continuando a parlare in modo fermato che il numero di provin- l’idea di farne enti non elettivi». lan. Province in Italia spendono 12 bili ad associare le funzioni, ma Un paradiso incontaminascorretto e sotto la pressione della ce va dimezzato, come quello dei In Toscana si arriverebbe a 5 miliardi l’anno e non 18 e la diffe- non si possono cancellare, anche to della nostra bella Maremnecessità di una riforma istituzionale che parlamentari, e sul tavolo c’era che, nel 2002, èPrato forse sparirebbe renza tra spendere e costare è so- perché se qualcuno facesse ricorprovince, stato ma per vanta ormai più di venticinque anni di anche l’ipotesi di renderle «enti di lo stesso... «È ovvio chemomento di pausa durante ha detto in una lettera so alla Corte Costituzionale lo vinstanziale», più un mese set del film Un dovrebdi ritardo, da quando l’introduzione delle di secondo grado», cioè non elet-Francescoessere ridisegnatiriprese. A destra una scenaa Evangelisti — mentre Co- cerebbe». bero Falaschi “Em- le i confini aperta no e interna nel municipio vino/Alvig ini, ricorda giorma io”, trampolino di Regioni non ha ni passati insieme tivi ma formati dall’assemblea sono una bravissima di del film. Sotto Francesco ha partecipato al consiglio delle nostre province, ma in simi E da Arezzo, se la Provincia ieri Santa Fiora - e ha visto di fatto cambiatoallai troulancio di Ce- Falaschi con Cecilia protagonista anche il piom- pe capitanata Stato italiano. l’ossatura ottocentesca dello da Falaschi dei sindaci del loro territorio. Dazzi e di un diversa dall’accorpa- Dazzi direttivo nazionale dell’Anci. Il ha deciso di lasciare Moody’s ebinese Roberto il cilia un’ottica esordiente È Marini, im- luogo contesto, e per proprio in con entusiasmo «C’è stata una discussione ampiaPierfrancesco Favino, gi- no e girasoli, oggi ristruttu- havo relais, che mano- rating — «perché con questi tagli mento forzato. — risponde Piero- consiglio bocciato lada piegato alla Coop di Vigna- questoincantevol, “sia per il dicembre è parte della pellicola. rato e dove si gran parte Castel le/Riotorto, evitarepresente no svolte le le proposteso— spiega Pieroni — e alla fine ab- inni suggestivoa pronti a rato e abitato da poche fami- misteriosamente farlo, in un non si baserebbe più sulle nostre sempre che possano uscire scene della più chiuso, Porrona, — Siamo manie- glie dove, fino vra, parlando di «tagli inaccetta“Conoscendo ogni stoRegione Toscana e serebiamo concordato sul non cederecircondato da colline di Che ad attirare ia poco che mettonole rischio i servi- scelte»territorio - dice - angolo nei film di Paolo Virzì. che la ria, che per il clima di l’Anci quadro condiviso. fa, preveda bili, tempo con a prenotazioni rimaste del — il sindaco GiuseppeMarini disparate, ro aiutai vip in cerca inevase e il che in “ Emma so- nità olivi, in Toscana anche la di privacy di proporre alla demagogia. Il partito presen- vigneti, campi di gra- scomparsa di zi ai cittadini», chiestotelefono che con- la produzione a trovare am- no io” vestehanno a mio parere che si respirava dapperlo stralcio c’era un esclusi- tinua a squillare a vuoto. Fanfani rilancia la manifestazioi panni del sin- tuttoil dovere momenti anche bienti lunedì una coppia Fa- difficili”. nei terà emendamenti alla manovra Ato, Consorzi di bonifica, Comu- della norma cancellaPorrona è unepo’ il Anci diimpegni richiedessero pic- che sposa lariorganizzazione istituzionale perpiù municipi ne grossi che non a Milano: «I daco “Castel nostro gioiello anche se l’intera regione. Una proposta che faccia chiedendo lo stralcio degli artico- TRAMA coli comuni sono finanziari. E un presidio LA nità Montane, agenzie regiona- Cosimi sottolinea: «Ci sono treil co- Porrona rappresentava la lo- immune ha li che sopprimono Province e Copunti per noi non altri castelli impor- cation del territorio e chi vi la- regista fare un vero salto di qualità e negoziabili. portante ideale... Mi tanti”, afferma Massimo Fa- vertito tantissimo sono diIl Falaschi: «Lì sonoanate anche belle amicizie» ” confessa d’innovazione tutto il territorio toscano, muni, anche perché in odore d’inNon si può biani, assessore al turismo l’assessore consiglieri, assessodecretare d’urgenza vora, sindaci, rivelando che dudi Cinigiano e, ai tempi che abbia di mira gli aspetti economici e costituzionalità, puntando a un La scelta di Arezzo sull’assetto istituzionale, non vo- del- lo fa come volontario. Se si eliri, rante la lavorazione ha vislagabellieri ne del film, con- suto parecchio sociali e sappia, con il confronto, superare ridisegno istituzionale che va dal La Provincia lascia Moody’s gliamo fare sigliere i realizzazio dello Sta- minano si deve essere consapevotempo insiecomunale nonché me alla troupe, ammettend o le logiche di campanile di cui, nel bene e dimezzamento dei parlamenta- e il rating: «Perché con questi to aumentando l’Irpefdella poi su- ca- che si abbandonano delle colletpresidente per Proloco, li che per Cinigiano il film di “Nella zona siamo tuttiero già stato per scattarica questa ma siamo nel male, di Cinigiano portatori. Aprire così rio, all’eliminazione del bicameratività e che ha si attua alcun Emma (Cecilia Dazzi), pediatra e stimato assesso-bire l’ira dei cittadiniche ricopre tutto- Falaschi nonrappresentato rire alcune foto, con l’intenzione di girare un reportara. “E lo tagli la di un piccolo comune re lismo perfetto, al dimezzamentoall’educazionevalutazione non toscano, sof-pronti a collaborare per non cam- sparmio». un bell’imge unquei luoghi” afferma Francesco Falaschi su nuovo capitolo e fare della necessità stop del refre di ipomania, un disturbo dell’umore che, se patto d’imMauro Bonciani una opportunità. delle Province ma dando alle Re- si basa sulle nostre scelte» nonbiare il saldo della manovra e vogando la scelta maremmana delle location per spielais, che percurato con calmanti, rende enfatici ed eccessivi “Emmagine, “un finogliamo un allentamento del patto ma sono io”il suo film d’esordio. “Poi abbandona ché ha al A questo proposito, come possibile i gioni l’autonomia di ridisegnare i © RIPRODUZIONE RISERVATA all’aggressività e a crisi maniaco-depressive. veicolo iml’idea, ma le foto rimasero nel mio cassetto suo interno Nessuno è a conoscenza della sua patologia, — contributo alla discussione, mi piace portante di nepgiunge — e quando ebbi l’esigenza di trovare aganche due ripure il marito Roberto, e così insieme a lui, al un diffusione, ricordare che da caratteristiche, mi ricordai papà borgo con determinate quasi un anno (ottobre storanti, e Marcello ed al vecchio amico Carlo (Pierfrances tant’è che di Cinigiano e soprattutto di Castel Porrona. probabilmen2010) giace alla Camera dei Deputati una Favino), Emma si reca alla villa di famiglia per co E’ quando siaorgata una scelta vincente, non solo per la bellezza state appartienizzare il matrimonio di Marta (Elda Alvigini), proposta mo stati per l’ambiente, madi legge, congiuntamente delne ancora alanche per l’accoglienza che la trousua migliore amica. Per un disguido si dimentica la i gemellaggi pe presentata dalle forze del Terzo Polo (Api, ebbe, sia dall’amministrazione di Cinigiano l’armatore prendere le pillole con cui tiene sotto controllo di che in Francia e la da tutti Udc), per la modifica dell’ordinamento ischitano NiFli, gli abitanti, compresi quelli di Castel Porromalattia e, all’improvviso, da donna pacata e nella repubmisuna” racconta il regista che ricorda come i cinigianecola D’Abunrata si trasforma in una sorta di ciclone in grado degli enti locali, che punta ad una blica Ceca, di si sono ospitali e discreti, collaborativi ma mai do, è una sconvolgere chi le sta intorno. In un momento abbiamo porrazionalizzazione e riordino delle in cui denti, tanto da mettere subito tutti a proprio invagrave perdita per il turismo tato una tutti stanno per prendere le decisioni che “cambieagio. copia del Dvd da “Sul set si è era creato un ambiente talmente Province. locale”. ranno le loro vite”, l’impatto con la realtà di Emma proiettare in pubblico”. sereno - Lungi dal proporre gli attori e i tecnici continua Falaschi - che demagogicamente Accompagnandoci all’insconvolge i precari equilibri su cui poggiavano L’assessore confessa però casabato e la domenica, giorni in cui normalmen il terno del borgo, dove stelli di ipocrisie: chi ostacoli, normatite pochi problemi e si affida ad un “buon matrimono cioè in provincia, lavorano nel ca- sono che, da dieci anni non cresca. — Toscana avendo presenziato a nonun’abolizione «secca» di casa istituzioni, il si girava, invece di tornare a tali loro, si facestate girate, tranne qualche tutti i ciak, nio” di comodo ignorando la persona che ama, una volta davan- Elimichi vano raggiungere Terzo famiglie per passare vi. I due provvedimenti però sono progetto del dalle Polo propone di ridurli sottolinea Chiara ciak a Santa Fiora e dintor- ti al grande Rapallini — preferisce una vita da bigamo ad un confronto poluogo e magari fanno la spesa neil schermo non ha chiaweek end nel Relais Porrona, la nostrapiù elettivi: i rificatore, chidal scelto un lavoro che non lo gli ipermercati ni, tutte le scene del E importanti ha punto di vista simbo- soddidi comuni vicini. film di riconosciuto molte ad esempio, si di numero e di non renderli base, un nando 29 province, scene, disto bellissimo con camere degne di un cinque poFalaschi, Fasfa rimpiangendo le sue scelte e chi aspetta paziente- la città metropolitana dovrebbestelle slocate in valico: per essere competitivi nel mon- con Consigli provinciali sarebbero eliminano anche 50 nomine in fone una grande piscina all’aperto. La sera cioè biani ci racmente un uomo occupato. poi, finite ri punti e as- loro le riprese stavamo fino all’alba nel salone del do occorre avere una spesa pubblica ro naturalmente sparire le Province dazioni bancarie che spettano costituiti dai sindaci dei Comuni del conta l’avLa solita vita di tutti, ma filtrata ristosemblate poi rante, improvvisando concertie tale assemblea ventura di meno pesante e più efficiente dalla follia della e il de- su territorio provinciale di musica, con in enti che decidono l’erogazione di protagonista, il cui stato mentale si ripercuote di Firenze e Prato». durante il to regista Roberto Orazi al piano, Francesco l’aiuun paese trato ciò che la circonda, come L’opportuni- in tutmontaggio, creto va in tal senso». i cerchi d’acqua Comuni e Province difendono la centiniaia di milioni di euro». La maeleggerebbe Giallini alle percussioni Favino al sassofono, Marcoil presidente. Tale benefico sformato in stagno, facendo in modo che alla fine nessuno uno ... Un’ecreando una possa esistenza, parlano di diminuziosperienza indimenticabile per tutti e sono nate tà, con certezza per la docente va loro taglio comporterebbe anche l’eliminazione novra anticipa anche il federalismo set e anche dire insomma, quale sia la normalità.colfra diversa am“Ognuno di membri dellagli uffici statali decentrati che i la sua della ta. «Le lato nascosto, spesso è il migliore” ne della democrazia, espe- rappre- fiscale e Rapallini bientazione.«C’è chi di tutti troupe anche delle belle amicizie oggi conclude: noi ha un competenze edelle Province, continuano tuttora. Cosa per niente scontata, che rienza daciano Bianciardi), èscolastica, lache sintetizza(Lupoicome l’edilizia infatti la frase manu- sentatività, di risparmi irrisori: han- parla di aumento Come pressione fil’aché devono quando si in ogni di girare un di di solito operare termina capoluogofilm, vanti alla macchina da pre- del matrimoni della quella nima del film”. o che ha avu- è che ognuno torna al (prefetture,difficilmente ecc..). Il tenzione del suolo e delle strade, no ragione? «La democrazia un operaio, to locale. Certo il rischio provincia suo mondo e questure, si scale due riprese sa nel ruolo di non è - esterna dalegati alle persone con cui si è sia dalle un resta che compare nella prima possono andare ai Comuni, che già moltiplicare gli eletti come si è fat- nonvanti al comunetassa sulla prima personale in esubero, condiviso attuali essendoci la di Cinigialungo periodo.” (m.a.s.)

di PIERLUIGI PICCINI*

e lo splendido scenario di Castel Porrona

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La storia Seicento anime sull’Amiata, nel Comune di Cinigiano. A metà del XIV secolo smisero di pagare le tasse, e la Chiesa intervenne

La rivolta fiscale di Monticello, scomunicato (da 650 anni)

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Ci sono 600 anime scomunicate da Santa Romana Chiesa nella provincia di Grosseto. E sono settecento anni che la questione va avanti, senza una soluzione definitiva. Su Monticello Amiata, paesino nel Comune di Cinigiano, è calata la scomunica nel lontano 1359 e da allora la salvezza dello spirito è rimasta per queste persone una mera eventualità. Il centro sorse attorno all’anno Mille in qualità di castello di proprietà della Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Passò poi all’interno del feudo dei signori di Tintinnano, ancora alla famiglia degli Aldobrandeschi e infine, verso la metà del XIII secolo, ottenne il riconoscimento di libero Comune. Monticello, già agli inizi del

1300, entrò nell’orbita dei territori controllati direttamente dai senesi. Fu allora che per gli abitanti del luogo si creò una situazione pressoché insostenibile: la pressione fiscale era alle stelle. Nessuna manovra finanziaria «lacrime e sangue» in quel caso, solo l’accumularsi di

dazi e imposte da parte dei senesi, degli Aldobrandeschi (che mantenevano una certa influenza) e della Chiesa, che proprio attraverso l’Abbazia riscuoteva le tasse. E fu così che a metà del XIV secolo i monticellesi decisero in blocco, uniti e compatti, di astenersi dal pagare queste im-

poste. In particolare quelle che sarebbero finite nelle casse della Chiesa. Verrebbe da dire che ognuno è figlio del proprio tempo, ma chi riesce a immaginarsi un Enrico Rossi a mò di Masaniello che perora le cause di questo borgo a mezzo Facebook, richiamando la Chiesa,

come ha fatto il governatore della Toscana nei giorni scorsi, a maggior decoro finanziario, proprio lei colpevole dell’incasso dell’8 per mille e dell’esenzione dall’Ici? Tornando alla storia, la pressione di Roma sull’abate Giovanni Neri di Badia, fece sì che l’uomo chiedesse direttamente l’intervento della Capitale. Nello specifico chiese ed ottenne la peggiore delle condanne in ambito religioso: la scomunica. Correva l’anno 1359, ci informano le cronache del tempo. Anno dopo anno, secolo dopo secolo, siamo arrivati al XXI e nessuno che abbia ancora chiesto la revoca di cotale atto. «Non risulta che qualcuno si sia mai mosso in questa direzione — conferma Massimo Fabiani, as-

sessore al turismo di Cinigiano e appassionato di storia locale — E infatti i monticellesi si tengono sul capo la tegola della scomunica». Un aneddoto che appunto si perde nelle nebbie del Medioevo, troppo lontano per farci caso, troppo piccolo il paese per passare alla ribalta delle cronache. «Che vuole... la gente che passa da qua perché magari ha letto qualcosa in materia — va avanti l’assessore — pensa di trovarsi davanti una co-

Ieri e oggi Qui si va a messa ogni domenica, c’è anche un nuovo parroco. Ma nessuno ha revocato l’atto

munità di tremila persone, poi realizza che ce ne sono appena seicento... Noi ci proviamo a valorizzare i nostri luoghi, ma portar qua la gente, farla interessare anche alla scomunica di Monticello non è semplice». A Monticello per la verità c’è ancora una chiesa, ci sono quelle seicento anime che magari vanno pure a messa, e ci sarebbe da chiedersi se non sia solo tempo sprecato vista la scomunica di oltre sette secoli. «Là c’è pure il santuario che abbiamo restaurato — chiude l’assessore — Poi è andato in pensione da poco l’anziano parroco e ne abbiamo trovato, a fatica, un altro che deve insediarsi a brevissimo. Giovane e molto attivo. Difficile trovare parroci che vogliano occuparsi di comunità così piccole. Senza quel dettaglio, ovvero la scomunica».

Matteo Orsucci
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L’ultima mossa N R I luoghi del cinema O «Tagliati o uniti, Con Emma a Cinigiano S LUOGHI DI C decidiamo CINEMA E … noi» l’assessore fa l’operaio C
IL TIRRENO

ESTATE

L’intervento

MERCOLEDÌ 10 AGOSTO 2011

O AL ASOIO, E L’ BBLIGO DI EMPLIFICARE

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Fiori d’arancio

NOZZE D’ORO IN CASA MOSCATELLI
21 Maggio 1961
di Lelia Sani

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iuliana Sani, figlia di Primo e Ismene Stivaletti, esce dalla sua casa, in vicolo del Chiassetto, nel suo lungo vestito bianco ornato di tulle come il velo sui suoi lunghi e ondulati capelli neri. Fuori, a vederla e a condividere con lei un momento così importante, ci sono tutte le donne del vicinato, Delia, Nolis, Franca, Nella, Zilia, Giovanna, Silva, Maria Strada e la sua amica Marcella. Ad attenderla, all’altare, c’è Boris Moscatelli, figlio di Fortis e Aneris Elmi, è il cugino di Olga, moglie di suo fratello Golfredo. Celebra le nozze Don Francesco, che ne ha celebrati di eventi nel paese visto che è stato Parroco a Cinigiano per più di cinquant’anni. Il fidanzamento è durato alcuni anni perché lui, arruolato ventitreenne nella Polizia Stradale, può sposarsi solo al 30° anno di età. Boris non è nativo di Cinigiano, ma di Arcidosso e più precisamente della Zancona. Alto, di carnagione scura, capelli ondulati corti, viene spesso a Cinigiano sulla sua grossa moto e fa girare la testa a più ragazze. Giuliana, più giovane di nove anni, come tutte le ragazze di allora, porta in dote, oltre al corredo ricamato da sua madre, due mani d’oro e un cuore sincero. Ha imparato negli anni ad andare nei campi per aiutare nei lavori agricoli, ha appreso l’arte della pulizia della casa e sa cucinare; da sua madre ha imparato a ricamare ed eseguire tratagli, è stata anche a scuola di taglio da Adelaide, che abitava nel Cassero, insieme a Clara e Lucia. Arcadio di Montorsaio è il testimone della sposa mentre Gina Angelini con il fidanzato Lorenzo lo sono per lo sposo. In quel momento, importante per la loro vita, gli occhi di Boris e Giuliana sono pieni di amore e gioia, anche se si allontanano dalle loro famiglie d’origine, sanno che ne costruiranno una loro. Il cuore batte forte, la

mente è piena di sogni e anche d’incoscienza che accompagna spesso le scelte giovanili. Finita la cerimonia, tutti a pranzo alla Locanda La Posta gestita da Sara situata dove oggi è l’abitazione del medico del paese. Dopo le nozze, partenza per Viareggio dove lui è stato comandato. Negli anni, si spostano a Montecatini e infine, quando lui passa dalla Polizia alla Questura, a Bologna. Sono anni difficili, lontani dai genitori, e per lei anche dal fratello e dalla sorella, ma allietati dalla nascita di due maschietti, Steve e Gabriele, nati ambedue a Cinigiano, in casa di mamma Ismene con la levatrice Dina, a poca distanza l’uno dall’altro. L’ultimo figlio, Stefano, nasce invece a Bologna. Boris ha, quando è libero, vari interessi: la pesca, che ha insegnato ai suoi tre figli, e la cinepresa con cui riprende la sua famiglia durante i compleanni o nelle piccole gite. Ancora oggi, i suo filmati, messi su CD dai suoi figli, riportano immagini lontane e volti amati ormai cancellati dal tempo. Nel ‘65/66, a Zola Predosa, vengono raggiunti dai genitori di lui e possono così aiutarsi vicendevolmente in una famiglia sempre più numerosa e unita. Al momento del congedo dal lavoro di Boris decidono di tornare nei posti a loro cari, abitando per alcuni anni alla Zancona e stabilendosi poi definitivamente ad Arcidosso dove abita la sorella di lei, Gilia. Nel raccontare la loro storia, per sommi capi, sono già passati cinquant’anni. I figli si sono sposati, andando a vivere, uno a Pescara, uno a Roma, mentre l’ultimo è rimasto ad Arcidosso. Sono diventati nonni di tre maschi e oggi 21 Maggio 2011 festeggiano nella Chiesa di Arcidosso prima, e al Kronos di Casteldelpiano poi, la loro unione. Una giornata di ricordi, allegria, emozioni, circondati dagli affetti più cari. Oggi sanno che, discussioni, gioie, ombre, dissapori, che fanno parte di ogni vita, li hanno saputi affrontare e superare insieme. Vedendo la luce complice e affettuosa dei loro sguardi, osservando i gesti di tenerezza che ancora sanno scambiarsi, viene spontaneo alzare il bicchiere e brindare ad un percorso ancora lungo da vivere insieme, sottobraccio, come tanti anni fa.

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di un’ intera famiglia di Cana: Maria Guidarini di 51 anni e i figli Florindo, di 25: Giovanni, di 20, e Settimo di 8: ed altri ancora sono curati dal medico locale. La Stampa mercoledì 8 novembre 1933 di Siena due ammalati della stessa famiglia, provenienti dal paese di Cinigiano. Essi presentavano una sintomatologia che dapprima non riuscì di facile interpretazione e che poi, in base alle opportune ricerche praticate, suscitò il dubbio che fosse dovuta ad una forma di avvelenamento. Intanto il medico di Cinigiano, dott. Motti, segnalava altri casi analoghi verificatisi nel paese. Un sopraluogo eseguito dal prof. Gamma diede modo di rilevare meglio gli aspetti della malattia e di confermare il sospetto che si trattasse di un avvelenamento di origine alimentare. La sostanza venefica incriminata era il piombo. Proceduto subito a speciali ricerche, si poté stabilire, mediante indagini chimiche, effettivamente la presenza di piombo negli escreti dei pazienti. Intorno alla gravità dell’ intossicazione, il prof. Gamma ci ha cortesemente aggiunto: “i casi erano seri ma non gravi: però altri nuovi più gravi erano segnalati dal medico del paese. Furono allora eseguite ripetute indagini con l’aiuto della clinica, prof.Crosetti e dall’ assistente, dott. Forconi, per studiare bene la forma clinica e la distribuzione dei casi nel territorio colpito e per ricercare insieme al medico del luogo le eventuali origini dell’ avvelenamento. Fu così potuto stabilire che l’ alimento incriminabile doveva essere la farina e precisamente quella che proveniva da un molino della località. Prelevati saggi di farina e di pane, fu effettivamente in essi constatata la presenza di piombo in quantità notevole e chiarita così la natura e l’origine dell’ avvelenamento collettivo, che nel frattempo aveva interessato un discreto numero di persone, e persino intere famiglie”. Bisogna ora appurare se veramente sia stato immesso di proposito del piombo nelle farine per aumentare il peso, e l’ipotesi di una tale adulterazione è tenuta presente per il contenuto notevole e la larga diffusione assunta dall’ avvelenamento, oppure se la presenza del piombo nella farina sia stata causata dall’illecito impiego di tale metallo per colmare le incrinature della superficie macinante della mole. Nuovi casi hanno intanto continuato ad affluire alla clinica di Siena: alcuni notevolmente seri. Le cure tempestive applicate stanno però, per aver ragione della forma morbosa, tanto che il prof. Gamma ci ha potuto assicurare che i ricoverati vanno sia pure lentamente migliorando tutti. Si è dovuto registrare soltanto un decesso di una bambina di tre anni. Scartata dunque, l’ipotesi dell’ossido di zinco, propalata non si sa come, non meno importante appare la segnalazione di queste nuove intossicazioni dovute al piombo. Qualcuna consimile è di tanto in tanto registrata, a causa di cibi cotti in recipienti rivestiti internamente di uno strato sottile di piombo anziché di stagno purissimo. Sotto forma cronica, invece, se ne hanno ancor oggi in molte industrie ove il piombo viene largamente impiegato; tanto che, come è noto, anche in Italia recentemente è stata votata la legge che contempla l’intossicazione saturnina tra le malattie professionali indennizzabili e da qualche anno sono prescritte le visite preventive e periodiche per gli operai che lavorano a contatto con il piombo. L’avvelenamento da piombo, spedalmente nella sua forma cronica, si presenta con una fenomenologia veramente proteiforme, tanto che assai complicato sarebbe il dare una descrizione esatta dei vari quadri clinici. Solo a scopo didattico si suddivide la sintomatologia a carico dei vari organi che possono essere colpiti; ma all’atto pratico i disturbi di un apparato si intrecciano con quelli di un altro o di più altri, dando luogo a manifestazioni che talora

Dalla storia

AVVELENAMENTO DA PIOMBO
Cinigiano lutti e paure
di Massimo Fabiani
a tempo, per non dire da più di dieci anni, avevo cercato di raccogliere testimonianze inerenti a un avvenimento che nei primi anni trenta scosse la nostra comunità e portò il “paesello” alle attenzioni delle cronache nazionali arrivando, per il giustificato allarmismo dell’episodio, anche a interessare istituti di ricerca scientifica internazionali. Cinigiano: “Anno 1933 avvelenamento da piombo”. Conoscevo la storia raccontata con pochi particolari dal mi babbo perché quella farina contenete piombo era stata prodotta nelle stanze proprio dove ventisei anni dopo, sarei nato. Sarà per questo che son sempre pesato molto? O forse per la mia passione per il tortello maremmano! comunque è chiaro che non ci si poteva aspettare molto da uno nato in quel posto se non un “cronista di campagna”….. Il mio ricordo, dai racconti di babbo è stato per anni molto vago legato alle sue brontolate di quando da citto nascondevo sotto terra di tutto e il mi Nanni mi diceva “attento perché li sotto c’è il veleno”. Non l’ho mai saputo se la farina omicida contenente piombo fosse stata veramente sotter-

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sentendo anche strani racconti mischiati con episodi che per chiara collocazione storica non possono essere veri e altri suffragati solo dalla fantasia popolare. Il perché di questa scarsa conoscenza da parte di tutti, un po’ sorprende, come si fosse deciso a tavolino di non parlarne più, o forse semplicemente per una forma di scaramanzia? Racconti che narrano di molte persone con tutti i denti neri e molte, forse troppe morti dichiarate sospette hanno sicuramente contribuito all’alone di mistero di questo avvenimento. Poi, alcune dritte: nomi dei coinvolti, date di nascita confermate dall’anagrafe comunale, poi la ricerca sui giornali del periodo e finalmente buona luce grazie al quotidiano piemontese La Stampa che in varie occasioni si è occupato del caso e così proprio attraverso questi articoli, che andrò a riportare testualmente, andiamo a aprire il sipario su questo tragico episodio. Rimanendo come nostra abitudine in attesa di vostre ulteriori notizie.

A proposito degli avvelenamenti per la farina adulterata
Grosseto, 8 notte Si continuano a propalare notizie avvelenamenti causati da piombo, avvenuti a Cinigiano. Siamo informati che di morti per intossicazione di piombo ve ne è uno solo: la bambina di 4 anni, Pieranna Tassi, deceduta all’Ospedale di Siena. La morte delle due Vegni, avvenuta nello scorso settembre in Cinigiano non dipende da avvelenamento ma è stata causata da comuni malattie. La causa dell’avvelenamento non è complicata, come sembrava, in un primo tempo. L’ affittuario Bolgi aveva delle macine vecchie e bucherellate e, per accomodarle ,adoperava del piombo che poi rivestiva con del mastice resinoso. Durante la lavorazione, il mastice si è staccato e la farina è rimasta così intossicata. Il podestà di Cinigiano intervenne, ordinando la chiusura del molino e diffidando le popolazioni dei Comuni a non adoperare la farina avvelenata, coadiuvato nella sua opera dal medico condotto provinciale di Grosseto, che esegui una minuziosa inchiesta. Gli ammalati ricoverati negli ospedali di Siena e Grosseto vanno migliorando e si spera che al più presto possono completamente ristabilirsi. La Stampa giovedì 9 Novembre 1933

Molteplici casi di avvelenamento Per adulterazione di farine
Livorno , 7 notte

Dopo l’accertamento dei numerosi casi di avvelenamento con sali di piombo, avvelenamenti verificatisi a Cinigiano, in provincia di Siena, l’autorità sta procedendo ora al sequestro di tutte le farine uscite dal mulino del paese, i cui proprietari , come vi abbiamo già dato notizia sono stati arrestati. I primi casi di avvelenamento risalgono agli ultimi giorni di settembre e, mano mano, si diffusero in modo sempre più allarmante. Nei primi giorni di ottobre si ebbe a Cinigiano, il decesso della bambina Anna Vegni, di poco più di due anni, cui si aggiunse la madre , la quale, a breve distanza seguì la stessa sorte della figlia. Il 12 ottobre furono ricoverati nella clinica medica generale del Policlinico di Siena i fratelli Gino Vegni di 18 anni, e Guido di 6 ,ed il 27 ottobre la bambina Gina Vegni, di 9 anni, rispettivamente figli e fratelli delle defunte. Trascorso un periodo di tempo abbastanza lungo tutti i suddetti ricoverati andarono migliorando e oggi sono fuori di pericolo. La mattina del primo corrente, poi, veniva ricoverato Cinigiano via Ombrone n.1/3 all’ospedale di Siena, sempre per sintomi di avvelenamento, certo Pasquino Perugini, di 30 rata nel cortile del molino, di certo è che anche a distanza di anni, ed il giorno successivo venivano accolti Pieranna Tassi, anni si sono scaricati camion di terriccio su quel fazzoletto di di 4 anni, e il di lei nonno Olinto Tassi, di 60. Mentre la prima terra per far crescere qualche pianta. Purtroppo, nonostancessava di vivere il giorno dopo. Il secondo rimane tuttora te che il tragico evento non fosse accaduto tanti anni fa, le in gravi condizioni. Nella giornata di sabato, infine, è stato notizie orali sono stranamente frammentarie e con il tempo pure trasportato all’ ospedale di Siena tale Angelo Vegni, ho scoperto anche molto imprecisione. Molta confusione sul di 42 anni, capo della famiglia omonima che conta già due nome del mugnaio e anche sulle vittime, poi come spesvittime, e con il Vegni stesso quattro ricoverati. Altri colpiti si so dico, capita che “la realtà si intramacci con la fantasia” trovano degenti all’ospedale di Grosseto, e cioè i componenti

I casi di Cinigiano L’avvelenamento da piombo
In un primo tempo era stato segnalato che gli avvelenamenti di Cinigiano, in provincia di Grosseto, erano dovuti all’ingestione di cadmio di zinco mescolato alla farina. La cosa destò subito un interesse dal punto di vista clinico, in quanto la tossicità dello zinco è ancora assai discussa ed i casi di supposta intossicazione da zinco risultano all’ atto pratico, per lo più, provocati da tracce di piombo o di arsenico, che lo zinco contiene come impurità. In questi ultimi tempi, però , specialmente nello studio della patologia professionale, qualcuno avrebbe dato la dimostrazione sperimentale della possibilità reale di una forma di avvelenamento da zinco puro, con azione deleteria sul sangue con dissoluzione dei globuli rossi, sui reni, sul fegato e sul sistema nervoso. Un eventuale conferma clinica non avrebbe potuto che portare purtroppo a spese di vittime innocenti, nuova luce in questo capitolo di tossicologia che tiene desta soprattutto l’attenzione dei medici del lavoro per l’impiego vasto che dello zinco si fa nelle industrie. Per accertare, dal punto di vista medico, i fatti di Cinigiano, ci siamo quindi rivolti al prof. Carlo Gamma, Direttore della Clinica Medica di Siena, ove è stata ricoverata la maggior parte degli intossicati. L’ambiente clinico ci ha subito tolto ogni dubbio sull’origine degli avvelenamenti ed ha dichiarato come ormai con certezza si possa parlare di intossicazione da piombo. Verso la metà dello scorso mese, difatti, sono stati accettati nella Clinica universitaria

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rendono lì per lì difficile le diagnosi differenziate nei confronti con forme morbose dovute ad altre cause. Esplicazioni diverse ha ancora l’avvelenamento acuto da quello cronico. Sicché come nel caso attuale, talora soltanto l’accertamento del veleno negli escreti degli ammalati e la presenza nell’ordinaria alimentazione, possono rapidamente risolvere il problema e permettere l’attuazione delle cure più adatte. Non si può in quest’occasione non lodare la pronta azione del Direttore della Clinica medica senese, che per meglio dirimere ogni dubbio, per precisare la forma di avvelenamento, per scoprire la fonte dell’intossicazione e prevenire l’ulteriore espandersi del focolaio morbigeno, ha proceduto personalmente e col personale della Clinica a sopraluoghi diretti. Si tratta di una chiara dimostrazione dell’indirizzo sociale che la medicina va sempre più assumendo in Italia e ribadisco la necessità che il medico tenga sempre nel massimo conto i fattori ambientali entro cui si è svolta la vita dell’ammalato in sua cura. La Stampa sabato 11 novembre 1933 Dott. Viziano

si e di avere procurato l’ avvelenamento di ben 60 persone. Come fu accertato a suo tempo, le farine che uscivano dal mulino condotto dagli imputati erano avariate, avendo essi adoperato del piombo per riparare le macchine deteriorate. Il piombo, disperdendosi nelle farine ha provocato l’ avvelenamento degli infelici clienti del mulino. La Stampa venerdì 23 Novembre 1934

wORLD DANCE GAME ANCORA SUL TETTO DEL MONDO

I due mugnai di Cinigiano condannati a tre anni
Livorno, 27 notte Stasera si è concluso dinanzi al tribunale di Grosseto il processo a carico dei mugnai Pompilio Meucci e Enrico Bolgi, i quali erano accusati di avere colposamente procurato la morte di una bambina e una lunga malattia a una sessantina di persone che avevano mangiato del pane confezionato con farina di grano macinato nel tragico mulino di Cinigiano. Nella udienza odierna si sono avute le arringhe dei rappresentanti della P.G. che hanno concluso chiedendo la condanna degli imputati a lire 10 mila ciascuno, risarcimento dei danni e riunione delle spese. Il Tribunale ha emesso sentenza con la quale dichiara colpevoli gli imputati e li condanna a 3 anni di reclusione ciascuno, alle spese e ai danni verso la Parte Civile. La Stampa mercoledì 28 Novembre 1934

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enerdi 30 ottobre si sono svolti a Torino i World Dance Games dove la Nazionale Italiana di Syncro Dance si è riconfermata al primo posto. Nella foto riconosciamo le nostre ragazze di Castiglioncello Azzurra Corridori (prima a sinistra seconda fila) e Debora Bruni (prima a sinistra ultima fila), complimenti!!!!

Le farine avvelenate I due mugnai in Tribunale
Livorno, 22 notte Al Tribunale di Grosseto si è iniziato stamane il processo contro due mugnai di Cinigiano, certi Pompilio Meucci ed Enrico Bolgi accusati di avere nell’ esercizio del loro mestiere , per imperizia, causata la morte di una bambina, tale Pierina Tas-

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Conoscere le nostre opere

IL PALAZZO PRETORIO DI MONTICELLO
di Franco Cherubini

“Graziosamente incaricato…”
lla fine del XIII secolo gli uomini di Monticello che sino ad allora si erano comportati da docili sudditi degli abati di San Salvatore , signori di quella terra, cominciarono , come già era avvenuto in altri paesi, a contestare questa sudditanza e chiesero all’allora Abate il permesso di costruire un palazzo pubblico per i bisogni della comunità in quanto sino ad allora le assemblee comunali si tenevano presso la curia dell’Abate che era la sua residenza in loco. Seppur di malavoglia e stabilendo delle precise prescrizioni l’Abate concesse al popolo di

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Monticello il permesso per costruire un palazzo pubblico che non fosse troppo alto da sovrastare la sede curiale questo ad indicare con il valore dei simboli che il potere dell’Abbazia era comunque superiore al potere della comunità laica. Da qui ci viene da supporre che il palazzo che noi conosciamo come sede del comune e del tribunale di Monticello non sia quello originale ma che questo presumibilmente sia stato costruito in epoca successiva. Il palazzo è ubicato con ingresso su via Grande ed ingressi secondari su via Diacceto, nella facciata principale, architettonicamente pregevole, non si notano grandi interventi strutturali eccetto l’intonaco ed altri ingressi non compatibili con l’ originalità della struttura ma frutto di interventi di restauro effettuati nel secolo scorso. L’accesso all’interno è consentito da un ampio portone ad arco con stipite in pietra trachitica sormontato da uno stemma riconducibile al leone rampante degli Aldobrandeschi , da qui passiamo in un ampio vestibolo dove, sul fondo, si trova l’ ”usciolo” del pozzo per il prelievo dell’acqua mentre da un porta a destra si accede ad una scala che conduce alla stalla ed al vecchio frantoio, locali questi aventi altro ingresso in via Diacceto. Ancora sulla destra dell’atrio salendo tre scalini si accede ad un piccolo pianerottolo che immette da un lato sulla scala che conduce ai piani superiori , oggi appartamenti privati, e a sinistra vi è una porta dalla quale entriamo in un appartamento mai ristrutturato, che mantiene la sua caratteristica originale ed oggi adibito, comprese le stalle ed il frantoio, a Casa Museo. Con la soppressione del comune di Monticello avvenuta in seguito alla riforma amministrativa del 1783 voluta dall’allora Granduca di Toscana: Pietro Leopoldo e la successiva soppressione del tribunale avvenuta per volontà del Granduca Leopoldo II il 17 ottobre 1837, il palazzo, il 26 aprile 1839 su incarico del comune di Cinigiano, fu stimato nel suo valore dall’ingegnere del circondario, ing. Lamberto Neri, con ufficio ad Arcidosso e tramite asta pubblica, venduto a privati. Riporto di seguito alcune parti di documenti originali in nostro possesso relativi alla stima e all’ asta bandita il 5 luglio 1839 e tenutasi il 15 dello stesso mese. L’ingegner Neri inizia la sua relazione di stima che ha diviso per articoli a seconda dell’ubicazione dello stabile e dei locali con questa introduzione: “Graziosamente incaricato dalla magistratura di Cinigiano della stima a compra e vendita della fabbrica componente il soppresso Pretorio del castello di Monticello , mi feci carico di trasferirmi sul locale medesimo nel giorno del 15 del vertente mese , all’oggetto non solo di formare di esso

la relativa descrizione , e di verificarne lo stato , e condizione , quanto per farvi ogni altra considerazione necessaria a ben corrispondere allo sviluppo di questa commissione, il che effettuato con ogni accuratezza, poso adesso soddisfare in modo emergente .” Dopo accurata descrizione dei locali e meticolosi calcoli economici conclude così l’atto di stima:“giusto prezzo o valore a compra e vendita della sopra descritta casa lire 1.436,00 la quale somma di lire 1.436,00 corrisponde a fiorini 861.96 e a scudi 205 *1.312 ed augurandomi di avere adesso adempiuto compiutamente a quanto si richiedeva , mi Sottoscrivo .” Arcidosso dall’uffizio dell’ ingegnere del circondario li 26 aprile 1839 Estratto della deliberazione della comunità di Cinigiano. Seduta del 15 luglio 1839 “Gli illustrissimi Sigg. Gonfaloniere, Priori , e rappresentanti la comunità di Cinigiano adunati in numero di quattro per battere ecc. Essendo questo il giorno destinato per l’incanto della vendita del Pretorio di Monticello reso noto al pubblico mediante editto emanato dalla cancelleria furono aperti gli incanti medi , fatte le consuete avvertenze e letto il quaderno d’oneri , sulla presagita somma della perizia dell’Ingegnere del circondario del 26 aprile 1839 opportunamente approvata dalla Magistratura con deliberazione del 23 maggio ultimo perduto e superioramente autorizzato con atto del 29 dello stesso mese per 1.436.00 lire. Accesa per ordine dell’illustrissimo Sig Gonfaloniere la pri-

ma candela , nella quale restò al Sig. Antonio Lambardi per l’offerta di lire 2000. Si accese la seconda candela , alla quale restò al Sig Antonio Lambardi per lire 3.300. Si accese la terza candela, e restò a favore del Sig Antonio Lambardi per lire 4.900. Si accese una quarta candela, e restò a favore del Sig. Antonio Lambardi per lire 5.010. Si accese una quinta candela e restò a favore del Sig. Don Agostino Maccherini per lire 5.011. Si accese altra candela e restò a favore del detto Don Agostino Maccherini per lire 5.111. Si accese un’altra candela e restò per lire 5.300 a favore del Sig.Antonio Lambardi, si accese una settima candela e restò al Sig.Don Agostino Maccherini per lire 1.301 successivamente a candela vergine dichiararono aggiudicato bene e legalmente il Pretorio suddetto al Sig Don Agostino Maccherini avendo dichiarato il predetto Sig. Maccherini aggiudicatario di voler ritenere il prezzo in mano e di sottoporsi a tutte le condizioni di che nel quaderno d’oneri, salva la Sovrana sanzione e si è firmato di proprio pugno e carattere. Io D. Agostino Maccherini accetto, prometto e mi obbligo Il Cancelliere Marsili” Con questo atto il palazzo pubblico di Monticello veniva venduto a privati e successivamente diviso in più proprietà, oggi una parte , la Casa Museo, è tornata pubblica ed è quella parte di fabbricato che ha mantenuto la sua originalità , l’intuizione, a suo tempo, della Casa Museo in quel fabbricato ha permesso di mantenere, trasmettere e documentare un pezzo della nostra storia basato sulla ricerca, sulla documentazione e reso tangibile dai luoghi.

MISSIONE COMPIUTA
Attilio torna a casa
di Massimo Fabiani

ziamento della nostra collettività. la nostra missione non è ancora definitivamente compiuta rimaniamo ancora alla ricerca dei familiari del soldato Riccardo Rosini.

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o avevamo auspicato nel penultimo… fatti nostri nell’ articolo “Un fiore per una tomba“ e finalmente il primo cinigianese dei due sepolti nel cimitero militare di Amburgo, lunedì 7 novembre 2011 è tornato a casa in terra di Maremma. Grazie all’interessamento della famiglia i resti del militare Attilio Feri, nostro concittadino morto a 25 anni nel ’44, nei tragici luoghi di prigionia tedesca, hanno raggiunto il cimitero di Sterpeto dove, come richiesto dal Ministero degli Interni, è stato tumulato nel Sacrario “con sepoltura solenne e perenne” la cerimonia è stata officiata da Don Franco Cencioni alla presenza del sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e del sindaco di Cinigiano Silvana Totti e dei parenti. Un gesto decisamente importante della famiglia alla quale va il ringra-

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Profili cinigianesi

UN CINIGIANESE A STOCCOLMA
ATOS BERTI
gli amici

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orreva l’anno 1966 ed era ottobre quando Atos Berti figlio di Marino e Solidea, “Pisse” per gli amici, approdò per la prima volta a Stoccolma inviato dai gestori di Riva del Sole, dove aveva appena finito la stagione come cameriere, per imparare la lingua svedese. A quanto racconta lui stesso , a 18 anni era partito proprio alla ventura, senza rendersi bene conto da che parte di mondo si trovasse Stoccolma . Sbarcò in terra svedese in bermuda , canottiera e ciabatte infradito, ad accoglierlo una tempesta di neve!... Diciamo che in questo caso non è valso il proverbio “ il buon dì si vede dal mattino” perché, nonostante questo primo incontro non proprio “caloroso”, Atos a Stoccolma ha trovato una seconda patria e vi è rimasto. Nei successivi 45 anni la città gli ha riservato sicuramente grandi sacrifici ed impegno, ma anche affetti e soddisfazioni, ... qui ha rincontrato Renée, una giovanissima svedese conosciuta proprio a Riva del Sole, tra loro due a poco a poco è sbocciato un grande amore che ha sapu-

e, di fatto, vino, olio, pasta, mozzarella, olive,... di nostra produzione, sono apprezzatissimi dagli svedesi e molto richiesti ...tanto che, di come vanno gli affari, Atos non si lamenta!... Si lamenta invece della lontananza dalla sua patria ed in particolare gli pesa la distanza dal suo paese: Cinigiano !... ogni anno a luglio con la sua famiglia viene a fare le ferie nella casa dei genitori al paese e al momento di ripartire, con grande nostalgia, si porta via nel cuore i panorami del Podernovo e Poggiacerri , i colori, i profumi, le voci ed i volti del paese ,... Quando quest’anno ad agosto un gruppo di amici cinigianesi e non, dopo averglielo promesso varie volte, è sbarcato a Stoccolma , Atos ha riservato a tutti un’accoglienza straordinaria!..si è rivelato un profondo conoscitore della città , l’ha raccontata e fatta scoprire ai compaesani ed amici di infanzia passeggiando per le sue strade e i suoi parchi,...,parlando della gente, di come vive, di cosa ama fare ,.. E mentre Atos era a lavoro , sua moglie Renée ha preso in custodia gli amici italiani e ha fatto loro più che da guida : con grande disponibilità ha accompagnato il gruppo ogni giorno per strade, ponti, parchi e musei, informandosi su gli orari, i prezzi, le proposte, spiegando i piatti tipici e gli ingredienti, suggerendo luoghi caratteristici ed acquisti appropriati …. Stoccolma, grazie ad Atos e Reneè, ha incantato tutti lasciando vivo in ciascuno il ricordo dei suoi paesaggi da fiaba, delle sue strade d’acqua, di un incontro magico tra lago e mare (lago Malaren e mar Baltico...), dei grandi spazi verdi e degli animali in libertà, di un arcipelago di mare azzurro costellato da migliaia di isolette con piccole case di legno dai colori vivaci e pontili di legno e solcato da imbarcazioni di tutti i tipi ...…Ma soprattutto quello che più scalda il cuore tornando a casa è l’amicizia di Atos, che pur essendo distante centinaia di migliaia di chilometri non ci ha dimenticato. “Finché abbiamo dei ricordi, il passato dura. Finché abbiamo delle speranze, il futuro ci attende. Finché abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto”. Finché abbiamo dei ricordi, il passato dura. Finché abbiamo delle speranze, il futuro ci attende. Finché abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto. Anonimo

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Nel cerchio evidenziato Atos con gli amici

to mantenersi profondo e tenero nel tempo e che è stato allietato dalla nascita di Marco. Anche nel lavoro ad Atos non sono mancate le soddisfazioni che hanno ripagato la sua tenacia, le capacità, l’intraprendenza ed il senso degli affari ...prima la carriera di direttore di albergo, poi proprietario di un affermato ristorante nel cuore di Stoccolma ed oggi a capo di una azienda di import ed export di prodotti italiani... Un modo questo per restare legato alla sua Italia facendo apprezzare agli svedesi i sapori, il gusto dei nostri cibi,... Atos ha portato un bel po’ di Maremma in Svezia

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INDOVINALA GRILLO
Non so se avevate riconosciuto il ponticello in foto nell’ultimo numero, del resto non era cosa facile a meno che non siate passate proprio lì davanti dopo l’intervento di pulitura fatto recentemente dal Consorzio di Bonifica Grossetano nella zona del Molinello, ultimo avamposto del nostro comune prima di entrare nei comuni di Arcidosso, Campagnatico. Il piccolo ponte si trova più o meno davanti alla casa dell’amico Elvio Pascucci e vede passare sotto i suoi archi un fossetto che nasce dalle vicine Caprarecce, un grazie per la collaborazione e la foto a Moreno Trilli. Per il prossimo quesito vi abbiamo “conciato per le feste” a voi indovinare.

arissimi concittadini e carissime concittadine, diceva il filosofo cinese Lao Tzu “Invece di maledire il buio, è meglio accendere una candela”. Questa affermazione mi è tornata alla mente quando in giunta abbiamo discusso dell’opportunità di accendere anche quest’anno le luci di Natale, giungendo ad una risposta positiva, volendo, con questo gesto, non solo riconoscere la sacralità delle feste natalizie, ma anche lanciare un messaggio di ottimismo e di fiducia nel futuro. Sarebbe stupido o suicida negare la gravità della situazione, siamo consapevoli delle difficoltà che tutte le famiglie devono affrontare quotidianamente, ma siamo sicuri che insieme verremo fuori dalle difficoltà . Come amministrazione ce la stiamo mettendo tutta per reperire risorse che permettano di affrontare investimenti senza gravare sul bilancio

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, che rendano possibile, come lo è stato, assicurare un buon livello di servizi senza aumentare le compartecipazioni, stiamo contattando possibili investitori per far partire sul nostro territorio nuove attività che possano dare una risposta alle problematiche di disoccupazione, insomma vogliamo guardare al futuro con fiducia ed ottimismo. Colgo l’occasione per ringraziare la Fondazione Montecucco che con generosità e sensibilità squisita ci ha permesso di affrontare con tranquillità sia la programmazione culturale che gli interventi nel campo dell’istruzione . Altro doveroso ringraziamento agli assessori che si stanno impegnando con determinazione oltre che con competenza ed a tutto il personale che sta dando prova di abnegazione e spirito collaborativo in questo momento in cui la scarsità dell’organico, cui non possiamo per legge ovviare con nuove assunzioni, richiede a tutti maggiore impegno . A tutti giunga il mio augurio di feste serene il sindaco Silvana Totti

SPESA LIBERA CON L ’ASSEGNO
“spread di altri tempi”
di Massimo Fabiani
a storia è una di quelle che si racconta in ogni paese , trovare il suo protagonista e trovare chi la racconta pronto a giurare sulla sua veridicità è cosa facile. Nel mio lavoro molte volte mi è capitato di sentire questo aneddoto ma solo dalle nostre parti ho sentito fare una simpatica appendice. Il nostro personaggio presentandosi in banca lamentava la poco sicurezza di andare per mercati con pacchi di soldi a concludere affari, tanto che il direttore suggerì di prendere un blocchetto per gli assegni decisamente più pratico. “ Così potrai spendere quanto ti pare senza dover portare i soldi dietro”. Il nostro uomo chiese spiegazioni su come riempire questo pezzo di carta e rimase piuttosto incredulo nello scoprire che ogni foglietto poteva valere quanto da lui scritto. Passavano i giorni di mercato e il conto corrente calava vistosamente tanto che si era già speso più di quanto esso contenesse. Il direttore si mise subito alla ricerca del nostro uomo dicendogli con riservatezza “Guarda che nel conto ti mancano diecimilalire …più gli interessi” . Risposta secca e veloce “Non ci sono problemi, per le diecimilalire ti fò un assegno e se gli interesso, dopo mi dici a chi, che ora ho furia”.

uon Naetfailce anno nuovo B el e

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“PRIMA FILA”: debutto al Teatro Comunale 12-13-14 gennaio

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n progetto socio-culturale di qualità Il Comune di Cinigiano ha aderito al progetto Prima Fila che nasce per assicurare garanzie di continuità ed un’equa distribuzione geografica a quelle attività sociali e educative legate al mezzo teatrale. Tali attività, fondamentali per la crescita e la maturazione dell’individuo, sono rivolte alle varie fasce scolastiche e si dividono nella visione di spettacoli tematici professionali, nell’attuazione di laboratori didattici e nella realizzazione delle relative rassegne teatrali dei lavori prodotti dalle scuole stesse. L’iniziativa prende il via grazie all’attenzione per il territorio e al decisivo supporto della importante Fondazione socio-culturale quale la “Fondazione Montecucco”, nonché al

sostanziale contributo del “Teatro Stabile di Grosseto” che opera per lo sviluppo culturale del territorio da oltre 10 anni, proprio grazie alla capacità di individuazione e di coinvolgimento di partner d’eccezione. L’intento del progetto non è soltanto culturale, ma principalmente sociale, essendo il mezzo teatrale quello più adatto a tali fasce d’età per la crescita personale, per lo sviluppo della capacità di relazione tra individui e di confronto critico con quella società moderna ed i suoi modelli mediatici che tendono, di contro, a banalizzare e stereotipare la funzione educativa che è possibile svolgere tramite l’uso attento della Cultura, da sempre ritenuta una dei principali fattori per determinare la ricchezza, intellettuale e non solo, di un popolo. Il progetto coinvolge: -gli Enti attuatori (associazioni, fondazioni, enti pubblici e privati); -la Amministrazioni locali ospitanti; -gli Istituti Scolastici aderenti. Le Amministrazioni locali, in particolare, avranno la garanzia delle attività, senza essere vincolate da

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esborsi economici oggi impensabili visti i tagli pressoché totali alla Cultura. “ Considero “Prima Fila” un importante passo per la riqualificazione del territorio e un’importante occasione per organizzare percorsi certi, programmati e programmatici nel tempo, un’occasione altresì per lavorare insieme, per guardare oltre i confini comunali verso una crescita culturale fatta di sinergie che necessitano di un territorio coeso” (Ass.alla Cultura Romina Sani).

ASSEGNAZIONE DI N. 9 TIROCINI FORMATIVI PRESSO GLI ENTI DELL’UNIONE DEI COMUNI MONTANI DELL’AMIATA GROSSETANO DESTINATI A NEO-DIPLOMATI E NEO-LAUREATI:

CENTRO GIOVANI La Tribù progetto 2011/2012
’Amministrazione Comunale, viste le difficoltà economiche, si impegna con uno sforzo notevole a ricercare contributi al fine di garantire il mantenimento e dare continuità al centro giovani, e fino adesso ha ricevuto un importante sostegno dalla Fondazione socio-culturale Montecucco. Quest’anno l’apertura del Centro è stata posticipata perché l’Amministrazione e l’Arci hanno sentito la necessità di rivedere il progetto per eliminare certe criticità e per riacquisire il valore sociale e culturale per cui è nato. Ecco che il Centro, pur mantenendo lo stesso nome, presenta un’organizzazione nuova e si pone degli obiettivi ben precisi raggiungibili con un programma elaborato e studiato con attenzione. Il centro di aggregazione “La Tribù” è ormai una realtà radicata nella comunità di Cinigiano. I ragazzi che frequentano il centro sono sempre di più, e la struttura è divenuta un punto cruciale di incontro tra i giovani del territorio, soprattutto di Cinigiano. Il centro di aggregazione è una struttura che ha lo scopo di prevenire il disagio e il disadattamento giovanile. Offre ai giovani del territorio varie possibilità di utilizzo e di fruizione di spazi e iniziative socializzanti. Gli obiettivi che gli operatori perseguono sono stati elaborati in base alle esigenze specifiche dei ragazzi e alla prospettiva di creare un clima di sostegno e appartenenza a un gruppo attraverso cui favorire la comunicazione interpersonale e la socializzazione e prevenire le possibili forme di comportamento “a rischio” nel giovane. Nell’adolescenza, il giovane “sente” il bisogno di essere considerato dalla e nella società. La sua esistenza e la fiducia che gli altri ripongono in lui sono elementi necessari che vengono valorizzati attraverso la creazione di spazi riservati ai giovani stessi da parte delle autorità e delle istituzioni. Gli adolescenti ed i giovani vivono una notevole difficoltà di comunicazione tra il loro mondo ed il mondo adulto, una “sensazione di rifiuto”e di incomprensione da parte dei loro coetanei e di “esclusione “da parte degli adulti.” Il disagio vissuto dai giovani nasce e cresce nel periodo dell’adolescenza e della preadolescenza, è un meccanismo dinamico che può diminuire ma nello stesso tempo crescere in base alle risposte che si ricevono dall’esterno. Il centro offre uno spazio in cui i gruppi giovanili possano lavorare a propri progetti; per portare il mondo giovanile al centro delle riflessioni e delle scelte del territorio; per costruire un punto di incontro per le varie associazioni del territorio. Il centro è aperto da circa 4 anni e sente il bisogno di rinnovarsi

PROGETTO GIOVANISì REGIONE TOSCANA

(PRS programma regionale di sviluppo 2011-2015) Il ruolo dell’Amministrazione Comunale di adesione e promozione del progetto Giovani sì nei Comuni dell’Amiata Grossetana i comunica che è aperto il bando per ottenere il contributo al pagamento del canone di affitto, per favorire l’autonomia abitativa da parte dei giovani. Il bando, che scadrà il 31 gennaio 2012, si rivolge ai giovani residenti in Toscana da almeno 5 anni presso la famiglia di origine e di età compresa tra i 25 e i 34 anni (con priorità alla fascia tra i 30-34) che intendono andare via di casa e costituire un nucleo familiare autonomo. Per le coppie è sufficiente la residenza in Toscana di uno dei due. Il contributo previsto, della durata di tre anni, varia dai 150 ai 350 euro al mese a seconda delle fasce di reddito e della presenza e numero di figli, e sarà erogato in quote semestrali anticipate dopo la presentazione di un regolare contratto di locazione. Tutte le informazioni e la modulistica sono reperibili sul sito www.giovanisi.it oppure è possibile telefonare al numero verde 800098719.

CONTRIBUTO AFFITTI:

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Comune di Cinigiano, Ufficio Tecnico (1 stagista) Comune di Semproniano, Ufficio Tecnico (1 stagista) Comune di Roccalbegna, Ufficio Ragioneria (1 stagista) Comune di Castel del Piano, Ufficio Ragioneria (1 stagista) Comune di Arcidosso, Ufficio Attività Produttive (1 stagista) Comune di Santa Fiora, Ufficio Segreteria (1 stagista) Comune di Seggiano, Ufficio Polizia Municipale (1 stagista) Unione dei Comuni, Ufficio Vincolo paesaggistico e idrogeologico (1 stagista) Il tirocinio potrà avere una durata di 6 mesi, con un impiego settimanale di 36 ore. Copia integrale del bando e dello schema di domanda di ammissione si può reperire nei siti internet dei Comuni della Unione dei Comuni Amiata nella sezione concorsi. Per info contattare Ass. Romina Sani o ufficio Segreteria Sig.ra Fabiola Ranieri. possibilità per i giovani di età compresa tra 18 e 30 anni che abbiano conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore, di effettuare stage della durata di 6 mesi presso Aziende del territorio aderenti al Progetto Giovanisì; lo stage è retribuito con un importo mensile di € 400,00, il cui costo per metà è a carico della Regione Toscana e per metà a carico dell’Azienda, la quale ultima potrà percepire un finanziamento a fondo perduto pari ad € 8.000,00 qualora procedesse all’assunzione dello stagista. Il rapporto è regolato dal Centro per l’impiego. L’Amministrazione Comunale si impegna a contattare le Aziende per eventuali adesioni al progetto e a promuovere tale opportunità ai giovani. Per info: consultare sito internet Comune Cinigiano oppure contattare Ass. Romina Sani o Ufficio Segreteria Sig.ra Fabiola Ranieri.

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e di procedere a un lento cambiamento generazionale. I ragazzi di 20 anni devono fare posto ai nuovi adolescenti, per questo gli obiettivi del nuovo anno appena cominciato saranno rivolti anche ai più giovani.

PROSPETTIVE FUTURE

STAGE PRESSO LE AZIENDE:

Dare continuità L’aspettativa primaria dell’Amministrazione Comunale, degli educatori e dell’Arci, per quanto concerne il centro di aggregazione giovanile di Cinigiano è quella di dare continuità al progetto. La presenza costante dei ragazzi dentro le stanze del centro è motivo di soddisfazione per tutti quelli che hanno creduto in questa idea e hanno collaborato alla realizzazione di tale lavoro. In un piccolo centro come Cinigiano, avere un dialogo con la popolazione giovanile è sinonimo di evoluzione sociale. Chi sa ascoltare i giovani sa ascoltare il futuro e lo scambio diviene sempre più costruttivo e critico. Dare continuità al Centro di aggregazione “La Tribù” è una risorsa indispensabile per la crescita del territorio e per la comprensione dei bisogni che di generazione in generazione cambiano l’assetto sociale del nostro paese. Saper intravedere e concedere uno spazio significativo agli adolescenti, permette alla popolazione adulta di rivedere i propri schemi di giudizio formatosi con la maturità, difficilmente adattabili alle generazioni future. Il Centro è un punto di riferimento per tutti i ragazzi del paese che possiedono un luogo tutto dedicato a loro in cui incontrarsi e trascorrere un pomeriggio con i coetanei, e un punto di riferimento per i rispettivi genitori, che concedono loro qualche libertà in più, rassicurati dal fatto di sapere dove si trovano e con chi. Espandere esperienza alle frazioni La sfida di quest’anno è quella di rendere il centro di aggregazione “itinerante”, coinvolgere anche i giovani delle frazioni è un passo in più verso l’integrazione e l’aggregazione giovanile del territorio. Il territorio del comune di Cinigiano è vasto e poco popolato, questo non significa che non ci siano giovani e adolescenti, magari sono pochi, ma ci sono, e soprattutto loro hanno bisogno di incontrarsi e confrontarsi con i coetanei. Rendere il centro itinerante significa spostare le attività, due volte alla settimana, nella frazione di Monticello. I locali per la creazione di uno spazio “giovani” sono gli impianti sportivi, adatti alla realizzazione delle varie attività previste dal Centro.

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SOCIALE

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TURISMO

Attività di sostegno e recupero Relativamente alle discipline scolastiche, in modo da prevenire la dispersione scolastica supportando i giovani che pensano di abbandonare. Aiuto diretto ai ragazzi che abbiano bisogno di una figura adulta per studiare o comprendere argomenti scolastici. Quest’ anno al Centro giovani il tempo sarà dedicato anche al dopo scuola (studio, compiti, aiuto dell’educatrice), con programmi accordati con il corpo docenti. Attività di agevolazione dei rapporti adolescenti-famiglie Organizzazione di incontri e discussioni di gruppo, nonché consulenze individuali, finalizzate al sostegno della genitorialità e della relazione educativa. Gli obiettivi del progetto sono di creare nuovi servizi e luoghi aggregativi a favore di adolescenti e giovani che vivono nelle frazioni o nella campagna, offrire spazi per attività d’interesse dell’età, luoghi di aggregazione giovanile e occasioni organizzative-stimolo, allo scopo di rafforzare l’identità personale e quella sociale nascente, creare relazioni di riferimento costruttivo, agendo soprattutto sul rinforzo dell’autostima per facilitare l’avvio alla vita adulta con una struttura della personalità più solida. In sintesi si tratta di dare fiducia alle risorse giovani della comunità che accettano di assumersi delle responsabilità, sperimentando relazioni significative tra di loro e la comunità locale, nell’ottica della partecipazione attiva dei giovani, favorendo un protagonismo che sia basato su aspetti motivazionali pro-sociali. Lo scopo del progetto sarà quello di aumentare il senso di appartenenza alla comunità, considerando le diversità territoriali delle frazioni come un valore aggiunto da mettere a disposizione di tutti; creare una rete silenziosa di presenza solidale tra i giovani per dare risposte alle forme di disagio nascosto, che sfociano spesso nelle giovani generazioni in situazioni di problematica solitudine.

COSTRUZIONE PAGINA INTERNET

I ragazzi costruiranno una pagina internet (nel social network Facebook, il più conosciuto e utilizzato in tutto il mondo) in cui parlare di delle attività che svolgeranno al Centro (ci sono già le foto della gita a Venezia, del calcetto e delle varie cene che periodicamente sono state organizzate) e in cui confrontarsi con qualsiasi amico o con qualsiasi problematica. Chiunque può entrare nella pagina e vedere ciò che i ragazzi pubblicano, quello che fanno o che pensano. La pagina da cercare su Facebook è “Tribu Centro”.

SALA PROVE

La sala prove è uno spazio che i ragazzi utilizzano per suonare e sviluppare progetti Inereti alla musica, sicuramente un luogo importante di socializzazione anche per tutta la comunità.

alla formazione di operatori dell’Archivio delle tradizioni popolari il “mestiere” di ricercatore e di story-telling dall’ascolto di storie e aneddoti dei propri paesi di appartenenza narrati dai ragazzi extracomunitari rifugiati nella casa famiglia di Cinigiano. La ricerca e l’ascolto delle “storie straniere” produrrà la realizzazione di un cortometraggio come testimonianza di questo incontro e scambio culturale. Obiettivi del progetto 1. Sensibilizzare i ragazzi al valore della propria cultura locale in un percorso di riscoperta delle proprie radici. 2. Aggregare i ragazzi dello stesso paese intorno alla passione per la storia e la memoria del proprio luogo di appartenenza. 3. Questo progetto ha l’ambizione di legare la memoria al teatro. Il teatro si nutrirà della memoria per attingere alle storie da mettere

in scena e da raccontare perseguendo così il duplice intento di fare arte con le radici storiche dei ragazzi. 4. Far rivivere poeticamente e artisticamente le storie della cultura maremmana proprio nei luoghi in cui si racconta che si siano svolte. Valore del progetto Il progetto MEMORIE DI PAESE vuole rendere ricercatori, narratori e attori della propria storia e delle proprie radici i ragazzi del Comune di Cinigiano, per valorizzare la figura del narratore come testimone di storie che fanno da cornice al suo vissuto personale. La drammatizzazione di un racconto rende epica una storia reale, aiuta ricercatori e narratori a conoscere e ripercorrere il proprio passato per costruire un futuro migliore, e tramite l’ascolto dei racconti trasmessi oralmente, reperire non solo informazioni sul passato, ma anche creare un’epica della vita contemporanea.

GIORNATA CINEMA

Un giorno alla settimana sarà dedicata alla visione di un film. I film verranno proposti direttamente dai ragazzi e tutti insieme decideranno cosa visionare. Negli altri giorni della settimana i giovani di Cinigiano si incontrano al Centro, qualcuno gioca a carte, qualcuno a calcetto, qualcuno utilizza internet, qualcuno legge un giornale, qualcuno suona. Magari può sembrare che non faccino niente, ma il solo fatto di mettersi tutti i giorni intorno a un tavolino e affrontare qualsiasi tema di discussione è positivo e costruttivo. Confrontarsi aiuta ad aprire la mente e a crescere. Per questo i ragazzi del centro invitano chiunque a venire a vedere chi sono e cosa fanno.

NUOVE STRATEGIE Tutti insieme per uno scopo comune
he sia aria ti tagli mi sembra scontato ma che a subire le maggiori conseguenze siano i settori della cultura e del turismo non mi trova molto d’accordo, comunque vediamo di “raccapezzarsi” senza falsi proclami come letti ultimamente anche nelle cronache locali. L’Associazione per il turismo (Apt) chiude i suoi battenti lasciando tutta la promozione del territorio nelle mani di Toscana Promozione, che da quanto mi è dato sapere, volerà sicuramente in alto lavorando principalmente a far conoscere la nostra Toscana in particolare nei paesi come Cina, Brasile, Russia e Stati uniti. L’onere di tenere i rapporti fra i territori e la Regione spetterà alle province e su questa linea c’è chi ci sta lavorando, in particolare la provincia di Grosseto ha messo in piedi un progetto Mitup: Maremma informazioni turismo unico provinciale del quale anche la regione Toscana ne riconosce la validità. Il progetto prevede di realizzare una capillare rete di punti di informazione e accoglienza turistica integrata con le piattaforme social network, tables e smartphone coordinate dal centro provinciale e collegate con la Regione Toscana. In pratica si propone, e già molti incontri sono stati fatti, ai ventotto comuni e a tutti gli operatori di promozione come Pro Loco, parchi e porti di continuare la loro opera facendo capo come detto, al coordinamento provinciale

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PROGETTO MEMORIE DI PAESE

ATTIVITA’ da proporre
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(Ass.Turismo Massimo Fabiani)

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A settembre la comunità di Cinigiano è impegnata nell’organizzazione della Festa dell’Uva. Tutti i ragazzi che frequentano il Centro saranno impegnati in una delle tre contrade e ognuno di loro lavora per la realizzazione della festa. I ragazzi in questo periodo frequentano comunque il centro e si organizzano per dare il loro appoggio col fine di realizzare una bella manifestazione. C’è chi prende in gestione una cantina, c’è chi sfila nel corteo storico, c’è chi progetta i carri o le scenette, Il Centro, la Sala prove e il campetto sono stati utilizzati da chiunque ne avesse avuto bisogno.

E’ un progetto che nasce in collaborazione con l’associazione culturale Arts & Crafts e con l’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana Funzione del progetto Creazione di un laboratorio di ricerca di memorie e racconti legati al territorio del paese di Cinigiano. Il materiale prodotto verrà rielaborato in una drammaturgia e messo in scena alla fine del percorso in uno spettacolo teatrale aperto al pubblico. Questo laboratorio di ricerca narrativa avrà una fase propedeutica precedente in cui i ragazzi del Centro giovani impareranno grazie

cercando di offrire un unico standard qualitativo e omogeneo in ogni località della provincia, attivando anche un unico numero telefonico e un’unica mail. In programma anche una rete di pannelli interattivi nei porti e nei luoghi strategici dove si verifichi la prima accoglienza. Dopo avervi dato una breve infarinata del progetto veniamo al nostro ruolo. La palla passa direttamente in mano all’Amministrazione Comunale che con le proprie forze intese sia economiche che di risorse umane dovrà dare vita a una rete di collegamenti e aprire punti di accoglienza diretta per il turista. I primi contatti sono già stati presi con i punti di informazione sul territorio: La strada del vino Monteccucco e dei sapori d’Amiata e le Pro Loco a breve sarà organizzato un incontro con gli operatori del settore che dovranno sicuramente assumere un ruolo più importante di quello avuto fino a oggi diventando anche loro pieni attori della promozione, non solo della propria struttura ma anche dell’intero territorio. Il compito sarà sicuramente arduo e solo una buona collaborazione fra tutti gli attori di scena potrà fare in modo che il nostro territorio possa far vivere una delle nostre maggiori economie.

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“PULIAMO IL MONDO” Cronache

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di trovarci nello stesso posto tra 3.000 anni. Veronica Rinaldi, Veronica Galassi, Lycia Panfi, Andrea Nerucci, Laura Tassi Rachele Tarsi Jasmin Salem Carta, vetro, cartone, plastica, porcellana. Questa è la situazione problematica in cui si riversano le strade, i parchi e le campagne di Cinigiano un tempo incontaminate, anche a causa dell’industria. Noi ragazzi della II D di Cinigiano, in collaborazione con Legambiente e il Comune di Cinigiano il 17 settembre 2011 abbiamo preso parte all’iniziativa “Puliamo il mondo”. Armati di guanti, cappelli, borse e pettorine siamo andati in cerca dei rifiuti. Con molto olio di gomito abbiamo raccolto tutti i rifiuti

CAD e ADL Modernizzazione della pubblica amministrazione (P.A.)
di Romina Sani

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inalmente dopo 3.000 anni luce di viaggio nello spazio con la navicella C18 siamo atterrati su un pianeta molto azzurro e bello chiamato Terra. A osservarlo da vicino non sembrava così pulito come prima. Scusate se non ci siamo presentati, siamo una piccola famiglia di marziani: papà Entak, mamma Clinta, figlia Stabila e figlio Fexy, veniamo di Oel, un piccolo paese in provincia di Milix su Marte. Atterrati a Cinigiano, abbiamo visto dei ragazzi e una donna. Erano vestiti in modo strano: avevano una maglia e dei pantaloni che anche da noi si usano, ma avevano una pettorina gialla con su scritto “Puliamo il mondo”, avevano anche dei guanti, un cappello e una borsina. Noi eravamo molto impauriti, allora abbiamo chiesto loro cosa stavano facendo nel paese vestiti in quel modo strano. Loro hanno risposto: “ Ciao marziani, siamo i ragazzi della II D della scuola media di Cinigiano insieme con la nostra professoressa di Scienze e stiamo attuando il progetto PULIAMO IL MONDO in collaborazione con Legambiente e il Comune di Cinigiano. Stiamo pulendo il paese perché come ben vedete è molto sporco.” Noi allora abbiamo chiesto: “Davvero da voi l’uomo sporca l’ambiente? Da noi questo problema non c’è perché il nostro pianeta è molto pulito e molto bello”. Loro ci hanno risposto: ”invece noi siamo qui a pulire perché buttiamo tante cose per terra”. E noi: “noi abbiamo fatto un patto con il presidente dei marziano per non sporcare il nostro pianeta, per nessun motivo.” A questo punto quei poveri ragazzi ci hanno fatto tenerezza e abbiamo voluto aiutarli a pulire il paese, poi ci siamo salutati affettuosamente e ci siamo promessi

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di vario genere. Alla fine della giornata avevamo pulito moltissime vie, anche se la missione più difficile è stata pulire anche la nostra classe! Noi dobbiamo insegnare alle nuove generazioni a non inquinare il pianeta. Iasmin San Martin Beatrice Zari Andrea Boscagli Ambra Galella Simone Panfi Yassine Ouzineb

na delle principali novità introdotte nel panorama normativo degli ultimi anni è data dall’emergere di una sempre più spiccata tendenza all’informatizzazione dell’azione amministrativa. Il processo di informatizzazione della P implica l’impiego di soluzioni informatiche nello svolgi.A. mento dell’attività amministrativa al fine di garantire, per effetto di una più agevole circolazione delle informazioni fra apparati pubblici, tempestive risposte ai cittadini (e-Government). Le innovazioni principali nel panorama giuridico sono rappresentate dal documento informatico, in sostanza un atto prodotto in forma elettronica per mezzo di sistemi informatici che in tale forma dispiega i propri effetti, e la firma digitale. Il fulcro normativo fondamentale per lo sviluppo informatico delle P è costituito .A. dal D.lgs.82/2005, istitutivo del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Esso, entrato in vigore il 1° gennaio 2006, è una specie di “Costituzione del mondo digitale”, finalizzata alla semplificazione e al riassetto della normativa in materia di informatica nelle pubbliche amministrazioni. In sintesi le novità che racchiude il Codice: - sono introdotti nuovi diritti per i cittadini e per le imprese e viene definito il quadro giuridico che ne garantisce l’effettivo godimento;- sono introdotti nuovi strumenti e viene consolidata la loro validità giuridica; -sono designate le basi per la costruzione di un federalismo efficiente; - sono predisposti gli strumenti opportuni per una pubblica amministrazione che funzioni meglio e costi meno ai contribuenti. Il Codice è stato oggetto di modifiche e integrazioni fino alla legge delega 69/2009 che ha dettato principi e criteri direttivi volti ad implementare e controllare la digitalizzazione dell’amministrazione, assicurando un miglior servizio e relazioni semplificate con i cittadini e le imprese. In ossequio alla predetta delega è stato approvato con D.lgs 235/2010 il provvedimento di Riforma del Codice, finalizzato sia ad adeguare il testo del CAD al veloce sviluppo tecnologico sia ad assicurare maggiore effettività alle numerose norme contenute nel Codice, recanti indicazioni di principio, che sino ad ora non avevano ricevuto attuazione a causa dell’inerzia delle Amministrazioni. Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale introduce: l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la pre-

sentazione di istanze, dichiarazioni, scambio di informazioni tra imprese e P per l’adozione di provvedimenti amministrativi; .A., l’arricchimento dei siti istituzionali della PP .AA. su cui incombe anche l’onere di pubblicare on line tutti i moduli e i formulari necessari per richiedere l’avvio dei procedimenti amministrativi; la possibilità di effettuare tutti i pagamenti alla P attraverso .A. ogni strumento di pagamento elettronico disponibile; lì introduzione della firma elettronica avanzata conforme alla normativa UE con cui è possibile sottoscrivere un documento legale con piena validità; l’implementazione delle funzioni della posta elettronica certificata (PEC); la dematerializzazione dei documenti; il protocollo informatico in ogni comunicazione inviata tramite PEC tra le PP .AA. e tra queste ultime e i cittadini; la gestione della conservazione dei documenti e del relativo processo (disaster recovery). In tale contesto si inserisce l’Agenda Digitale Locale (ADL): un piano strategico per lo sviluppo della Società dell’Informazione nei Comuni europei, città e regioni tenendo in considerazione il contesto socio-economico e culturale in particolare, basando i suoi strumenti ed obiettivi nel coinvolgimento dei cittadini e degli attori sociali, promuovendo in sostanza lo sviluppo sostenibile. L’ADL, quale contributo principale della Dichiarazione di Bilbao, é il risultato e l’apice del lavoro politico sviluppato dagli Enti Locali, rappresenta uno strumento politico-programmatico finalizzato alla modernizzazione della pubblica amministrazione locale mediante: - il progressivo utilizzo delle tecnologie digitali nei diversi uffici dell’ente locale e nei servizi a cittadini e imprese; - lo sviluppo e l’adesione a reti locali con altri enti e organizzazioni, al fine di raggiungere una massa critica di servizi, ai quali i cittadini possono accedere da un unico indirizzo internet e servizi infrastrutturali condivisi (contact center, sistemi di autenticazione e di pagamento, ecc); - lo stimolo della domanda di servizi digitali da parte dei cittadini e delle imprese e di nuove forme di dialogo con i cittadini, in particolare attraverso forme di e Democracy; - l’ottimizzazione delle risorse al fine di garantire maggiore accessibilità ai servizi anche da parte di gruppi socialmente svantaggiati. Premesso quanto sopra e considerato il periodo storico attuale di profonde trasformazioni che prevedono anche il passaggio dalla vecchia pubblica amministrazione alla nuova pubblica amministrazione, credo sia importante informare di questo graduale ma notevole cambiamento che avrà i suoi effetti nella disciplina dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. A che pun-

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CINIGIANESI INCROCIATI
di Carlo e Beppino Pistolesi

to siamo? Da amministratore, consapevole di questo imminente cambiamento e promotrice dello stesso, ho frequentato un corso formativo nell’ambito di un progetto CEMSDI (civil servant empowerment for multi media service delivery ICT- enabled), a cui ha aderito la Comunità Montana Amiata Grossetano, che riguarda gli Enti Locali dove il divario digitale tende ad essere maggiore, come il nostro Comune. CEMSDI adotta l’ADL come strumento chiave per il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Quest’ultimo ha previsto due cicli formativi di cui il primo di contesto generale con approccio strategico, rivolto soprattutto agli amministratori per farci acquisire quella capacity building necessaria per un’analisi di sviluppo dei processi, per la sostenibilità dei procedimenti e per acquisire i principi di project management. In questa fase sono stati fatti incontri con esperti sulle varie tematiche dell’ADL e sulle sue applicazioni concrete ( es. firma digitale, protocollo e gestione documentale, carte elettroniche di servizi…). Il secondo ciclo di formazione ha un

taglio più tecnico e affronta in maniera concreta gli argomenti di interesseindividuati nel corso del primo ciclo; si basa su un “coaching” con i partecipanti, dipendenti comunali, al fine di dare risposta alle esigenze concrete degli Enti e rendere gli incontri operativi e fattivi. Gli argomenti individuati sono catasto e fiscalità e SUAP e dematerializzazione. Al termine sarà prodotto un documento di pianificazione adottato quale Agenda Digitale Locale. L’ADL deve mirare innanzitutto all’efficienza e efficacia dei processi interni all’Ente, e in particolare ad ottimizzare i processi di semplificazione e di equità, che vanno a beneficio dell’intero territorio, dei cittadini e delle imprese. Sarà oggetto di valutazione in sede della Conferenza dei Sindaci la modalità di attuazione dell’ADL, tutte le attività necessarie potrebbero essere svolte come servizio associato dell’Unione dei Comuni e le operazioni coordinate dalla Unione stessa con il supporto di esperti esterni.

BILICO BOSCHETTO CAMONE COMPAGNIA CORSO COVATO CRINI CRISI

CURE CURIO FORNO FOSCO FROSINI GIOSE LAURO LESTO

MAGLIOLI MANDRIOLI MARAMOCCO MARZIO MIRO MOLINO MONTICELLO SPILLO

Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, scritti in orizzontale, verticale, diagonale, e anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le lettere restanti daranno l’identità di chi disse la storica frase: “L’ASSO DEI VITUPERI”.

DIFFERENZE

Le due vignette differiscono per 12 piccoli particolari, sapete trovarli?

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI ASSESSORATO ALLA CULTURA 6 DICEMBRE 2011 – PALAZZO VECCHIO (FIRENZE) Cerimonia di consegna Attestati di Interesse Nazionale ai gruppi di musica amatoriale e popolare riconosciuti di 1°genna interesse Comunale con delibera c.c. del 150io 2011 e °. impegnati nei festeggiamenti CORPO FILARMONICO “R.FRANCISCI” hi Bruc FANFARA DEI BERSAGLIERI CapitanoLESE GRUPPO VOCALE LA MONTICEL ZZI GRUPPO POPOLARE GLI STRILLO CONGRATULAZIONI A TUTTI !!

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Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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ottobre, oramai consolidato negli anni vede aprire la kermesse con il concorso Doc Montecucco dove i vini del nostro campanile stanno prendendosi belle rivincite su quelli dei paesi vicini. “Le cene a colori” del venerdì in ogni cantina, fra un peposo e una zuppa di pane aggiungono un tocco di piacevole convivialità da vecchia osteria. L’esplosione musicale del sabato sera con la grande affluenza “ cinquemila presenze secondo la questura e tremila secondo gli organizzatori” qui i ruoli si invertono …. Un panorama musicale di tutto rispetto e per ogni palato si apre all’orizzonte di ogni piazzetta. Un pubblico variegato e selezionato dalle scandire delle ore, in prima serata principalmente gente di mezza età e anche gruppi di turisti organizzati, provenienti dalla Danimarca e dalla più vicina Firenze e via via con il passare delle ore un pubblico sempre più giovane tutti pronti per un buon bicchiere di vino, un panino o un biscotto salato e tanta voglia di divertirsi. Finalmente domenica si apre la sfida, dall’altare Don Celestino benedice la coppa offerta dall’Amministrazione Comunale e si estrae l’ordine di sfilata aprendo ufficialmente la competizione e le prime impressioni dettate dalla cabala. Con una buona mezz’ora di ritardo parte la sfilata per un pomeriggio di fuoco ben illuminato da un bel sole: a sostare per primo in piazza capitano Bruchi, al cospetto dei nove giurati è il carro del Cassero con “E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” i biancoazzurri di capitan Emilio propongono un tema decisamente interessante, che in altri periodi avrebbe sicuramente fatto scalpore, la diversità sessuale affrontato in modo semplice, simpatico e piacevole. La Contrada Pescina con “L’impensabile mondo di Giano” arrivava in piazza con il carro completamento coperto da un drappo bianco, scoprendo il fianco a scontate battute, l’idea invece non solo è nuova ma ben si integra con quanto il popolo di via Roma intende raccontare in questa edizione, una storia intrigante vista da un narratore attraverso una sfera di cristallo, storia che si svilupperà sul carro raccontando che proprio le piccole cose racchiudono importanti valori lasciando aperta la domanda: chissà se anche il nostro mondo sia una piccola cosa dentro una sfera? La contrada Molino con “ tutti i sogni che si fa… con noi diventano realtà” propone sicuramente un carro all’altezza della sua tradizione di attenti costruttori sul quale si intreccia una storia dove i personaggi con appropriati e eleganti costumi scoprono che anche la ricerca di un sogno anche se non realizzato può far scoprire che solo dentro se stessi si possono trovare i veri valori della vita. Sarà il popolo di Largo Fontenasso ad alzare le proprie bandiere bianco- azzurre e la coppa del primo premio. A Virginia del Molino l’onore di mostrare la coppa del premio “il chicco” spettante ai ragazzi più bravi nella costruzione di un pezzetto all’interno del c a rro. “Onore ai vincitori ” e ai vinti, per non dire semplic em en te a tutti coloro che hanno contribuito non solo alla costruzione dei carri ma anche alle “donne biscotto”, alle “donne zuppe” e alle “donne acciuga” e a tutte quelle persone che hanno contribuito in ogni modo alla riuscita della 42° festa dell’uva. Si ritorna al quotidiano con tempi meno incalzanti ma con altrettante scadenze da rispettare: la prima fissata per il 24 novembre prevede un consiglio aperto a tutti in particolare agli operatori del turismo e del commercio con all’ordine del giorno gli eventi da proporre per l’ imminente 2012, la totale assenza di qualsiasi operatore ha lasciato sicuramente dell’amaro in bocca a un consiglio pronto ad accettare suggerimenti e concrete proposte e che ha dimostrato negli anni di svolgere a pieno i propri compiti. Impegno anche all’interno del comitato provinciale UNPLI alla ricerca di soluzioni contabili e in piena riflessione per la più impegnativa attività da intraprendere da parte dell’ufficio turistico che dopo i tagli governativi potrebbe trovarsi unico operatore dell’informazione locale. Per il 17 dicembre dalle ore 17,00 presso la saletta conferenze di via del Pretorio è prevista l’assemblea di fine anno con la presentazione dell’attività svolta in questo anno e la programmazione per il 2012. A seguire tutti a tavola per ringraziare i collaboratori che durante l’anno hanno contribuito allo svolgimento del corposo programma pro loco. La sera del 24 dicembre non mancherà “Babbo Natale in piazza” per la gioia dei citti. In questo spazio cerchiamo di informavi riassumendo via via le fasi più importanti della vita dell’associazione, rimanendo comunque sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti. Augurando Buon anno Il presidente Massimo Fabiani

Dalle associazioni

AL CASSERO LA FESTA DELL ’UVA
Il lavoro degli ultimi mesi dell’anno
i eravamo lasciati parlando di Cartaphesta, in pratica vi avevamo relazionato sul lavoro svolto fino alla fine del mese di luglio. Per agosto gli impegni non ci sono mancati fra ufficio turistico e eventi. Calici di stelle dove oltre gli spazi di degustazione organizzati dalla Strada del vino e dei sapori d’Amiata e lo spettacolo Musicale proposto dall’Amministrazéne Comunale, con il diretto coinvolgimento delle contrade è stata allestita la oramai tradizionale cena per le vie del paese ,diventata scuramente l’appuntamento gastronomico qualitativamente più significativo dell’anno che oltre a offrire la consueta ottima cucina, in questa edizione ha visto la tavola arricchirsi di coloratissimi sottopiatti realizzati dai ragazzi di Cartaphesta; inoltre le nuove posate metalliche e lo splendido look dei camerieri in polo blu,firmata pro loco, hanno contribuito all’ottima riuscita dell’evento. Cinigiano Rock festival per il 14 agosto, appuntamento classico con la musica rock, per l’oramai decennale festival ha visto sul palco i fiorentini “Train de vie” con l’istrionico Andrea Landi autore dei testi e delle musiche , leader e cantante della formazione di Folk-rock che vede l’organico formato da altri tre elementi: il flauto di Eleonora Vignozzi la chitarra basso di Veronica Chincoli e con alla batteria Alessandro Lo conte che ci hanno presentato l’ultimo lavoro “ Morfologia“. Un cd di tutto rispetto, semplice in ogni sua parte con delle belle e pulite sonorità che contribuisce non poco a collocare il gruppo fra i più interessanti nel panorama musicale italiano. Passato il mezz’agosto è già piena festa dell’uva e da queste parti c’è sicuramente da fare. Sapete tutti quanto è complicato far partire e camminare “la macchina” Festa dell’uva , ogni commento credo sia superfluo. Il programma, in questa edizione ,“a cavallo” fra settembre e

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AUGURI AL NUOVO CONSIGLIO DELLA PRO LOCO MONTICELLO AMIATA
Lettera aperta

PRO LOCO MONTICELLO AMIATA

ari lettori, in particolare cari Monticellesi, nel mese appena trascorso è stato votato il nuovo consiglio della PRO LOCO di Monticello Amiata, ci presentiamo: Presidente Riccardo Bramerini, Vice Presidente Massimo Tiberi, Segretario Emanuele Rivola, Tesoriere Antonio Serra, Consiglieri Daria Fazzi; Fulvio Fazzi; Giulia Cherubini; Leonardo Aluigi; Mario Cellini; Michele Nerucci; Monica Dattolo; Veronica Zari. Lo spirito della nuova Pro Loco sarà quello di proseguire ciò che i precedenti membri hanno coltivato in questi anni, con

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l’occasione li ringraziamo sentitamente per il loro operato e per la passione che hanno dedicato al nostro amato paese. Il nostro obiettivo sarà quello di organizzare eventi e feste, ma non solo. Vorremmo che il paese fosse unito e che, attorno a questa unità, crescesse sempre più la voglia di stare insieme e di volersi divertire, nel rispetto delle regole e degli spazi comuni. Noi ci metteremo tutto il nostro impegno, affinché a Monticello si respiri armonia e collaborazione paesana, visto che una comunità prende vita grazie all’anima dei suoi abitanti e, questo piccolo borgo, ha tutti i requisiti per essere un paese che ama stare insieme, partecipare, condividere e apprezzare tutte quelle bellezze che questo luogo e la sua popolazione hanno e possono offrire. Saremo felici di avere accanto a noi tutti i Monticellesi disposti ad aiutare e a collaborare, come una grande famiglia, cosicché la Pro Loco diventi un bene comune dove anche il singolo abitante possa trovare ascolto e complicità. Importante è anche l’appoggio e la stima dell’Amministrazione Comunale, organo fondamentale per la buona riuscita delle rievocazioni e degli eventi che si terranno a Monticello e su tutto il territorio comunale, nei quali potrà, con nostro immenso piacere, prenderne parte. Per quanto sopra chiediamo a tutti i Monticellesi, che ne avranno voglia, di seguirci e sostenerci nelle iniziative che potete leggere nella lettera augurale allegata a questa presentazione, promettendo che questa sarà la prima tappa di una lunga avventura insieme. Il Consiglio Pro Loco

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SOCIETà SPORTIVA CINIGIANO
Sempre al Massimo…

Portieri – Canu Mirko, Rosi Francesco, Angelini Lorenzo Difensori Lenzi Cristian Migliori Matteo Di Marte Leonardo Giannetti Igor Machetti Claudio Anselmi Diego Panfi Alessio Centrocampisti Bacci Stefano Tassi Giulio Corridori Riccardo Galassi Massimo Gorelli Davide Tiberi Filippo Valocchia Luca Guerrieri Federico Venturini Alessio Attaccanti Panfi Emanuele Taliani Marco Moscatelli Giacomo Peroni Andrea

DAL SASSO A CINIGIANO
di Cristina Bartalucci

Ancora viva la tradizione del pane artigianale
’arte fornaia di Paolo nasce a Sasso d’Ombrone nel 1985, quando inizia a gestire il forno lasciato dai genitori di Monica (sua attuale compagna) e naturalmente, conoscendo la prelibatezza del pane e della pizza fatta dai suo predecessori, senza esitazione lascia intatta la loro ricetta e decide anche di mantenere il vecchio timbro usato per “timbrare” i panetti. Avrete senz’altro notato infatti che sopra ogni pane c’è tutt’oggi “scritto” 900; questo viene fatto con un antichissimo timbro di ferro realizzato a mano dal “vecchio” fabbro di Sasso d’Ombrone Bruno Bellacchi per l’allora proprietario del forno Mautilio Ardenghi, che lo ha passato poi a Leonildo, Antioco (babbo di Monica) fino ad arrivare a Paolo che addirittura ha deciso di chiamare la sua attività “panificio 900” proprio in onore di questo vecchio timbro. I primi anni di attività li svolge a Sasso d’Ombrone, con un piccolo punto vendita e facendo con il suo furgone il giro di tutta la campagna del Sasso e Poggi. Ben presto le richieste di forniture aumentano, tant’è che anche la Coop si accorge di lui e gli chiede di rifornire il suo punto vendita di Cinigiano. Dopo qualche anno, il laboratorio del Sasso diventò troppo piccolo e troppo poco attrezzato per le aumentate esigenze, così nei primi anni ’90 trasferì l’attività a Cinigiano, rimodernando il laboratorio esistente ma portandosi dietro il magico vecchio forno di Sasso d’Ombrone, appartenuto prima di lui al babbo e prima ancora allo zio di Monica, facendolo revisionare e sistemare tutto: il pane non poteva subire variazioni! Da qui continua a fare i suoi giri per portare i suoi prodotti, includendo anche la campagna Cinigianese e Porronese, e a fornire i negozi che con il passare degli anni divengono sempre più numerosi, ma ben presto si rende conto che la cosa migliore sarebbe senz’altro avere un punto vendita proprio, dove poter sbizzarrire la clientela con le offerte di prodotti sempre più buoni e variegati. Fu così che sul finire degli anni ‘90 decide con Monica di aprire, proprio nella via principale di

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a presidenza del sodalizio biancoazzurro passa da Massimo Bovini con oltre venticinque anni di storia sulle proprie spalle e con il fiore all’occhiello della famosa promozione della stagione ’96-97 a Massimo Tassi. Con l’occasione andiamo a presentare il nuovo organigramma lasciando scaramanticamente commenti sportivi alla prossima uscita. Organigramma Società Sportiva Dilettantistica Cinigiano

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PRESIDENTE - Tassi Massimo VICE PRESIDENTE - Petricci Mauro SEGRETARIO - Bertini Guglielmo DIRIGENTI: Bovini Massimo – Ginanneschi Luciano – Perugini Alberto – Dari Andrea – Panfi Fabio – Petricci Elfo – Tassi Marco – Mariotti Marco – Machetti Michele – Trilli Moreno – Armanni Riccardo – Bacci Stefano – Panfi Emanuele – Magini Mario – Zalewski Adam Settore Giovanile: Responsabile – Ranieri Fabiola Dirigenti: Lucattini G. – Lucattini A. – Fattoi Monia – Franci Giacomo – Federica Spampani – Manca P Franca – . Allenatore prima squadra – Petricci Elfo Allenatore settore giovanile – Angelini Lorenzo Preparatore atletico e portieri – Stivaletti Diego

Cinigiano il punto vendita “Panificio 900” e da quel momento godendo di maggiore visibilità ha potuto farsi apprezzare maggiormente dalla già numerosa clientela. Ogni giorno sforna pizze, pani, panini, dolci, paste, tramezzini, schiacce, biscotti salati, stortini, bignè ecc…poi su ordinazione fa anche torte farcite per compleanni e anniversari e quant’altro possa servire per imbandire la tavola di prelibatezze. Il modo di fare il pane di questo fornaio è ancora alla vecchia maniera. Paolo ne va estremamente orgoglioso; “Ci metto tanto più tempo rispetto ai fornai che lo fanno in maniera industriale ma a me va bene così” dice contento. Intanto mi spiega come avviene la lavorazione del pane: ogni giorno viene lasciata una parte di pasta di pane detta “madre” a cui viene aggiunta la dose di farina lievito e acqua per realizzare il pane necessario per il medesimo giorno. Questa viene lavorata con l’impastatrice, passata successivamente nella spezzatrice che la taglia in pani e, ad uno ad uno vengono poi messi nelle vecchie tavole di legno dove, avvolti in teli di lino, piano piano lievitano. I teli servono per assorbire l’acqua, infatti, per darvi un ordine di idee, i pani da 1 kg che noi abitualmente compriamo, nascono da un panetto di 1,250 kg che poi, grazie ai teli ed alla successiva cottura perdono circa un quinto del peso iniziale. Per la cottura, i pani vengono adagiati rigorosamente a mano attraverso la sessola (una pala di legno con il manico corto) nei carrelli realizzati in ferro, che vengono poi inseriti nel forno a 250° e dopo un’ora di cottura viene sfornato quel meraviglioso prodotto che noi tutti conosciamo: vi lascio immaginare che odore entra in casa mia la mattina quando apro le finestre (abito sopra!!!). In un momento in cui, tante trasmissioni televisive, striscia la notizia in testa, non fanno altro che parlare di sofisticazioni del pane attraverso l’aggiunta di additivi chimici, avere nel nostro

territorio un fornaio che usa ancora il metodo artigianale è veramente un privilegio per tutti noi. Il pane non è certo l’unico “piatto forte” di Paolo! In ogni periodo dell’anno “sforna” delizie e prelibatezze tipiche. Con l’aiuto indispensabile di Monica a Pasqua realizza la schiacciata, per la festa di Ogni Santi il banco del loro negozio è colmo di Pan dei Santi in tante varianti: con lo zucchero, senza, basso, alto, insomma chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare ai primi di dicembre quando inizia la sfilza delle prelibatezze natalizie…non trovo le parole per descrivere la bontà a quei pochi sfortunati che non hanno ancora assaggiato di persona i ricciarelli, panforte e cavallucci! Paolo ha avuto tanti anni fa la ricetta di queste

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Profeta in patria

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meraviglie da suo fratello Franco che aveva il forno a Civitella Marittima, ma con gli anni e con l’esperienza sua e di Monica le ha modificate e migliorate fino ad arrivare al nonplusultra! Il prodotto più richiesto durante tutto l’anno è però senz’altro il biscotto salato. Giuro che ho visto personalmente il cesto pieno di biscotti partire dal laboratorio diretto al punto vendita (distante 20 metri) ed arrivare qui vuota!!! A parte le esagerazioni è vero che le persone seguono

la cesta e per strada fanno gli ordini affinché Idria (l’addetta al punto vendita) glieli lasci in quanto vanno letteralmente a ruba!Ci sono persino persone residenti a Roma, Como, Pisa ecc che ordinano telefonicamente pane e biscotti e quando vengono a Cinigiano fanno la scorta, tornando a casa con 200 biscotti e 20 pani, li mettono nel congelatore e per diverso tempo possono così assaporare anche da lontano un po’ di sapore di Cinigiano!

LA NOSTRA SCUOLA: APERTA E VIVA.
Per gli insegnanti Alessandra Draghi

Al passo con i tempi, la scuola primaria di Cinigiano è una fucina di attività.
n un paese come il nostro la scuola riveste un ruolo ben più importante che in città. Essa è il centro della vita del paese, è il luogo dove si alimentano le speranze per il futuro, è la casa della cultura dove tutti trovano accoglienza, piccoli e grandi.La filosofia dell’Istituto Comprensivo di Civitella Paganico, di cui le scuole di Cinigiano fanno parte, è, infatti, quella di valorizzare il più possibile l’aspetto sociale dell’esperienza scolastica che solo nell’interazione

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con il territorio può esprimere il meglio di sé. Attualmente la nostra scuola primaria opera con un orario, strutturato su cinque giorni settimanali, di 40 ore per le classi I, II, III (tempo pieno) e di 30 ore per le classi IV e V. Entrambi le soluzioni organizzative adottate consentono di aprire le porte anche a interessanti proposte formative che vengono dall’esterno. Per l’ anno scolastico in corso la scuola ha aderito a varie attività progettuali con Enti ed Istituzioni del territorio che, seppur brevemente, desideriamo illustrarvi. “CARA ITALIA” è un’iniziativa promossa dalla Provincia di Grosseto legata alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità Nazionale. I bambini sono stati invitati a scrivere dei pensieri rivolgendosi all’Italia per comunicare le loro emozioni, le loro aspettative, le loro preoccupazioni. Gli alunni di Cinigiano delle

classi IV e V hanno risposto all’invito scrivendo una lettera che verrà pubblicata, in spazi dedicati, sui tre quotidiani locali: Il Tirreno, Corriere di Maremma e La Nazione. Mercoledì 30 Novembre, al Teatro Moderno di Grosseto, i nostri ragazzi si sono confrontati con i coetanei delle altre scuole e hanno assistito ad uno spettacolo teatrale inerente all’argomento dell’iniziativa. “PIANETA GALILEO” è, invece, un progetto proposto dalla Regione Toscana e recepito dalla Provincia per avvicinare in maniera significativa le nuove generazioni al mondo della ricerca e per offrire spunti importanti di riflessione sulla realtà che ci circonda, soprattutto sui misteri che ancora necessitano di essere studiati, approfonditi e chiariti per il bene di tutta l’umanità. Anche per questa occasione, la Scuola Primaria di Cinigiano ha assicurato la sua presenza con una rappresentanza di 30 alunni, numero massimo autorizzato dagli organizzatori per consentire la partecipazione di tutte le scuole della provincia. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, con il patrocinio del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, in accordo con il Ministero del’Istruzione e in collaborazione con Legambiente ha proposto il progetto “SCUOLA WEB-AMBIENTE”. Tutti gli alunni della nostra scuola lavoreranno per dare vita ad una campagna di sensibilizzazione sulla differenziazione dei rifiuti coinvolgendo nell’impresa anche il Comune. Nel corso dell’anno scolastico saranno prodotti, tra l’altro, depliant esplicativi nei quali una sezione sarà dedicata al riciclo dell’olio usato che, come sappiamo, rappresenta un rifiuto molto pericoloso per l’ambiente. La campagna prevede la realizzazione di disegni, foto, videoclip. Il tutto sarà inserito sul sito www.scuolawebambiente.it dove c’è un link dedicato alla nostra scuola (grcinigianogr): è lì che sarà possibile vedere i lavori con i quali gli allievi parteciperanno al concorso nazionale “Paladini della differenziata”. Il rispetto per l’ambiente è da anni uno dei capisaldi dell’attività didattica della nostra scuola, per cui non potevamo esimerci dal prendere parte ai percorsi educativi di EDUCAZIONE AMBIENTALE promossi dalla Provincia di Grosseto in questo 2011, proclamato dall’ONU Anno Internazionale delle Foreste. L’intento è quello di far conoscere alle nuove generazioni il nostro territorio e sviluppare, attraverso la conoscenza, il rispetto e la tutela dell’ambiente. Gli alunni effettueranno visite guidate in alcuni luoghi significativi del territorio provinciale quali il Parco della Maremma, la Riserva Naturale del Monte Labbro con il Parco faunistico del Monte Amiata, l’ Oasi di San Felice e altri siti di interesse ambientalistico, per comprendere come la deforestazione, l’ inquinamento, la siccità e gli incendi giochino il ruolo di principali responsabili

delle più grandi decimazioni ambientali che il nostro pianeta abbia mai vissuto. Gli esperti della Scuola di cinematografia di Firenze guideranno gli studenti delle classi IV e V nella realizzazione di un cortometraggio con il quale parteciperanno alla rassegna “FIRENZE FILM FESTIVAL manifestazione che già lo scorso anno ha visto gli ”, alunni di Cinigiano fra i vincitori del “Delfino d’oro 2011”. Le attività espressive saranno potenziate anche attraverso il LABORATORIO TEATRALE, che coinvolgerà gli alunni delle e classi I, II, III supportati dal personale del Teatro Stabile di Grosseto e il LABORATORIO MUSICALE condotto, ormai da svariati anni, dal maestro Francesco Fantacci. Anche le attività di propedeutica allo sport troveranno il loro spazio nei progetti “BASEBALL tenuto dal campione mondiale Lino ” Luciani. e “PING-PONG e BALLMINTON” coordinato dall’esperto Alessandro Busonero. Qualcuno, allora, potrà pensare: “Ma in questa scuola, i ragazzi quando si dedicano all’italiano, alla storia, alla matematica, all’ inglese e a tutte le altre discipline?“ Il segreto di una scuola aperta e viva è proprio questo: saper amalgamare con una programmazione attenta e puntualizzata tutti gli interventi educativi in modo che in ogni attività possano confluire, in maniera trasversale, tutte le discipline di studio. Le iniziative di cui abbiamo parlato diventano, pertanto, lo strumento privilegiato attraverso il quale presentare, in maniera più motivante, le materie tradizionali. Agli eventuali dubbiosi possiamo, quindi, rispondere che nella scuola primaria di

Cinigiano i bambini studiano e anche tanto! Ma dato che in qualsiasi tipo di lavoro ci sono sempre dei margini di miglioramento, è intenzione dei docenti, per il prossimo anno scolastico, potenziare l’intervento educativo con l’attivazione, a partire dalla classe prima, delle innovazioni metodologiche previste dal progetto “A SCUOLA SENZA ZAINO”, piano regionale di ispirazione montessoriana di cui vi parleremo approfonditamente in una prossima occasione. In un periodo in cui la scuola risente della crisi economico-politica che sta vivendo il Paese, lo sforzo di tutti gli operatori di una piccola comunità scolastica come la nostra è, dunque, quello di ottimizzare le risorse umane per migliorare l’organizzazione e la qualità dell’offerta formativa. Per il pieno raggiungimento di tale obiettivo è indispensabile la fattiva collaborazione di tutte le famiglie e non solo di quelle direttamente interessate al problema, perché la scuola è agenzia culturale del territorio, all’interno della quale vi è spazio per chiunque abbia a cuore la formazione dei suoi abitanti. La nostra scuola va compresa, difesa e aiutata a superare i problemi numerici che sembrano prospettarsi all’orizzonte per la formazione delle classi del prossimo anno scolastico. L’unica arma a nostra disposizione è continuare a dimostrare che nella scuola primaria di Cinigiano le cose si fanno per bene e che tutti gli operatori si prodigano perché gli studenti possano fruire degli stimoli giusti per un’armoniosa crescita culturale e sociale.

5 OTTOBRE 1911 5 OTTOBRE 2011
Cinigiano Libia un secolo dopo
di Massimo Fabiani
inigiano ore 6 e poco più del 5 ottobre 2011, Makutabi e Madi sono seduti sulla panchina accanto al monumento del Capitano Bruchi a Cinigiano e via via stanno arrivando anche gli altri ragazzi, arrivati a marzo dalla Libia, pronti e con il sorriso fra le labbra a partire per Grosseto per andare “a documenti” mi dicono. Sicuramente non sanno che cento anni fa in questo giorno il nostro esercito sbarcava in Libia e forse non hanno letto la data di morte di Giuseppe Bruchi avvenuta in questi giorni e neppure il luogo dove ha esalato l’ultimo respiro e nemmeno che cosa ci facesse da quelle parti e “manco” che fosse stato anche più sfortunato di loro. Ma proprio quel giorno e proprio accanto al monumento a 100 anni dal quel 1911 la cosa offre un sano momento di riflessione . Delle nostre gesta nel “suol d’amore” libico ne abbiamo parlato diverse volte su queste pagine e addirittura abbiamo dedicato anche un intero …fatti nostri al nostro Capitano. Dopo il quadretto del mattino,

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non posso non soffermarmi a riflettere sulla strana coincidenza avvenuta proprio nel centenario dell’inizio della conquista Italiana della Libia. Ancora una volta eretti a paladini andiamo a regalare bombe, sempre nel nobil intento di portare una nuova libertà al popolo libico. Nell’11 per cacciare gli ottomani, almeno questo era il “casus belli”, il resto credo sia ben noto. Oggi ancora bombe ma intelligenti anzi intelligentissime, non ho sentito che abbiamo colpito un cane, solo obbiettivi “sensibili”. Obbiettivi quantificabili in oltre 1500 per i quali abbiamo speso, solo di “bombe” oltre 60 milioni di euro , speriamo almeno che siano veramente state intelligenti. Comunque una riflessione si apre anche sull’intelligenza della bomba che magari lo è sicuramente, ma chi la lancia quanto è intelligente? Per la cronaca ogni “caccia” dice in TV, mentre sto scrivendo, De Magistris, sindaco di Napoli, costa ogni giorno 100 mila euro. Questi ultimi dati solo per ricordare che ‘ste bombe costano in tutti i sensi. Di curiosità con l’ironia della sorte, ce ne sono molte alcune veramente significative: sapete che è la nostra marina a avere il comando delle operazioni navali NATO con l’obbiettivo di pattugliare mare e coste affinché venga rispettato l’embargo delle armi e pensare che fino a ieri eravamo il fornitore ufficiale di armi dell’esercito libico. Altra curiosità: la rivolta libica è partita da una riunione svoltasi nella casa di un partigiano libico che aveva lottato contro il nostro colonialismo e oggi i suoi nipoti sono anco-

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ra lì a lottare. Come fa notare il giornalista Dinucci, D’annunzio un secolo fa e Ferrara oggi , solo per citare uno dei tanti giornalisti, che affermano se la guerra è giusta non possono che non essere giuste anche le bombe. Come è ben visibile non è cambiato molto e allora “fuoco alle polveri” prima sui Turchi che li avremo anche “cacciati” ma non risolvemmo certo i problemi libici e così sarò facile profeta se dico che anche senza il dittatore Gheddafi non sarà una passeggiata trovare una soluzione in terra di Libia o in ogni altro dove se a parlare saranno sempre le bombe. Quanto dovremo

ancora aspettare per dimostrare la nostra civiltà? E allora basta con queste bombe!!! Fatemi sognare: “mettete dei fiori sui vostri cannoni” e chi se non io, con il mio soprannome, posso rilanciare questo invito. Con l’occasione intendo segnalare l’iniziativa di alcuni Cinigianesi che domenica 23 ottobre hanno ricordato con un mazzo di fiori i cento anni della morte del Capitano Giuseppe Bruchi. PS. L’articolo, come indicato, è dei primi giorni di ottobre e ancora Gheddafi non era stato giustiziato, comunque… siamo fra i pochi a parlare ancora di Libia. probabilmente un gelato da 50 Lire o semplicemente il piacere di stare con le amiche all’aria aperta. Ma veniamo al cuore del gioco con la tiritera di Oriè: “Oriè, stando fermi alzando un piè con una mano battendo le mani lo zigo-zago la ruota molino la croce l’inchino palla bella palla palla mi cingo palla mi costringo palla toccoterra palla la ritocco giro dell’oca giro dell’ochessa madre badessa olio aceto pepe e sale la pallina cade in terra e poi risale” Ogni frase come ho già detto doveva essere mimata con il corpo e mia mamma si è prestata da modella per spiegarmi il gioco, quindi se avete curiosità di conoscere le mosse chiedete a Daniela e ve le mostrerà!!!

I GIOCHI CON I TACCHI
“oriè” di Irene Dari
bbiamo inaugurato ormai una pagina per rievocare i giochi dei nostri nonni e dei nostri genitori, ma nei numeri scorsi di Fatti Nostri l’argomento è stato trattato solo al maschile; vediamo perciò come giocavano le ragazze dopo gli anni ’50. La tecnologia ancora non aveva invaso le mani e le tasche delle persone ed ogni ragazza si divertiva semplicemente giocando da sola o in gruppo. Anche per le giovani donne esistevano giochi di squadra come “Bandierina”, “Giorno e Notte”, “Palla Prigioniera”, “Rialzino” e il più famoso e particolare, che vi voglio raccontare, “Oriè”. Per giocare ad Oriè le concorrenti si dividevano in due squadre, serviva solo un pallone che ogni ragazza tirava contro una parete di una casa o un muraglione e doveva sempre riprendere alla fine di ogni frase della cantilena che doveva recitare sia con la voce che con il corpo; se la palla cadeva a terra la giocatrice veniva eliminata e il turno passava alla compagna della squadra avversaria. Le squadre erano composte da 3 o 5 ragazze, vinceva chi riusciva a non far mai cadere la palla a terra. Non so cosa vincessero,

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Borracelli Nicole Di Davide/Lanzini Giulia Grosseto 27/03/2011 Pod. Casetta Ginanneschi n. 2 Cinigiano Vagaggini Niccolò di Filippo/Ghiribelli Roberta Poggibonsi 09 /06/2011 Poggibonsi SI Moscatelli Luca Di Marco/Generali Roberta Siena 29/10/2011 Pod. Cervione Porrona Kanberoglu Gulnaz Di Mustafa/Kanberoglu Fatma Grosseto 10/07/2011 Via delle Scuole n. 5 Cinigiano

Stivaletti Damiano Di Marco/Rossi Janette Grosseto 16/08/2011 Pod. Querciole n. 1 Porrona Lleshi Leandro Di Lirim/Lleshi Mimoza Grosseto 18/09/2011 Via Mazzini n. 11 Sasso d’Ombrone Cirlan Ana Di Vasile/Cirlan Tatian Grosseto 08/10/2011 Pzza Bandini n. 7 Castiglioncello Bandini Fantoni Valentina Di Roberto/Ciolfi Luciana Grosseto 06/10/2011 Loc. Cosole n. 1 Sasso d’Ombrone

Glorllaku Xhensila Di Tefik/Gjorllaku Anila Grosseto 27/09/2011 Loc. Montecucco n. 5 Poggi del Sasso Moscatelli Gabriele Di Emanuele/Fazzi Pamela Siena 14/10/2011 Via Stribuglianese n. 24 Monticello Amiata Suke Kerim Di Semaudin/Suke Eldina Grosseto 30/09/2011 Largo Tre Case n. 1 Poggi del Sasso

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Dalle tradizioni

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Gente di classe

I RAGAZZI DELLA CLASSE 1961
La festa ricordando Marilena
di Romina Sani
ccipicchia! 50 anni! Non saprei se giusto usare la parola “invecchiare” o “diventare meno giovani” non è facile per nessuno… perché complessivamente guardando la foto di gruppo non è che poi i cinquant’anni si notino tanto! E come diceva Victor Hugo “ I quarant’anni sono la vecchiaia della giovinezza, ma i cinquant’anni sono la giovinezza della vecchiaia.” Quindi, si ricomincia da qui. I nostri cinquantenni dimostrano che l’età apparente vince sull’età anagrafica. Cinquanta ma sembrano trenta. Trentacinque forse. Perché? Perché si ha una pazzesca voglia di vivere. E tutto il resto conta sì, alimentazione, medicine, ginnastica, traguardi scientifici e prodigi della chirurgia, ma alla fine ciò che comanda, che straccia l’anagrafe e fa dimenticare i certificati di nascita, sembrano essere il cuore e la mente. Ecco che con il cuore e la mente i ragazzi della classe 1961 hanno festeggiato domenica 30 ottobre 2011 presso l’Hotel Piccolo Mondo a Follonica; raccontano di aver trascorso insieme una splendida giornata, soprattutto perché si sono rivisti nell’occasione dopo 10 anni e si sono promessi di rifarlo tra altri 10. Sono pieni di entusiasmo, ringraziano Gianluca Fascetto per aver realizzato dei gadget davvero belli raffiguranti vari animali, tra cui uno speciale con “la Colomba Bianca” che hanno voluto dedicare a Marilena Boscagli “questo è il Nostro Ricordo”, ricordandola per la sua allegria e sincerità, desiderosa di festeggiare i 50 anni. Un caro saluto a Marilena e tanti auguri alla classe 1961! Nella foto da sx: Bocci Rodolfo, Cellini Giorgio, Innocenti Anna, Bartalucci Elfo, Macelloni Anna, Bocci Rita, Trilli Sergio, Scheggi Marzio, Brogi Enrico, Vegni Marcello, Gennarelli Luca, Draghi Alessandra, Mazzara Emilia, Fantoni Romualdo, Magi Grazia, Panfi Nicoletta, Pasqui Marisa, Cavalli Ilda I RAGAZZI DELLA CLASSE 1961

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on un sonetto e un ode dedicate a Garibaldi scritti da Gina Ceroni e a seguire un omaggio anche da parte della scuola primaria di Cinigiano andiamo a congedarsi dalle molte iniziative organizzate in questo anno di festeggiamenti per i 150 anni dall’unità d’Italia. Con la speranza che le molte iniziative intraprese non lascino solo il ricordo delle belle manifestazioni vissute ma abbiano contribuito a rafforzare quello spirito sempre bisognoso di essere spronato per mantenere unità la nostra Italia.

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Massimo Fabiani

Ode a Garibaldi Sta, della fama, al vertice e ruggisce come un leone; con coraggio e impeto, in mezzo alle montagne, tra le palustre valli, a piedi o coi cavalli, a unir l’Italia va. Un uomo che mai si arrende, dagli occhi scintillanti, con coraggio e fortuna ai cavalieri e ai fanti nel cuor la luce accende, sotto la bianca luna che alta in cielo sta. Contenendo nel cuore il ruggito e l’amor di patria nel petto, perennemente inseguito e lasciando ogni affetto, con i suoi soldati, male equipaggiati, dal nulla, uno stato farà. A Caprera, stanco e malato, nell’ attesa della morte, sperando che migliorasse degli uomini la sorte, sognò un’Italia unita e forte. La gloria del suo nome nella storia rimarrà. Gina Ceroni

Sonetto a Garibaldi Come un fiore donato, la tua vita, indomito eroe, bello e forte, con grande sprezzo della morte, la offristi, per l’Italia unita. Tra foreste e monti scoscesi, lungo campi lavorati e fossati, con uomini di gloria assetati, dalle rovine, una patria facesti. Compisti imprese gloriose e belle, oh, Garibaldi, anima lontana, senza paura dell’uman dolore. Sperando in un mondo migliore, spirasti al suono di una campana in una notte buia e senza stelle. Gina Ceroni

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Il sommo poeta

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UNITI!

1861-2011 centocinquanta anni Unità d’Italia.
Per gli insegnanti Alessandra Draghi
ell’anno dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, la Provincia di Grosseto oltre alla pubblicazione del libro “Viva l’Italia! Mille uomini, due soli battelli a vapore”, una sintesi didattica che accompagna i giovani lettori in un viaggio temporale sulle tracce della spedizione di Garibaldi, ha voluto “coinvolgere i più piccoli invitandoli a scrivere una vera e propria lettera all’Italia”. “CARA ITALIA” parole dal presente e dal futuro. I pensieri degli alunni sono stati pubblicati in spazi dedicati all’interno dei tre quotidiani locali: Il Tirreno, Corriere di Maremma e La Nazione, su facebook. Nel NOSTRO giornale vogliamo proporre due lettere a nostro giudizio più significative.

SANGIOVESE
“Un rustico di classe …”
di Giambattista Basile
oncludiamo l’approfondimento sui vini Montecucco, parlandovi del Montecucco Sangiovese e del Montecucco Sangiovese Riserva. Sicuramente queste due tipologie sono le più rappresentative del nostro territorio, quelle in cui più si esprime il carattere del sangiovese. Il disciplinare prevede per il Montecucco Sangiovese una composizione con minimo l’ottantacinque per cento di sangiovese e il restante quindici con altri vitigni. I vitigni più utilizzati per il taglio del sangiovese sono il Merlot ed il Cabernet. In molti casi i produttori hanno deciso di raccontare il loro Montecucco Sangiovese ed ancor di più il Sangiovese riserva, utilizzando unicamente l’uva sangiovese. E’ una scelta coraggiosa perché in alcune annate il sangiovese non si esprime al meglio in purezza, ma, quando lo fa, da il massimo delle soddisfazioni. E’ inutile sottolineare la vicinanza ad un territorio, quello di Montalcino, che da sempre ha fatto questa scelta coraggiosa: scelta che poi ha premiato i produttori di Brunello che hanno ottenuto per il loro grande vino un riconoscimento pressoché unanime. E’ pur vero che recentemente c’è stato un grande dibattito fra gli stessi produttori di Brunello, perché alcuni sostenevano che sarebbe stato più opportuno prevedere un taglio con altri vitigni per il loro sangiovese. Ma la stragrande maggioranza ha deciso di mantenere la linea della purezza. Il Sangiovese, in purezza, è un vino che si esprime al meglio con il passare del tempo: a Montalcino aspettano 5 anni prima di mettere in commercio il Brunello. Nella zona del Montecucco invece, con le ormai vecchie regole della Doc, era possibile mettere in commercio il Montecucco Sangiovese già nell’aprile successivo alla vendemmia. Per il Sangiovese Riserva dovevano invece trascorrere almeno 2 anni. E’ stata proprio l’esperienza a far comprendere ai produttori che il Sangiovese aveva bisogno di tempi di maturazione molto più lunghi: per questo motivo, la maggior parte dei Montecucco Sangiovese non esce in commercio prima di 12/18 mesi dalla vendemmia. Ricordo ancora quando, qualche anno fa, una nota rivista mensile di vini titolò un articolo sul Montecucco: “Il Sangiovese Rustico”. Non era una critica, ma una definizione del carattere dei vini del nostro territorio. Forse era anche legato al modo di farli ed ai tempi troppo veloci di uscita di questi vini. Oggi invece viene generalmente riconosciuta dalla critica una maggiore finezza dei nostri vini, ma anche una conservazione della loro natura un po’ dura e diretta: un modo chiaro di esprimersi dei nostri vini che, nella maggioranza dei casi non si nascondono dietro ad un sapore troppo netto di legno e di vaniglia, ma rivelano il loro terroir. Il recente riconoscimento della DOCG per il Montecucco Sangiovese e per il Riserva, ottenuti soprattutto grazie al grande lavoro del Consorzio di Tutela, sono il risultato di un lavoro comune della maggioranza dei produttori che hanno puntato sulla qualità, come elemento essenziale dei loro vini, essendo però spesso accusati di chiedere un prezzo troppo alto per le loro bottiglie: prezzo che però, molto spesso, vale la pena di essere speso. Nel nuovo disciplinare sono previsti molti impegni sia in ter-

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mini di basse produzioni di uva (la resa per ettaro più bassa in Italia) sia di tempi più lunghi di maturazione dei vini. Tutto questo è necessario a migliorare ulteriormente la qualità dei Montecucco. Una scelta doppiamente difficile che i produttori hanno deciso di fare in un momento di crisi economica mondiale, fatta di grandi sacrifici economici, anche se questo comporterà per loro dei costi ancora maggiori.

Cara Italia, per il futuro io vorrei che gli stranieri fossero accolti meglio nel nostro paese per farlo diventare lo stivale sempre più colorato. Vorrei anche che i nostri governanti fossero più ragionevoli e contribuissero di più a migliorarti e a migliorare la vita di tutti noi, senza litigare. Grazie di tutto da Sebastiano, classe V, scuola primaria di Cinigiano. Cara Italia, vorrei che in tutto il mondo ci fosse la pace, vorrei vedere la felicità e non la tristezza. Non vorrei vedere le scuole chiuse e le alluvioni. Non vorrei vedere le case delle persone distrutte. Non vorrei vedere il fango dentro alle case. Vorrei vedere i bambini che giocano nei parchi felici e spensierati. Non vorrei vedere le persone ammalate, ma tutte in salute. Joel classe IV scuola primaria di Cinigiano.

CLASSIFICA XIII CONCORSO DOC MONTECUCCO 2011
Categoria MONTECUCCO BIANCO DOC 2010 1° CLASSIFICATO: “FONTINI” AZ. AGR.VEGNI MEDAGLINI (Cinigiano GR) Categoria MONTECUCCO VERMENTINO DOC 2010 1° CLASSIFICATO: “MELACCE” AZ. AGR.COLLE MASSARI (Poggi del Sasso GR) Categoria MONTECUCCO ROSSO DOC 2009 1° CLASSIFICATO: “ANTICA MINIERA” AZ. AGR. PODERNUOVO (Cinigiano GR) Categoria MONTECUCCO SANGIOVESE DOC 2008 1° CLASSIFICATO: “SANTA MARTA” AZ. AGR. SALUSTRI (Poggi del Sasso GR) Categoria SANGIOVESE RISERVA DOC 2007 1° CLASSIFICATO: “LOMBRONE” AZ. AGR. COLLE MASSARI (Poggi del Sasso GR)

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Gioie e sapori

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MEZZO TOPO MEZZO UCCELLO
Pipistrello flit ecologico
di Giulia Fabiani
n questo numero vogliamo mettere a conoscenza la popolazione di un progetto nazionale per limitare l’estinzione e contribuire al ripopolamento dei pipistrelli, mammiferi molto importanti per il mantenimento degli equilibri ecologici. La parola Pipistrello deriva dal latino vespertilio, animale della sera. Mammiferi antichissimi spesso oggetto di credenze popolari, allattano i loro piccoli e la loro cute è ricoperta di pelo; anziché camminare e correre, volano, grazie a una speciale modificazione di mano e braccio trasformati in ala. Hanno occhi piccoli e vista limitata, il loro udito invece è molto sviluppato. Mentre volano emettono degli ultrasuoni che, rimbalzando contro gli oggetti che incontrano, provocano un’eco permettendo loro così di individuare gli ostacoli. I pipistrelli non si reggono sulle zampe come gli uccelli. Quando si posano, si capovolgono e si appendono a testa in giù. Poi, ripiegano le ali, che sono molto grandi, mentre le loro zampe sono piccolissime e se si posassero per ritto, non riuscirebbero a stare in piedi e prendere il volo. Di giorno si riposano nelle fessure dei muri, nelle cavità degli alberi e nelle grotte mentre di notte vanno a caccia di cibo. Molte specie si nutrono di insetti, ma ne esistono altre che mangiano polline, nettare e frutta; altre ancora, roditori, pesci, rane. I pipistrelli non si nutrono abitualmente di sangue umano, si conoscono solo tre specie di pipistrelli limitate al Centro e al Sud America, che, dopo aver provocato piccole ferite ad animali domestici, ne leccano il sangue che fuoriesce. In inverno i pipistrelli vanno in letargo, in gruppo. Con l’arrivo della primavera, cessa questa fase e le femmine, dopo un certo tempo, si radunano in altri rifugi ove, tra giugno e luglio, danno alla luce i piccoli (in genere uno solo), dopo poche settimane, i giovani pipistrelli sono già in grado di volare. In tutto il mondo esistono 1100 specie diverse di questo animale, delle quali almeno 32 presenti in Italia. In seguito alle notevoli difficoltà incontrate dai pipistrelli, soprattutto per la mancanza di rifugi negli edifici moderni e per la distruzione del loro ambiente naturale, sono ad oggi una specie a rischio di estinzione. Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze (ma non solo) sta promuovendo la diffusione di rifugi artificiali (casette di legno simili a quelle predisposte talvolta per gli uccelli) per aumentare il numero dei pipi-

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strelli e ridurre le zanzare in città senza insetticidi tossici. Questa cassetta-nido sostituisce i nascondigli naturali mancanti. Possono essere appese al margine di un bosco oppure sui muri di un edificio. La cassetta è costruita in maniera tale da poter essere utilizzata soltanto dai pipistrelli, l’entrata è molto stretta e ne impedisce l’uso da parte degli uccelli. Le pareti interne devono rimanere ruvide per permettere ai mammiferi di attaccarsi con gli artigli. Applicando questa particolare strategia riescono a superare brillantemente la stagione sfavorevole. I fori di entrata vengono fatti nella parte inferiore della casetta-nido rendendole così poco attraenti per gli uccelli, loro concorrenti più diretti. Per il posizionamento dei ricoveri meglio scegliere luoghi caldi e non troppo esposti al vento, poco ombrosi e scaldati dal sole mattutino e di mezzogiorno. Evitate di appendere le cassette in mezzo a folti gruppi di alberi oppure di siepi. Sono indicati soprattutto luoghi nelle vicinanze di cigli dei sentieri, di radure, rive e parchi. L’altezza ideale per appendere le cassette-nido sono 4 m. L’applicazione di gruppi di almeno 5-10 cassettenido si rivela molto utile. Il gruppo può essere composto anche da diversi tipi di cassetta-nido. Considerando che durante il periodo riproduttivo le cassette-nido sono spesso occupate da maschi territoriali, la distanza fra una cassetta-nido e l’altra dovrebbe essere di almeno 5 metri. Molto importante è cercare di fare attenzione a rispettare i ritmi annuali dei nostri pipistrelli. Novembre-marzo: letargo (molto raramente all’ interno di cassette nido). Aprile-maggio: molte specie migrano (nelle cassette-nido ora è possibile rinvenire talvolta esemplari di transito); maggio-agosto: allevamento dei giovani (durante questo periodo le colonie all’interno delle cassette-nido non possono assolutamente essere disturbate). Per ottenere un’effettiva colonizzazione di un nido possono passare talvolta anche molti anni e non esiste una casetta-nido ottimale. Le bat-box, nome dato ai rifugi, situate in luoghi freschi sono preferite dai maschi, mentre quelle calde (meglio se esposte a SO) sono preferite dalle colonie di femmine. I pipistrelli trovano più velocemente le cassette montate su pali o

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Papaveri e papere

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edifici piuttosto che quelle sugli alberi. Da quest’anno, la chiave divulgativa è stata resa più accattivante grazie alla collaborazione con Disney Italia che ha deciso di sostenere il progetto. E’ bene sottolineare infine che sono sempre i pipistrelli a scegliere il loro rifugio e non è proprio possibile trasferirli forzatamente nelle bat box; anzi, ricordiamo che la legge li protegge rigidamente e vieta anche di manipolarli, se non dietro rilascio di specifici permessi accordati dal Ministero dell’Ambiente solo per motivi di studio. Le casette possono essere acquistate sia nei negozi di ferramenta o nelle agrarie o anche attraverso alcune associazioni che si occupano del rispetto dell’ambiente oppure con un pò di manualità possono essere costruite, molti progettini sono disponibili in alcuni siti che si occupano della salvaguardia dei pipistrelli. Sebbene nella cultura occidentale i pipistrelli siano percepiti nell’immaginario collettivo come simboli del demonio, per cui il diavolo e i demoni in generale vengono rappresentati con ali di pipistrello, oppure i pipistrelli nel loro complesso vengano erroneamente assimilati ai vampiri che si nutrono di sangue umano e così via, in alcuni paesi sono portatori di significati positivi come per esempio in Cina, dove è simbolo di fortuna, o in Australia è il creatore dell’acqua e delle forme di vita che la abitano e in America latina lo veneravano e lo ritenevano un intermediario degli dei. Infine vogliamo sfatare il mito che i pipistrelli si attaccano ai capelli: i pipistrelli non si infilerebbero mai volontariamente nelle capigliature degli umani e la loro urina non fa assolutamente cadere i capelli!!

FRUNTE DE LUNA A CASTEL PORRONA
Canti, balli, storie, tradizioni
di Romina Sani
ome promesso ai miei amici porronesi, ben rappresentati dal Presidente del Comitato Festeggiamenti Luca Gennarelli, rendo omaggio alla fantastica serata rimasta nei nostri cuori organizzata dall’Amministrazione Comunale lo scorso 5 agosto a Castel Porrona. Uno spettacolo realizzato grazie al Festival “Toscana delle Culture”, inserito nella rete progettuale “La Maremma dei Festival”. Toscana delle Culture è un festival di spettacoli teatrali legati da uno stesso tema negli 8 Comuni dell’ Amiata Grossetano; quest’anno il tema era il 150°, per questo ogni Comune ha presentato la tipicità di alcune Regioni che hanno portato con tutte le altre all’Unità d’Italia. Come Assessore alla Cultura ho richiesto uno spettacolo “dove si balla e si canta”, perché è quello che ci piace vivere a Porrona in una sera d’estate. Ed ecco “Frunte de Luna” con la nota solista della Notte della Taranta, Enza Pagliara che con la sua voce straordinaria e il ritmo coinvolgente della musica ha regalato al pubblico presente un’emozione particolare, portando da noi un tocco della magia della Notte della Taranta, famosissimo festival del Salentino che oggi richiama centinaia e migliaia di appassionati e curiosi. E’ una danza terapeutica individuale o collettiva che prende origine dall’antichissimo rito di guarigione dei tarantati: la “Taranta” che si nasconde negli anfratti, nelle fratture della terra e tra le pietre a secco di muretti e Pajare, è in grado, secondo la credenza popolare, di pizzicare (da cui, appunto, il nome dato alla musica...). E secondo le stesse credenze popolari, dal morso della tarantola si guariva solo grazie all’ausilio della nostra musica: la “pizzica” che, quindi, ha un’importanza notevole in questo processo, solo grazie ad essa, suonata con un violino e un tamburello, la vittima si scatenava e riusciva a superare il suo stato di malessere. Ebbene sì….anche la piazza di Porrona, all’inizio timida, sul finire si è scatenata, in un clima di gioia e divertimento. Detta anche pizzica pizzica, questa danza popolare è attribuita oggi particolarmente al Salento; fa parte della grande famiglia delle tarantelle (ma molto più antica di essa), come si usa chiamare quel variegato gruppo di danze diffuse dall’Età Moderna nell’Italia Meridionale. La pizzica, suonata per giorni o addirittura settimane per la cura delle tarantate, aveva spesso caratteristiche proprie, che la differenziavano da quella suonata per il ballo. La “pizzica tarantata” o come la chiamavano alcuni, la “taranta”, era infatti eseguita con un ritmo in genere più accelerato rispetto a quella classica suonata per il ballo, e molto spesso le tonalità più frequentate erano quelle in minore, capaci di “scazzicare” (ossia stimolare) più facilmente la tarantata grazie al carattere ridondante e malinconico che le tonalità minori appunto posseggono. Caratteristico della pizzica pizzica è il “fazzoletto”, accessorio immanca-

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PRO LOCO CINIGIANO
Riconoscimento nazionale da parte dell’UNPLI

bile nell’abbigliamento di un tempo, che veniva usato nel momento del ballo per invitare, sventolandolo, il partner prescelto. Nella danza della pizzica pizzica i ruoli, i sessi e la loro rappresentazione erano e sono molto marcati. Fermo restando che entrambi i ballerini, sia uomini che donne, tengono durante il ballo una postura eretta e composta, i passi che essi eseguono variano e si alternano tra momenti speculari e momenti “complementari”. Alle donne va naturalmente il compito di esprimere al meglio, anche attraverso gli accessori tipici dell’abbigliamento femminile (gonne, foulard, scialli), la propria bellezza e femminilità, con passi molto più composti di quelli degli uomini, anche se non mancano i momenti di euforia con brevi corse e giri su se stesse. Le mani della donna spesso sono ferme a reggere la lunga gonna, ed in ogni caso le sue braccia restano sempre chiuse, o protese leggermente in avanti. L’uomo invece, naturalmente, ha il dovere di esprimere, durante la danza, la propria forza e questo compito lo svolge con salti più alti e più marcati, con movimenti più secchi e repentini, con le proprie braccia tese e aperte come a voler circondare o abbracciare a distanza la donna. In ogni caso, a rendere più o meno movimentato il ballo è la donna, che attraverso piccole fughe, guizzi, repentini stop e ripartenze, stuzzica l’uomo ad inseguirla, a “braccarla” delicatamente, per poi affrontarlo con giochi di piedi e di sguardi. Con il passare del tempo la pizzica ha trovato una sua autonomia come tipo di danza e genere musicale, oltre a divenire un vero e proprio fenomeno popolare. Se da un lato, quindi, il tarantismo andava estinguendosi per effetto dei mutamenti nei costumi della società, la pizzica è rimasta ben viva nella tradizione del folklore salentino. Tuttavia, per molti anni sia la pizzica che il fenomeno del tarantismo sono stati ritenuti una forma di arretratezza culturale di cui vergognarsi. Negli anni settanta la musica e le danze della pizzica sono state riscoperte ed apprezzate in tutta la loro bellezza, e oggi hanno contribuito a consolidare un legame culturale con altri fenomeni musicali simili dell’Italia meridionale. L’interesse per la “pizzica” si è ormai consolidato come codice etnico (culturale e naturale) che si trasmette fra generazioni, unendo giovani, anziani e giovanissimi.

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’UNPLI, Unione Nazionale Pro Loco Italia, premia le pro loco Toscane iscritte ininterrottamente all’associazione da più di venti anni. Il premio doveva passare dalle mani del presidente nazionale Nardocci a quelle del rappresentante della pro loco cinigianese, una fra le due grossetane, nei giorni dell’assemblea Toscana svoltasi al Castello dei Sorci di Anghiari la prima domenica di ottobre. Ovviamente data più infelice, per l’associazione Cinigianese non poteva essere scelta vista la concomitanza con la Festa dell’uva. La mini cerimonia è stata rinviata e la prima data utile si è rilevata il giorno durante l’assemblea provinciale grossetana svoltasi all’Aberese dove al cospetto di molte delle pro loco grossetane, buona anche la presenza delle pro loco area Amiata, finalmente l’ambito riconoscimento è arrivato attraverso il presidente provinciale Leonardo Agostinelli a destinazione.

Presidente della Pro loco di Paganico Marco Scussel, Leonardo Agostinelli Presidente Pro loco Follonica, Massimo Fabiani Pro loco Cinigiano

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Girellando intorno casa

Come è nostra consuetudine veniamo a proporvi un borgo veramente interessante a pochi chilometri da Pienza: Monticchiello, per la strada niente di più semplice Montalcino, San Quirico, Pienza e siamo arrivati per il tempo un’ora e una decina di minuti sono sufficienti a percorrere i cinquantasei chilometri immersi fra gli splendidi panorami della Val d’Orcia.

MONTICCHIELLO
Quello del Teatro povero
di Massimo Fabiani
onticchiello è un piccolo borgo medievale nel cuore della Val d’ Orcia. La sua bellezza è dovuta alla posizione geografica e all’ insieme armonioso delle sue architetture; gli spazi ampi e ben proporzionati danno l’ impressione di muoversi in una grande casa. La chiesa dei SS Leonardo e Cristoforo, nel centro del paesino, si presenta con il suo grandioso portale e lo splendido rosone come uno scrigno protettore dei tesori della pittura senese, tra cui il capolavoro della Madonna con Bambimo di Pietro Lorenzetti (l’ originale è conservato per motivi di sicurezza nel Museo Diocesano di Pienza). Ad uno sguardo più attento, Monticchiello offre al visitatore numerosi motivi di interesse: il Teatro Povero, che dal 1967 trasforma il borgo in un palcoscenico assolutamente originale; il Tepotratos, Museo del Teatro Popolare Tradizionale Toscano che mostra in un suggestivo percorso interattivo i luoghi, i suoni , le immagini di quel mondo contadino, ormai scomparso, in cui vivevano le forme di teatro tradizionale. Proprio a Monticchiello possiamo inoltre gustare piatti tipici della cucina toscana, sia nei 3 ristoranti aperti tutto l’ anno (Ristorante La Porta, Taverna di Moranda, La Cantina) che nelle occasionali aperture della Taverna di Bronzone, ristorante della Compagnia Popolare del Teatro Povero solitamente aperto nel periodo estivo in concomitanza con lo spettacolo. Per le informazioni e l’ accoglienza è sempre aperto l’ Ufficio Turistico della Compagnia Popolare del Teatro Povero in Piazza nuova n.1, tel. 0578 75 51 18.

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