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24/03/2011 anno XIII° - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

arissimi lettori, con la bella stagione arriva anche il fatti nostri di primavera, un appuntamento al quale anche per questo 2011 non intendiamo farvi rinunciare. Vi abbiamo abituato che a ogni inizio anno apportiamo qualche modifica sia grafica sia nei contenuti delle nostre rubriche e anche in questa occasione lo abbiamo fatto, speriamo di non avervi deluso. Come anticipato ai presenti alla riunione di fine anno della nostra associazione, i programmi per il progetto, oramai ultra decennale :…fatti nostri, prevede l’uscita dei tre numeri dell’informa, un numero speciale dedicato alla festa dell’uva e se ci riusciamo almeno un numero, meglio due, del rescue il … fatti nostri dedicato ad un argomento specifico che in questo anno il primo potrebbe essere il restauro di un vecchio ciclostilato dedicato alla chiesetta della Madonna delle Nevi di Cinigiano. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i soci e i sostenitori del nostro progetto che già in questi primi mesi dell’anno sono molti e invito, come al solito, tutti voi a significare il nostro lavoro sia economicamente sia con suggerimenti per realizzare nuovi articoli. L’idea di suggerire alla nostra redazione idee per scrivere un articolo è decisamente importante anche se avremmo piacere che foste anche voi a prendere la penna e intrufolarvi nelle varie rubriche, ma anche suggerire uno spunto per parlare di argomenti di interesse comune non è cosa da poco e attendiamo fiduciosi e ringraziamo coloro che già sistematicamente collaborano, certo non sempre possiamo rispondere, specialmente in tempi brevi, pertanto vi preghiamo caso mai di pazientare se non riusciamo a soddisfarvi in breve tempo. In questo numero lo spazio alle vostre lettere è piuttosto ampio tiene ancora banco “il caso” Valdi prata ma crediamo che dopo quanto troverete le idee saranno decisamente più chiare a tutti, la rubrica “dalla storia” riporta un’interessante scoperta del Blogger Zamboni quella di due nostri compaesani, caduti nel periodo bellico, in terra straniera dei quali non sapevamo dove fosse la tomba. Cristina, ha avuto il compito, sicuramente gradevole, quello di andare per “profeta in patria” da Ferro al Rintocco, fin dal primo numero nostro sostenitore. Giulia ci racconta di un personaggio un po’ scomparso dalla nostra quotidianità: la tartaruga. Irene ci narra di un vecchio gioco che fino agli anni settanta era motivo di spensierato passatempo: il Toti o Toto a Monticello. Franco “vola”, si fa per dire, insieme all’aquila del monumento ai caduti, bronzo ritornato alcuni anni fa dopo essere stato rubato. Articolo decisamente interessante è lo spazio di “Profili Cinigianesi” dedicato a Amedeo Massari nostro personaggio illustre scomparso alcuni anni fa e sepolto nel cimitero dei Poggi suo paese natio. E tanto altro ancora fra le pagine di un fatti nostri da sempre eretto a baluardo della nostra identità.

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... fatti nostri,
Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita....

informa

DIMENTICATI DI STATO
MONTICELLEREDDU PRIMA CHE L ’AQUILA VOLASSE CHI VA PIANO...

CROSS IN ROSA

A SPASSO NEL TEMPO

SCORZA TOSCANA

Lettera dal presidente ........................pag Bacheca .............................................pag Numeri utili .........................................pag La nostra posta ..................................pag Cinigiano in libreria ............................pag Cinigiano in edicola ...........................pag Dalla storia .........................................pag Conoscere le nostre opere ................pag Fiori d’arancio ....................................pag Profili Cinigianesi................................pag Gente di classe ..................................pag Gingillando .........................................pag Comune Cinigiano informa ................pag Gingillando .........................................pag Dalle associazioni ..............................pag Notiziando ..........................................pag Profeta in Patria ..................................pag Dalle associazioni ..............................pag Gioie e Sapori ....................................pag Il sommo poeta ..................................pag Dalle Tradizioni ...................................pag Papaveri e Papere ..............................pag Dalle associazioni ..............................pag Girellando ...........................................pag

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il presidente Massimo Fabiani

PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2011: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito da € 10,00 in su. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della UNPLI CARD ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 5177 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Tassi Danilo Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Spacca Federica, Fantacci Francesco, Fantacci Gabriele, Fabiani Giulia, Bianchini Maria Grazia, Fabiani Sergio, Ventre Ilaria, Lanzini Giulia, Guido Anselmi, Guglielmo Bertini. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc@interfree. it -www. prolococinigiano. org Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci, Mario Rossi, Giuseppe D’Amato - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani, Marco Mariotti. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

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Indice

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Bacheca

bacheca
APRILE 2011
DOMENICA 17
CROSSODROMO SANTA RITA - Campionato Interregionale Motocross M.S.P .

SABATO 30 APRILE ORE 16.00

CINIGIANO, BIBLIOTECA COMUNALE - PRESENTAZIONE DEL LIBRO: “COME FOGLIA AL VENTO” di Gina Ceroni

MAGGIO 2011
VENERDI 06 CINIGIANO - al campino BRISCOLATA SABATO 07 CINIGIANO - S. MESSA E PROCESSIONE SABATO 07 CINIGIANO - ritrovo ore 14,00 palazzo Bruchi TREKKING de’citti.
“Sulle orme del fantasma”. Passeggiata a piedi con degustazioni riservata ai bambini. Info e prenotazioni www.prolococinigiano.org aplc@interfree.it, Tel/fax 0564.994187

DOMENICA 08 CINIGIANO - ritrovo ore 9,00 palazzo Bruchi TREKKING - Voler bene all’Italia: festa dei piccoli comuni. Passeggiata a piedi attraverso paesaggi e sapori Cinigianesi, degustazioni, pranzo tipico. Info e prenotazioni www.prolococinigiano.org aplc@interfree.it. Tel/fax 0564.994187 DOMENICA 08
CINIGIANO - FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

LUNEDI 09 CINIGIANO - ore 18,00 piazza Marconi TRADIZIONALE “BOTTE IN PIAZZA” DOMENICA 29 CINIGIANO - ritrovo ore 9,00 palazzo Bruchi WINE & BIKE. Passeggiata in bici attraverso paesaggi e sapori Cinigianesi, degustazioni, pranzo tipico. Info e prenotazioni www.prolococinigiano.org aplc@interfree.it. Tel/fax 0564.994187 DOMENICA 29
CROSSODROMO SANTA RITA - “Women’s Gold Day Off Road” (evento nazionale U.I.S.P dedicato a tutto il mondo femminile con Motoraduno e Gare fuoristrada). .

GIUGNO 2011
SABATO 4 / DOMENICA 5 DOMENICA 5 ore 15,00 DOMENICA 26
MONTICELLO AMIATA - FESTA DELLA MADONNA DI VALDIPRATA, anniversario della sua incoronazione avvenuta in quei giorni del 1747. INAUGURAZIONE OPERE DI RIQUALIFICAZIONE URBANA NELLA ZONA DEL SANTUARIO E DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA CROSSODROMO SANTA RITA - “Campionato Toscano Motocross e Minicross U.I.S.P .”.

APERTURA BIBLIOTECA:
DAL LUNEDI AL VENERDI 8,30 - 12,30 SABATO 10,00 - 12,30

Meoni Elido
commerciale s.r.l.

EMPORIO DEL TRATTORE RICAMBI MACCHINE AGRICOLE

Utensileria

tel. 0564.23369 - tel. e Fax 0564.24932 Via Pisa, 46/a - GroSSeto

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Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 CO. SE. CA. 0566 919946 www.coseca.it

ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407 MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 FRATRES CINIGIANO 335.481440 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) GUARDIA MEDICA Emergenza Sanitaria 118 U. s. l. 9 zona 3 0564/993311 INFORMAZIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Castiglioncello Bandini -0564/993344 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

PANIFICIO BATANI
di Gianluca Batani & C. snc Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

di

Silvana Machetti
338 8300232 0564 994662 58044 CINIGIANO - GR Via Roma 13

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Numeri utili

NUMERI UTILI

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La nostra posta

“La nostra posta”
di Massimo Fabiani

CHIARIMENTI

LA FEDE DEVE UNIRE NON DIVIDERE
Maria e Masria (Maryam)
ull’immagine della Madonna repliche inutili che si potevano evitare. Il Santuario di Valdiprata con l’effige di Maria S.S. della Consolazione, per la sua storia ricca di eventi straordinari, è un luogo dove la Fede è più vicina a ciascuno di noi. Tutto quanto vi ruota intorno ci fa vivere in positivo, donandoci conforto e speranza. Ma in questi ultimi tempi la sua immagine ha dato voce ad alcuni interventi per nulla condivisibili. Certamente, ognuno ha il diritto di professare il proprio pensiero, i propri sentimenti, ci mancherebbe altro, ma forse più delle parole si doveva dare spazio alla riflessione, testimoniando solo il nostro credo nel mistero divino di colei che ha dato alla luce Gesù nella grotta di Betlemme. Forse era meglio una preghiera da parte di tutti e non di una sola persona alla venerata immagine di Maria che occupa un posto particolare nella Chiesa. Da qui l’attaccamento filiale di milioni di fedeli ad una figura femminile straordinaria percepita come più vicina, più dolce e consolatoria. Maria è soprattutto una donna che ha risposto per prima all’amore totale di Dio invitando a farlo anche noi. Discreta e silenziosa ci porta all’Altissimo, insegna a pregarlo, a entrare nella sua intimità, ad amarlo. Da sottolineare anche la posizione di Masria (Maryam) nella Fede Islamica, la quale merita di essere studiata con attenzione e simpatia. E’ l’unica donna nominata esplicitamente nel Corano, dove si afferma che Dio l’ha scelta e purificata al di sopra di tutte le donne. Nel Mondo il rispetto e la devozione che i musulmani hanno per Maria è come un messaggio d’amore nel quale dobbiamo ritrovarci attraverso un percorso di preghiera, rivalutando il nostro stile di vita, con la Fede che deve unire e non dividere.

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redo che sia necessario un chiarimento relativo alla rubrica “La nostra posta” . Lo spazio autogestito da chiunque lo desideri, viene messo a disposizione per argomenti che possono risultare di interesse comune. Il dibattito che si è aperto intorno alla Madonna di Valdiprata e che da tempo tiene banco sia fra queste pagine sia a Monticello Amiata, se da un lato ci fa piacere aver aperto un argomento sicuramente interessante e costruttivo, dall’altra siamo dispiaciuti e ce ne assumiamo la piena responsabilità di non aver ben controllato l’esattezza di alcuni dati storici riportati in alcune lettere e ce ne scusiamo con tutti voi, anche se l’argomento sotto l’aspetto storico lo avevamo già affrontato. Comunque per portare chiarezza ci ritorniamo sopra sperando di offrire un sano contributo al dibattito in corso. Oltre 1000 anni di storia documentano l’esistenza di una chiesa dedicata alla Madonna in Valdiprata , diversi sono i documenti papali che parlano dell’esistenza di una chiesa dedicata a Maria in quella contrada, ultimo atto è quello di SS. Papa Pio IX che il 9 luglio nel 1862 concede indulgenza plenaria a chi si confessa e si comunica in Valdiprata il 4 , 5 e 6 giugno anniversario dell’incoronazione dell’ immagine della vergine ad opera del sacro capitolo di San Pietro avvenuta nel 1747. la Madonna già all’epoca era dipinta a sedere con il bambino in braccio su un’antica tavola, da studi effettuati, negli anni 70 del 1900, ad opera della sovrintendenza ai beni culturali di Siena e Grosseto si evince che l’immagine attuale era stata dipinta molto tempo prima su una pittura precedente probabilmente rovinata dal tempo. Tutto questo per dire che storicamente l’immagine venerata in Valdiprata risale a tempi antichissimi, quindi chi ha scritto in precedenti interventi non conosceva approfonditamente la storia di questo Santuario e sicuramente non pensava neppure di suscitare la sensibilità di alcuni fedeli che riconoscono da sempre in quella sacra tavola la Madonna di Valdiprata. Pur tenendo conto delle affermazioni, anche condivisibili, che, per un credente, la Madonna è una indipendentemente dall’abito che veste credo che proprio questa leggerezza nel valutare la realtà storica abbia suscitato perplessità e disagio in chi ha profonde radici legate ai ricordi ed alla devozione che il popolo di Monticello, e non solo, riversava su quella sacra immagine della vergine. Al momento di andare in stampa ci giunge anche il gradito contributo sull’argomento dell’associazione Casa Museo che pubblichiamo nella rubrica riservata alle associazioni.

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All’Egregio Direttore dell’apprezzata vetrina di notizie del nostro territorio e non solo, Molto cordialmente Rio

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la nostra posta

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NIENTE è A UNA SOLA DIMENSIONE

Dalla premiazione del Grappolo d’oro

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l rilievo, più che l’affermazione, m’è venuto di farlo il 2 ottobre u.s., in margine alla vostra “Festa dell’Uva” 2010, quando, nella sala comunale, questa risorsa economica del vostro territorio “schiccava” dal suo grappolo acini di memoria, di legami, di poesia…quindi di cultura. Nel pieno senso antropologico in cui oggi questa parola oramai s’intende. È della natura della vite allungarsi, distendersi, intrecciarsi. Come quella del suo frutto d’essere molteplice. Qualcuno tra voi senz’altro ha colto,e felicemente,questa molteplicità non solo naturale, ma anche simbolica ed ha spremuto dall’uva anche vino di “FESTA”. E siccome la festa,come ben dice la consapevolezza di ciascuno,è uno dei momenti più felici nella vita dell’uomo (nonché della donna), se essa si chiama “dell’uva”non può che ‘spremere’ qualcosa che va delibato: buon vino, anzitutto e,da esso o con esso, gioia di stare insieme. In questo caso, poi, con un tocco di qualificazione. Ed ecco che l’uva, divenendo festa, suggerisce anche a noi d’essere ‘grappolo’: gruppo umano che indaga con la memoria la sua identità, la custodisce, la consegna, facendo attenzione a ricordare che, accanto alla sua, ne esistono altre,conoscendo le quali si fa come la vite: si allungano le braccia e si stringono le mani..dimostrando alla vite che anche noi sappiamo fare un pergolato (umano) e produrre grappoli di opportunità, vino generoso di scambi. E tutto questo non teoricamente, ma davvero. Come testimonia il gemellaggio Cinigiano – Montcuq, per rimanere nel territorio e nella”FESTA DELL’UVA”. La mattina del 2 ottobre u.s. tutto questo ho avuto il sentore che accadesse nella vostra sala comunale, dove i gradi raccontavano ai piccoli; dove i piccoli, oltre ad ascoltare, a loro volta dicevano ai grandi; dove le autorità, accantonato il sussiego del ruolo, si ponevano ‘chicco nel grappolo’, e non certo a scapito della loro funzione di ‘tralcio’; dove accanto alla lingua locale, ha risuonato almeno un’altra lingua e perfino quella poetica ha trovato un suo spazio. Il grappolo d’uva è così divenuto “GRAPPOLO D’ORO”. Anch’esso,però, finalizzanto a divenire ‘mosto’nell’unico ‘tino’di un intento culturale teso a spremere, in clima di festa, ‘vino DOC’ di comune umanità.

MONTICELLEREDDU
Grazie a tutti
onticello è come Ittireddu, io sono Lucia. Vengo dalla Sardegna, da un paesino che si chiama Ittireddu. Sono emigrata nel 1998 in cerca di lavoro. Sono venuta qua in Toscana, prima a Montepulciano: lavoravo a Pienza in un caseificio, ma non era quel che volevo. Poi sono andata a Cinigiano, e lavoravo a Sant’Angelo Scalo in un ristorante, ma per vari motivi me ne sono andata via. Alla fine sono approdata a Monticello Amiata. Ora lavoro a Montenero d’Orcia, in un frantoio. Sono contenta di essere qua; non è facile per la gente che emigra essere accolti nei paesi in cui si approda, ma io, o perché sono abbastanza espansiva, o perché ho trovato un paese come Monticello, posso dire con orgoglio che veramente la gente qua è brava ed accogliente. Mi sono inserita bene, infatti canto nel coro “La Monticellese” e sono consigliere della Pro-loco. Ora anche io, quando vengono questi stranieri, cerco di farli inserire nella nostra società. A gennaio di quest’anno, mentre rientravo dalle ferie dalla mia cara Sardegna, mi sono sentita male. Mi hanno ricoverata qua a Grosseto, diagnosticandomi un’embolia polmonare. La gente di Monticello, appena saputo cosa mi era successo, si è prodigata per darmi conforto, sostenendomi allora ed ora nella mia malattia. Così anche nel mio paese, ad Ittireddu, la gente ha fatto allo stesso modo. Non sapendo come ringraziare tutti, mi arrovellavo in casa perché non trovavo la soluzione. Ma un bel giorno, aprendo la cassetta delle lettere, ho trovato una lettera indirizzata alle associazioni in cui si sollecitava la gente a mandare degli articoli sul territorio. Allora mi è venuto in mente di scrivere questo articolo. Ringrazio in primo luogo questo giornale, che mi da la possibilità di esprimere ciò che sento. Ringrazio tutti i cittadini del territorio del Comune di Cinigiano, in particolare quelli di Monticello Amiata, gli stranieri che vi abitano e la gente dei paesi limitrofi. Un grazie di cuore. Lucia Sechi

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Suor Maria Fabbri

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La nostra posta

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La nostra posta

PREGHIERINA DELLA SERA
“Buonanotte”

CI FU UN TEMPO…
Un saluto da Marcello Nieri
eggo con piacere che Ado e Anna Maria hanno festeggiato le nozze d’oro e mi unisco a tutti coloro che hanno fatto gli auguri . Non solo questo però voglio dire Voglio,tramite questo straordinario giornaletto, salutare tutti i miei compaesani perché,anche se ci ho vissuto solo fino a 12 anni, Cinigiano resta il mio paese. E ci tengo a dire che ho nel cuore ancora il Botroncupo, nome strano che mi ha sempre affascinato, e la chiesa di S.Michele, e il forno cui tutti mandavano a cuocere il pane e i chicchi (nei giorni di festa) e il frantoio, la bottega di Giovannino Dari, Sandrino,Ciriaco, la bottega di Renzo e Tono, quella di Gilberto, l’appalto di Telene, come la bottega di Solimano, i funerali di Alfierino Grazi , Don Francesco, la maestra Campetti, la Frignani ,la maestra Vita, la bottega di tessuti di Romualdo, il Palazzo Ginanneschi e mille altre cose che restano e resteranno sempre nei miei ricordi . Così come nei miei ricordi restano le feste religiose e le infiorate fatte da tutto il paese unito e concorde, il primo lutto con la morte di Corradino, compagno di scuola e poi la morte di Giampiero, i racconti di chi tornava dalla guerra e le prime esperienze “politiche “come l’affissione dei manifesti con Bibi Ginanneschi che facevo senza sapere cosa volesse dire “L’Uomo qualunque “e il referendum per la Repubblica, le prime elezioni che furono una festa di popolo e per la mia famiglia in particolare perché, come diceva Renzo con un sorriso a tutta bocca: “ La Lillera va bene “ e in famiglia eravamo Repubblicani e ci onorava della sua amicizia quell’eroe puro dell’antifascismo che fu Luigi Delfini. Riallaciandomi ora alle Nozze d’oro di Ado vorrei ricordare un’altra ricorrenza, meno intima e personale ma che tutti dovrebbe coinvolgerci: I CENTOCINQUANTA ANNI dell’Unità Nazionale. Festeggiatela compaesani, se possibile nello spirito dei primi anni del dopoguerra. Rivolgendomi ai più giovani vorrei ricordare loro che ci fu un tempo in cui tutti eravamo più poveri materialmente, ma tanto più ricchi nell’anima. A presto Marcello Nieri

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uesta bella e vecchia preghiera la faceva recitare la mia bis nonna, Maria Spampani tutte le sere ai suoi quattro figli Mario, Gianfranco, Alfonso e Luciano Magini prima di andare a dormire. Sono sicura che tanti altri, ormai non più giovani, sé la ricorderanno….. Dopo una dura giornata di lavoro, a fare il carbone con nonno Artemio, rientravano a casa, o quando erano lontano a lavoro dovevano dormire nella capanna fatta di fango e legno, la cena non era all’altezza di soddisfare le dure fatiche della giornata e spesso si trattava di polenta e ogni tanto del formaggio,se qualche pastore di grazia né cedeva una forma. Non stiamo neanche a dire che il bagno era un bel problema si dovevano accontentare del fosso vicino per qualsiasi necessità,ma nonostante tutte le difficoltà e tutte le cose a cui pensare la sera si doveva sempre ringraziare il Signore per quello che si aveva e di non far mai mancare la cosa più importante:la salute. La riporto tale e quale a come me l’ha insegnata mio nonno Mario.

A letto a letto me né vo l’anima mia a Gesù la do che la dia a San Giovanni me la segni e me la guardi che la dia a San Michele me la segni e me la guardi bene. Tre candele accese quattro angeli di Dio che ritorni a letto mio due da capo due da piedi la Madonna in ogni lato. Cor del mio Gesù mi riposo e mi addormento Signorino date la salute al mi babbino, alla mi mammina, a tutti i mi parenti. Buonanotte. Francesca Guidoni

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40 ANNI...
E oltre

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vevamo già parlato dei quaranta anni della ditta Monticellese Ciacci e Fazzi ma dopo qualche anno ci arriva la richiesta di riformulare da parte di Luca Rossi, genero di Ciacci Seriano, gli auguri meritati attraverso questi versi: 40 anni…. E non sentirli… Non ricordo il mese e l’ora

Della sua costituzione, ma pur sempre con passione molti anni son che lavora. È una ditta di montagna sana, forte e sempre pronta e poi quello che più conta più lavora più guadagna!!! Era l’anno sessantotto molti anni son passati tristi, spesso sfortunati ma comunque….. sempre sotto! Son partiti con nessuno solo forza, sangue e braccia, ma a guardarli ora in faccia……. Solo due… Seriano e Bruno… Ci pensate a quanta strada hanno fatto tutti uniti,

hanno preso e sono partiti e poi vada come vada! Quante case e quante ville hanno fatto insieme piano…. Sempre Bruno con Seriano Forse sono più di mille!! Non fanfare, non bandiere hanno messo solo il cuore… tanti anni di sudore ….solo camion e bitoniere! E mattone su cemento con l’aiuto di nessuno eran sempre…. Lui con Bruno senza mai neanche un lamento. Son partiti da lontano con fatica e con speranza pur sapendo che in sostanza eran due…. Bruno e Seriano…

Oggi siamo a festeggiare 40 anni di successi loro son sempre gli stessi sempre pronti a tribolare!!! Fra bestemmie e incazzature l’operai son testimoni… che ormai i tempi sono buoni per sfruttar l’attrezzature!… Chissà mai quanta intenzione hanno poi di continuare… perché dopo il lavorare ….Ci sarebbe la pensione…!! Chissà mai quanti palazzi cercheranno di innalzare… fra 10 anni noi a gridare…. …..viva viva CIACCI e FAZZI!!!!!!!!

COME FOGLIE AL VENTO
Racconti alla ricerca dei “Vizi Capitali”
di Nina Ferretti

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asce un altro libro “Come foglie al vento” di Gina Ceroni, nostra concittadina che ha già dato alle stampe nel 2007 la sua biografia “Una vita da raccontare”. Come per il libro precedente, ho avuto il privilegio di leggere in anteprima questi racconti, quando erano semplicemente abbozzati ed ancora una volta ho avuto modo di apprezzare la capacità riflessiva ed espositiva dell’autrice, qualità che caratterizzano tutti i suoi elaborati. Qui si tratta di 10 racconti, redatti in una lingua scorrevole ed accessibile a tutti, ricchi di spunti di riflessioni personali, di considerazioni più generali, immersi nel paesaggio maremmano che viene presentato attraverso personaggi immaginari. Due soltanto risultano veri : “la fede” che tratta del pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie e “la carità”, tratto da una storia reale che ha come protago-

nista Nunziatina, cara ai Cinigianesi, donna che ha dedicato l’intera esistenza agli altri. Tutti i racconti esprimono l’amore di Gina per la sua terra ed il desiderio di penetrare nei meandri dell’animo umano, alla ricerca dei “Vizi capitali”, osservati con lo sguardo mite di chi non condanna né assolve, ma si sforza di comprendere la vita nelle sue innumerevoli rappresentazioni. Accanto al “male” alberga nell’animo umano anche il “bene” ed ecco le tre “virtù teologali” ed ecco le tre storie narrate con vivo realismo dall’autrice, che ci fa osservare sì le più terribili deviazioni dell’animo, ma anche le più nobili virtù.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO A CINIGIANO BIBLIOTECA COMUNALE - SABATO 30 APRILE ORE 16.00

rtmontenero@libero.it

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Cinigiano in libreria

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Cinigiano in edicola

IL MONTECUCCO TRA STORIA TERROIR E TRADIZIONE
da Sommelier

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n questa occasione, la nostra attenzione torna su una rivista, sicuramente fra le più interessanti del settore, Il Sommelier, rivista di enologia gastronomia e turismo, organo ufficiale della FISAR. Testata giunta al suo ventinovesimo anno di vita. Oltre che inviata a tutti gli associati FISAR può essere richiesta al proprio ufficio abbonamenti di Asciano Pisa telefono 050 857105. Già altre volte avevamo carpito qualche trafiletto che ci riguardava ma in questa occasione essendo uscita con lo “speciale Toscana”, dedica uno spazio alla nostra zona DOC. l’articolo a cura di Stefano Alessi che ben presenta il nostro territorio, in particolare condivido :”dorati campi di grano, verdi pascoli, boschi vigneti e oliveti si alternano in un caleidoscopio di colori che ricorda da vicino l’opera dei Macchiaioli”. L’articolo si sviluppa in un’analisi decisamente tecnica sulle caratteristiche dei terreni della zona sulle sue mitigate situazioni climatiche affrontando la storia con la quale si è arrivati a

quello che è oggi “il fratello minore del Brunello”. Quattro pagine, decisamente interessanti che riassumono a pieno il passato,il presente e tracciano linee future per il nostro Montecucco.

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UN FIORE PER UNA TOMBA
(perché la storia non si ripeta) i nostri “dimenticati di stato”
di Massimo Fabiani
a notizia è uscita da un Blog, quello di Roberto Zamboni (www.roberto zamboni. com) ricercatore veronese che incrociando i dati dell’Archivio segreto del Vaticano, del ministero della Difesa e dell’Associazione nazionale ex deportati ha portato alla luce i nomi di trenta giovani nati in terra di Maremma e morti in quel tragico palcoscenico dei campi di prigionia tedeschi, durante l’ultima guerra mondiale. Colgo l’occasione per ringraziarlo nuovamente anche da queste pagine per la gentile collaborazione prestata. La storia parte dai cimiteri dei territori dell’allora Terzo Reich oggi in terra d’Austria o Polacca, da questi cimiteri fu deciso di riesumare e traslare le salme nei cimiteri militari italiani. Se l’operazione fu lodevole si fatica a capire come si è potuto dimenticare di avvisare i parenti in terra italiana. Eppure è sicuramente andata così e solo oggi dopo oltre settant’anni grazie al lavoro certosino del signor Zamboni si è arrivati a conoscere un elenco ben preciso di quei poveretti scomparsi lontano da casa, definiti dal blogger come “Dimenticati di Stato”. Non saranno i genitori e difficilmente qualche parente prossimo, ma alcuni familiari potranno finalmente sapere dove si trova il parente fino a oggi conosciuto come “Disperso di guerra” e ricordato solo attraverso racconti di nonni o genitori.

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Oggi si può sapere in quale cimitero, se in quello di Monaco o di Berlino o di Amburgo oppure di Francoforte o di Byelani o quello della cittadina tristemente conosciuta di Mauthausen c’è una tomba su cui piangere, riflettere o portare un fiore. Chi intendesse recarsi in uno di questi cimiteri deve prendere contatto con il Ministero della difesa e avrà conferma del luogo dove si trova il proprio caro e anche le coordinate per raggiungere la tomba e altre notizie utili per la visita. Questo l’indirizzo utile: Ministero della difesa Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra Direzione situazione e Statistica Ufficio Estero via XX settembre 123/a 0187 Roma tel. 06 47355138/5/7 mail: dss.direttoreaonorcaduti.difesa.it. Tramite questo indirizzo si possono avviare anche le autorizzazioni necessarie per il rimpatrio delle spoglie dei caduti di guerra. La notizia è stata ripresa da molte testate e non potevamo non farlo anche noi visto che fra i caduti che non hanno ancora ricevuto un fiore ci sono anche due nostri compaesani, dei quali andiamo a riportare i dati contenuti sul documento oramai ufficiale stilato dal signor Zamboni: ROSINI RICCARDO nato il 9 ottobre 1922 a Cinigiano (Grosseto) deceduto il 3 giugno 1944 attualmente sepolto ad Amburgo (Germania) – Cimitero Militare Italiano d’onore – posizione Tombale: Riquadro 5 – Fila A – Tomba 16. FERI ATTILIO nato il 1° gennaio 1919 a Cinigiano (Grosseto) – soldato-internato nello Stammlager II B – Matricola 40073 – deceduto a Sandbostel (Bassa Sassonia) l’11 luglio 1944 alle ore 09,30- inumato in prima sepoltura nel cimitero di Sandbostel-posizione tombale: Tomba N° 261 – Riesumato e attualmente sepolto a Amburgo (Germania) Cimitero Italiano d’onore-posizione tombale: riquadro 2 fila N tomba 18. Lo Stammlager II B “ Accampamento del prigioniero di guerra” (Stalag o Stammlager è il nome con il quale erano indicati i campi di prigionia tedeschi riservati ai militari specialmente non graduati) si trova in Polonia allora in Prussia Orientale, nei pressi della cittadina di Hammerstein oggi Czarne città principale della Pomerian Voivodeschip , dove si trova il vecchio campo di prigionia oggi la zona porta il nome di Smalto. Già nel 1933 era campo di prigionia per comunisti tedeschi, negli anni ’39 e ’40 acquisì la sua denominazione di Accampamento del prigioniero di guerra i suoi alloggi erano prevalentemente tende e proprio nel duro inverno a cavallo fra il ‘39 e il ‘40 vi persero la vita molti prigionieri. Solo nel 1941 furono costruite delle baracche

In alto la monumentale croce del Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo

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Dalla storia

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Dalla storia

Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo

che andarono ad accogliere molti prigionieri sovietici che in gran numero trovarono la morte nello stesso anno per un ‘epidemia di tifo, avendo come ultima dimora una fossa comune. Le notizie reperite riferiscono che l’esercito tedesco non intervenne con nessun accorgimento per placare l’epidemia delle febbri tifoidee fino a che le stesse non colpirono anche i soldati del Reich. I prigionieri furono liberati dalle forze sovietiche nell’aprile del ’45. Fu proprio negli ultimi mesi della sua esistenza che il campo raccolse il massimo dei prigionieri 7200, in realtà ne era solo responsabile, in quanto oltre cinquemila di questi erano dislocati in nove Kommandos lavoro, altri campi dislocati sul territorio circostante nei pressi di fabbriche e di fattorie dove i prigionieri vivevano per poi recarsi nei luoghi di lavoro. Il campo principale si estendeva per circa 20 ettari recintato con filo spinato, tre baracche di 15 metri per 55 con alcuni bagni esterni e interni, brande con materasso in trucioli e una coperta fornita dai tedeschi e due dalla Croce Rossa. Il riscaldamento era affidato a solo tre stufe sempre sotto alimentate, 12 kilogrammi di carbone a stufa al giorno. Molti sono stati gli episodi di violenza perpetrati dalle forze tedesche, per ogni occasione reputata di disobbedienza, facendo ogni volta passare l’episodio per “tentata fuga” come indicato nei verbali, ovviamente i testimoni hanno smentito quanto dichiarato dalle forze tedesche. Una giornata tipo iniziava alle 6 con la colazione, un po’ di pane e acqua calda o una minestra a base di patate, lavaggio stoviglie usate, pulizia baracche e al lavoro molti nelle fattorie limitrofe. Solito pasto a base

di patate prima del mezzogiorno ancora lavoro fino alle 16,30 poi il ritorno in baracca per la cena con la solita minestra e qualche volta integrata con “bocconi” di carne, possibilità per una passeggiata in uno spazio delimitato di 2 metri per 20 e poi tutti in branda. La domenica veniva offerta la possibilità di dedicarsi alle pulizie proprie e dei propri vestiti e un pranzo un tantino più ricco con un pezzo di formaggio o della carne. Una volta al mese il pacco della Croce Rossa, che aveva in non facile compito di controllare che si rispettassero gli accordi internazionali riguardanti la detenzione dei prigionieri di guerra. Il pacco conteneva alimenti o anche indumenti o suppellettili. Buona parte di queste notizie sono tratte dalla relazione ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti pubblicata il 1° novembre del 1945. L’ultimo luogo che ha visto ancora in vita Attilio è stato sicuramente Sandbostel (Stalag X B) uno dei campi di prigionia satelliti del centrale Stammlager II B, il luogo non è lontano da Brema, circa quaranta chilometri, e una sessantina di chilometri da Amburgo, in Germania. Dal 1939 al 1945 vi furono internati circa un milione di prigionieri di 46 nazioni, 50.000 dei quali morirono di fame, malattia o uccisi. Il luogo si trova in una zona paludosa, attualmente è ancora visibile nelle sue baracche anche se essendo in un’area privata non è consentito l’acceso e anche chiedendo autorizzazioni preventive i titolari del luogo non sono disponibili a farlo visitare, in molti siti si trova la cacciata in malo modo anche per la nostra televisione di Stato. Fu luogo di prigionia di importanti tecnici e famosi filosofi e scrittori compreso il Giovannino Guareschi ben conosciuto per aver creato i personaggi di Don Camillo e Peppone che ben documentò anche attraverso vignette le condizioni di vita di quel triste luogo dove, pur essendo “solamente”un campo di prigionia, furono anche realizzati esperimenti medici e le condizioni di vita, in particolare il lato occupato dai prigionieri Russi, erano veramente dure. Approfittando della consueta disponibilità del fido Azelio dell’ufficio anagrafe del nostro comune abbiamo trovato che il Feri Attilio si è trasferito con la famiglia in quel di Gavorrano e che il Rosini invece ha semplicemente passato l’Orcia per trasferitisi nel vicino Comune di Montalcino. Trovando la gradita collaborazione dell’ufficio Anagrafe del comune Elcinese siamo riusciti a trovare la scheda Anagrafica del Rosini: figlio di Pasquino e Annina Bindocci, celibe di professione mezzadro coadiuvante, morto in guerra il 3 giugno 1944 data di morte confermata sicu-

Ingresso Campo di Stammlager II B

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ramente all’anagrafe nel 1950. La sua residenza, al censimento del 1931 risultava abitare al podere Campogiovanni, sulla strada fra Sant’angelo Scalo e Sant’angelo in Colle, trasferitosi poi a Castelnuovo nel podere Casalta. Cercando notizie più precise, sono stato consigliato di rivolgermi all’alimentari di Castelnuovo dell’Abate dove la gestione è del signor Rosini, che contattato dapprima telefonicamente, mi ha gentilmente informato che avrebbe sentito i familiari se erano a conoscenza della storia da me raccontata. E proprio alcuni giorni fa sono andato, con Giulia, a Castelnuovo e soffermandomi al “circolino” ho iniziato a chiedere notizie ai simpatici avventori che stavano giocando a carte: tre signore “improntite” di tutto punto e un signore il quale ricordava che certi Rosini venivano “da più giù” di Castelnuovo, forse da Porrona. Purtroppo, dopo aver rintracciato il signor Rosini Marino, ci confermava che suo padre Alizzardo del 1913 proveniva dalla vicina Fattoria di Argiano e non era a conoscenza del nostro Riccardo. Per quanto riguarda il Feri, figlio di Gino e di Montanti Consiglia, famiglia numerosa della quale siamo riusciti a rintracciare alcuni parenti nelle zone di Massa Marittima, Gavorrano, Follonica e Grosseto. Grazie alla gentilezza dell’Ufficio anagrafe di Massa Marittima siamo risaliti al signor Feri Gino che gentilmente ci ha indirizzato alla signora Nada Maccherini Banchi reputata come la più informata sull’argomento. In effetti, con grande piacere, la signora si è resa disponibile alle mie domande e così mi ha raccontato che aveva letto sul Tirreno della notizia e che solo dopo una seconda lettura aveva trovato con sorpresa il nome dello zio guardando non solo fra i “dimenticati di stato” di Massa Marittima ma anche fra quelli di altri paesi compreso Cinigiano. Seguendo le indicazioni esposte dal quotidiano livornese ha provveduto a inoltrare la documentazione occorrente alle autorità di competenza per poter riportare Attilio nella nostra terra. Non potevo non approfittare della disponibilità della signora Nada chiedendo ulteriori lumi. La notizia ufficiale che Attilio era nella lista dei dispersi di guerra arrivò quasi due anni dopo il termine del conflitto bellico, ma delle sue spoglie nessuna traccia. E cosi con voce sul filo della commozione abbiamo continuato la conversazione. Nei suoi racconti, la vita contadina di nonna Consiglia che oltre al lavoro nell’accudire la numerosa famiglia e gli animali si permetteva il lusso di “fare la calza” che molte volte iniziava alla sera e al mattino, come notato dai figli, era terminata. Notti insonni senza sapere dove potevano essere le spoglie figlio Attilio, notti che avevano preoccupato anche i familiari fino al punto di suggerire alla stessa Nada di dormire insieme alla nonna e di tenere la luce spenta, in modo che non lavorasse e riposasse. Apprezzabile e pienamente condivisibile il desiderio da parte della famiglia di riportare Attilio in patria, per il quale non mancherà la collaborazione del paese che lo ha visto nascere. Come da nostra sana abitudine è nostra intenzione continuare nelle ricerche e coinvolgere anche voi, pertanto chi fosse a conoscenza di ulteriori notizie in merito all’argomento ci avvisi. Il Cimitero

militare italiano d’onore di Amburgo, dove sono sepolti i nostri compaesani, si trova all’interno della città nel quartiere Ojendorf, una grande croce, un altare ed il Tricolore italiano sono al centro di quarantamila metri quadri e custodisce le spoglie di 5839 nostri connazionali sia prigionieri di guerra che internati o lavoratori civili, deceduti dall’inizio della seconda guerra mondiale fino alla data del 15 aprile del 1946, traslati dai territori dello Schelewig,Holstein, Niedesachsen,Brema, Hannover, Amburgo e della regione della Wesfalia. Il cimitero fu costruito in due anni che vanno dal 1957 al 1959, l’area è concessa dal governo Tedesco attraverso un reciproco accordo riguardante le sepolture di guerra sancito il 22 dicembre del 1955. Il grado none e cognome sono incisi sui cippi per 5668 caduti e la dicitura “Ignoto” per i rimanenti 171 non identificati. Cinque riquadri a forma trapezoidale e disposti a stella guardano il centro del cimitero dove spicca una grande croce alta dieci metri. Credo sia nostro dovere, non solo perché Cinigianesi , ma perché, come molte volte abbiamo significato da queste pagine, riteniamo importante tener vivo il ricordo di chi ha perso la vita nei campi di guerra, lasciando a noi una libertà che deve essere meritata in ogni momento affinché questa storia non si ripeta : è per questo che non mancherà un nostro fiore sulle tombe dei due ragazzi: Attilio e Riccardo.

Sandbostel Lapide Commemorativa - Sopra Feri Attilio

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Dalla storia

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Conoscere le nostre opere

UN SEGRETO IN BOTTIGLIA
Monumento ai Caduti
di Franco Cherubini
CMXV – MCMXVIII II-IX MCMXXIII Due date maestosamente scolpite in numeri romani sulla pietra trachitica del monumento posto al centro del parco della rimembranza di Monticello indicano: da un lato i tristi anni della grande guerra e dall’altro la data della solenne inaugurazione di quel luogo. I parchi della rimembranza furono istituiti per legge affinchè ogni località ricordasse e rendesse omaggio ai suoi figli caduti sui campi di battaglia della prima guerra mondiale. A Monticello fu scelto il luogo più adatto allo scopo, il terreno antistante la secolare chiesa della Madonna di Val di Prata, quella Madonna invocata a loro protezione dai numerosi monticellesi presenti al fronte e che ora veglia su coloro che hanno lasciato la vita nelle lontane regioni dell’Italia nord orientale per combattere una guerra che sicuramente non gli apparteneva, in quanto contadini, braccianti ,artigiani strappati alle loro famiglie e mandati al fronte contro “ nemici” che non conoscevano e che fondamentalmente avevano le loro stesse origini sociali. Il monumento è attorniato da rigogliosi cipressi, ogni cipresso un cippo con scolpito il nome, la data di nascita e di morte di quei giovani, un modo per riavvicinarli alle loro famiglie, un luogo dove poter deporre un fiore , pregare,accendere un lume. La struttura a base quadrata delimitata ai lati da quattro bombe d’aereo unite da solide catene si sviluppa in altezza con un parallelepipedo sormontato da una cornice dalla quale si innalza un tronco di piramide con all’apice una stella in bronzo. Sui lati due lapidi con i nomi dei 33 caduti della grande guerra, sul retro i nomi dei 10 caduti della seconda guerra mondiale. In origine troneggiava sul monumento posizionata, alla base della piramide, una

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maestosa aquila in bronzo che stringeva con i piedi un asta di bandiera e un fucile, questa fu trafugata nel 1944 dalle truppe tedesche durante la loro ritirata verso la linea Gotica. Nel 1989 soprattutto per volontà di Fosco Batani, con la partecipazione attiva della locale associazione combattenti e reduci, della pro-loco e dell’amministrazione comunale , fu nuovamente posizionata sulla struttura un’ aquila in bronzo che,anche se diversa dalla precedente,ha nuovamente arricchito il monumento della simbolica effige . Il posizionamento della nuova aquila avvenne in forma solenne con la partecipazione della fanfara dei bersaglieri in congedo di Siena. In origine i nomi dei caduti della grande guerra erano scolpiti su un elegante pietra di marmo posizionata sul fronte del monumento ; nella seconda metà degli anni ’80 del 1900 un atto vandalico, ad opera di chi non ha conoscenza e rispetto della storia e vive nella perpetua ignoranza, spezzò la pietra, l’allora amministrazione comunale collocò al suo posto un effige in bronzo ed ai lati due pietre con i nomi dei caduti. Molti anni fa parlando con un anziano del paese, Nazzareno Canuti, questo oltre a raccontarmi interessanti spezzoni di storia locale legata alle famiglie e al territorio mi disse di aver lavorato alla costruzione del monumento ai caduti e tra i vari particolari mi parlò di una bottiglia sigillata contenente un foglio scritto posizionata all’ ’interno della struttura da, Francesco Terni di Monticello, amministratore comunale dell’epoca . Non sappiamo il contenuto di quel documento e vista la solidità e la stabilità della struttura credo che questo resterà un segreto da lasciare ai posteri.

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SPOSA IN ABITO SCURO
Proposta per un secondo viaggio di nozze
di Gaia Magini
uest’anno festeggeranno i loro 50 anni insieme! Chi?? Si, proprio loro, Rina Dari e Arnaldo Magini… Tutto ebbe inizio 55 anni fa quando una sera Arnaldo andò al Circolo Enal di Cinigiano, dove si ballava il liscio, sua grande passione, e lì conobbe Rina, che a quel tempo abitava in via del Bastione. Probabilmente galeotto….fu proprio un walzerino tra i due giovani! Dopo cinque anni di fidanzamento, Arnaldo decise di chiedere la mano della sua amata e il 21 Ottobre 1961 davanti a Don Steno, nella Chiesa di San Michele Arcangelo di Cinigiano, i due divennero marito e moglie (22 anni lei e 27 lui). Purtroppo pochi mesi prima la coppia si trovò ad affrontare un grave lutto in famiglia, la perdita della madre di Arnaldo; e fu proprio per questo sfortunato evento che il giorno del matrimonio fu abbastanza sbrigativo, con il dolore nei cuori degli sposi e dei familiari. Nonostante tutto, fu un giorno indimenticabile per i due novelli…Quella mattina alle otto Arnaldo arrivò dal Podere accompagnato da Renzino (noleggiatore) in abito scuro e poco

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dopo l’arrivo della sposa…caso curioso e notevole rispetto, in scuro pure lei per il lutto. Dopo la cerimonia la coppia, accompagnati da parenti e da testimoni, tutti a casa della sposa per il pranzo di nozze! E come tradizione vuole subito dopo, pronti per la partenza per il viaggio di nozze. Sempre Renzino, nel ruolo di autista, e il piccolo Ugo che aveva soli 8 anni, accompagnarono Rina e Arnaldo alla stazione e i due sposini partirono alla volta di San Remo proseguendo poi per Cannes. Dopo 10 giorni romanticissimi i due tornarono al loro paesino e più precisamente al Podere Centauro dove un anno dopo nacque la primogenita Simona e nel 1966 Carlo. Racconta Rina: “Siamo tutt’oggi felici dopo 50 anni insieme, nonostante discussioni e qualche screzio, siamo uniti più che mai nell’affrontare la nostra vecchiaia ”. “Se ci sentiamo bene Arnaldino a Ottobre andiamo in crociera per festeggiare i 50 anni…?”scherza nonna Rina a tavola …e Arnaldo, sempre di poche parole ma efficaci risponde..: ”Ma non ti sembrano un po’ troppi 50????”..

Mattia Caffaz, di Andrea e Beatrice Baragatti, Firenze il 2/09/2010 via G. Boccaccio 73, Firenze. Mahnoor Fatima Di Iqbal/Mehvish Batool Grosseto 06/12/10 Via degli orti n. 1 Sasso d’Ombrone Del Regno Christopher Di Vincenzo/Cherubini Beatrice Grosseto 18/12/2010 Pod. La Lepre Cinigiano

Yildiz Muhammed Ilyas/Yildiz Yildiz Grosseto 02/01/2011 Via Firenze n. 4 Cinigiano Giannetti Violet Medha Massimo/Anggreini Ivonne Grosseto 18/01/2011 Via della Fiera n. 4 Porrona

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AMEDEO MASSARI

“un rustico piatto dei segatori di grano”
n grazie alla famiglia per la stesura di questo “Profili cinigianesi” dedicato a Amedeo Massari, nostro compaesano nato ai Poggi del Sasso il 17 ottobre 1926 e scomparso a Milano nel febbraio del 1988 che come ultima dimora ha scelto la sua terra. Avevo raccolto del materiale attraverso la rete, e ascoltato anche conoscenze comuni in quel dei Poggi ma come si dice “non mi dava ‘l cuore” cimentarmi in un articolo che sicuramente non mi avrebbe soddisfatto e non avrebbe ben rappresentato quello che è lo spirito del nostro giornale. E allora, dopo aver recuperato il telefono della figlia Lucia, mi sono fatto coraggio e ho chiamato. Sono bastati pochi minuti di conversazione per capire che avevo fatto la cosa giusta e questo articolo scritto da suo marito Nicola De Carlo ne è un ulteriore conferma. Alla vostra lettura quello che sicuramente non sarei mai riuscito a interpretare, con la soddisfazione di aver trovato in Massari, quello che speravo di trovare: ”uno di noi”. Massimo Fabiani Le storie della Maremma erano vivide, nei suoi racconti, quando gli capitava di parlare del passato recente e di quello più lontano. Era un mondo di fattori e fattoresse, di uomini che producevano il carbone nei boschi, che ricavavano dai cerri le traversine per la ferrovia. E facevano il vino e andavano a caccia per integrare il cibo tratto dalla terra. Le donne facevano il pane, lavavano i panni alle fonti e la sera lavoravano la lana per integrare, almeno un po’, il bilancio familiare. Questo mondo Amedeo Massari lo portava sempre con sé, ed era animato da persone di cui ricordava i nomi e l’aspetto, da luoghi che assumevano colori talora intensi, talaltra sfumati, come i diversi toni della macchia. E i suoi colleghi, collaboratori e nuovi amici, da Bolzano a Catania, negli anni avevano appreso la terminologia maremmana e avevano assaggiato la panzanella, da lui preparata, promossa e divulgata ovunque come “rustico piatto dei segatori di grano”. Era nato nell’ottobre del 1926 da Guido, fattore di Montecucco, e da Celide. La sua casa dei Poggi del Sasso, gli amici e i luoghi dell’infanzia e della prima giovinezza sono stati per lui un fondamentale punto di riferimento, a cui tornare fisicamente, quando possibile, e sempre con il pensiero

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e con il ricordo. Dopo gli studi ginnasiali e liceali, Amedeo si trasferisce prima a Grosseto – dove si sposa con Giovanna e dove nasce Lucia – e poi a Pisa, per la prima fase della sua vita professionale, incentrata sulla promozione e sulla distribuzione dei quotidiani. Successivamente il suo impegno nella carta stampata lo conduce a Chiavari – dove nasce Guido – come ispettore del Secolo XIX, di cui presto, trasferendosi a Genova, diventa Direttore amministrativo. Poi, nell’ambito del gruppo Caracciolo, fu uno dei fondatori di “La Repubblica” conferendo un apporto di rilievo per l’affermazione del nuovo quotidiano, di cui era il responsabile amministrativo. Ma non amava la routine. Interessato da nuove tecnologie informatiche di composizione e stampa, collabora alla messa a punto del piano di fondazione e sviluppo di nuovi giornali, innovativi in quanto impaginati via computer dai giornalisti stessi. Si era a cavallo degli anni ‘70 e ‘80, e a lui si deve la nascita di nuove testate (ad esempio il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso) e il rinnovamento e il rilancio di molte altre già esistenti in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia, dalla Venezia Giulia alla Sardegna, passando per la Lombardia, il Veneto, la Toscana, il Lazio (ricordiamo, a titolo di esempio, l’Alto Adige, il Tirreno, la Nuova Sarde-

Amedeo Massari con Gino Bartali

gna, la Provincia Pavese, il Giornale di Sicilia). Favorì anche lo sviluppo e l’ulteriore diffusione della Gazzetta dello Sport. Contribuì a portare il settimanale TV Sorrisi e Canzoni, di cui era Presidente e Amministratore Delegato, a Milano, ad una tiratura record di oltre tre milioni di copie settimanali e a diffondere maggiormente altri periodici dello stesso gruppo, fra cui Ciack, Noi, Tutto musica e spettacolo. Grande amicizia

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Profili cinigianesi

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Profili cinigianesi

della Repubblica Italiana. Il lavoro è stato certamente centrae stima lo legarono a Indro Montanelli, come lui toscano e le nella sua vita, ma è riuscito costantemente ad integrarlo con il quale ebbe anche qualche disputa linguistica. Di ricon attività sociali e ricreative che nel tempo hanno assunto lievo quella sul termine “strullo”, precedentemente ignorato una loro specifica fisionomia e valenda Montanelli e introdotto da Massaza per le persone e il territorio. Coinri in qualche contesto del “Giornale”, volgendo sempre autorità e comunità di cui, verso la fine degli anni ‘80 aslocali, organizzò numerose manifestasunse la funzione di Presidente e di zioni di successo, fra cui una delle priAmministratore Delegato. E proprio al me marce non competitive del nostro “Giornale”, cui dedicò grandi energie Paese e “Artegiro”, sigla con cui riunì e passione, ha lavorato fino agli ultinumerosi artisti di tutta Italia che per mi giorni della sua vita, conclusasi nel quasi vent’anni portarono nelle nostre gennaio del 1998. Il suo instancabile Regioni e in molti contesti esteri le loro impegno lo portò anche ad importanti opere e il loro spirito di gruppo. Proinnovazioni nell’industria dell’editoprio per queste attività gli fu conferiria, permettendo – grazie all’attenta ta la cittadinanza onoraria di Calvari, progettazione del ciclo produttivo, nell’entroterra ligure, e, a dieci anni alla scelta delle macchine più avandalla scomparsa, gli è stato dedicazate e dei metodi più efficaci per la to, in Valfontanabuona, dall’omonima salvaguardia dell’ambiente dai sottoComunità Montana, un premio di pitprodotti inquinanti della stampa – la tura. Oggi si parla molto di “fare squanascita dello stabilimento di Melzo, a dra”, spesso in modo retorico o a torsuo tempo il più grande, moderno ed Amedeo Massari con Eugenio Scalfari to. Chi ha conosciuto Amedeo Masecologico d’Europa. Tale stabilimensari sa che questa idea è stata realizzata davvero, perché to è stato a lui intitolato, per onorarne la memoria, con una l’ha sempre perseguita e messa in pratica, sul lavoro – con i importante e sentita cerimonia. Per meriti professionali, nel colleghi e con i suoi “ragazzi” – in famiglia, con i tanti amici. 1996 gli era stata conferita l’onorificenza di Grande Ufficiale

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MONTICELLO AMIATA SCUOLA ELEMENTARE
Classe V° anno scolastico 1974/75
di Tassi Danilo
Da sinistra a destra: Tonina Ciacci, Laura Bugelli, la Maestra Rossana, Massimiliano Servi, Giuseppe Simonini, Alessandro Batani.

CINIGIANO SCUOLA MATERNA
Anno scolastico 1994/95
In piedi da sinistra a destra: Franci Jacopo, Pellegrini Matteo, Barbagli Edoardo, Brogi Mattia, Anselmi Gianluca, Ciacci Barbara, Bacci Marianna, Guidoni Francesca, Angelini Bernardo, Fioravanti Marica, Suor Maria Rosaria. Seduti da sinistra: Alberizzi Geremia, Ciacci Camilla, Marzocchi Veronica, Lorenzini Irene, …….. Federica, Medaglini Federica, Petricci Valentina.

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Gente di classe

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CINIGIANESI INCROCIATI
P C E L F E T T O B A E

Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, PIMPI - - PUPI scritti Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, e PUPI in orizzontale, verticale, diagonale, - SANTOSANINO anche scritti in orizzontale, verticale, diagonale, e Le SANTOSANINO da destra a sinistra o dal basso in alto. lettereanche da destra a sinistra o dal basso in disse Le la SGRUGNANTE restanti daranno lÕidentitˆ di chi alto. la - - SGRUGNANTE disse lettere restanti daranno lÕidentitˆ di chi storicastorica frase : ÒPORA GENTEÓ. frase : ÒPORA GENTEÓ. - SPARAPALLE - SPARAPALLE

- BRUCINO P E N N E L L O L F - CIABINO C I C I A A N P I O - CICIA CINIGIANESI INCROCIATI E E M I L I O L O N - DANTE - ELFETTO L T L P B N O E A I P - BRUCINO CINIGIANESI - BRUC E N N E L L O L F E N N E L L N AL I F R T T N - EMILIO - CIABI F A O N C - CIABINO -INCROCIATI I C I A FILONI P I O A N E A C I C I A A N IP A I I O AE NE TM AI L- di ICarlo e Beppino Pistolesi - CICIA GAZZETTAO N O L - DANT CINIGIANESI INCROCIATI U -ACICIA T O N C NN C L O L E S - GNAINO A I - ELFET E M I L I L - DANTE B N O E T L P - GUATEMALA T G U A I G R D Z O - EMILI ELFETTO N R BRUCINO TP L N N E NL O S NAO I I - F -OA ZN TA I - LAILA T T N E P B O R O L F L E - FILON U - E - EMILIO I - MONACA T A CIABINO A A I C A N - GAZZ C I A N T A N C I I A NA R O OT L N - CICIAA N - NATALINO B R P I O A P R T- C N C N L U A E S - GNAIN FILONI E O L A L N O N ADANTE A G AE I M I I L CI A A MT E AT - T -UGAZZETTAPELO D Z O - GUAT A G U G R L T L P B E L L A P A - ELFETTO A I - PENNELLO N O E A I R A P S - LAILA CF N N A I LN U A T NS - O- R S N O- PIMPI O Z T EMILIO GNAINO I U A C N R T E - MONA Cancellate nello schema tuttiFILONI elencati, - PUPI - Bi-nomi O O L A P R A N R GUATEMALA - NATAL G U A AI I GC R orizzontale,O - GAZZETTA e - SANTOSANINO Z scritti A D T A verticale, diagonale, in N E A I anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le - PELO L A M C N O I L U A E ST - A - LAILA E T A U G A GNAINO restanti Z RT S N C N lettereU O daranno lÕidentitˆ di chi disse la - SGRUGNANTE - PENN L L A - E - MONACA A R A P T G U A I storicaR D ÒPORA GENTEÓ.GUATEMALA P- SPARAPALLE S G frase : Z O R O O L A P R A N -Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, - PIMPI LAILA - NATALINO - PUPI O R S N O I U O Z T - MONACA scritti PELO in orizzontale, verticale, diagonale, e LB A O O L TA A U A NA anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le - SANT R M E P R G - NATALINO - restanti daranno PELO LA L A M E AT R U G AS -letterePENNELLOlÕidentitˆ di chi disse la - SGRU L A P A A P storica frase : ÒPORA GENTEÓ. - SPAR - PIMPI - PENNELLO E L L A P A R A P S

Gingillando

Le dueLe due copertineDomenica del Corriere differiscono piccoli particolari, particolari, sapete sapete trovarli? copertine della della Domenica deldifferiscono per 12 per 12 per 12 piccoli trovarli? Corriere differiscono piccoli sapete particolari, trovarli?

DIFFERENZE

Le due copertine della Domenica del Corriere

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COMUNE

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Silvana Totti

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ari concittadini e care concittadine, in un’Italia in cui si sono moltiplicate le date del calendario nazionale della memoria, la festa del 17 marzo, data fondante del nostro paese, pare che per molti sia stata una festa controvoglia. Non lo è stata per noi: come amministrazione a suo tempo decidemmo di dedicare l’anno dal 4 novembre 2010 al 4 novembre 2011 a questa celebrazione , coinvolgendo le scuole con il concorso per la creazione del nostro logo ufficiale. E vi abbiamo collegato tutte le iniziative seguenti, la festa della toscana, il riconoscimento dei nostri gruppi vocali e bandistici quale patrimonio culturale comunale, la giornata della memoria, la fantastica notte tricolore, continueremo con altre iniziative, spero supportati sempre dalla entusiastica adesione della nostra gente, giovani e meno giovani, a dimostrazione che, nella nostra gente, l’idea di Italia, di patria una ed indivisibile di cui andare fieri, c’è, esiste ed è radicata. Ciò non vuol dire che non si sia consapevoli che nell’Italia di oggi il tema stesso dell’unità del paese è oggetto di discussione (riflesso anche della crisi profonda che sembra attraversare tutte le istituzioni) e che molte ambiguità accompagnarono il processo dell’unificazione, ma dovremmo ricordarci che non è buona idea buttare via il bambino con l’acqua sporca. Specchiarci in noi stessi e ripercorrere le tappe che ci hanno portato fin qui può essere a tratti difficile e non sempre gratificante, ma una lettura disincantata ( e non necessariamente priva di orgoglio) della nostra breve storia d’italiani , ci può aiutare a meglio comprendere. Certo è un peccato che i programmi di storia penalizzino lo studio del Risorgimento, una volta già alla scuole elementare si conoscevano gli eroi che lo avevano animato, oggi i nostri ragazzi ignorano chi fossero Garibaldi Mazzini Cavour, per non parlare dei fratelli Bandiera e di Carlo Pisacane. Ignorano la grandezza del sacrificio dei fanti della prima guerra mondiale, dei caduti della seconda e della Resistenza ,non hanno la percezione che il processo che ha condotto alla costituzione della nazione italiana è stato voluto da uomini e donne che hanno donato la loro vita per un ideale di patria, che oggi pare retorico, ma che loro hanno reso grande e significativo bagnandolo con il proprio sangue. In noi italiani alberga una buona dose di indifferenza verso tutto ciò che è pubblico, in noi sembra che convivano il voler essere diversi e divisi e uno scetticismo verso ogni valore collettivo. Ma io non voglio rassegnarmi ad una visione così negativa

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, non voglio pensare, come molti ,che tutto ciò che di straordinario rappresenta l’Italia oggi nel mondo sia dovuto solo al caso o a situazioni favorevoli: io sostengo che gli uomini e le donne che combatterono per l’unità d’Italia furono in larga parte coraggiosi e lungimiranti, ebbero fin da allora un’idea attualissima, seppure non omogenea, del nuovo paese che andavano disegnando. Sacrificarono generosamente la loro esistenza, e in molti casi la vita, a un ideale di stato democratico che nella sua compiuta realizzazione collocò centocinquant’anni fa l’Italia a pieno titolo nel novero delle moderne nazioni europee. Il Risorgimento non fu solo cospirazione e battaglie,come ha scritto Nadia Maria Filippini “ fu prima di tutto processo di consapevolezza e di identità nazionale, mobilitazione delle coscienze,rinascita morale e civile”. ”.. E non fu la grande guerra, pur dichiarata all’oscuro del parlamento e condotta dalla casta militare con sprezzo per la vita dei soldati , per gli italiani la prima vera esperienza collettiva, il banco di prova di una nazione ancora giovane che pure seppe combattere con coraggio e assurgere al ruolo di grande potenza? Così come il paese seppe successivamente ritrovare e ricostruire se stesso dopo la catastrofe fascista e la seconda guerra mondiale per affrontare a testa alta le nuove prospettive che si aprivano a metà del secolo scorso. Anche le donne, mi sia permessa questa sottolineatura, nei momenti di lotta e sacrificio personale sono state molto presenti: la storia restituisce soprattutto i nomi delle aristocratiche ma furono migliaia le borghesi e le popolane mandate sotto processo, talvolta in carcere e anche sul patibolo. Alcune furono al fianco dei loro uomini e dei loro figli. Stilarono proclami raccolsero fondi, portarono messaggi nascosti sotto le vesti e presero le armi. Tutte queste considerazioni oggi purtroppo da molte parti non trovano condivisione, l’Italia si vorrebbe divisa o ridotta al Belpaese: non un paese ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l’Italia è una cosa seria,credo che sia molto più antica di 150 anni: era in nuce già nei versi di Dante e di Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano, ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati. Dalla partecipazione entusiasta della gente del nostro comune alle iniziative organizzate, ho però dedotto che questa interpretazione non è solo mia, ma è condivisa da tanti che forse hanno remore nel manifestarlo apertamente, ma nel proprio intimo sono attaccati alla patria comune, pur nel difendere la propria identità, anzi proprio nella diversità si sente più forte l’unità, possiamo a buon diritto proclamarci orgogliosi cinigianesi, come buoni toscani, italiani, europei e cittadini del mondo. Colgo l’occasione per augurare a tutti buone festività pasquali

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IL TRICOLORE SPLENDE SUL COMUNE DI CINIGIANO
rande partecipazione locale ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: una serata emozionante. Una Notte Tricolore organizzata dall’Amministrazione Comunale con il massimo impegno che ha dato vita ad un piacevole programma ricco nella sua semplicità e curato nei minimi particolari : esibizioni dei nostri gruppi popolari e amatoriali con premiazione per il riconoscimento quali gruppi di interesse comunale (delib. Cons.Com. 18.01.2011), il corteo storico delle Contrade ha accompagnato la sfilata storica “militari e dame” , pensata per valorizzare coloro che hanno contribuito all’Unificazione e coloro che si adoperano per la nostra patria, mostrando con solennità e delicatezza come le uniformi militari delle quattro Forze Armate e dei Corpi militarmente organizzati sono cambiate nei 150 anni, canti patriottici interpretati dalla ns concittadina Giada….il tutto incorniciato dall’entusiasmo dei nostri amici centauri che sulle due ruote hanno sbandierato per le vie del capoluogo, che ha vantato bar, ristoranti e negozi aperti, illuminati e allestiti “verde bianco rosso“, animando con vitalità l’apertura dei festeggiamenti conclusi con spettacolari fuochi tricolore!. Emozione, partecipazione, senso di appartenenza, condivisione è stato il bellissimo effetto che la manifestazione ha ottenuto. L’Amministrazione Comunale ringrazia tutti i cittadini che hanno partecipato come spettatori e coloro che hanno partecipato come attori: •Motociclisti •Gruppi popolari e amatoriali: Fanfara dei bersaglieri, Corpo Filarmonico R. Francisci, Gruppo vocale La Monticellese, Gruppo Folklorico Gli Strillozzi •Le 16 coppie sfilanti “militari e dame” e Patrizia Mancianti •Le Contrade Cassero,Molino,Pescina •Giada Vegni , Giulia Barbagli, Riccardo Canuti •Ass.ne Pro Loco Cinigiano e Monticello •Bar, ristoranti, negozi aperti •Parrucchiere, fotografi, il personale del Comune di Cinigiano •Fotografo ufficiale Bovini Massimo •Sponsor : Fondazione Montecucco e Bcc della Maremma

GIORNO DELLA MEMORIA
’ nostro dovere non dimenticare e sensibilizzare i cittadini, soprattutto le nuove generazioni, fornendo loro gli strumenti affinchè possano riflettere su cosa l’umanità sia stata in grado di fare, perchè non accada mai più”. Il 4 febbraio 2011, in Sala Consiliare, si è celebrato il Giorno della Memoria, con la partecipazione degli alunni della Scuola Media di Cinigiano, a cui l’Amministrazione Comunale ha voluto dare massimo spazio, al fine di vedere il coinvolgimento principale dei giovani. Così gli alunni della Scuola media di Cinigiano hanno presentato i loro lavori, ricevendo i complimenti da parte del Sindaco Silvana Totti, che per la grande esperienza di insegnamento, ha colto l’impegno e la serietà con cui hanno realizzato i loro interventi. Letture e riflessioni degli alunni delle classi I e II, mentre la classe III ha lavorato su power point, prendendo spunto dal film “Il bambino con il pigiama a righe”ed ha interpretato la canzone “Auschwitz”. Inoltre l’Assessore Fabiani ha richiamato le testimonianze dei nostri compaesani contenute nella rivista, curata dalla Pro Loco di Cinigiano, ...fatti nostri, rescue “di fronte al fronte”.

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Contadini Romani e Villaggi Moderni Progetto Culturale-Educativo
l Roman Peasant Project, che ha preso avvio nel 2006, rappresenta il primo tentativo sistematico di analisi della classe sociale contadina dell’antica Italia Romana. A partire dal 2009 il progetto ha sviluppato indagini stratigrafiche presso tre siti rappresentativi del mondo contadino Romano, andando così a costituire il primo tentativo mai sviluppato prima ad ora nel mondo dell’archeologia Romana di indagare tale parte della popolazione. Il progetto – precisa l’Assessore alla Cultura - ha, fra i suoi obiettivi, anche quello di coinvolgere la comunità di Cinigiano nello studio e nella conoscenza del suo patrimonio, della sua eredità contadina; a tal fine esso propone che membri del team di ricerca tengano lezioni, presso le scuole locali, sull’archeologia ed il patrimonio culturale locale e lavorino anche con le persone più anziane per comprendere e documentare le pratiche agricole tradizionali. Inoltre durante questa nuova stagione verrà organizzata una “Giornata dell’Archeologia” durante la quale la comunità verrà invitata sui cantieri di scavo per apprezzare e conoscere direttamente il lavoro di ricerca archeologica. Ulteriore obiettivo del progetto, con fine educativo e divulgativo sul territorio, è la creazione di una piccola esposizione itinerante sui contadini Romani che possa muoversi nelle scuole del territorio comunale, nonchè un’area espositiva per la comunità ma soprattutto per i turisti che visitano Cinigiano; così che questo territorio possa essere visitato e conosciuto anche per il suo immenso e poco sfruttato patrimonio storico culturale e le sue tradizioni contadine. “I risultati ottenuti dal Roman Peasant Project sono assolutamente stupefacenti: la maggior parte dei lavori precedenti sui contadini romani davano per scontato che questi vivessero di un’economia di sussistenza, con sporadiche e limitate interazioni con i mercati esterni, un altrettanto limitato accesso al denaro e sviluppando la propria esistenza in un ristretto raggio territoriale. Gli scavi presso i siti di Pievina (2009), Case Nuove (2010) e San Martino (2010), tutti siti dislocati entro il territorio comunale di Cinigiano ed individuati durante i surveys condotti dal 2006 al 2008, hanno rivelato dinamiche completamente diverse. Piuttosto che una abitazione con edifici annessi così come immaginato dagli studiosi, noi abbiamo individuato siti dedicati ad attività altamente specializzate per la lavorazione

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Partecipazione della comunità locale:

e lo stoccaggio di cibo, per la produzione di tegole di copertura, per attività agricole stagionali- riferisce la Dott.ssa Mariaelena Ghisleni- e lo studio condotto sulle rocce utilizzate per costruire le loro strutture rivela che questi contadini percorrevano lunghe distanze per raccogliere i materiali che gli erano necessari. I dati a disposizione relativi alle pratiche di allevamento rivelano un range diversificato di animali, che potrebbero aver abitato differenti ambienti, una strategia probabilmente sviluppata per ridurre il rischio, ma che potrebbe aver necessitato l’accesso a pascoli anche distanti. I contadini romani di questa zona erano dunque dediti anche a lunghi spostamenti, erano occupati in un ampio spettro di attività e non ad un’agricoltura di sussistenza. Le ceramiche rinvenute anche nei siti più piccoli e più poveri erano di buona qualità, ed in alcuni casi, importate dal Nord Africa e la parte orientale dell’Impero, evidenziando l’accesso ai maggiori mercati. Due dei siti scavati hanno restituito monete, indicando che tali contadini erano impegnati in scambi monetari. Tutti questi elementi suggeriscono che la classe contadina romana era molto più integrate nei maggiori sistemi di scambio rispetto a quanto si potesse supporre in precedenza.”

Gli archeologi parlano con la famiglia Machetti, proprietaria del sito di San Martino.

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Il Roman Peasant Project si configura come un progetto differente dai tradizionali progetti archeologici. Infatti è in atto il tentativo di collaborare e coinvolgere i proprietari locali, mostrando loro il rispetto che il progetto nutre nei confronti delle attività agricole che essi svolgono, cercando infatti soluzioni creative che permettano di procedere con le attività archeologiche di scoperta del passato preservando allo stesso tempo il territorio agricolo attuale.

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“INVERNO CINIGIANESE” cartellone teatrale
orrado Nuzzo e Maria Di Biase, due comici cabarettisti di Zelig, hanno aperto la stagione teatrale 2010/2011 “Inverno Cinigianese”, con lo spettacolo in anteprima nazionale “Fingimi Amore”, con scene e regia del nostro amico Massimo Navone, direttore della Scuola Paolo Grassi di Milano, con cui la comunità cinigianese ha vissuto un’indimenticabile esperienza la scorsa estate con lo spettacolo realizzato da professionisti della Scuola P .Grassi e dilettanti (locali) dal titolo “Shakespeare per una notte”. Quest’anno il sipario si è aperto con Fingimi Amore, uno spettacolo che riflette il rapporto di coppia e le relative problematiche affrontate non in modo tradizionale, ma attraverso una comicità surreale che delinea la mancanza di punti di riferimento a livello generale. Quindi, la coppia diventa uno spaccato della nostra società. L’Amministrazione Comunale – spiega Romina Sani, assessore alla Cultura- è riuscita ad inserire questo grande spettacolo all’interno del cartellone teatrale nell’ambito del progetto TIR Teatri in Rete e grazie al prezioso contributo della Fondazione Montecucco particolarmente sensibile ai nostri progetti sociali e culturali. Questo evento ben si è sposato con l’intento dell’amministrazione di ospitare nomi noti del mondo dello spettacolo e di offrire un cartellone il più variegato possibile, al fine di ottenere un sempre maggiore riscontro di pubblico. Da qui la scelta di continuare a proporre il “ teatro ragazzi “ con le Scuole, come esperienza didattica e di educazione al linguaggio teatrale, di dedicare serate alle nostre forze locali, come abbiamo visto con “Natale in Danza”, spettacolo realizzato dalla Scuola Circolo Palestra

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Europa, o con il Concerto di S.Cecilia del Corpo filarmonico R. Francisci, che tornerà il 17 aprile con un concerto dedicato alla celebrazione dell’Unità d’Italia. Novità è stata la trasformazione in via sperimentale del teatro in Cinema, con proiezioni di film in prima visione che hanno visto un numeroso pubblico; dato il riscontro stiamo valutando la possibilità di impiantare una macchina fissa per le proiezioni cinematografiche. Parallelamente a tutto questo è in preparazione “Lo Spettacolone” su alcune novelle del Boccaccio che verrà realizzato da dilettanti locali, circa 80 saranno le comparse sulla scena,con la regia di Alessandro Gatto.

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AMBIENTE

CONSEGNA COMPOSTIERE DOMESTICHE Risparmio e aiuto all’ambiente
l comune di Cinigiano ha consegnato ufficialmente le compostiere domestiche a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Il progetto, dice l’assessore all’Ambiente Massimo Fabiani porta il titolo “Compost: un ciclo naturale”. Con questa iniziativa l’Amministrazione Comunale di Cinigiano intende porre all’attenzione della popolazione ancora un modo per ridurre i rifiuti attraverso la realizzazione di una rete di composter domestici. Dopo una prima fase promozionale nella quale sono state avvisate tutte le famiglie della disponibilità delle compostiere è arrivato il momento della consegna. Martedì 15 marzo alle ore 9,30 presso il teatro comunale. Un’occasione importante, alla quale tutti i cittadini sono stati invitati a partecipare per conoscere il progetto sul compostaggio domestico. Questo metodo naturale per trattare i rifiuti organici e vegetali che riduce notevolmente i rifiuti destinati allo smaltimento e diminuisce l’impatto ambientale delle attività inquinanti legate allo smaltimento. Per collaborare al progetto occorre installare delle compostiere, ancora disponibili, che verranno fornite gratuitamente, dietro richiesta. Coloro che intraprenderanno tale iniziativa, come previsto dal regolamento comunale, potranno usufruire di uno sconto sulla tassa sui rifiuti. Le compostiere non sono molto ingombranti, pertanto è sufficiente un piccolo spazio verde sia esso giardino o orto, al suo interno vanno gli avanzi della cucina, dell’orto e del giardino che dopo un processo naturale che va dai sei a dieci mesi, diventano Compost pronto per essere utilizzato come concime per fiori e piante. Durante il processo di compostaggio sarà offerta un’assistenza tecnica gratuita. Per ulteriori chiarimenti in merito è disponibile l’ufficio Tecnico comunale settore Ambiente 0564 993407. La giornata è iniziata con i saluti del sindaco Silvana Totti ed è proseguita con l’intervento dell’assessore Fabiani che oltre a rimarcare l’importanza dell’iniziativa ringraziando i colla-

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boratori Bovini, e Magi dell’Ufficio Tecnico settore Ambiente e Rossi e Ciacci per la distribuzione del materiale divulgativo, ha voluto approfittare della nutrita platea per ritornare al vecchio messaggio “dimmi come lo butti” che suggeriva piccole regolette da rispettare per realizzare una corretta raccolta differenziata, concetti semplici che se presentati nel modo dovuto possono diventare sicuro modo naturale di come operare quotidianamente nel gettare i rifiuti dal cassonetto. Dopo di ché la parola è passata a Sergio Gatteschi presidente regionale “Amici della terra” associazione coordinatrice del progetto che ha ben relazionato sull’importanza del compostaggio domestico. Dopo la parola alle scuole: “Ambiente in scena” mini spettacolo con canti scritti e interpretati dalla scuola primaria di Cinigiano e Monticello Amiata e Scenette teatrali con la Scuola secondaria di primo grado di Cinigiano. Al termine, la consegna della compostiera e del manuale per l’utilizzo della stessa.

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AT T I V I T À E C O N O MICHE

A seguito degli incontri avvenuti da questa Amministrazione con i cittadini è emerso la mancata chiarezza su quali possono essere gli orari dei pubblici esercizi. La materia, se pur apparentemente semplice, è piuttosto ricca di molteplici aspetti e non potevamo non affidarci alla competenza del nostro ufficio di Polizia Municipale, che ringraziamo per la consueta e professionale collaborazione.

Le disposizioni di cui sopra non si applicano ad una serie di tipologia di attività se svolte in maniera esclusiva o prevalente che si possono sintetizzare in : Rivendite di generi di monopolio, mobili, fiori e piante e articoli da giardinaggio ecc La chiusura per ferie deve essere resa nota al pubblico attraverso cartelli ben visibili e può essere comunicata agli Uffici Comunali.. ESERCIZI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE E CIRCOLI PRIVATI Gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande ( ex bar- Ristoranti – tavola calda ecc ) sono liberi di determinare l’orario di apertura al pubblico in una fascia oraria compresa dalle ore 5,00 alle ore 02,00, con un orario minimo di cinque ore. Nei giorni di Giovedì, Venerdì e Sabato, nonché nei giorni prefestivi,è consentito di posticipare la chiusura fino alle ore 3,00.( tale disposizione si può applicare tutti i giorni della settimana nel periodo 1 Luglio-31 agosto), così come in particolari giornate 24-25 e 31 Dicembre, Martedì e Giovedì grasso, 14 febbraio 8 San Valentino ) 8 marzo ( Festa della donna ) e 31 Ottobre ( Hallowen) in cui potranno stare aperti fino alle ore 3,30. L’orario e l’eventuale giorno di chiusura settimanale deve essere reso noto al pubblico mediante cartelli o altri mezzi idonei ( il giorno di chiusura settimanale sarà comunicato al Comune) Per quanto attiene alle ferie si dividono in ferie estive nel periodo 1 Giugno -31 agosto e ferie invernali nel restante periodi dell’anno. Entro il 31 marzo di ogni anno dovranno comunicare al Comune il periodo di ferie estive al fine di una programmazione, tale domanda si intenderà accolta qualora non venga comunicato il diniego entro 7 giorni per le ferie ed entro 15 giorni per le ferie estive.

DISCIPLINA DEGLI ORARI DI ESERCIZIO DELLE PRINCIPALI ATTIVITA’ ECONOMICHE PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE
Ordinanza n. 10 del 10 Aprile 2010 Ufficio Attività Produttive ESERCIZI COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA Possono restare aperti dalle ore 7,00 alle ore 22,00, ma comunque l’esercente non dovrà superare il limite delle tredici ore giornaliere. L’esercente deve rendere noto al pubblico l’orario prescelto mediante cartelli o altri mezzi idonei. E’ evidente che tale orario debba essere rispettato, salvo variazioni dell’orario che comunque dovranno essere rese note al pubblico. In occasione di manifestazioni ed eventi di particolare rilevanza, nei periodi di maggiore afflusso turistico, può essere consentito l’apertura fino alle ore 24,00 e anticipare l’apertura di due ore. La chiusura infrasettimanale dell’esercizio è facoltativa e può essere esercitata nella misura massima di una mezza giornata. La chiusura Domenicale e festiva è facoltativa ad eccezione di alcuni giorni in cui è obbligatoria la chiusura : 1 Gennaio – Pasqua e 25 Dicembre oltre alle seguenti tre Domeniche: a) Ultima Domenica del Mese di Gennaio; b) Penultima e Ultima Domenica del mese di Febbraio.

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AT T I V I T À E C O N O MICHE

Comunque dovranno rimanere aperti per ogni zona almeno 1 pubblico esercizio, salvo il caso di unicità di zona. Le disposizioni di cui sopra non si applicano per una serie di attività che si possono sintetizzare: a) Negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni e altri complessi ricettivi limitatamente alle persone alloggiate e ai loro ospiti, ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni o convegni organizzati; b) Nelle mense aziendali e circoli privati; ACCONCIATORI, ESTETISTI ED ATTIVITA’ ASSIMILATE Tali attività possono rimanere aperte dalle ore 7,00 alle ore 20,00 non superando il limite massimo di tredici ore giornaliere. In tale fascia di orario l’esercente determina il proprio orario di apertura e chiusura garantendo un minimo di 36 ore settimanali. Tale orario sarà reso noto mediante cartelli o altri mezzi idonei. E’ facoltativa la chiusura infrasettimanale, mentre è obbligatoria la chiusura Domenicale ad esclusione del mese di Dicembre, eccetto il 25. IMPIANTI STRADALI DI DISTRIBUZIONE CARBURANTI Orario minimo settimanale fissato in 52 ore che deve essere compreso fra le ore 06.00 e le ore 21.00, e comunque deve essere garantita l’apertura dalle ore 08.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 e le ore 19.00. Il monte ore settimanale (orario massimo) è fissato in 39 ore che il gestore può aumentare fino al 50 per cento, calcolato tenendo conto delle possibili turnazioni. L’orario prescelto è comunicato al Comune almeno 30 giorni prima dall’inizio del periodo di applicazione dello stesso e dovrà

essere reso noto al pubblico mediante apposito cartello. Nel nostro Comune nei giorni domenicali e festivi deve essere aperto un distributore facente parte dell’intera rete esistente che consta di n. 3 impianti (Cinigiano Capoluogo, Monticello Amiata, Borgo Santa Rita). L’apertura festiva può essere garantita anche mediante erogazione carburante con apparecchiature Self - Service pre-pagamento con impianto funzionante con o senza la presenza del gestore, tale scelta è comunicata al Comune almeno 30 giorni prima. Il turno di riposo infrasettimanale è obbligatorio ed è effettuato il sabato pomeriggio o in altro pomeriggio della settimana. Se il turno di riposo coincide con un giorno diverso dal sabato, deve essere data comunicazione al Comune e reso pubblico dal gestore. Il gestore durante la chiusura dell’impianto, dovrà rendere noto al pubblico, mediante cartello, gli impianti aperti sul territorio compresa la dotazione di apparecchiatura Self – Service. In occasione di scioperi, sul territorio comunale, dovrà rimanere aperto almeno un impianto di distribuzione Sono esonerati dal rispetto dell’orario e dai turni di riposo festivo e infrasettimanale gli impianti Self – Service a condizione che non vi sia la presenza del gestore, nonché l’attività di erogazione, mediante gestore, di metano e/o GPL a condizione che ne sia data comunicazione al Comune. Le ferie sono consentite per un periodo non superiore a due settimane per ogni anno previa comunicazione al Comune.

Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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COMMEMORAZIONE

IL COMUNE DI CINIGIANO A MAIANO LAVACCHIO Cerimonia in ricordo dell’eccidio del 1944
ra il 22 marzo del 1944 in questo giorno a Maiano Lavacchio piccola località di campagna del comune di Magliano in Toscana, non molto distante da Grosseto si consumava uno dei più tragici eventi di quel periodo, 11 persone, la quasi totalità ragazzi, furono sommariamente processati e passati per le armi dalle milizie fasciste . Fra questi il nostro concittadino Alfiero Grazi giudicato colpevole come renitente alla leva. Martedì 22 alle ore 11,00, l’Amministrazione Comunale di Cinigiano era presente con il gonfalone e l’assessore Fabiani Massimo a rappresentare la cittadinanza cinigianese. “Mi sento molto onorato di partecipare a questa importante cerimonia, non solo come rappresentante di una comunità da sempre sensibile a certe ricorrenze, ma anche come parente di Alfiero. Ben ricordo i racconti di “tata” , la mamma Alfonsina Fabiani che molte volte da bambino mi raccontava del suo Alfierino, che aveva fatto questo che avrebbe voluto fare quest’altro e ogni volta le sue parole erano rotte dalla commozione. Ma ammetto, non capivo non riuscivo a trovare uno spazio temporale ai suoi racconti e molte volte avevo associato “quei citti”, morti a Maiano Lavacchio a eroi di non so di quale remoto periodo storico. Con il tempo le sue parole sono diventate più chiare, gli avvenimenti hanno trovato la loro collocazione, ma allora come oggi non saprei ugualmente rispondere alla sua solita domanda … perché? Alla morte del padre Damaso, prima, e di Alfonsina poi, ho avuto la mia “eredità” . Una cartella in cartone “la pa-

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nierina” che molte volte avevo visto aprire da “tata” per offrirmi ulteriori certezze dei suoi racconti attraverso lettere, cartoline, atti del processo, corrispondenza con i parenti delle altre vittime, foto e cose personali di Alfiero come le tesserine della Croce Rossa, della società Dante Alighieri e il ricordo, sicuramente il più significativo: l’ottavino. Lo strumento da lui tanto amato, che Alfierino suonava nella nostra storica Banda. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi il vicesindaco di Magliano Eva Bonini , il consiglere Aldo Capecchi del Comune di Scansano e il presidente provinciale ANPI Nello Bracalari oltre alle rappresentanze delle associazioni dei combattenti grossetane. E’ stato sicuramente un momento emozionante ricordare Alfiero, la Famiglia e le altre vittime dell’eccidio affinché questa Storia non si ripeta.

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INDOVINALA GRILLO
Continua la nostra rubrica nata per far emergere quei particolari architettonici di cui per un motivo o per un altro non conosciamo la storia o che per pura distrazione non abbiamo mai notato. Così anche nell’ultimo numero avevamo sottoposto alla vostra attenzione uno stemma araldico che gli appassionati di storia locale avranno certo individuato nell’effige della storica famiglia Bruchi e sicuramente questo è già un buon risultato. Per la collocazione del leone rampante era abbastanza scontata anche se, diciamolo piano, neppure qualche nostro collaboratore aveva realizzato dove si trovasse, eppure ci sarà passato sotto migliaia di volte, infatti lo stucco in gesso raffigurante lo stemma di famiglia dei Bruchi è posizionato sopra la porta del palazzo che porta il loro nome a Cinigiano, dove all’interno c’è la sede della Strada del vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata e la nostra redazione. Ancora alla ricerca di particolari interessanti per il vostro sapere eccovi un’altra immagine da individuare.

Storia di primo soccorso
di Massimo Fabiani

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uesto episodio risale a una trentina di anni fa, i protagonisti come ci capita spesso rimarranno anonimi ma per comodità almeno uno lo chiamerò con un nome di fantasia….. L’aneddoto è tornato alla memoria durante i primi giorni di Gennaio quando una folta coltre di neve si è adagiata sulla parte montana del nostro territorio.

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150°

E come disse...

NON DI SOLO PANE VIVE L ’UOMO

Mi si racconta, ma ben ricordavo, che in quel 1985 un’abbondante nevicata si era posata sull’intero nostro territorio, lasciando isolati per alcuni giorni diversi poderi, tanto che non riuscendo a liberare tutte le strade si decise di dare un primo soccorso a quelle famiglie abitanti in luoghi di difficile accesso, portando loro viveri di prima necessità come pane, latte e bombole di gas per alimentare le stufe, molto in uso in quegli anni. E così la task force locale, guidata da un certo Maso, armata di mezzo idoneo raggiunse un agglomerato di case nei dintorni di Poggi del Sasso, isolato da alcuni giorni. Passata la bufera due signori tedeschi, che da poco avevano preso possesso della loro casa nel nostro territorio, si presentarono in comune con una bottiglia di spumante per ringraziare del soccorso offerto dall’amministrazione, in particolare per la bombola. Sempre nello stesso martedì si presentò anche un altro dei residenti dello stesso luogo, che non venne per dire proprio grazie, anzi sentenziò: “la prossima volta ricordatevi il companatico”.

Gingillando

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Dalle associazioni

ARRIVA LA “SIERRA” A CINIGIANO
Nuova avventura

NUOVO CONSIGLIO

“Grazie a tutti i donatori”

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al 15 gennaio, per 2 sabati al mese, è iniziata una nuova avventura per la misericordia di Cinigiano. Circa 30 volontari si sono resi disponibili per effettuare un servizio ulteriore rispetto all’ordinario che ovviamente continua ad essere svolto regolarmente. Si tratta del così detto “servizio Sierra”, cioè 9 volontari si alternano a gruppi di 3 per 24 ore, dalle 7 del sabato mattina fino alle 7 della mattina seguente, pronti ad intervenire su chiamate da parte del 118. Ovviamente non avendo il medico a bordo possiamo operare solo su certi tipi di codici, ma in attesa di un soccorso più avanzato, possiamo essere chiamati anche su casi più difficili. Un impegno importante per la nostra associazione e un servizio sempre più all’avanguardia che speriamo possa essere d’aiuto per la nostra comunità. Ringraziamo ovviamente i volontari della disponibilità e sensibilità dimostrata senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare questo ulteriore servizio. Nella foto il coordinatore del servizio Sierra Magrassi Antonio e 3 volontari, da sinistra Landi Sergio, Mariottini Susanna e Sani Gustavo Cristina Bartalucci

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nche l’anno 2010 per il nostro GRUPPO è stato un anno positivo. Le donazioni hanno avuto un incremento rispetto all’anno 2009 attestandosi a 316 unità (tra sacche di sangue intero, plasma e multicomponenti), portandoci sempre ad essere il primo gruppo FRATRES della provincia di Grosseto. Il merito di questo risultato è tutto dei DONATORI che con altruismo e spirito di carità rispondono sempre solleciti alle consuete chiamate. Il nostro ringraziamento và anche a tutte le famiglie che ci sostengono economicamente, permettendoci di svolgere nel migliore dei modi la nostra finalità di aiutare chi ha bisogno. Nel corso dell’anno 2010 si è modificato l’assetto del nostro consiglio direttivo, ora così composto: Balocchi Marco (Presidente) Tassi Danilo (Vice-Presidente) Anselmi Guido (Segretario) Sachetti Silvana (Cassiere) Galassi Natale (Consigliere) Bartalucci Federico (Consigliere) Petricci Sara (Consigliere) Sacchetti Fabrizio (Consigliere)

Nelle varie riunioni sia regionali che nazionali il nostro GRUPPO è tenuto in considerazione per l’indice di donazione SUPERIORE A 2 (uno dei più alti in regione), cogliamo l’occasione per ringraziare il lavoro egregiamente svolto negli scorsi anni da RAFFAELLI SERGIO, CORTI ADO e CICIA GIOVANNI che per motivi personali hanno lasciato il consiglio direttivo. Se qualcuno fosse interessato a diventare donatore si ricorda di contattarci al n° 335/481440, oppure al nostro indirizzo e-mail: gruppocinigiano@fratres.eu Porgiamo fraterni saluti. Il Presidente Balocchi Marco

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NUOVO COMITATO PRO SASSO
Già aperte le iscrizioni per le carrettelle

Domenica 18 settembre, durante la Sagra del Capitone, il Comitato Pro Sasso ripropone la manifestazione delle CARRETTELLE. Ecco le regole di costruzione fondamentali da seguire per partecipare alla gara: Art. 1 - La “CARRETTELLA” deve essere costruita in legno e metallo, con cuscinetti o rulli in metallo max. cm. 18 (+1%), larghezza max. cm. 5 (+2%),comando con sterzo, leve o corda, idoneo sistema di frenatura, peso max. KG.55. Obbligatoria idonea struttura in ferro come protezione laterale. LE CARRETTELLE DEBBONO ESSERE COSTRUITE IN MODO TALE CHE VOLANTE, LEVE ED APPIGLI VARI NON SIANO PERICOLOSI. SI RICHIAMA PERTANTO IL BUONSENSO E LO SPIRITO AGONISTICO DEI PARTECIPANTI. Art. 2 - L’iscrizione deve avvenire IMPROROGALBILMENTE entro il giorno 30 agosto 2011 presso il Comitato Pro Sasso, a cui è possibile rivolgersi per eventuali chiarimenti tecnici. Agli iscritti verrà consegnato il relativo regolamento che disciplinerà la gara.

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alle elezioni effettuate il 19 dicembre 2010 sono stati chiamati a costituire il nuovo “Comitato Festeggiamenti” di Sasso d’Ombrone le seguenti persone: Simone Trilli, Leonardo Rubegni, Antonino Camerlengo, Martina Scheggi, Diego Rosi, Elisa Camerlengo e Claudia Pieraccini Il Consiglio, di comune accordo, ha nominato Presidente Simone Trilli, Vicepresidente Leonardo Rubegni, Tesoriere Antonino Camerlengo e Segretaria Martina Scheggi. In accordo con il Comune, il Consiglio ha in programma la sistemazione dell’area del Parco Bellacosta, togliendo piante malate o seccate dal gelo, pericolanti; sistemazione di tubi di scarico rotti, ma soprattutto, dopo un inverno di pioggia e gelo, ha deciso di effettuare, risorse economiche permettendo, il rifacimento del manto della pista da ballo, un nuovo impianto elettrico e la messa a norma dei bagni sempre di detta pista. Sono stati delineati, anche se sommariamente, i programmi della XLI Sagra del Capitone. Ancora “Carrettelle” con un percorso più lungo,una sicurezza più efficiente con strutture di protezione adeguate ed un impianto audio con speaker per rendere gli spettatori più partecipi e la manifestazione stessa più entusiasmante; ancora fuochi d’artificio. Il Presidente ringrazia coloro che lo hanno preceduto e hanno affrontato prima di lui quest’impresa sperando di averli ancora accanto con suggerimenti, consigli e…opere. Un ringraziamento a Patrizia Mancianti e al suo staff per le interessanti e originali sfilate che contribuiscono a rinnovare la memoria, la coscienza superando i confini della Sagra. Spera, a livello personale, che nulla cambi nell’assetto dell’organizzazione perché ogni tassello arricchisce chi lavora e chi fruisce. Sperando di realizzare i programmi stabiliti, il Presidente, anche a nome del Consiglio, porge cordiali saluti all’Amministrazione Comunale, alle organizzazioni locali ed ai paesani. Il Presidente Simone Trilli

SANREMO

Gli artisti del Festival brindano con il Montecucco doc

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ell’area ospitalità di Casa Sanremo il nostro vino è il Vecchioni della situazione sempre protagonista degli eventi enogastronomici. Nella foto il critico musicale Dario Salvadori mostra una bottiglia con l’etichetta del Consorzio di tutela del Montecucco Ufficio Stampa

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Dalle associazioni

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Dalle associazioni

CAMBIO DI GUARDIA AL SANTA RITA
Nuovo organico vecchia esperienza
l CROSS TEAM SANTA RITA compie 28 anni di costituzione; dopo la Presidenza di Brunelli Giampiero per 14 anni e quella di Gennarelli Luca per altri 13 anni il 2011 inizia una nuova era, quella di Nannetti Silvia. La Sig.ra Nannetti, residente a Montalcino ma da sempre nelle fila del Cross Team Santa Rita, prima come tesserata e negli ultimi anni cone Segretaria, dopo le dimissioni di Gennarelli ha accettato l’incarico fissando insieme al Consiglio Direttivo obbiettivi prestigiosi e di interesse turistico e sportivo sia per il Moto Club che per tutta la comunità della zona. Particolarmente intenso, il calendario 2011 che prevede eventi di varie entità e interesse, è iniziato il 20 febbraio con un evento invernale denominato “Winter X Trophy” effettuato in collaborazione con la rivista fuoristradistica “X Off Road”. Altri appuntamen-

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI VALDIPRATA
Approfondimenti
elle guide storico-artistiche del nostro territorio il santuario della Madonna di Valdiprata si attesta documentato fin dal 1218, in realtà se ne trovano memorie storiche fin dal 1198 e si ritiene che molto prima di tale epoca fosse stato innalzato un tempio alla vergine di Valdiprata. Nella pubblicazione curata dall’agenzia per il turismo di Grosseto del 2010 si trova la seguente descrizione: “ Nei pressi del paese, verso la montagna, sorge il santuario della Madonna di Valdi prata, isolato nel parco delle rimembranze in suggestiva posizione panoramica, con Montelaterone e l’Amiata sullo sfondo. Ricordato fin dal 1228, è un famoso santuario mariano che conserva nell’altare maggiore la venerata immagine quattrocentesca della Madonna con Bambino detta della consolazione....”Si ricorda inoltre come nell’altare di sinistra eretto nel 1691 su commissione di Filippo della Ciaia, e’ collocata una tela di Giuseppe Nicola Nasini, la Madonna del Carmine con Santa Teresa d’Avila,Santa Teresa d’Ungheria, San Filippo Neri e Sant’Elena. Più che soffermarci sulle notizie storiche del santuario, già riportate in un articolo precedentemente scritto in questo giornale, vorremmo ricordare quanto l’immagine della Madonna di Valdiprata sia stata amata e venerata dagli abitanti di Monticello e non solo, come testimoniano i numerosi ex-voto lasciati da coloro che si sono sentiti miracolati da questa Madonna nel corso dei secoli e ancora oggi in parte visibili all’interno della chiesa. Riferendosi agli ex-voto presenti Don Luigi Martini scriveva:“Il devoto forestiero che visita quel Santuario si sente altamente commosso nell’anima a vedere i tanti belli e svariati doni che ne adornano le pareti e che racchiusi in oltre cinquanta cornici, in vago disegno, predicheranno, con l’eloquenza invincibile dei fatti, alle future generazioni che, in mezzo a tanta corruzione e depravazione i popoli non hanno perduto di vista la stella che additera’ la via per il porto della salute. Essi formano il più splendido corteo al trono della Vergine; sono un coro devotissimo e divinamente melodioso che giorno e notte celebra le doti, i privilegi della Gran Donna, son tante voci che predicano tutte le grazie ed i favori ricevuti e fatti.” Sempre da Don Luigi Martini nel libro: Montepinzuto- Monticello Amiata. Cronaca di mille anni: “Questa benedetta Effige invocata cento e mille volte da quei pii e fervorosi credenti che hanno ottenuto per mezzo di lei favori senza numero, doveva formare il loro vanto e l’oggetto piu’ tenero della loro devozione, e, predicandone a tutti la gloria e le meraviglie, dovevano accendere presso di lei il cuore delle nascenti generazioni, le quali, esperimentata a lor volta la materna e valida protezione di tanta Immagine, ne tramandarono, con religiosa e fervida pietà, ai posteri il culto, l’amore e la devozione e, fecero si che col volgere dei secoli non affievolisse mai tanto fervore, anzi andasse crescendo con gli anni nelle generazioni future e si protraesse fino alla consu-

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ti sono: 13 marzo “Trofeo Inverno Interregionale Motocross” 17 aprile “Campionato Interregionale Motocross M.S.P 29 maggio . “Women’s Gold Day Off Road”(evento nazionale U.I.S.P dedicato . a tutto il mondo femminile con Motoraduno e Gare fuoristrada) 26 giugno “Campionato Toscano Motocross e Minicross U.I.S.P .” 18 settembre “ Campionato Italiano Quad Cross F.M.I.” Oltre agli eventi sportivi nel motociclismo, è obbiettivo del sodalizio quello di non fossilizzarsi inatorno alle due ruote, ma cercare di dare una polivalenza alla struttura, mettendo a disposizione l’area ristorante e tutti gli spazi disponibili nel centro sportivo a tutti coloro che vorranno incrementare o usufruire della funzionalità del luogo. Ricordando che tutti i mercoledì, sabato e domenica il Crossodromo è aperto per allenamenti invitiamo tutti a visitarci. L’addetto stampa Giampiero Brunelli

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mazione dei tempi, sempre fervido e acceso, sempre costante e sincero.E’ questa la ragione per cui la taumaturga sacra immagine di Val di Prata, la piu’ antica dopo quella di Lamulas, di queste contrade, ebbesi anche la venerazione di popoli lontani, e si sa che, qualche secolo addietro, torme di devoti fedeli si recavano processionalmente ai suoi piedi e ne imploravano col devoto fervore delle loro anime pie e credenti la valida protezione.”E piu avanti:“Per la verità storica debbo confessare aperto che, anche al presente, la Dio merce’, la devozione dei Monticellesi alla vergine benedetta di Valdiprata e’ singolare ed esima. Di cio’ fa prova luminosa, oltre alle feste straordinarie, che ad onore di lei si celebrano ogni 25 anni, l’affluenza numerosa e devota al suo tempio ogniqualvolta vi hanno luogo religiose funzioni. La relazione delle feste venticinquennali fatte nel settembre 1889 trovasi in questo Archivio Parrocchiale al libro : Feste straordinarie di Maria SS. Di Valdiprata, fatte, ecc...” Con il passare del tempo si e’ probabilmente perso molto di quel “ fervore” di cui parlava Don Luigi Martini, ma come custodi delle tradizioni popolari del nostro paese non possiamo non sottolineare come, fino a pochi anni fa in ogni abitazione di Monticello fosse appesa una foto dell’immagine della Madonna di Valdiprata a protezione della casa e dei suoi abitanti e di come continui anche ai giorni nostri la celebrazione del “ Festone” ogni 25 anni. L’Associazione Culturale Casa Museo di Monticello Amiata

FINALMENTE I CASSONETTI PER GLI INDUMENTI
di Massimo Fabiani

Dopo tanti anni anche sul nostro territorio

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er dirlo alla paesana “tanto tuono’ che piovve”, l’espressione calza a pieno almeno per quelle orecchie che conoscono la storia. Da molti anni avevo bussato alla porta della Croce Rossa sotto richiesta prima dei soci della Pro Loco e poi di altri cittadini del comune, avevo anche ricevuto sane promesse, ma sempre rimanendo in gergo popolare, “le chiacchiere ‘un fanno farina” e così chiedere un cassonetto per la raccolta di indumenti sembrava chiedere la luna. Eravamo arrivati anche a vagliare la possibilità di acquistarne almeno uno, circa 650 €uro, ma un solo cassonetto diventava un problema anche svuotarlo in tutti i sensi. Allora sono ritornato a percorre la vecchia strada Coseca e, dopo diverso tempo di interessamento, un bel giorno con mia incredulità Marco mi chiedeva consiglio su dove posizionare tre cassonetti per indumenti. Finalmente

anche il nostro territorio avrà a disposizione dei contenitore dove porre indumenti usati, per il momento sono due, con la speranza diventino a breve tre. I primi due sono già arrivati uno a Cinigiano e uno a Monticello Amiata. Nel capoluogo è posizionato in via Ombrone sul lato scuola elementare accanto alla palestra, a Monticello è in via Empoli nei pressi dell’ingresso alla scuola. I cassonetti sono facilmente individuabili, bianchi con il simbolo storico della Croce Rossa Italiana. Si possono conferire nel cassonetto: abiti, coperte, tendaggi, cappelli, borse, scarpe e materiale tessile in genere, il tutto pulito e in buono stato possibilmente piegato e riposto in un sacchetto di carta o nylon. Per ulteriori chiarimenti, sono indicati sul cassonetto dei numeri sempre a vostra disposizione 335 8167399-335 8256302. Chi vi risponderà non è la Croce Rossa, come potreste aspettarvi, ma come per tutto il territorio nazionale, è un’azienda privata che per la nostra zona è l’ Emmeti di Cortona in provincia di Arezzo, che provvede all’intera gestione del cassonetto: manutenzione, svuotamento e gestione della merce in esso recuperata. Il materiale raccolto viene venduto dalla stessa ditta raccoglitrice, in parte come materiale destinato al mercato dell’usato, principalmente nei paesi del terzo mondo e nell’est europeo. Una parte, la maggiore, di materiale tessile viene venduto a aziende che ritrattano tessuti che li macinano per realizzare nuove stoffe, altri tessuti spesso di cotone vengono prima suddivisi fra bianchi e colorati poi sterilizzati e immessi sul mercato come stracci per usi generici a carrozzerie officine ecc. da queste operazioni l’azienda riesce a dare un compenso (congruo …mi si dice) alla Croce Rossa Italiana. Questo genere di sistema è utilizzato da molte altre associazioni di volontariato in tutto il territorio nazionale dunque è decisamente da sfatare l’idea che i nostri vestiti possano essere raccolti direttamente dalla Croce Rossa e donati in altri luoghi del mondo. Questo può accadere quando si verificano richieste urgenti come per esempio durante le emergenze per le calamità naturali, dove occorre intervenire in breve tempo, allora l’associazione si fa carico della raccolta e della distribuzione, generalmente di materiale nuovo o donato o comprato al momento. E’ facile intuire che l’intera filiera di raccolta di materiale recuperato dai cassonetti comporterebbe un incredibile onere, difficilmente sopportabile dalle associazioni, che invece, affidando il proprio logo a un’azienda specificatamente organizzata, fanno sì che la stessa riesca a sviluppare un lavoro tale da potersi permettere di pagare “l’affitto del marchio” consentendo a chi lo vorrà, spinto anche da motivi umanitari, di poter offrire una donazione, nel nostro caso alla Croce Rossa Italiana.

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Notiziando

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Profeta in patria

DALLE GUARDIOLE A CINIGIANO CENTRO
di Cristina Bartalucci

…Quando “il ferro” dopo 20 anni non arrugginisce!
l ristorante Rintocco festeggia quest’anno 20 antni di attività. Il titolare, Fabio Panfi all’anagrafe, e Ferro per tutti gli altri, arrivò a Cinigiano dalle “Guardiole” nel 1974 e subito è stato “adottato” con grande calore dai Cinigianesi! Ricorda con simpatia quando da piccolo combinava le marachelle e gli adulti per scherzare gli dicevano : “se non stai fermo ti si riporta alle Guardiole!” e lui impaurito scappava a casa…ormai si considerava Cinigianese! Sin da ragazzino coltivava due sogni: in primis il calcio poi quello di aprire una pizzeria in proprio, in quanto non gratificato nel fare il “pizzicagnolo” alla Coop. La voce del suo desiderio si era sparsa da tempo in tutto il paese…anche perché la voce di Ferro si fa sentire (si fa presente per chi non fosse cinigianese che ha un’ugola di tutto rispetto!!!), così una sera dell’ormai lontano 1990, quando il nostro protagonista si trovava a cena con Adelmo, Luciano e Fabrizio (ovvero Memmo, Decio e Guatemala) veniva interrogato sulla veridicità di quello che si sentiva dire ormai da tempo, cioè della sua volontà di aprire una pizzeria. Fabio manifestò agli amici questo suo sogno, ma confessò che l’unica cosa che lo faceva desistere era la mancanza di un socio con il quale intraprendere questa nuova avventura. Memmo a questo punto si fece avanti, dicendo che se Fabio e il “fido” Ivan avesse fatto un vero e proprio ristorante, aperto anche a pranzo, il socio tanto agognato sarebbe stato lui. Bene! La società era fatta! …però dove ubicare il locale? Mancava il fondo! Così Ferro comprò il bar “in piazza” gestito dai Bacci e chiese al Ciardi se gli affittava il fondo retrostante per poterci ricavare la sala da pranzo. A questo punto non rimaneva che iniziare i

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lavori di ristrutturazione! Eh sì, infatti al Rintocco, dove ora c’è quel graziosissimo angolino chiamato “grotta”, prima c’era solo terra, così hanno dovuto scavare per ricavare questo ulteriore spazio. I lavori vennero fatti dalla ditta Alessandri Paolo sostituita poi dalla ditta Tassi Ado alias “Tesone e figli”, “supervisionati” da Savina del bar. Naturalmente mancava tutto…persino la luce e il Jose subito si offrì in soccorso all’amico per “illuminarlo”. Per dimostrare quanto Ferro sia stato veramente accolto a braccia aperte dai nostri concittadini, basta pensare a quante persone si sono date da fare per aiutarlo durante i lavori. I numerosi amici infatti, appena liberi dal proprio lavoro si riversavano al non ancora nato “Rintocco” per dare il loro apporto lavorativo…stessa cosa hanno continuato a farla anche dopo che il ristorante ha iniziato la sua attività, in quanto è stato da sempre il punto di ritrovo dei (allora!!!) giovani cinigianesi nonché luogo in cui è sbocciato l’amore con Monica! Spesso, quando vado dagli imprenditori della nostra zona a farmi raccontare la loro storia per scrivere poi un articolo su questo giornalino, fatichiamo a trovare degli aneddoti simpatici e interessanti da potervi raccontare…in questo caso Ferro me ne ha trovati 1000 e faccio fatica a sceglierne alcuni per poterveli trasmettere! Una delle cose più simpatiche che mi ha raccontato è, secondo me, quella sulle leggende che inventavano lui e Memmo su questa grotta che veniva scavata. La più clamorosa, fu quella di dire alla “supervisora” ai lavori (Savina del bar), che durante l’ escavazione avevano trovato uno ziro antico pieno d’olio! Savina corse a dire a Gilberto (proprietario del fondo) l’accaduto, così quest’ultimo andò subito a reclamarne la proprietà. Memmo, per continuare questa storia, disse che lo ziro gli era stato confiscato dal Comune in quanto riconosciuto come bene appartenente alle belle arti e mandarono così il malcapitato proprietario a chiedere informazioni al Comune! Vi lascio immaginare quando venne fuori che era stata tutta una burla…! Ovviamente se tutto questo fosse successo in un altro posto sarebbe finito a botte tra i vari soggetti…ma a Cinigiano, dopo l’arrabbiatura iniziale, tutto finì a tarallucci e vino e rimasero più amici di prima! Tra varie peripezie e scherzi i lavori andarono avanti anche se per motivi burocratici l’apertura del ristorante tardò di qualche mese arrivando finalmente al tanto agognato giorno: domenica 27 luglio 1991 nel quale Ferro e Memmo organizzarono un rinfresco per tutti i convenuti. Il martedì successivo fu però il primo giorno di lavoro vero, inaugurato dai primi clienti che furono Chechi Aldo e Bartalucci Mario (per essere più chiari l’Avvocato e il Montagnolo che portava la frutta) che degustarono i tortelli burro e sal-

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via cucinati dall’allora cuoca Domenica (il pizzaiolo invece era Michele Alberizzi). Fu l’inizio dell’inarrestabile successo che ha poi raggiunto con gli anni il Rintocco, anche se i primi tempi, come per tutte le attività, le spese erano tante e le cambiali sembrava arrivassero alla stessa velocità dei clienti! A tal proposito Ferro ricorda con estremo affetto i commercianti Marziano, Manicco e Galassi Marcello che l’hanno aiutato facendogli una vera e propria “dilazione del credito pluriennale” senza stargli con il fiato sul collo e aspettando con pazienza che “si assestasse”! Dopo circa un anno Memmo lasciò a malincuore la società, in quanto già troppo impegnato nel suo lavoro, e fu sostituito da Massimiliano Vannelli che, tornato dal militare, poteva finalmente condividere con Fabio un sogno in comune. Grande apporto in quel periodo è stato dato dalla presenza dell’allora cuoca Carla Anselmi, che ha insegnato loro i trucchi del mestiere, soprattutto riguardanti il modo di cucinare il pesce, grazie ai quali si sono poi migliorati nel tempo. Collaboratrici erano Savina Spampani e l’attuale cuoca Patrizia Dettori, che ha iniziato pulendo la verdura fino a diventare la raffinata cuoca che noi tutti apprezziamo adesso. Poi anche Massimiliano dovette lasciare la società e si costituì così l’attuale Panfi F. e c. snc.. Ferro mi racconta che una delle cose contro cui ha dovuto combattere all’inizio è stato lo scetticismo delle persone, in quanto venivano sì a mangiare la pizza al Rintocco (ora preparata dalle abili mani del pizzaiolo Francisco), ma il pesce a Cinigiano… sembrava troppo strano! Invece piano piano ce l’ha fatta! Adesso il Rintocco è apprezzato soprattutto per il pesce! Mica ci vuole per forza il mare vicino! Arriva fresco 3 volte a settimana in inverno, e 4 volte in estate e Fabio si può fregiare di aver contribuito a far apprezzare Cinigiano anche dal punto di vista enogastronomico. Oltre al pesce ed alla pizza, al Rintocco possiamo gustare anche piatti tipici di terra, tant’è che il suo nome è apparso anche in una famosa rivista enogastronomica nazionale “A tavola” dove è stato citato per l’ottima preparazione della scottiglia. D’estate poi Fabio, può servirsi della piazza antistante per poter alloggiare i tavoli, creando così un’atmosfera carina e romantica ai piedi della torre dell’orologio (da qui il nome Rintocco). Da un anno troviamo il ristorante anche su internet all’indirizzo www.ilrintocco.it dove possiamo scoprire le iniziative organizzate da questo locale e tante altre curiosità. “Di cose simpatiche ne sono capitate in questi anni” mi dice Ferro “ricordo quando un signore distinto accompagnato

dalla fidanzata, quando gli fu portata dell’acqua calda con limone insieme al pesce, che sarebbe servita per pulirsi le mani dopo aver mangiato, con fare saputello disse alla ragazza: “vedi, questo va bevuto dopo il pesce!” peccato che non era il sorbetto!!!. A dire il vero ne ha combinate anche Fabio eh! Una volta, a corto di tovaglioli e pane, corse a chiedere aiuto ad Anna di Celso, affinchè gliene prestasse un po’ per gli avventori che avrebbe avuto a cena. Anna cortesemente gli dette quanto richiesto, ma poi, quando la sera stessa una delle persone che avevano prenotato per la cena si rivelò essere lo stesso Celso, Fabio con disinvoltura gli fece pagare antipasto, primo, secondo dolce e… COPERTO! E Celso giustamente si risentì dicendo “Ma come, mi fai pagare il coperto che ti ha dato mia moglie?” “Certo” rispose prontamente Fabio “Me l’ha prestato! Quindi ora me lo paghi poi domani vi rendo tovaglioli e pane!” Fabio è ora contento e soddisfatto del lavoro che ha svolto questi 20 anni e mi dice con orgoglio “sai, in tanti anni non mi sono mai fatto un nemico, certo non starò simpatico a tutti, ma credo di essermi impegnato e, a parte qualche piccolo diverbio, non ho mai litigato con nessuno e spero che questo sia apprezzato dagli altri, vedendo la mia attività non solo in modo venale ma anche per il servizio che sono riuscito a dare al MIO PAESE!”.

Certo! Convinti di tutto ciò i più cari auguri per i suoi 20 anni di attività anche da tutta la redazione di “…fatti nostri” e un grazie sentito per la continua e costante collaborazione.

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PROGRAMMA DEFINITIVO 2011
Più promozione e “Massaie in cattedra”
i è svolta sabato 19 dicembre l’assemblea sociale della Pro Loco Cinigiano, presso il teatro comunale, davanti a una significativa rappresentanza degli oltre seicento soci iscritti della oramai ultra quarantenne associazione cinigianese. L’attesa dell’inizio dei lavori è stato preceduto dalla presentazione del nuovo … fatti nostri video dedicato all’ultima edizione della festa dell’uva, che continua a tenere banco nelle discussioni paesane. Come capita da diversi anni la tecnologia è entrata in assemblea a pieno titolo e il resoconto dell’attività 2010 è stato affidato alle immagini. Nota di merito, per aver rispettato a pieno il programma preventivato, è stata espressa dal presidente Massimo Fabiani al consiglio per l’ottimo lavoro svolto nonostante che oltre la metà dei consiglieri fosse al primo anno di mandato. Un ringraziamento particolare espresso, da parte di tutti i membri del consiglio, alla popolazione per la consueta collaborazione. Presentati capillarmente i bilanci sia delle singole attività sia quello generale si è provveduto a portare all’attenzione dei presenti le nuove proposte 2011 chiedendo approvazione e eventuali consigli all’assemblea. A distanza di qualche settimana, integrate le proposte dei soci con quanto già elaborato si rende ufficiale attraverso questo comunicato stampa l’intera programmazione dell’attività della associazione redatta in una dozzina di pagine disponibili presso gli uffici dell’associazione, aperti in questo periodo invernale solo nelle ore del mattino 8,30 12,30 a disposizione anche per il tesseramento 2011. Come accade da anni, ogni evento è fin da i primi giorni dell’anno programmato in ogni sua parte, in modo da dare non solo la continuità, ma tale da offrire anche la possibilità alle strutture ricettive di proporre ai propri clienti buone occasioni per visitare il territorio. Le attività rimangono suddivise in tre parti: eventi promozionali, progetti culturali e gestioni dell’ufficio turistico e Biblioteca. Per gli eventi confermati tutti: “l’inverno Cinigianese”, la parte dedicata all’attività teatrale, vedrà la nostra consueta collaborazione con l’ Amministrazione Comunale e con il Teatro Stabile di Grosseto per la promozione degli eventi. “Trekking 8 maggio e Wine e bike il 29 maggio” confermate, visti i successi ottenuti gli scorsi anni con il solito programma, visite alle aziende agricole e pranzo a base di prodotti tipici, per ambedue le occasioni due novità: la passeggiata sarà organizzata anche per i bambini, probabilmente il 7 maggio, che potranno degustare nella passeggiata marmellate composte e biscotti della nostra tradizione. Per la passeggiata in bici probabile inaugurazione di un percorso segnalato, percorribile oltre che in bici anche a ca-

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vallo e a piedi. Il consueto appuntamento “ In punta di rebbi” , l’evento dedicato alla promozione della gastronomia, vede come novità tre eventi, organizzati con la collaborazione delle contrade, la gastronomia legata a vecchi rituali della tradizione contadina come: la sistemazione del maiale, la trebbiatura il lavoro nelle carbonaie a corollario di questi eventi verranno anche organizzate corsi di cucina “massaie in cattedra”. Conferma anche per lo spazio di agosto dedicato ai ragazzi “ Caccia al tesoro” con la classica caccia ispirata alle tradizioni del paese. “Calici di stelle” del 10 di agosto che oltre il consueto appuntamento enologico con la Doc Montecucco e l’oramai immancabile cena per le vie del paese vedrà i “FaberNoster”, la più famosa delle cover Band che ricordano il grande musicista genovese Fabrizio De Andrè, fare da cornice musicale alla serata. Per il 14 agosto “ Cinigiano rock” che dovrebbe vedere sul palco oltre che una band locale gli emergenti e istrionici “Train de vie”, immancabile la tradizionale “cena alla bona”. La festa dell’uva sarà come sempre l’evento dell’anno e quest’anno la quarantaduesima edizione sarà dedicata al centocinquantesimo dell’unità d’Italia. C’è l’intenzione di apportare una serie di ritocchi se pur non sconvolgenti sicuramente innovativi sui quali ci riserviamo il segreto. Per Dicembre dopo il ritorno, un po’ in sordina, del 2010 torna in programma “Babbo natale in piazza”. Si è già consumata la sera del 9 marzo “La notte dei rivolti” la vecchia tradizione che si svolge il primo giorno di quaresima con il classico battesimo “del maiale a baccalà” e con la realizzazione dei rivolti, una specialità gastronomica locale andata in disuso che grazie a questa rievocazione non solo si è ripresa gli spazi nelle cucine cinigianesi ma ha suscitato anche l’interesse dei media. Serata fredda, ma i cinigianesi non hanno voluto mancare all’appuntamento più paesano dell’anno polenta , “baccala” e crogetti e il solito buon vino e da questa edizione polenta dolce e rivolto con cipolla in ricordo di vecchie feste fatte fra Cinigianesi e Monticellesi. Un grazie alla Pro loco di Monticello per aver fatto la polenda dolce e agli Strillozzi per il sottofondo musicale.Ricco anche lo spazio culturale con il prosieguo del progetto …fatti nostri, che porta lo stesso titolo della nostra ultra decennale rivista che trimestralmente raggiunge tutte le case del comune di Cinigiano. In programma, l’uscita di due numeri “rescue” (salvataggio) uno “ sulla paglia stanno gli animali no li poveri” un numero dedicato alla chiesa della Madonna delle Nevi tratto da un recuperato ciclostilato e integrato con foto e nuove notizie che vedrà la sua uscita il 5 di agosto giorno della ricorrenza della titolarità della chiesa. Il secondo numero sarà una raccolta di foto dedica ai volti dei protagonisti della festa dell’uva che uscirà nei giorni della festa . E’ intenzione offrire un rimborso spese e la pubblicazione del lavoro a chi collaborerà alle nostre ricerche dedicate al territorio alle sue tradizioni ai suoi personaggi e alla sua gastronomia. Per il mese di luglio con molte integrazioni e novità e con la consueta docenza affidata alle contrade non poteva non essere riconfermata “Cartaphesta”, corso propedeutico alla costruzione dei carri, riservato ai ragazzi fino a quattordici anni. Mostre e presentazione di libri faranno da cornice durante tutto l’anno all’attività culturale dell’associazione. Per l’ufficio informazioni, e per la Biblioteca anche per il 2011 è prevista l’apertura annuale, importanti accordi sono stati presi con associazioni pro loco provinciali

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Gioie e sapori

e operatori stranieri per realizzare uno scambio di collaborazioni attraverso micro pacchetti turistici. Importanti novità sulla promozione, fermamente convinti di avere fra le mani un territorio “fra il mare e la montagna” da far conoscere nella sua spontaneità sia delle sue ricchezze paesaggistiche che delle sue tradizioni e della propria gastronomia che occorre solo farsi conoscere, pertanto daremo particolare attenzione a ogni evento acquistando spazi promozionali e ricercando collaborazioni con enti e associazioni che perseguono gli stessi nostri fini oltre che rinnovare completamente il sito cercando di sfruttare al massimo quello che offre la Rete. Confermata l’adesione all’Unione Nazionale delle pro loco e al progetto UNPLICARD e piena disponibilità a collaborare con le associazioni del territorio. Un programma sicuramente ambizioso e qui presentato solo nelle sue fasi salienti, che come per gli altri anni la pro loco Cinigiano intende rispettare confidando nella consueta collaborazione delle istituzioni e dei propri paesani. Informazioni allo 0564 994187 e sul sito www.prolococinigiano.org Il Consiglio

coltivato. Tutti quelli che avevano una vigna, anche solo per uso familiare, coltivavano questo vitigno tipico toscano. Tecnicamente si definisce di pronta beva, cioè semplice e facile da bere. Questo vino si abbina bene con il pesce e con primi piatti semplici e non troppo strutturati. Il secondo bianco è il Montecucco Doc Vermentino: l’85%, minimo deve essere Vermentino, il 15% altri vitigni a bacca bianca. Quest’ultimo è sicuramente il bianco più pregiato. Ha una maggiore complessità sia al naso che al palato. Il Vino Vermentino sta dando parecchie soddisfazioni ai produttori locali: infatti viene apprezzato da un sempre maggior numero di consumatori, che, soprattutto nella stagione estiva, fanno esaurire velocemente il prodotto disponibile sul mercato, per la felicità di chi lo produce. Si abbina perfettamente al pesce, in particolar modo ai crostacei ed ai primi con frutti di mare. Qualcuno lo abbina volentieri anche ad un formaggio fresco e morbido.

DOC MONTECUCCO
Partiamo in “bianco”
di Giovan Battista Basile

XXII CONCORSO DOC MONTECUCCO FESTA DELL ’UVA 2010
Categoria MONTECUCCO BIANCO DOC 2009

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utti, ormai conoscono la DOC Montecucco che è nata nel 1998. All’epoca erano pochissime le aziende locali che imbottigliavano il vino prodotto, ma proprio grazie all’ arrivo del riconoscimento del nostro territorio come zona a Denominazione di Origine Controllata, molte delle aziende agricole hanno deciso di costruirsi una cantina ed a produrre vini sfusi ed imbottigliati. Due anni dopo, ben venti produttori costituivano il Consorzio di Tutela della Doc. Oggi sono molte le aziende vitivinicole nei sette comuni che sono compresi nel territorio del Montecucco. All’incirca 700 ettari di vigna sono iscritti a questa denominazione ed ogni anno vengono prodotte 1.000.000 di bottiglie Doc. Molti non sanno che, nel disciplinare del Montecucco, è previsto che i vini debbano essere prodotti, in tutte le loro fasi, nelle cantine all’interno dei confini della Doc stessa. Regola che ha permesso di legare tutta la produzione, non solo la coltivazione, al nostro territorio. I benefici sono stati enormi, visto che tutti gli investimenti, inclusa la costruzione di nuove cantine, sono ricaduti direttamente nei nostri comuni. Questo anche in termini di occupazione e di lavoro. Il disciplinare prevede 6 tipologie di vini: 2 bianchi e 4 rossi. In questo appuntamento vi parlerò dei due bianchi. Il primo dei bianchi è il Montecucco Doc Bianco: questo vino, deve essere costituito almeno da 60% di Trebbiano Toscano ed il 40% di altri vitigni a bacca bianca. La scelta di includere questa tipologia fra quelle a Doc, è dovuta, ovviamente, al fatto che, nel nostro territorio, il trebbiano è sempre stato

1° CLASSIFICATO: “FONTINI” AZ. AGR.VEGNI MEDAGLINI (Cinigiano GR)

Categoria MONTECUCCO VERMENTINO DOC 2009

1° CLASSIFICATO: “MELACCE” AZ. AGR.COLLE MASSARI (Poggi del Sasso GR)

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VIII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA
“IL GRAPPOLO D’ORO”
L’associazione Pro-Loco Cinigiano, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, bandisce per la prima domenica di ottobre, in occasione della 42^“FESTA DELL’UVA” il concorso nazionale di poesia IL GRAPPOLO D’ORO REGOLALAMENTO Il concorso si articola in due sezioni: una riservata alle scuole primarie e secondarie di primo grado, l’altra rivolta a chiunque si diletti di poesia. Ogni concorrente può partecipare con una o più poesie inedite, a tema libero, fino ad un massimo di tre, scritte in maniera chiara, non firmate, ma contrassegnate ciascuna da un motto che andrà riportato all’esterno di una busta chiusa contenente nome, cognome, indirizzo, numero telefonico. Le scuole

partecipanti riporteranno all’esterno della busta grande la dicitura “ scuola”. Le opere verranno esaminate da una commissione giudicatrice, composta di insegnanti, giornalisti e scrittori, che segnalerà le prime tre classificate di ogni sezione. Alla prima poesia segnalata della prima sezione saranno assegnati il “Grappolo d’oro” ed una somma di € 100; alla seconda ed alla terza una targa ricordo. Alla prima classificata della seconda sezione saranno assegnati il “Grappolo d’oro” ed una somma di € 200, alla seconda ed alla terza classificata una targa ricordo. I lavori dovranno pervenire entro il termine improrogabile di sabato 17 settembre 2011 presso “ Associazione Pro-Loco p.zle Cap.Bruchi, 58044 Cinigiano GR” I vincitori saranno tempestivamente avvisati ed invitati alla cerimonia della premiazione che avrà luogo il giorno 2 ottobre , c.a. alle h 18 presso la sede municipale L’associazione promotrice del concorso si riserva il diritto di pubblicare le opere pervenute. Il Presidente Fabiani Massimo

Di seguito due poesie: la prima partecipante all’ultimo concorso “il grappolo d’oro” scritta da Anna Maria Bindi di Sasso d’Ombrone e l’altra scritta dal nostro “sommo poeta” Pierangelo Lanzini dedicata al Corpo Filarmonico Cinigianese Ruggiero Francisci

“IL MIO PAESE” (SASSO D’OMBRONE)
Un pugno di case Arroccato su in collina Sembra all’occhio del passante Un panorama in cartolina Tetti rossi, strade strette Gente semplice e all’antica Qualche vecchio lento e stanco Incurvato dalla fatica…….. E l’Ombrone scorre in basso Fresco, snello e un po’ sornione Soddisfatto di ospitare Trote, anguille e….capitone ! Dalla macchia ingarbugliata Fra fruscii e colpi d’ali Un rumore assai potente : Si avvicinano i cinghiali !! Selvaggina prelibata Vino bianco e pecorino Arricchiscono la tavola Per chi mangia genuino Dolce Sasso Rustico, semplice e senza pretese Grido a tutti che sei bello Perché sei….il mio paese!

GRAZIE MUSICANTE
Grazie musicante perché porti l’allegria Quando suoni per le strade, nelle piazze, in ogni via Grazie musicante che allontani la tristezza E la musica che espandi è per noi dolce carezza Grazie musicante per ogni nota che ci doni E fai si che al tuo passaggio ci sentiamo un po’ più buoni Grazie musicante te lo dico a cuore aperto Per ogni piccola emozione che regali al tuo concerto Ed il grazie che qui esprimo sia per te preziosa seta Perché è il grazie genuino dell’amico tuo poeta Ma se provi a aprire il cuore come sai aprir la mano Sentirai che questo è il grazie di tutto Cinigiano

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Il sommo poeta

La distanza tra una buca e l’altra di 3 – 5 cm era chiamata mancare le biglie (sfere spesso ricavate da sassi rotondeggi Gioco abbastanza semplice e abbastanza datato: siamo lanciavano da una distanza di il – 10 metri rispetto alle buche negli anni ’50. Il TOTI era 5 gioco che adulti. tirava essere al grido maniera 38 andava per la maggiore sia tra i bambini che tra gli giocatorePoteva la bigliasvolto in di “TOTI DI SCHIANTO O individuale (almeno 2 giocatori) o a squadre di tre o cinque componenti. Lo schema difaceva TOTI e vinceva tutto, se i buca centrale al primo colpo gioco poteva essere ad un’unica buca, a cinque o a nove buche ricavatebuche circostanti, le PAGHE, il giocatore doveva pagare o co nella terra del luogo scelto come “campo di sfida”. A Cinigiano la competizione si svolgeva poteva aiutare, piazzette oppureultimo tiro, conentrava in nessuna si nelle varie perrimaneva in ed nei terreni la pianta invece la biglia un secondo terra, cioè non del piede gettonati erano il “piano” (dove oggi pianeggianti non distanti dal centro abitato; i punti di gioco più verso unsospirata vincita. tiro, con la pianta del piede ve aiutare, per la secondo ed ultimo Questo la terrazza dell’appartamento che babbi e nonni, Giochi di altri di Marica) e in Piazza dell’Orologio sotto gioco, passatempo festivo dei nostri oggibabbi e nonni, era “ c’è la Tabaccheria tempi Questo gioco, passatempo festivo dei nostri era “di moda” anche a Monticello, ma a soli 10 Km di distanza di Gianni dièIrene Dari Canuti, dove si dice vi fosse una buchetta naturale. La buca centrale era il TOTI (ossialo stesso schema, m soli manteneva lo stesso schema, ma differiva il gioco, 10 Km di distanza il gioco, manteneva nel nome: “il canestro” da centrare con la biglia) attorno al quale venivanobiglia la biglia lanciatala bucalavincente. scavate le altre. era che ioco abbastanza sem- il TOTOla era lanciata e non e non buca vincente. Regole del gioco: si scavavano nella terra delle buchette di solito in maniera regolare ed plice e abbastanza daequidistante a formare un quadrato osiamo negli anni la buca al centro era appunto il TOTI, riempita tato: un rettangolo; con i premi in palio: monete, figurine (di solito dei calciatori), tappini della birra e dell’aranciata, ’50. Il TOTI era il gioco che andava per la pagava sia tra bamuna “posta” che ogni giocatoremaggiore prima idi iniziare; le buche circostanti, invece, erano vuote. bini e tra gli di 3 Poteva era La distanza tra una buca chel’altra adulti. – 5 cmes- chiamata PETI. Ovviamente non dovevano sere svolto maniera mancare le biglie (sfere spessoin ricavate individuale rotondeggianti o di metallo) che i giocatori da sassi (almeno 2 giocatori) o a squadre Paghe TOT lanciavano da una distanza o cinque componenti. Lo alle buche. Stabilita la posizione di lancio il di 5 – 10 metri rispetto di tre I giocatore tirava la biglia al grido di “TOTI DI SCHIANTO OK”, e se riusciva a mandarla nella schema di gioco poteva essere buca centrale al primoad un’unica buca, a cinque o a tutto, se invece la biglia entrava in una delle colpo faceva TOTI e vinceva buche circostanti, le PAGHE, il giocatorenella terrapagare o con monete, o figurine, o tappini; se nove buche ricavate doveva del in terra, cioè non “campo invece la biglia rimaneva luogo scelto come entrava in nessuna buca, nella zona PETI, ci si poteva diaiutare,A Cinigiano la competizione si svolgeva nelle va-del piede verso la sospirata vincita. sfida”. per un secondo ed ultimo tiro, con la pianta rie piazzette oppure nei terreni pianeggianti non distanti dal Questo gioco, passatempo festivo dei nostri babbi e nonni, era “di moda” anche a Monticello, ma a Peti centro abitato; i punti di gioco più gettonati erano il “piano” soli 10 Km di distanza il gioco, manteneva lo stesso schema, ma differiva nel nome: il TOTO che (dove oggi c’è la Tabaccheria di Marica) e in Piazza dell’Oroera la biglia lanciata e non la buca vincente. Schema di gioco del TOTI a nove e cinque buche. logio sotto la terrazza dell’appartamento che oggi è di Gianni

Dalle tradizioni

TOTI O TOTO

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Canuti, dove si dice vi fosse una buchetta naturale. La buca centrale era il TOTI (ossia “il canestro” da centrare con la biIn un’ era così hi-tech (Playstation, I-phone, touch screen) fa sor glia) attorno al quale venivano scavate le altre. nostri babbi e nonni si divertissero con 5 buche scavate in terra e Regole del gioco: si scavavano nella terra delle buchette di cogliere l’inventiva, la voglia di stare insieme all’aria aperta, il g solito in maniera regolare ed equidistante a formare un quadrato o un rettangolo; la buca al centro era appunto il TOTI, purtroppo oggi abbiamo un po’ perduto. Paghe TOT riempita con i premi in palio: monete, figurine (di solito dei I calciatori), tappini della birra e dell’aranciata, una “posta” che ogni giocatore pagava prima di iniziare; le buche circostanti, invece, erano vuote. La distanza tra una buca e l’altra di 3 – 5 cm era chiamata PETI. Ovviamente non dovevano mancare le biglie (sfere spesso ricavate da sassi rotondeggianti o di metallo) che i giocatori lanciavano da una distanza di 5 – 10 metri rispetto alle buche. Stabilita la posizione di lancio il gioPeti catore tirava la biglia al grido di “TOTI DI SCHIANTO OK”, e se In un’ era così hi-tech (Playstation, I-phone, touch screen) fa riusciva a mandarla nella buca centrale al primo colpo faceva sorridere e stupisce pensare che i nostri babbi e nonni si diSchema di tutto, del TOTI biglia entrava in una delle TOTI e vincevagioco se invece laa nove e cinque buche. vertissero con 5 buche scavate in terra e una biglia…ma inbuche circostanti, le PAGHE, il giocatore doveva pagare o vece è da cogliere l’inventiva, la voglia di stare insieme all’aria In un’ era così hi-tech (Playstation, I-phone, touch screen) fa il gusto per le cose semplici che purtroppo oggi abcon monete, o figurine, o tappini; se invece la biglia rimaneva aperta, sorridere e stupisce pensare che i innostricioè non entrava si nessuna buca, nella zona PETI, ci biamo un e una biglia…ma invece è da terra, babbi e nonni in divertissero con 5 buche scavate in terra po’ perduto.

cogliere l’inventiva, la voglia di stare insieme all’aria aperta, il gusto per le cose semplici che purtroppo oggi abbiamo un po’ perduto.

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BEFANA PORRONESE
di Romina Sani

“…..per la vostra simpatia molto calda e assai cortese vi saluta e poi va via la befana porronese……”
’ così, interpretando il testo rivisto da Giuseppe Fantacci nel 1993, e accompagnata dalle voci e dalle fisarmoniche del gruppo folklorico Gli Strillozzi, che è tornata a Porrona la tanto attesa Befana … e che Befana! Ormai la tradizione popolare continua ad essere viva nella frazione, orgogliosa di poter vantare della presenza di questo gruppo che puntuale, lungo una consuetudine lontana nel tempo, entra nelle nostre case con la Befana e poi ritorna per dare il benvenuto al mese di maggio. Nella sera del 5 gennaio la Befana ed il suo seguito girano per le abitazioni della campagna, mentre il 6 gennaio una festa, organizzata dal gruppo alla Scuola De Rham, coinvolge i bambini di Porrona che incontrano la befana che consegna loro la deliziosa calza e intrattiene con canti, balli e giochi. E’ una tradizione importante nel nostro territorio che vede bambini ed anziani attenderla con lo stesso entusiasmo. Perché gli occhi dei più piccoli brillano di fronte al suo arrivo, simpatica vecchia bruttina, ma con tanti chicchi, brillano come gli occhi di Silverio Panfi, che aspetta con ansia il suono del campanello per accogliere nella sua casa allegria, serenità e gioia, ingredienti vitali per i nonnini che vedono trascorrere ogni giorno uguale all’altro. E’ proprio guardando gli occhi lucidi di Silverio o degli anziani come lui che Gli Strillozzi trovano motivo e stimolo a mantenere la tradizione, nonostante i comprensibili sacrifici che possa comportare, ma che vengono “ripagati” dalle espressioni commosse degli an-

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ziani e da quelle sorprese e curiose dei piccirilli. Tutti i componenti del gruppo mettono impegno e tempo per continuare con entusiasmo, ma è anche vero che si divertono da matti!! Racconti di tutti i colori..veramente...circostanze comiche e bizzarre possono verificarsi prima, durante o dopo le loro esibizioni…ma che non posso trascrivere! Ricordo benissimo da bambina quanto ero felice di vedere la befana proprio a casa mia; adesso nell’ assessorato alla cultura, in linea con le scelte dell’Amministrazione, sto mettendo impegno per mantenere e motivare ancora di più questo gruppo e tutti gli altri( La Monticellese, Corpo Filarmonico R.Francisci e Fanfara dei Bersaglieri) che rappresentano una ricchezza culturale e sociale importante e devono essere valorizzati, perché operano sul nostro territorio,promuovendo una meritoria attività culturale oltre alla partecipazione continua e garantita con esecuzioni musicali, in occasione di manifestazioni e avvenimenti che si svolgono durante l’anno, promuovendo così anche una sorta di attività di tutela e custodia del patrimonio socio-culturale locale. Ecco perché l’Amministrazione Comunale ha aderito alla proposta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in occasione delle celebrazioni del

150^, di riconoscere “Gruppo di Interesse Comunale” i gruppi di musica popolare e amatoriale presenti nel nostro territorio (delib. Cons. Com.le n 1 del 18/01/2011), che verranno premiati ufficialmente durante la manifestazione della “Notte Tricolore” del 16 marzo, riceveranno inoltre un Attestato di Riconoscimento Nazionale dal Ministero per esibirsi durante le celebrazioni, e avranno la possibilità di allestire uno spazio presso il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma (periodo da stabilire), dove si potranno apprezzare le nostre ricchezze territoriali,offrendo una visibilità a tutto tondo di quanto appartiene ad un patrimonio culturale da promuovere e valorizzare. Tanti complimenti a tutti e grazie di cuore!

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Dalle tradizioni

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CHI VA PIANO…
La tartaruga comune
di Giulia Fabiani
e tartarughe derivano da una delle prime linee di anapsidi, sottoclasse nell’ordine dei rettili, privi di aperture e per questo considerati i rettili più antichi. Le tartarughe vere e proprie, la nostra tartaruga comune, fanno la loro comparsa nei resti fossili circa 200 milioni di anni fa. Anche noi possiamo confermare un ritrovamento della autoctona Testudo amiatae, testuggine amiatina, ritrovata nelle nostre campagne, della quale ci siamo occupati anche in queste pagine. Comparvero nel Carbonifero e derivano dall’evoluzione di alcuni anfibi. Sono racchiuse in una corazza che consiste in un carapace dorsale (dallo spagnolo carapacho, copertura) e di un piastrone ventrale. Goffe e strane come appaiono, racchiuse in queste corazze protettive, sono tuttavia un gruppo ecologicamente diversificato, che sembra essere in grado di adattarsi alla presenza dell’uomo. La corazza fa intimamente parte del corpo dell’animale tanto da essere fusa con le vertebre toraciche e con le costole. Come un’armatura medievale, la corazza offre protezione anche per il capo e gli arti che, nella maggior parte delle tartarughe, possono essere retratti al suo interno. La colorazione di base del carapace è giallo-aranciato con diffuse macchie nere, molto estese sul piastrone. Dal momento che hanno le vertebre fuse alla corazza non possono espandere la cassa toracica per respirare, ma utilizzano un diaframma. Le tartarughe non hanno i denti, ma le loro mascelle sono dotate di spesse piastre cornee per afferrare il cibo. La percezione dei suoni è debole e molte sono mute, in compenso, però hanno un buonissimo olfatto, così come la capacità di percepire i colori. Gli adulti con temperature superiori ai 27 °C diventano apatiche e cercano refrigerio scavando piccole buche al riparo della vegetazione o riparandosi in piccoli anfratti. Una caratteristica di questi rettili è la capacità di cadere in letargo, al calare delle temperature, i rettili smettono di alimentarsi, anche per più di 20 giorni, per poter svuotare completamente l’intestino da residui di cibo. Diventano sem-

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pre più apatici e, verso novembre o dicembre a seconda della latitudine, iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo. Subito dopo il risveglio dal letargo inizia il corteggiamento da parte del maschio, con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi di carapace alla femmina. Tutte le tartarughe seppelliscono le loro uova in buche nel terreno. In molte famiglie di tartarughe, come anche nei coccodrilli, la temperatura dei nidi determina il sesso dei nascituri, temperature di incubazione più basse inducono la nascita di maschi, le femmine si sviluppano a temperature più alte. Le tartarughe verdi, così chiamate per il loro grasso corporeo verdastro, possono superare i 360 Kg, ma la maggior parte degli esemplari di questa specie, raramente, vive a lungo da raggiungere tali dimensioni. Alcune tartarughe terrestri, come per esempio le tartarughe giganti delle Galapagos, che tanto incuriosirono Darwin, possono pesare anche centinaia di chili. La maggior parte delle specie terrestri si muove piuttosto lentamente, inoltre hanno un basso tasso del metabolismo che può far, in par-

te, spiegare la longevità di questi esemplari; si ritiene che alcune specie possano vivere più di 150 anni!! Le specie che ritroviamo nelle nostre zone e in tutta la Toscana, hanno un tipico carapace oblungo, con fondo giallo-aranciato; la femmina può raggiungere un peso di 1000g. In Italia gli habitat in cui sono ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali sono le dune sabbiose costiere ricche di vegetazione, le pinete costiere di pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete. Le tartarughe, sia quelle marine, che quelle palustri e quelle terrestri, sono in forte diminuzione e continuano a regredire, anche se dagli anni ottanta ci sono varie leggi e direttive CEE che le proteggono. In Italia le testuggini hanno bisogno di un documento di accompagnamento chiamato CITES, questo perché è una specie protetta dalla Conven-

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Papaveri e papere

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Dalle associazioni

zione di Washington per la tutela del commercio internazionale e dalle leggi italiane. Quello che viene riportato sulla loro probabilità di estinzione è ben constatabile, purtroppo, anche nelle nostre campagne, dove fino a pochi anni fa era consuetudine trovare questi simpatici animali, e molti le avevano anche nell’orto. Andando a chiedere in giro per il paese, diverse sono le curiosità ritrovate sulla loro presenza “domestica”. C’era, e

forse c’è ancora, chi colorava il carapace delle sue bestiole per riconoscerle; e qualcuno racconta che da bambini era un buono e sano passatempo (tanto tempo!!) fare la “corsa” delle tartarughe, per dispetto quella che perdeva veniva messa zampe all’aria come per penitenza!! Ma vince in assoluto, chi mi ha raccontato che veniva forato il ”guscio” sopra alla coda e vi veniva legato un cordino, perché?? Perché così al momento in cui andava ad interrarsi per il letargo con molta probabilità quello rimaneva fuori e la tartaruga non veniva persa!! Nella superstizione pagana la tartaruga è considerato un animale di buono auspicio e allora con qualche notizia scientifica e qualche curiosità in più non mi rimane altro che augurare ai nostri lettori…buona fortuna! E come ci insegna la vecchia favola, attuale più che mai, della corsa fra la lepre e la tartaruga …chi va piano va sano e va lontano!

STRADE DEL VINO MONTECUCCO E SAPORI D’AMIATA
Bilanci e prospettive

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empo di bilanci per la Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata, che in previsione della prossima assemblea dei soci dove verrà presentato il consuntivo dell’anno 2010, presenterà un riepilogo delle attività svolte nell’anno precedente.

Nel 2010 la Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata ha collaborato con i Consorzi e le Associazioni di prodotti presenti sul territorio ponendosi come punto di riferimento sia per quanto riguarda l’aspetto promozionale sia come supporto alle varie attività. Ha cercato, come negli anni precedenti, di lavorare per allargare la propria base sociale impegnandosi nelle zone che per ultime sono entrate a far parte del territorio di competenza della Strada. La gestione del punto A.P di Castel del Piano .T. si è sviluppata notevolmente durante l’anno 2010 attraverso iniziative quali la commercializzazione delle strutture ricettive, la mappatura delle presenze durante il periodo invernale, i rapporti con le associazioni presenti sul territorio e con gli uffici informazioni gestiti localmente, oltre alla organizzazione di pacchetti turistici da offrire, che sono stati presentati in collaborazione con l’APT Maremma a varie fiere di settore, inoltre, si è notevolmente sviluppato il progetto di Agricoltura sociale Amiata Responsabile. Si è rafforzato il rapporto con la Camera di Commercio grazie alla partecipazione a iniziative come Maremma Wine Shire a Braccagni e a Milano, iniziative delle quali l’ente è promotore. Con la manifestazione “ Note di Montecucco” , giunta alla VI edizione, si è ripetuto il coinvolgimento dei ristoranti associati assieme alle varie associazioni di prodotti tipici e ai singoli produttori. Sono state inoltre programmate fiere di settore specifiche, sia per i prodotti agro-alimentari , sia per il settore turistico. La Strada ha inoltre attuato una fattiva collaborazione con l’Associazione della Castagna, per la realizzazione del “Concorso nazionale Dolce di Castagna” unitamente al convegno “Castagno Ora”. Per quanto riguarda l’animazione sul territorio l’attività della Strada si è espletata non solo nell’organizzazione di manifestazioni e degustazioni, ma anche collaborando con gli enti locali e le associazioni, inserendosi nelle attività da loro programmate. Ha garantito la presenza del proprio personale in tutte le manifestazioni locali dove ne fosse stata fatta richiesta sia insieme all’Amministrazione Provinciale di Grosseto, che alla Camera di Commercio. Ha collaborato al progetto di filiera corta, Il mercato dei Produttori e al progetto Terragir che prevede la ricognizione e mappatura dei prodotti e dei servizi del mondo rurale e il potenziamento degli itinerari esistenti. Per il 2011, la Strada sta cercando di ampliare i propri contatti per un maggiore sviluppo turistico dell’area, e ha partecipato anche con una degustazione alla Bit di Milano, degustazione che ha visto coinvolti diversi operatori del settore. Continuerà l’esperienza di Note di Montecucco, cercando di dare crescente importanza agli altri prodotti del “paniere” quali l’olio, il fungo, il tartufo, lo zafferano, il miele e la castagna. Importante sarà il ruolo delle Strade del Vino nella riorganizzazione della promozione turistica del territorio, resasi necessaria dopo lo scioglimento da parte della Regione Toscana delle APT; in questo periodo sono in programma una serie di incontri a livello provinciale volti ad individuare una strategia comune tra tutti gli attori, enti locali, associazioni, consorzi ecc. che hanno un ruolo nell’accoglienza e nella promozione turistica della nostra provincia. Silvia Coppetti

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CORPO FILARMONICO RUGGIERO FRANCISCI
“Sortita”

Chianciano. Senza entrare in Chianciano si rimane sulla destra e infondo alla ripida discesa si gira a sinistra per Sarteano da li a pochi minuti la nostra meta.

CETONA

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nnuncia “la sortita” avvenuta il 17 marzo 2011 di Iasmine San Martin e di Rachele Tarsi

“è buono da mangiare quello che è buono da pensare”

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on è una gita fuori porta come tante altre. Raggiungere Cetona è come fare un salto nel tempo. Sia che ci arrivi uscendo dal casello autostradale di Chiusi-Chianciano Terme che percorrendo la Cassia avendo come riferimento la croce in ferro che svetta sul monte omonimo (m.s.m. 1148). Osservare la montagna percorrendo l’autostrada significa attraversare la Valdichiana nel punto più depresso già bonificato dal Granducato di Toscana. Se la osservi transitando dalla Cassia significa che stai percorrendo la Valdorcia, una terra brulla rispetto all’altro versante verdeggiante. Sono questi i requisiti per una montagna che fa da spartiacque racchiudendo nelle sue pendici la Storia di questo territorio. Un ripercorrere le strade dei viandanti nei molti rivoli dell’antica via Francigena, un salire e scendere lungo i selciati della storia per visitare i luoghi dove i pellegrini di un tempo ne fecero motivo di conoscenza e fusione di culture diverse. A partire da quelle vicende preistoriche che nel territorio iniziarono nel Paleolitico medio: da queste parti l’uomo di Neanderthal ha abitato alcune grotte situate sul fianco

Come molto spesso accade i nostri articoli, come del resto le nostre rubriche, nascono dalle vostre richieste. Alcune domeniche fa tornando da una mia “gita” sul versante senese Amiatino raggiunsi casualmente Cetona e tornando al solito tavolo dell’aperitivo del bar sentii che nessuno dei partecipanti al banchetto aveva mai visitato il paese che sorge alle falde del Monte omonimo. Allora come non suggerire una giornata per una visita al paese di Cetona e come non chiedere aiuto a chi come noi vive nell’associazione pro loco. Preso contatti trovo aiuto dal mio omonimo di nome e di carica Massimo Mercanti, che colgo l’occasione per ringraziare anche attraverso queste pagine. Come al solito l’itinerario per raggiungere la nostra meta da la sua preferenza al paesaggio, anche se in questo caso è sicuramente anche il più breve. Bisogna raggiungere Montalcino e alla rotatoria davanti al mitico Stadio Saloni, luogo che vide, negli anni che furono, i colori Bianco-Azzurri dell’allora SS Cinigiano conquistare uno dei tornei più prestigiosi del tempo, occorre girare verso la Valdorcia per San Quirico verso

orientale della montagna di Cetona, lasciando come traccia del suo passaggio strumenti di pietra scheggiata e resti degli animali cacciati. Di questa fase ci resta una ricca documentazione archeologica che costituisce il nucleo principale del Museo e del Parco Archeologico Naturalistico di Belverde. Lì vicino, ai piedi di una imponente rupe in travertino, sommerso

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Girellando intorno casa

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Girellando intorno casa

da piante di leccio e cipressi centenari sorge il Romitorio di Belverde, un complesso, che non ti aspetteresti mai di vedere in simile luogo, costituito da tre Chiese sovrapposte, la cui fondazione risale probabilmente intorno all’anno 1000. Un membro di una famiglia orvietana, tale Niccolò, viene comunemente indicato come il fondatore del convento che in quell’anno sorse accanto alle Chiese. Nel 1375 il possesso di Cetona e delle sue terre ritornò nelle mani della famiglia Montemarte con Ugolino, conte di Corbara ed alcuni anni più tardi, Francesco Montemarte commissionò gli affreschi delle Chiese ad artisti di scuola orvietana che li eseguirono tra il 1390 ed il 1391. Fra i maestri che ornarono le pareti e le volte delle Chiese di Belverde, sono riconoscibili Cola Petruccioli nell’Oratorio Inferiore e Piero di Puccio ed Andrea di Giovanni in quelli delle Chiese Superiori. Poco più giù, il Convento di San Francesco. Il Waddingo, antico storico, nei suoi annali riporta “Seraphicus Pater venit Scytonium non longe a Clusio anno 1212”, attribuendo la fondazione del Convento in detto anno ad opera dello stesso San Francesco che lo lasciò in cura al fedele Beato Egidio. Sorsero dapprima semplici ripari di frasche, poi i cetonesi vollero “che avessero più degno luogo dove riposare” e fu edificata una Chiesetta ed un conventino d’otto celle. Oggi la struttura religiosa è sede della Comunità di Mondo X il cui fondatore è Padre Eligio. Ma sono anche le “vie degli aromi” quelle che conducono in questo luogo appartato della campagna toscana. E se ai loro limiti ci arrivi dopo esser sceso da un treno od oltrepassa-

to un casello autostradale, hai subito la sensazione che quello che hai pagato per un biglietto non è il costo di un viaggio ma il pedaggio per un ingresso in un territorio tutto da scoprire. Con la meraviglia negli occhi lo percorri nei suoi saliscendi collinari. Sono le antiche vie per salire tra le antiche mura medievali alla ricerca dei tanti misteri. E subito intravedi antiche Pievi, Rocche e Castelli, dove la vita dei borghi sembra quasi senza tempo. Eccola Cetona, incastonata nella collina ai piedi della sua montagna, a significare il sublime che identifica il magnifico. La prima menzione di Cetona come “Castello” si ha tra il 1207 ed il 1214, signoria del Conte Ildebrandino ma soggetta a sovranità del Comune di Orvieto. Intorno al Castello, oggi per gli abitanti “la rocca”, si sviluppò poi il borgo, tipico agglomerato medievale di case e casupole, abbarbicate a spirale sulle ripidi pareti della collina turrita. Nel 1418 conquistata dal condottiero perugino Braccio da Montone, Cetona fu ceduta alla Repubblica Senese. Comunità dunque di antichissime origini e, nello stesso tempo, vivacissimo centro di vita contemporanea, essendo stata eletta fin dagli anni ‘60 la residenza dei “Vip” che vi hanno acquistato e ristrutturato casolari e poderi. E non è un caso che ciò sia avvenuto. Da queste parti vieni accolto con stupore e con le mani della fragranza, ti siedi in una delle poche trattorie ed è subito accoglienza per una tavola capace di provocare intense e diverse emozioni. Sono i “Sapori del Cetona” ad esaltarti per gli aromi ritrovati. Un tesoro di cose semplici, genuine e autentiche. Tra un pizzico di miele e una fetta di cacio pecorino ti accorgi di essere a tavola come un ambasciatore del gusto. E’ l’amore per le tradizioni a testimonianza di un antico detto: è buono da mangiare quello che è buono da pensare. Così guardando intorno si presentano con i colori degli affreschi i tanti Santi e Madonne in onore a una terra consacrata al gusto universale. Sul finale alzando lo sguardo con il calice di vino non puoi che fare un brindisi a questo luogo che “tra la Storia, l’Arte e la Gastronomia” ti ha incantato con una tavolozza di sapori e di colori in perfetta armonia. Associazione Pro Loco Cetona Ufficio Turistico - P .zza Garibaldi 53040 CETONA (SI) Tel/fax 0578/239143 sito www.cetona.org

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