Roma, Piazza Venezia 5

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VENERDÌ 24 FEBBRAIO 2012 ANNO 137 - N. 46
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Giannelli
Con il Corriere Nel 2030 In Parlamento
L’amministratore delegato del Lingotto propone un patto per la competitività. «Camusso? Parla troppo di noi, poco con noi»
Marchionne, la Fiat e l’Italia: vi racconto tutto
LADENUNCIADELCAPODELLAPOLIZIA
L’intervista
LA VIOLENZA
SOTTOTRACCIA
S
i ridimensiona il piano
di tagli ai consigli
provinciali previsto dal
decreto salva Italia che
limitava a dieci il numero
degli eletti. Le Province
saranno divise in tre
categorie: quelle con più
di 700 mila abitanti
avranno 16 consiglieri;
quelle con popolazione da
300 a 700 mila abitanti, 12
consiglieri; quelle sotto i
300 mila abitanti, 10
consiglieri. Le novità
riguarderanno 86 enti per
un totale di 1.066 eletti.
Non saranno più scelti dai
cittadini, ma dai sindaci e
dai consiglieri comunali
di quel territorio. Tutti
presteranno un servizio
civico a titolo gratuito,
fatto salvo il rimborso
spese.
A PAGINA 11
Ibrahimovic:
confermata
la squalifica
Ira del Milan
di GIOVANNI BIANCONI
LE PROVINCE
RESISTONO
(PERÒ DEVONO
DIMAGRIRE)
M. A. Calabrò a pagina 30
Cesare Rimini a pagina 55
Salterà la sfida scudetto con la Juve
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Oggi in edicola a 9,90 euro
più il prezzo del quotidiano
È razzista dire
che sono un uomo
senza patria
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Esporteremo negli
Usa o dovremo
chiudere 2 impianti
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arà la prova balistica a stabilire se sono stati i marò
italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre
(nella foto agli arresti domiciliari) a uccidere i
pescatori della comunità di Moothakara a bordo della
petroliera italiana a Kochi, in India. A PAGINA 21
4
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Marco Del Corona
e Dario Di Vico a pagina 23
A PAGINA 65
Napolitano ai partiti: no agli emendamenti fuori tema
Mani Pulite
Le immagini
I nostri giovani in posti chiave del museo
di GIUSEPPE SARCINA
di MASSIMO MUCCHETTI
S
e il capo della polizia
decide di utilizzare
parole forti come
quelle che ha pro-
nunciato durante la sua audi-
zione alla Camera a proposi-
to dei pericoli che possono
derivare dalla violenza degli
anarco-insurrezionalisti,
non è il caso di sottovalutare
il segnale che ha voluto lan-
ciare. Non per essere allarmi-
sti, ma per meglio misurarsi
con la realtà che ha descrit-
to, e che di tanto in tanto si
manifesta con qualche mes-
saggio esplosivo o fuoco di
piazza. Per attrezzarsi con gli
strumenti di comprensione
adeguati di fronte a ciò che
è accaduto e può accadere.
Per non stupirsi alla prossi-
ma manifestazione che do-
vesse sfociare in tumulti o
in scene di guerriglia urba-
na, come fossero fulmini a
ciel sereno. Perché il cielo,
dice il responsabile tecnico
della sicurezza in Italia, non
è sereno.
Manganelli è un investiga-
tore esperto, oltre che un af-
fidabile alto funzionario del-
lo Stato. Ha parlato di «assas-
sinio» messo nel conto dai
sovversivi del nostro tempo
perché loro stessi hanno uti-
lizzato quel termine, in un
documento messo in circola-
zione via Internet. Non ci so-
no, a quel che si sa, indagini
che hanno svelato progetti
specifici. Ma il fatto stesso
che si discuta anche di que-
sto salto di qualità, tra chi
nell’ombra spedisce pac-
chi-bomba o col volto coper-
to tenta di incendiare le città
com’è accaduto a Roma nel-
l’ottobre scorso, è un sinto-
mo che qualcosa potrebbe
mutare anche nei progetti di
chi ipotizza di lanciare una
molotov o commettere un
omicidio «senza alcuna ge-
rarchia di importanza». E
che più avanti, nello stesso
documento, annuncia: «Con-
tinuiamo a percorrere tutte
le strade che possano afflui-
re nel fiume rivoluzionario.
Scontri di piazza, lotte popo-
lari, progetti di lotta radicale
più circoscritti, contribuisco-
no tutti a dar nuova linfa alle
nostre pratiche d’attacco».
Sono solo parole scritte, e
nella pratica finora i militan-
ti dell’anarchismo più estre-
mo non hanno mai mostrato
di cercare il morto. Però le
parole scritte hanno un pe-
so, e se un insegnamento si
può trarre dalla stagione del
piombo che per fortuna di
tutti non sembra nemmeno
all’orizzonte, è che a forza di
lanciare proclami, prima o
poi qualcuno che tenta di tra-
sformarli in realtà si può
sempre trovare. Ma il conte-
sto, rispetto a tre o quattro
decenni addietro, è talmente
diverso che ogni paragone
non pare proponibile.
Tuttavia, proprio il conte-
sto di oggi non è immune da
tensioni e conflitti nei quali
si possono inserire coloro
che vogliono alzare lo soglia
dello scontro oltre le fisiolo-
giche contrapposizioni. At-
traverso la violenza di strada
o le spedizioni esplosive veri-
ficatesi nei mesi scorsi. E le
conseguenze possono diven-
tare imprevedibili, anche al
di là delle intenzioni di chi
le mette in pratica.
Per questo il monito del
capo della polizia — preso
per quello che è, nelle sue
esatte dimensioni — non va
trascurato. Senza drammatiz-
zare, ma nemmeno minimiz-
zare. Soprattutto da parte
delle forze politiche, tutte,
pronte a indignarsi o invoca-
re strette repressive dopo
ogni disordine che supera il
livello di guardia. Manganel-
li parlava prima di tutto a lo-
ro. E parlava a chi dovesse
prendere sotto gamba il cli-
ma che s’è palesato con le ag-
gressioni al procuratore Ca-
selli, anch’esse fortunata-
mente solo verbali a parte
qualche intemperanza più
eclatante. Non è in discussio-
ne il diritto di contestare al-
cunché, le opinioni come i
provvedimenti giudiziari.
Ma di pretendere di eserci-
tarlo evocando la violenza, o
cercando di impedire la li-
bertà di espressione. Magari
per rivendicare altre libertà.
Questo no.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il calibro dei proiettili
può scagionare i marò
di DINO MARTIRANO
Il Tribunale che usa la neuroscienza
Se il giudice può leggere
nella mente del teste
P
er la prima volta una
tecnica di neuroscien-
za, sperimentata dal giu-
dice sulla vittima di un re-
ato con il suo consenso e
applicata nel Tribunale di
Cremona, entra in un pro-
cesso non a motivare atte-
nuanti, ma a fondare una
condanna: 1 anno a un
commercialista per mole-
stie sulla stagista.
A PAGINA 29
Il più pagato tra i dirigenti è Manganelli
di GIAN ANTONIO STELLA di LUIGI FERRARELLA
«Troppe aziende statali
La Cina rischia il crac»
Il divorzio in un anno
va bene anche ai figli?
COSTA e M. COLOMBO
Dal recupero dell’eva-
sione sgravi per i redditi
bassi, arriva l’Ici sui beni
della Chiesa. Scontrini,
Iva, spesometro «legge-
ro»: nasce il nuovo model-
lo fiscale. Piano sul welfa-
re. Il ministro Fornero
chiede, dal 2017, ammor-
tizzatori per tutti, ma pa-
gati da aziende e lavorato-
ri. Gelo dei sindacati.
Le regole. Monito del
presidente Napolitano ai
partiti: no agli emenda-
menti fuori tema. Il presi-
dente del Consiglio Monti,
che ieri ha incontrato il pri-
mo mi ni stro Mari ano
Rajoy, ha detto delle nuo-
ve regole spagnole: «Sono
molto impressionato per
ciò che è già stato fatto su
banche e lavoro».
Passi indietro. A Bruxel-
les, nella conferenza del
commissario europeo agli
Affari economici come nel-
le parole del presidente
della Bce, Draghi, rinnova-
ta l’urgenza della riforma.
Si accende lo scontro sulle
liberalizzazioni. Monti:
niente passi indietro.
DA PAGINA 5 A PAGINA 15
Nuovo fisco e piano sul lavoro
«G
li Usa hanno fatto quan-
to l’Europa si è illusa di
poter evitare: chiudere un certo
numero di fabbriche. E questo
offre una straordinaria oppor-
tunità alla Fiat. Negli Stati Uni-
ti, un terzo della domanda di
auto potrà essere soddisfatta
solo da Messico, Canada o dal-
l’Europa. E Chrysler non riapri-
rà i siti ceduti alla liquidazio-
ne. Dunque, è Fiat che potrà
esportare negli Usa. Questo
penso di fare per l'Italia ed è
per questo che trovo insopporta-
bilmente razzista dipingermi
come un uomo senza patria».
Nel colloquio con il Corriere,
l’amministratore delegato della
Fiat, Sergio Marchionne, offre
un patto ai sindacati e al gover-
no: «L’indebolimento dell’euro
verso il dollaro aiuta, non chie-
derò più rottamazioni, ma ser-
vono costi competitivi, l’utiliz-
zo pieno e flessibile degli im-
pianti e una regia nel rapporto
tra l’industria e la ricerca».
Fiat Auto ha lasciato Termi-
ni Imerese. Oggi ha Mirafiori,
Cassino Atessa, Melfi e Pomi-
gliano. «Credo che ogni stabili-
mento starà al suo posto. Ab-
biamo tutto per cogliere l’oppor-
tunità degli Usa, ma se non ac-
cadesse dovremmo ritirarci da
due siti dei cinque in attività».
ALLE PAGINE 2 E 3
Sorpresa, «les italiens»
alla guida del Louvre
Sono 57 gli alti funzionari dello Stato che guadagna-
no più del primo presidente della Cassazione, 294 mi-
la euro, cifra limite imposta dal decreto salva Italia. In
base all’elenco consegnato alla Camera dal ministro
Patroni Griffi, lo stipendio più alto è quello di Antonio
Manganelli, capo della polizia: 621 mila 253,75 euro.
ALLE PAGINE 16 E 17 Guerzoni, Stringa
I 57 manager di Stato
e lo stipendio da tagliare
I due militari fermati in India
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La riforma
Gli ammortizzatori cambiano dal 2017, gelo delle parti sociali. Lite sulle liberalizzazioni
«O
h, les italiens!».
Gli sbuffi d’impa-
zienza di Nicolas Sarkozy
ai tempi dello scontro sul-
la Bce sono al Louvre so-
spiri di ammirazione:
«Oh, les italiens!». E non
solo per Leonardo e Raffa-
ello e Giotto e Botticelli e
Beato Angelico e tutti gli
altri geni la cui luce illumi-
na sfolgorante le gallerie.
CONTINUA A PAGINA 31 9
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italia: 515249535254
Codice cliente:
2 Primo Piano
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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Parla
l’amministratore delegato
di Fiat-Chrysler:
l’Europa si era illusa di
poter evitare scelte
dolorose ora inevitabili
«Le fabbriche italiane saranno salve
Barak Obama
Ci auguriamo
un risultato uguale
al Congresso
e alla Casa Bianca
Susanna Camusso
Parla troppo di
Marchionne e di Fiat
sui media e troppo
poco con noi
Mario Monti
In pochissimo
tempo, ha dato
l’idea di un Paese
che sta svoltando
Alberto Bombassei
Se lo appoggio in
Confindustria sarà
un referendum su
Fiat? Non m’importa
solo se esporteranno in America»
Ferdinand Piëch
È un grandissimo,
ma dell’Alfa Romeo
vuole solo il marchio
e non glielo daremo
«Ma senza costi competitivi dovremo ritirarci da 2 stabilimenti su 5 »
❜❜ ❜❜ ❜❜ ❜❜ ❜❜
Sergio
Marchionne
54
«H
a visto? Chrysler ha ritirato la do-
manda dei prestiti federali per le
auto ecologiche». Il colloquio con
Sergio Marchionne, amministratore delegato
della Fiat, parte dall’America e sull’America fi-
nirà.
Dottor Marchionne, perché decidere ora
quando Gm vi aveva rinunciato tempo fa?
«Perché ora Chrysler non ha più bisogno di
quei dollari...».
Tre miliardi al tasso dello 0,1%.
«Alla fine eravamo scesi a 2, ma il tasso d’in-
teresse basso si accompagnava a vincoli sugli
aumenti di capitale e agli investimenti fuori
dagli Usa. Troppi per mettersi le manette».
Adesso avete le mani libere.
«Sì, i prestiti dei governi di Stati Uniti e Ca-
nada li abbiamo restituiti nel 2011, versando
mezzo miliardo di dollari quale risarcimento
degli interessi che avremmo dovuto pagare se
fossimo rimasti debitori fino alla scadenza».
Tiferete per la riconferma del presidente
Obama che vi diede Chrysler?
«Ci auguriamo un risultato elettorale chia-
ro, con la stessa maggioranza al Congresso e
alla Casa Bianca. Sennò si fatica a governare».
Sembra neutrale. Con Obama lo Stato è in-
tervenuto nell’economia. Socialismo, accusa-
no i repubblicani. Lei che pensa?
«L’intervento dello Stato non può essere
giudicato in assoluto. Io condivido i valori
americani, il primato dell’iniziativa privata.
Ma nel 2008 l’economia intera stava andando
alla malora. Il bail out dell’auto è stato necessa-
rio perché il sistema finanziario non era più in
grado di affrontare i fallimenti. Ora i fondi
Tarp sono stati quasi tutti rimborsati».
Come vede il 2012 per l’America?
«Sono molto ottimista».
Con tutto quel debito pubblico?
«In quel concorso di bellezza che è la vita
spesso vince la meno brutta».
E l’Italia?
«Non siamo in condizioni floride. E però il
nuovo governo, in pochissimo tempo, ha dato
al mondo l’idea di un Paese che sta svoltando.
Un successo incredibile. Ero a Washington du-
rante la visita del premier Mario Monti. Ha
avuto un’accoglienza straordinaria: Monti è
stato un’ora a colloquio con il presidente Oba-
ma, ha riscosso grandissima attenzione al Pe-
terson Institute, il think tank più importante.
L’America è un animale enorme, che tende a
percepire tutti gli altri come piccoli. Non è faci-
le che dia tanta importanza ai suoi ospiti...».
Silvio Berlusconi attaccava i giudici dal-
l’estero. E lei non certo incoraggiava i capita-
li internazionali dicendo che la Fiat non pote-
va investire in Italia per colpa della Fiom.
«Un momento: io non ho mai parlato male
dell’Italia. Ho solo riconosciuto quello che non
va perché era serio farlo nell’interesse della
Fiat, che è un gruppo multinazionale, e, se per-
mette, del mio Paese».
Se in America le chiedessero: dimmi, Ser-
gio, adesso conviene investire in Italia?
«Conviene investire man mano che le rifor-
me del governo Monti vanno avanti».
Tra queste spicca la riforma del mercato
del lavoro. Che cosa pensa dell’articolo 18?
«Che ce l’ha solo l’Italia. Meglio assicurare
le stesse tutele ai lavoratori in uscita in modi
diversi, analoghi a quelli in uso negli altri Pae-
si. Diversamente, le imprese estere non capi-
scono e non vengono qui a investire».
E la Fiat che fa?
«La Fiat sta investendo».
E’ soddisfatto degli accordi sindacali?
«Sì. Ora possiamo lavorare».
Come mai allora, 14 mesi dopo il referen-
dum, la produzione di Mirafiori scende da
70 mila a 54 mila auto l’anno quando se ne
dovrebbero produrre 280 mila? Il progetto
Fabbrica Italia, presentato nell’aprile 2010 a
palazzo Chigi, appare in ritardo.
«Pomigliano è ripartita. Venga a visitarla:
vedrà una fabbrica modello...».
Senza più iscritti Fiom tra i neoassunti.
«Falso. Si legga il Giornale. Riporta le parole
on records di lavoratori che erano iscritti alla
Fiom e non ne vogliono più sapere. Ma abbia-
mo deciso di non parlare più di Fabbrica Italia.
Siamo l’unica azienda al mondo da cui si pre-
tendono informazioni così di dettaglio. Gli in-
vestimenti li comunichiamo man mano li fac-
ciamo. E li facciamo in base al mercato. A Mira-
fiori, non si lavora per riempire i piazzali di vei-
coli invenduti. Ma Mirafiori tornerà a regime
entro la fine del 2014 con un modello Fiat e
uno Chrysler».
E’ sano che sindacalisti dal seguito non
trascurabile siano costretti a uscire dagli sta-
bilimenti portandosi via gli scatoloni come i
banchieri della Lehman dopo il crac? Perfi-
no negli anni di Valletta le commissioni in-
terne davano cittadinanza a tutti.
«Lasciamo la storia agli storici. Il quadro an-
che giuridico era diverso. La Fiom si trova in
questa situazione in seguito al referendum del
1995 sulle rappresentanze sindacali, che essa
stessa aveva sostenuto, e perché non firma
quando pure l’accordo è stato approvato dalla
maggioranza assoluta dei lavoratori».
In un Paese che ha avuto il terrorismo ros-
so è saggio isolare il sindacalismo radicale?
«Onestamente, non vedo oggi rischi analo-
ghi a quelli di oltre trent’anni fa».
E se il governo regolasse il diritto di scio-
pero e le rappresentanze sindacali attuando
gli articoli 39 e 40 della Costituzione, e dun-
que riaprendo le porte delle fabbriche alle si-
gle che raggiungono un certo quorum?
«Che senso ha schierarsi sulle ipotesi? Qual-
si asi ri f orma non pot rà presci ndere
dall’esigibilità degli accordi approvati dalla
maggioranza dei lavoratori. La Fiat sarà coe-
rente con le intese raggiunte con tutti gli altri
sindacati e convalidate dalla magistratura. Se
si assume le sue responsabilità, la Fiom può
rientrare già adesso. Ma temo che Maurizio
Landini stia facendo una battaglia politica».
Difende, dice, i diritti dei lavoratori.
«C’è forse un sindacalista che dica il contra-
rio? In pratica, vedo un Landini più rigido,
molto di più del suo predecessore, Gianni Ri-
naldini, con cui si poteva dialogare».
Ha mai cercato un chiarimento?
«Ci sono stati incontri riservati con espo-
nenti della Fiom. La sinistra più intelligente
ha provato a ricucire. Ma è andata male. Non
possono pretendere che, nei fatti, sconfessi Ci-
sl, Uil, Ugl e Fismic».
In Cgil c’è ora Susanna Camusso.
«Con Epifani si riusciva a ragionare di più.
Camusso forse parla troppo della Fiat e di Mar-
chionne sui media e troppo poco con noi».
Vorrà evitare che nasca una quarta confe-
derazione a egemonia Fiom.
«Io sono un metalmeccanico che fa automo-
bili. E fatica a capire chi considera Parlamenti i
sindacati. In America, il capo della Uawcoman-
da e sa prendere impegni. Lo stesso accade in
Germania con l’Ig Metal. E, mi creda, non so-
no sindacati comodi».
L’Italia ha la sua storia.
«Di troppa storia si muore».
mila Le auto previste per il 2012
nello stabilimento di Mirafiori L’intervista «I miei piani»
Il gruppo,
i numeri
Quale dei due
impianti chiudere?
Marchionne cita
la «Scelta di Sophie»
(
“Sono Elliott Erwitt, e lo sono da un certo numero di anni.”
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Codice cliente:
3 Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
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Gli incontri segreti con la Fiom? La
sinistra più intelligente ha provato a
ricucire. Landini? Più rigido di Rinaldini
4,1 1,3 6
La sua dichiarazione pro Bombassei e
l’eventuale rientro in Confindustria non ri-
schiano di trasformare il dopo Marcegaglia
in un referendum sulla Fiat?
«Al referendumnon ci avevo proprio pensa-
to. Ma riflettendoci non mi interessa molto.
Ho voluto semplicemente dire che stimo Bom-
bassei come persona e come imprenditore e
che credo sia in grado di cambiare radicalmen-
te Confindustria che, come tutto il Paese, deve
essere profondamente modernizzata».
Veniamo ai bilanci. Parlate di record per il
2011, ma Fiat e Fiat Industrial assieme fanno
un utile della gestione ordinaria di 4,1 miliar-
di, pari al 4,8% dei ricavi aggregati quando
nel 1989 il gruppo Fiat portò a casa, a mone-
ta attualizzata, 4,8 miliardi di euro, pari al
9% dei ricavi di allora.
«Nel 1989 c’erano business poi gradualmen-
te ceduti: Telettra, Snia, Impresit, sistemi ferro-
viari, Avio. Nel loro insieme, contribuivano
per 700 miliardi di lire al risultato operativo
consolidato di 4.670 miliardi. A parità di peri-
metro e a moneta inflazionata, quel margine
sarebbe di 4 miliardi di euro. Dunque...».
Beh, nell’89 non c’era Chrysler.
«Consolidi allora pro forma Chrysler per 12
mesi e vedrà che il risultato della gestione ordi-
naria arriva a 5 miliardi di euro: 3,3 miliardi
Fiat Spa e 1,7 Fiat Industrial».
Ma su ricavi ancora maggiori. Dunque, i
margini restano minori, fatale per i produt-
tori generalisti europei. Concentriamoci per-
ciò su Fiat Spa, il cui cuore è appunto l’auto.
Ebbene, senza l’apporto di Chrysler e la riva-
lutazione delle azioni Chrysler ottenute sen-
za esborso monetario, e con un’aliquota fi-
scale media del 24%, l’utile netto consolida-
to di Fiat Spa supera di poco i 300 milioni.
Non è molto…
«Nel 2011, l’aliquota fiscale media è del 24%
perché risente dell’impatto quasi nullo dei pro-
venti atipici. Con un carico fiscale normalizza-
to in relazione ai diversi Paesi dove operiamo,
e senza Chrysler e i proventi atipici, l’utile sa-
rebbe di 700 milioni...».
Escludevo la quota delle minoranze. Ma
non è questo il punto. Con trasparenza, lei
avverte che l’auto non è ancora a posto. Ed è
questo il grosso problema per l’Italia.
«In effetti, ipotizzando Chrysler quale parte
integrante del gruppo Fiat per l’intero 2011 e
non solo per i 7 mesi citati, si può stimare che
le attività automobilistiche in America Latina
diano il 37%del risultato della gestione ordina-
ria e quelle nordamericane il 52%. Il resto del
gruppo perderebbe appunto 500 milioni già a
livello operativo se non potesse compensare
con i risultati positivi di Ferrari, Maserati e
componentistica».
Non crede che la Fiat Spa abbia anche un
debito troppo grande e troppo costoso? Nel
2011 ha pagato 1,3 miliardi di oneri finanzia-
ri netti, pari al 55% del risultato della gestio-
ne ordinaria.
«L’esborso che lei cita comprende pure com-
ponenti di natura contabile per 200 milioni
quali la valutazione degli equity swap e l’attua-
lizzazione dei fondi pensione. Fiat-Chrysler ha
debiti finanziari per 26,8 miliardi di euro. Ma
una ventina restano liqui-
di».
Gli impieghi liquidi, si
sa, rendono meno di quan-
to costi il debito. Quanto
meno?
«Quasi 700 milioni».
Non converrebbe ridur-
re tanta liquidità?
«Ma lei si fida dei merca-
ti finanziari?».
Molto poco.
«E allora dovrà ricono-
scere che questa liquidità è
la nostra polizza contro un
credit crunch; il suo costo è
il premio assicurativo».
Vedere tanta liquidità ferma in un Paese
che ha avuto la Parmalat...
«Ma come si permette?! Si tratta di disponi-
bilità liquidabili in tempi brevissimi e investi-
te con controparti solide. Nessun legame con
FGA Capital (la joint-venture con il Credit Agri-
cole per il finanziamento delle vendite, ndr)
né con le posizioni bancarie dei concessionari.
Non ci sono Gmac nel nostro perimetro, tanto
per capirci (Gmac era la «banca» commerciale
di Gm che la tirò a fondo, ndr). Il fatto è che la
liquidità serve perché è finito il tempo dei con-
vertendi!».
Spieghiamo. Si chiamò convertendo un
prestito di 3 miliardi che si convertiva dopo
3 anni in azioni e che nel 2002 salvò la Fiat.
«Oggi le banche, con gli accordi di Basilea,
non potrebbero fare un prestito di quel tipo
nemmeno se volessero».
Quanto pagano il denaro Fiat e Chrysler?
«La prima il 6%, confermato anche nell’ulti-
ma emissione obbligazionaria in franchi sviz-
zeri, e l’altra poco più dell’8%».
Perché questa differenza se Chrysler è me-
glio di Fiat? Il mercato si preoccupa perché
ha un patrimonio netto negativo per 3 miliar-
di di dollari e uno netto tangibile negativo
addirittura per 8 miliardi?
«Il patrimonio netto contabile di Chrysler ri-
sente degli oneri straordinari sostenuti al riav-
vio dell’attività nel 2009. E gli intangibles pesa-
no per il 13% del totale di attività, impianti e
macchinari per il 41%. Sono solo questioni
contabili. Oggi il business fa profitti e cassa, le
vendite aumentano del 26% in un mercato che
cresce del 10%, ed è ciò che conta».
Chrysler dovrà pagare pensioni per circa
32 miliardi di dollari e ha attività finanziarie
per 25,5 miliardi. Uno squilibrio pesante che
non viene ricompreso nel debito.
«La quota unfunded del fondo pensioni non
è un debito finanziario, ma un impegno verso
i dipendenti da onorare nel tempo. Molte im-
prese americane hanno quote unfunded nei
fondi pensione. D’altra parte, l’1% in su o in
giù nei tassi rivaluta o svaluta di 3 miliardi le
attività finanziarie del fondo Chrysler».
Le decisioni della Federal Reserve conta-
no più delle vostre, verrebbe da dire. Ma se
la Fiat sale all’80% del capitale Chrysler, di-
venta responsabile in via surrogatoria di
eventuali inadempienze del fondo pensioni.
«Sarebbe un problema solo se Chrysler ver-
sasse in stato di insolvenza. Gli Organizational
Documents di Chrysler, comunque, assicura-
no che Fiat non sarebbe soggetta a tali obbli-
ghi in maniera inattesa. Ma oggi Chrysler va
bene, ne abbiamo il 58% e il resto appartiene
al fondo Veba dei sindacati».
Che rimarranno soci ancora a lungo?
«Non troppo a lungo. O compreremo noi
quelle azioni (abbiamo un’opzione) o trovere-
mo assieme il modo di ricollocarle».
Quale futuro per Fiat-Chrysler?
«Le ipotesi sono tre: a) un’offerta pubblica
delle azioni Chrysler; b) Fiat compra e sale al
100%; c) si fa la fusione Fiat-Chrysler che com-
porterebbe l’automatica quotazione di Chry-
sler e diluirebbe sia Veba che Exor».
Qual è l’ipotesi più probabile?
«La meno probabile è la prima».
Dottor Marchionne, Giovanni Agnelli non
volle rinunciare al controllo sull’auto. Lei ri-
conobbe con gli analisti che Fiat Auto da tan-
ti anni non ripagava il costo del capitale inve-
stito dai soci. Qual è il suo mandato?
« Il mio mandato nel 2004 era molto sempli-
ce: salvare un’azienda quasi fallita. E ci siamo
riusciti. Poi di rendere la Fiat redditiva. E il ri-
sultato del 2011, pur in una situazione econo-
mica molto difficile, mi pare testimoni che
l’operazione è ampiamente riuscita».
L’entità dei suoi compensi fa discutere.
«I miei compensi hanno una parte fissa e
una variabile costituita da opzioni sulle azioni
Fiat, e dunque legata alle quotazioni del titolo.
E’ questa che ha indotto a certi calcoli. In real-
tà, nel 2004, quando nessuno ci credeva, mi è
stato assegnato lo stesso numero di opzioni
che aveva Giuseppe Morchio, e un prezzo
d’esercizio più alto. Per quattro anni su otto
non avevano alcun valore. Se oggi ce l’hanno,
dipende dall’andamento del titolo di cui bene-
ficiano tutti i soci».
Ma c’è un’enorme sproporzione tra i com-
pensi dei top manager e quelli del dipenden-
te medio. Un tempo non era così.
«Trent’anni fa non si era ancora creato un
mercato delle competenze manageriali come
quello attuale».
Lo spread tra le obbligazioni Volkswagen
e quelle Fiat è superiore al differenziale tra i
Btp e i Bund tedeschi. Come mai?
«Ciascun debitore ha la sua storia».
Infatti, lo Stato italiano ha varato la mano-
vra per risanare i
conti pubblici. La
Fiat farà un aumen-
to di capitale?
«Non serve. Nel
2012 investiremo ol-
tre 7 miliardi, ma
senza aumentare il
debito. Useremo
semmai un po’ del-
l a n o s t r a
liquidità…».
E intanto zero di-
videndo alle ordi-
narie.
«E’ il momento
di rafforzare il patri-
monio. Più in generale, si deve capire che l’au-
to è un business che, quando tira, genera mol-
ta cassa. Già nel 2007 il gruppo Fiat aveva azze-
rato il debito industriale netto».
Ne avete abbastanza per reggere la sfida
della multipiattaforma Volkswagen per 20
modelli diversi?
«Fiat spende in ricerca e sviluppo il 5,3% dei
ricavi La media dei produttori generalisti euro-
pei è del 5,7%. Ce la stiamo giocando. La multi-
piattaforma Volkswagen rientra nei processi
di standardizzazione e razionalizzazione comu-
ni a tutti i produttori, anche se c’è chi ha co-
minciato prima e chi, come noi, un po’ dopo.
Ferdinand Piëch è un grandissimo. Ma con le
sue 10 architetture, Fiat-Chrysler riuscirà a
non sacrificare le prestazioni delle vetture di
segmento superiore e a non caricare costi inso-
stenibili su quelle di segmento inferiore. Già
nel 2014 metà dei nuovi modelli Chrysler e
Fiat verranno da una piattaforma comune».
Ford e Gm varano piattaforme da 2 milio-
ni di pezzi.
«Oltre il milione le economie di scala tendo-
no a esaurirsi».
Ma dove sono questi nuovi modelli?
«La Fiat ha scelto di rallentare il lancio dei
nuovi modelli per la scarsità della domanda in
Europa».
I concorrenti fanno il contrario.
«Ed ecco che Peugeot-Citroen, Opel, Re-
nault e la stessa Ford Europe perdono soldi
nel Vecchio Continente».
Come voi, del resto. Ma almeno hanno di-
feso le quote di mercato.
«Ragionando così non si va lontano. Guar-
diamo avanti. La domanda di automobili in Eu-
ropa è destinata a rimanere bassa ancora a lun-
go. Almeno fino al 2014. Le case generaliste
hanno troppa capacità produttiva…».
Secondo il Financial Times, Renault e Psa
sfruttano gli impianti al 62%, Fiat al 50%.
Volkswagen al 75%.
«Volkswagen è un caso a parte. Ha comin-
ciato 20 anni fa a scalare il mondo e ci sta arri-
vando. La Francia invece si era illusa di poter
reggere tale e quale, magari con i sussidi stata-
li. Ora anche Philippe Varin, il mio collega del-
la Psa, pone il problema dell’eccesso di capaci-
tà produttiva in Europa. Ma la Fiat ha una stra-
ordinaria opportunità negli Stati Uniti. Che
hanno fatto quanto l’Europa si era illusa di po-
ter evitare: chiudere un certo numero di stabi-
limenti per abbassare i costi fissi in relazione
alla domanda attesa nella produzione di mas-
sa. Le linee premium, dove eccellono Bmw,
Audi, Mercedes, Porsche, ma anche le nostre
Ferrari e Maserati, sono tutto un altro film...».
L’Europa come la Detroit del 2005?
«Ricordo solo che Chrysler perdeva venden-
do quasi 3 milioni di automobili, oggi pareg-
gia con 1,5 milioni e nel 2012 ne venderà 2,4
milioni. La domanda sta rifiorendo…».
Chrysler riaprirà i siti dismessi?
«No, quelli sono finiti alla car.co in liquida-
zione. Le fabbriche della nuova Chrysler stan-
no già marciando a pieni giri. Potremo aumen-
tarne un po’ la capacità produttiva. Ma ormai
negli Usa c’è un terzo della domanda che potrà
essere soddisfatta solo dal Messico, dal Cana-
da o dall’Europa. Gli stabilimenti Fiat italiani
hanno l’opportunità di esportare negli Stati
Uniti. Questo penso di fare per l’Italia ed è per
questo che trovo insopportabilmente razzista
dipingermi come un uomo senza patria: svizze-
ro, canadese, americano, italiano a seconda
delle comodità polemiche».
Che cosa ci vuole adesso?
«L’indebolimento dell’euro verso il dollaro
aiuta, ma servono costi competitivi. Sa perché
gli Usa funzionano con un costo orario del la-
voro più alto di quello italiano? Perché si utiliz-
zano in modo pieno e flessibile gli impianti.
L’Italia deve tenerne conto».
Ma bisogna anche avere il prodotto. La
Chrysler ha avuto la tecnologia Fiat...
«Chrysler è tornata al profitto ristrutturan-
dosi, e cioè con le sue forze. Il primo modello
a tecnologia Fiat è la Dart. Che abbiamo comin-
ciato a vendere adesso».
Grazie agli accordi, Fiat ha avuto il 35% di
Chrysler in cambio dell’accesso a tutte le sue
tecnologie da parte della casa di Auburn Hil-
ls. Il governo americano le valuta miliardi di
dollari. Nel bilancio Chrysler sono iscritte
per 320 milioni di dollari.
«Confermo i numeri di Chrysler».
Che danno a Fiat 120 milioni di guadagno.
«Il prezzo delle tecnologie dipende dalle cir-
costanze in un cui vengono scambiate».
La Fiat inventò il common rail e lo vendet-
te per poche decine di miliardi di lire.
«Non giudico quelle scelte. Non c’ero. Nelle
condizioni in cui è oggi la Fiat non lo vende-
rei. Magari ci farei una licenza».
L’Italia ha ancora un cluster dell’auto com-
petitivo oppure no?
«La storia è grande, ma anche la Grecia era
il bacino della democrazia. Esistono ancora dif-
fuse competenze. Non mancano tentativi di ag-
gregazione. Ma manca una regia. E oggi anche
la Chrysler sta dimostrando inaspettate capaci-
tà tecnologiche. Lo dico sempre ai nostri inge-
gneri: non si vive sugli allori».
Chi dovrebbe essere il regista?
«Se ne dovrebbe occupare chi guida la politi-
ca industriale del Paese».
La Fiat non è riuscita a rilanciare l’Alfa Ro-
meo. Perché non la cede a Volkswagen?
«Perché non la vogliamo vendere. E in ogni
caso Piëch vorrebbe solo il marchio».
Non si prenderebbe un sito produttivo?
«So quel che dico. E l’Alfa ci serve in Ameri-
ca».
In Brasile, Serbia, Usa la Fiat trova diversi
ma sempre rilevanti aiuti da parte degli Sta-
ti. Che cosa si attende dal governo italiano?
«Mi attendo soprattutto che non dia altri in-
centivi alle rottamazioni. E’ vero, in passato li
abbiamo chiesti anche noi. E abbiamo fatto
male. Anche perché hanno sostenuto al 70% le
vendite dei concorrenti».
La Fiat Auto ha lasciato Termini Imerese.
Le restano Mirafiori, Cassino, Atessa, Melfi
e Pomigliano. Se non funzionassero le espor-
tazioni verso gli Usa, quanti sarebbero i siti
eccedenti?
«Tutti gli stabilimenti staranno al loro po-
sto. Abbiamo tutto per riuscire a cogliere l’op-
portunità di lavorare in modo competitivo an-
che per gli Stati Uniti, ma se non accadesse do-
vremmo ritirarci da 2 siti dei 5 in attività».
Quali?
«Ricorda Sophie’s choice? Nel film, alla fer-
mata del treno il nazista chiede a Sophie uno
dei suoi due figli. In caso contrario li avrebbe
ammazzati tutti e due. Sophie resiste, ma alla
fine deve scegliere e passa il resto della sua esi-
stenza con l’incubo di quella decisione. Dun-
que, per favore, non me lo chieda».
Massimo Mucchetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
miliardi L’utile della gestione ordinaria
nel 2011 di Fiat e Fiat Industrial
miliardi Gli oneri finanziari netti di Fiat
spa, il 55% dell’utile ordinario
per cento Il costo del denaro per Fiat
Mentre per Chrysler è di poco più dell’8%
Italocanadese
È cittadino canadese,
residente in Svizzera ma è
nato in Italia, a Chieti da
famiglia di origine istriana, il
cinquantanovenne Sergio
Marchionne, amministratore
delegato Fiat dal 2004 (nella
foto con John Elkann) e ceo di
Chrysler dal 2009
La carriera
Laurea in filosofia,
poi in legge e master
in business administration,
prima di approdare
al Lingotto
il manager guidava
la Sgs di Ginevra
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«Con le regole di Basilea
le banche non potrebbero più
salvarci come nel 2002. Perciò
conservo 20 miliardi in cassa»
Tute blu Il leader
Maurizio Landini
il personaggio
❜❜
italia: 515249535254
Codice cliente:
4
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
5 Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
#
I
l primo a segnalare che qualcosa non fun-
ziona, in Parlamento, è Pier Ferdinando Ca-
sini: l’alleato più irriducibile di Mario Mon-
ti, al punto da essere accusato di appoggiar-
lo acriticamente. «Bisogna andare avanti,
ma non come i gamberi», ha detto il leader centri-
sta drizzando le orecchie su quanto avveniva in
tema di liberalizzazioni. Evidentemente, il cedi-
mento dell’altro ieri sui taxi e le farmacie rischia
di essere percepito come la dimostrazione che il
governo spedisce messaggi contraddittori e si
può imbrigliare. Ma soprattutto, incrinato un
principio, i provvedimenti sono esposti all’ag-
gressione o allo svuotamento da parte delle cor-
porazioni.
La lettera inviata dal capo dello Stato, Giorgio
Napolitano, a Monti e ai presidenti delle Camere,
Renato Schifani e Gianfranco Fini, cerca di scon-
giurarlo sul versante del «Milleproroghe», il de-
creto chiamato a risolvere alcune questioni rima-
ste in sospeso. Il presidente della Repubblica
chiede di non stravolgere con emendamenti im-
propri leggi che altrimenti rischiano di essere giu-
dicate incostituzionali dalla Consulta. Insomma,
la strategia del governo dei tecnici deve fare i con-
ti con resistenze diffuse. Il rinvio a oggi della riu-
nione della commissione che si occupa di libera-
lizzazioni conferma la difficoltà di piegare le dina-
miche parlamentari.
La determinazione di Pdl, Pd e Udc a sostenere
Monti fino al 2013 marcia in parallelo con interes-
si e frustrazioni trasversali. Ieri sera il presidente
del Consiglio ha ricevuto a palazzo Chigi il segre-
tario del Pd, Pier Luigi Bersani, per parlare di ri-
forma del mercato del
lavoro: tema conside-
rato sia da Monti, sia
dal presidente della
Bce, Mario Draghi,
una delle questioni
sulle quali si giocano
la credibilità europea
del governo, e la capa-
cità del premier di te-
nere unita la propria
maggioranza. Ma i
fronti sono più d’uno,
e fanno spuntare altri
spigoli.
Il problema è capire fin dove sarà accettato il
compromesso, con una sinistra percorsa da forti
tensioni e la Cgil ferma sul «no». Bersani promet-
te che il Pd non parteciperà a manifestazioni con-
tro Monti; e dopo il colloquio a palazzo Chigi di-
ce di avere colto «l’intenzione vera di voler trova-
re una soluzione». Ma probabilmente sarà neces-
saria una pressione al limite della forzatura sui
gruppi parlamentari del Pd: anche perché il go-
verno non vuole essere accusato di provocare la-
cerazioni all’interno dei partiti alleati. Ma l’Idv in-
durisce, se possibile, l’opposizione. Antonio Di
Pietro accusa Monti di «chiedere la fiducia e poi
fregarsene, come Berlusconi». E la Lega di Umber-
to Bossi annuncia «rottura totale» col Cavaliere,
reo di appoggiare l’Esecutivo dei tecnici.
Il risultato è che nei prossimi giorni il premier
potrebbe essere costretto a presentare i provvedi-
menti su uno sfondo di tensione crescente. Mon-
ti ieri ha ribadito che è «doveroso» dialogare con
il Parlamento; ma ha anche precisato che il suo
«governo breve» si propone «obiettivi lunghi»,
al contrario del passato. Per questo accoglierà al-
cune proposte di modifica ritenute «migliorati-
ve», non altre. L’irrigidimento delle opposizioni
costringe i tre partiti che sostengono la sua coali-
zione anomala a non disunirsi. E dimostra quan-
to sia velleitario pensare a «maggioranze variabi-
li» che si saldano sulle singole misure: la boccia-
tura di alcuni provvedimenti, ieri alla Camera, le
fa apparire un azzardo. Volenti o nolenti, gli av-
versari di ieri sono obbligati a camminare insie-
me fino al 2013.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mario Monti? Svolge un ruolo determinante nella politica europea
Martin Schulz, presidente Parlamento europeo
Il Cavaliere
ROMA — Sulla riforma del
mercato del lavoro Mario Mon-
ti si sofferma di sfuggita, ma
per esprimere due concetti non
secondari. C’è un pizzico di invi-
dia per la Spagna, «sono molto
impressionato per quello che
ha già fatto su banche e lavo-
ro», e c’è anche una convinzio-
ne aggiuntiva, che vale per tut-
ti, compresa l’Italia: senza rifor-
me «il benessere» che abbiamo
conosciuto finora, noi come eu-
ropei, «rischia di scomparire».
L’occasione è la visita del pre-
mier spagnolo, Ma-
riano Rajoy, ma il
presidente del Con-
siglio discute dell’ar-
gomento anche in
un’intervista al quo-
tidiano El Mundo,
così come nell’in-
contro pomeridia-
no con il presidente
del Parlamento eu-
r o p e o , Ma r t i n
Schulz. «Non esisto-
no più —tiene a sot-
tolineare, in chiave
interna — le condi-
zioni di un tempo;
siamo in una econo-
mia in crescente glo-
balizzazione, e se
l’Italia vuole essere
competitiva non può mantene-
re leggi che sono ostacolo alla
flessibilità».
Il riferimento è al mercato
del lavoro, argomento italiano
che ieri aveva molteplici echi in-
ternazionali: a Bruxelles, nella
conferenza del commissario eu-
ropeo agli Affari economici co-
me nelle parole del presidente
della Bce, Mario Draghi, che ha
rinnovato urgenza e necessità
della riforma. E proprio su que-
sto punto Monti aggiunge di
aver suggerito a Rajoy «di avvia-
re un contatto diretto, a livello
di tecnici, per uno scambio» di
informazioni ed esperienze sul
«mercato del lavoro»: «Credo
che abbiamo molto da impara-
re» l’uno dall’altro.
Con il premier spagnolo, fra
i firmatari della lettera su cresci-
ta e mercato unico inviata alla
Commissione di Bruxelles po-
chi giorni fa, si discute anche
del prossimo Consiglio euro-
peo, che deve puntare ad affian-
care alla disciplina di bilancio
concorrenza e integrazione dei
mercati comunitari: un merca-
to veramente «unico permette-
rebbe di avere benefici molto ri-
levanti, in particolare nell’area
dei servizi l’introduzione di
una sana dose di concorrenza,
ancora carente nel settore, cree-
rebbe più imprese, più posti di
lavoro per giovani e abbassereb-
be i prezzi». Fra un conferenza
stampa e una dichiarazione c’è
spazio per ribadire che «non ci
sarà bisogno di una manovra
aggiuntiva» e soprattutto per ri-
battere alle accuse, anche del
Terzo polo, di concedere trop-
po alle lobby, in sede parlamen-
tare, sul decreto in tema di libe-
ralizzazioni: ci sono «modifi-
che che possiamo accogliere»
se rappresentano «un migliora-
mento», perché non sempre le
modifiche «sono un arretra-
mento» ma anche «altre modifi-
che che non possiamo accoglie-
re e non accoglieremo». Inol-
tre: «È nostra responsabilità far
prevalere l’interesse generale
con il bilanciamento della parte-
cipazione sacrifici ad un livello
che renda veramente il Paese
più competitivo».
Di mattina Monti interviene
all’inaugurazione dell’anno ac-
cademico della Scuola Ufficiali,
ricorda emozionato di esser sta-
to anche lui «ufficiale di com-
plemento», ma soprattutto riba-
disce così i caratteri del suo go-
verno: «La mia missione è fare
uscire l’Italia dalla zona di ri-
schio e incamminarla verso la
crescita. Il popolo italiano sta
dimostrando una maturità, nel-
l’accettare i sacrifici, una matu-
rità molto superiore a quanto i
politici pensavano che avesse».
E se il consenso del governo è
alto è «perché c’è la percezione
che stiamo facendo quello che
si doveva fare». In sintesi: «La-
voriamo in un governo breve
per aiutare il Paese a consegui-
re un obiettivo lungo». Berlu-
sconi sembra d’accordo: «Mon-
ti è bravo, è un borghese come
noi, Bossi vuole che rompa ma
non lo farò», dice ad una cena
davanti ad un gruppo di politi-
ci e giornalisti.
M. Gal.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Incontri con Schulz e Rajoy: bene la Spagna su banche e lavoro. Il sostegno di Berlusconi
❜❜
Con Bill Gates 8 anni dopo
«Io ero Commissario Ue...»
La Nota
ROMA — «Come forse saprai sono
stato dieci anni Commissario euro-
peo alla Concorrenza...».
Ha scelto l’ironia, garbata, per rom-
pere il ghiaccio. E Bill Gates è stato al
gioco, «I do remember...», gli ha ri-
sposto con prontezza, prima di acco-
gliere la battuta con una risata frago-
rosa, americana, propria di chi non
ha ruggini da smaltire.
Ieri pomeriggio il passato burrasco-
so fra il fondatore di Microsoft e colui
che gli inflisse una multa da mezzo
miliardo di dollari, che poi lievitò di
tre volte fra appelli e sentenze giudi-
ziarie, si è chiuso in un attimo e con
un solo accenno.
Non si vedevano e sentivano da al-
lora, da quel 2004 in cui alcune tele-
conferenze fra Bruxelles e Redmond,
nello stato di Washington, incrociava-
no gli argomenti del miliardario e del
Professore in modo tutt’altro che con-
viviale: il primo convinto di non do-
ver sborsare un solo dollaro di multa
e di non dover cedere di un millime-
tro alle richieste del querelante, la
concorrente Sun Microsystem, e il se-
condo deciso, come fece e scrisse, «a
stabilire una certezza giuridica su co-
sa vuole dire abuso di posizione do-
minante nelle tecnologie dell’infor-
mazione e della comunicazione».
Ma da allora ad oggi è passato mol-
to tempo: il Commissario europeo di
una volta ha fatto altra strada, è presi-
dente del Consiglio italiano, e Gates
ha anche lui cambiato percorso, dedi-
candosi quasi a tempo pieno alla sua,
e di sua moglie, "Bill & Melinda Gates
Foundation", fondazione multimiliar-
daria che in quanto ad efficacia nelle
politiche di sostegno alimentare ai Pa-
esi in via di sviluppo compete con le
maggiori agenzie internazionali.
Agenzie, come quelle che ricadono
sotto la gestione della Fao, cui Gates
oggi si permette (anche se dall’alto di
una montagna di dollari) di dettare
l’agenda, di denunciarne le inefficien-
ze, di dire quello che dovrebbero e
non dovrebbero fare. Come due gior-
ni fa nella sede romana dell’agenzia
alimentare delle Nazioni Unite, quan-
do ha espressamente strapazzato i di-
rigenti mettendone in dubbio proget-
ti e capacità di raggiungere gli obietti-
vi. Siete «datati», è stata l’accusa,
mentre si diceva pronto a staccare un
assegno da 200 mi-
lioni di dollari per al-
cuni obiettivi concre-
ti.
Del suo nuovo me-
stiere Gates ha parla-
to ieri con il premier
Monti in un incontro
chiuso alla stampa, di
quasi un’ora, nel corso
del quale il proprieta-
rio del sistema operati-
vo più diffuso al mon-
do ha passato in rassegna tut-
te le iniziative che promuove la sua
fondazione, in Africa e in altri Paesi:
gli accordi con le multinazionali far-
maceutiche per i vaccini contro la ma-
laria e le altre malattie che causano
mortalità infantile, quelli con le im-
prese di biotecnologie per la creazio-
ne di semi di 16 varianti di mais resi-
stenti alla siccità.
Ma oltre al mais e ai vaccini si è poi
passati ad un tema molto più prosai-
co e in questo caso Bill Gates ha smes-
so di illustrare e ha cominciato a chie-
dere. In particolare dei tanti impegni
presi dal nostro Paese, negli ultimi an-
ni, nei vertici internazionali, in tema
di aiuti finanziari per la lotta alla fa-
me, al sottosviluppo, alle malattie di
molte aree sottosviluppate del piane-
ta. Una mezza dozzina li ha firmati
Berlusconi, anche al G8 dell’Aquila,
ma sono rimasti sulla carta.
Le cifre dicono che l’Italia è fra gli
Stati più inadempienti nell’ottempe-
rare alle obbligazioni sottoscritte. Ga-
tes l’ha ricordato, ma è stato anche
comprensivo: «So dei vostri proble-
mi di bilancio, ma sono sicuro che
una volta superati sarete pronti a fare
il vostro dovere».
E Mario Monti non poteva che ri-
spondere positivamente, ribadendo
«l’impegno dell’Italia a favore di salu-
te e sviluppo, auspicando che il pro-
cesso di risanamento dell’economia
consenta quanto prima al nostro Pae-
se di tornare a confermare il suo stori-
co ruolo di protagonista in materia di
aiuti allo sviluppo», come ieri sera si
leggeva nel sito del governo.
Marco Galluzzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’incontro Il ricordo ironico della multa da 1,5 miliardi di dollari
Il suggerimento
La giornata
A fianco, il premier Mario
Monti, 68 anni. Sopra,
nell’ordine, gli incontri di ieri
del presidente del Consiglio:
1. Con il premier spagnolo
Mariano Rajoy
2. Con il presidente del
Parlamento europeo,
Martin Schulz
3. All’inaugurazione
dell’anno accademico
della scuola ufficiali
Carabinieri con il
generale Leonardo
Gallitelli.
In serata il
colloquio durato
circa un’ora con
Bill Gates
Il governo Il premier
di Massimo Franco
Suggerimento al governo
spagnolo: «Contatti tra tecnici
per scambi» sul tema lavoro
Bill Gates
e il foto-
montaggio
di Business
week
Tensione nei partiti
ma il premier conta
sul «sì» di tutti
❜❜
Il predecessore rassicura il
premier: è bravo, Bossi vuole
che rompa ma io non lo farò
Monti: basta leggi contro la flessibilità
2 3
Il Quirinale
teme che
gli emendamenti
snaturino
il Milleproroghe
1
italia: 515249535254
Codice cliente:
6 Primo Piano
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
ROMA — Il governo torna
di nuovo alla carica sui taxi.
Due giorni fa aveva dato pare-
re favorevole alla proposta di
lasciare ai sindaci la decisione
sul numero delle licenze con
la nuova Autorità dei trasporti
finita in un angolo, limitata a
dare un parere non vincolante
e quindi aggirabile. Ma dopo
le proteste degli ultimi giorni
l’idea è tornare al testo origi-
nario, con l’Autorità che di fat-
to impone al sindaco cosa fa-
re. Si procede per gradi e con
qualche tensione. Dopo gli ul-
timi incontri di ieri sera l’arti-
colo riscritto dai due relatori
Simona Vicari (Pdl) e Filippo
Bubbico (Pd) dice semplice-
mente che il parere dell’Auto-
rità è obbligatorio. Quelle due
paroline decisive, «non vinco-
lante», sono state cancellate.
Ma al governo non basta e la
formula finale dovrebbe esse-
re più forte. Sembra una que-
stione tecnica ma su quella ri-
ga dell’articolo 36 si gioca un
partita molto più grande di
quella dei taxi e persino di tut-
te le liberalizzazioni.
Dopo l’approvazione in
Consiglio dei ministri di fine
gennaio il decreto è al primo
passaggio parlamentare per la
conversione in legge. Adesso
è sul tavolo della commissio-
ne Industria di Palazzo Mada-
ma, poi toccherà al-
l’Aula, dopo ancora al-
la Camera che dovrà
darà il via libera entro
il 23 marzo. Ma sui ta-
xi il governo si gioca
una buona fetta di cre-
dibilità, la capacità di
tenere la linea, di resi-
stere alla pressioni che arriva-
no pure dalla maggioranza
che lo sostiene. Non è un caso
se ieri è intervenuto diretta-
mente Mario Monti per dire
che non ci sarà un arretramen-
to, mentre lo stesso presiden-
te della Banca centrale euro-
pea Mario Draghi definiva le li-
beralizzazioni una «priorità».
E non è un caso nemmeno il
pressing del Terzo polo con
Pier Ferdinando Casini che di-
ce «no al passo del gambero»
e Francesco Rutelli che minac-
cia il voto contrario: «Se la si-
tuazione dovesse degenerare
decideremo come comportar-
ci». Un allarme che, indiretta-
mente, potrebbe allentare la
pressione degli altri partiti.
Anche perché i nodi da scio-
gliere sono ancora tanti.
Primo fra tutti quello sulle
farmacie. Il numero minimo
di abitanti per aprirne una
nuova passerebbe dai 3 mila
fissati nel testo originale a
3.300. Una scelta gradita ai far-
macisti come quella di non
consentire alle parafarmacie
la vendita dei medicinali di fa-
scia C, interamente a carico
del cittadino. In cambio chi ge-
stisce oggi una parafarmacia
avrebbe una quota riservata
del 30% nei futuri concorsi
per le farmacie e potrebbe su-
bito vendere prodotti veterina-
ri e galenici, i vecchi preparati
di una volta. Il governo potreb-
be poi appoggiare l’idea del fi-
niano Giuseppe Valditara sul-
le confezioni monodose, utili
per chi ha bisogno di poche
pastiglie e poi lascia scadere il
resto della scatola, con un ri-
sparmio stimato in 5 miliardi
di euro.
Soluzione trovata sul delica-
to capitolo dello scorporo tra
Eni e Snam: un decreto sulla
materia dovrà arrivare entro il
31 maggio, e la separazione ef-
fettiva dovrà avvenire entro
18 mesi dal decreto stesso. I
tribunali per le imprese saran-
no in ogni capoluogo di Regio-
ne con l’aggiunta di Brescia.
Mentre per le professioni do-
vrebbe restare il preventivo
scritto e anche l’abolizione del-
le tariffe minime, sostituite da
una serie di parametri fissati
dal ministero della Giustizia
entro quattro mesi. Per i giova-
ni al primo impiego in uno
studio il lavoro gratuito do-
vrebbe essere limitato solo al
primo anno. Quello degli av-
vocati è un altro fronte caldo,
visto che adesso sono loro a
voler fare come i tassisti: «Se
il governo non ci ascolta bloc-
cheremo la giustizia» dice
Maurizio de Tilla, presidente
dell’Organismo unitario del-
l’avvocatura. Mentre il presi-
dente del consiglio nazionale
forense Guido Alpa guarda al-
la commissione Giustizia del-
la Camera dove sta per partire
l’esame della riforma della
professione. L’annuncio è di
ieri, nemmeno questo è un ca-
so. Ma bisogna vedere se ba-
sterà a placare le proteste del-
la categoria.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il lavoro è molto impegnativo, ma siamo a buon punto. Rispetteremo i tempi
previsti: il dl sarà in Aula mercoledì Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico
Una farmacia ogni 3.300 abitanti
Il Pd spinge, ma il Pdl frena
Benzina, nessuna commissione
se si paga con carta di credito
Conto corrente gratis per i pensionati
con assegno fino a 1.500 euro
Non decidono più Comuni e Regioni
«Taxi, Autorità trasporti vincolante»
3,5
30
I nodi
Come Andreatta
Nel 1988 Beniamino
Andreatta chiese di confinare
i rappresentanti dei gruppi di
pressione in apposite stanze
Eni-Snam Rete Gas, 18 mesi per lo scorporo. Farmacie, scontro Pd-Pdl
❜❜
ROMA — «Non aprite quella por-
ta», dice il commesso al terzo piano
del Senato. Lo sguardo è cortese, la
citazione forse involontaria. Ma il ti-
tolo del film horror più famoso de-
gli anni 70 va benissimo anche per
l’ultima scena girata a Palazzo Ma-
dama. Dopo giorni di incontri più o
meno alla luce del sole, adesso le
tante lobby che arrivano qui per so-
stenere il loro emendamentino si
devono accomodare sulle poltrone
in corridoio. All’ora di pranzo viene
chiusa la porta che divide il resto
del piano dalle stanze vicino all’uffi-
cio del presidente della commissio-
ne Industria, Cesare Cursi del Pdl.
Un dettaglio? Mica tanto, perché è
proprio là dietro che governo e rela-
tori stanno riscrivendo pezzi interi
del decreto legge sulle liberalizza-
zioni. Il percorso è ancora lungo, do-
po il via libera della commissione
serviranno ancora tre letture prima
di trasformare in legge quei 98 arti-
coli. Ma nei prossimi giorni ci sarà
poco spazio per altre modifiche, la
vera partita si gioca adesso. E il pres-
sing dei lobbisti si è fatto davvero
forte. Anche ora che la porta è chiu-
sa, nel corridoio ci sono una venti-
na di irriducibili. Tessera ospite al
taschino della giacca, cartellina sot-
to braccio, cappello metaforicamen-
te in mano. E tutti a chiedersi, ma
quella porta chi l’ha chiusa?
Il presidente della commissione
Cursi dice che lui non c’entra nulla.
La richiesta sarebbe arrivata diretta-
mente dagli uomini del governo
che stanno seguendo il decreto in
questa fase. E soprattutto da Clau-
dio De Vincenti, il sottosegretario al-
lo Sviluppo economico pescato alla
facoltà di Economia della Sapienza,
molto infastidito dal clima di asse-
dio delle ultime ore. Solo due giorni
fa era stato direttamente il presiden-
te Renato Schifani a dire che il «Se-
nato lavora alacremente difenden-
dosi da pressioni di lobby e corpora-
zioni». E ieri lo stesso Schifani ha
subito girato ai capigruppo la lette-
ra del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano sullo stop agli
emendamenti fuori contesto, spes-
so ultima spiaggia del lobbista di-
sperato.
Sembra quasi la legge del con-
trappasso. Proprio sul decreto libe-
ralizzazioni era stato il Terzo polo a
proporre un registro dei gruppi di
pressione, per far emergere in qual-
che modo un’attività in Italia sotter-
ranea. Ma nulla in confronto a quel-
lo che propose Beniamino Andreat-
ta. Era il 1988, si discuteva del nuo-
vo regolamento di Palazzo Mada-
ma. E così parlava il senatore dc: «I
rappresentanti dei gruppi di interes-
se non possono accedere al palazzo
salvo autorizzazione del presidente
per utilizzare appositi locali dove
esporre la loro posizione». Nemme-
no in corridoio ma chiusi in una
stanza. Forse anche allora le lobby
partirono alla carica e alla fine
l’emendamento Andreatta venne ri-
tirato.
L. Sal.
lsalvia@corriere.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La scheda
La decisione Il sottosegretario allo Sviluppo infastidito dal «pressing»
Il numero delle nuove farmacie sarà inferiore
alle 5.000 previste inizialmente dal governo.
Saranno previste nuove aperture ogni
3.300 abitanti (il Pdl chiede che si salga
3.500, il Pd a 3.000). Alle parafarmacie
non sarà permesso di vendere farmaci
di fascia C; sì alla vendita di prodotti veterinari
Tolte le commissioni per gli automobilisti che
acquistino fino a 100 euro di carburante con la
carta di credito. Per i benzinai che sono anche
proprietari dell’impianto finisce l’esclusiva fra
gestore e compagnia, e potranno vendere
anche prodotti diversi dalla benzina. Via libera
agli orari dei self service fuori dai centri abitati
Il governo Le decisioni
Quando un cliente sottoscriverà un mutuo
presso una banca non sarà più obbligato ad
aprirvi anche un conto corrente. L’utente
potrà anche scegliere una polizza assicurativa
diversa da quelle proposte dalla banca.
Gratuito il conto corrente per i pensionati
che hanno un assegno fino a 1.500 euro
L’emendamento dei relatori prevedeva che
fossero Comuni e Regioni a fissare
l’eventuale incremento delle licenze dei taxi.
Il governo, sostenuto dal Terzo polo, vuole
invece che a decidere in materia sia,
attraverso un parere vincolante, l’Autorità
dei trasporti, che nascerà entro il 31 maggio
Contro le pressioni
La percentuale di crescita
del Pil garantita, in 10 anni, dalle
liberalizzazioni, secondo quanto
detto dal presidente del Consiglio
Mario Monti lunedì alla Borsa
di Milano. «Per questo il governo
le difende: dobbiamo far
prevalere il bene comune»
I lobbisti assediano la commissione
E il governo li lascia fuori dalla porta
La quota percentuale riservata
ai gestori di parafarmacie
nei futuri concorsi per aprire
farmacie. Ai farmacisti sarà
lasciata l’esclusiva sulla vendita
di medicinali di fascia C;
ai parafarmacisti sarà consentita
quella di prodotti galenici
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Il varo
Il decreto legge sulle
liberalizzazioni è stato
varato il 24 gennaio
2012: contiene
«Disposizioni urgenti
per la concorrenza,
lo sviluppo delle
infrastrutture
e la competitività»
I nodi irrisolti
Dopo giorni di trattative,
i punti irrisolti sono
ancora molti: oltre a taxi
e farmacie, professioni
(specie sulle tariffe
minime), servizi pubblici
locali, tribunale delle
imprese (si tratta su
numero di sedi e organici)
Eni-Snam
Soluzione trovata per lo
scorporo tra Eni e Snam:
il decreto sulla materia
dovrà arrivare entro il 31
maggio, la separazione
effettiva entro 18 mesi
dal decreto stesso
Il governo si gioca la capacità
di resistere alle pressioni. Che
arrivano pure da chi lo sostiene
Licenze dei taxi, deciderà l’Authority
Senatore
Beniamino
Andreatta,
morto
nel 2007
a 78 anni
Senato Il decreto
è ora in
commissione al
Senato; passerà
poi all’Aula e alla
Camera. Entro un
mese serve l’ok
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012 italia: 515249535254
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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Il governo punta sul modello danese entro il 2017. Gelo di sindacati e imprese
Il lavoro La trattativa
«Tentata truffa da 2 milioni
L’Inps ha denunciato
i Caf gestiti dal sindacato»
Il governo
L’apprendistato canale d’ingresso al lavoro
L’ipotesi è fare del contratto di apprendistato
il canale unico d’ingresso nel mondo del
lavoro per i giovani neoassunti, rafforzando la
«componente formativa» ed evitando che
venga usato solo per risparmiare
Sconcerto
La flessibilità in entrata più «costosa»
L’esecutivo vorrebbe rendere meno
conveniente il ricorso a contratti di lavoro
flessibile e colpire false collaborazioni o
partite Iva fittizie, cioè le forme di flessibilità
cosiddetta «cattiva»
L’articolo 18 non deve essere un tabù
Il governo vuole inserire nella riforma anche
l’articolo dello statuto dei lavoratori che,
nelle aziende con più di 15 dipendenti,
prevede il reintegro per chi è licenziato senza
giusta causa o in modo discriminatorio
2
Sull’«Espresso»
3
Ammortizzatori, indennità di disoccupazione
L’esecutivo pensa a sostituire la cassa
integrazione straordinaria con un sistema a due
pilastri: prima cassa integrazione, poi indennità
di disoccupazione con scomparsa della mobilità.
I fondi? Un mix assicurativo-contributivo
Sconcerto in privato delle
parti sociali: il quadro
accademico prevale
su quello operativo
Fornero: ammortizzatori per tutti
ma pagati da aziende e lavoratori
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4
Confronto Il tavolo di ieri tra
governo e parti sociali sul
mercato del lavoro (Ansa)
La denuncia
L’Inps, l’istituto
nazionale della
previdenza
sociale ha
denunciato i Caf
dei sindacati per
una tentata truffa
ai danni dello
Stato da più di 2
milioni di euro
MILANO — L’Inps ha presentato una denuncia alla Procura di
Roma contro i Caf dei sindacati per «una tentata truffa ai
danni dello Stato da più di 2 milioni di euro». Lo sostiene
l’Espresso, in un servizio del numero oggi in edicola: secondo
l’Istituto della previdenza sociale i Caf, i centri di assistenza
fiscale, «truccano le carte quando compilano, a spese proprio
dell’Inps», le domande per il calcolo degli indicatori Ise e Isee.
Sarebbero state verificate «tutte le dichiarazioni compilate nel
2008-2010 dai Caf di Campania, Sicilia e Calabria» e — sempre
secondo quanto riportato dal settimanale — «gli 007 dell’Inps
avrebbero verificato: 8.768.876 fascicoli, pari al 43 per cento
del totale nazionale. Le dichiarazioni per le quali l’Inps ha
pagato i Caf e sulle quali c’è il sospetto di irregolarità
sarebbero 131.614 e avrebbero fruttato ai Caf 2.114.341 euro e
80 centesimi. In particolare, 19.462 pratiche riguarderebbero
persone decedute e il record di dichiarazioni contestate a un
singolo Caf risulterebbe pari a 13.705». Nei tre anni «il sistema
informativo dell’Inps avrebbe inoltre intercettato 195.790
dichiarazioni ritenute anomale e per le quali l’Istituto ha
rifiutato il pagamento ai Caf (10 euro a dichiarazione, che
salgono a 16,5 se la documentazione riguarda nuclei familiari
con più di 5 soggetti). La somma delle dichiarazioni ritenute
irregolari o anomale arriva dunque a quota 327.404 ed è pari
al 3,73 per cento del totale di quelle esaminate». L’Espresso
ricorda poi che «nel triennio 2008-2010 l’Inps ha pagato
298.504.907 euro (110.332.320 euro nel solo 2010) per le
dichiarazioni Ise e Isee agli 83 Caf autorizzati in base a una
convenzione scaduta nel 2010 e non ancora rinnovata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Il ministro del La-
voro Elsa Fornero guarda al
modello danese e spiega che
l’obiettivo del governo è quello
di garantire ammortizzatori so-
ciali per tutti i 12 milioni di la-
voratori privati. Non da subito
ma entro cinque anni. Oggi set-
te milioni ne sono esclusi. Un
sistema a due pilastri, prima la
cassa integrazione poi l’inden-
nità di disoccupazione con
scomparsa della mobilità e di
un pezzo della Cig straordina-
ria. Naturalmente il problema
è quello della copertura finan-
ziaria che, secondo il ministro,
andrebbe trovata in un sistema
misto di tipo assicurativo-con-
tributivo perché le risorse pub-
bliche sono a zero. La conse-
guenza, anche se Fornero non
l’ha specificata, è che tutte le
imprese, pure quelle al di sotto
dei 50 dipendenti, dovranno
mettere mano al portafoglio.
Lavoratori compresi. La propo-
sta, che era nell’aria da giorni,
è stata accolta con malcelata
freddezza da parte dei sindaca-
ti e del mondo imprenditoria-
le, contrari a un aumento dei
costi del lavoro. In privato non
hanno nascosto lo «sconcerto»
su un progetto troppo ambizio-
so, alimentato dalla consapevo-
lezza che al quinto incontro
«prevale ancora il quadro acca-
demico su quello operativo».
Per definire le «cifre degli
scompensi» richieste dalle par-
ti sociali, infatti, ci vorrà anco-
ra tempo. I tavoli degli incontri
saranno così modificati: giove-
dì prossimo anziché comincia-
re la discussione sull’articolo
18 il governo formalizzerà una
proposta strutturata sui nuovi
ammortizzatori sociali che di-
ventano così la cornice dentro
la quale progettare le nuove re-
gole del mercato del lavoro.
Poi ci sarà l’incontro dedicato
alla flessibilità in entrata, men-
tre sui licenziamenti con tutta
probabilità si andrà a dopo il 9
marzo, anche per evitare di get-
tare benzina sullo sciopero pro-
clamato dalla Fiom.
Ora il negoziato è di fatto
bloccato. «Finché il governo
non ci dice quante risorse ci so-
no per gli ammortizzatori socia-
li è impossibile dire se la rifor-
ma va nella giusta direzione»,
ha commentato la leader della
Cgil, Susanna Camusso, perché
«a risorse invariate siamo di
fronte a una riduzione delle tu-
tele e così non va bene». «Vo-
gliamo capire — ha aggiunto il
segretario generale della Cisl
Raffaele Bonanni — se lo Stato
non ci mette nulla, come si al-
larga la contribuzione».
Il nuovo round, il quinto, è
durato oltre due ore. Durante
le quali Camusso e la presiden-
te di Confindustria Emma Mar-
cegaglia (che aveva accusato il
sindacato di proteggere ladri e
fannulloni) hanno fatto pace
stringendosi la mano. Intanto,
in un’intervista al Wall Street
Journal, il presidente della Ban-
ca centrale europea (Bce) Ma-
rio Draghi ha ribadito che le
priorità contro la recessione so-
no le «liberalizzazioni e la rifor-
ma del mercato del lavoro».
Mentre sulla dinamite-articolo
18 si sono smorzate le rigidità
proprio per non mettere in dif-
ficoltà il governo Monti. Il se-
gretario del Pdl Angelino Alfa-
no, a Otto e mezzo di Lilli Gru-
ber, ha rivelato che per lui «l’ar-
ticolo 18 andrebbe mantenuto,
avendo però la sicurezza che i
giudici non obblighino il rein-
tegro di chi fa furti nell’albergo
in cui lavora». Detto questo,
per Alfano: sì al dialogo ma
non «all’infinito».
Roberto Bagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
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Dietro le quinte Aspro botta e risposta tra la titolare del Welfare e la leader della Cgil Camusso. E Alfano apre a modifiche limitate
ROMA — «Se salta il tavo-
lo sul lavoro, si rischia il libe-
ri tutti». Pier Luigi Bersani
lancia il messaggio in matti-
nata, in conferenza stampa. E
con questa frase che echeggia
nell’aria si presenta a Palazzo
Chigi all’incontro serale con
il presidente del Consiglio
Mario Monti. All’uscita, il se-
gretario del Pd spiega di aver
riferito la preoccupazione e
di aver ricevuto una risposta
rassicurante: «Ho chiesto che
si faccia ogni sforzo in questa
direzione. Mi è sembrato di
cogliere l’intenzione vera di
trovare una soluzione alla ri-
forma del mercato del lavo-
ro». Bersani dà a Monti le sue
priorità: «Non poniamo palet-
ti, facciamo proposte. Per noi
il problema numero uno re-
sta la precarietà. Solo parten-
do da questa e dalla riforma
degli ammortizzatori si può
poi arrivare all’articolo 18,
senza eliminare il principio.
La flexicurity si può fare solo
se ci sono le risorse».
Qualche giorno fa Bersani
aveva spiegato che il sì del Pd
sulla riforma del mercato del
lavoro, senza accordo con le
parti sociali, non era sconta-
to. Sollevando la reazione di
Elsa Fornero, difesa ieri però
dallo stesso Bersani: «Non ho
visto aggressività, ha detto
cose logiche». Il segretario ha
però ribadito il concetto:
«Non è mica uno scandalo
che ci sia consentito di valuta-
re e dire la nostra».
Ieri mattina Bersani ha insi-
stito sulla necessità dell’ac-
cordo, ma ha anche voluto
rassicurare: «Il tentativo può
anche non riuscire. Voglio es-
ser sicuro che tutti ci provi-
no. Ma nella denegata ipotesi
che non ci si arrivi? Il Pd ha
detto che Monti starà qui fi-
no alla fine della legislatura.
E il patto di lealtà con il gover-
no non verrà meno. Ha anche
detto: su ogni problema dire-
mo la nostra».
Il momento di difficoltà è
evidente. Il leader guarda con
sospetto a quella parte del
partito, Veltroni in testa, che
vedrebbe con favore la ricon-
ferma a Monti anche in un
ipotetico governo di una nuo-
va legislatura. La frangia dei
filomontiani a oltranza fa in-
nervosire il segretario: «Tro-
vo assurda e immotivata que-
sta cosa — spiega —. Monti
sì Monti no? Non so da dove
vien fuori. Monti sì, l’ho det-
to, l’abbiamo voluto». Però
questo non vuol dire che a
Monti sarà attribuito per sem-
pre il ruolo di salvatore della
patria, e dei partiti. Lo dice
aper t ament e
Bersani, rivol-
gendosi a chi
nel Pd vorreb-
be affidarsi ancora a lui:
«Monti non viene dopo i par-
titi, viene dopo Berlusconi. Io
lavoro per una prospettiva di
alternativa non a Monti, ma
alle ricette di una destra libe-
rista e populista. Oltre al-
l’emergenza c’è il futuro, la
politica deve prendersi la sua
responsabilità».
Il «liberi tutti» a cui accen-
na il segretario del Pd, in caso
di riforma senza accordo, ri-
guarda «l’Italia, non la Cgil o
il governo». Ma è evidente
che Bersani pensa anche al
suo partito, che sul lavoro
mostra crepe evidenti. Anche
per questo, forse, lancia un
messaggio che non passa
inosservato. Spiegando che,
purché «nessuno metta in di-
scussione la clausola antidi-
scriminazione», si «può di-
scutere di manutenzione del-
l’articolo 18».
Walter Verini accoglie que-
ste parole con soddisfazione,
ma anche con una punta di
polemica ironia: «Le dichiara-
zioni di Bersani vanno nella
giusta direzione, anche quan-
do dice che si può fare la ma-
nutenzione dell’articolo 18. È
importante che questa volta
nessun membro della segrete-
ria abbia lanciato anatemi e
crocefissioni, come accadde
quando un altro dirigente del
Pd (Veltroni, ndr) disse cose
simili».
Nell’incontro con Monti,
Bersani ha anche spiegato
che sulla Rai «così non va»:
«Se si continua con il mecca-
nismo della legge Gasparri
noi non partecipiamo».
Alessandro Trocino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fornero? Non ho visto aggressività, ha detto cose logiche. Ma non è uno
scandalo che ci sia consentito valutare e dire la nostra Pier Luigi Bersani, Pd
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ROMA — Ieri, per la prima volta,
il confronto tra il ministro del Lavo-
ro e le parti sociali è entrato nel me-
rito delle questioni. E si è sfiorata la
rottura, sugli ammortizzatori socia-
li. «In una trattativa normale sareb-
be andata così», confessa il leader
della Uil Luigi Angeletti. Ma questa,
ammette, «non è una trattativa nor-
male». Sindacati e imprese la stan-
no facendo con un governo tecnico,
più incline a consultare che a nego-
ziare. Il finale poi è già scritto: la
modifica dell’articolo 18, cioè delle
norme sui licenziamenti, anche se
non si arriverà all’accordo con i sin-
dacati. Incombe il vincolo esterno,
cioè l’impegno preso dal governo
Monti con l’Europa di fare la rifor-
ma (compreso l’articolo 18), e i mar-
gini di manovra delle forze politi-
che sono ridotti, perché lo stesso
Pd non sarebbe eventualmente in
grado di rompere con Monti, pena
la frantumazione del partito.
Non tutte le difficoltà, però, ven-
gono per nuocere. I problemi ri-
scontrati ieri sui sussidi ai disoccu-
pati hanno avuto come conseguen-
za un rallentamento sulla tabella di
marcia della trattativa. Giovedì non
si discuterà più della «flessibilità in
uscita», cioè dell’articolo 18, ma di
nuovo di ammortizzatori sociali. Il
capitolo licenziamenti slitta. Un rin-
vio che conviene al governo, alla
Cgil e al Pd. Il 9 marzo incombono
infatti lo sciopero generale e la ma-
nifestazione nazionale della Fiom a
Roma. E nessuno vuole accendere
gli animi.
Ieri, aprendo la riunione, Forne-
ro ha assicurato che il governo farà
tutti gli sforzi per arrivare a un ac-
cordo sulla riforma. Ma il clima si è
subito guastato quando il ministro
ha illustrato la rivoluzione che ha
in mente, sia pure dopo una fase
transitoria di 5 anni: estendere in
maniera strutturale i sussidi di di-
soccupazione a tutti i lavoratori di-
pendenti del settore privato, ma fi-
nanziati interamente dai contributi
sociali a carico di imprese e lavora-
tori senza che lo Stato ci metta un
euro. Una proposta irrealistica e in-
sostenibile secondo i sindacati e le
imprese. Basti pensare che negli ul-
timi 4 anni dal bilancio pubblico so-
no usciti 30 miliardi di euro per pa-
gare cassa integrazione, indennità
di mobilità e disoccupazione, e am-
mortizzatori in deroga, dato che i
contributi sociali non bastavano
per tutti i lavoratori colpiti dalla cri-
si.
A un certo punto Angeletti, incre-
dulo, ha chiesto a Fornero: «Mini-
stro, ma se lei ci sta proponendo un
modello dove facciamo tutto da so-
li, che ci ha chiamato a fare? Se dob-
biamo pagare tutto noi, perché pa-
ghiamo le tasse? In nessun Paese
del mondo lo Stato non concorre al-
l’indennità di disoccupazione». Ma
è con Susanna Camusso che Forne-
ro ha avuto il botta e risposta più
aspro. È stato quando la leader del-
la Cgil ha contestato al ministro
l’idea di tagliare i contributi previ-
denziali figurativi che oggi lo Stato
versa per i lavoratori che beneficia-
no degli ammortizzatori. «Mini-
stro, già ha fatto una riforma che
manda i lavoratori in pensione 6-7
anni più tardi, adesso gli riduciamo
anche i contributi e quindi la pen-
sione?». E qui Fornero, visibilmen-
te irritata, ha replicato che la rifor-
ma delle pensioni è fatta e che non
si può rimettere in discussione.
Anche il segretario della Cisl, Raf-
faele Bonanni, di solito ottimista,
questa volta commenta: «Qui non
si fa un passo avanti». E rilancia la
palla al ministro: «Se davvero vuole
fare l’interesse dei giovani allora li
liberi da questa impostura delle fal-
se partite Iva, dei falsi co.co.co. e
co.co.pro, delle associazioni in par-
tecipazione e così via, cioè di tutte
queste forme di lavoro che vengo-
no utilizzate per non fare i contratti
di lavoro dipendente. Fornero pri-
ma tolga di mezzo queste cose e al-
lora avrà dimostrato che ci tiene ai
giovani e affronteremo anche la
questione degli ammortizzatori uni-
versali». La Confindustria e Rete Im-
prese Italia (artigiani e commercian-
ti), che in questi giorni si sono divi-
si sulle proposte da presentare al go-
verno, ieri si sono ritrovate unite
nel chiedere al ministro chi debba
pagare i costi di questo sistema uni-
versale, ribadendo che non sono im-
maginabili ulteriori aggravi contri-
butivi sulle aziende, le grandi come
le piccole. Uno dei protagonisti del-
la trattativa per la parte imprendito-
riale spiega: «Premesso che stiamo
parlando di una riforma che dovreb-
be andare a regime tra cinque anni,
e quindi tutto può succedere da qui
ad allora, ci chiediamo come possa
stare in piedi un sistema così e che
cosa succede nel frattempo». Insom-
ma, quella di Fornero «è una propo-
sta fredda, avulsa dal contesto socia-
le», secondo il segretario dell’Ugl,
Giovanni Centrella.
Certo, il ministro può avere buon
gioco nel dire che i sindacati e la
Confindustria vogliono difendere
un sistema che protegge («anche
troppo generosamente») i loro asso-
ciati, lasciando fuori i lavoratori più
deboli. Ma se vuole l’accordo, come
ha ripetuto anche ieri, dovrà pur
prendere atto che nessuna delle par-
ti sociali è pronta a sottoscriverlo. E
non siamo ancora arrivati all’artico-
lo 18.
La trattativa allora è compromes-
sa? Non è detto. Lo stallo sugli am-
mortizzatori e il rinvio sui licenzia-
menti aiutano a non caricare di ten-
sioni la manifestazione della Fiom.
E le parole di ieri sera di Angelino
Alfano, vanno lette con attenzione:
«Se potessi manterrei l’articolo 18,
avendo però la certezza che i giudi-
ci non impongano il reintegro di
chi ruba». Il segretario del Pdl, che
l’altro ieri ha avuto un lungo incon-
tro col premier Monti assieme a Sil-
vio Berlusconi, dice insomma che
bisogna lavorare su una puntuale
definizione delle cause che giustifi-
cano il licenziamento. Una proposta
analoga a quella della Uil e sulla qua-
le potrebbe convergere anche la
Confindustria, se il problema è po-
ter licenziare disonesti e assenteisti
cronici. Superato lo scoglio degli
ammortizzatori e la manifestazione
della Fiom, uno spiraglio quindi po-
trebbe aprirsi.
Enrico Marro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Pd Le difficoltà del leader, stretto tra sindacati e «filomontiani»
Bersani dal premier:
farà ogni sforzo
per trovare soluzioni
«Se salta il tavolo si rischia il liberi tutti»
I datori di lavoro I sindacati
Sì, con gli incentivi per chi assume
Le imprese appoggiano il progetto, anche
perché sono previsti benefici. Per esempio, la
possibilità di vedersi riconosciuti degli incentivi
nel caso di una definitiva stabilizzazione del
dipendente dopo il periodo di formazione
La proposta del segretario del
Pdl sul reintegro è simile a
quella della Uil e potrebbe
piacere anche a Confindustria
2
Sì, con una seria lotta al precariato
I sindacati non contestano il ricorso
all’apprendistato (che, tra l’altro, prevede
benefici contributivi), ma chiedono che si
disincentivi una flessibilità «in entrata» che
non assicura prospettive di occupazione stabile
1
L’articolo 18 è una norma di civiltà
I sindacati, Cgil in testa, fanno muro,
sostenendo che si tratta di una norma di
civiltà. La posizione del sindacato guidato da
Susanna Camusso potrebbe avere ricadute
anche sull’appoggio del Pd alla riforma
2
Tensione per l’idea del ministro di evitare qualsiasi forma di contributo dello Stato
1
Rivederlo: indennizzi al posto dei reintegri
La Confindustria, fatti salvi i licenziamenti
discriminatori, vorrebbe sostituire al
reintegro del lavoratore il pagamento di un
indennizzo, e sostiene che l’articolo 18 frena
le nuove assunzioni da parte delle imprese
3
La difesa della cassa integrazione
A più riprese nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil
hanno chiesto che la cassa integrazione
straordinaria non venga toccata. E ieri i
sindacati si sono detti contrari all’idea di
ammortizzatori pagati da lavoratori e aziende
3
I dubbi sui finanziamenti
Anche alle organizzazioni dei datori di lavoro
non piace l’idea di essere messi nelle
condizioni di dover finanziare gli
ammortizzatori sociali, senza contributi
provenienti dalle casse dello Stato
Spiegazioni
4
Il fronte sindacale d’accordo
L’idea di rendere più costoso per il datore di
lavoro il ricorso a forme di flessibilità anche
«buona» piace ai sindacati. Che sono pronti
a sottoscrivere anche la lotta senza quartiere
alle forme «cattive» individuate dal governo
4
Le perplessità delle aziende
L’idea di costi aggiuntivi all’atto dell’assunzione
è stata respinta dai datori di lavoro. C’è un
consenso di massima sulla lotta alle forme più
deteriori di flessibilità in entrata, con qualche
dubbio sul sistema di incentivi e disincentivi
Attesa
Segretario
Pier Luigi
Bersani,
60 anni, leader
del Partito
democratico,
ieri ha incontrato
il presidente
del Consiglio
Ministro
Parti sociali
Sussidi, sfiorata la rottura. E slitta la sfida sull’articolo 18
Il segretario del Partito
democratico: noi
non poniamo paletti
ma facciamo proposte
Il rinvio sui licenziamenti
conviene al governo, alla Cgil
e al Pd: incombe infatti lo
sciopero generale del 9 marzo
Il segretario del Pdl
Elsa Fornero, responsabile del
Welfare, ieri al tavolo della trattativa,
dove si è di nuovo scontrata con le
parti sociali (Imagoeconomica)
La numero uno
di Confindustria,
Emma
Marcegaglia
(a destra) seduta
vicino a Susanna
Camusso,
leader
della Cgil
(Imagoeconomi-
ca)
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10 Primo Piano
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
ROMA — La lettera è stata
recitata in aula da Fini non ap-
pena si è completato l’iter del
«Milleproroghe». Due pagine
con il cartiglio del Quirinale
in cui per l’ennesima volta
Giorgio Napolitano censura
una tecnica legislativa morti-
ficante e che, da una settima-
na, è stata giudicata illegitti-
ma dalla Consulta. Un duro ri-
chiamo contro la prassi di un
uso eccessivo degli emenda-
menti ai decreti legge che,
nel caso specifico dei «mille-
proroghe» (testi sempre ete-
rogenei per loro natura), ve-
de l’immissione in extremis
di disposizioni assolutamen-
te estranee con le proroghe
previste dal provvedimento
originario. Al punto da ren-
derlo quasi irriconoscibile.
Assieme all’uso intensivo
della decretazione d’urgenza
e al ricorso alle scorciatoie
del voto di fiducia, per il pre-
sidente costituisce un proble-
ma da affrontare ormai in via
definitiva. A costo di «modifi-
care i regolamenti parlamen-
tari». Perché mette seriamen-
te in difficoltà lo stesso capo
dello Stato, che non può rin-
viare soltanto parzialmente al-
le Camere qualche singolo
provvedimento di queste leg-
gi-contenitore ed è pertanto
costretto a ratificarne l’intero
testo. Firmando così sia le
parti che già a un primo esa-
me appaiono «critiche» sia
quelle «condivisibili». Vinco-
lo cui non è invece tenuta la
Corte costituzionale, e lo di-
mostra la sentenza di giovedì
scorso con la quale «per la pri-
ma volta sono state annullate
disposizioni» inserite nel
«Milleproroghe» del 2011, in
quanto illegittime. Un perico-
lo che — osserva severamen-
te il presidente della Repub-
blica —potrebbe ripresentar-
si a breve termine.
Il memorandum del Quiri-
nale cerca dunque d’imporre
uno stop a quel «mercato»
che tradizionalmente va in
scena quando un governo ha
urgenza di varare norme inde-
rogabili e deve subire la pres-
sione incrociata dei partiti.
Proprio come tocca a Ma-
rio Monti, che di sicuro avrà
apprezzato questo intervento
di Napolitano proprio nel
giorno in cui il suo esecutivo
subiva un paio di scivoloni in
aula (ritrovandosi battuto sul-
la graduatoria per gli inse-
gnanti e sul canone Rai). Il
premier, infatti, subissato nel-
l’ultimo rush in aula da mi-
gliaia di emendamenti, ha do-
vuto aprire anche lui este-
nuanti negoziati con le forze
che lo sostengono pur di ve-
derne azzerato un congruo
numero. Succede sempre co-
sì. Con il risultato che, dopo
tante correzioni e aggiusta-
menti, si confondono ancora
di più le acque e tutto diventa
incoerente e disomogeneo ri-
spetto al disegno iniziale.
Sono escamotage talmente
ripetuti da essere diventati,
sul piano metodologico, delle
vere forzature. Un vizio che
«contrasta con le norme della
Costituzione, delle leggi e dei
regolamenti parlamentari,
eludendo il vaglio preventivo
che spetta al capo dello Sta-
to», come segnalò — «in spi-
rito di leale collaborazione
istituzionale» —giusto un an-
no fa il presidente. Che aveva
avanzato analoghe obiezioni
quando a Palazzo Chigi stava
Prodi, nel 2007, e come pri-
ma di lui aveva fatto pure Car-
lo Azeglio Ciampi, nel 2002.
Ogni avvertimento su tale
fronte è finora caduto nel
vuoto, riproponendo effetti
perversi cui il Quirinale non
si rassegna. Il primo è di lega-
re le mani al capo dello Stato,
impedendogli di esercitare
fondamentali funzioni di con-
trollo. Il secondo è quello di
allarmare cittadini già diso-
rientati per proprio conto.
Marzio Breda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nella lettera un duro
richiamo contro la prassi
di un uso eccessivo degli
emendamenti ai decreti
Richiamo dal Quirinale
«Non snaturare
i provvedimenti»
Milleproroghe, governo battuto 2 volte
«Silvio al Colle
ma non adesso»
Le istituzioni Le scelte
Il provvedimento
Fiducia sul testo
Il nodo «esodati»
Alfano
Quirinale Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, 86 anni, nel suo studio al Colle
ROMA—Il decreto Millepro-
roghe è legge dello Stato. L’ap-
provazione definitiva è avvenu-
ta ieri alla Camera con 336 sì,
61 no e 13 astenuti. L’Aula ha
prima confermato la fiducia al
governo (477 sì, 75 no e sette
astenuti). Il governo è stato bat-
tuto però su due ordini del
giorno di Pd e Lega, su cui ave-
va dato parere negativo. Il pri-
mo riguarda i docenti abilitati-
si tra il 2008 e il 2011, inseriti
nella fascia aggiuntiva alle gra-
duatorie in esaurimento, entro
l’anno scolastico 2012-2013.
Quello della Lega impegna il
governo a stilare un elenco de-
gli apparecchi soggetti al paga-
mento del canone Rai.
Il provvedimento, come sem-
pre nel caso dei «milleproro-
ghe», è vario. Ma l’argomento
più discusso è stato quello dei
lavoratori «esodati» che, per
l’allungamento dell’età pensio-
nabile, prevista nell’ultima ri-
forma, si ritrovano senza lavo-
ro e senza pensione. Sono salvi
quelli che hanno chiuso il rap-
porto entro lo scorso 31 dicem-
bre. Quanto ai «precoci», colo-
ro che lasceranno il lavoro con
42 anni di anzianità, prima di
avere compiuto i 62 anni (41 e
un mese per le donne), non
avranno penalizzazioni se la-
s c i a n o i l l a v o r o c o n
un’anzianità contributiva matu-
rata entro il 31 dicembre 2017,
inclusi i periodi figurativi. Sal-
vi anche i lavoratori che al 31
ottobre 2011 risultino essere in
congedo per assistere figli con
disabilità grave. Le principali
proroghe riguardano le assun-
zioni nella Pubblica Ammini-
strazione, l’incarico del com-
missario straordinario della
Croce Rossa Italiana. Slitta al
31 luglio il subentro dell’Agen-
zia per le strade e autostrade a
Anas, prorogato il blocco degli
sfratti al 31 dicembre per le ca-
tegorie disagiate. Rinviati gli
adempimenti tributari e contri-
butivi nelle zone alluvionate.
Prorogata la convenzione con
Radio Radicale. Prorogato al 31
maggio 2012 il termine per
l’adozione del decreto che clas-
sificherà per fasce le società
non quotate e determinerà il
compenso massimo per gli am-
ministratori investiti di partico-
lari cariche.
Antonella Baccaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Berlusconi al Colle? «Se
fossi chiamato a esprimere
una preferenza lo voterei»,
dice il segretario pdl
Angelino Alfano. «Ma
siccome sono una persona
responsabile oggi non lo
candido di certo. Ora
sarebbe di cattivo gusto e
imprudente». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Via libera
Il Milleproroghe è
stato approvato
ieri in via
definitiva dalla
Camera con 336
«sì», 61 «no» e
13 astenuti. E’
seguito il voto di
fiducia:
l’esecutivo ha
ottenuto 477
consensi
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11 Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Approfondimenti
ROMA — Troppi partiti in lizza a livello lo-
cale: così i tecnici del Viminale addolciscono
il ridimensionamento previsto per i Consigli
provinciali dal decreto salva Italia che, prima
di Natale, aveva inventato l’elezione di secon-
do grado e, forse un po’ frettolosamente, ave-
va anche limitato a dieci il numero massimo
degli eletti in questi organismi. Per cui, ora,
le assemblee provinciali elette non più dai cit-
tadini — ma dai sindaci e dai consiglieri co-
munali di quel territorio — vengono aggan-
ciate a tre categorie territoriali, a seconda del-
le rispettive popolazioni: «Quelle con più di
700 mila abitanti, aventi 16 consiglieri; quelle
con popolazione da 300 mila a 700 mila abi-
tanti, con 12 consiglieri; quelle sotto i 300 mi-
la abitanti con 10 consiglieri».
È questa la novità sostanziale del disegno
di legge del ministro dell’Interno, Anna Maria
Cancellieri, che oggi entra in Consiglio dei mi-
nistri per l’esame preliminare. I tempi di ap-
provazione in Parlamento saranno comun-
que stretti perché a maggio, qualora la legge
non fosse ancora approvata, ben sei Consigli
provinciali in scadenza saranno commissaria-
ti dai prefetti. Non si poteva cancellare le Pro-
vince senza mettere mano alla Costituzione e
così si è pensato di «sterilizzarle» con il voto
di secondo grado: dopo tanti anni di competi-
zioni territoriali anche appassionate, i cittadi-
ni-elettori verranno sostituiti dai sindaci-elet-
tori e dai consiglieri comunali-elettori. Solo a
questi ultimi, infatti, spetterà il diritto di voto
attivo per le assemblee provinciali.
La cura dimagrante prevista dal governo
Monti, dunque, è più leggera. Si continua co-
munque sulla strada aperta l’estate scorsa dal
governo Berlusconi —i consigli grandi passa-
rono da 45 a 18 eletti, i piccoli da 36 a 10 —
tuttavia i tecnici del ministero dell’Interno si
sono resi conto che più di tanto non si poteva
tagliare. Al Viminale — dove l’ufficio elettora-
le conosce bene lo sviluppo storico delle dina-
miche politiche territoriali — si sono accorti
che la quota massima della rappresentanza
provinciale fissata a dieci consiglieri rischia-
va di compromettere quei delicati equilibri a
livello locale.
Tanto da far scrivere nella relazione tecni-
ca di accompagno del disegno di legge Cancel-
lieri che oggi entra in Consiglio dei ministri
per l’esame «in via preliminare: «Il limite mas-
simo di dieci consiglieri già fissato per il Con-
siglio provinciale dall’articolo 23, comma 16,
decreto legge 8 dicembre 2011 numero 201,
risulta oggettivamente esiguo e, per tale moti-
vo, in alcuni casi potrebbe addirittura com-
portare la mancata presenza di numerose for-
ze politiche all’interno del Consiglio provin-
ciale, ivi comprese le (diverse) minoranze».
La nuova legge, tuttavia, si riferisce solo al-
le Regioni a Statuto ordinario perché per quel-
le a Statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli
Venezia Giulia, Province autonome di Trento
e Bolzano, Valle d’Aosta) è riconosciuta la
«potestà legislativa esclusiva in materia di au-
tonomie locali». Quindi, si tratta di 86 Consi-
gli provinciali in via di ridimensionamento:
22 grandi (per un totale di 352 consiglieri),
37 medi (444 consiglieri), 27 piccoli (270 con-
siglieri). In totale gli eletti saranno, con il
meccanismo di secondo grado, 1.066 ed è
confermato che presteranno un servizio civi-
co a titolo gratuito fatto salvo il rimborso spe-
se.
Il ddl Cancellieri, nelle intenzioni del gover-
no, dovrebbe essere approvato in Parlamento
entro i primi di maggio perché, per il 6 e il 20
di quel mese, sono già state sospese le elezio-
ni per il rinnovo dei Consigli provinciali di Vi-
cenza, Ancona, Como, Belluno, Genova e La
Spezia. Così, se la nuova normativa («Modali-
tà di elezione del Consiglio provinciale e del
presidente della Provincia...») non sarà vigen-
te a fine primavera, in quei capoluoghi arrive-
rà un commissario prefettizio: «E non sareb-
be un bel segnale per la democrazia dato dal
governo Monti», commenta il presidente del-
l’Upi (Unione delle Province italiane) Giusep-
pe Castiglione. C’è da aggiungere che l’annun-
ciato commissariamento è stato impugnato,
perché incostituzionale, da quattro Regioni
(Piemonte, Lazio, Veneto e Molise).
Invece, con il ddl Cancellieri, anche nei 6
Consigli provinciali in scadenza a maggio la
parola passerebbe ai consiglieri comunali e ai
sindaci del territorio, che eleggerebbero con
il sistema proporzionale e due preferenze il
Consiglio provinciale. A sua volta, gli eletti sa-
rebbero chiamati a votare, con il metodo del
ballottaggio, il presidente della Provincia.
In realtà, l’Upi ha tentato fino all’ultimo di
frenare il corso del decreto perché, conferma
Castiglione — che poi è presidente della Pro-
vincia di Catania ed anche esponente del Pdl
molto vicino ad Angelino Alfano — «qui si
sta stravolgendo uno strumento della demo-
crazia». Si spiega meglio il presidente dell’U-
pi: «I prefetti che hanno scritto la norma non
considerano un fatto importante, perché oggi
i consiglieri provinciali vengono eletti dal po-
polo e domani saranno chiamati a comporre
una piccola casta. Invece l’Upi ha elaborato
una vera proposta di riforma che immagina
un nuovo assetto istituzionale dei territori
con la nascita delle città metropolitane, la ri-
duzione delle Province, la conseguente ridu-
zione degli uffici periferici dello Stato e l’eli-
minazione degli enti strumentali. Una rifor-
ma che produrrebbe risparmi per 5 miliardi».
Dino Martirano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La macchina dello Stato
»
L’ipotesi di trasformarle in organismi amministrativi e non politici
Oggi via all’esame preliminare Mediazione
PIANO PER CAMBIARE LE PROVINCE
NON ELETTE E DIVISE IN TRE FASCE
Il Carroccio Il Senatur: «È lui che tiene in piedi Monti». In Rete riparte la lotta tra «cerchio magico» e maroniani
MILANO — Rottura totale.
Perché il governo «va avanti
finché Berlusconi lo sostiene».
Parola di Umberto Bossi. E, ap-
punto, finché le condizioni so-
no quelle, con il vecchio alleato
la rottura non può che essere
«totale».
Eppure, al di là dei proclami,
ciò che impegna il Carroccio as-
sai più che l’opposizione al «go-
verno degli affamatori», resta il
fronte interno. La decisione di
svolgere i congressi «naziona-
li», che significa regionali, en-
tro giugno ha ridato fuoco alle
polveri dello scontro nel movi-
mento, quello che vede contrap-
posti i «barbari sognanti» di Ro-
berto Maroni e l’ancor più ete-
rogeneo schieramento di chi si
definisce bossiano. Divisioni
che quasi sempre riverberano
contese locali più che scelte
strategiche. Il segnale è stata la
brusca estromissione di Flavio
Tosi, sindaco di Verona e arci
maroniano, dalla vicepresiden-
za del parlamento della Pada-
nia: una scelta che ha fatto ri-
prendere fiato agli avversari
dell’ex ministro dell’Interno, fi-
no ad allora tramortiti dalla so-
stituzione del loro leader natu-
rale, Marco Reguzzoni, da capo
dei deputati padani. Ecco, allo-
ra, apparire lo striscione «La Le-
ga di Maroni fora dai coioni»,
esposto a Gemonio a due passi
dalla casa di Bossi, ecco gli stra-
li della veneta Paola Goisis con-
tro «l’avvento della cosiddetta
Lega di Maroni» che chiedereb-
be i pass ai militanti per entrare
alle manifestazioni di partito.
Ma in attesa dei congressi
che dopo circa un decennio di
leadership cristallizzate dise-
gneranno la nuova mappa del
Carroccio, la battaglia si com-
batte soprattutto sul web. Con
un paradosso. Mentre la Lega
ufficiale è sempre più avara di
informazioni, con tutti i siti uffi-
ciali o chiusi o ultra moderati, a
rappresentare la voce del movi-
mento sono le pagine, spesso
anonime, che fioriscono su Fa-
cebook. La bacheca ufficiale dei
«barbari sognanti» sono i due
profili di «Maroni Lega nord»,
ma dall’altra parte della barrica-
ta non si sta a guardare. L’ulti-
ma pagina nata è «Febbraio no-
vantacinque», con trasparente
riferimento alla nascita del go-
verno Dini, la prima grande di-
visione tra Umberto Bossi e
«Bobo». E assai attivi sono an-
che i profili del deputato Marco
Desiderati e di Flavio Tremola-
da, assessore alla Sicurezza di
Lesmo.
E non c’è solo il fronte inter-
no. In opposizione al Carroccio
stanno nascendo un gran nu-
mero di movimenti indipen-
dentisti, perlopiù formati da
fuoriusciti dalla Lega origina-
ria. Recentissima è la protesta
di Prolombardia Indipendenza
a un convegno dell’Anci contro
l’Imu e contro l’abolizione delle
tesorerie comunali, mentre per
i prossimi giorni sono in pro-
gramma convegni sull’autode-
terminazione a Brescia e Vicen-
za. Chi, sul web, cerca di porsi
come punto di riferimento di
questo fermento è il quotidia-
no online L’indipendenza, diret-
to dal già direttore della Pada-
nia Luca Marchi e forte di un
commentatore autorevole co-
me Gilberto Oneto.
Mentre ancora da valutare è
l’approccio che avrà nei con-
fronti della Lega il futuro gior-
nale online del penultimo diret-
tore della Padania, Leonardo
Boriani. Il vostro quotidiano
partirà nella seconda metà di
marzo e sarà gestito anche tec-
nicamente in modo da appro-
fondire i temi più seguiti del
web. Ma la particolarità è un’al-
tra: ogni articolo sarà anche tra-
dotto nelle 13 lingue più diffu-
se in Italia. Insomma, un punta-
re deciso sulle comunità di stra-
nieri residenti qui: «Che non so-
no — puntualizza Boriani —
soltanto gli immigrati».
Marco Cremonesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Bossi rompe col Cavaliere. E la Lega litiga (online)
Il disegno di legge Cancellieri oggi
entra in Consiglio dei ministri per
l’esame in via preliminare. Enti divisi
in fasce a seconda della popolazione
Addolcito il ridimensionamento
previsto dal decreto salva Italia per
i consigli provinciali che limitava a
dieci il numero dei membri
Il sito ufficiale Su leganord.org
fino a due giorni fa non era
segnalato alcun appuntamento
Su Facebook Il gruppo
Febbraio novantacinque,
fedele alla linea di Bossi
Leader
Il fondatore e leader
della Lega Nord,
Umberto Bossi,
70 anni. Ieri ha
criticato l’ex alleato
Berlusconi: «È tutta
colpa sua, vota
la fiducia» a Monti
italia: 515249535254
Codice cliente:
12 Primo Piano
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Il problema per ora è quello di due virgole, fi-
nite chissà come fuori posto nella bozza di testo
del decreto. Ma tra qui e la riduzione delle tasse
già nel 2013 grazie ai frutti della lotta all’evasio-
ne, oltre a quello di sintassi, facilmente risolvibi-
le, ci sono due ostacoli molto più ardui da supe-
rare, le ristrettezze di bilancio e la prudenza del
premier Monti. Così, se il decreto sulla semplifi-
cazione fiscale che sarà approvato oggi dal go-
verno effettivamente aprirà un varco al taglio
delle tasse, per verificare la sua praticabilità biso-
gnerà attendere almeno un altro anno, il febbra-
io del 2013. E naturalmente sperare che il perdu-
rare della crisi economica non si mangi tutto il
bottino sottratto all’evasione.
La regola inserita nella bozza del decreto è
scritta male, perché stabilisce per il 2014 un regi-
me che da quell’anno è già previsto, cioè l’uso
delle maggiori entrate dovute alla lotta all’eva-
sione prima per assicurare il deficit, poi per «la
riduzione strutturale della pressione fiscale».
Poi però fa riferimento al 2012 e al 2013, preve-
dendo che quel meccanismo sia anticipato con
la destinazione delle risorse «accertate sulla ba-
se di una relazione del ministro dell’Economia
entro il mese di febbraio dell’anno successivo» a
«misure anche non strutturali», quindi una tan-
tum, «di sostegno alle fasce di reddito più bas-
se». Il tutto, naturalmente, sempre nel rispetto
degli obiettivi di bilancio.
Il tesoretto dell’evasione
E proprio quello sarà il vero problema. I conti
pubblici, secondo il presidente del Consiglio,
tengono ancora bene. Ma sul bilancio di que-
st’anno peseranno sicuramente la crescita del-
l’economia che sarà inferiore al previsto, e l’au-
mento della spesa per gli interessi sul debito, cre-
sciuti con l’allargamento degli spread. Anche
ammettendo che nel 2012 salti fuori un piccolo
tesoretto sottratto agli evasori, è difficile pensa-
re che ne resti una porzione consistente per al-
leggerire il peso delle tasse per i contribuenti
onesti in modo sensibile. Mario Monti, non a ca-
so, sostiene che per il taglio delle imposte «biso-
gnerà aspettare ancora un po’». Anche per non
offrire all’Europa e ai mercati la percezione di un
Paese che, rimettendosi a spendere, considera
già risolti i suoi problemi strutturali.
La regoletta finirà dunque nel decreto, ma
avrà solo una valenza politica, mentre le altre mi-
sure riguarderanno lo snellimento delle proce-
dure burocratiche e il rafforzamento della lotta
all’evasione e dell’accertamento. «Pagare non è
piacevolissimo, e doverlo fare con difficoltà è an-
cor meno piacevole» sostiene il direttore del-
l’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, secondo il
quale il provvedimento «sarà un buon passo
avanti nella riduzione dei costi degli adempi-
menti fiscali».
Meno oneri per le imprese
La misura più importante per le imprese e i
professionisti, sarà la scomparsa dell’obbligo di
comunicazione telematica al Fisco di tutte le ope-
razioni di compravendita superiori ai 3 mila eu-
ro che comportano l’obbligo di emettere fattura,
quindi anche nei confronti di privati. La segnala-
zione degli acquisti e delle vendite, che doveva
servire ad alimentare la banca dati dello speso-
metro di cui l’Agenzia delle Entrate si serve per
Approfondimenti
50
Che cosa cambia per le tasse
»
euro l’anno La detrazione per
ciascun figlio di età inferiore
ai 26 anni per ogni nucleo
familiare prevista per
l’imposta sulla prima casa,
oltre alla detrazione
di duecento euro prevista
per le famiglie stesse
DALL’EVASIONE SGRAVI AI REDDITI BASSI
ARRIVA L’ICI SUI BENI DELLA CHIESA
Semplificazioni fiscali: ecco
il decreto su scontrini, Iva
e spesometro «leggero»
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13 Primo Piano
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
gli accertamenti sui redditi dei contribuenti, sa-
rà sostituita dal ritorno del vecchio elenco dei
clienti e dei fornitori che deve essere trasmesso
una volta l’anno. Le imprese commerciali e di
servizio, tenute a comunicare ogni singola opera-
zione, possono risparmiare tempo e denaro,
mentre il nuovo meccanismo garantisce comun-
que l’afflusso dei dati necessari alle verifiche del-
l’Agenzia. Il Fisco sarà inoltre più tollerante con
le imprese nell’accesso opzionale ai regimi age-
volati, con la disponibilità ad accogliere le do-
mande anche fuori dai termini purché si posseg-
gano i requisiti previsti. Scomparirà anche l’ob-
bligo di indicare il domicilio fiscale (che solo per
le persone fisiche coincide necessariamente con
la residenza anagrafica) in tutti gli atti destinati
all’amministrazione fiscale (come le compraven-
dite immobiliari), mentre il decreto prevede an-
che una procedura semplificata per la cancella-
zione delle ipoteche che non vengono rinnovate
da anni, ma che restano formalmente in piedi,
ostacolando la negoziabilità dei beni.
L’Imu e gli sconti alla Chiesa
Con il decreto di domani arriveranno anche i
chiarimenti sulla prima applicazione dell’Impo-
sta municipale unica, che da quest’anno assorbi-
rà la vecchia Ici, reintrodotta anche sulle prime
case. Si stabilirà ad esempio, che la detrazione
forfettaria di 200 euro l’anno, cui si sommano 50
euro per ogni figlio a carico di età inferiore ai 26
anni, spetterà per un solo immobile per ciascun
nucleo familiare, a prescindere dal numero delle
case possedute. Ma soprattutto, con il decreto, il
governo dovrebbe chiarire le modalità con cui sa-
ranno di nuovo assoggettati all’imposta comuna-
le i beni della Chiesa. L’esenzione dovrebbe esse-
re assicurata solo per gli immobili adibiti esclusi-
vamente ad attività non commerciali, e così sarà
anche per gli altri enti che oggi non sono sogget-
ti all’Ici, come i partiti politici e i sindacati.
Nuova stretta sull’evasione
Nel nuovo pacchetto fiscale non poteva man-
care un nuovo giro di vite contro l’evasione. Il
decreto prevede innanzitutto la possibilità per
l’Agenzia delle Entrate di sottoporre a controlli
approfonditi sistematici tutti i commercianti e
gli esercenti pizzicati più volte a non battere gli
scontrini fiscali. Perché la tendenza a nasconde-
re gli incassi reali, secondo l’amministrazione fi-
scale, cela quasi certamente dei redditi occulti.
Lo stesso principio vale per tutti i professionisti,
gli artigiani e le piccole imprese sottoposte agli
studi di settore. Chi non risponde ai questionari
inviati dal Fisco, o ancora peggio dichiara il fal-
so, oggi rischia solo una sanzione pecuniaria,
ma da domani sarà automaticamente soggetto a
un accertamento analitico dei propri redditi.
Nello stesso tempo arriverà anche una nuova
stretta sulle compensazioni dell’Iva. L’importo
delle operazioni che devono essere preventiva-
mente comunicate all’Agenzia delle Entrate scen-
de da 10 a 5 mila euro. Di fatto si restringe mol-
tissimo il numero delle operazioni di compensa-
zione fatte in automatico dai contribuenti. Verrà
poi completata la verifica di tutte le partite Iva
esistenti e sarà la stessa amministrazione fiscale
a procedere alla chiusura d’ufficio di tutte quelle
posizioni «dimenticate», quelle che non risulta-
no attive da tre anni. Per evitare le frodi Iva, inol-
tre, verrà creato un servizio sul sito internet del-
l’Agenzia delle Entrate che consentirà a chiun-
que di verificare l’esistenza e la corrispondenza
di ogni partita Iva, ha detto ieri in Parlamento il
direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, spiegando
che l’amministrazione sta valutando anche la
possibilità di modificare il codice fiscale. Ci so-
no circa 30 mila casi di «omocodia» che potreb-
bero essere risolti con un nuovo sistema, ma la
sostituzione dei circa 90 milioni di codici fiscali
esistenti è un’impresa titanica. Sempre nel filo-
ne delle misure antievasione si inseriscono, poi,
le nuove procedure dei controlli sulle onlus e
l’inasprimento delle sanzioni sull’esportazione
illecita di capitali.
Più vicini ai contribuenti
Buona parte delle misure del decreto punta,
per dirla con Mario Monti, a rendere la macchi-
na fiscale «più vicina ai contribuenti». Alcune
misure sono state sollecitate direttamente da
Equitalia, proprio per migliorare il rapporto con
i cittadini. Tra queste la possibilità di dilaziona-
re i propri debiti con il Fisco chiedendo l’applica-
zione di rate variabili e crescenti nel tempo.
Un’altra norma proposta da Equitalia stabilisce
che, in caso di pignoramento a tutela del credito
fiscale, l’agente della riscossione nomini sempre
l’imprenditore come custode giudiziario dei be-
ni strumentali dell’impresa, così da assicurarne
la continuazione dell’attività. E ci saranno rego-
le più morbide anche sull’eventuale pignora-
mento dello stipendio.
Con il decreto arriveranno anche dei corretti-
vi a norme appena varate dall’esecutivo Monti,
come la sospensione della Tesoreria unica alla
quale erano stati obbligati da dicembre tutti gli
enti locali. Potrebbero esserci novità anche sulla
golden share e la tassa relativa ai permessi di
soggiorno. Nel primo caso il governo avrebbe
pronto un emendamento per chiarire, risolven-
do il conflitto con la Ue, che il diritto di veto pos-
sa essere opposto all’acquisto di partecipazioni
in imprese pubbliche strategiche solo se l’acqui-
rente è extraeuropeo, mentre se fosse europeo
resterebbero solo vincoli per la sicurezza degli
approvvigionamenti, delle informazioni ed i tra-
sferimenti tecnologici. Quanto all’imposta sui
permessi di soggiorno, «il problema va valutato
in ottica europea. In altri Paesi il costo del rinno-
vo dei permessi raggiunge cifre molto elevate e
l’Italia sta facendo uno sforzo positivo in questo
senso» ha detto il sottosegretario all’Interno, Sa-
verio Ruperto. Tra le novità ci sarebbe anche il
raddoppio della durata dei permessi di soggior-
no (oggi valgono da sei mesi a due anni), taglian-
do della metà i costi per gli immigrati.
Mario Sensini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Per imprese e professionisti
torna l’elenco fornitori-clienti
Cambia il codice fiscale
se ne esiste un altro uguale
L’esenzione Imu alla Chiesa
solo per i luoghi di culto
Controlli sistematici
per chi non emette scontrini
Tutte le partite Iva sul sito
dell’Agenzia delle Entrate
Pignoramenti «protetti»
per tutelare le aziende
I permessi di soggiorno
Black list per chi non rilascia ricevute
Sanzioni del 40% sui capitali all’estero
Stretta sulle finte onlus e pignoramenti
La golden share
Scompare l’obbligo di
comunicare al Fisco le
operazioni che comportano
l’emissione di fattura. Sarà
sostituito dal ritorno
dell’elenco clienti e fornitori
Possibilità di modificare il
codice fiscale e risolvere
così i circa 30 mila casi di
«omocodia» con
l’introduzione di un nuovo
sistema
Va accantonata l’ipotesi
di tassa di soggiorno sui
pernottamenti turistici
Agli stranieri libertà
nell’uso di contante
❜❜
L’esenzione dall’Imu per la
Chiesa dovrebbe essere
assicurata solo per gli
immobili adibiti
esclusivamente ad attività
non commerciali.
L’Agenzia delle Entrate
potrà sottoporre a controlli
approfonditi e sistematici i
commercianti che più
volte sono stati scoperti a
non emettere scontrini
Per evitare frodi Iva verrà
creato un servizio sul sito
dell’Agenzia delle Entrate
per verificare l’esistenza e
la corrispondenza di ogni
partita Iva
In caso di pignoramento
per crediti fiscali sarà
nominato l’imprenditore
come custode giudiziario
dei beni dell’impresa, così
da assicurarne la continuità
Il presidente Confcommercio «Sì alle liberalizzazioni su settori sensibili come energia, servizi pubblici locali e trasporto ferroviario»
Tra le novità ci sarebbe il raddoppio
della durata dei permessi (oggi
valgono da sei mesi a due anni),
dimezzando i costi per gli immigrati
MILANO — «Lotta determinata e
tolleranza zero su evasione ed elusio-
ne». Ma? «Ma chiediamo al primo
ministro Mario Monti di attuare ur-
gentemente la riforma del Fisco, al-
lentando la pressione che opprime
le imprese». Carlo Sangalli, presiden-
te nazionale di Confcommercio si ap-
pella al premier: «Siamo in una fase
delicatissima: la stretta creditizia, le
tasse, i consumi in discesa e la gran-
de crisi economica stanno mettendo
in ginocchio il sistema delle impre-
se, soprattutto piccole e medie».
Ma questo giustifica l’evasione,
presidente Sangalli?
«Assolutamente no. E siamo in
prima linea a chiedere di contrastare
queste gravi patologie che colpisco-
no trasversalmente tutta l’economia
e la società italiana. Siamo per la tol-
leranza zero nei confronti del buco
nero dell’abusivismo e della contraf-
fazione, nei confronti di chi evade,
nei confronti di chi pratica raffinate
tecniche elusive e si avvale di troppi
paradisi fiscali ancora in piena attivi-
tà».
Vi sentite nel mirino?
«Vogliamo non si ceda alla tenta-
zione di un giudizio sommario. La
nostra idea è che si debba pagare tut-
ti per pagare meno e al contempo
chiediamo una progressiva riduzio-
ne delle tasse, per contribuire all’e-
mersione della base imponibile: lo
dobbiamo a tutte le imprese e a tutti
i commercianti in regola, che produ-
cono ricchezza e posti di lavoro. Io
spero che non venga dimenticato il
ruolo sociale degli operatori com-
merciali».
Abbassare le tasse: da dove vor-
reste si cominciasse?
«Anzitutto, ci auguriamo che sia
confermata la volontà del governo
di utilizzare 5 o 6 miliardi recuperati
dalla lotta all’evasione per avviare il
processo di riduzione delle aliquote
Irpef. Allo stesso tempo, auspichia-
mo che trovino conferma le parole
di Monti circa la possibilità di disin-
nescare l’aumento programmato di
due punti delle aliquote Iva, che do-
vrebbe scattare dal prossimo otto-
bre e che avrebbe effetti gravissi-
mi».
Cosa pensate della tassa di sog-
giorno sui pernottamenti turistici?
«Chiediamo con forza che venga
accantonata questa ipotesi. E nel
prossimo decreto in materia di sem-
plificazioni fiscali ci auguriamo si
consenta l’utilizzo senza limiti del
contante da parte dei turisti stra-
nieri: ne avrebbero vantaggio
consumi, fatturati e crescita e
non ne avrebbe detrimento il
contrasto dell’evasione».
La vostra posizione in te-
ma di liberalizzazioni?
«Sono utili, ma da sole non
bastano. Avranno effetti in una
prospettiva di medio termi-
ne, a condizione che si
tratti di liberalizza-
zioni eque e ben fatte, che incidano
sui nodi strategici per la crescita del
Paese, penso al mercato dell’ener-
gia, dei servizi pubblici locali, del tra-
sporto ferroviario».
E le liberalizzazioni in tema di
commercio?
«Nella prima fase del salva Italia
si è commesso l’errore di interveni-
re quasi esclusivamente sul settore
del commercio, già sostanzialmente
liberalizzato dal '98 e chiamato ora a
gestire una totale deregulation, tra
l’altro in uno scenario di crisi dei
consumi».
Appoggerete la riforma degli am-
mortizzatori sociali?
«Non possiamo permetterci au-
menti contributivi del costo com-
plessivo del lavoro: vanno dunque
razionalizzati gli attuali flussi contri-
butivi, tenendo presente che alcuni
settori, come i servizi e l’artigianato,
hanno una contribuzione sociale già
oggi significativamente maggiore
del costo delle prestazioni richie-
ste».
Elisabetta Soglio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sangalli: tolleranza zero con i disonesti, ma basta tasse
Il governo intende chiarire che
il diritto di veto vale solo su quote
in imprese pubbliche strategiche
acquisite da un soggetto extra-Ue
1 2
Tracciabilità Dati
3
L’appello
Carlo Sangalli,
presidente
nazionale
di Confcommercio
Immobili
4
Negozi
5
Web
6
Imprese
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Olli Rehn e il briefing (per soli uomini) nella sauna
Recessione in arrivo, crescita solo dopo la metà 2012
DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES — Notevole imbarazzo sta
creando nella Commissione europea un
colloquio riservato «per soli uomini»
organizzato dal vicepresidente
finlandese, Olli Rehn, con sei giornalisti
di importanti media. È avvenuto infatti
nella sauna interna dell’istituzione di
Bruxelles, ottenuta come benefit dagli
euroburocrati per rilassarsi e riprendersi
dalle fatiche quotidiane.
Rehn aveva concordato con i reporter
invitati che l’incontro e i suoi contenuti
restassero riservati, in quanto solo di
contesto sulla crisi finanziaria. Ma la sala
stampa di Bruxelles, con un migliaio di
giornalisti accreditati, è considerata la
più grande del mondo. Un segreto del
genere non poteva durare. E ieri Rehn,
già nella presentazione delle previsioni
economiche, si è visto chiedere da una
giornalista tedesca se intendesse
estendere alle donne i suoi colloqui
riservati con i media. Il vicepresidente,
molto imbarazzato, se l’è cavata
esprimendo la sua ampia disponibilità
verso la stampa e concentrandosi poi a
parlare solo delle previsioni economiche.
Il Corriere ha allora utilizzato il «Briefing
di mezzogiorno» della Commissione per
chiedere se l’ultimo di quegli incontri
riservati con i giornalisti fosse avvenuto
nella sauna e se per i partecipanti fosse
previsto un dress code (regole di
abbigliamento). Il portavoce spagnolo di
Rehn, imbarazzatissimo, si è limitato a
dire che non era il caso di fornire
particolari sull’argomento perché tutti
conoscono i «costumi finlandesi».
Ivo Caizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le abitudini del commissario
Mario Draghi
Sono necessarie
riforme per
incrementare
l’occupazione
La crisi Le prospettive
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES — «Il modello
sociale europeo è superato, co-
me dimostrano gli alti tassi di
disoccupazione giovanile in di-
versi Paesi. Sono necessarie ri-
forme per incrementare l’occu-
pazione»: lo dice Mario Dra-
ghi, presidente della Banca cen-
trale europea, in un’intervista
al Wall Street Journal. E ag-
giunge che il mercato del lavo-
ro in alcuni Paesi «è molto po-
co flessibile nel proteggere la
parte della popolazione che ve-
de i salari crescere sulla base
dell’anzianità piuttosto che del-
la produttività», per questo
vanno portate avanti le libera-
lizzazioni. E anche perché, sep-
pure i mercati finanziari sono
più stabili, «è difficile dire se
la crisi sia finita».
Da Bruxelles, arriva subito
una conferma dalle previsioni
economiche intermedie della
Commissione europea: la fre-
nata continua, e peggio del pre-
visto. Ma vi sono all’orizzonte
«segni di stabilizzazione». Sul
binario del 2012, il treno del-
l’eurozona in «recessione leg-
gera e temporanea» ha ora 3 fa-
nali di coda: Grecia (prodotto
interno lordo giù del 4,4%),
Portogallo (-3, 3%), Italia
(-1,3%), tutti e tre al di sotto
della crescita zero attribuita al-
la media dell’Unione Europea,
e del -0,3% pronosticato alla
stessa eurozona. Per l’Italia, c’è
dunque una brusca sforbiciata
alle previsioni d’autunno che
ancora accreditavano al suo Pil
un +0,1%.
Ma nella seconda metà del
2012, dice il commissario Ue
agli Affari economici Olli
Rehn, per l’eurozona potrà es-
servi il ritorno a una «modesta
crescita»: se svaniranno le in-
certezze sul mercato dei debiti
sovrani e se verranno prese le
«necessarie decisioni politi-
che»; e così anche per l’Italia. A
Roma, «sono in via di defini-
zione riforme strutturali molto
robuste», spiega Olli Rehn, e il
governo «negli ultimi due me-
si ha dimostrato la sua determi-
nazione nell’affrontare le sfide
dell’alto debito pubblico e di
una crescita relativamente bas-
sa, adottando un ampio spet-
tro di misure di bilancio e
strutturali».
Ora è «essenziale attuare pie-
namente» tutto ciò. Se lo si fa-
rà, si potrà avere il pareggio di
bilancio nel 2013 e «mettere il
debito su una strada di stabile
riduzione»: sempre che lo
spread, il differenziale di rendi-
mento dei titoli di Stato decen-
nali rispetto a quelli tedeschi,
«resti intorno ai 370 punti ba-
se». Ci vorrà una nuova mano-
vra finanziaria? Giudizio sospe-
so: a marzo Bruxelles riceverà
da Roma gli ultimi dati aggior-
nati sul deficit, e ad aprile giun-
geranno i dati dell’Eurostat sui
Paesi «puniti» per il deficit ec-
cessivo, dunque anche sull’Ita-
lia. Quanto alla recessione che
Bruxelles pronostica per il
2012 nell’eurozona, anche qui
vale la logica del bicchiere mez-
zo pieno o mezzo vuoto. Da un
lato, per esempio, grazie alle
misure di liquidità prese dalla
Bce non si hanno ancora segni
di «credit crunch», il temuto
blocco del credito: ma questo
potrebbe nascere, insieme al
crollo della domanda interna,
proprio dalla crisi del debito
sovrano, avverte la Commissio-
ne, e allora la recessione sareb-
be «profonda e prolungata».
Qualcosa di importante, co-
munque, è successo nelle ulti-
me settimane: nelle parole del-
lo stesso Rehn, molte delle con-
dizioni necessarie alla stabilità
finanziaria «ora sono state pre-
se. Con un’azione decisiva, pos-
siamo girare l’angolo e passare
dalla stabilizzazione al rafforza-
mento della crescita e dell’oc-
cupazione».
Luigi Offeddu
loffeddu@corriere.rcs.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Draghi: «Ormai superato
il modello sociale europeo»
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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MILANO — Le buste paga dei ma-
nager pubblici dovrebbero assomi-
gliare di più, nella struttura, a quelle
dei privati: con una quota fissa —
più bassa del limite di circa 300 mila
euro deciso dal decreto salva Italia
— e una variabile, anche «importan-
te». Così la pensa chi di manager e
stipendi (privati) se ne intende mol-
to: Nicola Gavazzi, amministratore
delegato del ramo italiano di Egon
Zehnder International, la multinazio-
nale dei «cacciatori di teste» che sele-
zionano amministratori delegati e di-
rettori generali per le grandi azien-
de.
Come, oltre al fisso anche il varia-
bile?
«Innanzitutto la quota fissa po-
trebbe scendere anche a 200 mila eu-
ro, mentre la parte variabile sarebbe
il risultato di una valutazione del la-
voro svolto dal manager pubblico:
consistente solo se ci sono i risulta-
ti».
Ma misurarli in un ministero è
più difficile che in un’azienda.
«Chiunque abbia delle responsabi-
lità gestionali, ha anche degli obietti-
vi da raggiungere, qualitativi o quan-
titativi che siano. Oggi gli stipendi di
diversi manager pubblici sono alti
perché sono fissi, indipendenti da
qualsiasi tipo di valutazione sulle lo-
ro performance. Quello che manca ai
manager pubblici è qualcuno che
possa valutarli, come succede nel pri-
vato: se hai lavorato bene, ok, altri-
menti via».
Una sorta di «privatizzazione»
dell’ufficio del personale di diparti-
menti e ministeri?
«Sarebbe bello che tra i manager
pubblici, così come succede nel pri-
vato, ci fosse più movimento, più
turnover: con persone che si sposta-
no da una funzione ad un altra, cre-
scendo così professionalmente e fa-
cendo anche crescere chi sta sotto.
Ma mi sembra che molti curricula,
nel pubblico, siano un po’ immutabi-
li».
I più bravi, tra fisso a 200 mila eu-
ro e quota variabile magari consi-
stente grazie ai risultati ot-
tenuti, non arriverebbero
però a guadagnare un po’
troppo per un «servitore
dello Stato»?
«Anche qui, un po’ di pri-
vato non guasterebbe. Le
normali aziende, infatti,
conteggiano all’interno del
pacchetto retributivo degli executive
anche i benefit, dall’autista all’affitto
della casa a quant’altro viene messo
a disposizione del manager. Non è
poco, e per i responsabili pubblici do-
vrebbe entrare nel tetto dei 200 mila
euro o quantomeno essere considera-
to come succede nel settore priva-
to».
Eppure, nelle aziende private
spuntano remunerazioni da «mille
e una notte», molto ma molto più
alte di quanto succede tra i mana-
ger pubblici.
«Si tratta di stipendi spesso esage-
rati, ma sono sempre di meno, e sem-
pre di più la parte variabile gioca un
ruolo fondamentale. La tendenza va
verso una quota fissa ragionevole e
commisurata alle responsabilità».
Giovanni Stringa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco chi supera i 294 mila euro. Accuse dal Pdl: «Trasparenza a metà»
Il presidente della Camera
La dichiarazione di Fini: 201 mila euro
Statali Gli stipendi
L’intervista Il cacciatore di teste
Limite
Il governo ha
messo un tetto
allo stipendio
dei manager
pubblici. Il
limite massimo
è stato
stabilito nello
stipendio che
percepisce il
primo
presidente
della Corte di
cassazione che
per il 2012 è
di 294 mila
euro
Cumulo
Il ministro
della Funzione
pubblica
Filippo Patroni
Griffi ha
annunciato
che i manager
devono
informare
l’amministrazio-
ne di
appartenenza
dell’esistenza
di altri incarichi
assunti
Risparmio
Le risorse
risparmiate
non andranno
a coprire altre
spese ma
verranno
utilizzate per
l’ammortamen-
to dei titoli
di Stato
I movimenti
ROMA — Filippo Patroni
Griffi arriva all’ultimo minuto,
scavalca il muro di giornalisti
che aspettano la lista dei mana-
ger strapagati al quarto piano
di Montecitorio e si infila nella
riunione delle commissioni
congiunte Affari costituzionali
e Lavoro: l’organismo che il 29
febbraio dovrà esprimere un
parere sull’applicazione del
«tetto» alle retribuzioni d’oro,
le più alte dei 34 Paesi membri
dell’Ocse. In mano il ministro
della Funzione pubblica ha
l’elenco con nomi e stipendi de-
gli altri funzionari dello Stato,
un documento che da giorni Ca-
mera e Senato avevano richie-
sto e che tardava ad arrivare.
L’elenco delle prime 57 bu-
ste paga che sforano il limite di
294 mila euro corrisposto al pri-
mo presidente della Corte di
Cassazione (o di 304.951,95 se
si tiene conto dell’indennità
Csm) è lacunoso, ma finalmen-
te si è materializzato, scongiu-
rando in extremis l’incidente
diplomatico tra governo e Par-
lamento. «Mancano i cumuli e
i benefit — spiega il ministro
— Ma in tre giorni non avrei
potuto avere di più e ho pensa-
to che fosse meglio comincia-
re...». Cominciamo, allora. L’as-
segno di gran lunga più pesan-
te spetta al capo della Polizia,
Antonio Manganelli, l’unico di
questo primo elenco che veleg-
gia sopra i 600 mila euro lordi:
il doppio del presidente ameri-
cano Barack Obama. È tantissi-
mo, è vero, ma dal Viminale in-
vitano a tener conto che la retri-
buzione comprende l’indenni-
tà di direttore generale della
pubblica sicurezza, che coordi-
na Carabinieri, Finanza, corpo
Forestale e polizia Penitenzia-
ria. Al secondo posto della top
ten c’è il ragioniere generale
dello Stato, Mario Canzio (562
mila), seguono l’ex capo del-
l’amministrazione penitenzia-
ria Franco Ionta (543 mila) e il
capo di Gabinetto dell’Econo-
mi a, Vi ncenzo Fortunato
(536.908,98 euro). E poi giù, fi-
no ai 307 mila euro del diretto-
re generale dell’Agenzia del Ter-
ritorio Gabriella Alemanno, so-
rella del sindaco di Roma.
Stipendi record anche nel
comparto sicurezza, dove si va
dai 482 mila del generale Bia-
gio Abrate ai 481 mila di Bruno
Branciforte (Marina). Ma ora si
volta pagina. E il governo non
sembra intenzionato a concede-
re deroghe. Si dice che il Parla-
mento sia stato sottoposto a
«pressioni indebite» per far sal-
tare la norma e chissà se è ve-
ro, ma intanto Antitrust e
Agcom fanno sapere di essersi
uniformate al tetto. «L’adegua-
mento è già operante» confer-
ma l’ufficio stampa del Garan-
te nelle comunicazioni, Corra-
do Calabrò, che da quest’anno
«azzererà totalmente» il contri-
buto pubblico. Anche l’Autori-
tà per l’energia, presieduta da
Guido Pier Paolo Bortoni, ren-
de nota la scelta di «rispettare
scrupolosamente le previsioni
di legge» e ricorda che «alcun
contributo» arriva dalle casse
dello Stato.
In un Paese dove gli stipendi
dei comuni mortali sono tra i
più bassi d’Europa e quelli dei
«grand commis» i più alti, la
pubblicità forzata dei dati è
una rivoluzione. E le richieste
di rettifica alla lista arrivano
una dopo l’altra. L’Inps precisa
che per un «disguido sui con-
teggi» la retribuzione 2011 del
direttore generale Mauro Nori
è stata valutata 377.214,86 eu-
ro, mentre sono 321.053. E l’I-
stat chiarisce che il presidente
Enrico Giovannini prende 270
mila e non più 300 mila.
Il catalogo dei «paperoni» di
Stato ha portato scompiglio in
Parlamento. Per Renato Brunet-
ta del Pdl «è una presa in giro,
un elenco vuoto e incomple-
to». Troppe lacune, denuncia
l’ex ministro: «Vorrei che si for-
nissero dati onnicomprensivi,
che si parlasse dei cumuli di re-
tribuzioni...». E un altro ex mi-
nistro del Pdl, Giorgia Meloni,
chiede che Enti locali, munici-
palizzate e Aziende pubbliche
si adeguino «alla linea di auste-
rità e rigore». Dalla Lega, poi,
la presidente della commissio-
ne Attività produttive Manuela
Dal Lago fa capire che i parla-
mentari vivono la mannaia sui
«grandi papaveri di Stato» co-
me una rivincita: «E poi dicono
che la casta sono i politici...».
M.Gu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ai manager pubblici
una paga variabile
legata al risultato»
Nicola Gavazzi: «Sarebbe bello
che ci fosse più turnover, così come
succede nel privato»
Redditi, 57 dirigenti oltre il tetto
Il capo della polizia il più pagato
Il presidente della Camera,
Gianfranco Fini, ha pubblicato
ieri online il proprio reddito. Sul
sito della Camera, infatti, nella
sua pagina da deputato, sono
disponibili le dichiarazioni dal
2008 al 2011 dalle quali emerge
che l’incarico di terza carica
dello Stato ha portato al leader
di Fli un aumento di quasi 100
mila euro in quattro anni.
Nell’ultimo 730 relativo ai
redditi del 2010, Fini ha
dichiarato 201.115 euro, nel
2009 186.563, nel 2008 142.243,
nel 2007 105.633. Dalla
dichiarazione del 2008 emerge
che Fini è propietario di una
Mini cooper e di una Smart
acquistate nel 2006 e di un’Audi
S4 cabriolet del 2007.
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Presidente
Gianfranco Fini
Il tetto
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
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In istituzioni pubbliche come la banca nazionale delle
assicurazioni sociali, o l’agenzia UWV che paga
benefici a varie categorie, o l'ente del registro dei
terreni Kadaster (Catasto, che si occupa anche della
pianificazione urbana e quindi ha responsabilità
politica, amministrativa e anche economica) vi sono
vari manager pagati oltre il limite medio fissato dal
Parlamento a suo tempo, che è di 181.000 euro, pari
allo stipendio del primo ministro, maggiorabile del
30%. In particolare: un manager della Banca nazionale
delle assicurazioni ha avuto 468.000 euro in un anno,
e uno della UWV 446.000. In totale, nel 2009 c'erano
negli enti pubblici 18 paperoni che guadagnavano più
di 300mila euro. Il parlamento ha protestato, il
governo ha risposto che il limite fissato non riguarda
certe organizzazioni governative. Su queste
retribuzioni vi sono state in passato molte polemiche
perché la tradizione protestante olandese considera i
dirigenti della cosa pubblica delle persone
completamente vincolate dal senso della probità.
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Spagna Olanda Gran Bretagna
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID — Angel Yuste è il Direttore generale
dell’amministrazione penitenziaria spagnola. È un
giurista e criminologo di 55 anni che lavora nelle
carceri da sempre. Chiaramente targato Partido
Popular, sotto il governo Aznar tra il ’96 e il 2004
aveva questo stesso incarico. Con l’arrivo del socialista
Zapatero si era rifugiato nelle amministrazioni locali.
A dicembre, i Popolari hanno premiato la sua fedeltà
restituendogli la poltrona. La sua busta paga, però,
non è neppure paragonabile a quella dell’ormai ex pari
grado italiano Ionta. In Spagna, re Juan Carlos incassa
uno stipendio di 140 mila euro. Tutti gli altri
dipendenti pubblici devono stare sotto. Il Presidente
della Corte Costituzionale 130 mila, il premier non
arriva a 80 mila. Il reddito di Yuste, appena nominato,
non è pubblico. Ma in base al suo grado non supererà
i 60 mila euro, tredicesima e quattordicesima incluse.
A. Ni.
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Il presidente dell’Inps
«Pronti a tagliare i nostri stipendi»
Le repliche di Mastrapasqua e Pitruzzella. Gabrielli: non ho rincorso queste somme
ROMA — La dieta è impo-
sta e in molti casi niente affat-
to gradita. Ma poiché trattasi
di top manager pubblici, di
grande calibro e spesso assisi
su molteplici e pregiate poltro-
ne, gli tocca anche fare buon vi-
so a cattivo gioco. I tagli agli
stipendi d’oro? Ben vengano,
se sono per il bene dell’Italia...
Il leitmotiv è un po’ questo ed
è gia molto, visto che tanti de-
gli interpellati, nel giorno in
cui diventa pubblica la lista
con i compensi che sforano il
nuovo tetto di 294 mila euro,
non trovano un minuto di tem-
po per commentare la svolta.
Attilio Befera — 304 mila euro
l’anno dall’Agenzia delle Entra-
te (di cui è presidente dal 24
giugno 2011) e una cifra impre-
cisata che si aggira sui 150 mi-
la euro per la presidenza di
Equitalia —risponde al cellula-
re alle sette della sera: «Sono
impegnato, abbia pazienza».
Clic. E sceglie il «no com-
ment» anche il presidente del-
la Consob Giuseppe Vegas, il
cui stipendio è destinato a di-
magrire di 93 mila euro lordi
l’anno.
Non si sottrae invece il capo
della Protezione civile, Franco
Gabrielli, che l’essere in prima
fila al fronte delle emergenze
ha abituato alla luce dei rifletto-
ri. Non si fa problemi a parlare
dei 364.196 euro che prendeva
dallo Stato prima del tetto deci-
so dal governo Monti. «Certa-
mente non è poco — ricono-
sce Gabrielli —Quel che posso
dire è che nella vita non ho rin-
corso il compenso». Le sembra
giusto che in tempi di sacrifici
così duri tanti manager pubbli-
ci guadagnino dieci, venti, per-
sino trenta volte quel che pren-
dono un insegnante, un opera-
io o un impiegato? «Se il mio
stipendio sia giusto o no sta
agli altri valutarlo. Io mi repu-
to molto fortunato e so bene
che tanti italiani sono costretti
a far fronte alle cose della vita
con molto, molto meno».
Da giorni rimbalzano da un
sito all’altro i numeri da capo-
giro di Antonio Mastrapasqua,
manager da 24 incarichi per
un monte—assegni annuo di
un milione e duecentomila
(presunti) euro. Ma sull’elenco
diffuso da Patroni Griffi è ri-
portata solo la retribuzione per
l a pr esi denza del l ’ I nps,
216.711,67 euro. Nulla al mo-
mento è dato sapere, per le vie
ufficiali, sugli altri emolumen-
ti, ma quel che è certo è che in
mancanza di deroghe, drastica-
mente escluse da Monti e dal
ministro della Funzione pub-
blica, Mastrapasqua dovrà ac-
contentarsi di 294 mila euro
complessivi. Contento? Seppu-
re non lo fosse, non lo direbbe
mai: «La mia dichiarazione uffi-
ciale è che rispetto quanto han-
no deciso governo e Parlamen-
to. È la cosa giusta».
Ne è convinto anche il presi-
dente dell’Antitrust, Giovanni
Pitruzzella. La sua busta paga,
se Monti non avesse impugna-
to i forbicioni dell’austerity, sa-
rebbe stata di 475 mila euro e
spiccioli, ma poiché è in carica
da dicembre è incappato subi-
to nei tagli del salva Italia: «Ho
ritenuto giusto uniformarmi
immediatamente alla legge e
così i componenti dell’autori-
tà». Sono pochi 294 mila euro
o possono bastare? «Accettan-
do di presiedere l’Antitrust ho
già rinunciato a un reddito più
alto, ma ritengo giusto, in un
momento particolare del Pae-
se, prestare la propria opera al-
le istituzioni». Le risultano
pressioni indebite sul Parla-
mento per far saltare la rivolu-
zione degli stipendi? «Chi può
escluderlo? —conclude Pitruz-
zella —Ma certo non sono arri-
vate da noi. Tutti dobbiamo da-
re il buon esempio e sopporta-
re i sacrifici».
Monica Guerzoni
mguerzoni@rcs.it
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Il capo dell’Antitrust
Al capo delle carceri
meno di 60 mila euro
LONDRA — A capo della Metropolitan Police, la più
importante forza di polizia del Regno Unito, è
Bernard Hogan- Howe, che ha assunto il ruolo a
settembre dopo le dimissioni di Sir Paul Stephenson
in seguito al caso delle intercettazioni telefoniche del
News of the World. Il commissioner — questo il
titolo ufficiale — guida Scotland Yard, risponde al
ministro degli Interni e al sindaco di Londra. Il suo
stipendio è di 260.000 sterline (306.000 euro) lorde
l'anno, che al netto delle tasse equivale a 12 mensilità
di circa 16.000 euro l’una. Se il salario non suscita
particolari dibattiti, la Met Police dovrà, per via delle
misure austerità, ridurre i costi di 600 milioni di
sterline in quattro anni. Non è da escludere, quindi,
un ritocco al ribasso degli stipendi più alti. Tra le
opzioni più discusse, la perdita di 8.000 agenti, che
porterebbe il totale a 24.000 unità. «Ho tre obiettivi
—, ha detto il commissioner —. Ridurre il crimine, i
costi e coltivare la cultura di integrità e trasparenza».
P. D. C.
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Giurista
Angel Yuste,
direttore generale
dell’amministra-
zione
penitenziaria
spagnola
Il limite è di 181 mila
ma c’è chi supera i 400
«In un momento
particolare tutti dobbiamo
dare il buon esempio
e sopportare i sacrifici»
Scotland Yard,
al vertice 306 mila euro
Commissioner
Bernard Hogan-
Howe, a capo
della
Metropolitan
Police dopo Sir
Paul Stephenson
Paperoni
«La mia dichiarazione
ufficiale è che rispetto
quanto hanno deciso
governo e Parlamento»
Nel 2009
c’erano 18
paperoni
che
guadagnava-
no più di 300
mila euro
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Codice cliente:
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L’accusa
Il sostituto procuratore Manjula Itty, la
donna magistrato che dirige le
indagini per omicidio a carico dei due
militari italiani, Salvatore Girone e
Massimiliano Latorre
Oggi è andata bene. Adesso ci sono altri sette giorni
di lavoro Staffan de Mistura, sottosegretario italiano agli Esteri
di WILLIAM HAGUE*
Impegno
Aiuti e lotta al terrorismo
Ecco il piano per la Somalia
❜❜
Ieri la Gran Bretagna ha ospitato
un’importante conferenza sulla So-
malia alla quale hanno partecipato
capi di governo e alti rappresentan-
ti di oltre 50 Paesi e organizzazioni,
tra cui il segretario generale delle
Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il se-
gretario generale dell’Unione Africa-
na, il segretario di Stato americano
Hillary Clinton, il ministro degli
Esteri italiano Giulio Terzi e un’am-
pia delegazione di leader somali.
Abbiamo deciso che era arrivato
il momento giusto per lavorare in-
sieme a una serie di misure concre-
te mirate ad aiutare la Somalia a rial-
zarsi.
Innanzitutto, abbiamo ribadito
che il mandato del governo di tran-
sizione della Somalia dovrà termina-
re in agosto senza alcuna estensio-
ne. Il popolo somalo deve dare for-
ma alle istituzioni politiche future e
abbiamo pertanto sottolineato l’im-
portanza di portare avanti un pro-
cesso politico rappresentativo e fon-
dato sulla partecipazione di tutti.
Abbiamo poi concordato che tale
processo debba essere aperto a tutti
coloro che rifiutano la violenza,
compresa la popolazione che si tro-
va nelle zone sotto il controllo di Al
Shabaab.
Ci siamo poi attivati in base alla
decisione dei capi di Stato africani
di creare un consiglio d’amministra-
zione finanziaria unificato per mi-
gliorare la gestione delle finanze
pubbliche. Il nostro scopo è di met-
tere in piedi un meccanismo in gra-
do di ridurre la corruzione e di ripri-
stinare la fiducia, assicurando che
gli aiuti e i fondi somali vengano
spesi in modo adeguato e con tra-
sparenza per servizi a favore della
popolazione somala.
Per far progredire il processo poli-
tico è essenziale instaurare un cli-
ma di sicurezza. Ecco perché la co-
munità internazionale ha deciso di
aiutare l’Amisom (le truppe del-
l’Unione Africana) a estendersi oltre
Mogadiscio per contrastare Al Sha-
baab. Una nuova risoluzione Onu
ha approvato un aumento delle
truppe da 12.000 a 17.731 e nuovi
equipaggiamenti.
Ci siamo anche attivati per dare il
nostro sostegno alle regioni somale
relativamente stabili, definendo
una serie di principi in base ai quali
elargire gli aiuti e creando un nuo-
vo fondo per risolvere le controver-
sie a livello locale, creare posti di la-
voro, fornire i servizi essenziali alla
popolazione e sostenere lo sviluppo
delle autorità locali. Il governo bri-
tannico, seguito poi da altri Paesi,
ha annunciato un contributo di 15
milioni di sterline.
Durante la conferenza è stata poi
affrontata la sfida del terrorismo,
una minaccia condivisa dal popolo
somalo, dalla regione e dal resto del
mondo, ed è stata data priorità alla
necessità di interrompere gli sposta-
menti dei terroristi da e per la Soma-
lia e di scardinare le loro finanze. In
questo contesto, daremo sostegno
anche al sistema di giustizia penale
in Somalia.
Per quanto riguarda la pirateria,
il governo britannico e le Seychelles
istituiranno un nuovo centro regio-
nale antipirateria con il sostegno di
altri partner che avrà lo scopo di
perseguire i principali leader, i nego-
ziatori dei riscatti e gli intermediari,
per rompere il giro d’affari della pi-
rateria. Sono stati fatti poi una serie
di accordi tra le nazioni per fare in
modo che quanti sono sospettati di
reati di pirateria possano essere pro-
cessati nella regione e poi trasferiti
nelle prigioni somale.
L’anno scorso la Somalia è stata
colpita da una terribile carestia. La
conferenza ha evidenziato la neces-
sità che i donatori di tutto il mondo
continuino a rispondere con genero-
sità alla crisi e che gli aiuti siano fi-
nalizzati a coprire le sole necessità
della popolazione somala. Nono-
stante la gradita comunicazione da
parte delle Nazioni Unite circa la fi-
ne della carestia in Somalia, la situa-
zione umanitaria rimane grave e cir-
ca 2,34 milioni di persone ne stan-
no ancora subendo le conseguenze.
Se implementate tutte insieme,
queste misure rappresentano un
tentativo di cambiare la dinamica al-
l’interno della Somalia da uno stato
di declino inesorabile a uno stato di
crescita graduale in termini di stabi-
lità e sicurezza. Non dobbiamo farci
alcuna illusione su quanto ci vorrà
per ottenere questa transizione e il
nostro approccio dovrà essere so-
brio e realistico. Non possiamo cam-
biare la Somalia con una conferen-
za, tanto più che il futuro è fonda-
mentalmente nelle mani dei somali.
Tuttavia, il popolo somalo non ce la
può fare da solo: abbiamo pertanto
organizzato questa conferenza pro-
prio per stimolare il sostegno inter-
nazionale, mandare al popolo soma-
lo il segnale della nostra presenza al
suo fianco e ricordare a tutti coloro
che concorrono intenzionalmente
all’insorgere e al perdurare di vio-
lenza e terrorismo nel Paese, di non
sottovalutare la nostra determina-
zione.
*Ministro degli Esteri britannico
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L’intervento
Dormono in letti accostati.
C’è un caldo umido
contrastato dalle 4 pale
sul soffitto (una si è rotta)
Altri 7 giorni di custodia. Esperti italiani ammessi alla prova balistica
Milizie
Nella villetta
Sigarette, niente tv: l’attesa dei marò
Esteri
Non cambieremo il Paese con
una conferenza, dobbiamo
restare al fianco dei somali
DAL NOSTRO INVIATO
KOLLAM(India) — Decide-
rà la prova balistica, l’esame
incrociato tra i proiettili che
hanno ucciso i due pescatori
della comunità di Moothakara
e i fucili d’assalto, rimasti a
bordo della petroliera italiana
Enrica Lexie, ormeggiata non
lontano da Kochi. Almeno su
questo punto convergono,
partendo da posizioni oppo-
ste, i veri protagonisti della
giornata. Da una parte il sosti-
tuto procuratore Manjula Itty,
giovane donna magistrato im-
pegnata a sostenere l’imputa-
zione di omicidio a carico dei
due militari, Salvatore Girone
(34 anni) e Massimiliano La-
torre (44). Dall’altra il sottose-
gretario del ministero degli
Esteri italiano, Staffan de Mi-
stura, diplomatico di lungo
corso, inviato qui nello Stato
del Kerala, sperone dell’India
meridionale, per trovare una
via d’uscita all’intrico comin-
ciato nella serata del 15 febbra-
io, quando il St. Antony rien-
trava in rada con due morti e
la chiglia crivellata di colpi.
Ieri il tribunale di Kollam
ha stabilito che sarà necessa-
rio un supplemento di indagi-
ni, ma la posizione di Girone e
Latorre resta sospesa: niente
carcere (come si temeva), ma
ancora sette giorni di custodia
cautelare in una villetta con-
trollata dalla polizia di Kochi.
Il tempo necessario, forse, per
acquisire la «prova regina»
esaminando le armi. La difesa
ha ottenuto che l’ispezione
dei mitragliatori sia condotta
alla presenza di esperti italia-
ni.
Al momento, sostiene l’assi-
stente commissario di polizia
Shajadan Firoz, uno dei cin-
que componenti del team in-
vestigativo, l’accusa ha in ma-
no i proiettili recuperati nei
corpi dei pescatori, il quaran-
tacinquenne Valentine Jalesti-
ne e il più giovane Ajeesh
Binki: «Uno di loro è stato uc-
ciso da un colpo alla tempia
destra; l’altro sul lato sinistro
del petto. Con due tiri di preci-
sione. Le pallottole sono cali-
bro 0,54 pollici, compatibili
con diverse armi». Materia
molto tecnica e complicata. Si
può però aggiungere che i fu-
cili in dotazione ai marò nor-
malmente utilizzano calibri
più piccoli: 5,56 millimetri, se-
condo lo standard fissato dal
comando generale della Nato
a Bruxelles. Ma naturalmente
occorre aspettare la perizia
scientifica che dovrà stabilire
se effettivamente dalle armi
di Girone e Latorre sono stati
esplosi i colpi mortali, oppure
no. Nel frattempo giornali e te-
levisioni del Kerala seguono
in forze «il processo agli italia-
ni».
Ma la piazza si è spenta. Ieri
mattina i due marò hanno per-
corso i 150 chilometri che se-
parano Kochi da Kollam sulle
jeep Tata Sumo della polizia
senza intoppi, a parte il traffi-
co creativo e un minicorteo di
elefanti bardati a festa. Nel cor-
tile davanti al tribunale li
aspettavano 200-300 persone,
ma, a differenza di lunedì scor-
so nessuno ha gridato, a parte
reporter, fotografi e camera-
men. Sembra dissolversi la te-
muta escalation anti-italiana,
alimentata dai partiti politici
in vista delle elezioni in Kera-
la.
Latorre e Girone sono ap-
parsi comprensibilmente pro-
vati, ma in grado di reggere la
pressione. In tribunale sono
stati confinati in un angolo
guardati a vista dalla scorta ar-
mata e da un pericolante ritrat-
to del Mahatma Gandhi. In se-
rata sono rientrati nel com-
plesso (la «guest house») in
cui sono rinchiusi da cinque
giorni, vicino ai depositi por-
tuali della Indian Oil. Fuori
portata, dunque, anche se si
riesce a sapere che dormono
insieme in due letti accostati,
disposti in una stanza bianca
lunga 20 passi e larga 10. Un
ambiente spoglio, con un ca-
napè in bambù, qualche mobi-
letto di ferro, un tavolo con il
ripiano di vetro. C’è un caldo
umido contrastato da quattro
pale montate sul soffitto (una
si è rotta).
Nel locale di fianco alloggia
un militare con compiti di so-
stegno che è arrivato dall’Ita-
lia con le sigarette, qualche
giornale da leggere e i tarallini
pugliesi ai semi di finocchio
(sapore di casa: Massimiliano
Latorre è di Taranto, Salvatore
Girone di Torre a Mare, Bari).
Al resto provvede il corpo di
guardia, puntualissimo nella
sequenza colazione-pran-
zo-cena. Il contatto telefonico
con le famiglie si è attenuato,
ma non interrotto. Certo le
ore sono lunghe: niente radio,
niente tv. Si parla, si riflette, si
può passeggiare per un po’ an-
che nel cortile, tra poliziotti e
graduati silenziosi. E, soprat-
tutto, si aspetta e ci si affida al
lavoro del governo. Ieri il pre-
mier Mario Monti ha voluto
«rassicurare le famiglie dei
due militari». A tarda sera il
sottosegretario Staffan de Mi-
stura valutava il bollettino:
«Oggi è andata bene. Abbia-
mo ottenuto la possibilità di
condividere la prova balistica.
Adesso ci sono altri sette gior-
ni di lavoro». Prima della nuo-
va udienza a Kollam. Forse
quella decisiva.
Giuseppe Sarcina
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In vista di agosto, quando scadrà il mandato del governo
transitorio somalo, i leader di oltre 50 nazioni e organizzazioni
internazionali e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, si
sono riuniti ieri a Londra. Promessi nuovi fondi (64 milioni di
dollari di aiuti umanitari dagli Usa, 100 milioni di euro dall’Ue
per il consolidamento istituzionale) e impegno contro pirateria e
terrorismo (ma l’America boccia la richiesta di raid mirati sugli
Shabaab). Obiettivo primario: la transizione a un governo stabile.
Fuga
Profughi
somali
lasciano
zone in
mano
ad Al
Shabaab
(Afp)
Fermati Massimiliano Latorre, 44 anni, e Salvatore Girone, 34 anni, nella «guest house» di Kochi
«Al Shabaab»
(dall’arabo «la
gioventù») sono
milizie islamiche che
si richiamano ad Al
Qaeda. La loro
formazione risale al
2006 e deriva dalla
sconfitta dell'Unione
delle corti islamiche
che controllarono
per un breve periodo
la Somalia ma che
furono sbaragliate
dall’esercito etiope
India Le lunghe giornate dei due fucilieri accusati di omicidio, rinchiusi in una villetta nello Stato del Kerala
italia: 515249535254
Codice cliente:
22 Esteri
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
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Parla sdraiata su una sorta di di-
vano, il viso rilassato, la voce fer-
ma: «Ho un femore fratturato, qui
i medici mi stanno curando, ma
non mi possono operare» dice la
reporter francese Edith Bouvier.
Giornalista di Le Figaro, è soprav-
vissuta al bombardamento che
mercoledì ha ucciso nella città si-
riana di Homs l’inviata del Sun-
day Times Marie Colvin e il foto-
grafo francese Remi Ochlik, ma
ora la sua vita è in pericolo: «Ho
bisogno al più presto di essere
operata, chiedo un cessate il fuo-
co, che mi venga messa a disposi-
zione un’ambulanza o almeno
un’auto che mi trasporti in Liba-
no». L’appello è contenuto in un
video diffuso online da attivisti
dell’opposizione. Con un avverti-
mento: la donna rischia di morire
dissanguata se non riuscirà a esse-
re evacuata e soccorsa.
Alle parole della reporter se-
guono quelle del collega William
Daniels, fotografo di Le Figaro e
di Time rimasto illeso nello stes-
so attacco definito «un assassi-
nio» da Nicolas Sarkozy («sapeva-
no che lì c’erano dei giornalisti»,
ha detto ieri il presidente france-
se): «Edith ha una doppia frattu-
ra al femore della gamba sinistra
— spiega Daniels accanto a lei —
chiediamo al governo francese
che ci soccorra al più presto. Qui
non c’è elettricità, il cibo scarseg-
gia e continuano a piovere bom-
be».
La disperata richiesta d’aiuto si
leva nella ventesima giornata con-
secutiva di bombardamenti che
hanno ridotto in macerie Homs.
Ieri la commissione d’inchiesta
Onu sulla Siria ha presentato il
rapporto in cui accusa il regime
di Damasco di «crimini contro
l’umanità». Per fermare la carnefi-
cina (almeno 787 i civili uccisi nel-
le prime due settimane di febbra-
io), le speranze si concentrano su
Kofi Annan, designato ieri inviato
speciale internazionale sulla crisi
in Siria per l’Onu e la Lega Araba.
In un altro video la Bouvier era
distesa vicino al fotografo irlande-
se Paul Conroy del Sunday Times,
ferito pure lui a una gamba nell’at-
tacco di mercoledì. «Stiamo cer-
cando di portarli via, in una situa-
zione di estremo pericolo», ha ri-
ferito un attivista di Avaaz al Tele-
graph. Da Parigi il ministero degli
Esteri ha fatto sapere di essersi
mobilitato «per portare assisten-
za» ai francesi a Homs, senza spie-
gare come. «Reporters sans fron-
tières» ha invece ammesso di non
essere riuscita ieri a raggiungere i
suoi contatti nella «città martire».
«I bombardamenti si sono intensi-
ficati e nessuno sale sui tetti per
usare i telefoni satellitari».
Alessandra Muglia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’incidente
Nel mirino Colpita con gli altri a Homs
WASHINGTON — Nuove
vittime per il Corano brucia-
to. Una vicenda che alimenta
violenze, rende complessi i
rapporti tra Kabul e gli Usa,
favorisce i talebani. Ieri un
soldato afghano — come è
già accaduto in passato — ha
impugnato il suo fucile e ha
ucciso, a sangue freddo, due
militari americani. L’attacco,
avvenuto in una base dell’est
dell’Afghanistan, è stato col-
legato dalle autorità alla dis-
sacrazione del libro sacro
compiuta lunedì da alcuni uf-
ficiali Usa. Un altro soldato
occidentale — un norvegese
—è rimasto invece ferito nel-
l’assalto lanciato da centinaia
di persone ad una installazio-
ne Nato. Un bilancio al quale
vanno aggiunte sei vittime lo-
cali, dimostranti colpiti dalla
polizia durante le manifesta-
zione di piazza. Piuttosto alto
il numero delle persone por-
tate negli ospedali: oltre una
cinquantina.
Una situazione grave con-
fermata anche dal passo deci-
so da Barack Obama. Il presi-
dente statunitense ha scritto
al governo di Kabul per chie-
dere «scusa e rammarico»
per un atto «non intenziona-
le». Ma al leader afghano Ah-
med Karzai le scuse non ba-
stano. Furioso, ha diffuso
una dichiarazione alla stam-
pa nella quale ha chiesto che
i responsabili del gesto siano
processati. E un portavoce ha
aggiunto che vi sarebbe stata
una risposta positiva da par-
te del comando.
Al centro del caso alcuni uf-
ficiali in servizio alla base di
Bagram, centro che ospita an-
che una grande prigione. Du-
rante una perquisizione nelle
celle sono state rinvenute co-
pie del Corano con scritte in
codice. Probabilmente un si-
stema usato dai detenuti per
comunicare. Poco dopo i te-
sti sono stati dati alle fiamme
in un deposito per l’immon-
dizia. Non appena si è sparsa
la notizia — c’erano dei civili
che hanno assistito alla di-
struzione — in tutto l’Afgha-
nistan sono esplose dimostra-
zioni violente con lanci di sas-
si e attacchi contro le posta-
zioni della coalizione. Nella
storia si sono infilati anche i
talebani che hanno esortato i
soldati afghani a uccidere i
commilitoni alleati. Appello
che è stato raccolto.
La mancanza di sensibilità
da parte degli ufficiali appare
grossolana. In questi anni il
Pentagono ha diffuso rappor-
ti, codici di comportamento,
ingaggiato antropologi, spe-
so milioni per evitare episodi
come quello del Corano. Ep-
pure la dissacrazione si è ripe-
tuta. In pochi istanti sono an-
dati in fumo mesi e mesi di
lavoro. A che serve costruire
ponti o scuole se poi si offen-
de la religione locale?
Le autorità diplomatiche
americane ritengono che la
collera non si placherà tanto
facilmente. Grandi timori
per oggi, al termine delle pre-
ghiere, quando i fedeli uscen-
do dalla moschee potrebbero
dare vita ad altri incidenti.
Per questo l’ambasciata Usa
ha invitato i cittadini statuni-
tensi a restare nelle zone pro-
tette. Misure supplementari
di sicurezza sono state inve-
ce adottate vicino alle basi.
Per l’Afghanistan rischia di
essere un venerdì di rabbia.
Le violenze rischiano, infi-
ne, di ingarbugliare i tentati-
vi di trovare una soluzione
negoziata al confronto afgha-
no. I contatti sono in corso
da tempo e su più livelli ma
servirebbe un clima diverso.
Anche perché i talebani non
appaiono del tutto convinti
— sono emerse voci diverse
—e in tanti manovrano attor-
no alle trattative. Iniziative
che non sempre hanno obiet-
tivi positivi.
Guido Olimpio
golimpio@rcs.it
Twitter @guidoolimpio
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Uccisi da un afghano due soldati americani
L’incarico
Processo
A Karzai le scuse non
bastano: ha chiesto che
i responsabili del gesto
siano processati
Siria, video-appello
dell’inviata francese:
«Ferita, salvatemi»
La perquisizione
Lunedì nella base e prigione
Usa di Bagram, alcuni
ufficiali Usa hanno bruciato
delle copie del Corano. Nei
libri sarebbero stati trovati
messaggi in codice che i
detenuti si scambiavano
La rabbia
Quando le copie bruciate
sono state rinvenute, sono
scoppiate le rivolte: 9 i morti
Obama chiede scusa
per il Corano bruciato
Kofi Annan ieri è stato
designato inviato speciale
internazionale in Siria
per Onu e Lega Araba
La rabbia
Manifestanti
afghani
gridano slogan
anti-Usa a
Kabul (Afp)
Giornalista La reporter francese Edith Bouvier ferita a Homs
La crisi L’episodio ha provocato un’ondata di collera e violenze
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23 Esteri
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PECHINO — Sono febbri
che in Cina assomigliano a
quelle che, nelle democrazie
elettorali, precedono gli ap-
puntamenti con le urne. Ecco
la ragnatela di speculazioni
che avvolge Bo Xilai, carismati-
co e spregiudicato leader del
Partito comunista a Chon-
gqing, in difficoltà. Ecco, defi-
lati a Hong Kong, i colpi bassi
anche a mezzo stampa tra i
due tycoon candidati a gover-
natore. Ed ecco i giochi intor-
no a un’economia che mostra
uno stato di salute non più
brillantissimo e che costitui-
sce il test cruciale per i nuovi
leader che il congresso incoro-
nerà il prossimo autunno. Que-
st’ultima partita s’è fatta sco-
perta ieri, quando il Wall Stre-
et Journal ha anticipato un rap-
porto, appunto, sull’economia
cinese per nulla ottimista. Il cli-
ma e l’insofferenza sono tali
che tra i super ricchi —aggiun-
ge il quotidiano — si ripresen-
ta la tentazione di andare a ri-
siedere all’estero: Usa, Canada,
Europa.
Intitolato «China 2030», il
dossier è stato compilato dalla
Banca mondiale e del Centro
di ricerca sullo sviluppo (Drc),
che dipende dal Consiglio di
Stato, ovvero il governo. Vi si
descrive una situazione di pe-
ricolo imminente: senza ri-
forme strutturali, tali da
imporre una revisione
di dinamiche che l’at-
tuale leadership ha
incoraggiato, la Ci-
na rischia una crisi
economica danno-
sa per tutti.
Pechino potreb-
be assistere a un
crollo del suo tas-
so di crescita com’è
accaduto ad altre
economie di Paesi in
fase di sviluppo, quale
peraltro si considera. Il docu-
mento — ha scritto il giornale
— «è concepito per influenza-
re la prossima generazione di
leader». Sotto esame, per
esempio, il ruolo delle impre-
se di Stato e quello delle ban-
che.
L’anticipazione esce dopo la
visita negli Usa del segretario
in pectore del Partito, Xi
Jinping, durante la quale non
sembra siano emersi elementi
chiari sulle scelte economiche
future. A rafforzare l’esercizio
di condizionamento tentato
da «China 2030», un secondo
dossier, della Us-China Econo-
mic and Security Commission:
tra l’altro, rimarca lo scarso
grado di apertura in un Paese
dove il 45% dell’economia è
rappresentata dalle aziende di
Stato.
Come ha chiosato sulle pagi-
ne di Caixin l’ex supervisore
del sistema bancario, Liu Min-
gkang, «è difficile essere otti-
misti su occupazione e stabili-
tà». Il senso di insicurezza ali-
menta fenomeni che riappaio-
no. Il flusso di donne della Ci-
na continentale che corrono a
Hong Kong per partorire, e co-
sì consentire ai figli di godere
di una società meno ingessata,
ha assunto proporzioni tali da
entrare nel dibattito politico e
sollecitare contromisure dra-
stiche. Intanto, negli Usa si re-
gistra un numero record di ri-
chieste di residenza da parte
dei cinesi: nel 2011, le pratiche
hanno riguardato 2.969 fami-
glie contro le 787 di due anni
prima. In Canada 2.567 richie-
ste nel 2011 contro le 383 del
2009.
Il Wall Street Journal fa no-
mi e cognomi. Shi Kang, scrit-
tore da 15 romanzi e patrimo-
nio da 1,6 milioni di dollari,
medita di trasferirsi negli Usa
in cerca di un ambiente più ac-
cogliente, una migliore qualità
della vita, un ruolo meno inva-
sivo delle autorità.
L’imprenditore Su Bin guar-
da all’est dell’est, l’America,
perché sfiancato dal «troppo
potere» del governo, sia negli
affari sia nella vita personale.
Un altro, Deng Jie, parla di
«delusione» per come si è svi-
luppata la Cina, denuncia la
corruzione e progetta di rag-
giungere la figlia che studia vi-
cino a Toronto. Anche la stati-
stica sta dalla sua parte: il 60%
dei 960 mila cinesi con più di
1,6 milioni di dollari medita di
andarsene. Nessuno parla di
politica. Amano tutti la Cina,
ma da lontano forse di più.
Marco Del Corona
leviedellasia.corriere.it
Twitter @marcodelcorona
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Viaggio negli Usa
Lo scrittore Shi Kang negli Stati Uniti:
con un patrimonio personale di 1,6
milioni di dollari, sta progettando di
trasferirsi definitivamente

DAL NOSTRO INVIATO
BOLOGNA — Verso la fine del dialogo, e
dopo che Romano Prodi aveva sciorinato la
sua profonda conoscenza della Cina, l’amba-
sciatore a Roma Ding Wei lo ha guardato am-
mirato e ha scandito: «Professore, lei cono-
sce così bene il mio Paese che potrebbe esse-
re un ottimo leader cinese». Prontissima la
replica di Prodi: «Forse avrei più fortuna che
in Italia». Il siparietto ha concluso un evento
senza precedenti da noi: l'ambasciatore della
seconda (e riservatissima) potenza mondia-
le che ha accettato di essere intervistato in
pubblico, assieme a Prodi, davanti a una pla-
tea di studenti italiani e cinesi. Sicuramente
un omaggio all’Università di Bologna che
ospita 700 studenti asiatici ma anche all’ex
premier, considerato un grande amico di Pe-
chino. Prima di salire sul palco Ding Wei,
conversando con i giornalisti, era stato pro-
digo di riconoscimenti verso la politica di Ro-
ma («Apprezziamo le misure positive prese
dal governo Monti. Ha fatto un lavoro ecce-
zionale») e verso l’Italian style. «Brand come
Gucci, Ferragamo, Armani sono famosi an-
che da noi. Io non li compro ma al nostro
popolo piacciono molto».
L’ambasciatore non ha mai nominato espli-
citamente il tema dei diritti civili ma ci ha te-
nuto a sottolineare con forza che una cosa «è
la globalizzazione dell’economia, altra è la glo-
balizzazione della cultura». La prima giudicata
positiva, la seconda no. «Il mondo è bello per-
ché è vario ma i media occidentali ci criticano
senza conoscere a fondo la nostra cultura e i
problemi a cui dobbiamo far fronte in questa
fase. Stiamo cercando una strada e so che sarà
diversa da quella occidentale». Nello sforzo di
costruire ponti tra Cina e Occidente Prodi ha
messo l’accento sull’efficacia del soft power, a
suo tempo decisivo nell’esportazione del mito
americano. «Per superare le distanze, voi cine-
si avreste bisogno di un cantante popolare ap-
prezzato nel mondo. Gli Stati Uniti hanno fat-
to così con il cinema e il jazz». Il professore ha
pronosticato che dopo i successi delle Olimpi-
adi e dell’Expo di Shanghai sono maturi i tem-
pi di un exploit cinese in campo scientifico.
«L'impegno che Pechino sta mettendo nella ri-
cerca e sviluppo è poderoso e la Cina che co-
pia i prodotti low cost cederà il passo a una
leadership asiatica anche nelle nuove tecnolo-
gie. Vedrete, arriveranno anche ai premi No-
bel». Del resto, ha aggiunto Prodi da economi-
sta industriale, con una crescita dei costi che
ormai è del 20% l’anno la Cina comincia a pro-
durre innovazione o è morta.
Il confronto dalle culture si è poi spostato
sui temi del Piano Quinquennale, il dodicesi-
mo, che secondo Ding Wei si propone niente-
meno che di cambiare radicalmente il model-
lo di sviluppo cinese, «dalla quantità alla qua-
lità». Perché il Pil nazionale è altissimo ma
quello pro-capite è ancora troppo basso. Un
cinese ha ancora il 37% dello standard di con-
sumi di un italiano. «Anche da noi ci sono dif-
ferenze territoriali, molto più stridenti di quel-
le che ci sono tra il Nord e il Sud d’Italia. Per
questo dobbiamo concentrarci sulla crescita
dei consumi interni. Il reddito del popolo de-
ve crescere del 7% nei prossimi 5 anni». E nel
contempo il Paese deve creare un proprio wel-
fare perché dopo anni e anni di politica del
figlio unico anche loro stanno invecchiando.
Infine Prodi ha spiegato come la Cina dovrà
darsi una vera politica estera, operazione non
facile perché «ci sono 50-60 milioni di cinesi
in giro per il mondo e sono tutte persone»,
esposte ai contraccolpi di scelte di politica
estera da parte di Pechino che non dovessero
collimare con gli interessi dei Paesi che li ospi-
tano.
Dario Di Vico
Twitter @dariodivico
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BERLINO — È ancora accesa, e non
deve spegnersi, quella candela «per la
speranza e per il futuro» che due
giovani donne di origine turca, i cui
genitori sono stati uccisi dalla cellula
neonazista scoperta quasi per caso nei
mesi scorsi, hanno portato fuori dalla
Konzerthaus di Berlino, in una
giornata che la Germania ha dedicato,
solennemente, alle dieci vittime di
quelli che furono chiamati «gli
omicidi del kebab». Poco prima
Angela Merkel aveva chiesto perdono.
Aveva chiesto perdono a Semiya
Simsek e a Gamze Kubasik,
all’anziano pensionato Ismail Yozgar,
che ha tenuto tra le braccia mentre
moriva il figlio ventunenne Halit, a
tutti gli altri familiari di vittime che
per troppo tempo non hanno
nemmeno avuto il diritto di esserlo.
Perché dal 2000 al 2007 Uwe
Böhnhardt e Uwe Mundlos hanno
percorso tutta la Germania spargendo
sangue, hanno confezionato video
sconvolgenti, sono stati protetti dalla
rete che agisce allo scoperto dei
movimenti neonazisti. Ma la polizia,
nel frattempo, interrogava i parenti di
chi era stato ucciso. Li sospettava,
seguiva la pista della criminalità
organizzata, del traffico di
stupefacenti. Semiya lo ha denunciato
dal palco, con coraggio. La cancelliera
lo ha ammesso e ha offerto le sue
scuse. «Questi delitti senza precedenti
sono stati un attentato alla nostra
democrazia. Ed è stata una vergogna
che la loro matrice sia stata nascosta
così a lungo. È l’amara verità. Questi
anni sono stati per voi un incubo
senza fine», ha detto la Merkel, vestita
di nero, più volte quasi sopraffatta
dall’emozione. Si è impegnata a fare
di tutto perché la memoria non
cancelli mai crimini tanto efferati
contro persone scelte per caso,
compiuti con la freddezza dell’odio,
tra quei tanti emigrati che pensavano
di aver trovato una nuova patria, un
lavoro, un’esistenza dignitosa. «Noi
dimentichiamo troppo velocemente
— è stata la sua riflessione — forse
perché siamo impegnati in altro, forse
perché ci sentiamo impotenti, forse
per indifferenza».
Ieri, quindi, è stato il momento della
riparazione. Ma niente può tornare
come prima, come del resto ha
promesso la cancelliera, perché gli
«omicidi del kebab» («capiti» soltanto
dopo il suicidio dei due assassini e il
ritrovamento dell’arma) devono
essere un punto di svolta per
stimolare un’azione più efficace
contro la galassia della destra estrema,
al di là dell’ipotesi di mettere fuori
legge il partito neonazista Npd,
bloccando per esempio a tutti i livelli
la propaganda verso le giovani
generazioni. E per lavorare a fondo
nella battaglia contro i rigurgiti di
razzismo che attraversano una società
moderna e integrata come quella
tedesca. Quando si parla, infine, dei
milioni di cittadini che hanno radici
straniere, si tratta di insistere, come è
giusto, sul capitolo dei doveri senza
però dimenticare quello dei diritti,
anche di quelli che sembrano
acquisiti. Intanto, Semiya pensa di
tornare a giugno in Turchia. Si
chiedeva da tempo, come ha detto nel
suo discorso senza lacrime, se la
Germania fosse diventata la sua casa.
Per il momento ha deciso di lasciarla.
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SE LA MERKEL
CHIEDE PERDONO
PER I CRIMINI
DEI NEONAZISTI
Il complimento
E i ricchi hanno già il piano B: andarsene in America
L’incontro Romano Prodi «intervista» il rappresentante della Repubblica Popolare all’Università di Bologna
di PAOLO LEPRI
L’analisi
L’ambasciatore: aumentare i consumi interni
Colloquio L’ex premier Romano Prodi e
l’ambasciatore cinese Ding Wei
Il diplomatico: «Il Professore
conosce così bene la Cina che
sarebbe un ottimo leader da noi»
A rischio la crescita della Cina
«Possibile un crac nel 2030»
Il rapporto La Banca mondiale: senza riforme sarà colpita dalla crisi economica
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Il racconto di uno dei ragazzi in fuga dall’Eritrea
La traversata di Ermias
finita nel lager di Gheddafi
La storia
Le sevizie a Tripoli
Ora il governo deve pensare e ripensare alla sua politica
per l’immigrazione Andrea Riccardi ministro per la Cooperazione
«Ci picchiavano per contarci,
per svegliarci e la sera mentre
eravamo già addormentati»
15
La Corte europea: le espulsioni collettive violano i diritti umani
ROMA —«Da voi voglio law and peace»,
dice Ermias, legge e pace. E non ci chiede
poi troppo, infagottato in un giubbotto
blu, il viso ancora da ragazzo appena mac-
chiato dalla barbetta, un berrettuccio di ma-
glia beige, le nere pupille che ogni tanto la-
sciano ancora baluginare lampi di terrore
puro. «In Libia non c’era legge, non c’era
pace, ti pestavano anche per un pezzo di pa-
ne. Voglio legge e pace tra voi, e... una fami-
glia, sì, vorrei anche una famiglia qui in Ita-
lia, se è possibile».
Ermias Berhane parla zero italiano e un
inglese claudicante, chiama per numero i
mesi dell’anno (gennaio è month one, «il
mese uno»), i panni che indossa glieli han-
no comprati gli avvocati Anton Giulio Lana
e Andrea Saccucci, che adesso stanno attor-
no a lui come angeli custodi: Ermias in ta-
sca ha solo speranze. Non lavora, vive da
mesi all’Anagnina, in un palazzo senza stan-
ze, senza acqua calda né comfort minimi
per centinaia di rifugiati come lui, sospeso
tra Caritas e carità dei connazionali. Lo sta-
tus di rifugiato, quello, sì, è una conquista,
l’unico patrimonio: la prima volta lo riman-
dammo indietro senza dargli il tempo di
aprire bocca, dopo mesi di torture nei gu-
lag di Gheddafi e un ritorno avventuroso
fino alle coste siciliane glielo concedem-
mo, con tante scuse. Perciò, questo ragazzo
di ventisette anni che dice «meglio comun-
que qui che la Libia», è una fonte di prova.
Con altri ventuno sventurati è arrivato fino
alla Corte di Strasburgo, le cicatrici che por-
ta addosso sono l’evidenza d’un reato an-
che italiano: fummo noi italiani, le motove-
dette dalla rotta orientata dal ministro de-
gli Interni Maroni, a rimetterlo nelle mani
dei seviziatori, almeno secondo l’accusa.
«Pensavo che voi e i libici eravate uguali,
sbagliavo», dice con un sorriso faticoso,
«la seconda volta l’ho capito». La sua storia
sarebbe come tante (fame, deserto, mare,
sevizie, ancora fame...) se lui e i duecento
migranti che il 6 maggio 2009, su tre barchi-
ni, provarono ad arrivare a Lampedusa,
non fossero state le prime cavie d’una linea
dura che, concordata con Gheddafi, ha diso-
norato l’Italia agli occhi del mondo.
Prima fuga, da Asmara, verso il Sudan.
Seconda, dal Sudan verso Tripoli, «il mese
dieci del 2008», ottobre. «Sul primo ca-
mion che ho preso dal Sahara al mare erava-
mo in trenta, io sul fondo, mi dicevano se
cadi, cadi, io mi sono aggrappato». Aggrap-
pato alla vita, abbandonate mamma e sorel-
le ad Asmara, Ermias arriva a Tripoli, in
una casa di connazionali, aspettando i pas-
satori giusti come fanno tutti, pagando i
mille dollari che tutti pagano. Il viaggio è
nel mese cinque, a maggio 2009, «barca di
legno scassata, piccola piccola, ma c’era
l’Italia di là, non ci badavo». A trenta miglia
dalla nostra costa Ermias comincia a urla-
re, tutti urlano, «quando abbiamo visto le
vedette italiane abbiamo pensato: adesso ci
salvano!». Gridano di gioia anche le mam-
me coi bambini piccoli al seno. Presi a bor-
do, tutti aspettano di vedere la costa di
Lampedusa farsi più grande. Ma non va co-
sì, «il viaggio diventa di colpo molto lun-
go», si fa marcia indietro, qualcuno capi-
sce. Qualcuno urla ancora, ma di rabbia,
«non riportateci in Libia fratelli italiani,
non abbandonateci».
Ermias sta con la testa tra le mani, pre-
gando. «Poi ci hanno buttato fuori dalla na-
ve italiana, a forza, e al porto di Tripoli i libi-
ci ci hanno pestato nei container. Gli italia-
ni sapevano? Sapevano e vedevano, dalla lo-
ro barca». Nel lager di Twesha, dove Er-
mias viene portato con un pugno di conna-
zionali, quelle ore di tradimento tornano
come un supplizio in più, assieme alle bot-
te, alle frustate. «Ci picchiavano per contar-
ci, ci picchiavano per svegliarci, ci picchia-
vano la sera mentre già eravamo addor-
mentati. Io mi sono ammalato». Ha la scab-
bia, lo stomaco in pezzi, non mangia più la
sbobba di acqua e riso («too much water…
eh, troppa acqua») che gli aguzzini gettano
ai prigionieri. Vengono in visita nel lager
quelli dell’alto commissariato per i rifugia-
ti, l’Unhcr, gli assicurano che uscirà. E’ solo
una dimostrazione di impotenza, perché
gli sgherri di Gheddafi non riconoscono
l’Onu e qui l’Onu conta meno di un bedui-
no senza cammello. Lo buttano fuori dal
campo quando sono certi che sta per mori-
re, non vogliono cadaveri tra i piedi. «Io in-
vece sono riuscito a trascinarmi a Tripoli,
c’era una tea room dove noi eritrei ci riuni-
vamo, mi hanno aiutato».
Ermias aspetta un altro anno e mezzo pri-
ma di tentare un nuovo viaggio, assistito
da un prete buono come Abba Mussie,
un’istituzione cristiana per chi patisce l’in-
ferno laggiù. «C’era un mio compagno, Sa-
leh, gli mandavano i soldi da casa, mi ha
dato una mano, molte volte. Forse adesso è
in Tunisia, forse è morto». I neri d’Eritrea
sono presi in mezzo nei giorni della rivolta:
aggrediti dai ribelli perché somigliano ai
mercenari di Gheddafi, ma ancora persegui-
tati dagli sgherri lealisti. «Dovevo scappa-
re». Il nuovo viaggio della speranza è su
una nave da seicento anime. Subito prima,
tra le onde feroci che sferzano Tripoli, s’è
inabissata una barca con trecento migranti.
«Ma stavolta la mia barca era iron, ferro, po-
tevo avere fiducia». E’ il 20 o il 22 del «me-
se tre», marzo del 2011, quando Ernias ve-
de le luci di Pozzallo, Sicilia, e si butta a
nuoto. Quattro mesi al Cara di Crotone, poi
la patente di rifugiato. E un biglietto di tre-
no per la stazione Termini. It’s up to you,
dipende solo da te adesso, gli dicono, ab-
bandonandolo come un cencio nel vento.
«Sono sceso a Termini senza un soldo, sen-
za sapere dove andare. Ho visto due che mi
somigliavano, eritrei ho pensato. Ho detto:
ho un problema. E mi hanno capito. Qual-
cuno mi ha capito anche a Roma, e io ho
cominciato a vivere».
Goffredo Buccini
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❜❜
Mila euro, il risarcimento che
l’Italia dovrà dare ai 24 migranti
respinti il 6 maggio 2009
Respingimenti, condannata l’Italia
Cronache
DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES - La Corte euro-
pea dei diritti dell’uomo di
Strasburgo ha condannato
l’Italia perché i respingimenti
degli immigrati clandestini in
Libia violano vari diritti fonda-
mentali dei cittadini. Il caso
nasce dalla vicenda di tre im-
barcazioni con 200 persone,
provenienti principalmente
dalla Somalia e dall’Eritrea
(tra cui bambini e donne in-
cinte), bloccate al largo di
Lampedusa in acque interna-
zionali. Il 6 maggio 2009 furo-
no trasferite su navi militari
italiane e riportate a Tripoli
senza consentirgli di far vale-
re i propri diritti. I migranti fu-
rono esposti a rischi di mal-
trattamenti in Libia e nei Pae-
si d’origine, dove in alcuni ca-
si avrebbero potuto essere im-
prigionati e torturati. Il gover-
no Berlusconi, che aveva co-
me ministro degli Interni il le-
ghista Roberto Maroni, soste-
neva di agire in applicazione
dell’accordo bilaterale Ita-
lia-Libia. La Grande Camera
di Strasburgo ha però stabili-
to che fu violata la Convenzio-
ne sui diritti dell’uomo negli
articoli 3 (proibisce trattamen-
ti inumani e degradanti), 4
(vieta le espulsioni collettive)
e 13 (da diritto a mezzi di ri-
corso effettivi).
Il caso è stato portato davan-
ti agli eurogiudici dagli avvo-
cati Anton Giulio Lana e An-
drea Saccucci dell’Unione fo-
rense per la tutela dei diritti
umani, che rintracciarono 11
somali e 13 eritrei maltrattati
e incarcerati dalla polizia libi-
ca. Le azioni di respingimento
del governo Berlusconi avreb-
bero coinvolto almeno un mi-
gliaio di persone. Dal 26 feb-
braio 2011 l’Italia dichiarò so-
speso l’accordo bilaterale con
la Libia in seguito alle insurre-
zioni contro il regime di Ghed-
dafi. La Corte di Strasburgo ha
condannato l’Italia a pagare 15
mila euro di risarcimento a cia-
scuno dei ricorrenti. Nel frat-
tempo, secondo il blog For-
tress Europe, due di loro sareb-
bero morti annegati tentando
di nuovo la traversata. «È una
sentenza politica di una corte
politicizzata — ha commenta-
to il leghista Maroni —. Rifa-
rei esattamente quello che ho
fatto». Il premier Mario Monti
ha detto che la decisione di
Strasburgo «sarà esaminata
con la massima attenzione» e
servirà da base per «le nostre
politiche di immigrazione».
Ivo Caizzi
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Nuova vita Ermias, ritratto di spalle, a Roma:
è arrivato nel 2011 (foto Benvegnù/Guaitoli)
Nel porto
Un gruppo
di migranti
respinti
a Tripoli,
in Libia,
dall’Italia
nel maggio
del 2009
Strasburgo Il caso di 24 migranti ricondotti in Libia. Il premier: una sentenza che condizionerà le nostre scelte future
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26 Cronache
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Orlandi La nota segreta di padre Lombardi
Che cos’è
Per «trattativa» si intende il
presunto tentativo di accordo
tra i vertici di Cosa Nostra e
alcuni settori dello Stato per
porre fine alla stagione
stragista della mafia
Il papello
È il foglio con le richieste di
Cosa Nostra allo Stato, passato
attraverso l’ex sindaco Vito
Ciancimino. Un testo in 12
punti è stato consegnato ai
pm dal figlio Massimo
La trattativa
L’ex ministro: sottoposto al martirio della pazienza
«Dopo quasi 29 anni, nel mu-
ro di silenzio alzato sul seque-
stro di mia sorella si sta apren-
do qualche crepa. Finalmente
qualcuno nella Santa Sede vuo-
le capire cosa è accaduto. Ma
ho anche un’altra sensazione:
che dietro le fughe di notizie ci
sia un grande ricattatore in
azione, in una sorta di guerra
di nervi in atto tra le alte gerar-
chie». Pietro Orlandi, fratello
di Emanuela (nella foto), la fi-
glia del messo pontificio scom-
parsa nel 1983, commenta così
le ultime novità. Dal Palazzo
Apostolico nei giorni scorsi
un’altra «manina», dopo quella
che ha fatto uscire le lettere di
monsignor Viganò, ha portato
all’esterno un «appunto riserva-
to» sul caso Orlandi datato
9/1/2012 e firmato dal portavo-
ce di papa Ratzinger. Tre pagi-
ne fitte di dubbi. «Padre Lom-
bardi — dice il fratello di Ema-
nuela — segnala aspetti da ap-
profondire, come la non colla-
borazione con le autorità italia-
ne, resa evidente dal no oppo-
sto alle rogatorie e dalle reticen-
ze di un funzionario della sicu-
rezza, e gli aiuti a Solidarnosc,
che potrebbero aver scatenato
il ricatto a Giovanni Paolo II at-
traverso il sequestro di mia so-
rella». L’appunto parla anche
dela sepoltura del boss Enrico
De Pedis a Sant’Apollinare. «È
un passaggio sorprendente. Pa-
dre Lombardi dice: "poiché mi
pare che il cardinal vicario ab-
bia dichiarato la disponibilità a
lasciar aprire la tomba, non ca-
pisco perché questo non sia an-
cora avvenuto". Ne deduco che
in Vaticano sono favorevoli,
ma sperano che sia la magistra-
tura a liberarli da questo pe-
so». Lei è stato convocato in
Procura? «Sì, venerdì scorso.
Mi è stato chiesto se ero a cono-
scenza di novità dalla Santa Se-
de. Purtroppo no, ho risposto,
però quante coincidenze...». A
cosa allude? «A gennaio, al
sit-in che avevo organizzato a
Sant’Apollinare, si erano infil-
trati due gendarmi per fotogra-
fare i presenti. Poi arriva la tal-
pa sugli scandali finanziari, ora
la nota segreta. Non escludo
che tutto ciò sia legato alla pre-
senza di un ricattatore che mi-
ra a intimidire il Vaticano, gra-
zie a documenti che possono ri-
guardare l’attentato a papa
Wojtyla, l’omicidio Calvi, vicen-
de economiche o il sequestro
di Emanuela». Sulle fughe di
notizie, intanto, la notizia è che
sono in corso interrogatori del-
la gendarmeria: oltre a padre
Lombardi, sono stati sentiti
due monsignori, uno dei quali
della II sezione della segreteria
di Stato.
Fabrizio Peronaci
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Ex ministro
DAL NOSTRO INVIATO
PALERMO— Dopo il senato-
re Dell’Utri e il generale Mori, la
lista degli indagati «eccellenti»
per la presunta trattativa tra lo
Stato e la mafia si arricchisce di
un altro nome: quello del depu-
tato ed ex esponente di spicco
della Democrazia cristiana Calo-
gero Mannino. Nel 1992, quan-
do Cosa Nostra avviò l’offensi-
va terroristica contro le istitu-
zioni e i personaggi che aveva-
no garantito i vecchi equilibri,
era ministro del Mezzogiorno.
L’ipotesi di accusa è di «avere
esercitato pressioni su apparte-
nenti alle istituzioni affinché
non fossero adottati e proroga-
ti provvedimenti di 41 bis nei
confronti di detenuti di mafia»,
cioè il regime di «carcere duro»
per i boss. Il reato contestato,
per lui come per gli altri inquisi-
ti, è la «minaccia a un corpo po-
litico o istituzionale dello Sta-
to», e l’ex ministro avrebbe agi-
to «in concorso con i vertici di
Cosa Nostra e con pubblici uffi-
ciali che hanno abusato dei pro-
pri poteri e violato i doveri per
turbare la regolare attività dei
corpi politici e amministrativi
dello Stato italiano».
In passato Mannino è stato
prima inquisito e poi processa-
to per concorso in associazione
mafiosa, in una lunghissima vi-
cenda giudiziaria conclusasi
con l’assoluzione definitiva ar-
rivata a 17 anni dall’arresto. Do-
po quasi due anni di custodia
cautelare arrivò l’assoluzione
in primo grado, seguita dalla
condanna in appello poi annul-
lata dalla Cassazione, che fissò
nuovi limiti per configurare il
«concorso esterno». Successi-
vamente ci fu l’assoluzione nel-
l’appello bis, confermata dalla
Corte suprema. Nel 2011 l’ex
ministro ha chiesto il risarci-
mento previsto per l’ingiusta
detenzione, ma ora la Procura
di Palermo l’ha inserito in un al-
tro capitolo dei supposti rap-
porti illeciti tra la mafia e le isti-
tuzioni.
Secondo gli elementi raccol-
ti (probabilmente qualche re-
cente testimonianza) le pressio-
ni di Mannino si sarebbero con-
centrate su qualcuno che aveva
la possibilità di stringere o al-
lentare i termini del 41 bis. E il
problema del «carcere duro»
era al centro delle richieste
avanzate da Totò Riina e dagli
altri boss per far cessare le stra-
gi, subito dopo l’attentato che
il 23 maggio 1992 uccise Gio-
vanni Falcone, sua moglie e tre
agenti di scorta.
Secondo i pentiti di Cosa No-
stra, a cominciare da Giovanni
Brusca, l’esponente siciliano
della sinistra democristiana
era uno degli obiettivi che pro-
prio Riina aveva deciso di ucci-
dere. Lo stesso Brusca aveva co-
minciato a organizzare l’aggua-
to, ma fu bloccato perché biso-
gnava anticipare quello a Paolo
Borsellino, realizzato il 19 lu-
glio. Mannino era finito — in-
sieme ad Andreotti, al socialde-
mocratico Vizzini ed altri nomi
— in una lista di possibili ber-
sagli stilata dal capo della poli-
zia Parisi dopo l’omicidio di Sal-
vo Lima, il potente e chiacchie-
rato «luogotenente» andreottia-
no ucciso a Palermo nel marzo
1992. L’ipotesi dell’accusa è
che a seguito di minacce e timo-
ri Mannino si sia adoperato per
alleggerire o rimuovere il 41
bis, come chiedevano i capima-
fia.
Ad avvalorare questa rico-
struzione sono arrivate, da ulti-
mo, le testimonianze degli ex
ministri dell’Interno dell’epo-
ca, Scotti e Mancino. Il primo
ha dichiarato di averlo visto
«molto preoccupato per la si-
tuazione criminale in Sicilia, fu
uno dei pochi a non prendere
sottogamba il mio allarme». Il
secondo ha raccontato che «do-
po l’omicidio di Salvo Lima mi
disse "il prossimo sono io". Da
che cosa ricavasse questa cer-
tezza io non lo posso spiega-
re».
Lunedì i pubblici ministeri
lo chiederanno allo stesso Man-
nino, convocato per essere in-
terrogato nella veste di indaga-
to. «Mi viene da ridere», ha
commentato ieri l’ex ministro
a proposito delle nuove accuse.
E ha aggiunto: «Fantasticare su
qualche partecipazione al con-
testo della cosiddetta trattativa
significa alterare i fatti e la loro
rappresentazione anche dopo
venti anni e tentare di fare di
me il capro espiatorio. Vengo
sottoposto ancora una volta "al
martirio della pazienza". La
mia difesa ancora una volta sa-
rà secca e intransigente. Re-
spingo nel modo più totale
ogni sospetto e anche impres-
sione d’accusa».
Giovanni Bianconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Perché non si apre
la tomba del boss?»
Trattativa fra Stato e mafia
Nuova indagine su Mannino
Calogero
Mannino, 71
anni, più volte
ministro negli
anni 80 per la
Dc, è
attualmente
deputato nel
gruppo misto.
Accusato di
concorso
esterno in
associazione
mafiosa viene
arrestato nel
febbraio 1995
(9 mesi in
carcere e 13 ai
domiciliari).
Assolto in
primo grado,
condannato
una prima volta
in appello e
assolto dopo
l’annullamento
in Cassazione.
Assolto
definitivamente
nel gennaio
del 2010
(Olycom)
Palermo L’accusa: fece pressioni per attenuare il carcere duro ai boss
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Codice cliente:
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012 italia: 515249535254
Codice cliente:
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
29 Cronache
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
#
MILANO — Processo da rifare per le
cosiddette Nuove Brigate Rosse, il
gruppo attivo sotto la sigla del
Partito comunista politico militare
(Pcpm) e condannato per
associazione sovversiva, terrorismo e
armi. La Cassazione ha infatti
annullato la sentenza della Corte
d’Assise d’appello di Milano che nel
giugno del 2010 aveva inflitto pene
fino a 14 anni nei confronti di dodici
appartenenti all’organizzazione,
ritenuti responsabili di aver
commesso attentati incendiari
contro la sede milanese di Forza
Italia (2003) e contro quella
padovana di Forza Nuova (2006), ma
soprattutto di avere altri e sempre
più alti obiettivi da colpire, come il
giuslavorista e senatore Pietro
Ichino, la sede di Libero e il manager
Breda Vito Schirone. La Cassazione
ha rinviato a un nuovo processo,
sempre a Milano ma davanti a una
nuova Corte. Le ragioni della
bocciatura? In attesa delle
motivazioni della sentenza, dalla
Quinta sezione penale della
Cassazione trapela solo qualche
indiscrezione. Sarebbe stato
considerato troppo generico il capo
d’imputazione contestato e ci
sarebbe qualche perplessità anche
sul riconoscimento della
costituzione di parte civile di Ichino.
I supremi giudici chiederebbero
confini più precisi rispetto
all’associazione sovversiva e a quella
con finalità di terrorismo. Mentre la
posizione di vittima del senatore Pd,
al quale i giudici avevano
riconosciuto centomila euro di
risarcimento, deve essere
riconsiderata sulla base del livello di
obiettivo «potenziale» del gruppo
ritenuto eversivo. «Che l’aggressione
non sia avvenuta, mi sembra chiaro
— si è limitato a dire il senatore —.
Tra l’altro, mi sono costituito in
giudizio per senso civico, perché
non farlo avrebbe significato
accettare una sorta di banalizzazione
di quel che era accaduto». Gli
imputati rimarranno in carcere.
Andrea Pasqualetto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Per la prima volta
in Italia una tecnica di neuroscien-
za, sperimentata dal giudice sulla
vittima di un reato con il suo con-
senso, entra in un processo penale
non a motivare attenuanti per
eventuali vizi di mente del condan-
nato (come nei due già rari casi di
Trieste 2009 e Como 2011), ma a
concorrere alla prova d’accusa che
con altre fa condannare un imputa-
to: un anno a un commercialista ac-
cusato da una stagista di averla ses-
sualmente molestata in ufficio.
Non c’entra la macchina della ve-
rità. Gli «Implicit association test»
(Iat) esaminati dal Tribunale di Cre-
mona sono invece finalizzati a far
emergere la memoria autobiografi-
ca, l’informazione implicita-incon-
scia che in teoria potrebbe non es-
sere accessibile alla coscienza del
soggetto. Ma sull’attendibilità al
92% di questo metodo e sulla sua
accettabilità internazionale c’è di-
scussione. E lo stesso giudice ri-
marca che questo metodo può pro-
vare che la persona ha dentro di sé
una certa immagine mentale, non
anche che quel «vissuto» corri-
sponda davvero all’«accaduto».
ACremona, accusa e difesa duel-
lavano sulla dinamica della scena
(la stagista al computer, il com-
mercialista alle spalle), sulla tem-
pistica (tra le 10 e le 10.15 il ritmo
di invio dei files all’Agenzia delle
Entrate), e in ultima analisi
sull’attendibilità della ragazza, ne-
gata dal commercialista.
In questo quadro il giudice Gui-
do Salvini ha affidato una perizia
integrativa a Giuseppe Sartori, pro-
fessore ordinario di Neuropsicolo-
gia clinica a Padova, tra i pionieri
italiani dei rapporti tra neuroscien-
ze e processi. Solo che stavolta la
perizia consiste non solo nel con-
sueto colloquio con la ragazza e
nei test psicodiagnostici classici,
ma anche nei 5 blocchi di prove al
computer che compongono gli
«Implicit association test».
Alla ragazza si chiede di classifi-
care nel modo più veloce e accura-
to possibile le frasi (che appaiono
al centro del monitor) nelle catego-
rie «vero-falso» e «versione della
difesa-versione dell’accusa», atti-
vabili con tasti a destra e a sinistra
dello schermo. La teoria è che il co-
siddetto ricordo «naturale» o
«compatibile» avrebbe tempi di re-
azione rapidi, mentre un allunga-
mento degli infinitesimali tempi
di reazione e un aumento degli er-
rori segnalerebbero che il sogget-
to ha dovuto superare un conflitto
cognitivo nel dare una risposta
non consona al suo ricordo.
Lo scopo del quesito del giudice
al perito non era farsi dire se la ra-
gazza dicesse il vero o no, ma «ve-
rificare da un lato se avesse dentro
di sé il ricordo di quanto ripetuta-
mente narrava e d’altro lato se tale
evento fosse stato potenziale cau-
sa di un danno post-traumatico da
stress». I test dicono sì. Ma sono
affidabili? Il giudice scrive che
«falsificabilità della teoria in sen-
so popperiano e quindi resistenza
del metodo a tentativi di smentita,
controllo dei lavori pubblicati da
parte di revisori qualificati ("peer
review"), accettabilità dei limiti di
errore e accoglimento da parte del-
la comunità scientifica» depongo-
no a favore. Però la percentuale di
successo «del 92%» ha
come fonte articoli
dello stesso Sartori.
Nè sono specificati
quali altri scienziati, ri-
petendo l'esperimen-
to, ne abbiano confer-
mato la validità: cosa
diversa dalle «15mila
citazioni su Google
Scholar dei lavori di
Greenwald», invento-
re dei test. Per perito e
giudici il metodo sod-
disferebbe persino i ri-
gidi criteri Usa della fa-
mosa sentenza Dau-
bert. Ma essa nel siste-
ma italiano non è cri-
terio di vaglio delle
prove scientifiche: i
fautori citano una sen-
tenza di Cassazione
sul caso Franzoni (in
un procedimento per
calunnia di un vici-
no), «ma leggendola
— osserva la studiosa
pavese Barbara Bottali-
co — emerge chiara-
mente come la Corte
abbia fatto un riferimento margi-
nale a tale criterio, specificando an-
che che non fa parte del nostro si-
stema giuridico». Inoltre i test Iat
in America «sono stati usati ben
poco nei tribunali e più invece co-
me test psicologico-sperimentali
sui pregiudizi personali, specie di
tipo razziale o di orientamento ses-
suale» ad esempio nella scelta dei
giurati. Del resto lo stesso giudice
Salvini scrive che il test «è stru-
mento neutro», non in grado di
escludere «che il ricordo del sog-
getto non corrisponda al "vero"
ma sia frutto di suggestioni, auto-
convincimenti o distorsioni di
quanto realmente avvenuto». Pe-
rò in questo specifico processo il
giudice li valuta significativi di
una «conferma delle prove narrati-
ve» già «raccolte nell’indagine»:
specie se combinate alla «tempisti-
ca della rivelazione della ragazza,
che fa escludere possa essersi for-
mata una "falsa memoria" relativa
all’evento».
Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le reazioni Analizzando le risposte,
il ricordo «vero» avrebbe tempi di
reazione più rapidi (foto Bergamaschi)
La dimostrazione Giuseppe Sartori,
ordinario di Neuropsicologia a Padova,
durante un test neuroscientifico
I sensori Il soggetto esaminato
deve classificare una serie di frasi
nelle categorie «vero» e «falso»
I pm: Schettino aveva
carte nautiche inadeguate
Molestie sessuali, il giudice usa una tecnica della neuroscienza
Berlusconi al magistrato: mai sentita l’intercettazione
Processo da rifare
ai br che volevano
colpire Ichino
Dopo le nuove accuse per Schettino (e il suo
equipaggio) di aver nascosto la gravità dell’incidente
alle autorità marittime, arriva il giallo delle carte
nautiche. Secondo i pm di Grosseto, erano inadeguate
e con una scala troppo grande. Un’accusa avallata dalle
dichiarazioni dello stesso Schettino (nella foto) che,
poco dopo la sciagura, aveva detto che sulle carte non
erano segnalati gli scogli delle Scole. Ieri al Giglio la
mamma della piccola Dayana ha avuto la forza di
ringraziare chi ha trovato il corpo della figlia. Dopo
aver saputo del ritrovamento della bambina, Schettino
ha detto ai suoi avvocati di essere sconvolto.
M. Ga.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Scagionati
Come funziona
Il verdetto
L’Aquila Un caporale di 21 anni è accusato di aver aggredito e poi abbandonato nella neve una studentessa. Era ferita e seminuda
Gli altri due artiglieri che
erano con lui quella notte
e la fidanzata di uno dei
due non erano presenti
Il test della verità sui ricordi
che fa condannare l’imputato
Il caso Unipol
La Cassazione
Il capo d’imputazione
contestato sarebbe stato
troppo generico
Costa Concordia
Stupro selvaggio, militare in cella per tentato omicidio
Cremona La versione della vittima sottoposta alla prova: «Racconto attendibile»
MILANO — Le trascrizioni riportano ora cosa Silvio
Berlusconi ha detto il 7 febbraio al giudice Maria
Grazia Domanico che poi l’ha rinviato a giudizio per
concorso nella rivelazione di segreto e pubblicazione
nel 2005 su Il Giornale dell’intercettazione (non
depositata) tra Consorte e Fassino su Bnl/Unipol. Circa
l’incontro alla vigilia di Natale — in cui l’uomo delle
intercettazioni della Procura (Raffaelli, in cerca di
appoggi all’estero per la sua azienda) ha confessato di
aver portato ad Arcore l’intercettazione insieme a un
ex socio (Favata) di Paolo Berlusconi —, l’ex premier
dice: «Ho un ricordo molto vago» perché «ho ricevuto
almeno una decina di persone attraverso mio fratello,
ho fatto molti interventi di diplomazia commerciale».
Ma «escludo categoricamente di aver ascoltato una
intercettazione, se qualcuno me l’avesse offerta avrei
detto che non mi interessava». Tempo dopo, «venuta
fuori una situazione di dichiarazioni di questo tipo
alla giustizia, mio fratello mi disse che una persona
aveva chiesto soldi. Io ricordo bene di avergli
consigliato di denunciare questa persona». Della
vicenda «mai ho parlato col direttore Belpietro», anzi
«Il Giornale e Libero a mio parere fanno il male della
mia parte politica». Intanto, alla vigilia della sentenza
Mills, i deputati pdl che ieri hanno parlato con lui
raccontano che Berlusconi va dicendo «sabato mi
condanneranno, è una cosa da pazzi, ormai il Paese è
in mano ai giudici». Non si è fatto interrogare ma, se
vorrà, domani potrà ancora fare «dichiarazioni
spontanee».
L. Fer.
lferrarella@corriere.it
ROMA — «Alto l’onor te-
nemmo», è il motto del suo
reggimento, il 33˚ Artiglieria
terrestre «Acqui», di stanza a
L’Aquila. Ma se risulteranno
provate le accuse di violenza
sessuale aggravata e tentato
omicidio, che ieri mattina lo
hanno portato in carcere a Te-
ramo, allora sul caporale Fran-
cesco Tuccia, 21 anni, di Avel-
lino, scenderà una cappa di di-
sonore. Il gip aquilano Giusep-
pe Romano Gargarella, su ri-
chiesta del pm David Manci-
ni, ha firmato l’ordine di cu-
stodia. Secondo gli inquirenti
non ci sono dubbi: Tuccia ha
mentito, non ci fu alcun rap-
porto consenziente, «le ferite
parlano da sole». La povera ra-
gazza di 20 anni, studentessa
di ingegneria, rinvenuta all’al-
ba del 12 febbraio scorso semi-
nuda, abbandonata in una
pozza di sangue e quasi morta
assiderata nella neve, all’ester-
no della discoteca «Guernica»
di Pizzoli, fuori L’Aquila, fu
violentata selvaggiamente da
l ui , i l capor al e Tucci a,
«Franky» come si fa chiamare
su Facebook, volontario in fer-
ma prefissata di un anno, per
cui il reggimento — lo confer-
ma il maggiore Pietro Picciril-
li, capo dell’ufficio del perso-
nale — ieri ha subito avviato
l’iter per la sospensione dal
servizio.
La giovane, di Tivoli, ha ri-
portato lesioni terribili al ret-
to, l’avvocato della famiglia En-
rico Maria Gallinaro teme per
lei «danni permanenti». Quel-
la mattina stessa, soccorsa da
due buttafuori e dal titolare
della discoteca, fu operata d’ur-
genza all’ospedale San Salvato-
re dell’Aquila, dov’è ancora ri-
coverata sotto choc nel reparto
di Ginecologia e dove ieri è an-
data a trovarla l’amica che l’ac-
compagnò a ballare la notte
sventurata dell’11 febbraio.
«Pian piano voglio ricomincia-
re a vivere», le ha confidato la
vittima, che infatti ha ripreso a
studiare Disegno, perché l’esa-
me universitario si avvicina.
L’indagine sullo stupro scat-
tò immediatamente. E i carabi-
nieri del comandante provin-
ciale Savino Guarino, aiutati
dal Ris, sono convinti di aver
raccolto elementi e testimo-
nianze schiaccianti. Il sangue
e le altre tracce biologiche che
il ventunenne irpino (fermato
dai buttafuori dopo essere
rientrato nel locale) aveva sul-
la camicia, su una mano e su
un braccialetto, apparteneva-
no alla ragazza: questo il re-
sponso dell’ultimo test di labo-
ratorio. I militari ora stanno
continuando le ricerche per
trovare l’oggetto con cui il sol-
dato realizzò l’orrenda tortu-
ra: forse è rimasto sepolto tra i
cespugli, là fuori. Sono stati in-
vece scagionati gli altri due ar-
tiglieri che erano con lui quel-
la notte e la fidanzata di uno
dei due. Nessuno di loro assi-
stette alla violenza. Il caporale
Tuccia, un piccoletto coi capel-
li a spazzola che a leggere il
profilo su Facebook è tifoso
dell’Avellino, ama la pizza, la
costiera amalfitana ed è un fan
di Federica Pellegrini, ieri mat-
tina stava spalando la neve in
caserma quando è andato a
chiamarlo il comandante della
batteria. «Finora — assicura il
maggiore Piccirilli — qui da
noi non aveva mai creato pro-
blemi». Il suo avvocato, Alberi-
co Villani, sindaco di Altavilla
Irpina, si dice «sorpreso».
«Francesco — spiega il legale
— continua a giurarmi che la
ragazza era consenziente, le fe-
rite furono accidentali e lui
s’impaurì». Ma chi gli crede?
Fabrizio Caccia
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30 Cronache
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
ROMA — Divorzio in un
anno, in due anni se ci sono
figli minori. Il primo «sì» al
cosiddetto «divorzio breve»
è arrivato grazie a un’intesa
bipartisan, in particolare di
Pdl e Pd, nella commissione
giustizia della Camera. Il te-
sto è costituito da due soli ar-
ticoli, ed era stato messo in
«lavorazione» in commissio-
ne il 18 gennaio scorso (do-
po che nel 2003 un analogo
tentativo di introdurre il di-
vorzio breve era fallito). Il pri-
mo articolo del testo abbassa
appunto di due terzi il tempo
di «attesa» tra separazione e
divorzio. Il secondo prevede
che in ogni caso la comunio-
ne tra marito e moglie si
sciolga nel momento in cui il
magistrato, in sede di udien-
za, li autorizzi a vivere separa-
ti.
Sono stati respinti tutti gli
emendamenti presentati su
fronti opposti da Lega e Radi-
cali: dal Carroccio erano arri-
vate proposte del tutto sop-
pressive delle modifiche. I ra-
dicali volevano invece intro-
durre il divorzio «lampo»,
senza nessun tempo di sepa-
razione. La scorsa settimana
la commissione aveva anche
respinto un emendamento
della centrista Paola Binetti
che chiedeva di mantenere il
termine di tre anni in caso di
coppia con figli piccoli e di
abbassarlo a due anni per chi
ha figli maggiorenni o è sen-
za prole.
Sarà la capogruppo di Mon-
tecitorio (insieme al presi-
dente Gianfranco Fini) a do-
ver decidere quando il prov-
vedimento arriverà in Aula.
La proposta di legge appro-
vata dalla commissione «è
semplicemente una norma
di civiltà» ha commentato il
relatore Maurizio Paniz, del
Pdl. Per il capogruppo del Pd
in commissione, Donatella
Ferranti, è stato trovato «un
giusto equilibrio», le «nuove
norme sono attese dagli ita-
liani» e quindi per questo an-
drebbero «calendarizzate pre-
sto in Aula». «Finalmente sia-
mo passati dal processo bre-
ve al divorzio breve» ha det-
to il pd Roberto Giachetti, al-
ludendo al ruolo di Paniz,
uno degli avvocati di Berlu-
sconi.
Secondo le statistiche del-
l’Istat, riferite al 2009, più di
un matrimonio su 4 finisce
male. In media si divorzia do-
po 18 anni di matrimonio. Ci
si dice addio a ogni età. Poco
dopo il matrimonio (18,5%)
ma anche dopo 25 anni di
uni one e sopportazi one
(16,2%). E se in media ci si se-
para quando lei raggiunge i
41 anni (21,2% del totale dei
casi) e lui i 45 (21,2%), sono
in forte aumento gli addii tra
i coniugi over 60. Nella classi-
fica tra Nord e Sud, le separa-
zioni sono al minimo nel
Sud. «Se anche il divorzio bre-
ve passasse a Montecitorio,
al Senato cercheremo di riu-
scire a non farlo approva-
re...», ha annunciato il capo-
gruppo pdl a Palazzo Mada-
ma, Maurizio Gasparri, nel
corso del convegno su «Catto-
lici e bipolarismo» organizza-
to dalla Fondazione Magna
Carta. Per Gasparri «proprio
il disegno di legge sul divor-
zio breve dimostra «che per
difendere i valori cattolici è
meglio il bipolarismo».
M.Antonietta Calabrò
twitter@maria_mcalabro©
RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Papa ha un profilo su Twitter
Si chiamerà @BenedictusPPXVI
Il divorzio in un anno
Sì bipartisan alla Camera
Il tempo raddoppia se la coppia ha figli minori
CITTÀ DEL VATICANO — (g.g.v.) Il nome cui stanno pensando è
«@BenedictusPPXVI», anche perché gli altri sono occupati da una quantità di
falsi e improbabili profili. Adesso invece arriva quello vero: Benedetto XVI su
Twitter. Non che a quasi 85 anni gli tocchi farlo di persona. Però, di persona,
il Papa ha dato il suo assenso «e naturalmente sarà lui ad approvare ogni
messaggio», spiega l’arcivescovo Claudio Maria Celli (nella foto mentre
mostra al pontefice come mandare il primo «tweet» per l’avvio del portale
news.va, il 28 giugno 2011). È stato lo stesso presidente del pontificio
consiglio per le comunicazioni sociali ad annunciare alla Radio Vaticana che
presto «gli Angelus e i messaggi più importanti cominceranno a risuonare su
Twitter». Intanto si è già partiti dal profilo @Pope2YouVatican (e dal sito
«Pope2You.net»), dove ha iniziato a cinguettare il messaggio di Benedetto
XVI per la Quaresima: sarà diviso, va da sé, in quaranta «tweet».
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La lunga corsa I contrari
È dal 2003 che si
discute sulla formula
per abbreviare la fine
legale del matrimonio
Internet
No dalla Lega. I Radicali
volevano una soluzione
«lampo». Binetti era per
mantenere i tre anni
Famiglie Il Pdl: una norma di civiltà. Il Pd: trovato il giusto equilibrio
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31 Cronache
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
#
Dalla direzione generale alle biglietterie, emigrati d’eccellenza nei posti chiave
La posizione di vertice della bergamasca Ferrazzi, 34 anni e madre di due figli. Impensabile nel nostro Paese un incarico simile per una della sua età
I giovani italiani alla guida del Louvre
Il caso
9 milioni
Ogni anno
venduti 9
milioni di
biglietti. Il
responsabile
è un
connazionale
SEGUE DALLA PRIMA
Italiano è il presidente del comita-
to scientifico del museo, Salvatore Set-
tis, già direttore del Getty Research In-
stitute di Los Angeles e della Scuola
Normale di Pisa e presidente del Con-
siglio Superiore dei Beni Culturali pri-
ma di dimettersi in polemica con San-
dro Bondi. Italiano è l’architetto Ma-
rio Bellini che con il francese Rudy
Ricciotti e con imprese in buona par-
te italiane, sta facendo il nuovo stu-
pendo dipartimento di Arti islamiche
scavando (senza chiudere un giorno
le gallerie coi capolavori ai piani di so-
pra: inimmaginabile, da noi) fin sotto
le fondamenta del palazzo. Italiano è
il responsabile delle biglietterie che
vendono quasi 9 milioni di ticket al-
l’anno, Antonio Fabro. Italiana Federi-
ca Mancini, del Dipartimento arti gra-
fiche e Daniela Miccolis della Direzio-
ne Lavori e Monica Preti, responsabi-
le della programmazione di storia del-
l’arte dell’Auditorium e tanti altri che,
lasciata un’Italia disinteressata se non
ostile ai giovani di eccellenza, si sono
presi lo spazio giusto nel più grande
museo del pianeta.
Su tutti Claudia Ferrazzi, bergama-
sca con papà veneziano (il secondo
chirurgo a fare un trapianto di cuore
in Italia) e mamma romana, che si è
guadagnata i galloni di «administra-
teur général adjoint», a dispetto del-
l’età (34 anni, ma ne dimostra perfino
meno), a dispetto dell’essere sposata
e a dispetto di essere mamma di due
bimbi piccoli. «Handicap» che nell’Ita-
lia familista e gerontocratica, diciamo-
lo, le avrebbero impedito di salire
non solo ai massimi vertici di un gran-
de museo ma perfino d’avere delle re-
sponsabilità aziendali: «Sei una ragaz-
za, aspetta il tuo turno».
È anche in questa capacità di spa-
lancare le porte ai migliori comprese
le donne, giovani e mamme, aiutate
da una rete di servizi pubblici e dalla
possibilità di scaricare il 50% dei costi
di una collaboratrice domestica (con
abbattimento parallelo del lavoro ne-
ro) che vedi la differenza abissale tra
il «loro» modo di gestire un tesoro
culturale e il nostro.
Un confronto? A parte il Cristo-pa-
tacca di Michelangelo pagato incredi-
bilmente lo sproposito di 3.250.000
euro (vicenda su cui è intervenuta co-
m’è noto la Corte dei Conti), l’Italia da
anni compra poco o niente. Stando ai
dati Uil, nel 2011 ha acquisito un qua-
dro del Vasari per 168mila euro, libri
per 145mila e opere minori varie men-
tre la dotazione ministeriale nel 2012
per i «capitoli acquisti ed espropri» è
in totale di 6.786.165 euro. Bene: il
Louvre, per i nuovi acquisti, accanto-
na il 20% dell’incasso dei biglietti: un
tesoretto annuale di 10 milioni. «Sol-
di intoccabili se non per comprare
nuovi capolavori», spiega Claudia Fer-
razzi.
Non bastano? Il museo si rivolge di-
rettamente ai cittadini. In questi mesi
il sito Internet lancia nella home page
un invito: «Tutti i mecenati!». Vi si
spiega che il Louvre, per il nuovo pa-
diglione d’arte islamica coperto dallo
spettacolare «foulard» dorato di Belli-
ni, vuole ricostruire i «Tesori del Cai-
ro», due magnifiche opere architetto-
niche, ma ha bisogno di soldi. E spie-
ga a tutti i possibili mecenati, siano
privati o siano imprese, come fare le
donazioni.
Un gesto di amore per l’arte, ma in-
coraggiato dallo Stato, spiega Claudia
Ferrazzi: «Il cittadino comune può de-
trarre dalle tasse il 66%di quanto rega-
lato, l’impresa (con alcune regole, ov-
vio) fino al 90%». Funziona? Altroché:
la colletta per i «Tesori del Cairo», ora
per ora aggiornata online, è già al
70%. E lo sforzo farà probabilmente il
bis del successo del 2010, quando il
Louvre lanciò il 13 novembre
una campagna per
rastrellare i soldi
necessari a compe-
rare le «Tre grazie»
di Lucas Cranach:
qualcuno donò un
euro, altri quaranta-
mila, ma a Natale i
soldi erano già in cas-
sa.
La sola «Società
amici del Louvre»,
spiega lo storico Marc
Fumaroli sull’ultimo
numero del «Giornale
dell’arte», ha 70mila
membri e in un secolo
ha regalato al Louvre
800 capolavori: «Gli Amici sono il
principale mecenate privato, con una
media di 4 milioni di euro l’anno».
Più i lasciti «su cui non paghiamo tas-
se di successione».
Beati loro. Da noi, per queste dona-
zioni, puoi detrarre solo il 19%. Se co-
me impresa poi abbatti l’utile puoi
avere un risparmio maggiore, sennò
ciao. Non solo: esiste un tetto com-
plessivo passato il quale (ma non suc-
cede mai: troppi lacci burocratici) nes-
suno può più detrarre nulla. Risulta-
to: la generosità degli italiani è scorag-
giata. Lo Stato non lo sa che i soldi che
perderebbe da una parte gli tornereb-
bero dall’altra? Ma certo che lo sa: so-
lo che non gli interessa investire lì. Do-
ve in questi anni ha tagliato il 50,5%.
Spiega Salvatore Settis: «Il primo
anno a Los Angeles andai dal commer-
cialista per farmi fare la dichiarazio-
ne, quello sfogliò tutto e mi chiese: "E
le donazioni?" Non capivo. Mi spiegò
che se avessi fatto 10mila dollari di do-
nazioni a un ente culturale avrei potu-
to detrarli finendo, grazie a un gioco
di aliquote, per risparmiarne 11mila».
Sarà un caso se il Metropolitan Mu-
seumdi NewYork, a parità di visitato-
ri, ha un fatturato sei volte più alto ri-
spetto al Colosseo e i Fori Imperiali?
Anche il Louvre, fino a una dozzina
di anni fa, quando lo Stato pretese di
non tappare più della metà del buco
annuale (non c’è museo al mondo, sal-
vo rare eccezioni private, che possa
reggersi coi biglietti che coprono me-
diamente il 2% del bilancio in Italia, il
4,1% in Europa, il 4,5% in America)
aveva alla voce «soldi donati» poco o
niente. Cambiato tutto, i risultati so-
no lì: nel 2012 il Louvre costerà 240,5
milioni con entrate proprie tra bigliet-
terie (43,3 milioni), mecenatismo e
voci varie, per 124,7: cioè 35 più degli
incassi netti nel 2010 di tutti i musei e
tutti i siti archeologici italiani (Sicilia
a parte) messi insieme.
Certo, come spiegava Alberto Ron-
chey gestire il patrimonio d’arte fran-
cese in gran parte concentrato a Pari-
gi (il museo extra-parigino più visita-
to non arriva a 800mila biglietti l’an-
no) è più facile che gestire una realtà
traboccante di migliaia di città d’arte,
musei, necropoli e siti come quella ita-
liana. Ma non è possibile sfuggire a
qualche confronto.
Da noi, per dire, gli incassi delle bi-
glietterie riescono sì e no a coprire un
settimo dei 650 milioni necessari per
gli stipendi di 21 mila dipendenti: qui
le entrate coprono tutto, con un avan-
zo di una decina di milioni. Possiamo
o no dire, senza essere accusati di an-
ti-patriottismo, che proviamo invidia
per un sistema come questo dove,
senza le iniziative «sociali» per le sco-
laresche, i disabili, le carceri e i ma-
nuali per le scuole e gli investimenti
sul futuro (61 milioni quest’anno) sa-
rebbe in pratica autosufficiente e pe-
sa comunque solo per il 48% sulle ta-
sche dei cittadini contro una media
europea di 15 punti più alta e una ita-
liana, mostruosa, dell’89,1%?
E visto che al Louvre c’è questa
squadra di italiani che conosce da
dentro quella realtà con 13 chilometri
di percorsi espositivi, non sarebbe il
caso di chieder loro dei consigli? Per
restituire vita all’area di Lens, zona in-
dustriale sempre più de-industrializ-
zata, ad esempio, Stato ed enti locali
hanno deciso di investire nel nuovo
«Louvre-Lens» (il museo metterà ope-
re, esperienza e nome) 201 milioni.
Un mucchio di soldi. Ma i promotori
sono sicuri: ne faranno girare, con tut-
to l’indotto turistico, sette volte di
più. Un miliardo e quattrocento milio-
ni. Vuoi vedere che non è vero che
con la cultura non si mangia?
Gian Antonio Stella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sito sul Vajont oscurato
I provider fanno ricorso
Sì al segreto di Stato
per il dossier Sismi
Il museo
Il Louvre di
Parigi in Francia
con oltre 8
milioni e mezzo
di visitatori ogni
anno è il museo
più visitato al
mondo
Le collezioni
Il Museo del
Louvre
comprende
oltre 380 mila
oggetti e opere
d’arte. Sono in
esposizione
permanente 35
mila opere
esposte in
un’area di oltre
60 mila metri
quadrati
I dipinti
Punto forte del
museo è la
raccolta di
quasi dodicimila
dipinti (seimila
in esposizione
permanente, gli
altri conservati
in deposito) che
rappresenta la
seconda
collezione di
arte pittorica
del
mondo dopo
quella
dell’Hermitage
di San
Pietroburgo in
Russia
L’opera
Tra le opere di
maggior pregio
c’è la
«Gioconda»
(sopra),
conosciuta
anche come
Monna Lisa, un
dipinto di
Leonardo da
Vinci databile
tra il 1503 e il
1514
3 5 2 4
Il sequestro online
La squadra
La Corte Costituzionale
1
I provider di Assoprovider
Confcommercio hanno depositato oggi
attraverso l’avvocato Fulvio Sarzana il
ricorso al tribunale della Libertà di Belluno
contro l’oscuramento del sito Vajont.info.
Il sequestro preventivo del portale
dedicato alla tragedia del Vajont era stato
disposto dal gip di Belluno Aldo Giancotti
dopo una querela presentata da Maurizio
Paniz, avvocato e deputato del Pdl,
diffamato da una frase sarcastica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco alcuni degli
italiani che ricoprono
incarichi di spicco al
Museo del Louvre di
Parigi. 1. Daniela
Miccolis (Direzione
generale lavori). 2.
Federica Mancini
(dipartimento Arti
grafiche). 3. Antonio
Fabro (responsabile
biglietterie). 4.
Monica Preti
(responsabile
programmazione
storia dell’arte
dell’Auditorium). 5.
Claudia Ferrazzi
(«administrateur
général adjoint»). In
più Salvatore Settis,
già direttore del
Getty Research
Institute di Los
Angeles e della
Scuola Normale di
Pisa, è il presidente
del comitato
scientifico
La Corte costituzionale ha detto sì al segreto di
Stato opposto dall’ex capo del Sismi Niccolò
Pollari e dall’ex funzionario del Servizio Pio
Pompa, confermato dal presidente del Consiglio,
nell’ambito dell’inchiesta sul presunto archivio
riservato di via Nazionale, a Roma. La Consulta ha
respinto il ricorso del gup di Perugia che aveva
sollevato un conflitto tra poteri, contestando la
legittimità della conferma del segreto di Stato da
parte del premier nell’ambito del procedimento
penale a carico di Pollari e Pompa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La scheda
Filiale Toscana e Umbria
AVVISO DI AGGIUDICAZIONE APPALTO
L’Agenzia del Demanio - Filiale Toscana e Umbria, con sede a Firenze in Via Laura 64, rende noto
l’esito della procedura negoziata non preceduta da pubblicazione di un bando di gara, ai sensi
dell’art. 57 del D.Lgs. 163/2006, per l’affidamento di lavori per la messa a norma e l’adeguamento
dell’impianto elettrico dell’immobile denominato Istituto Agronomico per l’Oltremare, sito in Fi-
renze, Via Cocchi 4 (CUP G16F09000070001 - CIG 3411637BE7). L’avviso di port-informazione
è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie speciale - relativa ai con-
tratti pubblici, ai sensi dell’art. 122 commi 3 e 5 del D.Lgs. 163/2006. L’appalto è stato aggiudi-
cato in data 13/02/2012 all’Impresa Romeo Puri Impianti, Via Nazionale n. 32/a, c.a.p. 52018
Castel San Niccolò (AR) per un importo complessivo di € 524.988,63 IVA esclusa (di cui
€ 372.585,27 quale importo soggetto a ribasso, € 28.932,79 per oneri e costi della sicurezza
non soggetti a ribasso, € 123.470,57 per costo del personale non soggetto a ribasso). L’avviso
di aggiudicazione integrale è disponibile sui siti Internet www.agenziademanio.it nella sezione
“gare/lavori/avvisi esito” e www.ipzs.it.
Il Direttore - Ing. Stefano Lombardi
LOMBARDIA INFORMATICA S.p.A.
Via Don G. Minzoni, 24 - 20158 Milano
Tel. +39.02.39331.1 Fax +39 0239331.633
affarilegali.lispa@pec.regione.lombardia.it
Estratto Bando di gara 1/2012/LI
Lombardia Informatica S.p.A. ha indetto una gara mediante Procedura aperta ai sensi del D.Lgs.
163/2006 per la selezione di un unico operatore a livello regionale per l’erogazione dei servizi di rete
del SISS (Gara 1/2012/LI). Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente più vantaggiosa, con
attribuzione di 60 punti per l’Offerta tecnica e 40 punti per l’Offerta economica. La documentazione
ufficiale di gara è disponibile in formato elettronico, firmato digitalmente, scaricabile dal seguente
sito internet: www.lispa.it (profilo committente). Sul sito internet è disponibile, altresì, la versione
elettronica della documentazione non firmata digitalmente. L’offerta, redatta in lingua italiana, dovrà
essere sottomessa sulla piattaforma telematica denominata SInTel e, esclusivamente con riguardo
all’eventuale documentazione cartacea, dovrà pervenire a Lombardia Informatica S.p.A., Via Don G.
Minzoni n. 24 - 20158 Milano, entro e non oltre il termine perentorio delle ore 16.00 del giorno
12/04/2012. La gara sarà dichiarata aperta alle ore 14.30 del giorno 13/04/2012 presso gli uffici di
Lombardia Informatica S.p.A. in Via Don G. Minzoni n. 24, Milano, con le modalità meglio specificate
nel Disciplinare di gara.
Lombardia Informatica S.p.A.
Il Responsabile del Procedimento
Dott. Sandro Sisler
IACP PALERMO
Via Q. Sella 18 - Pa
tel. 091-6011111
ESITO DI GARA
Con provvedimento dirigenziale n.
836 del 27 Dicembre 2011, sono stati
aggiudicati definitivamente i lavori di
manutenzione straordinaria da ese-
guire negli uffici di proprietà e/o in ge-
stione dello I.A.C.P. di Palermo ubicati
nella III Circoscrizione - Comune di
Palermo, importo complessivo dell’ap-
palto (compresi gli oneri per la
sicurezza non soggetta a ribasso)
€ 428.024,38, all’impresa “Consor-
zio Stabile Valori S.C.A.R.L.”
con sede Roma, con ribasso del
22,5959%, la cui gara è stata esple-
tata il 22.06.11. Hanno preso parte
alla gara n. 21 imprese ed escluse 3.
G.U.R.S. n. 8 del 24/02/2012.
Il Direttore Generale
Dott. Salvatore Giangrande
REGIONE DEL VENETO
AZIENDA U.L.S.S. 18 di ROVIGO
Viale Tre Martiri, 89 - 45100 Rovigo
ESTRATTO DEL BANDO DI GARA
Si rende noto che l’Azienda ULSS 18 di Rovigo, ai sensi
del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., intende affidare, mediante
procedura aperta, la “CONCESSIONE del Servizio di Ge-
stione del Centro Servizi per Persone Anziane non auto-
sufficienti “SAN MARTINO di CASTELMASSA”, da
aggiudicare col criterio del prezzo più alto rispetto alla
base d’asta, per un periodo di cinque anni, eventualmente
rinnovabili per altri 4 e per un importo complessivo pre-
sunto, posto a base d’asta, di €. 1.800.000,00, CIG
38657727F7. Il termine ultimo e perentorio per la presen-
tazione delle offerte è fissato entro le ore 13,00 del giorno
04/04/2012, al seguente indirizzo: Azienda ULSS 18 - Uf-
ficio Protocollo - Viale Tre Martiri, 89 - 45100 Rovigo, nei
modi previsti dal bando. Per ogni informazione relativa al
bando, alle modalità e condizioni di svolgimento della
gara, le imprese interessate possono rivolgersi alla S.O.C.
Acquisizione e Gestione Beni e Servizi di questa Azienda
ULSS - tel. 0425 393618, o sul sito internet: www.azi-
sanrovigo.it, dove sono pubblicati i documenti di gara.
Il Direttore Generale - Dr. Adriano Marcolongo
ETRA S.p.A.
Largo Parolini 82/b, 36061 Bassano del Grappa (VI)
ESTRATTO AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
SETTORI ORDINARI - SERVIZI
APPALTO 23/2011 SERVIZIO DI SELEZIONE E TRATTAMENTO DEL RIFIUTO MULTIMA-
TERIALE LEGGERO. Procedura aperta ai sensi del D.Lgs. 163/06 e s.m.i.. Criterio ag-
giudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi art. 83 del D.Lgs. 163/06.
Data aggiudicazione: 16.12.2011; numero di offerte pervenute: 1. Aggiudicatario: IDE-
ALSERVICE SOCIETA’ COOPERATIVA di Pasian di Prato (UD) Valore finale totale appalto
euro 37.738,86 compresi oneri di sicurezza. Durata dell’appalto: 25 mesi. Esito gara in-
tegrale sul sito internet www.etraspa.it. Data spedizione avviso alla GUCE: 30.01.2012.
IL PRESIDENTE - f.to ing. Stefano Svegliado
ESTRATTO BANDO DI GARA
L’Azienda ULSS 19 di Adria (Rovigo) con sede legale in
Piazza degli Etruschi, 9, con decreto a contrarre n. 923 del
30/12/2011, ai sensi del D.Lgs. 163/2006 smi, indice Proce-
dura Aperta di gara per l’affidamento del servizio di Lavanolo
per l’Azienda ULSS n. 19 Adria per il periodo di 3 anni (36
mesi) con l’opzione di rinnovo per ulteriori tre anni per un
importo complessivo triennale di € 1.051.500,00 iva esclusa
- di cui € 1.050.000,00 soggetti a ribasso ed € 1500,00 - costi
sicurezza - non soggetti a ribasso. Il testo integrale del bando
di gara, gli atti complementari di gara sono disponibili sul
sito aziendale dell’Azienda Capofila: www.ulss19adria.ve-
neto.it. Termine di presentazione offerte: ore 12.00 del
30/03/2012. Seduta pubblica di apertura offerte: ore 11.00
del 03/04/2012. Per ulteriori informazioni: UOC Gestione Pa-
trimonio e Risorse Materiali - UOS Gare ed Approvvigiona-
menti - Telefono 0426/940808/807/810 - Fax 0426/940834
e-mail.approvvigionamenti@ulss19adria.veneto.it.
Il bando è stato spedito all’Ufficio Pubblicazioni della Unione
Europea il 14/02/2012 e alla Gazzetta Ufficiale della Repub-
blica Italiana il 20/02/2012.
Adria, li 24/02/2012
F.to Il Direttore UOC Gestione Patrimonio e
Risorse Materiali e Responsabile del Procedimento
Dott. Floriano Callegaro
MINISTERO DELLA DIFESA
15° REPARTO INFRASTRUTTURE
Via Napoli, 322/B - 70123 BARI
AVVISO DI GARA PER PUBBLICO INCANTO
Codice esigenza: 140611 - CIG.:3849210493 - CUP
D86B11000220001. Località: Lecce - Caserma “Zap-
palà”. Oggetto: lavori di adeguamento impianto elet-
trico interno dei manufatti e luci perimetrali. Importo:
€ 532.299,59 + IVA al 21% di cui € 20.727,00 (non
soggetti a ribasso) oneri per la sicurezza. Categorie:
prevalente OG 11 (Iˆ cl.) altra OG 10 (Iˆ cl.) - altra OG 1
(art 90 Dpr 207/10) - Aggiudicazione: massimo ri-
basso art.li 82 e 122 c. 9 d.lgs 163/06 e smi. - Date
espletamento: 29/03/2012 ore 09,00 (apertura plichi),
19/04/2012 ore 09,00 (aggiudicazione provvisoria). Ri-
cezione offerte: ore 16,00 del 28/03/2011. Ente cui in-
dirizzare le offerte: 15° Reparto Infrastrutture - Bari. -
La documentazione di gara è consultabile presso l’Uf-
ficio Contratti dell’Ente appaltante, dalle ore 9,00 alle
12,00 dei giorni feriali escluso il sabato - tel 080
5344475/6. Il Bando e il disciplinare sono disponibili
nei siti www.serviziocontrattipubblici.it. e www.eser-
cito.difesa.it. Responsabile del Procedimento: Ten.
Col. Guglielmo CAPOZZA.
Bari, 20.02.2012
IL CAPO UFFICIO AMMINISTRAZIONE
Dir. di Amm.ne Dott.ssa Anna CHIEFFI
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
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legale e finanziaria
rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8
20132 Milano
Tel. 02 2584 6665
02 2584 6256
Fax 02 2588 6114
Via Valentino Mazzola, 66/D
00142 Roma
Tel. 06 6882 8650
Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola
alla Dogana, 9
80133 Napoli
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33 Cronache
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
I
n un bel romanzo («L’energia del vuoto, Guanda) Bru-
no Arpaia immaginava un attacco di terroristi che al
Cern di Ginevra riuscivano a falsificare alcuni risultati
sperimentali screditando così quella moderna «cattedrale
della scienza». Ma qui non c’è stato bisogno di qualche
subdolo nemico per sconcertare tutti coloro che avevano
guardato con speranza o magari con timore alla «crisi»
della relatività (ristretta) di Einstein. Dal paradiso degli
scienziati - dovunque esso sia - forse «zio Albert» si sarà
permesso un sorriso: lui ben sapeva che alle nostre
domande raramente la natura risponde con un sì chiaro; e
tal talvolta anche il suo no è pronunciato sottovoce. E già
Ernst Mach, fisico e filosofo che era stato uno dei punti di
riferimento di Einstein, aveva chiarito, nei primi anni del
secolo scorso, che un esperimento è sempre un
«combattimento tra idee», da una parte l’ipotesi che si
vuole mettere alla prova e dall’altra quel complesso di
opinioni, aspettative, interessi ecc. che si incarnano
nell’apparato osservativo. Che Mach ed Einstein avessero
visto giusto doveva provarlo nel Novecento proprio la
caccia ai neutrini. La storia di grandi delusioni e insperati
successi è ora raccontata da Frank Close nel recentissimo
«Neutrino» (ed. Raffaello Cortina). Ma che si sbagli non
solo nella teoria ma anche nella pratica osservativa e
sperimentale è storia ben più antica. Nel Cinquecento il
fatto che a occhio nudo
non si osservassero le
fasi di Venere era
considerata una prova
che l’ipotesi di
Copernico non aveva
alcuna realtà fisica. Ma
poi venne (1611) Galileo
con il suo cannocchiale
a mostrare che Venere,
«il pianeta degli amori», si comportava proprio come la
nostra luna. Tempo dopo per spiegare le irregolarità
dell’orbita del pianeta Urano l’inglese Adams e il francese
Leverier avevano ipotizzato un nascosto «pianeta
perturbatore»: ma fecero conti con troppe semplificazioni.
Il pianeta «malfattore» doveva però essere identificato nel
1846 dagli astronomi di Berlino, e battezzato Nettuno.
All’espediente Leverier ci aveva preso gusto. Doveva
infatti ricorrere a un nuovo pianeta perturbatore, che
battezzò Vulcano, per spiegare le anomalie di Mercurio.
Leverier ritenne di aver scovato una traccia in una lastra
fotografica. Ma si era sbagliato. Si trattava, infatti, del
passaggio di un uccello inopportuno. Già allora si
denunciava il sensazionalismo destato dalla pretesa
scoperta di Vulcano (che non fu mai individuato).
Oggi la «beffa» dei neutrini superveloci è attribuita a
una voglia di scienza spettacolo che sembra talora
contrastare con la prudenza che dovrebbe caratterizzare il
lavoro dello sperimentatore. E qualcuno si scaglia contro i
costi della ricerca, ma non bisogna dimenticare che anche
questi pretesi «scandali» stimolano la revisione dei
presupposti. Come diceva nel Seicento Francesco Bacone,
e come ha ribadito nel Novecento Karl Popper, la verità
per emergere ha sempre bisogno di qualche errore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Adesso
mi posso
consola-
re: non
ero solo
io a
sbagliare
❜❜
La memoria
dell’acqua
1988, Jacques
Benveniste:
«L’acqua potrebbe
conservare un
ricordo, cioè tracce
delle sostanze che
vi hanno transitato»
«Più prudenza e meno emozioni, non si può barare»
❜❜
Controlli limitati per battere la concorrenza di altri team
Fusione a freddo
Nell’89 Fleischmann
e Pons annunciano
la reazione in grado
di fondere
a temperatura
ambiente
due nuclei di un
elemento leggero
La svista su Nettuno
Giovanni Caprara: Ci sono scien-
ziati che annunciano risultati poi
smentiti. Dalla memoria dell’acqua
di Jacques Benveniste (1988) capa-
ce di avvalorare l’omeopatia alla fu-
sione fredda di Fleischmann e
Pons (1989). Tutto tramontato, co-
me ho scritto più volte sul Corrie-
re. Ora il neutrino più veloce della
luce è in crisi per due anomalie ne-
gli strumenti di misura. Perché pre-
sentare scoperte non del tutto ac-
certate? Molti se lo chiedono. Il me-
todo è accettabile? Ci possono esse-
re interessi ad emergere (pubblica-
re o perire, dice uno slogan) per ga-
rantirsi risorse e carriere; difficile
negarlo. Oppure c’è la corsa al No-
bel. Talvolta si preferisce la confe-
renza stampa invece che il vaglio
dei colleghi. E nella medicina tutto
diventa più difficile giocando tal-
volta sulla speranza.
Piero Angela: I ricercatori del
Cern non avevano mai affermato
in modo definitivo che il neutrino
fosse più veloce della luce. Aveva-
no presentato il loro lavoro dicen-
do: ecco ciò che abbiamo trovato,
non comprendiamo dove eventual-
mente ci sia l'errore, cerchiamo di
capirlo insieme. Loro stessi hanno
trovato un problema e lo hanno re-
so pubblico.
Caprara: È vero, ed escludendo
gli aspetti negativi, diamo per scon-
tato che lo scienziato racconti la
scoperta solo se la ottiene con cer-
tezza. Altrimenti pensiamo non
debba pronunciarsi. Da alcuni anni
non è più così. Forse è illusorio im-
maginare che in una società della
comunicazione esasperata il meto-
do dello scienziato in qualche ma-
niera non cambi: l’importante è il
rispetto dei valori e dei contenuti.
Angela: In certi casi si corre per
essere primi, per conquistare visi-
bilità o finanziamenti. Ma la comu-
nità scientifica è critica contro que-
sta tendenza. Sono i ricercatori
stessi coinvolti nelle ricerche ad of-
frire gli strumenti di valutazione.
Caprara: E bisogna riconoscere
che, indipendentemente dalla via
scelta, accettano il rischio del con-
fronto e le conseguenze di un pos-
sibile errore che reso pubblico can-
cella la credibilità e garantisce l’e-
marginazione.
Angela: Nella scienza è difficile
barare. Lo scienziato sa che si met-
te in gioco e che se sbaglia paga a
differenza di altri campi come l’eco-
nomia, la sociologia, per non dire
della politica, dove nessuno viene
colpevolizzato. Nella medicina la si-
tuazione è diversa. Nel mondo dei
farmaci ci sono pressioni ma non
tutti accettano di ignorare il rispet-
to della vita umana.
Caprara: Il rapporto tra media e
scienziati è diventato più comples-
so. Ma di per sé il metodo cambia-
to nel comunicare i risultati non
può essere negativo a priori. Di si-
curo occorre più prudenza e giusto
metro. Ma è altrettanto importante
che i giornalisti siano in grado di
comprendere e di trasmettere con
il doveroso rigore ciò che viene
presentato riconducendo alla giu-
sta dimensione i fatti. Forse con
minore emozione, ma con maggio-
re qualità.
Angela: I media devono essere
severi con il lavoro degli scienziati:
però non si sfugge, si deve essere
preparati. Altrimenti il danno è il
giornalista a compierlo alterando
ciò che ascolta. Addirittura si
è arrivati con il caso Di Bella
a strumentalizzare politica-
mente una questione sulla
quale solo la scienza poteva
esprimersi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Confronto Dialogo tra Piero Angela e Giovanni Caprara, giornalisti scientifici
Un raggio di luce si muove
a 300 mila km al secondo,
indipendentemente se
emesso da un corpo
fermo o in movimento
Albert Einstein
di GIULIO GIORELLO
La parola chiave adesso è ri-
flessione. Dopo la retromarcia
sul sorpasso della velocità della
luce, gli scienziati che hanno
passato gli ultimi tre anni a pa-
ne e neutrini cercano di capire:
abbiamo fatto passi falsi? Quali?
«Forse — valuta qualcuno — si
doveva aspettare, aspettare,
aspettare prima di annunciare».
«Sarebbe stato meglio contare
su più verifiche» considerano al-
tri. A pensarci bene «conta an-
che il fatto che non eravamo an-
cora pronti a un risultato del ge-
nere» suggerisce l’amarezza del
momento. «Di sicuro eravamo
impreparati all’enorme risonan-
za mediatica» concludono più o
meno tutti. «Sa quando si tocca
un mostro sacro come Ein-
stein...».
Piero Monacelli, professore
di fisica all’Università dell’Aqui-
la, è stato «dissidente» fin dalla
prima ora. A settembre — men-
tre gli entusiasti della Collabora-
zione Opera annunciavano il
viaggio dei neutrini a 60 nanose-
condi più della luce e mentre il
mondo metteva in discussione
la teoria della relatività — lui
(che guida uno dei gruppi della
collaborazione) era fra i sette
che non firmarono il pre-print,
la base della pubblicazione
scientifica sui 60 nanosecondi
in più. «Prima di mandare in sof-
fitta Einstein avrei voluto con-
trollare le misurazioni» disse.
Ecco: adesso i controlli ci sono e
smentiscono che il neutrino cor-
ra più della luce. I dati di settem-
bre sono sbagliati perché stru-
menti e cavi usati per le misura-
zioni non hanno fatto il loro do-
vere. Per Monacelli sarebbe fin
troppo facile un bel «io l’avevo
detto» e invece non solo non ne
fa cenno ma si dice «dispiaciuto
perché è sempre una brutta figu-
ra rimangiarsi la parola». La cri-
tica? «Troppa fretta di pubblica-
re per timore che gruppi di stu-
dio concorrenti lo facessero pri-
ma. La scienza è molto competi-
tiva... Ma una cosa è stata positi-
va: che sia stata la stessa fonte e
non un altro gruppo a dire "pro-
babilmente ci siamo sbagliati".
Lo abbiamo deciso tre giorni fa
ed era giusto così. In questa sto-
ria c’è stata troppa fretta, i risul-
tati sono complessi, con tantissi-
me sottomisure, ci voleva tem-
po e invece non si sono fatte tut-
te le doppie verifiche che una
grande Collaborazione doveva
fare».
Luca Stanco, responsabile del
gruppo Opera di Padova, è un al-
t ro dei non f i rmat ari del
pre-print. «Ho sempre sostenu-
to che il risultato di settembre
dovesse uscire ma è stato pre-
sentato in un modo che io non
avrei scelto. Per esempio, la pa-
rola preliminary doveva essere
usata invece è stata cassata ed è
stata una delle ragioni per cui
qualcuno non ha firmato. Forse
non eravamo pronti, come scien-
ziati a un riscontro di questo ti-
po. E poi eravamo impreparati
alla risonanza mediatica: è stato
un errore anche troppo sensazio-
nalismo. Sono cent’anni che Ein-
stein funziona benissimo, pri-
ma di toccarlo...». Il senso è sem-
pre lo stesso: sono state brucia-
te le tappe. E poi un’autocritica:
«Noi fisici dovremmo imparare
a filtrare in modo diverso e più
aggiornato i nostri risultati».
Il responsabile del gruppo
«analisi emulsioni» dei laborato-
ri nazionali del Gran Sasso, Nico-
la D’Ambrosio, a settembre si
era detto «non completamente
convinto». «Perché non aveva-
mo avuto accesso diretto a tutta
la misurazione, conoscevamo
solo il nostro segmento di ricer-
ca. A onor del vero devo dire
che nessuno ha mai parlato di
"scoperta", nessuno voleva met-
tere in discussione con un solo
risultato un mostro sacro come
Einstein. Sicuramente aspettare
sarebbe stato un bene ma con il
senno del poi è facile...».
A Roberta Antolini, fisica al la-
boratorio del Gran Sasso, ieri è
toccata «la giornataccia» da ca-
po delle relazioni pubbliche. Tut-
ti a chiamarla per approfondire,
chiarire il dietrofront dei neutri-
ni: «Gli errori negli esperimenti
succedono, certo è un dispiace-
re...e poi c’entra anche il fatto
che Einstein nell’immaginario
collettivo è il più grande scien-
ziato di tutti i tempi. Se penso al-
la bella atmosfera e alla curiosi-
tà enorme di settembre...». Ec-
co. Sembra tutto lontano anni lu-
ce.
Giusi Fasano
Twitter @GiusiFasano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Neutrini, i perché di un errore
«Troppa fretta per l’annuncio»
Il pianeta che «disturbò»
Nettuno? La traccia
si rivelò il segno del
passaggio di un uccello
Il commento
Su Twitter
Mariastella
Gelmini
Divulgatore
Piero Angela
Ginevra I passi falsi del gruppo di ricercatori. I fisici: non dovevamo toccare Einstein
Le grandi
smentite
LA SCIENZA E LO SHOW
CHE AIUTA LA VERITÀ
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34 Cronache
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
MILANO — Prada ha la sua
nuova eroina ideale di un regno
dove la bellezza è imprescindibi-
le dal rito della vestizione. Nulla
è lasciato al caso (tessuti, stam-
pe, forme) ma il risultato è istin-
tivo: una principessa virtuale
(l’occhio bistrato, il capello bico-
lore), più vicina al mondo dei
manga che a quello gommoso
di Walt Disney. Eccola, la creatu-
ra regale abbigliata con il cap-
potto a vita alta, foggia quasi mi-
litare, senza maniche (e uno) e
indossato sopra la gonna a por-
tafoglio dalla linea ad A (e due)
e al pantalone corto (e tre). Il
tutto a tinta unita o in stampe
caleidoscopico, molto anni Set-
tanta, sovraricamate di grosse
jais di plastica colorata e lucci-
cante. Ai piedi incredibili scar-
pe incapsulate nella gomma. Co-
sì un’uscita, ma ce ne sono altre
quarantasei (i tailleur vagamen-
te Seventy, sempre con la cinta
alta, per esempio) in un crescen-
do di sovrapposizioni (tre, quat-
tro pezzi insieme), colori (aran-
cione, viola, bianco, nero, verde
militare, tabacco), tessuti (dal
panno, ai tweed all’astrakan), ri-
cami (geometrici) e accessori
(anche le nuove borse, bauletti
vagamente retrò in saffiano).
Senza spostare di una virgola l’i-
conografia raggiunta di una
donna «grandiosa», così come
la definisce la stilista. Soddisfat-
ta, la Miuccia, come non mai
del lavoro. E a ragione. C’è la so-
stanza dei capi strutturati (i cap-
potti/gilet), il guizzo modaiolo
(le braccia scoperte) e lo spunto
di riflessione: «In un mondo co-
sì globalizzato chi ha idee e
aziende deve dare il meglio. Il
casual, per esempio non è inte-
ressante».
Giornata per donne che d’in-
verno amano vestire quella di ie-
ri. Occhio vigile sui cappotti, of
course, da Max Mara. Ma dietro,
prego, perché lì sono ampi, a
uovo, e ripresi da cinte maschili
basse in vita che danno la nuo-
va proporzione alla silhouette
che si allunga come certi gratta-
cieli di Metropolis. Così le tute
giunco, i pantaloni ampi addirit-
tura con strascico, gli abiti
grembiali, i tubini in jersey di
maglia con la vita in pelle, le ve-
sti a righe che agguantano i cor-
pi come fossero prede. Raziona-
lità Bauhaus (i tagli, le squadra-
ture) e sensualità alla Fassbin-
der in Querelle. Cachemire, lo-
den, crepe, double e pelliccia
ma soprattutto un coccodrillo
(vero o falso) opaco e in colori
da tentare i più incalliti ambien-
talisti. E il punto vita è la nuova
dolce ossessione degli stilisti.
Ermanno Scervino ci costruisce
addirittura attorno un’intera
collezione sui fianchi. E persino
i piumini di velluto iconici della
griffe diventano stretch proprio
lì. E pure le giacchine di foggia
militare, gli incredibili paletot
di lane aggugliate, i parka con i
colli di volpe, i maxi pullover
melange.
La decadenza di certe figure
scure e romantiche, tragiche e
altere ricorre costante da Fendi.
Il duo stilistico Lagerfeld-Ventu-
rini fa un lavoro impeccabile su
tagli (affilati ma senza angoli, si-
lhouette scolpite), tinte (dal ne-
ro al verde profondo al rosso
uva) e materiali (dallo zibellino
al galuchat, dal cachemire al piz-
zo) lavorando sui sugli ibridi.
Per esempio la gonna davanti di-
ritta ma dietro kilt, l’abito tubi-
no minimal ma con le maniche
vittoriane, il cuoio nero monta-
to sul pizzo, il collant smagliato
ma indossato su di un altro ele-
gante, la borsa da sera ricamata
a punto croce che è un porta
Ipad, la pelliccia preziosa a pelo
lungo colorata ma trattata come
fossero piume d’uccello.
Anche Krizia allunga all’inve-
rosimile la silhouette, ispirando-
si a certe abiti appesi sugli sfon-
di dei quadri di Pizzi Cannella.
Focus sulle spalle sempre insel-
late. La maglia fondamentale:
da tubini, alla cappa, al mantel-
lo, alla gonna pencil, al cappot-
to, ai mini abiti. La faccenda si
fa tosta se indossati con bu-
stier-gabbia di cuoio, reggispal-
le e cinture alte. Ancora contra-
sti e sulla passerella di Rocco Ba-
r occo va i n s cena una
iperfemminilità coniuga-
ta al maschile: le giacche
sartoriali sono imprezio-
site da dettagli di volpe,
appoggiate a pantaloni
slime abbinate alla cravat-
ta maschile. Luisa Becca-
ria sfila a nastro (show
brevi e continui) ed è un
successo: cappotti avvita-
ti, abiti botticelliani, tubi-
ni, gonne da ballerine di
Degas, solo in tessuti
(dal pizzo di lana ai twe-
ed al tulle stampato) e co-
lori invernali (grigio indu-
striale, cielo in citta, nebbia) in-
vernali che danno tocco metro-
politano a una femminilità altri-
menti troppo sdolcinata. Blu-
girl all’insegna dell’appeal ro-
mantico e del tocco sportivo fu-
si in uno stile college inglese de-
clinato nei montgomery e nei
cappotti, rosso, blu e verde. Bla-
zer e mini kilt. Previsti maxi
pull a intarsi, righe e ricami in
filo. Opzioni? Il tutto in colori
cupcakes o in bianco grande
freddo.
Paola Pollo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Simons lascia Jil Sander
Fendi
Raf Simons lascerà Jil Sander. L’annuncio ieri,
la partenza già il 27 febbraio, subito dopo la
sfilata. Dopo sei anni di grande intesa e
successi. Cosa bolla in pentola ancora non si
sa. Ma molte le illazioni a effetto domino. Per
esempio che Simons possa andare da Dior, o
da Givenchy se sul trono vacante fosse spostato Riccardo
Tisci. E da Jil Sander? Si mormora che sarà la griffe
ritornerà alla sua legittima stilista, Jil Sander, appunto.
Andrà da Dior?
Prada
Cappotto
senza maniche
e gioco di
sovrapposizio-
ni. Così
da sotto
la gonna
a ventaglio
spunta
il pantalone
che si ferma
alla caviglia
Le mille sovrapposizioni. Torna in primo piano il «punto vita»
La stilista
Le pellicce
trasformano
in maniera
irriconoscibile
zibellino brinato,
breitschwantz
ultraleggero,
antilope,
coccodrillo
opaco, anguilla
e vernice,
galuchat laccato
«In un mondo così
globalizzato, chi ha idee
deve dare il meglio, il
casual non è interessante»
Le sfilate I cappotti ampi di Max Mara e la pelliccia (trattata come piume d’uccello) di Fendi
Braccia nude, calzoni sotto la gonna
L’eroina (da videogame) di Prada
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35 Cronache
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Il «contagio»
stilistico
e l’eleganza
della sterlina
Pieghe
Frange sulle cuciture
Gli abiti come sculture
I cappotti ampi
ripresi da basse
cinte maschili
che danno
una nuova
linea alla
silhouette.
I calzoni
sono
corti o
così
lunghi da
avere lo
strascico.
Dettaglio
sfizioso: le
ghette
Il contagio si era già avvertito a ini-
zio anno durante le sfilate dell’uomo e
alla rassegna del Pitti. Un’influenza acu-
ta di flanelle, lambswool, montgome-
ry, cardigan, con pesante recrudescen-
za di tweed e knickerbocker. Qua e là
casi degenerativi di quadri scozzesi. In
una colonna sonora s’era pure sentito
il «Dio salvi la regina». E lì si è capito
che il virus stava lavorando in profon-
dità. Giusto per ricordare con quanto
entusiasmo la moda si fosse ributtata
verso i simboli classici del guardaroba
inglese. È arrivata la moda da donna
ma la lingua non cambia. Se a New
York Ralph Lauren ha chiuso in impec-
cabile Principe di Galles grigio una sfi-
lata dove aleggiava lo charme di Wally
Simpson, Milano dimostra di continua-
re senza tentennamenti l’adesione a
questo Commonwealth stilistico.
Hanno cominciato Gucci e Alberta
Ferretti con liberi riferimenti vittoria-
ni. Poi è arrivato Alessandro Dell’Ac-
qua con il suo «N˚21» a omaggiare
esplicitamente Sua Maestà, non nelle
mise ufficiali pastello comprese di cap-
pellino ma nelle maglie indossate nel
privato per le sue passioni e cioè (non
necessariamente in quest’ordine) nipo-
ti, cavalli e cani. Le ultime entrate ri-
guardano le mise da college in versio-
ne lolitesca di Blugirl o lo stile equestre
del verde Hampshire con le sensuali
amazzoni di Ermanno Scervino.
Soltanto un normale ricorso modaio-
lo? L’impressione è che soprattutto di
questi tempi gli inglesi suscitino un fa-
scino molto più ampio. Per via forse
della sterlina, una nobile signora che
raramente viene messa in discussio-
ne al contrario di quanto succede
per l’euro, giovanotto di belle spe-
ranze ma di grandi apprensioni.
Poi perché oltre ad avere stoffe
gloriose, l’Inghilterra ha politici
che si dimettono perfino per
una nota spese senza qualche ri-
scontro. E questo sì è un gran
segno di eleganza.
Il «vitino» che non c’era
L’epicentro della seduzio-
ne, come nel terremoto, varia
ed è imprevedibile. Su una
ideale mappa in questo senso,
a parte i punti tradizionalmen-
te tellurici, in passato si sono
messe bandierine rosse pure
per polpacci, ginocchia, zigomi,
spalle. La seduzione dell’ultima
moda ruota invece attorno alla
vita: più stretta è, più elegante
risulterà il vestito. Insomma
stanno per tornare quei «vitini
da vespa», su cui si cimentava-
no, con qualche aiuto esterno,
le bisnonne. Per questo la nuo-
va seduzione applicata impliche-
rà una certa padronanza in fatto di
ganci e laccetti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Abiti e giacche confezio-
nati con la tecnica delle borse. E accesso-
ri decorati e lavorati come fossero vesti-
ti. È la frontiera della nuova moda che
mischia i generi. Da Atelier Siviglia (l’al-
ta gamma dell’azienda di Marotta) gli
abiti da cocktail sono in seta impalpabi-
le — rosso, blu, nero — ma grazie a ta-
gli, cuciture, pannelli, si modellano sul
corpo come un’armatura. Perfetti per
un’eroina manga. Come l’abitino in bou-
clé di lana lamé melange con cuciture
sottolineate da ricami e frange. Modella
d’eccezione nello show room di via Ma-
nin l’étoile della Scala Sabrina Brazzo.
Alle presentazioni gli abiti si toccano.
Da Lanificio Colombo la morbidezza e la
leggerezza del cashmere s’impongono
insieme ai nuovi colori a contrasto con
le linee classiche: arancio-mattone, ro-
sa-fucsia, verde-blu ottanio per blazer
tinti in capo e spruzzati effetto quadro.
Capo principe il pile in cashmere imbot-
tito in piuma con interno cashmere-seta
rossa, double face, per accompagnare la
donna dal mattino al party sotto le stel-
le. L’accessorio dell’inverno 2012 si con-
ferma la cappa anche con le maniche.
A proposito di cashmere Cruciani ri-
vendica l’utilizzo del filo «diamante ros-
so» (il più lungo) per maglie tricottate
pièd-de-poule bianco e nero, toni «es-
senziali» di tutta la collezione arricchita
da visone e paillette. Intanto Luca Ca-
prai fa sapere di essere stato contattato
da una banca cinese interessata all’ac-
quisto della Cruciani C, società produt-
trice dei braccialetti in pizzo macramé
che «nel 2011 hanno fruttato 5 milioni
di euro di ricavi per 1 milione e 200 mi-
la pezzi venduti». A proposito di contra-
sti, Paola Toscano, classe 1967, firma
per la prima volta la donna di Dirk
Bikkembergs, portando avanti il connu-
bio tra sport e eleganza lussuosa «mai
retrò»: l’abito arancio in crêpe de chine
ha la vita sottolineata dalla baschina in
pelle nera. La pelle delle giacche è lavo-
rata come una selleria. Il bon ton diven-
ta minimal da Dondup disegnata da Ma-
nuela Mariotti mentre Miss Sixty inau-
gura il suo show room con una mostra
di capi iconici realizzati dal titolare Whi-
chy Hassan recentemente scomparso.
Fausto Puglisi, autore dell’abito «rivela-
tore» di Belén, riedita il costume da gla-
diatore in versione sexy: micro gonne
pieghettate e chiodo in pelle decorate
da borchie e gemme.
Hanno elementi barbarici invece cor-
petti e calzature di Sergio Rossi. Impera-
tivo degli accessori è sedurre. Ispirata al
rosso tango è la decolleté di Ballin che
debutta a Milano. Rosso, verde e fucsia
sono anche quelle di Casadei, dal nome
emblematico: Pin Up. Jimmy Choo pro-
pone la punta quasi quadrata per lo sti-
vale tacco 12 in suède ricamato dagli ar-
tigiani italiani; Fornarina mette una la-
mina dorata sulle sue calzature. Sono an-
ticati e cuciti a mano i tronchetti di San-
toni mentre nello stivale di Moreschi la
zeppa in cavallino è abbinata a vitello e
a montone rovesciato. Le nuove borse
sono colorate (Serapian) o decorate (Ro-
berta di Camerino) come capi da indos-
sare. E stasera Pollini inaugura la sua
boutique con un sandalo in edizione li-
mitata. Rosso, of course!
Maria Teresa Veneziani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Blugirl
di Gian Luigi Paracchini
Max Mara
Krizia
Abiti
iperfemminili
anche con
ampi spacchi
e fiori
in tessuto
{
Sono
i fianchi
il punto
più segnato
della
collezio-
ne
Beccaria
Rocco
Barocco
Scervino
I colori
invernali
danno un
tocco
metropolitano
al romanticismo
Le presentazioni La seta da cocktail di Atelier Siviglia e il debutto di Bikkembergs
Chiromanti, mangiafuoco, due
illusionisti gemelli come gemelli
sono Dean e Dan Caten di Dsqua-
red²: la festa al Teatro Litta, ieri
sera, per presentare la nuova li-
nea di borse tra champagne e as-
senzio aveva come riferimento
l’illusionismo dei primi del Nove-
cento e come icona il mago Hou-
dini (Dean Caten stilista-illusio-
nista si è steso avventurosamen-
te su di un letto di chiodi sul pal-
co). Le borse della collezione fem-
minile (tra le quali la Quebec con
porta-iPad e la Toronto in cocco-
drillo) e maschile erano in mo-
stra sotto teche di vetro.
Prima della festa notturna dei
Caten al Litta, altro party, quello
per l’inaugurazione del negozio
milanese Twin-Set Simona Bar-
bieri di Via Manzoni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stile
college
inglese,
romantico
e insieme
sportivo
Domani «Lo stile dell’arte» è l’inserto
di 48 pagine dedicato alla moda
in regalo domani con il «Corriere»
L’abito
d’oro dona
una linea
lunghissi-
ma alla
nuova
donna di
Krizia
Circo e
borsa di
Dsqua-
red. A
destra,
Twin Set
Giochi di magia
per Dsquared
Apre Twin Set
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36
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
C
he l’allungamento
repentino dell’età
pensionabile avrebbe avuto
effetti anche sulle aziende era
inevitabile. Ieri è stato il
Montepaschi a trarne le
conclusioni: non potendo più
ricorrere ai
prepensionamenti, per
tagliare i costi del personale
si deve pensare anche ai
contratti di solidarietà.
L’alternativa è il
licenziamento di 1.500
dipendenti, come indicato in
una nota sindacale. I
contratti di solidarietà
comportano riduzioni nei
costi, a seconda dei casi sotto
forma di premi aziendali non
pagati, di riduzioni dell’orario
di lavoro o di aumento dello
stesso a parità di stipendio.
C’è un solo precedente
importante nel settore del
credito: nel 1996 l’allora
Banca di Roma chiese ai
dipendenti di lavorare un’ora
in più al mese gratis.
L’obiettivo del direttore
generale di Mps, Fabrizio
Viola, che ha assunto anche
l’interim dell’area finanza, è
di contenere del 3% i costi,
visto che le uscite del
2011-2012 pari a 450
dipendenti su 31 mila, non
sono sufficienti a centrare gli
obiettivi di risparmio. Anche i
dirigenti faranno la loro parte
con «riduzioni salariali». Ma
i sindacati, da tempo sul
piede di guerra tanto da avere
chiesto le dimissioni del
presidente Giuseppe Mussari
e di quello della Fondazione
Mps, Gabriello Mancini,
hanno replicato con 15 ore di
sciopero («non si vedeva da
vent’anni») a una manovra
«iniqua e immotivata» decisa
da un board «in scadenza».
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A Trieste Le procedure studiate da Agatòs Syntagma per garantire il riserbo sulle riunioni. Oggi il Consiglio
MILANO—Dopol’arrivodel-
la proposta di Palladio e Sator il
titolo Premafin esplode in Bor-
sa con un rialzo del 36,39%,
mentre Fonsai scivola del
13,12%.
La novità ha ovviamente ria-
pertoi giochi. Eieri inseratasi è
svolto un vertice in Banca Leo-
nardo, advisor della holding al
quale hanno partecipato Salva-
tore Ligresti e la figlia Jonella,
presidente di Fonsai. Alla do-
manda dei cronisti se verrà esa-
minataanchela proposta di Pal-
ladio e Sator, l’ingegnere ha ri-
sposto come già aveva fatto in
mattinata, prima del consiglio
di amministrazione di Fondia-
ria-Sai: «Noi esaminiamo sem-
pre tutto».
Entrando nel board, invece,
l’ex amministratore delegato
della compagnia, Fausto Mar-
chionni, aveva detto che «natu-
ralmenteunapropostadel gene-
re andrà valutata dalla compa-
gnia, soprattutto dalla proprietà
e dall’assemblea». Ecomunque,
se ora tutti vogliono Fonsai
«vuol dire che non era poi così
male». Nel corso del Consiglio,
che aveva all’ordine del giorno
un esame preliminare dei conti
2011 (che secondo le stime già
effettuate è previsto chiudersi
con una perdita di 1,1 miliardi)
e che è stato aggiornato a mer-
coledì prossimo, Jonella ha letto
il comunicato diffuso mercole-
dì dalla società guidata da Ro-
bertoMeneguzzoe GiorgioDra-
go e da quella di Matteo Arpe.
Unboard di Premafinnonri-
sulta ancora convocato, anche
se i tempi per la risposta sono
brevi: secondolecondizioni del-
l’offerta, entro l’8 marzo la hol-
dingdei Ligresti èchiamataaco-
municare la decisione a Palla-
dio e Sator. E nel vertice serale
di ieri guidatoda Gerardo Brag-
giotti è conogni probabilità co-
minciato l’esame dei contenuti
della proposta e anche delle
eventuali conseguenze in caso
di mancato rispetto dell’accor-
do già firmato conUnipol a fine
gennaio.
Intanto le banche finanziatri-
ci, che secondola nuova propo-
stahannounruolodeterminan-
te nella sua approvazione, si so-
nopronunciatebocciandoil pia-
no Palladio-Sator. Dopo che
mercoledì AlbertoNagel, ammi-
nistratore delegato di Medio-
banca, ha sottolineato che l’isti-
tuto «sostiene l’ipotesi Unipol»,
da Unicredit, che aveva già fatto
sapere di voler andare avanti
nel progetto con la compagnia
bolognese, ieri sono arrivate di-
chiarazioni ufficiali. L’ammini-
stratoredelegatoFedericoGhiz-
zoni ha sottolineato che il grup-
po di Piazza Cordusio, socio di
Fonsai conil 6,6%, «continua ad
appoggiare» il piano di Unipol.
«Crediamo sia quello giusto e ci
aspettiamochei Ligresti appog-
ginoquesta proposta, che ha un
valore aggiunto industriale».
Oggi poi si terràil verticepro-
grammatofra i presidenti e am-
ministratori delegati di Fonsai e
Unipol (che ieri ha fattotrapela-
re la propria «tranquillità» sul-
l’esecuzionedel pianoesulle tu-
tele in caso di ritiro unilaterale
dei Ligresti dagli accordi sotto-
scritti) proprioper arrivareade-
finireil percorsodell’integrazio-
ne, partendo dalla convergenza
dei rispettivi piani industriali.
Un appuntamento che sembra
confermare la volontà delle due
compagnie di andare avanti
con quanto previsto nell’accor-
doconi Ligresti cheprevedeco-
meesitofinalelafusione fraPre-
mafin, Fonsai, Milano e Unipol
Assicurazioni.
S. Bo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Valutiamo tutto». Premafin schizza a Piazza Affari: più 36%
Economia
Cessioni
Password segreta per i consiglieri del Leone
La lente
Il Leone potrebbe valutare
la vendita della partecipazione
nell’israeliana Migdal
MONTEPASCHI,
IL NO SINDACALE
AI CONTRATTI
DI SOLIDARIETÀ
Vertice tra Ligresti e Braggiotti
sul contropiano Palladio-Sator
Indici delle Borse Cambi FTSE MIB La settimana Mediolanum La settimana
FTSE MIB 16.312,30 -1,48%
FTSE It.All Share 17.339,04 -1,39%
FTSE It.Star 10.601,17 -0,75%
Dow Jones 12.984,69 0,36%
Nasdaq 2.956,98 0,81%
Londra 5.937,89 0,36%
Francoforte 6.809,46 -0,50%
Parigi (Cac40) 3.447,31 inv. ҃
Hong Kong 21.380,99 -0,78%
Tokio (Nikkei) 9.595,57 0,44%
1 euro 1,3300 dollari 0,52%
1 euro 106,7200 yen 0,47%
1 euro 0,8461 sterline 0,22%
1 euro 1,2053 fr. sv. -0,15%
1 euro 8,8175 cor.sve. 0,10%
S&P 500 1.363,46 0,43% Madrid 8.527,70 -1,49% 1 euro 1,3259 dol.can. 0,37%
Titoli di Stato
Btp 09-01/07/12 2,500% 100,36 1,13
Btp 10-15/12/12 2,000% 100,05 1,66
Btp 02-01/02/13 4,750% 102,43 1,50
Btp 08-15/12/13 3,750% 101,25 2,56
Btp 10-01/11/13 2,250% 99,00 2,58
Btp 11-01/04/14 3,000% 99,68 2,78
Btp 04-01/02/15 4,250% 102,30 2,91
Btp 10-15/04/15 3,000% 98,73 3,08
Btp 11-15/04/16 3,750% 99,20 3,51
Btp 06-15/09/17 2,100% 93,91 5,29
Btp 96-01/11/26 7,250% 113,72 5,07
Btp 11-15/09/26 3,100% 87,57 6,40
Btp 05-01/02/37 4,000% 78,10 5,11
Btp 07-01/08/39 5,000% 88,29 5,24
Cct 07-01/12/14 3,400% 96,62 3,36
Cct 08-01/09/15 1,220% 93,25 3,71
Cct 09-01/07/16 1,780% 91,05 4,02
Ctz 10-31/12/12 - 98,10 2,29
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
23-02 netto %
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
23-02 netto %
MILANO — Mentre i riflettori sono
tutti puntati sul futuro di Fonsai, a Trie-
ste Generali potrebbe valutare la vendi-
ta di Migdal, seconda compagnia assi-
curativa israeliana di cui il Leone con-
trolla poco meno del 70%. La cessione
potrebbe essere discussa oggi dal con-
siglio di amministrazione riunito per
esaminare, tra l’altro, l’aggiornamento
del piano strategico 2012-1014, i com-
pensi e le politiche retributive. La que-
stione non è esplicitamente all’ordine
del giorno, dove si trova invece un più
generico «affari finanziari». Ma dopo
la burrascosa stagione sotto la presi-
denza di Cesare Geronzi, il nuovo cor-
so delle Generali punta alla massima ri-
servatezza, come ha suggerito di fare
anche Egon Zehnder. La società di con-
sulenza, ingaggiata per il secondo an-
no di fila per assistere il cda nella pro-
cedura di autovalutazione, l’anno scor-
so ha infatti raccomandato al gruppo
assicurativo di aumentare la protezio-
ne e il riserbo delle riunioni del board.
E per questo il cda di Generali, lo scor-
so settembre, ha chiesto alla Agatòs
Syntagma di studiare una proposta.
Già oggi i consiglieri del Leone, te-
nuti a non divulgare le discussioni che
avvengono all’interno del board, non
ricevono più via email l’ordine del gior-
no e il materiale preparatorio, ma han-
no accesso ai documenti soltanto onli-
ne (non possono essere stampati) gra-
zie all’uso di una password. Per aumen-
tare l’inviolabilità, il prossimo passo
(è tra le proposte allo studio) potrebbe
essere un sito ad hoc su un server pro-
tetto; per entrarvi i consiglieri sarebbe-
ro dotati di un token simile a quello
usato dai siti delle banche.
Un’altra novità dell’era Galateri è la
«formazione» dei consiglieri, con «le-
zioni» sul business assicurativo tenute
alla fine del consiglio. Dopo il board di
oggi è stato organizzato, ad esempio,
un workshop sul Solvency 2. In passa-
to il ceo di Genertel, Davide Passaro,
ha spiegato come funziona il canale di-
retto, cioè la vendita delle polizze via
telefono e via internet, sul mercato ita-
liano ed estero; mentre il numero uno
della controllata in Spagna ha tenuto
un seminario sul mercato spagnolo e
l’area latina. E in futuro è in program-
ma un incontro con l’ad di Generali,
Sergio Balbinot, sulla Cina.
Nessun cambiamento invece su una
maggiore presenza femminile nei bo-
ard. Dopo l’addio di Ana Patricia Botín,
nel board è rimasta solo una donna
(Paola Sapienza) su 18 componenti del
cda. La legge sulle quote rosa entra in
vigore in estate, ma sembra che in Ge-
nerali non ci sia troppa voglia di antici-
pare i tempi, correndo il rischio di toc-
care l’equilibrio faticosamente raggiun-
to.
Giuliana Ferraino
twitter: @16febbraio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Roberto Meneguzzo
Amministratore delegato
di Palladio Finanziaria
Scalata Fonsai Ghizzoni: il piano con Unipol ha un valore industriale, la famiglia lo sostenga
italia: 515249535254
Codice cliente:
37 Economia
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
MILANO — La proposta di-
retta a Premafin che Palladio e
Sator hanno comunicato mer-
coledì sera, e che è stata letta
dal mercato come una sfida a
Mediobanca e Unicredit, apre
scenari non di semplice inter-
pretazione e iter di autorizza-
zione sotto alcuni profili inedi-
ti per il nostro mercato.
L’offerta, che prevede un au-
mento di capitale di Premafin
da 450 milioni e uno sviluppo
«stand alone» per Fonsai, è su-
bordinata al sì di Premafin, e
quindi dei Ligresti che ne de-
tengono la maggioranza con
poco più del 50% (con il 20%
però in pegno presso le ban-
che creditrici). Ma in sostanza
poiché fra gli elementi essen-
ziali dell’operazione c’è la ri-
strutturazione del debito di
Premafin e la ridefinizione di
quello Fonsai, consegna agli
istituti creditori un «potere»
non secondario.
I Ligresti possono teorica-
mente decidere di non rispetta-
re l’accordo firmato con Uni-
pol a fine gennaio, sopportan-
done le probabili conseguenze
legali visto che ovviamente
per i bolognesi il contratto è
«blindato», e di aderire alla
nuova proposta. Ma riesce dif-
ficile immaginare, almeno sul-
la base delle dichiarazioni già
fatte, che le banche siano favo-
revoli a una ristrutturazione
del debito inserita in un piano
di Palladio-Sator. Premafin ha
un indebitamento superiore ai
300 milioni e il maggior credi-
tore, Unicredit, esposto per cir-
ca la metà del totale, ha sottoli-
neato ieri di voler proseguire
nel progetto con Unipol. Lo
stesso hanno detto Medioban-
ca e Banco Popolare, e sulla
stessa linea è anche la Bpm.
Sempre l’offerta ritiene anche
«auspicabile» una «contestua-
le ridefinizione dell’indebita-
mento subordinato della con-
trollata Fonsai». Debito per cir-
ca 1,1 miliardi che fa capo inte-
ramente a Piazzetta Cuccia. An-
che in questo caso appare diffi-
cile un sì da parte della banca
d’affari guidata da Alberto Na-
gel. In teoria si può dunque
ipotizzare una situazione di ac-
cordo con i Ligresti, ma su un
piano che non ha il consenso
dei creditori, che peraltro de-
tengono in pegno il 20%di Pre-
mafin e il 35% di Fonsai
nel portafoglio della hol-
ding. Come procederan-
no in questo caso Palla-
dio e Sator?
Ci sono poi alcuni «ine-
diti» in fase di autorizza-
zione. In primo luogo,
per la prima volta l’Isvap
si potrà trovare richieste
di ok da due proposte al-
ternative. Ma soprattutto
l’authority delle assicura-
zioni per la prima volta
potrebbe dover valutare
l’ipotesi che una compa-
gnia, per giunta grande e
oggi malmessa, venga
controllata da due inve-
stitori finanziari che svol-
gono inoltre tra i mestie-
ri «core» quello del priva-
te equity. Palladio e Sator
intendono acquistare sta-
bilmente il controllo di
Fonsai oppure si propongono
di accompagnare un turna-
round in vista di una successi-
va vendita? In un solo caso l’I-
svap, che vigila sulla stabilità
delle compagnie, si è trovata a
esaminare una situazione simi-
le: quando il fondo Clessidra
di Cl audi o Sposi to aveva
espresso la volontà di rilevare
la Liguria Assicurazioni pro-
prio da Fonsai. Il procedimen-
to autorizzativo non si è però
completato perché il deal non
si è concluso.
Sergio Bocconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ragnetti cooptato nel vertice
400
450
Unipol: pre-accordo blindato
Banche creditrici in trincea
Summit tra Fonsai e la compagnia bolognese sulla fusione
Matteo Arpe Amministratore
delegato del gruppo Sator
Alitalia
milioni di euro
La ricapitalizzazione di
Premafin prevista dal
progetto di integrazione
tra Unipol e Fonsai
milioni di euro
L’aumento di capitale per
la holding Premafin
proposto dalla cordata
Palladio-Sator
(A. Bac.) Andrea Ragnetti,
amministratore delegato in
pectore di Alitalia, sarà
nominato oggi direttore
generale della compagnia. A
designarlo, il Consiglio che si
riunirà per esaminare i conti
del 2011, gli ultimi dell’era di
Rocco Sabelli. Quest’ultimo
infatti lascerà a conti
approvati e alla scadenza
naturale. Intanto oggi sarà
una giornata di possibili
disagi, e non solo per Alitalia,
a causa dello sciopero dalle
10 alle 18 a Fiumicino e
Ciampino, proclamato dalla
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti,
Ugl Trasporti e Cub.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Alberto Nagel Amministratore
delegato di Mediobanca
La proposta L’Isvap esamina per la prima volta due offerte concorrenti, il nodo della stabilità
italia: 515249535254
Codice cliente:
38
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
CASSA DEPOSITI e PRESTITI spa
BFP INDICIZZATI ALLʼINFLAZIONE ITALIANA
BFP INDICIZZATI A SCADENZA E BFPPremia
I NDI CE I STAT FOI ex-TABACCHI Di cembre 2011: 104, 00
Serie BB5, P06, P18, P30, P52, X10, X20
BUONI FRUTTIFERI POSTALI (BFP)
MEDIA INDICE EURO STOXX 50: 2496, 690
La media è pari alla media aritmetica dei valori ufficiali di chiusura dellʼIndice Euro Stoxx 50 rilevati nei giorni
13, 14, 15, 16 e 17 febbraio 2012. Maggiori informazioni sul meccanismo di indicizzazione e sugli eventuali
premi sono disponibili presso tutti gli uffici postali e sul sito Internet di Cassa depositi e prestiti
www.cassaddpp.it.
Per conoscere il Coefficiente di Indicizzazione e i Coefficienti Complessivi di Rimborso Lordi e Netti per
ciascuna serie di Buoni è possibile consultare il sito Internet di Cassa depositi e prestiti www.cassaddpp.it.
www.cassaddpp.it
Gestione Speciale Assicurazioni Vita GESAV
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
4,31%
Gestione Valuta Yen Giapponese
GEVAL/YEN
Titoli di Stato 273.955.469 69,79 69,72
Titoli azionari quotati 115.699.340 29,48 29,54
Crediti d’imposta 2.865.329 0,73 0,74
Totale 392.520.138 100,00 100,00
Importo in valuta Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Al 30.12.2011 1 € = 99,88 JPY
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
1,62%
Rendiconto annuale riepilogativo
(importo in valuta)
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti 4.040.692
Utili e perdite da realizzi 1.506.080
Oneri di gestione -454.050
Utile della gestione 5.092.722
Gestione Speciale Assicurati Previr
FONDO PREVIR
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
BTP 255.657.704 60,29 61,41
CCT 7.800.942 1,84 1,90
Altri titoli di stato emessi in euro 14.428.417 3,40 4,00
Obbligazioni quotate in euro 94.107.701 22,20 23,31
Obbligazioni non quotate in euro 690.230 0,16 0,18
Azioni quotate in euro 11.025.812 2,60 2,69
Azioni non quotate in euro 2.034.954 0,48 0,49
Quote di OICR 26.466.424 6,24 5,99
Strumenti derivati 105.582 0,03 0,03
Liquidità 11.700.000 2,76 -
Totale 424.017.766 100,00 100,00
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
4,38%
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti € 16.858.737
Utili e perdite da realizzi € 1.375.975
Oneri di gestione € -4.546
Utile della gestione € 18.230.166
Gestione Speciale Assicurati Rendigen
RENDIGEN
BTP 56.935.959 46,66 47,49
CCT 2.281.422 1,87 1,88
Altri titoli di Stato emessi in euro 4.544.192 3,73 4,93
Obbligazioni quotate in euro 44.273.946 36,28 37,61
Quote di OICR 4.748.697 3,89 3,15
Strumenti derivati 26.395 0,02 0,02
Liquidità 8.300.000 6,80 4,15
Crediti d’imposta 910.466 0,75 0,77
Totale 122.021.077 100,00 100,00
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
4,44%
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti € 4.662.023
Utili e perdite da realizzi € 430.516
Oneri di gestione € -4.546
Utile della gestione € 5.087.993
BTP 78.590.227 20,15 20,47
Altri titoli di Stato emessi in euro 4.484.620 1,15 1,34
Obbligazioni quotate in euro 57.193.104 14,67 15,54
Obbligazioni quotate in valuta 227.889 0,06 0,06
Obbligazioni non quotate in euro 3.047.004 0,78 -
Obbligazioni non quotate in valuta 5.597.249 1,44 1,47
Azioni quotate in euro 970.215 0,25 0,25
Azioni non quotate in euro 2.188.020 0,56 0,04
Azioni non quotate in valuta 904.620 0,23 -
Quote di OICR 231.301.556 59,32 58,25
Strumenti derivati 26.395 0,01 0,01
Liquidità 1.600.000 0,41 1,57
Crediti d’imposta 3.801.029 0,97 1,00
Totale 389.931.928 100,00 100,00
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Gestione Speciale Assicurati Vita Real Estate
GESAV R.E.
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
4,41%
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 100 %. *
Proventi da investimenti € 16.383.803
Utili e perdite da realizzi € 170.803
Oneri di gestione € -4.546
Utile della gestione € 16.550.060
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Gestione Speciale per la Previdenza
GESAV GLOBAL
BTP 344.607.929 42,28 50,82
Altri titoli di Stato emessi in euro 48.621.962 5,97 2,92
Obbligazioni quotate in euro 213.369.868 26,18 34,71
Obbligazioni non quotate in valuta 1.567.230 0,19 0,24
Azioni quotate in euro 2.784.490 0,34 0,59
Azioni non quotate in euro 29.700 - -
Quote di OICR 58.036.639 7,12 7,93
Strumenti derivati 105.582 0,01 0,01
Liquidità 146.000.000 17,91 -
Pronti contro termine - - 2,78
Totale 815.123.400 100,00 100,00
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
5,24%
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 100 %. *
Proventi da investimenti € 30.198.205
Utili e perdite da realizzi € 1.454.153
Oneri di gestione € -117.803
Utile della gestione € 31.534.555
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Periodo 1.1.2011 - 31.12.2011
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 100 %. *
Proventi da investimenti € 666.564
Utili e perdite da realizzi € 6.815
Oneri di gestione € -4.504
Utile della gestione € 668.875
Gestione Valuta USD
GEVAL/$
Titoli di stato 120.032.037 40,35 44,90
Titoli obbligazionari quotati 123.508.848 41,51 45,12
Titoli obbligazionari non quotati 16.417.831 5,52 6,05
Liquidità 22.645.600 7,61 2,80
Quote di OICR 12.017.520 4,04 -
Crediti d’imposta 2.873.265 0,97 1,13
Totale 297.495.101 100,00 100,00
Importo in valuta Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Al 30.12.2011 1 € = 1,2982 $
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
5,42%
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti 12.127.310
Utili e perdite da realizzi 1.889.266
Oneri di gestione -5.902
Utile della gestione 14.010.674
Rendiconto annuale riepilogativo
(importo in valuta)
Gestione Valuta Franco Svizzero
GEVAL/FR.SV.
Titoli di Stato 2.541.042 7,08 8,93
Titoli obbligazionari quotati 25.714.444 71,63 90,52
Liquidità 7.503.000 20,90 -
Crediti d’imposta 139.220 0,39 0,55
Totale 35.897.706 100,00 100,00
Importo in valuta Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
Al 30.12.2011 1 € = 1,2139 CHF
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
3,91%
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti 1.133.609
Utili e perdite da realizzi -6.279
Oneri di gestione -5.518
Utile della gestione 1.121.812
Rendiconto annuale riepilogativo
(importo in valuta)
Importo in € Composizione % Composizione %
al 30.09.2011
BTP 1.587.278.569 40,99 40,31
CCT 5.997.858 0,16 0,16
Altri titoli di stato emessi in euro 228.878.850 5,91 6,14
Obbligazioni quotate in euro 1.051.272.387 27,15 27,87
Obbligazioni quotate in valuta 31.439.752 0,81 0,82
Obbligazioni non quotate in euro 194.346.066 5,02 5,01
Azioni quotate in euro 282.042.083 7,28 7,44
Azioni non quotate in euro 99.178.587 2,56 2,50
Azioni quotate in valuta 14.119.566 0,37 0,53
Azioni non quotate in valuta 11.775.849 0,30 0,27
Quote di OICR 207.999.492 5,37 5,17
Strumenti derivati -4.022.900 -0,10 -0,11
Liquidità 113.000.000 2,92 2,55
Crediti d’imposta 48.935.817 1,26 1,34
Totale 3.872.241.976 100,00 100,00
Tasso di rendimento nel periodo
1.1.2011 - 31.12.2011
4,31%
Rendiconto annuale riepilogativo
Aliquota di retrocessione 80 %. *
Proventi da investimenti € 161.440.134
Utili e perdite da realizzi € 6.562.047
Oneri di gestione € -8.184
Utile della gestione € 167.993.997
Gestione European Currency Unit
GEVAL/EURO
Società costituita nel 1831 a Trieste - Capitale sociale € 1.556.864.483,00 interamente versato - Sede legale in Trieste, piazza Duca degli Abruzzi 2
Codice fiscale e Registro imprese 00079760328 - Iscritta al numero 1.00003 dell’Albo delle imprese di assicurazione e riassicurazione
Capogruppo del Gruppo Generali, iscritto al numero 026 dell’Albo dei gruppi assicurativi
INTERFUND SICAV
17A, rue des Bains
L - 1212 LUXEMBOURG
E’ convocata l’Assemblea Generale Ordinaria di Interfund
SICAV, che si terrà presso la Sede Sociale, 17a rue des
Bains - Lussemburgo - il 27 marzo 2012 alle ore 10.00 con
il seguente
ORDINE DEL GIORNO
• Relazione del Consiglio di Amministrazione e dei Revisori
indipendenti.
• Presentazione ed approvazione delle situazioni patrimo-
niali e dei rendiconti dei Compartimenti al 31 dicembre
2011.
Presentazione ed approvazione del bilancio e del conto
profitti e perdite, aggregati, della SICAV al 31 dicembre
2011.
• Manleva da ogni responsabilità legale degli Amministratori
in carica durante l’esercizio 2011.
• Nomine statutarie.
Gli azionisti che intendano partecipare all’Assemblea
possono richiedere il biglietto di ammissione presso le
sottoindicate Banche.
- Fideuram Bank (Luxembourg)
- Banque et Caisse d’Epargne de l’Etat, Luxembourg
- Kredietbank Luxembourgeoise, Luxembourg
- BGL BNP Paribas Luxembourg, Luxembourg
Il CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
POLITECNICO DI MILANO
AVVISO RELATIVO AGLI APPALTI AGGIUDICATI
Il 6 dicembre 2011 è stata aggiudicata la gara
d’appalto per i “Servizi integrati di manutenzione
e gestione calore M&C degli edifici del Politecnico
di Milano. Lotti 1 e 2. Importo a base di gara: lotto
1 euro 29.030.300,00 comprensivi di euro
38.938,73 oneri di sicurezza; lotto 2 euro
19.560.300,00 comprensivi di euro 38.938,73
oneri di sicurezza. Aggiudicazione con il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ag-
giudicatario lotto 1: RTI CPL Concordia - Consor-
zio Ciro Menotti con sede in Concordia (MO) con
un ribasso del 20%, valore finale dell’appalto
euro 23.232.028,00. Aggiudicatario Lotto 2:
Primavera spa con sede in Milano con un ribasso
del 10,10%, valore finale dell’appalto euro
17.588.643,00. Durata dell’appalto: 52 mesi.
Milano, 17 febbraio 2012
IL DIRETTORE GENERALE
Ing. Graziano Dragoni
GIUNTA REGIONE MARCHE
P.F. SERVIZI PER L’IMPIEGO, MERCATO DEL LAVORO, CRISI OCCUPAZIONALI E PRODUTIVE
La procedura negoziata per l’affidamento del servizio di sviluppo, manutenzione e assistenza
al sistema informativo lavoro della Regione Marche con Decreto n. 2/SIM del 25/01/2012 è
stata aggiudicata al Raggruppamento Temporaneo di Impresa costituito da: ESALAB srl di
Pesaro (mandataria), ETT srl di Genova (mandante) e LOGIX srl di Venezia (mandante) per
l’importo complessivo di Euro 838.920,00 (IVA esclusa).
Il Responsabile del procedimento - Dott. Fabio Montanini
GIUNTA REGIONE MARCHE
P.F. POLITICHE COMUNITARIE E AUTORITA’ DI GESTIONE FESR E FSE
La procedura negoziata per l’affidamento del servizio di sviluppo, manutenzione e
assistenza al sistema informativo SIFORM della Regione Marche con Decreto
n. 2/POC del 23/01/2012 è stata aggiudicata all’Impresa LATTANZIO E ASSOCIATI
SPA di Milano per l’importo complessivo di Euro 559.000,00 (IVA esclusa).
Il Responsabile del procedimento - F.to Dott. Mauro Terzoni
RINNOVO DEL PATTO PARASOCIALE TRA
PANDETTE E IL BANCO POPOLARE
SU AZIONI RCS MEDIAGROUP S.P.A.
Avviso ai sensi degli articoli 131, terzo comma, lett. b) e 129, primo comma, del
Regolamento Consob 11971/1999
Con riferimento al patto parasociale rilevante ai sensi dell’articolo 122 del Decreto
Legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 sottoscritto in data 21 febbraio 2009 tra Pandette
S.r.l. e il Banco Popolare Società Cooperativa, avente ad oggetto l’esercizio del diritto di
voto relativo a n. 25.806.000 azioni ordinarie RCS MediaGroup S.p.A. rappresentative
del 3,522% del capitale rappresentato da azioni ordinarie della società e in scadenza al
23 febbraio 2012, si comunica, ai sensi degli articoli 131, terzo comma, lett. b) e 129,
primo comma, del Regolamento Consob 11971/1999, che in data 22 febbraio 2012 tale
patto parasociale è stato rinnovato sino al 25 febbraio 2014, fermi restando tutti gli altri
termini e condizioni contenuti nel patto parasociale medesimo.
Milano, 24 febbraio 2012
Pandette S.r.l. Banco Popolare Società Cooperativa
PROVINCIA DI NAPOLI
ESITO DI GARA
Oggetto: Lavori di manutenzione straor-
dinaria e adeguamento a norme di
sicurezza da eseguirsi presso l’ISIS Cam-
panella di Napoli - Importo complessivo
lavori € 787.500,00 oltre IVA al 10% di
cui € 7.761,95 di lavori in economia oltre
Iva al 10%. C.I.G. 12191477EC. CUP:
H66E02000010003. Determinazione Di-
rigenziale di indizione di gara n. 2095 del
21/02/2011. Sistema di aggiudicazione:
Procedura aperta ai sensi dell’art. 82
DLgs. 163/2006. Importo a base d’asta
Euro 787.500,00, oltre IVA, inclusi gli
oneri non soggetti a ribasso. Sedute di
gara: 06/10/2011. Offerte pervenute nr.
83. Impresa aggiudicataria: EDIL SUD
75, con sede legale in QUARTO (NA). Ri-
basso offerto 36,88800%. Durata dei la-
vori: 365 gg. Direttore dei lavori: ing.
Civello Ignazio. Determinazione n. 11130
del 08/11/2011 di approvazione del ver-
bale di gara.
Il Dirigente - Dott. Carlo de Marino
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Per la pubblicità
legale e finanziaria
rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 o 02 2584 6256
Fax 02 2588 6114
Via Valentino Mazzola, 66/D
00142 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
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39 Economia
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
MILANO — Nonostante la congiuntura difficile Terna chiude il
2011 con ricavi in crescita del 2,6% a oltre 1.630 milioni e un
ebitda superiore a 1.220 milioni (+4%). Aumentano gli
investimenti del 5% a 1,22 miliardi. Anche per Piaggio il 2011 ha
portato un incremento dei ricavi a quota 1.516,5 milioni (+2,1% )
con utile netto a 47 milioni (+9,8%). Il gruppo motociclistico
distribuirà un dividendo di 8,2 centesimi di euro. In diminuzione a
335,9 milioni l’indebitamento mentre gli investimenti salgono a
126,1 milioni (+31,1%). Ricavi record per Sogefi che chiude il 2011
a 1,16 miliardi (+23,5%), il livello più alto nella storia del gruppo.
Balza l’utile netto del 31,4% a 24,7
milioni. La società del gruppo Cir
proporrà un dividendo di 0,13
euro, in linea con il 2011.
Risultati positivi anche per
Tenaris che a fine 2011 realizza
un utile netto di 1,4 miliardi di
dollari (+25%). La società quotata
a Wall Street (che si propone di
distribuire un dividendo di 0,38
dollari) ha incrementato le vendite del 29% a 9,9 miliardi di dollari.
Nonostante i risultati di Telecom siano stati resi noti solo stamani
prima dell’apertura dei mercati gli analisti hanno provato a
valutare luci e ombre del gruppo delle telecomunicazioni: i target
dovrebbero essere tutti battuti (ma rimane l’obiettivo di riduzione
del debito); il nuovo piano 2012-2014 potrebbe portare un taglio
di oltre il 25% della cedola (da 5,8 a 4 centesimi per le ordinarie, e
da 6,9 a 5 centesimi per le risparmio); previsti ricavi in crescita a
29,7 miliardi e il margine operativo lordo a 11,4 miliardi.
R. Fi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Da Alitalia danno erariale
da 100 milioni di euro
durante la gestione Cimoli. Lo
ha accertato la Corte dei Conti.
Il danno riguarda l'operazione
Eurofly, la vendita di 13
MD80, la consulenza da 50,8
milioni a McKinsey.
Prysmian fornirà cavi al
nuovo World Trade Center
per gli ascensori tramite Draka
Elevator.
Campari investirà 44
milioni di dollari in un
impianto di imbottigliamento
nel sito di Wild Turkey
Da
Fondazione
Sud un
fondo di
garanzia per
i crediti
vantati dalle
cooperative
del Mezzogiorno verso la
pubblica amministrazione.
L'iniziativa lanciata dalla
Fondazione presieduta da
Carlo Borgomeo (foto) avrà
una dotazione di 5 milioni.
Decade il divieto di short
selling a Piazza Affari, la
Consob ha deciso di non
prorogarlo.
S
e capita l'occasione formia-
mo manager vietnamiti dell'
industria del legno-arredo o ci ti-
riamo indietro di fronte al perico-
lo di istruire nuovi concorrenti?
Il quesito si è posto concretamen-
te agli industriali del distretto
del mobile che va da Pordenone
e Treviso, uno tra i più importan-
ti d' Italia per occupazione,
export e produttività. Tutto è na-
to con un bando internazionale
dell'Unido, l'organizzazione dell'
Onu per lo sviluppo industriale,
finalizzato a trasmettere un pro-
gramma di insegnamento per mi-
gliorare le capacità delle aziende
vietnamite del settore del legno.
Il consorzio universitario di Por-
denone ha deciso di partecipare
e si è aggiudicato la gara.
Le dichiarazioni ufficiali sono
tutte improntate alla soddisfazio-
ne ma non sono mancati tra i
produttori locali i mal di pancia.
I distretti del Nordest sono piut-
tosto gelosi delle loro tradizioni
e della loro cultura industriale e,
ad esempio, ad Arzignano non
erano stati così felici quando al-
cuni giovani cinesi avevano ma-
nifestato l'intenzione di iscriver-
si alle scuole specializzate della
concia. «Ma i vietnamiti non so-
no come i cinesi - assicura Savio
Simonella, presidente della sezio-
ne legno dell'Unione Industriali
di Pordenone. Non clonano le
aziende e sono più occidentali. E
comunque anche se il rischio ci
fosse .. va corso perché con la cri-
si che c'è non possiamo restare
con le mani in mano e il mercato
del Sud Est asiatico è enorme».
Aggiunge Enrico Sartor, diretto-
re del consorzio universitario:
«Tutte le opinioni vano rispetta-
te ma se ci fossimo tirati indietro
magari avrebbero vinto i tede-
schi. E noi avremmo perso l'occa-
sione di entrare in un mercato di
90 milioni di persone».
In concreto il distretto di Por-
denone formerà 18 manager e
imprenditori vietnamiti, alcuni
dei quali iscritti alla Hawa, la
Confindustria del loro Paese. Do-
po una fase d'aula è previsto uno
stage nelle aziende del territorio
e infine gli imprenditori del Nor-
dest andranno in Asia per riquali-
ficare e riorganizzare le aziende
locali. Oggi l'industria del mobi-
le vietnamita per tecnologia e svi-
luppo del prodotto è poco più
che artigianale, grosso modo ai li-
velli della nostra degli anni 50 e
di conseguenza c'è molto da fare
e molti spazi da riempire. L'obiet-
tivo degli imprenditori friulani è
creare una gamma di iniziative
diverse, dalle joint venture ad ac-
cordi di contract ed eventual-
mente entrare nel mercato del re-
tail. Ikea docet.
twitter@dariodivico
©RIPRODUZIONE RISERVATA

ISTRUIRE I CONCORRENTI
MAL DI PANCIA A NORDEST
Panorama
Conti record alla Piaggio,
balzo dell’utile del 9,8%
Terna aumenta i ricavi
I tre dipendenti della
Fiat di Melfi, Giovanni
Barozzino, Marco
Pignatelli e Antonio
Lamorte (nella foto)
erano stati licenziati a
luglio del 2010. Ieri la
Corte d’Appello ha
ordinato alla Fiat il
reintegro in fabbrica
Tenaris e Sogefi
Fiat ricorrerà in Cassazione: comportamenti inaccettabili
di DARIO DI VICO
MILANO — Tornano in fab-
brica i tre operai Fiat di Melfi li-
cenziati nel 2010. La Corte d’Ap-
pello di Potenza ha accolto il ri-
corso presentato dalla Fiom ri-
baltando la decisione con cui a
luglio dell’anno scorso il giudi-
ce del lavoro aveva ritenuto le-
gittimo l’allontanamento di Gio-
vanni Barozzino, Marco Pigna-
telli e Antonio Lamorte dallo sta-
bilimento di Melfi. I tre erano
stati licenziati a luglio del 2010
per il blocco di un carrello robo-
tizzato durante una manifesta-
zione sindacale, che aveva impe-
dito di lavorare a chi non era in
sciopero. Per la Fiat il blocco era
stato provocato volontariamen-
te, per la Fiom si era trattato in-
vece di un guasto improvviso. E
la Corte di Appello gli ha dato ra-
gione ritenendo illegittimi i li-
cenziamenti e riconoscendo an-
che la condotta antisindacale
della Fiat, alla quale ha quindi
ordinato il reintegro dei tre ope-
rai, due dei quali sono rappre-
sentanti della Fiom.
La sentenza è «immediata-
mente esecutiva» hanno spiega-
to i legali dei tre dipendenti e
quindi Barozzino, Pignatelli e La-
morte torneranno subito a Mel-
fi. «Ora vogliamo solo ritornare
alla normalità, al nostro posto
di lavoro» ha commentato Ba-
rozzino. La Fiat, tuttavia, non in-
tende arretrare e ha annunciato
che ritenendo «inaccettabili i
comportamenti come quelli te-
nuti dai tre lavoratori» presente-
rà ricorso in Cassazione e «pro-
seguirà le azioni per impedire
che simili condotte si ripetano».
Soddisfazione da parte della
Fiom. La sentenza è una vittoria
contro «il nuovo modello Mar-
chionne» ha commentato il se-
gretario generale, Maurizio Lan-
dini, che è tornato a denunciare
«gravi atti di discriminazione
contro i nostri iscritti e i nostri
delegati in tutti gli stabilimenti
del Gruppo». La soddisfazione
di Landini è rimasta tuttavia iso-
lata nel panorama sindacale. La
Fiom ha ricevuto la solidarietà
del presidente del Pd, Rosy Bin-
di, per la quale «la sentenza di
oggi restituisce verità e dignità
alla storia» dei tre licenziati. E
quella del segretario del Prc «fe-
lice per il fatto che il tribunale di
Potenza abbia reintegrato i tre li-
cenziati». Ma dalla Uilmè arriva-
ta invece una netta presa di di-
stanza. «Un sindacato come
quello dei metalmeccanici della
Cgil — ha detto il segretario ge-
nerale Rocco Palombella — è
riuscito a far licenziare tre lavo-
ratori e dopo due anni grida alla
vittoria per essere riuscita a farli
riassumere. Se questo è vince-
re».
Federico De Rosa
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’analisi
Le trimestrali
Per Tenaris margini
in crescita del 25%
Fatturato in forte
crescita per Sogefi
Reintegrati gli operai di Melfi
Il caso
Relazioni industriali La sentenza della Corte d’Appello di Potenza sul ricorso dei tre delegati Fiom
italia: 515249535254
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AcomeA Asia Pacifico (A2) 21/02 EUR 3,355 3,364
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AcomeA Eurobbligazionario (A2) 21/02 EUR 13,790 13,689
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AcomeA Europa (A2) 21/02 EUR 9,107 9,106
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AcomeA Globale (A2) 21/02 EUR 8,537 8,547
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AcomeA Italia (A2) 21/02 EUR 14,069 13,959
AcomeA Liquidità (A1) 21/02 EUR 8,124 8,103
AcomeA Liquidità (A2) 21/02 EUR 8,125 8,104
AcomeA Obbligaz. Corporate (A1) 21/02 EUR 6,341 6,325
AcomeA Obbligaz. Coroprate (A2) 21/02 EUR 6,372 6,355
AcomeA Paesi Emergenti (A1) 21/02 EUR 6,283 6,307
AcomeA Paesi Emergenti (A2) 21/02 EUR 6,325 6,349
AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1) 21/02 EUR 3,252 3,261
AcomeA Patrimonia Aggressivo (A2) 21/02 EUR 3,280 3,289
AcomeA Patrimonio Dinamico (A1) 21/02 EUR 4,346 4,344
AcomeA Patrimonio Dinamico (A2) 21/02 EUR 4,372 4,370
AcomeA Patrimonio Prudente (A1) 21/02 EUR 5,233 5,206
AcomeA Patrimonio Prudente (A2) 21/02 EUR 5,301 5,268
AcomeA Performance (A1) 21/02 EUR 17,931 17,857
AcomeA Performance (A2) 21/02 EUR 17,981 17,907
Sol Invictus Absolute Return 16/02 EUR 103,002 103,439
Enea Invictus Absolute Bond Fd 22/02 EUR 98,681 98,696
Enea Invictus Commod. & Forex Fd 22/02 EUR 98,675 98,678
Enea Invictus Emerging Market Fd 22/02 EUR 98,069 98,075
Enea Invictus European Equity Fd 29/11 EUR 99,961 99,911
Enea Invictus Far East Fd 22/02 EUR 97,658 97,665
Enea Invictus Macro Fd 22/02 EUR 98,471 98,490
Enea Invictus Money Market Fd 22/02 EUR 91,333 91,334
Enea Invictus U.S. Equity Fd 22/02 EUR 96,329 96,335
AZIMUT SGR - tel.02.88981
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Azimut Bilanciato 21/02 EUR 23,549 23,545
Azimut Formula 1 Absolute 21/02 EUR 6,064 6,062
Azimut Formula 1 Conserv 21/02 EUR 6,223 6,217
Azimut Formula Target 2013 21/02 EUR 6,576 6,574
Azimut Formula Target 2014 21/02 EUR 6,193 6,187
Azimut Garanzia 21/02 EUR 12,532 12,519
Azimut Prev. Com. Crescita 21/02 EUR 9,487 9,484
Azimut Prev. Com. Equilibrato 21/02 EUR 10,761 10,750
Azimut Prev. Com. Garantito 21/02 EUR 10,004 9,999
Azimut Prev. Com. Protetto 21/02 EUR 11,449 11,444
Azimut Reddito Euro 21/02 EUR 15,742 15,699
Azimut Reddito Usa 21/02 EUR 6,132 6,145
Azimut Scudo 21/02 EUR 7,709 7,688
Azimut Solidity 21/02 EUR 7,851 7,831
Azimut Strategic Trend 21/02 EUR 5,329 5,324
Azimut Trend America 21/02 EUR 10,132 10,132
Azimut Trend Europa 21/02 EUR 10,765 10,824
Azimut Trend Italia 21/02 EUR 13,378 13,400
Azimut Trend Pacifico 21/02 EUR 6,529 6,540
Azimut Trend Tassi 21/02 EUR 9,123 9,083
Azimut Trend 21/02 EUR 22,417 22,466
AZ FUND MANAGEMENT SA
AZ F. Active Selection 21/02 EUR 4,895 4,909
AZ F. Active Strategy 21/02 EUR 4,777 4,778
AZ F. Alpha Man. Credit 21/02 EUR 5,106 5,101
AZ F. Alpha Man. Equity 21/02 EUR 4,202 4,199
AZ F. Alpha Man. Them. 21/02 EUR 3,366 3,361
AZ F. American Trend 21/02 EUR 2,574 2,574
AZ F. Asset Plus 21/02 EUR 5,251 5,242
AZ F. Asset Power 21/02 EUR 4,985 4,975
AZ F. Best Bond 21/02 EUR 5,216 5,218
AZ F. Best Cedola ACC 21/02 EUR 5,374 5,375
AZ F. Best Cedola DIS 21/02 EUR 5,320 -
AZ F. Best Equity 21/02 EUR 5,222 5,219
AZ F. Bond Target 2015 ACC 21/02 EUR 5,295 5,286
AZ F. Bond Target 2015 DIS 21/02 EUR 5,295 -
AZ F. Bond Target Giugno 2016 ACC 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Bond Target Giugno 2016 DIS 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Bond Trend 21/02 EUR 5,465 5,447
AZ F. Bot Plus 21/02 EUR 5,203 5,201
AZ F. Cash 12 Mesi 21/02 EUR 5,061 5,061
AZ F. Cash Overnight 21/02 EUR 5,043 5,043
AZ F. Cat Bond 14/02 EUR 5,022 5,029
AZ F. CGM Opport Corp Bd 21/02 EUR 5,323 5,317
AZ F. CGM Opport European 21/02 EUR 5,528 5,529
AZ F. CGM Opport Global 21/02 EUR 5,986 5,969
AZ F. CGM Opport Gov Bd 21/02 EUR 5,192 5,179
AZ F. Commodity Trading 21/02 EUR 4,855 4,802
AZ F. Conservative 21/02 EUR 5,756 5,745
AZ F. Corporate Premium 21/02 EUR 5,028 5,024
AZ F. Dividend Premium ACC 21/02 EUR 4,969 4,988
AZ F. Dividend Premium DIS 21/02 EUR 4,917 -
AZ F. Emer. Mkt Asia 21/02 EUR 5,831 5,824
AZ F. Emer. Mkt Europe 21/02 EUR 3,770 3,782
AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. 21/02 EUR 6,510 6,520
AZ F. European Dynamic 21/02 EUR 4,598 4,597
AZ F. European Trend 21/02 EUR 2,682 2,697
AZ F. Formula 1 Absolute 21/02 EUR 4,434 4,433
AZ F. Formula 1 Alpha Plus 31/01 EUR 5,411 5,397
AZ F. Formula Target 2014 21/02 EUR 4,394 4,389
AZ F. Formula Target 2015 ACC 21/02 EUR 5,396 5,387
AZ F. Formula Target 2015 DIS 21/02 EUR 5,396 -
AZ F. Formula 1 Conserv. 21/02 EUR 4,634 4,634
AZ F. Income ACC 21/02 EUR 5,632 5,617
AZ F. Income DIS 21/02 EUR 5,569 -
AZ F. Int. Bd Targ. Giugno 2016 ACC 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Int. Bd Targ. Giugno 2016 DIS 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Institutional Target 21/02 EUR 5,081 5,075
AZ F. Italian Trend 21/02 EUR 2,754 2,759
AZ F. Macro Dynamic 21/02 EUR 5,473 5,458
AZ F. Opportunities 21/02 EUR 4,055 4,057
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
AZ F. Pacific Trend 21/02 EUR 3,791 3,798
AZ F. Patriot ACC 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Patriot DIS 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. Qbond 21/02 EUR 5,011 5,008
AZ F. Qinternational 21/02 EUR 5,000 -
AZ F. QProtection 21/02 EUR 4,822 4,821
AZ F. Qtrend 21/02 EUR 4,619 4,622
AZ F. Renminbi Opport 21/02 EUR 5,099 5,103
AZ F. Reserve Short Term 21/02 EUR 6,111 6,108
AZ F. Solidity ACC 21/02 EUR 5,364 5,352
AZ F. Solidity DIS 21/02 EUR 5,366 -
AZ F. Strategic Trend 21/02 EUR 4,902 4,899
AZ F. Trend 21/02 EUR 4,915 4,926
AZ F. US Income 21/02 EUR 5,856 5,869
Carige Azionario Europa 22/02 EUR 5,407 5,435
Carige Azionario Internazionale 22/02 EUR 7,461 7,488
Carige Azionario Italia 22/02 EUR 4,605 4,636
Carige Bilanciato 10 22/02 EUR 5,719 5,721
Carige Bilanciato 30 22/02 EUR 5,349 5,359
Carige Bilanciato 50 22/02 EUR 6,001 6,023
Carige Corporate Euro 22/02 EUR 6,834 6,818
Carige Total Return 1 22/02 EUR 5,179 5,178
Carige Total Return 2 22/02 EUR 4,441 4,441
Carige Liquidita Euro 22/02 EUR 6,463 6,464
Carige Monetario Euro 22/02 EUR 11,899 11,903
Carige Obblig Euro 22/02 EUR 11,301 11,294
Carige Obblig Euro Lungo Termine 22/02 EUR 6,022 6,007
Carige Obblig Globale 22/02 EUR 6,258 6,254
Fondo Pensione Aperto Carige
Dinamico Classe A 31/01 EUR 10,470 10,290
Dinamico 31/01 EUR 10,094 9,928
Equilibrato Classe A 31/01 EUR 13,007 12,822
Equilibrato 31/01 EUR 12,696 12,521
Obiettivo TFR Classe A 31/01 EUR 11,337 11,141
Obiettivo TFR 31/01 EUR 11,172 10,982
Prudente Classe A 31/01 EUR 13,968 13,782
Prudente 31/01 EUR 13,747 13,567
Num tel: 178 311 01 00
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Bluesky Global Strategy A 22/02 USD 1299,407 1297,635
Bond Euro A 22/02 EUR 1179,268 1178,495
Bond Euro B 22/02 EUR 1148,903 1148,160
Bond Risk A 22/02 EUR 1206,467 1206,825
Bond Risk B 22/02 EUR 1167,004 1167,365
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 22/02 EUR 1414,826 1412,305
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 22/02 EUR 1373,640 1371,207
European Equity A 22/02 EUR 1175,168 1181,807
European Equity B 22/02 EUR 1125,702 1132,078
Multiman. Bal. A 21/02 EUR 109,014 108,907
Multiman. Bal. M 21/02 EUR 110,973 110,863
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 15/02 EUR 66,833 66,179
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 15/02 EUR 68,717 68,035
Multiman.Target Alpha A 15/02 EUR 103,175 102,977
DB Platinum
Agriculture Euro R1C A 21/02 EUR 73,380 73,100
Comm Euro R1C A 22/02 EUR 125,560 124,950
Comm Harvest R3C E 22/02 EUR 96,900 97,370
Croci Germany R1C A - EUR - -
Currency Returns Plus R1C 22/02 EUR 942,640 944,040
Dyn Aktien Pl R1C A 21/02 EUR 100,790 99,500
DB Platinum IV
Croci Euro R1C B 22/02 EUR 88,770 89,600
Croci Japan R1C B 22/02 JPY 6163,920 6118,300
Croci US R1C B 22/02 USD 120,390 120,800
Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A 21/02 EUR 99,340 99,230
Dyn. Cash R1C A 22/02 EUR 101,650 101,650
Dyn. ETF Selector 3 R1C A 21/02 EUR 98,040 98,200
Dyn. ETF Selector 6 R1C A 21/02 EUR 85,000 85,140
Dyn. ETF Selector 8 R1C A 21/02 EUR 104,420 104,480
Paulson Global R1C E 15/02 EUR 6822,800 6851,820
Sovereign Plus R1C A 21/02 EUR 105,410 105,080
Systematic Alpha Index R1C A 15/02 EUR 10298,110 10267,450
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tel. 02 88101
Eurizon Az Asia Nuove Econom. 21/02 EUR 11,031 11,021
Eurizon Az Area Euro 21/02 EUR 23,395 23,522
Eurizon Az Energie Mat Pr 21/02 EUR 9,617 9,594
Eurizon Az Internazionale Etico 03/12 EUR 5,271 5,291
Eurizon Az Salute E Amb 21/02 EUR 15,606 15,662
Eurizon Az Teconol Avanz 21/02 EUR 4,613 4,601
Eurizon Azioni America 21/02 EUR 9,816 9,805
Eurizon Azioni Europa 21/02 EUR 8,095 8,128
Eurizon Azioni Finanza 21/02 EUR 16,597 16,676
Eurizon Azioni Internazionali 21/02 EUR 7,693 7,695
Eurizon Azioni Italia 21/02 EUR 10,270 10,272
Eurizon Azioni Pacifico 21/02 EUR 3,926 3,938
Eurizon Azioni Paesi Emergenti 21/02 EUR 9,097 9,114
Eurizon Azioni PMI America 21/02 EUR 23,987 24,105
Eurizon Azioni PMI Italia 21/02 EUR 3,983 3,960
Eurizon Azioni PMI Europa 21/02 EUR 8,535 8,590
Eurizon Bilanc Euro Multiman 21/02 EUR 36,000 35,985
Eurizon Diversificato Etico 21/02 EUR 8,300 8,296
Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 21/02 EUR 5,054 5,043
Eurizon Focus Gar 06/2012 21/02 EUR 5,148 5,145
Eurizon Focus Gar 09/2012 21/02 EUR 5,133 5,128
Eurizon Focus Gar 12/2012 21/02 EUR 5,150 5,144
Eurizon Focus Gar 03/2013 21/02 EUR 5,179 5,173
Eurizon Focus Gar I T 07 21/02 EUR 5,122 5,121
Eurizon Focus Gar II T 07 21/02 EUR 5,117 5,117
Eurizon Focus Gar III T 07 21/02 EUR 4,978 4,977
Eurizon Focus Gar IV T 07 21/02 EUR 5,176 5,174
Eurizon Liquidita' A 21/02 EUR 7,389 7,383
Eurizon Liquidita' B 21/02 EUR 7,604 7,597
Eurizon Obbligazioni Cedola Cl A 21/02 EUR 6,194 6,187
Eurizon Obbligazioni Cedola Cl D 21/02 EUR 6,134 6,128
Eurizon Obbligazioni Emergenti 21/02 EUR 12,530 12,513
Eurizon Obbligazioni Etico 21/02 EUR 5,530 5,525
Eurizon Obbligazioni Euro 21/02 EUR 14,579 14,558
Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl A 21/02 EUR 15,343 15,331
Eurizon Obbligazioni Euro BT Cl D 21/02 EUR 15,227 15,215
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Eurizon Obbligazioni Euro Corp 21/02 EUR 5,749 5,744
Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT 21/02 EUR 7,757 7,752
Eurizon Obbligazioni Euro HY 21/02 EUR 7,570 7,555
Eurizon Obbligazioni Internazionali 21/02 EUR 9,373 9,383
Eurizon Obiettivo Rendimento 21/02 EUR 8,201 8,201
Eurizon Profilo Conservativo 21/02 EUR 5,552 5,550
Eurizon Profilo Dinamico 21/02 EUR 5,456 5,451
Eurizon Profilo Moderato 21/02 EUR 5,471 5,467
Eurizon Rendimento Assoluto 2 A 21/02 EUR 5,289 5,285
Eurizon Rendimento Assoluto 3 A 21/02 EUR 5,495 5,491
Eurizon Team 1 21/02 EUR 6,081 6,076
Eurizon Team 2 21/02 EUR 5,762 5,760
Eurizon Team 3 21/02 EUR 4,818 4,818
Eurizon Team 4 21/02 EUR 4,087 4,087
Eurizon Team 5 21/02 EUR 3,931 3,931
Eurizon Tesoreria Dollar 21/02 EUR 12,524 12,521
Eurizon Tesoreria Euro A 21/02 EUR 7,795 7,790
Eurizon Tesoreria Euro B 21/02 EUR 7,875 7,870
Eurizon Tesoreria Dollar $ 21/02 USD 16,612 16,612
Eurizon Rendita Cl A 21/02 EUR 6,078 6,076
Eurizon Rendita Cl D 21/02 EUR 6,057 6,054
Eurizon Soluzione 10 21/02 EUR 6,906 6,898
Eurizon Soluzione 40 21/02 EUR 6,307 6,304
Eurizon Soluzione 60 21/02 EUR 24,715 24,716
Eurizon Strategia Prot I Trim 12 21/02 EUR 5,225 5,225
Eurizon Strategia Prot III Trim 11 21/02 EUR 5,478 5,483
Passadore Monetario 21/02 EUR 7,323 7,316
Teodorico Monetario 21/02 EUR 7,694 7,687
Unibanca Azionario Europa 21/02 EUR 6,052 6,099
Unibanca Monetario 21/02 EUR 5,900 5,894
Unibanca Obbligaz Euro 21/02 EUR 5,983 5,975
Fondi Index Linked
Boemondo D'AltaVilla 20/02 96,960 EUR Baa2 MOD
Clean Energy Investimenti 17/02 93,740 EUR A- FIT
Commodity Linked 17/02 96,770 EUR A- FIT
Energie Pulite 22/02 98,280 EUR A- FIT
Energie Rinnovabili 22/02 * EUR w.r. MOD
Eurotrend Atlantide 22/02 * EUR n.r. FIT
Eurotrend Auto Basket 22/02 * EUR w.r. MOD
Eurotrend Auto Basket Op. 22/02 94,310 EUR BBB+ S&P
Eurotrend Cedola Più 20/02 94,210 EUR Baa2 MOD
Eurotrend Clean Energy 22/02 * EUR n.r. FIT
Eurotrend EurUsd 22/02 112,400 EUR A S&P
Eurotrend Multi Cedola 20/02 94,130 EUR Baa2 MOD
Eurotrend New Energy 22/02 * EUR w.r. MOD
Eurovita Bric 22/02 110,120 EUR Baa1 MOO
Eurovita Compatto 08/02 101,270 EUR Baa2 MOD
Eurovita Eurowin 22/02 97,220 EUR BBB+ FIT
Eurovita Power 22/02 102,770 EUR BBB+ FIT
Eurovita Step Up 22/02 * EUR n.r. FIT
Everest II 22/02 * EUR n.r. FIT
Social Responsability 22/02 101,870 EUR A+ S&P
Fondi Unit Linked
Flex Equity 100 22/02 9192,000 EUR
Global Equity 22/02 4618,000 EUR
Maximum 22/02 4013,000 EUR
Progress 22/02 5005,000 EUR
Quality 22/02 5,636 EUR
* Index Linked con sottostanti titoli islandesi
ABS- I 30/12 EUR 6396,360 6380,992
BOND-B 30/12 EUR 521005,716 501439,946
EQUITY- I 31/01 EUR 486067,678 471901,925
SYSTEMATIC 31/01 EUR 505176,050 500000,000
+39 02 667.441
www.hedgeinvest.it
Diversified Strategies 2009 M 30/12 EUR 531580,224 534166,371
Diversified Strategies I 30/12 EUR 603207,490 606142,106
Global Fund 2009 M 30/12 EUR 538605,769 540200,004
Global Fund I 30/12 EUR 713017,429 715127,909
Global Fund III 30/12 EUR 478789,373 480206,555
Global Fund IV 30/12 EUR 479902,779 481046,149
Global Opportunity 30/12 EUR 438873,976 440080,421
Multi-Strategy 2009 M 30/12 EUR 529680,665 531004,057
Multi-Strategy I 30/12 EUR 658280,644 659925,340
Opportunity Fund 2009 M 30/12 EUR 508676,711 510560,916
Opportunity Fund A 30/12 EUR 651281,570 653694,003
Opportunity Fund B 30/12 EUR 441660,887 443296,856
Opportunity Fund C 30/12 EUR 628978,692 631308,511
Portfolio Fund 2009 M 30/12 EUR 478330,993 476266,721
Portfolio Fund I 30/12 EUR 485280,795 483186,531
Sector Specialist 2009 M 30/12 EUR 502330,603 503560,393
Sector Specialist I 30/12 EUR 694305,993 696005,772
Sector Specialist III 30/12 EUR 671604,867 673249,070
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
Dividendo Arancio 22/02 EUR 40,760 40,970
Convertibile Arancio 22/02 EUR 53,640 53,590
Euro Arancio 22/02 EUR 55,240 55,250
Bilancio Arancio 01/03 EUR 48,380 48,320
Borsa Protetta Agosto 22/02 EUR 56,200 56,070
Borsa Protetta Febbraio 22/02 EUR 54,860 54,700
Borsa Protetta Maggio 22/02 EUR 56,090 55,560
Borsa Protetta Novembre 22/02 EUR 55,320 55,080
Inflazione Più Arancio 22/02 EUR 50,740 50,760
Mattone Arancio 22/02 EUR 34,410 34,750
Profilo Dinamico Arancio 22/02 EUR 53,800 53,890
Profilo Equilibrato Arancio 22/02 EUR 53,270 53,330
Profilo Moderato Arancio 22/02 EUR 52,110 52,110
Top Italia Arancio 22/02 EUR 38,620 38,980
La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia
è disponibile sul sito www.invesco.it
Invesco Funds
Asia Balanced R 23/02 USD 9,990 9,970
Asia Balanced E 23/02 EUR 12,980 13,030
Asia Consumer Demand R 23/02 USD 9,020 9,090
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Asia Consumer Demand E 23/02 EUR 8,610 8,730
Asia Infrastructure R 23/02 USD 8,680 8,740
Asia Infrastructure E 23/02 EUR 10,250 10,380
Balanced-Risk Allocation A 23/02 EUR 13,930 13,870
Balanced-Risk Allocation R 23/02 EUR 11,490 11,440
Balanced-Risk Allocation E 23/02 EUR 13,750 13,690
Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M 23/02 USD 9,768 9,745
Em. Loc. Cur. Debt E 23/02 EUR 11,264 11,299
Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M 23/02 USD 10,996 10,970
Energy R 23/02 USD 8,640 8,540
Energy E 23/02 EUR 19,130 19,010
Euro Corp. Bond R-Dis.M 23/02 EUR 10,048 10,030
Euro Corp. Bond R 23/02 EUR 10,305 10,287
Euro Corp. Bond E 23/02 EUR 13,639 13,615
Euro Corp. Bond A-Dis.M 23/02 EUR 11,200 11,180
Euro Inflation-Link. Bond R 23/02 EUR 10,019 10,003
Euro Inflation-Link. Bond E 23/02 EUR 14,319 14,295
Glob. Equity Income R 23/02 USD 36,790 36,710
Glob. Equity Income E 23/02 EUR 10,690 10,720
Glob. Smaller Companies Eq. R 23/02 USD 33,260 33,230
Glob. Smaller Companies Eq. E 23/02 EUR 11,510 11,560
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E 23/02 EUR 11,221 11,216
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E-Dis. T 23/02 EUR 10,796 10,792
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond R-Dis. M 23/02 EUR 10,319 10,315
Greater China Eq. R 23/02 USD 9,140 9,170
Greater China Eq. E 23/02 EUR 24,540 24,760
Japanese Eq. Advantage E 23/02 EUR 10,380 10,380
Japanese Eq. Advantage R 23/02 JPY 1722,000 1715,000
Pan European Eq. R 23/02 EUR 9,600 9,650
Pan European Eq. E 23/02 EUR 11,000 11,050
Pan European Struct. Eq. R 23/02 EUR 10,190 10,160
Pan European Struct. Eq. E 23/02 EUR 8,880 8,850
US Value Equity R 23/02 USD 18,760 18,880
US Value Equity E 23/02 EUR 11,030 11,160
Per ulteriori informazioni, visitate il sito
www.invescopowershares.net
Dynamic US Market 22/02 EUR 6,640 6,647
EQQQ 22/02 EUR 47,929 48,038
EuroMTS Cash 3 Months 22/02 EUR 102,721 102,716
FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 22/02 EUR 5,484 5,497
FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 22/02 EUR 9,036 9,081
FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 22/02 EUR 8,627 8,677
FTSE RAFI Emerging Mkts 22/02 EUR 7,253 7,256
FTSE RAFI Europe 22/02 EUR 6,843 6,912
FTSE RAFI Hong Kong China 22/02 EUR 14,501 14,528
FTSE RAFI Italy 30 22/02 EUR 4,105 4,137
FTSE RAFI Switzerland 22/02 EUR 7,337 7,399
FTSE RAFI US 1000 22/02 EUR 7,377 7,401
Global Agriculture NASDAQ OMX 22/02 EUR 9,263 9,295
Global Clean Energy 22/02 EUR 3,499 3,508
Global Listed Private Eq. 22/02 EUR 5,673 5,694
MENA NASDAQ OMX 22/02 EUR 8,204 8,197
Palisades Global Water 22/02 EUR 7,424 7,486
Tel: 02 77718.1
www.kairospartners.com
KAIROS PARTNERS SGR
Kairos Div. + I 31/12 EUR 499944,362 503960,647
Kairos Div. + P 31/12 EUR 493805,602 497971,432
Kairos Equity A 31/12 EUR 697907,468 703777,249
Kairos Fix. Inc. A 31/12 EUR 559019,679 562069,279
Kairos Fix. Inc. I 31/12 EUR 496960,936 499691,710
Kairos Italia A 31/01 EUR 486262,664 462722,816
Kairos Low Vol. A 31/12 EUR 695723,908 696763,103
Kairos Low Vol. B 31/12 EUR 475008,503 475936,238
Kairos Low Vol. I 31/12 EUR 484174,084 484917,710
Kairos Medium Term A 31/12 EUR 511975,408 516338,497
Kairos Medium Term B 31/12 EUR 482184,409 486729,683
Kairos Multi-Str. A 31/12 EUR 743765,307 749813,283
Kairos Multi-Str. B 31/12 EUR 0,000 534427,343
Kairos Multi-Str. I 31/12 EUR 496272,164 500098,982
Kairos Global 21/02 EUR 5,794 5,794
Kairos Income 21/02 EUR 6,745 6,743
Kairos Small Cap 21/02 EUR 9,485 9,477
KAIROS INTERNATIONAL SICAV
KIS - Ambiente A 22/02 EUR 95,620 95,580
KIS - Ambiente I 22/02 EUR 95,690 95,650
KIS - Absolute A 22/02 EUR 92,230 92,500
KIS - Absolute F 27/01 EUR 85,460 85,350
KIS - Absolute I 22/02 EUR 92,450 92,710
KIS - Ambiente D 22/02 EUR 94,690 94,660
KIS - Ambiente F 22/02 EUR 94,360 94,320
KIS - Ambiente X 22/02 EUR 96,160 96,120
KIS - America A-USD 17/02 USD 203,230 201,550
KIS - America D 03/02 EUR 139,680 137,350
KIS - America F 17/02 EUR 142,420 141,300
KIS - America X 17/02 EUR 144,610 143,440
KIS - Asia A 17/02 EUR 113,620 112,360
KIS - Asia D 09/12 EUR 107,100 109,430
KIS - Asia F 17/02 EUR 112,310 111,090
KIS - Bond A 22/02 EUR 109,430 109,330
KIS - Bond A-USD 22/02 USD 112,520 112,480
KIS - Bond D 22/02 EUR 108,260 108,160
KIS - Bond F 22/02 EUR 108,850 108,750
KIS - Bond I 22/02 EUR 110,200 110,080
KIS - Bond Plus A 22/02 EUR 107,100 106,910
KIS - Dynamic A 22/02 EUR 115,560 115,400
KIS - Dynamic A-USD 22/02 USD 123,730 123,640
KIS - Dynamic D 22/02 EUR 114,270 114,110
KIS - Dynamic F 22/02 EUR 115,270 115,110
KIS - Dynamic I 22/02 EUR 115,750 115,590
KIS - Dynamic X 22/02 EUR 116,870 116,700
KIS - Global A 22/02 EUR 78,940 79,080
KIS - Global D 22/02 EUR 76,100 76,240
KIS - Global F 27/01 EUR 77,570 77,710
KIS - Global I 22/02 EUR 79,020 79,160
KIS - Global X 23/01 EUR 79,690 79,750
KIS - Income A 22/02 EUR 106,410 106,430
KIS - Income D 22/02 EUR 104,370 104,390
KIS - Income I 22/02 EUR 107,280 107,290
KIS - Income X 21/06 EUR 107,500 107,500
KIS - Multi-Str. UCITS A 17/02 EUR 105,600 105,170
KIS - Multi-Str. UCITS D 17/02 EUR 104,190 103,770
KIS - Multi-Str. UCITS F 17/02 EUR 105,070 104,650
KIS - Multi-Str. UCITS I 17/02 EUR 105,690 105,260
KIS - Multi-Str. UCITS X 18/11 EUR 104,520 105,250
KIS - Selection A 22/02 EUR 111,570 111,710
KIS - Selection F 22/02 EUR 110,830 110,980
KIS - Selection I 22/02 EUR 111,700 111,850
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
KIS - Sm. Cap A 22/02 EUR 89,900 89,990
KIS - Sm. Cap D 22/02 EUR 88,740 88,830
KIS - Sm. Cap F 22/02 EUR 89,350 89,440
KIS - Sm. Cap I 22/02 EUR 90,120 90,210
KIS - Sm. Cap X 22/02 EUR 91,440 91,530
KIS - Target 2014 X 22/02 EUR 106,000 105,930
KIS - Trading A 22/02 EUR 83,980 84,480
KIS - Trading D 22/02 EUR 82,530 83,030
KIS - Trading F 22/02 EUR 83,360 83,860
KIS - Trading I 22/02 EUR 84,170 84,670
KIS - Trading X 13/09 EUR 78,120 77,500
KIS - Trend A 17/02 EUR 99,470 98,910
KIS - Trend F 17/02 EUR 98,970 98,420
KIS - Trend I 17/02 EUR 99,640 99,080
ASIAN OPP CAP RET EUR 22/02 EUR 8,469 8,372
DYNAMIC GROWTH RET EUR 22/02 EUR 870,877 871,941
FLEX DUR CAP RET EUR A 22/02 EUR 1085,728 1089,231
FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR 22/02 EUR 99,896 99,798
FLEX STRATEGY RET EUR 22/02 EUR 95,759 95,712
HIGH GROWTH CAP RET EUR 22/02 EUR 67,652 68,104
ITALY CAP RET A EUR 22/02 EUR 18,779 18,854
SHORT DURATION CAP RET EUR 22/02 EUR 906,314 906,209
www.newmillenniumsicav.com
Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475
NM Augustum Corp Bd A 22/02 EUR 158,740 158,760
NM Augustum High Qual Bd A 22/02 EUR 133,500 133,490
NM Augustum Pan European Eq A 22/02 EUR 76,760 77,300
NM Euro Bonds Short Term A 22/02 EUR 130,160 130,210
NM Euro Equities A 22/02 EUR 36,310 36,730
NM Global Equities A 22/02 EUR 56,950 57,050
NM Inflation Linked Bond Europe A 22/02 EUR 102,740 102,720
NM Large Europe Corp A 22/02 EUR 119,230 118,920
NM Previra World Cons A 22/02 EUR 121,460 121,630
NM Q7 Active Eq. Int. A 22/02 EUR 67,810 67,960
NM Q7 Globalflex A 17/02 EUR 100,530 100,470
NM Total Return Flexible A 17/02 EUR 114,890 115,060
Numero verde 800 124811
www.nextampartners.com-info@nextampartners.com
Nextam Bilanciato 22/02 EUR 5,891 5,899
Nextam Obblig. Misto 22/02 EUR 6,162 6,168
NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A 22/02 EUR 4,682 4,687
AAM Pro Select I 22/02 EUR 4,751 4,757
BInver International A - EUR - -
BInver International I - EUR - -
Citic Securities China A - EUR - -
Citic Securities China I 25/11 EUR 5,016 -
Fidela A 22/02 EUR 4,840 4,839
Fidela I 22/02 EUR 5,170 5,170
Income A 22/02 EUR 5,291 5,285
Income I 22/02 EUR 5,303 5,296
International Equity A 22/02 EUR 5,642 5,647
International Equity I 22/02 EUR 5,645 5,650
Italian Selection A 22/02 EUR 4,798 4,798
Italian Selection I 22/02 EUR 4,831 4,832
Liquidity A 22/02 EUR 5,315 5,315
Liquidity I 22/02 EUR 5,357 5,358
Multimanager American Eq.A 22/02 EUR 3,739 3,745
Multimanager American Eq.I 22/02 EUR 3,857 3,862
Multimanager Asia Pacific Eq.A 22/02 EUR 4,419 4,416
Multimanager Asia Pacific Eq.I 22/02 EUR 4,541 4,537
Multimanager Emerg.Mkts Eq.A 22/02 EUR 4,530 4,529
Multimanager Emerg.Mkts Eq.I 22/02 EUR 4,623 4,622
Multimanager European Eq.A 22/02 EUR 3,583 3,604
Multimanager European Eq.I 22/02 EUR 3,680 3,702
Strategic A 22/02 EUR 4,655 4,652
Strategic I 22/02 EUR 4,789 4,786
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com
PS - Absolute Return 22/02 EUR 97,900 97,740
PS - Absolute Return B 22/02 EUR 102,960 102,800
PS - Aliseo A 21/02 EUR 92,000 91,650
PS - Best Global Managers A 21/02 EUR 100,310 99,990
PS - Best Global Managers B 21/02 EUR 102,080 101,740
PS - Best Gl Managers Flex Eq A 22/02 EUR 100,780 100,470
PS - Bond Opportunities 22/02 EUR 141,940 141,720
PS - Bond Opportunities B 22/02 EUR 105,200 105,040
PS - EOS 21/02 EUR 102,560 101,600
PS - Inter. Equity Quant A 22/02 EUR 98,350 98,090
PS - Inter. Equity Quant B 22/02 EUR 99,090 98,820
PS - Liquidity 22/02 EUR 120,300 120,270
PS - Opportunistic Growth 22/02 EUR 94,410 94,340
PS - Podium Flex A 22/02 EUR 93,000 92,970
PS - Podium Flex C 22/02 USD 92,480 92,460
PS - Soprarno Global Macro A 20/02 EUR 0,000 0,000
PS - Soprarno Relative Value A 21/02 EUR 84,890 85,290
PS - Soprarno Relative Value B 22/02 EUR 84,770 85,160
PS - Strategic Colibrì 22/02 EUR 81,280 80,930
PS - Titan Aggressive 21/02 EUR 96,490 95,630
PS - Titan Conservative 21/02 EUR 97,310 97,240
PS - Valeur Income 22/02 EUR 101,580 101,440
PS - Value 21/02 EUR 96,950 96,110
PS - Value B 21/02 EUR 98,480 97,630
www.pegasocapitalsicav.com
Strategic Bond Inst. C 21/02 EUR 103,230 103,150
Strategic Bond Inst. C hdg 21/02 USD 103,440 103,420
Strategic Bond Retail C 21/02 EUR 103,040 102,960
Strategic Bond Retail C hdg 21/02 USD 103,090 103,060
Strategic Trend Inst. C 21/02 EUR 105,980 105,720
Strategic Trend Retail C 21/02 EUR 105,020 104,770
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
www.sorgentegroup.com
Fondo Donatello-Michelangelo Due 30/06 EUR 53001,059 54575,179
Fondo Donatello-Tulipano 30/06 EUR 50528,340 49811,098
Fondo Donatello-Margherita 30/06 EUR 29275,904 28627,386
Fondo Donatello-David 30/06 EUR 58093,677 57372,027
Fondo Donatello-Puglia Uno 30/06 EUR 55674,536 55416,101
Caravaggio di Sorgente SGR 30/06 EUR 2904,499 2981,761
Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi
Symphonia Asia Flessibile 22/02 EUR 6,169 6,153
Symphonia Az. Euro 22/02 EUR 4,858 4,925
Symphonia Az. Europa 22/02 EUR 8,623 8,733
Symphonia Az. Globale 22/02 EUR 3,702 3,734
Symphonia Az. Italia 22/02 EUR 6,107 6,140
Symphonia Az. Small Cap Italia 22/02 EUR 6,228 6,230
Symphonia Az. USA 22/02 EUR 6,461 6,480
Symphonia Bilanciato 22/02 EUR 22,138 22,182
Symphonia Europa Flessibile 22/02 EUR 4,672 4,671
Symphonia Flessibile 22/02 EUR 3,958 3,963
Symphonia Fortissimo 22/02 EUR 2,359 2,389
Symphonia Multimanager Adagio 22/02 EUR 5,964 5,972
Symphonia Multimanager America 22/02 EUR 4,271 4,285
Symphonia Multimanager Em. Fless. 22/02 EUR 13,254 13,279
Symphonia Multimanager Europa 22/02 EUR 5,359 5,400
Symphonia Multimanager Largo 22/02 EUR 5,698 5,713
Symphonia Multimanager Oriente 22/02 EUR 5,323 5,312
Symphonia Multimanager Vivace 22/02 EUR 5,385 5,407
Symphonia Ob. Breve Term. 22/02 EUR 6,681 6,679
Symphonia Ob. Corporate 22/02 EUR 5,721 5,708
Symphonia Ob. Dinamico 22/02 EUR 6,255 6,257
Symphonia Ob. Euro 22/02 EUR 7,181 7,170
Symphonia Ob. Rendita 22/02 EUR 7,766 7,767
Symphonia Patr. Gl. Reddito 22/02 EUR 7,337 7,334
Synergia Az. Small Cap Italia 22/02 EUR 4,864 4,865
Synergia Azionario Europa 22/02 EUR 5,302 5,370
Synergia Azionario Globale 22/02 EUR 5,671 5,722
Synergia Azionario Italia 22/02 EUR 5,076 5,101
Synergia Azionario USA 22/02 EUR 6,624 6,645
Synergia Bilanciato 15 22/02 EUR 5,337 5,341
Synergia Bilanciato 30 22/02 EUR 5,427 5,443
Synergia Bilanciato 50 22/02 EUR 5,508 5,539
Synergia Bond Flessibile 22/02 EUR 5,057 5,058
Synergia Ob. Rendita 22/02 EUR 5,207 5,206
Synergia Obbl. Corporate 22/02 EUR 5,628 5,614
Synergia Obbl. Euro B.T. 22/02 EUR 5,129 5,127
Synergia Obbl. Euro M.T. 22/02 EUR 5,370 5,364
Synergia Tesoreria 22/02 EUR 5,122 5,121
Synergia Total Return 22/02 EUR 5,255 5,255
Tel. 02 - 430241
www.ubipramerica.it
UBI Pr. Active Beta 21/02 EUR 4,574 4,575
UBI Pr. Active Duration 21/02 EUR 5,629 5,622
UBI Pr. Alpha Equity 21/02 EUR 4,928 4,931
UBI Pr. Azionario Etico 21/02 EUR 4,650 4,666
UBI Pr. Azioni Euro 21/02 EUR 5,510 5,527
UBI Pr. Azioni Europa 21/02 EUR 5,685 5,715
UBI Pr. Azioni Globali 21/02 EUR 4,825 4,824
UBI Pr. Azioni Italia 21/02 EUR 4,368 4,366
UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 21/02 EUR 11,395 11,424
UBI Pr. Azioni Pacifico 21/02 EUR 6,785 6,803
UBI Pr. Azioni USA 21/02 EUR 4,584 4,586
UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 21/02 EUR 5,820 5,825
UBI Pr. Euro B.T. 21/02 EUR 6,802 6,790
UBI Pr. Euro Cash 21/02 EUR 7,387 7,381
UBI Pr. Euro Corporate 21/02 EUR 8,024 8,013
UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 21/02 EUR 7,085 7,068
UBI Pr. Obblig. Dollari 21/02 EUR 5,637 5,644
UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 21/02 EUR 10,022 10,005
UBI Pr. Obblig. Globali 21/02 EUR 6,250 6,255
UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 21/02 EUR 7,483 7,483
UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 21/02 EUR 5,397 5,404
UBI Pr. Portafoglio Dinamico 21/02 EUR 5,815 5,822
UBI Pr. Portafoglio Moderato 21/02 EUR 6,156 6,162
UBI Pr. Portafoglio Prudente 21/02 EUR 6,268 6,271
UBI Pr. Privilege 1 21/02 EUR 5,618 5,612
UBI Pr. Privilege 2 21/02 EUR 5,635 5,629
UBI Pr. Privilege 3 21/02 EUR 5,552 5,547
UBI Pr. Privilege 4 21/02 EUR 5,237 5,232
UBI Pr. Privilege 5 21/02 EUR 4,957 4,953
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 21/02 EUR 5,029 5,025
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 21/02 EUR 5,062 5,057
UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 21/02 EUR 4,760 4,764
UBI Pr. Total Return Prudente 21/02 EUR 10,665 10,657
www.vitruviussicav.com
Asian Equity B 22/02 EUR 76,950 76,740
Asian Equity B 22/02 USD 106,990 106,710
Emerg Mkts Equity 22/02 USD 413,010 413,320
Emerg Mkts Equity Hdg 22/02 EUR 406,870 407,170
European Equity 22/02 EUR 211,810 213,950
Greater China Equity 22/02 EUR 80,050 79,560
Greater China Equity 22/02 USD 112,940 112,250
Growth Opportunities 22/02 USD 58,930 59,220
Growth Opportunities Hdg 22/02 EUR 65,290 65,610
Japanese Equity 22/02 JPY 90,390 89,440
Japanese Equity Hdg 22/02 EUR 120,220 118,980
Swiss Equity 22/02 CHF 96,540 97,480
Swiss Equity Hdg 22/02 EUR 73,130 73,850
US Equity 22/02 USD 116,790 117,150
US Equity Hdg 22/02 EUR 129,790 130,180
Tel 0332 251411
www.ottoapiu.it
8a+ Eiger 22/02 EUR 4,735 4,788
8a+ Gran Paradiso 22/02 EUR 5,284 5,299
8a+ Latemar 22/02 EUR 5,176 5,200
8a+ Matterhorn 17/02 EUR 582361,857 584908,334
Legenda: Quota/pre. = Quota precedente; Quota/od. = Quota odierna 13329FB
40
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
41 Economia/Mercati Finanziari
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Piazza Affari
FRENANO FIAT E MEDIASET
LUXOTTICA IN RIALZO
L
e previsioni al ribasso della Ue sul
Pil dell’eurozona hanno frenato
ieri le Borse europee, annullando
anche il timido tentativo di ripresa
scattato dopo la diffusione dell’indice
Ifo di febbraio, migliore delle attese.
E Piazza Affari è tra le peggiori, con
l’indice Ftse Mib in calo dell’1,48% e lo spread
Bund-Btp risalito a quota 366 punti base. Le vendite
hanno colpito in particolare i titoli bancari, a
cominciare da Unicredit, che ha ceduto il 6,20%. Giù
anche Ubi Banca (-5,14%), Popolare Emilia Romagna
(-4,10%) e Banco Popolare (-3,55%). In frenata,
inoltre, Fiat (-4,47%) che ha risentito dell’andamento
negativo di tutto il comparto auto in Europa, mentre la
flessione di Mediaset (-3,43%) è dovuta alle previsioni
negative sulla raccolta pubblicitaria in Italia e al taglio
del dividendo della controllata spagnola (la ex
Telecinco). Positive, invece, Campari (+1,19%) e
Luxottica (+1,02%). Fuori dal paniere delle blue chips,
da segnalare infine il nuovo exploit di Premafin
(+36,39%) dopo l’offerta delle finanziarie Sator e
Palladio, disposte a investire nella società di Ligresti
fino a 450 milioni di euro da destinare alla
ricapitalizzazione di Fonsai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A.S. Roma .....................(ASR) 0,500 -1,77 -6,45 0,482 0,560 68,6
A2A.......................................(A2A) 0,754 -1,76 -1,37 0,694 0,793 2360,3
Acea......................................(ACE) 5,265 +1,45 +5,94 4,288 5,265 1115,5
Acegas-Aps...........................(AEG) 3,486 +1,93 +5,83 3,278 3,750 189,9
Acotel Group * ......................(ACO) 34,710 -4,35 +78,92 17,000 39,330 145,2
Acque Potabili .......................(ACP) 0,779 -2,38 +8,95 0,640 0,800 27,9
Acsm ....................................(ACS) 0,708 -0,49 +10,20 0,619 0,714 53,1
AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) 9,105 +0,50 -8,86 8,450 10,000 84,3
Aedes * ...................................(AE) 0,113 -4,24 +81,38 0,055 0,127 85,4
Aedes 14w *.....................(WAE14) 0,019 -5,05+108,89 0,006 0,021 —
Aeffe *...................................(AEF) 0,678 -1,74 +15,21 0,568 0,700 72,7
Aicon * ...................................(AIC) — — — — — —
Alerion ..................................(ARN) 4,382 -1,35 +2,14 3,858 4,442 191,1
Amplifon...............................(AMP) 3,614 -1,04 +10,52 3,096 3,652 802,3
Ansaldo Sts *.........................(STS) 7,495 +0,07 +0,40 7,145 7,650 1047,6
Antichi Pell ..............................(AP) 0,205 -4,65 -0,24 0,149 0,230 9,5
Apulia Pront...........................(APP) 0,301 -0,69 +1,66 0,295 0,310 71,2
Arena ....................................(ARE) 0,005 — -11,86 0,005 0,006 9,2
Arkimedica...........................(AKM) 0,101 -1,27 +22,91 0,079 0,106 8,6
Ascopiave *...........................(ASC) 1,444 -0,82 +5,40 1,351 1,470 338,0
Astaldi * ................................(AST) 6,255 +0,08 +23,74 4,876 6,255 612,1
Atlantia ..................................(ATL) 12,690 — +0,32 11,530 12,910 7985,8
Autogrill ................................(AGL) 7,675 -1,29 -0,32 7,465 8,525 1954,1
Autostrada To-Mi .....................(AT) 7,200 -2,51 -7,04 6,805 7,780 637,3
Autostrade Mer. ................(AUTME) 17,400 +2,05 +5,20 15,390 18,450 74,4
Azimut..................................(AZM) 6,745 -3,23 +6,39 5,500 7,130 978,6
B&C Speakers ...............(BEC) 2,964 -1,27 +2,00 2,758 3,190 33,2
Banca Generali .....................(BGN) 9,210 -1,34 +27,12 6,540 9,420 1037,7
Banca Ifis *...............................(IF) 4,650 -0,64 +16,31 3,678 4,700 248,1
Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) 6,080 -4,10 +9,75 4,898 6,700 2048,9
Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) 6,150 -2,54 -1,60 6,045 6,795 1914,6
Banco Popolare .......................(BP) 1,413 -3,55 +39,76 0,830 1,499 2522,7
Banco Popolare w10.........(WBP10) — — — — — —
Basicnet................................(BAN) 1,994 -2,25 -6,65 1,892 2,140 122,1
Bastogi......................................(B) 1,100 -5,98 +14,58 0,861 1,183 20,1
BB Biotech *............................(BB) 58,050 +2,29 +13,16 50,800 60,600 —
Bca Carige............................(CRG) 1,310 -5,07 -13,25 1,310 1,560 2395,9
Bca Carige r........................(CRGR) 1,938 -0,72 -0,10 1,900 1,990 5,0
Bca Finnat * ..........................(BFE) 0,285 -1,01 -4,11 0,274 0,310 104,8
Bca Intermobiliare .................(BIM) 2,864 -2,45 +3,62 2,650 3,000 449,9
Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) 1,373 -2,00 +21,50 0,961 1,415 103,8
Bca Pop.Milano......................(PMI) 0,484 -3,30 +53,64 0,253 0,521 1578,0
Bca Pop.Milano 13w.......(WPMI13) 0,982 -4,66+596,45 0,135 1,303 —
Bca Pop.Spoleto....................(SPO) 2,100 +5,00 +14,13 1,678 2,100 62,3
Bca Profilo ............................(PRO) 0,323 -3,75 +32,00 0,240 0,342 222,2
Bco Desio-Brianza ................(BDB) 3,110 -3,95 +3,74 2,760 3,250 367,9
Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) 2,844 -1,39 +18,50 2,340 2,908 38,7
Bco Santander ....................(SANT) 6,270 -1,72 +5,03 5,425 6,570 —
Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) 7,000 +0,21 -6,10 5,685 7,455 46,3
Bee Team..............................(BET) 0,315 -1,16 +1,61 0,273 0,326 22,5
Beghelli ...................................(BE) 0,535 +0,19 +17,09 0,431 0,539 106,5
Benetton Group.....................(BEN) 4,650 -0,13 +49,13 2,840 4,746 849,6
Beni Stabili ...........................(BNS) 0,401 -3,23 +14,30 0,305 0,440 765,6
Best Union Co......................(BEST) 1,100 +13,40 -6,78 0,870 1,180 9,9
Bialetti Industrie *...................(BIA) 0,282 -5,93 +6,89 0,241 0,315 22,1
Biancamano *.......................(BCM) 1,325 -3,14 +0,08 1,267 1,428 45,5
Biesse * ................................(BSS) 3,734 -4,74 +26,23 2,750 3,980 104,8
Bioera.....................................(BIE) 0,400 +1,32 -2,56 0,375 0,435 14,1
Boero Bart.............................(BOE) — — — — — —
Bolzoni *................................(BLZ) 1,791 -1,59 -4,73 1,790 1,919 46,4
Bon.Ferraresi ...........................(BF) 20,600 -2,83 +4,57 19,020 22,190 118,0
Borgosesia..............................(BO) 0,899 -2,71 +3,28 0,812 0,936 40,2
Borgosesia rnc......................(BOR) 1,320 — +0,15 1,318 1,360 1,2
Brembo * ..............................(BRE) 8,450 -3,65 +23,63 6,620 8,880 571,1
Brioschi ..................................(BRI) 0,123 +6,79 +41,85 0,077 0,123 94,4
Buone Società .......................(LBS) 0,300 -1,64 +15,83 0,200 0,320 3,2
Buongiorno *.........................(BNG) 1,290 +1,82 +20,22 0,976 1,290 135,9
Buzzi Unicem........................(BZU) 8,270 -2,01 +18,31 6,760 8,860 1379,4
Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) 4,000 -2,44 +18,41 3,378 4,180 164,8
Cad It * ..........................(CAD) 3,104 -0,06 -6,17 2,962 3,412 28,2
Cairo Comm. *........................(CAI) 3,170 -0,63 +13,46 2,794 3,240 250,5
Caleffi....................................(CLF) 1,629 -0,31 +4,22 1,481 1,690 20,4
Caltagirone ..........................(CALT) 1,620 -1,70 +16,55 1,270 1,659 193,1
Caltagirone Ed.......................(CED) 1,064 +1,14 +14,41 0,820 1,072 131,3
Camfin .................................(CMF) 0,302 -1,02 +25,83 0,215 0,309 241,0
Camfin 09-11 w ............(WCMF11) — — — — — —
Campari ................................(CPR) 5,545 +1,19 +4,62 5,085 5,545 3230,1
Cape Live ................................(CL) 0,074 — +6,03 0,065 0,090 3,7
Carraro ...............................(CARR) 2,364 +2,34 +54,41 1,386 2,364 108,2
Cattolica As.........................(CASS) 15,700 -1,32 +8,73 14,090 16,810 867,1
CDC......................................(CDC) 1,042 -1,42 +8,54 0,887 1,180 12,8
Cell Therap...........................(CTIC) 0,984 -5,20 +12,52 0,801 1,190 —
Cembre * .............................(CMB) 6,750 +1,89 +24,54 5,395 6,750 114,6
Cementir *............................(CEM) 1,721 -0,81 +9,34 1,499 1,880 269,7
Cent. Latte Torino * ................(CLT) 1,949 — +10,74 1,640 2,000 19,5
Ceram. Ricchetti .....................(RIC) 0,217 +0,88 +29,88 0,164 0,217 17,3
CHL.......................................(CHL) 0,088 -3,30 +9,45 0,074 0,093 14,5
CIA.........................................(CIA) 0,257 -0,16 -0,31 0,235 0,260 23,0
Ciccolella ................................(CC) 0,417 -1,77 +38,56 0,241 0,445 75,7
Cir..........................................(CIR) 1,246 -1,42 -3,19 1,175 1,309 992,5
Class Editori ..........................(CLE) 0,263 -2,19 +1,15 0,217 0,285 29,0
Cobra * .................................(COB) 0,674 -0,59+111,95 0,298 0,700 64,9
Cofide ...................................(COF) 0,549 +1,20 -9,79 0,530 0,608 390,0
Cogeme Set ..........................(COG) — — — — — —
Conafi Prestito' .....................(CNP) 0,691 -0,58 +14,40 0,566 0,700 32,7
Cred. Artigiano ......................(CRA) 1,050 -0,47 +26,51 0,800 1,095 409,5
Cred. Bergamasco...................(CB) 19,490 +0,72 +1,62 18,910 19,920 1200,3
Cred. Emiliano.........................(CE) 3,774 -4,41 +34,59 2,316 4,114 1271,9
Cred. Valtellinese .................(CVAL) 2,480 -3,65 +40,83 1,688 2,574 689,7
Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) — — — — — —
Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) 0,147 -1,28+116,01 0,060 0,150 —
Crespi ...................................(CRE) 0,040 +4,70 +45,82 0,028 0,042 6,5
Csp .......................................(CSP) 0,877 -0,17 +17,10 0,700 0,881 28,8
D'Amico *........................(DIS) 0,580 -1,69 +27,78 0,438 0,590 87,0
Dada * ....................................(DA) 2,360 -0,92 +8,26 2,080 2,446 39,0
Damiani *.............................(DMN) 0,879 -0,85 -6,49 0,774 0,940 73,2
Danieli ..................................(DAN) 19,840 -0,85 +17,12 16,190 20,220 812,4
Danieli rnc..........................(DANR) 10,030 -2,81 +18,35 8,245 10,640 410,3
Datalogic * ............................(DAL) 5,710 -0,70 -1,89 5,350 5,830 332,4
De'Longhi .............................(DLG) 8,740 -2,24 +32,52 6,180 8,940 1317,2
Dea Capital *.........................(DEA) 1,360 -1,23 -0,44 1,299 1,490 415,8
Delclima................................(DLC) 0,609 -1,77 -37,54 0,440 0,975 91,4
Diasorin *...............................(DIA) 22,810 -1,26 +14,16 18,560 24,670 1272,0
Digital Bros *..........................(DIB) 1,590 +1,66 +23,45 1,266 1,590 22,4
Dmail Group * ......................(DMA) 2,050 -3,21 +51,74 1,304 3,000 15,8
DMT *.....................................(EIT) 18,100 -1,09 -3,47 15,460 19,640 507,8
Edison ............................(EDN) 0,849 +0,65 +3,22 0,812 0,849 4385,3
Edison r ..............................(EDNR) 0,800 +0,13 -0,93 0,780 0,829 88,4
EEMS * ...............................(EEMS) 0,721 -1,90 +12,66 0,559 0,800 32,0
El.En. * ..................................(ELN) 11,570 -1,11 +8,43 9,930 12,000 56,9
Elica * ...................................(ELC) 0,940 -1,16 +19,52 0,691 1,020 60,1
Emak * ...................................(EM) 0,616 -2,84 +21,88 0,490 0,640 102,7
Enel.....................................(ENEL) 3,026 +0,27 -6,20 3,008 3,308 28502,5
Enel Green Pw....................(EGPW) 1,494 -1,26 -8,34 1,479 1,657 7495,5
Enervit ..................................(ENV) 1,979 +4,16 +4,16 1,820 1,980 35,2
Engineering * ........................(ENG) 22,300 -0,45 -0,76 22,110 23,000 275,1
Eni .........................................(ENI) 17,430 -0,40 +7,59 16,010 17,500 69904,7
Erg........................................(ERG) 8,255 -1,14 -6,25 8,095 8,810 1247,8
Ergy Capital...........................(ECA) 0,303 +0,90 +10,19 0,188 0,303 29,1
Ergy Capital 16w............(WECA16) 0,106 -3,55 +17,78 0,062 0,111 —
Esprinet * ..............................(PRT) 3,976 -4,47 +45,11 2,618 4,402 210,9
Eurotech * .............................(ETH) 1,330 -2,06 -2,21 1,167 1,463 47,9
Exor ......................................(EXO) 18,760 -1,47 +17,47 15,270 19,270 3015,6
Exor prv.................................(EXP) 15,980 -2,20 +9,08 14,060 16,700 1239,1
Exor risp................................(EXR) 15,500 -0,26 +16,98 12,910 15,840 141,1
Exprivia *...............................(XPR) 0,720 -4,07 +4,28 0,641 0,779 38,2
Falck Renewables * .........(FKR) 0,790 -2,53 -8,83 0,721 0,872 231,6
Ferragamo...........................(SFER) 14,220 +0,07 +35,30 9,900 14,330 2377,3
Fiat............................................(F) 4,574 -4,47 +23,29 3,550 4,842 5050,4
Fiat Ind. priv............................(FIP) 5,510 -1,96 +17,94 4,570 5,740 572,4
Fiat Ind. risp ...........................(FIR) 5,765 -1,71 +18,38 4,732 6,030 460,2
Fiat Industr................................(FI) 7,870 -2,42 +15,74 6,625 8,255 8653,7
Fiat prv....................................(FP) 4,030 -4,09 +24,77 3,072 4,280 419,6
Fiat rnc....................................(FR) 4,280 -4,04 +26,25 3,254 4,526 345,5
Fidia * ...................................(FDA) 3,220 -2,72 +15,91 2,580 3,400 16,6
Fiera Milano * .........................(FM) 4,022 -1,85 +12,91 3,426 4,100 173,1
Finarte C.Aste .......................(FCD) — — — — — —
Finmeccanica........................(FNC) 4,168 +0,63 +40,91 2,760 4,372 2426,2
FNM.....................................(FNM) 0,320 -0,22 +6,57 0,270 0,323 78,6
Fondiaria-Sai .........................(FSA) 1,470 -13,12+123,07 0,589 1,742 594,7
Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 0,592 -4,28 +58,97 0,341 0,619 77,4
Fullsix....................................(FUL) 1,880 +0,53 -15,62 1,851 2,228 21,1
Gabetti Pro.S. .................(GAB) 0,113 -8,58+118,99 0,041 0,132 31,3
Gabetti Pro.S. 13w.........(WGAB13) 0,036 -16,28+140,00 0,012 0,067 —
Gas Plus................................(GSP) 5,500 -0,36 +10,22 4,400 6,850 247,2
Gefran * ..................................(GE) 3,530 -1,40 +23,00 2,802 3,760 51,6
Gemina ................................(GEM) 0,612 -1,53 +0,33 0,539 0,669 910,0
Gemina rnc ........................(GEMR) 0,809 +5,00 -0,80 0,741 0,840 3,0
Generali ....................................(G) 12,310 -0,65 +2,07 11,500 12,550 19290,9
Geox .....................................(GEO) 2,694 -1,39 +17,23 2,024 2,754 696,2
Greenvision ............................(VIS) 5,740 +0,70 +1,68 5,590 5,890 33,6
Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) 1,076 -1,65 -3,06 0,977 1,142 441,9
Gruppo Minerali M...............(GMM) 3,982 -4,92 -1,58 3,982 4,360 24,0
Hera ...............................(HER) 1,114 -0,62 -2,54 0,993 1,145 1251,2
I Grandi Viaggi..................(IGV) 0,670 -0,74 +0,60 0,614 0,721 30,2
IGD *......................................(IGD) 0,807 -1,10 +9,36 0,670 0,900 250,2
Il Sole 24 Ore ........................(S24) 0,741 -0,07 +2,07 0,651 0,748 31,9
Ima * .....................................(IMA) 12,910 -0,69 -2,20 12,910 14,150 471,6
Immsi ....................................(IMS) 0,602 +0,75 +5,61 0,547 0,660 203,1
Impregilo................................(IPG) 2,512 -1,10 +4,75 2,350 2,688 1016,5
Impregilo rnc........................(IPGR) 7,880 — +10,91 7,105 8,000 12,7
Indesit....................................(IND) 4,198 -2,73 +5,06 3,714 4,692 480,2
Indesit rnc ...........................(INDR) — — — — — —
Intek.......................................(ITK) 0,395 -1,25 +5,33 0,353 0,400 51,9
Intek r ................................(ITKRP) — — — — — —
Interpump * ..............................(IP) 6,200 -1,67 +15,24 5,195 6,305 608,1
Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,650 -4,97 +44,44 0,411 0,668 —
Intesa Sanpaolo......................(ISP) 1,448 -2,23 +8,87 1,101 1,596 22542,0
Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,222 -2,71 +20,99 0,864 1,343 1144,1
Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,432 -6,86 +12,63 0,308 0,495 5,6
Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,002 -13,04 — 0,001 0,003 —
Irce *......................................(IRC) 1,923 -0,36 -1,38 1,804 2,038 55,1
Iren ........................................(IRE) 0,733 -4,06 -4,68 0,661 0,829 882,5
Isagro * ..................................(ISG) 2,590 +1,41 +2,37 2,226 2,602 44,8
IT WAY * ................................(ITW) 1,245 -0,24 +3,06 1,022 1,320 9,7
Italcementi................................(IT) 5,815 +0,26 +23,20 4,458 6,000 1024,8
Italcementi rnc .......................(ITR) 2,312 -1,37 +13,33 1,847 2,390 244,0
Italmobiliare...........................(ITM) 17,950 -1,91 +20,79 14,560 19,820 397,1
Italmobiliare rnc...................(ITMR) 12,090 -0,90 +23,18 9,570 12,690 196,1
Italy 1 Invest w...................(WIT1) — — — — — —
Italy 1 Invest. ..........................(IT1) 9,800 — — 9,620 10,000 147,0
Juventus FC..................(JUVE) 0,217 -2,69 -29,38 0,149 0,307 220,1
K.R.Energy......................(KRE) 0,033 -4,36 +59,71 0,019 0,036 104,7
K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,013 -25,15+400,00 0,002 0,020 —
Kerself ..................................(KRS) 1,913 -11,44 +14,48 1,475 2,160 35,6
Kinexia..................................(KNX) 1,150 -0,78 +6,98 0,855 1,190 24,9
KME Group ...........................(KME) 0,334 -3,91 +3,41 0,300 0,351 152,5
KME Group rnc ...................(KMER) 0,575 +1,77 +15,00 0,475 0,582 24,8
La Doria *..........................(LD) 1,681 -0,47 -0,30 1,624 1,709 51,3
Landi Renzo *..........................(LR) 1,590 -5,30 +25,69 1,221 1,734 181,5
Lazio .....................................(SSL) 0,455 -1,60 -1,45 0,410 0,510 31,1
Lottomatica ...........................(LTO) 12,570 -1,41 +6,44 11,280 13,730 2176,4
Luxottica ...............................(LUX) 25,740 +1,02 +18,13 21,700 26,060 12001,0
Maire Tecnimont ..............(MT) 0,837 -5,64 -17,01 0,762 1,102 277,1
Management e C. .................(MEC) 0,201 -0,25 -2,43 0,198 0,208 97,0
Marcolin ...............................(MCL) 3,864 +1,15 +18,53 3,062 3,912 236,6
MARR * ..............................(MARR) 8,145 +0,99 +24,35 6,395 8,320 540,8
Mediacontech ......................(MCH) 1,470 -3,29 +1,45 1,370 1,550 27,3
Mediaset ................................(MS) 2,308 -3,43 +2,94 2,028 2,544 2729,2
Mediobanca............................(MB) 4,854 -2,65 +6,92 3,824 5,015 4204,8
Mediolanum.........................(MED) 3,322 -0,84 +9,06 2,768 3,466 2439,3
Meridiana Fly........................(MEF) 5,525 -3,91 +5,44 3,100 5,825 31,5
Meridie...................................(ME) 0,108 -1,10 +11,94 0,073 0,118 5,6
Mid Industry Cap ...................(MIC) 8,995 -0,83 +1,64 8,760 9,480 34,2
Milano Ass. ..............................(MI) 0,318 -10,62 +34,37 0,212 0,356 658,1
Milano Ass. rnc......................(MIR) 0,298 -7,88 +55,61 0,182 0,326 32,0
Mirato * ................................(MRT) — — — — — —
Mittel .....................................(MIT) 1,492 -2,16 -11,51 1,492 1,741 133,1
MolMed ...............................(MLM) 0,461 -0,88 -7,39 0,438 0,504 97,9
Mondadori ..............................(MN) 1,440 -2,57 +3,37 1,322 1,556 358,0
Mondo Tv * ...........................(MTV) 2,978 -5,52 +6,36 2,290 3,152 13,3
Monrif ..................................(MON) 0,326 +0,77 +12,38 0,284 0,326 50,2
Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,386 -3,28 +48,01 0,197 0,399 4259,6
Montefibre..............................(MF) 0,125 -1,81 +17,37 0,094 0,134 16,4
Montefibre rnc....................(MFNC) 0,208 -0,95 +11,53 0,160 0,210 5,3
Moviemax............................(MMG) 0,475 -3,28 -19,22 0,473 0,588 9,9
Mutuionline *........................(MOL) 3,460 -2,04 +0,29 3,236 3,540 136,8
Nice *............................(NICE) 2,770 -1,00 +14,94 2,334 2,880 321,3
Noemalife .............................(NOE) 5,235 — -1,23 4,900 5,340 22,7
Novare....................................(NR) — — — — — —
Olidata ............................(OLI) 0,318 -2,45 +6,43 0,272 0,335 10,8
Panariagroup * ...............(PAN) 1,075 -4,19 +10,14 0,933 1,178 49,8
Parmalat ................................(PLT) 1,686 -1,00 +23,79 1,330 1,736 2957,7
Parmalat 15w ................(WPLT15) 0,670 -4,29 +86,68 0,331 0,748 —
Piaggio...................................(PIA) 2,010 +0,50 +7,49 1,770 2,120 734,2
Pierrel ...................................(PRL) 1,200 +0,25 +31,00 0,699 1,430 20,1
Pierrel 12w.....................(WPRL12) — — — — — —
Pininfarina............................(PINF) 3,152 -0,44 -4,43 3,036 3,550 95,9
Piquadro .................................(PQ) 1,541 -3,02 -1,85 1,226 1,750 78,2
Pirelli & C. ...............................(PC) 7,910 -0,19 +18,32 6,505 8,160 3756,3
Pirelli & C. rnc .......................(PCP) 5,080 -2,31 +13,24 4,362 5,360 63,1
Poligr. S.Faustino *.................(PSF) 4,672 -2,42 +16,80 3,994 4,998 5,6
Poligrafici Editoriale...............(POL) 0,330 — +3,90 0,280 0,330 43,4
Poltrona Frau.........................(PFG) 0,938 -1,68 +6,65 0,855 0,975 131,8
Pop Emilia 01/07.............(BPER15) — — — — — —
Pramac .................................(PRA) 0,762 -2,43 -6,16 0,714 0,870 23,5
Prelios...................................(PRS) 0,149 +11,80 +73,51 0,071 0,149 120,0
Premafin Finanziaria ................(PF) 0,377 +36,39 +88,35 0,140 0,377 149,5
Premuda .................................(PR) 0,515 -1,06 -9,74 0,468 0,570 94,3
Prima Industrie * ....................(PRI) 8,380 -0,06 +21,71 6,650 8,415 72,4
Prima Industrie 13w *......(WPRI13) 1,479 -15,49 +54,06 0,840 1,998 —
Prysmian...............................(PRY) 13,000 -1,14 +30,65 9,595 13,370 2796,7
R. De Medici * ..................(RM) 0,149 -0,67 +2,05 0,128 0,153 56,8
R. Ginori 1735.........................(RG) 0,236 -11,90 -0,25 0,188 0,268 11,1
R. Ginori 1735 11w..........(WRG13) 0,020 -18,37+300,00 0,005 0,030 —
Ratti ......................................(RAT) 1,896 +2,16 +14,91 1,603 1,920 50,6
RCF.......................................(RCF) — — — — — —
RCS Mediagroup ...................(RCS) 0,688 -2,27 -0,29 0,675 0,750 511,7
RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) 0,490 -1,21 -0,22 0,446 0,560 14,4
RDB * ...................................(RDB) 0,355 -4,16 -16,17 0,290 0,423 16,5
Realty Vailog............................(IIN) 1,730 — -3,89 1,414 1,800 40,5
Recordati *............................(REC) 5,770 -2,78 +1,76 5,585 6,125 1219,3
Reply * ..................................(REY) 16,600 -0,90 +3,17 15,890 17,530 153,1
Retelit .....................................(LIT) 0,358 -3,24 +4,04 0,305 0,390 58,2
Retelit 11w......................(WLIT12) 0,079 +1,81 -1,62 0,069 0,100 —
Risanamento...........................(RN) 0,154 -1,03 +75,23 0,078 0,162 124,3
Rosss....................................(ROS) 0,860 -1,15 +6,17 0,750 0,930 10,0
Sabaf S.p.a. * .................(SAB) 13,350 -1,11 +18,35 11,060 13,500 153,0
Sadi .......................................(SSI) 0,391 -1,14 +24,36 0,313 0,395 36,7
Saes *.....................................(SG) 7,155 -2,59 +6,00 6,425 7,450 105,5
Saes rnc *.............................(SGR) 4,164 +0,43 +4,36 3,850 4,360 30,7
Safilo Group...........................(SFL) 5,450 +0,09 +7,28 4,524 5,940 305,3
Saipem.................................(SPM) 37,920 — +13,06 32,850 38,540 16759,7
Saipem risp........................(SPMR) — — — — — —
Saras ....................................(SRS) 1,161 -2,52 +16,27 0,967 1,238 1114,6
Sat ........................................(SAT) 8,795 +2,09 -3,77 8,200 9,350 85,5
Save....................................(SAVE) 6,570 -0,15 +3,63 6,275 7,100 366,3
Screen Service......................(SSB) 0,328 -2,29 -29,16 0,328 0,473 46,0
Seat PG...................................(PG) 0,040 -3,61 +53,85 0,024 0,044 77,9
Seat PG r ..............................(PGR) 1,300 — +28,08 0,930 1,300 0,9
Servizi Italia * .........................(SRI) 3,560 -1,87 -8,25 3,116 3,880 59,4
Seteco International * ............(STC) — — — — — —
SIAS .......................................(SIS) 6,000 -1,40 -0,91 5,260 6,100 1368,7
Sistemi ....................................(SII) 1,386 -0,29 +35,88 0,940 1,430 1,3
Snai ......................................(SNA) 1,588 -3,11 -18,98 1,530 1,960 187,3
Snam Gas .............................(SRG) 3,610 +0,39 +3,68 3,230 3,636 12847,7
Sogefi *...................................(SO) 2,172 -1,63 +8,38 1,840 2,284 252,9
Sol ........................................(SOL) 4,142 +0,19 +3,03 3,788 4,346 378,9
Sopaf.....................................(SPF) 0,037 +1,10 +65,77 0,019 0,037 15,8
Sorin.....................................(SRN) 1,452 -0,41 +17,00 1,185 1,492 692,3
Stefanel * ............................(STEF) 0,345 -0,29 +11,29 0,273 0,346 28,6
Stefanel risp * ...................(STEFR) — — — — — —
STMicroelectr. ......................(STM) 5,405 -2,35 +15,00 4,610 5,710 —
Tamburi ...........................(TIP) 1,458 -0,14 -2,47 1,424 1,510 196,8
Tamburi 13w ...................(WTIP13) 0,100 -11,43 +9,89 0,070 0,114 —
TAS .......................................(TAS) 0,537 -3,33 +3,27 0,459 0,570 22,7
Telecom IT..............................(TIT) 0,812 -0,12 -4,42 0,769 0,862 10858,2
Telecom IT Media .................(TME) 0,173 -1,71 +5,31 0,152 0,186 248,9
Telecom IT Media rnc .........(TMER) 0,243 -2,80 +40,46 0,165 0,250 1,3
Telecom IT rnc......................(TITR) 0,670 -1,47 -4,90 0,634 0,729 4049,0
Tenaris ..................................(TEN) 15,470 -1,40 +3,76 14,280 15,700 —
Terna ....................................(TRN) 2,780 -0,36 +0,65 2,604 2,820 5579,9
TerniEnergia *........................(TER) 2,578 -0,85 +5,92 2,300 2,600 72,2
Tesmec * ...............................(TES) 0,412 -0,24 +5,99 0,355 0,414 43,8
Tiscali.....................................(TIS) 0,039 -1,52 +14,04 0,032 0,043 72,6
Tiscali 14w......................(WTIS14) 0,002 — +45,45 0,001 0,002 —
Tod's.....................................(TOD) 77,350 +0,52 +22,00 62,050 77,350 2353,8
Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) 5,990 -7,85 +13,34 4,916 6,550 428,0
TXT e-solution *.....................(TXT) 9,445 +2,77 +10,08 7,955 9,445 25,5
UBI Banca .......................(UBI) 3,510 -5,14 +8,94 2,774 3,980 3235,1
Uni Land ...............................(UNL) — — — — — —
Unicredit ...............................(UCG) 3,810 -6,20 -10,87 2,286 4,478 22556,7
Unicredit risp ......................(UCGR) 13,230 -3,15 +92,95 4,630 17,000 32,5
Unipol ....................................(UNI) 0,280 -3,48 +8,83 0,172 0,317 596,2
Unipol 13w......................(WUNI13) 0,014 -7,89 +75,00 0,004 0,020 —
Unipol prv ............................(UNIP) 0,181 -2,75 +0,95 0,113 0,200 235,8
Unipol prv 13w...............(WUNP13) 0,014 -4,17 +72,50 0,004 0,019 —
Valsoia............................(VLS) 3,914 -0,05 -3,12 3,396 4,040 40,4
Vianini Industria......................(VIN) 1,238 -0,16 -1,75 1,190 1,286 36,5
Vianini Lavori .........................(VLA) 3,450 +0,58 +3,92 3,150 3,660 149,4
Vittoria Ass. *.........................(VAS) 3,870 -0,62 +26,39 2,970 3,996 259,5
Yoox *...........................(YOOX) 10,460 -0,19 +24,97 7,320 10,480 577,0
Zignago Vetro *.................(ZV) 4,960 -1,78 +9,73 4,404 5,050 399,6
Zucchi ...................................(ZUC) 0,117 -2,10 +3,73 0,094 0,132 20,5
Zucchi 11/14 w..............(WZUC14) 0,010 -3,70 -11,86 0,009 0,012 —
Zucchi rnc...........................(ZUCR) 0,240 +0,42 -10,78 0,222 0,274 0,8
B.O.T.
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 02-01-2012 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
15.03.12 17 99,959 -
16.04.12 49 99,883 0,63
15.05.12 78 99,803 0,66
15.06.12 109 99,679 0,81
16.07.12 140 99,465 0,95
15.08.12 170 99,296 1,15
14.09.12 200 99,107 1,13
15.10.12 231 98,929 1,27
15.11.12 262 98,777 0,98
14.12.12 291 98,579 1,08
27.12.12 304 98,461 1,59
14.01.13 322 98,328 1,58
14.02.13 353 98,081 1,74
Borsa Italiana Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Valuta al 27-02-12 Monete auree
23 feb Denaro Lettera
Sterlina (v.c) 313,37 340,35
Sterlina (n.c) 314,52 345,25
Sterlina (post.74) 314,52 345,25
Krugerrand 1.184,70 1.342,79
Marengo Italiano 233,44 257,09
Marengo Svizzero 232,36 254,15
Marengo Francese 232,36 254,12
Oro
23 feb Mattino Sera
Oro Milano (Euro/gr.) 43,41 43,42
Oro Londra (usd/oncia) 1.776,50 1.777,00
Argento Milano (Euro/kg.) — 876,89
Platino Milano (Euro/gr.) — 44,83
Palladio Milano (Euro/gr.) — 18,69
1 sett. 0,360 0,365
1 mese 0,592 0,600
2 mesi 0,794 0,805
3 mesi 1,014 1,028
4 mesi 1,112 1,127
5 mesi 1,205 1,222
6 mesi 1,309 1,327
7 mesi 1,375 1,394
8 mesi 1,436 1,456
9 mesi 1,492 1,513
10 mesi 1,539 1,560
11 mesi 1,587 1,609
12 mesi 1,642 1,665
Euribor
Periodo T. 360 T. 365 Periodo T.360 T.365
Tassi
Italia 1,00 1,00
Euro 17 1,00 1,00
Canada 1,00 0,00
Danimarca 0,75 0,75
Finlandia 1,00 1,00
Francia 1,00 1,00
Giappone 0,30 0,10
G.B. 0,00 0,50
USA 0,75 0,25
Svezia 1,75 1,75
Sconto Interv Sconto Interv Scadenza Giorni Pr.Netto Rend. Scadenza Giorni Pr.Netto Rend.
* Titolo appartenente al segmento Star.
A
B
C
E
G
R
S
T
U
L
M
V
Z
F
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
D
P Y
H
J
K
O
N
I
(giu.fer.) La Apple senza Steve Jobs continua il cam-
mino verso la normalizzazione. Se prima era lo stesso
Jobs a «scegliere» i consiglieri, privilegiando spesso
amici o persone che godevano della sua fiducia. Ieri,
durante la prima assemblea dopo la morte del fondato-
re, l’azienda produttrice di iPhone e iPad si è piegata e
ha adottato una misura che investitori e attivisti della
corporate governance chiedevano da tempo, garanten-
do ai soci maggior potere nella nomina dei membri
del consiglio. Cedendo alle pressioni di Calpers, il mag-
gior fondo pensioni del mondo, azionista di Apple con
lo 0,26%, una partecipazione da 1,4 miliardi di dollari,
e di altri investitori, la maggior società del mondo per
capitalizzazione ha accettato di introdurre il voto di
maggioranza per il board. Fino a oggi, gli azionisti
non potevano votare contro un consigliere. La svolta
arriva dopo che l’anno scorso gli investitori avevano
votato a favore di una proposta simile nonostante la
raccomandazione di Apple di respingerla. Anzi, per
adeguarsi da subito alle nuove regole, ieri il manage-
ment ha annunciato che i consiglieri che non otterran-
no un voto di maggioranza dovranno dimettersi dal
board. Resta aperta la questione del dividendo. In as-
semblea il ceo Tim Cook ha ripetuto che sta meditan-
do «molto approfonditamente» sulla richiesta di resti-
tuire agli azionisti, sotto forma di dividendi, una parte
dei 98 miliardi in cassa. Sarebbe un’altra rivoluzione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Italease, le richieste del pm
(f.mas.) Non c’è pace per Italease. L’inchiesta sulla
banca del leasing, travolta nel 2007 dallo scandalo
dei derivati esotici che ha portato a perdite per circa
700 milioni di euro e a un pesantissimo salvataggio a
carico del controllante Banco Popolare, ieri ha regi-
strato una nuova tappa giudiziaria. Adesso sul banco
degli imputati non ci sono più solo i vecchi vertici
come Massimo Faenza — condannato a 7 anni per
appropriazione indebita e a 4 anni con patteggiamen-
to per falso in bilancio, truffa e aggiotaggio — o co-
me l’ex vicepresidente Fabio Innocenzi — in udienza
preliminare per concorso in aggiotaggio e in falso in
bilancio — o enti che ebbero rapporti con Italease co-
me Deutsche Bank o Deloitte, ma anche chi venne
chiamato a rimettere in piedi l’istituto sull’orlo del
fallimento. Ieri il sostituto procuratore di Milano Ro-
berto Pellicano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex
amministratore delegato di Italease (ora diventata Al-
ba Leasing) Massimo Mazzega, per l’ex presidente Li-
no Benassi e per altre tre persone: nel 2008 non avreb-
bero svalutato adeguatamente i crediti verso immobi-
liaristi come Risanamento, Aedes, Coppola e Statuto.
Mazzega e Benassi hanno sempre rivendicato la cor-
rettezza del loro operato, che non si poteva tenere
conto della crisi immobiliare che sarebbe arrivata do-
po. Per Italease-Banco Popolare la richiesta di Pellica-
no potrebbe essere una nuova tegola, visto che anche
la banca è imputata per la responsabilità amministra-
tiva ex legge 231. Per la stessa legge, nel filone Faen-
za, l’istituto è già stato condannato a una confisca di
64,2 milioni, poi ridotta in appello lo scorso gennaio
a 50 milioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due donne in consiglio Luxottica
(m.s.s.) Saranno con tutta probabilità due i profili
femminili indicati nella lista di maggioranza per il
nuovo consiglio di amministrazione di Luxottica, il
maggior gruppo mondiale degli occhiali che con l’as-
semblea del 27 aprile rinnoverà il proprio consiglio.
A uscire, secondo indiscrezioni, saranno Sabina Gros-
si e Gianni Mion e al loro posto si fanno i nomi di
Elisabetta Magistretti, già nel consiglio di Pirelli e Me-
diobanca, e di Anna Puccio, nel board di Buongiorno.
Ma proprio la prevista uscita dal consiglio di Sabina
Grossi, madre dei due figli ultimogeniti di Leonardo
Del Vecchio — che lascia intendere che gli accordi in
famiglia siano stati raggiunti — ha alimentato voci
sul mercato di un possibile e maggiore riassetto del
consiglio di amministrazione. Fino a ipotizzare una
possibile staffetta tra il fondatore Leonardo e il primo-
genito Claudio Del Vecchio. Ipotesi, quest’ultima, che
però la società definisce «assolutamente infondata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di GIACOMO FERRARI
Sussurri & Grida
indici
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 326,22 -0,17
Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 125,63 +2,01
Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2253,15 -0,26
DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 247,44 -0,49
DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2508,08 -0,43
DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 264,08 -0,19
DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2486,54 -0,09
FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2238,13 -0,16
Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 21380,99 -0,78
Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 31417,46 +0,61
Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5937,89 +0,36
Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 8527,70 -1,49
Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 390,91 -0,58
Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2968,34 -0,91
Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4367,49 -0,10
Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 12731,28 +0,24
Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2177,18 -0,26
Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6200,97 +0,14
selezione
FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90,10 +0,31
Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56,02 -0,09
Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,59 -1,44
Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69,89 -1,49
Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 1,93 -6,57
Deutsche Bank n. . . . . . . . . . . . . . 33,34 +0,92
Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 13,05 -1,51
Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 8,70 -3,02
Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 10,36 -1,24
Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 71,55 +2,24
Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,26 -0,76
Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,35 +0,83
Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74,75 -0,12
Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 125,00 -3,14
PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
Air France. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,52 -1,05
Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97,99 +0,53
Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,05 +1,42
Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,15 -0,98
Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,30 -0,27
Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,42 -0,69
Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,83 -0,53
Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,90 -1,03
Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 56,49 -0,02
Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 4,81 -4,01
Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50,70 +1,18
France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 11,61 -0,51
Havas. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,69 +0,08
L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,85 +0,93
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,95 -1,69
Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,70 -2,64
Renault . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,29 -2,35
Saint-Gobain. . . . . . . . . . . . . . . . . 35,70 -1,18
Sanofi-Synthelab. . . . . . . . . . . . . . 56,45 +0,61
Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 23,00 -0,97
Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 57,56 +0,33
Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,81 -0,08
NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 178,89 -0,94
American Express . . . . . . . . . . . . . 52,67 -0,23
Apple Comp Inc. . . . . . . . . . . . . . 516,39 +0,65
At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,46 +0,59
Bank of America . . . . . . . . . . . . . . . 8,02 +0,88
Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,85 -0,28
Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,16 +0,20
Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 116,20 +0,34
Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 20,23 +0,55
Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,71 +1,08
Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 69,18 -0,10
Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 93,33 +0,20
Dow Chemical . . . . . . . . . . . . . . . . 33,86 +0,56
DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,43 +0,29
Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 87,02 +0,12
Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,40 +0,98
General Electric. . . . . . . . . . . . . . . 19,31 -0,41
General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 26,79 +0,90
Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 115,80 +1,26
Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 27,05 -6,53
Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59,00 -0,86
Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 197,61 +1,93
Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,57 -0,28
Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,66 -0,26
Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 65,10 +0,15
JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,49 +1,10
Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 88,29 +0,76
Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 34,25 +1,60
McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . 100,81 +0,15
Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,51 +0,76
Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,37 +0,32
Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 77,78 -2,47
Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 18,97 +1,28
Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . 106,14 +0,39
Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 104,67 +1,37
Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21,03 -1,54
Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 66,42 +3,07
Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 34,21 +1,00
Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 28,13 +1,66
Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,48 +0,51
Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70,90 +1,17
Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,34 +2,33
Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14,78 +1,93
LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 194,65 +0,23
Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2699,59 -0,35
AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 2858,35 +0,72
B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 688,53 +0,00
Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 242,54 +1,39
BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 495,12 -0,37
British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 -2,14
British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 215,66 +0,31
Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1435,14 +0,08
Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1414,56 +0,39
Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 350,74 +0,47
Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 1225,77 +0,72
Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 721,86 +1,46
Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 801,33 -0,02
Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 110,58 -1,71
Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 28,24 +3,33
Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1583,08 +0,26
Unilever Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 2084,59 -0,21
Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 173,48 -0,24
ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23-02 var.%
Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,55 -
Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,15 -0,10
Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,78 +0,24
Borse Estere
A NewYork valori espressi in dollari, a Londra
in pence, a Zurigo in franchi svizzeri
Apple si arrende a Calpers, vota a maggioranza per il board
italia: 515249535254
Codice cliente:
42
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
43 Economia
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Animatori, chef e sommelier, ma anche responsabili finanziari
Le selezioni di Obiettivo Tropici, Club Med, Movida e Anima Vera
300
Guardia di Finanza
A caccia di giovani
per l’estate in arrivo
Ind. Teachers’ Foundation
le figure che sta
reclutando Anima Vera
Master dei Talenti Neolaureati
Optima Italia
Le borse di studio
per i nostri lettori
Un’opportunità per questa estate.
Independent Teachers’
Foundation — associazione
culturale attiva dal 1992 —
seleziona 100 assistenti e direttori
per i centri di vacanza che gestisce
in Gran Bretagna, Francia, Spagna
e Irlanda. Si tratta di un incarico di
minimo tre settimane per un
periodo da giugno ad agosto.
Le maggiori società di animazione tra febbraio e marzo si contendono i migliori talenti
gli animatori su cui punta
Movida per il periodo estivo
Optima Italia, multi-utility che
gestisce la fornitura dei servizi
energetici e di telecomunicazioni
delle aziende clienti, ha avviato la
ricerca di 100 figure professionali
da inserire in organico alla fine
dell’anno. Si tratta di 50 persone
per la sede centrale (Napoli) e di
50 consulenti che rinforzeranno la
rete commerciale dell’azienda.
Trovolavoro
Le occasioni
(i.co.) Disponibili alcune borse di studio,
erogate dal Consorzio del Politecnico di
Milano, per i lettori delle pagine di
Trovolavoro per frequentare i corsi in
Food Experience design-design per
l’innovazione di spazi e locali pizzeria e
in Hotel experience design-lobby,
loungebar, wellness&dehors-design per
l’innovazione negli spazi dell’ospitalità.
Per richiedere le borse, inviare il cv
indicando il corso e citando «Corriere
Trovolavoro» a
formazione@polidesign.net.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Al Politecnico di Milano
1800
Professioni e vacanze
Il Comando generale della Guardia
di Finanza ha pubblicato il
concorso per poter ammettere 400
allievi marescialli (350 per il
contingente ordinario e 50 per il
contingente del mare) alla Scuola
ispettori e sovrintendenti. Richiesto
il diploma di scuola media
superiore. Scadenza il 12 marzo.
a cura di Luisa Adani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Master dei Talenti è un progetto
rivolto ai neolaureati degli atenei
piemontesi e valdostani che
potranno svolgere un tirocinio di
6/12 mesi all’estero e saranno
compensati con un importo fra i
1.400 e i 3.300 euro al mese. Chi
desidera candidarsi deve
partecipare a un concorso la cui
scadenza per le domande è il 29
febbraio.
Quasi ottanta
tirocini all’estero
Il mondo del turismo s’incontra a Milano
al TFP summit il prossimo 29 marzo. Turi-
smo, formazione e professioni è una «job fa-
ir» di settore giunta ormai alla sua quinta edi-
zione e organizzata quest’anno in collabora-
zione con il Master in economia del turismo
dell’Università Bocconi. «Tfp è un evento de-
dicato il cui obiettivo è far incrociare doman-
da e offerta di lavoro», spiega Antonio Cane-
va, patron della manifestazione che lo scor-
so anno ha permesso a 2500 candidati di in-
contrare gli addetti alle risorse umane. «Vi
partecipano imprese del mondo hospitality,
tour operator, agenzie viaggi, business tra-
vel e compagnie di trasporto». Grandi socie-
tà e multinazionali, tra cui Starwood, Accor,
NHe NTV effettueranno colloqui durante tut-
to l’arco della giornata. Per partecipare è suf-
ficiente prenotarsi on line (www.tfpsum-
mit.it). Nel frattempo però la complessa
macchina che regola il recruitment della sta-
gione estiva 2012 è già pronta.
E le maggiori società di animazione tra
febbraio e marzo si contendono i migliori ta-
lenti. Obiettivo Tropici, con sede a Bari, Cata-
nia, Milano collabora da qualche anno con
Eures, l’agenzia europea di mobilità profes-
sionale, per valutare centinaia di figure pro-
fessionali che andranno a lavorare nel setto-
re turistico. Negli uffici Eures, a Torino, Lec-
ce, Campobasso e in molte altre sedi italiane
vengono selezionati i curricula. Poi un team
di Obiettivo Tropici incontra i candidati. «La
ricerca del personale è sempre meno generi-
ca e più mirata a figure specializzate», confer-
ma Antonio Durso, direttore commerciale.
«Per la prossima stagione estiva prevediamo
di inserire 500 giovani tra i 18 ed i 30 anni
che siano disposti a lavorare per almeno tre
mesi in Italia o all’estero. Ma stiamo anche
cercando, per esempio, una quindicina di
show cooking e sette chef executive». Il pri-
mo contratto è stagionale e comprende vit-
to, alloggio e diversi benefit di cui usufruire
all’interno delle strutture (www.obiettivotro-
pici.it).
Club Med ha addirittura deciso di dedica-
re un portale a coloro che desiderano intra-
prendere una carriera professionale nel mon-
do del turismo. Da metà gennaio infatti è on
line il nuovissimo www.clubmedjobs.it. A
portata di semplice click chiunque può rapi-
damente accedere ad un panel che per la sta-
gione estiva propone un migliaio di posizio-
ni aperte. Una scelta coraggiosa a dimostra-
zione, tra l’altro, della vitalità del settore.
Club Med cerca tra l’altro sommelier, mana-
ger finanziari, manager boutique, supervisor
accoglienza & servizio. Oltre ovviamente alle
tradizionali mansioni dell’animazione. E in-
segnanti di tennis, istruttori di vela, di fit-
ness, tiro con l’arco, scenografi, costumisti,
coreografi. Un’opportunità per molti di valo-
rizzare il proprio expertise in un ambiente
dove la crescita professionale va di pari pas-
so con la capacità d’incontro con culture, lin-
gue e modi di essere e un costante lavoro di
squadra. Le selezioni si svolgeranno con il se-
guente calendario: a Milano e a Kamarina in
Sicilia il 12/04; a Roma il 23/02, il 19/03 e il
20/03; a Napoli il 29/02; a Torino il 7/03 e
l’8/03, a Bologna il 15/03; a Firenze il 16/03.
E ancora: Movida — che collabora con
tour operator come Alpitour e Going, e diret-
tamente con molte strutture alberghiere
(newentry HMResorts in Honduras e Tropi-
cal Village in Kenia) — ricerca per il periodo
estivo 750 animatori di età compresa fra i 18
e i 35 anni, carattere spigliato, lingue stranie-
re fluenti e disponibilità di almeno un mese.
Segnaliamo in particolare la richiesta di 250
animatori miniclub e ippoclub (un format
esclusivo per Alpitour) con percorso scolasti-
co idoneo; e 70 animatori «internazionali»
per intrattenere la clientela straniera. I collo-
qui si svolgono a Chiasso in Svizzera, nella
sede della società (tel. 0041.916976420). O
durante gli open day nelle principali città ita-
liane (www.movida.cc).
Anima Vera, società grossetana, ricerca
300 animatori tra cui addetti al mini club e
fitness anche madrelingua tedesca o svedese
(www.animavera.it). I Grandi Viaggi e Val-
tur, invece, effettueranno colloqui per sele-
zionare le équipe per i loro villaggi il 29 e 30
marzo, a Roma, durante la seconda edizione
di FareTurismo Italia. Da lunedì 12 marzo sa-
rà possibile prenotarsi direttamente sul sito
www.fareturismo.it/italia2012.
Anna Maria Catano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
della
Le società e i profili più gettonati
Spesso il primo
contratto è stagionale,
con vitto e alloggio;
ma può portare a nuove
occasioni di lavoro
settimana
gli under 30 che sta
cercando Obiettivo Tropici
circa, le opportunità dalle
figure commerciali ad
animatori, chef e sommelier
Quattrocento
allievi marescialli
LE OFFERTE DI IMPIEGO, LE AZIENDE, GLI STAGE E LE BORSE DI STUDIO
Direttori e assistenti
per le «vacanze studio»
500
750
Punto di partenza
Cento opportunità
nella «multi-utility»
Inviare CV - formato Word - con consenso al trattamento dei dati personali, anche sensibili. I dati, trattati con strumenti manuali, informatici e telefonici, saranno utilizzati ai fini di ricerca e selezione di personale e comunicati a società del gruppo e/o datori di lavoro. Il mancato
conferimento dei dati impedisce la valutazione del CV. Il titolare del trattamento è Michael Page Int. Italia Srl. Garantiti i diritti di cui all'art.7 D.Lgs.196/03. Informativa completa su www.michaelpage.it. Offerta per ambo i sessi. Aut. Min. Lav. 20711 D. Lgs276/03
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Lombardia
Il Responsabile vendite, lavorando a stretto contatto con l'AD, avrà le seguenti responsabilità:
Attività di field
N sviluppare, coordinare e motivare la rete esterna di agenti attivi sul canale farmacia;
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Paladin Pharma, forte di un network internazionale, è la prima azienda nazionale di diverse categorie nel mercato degli integratori, un mercato in continua e forte espansione con
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Udine
Alle dirette dipendenze dell'AD, Il Key Account Manger si occuperà di:
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Completano il profilo: grinta, entusiasmo, proattività, orientamento al risultato e
spiccate capacità relazionali.
italia: 515249535254
Codice cliente:
Pagarsi gli studi in Florida giocando
a calcio nella squadra del college. E’
quello che ha fatto Lorenzo
Migliavacca, 25 anni, e che ora
vorrebbe trasformare in un business
proponendo la stessa strada ad altri
giovani italiani. Intanto, finiti gli
studi, da settembre dell’anno scorso
ha trovato un lavoro. «Sono office
manager presso Concetta
corporation di Parkland, la casa
discografica di proprietà della
cantante italoamericana degli anni
sessanta Connie Francis». Lorenzo è
nato a Roma ma la laurea triennale
in Economia europea l’ha conseguita
a Milano, all’Università degli Studi.
«In quel periodo, grazie ad Erasmus,
ho trascorso il mio primo periodo
lungo all’estero, sei mesi a
Stoccolma alla Sodertorn
Hogskola». Dopo la laurea breve, nel
2009, Lorenzo punta a un master
internazionale, possibilmente negli
Stati Uniti. Ma i costi di frequenza e
di mantenimento sono proibitivi,
così cerca di sfruttare le sue
capacità sportive contando sul fatto
che in America va di moda il calcio
europeo e che molti college hanno
squadre studentesche. «Così ho
inviato decine di mail ad altrettante
università con allegato un video in
cui si potevano vedere le mie abilità
come portiere. Mi ha risposto la
Nova university di Fort Lauderdale
in Florida, che ha addirittura inviato
in Italia un suo allenatore per
valutarmi. Così è arrivata l’offerta
inattesa: giocare nella loro squadra,
gli Sharks, in cambio di due anni di
studi gratuiti». Giusto il tempo, cioè,
di conseguire un Master in business
administration nella stessa
università. La quale, soddisfatta
delle sue prestazioni, l’ha
sponsorizzato per il posto attuale
alla Concetta corporation.
«Contemporaneamente ho dato
corpo alla mia idea fondando la
società Sports Academics, per
aiutare giovani studenti-atleti
italiani a ottenere borse di studio
sportivo-accademiche presso
università americane».
Enzo Riboni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovani all’estero
Lorenzo, un po’ manager e un po’ portiere
Grazie al calcio si è finanziato il master in Florida
Le imprese dove i ruoli di responsabilità sono equamente divisi
La storia
E’ la solita vecchia storia. Le
donne sono diligenti, multi-
tasking, equilibrate. Gli uomi-
ni hanno un tasso di occupazio-
ne maggiore, guadagnano me-
glio, sono più facilitati nella
carriera. Ma c’è un piacevole
«ma»: ci sono aziende che stan-
no premendo l’acceleratore sul-
la diversity, anche di sesso (sì,
proprio qui nel nostro Paese).
McDonald’s Italia è una di
queste. Dati alla mano, il «Big
Mac» ha una caratteristica po-
co nota e molto positiva: un
bel numero di «capi femmi-
na». Appartengono al genere,
infatti, quasi uno «store mana-
ger» su due e, se scendiamo di
un gradino agli «square mana-
ger» (in breve, i loro vice), la
fetta sale al 56%. La cosa di per
sé è già un traguardo: si parla
di gestire ristoranti dove me-
diamente lavorano una quaran-
tina di persone e si generano
fatturati da 2,3 milioni di euro.
Ma anche le middle manager
superano il 40% e, soprattutto,
sono in veloce aumento. E se
al top, per ora, otto su 10 sono
uomini, «l’obiettivo — assicu-
ra l’amministratore delegato
Italia, Roberto Masi —è di arri-
vare a pari, anzi di più: ripro-
durre la distribuzione sociale».
Ma il fatto più interessante
è che McDonald’s (che proprio
ieri ha annunciato 1.500 nuovi
posti di lavoro nel 2012) non è
un caso isolato. Ikea vanta
un’alta densità «rosa» a tutti i
livelli in Italia: 57% nel com-
plesso dei dipendenti, 40% tra
i manager e ben 44% tra i top
manager. E non c’è poi tanto
da stupirsi, visto che per il gi-
gante (non a caso) svedese del-
l’arredamento le differenze di
genere, insieme a quelle di pro-
venienza, età, anzianità azien-
dale e orientamento sessuale,
sono elementi di sviluppo cul-
turale individuale e collettivo.
E se passiamo nel settore
dei servizi, Sodexo (12mila di-
pendenti in Italia) conta da noi
oltre 250 «cromosomi x» in
ruoli di responsabilità: un’ab-
bondante metà sia dei quadri
aziendali della sua branchia
«On-Site» sia dei quadri e ma-
nager di «Motivation Solu-
tion». «L’apporto di un punto
di vista femminile è fondamen-
tale per un’azienda come la no-
stra, dove si inventano quasi
ogni anno nuovi servizi e nuo-
vi benefit», spiega Silvia Buri-
gana, quarantenne responsabi-
le marketing e comunicazione
di Sodexo Motivation Solu-
tions.
Ma anche Page Personnel è
a forte concentrazione «rosa».
A partire dai piani alti: sette re-
sponsabili di team su 13, quat-
tro executive su 10 e un com-
ponente del board of director
su due sono signore. In aggiun-
ta al fatto che il capo è una don-
na, cosa non proprio scontata.
«Basta dire che in Assolavoro,
l’associazione di categoria, so-
no tutti maschi a parte me e
un’imprenditrice», commenta
eloquentemente Francesca
Contardi, amministratore dele-
gato delle agenzia per il lavoro
del gruppo Michael Page.
E sorprese positive per il ge-
nere si trovano pure nel mon-
do della telefonia. Qualche
esempio? Vodafone Italia, per
cominciare: la maggior parte
dei suoi collaboratori è femmi-
na; nel middle management le
professioniste superano il
35%, quota che arriva al 40%
nella divisione marketing. Tele-
com, poi, ha un’interessante
peculiarità: negli ultimi anni le
dipendenti sono state promos-
se quadro mediamente più gio-
vani dei colleghi uomini.
Iolanda Barera
© RIPRODUZIONE RISERVATA
56%
44%
250
Maschi e femmine I numeri di Mc Donald’s, Ikea, Sodexo e Page Personnel
Nuova infornata di assunzioni per Ntv
Questa volta sono duecento, appuntamento a Roma
Le mosse delle imprese
per dare a uomini e donne
le stesse chance
Cresce il numero di aziende dove le donne riescono a fare
carriera come gli uomini, se non meglio
Lorenzo
Migliavacca
Focus Pari opportunità
la percentuale femminile tra
gli «square manager» in
McDonald’s Italia. Il gruppo
ha appena dato il via a una
nuova campagna per 1.500
nuovi posti di lavoro
la quota femminile tra i top
manager di Ikea in Italia. La
società vanta un’alta densità
«rosa» anche nel complesso
dei dipendenti (il 57% sono
donne)
i manager in tailleur nel
gruppo Sodexo
(dodicimila sono i
dipendenti in tutta Italia)
La società lavora nel
settore dei servizi
La parità in azienda
arriva ai piani alti
OLTRE CONFINE Racconta
la tua esperienza di lavoro all’estero
all’indirizzo enzribo@tin.it
Il 9 marzo
Segni particolari: metà (o quasi) del management al
femminile. Come si raggiungono queste «virtuose
percentuali»? «Stiamo implementando diverse azioni
per favorire le madri lavoratrici: agevolazione sul
part-time, couching e tutoring per il rientro dalla
maternità, homeworking...», fa qualche esempio
Roberto Masi, amministratore delegato Italia di
McDonald’s, azienda che ha come obbiettivo il
pareggio tra i sessi fra i suoi manager.
E un’altra realtà ad alta concentrazione di «capi rosa»
come Ikea, ad esempio, punta su skill building, role
model e mentoring ad hoc per «spingere» i suoi
talenti femminili. Ma, di sicuro, «Work-life balance»
per tutti è una parola chiave, soprattutto se le
dipendenti in carriera hanno
figli. «Il sovraccarico di
responsabilità quando si crea
una famiglia è tale che si viene
quasi spinti a lasciare, ma le
donne devono sapere che
possono farcela», sottolinea
Francesca Contardi,
determinatissimo
amministratore delegato
(quarantunenne) di Page
Personnel, che parla anche per
esperienza personale: è mamma
di un bimbo di due anni, oltre a essere una top
manager. Come? «Bisogna essere testardi, fare
qualche triplo salto mortale e, non ultimo, poter
contare su coniugi "collaborativi" — risponde —. Ciò
detto, ovviamente l’azienda può supportare: lo vedo
in Michael Page, quando una donna diventa capo
automaticamente ci sono più donne che crescono. E’
successo in Francia dove io ho "una gemella", in India
uguale... Forse perché c’è più flessibilità e perché
avere davanti figure femminili che ce l’hanno fatta,
aiuta».
I. Bar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le strategie
Altri 200 giovani: servono a completare la
squadra che lavorerà per il treno Italo e
nelle stazioni collegate all’alta velocità, tra
cui i nuovi hub AV di Tiburtina e Ostiense
della società Ntv in partenza entro la fine di
marzo.
Appuntamento il 9 marzo a Roma, dove si
svolgerà l’ultimo test d’ammissione per i
giovani che desiderano indossare la divisa
di steward e hostess di bordo.
Coloro che passeranno la prova
frequenteranno alla scuola Ntv i corsi sulla
cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza. Per
chi concluderà il percorso formativo
scatterà, entro luglio, l’assunzione a tempo
indeterminato.
I.Co.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Francesca Contardi
di Page Personnel
44 Economia
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
45 Annunci di Ricerca di Personale e di Formazione
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Azienda italiana che da lavoro a 7500 persone ed opera da
47 anni nei servizi su tutto il territorio nazionale e all’estero
ricerca per il potenziamento della Divisione Ristorazione:
DIRETTORI DI HOTEL
da inserire nella struttura come
DIRETTORI DI RISTORAZIONE
Per le Province di Milano - Torino - Firenze - Roma - Napoli
Le principali attività del ruolo:
• gestisce il rapporto con i responsabili del Cliente;
• è responsabile della gestione del personale;
• è responsabile dei risultati economici stabiliti nel rispetto
degli accordi contrattuali e nella logica costo-benefici;
• garantisce il rispetto degli standard di qualità del servizio e
l’applicazione delle norme igieniche (HACCP), di sicurezza
del lavoro e delle procedure di certificazione.
Requisiti:
Il candidato, con un’età di 35-40 anni, deve possedere:
• capacità di lavorare in autonomia con una forte propensione
al problem solving;
• capacità di relazionarsi efficacemente sia con i referenti del
Cliente che con i propri Collaboratori;
• forte orientamento alla soddisfazione del Cliente.
Offriamo inserimento con contratto a tempo indeterminato,
retribuzione commisurata alla esperienza maturata e comun-
que in grado di attrarre le candidature più qualificate.
Dettagliato curriculum vitae dovrà essere indirizzato a:
Pellegrini S.p.A. - Direzione Risorse Umane
Via Lago di Nemi 25 - 20142 Milano
Fax 02/89130310
E-mail: selezione@gruppopellegrini.it
Ai sensi degli artt. 13 e 23 del Decreto Legislativo 196/2003 si richiede espresso consenso
al trattamento dei dati personali. Si precisa che, salvo diversa richiesta da parte dell’inte-
ressato, i dati personali verranno conservati nei nostri archivi a tempo indeterminato.
La ricerca è rivolta ad ambo i sessi (L. 903/77).
Il Comitato Tecnico Scientifico del Progetto di Formazione: “Nuove professio-
nalità per la monetica evoluta multicanale e multiservizi” emana un Avviso
pubblico per la partecipazione al Progetto di Formazione connesso al
Progetto di Ricerca e Sviluppo “TITAN - Sistema di Moneta Elettronica e
Servizi a Valore Aggiunto Multicanale” - Codice PON01_02136.
POSTE ITALIANE S.p.A., C.R.M.P.A. (Centro di Ricerca in Matematica pura
ed applicata dell’Università di Salerno), QUI! GROUP S.p.A., realizzano un
Corso di Alta Formazione, connesso al Progetto di Ricerca e Sviluppo TITAN,
presentato a valere sul Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività
2007-2013 (D.D. Prot. n. 01/Ric del 18.01.2010). A tal fine indicono una proce-
dura finalizzata alla selezione di 20 candidati da ammettere al predetto Corso di
Formazione. Il corso persegue il fine di formare 20 ricercatori esperti nella mo-
netica e nei servizi a valore aggiunto. Per la partecipazione alla selezione sono
richiesti i seguenti requisiti: possesso di laurea in materie tecnico-scientifiche;
cittadinanza di uno dei Paesi membri dell’U.E. alla data di scadenza del bando;
assenza di qualsivoglia rapporto lavorativo con le strutture coinvolte nel progetto
TITAN. I Candidati dovranno presentare domanda di ammissione entro e non
oltre le ore 14:00 del giorno 26 Marzo 2012. La selezione sarà effettuata at-
traverso una prova pratica ed un successivo colloquio orale. Il corso avrà inizio
nel mese di Maggio 2012 e sarà svolto in 1600 ore. La frequenza del corso è
obbligatoria. E’ inoltre riconosciuta agli allievi una borsa di studio subordinata-
mente alla regolare partecipazione al corso di formazione. Il bando integrale e
le modalità di selezione sono pubblicate sul sito www.quigroup.it.
banchero costa shipping derivatives desk
esaminerebbe candidati con esperienza provata
nel settore derivati, anche non shipping.
inviare c.v. dettagliato a:
recruiting@bancosta.com
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SHIPBROKERS
www.michaelpage.it
Please send CV ref. MFCA 207653 to sales1.roma@michaelpage.it, You acknowledge your
consent for Michael Page to process your personal data, including sensitive personal data. The data
provided will be used for research and recruitment purposes and may be communicated to
companies within the Michael Page group and/or employers and will be processed through manual,
information and telephone instruments. If you do not consent to our processing, we
cannot provide you with recruitment services. The Data Processor is Michael Page International
Italia Srl. under Article 7 D.lgs. 196/03. Full details can be accessed via www.michaelpage.it. The
offer is valid for both male and female. Ministry of Labour Authorization 20711 D.lgs. 276/03.
Human Resources
Manager
The company is a well Known multinational operating in the wine business.
Florence N 60.000 Euro
The position reports to the Country Manager and functionally to the
Group HR Director. The candidate, will have the following responsibilities:
N define the local compensation, rewarding policy and contribute to the
N company labor contract negotation;
N manage arbitration processes working closely with company
N management, union representatives and legal as needed;
N support assessment, development and implementation of people
N development plan and local training programme;
N Manage the Payroll function;
N coordinate recruitment activities and manage the hiring process;
N develop and manage the Human Resources Budget for the business.
Bachelors degree with a focus in human resources or related field. Minimum
4-5 years HR Manager/Generalist with in-country as well as
international experience. Italian and English fluency required. Willing to travel.
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italia: 515249535254
Codice cliente:
46 Economia
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
ASanta Margherita
(er. dell.) Il master in marketing e management
turistico è destinato a laureati (anche con laurea breve)
in tutte le discipline, italiani o stranieri entro i 35 anni
di età. A mettere a disposizione 20 posti per una full
immersion di sei settimane a Santa Margherita Ligure
(foto) a partire da maggio (il corso è gratuito ed è
compresa l’ospitalità) è la Fondazione Garrone (bando
sul sito www.fondazionegarrone.it). Le domande,
anche on line, vanno presentate entro il 5 marzo.
Selezione curriculare e con colloquio. Lezioni tenute
dall’Università di Genova e da esperti del settore.
Il 1
o
marzo, alle 18 all’Unione industriali di Torino, incontro tra sistema imprenditoriale femminile
piemontese e mondo del trading. È un progetto in accordo con Aidda, Directa e mondo universitario.
Giovani troppo attaccati al-
l’uscio di casa, poco disposti a
trasferirsi per lavorare? Lo ha
detto recentemente il mini-
stro dell’Interno Anna Maria
Cancellieri: «Noi italiani sia-
mo fermi al posto fisso nella
stessa città di fianco a mam-
ma e papà». Se davvero fosse
così, non sarebbe però solo
un limite giovanile, perlome-
no se il trasferimento ha una
meta oltreconfine. Anche i se-
nior manager italiani — diri-
genti con almeno cinque anni
d’esperienza nel ruolo — sa-
rebbero infatti inchiodati al
suolo patrio. È la conclusione
di un’indagine condotta da
Experteer, multinazionale te-
desca specializzata nel recrui-
ting on line di manager esper-
ti. La ricerca è partita da un da-
tabase di oltre 750 mila mana-
ger di 12 Paesi e ha estratto i
profili di chi, tra il 2010 e il
2011, ha cambiato lavoro: in
totale 71.769 executive. Tra
questi, infine, ha individuato
chi ha ottenuto nuove posizio-
ni migrando in Paesi diversi
dal proprio: 11.188 senior ma-
nager espatriati, pari al 15,6%
di quegli oltre 71 mila che si
sono spostati da un’azienda al-
l ’ a l t r a . U n t a s s o d i
trasferibilità a difesa della pro-
pria posizione professionale
che, a causa della crisi, è au-
mentato di quasi il 3% rispet-
to al 2009-2010.
Ed è proprio qui che risalta
la scarsa mobilità sull’estero
dei dirigenti italiani: nell’ulti-
mo anno è migrato solo il 7%
dei manager nostrani che han-
no cambiato lavoro, quindi
meno del l a metà di quel
15,6%che è la media degli spo-
stamenti tra nazioni. Un dato
che stride soprattutto con
quello dei manager dell’Euro-
pa orientale (dove è emigrato
quasi uno su due di chi ha
cambiato lavoro), ma anche
con i tassi d’espatrio del Re-
gno Unito (26%) e dei Paesi
Scandinavi (20%). «Vicine al
basso valore italiano ma per
ragioni diametralmente oppo-
ste sono anche Spagna e Ger-
mania. — spiega la head of
marketing Italia di Experteer
Nadia Fillano — I manager
iberici, come i nostri, non han-
no un’elevata propensione cul-
turale ad espatriare, nonostan-
te il mercato del lavoro consi-
glierebbe lo spostamento, an-
che solo per trovare migliori
trattamenti retributivi. Vice-
versa i tedeschi si muovo po-
co perché in patria hanno un
mercato che offre più chance
anche in un periodo di crisi».
Ma è solo un fatto di cultu-
ra o gli italiani devono sconta-
r e a n c h e u n a mi n o r e
appetibilità sul mercato globa-
le? Elan International, società
di executive search, con il suo
osservatorio extra italiano ha
appena individuato quali so-
no le professionalità più ri-
chieste fuori dai nostri confi-
ni: direttore marketing inter-
nazionale, direttore risorse
umane internazionale e diret-
tore comunicazione e relazio-
ni esterne internazionale. Fi-
gure professionali che scarseg-
giano in Italia? «No, non è un
fatto generalizzato — com-
menta il presidente di Elan
Giuseppe Cristoferi —i mana-
ger italiani impiegati nelle
multinazionali si muovono al-
l’estero tanto quanto i loro
omologhi stranieri. Sono gli al-
tri, quelli che hanno sempre
operato in Italia in aziende ita-
liane, che scontano un ritar-
do, non ultimo l’handicap del-
la lingua inglese».
Enzo Riboni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Experteer L’indagine su chi ha cambiato azienda
Imprenditrici
e trader
Solo sette su 100 valicano le Alpi
Lecce, la tripla A
degli studenti
Un master per il turismo
i profili nel database da
cui è partita la ricerca
Experteer che ha estratto i
curricula di chi, tra il 2010
e il 2011, ha cambiato
lavoro in 12 Paesi
Crescere all’estero?
Gli italiani si muovono
ancora troppo poco
Carriere Italia
Al lavoro tra agricoltura, alimentazione e ambiente
750 mila
Mammoni? No, terroni! Han-
no solo 17 anni i ragazzi della 3
B dell’Istituto tecnico economi-
co Costa di Lecce ma rispondo-
no con una lettera alla battuta
del ministro dell’Interno Anna
Maria Cancellieri secondo la qua-
le i giovani pretendono il lavoro
vicino ai genitori.
Attaccati alla mamma? No,
alla terra! ribattono con forza
gli studenti salentini. Il loro
obiettivo è di inventarsi un lavo-
ro che valorizzi e faccia crescere
il territorio dove sono nati, non
rimanere a casa. Perché nelle re-
gioni meridionali la stragrande
maggioranza di coloro che cerca
un’occupazione è ancora costret-
ta ad emigrare.
Tema complesso e dalle mol-
teplici sfaccettature. Ma è diffici-
le dar torto a questi ragazzi. Sta-
tistiche alla mano sono diversi i
figli di ministri e «baroni» ad in-
segnare nelle stesse università
di mamma e papà. Mentre mi-
gliaia di neodiplomati e neolau-
reati dai cognomi meno blasona-
ti lasciano la propria terra alla ri-
cerca disperata di un posto qua-
lunque, fisso o flessibile che sia.
Secondo Svimez, l’associazione
per lo sviluppo dell’industria,
nel 2010 ben 60 mila laureati si
sono spostati dal Mezzogiorno
verso Nord, dagli atenei meridio-
nali verso le regioni che offrono
maggiori opportunità di lavoro.
E i politici sembrano non consi-
derare che, quasi sempre, sono i
migliori ad andarsene. Lascian-
do un «vuoto» di cervelli, talen-
ti e creatività che è una delle tan-
te cause per cui l’economia meri-
dionale stenta a decollare. Si
emigra non per libera scelta ma
per costrizione socioeconomica.
Come succedeva nei secoli scor-
si.
L’economia, si sa, è ormai glo-
bale e chiede un approccio varie-
gato al mercato del lavoro. Ma
l’attaccamento alla propria terra
dovrebbe costituire ancora un
valore oltreché un’immensa ri-
sorsa economica. Soprattutto
considerato che questi giovani
il posto di lavoro non lo preten-
dono ma stanno cercando di in-
ventarselo.
Così gli studenti della 3 B del-
l’Istituto Costa di Lecce, insieme
ai loro professori, hanno messo
in piedi un progetto da Tripla A.
Non quella decretata dalle agen-
zie di rating ma un’idea impren-
ditoriale acronimo di Agricoltu-
ra, Alimentazione e Ambiente. E
hanno registrato un brand, Die-
ta Med-Italiana, per valorizzare i
prodotti del territorio. Loro,
«terroni» e non «mammoni», si
stanno impegnando a costruire
qualcosa di nuovo. Un bell’esem-
pio di flessibilità e creatività tut-
ta italiana. Chissà che i politici
non se ne accorgano.
Anna Maria Catano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
italia: 515249535254
Codice cliente:
U Massimo Falcioni, 45 anni, da marzo assumerà il ruolo
di amministratore delegato di Euler Hermes Gcc, gruppo
specializzato nell’assicurazione del credito. Ha iniziato la
carriera in Esso. Ha lavorato in Philip Morris, Europecar
Fleet Services e Leaseplan.
U Renato Brugora Ricciardi, 52 anni, è stato nominato
amministratore delegato di Adt Fire & Security. Ha matura-
to esperienze in Wormald Italiana, Tyco Integrated Sy-
stems e Philips.
U Claudio Scardovi, 43 anni, è entrato
nel team di AlixPartners, società di con-
sulenza internazionale, in qualità di ma-
naging director per l’area Emea. Vanta
esperienze in Kpmg, Accenture, Oliver
Wyman, Lehman Brothers e Nomura.
U Davide Usai, 37 anni, è stato chiama-
to dal Comitato italiano per l’Unicef per
ricoprire l’incarico di direttore genera-
le. Proviene da Postel.
U Silvestre Bertolini, 56 anni, è il nuo-
vo regional chief operation officer per
Central-Eastern Europe, Middle East,
Turkey and Africa di GfK, società di ri-
cerche. Ha lavorato in Alivar, Regaleali
e Branca.
U Massimo Mauri, 51 anni, è stato as-
sunto da Candy Group con la qualifica
di chief financial officer. Proviene da In-
fa. Ha iniziato la carriera in Siemens.
Ha maturato esperienze in Zambon.
U JoachimSchneeweiss, 47 anni, tede-
sco, è stato posto alla guida del settore
automotive aftermarket per Italia, Gre-
cia, Cipro, Malta e Albania di Bosch Ita-
lia.
U Roberto Carpignani, 50 anni, è en-
trato a far parte del teamdi Lee in quali-
tà di country manager Italia. Vanta espe-
rienze in Lotto, Levi’s e Reebook.
U Emilio Vandelli, 41 anni, è diventa-
to strategy and business development
director di Tnt Post Italia. Ha iniziato la
carriera in Solving International. Ha ma-
turato esperienze in Accenture, Elsag e
Pitney Bowes.
U Maurizio Bertoli, 43 anni, è stato
nominato chief commercial officer di
Havas Media Italia, gruppo specializza-
to in strategie di marketing. Ha lavora-
to in The Media Edge, Jwt, Carat, e
Mpg.
U Gianluca Zanini, 42 anni, entrato in
azienda nel 1997, ha ricevuto l’incarico
di responsabile direzione danni della compagnia di assicu-
razione Axa Mps. Vanta esperienze in Ras.
U Carlo Balbiani, 46 anni, ha assunto il ruolo di direttore
di Prelios Agency, società di servizi immobiliari integrati.
Ha maturato esperienze in Barclays Bank e Banca Ucb.
a cura di Felice Fava
felicefavacor@hotmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sos lavoro: moltissimi ra-
gazzi in Europa sono senza
un’occupazione. In arrivo più
fondi dall’Unione europea
per trovare soluzioni in tem-
pi rapidi. Contro il problema
della disoccupazione giovani-
le e della dispersione scolasti-
ca, la Commissione ha adotta-
to l’iniziativa Youth Opportu-
nities, che prevede lo stanzia-
mento di nuovi finanziamen-
ti e il rafforzamento di pro-
grammi già esistenti all’inter-
no di un unico piano per i gio-
vani: lo scopo è stimolare gli
Stati ad avviare azioni imme-
diate e ben organizzate.
Le misure previste dall’ini-
ziativa sono molteplici e ri-
guardano sia i settori della
formazione e dell’istruzione,
che quelli del lavoro e della
giovane imprenditoria. Quat-
tro milioni di euro sono desti-
nati a garantire sistemi di for-
mazione mirati per i ragazzi
che abbandonano la scuola. Il
Fondo sociale europeo au-
menterà invece del 10% le ri-
sorse per l’apprendistato, con
l’obiettivo di creare, nel bien-
nio 2012-2013, 370 mila nuo-
vi contratti. Un’attenzione
particolare è riservata a chi
vuole avviare un’azienda: per
incentivare gli Stati Ue a sup-
portare i neoimprenditori e i
giovani che fanno impresa
nel sociale sono previsti fon-
di per tre milioni di euro. Pa-
rallelamente andrà avanti il
programma europeo Era-
smus per giovani imprendito-
ri, che prepara chi vuole apri-
re un’attività o l’ha aperta da
poco con periodi di formazio-
ne-lavoro all’interno di azien-
de straniere: le borse garanti-
te per il 2012 sono seicento.
E gli stage? Aumenta il nu-
mero dei posti disponibili
per chi vuol e svol ger e
un’esperienza all’estero nel-
l’ambito dei programmi euro-
pei Leonardo da Vinci ed Era-
smus Placement. I tirocini re-
tribuiti quest’anno saranno
infatti almeno 130.000. La
mobilità dei lavoratori è in-
centivata da tempo dall’Ue an-
che attraverso il portale Eu-
res, una banca dati che fa in-
contrare domande e offerte
di impiego di trentuno Paesi
e organizza fiere del lavoro
(prossime date ital iane:
16-17 marzo, «Io Lavoro», To-
rino; 20 aprile, «Lavoro e turi-
smo», Bari; 24 maggio, «Uni-
versità aperta», Padova). Con
le misure messe ora in atto,
per il servizio arriva una novi-
tà: è il progetto «Il tuo primo
posto di lavoro Eures», che
tra il 2012 e il 2013 fornirà so-
stegno economico a 5.000 ra-
gazzi in cerca di un primo im-
piego all’estero. L’ultimo de-
gli strumenti previsti dall’ini-
ziativa Youth Opportunities
riguarda 10.000 borse messe
a disposizione per i giovani
che partiranno quest’anno
per il Servizio di Volontariato
Europeo, una sorta di servi-
zio civile oltre confine.
Il piano di Bruxelles parla
chiaro: bisogna agire in fretta
e usare bene tutto il denaro a
disposizione. Nei giorni scor-
si la Commissione ha inviato
degli «Action Team», gruppi
di esperti, negli otto Paesi Ue
dove la disoccupazione giova-
nile è maggiore, Italia inclu-
sa, per aiutare governi e parti
sociali a trovare rapidamente
delle soluzioni specifiche.
Sara Bicchierini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I casi Anche le lingue orientali diventano indispensabili per alcune professioni
Dove il cinese conta come l’inglese
J. Schneeweiss
POLTRONE ONLINE
Cambi di poltrona, nuove nomine e incarichi su
www.trovolavoro.it
Cinese, giapponese, russo e
altre lingue orientali. Ecco gli
idiomi che prima sembravano
utili per il futuro, mentre ora so-
no indispensabili subito per
svolgere alcune professioni. In
particolare — secondo quanto
racconta Tiziana Lippiello, diret-
tore del dipartimento degli stu-
di sull’Asia e sull’Africa mediter-
ranea dell’Università Ca’Foscari
di Venezia, dove si può frequen-
tare la facoltà di Lingue orienta-
li — il giapponese sarebbe ri-
chiesto per ricoprire i ruoli di
assistente alle vendite, im-
port-export, per lavorare nel
settore turistico, interpretaria-
to, traduzione. Mentre per colo-
ro che si sono specializzati nel-
la lingua della Grande Mura-
glia, ci sono sbocchi alla Came-
ra di Commercio, in Confindu-
stria, agli Istituti di cultura, alle
università europee, americane,
asiatiche e nel settore turistico.
Ed è previsto un career day
Asia il 29 marzo a cui partecipe-
ranno Piaggio, Thune, Vine-
yard HK Ltd, Usco, Optim Con-
sulting.
La ex facoltà di studi orienta-
li della Sapienza di Roma è inve-
ce confluita nella facoltà di filo-
sofia, lettere, scienze umanisti-
che e studi orientali, dove ven-
gono insegnati cinese, giappo-
nese, coreano, hindi, arabo e
persiano. Da segnalare inoltre il
corso di studi dell’Università di
Napoli l’Orientale.
Alla Statale di Milano invece
il russo viene insegnato all’in-
terno di Lingue e letterature
straniere e il giapponese e il ci-
nese nel corso di mediazione
linguistica e culturale. Sempre
a Milano c’è la Bicocca, dove è
possibile frequentare corsi di ci-
nese, giapponese e arabo inseri-
ti nella laurea triennale di co-
municazione interculturale o
nel corso di laurea magistrale
in scienze antropologiche ed et-
nologiche.
Corsi business di cinese, giap-
ponese e russo anche alle rispet-
tive fondazioni: Italia-Cina, Ita-
lia-Giappone e l’associazione Ita-
lia-Russia. Presso la prima istitu-
zione a Milano a partire dal
2009 è partita la scuola di forma-
zione permanente per soddisfa-
re le esigenze di chi ha bisogno
di apprendere velocemente il ci-
nese. Le lezioni si tengono an-
che direttamente in azienda.
«Da noi ci si può iscrivere anche
a un corso di Intercultural mana-
gement dove si impara anche a
negoziare con gli uomini d’affa-
ri cinesi. Per esempio si insegna
a decifrare l’Han Xu, vale a dire
l’imperturbabilità dei business
man quando si propone loro un
contratto», spiega Francesco
Boggio Ferraris, responsabile
della scuola di formazione. Due
i progetti che ha messo in piedi
la fondazione: un career day il
2-3 aprile in Assolombarda a cui
parteciperanno 20
aziende e il servizio
di recruiting on line
Italy China Jobs sul si-
to www.ital y-chi-
na.org. In collabora-
zione con l’Unione eu-
ropea: Chinese for eu-
ropeans, lezioni gra-
tuite multimediali.
Corsi busi ness di
giapponese anche al-
la Fondazione Italia-Giappone
di Roma. Infine, per quanto ri-
guarda il russo, l’Associazione
Italia-Russia, sede per la Certifi-
cazione Internazionale della Lin-
gua Russa TRKI, eroga tutto l’an-
no corsi di durata variabile, sin-
goli o collettivi e per le diverse
esigenze.
Irene Consigliere
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Programmi Da «Youth Opportunities» a Leonardo: le strade per entrare nel mercato del lavoro
Cambi di poltrona
E. Vandelli
L’Università Statale di Milano
I fondi, le iniziative per l’occupazione e i progetti di Bruxelles
Vandelli sale in Tnt
Mauri in Candy
M. Falcioni
Così l’Europa aiuta i giovani
Carriere Mondo
su trovolavoro.it
C. Balbiani
Oltre confine
Il progetto «Il tuo primo
posto di lavoro Eures»,
aiuterà 5 mila ragazzi a
lavorare all’estero
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47 Economia
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012 italia: 515249535254
Codice cliente:
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Il brano Le ristrettezze dei Sempere e una trovata promozionale basata sul fascino «agreste» del loro assistente Fermín
C
hissà se è vero che erano in
quattro fin dal concepimento.
Quattro tomi per un luogo
divenuto inaspettatamente
leggendario, a furor di pubblico, con
la pubblicazione del primogenito: il
Cimitero dei libri dimenticati.
Quell’antro del quale i turisti
bibliofili si ostinano a cercare le
tracce, sulla mappa di Barcellona, e le
vestigia, da qualche parte tra i vicoli
del Raval. Troppo bello per non
essere mai esistito. Chissà se questo
terzo e penultimo embrione, venuto
alla luce forte di oltre 350 pagine, a
dieci anni di distanza dal fratello
maggiore, non sia stato invece
l’ampliamento di una trovata
letteraria vincente. Può dirlo soltanto
Carlos Ruiz Zafón, il 47enne autore
catalano, che vive da quasi vent’anni
a Los Angeles, ma in patria amano
definire il «re Mida del bestseller
made in Spain» e che nelle interviste
assicura di aver avuto in mente
dapprincipio un ciclo di «quattro
romanzi indipendenti, ma collegati».
Tanto indipendenti che si possono
leggere in sequenza libera, almeno i
primi tre già venuti alla luce, L’ombra
del vento nel 2002, Il gioco
dell’Angelo nel 2008 e, da oggi anche
in Italia, Il prigioniero del cielo:
cambiando l’ordine dei fattori, il
risultato non cambia. È un andirivieni
tra gli anni Venti e Quaranta della
Barcellona di cui Zafón, troppo
giovane per averla conosciuta,
conserva e tramanda un atavico
ricordo. Convenientemente in bianco
e nero. E sapientemente condiviso. In
una Barcellona «stregata», suggestiva
e convincente anche per gli spagnoli
e gli stessi catalani, si muovono i
personaggi famigliari dei librai
Sempere, padre e figlio, i fantasmi di
chi li ha generati, lo scrittore David
Martin, editori, avvocati, poliziotti,
sacerdoti, carcerieri e aguzzini, le
anime nere di quanti tessono perfide
trame o esercitano la crudeltà per
mestiere e opportunità politica.
Ma il vero protagonista de Il
prigioniero del cielo è Fermín Romero
de Torres, introdotto con semplicità
da Zafón ne L’ombra del vento
attraverso il suo incontro con il
giovane Sempere, Daniel, in una
piazza di Barcellona: «Fermín Romero
de Torres, attualmente disoccupato,
molto piacere». Ingaggiato in qualità
di «assistente» nella libreria,
apprezzato come Casanova e come
collaboratore, pratico, intuitivo e poco
incline alle confidenze, ha lasciato i
lettori aspettare finora, anche se nel
libro è la vigilia del Natale del 1957,
per svelare il suo passato tra le mura
del disumano carcere di Montjuic,
sulla collina della città, dove incontra
lo scrittore David Martin, i segreti
della sua identità e la geografia delle
sue ustioni, fisiche e morali.
La storia oscilla tra il 1939, anno
della plumbea conclusione della
guerra civile spagnola, e il mesto
inverno di fine anni Cinquanta nella
Spagna franchista. Risponde a
domande in sospeso, aggiunge
tasselli, ne sposta a sorpresa altri che
parevano già ben sistemati nelle loro
caselle, sviluppa l’indagine su
Mauricio Valls, il cattivo, anzi il
peggiore personaggio di questa
puntata della saga, che Zafón rifiuta
di trasformare in pellicola. Il finale
prepara strategicamente altri
interrogativi e la sola certezza che ci
vorrà altro tempo per completare il
grande affresco del Cimitero dei libri
dimenticati. «Due o tre anni», ha
previsto l’autore, spiegando che, dopo
aver superato il passaggio più
complicato, tra il primo e il secondo
romanzo (con un ponte lungo sei
anni), ora le vicende dei suoi
protagonisti sembrano magicamente
incastrarsi fra loro. E, se c’è qualche
lacuna, è voluta. Per tenere aperta la
porta alla ormai prossima conclusione
della quadrilogia. Dove nulla è mai
accaduto per caso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Un commesso aitante in vetrina
per attirare più donne in libreria»
di CARLOS RUIZ ZAFÓN
Barcellona, dicembre 1957
Q
uell’anno, prima di Nata-
le, ci toccarono soltanto
giorni plumbei e am-
mantati di brina. Una penom-
bra azzurrata avvolgeva la città
e la gente camminava in fretta
coperta fino alle orecchie, dise-
gnando con il fiato veli di vapo-
re nell’aria gelida. Erano pochi
coloro che in quei giorni si fer-
mavano a guardare la vetrina di
Sempere e Figli, e ancora meno
quelli che si avventuravano a
entrare per chiedere di quel li-
bro sperduto che li aveva aspet-
tati per tutta la vita, e la cui ven-
dita, poesie a parte, avrebbe
contribuito a rappezzare le pre-
carie finanze della libreria.
«Sento che oggi sarà il gior-
no giusto. Oggi cambierà la no-
stra sorte» proclamai sulle ali
del primo caffè della giornata,
puro ottimismo allo stato liqui-
do.
Mio padre, che battagliava
dalle otto di quella mattina con
il registro della contabilità de-
streggiandosi abilmente con
gomma e matita, alzò gli occhi
dal bancone e osservò la sfilata
di clienti mancati che si perde-
vano dietro l’angolo.
«Il cielo ti ascolti, Daniel,
perché di questo passo, se va
male la campagna di Natale, a
gennaio non avremo nemme-
no i soldi per la bolletta della
luce. Qualcosa dovremo pur fa-
re».
«I er i Fer mí n ha avut o
un’idea» dissi. «Secondo lui, è
un piano magistrale per salva-
re la libreria dalla bancarotta
imminente».
«Che Dio ci colga confessati
e comunicati».
Citai testualmente:
«Magari, se mi mettessi a de-
corare la vetrina in mutande,
qualche femmina avida di lette-
ratura e di emozioni forti entre-
rebbe a spendere soldi, per-
ché, dicono gli esperti, il futu-
ro della letteratura dipende dal-
le donne e Dio sa che non è an-
cora nata una signorina in gra-
do di resistere all’attrazione
agreste di questo corpo da
montanaro» recitai.
Sentii alle mie spalle la mati-
ta di mio padre cadere a terra e
mi voltai.
«Fermín dixit» aggiunsi.
Avevo pensato che mio pa-
dre avrebbe sorriso della trova-
ta di Fermín, ma quando mi ac-
corsi che non sembrava risve-
gliarsi dal suo silenzio lo guar-
dai di sottecchi. Sempere se-
nior non solo non sembrava di-
vertito da quello sproposito,
ma aveva assunto un’espressio-
ne meditabonda, come se vo-
lesse prenderlo sul serio.
«Ma tu guarda, magari Fer-
mín ci ha azzeccato» mormo-
rò.
Lo osservai incredulo. Forse
le difficoltà economiche che ci
avevano colpito nelle ultime
settimane avevano finito per
compromettere il senno del
mio progenitore.
«Non mi dire che gli permet-
terai di andare a spasso in mu-
tande per la libreria».
«No, non è questo. È la vetri-
na. Mentre parlavi, mi è venuta
un’idea... Forse siamo ancora
in tempo a salvare il Natale...».
Lo vidi scomparire nel retro-
bottega e riemergerne equipag-
giato con la sua uniforme uffi-
ciale per l’inverno: lo stesso
cappotto, la stessa sciarpa e lo
stesso cappello che ricordavo
fin da bambino. Bea diceva di
sospettare che mio padre non
comprasse vestiti dal 1942, e
tutti gli indizi portavano a rite-
nere che mia moglie avesse ra-
gione. Mentre si infilava i guan-
ti, sorrideva vagamente e nei
suoi occhi si percepiva quello
scintillio quasi infantile che riu-
scivano a strappargli solo le
grandi imprese.
«Ti lascio da solo per un
po’» annunciò. «Esco a fare
una commissione».
«Posso chiederti dove stai
andando?».
Mio padre mi fece l’occhioli-
no.
«È una sorpresa. Poi ve-
drai».
Lo seguii fino alla porta e lo
vidi partire a passo fermo in di-
rezione della Puerta del Ángel,
una sagoma fra le tante nella
marea grigia di passanti che na-
vigava per un altro lungo inver-
no di cenere e d’ombra.
© 2012 Arnoldo Mondadori
Editore S.p.A., Milano
La Paramount ha citato in tribunale il figlio di Mario Puzo (foto),
Anthony, che ha autorizzato lo scrittore Ed Falco a scrivere il
prequel della saga de «Il Padrino». La casa di produzione della
celebre trilogia diretta da Francis Ford Coppola deterrebbe i
diritti di «The Goodfather» in base a un accordo firmato con
Mario Puzo nel 1969. Il prequel sarebbe dovuto uscire a maggio.
La Paramount contro il prequel del «Padrino»
di ELISABETTA ROSASPINA
Un nuovo protagonista dal passato misterioso, che nasconde ustioni segrete
Cultura
❜❜
] Carlos Ruiz Zafón,
47enne autore
catalano, vive da
vent’anni a Los
Angeles. Sta scrivendo
un ciclo di «quattro
romanzi indipendenti,
ma collegati».
] Di Zafón esce
oggi «Il prigioniero del
cielo» (Mondadori, pp.
380, e 21, nella foto
la copertina), terzo
libro della tetralogia
«Il cimitero dei libri
dimenticati», che
segue «L’ombra del
vento» (2002) e «Il
gioco dell’Angelo»
(2008).
] Barcellona,
dicembre 1957. Il libro
inizia raccontando
come, nella libreria dei
Sempere, entri un
individuo misterioso
che acquista una
preziosa edizione del
«Conte di Montecristo»
e la lascia in custodia a
Daniel perché la
consegni al suo amico
Fermín...
La Barcellona stregata di Zafón
Oggi sarà
il giorno
giusto,
cambierà la
nostra sorte
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Barcellona anni Cinquanta
(Corbis)
Autore e opera Anteprima Esce da Mondadori «Il prigioniero del cielo», terzo volume della serie inaugurata con «L’ombra del vento»
INCANTI DI TERRE LONTANE
HAYEZ
˜
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e la pittura italiana tra otto e novecento
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Fonti d’ispirazione per scrittori, storici e scienziati
P
roblemi-teorie-critiche: «Cre-
do che in queste tre parole si
possa riassumere tutto quanto
il modo di procedere della
scienza razionale» (Karl Popper). Tut-
ta la ricerca, in qualsiasi ambito essa
venga praticata (dalla fisica all’inter-
pretazione di un «testo» o di una
«traccia storica») consiste in tentativi
di soluzione di problemi tramite la
creazione di ipotesi da sottoporre ai
più severi controlli. E se i controlli
smentiscono, mostrano falsa (cioè fal-
sificano) una teoria, si cercherà di pro-
porne un’altra migliore. Un metodo,
questo, che non vale solo per la fisica
e la biologia, ma anche per la filolo-
gia, la storiografia e, più ampiamente,
per le scienze sociali. Basti pensare, a
tal riguardo, alle riflessioni metodolo-
giche di filologi del livello di Paul
Maas, Hermann Fränkel e Giorgio Pa-
squali, o di storici come Gaetano Sal-
vemini, Lucien Febvre e Marc Bloch; o
alla teoria ermeneutica proposta in
Verità e metodo da Hans-Georg Gada-
mer: ogni interpretazione di un «te-
sto» è una congettura sul significato
di questo testo, sul suo messaggio, su
ciò che il testo dice — congettura che
va messa al vaglio sul testo e sul conte-
sto; e se qualche elemento del testo
e/o del contesto «urta» contro l’inter-
pretazione proposta, si cercherà di
produrne un’altra da sottoporre an-
ch’essa al vaglio della critica. E così
via, arrestandoci, di volta in volta, a
quella congettura interpretativa che,
pur priva dei carismi dell’assolutezza,
abbia resistito agli assalti della critica.
Popper: «La ricerca non ha fine»; Ga-
damer: «Il compito ermeneutico è
possibile ed infinito».
Unico il metodo della ricerca scien-
tifica; differenti, da disciplina a disci-
plina o anche a seconda dei problemi
trattati, sono invece le metodiche,
cioè le tecniche di prova. Il lavoro del
ricercatore avanza sul sentiero delle
congetture e delle confutazioni, proce-
de per trial and error. E se l’errore
commesso, individuato ed eliminato
«è il debole segnale rosso che ci per-
mette di venir fuori dalla caverna del-
la nostra ignoranza», ne va che «razio-
nale non è un uomo che voglia avere
ragione; razionale è piuttosto un uo-
mo che vuole imparare: imparare dai
propri errori e da quelli altrui».
È esattamente in questo orizzonte
che si comprende l’urgente necessità
di una didattica che — affinché non si
continui a dare risposte a domande
non poste — punti sui problemi più
che sugli esercizi. Il problema va risol-
to, l’esercizio va eseguito; il problema
è una domanda per la quale chi se la
pone non ha ancora quella risposta
che deve venir cercata; l’esercizio è, in-
vece, una domanda per la quale si ha
già tra le mani la risposta, in genere
appresa a memoria, senza motivazio-
ne alcuna, sul testo di algebra o di fisi-
ca; il problema forma, l’esercizio adde-
stra; il problema scatena la ricerca,
l’esercizio presuppone risultati di ri-
cerche già fatte. Ma qui sta proprio il
guaio, perché quelli indicati come
«problemi» nei testi, per esempio, di
geometria, di algebra, di chimica o di
trigonometria... non sono problemi,
sono esercizi. Per cui si dà che non di
rado nei nostri licei scientifici l’unica
vera attività di ricerca sia consistita, e
forse talvolta consista ancora, nella
versione di latino.
In effetti, che quella interpretazio-
ne di un testo che è la traduzione sia
l’esito di una serie di congetture e con-
futazioni lo si può facilmente com-
prendere solo che si ponga attenzione
a che cosa accadeva, allorché, negli an-
ni del liceo, dovevamo fare una versio-
ne dal latino o dal greco. Ebbene,
mentre il brano da tradurre ci veniva
dettato, noi tentavamo di scorgere il
senso di ciò che venivamo progressi-
vamente scrivendo: questi tentativi
mutavano magari via via che seguita-
vamo a scrivere.
Una volta terminata la dettatura, tal-
volta si aveva già subito l’idea del sen-
so del brano (descrizione di una batta-
glia, una ambasceria, una favola con
intenti morali, ecc.), e allora si cerca-
va di far quadrare i pezzi del brano an-
cora non compresi (un avverbio, un
aggettivo, un verbo, un’intera espres-
sione o più espressioni) con il tutto di
senso da noi proposto. E poteva capi-
tare che i pezzi si inserissero rapida-
mente senza difficoltà nel nostro ten-
tativo di interpretazione. Ma poteva
anche accadere che dei pezzi resistes-
sero ai tentativi di incasellamento: era-
no questi i momenti terribili del com-
pito in classe, quando si aveva la sen-
sazione di stare sbagliando versione.
E che il nostro primo abbozzo fosse
non sempre quello giusto, lo si vede-
va quando la resistenza di qualche
pezzo non inquadrabile nel nostro ab-
bozzo di interpretazione si rafforzava
legandosi ad altri pezzi magari ambi-
gui (rispetto al nostro abbozzo) e ci co-
stringeva ad abbandonare la nostra in-
terpretazione. E così ricominciavano i
nostri tentativi di congetture sul sen-
so del testo da tradurre, di interpreta-
zione di ciò che il testo poteva dire e
le nostre prove (sulla bontà dell’inter-
pretazione) attraverso l’inquadramen-
to di tutti i pezzi del testo nella nostra
congettura.
Talvolta era lo stesso titolo della
versione a dare una chiara indicazio-
ne sul senso del testo. Ma il disagio
era grande quando il professore ci det-
tava un testo senza titolo: il gioco ad
indovinare che cosa dicesse il brano
si faceva così più rischioso. Talvolta,
poi, se il brano era fuori della nostra
«precomprensione» o «memoria cul-
turale», se riguardava cioè eventi, fat-
ti o istituzioni da noi non conosciuti o
non studiati, allora si correva il perico-
lo di consegnare il foglio in bianco.
Dunque: più versioni di greco e di
latino —ma anche più temi argomen-
tativi, più riassunti, più ricerche di sto-
riografia locale — quale strumento,
certamente non unico, ma sicuramen-
te praticabile ed efficace, per la forma-
zione di menti aperte, vale a dire di
menti né scettiche né dogmatiche. E
tutto questo nella consapevolezza che
il prezzo della libertà è l’eterna vigilan-
za — su quello che pensiamo noi e su
quello che dicono gli altri. Menti aper-
te: primo ed irrinunciabile presidio di
una società aperta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una celebre frase del critico
letterario George Steiner recita: «I
classici ci leggono più di quanto li
leggiamo noi». Eppure è sempre
stato nei classici che l’umanista,
l’uomo moderno, l’illuminista, il
filosofo romantico e poi il
contemporaneo hanno trovato
ispirazione, esempio e chiarezza.
La nuova iniziativa editoriale «I
classici del pensiero libero. Greci e
latini» del «Corriere della Sera», in
edicola a partire dal 1˚ marzo (al
costo di un euro più il prezzo del
quotidiano) non è soltanto
l’occasione per conoscere o
rileggere i capisaldi della cultura
occidentale, e magari trarne nuovi
spunti di riflessione, ma dà anche
l’opportunità di scoprire la fitta
rete di legami tra il pensiero antico
e quello contemporaneo. Nelle
introduzioni inedite a ciascun
volume, infatti, docenti, critici e
studiosi contemporanei — da
Giovanni Reale a Eva Cantarella,
da Luciano Canfora a Giulio
Giorello — individuano tra l’altro
anche l’influsso esercitato dagli
antichi sui pensatori successivi, o
su protagonisti della nostra storia
recente, noti ma anche inattesi. Si
scopre così che Platone, di cui
saranno in edicola il 1˚ marzo
l’Apologia di Socrate insieme al
Critone, e il 24 marzo il Simposio,
era citato di frequente da Martin
Luther King, come ci spiega nella
sua introduzione Giovanni Reale,
mentre Giulio Giorello
accompagna il lettore di Epicuro
(le Lettere sulla fisica, sul cielo e
sulla felicità del filosofo ellenistico
saranno in edicola il 10 marzo)
attraverso suggestioni che vanno
da Moritz Schlick, fondatore del
Circolo di Vienna, a Charles
Darwin, il naturalista padre
dell’evoluzionismo. Per continuare
con il Prometeo incatenato di
Eschilo, che sarà in edicola il 22
marzo, il cui protagonista viene
individuato come l’ispiratore
eroico e appassionato di più
generazioni di pensatori del
Romanticismo, come ci ricorda
Edoardo Boncinelli nella sua
introduzione, senza dimenticare la
suggestione che il mito di Edipo
ha esercitato sulla psicoanalisi:
Edipo re e Antigone di Sofocle
saranno in edicola l’8 marzo con
prefazione di Eva Cantarella. (i.b.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La traduzione di brani dalle lingue della civiltà antica
è una concreta applicazione del metodo scientifico
I classici del pensiero libero. Greci e latini
di DARIO ANTISERI
Il procedimento
Le iniziative del Corriere
Capolavori a 1 euro
Le idee che aprono la mente
La collana Dal 1˚ marzo ogni giovedì e sabato in edicola con il «Corriere»
Al liceo
La versione di Cesare
o di Cicerone non è
un puro esercizio,
ma un problema
la cui soluzione aiuta
a sviluppare valide
capacità di ricerca
Congetture e confutazioni
per mettere al posto giusto
tutti i pezzi del mosaico
A destra: la
seconda
uscita, «La
Costituzione
degli ateniesi»
di Aristotele.
In alto: «La
resa di
Vercingetori-
ge» di Lionel
Royer
italia: 515249535254
Codice cliente:
51 Terza Pagina
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
S
i scrive per diverse ra-
gioni; per far soldi o
per vanità, soprattut-
to. Ma si può farlo an-
che per scommessa; con se
stessi, per dimostrare di esse-
re capaci, poniamo, di accen-
dere nella fantasia dei lettori
il piacere dei sensi. E così far
vedere, senza averlo davanti
agli occhi, un cielo stellato;
di vivere, senza esserci den-
tro, una traversata oceanica;
di muoversi senza un graffio
in una giungla inestricabile;
di assistere come dal vivo a
battaglie, con relativi stupri fi-
nali e massacro di prigionie-
ri. Si può scrivere per mette-
re sotto gli occhi dei lettori, a
contatto delle loro mani, per-
sino, uno dei più affascinanti
archetipi letterari della cultu-
ra occidentale: Don Giovan-
ni. Questo ha inteso fare Gior-
gio Taborelli con il fluviale
racconto della vita del leggen-
dario avventuriero spagnolo,
giunto al quarto e ultimo vo-
lume (L’altra porta del mon-
do, Ponte alle Grazie, pagine
453, e 20).
Un totale di oltre millequat-
trocento pagine, un’infinità
di storie nella storia, inanella-
te con la perizia del cesellato-
re. Dal primo volume, Il giar-
dino dei melograni, a questo
conclusivo, sono passati sei
anni. Ne valeva la pena? Cre-
do di sì, anche se un’impresa
letteraria di questo tipo forse
abbisogna di un po’ di tempo
per essere valutata appieno.
Leggere Taborelli (che nel
frattempo ci ha lasciati) è co-
me abbuffarsi fino allo stordi-
mento, bere fino a ubriacar-
si. Forse, alleggerendolo qua
e là, il racconto ci avrebbe
guadagnato, come sempre ac-
cade con i romanzi, ma è così
Taborelli, prendere o lascia-
re. E conviene prendere se si
è amanti del racconto d’av-
ventura. In questo caso scrit-
to come nel cinema oggi si fa
con il tridimensionale.
L’altra porta del mondo è
quella che alla fine del XV se-
colo condusse gli ardimento-
si europei nelle Americhe.
L’altra faccia del Pianeta do-
ve, dopo essere scampato al-
le grinfie dell’Inquisizione, fi-
nisce don Giovanni Tenorio,
incaricato dalla corona di
Spagna di far luce sui traffici
con le nuove Indie, per mette-
re termine alle smodate rube-
rie e ai tanti abusi. È laggiù,
nelle insidiose giungle del
Brasile, che don Juan si fa ve-
ramente uomo, per necessità
costretto a superare le prove
più spaventose, ma che sa-
pranno mostrargli il senso
della vita, quello per cui ogni
dolore, ogni privazione, ogni
resa, ogni nefandezza, come
ogni conquista e gioia, con-
duce a Lui, a quel tutto o a
quel niente che chiamiamo
Dio.
Si naviga, per raggiungere
il Nuovo Mondo; e così, uomi-
ni di diverse razze e diverso
ceto, nessuna donna con lo-
ro, si trovano a convivere per
periodi lunghi. Gli schiavi e i
sottoposti finiscono col di-
ventare oggetto di trastullo
per i padroni, i comandanti.
Non sfugge a questa necessi-
tà, don Giovanni, la cui bellez-
za e innato prestigio rendono
istupiditi succubi le sue guar-
die, i suoi servitori. È esplici-
to in questo, Taborelli, ma
mai morboso. Accenna, de-
scrive più per atti preparato-
ri, con quell’eleganza di stile
di cui va fiero il suo eroe, con-
vinto che l’amore fisico è la
forza che muove il mondo,
senza implicazioni psicoanali-
tiche (per l’autore, s’intende,
e non per don Giovanni) né
altre considerazioni apparte-
nenti alla sfera filosofica.
Sarà padre, alla fine, don
Giovanni Tenorio, cavaliere
di Santiago, consigliere segre-
to dell’arciduchessa Isabella
Clara, cameriere segreto del-
l’arciduca Alberto, e barone
di Coripe de la Frontera, di
Brabante e di Boemia… e ca-
pitano generale del re di Por-
togallo nel suo Stato del Brasi-
le, nella città di San Salvador
della Baia di Tutti i Santi, nel-
l a nuova I ndi a di Santa
Cruz…; metterà al mondo un
figlio, e così potrà uscire di
scena, anche se nessuno po-
trà mai dire di avere assistito
a un solo momento del suo
dramma perfetto. «Di te», gli
profetizza il suo ultimo inter-
locutore, «diranno menzo-
gne. Che hai perduto la guer-
ra con Dio. Che non sei mai
esistito». Lui non se ne cura.
Sa di essere un mito, di resta-
re nel mito.
Anche in questo come ne-
gli altri tre precedenti volu-
mi, che sveli i segreti della
storia o parli di cose che co-
nosciamo già, Giorgio Tabo-
relli sembra far rinascere il
mondo, dando ai nostri sensi
l’innocenza giusta per stupir-
ci. Ed è questo che riesce a fa-
re la letteratura.
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C
ol passaggio a un nuovo siste-
ma di valutazione dei titoli
scientifici nei concorsi univer-
sitari muta, sì, una prassi acca-
demica, ma con varie altre implicazio-
ni. L’intento è buono: passare la produ-
zione scientifica del Paese a un vaglio
più oggettivo e di maggiore ricezione
internazionale. Le vie scelte a tale fine
appaiono, però, più discutibili.
Già molti ne hanno parlato. I criteri
proposti da varie parti accrescono le
preoccupazioni. Nel mio campo di stu-
di più proprio, ad esempio, per qual-
che settore storico si è proposto di rite-
nere di serie A già per il loro nome tre
editori: Einaudi, Laterza e Il Mulino. So-
no editori che hanno illustrato la cultu-
ra italiana in ogni senso. Benissimo.
Ma, insieme, si sono pure escluse, tran-
ne qualche caso, da una valutazione po-
sitiva riviste e pubblicazioni delle socie-
tà storiche regionali, in cui ha debutta-
to o è attiva una gran parte della mi-
gliore storiografia italiana, e di cui è
più che doveroso non disconoscere il
lavoro. Del resto, per altri, pare, neppu-
re la «Rivista Storica Italiana» va inclu-
sa nella serie A delle pubblicazioni
scientifiche. Che dire? Spero di essere
male informato.
Tralascio problemi come l’irraziona-
le adozione degli stessi criteri per setto-
ri e discipline molto lontani fra loro; o
come l’assurda migliore valutazione a
seconda dell’editore delle pubblicazio-
ni; o come l’ingenua fede che il nume-
ro delle citazioni conseguite da un lavo-
ro sia garanzia assoluta della sua bon-
tà, o che i comitati o i garanti ora ri-
chiesti diano più garanzie delle direzio-
ni e redazioni attuali (e magari uno stu-
dioso potrà essere garante di scientifi-
cità in altre sedi, ma non per le proprie
collane o riviste); o come il legittimo
dubbio sulla necessità di previe certifi-
cazioni, se nei concorsi vi sono com-
missioni esaminatrici.
Mi riferisco solo agli effetti di tutto
ciò per i piccoli editori e le piccole rivi-
ste, che non siano in grado di confor-
marsi alle nuove norme per varie ragio-
ni, e anche per i costi di un’organizza-
zione un po’ più complessa, o di valuta-
tori o garanti esterni o sommari in al-
tra lingua, e così via: tutte cose che,
per essere serie, richiedono, si sa, del-
le spese. Gli autori preferiranno, pour
cause, editori e riviste di serie A o B, e
così pure gli studiosi per dirigere colla-
ne o riviste; i finanziatori si indirizze-
ranno là dove il prestigio è attestato da
una pubblica graduatoria; se si gode di
qualche inserzione pubblicitaria, an-
che questa tenderà altrove.
Insomma, la vita della piccola edito-
ria, già difficilissima, rischierà di diven-
tare ancor più difficile, e con essa an-
che il debutto dei più giovani, cui i pic-
coli editori sono più accessibili (prov-
vederanno per tutti le università?), e la
vita delle iniziative culturali di più mo-
desto respiro editoriale, ma non per
ciò sempre di minore respiro scientifi-
co o culturale. Qui non si tratta del
«piccolo è bello», ma di altro. Da quan-
to si è detto le voci nuove dagli inizi
più difficili, la cultura di tendenza, la
cultura locale, le piccole minoranze di
ogni tipo, gli studiosi o intellettuali
più isolati o più individualisti, le picco-
le istituzioni saranno rese meno facili.
La piccola editoria, se riesce a sopravvi-
vere, ne sarà ancor più ridotta a edito-
ria di ghetto più che di nicchia. Non sa-
rà meglio ridurre a un assoluto mini-
mo i requisiti di cui si parla?
Immagino già il sorriso, se non peg-
gio, degli innovatori: il mondo è cam-
biato, nell’era telematica c’è il villaggio
globale, col computer si può fare tutto,
oggi c’è la regola delle tre «i» (italiano,
sì, ma con informatica e inglese, che
ormai anche i bambini conoscono), ba-
ronie e provincialismi sono finiti. Tut-
te cose in parte ragionevoli, in parte
no. Ma il punto non è questo. Il punto
è dell’autonomia e spontaneità dell’ini-
ziativa culturale e scientifica, che va
sempre tutelata, ma non sempre si
può formare in rispondenza a una cer-
ta modulistica di requisiti, e che non è
detto che sia garantita da certificazioni
particolari più che dal libero dibattito
e confronto quotidiano nella vita scien-
tifica.
È in questo dibattito che sono stati
sempre battuti le baronie e le fazioni
culturali, i vuoti campanilismi o i dia-
lettalismi insensati, le meschinità intel-
lettuali, la falsa o sciocca scienza, il tra-
dizionalismo come incongruo passati-
smo, e altro ancora. Senza contare le
baronie e fazioni e altre negatività che
anche il nuovo sistema potrà produrre
(se, come dice qualcuno, non sta già
producendo) e che, per l’appunto, solo
per la «vecchia» via di confronto e di-
battito potranno essere indicate e bat-
tute.
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I
Quaderni del carcere di Antonio Gramsci
giunsero a Togliatti, da Mosca, il 3 marzo
1945. Il viceministro degli esteri sovietico,
Vladimir Dekanozov, scrive il 20 aprile 1945 al-
l’ufficio informazione internazionale del Pcus:
il 3 marzo sono stati consegnati a Ercoli (cioè
a Togliatti) 34 quaderni dei lavori di Antonio
Gramsci. La lettera di Dekanozov fu pubblica-
ta da Giulietto Chiesa su «La
Stampa» il 12 maggio 1992.
Il 29 aprile ’45, al Teatro San
Carlo di Napoli, Togliatti in per-
sona, nel corso di un epocale
comizio che si apre con una
commemorazione di Gramsci,
annuncia: «Egli ci ha lasciato
un patrimonio letterario prezio-
so, il risultato di questo suo la-
voro, di questi suoi studi: 34
grossi quaderni, come questo
— eccone uno — coperti di
una scrittura minuta, precisa,
uguale». (Il testo di questo di-
scorso si può leggere nel volu-
me: Palmiro Togliatti, Antonio
Gramsci, Roma, Editori Riuni-
ti, 1972, pagina 45).
La testimonianza è preziosa. Togliatti, che
ha ricevuto i Quaderni da circa due mesi, deci-
de di «lanciare» la grande notizia in una circo-
stanza molto solenne: celebra la vittoria defini-
tiva sul fascismo (Mussolini è stato ucciso il
giorno prima) e l’anniversario (27 aprile) della
morte di Gramsci. E decide addirittura di mo-
strare al pubblico uno dei Quaderni. E annun-
cia: «Noi in questi giorni siamo nuovamente
venuti in possesso di questo capitale prezioso
che a grande fatica riuscimmo al momento
della morte di Gramsci a strappare al carcere
ed imprenderemo la pubblicazione di questo
materiale il quale arrecherà una sorpresa a
molti per l’acutezza e la profondità dell’anali-
si, per l’audacia delle conclusioni».
Tutti e 34 i quaderni sono coperti di una
«scrittura minuta, precisa». Dunque nel compu-
to Togliatti non include i due quaderni «lasciati
completamente in bianco» (evo-
cati da Gianni Francioni sul-
l’«Unità» il 2 febbraio scorso).
Dunque i Quaderni erano
per l’appunto 34: trenta di ricer-
che e riflessioni, quattro di tra-
duzioni. (Invece, l’edizione Ger-
ratana — che esclude i 4 di tra-
duzioni — comprende solo 29
quaderni «di lavoro teorico»).
Se computiamo i 4 di traduzio-
ni (A, B, C, D) si giunge a 33. Se
si aggiungono i due «bianchi»
si sale a 35. Comunque non a
34; e nemmeno si scende ai 32
indicati quattro volte nella Re-
lazione sui quaderni del carce-
re di Felice Platone («Rinasci-
ta», anno III, aprile 1946, pagina 81).
Inoltre né 32 né 34 sono cifre «tonde» o ap-
prossimative. E Togliatti non pare fosse un ti-
po approssimativo. Il problema sollevato da
Franco Lo Piparo nel suo recente saggio per
Donzelli, dal titolo un po’ ad effetto I due carce-
ri di Gramsci, è dunque fondato. A meno che
non si debba includere nel computo il registro
consegnato da Tania, peraltro tuttora inedito.
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Nella versione di Giorgio Taborelli
L’inconveniente
Non sarà una storia per ragazzi
il prossimo libro di J.K. Rowling
«È giornalismo»
a Claudio Magris
Elzeviro
❜❜
È discutibile favorire nei concorsi chi pubblica con case famose
di LUCIANO CANFORA
di MATTEO COLLURA
Millequattrocento
pagine, un’infinità
di eventi inanellati
con la perizia
del cesellatore
di GIUSEPPE GALASSO
I piccoli editori nel ghetto
Discussioni Sono fondati i dubbi sollevati da Franco Lo Piparo
Verrebbero inoltre escluse
le pubblicazioni delle società
storiche regionali, che sono
parte nobile della storiografia
«Voglio esplorare altri territori»
Claudio Magris è
il vincitore, per il
2011, del premio
«È Giornalismo»,
fondato da Indro
Montanelli, Enzo
Biagi, Giorgio
Bocca e
dall’imprenditore Giancarlo Aneri.
Dopo la recente scomparsa di
Bocca, la giuria è composta dallo
stesso Giancarlo Aneri, presidente,
da Giulio Anselmi, Paolo Mieli e
dai primi tre vincitori, Curzio
Maltese, Gianni Riotta e Gian
Antonio Stella. La cerimonia di
consegna il 22 marzo a Milano.
Premi
IL MITOIMMORTALE
DI DON GIOVANNI
Gramsci, manca un quaderno
J. K. Rowling pubblicherà un nuovo romanzo. Archiviata
la saga di Harry Potter, la regina dei bestseller si dedica
ad un pubblico adulto. Secondo lo stile a cui ci ha
abituato la scrittrice, capace di trasformare ogni piccola
notizia che la riguarda in un evento, tutto per ora è top
secret. Si sa solo che a pubblicarlo sarà l’editore
americano Little, Brown and Co. Ulteriori dettagli
saranno diffusi «più avanti nel corso dell’anno», a
cominciare dal titolo del romanzo e da eventuali
anticipazioni sulla trama. The Blair Partnership, nuova
agenzia dell’autrice britannica, ha pubblicato l’annuncio
sul suo sito insieme ad una breve nota della stessa
Rowling scritta a mano in cui afferma: «La libertà di
esplorare nuovi territori è un dono del successo di
Harry, e in questo territorio mi è sembrato logico farmi
accompagnare da un nuovo editore».
Una immagine del tocco sul mondo globale: ci si interroga sui criteri migliori per la selezione universitaria (Archivio Corsera)
Antonio Gramsci
(1891-1937) leader e
teorico marxista
Atenei Le nuove regole per la selezione dei docenti universitari penalizzano le realtà meno attrezzate
italia: 515249535254
Codice cliente:
52
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Il maestro che respinse qualunque compromesso
Sapeva coniugare disegno e colore «come un dio»
E
ra stata dura, un percorso lungo
secoli, affrancare l’arte dal lavo-
ro meccanico artigianale per con-
quistarle un posto fra le profes-
sioni «liberali» e intellettuali. Alla fine,
nel Rinascimento, alcuni artisti erano
riusciti a sedersi a tavola con i nobili e
Tiziano aveva persino rimediato un tito-
lo, quello di conte palatino, conferitogli
niente meno che dall’imperatore Carlo
V. E adesso, a rovinare quel lavoro, ci si
metteva un Tintoretto qualsiasi, un gio-
vane ambizioso, figlio di un tintore, ve-
nuto su dal nulla, senza maestri né ap-
poggi. A Venezia Jacopo Robusti (il suo
vero nome) lavorava praticando il dum-
ping (diremmo oggi nel linguaggio nel-
l’Europa finanziaria) cioè a basso costo,
persino gratis, per accaparrarsi le com-
missioni trascinando così verso il basso
le tariffe di tutti gli altri. Ma non solo;
lavorava anche con una velocità che non
aveva rivali. Insomma, come un cinese.
Nessuno, nella Serenissima, glielo perdo-
nò. Ma nemmeno il fiorentino Giorgio
Vasari che a Tintoretto dedicò tre stri-
minzite paginette delle «Vite dei più ec-
cellenti scultori, pittori e architetti», da
cercare all’interno della biografia di Bat-
tista Franco. Già così, una perfidia. Ma
poi Vasari andò giù ancora più pesante:
gli riconosceva un gran talento nel crea-
re storie ma le chiamava «capricciose in-
venzioni e strani ghiribizzi del suo intel-
letto che ha lavorato a caso e senza dise-
gno, quasi mostrando che quest’arte è
una baia», ossia un’inezia, una bagatel-
la. E aggiungeva che se non avesse avu-
to quel difettaccio di «tirar via di prati-
ca» sarebbe stato uno dei maggiori pitto-
ri.
Da Vasari in poi, il pregiudizio sulla
sciatteria della velocità non ha più ab-
bandonato Tintoretto che se l’è tirato
dietro fino al Novecento, quando persi-
no Roberto Longhi, dopo aver definito
la sua maniera «metodo levantino del
pratico maestro», supponendo una for-
mazione dell’artista nella zona margina-
le di cultura levantina dei «madonneri»,
lo liquidò come «genio soffocato dalla
facilità, né mai realizzatosi per difetto di
quella meditazione morale che ha da in-
tervenire tra la prima idea e il lungo e
pratico fare». Del resto Longhi se la pre-
se anche con un altro «praticon di man»
(così anche il Boschini definiva Tintoret-
to) veneto che risponde al nome di Gio-
van Battista Tiepolo, «sempre pronto,
con un poco di spiegazione, a dipingere
da un giorno all’altro persino "Le Alpi Pa-
nacridi in Alvisopoli"».
La convinzione secondo cui per crea-
re un’opera d’arte ci voglia meditazione
e tempo va di pari passo con il valore
che le si attribuisce: se una cosa costa
molto, deve anche richiedere tanto tem-
po. Ma questa equazione non tiene con-
to del fatto che certi artisti possedevano
la facilità come un dono naturale e non
potevano dipingere diversamente. Luca
Giordano, soprannominato «Luca fa’
presto», si portava dietro il nomignolo
da quando, ragazzino, soggiornava a Ro-
ma con il padre il quale, racconta il De
Dominici, pressato dalla necessità di
vendere ai forestieri le copie delle anti-
chità che Luca disegnava, lo sollecitava
«dicendogli a ogni tratto: Luca fa’ pre-
sto!». Un altro veloce per natura era il
fiammingo Rubens: dove non riusciva
ad arrivare lui, c’erano i suoi numerosi
allievi che potevano impostare tutto il
quadro fino ai tocchi finali che venivano
dati in fretta dal maestro.
Caravaggio, al contrario, correva da
L’appuntamento
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i sono due opere, all’ingresso della
mostra nelle Scuderie del Quirina-
le, che da sole riescono a raccontare la
personalità del Tintoretto e i grandi te-
mi della sua pittura. Di fronte al visita-
tore appare la maestosa tela con il Mira-
colo di San Marco (oltre cinque metri
per quattro). Sulla parete a destra, il pic-
colo Autoritratto come giovane uomo
(quarantacinque centimetri per trenta-
sei). Entrambe le opere sono datate
1548. Tintoretto ha ventinove anni. Si
presenta con il volto serio, incorniciato
da riccioli neri, un’ombra di barba, lo
sguardo vivo, l’espressione irritata. Dal-
la descrizione di Carlo Ridolfi, biografo
dei pittori veneti, sappiamo che era alto
appena un metro e mezzo. Il suo amico
commediografo Andrea Calmo lo apo-
strofa «granelo de pevere», per la sua
facilità ad arrabbiarsi. Proprio grazie a
Calmo, appena nominato decano della
Scuola Grande di San Marco —una del-
le maggiori confraternite veneziane —
Tintoretto è riuscito ad avere la sua pri-
ma commessa importante, questo tele-
ro con il Miracolo. «L’abbiamo colloca-
to in apertura — spiega Giovanni Villa,
coordinatore scientifico del catalogo —
perché rappresenta una delle grandi
icone della sua pittura. È la sua prima
opera importante ma contiene già la no-
vità tecnica del fondo scuro, che per-
mette all’artista una esecuzione veloce
e al risparmio, e la composizione sceni-
ca allestita come una scenografia teatra-
le». Il capolavoro gli
procura il riconosci-
mento di Pietro Areti-
no che, pur invitando-
lo a contemperare «la
prestezza del fatto»
con «la pazienza del fa-
re», ne ammira il rilie-
vo, gli scorci e «i colo-
ri che son carne». E
quello del Vasari che,
pur criticando quel
modo di lavorare «a
caso e senza disegno»
lo definisce «il più ter-
ribile cervello che ab-
bia avuto mai la pittu-
ra». Tintoretto era riu-
scito dunque a raggiungere quel che si
era prefisso quando aveva appeso nel
suo studio un cartiglio con il motto «il
disegno di Michelangelo e il colore di
Tiziano». Paolo Pino, sempre in quel
1548, aveva sentenziato nel suo «Dialo-
go» che chi fosse riuscito a coniugare le
due abilità sarebbe diventato «il dio del-
la pittura».
Tintoretto, come d’abitudine, prima
di iniziare il lavoro si è recato a studiare
il sito destinato al quadro. Ha osservato
che occuperà lo spazio tra due grandi
finestre e inventa quindi un gioco di
controluce, in modo che i confratelli si
sentano quasi proiettati al centro del-
l’opera stessa. «L’impaginazione — os-
serva Vittorio Sgarbi, che cura la mo-
stra — è grandiosa e teatrale, con l’im-
pianto scenografico di quinte e di colon-
ne, archi e portali, con scene che si dila-
tano verso profondità rarefatte». L’arti-
sta studiava a tavolino queste composi-
zioni, con modellini di gesso e terracot-
ta che replicavano sculture di Michelan-
gelo o con statuine che lui stesso pla-
smava in cera.
Per riconoscerne l’assetto teatrale, bi-
sogna osservare il Miracolo da lontano.
Per capire la velocità d’esecuzione, oc-
corre invece avvicinarsi il più possibile.
Concentrarsi sulla veste rossa dell’uo-
mo di schiena, dove la muscolatura del-
la spalla è precisata da tre rapide pen-
nellate di lacca più scura. E poi spostare
lo sguardo sul soldato alla sua destra,
con il corpo chiuso in una cotta, le cui
singole maglie colpite dalla luce sono
rese con piccoli colpi di biacca e quelle
in ombra definite raschiando con il le-
gno del pennello la base scura per far
emergere la chiarezza della tela. La pre-
parazione del fondo è un’altra particola-
rità di Tintoretto, che si inventa una ri-
cetta tutta sua: raccoglie in un caldero-
ne i colori avanzati sulla tavolozza e
quelli caduti sul pavimento e li fa bolli-
re, fino a ottenere una sostanza scura
che spalma sulla tela. A questo punto
gli basta disegnare su questo fondo, di-
rettamente con il pennello, le figure, i
profili delle architetture, i paesaggi.
La suggestione di questi fondi bruni
si ammira in particolare nell’ultimo
struggente autoritratto, dove il volto è
sul punto di essere inghiottito dal buio.
E nelle due grandi tele con Maria Egizia-
ca e Maria Maddalena, dove sull’accor-
do dei toni bruciati sono delineate la
palma in primo piano, i boschi sullo
sfondo, le figure minuscole delle due
Marie e le acque spumose del ruscello
che, guardate da vicino, anticipano ad-
dirittura le pennellate impressioniste
degli stagni di Monet. L’audacia degli
scorci esplode nell’Ultima Cena di San
Polo, restaurata per l’occasione da Cari-
parma. Al secondo piano, ci sono sale
dedicate ai ritratti, alla pittura profana,
ai maestri con cui Tintoretto si è con-
frontato, da Tiziano a El Greco. Del mae-
stro veneto sono esposti quaranta capo-
lavori, con un’idea di completezza della
sua opera. Questa, come ricorda Emma-
nuele Emanuele, presidente delle Scu-
derie, è la sua prima mostra realizzata a
Roma.
Lauretta Colonnelli
lcolonnelli@corriere.it
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Gli altri «praticon di man»
Tintoretto
Caravaggio Lavorava
poco ma era sempre
veloce e puntuale
Rubens Spazio alla
bottega, spesso dava
in fretta i ritocchi finali
Tiepolo Pronto a
dipingere qualsiasi cosa,
da un giorno all’altro
Scalata alla gloria
Eventi
Ombroso
Per natura o per necessità
Quei pittori-fulmine
(con invidia dei «lenti»)
Per il suo carattere iroso era
soprannominato «granelo de
pevere» dal commediografo
e amico Andrea Calmo
Talento e strategie l| Robus|| comc Caravagg|o, C|ordano, Rubcns, T|cpo|o. un’ab||||a spcsso cr|||ca|a
di FRANCESCA BONAZZOLI
La rassegna Pcr |a pr|ma vo||a
nc||a cap||a|c, (a||c Scudcr|c
dc| 0u|r|na|c), r|un||| /O capo|avor|
«Il miracolo» della fama
«Il miracolo dello schiavo», dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco,
impose prepotentemente Tintoretto come uno dei protagonisti della scena veneziana
La guida
UNA MOSTRA
A ROMA
I simboli l| m|raco|o d| San Harco
c uno dcg|| au|or||ra||| r|||c||ono
a| mcg||o || suo s|||c |nnova||vo
italia: 515249535254
Codice cliente:
53 Eventi
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
A
ll’apice del suo splen-
dore, la Venezia del
Cinquecento è una
città di artisti. Nei pri-
mi anni brillano i fratelli Belli-
ni, Giovanni e Gentile, il Car-
paccio e i Vivarini. Ma poi è la
valanga: attirati da una socie-
tà che adora le arti, da uno Sta-
to che si fa un punto d’onore
di garantire agli artisti la liber-
tà di esprimersi, da una vita
quotidiana variopinta e viva-
cissima, si precipitano a Vene-
zia pittori, scultori, architetti,
musicisti. Molti vengono dai
dominii veneti di terraferma,
come Giorgione, trevisano, Pa-
olo Caliari, veronese, il Porde-
none, friulano, il Savoldo bre-
sciano, tanti arrivano da altre
parti d’Italia e d’Europa. Viene
anche, ospite del Fondaco dei
Tedeschi non ancora affresca-
to da Giorgione e Tiziano, il
sommo Albrecht Dürer. Tutti
trovano di che vivere, perché
con uno Stato mecenate gareg-
giano le innumerevoli confra-
ternite, gli ordini religiosi, i
ricchi patrizi e i ricchi mercan-
ti, perfino le cortigiane, belle
ragazze che vendono sesso
ma anche musica e conversa-
zione: Veronica Franco, corti-
giana poetessa, ricambierà i
doni di re Enrico III di Francia
col proprio ritratto dipinto
dal Tintoretto.
Il clima della Venezia cin-
quecentesca è un po’ simile a
quello della Parigi raccontata
da Hemingway nel suo «Festa
mobile». Non c’è giornata sen-
za avvenimenti, sfarzose litur-
gie dogali, cortei acquei e ter-
restri, cerimonie, sfilate, o le
coloritissime manifestazioni
delle Compagnie della Calza,
libere associazioni di giovani
patrizi buontemponi; recite
delle commedie del Ruzante
padovano nei palazzi, e balli e
banchetti. E dissertazioni e di-
spute erudite. E visite solenni
di principi e potentati stranie-
ri, pretesti di regate e d’altri fe-
steggiamenti.
E le inaugurazioni di pale
d’altare, quelle di Tiziano ai
Frari, la rivoluzionaria Assun-
ta e l’altra donata dal vescovo
Pesaro, quella del Pordenone
a San Giovanni di Rialto. E del-
le Cene di Paolo Veronese, a
San Giorgio Maggiore e a San
Giovanni e Paolo, quest’ulti-
ma contestata dalla Santa In-
quisizione come blasfema ma
salvata dai tre Savi all’Eresia,
rappresentanti dello Stato,
con la trovata di cambiarne il
titolo, da «Ultima Cena» a
«Convito in casa di Levi».
Con tanto fervore artistico,
prospera il mercato delle com-
mittenze. E c’è chi è in grado
di influenzarlo. Grazie alla pro-
tezione del grande doge An-
drea Gritti, il sanguigno poli-
grafo toscano Pietro Aretino
si è stabilito a Venezia, sul Ca-
nal Grande, ed è diventato un
opinion maker temuto e riveri-
to da monarchi e pezzi grossi.
Amicissimo di un altro tosca-
no illustre, Jacopo Sansovino,
che ha convertito Venezia goti-
ca all’architettura «alla roma-
na», l’Aretino si è legato d’ami-
cizia a Tiziano. E i tre, nei pran-
zetti rallegrati da belle corti-
giane, fanno e disfano le fortu-
ne degli artisti. Chi non incon-
tra il loro favore, come Loren-
zo Lotto, è meglio che se ne va-
da.
E il Tintoretto? Jacopo Robu-
sti, veneziano, allievo non
troppo amato di Tiziano, pos-
siede una fantasia senza limiti
e ama e coltiva la sperimenta-
zione più audace. L’Aretino ha
provato a sfotterlo, ma lui ha
fatto finta di nulla e l’ha invita-
to al suo studio, a posare per
un ritratto. L’ha fatto sedere,
poi ha staccato dalla parete
uno spadone e con un urlo gli
si è lanciato contro. E, con
una gran risata, ha usato la
spada per prendergli le misu-
re. Uomo di mondo, l’Aretino
ha capito e da allora in poi l’ha
sempre rispettato.
Poi, nel 1576, una spavento-
sa pestilenza si porterà via il
vecchio Tiziano con migliaia
di veneziani. E l’anno dopo
brucerà il palazzo ducale, ope-
re meravigliose di grandi mae-
stri andranno in fumo,
il doge Sebastiano Ve-
nier, vincitore dei Tur-
chi a Lepanto, ne mori-
rà di crepacuore. Tin-
toretto verrà chia-
mato a dipingere
lo smisurato Pa-
radiso nella sala
del Maggior Con-
siglio. Il Palladio
accrescerà con le
sue architetture
il fascino di Vene-
zia. Ma la spensie-
ratezza dei magici
anni passati non ri-
vivrà che più di
un secolo dopo,
nel fuoco d’artifi-
ci o fi nal e del l a
splendida deca-
denza del Sette-
cento venezia-
no.
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solo. Non amava lavorare molto ma ave-
va un gran bisogno di soldi per cui era
sempre velocissimo e puntuale nelle
consegne. «Non si consacra di continuo
allo studio ma quando ha lavorato un pa-
io di settimane, se ne va a spasso per un
mese o due», scriveva il biografo Karel
van Mander. Nel periodo che trascorse
in fuga da Roma e da Malta dopo l’omici-
dio, passò il tempo a dipingere un qua-
dro dietro l’altro, pressato dal bisogno e
a Messina, quando il pubblico osò fare
innocui commenti alla sua Resurrezione
di Lazzaro, ormai con i nervi a pezzi, pre-
se il pugnale e squarciò la tela. «E dopo
aver in tal guisa sfogata la colera su quel-
l’innocente lavoro, coll’animo all’appa-
renza sedato, rincorò que’ smarriti galan-
tuomini che non si attristassero mentre
fra brieve tempo gliene darebbe un’altra
secondo il loro gusto e più perfettamen-
te compiuta». E infatti, a giudicare dal-
l’enorme spazio vuoto che incombe sul-
le figure, dalla loro fattura approssimati-
va e dal pigmento ridotto al minimo,
quel quadro fu davvero buttato giù in
fretta e nonostante tutto ne uscì un capo-
lavoro pagato mille scudi, più del dop-
pio di qualsiasi altro compenso mai rice-
vuto dal Caravaggio.
Per certi «praticon di man», il tempo
continua a giocare a favore.
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di ALVISE ZORZI
Con l’Aretino sanciva a pranzo i successi dei pittori
Vincitori e «sconfitti»
La vendetta
La spintarella
Il prescelto Veronese
(«Venezia in trono con la
Giustizia e la Pace»): Tiziano
lo amava perché malleabile
Emarginato Lorenzo Lotto
(«Cristo che porta la croce»)
Emigra perché non sta al
passo con l’estetica di Tiziano
Con i piccioni di Cattelan La strana coppia: alla scorsa
Biennale d’arte di Venezia Tintoretto e Maurizio Cattelan (a
sinistra) condividevano la stessa sala. La curatrice Bice Curiger
aveva infatti voluto tre quadri del Tintoretto come simbolo della
mostra «Illuminazioni» centrata sul tema della luce e sopra
i Tintoretto Cattelan ha installato decine di piccioni imbalsamati
che contemplavano le opere dall’alto. (foto D. Piaggesi)
Rapidi capolavori
Tintoretto, (non amato
dal Vecellio), minacciò lo
scrittore toscano con la
spada per i suoi sfottò
Fiorisce il mercato delle
committenze ma cresce
anche il potere delle
«raccomandazioni»
Il recupero
La «Festa mobile» del ’500
Tiziano, arbitro dei destini
Susanna o Venere?
Dipinto domestico
Per accaparrarsi commissioni
Tintoretto lavorava a basso costo
e in fretta. Artisti (e biografi)
lo attaccavano: «È sciatto»
Per la mostra romana
«L’Ultima Cena» (1574-1575)
è stata restaurata in tre mesi
a cura di Cariparma e ha
abbandonato per la prima
volta la chiesa di San Polo
a Venezia dov’era custodita
Come un sovrano
L’autoritratto di Tiziano
Vecellio: stella indiscussa
in una vita lunghissima
Intrighi e splendori La Venezia rinascimentale simile alla Parigi di Hemingway
Il raffinato «Susanna e i vecchioni» (1575 ca.) proviene dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Secondo lo storico dell’arte Augusto Gentili, «più di Susanna, lei si direbbe Venere».
L’alleato
Sansovino (San
Giovanni Battista)
L’allievo cacciato Paris Bordone («Allegoria
con due amanti»): Tiziano ne temeva il talento
«San Giorgio e il drago» (1560, National Gallery a Londra): di
piccole dimensioni, Tintoretto forse lo dipinse per la famiglia Correr
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
#
G
razie al governo Monti e alla di-
sponibilità dei sindacati si parla
apertamente dell’articolo 18. Ora
ci vuole uno sforzo decisivo di
ragionevolezza da parte di chi
dichiara che «pochi usano l’articolo 18,
allora non vale la pena metterci le mani»,
«ha un grande potere di deterrenza», «è un
baluardo di civiltà». Al contrario questa
legge è:
1) Asimmetrica e arbitraria. Distorce il
comportamento delle aziende e dei
lavoratori. Le aziende sono incentivate a
usare contratti a tempo determinato per non
assumere chi non potranno licenziare. I
lavoratori, che dalla loro hanno solo la
benevolenza del giudice, devono aspettare
tempi lunghissimi per la conclusione di una
causa e se perdono non hanno risarcimento,
a differenza degli altri Paesi europei. Il
giudice è di norma benevolente verso il
dipendente. Sarà la consapevolezza di un
Paese che non aiuta il licenziato, sarà l’idea
che l’impresa possa pagare, è l’alta media
delle cause vinte dal dipendente licenziato:
da Torino, dove sei sentenze su dieci sono a
favore dei lavoratori, a Milano con il 65%, a
Bologna dove si sale al 70%, fino a Napoli
dove si arriva all’80%. Il numero di
reintegrazioni è molto basso perché, come
suggerisce Pietro Ichino, gli imprenditori
sanno di soccombere in giudizio e i
licenziamenti non avvengono. Anche le
spese procedurali hanno un’asimmetria a
favore del lavoratore: se il datore di lavoro
vince, le spese giudiziali sono divise tra le
parti. Se invece viene condannato deve
sostenere anche le spese legali della
controparte. Questo è un incentivo per il
lavoratore a ricorrere alla via legale.
Assumere un lavoratore inadatto al posto di
lavoro può costare molto caro: all’indennità
bisogna aggiungere le spese legali e i costi
dei ritardi della giustizia. Il danno biologico
è di solito appannaggio del lavoratore, che
può anche scegliere se essere reintegrato o
ricevere un risarcimento di 15 mensilità.
2) Inefficiente. Pochissimi si fanno
reintegrare e optano per l’indennità
sostitutiva di 15 mensilità. Ma se non si
fanno reintegrare, allora ha molto più senso
definire un costo certo di licenziamento,
anche alto, e rivedere l’articolo 18 che
penalizza le imprese ed alimenta la
macchina legale delle cause di lavoro. Se
una buona parte delle cause si conclude o
con una transazione o con l’accettazione
delle 15 mensilità, di fatto, l’articolo 18 non
serve per la reintegrazione, ma solo ad
alzare il prezzo della transazione. Si usa il
suo potere ricattatorio — Susanna Camusso
lo definisce «deterrente» — che configura
un rapporto proprietario del dipendente
con il posto di lavoro. Questo ha l’effetto di
frenare la mobilità e la formazione da parte
del lavoratore.
3) Iniqua. Se il lavoratore perde non ha
risarcimento, né aiuto a rientrare sul
mercato, in un Paese dove il collocamento
pubblico sistema il 3% di chi cerca lavoro. I
costi dell’articolo 18 sono sopportati dai
giovani, dai non protetti, oggi quattro
milioni. Per loro, il mancato rinnovo del
contratto precario equivale a un
licenziamento libero e senza penalità.
L’articolo 18 tutela solo i lavoratori assunti a
tempo indeterminato in aziende con più di
15 dipendenti, circa nove su 23 milioni di
lavoratori. Garantire il diritto a non essere
licenziati senza giusta causa solo a una
parte dei lavoratori impone un costo di
equità ed efficienza all’intero mercato e
all’intero Paese. Si continua a negare la
relazione tra l’abnorme crescita del lavoro
precario e le regole di uscita dal mercato. La
discriminazione fra lavoratori a tempo
indeterminato e a tempo determinato è «un
baluardo di civiltà»?
4) È nemica della crescita e degli
investimenti dall’estero. Per un’impresa
relativamente piccola, come l’azienda-tipo
italiana, la prospettiva di sborsare decine di
migliaia di euro per un licenziamento limita
i piani di sviluppo. La lunghezza della causa
di lavoro di quattro anni in media, che
possono durare fino a otto, e la prospettiva
di reintegrare il lavoratore può frenare i
piani di riorganizzazione interna o di nuove
assunzioni o di riallocazione del lavoro. In
questo modo può influenzare
negativamente la flessibilità produttiva, la
produttività e i salari.
5) È svuotata nel suo obiettivo economico e
aggirata dalle imprese che assumono a
tempo determinato, dagli infiniti contratti
precari, dai licenziamenti collettivi, che
sono in gran parte delle fuoriuscite pagate
dalla collettività, dai tempi della cassa
integrazione che si ripercuote sul
funzionamento del mercato del lavoro
favorendo il sommerso e non la sana
necessaria mobilità. La legge tutela il
singolo lavoratore, ma non chi viene messo
in cassa integrazione straordinaria a zero
ore, senza prospettive reali perché quando
finisce sarà tardi per ricollocare il suo
capitale umano.
I nostri lavori sugli effetti economici dei
costi di assunzione e licenziamento
indicano che le imprese trovano i
licenziamenti individuali molto costosi e
quelli collettivi molto più convenienti.
Questa asimmetria può avere un impatto
pesante in tempi di crisi, quando le imprese
colgono l’opportunità di effettuare tutti gli
aggiustamenti di manodopera necessari a
costi molto bassi. È il momento in cui la
flessibilità in uscita è al massimo e l’impatto
sociale e di spesa pubblica è forte. «A crisis
is a terrible thing to waste»: non perdiamo
l’occasione di riformare questa legge
svuotata, fuori del tempo, distorsiva e
iniqua. Ci uniamo all’appello di Alberto
Alesina e Francesco Giavazzi per una
riforma vera del mercato del lavoro e del
welfare che parta dal contratto a tempo
indeterminato per tutti, che introduca costi
di licenziamento alti, ma che li renda certi.
Università di Brescia
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Articolo 18 inefficiente e iniquo
Non perdiamo l’occasione di cambiare
Idee&opinioni

Le decine di segnalazioni di let-
tori e lettrici del Corriere al
blog della «27a ora» dicono che la «clau-
sola gravidanza» non è un caso limitato
alla Rai, che in tante aziende italiane l’at-
tesa di un bambino diventa «giusta cau-
sa» di allontanamento per donne preca-
rie. La particolarità della tv di Stato (e, a
quanto pare, di alcune altre società) sta
nel fatto di averlo dichiarato per iscritto,
in barba ai diritti costitu-
zionali e al buonsenso. Se
una lavoratrice rientra nei
«casi di malattia, infortu-
nio, gravidanza» l’azienda
può decidere di «scioglie-
re il contratto di diritto,
senza alcun compenso o
indennizzo a suo favore».
Si tratta, formalmente,
di contratti di consulenza,
quelli che si firmano con
grandi professionisti, avvocati, ingegne-
ri, professori universitari, portatori di
competenze non presenti nel personale
dipendente. Che senso ha allora precisa-
re tutte quelle cose sulla maternità? Mi-
ca un legale di successo deve garantire
la sua presenza otto ore al giorno. E, se
perde un cliente, ne ha altri. Viene il so-
spetto, allora, che la clausola nasconda
una sorta di lapsus, che ci sia confusio-
ne tra consulenti e lavoratori dipenden-
ti. Che sono dei «contraenti deboli» e
meriterebbero ben altre tutele secondo
le nostre leggi.
L’errore della Rai, per fortuna, è stato
corretto, i sospetti in parte fugati. Ma re-
sta il problema delle tante aziende italia-
ne che vivono con fastidio le madri e sti-
pulano contratti fasulli per poterle met-
tere alla porta appena mi-
nacciano di assentarsi, no-
nostante la paga, in quei
mesi, competa agli istituti
di previdenza. Per non di-
re di quei cacciatori di te-
ste che nei colloqui rivol-
gono la domanda illegitti-
ma: «Pensa di mettere su
famiglia?».
Come se la gravidanza
fosse un evento soltanto
delle donne. Far crescere i bambini,
istruirli ed educarli, proteggere la nasci-
ta delle famiglie, è invece nell’interesse
di tutti. Non lo dice una «pericolosa»
femminista, è scritto nella nostra Costi-
tuzione.
Mario Garofalo
Twitter @garofalo_ma
©RIPRODUZIONE RISERVATA
DIVORZIO BREVE ANCHE CON FIGLI MINORI
LE VITTIME PIÙ FRAGILI DI OGNI CONFLITTO
C
aro direttore, quando la Rai diventa
indifendibile anche agli occhi di
chi investe centinaia di milioni di
euro in pubblicità, quello è il mo-
mento in cui è inutile continuare
ad attaccarla. E cominciare a lavorare a una
sua nuova architettura. Abbiamo deciso di in-
tervenire nel dibattito sulla Rai con un’artico-
lata proposta sul futuro della maggiore indu-
stria culturale italiana, il luogo in cui si è spec-
chiata la nostra vita pubblica e privata, il gran-
de collante culturale che ci ha dato una lin-
gua e unito il Paese, producendo uno straor-
dinario giacimento di contenuti e di memo-
ria nazionale.
L’insieme degli investimenti dei nostri asso-
ciati sui canali Rai costituisce all’incirca la me-
tà del fatturato della stessa Rai. Rappresentia-
mo responsabilmente il principale elemento
di mercato nel sistema dei media e riteniamo
che il progresso del Paese debba coinvolgere
anche una Rai in cui le logiche commerciali
non soffochino le ambizioni di crescita civile
connaturate nel ruolo di una tv pubblica.
Abbiamo commissionato una ricerca fra gli
esperti del mondo della comunicazione, per
capire le ragioni della lunga crisi dell’emitten-
te pubblica e quali siano le sue prospettive, se-
guendo il metodo virtuoso della Bbc che partì
da una ricerca per risolvere la sua profonda
crisi. Le valutazioni emerse sono molto criti-
che, anche se non sono mancati giudizi positi-
vi e indicazioni di punti di forza condivisibili.
La vera sorpresa è stata l’indicazione preva-
lente sul futuro assetto societario: «La Rai de-
ve restare pubblica». Secondo la quasi totali-
tà degli intervistati infatti la Rai dovrebbe es-
sere gestita con criteri di maggiore efficienza,
ma il servizio televisivo pubblico resta una ga-
ranzia democratica e un veicolo attivo di plu-
ralismo.
Un’altra argomentazione forte si è focaliz-
zata sulla necessità di una governance più leg-
gera, svincolata dalla patologica ingerenza po-
litica e riportata a una normale fisiologia di
indirizzo e controllo. Il filtro ipotizzato po-
trebbe essere il conferimento della proprietà
a una Fondazione in cui sia rappresentata l’ar-
ticolata realtà sociale, culturale, economica e
istituzionale del Paese.
La ricerca ha infine evidenziato un terzo
elemento predominante che riguarda l’asset-
to editoriale: la proposta è una rete generali-
sta senza pubblicità, che giustifichi il paga-
mento del canone e, soprattutto, il recupero
della sua evasione diffusa: oltre sette milioni
di famiglie.
La finalità di una rete sganciata dai mecca-
nismi della pubblicità dovrebbe essere, secon-
do gli intervistati, anche «quella di favorire la
sperimentazione di format e contenuti liberi
dagli obiettivi commerciali e che, di conse-
guenza, sappiano far evolvere l’immaginario
collettivo esattamente così come la Rai fece
alle origini della sua storia». Si auspica, cioè,
una riforma che faccia crescere il sistema nel
suo insieme e liberi risorse senza penalizzare
i singoli protagonisti del mercato.
In ultima analisi è opinione diffusa che la
Rai debba recuperare il suo ruolo di servizio
pubblico per aiutare il Paese nella sua opera
di modernizzazione. I tempi sono maturi per-
ché una scelta vada compiuta, noi investitori
pubblicitari daremo il nostro apporto perché
ciò avvenga con determinazione.
Presidente Upa — Utenti pubblicità
associati
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SERVIZIO PUBBLICO

Chi sia davvero Bill Gates, Ma-
rio Monti non l’avrà capito
nemmeno ieri. I due si sono parlati per
la prima volta dopo anni e nella testa di
entrambi sarà corso il film del passato.
La Commissione europea che, su pro-
posta di Monti commissario alla Con-
correnza, nel 2004 condanna la Micro-
soft di Gates a 497,2 milioni di euro di
multa: abuso di posizione dominante.
Microsoft che non si piega, fa ricorso e
ne esce con un’altra multa da 889 milio-
ni. La Corte di giustizia europea che
conferma le decisioni di Monti. Per la
prima volta un’autorità antitrust ha con-
dannato una grande impresa tecnologi-
ca, com’era successo nelle rivoluzioni
industriali precedenti con i monopoli-
sti dei telefoni o del petrolio.
Di sicuro quei momenti sono passati
nella testa di entrambi, ieri. Le pressio-
ni, le telefonate notturne, i camion cari-
chi di carte, le squadre di avvocati. La
cocciutaggine di Monti, quella di Gates.
Chiusi uno davanti all’altro in una sala
piena di stucchi a Palazzo Chigi, si saran-
no chiesti entrambi chi è davvero l’inter-
locutore seduto lì davanti. C’è il Gates ca-
pace di strategie industriali predatorie e
sleali, un simbolo che Monti ha intacca-
to. E c’è il Gates che distribuisce ai pove-
ri la sua ricchezza aggressivamente con-
quistata. Poi c’è il Monti tutto di un pez-
zo, il professore che fa applicare il dirit-
to europeo anche a un colosso Usa che
se ne credeva immune; il leader suo mal-
grado che arriva a Palazzo Chigi e presie-
de sulla discesa degli spread di quasi
250 punti base in meno di tre mesi.
Poi però c’è il Mario Monti premier di
un Paese che è indietro nei versamenti
per l’aiuto allo sviluppo della Banca mon-
diale e al Fondo globale per la lotta all’Ai-
ds. Da solo Gates contribuisce più dell’ot-
tava economia del mondo, la nostra. Non
c’è nessuno che, come l’Italia, ha mancato
i pagamenti promessi al Fondo sull’Aids
per 260 milioni di dollari sul 2009-2010 e
poi si è rifiutato (sotto il governo Berlusco-
ni) di impegnare altri fondi. Gates invece
versa circa 100 milioni l’anno a quell’agen-
zia e ne ha appena impegnati altri 750.
Monti fece sentire in debito Gates otto an-
ni fa ma di certo Gates ha fatto sentire in
debito Monti ieri, perché è lui ora il volto
del Paese. La sfida, fra loro due, continua.
Federico Fubini
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DOPO L’APPELLO ALESINA-GIAVAZZI
Una Fondazione per «liberare» la Rai
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QUELLE CLAUSOLE ANTI GRAVIDANZA
CHE COLPISCONO LA DONNA E LA FAMIGLIA

La Commissione giustizia della
Camera ha approvato gli emen-
damenti al testo del divorzio «breve». E
così la norma passerà all’esame del Parla-
mento. Vien da pensare che lo snellimen-
to e la riduzione dei tempi dovrà essere
ancora attesa a lungo, perché è prevedi-
bile che le Camere abbiano cose più im-
portanti da fare e che il divorzio breve
continuerà a vivere la più lunga delle at-
tese.
In questi anni abbiamo letto le stesse
cose, giuste e ormai quasi banali: la no-
stra legge è la più restrittiva di tutte, pri-
ma la separazione e poi, dopo tre anni, il
divorzio per la pausa di riflessione, le
spese legali doppie, il peso delle parole
della Chiesa. Fino all’argomento princi-
pale, quasi sbandierato: si dice che i tem-
pi possono essere ridotti, ma la lunga at-
tesa per il divorzio va mantenuta (ora
con la proposta riduzione a due anni)
quando i coniugi hanno figli minorenni.
Pare doveroso restituire il giusto profi-
lo all’«interesse del minore» e togliere
l’enfasi sulla quale tutti sembrano d’ac-
cordo. È venuto il momento di dire con
chiarezza quello che pare fin troppo ov-
vio: i figli minori delle coppie sposate o
di fatto soffrono per la fine dell’unione
dei genitori, perché si lasciano, perché si
separano, perché divorziano, e ai genito-
ri si deve chiedere il rispetto, la responsa-
bilità, la solidarietà per fare in modo che
il loro contrasto non ricada sulla testa
dei loro figli. Ma imporre per il divorzio
«breve» un termine comunque più lun-
go, due anni anziché uno, quando ci so-
no figli minori non è certo un modo per
tutelarli.
I minori non vanno a leggere gli atti
dello stato civile, ma valutano solo il
comportamento dei genitori e sono tute-
lati se quei comportamenti sono respon-
sabili. Anzi, si può dire che la tutela e il
rispetto dei minori sono attuati quando
la separazione e il divorzio si concludo-
no il più sollecitamente possibile. È chia-
ro infatti che la pendenza e il protrarsi
della lite estenuata nel tempo, scandita
in due processi, crea una tensione che
danneggia i minori. Proprio quei cittadi-
ni che si vorrebbero proteggere con le
parole della legge.
Cesare Rimini
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L’EUROPA IERI, PALAZZO CHIGI OGGI
LE SFIDE RIBALTATE MONTI-GATES
italia: 515249535254
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
L
’ America paga la tutela della sicurezza dei cittadini
con una popolazione carceraria enormemente supe-
riore — in alcune realtà anche dieci volte superiore
— a quella di molti Paesi europei: 731 detenuti per
ogni 100 mila abitanti, quasi l’1% della popolazione
dietro le sbarre o soggetta a misure restrittive (arresti domici-
liari, libertà vigilata, braccialetto elettronico).
Un costo enorme (economico e sociale) per la collettività.
Che si trasforma in occasione di business per l’industria dei
penitenziari privati, cresciuta parallelamente al boomdei dete-
nuti (più che triplicati negli ultimi 30 anni soprattutto per la
moltiplicazione degli arresti per droga e immigrazione clande-
stina). Aziende come la Corrections Corporation of America,
che gestisce 66 penitenziari ed è quotata alla Borsa di Wall Stre-
et. Ora, approfittando della crisi finanziaria che attanaglia le
amministrazioni locali Usa, la società ha messo sul tavolo 250
milioni di dollari per acquistare le carceri che il settore pubbli-
co è disposto a dismettere in tutti gli Stati dell’Unione.
Col vento delle privatizzazioni che soffia forte soprattutto
nelle amministrazioni conservatrici pronte a smantellare an-
che servizi pubblici molto delicati, sembrava che società come
Corrections Corporation avessero davanti una prateria. E inve-
ce, a sorpresa, il Senato della Florida giorni fa ha bocciato la
cessione di 26 prigioni dello Sta-
to caldeggiata dal governatore re-
pubblicano Rick Scott. Sarebbe
stata la più grossa privatizzazio-
ne di carceri della storia america-
na, ma sono stati proprio nove
senatori conservatori a far pen-
dere la bilancia per il «no». E re-
sistenze stanno emergendo an-
che in Stati come la Louisiana,
l’Arizona e il Michigan, in passa-
to favorevoli a privatizzare an-
che i penitenziari.
Tardivi scrupoli morali? Non esattamente: società di analisi
e authority di controllo hanno cominciato a indagare scopren-
do che i vantaggi economici di una gestione privatistica dei
penitenziari sono minimi e, spesso, addirittura inesistenti, se
si tiene conto anche di alcuni fattori «occulti». Ad esempio il
rifiuto delle aziende carcerarie di prendere in custodia detenu-
ti con problemi psichici o altre patologie serie che richiedono
cure costose.
Una realtà davanti alla quale anche gli ideologi della privatiz-
zazione a tutti i costi hanno dovuto tirare il freno. Ci si comin-
cia a rendere conto che a fare i pasdaran del liberismo anche
in casi come questo si danneggia l’economia di mercato, anzi-
ché farla trionfare. Nella sua offerta di acquisto di penitenziari,
Corrections Corporation avverte i mercati che per operare eco-
nomicamente avrà bisogno di celle sempre occupate almeno
al 90%. E in Pennsylvania tempo fa sono stati condannati due
giudici che avevano ricevuto mazzette in cambio di un’impen-
nata delle condanne detentive di giovani che avevano commes-
so reati minori.
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R
64,5 No
R
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PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 8,10 (recargo envio al interior $ 0,70); Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD3,50; CHFr. 3,00; CH
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della Sera + Sette e 1,50 (Corriere e 1,20 + Sette e 0,30); il sabato Corriere della Sera + IoDonna e
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Corsera + IoDonna + Cor. Como e 1,00 + e 0,30 + e 0,20. In Campania, Puglia, Matera e prov.,
non acquistabili separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. e 0,80 + e 0,40; m/m/v/d
Corsera + CorMez. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab.
Corsera + IoDonna + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Veneto, non acquistabili separati:
m/m/v/d Corsera + CorVen. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e
0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non
acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera +
Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o
CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d
Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera
+ Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A Firenze e prov. non acquistabili separati:
l/m/m/v/d Corsera + CorFi e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera + Sette + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67;
sab. Corsera + Io Donna + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67.
ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7336 del 14-12-2011
La tiratura di giovedì 23 febbraio è stata di 661.926 copie
TELEFONATA DI WULFF
Il messaggio alla «Bild»
Caro Romano, in un articolo
lei ha parlato di una
«intercettazione telefonica»
del presidente tedesco
Christian Wulff; si è trattato
invece della registrazione di
un messaggio sulla mailbox
rilasciato dallo stesso
presidente al capo redattore
della Bild.
Dorothea Musiol
dobabricamu@yahoo.it
Grazie per la precisazione. Il
telefono è diventato ormai la
«bocca della verità». Con una
importante differenza. Nella
bocca della verità venivano de-
positate le denunce anonime
contro gli uomini pubblici.
Nella cornetta del telefono gli
uomini pubblici denunciano
se stessi.
PARTITI E GOVERNO
Strane dichiarazioni
«Voto non scontato»;
«Valutiamo cambiamenti, poi
decidiamo»; «Lealtà fino al
2013, ma attenzione...».
Perché i partiti continuano a
prendere in giro gli elettori e
di conseguenza ad
allontanarli dalle urne?
Perché non dicono
chiaramente, senza ipocrisie,
che non faranno mai cadere
questo governo qualsiasi cosa
decida?
Miriam Della Croce
miriamdellacroce@
tiscali.it
ANCORA COMPLICATI
Testi delle leggi
Siamo tutti d’accordo che le
leggi italiane sono molte e
complicate. Osservo però che
si formulano ancora leggi con
provvedimenti complicati e
talvolta costosi da applicare,
e che alcuni di essi, pur
pensati con intenti di
«giustizia», finiscono poi per
scontentare molti. Ritengo che
bisognerebbe legiferare in
modo più semplice e lineare:
ne trarremmo beneficio tutti.
Roberto Macchia, Livorno
TRENTINO ALTO ADIGE
Verifiche fiscali
A proposito delle frequenti
denunce, a ragione, sulle
storture e gli eccessi delle
autonomie concesse a Bolzano
e Trento, vorrei sottolineare
che dai controlli recentemente
effettuati in questa regione
risultano irregolarità
sull’emissione di scontrini
fiscali ecc. inferiori non solo
rispetto a Cortina, Sanremo,
Napoli e così via, ma di un
10% abbondante rispetto alla
stessa Milano. Che altoatesini
e trentini certi «privilegi» se li
meritino?
Ferruccio Cumer, Bolzano
TERMINE INFLAZIONATO
Scoperta
A proposito della velocità dei
neutrini e delle scoperte in
genere, a rigore il termine
«scoperta» dovrebbe venire
usato solo per etichettare dei
risultati sicuri e così
importanti da essere
riferimento per il futuro. Ma
così purtroppo non è più da
quando la parola «scoperta»
è inflazionata per almeno due
principali ragioni: 1) la lotta
accanita per i fondi di ricerca
2) l'ambizione di prestigio e il
potere.
Ugo Del Monte
ugo.delmonte@unimi.it
REGIONE UMBRIA
Ticket e visite private
La Regione Umbria ha
stabilito dal 1˚marzo un
ticket per le visite private dei
medici ospedalieri pari al 29%
della tariffa, a carico del
paziente. Quale medico
ospedaliero a tempo pieno che
esercita attività privata solo
in ospedale, sono basito da
una decisione a danno dei
cittadini. La cosa più
incredibile è che alla mia
richiesta di abbassare le
tariffe per rendere meno
costosa la visita ai pazienti,
l’amministrazione del mio
ospedale ha precisato che la
delibera regionale lo
impedisce. Quando parla di
liberalizzazioni Monti ha in
mente queste soluzioni?
Alessandro Pardini
a.pardini@hotmail.it
SUL WEB
Risponde
FONDATO NEL 1876
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VICEDIRETTORI
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Barbara Stefanelli
Interventi & Repliche
4
Lettere al Corriere
«Il signor G» Primo
Greganti: «Mani Pulite
mi ha distrutto, ma è
stata utile». Siete
d’accordo?
Visti da lontano
La tua opinione su
corriere.it/opinioni/
Risposte alle 19 di ieri
QUANTOVALGONOOGGI
I NOSTRI DEBITI VERSOLA GRECIA
** Con "Sette" e 3,00; con "Io Donna" e 3,00; con Style abbinamento obbligatorio (Corriere e 1,00 + Style e 0,50); con "Corriere Enigmistica" e 2,80; con "I due Fantagenitori" e 9,49; con "La grande storia" e 14,40; con "La Cucina del Corriere della Sera" e 6,40; con "I Classici dell’Arte" e 8,40; con "L’Europeo" e 9,40; con "La storia sono loro" e 6,40; con "Concordia la vera storia" e 4,30; con "Corso di Fumetto" e 8,49;
con "Classici dell’Avventura" e 8,40; con "Supereroi. Le leggende Marvel" e 11,49; con "A tavola con Benedetta Parodi" e 9,40; con "Vasco Manifesto" e 14,40; con "Un secolo di guerre" e 11,49; con "Un secolo di Poesia" e 9,40; con "Eros Ramazzotti" e 11,40; con "PK. Il mito" e 11,49; con "Mani pulite" e 11,40; solo a Roma con "Nevicava a Roma" e 9,40; con "Le Grandi Fiabe" e 9,40; con "Il Mondo" e 4,30
E-mail: lettere@corriere.it
oppure: www.corriere.it
oppure: sromano@rcs.it
di Massimo Gaggi
Sergio Romano
Carceri privatizzate
L’America dice stop
Nonostante la crisi, per
l’Istat a febbraio l’indice
di fiducia degli italiani
nel Paese è cresciuto. Il
peggio è passato?
Sento e leggo espressioni
quali «agonia di Atene» e
«Grecia al punto zero»,
mentre corre lungo i binari
della comunicazione la
traumatica ipotesi di una
vera e propria cancellazione
della nazione greca dal
tessuto europeo.
Non voglio neppure
sfiorare le motivazioni
macroeconomiche, politiche e
finanziarie che giustificano
tutto questo, volutamente
trascuro la logica delle regole
e il rigore come asse portante
della Comunità, evito di
affrontare la dinamica dei
mercati: tutto vero (forse),
inevitabile (può darsi). Ciò
che mi annichilisce è
l’indifferenza sovrana e
globale verso il significato
più profondo, culturale e
storico, di una tale ipotesi!
Ma perché non si sente
alcuna voce europea che dia
alla Grecia ciò che è della
Grecia e abbia il civile
coraggio di ricordare il nostro
immenso debito nei suoi
confronti: se «cancelliamo»
la Grecia dall’Europa è come
se tirassimo un frego sulla
filosofia e la democrazia,
sulla poesia e le arti, sul
teatro e i giochi olimpici, sul
mito e la creatività, nonché,
tra l’altro, su buona parte del
nostro vocabolario! La Grecia
è nostra madre, in lei
riposano le radici della
nostra civiltà e io trovo
inverecondo che la figlia
Europa non trovi il modo di
darle una mano, che l’intero
pianeta non si mobiliti per
farle superare questo suo
tragico momento. Non
sappiamo riconoscere
neppure l'essenza della
nostra civiltà e, una tantum,
alzare lo sguardo?
Carla Venosta
fondazionevenosta@
libero.it
Cara Signora,
L’
Europa paga il suo de-
bito con la Grecia in
molti modi. Lo faccia-
mo quando leggiamo i suoi
classici, rappresentiamo le
sue tragedie, traduciamo i
suoi lirici, cerchiamo confer-
ma per le nostre teorie sulla
democrazia e il pensiero poli-
tico nelle opere di Platone e
di Aristotele. È un omaggio al-
la Grecia, per esempio, il fatto
che le nuove scoperte nel cam-
po delle scienze continuino a
essere battezzate con nomi
tratti dalla lingua greca. L’in-
glese è la lingua franca della
globalizzazione, ma il vocabo-
lario delle innovazioni è pie-
no di parole tratte dal greco e
dal latino.
Più recentemente abbiamo
pagato il nostro debito apren-
do alla Grecia le porte della
Comunità economica euro-
pea (1981) e dell’eurozona
(2001). Molti osservatori ave-
vano seri dubbi sulla possibili-
tà che il Paese potesse osser-
vare gli obblighi del Trattato
di Maastricht, ma ci sembrò
impossibile immaginare l’uni-
tà dell’Europa senza la Grecia.
Quando uno storico francese,
Jean-Baptiste Duroselle, scris-
se che le radici dell’Europa
erano prevalentemente lati-
ne, germaniche e celtiche, la
cultura greca insorse contro
una tesi «blasfema». Durosel-
le non aveva torto, ma le rimo-
stranze greche trovarono sim-
patia e consensi.
Oggi, di fronte alla gravità
della crisi, la situazione è di-
versa e suggerisce qualche in-
terrogativo. Siamo davvero
certi che i greci del XXI secolo
abbiano il diritto di continua-
re a incassare i dividendi di
un capitale accumulato so-
prattutto fra il nono e il quar-
to secolo prima di Cristo? Sia-
mo sicuri che la compassione
e l’indulgenza giovino al futu-
ro della Grecia e dell’Europa
più della serietà e del rigore?
Nelle scorse settimane vi so-
no state, a proposito della Gre-
cia, affermazioni eccessive e
inopportune. Il ministro delle
Finanze tedesco, Wolfgang
Schaüble, è un uomo intelli-
gente e rispettabile, ma cede
qualche volta alla tentazione
di usare toni casermeschi (ne
ha fatto le spese a suo tempo
anche l’Italia). Resta tuttavia
il fatto che le somme stanzia-
te per il salvataggio della Gre-
cia sono considerevoli e che i
salvatori hanno il diritto di ot-
tenere garanzie e assicurazio-
ni politiche. Nell’interesse del-
l’Europa, ma anche nell’inte-
resse della Grecia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
@
La domanda
di oggi
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
❜❜
Bernabè: l’inchiesta Telecom e Pirelli
Leggo sul Corriere di ieri un lacunoso
articolo di Luigi Ferrarella, nel quale si dà
conto della vicenda giudiziaria che vede
chiamata in causa ancora una volta la
gestione di Telecom Italia precedente alla
mia. Nell’articolo si dice che io sono
indagato per aver firmato il bilancio di
Telecom Italia dell’anno precedente al mio
ingresso in azienda, aggiungendo tuttavia:
«sebbene tra le pieghe di alcune carte
stralciate si intuisca l’orientamento già
maturato nei pm per una richiesta di
archiviazione». Ebbene tale «orientamento»
dei pm (e ci sarebbe da chiedersi dove il
cronista lo «intuisca») è talmente, come
dice lui, «maturato» da aver già prodotto
una richiesta scritta di archiviazione del
procedimento penale a mio carico da parte
del pm, riconoscendo, evidentemente, la
paradossale situazione nata dall’essere
stato indagato per fatti precedenti alla mia
gestione e che io ho contribuito a chiarire.
Perfino il navigato cronista ammetterà che
tra un «orientamento» all’archiviazione e
una richiesta scritta della medesima, una
certa differenza passa. Sorprende peraltro
nel pezzo di Ferrarella l’attenzione a senso
unico per Telecom Italia. È significativo
infatti che si scriva che «sette manager di
Pirelli» sono indagati per «dichiarazioni
fiscali infedeli», omettendone i nomi,
mentre i nomi dei due dirigenti Telecom
vengono citati esplicitamente. Forse i lettori
del Corriere non sono interessati a questi
dettagli, anche se capisco che una confusa
vicenda giudiziaria che vede coinvolto il
nome di Franco Bernabè, che ha contribuito
a fare chiarezza su tante vicende opache
della storia societaria italiana, e che a
questa vicenda è totalmente estraneo,
possa essere più attraente dal punto di
vista giornalistico.
Franco Bernabè
Presidente Telecom Italia
Ad oggi nessuna richiesta di archiviazione è
stata formulata dalla Procura della
Repubblica al Gip. A maggior ragione, il dare
ugualmente conto dell’orientamento della
Procura all’archiviazione (ricavato non da
chissà quali antri oscuri, ma facilmente
dall’avviso di deposito degli atti che segnala
l’iscrizione di Tavaroli e lo stralcio delle
posizioni di Bernabè e Carlo Buora) mi
pareva segno di correttezza: apprendo invece
che per Bernabè è sintomo di lacunosità, al
pari immagino dell’aver dettagliato il
contenuto della sua memoria difensiva, nella
quale (a proposito di «confusa vicenda»)
lamentava di essere stato indagato due anni
dopo l’arrivo della notizia di reato. Quanto
agli altri 7 indagati, spero che Bernabè potrà
concordare sul fatto che i loro nomi (se li
desidera, eccoli: Taccani, Cammarata, Carini,
Sacchetto, Bizzozzero e Iezzi, oltre al citato
Tavaroli) siano forse meno significativi.
Luigi Ferrarella
Pensioni Inps e diritti acquisiti
A proposito della lettera «Pensioni minime:
diritto acquisito» (Corriere, 12 febbraio), per
motivi di lavoro anch’io sono stato fuori
dall'Italia per oltre 30 anni e mia moglie si è
sacrificata con me. Aveva lavorato in Italia
per 8 anni e, stando all'estero, abbiamo
effettuato versamenti volontari per altri 8
per raggiungere e superare la quota minima
di 15 anni allora prevista. Quando andò in
pensione a 60 anni ricevette la cifra di 100
euro mensili. Nessuno è riuscito a spiegarci
il motivo di tale comportamento da parte
dell’Inps. Noi abbiamo versato ciò che era
previsto per legge e abbiamo diritti acquisiti
che non sono stati rispettati dall'Inps.
Alberto Berti, Alberto.berti@yahoo.com
Agli Usa non
conviene più
E l’ondata di
vendite si ferma
in Florida
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Codice cliente:
58
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
59
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
«N
on sono al corrente di
cosa fanno altri artisti
— dice Lou Reed — non
so perché a un certo punto a molti
diventi stretto raccontare il mondo
nei tre minuti della canzone. Lascio
agli esperti il compito di analizzare i
fatti della musica. Se mi chiedi dove
sono finiti i vecchi leader e le
sonorità appena passate, visto che le
classifiche sono dominate dal pop, ti
dico che forse sono andati su Marte!
La musica cambia come cambiano le
generazioni. Io amo la musica dei
gruppi di oggi. Non credo che il rock
sia condannato a essere giovane. C’è
un’intera generazione che adora il
rock a tutte le età».
Lou Reed ha pubblicato un disco
con i Metallica su Lulu, l’eroina di
Wedekind, l’icona dell’amoralità.
Operazione bizzarra, sul web ci sono
stati giorni di follia, soprattutto de-
gli ultrà metallari dei Metallica: insul-
ti, minacce, la parola più ricorrente
era «spazzatura».
Questo musicista simbolo della
decadenza glamour, prossimo ai 70,
ha assunto negli anni pose da roc-
ker-asceta, se la cosa non suonasse
come un ossimoro. Sulla sua «scap-
patella nell’heavy metal», dice che
«non mi interessa né cerco di inter-
pretare le opinioni dei fan e della
stampa, mi piace la potenza che spri-
gionano i Metallica».
Lou Reed ha fatto un secondo pro-
getto su Lulu che porterà il 5 luglio
al Festival di Spoleto; si tratta della
commedia di Wedekind rielaborata
da Bob Wilson, con le sue musiche.
In questa sorta di «Lulu atto II», di
segno del tutto diverso, è tornato a
collaborare col regista che lavora
con le luci, e di nuovo al fianco dei
Berliner Ensemble: «L’approccio
con Bob è andato in tutt’altra direzio-
ne rispetto al lavoro con i Metallica,
possiamo metterci sulla scia dell’Or-
chestra Filarmonica di Berlino. Men-
tre l’altra è metal music al cento per
cento».
Lo spettacolo ha debuttato a Berli-
no, la protagonista è la stessa, Ange-
la Winkler. Wilson: «La dolcezza del-
la sua voce è il complemento perfet-
to al rock spigoloso di Lou». Si chiu-
de la trilogia di Bob Wilson a Spole-
to; dice il direttore artistico Giorgio
Ferrara, che ha fatto il colpaccio di
ospitare a Spoleto lo spettacolo gla-
mour della prossima estate: «C’è sta-
to un vistoso intervento di Wilson
sul testo di Wedekind, con l’idea di
partire dalla fine e fare un lungo
flashback della storia. Ha un tono
espressionista, con Lou Reed diven-
ta un’opera musicale».
Che l’ex Velvet Underground ri-
sponda, benché distillando le parole
come gocce, è gia qualcosa; è un arti-
sta anarchico che vive «in sottrazio-
ne», ritirato nel suo eremo newyor-
chese, coltivando buone letture (Ed-
gar Allan Poe sul comodino) e in-
quietudine, rifiutando nove intervi-
ste su dieci (come scrisse Fernanda
Pivano sul Corriere). Ma è il volto
scolpito dal tempo a parlare per lui.
Per uno che ha visto il diavolo più
volte nella sua carriera, coraggiosa e
a sprazzi, sembra che tutto scivoli ad-
dosso; l’ironia è una lama affilata:
«Lady Gaga? La ammiro. Una ragaz-
za del New Jersey che ha pianificato
tutto e che per qualche tempo vende-
rà una montagna di dischi. Quanto a
me, mi sono laureato all’università
di Andy Warhol, il suo mondo ha in-
fluenzato il mio lavoro, ho sempre
cercato nuove strade». L’incontro
con Laurie Anderson, divenuta poi
sua moglie, ha tolto rabbia e aggiun-
to reading di poesia e generosità per
i nuovi talenti (sono loro ad aver sco-
perto Anthony and the Johnsons). La
rabbia si è attenuata anche grazie al
Tai-Chi, l’arte marziale il cui mae-
stro, durante i concerti, Lou Reed
chiama spesso alla ribalta. «Non pos-
so dire quali siano stati i momenti
più positivi o più negativo-depressi-
vi della mia carriera, non ho nel mio
vocabolario questi termini». In Italia
l’amabilità di Walk on the Wild Side
creò malintesi sulla vera natura di
Lou Reed. «Non so se è importante
essere compresi, è già abbastanza se
mi capisco io. Sono molto contento
che Bob Wilson abbia pensato a me.
La mia sensibilità, il mio carattere, le
mie passioni credo riflettano le stes-
se emozioni e pensieri che Lulu
può aver provato, ed è proba-
bilmente per questo motivo
che Bob ha pensato a me».
Wilson ha pensato alla for-
za dell’istinto di Lou Reed,
alla creatività fuori dalle re-
gole e confini (dice che sta
lavorando a un libro di fo-
tografie). Lulu è l’incanta-
trice che nasce dal nien-
te e butta tutto via, la
donna spietata e sedut-
tiva che oscilla dalla
perversione senza limi-
ti al candore disarman-
te, e che porta al disa-
stro gli uomini che ca-
dono nella sua rete.
Una creatura che
ha ispirato registi di
c i n e ma ( Ge o r g
Wi l hel m Pabst) e
compositori (Berg).
«Se ci sono echi della
sua opera nelle mie
canzoni? Non ha assoluta-
mente nulla a che vedere, anzi, Bob
esplicitamente mi disse di non
ascoltarla. La mia musica per Lulu è
diversa da qualsiasi cosa abbia fatto
in passato. L’originalità deriva dal fat-
to di non utilizzare la strofa con ritor-
nello come intercalare e di non ricor-
rere a melodie e ritmi già usati. Ho
scritto la musica partendo dal testo
di Bob Wilson».
Chi è davvero Lulu? «Bé, vuole
scandalizzare la borghesia con la sua
amoralità, nella nostra epoca non de-
sterebbe più alcuna attenzione... Se
Lulu fosse un uomo non ci sarebbe
nessuno scandalo. Se fosse una rock-
star, penserei a Lady Gaga, o Amy
Winehouse. Aspetti, c’è un altro no-
me, Marlene Dietrich».
Valerio Cappelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Una Lulu moderna, come l’eroina della mia opera»
L’intervista Il cantante e la nuova collaborazione con Bob Wilson
Spettacoli
Con i Metallica
Lou Reed (quarto da
sinistra) con i Metallica.
Ha diviso il loro disco
su Lulu, l’eroina
amorale di Wedekind
Foto di Whitney
nella bara:
protesta dei fan
La diva del pop
Ha saputo pianificare
tutto e per qualche
tempo venderà una
montagna di dischi
❜❜
Lou Reed è nato a
Brooklyn il 2 marzo
1942. Il suo ingresso
tra i pilastri del rock
avviene con la
fondazione dei Velvet
Underground. Dopo la
rottura con il gruppo,
dal 1972 intraprende
la carriera di solista
Verso
Spoleto
Angela
Winkler in
«Lulu» con la
regia di Bob
Wilson: debutto
italiano a Spoleto
Lou Reed: il rock è vivo
ma ammiro Lady Gaga
«È troppo, hanno oltrepassato il limite»: è questo il commento
dei fan al macabro scoop del National Enquirer. Il giornale ha
pubblicato in prima pagina una foto che ritrae il corpo di
Whitney Houston dentro una bara di bronzo aperta. Nel servizio,
il tabloid racconta che la star è stata sepolta con addosso 500.000
dollari di gioielli, il suo vestito viola preferito e pantofole dorate.
Il «National Enquirer»
Vicino ai 70
italia: 515249535254
Codice cliente:
laLettura
60
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
61 Spettacoli
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
ROMA — I monologhi di Sanremo 2012 verranno esaminati dal
Comitato etico della Rai per decidere se abbiano o meno violato il
Codice etico. Lo ha comunicato ieri il direttore generale Lorenza
Lei al Consiglio di amministrazione, riunito ieri per la prima volta
dopo le polemiche sul Festival. La decisione non è formale come
potrebbe apparire. Se mai il Comitato etico dovesse riscontrare
una infrazione, la Rai potrebbe anche decidere di riesaminare il
contratto e magari denunciare la violazione del Codice: il che
potrebbe, in teoria, portare a una richiesta di danni e a una
revisione del compenso. Ma siamo solo alle
ipotesi.
Molte critiche, ieri in Consiglio, sia alla
condotta del direttore di Raiuno Mauro
Mazza che a quella dell’ex direttore artistico
Gianmarco Mazzi. Perplessità non solo dal
presidente Paolo Garimberti ma soprattutto
dai consiglieri Giorgio van Straten, area Pd, e
Rodolfo de Laurentiis, area Udc, che avevano
sollecitato con una lettera l’esame del caso
Sanremo al direttore generale Lorenza Lei. La
quale ha ribadito di aver «subìto» la presenza
di Celentano, ritrovandosi sul tavolo l’impegno già deciso
autonomamente da Mazzi. Critiche anche dalla consigliera di area
Lega, Giovanna Bianchi Clerici. Contestati gli attacchi a Avvenire e
Osservatore Romano nonché gli insulti al critico del Corriere della
Sera, Aldo Grasso. Critiche anche per gli abiti usati dalle
conduttrici, a cominciare da Belén (ma anche Ivana Mrazova).
Giudizio finale rinviato alla prossima settimana.
P. Co.
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ROMA — Finirà con le dimissioni di Gian Luigi Rondi la
«battaglia» sul Festival del Film di Roma. Il presidente
le presenterà stamani al consiglio di amministrazione
riunito per decidere il prossimo direttore artistico e
dilaniato in queste settimane dallo scontro tra i nomi di
Marco Müller (voluto dalla presidente del Lazio Renata
Polverini e dal sindaco Gianni Alemanno) e quello del
direttore uscente Piera Detassis, difesa dallo stesso
Rondi. Avrebbe avuto anche i numeri per imporla,
grazie al sostegno in cda di Camera di Commercio e
Provincia di Roma, ma le pressioni,
a pochi mesi dalla scadenza del suo
mandato, si sono rivelate
insostenibili. Molto dure le reazioni
politiche dal centrosinistra. Il
senatore Vincenzo Vita del Pd ha
chiesto che il ministro per i Beni
Culturali Lorenzo Ornaghi riferisca
in parlamento. Ma è in fermento
anche il mondo del cinema. Per il
produttore Domenico Procacci
(Fandango) «i nomi che dovrebbero
succedere alla gestione Rondi-Detassis e che leggo sui
giornali sono indubbiamente quelli di professionisti
ineccepibili, da Paolo Ferrari a Lamberto Mancini allo
stesso Müller. Penso però che tutta questa faccenda sia
un enorme papocchio portato avanti dalla politica con
prepotenza e arroganza fuori luogo». Un centinaio tra
produttori, registi e sceneggiatori hanno scritto una
lettera di solidarietà a Gian Luigi Rondi.
Paolo Fallai
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MILANO — Celentano, parte
terza. Il nuovo (ultimo?) capito-
lo della saga va in onda sul pal-
co di un altro santo. Dopo San-
remo, tocca a Santoro. Questa
volta, invece dei monologhi, Ce-
lentano sceglie l’intervista — le
domande le fa Sandro Ruotolo
— per tornare a parlare della
sua doppia esibizione al Fe-
stival.
Il Grande Esternatore
non cambia idea e rilan-
cia: «Al Vaticano non san-
no com’è il Paradiso» (se-
guiranno polemiche, si-
curo). Attacca la Rai
guidata dai partiti, an-
nuncia che con il Festi-
val ha chiuso e si dedi-
cherà alle bocce. È que-
sta la sintesi della sua
terza epifania.
I nuovi strali sono an-
cora contro la Chiesa:
«Non ho fatto altro che
mettere in luce ciò che è
inutile per la Chiesa. Per
me rimangono inutili fino a
quando sia Famiglia Cri-
stiana che l’Avvenire non
cambiano la loro linea edi-
toriale». È questo il moti-
vo per cui non cambiereb-
be «una virgola di ciò che
ho detto al Festival». Sulle
critiche rivoltegli dalle «alte
sfere del Vaticano» perché
«il Paradiso del Re degli
Ignoranti diventa una sorta
di nuvola dorata», Celenta-
no non si risparmia: «Ma
loro non sanno com’è il Pa-
radiso». Un giorno ce lo
dirà lui, magari.
Anche ieri se l’è pre-
sa con i giornali: «Alcu-
ni giornalisti di Repub-
blica ci hanno dato
dentro mica male
per bloccare la mia
partecipazione al
Festival dicendo
addirittura che so-
no un cretino, ne-
anche più di ta-
lento». Torna a
parlare del suo
compenso. Che lui faccia bene-
ficenza con i soldi dei contri-
buenti la bolla come una colos-
sale scemenza (il termine inizia
sempre per «esse» ma è più for-
te) «sbandierata da qualche
esponente di An e del Pd»:
«Che colpa ne ho io se mi è ca-
pitato di essere uno degli uomi-
ni più pagati d’Europa? Io ho
provato a dirgli: "Datemi di me-
no". E loro mi han detto: "No,
non è possibile, tu hai una quo-
tazione di merca-
to e se noi ti diamo di me-
no poi ci arrestano". Per cui i
soldi che la Rai mi dovrà dare
non sono dei contribuenti, so-
no miei, miei come lo sarebbe-
ro quelli di un falegname se ag-
giustasse un tavolo a qualcuno.
Se a Sanremo al mio posto fos-
se andata la Pivetti, io non cre-
do che avrebbe fatto il 70% di
share, però non si sa mai, maga-
ri diceva una cosa intelligen-
te».
Non gli piace la Rai così co-
m’è: «Finché i partiti continue-
ranno a litigarsela, la Rai sarà
sempre preda di sotterfugi, in-
trighi e sospetti a danno del Pa-
ese. È difficile non pensare che
lo stesso direttore generale
non sia sottoposto a pressione
da parte dei parti-
ti, e non soltanto della de-
stra, ma anche della sinistra».
Profetizza mutamenti incipien-
ti e travolgenti: «Qualcosa mi
dice che il cambiamento è nel-
l’aria e che il vento di questo
cambiamento sta diventando
una tempesta. Alle prossime
elezioni potrebbero esserci del-
le sorprese».
Con Sanremo ha chiuso?,
chiede Ruotolo: «Penso di sì,
però non è un problema per-
ché il successo è bello, gratifi-
cante ma non ha niente a che
vedere con la felicità che si pro-
va per esempio in una partita a
bocce con quattro amici». Una
partita a bocce, quello che in
molti si augurano.
Renato Franco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In onda
Michele Santoro a «Servizio Pubblico».
A sinistra Adriano Celentano, 74 anni:
due esibizioni a Sanremo
e molte proteste
«Con Sanremo penso di aver chiuso»
Viale Mazzini
«La Rai sarà sempre
preda di intrighi finché
i partiti continueranno
a litigarsela»
Lei: un comitato etico
sui discorsi di Adriano
Festival del cinema di Roma
Rondi verso le dimissioni
Gian Luigi Rondi
Il direttore generale Rai
Lorenza Lei
Celentano: il Vaticano
non conosce il Paradiso
e rifarei quel monologo
Mullër più vicino Nuovi attacchi Intervistato nel programma di Santoro
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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63 Spettacoli
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
Drew in Alaska
per salvare le balene
Donne che odiano gli
uomini. Gina Carano, sotto
gli ordini di un
Soderbergh al minimo, per
difendere l’onore fa fuori
con la boxe thailandese,
cioè soffoca con un colpo
di coscia, un clan di
maschiacci fra cui Michael
Fassbender, Ewan McGregor, Banderas mentre
dall’altro intriga Michael Douglas. Siamo in un
pasticcio internazionale di spie, con didascalie
di città che mutano sempre, ma una debolezza
intrinseca al soggetto nega ogni interesse a
parte la grafica violenta delle arti marziali.
RRRRRRRRRR voto
5
Una storia (vera) che
palpita d’ecologia e
retorica e ci fa arrivare in
Alaska per salvare tre
balene incastrate nei
ghiacci. Indigeni, militanti
verdi, capitalisti, inventori e
reporter, taluni rapaci altri
in the mood for love: ma ci
vorranno i russi per liberare due pescioni on the
rocks. Tutto prevedibile, buonista, finto non solo
nella fattura sui panorami ghiacciati. Drew
Barrymore, mai liberata dal complesso di E.T., si
butta in acqua e riconquista l’amore diretta da
Ken Kwapis che smercia male i buoni sentimenti.
RRRRRRRRRR voto
5
Qualcosa di straordinario
T
utto sta nel tocco, nel-
lo stile, nell’ironia, in-
somma nella classe.
L’argomento di questa com-
media inglese purosangue,
datata Londra 1880, è l’inven-
zione del vibratore elet-
tromeccanico che, grazie al-
l’intuito di un giovane dotto-
rino polemico di bella presen-
za e dal trombo rigido nel cra-
nio (Hugh Dancy), sostitui-
sce e completa un comunque
apprezzato messaggio ma-
nuale e consola le signore co-
siddette isteriche, melanconi-
che, frigide e piagnone mol-
to meglio del dr. Freud.
Sembrerebbe un tema
grossolano, invece il clan tut-
to femminile che ha realizza-
to il film sa essere spiritosa-
mente elegante, mentre un
Festival della canzone può di-
ventare un concentrato di
volgarità. Poi non bisogna ri-
durre la storia del Vibratile
da 5 dollari che curava «an-
che» nevralgie, cefalee e ru-
ghe solo una barzelletta da
treno o cena elegante, perché
nella famiglia del luminare
(Jonathan Pryce) una figlia è
devota e silente ma l’altra lot-
ta per alleviare le pene mora-
li e materiali di chi non arri-
vava neanche allora alla fine
del mese, tanto che dalla vali-
getta del dottore spunta alla
fine un anello proprio per lei,
la Pasionaria che ha rischiato
la galera.
L’idea vincente di Tanya
Wexler, regista americana no-
ta fra gli indipendenti, è pro-
prio quella di aver trainato
su un soggettino scabroso let-
to in chiave femminista an-
che il lato del volontariato
contro una classe borghese
immune da ogni pietà. Die-
tro le quinte agisce il vero in-
ventore del paradisiaco arne-
se, un rampollo progressista
(perfetta l’ironia di Rupert
Everett) ossessionato dal po-
sitivismo, dalle scoperte elet-
triche, dal telefono ma ben
lungi da intuire l’uso terapeu-
tico di quell’aggeggio che nel-
l’ultima scena verrà recapita-
to all’incuriosita Regina Vitto-
ria.
Maggie Gyllenhaal, già
campionessa di sado maso in
orario d’ufficio ma anche Ta-
ta Matilda, sorride e fa sorri-
dere con simpatia rara in un
film dal dècor molto british
professionale. Il massaggio
intimo è pudicamente nasco-
sto, solo intuito nella mano
con l’unguento e negli occhi
sgranati di adorabili ladies ca-
renti di affetto: basta avere
sense of humour. È il lato
mancante di We want sex, è
il contraltare di Irina Palm
con cui il nostro eroe condivi-
de un’ovvia tendinite che
non c’entra col tennis, è un
prologo alla storia di Sig-
mud, Jung e la Spielrein. I
momenti di piacere son chia-
mati «parossismi» e ne è
campionessa una ex prostitu-
ta ora cameriera bella presen-
za offresi, la spiritosa Sheri-
dan Smith: e con quel magi-
co piumino si arriva a tre pa-
rossismi in cinque minuti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Storia di un’insolita terapia
Viaggio nell’isola misteriosa
con Jonathan Pryce, Hugh Dancy
Hysteria Brillante commedia con Maggie Gyllenhaal sull’erotismo nell’800
Ispirato dal romanzo di
Peter Cameron, Roberto
Faenza ritorna a New York
per il miglior film del
secondo tempo della
carriera. Dove indaga
freddo la crisi di un
giovane Holden con
famiglia in panne, salvato
dalla life coach. Sguardo europeo su uno sky line
americano, buona musica, un senso d’impotenza
sul mondo che non subisce solo Toby Regbo,
dallo sguardo inquietante, ma tutto l’eccellente
cast. Saltando una generazione, l’amore è per la
nonna Ellen Burstyn. Tutto da leggere sottopelle.
RRRRRRRRRR voto
7
Un giorno questo dolore ti sarà utile
Ci risiamo nell’isola bella
misteriosa, sequel del
Viaggio al centro della Terra,
con le 3D totalmente inutili.
Senza vergogna, un mix di
Verne, Stevenson e Swift
per partire in cerca del
nonno naufrago (in tutti i
sensi, Michael Caine). Il
gigantesco patrigno Dwayne Johnson fa più
paura di ogni animale di inverse proporzioni. Tra
caviglie slogate, api maxi, montagne d’oro, uccelli
del malaugurio, il film di Peyton arriva col fiatone
ai 94’ finendo con un viaggio su un nuovo
Nautilus. Per piccoli che si sentono più piccoli.
RRRRRRRRRR voto
5
La settimana al Cinema
di Tania Wexler
La difesa dell’onore
con boxe thailandese
Quel giovane in crisi
secondo Faenza
In cerca del nonno
Michael Caine
a cura di MAURIZIO PORRO
Hysteria
Knockout - Resa dei conti
Protagonisti Hugh Dancy e Maggie Gyllenhaal in una scena di «Hysteria» di Tanya Wexler
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Conte? È un
grande
motivatore e in
campo è proprio
duro. A me, però,
piace così
15
16
DAL NOSTRO INVIATO
TORINO — Aveva sette anni
quando si presentò al settore giova-
nile della Juventus. Ne ha appena
compiuti 26 e ha di fronte la partita
più importante da juventino di Chie-
ri. All’andata fulminò il Milan. Cosa
può chiedere di più un bambino del-
la cantera? Claudio Marchisio ha la
barba e l’accostamento va da sé.
Capitan Futuro alla juventina?
«Come De Rossi? Lasciamo perde-
re. Sono felice di essermi ritagliato
un ruolo importante. Punto. Però è
vero che Del Piero è all’ultimo anno
e quindi ci sono dei sondaggi per la
fascia di capitano. Ma non è un assil-
lo».
Al di là della fascia, lei è un sim-
bolo bianconero.
«A me, come a Giorgio e ad altri
giovani, Del Piero e Buffon hanno in-
dicato l’eredità da raccogliere. Buo-
ni maestri».
E ora è la prima volta che si gio-
ca lo scudetto.
«Mi piace ricordare anche il se-
condo anno di Ranieri: fino a febbra-
io siamo stati lì, a tre punti dall’In-
ter».
Giusto, ma un Milan-Juve così
non si vedeva da tempo.
«Sì, è vero, considerando anche
la partita da recuperare. Noi siamo
partiti con un progetto nuovo,
l’obiettivo non era questo, non ce
l’aspettavamo».
E che cosa vi aspettavate?
«Di ricostruire il carattere, di cre-
scere come squadra. L’abbiamo fat-
to prima del previsto».
La caratteristica della Juve?
«La compattezza. Un anno fa, al
primo problema, ci sfaldavamo. Ora
no. Merito di un allenatore che ci ha
trasmesso carattere e fiducia».
Conte è peggio quando vi tor-
menta con la tattica o quando vi
schiavizza negli allenamenti?
«È un grande motivatore, tira fuo-
ri il meglio di noi. Comunque in
campo è propria dura, però i risulta-
ti si sono visti. E io sono di questa
scuola. Lavorare tanto».
Un aggettivo per la Juve 2012?
«Caparbia. E continua».
Un difetto?
«Poco cinica, per quello che co-
struisce».
E lei, a che punto è nella sintesi
tra pregi e difetti?
«Penso di essere maturato tanto
in questi anni. Ho trovato la mia
identità in un ruolo che mi consen-
te di fare bene tutte e due le fasi di
gioco».
E ha segnato sei gol.
«Sì, ma come dicevo a Natale,
mettiamo fieno in cascina. Infatti
ora sono a secco».
Due li ha fatti al Milan.
«Ho avuto anche molta fortuna,
diciamolo. Comunque l’importante
è che la palla sia entrata».
Però sia in campionato che in
Coppa Italia li avete dominati.
«Senza diminuire i nostri me-
riti, all’andata il Milan non pas-
sava un bel momento. Dopo
sono andati forte, sono primi
in classifica, hanno pratica-
mente passato il turno in
Champions. Sono i favoriti».
Allegri si irrita quando
Conte gli dà del «favorito».
«Io, al contrario, non mi of-
fenderei. Hanno lo scudetto
sul petto, chiudono le partite
con più facilità di noi, hanno
più esperienza».
Però non avranno Ibrahi-
movic.
«Ibra è un grandissimo
campione, ma che ci sia o me-
no a noi non cambia niente.
Non è che senza di lui possiamo scia-
lare. È più un problema per Allegri».
Lei si è sposato giovane.
«A 22 anni».
Un figlio e un altro in arrivo. Tut-
to in fretta.
«Non ero mai stato fidanzato,
non avevo avuto storie importanti.
L’idea del matrimonio non mi sfiora-
va, però quando trovi la persona giu-
sta non ci sono età o programmi
che tengano. A me è cambiata la vi-
ta in un attimo nel privato, ma an-
che nel calcio. Però ho sempre man-
tenuto l’equilibrio. E non ho smarri-
to la strada».
La Juve in B e ora quella che vuo-
le tornare a vincere. Lei è della ge-
nerazione della svolta.
«In B, l’unica cosa bella è stata l’af-
fetto dei tifosi. Quella spinta ci ha
aiutato a ritrovare nuove forze per
tornare ai livelli del passato».
Come stanno gli arbitri?
«Dipende dalle partite. A me non
è piaciuto solo un episodio. Gazzi-
Buffon con il Siena: Gigi aveva detto
con sincerità quello che aveva fatto
(non aveva toccato la palla) e l’arbi-
tro non gli ha creduto. Contro il Mi-
lan stessa situazione: l’arbitro ha
chiesto a Storari se avesse toccato.
Per me l’arbitro dovrebbe avere un
maggiore distacco da noi giocato-
ri».
Per lei gli arbitri sono sereni?
«Ci sono state tante polemiche in
questi anni, ma per me sono sere-
ni».
Da noi c’è troppa tensione.
«Aveva ragione Mourinho: la par-
tita comincia il venerdì e finisce il
mercoledì».
Inter, il nemico in disarmo.
«Ci sono i cicli. Tutto ha il suo
tempo, non è che le difficoltà debba-
no toccare sempre a noi».
Un rossonero da temere?
«Emanuelson: sta facendo bene».
Ma lei è più Gerrard o Tardelli?
«Sono Marchisio. Tutti abbiamo
imparato da qualcuno, ma Del Piero
è più Platini o Baggio? È Del Piero».
Lei aveva il poster di Alex.
«Giocavo attaccante, con il 10,
poi sono arretrato».
Cosa fa quando non gioca?
«Mi piace viaggiare, guidare.
Prendo l’auto e parto. Adoro sciare.
Ma mi piace anche Torino, città a
misura d’uomo».
Come finisce domani?
«Bisogna essere concentrati, gio-
care con ritmo alto e soprattutto
sfruttare tutte le occasioni».
Secondo lei esiste lo stile Juve?
«Secondo me è lavorare, insieme,
per un solo obbiettivo: vincere».
Roberto Perrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Siamo in anticipo, ora vinciamo»
Della Valle carica
«Firenze deve
avere fiducia in noi»
61%
«La mia Juve compatta
va di fretta, come me»
Capitan futuro?
Sono contento di
essere maturato
come uomo e
come giocatore,
il resto si vedrà
M
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c
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i
s
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o
reti
messe a segno da Zlatan
Ibrahimovic, miglior
bomber rossonero. Per
la Juve il capocannoniere
è Matri con 9 gol
«Capisco l’amarezza dei tifosi, ma io
sono più arrabbiato di loro». Andrea
Della Valle scuote la Fiorentina e
allontana le critiche e le voci di
disimpegno: «Sto immettendo 25
milioni per sistemare il bilancio della
società. Dire che non stiamo
investendo non corrisponde alla
verità. Magari sono stati commessi
degli errori, ma le somme si tireranno
alla fine. Non è il momento dei
processi. La priorità è migliorare la
classifica. Firenze deve dare fiducia
alla famiglia Della Valle».
gol
su 36 della Juve sono stati
segnati dai centrocampisti
(6 Marchisio): per il Milan
17 gol dei centrocampisti
su 48 (Nocerino 7)
Gli arbitri? Ci sono state tante
polemiche. A me non sono piaciuti un
paio di episodi, ma con noi sono sereni
Sport
❜❜
❜❜
Fedele
Claudio
Marchisio,
26 anni,
ha sempre
giocato nella
Juve eccetto
la stagione
2007-’08
quando andò
in prestito
all’Empoli
(Sportimage,
Ap)
di possesso palla
medio per la Juventus
che ha una partita in
meno (23): il Milan ha un
possesso palla medio
del 60% in 24 gare
L’intervista
Porta la maglia
bianconera
da quando aveva
7 anni: «Siamo una
squadra caparbia,
continua, ma poco
cinica. Il favorito?
Chiaro, il Milan»
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
MILANO — Chissà se i retroscena del-
l’ennesima squalifica della sua vita da mila-
nista, la terza nell’ultimo anno solare, ver-
ranno svelati in un eventuale secondo epi-
sodio dell’autobiografia.
Zlatan, il ragazzo del ghetto, l’ex bambi-
no che combatteva i pregiudizi dei genito-
ri dei biondini «bene» di Malmöe che non
loaccettavano per la sua diversità, ha accol-
tola sentenza della Corte di Giustizia Fede-
rale come l’ultima ingiustizia sociale.
Da una vita combatte controi preconcet-
ti e la diffidenza verso la sua nonomologa-
zione. Da ragazzino rubava biciclette, ora
sferra buffetti (o ceffoni) nelle aree di rigo-
re agli avversari. La sostanza non è cam-
biata: a Ibra non si perdona
mai nulla. Per lome-
no ques t o è
quel l o che
pensail gio-
catore (ma anche l’intero ambiente milani-
sta). Nelle scorse ore dall’entourage dell’at-
taccante erano filtrate perplessità circa la
dinamica del misterioso incidente di cui
Zlatanera risultatoco-protagonista marte-
dì pomeriggio a Milanello. Curiosamente
avvenuto a 48 ore dalla discussione del ri-
corso alla squalifica inflitta dal giudice
sportivo, curiosamente accaduto con una
troupe armata di telecamera e arrivata —
secondo i beneinformati di via Turati —
da Torino.
«Dove sono le chiavi della mia macchi-
na? Devo metterne sotto un altro...» diceva
divertito e con un pizzico di autoironia
Ibrahimovic mercoledì pomeriggio, quan-
do ancora sperava in una riduzione della
pena.
Perché sempre io, si chiedeva invece ieri
inserata dopo aver appreso che (oltre a pa-
gare una super-multa) avrebbe dovuto sal-
tare il big match con la Juventus. Proprio
come l’anno scorso quando in seguito alla
manata rifilata a Marco Rossi nella gara ca-
salinga con il Bari del 13 marzo fu costret-
to a guardare dalla tribuna il derby del 2
aprile essendo stato fermato dal giudice
sportivo per tre giornate (poi diventate
due).
Anche quella sfida come quella di doma-
ni valeva lo scudetto: all’epoca fu decisivo
Pato, efficace e leggero come inpoche altre
occasioni nell’ultimo anno è risultato. An-
che domani il brasilianoè l’indiziatonume-
rounoa raccogliere l’eredità di Zlatan, con-
siderando pure che Maxi Lopez — l’altro
candidato a una maglia da titolare — da
due giorni si allena a parte per un fastidio
al polpaccio e solooggi verrà valutato(sen-
za contare che le speranze di recupero di
Boateng sono ridotte ai minimi termini vi-
sto che il ghanese si è limitato anche ieri al
semplice lavoro in palestra).
Ma quanto deve preoccuparsi Allegri
dell’assenza del suo totem? Aosservare i ta-
bellini e il cammino della sua squadra nel-
le diciotto gare in cui Zlatan Ibrahimovic
non è stato impiegato dal primo minuto
per infortuni, squalifiche o scelta tecnica, il
Milan ha perso solo in due occasioni (il 19
marzo lo scorso anno a Palermo per 1-0 e a
Napoli a settembre nel girone d’andata:
3-1 per i partenopei). Ha pareggiato quat-
tro volte e ha vinto in dodici occasioni.
Entrando nel dettaglio delle cinque gare
saltate dallo svedese nel campionato scor-
so per squalifica, il Milan ha totalizzato
quattro successi e una sola sconfitta. Ma il
passato non basta a rasserenare l’ambien-
te.
Monica Colombo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Zlatan Ibrahi-
movic non potrà giocare Mi-
lan-Juventus, la madre di tut-
te le partite della corrente sta-
gione. La Corte di giustizia
della Federcalcio, pronta-
mente ribattezzata Corte di
ingiustizia da qualche inca-
volatissimo rossonero a Mila-
nello, ha infatti respinto l’ap-
pello del Milan contro i 3 tur-
ni di squalifica inflitti allo
svedese da Gian Paolo Tosel,
giudice sportivo della serie
A, per la manata al difensore
del Napoli Salvatore Aronica
del 5 febbraio scorso. Il colle-
gio giudicante (presidente
Gerardo Mastrandrea, relato-
re Carlo Porceddu) non ha in-
fatti tenuto in alcun conto le
argomentazioni difensive ad-
dotte da Leandro Cantames-
sa, storico avvocato e consi-
gliere del club di Silvio Berlu-
sconi, nel corso di un’arrin-
ga durata una ventina di mi-
nuti. Questo con buona pace
dei dietrologi in servizio per-
manente effettivo per i quali
lo slittamento del caso (dal
16 febbraio a ieri) richiesto
dal legale rossonero per inde-
rogabili motivi personali
configurava chissà quale tor-
bida manovra per garantirsi
senza colpo ferire lo sconto
che avrebbe consentito a
Ibra di essere in campo do-
mani sera a San Siro.
Definire irritata la reazio-
ne milanista è ovviamente
un puro eufemismo. Nessun
commento individuale alla
sentenza della Corte, le cui
motivazioni verranno depo-
sitate tra circa un mese, ma
soltanto un comunicato a
tambur battente, così aspro
e abrasivo da non rendere ne-
cessari sforzi di fantasia per
intuire che aria tiri all’inter-
no della repubblica rossone-
ra. «La decisione della Corte
di Giustizia Federale è ingiu-
sta perché ha applicato una
sanzione destinata agli atti
violenti, ad un atto che vio-
lento non è stato. È un grave
errore giuridico» recita infat-
ti la nota ufficiale del club
campione d’Italia. Un’entrata
a piedi uniti contro i giudici
che non si presta ad equivoci
interpretativi di sorta. Per il
Milan, sia esso il vertice so-
cietario o quello tecnico, il
verdetto di ieri (nei commen-
ti informali definito aberran-
te, vergognoso e chi più ne
ha più ne metta) non è che la
conferma di un andazzo po-
co incoraggiante, che può es-
sere sintetizzato in quel «a
pensare male non si sbaglia»
buttato lì tutt’altro che ca-
sualmente da un rappresen-
tante del suo establishment.
In altre parole in via Tura-
ti, sede del club, sono più
che convinti che sia scattato
un piano preciso per consen-
tire alla Juve di vincere que-
sto scudetto, un modo ele-
gante (e pesante) di chiude-
re il contenzioso legato a Cal-
ciopoli e le polemiche degli
ultimi giorni. Fantacalcio, vi-
sto che se davvero fossimo
in presenza di una strategia
di questo tipo sarebbe stato
più semplice dare a Cesare
quel che è di Cesare, cioè as-
segnare ai bianconeri i rigo-
ri, anche solari, che invece
sono stati negati loro? «Evi-
dentemente qualcuno ha de-
ciso di porre rimedio agli er-
rori degli arbitri» è la chiave
di lettura che circola nelle se-
grete stanze milaniste.
Le strade dello sdegno ros-
sonero sono peraltro infini-
te. Così se il sito del club non
approfondisce i risvolti della
sentenza in ossequio al black
out imposto a tutte le compo-
nenti societarie da Adriano
Galliani, nel web imperversa-
no i canali para-ufficiali. Se-
condo uno di questi, notoria-
mente molto prossimo ai
campioni d’Italia, alla fine la
sentenza romana su Ibra un
effetto benefico comunque
lo avrà: «Andrea Agnelli
smetterà di attaccare il presi-
dente Abete e la Federazio-
ne». Undici parole in coda ad
un editoriale senza firma evi-
denziate in grassetto.
Al di là dei rabbiosi sospet-
ti rossoneri, può essere che
sul convincimento dei giudi-
ci abbiano pesato i preceden-
ti di Ibra, giunto ormai alla
terza espulsione non collega-
ta a motivi di gioco in meno
di 12 mesi, per un totale di 8
turni di squalifica. La soluzio-
ne del problema? Indurre il
gigante svedese a tenere a
portata di mano anche un
po’ di bromuro. Andava di
moda anni fa, potrebbe servi-
re pure oggi. Più di tante pre-
diche.
Alberto Costa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Retroscena Un campione e la sua «diversità»
Zlatan si sente vittima
«Non mi perdonano nulla»
Infinita Isinbayeva:
nell’asta vola a 5.01
È record indoor
STOCCOLMA — È anno di Olimpiade
(Londra) e all’improvviso, Yelena
Isinbayeva, 29 anni, russa di Volgograd,
è tornata a volare. Nel meeting di
Stoccolma, ha firmato il nuovo record
mondiale indoor dell’asta, saltando m
5,01 al secondo tentativo. Così ha
migliorato di un centimetro il vecchio
primato (m 5, 15 febbraio 2009 a
Donetsk), mentre quello all’aperto le
appartiene con m 5,06 (Pechino, 18
agosto 2008). «Sono felice di essermi
ritrovata ad un livello così alto». Il dopo
Pechino è stato assai tormentato per la
Isinbayeva. Nel 2009, aveva collezionato
tre nulli nella finale del Mondiale, ma il
28 agosto aveva stabilito il record
mondiale a Zurigo. Nel 2010, dopo il
quarto posto al Mondiale indoor di Doha,
aveva deciso di fermarsi per un anno.
Tornata in pedana il 6 febbraio 2011, si
era classificata sesta al Mondiale di
Daegu. Nel frattempo aveva lasciato la
guida tecnica di Petrov, per tornare con
il suo vecchio allenatore: Yevgeniy
Trofimov. Sempre a Stoccolma, nei 60
ostacoli, Liu è stato squalificato per
partenza falsa: vittoria di Robles in 7’’67.
Il latitante Gegic
Duro comunicato del Milan: «Un grave errore giuridico»
Scommesse La strategia di Gegic & co: «Gervasoni e Carobbio vendevano le dritte anche ad altri. Le riunioni delle combine il martedì»
MILANO— Diciassette indagati per
il calcioscommesse a Bari. Ci sonoi no-
mi noti, quelli di cui si è parlato negli
ultimi mesi (dal factotumAngeloIaco-
velli ai giocatori Andrea Masiello, Mar-
co Rossi, Alessandro Parisi, Simone
Bentivoglio) più alcune new entry:
Marco Esposito, che ha giocato a Bari
dal 2005 al 2009 ed è amico di Antonio
Bellavista, uno dei personaggi ritenuti
centrali dagli inquirenti; poi Abdelka-
der Ghezzal (coni biancorossi nella sta-
gione 2010-2011) e Daniele Portano-
va, giocatore del Bologna, sotto osser-
vazione per la partita Bologna-Bari
0-4, e già tirato in causa da Iacovelli
(«Masiello mi disse che poteva contat-
tare Portanova e Di Vaio»). L’indiscre-
zione è trapelata ieri dal capoluogo pu-
gliese, assieme a una ipotesi investiga-
tiva: oltre ai giocatori, il procuratore di
Bari si sta concentrandosualcuni risto-
ratori, legati alla mafia locale. Questi
avrebbero utilizzato le scommesse per
riciclare denaro, sfruttando le dritte
dei calciatori, a volte operandoincolla-
borazione con il gruppo degli slavi.
A proposito. Gli slavi difendono a
zona: tutti assieme con lo stesso sche-
ma. Dopo le affermazioni di quelli che,
secondo la procura, sono i numeri 1 e
2 dell’organizzazione che truccava le
partite (Gegic: «Gli zingari sono un’in-
venzione italiana, sono anche pronto a
tornare», e Ilievski: «Noi compravamo
solo le informazioni») ieri a Cremona
si è presentatol’avvocato MarcelloCec-
chini, difensore di Dino Lalic, Alija Ri-
bic e Vinko Saka tutti condannati in
Croazia per scommesse clandestine. I
tre sono stati o indicati dal calciato-
re-pentito Carlo Gervasoni come pre-
senti ad alcune combine, oppure citati
dal membro di Singapore Perumal co-
me i «reclutatori» di calciatori per con-
to degli asiatici (al vertice dell’organiz-
zazione).
Lalic ridimensiona il ruolo del suo
gruppo e aggrava quello dei giocatori
Gervasoni e Carobbio («due veri com-
mercianti»), che avrebbero fornito in
autonomia — e in cambio di denaro
— informazioni su partite taroccate,
senza bisogno di minacce. Insomma,
l’iniziativa e l’organizzazione sarebbe
stata dei giocatori, gli slavi si limitava-
no a scommettere. Una ricostruzione
che non convince gli inquirenti. «Il
mio ruolo —spiega Lalic nella memo-
ria — era quello di assicurare assieme
a Suljic (altro arrestato in Croazia, ndr)
il denaro richiesto da Gervasoni e Ca-
robbio per le informazioni sui risultati
delle partite di B. Gervasoni e Carob-
bio chiamavano Gegic e gli dicevano
‘‘vieni in Italia perché ci sono informa-
zioni interessanti’’». C’era persino un
giorno fissato per le riunioni: «Si svol-
gevano incontri il martedì per le parti-
te del sabato. Se le informazioni erano
vere pagavamo le schede (puntate,
ndr) alle agenzie di scommesse nella
ex Jugoslavia, in Austria, Repubblica
Ceca e Ungheria. Agli incontri parteci-
pavano Gegic, Saka e Ribic, qualche
volta anche Suljic. Io sonostatopresen-
te due volte, con Gervasoni e Carob-
bio. Questi sono due veri commercian-
ti, vendevano le informazioni anche
ad altri, e anche su partite di cui non
erano del tutto certi. Ma noi capivamo
lo stesso che erano combinate perché
le quote crollavano».
Come detto, il pmRobertoDi Marti-
no non è convinto. È sicuro di avere in
mano un numero di riscontri tale per
cui è impossibile dubitare dell’apparte-
nenza degli slavi a un’organizzazione.
Un elemento, poi, torna di continuo:
l’esistenza di diverse organizzazioni
che operavano per pagare giocatori e
alterare partite. Ai danni del calcio,
con molte complicità nel calcio.
Claudio Del Frate
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I sospetti
Le tre giornate di squalifica
inflitte a Ibrahimovic per lo
schiaffo (o buffetto secondo il
Milan) al napoletano Aronica
(nella foto), sono il primo stop
per motivi disciplinari per lo
svedese in questo campionato
Cinque turni
Nel campionato scorso, il
primo con il Milan, Ibrahimovic
dovette scontare 5 turni di
squalifica: 2 dopo essere stato
espulso per una manata al
difensore del Bari Marco Rossi
e altre 3 per l’ammonizione
da diffidato (un turno) e la
successiva espulsione diretta
per offese al guardalinee nella
partita contro la Fiorentina
Partite e gol
Finora, con il Milan, Ibra ha
giocato 48 partite di
campionato segnando 29 gol
e 13 in Champions League
nelle quali ha messo a segno
9 reti
Bilancio in attivo
La difesa degli slavi: «I calciatori veri commercianti»
Il club rossonero è
convinto che sia in atto
un piano per pilotare
lo scudetto verso Torino
«Gli zingari sono
un’invenzione degli italiani,
io sono pronto a tornare
per spiegare tutto»
Senza la loro stella i rossoneri
vanno comunque forte: hanno
perso solo due partite, ne hanno
pareggiate quattro e vinte dodici
Ibrahimovic, niente sconto
Indagato Daniele Portanova (Fotopress)
Bomber irrequieto
A Bari 17 nuovi indagati: ci sono
Esposito, Ghezzal e Portanova
Il caso La Corte di giustizia della Figc ha confermato la squalifica di 3 giornate per lo svedese che domani salta la partita con la Juve
italia: 515249535254
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
#
Scon|r| a Madrid
Scontri a Madrid tra tifosi della
Lazio e dell’Atletico prima della
partita. Il bilancio è stato
di sei contusi (P|p)
i piloti partecipanti
alla stagione 2012
della Superbike.
Quattro in più dei 21
della MotoGp
La Superbike riparte in Australia con la grande sfida tra il Corsaro e Checa
Tre Gp in Italia
Inter, lista degli errori
Moratti deve rifondare
società e squadra
Milano e Cantù
addio all’Europa
Ferrari indietro
«ma sta migliorando»
Il tabellone
Oggi vertice Lotito-Reja: l’allenatore può restare
Molinari e Manassero k.o.
Verona, il Salone italiano
Artisti sull’oceano, saranno i
piloti della Superbike ad aprire
la stagione motociclistica 2012.
Si scatta domani notte a Phillip
Island, Australia, il circuito più
bello e suggestivo del mondo
come degno teatro di un Mon-
diale (il 25˚) sulla carta mai co-
sì equilibrato e spettacolare.
La Sbk è l’altra faccia della
MotoGp: moto 1000 cc deriva-
te di serie (cioè elaborazioni di
quelle vendute al concessiona-
rio); monogomma Pirelli; livel-
lo tecnologico più basso, costi
contenuti e dunque equilibrio
piùalto; glamour ridotto all’os-
so ma grande partecipazione
degli appassionati, molti dei
quali vedono in questa catego-
ria l’ultimo avamposto di un
motociclismo che non c’è più;
sei Case (contro le tre ufficiali
della MotoGp) e 25 piloti (con-
tro 21), ben divisi fra giovani
rampanti e vecchi danzatori col
polso ancora tonico. Il livello
tecnicomediononè quellodel-
la MotoGp, ma molti di loro so-
no capaci di dare gran gas e re-
galare molto spettacolo. Se poi
sono esperti, ancora di più.
Nelle ultime due edizioni,
nona caso, hannovintoil Mon-
diale il 39enne Carlos Checa
(15 vittorie su 26 round con la
Ducati) e il 40enne Max Biaggi
conl’Aprilia. Ora si riparte natu-
ralmente da loro, favoriti d’ob-
bligo per una specie di «bella».
Il Toro spagnolo è carico dopo
che il magico 2011 gli ha tirato
fuori quella grinta rimasta a
lungo sopita in una carriera
senza grossi guizzi. Il Corsaro
romano è ipermotivato dopo
un anno sfortunato e, alla sua
23ª stagione in sella, sogna di
vincere il sesto titolo personale
dopo i 4 in 250 e quello Sbk del
2010. Aprilia (che schiera an-
che l’interessante Eugene La-
verty) e Ducati vanno veloce,
ma le altre non stanno a guar-
dare. Attrae molti il progetto
Kawasaki, uscita dalla MotoGp
per dedicarsi solo alla Sbk: da
tenere d’occhio l’inglese Sykes.
Incuriosisce la Bmw con Mar-
co Melandri. L’anno scorso, al
suoesordio, è statovicecampio-
ne (con 4 vittorie). Era in
Yamaha, che però ha deciso di
mollare. Marco si è accasato al-
lora coi tedeschi e sente di ave-
re ancora molto da dare: a 29
anni, ritrovato lo spirito positi-
vo dopo le delusioni della Mo-
toGp, sogna legittimamente il
titolo. Competitiva è anche la
Honda con Rea, mentre resta
un mezzo mistero la Suzuki.
Oltre ai tre tenori, l’Italia
schiera Giugliano, Zanetti e l’ex
MotoGpCanepa inDucati, il de-
buttante De Rosa in Honda e
l’interessante coppia Badovi-
ni-FabrizioinBmw. Incalenda-
rio 14 round, ciascuno con due
gare. Le tappe italiane, sempre
da tutto esaurito, sonotre: Imo-
la (1 aprile), Monza (6 maggio)
e Misano (10 giugno). Si chiu-
de a Magny-Cours, in Francia,
il 7 ottobre. La grande novità è
l’appuntamento di Mosca, il 26
agosto: una colossale operazio-
ne di sport e business che por-
ta il motociclismo dove non è
mai stato. Tra qualche anno —
se non si realizzerà la fusione
che molti ipotizzano — ci ap-
proderà anche la MotoGp, ma
intanto la prima ad arrivarci è
stata la Superbike. Che andrà
anche piùpiano, ma sa bene co-
sa vuole.
Alessandro Pasini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Motori Cos|| con|cnu|| c compc||/|onc a|||ss|ma. con |c dcr|va|c d| scr|c (pcr |a pr|ma vo||a a Hosca), spc||aco|o ass|cura|o
Fotofinish
Milano e Cantù dicono
addio all’Eurolega. L’EA7
Armani sul parquet del
Panathinaikos si impone
per 67-58, senza però
riuscire a ribaltare il -22
dell’andata: in svantaggio
nei confronti diretti anche
con l’Unics Kazan, Milano
esce di scena. Finisce anche
il sogno della Bennet,
beffata al PalaDesio per
63-62 dal Barcellona.
Tranquilla invece Siena,
prima nel girone F.
A Barcellona, test di F1: il più
veloce Maldonado con la
Williams (1’22’’391). Per
Schumacher con la Mercedes
(2˚ a 0’’993) 127 giri. Massa con
la Ferrari ha girato in 1’24’’771
(stesso tempo di Webber con la
Red Bull). «La macchina —
spiega Massa — è migliorata
rispetto a Jerez, stiamo
iniziando a definire come farla
crescere ancora». La Rossa e la
Red Bull, nei prossimi test,
gireranno a Barcellona dal 2 al 5
marzo invece che dall’1 al 4.
25
Dentro il Toumba, piccolo e
caliente, rinasce l’Udinese. Un’in-
zuccata di Danilo dopo unango-
lo di Pasquale e una punizione
di Floro Flores sotto l’incrocio
dei pali lanciano la squadra di
Guidolin negli ottavi di finale
dell’Europa League (troverà gli
olandesi dell’Az Alkmaar). È suf-
ficiente unquarto d’ora per sgre-
tolare il sognodel Paoke scaccia-
re l’incubo eliminazione. Una
partenza sprint, degna del mi-
glior Bolt. Il rigore di Domizzi, al-
l’inizio della ripresa, allarga i
confini dell’impresa. La Lazio, in-
vece, è fuori. Già sconfitta 3-1 al-
l’Olimpico, non trova la forza
per ribaltare il pronostico in ca-
sa dell’Atletico Madrid. In piena
emergenza e distratta dal caso
Reja, affronta l’appuntamento
spagnolo cercando di salvare
l’onore, ma non riesce a evitare
la sconfitta, la terza consecutiva:
1-0 (colpo di testa di Godin).
Tensione tra i tifosi prima della
sfida: cassonetti incendiali e sei
contusi (cinque italiani e uno
spagnolo).
Così non ci resta che dire gra-
zie all’Udinese, avanti pur senza
il suo principe Di Natale. L’ono-
re italiano nell’Europa League è
salvo. Il ranking Uefa unpo’ me-
no. Però, almeno sino a marzo,
forse nonsi accenderannole po-
lemiche sul fatto che snobbia-
mo la seconda manifestazione
continentale.
La Lazio più che all’Europa
pensa a sbrogliare il caso Reja.
Le dimissioni annunciate dall’al-
lenatore biancoceleste hanno
scossol’ambiente. Ma, come cin-
que mesi fa, potrebbero essere
ritirate. La squadra è in pressing
sul tecnico e anche una buona
fetta della tifoseria chiede a Edy
di restare. Oggi a Formello è in
programma l’incontro decisivo
con Lotito. «Ho consegnato una
lettera e aspetto una risposta. Se
sono convinto delle dimissioni?
Quando uno le dà, vuol dire che
è convinto...», il commento del-
l’allenatore a fine partita. Reja
potrebbe rimanere sino alla fine
della stagione. Magari conla pro-
messa che il d.s. Tare circolerà
lontano da Formello in questi
mesi. Un compromesso. Nulla
di più. Il rapporto è sbriciolato.
Se invece si arrivasse al divor-
zio, contro la Fiorentina in pan-
china potrebbero sedersi Simo-
ne Inzaghi e Crialesi oppure Bol-
lini (tecnico della Primavera),
ma Lotito pensa soprattutto a
De Canio anche se rimangono
in lizza Casiraghi, Delneri, so-
prattutto Marcolin.
Alessandro Bocci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
È finita al secondo turno la
corsa di Francesco Molinari
e Matteo Manassero
nell’Accenture match play in
Arizona. Il torinese è stato
eliminato da Dustin
Johnson, il veronese da
Martin Laird.
Da oggi fino lunedì 27
febbraio, Verona diventa la
capitale del golf con il
Salone italiano.
CICLISMO — Alejandro
Valverde ha vinto la Vuelta
Andalucia-Ruta del Sol.
Recuperi della 26ª di B: oggi
(20.45) Pescara-Reggina.
Domani (15): Gubbio-Modena,
Sassuolo-Ascoli. Domenica,
12.30: Brescia-Torino. Classifica:
Torino* 56; Sassuolo* e Verona
54; Pescara** 52; Padova* 46;
Varese 45; Reggina*, Brescia* e
Bari 39; Sampdoria*, Cittadella e
Grosseto 37; Juve Stabia* 36;
Livorno 30; Vicenza 29; Crotone
28; Modena** 26; AlbinoLeffe
25; Empoli* 24; Gubbio* 23;
Ascoli* 22; Nocerina 18.
Biaggi vuole regalarsi un Mondiale over 40
MILANO — Nelle ultime quattro
settimane (25 gennaio/22 febbraio),
l’Inter ha perso sei partite su sette; è
stata eliminata dalla Coppa Italia (a
Napoli); ha fatto un punto in
campionato, battuta in casa da
Novara e Bologna; ha perso con il
Marsiglia in Champions; ha segnato
quattro gol (tutti al Palermo) e ne
ha subiti 15. Ranieri, dopo aver
annunciato in tv che l’Inter attuale
non può permettersi un trequartista
e due attaccanti, a Marsiglia ha
schierato Sneijder più Forlan e
Zarate, che non giocava titolare dal
27 novembre, con Milito e Pazzini
in panchina. Un tridente sostenuto
da Zanetti, Stankovic e Cambiasso,
102 anni in tre, che meriterebbero
più rispetto per non esporli a simili
figuracce. In generale, la squadra
corre poco; difende male e non
riesce a costruire una vera azione da
gol. E questo nonostante esista un
esercito di aiuto allenatori e di
preparatori atletici. Il d.t. Branca ha
portato all’Inter nell’estate 2011
prima Gasperini, poi Castaignos,
Forlan, Jonathan, Alvarez e Zarate,
infine ha speso 7,5 milioni per la
metà di Kucka. A gennaio, ha preso
Guarin, infortunato e non
selezionabile per la Champions;
Palombo, che, dopo le apparizioni
con Palermo e Roma, non si è più
visto (in tribuna a Marsiglia) e Juan
Jesus. Ieri, per spiegare l’infortunio
di Maicon (stiramento al tendine del
ginocchio destro, 20 giorni di stop,
nella foto), il prof. Combi ha scritto:
«Elongazione miotendinea della
zampa d’oca». In serata, si è appreso
che Ranocchia si è stirato alla coscia
destra. Inutile qualsiasi commento,
resta una domanda: il presidente
Moratti, che ripiana ogni anno il
deficit del club con interventi molto
onerosi e deve pure prendersi gli
insulti dei tifosi, che cosa aspetta a
rifondare subito società e squadra?
f. mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo la sconfitta a Marsiglia, Maicon 20 giorni di stop. Si stira anche Ranocchia
BASKET
FORMULA 1
Athanasiadis
lotta
con
Benatia
(Rcu-
|crs)
L’Udinese vola negli ottavi
La Lazio non fa il miracolo
GOLF
Recuperi di serie B
Oggi tocca a Zeman
Così gli ottavi
a/r 8-15 marzo
Metalist Kharkiv
Olympiacos Atene
Spor||ng l|sbona
Hanchcs|cr C||y
Twente
Schalke
S|andard l|cg|
lannovcr
Valencia
Psv Eindhoven
A/ A||maar
ud|ncsc
Atletico Madrid
Besiktas
Hanchcs|cr u|d
A|h|c||c 8||bao
Il programma
0uar|| 29|3-5|/
Scm|||na|| l9-2G|/
l|na|c 9 magg|o
Il weekend in tv
Stanotte
orc /.55
Supcrpo|c
(d|rc||a la7)
doman| orc ll
d|||cr||a la7
Domani notte
ore 1.25
Gara 1
(La7 ed Eurosport)
differita su La7
orc l5.lO
ore 4.55
Gara 2
(la7 cd Eurospor|)
d|||cr||a su la7
orc lG.lO
Il calendario
1/4 Imola
22|/ Asscn
6/5 Monza
l3|5 0on|ng|on
28|5 Sa|| la|c C||y
10/6 Misano
l|7 Aragon
22|7 8rno
5|8 S||vcrs|onc
2G|8 Hosca
9|9 lurburgr|ng
23|9 Por||mao
7|lO Hagny-Cours
Leone Max Biaggi e il compagno Eugene Laverty con l’Aprilia RSV4 (lpp)
Europa League l |r|u|an| v|ncono 3-O |n casa dc| Pao|. ora |’A/ A||maar
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Maristella con Manlio e Pascale annuncia con
profondo dolore la scomparsa del
dott. Massimo Grassi
ricordandolo con l'amore e l'affetto di sempre.-
Per informazioni sul funerale si prega di contat-
tare l'Impresa San Siro al n. 0232867.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Carla, Anna, Stefania Clerici.
– Ilario e Franca Borgonovo con figli.
– Spartaco e Mariapia.
– Giuliana e Giorgio Zuccoli.
– Lidia e Alberto Romussi.
– Adriana e Antonio Scattoni.
– Renata Parma.
– Giovanni e Silvia Cucchiani.
– Mario Mauri.
– Giuseppe, Marisa, Lionella e Pietro Maggi.
– Lietta Folci Acquadro.
Emanuele ed Alexander ricorderanno sempre
con amore il loro
nonno Massimo
e lo stringono con un forte abbraccio.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Aldo e Wally con Anna e Chicco, Laura e Vin-
cenzo, Carlo e Rita sono vicini a Maristella e Ma-
nlio e piangono con loro la scomparsa del caris-
simo amico
Massimo
- Milano, 23 febbraio 2012.
Claudio, Patrizia e Vilma Cantoni sono affet-
tuosamente vicini a Maristella e Manlio, addolo-
rati dalla scomparsa del caro
Massimo
- Milano, 23 febbraio 2012.
Gli amici Pier, Fanny, Cristina, sono vicini a
Maristella e famiglia per l'improvvisa scomparsa
del caro
Dott. Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
L'improvvisa perdita del
Dott. Massimo Grassi
stimato professionista e amico di una vita, ci la-
scia costernati.- Ci stringiamo ai familiari con sin-
cero cordoglio.- Famiglia Bidoglio e famiglia
Cantoni. - Milano, 23 febbraio 2012.
Mario e Daniela con Luca e Anna uniti nel do-
lore a Maristella e Manlio ricordano con viva
commozione ed affetto il caro
Massimo
- Milano, 23 febbraio 2012.
Marisa Bramani è affettuosamente vicina a Ma-
ristella e alla sua famiglia per la perdita del caro
Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
I Borgonovo tutti ricordano
Massimo Grassi
Lucia ricorda l'amico di mille serate e viaggi.-
Gianluca ricorda l'amico più anziano.- A Mari-
stella e Manlio il nostro affetto più sentito.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Francesco e Fania Russo si stringono affettuo-
samente a Maristella e Manlio per l'improvvisa
scomparsa del caro
Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
Il personale tutto dello Studio Notarile Russo
unendosi al dolore dei familiari partecipano al
lutto per la scomparsa del
Dott. Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
Ci hai lasciato all'improvviso ma sarai sempre
nel nostro cuore caro
Massimo
amico di tutta la vita, ancora increduli ti piangia-
mo stretti a Maristella, Manlio, Pascal.- Lucia e
figli; Carla, Primo e figli.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Mariarosa Mocchetti.
– Massimo Poltronieri.
Paola è vicina con profondo affetto a Maristella
per la scomparsa del marito
Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Enrica Camera.
– Roberto Crema.
– Guido ed Ilaria Scolari.
– Laura Scolari.
– Silvia e Vittorio Passaquindici.
Enzo, Alessandro e Cristina Ricci con Iuccia e
Laura sono vicini a Maristella e Manlio per la do-
lorosa perdita del caro amico di una vita
Massimo
con lui se ne vanno tanti bellissimi ricordi.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Franco e Gabriella Vimercati.
Mariagrazia Giorgetti e figli nel ricordo di una
bella e sincera amicizia ricordano
Massimo
e sono vicini a Maristella e Manlio.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Francesco, Ivana e Francesca Benatti affettuo-
samente partecipano al grande dolore di Manlio
e della sua famiglia per la scomparsa del padre
Dott. Massimo Grassi
- Milano, 23 febbraio 2012.
Profondamente addolorati per l'improvvisa
scomparsa del caro amico
Massimo Grassi
siamo affettuosamente vicini alla famiglia in que-
sto triste momento.- Claudio Aldo Monica e Mas-
similiano Neuburger.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Emanuela con Marco, Paolo con Ilaria e Anto-
nio con Nadia, si stringono nel dolore a Maristel-
la e Manlio per l'improvvisa scomparsa dell'amico
Massimo
che ricorderanno sempre con tanto affetto.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Andrea e Gianna, sono affettuosamente vicini
a Maristella e Manlio nel doloroso momento del
distacco terreno del loro caro
Massimo Grassi
e invocano dal Signore pace, conforto e conso-
lazione. - Milano, 23 febbraio 2012.
Emilio e Graziella sono vicini a Maristella e Ma-
nlio per la morte del caro
Dott. Massimo Grassi
amico di una vita. - Milano, 23 febbraio 2012.
Giuseppe e Valeria, Camillo e Silvana con
Massimo, Raffaella, Andrea partecipano com-
mossi al grande dolore di Maristella, Manlio e
Pascal per l'improvvisa scomparsa del grande
amico e collega
Massimo Grassi
che ricordano con infinito affetto e stima.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Ciao
Massimo
Italo, con Luciana e Fabio, partecipa con affetto
al dolore di Maristella e Manlio e ricorda l'amico
di tanti anni che non c'è più ma che resterà nel
cuore. - Milano, 23 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Nadia, Lorena, Cristina.
Angela, Alessandra e Tamara, collaboratrici di
ogni giornata di lavoro, si stringono con affetto a
Manlio per la perdita del papà
Massimo Grassi
e partecipano al dolore della sua famiglia.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Stefano stringe forte Manlio per la perdita del
papà
Massimo Grassi
di cui sentirà ogni giorno la mancanza, e con Mo-
nica e Maddalena, Guido, Flavia e Sileno si uni-
sce al dolore suo, della mamma, di Pascale, Ema-
nuele ed Alexander.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Il Rotary Club Milano Linate è vicino all'amico
socio Manlio per la perdita del suo papà
Massimo
- Milano, 23 febbraio 2012.
"Et nunc manet in te".
Ci ha lasciati
Mario Di Mattei
Con infinito rimpianto e grande tenerezza Vale-
ria ricorda i doni di amore e serenità conosciuti
in lunghi anni di vita matrimoniale.- I funerali si
terranno sabato 25 febbraio alle ore 11 nella
chiesa del Buon Pastore di via Caboto.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Ezio e Melina Genesio.
– Francesco e Anna Baldinelli.
– Tonino e Gioconda Peretto.
– Vittorio Carnemolla.
– Stefano Lo Bianco.
Papà
da che siamo nati ti sei preso cura di noi con
grande amore serenità ed ottimismo.- Doti che
hanno caratterizzato anche la tua professione di
medico.- Il tuo sorriso e la tua dolcezza ci accom-
pagneranno sempre.- Roberta Pietro Giovanna e
Valentina. - Milano, 23 febbraio 2012.
Nonno Mario
rimarrai sempre nei nostri cuori.- Thomas Made-
leine Pietro Sophia Camilla Sebastiano Lodovico
Piergiovanni Beatrice Margherita.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Antonio Fabio Federica Graham si uniscono al
dolore per la scomparsa del suocero
Mario Di Mattei
che ha riservato loro l'affetto di un padre.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Licia Trotti e Luisa, Rosa, Marolga, Ciro, Luigi,
Viola, Carolina, Vico, Beppe, Luca si stringono
con tanto affetto a Giovanna ed alla sua famiglia
nel dolore per la perdita del caro papà
Mario Di Mattei
- Milano, 23 febbraio 2012.
Le famiglie Gianasso e Bauckneht sono vicine
a Gioietta e ai figli, ricordando con profondo af-
fetto il
Dott. Mario Di Mattei
- Verona - Sondrio, 23 febbraio 2012.
I condomini di via Etna 2 Milano e l'Ammini-
stratore profondamente addolorati per la scom-
parsa del
Dott. Mario Di Mattei
sono vicini alla famiglia con commossa parteci-
pazione. - Milano, 23 febbraio 2012.
Le famiglie Messina, Stucchi, Tonani e Drago-
ne annunciano la scomparsa della cara mamma
e nonna
Ebe Gilardi ved. Stucchi
di 98 anni.- I funerali avranno luogo lunedì 27
febbraio alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale
di Olginate; indi al locale cimitero.- Non fiori, ma
eventuali offerte all'asilo di Olginate.- La salma
si trova ad Olginate presso l'abitazione di via Pro-
fessor Mario Redaelli n. 2, verrà traslata in chiesa
lunedì alle ore 10.- Un grazie particolare a tutto
il personale dell'Istituto Villa dei Cedri per le cure
prestate.- Si ringraziano anticipatamente quanti
interverranno alla cerimonia funebre.
- Olginate, 23 febbraio 2012.
UTIM Uffici Teatrali ricorda con affetto e stima
Tommaso Paolucci
caro amico e preziosa figura del teatro italiano.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Joan Schiavoni.
– Robert Schiavoni.
– Tiziana Borgo.
– Claudia Reggiani.
Il giorno 23 febbraio ci ha lasciato il
Dott. Fortunato (Tino) Capra
Con infinita tristezza lo annuncia la moglie Ca-
terina che ringrazia con affetto per l'amorevole
assistenza il Dottor Angelo Ancona ed il Dottor
Norberto Fasulo, tutto il personale medico ed in-
fermieristico del II piano della Madonnina e tutti
i cari amici che gli sono stati vicini.- I funerali
avranno luogo a Milano venerdì 24 febbraio alle
ore 14.45 presso la parrocchia di Santa Maria al
Paradiso e San Calimero (corso di Porta Vigenti-
na). - Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Le famiglie Fontana e Taveggia.
– Patrizia e Michele Posadinu.
– Lo Studio Associato Cambria Posadinu Zan-
donella.
Alberto, Antonio e Anna Lisa salutano il caris-
simo
zio Tino
compagno di vita, amico simpaticissimo e sempre
vicino, e si stringono con tanto affetto a Caterina
nel suo dolore. - Milano, 23 febbraio 2012.
Anne con Julia, Sara e San, Sabina con Ludo,
Baby e Emanuele, Andrea con Federica e Fran-
cesco sono affettuosamente vicini a Caterina per
la perdita del carissimo
Tino
- Milano, 23 febbraio 2012.
Ringraziamo
Fortunato Capra
medico di straordinaria capacità e levatura mo-
rale, per esserci sempre stato vicino con affetto.-
Ci mancherai tanto Tino.- Rino Renata Paola Cri-
stina Ciriello e famiglie.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Caro
Tino
ci siamo stimati, ci siamo voluti bene.- Siamo
sempre riusciti a leggere reciprocamente nel pro-
fondo delle nostre anime.- Ci ritroveremo.- Ce-
sare e Silvana.- Baba ed Ale ti avranno sempre
nel cuore. - Milano, 23 febbraio 2012.
In ricordo del
Dott. Tino Capra
Ciao gattone scatenato sei stato un grande.-
Grazie.- Norberto con Gabriella Filippo e Vitto-
rio. - Milano, 23 febbraio 2012.
Tino Capra
Ci hai lasciati.- Ci mancheranno la tua intelligen-
za, i tuoi consigli, la tua energia positiva e so-
prattutto la tua amicizia.- Un forte abbraccio a
Rina.- Gianpaolo e Giovanna, Giorgia ed Ermes.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Luigi e Annamaria Galassi si stringono affet-
tuosamente a Caterina per la scomparsa del ma-
rito
Dott. Tino Capra
medico straordinario e amico insostituibile.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Caro
Tino
ci mancherai tantissimo come medico e come
grande saggio amico.- Mirella Marzia Alberto
Brogi. - Milano, 23 febbraio 2012.
Caro
Dott. Tino Capra
lo so che non avrebbe voluto lasciarci ma sono
sicura che Aramis le starà organizzando questo
viaggio come tutti gli altri bellissimi fatti insieme.-
Un forte abbraccio Renata.
- Madonna di Campiglio, 23 febbraio 2012.
Per me lei è stato più di un amico, caro
Dott. Tino Capra
una presenza molto importante nella mia vita.-
Le voglio tanto bene.- Alessia.
- Madonna di Campiglio, 23 febbraio 2012.
Jeanne, Joe, Marina con Camillo e Leone, Ga-
briele con Santa sono molto vicini a Caterina in
questo triste e doloroso momento per la perdita
del carissimo e amatissimo
Tino
da sempre il nostro affidabile medico, uomo di
eccezionale valore umano e soprattutto il nostro
grande amico di una vita.- Ci mancherai!
- Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipa al lutto:
– Freddy Martell.
A
Tino Capra
un bacio dalla tua cara Etty.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Partecipano al lutto:
– Lilj e Graziella Uziel.
Franco e Gabriella, Andrea e Nicoletta, Ales-
sandro e Monica partecipano al dolore di Cate-
rina in ricordo dell'amico di sempre, uomo di
grande qualità umane e professionali
Tino
- Milano, 23 febbraio 2012.
E' mancata all'affetto dei suoi cari la
Prof.ssaLenaTescari
Pomello Chinaglia
Ne danno il triste annuncio i figli Nicoletta con
Guido; Gerolamo con Valeria; Lucia con Giusep-
pe; Giampietro con Elisabetta.- Si ringrazia il
Dottor Gianluigi Toti per l'amorevole assistenza.-
I funerali avranno luogo sabato 25 febbraio a Mi-
lano presso la chiesa San Camillo in piazza San
Camillo De Lellis alle ore 9.15.- La cara salma
verrà tumulata presso la cappella di famiglia del
cimitero di Montagnana, sabato 25 febbraio alle
ore 14.30. - Milano, 23 febbraio 2012.
NonnaLena
Marilena; Giovanni; Luisa; Paola; Gianluca ricor-
deranno per sempre la loro amatissima nonna.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Fabio e Bettina, Stefano e Maria Antonietta as-
sieme ai figli abbracciano con grandissimo affet-
to ed amicizia Gero Valeria Luisa Giovanni nel
ricordo della loro cara mamma e nonna
LenaPomello Chinaglia
- Milano, 23 febbraio 2012.
Paolo e Claudia, Marco e Marina, Lele e Ro-
berta sono vicini a Gerolamo per la perdita della
mamma
Lena
- Milano, 23 febbraio 2012.
Luisa Zanconato con Francesca, Paolo, Andrea,
Giovanni, Bianca e nipoti tutti si stringe con af-
fetto a Gerolamo, Giampietro, Nicoletta, Lucia e
alle loro famiglie partecipando al dolore per la
scomparsa della amatissima mamma
LenaTescari Pomello
Chinaglia
- Milano, 24 febbraio 2012.
Anna Verga Casati con grande affetto parteci-
pa al profondo dolore di Luisa e famiglia per la
scomparsa della cara
EnricaAjello
- Milano, 23 febbraio 2012.
Gli amici di sempre si uniscono con grande af-
fetto al dolore di Luisa e Gigi per la perdita di
EnricaAjello
È stato un privilegio conoscerti e sarai sempre nel
nostro ricordo.- Anna e Benso Marelli, Carlo e
Cinzia Giglioni, Paola e Antonio Carminati, Bar-
bara e Giorgio Gerli, Angela e Gianni Germanis,
Giuliana e Giorgio Landoni, Laura e Carlo Ca-
mocini, Maria Vittoria Schneider, Anna e Franco
Zanolli. - Milano, 23 febbraio 2012.
Carla Zaffiri profondamente addolorata per la
perdita della propria madrina ricorda con infinita
gratitudine ed affetto l'amorevole e protettiva sol-
lecitudine con cui
FilomenaConfortini
l'ha seguita in ogni fase della propria vita e, in-
sieme a Roberto, si stringe affettuosamente a
Massimo, Roberto, Franco, Gianni e Mimmo ed
ai famigliari tutti. - Roma, 23 febbraio 2012.
Il giorno 22 febbraio è mancata all'affetto dei
suoi cari
CaterinaDe Caro
ved. Boldrini
Ne danno l'annuncio la figlia Cristina e i nipoti
Matteo e Federico.- I funerali avranno luogo ve-
nerdì 24 febbraio a Milano alle ore 14.45 presso
la chiesa Santa Maria di Caravaggio via Borro-
mini 5. - Milano, 24 febbraio 2012.
Fabio, Eugenio e Nucci si stringono a Cristina,
Matteo e Federico nel ricordo dell'adorata mam-
ma e nonna
Caterina
- Milano, 23 febbraio 2012.
Anna, Silvia, Francesca, Anna, Carola, Paola
piangono con Cristina la sua splendida mamma
Caterina
e si stringono a lei, Federico, Matteo in un forte
abbraccio. - Milano, 23 febbraio 2012.
E' mancato all'affetto dei suoi cari l'amato
Ing. Uberto Sannazzaro Natta
ne danno il triste annuncio la moglie Paola, i figli
Alessandra con Alessandro, Iacopo con Claudia,
Cristina con Mirco con i loro figli.- Le esequie
avranno luogo il giorno 25 febbraio alle ore
10,30 presso l'Oratorio della Misericordia di Fi-
renze, piazza Duomo.- Un ringraziamento di
cuore a coloro che lo hanno assistito in partico-
lare a Geremia, Roberto, Susy e David.
- Firenze, 24 febbraio 2012.
Edoardo e Lina Amman piangono il caro cugi-
no
Conte
Uberto Sannazzaro di Giarole
e abbracciano Paola.
- Milano, 23 febbraio 2012.
Piero, Marco e Rossella annunciano la scom-
parsa del papà
Renato Bisazza
insieme a Karin e Francesco.- I funerali si svol-
geranno oggi venerdì 24 febbraio alle ore 15
presso la chiesa parrocchiale di San Pietro a Tris-
sino (Vicenza). - Vicenza, 24 febbraio 2012.
Alessandro e Francesco Mendini con tristezza
partecipano al dolore di Rossella, Piero e Marco
per la perdita del loro padre
Renato Bisazza
caro amico e raffinato promotore di bellissime
esperienze fatte assieme.
- Milano, 24 febbraio 2012.
Partecipa al lutto:
– Fulvia Mendini.
Roby Schirer ricorda con affetto
Enzo Sellerio
uomo di genio e di cuore.
- Roma, 23 febbraio 2012.
Donatella Barbieri, con Chiara Boroli e l'Agen-
zia Letteraria Internazionale, abbraccia Olivia e
Antonio nel dolore per la perdita di
Enzo Sellerio
protagonista raffinato dell'editoria e della cultura
italiane. - Milano, 23 febbraio 2012.
Con profonda commozione Lavelli, Mella, Nar-
doni, Pignatelli, Pierannunzii, Pranzo, Siravo e
Zappa partecipano al lutto della famiglia per la
scomparsa di
Piero Barbaro
- Milano, 23 febbraio 2012.
I nipoti comunicano che i funerali di
LilianaRenzi
deceduta a Milano il giorno 8 febbraio, saranno
celebrati sabato 25 febbraio alle ore 11 presso il
Santuario della Madonna di Loreto in Pesaro.-
Ringraziamo tutte le sue care allieve e tutte le
persone che con la loro partecipazione affettuosa
hanno voluto ricordare la zia.
- Luino - Milano, 23 febbraio 2012.
Alfredo, Mina e Alessandro Mandelli ricordano
l'amico
professor
Giovanni Bianucci
- Milano, 23 febbraio 2012.
Gianfranco e Isabella Zanchetta Bonacina par-
tecipano al dolore della famiglia per la scompar-
sa del caro amico
Tito Agnoli
- Lurago d'Erba, 23 febbraio 2012.
Gli amici Maria Bambina, Isabella e Gianfran-
co, Rosella e Franco, Roberto e Franca piangono
la scomparsa dell'amico
Tito Agnoli
e abbracciano con grande affetto la moglie Susy.
- Lurago d'Erba, 23 febbraio 2012.
Il marito Umberto De Angelis, il figlio Emilio
con Lara, familiari ed amici comunicano il loro
dolore perché non è più con noi dal 24 gennaio
scorso
ErminiaBallesio De Angelis
economista, insegnante, revisore legale, consi-
gliere delegato della S.I.D.A. Srl.- Per desiderio
dell'estinta si comunica agli amici lontani dopo i
funerali civili, la cremazione e la traslazione delle
ceneri nella cappella di famiglia in Sant'Agnello
di Sorrento. - Genova, 23 febbraio 2012.
I condomini e l'Amministratore di piazzale Ba-
racca 1 / San Michele del Carso 1 partecipano al
dolore della famiglia Kuster per la scomparsa
della signora
CarmelaClarotti Bocca
- Milano, 23 febbraio 2012.
In una simile circostanza ci uniamo con affetto
al dolore dei familiari per la scomparsa di
EugeniaMiramonti
Mario e Patrizia Petrini.
- Milano, 23 febbraio 2012.
24 febbraio 2005 - 24 febbraio 2012
Gian BattistaColombo
Ciao grande Giancolombo.- Ci manchi tanto.-
Resta per sempre nei nostri cuori.- Bia, Momi, Su-
si, Greta. - Milano, 24 febbraio 2012.
1995 - 2012
Con immutato affetto i familiari ricordano l'
Avv. Prof. Umberto Azzolina
- Milano, 24 febbraio 2012.
68
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
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Per festeggiare i 100 anni della
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dito medio e ora deve scusarsi:
ma ci sono precedenti illustri
63 62 56 28
7 3 8 1 6 5 2 4 9
1 2 6 9 7 4 5 3 8
5 9 4 3 2 8 6 1 7
8 1 7 4 3 2 9 5 6
6 4 9 5 8 7 3 2 1
3 5 2 6 1 9 8 7 4
4 6 5 2 9 1 7 8 3
2 8 3 7 4 6 1 9 5
9 7 1 8 5 3 4 6 2
5 4 7
1 8
2 6
6 8 4 1
2 4 3 8
5 7 2 3
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S = Sereno P = Pioggia N= Nuvoloso T = Temporale C= Coperto V = Neve R= Rovesci B= Nebbia





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Passo San Pellegrino-Falcade
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Pinzolo
Pozza di Fassa - Aloch-Buffaure
San Martino di Castrozza

VAL D’AOSTA
PIEMONTE
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TRENTINO
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Alta Badia
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Gitschberg - Maranza
Klausberg
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Merano 2000
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Plan - Val Passiria
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Racines
San Vigilio
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Val d’Ultimo
Val Gardena
Val Senales
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Tarvisio
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Campo Felice-Rocca di Cambio
Cimone
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Monte Amiata
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Roccaraso
Terminillo
Chamonix Mont-Blanc ( F )
Montgenèvre ( F )
St.Moritz - Corviglia ( CH )
Wengen ( CH )
Kitzbühel ( A )
Sölden ( A )
St.Anton ( A )
ALTO ADIGE
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
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22 feb. 29 feb. 8 mar. 15 mar.
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Vasta struttura anticiclonica estesa
sull'Europa centro-occidentale con
tempo stabile e clima
diffusamente primaverile.
Perturbazioni
nord-atlantiche con
tempo instabile tra
la Scozia, i Paesi
scandinavi e gli
Stati europei
nord-orientali.
Per oggi e domani l'Italia sarà interessata da campi di alta
pressione, garanzia di un tempo stabile e per lo più soleggiato.
Temperature in netto aumento con clima primaverile. Tra
domenica e lunedì instabilità in aumento al Sud e sulle
regioni adriatiche con rovesci sparsi e un temporaneo
calo termico, buono altrove. Martedì torna
soleggiato su tutta Italia salvo residui
addensamenti in Sicilia e sulle Alpi.
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Questi avvisi si ricevono tutti i giorni 24 ore su 24
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Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera
Teleraccomando
Dopo Sanremo, è tornata
anche Daria Bignardi.
Stasera ospita Arisa (foto)
arrivata seconda al
Festival; poi Simonetta
Agnello Hornby, e Fabio
Volo. Al centro del talk, la
polemica innescata in
questi giorni dalla
diffusione dei super-redditi
dei Ministri. In studio:
Oscar Farinetti - inventore
di Eataly -, Paolo Rebuffo,
analista finanziario e
blogger, e Sergio Bellavita,
della Segreteria nazionale
Fiom. Con Beppe Severgnini
e Willwoosh, al secolo
Guglielmo Scilla, si parlerà
invece di dipendenza dal
web.
PER DISTRARSI
di Maria Volpe
In mountain bike
in Nuova Zelanda
Le invasioni barbariche
La7, ore 21.10
Arisa e Volo
dalla Bignardi
Stalking, ovvero tutti quegli
atteggiamenti persecutori di
intensa violenza psicologica
che spesso sfocia in violenza
fisica. Nel 2011 sono state
ottomila le denunce per
molestie insistenti. Il 75% dei
denunciati sono uomini. E il
fenomeno è in crescita. Ma
perché persone segnalate più
volte alle forze dell’ordine non
vengono fermate? Michele
Mirabella e Elsa Di Gati ne
parlano con l’avvocato Giulia
Bongiorno (foto) fondatrice
dell’associazione anti
stalking «Doppia Difesa» e
con Aldo, il protagonista del
libro «Confessione di uno
stalker» di Maria Grazia
Mottola.
PER CAPIRE
I primi 100 giorni
del governo tecnico
Caterina Guzzanti e Davide
Demichelis in Nuova Zelanda:
in moutain bike attraversano
gli stessi panorami dove
sono state girate molte delle
scene del Signore degli anelli
Nanuk
Rai3, ore 21.05
Apprescindere
Rai3, ore 11
Giulia Bongiorno
parla di stalking
Film e programmi
La riforma del lavoro e i cento
giorni di governo tecnico. Tra
gli ospiti di Gianluigi
Paragone: Anna Maria Bernini,
Luca Peotta, Francesco Boccia
e Alessandro Plateroti.
L’ultima parola
Rai2, ore 23.40
Robert Downey jr (foto) è un
inventore che viene rapito da
dei terroristi. Per fuggire,
progetta però una
superarmatura e diventa Iron
Man.
Iron man
Italia1, ore 21.10
Ospite di Bisio-Cortellesi è il
rapper J-Ax (foto) che canta
coi conduttori «Meglio
prima» riscritto insieme a
Rocco Tanica. Tra i comici
stasera Ale & Franz.
Zelig
Canale 5, ore 21.10
Tv in chiaro
Downey jr inventa
la superarmatura
Il rapper J-Ax
da Bisio-Cortellesi
Rai1
rai.it
Rai2
rai.it
Rai3
rai.it
Rete4
mediaset.it/rete4
Italia1
mediaset.it/italia1
Canale5
mediaset.it/canale5
La7
la7.it
MTv
mtv.it
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 QUI RADIO LONDRA.
Attualità
20.35 AFFARI TUOI. Varietà
21.10 ATTENTI A QUEI DUE
- LA SFIDA. Varietà
TG1 60 SECONDI.
23.45 TV 7. Attualità
0.45 L’APPUNTAMENTO.
Attualità
20.30 TG 2 20.30.
21.05 SENZA TRACCIA.
Telefilm. Con
Anthony LaPaglia,
Poppy Montgomery,
Eric Close
23.25 TG 2.
23.40 L’ULTIMA PAROLA.
Attualità. Con
Gianluigi Paragone
20.15 PER RIDERE INSIEME
CON STANLIO E
OLLIO. Comiche
20.35 UN POSTO AL SOLE.
Soap
21.05 NANUK - PROVE
D’AVVENTURA.
Documenti. Con
Caterina Guzzanti,
Davide Demichelis
20.30 WALKER TEXAS
RANGER. Telefilm
21.10 QUARTO GRADO.
Attualità
24.00 FILM SUSPECT -
PRESUNTO
COLPEVOLE.
(Thriller, Usa, 1987).
Regia di Peter
Yates. Con Cher
20.00 TG 5.
20.30 STRISCIA LA NOTIZIA
- LA VOCE DELLA
CONTINGENZA. Tg
Satirico. Con Ezio
Greggio, Michelle
Hunziker
21.10 ZELIG. Varietà. Con
Claudio Bisio, Paola
Cortellesi
20.20 C.S.I. - SCENA DEL
CRIMINE. Telefilm
21.10 FILM IRON MAN.
(Fantascienza, Usa,
2008). Regia di Jon
Favreau. Con
Robert Downey jr.,
Gwyneth Paltrow,
Jeff Bridges. Nel
programma: Tgcom
20.00 TG LA7.
20.30 OTTO E MEZZO.
Attualità. Con Lilli
Gruber
21.10 LE INVASIONI
BARBARICHE. Talk
show. Con Daria
Bignardi
24.00 SOTTO CANESTRO.
Rubrica sportiva
18.00 FRIENDZONE: AMICI
O FIDANZATI?
Varietà
19.05 DEGRASSI: THE NEXT
GENERATION.
Telefilm
19.30 DEGRASSI: THE NEXT
GENERATION.
Telefilm
20.00 JERSEY SHORE.
Telefilm
21.00 MY SUPERSWEET
WORLD CLASS.
Varietà
21.30 MY SUPERSWEET
WORLD CLASS.
Varietà
22.00 ***PREMIERE*** MY
SUPERSWEET
WORLD CLASS.
Varietà
SERA
18.35 PLATINISSIMA
PRESENTA: GOOD
EVENING. Musicale
20.00 LOREM IPSUM.
Musicale
20.20 VIA MASSENA 2.
Serie
21.00 BEST OF 30 GRADI DI
SEPARAZIONE.
Musicale
21.30 FINO ALLA FINE DEL
MONDO.
Documentario
22.30 DEEJAY CHIAMA
ITALIA. Varietà
23.30 LOREM IPSUM.
Musicale
Deejay TV
Rai4
rai.it
Rai5
rai.it
Rai
Storia
rai.it
Rai
Movie
rai.it
Rai
YoYo
rai.it
Rai
Gulp
rai.it
Boing
boingtv.it
La7d
la7.it
10.40 PRIMEVAL II. Serie
11.30 FARSCAPE. Serie
12.20 BATTLESTAR
GALACTICA. Serie
13.05 STREGHE II. Serie
13.50 FISICA O CHIMICA IV.
Serie
15.15 ENTOURAGE III. Serie
15.45 BEING ERICA II. Serie
16.30 ONE TREE HILL VI.
Serie
17.20 EUREKA II. Serie
18.05 FARSCAPE II. Serie
18.50 BATTLESTAR
GALACTICA. Serie
19.35 PRIMEVAL II. Serie
20.25 SUPERNATURAL IV.
Serie
21.10 FILM PUNTO DI NON
RITORNO.
(Fantascienza).
Regia di Paul
Anderson.
22.45 WONDERLAND.
Attualità
23.10 FILM TURISTAS.
(Horror). Regia di
John Stockwell.
0.40 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
16.15 IO VOLO.
Documentario
16.45 ROADBOOK.
Documentario
17.15 COOL TOUR. Attualità
17.35 MILANO FASHION
SHOW. Attualità
17.45 TOUS LES HABITS DU
MONDE.
Documentario
18.15 LE CASE PIÙ VERDI
DEL MONDO.
Documentario
18.45 NO RESERVATIONS.
Documentario
19.40 IO VOLO.
Documentario
20.10 ROADBOOK.
Documentario
20.40 PASSEPARTOUT.
Attualità
21.15 PAUL MERTON IN
EUROPE.
Documentario
22.15 POSSO VENIRE A
DORMIRE DA VOI?
Documentario
23.10 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
24.00 COOL TOUR. Attualità
20.55 IL VIADOTTO
SULL’AGLIO.
Documenti
21.00 FILM GUIDO CHE
SFIDÒ LE BRIGATE
ROSSE.
23.00 L’ARCHIVIO SEGRETO
DELL’INQUISIZIONE -
ANNIENTARE
GLI ERETICI.
Documenti
17.45 FILM QUEL CHE
RESTA DI MIO
MARITO.
19.20 FILM
STURMTRUPPEN.
21.00 FILM NEVERLAND -
UN SOGNO PER LA
VITA.
22.45 FILM HOT MOVIE -
UN FILM CON IL
LUBRIFICANTE.
19.00 GRACHI. Telefilm
19.50 VICTORIOUS I. Tf.
20.15 LOVELY COMPLEX.
Cartoni
20.45 SORELLE FANTASMA.
Telefilm
21.10 SCUOLA DI SPIE
(M.I.) III. Telefilm
21.40 KARKU. Telefilm
22.10 NATURALLY SADIE.
Telefilm
14.00 PRIMO TEMPO.
Attualità
17.00 CLASS METEO SHOW.
Attualità
19.45 PUNTO E A CAPO.
Attualità
21.00 FILM LA CROCE DI
FERRO.
23.00 LAW&ORDER. Tf.
24.00 MILANO FASHION
WEEK. Attualità
19.40 TAKESHI’S CASTLE.
Varietà
20.05 THE GARFIELD SHOW.
Cartoni
20.35 LA PANTERA ROSA &
CO. Cartoni
21.00 NINÌ. Telefilm
21.50 TAKESHI’S CASTLE.
Varietà
22.15 JOHNNY BRAVO.
Cartoni
17.40 MAMMAMIA CHE
SETTIMANA. Varietà
18.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
19.40 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
20.40 G’ DAY. Tg Satirico
21.10 FAST FORWARD.
Telefilm
22.50 NOTTURNO
FEMMINILE. Attualità
Tv
2000
tv2000.it
21.20 SERATA CULTURA
POPOLARE - FESTE
STORICHE ITALIANE:
VENEZIA REGATA
STORICA.
22.15 I LUOGHI DELLA
DEVOZIONE
POPOLARE:
SANTUARIO DI
NOSTRA SIGNORA DI
BONARIA CAGLIARI.
La5
mediaset.it
20.15 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
20.25 EXTREME
MAKEOVER HOME
EDITION. Doc.
21.10 FILM LA MIA
ADORABILE NEMICA.
23.20 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
23.50 UOMINI E DONNE.
Talk show
Cielo
cielo.it
20.45 SIMONA GOES TO
HOLLYWOOD. Varietà
21.15 FILM TUTTO SU MIA
MADRE.
(Drammatico,
Spagna, 1999).
Regia di Pedro
Almodóvar. Con
Cecilia Roth
23.00 SEX THERAPY.
Varietà
Iris
iris.mediaset.it
17.24 FILM L’INFERNALE
QUINLAN.
19.16 SUPERCAR V.
Telefilm
20.08 A-TEAM III. Telefilm
21.02 FILM THE
CORRUPTOR -
INDAGINE A
CHINATOWN.
23.02 FILM TUTTO IL BENE
DEL MONDO.
6.45 UNOMATTINA.
Attualità
10.55 CHE TEMPO FA.
11.00 TG 1.
11.05 OCCHIO ALLA SPESA.
Attualità. Con
Alessandro Di Pietro
12.00 LA PROVA DEL
CUOCO. Varietà. Con
Antonella Clerici
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA.
Attualità
TG1 FOCUS. Attualità
14.10 VERDETTO FINALE.
Attualità. Con
Veronica Maya
15.15 LA VITA IN DIRETTA.
Attualità. Con
Marco Liorni, Mara
Venier. Nel
programma: Tg
Parlamento;
Previsioni sulla
viabilità; Tg 1; Che
tempo fa
18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con
Carlo Conti
7.00 CARTOON FLAKES.
Ragazzi
9.30 TGR MONTAGNE.
Attualità
10.00 TG2PUNTO.IT.
Attualità
11.00 I FATTI VOSTRI.
Attualità
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG 2 COSTUME E
SOCIETÀ. Attualità
13.50 TG 2 EAT PARADE.
Attualità
14.00 L’ITALIA SUL DUE.
Attualità
16.10 GHOST WHISPERER.
Telefilm
16.55 HAWAII FIVE-0.
Telefilm
17.45 TG 2 FLASH L.I.S.
METEO 2.
17.50 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2.
18.45 NUMB3RS. Telefilm.
Con Rob Morrow,
David Krumholtz
19.35 L’ISOLA DEI FAMOSI.
Reality
9.50 DIECI MINUTI DI...
PROGRAMMI
DELL’ACCESSO.
Attualità
10.00 RAI 150 ANNI. LA
STORIA SIAMO NOI.
Attualità
11.00 APPRESCINDERE.
Talk show
12.00 TG 3.
RAI SPORT NOTIZIE.
12.25 TG 3 FUORI TG.
Attualità
12.45 LE STORIE - DIARIO
ITALIANO. Attualità
13.10 LA STRADA PER LA
FELICITÀ. Telefilm
14.00 TG REGIONE.
14.20 TG 3.
14.50 TGR LEONARDO. Att.
15.05 LASSIE. Telefilm
15.55 COSE DELL’ALTRO
GEO. Varietà
17.40 GEO & GEO.
Documenti
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE.
20.00 BLOB. Attualità
9.40 RIS - ROMA DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm
10.50 BENESSERE - IL
RITRATTO DELLA
SALUTE. Attualità
11.30 TG 4 -
TELEGIORNALE
12.00 DETECTIVE IN
CORSIA. Telefilm
13.00 LA SIGNORA IN
GIALLO. Telefilm
13.50 IL TRIBUNALE DI
FORUM -
ANTEPRIMA. Att.
14.05 IL TRIBUNALE DI
FORUM. Attualità
15.35 SENTIERI. Soap
Opera
16.05 FILM I QUATTRO
DELL’AVE MARIA.
(Western, Italia,
1968). Regia di
Giuseppe Colizzi.
Con Bud Spencer
18.55 TG 4 -
TELEGIORNALE
19.35 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
8.50 MATTINO CINQUE.
Varietà. Con
Federica Panicucci,
Paolo Del Debbio.
Nel programma:
Grande Fratello; Tg
5 Ore 10
11.00 FORUM. Attualità.
Con Rita Dalla
Chiesa
13.00 TG 5. Nel
programma: Meteo
5
13.40 BEAUTIFUL. Soap
Opera
14.10 CENTOVETRINE. Soap
14.45 UOMINI E DONNE.
Talk show. Con
Maria De Filippi
16.15 AMICI. Reality
16.55 POMERIGGIO
CINQUE. Varietà. Con
Barbara D’Urso. Nel
programma: Tg 5
minuti
18.45 THE MONEY DROP.
Quiz. Con Gerry
Scotti
8.30 PICCHIARELLO.
Cartoni
8.35 UGO LUPO. Cartoni
8.40 SETTIMO CIELO.
Telefilm
10.35 EVERWOOD. Telefilm
12.25 STUDIO APERTO
13.00 STUDIO SPORT.
13.40 I SIMPSON. Cartoni
14.35 DRAGON BALL.
Cartoni
15.30 CAMERA CAFÉ
RISTRETTO. Serie
15.40 CAMERA CAFÉ. Serie
16.10 THE MIDDLE.
Telefilm
16.55 LA VITA SECONDO
JIM. Serie
17.45 TRASFORMAT. Quiz.
Con Enrico Papi
STUDIO APERTO -
ANTICIPAZIONI.
18.30 STUDIO APERTO. Nel
programma: Meteo
19.00 STUDIO SPORT.
19.20 TUTTO IN FAMIGLIA.
Serie
19.50 I SIMPSON. Cartoni
7.00 OMNIBUS. Attualità
9.45 COFFEE BREAK.
Attualità
11.00 L’ARIA CHE TIRA.
Attualità
12.30 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
13.30 TG LA7.
14.05 FILM AGAINST THE
ROPES.
(Drammatico, Usa,
2004). Regia di
Charles S. Dutton.
Con Meg Ryan
16.15 ATLANTIDE - STORIE
DI UOMINI E DI
MONDI.
Documentario. Con
Greta Mauro
17.25 MOVIE FLASH.
Attualità
17.30 L’ISPETTORE
BARNABY. Telefilm.
Con John Nettles,
Jane Wymark, Barry
Jackson
19.20 G’ DAY. Tg Satirico.
Con Geppi Cucciari
1.15 TG 1 - NOTTE.
TG1 FOCUS. Attualità
1.45 CHE TEMPO FA.
1.50 QUI RADIO LONDRA.
Attualità. Con
Giuliano Ferrara
1.10 TG PARLAMENTO.
Attualità
1.20 L’ISOLA DEI FAMOSI.
Reality. Con
Vladimir Luxuria
2.05 METEO 2.
23.10 E SE DOMANI SHORT.
Attualità
24.00 TG3 LINEA NOTTE.
0.10 TG REGIONE.
1.05 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
2.35 FILM LA MORTE
CAMMINA CON I
TACCHI ALTI.
(Thriller, Ita/Spa
1972). Regia di
Luciano Ercoli
23.40 FILM SCRIVIMI UNA
CANZONE.
(Commedia, Usa,
2007). Regia di
Marc Lawrence.
Con Hugh Grant
23.40 LE IENE. Varietà
1.10 THE SHIELD.
Telefilm. Con
Michael Chiklis,
Catherine Dent,
Walton Goggins
0.30 TG LA7.
0.35 TG LA7 SPORT.
0.40 MOVIE FLASH.
Attualità
0.45 (AH)IPIROSO.
Attualità
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
20.30 DIXILAND. Cartoni
20.35 LULU BRUM BRUM.
Cartoni
20.50 LA STELLA DI LAURA
2. Cartoni
21.00 SAM IL POMPIERE 2.
Cartoni
21.10 BOB AGGIUSTATUTTO
XIV. Cartoni
21.20 POCOYO. Cartoni
21.30 PEPPA PIG II. Cartoni
18.15 INCANTESIMO 4.
Soap Opera
19.10 UN MEDICO IN
FAMIGLIA. Telefilm
20.05 DON MATTEO 2.
Telefilm
21.00 EDDA. Miniserie
22.45 TUTTI PAZZI PER
AMORE. Telefilm
23.45 TUTTI PAZZI PER
AMORE. Telefilm
class.it
Class
Tv Msnbc
Rai
Premium
rai.it
italia: 515249535254
Codice cliente:
71
Corriere della Sera Venerdì 24 Febbraio 2012
S
ul sito di Paolo Brosio si poteva leggere: «P. B.
torna in Tv come conduttore con uno speciale
in prima serata su Rete 4 “Viaggio a… Medju-
gorje”. Sarà il più grande programma Tv su Me-
djugorje mai realizzato, con interviste esclusive
alle veggenti, rivelazioni, immagini dei luoghi sacri e più
rappresentativi della terra delle apparizioni, con la con-
duzione di P. B. che cercherà di svelare ai telespettatori
tutti i misteri di Medjugorje.?
All’interno della trasmissione
saranno ripercorse anche tut-
te le storie miracolose alle
quali Paolo ha assistito diret-
tamente e che ha raccontato
nei suoi ultimi due libri “A un
passo dal baratro” e “Profu-
mo di lavanda”» (Rete4, mer-
coledì, ore 21,18).
Dopo essere stato un eroe
involontario di Mani Pulite
(irresistibili le sue gag con
Emilio Fede, davanti al Palaz-
zo di Giustizia di Milano); do-
po aver sperimentato i fasti
della celebrità (da «Quelli che
il calcio» all’apertura del
Twiga Beach Club con Flavio
Briatore, Daniela Santanché e
Davide Lippi), Brosio ha visi-
tato, a suo dire, l’inferno:
«Ho conosciuto tante donne
dopo il distacco da mia mo-
glie Gretel. Donne conquista-
te, donne comprate, donne la-
sciate in una camera d’alber-
go, dopo aver consumato ore
e ore tra il fumo di uno spinel-
lo, una voodka ghiacciata e il
sesso senza limiti, senza ra-
gione, senza sentimenti. Il
male era per me la ricerca spa-
smodica dell’erotismo».
Finalmente la conversione, in seguito a un viaggio a
Medjugorje. Di qui l’idea del programma in sei puntate
per raccontare profezie, miracoli, eventi prodigiosi, e te-
stimonianze di chi ha dovuto affrontare dure prove di
vita come Carlo Castagna. Mentre incontra le veggenti –
il profeta non dissolve il mistero ma lo crea – Brosio fir-
ma qualche dedica sui suoi libri, una piccola parentesi di
marketing in un’oasi di spiritualità.
La trasmissione è scritta dallo stesso Brosio con Anna
Pagliano, Sebastiana Cutugno e Monica Mondo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A fil di rete
Pay Tv
Jamie Lee Curtis
mamma della Lohan
Jamie Lee Curtis madre in
carriera di una ribelle Lindsay
Lohan (foto insieme). Un giorno,
per magia, si ritrovano l’una nel
corpo dell’altra. Conseguenze
imbarazzanti e tutte da ridere
Quel pazzo venerdì
Sky Cinema Family, ore 21
Matt Damon
la tragedia scampata
Virus sull’aereo
l’inizio di un incubo
Gianluigi
Nuzzi
Nuzzi
superato da
Sciarelli.
Torna in prime time il
programma «Gli
intoccabili» di
Gianluigi Nuzzi, su
La7, che torna sui
«misteri vaticani»: per
706.000 spettatori,
2,9% di share.
Brosio, spiritualità
e un po’ di marketing
Federica
Sciarelli
Sciarelli batte
Nuzzi. Nella
prima serata
del mercoledì, continua
ad avere successo «Chi
l’ha visto?» di Federica
Sciarelli su Raitre (si è
parlato dell’omicidio di
Melania Rea e del marito
in carcere Parolisi):
3.706.000 spettatori,
paria al 13% di share.
di Aldo Grasso
Il regista Clint Eastwood parte
dalle grandi tragedie del mondo
contemporaneo (naturali e
causate dall’uomo) per chiedersi
cosa ci aspetta nell’aldilà.
Protagonista Matt Damon (foto)
Hereafter
Premium Cinema, ore 21.15
Aeroporto di Los Angeles. Il pilota
è costretto ad un atterraggio di
emergenza causa malore di un
passeggero. Un virus si diffonde
su un aereo. È panico, e lotta alla
sopravvivenza.
Quarantena 2
Sky Cinema Max, ore 21
14.05 COOL DOG Il piccolo Jimmy si
trasferisce con la famiglia a New
York e per il suo pastore tedesco
sembra non eesserci posto...
Sky Cinema Family
15.05 ANIMALS UNITED
Il pianeta sta collassando così, in
attesa di una piena che non arriva,
un lemure e un leone partono per
cercare l’acqua.
Sky Cinema 1 HD
16.05 GUNMEN - BANDITI
C. Lambert interpreta Cole Parker, un
agente newyorkese della Dea. Film
d’azione del 1994, ricco di
inseguimenti e sparatorie infinite.
Sky Cinema Max HD
17.00 LAST NIGHT
Una coppia sposata si trova a dover
affrontare delle prove inaspettate per
confermare la loro unione.
Sky Cinema Passion HD
18.35 MANGIA, PREGA, AMA Tratto dal
best seller di Liz Gilbert, è la storia
vera della scrittrice che abbandonò
tutto per girare il mondo alla ricerca
di sè stessa.
Sky Cinema Passion HD
19.10 UN AMORE A 5 STELLE Una
ragazza madre (J. Lopez) lavora
come cameriera, in un grande
albergo a Manhattan. Qui nasce
l’amore con il facoltoso R. Fiennes.
Sky Cinema 1 HD
21.00 LA REGINA DELLE PIRAMIDI H.
Hawks dirige J. Collins in un kolossal
ambientato all’epoca dei faraoni. MGM
L’ULTIMO IMPERATORE Nove Oscar
per il film diretto da B. Bertolucci
incentrato sulla vita di Pu-Yi, l’ultimo
imperatore della Cina.
Sky Cinema Classics
QUEL PAZZO VENERDÌ Divertente
scambio d’identità tra una madre
psichiatra (J. Lee Curtis) e una figlia
adolescente chitarrista (L. Lohan).
Sky Cinema Family
QUARANTENA 2 A Los Angeles, un
aereo di linea è costretto a un
atterraggio di emergenza: un
passeggero ha mostrato sintomi simili
alla rabbia... Sky Cinema Max HD
MATRIMONIO IN FAMIGLIA Quando
Lucia e Marcus decidono di sposarsi i
genitori non mascherano il loro
dissenso, impegnati a salvaguardare i
propri soldi.
Sky Cinema Passion HD
21.10 MEDITERRANEO Premiato con
l’Oscar, il film diretto da G. Salvatores
racconta di un gruppo di soldati
italiani dimenticati dalla guerra su
un’isola dell’Egeo.
Sky Cinema Hits HD
22.35 IL CORVO 2 Il corvo risorge per
vendicarsi di chi, nel primo episodio,
aveva ucciso lui e suo figlio. Al suo
fianco, Sarah. Sky Cinema Max HD
Cinema Sport
14.05 C.S.I. Fox Crime HD
14.35 SCRUBS Fox HD
15.20 LIFE BITES Disney Channel
16.00 TUTTO IN FAMIGLIA Fox HD
17.15 ZACK E CODY SUL PONTE DI
COMANDO Disney Channel
18.00 ICARLY Nickelodeon
19.15 C.S.I. - 100% GRISSOM
Fox Crime HD
20.05 N.C.I.S. LOS ANGELES
Fox Crime HD
21.00 HOMELAND - CACCIA ALLA SPIA
Fox HD
21.15 BOARDWALK EMPIRE 2
Sky Cinema 1 HD
21.55 PROFILING Fox Crime HD
22.00 THE WALKING DEAD Fox HD
22.10 NATURALLY SADIE Rai Gulp
22.50 VICTORIOUS Nickelodeon
14.05 SUPERTATA USA Fox Life
15.15 KEEPING UP WITH THE
KARDASHIANS E!
15.30 SIMONA GOES TO HOLLYWOOD
Sky Uno
16.00 CASE DA INCUBO - USA LEI
17.05 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
17.30 KHLOE AND LAMAR E!
18.10 VADO A VIVERE DA SOLO Fox Life
18.55 A TUTTO REALITY: LA VENDETTA
DELL’ISOLA! K2
19.05 BEN 10-GENERATOR REX:
HEROES UNITES Cartoon Network
19.15 THE RENOVATORS Sky Uno
21.00 CAMBIO CUOCO LEI
21.40 JUNIOR MASTERCHEF AUSTRALIA
Sky Uno
21.50 SERATISSIMA - I ROBINSON K2
22.55 CASE CHE SCOPPIANO LEI
14.15 I PUFFI Boomerang
15.10 SCOOBY-DOO MYSTERY INC.
Boomerang
16.00 DAGEDAR K2
17.00 ANGELINA BALLERINA DeAkids
17.30 BABY LOONEY TUNES Boomerang
17.40 I FANTAEROI K2
18.40 BEN 10 ULTIMATE ALIEN
Cartoon Network
20.00 I PUFFI Boomerang
20.35 DUE FANTAGENITORI K2
21.00 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
21.05 PHINEAS E FERB Disney Channel
21.15 THE REGULAR SHOW
Cartoon Network
21.40 GLI ORSETTI DEL CUORE
Boomerang
21.45 PHINEAS E FERB Disney Channel
21.55 DUE FANTAGENITORI Nickelodeon
14.15 AFFARI DI FAMIGLIA:
UN’IMPRESA DIFFICILE
History Channel
15.05 INGEGNERIA ESTREMA
Discovery Science
16.00 I PERICOLI DEGLI ABISSI
National Geographic
17.05 SCIENCE OF THE MOVIES
Discovery Science
18.20 A CACCIA DI MOSTRI: LA TIGRE
NERA History Channel
19.25 MONACO: IL MASSACRO DELLE
OLIMPIADI National Geographic
20.05 AFFARI DI FAMIGLIA: LA
BATMOBILE History Channel
21.00 DUAL SURVIVAL
Discovery Channel HD
21.50 MAFIA: LE ORIGINI
National Geographic
Serie Tv Intrattenimento Ragazzi Documentari
22.45 DRANGO Dopo la Guerra di
Secessione un maggiore nordista è
incaricato di riportare l’ordine civile
in una cittadina del Sud. MGM
22.50 IL TALENTO DI MR. RIPLEY Il giallo
con M. Damon, G. Paltrow e J. Law,
ambientato in Italia, ha ricevuto
cinque Nominations agli Oscar. Sky
Cinema Passion HD
22.55 NUOVO CINEMA PARADISO Oscar
come miglior film straniero a G.
Tornatore, che qui racconta il suo
amore per il cinema. Nel cast P.
Noiret. Sky Cinema Hits HD
23.10 QUALUNQUEMENTE Di ritorno da
una lunga latitanza, Cetto La
Qualunque torna in Italia e si candida
a sindaco per difendere i suoi
interessi. Sky Cinema 1 HD
23.45 QUIEN SABE? G. M. Volonté veste i
panni del cinico opportunista El
Chuncho nel film diretto da D.
Damiani e ambientato in Messico.
Sky Cinema Classics
0.10 RESIDENT EVIL: AFTERLIFE In
questo quarto episodio, Alice
prosegue la ricerca dei sopravvissuti
nel tentativo di guidarli verso la
salvezza. Sky Cinema Max HD
0.15 QUEL MALEDETTO ISPETTORE
NOVAK Le pericolose indagini di un
poliziotto statunitense in Inghilterra,
incaricato di stroncare il traffico di
dollari falsi. MGM
14.30 CALCIO: JUVENTUS - FIORENTINA
Primavera TIM Cup. Diretta
Sport Italia
15.15 CALCIO: BRESCIA - JUVENTUS
12/09/04 Serie A Story ESPN
15.35 SKELETON: DONNE, 3ª MANCHE
Campionati Mondiali. Diretta
RaiSport 1
16.30 SALTO CON GLI SCI: HS 207
Campionato del Mondo. Diretta
Eurosport
17.00 CALCIO: BARCELONA - VALENCIA
Build Up Sport Italia
17.50 PALLAMANO: METALLSIDER
MEZZACORONA - PRESSANO
Campionato Italiano Maschile. Diretta
RaiSport 1
18.15 TENNIS: SEMIFINALI Torneo WTA di
Dubai. Differita Eurosport
20.00 GARE DI FORZA: CAMPIONATO
DEL MONDO - TIMBERSPORTS
Eurosport
20.25 CALCIO: BORUSSIA
MOENCHENGLADBACH -
AMBURGO Bundesliga. Diretta
Sky Sport 1 HD
20.30 CALCIO A 5: LUPARENSE - LAZIO
Campionato Italiano. Diretta
RaiSport 1
21.00 PUGILATO: PESI MASSIMI Bigger’s
Better. Diretta Eurosport
23.00 CALCIO: JUVENTUS - MILAN
10/01/10 Serie A Story ESPN
Sky
Abatantuono
sull’isola greca
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Vincitori e vinti
Una pattuglia dell’esercito nel
’41 va su un’isola greca. Non
sanno dell’Armistizio e restano
lì. Oscar come film straniero,
regia di Salvatores. Nel cast
Diego Abatantuono.
Mediterraneo
Sky Cinema Hits, ore 21.10
Film
e programmi
14.18 PARKS AND RECREATION II.
Telefilm JOI
14.40 ANGOSCIA. Film Studio Universal
14.42 PARKS AND RECREATION II.
Telefilm JOI
15.10 THE MIDDLE I. Telefilm JOI
15.16 MEN IN TREES - SEGNALI
D’AMORE I. Telefilm MYA
15.33 THE MIDDLE I. Telefilm JOI
15.55 SMALLVILLE VI. Telefilm STEEL
15.56 PSYCH IV. Telefilm JOI
16.07 I MERCENARI - THE
EXPENDABLES. Film Premium
Cinema
16.11 MEN IN TREES - SEGNALI
D’AMORE II. Telefilm MYA
16.45 KNIGHT RIDER I. Telefilm STEEL
16.45 STREGATA DALLA LUNA. Film
Studio Universal
16.47 LEVERAGE IV. Telefilm JOI
17.38 PARIS CONNECTIONS. Film MYA
17.40 LEVERAGE IV. Telefilm JOI
17.58 STANNO TUTTI BENE. Film
Premium Cinema
18.25 R.I.S. 3 DELITTI IMPERFETTI.
Telefilm STEEL
18.26 PACKED TO THE RAFTERS III.
Telefilm JOI
18.30 QUARTO POTERE. Film Studio
Universal
19.20 R.I.S. 3 DELITTI IMPERFETTI.
Telefilm STEEL
19.31 GREY’S ANATOMY VI. Telefilm MYA
19.46 DEVIL. Film Premium Cinema
20.11 I PILASTRI DELLA TERRA.
Miniserie JOI
20.22 GREY’S ANATOMY VI. Telefilm MYA
20.25 KNIGHT RIDER I. Telefilm STEEL
21.15 HEREAFTER. Film Premium
Cinema
21.15 PSYCH VI. Telefilm JOI
21.15 UGLY BETTY III. Telefilm MYA
21.15 SUPERNATURAL IV. Telefilm STEEL
21.15 THE BELIEVER. Film Studio
Universal
22.00 SUPERNATURAL IV. Telefilm STEEL
22.08 UGLY BETTY III. Telefilm MYA
22.38 PARKS AND RECREATION II.
Telefilm JOI
22.50 THE EYE. Film STEEL
23.14 I PILASTRI DELLA TERRA.
Miniserie JOI
23.15 UNA BIONDA IN CARRIERA. Film
Studio Universal
23.30 LAST NIGHT. Film Premium
Cinema
0.12 STEP UP. Film MYA
0.35 SMALLVILLE VI. Telefilm STEEL
0.55 UN BACIO ROMANTICO. Film
Studio Universal
Mediaset Premium
italia: 515249535254
Codice cliente:
RALPH LAUREN
Collection
R A L P H L A U R E N C OL L E C T I ON . C O M
V I A MONT E NA P OL E ONE , 4 MI L A NO
72
Venerdì 24 Febbraio 2012 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:

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