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M.

C FOLLIERO

DIRITTO ECCLESIASTICO. ELEMENTI
Principi non scritti.

INDICE
COME INTRODUZIONE 1. Diritto ecclesiastico: origini e compiti 2. Il Diritto ecclesiastico come la risultante della relazione tra religione e laicità 3. Quale laicità tra secolarizzazione e cultura “teo-con” 4. I due banchi di prova della laicità 5. La dimensione verticale dell’esperienza religiosa e il suo sbocco nel diritto negoziato 5. La trasversalità dell’esperienza religiosa 7. La dimensione orizzontale dell’esperienza religiosa e il suo sbocco nel diritto comune: le garanzie costituzionali e il diritto comune 8. Il Diritto Ecclesiastico e il processo riformistico in campo 9. Riforme di sistema in rewind 10. Il Diritto Ecclesiastico dell’età del cambiamento

DIRITTO ECCLESIASITCO E PRINCIPIO DI LAICITA’ 1. Il principio di laicità 2. Principio di legalità: interessi → valori 3. Principio di legalità: interessi → diritti 4. Interessi religiosi → diritti religiosi 5. Le “forme” della legalità: legalità legale, legalità costituzionale 6. Principi e regole. Diritto Ecclesiastico e legalità multilivello

DIRITTO ECCLESIASTICO E PRINCIPIO DI LAICITA’ Premessa 1. La laicità cooperativa degli anni ‘90

IL PRINCIPIO DI LAICITA’ Premessa 1. Il Diritto Comparato e l’affievolimento dell’equazione separatismo-laicità 2. Le fonti del principio di laicità: la giurisprudenza costituzionale 3. Laicità di principio e suoi postulati 4. Laicità di contesto: la categoria ermeneutica dei “principi supremi” e la legalità delle norme concordatarie 5. Laicità di progetto e laicità cooperativa: il Concordato e le Intese 6. Laicità di programma: l’ulteriore contributo della Corte Costituzionale alla differenziazione tra le Confessioni religiose 7. Laicità di risultato: la neutralizzazione del principio di non identificazione e il contributo della giurisprudenza costituzionale e di legittimità 8. Le conseguenze della crisi della laicità cooperativa 9. Ridefinire la laicità: compiti dell’ecclesiasticista e prove di svolgimento

che restano in vigore.COME INTRODUZIONE 1. divenuti un diritto. Il Fascismo seppe fare della Chiesa un rinnovato strumento di coesione sociale e consenso politico: -la resuscitata alleanza tra “trono e altare”. Il secondo dei due profili: quello del diritto è una forma di espansione e di rafforzamento del primo. legge con cui il Regno d’Italia concedeva una serie di garanzie alla Chiesa di Roma. e con la missione precisa di soddisfare l’esigenza dello Stato di tutelare il sentimento religioso individuale e di ridurre il peso esercitato nel Paese dal fatto religioso collettivo. confinandoli nella coscienza individuale. Il Diritto Ecclesiastico nasce nell’800 da una costola del Diritto Pubblico. -la Questione Romana chiusa. Diritto di libertà religiosa sarà il suo nome anche quando ad ammantarsi della relativa garanzia saranno istituzioni religiose di vertice.).d. Sono tipiche in quanto specchio fedele e variabile dipendente dall’atteggiamento di chiusura o di disponibilità che il diritto pubblico dello Stato assume nei confronti del fenomeno religioso individuale e collettivo. Tipicità e identità sono i caratteri che le attuali norme di Diritto Ecclesiastico derivano dalla loro plurisecolare gestazione. rimase in vigore fino al 1929. Caratteri tipici e identitari presentano anche tutte le attuali norme di Diritto Ecclesiastico. -il Concordato stipulato nel ’29 e la coeva legislazione sui c.4 Cost. sono di fatto. per l’apporto dato al consolidamento di un’idea di religione come componente culturale trasversale altamente performante del sottosistema politico e sociale. puntando tutte le sue carte in materia di politica ecclesiastica.) nonché fattore di progresso collettivo per il Paese (art. Il bisogno religioso e la mite pretesa di soddisfarlo esternandolo con preghiere riti e cerimonie. rispettivamente. La disciplina trova il suo ambito di riferimento nell’insieme delle norme .3. cioè dalle Chiese. Il Diritto Ecclesiastico dette l’impulso di separare per legge gli interessi pubblici. La religione viene presa in considerazione dal diritto sotto due distinti aspetti: il bisogno religioso e il diritto di libertà religiosa. Al contempo però. segnatamente quella Cattolica perché da sempre maggioritaria. culti ammessi che sanciva la superiorità della Chiesa di Roma. Il fascismo seppe guadagnare consenso e seguito sociale. Però nei primi anni ’20 – in Europa come in Italia – ci fu un radicale cambiamento. mettono in salvo il Concordato del ’29 e la discrimante legislazione sui culti ammessi. -la promozione sul campo di Benito Mussolini come “uomo della Provvidenza”. Infatti fu durante la parente autoritaria del Fascismo in Italia che i rapporti tra Stato e fatto religiose eretto dal Liberalismo andò in frantumi. del Nuovo Accordo Concordatario e di un certo numero di Intese e per vedere concreta attuazione ai principi del pluralismo religioso e della eguaglianza tra le fedi e le confessioni religiose scritti nella Costituzione più di trent’anni prima. Leggi delle Guarentigie (1871. Così il giovane Stato Italiano ritenne di chiudere le sue pendenze con il Papato adottando le c. come quelli religiosi. Questo modello di relazioni con le fedi e le Chiese considera la religione uno dei motori del processo di autorealizzazione umana (art. Il secondo dopoguerra e la Costituzione entrata in vigore nel ’48 solennizzano l’accoglimento nella Carta dei principi di eguaglianza e pluralismo religioso.2 Cost. con i Patti Lateranensi). Bisognerà aspettare gli anni ’80 per la stipulazione. da quelli privati. di esclusiva competenza dello Stato. Lo Stato rivendicò a sé la gestione e il controllo dei bisogni di natura collettiva.d.

La Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU 1950) è dotata di misure applicative. La Carta Europea dei diritti continua ad apparire un fatto dubbio sul piano dell’efficacia e della giustiziabilità. coesione e sviluppo del fattore-Cristianesimo nell’Unione Europea. Riguardo il Diritto Ecclesiastico Comunitario. Privato e Comunitario. Queste caratteristiche costituiscono la dominante di tutti gli strumenti normativi comparsi via via in ambito internazionale.d. la tutela internazionale dei diritti religiosi conserva natura di tutela individuale e soggettiva e resta affidata a misure di “soft-law” (privi di efficacia vincolante diretta). Però in ambito internazionale la libertà religiosa non gode della stessa autonoma previsione che da noi all’art. .Verso la metà del secolo scorso vi è il Trattato costituzionale europeo e la Costituzione che esso ha adottato. l’eccesso di aspettative spiega la delusione. giustiziabili. Quanto alle differenze.concernenti il trattamento giuridico assicurato ai diritti individuali e collettivi di libertà religiosa nel rispetto della laicità dello Stato e nel quadro dei principi della Costituzione. Un sospetto alimentato dal rallentamento delle ratifiche sulle secche del sonoro no di Francia e Olanda. la tutela del diritto di libertà religiosa è riassorbita nel quadro delle garanzie facenti capo al principio di eguaglianza (e al divieto di discriminazioni) e alla libertà di pensiero. dalla forzata condivisione dello spazio religioso europeo con le Chiese dell’Est con cui il dialogo è sempre difficile. invece. La conseguenza principale è che sono gli aspetti individuali della libertà religiosa a godere di specifica tutela. La libertà religiosa viene intesa essenzialmente come libertà individuale: ciò non significa che in alcuni casi non sia prevista un’attenzione particolare per i suoi profili collettivi. Le Chiese si sentono minacciate dall’allargamento dell’Unione. La Dichiarazione Universale dei diritto dell’uomo e il Patto Internazionale sui diritti civili hanno un’indubbia autorità morale ma ancorata a ragioni politiche. Quindi. e che comportano l’ampliarsi della platea dei gruppi. esse vanno ricercate nel diverso regime di efficacia. ma che anche in questi casi non sono ammesse distinzioni di trattamento tra associazioni religiose o di altro tipo. istituzionale delle Chiese.19 Cost. Il malcontento è nato dalla constatazione che alle Chiese Europee alla fine sia toccato un trattamento giuridico identico a quello previsto per le organizzazioni filosofiche e non confessionali. Nella Dichiarazione allegata all’Atto finale di Amsterdam del ’97 relativa allo status delle chiese e delle organizzazioni non confessionali compare l’esempio più lampante di equiparazione tra Chiese e organizzazioni filosofiche e non confessionali. come uno dei modi attraverso cui il principio di eguaglianza (le sue prerogative si identificano con il divieto di discriminazione per motivi religiosi) e la libertà di pensiero (la garanzia riguarda la libertà di espressione riconosciuta a tutte le concezioni e visioni del mondo) assicurano a ognuno e a tutti le stesse opportunità. Di qui l’esigenza di ricorrere ai ripari. sanzionatorie. e la prova della disattenzione del diritto comunitario generalista per il profilo c. Il Diritto Internazionale la concepisce. Si inscrive in questo “sentimento” la convinzione di assistere ad una grossolana sottovalutazione del potenziale di integrazione. vincolatività e giustiziabilità. Diverse forme di tutela sono tuttavia previste anche al livello del Diritto Internazionale. Le garanzie di quelli di natura collettiva vanno ricercate nel diritto di associazione e nella libertà di pensiero assieme.

delle fedi e delle confessioni. non solo un’esigenza primaria. Il principio di laicità è. il prezioso riconoscimento non comparirà nel Preambolo del Trattato costituzionale europeo. E’ questo altalenante movimento che fa continuamente pendere il piatto di questa ideale bilancia verso l’una o l’altra delle due polarità indicate come eguaglianza o rispettivamente libertà. Quanto appena detto vale anche per il Diritto Ecclesiastico: in quest’ambito è la laicità a rappresentare l’interfaccia da cui la regola costituzionale dell’eguaglianza (art. E’ venuto il momento di ammettere il radicamento del diritto ecclesiastico “…nella tradizione e nella specificità nazionale” e di ritirarsi dall’Europa. questa dialettica si assesta. si riveste il principio di eguaglianza. sull’altro piatto di questa ideale bilancia vi è il principio di eguaglianza e l’idea di giustizia (art.3 Cost. Il diritto vigente è appannaggio della prima linea di ricerca. istituzionale delle Chiese Europee. una delle maschere di cui. Di questi studi si fa forte una seconda linea di ricerca che cresce e monta parallelamente alla stesura e redazione finale della Costituzione europea. 2. Gli studiosi coprono più livelli di studio: quello di base dà conto dei riconoscimenti e delle opportunità che il diritto comunitario vigente già offre all’azione e al ruolo simil-istituzionale delle Chiese attraverso i suoi organi di rappresentanza. considerandolo. Tent’è che la relazione che si instaura tra libertà (religiosa) e eguaglianza (principio di laicità) costituisce il cuore di questa disciplina. Le caratteristiche di ognuno di essi sono il riflesso e la risultante della tensione che continuamente si ricrea tra istanze di libertà (e i diritti di cui si compone) e istanze di eguaglianza o giustizia (o giustizia sociale). è perciò al Diritto Ecclesiastico dello Stato e al suo studio. in questo particolare contesto. ne determina le trasformazioni. la Banca Mondiale o la Corte Penale Internazionale. che noi volgeremo la nostra attenzione in ragione anche delle maggiori garanzie. e che fa da cassa di risonanza alla richiesta di collocare al suo interno un richiamo alle radici cristiane dell’Europa. 3. da due fattori: vi è la pressione di tipo lobbystico rivestita di rivendicazione dell’una o dell’altra libertà che pesa sulle istanze politico-decisionali dello Stato e sui procedimenti di produzione del diritto. Un ruolo importante.d. Al riguardo si deve ricordare come il principio di eguaglianza e l’idea di giustizia che con esso fa sistema. Nella definizione data inizialmente di Diritto Ecclesiastico si individuava nella laicità dello Stato uno degli elementi concettuali che qualificano e delimitano questo insieme di norme. in . in sostanza. Si affermano così studi che si fanno portavoce del disagio e della richiesta di garanzie specifiche per la libertà religiosa c. in realtà. assieme al principio di autonomia e di libertà. il successivo livello serve a prefigurare gli scenari normativi futuri delle Chiese. Infatti si è smorzato l’ottimismo dei giuristi circa la capacità di istituzioni sopranazionali come le Nazioni Unite.2 Cost. Però a cose fatte. Influenza l’andamento dei diversi settori del diritto. ma anche un solido appiglio per il riconoscimento della soggettività pubblica delle Chiese.). rappresentino la piattaforma assiologia su cui poggia l’ordinamento.) si mostra nelle relazioni tra diritto pubblico e libertà religiosa. infine gli articoli della sua Costituzione continueranno a mantenere sostanzialmente su di un piano di parità la condizione delle Chiese e quella delle associazioni filosofiche (soluzione definita da molti generica e inappropriata). ne condiziona il tipo di sviluppo.

segnata da vuoto e bisogno di senso. Quello di contribuire alla elaborazione del sistema di valori che sorregge l’azione pubblica indirizzandola. Ma è sul terreno delle questioni di natura etica che esse esercitano un vero e proprio diritto di intervento (ad es. Le Chiese individuano nella modernità dell’Occidente le condizioni favorevoli per un’evangelizzazione di ritorno e la somministrazione dei valori che difettano. lo gioca la concezione che la politica ha del principio di laicità e l’indirizzo politico che imprime alle relazioni dello Stato con le Chiese. In questa età senza altra ideologia che non sia quella di una generalizzata aspirazione alla pace e il rifiuto altrettanto generico della guerra. Un “supplemento d’anima” in sostanza. Laico-cooperativo sembra essere l’opzione che gode al momento nel nostro ordinamento della maggiore riuscita. autenticità ed effettività cui si ricollega la legittimazione dal basso conferita dalla base dei fedeli alla fonte di provenienza dei precetti. Una forma nuova per un compito antico. Il Diritto Ecclesiastico ha dalle sua solide ragioni “storiche” e strutturali che ne giustificano l’autonomia riconosciutale. 5. La qualità della relazione esistente tra libertà religiosa e laicità rappresenta la bussola per capire se si è cittadini di uno Stato separatista. Un intreccio di questi fattori sta a monte di quel sincretismo culturale che trova espressione nella cultura teo-con d’oltreoceano. di cui si nutre la politica. In una società secolarizzata come la nostra. confessionista. si forma nel contesto sociale. la Chiesa Cattolica in materia di bioetica). in quella nostrana degli atei-devoti. Le ragioni di natura costitutiva: la religione è una componente basica del patrimonio culturale e giuridico non solo del Paese ma di tutto il Vecchio Continente (incessante dibattito sulle radici cristiane dell’Europa). sono sostanzialmente due le dimensioni che caratterizzano la presenza del fattore religioso nella società: l’una verticale e l’altra orizzontale. dà impulso alla trasformazione di comunità religiose organizzate in Chiese poi Confessioni è l’associazione fissata e mantenuta tra le regole religiose e comportamentali impartite agli appartenenti al gruppo dall’auctoritas costituitasi al suo interno.questa relazione. conserva una valenza . Il Diritto Ecclesiastico è aiutato dalla teoria istituzionalistica della pluralità degli ordinamenti giuridici. Vi è poi da considerare a chi competa di vigilare sulla costituzionalità delle normative adottate in materia di interessi religiosi. Molte delle chiese presenti nel Paese traggono la loro origine da esperienza religiose collettive diffuse in certi ambiti territoriali e durature nel tempo. o. l’abitudine all’obbedienza a una religione e a una Chiesa. 3. Ciò che. pare non esservi tema che non trovi un potente innesco in rivendicazioni che si legano. Bisogna dire qualche altra cosa riguardo l’idea di laicità. XXI° secolo. il diffuso distacco e la presa di distanza dalle religioni rafforzano il potenziale di affidabilità e di imprinting sociale del magistero delle Chiese. Il convinto e durevole consenso gli vale una patente di originarietà. 4. in realtà. Ma oggi. alla religione. Tutto ciò con il risultato che nel momento in cui la frattura tra principi di fede e regole comportamentali diviene percepibile per l’autonomizzarsi dello Stato dalla religione. quest’ ultime si sentono richieste di contribuire alla formazione di scelte pubbliche destinate a ricadere su rilevanti aspetti della vita sociale. più o meno immediatamente.

Ciò inciderà sul passo successivo dei rappresentati della Chiesa in questione: incanalare il rapporto con lo Stato nelle forme di un riconoscimento reciproco. esteso a partire dall’84 alle Confessioni diverse dalla Cattolica. per quelli coevi al Cristianesimo. Elevatissima diventerà nel caso in cui la società presenti un’impronta religiosa omogenea. La credibilità del suo vertice istituzionale risulterà proporzionale alla capacità di garantire diffusione. Quanto alle attività finalizzate alla loro negoziazione. Il massimo di successo sarebbe rappresentato dalla conversione dell’intera società e dell’autorità politica all’osservanza del corpus di regole religiose e comportamentali prescritte ai fedeli. Migliorare e intensificare i modi della partecipazione delle Chiese nella loro dimensione associativa e partecipativa. la prima delle due strade passa per l’aggiornamento e il rafforzamento delle tradizionali forme di garanzia delle relazioni Stato-Chiese e degli strumenti di collegamento più collaudati in materia. stipulazione e traduzione in legge la Costituzione attuale li mantiene saldamente nelle mani dell’Esecutivo e del Parlamento. quanto all’auctoritas che le ha emanate non è più solo di fatto accreditata di poteri legislativi e di governo sulla comunità religiosa. I concordati-quadro e le intese-quadro sono l’esito compiuto di un processo di accreditamento. 6. Obiettivo irrealistico oggi come oggi. a entrare in contatto con altre comunità oltre che con le istituzioni politiche e di governo centrale e periferico del sistema Stato. lett. che seguono due direttrici. I fenomeni di VERTICALIZZAZIONE. Il sistema. alla vita sociale e politica del Paese è oggi un obiettivo raggiungibile attraverso strumenti normativi che esulano dalla logica degli accordi di vertice propria dei Concordati e delle Intese. Le relazioni tra Stato e Chiese non si esauriscono in rapporti di vertice. Esiste infatti anche una dimensione ORIZZONTALE dell’esperienza religiosa organizzata che corre trasversalmente alla realtà sociale in cui è immersa. estensione e osservanza al messaggio religioso proposto. La strada è un po’ tutta in salita per i gruppi religiosi di nuovo conio o. La trasversalità.118 Cost.). ha trovato conferme nella revisione costituzionale del 2001 che ha interessato il Titolo V della Costituzione (l’art. Il bisogno di testimoniare nel foro esterno il proprio credo religioso portano il soggetto.117 Cost. l’attrattività del fattore religioso e la sua capacità performante sulla società sono legate alla circostanza che la fede e l’esperienza religiosa tendono a coinvolgere globalmente la persona umana. concentrazione e istituzionalizzazione che si producono nelle società religiose culminano nel costituirsi al vertice di una gerarchia di governo. dando così attuazione alla previsione costituzionale del ’48. le quali . A questa dimensione risponde il principio di sussidiarietà orizzontale (art. La loro presenza è la base per la creazione di una rete di rapporti giuridici con lo Stato in proporzione al grado di apprezzamento e accreditamento di cui vengono a godere sulla scena sociale.normativa vincolante alle credenze/prescrizioni ricevute. c sanziona come prerogativa esclusiva dello Stato la competenza legislativa in materia di rapporti con le Chiese). Il percorso descritto corrisponde a quello di Chiese e Confessioni religiose oggi presenti. o il suo gruppo. E’ per le Chiese accreditate una garanzia di stabilità e serietà degli impegni assunti dallo Stato nei rispettivi confronti. di cui non è più solo guida morale di un messaggio di fede. Questi strumenti: i Concordati e le Intese confermano la loro attualità.

vi è il c.hanno il dovere di assicurare una convivenza ordinata alla società (“garanzie giuridiche e risorse economiche”). oggi ad es. nel presumibile rispetto del principio di laicità. il che decuplica il loro potenziale di intervento e di ascolto sociale del loro messaggio. dietro la filigrana della norma si intravede il variegato popolo del non profit che avanza compatto assieme a enti e associazioni che sono diretta espressione delle Chiese. Appare evidente che il Diritto Ecclesiastico attuale ha parecchio a che fare col processo riformistico preterintenzionale. il modello riformista politico. Tutte queste diverse realtà hanno le carte in regola per beneficiare di forme di sostegno e valorizzazione. o alla integrazione o modificazione di quelle dello stesso tipo. normativa e culturale legata alla precedente legislatura ha voluto esprimere. cinque per mille (la destinazione diretta.2 Cost. In sostanza. Questo riformismo con le sue particolari note identificative ha segnato un po’ tutti gli aspetti importanti della vita collettiva e delle istituzioni di questo Paese. 9. con riferimento al principio di sussidiarietà orizzontale (art.d. della ricerca sanitaria e dei servizi sociali dei Comuni).118 Cost. liberali e socialiste accentua l’impressione di saldezza e solidità delle chiese. 7.d. Tra i suoi beneficiari troviamo anche espressioni tipiche dell’associazionismo religioso. “riforme istituzionali”.) oggi. orizzontale la norma provvede a garantire anche la incentivazione del fattore religioso nella sua estesa dimensione orizzontale e comunitaria. attraverso il principio di sussidiarietà c. 8.d. comma 4. si traducono in forme di sostegno e valorizzazione della dimensione orizzontale del fenomeno religioso. Le sue costanti sono rinvenibili nel rapido deteriorarsi dei modelli politici ed organizzativi varati attraverso le riforme degli anni ’90 e nell’accelerarsi dei tentativi tesi alla loro cancellazione e sostituzione. Ritorno al passato e cancellazione dell’ultimo decennio sono stati i tratti identificativi di un po’ tutto il riformismo che la stagione politica. giuridico e . si inseriscono in maniera riuscita nel processo di privatizzazione e di esternalizzazione che coinvolge i Servizi Pubblici. La rete di interessi religiosi trova nel diritto comune e in quello costituzionale una serie di garanzie che. della ricerca scientifica e delle università. Il senso di disorientamento collettivo collegato del venir meno delle grandi ideologie cattoliche.118 Cost. Si tratta per la precisione dell’art. da parte del contribuente. Tant’è che ha sviluppato una compulsiva e quasi esclusiva inclinazione per attività legislative rivolte a sempre nuove stesure delle c. ieri ispirati ai valori di solidarietà sociale (art. Pane e diritti attraverso la previsione di pacchetti di regole ancorate ai valori condivisi e scritti in Costituzione. Nascono intorno agli anni ’70 come Terzo Settore e sono indifferenti al profitto. di una quota dell’Irpef a suo carico a vantaggio di enti senza scopo di lucro. Rivestiti dal marzo 2005 della unificante forma giuridica di impresa sociale integrano finalità economiche e di profitto alla ispirazione solidale della loro azione. In una dimensione di solitudine e di sostanziale scollamento dal Paese reale i è mossa la politica e l’azione di governo dall’inizio di questo secolo. Sono le Chiese a riuscire meglio di altri opinion makers a riempire il vuoto di senso di collettività sociali impoverite (tramonto delle grandi ideologie del ‘900). Comprese le scelte di politica ecclesiastica.).

o aumenta i controlli o si riducono le prestazioni a favore dei cittadini o le si sostiene attraverso un inasprimento della imposizione fiscale locale.d.d. o si improvvisano assemblaggi di entrambe le soluzioni. Le tappe più significative della Riforma dello Stato hanno coinciso con i tentativi via via più riusciti di superare aspetti censurabili della c. Prima Repubblica appare esaurito. E’ naturale che il Diritto Ecclesiastico dedichi una specialissima attenzione a trasformazioni di ordine costituzionale e la forma di Stato e la forma di governo. Prima Repubblica rimuovendone le cause politiche. autonomie sociali (sussidiarietà orizzontale).sociale che aveva per un decennio tentato di superare i limiti della c.d. Se muta il diritto dello Stato. Infine. Ogni legge finanziaria che iscrive un nuovo segno meno sulla fascetta dei bilanci regionali. non solo nazionale. il federalismo amministrativo inteso a trasferire una parte consistente dei poteri dello Stato alle autonomie locali (sussidiarietà verticale) insieme alla parallela espansione delle c. la elezione diretta dei sindaci. 10. è naturale che abbiano a mutare i contenuti e l’ambito di riferimento di questa disciplina. . In quelle trovano conferme le ragioni del peso crescente della religione come valore e le confessioni religiose come momento di sintesi di interessi collettivi fortemente verticalizzati ed istituzionalizzati tendono ad occupare nel sistema giuridico attuale. Questo discorso vale per la introduzione del sistema maggioritario volto a favorire il bipolarismo.

quindi. l’essenza dei sistemi politici e dei loro ordinamenti è espressa dal principio di legalità. cioè affidato a forme di prelievo individualizzato.un attributo o un requisito del potere. per cui un potere è legale. ma in un elemento artificiale. Il potere diventa assoluto. 1. Bisogno.. è quella tra potere e Diritti (i diritti dei consociati). quindi. ispirato ai principi dell’universalismo egualitario. Il Diritto Ecclesiastico rappresenta la regolamentazione data. Provando nella Filosofia Politica.d. potenzialmente. Sgombriamo subito la nozione di legalità NON utile al nostro ragionamento. in questa accezione per principio di legalità si intende (BOBBIO) che chi esercita un potere è tenuto a farlo in conformità delle leggi. L’esercizio legale del potere è anche legittimo se poggia su di un titolo ereditario o legale giuridicamente fondato. Questa si realizza sia in via orizzontale (producendo la separazione dei poteri) che verticale (con la contestuale adozione del federalismo come modello politico-organizzativo dello Stato). nell’ambito di un certo sistema politico. Coincide cioè con la legge intesa come fondamento e condizione di esercizio del potere. il fondatore della filosofia politica moderna è Machiavelli. e fino allo Stato Sociale (una variante dello Stato Costituzionale di diritto e costituisce la versione italiana del c. perchè il fondamento del potere ha bisogno di radicarsi in qualcosa che non sia la virtù. Però quello che ci interessa è la relazione tra legalità e Diritto Ecclesiastico. al complesso dei poteri. Il Diritto Costituzionale tratta il potere e chi lo incarna come un . cercare altrove. cioè fatto dall’uomo. Così (Thomas Hobbes) la Teoria politica la smette di caricarsi del peso di rendere i cittadini buoni giusti e santi. il quale opera secondo due modelli: nel modello universalistico esso si preoccupa di assicurare a tutti i cittadini uno standard minimo di benessere. La legalità è. mediante dei Servizi Sociali. dunque.. requisito ed elemento costitutivo del potere. il quale ha posto l’accento sulle motivazioni egoistiche dell’agire politico dell’uomo in società. degli interessi e dei diritti riconducibili alla religione. La legalità è. di eguale potenza. Quella tra potere e Diritto è la prima. E col suo principale postulato: la scomposizione del potere. fiscalità generale il finanziamento dei Servizi Pubblici. affidando in gran parte alla c. Ma senza un’autorità dotata di potere legittimo non c’è certezza nei diritti. in essa l’idea di legalità e i concetti di forza e di sicurezza si tengono stretti tra di loro fino a costituire un tutt’uno. Una seconda. la risultante d una duplice interazione..DIRITTO ECCLESIASTICO E PRINCIPIO DI LEGALITA’ Dalla nascita dello Stato di diritto (Tra il XV e il XVII secolo si consolidò in Europa una forma di organizzazione politica nota come Stato Moderno) passando per lo Stato Costituzionale di diritto (emerge nell’ambito delle esperienza costituzionali europee del secondo dopoguerra). La legalità è di fatti “. Sicché esso è parte della legalità del nostro ordinamento. La disciplina del costituzionalismo ha sempre una relazione duplice con il potere. appunto il diritto..quando viene esercitato nell’ambito o in conformità delle leggi stabilite” (BOBBIO). La sua presenza ed il suo sviluppo sono condizionati dalla idea di legalità ivi imperante. nel modello particolaristico il finanziamento è in buona parte di tipo contributivo. Il fondamento del potere sovrano si sgancia da condizionamenti di tipo morale.d. Welfare State. Questa forma di Stato diviene più percepibile nel nostro ordinamento nella prima metà degli anni ’60). Senza una fondazione giuridica non c’è potere legittimo.

In questo significativo contesto viene individuato nel “progresso materiale e spirituale della società” un corpo di valori. Negli ordinamenti positivi contemporanei il potere si fonda sempre sulla legge. valorizzandone le potenzialità coesive e di integrazione. quindi modifica. costituente prima costituito poi.. La sua evoluzione. utilità diffuse per la collettività nazionale o per quelle locali. intendano esercitarlo stabilmente con metodo parimenti democratico. Il potere e l’uso che se ne fa vengono influenzati dal diritto. all’art.. Se aspira a durare il potere. interessi generali.2 Cost. più il gradimento si impenna e si allarga più si consolida l’obbligo politico di obbedienza rispetto alle decisioni di chi governa e l’obbligo giuridico di sottoposizione alle leggi. Sussiste un secondo aspetto della legalità. 3. prevede procedimenti legislativi di revisione o di integrazione costituzionale. Questo secondo fronte lo presidiano i cittadini con i loro diritti e i loro bisogni. La Carta Costituzionale legittima l’esercizio dei potere. individuali e collettivi. deve riuscire a interpretare e garantire il soddisfacimento degli interessi reali e profondi della comunità che vuole controllare. vi sottostà.soggetto da limitare precostituendo garanzie a difesa dei diritti dei singoli. norma di garanzia del valore-lavoro e della relativa norma-principio-diritto. in questa veste detti interessi trovano riconoscimento e sintesi programmatica già nell’atto costituente. è un indicatore attendibile della loro riuscita.4. Finora ci siamo occupati del principio di legale come meccanismo giuridico con cui poteri e competenze vengono suddivisi secondo Costituzione. esigenze e finalità “di parte” di singoli e gruppi. Dotato di portata generale. trae le sue ragioni dal mutamento di bisogni. anche la Costituzione è tutt’altro che un atto statico. Di solito. Il nostro ordinamento. a cominciare da quello legislativo se svolto nell’ambito di precise competenze e indirizzato al perseguimento e soddisfacimento di principi ovvero valori. facendoli rientrare nella forma “legale” delle garanzie di cui sono forniti i diritti. dall’altra parte. e riguarda la determinazione dei presupposti costitutivi dell’obbligo politico e giuridico dei cittadini di sottostarvi. così intesa la legalità è la risultante dell’impiego di tecniche giuridiche con cui si assicura ai cittadini . interessi e utilità diffusi cui si ricollega l’impegno. Una traccia importante di questo tipo di impostazione compare nell’art. invece. Diversamente vanno le cose quando l’azione di governo difetti dei requisiti di legalità ed equità richiesti. quando interviene. il “progresso materiale e spirituale della società” ha l’energia sufficiente per mobilitare e tenere uniti interessi. nei paesi di tradizione europea continentale (civil law) il suo incipit è dato da un atto costituente democratico formalizzato in un documento scritto chiamato Costituzione. Ma lo considera pure come l’unico soggetto in grado di permettere a quelle garanzie di esistere e di essere fatte valere. Ma. la sua conquista dipende dalle relazioni che intercorrono tra chi il potere lo esercita attraverso (politici) e chi.138 Cost. cittadini e gruppi sociali. altrettanto generalizzato (ogni cittadino) e cogente. Governare la complessità sociale è il vero banco di prova di quanti. dopo avere conquistato il potere per vie democratiche. in quanto portatrice di un suo peculiare contributo al progresso morale e culturale del Paese. 2. La religione è stata accreditata di un valore costituzionale aggiuntivo. ulteriore rispetto a quello conferitole da specifiche norme-principio. di interessi e dell’idea di comunità. avanzano richieste ed esercitano pressione.

garanzie giuridiche più estese e una parte più consistente delle risorse collettive ai portatori di interessi/valori generali espressamente fatti oggetto di richiamo costituzionale. Gli interessi religiosi hanno un posto di rilievo nella ristretta cerchia di interessi profondi e diffusi nella collettività. diritti umani. Restano da delineare gli elementi tipici della relazione attuale tra la nostra disciplina e il principio di legalità. Nell’impatto con la nuova forma di stato la nozione monolitica originaria di legalità si spezza letteralmente in due. va vista come un obiettivo verso cui si proiettano tutti i portatori di interessi presenti nella società e nello Stato. Nascono così le definizioni e i retrostanti concetti di legalità legale e di legalità costituzionale. Lo Stato di diritto ottocentesco era portatore dei caratteri della legalità legale e risultava fondato sul primato della legge. emersi dagli anni ’70 con l’affermarsi dello Stato Sociale. ancora. Chi governa sarà legittimato ad attribuire. intesa come riconoscimento e qualificazione selettiva di interessi e poteri.d. in grado di incidere profondamente sulla struttura della società. tanto individuali che collettivi. che gode di tutele rafforzate derivanti da leggi di integrazione costituzionale – introduzione delle c. In realtà vi sono più piani della legalità. Chi detiene il potere deve individuare gli interessi religiosi maggioritari e più rappresentativi. sociali. 5. 4. i testimoni dell’avvento dello Stato Costituzionale di diritto e dello sdoppiamento prodottosi nei concetti di sistema giuridico e di legalità. l’espansione costituzionale del principio delle c.d. Se vogliamo guardare agli studiosi di allora. Questo aspetto della legalità deve riflettere il valore e l’estensione attribuiti ai diritti e alle libertà individuali. riguardo l’esperienza contemporanea. Diverso il destino degli interessi rimasti minoritari e di parte.d.d. pari opportunità tra uomo e donna. Assicurando visibilità e rilevanza giuridiche ai rispettivi interessi individuali e collettivi. per i c. assumendo forme stabili ed organizzate (vere e proprie istituzioni). Se considerati riconducibili alla categoria degli interessi/valori generali essi verranno in considerazione come norme-principio. (es. Come destinatari di decisioni politiche e di parallele scelte giuridiche sono di fatto i cittadini la seconda decisiva gamba del rapporto tra autorità e libertà. I diritti c. come vi sono più ordinamenti giuridici. Tanto la qualifica ad essi via via conferita di diritti legali (legalità legale). L’operazione ha inizio rivestendo gli interessi di tipo religioso delle garanzie che competono ai diritti. ciò significa dovere includere tutta una serie di diritti di matrice diversa. quando il collegamento con i valori costituzionali sono strumenti indispensabili per rafforzarne il ruolo. Stesso discorso va fatto per i più recenti nuovi diritti o. Sul versante opposto a quello del potere la legalità ha quindi a che fare con la possibilità data ai cittadini di contare. Il secondo dei due modelli: . La politica non può trascurare gli interessi che sono il cuore di un fenomeno come quello religioso. Poi nella legislazione ordinaria trovano operatività concreta in qualità di norme-regole.l’esercizio delle proprie libertà e dei propri diritti mentre i poteri dello Stato sono messi nelle condizioni di non poterne intaccare il concreto esercizio. In questa prospettiva. con leggi e per legge. non si può negare che abbiano provveduto ad elaborarne di nuovi. quote rosa nelle liste elettorali). In quelli di nuovo conio la legalità viene qualificata sulla base del collegamento con ognuno dei sisitemi normativi di cui è espressione e attraverso un’aggettivazione che ne consenta l’identificazione. la legalità ordinaria.

Con l’avvento dello Stato Costituzionale di diritto. Ogni transizione da una forma di stato all’altro prevede un dopo. con relativo apparato di norme corredato del requisito essenziale della giustiziabilità. si fonda sul primato della Costituzione. vi è stato un processo di erosione della sovranità degli Stati e di ridimensionamento dei diritti nazionali. Prima il diritto e le istituzioni dell’Unione Europea. Alla base di tale smottamento vi è la pressione sociale. Vi è. Ma. L’introduzione del controllo obbligatorio di costituzionalità sulle leggi rappresenta il riconoscimento e l’accettazione di questa sconfitta. Ma. da atti o normative comunitarie o. Il suo riferimento essenziale è nella . L’ultimo atto di questa fase ha coinciso con la previsione della Corte costituzionale.d. che occuperà il centro del sistema dei poteri e contropoteri istituiti dallo Stato Costituzionale di diritto. hanno sviluppato la tendenza ad affermarsi nel tentativo in parte riuscito di sottrarre spazio e poteri di intervento giuridico a quelli nazionali. nonostante i meccanismi di coordinamento istituiti. La seconda investe la necessità di valutare con accortezza i modi in cui avviene l’integrazione tra le forme di regolamentazione previste nel diritto interno per i diritti e gli interessi religiosi e quelle che ad essi può assicurare la legalità multilivello risultante dall’affermarsi di nuovi sistemi giuridici. La Corte costituzionale sulla legalità costituzionale. politica e giuridica esercitata dagli interessi emergenti o delusi. il sistema della legalità legale non scompare. lo Stato Contemporaneo (o Stato Sociale) che rinviene la sua essenza nei diritti sociali. anche. Con l’affermarsi dell’Unione Europea dei diritti condivisi e della moneta unica. un vero e proprio doppio circuito interno della legalità. Questo con due conseguenze di ordine generale. I potenziali conflitti risultano affievoliti attraverso meccanismi di coordinamento. La prima riguarda la necessità di studiare con attenzione i nuovi collegamenti da aggiungere al fascio delle relazioni che il Diritto Ecclesiastico continua a mantenere in vita con la sfera della legalità legale e con quella della legalità costituzionale. Autorità diverse vigilano su esse. I due sistemi mantengono ruoli e logiche di funzionamento ben distinti. una legalità comunitaria cui fare riferimento. il principio di centralità della legge nell’ordinamento entra in crisi e subisce una secca sconfitta.lo Stato costituzionale di diritto è invece espressione della legalità costituzionale. Il nostro ne è membro fondatore. Infine. ossia la concreta possibilità di agire in giudizio per far valere la lesione della propria situazione giuridica. Conclusione: resta operativo. Comprendiamo bene come sia storicamente impossibile già rappresentare la legalità costituzionale dello Stato Costituzionale di diritto come una sorta di naturale svolgimento della legalità legale dello Stato di diritto. globale. quindi. Sintesi di valori condivisi. Il primo con cui confrontarsi è costituito dal sistema delle istituzioni e delle norme prodotte e operanti nei Paesi facenti parte della Comunità Europea. da provvedimenti discriminatori nazionali. La Corte di cassazione sulla definizione e interpretazione della legalità legale. Altre sfere di legalità si aggiungono a quelle già elencate. poi il diritto internazionale e quello c. il quale ha di fatto giudicato dei ricorsi presentati da chi si è ritenuto leso. nel proprio diritto di libertà religiosa. Il giudice competente è la Corte di Giustizia di Lussemburgo. La legalità convenzionale è tra quelle più rilevanti ai fini del nostro studio. al livello del diritto interno. anche il prima ah la sua importanza.

violazione delle libertà di auto-organizzazione delle confessioni religiose. Appare chiaro come. salute.d. Nell’introduzione abbiamo definito il Diritto Ecclesiastico come il sistema di regole attraverso cui viene disciplinato . Questo è stato ribadito dalla giurisprudenza costituzionale e confermato anche dal c. giudice di legittimità. Di qui. le poche volte..d. ricorso interstatale azionabile da parte di uno Stato membro nei casi di patente violazione della Convenzione da parte di altro Stato.d.in un certo sistema politico e giuridico – l’insieme dei poteri. Lo scopo è anche quello di prevenire successive violazioni dello stesso diritto. le sentenze della Corte abbiano soprattutto un’efficacia persuasiva tendente a suggerire (allo Stato “condannato”) di introdurre nella propria legislazione modifiche normative idonee. la dottrina e la giurisprudenza costituzionale italiane continuano a sostenere come esse siano efficaci esclusivamente tra le parti. acquistando un posto nella gerarchia delle fonti superiore a quello delle leggi ordinarie. Nella esigua giurisprudenza. è ammesso il ricorso individuale (ma come estrema soluzione).Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e nella giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo. la preoccupazione principe appare quella di garantire la diffusione ed il mantenimento negli ordinamenti degli Stati firmatari della Convenzione dei principi di laicità e legalità. Sui tavoli di Strasburgo dove torreggia la mole di condanne inflitte al nostro Paese per “ingiusto e interminabile processo” scarseggiano invece le sentenze contenenti gli orientamenti della Corte Europea per violazioni della libertà di coscienza e di religione commessi attraverso il diritto interno degli Stati. una volta immesse nell’ordinamento. ingerenza e protezionismo in faccende religiose appare la Grecia. dove è dominante la presenza della religione ortodossa. Questo assunto costituisce anche il cuore di due pronunce che “salvano” però entrambe la Turchia dall’accusa ripetuta di violare al libertà religiosa dei suoi cittadini (la prima riguarda la lesione di libertà di associazione.. Per quanto riguarda gli strumenti previsti dalla Convenzione per tutelare i diritti garantiti. cioè i casi la Corte ha respinto i ricorsi contro pretese violazioni imputabili ai diritti nazionali. La Corte di Strasburgo emana sentenze vincolanti per gli Stati firmatari (tra cui l’Italia). Riguardo le assoluzioni. cioè la Corte di Cassazione. Sono questi i valori preminenti che vengono tenuti presenti al momento di giudicare l’atteggiamento degli Stati verso comportamenti religiosi e non. la più condannata per eccesso di interventismo. “atipiche”. la seconda l’ostentazione dei simboli religiosi in luoghi pubblici).) giustifica la determinazione con cui. Tant’è che tali norme diventano “. oltre al c. Si può definire il Diritto Ecclesiastico . nel rispetto della laicità dello Stato nel quadro dei principi costituzionali. Le norme convenzionali. Nel contesto delle tutele assicurate dalla Corte Europea alla libertà religiosa. Questa definizione però lascia aperti due interrogativi. ecc.2 CEDU che prevede restrizioni di libertà religiosa per la tutela di interessi concorrenziali (sicurezza pubblica. vi sono classificate come fonti c. 6. le ripetute condanne per abusi in materia di proselitismo. al momento attuale.insuscettibili di abrogazione da parte di legge ordinaria”. va detto che l’art. la Corte ha escluso significative responsabilità negli Stati imputati. degli interessi e dei diritti riconducibili alla libertà religiosa. Riguardo gli effetti e gli obblighi derivanti dalle pronunce della Corte. 9.

o ad un’applicazione sistematica delle norme di Diritto Ecclesiastico deve indurre ad individuare e. L’obiettivo. situazioni. E’ pur vero che per aversi una soddisfacente interpretazione sistematica. Le norme-regole disciplinano in maniera analitica singoli ambiti. nel primo caso. . costituiscono il sistema legale delle fonti di Diritto Ecclesiastico. Altri vengono alimentati dal disallineamento tra le regole interne di Diritto Ecclesiastico e le norme-principio contenute in Atti e Convenzioni Internazionali. Il sospetto di asistematicità che nasce dal cortocircuito che si crea quando le regole di Diritto Ecclesiastico vengono messe a confronto con principi costituzionali diversi da quelli dedicati alla tutela del fenomeno religioso non è l’unico. Di quella comunitaria o convenzionale. Nella pratica però tale vincolo di coerenza è osservato fedelmente solo con le normeprincipio espressamente dedicate alla valorizzazione del fenomeno religioso stesso. Per rispondere al secondo interrogativo è necessario richiamare alcune delle conseguenze derivanti dalla nozione dei legalità. Alcune di esse vanno etichettate come principi. La deformazione del rapporto di coerenza e gerarchico che in astratto legherebbe tutte le regole ordinarie a tutti i principi costituzionali interni e non. Richiamiamo la distinzione introdotta all’interno delle norme appartenenti al sistema interno del Diritto Ecclesiastico. o il risultato. l’anomalia in questione incorre nel giudizio correttivo o abrogativo della Corte costituzionale. può essere però rilevata. Se rilevata dalla giurisprudenza interna allo Stato. denunciata e risolta. Nel loro insieme. quindi. Concludendo. il sistema delle fonti legali dovrebbe risultare pienamente compatibile con tutti i principi costituzionali. Il Diritto Ecclesiastico consta di un sistema costituzionale (interno) di fonti dalla cui esistenza e consistenza dipende il mantenimento e la diffusione nell’ordinamento di un sempre più esteso sistema legale di fonti.un sistema? Delle sue norme si può dare una lettura sistematica? Il Diritto Ecclesiastico può essere visto come un (sotto)sistema. I principi tutelano e favoriscono l’affermazione dei diritti individuali e sociali religiosi. In ognuno dei casi segnalati l’impossibilità di procedere ad una lettura. in quanto l’insieme delle sue norme è efficacemente integrato con il sistema più vasto. Sicché le norme-regole di Diritto Ecclesiastico finiscono col essere momento di esclusivo attuazione di questi ultimi. profili soggettivi o collettivi di diretto o indiretto interesse religioso. Le altre appartengono al genere delle regole. a denunciare la violazione della legalità costituzionale. nel secondo. cui l’interpretazione del diritto e la sua applicazione tendono è la produttiva integrazione tra legalità legale e legalità costituzionale o convenzionale.

Accomunati dall’ostilità verso l’Islam. Nell’Accordo stipulato nell’84 con la Chiesa Cattolica. Anche il rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica italiana ha subito cambiamenti. Nel secondo. cooperativa fa qui il suo debutto. Attraverso l’ideazione di schemi normativi generali e modulari: un Concordato-quadro e di un Intesaquadro.rivendica un’assoluta indipendenza e autonomia di scelte nei confronti della Chiesa cattolica o di altra confessione religiosa”. sottoscritto da entrambi i contraenti. specialmente etici o politici. In versione debole la parola definisce laico colui che “posto di fronte a problemi e scelte. per provvedere congiuntamente alla “promozione dell’uomo e al bene del paese”. pur di sinistra o centrosinistra. propugnando un immancabile scontro di civiltà tra fondamentalismo terrorista e cristiano. principio di laicità e principio democratico. sono sensibili al magistero della Chiesa e alle sue indicazioni etiche. o anche. Quanto ai vocabolari.d. vi compare un obbligo di collaborazione. I più significativi cadono nel decennio ’85-’95.L’IDEA DI LAICITA’ Comunemente per laicità si intende l’atteggiamento di indipendenza di un soggetto e di una collettività da condizionamenti di tipo religioso. Quanto ai teodem. da apparati ideologici in grado di influenzarne azioni e comportamenti. filosofi e politici. sicché laico è il “credente cattolico non appartenente allo stato ecclesiastico”. Qui vi è una più forte iniziativa dello Stato sulla “questione religiosa”.. Nei teocon vi militano giornalisti. L’Italia. non segue rigidamente un’ideologia o i dettami di una fede religiosa”. o nei media. All’interno di tali paradigmi si svolgeranno le relazioni a venire con le Confessioni religiose all’insegna del rispetto per la Costituzione e la laicità dello Stato. laico compare come sostantivo e indica la resistenza che si può opporre ai condizionamenti di natura ideologica. All’inizio del nuovo millennio si sono aggiunti: il laico-devoto dichiarato e il teo-dem convinto. Le garanzie individuali e collettive spettanti ai diritti collettivi di libertà religiosa possono essere viste come la risultante delle sinergie reciproche esistenti nell’ordinamento giuridico tra regola dell’eguaglianza. definito “la stagione delle Intese”. raccoglie politici e parlamentari che. il che porta al punto di partenza.. Il diffondersi nella lingua parlata di versioni multiple della laicità è il riflesso del mutato quadro di rapporti tra Chiesa e politica degli ultimi dieci anni. Il nostro. spiegano il termine laicità come l’”essere laico”. colui che “. nella sua norma di apertura.d. alla voce “laico” trova due suoi significati. “Prima Repubblica”. riguarda una condizione di vita. Raccontano di avere le qualità per ricoprire il ruolo di mediatore fra Chiesa Cattolica e politica. 1. Chi prosegue la ricerca. Le Intese si rivelano una base di partenza per l’inserimento delle Confessioni intesizzate in un circuito di sub-negoziazione con lo Stato e un’inclusione trai soggetti religiosi . Fiancheggiatori della Chiesa Cattolica nelle sue recenti incursioni dirette in politica (battaglia contro i pacs nel 2007) aspirano al posto dell’ex partito dei cattolici: la Democrazia Cristiana. In realtà non credono nelle verità cristiane. In versione forte il termine si contrappone a confessionale. dissoltosi con la fine della c. Di definizioni così nette e univoche non vi è però traccia nella lingua parlata. oltre al richiamo all’indipendenza reciproca di Stato e Chiesa Cattolica. Però gli accordi stipulati con le chiese italiane presero un’altra strada. 1. Il primo: un aggettivo. L’idea di laicità c. l’art.

Sul primo. Una questione non riassorbibile nello . Non si contano le difficoltà insorte in sede legislativa riguardo ad un possibile provvedimento legislativo sulle c. avviata in nome della tolleranza. Ragione in più per sostenere che siamo di fronte alla piena valorizzazione del principio di libertà religiosa. Ne sono un chiaro indice la sicurezza con cui la Chiesa Cattolica precisa come la laicità debba essere buona e sana: “. stili di vita (famiglie poligamiche). sentendosi cittadini a tutti gli effetti. la questione della laicità dello Stato rioccupa il centro della scena sociale e del dibattito culturale e giuridico.beneficiari di misure di favore fiscale e di forme nuove di sostegno economico e finanziario (art. per il fatto di votare e pagare le tasse. L’Italia è una società occidentalizzata nei consumi. diventa difficile nel momento in cui le più giovani generazioni delle comunità ospitate. diritti naturali e diritti umani precisandone la comune matrice cristiana per tutti. credo religioso (islam). Questi sono alcuni dei profili della “questione dei musulmani” in Italia.” (Benedetto XVI). La risposta della Chiesa copre i due fronti. La stagione delle Intese che si richiude intorno al 2000 con la mancata approvazione delle intese già sottoscritte con Testimoni di Geova e Buddhisti. Gli equilibri diventano però instabili intorno alla fine del secolo XX°. La politica ecclesiastica del nostro Paese e le scelte (laiche. che su quella che favorisce una sempre maggiore espansione degli interessi religiosi. rivendicano lo stesso diritto di esternare i propri costumi (velo islamico). Questo testimonia due cose: l’apertura di una nuova stagione politica e la riformulazione della idea di laicità che ci fu dagli anni ’80 in poi. della laicità... La laicità come predisposizione di strumenti di cooperazione e collaborazione tra società politica e società religiose è diventata una prospettiva insufficiente. La Chiesa non può restare sorda alle richieste di certezze provenienti da un opinione pubblica disorientata né tradire la sua missione magisteriale nel mondo. coppie di fatto.bipartisan). In questi episodi emerge la tradizionale esigenza della Chiesa italiana di affermare il proprio modo di concepire il diritto naturale e fondamentale di libertà religiosa. l’integrazione degli estranei con le comunità locali. oppure riguardo il testamento biologico (eutanasia).d. declinante sul piano industriale e accentuatamente terziarizzata che rischia di collassare se priva di manodopera straniera a basso costo. In Italia.Legittima è una sana laicità dello Stato in virtù della quale le realtà temporali si reggono secondo le norme loro proprie. sono sempre più aderenti al modello selettivo. 8.. “I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”). senza tuttavia escludere quei riferimenti etici che trovano il loro fondamento ultimo nella religione. La valorizzazione della laicità come cooperazione tra Stato e Chiese esercita la sua positiva influenza sia sulla legislazione ecclesiastica. la Chiesa associa libertà religiosa. Il punto interrogativo più grande riguarda lo statuto giuridico da assicurare ai gruppi religiosi non dotati di Intesa e pertanto sottoposto al diritto comune.3 Cost. L’Italia è diventato un paese di immigrazione. o non sempre praticabile.. lascia alcune questioni aperte: la stipulazione di Intese non è il modo esclusivo attraverso cui lo Stato garantisce lo svolgimento di esperienze religiose collettive né l’istituto relativo può trovare un’applicazione indiscriminata. inclusivo e neo-cooperativistico dei rapporti Stato-Chiese che ha preso piede.

vuole che lo Stato si sottragga a condizionamenti confessionali e chi.schema della laicità cooperativa. per quanto richiesta dalla comunità in questione. ma risultati scarsi. ma la comunità di riferimento non la riconosce come sua rappresentante. Manca anche un quadro normativo generale di riferimento. Manca un’Intesa ai sensi dell’art. di stili di vita le rende intollerabili e sospette. intromissioni nello spazio pubblico. Le richieste di questa comunità. costumi. Esponenti del revisionismo cognitivistico (HABERMAS) individuano nella religione cristiana la risorsa per ridurre il danno che globalizzazione e secolarizzazione producono nello Stato contemporaneo. ma significative.alla luce di una lettura forte della laicità – come interferenze. aperture da parte di autorità pubbliche.. di idee. La Chiesa italiana soffre anche per l’assenza di alleati affidabili. Vi è confusione nel dibattito sulla laicità che periodicamente si riaccende nel Paese: tra chi. Nasce da questi timori la “svolta” del 2005 e la scelta di intervenire in politica con la riforma costituzionale della c. La risoluzione dei conflitti resta affidata a forme di mediazione privata e registra poche. Violazioni della laicità vengono continuamente denunciate da due fronti ideali e si appuntano sulle stesse questioni.3 Cost. Ogni occasione è buona. imputandogli di compromettere il dialogo tra istituzioni religiose e politiche). di avere certezza dei propri diritti hanno risonanza grande. Gli interventi delle Chiese (la Cattolica soprattutto) vanno considerati . laico dichiarato. Il problema poteva trovare soluzione attraverso l’istituzione della c. invece. La riforma costituzionale viene bocciata dagli elettori (la Conferenza Episcopale italiana la definì non solidale.d. la più numerosa in Italia.d. Oppure. 8. viceversa . devolution e il referendum abrogativo sulla fecondazione assistita. da cattolico storico e poi da laico devoto. Consulta Islamica avvenuta nella scorsa legislatura. . punta sulla religione come fattore di coesione della società disgregata. E’ il caso del protocollo di intesa tra il Comune di Colle di Val D’Elsa e l’Associazione “Comunità dei Musulmani di Siena e Provincia” per la costruzione di una Moschea. L’organismo dovrebbe garantire l’emersione di un islam moderato. Confusi e accalorati sono sempre i toni della discussione di ogni tema che riguardi la laicità.sulla base di un principio di laicità in versione debole vanno visti come legittimo esercizio di una potestà di magistero. Si irrobustisce l’idea che strategie politiche di collaborazione selettiva tra chiese e istituzioni civili costituiscano la formula di salvaguarda del nostro sistema di vita e un’autentica risorsa per la democrazia. Il referendum del 2005 non spacca il Paese in quanto la più alta delle astensioni gli impedisce di raggiungere il quorum. L’esasperazione delle differenze di lingua.

nelle appartenenze politiche e in quelle sociali. a casa sua. lo si percepisce sempre più come "la forma dell'acqua": una nozione liquida e polisenso. Però nessuno ci spiega perchè la Francia continui a rifiutare riferimenti a radici cristiane dell'Europa nella Costituzione europea e. Oltre ad una libertà magisteriale in materia di fede e morale indiscussa e garantita anche dalla Costituzione. 1. La comparazione giuridica è però un metodo di studio. va intesa come ricognizione delle diverse esperienze giuridiche e accompagnata dalla capacità di mettere a fuoco gli accostamenti possibili e le distanze ineliminabili rispetto a quella nazionale. nei diversi ordinamenti. fino a qualche anno fa. distinzione e autonomia dello Stato rispetto alle fedi e il rispetto per i diritti di libertà e di cittadinanza dei cittadini . il finanziamento delle scuole private confessionali con alcuni validi esempi di ciò. regolamentazione delle convivenze di fatto. come netta e reciproca esclusione tra politica e religione. altre invece frutto di concertazione e codecisione tra rappresentanze politiche e religiose. Il fatto che le due prospettazioni della laicità siano ai ferri corti su un punto decisivo del patto costituzionale significa che sono saltati. nonostante ancorate alcune a formule costituzionali di separazione. nella mentalità.a tempo. il secondo (laicità sana o buona) fondato da pretese di riconoscimento pubblico delle religioni e delle indicazioni etiche ed identitarie di provenienza del magistero delle Chiese. le scelte di politica ecclesiastica. Vi sono due essenziali significati che si può attribuire al termine “laicità”: il primo dei due modi di intenderla (laicità senza aggettivi) condensa nella nozione di laicità e nella relativa regola giuridica l’obbligo di neutralità. Negli ultimi vent’anni tale compromesso aveva sostanzialmente tenuto ("compromesso storico": cattolici. testamento biologico e. nomini addirittura una Commissione per verificare lo stato di salute del principio di laicità.IL PRINCIPIO DI LAICITA’ Vi è un rapporto assai stretto tra i mutamenti culturali dell’idea di laicità e i cambiamenti che si producono nel costume. Così usata ha offerto spunti fruttuosi: come l'idea che sia impossibile distinguere gli effetti che producono. i termini in cui si era assestato il compromesso politico e quello giuridico stretto. socialisti e comunisti potevano e dovevano cooperare in un regime di collaborazione in vista della costruzione di una società. la potente e ascoltata istituzione cattolica gode di un ascendente sociale proporzionato alla sua crescente visibilità. Il nostro Paese ospita il Papato. La legislazione è anche terminale di richieste di cambiamento. . essenzialmente quella cattolica. Le finalità di uno Stato democratico coincidono con la valorizzazione e l'armonizzazione di tutte le esigenze individuali e collettive. fecondazione assistita. suscitino cioè larga eco nell’opinione pubblica. Anche il separatismo. E' nella nostra vecchia Europa che Paesi dichiaratamente laici e separatisti. o cambiati. Va riconosciuta la parte avuta dal Diritto Comparato nella costruzione dell'identità giuridica del principio di laicità nel nostro ordinamento. una volta sinonimo di laicità. Accade che alcune richieste di riforma diventino subito dei “casi”. per la ripresa e lo sviluppo della democrazia italiana). tra cattolicesimo democratico e socialismo liberale. mostrano di non avere complessi a sostenere le esperienze religiose organizzate. Auto-investitasi del ruolo di interprete autentica del “diritto naturale” e di “custode” dei valori tradizionali. Statuto della famiglia.

Correva l'anno 1989 quando il principio di laicità assunse nel nostro ordinamento lineamenti giuridici positivi ben precisi. personalistico e di eguaglianza. nelle sue diverse accezioni (art.) messe a presidio dell'interesse religioso e dei suoi riconoscimenti legislativi presenti. tra i c. . Inizialmente abbiamo definito il Diritto Ecclesiastico come il trattamento giuridico assicurato ai diritti individuali e collettivi di libertà religiosa nel rispetto della laicità dello Stato e nel quadro dei principi della Costituzione. avente quest'ultima ad oggetto la presenza si simboli religiosi in luoghi pubblici come i Tribunali. Quindi il principio di laicità costituisce una delle componenti della forma di stato delineata in Costituzione. principi supremi dell'ordinamento. pronunciata per conferire valenza giuridica al principio di laicità. L'idea costituzionale di laicità è distribuita nella ventina scarsa di pronunce. Il suo nucleo ristretto ed essenziale continua a impersonare un carattere tipico dello Stato democratico. Con la conseguenza che la concazione giuridica attuale della laicità è indissociabile dalla visione della Corte Costituzionale. Non esiste una definizione assoluta di laicità. si mantiene unitaria è l'essenza della laicità e la percezione della sua funzione da parte dei giuristi occidentali. La sentenza. L'idea liberale della laicità come elemento di divisione costituzionale tra religione e politica viene soppiantata da un'idea di laicità come fattore viceversa di integrazione costituzionale di valori. passati e futuri. contenute nell'ordinanza n. traduce in termini giuridici il fenomeno della pluralità degli ordinamenti all'interno di quello dello Stato.7. con la "storica" sentenza n.cuore della cristianità. seduta stante.d. 3. La giustizia costituzionale conferma quella che è la diversità italiana nel panorama europeo.19 e 20 Cost. ha provveduto a proporre negli anni. il nostro è pur sempre il Paese in cui il diritto e politico guardano alla religione e all'interesse religioso non come a qualche cosa che divide.8. 2.203/1989. invece. 117/2006. Dobbiamo esaminare la concezione del principio di laicità che la giustizia costituzionale. Proprio questi elementi (valore normativo conferito al principio di laicità + garanzie costituzionali degli interessi religiosi) sono alla base della fruttuosa lettura del principio di laicità avviata dalla Corte Costituzionale. dagli anni '90 fino alle più recenti. Una funzione che esso svolge rendendo più stringente la relazione con i principi pluralistico. bensì come un potente collante sociale. Crollava ufficialmente il comunismo ("muro" di Berlino) quando la Corte Costituzionale. democratico. Qui il Presidente della Repubblica osserva come lo Stato per arrivare a regolamentare le convivenze civili debba riuscire a realizzare una "sintesi" politica comprensiva del punto di vista della Chiesa Cattolica e cittadini suoi fedeli. Tra l'essenza di laicità e il modo in cui la laicità entra concretamente a far parte degli ordinamenti costituzionali vi è sempre una frattura. Da noi è stata la Corte Costituzionale a trovare un fondamento giuridico-positivo al valore della laicità e a conferirgli ruoli e significati determinati in rapporto a altre fonti e principi di sistema dell'ordinamento. Va detto che il principio pluralista. si preoccupò però anche di segnalare l'imponenza di norme costituzionali (artt. Lo fece qualificandolo come "uno dei profili della forma di stato delineata in Costituzione" e lo incluse. nella sua qualità di fonte del diritto ecclesiastico.3). Ciò che. decise essere venuto il tempo di ufficializzare la presenza del roccioso principio nel nostro sistema giuridico.

democratici. Come. religiose.138 Cost. lo Stato e i suoi apparati devono conformare ad una neutralità attiva (o alla non identificazione) il modo in cui si rapportano alle ideologie (religioni) e alle loro organizzazioni. Una notevole importanza circa il significato conferito dalla giurisprudenza costituzionale al principio di laicità riveste anche il contesto in cui maturò la decisione n. Un suo tratto essenziale. Il rispetto della regola della neutralità comporta non solo l'astensione. credenti e non credenti.3. Esso è il riconoscimento della maggioranza dei diritti della minoranza.). La giurisprudenza costituzionale definì la laicità come un carattere necessario immancabile dello Stato Democratico previsto dalla Costituzione.) cui è subordinato il potere di revisione costituzionale ne sono l'esplicazione.). Altro interrogativo riguarda le condizioni in base alle quali la società aperta si mantiene tale. 203/1989. risiede nell'impegno di rispettare i valori basici del patto costituzionale. riconoscono pari dignità sociale alle diverse concezioni etiche e religiose (artt. La ragione di ciò è che lo Stato Democratico considera un valore non l'omologazione dei costumi e delle idee. Nei Paesi moderni e occidentali l'accettazione del metodo democratico poggia sul principio maggioritario. sotto il nome di pluralismo c.19 20 Cost. da parte dello Stato. I processi di integrazione cui dà impulso il pluralismo è una caratteristica delle società c. Dal legame tra laicità e eguaglianza derivano poi le garanzie di eguaglianza individuale e formale spettanti ai cittadini dinnanzi alla legge “senza distinzioni di religioni” (ex art. si pone come controvalore e correttivo ideale del principio maggioritario. La giurisprudenza costituzionale è proprio tassativa nell'individuare collegamenti tra principio di laicità e metodo c. non ogni singolo aspetto della Costituzione è revisionabile. in omaggio al principio di laicità.1 Cost. In contesti così.). Il primo dei due principi: quello personalista. dove ciò che conta è la capacità di reciproca persuasione e la leale osservanza delle procedure". Con esse fanno sistema le garanzie destinate alla libertà religiosa individuale e associativa (artt. La speciale formulazione dell'art. 4. Inoltre. ma anche l'impegno a scongiurare l'affermazione esclusiva dei culti più diffusi a discapito di altri minoritari. da forme plateali di sostegno del singolo credo. a larghe linee.d.2 Cost. 139 Cost.Il pluralismo va visto come lo strumento per eccellenza di integrazione politica. in quanto ritenute un fattore di crescita. ("la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale") sanziona in realtà l'immodificabilità di tutti i principi costituzionali co-essenziali al mantenimento della forma repubblicana e al suo corretto sviluppo (principio democratico di cui all'art. confessionale.d..) e quelle che. Una qualificazione che lo rendeva unità di misura della costituzionalità delle leggi e un limite invalicabile per lo stesso potere di revisione costituzionale. Occorre aggiungere adesso il legame assai stretto che la laicità – per la giustizia costituzionale – mantiene con il principio personalista e con quello di eguaglianza. Il rispetto del diritto alla differenza e dei diritti delle minoranze politiche. aperte (POPPER: società disponibile al cambiamento). bensì le differenze. è la nostra. I precisi limiti (art. In questa prospettiva per laicità di una democrazia si può intendere: "lo spazio pubblico di tutti i cittadini. culturali.1 Cost. ricollegabile al concetto di democrazia.). impegna lo Stato laico a favorire la massima espansione dell’autonomia dell’individuo (art.d. Ma ..7 e 8 Cost.

come solito. bensì il principio di laicità. ad essere assai rivelatore. la laicità suffraga l’insieme di principi e valori. Fu ribadita la facoltatività della scelta dell’insegnamento di quella cattolica nella scuola pubblica e solennizzato il valore della laicità. Non è la differenziazione bensì il loro formidabile impasto a renderle irresistibili e a imporne il radicamento negli ordinamenti moderni.secondo la Corte – non è “indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni ma.. il riconoscimento delle identità religiose e la ripartizione delle risorse economiche pubbliche diventano proporzionali alla rilevanza sociale delle diverse Confessioni. della categoria dei principi supremi. La religione (elemento cerniera tra le diverse fasi attraversate dalla laicità) va vista come potere coesivo e mobilitante. In realtà si precostituisce (nell’ambito dell’educazione religiosa dei giovani) la base programmatica e la patente preventiva di costituzionalità del metodo del negoziato permanente tra Stato e Chiese.veniamo allo speciale ambito dei rapporti Stato-Chiesa Cattolica. La formulazione del principio di laicità dello Stato è dunque l’evento clou della sentenza n. Se la laicità . 203/1989. La strada scelta questa volta. fondato sul principio del pluralismo religioso. che il Concordato dell’84. La seconda: sul piano istituzionale la laicità diventa l’insieme dei criteri incaricati di dare una forma concreta specifica al pluralismo religioso e confessionale. in cui maturò l’affermazione del principio di laicità come principio supremo del nostro ordinamento giuridico. a differenza del Concordato del ’29. Terza: la laicità è intesa come distinzione tra interessi religiosi e interessi pubblici . a insegnamento “a scelta”. Nella pronuncia compare il modo con cui la Corte riassorbì il potenziale conflitto tra interessi religiosi e interessi collettivi statuali. nella categoria delle fonti c. Farne uso in occasione della verifica di norme concordatarie significò assimilarle ad esse e dotarle di un rango superiore a quello delle leggi ordinarie. derubricava d insegnamento obbligatorio. un impegno per la salvaguardia della libertà di religione” diventa legittimo guardare alla regola della bilateralità (artt. La dinamica dei rapporto tra Stato e Chiese ha risentito dell’impostazione cooperativa data al principio di laicità. atipiche.7 e 8 Cost. come parametro di legalità del Concordato. In questa prospettiva lo Stato è laico nella misura in cui sostiene senza discriminazioni tutte le esperienze fideistiche e le loro estrinsecazioni in ambito collettivo. una o più norme costituzionali. libera le norme concordatarie dall’accusa di trattamento privilegiato.) come ad una manifestazione se non esclusiva. La prima: in ambito sociale. Ma il conferimento dei diritti.d. Nel processo costituzionale istruito dalla Corte non furono scelte. Il “caso “ da cui nacque il tutto era quello dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. per così dire. Ciò con tre conseguenze. che era stato dal Ventennio che considerava quella cattolica “religione di Stato”. Qui la libertà di coscienza e principio di eguaglianza diventano un “carattere” assodato dei diritti di cittadinanza. sul piano individuale e collettivo. E’ il modo in cui la pronuncia affronta origine e fasi di affermazione del principio giuridico di laicità. L’ambita condizione di Confessione “con intesa” più che garantire il rispetto delle .. Concordato e Intese diventano prove tra le più attendibili della sua corretta applicazione. almeno molto rilevante del principio giuridico in questione. Facendole rientrare. 5.

Dei due gradini sottostanti. A contrario.identità religiose è un fattore essenziale di inclusione nel circuito del sostegno pubblico diretto (8 per mille) o indiretto per gli enti e gli istituti gravitanti nell’orbita delle rispettive Chiese.equidistanza e imparzialità” della legge nei confronti delle diverse esperienze religiose. La svolta parte dalla sentenza 508/2000. la Corte sposa l’idea di assegnare un plusvalore costituzionale alla religione in sé anche in ambito penale. Il che accade anche quando in . in materia di laicità. la quale sdoppia l’obbligo di “. Meglio.. Si comprende come sia ormai solido l’orientamento per il quale le leggi (dello Stato e delle Regioni) non negoziate. rispettoso delle libertà di coscienza dei cittadini. 7. Nonostante la Costituzione abbia adottato il principio dell’eguaglianza tra le fedi e le esperienze religiose e l’Accordo dell’84 con la Chiesa Cattolica abbia annunciato la fine della religione cattolica come religione di Stato. La dottrina parla del nostro Paese come di uno Stato aconfessionale: uno Stato consapevole dell’importanza del fattore religioso nella costruzione della sua identità. le quali sono per loro natura. strumenti relativi ad “aspetti che si ricollegano alle singole confessioni e che richiedono deroghe al diritto comune.. resta appannaggio di gruppi riconosciuti come associazioni religiose attraverso la legge sui “culti ammessi” del ’29. ancorare direttamente il diritto prodotto dallo Stato al rispetto del principio di aconfessionalità o non confessionalità. si ritiene che il principio di non identificazione venga leso quando i poteri pubblici si identifichino con una certa ideologia o fede religiosa.. da intendersi come equidistanza da tutte le religioni e non ingerenza negli affari interni delle Confessioni. Lo Stato e le Chiese hanno finalità distinte che tali vanno mantenute e il principio di non identificazione ha rappresentato un aspetto ultrasignificativo del principio di laicità. Ricordiamo che l’atteggiamento di neutralità e l’imparzialità che lo Stato mantiene rispetto al fattore religioso è la riprova della laicità cui è improntato il suo ordinamento giuridico. lo Stato potrebbe riservare trattamenti giuridici differenziati alle Chiese più rappresentative dell’identità storica e culturale del Paese. Sintomatico è che dalla laicità venga valorizzato il profilo della libertà di coscienza individuale unitamente a quello del rispetto per il pluralismo religioso e confessionale. quello intermedio. l’azione legislativa e la giurisprudenza costituzionale la sciano pensare che il principio di aconfessionalità abbia gradualmente indebolito nel nostro ordinamento il principio di laicità dello Stato come formulato nella sent. L’architettura odierna delle relazioni ecclesiastiche mostra il livello più elevato presidiato dalla Chiesa Cattolica e dalle Confessioni intesizzate. Particolarmente importante è il trend dedicato alla tutela penale del sentimento religioso. formalmente equidistante da tutte le Chiese e impegnatosi in politica ecclesiastica nella non ingerenza negli affari interni delle Confessioni. con questo differente carattere. Fa propendere a questa conclusione anche il depotenziamento del principio di neutralità e di non identificazione. siano vincolate alla parità di trattamento del diritto di culto.”.. Il dibattito culturale corrente. Fino al 1997 l’orientamento della Corte è stato abbastanza lineare. Di qui il pareggiamento e l’allargamento a tutti i culti esistenti del sistema sanzionatorio per le offese arrecate alla religione. Diversamente dal diritto derivante da Intese.203/1989. 6.

è indispensabile riaffermare anche simbolicamente la nostra identità. Il Consiglio di Stato ritiene che “... sempre intorno alla presenza dei simboli religiosi negli spazi pubblici. i costumi di vita. tale ordinanza viene prima sospesa dal presidente del tribunale di L’Aquila e quindi impugnata.. anche costituzionale. ma anche la neutralità di un’istituzione pubblica”.. Era stata la Cassazione.. Nelle vicende processuali. 556/2006) che avvalla la tesi di un principio di laicità come variabile dipendente “dalle tradizioni culturali.. esse presentano come tratto comune la decostruzione del principio di laicità delle istituzioni pubbliche e la revisione del concetto di libertà di coscienza... Le due pronunce intervenute hanno ribadito il vecchio assioma: “Decidere di non decidere è sempre non decidere”.. prive di forza di legge. 10/1998. Ma. “è manifestamente inammissibile” in quanto “l’impugnazione” riguarda “norme regolamentari. Una di queste linee si ricollega alla risalente idea che il crocifisso rappresenti un simbolo universale. sopravvive gagliardamente. ma in sostanza adesiva della precedente. i giudici del collegio revocavano l’ordinanza dichiarando il proprio difetto di giurisdizione in favore di quella amministrativa. Della scelta a favore della giurisdizione amministrativa risentono le interpretazioni che dal 2004 in poi vengono date del principio di laicità e della libertà di coscienza. La questione però. con la sentenza n.”. Il loro risultato è stato quello di lasciare le cose inalterate passando alla giustizia amministrativa ulteriori questioni a riguardo. In sede di reclamo. a sostenere che la libertà di coscienza del cittadino è violata solo quando gli venga imposta una prestazione a carattere religioso. L’inizio è legato alla questione di costituzionalità sollevata dal Tar Veneto sulla base del convincimento che “il Crocifisso è essenzialmente un simbolo religioso cristiano. fondando sulla religione e sul . La sentenza del Tar Veneto (n. 134 Cost. La Corte nel secolo XXI° si limita a instradare verso il giudice amministrativo le controversie di questa natura... di ciascun popolo. Le contestazioni legate alla presenza del crocifisso nelle aule giudiziarie e all’interno di scuole pubbliche hanno trovato finora scarsissimo ascolto presso la Corte costituzionale. è la pronuncia del Consiglio di Stato (n. Lo stesso non si può dire del principio della “necessità neutralità del pubblico ufficiale” e dei servizi pubblici come manifestazione della laicità dello Stato introdotta dalla giustizia costituzionale e ripresa dalla Cassazione nel 2000.”. è possibile individuare delle linee di fondo che vengono progressivamente affermandosi. Meno bigotta. tant’è che l’imposizione della sua affissione nelle aule scolastiche non sarebbe compatibile con il principio supremo di laicità dello Stato. 1110/2005) sostiene che il crocifisso coniughi efficacemente l’aspetto storicoculturale ed identitario in cui si riconosce la collettività di questo Paese con il suo valore intrinsecamente religioso. in base all’art.. storico-culturale e identitario.luoghi pubblici si adottino comportamenti religiosi o si espongano simboli di identica natura.. La sottolineatura della laicità in senso pluralistico e la sua stretta attinenza con la formazione della coscienza sono di fatti alla base nel 2003 dell’ordinanza del Tribunale di L’Aquila che dispone la rimozione del crocifisso dalle pareti di una scuola materna di Ofena in quanto tale presenza violava “la libertà di religione degli alunni. che fa riferimento “alle leggi e agli atti aventi forza di legge” il controllo di legittimità costituzionale sui regolamenti è vietato alla Corte costituzionale.”.. Smentita dalla giurisprudenza. Infatti.”. osserva la Corte.

Il suo humus era nell’idea tutta italiana della religione come fattore di coesione civile. la prospettiva della laicità cooperativa debole può anche portare a considerare il pluralismo religioso e confessionale come una necessità rischiosa. La seconda recente sentenza della Corte Costituzionale (n. Nel XXI° secolo si arriva ad una revisione e ad una seconda versione della laicità cooperativa. con figli che frequentano le nostre scuole pubbliche. Non la pensa affatto così la Corte Costituzionale.”.127/2006) è una di esse. A detta del giudice remittente. L’identità culturale e valoriale è minacciata dalla molteplicità delle fedi. Viene sollevato un conflitto di attribuzioni tra il potere giurisdizionale dello Stato e quello amministrativo. è alle prese con una insoluta crisi di valori. Ai gruppi religiosi nel caso italiano sta a cuore la stipulazione di un’Intesa per pretendere tutela dei propri interessi. Dedicata all’esposizione del crocifisso in un luogo pubblico. L’ordinanza di inammissibilità che chiude il caso declassa il conflitto di attribuzioni lasciando intendere che la presenza del simbolo religioso non comporti alcuna menomazione delle attribuzioni del potere giudiziario. 8. Sono due le sentenze che chiudono simbolicamente la fase della giurisprudenza esaminata. Riletta in senso debole ed esclusivo. La concezione che circola in non poche pronunce rappresenta il tentativo di ridimensionare il principio di non identificazione.. Anzi. In questo complicato scenario la Chiesa Cattolica si è ritagliata il ruolo di interprete autentica del “diritto naturale” e di “custode” dei valori tradizionali “sani”. Le comunità religiose giovani si ritrovano al bivio di omologarsi o.. Chi lo considera un bene indiscusso messo oggi a rischio ritiene di doverlo preservare e proteggere attraverso norme e strutture dedicate (ad es. Tra la seconda metà degli anni ’80 e la fine del secolo scorso. La religione diventa un identity maker: . Ma.cristianesimo in particolare la stessa idea di Stato e di Costituzione. Va richiamata l’attenzione sul fatto che buona parte delle vicende processuali sono nate in ragione della rilevante presenza di immigrati non cristiani nel nostro Paese. con l’istituzione di una “Consulta giovanile per le questioni relative al pluralismo religioso e culturale” al fine di facilitare e sostenere le politiche di integrazione multi-culturale e multi-religiosa). E’ la volta (10 luglio 2006) della Cassazione di dire la sua. calibrandone l’efficacia a seconda della dimensione sociale e delle religioni. la presenza del simbolo religioso in un’aula di tribunale avrebbe configurato “un illegittima invasione della sfera di competenza del potere giurisdizionale da parte del potere amministrativo. La religione e i suoi simboli occupano un posto rilevante ne processo di espansione e gerarchizzazione degli interessi sociali. delle culture e degli stili di vita che si affollano nella nostra società. 15614 che blinda la competenza esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie relative alla contestazione della legittimità dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Si tratta di un’aula di Tribunale e di un magistrato. La prospettiva della laicità cooperativa debole fa guardare al pluralismo in una duplice prospettiva. Lo fa attraverso l’ordinanza n. autoescludersi socialmente. si è affermata nel nostro ordinamento una laicità cooperativa di tipo inclusivo. La nostra collettività sociale e il suo diritto. In realtà è il ruolo pubblico delle religioni a costituire il vero oggetto del contendere.

una sorta di identificatore. I giuristi si dedicano alla ricerca di una ridefinizione. un luogo protetto “. del principio di laicità. sono suggeritori di azione politica e network di orientamenti etici su diritti civili e temi sensibili (bioetica. senza contraddittorio da parte dello Stato. L’altra espressiva delle pretese a carattere identitario delle religioni ad un riconoscimento pubblico. pacs. orientamenti sessuali). L’una incentrata sul rispetto dei diritti di libertà e di cittadinanza. Col risultato di interferire continuamente. un modo per riportarci al sicuro e farci sentire “a casa nostra”. 9. 8. C’è necessità di un vigoroso restyling della regole della bilateralità.d. con la libertà di scelta dei singoli. Avvenimenti recenti legati ai sofferti tentativi di regolamentare le convivenze civili: i c. di cui all’art. . Politica e legislazione sono il destinatario comune di due domande di senso provenienti dalla collettività..3 Cost. hanno messo in luce la tensione esistente tra queste due polarità.nel quale ci identifichiamo e che ci identifica”. o rideterminazione condivisa. Le Chiese funzionano ormai stabilmente da collante identitario..