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NEOCLASSICISMO: è la conseguenza sulle arti del pensiero illuminista, infatti, insieme al rifiuto degli eccessi del Barocco e Rococò

, guardava all’arte dell’antichità classica rifacendosi ad essa, in particolare quella greca. Questo periodo comunica il desiderio di ritorno all’antico, e quindi ad un certo equilibrio, e la volontà di dar vita ad un nuovo classicismo, soprattutto dopo la scoperta degli scavi di Pompei ed Ercolano. Il neoclassicismo ebbe come sua sede privilegiata Roma, e il suo massimo teorico fu l’archeologo tedesco Winckelmann che aveva pubblicato i “Pensieri sull’imitazione dell’arte greca nella pitture e nella scultura” in cui sono presenti tutti i temi della corrente neoclassica. Lo studioso riteneva che, avendo il buon gusto avuto origine in Grecia, il ritorno all’antico fosse l’unico modo di rappresentare il bello, e in generale, la principale caratteristica di un’opera doveva essere la sua semplicità ma al momento stesso grandezza. Siccome però questa grandezza è espressa solo in stato di armonia e riposo, mai una scultura dovrebbe mostrare intense passioni o il verificarsi di un evento, al contrario, l’immagine deve essere fermata un momento prima o un momento dopo l’azione. Étienne-Louis Boullée: propone con i suoi progetti una rottura radicale e definitiva con il passato Barocco e Rococò. Affida il suo fare architettura essenzialmente alle forme geometriche semplici, esaltando in particolare la perfezione della sfera, ritiene infatti che l’architettura sia una distribuzione di puri volumi nello spazio. Evita inoltre ogni insistenza decorativa, sostenendo che l’unico motivo decorativo debbano essere le forti e profonde ombre generate dai contrasti delle forme architettoniche: afferma infatti di essere l’inventore dell’architettura “delle ombre e delle tenebre”. Le forme geometriche semplici sono solenni, e tale effetto è esaltato da Boullée per mezzo della grandiosità delle dimensioni delle sue architetture, completamente fuori scala rispetto agli edifici che allora si costruivano. I più noti e affascinanti progetti dell’architetto sono: 1. Sala per l’ampliamento della Biblioteca Nazionale: una grande volta a botte cassettonata, recante alla sommità un lucernario, copre un ambiente rettangolare ed è separata tramite un colonnato ionico trabeato da tre gradoni dove sono conservati i libri. La visione di Boullée è un omaggio all’universalità della cultura e all’erudizione, e i libri stessi sembrano far parte dell’architettura, quasi fossero le pietre su cui poggia l’intero edificio; 2. Museo: dotato di quattro ampie gradinate coperte da volte a botte che immettono all’interno di una cupola emisferica con un oculo alla sua sommità, allo scopo di illuminare l’ampio doppio colonnato circolare con le statue degli uomini illustri; 3. Cenotafio di Newton: costituito da un’immensa sfera cava sorretta da un terrazzamento che assorbe le spinte dell’emisfero superiore, all’interno è occupato esclusivamente dal sarcofago commemorativo, e all’esterno è circondato da file di cipressi come un mausoleo romano. La struttura avrebbe offerto un cielo stellato durante il giorno grazie all’esistenza di aperture sulla calotta che avrebbero filtrato i raggi del sole, e un effetto diurno durante la notte tramite la luce di un grandissimo globo a forma di sfera armillàre che avrebbe ricreato l’universo regolato dalle leggi di Newton. Antonio Canova: nasce a Possagno, nei pressi di Treviso, nel 1757, e incarna i principi neoclassici espressi da Winckelmann sia nel disegno che nella scultura. 1. Amore e Psiche: riprende la favola narrata nel romanzo “L’asino d’Oro” di Apuleio, qui lo scultore ha fermato nel marmo un attimo in sospeso che rappresenta la tensione dei due giovani corpi che non si stringono, ma si sfiorano appena scambiandosi sguardi, rapiti ognuno dalla bellezza dell’altro. L’atteggiamento dei corpi e degli sguardi preannunciano un contatto che sta per avvenire, l’attimo che precede il bacio. La visione frontale consente di coglierne la geometria compositiva lineare formata da due archi che si intersecano, rappresentati dai corpi degli innamorati, e due cerchi intrecciati formati dalle loro braccia che sottolineano il punto di intersezione degli archi; 2. Paolina Borghese: è raffigurata come Venere vincitrice, infatti con gesto grazioso tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea più bella. È rappresentata adagiata su un divano, il busto è sollevato e appoggiato a due cuscini, e nudo fin quasi all’inguine, a partire dal quale il corpo è velato da un drappo. Il volto idealizzato e le sembianze divine collocano Paolina al di fuori della realtà terrena, ma la cera rosata spalmata sulla statua le restituisce una certa umanità; 3. Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria: si presenta come una piramide, che riprende i monumenti funerari egiziani, all’interno della quale una processione reca le ceneri della defunta. La sua immagine di profilo in un medaglione è portata in volo dalla Vittoria in forma di fanciulla, ed è onorata dalla personificazione delle proprie virtù, ovvero la fortezza, rappresentata dal leone accovacciato e malinconico, la pietà, rappresentata dalla giovane donna che guida un vecchio cieco, e la tenerezza, rappresentata dal suo sposo che sarebbe il Genio alato abbandonato sul leone. Tutti sono invitati ad entrare passando sul tappeto che unisce fisicamente, l’esterno, la vita, e l’interno, la morte. Il bimbo alato, forse Cupido, ha in mano una palma, immagine del martirio. Jaques-Louis David: nato a Parigi nel 1748, è il massimo esponente della pittura neoclassica. Raramente i suoi disegni sono realizzati con tecniche grafiche elaborate o colori seducenti, nel disegno si propone infatti la chiarezza del segno e la purezza dell’immagine. 1. Il giuramento degli Orazi: il soggetto è scelto dalla storia della Roma monarchica quando i tre fratelli Orazi

I personaggi sono distinti in due gruppi incorniciati dalle arcate esterne. È in questo periodo che nasce Piazza del Popolo. Ritratti di Alienati. infatti non a caso l’immagine del defunto è costruita come se si trattasse di una Deposizione di Cristo o di una Pietà. È proprio sulla sua mano che tiene strette le spade da consegnare ai figli che si trova il punto di fuga dove convergono i raggi prospettici. e il coltello in terra sono come gli strumenti della Passione. e un’ulteriore arcata sulla destra lascia intravedere altri ambienti della casa. espresse con tutti i mezzi che le arti offrono. un muro delimita un porticato. è conosciuto fondamentalmente per: 1. colore. La sobrietà e l’essenzialità dell’arredo quasi monastico stanno a testimoniare la virtuosa povertà di Marat ucciso a tradimento proprio per le sue virtù. aspirazione verso l’infinito. che sono le mostre ufficiali dell’accademia delle Belle Arti. Nonostante il tema tipicamente Romantico i personaggi sono modellati come fossero statue e sono colpiti da una luce che gli da solidarietà. sotto un cielo ancora in gran parte plumbeo. la cui partecipazione apre le porte al mercato dell’arte. ovvero colui che ci consente di accedere alla vertigine del sublime. Al posto di un cesto che fungeva da tavolino è posta una cassetta di legno chiaro che viene trasformata in una sorta di lapide. In posizione più arretrata la madre degli Orazi copre con il suo velo scuro i figli più piccoli in segno di lutto. infatti lo sfondo è scuro e quasi monocromo. Architettura neoclassica: in questo periodo nasce l’urbanistica. in cui si intravede una forma di espressione della libertà. spiritualità. Di nuovo è importante notare la scelta di rappresentare Marat in un momento successivo all’omicidio. La morte di Marat: nel dipinto non compaiono tutti gli elementi che nella realtà caratterizzavano il luogo del delitto e che avrebbero fatto apparire la morte di Marat troppo simile a quella di un uomo comune. oltre ai Salon. Il calamaio. e anche l’atmosfera influisce a creare un clima disperazione. affettiva e passionale. ricorda per certi aspetti Lacoonte. e la sua posizione è simbolo di malinconia. Un’altra caratteristica importante del Romanticismo è che oltre ad un estetica del bello nasce anche quella del brutto. 2. infatti il quadro vuole rappresentare lo smarrimento dell’uomo. 2. In questo periodo. In particolare il vecchio che sostiene quel corpo morto al margine della zattera. quindi verso l’infinito. nell’ombra. ovvero la progettazione e dunque l’utilizzo di spazi pubblici quali piazze e teatri. La zattera della Medusa: in questo quadro piega la perfezione classicista preannunciando il Realismo. È estremamente emblematico perché rappresenta i pochi scampati al naufragio della fregata francese Medusa nel momento in cui avvistano da lontano la nave che li porterà in salvo. I tre fratelli sulla sinistra si abbracciano proprio per simboleggiare l’unanimità dei loro intenti. che diventano due delle principali motivazioni artistiche. e proporlo come esempio da imitare. Fra le onde minacciose e cupe. che consiste in quel misterioso e affascinante insieme di sensazioni che è possibile provare solo di fronte a certi grandiosi spettacoli naturali che provocano piacere ma allo stesso tempo dolore. ma nel modo di sentire”. . Théodore Géricault: nasce a Rouen nel 1791 e muore molto giovane. ROMANTICISMO: è un complesso movimento caratterizzato da una nuova attenzione per la sfera sentimentale. Il Romanticismo non risiede nella scelta di soggetti. la prospettiva è sottolineata dalle fasce marmoree del pavimento. mentre il vecchio padre si erge nel mezzo conscio della propria centralità ed evidenziato dal rosso del suo mantello che lo individua come personaggio chiave. tutti gli uomini sono accalcati su questa zattera formando una piramide che tende verso l’orizzonte. la penna d’oca in mano e sulla cassetta. esaltarne maggiormente le virtù.romani affrontarono i tre fratelli Curiazi albani per risolvere in duello una contesa sorta fra Roma e Albalonga. nascono i Salon de refuses. e la figlia affranta si volge verso la cognata che le tiene la spalla con una mano su cui appoggia il capo. e sullo sfondo due pilastri e due colonne doriche dal fusto liscio sorreggono tre archi a tutto sesto oltre i quali. In conformità all’estetica neoclassica David non mostra la scena cruenta del combattimento. Teorico Romantico è Baudelaire che in un suo saggio afferma: “Chi dice romantico dice anche moderno. I tre Curiazi morirono e uno solo degli Orazi si salvò. Il carattere distintivo del romanticismo è il sublime. decretando la vittoria della propria patria. La scena si svolge nell’atrio di una casa romana inondata dalla luce solare. Fortemente legato al concetto di sublime è anche quello di genio. cioè intimità. ma il momento più solenne del giuramento che precede l’azione. infatti negli intellettuali romantici traspare sempre una certa insoddisfazione nei confronti del presente che porta a passione e turbamento. Il parallelo con la morte di Cristo è un modo per elevare Marat al di sopra degli altri uomini.