arissimi lettori, ben trovati all’appuntamento più atteso dell’estate: l’uscita della nostra rivista, … ho decisamente esagerato, anche

se ammetto spero che l’uscita di ogni numero sia sempre attesa con piacere, del resto è il nostro compenso. In questi mesi c’è chi sta lavorando affinché l’attenzione del lavoro, importantissimo, svolto dalle associazioni, che perseguono i nostri stessi scopi, sia sottoposto all’attenzione di tutti e propone ai governati che si lavori a giusti e significativi riconoscimenti e questo credo che sia sicuramente legittimo e importante, “vedremo vivendo….”. Un numero anti crisi, al solito costo zero e anche “modaiolo”essendo i prodotto da filiera corta, addirittura a chilometri zero: è gratuito, viene realizzato nel tuo comune e ti viene consegnato a domicilio, decisamente attuale. Ovviamente un po’ di sana goliardia non guasta mai, e così lasciamo da parte la crisi e sbollito la figuraccia della Nazionale di Calcio sulla quale mi permetto, di lanciare un anatema “La nazionale di calcio ha ben rappresentato l’Italia ”a ognuno le sue riflessioni. Accantonato il mio momento di gloria per la frase espressa, vengo a anticiparvi quanto vi abbiamo preparato: Apriamo con due significative lettere provenienti da Monticello Amiata, argomento, ancora scottante, la Madonna di Valdiprata. Per la rubrica dedicata ai libri usciti, segnaliamo una splendida pubblicazione sul castello di Colle Massari, per la nostra presenza nelle edicole “giochiamo in casa” segnalando l’uscita del …fatti nostri, rescue dedicato al Capitano Bruchi. Ancora uno spazio per il gruppo degli archeologi che nonostante il clima hanno portato a termine i loro scavi raccontandoci di importanti scoperte, per i “profili” ufficializziamo l’ingresso nel panorama musicale locale del gruppo porronese “Gli Strillozzi”, “profeta in patria” vede Cristina addolcirsi la bocca con il miele del Pisani, il “notiziando” offre, roba che scotta: “I biscotti salati” sbancano Saxa Rubra, una squadra cinigianese alla ribalta, grazie al gioco televisivo: Reazione a catena e con ancora più soddisfazione per noi è il nome che riporta a una nostra specialità gastronomica, una splendida e spontanea operazione di marketing e nulla nasce per caso, del resto sia Irene che Marina sono cresciute fra gli uffici della pro loco. Per “dalla storia” siamo andati a ripescare quella era e poteva essere “l’acqua dei miracoli” la minerale di Monteverdi, “dalle tradizioni” va alla ricerca, grazie a un vostro suggerimento, di come sin da diversi secoli fa si ricavava l’olio dalla Sondria. Giulia ci svela quali sono i veri maccheroni e Massimo Crini ci fa meglio conoscere un animale che non è solo “un ladro di polli”. Questo e altro ancora per un …fatti nostri sempre più informa, di nome e di fatto, un saluto affettuoso e l’immancabile buona lettura. Il presidente Massimo Fabiani

28/07/2010 anno XII° - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

C

... fatti nostri,
informa
Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita....

UN BUON GENITORE

UN’ECONOMIA MANCATA

L’ACQUA DEI MIRACOLI

FACCE DA CAMPIONI

SONO QUESTI I VERI MACCHERONI

IndIce
Lettera dal presidente ........................pag Bacheca .............................................pag Numeri utili .........................................pag La nostra posta ..................................pag Cinigiano in libreria ............................pag Cinigiano in edicola ............................pag Fiori d’arancio ....................................pag Conoscere le nostre opere ................pag Dalla storia .........................................pag Profeta in patria ..................................pag Il sommo poeta ..................................pag Gente di classe ..................................pag Comune Cinigiano informa ................pag Gingillando .........................................pag Dalle associazioni ..............................pag Profili cinigianesi ................................pag Dalle tradizioni....................................pag Ficcanaso ...........................................pag Papaveri e Papere ..............................pag Gioie e sapori .....................................pag Notiziando ..........................................pag Dalle associazioni ..............................pag Girellando ...........................................pag 1 2 3 4 6 7 8 9 11 15 17 18 19 27 29 31 32 35 37 40 42 43 44

PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera 2010: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito da € 10,00 in su. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della UNPLI CARD ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO -LOCO CINIGIANO TESSERA N° 5177 UNIONE NAZIONALE PRO -LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Crini Massimo, Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Tassi Danilo, Spacca Federica, Fantacci Francesco, Fantacci Gabriele, Fabiani Giulia, Bianchini Maria Grazia, Fabiani Sergio, Bartalucci Cristina, Ventre Ilaria, Lanzini Giulia. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc@interfree. it -www. prolococinigiano. org Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci, Mario Rossi, Giuseppe D’Amato - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani, Marco Mariotti. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

... fatti nostri 1

AGOSTO 2010

bacheca
Comune di Cin igi ano
O 2010 ESTATE - AUTUNNi a n o . o r g ocinig
w w w. p r o l o c tel. 0564.994187

DA DOMENICA 1 FINO A DOMENICA 31 OTTOBRE Cinigiano Sala expo Palazzo Bruchi “GENTE DI BANDA” mostra di documenti e foto dedicata ai 140 anni del corpo filarmonico “R. Francisci” DOMENICA 1 Poggi del Sasso Sala musica Collemassari ore 18.00 Amiata Piano festival maratona pianistica MARTEDÌ 3 Cinigiano Terrazza Palazzo Bruchi ore 17.00 “caccia al tesoro” etnografica riservata ai ragazzi fino ai 14 anni MERCOLEDÌ 4 Castel Porrona Ristorante “Il Chiostro” ore 20.30 “Note di Montecucco” tema della cena: Pesce. Durante la cena “Stasera disturbo” farsa giullaresca di e con Andrea Lanzini accompagnato dalla voce di Giulia Lanzini e la chitarra di Francesco Fantacci GIOVEDÌ 5 Cinigiano casa per ferie ore 21.15 “Burraco in Amiata” tornei a coppie libere Monticello Amiata casa sollievo ore 16.30 “Festa dell’Avis” Giochi e buffet SABATO 7 E DOMENICA 8 Cinigiano “Festa in Botroncupo” cantine aperte e musica dal vivo DOMENICA 8 Monticello Amiata Parco del Polloneto ore 16.00 “Ad alta voce io vorrei cantare” rassegna di canto popolare MARTEDÌ 10 Cinigiano dalle ore 19.00 “CALICI DI STELLE” degustazioni vini doc Montecucco, Concerto itinerante della Filarmonica R. Francisci e spettacolo musicale con l’”Orchestralunata”. “Aspettando la festa dell’uva” cena tradizionale a base di prodotti tipici per le vie del paese, su prenotazione. DA MERCOLEDÌ 11 A VENERDÌ 13 Monticello Amiata centro storico “Artificia necessaria” mestieri e sapori di un tempo SABATO 14 Cinigiano dalle ore 19.00 CINIGIANO ROCK rassegna musicale, “cena alla bona” ore 21.30 CONCERTO dei “SEIOTTAVI” cover band ufficiale di RINO GAETANO

Feste • Sagre • Sp

ettacoli

SETTEMBRE 2010 OTTOBRE 2010

VENERDÌ 17 FINO A DOMENICA 19 Sasso d’Ombrone SAGRA DEL CAPITONE VENERDÌ 1 FINO A DOMENICA 3 Cinigiano XLI FESTA DELL’UVA VENERDÌ 8 FINO A DOMENICA 10 Monticello Amiata FESTA DELLA CASTAGNA

APERTURA BIBLIOTECA:
DAL LUNEDI AL VENERDI 8,30 - 12,30 SABATO 10,00 - 12,30

Meoni Elido
commerciale s.r.l.

EMPORIO DEL TRATTORE RICAMBI MACCHINE AGRICOLE

Utensileria

tel. 0564.23369 - tel. e Fax 0564.24932 Via Pisa, 46/a - GroSSeto

2 ... fatti nostri

bacheca

nUMeRI UTILI
NUMERI DI UTILITà NAzIONALE 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 ACQUEDOTTO DEL FIORA - tel. 800 -414342 CO. SE. CA. 0566 919946 www.coseca.it MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) GUARDIA MEDICA Cinigiano -0564/993545 U. s. l. 9 zona 3 0564/993311 INFORMAzIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Castiglioncello Bandini -0564/993344 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

PANIFICIO BATANI
di Gianluca Batani & C. snc Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

di

Silvana Machetti
338 8300232 0564 994662 58044 CINIGIANO - GR Via Roma 13

numeri utili

... fatti nostri 3

“La nostra posta” riceve e pubblica con piacere ponendo all’attenzione dei nostri lettori due lettere provenienti da Monticello Amiata una da parte di Severina Marini e una dall’Associazione Amici del Santuario della Madonna di Valdiprata su carta intestata a firma del socio fondatore Enzo Fatarella.

zione, ma ci sentiamo tanto vicini a questa sacra immagine, cosi ci hanno insegnato i nostri padri, e i nostri nonni. Se ci sono questi sentimenti veri, semplici, devozioni profonde, tradizioni secolari perché non difenderle? Io sono una monticellese devota alla Madonna, ma vi prego lasciate che Val di Prata rimanga il nostro rifugio e la NOSTRA MADONNA. Marini Severina

AMIcI deL SAnTUARIO
Un chiarimento
Gentilissimo Direttore ono veramente dispiaciuto dover rivivere, con questa mia nota, quel particolare periodo di “competizione” quando il Sacerdote della Parrocchia di Monticello, Don Mario Pruccoli, era seriamente intenzionato a concludere la trattativa con il proprietario del terreno dove sgorga la Sorgente Miracolosa (meglio conosciuta come la “Sorgente della Madonna”) per poterlo acquistare, ma dovette, suo malgrado, scontrarsi con insormontabili pregiudizi capziosi. Oggi, su quello stesso terreno, di proprietà della Confraternita di Misericordia di Monticello Amiata, dopo anni di lavori che hanno consentito di riportare allo splendore che le compete, uno dei luoghi più significativi per le comunità dei fedeli della zona, viene posto “il problema sul colore dell’abito della Madonna” mettendo in discussione il Messaggio Mariano della Madonna di Val di Prata, che si identifica in preghiera, carità e speranza. Mi auguro che le nuove generazioni comprendano e diffondano il vero significato della Madonna della Consolazione o la Madonna del Buon Viaggio, in Monticello Amiata, che, con la preghiera, è venuta a salvare i peccatori e tutte le anime bisognose. Di fronte alla Madonna, nella grotta, si incrociano il dolore umano, la speranza, la sofferenza e la fiducia di tutti i credenti che trovano conforto nello Suo sguardo, che diffonde loro amore e sollievo, come afferma l’Apostolo Paolo “tutto concorre al Bene di coloro che amano il Signore”. E queste parole, mi auguro, giungano a tutti coloro che adesso vivono nel dubbio della contestazione, e ancora non hanno compreso il vero Messaggio della Madonna apparsa a Monticello, come nel passato hanno fatto altri loro predecessori e che, con ciò facendo, hanno fatto perdere 500/600 anni di giusto riconoscimento a queste zone. Concludo con una preghiera rivolta all’Immacolata:

c’eRA UnA VOLTA LA MAdOnnA dI VALdIPRATA
Una di noi

U

S

na tavola, un’immagine amata da un popolo devoto e umile che non aveva idee di grandezza, che non avrebbe mai pensato di investire o sperare qualcosa di più da quel volto se non la consolazione nel dolore e la misericordia del perdono. Quel volto amato, anche se non bello, una Madonna semplice, col suo bambino tra le

Una Cartolina a colori di oltre cinquant’anni fa, si noti la scritta “Tempio di Valdiprata”.

braccia, una di noi. Ed io che non sono più giovane mi ricordo le emozioni uniche di quando la Sacra Immagine veniva “scoperta”: quel velo che scendeva e vedevamo la NOSTRA MADONNA. Nessuno poteva venerarla come noi semplicemente perché la sentivamo nostra; ed ora, Iddio, mi perdoni, ci perdoni, abbiamo venduto la nostra Madonna. Forse uso parole troppo dure, ma non posso far finta di niente quando vedo l’immagine (a me tanto cara) della Vergine di Lourdes con scritto Madonna di Val di Prata. La Vergine è una, come una sola la mamma, ma ogni bambino ama gli occhi di sua madre, ne riconosce il volto e persino l’odore. Noi veneriamo la Madonna in ogni sua manifesta-

“Signora e Madre mia per il grande amore che avete mostrato agli uomini con la Vostra influenza sovrana, Proteggeteci tutti i giorni della nostra vita e illumina i nostri cuori con la parola del Vangelo togliendo da noi il cuore di pietra e donandoci un cuore di carne” Enzo Fatarella - Socio Fondatore -

4 ... fatti nostri

la nostra posta

P

ubblichiamo con piacere questo trafiletto, come gentilmente richiesto, scritto da alcuni amici di Cassi Davide, il testo era stato scritto al quotidiano Il Tirreno, che all’indomani del tragico evento aveva pubblicato un articolo decisamente mal formulato, tanto da suscitare lo sdegno di amici e semplici conoscenti e indurli a un’ immediata risposta, che purtroppo non è stata presa in considerazione da parte della testata livornese.

I MIe PRIMI QUARAnT’AnnI
La leva del’70 in festa
rano i mitici anni settanta, anni della ripresa economica ma anche anagrafica! Il comune di Cinigiano, nel 1970 registrava ben trenta nascite, che dire… forse da noi la televisione ancora non era diffusa in tutte le case… pertanto il quarantesimo compleanno, o come si dice la leva, meritava di essere festeggiato con una giornata speciale. Dopo mesi di lungo lavoro, cene estenuanti, si fa per dire, fino a tarda notte, lo “staff tecnico” dei mitici quarantenni ha organizzato una fantastica, esuberante, ma che dico meravigliosa festa in onore di questo anniversario. Ed eccoli qua!! tutti rigorosamente vestiti anni settanta- ottanta, baffetto per i maschietti, abbigliamento in tema per le signore. Si parte… destinazione Vallechiara, nelle vicinanze di Castellina in Chianti. Fra canti, scherzi e lazzi, come studenti, alla prima gita di primavera, si arriva a destinazione. Immaginate lo stupore di chi ci vede arrivare, non è carnevale, per ciò il commento c’è stato, e come se c’è stato: meno male si va via.. guarda che arriva!!!...”Ma non ci siamo scoraggiati orgogliosi della nostra goliardata, ci siamo subito fatti un bel bagno in piscina e nell’attesa ci servissero l’aperitivo, un fantastico Shiakiro con tanto di baffo e parrucca bionda ci ha intrattenuto ballando a bordo piscina il tormentone dell’estate e sigla dei mondiali di calcio. Finalmente si mangia! Un pranzo luculliano servito in riva al lago, fra una foto e l’altra e i ricordi piacevoli dell’infanzia, le ore passano velocemente. Così decidiamo di fare un ultimo bagno prima di ripartire e, con nostra ampia soddisfazione in piscina ci attendevano con ansia: Massimiliano, Sergio e Alessandro i personal trainer della giornata sono riusciti a far fare ginnastica a tutti, proprio tutti persino i bambini cercavano Shiakiro! così con un trenino a tempo del vecchio gioca joue attorno alla piscina abbiamo salutato e siamo partiti per il paesello, non prima di farci l’ennesima foto di gruppo con la maglia ...40 anni digli che venghino! Ed era talmente il dispiacere di lasciarsi che la giornata si è conclusa al Podernuovo ospiti della Famiglia Guerrini dove ci attendeva una “pasta alla svizzera“ fatta da Katia e un ciambellone fumante preparato da Michela. Bè, che dire! un giorno così non si dimentica facilmente! Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato, a chi ci ha raggiunto nonostante la distanza e a chi crede che si può crescere rimanendo anche bambini.

SdeGnO PeR Le dIcHIARAZIOnI eSPReSSe SULL’ IdRAULIcO cInIGIAneSe
Precisazioni

E

S

degno di amici e vicini di casa per le parole apparse sulla vostra testata del giorno martedi’ 25 maggio, le quali non corrispondono decisamente a verità. Purtroppo il simpatico Davide da anni era vittima di una forte depressione. Da una trentina di anni aveva lasciato la lucchesia per trasferirsi fra le colline di Cinigiano. Paese che già da tempo frequentava i fine settimana per soddisfare la sua vecchia passione della caccia dove aveva trovato veri amici. “Un amico considerato come tutti, a cui tutti siamo stati vicino nel periodo della malattia” replicano gli abitanti di Cinigiano, “ vicini anche nei momenti di gioco e di scherzo”. Dopo l’accaduto nessuno deve “farsi un esame di coscienza”, caso mai, lo deve fare, chi scrive con superficialità certe dichiarazioni infondate, senza conoscere la realtà, offendendo la sensibilità di tutti i Cinigianesi.

la nostra posta

... fatti nostri 5

“cOLLe MASSARI neL SASSO dI MAReMMA”
Una grande opera per una storia importante di Fiora Bonelli

C

olle Massari nel Sasso di Maremma” a cura di Olivia Bruschettini, voluto dalla Diocesi di Grosseto e edito da Effigi di Mario Papalini è un raffinato viaggio nell’arte, la storia e la religione di un angolo fra i più densi di opere dell’uomo nell’arioso tratto che accoglie la fattoria fortificata di Colle Massari, snodo di rapporti commerciali e artistici di grande rilievo fin dal XIII secolo e oggi cuore di pregio del Montecucco. Il libro racconta non solo la storia dell’edificio, ma quella di tutto un territorio, descrive la viabilità antica, allargandosi poi al racconto delle strutture for-

tificate di tutta la Maremma. Le firme eccellenti delle ricerche storiche di questo testo curatissimo anche nella parte grafica ed iconografica, si soffermano su Colle Massari e il sistema insediativo (Felicia Rotundo), sulla sua architettura e struttura (Margherita Eichberg e Edoardo Milesi), su Colle Massari e Vicarello ( Tamara Gigli e Olivia Bruschettini), e sul restauro del crocifisso del sec. XVII della Chiesa di Santa Margherita a Poggi del Sasso (Luca Bellaccini). Affidato a Santina Ambrosini lo studio delle fasi ricostruttive della fattoria dal XIV sec. al 1970. Le struggenti immagini che accompagnano il testo, costituiscono il contrappunto emozionante della ricerca meticolosa sui testi e di archivio mediante la quale si offre uno spaccato esaurente e inusitato di uno spicchio rurale di Maremma. Disponibile nelle edicole e nelle librerie a € 25,00

STAZIONE DI SERVIZIO LEONI CARLO
Rivendita di Gas in bombole
Via Amiata, Monticello Amiata tel. 0564 99 27 69

BORRACELLI
IMPRESA EDILE E MOVIMENTO TERRA

6 ... fatti nostri

cinigiano in libreria

ScIARA ScIAT SIdI SAId SOLO AndATA
Il capitano Bruchi storia e monumento di Massimo Fabiani

Q

uesto numero è stato presentato ufficialmente nella sala expo di palazzo Bruchi il 12 giugno, durante la Tavola rotonda “Gli anni del colonialismo Italiano”, organizzata dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione dell’Associazione Pro loco Cinigiano e la presenza dell’ISGREG nella figura del suo presidente e nostro compaesano Adolfo Turbanti “il citto di Cencino” e della sua collaboratrice Elena Vellati. I due studiosi hanno inquadrato il periodo storico preso in considerazione offrendo la possibilità di dialogare con l’attento pubblico presente e infine da parte dello scrivente c’è stata la presentazione ufficiale di questo nuovo appuntamento con …fatti nostri, rescue dal titolo: “Sciara Sciat Sidi Said solo andata” con il quale abbiamo realizzato una rubrica ampliata del “profili Cinigianesi”. Il personaggio: Giuseppe Bruchi, richiedeva un più ampio spazio delle consuete canoniche pagine contenute all’interno di questa rivista. Il ritorno del monumento nella sua posizione originale, davanti all’abitazione di famiglia, ci ha offerto l’occasione per approfondire la conoscenza sia del nostro concittadino sia degli avvenimenti dei quali si è reso protagonista. Inoltre si coglie l’occasione per rilevare il valore artistico del monumento stesso eretto a suo ricordo, opera dell’artista senese Fulvio Corsini, che subisce il destino delle cose che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi delle quali non si coglie il reale valore. Il nostro fatti nostri, come per altre occasioni, vuole essere una raccolta di foto, documenti e testimonianze raccolte sia attraverso la stampa dell’epoca sia attraverso considerazioni successive. Cercando di realizzare una vetrina sempre aperta al fine di far meglio conoscere e comprendere, in questo caso la vita militare di Giuseppe Bruchi e il con-

testo storico nel quale ha vissuto. Dello stesso periodo storico abbiamo raccolto anche notizie su un altro Cinigianese caduto per il colonialismo: Emilio Cipollini. Infine appropriato all’argomento, dedichiamo uno spazio ai dieci anni della Fanfara dei Bersaglieri in Congedo “Capitano Bruchi” di Cinigiano. Disponibili come nella nostra migliore tradizione a lasciare aperta qualsiasi porta sia per accogliere altro materiale sia per integrare il nostro dibattito, per il momento vi invitiamo a visitare “ le teche” che abbiamo preparato pronte ad essere minuziosamente osservate. Il numero di quaranta pagine realizzato in tiratura limitatissima è distribuito nella nostra sede e nelle edicole di Monticello e Cinigiano al costo di parziale rimborso delle spese di stampa di 10,00 € . Il prezzo ha suscitato qualche lamentela, considerato alto, se si pensa che generalmente offriamo gratuitamente i nostri numeri o alcune volte per numeri speciali sono stati messi a offerta minima 5,00 € è sicuramente maggiore del solito. Mi sembra giusto portare a conoscenza di alcune cose: la raccolta del materiale ha richiesto ... fatti nostri, tempi lunghissimi di lavoro e questi sono a rescue costo zero li “paga”la passione del sottoscritto. Poi c’è la stampa in un numero limitato di copie e a colori, inoltre per scelta non ci sono pubblicità e per la difficoltà di reperirli per certe iniziative non ci sono neppure sponsor. Dunque andiamo a pagare il grafico e le “fotocopie a colori” : fate da voi conti. Ma non mi sono dilungato sull’argomento semplicemente per parlare di costi. Lo speciale se pur un semplice fatti nostri credo abbia un suo valore difficilmente rapportabile “al vil denaro” sia sotto l’aspetto della ricerca dedicata al capitano Bruchi sia per aver lasciato una traccia o aver dato il “la” per ulteriori riflessioni e approfondimenti su un argomento importante della nostra storia sia Nazionale che locale. Certo, averlo potuto distribuire a tutti come facciamo per i numeri ordinari avrebbe sicuramente aggiunto altri valori al nostro lavoro. Ma noi di fatti nostri, e in pieno spirito bersaglieresco, visto l’argomento, cerchiamo sempre di arrangiarsi con le nostre forze pertanto come dimostrato da alcuni interessati all’argomento il costo passa decisamente in secondo piano e recuperando una parte delle spese potremmo riproporre argomenti così di nicchia. Con l’occasione è doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale per aver acquistato alcune copie destinate a circoli culturali e biblioteche. Il numero è disponibile in biblioteca, e presto sarà consultabile e scaricabile anche dal nostro sito.
Associazione Pro-Loc o Cinigiano

MOSCATELLI MARCO
IMPIANTI ELETTRICI-TELEVISIVI-AUTOMAZIONI

TEL. E FAX 0564-993567 CELL. 348-4506759

cinigiano in edicola

... fatti nostri 7

ZITA e GIAnFRAncO SPOSI IVA e JOne SPOSI
nozze d’oro a Monticello
ra il 7 maggio del 1960 e davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo a Monticello Amiata c’è Jone Ciacci che attende, come da tradizione, Iva quella che sarà la sua futura sposa. Iva della famiglia Martini viene da Montenero e per la precisione dal podere Sant’Ambrogio. All’interno della chiesa c’è Don Osteno Corsini che celebrerà le nozze davanti ai testimoni Gastone Martini e Antonio Ciacci e alle damigelle dell’occasione con in braccio degli splendidi mazzi di fiori, oltre agli invitati tutti in attesa del fatidico Si. Lo sposo sfoggia un completo scuro, Iva invece con una veletta in testa, un soprabito verde e a rifinire l’eleganza una borsa e un paio di scarpe bianche e dei raffinatissimi guanti in tinta. Pronunciato l’immancabile Si, tutti alla dimora dello sposo alla Marroneta, dove un ricco pranzo preparato dalle sapienti mani delle “donne di casa” deliziarono i palati: con tagliatelle, arrosti, e una splendida torta a tre piani “un pò traballante” si racconta, ma “preparata con tanto amore”. Sarà la stessa Marroneta, podere appena fuori Monticello, a far da nido per i primi cinquant’anni di matrimonio festeggiati il 9 maggio presso il ristorante “l’Aiuole” circondati da parenti più cari in un clima festoso e allegro e con un po’ di commozione, che in queste circostanze non guasta mai.

nozze d’oro a cinigiano
Chiesa Parrocchiale San Michele Arcangelo Magini Gianfranco e Moscatelli Zita

E

Cinigiano 11 Giugno 1960 Questo giorno siamo quà per un dì di cinquanta anni fà, quando gli sposi Magini e Moscatelli si scambiarono gli anelli! Quella volta all’Anteata fu una splendida giornata; la sposa Zita era di rosa vestita e aveva al suo fianco lo sposo Gianfranco furon quelle le ore liete ma poi venner le sorprese: fra baldorie e tanti botti son poi nati tre marmocchi! Non vi voglio più tediar non riman che festeggiar. Stanno insieme da una vita Tanti Auguri Gianfranco e Zita!!!
Con affetto Morena Amedeo Stefania e famiglie

8 ... fatti nostri

fiori d’arancio

“THe ROMAn PeASAnT PROJecT”
Scavi archeologici presso case nuove, colle Massari, 2010
di Mariaelena Ghisleni

I

l “Roman Peasant Project” è nato nel 2009 con lo scopo di scavare le abitazioni, le aree produttive e gli altri spazi vissuti dalla classe contadina Romana. Localizzato nel Comune di Cinigiano, il progetto rappresenta il primo tentativo di comprendere l’architettura, la dieta, l’uso del territorio, il paesaggio abitato dalla classe sociale che rappresentava circa il 90% della popolazione Romana. Il progetto è una collaborazione internazionale di archeologi, storici, geologi e biologi coordinati dall’Università degli Studi di Siena-Grosseto, University of Pennsylvania and Cambridge University. Il progetto è diretto da Kim Bowes (UPenn), Mariaelena Ghisleni (U. Siena-Grosseto), Cam Grey (UPenn), Emanuele Vaccaro (Cambridge University). Il sito di Case Nuove è collocato sulla cima di un piccolo poggio che dista circa 500 m in linea d’aria dall’unica villa romana individuata sul territorio di Cinigiano: la villa di Santa Marta. La ricognizione archeologica di superficie sul poggio, condotta nel 2008, aveva rivelato la presenza di pochi frammenti di ceramica ed un certo numero di materiale laterizio stracotto, il che aveva fatto supporre la presenza di una piccola area artigianale, forse correlata con la produzione di tegole. Il Progetto aveva selezionato il sito per indagarlo perché interpretabile come piccola area artigianale dove potevano aver lavorato i contadini del luogo; ma la presenza vicina della villa, con i suoi ricchi proprietari poteva aver avuto qualche influenza sul sito.

L’indagine stratigrafica è stata condotta con un team di 20 studenti in un periodo di 30 giorni; è stata portata alla luce, come sospettato, una piccola area artigianale, la cui funzione appare al momento misteriosa, ma probabilmente collegata con un produzione a piccola scala di un prodotto molto specifico. La prima e più consistente fase del sito è tardo repubblicana-primo imperiale (I secolo a.C.-II secolo d.C.), in questo periodo vennero edificate sulla cima del poggio una vasca di forma rettangolare rivestita in cocciopesto circondata da una serie di buche di palo ed altre installazioni, una superficie di lavoro anch’essa in cocciopesto, un pozzo molto profondo, una cisterna di forma circolare. Le buche di palo posizionate nei pressi della vasca potevano essere servite ad ancorare un macchinario, come una macina od un torchio; la buca, più larga e meno profonda, anch’essa nei pressi della vasca, poteva fungere da alloggio per un grosso contenitore, un dolio, per lo stoccaggio forse di liquidi. La superficie di lavoro, molto resistente e spessa poteva essere stata utilizzata per impastare o frantumare, sbriciolare. Il pozzo, che intercettava probabilmente una avena d’acqua formatasi all’incontro fra lo strato sabbioso e quello argilloso parte della stratigrafia geologica del poggio e la cisterna circolare coperta, raccoglievano l’acqua poi utilizzata durante il processo produttivo. Una estesa area di butto localizzata nell’area più a N del sito è riempita da materiale da costruzione, laterizi e pietrame. Che cosa produceva questo piccolo sito? La presenza di materiale laterizio stracotto, che aveva fatto pensare inizialmente alla presenza di una fornace in realtà è utilizzato nelle strutture come la vasca, la cisterna, il piano di lavoro, e non è stata individuata alcuna fornace. La presenza di due risorse d’acqua (cisterna e pozzo), e della vasca, fa pensare alla produzione di un liquido a piccola scala: grappa o olio prodotto con olivi locali sono alcune tra le prime ipotesi. Analisi dei residui condotte sulla vasca e sui contenitori ceramici speriamo possano aiutarci a trovare una risposta. In un pe-

conoscere le nostre opere

... fatti nostri 9

riodo compreso fra il I secolo d.C. ed il III secolo d.C. il sito è stato gradualmente abbandonato: la vasca era stata utilizzata come butto di scarti domestici, ceramica, oggetti in legno con decorazioni bronzee, ossi animali. Anche la cisterna venne usata come butto, ed in questa fase la sua copertura crollò. Nel pozzo caddero diversi animali, fra cui un cane, che rimasero lì intrappolati. Nel V secolo il sito venne nuovamente rioccupato, sulla cima del poggio crearono un taglio di forma quadrangolare profondo circa 1,5 m immediatamente riempito con pietre di fiume, tegole, ceramica ed ossi animali. Qual’era la funzione di questo buco? Considerando il suo repentino abbandono si potrebbe pensare che si trattasse di un tentativo di creare un altro pozzo, oppure poteva trattarsi di uno scavo per estrarre argilla o pietre dalla superficie. Mentre cosa si produceva a Case Nuove rimane ancora un mistero, possono farsi alcune ipotesi sulle persone che lavoravano in questo piccolo sito. La presenza di ceramica di II e III secolo d.C., molto rara sul territorio di Cinigiano (da dati di superficie), ma rinvenuta presso la villa di Santa Marta, e l’alta qualità dei prodotti ceramici di I secolo d.C. e V secolo d.C., suggerisce che coloro che lavoravano a Case Nuove erano in grado di sfruttare e trarre vantaggio dai rapporti commerciali propri della villa. Le stesse tegole stracotte rinvenute a Case Nuove possono

provenire dalla villa, dove sono state individuate almeno due fornaci. L’assenza di abitazioni presso Case Nuove fa supporre che le persone che qui lavoravano abitassero presso la villa o in altri siti vicini. Possiamo anche ipotizzare che si trattasse di una sorta di piccolo “Consorzio”, dunque i contadini portavano presso il sito il prodotto grezzo da sottoporre poi a lavorazione, da processare, oppure una piccola area produttiva gestita dalla stessa villa, una piccola versione della grande “cantina” della moderna azienda agricola Colle Massari.

SALETTI GIULIANO
fornitura inerti da fiume

Via G. Brodolini, 13
58040 MONTENERO (GR) TEL./FAx 0564-954068 CELL. 340-5532144
(CANTIERE Ponte Ombrone sulla strada provinciale del Cipressino)

10 ... fatti nostri

conoscere le nostre opere

AcQUA dI MOnTeVeRdI
È qui l’acqua della salute
di Massimo Fabiani
olte sono state le volte che da queste pagine abbiamo parlato di acque ma mai ci siamo occupati dell’acqua di Monteverdi. Andiamo a raccontare di questa “miracolosa” sorgente che il nostro territorio comunale “divide” con il confinante comune di Civitella Paganico. Monteverdi è quel luogo che venendo dal Sasso impatta davanti al ponte sull’Ombrone, appartenente come l’omonima azienda agricola al territorio comunale di Civitella Paganico. A poche centinaia di metri dalla fine del ponte girando sulla sinistra, su una stradina che fiancheggia la riva destra dell’Ombrone, si raggiunge una piazzetta in cemento, ancora visibile, con vicino un pozzo cilindrico chiuso nel suo accesso qui alcune sorgenti “lasciano sgorgare un modesto flusso di acqua”. Ma se il lato è quello dei figli della “granocchia” allora “che c’i azzecca” avrebbe detto quel bacchettone Di Pietro con il nostro territorio? e con il nostro giornale ligio ai confini territoriali? Qui nasce l’arcano e la nostra “rivendicazione” della sorgente, addirittura supportata da studi accurati che dichiarano che la vera sorgente, quella importante è sotto il letto del fiume o addirittura oltre il letto sulla sponda “cipollaia” quella di Sasso d’Ombrone, l’acqua attraversa lo strato sottostante il letto del fiume e raggiunge il lato dell’Ombrone dalla parte Civitellina. Ovviamente abbiamo affrontato l’argomento scherzosamente, pur avendo realmente consultato documenti a conforto di tali ipotesi . Alla fine non è che conti molto, se non per il campanile, visto che le sorgenti sono sempre di proprietà dello Stato Italiano e non dei comuni o dei paesi dove esse si trovano. Cosa indiscussa invece è l’affetto che nutrivano per queste ac-

M

que i nostri conterranei del Sasso. E questo è il principale motivo per il quale ci siamo imbarcati in questa avventurosa ricerca. Cercando di fare un certo ordine negli scritti ritrovati e nelle gentili testimonianze reperite cercherò di riassumere quanto raccolto su queste acque che purtroppo non hanno sicuramente goduto del successo che potevano meritare. La storia della nostra acqua di Monteverdi parte sicuramente da molto lontano anche se le prime notizie ufficiali , da noi reperite, sono del 1798 quando Giorgio Santi nel suo “Viaggio secondo per le due province senesi” così ce ne parla: “ scesemo al fiume Ombrone, verso la riva di cui osservammo due sorgenti di acqua minerale, ma trasandate, ed abbandonate al suo corso naturale. Ne fecemo un saggio quando potemmo più rapidamente, perché in quel fondo scoperto si saettava il sol di mezzodì, che ci pareva, che il capo ce ne bollisse. Il termometro, all’ombra no’ che non ve n’era segno, era salito a 37 gradi benché tenuto isolato in aria. L’acqua è limpida, inodora, di sapore acidulo dapprima, e poi salino amaro, il primo per una buona dose di Acido Carbonico, il secondo per i Sali Catartici, e specialmente per il Solfato di Magnesia, ch’essa contiene. Vi trova pura una tenuissima quantità di Carbonato di ferro, come lo dimostra l’Ossido giallo di ferro, che si vede depositato nel corso di quest’acqua. Se queste sorgenti fossero allacciate, e custodite, potrebbero essere molto utili a purgare e a deostrudere la Maremmana agli abitanti dei vicini luoghi.” La prima analisi chimica da me ritrovata porta la data del 1912 redatta dal Dottor Mussi riportata in un documento dell’Istituto d’igiene della regia Università di Firenze, “Relazioni sulle opere eseguite per il miglioramento della sorgente Monteverdi e sulle relative indagini chimiche e batteriologice”. Nello stesso anno furono eseguiti lavori di captazione con l’intento di riunire più bolle. Sono del 1912 le analisi del professor Muzzi che dimostrano le importanti caratteristiche dell’acqua essendo essa “caratterizzata da un eccezionale contenuto di sodio e di acido carbonico, combinati sotto forma di bicarbonato sodico…. Per la sua reazione fortemente alcalina e l’elevato contenuto di bicarbonato sodico, trova importanti applicazioni nella cura dei catarri gastrici e intestinali, nelle diate-

dalla storia

... fatti nostri 11

Dell’Acqua si iniziò una forte campagna pubblicitaria in contemporanea con la costruzione di un più importante stabilimento e la diffusione commerciale, dapprima in damigiane e poi anche in bottiglia( qui sotto raffiguriamo l’etichetta che riportava la composizione e una descrizione oltre che in italiano in francese e inglese , cosa rara per il periodo, oltre alle varie caratteristiche dell’acqua). La necessità di usare anche le lingue straniere conferma che l’acqua veniva esportata anche all’estero come dimostra anche questo documento: La Regia Ambasciata D’Italia da Washington comunica al Sig Felice Chiari di Siena: “L’ufficio di Chimica di questo Dipartimento dell’Agricoltura, ha esaminato i campioni dell’Acqua minerale Monteverdi ed avendola trovata in piena conformità di legge, ha espresso il “nulla osta” alla libera entrata dell’acqua stessa negli Stati Uniti“. Sen. Prof. A Murri: “il mio giudizio è molto favorevole alla Nel 1927 si trova traccia di un documento che vieta la sua Monteverdi. La sua composizione chimica le conferisce commercializzazione risultando l’acqua attaccata da alcuni microbi tali da far nascere il sospetto di inquinamento della delle proprietà non comuni” stessa mentre le analisi del dott. Sen.Prof. E. MaBellucci conferragliano : “ La mano le consuesua ottima acte caratteristiche qua di Monteverorganolettiche di, in molti casi rilevate anni priè buona e può ma da profesessere utile. La sor Muzzi. Molto faccia conoscere probabilmente, a medici e agli come espresso Italiani” nella relazione del 1940 del proA supporto professor Mazzetmozionale non ti, alcuni lavori mancano dichiaeseguiti sin dal razioni e ordina1912 volti alla zioni da parte ricerca di unire di clienti illustri: Questa etichetta veniva apposta sulle bottiglie, da notare la data 1918 il nome del Concessionario Giacomo Patrizi e la ditta esercente Chiari Felice via Doccia n° 5 Siena telefono interurbano 4-69. Oltre a questa etipiù polle d’acdal medico di chetta “boccocino appetitoso” per collezionisti del settore c’è anche un’altra quasi uguale con le stesse scritte in qua per averne sua Maestà il francese e inglese ma al posto della data 1918 è indicata la dicitura “ESPORTAZIONE MONDIALE” utilizzata per la sola vendita estera, veniva sicuramente apposta oltre che sulle bottiglie anche sull’esterno delle casse. una maggiore Re attraverso

si urica, nella gotta ed in alcune malattie di fegato e reni.” Nel 1918 il concessionario è il Marchese Giacomo Patrizi e l’esercente il sig. Felice Chiari. Le analisi portavano le autorevoli firme del periodo dei professor Giannetti e Sclavo, dopo aver avuto ulteriore conferma delle importanti qualità organolettiche in particolare la similare composizione chimica della famosa acqua di Vichy. Un medico scrive nella rivista “Terme e riviera” un interessante articolo che sostiene le singolari e particolari qualità dell’acqua che consentono di annoverarla non solo fra le acque da tavola ma anche fra quelle medicamentose. Inoltre il medico sottolinea i risultati ottenuti da coloro che ne fanno un uso costante in particolare “… allorquando il fegato è alquanto aumentato di volume si nota, che va progressivamente diminuendo e scomparendo del tutto qualsiasi dolorabilità ed anche ogni pesantezza all’ipocondrio destro..” Altri medici e personaggi si esprimevano così, come riportato da uno stampato, sicuramente promozionale che riportiamo parzialmente: Dottor G. Piana Torino: “Con l’uso della sua ottima Acqua minerale alcalina di Monteverdi mi sono liberato dall’inveterato catarro gastro-enterico. Essa è divenuta ormai la mia bibita preferita, alla quale debbo la prospera salute che attualmente godo”. On. Comm. Prof. U Gabbi direttore Clinica Medica R. università di Parma: “Le riaffermo la grande bontà ed efficacia dell’acqua di Monteverdi”

un telegramma”Prego inviare indirizzo Real Casa una cassa di bottiglie Acqua Minerale di Monteverdi” Comm. Dott. G. Quirico A quella del medico di Sua Santità Pio XI “ Ad una persona di mia famiglia che soffriva da qualche tempo di ipercloridia, somministrai alcune bottiglie della Monteverdi. In pochi giorni è guarito completamente. E’ quindi un’acqua minerale che può sostituire la Vichy e non mancherò di prescriverla. Il successo non potrà mancarle. L’ho trovata ottima usata a tavola. Comm. Dott. Andrea Amici

12 ... fatti nostri

dalla storia

quantità, raccolsero anche acque non aventi le stesse ca- adatto materiale resistente all’umidità. I serbatoi dell’acqua ratteristiche. Altra ipotesi molto più tecnica e particolarmen- minerale di Monteverdi sono di cemento armato rivestito inte complicata da spiegare è che l’acqua in alcuni periodi di ternamente di vetro. I coperchi di ispezione sono a tenuta piena dell’Ombrone veniva sicuramente inquinata da quella perfetta e sono costituiti da telaio di anticorodal e cristallo del fiume. Da un pro memoria redatto dagli uffici comunali “Securit” con guarnizioni di gomma e valvole al centro. Tutte Cinigianesi per il dott Dragotta nel 1970, risulta che nel le tubazioni sono di stagno puro … e tutte le polle sono 1928 e precisamente il giorno 8 agosto, il senese Felice ispezionabili… l’impianto di sollevamento è costituito da Chiari presenta istanza, attraverso il distretto Minerario di due elettropompe comandate da un impianto automatico e Firenze al competente ministero per avere in concessio- galleggiante e bobina a mercurio…. L’impianto elettrico è ne la sorgente di Monteverdi. La domanda non fu accolta stato costruito con le migliori norme tecniche ed i motori perché l’acqua non era risultata, ai controlli, batteriologi- sono muniti di teleruttori e di controllo luminoso del funziocamente pura. Alcuni anni dopo il 24 aprile 1932 lo stes- namento situato nello stabilimento. Lo stabilimento (27x12 so Chiari insieme alla società anglo/italiana Laboratorio metri) è pronto per ricevere l’impianto di imbottigliamento … Shoum di Milano, nota azienda farmaceutica tutt’ora pre- Intanto si può affermare che con i lavori eseguiti si è ottenusente sul mercato con la stessa storica “pozione” Shoum, to il ripristino dell’antica purezza dell’acqua della sorgente ripresenta domanda di concessione, essendo riusciti con che, allo stato attuale, si trova sufficientemente protetta da opportune opere ad ovviare all’inconveniente della non po- ogni eventuale inquinamento.” Dagli appunti per i professor tabilità. Nonostante tutto, lo “smercio” non viene concesso. Dragotta, precedentemente nominati, si legge che l’impianLa relazione redatta dal già citato professor G. Mazzetti per to di imbottigliamento non fu mai installato, ma questo non l’Istituto d’igiene di Firenze riporta in circa venti pagine una vuol dire che non si imbottigliasse. dettagliata situazione volta alla ricerca delle cause di inquinamento e dei lavori occorrenti per riportare l’acqua alla sua potabilità naturale. Nel documento si illustra come si riesca a capire quale sia la polla che contribuisce all’inquinamento e dopo accurati lavori si riesca a eliminare tale problematica, infinite le analisi effettuate sicuramente interessanti da leggere, in particolare per esperti del settore, possono illustrare le varie fasi con i vari accorgimenti che hanno portato ai risultati prefissi. La relazione dell’8 agosto 1940 termina con la dichiarazione dello stato attuale della quale riporto alcune righe per meglio rendersi conto di come poteva essere l’impianto. “Si accede alla sorgente da un ingresso con portoncino in legno di castagno munito di serratura Yale La foto per questa cartolina è stata utilizzata in più stampe questa sicuramente è l’originale, esiste una con la scritta “acqua di Vichy” viaggiata nel 1924 e un’altra decisamente pubblicitaria, (il tipo di serratura usata anche attualmensicuramente la più bella, recante sul lato sinistro un triangolo con scritto “Raccomandata in modo te in molte delle nostre case, non era nel speciale dai più illustri medici d’Europa nei casi di diabete, catarro gastrico e malattie del fegato” e in alto con al centro lo stemma nazionale e al lato la scritta Sasso d’Ombrone Grosseto e dall’altro ’40 così diffuso in quanto più costoso delregia sorgente di Monteverdi. La stessa immagine era riportata anche negli stampati per le ordile normali serrature “a toppa” o a Gorges, nazioni con indicazioni specifiche anche per le spedizioni …se in casse da 50 bottiglie o casse da 50 mezze bottiglie o in casse da 21(?) fiaschi con in bianco lo spazio per il prezzo. Le casse con quelle con le chiavi lunghe, ma sicuramenle bottiglie o le damigiane venivano spedite quasi sempre dalla stazione di “Paganico Grossetano” te fra le più sicure) e mediante una coe raramente da quella di Sant’Angelo-Cinigiano. Nonostante che nella foto si veda un gran numero di gente allo stabilimento sembra che non lavorasse fisso nessuno operaio ma ci si avvalesse di moda scala elicoidale di sessanta gradini manodopera all’occorrenza sia per l’imbottigliamento sia per le spedizioni e che lo stabilimento si scende lungo le pareti del cilindro sino al fosse gestito direttamente dalla figlia del titolare Chiari. piano della polla. L’illuminazione e l’aereazione si ottengono da un grande finestrone e da un lucernaio situati nella parte superiore del cilindro, Come visto dalla nostra relazione e dai documenti conserfuori dalla linea di massima piena, mentre per la notte esi- vati i presso il D.M. di Grosseto risulta che i lavori furono terste un razionale impianto elettrico incassato eseguito con minati nel luglio del 1940. Ancora dal pro memoria si fa no-

dalla storia

... fatti nostri 13

tare che: otto anni per costruire delle così modeste strutture sono decisamente troppi e come verificato dalla “reclame” e dalle molte analisi effettuate i concessionari non passarono, sicuramente, il loro tempo in lenti lavori edili ma sfruttarono l’acqua pur non avendone le autorizzazioni necessarie. La tesi è supportata anche da documenti del 1936 che indicano che la ditta svolge attività presso la sorgente di Monteverdi. Le autorizzazione nonostante i lavori del 1940 non sono ancora arrivate tanto che la Shoum il 3 settembre 1941 sollecita ancora la questione e ancora dopo gli eventi bellici la ditta anglo italiana è ancora a richiedere le auto-

rizzazioni. In data 23 luglio 1986 il Sindaco di Cinigiano Moreno Canuti chiede al Corpo delle Miniere di Grosseto la documentazione relativa all’acqua di Monteverdi, lo stesso ente risponde pochi giorni dopo, il 2 agosto inviando una serie di documenti rilevatisi determinanti per la stesura di questo articolo. Il materiale raccolto per questo articolo è disponibile presso la biblioteca comunale in un fascicolo “ Acqua di Monteverdi “ . Ammetto che mi sono trovato in difficoltà in quanto sono molti i documenti alcuni senza data, altri in contraddizione, spero comunque di aver reso l’idea di cosa è stata l’Acqua minerale di Monteverdi.

Via G. Carducci, 10 - PAGANICO Tel. 0564. 905589

Bar Sport

Pizzeria da asporto • Gelateria • Paninoteca Buffet freddo • Primi piatti caldi Area fumatori

Via Circonvallazione 4/6 - CINIGIANO - tel. 0564 994620

14 ... fatti nostri

dalla storia

SenZA PIZZIcHI nOn SI MAnGIA IL MIeLe …
da Angelo a Gigliola 60 anni di storia dell’apicoltura
di Cristina Bartalucci
ono arrivata “dal Pisani”, come si dice in modo confidenziale dalle nostre parti, in un caldissimo pomeriggio di luglio e, appena scesa dall’auto, mi ha raggiunto un’inebriante odore di miele proveniente dalle arnie sparse attorno al podere. Come chi ben mi conosce sa’, non sono certo da annoverare tra i così detti “amanti degli animali”, anche se così dicendo non attirerò certamente la simpatia di moltissimi lettori di fatti nostri… ma ammetto che mi accingo a scrivere questo articolo con un entusiasmo particolare in quanto adoro questi piccoli insetti che ritengo il mio animale preferito. Confesso di aver pensato più volte di metter su qualche famiglia di questi operosi animaletti ma poi, visto il gran da fare che danno…ho rinunciato sul nascere! All’apicoltura Pisani mi accolgono Ester sua figlia Gigliola e il genero Ortenzio, che inizio subito a tempestare di domande, un po’ per mettere insieme del materiale per scrivere l’articolo e un po’ per curiosità personale…casomai poi mi decidessi! Angelo Pisani, padre di Gigliola e fondatore dell’attività, inizia ad occuparsi delle api agli inizi degli anni ’40 (in foto). A quel tempo però lavorava come apicoltore dai i De Rham di Porrona presso i quali faceva il mezzadro: le api ed il miele erano di proprietà al 50% e lui pensava a tutto. Poi nel 1964 l’Ente Maremma gli assegna il podere a Santa Rita (sede tutt’ora dell’azienda) e Angelo vi si trasferisce con moglie e figlie portando con se anche tutte le api rilevando anche la parte appartenente ai De Rham.

S

“In quegli anni” mi dice orgoglioso Ortenzio “avevano circa 80 famiglie di api ma, dal 1965 quando sono entrato anch’io nella famiglia fidanzandomi con Gigliola, siamo partiti alla grande…io ero falegname quindi le arnie (case delle api) venivano gratis!”. Grazie alla collaborazione di tutta la famiglia, hanno iniziato a fare anche la transumanza, cioè spostare le api da un posto ad un altro a seconda di dov’era la fioritura per il pascolo delle api. A quel tempo, mi raccontano che facevano il miele addirittura con la manna d’abete (cioè quella resina appiccicosa che si forma sulla corteccia dell’albero ora introvabile in quanto una malattia ha sterminato gli afidi che la producono) di cui andavano ghiotti nei paesi dell’Europa del nord. Dal 1975 al 1990 sono arrivati ad avere anche 1000 famiglie e si servivano di grossisti per esportare miele in tutta Italia, mentre adesso il miele Pisani lo possiamo trovare solo nei negozi locali. “In quegli anni “ mi dice Ortenzio, “il consumo pro-capite all’anno di miele in Italia era di 50 g, mentre ai giorni nostri è arrivato a 600g.” Alla morte del padre, l’attività è stata rilevata dalle figlie Laura e Gigliola, poi dal 2005 l’unica proprietaria è rimasta quest’ultima coadiuvata dal fondamentale aiuto del marito e della mamma. Essendo rimasti in pochi a lavorare, ad oggi hanno circa 250 famiglie “ma di smettere non se ne parla: l’amore per le api quando ti entra nel sangue non esce più!” dice Ortenzio. Mi raccontano, che capita loro spesso di essere chiamati in aiuto dalle famiglie in tutto il nostro Comune che, magari dopo un’assenza da casa di qualche giorno, si sono trovati sulla porta , finestre ecc… sciami di api che impediscono loro di avvicinarsi. Allora partono Ortenzio e Gigliola a recuperare queste famigliole un po’ impertinenti e girellone, per dar loro una “casa appropriata”. “Non sempre questa operazione è facile” mi dicono “soprattutto se è già molto tempo che si sono stanziate ed hanno già iniziato a fare le fiale di miele”. In generale diciamo che si procede con lo scuotere dentro ad un’arnietta, contenente già i favi (cioè telai con cera), la maggior parte delle api (sperando che vada dentro la regina in quanto tutte la seguono) poi, si cerca di mettere l’entrata dell’arnia il più vicino possibile al loro “nido abusivo” staccando piano piano le fiale che hanno prodotto per farle abituare a covare nell’arnia. E’ un’operazione difficile e, nel caso appunto che ci siano già delle fiale fatte, richiede più giorni. Una famiglia di api produce in media 25 kg di miele all’anno e si continua ancora oggi a fare la transumanza. “I pisani” portano le loro api dai castagni del monte Amiata fino alla zona di Paganico e Campagnatico anche se mi dicono che il miele migliore lo si ricava dalla lupinella coltivata nelle zone di Santa Rita e Porrona. Mi portano poi a vedere da vicino le api e le loro casette spiegandomi come sono organizzate. Le arnie sono fatte a strati di telai. Partendo dal basso i primi 10 sono i c.d. “telai da nido” cioè quella è la vera e propria casa delle api, dove ci sono le covate, il polline, il miele e tutto quello che serve loro per la sussistenza della famiglia. Il miele prodotto in questa zona non va mai prelevato perché è quello che serve loro per nutrirsi. Una volta che le api hanno riempito questi 10 telai, sopra si aggiunge il c.d. “melaro” compo-

profeta in patria

... fatti nostri 15

sto da 9 telai di cera che le api si accingono a riempire una volta finito di farlo al piano inferiore. A questi, una volta che le api hanno terminato di riempire di miele, si possono aggiungere altri 9 (alzando quelli pieni ed inserendo quelli vuoti tra i 10 sottostanti e i 9 pieni) e così via all’infinito fino a che le api non hanno provveduto a chiudere, con una cera prodotta da loro(c.d. miele opercolato) le celle contenenti il miele. Quando viene fatta questa operazione significa che il miele è maturo, quindi possiamo procedere alla smielatura; cioè si tolgono i telai da sopra le arnie, poi con un coltello si toglie la cera messa a copertura del miele e si inseriscono in un contenitore a centrifuga grazie al quale si riesce ad estrarre il miele che esce dal basso. Da qui, attraverso una pompa e vari filtri, il miele viene portato nei maturatori di acciaio inox dove rimane per circa 15/20 giorni durante i quali si forma sulla superficie una specie di schiuma bianca e a questo punto si può procedere al confezionamento(obbligatorio per il tipo millefiori in quanto se si lascia passare troppo tempo si solidifica e diventa impossibile toglierlo dal maturatore mentre gli altri tipi vi si possono lasciare per tutto il tempo che si desidera). L’apicoltura Pisani produce prevalentemente miele millefiori, castagno e acacia ma non produce più, da ormai diversi anni, la pappa reale, alimento assai nutritivo

ma decisamente meno gustoso del miele che è stato l’incubo dei ragazzi disappetenti e mingherlini della mia generazione (me compresa). Mi congedo a malincuore dai nostri amici apicoltori perché le curiosità sarebbero davvero tante e, nel fare le foto alle arnie sparse intorno al podere, mi colpisce particolarmente una che potete vedere qui sopra: c’è tutta la famiglia fuori dall’entrata dell’arnia che sbatte operosamente le ali facendo un ronzio stano e Ortenzio mi dice che “ventilano” cioè hanno le celle piene di miele e gli fanno vento affinché non fuoriesca! CHE MERAVIGLIA!!!

100 95 75

25 5 0

• arredamenti moderni e classici CHERUBINI • progettazione ed esecuzione mercoled 10 settembre 2008 11.15.40 di arredamenti su misura • restauro e vendita mobili antichi • pavimenti in legno vecchio e in tutte le essenze nazionali
Zona p.i.p. -Orcia Due -Borgo Santa Rita 58044 Cinigiano (gR) tel 0564 905402 -fax 0564 905475 e-mail: cherubinisrl@tiscali.it

STAZIONE DI SERVIZIO MARTIN BIBLEKAJ
Rivendita di Gas in bombole
S.P. 51 Porrona Loc Crocina Cinigiano tel. 0564 99 46 19, cell. 346 28 98 502

16 ... fatti nostri

profeta in patria

cOncORSO dI POeSIA ”IL GRAPPOLO d’ORO”

L

’associazione Pro-Loco Cinigiano, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, bandisce per la prima domenica di ottobre, in occasione della:

XLI ”FESTA DELL’UVA” VIlI concorso nazionale di poesia il grappolo d’oro Regolamento il concorso si articola in due sezioni: Una riservata alle scuole primarie e secondarie di primo grado, l’altra rivolta a chiunque si diletti di poesia • Ogni concorrente può partecipare con una o più poesie inedite, a tema libero, fino ad un massimo di tre, scritte in maniera chiara, non firmate, ma contrassegnate ciascuna da un motto che andrà riportato all’esterno di una busta chiusa contenente nome, cognome, indirizzo, numero telefonico. le scuole partecipanti riporteranno all’esterno della busta grande la dicitura”scuola”.

• le opere verranno esaminate da una commissione giudicatrice, composta di insegnanti, giornalisti e scrittori, che segnalerà le prime tre classificate di ogni sezione. • alla prima poesia segnalata della prima sezione saranno assegnati il”grappolo d’oro”ed una somma di € 100; alla seconda ed alla terza una targa ricordo. • alla prima classificata della seconda sezione saranno assegnati il”grappolo d’oro”ed una somma di € 200, alla seconda ed alla terza classificata una targa ricordo. • i lavori dovranno pervenire entro il termine improrogabile di sabato 18 settembre 2010 presso”associazione pro-loco p.zle cap Bruchi, 58044 Cinigiano” • i vincitori saranno tempestivamente avvisati ed invitati alla cerimonia della premiazione che avrà luogo il giorno 4 ottobre, c.a. alle h 18 presso la sede municipale • l’associazione promotrice del concorso si riserva il diritto di pubblicare le opere pervenute.

il presidente Fabiani Massimo Informazioni: pro loco Cinigiano 0564 994187 aplc@ interfree.it

Pubblichiamo due poesie, la prima giunta in redazione alcuni giorni fa porta la firma congiunta di Pierangelo Lanzini e Emanuela Bovini dedicata alla mamma di Emanuela. La seconda raccolta dal nostro archivio proveniente da Grosseto a firma Rosalba Sonori.

Per Mamma Lilla
Mamma Lilla bella e buona, quante cose faceva quando aveva la bottega, sempre sempre lavorava e mai si riposava. Puliva di qua, puliva di là e non aveva il tempo per riposar. Casa e bottega sapeva riordinar, con le sue mani d’oro i lavori sapeva far. Se qualche volta la facevo arrabbiare era buona e comprensiva e mi sapeva perdonare ed anche se a volte la sentivo brontolare, nel mio modo la sapevo amare. Con il passare degli anni è riuscita sempre meno a far, pur avendo tanta buona volontà. Andava a messa o a fare una passeggiata sempre ben ravversata. Con il passar del tempo non ha potuto farlo più, speriamo che ora mi guardi da lassù. Ho voluto scrivere questa poesia per dire quanto era bella e quanto ho amato la Mamma Mia. Emanuela Bovini

Il venditore di cocomeri
L’aspetto curvo carico di frutti verdi e rossi avanzava adagio in una giornata così calda, che mozzava lo spiro vitale. Cocomeri donne…. è arrivato il cocomeraio!!! Poi si fermava in uno spiazzo d’ombra, e con un grande coltello, tagliava a spicchi quel dono della natura, ed era un mangiare dissetante di freschezza e libertà. Com’era bello quell’uomo dalle grandi mani abbronzate che vendeva profumo d’estate! E la sera come tintinnava il salvadanaio della bimba che l’aveva aiutato! Rosalba Sonori GR

il sommo poeta

... fatti nostri 17

ScUOLA eLeMenTARe POGGI deL SASSO,
Pluriclasse 3ª, 4ª e 5ª anno scolastico 1974/75
di Danilo Tassi
a maestra Bramerini Caterina. Da sinistra in alto: Guerrieri Emanuela, Camarri Tiziana, Fanciulletti Ulisse, Benvenuti Katia, Alessandri Luana, Catocci Fiorella. In basso da sinistra: Massai Luca, Dorini Mauro, Rossi Mario, Catocci Tiziano, Giannetti Gianpietro, Catocci Riccardo.

L

cInIGIAneSI FAMOSI
1915

C

inigianesi in licenza dalla prima guerra mondiale. Da sinistra dietro: Alessandri Unito (detto Giocondo barbiere), Bacci Sabatino (detto Pizzardone). In basso da sinistra: Lorenzini Roberto (detto Gomma), Tiberi Solimano, Galassi Leopoldo (Poldo il calzolaio).

18 ... fatti nostri

gente di classe

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010
tutto il territorio comunale , siamo in dirittura di arrivo per l’approvazione in Consiglio Comunale della variante al Piano Strutturale per l’individuazione di aree atte alla produzione di energia da fonte solare, siamo soddisfatti di aver allestito un cartellone teatrale estivo senza incidere sul bilancio ma reperendo sponsorizzazioni ad hoc, siamo stati ammessi a finanziamenti per altri progetti che riguardano la riqualificazione dei centri storici, per il recupero dei quali ci stiamo attivando anche nella ricerca di progettualità ed investitori per un loro utilizzo a fini turistici, abbiamo in cantiere altri progetti, ci sembra di aver messo molta carne al fuoco, con un grosso lavoro di ricerca di fondi che è sempre più difficile non solo reperire ma anche utilizzare, perché il finanziamento non è mai al cento per cento ma al sessanta, settanta ed il resto è a carico dell’ente che, con i bilanci che si ritrova, è sempre più in difficoltà a farvi fronte, e in questo contesto conta il giusto avere idee, fantasia e creatività. A questo proposito preoccupa molto tutta la serie di tagli previsti nella manovra finanziaria che andranno a toccare ad esempio i trasferimenti dal governo alla regione, andando ad incidere verosimilmente su tutta una serie di spese che il governo ritiene contraibili, da ciò deriva il dubbio che i tagli potrebbero incidere su quelle conquiste di cui nessuno si rende più conto, ritenendole scontate, il timore è che niente potrà più essere considerato dovuto, qualsiasi cosa si vorrà dovrà essere conquistata sia che si tratti di informazione, di istruzione, di lavoro o di prestazione sanitaria. Ma su questo ritorneremo alla prossima occasione di incontro. Nel frattempo i più cordiali saluti.
Silvana Totti

ari concittadini e care concittadine, in questo bollente luglio, un momento di tranquillo relax è per me poter continuare il dialogo con voi ripensando al percorso che ho intrapreso da un anno a questa parte alla guida della nostra comunità. Certamente non è un tragitto facile , molti ritengono che in un comune piccolo i problemi siano di conseguente caratura, ma così non è, anzi, più sei piccolo più sei invisibile, meno peso hai in quei consensi dove ti valutano per le teste che rappresenti. E se non hai voce in capitolo, è dura portare avanti le proprie ragioni. Comunque, grazie ad un capillare e forse oscuro ma incisivo lavoro, siamo soddisfatti di andare incontro al nuovo anno scolastico senza patemi con tutte le nostre scuole al completo, siamo soddisfatti di aver cantieri aperti in tutto il comune, a Cinigiano per il secondo stralcio dei lavori per la messa in sicurezza della zona del Molino, a settembre partiranno i lavori per la riqualificazione di via Roma, ai Poggi è in costruzione la piazza che, oltre a garantire una maggiore sicurezza alla viabilità potrà rappresentare un importante luogo di aggregazione, a Monticello Amiata si sta realizzando la riqualificazione della cosiddetta piazzetta dell’ambulatorio e, dopo agosto, della zona intorno al santuario di Val di Prata, in questi giorni partono le opere per il recupero di fonti storiche a Cinigiano e Monticello e stiamo attendendo a breve conferme definitive in relazione ad una annosa questione che, risolta, darà importanti risposte a

C

www.comune.cinigiano.gr.it

I Cinigiano informa

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010

Bilancio

“PreSeNtato e aPProVato il Primo BilaNcio Della NUoVa ammiNiStraZioNe comUNale” coNSiGlio comUNale Del 30.04.2010

P

ERCHE’ CERTE SCELTE ?..... Per i nostri lettori la sintesi della relazione previsionale bilancio 2010. Il Bilancio 2010 chiude a 8.844.473,00 euro di cui 2.845.473 di gestione corrente e 4.819.000 di investimenti in conto capitale. Un bilancio che quadra grazie all’impiego di entrate che per loro natura sarebbe preferibile destinare allo sviluppo, ma che, in una situazione di sempre minori risorse di fonte statale siamo costretti, nostro malgrado, ad impiegare per assicurare la gestione ordinaria. “Essendo il bilancio di previsione ed i documenti ad esso collegati il risultato della programmazione economica e finanziaria del Comune, l’atto di indirizzo su cui si basa la gestione dell’ente – sottolinea l’Assessore alle finanze Romina Sani - presentiamo un bilancio inteso non semplicemente come un insieme di numeri o come uno strumento riservato agli esperti, ma come un documento che influisce sul vivere quotidiano dei cittadini, che dà l’impronta alla comunità e che stabilisce le priorità per il bene comune, un documento in cui si applicano le politiche del territorio di riferimento, si prendono delle scelte e si assumono impegni con la cittadinanza. Certo è che il momento è particolarmente delicato per le finanze dei Comuni che vedono interferire negativamente i tagli dei trasferimenti sempre più pesanti e la grave crisi economica che continua ad innescare meccanismi di impoverimento con cui dobbiamo fare i conti. E’ anche vero,

però, che il momento di crisi economica determinato da fattori globali di incertezza non ammette vuoti istituzionali, perché il tessuto economico e sociale del nostro territorio richiede comunque un’azione decisa che assicuri continuità e responsabilità al fine di garantire i diritti fondamentali”.

DiSPoSiZioNi NormatiVe Per la PreDiSPoSiZioNe Del BilaNcio

Nella predisposizione del bilancio, abbiamo dovuto tener conto di alcune disposizioni normative: rimane in vigore il blocco di ogni tipologia di aumento tariffario, ad eccezione della Tarsu (tariffa rifiuti solidi urbani); di fatto non è possibile effettuare politiche tariffarie vere; rimane in vigore l’obbligo di riduzione della spesa del personale disciplinato dalla L.finanziaria 2007, per cui le spese 2010 non dovranno superare quelle impegnate nel 2004 e questo lascia intendere quali sono le conseguenze, ossia un blocco delle assunzioni ed, in generale, della politica del personale; incertezze sui trasferimenti statali, sempre più esigui; i proventi delle concessioni edilizie potranno finanziare la parte corrente nel bilancio 2010 nella percentuale del 75%, mentre nel bilancio 2011 e 2012 tali entrate potranno finanziare solo spese in conto capitale.

eNtrate eD UScite

“Una spesa, quella corrente, che risente dell’operazione di risparmio e razionalizzazione che abbiamo voluto percorrere a tutti i costi e che ha avuto come unico obiettivo quello di assicurare i servizi essenziali, tutti quelli che costituiscono la nostra priorità, dai servizi scolastici, al servizio di igiene urbana, ai servizi sociali , ma anche

II Cinigiano informa

www.comune.cinigiano.gr.it

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010

Bilancio

l’assistenza sociale e tutte quelle scelte che concorrono a rendere più vivibile il nostro territorio comunale e che sono indispensabili per non allontanare i nostri cittadini verso realtà che offrono servizi migliori. Ecco quindi che la nostra attenzione si è focalizzata sul modo di dar vita a quelli che erano, sono e saranno i nostri traguardi. E continuare a garantire certi servizi, come mensa e trasporto scolastico, che pur considerati da sempre quasi come diritti acquisiti, non è assolutamente facile né scontato” – replica l’ Assessore Sani. Complessivamente possiamo evincere che il 44% della spesa corrente, pari a 1.102.402 euro, è destinato alle prestazioni di servizi anzidetti, indispensabili per il nostro vivere quotidiano; il 34% va a coprire le spese per il personale, la cui gestione rimane pressoché invariata ed in linea con il rendiconto del 2008; il 7% è rappresentato dai trasferimenti, intendendo tutti quei contributi per i servizi associati, per la SdS…); l’acquisto di beni di consumo e materie prime, gli interessi passivi e oneri finanziari incidono entrambi per il 6%, imposte e tasse 2%, e l’utilizzo di beni di terzi 1%.

….le NoStre Priorità…..

Tra le attività, le scelte, gli impegni che risultano per questa amministrazione di prioritaria importanza e per questo determinanti nella predisposizione del bilancio, prioritario, è il SOCIALE: a tal proposito massimo è stato l’impegno dell’Amm.ne a ricercare contributi stante le difficoltà economiche e l’esigenza di dare continuità ai servizi sociali in essere, quali il centro gioco educativo e il centro di aggregazione: entrambi ricevono un prezioso contributo dalla Fondazione Montecucco che, mostrando una particolare sensibilità ai progetti sociali presentati, ci permette di dare agli stessi la continuità senza gravare ulteriormente sulla parte corrente del nostro bilancio. Di pari passo con il sociale cammina, a nostro avviso, l’ ISTRUZIONE: sono garantiti tutti i servizi scolastici ( trasporto, mensa) ed il sostegno alle attività didattiche. Si provvede a mantenere in pieno funzionamento le strutture scolastiche mediante l’acquisto di arredi, attrezzature e sussidi. Nello specifico, l’ Amministrazione relativamente alla mensa scolastica ed al trasporto scolastico, presterà massima cura nel mantenerli con la speranza e la volontà di migliorarli in ordine alle esigenze e alle richieste delle nostre famiglie. Riguardo alla mensa scolastica, il 2010 vede una maggiore compartecipazione dell’Ente data da un numero maggiore di iscritti alla scuola primaria e dal fatto che la classe Prima della scuola primaria svolge il tempo pieno, quindi richiede il servizio mensa tutti i giorni. Abbiamo

www.comune.cinigiano.gr.it

III Cinigiano informa

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010

Bilancio

un totale di 52 utenti per le Materne e 96 utenti per le Elementari , con 31 esenzioni totali , 5 al 50% e 7 al 70%; la spesa totale per l’a.s. 2009/2010, calcolata sulle presenze di tutti gli utenti tutti i giorni, si aggira sui 100.000 euro , di cui circa 70.000 a carico del Comune. Riguardo al trasporto scolastico, vista la dislocazione geografica del Comune e le molte abitazioni sparse dove risiedono famiglie con bambini, oggi garantiamo un servizio, di fatto porta a porta, che cerca di soddisfare le esigenze degli utenti per allontanare il rischio di spopolamento dal nostro territorio, anche se questo ci costa in termini di impegno e risorse. Disponiamo di 4 bus e per ridurre i costi abbiamo cercato di razionalizzare il servizio facendo un unico giro di raccolta degli utenti della Scuola Media, della Scuola Primaria e della materna, dove possibile. Il doppio giro non si può sostenere economicamente e quello che offriamo è il migliore servizio con le risorse disponibili. Il servizio trasporto scolastico risulta essere fortemente gravoso per il bilancio comunale, e forse potrebbe essere opportuno ripensarne la gestione. E’ chiaro che una spesa che genera uno sbilancio finanziario di ca 200.000 a situazione attuale non è sostenibile,e se lo stato non capirà che questo è un servizio fondamentale per delle zone “disagiate” come le nostre, verosimilmente gli enti locali non saranno in grado di garantirlo. Nel 2010, per entrambi i servizi, è previsto un modesto adeguamento della compartecipazione delle famiglie secondo l’indice ISTAT. “Cinigiano un viaggio come in un film”è il titolo di un video realizzato alcuni anni fa che mette in evidenza cosa è la CULTURA nel nostro territorio comunale, ossia la gente, i prodotti, i luoghi e le tradizioni. Una cultura che non

può assolutamente stare in secondo piano, nonostante ci troviamo a fare i conti con i conti, perché la presente amministrazione crede in essa come risorsa fondamentale per lo sviluppo e il miglioramento della comunità. Ecco perchè nel programma culturale operiamo per la promozione, lo sviluppo ed il coordinamento delle attività culturali. Si intende proseguire con la proposta di un ampio ventaglio di iniziative, in modo tale da conseguire il coinvolgimento delle differenti fasce d’età e di interesse della cittadinanza ; prosegue l’attività di coordinamento e sostegno delle attività culturali promosse da gruppi e associazioni locali, anche mediante l’erogazione di contributi e la concessione di strutture, attrezzature e servizi comunali; così come il completamento del riordino dell’archivio storico, della raccolta di testimonianze storiche da inserire nel nostro patrimonio culturale, lavori realizzati dall’ISGREC e il progetto di ricerche archeologiche sul nostro territorio comunale. La cultura per ottenere buoni risultati deve essere “coltivata” insieme al TURISMO e all’ASSOCIAZIONISMO, tutti assessorati correlati che contestualmente promuovono le varie iniziative che fanno vivere il nostro territorio. Nel quadro generale di sviluppo del nostro territorio comunale, l’AMBIENTE invita l’Amministrazione ad una particolare attenzione; e avere cura dell’ambiente per noi significa prevenire e mantenere un sistema ambientale efficiente, che implica e colloca tra le nostre priorità, il controllo attento sul territorio incentivando sia quello edilizio sia quello ambientale specifico sui rifiuti, utilizzando anche telecamere di sorveglianza. Importante dal punto di vista ambientale è la gestione dei rifiuti, “ aumentano i costi, aumenta la tariffa dei rifiuti”: il costo complessivo del servizio di igiene urbana è di 384.764 euro; a fronte di questo, l’assessorato competente si è impegnato per cercare di razionalizzare l’organizzazione stessa del servizio, e abbiamo dovuto prevedere un aumento del 5% della tariffa nella predisposizione del bilancio di previsione 2010 che, unita al recupero dell’evasione, ci consentirà di coprire il 98 % della spesa da sostenere.

IV Cinigiano informa

www.comune.cinigiano.gr.it

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010

Bilancio

E’ in corso la procedura di variazione al piano strutturale per l’ individuazione delle aree da utilizzare per insediamenti di energie rinnovabili, questa scelta in virtù dell’importanza di salvaguardare il pianeta mostrando particolare cura al settore energetico e della speranza di poter arrivare ad un miglioramento della qualità della vita. Garantire una adeguata e capillare MANUTENZIONE che vada a rispondere e soddisfare le richieste ed i bisogni dei cittadini, dalla viabilità, al decoro urbano, alla messa in sicurezza di strutture, è indubbiamente tra le nostre priorità, perché ci rendiamo sempre più conto che è soprattutto in questo settore, anche nei piccoli accorgimenti, che il cittadino aspetta delle risposte, vuol vedere dei risultati; purtroppo è con estrema difficoltà che andiamo ad affrontare la relativa gestione, perché, mentre sulle opere pubbliche riusciamo ad ottenere finanziamenti europei regionali, anche se poi richiedono una sofferta compartecipazione, per le manutenzioni non abbiamo altre alternative alla parte corrente del nostro bilancio. Per gli INVESTIMENTI l’Amm.ne intende proseguire sulla linea tracciata dalla precedente amministrazione (Prusst, piani integrati..) e massimo è il nostro sforzo nel continuare a reperire risorse che non costano nulla ai nostri cittadini. Attività ambiziose ma realistiche che finanzieremo con entrate tributarie per € 1.194.825, contributi e trasferimenti correnti per € 842.443 ed entrate extratributarie per € 473.205: importi che registrano un sempre maggiore disimpegno dello Stato nei confronti degli enti locali ed in particolare dei comuni e la ricerca da parte di quest’ultimi di nuove risorse proprie sia di carattere tributario che extra tributario. L ’alternativa sarebbe il disimpegno assoluto degli enti locali nei confronti dei propri cittadini e questo noi non lo vogliamo nella maniera più assoluta…. E gli adeguamenti tariffari che abbiamo previsto sono in alcuni casi, quali mensa (buono pasto da 3,15 a 3,20) e trasporto (da 35,38 a 36 per il primo figlio), correlati all’inflazione; rimane 3,00 euro a visita la compartecipazione

richiesta per visite guidate fuori comune; l’allacciamento utenza illuminazione votiva da € 18 passa a € 25, mentre il canone annuale illuminazione votiva di € 12 aumenta di un solo euro; per la TARSU abbiamo previsto un aumento della tariffa del 5% , tenendo comunque conto del fatto che la normativa sollecita una pressoché copertura totale del costo del servizio di igiene urbana. Nell’impostazione del bilancio abbiamo, inoltre, tenuto conto che maggiore deve essere l’attenzione e il controllo al fine del recupero dell’evasione tributaria. Invariata rimane l’aliquota ICI. “E’ così che – conclude l’Assessore Sani - abbiamo predisposto il bilancio di previsione 2010, un bilancio chiuso con difficoltà e con entrate straordinarie. Non riusciremo a realizzare quanto vorremmo, se non con l’aiuto di tutti; massimo è stato e continuerà ad essere il nostro impegno a reperire fondi come sponsorizzazioni all’ attività culturale, come contributi per garantire la continuità dei servizi sociali e come finanziamenti per consentire la realizzazione di opere pubbliche elencate nel relativo piano. Crediamo di avere predisposto un bilancio che risponda alle esigenze del nostro territorio e che consenta di favorire progetti di sviluppo e di crescita economica e sociale”.

www.comune.cinigiano.gr.it

V Cinigiano informa

comune di

informa
Cinigiano
”ieri e oGGi”
27 maGGio teatro comUNale

Agosto 2010

Cultura

“mi Fa re Do..”

12 maGGio teatro comUNale ciNiGiaNo 25 maGGio ScUola moNticello amiata O RE MI FA … Gli alunni della Scuola Primaria di Cinigiano e di Monticello Amiata si sono esibiti in uno spettacolo a conclusione del corso di “alfabetizzazione musicale” intrapreso durante l’anno scolastico 2009-2010, e finanziato dall’Amministrazione Comunale. I due saggi finali hanno visto il coinvolgimento delle famiglie che hanno partecipato con entusiasmo e che da sempre mostrano grande interesse verso quest’attività all’interno della scuola. Nello spettacolo gli alunni hanno eseguito canti e brani musicali, tra cui pezzi di difficile esecuzione come colonne sonore di film, inni nazionali, brani dei più famosi gruppi rock, musica popolare e musica classica. Ottimo è stato il risultato del corso di alfabetizzazione musicale, grazie al quale gli alunni hanno appreso la conoscenza del linguaggio musicale e scoperto tutti quei mondi legati alla musica, quali il teatro, la danza, il cinema, l’arte figurativa e lo spettacolo. Gli stessi, in quest’ottica, hanno musicato due poesie di Gianni Rodari presentate nell’iniziativa in omaggio al grande scrittore. Fondamentale l’intervento del maestro Francesco Fantacci che è riuscito a stimolare l’interesse e le capacità di produrre musica attraverso la conoscenza di uno strumento e del linguaggio delle note.

M

artedì 27 maggio la Scuola Primaria di Cinigiano ha presentato uno spettacolo teatrale “Ieri e Oggi”, tratto dal romanzo “Gian Burrasca”, eseguito brillantemente e con simpatia dagli alunni della classe V, coadiuvati nella scenografia dagli alunni della classe IV; tale rappresentazione ha segnato la conclusione del percorso formativo e didattico affrontato dai bambini durante l’anno scolastico in corso, tramite i laboratori didattici finanziati dal Comune di Cinigiano e realizzati dal Teatro Stabile di Gr, soggetto gestore del nostro teatro comunale. Lo spettacolo è collocato all’interno della programmazione del cartellone teatrale, studiato dall’Amministrazione Comunale di concerto con il Teatro Stabile di Gr, e inserito all’interno del progetto provinciale e regionale “Sipario Aperto” che ha come obiettivo principale quello di programmare ed offrire un’intensa attività di educazione e formazione ai linguaggi dello spettacolo, soprattutto rivolta alle giovani generazioni del mondo della scuola e non solo, per avvicinarle al teatro come luogo di incontro, di riflessione, come mezzo di conoscenza. “E’ per questo – ribadisce l’Assessore Romina Sani – che l’ Amministrazione Comunale con molto impegno dedica e continuerà a dedicare risorse, passione e competenza alla diffusione della cultura teatrale, l’arte sociale per eccellenza.”

D

VI Cinigiano informa

www.comune.cinigiano.gr.it

informa
comune di

Cinigiano

Agosto 2010

Ambiente

“coN Gli occHi Dei BamBiNi”
30 aPrile teatro comUNale e cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare…(Ci vuole un fiore)” è su questa canzoncina che i piccoletti del Centro Gioco Educativo “Il mago delle Comete” di Cinigiano hanno dato inizio con un tenero girotondo allo spettacolo “Con gli occhi dei bambini” in ricordo di Gianni Rodari, scrittore straordinario per l’infanzia: il 2010 è l’anno di Rodari, perché ricorre il 90° anniversario della nascita, il trentennale della morte e i 40 anni dall’assegnazione del premio Andersen. L ’omaggio è stato organizzato e ideato dalla Consulta della Cultura del Comune di Cinigiano, presieduta da Alessandra Draghi, fortemente voluto e patrocinato dall’Amministrazione Comunale e condiviso dal corpo docente di tutte le scuole del nostro territorio. E’ merito di questo autore se la favola si sveglia grazie alla sollecitazione della fantasia che non ha più bisogno solo di re, regine, draghi, castelli, fate e maghi, ma si sveglia anche di fronte alla realtà più grigia, alla quotidianità, al problema sociale e alla vita familiare, e la magia sta nell’osservare tutto con ironia, ricorrendo al gioco, così importante per i bambini. “Sicuramente abbiamo raggiunto – spiega l’Assessore Romina Sani – quello scopo educativo e didattico che volevamo raggiungere; infatti gli allievi di materne, primaria e medie hanno dato vita allo spettacolo, partendo da un percorso didattico di avvicinamento e di conoscenza dei testi di Rodari, ed hanno svolto questo lavoro con grande impegno, riadattando quei testi attraverso l’interpretazione recitata, narrata e cantata, sfiorando così temi di grande spessore umano e sociale, il tutto incorniciato nella proiezione di disegni che i bambini hanno realizzato ispirandosi ai testi letti in classe. Lo spettacolo, presentato da Francesco Fabiani, alunno classe 3° media, ha visto il palcoscenico diventare esclusivamente dei bambini e dei ragazzi, così come esclusiva è stata l’attenzione di questo scrittore pedagogista per i giovanissimi”.

FeSta DeGli alBeri
Stre reSPoNSaBilità

UN’occaSioNe Per coNoScere le No-

L

N

ella mattina del 10 maggio gli alunni della scuola primaria e media hanno accolto con entusiasmo una specifica iniziativa scaturita da un progetto ambientale, finanziato dalla Regione a livello provinciale, coordinato dalla Comunità Montana Amiata Grossetano, diviso nelle quattro zone socio sanitarie (grossetana, amiata, colline metallifere, albegna), che ha come scopo la conoscenza e il rispetto dell’ambiente. L di giugno la ’8 classe 3° della scuola primaria e la classe 2° della scuola secondaria di primo grado di Cinigiano hanno partecipato in Comunità Montana alla festa finale del progetto di educazione ambientale della zona Amiata. In tale occasione – riferisce Alessandra Draghi quale referente dell’Istituto Comprensivo di Civitella Paganico per l’educazione ambientale – abbiamo preso visione del “video documentario” che è stato realizzato assemblando i vari video delle scuole partecipanti al progetto. Noi del Comune di Cinigiano, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, abbiamo messo a dimora 40 piantine di mortella e sondria e 5 lecci nel giardino della scuola primaria; inoltre, i ragazzi della scuola media hanno realizzato uno spettacolo teatrale il cui tema è stato” l’importanza degli alberi”. Il nostro Istituto è su due zone socio sanitarie, Grossetana con Campagnatico e Civitella Paganico, e Amiata con Cinigiano; pertanto le scuole del nostro Comune hanno potuto aderire, grazie alla collaborazione del Dirigente Scolastico Cinzia Machetti e dell’Amm.ne Comunale, due tipi di attività. Queste hanno guidato gran parte dei nostri alunni a: conoscere l’ambiente delle dune

www.comune.cinigiano.gr.it

VII Cinigiano informa

informa
comune di

Cinigiano

Lavori Pubblici
colo da parte di imprenditori locali e non locali. In considerazione di ciò – riferisce l’Assessore Giancarlo Baldi - l’Amministrazione Comunale ha ritenuto fondamentale inserire il territorio della frazione di Poggi del Sasso nel P .R.U.S.S.T. dell’Amiata, ed attuare tutte le politiche necessarie al riordino infrastrutturale pubblico e privato, finalizzato al recupero di una identità urbanistica definita che rivitalizzi e contribuisca all’economia del paese. Il Consorzio del vino Montecucco, nonché la realizzazione di una sala polifunzionale, di un emporio di generi alimentari, effettuati negli ultimi anni, stanno contribuendo lentamente a ridare vita a questo luogo. Ad oggi sono in corso lavori di realizzazione della piazza che ottengono contributi anche dalle Fondazioni Montecucco e MPS di Siena. Il relativo progetto redatto dall’Architetto Edoardo Milesi propone la rimodellazione dell’area attorno al nuovo centro civico attraverso la rimozione dell’attuale recinzione e la creazione di piani degradanti orizzontali tali da raccordare in modo morbido i vari accessi. La piazza sarà caratterizzata da una nuova pavimentazione in pietra, verranno posati filari di platani a delimitazione del percorso carrale e a protezione delle aree pedonali da attrezzare con vari arredi urbani. E’ prevista la realizzazione di un muro di contenimento per la formazione di un nuovo parcheggio, la realizzazione di una scala di accesso al sottostante parco pubblico e verranno completamente rivisti l’impianto di illuminazione pubblica e tutti i sottoservizi tra cui la predisposizione di canalizzazioni per la distribuzione del gas.

Agosto 2010

visitando l’oasi di San Felice; comprendere l’importanza della biodiversità visitando il museo di storia naturale di Grosseto; conoscere il parco della Maremma con i vari laboratori didattici; prendere coscienza del ciclo dei rifiuti visitando la discarica Cannicci. Credo che queste attività siano state importanti per far comprendere ai nostri ragazzi che il loro comportamento, in ogni occasione, ha alla base una conoscenza sempre più ampia e ricca e il rispetto di noi stessi, degli altri e di ciò che ci circonda.” L ’Amministrazione Comunale è lieta di vedere la Scuola, quale ente educativo e formativo, impegnata nell’importante compito di indirizzare i propri alunni verso scelte e comportamenti a favore dell’ambiente al fine di educare ad uno stile di vita corretto, creando così le basi di una cittadinanza attiva e responsabile. Un progetto importante che vede i giovanissimi avvicinarsi alla scoperta dell’ambiente, per conoscere ciò che li circonda e per capirne l’importanza, il valore ed anche le cause e gli effetti che l’azione dell’uomo può provocare al nostro ambiente.

“il cUore Del moNtecUcco aVra’ la SUa PiaZZa”
PoGGi Del SaSSo La frazione di Poggi del Sasso in questi ultimi anni è stata oggetto di importanti investimenti nel settore vitivini-

Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

VIII Cinigiano informa

www.comune.cinigiano.gr.it

IndOVInALA GRILLO
’indovina grillo dell’ultimo numero non era difficile per gli abitanti di Monticello anche se qualcuno ha detto “so dov’è, ma un so che è”. In effetti non è così immediato individuare a cosa potesse servire questa sorta di nicchia murale, ma già il vecchio nome con il quale è conosciuto questa parte di via Pantaneto: la Chioca, lascia subito intendere la funzione dell’oggetto di questo nostro vecchio indovinala grillo. E’ un vespasiano o latrina pubblica, sicuramente costruito nei primi del novecento. In questo nuovo numero andiamo ancora alla ricerca del vostro sapere, sapendo di essere “cattivissimi” buona fortuna.

L

Progetti

e cOMe dISSe
cAnI AMIcI deLL’UOMO ...Mica i pastrani! di Massimo Fabiani

U

n esperto cacciatore del nostro territorio, alcuni anni fa discorrendo con un caro collega di battuta venatoria, raccontò all’amico che da tempo, durante la notte, qualche animale si aggirava intorno alla sua casa facendo abbaiare i cani per lungo tempo. L’amico, attento al racconto, suggerì di controllare se ci fossero orme sospette intorno al podere, fra l’altro, non lontano dalla “macchia”. L’esperto cacciatore di lì a poco, seguendo il consiglio dell’amico, fece un accurato controllo ma di orme di animali non graditi nessuna traccia, però notò alcune impronte particolari di un “calandrato strano” e piuttosto grande forse un “45 stando stretti” disse. Da qui “ la memoria” va a alcuni oggetti scomparsi, galline stitiche di uova e in particolare il veloce calo del livello del gasolio nella botte. L’operazione si faceva ardua e il nostro provetto Derrick sollecitò l’amico a una collaborazione, che ricevette per qualche sera presso la sua abitazione, purtroppo senza risolvere il caso, anche se con il discorrere i moventi si stavano assottigliando: il calandrato era troppo simile a quello degli stivali di famiglia, che un 42 può nella “mota” diventare un 45 e che se cambi la “macchina”a benzina con una a gasolio è sicuramente più facile che il livello di quel carburante cali e se l’avvitatore lo trovi fra i giocattoli del nipote non è stato certo rubato, rimane solo da sapere perché questi cani ogni tanto abbaiano a nottate intere . Il caso non si poteva dire risolto, ma forse la bella stagione o le notti più limpide scoraggiarono qualsiasi avventore. Con l’arrivo dell’inverno le nottate a cani in coro si intensificaro-

no. Una sera, proprio da lupi, rientrando, il nostro uomo si ricordò di rimettere alcuni attrezzi nella “parata” per ricoverarli dalla pioggia e preso un vecchio impermeabile che da tempo sventolava appeso all’entrata, si salvò da una bella “zuppa” d’acqua. Il vecchio “pastrano” aveva compiuto il suo ultimo servizio, non era più adatto a svolgere il proprio lavoro di impermeabile, oramai mezzo rotto, e il nostro amico decise di buttarlo nel secchio. Da quella sera i cani non hanno più organizzato cori , non sarà mica che il canile ben visibile davanti alla parata lasciava ai cani, nelle giornate ventose, vedere il vecchio impermeabile agitarsi suscitando “l’ira funesta” dei più fedeli amici dell’uomo?, … mica del pastrano. Un “E come disse” un po’ sui generis un testo raccolto alcuni anni fa, raccontatomi promettendo la massima discrezione, parole che ascoltai con interesse in attesa della battuta, della canonica frase di epilogo che non arrivò mai, un testo forse più da novelle di Buzzati, con le dovute distanze, che per la nostra rubrica. Eppure c’è qualcosa in questo racconto, forse perché ascoltato dal sottoscritto pronto a sorridere o forse perché portatore di un messaggio semplice ma significativo,… non lo so, a voi la vostra impressione.

di Sani Fausto Imbiancature Interni ed esterni Trattamento soffitti-Travi-Correnti e Mezzane Finiture di interni - Rasature Armate Rivestimenti a cappotto

Via della Libertà, 7 - SANTA FIORA (GR) Cell. 328-2295449

gingillando

... fatti nostri 27

cInIGIAneSI InTReccIATI
di Carlo e Beppino Pistolesi

cORPO FILARMOnIcO “R. FRAncIScI”
I baby musicisti di cinigiano
iovedì 17 giugno si è svolto il saggio di musica della scuola “R. Francisci”. Durante il concerto, diretto dal maestro Francesco Fantacci, si sono alternati sul palco numerosi allievi che hanno eseguito brani di vario genere e stile. I ragazzi ci hanno fatto sentire le musiche dei più famosi film d’animazione della Walt Disney come Part of your world tratto da La Sirenetta, Friend like me del film Aladin, Chim Chim Cher-ee da Mary Poppins e Let’s go fly a kite. Abbiamo inoltre ascoltato pezzi che hanno segnato la scena musicale italiana e internazionale come Con te partirò di Andrea Bocelli, Buonasera signorina, I will survive per poi finire con My way di Frank Sinatra e due storici pezzi dei Beatles Let it be e Hey Jude. La scuola di musica “R. Francisci” svolge da anni un’importante attività, collocandosi come entità aggregante all’interno della nostra comunità. Ogni anno si rinnova la speranza del Corpo Filarmonico di avvicinare sempre più giovani al mondo della musica, ponendosi come loro punto di riferimento e di contribuire alla crescita culturale del territorio. Il Corpo Filarmonico ringrazia gli allievi della Scuola di musica per l’impegno profuso:
Al flauto dolce: Ivanna S. Martin, Nicole Tiberi, Michela Nerucci,Giacomo Ghinelli al flauto traverso: Sofia Guerrini e Ambra Canuti al clarinetto: Francesco Fabiani, Silvia Pallini, Gianina Biblekay, Ambra Galella,Veronica Rinaldi al sassofono: Orietta S. Martin, Iasmin S. Martin, Ginevra Tarsi, Emiliano Del Bue, Alessio Bambagioni, Rocco Pignattai, Gabriele Montani, Davide Fioravanti, Cecilia Scheggi alla tromba: Rachele Tarsi, Raffaele Bacci, Andrea Nerucci al trombone:Gian Marco Guerrini alla batteria: Edoardo Barbagli alla chitarra: Matteo Massai, Simone Panfi, Gabriele Rossi, Natasha Casini, Stefano Tavaroli, Giada Pierciballi, Filippo Corti, Daniele Fantoni, Daniele Chimenti, Gabriele Montani, Silvia Pallini, Davide Fioravanti.

i D i o t a N o D N a B B a l

S o S o i a a a m r l a a m o

e t N c c i m e m e l G r B r

r t c a H a r a r e N l B r o

a e e c S i N a N U N o a o l

F V r o a N V a l i G t r G l

i e o i i r a a c l N o a i i

N o N i N o t c r U o N o N Z

a t i r a t N a S e r G a a Z

c o l l e m a S S a r i N i a

F o N t e N a S S o e S o i G

G

Il Consiglio

AMBROGINA ARMANNI ASSUNTA BALENA BARBARA CARTA CERONI COLLEMASSARI CURIO DAMASO DOTTE FECCIA FONTENASSO GAZZILLORO GIANNINA GIOSE

GOBBO IDIOTA IGNOTO INGOLLAR L’ABBANDONATO MENTA MERIA NERCHIA SANTA RITA SCANSANO SCHIVARE SERAFINA TETTALUNGA TONINO TONTA

Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, scritti in orizzontale, verticale, diagonale, e anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le lettere restanti daranno il nome di un importante castello.

28 ... fatti nostri

gingillando

Un ROdAGGIO
“A tavoletta”

oco Pro L

ia Cinig

no

oramai consuetudine, in questo numero, portare a conoscenza i nostri soci dell’operato svolto nel primo semestre dell’anno. Avevamo ipotizzato, che visto il nuovo consiglio da rodare, di non esagerare con nuove iniziative e di lavorare al “restauro” del sito, della biblioteca e del magazzino, oltre ovviamente a mantenere le canoniche attività promozionali. Ma come ci capita spesso alcune collaborazioni proposte e alcune idee dell’ultimo minuto hanno fatto si che il lavoro svolto sia stato veramente impegnativo. Le danze delle iniziative sono state aperte con “La notte dei rivolti” che anche per questa edizione ha suscitato interesse a livello nazionale e contribuito notevolmente a far conoscere il nostro paese grazie all’interesse di importanti media (vedi fn marzo2010) nazionali. Appuntamento per la “redazione” con l’uscita di fatti nostri di Marzo. Per i primi giorni di aprile la rivista era già nelle case con la nuova veste grafica e con quattro nuove pagine rispettando a pieno la scadenza prevista. Per lo storico TREKKING in programma la seconda domenica di maggio, inserimento dell’evento nella manifestazione nazionale “voler bene all’Italia” adesione all’iniziativa proposta da Lega Ambiente patrocinata dalla presidenza della Repubblica e del Comune di Cinigiano. Il percorso, interessante, come al solito, ha visto

È

le degustazioni a base di Doc Montecucco, delle aziende Guerrini e Tagliabue. Consueta collaborazione con la lega trekking e il C.a.i. di Grosseto che hanno consentito il solito grande successo di partecipanti. Per l’ultima domenica di maggio appuntamento quasi decennale per WINE & BIKE appuntamento entrato di diritto nei calendari dei bikers che non amano le competizioni e si ritrovano a scoprire un territorio attraverso monumenti, paesaggi, aziende agricole e i suoi sapori degustando il vino della Doc Montecucco e altri prodotti della tradizione locale. Per le degustazioni in questa occasione c’è stata la visita alle cantine Nerucci per assaggiare un buon bicchiere di “Poggio Saragio” e al podere il Galletto del Savelli per un Sangiovese in purezza quale “Adry” per il pranzo finale gentili ospiti delle Colline Amiatine presso il Punto vendita “delle delizie” a Borgo santa Rita. Sia per il Trekking che per Wine & Bike abbiamo voluto preparare un pranzo denominato “del nome che non porta a casa” riprendendo un articolo apparso su queste pagine dove avevamo raccontato la storia di alcune pietanze tipiche della nostra Toscana ma con nomi decisamente forvianti tipo la Zuppa Lombarda la torta Mantovana ecc. Sabato 12 giugno abbiamo presentato il nuovo numero di … fatti nostri rescue dedicato alla figura del Capitano Bruchi, recensito anche in questa rivista. La programmazione promozionale ha visto due importanti eventi Motociclistici il primo con la collaborazione dell’amministrazione Comunale quello del MOTO GIRO D’ITALIA e del raduno organizzato dall’associazione dei geometri MOTO GEO RADUNO all’interno della loro festa nazionale in ambedue i casi abbiamo allestito un punto ristoro a base di Biscotti salati e fresco Vermentino della Doc Montecucco. Non è stata certo trascurata l’ordinaria attività dell’ufficio turistico e della biblioteca. Insomma un rodaggio per il nuovo consiglio con l’acceleratore un po’ troppo premuto.

dalle associazioni

... fatti nostri 29

PUBBLICITÀ ROSETTI

info@infissirossetti.it - www.infissirossetti.it - fax 0564.992114

30 ... fatti nostri

“GLI STRILLOZZI…”
Una voce per le nostre tradizioni
di Romina Sani
li Strillozzi ?! vi chiederete “ ma chi sono”? “…dagli di tacco, dagli pianino, so gli stornelli del gruppo cretino, fra una sedia e una poltrona, noi si cantano a Porrona…”, leggendo questa frase tratta dal brano “Stornelli di Montagna”, tutti potranno intuire di chi sto parlando: sì, sono loro! C’è chi li chiama i “befanai”, chi i “maggiaioli”, chi come loro stessi “il gruppo cretino”; ora finalmente posso presentarli ufficialmente come “Gli Strillozzi”, il gruppo popolare di Porrona che, dopo varie polemiche sono riusciti a darsi una denominazione simpatica ed originale, che piacerà a tutti!. Gli Strillozzi sono: Pellegro Giannetti (fisarmonica), Francesco Betucchi (fisarmonica), Giacomo Giannetti (chitarra), Velio Nerucci (capo gruppo), Samuele Bianchini, Irio Cherubini, Giannetti Giuliana, Graziano Medaglini, Riccardo Medaglini, Alessio Nerucci, Giuliano Nerucci, Fortuna Sacco, Egidio Vegni, Damiano Vegni. Canti, stornelli ed inni all’amore, alla propria donna, alla propria terra sono i brani con cui per tradizione il gruppo popolare dà il benvenuto al mese di maggio e all’arrivo, tanto atteso dai bambini, della befana, sorprendendo ed intrattenendo gli abitanti delle nostre campagne e paesi, con costumi e trucco appropriati per ogni occasione, e con quel pizzico di spontanea e ludica allegria che dà colore e calore alle tradizioni popolari. L’Amministrazione comunale, considerato l’impegno e la passione che il gruppo dimostra di avere con costanza, adesso che si è costituito ufficialmente, intende instaurare un legame di collaborazione per le varie manifestazioni o iniziative musicali, programmate nel programma culturale Terra e Qualità, al fine di valorizzare questo coro come tutti gli altri filoni (Coro La Monticellese, Corpo Filarmonico R. Francisci..) che mantengono e rivitalizzano la nostra identità culturale, anche elargendo loro piccoli contributi. E’ secondo questa linea di pensiero che Gli Strillozzi sono stati coinvolti dall’Assessorato alla cultura per esibirsi alla Festa di

G

S. Rita, 23 maggio, subito dopo la consueta benedizione delle rose, animando ed intrattenendo i presenti. Prossimo appuntamento sarà a Poggi del Sasso il 28 agosto ore 21.00. La mia curiosità mi ha spinto ad intervistare il gruppo popolare per capire come è nato e si è sviluppato fino ad oggi. Pellegro Giannetti, l’anello di congiunzione tra il gruppo originario e quello attuale, mi ha raccontato: “ questo coro è nato dalla tradizione dei nostri zii e babbi che andavano a cantare il maggio e la befana; nel tempo ho iniziato ad imparare anch’io quelle canzoncine e insieme a Pepi Fantacci, Angiolino Franci, Paolo Domizi, Armando De Rham decidemmo di dare continuità alla tradizione dei nostri cari, andando a cantare nei poderi con gli organetti a bocca. Nel mentre mi sono dilettato a suonare la fisarmonica “ad orecchio” e, quando alla fine degli anni 70, l’epifania non era più riconosciuta come festività, coinvolgendo altri soggetti, tra cui presenti tutt’ora, scegliemmo di accontentare i bambini e di continuare a fare la befana; e così siamo andati avanti fino ad oggi, vantando all’interno anche diversi giovani. Sono per questo molto soddisfatto e spero che tutti si impegnino a dare continuità alla nostra tradizione”. Due le peculiarità degli Strillozzi: la prima è senza dubbio il “ballo del riccio”, eseguito da Velio, Egidio, Graziano e Riccardo, difficile da descriversi, che richiama una consuetudine degli anni 70, quando nella stagione della trebbiatura, i lavoratori finita la dura giornata di lavoro si dilettavano in questo ballo in cannottiera e sul breccino alla porta di Porrona, divertendo e divertendosi fino a tarda notte. Secondo elemento peculiare è …Francesco Betucchi alla fisarmonica, che in arte ama essere chiamato Giacomo Rossini: lui, residente a Paganico, ha accettato la proposta dei porronesi di suonare nel gruppo con estrema felicità e disponibilità, tant’è che quando si esibisce sembra proprio uno di loro e non emerge la sua reale provenienza; i componenti del coro lo adorano per la sua professionalità nel suonare la fisarmonica e per lo spirito di allegria e simpatia che diffonde nel gruppo; unico accorgimento è di tenerlo a bada di fronte alle belle donne!!.

profili cinigianesi

... fatti nostri 31

“cOccOLe” PeR GALLIne e BOVI e OLIO PeR cASA
La Sondria nella nostra storia
di Massimo Fabiani
uesto articolo nasce da un suggerimento proveniente dagli amici del Bar Dante, il portavoce Arduino, che segnala questo interessante “ritrovamento” del quale suggerisce un approfondimento e la sua divulgazione. In effetti il testo recuperato è decisamente interessante anche per il periodo di riferimento, primi dell’ottocento, che ci consente di ampliare le nostre conoscenze relative a quegli anni: “ Al tempo del maire” come titolava il nostro ultimo articolo per la rubrica “dalla Storia” che trattava del periodo nel quale il nostro territorio faceva parte del Regno d’Etruria, dipartimento Ombrone con capitale Siena. Il testo dal titolo: Atti dell’Accademia Delle Scienze di Siena detta De’ Fisio-Cratici Tomo IX Siena 1808 è conservato nel suo volume originale in Inghilterra nella biblioteca dell’Università di Oxford. L’autore della parte a noi riguardante “Memoria sul sondrio” è il dottor Biagio Bartalini Pubblico professore di Storia Naturale e Chimica e Bottanica nella Regia Università di Siena e Vice –Segretario dell’Accademia dei Fisiocratici. Da pagina 201 andiamo a riportare il testo originale con il classico “bello scrivere” del periodo: “Se naturalisti, ed Agricoltori di confermata dottrina encomiano non poco i loro indigeni prodotti, ne suggeriscono ai suoi Concittadini i più rilevanti vantaggi, e con le stampe ne notiziano il pubblico, perché non fare noi altrettanto, che abbiamo un Territorio così ricco e fecondo dei tre Regni, che non la cede a qualunque altro paese?...” proseguendo nello scorrere del testo ci si addentra all’argomento che si intende trattare: “Nen men fe-

Q

condo trovasi il nostro suolo di vegetali adatti a somministrare pascoli i più squisiti, ed i più sapidi per cibo del bestiame, come in altro tempo vi ho narrato, né mancante trovasi di legni da intarsio, e costruzione, né di quelli, che somministrano gomme, e resine, di varj arbusti conveniente a ritraerne dell’olio, e in specie da quello conosciuto col nome di Sondro, o di Sondrio, che, per quanto a me sembra, parmi di non lieve utilità allo stato, soggetto del presente mio ragionamento.” L’autore riporta notizie sul Pistacia lentiscus, nome “Bottanico”, dell’arbusto Sondrio e ne descrive le sue virtù non soffermandosi eccessivamente sulla “sua bottanica descrizione” ritenendo la materia non sua, in pratica come fa il sottoscritto lasciando ad altro numero e a Massimo Crini o Giulia tale compito per la rubrica “papaveri e papere”. Ma entriamo nel merito per la quale il testo in questione ci riguarda direttamente: “ Dal frutto adunque di questo Arbusto si ricava dell’Olio, come praticavasi in tempi a noi assai lontani, ma come accader suole delle cose ancora le più interessanti che con zelo , e calore se ne imprende lo studio, con altrettanta facilità ben presto se ne trascura la memoria, perché alletta non poco la nuovità di qualunque genere essa sia.” Ancora dall’autore : “Dioscoride, come vi replicai, ci ha lasciato scritto che dalle sue bacche si ricava dell’olio, ce lo confermò il nostro Mattioli, e pochi altri Scrittori ci asseriscono lo stesso” …. “ Ho fatto diligenti ricerche per sapere se nel nostro Stato Senese si mantenga ancora l’uso dell’estrazione dell’Olio di Sondrio; ma delle notizie che ho potuto avere, a Cinigiano soltanto si ricava l’Olio dal Sondrio dalle povere persone, come da cortese lettera del Sig. Baccani, Proposto di detto luogo.. “ Non potevamo non verificare se il Baccani in questione non fosse l’allora famoso Maire di Cinigiano invece del parroco. La nostra ricerca conferma che in quel momento il parroco di Cinigiano è proprio un Baccani: Don Michele uno dei membri della famiglia, fra le più famose della storia del nostro paese , che sicuramente ha segnato un periodo molto

32 ... fatti nostri

dalle tradizioni

lungo della vita locale che va dalla fine del settecento fino alla fine dell’ottocento e parte del novecento. Di don Michele sappiamo, grazie alle ricerche storiche del recentemente scomparso Don Antonio Brandi, che nel 1782 assume la guida delle anime della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Cinigiano, suo paese natio, dopo essere stato parroco di Vicarello. Di lui un importante documento: una minuziosa descrizione della chiesa parrocchiale con disegno della pianta e un altrettanto preciso inventario dei beni e dei benefici della parrocchia, datato 1788. Lascia la vita terrena il 4 settembre del 1820 mentre aveva dato inizio ai lavori di restauro della Canonica. “… così si esprime” nella lettera Don Michele: ”Delle coccole di Sondro, o Sondrino raccolte, che sono quando sono mature, si macinano sotto la macina delle Olive, si riducono in pasta con tutta facilità, e sollecitamente, poi si riscaldano, e poste dentro alle solite gabbie dove si stringono le Olive comuni , si ottiene dell’Olio. Ordinariamente quando sono ben mature, da ogni staro di Coccola se ne cavano due boccali di olio, ma sono pochi quelli, che vi attendono,e paer la massima parte sono i poveri. Quando vi si applicano ne sogliono ricavare da 20 o 25 stara l’anno, ma applicandovisi se ne potrebbe fare una grossa raccolta, perché vi sono moltissime piante di Sondrio. I polli poi mangiano con avidità questa coccola, c’ingrassano molto, e le Galline fanno molte ova. Le sanse mangiate dai Bovi, che se ne cibano volentieri, ben presto si vedono ingrassati.” Prosegue l’autore descrivendo i vantaggi di questo olio. “Corre il decimo anno, che mi procurai due stara di detto frutto, ed usatali quella istessa manovre, che si richiede per infrangere le Olive, quella medesima feci usare per queste di Sondrio, e ne ottenni da circa due boccali per ogni staro, raccolta corrispondente a quella che fanno a Cinigiano. Dopo un tempo così lungo, e senza la più piccola diligenza usata a quest’olio, si è mantenuto limpido, e leggiero, ha conservato poco odore naturale, si è un poco irrancidito, come dal campione, che vi presento, ne potrete rimanere persuasi”.. Noi per interesse di campanile abbiamo preso in particolare considerazione la parte che riporta il testo che ci menziona ma l’autore si sofferma su altre importanti utilizzi dell’olio di Sondro come per fare i saponi, per la concia delle pelli, “per l’ingrasso dei cuoi”, per il consumo giornaliero dei “Lumi” oltre per il normale utilizzo alimentare e ne suggerisce anche l’esportazione nelle città dove ci sono produzioni delle

quali questo olio potrebbe sicuramente trovar mercato. Non manca inoltre di suggerire alcuni utilizzi del legno dell’arbusto da utilizzarsi per gli intarsi di ebanisti, per uso agricolo come sostegno di barbatelle o adatto per realizzare anche gli stuzzicadenti. La resina estratta può essere usata, per la sua caratteristica di non intaccare gli affreschi ed essere facilmente asportabile, per realizzare vernici adatte sia per semplici lavori sia per raffinate operazioni di restauro. Inoltre si propone anche l’uso farmacologico sia della resina che degli infusi con le foglie. Una pianta di tutto rispetto della quale si suggeriva di tenere in considerazione per l’innovazione economica del Regno d’Etruria . Non so fino a che punto questo testo abbia influenzato i risvolti economici del periodo che ne seguì ma leggendolo penso che potrebbe fare da buon suggeritore per lo sviluppo di un progetto a uso e consumo per un ‘azienda Agricola, Agrituristica o per un’associazione che intende rispolverare questa nostra antica attività. La cosa se potrebbe essere nuova per il nostro territorio non lo è per la Sardegna dove ancora oggi la pianta viene utilizzata per diverse lavorazioni compresa quella della produzione di olio anche se, visti i costi di lavorazione, si tratta di vere e proprie nicchie di mercato. Come ci capita nel nostro raccogliere il “vox populi” all’inizio non ha trovato molte informazioni poi, i soliti colpi di fortuna che capitano a chi “uggia” un po’ tutti. Una delle certezze emerse è che la pianticella è decisamente conosciuta nel territorio comunale con il nome di Sondria, anche se alcuni distinguono come Sondrio la pianta e i frutti come Sondria, e i suoi utilizzi nel nostro territorio sono più o meno quelli già elencati, in particolare l’uso primario era per la produzione dell’olio. Alla domanda “Conosci l’olio di Sondria?” l’espressione più garbata raccolta è stata “ uh!!! Madonnina quanto ci voleva pe’ fa un pochino d’olio”. Il periodo del quale abbiamo tratto le nostre interviste ci portano intorno agli anni ’quaranta o giù di lì, la spremitura: era solo raramente affidata alle macine dei frantoi, in quanto sporcava molto e rilasciava forti odori che potevano rovinare l’olio di oliva e poi i quantitativi non erano mai particolarmente importanti da giustificare la messa in azione e la ripulitura delle varie parti del frantoio, lavorazione che molto spesso coincideva con la normale frangitura delle olive. Ecco che spesso si faceva in casa, dopo la raccolta dei frutti, da farsi quando sono neri, diciamo in autunno, si metteva il raccolto in un sacco di juta e lo si lasciava a macerare per qualche giorno. Poi si riapriva

dalle tradizioni

... fatti nostri 33

Spremitura con i piedi in un agriturismo in Sardegna

il sacco per dare una pulita da foglie e rametti. Sulla seguente ripulitura ho trovato essere concordi tutti gli intervistati, anche se inconsci del fatto che poteva essere fatta prima di insacchettare, forse le parti non produttive per l’olio ma ricche di resine contribuivano a insaporire il frutto. Dopo questa operazione le “palline di Sondria” si mettevano in un recipiente per una settimana; passato i sette giorni si facevano bollire con acqua per oltre un’ ora, poi, con un mestolo forato o con uno fatto di rete fitta, si scolavano e si mettevano in una sacchetto, meglio se di lino. Successivamente, si utilizzava, a seconda della quantità del prodotto , un contenitore concavo( per piccoli quantitativi si usava anche una vecchia sassola della farina), mettendoci il sacchetto sopra e si pestava con le mani, ovviamente se il sacco era grande, si cambiava oggetto concavo e ci si saliva sopra con i piedi, i più fortunati utilizzavano dei torchi. L’estratto dal torchio o da altro sistema si rimetteva a bollire a fuoco lento e via via che si formavano in superficie le “bave” si toglievano, quando di queste

impurità non se vedevano più in gran quantità, si procedeva al raffreddamento e con un “ramaiolo” si raccoglieva delicatamente l’olio che veniva “a galla” stando attenti a non smuovere la parte sporca che si depositava nel fondo del recipiente. Fatto questo, il nostro olio si poteva imbottigliare, lasciandolo completamente raffreddare prima di passare alla chiusura della bottiglia o di altro recipiente. Anche la mi’ mamma racconta di essere andata a “raccattà” la Sondria, anche se a Castiglioncello non ce n’era molta, e si andava nella parte bassa, quella che guarda Cinigiano, infatti la pianta cresce fino ai seicento metri, “..e nonna Marfisia era brava per fare l’olio e quando la povertà era tanta si faceva anche l’olio di Sondria” dice mamma, e prosegue “poi quando si “stette meglio” si smise, non si faceva più l’olio ma si andava ugualmente a raccogliere la sondria per darla alle galline “che ci vanno matte”. Mi si racconta anche che c’era chi con la pianta ci faceva gli scopini per pulire il forno del pane “è il meglio legno” e altra notizia raccolta, che trascrivo con il dubbio con la quale mi è stata raccontata , racconta che con la semplice spremitura del frutto maturo ci si facesse una vernicetta, e come abbiamo visto ci starebbe, per segnare le pecore. Non mancano testimonianze che suggeriscono l’utilizzo dell’olio per la cottura dei “crogetti” o a crudo sopra un bell’arrostino anche di uccelletti, Gino mi dice che si ricorda che “Neno” il macellaio lo usava centellinato per la carne alla griglia. Mi piacerebbe assaggiarlo o come suggerito realizzare una sorta “di notte dei rivolti” dedicato a questo olio e alla pianta anche se la lavorazione se pur interessante è decisamente impegnativa, … mai dire mai Come al solito lasciamo il capitolo aperto, e come ci capita spesso, pronto a essere integrato con le vostre notizie. Un grazie a coloro ci hanno segnalato l’interessante testo che ha dato spunto a questo articolo segnaliamo che l’intero capitolo sul Sondrio è disponibile in rete e in fotocopia presso la nostra biblioteca comunale.

34 ... fatti nostri

dalle tradizioni

...PeR cHI cRedeVA cHe I BIScOTTI SALATI FOSSeRO SOLO dA MAnGIARe...
Passa per cinigiano una reazione a catena
di Irene Dari, Marina Sani, Saimo Cinelli.

uesto articolo vuole raccontare una singolare quanto straordinaria esperienza di noi tre ragazzi come tanti: Irene, Marina e Saimo. Per ben sette serate siamo stati protagonisti del programma estivo di Rai Uno più seguito nella fascia preserale: “Reazione a catena”. Una squadra vincente dal nome i “Biscotti Salati”. Non so quanti di voi, affezionati lettori di fatti nostri, lo abbiano mai seguito, ma per noi è sempre stato un programma cult! Anzi, precisiamo che per me e Marina (mia cugina) era così, Saimo (il mio fidanzato) c’è stato tirato per i capelli, non aveva idea in che razza di avventura sarebbe stato coinvolto! Anche se doveva immaginarselo: ogni Natale trascorso agli Stercolati lo avevano visto “costretto” a partecipare a giochi di società, giochi di carte e giochi di squadra …Ad oggi, visti i risultati,

Q

oltre a dire grazie alla nostra bravura e intelligenza, vorrei anche stringere la mano alla “Dea bendata” che, quando s’impegna, fa sì che da una semplice mail mandata per gioco, ti convocano per un provino e ti scelgono per andare in tv! Ma procediamo per gradi. 17 giugno 2010 ore 16: Firenze - Largo Alcide de Gasperi – Sede Rai. Senza nutrire eccessive speranze, ci siamo presentati al provino e la partenza, almeno all’inizio, non è stata delle migliori: come al solito ero in ritardo e di 30 minuti..! Entrati in una sala di registrazione ci hanno fatto presentare e con voce tremante e il cuore a mille risolviamo non senza colpi di scena i giochi simbolo del programma. Uno su tutti: io e Mari dovevamo far capire a Saimo la parola “Macellaio” e indovinate, senza esitazioni, diciamo: “Chi è Manicco?”. Saimo ovviamente risponde con sicurezza e lasciamo piacevolmente sorpresi i nostri provinanti. Usciamo dallo studio scettici, ma speranzosi. E infatti…. 19 giugno 2010 ore 13: la redazione di “Reazione a catena” ci avverte che siamo stati scelti. Si va in tv!! Immaginate la gioia! 24 giugno ore 8.50: Stazione di Roma Termini. L’avventura ha inizio. L’auto della Rai era fuori dalla stazione che ci aspettava per portarci agli studi televisivi in Via Tiburtina. Eravamo davvero emozionati, ma abbiamo subito avuto l’impressione di trovarci in un ambiente informale, giovane e senza pressioni. Ci hanno subito messo a nostro agio, anche se per noi

era surreale avere albergo, pranzo, cena, auto a nostra disposizione, un camerino, il numero 806, tutto per noi, dove ogni giorno un costumista arrivava per osservare e commentare i nostri abiti per la puntata e dove truccatori e parrucchieri ci sistemavano come modelle...Anzi, modelli, perché anche Saimo è stato truccato e pettinato! Alle ore 14, prima di iniziare la puntata, ci hanno spiegato come funzionava il gioco, ma l’unico a cui è servito è stato Saimo, così almeno ha saputo cosa aspettarsi visto che non aveva mai seguito il programma! Poi finalmente siamo entrati nello studio 8, piccolo ma coloratissimo pieno di pubblico e telecamere, e abbiamo iniziato a familiarizzare con l’ambiente. Dopo esser stati microfonati e aver fatto la prova “voce”, con tanto di targhetta con su scritto i nostri nomi, ci hanno accompagnato in quella che sarebbe diventata la postazione di gioco dei “Biscotti salati”. La tensione era già altissima! Ma c’è da dire che, una volta iniziato il gioco, ci siamo sciolti perché ci divertivamo veramente, sembrava di stare a casa a giocare a tombola...solo che a estrarre i numeri c’era Pino Insegno! Lui ci ha veramente fatto una bella im-

pressione. Sorridente e cordiale, pronto a scherzare sempre e con tutti, ci ha incoraggiato quando siamo stati in difficoltà e si è sinceramente congratulato quando abbiamo vinto. Tutte le persone

ficcanaso

... fatti nostri 35

con cui abbiamo avuto a che fare sono state squisite, ci siamo fatti delle sane risate, come se fossimo tra vecchi amici. E questo senz’altro ha contribuito al nostro “successo” nel programma. Abbiamo anche fatto degli scivoloni non da poco, soprattutto in geografia, ma diamo pure la colpa all’emozione! La parte di maggior tensione, ma anche la più intrigante, è stata “L’intesa vincente”. Come si capisce anche da casa, è il gioco che fa la differenza, perché solo la squadra che riesce ad indovinare il maggior numero di parole accede alla catena finale. Era fondamentale, perciò, riuscire a gestire le emozioni, che proprio in quel momento, puntualmente, ci travolgevano come un fiume in piena! E qui un po’ grazie alla calma con cui formulavamo le domande e un po’ anche per quel pizzico di fortuna durante le puntate, l’abbiamo spuntata per ben sei volte! Al gioco finale abbiamo vinto “solo” due volte ed è stata un’emozione veramente fortissima! In realtà noi saremmo stati lì a giocare per mesi ma non per i soldi, perché neanche guardavamo il montepremi (beh insomma…dopo tre puntate “senza portafoglio”, un po’ di euri avrebbero fatto davvero comodo!!) quello che ci animava era il gusto di giocare! Eravamo contenti di noi quando riuscivamo a chiudere una zip o a trovare il modo corretto di formulare la domanda per una parola che sembrava impossibile..e poi nel gioco finale la soddisfazione di

risolvere l’ultima catena è stata la prima sensazione importante, perché del fatto che abbiamo vinto dei soldi veri ancora non ci siamo resi conto! 30 giugno 2010 ore 18: Stazione di Grosseto. Di nuovo a casa alla vita di tutti i giorni, stanchi e dispiaciuti per esser stati sconfitti, ma orgogliosi e contentissimi dei bellissimi giorni trascorsi a Roma che, detto tra noi, hanno fruttato davvero bene!!! Alla fine di quest’esperienza di sicuro io e Marina smetteremo di stressare il resto della famiglia (compreso il povero Saimo che si è immolato per la causa) per costringerli a interminabili serate a Saltinmente, Taboo e Trivial Pursuit! Ci siamo cavate la voglia! Ma soprattutto la cosa più incredibile è che i “Biscot-

ti Salati” sono passati dalle dispense delle cucine di Cinigiano al prestigioso palcoscenico di Mamma Rai! (E non vi potete immaginare come lo Staff della Redazione Rai e soprattutto Pino Insegno hanno gradito i nostri biscotti!!!).

Non posso che esprimervi le mie congratulazioni e quelle di tutta l’Associazione Pro Loco Cinigiano. Siete stati veramente bravi e credo che abbiate offerto la migliore delle immagini che potesse esprimere la nostra terra, affidandosi alla vostra sana e genuina spontaneità. Ottima la scelta di un nome: “Biscotti salati” che sicuramente ben vi rappresenta e esprime l’anima del nostro territorio, non solo sotto l’aspetto gastronomico, che è quello più immediato, ma per quel mondo fatto di lavoro e di tradizioni che da lungo tempo esso rappresenta, quel biscotto salato che ti porti dietro quando vai via e a volte ti vergogni anche un po’ di averlo in borsa, però è unico e in null’altro c’è il sapore del tuo paese. Ammetto la vostra scelta, mi inorgoglisce e chi mi conosce mi ha detto se vi avevo suggerito io il nome. Chiarisco che non l’ho fatto, ma trovo che la scelta sia particolarmente azzeccata in quanto dimostra il vostro affetto per il nostro paese e di questo anche la pro loco è giusto che si senta compiaciuta ricordando che avete, frequentato la nostra associazione prima da semplici “partecipanti alla caccia al tesoro”, poi alla distribuzione dei volantini, poi all’ufficio turistico (Marina e Irene) e per Irene anche a organizzare giochi per i ragazzi e oggi nel consiglio e nella redazione, sinceri complimenti.

Massimo

rtmontenero@libero.it

SKY Installer Contratti e Assistenza Installazione e revisione impianti TV -Satellite Digitale T errestre

36 ... fatti nostri

ficcanaso

LA VOLPe
La “ladra di polli”
Di Massimo Crini
’ un mammifero onnivoro, che fa parte del: Regno Animale, Ordine Carnivori, Famiglia Canidi, Genere Vulpes, Specie Vulpes, Nome Volgare Volpe. E’ considerata il carnivoro selvatico con il più vasto areale di diffusione visto che può prosperare negli habitat più diversi, sia a livello del mare, che in alta montagna arrivando a sopravvivere a quote intorno ai 3200-3500 mslm. E’ presente principalmente nell’emisfero Nord, anche se è assente nelle zone desertiche del Sahara e del continente Americano. A causa della sua ampia diffusione gli studiosi ne hanno classificate più di 45 sottospecie; quella presente nel nostro paese è la Vulpes Vulpes. La volpe ha un muso allungato e affusolato, sovrastato da occhi intensi e molto acuti, le orecchie sono dritte appuntite e nere nella parte posteriore. Nonostante sia presente un leggero dimorfismo sessuale e le dimensioni diminuiscano dalle specie che vivono a nord a quelle che vivono a sud, un esemplare adulto è lungo 65-75cm, arrivando a pesare da sei fino a dodici chili circa, ha zampe corte con le dita di colore nero. Presenta una coda lunga, che misura 35-45 cm, molto folta, con la punta bianca. Il mantello, varia da specie a specie e dal periodo stagionale; in inverno il pelo è più folto e lungo, di colore più scuro, mentre in estate è più rado, corto e di colore più chiaro. Gli esemplari presenti nelle nostre zone hanno un colore rosso fulvo tendente al bruno sul dorso, mentre nei fianchi il colore si attenua diventando più chiaro e tendendo al grigio. Il ventre è ancora più chiaro, essendo di colore bianco-grigio. E’ un animale notturno, ma nei periodi in cui non viene cacciata la possiamo vedere attiva anche di giorno. Vive principalmente nei boschi, in zone ricche di vegetazione e in campagna dove riesce a procurarsi il cibo con maggiore facilità. Oggi viene rilevata la sua presenza anche nelle periferie delle città, o in parchi e giardini urbani molto grandi visto che può viverci indisturbata e riesce a reperire il cibo con estrema facilità potendo rovistare nell’eccessiva quantità di immondizia che il

E

mondo civile oggi produce. La razione giornaliera che gli necessità oscilla intorno ai 500gr, anche se varia in funzione del periodo stagionale e della presenza o meno di piccoli da accudire. La sua dieta è composta principalmente da selvaggina, uccelli, carogne,uova, ricci, rettili non escludendo bacche e frutta (compresa l’uva) specialmente in certi periodi dell’anno e non disdegnando polli e agnelli. Gli zoologi sembrano concordare che questa specie tenda ad escludere dalla propria dieta talpe e roditori in genere. Caccia al calare della notte o all’alba utilizzando prevalentemente due tecniche ovvero: o aspetta le sue prede che escano dal proprio rifugio e le attacca, oppure si avvicina a loro quasi strisciando sul terreno e quando si trova a debita distanza la assale. Sempre però, tenendo presente un percorso di fuga, che possa garantirle la tanto agognata incolumità. L’orma che lascia, mostra l’impronta delle unghie, dei cuscinetti digitali e di quello plantare ma, a differenza degli altri canidi, risulta essere più allungata.Gli esperti riescono a riconoscere dalle orme anche il tipo di passo che l’animale aveva quando le ha lasciate, perché al “passo” formano una linea a zig-zag, al “trotto” o quando striscia sul terreno le impronte assumono una linea retta e le posteriori coprono le anteriori, quando invece corre velocemente porta le impronte posteriori oltre le anteriori più o meno come fa anche la lepre. Può vivere in solitario, o in piccoli branchi detti anche gruppi familiari composti da un maschio e da cinque sei femmine con i loro piccoli. Sembra che all’interno del branco esista un rango gerarchico e un livello sociale che può essere compreso anche da individui di altri branchi grazie all’odore che ogni esemplare emana.Questa gerarchia serve prevalentemente per delegare solo gli esemplari migliori alla riproduzione. Dopo una gestazione di sette-nove settimane, possono partorire 3-5 piccoli, normalmente in primavera inoltrata, (aprile). Questi vengono inizialmente allattati e poi pian piano abituati a nutrirsi di cibo predigerito dalla madre e poi rigurgitato ai figli. Questo sistema è molto positivo per nutrire la cucciolata, perché permette alla madre di non portare le prede vicino alla tana dove sono protetti i piccoli e, allo stesso tempo, viene evitato a questi ultimi di uscire e spostarsi per la ricerca di cibo, esponendosi a pericoli da parte di altri predatori o diventando loro stessi delle facili prede.Durante le prime due settimane di vita dei piccoli la madre non li abbandona mai e si dedica esclusivamente all’allattamento, visto che il maschio pensa a nutrire la propria compagna. I piccoli usciranno dalla tana solo verso la quarta quinta settimana, mentre verso la sesta o la settima

papaveri e papere

... fatti nostri 37

saranno svezzati. Rimangono con la madre per circa dieci mesi, ovvero fino a gennaio-febbraio dell’anno successivo, per poi intraprendere vita propria, visto che hanno raggiunto anche la propria maturità sessuale, mentre la madre è già pronta per un’ altra gravidanza. Questo è il periodo più duro per i nuovi esemplari perché, se riescono a superare la prima fase di “adulti”, allora possono avere un … futuro. Durante questo periodo, i piccoli e la m a d r e , sono molto giocherelloni e oltre a crescere imparano tutte le tecniche di caccia e di sopravvivenza, che poi saranno affinate nella loro lunga vita che può arrivare fino a dieci-dodici anni…salvo imprevisti o fucilate varie. Durante la permanenza con la madre, quest’ultima non esita a cambiare il loro rifugio ogni qualvolta non si senta al sicuro, spostando tutta la famiglia. I rifugi di questa specie sono gli alberi con tronchi cavi, sotto grossi massi, all’interno di cespugli ma, spesso scava lei stessa le cosiddette tane o come si dice da noi le “buche”su delle scarpate impervie, in modo che le gallerie si sviluppino risalendo la massima pendenza. Talvolta dicono… le usurpa anche ai Tassi (Meles Meles) utilizzando uno stratagemma, ovvero lasciando i propri escrementi all’ingresso della tana di quest’ultimo, facendo sì che il suo legittimo proprietario la abbandoni.Quando invece attacca i ricci, questi, come reazione di difesa, fanno la palla, ed essendo ricoperti di spine, impediscono alla volpe di mangiarlo; allora quest’ultima urina sopra di loro che per non soffocare, si aprono e a questo punto non hanno più scampo. Questi, sono alcuni dei tanti aneddoti (non garantisco per la loro veridicità) che per antonomasia descrivono e definiscono la volpe come un animale furbissimo, dedito all’osservazione, subdolo, scaltro, diffidente e molto accorto nei suoi comportamenti e movimenti. Non a caso, nella storia, visto la sua estrema capacità di fare danni, è stata sempre oggetto di una spietata caccia, un po’ per diletto, come avveniva in Inghilterra con la famosa

e pittoresca caccia alla volpe a cavallo (oggi vietata), un po’ per necessità, perché è la maggiore portatrice della malattia denominata “rabbia” e per questo ha subìto e subisce tutt’ora degli abbattimenti controllati, con il fine di ridurre e limitarne il contagio. Non solo, essendo un abile predatrice, è stata oggetto di attenzioni un pò particolari da parte di allevatori e agricoltori fin dalla notte dei tempi, tanto da far diventare questi ultimi, forse i nemici più acerrimi della volpe, insieme a orsi, linci e lupi. La caccia viene fatta anche per limitare i danni che questa arreca al patrimonio venatorio, con l’ausilio di cani da buca che hanno il compito di far uscire i soggetti dalle proprie tane e di spingerli verso “le poste” dove ci sono ad attenderli fucili trepidanti.Visto la notorietà di cui gode, non solo come ladra di polli per eccellenza, ma anche come soggetto citato in favole e in numerosi aneddoti, colgo l’occasione per citarne alcuni, visto che potrebbero, a mio avviso, essere considerati come delle vere e proprie massime di vita da cui prendere spunto per riflettere meglio su tanti nostri comportamenti e modi di fare. La prima che mi viene in mente è “non fare come la volpe all’uva”ovvero nel proverbio si narra di una volpe che, non potendo raggiungere un bel grappolo d’uva, disse che tanto non lo voleva più perché questa era acerba. Spesse volte si disprezza ciò che non si può avere, invece di apprezzarne il valore o l’importanza a prescindere. Un altro modo di dire “E’ furbo come una volpe vecchia” ma visto che per ogni furbo ne esiste uno migliore a questo è stato aggiunto “Tutte le volpi alla fine si ritrovano in pellicceria” ovvero, nonostante la loro astuzia prima o poi l’uomo, il destino, la sorte riesce a prendersi la propria rivincita e chi crede di essere più furbo di altri presto o tardi, finisce per essere fregato. Forse, però l’interpretazione migliore o il significato più calzante è che i “furbi un giorno o l’altro finiscono male” e giustizia viene fatta. Meditiamo gente…meditiamo…

Mimosa Maglieria
di Mariotti Daniela & C.

P Don Sturzo, 5 .le Cinigiano (GR) Tel. 393.4646010

Produzione maglieria su misura Vendita al dettaglio su ordinazione

38 ... fatti nostri

papaveri e papere

QUI I VeRI MAccHeROnI
Farina ova e ranzagnolo
di Giulia Fabiani
chi, abitante di questa nostra terra, “fra il mare e la montagna”, non è capitato di trovarsi fuori dai confini amici, davanti a menù e leggere“maccheroni alla …”e senza pensare, la mente è andata subito a fotografare i cari e vecchi maccheroni della nostra tradizione, ma se si sono ordinati ci sono arrivati dei bei cannucciotti rigati dove pomodoro e “sugo“ (o ragù che sia), ben si apparenta; o come si racconta da Stribugliano ben si “appollaia” fra i“solchi”. Cercare la loro origine è cosa sicuramente ardua, ma tranquillamente possiamo dire che esistono da quando si è cominciato a fare la pasta, anzi, sono le molte autorevoli voci storiche di cucina a asserire che con maccheroni si intendeva qualsiasi tipo di pasta; basti pensare che di pietanze con farina e acqua spianate e cotte si trovano esempi in ogni dove. Ma sono sicuro che dalle nostre parti il concetto è chiaro, tanto che, penso che sono in molti a non avere dubbi che è la larghezza a stabilire i nomi esatti: dai tagliolini i più sottili, alle tagliatelle per poi trovare i maccheroni e infine le pappardelle,”..questa scala l’ho sempre saputa e non intendo che se ne discuta!”. Non mi permetto di ardire altro e lascio a Giulia informazioni più dettagliate. Infatti sembra si ignori quali origine abbiano i maccheroni. Divina, probabilmente: un buon piatto di pasta è una delle prove dell’esistenza di Dio! La pasta ha una storia molto antica e ricca di aneddoti che ha inizio circa 7000 anni fa, quando l’uomo, abbandonata la vita nomade, inizia a colti-

A

“Maccheroni per la scuola dell’infanzia”. Agriturismo Sant’Anna

vare la terra, scopre il grano, impara a lavorarlo sempre meglio, raffina la macinatura, lo impasta con l’acqua, spiana l’impasto e lo cuoce sulla pietra rovente. Per molto tempo la tradizione ha attribuito a Marco Polo l’introduzione della pasta in Italia di ritorno da un viaggio in Cina. Questa convinzione è stata però sfatata da molti documenti scritti che rivelano l’esistenza della pasta in Italia prima che il veneziano esplorasse il “celeste impero”. Il nome maccheroni è un nome utilizzato soprattutto nelle regioni del centro-nord d’Italia, anche se non in tutte le località. Anche qui da noi, nella nostra provincia non è riconducibile sempre alla stessa “pasta”. Il termine generico “maccheroni” è stato usato molto più spesso all’estero, dove è anche assimilato a quello di spaghetti, inteso quasi come un sinonimo di pastasciutta o pasta. Un umorista bolognese ne parlava così: «Fate una pasta d’ova e di farina, E riducete rimenando il tutto In una sfoglia, ma non troppo fina, Uguale, soda e, sul taglier pulito, Fatene tagliatelle larghe un dito…..»

40 ... fatti nostri

gioie e sapori

Un modo semplice e curioso di dare quella semplice ricetta che tutti noi conosciamo e che soprattutto nelle domeniche d’inverno padroneggia sulle nostre tavole. Il maccherone è una pasta fatta nel rispetto della tradizione locale con farina impastata esclusivamente con uova e tagliata a striscioline di varia dimensione. Ecco come si prepara la pasta sfoglia: gli ingredienti base sono la farina, circa 120g per ogni uovo, uova, considerandone uno a persona, un pizzico di sale. Facciamo la fontana con la farina e mettiamo le uova, amalgamiamo con una forchetta, in modo che le uova prendano la farina. Si lavora, poi, con le mani stando attenti che non diventi troppo dura, ci regoliamo con la farina in base alla consistenza. Facciamo riposare la pasta per una mezz’ora e poi la tiriamo con il ranzagnolo. Facciamo delle strisce con la pasta e le arrotoliamo, andiamo poi a tagliare delle striscioline di circa un cm o a piacimento, e il “gioco” è fatto! Un noto proverbio dice: “è come mettere il cacio sui maccheroni!” e se usato con il giusto intento è vero! Un opportuno modo di dire per fatti favorevoli!

Fiocco Rosazzurro
Bucci Viola Di Roberto/Magini Stefania Grosseto 07/04/2010 Via donatori del sangue n. 2 Cinigiano Gheta Sarah Laura Di Florin Ciprian/Janca Georgeta Grosseto 08/04/2010 Via borgo alla croce n. 2 Catocci Camilla Di Riccardo/Machetti Savina Grosseto 16/04/2010 Via della Chiesa n. 2 Sasso d’Ombrone Jaku Amarildo Di Ylber/Jaku Alma Grosseto 10/05/2010 Via Cosenza n. 2 Sasso d’Ombrone Ranieri Filippo Di Rossano/Quattrini Simona Grosseto 17/05/2010 Via Firenza n. 4 Cinigiano Chmielewska Lena Renata Di Michal Marcin/Nazarczuk Barbara Katarzyna Grosseto 31/05/2010 Via Botroncupo n. 14 Cinigiano Tavaroli Flavia Di Federico/Gorelli Daniela Grosseto 18/06/2010 Via Circonvallazione n. 2 Cinigiano Machetti Matteo Di Fabrizio/Chiezzi Silvia Grosseto 18/06/2010 Loc. Casa Mazzi n. 1 Poggi del Sasso

gioie e sapori

... fatti nostri 41

“PAne AMORe e FAnTASIA”
Il diritto a essere bambini

I

bambini della scuola dell’infanzia di Cinigiano, nell’anno scolastico 2009/2010, sono stati coinvolti in un progetto sull’alimentazione dal titolo “Pane amore e fantasia”. Abbiamo scelto questo famoso titolo perché racchiude nelle parole che lo compongono i principali diritti dei bambini: il diritto ad alimentarsi - il diritto all’amore - il diritto ad esprimersi nelle modalità tipiche dell’età attraverso il gioco, la creatività il diritto ad essere bambini. Il progetto si è svolto durante tutto l’anno scolastico attraverso molteplici attività: laboratori di manipolazione e cucina, lettura di racconti e invenzione di storie, poesie e filastrocche, canti corali, produzione di elaborati individuali e collettivi utilizzando materiali e tecniche diverse, uscite didattiche

cibo, atto a tutelare la salute individuale attraverso una corretta alimentazione: sapere quali sono i prodotti del territorio e, soprattutto, conoscere gli ingredienti semplici e genuini che li compongono rispetto agli alimenti sofisticati che si trovano in commercio. promuovere nei bambini un comportamento responsabile atto a tutelare l’ambiente che li accoglie come un grande tesoro per i prodotti della sua terra e per il patrimonio naturalistico e culturale che rappresenta. Prendere esempio da tutti coloro che, negli anni, hanno amato la nostra terra e ci hanno permesso di vivere in un luogo speciale “con la consapevolezza delle responsabilità che abbiamo nel privilegio di viverci”. Le maestre, a nome dei bambini della scuola dell’infanzia e dei genitori, ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa splendida giornata. Morena e Sabina le maestre della “ SCUOLA DELL’INFANzIA”

BORGO SAnTA RITA
Festa delle rose
di Romina Sani
“Se io so parlare le lingue degli uomini e degli angeli ma non posseggo l’amore: sono come una campana che suona come un tamburo che rimbomba….” (Dall’ Inno dell’Amore) ita da Cascia Lotti al secolo Margherita Lotti. Ancora oggi è tramandata la leggenda delle api. La leggenda narra che mentre i genitori di Rita erano occupati a mietere Lei si trovava sotto un albero dentro una cesta. Un contadino si ferì con la falce ed abbandonò il lavoro per andare a farsi medicare, passò davanti a Rita e vide delle api intorno alla cesta e con la mano ferita tentò di allontanare. La ferita si rimarginò. Le api non punsero la piccola Rita ma le depositarono il miele nella bocca. Questo dalla tradizione è considerato il primo miracolo di Santa Rita. Nella chiesa di San Rita, a borgo S. Rita, è viva la devozione alla Santa, di cui si celebra la memoria del 22 Maggio, con buona partecipazione dei cittadini. Viene celebrata la Santa Messa e benedette le rose, come da tradizione. La benedizione delle rose ricorda un episodio della vita di Santa Rita. La Santa, nel gennaio 1457, mentre era malata nella sua cella monastica di Cascia, chiese ad una cugina di portarle da Roccaporena una rosa della sua terra. La tradizione afferma che Dio esaudì questo desiderio e la parente di Rita poté raccogliere per lei una rosa sbocciata in inverno, tra la neve. Invocazione al Signore che concede generosamente grazie spirituali e materiali a chi Lo invoca, perché si degni di benedire queste rose, che sono per noi un omaggio alla memoria di Santa Rita. Ella ebbe miracolosamente una rosa a conforto della spina che l’associò per quindici anni alla passione redentiva di Gesù. Che queste rose portino speranza, fortezza, salute, gioia e pace nell’imitazione di Santa Rita. “…. ecco perché l’Amministrazione Comunale ha risistemato le fioriere del borgo con bellissime rose “

R

sul territorio. L’ultima uscita si è svolta il 12 maggio presso l’Agriturismo Sant’Anna a Cinigiano ed è stata promossa e organizzata dal signor Fabiani Massimo, in rappresentanza dell’Associazione Pro loco e dell’Amministrazione Comunale che ha gentilmente offerto il pranzo. La proprietaria, la signora Anna, ha coinvolto i bambini nella preparazione dei “maccheroni” e dei biscotti salati che sono stati degustati insieme a prosciutto e formaggio, rigorosamente locali, e una buonissima crostata con marmellata di prugne e ciliegie naturalmente fatte in casa. La signora Anna ha permesso ai bambini l’esplorazione di ogni parte della sua azienda: la cucina, l’orto, la carciofaia, il laghetto con le rane, le arnie delle api, il parco giochi, i prati, e la piscina. I bambini hanno vissuto un’esperienza plurisensoriale particolarmente significativa; li abbiamo invitati ad utilizzare i loro sensi con maggiore consapevolezza: cogliere suoni, rumori,colori, sapori, esplorare la realtà con i sensi ed interiorizzarla attraverso i sentimenti e le emozioni. Questa giornata ci ha offerto l’opportunità di sottolineare e consolidare gli aspetti fondamentali del progetto sull’alimentazione: promuovere nei bambini un comportamento consapevole, rispetto al

42 ... fatti nostri

notiziando

cAMPO eSTIVO “FILO MAGIcO”
Una settimana per crescere
di Federica Spacca Guerrini

S.S. cInIGIAnO..
UnA STAGIOne dA PROTAGOnISTI
Lasciamo il commento della stagione calcistica, al responsabile stampa, del sodalizio Bianco-azzurro, che settimanalmente ci delizia con le pagelle sulla domenica dei ragazzi dell’Elfetto e su altre vicende societarie attraverso il notiziario ufficiale “Le Ficarì”. nnata ricca di soddisfazioni per la gloriosa S.S.D. Cinigiano, che dopo la scorsa stagione, non certo brillante, regala ai suoi “afecionados” momenti di pura gioia calcistica....e cosa non da poco, l’imbattibilità casalinga (solo col Montiano abbiamo perso a tavolino) unico rammarico... essere arrivati ad un solo punto dalla zona play off che ci avrebbero permesso di lottare per la promozione.....ma veniamo alle note d’orgoglio, il nostro Manu (Emanuele Panfi) ha fatto man bassa di premi, oltre al titolo di re dei bomber (20 gol in 24 partite) si aggiudica anche il premio di miglior giocatore della categoria.....già da subito s’è scatenata un’asta (si ma della tenda!!!) attorno al suo nome..... il Liverpool propone lo scambio con Torres ma Maso non cede..... ci vuole ben altro per privarsi del goleador di Poggio la pietra!!!!

D

opo molti anni, quest’estate a Cinigiano, si sono rivisti bambini zaino in spalla e cappellino in testa, pronti a partire con lo scuolabus per il campo estivo. L’associazione Gemma Blu, con la collaborazione della Pro Loco Cinigiano e con il patrocinio del Comune di Cinigiano, ha organizzato una settimana di campo estivo al campeggio “il Lucherino” a Monticello. La risposta dei genitori e dei bambini è stata eccezionale, si sono iscritti 28 bambini dai 7 ai 12 anni, provenienti da Cingiano e dalle varie frazioni del comune: Poggi del Sasso, Sasso d’Ombrone, Santa Rita, Monticello Amiata e dal paese di Stribugliano. Un’esperienza breve purtroppo, perché per motivi organizzativi, non abbiamo potuto prolungare l’iniziativa, ma davvero intensa e ricca. Il “filo magico” è il titolo che abbiamo dato a questi 5 giorni insieme. Il filo magico è quel filo invisibile che unisce tutti e tutto, in una comunicazione costante tra noi e tutto ciò che ci circonda, la nostra famiglia, i nostri amici, ma anche il posto in cui viviamo, la natura. Un filo di cui spesso siamo inconsapevoli, ma che esiste e che noi stessi “lanciamo” collegandoci a ciò con cui comunichiamo. La comunicazione era proprio il tema conduttore di molte delle attività svolte, per far percepire ai bambini che per comunicare spesso le parole non servono, che si può trasmettere, ad esempio, un’emozione attraverso un gesto, uno sguardo, un sorriso. Nelle caldissime giornate al campeggio i bambini hanno fatto teatro, hanno ascoltato storie, hanno giocato, creato, cantato e si sono rinfrescati nella piscina del campeggio che diventava improvvisamente piccola quando eravamo tutti in acqua! Sono stati cinque giorni davvero intensi: la mattina nel bosco, poi prima di pranzo un bagno rigenerante e poi tutti al ristorante il Lucherino, dove i bambini sono stati coccolati come in famiglia. Patrizia ha cucinato per loro con grande amore, preoccupandosi costantemente della loro soddisfazione e conquistandoli con un “sugo” eccezionale. Nel pomeriggio c’era il momento delle attività artistiche e creative: collage, pittura disegno e poi, dopo la merenda, tutti a casa. Il tempo è volato e arrivati a venerdì tutti avremmo voluto continuare. Ci siamo salutati con la promessa di rivederci a settembre….e le promesse vanno mantenute!

A

il “direttore” de “Le Ficari’ Sergio Fabiani

dalle associazioni

... fatti nostri 43

La nostra rubrica, si lancia, insolitamente, oltre i confini regionali verso un territorio, quella della vicina provincia viterbese affidandosi ai racconti degli amici della pro loco di Monticello Amiata.

“dOMenIcA In ALLeGRIA”
Anche nella “città che muore”
a ProLoco di Monticello Amiata quest’anno ha organizzato una gita sociale ribattezzata per l’occasione “domenica in allegria”. Dopo tanto pensare e tanto girovagare alla ricerca di un luogo non tanto impegnativo come distanza e consono per rendere tale avvenimento divertente, piacevole interessante alla molteplicità di età delle persone che vi avrebbero partecipato, la scelta è ricaduta su Bolsena con il suo lago ed i suoi monumenti mistico religiosi e Civita di Bagnoregio, detta “la città che muore”. Dopo aver concordato il programma della giornata, aver preso i vari accordi per il viaggio,per il pranzo e per le visite è stata decisa la data:9 di maggio. Grande è stata la soddisfazione per il numero dei partecipanti giovani e meno giovani tra cui il nostro consigliere Celso Pollini che con i suoi 82 anni è stato il veterano ed il portabandiera del gruppo. Arriva il giorno stabilito,ore 7,30 del mattino:PARTENZA!Facciamo l’appello!...Siamo tutti?!?!..NO. Manca il “Bipede” e sì che per farlo essere puntuale gli era stato comunicato mezz’ora di anticipo sulla partenza. Ma ecco finalmente arriva con la sua tranquillità e simpatia che non ti permettono neppure di arrabbiarti anzi…ti allietano immediatamente la mattinata così tutti sorridenti…partiamo!!Dopo circa un’ora di viaggio mentre percorriamo la valle del paglia il pullman si ferma in un ampio spazio contornato da prati e tutti gli occupanti pensano ad un guasto invece d’accordo con l’autista(il monticellese Romeo richiesto apposita-

mente per l’occasione)la Pro Loco offre una Colazione nella Prateria!!Vengono sistemati i tavoli ed allestito un ricco buffet con dolci fatti in casa(un ringraziamento alle donne del paese che hanno contribuito)biscotti salati, affettati bibite e vino. Dopo esserci rifocillati a dovere ripartiamo ed arriviamo a Bolsena dove trascorriamo la mattinata visitando i monumenti e passeggiando lungo il lago. E’ l’ora del pranzo ed eccoci tutti già seduti al ristorante per gustare un ricco e buonissi-

L

mo pranzo. Appena la nostra cassiera Federica ha saldato il conto ripartiamo alla volta di Civita ma subito nel pullman ci accorgiamo di avere delle “scimmie” con noi che ci porteremo a casa. Nonostante la non breve strada per arrivare a Civita non possiamo non apprezzare la caratteristica bellezza di questo borgo. Ripartiamo per il nostro paesello , ma prima di arrivare c’è tempo per la cena; un plauso particolare merita il nostro cuoco Sergio in arte “Vissani” che nell’occasione si è sbizzarrito nel preparare acciughe sotto pesto in diversi modi ed una spettacolare (anche come quantità) acquacotta. Ore 22,00 ARRIVO! Arrivederci alla prossima gita…..

info: www.civitadibagnoregio.it www.comunebolsena.it

44 ... fatti nostri

girellando intorno casa

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful