You are on page 1of 2

Mirko Ruffoni UN LIBRO SCOMODO SU NIETZSCHE

Nel deserto prodotto dal nichilismo e dal frenetico consumismo in cui siamo immersi vi ancora chi senza pregiudizi ideologici o moralistici, e partendo da fatti concreti, cerca il senso, la Verit nelluomo. quello che fa il nuovo libro di Ren Girard e Giuseppe Fornari, Il caso Nietzsche. La ribellione fallita dellAnticristo. Lopera esamina il problema pi drammatico delluomo, quello della violenza, che viene ricondotto allinsorgere della rivalit, con implicazioni di vasta portata che vanno oltre il caso personale del pensatore tedesco. Ren Girard, il grande antropologo francese autore di testi fondamentali come La violenza e il sacro, nei cinque saggi che formano la prima met del volume, constata con logica stringente il meccanismo che guida la vita del grande filosofo: la mimesi, limitazione di Wagner. Le prove a sostegno della tesi esposta da Girard non sono difficili da verificare, perch limitazione non esterna a noi ma parte costitutiva della nostra vita, il filo conduttore della nostra stessa esperienza. Nietzsche imita Wagner come noi cerchiamo di imitare il nostro miglior amico o la persona famosa. Per fare quello che cercano tutti: uscire dalla folla anonima. Questo per ci pu portare a vedere chi imitiamo come il nostro rivale, il nostro mortale nemico. Per liberarcene siamo disposti perfino ad ucciderlo, e la cosa diventa ancora pi facile quando qualcuno diventa il nemico di unintera collettivit. Niente di pi facile, allora, che scaricare tutta la propria violenza su questo nemico, che diventa la nostra vittima, il nostro capro espiatorio. Solo la Rivelazione giudaico-cristiana e in particolare i quattro testi della Passione ci rendono coscienti di questo processo. Grazie al tanto disprezzato senso di colpa cristiano si profila un fatto oggettivo: la presenza della vittima innocente, che invece le antiche religioni sacrificali, rappresentate in Nietzsche da Dioniso, volevano uccidere come colpevole. Da qui nasce unalternativa prima inconcepibile: lempatia, la piet, la preoccupazione moderna verso la vittima. Un percorso che Nietzsche rifiuta non riconoscendo il suo desiderio e auspicando il ritorno a un impossibile neopaganesimo. Una strada poi percorsa dal nazismo e dai regimi totalitari. Quello che tutti evitano accuratamente di vedere o far vedere la vittima. Nietzsche l'ha contraddittoriamente percepita, ma solo Girard comprende il punto capitale dellintuizione e lo sviluppa concretamente. A livello personale meglio fare i conti con questa conoscenza, senza il risentimento da cui era affetto Nietzsche. Lesperienza del filosofo, da sempre considerata un inno alla libert, viene cos smascherata nella sua illusoriet. Il vate del relativismo e di ogni attacco alla Tradizione cristiana ne diventa inaspettatamente e inesorabilmente una bruciante conferma. Conferma non di coloro che ne sono portavoci, spesso indifferenti allesegesi girardiana, ma del suo messaggio. Giuseppe Fornari, indicato esplicitamente da Girard come il suo erede intellettuale, nella seconda met del volume, scandaglia, sviluppa e intravede con passione e coraggio non quello che condanna Nietzsche ma quello che, grazie alla sua esperienza, testimonia la verit del nostro desiderio e ci pu salvare. La follia che chiude drammaticamente la vicenda umana di Nietzsche viene integrata nellesame complessivo delle vicende di questo grande filosofo, per il quale la vita sempre stata punto di applicazione delle sue teorie, e insieme maschera con cui coprirne le vere motivazioni. Attraverso le vicende e le riflessioni di questo pensatore, Fornari effettua lanalisi di uno dei temi cardine del messaggio cristiano: lira dellagnello, cio la visione della vittima martoriata dagli uomini, alla quale Nietzsche ha cercato di opporsi, senza riuscire alla fine a resistervi.

Direbbe Calvino che Fornari vede chi e che cosa in mezzo allinferno non inferno, per farlo durare e dargli spazio". Il problema della rivalit si pu risolvere, il cristianesimo pu offrire strumenti per orientare la mimesi, limitazione di un modello non rivalitario. Una teoria che si aggancia alla grande tradizione cristiana dellimitatio Christi, sviluppata da Fornari con il tema della imitazione buona nellaltro suo densissimo libro Fra Dioniso e Cristo. Il caso Nietzsche un libro portavoce di una verit bruciante, quella appesa a una Croce, una verit sulla quale, come per tutti i libri di Girard e Fornari, stato steso in sostanza un velo di riserbo o silenzio, anche e proprio dai media cristiani che ne dovrebbero essere i massimi, entusiasti, diffusori. Il silenzio assoluto ed esemplare di Famiglia cristiana su Girard, linteresse del solo Espresso, il fatto che le opere di Girard in Italia siano state edite perlopi da Adelphi, sono indicativi del momento di estrema confusione in cui stiamo vivendo e del messaggio trasversale in esse contenuto. Qualcuno, del resto, lo aveva previsto: Nessuno profeta in patria . Se gli autori di questo libro apocalittico possono dire con san Paolo che il tempo si fatto breve, bisogna purtroppo aggiungere che dovranno aspettare a lungo, perch il loro lavoro sia conosciuto e riconosciuto e limitarsi a constatare il continuo ed immediato riscontro delle loro affermazioni nella realt dei fatti quotidiani, nel disfacimento della famiglie, o nei grandi eventi internazionali come l11 settembre. Non sar facile che trovino lettori aperti a quella straordinaria esperienza dello Spirito che il testo in grado di far rivivere, ma lo Spirito insegna che non mai detta lultima parola. un libro al quale si potrebbe forse applicare proprio la frase profetica di Nietzsche: Vengo troppo presto.