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PANORAMA

INNOVAZIONE

Agenza digitale, lItalia si allinea allEuropa


di Domenico Pennone
Tra i principali obiettivi per il prossimo futuro delle istituzioni comunitarie, la promozione di collegamenti ad Internet veloci e accessibile a tutti attraverso un'azione di investimento in ricerca e innovazione. Una sfida difficile che il Dl semplificazioni tenta ora di vincere

l Dl Semplificazioni n. 5/2012) introduce una serie di importanti novit per cittadini e imprese in materia di digitalizzazione e innovazione. Grazie a un maggior utilizzo dellinformatica e del Web, il provvedimento punta infatti a semplificare e a sburocratizzare la Pa. Per esempio, abrogando oltre 300 leggi ormai obsolete e, grazie soprattutto al maggiore utilizzo della telematica, intervenendo sia sul fronte dei rapporti tra Pa, cittadini e imprese. Tra le principali novit per i Comuni, lobbligo di rilasciare certificati di residenza in tempo reale e listituzione di nuove procedure - veloci e senza tempi di registrazione - per Anagrafe e stato civile. Anche le aziende sarannocoinvolte in questo processo di semplificazione, soprattutto in materia di avvio di impresa. Il Governo, entro lanno, si infatti impegnato ad abrogare tutte le norme che attualmente regolano questo ambito, semplificando il sistema di autorizzazioni e comunicazioni obbligatorie. Le procedure amministrative, che oggi fanno capo agli Sportelli unici per le attivit produttive saranno, ove possibile, unificate in ununica procedura che far ampio ricorso a servizi telematici. In materia di controlli, inoltre, gli enti interessati dovranno pubblicare sul proprio sito istituzionale e sul sito www.impre-

sainungiorno.gov.it, la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese in ragione di dimensione e settore di attivit. Sul sito dovranno inoltre essere indicati criteri e modalit di svolgimento delle relative attivit. Prevista anche la costituzione di una Banca dati nazionale dei contratti pubblici, attraverso la quale si dovranno svolgere le attivit di verifica dei requisiti richiesti per partecipare alle gare. ALLINEAMENTO Ma la vera novit, in materia di modernizzazione dei rapporti tra Pa, cittadini e imprese prevista dallarticolo 49 del Dl che prende in esame lallineamento del nostro Paese allAgenda digitale europea. LAgenda digitale, presentata nel maggio 2010 dalla Commissione Ue, una delle sette iniziative previste dalla strategia Europa 2020. Strategia che fissa gli obiettivi per la crescita europea da raggiungere entro, appunto, il 2020. Lintento quello di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione per favorire linnovazione e la crescita economica. Si punta, insomma, ad applicare alcuni principi di innovazione che passano attraverso la realizzazione di un mercato unico digitale ma anche, laumento dellinteroperabilit e degli standard di dispositivi, applicazioni, banche da-

ti, servizi e reti. Il tutto, consolidando la fiducia e la sicurezza on line dei cittadini, contrastando la criminalit informatica e garantendo il rispetto della riservatezza dei dati personali. Infine, tra i principali obiettivi dellAgenda digitale, la promozione dellaccesso a Internet veloce e accessibile a tutti attraverso investimenti in ricerca e innovazione. Larticolo 49 del Dl 5/2012, nellintento di fare proprie queste indicazioni, prescrive: azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare lofferta di connettivit a larga banda, a incentivare cittadini e imprese allutilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacit industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi. OBIETTIVI PER LITALIA Otto sono gli obiettivi indicati nel Dl Semplificazioni: a) realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle comunit intelligenti (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilit, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la sanit; b) promozione del paradigma dei dati aperti (open data) quale modello di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, al fine 25 FEBBRAIO 2012 - n 7-8

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di creare strumenti e servizi innovativi; c) potenziamento delle applicazioni di amministrazione digitale (e-Government) per il miglioramento dei servizi ai cittadini e alle imprese, per favorire la partecipazione attiva degli stessi alla vita pubblica e per realizzare unamministrazione aperta e trasparente; d) promozione della diffusione di architetture di cloud computing per le attivit e i servizi delle Pa; e) utilizzazione degli acquisti pubblici innovativi e degli appalti pre-commerciali al fine di stimolare la domanda di beni e servizi innovativi basati su tecnologie digitali; f) infrastrutturazione di ultimo metro per favorire laccesso alla rete Internet in grandi spazi pubblici collettivi quali scuole, universit, spazi urbani e locali pubblici in genere; g) investimento nelle tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario, al fine di rendere lofferta educativa e formativa coerente con i cambiamenti in atto nella societ. Dunque, non solo infrastrutture e stesura di cavi o installazioni di antenne, ma anche una diversa concezione dellinnovazione che punta in primo luogo a creare servizi al cittadino e maggiore possibilit di accesso degli stessi ai servizi. CABINA DI REGIA Per garantire che tutto ci possa tradursi in interventi concreti stata istituita unapposita cabina di regia. Ne fanno parte il ministero dellEconomia, quello dello Sviluppo economico e quello della Funzione pubblica. A guidare la strut25 FEBBRAIO 2012 - n 7-8

tura sar il ministro Francesco Profumo che, insieme al ministero dellUniversit ha la delega per linnovazione e la competenza sullAgenda digitale. Nel corso della prima riunione del 9 febbraio scorso, sono stati stabiliti i sei assi su cui si articoler lAgenda digitale italiana e listituzione di altrettanti gruppi di lavoro. La cabina di regia, che ha il compito di accelerare il percorso di attuazione dellAgenda, in raccordo con le strategie Ue, dovr predisporre una serie di interventi normativi da attuare tra marzo e giugno 2012. I sei gruppi di lavoro, suddivisi in base ai principali obiettivi della strategia, agiranno in raccordo con i ministri. Ciascuno di essi sar coordinato dai referenti del ministero maggiormente coinvolto sui vari temi e vedr la collaborazione di tutti gli altri dicasteri. In aggiunta saranno organizzati gruppi di lavoro tematici che coinvolgeranno, di volta in volta, i principali attori pubblici e privati del settore. I gruppi saranno cos articolati: Infrastrutture e sicurezza, coordinato dal Mise; e-Commerce, coordinato dal Mise e dal dipartimento per lEditoria; e-government e Open data, coordinato da Miur e Mfp; Alfabetizzazione informatica, coordinato da Miur e Mfp; Ricerca e investimenti, coordinato da Miur e Mise; Smart communities, coordinato da Miur e ministero della Coesione. Ciascun gruppo di lavoro dovr, preliminarmente, censire le iniziative in corso, quindi recepire lagen-

LAdsl in Italia
Copertura netta* Tra 0% e 5% Tra 6% e 50% Tra 51% e 75% Tra 76% e 85% Tra 86% e 95% Piu del 95% Totale Comuni Numero Comuni Popolazione residente 860 2% 266 1% 399 2% 536 4% 1.734 31% 4.299 60% 8.094 100%

da europea, individuare le migliori pratiche, ricostruire una visione strategica, definire il quadro finanziario di riferimento, predisporre le azioni normative e progettuali e valutare le relative ricadute. Tra gli obiettivi ritenuti prioritari ci sono lo sviluppo delle Smart communities, ma anche le azioni per la realizzazione di infrastrutture a banda larga e possibili sgravi fiscali per le imprese che sviluppano il business attraverso il commercio elettronico. AD E ATTORI LOCALI Importanti novit anche sul piano dei rapporti interistituzionali, come il rafforzamento del coordinamento tra ministeri, Regioni ed Enti locali. Previsti anche nuovi investimenti con possibili interventi finalizzati a sostenere il venture capital che investe in start up innovative. Le azioni saranno decise e coordinate dal ministero per lo Sviluppo economico insieme al Miur. Gli attori locali saranno coinvolti essenzialmente attorno ai progetti legati alle cosiddette smart communities, i cui interventi saranno coordinati dal ministero della Politica di coesione utilizzando le risorse comunitarie gestite dal ministro

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Utenti Internet

Fabrizio Barca e finanziati con un bando da 200 milioni di euro per lo sviluppo di comunit a innovazione ecocompatibile. Per il futuro, lobiettivo quello di evitare dispersioni in progetti non coordinati e, soprattutto, confusione nella loro gestione. Un utilizzo ragionato, insomma, che eviti gli sprechi, le duplicazioni e gli errori dei passati progetti connessi alle politiche di e-Gov. Gli Enti locali si muoveranno essenzialmente nel quadro del progetto citt intelligenti (Smart Cities), ora parte integrante dellAgenda Digitale, promuovendo interventi legati ai temi del risparmio energetico, ma anche dei sistemi di connettivit diffusa e alla qualit dellaria delle metropoli. I consumi energetici ed i trasporti sono, infatti, i principali responsabili dellinquinamento e per migliorare lambiente delle nostre citt non si pu non partire dalla necessit di cambiare radicalmente le abitudini dei cittadini, puntando a limitare i consumi energetici, gli spostamenti, la gestione dei rifiuti, la logistica, il lavoro, ma anche il tempo libero. Costruire, insomma, la citt del domani, dove ad esempio, i trasporti pubblici sia-

no meglio utilizzati grazie a maggiori informazioni o a modalit di pagamenti unificati, favorendo la mobilit su rotaia pi che su strada, e scoraggiando e rendendo meno conveniente luso dellauto. Si dovr anche puntare a migliore i sistemi di gestione delle reti di illuminazione, integrandoli con le reti a banda larga riducendone i consumi grazie alla tecnologia Led. Esistono gi, in tal senso, alcuni interessanti esempi europei, dove il sistema dilluminazione in grado di supportare anche la trasmissione hotspot wifi, sistemi informativi per i turisti, il monitoraggio ambientale o reti semaforiche intelligenti. SMART CITY In questo senso, il provvedimento sulla Semplificazione potrebbe andare a integrare il lavoro che gi si sta facendo per la diffusione dellopen data, ovvero, della messa a disposizione dei dati in possesso della Pubblica amministrazione per le aziende che intendono utilizzarli per promuovere nuovi servizi. Unazione in grado di aiutare uno sviluppo sostenibile che parta proprio dalla realizzazione di nuove applicazioni che uti-

lizzano quei dati. Il progetto Smart City si configura, quindi, come una sorta di progetto-Paese che coinvolge tutti i livelli della pubblica amministrazione e potrebbe consentire lutilizzo dei fondi strutturali ancora disponibili e quelli previsti dal 2013 al 2020. Le nuove start up potrebbero essere favorite anche dalle recenti norme che prevedono la nascita di societ semplificate con un euro di capitale riservata agli under 35 o, aumentando la disponibilit di capitale di rischio, utilizzando il fondo per la innovazione a cui dovrebbero essere destinati 50 milioni di euro al venture capital. Si punta, insomma, alla nascita di nuovi distretti tecnologici, con forti criteri di specializzazione e concentrazione territoriale delle competenze e con un forte coinvolgimento della Pubblica amministrazione locale, quale sperimentatore attivo di nuove tecnologie ed applicazioni nella logica delle Smart City. PA APERTA Ma le amministrazioni locali vengono coinvolte direttamente anche nella nuova idea di Pubblica amministrazione aperta e trasparente, prevista sempre dallAgenda digitale. LAgenda digitale auspica, infatti, una Pa capace di favorire la partecipazione attiva dei cittadini, puntando a ridurre i costi e i tempi dei servizi offerti. Anche in questa direzione vi la piena adesione ai temi dellOpen access dei dati pubblici (Open data) ed stato previsto il potenziamento del portale nazionale dat.gov.it varato lo scorso 18 ottobre. 25 FEBBRAIO 2012 - n 7-8

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Gli obiettivi, in questo caso, sono quelli di consentire al cittadino decisioni informate; favorire lo sviluppo di applicazioni e modelli imprenditoriali di successo; garantire la trasparenza e quindi la responsabilit dei politici per i loro atti. Si punter, inoltre, ad avere amministrazioni aperte e interoperabili puntando sulla semplificazione della documentazione prodotta e alla loro diffusione per via telematica. In tal senso, la scelta dei sistemi informatici da usare, definitivamente in favore del software open source, superando le soluzioni chiuse e proprietarie, cos come previsto dalle recenti modifiche del Codice dellamministrazione digitale. CLOUD COMPUTING Unaltra importante condizione posta dallAgenda digitale e che coinvolge direttamente le amministrazioni locali quella che prevede la gi accennata creazione di una infrastruttura nazionale di cloud computing, ovvero, la possibilit di portare i dati, i server e le applicazioni disponibili su uno spazio virtuale, non necessariamente collocato presso le singole amministrazioni. Tale soluzione, utilizzando soluzioni standard, dovrebbe offrire minori costi di gestione e un servizio sempre garantito. Le Regioni che ospiteranno i data center, i siti in cui i server e i dati vengono conservati, dovrebbero essere quelle del Sud, percorse da dorsali potenti della connettivit internazionale, in particolare Sicilia e Sardegna. Infine, lAgenda digitale, si occuper di uno degli aspetti di maggiore debolezza 25 FEBBRAIO 2012 - n 7-8

Numero di Enti Comune con dominio .it con sezione trasparenza sul sito*

del nostro sistema rispetto al panorama europeo: quel 40% di italiani che a oggi non usano Internet. Infatti, pur avendo una rete sufficiente per sostenere lofferta di servizi digitali, lItalia continua ad avere on line servizi inefficienti e soprattutto poco utilizzati. Il Governo, ritenendo giusto e indispensabile luso del web nel dialogo fra Pa e cittadini, considera ora prioritario assicurare una maggiore diffusione di Internet, anche rispetto allobiettivo di garantire alte prestazioni della Rete. In questo senso, lobiettivo del Governo quello di garantire subito lInternet di base per tutti i cittadini, ovvero anche a quel 6% di

italiani non ancora raggiunti dalla Rete ad alta velocit, per poi pensare allo sviluppo della fibra ottica superveloce da 100 megabit. Unimpostazione nuova per cui la connettivit (non necessariamente quella ad alta velocit) va sempre e comunque assicurata alle famiglie e alle imprese puntando anche sui grandi spazi pubblici come scuole, piazze, locali pubblici. Alle azioni dinvestimento in infrastrutture saranno cos affiancate azioni per far crescere la domanda di Internet, anche, per il momento, senza laltissima velocit, ma migliorando la qualit dei servizi e soprattutto la capillare diffusione della rete l di connessione di base.

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