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Cervus elaphus corsicanus (Erxleben, 1777)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

*2,4

M E

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA CERVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Cervo sardo

Sistematica ed identificazione Tale sottospecie si differenzia dal Cervo europeo per le minori dimensioni (da 70-80 Kg nelle femmine a 120-130 Kg nei maschi) per il colore del mantello pi scuro e per i palchi, nei maschi, che hanno uno sviluppo minore con un minor numero di punte (4-5 per asta). Laltezza alla spalla di circa 100 cm nei maschi e di circa 80 nelle femmine. Habitat, ecologia e biologia E specie che vive in fitte foreste mediterranee. Rispetto al Cervo europeo il ciclo riproduttivo risulta anticipato di un mese con picco nella prima met di settembre. Durante tale periodo i maschi emettono una serie di bramiti e si battono per il possesso delle femmine. Tra aprile e maggio, la femmina, dopo un periodo di gestazione intorno agli 8 mesi, d alla luce un piccolo che viene allattato per circa 3-4 mesi e segue la madre nel branco. Il piccolo ha un abito pomellato che mantiene fino allautunno successivo, diventando indipendente dopo 8-10 mesi di vita. Fattori di minaccia La specie in forte declino fino agli anni 70, ha parzialmente recuperato le sue popolazioni dopo gli anni 80. Nonostante lattuale situazione di incremento numerico (stima di 1500 esemplari in Sardegna) sempre minacciata dalla modificazione dellhabitat (in particolare gli incendi boschivi) e dal bracconaggio.

Distribuzione E specie originariamente diffusa in tutta la Corsica e la Sardegna ed introdotta in tempi assai antichi. La distribuzione attuale interessa la Sardegna (aree dellArburese, del Sulcis e del Sarrabus).

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Capra aegagrus (Erxleben, 1777)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

2,4 VU

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA BOVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Capra selvatica

Sistematica ed identificazione E specie progenitrice delle capre domestiche (peso sui 50 Kg) con altezza alla spalla di 60 cm, simile allo Stambecco e caratterizzata da dimorfismo sessuale con maschi di taglia maggiore, corna pi lunghe, con barbetta e una striscia scura al centro del dorso e delle spalle pi accentuata. La coda corta e portata bassa, eccetto durante i corteggiamenti. Habitat, ecologia e biologia La popolazione di Montecristo vive in un ambiente prevalentemente rupestre con vegetazione di boscaglia od ad arbusti sparsi intercalati ad affioramenti di roccia e pietraie con copertura di arbusti tipici della macchia mediterranea (Erica, Cisto, Rosmarino). Si accoppia ad agosto-settembre e la gestazione di circa 5 mesi. La femmina, prevalentemente in febbraio-marzo, partorisce un piccolo, raramente 2. Laccrescimento rapido e la maturit sessuale raggiunta a 1,5 anni. Laspettativa di vita, nellisola di Montecristo, intorno a 11-12 anni. E specie che si nutre di fronde, erbe aromatiche e che pu avere interferenza sulla rinnovazione di alcune piante, come il Leccio, a causa dellalimentazione a carico di ghiande e novellame. Fattori di minaccia Fino ad un recente passato il bracconaggio rappresentava un fattore limitante sulla crescita della popolazione; venuta meno tale pratica la consistenza della popolazione dellIsola di Montecristo andata crescendo, passando dai 270-350 capi della seconda met degli anni 70 ai 770 capi dellinizio degli anni 90.

Distribuzione La diffusione della specie molto ampia ed interessa Asia Minore, Caucaso, Turkmenistan, Iran, Balucistan, Sind occidentale e India. E stata introdotta in alcune isole del Mediterraneo (Creta, Cicladi, Sporadi) e popolazioni di capre domestiche rinselvatichite vivono in alcune zone europee come il Regno Unito. In Italia presente unicamente nellIsola di Montecristo (Arcipelago Toscano, Tirreno centrale) e tale popolazione rappresenta lunico esempio nel nostro paese di capre viventi allo stato selvatico da epoca antica.

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Capra ibex (Linnaeus, 1758)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA BOVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Stambecco

Sistematica ed identificazione E una capra dalle forme tozze e robuste, altezza alla spalla di 70-80 cm, con dimorfismo sessuale accentuato; i maschi sono dotati di lunghe corna che si incurvano allindietro e provviste di anelli frontali ben spaziati e prominenti e femmine hanno corna nettamente pi piccole e senza nodosit. Il colore dominante della pelliccia in estate grigio fulvo o grigio rossastro nei maschi ed di un marrone pi chiaro nelle femmine. I maschi hanno taglia maggiore (65-130 Kg) delle femmine (40-65 Kg). Habitat, ecologia e biologia E specie ottima arrampicatrice che frequenta aree poste tra i 1600 e i 2800 m in inverno e tra i 2300 e i 3200 m in estate, in ambienti sempre al di sopra del limite della vegetazione arborea, frammisti a rocce e in situazioni di notevole pendenza. I quartieri di svernamento sono caratterizzati da versanti esposti a sud e sud ovest. In novembre i maschi effettuano combattimenti per stabilire le gerarchie. Gli accoppiamenti avvengono in dicembre gennaio e dopo circa 6 mesi di gestazione le femmine partoriscono, generalmente alla met di giugno, 1-2 piccoli. Laccrescimento rapido e la maturit sessuale viene raggiunta a 1,5 anni. Si nutre delle erbe degli alti pascoli alpini, pi raramente di foglie, gemme e dinverno anche di muschi e licheni. Pu competere per le risorse trofiche con ovini e caprini domestici. Pu essere moderatamente predata da Lupo e Lince, mentre i piccoli possono essere preda di Volpe e Aquila reale. Fattori di minaccia Superata la fase di declino avvenuta nella seconda met del 19 secolo, causata soprattutto dallo sfruttamento venatorio, la specie, grazie alla protezione accordatale e ad operazioni di reintroduzione, ha iniziato una fase di ascesa a partire dagli anni 60. In Italia, negli ultimi 10 anni si registrato un deciso incremento numerico che portato la specie a superare i 7000 capi, con un incremento annuo intorno all8%.

Distribuzione Una volta diffusa su tutta larco alpino, la specie si estinta nella quasi totalit dellareale. Il successivo recupero delle popolazioni ha interessato parte dellareale storico. Attualmente la specie presente, anche se ancora con areale pi o meno frammentario, in Francia, Svizzera, Austria, Germania e Italia. E stata introdotta in Slovenia e Bulgaria. In Italia le colonie pi consistenti sono presenti nella parte occidentale delle Alpi.

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Ovis orientalis musimon (Pallas, 1811)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

2,4 VU

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA BOVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Muflone

Sistematica ed identificazione E specie che assomiglia ad una slanciata pecora domestica (peso: 35-50 Kg nei maschi e 25-40 Kg nelle femmine), altezza alla spalla di 65-75 cm ed caratterizzata da accentuato dimorfismo sessuale, con maschi muniti di pesanti corna spiralate e di colore marrone rossastro con una grossa macchia chiara sul dorso (sella) e femmine pi piccole, con corna assenti (popolazione sarda) e di colore marrone chiaro uniforme. Habitat, ecologia e biologia E specie che frequenta zone rocciose alternate a vegetazione erbacea ed arbustiva, anche al livello del mare. Introdotto in aree pedemontane e alpine, raggiunge in estate gli ambienti tipici del Camoscio. In tali aree le nevicate possono rappresentare un fattore limitante per la specie e determinarne notevoli spostamenti. I maschi penetrano in ottobre-novembre nei branchi femminili e dopo confronti gerarchici hanno luogo gli accoppiamenti. La gestazione di circa 5 mesi, i parti sono in marzo-aprile. Viene partorito solitamente un piccolo, ma a volte anche 2. Laccrescimento rapido e la maturit sessuale raggiunta a 18 mesi. E specie che bruca lerba sul terreno, ma si nutre anche di fogliame di arbusti ed alberi e non disdegna piante aromatiche e secche. Pu competere per lo spazio e lalimento con cervidi e camosci. E predata da mammiferi carnivori (come il Lupo) e grossi rapaci, che attaccano soprattutto i giovani. Fattori di minaccia In Italia specie in graduale espansione a causa soprattutto di introduzioni effettuate al di fuori dellareale storico (Sardegna). La popolazione sarda, dopo il minimo storico raggiunto negli anni 70 con circa 300 capi, andata migliorando e si stimano attualmente i 3000 capi. Nellisola i fattori di minaccia sulla specie sono soprattutto rappresentati da bracconaggio, pastorizia e cani vaganti.

Distribuzione E specie a vasta distribuzione, da alcune isole mediterranee (Cipro, Corsica e Sardegna) allAsia minore attraverso lArmenia, lIraq, lIran, il Turkestan, lAfganistan ed il Pakistan fino allIndia settentrionale. In Sardegna la specie stata introdotta in epoca storica, a partire da forme di pecora gi in parte domestiche e successivamente rinselvatichite. In tale isola diffusa con numerosi nuclei disgiunti (Monte Albo, Supramonte, Gennargentu - Monte Tonneri, Monte Fenalbu - Monte Orosei) e con popolazioni introdotte a Capo Figari e Isola dellAsinara e Monti del Limbara.

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Rupicapra pyrenaica ornata (Neumann, 1899)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

*2,4

M E

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA BOVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Camoscio appenninico

Sistematica ed identificazione La specie, pi piccola e pi slanciata rispetto allo Stambecco, ha altezza alla spalla di 70-80 cm e peso di 25-45 Kg. Presenta corna uncinate in ambedue i sessi (meno uncinate e pi sottili nelle femmine) e colorazione della pelliccia marrone chiaro destate e marrone scuro dinverno. Ha una macchia golare estesa fino al petto e nella livrea invernale ha due tipiche bande chiare dorsali e sui quarti posteriori, caratteri che la distinguono dal Camoscio alpino. In passato ritenuta una sottospecie R. rupicapra, una recente revisione la riconosce come sottospecie di R. pyrenaica. Habitat, ecologia e biologia E specie che frequenta le aree boschive intervallate da pareti rocciose scoscese, radure e canaloni, praterie di altitudine. Durante lestate i gruppi di femmine con i piccoli e i maschi subadulti frequentano le praterie tra i 1200 e i 1700 m, mentre dinverno la specie frequenta le quote tra i 1000 e i 1300 m. I maschi adulti sono solitari e frequentano il bosco tutto lanno, raggiungendo per le femmine durante il periodo riproduttivo. Si accoppia in novembre e dopo circa 6 mesi di gestazione, tra maggio e giugno, la femmina partorisce un piccolo, raramente 2. Laccrescimento rapido e la maturit sessuale raggiunta a 15-16 mesi. La dieta prevalentemente rappresentata da graminacee (festuca, avena, paleo) e leguminose (trifoglio), integrati da cespugli. Gli ovini domestici possono competere seriamente con questa specie per le risorse trofiche e lo spazio vitale. I piccoli sono predati da Volpe e Aquila reale, mentre gli adulti possono essere attaccati dal Lupo. Fattori di minaccia Negli ultimi 30 anni, lincremento osservato degli effettivi (circa 600 individui nel Parco Nazionale dAbruzzo) e le reintroduzioni nelle aree della Maiella e del Gran Sasso, non la mette al riparo dai rischi che derivano dal numero ancora ridotto di esemplari e dalla ristrettezza dellareale. Il bracconaggio e il randagismo possono influenzare negativamente laffermazione dei nuovi nuclei reintrodotti.

Distribuzione E una sottospecie endemica dellAppennino centrale. Quasi ridotta allestinzione dopo la 1 guerra mondiale, oggi presente, oltre che nelle aree storiche del Parco Nazionale dAbruzzo, grazie ad operazioni di reintroduzione effettuate a partire degli anni 90, nei parchi nazionali della Maiella, del Gran Sasso e monti della Laga. La specie, a distribuzione sud occidentale europea, presente oltre che nellAppennino centrale, anche nella catena dei Pirenei (sottospecie pyrenaica) e sui Monti Cantabrici (sottospecie parva).

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Rupicapra rupicapra (Linnaeus, 1758)

DIRETTIVA HABITAT CATEGORIA IUCN STATUS CHECKLIST ENDEMISMO INTRODOTTO

Phylum: Classe: Ordine: Famiglia:

CHORDATA MAMMALIA ARTIODACTYLA BOVIDAE

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nome italiano: Camoscio alpino

Sistematica ed identificazione La specie molto simile al Camoscio appenninico (altezza alla spalla 70-80 cm e peso di 25-45 Kg), se ne differenzia soprattutto per le corna un po meno sviluppate e la livrea invernale uniformemente scura ad eccezione della mascherina facciale bianca e nera. Presenta corna uncinate in ambedue i sessi (meno uncinate e pi sottili nelle femmine) e colorazione della pelliccia marrone chiaro destate e marrone scuro dinverno. Habitat, ecologia e biologia E specie che frequenta, tra i 1000 e i 2500 m, le aree forestali, intervallate da pareti rocciose scoscese, radure e canaloni, cespuglieti, boscaglie, praterie alpine e pietraie fino allorizzonte nivale. Le femmine ed i giovani tendono a frequentare le aree al di sopra del bosco, mentre i maschi adulti solitari occupano generalmente quote meno elevate. Dinverno si ritira verso zone pi basse occupate da bosco e pendii rocciosi. Si accoppia da ottobre a dicembre e la femmina, dopo circa 6 mesi di gestazione, partorisce un piccolo, raramente 2. Laccrescimento rapido e la maturit sessuale viene raggiunta ad un anno. La dieta rappresentata da diverse specie di graminacee e leguminose (trifogli). Pu competere per le risorse trofiche e lo spazio vitale con il Muflone e gli ovini domestici. I piccoli sono predati da Volpe e Aquila reale. Gli adulti possono essere attaccati da Lupo e Lince. Fattori di minaccia Dopo aver fatto registrare, sino agli anni 50, una riduzione dellareale e della consistenza delle popolazioni, la specie attualmente in espansione (stima di circa 75.000 capi sullarco alpino italiano). Tuttavia in talune aree possono verificarsi situazioni di prelievo antropico eccessivo (caccia, bracconaggio), mentre possibili effetti negativi su alcuni nuclei demografici sono stati registrati in aree dove stato introdotto il Muflone.

Distribuzione La sottospecie rupicapra diffusa con buona continuit in tutto larco alpino, ed stata reintrodotta in Nuova Zelanda. La specie, con diverse altre sottospecie, diffusa in tutte le regioni montane dellEuropa centro orientale, fino ai Monti del Caucaso ed alla Turchia.

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