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PARTE 1: PARLAMENTO

FINANZIARIA
Rispetto agli anni passati – così mi è stato detto, perché io non c’ero – la Finanziaria di quest’anno è
una passeggiata. Ma in questi giorni non mi sono divertito per niente, vedendo la maggioranza
compatta nel bocciare tutti i nostri emendamenti: non per motivi di merito (in molti casi,
chiedevamo cose che Berlusconi aveva promesso in campagna elettorale), ma semplicemente
perché li avevamo presentati noi. Potrei farvela lunga, ma se siete interessati vi rimando al blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/12/finanziaria-2009-tagli/ . Qui mi limito solo a
sottolineare un taglio clamoroso di 134 milioni di euro agli asili non statali (ossia comunali
oppure parificati), che quindi saranno costretti ad aumentare le rette oppure a chiudere:
considerando che un bambino italiano su tre va in un asilo non statale, perché in quelli statali non
c’è posto per tutti, è davvero una bella mossa.

DOPPIO INCARICO
Tra gli emendamenti bocciati, ce n’è uno che ha fatto molto discutere: l’Italia dei valori aveva
proposto di abolire il doppio stipendio per i parlamentari che hanno anche incarichi di governo. È
difficile pensare che un sottosegretario si dimetta da parlamentare, visto che la legislatura dura 5
anni ed il governo può durare anche pochi mesi, ma almeno si può stabilire che – finché dura il
doppio incarico – la carica di parlamentare è mantenuta, ma lo stipendio no; poi, lasciato il posto
di sottosegretario, si ricomincia a percepire lo stipendio di parlamentare. Nonostante Di Pietro non
abbia mai rinunciato al doppio stipendio quando era ministro, a me sembrava un emendamento
ragionevole e quindi l’ho votato. Gran parte del Pd, invece, ha votato contro, dicendo che l’idea era
giusta ma bisognava presentarla in un’altra sede, discutendo dei tagli di tutti i costi della politica.

MISSIONE IN GEORGIA
A proposito di voti in dissenso dal partito, il più pesante è stato quello sulla missione in Georgia:
tutti i gruppi parlamentari a favore, io no. Non contestavo la missione in sé – anche se, come
obiettore di coscienza, l’idea di mandare 4 tornado in Afghanistan mi turbava parecchio – quanto il
suo finanziamento: hanno attinto soldi anche dalle poche briciole rimaste alla cooperazione
internazionale. Se vi interessa, qui c’è il mio intervento:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/19/missione-ue-in-georgia/ . A questa mia
astensione sono seguite polemiche, non nel Pd (dove anzi hanno apprezzato la mia onestà) ma
sulla stampa: Italia oggi si è esibita in un numero di dietrologia clamoroso. Se volete leggere
l’articolo e la mia risposta, sono qui: http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/20/dietrologia-
sarubbi-parlamento-pd/ .

MINE ANTIUOMO
Sempre in occasione del decreto sulla Georgia, è passato un mio ordine del giorno che impegna il
governo italiano a togliere le mine rimaste nelle zone di guerra. Era un impegno preso da tempo,
con la convenzione di Ottawa, ma il governo ha cercato di aggirarlo, azzerando il Fondo per lo
sminamento istituito da una legge del 2001. Siccome l’Italia è fra i principali produttori di mine
antipersona al mondo, e siccome ce ne sono in giro ancora 142 milioni, non c’è Tremonti che
tenga: le mine vanno tolte e basta. Come vedete, tra i compiti dell’opposizione c’è anche quello di
rinfrescare la memoria alla maggioranza, quando questa la perde. Il testo dell’ordine del giorno è
sul blog: http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/21/taglio-fondi-sminamento-odg/ .
VIGILANZA RAI
Chi è interessato a sapere la genesi della vicenda, può leggerla sul blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/15/vigilanza-rai-villari/ . Qui aggiungo solo un mio
appello personale, vista la piega che la vicenda sta prendendo: avvisatemi quando vi accorgete
che, per una poltrona, sto perdendo la mia dignità. È una brutta faccenda, davvero, che ci ha
ripresentato tutti i vizi della vecchia politica: se guardiamo all’età dei protagonisti (fra i 41 ed i 53
anni), si capisce che il problema della politica italiana non è togliere i sessantenni, ma far entrare
persone (anche novantenni, non importa) con uno spirito nuovo. Una mia riflessione è qui:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/22/pd-vigilanza-rai/

COMMISSIONE: DOCUMENTO SULLA BANDA LARGA


In Commissione è terminata l’indagine conoscitiva sulla banda larga e così stiamo scrivendo il
documento finale, da consegnare poi al governo come una sorta di autorevole promemoria.
Rispetto alla bozza preparata dal presidente Valducci (Pdl), ho chiesto di aggiungere alcune
modifiche: intanto, il concetto di internet come servizio universale (come poteva essere
l’elettricità nell’Italia del dopoguerra: non importa dove tu abitassi, ti doveva arrivare e basta); poi,
la richiesta di utilizzare le frequenze “televisive”, che prossimamente verranno liberate dal
passaggio al digitale terrestre, per far arrivare l’ADSL anche nei piccoli paesi di montagna.

IL CASO ENGLARO
Della sentenza in Cassazione sul caso di Eluana Englaro è stato detto e scritto molto, forse anche
troppo. Io ne ho parlato qui: http://andreasarubbi.wordpress.com/2008/11/14/eluana-englaro-
sentenza-cassazione/ . La cosa che mi disturba di più, a livello politico, è il tentativo di metterci un
cappello sopra, sposando la decisione dei giudici o combattendola per rafforzare l’identità di
partito: tanto a destra come a sinistra, infatti, ci sono sensibilità molto diverse e l’unico modo di
affrontare concretamente la legge sul testamento biologico, secondo me, è quello trasversale. Il Pd
sta comunque facendo lo sforzo lodevole di cercare una proposta di legge il più possibile condivisa,
per cui non mi pronuncerò fino a quando non si avrà il testo definitivo.

BAMBINI BIELORUSSI
Ho appena firmato un’interrogazione parlamentare che mi sta molto a cuore, per ragioni personali:
abbiamo chiesto al governo di farsi sentire con la Bielorussia, che dal 2004 (dopo il caso di “Maria”,
vi ricordate?) ha bloccato tutte le richieste di adozione da parte delle nostre famiglie. Siccome ci
sono grandi affetti in gioco, e tante vite al bivio, è il momento di prendere un’iniziativa seria. Spero
di potervi dare presto notizie positive.
PARTE 2: TERRITORIO

TIRRENIA
Abbiamo discusso in Commissione sulla privatizzazione di Tirrenia e così sono andato
direttamente in sede, a Napoli, per incontrare i rappresentanti sindacali ed il direttore del
personale. Ho portato con me tutto il materiale accumulato durante l’indagine conoscitiva: le
relazioni delle varie realtà interessate (dall’Associazione piccoli Comuni ai sindacati stessi, passando
per le Regioni direttamente coinvolte) ma anche il piano del governo, e soprattutto la bozza di
risoluzione che stavamo per votare. Proprio grazie a questo incontro, ho ricevuto alcuni consigli su
come migliorare il testo della risoluzione (nel tentativo, ad esempio, di garantire i servizi essenziali
alle isole minori, anche negli orari e nei periodi poco redditizi dal punto di vista economico) e li ho
riproposti in Commissione. È andata abbastanza bene, direi: hanno accolto gran parte delle mie
proposte ed abbiamo votato il testo finale all’unanimità.

PONTICELLI
I ragazzi di Ponte democratico, un’associazione di giovani vicini al Pd nata a Ponticelli, mi hanno
invitato a parlare di scuola. C’erano con me diversi insegnanti, a vari livelli: scuola primaria,
secondaria ed università. Tutti molto preparati, tra l’altro, tanto che mi hanno risparmiato la fatica
di raccontare in cosa consistesse esattamente la cosiddetta “riforma Gelmini”. Ho colto l’occasione
per far capire ai ragazzi che cosa accade veramente in Parlamento, quali sono le difficoltà concrete
che affrontiamo ogni giorno dai banchi dell’opposizione, quale sia la strategia del governo anche a
livello comunicativo… insomma, è stato un incontro molto interessante, anche per il luogo in cui si
è svolto: una biblioteca – l’unica della zona – che sta cadendo a pezzi e che al piano superiore è
impraticabile perché rischia di cadere il tetto. Il Comune di Napoli non ha fondi per ristrutturarla.
Cercherò di impegnarmi in prima persona per vedere cosa è possibile fare: se avete suggerimenti,
intanto, scrivetemi.

PRIMARIE GIOVANI
Ho incontrato nella sede del Pd Campania (via generale Orsini, 30: zona Santa Lucia) un bel numero
di ragazzi desiderosi di impegnarsi in politica: persone di buona volontà che – per merito di Oreste,
credo – vedono in me un possibile interlocutore. Alcuni di loro, ho saputo, sono stati appena eletti
alle primarie dei giovani e mi auguro che possano dare al Pd quel contributo di freschezza di cui
abbiamo bisogno. Proprio sulle primarie, ci tengo a dire una cosa: non conosco personalmente il
nuovo segretario nazionale dei giovani, Fausto Raciti, e non ho motivo di dubitare che sia un’ottima
scelta. Ma avrei di gran lunga preferito una competizione vera ad una sorta di plebiscito, tanto più
che in alcune Regioni – e la Campania è tra queste – le regole non erano per niente chiare. Un
articolo sul Tempo, stamattina, accusava i nostri giovani di avere gli stessi vizi dei vecchi. Spero che
non sia vero, se no avremmo davvero perso un’occasione.
PARTE 3: BOTTA E RISPOSTA

Mittente: PATRIZIA
Oggetto: TAGLI ALLA COOPERAZIONE
Ho letto con interesse la sua presa di posizione rispetto ai tagli al bilancio della cooperazione e alla
commistione che esiste tra spese militari e quelle più specificatamente di cooperazione. Ho inoltre
visitato il suo sito e ho visto il suo impegno sulle tematiche della solidarietà sia in Italia che
internazionale. Sono iscritta al PD, nella mia realtà bolognese faccio anche parte della Direzione
provinciale, così come sono membro del board di una rete di ONG italiane (tra le più significative).
La prego di credermi che capisco e condivo appieno la sua posizione, e mi permetto, inoltre, di
aggiungere che le sensibilità su questi temi, anche all'interno del PD, sono deboli. Come rete di
ONG (non tutte della stessa area politica) abbiamo tentato di sensibilizzare vari parlamentari sul
drammatico taglio dei fondi , che è il più ingente della storia della cooperazione, ma con scarsi
risultati.
Cara Patrizia, non sia così pessimista sull’impegno del Pd: la battaglia per la cooperazione non è
solo mia, ma è condivisa da molti colleghi. Da Jean Léonard Touadi a Federica Mogherini, da
Alessandra Siragusa a Luisa Bossa, in tanti abbiamo a cuore la sorte delle Ong italiane. Io, poi,
come obiettore di coscienza, ho qualche problema in più sulle spese militari: sarà difficile che
diventi ministro della Difesa, insomma! Grazie del sostegno, davvero.

Mittente: ALESSANDRO
Oggetto: DIGITAL DIVIDE
Ho appena letto sul sito del circolo PD dedicato a Obama un suo recente intervento in Parlamento
riguardante il problema del digital divide. Essendo un abitante di una zona non coperta dall'ADSL
(un paesino della Garfagnana), ho riflettuto con attenzione sulle sue parole e desidero ringraziarla
sinceramente per aver posto all'attenzione generale la situazione di molti cittadini italiani di "serie
B". Oggi molti siti internet sono strutturati come se tutti avessero la banda larga; anche youdem, il
sito della tv del PD si dimentica di noi... Fortunatamente ogni tanto qualcuno come lei riesce a
darci un minimo di voce, anche se con questo governo c'è poco da sperare.
Caro Alessandro, il digital divide è proprio un mio pallino: credo che non ci si possa lamentare che i
giovani lascino i piccoli centri se poi li lasciamo senza internet. Sono anche firmatario di una legge
bipartisan sui piccoli Comuni, in cui si prevedono agevolazioni e servizi. Resistere, resistere,
resistere!

Mittente: FABRIZIO
Oggetto: LAICI CRISTIANI
Innanzitutto desidero porgerLe i complimenti per l'equilibrio e la profondità culturale che traspare
da quanto scrive sul Suo blog e che consulto sempre con interesse. Ho scritto un articolo
sull'impegno dei laici cristiani, pubblicato su un giornale locale, nel quale riporto anche come Lei
vede il suo impegno in politica. Ho pensato perciò che avrei dovuto inviarglielo. Ogni giorno
prego per chi si impegna nel sociale ed in particolare in politica. Mi consideri spiritualmente vicino
nel rispondere a questa veramente impegnativa vocazione.
Caro Fabrizio, l’articolo è bello e profondo. Mi colpisce il passaggio sulla “doppia morale”, di cui Lei
accusa molti politici che amano dirsi cattolici per mera convenienza elettorale: il famoso discorso di
Sant’Ignazio di Antiochia (“Meglio essere cristiani senza dirlo che dirsi cristiani senza esserlo”) che
ho citato anche in un mio intervento sulla rivista Formiche. Se ha tempo, vada a leggerlo sul blog:
lo trova nella sezione “Riflessioni”.