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BIMENSILE A CURA DELLA CONSULTA GIOVANILE DI PALAZZO ADRIANO

Per riflettere un po’ ……………………….

UNO SGUARDO SU PALAZZO ADRIANO
Pensando ad una cosa a noi cara

Come prima cosa vorrei augurarvi un buon anno … Ma con il nuovo anno nessuno di voi si è mai chiesto di voler cambiare?Ci sarà sicuramente qualcuno che non ha mai voluto diversificare il suo aspetto, il suo carattere o magari il suo look. Adesso invece, spero che il mio invito faccia riflettere un po’: ma nel nostro paese sta cambiando qualcosa? Forse non cambierà mai o forse sta già succedendo qualcosa. Troppi forse … dovremmo dare a Palazzo Adriano un futuro certo. Dovremmo valorizzare di più tutte le immense bellezze che ci girano intorno: la natura e l’aria pulita, la valle del Sosio con le sue cascate, la nostra piazza, stupenda, con quella famosa fontana … Tantissime persone ci invidiano per queste bellezze anche se noi, non solo non le valorizziamo, ma ci sembra del tutto abituale vederle da non apprezzarle a volte. Ma allora perché non passare più tempo ad osservare queste meraviglie? Nel nostro piccolo, giorno dopo giorno, potremmo apprezzarle. Io ho un motto: “PICCOLE AZIONI, GRANDI CAMBIAMENTI”. Adesso farò un esempio banalissimo ma comunque efficace per farvi capire di cosa sto parlando, il Carnevale … Si dice che un tempo ci si divertiva da pazzi anche senza fare i “carri” , ma si ballava mascherati ovunque, non per forza dietro un “carro”. E allora perché si va sempre a Sciacca? Perché ci sono i “carri” e c’è più divertimento?

Forse, ma dovremmo imparare ad apprezzare le nostre piccolezze, io non ci sono mai andata e qui mi son sempre divertita un mondo con o senza i “carri”, certo non ci sarà la stessa confusione che ci sarà lì (dato che il carnevale a Sciacca è famoso) ma bisognerebbe pure apprezzare tutto quello che il nostro paese ci propone, perché mai come nel proprio paese si trova quel che si cerca. Molte volte i ragazzi escono fuori paese per festeggiare il capodanno invece ultimamente molti hanno scelto di ballare alla sala da ballo, non è forse un buon inizio? Sarà una piccolezza, ma riflettete sul motto “PICCOLE AZIONI, GRANDI CAMBIAMENTI” e vedrete. Adesso vorrei analizzare un'altra questione: il calo demografico dei giovani in cerca di lavoro. In questo paese non ci sono possibilità molto redditizie e se si vuole studiare si deve andare lontano o nella nostra provincia. E questo è un bel problema! Il futuro di questo paese è nelle mani dei giovani e se questi non hanno un futuro certo qui, cosa accadrà a Palazzo?

KATIA RUSSO

P.S.: Se volete inviare le vostre riflessioni alla nostra casella e-mail, a Marzo verranno pubblicate!!!!!

NOTIZIE IN RILIEVO:

 PER RIFLETTERE  POLITICA??NO GRAZIE!!  QUALCUNO ERA COMUNISTA  UNA SVOLTA A DESTRA  LA MUSICA COME STILE DI VITA

pag. 1

¤ QUESTIONARIO politico ¤ Le risposte più IRRIVERENTI

 PUNTO DI VISTA DI UNA GIOVANE pag. 2
pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 7

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

POLITICA: il punto di vista NON dei giovani, ma di UNA giovane
Spesso ci si chiede che cosa sia la politica e che cosa significhi esattamente questo termine. La definizione in senso generale che ne dà Wikipedia è la seguente: «riguarda "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva; la politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o le sue sub-strutture territoriali. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.» Durante il suo quasi interminabile percorso storico la politica ha però assunto significati diametralmente opposti: secondo Aristotele fare politica significava amministrare la "polis" per il bene di tutti i cittadini; teorici come Max Weber la descrivevano come aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; Giovanni Sartori ne parlava invece come la sfera delle decisioni collettive sovrane. Michail Bakunin scrive: «Di qui innanzi, tutto ciò che rimane della mia vita, si potrà riassumere in una sola parola: Libertà.» … e quando politica vuol dire supremazia, sottomissione del più debole nei confronti di chi è più forte?! … quando vuol dire corruzione,mafia, terrorismo?! Gli scenari politici che sto vivendo in prima persona mi hanno in qualche modo scossa. Non riconosco infatti in nessuno dei nostri rappresentanti alle istituzioni atteggiamenti di chi «amministra per il bene di tutti», come illustrava Aristotele, preferisco piuttosto schierarmi al fianco di Weber. La nostra è forse una “democrazia cartacea”, che cela una finta libertà conquistata da chi ha versato del sangue e si è battuto per diritti legittimi che oggi sembrano quasi esserci concessi come delle “ grazie” e per i quali dobbiamo ringraziare qualcuno, come se ci stessero facendo un favore, magari regalandogli un nostro prezioso voto alle prossime elezioni. I principi costituzionali di libertà e democrazia nascondono un’oscura verità che il mio manuale di diritto pubblico mi ha fatto risaltare alla vista. Lo Stato è definito come monopolizzatore della forza, attraverso la quale può controllare l’intera popolazione e fare in modo che ogni regolamento venga rispettato. È la forza, a quanto sembra, ad essere il principio regolatore, la repressione e non la forza della ragione, l’amore per l’altro, per il diverso. «L'autorità è sempre degradante: degrada sia coloro che la esercitano, sia coloro che la subiscono» (Oscar Wilde). È proprio in nome di questo degrado che l’uomo deve riscattarsi, emanciparsi dai vincoli e dalle servitù che storicamente lo hanno oppresso e limitato. Solo svincolandosi dalle parti opposte dell’arena politica, radicate nell’ignoranza, si potrà raggiungere la vetta della libertà, laddove ciascun individuo agisce in piena autonomia e auto responsabilità, rifiutando ogni forma di autoritarismo. Il crollo di ogni certezza mi spinge a citare quest’ultima perla di saggezza:
« Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. » (Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà)

EPIFANIA LO PRESTI

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

Delusi dagli eventi o semplicemente non interessati

POLITICA?? NO GRAZIE!!!
Alla riscoperta del lato buono nell’arte di governare

Per mancanza della giusta conoscenza, per semplice diniego, per l’ormai persa fiducia o per “tanto non ne capisco niente ….”, si parla poco e mai spesso di politica. Arrivati in un periodo di pura confusione, dove i partiti si mescolano tra loro in una sorta di minestrone, dove la disperazione porta quasi a giustificare atti e parole che ogni animo democratico dovrebbe allontanare da sé e dove l’arte di governare ha ormai perso l’obiettivo principale, il cuore proprio della sua opera, ci si chiede cos’è la politica? Perché se ne parla poco soprattutto tra i giovani? La necessità di essere governati e lo slancio a governare fondano le proprie radici, già con le prime forme di società, quasi come un bisogno intrinseco ad avere determinate norme, al fine di poter regolare la propria vita all’interno di una collettività che vede come fine ultimo il bene stesso … il bene di tutti, perché proprio questo nasconde il significato del termine politica: “l’Arte di Governare per il Bene Comune”. Come poi il governare si sia evoluto, nelle sue varie forme, nel corso della storia è cosa nota … ma oggi arrivati alla massima espressione del governare, dove uomini liberi decidono di comune accordo il meglio per la collettività (nel saperlo fare ci si dovrebbe fermare un attimo e rifletterci su … ) ci chiediamo se e perché l’argomento in questione non susciti più interesse o se a causa delle varie vicende si è persa la cognizione di cosa esso sia. Di politica si parla poco o niente, quasi non interessa, come se essa non riesca più a smuovere l’attenzione, soprattutto tra i più giovani, ed accendere quella passione che ha sempre saputo animare chi con impegno si adopera per gli altri.

Si, perché nonostante il fare politica sia scivolato al limite della decenza, dove il rispetto per l’altro e il rispetto di fronte a ciò che gelosamente dovremmo salvaguardare, frutto del sacrificio e amor di patria , sembrano siano solo ricami inutili, ci si chiede se la politica conservi ancora qualcosa di sano, di buono. La passione che essa suscita, come essa sia in grado di prendere solo il meglio che un uomo ha e metterlo a servizio di tutti, come essa offra la possibilità di confrontarsi con l’altro, arbitro nello scontro di “testa” tra gli individui. Questi dovrebbero essere motivi sufficienti per risvegliare l’apatica indifferenza a riguardo. Sarà forse la delusione a provocare il disinteresse, la mancanza di fiducia in chi amministra la cosa pubblica,vedere chi potrebbe fare appiattirsi in un inerte letargo, sarà la perdita di un ideale ben preciso … ma molto meglio sentirsi sconfortati dal non poter ( o voler) far niente di fronte al susseguirsi delle situazioni che mascherarsi dietro un “Non mi interessa … tanto non ne capisco niente”.

ANGELA CAVALLARO

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

“Qualcuno era comunista ….”

DA DE PRETIS …. A CHI????
I cambiamenti della confusa sinistra

Communis parla di politica, si apre ad essa e fa emergere i vari “ideali” di chi scrive nel mensile. C’è chi parla della destra schierandosi a centro, c’è chi parla del senso di politica o di quello che dovrebbe essere, c’è chi cerca di capire perché non possa essere compresa . A me tocca il compito rosso. Si sto dall’altra parte e parlo dei vinti … Abbandono i saggi filosoficamente incomprensibili per gli altri, per parlare di ciò che realisticamente diventa un movimento poco presente nella nostra azzurra società … Come potrei risparmiarvi l’excursus storico del movimento mancino? … Iniziatore dell’ assente movimento fu uno sventurato Agostino De Pretis che per sua fortuna riuscì a governare per bene vent’anni . La matrice ideologica del raggruppamento era liberale progressista e si r i fa c e v a a l l e i d e e ma z z i n i a ne,garibaldine e dunque democratiche. Ma il peggio non ha mai fine,così nei primissimi del novecento, nascono i silenziosi Parti : Pci Psdi … Le origini,mai disprezzare le origini,il marcio spesso si cela nella coda e non nella testa,infatti sempre più spesso si assiste, nella nostra sinistra, a dei inusuali movimenti. Vediamo comunisti che diventano democratici cristiani,vecchi comunisti che si allontanano dal loro nobile ideale utopico per rifugiarsi in un molto più nobile ideale comunitario e liberale,o così dicono …. Gente che cerca acerbamente di farsi strada alla destra del presidente … Gente che dopo tangentopoli capisce che c’è del marcio a sinistra quanto a destra quindi sta a centro. Gente che fa polemica,che urla, che non sa scrivere,che non sa interpretare … Poi ci sono i comunisti che danno vita al terrorismo che con lo stesso tolgono la vita.

Ricordiamo la morte del presidente Aldo Moro, per mano delle Brigate Rosse dove al suo interno militavano grandi esaltati e credo con dei seri problemi mentali,ma anche grazie a loro oggi possiamo dire che la sinistra nuoce gravemente alla salute. Ma la felice storia della sinistra italiana subisce una battuta d’arresto nel 1995 con l’arrivo al governo di AN e Forza Italia … ad oggi solo tristi ricordi rappresentano la vecchia sinistra. Ma per tutti rimangono i simboli del comunismo,quelli sono sempre vivi e presenti, gli aneddoti poi non ne parliamo .Ricordo brevemente il CANNIBALISMO COMUNISTA nei confronti dei minori di 10 anni … Ci hanno lasciato soli!Anche l’ultimo dei mohicani ,mister Bertinotti ci ha abbandonati lasciandoci tristi e sconsolati … Su chi riporre le nostre speranze? Chi sarà il nuovo Occhetto dell’anno zero? Chi riuscirà a rialzare le sorti di un opposizione che non si oppone? … Non lo so, non mi interessa … La sinistra italiana mi ha deluso … Hanno trasformato il mio ideale in sogno , hanno strappato i quaderni di Gramsci,con le pagine hanno acceso un fuoco azzurro, dando poi un misero fiammifero ad un prototipo di plastica capace (dicono) di ampliare l’incendio. Hanno fatto sì che i luoghi comuni diventassero un obiettivo da rispettare. Hanno cacciato e mistificato i sogni di chi credeva in loro, hanno deluso l’uomo che non tornerà ad esercitare il diritto di voto … Ci hanno poi abituati al cambiamento e alle promesse … Mi fanno sorridere, mi fanno capire che il mio pensiero sta al di sopra di qualsiasi passaggio, mi hanno fatto capire che la non violenza e la tolleranza e l’oggettivismo stanno alla base di un movimento individuale!

“Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici". E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito. Due miserie in un corpo solo”

MARIA GRAZIA PROFETA

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

Il deterioramento di una società che ha perso i valori

UNA SVOLTA A DESTRA: IN MARCIA VERSO UN NUOVO OBIETTIVO
Una nuova politica che riprende dignità e rispetto

In un Paese opportunista come il nostro, questa crisi ha determinato uno sbandamento. Un disorientamento che ognuno ha cercato di affrontarlo in maniera diversa. Chi con le droghe, chi attraverso la libertà sessuale, chi con altro. Ma su tutto, lo sbandamento ha creato dei falsi genitori. Quei genitori che non sanno più che cosa dire ai propri figli, perché non credono più in niente e questo ha portato ad una poca importanza del ruolo della famiglia. I giovani oggi hanno più doveri che diritti. Bisogna che i giovani si considerino in guerra perché avere "un mondo migliore" costa. Ma è pur vero che i giovani devono rivolgersi ad eroi puliti. Ci riferiamo ai politici che ci governano, ci riferiamo soprattutto ai politici di destra. La crisi nella quale siamo entrati, e nella quale siamo completamente immersi, chiamerà la Destra moderna ad uno sforzo di reazione e capacità. Le chiederà di guidare un nuovo corso della storia umana, magari facendo uso di risorse finora rimaste in riserva. Ci riferiamo ad una nuova qualità del vivere civile, a stili più sobri, ad una misura umana e morale. La Destra deve rispondere ad una grande esigenza di fondo che è quella di riorganizzare il pensiero politico. E questo la Destra lo può fare, lo deve fare, non cedendo in nessun modo ai vecchi personalismi che hanno tolto il fiato alla politica e che hanno portato ad una lotta dannosa di contrapposizioni. Vogliamo essere riformisti. E lo vogliamo rimanere a lungo. La Destra parla continuamente di riforme, ma non deve utilizzare la crisi per proteggere le proprie promesse. Inoltre deve riguardarsi anche dalla Sinistra inoperante e far svegliare gli italiani da un sonno mediatico di opposizione oltremodo pericoloso per le sorti del nostro Paese. Ci vuole un investimento straordinario sulla classe dirigente, altrimenti tutto ciò che si potrà inventare per lo sviluppo fallirà. La responsabilità dell’impegno e del cambiamento viene chiesta oggi alla politica di destra, ma anche alla pubblica amministrazione senza la quale il cittadino non partecipa e non si sente protagonista. La politica ha smarrito per strada lo scopo principale del suo essere, la ricerca del bene comune. Alla degenerazione della vita politica ha contribuito la scelta di fare a meno dei “valori”, perché ritenuti ammuffiti, odoranti di sacrestia, inconciliabili con l’idea di modernità. Tutto questo ha favorito la situazione a cui oggi assistiamo. Troppo tardi si è iniziato a capire che senza i valori la politica si svuota. Lo si è capito troppo tardi, sotto la spinta drammatica della cronaca: siamo tornati ad invocare il valore della persona, della famiglia, dell’educazione solo quando You Tube ci ha restituito, attraverso i video dei ragazzi, l’immagine del fallimento della società moderna, gli effetti della rinuncia al ruolo responsabile degli adulti. Oggi, abbiamo la conferma che una politica senza valori genera una società senza dignità, senza solidarietà, senza rispetto della vita né della morte. Partendo da qui la Destra si deve fare carico delle responsabilità che derivano dal potere per essere la guida della nuova società e soprattutto dei giovani che saranno, e già sono la nuova classe dirigente. Solo superando l’indifferenza, coinvolgendo i giovani, stimolando la partecipazione si può recuperare il senso dei valori e la ricerca disinteressata del “bene comune” . Da sempre il mondo giovanile ha rappresentato una presenza importante nella destra italiana, caratterizzandosi per libertà d’azione, di pensiero e di proposta. La speranza per l’Italia è che nella comunità politica che milita a Destra ci siano ancora giovani che abbiano questo tipo di gambe e sappiano scegliere verso quale obiettivo marciare. FRANCESCO MARINO

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

Cara Politica, come stai? Spero bene, anche se ultimamente ho saputo che non sei stata molto informa … Vabbè ti capisco tra l’H1N1, influenze varie e duri colpi in faccia penso sia normale sentirsi un po’ giù ! ! ! Eppure ti penso ancora, ricordo i vecchi tempi quando tu con la tua irriducibile allegria spargevi speranze e parsimonia e per dimostrarti la mia dedizione giorno 18 Gennaio 2010 mi sono messo all’opera per espandere il tuo più nobile messaggio: “Cosa sono io?” Così armato di buona volontà ho catturato l’attenzione (almeno così speravo) dei nuovi componenti della società … somministrando un questionario ad una fascia generazionale di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Ci vediamo presto, conta pure su di me, ti mando tanti e cordiali saluti. Riguardati!!!!!!!!!!!!!!!! Con affetto e simpatia “Communis”.

Politica Vs Giovani:
“Non potrebbe esistere la politica,un reticolo collettivo, uno spazio di intelligenza collettivo, una società, un vivere comunitario ,se gli uomini non parlassero, se non comunicassero fra loro …” Così parlava secoli e secoli fa Aristotele filosofo greco …. Oggi noi,giovani distratti e forse poco informati,ci chiediamo se la politica,disciplina tanto nobile quanto controversa,possa davvero esistere tra di noi e nella nostra vita quotidiana ... Communis, mensile a cura della consulta giovanile di Palazzo Adriano, pone a voi una serie di “quesiti”… Vi chiediamo,un po’ per sana curiosità,un po’ per sottile ironia,cos’è per voi e se è in voi … Vi chiediamo dunque di prenderlo come un atto estremamente non formale e di trovare interesse(se volete) nelle varie iniziative,compresa questa, che noi giovani della post adolescenza vi poniamo …

1)Cos’è per te la politica? 2)Studiando a scuola la storia e le varie vicende politi che,condividi qualche particolare ideale? 3) Pensi che tv e giornali dedichino troppo tempo alle vicende politiche?

4) Destra o Sinistra. Sai dirmi cosa sono e cosa pensi di queste due cose “opposte”? 5) Sai chi sono: Presidente della Repubblica,Presidente del Consiglio,Presidente della Camera e del Senato? 6) Parlate mai in famiglia o a scuola di politica?Cosa ne pensi?

Campionario di 80 ragazzi tra i 12 e i 18 anni
70% Non ha completamente idea 19% Non ha preso seriamente la questione 8% E’ molto confuso 3% Ha qualche cognizione a proposito
Queste sono solo alcune delle simpatiche risposte che i ragazzi gentilmente ci hanno donato …. Vogliamo però concentrare la nostra attenzione sul fatto che vi è poca conoscenza dei personaggi che siedono li nel palazzo dei balocchi … Abbiamo riscontrato la presenza di Casini come presidente della camera o del senato o di entrambe le camere,non si è capito … Con molto stupore siamo venuti a conoscenza che non tutti conoscono il nome del sommo presidente, infatti anche a noi sorge un disorientante dilemma : Pietro Berlusconi o Silvio?... e poi troviamo ancora l’assenza nelle risposte, del nostro conterraneo presidente del senato ovvero il “chiusalino” Schifani . Crediamo che sia opportuno arricchire e rinnovare il bagaglio politico dei nostri ingenui giovani imparando che con la mano sinistra si può anche imbrogliare. E per quanto la politica possa essere noiosa, sarà sempre attiva e inerente alla vita di tutti ….

Le risposte più IRRIVERENTI del questioo … questio cosa

?? QUESTIONARIOOOOOOOOOO
“Che cos’è la politica?”
- Una “magistrazione”. - Boh!! - Un’amministrazione giudiziaria. - Niente.

“Destra o Sinistra. Cosa sono??”
- Delle camere. - Due politiche. - Si, niente di particolare. - “Se potrebbero si ammazzerebbero”. - So che la sinistra è mancina e con la destra si scrive. - Destra e Sinistra sono “le più meglio”. - Destra e Sinistra si litigano sempre. - Penso che sia una specie di guerra. - Io non penso proprio a cosa sono.

KATIA, MARIA GRAZIA & ANGELA

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI GENNAIO

LA MUSICA COME STILE DI VITA

Viviamo in un mondo in cui l’uomo cerca di trovare i propri valori in qualcosa non comune, come la politica, ma in qualcosa che si chiama musica. L’individuo attratto da questa “scienza”,risveglia passioni che sono quasi perdute nella società moderna. Si ha il desiderio di trovare “simili”,gente alla ricerca di qualcosa e che ha lo faccia socializzare al di fuori degli ambiti istituzionali. Guardandoci attorno ci rendiamo conto che ormai il giovane non si limita ad ascoltare musica, ma la vive, l’ama. Tutti siamo testimoni, in questo senso, del fatto che la nostra società ,priva di riferimenti validi,trova nella musica un mezzo capace di scaturire quella passione che poi spinge a ritrovarsi in gruppo ;ne sono esempio i vari raduni musicali, concerti , discoteche ecc Abbiamo tanti stili di musica tutti belli e coinvolgenti, tanto che ci ritroviamo ad essere totalmente e talmente presi, che ci identifichiamo in quelle band che propongono ciò che attira maggiormente la nostra attenzione, osservandoli nei video e copiando sia il loro comportamento e soprattutto il loro modo di vestire. Nascono così i diversi stili di vita o i diversi modi d’essere quali i truzzi, i metallari e i vecchi figli dei fiori (hippie). I truzzi sono quelli che si vestono con occhialoni colorati, maglie aderenti rigorosamente di marca, cinture appariscenti,scarpe anch’esse di marca e che portano un taglio di capelli particolare: dritti su tutta la testa e abbassati sulla fronte con tanto tanto tanto gel. Comunque c’è pure la variante del cappellino in tinta con gli occhiali. Il loro habitat naturale è la discoteca, luogo dove la musica la si vive solo ballandola. Attualmente il truzzo è visto come un “diverso”uno che vuole differenziarsi, vuole uscire dalla massa e trovare amici e compagni che vivono come lui e lo possano capire. Passiamo ad un altro stile di vita, il metallaro. Considerato il “nemico” per eccellenza dei truzzi, sostenitore della musica metal e cultore del satanismo. Di solito si presenta con capelli lunghi, vestiti, di pelle, accessori e borchie. Ha un pregio, riesce a confondersi nella massa molto bene tendendo ad ascoltare di tutto, inclusi i generi così detti nobili quali la musica classica, ma comunque spazia anche nel punk e nei vecchi cantautori. Per lo più hanno un orientamento politico di destra .Il loro spazio dove esternare questa passione per il metal è, oltre a delle sale, i concerti dove si trovano ad esprimere tutta la propria personalità. In fine c’è il vecchio figlio dei fiori. Orientamento politico assente,erano anarchici ma per alcuni dire anarchia è uguale a comunista,quindi divengono i comunisti per la massa; la loro nascita si ha alla fine degli anni sessanta. Il loro abbigliamento consiste in gonne lunghe a fiori e con colori vivaci, fasce nei capelli, collane appariscenti e circondati da vari simboli di pace. Un usanza dell’hippie è quella d’andare in giro con furgoni tutti colorati in cui vivono e vanno alla ricerca di qualche manifestazione o di concerti folk, concerti in cui lui esprime tutto il suo essere. In conclusione possiamo capire come la musica nel corso degli anni ci ha portato a farne un modello a cui rifarci e ci ha permesso di esternare quello che siamo, senza paura, così da arrivare ad essere adulti conoscendo la propria identità. .. LUCA TORRETTA

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In collaborazione con: Maria Grazia Profeta ( vice Direttore)
a di : è a cur iornale del G ro Cavalla Angela La ne direzio

Epifania Lo Presti Francesco Marino Luca Torretta

Un ringraziamento particolare a Katia Russo

Il primo degli assiomi della comunicazione dice che non è possibile non comunicare: qualunque cosa facciamo appare agli altri come comunicazione e ogni comportamento altrui, ogni stato del mondo, ci appare dotato di senso, quindi ci comunica qualcosa……………..
Il Giornale quindi non è altro che un mezzo di comunicazione che permette di relazionarci, potendo scambiare vicendevolmente: informazioni , curiosità ,opinioni e tutto ciò che si propone positivamente alla nostra crescita personale e del nostro paese. Siamo pertanto aperti alle vostre critiche e alle vostre idee, aiutandoci a migliorare il nostro lavoro!!
Inviate il vostro materiale (Foto, articoli, suggerimenti ,…..) direttamente alla nostra redazione o alla casella e-mail:

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Visitate il Sito Internet www.palazzo adriano.it
Chiunque volesse inviare il proprio articolo potrà farlo entro il 19 MARZO 2010

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