BIMESTRALE A CURA DELLA CONSULTA GIOVANILE DI PALAZZO ADRIANO

XI Uscita

Intervista al sindaco Masaracchia riguardo le infrastrutture di Palazzo Adriano In quanto membro della consulta giovanile di Palazzo Adriano, chiedo a lei, dottor Masaracchia di rilasciare una breve intervista, che sarà poi pubblicata sul giornalino “Communis” riguardo le infrastrutture di Palazzo Adriano, il loro attuale stato e il loro futuro utilizzo. La concede? Si, certamente,con piacere. Le infrastrutture sulle quali oggi discuteremo sono il calcetto, appena ristrutturato, il castello, l'ex stazione, l'edificio che fino a pochi anni fa ospitava la scuola elementare e media, dichiarato inagibile e il nuovo parco giochi realizzato alle spalle dell'edificio che attualmente ospita la scuola elementare e media. 1)Riguardo l'edificio che fino a pochi anni fa ospitava la scuola elementare e media, chiedo: E' stato dichiarato inagibile, ma perchè? Perchè sono state effettuate delle prove statiche subito dopo la mia elezione che hanno dato esito negativo, nel senso che ci sono dei problemi seri di ordine strutturale che non garantivano la sicurezza dell'edificio; conseguentemente è stato dichiarato inagibile. Nonostante la difficile situazione a livello regionale per quanto riguarda i finanziamernti, siamo riusciti a fare inserire questo edificio in un programma di riutilizzo di economie ,in sede di edilizia scolastica ,che è già stato firmato in Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione dal dirigente generale dott. Albert, e, Palazzo Adriano in questo quadro di rimodulazione di economie ha ottenuto il finanziamento piu’ cospicuo prevedendosi l'intero finanziamento per la messa in sicurezza della scuola. Attualmente questo programma è a Roma per la ratifica finale da parte del CIPE, Comitato Interministreriale Per l'Economia, dopodiché l’elenco verrà trasmesso alla Regione e avremo la comunicazione ufficiale che ci permetterà di iniziare i lavori e riaprire la vecchia scuola. Inoltre ho avuto una comunicazione da parte della Protezione Civile Regionale di Palermo che siamo stati inseriti in un programma che prevede ulteriori cinquecento mila euro per interventi non strutturali: quindi rifacimento facciate, infissi e tetti ecc.. . Sono certo,quindi, che nel giro di qualche anno i nostri figli potranno fruire della scuola,con assoluta certezza degli standards di sicurezza, cosa che non avveniva in passato. In quanto tempo sarà possibile utilizzare nuovamente l'edificio? Un paio di anni circa. 2)Riguardo l'ex stazione, chiedo: La destinazione d'uso che si evince dal progetto prevede che essa sarà adibita ad ausilio della pista ciclabile: è una soluzione vantaggiosa per economia di Palazzo, o esistono altre possibilità che valorizzerebbero meglio l'edificio? Visto che la progettualità inerente la pista ciclabile ha subito una battuta d'arresto si dovrebbe espletare, nel giro di qualche giorno, la procedura per potere fruire di un locale al pian terreno da adibire a palestra, attrezzata con strumentazioni nuovissime. Quindi nel giro, spero, addirittura di un mese noi dovremmo avere una palestra nei locali dell'ex stazione,cosa molto richiesta dai giovani e non solo. In ogni caso entro dicembre ,dovrebbero comunque avviarsi e completarsi i lavori per la ristrutturazione della palestra adiacente i campetti sportivi, con fondi comunali . Se la Regione deciderà di istituire il Parco dei Monti Sicani, si era concordato di destinare l'ex stazione a uffici del Parco, visto che Palazzo e Bivona sono i destinatari delle sedi, con evidenti ricadute positive per le casse comunali.

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“COMMUNIS” Palazzo Adriano MESE DI OTTOBRE

Infine le attuali condizioni degli spazi esterni all'edificio sono molto negative a causa di graffiti e scritte: esiste un programma, o anche solo un'idea, per evitare questi atti di vandalismo? Purtroppo questa del vandalismo è una vera piaga per Palazzo.L’Amministrazione Comunale ha già dato disposizione agli uffici comunali competenti affinchè venga espletata in brevissimo tempo una gara per attivare un servizio di videosorveglianza H24 che dovrebbe interessare dei siti sensibili come campetti sportivi, edificio ex stazione ferroviaria e parco giochi. Saremo inflessibili: chi rompe pagherà. 3)Riguardo al Castello-Museo Real Casina, Sappiamo che quelle che un tempo furono le stalle oggi ospitano il museo Real Casina, che non è possibile visitare con la disponibilità di una guida o anche un'audio-guida. Non sarebbe possibile realizzare un servizio del genere, che sarebbe certamente a vantaggio dei turisti e dell'economia del paese? Si, sicuramente. Noi stiamo lavorando intensamente su questo versante, infatti questa amministrazione ha conferito un incarico ad un esperto del settore, l'architetto Adamo, ovvero colui che coordina il turismo dell'Eremo di Santa Rosalia, dove si registra già da tempo un alto tasso di presenze in questo sito e dove è stata costituita una cooperativa di giovani che crea economia sul territorio: lavorano tramite il turismo che diventa fonte di reddito e di occupazione. Abbiamo già fatto degli incontri formativi con il personale dell'ufficio turistico e ci stiamo organizzando in questo senso per cercare di valorizzare questo nostro patrimonio, di farlo fruire adeguatamente e almeno per quanto riguarda i musei, è previsto un biglietto di ingresso.Ci stiamo impegnando per cercare di far fiorire questa nostra grande potenzialità che è l'attrattiva turistica basata sul nostro patrimonio architettonico, culturale, paesaggistico ,di tradizioni uniche e sulla doppia etnia che deve essere considerata un valore aggiunto e non motivo di contrapposizione. Durante l'inaugurazione del museo Real Casina si è detto che sarebbe stato possibile realizzare un servizio di collegamento tramite rete intranet con altri importanti musei del mondo, che avrebbe permesso ai suoi visitatori di venire a contatto, almeno virtualmente, anche con altri musei mondiali. Il servizio è stato realizzato? No. Dopo una fase di stallo stiamo lavorando anche per questo, sempre con l'architetto Adamo, affinchè il nostro patrimonio possa essere fruito e conosciuto in tutta Italia e anche all'estero. Nel cortile interno del castello è stato realizzato un teatro all'aperto: sono mai state organizzate delle rappresentazioni teatrali? Sarà possibile organizzarne per il prossimo futuro e utilizzare questa importante infrastruttura per organizzare eventi e festival che sarebbero di grande valore per la cultura e l'economia di Palazzo? Non sono state realizzate delle rappresentazioni teatrali anche perchè il castello è di recentissima apertura e fruizione ad eccezione della giornata inaugurale, quando, abbiamo assistito ad uno spettacolo veramente suggestivo. Vogliamo anche lavorare in questa direzione poichè il sito si presta bene e c’e una progettualità in tal senso. Inoltre, per la sua posizione esso rappresenta assieme al museo qualcosa di veramente importante. Se poi aggiungiamo che si dovrebbe concretizzare a breve il restauro della chiesa di San Nicola, il nucleo storico del paese sarà al completo, e potrà essere fruito da cittadini e turisti: dovremmo essere orgogliosi e contenti di avere un nucleo storico completamente valorizzato come è giusto che sia.

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4)Esistono altre infrastrutture di Palazzo Adriano che al momento sono chiuse, inutilizzabili o in fase di ristrutturazione? Una notizia importante e recentissima riguarda il completamento della strada che ci collega con Bivona nei confronti della quale questa Amministrazione ha insistito tantissimo. Pochissimi giorni fa l'Onorevole Panepinto,sindaco di Bivona, mi ha chiamato comunicandomi in anteprima il finanziamento della strada PalazzoBivona e quindi finalmente avremo questa importante arteria di collegamento sul versante agrigentino che ci mancava e che sicuramente rappresenterà una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio.In realtà ci sono tante altre cose avviate da questa amministrazione ma ne riparleremo quando si concretizzeranno. -Lei conosce la storia della strada Mari e Monti, a proposito di territorio bivonese? Si, la conosco perchè il nostro territoprio sarà attraversato, almeno in parte, da questa strada. Abbiamo , con l'ufficio tecnico,per la parte che ci interessa dato i pareri e so che la progettualità va avanti. Devo dire che sono progetti lunghi a causa della lentezza della burocrazia. -Esiste il pericolo che la strada Palazzo-Bivona sia destinata alla stessa sorte che, almeno fin ora, è toccata alla Mare e Monti? No.Il tutto dovrebbe concretizzarsi in breve tempo. Non saprei dire con precisione entro quale data, ma sarà fatta presto. A nome della Consulta Giovanile di Palazzo Adriano, La ringrazio per la sua disponibilità.

DOMENICO FILIPPELLO

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Bibbidi-bobbidi-bu
Vi siete mai chiesti che cosa vorreste cambiare del vostro caro paesello se un giorno vi ritrovaste con in mano una bacchetta magica? Se ci pensate un attimo è difficile dare una risposta immediata, ci sarebbero così tante cose da cambiare, ma da dove iniziare? Andiamo per ordine, bibbidi-bobbidi-bu: intanto ci sarebbe da scuotere tutti gli animi dormienti che si aggirano per questo posto “stregato”/“incantato” (su Facebook semu tutti sperti!), si potrebbe dare un posto di lavoro ad ogni abitante, ma prima di tutto la voglia di lavorare, fare un falò con tutti i gratta e vinci delle varie ricevitorie e far crescere tutti i nostri bimbi con mille passioni ed interessi come la scienza, la tecnologia, l'arte, la letteratura o l'arte fotografica; basterebbe iniettare in loro la voglia di farsi strada da soli ed un attaccamento al loro posto di nascita che li porti a far in modo che le cose cambino sempre in meglio, nella conoscenza della storia dei loro avi e delle vere tradizioni, non quelle prefabbricate pronte ad essere installate quando c'è da fare spettacolo. Si potrebbe ancora continuare e di certo mi sentirei rivolgere commenti come questo: “chista sempri di lamentarisi avi! Sempri di cosi d'aggiustare parla!”. Correrò questo rischio con la consapevolezza che certe cose potrebbero cambiare solo con l'aiuto di una bacchetta magica. Per altre invece questa bacchetta magica sarebbe completamente inutile: le bellezze del nostro incantevole paese dovrebbero rimanere intatte, ma anche le persone dal cuore grande, quelle che non passano le giornate a parlar male degli altri. Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu fa la magia tutto quel che vuoi tu, che le due chiese vengano giù! Ma no, non sto dicendo sul serio, anche questa sarebbe una di quelle cose che non dovrebbero mai venir meno. Però un po' di campanilismo, per dirla in modo grazioso, un po' di fizzarisimo, per utilizzare un termine che fa parte del nostro dizionario, quella bacchetta magica di cui parlavo potrebbe eliminarlo. Un maghetto mi ha rivelato una semplice ricetta per creare una pozione, che, dal mio punto di vista, farebbe al caso nostro: una dose di rispetto delle tradizioni, senza alcuna aggiunta di novità, ed un pizzico di consapevolezza che la diversità è un pregio solo in assenza di accanimenti. In una sola frase basterebbe non buttare legna sul fuoco. In fondo, se i nostri avi sono arrivati dopo diverse lotte a soluzioni pacifiche, perchè mai non dovremmo rispettare la loro volontà e seguire i loro saggi consigli? Pensando al mio paese mi vengo in mente i versi del grande Vinicio Capossela e di un brano folk da titolo Oceano oilalà, tratto dal suo ultimo album, in cui il cantautore parla di viaggi e personaggi marini: “Che tipo scontroso, giocoso, scherzoso che tipo che coso è Palazzo oilalà la la la la”. Ecco, questo verso (nel quale ho sostituito alla parola “oceano” il nome del mio paese) riassume molto il mio rapporto con Palazzo: scontroso, giocoso, scherzoso. Sì perchè passo da giorni in cui penso vorrei fuggire e cambiare aria, cercare di meglio ed immagino il mio futuro altrove a giorni di amore profondo e felicità per esserci nata e cresciuta, per avere imparato molto ed aver fatto, pur nel mio piccolo, qualcosa per esso sperando di continuare sempre a fare di più. Devo dire che la visita di Leo Gullotta ha poi accentuato la consapevolezza che tutto sommato è un bel posto, si vive bene, si è immersi nella natura. Questo Leo Gullotta, poi, in un sol pomeriggio, mi ha fatto riflettere un sacco: da un uomo visto attaverso lo schermo della tv, percepito come uno dei tanti, si è rivelato una persona meravigliosa in grado di dare lezioni di vita, ma soprattutto di incoraggiare la gente ad inseguire i sogni. Sono una di quelle persone che vive solo di sogni, a cosa potrei aggrapparmi in questo periodo così critico se non a quelli; l'attore ha forse detto ciò che avrei voluto sentirmi dire ed è per questo che sono così entusiasmata. Ma non credo che sia l'unico motivo: è stato in grado di trasmettere dei grandi sentimenti ed il suo amore per la cultura e per la voglia di riscatto e di libertà non hanno potuto che toccarmi. E allora, la scelta di farlo diventare un nostro compaesano a tutti gli effetti, con il conferimento della cittadinanza onoraria, l'ho proprio apprezzata. Mi dispiace che non proprio tutti l'hanno vista allo stesso modo, ma soprattutto il fatto che, ahimè, chi l'ha criticato questa decisione Leo Gullotta non l'ha nemmeno incontrato né sentito parlare. Sono questi gli atteggiamenti che mandano a rotoli il nostro paese, che lo rendono un posto triste. Posso solo desiderare di avere una bacchetta magica, ma non avendola non mi resta che affidarmi alla mia immaginazione sperando che qualcosa cambi e che le coscienze si risveglino.

EPIFANIA LO PRESTI

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Osservazione, individuazione della problematica, ipotesi, esperimenti per verificare le ipotesi, risultati, interpretazione, conclusioni.

-Parco giochi: fruibile dai 10 ai 13 anni, perché se un bimbo

di 6 anni volesse entrare a giocare dovrebbe stare attento al tredicenne che da un momento all’altro potrebbe piombargli Step necessari, che condotti scrupolosamente, portano allo addosso dallo scivolo a testa in giù e la bimba dovrebbe con sviluppo o meno di una teoria e alla formulazione di un prin- pazienza aspettare l’infinito turno davanti l’altalena mentre cipio finale, in grado di fornire un’adeguata conoscenza della la dodicenne si lancia in un oscillare a tutto gas,aiutata dalle realtà, per come oggettivamente essa si presenta e spiegarne possenti braccia del compagno dietro di lei, tra risate, urla e i fenomeni che la condizionano. vocabolario colorito. Non stiamo gettando le basi per una nuova teoria che ci permetterà di collocarci tra i luminari della scienza, tra coloro che hanno fornito quegli utili strumenti permettendo alla società di progredire ( in meglio o in peggio fate voi … ), ma utilizzeremo il cosiddetto metodo scientifico per cercare di trarre conclusioni utili che ci permetteranno di conoscere e comprendere quei comportamenti che incidono sulla società … cercando di capire il perché ( soprattutto ). Palazzo Adriano sarà la nostra base di ricerca! OSSERVAZIONE- Nel corso degli ultimi anni si osserva, nella nuova generazione di giovani un progredito istinto per la distruzione e il danneggiamento di tutti ciò che li circonda, non curanti della salvaguardia di strutture e qualsivoglia luogo, che sebbene facenti parte di una piccola realtà sono e saranno in grado di poter fornire singole e collettive risorse. IPOTESI- “sotto” “posizioniamo” o meglio, supponiamo che questo comportamento scaturisca dalla totale mancanza di educazione, dall’assente consapevolezza di essere parte integrante della società e quindi individuo che non ha solo diritti ma soprattutto doveri. Ipotizziamo anche che l’istinto puramente distruttivo sia dovuto all’irrefrenabile desiderio (inconscio??) di dimostrare la propria supremazia nei confronti del resto della società, un po’ come per l’uomo prima della storia, solo che mentre lui mostrava la propria forza non per puro sfogo, ma per soddisfare tutti quei bisogni, in modo da poter avviare se stesso insieme agli altri verso l’evoluzione della specie, oggi il giovane “evoluto” adotta questi comportamenti per dimostrare agli altri che “ooh sono più figo (fico) di te!!!!”. ESPERIMENTI PER VERIFICARE LE IPOTESI- Gli esperimenti condotti hanno permesso di poter constatare l’origine dei comportamenti osservati nei soggetti in oggetto. RISULTATI- comuni a tutti e tre gli esperimenti, di seguito elencati alcuni tra i risultati ottenuti: Vetri rotti Muri da ridipingere Giostra da risistemare INTERPRETAZIONE- dallo studio dei risultati si evince la totale mancanza di: Rispetto Regole di comportamento Educazione CONCLUSIONI- Lo scopo di questa ricerca è stato quello di riuscire a comprendere il perché di determinati comportamenti che incidono negativamente non solo su una determinata infrastruttura ma su tutta una comunità che di un determinato luogo potrebbe usufruirne. Si è cercato di capire il perché dell’agire in questa maniera , che da sempre in una società, è stato l’intrinseco modo di essere di taluni soggetti ma oggi si nota un eccessivo dilagare di semplice brutalità di comportamento nella grande maggioranza di giovani. All’inizio sono state formulate 2 ipotesi. Si è supposto che alla base di ciò vi sia la mancata consapevolezza di essere parte integrante di una società come individuo con diritti e doveri, oltre che al desiderio di affermare la propria individualità (come forza) compiendo gesti che, non si conosce ancora bene il perché, caratterizzano la gioventù moderna. Si evince un’unica conclusione, mancanza totale di rispetto ed educazione, si sconosce il significato di salvaguardare e custodire. Adesso bisognerebbe capire perchè il giovane moderno si è “evoluto” sotto questi aspetti, sarà forse l’oggetto di un’altra ricerca, magari un’altra volta!!

Un’ultima considerazione è doverosa farla … per fortuna Sono state prese a caso n°3 strutture collocate in tre zone del non tutti sono così, saremmo ritornati con la clave in mano paese, lasciate temporaneamente incustodite. anziché sfoderare l’i-phone!!!!! -Calcetto: da tempo “vittima” dello sfogo violento che ha portato inevitabilmente alle condizioni disastrose nelle quali fortunatamente versava. -Ex stazione: scambiata per un gigantesco foglio A4, dove le più abili penne si cimentano in poesie e versi che mettono in ombra forse persino Ungaretti … si illumina d’immenso chi si sofferma a leggere sì tanto genio!!!!!

ANGELA CAVALLARO

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QUANDO HO INCONTRATO PALAZZO ADRIANO

Avevo 15 anni quando l’ho incontrato ed ero troppo giovane per viverla bene. Perché proprio a me!? Mi chiedevo mentre salivo in auto. E’ stato il viaggio più lungo della mia vita, interminabile, nonostante stavo andando a soli 20km di distanza. Mi sono seduta in macchina, ho sbattuto la portiera e imbronciata e con le mani conserte non ho detto nulla. Pensavo a quello che stavo lasciando… pensavo a quello che stavo perdendo e mai più avrei ritrovato. Tutto, i miei amici ,la mia vita… tutto stava andando distrutto!! Durante il tragitto non dissi nulla, vedevo gli anni della mia vita buttati dal finestrino di quell’auto in corsa che mi trascinava, contro la mia volontà, verso un destino che a me sembrava tremendamente crudele. Adesso dovevo cominciare da capo! Tutto… tutto cancellato! Formattato!! Se in questo c’era qualcosa di positivo io perora non riuscivo a vederlo, se è vero che i cambiamenti fanno bene io perora pensavo il contrario. Finalmente, perché non ne potevo più del viaggio, ma disgraziatamente, perché non avrei mai voluto essere lì, sono arrivata a Palazzo Adriano. Apro lo sportello e metto un piede a terra, che sensazione strana! Ormai era fatta!! Era come se in macchina una fiamma di speranza fosse ancora accesa e avevo la possibilità di tornare indietro, mentre adesso non si poteva più… quella era la realtà! Se fin’ora avevo pensato al passato e avevo avuto davanti agli occhi le scene del film della mia vita (titolo:”Verso la fine”) adesso, faccia a faccia con Palazzo Adriano, avevo in mente il futuro… con un grande punto interrogativo sopra! Quante volte c’ero già stata… ma mai, mai mi era sembrato così brutto!! Quello che oggi per me è un adorabile piccolo paesino, quel giorno l’ho detestato terribilmente. Quella piazza, così grande, calda, accogliente, era per me una prigione. Quella gente, così cortese e simpatica, a me sembrava un pubblico pronto a tirarmi del pomodoro. Palazzo Adriano, quanti insulti… quanto odio ti ho dato! All’inizio non volevo assolutamente mettere il naso fuori, ma dentro di me sapevo che invece dovevo uscire da quel mio rifugio, e così a poco a poco ho cominciato, come un bambino che muove i primi passi, lenti, insicuri… ma attendevo il giorno in cui finalmente avrei cominciato a correre!! Guardavo Palazzo Adriano dritto negli occhi, vedevo i vecchietti seduti in piazza, gente che bazzicava di qua e di là, ne percepivo la tranquillità, ascoltavo il modo di parlare, così diverso… il modo di vivere, così quieto e bizzarro allo stesso tempo… notavo quasi uno spirito di conservazione delle proprie abitudine, del proprio modo di essere, così legato alle tradizioni, non inquinato dal mondo esterno… tutto così genuino!! L’acqua, la campagna, divertirsi con poco, la voglia di fare… era così pieno di sé, così armonico e perfetto nelle sue parti che, anche se niente

c’era, niente gli occorreva. Mi ricordo che non sapevo bere dalla fontana, una cosa così naturale per Palazzo Adriano… c’era poco da fare, ero estranea a questa scatola d’universo!! Oggi mi sembra di vivere in una grande famiglia dove ognuno si conosce e riconosce come “Palazzese” ovunque si trovi… ma allora era tutt’altra storia…!!! Cosa avrei fatto? Come sarebbe stata la mia vita adesso? Come mi sarei comportata? Mi angosciavo per quello che gli altri avrebbero pensato di me. Quando si incontra Palazzo Adriano le prime impressioni che dai alla gente sono fondamentali, rimangono scolpite per tanto, tanto tempo, forse per sempre! E’ troppo radicato nel pregiudizio. E così mi preoccupavo troppo di cosa dovevo dire, di cosa dovevo fare, ma tutto mi sembrava inappropriato, ridicolo, fuori luogo, banale e mi ritrovavo a non dire e non fare nulla. È così che Palazzo Adriano fa sentire… sotto accusa! Oggi l’arma vincente è non lasciarsi condizionare… ma chi lo sapeva prima!? Era una strana sensazione quella di passare tra la gente, a volte mi sentivo osservata, e per questo molto imbarazzata, a volte invece invisibile… e non so quale delle due era peggiore! Tutti mi conoscevano, ma non ero nessuno! Sapevano ogni cosa di me: nome, cognome, provenienza, famiglia… l’intero albero genealogico. A Palazzo Adriano le notizie corrono in fretta, il pettegolezzo purtroppo è l’unico svago e la curiosità regna sovrana. Ma nonostante questo nessuno mi vedeva, nessuno mi vedeva veramente! Quando si cammina al buio nel corridoio di casa propria non si vedono i mobili, ma si scansano comunque, perché si sa che sono lì… Ecco, mi sentivo come quel mobilio: al buio, non vista, per Palazzo Adriano vivevo ma non esistevo, urlavo ma non mi sentiva. E io volevo farmi sentire, farmi vedere, dimostrare… ma l’unica cosa che facevo era andarmene con gli occhi bassi, come un soldato sconfitto! Per fortuna questa guerra non è durata a lungo. Mi stavo perdendo tutto il bello! Ero occupata a pensare a tutto questo e non riuscivo a vedermi attorno… tutt’intorno a me c’era un mondo fatto di persone speciali, simpatiche, divertenti, vere, che di lì a poco avrei conosciuto, avrei amato, avrei vissuto giorno dopo giorno. Palazzo Adriano, in passato non è scorso buon sangue tra di noi, ma nonostante tu non sia cambiato di una virgola, oggi, con tutti i tuoi pregi e difetti, posso dire di adorarti! Quando si incontra, Palazzo Adriano dona qualcosa di sé che riempie. Dall’istante in cui si incontra, chi lo conosce se lo porta dentro… diventa parte di Palazzo Adriano e Palazzo Adriano diventa parte di sé! Chi ci vive forse non se ne accorge, ma chi ha potuto fare la differenza, o chi è lontano, questo lo sa.

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Il bar sotto il mare è una raccolta di racconti pubblicata da Stefano Benni nel 1987.ANTEFATTO: Un uomo senza nome (viene chiamato poi "l'Ospite"), mentre vaga per motivi sconosciuti nell'immaginario Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, porto di Brigantes, incontra un vecchio, il quale, dascrittore e poeta, collabora attualmente con il giornale vanti ai suoi occhi, scende le scalette che portano al francese Liberation . Ha curato la regia e la sceneggiatura mare e vi si immerge, scomparendo. L'uomo, nel del film Musica per vecchi animali (1989), scrive per il tentativo di fermarlo, lo segue, e si ritrova in un inteatro e ha allestito e recitato in numerosi spettacoli con credibile bar, un luogo fantastico punto di incontro vari musicisti jazz e classici. È ideatore della Pluriversità di ventitré misteriosi avventori, ognuno dei quali si dell'Immaginazione. È autore di numerosi romanzi di sucimpegna, nell'arco di una notte, a raccontare una stocesso tradotti in trenta paesi. ria. Tutto può accadere nel bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell'uomo col cappello, dell'uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell'uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori.

UN FILM DA VEDERE
BorisBoris è una serie televisiva italiana prodotta dal 2007 al 2010, nel 2011 la serie ha inoltre avuto una trasportazione cinematografica, Boris - Il film. Sottotitolata La fuori serie italiana, Boris porta in scena il dietro le quinte di un set televisivo nel quale si sta girando Gli occhi del cuore 2, una fittizia fiction televisiva italiana. Il divertimento e le battute intelligenti sono assicurate.

ASCOLTA QUESTA….
Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue partiInneres Auge (Occhio interiore in tedesco) è il primo brano tratto dall'omonimo album (Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti) di Franco Battito. Pubblicato nel 2009 è l'affondo al presente del Battiato più indignato che con retorica si chiede: "Che male c'è a organizzare feste private con belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?"

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In collaborazione con: Maria Grazia Profeta ( vice Direttore)
a di : è a cur iornale del G ro Cavalla Angela La ne direzio

Domenico Filippello Epifania Lo Presti Emanuela Lupo

Il primo degli assiomi della comunicazione dice che non è possibile non comunicare: qualunque cosa facciamo appare agli altri come comunicazione e ogni comportamento altrui, ogni stato del mondo, ci appare dotato di senso, quindi ci comunica qualcosa……………..
Il Giornale quindi non è altro che un mezzo di comunicazione che permette di relazionarci, potendo scambiare vicendevolmente: informazioni , curiosità ,opinioni e tutto ciò che si propone positivamente alla nostra crescita personale e del nostro paese. Siamo pertanto aperti alle vostre critiche e alle vostre idee, aiutandoci a migliorare il nostro lavoro!!
Inviate il vostro materiale (Foto, articoli, suggerimenti ,…..) direttamente alla nostra redazione o alla casella e-mail:

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