Direttore ROMINA CIUFFA CLIPS, INTERVISTE REPORTAGES, LIVE

CIUFFA EDITORE

RIOMA è anche su:

www.youtube.com/ musicinchannel

INTERNET

www.specchioeconomico.com

www.musicin.eu
RIOMA NUMERO QUATTRO ALLEGATO A

e su:

MUSIC IN - REG. TRIBUNALE

DI

ROMA N. 349

DEL

20/7/2007

osteria con cucina dal 1906
via panisperna 214 rione monti tel. 06 4825176 lacarbonara.it

LA CARBONARA

ROSÀLIA DE SOUZA, LA BOSSA MAREA
RIOMA È UN PROGETTO DI ROMINA CIUFFA IN UN CIRCUITO DIVULGATIVO DI CULTURA «RIOMANA» (OGGI A ROMA, RIO, SALVADOR E SÃO PAULO)
IL SERVIZIO INTEGRALE - IL REPORTAGE, LA VIDEOINTERVISTA, FOTO ED ARTICOLI - SU RIOMA @ WWW.MUSICIN.EU

CURANDERO

.I T

SESSO
BOSSA
DI

Rio de Janeiro. Da un mènage a trois - quello tra Tom Jobim, João Gilberto e Vinicius De Moraes - nasce la Bossa Nova. Nel Veloso, bar che i tre frequentano in Rua Montenegro, si ferma sempre una quindicenne a comprare le sigarette alla madre. Si chiama Helô Pinheiro e abita in Rua Montenegro 22. È la Garota de Ipanema. 1962, ristorante Au Bon Gourmet, Copacabana: prima esibizione dal vivo di Vinicius cantante. JG: «Tom, e se você fizesse agora uma canção que possa nos dizer contar o que é o amor?» TJ: «Olha Joãozinho, eu não saberia sem Vinicius pra fazer a poesia...» VDM: «Para essa canção se realizar quem dera o João para cantar...» JG: «Ah, mas quem sou eu? Eu sou mais vocês. Melhor se nós cantássemos os três...» JG, TJ, VDM: «Olha que coisa mais linda, mais cheia de graça...» Ad Ipanema, consacrata come paraìso do prazer, le ragazze crescono. Helô vince la battaglia contro gli eredi degli autori, chiama la sua boutique Garota de Ipanema, e diviene la coniglietta brasiliana di Playboy. Ma Jobim diceva: «Ogni canzone che ho scritto è una ragazza che non ho scopato». E viceversa. ■

&
ROMINA CIUFFA

R N
el samba di Noel Rosa Coisas Novas appare per la prima volta il termine bossa (onda): O samba, a prontidão / e outras bossas, / são nossas coisas. Sono gli anni 30 e viene riformulato il Samba canção (o Samba de meio de ano, ossia fatto fuori dal periodo di Carnevale) con una rilettura melodica dall’andamento moderato - quando non lentissimo, non oltre 80 battiti per minuto - ma un incedere incalzante, che predilige il tema del dor de cotovelo. La cultura americana del dopoguerra di Stan Kenton e l’impressionismo erudito di Debussy e Ravel portano poi al Cool Jazz e al Bebop. Negli anni 50 rola già Bossa Nova tra i musicisti della classe media carioca che si riuniscono nelle case della Zona Sul, una tra tante quella di Nara Leão sull’Avenida Atlântica: ci sono Billy B l a n c o, Chico Feitosa, Sérgio Ricardo, Roberto Menescal, Luiz Carlos Vinhas, Ronaldo Bôscoli, Carlos Lyra. Il movimento entra dapprima nelle università, poi contagia il circuito del Beco das Garrafas a Copacabana, pur portando ancora il nome di samba sess i o n s; cresce con Juscelino Kubitschek presidente e attende un altro frequentatore dell’Atlântica, il chitarrista baiano João Gilberto - con Chega de Saudade, di Tom Jobim e Vinicius de Moraes - per prendere una nuova o n d a: quella di Desafinado e Garota de Ipanema, quest’ultima registrata oltre 169 volte da artisti come Sarah Vaughan, Stan Getz, Frank Sinatra (con Jobim), Ella Fitzgerald. ■
BOSSA NOVA, AS MOÇAS QUE NÃO COMI

osalia De Souza nasce a Rio de Janeiro il 4 luglio 1966 nel quartiere di Nilopolis, lo stesso della scuola di Samba Beija-Flor. In Italia è dal 1989 e sin da subito si lega agli altri musicisti brasiliani della scena romana, quali Alvaro dos Santos, Ney Coutinho, Roberto Taufic, e con essi porta la Bossa Nova negli storici club - il Saint-Louis, il Caffè Latino, il Caffè Caruso - fino a partecipare alla creazione dell’album Novo Esquema De Bossa del Quintet X. Sale sui palchi inglesi del Brazil Festival e del Jazz Cafè; quindi, dopo il Montreux Jazz Festival, nel 2003 Nicola Conte produce il suo primo album da solista, Garota Moderna, che la porta a Mosca, Lisbona, Kiev, El Hierro. Tanto da divenire, nel 2005, una Garota Diferente, nome del suo secondo album. Del 2006 è Brasil Precisa Balançar, registrato interamente a Rio De Janeiro con la partecipazione di R o b e rto Menescal - con il quale compone Agarradinhos («Pois o sonho meu maior / é ter dia inteirinho agar radinho a você) - e Marcos Valle, e un tour che la porta fino in Giappone. Nel 2009 esce D’improvviso (il videoreportage di Music In su www.musicin.eu/?p=2996), e Rosàlia duetta anche con Jarabe de Palo nel brano che dà titolo all’album, la versione fatta nostra di De repente, del venezuelano Aldemaro Romero. Si tratta di 13 brani da una scrematura di 25 canzoni, includendovi anche un pezzo di Battisti-Mogol (5 dias de Carnaval). Diceva allora alle telecamere del nostro Music In Channel: «Da sempre mi chiedevano di cantare in italiano, l’ho fatto. Ma è nato davvero tutto all’impro v v i s o». Pe rché l’Italia, perché Roma? Il caso, se il caso esiste. Avevo amici. Così Roma è divenuta il mio «orfanotrofio». Rio e Roma, le tue due anime. Si assomigliano? Affatto, a parte il sole costante. E una differenza fondamentale: la storia. Io mi trovo molto bene a Roma, e vi conduco una vita simile a quella di Rio. La tendenza brasiliana oggi è la fuga dall’Italia: tu? Tutti stanno andando via ora? Sì, anche io voglio andarmene. Perché Bossa Nova? È il mio stile: tran quillo, intimo, alla ricerca dell’Io. Intonato ma non troppo, stonato ma non troppo. Quali le tue muse musicali? Elis Regina

è il mio idolo per la mia scelta di fare inter pretazione. Ma le ispirazioni arrivano da tutte le parti. Senza dimenticare mai Tom Jobim, assolutamente significativo per me. Eravamo al concerto di João Bosco nell’estate del 2011, in primissima fila: anche lui per te è una fonte di ispirazione? Sì, lo è: lui, con il suo modo di canta re e le sue melodie. Lo adoro da sempre. Interpretazione ma non solo: fai cantautoriato? Scrivo moltissimo. Ho anche cantato alcune delle mie composizioni ma preferisco sempre identificarmi con i brani altrui: qualche volta denudarsi nei propri pensieri-canzoni diventa pericoloso. O hai da dire troppo, o troppo poco. Ma attraverso i tuoi album hai sempre parlato molto. Dietro ai miei lavori ci sono state tante ricerche e fatiche: quando si realizzano progetti è molto difficile arr i vare a compromessi. Esci ad ascoltare chi? Purtroppo non esco quasi mai a vedere concerti, un po’ per impegni famigliari, un po’perché sono molto casalinga. Poi c’è da dire che a Roma, ma forse in tutta Italia, sono pochi i posti dove ascoltare musica di qualità. Quali musicisti nomini della scena romana? Non lavoro con i romani, i miei colleghi sono di Salerno, Bari, Pescara, Milano, Bologna, e Brasile. L’unico romano è Antonello Sorrentino (tromba). In effetti non conosco molto l’ambiente romano, ma probabilmente la scena migliore è quella degli stranieri che arrivano all’Auditorium. C redi che la cultura brasiliana in Italia sia correttamente riportata e divulgata? Assolutamente no. Ma non perché la gente non se ne interessi, bensì perché solo ciò che è popolare arriva alla gente con più facilità. Anche gli stessi pro grammi di musica brasiliana mischiano stili e tendenze: per apprezzare il bello bisogna conoscere anche il brutto, no? Della sua voce Nicola Conte dice: «È vel luto che non ha crepe né punte, picchi o cadute, è una brezza, un soffio di vento». Rosàlia è una diva dolcevitosa. Senza sforzo di immaginazione la vedrei uscir fuori da quegli appartamenti dell’Atlântica parlando in Bossa Nova di dor de cotovelo, cui non a caso dedica un intero titolo anche la sua Elis Regina: sentir saudade não faz mal. ■

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE B EBA DO SAMBA E LA SCUOLA POPOLARE DI MUSICA DI T ESTACCIO PRESENTANO ROSÀLIA D E SOUZA, IL 18 MARZO: CON LE PERCUSSIONI DI G ILSON SILVEIRA, IL PIANOFORTE DI GIOVANNI GUACCERO E LA CHITARRA DI UNO SPECIAL GUEST, R OBERTO TAUFIC

CHOROMA quarta feira@Beba do Samba
oão Gilberto - nome d’arte di João Gilberto Prado Pereira de Oliveira (Juazeiro, 10 giugno 1931) - è considerato, con Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes, il padre della Bossa Nova. Tra Salvador, Rio e Porto Alegre, dimora nelle case di amici e fuma marijuana, ossessionato dal trovare una nuova via di suono per la chitarra. Nel 1958 pubblica Chega de sauda de, che è la Bossa Nova. È Jobim a mettere il Jazz, lui la sperimentazione. A tutti gli effetti inventa un nuovo stile, caratterizzato da un volume di esecuzione basso a tal punto da confondere per quella contrastante, forte carica emozionale, e sostituendo con le sole dita il ritmo del Samba, che generalmente richiede una intera sezione di percussionisti. ■

J

A
ALLIEVA SLMC CON FLAUTO

ntônio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim (Rio de Janeiro, 25 gennaio 1927New York, 8 dicembre 1994), noto come Tom - nome che gli dà la madre, ispirata ad una canzone francese, per facilitare la sorellina - o come O Maestro, proviene dalla Tijuca ma cresce ad Ipanema. Nel 1966 lo chiama Frank Sinatra che lui raggiunge in Usa. Lì trascorre il tempo da solo in hotel, attende The Voice (alle Barbados in fuga da Mia Farrow), compone e scrive lettere a Vinicius in cui si dice frustrato, annoiato, infelice. Lui, che rende indissolubile il legame tra Bossa Nova e femminilità ipanamense, a Playboy rivela: «É que na hora H, eu penso na S u é c i a». Sì, un comportamento antimusicale, «desafinado»: ma anche nel petto di uno stonato batte un cuore. ■
PAU, PEDRA, FIM, CAMINHO, RESTO, TOCO, POUCO, SOZINHO CACO, VIDRO, VIDA , SOL, NOITE, M O RT E, LAÇO, ANZOL

MAS SE ELA VOLTAR, SE ELA VOLTAR QUE COISA LINDA, QUE COISA LOUCA!