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Manuale Operativo

Manuale operativo a cura di Scribe: Anders Nordmark Traduzione in italiano a cura di Andrea Pozzi Le informazioni contenute in questo manuale possono essere soggette a cambiamenti senza preavviso e non rappresentano vincolo nei riguardi di Propellerhead Software AB. Il software qui descritto è soggetto a Licenza d'Uso e non può essere copiato su alcun supporto salvo secondo le specifiche direttive della Licenza d'Uso. Non è possibile copiare, riprodurre o trasemttere o registrare in alcun modo nessuna parte di questa pubblicazione, per nessun motivo, se non previa autorizzazione scritta di Propellerhead Software AB. © 2007 Propellerhead Software e licenziatari. Tutte le specifiche possono essere soggette a cambiamenti senza preavviso. Reason è marchio registrato di Propellerhead Software. Tutti gli altri simboli e nomi commerciali sono marchi registrati dei rispettivi proprietari. Tutti i diritti riservati.

D Indice

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8 8 8 8 9 10 10 11

Common Operations and Concepts
Presentazione manuale Presentazione capitolo Convenzioni del manuale Eseguire le impostazioni Tooltip Menu contestuali Undo Tecniche d’uso delle finestre

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52 52 61 64 69 70 70 78 89 92 94 96

The Sequencer
Introduzione Operazioni principali Registrazione Registrare l’automazione Toolbar Funzione Snap Editing clip in modalità Arrange Modalità Edit Finestra Tool - funzioni editing della pagina Tools Copiare i pattern sulle tracce sequencer Automazione tempo e tempo in chiave Importare ed esportare file MIDI

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16 16 18 20 20

Audio basics
Presentazione capitolo Come Reason comunica con l’hardware audio Informazioni generali Specifiche PC Specifiche Mac

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98 99 102 104 107 107

The ReGroove Mixer
Introduzione Mixer ReGroove Pagina Groove Settings Lavorare con i groove Trucchi & consigli utili Patch ReGroove in Factory Sound Bank

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22 22 26 29 32 33

Sounds, Devices and Patches
Introduzione Uso del rack virtuale Breve nota sul routing Patch ReFills Uso del Browser

109 Remote - Playing and controlling Reason devices
110 110 110 112 114 116 118 120 121 Vari ingressi MIDI Controllo remoto Configurazione Principi di controllo remoto Vincolare una superficie Remote Override Finestra Additional Overrides Controllo tastiera Salavare le configurazioni remote

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46 46 47 48 49

Routing Audio and CV
Routing dei segnali Cavi virtuali Routing automatico Routing manuale Uso dei segnali CV e Gate

123 Advanced MIDI - the External Control Bus inputs
124 Ingressi External Control Bus

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INDICE

125 Uso di Reason come ReWire Slave
126 126 126 127 127 127 128 128 129 129 Presentazione capitolo Perché usare Reason con ReWire? Presentazione di ReWire! Avvio e chiusura Usare i controlli di Trasporto e Tempo Sincronizzazione Assegnazione Audio Assegnare il MIDI con ReWire 2 Convertire i canali ReWire in tracce audio Dettagli sulle varie applicazioni host ReWire

152 Reason Hardware Interface
153 Introduzione 153 Dispositivo MIDI In 153 Uscite audio

154 The Combinator
155 155 156 156 158 159 160 160 161 Introduzione Creare i dispositivi Combinator Elementi Combinator Connessioni interne ed esterne Aggiungere dispositivi al Combi Gestire un Combi Tracce sequencer e riproduzione dei Combi Pannello Controller Usare il Programmer

131 Synchronization
132 132 132 133 133 Utenti ReWire – leggete! Sincronizzazione e MIDI Clock Reason slave di un dispositivo esterno Reason slave di un altro programma sullo stesso computer Considerazioni sulla sincronizzazione

166 The Mixer
167 167 169 169 169 169 170 171 Introduzione Striscia canale Percorso del segnale nel Mixer Modalità d’EQ Sezione Aux Return Fader Master Connessioni Concatenare i Mixer

135 Song File Handling
136 137 138 138 138 138 138 139 139 Song self-contained Finestra Song Information Salvare una song Pubbicare una Song Aprire una Song Chiudere una song Creare una nuova song Creare una song di default Exporting as an Audio File

172 The Line Mixer 6:2
173 173 173 173 174 Introduzione Parametri canale Sezione Aux Return Livello Master Connessioni

141 Optimizing Performance
142 142 143 144 145 Introduzione Ottimizzazione e latenza d’uscita Ottimizzare il computer Ottimizzare le song Requisiti song e memoria

176 Redrum
177 177 178 179 183 186 186 Introduzione Formati File Usare le patch Programmare i pattern Parametri Redrum Usare Redrum come modulo sonoro Connessioni

147 Transport Panel
148 Panoramica

INDICE

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188 Subtractor Synthesizer
189 189 194 197 198 200 202 202 Introduzione Sezione Oscillatori Sezione Filter Inviluppi - Introduzione Sezione LFO Parametri di riproduzione Modulazione esterna Connessioni

258 NN-XT Sampler
259 259 260 261 262 263 264 266 267 269 270 274 275 275 278 279 280 281 288 Introduzione Panoramica Caricare patch complete e file REX Uso del pannello principale Panoramica del pannello Remote Editor Campioni e Zone Selezioni ed Edit Focus Regolare i parametri Gestire zone e campioni Lavorare con i gruppi Lavorare con i key range Impostare i valori Root Note e Tune Mappatura automatica Layer, Crossfade e Velocity Switch dei suoni Funzione Alternate Parametri campione Parametri gruppo Parametri synth Connessioni

204 Thor Polysonic Synthesizer
205 205 206 207 219 224 227 Introduzione Elementi di Thor Pannello Controller Usare il Programmer Sezione bus routing di modulazione Step Sequencer Connessioni

228 Malström Synthesizer
229 230 232 233 236 239 241 242 Introduzione Sezione Oscillator Sezione di modulazione Sezione di filtro Routing Controlli di riproduzione Connessioni Inviare l’audio esterno ai filtri

290 Dr. Rex Loop Player
291 291 292 293 294 295 299 Introduzione Formati File Aggiungere un Loop Creare le note nel sequencer Gestire gli slice Parametri synth di Dr. Rex Connessioni

244 NN-19 Sampler
245 245 246 247 250 251 254 256 Introduzione Concetti generali di campionamento Formati dei file audio Key zone e campioni Automap dei campioni Parametri synth di NN-19 Parametri di riproduzione Connessioni

300 Matrix Pattern Sequencer
301 Introduzione 302 Programmare i pattern 308 Esempio d’uso

309 RPG-8 Arpeggiator
310 310 313 317 318 Introduzione Uso di RPG-8 Parametri di RPG-8 Connessioni CV Trucchi e suggerimenti

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INDICE

319 ReBirth Input Machine
320 Introduzione 320 Preparazioni 321 Routing

(versione Windows) 389 Window Menu (versione Mac OS) 390 Menu Help/Contacts

322 BV512 Vocoder
323 324 326 327 328 329 329 Introduzione Configurare un vocoder Usare BV512 come EQ Parametri di BV512 Connessioni Automazione Trucchi e suggerimenti

391 Indice Analitico

334 The Effect Devices
335 336 336 337 338 340 340 345 352 353 354 354 357 358 359 359 360 361 362 Funzioni comuni del dispositivo Effetti MClass MClass Equalizer MClass Stereo Imager MClass Compressor MClass Maximizer Scream 4 Sound Destruction Riverbero avanzato RV7000 Riverbero digitale RV-7 Delay digitale DDL-1 D-11 Foldback Distortion Filtro a inviluppo controllato ECF-42 Chorus/Flanger CF-101 Phaser PH-90 Unisono UN-16 Compressore a guadagno make-up automatico COMP-01 EQ parametrico a due bande PEQ-2 Spider Audio Merger & Splitter Spider CV Merger & Splitter

365 Menu and Dialog Reference
366 366 370 386 386 389 Menu Reason (Mac OS X) Menu File Menu Edit Menu Create Menu Options Window Menu

INDICE

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INDICE

1 D Common Operations and Concepts .

Si può regolare la precisione della manopola con l’impostazione “Mouse Knob Range” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences che si apre dal menu Edit (o dal menu Reason in Mac OS X). Presenta un pò di terminologia (utile per una migliore comprensione di programma e manuale).). Per esempio: “premere [Shift]-[C]” significa “tenere premuto il tasto [Shift] e premere il tasto [C]”. Manopole Per “ruotare” una manopola. D Per resettare una manopola al suo valore di default (in genere. I primi capitoli descrivono metodi e tecniche generali (routing audio. alcuni tasti di modifica sono diversi sulle tastiere dei computer Mac e PC. pulsanti di trasporto.). Fader Per muovere un fader cliccare sulla sua “maniglia” e trascinare in alto o in basso. D Si può anche cliccare ovunque sul fader per spostarlo subito a quella posizione. quasi tutti i parametri assomigliano alla loro controparte nel mondo reale (fader dei mixer. puntarla. in tal caso. e viceversa. il fader si muove più lentamente consentendo una regolazione di precisione del parametro. 8 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS . il manuale distingue i comandi con le scritte “(Mac)” e “(Windows)”. Convenzioni del manuale Questo manuale descrive sia la versione Macintosh che Windows di Reason. D Premendo [Shift] e trascinando il mouse. ecc. pan al centro o simili) premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e cliccarci sopra. Eseguire le impostazioni Poichè gran parte della grafica di Reason è simile a un rack synth/effetti “reale”. Per poter lavorare in Reason con la massima efficacia e soddisfazione possibili si consiglia di leggere questo capitolo.Presentazione manuale Questo è il Manuale Operativo di Reason che descrive nei dettagli tutti gli aspetti del programma. D Premendo [Shift] e trascinando il mouse. Comandi rapidi Nel manuale. gestione delle patch. i tasti di comando rapido del computer sono indicati in parentesi quadra. cliccare il pulsante sinistro del mouse e trascinarla in alto o in basso (come se fosse un cursore verticale). manopole dei synth. Tuttavia. seguono poi i vari capitoli che descrivono ogni dispositivo di Reason. la manopola ruota più lentamente consentendo una regolazione di precisione del parametro. trascinando in alto si ruota la manopola a destra. il modo in cui si regolano questi parametri è descritto in seguito per ogni tipo di parametro: Presentazione capitolo Questo capitolo descrive alcuni metodi e tecniche generali utilizzati in Reason. zero. ecc. le eventuali differenze sono chiaramente indicate nel testo.

In Reason ci sono due tipi di rappresentazioni grafiche: ✪ Questo tipo di controllo si usa anche per alcuni parametri non puramente “numerici” (es. Questo selettore multi-modalità è costituito da un pulsante con tre diverse modalità elencate sopra. Per cambiare la posizione song da 3. COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS 9 . i valori numerici sono indicati in campi alfanumerici con dei pulsanti freccia accanto. secondi e millisecondi) e le posizioni dei locatori sinistro/destro. regolare più parametri allo stesso valore. La modalità corrente selezionata è indicata da un LED illuminato. ciò aiuta ad eseguire impostazioni di precisione.0 a 5. ✪ Per disabilitare questi tooltip disattivare l’opzione “Show Parameter Value Tool Tip” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences. funzionano tutti come gli altri valori numerici (controlli freccia o click & drag). minuti. D Cliccando nel display alfanumerico vero e proprio e trascinando in alto/ basso con il pulsante sinistro del mouse premuto.1. Si eseguono velocemente regolazioni approssimative. Cliccare sul pulsante per scorrere le modalità o direttamente su una delle modalità per selezionarla. misure o tick) cliccando nel rispettivo campo valore. per cambiare i valori numerici ci sono due modi: D Usando i pulsanti freccia su e giù. in Reason molti pulsanti hanno un LED “interno” (o il pulsante stesso s’illumina indicando se è attivo o meno). Poi si cambia il valore con i metodi descritti in precedenza. Posizione song e locatori sinistro/destro (L/R) Sul pannello di trasporto ci sono dei campi numerici che indicano la posizione song (sia in misure.Selettori multi-modalità Alcuni parametri consentono di selezionare una tra più modalità. Per regolare un valore in step singoli cliccare sul rispettivo pulsante freccia su o giù.1. ma si può modificare un solo valore alla volta. • I valori di posizione nel pannello di trasporto si possono modificare anche con un doppio-click del mouse e digitando una nuova posizione. algoritmi di riverbero e forme d’onda oscillatore nei synth). movimenti.1. ma prima si seleziona un incremento di valore (es.. Pulsanti Molte modalità e funzioni si controllano cliccando sui pulsanti. Tooltip Lasciando fermo per qualche istante il puntatore del mouse su un parametro nel pannello di un dispositivo appare un tooltip che indica il nome del parametro e il suo valore corrente. D Per i display di posizione numerici nel pannello di trasporto e nell’Inspector (vedere a page 74) i valori si modificano allo stesso modo. ecc. Valori numerici In Reason. Per scorrere continuamente un valore cliccare su un pulsante freccia e tenere premuto il pulsante sinistro del mouse. note da 1/16 e tick che in ore. per cambiare modalità cliccare e trascinare il selettore oppure cliccare direttamente alla posizione desiderata del selettore (come quando si regola un fader).0 (ad esempio) cliccare sul valore misura e modificare il valore a piacere.1. Questo è un tipo di selettore multi-modalità con più di due posizioni.

10 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS . ad esempio. ecc) che influenzano il pattern corrente selezionato. Menu contestuali dispositivo Cliccando da qualche parte su un dispositivo nel rack (ma non su un controllo). l’operazione che si può eseguire di nuovo appare nel menu Edit. quasi tutte le operazioni possono essere annullate (Undo). Shift. Copy. regolazioni di valori dei parametri. ecc. • Se il dispositivo utilizza le patch ci sono funzioni per la gestione delle patch. • In base al dispositivo ci possono essere anche varie funzioni specifiche. ciò comprende creazione. modificare o eliminare eventi. ecc. Paste e Delete Device per ri-organizzare e gestire i dispositivi nel rack. Per esempio.) e dipendono dal fatto che si clicchi o meno su un evento. L’operazione che si può annullare è indicata accanto al comando Undo nel menu Edit. in pratica sono disponibili i seguenti tipi di menu contestuali: In Reason.) il menu contestuale presenterà i seguenti elementi: D Per ripetere l’ultima operazione annullata (“undo dell’operazione undo”) selezionare “Redo” dal menu Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Y]. Selezionando un dispositivo dal submenu “Go To” si scorre il rack rendendolo visibile. i menu contestuali del sequencer hanno funzioni per inserire o rimuovere misure. • Un duplicato del menu Create che permette di creare nuovi dispositivi. ecc. fader. E’ possibile annullare fino a 30 operazioni. Il contenuto del menu contestuale dipende da dove si clicca. Menu contestuali “rack vuoto” Cliccando in una sezione vuota del rack il menu contestuale presenta i seguenti elementi: • Un comando Paste Device per incollare nel rack tutti i dispositivi copiati o tagliati. Analogamente. • Un duplicato del menu “Create” per la creazione di nuovi dispositivi. Funzioni per associare i comandi dalla tastiera del computer e/o i messaggi MIDI al parametro (che consentono il controllo remoto dei parametri da un dispositivo MIDI o dalla tastiera del computer). editing nel sequencer e regolazioni tempo/time signature. Menu contestuale parametro Ciccando su un controllo automatizzabile (manopola di un parametro synth. Menu contestuali del sequencer Cliccando nel sequencer. Randomize. se l’ultima operazione è stata la cancellazione di un dispositivo(i) dal rack. D Per aprire un menu contesutale cliccare con il pulsante destro del mouse (Windows) o [Ctrl]-click (se si usa un singolo pulsante del mouse in Mac). Rex. Per esempio. si possono così aprire i menu contestuali con un click-destro del mouse. il menu contestuale che si apre conterrà i seguenti elementi: • I comandi Cut. corsia Key Edit. • Se il dispositivo si basa sui pattern ci sono varie funzioni pattern (Cut/Copy/Paste. eliminazione e ordinamento dei dispositivi nel rack.Menu contestuali I menu contestuali presentano solo le opzioni più importanti. il menu contestuale presenta le opzioni per la modifica di tracce. il menu Edit mostrerà la scritta “Undo Delete Devices”. clip ed eventi.. Le funzioni disponibili differiscono in base alla zona o corsia sulla quale si clicca (Track List. per consentire di lavorare in modo più rapido ed efficace in Reason. cancellare tracce. • Un submenu “Go To” che elenca tutti i dispositivi collegati al dispositivo corrente. Se in Mac si usa un mouse a due pulsanti configurarlo in modo che cliccando con il pulsante destro si generi un [Ctrl]-click. ha funzioni di manipolazione del pattern per il solo suono percussivo selezionato. D Per annullare l’ultima operazione eseguita selezionare “Undo” dal menu Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Z]. il dispositivo Dr. Clear. • • Funzioni per cancellare e modificare i dati d’automazione del controllo registrati. Rex. Undo Menu contestuale di Dr.

Regolato il tempo di riproduzione nel pannello di trasporto. 4. se però si esegue un’altra operazione (es. Create Mixer Device Selezionando Undo. Adjust Attack 2. si annulla l’operazione successiva nell’elenco (regolazione del bilanciamento): | UNDO | REDO 3. 5. Adjust tempo Selezionando Redo. Creato un dispositivo synth. Create Mixer Device (Vuoto) Non è più possibile ripetere la regolazione tempo annullata! 5. Modificato il bilanciamento (pan) del dispositivo synth nel mixer. si cambia il livello del dispositivo synth nel mixer). Adjust Attack 2. Create Synth Device 1. Create Synth Device 1. 3. Supponiamo di aver eseguito le seguenti operazioni: 1. Create Mixer Device 4. Adjust Attack 2. 4. l’elenco Undo History è questo: | UNDO A questo punto. in questo caso è eseguita di nuovo la regolazione del bilanciamento (aggiunta poi all’elenco Undo History): | UNDO | REDO 4. | UNDO | REDO 5. Adjust Attack 2. Change pan 5. l’ultima operazione (regolazione tempo) è annullata e spostata nell’elenco “Redo”: | UNDO | REDO Tecniche d’uso delle finestre Usare più di una finestra song di Reason E’ possibile aprire più song di Reason contemporaneamente. ciascuna apparirà in una finestra Reason separata. Change pan 3. Create Synth Device 1. Change pan 5. Create Mixer Device 5. Adjust tempo Selezionando di nuovo Undo. Adjust tempo COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS 11 . Dopo queste cinque operazioni. l’ultima operazione annullata è eseguita di nuovo. Create Synth Device 1. Reason ha un elenco Undo History che arriva fino a trenta step. Ogni finestra si può spostare. Adjust tempo 4. Regolato il tempo Amp Envelope Attack sul synth. ridurre e ri-dimensionare con le tecniche standard Mac/ Windows. Creato un mixer. Create Synth Device 1. c’è ancora la possibilità di un Redo della regolazione tempo. Change level 4. Adjust Attack 2. Change pan 3. Change pan 3. completa di rack. essa diventa l’operazione inserita in alto nell’elenco Undo History e l’elenco Redo si svuota. Create Mixer Device 4. 2. in altre parole. Change pan 3.Undo multipli Il concetto di Undo multipli richiede una spiegazione: è possibile annullare fino 30 operazioni. sequencer e pannello di trasporto.

Scorrere la corsia Key Edit con il tool Hand. Gli esempi più classici sono il rack e l’area del sequencer. Scorrere con il tool Hand Per scorrere l’immagine nel sequencer si può usare anche il tool Hand. 12 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS . cliccare sulle icone “+” o “–” rispettivamente per ingrandire o rimpicciolire (altrimenti cliccare e trascinare il cursore d’ingrandimento). tenere premuto il pulsante sinistro del mouse e trascinare nella direzione desiderata. Scorrere con le barre di scorrimento Ogni volta che c’è un’informazione “fuori dallo schermo” appaiono le barre di scorrimento orizzontale e/o verticale. Zoom con i cursori d’ingrandimento In alcune aree è possibile ingrandire o rimpicciolire l’immagine con i controlli d’ingrandimento.Vedute. finestrelle diverse si possono scorrere e ingrandire individualmente. se nel rack ci sono molti dispositivi (più di quelli visualizzabili in una sola volta) si può scorrere il rack in alto o in basso usando la barra di scorrimento verticale a destra del rack. ma anche la parte destra dell’area sequencer può essere divisa in più corsie orizzontali (per l’editing di aspetti diversi delle registrazioni). finestrelle e divisori Sullo schermo. ciò consente d’ingrandire il sequencer rispetto al rack e sfruttare meglio lo spazio sullo schermo del computer. Reason è suddiviso in varie aree o “finestrelle”. Nel sequencer ci sono controlli veduta separati per le corsie Key Edit e Controller. Per esempio. Scorrimento e zoom Reason ha varie opzioni per scorrere ed ingrandire rack e sequencer. selezionarlo e cliccare in una corsia. D Ove applicabile. ✪ Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina si può limitare lo scorrimento alla sola direzione orizzontale o verticale. Sganciare il sequencer Si può “sganciare” la finestrella del sequencer e trasformarla in una finestra separata.

Zoom con il tool lente d’ingrandimento
Un altro modo per ingrandire nel sequencer è usare il tool lente d’ingrandimento che consente d’ingrandire e rimpicciolire sia in orizzontale che in verticale (come i cursori di zoom); tuttavia, questo tool ha anche altre funzioni: D Cliccando una volta con il tool lente d’ingrandimento in una corsia, s’ingrandisce della stessa quantità di quando si clicca due volte l’icona “+” sul cursore di zoom. D Per rimpicciolire con il tool lente d’ingrandimento cliccare tenendo premuto [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows). Si noterà che nel tool il segno “+” diventa un segno “-”. D Se la corsia ha un cursore di zoom verticale, cliccando con il tool lente d’ingrandimento s’ingrandisce/rimpicciolisce anche in verticale della stessa quantità di quando si clicca una volta sulle icone “+” e ”-” del cursore di zoom. Tenendo premuto [Shift] durante il click del mouse, si disabilita lo zoom verticale. D Cliccando e trascinando con il tool lente d’ingrandimento si crea un rettangolo di selezione. L’immagine è ingrandita in modo che l’area selezionata occupi la corsia.
Racchiudendo queste note in un rettangolo di

Scorrimento e zoom con la rotellina del mouse
La rotellina di scorrimento del mouse (se c’è) si può utilizzare per le seguenti operazioni di scorrimento e zoom: D Scorrere in alto e in basso sia nel rack che nel sequencer. D Tenendo premuto simultaneamente [Shift] si può scorrere a sinistra e destra nel sequencer. D Tenendo premuto [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) s’ingrandisce e rimpicciolisce l’immagine in verticale nel sequencer. D Tenendo premuto [Shift]-[Command] (Mac)/[Shift]-[Ctrl] (Windows) s’ingrandisce e rimpicciolisce l’immagine in orizzontale nel sequencer.

...s’ingrandisce in modo che le note riempiano

COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS

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COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS

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D Audio basics

Presentazione capitolo
Questo capitolo fornisce informazioni utili su come Reason gestisce l’audio; alcuni sono aspetti tecnici, ma si consiglia di leggerli per ottenere il massimo da Reason.

Le uscite correnti in uso hanno i LED verdi, quelle disponibili ma inutilizzate hanno i LED gialli e tutte le connessioni eseguite a uscite non disponibili hanno i LED rossi.

Come Reason comunica con l’hardware audio
Reason genera e riproduce audio digitale (un flusso di numeri 1 e 0). Per sentire qualcosa, questi numeri devono essere convertiti in un segnale audio analogico e inviati a un sistema d’ascolto (altoparlanti, cuffie, ecc.). Quasi sempre questa conversione è gestita dalla scheda audio installata nel computer; su Macintosh (se non è installato un hardware audio aggiuntivo) si può usare l’hardware audio interno. Per inviare l’audio digitale all’hardware audio, Reason utilizza il driver selezionato nella finestra di dialogo Preferences; nel rack virtuale sullo schermo, questa connessione è rappresentata dal dispositivo Hardware di Reason.

Per inviare il suono di un dispositivo nel rack a un’uscita specifica assegnare l’uscita del dispositivo alla “presa” corrispondente sull’Interfaccia Hardware, usando i cavi virtuali sul retro del rack (come descritto a page 26); nella maggior parte dei casi, alle uscite Stereo (uscite 1 e 2) si collega un dispositivo Mixer.

Qualità audio
In un sistema di sintesi basato sul computer la qualità audio generale dipende da due cose: D Qualità del software che esegue i calcoli audio. Nel nostro caso, si tratta della codifica eseguita dal DSP di Reason. • Per tutti i calcoli audio interni Reason utilizza operatori matematici a 32-bit a virgola mobile che garantiscono la massima risoluzione possibile in tutta la catena del segnale. • Il programma supporta un’uscita audio a 16, 20, e 24 bit. • Il programma supporta frequenze di campionamento da 22 kHz a 96 kHz. • E’ implementata una serie di tecniche audio digitali che riducono il rischio di “aliasing”, rumore di fondo, distorsione indesiderata e “rumore sibilante”. Non esiste alcun motivo tecnico per cui questo programma non debba suonare bene quanto o meglio dell’hardware professionale dedicato ad esso. D Qualità dell’hardware che riproduce il suono. Su PC si tratta dell’hardware audio installato; in Mac è il controller audio interno o qualsiasi hardware audio esterno installato. Non bisogna farsi ingannare dalle scritte “16 bit, 44.1kHz, qualità CD”. Quanto suona veramente bene un hardware audio dipende da molti fattori; il suo intervallo di frequenza e la curva di risposta in frequenza, il rapporto segnale/rumore, la distorsione in varie situazioni, ecc.. Inoltre, alcuni circuiti elettronici tendono a introdurre più disturbo nel computer rispetto ad altri; questi disturbi possono aggiungere al segnale ronzii o rumori ad alta frequenza. L’unico consiglio valido ed efficace per avere un buon suono è scegliere attentamente l’hardware audio!

Il dispositivo Hardware si trova sempre in cima al rack; in genere è chiuso e mostra solo un pannello vuoto.

! Usando ReWire, Reason invia invece l’audio digitale all’applicazione ReWire master (in genere un programma sequencer) che a sua volta gestisce la comunicazione con l’hardware audio; per i dettagli vedere il capitolo “ReWire”. Il dispositivo Hardware di Reason presenta 64 “prese” d’uscita, ciascuna con un LED e un indicatore di livello; 32 prese appaiono sul pannello principale ed appaiono altre 32 prese attivando il pulsante “More Audio”. Ogni LED rappresenta una connessione a un’uscita sull’hardware audio (o un canale ReWire verso un’altra applicazione, se si usa ReWire). Tuttavia, il numero d’uscite disponibili dipende dal numero delle uscite presenti nell’hardware audio; usando una scheda audio standard con uscite stereo, ad esempio (o l’hardware audio interno di Mac) sono disponibili solo le prime due uscite. Nel dispositivo Hardware, gli indicatori s’illuminano in verde per tutte le uscite correnti in uso.

In questo caso sono usate solo le prime due uscite disponibili di una scheda audio stereo standard (indicate dalla scritta “Stereo” sul pannello del dispositivo).

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AUDIO BASICS

Frequenze di campionamento e risoluzioni
Frequenza di campionamento (Sample Rate) e risoluzione (Resolution) sono caratteristiche dell’audio digitale che determinano la qualità del suono. In generale, frequenza di campionamento e risoluzione elevati offrono una qualità audio migliore (ma anche file audio più grandi e un consumo maggiore di risorse del computer e dell’hardware audio). La tabella seguente mostra alcune combinazioni frequenza di campionamento/risoluzioni:
| Sample

Impiego di una risoluzione audio elevata
Reason può riprodurre i campioni a qualsiasi risoluzione audio. Per esempio, se in un campionatore o in Redrum si caricano campioni a 24-bit, anche la riproduzione dei campioni sarà a 24-bit. Se si usano questi campioni e si vuole che Reason li riproduca alle rispettive risoluzioni originali procedere come segue: 1. Dal menu Edit (o Reason) selezionare Preferences e scegliere la pagina General. 2. Assicurarsi che l’opzione “Use High Resolution Samples” alla base della pagina sia attiva.

Rate 22.05 kHz

| Resolution:

| Commento:

8 bit

44.1 kHz 44.1 kHz – 96 kHz

16 bit 24 bit

In genere si usa in situazioni ove è più importante una dimensione ridotta del file rispetto alla qualità audio (giochi, applicazioni multimediali, file audio in Internet, ecc.). Formato usato per i CD audio standard. Formati usati in studi professionali e con dispositivi di registrazione all’avanguardia.

Per soddisfare le varie situazioni, Reason supporta più frequenze di campionamento e risoluzioni audio; le aree d’applicazione sono le seguenti:

Se attiva (e la scheda audio lo supporta), Reason riproduce i campioni ad alta risoluzione nella rispettiva risoluzione originale; se invece questa opzione non è attiva Reason riproduce tutti i campioni a 16-bit, indipendentemente dalle rispettive risoluzioni originali.

Riproduzione
Reason gestisce tutto il processo audio interno a una risoluzione di 32-bit a virgola mobile. Tuttavia, la risoluzione d’uscita audio dipende dall’hardware audio; se la scheda audio è a 24-bit, Reason crea l’audio alla risoluzione di 24-bit e se la scheda audio è a 16-bit, l’audio sarà creato alla risoluzione di 16-bit. Le frequenza di campionamento in riproduzione si specifica nella pagina Audio della finestra di dialogo Preferences (menu Reason o Edit, dipende se si usa o meno la piattaforma Mac OS X):

Export audio
Reason può esportare l’audio (cioè eseguire il mixdown della song o di una sezione della song) su un file audio; per i dettagli vedere a page 139. Facendolo, chiede di specificare una risoluzione 16 o 24 bit) e una frequenza di campionamento (11–96 kHz) per il file.

✪ Se si prevede di aprire il file esportato in un’altra applicazione selezionare un formato supportato dall’applicazione stessa; nel dubbio, 16 bit/ 44.1 kHz sono valori sicuri.

Import audio
Caricando campioni o file ReCycle nei campionatori, in Redrum o in Dr. Rex Loop Player, Reason supporta file di molte frequenze di campionamento e risoluzioni. Si possono usare file di formati diversi nello stesso dispositivo - un suono percussivo può essere un campione a 8-bit, quello successivo un campione a 16-bit, ecc..

Si noti che le opzioni disponibili in questo menu a tendina dipendono dalle frequenze di campionamento supportate dall’hardware audio. La maggior parte delle schede audio standard supportano 44.1 kHz e altre frequenze di campionamento inferiori; in tal caso, per avere la qualità audio migliore selezionare 44.1 kHz.

AUDIO BASICS

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Livelli Audio
In Reason, durante la riproduzione è meglio tenere d’occhio l’indicatore di clip audio in uscita sul pannello di trasporto; se s’illumina, il livello audio è troppo elevato e si ha un clipping (distorsione digitale).
L’indicatore rimane acceso un attimo per facilitare l’individuazione del

Informazioni generali
Master Tune
Di default, Reason riproduce il “LA centrale” a 440 Hz (intonazione standard per la maggior parte degli strumenti). Tuttavia, suonando Reason con altri strumenti è possibile regolare l’intonazione: 1. Aprire il menu Edit (o Reason in Mac OS X) e selezionare Preferences. 2. Usare il menu a tendina in cima alla finestra di dialogo Preferences per selezionare la pagina Audio. 3. Regolare l’intonazione complessiva con il controllo Master Tune. Volendo, si può regolarla in riproduzione; si noti che ciò influisce sull’intonazione di tutte le sorgenti sonore in Reason (compresi Redrum e Dr. Rex Loop Player).

D Per rimediare abbassare il livello master sul Mixer (o altro dispositivo) collegato all’Interfaccia Hardware fino a quando l’indicatore di clipping non s’illumina in riproduzione. Si può anche usare il Combi MClass Mastering Suite per essere sicuri che il clipping non si verifichi mai - vedere a page 336.

! Si noti che non importa se gli indicatori di livello sui singoli dispositivi
(effetti, canali del mixer, ecc.) “raggiungono il rosso”; il clipping può avvenire solo nell’Interfaccia Hardware. Internamente Reason utilizza un processo di calcolo ad alta risoluzione a virgola mobile che garantisce un’elevata qualità audio e un margine dinamico virtualmente illimitato. Nel dispositivo Audio Hardware, l’audio a virgola mobile è convertito alla risoluzione usata dall’hardware audio (ed è qui che ci può essere un clipping).

Latenza
Su qualsiasi computer c’è un ritardo dal momento in cui si “chiede” all’hardware di riprodurre un suono a quando lo si sente; è la “latenza”, un problema per ogni sistema in cui l’utente deve influire sul suono in tempo reale.

! Per le informazioni principali sulla regolazione della latenza d’uscita vedere il capitolo “Ottimizzare le prestazioni”!

Se si usano più uscite
Usando un hardware audio con più di due uscite è possibile avere dispositivi diversi collegati a uscite diverse nell’Interfaccia Hardware. Se l’indicatore di clipping audio d’uscita s’illumina riprodurre di nuovo la sezione della song controllando l’Interfaccia Hardware. Ogni “presa” d’uscita ha un indicatore di livello - se il segmento rosso dell’indicatore s’illumina significa che c’è un clipping in uscita; ridurre quindi il livello d’uscita del dispositivo collegato all’uscita in clipping fino a quando il clipping scompare.

Perchè c’è la latenza?
Qualsiasi applicazione audio digitale crea il proprio audio in “porzioni” che sono poi passate alla scheda audio ove sono memorizzate temporaneamente prima di essere convertite in normali segnali audio analogici. Le zone di memoria per queste “porzioni” si chiamano “buffers”; per analogia si pensi a una fila di secchi e a un certo numero di persone, ognuna delle quali ha un secchio: l’acqua è versata da un secchio all’altro fino a raggiungere la sua desinazione finale. Più piccoli e pochi sono i buffer, più il sistema risponde velocemente (bassa latenza). Tuttavia, ciò aumenta il consumo delle risorse del computer e del suo software. Se il sistema non riesce a spostare i dati dai/ai buffer abbastanza velocemente, nascono problemi che si manifestano con interruzioni nella riproduzione audio. A peggiorare la situazione, si consideri che la riproduzione audio compete sempre con altre attività del computer. In Windows, ad esempio, un valore di latenza audio che in situazioni normali è perfettamente accettabile potrebbe essere troppo basso quando si provano ad aprire i file durante la riproduzione, si passa a un altro programma mentre Reason è in riproduzione o semplicemente si riproduce una song molto pesante.

Se si usa ReWire
Se l’audio è inviato in streaming a un’altra applicazione con il protocollo ReWire, il clipping non può avvenire in Reason, poichè la conversione dell’audio a virgola mobile è eseguita nell’altra applicazione audio; per maggiori informazioni sull’uso di ReWire vedere a page 125.

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Quale è il valore di latenza ideale?
Normalmente, i synth hardware hanno una latenza da 3 a 7 ms (millisecondi – millesimi di secondo), almeno se lo strumento è destinato a un pubblico “professionale”! Su un normale PC la latenza può variare molto, poichè computer e sistemi operativi sono destinati a molte applicazioni (non solo alla riproduzione audio). Per applicazioni multimediali e giochi una latenza di 100 ms può essere tranquillamente accettabile, ma per suonare uno strumento musicale non lo è affatto! • Su PC le schede audio con driver MME (vedere più avanti in questo capitolo) possono arrivare a una latenza di circa 160 ms. • Nella stessa scheda audio con un driver DirectX la latenza può scendere intorno ai 40 ms. • Una scheda audio progettata specificamente per la bassa latenza con un driver ASIO (o il controller audio interno in Mac OS X) in genere può scendere fino a 23 ms. Questo valore è simile (o migliore) a quello offerto dai synth hardware dedicati!

ReWire e latenza
Quando Reason funziona da ReWire slave è l’altro programma (il Rewire master) ad essere responsabile della creazione audio vera e propria e della sua riproduzione attraverso la scheda audio; la latenza dipende quindi dal programma master.

! Quando Reason funziona da ReWire slave, hardware audio, driver impiegato e impostazioni eseguite nella finestra di dialogo Preferences non hanno alcuna importanza! Tutte le impostazioni hardware audio si definiscono nell’applicazione master ReWire! Per informazioni su ReWire vedere “Uso di Reason come ReWire Slave”.

Riduzione della latenza
Ci sono alcuni accorgimenti per ridurre al minimo la latenza: D Rimuovere le funzioni in background del computer. Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete, Internet, ecc.. D Ottimizzare le song. In alcune situazioni può essere necessario aumentare la latenza d’uscita, in modo che il computer riesca a riprodurre una song molto pesante; un’altra possibilità è ottimizzare la song vera e propria; per i dettagli vedere “Optimizing Performance”. D Usare un computer più veloce. Questa scelta dipende da quella precedente; è necessaria solo se bisogna aumentare la latenza d’uscita perchè il computer non riesce proprio a gestire le song da riprodurre.

Il sequencer interno di Reason non ha latenza!
Quando il sequencer di Reason riproduce una song la temporizzazione tra le note è perfetta! Una volta che la riproduzione di un pattern o una song di Reason è attiva e in esecuzione la latenza non è nemmeno da considerare; il computer sincronizza l’audio tra gli step con un’accurata precisione al quarzo e la temporizzazione è impeccabile!

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Specifiche PC
Impostazioni ASIO DirectX, MME e buffer audio
Windows accede all’hardware audio in tre modi:

In Reason tutti i calcoli audio sono eseguiti con operazioni a virgola mobile (cioè tenendo conto dei numeri decimali invece di quelli interi non decimali) per garantire la migliore qualità audio possibile. Si può avere una buona qualità audio anche in un sistema a numeri interi, ma la virgola mobile (ove disponibile) è più efficace e precisa. I processori Intel e AMD sono quelli più veloci nei calcoli a virgola mobile. Altri processori più economici hanno prestazioni ridotte proprio da questo punto di vista; ciò si ripercuote inevitabilmente sulle prestazioni del programma; il nostro consiglio è il seguente:

Con i driver MME (MultiMedia Extensions)
Questo sistema è stato introdotto dalla versione 3.0 di Windows ed è il tipo di driver installato normalmente nel Pannello di Controllo via “Plug’n’Play”; la maggior parte della normale riproduzione sonora (come il suono all’avvio di Windows) avviene via MME. • Praticamente tutte le schede audio hanno un driver MME; se l’hardware si trova nella cartella Sistema del Pannello di Controllo significa che è installato un driver MME. • Un hardware audio che utilizza driver MME ha valori di latenza molti elevati. • Solo un programma alla volta può usare l’hardware audio via MME.

✪ Se si acquista un computer specifico per Reason scegliere un processore
Intel o AMD, atrimenti scegliere un processore noto per le sue elevate prestazioni di calcolo a virgola mobile!

Specifiche Mac
In Mac OS X tutte le comunicazioni con la maggior parte dell’hardware audio possono essere gestite dal controller audio interno. D Possono essere disponibili anche altre opzioni, principalmente riguardo alla compatibilità con tutte le configurazioni hardware/software possibili. Usarle solo se necessario.

Con i driver DirectX
DirectX è un sistema più evoluto sviluppato da Microsoft per offrire routine d’accesso all’audio più efficienti. • Non tutto l’hardware audio ha driver DirectX; tuttavia, i driver per un certo tipo di hardware sono inclusi in DirectX stesso. • I driver DirectX offrono una latenza inferiore (tra 40 e 90 millisecondi).

! Usare DirectX solamente se si è certi che per l’hardware audio è installato un driver DirectX “certificato”.

✪ Altre informazioni sul driver DirectX si trovano alle pagine web DirectX
di Microsoft all’indirizzo www.microsoft.com/directx.

Con i driver ASIO
La maggior parte delle schede audio professionali utilizzano driver ASIO. • Usando un driver ASIO la latenza scende fino a 3 ms. • Con un driver ASIO solo un programma alla volta può accedere alla scheda audio.

✪ Altre informazioni sui driver ASIO si trovano alle pagine web Steinberg
Media Technologies all’indirizzo www.steinberg.net.

Processori
Usando Reason in Windows la velocità di clock del processore è un fattore importante che determina quanti dispositivi si possono usare contemporaneamente. Ci sono però altri fattori da considerare; uno molto importante è la “prestazione di calcolo a virgola mobile”.

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AUDIO BASICS

Devices and Patches .3 D Sounds.

Si può ingrandire l’area del rack cliccando sul suo bordo inferiore (il divisore tra rack e area del sequencer) e trascinandolo in basso. Questo capitolo tratta i seguenti argomenti: D Procedure e tecniche di gestione dei dispositivi nel rack. questo menu è disponibile sia nella barra principale dei menu che nei menu contestuali (vedere “Menu contestuali”). D Usare i tasti [Page Up]/[Page Down] sulla tastiera del computer per spostare l’immagine di una schermata intera in alto o in basso. questa operazione restringe l’area del sequencer e rende più visibile il rack. D Usare i tasti [Home] o [Fine] sulla tastiera del computer per scorrere in cima o in fondo al rack. ✪ Quando si seleziona la traccia sequencer di un dispositivo. D Uso del browser di Reason. D Usare la rotellina del mouse (se c’è) per scorrere il rack in alto o in basso. DEVICES AND PATCHES . Muoversi nel rack Se il rack contiene molti dispositivi. D Gestione delle patch in Reason. Altrimenti. Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) quando si crea un dispositivo è vero il contrario (cioè ai dispositivi mixer ed effetto sono assegnate nuove tracce mentre i dispositivi strumento non prendono alcuna traccia). Altrimenti è possibile selezionare i dispositivi dal menu Create. quello nuovo è aggiunto alla base del rack.Introduzione ✪ Per informazioni rapide sulla creazione dei dispositivi e la selezione di suoni e patch vedere i capitoli Tutorial nel manuale d’Avvio Rapido. Per scorrere il rack in alto o in basso usare uno dei metodi seguenti: D Usare la scrollbar a destra del rack per scorrere continuamente in alto o in basso. probabilmente lo schermo non può visualizzarlo tutto. Pulsante Maximize del rack. Vedere “Patch”. Inoltre. l’ingresso della tastiera Master sarà impostato automaticamente alla nuova traccia per consentire di suonare subito via MIDI il dispositivo creato (vedere a page 54). D Aprire il menu contestuale di un dispositivo e selezionare un altro dispositivo dal submenu “Go To”. Per un’introduzione alle funzioni di routing automatico vedere a page 26. D Aggiungendo un nuovo dispositivo Reason tenta di collegarlo in modo logico. ove si creano e configurano i dispositivi e si eseguono le impostazioni dei parametri. D Nel sequencer si crea automaticamente una nuova traccia collegata al nuovo dispositivo. si può “sganciare” completamente il sequencer dal rack (vedere a page 12). D Formati file ReFills e Reason. Vedere “ReFills”. D Routinge dei cavi virtuali. Se non c’è un dispositivo selezionato. si può anche fare in modo che il rack occupi l’intera finestra cliccando sul pulsante Maximize sopra la scrollbar a destra. Uso del rack virtuale Come si è visto finora il cuore di Reason è il rack virtuale. non a quelli mixer o effetto.vedere a page 39. ciò si applica solo ai dispositivi strumento. Vedere “Breve nota sul routing”. Creare i dispositivi Per creare nuovi dispositivi doppio-click del mouse su un dispositivo nella finestra Tools (menu Devices) o usare un drag & drop. D Di default. Reason scorre automaticamente il rack per visualizzare il dispositivo. La traccia avrà lo stesso nome del dispositivo. D Il nuovo dispositivo è inserito nel rack sotto quello corrente selezionato. Vedere “Uso del Browser”. Il rack scorre al dispositivo selezionato. 22 SOUNDS. Vedere in seguito. ✪ I dispositivi si possono creare anche cercando le patch . questa sezione descrive tutte le procedure di gestione del rack (cioè procedure e tecniche comuni a tutti i dispositivi).

Regolando un parametro in un dispositivo si seleziona automaticamente il dispositivo stesso. DEVICES AND PATCHES 23 . Eliminare i dispositivi Per eliminare uno o più dispositivi. taglio. è un metodo rapido per “muoversi” nel rack. quelli a metà larghezza come gli effetti) sono ordinati da sinistra a destra. Riordinare i dispositivi E’ possibile cambiare l’ordine dei dispositivi nel the rack spostandoli: 1. D Per de-selezionare tutti i dispositivi cliccare nello spazio vuoto alla base del rack. E’ possibile avere dispositivi senza le rispettive tracce associate. si scorrono i dispositivi da sinistra a destra prima di passare alla fila successiva del dispositivo. Una spessa linea rossa verticale indica ove è collocato il dispositivo(i). selezionarli e usare uno dei metodi seguenti: D Tenere premuto [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [Backspace] o [Canc]. ! Eliminando un dispositivo collegato tra altri due dispositivi. nei dispositivi più piccoli si può cliccare ovunque tranne che sui parametri veri e propri. Si può così selezionare una serie di dispositivi. Per spostare più di un dispositivo contemporaneamente selezionare i dispositivi. quindi. In altre parole. premendo il tasto freccia giù. il dispositivo corrente selezionato rimane selezionato. Tutti gli altri dispositivi selezionati restano selezionati. SOUNDS. copia ed eliminazione dei dispositivi) si devono selezionare uno o più dispositivi nel rack. Nei dispositivi a larghezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra i punti di fissaggio del rack). ma non si può avere una traccia sequencer senza un dispositivo associato ad essa. ciò si esegue secondo i seguenti criteri: D Per selezionare un singolo dispositivo. D Selezionare “Delete Devices and Tracks” dal menu Edit o da quello contestuale del dispositivo. D E’ possibile anche usare i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer per selezionare il dispositivo appena sopra o sotto quello corrente selezionato. 3. I dispositivi stretti (es. Questa operazione elimina il dispositivo(i) insieme alle tracce sequencer associate ad esso. D Per selezionare più dispositivi tenere premuto [Shift] e cliccare. 2. ! Il dispositivo Hardware Interface in cima rack non può essere rimosso. Usando questo metodo. cliccarci sopra nel rack. Cliccare nella zona “maniglia” dei dispositivi.Selezionare i dispositivi Per alcune operazioni (es. Con il pulsante sinistro del mouse premuto trascinare il dispositivo(i) in alto o in basso nel rack. la connessione tra i due dispositivi è mantenuta automaticamente. Il dispositivo selezionato è indicato da un bordo colorato (basato sullo schema di colori scelto per il sistema operativo). Reason scorre automaticamente il rack in modo che il dispositivo selezionato sia completamente visibile. non c’è mai bisogno di selezionare un dispositivo prima di eseguire le impostazioni dei parametri. D Per de-selezionare uno dei dispositivi selezionati tenere premuto [Shift] e cliccare su quello a cui togliere la selezione. si noti che la linea rossa può trovarsi a sinistra di un dispositivo (a indicare che il dispositivo spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo (a indicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo). uno [Shift]-click del mouse su un dispositivo lo seleziona senza togliere la selezione ad altri dispositivi selezionati. In altre parole. D Tenendo premuto [Shift] quando si usano i tasti freccia su o giù.

I criteri sono simili a quelli impiegati per la copia o duplicazione dei dispositivi trascinati con il mouse.Duplicare i dispositivi In questo esempio è spostato il dispositivo riverbero RV-7: In questo caso la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a sinistra del Per eseguire la copia di un dispositivo nel rack tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e trascinare il dispositivo desiderato alla nuova posizione. di copiare uno o più dispositivi (come un dispositivo strumento con tutti i suoi effetti in Insert) da una song di Reason a un’altra secondo i seguenti criteri: D I comandi Cut e Copy influenzano tutti i dispositivi selezionati e funzionano in base alle procedure standard. Reason tenta di collegarlo automaticamente. Rilasciare il pulsante sinistro del mouse. D Tenendo premuto [Shift] quando si sposta un dispositivo. Ciò consente. DEVICES AND PATCHES . Se non è selezionato alcun dispositivo. In questo caso. Copy e Paste Device presenti nel menu Edit (o nel menu contestuale del dispositivo). 24 SOUNDS. D Copiando e incollando più dispositivi. Reason tenta di collegarlo automaticamente (come quando si spostano i dispositivi). Copy e Paste Il risultato è questo: si noti che il dispositivo Filter è spostato a sinistra per colmare il vuoto. Reason tenta di collegarlo automaticamente. D Quando s’incollano. Vedere a page 26. tutti i tre dispositivi sono spostati a sinistra per colmare il vuoto. ! Se s’inizia a spostare un dispositivo ma poi si cambia idea è possibile interrompere l’operazione premendo [Esc] tenendo premuto il pulsante del mouse. 4. D Tenendo premuto [Shift] quando si duplica il dispositivo. Per maggiori informazioni sul routing automatico vedere a page 26. e viceversa. Il dispositivo(i) è spostato alla nuova posizione e gli altri dispositivi nel rack sono sistemati in modo da colmare i “vuoti”. quelli incollati appaiono alla base del rack. le connessioni tra essi sono mantenute. Comandi Cut. ad esempio. senza influenzare il rack. i dispositivi sono inseriti nel rack sotto il dispositivo corrente selezionato. ! Lo spostamento dei dispositivi nel rack non influenza l’ordine delle tracce nel sequencer. D Tenendo premuto [Shift] quando s’incolla un dispositivo. il routing automatico e manuale è descritto nel capitolo “Routing Audio e CV”. I dispositivi selezionati si possono spostare o duplicare con i comandi Cut. Il comando Cut sposta i dispositivi nel clipboard (rimuovendoli dal rack) e il comando Copy crea copie dei dispositivi collocandole nel clipboard. la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a destra del chorus/ Il risultato è questo.

Si noti che le striscie adesive del canale mixer indicano il nome del dispositivo direttamente collegato al Mixer! Se un dispositivo strumento è collegato attraverso un effetto in Insert. per rinominare un dispositivo cliccare sulla rispettiva etichetta adesiva e digitare un nuovo nome (fino a 16 caratteri). Per riaprire il dispositivo cliccare di nuovo sulla stessa freccia. In tal caso. con un [Option]/[Alt]-click sulla freccia di un dispositivo chiuso si aprono tutti i dispositivi. un nuovo dispositivo creato è nominato automaticamente in base al tipo. quello successivo “Subtractor 2”. DEVICES AND PATCHES 25 . D In rack con file di dispositivi più piccoli. Analogamente. SOUNDS. la striscia adesiva del canale mixer mostra il nome del dispositivo effetto in Insert (poichè è quello collegato direttamente al canale del Mixer). si chiamerà “Subtractor 1”. per farlo cliccare sulla freccia rivolta in basso a sinistra del dispositivo. è meglio rinominare il dispositivo effetto in Insert in modo che indichi lo strumento collegato. D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sulla freccia di un dispositivo aperto. Relazione tra nomi dispositivo e nomi traccia Quando si crea un dispositivo strumento ad esso è assegnata automaticamente una traccia nel sequencer con lo stesso nome di default. la freccia chiudi/apri è situata a sinistra del dispositivo più a sinistra ed influenza tutti i dispositivi nella fila. Per i dispositivi collegati a un Mixer. ad esempio. Al contrario. i rispettivi nomi si riflettono automaticamente sulle striscie adesive verticali dei canali mixer corrispondenti (accanto ai fader canale). e così via). con un numero d’indice (il primo synth Subtractor creato. Dispositivi aperti e chiusi Se in un dispositivo non si devono eseguire impostazioni è possibile chiuderlo per rendere il rack più maneggevole ed evitare di scorrerlo continuamente. le striscie adesive sotto le manopole Return indicano i nomi dei dispositivi effetto collegati ai rispettivi ingressi Return.Nominare i dispositivi Ogni dispositivo ha una “etichetta adesiva” che ne indica il nome. si chiudono tutti i dispositivi presenti nel rack. rinominando un dispositivo si rinomina anche la traccia sequencer corrispondente (e viceversa).

il dispositivo chiuso si apre automaticamente consentendo di eseguire la connessione. spostati. Rex) esso è assegnato automaticamente al primo canale mixer disponibile. Il dispositivo è quindi subito pronto all’uso. 26 SOUNDS. quest’ultimo è collegato come effetto in Send (al primo Aux Send/Return). DEVICES AND PATCHES . Collegare un effetto in Send al Mixer D Avendo selezionato un Mixer e creando un dispositivo effetto. Esempi d’effetti in Send sono riverbero. D Nei dispositivi che usano le patch è possibile selezionare le patch anche se i dispositivi sono chiusi. D La riproduzione non è influenzata dalla chiusura dei dispositivi. Breve nota sul routing ! Questa sezione descrive solo le operazioni di routing principali. Collegare un dispositivo al Mixer D Quando si crea un dispositivo strumento (synth. il routing automatico è eseguito automaticamente quando si crea un nuovo dispositivo e quando si spostano. quest’ultimo è collegato come effetto in Insert. inoltre. il routing automatico è eseguito automaticamente in stereo. il segnale proveniente dal dispositivo passa cioè al Mixer attraverso l’effetto. il routing si può essere automatico o manuale: Routing automatico Con il routing automatico Reason esegue tutte le connessioni audio principali per un dispositivo in una sola operazione. per eseguire una connessione a un dispositivo chiuso trascinare con il mouse un cavo virtuale ad esso e tenerlo lì qualche istante. Creare i Mixer D Il primo dispositivo Mixer creato è assegnato automaticamente agli ingressi Stereo del dispositivo Hardware. come accennato alle pagine precedenti. duplicati e cancellati come quelli aperti. delay e chorus. campionatore. Collegare un effetto direttamente a un dispositivo (Insert) D Avendo un dispositivo strumento selezionato e creando un effetto. per una descrizione dettagliata su procedure e possibilità di routing vedere il capitolo “Routing Audio e CV”. compressore e phaser. duplicano o incollano dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift].D I parametri dei dispositivi chiusi non sono visualizzati. Redrum o Dr. Reason offre un routing molto flessibile dei segnali audio e di controllo tra i dispositivi del rack. ✪ Se applicabile. Tuttavia. Esempi di effetti in Insert sono distorsore. D I dispositivi chiusi possono essere rinominati. non è possibile eseguire regolazioni di routing sul retro del rack per i dispositivi chiusi.

Collegare un effetto in Insert tra l’Interfaccia Hardware e un dispositivo D Selezionando l’Interfaccia Hardware e poi creando un effetto. usando la tastiera del computer. Ingressi e uscite audio sono jack grandi da 1/4”. mentre i jack d’ingresso e uscita CV sono più piccoli. Per ora vediamo le connessioni audio. E’ il modo migliore per collegare un Combi MClass Mastering Suite alla fine del percorso del segnale. DEVICES AND PATCHES 27 . quest’ultimo è collegato in Insert tra l’Interfaccia Hardware e qualsiasi dispositivo collegato agli ingressi dell’Interfaccia Hardware (normalmente le uscite di un Mixer). Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer. Routing manuale Per collegare manualmente i dispositivi girare il rack per vedere il retro premendo il tasto [Tab] o selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options. la connessione tra i due dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente.. Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione Ecco ora altri criteri di routing automatico per i dispositivi già presenti nel rack: D Per ri-assegnare un dispositivo già presente rack. D Quando si duplicano i dispositivi (trascinandoli) o si usano i comandi Copy e Paste. Sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e CV (tensione di controllo usata per controllare i parametri .vedere “Uso dei segnali CV e Gate”). D Spostando un dispostivo le connessioni non cambiano. sui dispositivi non è eseguito affatto un routing automatico. D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due. Jack audio Jack CV ! Con il retro visibile ci si può comunque muovere nel rack scorrendolo. Un esempio tipico è un dispositivo effetto collegato in Insert tra un synth e un Mixer. Per fare in modo che sia eseguito un routing automatico tenere premuto [Shift] quando si esegue l’operazione. ecc. Per inviare l’audio da un dispositivo all’altro ci sono due modi: collegando i “cavi virtuali” tra ingressi e uscite o scegliendo le connessioni da un menu a tendina: SOUNDS. Per fare in modo che Reason esegua un routing automatico del dispositivo in base alla sua nuova posizione nel rack tenere premuto [Shift] quando lo si sposta. selezionarlo e usare le opzioni Disconnect Device e Auto-route Device (entrambe nel menu Edit).

Appare un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack. le altre connessioni audio sono in sfumature diverse di rosso e le connessioni CV presentano sfumature diverse di giallo. i submenu gerarchici elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo. Questi cavi sono verdi ad indicare le connessioni di un dispositivo effetto. Le connessioni a/da altri dispositivi effetto hanno diverse sfumature di verde.Uso dei cavi virtuali Usare i menu a tendina 1. 3. ! Il trascinamento di un cavo per una connessione si può annullare premendo [Esc] mentre si tiene premuto il pulsante del mouse. 28 SOUNDS. trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da qualche parte lontano da un jack. Selezionare il connettore desiderato dal submenu. Il cavo è collegato. D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio significa che non ci sono connessioni adatte. Cliccare (o click-destro) su un connettore. Questi cavi sono rossi ad indicare connessioni tra dispositivi strumenti e Mixer. ad esempio. Cliccando sull’uscita audio di un dispositivo. Appare un cavo volante. Questo cavo è giallo ad indicare una connessione CV. Rilasciare il pulsante del mouse. oppure: D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu contestuale che appare. ✪ Per una panoramica più chiara delle connessioni i cavi hanno colori diversi. 2. D Analogamente si può cambiare una connessione esistente cliccando a un capo del cavo e trascinandolo a un altro connettore. DEVICES AND PATCHES . E’ creata la connessione. ad indicare che la connessione è possibile. 3. ! Perchè i cavi siano visibili deve essere attiva l’opzione “Show Cables” del menu Options (vedere sotto). Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il quale creare una connessione). 1. Scollegare i dispositivi Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi: D Cliccare a un capo del cavo. 2. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e trascinare il puntatore del mouse lontano dal jack (tenendo premuto il pulsante del mouse). Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate. Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo giusto (audio/CV. se ingresso e uscita sono in stereo e si collegano i canali sinistri è aggiunto automaticamente un cavo per i canali destri. ingresso/uscita) esso s’illumina.

! A parte i Combi. ciò è particolarmente utile se i cavi sono nascosti. si noti. D Le patch percussive Redrum contengono un “kit di batteria” completo. insieme alle impostazioni Combinator (key/velocity zone. cioè le informazioni sui campioni percussivi usati insieme alle impostazioni dei parametri di ogni suono percussivo. ecc. Nove dispositivi utilizzano le patch: Verificare le connessioni E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack. ecc. ma solo le informazioni relative ai file campione utilizzati. routing di modulazione. se in un Combi c’è un Subtractor e ne sono state modificate le impostazioni.). ma non in una patch Subtractor separata (a meno che lo si faccia dall’interno del Combi . Sono salvati anche tutti i routing audio o CV dai/ai dispositivi del Combi.). SOUNDS. per esempio. Per maggiori informazioni sui ReFill vedere a page 32. D Le patch dei synth Subtractor. Appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore all’altro capo. inoltre. Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano programmi o patch da un effetto hardware). Thor e Malström contengono tutte le impostazioni sul pannello del dispositivo. Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano programmi o patch da un synth hardware). che le patch Redrum sono distinte dai pattern Redrum (selezionando una nuova patch non s’influenzano i pattern nel dispositivo). E’ importante osservare che la patch di un campionatore non contiene i campioni veri e propri. ma solo i riferimenti ai file. le patch possono essere file separati su hard-disk o file racchiusi in un ReFill. DEVICES AND PATCHES 29 . le patch non includono informazioni sulle connessioni eseseguite sul retro del dispositivo.vedere a page 30). oltre alle impostazioni dei parametri sul pannello del dispositivo. queste impostazioni sono salvate con il Combi. ! Si noti che le patch dei dispositivi inclusi in un Combi non sono salvati individualmente.Nascondere e mostrare i cavi Si può scegliere se rendere visibili o meno i cavi virtuali attivando o disattivando l’opzione Show Cables nel menu Options. D Il formato patch Combinator (Combi) salva tutte le impostazioni e i riferimenti file di ogni dispositivo nel Combi. quando i cavi sono nascosti i connettori in uso sono indicati da un punto rosso colorato: Patch Una patch di Reason contiene le impostazioni di un dispositivo specifico. D Le patch dei campionatori NN-19 e NN-XT contengono informazioni sui campioni usati e le rispettive impostazioni (key map. D Le patch degli effetti Scream 4 e RV7000 contengono tutte le impostazioni sui rispettivi pannelli dei dispositivi. Anche qui nella patch non sono inclusi i campioni veri e propri. intonazione. ma è anche comodo se ci sono molti cavi o se due dispositivi sono molto lontani tra loro nel rack: D Collocare il puntatore del mouse su un connettore e attendere qualche istante.

Selezionare una patch Per selezionare la patch di un dispositivo usare uno dei metodi seguenti: D Cliccare sul pulsante cartella nella sezione Patch sul pannello del dispositivo. Vedere a page 10.in altre parole. fare in modo che Reason li cerchi o continuare senza i suoni mancanti (per i dettagli vedere a page 41). D Una volta selezionata una patch. un pulsante cartella per aprire il browser e un pulsante Save per salvare la patch.Preferenza “Load Default Sound in New Devices” In Preferences . DEVICES AND PATCHES . quando si seleziona una patch. Salvare le patch Salvare le impostazioni del dispositivo in una song Salvando una song di Reason. assicurarsi di cliccare sul pulsante nella sezione Patch (accanto al display nome patch)! D Selezionare Browse Patches dal menu Edit o da quello contestuale del dispositivo. Si può così selezionare rapidamente un’altra patch. Se non si trovano i campioni di riferimento Come osservato in precedenza. Selezionando una patch i parametri del dispositivo sono regolati in base ai valori memorizzati nella patch e il nome della patch appare nel display nome patch. Si noti che cambiando le patch in questo modo. le patch Redrum. si apre la finestra di dialogo Patch Browser che consente di trovare e selezionare la patch (su hard-disk o in un ReFill). dopo aver selezionato una patch non influenzano il file patch (per farlo bisogna salvare la patch . NN-19 e NN-XT contengono dei riferimenti ai campioni e (come le patch) i campioni possono essere file indipendenti su hard-disk o elementi in un ReFill.vedere in seguito). D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella selezionata . si può anche cambiare il dispositivo vero e proprio! Vedere “Elenco browse (browse list)” a page 40. Le operazioni nel browser sono descritte in seguito (ad iniziare da page 33). Reason genera un messaggio d’avviso. NN-19 e NN-XT ci sono anche altri pulsanti cartella che servono per caricare i campioni. si possono scorrere tutte le patch presenti nella stessa cartella usando i pulsanti freccia sul pannello del dispositivo. ! Continuando senza trovare o sostituire i campioni mancanti ci saranno suoni percussivi e key zone silenziosi (rispettivamente in Redrum e NN19/NN-XT). se è selezionato il dispositivo. Si noti che il menu Edit riflette il dispositivo selezionato . Tuttavia. per ogni dispositivo ci sono patch situate fuori dalle cartelle Category nella cartella Factory Soundbank principale del dispositivo. 30 SOUNDS. tutte le impostazioni in tutti i dispositivi sono incluse automaticamente nel file song (non c’è bisogno di salvare le patch separatamente). Esse sono disponibili nell’elenco Browse (vedere a page 40) subito dopo la creazione di un nuovo dispositivo (in modo da provare alcuni suoni senza dover aprire il browser). l’elemento Browse Patches corrispondente appare nel menu Edit. nella patch i riferimenti al file campione non sono precisi. ! Tutte le regolazioni dei parametri eseguite sul pannello del dispositivo Sezione Patch di un dispositivo Redrum. anche questa può essere annullata (Undo).pagina General c’è un’opzione (attiva di default) per caricare una patch di default quando si crea un dispositivo. In tal caso. D In entrambi i casi. ! Nota: Sui pannelli dei dispositivi Redrum. come per qualsiasi operazione eseguita. se dopo il salvataggio di una patch i file campione sono spostati o rinominati. senza doverle scorrere tutte.vedere “Elenco browse (browse list)” on page 40). La sezione Patch ha la stessa struttura di base in tutti i dispositivi con patch: un display nome patch e tre pulsanti. pulsanti freccia su/giù per scorrere le patch in sequenza. Si può quindi scegliere d’individuare manualmente i file mancanti.

Salavare le impostazioni del dispositivo in una patch su hard-disk Sebbene le impostazioni del dispositivo siano memorizzate nella song. Reason chiede se si vuole davvero sostituire il file patch esistente. 3. Selezionare Paste Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu Edit.! E’ importante capire che nella song sono salvate le impostazioni vere e proprie. equivale esattamente a salvare una patch in un dispositivo e aprirla in un altro (è solo un metodo più rapido). inoltre. Selezionare una patch e/o eseguire le impostazioni desiderate sul primo dispositivo. Cliccare sul pulsante floppy disk nel pannello del dispositivo. inoltre. consentendo d’iniziare da zero. Inizializzare le patch Talvolta. Selezionare l’altro dispositivo dello stesso tipo (nella stessa song o in un’altra). Come sempre. 4. Selezionare Copy Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu Edit. un kit di batteria o una patch campionatore è utile iniziare con una “lavagna pulita”. ! E’ possibile salvare una patch con lo stesso nome e destinazione senza aprire la finestra di dialogo Save tenendo premuto [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando sul pulsante floppy disk nel pannello del dispositivo. questo comando imposta tutti i parametri ai valori “standard”. Le estensioni file sono aggiunte automaticamente da Reason quando si salva. Copiare e incollare le patch tra i dispositivi Un metodo rapido per trasferire le impostazioni tra dispositivi dello stesso tipo è usare i comandi Copy e Paste Patch. si consiglia inoltre di rinominare il file patch. Procedere come segue: 1. 1. modificata e si vuole salvarla con le modifiche. si rimuovono tutti i riferimenti ai file campione. ! Copiare e incollare le impostazioni sono operazioni possibili con tutti i tipi di dispositivo strumento. Attenzione però: questa operazione sostituisce la patch originale! ! Non è possibile salvare in un ReFill! Se è stata aperta una patch dall’interno di un ReFill. ! Questa operazione copia semplicemente le impostazioni da un dispositivo a un altro. Per farlo selezionare Initialize Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu Edit. quindi cliccare Save. tutti i dispositivi sono impostati come si trovavano al momento del salvataggio (indipendentemente dal fatto che siano state rimosse o modificate patch sull’hard-disk). bisogna farlo su un file separato. DEVICES AND PATCHES 31 . 2. Le impostazioni del primo dispositivo (inclusi i riferimenti campione a Redrum e NN-19/NN-XT) sono applicate al secondo dispositivo. D Se una patch è stata selezionata. Inizializzando i dispositivi NN-19. Rex Loop Player. può essere utile salvare le impostazioni eseguite in un dispositivo su un file patch separato (per usare la patch in altre song e provare altre patch nella song senza il rischio di perdere il proprio suono). NN-XT. si può salvare una versione modificata separata della patch (con un nuovo nome) o semplicemente sostituire il vecchio file patch su hard-disk. in modo che i file salvati si possano usare in Windows. la si modifica e si vuole salvarla. SOUNDS. Dr. 2. creando un suono di synth. all’apertura successiva della song. tranne Dr. D In Windows. ✪ Si può anche selezionare un dispositivo e usare il comando Export Patch del menu File. per evitare confusione. non i riferimenti a patch su hard-disk. In Mac OS non sono necessarie ma è bene mantenerle. regolando le impostazioni su uno dei dispositivi non s’influenza l’altro e le impostazioni non sono in alcun modo collegate a un file patch su hard-disk. Nella finestra di dialogo file che appare specificare destinazione e nome per il file patch. Rex o Redrum. i vari tipi di file patch hanno estensioni file diverse.

ecc. Inoltre. E’ una patch per il synth Subtractor e contiene tutte le impostazioni pannello. manipolare i singoli beat nel loop. “Reason Factory Sound Bank” e “Orkester”. i suoni del synth si memorizzano salvando le patch Malström.thor Patch Malström .sm4 . ecc. Caricando un file REX nel dispositivo Dr. E’ una patch per il campionatore NN-XT e contiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i campioni usati insieme alle impostazioni pannello. insieme ai riferimenti a tutti i campioni e loop usati (può anche contenere i campioni e loop veri e propri se la song è stata fatta diventare “self-contained”). i suoni del synth si memorizzano salvando le patch Subtractor.cmb Patch Subtractor . E’ possibile usare file di formati diversi nello stesso dispositivo (un suono percussivo può essere un campione a 8-bit. Inoltre. se una song utilizza gli elementi dai ReFills. In Reason. I file REX sono creati in un’altra applicazione Propellerheads: l’editor di loop ReCycle. è possibile riprodurre il loop praticamente a qualsiasi tempo (senza influenzarne l’altezza).smp NN-19 Patch campionatore .rfl”. è possibile anche scaricare da Internet altri ReFills utilizzati da utenti Reason. quello successivo un campione a 16-bit. Tutti i suoni di Reason sono racchiusi in due ReFills.rex Formati file in Reason La tabella seguente elenca i formati file che si possono cercare e aprire usando il browser di Reason: | Tipo file | Estensione | Descrizione Song .rps Patch Combinator . i campioni (file Wave e AIFF) sono compressi di circa la metà della loro dimensione file originale senza perdita di qualità. campioni. E’ una patch per il synth Malström e contiene tutte le impostazioni pannello.aif E’ una patch per il synth Thor e contiene tutte le impostazioni pannello. si può paragonare ReFills alle card ROM di un synth. SoundFont e song demo.sxt NN-XT Redrum Patch . in sostanza. nè si possono estrarre i suoi elementi e non è possibile esportarla come file audio. | Tipo file Patch Thor | Estensione | Descrizione . non si può modificare.zyp E’ il formato documento principale di Reason. Rex Loop Player.xwv Patch campionatore .). Combinator può memorizzare/richiamare combinazioni dei dispositivi di Reason. entrambi copiati nella cartella Program di Reason durante l’installazione.. E’ una patch per il dispositivo Redrum e contiene le informazioni sui campioni percussivi usati insieme a tutte le impostazioni del suono percussivo.. E’ una patch per il distorsore Scream 4 contenente tutte le impostazioni pannello. contengono i loop audio porzionati in slice (uno slice per ogni beat significativo nel loop). Su computer i ReFills sono grandi file con estensione “. per vedere e accedere a suoni ed altri elementi racchiusi nei ReFills si può usare il browser (come se i ReFills fossero cartelle su hard-disk). se usati) di tutti i dispositivi che fanno parte del Combi. I dispositivi NN-19 e Redrum riproducono i campioni in formato Wave o AIFF e supportano molte risoluzioni bit e frequenze di campionamento. Patch RV7000 Patch Scream 4 File REX .rcy o . acquistarli da altri costruttori. ecc. E’ una patch per il campionatore NN-19 e contiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i campioni usati insieme alle impostazioni pannello. nella patch è incluso tutto il routing (audio/ CV) tra i dispositivi nel Combi.rx2. E’ una patch per il riverbero RV7000 contenente tutte le impostazioni pannello. i suoni del synth si memorizzano salvando le patch Thor. file REX.ReFills Un ReFill è un pacchetto di elementi per Reason che può contenere patch.wav o . 32 SOUNDS. estrarre informazioni tempo. una patch Redrum è un kit di batteria memorizzato.drp ✪ Quando sono memorizzati in ReFills.rsn Song pubblicata . Una song pubblicata è una song self-contained destinata solo alla riproduzione. Altri ReFills Propellerhead si possono acquistare. .rv7 . Le patch Combinator (Combi) salvano tutte le impostazioni pannello (oltre ai riferimenti campione. DEVICES AND PATCHES . Reason indica quali sono i ReFills necessari. Campioni . Si noti che i file REX si possono caricare anche nei campionatori e in Redrum. contiene la musica e la configurazione del rack.

campioni. NN-19 e Redrum permettono di caricare singoli campioni e preset da un banco SoundFont. i campioni audio e i loop. ecc. Selezionando una patch con un formato diverso da quella per il dispositivo dal quale si è “iniziata” la ricerca. NN-19 e Redrum consentono di catalogare e caricare i SoundFont. file MIDI o REX (dall’interno di un ReFill o da normali cartelle di file). ma invece di limitarsi a vedere le patch Subtractor si può scegliere di cercare qualsiasi tipo di patch strumento. Vedere a page 37. preset.sf2 Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu Systems e Creative Technologies ed è impiegato su molte schede audio e synth software. Indipendentemente dal programma di editing usato per crearli. DEVICES AND PATCHES 33 . Uso del Browser Il Browser è una finestra di dialogo file che appare quando si aprono song o caricano patch. I campionatori NN-XT. campioni.| Tipo file Banco SoundFont | Estensione | Descrizione . D Salvare comandi rapidi per le varie destinazioni sul(i) drive locale. ma non un SoundFont completo. Per esempio. il dispositivo originale sarà sostituito da quello nuovo (vedere a page 38). NN-XT. Vedere a page 40. I SoundFont possono poi essere riprodotti in synth wavetable (in genere dalle schede audio) trasformando efficacemente una semplice scheda audio in un campionatore. questi banchi sono organizzati tutti allo stesso modo e in ordine gerarchico con cartelle per strumenti. I banchi SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavetable. si può aprire il browser da un dispositivo Subtractor per cercare una patch adatta.. D Uso del “cross-browsing” per la ricerca di patch appartenenti a qualsiasi tipo di dispositivo. Oltre alla normale ricerca di file e cartelle la finestra di dialogo Browser ha altre funzioni: D Ricerca dei file per nome e/o tipo (vedere a page 39). consentendo agli utenti di creare e modificare suoni multi-campionati in speciali programmi di editing SoundFont. D Ascoltare “al volo” le patch strumento. SOUNDS. D Creare elenchi dei preferiti (Favorite Lists) con comandi rapidi dei propri file preferiti per un accesso immediato.

D Selezionando “Import MIDI File” dal menu File.” dal menu Create. Indipendentemente dal browser scelto (song/patch/campione. Vedere a page 39. 34 SOUNDS. Si può anche usare il “cross-browsing” (vedere a page 38) per selezionare patch di altri tipi di dispositivo.Aprire il browser Per aprire la finestra di dialogo Browser si può usare uno dei seguenti metodi (il tipo di file che si può cercare dipende dal metodo usato per aprire la finestra Browser): D Selezionando “Open” dal menu File. D Selezionando “Browse Samples” dal menu Edit con un dispositivo campionatore selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Samples” nel pannello di un dispositivo).” o “Create Effect. sebbene alcuni potrebbero essere sfumati in grigio se non applicabili. Si apre la finestra REX File Browser che consente di cercare i loop REX. ecc. la finestra di dialogo Browser contiene gli stessi elementi principali. selezionando una patch nel browser (senza cliccare “OK” nella finestra di dialogo Browser) il rispettivo dispositivo è creato automaticamente in background. D Selezionando “Browse ReCycle/REX Files” dal menu Edit con un dispositivo Dr.). DEVICES AND PATCHES . la finestra presenta i seguenti elementi: Elenchi file e cartella E’ l’elenco browser principale che visualizza il contenuto della cartella root selezionata . insieme alla traccia sequencer corrispondente (se è selezionata una patch strumento). Consente di cercare le patch per qualsiasi dispositivo.. Si apre il Patch Browser che consente di cercare le patch per il dispositivo selezionato. D Selezionando “Browse Patches” dal menu Edit con un dispositivo patch selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Patches” nel pannello di un dispositivo). Si apre la finestra MIDI File Browser che consente di cercare i file MIDI. Elementi del Browser Finestra di dialogo Patch Browser.. Si apre il Sample Browser nel quale cercare i campioni nei formati audio supportati.. Si apre il Song Browser dal quale si può aprire una song salvata.. D Selezionando “Create Instrument. Rex Loop Player selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Loops” nel pannello di un dispositivo).vedere a page 36.

Sezioni Info e Details Questi pulsanti freccia consentono di spostarsi tra le destinazioni del browser aperte durante la ricerca (come le pagine in un browser web). tuttavia.Menu a tendina Show Elenco delle destinazioni E’ disponibile solo nel browser Patch (altrimenti è sfumato in grigio). Nella sezione Favorites della finestra di dialogo è possibile creare cartelle contenenti comandi rapidi per patch. Vedere a page 38. la funzione Search è descritta a page 39.vedere a page 40. appaiono “piani”.vedere a page 36. chiudendo la finestra di dialogo Browser l’elenco delle destinazioni è azzerato. Menu a tendina Where Sezione Favorites Il campo sopra gli elenchi file e cartella mostra il nome della cartella root corrente selezionata. DEVICES AND PATCHES 35 . Selezionando un elemento in questo elenco si apre la cartella/ReFill corrispondente alla root nell’elenco file e cartelle . • Cliccando nel campo appare un menu a tendina che permette di salire nella gerarchia cartella (i risultati delle ricerca e gli elenchi Favorites. a questo elenco si può aggiungere manualmente qualsiasi destinazione (su qualsiasi drive locale). determina quali tipi di patch sono visualizzati negli elenchi file e cartella (quindi quali patch possono essere selezionate). SOUNDS. Menu a tendina e campi testuali Search In/Search for Pulsanti Indietro/Avanti Questi elementi consentono di specificare rispettivamente una destinazione di ricerca e una stringa di testo da cercare. senza cartelle gerarchiche). E’ un elenco di comandi rapidi per le varie destinazioni. campioni o file song .

il Browser visualizzerà solo i campioni audio. • Cliccare sul segno “+” (Win)/freccia (Mac) accanto a una cartella chiusa per aprirla. la data di modifica (solo file) e la dimensione (solo file). Per esempio. DEVICES AND PATCHES . Per esempio. gli elementi sono visualizzati in ordine gerarchico nella cartella root selezionata. quindi si possono cercare le patch Subtractor. ecc. I pulsanti freccia “Select Previous/Next” permettono di muoversi tra i file nell’elenco corrente (le cartelle sono ignorate).) possono essere visualizzati/ selezionati nel Browser. Le colonne Name. Non è possibile riprodurre o ascoltare il suono fino a quando non è caricato. • • • • • 36 SOUNDS.. cliccando su un’intestazione colonna si ordinano i file (in ordine alfabetico.La sezione Info nell’angolo a sinistra mostra le immagini splash Song/ReFill e quella Details visualizza le informazioni sull’elemento corrente selezionato nell’elenco file e cartella.vedere a page 37. I pulsanti Avanti/Indietro servono per spostarsi tra le diverse destinazioni aperte nel Browser. Se la cartella contiene file del tipo adatto essi saranno mostrati. Quando si naviga nel Browser. Spostarsi nel Browser Sezione Audition In sezione ci sono i controlli per l’ascolto di campioni e file REX . chiudendo il Browser questo elenco di destinazioni si azzera. mentre un file song selezionato visualizza commenti sull’autore (vedere “Finestra Song Information”). data di salvataggio o dimensione). se si è scelto di cercare i campioni di un dispositivo NN-XT. campioni o file REX contengono informazioni su formato e durata del file selezionato. ciò è indicato indipendentemente dal tipo di file. ecc. Sono mostrate tutte le cartelle e sotto-cartelle contenute nella cartella root. Pulsanti freccia Select Previous/Next Questi pulsanti permettono di spostare in alto o in basso nell’elenco la selezione del file corrente. Un doppio-click su una cartella nell’elenco la apre come cartella root nel Browser. Indicatore di caricamento Questa icona s’illumina ad indicare il caricamento di una patch o di un campione. Modified e Size indicano rispettivamente il nome di cartella o file. ma solo i file di tipo rilevante (cioè song/campione/patch. un file selezionato (patch o campione) è caricato automaticamente in background. l’esatta informazione mostrata dipende dal tipo di file. Con il menu “Where” ci si sposta in alto nella gerarchia cartella quando il Browser punta ad una cartella di destinazione specifica (vedere “Elenchi gerarchici e piani”). Se il file selezionato è parte di un ReFill. Qui il Patch Browser è stato aperto da un dispositivo Subtractor. nelle finestre Patch Browser o Sample Browser.

selezionando una patch la si carica automaticamente in background (cioè con la finestra Browser ancora aperta). l’elenco Locations ha cinque destinazioni fisse. quasi sempre ciò avviene istantaneamente. ciò consente di ascoltare in anteprima le patch prima di confermare una selezione cliccando OK nel Browser. Le destinazioni aggiunte manualmente si possono riordinare con un drag & drop. quando si cercano le patch (o i campioni). il Desktop del computer. Di default. si può individuare una cartella contenente patch compatibili e scorrerle per sentire come cambia il suono. DEVICES AND PATCHES 37 . però. Il file selezionato è riprodotto automaticamente. Selezionare più file Nel Browser si possono selezionare più file usando le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac). però. nell’elenco della sezione Locations. SOUNDS.Play a destra. D Selezionando una destinazione nell’elenco la si apre come cartella root nel Browser. D Per aggiungere una destinazione selezionare una cartella o un ReFill nel browser principale e trascinarla nell’elenco Locations con il pulsante del mouse premuto. questo. si può interrompere il caricamento semplicemente selezionando un’altra patch. In questi casi c’è una colonna “Parent” extra che indica la destinazione della cartella “genitore” di tutti i file. ! Se una destinazione memorizzata è stata rimossa o non è disponibile. che alcuni file (specialmente le grandi patch Combinator che possono contenere un numero elevato di dispositivi e campioni) possono avere bisogno di un certo tempo per caricarsi. • Quando si seleziona una nuova patch suonare alcune note per ascoltarla. • Quando il Browser mostra un elenco di ricerca memorizzato per un dispositivo in una song salvata (vedere a page 40). selezionarla nell’elenco Locations e premere [Backspace]. ✪ Si possono anche ascoltare le patch di qualsiasi strumento o effetto non solo del dispositivo aperto dal browser! Vedere “Cross-browsing dei file patch” on page 38. prima del nome della destinazione nell’elenco appare un triangolo d’avviso con un punto esclamativo. Selezione e ascolto delle patch Nel Patch Browser. Come accennato in precedenza.cliccarci sopra per fermare la riproduzione. durante la riproduzione il pulsante Play nella sezione Audition è rinominato “Stop” . Gli elenchi piani appaiono nei seguenti casi: • Quando il Browser mostra il risultato di una ricerca (vedere a page 39). • Per le patch effetto si può attivare la riproduzione in loop prima di aprire la finestra Patch Browser dall’effetto. Cercare grandi patch D Per rimuovere una destinazione. Il file è riprodotto. non significa che i file selezionati possano essere caricati. essi si caricano automaticamente in background quando sono selezionati. la cartella Documenti. ✪ Se per sbaglio si seleziona una patch particolarmente grande. D Le destinazioni aggiunte manualmente sono memorizzate nelle Preferenze. il menu a tendina “Where” conterrà quindi un comando rapido per la cartella del file genitore selezionato.Elenchi gerarchici e piani In alcuni casi il Browser visualizza un elenco piano senza alcuna gerarchia di cartelle. i file patch. una volta aperta la finestra Browser. • Quando il Browser mostra un elenco delle carelle preferite (vedere a page 40). Le destinazioni di default non si possono rimuovere. ecc. Si tenga presente. Uso delle destinazioni Per trovare subito i file è possibile aggiungere dei comandi rapidi alle cartelle usate per memorizzare i campioni. Tutte le nuove destinazioni sono aggiunte sotto l’elenco delle destinazioni fisse. Selezionare e ascoltare i campioni Per campioni e loop REX si possono usare i controlli Audition per ascoltare l’audio in anteprima: D Selezionare il file nell’elenco file e cliccare sul pulsante Preview . anche in questo caso cliccare sul pulsante Stop per fermare la riproduzione. la cartella Program di Reason e i banchi suoni Factory/Orkester. D Si può anche attivare il box di spunta Autoplay e selezionare il file da ascoltare.

• “All Effects” mostra le patch di tutti i dispositivi effetto che usano le patch (incluse le patch Combi). Si può continuare a cercare patch e suonare la tastiera per ascoltarle.In pratica ci sono due casi in cui la selezione di più file nell’elenco file del Browser ha una certa importanza: D E’ possibile caricare più campioni simultaneamente nei dispositivi campionatore NN-XT e NN-19. un dispositivo Malström sostituisce quello Subtractor in background (il Browser è ancora aperto). Cross-browsing dei file patch Il browsing incrociato delle patch è una potente funzione del Patch Browser che consente di cercare qualsiasi tipo di patch (strumento o effetto . D Si noti che il nome della traccia sequencer non è cambiato automaticamente a quello del nuovo dispositivo. A questo punto si possono selezionare le patch strumento di ogni dispositivo. Ogni volta selezionato un tipo di patch appartenente a un altro dispositivo. Un esempio è la sostituzione di un NN-XT (che può usare fino a 16 uscite) con un Subtractor (che ha solo un’uscita).vedere sotto). patch o song) non si possono caricare. per evitare confusione è meglio rinominare la traccia. si possono perdere le connessioni CV sul pannello posteriore. Patch strumento ed effetto Nel Browser le patch sono divise internamente in due categorie. Ciò può essere un problema o meno. cliccare quindi nel menu a tendina “Show”e selezionare “All Instruments”. es. 4. Non appena si seleziona una patch Malström nel Browser. DEVICES AND PATCHES . RV7000). es. D Si possono selezionare più file e aggiungerli ad un elenco Favorites con una sola operazione (vedere a page 40). Una volta stabilita una patch (di un qualsiasi dispositivo strumento) cliccare OK per confermare la selezione e chiudere la finestra di dialogo. mentre gli effetti si usano per processare il suono) e logicamente si cerca uno o l’altro tipo di patch. 38 SOUNDS. • “All Instruments” mostra le patch di tutti i dispositivi strumento. D Il cross-browsing per una patch effetto è uguale: selezionando una patch effetto di un formato diverso in background si sostituisce l’effetto corrente con un dispositivo del formato selezionato. Si sta suonando un dispositivo Subtractor ma il suono non è esattamente quello che serve. Cercando le patch da uno dispositivo strumento esistente le opzioni del menu Show sono: • “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser. Cercando le patch da un dispositivo effetto esistente le opzioni nel menu sono: • “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser. La traccia sequencer che prima era collegata a Subtractor ora è collegata a Malström con la patch selezionata nel Browser caricata. Cliccando Cancel si torna alla stessa condizione di quando si è aperto il Browser. 5. il pulsante OK nel Browser è sfumato in grigio. se però la traccia si chiamava “Subtractor 1” e si finisce con l’avere un altro dispositivo collegato. Dopo avere cercato per un pò le patch di Subtractor non si è ancora trovato il tipo di suono desiderato. si decide di cercare in una cartella contenente le patch Malström (per scorrere i file nella cartella selezionata usare i pulsanti Previous/Next). ma non entrambi. 3. Esempio di cross-browsing: 1. Per i dettagli vedere i capitoli sui campionatori NN-19 e NN-XT. patch strumento e patch effetto (il Browser “riconosce” il tipo di patch). in background è creato il dispositivo strumento corrispondente che sostituisce lo strumento precedente. quindi aprire il Browser per provare altre patch. D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo. 2. Le uniche connessioni mantenute tra i tipi di dispositivo sono gli ingressi Sequencer Control CV/Gate. indipendentemente da quale dispositivo è stato aperto dal Browser. Casi particolari di cross-browsing Ci sono alcuni casi nei quali sostituendo un dispositivo esistente con il cross-browsing ci può essere una perdita delle connessioni: D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo si possono perdere le connessioni audio. Questo perchè le patch strumento ed effetto sono piuttosto diverse (gli strumenti si suonano. se la traccia si chiamava “Bass” (e il suono che si sa cercando è un basso) ovviamente non c’è problema. ! Nei casi in cui più file selezionati (es. NN-XT).

ecc.) determina il tipo(i) di file che si può cercare (come quando si naviga manualmente nel Browser). intere o parziali. Eseguire la ricerca D Cliccando sul pulsante “Find” la ricerca è eseguita secondo le specifiche stabilite. l’ingresso della tastiera Master è impostato alla nuova traccia in modo che suonando la tastiera si sente la patch.rx2/.. Cercando a ritroso la patch originale del dispositivo non si ristabiliscono le connessioni perse.smp) crea un dispositivo NN-19 e una patch REX crea un dispositivo NN-XT. appariranno tutti i campioni o patch con la scritta “Guitar” nel nome file. • “User Locations”: la ricerca è eseguita in tutte le cartelle e i ReFills memorizzati nell’elenco Locations (tranne il Desktop). song. per recuperare le connessioni originali usare la funzione “Undo”. Campo testuale Search For Qui si può inserire una stringa di testo da cercare. ✪ Per usare la funzione Search non è indispensabile inserire un testo. Specificando più di una parola la ricerca mostra i risultati che corrispondono a tutte le parole specificate. D La regola principale è che il Browser (se possibile) carica queste patch nel tipo di dispositivo originale (quello aperto dal browser).rx2/. Formati patch e dispositivi campionatore Poichè entrambi i dispositivi campionatori NN-XT e NN-19 possono caricare patch nei formati NN-19 (. cercando la parola “Guitar”. DEVICES AND PATCHES 39 . D Cercando da un qualsiasi altro tipo di dispositivo. in base al Browser selezionato (Patch..smp) e REX (. ma non s’inizia con un dispositivo esistente. è come il cross-browsing. Menu a tendina Search In Questo menu a tendina stabilisce dove è eseguita la ricerca. Il dispositivo è collegato automaticamente secondo i criteri standard. 4. Se il formato patch è NN-19 (. se è un dispositivo strumento è collegato al primo canale del mixer disponibile (vedere a page 26). ad esempio. D Usando la funzione “Create Instrument”. questi tipi di patch saranno caricati in un dispositivo NN-XT. Selezionare “Create Instrument. D E’ possibile specificare una o più parole. 3. le opzioni sono: • “Local disks”: è eseguita una ricerca completa in tutti i drive locali. si devono osservare precise regole di cross-browsing. la modalità Browser (patch.rcy/. ma anche tutti i campioni o patch contenuti nelle cartelle con la scritta “Guitar” nel nome. quindi. • “Current Folder”: la ricerca si limita alla cartella root corrente selezionata (incluse le sotto-cartelle). ecc. 2.! In questi casi. Anche il nome della cartella contenitore fa parte del risultato della ricerca (sempre che contenga file di tipo adatto). Uso della funzione Search D Appare anche una nuova colonna “Parent” che elenca il nome della cartella “genitore” di ogni file. SOUNDS.rcy/. si crea automaticamente anche la traccia sequencer corrispondente. una patch NN-19 (.. Create Instrument/Create Effect Queste funzioni permettono di cercare qualsiasi patch strumento o effetto. Selezionando la patch di un dispositivo strumento. Sample. il risultato appare nel Browser in un elenco piano e nel campo “Where” appare la scritta “Search result”. 1. la patch sarà caricata in questo dispositivo. Al termine della ricerca. la ricerca testuale non è sensibile al maiuscolo/minuscolo.rex). Una volta trovata la patch desiderata cliccare OK per confermare la creazione del nuovo dispositivo e chiudere il Browser.. La funzione Search consente di cercare i file per nome e/o tipo.” o “Create Effect.smp) o REX (.) si possono cercare i file del tipo corrispondente alla destinazione(i) selezionata. Selezionando un file si può aprire il menu a tendina Where sopra l’elenco file e scegliere “Go to Parent folder” per aprire la cartella genitore del file selezionato. Per esempio. Si apre il Patch Browser e in base alla selezione appare la scritta “ALL Instrument Patches” o “ALL Effect Patches”. Selezionando una patch si crea automaticamente il rispettivo dispositivo.rex) e si cerca da un dispositivo NN-19.” dal menu Create.

E’ possibile selezionare più file con le tecniche di selezione standard . ! Si noti che se dopo aver usato un cross-browsing (vedere a page 38) è stata aperta una patch o si è usata la funzione Search (vedere a page 39) il browse list attivo potrebbe contenere patch in formati diversi e scorrendo le patch dal pannello del dispositivo si potrebbe cambiare tipo di dispositivo. l’elenco file e cartella visualizzato in quel momento è memorizzato per il dispositivo. Elenco browse (browse list) Quando si clicca OK per aprire un file dal Browser. Ciò è particolarmente utile per la gestione delle patch. Per un esempio pratico vedere a page 41. il browse list si applica quando si cambiano i campioni usando i pulsanti Next/Previous Sample sul pannello frontale di un campionatore. Cartella Favorites La cartella Favorites permette di raggruppare e ordinare i file che fisicamente si possono collocare ovunque sui drive locali. Inserendo in un elenco Favorite le patch che servono in una determinata situazione.e trascinandoli allo stesso modo nella cartella. Cosa può contenere un browse list? D Quando si conferma la selezione di una patch o un campione cliccando OK nel Browser. 40 SOUNDS. ecc. si può stabilire esattamente quali sono le patch di un dispositivo e in quale ordine si trovano. il browse list risultante includerà i file contenuti in tutte le cartelle correnti aperte nel Browser. Aprendo di nuovo il Browser per lo stesso dispositivo appare la stessa struttura file e cartella. quindi cliccando OK in realtà non si “apre” il file. Aprire i file Una volta trovata la cartella desiderata (su hard-disk o all’interno di un ReFill) e individuato il file desiderato lo si può aprire con un doppio-click nel display file o selezionandolo e cliccando sul pulsante OK. si noti che per farlo non c’è bisogno di ripetere la ricerca. D Selezionando la cartella. sono aggiunti solamente i comandi rapidi ai file (i file originali non sono spostati). si può quindi scorrerle in sequenza con i pulsanti di selezione patch sulla tastiera MIDI o sulla superificie di controllo. il contenuto corrente selezionabile dell’elenco dei preferiti appare nel browser list. Con un doppio-click sulla cartella si può digitare un nuovo nome per l’elenco. patch. D Per inserire un file nell’elenco dei preferiti. gli elementi nel browse list saranno visualizzati in un elenco “piano” e il campo nel menu a tendina “Where” indicherà la scritta “Document Browse List”. D Per aggiungere un nuovo elenco di preferiti cliccare sul pulsante “New Favorite List”. campioni. Ciò estende i risultati della ricerca alla visualizzazione di tutte le patch che soddisfano il testo di ricerca. DEVICES AND PATCHES . Per le patch (e in un certo senso i campioni) questo elenco ha una funzionalità specifica: D Il browse list si applica quando si cambiano le patch usando i pulsanti Next/Previous Patch sul pannello frontale di un dispositivo (o dai selettori patch su una superficie di controllo).D Se sono state cercate le patch si può decidere di visualizzare tutte quelle che soddisfano i criteri di ricerca selezionando “All Instruments” dal menu Show. patch e campioni sono caricati direttamente al momento della selezione. D Un browse list può essere anche un risultato della funzione Search o un elenco di preferiti. Come descritto in precedenza.) può essere inserito in una cartella Favorites. In questi casi. essi appaiono solo se è selezionato il Sample Browser. Gli elenchi dei preferiti sono un modo per controllare/filtrare le patch o i campioni disponibili nel browse list di un dispositivo (vedere in seguito). Si crea una cartella vuota denominata “New Favorite List” (il browser list non cambia). D Salvando la song corrente e riaprendola. Ciò che è selezionabile/visualizzato dipende (come sempre) dalla modalità Browser corrente. selezionando una cartella Favorite List che contiene campioni. il Browser mostra la colonna “Parent” che elenca i nomi delle cartelle contenitore. si chiama “elenco browse” (browse list). ma si conferma semplicemente la selezione e si chiude la finestra di dialogo Browser. il menu a tendina Where indica anche la scritta “Go to parent folder” di un file selezionato. selezionarlo nel Browser e trascinarlo con il mouse nella cartella Favorite List.[Shift] e/o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) . D Per i campioni. Qualsiasi file caricabile in Reason (song. Il browse list è anche quello visualizzato nell’elenco patch che si apre cliccando nel campo nome patch di un dispositivo.

10. Cliccare sul pulsante “New Favorites List”. Si apre la finestra di dialogo Missing Sounds (vedere sotto). si possono però riordinare con un drag & drop del mouse. Con un drag & drop del mouse ordinare le patch in base all’elenco stabilito. 8. D Per rimuovere un elenco dei preferiti selezionarlo nella sezione Favorites e premere [Backspace]. E’ rimosso solo il comando rapido (il file originale rimane intatto).All’inizio della serata aprire la song: si caricherà la prima patch. quando si apre la patch o song Reason avvisa che non trova i file: Cliccare su uno dei quattro pulsanti: | Opzione | Descrzione Search & Proceed Proceed Reason cerca i file mancanti in tutte le destinazioni aggiunte dall’utente e in tutti i ReFills riconosciuti. La procedura è descritta nel capitolo “Controllo Remoto”. i file hanno un ordine che non si può modificare cliccando nelle intestazioni colonna. DEVICES AND PATCHES 41 . In un elenco dei preferiti.un esempio pratico Ecco un esempio pratico sull’uso dei preferiti per i file patch: Un tastierista deve preparare un’esibizione dal vivo. D Per rimuovere un file da un elenco dei preferiti aprire l’elenco. 4. 9. Lo stesso vale per le song contenenti campioni (nei dispositivi campionatori o drum machine) o i file REX. Vuole utilizzare Reason. Se è una patch in un formato diverso da quella per lo strumento creato.i file rinominati non saranno trovati! La song o patch si apre senza i suoni mancanti.D Quando nel Browser è selezionata una cartella Favorites List. SOUNDS. • Se trova tutti i file. • Se non trova uno o più file appare la finestra di dialogo Missing Sounds (vedere sotto). drum machine e SoundFont hanno i riferimenti ai campioni (i file su hard-disk). doppio-click su di essa e digitare un nome adatto. Sui pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati da un asterisco (*) prima dei nomi file: Campione 7. se ne può assegnare uno a “Select next patch” sul dispositivo.. drum machine e/o dei player di loop non saranno riprodotte correttamente. se questi file sono spostati. ad esempio). Creare un dispositivo strumento (un Combinator.Salvare la song. Gestire i suoni mancanti Le patch campionatore. 12. 3. Il browser si chiude con la patch caricata.. 6. D Avendo una tastiera MIDI o una superficie di controllo con pulsanti programmabili. Una volta trovata una patch che serve per la serata.Selezionare la prima patch nell’elenco dei preferiti e cliccare OK. la song o la patch si apre senza problemi. senza dover usare il computer durante la serata. Al termine selezionare la cartella Favorites List. 2. Nell’elenco appare una nuova cartella. un dispositivo del tipo adatto sostituisce quello originale. 11. La cartella si apre nel Browser ed elenca tutte le patch aggiunte. selezionare il file e premere [Backspace]. Per ora non importa quale dispositivo strumento si sceglie. conosce le song e ha già scelto le patch adatte (in diversi formati dispositivo) per le varie song. Ecco come si può farlo con i preferiti: 1. trascinarla dal Browser nella cartella Favorites. Si noti che la ricerca file tiene conto solo dei nomi file . Continuare così aggiungendo le patch fino ad avere tutte quelle che servono. Aprire il Patch Browser dal dispositivo strumento.Al termine della prima song usare il pulsante “next patch” sul dispositivo o sulla tastiera MIDI per caricare la patch successiva presente nell’elenco dei preferiti! Uso dei preferiti . 13. rinominati o rimossi. Open Dialog. Le patch campionatore. Ora si può iniziare a trovare le patch che servono navigando nel Browser. ma anche poter cambiare le patch in ogni song con la tastiera MIDI. Dal menu a tendina Show selezionare “All Instruments”. Configurare una song di Reason con un dispositivo Mixer (ed eventuali effetti in Send). appare una colonna “Parent” aggiuntiva (come in Search results) che elenca i nomi delle cartelle contenitore di ogni file nell’elenco. 5.

Per selezionare più file usare le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac). Il display principale della finestra elenca tutti i file mancanti. DEVICES AND PATCHES . come descritto in seguito.. cliccarci sopra nell’elenco.. Nome del file mancante. il nuovo percorso è memorizzato nella song/ patch e il file è indicato con la scritta “Replaced” nella colonna Status.. D Poichè la ricerca del file individua i nomi file. Download di un ReFill Se il suono mancante è parte di un ReFill (come indicato in Part nella colonna ReFill Package) e c’è un indirizzo URL (indirizzo Internet) valido per quel ReFill è possibile scaricarlo direttamente da questa finestra di dialogo (sempre che ci sia una connessione Internet funzionante): 1. Alla prima apertura della finestra sono selezionati tutti i file nell’elenco. si possono scaricare i ReFill(s) necessari da questa finestra. Funzione Search In. D Per selezionare un file. si possono così usare i file rinominati. Ciò consente di sostituire manualmente alcuni file (bisogna farlo se i file sono stati rinominati o sono fuori dalle destinazioni). Questa finestra appare cliccando sul pulsante Open Dialog. il nome del file da cercare è visualizzato nella barra del titolo della finestra Browser. Device Sound Part of ReFill/SoundFont Status Nome del dispositivo nel quale è usato il suono mancante (insieme all’icona del tipo di dispositivo). Selezionare la cartella o un campione nella cartella. se il programma trova un file con nome e tipo file corrispondente. D Cliccando “Locate” si apre il Browser. Quando appare la finestra di dialogo. Cancel Si annulla l’operazione (song o patch non sono aperte). Un esempio tipico è quando si ri-organizza la struttura cartella del computer e la cartella dei campioni è stata spostata rispetto alla cartella che contiene una patch campionatore o una song. che chiede di selezionare una directory di campioni (cioè la cartella nella quale si trovano i campioni). le quattro colonne mostrano le seguenti proprietà: | Colonna | Descrizione Funzione Replace Cliccando sul pulsante Replace si apre la finestra di dialogo Browser che permette di trovare manualmente ogni file mancante. cliccando OK. D Per selezionare tutti i file in elenco cliccare sul pulsante Select All. quelli rinominati non sono trovati! Ciò significa anche che se alle destinazioni ci sono più file con lo stesso nome. Se il file mancante è parte di un ReFill (o un SoundFont all’interno di un ReFill) questa colonna mostra il nome del ReFill/SoundFont. I file trovati dalla funzione auto-search o sostituiti manualmente sono indicati dalla scritta “Replaced”. Selezionare il suono(i) che utilizza il ReFill. Se c’è un URL (indirizzo Internet) associato a un ReFill. Reason esegue la ricerca solo nella cartella selezionata (e rispettive sotto-cartelle). fare in modo che Reason trovi altri file automaticamente e ignorare il resto dei file.| Opzione | Descrzione Selezione Le funzioni Replace e Search Locations (vedere in seguito) sono eseguite sui file selezionati nell’elenco. 42 SOUNDS. nella finestra di dialogo precedente (oppure se si clicca sul pulsante Search & Proceed ma Reason non trova tutti i suoni mancanti). Questa funzione è utile quando bisogna sostituire molti campioni e si sa dove si trovano. La finestra di dialogo Browser appare una volta per ogni file selezionato nell’elenco.. tutti i file hanno la condizione “Missing”. Selezionare più suoni solo se tutti utilizzano lo stesso ReFill. Reason cerca i file selezionati a tutte le destinazioni configurate nel Browser (tranne il Desktop). potrebbero essere trovati i suoni sbagliati. Finestra di dialogo Missing Sounds Funzione Search Locations Cliccando sul pulsante Search Locations.

Appare una finestra di dialogo che chiede di scaricare il ReFill: farlo. Cliccando Cancel s’interrompe l’operazione e la song o patch non si apre. Nei pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati da un asterisco (*) prima dei nomi file. Il browser Internet si collega con l’URL associato al ReFill. Cliccare sul pulsante Download ReFill. SOUNDS. 4.2. conviene continuare anche senza i suoni mancanti per poi rimuoverli o sostituirli dai pannelli dei dispositivi nel rack. nella song/ patch mancheranno dei suoni. 3. Continuazione Si può cliccare in qualsiasi momento sul pulsante OK per chiudere la finestra di dialogo e aprire la song o patch. Talvolta. DEVICES AND PATCHES 43 . Reason scansiona automaticamente il ReFill scaricato e trova i file. Tuttavia. Cliccare OK. per rendere permanenti le modifiche si deve salvare la song o patch! D Se quando si clicca OK c’è ancora qualche file mancante. Nota: D Per i file trovati (condizione “Replaced”) i nuovi percorsi sono memorizzati nella song o patch.

44 SOUNDS. DEVICES AND PATCHES .

4 D Routing Audio and CV .

D I dispositivi Strumento (che generano l’audio) hanno connettori d’uscita audio mono o stereo sinistro/destra (Left/Right). sono usati i seguenti tipi di segnale: Cavi virtuali Mostra e nascondi Eseguendo molte connessioni.). talvolta i cavi possono oscurare la vista. D I connettori CV/Gate sono jack “mini”. Non si può collegare un ingresso a un altro ingresso o un’uscita a un’altra uscita. inviluppi. Cavi nascosti CV/Gate I segnali CV (tensione di controllo) servono per modulare i valori dei parametri. sul pannello posteriore tutti i dispositivi hanno dei connettori audio. D I connettori audio sono jack grandi da 1/4”. descritti nel capitolo “Routing MIDI in Reason”. rendendo difficile la lettura delle scritte stampate sui pannelli posteriori dei dispositivi. ingressi/uscite Gate si usano per triggerare eventi (valori Note On/Off. D Per nascondere tutti i cavi premere [Command]+[L] (Mac) o [Ctrl]+[L] (Windows) o disabilitare l’opzione “Show cables” dal menu Options. Con i cavi nascosti le connessioni sono indicate da un connettore colorato. anche i segnali Gate sono un tipo di tensione di controllo ma “normalmente” si usano per scopi leggermente diversi.Routing dei segnali Questo capitolo descrive le varie modalità di routing dei segnali in Reason. Routing MIDI Per assegnare il MIDI da dispositivi esterni MIDI ai dispositivi di Reason ci sono molti modi. In genere. Verificare le connessioni E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack (utile se i cavi sono nascosti o i dispositivi collegati sono lontani nel rack): D Collocare il puntatore del mouse su un connettore. più un “valore” che può essere paragonato alla velocity (e usato come tale) . D I dispositivi Effetti Audio (usati per processare l’audio) hanno ingressi e uscite audio. D Tipicamente. usare l’uscita sinistra. Dopo pochi istanti appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore collegato all’altro capo. Per una descrizione dei metodi di routing vedere a page 48. 46 ROUTING AUDIO AND CV . non per l’audio. D In genere. sui jack audio viaggiano i segnali ai/dai dispositivi via “cavi” virtuali. Per avere un segnale mono da un dispositivo stereo. D Anche se nascosti i cavi si possono comunque collegare o scollegare come quando sono visibili. ripetendo la stessa operazione i cavi ricompaiono. ecc. D Per monitorare le uscite audio dai dispositivi. Audio Tranne Matrix Pattern Sequencer. si utilizzano uno o più mixer in Reason per mixare i segnali audio sulle uscite master. il segnale CV si usa per la modulazione. Non è necessario usare entrambe le uscite dei dispositivi con uscite stereo. D I segnali CV/Gate si possono collegare solo da un’uscita a un ingresso (o viceversa). si può modulare un parametro con il valore generato da un altro parametro. usando un hardware con uscite stereo standard. I segnali Gate generano valori on/off. Per esempio. i segnali possono essere inviati a un mixer o direttamente alle uscite fisiche dell’hardware audio.

D Selezionando l’Interfaccia Hardware in cima al rack e aggiungendo un dispositivo Effetto. duplicando o incollando dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift]. • Le connessioni CV hanno diverse sfumature di giallo. Il segnale d’uscita master dal Mixer è inviato all’effetto. Routing automatico CV/Gate D Il routing automatico CV/Gate si ha creando un Matrix Pattern Sequencer con un dispositivo Strumento (Subtractor/Thor/Malström/NN19/NN-XT/Combinator) selezionato. il routing automatico è eseguito nei seguenti casi: • Creando un nuovo dispositivo. Questi cavi sono verdi. Qui in genere si aggiunge un Combi MClass Mastering Suite. Criteri di routing automatico Dispositivi Mixer di Reason D Il primo dispositivo Mixer creato è collegato alla prima coppia d’ingresso disposnibile nel dispositivo Hardware. Aggiungere un effetto direttamente a un dispositivo (Insert) D Avendo un dispositivo Strumento selezionato e creando un Effetto. Esempi d’effetti da usare in Send sono il riverbero e il delay. Aggiungere un effetto tra il Mixer e l’Interfaccia Hardware. quest’ultimo è collegato in Insert. ad indicare connessioni tra dispositivi strumenti e Inserire un effetto nel Mixer D Quando è selezionato un Mixer e si crea un dispositivo Effetto. • Le connessioni ai/dai dispositivi Effetti hanno diverse sfumature di verde. Routing dei dispositivi al Mixer D Un dispositivo Strumento creato è collegato automaticamente al primo canale(i) disponibile nel Mixer. D Se nel Mixer non ci sono Aux Send liberi l’effetto è collegato in Insert dopo il Mixer. Questo cavo è giallo. ROUTING AUDIO AND CV 47 . il segnale proveniente dal dispositivo passa attraverso l’effetto e il Mixer (o un altro effetto). quest’ultimo è collegato in Send (al primo Aux Send/Return libero). Le uscite Matrix Note e Gate CV sono collegate automaticamente rispettivamente agli ingressi Sequencer Control CV e Gate del dispositivo Strumento. ad indicare le connessioni di un dispositivo Routing automatico Con il routing automatico i dispositivi sono collegati automaticamente in base ai criteri di default.Codifica colori I cavi sono identificati da colori per facilitare la distinzione tra le varie connessioni: • Le connessioni Audio hanno diverse sfumature di rosso. ad indicare una connessione Questi cavi sono rossi. quest’ultimo è collegato in Insert tra il Mixer principale e l’Interfaccia Hardware. • Spostando.

sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e CV. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo. selezionarlo e usare i comandi Disconnect Device e Auto-route Device (entrambi nel menu Edit). D Duplicando i dispositivi (trascinandoli) o con i comandi Copy e Paste. Rilasciare il pulsante del mouse. Appare un cavo volante. s’aggiunge automaticamente un cavo per il canale destro. Selezionando le connessioni da un menu a tendina. Come accennato in precedenza.Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione Ecco alcuni criteri aggiuntivi sul routing automatico dei dispositivi già presenti nel rack: D Per ri-collegare un dispositivo già nel rack. mentre i connettori d’ingresso e uscita CV sono jack “mini” più piccoli. i dispositivi non sono affatto collegati automaticamente. Bypass del routing automatico D Per creare un nuovo dispositivo senza che sia eseguito alcun routing automatico premere [Shift] quando si crea il dispositivo. Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo adatto (audio/CV. Il cavo è collegato. 2. ingressi e uscite audio sono jack grandi da “1/ 4”. Per inviare l’audio da un dispositivo a un altro ci sono due modi: • • Collegando “cavi patch virtuali” tra ingressi e uscite. cliccare su un capo del cavo e trascinarlo a un altro connettore. la connessione tra i due dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente. Uso dei cavi ! Perchè i cavi siano visibili attivare l’opzione “Show Cables” del menu Options (vedere in seguito). se ingresso e uscita sono entrambi in stereo e si collegano i canali sinistri. 48 ROUTING AUDIO AND CV . Routing manuale Selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options o premendo il tasto [Tab] si gira il rack. 1. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e trascinare il puntatore del mouse lontano dal jack (con il pulsante del mouse premuto). Per fare in modo che Reason ri-colleghi il dispositivo in base alla sua nuova posizione nel rack. tenere premuto [Shift] quando lo si sposta. D Analogamente si può modificare una connessione esistente. Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer. D Spostando un dispositivo le connessioni non sono influenzate. D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due. ingresso/uscita) esso s’illumina ad indicare che la connessione è possibile. Perchè siano collegati automaticamente tenere premuto [Shift] quando si esegue l’operazione. Un esempio tipico è un dispositivo Effetto collegato in Insert tra un synth e un Mixer. 3.

Malström. Cliccare (o click-destro) su un connettore. ad esempio. Per esempio. Potenziometri di regolazione tensione Tutti gli ingressi CV hanno un potenziometro di regolazione che si usa per stabilire la “sensibilità” CV del parametro associato. ingressi/ uscite già occupati sono indicati da un asterisco (*). Thor. NN-19 e NN-XT sono destinati principalmente al controllo di questi dispositivi come strumenti (monofonici) da Matrix Pattern Sequencer o da RPG-8 Arpeggiator. per applicare la modulazione Gate o CV a più di una voce non usare gli ingressi Sequencer Control. D Si è liberi di sperimentare: usare i segnali Gate per controllare i valori di un parametro e i segnali CV per triggerare note e inviluppi. significa che non ci sono le connessioni adatte. Uso dei segnali CV e Gate I segnali CV/Gate si usano per modulare e triggerare i parametri di un dispositivo. virtualmente si può controllare via CV qualsiasi parametro di ogni dispositivo vedere a page 165.Uso dei menu a tendina 1. Se l’intenzione è quella di usare le uscite CV/Gate di Matrix o RPG-8 per creare pattern melodici usando questi dispositivi Strumento. per modulare qualsiasi parametro controllabile via CV (con il vantaggio che la modulazione è sincronizzata al tempo). Scollegare i dispositivi Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi: D Cliccare su un capo del cavo. oppure D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu contestuale che appare. Si apre un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack. Per altri consigli sull’impiego dei segnali CV vedere il capitolo “Matrix Pattern Sequencer”. D Al contrario. • Ruotandolo completamente in senso orario l’intervallo di modulazione è del 100% rispetto all’intervallo di valore dei parametri (0-127 per la maggior parte dei parametri). Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il quale creare una connessione). si può usarlo. Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate. più intenso è l’effetto di modulazione. Routing dei segnali CV e Gate Non esistono “regole” certe e definitive per il routing dei segnali CV/Gate. tuttavia ecco alcune considerazioni: D Gli ingressi “Sequencer Control” specifici presenti nei dispositivi Subtractor. Si crea la connessione. 2. D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio. trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da qualche parte lontano da un jack. ✪ Assegnando i segnali CV ai controlli rotanti su un Combinator. avendo cliccato su un’uscita audio di un dispositivo i submenu gerarchici elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi. oltre che per creare pattern melodici. ✪ Il dispositivo Matrix Pattern Sequencer può essere usato in molti altri modi. • Ruotandolo completamente in senso antiorario non si ha alcuna modulazione CV. se si desidera. si devono usare gli ingressi Sequencer Control. Selezionare il connettore desiderato dal submenu. poichè essi funzionano solo monofonicamente. più si ruota in senso orario. ogni capitolo che descrive il dispositivo elenca le connessioni CV/Gate disponibili e i parametri modulabili (o che si possono usare per modulare le uscite del dispositivo stesso). ROUTING AUDIO AND CV 49 . 3.

50 ROUTING AUDIO AND CV .

5 D The Sequencer .

corsie. Clip registrate su diverse tracce/corsie. che non necessariamente un dispositivo nel rack deve avere una traccia corrispondente nel sequencer.Introduzione Il sequencer serve per costruire le song. 52 THE SEQUENCER . controller performance o dati d’automazione. Le icone in questa colonna della Track List indicano a quale dispositivo appartiene ogni traccia. clip ed eventi D Un’istanza specifica di un dispositivo non può mai avere più di una traccia nel sequencer. ma una traccia può avere molte “corsie”. D Una traccia è sempre associata a un dispositivo specifico nel rack. Relazione tra sequencer e rack virtuale Nel sequencer. tuttavia. Operazioni principali Le sezioni seguenti offrono una panoramica del sequencer e descrivono la gestione di tracce e finestre. Elementi del sequencer Toolbar Track List Inspector (sensibile al contesto) Finestra Arrange/Edit Le tracce sono elencate nella Track List. Si noti. D I dati contenuti in una clip si chiamano “eventi”. Tracce. Una traccia con le rispettive corsie. Alcune tracce sono richiuse e visualizzano le clip in barre sottili. Gli eventi possono essere note. Per informazioni rapide su come riprodurre una song e registrare le note vedere il manuale di Avvio Rapido. i dati registrati sono collocati in “clip” situate in una corsia corrispondente sulla traccia. D Suonando le note o regolando i parametri del dispositivo mentre si registra nel sequencer. qui si registrano note e dati d’automazione e si modificano clip ed eventi. i dati di un dispositivo sono registrati e riprodotti su una traccia.

ma si modificano sempre direttamente in modalità Arrange. La traccia Transport è sempre presente in cima alla Track List e non può essere spostata o cancellata. automazione. E’ la modalità visiva da usare per un editing di precisione della registrazione e per disegnare manualmente note. controller e altri eventi. si creano tracce per i dispositivi che di solito non hanno tracce. ecc. Tali dispositivi quando sono creati non hanno automaticamente una traccia. campionatori o l’arpeggiatore RPG-8 quando sono creati hanno automaticamente una traccia abilitata alla registrazione. Le clip d’automazione possono essere aperte in modalità Arrange o Edit. Per automatizzare parametri effetto o mixer prima bisogna creare una traccia per il rispettivo dispositivo.). suoni percussivi. D Le tracce per i dispositivi che non ricevono note (effetti e mixer) hanno solo corsie d’automazione. Vedere “Automazione tempo e tempo in chiave”. slice REX. Dispositivi come synth. e viceversa.). Vedere “Editing clip in modalità Arrange”. il numero di corsie disponibile dipende dal dispositivo . se è selezionata la modalità Edit.Tipi di traccia Ci sono tre tipi di traccia: D Tracce per dispositivi strumento e altri dispositivi che ricevono note. Le clip pattern non possono essere aperte. Due modalità visive Il sequencer ha due modalità visive principali: Arrange ed Edit. su tali tracce è possibile creare un numero qualsiasi di corsie nota ed ogni corsia nota può registrare clip che contengono qualsiasi combianzione di dati (note/performance/automazione). può avere due corsie: una per l’automazione dei cambi di tempo e una per l’automazione dei cambi di tempo in chiave. la parte destra del sequencer può essere divisa in più corsie edit orizzontali che mostrano vari tipi di eventi (note. si usa per una panoramica dell’arrangiamento e per eseguire un editing basato sulla clip (ri-arrangiare intere sezioni della song. esse si selezionano cliccando sul pulsante nell’angolo in alto a sinistra del sequencer. D Traccia Transport.c’è una corsia dedicata disponibile per ogni parametro automatizzabile nel dispositivo. Modalità Edit Modalità Edit selezionat a In modalità Edit si vedono più da vicino gli eventi registrati su una traccia (o una corsia nota specifica su una traccia nel caso ci siano più corsie nota). Modalità Arrange Modalità Arrange selezionat a ✪ Premendo [Alt] (Win) / [Option] (Mac) quando si crea un dispositivo. D Quando si apre una clip nota per l’editing è selezionata automaticamente la modalità Edit. THE SEQUENCER 53 . In modalità Arrange appaiono tutte le clip su tutte le corsie di tutte le tracce. ecc. Vedere “Modalità Edit”.

il rack scorre automaticamente per visualizzare il dispositivo corrispondente. D Per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia/dispositivo cliccare sulla traccia nella Track List per selezionarla. ma ciò si può cambiare (come descritto in precedenza). l’ultima traccia selezionata è quella modificabile (“messa a fuoco”). indipendentemente dalla selezione. Per impostare l’ingresso della tastiera Master in modo indipendente dalla selezione traccia. in modo che durante la riproduzione nessun dato sia inviato da essa. Sono silenziate le clip su tutte le corsie della traccia. D In modalità Edit si può modificare/vedere solo il contenuto di una traccia alla volta. anche l’ingresso della tastiera Master segue la selezione traccia. selezionare la modalità “Separated” nella finestra Preferences (pagina Keyboards and Control Surfaces). D Per silenziare una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Mute (M). D Selezionando un’altra traccia l’ingresso della tastiera Master segue la selezione. Se una traccia ha più corsie nota. Selezionare le tracce Le operazioni traccia specifiche si applicano a una o più tracce selezionate. una traccia Mixer e una traccia che appartiene a un dispositivo Thor. ✪ Questa è la modalità “Standard” per definire l’ingresso della tastiera Master. può essere molto utile quando si provano versioni diverse di un arrangiamento per inserire/togliere elementi dal mix durante la riproduzione. D E’ possibile selezionare più tracce usando le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac). D Si può anche selezionare la traccia successiva o precedente nella Track List con i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer. per togliere il muto da tutte cliccare sul pulsante M “master” in cima alla Track List. In modalità “Separated” per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia si clicca sull’icona del dispositivo.. Un pulsante M rosso indica una traccia in Muto. Per togliere il Muto dalla traccia cliccare di nuovo sul pulsante M. ecc. Si possono silenziare più tracce contemporanemente. Mettere in Solo una traccia significa silenziare tutte le altre. Selezionare più tracce e “messa a fuoco” Assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia Il metodo di routing standard per assegnare il MIDI a un dispositivo nel rack è passare dal sequencer. di default. D E’ possibile assegnare l’ingresso della tastiera Master (cioè l’inserimento nota) solo a una traccia alla volta. D Cliccando su una traccia nella Track List la si seleziona. quando il MIDI è inviato a una traccia nel sequencer i dati di note e controller si riflettono automaticamente nel dispositivo. La traccia Thor ha l’ingresso tastiera Master (indicato dal simbolo della tastiera) e due corsie nota. Elementi della traccia La figura che segue mostra (dall’alto in basso): la traccia Transport (è sempre presente e non può essere spostata o cancellata).Gestione traccia ! La gestione delle corsie nota sulle tracce è descritta a page 63. Sull’icona del dispositivo appare un contorno rosso e un simbolo tastiera sotto. ad indicare che la traccia riceverà i dati nota entranti. 54 THE SEQUENCER . solo una corsia nota alla volta ha l’ingresso della tastiera Master: la corsia abilitata alla registrazione. D Selezionando una traccia. in tal caso. Mute e Solo Mettere in Muto una traccia significa silenziarla. La corsia nota superiore è abilitata alla registrazione (come indica il pulsante Record illuminato) e la corsia nota inferiore è in muto (come indica il pulsante “M” illuminato). di spostare o cancellare più tracce in una sola operazione. Ciò consente. Una traccia selezionata è di colore grigio scuro. ad esempio.

tutte le clip su tutte le corsie della traccia si spostano insieme alla traccia. ma con lo stesso nome e le stesse impostazioni di quello originale (sebbene il nome abbia l’estensione “Copy” per distinguerlo dal dispositivo originale). D Aprire il menu contestuale della traccia e selezionare “Duplicate Devices and Tracks”. ! Si noti che un dispositivo duplicato/copiato non ha connessioni audio assegnate automaticamente. D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track and Device” dal menu contestuale (questo comando si può selezionare anche dal menu Edit). Come quando si spostano i dispositivi nel rack appare una linea d’inserzione rossa che indica dove sarà collocata la traccia al rilascio del mouse.vedere “Silenziare le corsie nota”. per togliere il Solo da tutte cliccare sul pulsante S “master” in cima alla Track List.per riprodurre le clip esistenti usando un dispositivo diverso . per togliere il Solo cliccare di nuovo sul pulsante Solo verde. Si possono mettere in Solo più tracce contemporaneamente. Cancellare le tracce D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track” dal menu contestuale (questo comando si può selezionare anche dal menu Edit). Appare una finestra di dialogo che consente di continuare o annullare l’operazione. Per eseguire copie di tracce e dei dispositivi associati complete di tutte le corsie e le clip registrate usare uno dei metodi seguenti: D Tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows).D Per il Solo di una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Solo (S). Si silenziano tutte le altre tracce (non in Solo). Duplicare/copiare tracce e dispositivi Poichè per un’istanza specifica di un dispositivo non è possibile avere più di una traccia.vedere “Selezionare/spostare corsie nota”. non si possono copiare o duplicare solo le tracce. Per aprire il menu contestuale. [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Windows) del mouse sulla traccia nella Track List. Le tracce sono cancellate senza preavviso. la traccia copiata è incollata sotto quella corrente selezionata. inoltre. ! L’ordine delle tracce nel sequencer è indipendente da quello del dispositivo nel rack. Il dispositivo duplicato/copiato è un altro dispositivo separato. Ciò consente d’inserire la traccia/dispositivo copiata selezionando “Paste” dal menu contestuale. THE SEQUENCER 55 . è meglio silenziare la traccia originale. Spostare le tracce D Per spostare una traccia a un’altra posizione nella Track List cliccare sulla “maniglia” traccia (la zona più a sinistra della traccia) in modo che diventi scura e trascinare la traccia con il mouse in alto o in basso. Le tracce in Solo hanno i pulsanti S di colore verde. ! Si noti che è possibile anche silenziare singole corsie nota su una traccia . in tal caso. Si possono anche cancellare le tracce insieme ai rispettivi dispositivi: Usare la stessa tecnica per spostare più tracce selezionate nello stesso momento: [Shift]-selezione o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) per selezionare tracce non adiacenti. cliccare sulla maniglia della traccia e trascinare la traccia(e) selezionata a una nuova posizione nella Track List. la traccia duplicata è aggiunta sotto quella originale. per evitare doppie note. ma si può sempre usare la funzione Undo. La traccia Redrum 1 è in Solo (come indica il rispettivo pulsante S verde). ✪ E’ possibile anche spostare intere corsie nota o singole clip su altre tracce . Vedere “Undo”. Questa operazione non solo copia la traccia(e) e il suo contenuto ma crea anche un duplicato del dispositivo(i) collegato alla traccia(e) copiata. D Dal menu contestuale si può selezionare anche “Copy Devices and Tracks”. queste operazioni duplicano/ copiano sia la traccia (incluse tutte le sue clip) che il dispositivo ad essa associato (e tutte le sue impostazioni). Per sentire il dispositivo girare il rack e collegare le uscite audio a un canale disponibile del mixer.

le tracce sono create automaticamente per i dispositivi che ricevono note. si noti che nominando una traccia si cambia anche il nome del dispositivo associato (e viceversa). ecc. l’area del sequencer occupa l’intera finestra documento. procedere così: D Per dare un colore a una traccia selezionata scegliere “Color” dal menu Edit. se la traccia chiusa ha più corsie. Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando sulla freccia si aprono/chiudono tutte le tracce. D Le operazioni principali sulla clip (selezione. Il submenu Color elenca i colori disponibili. ma in generale è meglio aprire una traccia per modificarne il contenuto. D La dimensione dell’area sequencer si regola trascinando con il mouse i divisori tra il sequencer e il rack virtuale. in altri dispositivi (es. poichè si ha una panoramica più chiara. Pulsante d’ingrandimento del sequencer. Nominare le tracce Per nominare le tracce doppio-click del mouse sul nome nella Track List. Gestione di base della finestra sequencer Tracce aperte e chiuse D Per chiudere/aprire una traccia cliccare sulla freccia nella maniglia traccia. Il comando rapido è [Ctrl]/[Command]-[2] (per ingrandire il rack usare invece [Ctrl]/[Command]-[1]). Traccia chiusa. Il colore della traccia è scelto a caso tra uno di quelli disponibili. Cliccando ancora sullo stesso pulsante (o usando nuovamente il comando rapido) la grandezza dell’area torna normale. L’area sequencer sotto il rack. le tracce si devono creare manualmente: D Innanzitutto selezionare il dispositivo. D E’ possibile anche chiudere solo le corsie d’automazione di una traccia cliccando sulla freccia accanto alle corsie d’automazione nella Track List. effetti). 56 THE SEQUENCER .Creare le tracce Come descritto in precedenza. Il colore traccia appare anche nella striscia a destra della maniglia traccia nella Track List. La nuova traccia si collega al dispositivo e avrà lo stesso nome del dispositivo. ✪ E’ possibile anche selezionare un colore per una o più clip selezionate vedere “Colore della clip”. spostamento.un dispositivo può avere solo una traccia. Colore traccia Nel sequencer si può assegnare un colore ad una traccia. D Cliccando sul pulsante d’ingrandimento nell’angolo in alto a destra.) si possono eseguire anche sulle tracce chiuse. ma eventi e curve non sono mostrati. poi scegliere “Create Track for (nome dispositivo)” nel menu Edit (c’è anche nel menu contestuale del dispositivo). ! Si noti che se per un dispositivo esiste già una traccia questa opzione del menu non è disponibile . tutte le clip sulle corsie sono indicate da striscie ordinate verticalmente in modalità Arrange. Il colore della traccia selezionato si riflette in tutte le nuove clip che si registrano o disegnano sulla traccia (tutte le clip registrate in precedenza sulla traccia non cambiano colore). copia. oppure se è stata cancellata una traccia di un dispositivo esistente. Una traccia chiusa non visualizza le singole corsie nella Track List e nella finestra Arrange le clip sono indicate da striscie orizzontali. D Si può decidere di selezionare automaticamente un colore per le nuove tracce inserendo la spunta nel box “Auto-color New Sequencer Tracks” del menu Options.

D Per regolare l’ingrandimento orizzontale nell’area del sequencer si possono premere anche i tasti [G] (zoom out) o [H] (zoom in). Lavorare con il sequencer in una finestra separata La finestra sequencer può essere “sganciata” dal rack e usata in una finestra separata. nel sequencer corsie edit diverse hanno barre di scorrimento e controlli zoom distinti. oppure su un dispositivo per spostare la messa a fuoco sul rack. D Per sganciare il sequencer dal rack cliccare sul rispettivo pulsante nell’angolo in alto a destra del rack o selezionare “Detach Sequencer Window” dal menu Windows. scorrendo con la rotellina del mouse si scorre il rack o la Track List. D Si può scorrere e modificare l’ingrandimento in molti modi: usando le barre di scorrimento standard e i controlli di zoom orizzontale e verticale. lavorando con molte tracce o per vedere molte corsie del sequencer nello stesso momento. Qui sono visualizzate le corsie edit Key. inoltre. La dimensione delle corsie edit si regola trascinando i divisori tre le corsie con il mouse e usando i controlli di zoom. non sul pad numerico). [Shift]+[Command]/[Ctrl]-[+] esegue uno zoom in.D Osservando il contenuto della corsia nota di una traccia in modalità Edit. si può notare che la parte destra dell’area sequencer è divisa in varie corsie edit. [Command]/[Ctrl]-[+] esegue uno zoom in. E’ utile. Velocity e Controller. il tool mano (Hand) e un mouse con una rotellina di scorrimento. il tool lente d’ingrandimento (Magnifying Glass). Si può anche usare [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [+] o [–] (sulla tastiera del computer. Pulsante Detach Sequencer Window. La finestra sequencer separata si può collocare e ridimensionare a piacere sia in orizzontale che in verticale usando le tecniche di base descritte a page 12. ad esempio. non sul pad numerico). un’altra corsia edit visualizza l’automazione dei controller performance e una terza corsia edit mostra l’automazione parametro. si possono vedere tutte le tracce o corsie insieme senza dover ridimensionare il sequencer o scorrere la veduta in alto o in basso per concentrarsi su una determinata traccia o corsia. • Cliccare nell’area del sequencer per mettere a fuoco il sequencer. la messa a fuoco su rack o sequencer. Messa a fuoco su rack o sequencer Reason ha due condizioni di base quando il sequencer è parte del rack. THE SEQUENCER 57 . Una corsia edit mostra le informazioni nota. mentre [Command]/[Ctrl]-[–] esegue uno zoom out. mentre [Shift]+[Command]/ [Ctrl]-[–] esegue uno zoom out. sganciando il sequencer. D Per regolare l’ingrandimento verticale usare [Shift]+[Command] (Mac) o [Shift]+[Ctrl] (Windows) e premere [+] or [–] (sulla tastiera del computer. Ove possibile.

sullo schermo ci sono due istanze di trasporto (una nel rack e una nella finestra sequencer). Si noti che il pulsante per sganciare le finestra sequencer è disponibile solo nel rack. si può chiudere uno dei trasporti. tuttavia. Righello. qui si attivano riproduzione. poichè consentono di controllare riproduzione e registrazione indipendentemente da quale sia la finestra attiva. Posizione song (formato Pulsanti New Dub/New Alt (vedere a page 63) Locatori sinistro e destro . 58 THE SEQUENCER . Reason utilizza questa informazione quando esporta la song in un file audio e quando si scorre in orizzontale l’area del sequencer. posizione song e locatori Indipendentemente dalla modalità visiva selezionata. Locatore sinistro (L). nel rack. Pulsante Attach Sequencer nel sequencer e. ecc. Ecco una rapida panoramica dei controlli utile per le procedure di registrazione e riproduzione descritte alle pagine seguenti. D Numerazione e dettaglio del righello dipendono dall’ingrandimento orizzontale. sono comode. quindi. Volendo.D Anaologamente.vedere a page 58. in cima al display del sequencer c’è un righello orizzontale che indica la posizione metrica in misure e movimenti. registrazione. Il pulsante per agganciare il sequencer. si noti inoltre che il rack è comunque la finestra “principale” della song: chiudendo la song. ! Un altro modo per agganciare la finestra sequencer è chiuderla. allo stesso modo con cui si chiude qualsiasi altro dispositivo in Reason. si chiude anche la finestra sequencer. A zoom pieno è numerata ogni misura ed ogni posizione nota da 1/32 è indicata da una tacca. I pulsanti “L” e “R” a destra stabiliscono rispettivamente le posizioni dei locatori sinistro e destro. ✪ Per far diventare attiva la finestra rack o sequencer quando sono separate usare i comandi rapidi [Command]-[1] (Mac)/[Ctrl]-[1] (Windows) e [Command]-[2] (Mac)/[Ctrl]-[2] (Windows). Controlli di trasporto . invece. Locatore destro (R). in modalità Loop (vedere a page 60) il locatore sinistro definisce la posizione d’inizio loop. Marker End: informa Reason sulla fine della song (vedere in seguito). FF Posizione Rewind Stop Play Record Loop On/Off (vedere a page Usare Reason con due monitor Se il computer ha due monitor è possibile: D Usare un monitor solo per vedere e gestire il rack. c’è sia nel rack che nel sequencer. in secondo piano. Vedere la documentazione relativa a sistema operativo e scheda video per le istruzioni sulla configurazione di sistema da usare per i due monitor.. ✪ Il marker End (E) indica la fine della song. D Sganciare il sequencer come descritto in precedenza e dedicare uno dei monitor solo al sequencer. Per poter usare due monitor si deve avere un sistema operativo e una scheda video che li supporti.panoramica Il pannello Transport si trova alla base di ogni finestra documento della song. Trasporto Si noterà che sganciando il sequencer dal rack. riproduzione o registrazione non si fermano al marker End. FF/REW. ciascuno con un “flag”: Posizione song: indica dove si trova la riproduzione. in modalità Loop definisce la posizione di fine loop. le misure dispari appaiono con il numero misura e quelle pari sono indicate da una tacca. A uno zoom medio. Nel righello ci sono anche quattro marker di posizione diversi. per “agganciare” la finestra sequencer al rack selezionare “Attach Sequencer Window” dal menu Windows o cliccare sul rispettivo pulsante.

D Per regolare i valori cliccare su un campo valore e muovere il mouse in alto o in basso. • Se per segnare l’inizio della song si usa invece il locatore sinistro cliccare sul pulsante “L” a destra del display locatore sinistro per andare a quella posizione. minuti. note da 1/16 e tick (ci sono 240 tick per ogni nota da 1/16). • Nel display inferiore la posizione song è indicata in tempo lineare (timecode). Cliccando Stop con la song già ferma la posizione song si sposta così: • Cliccando Stop la prima volta si porta a dove era iniziata la riproduzione. D Cliccando e trascinando il marker di posizione nel righello o cliccando nel righello alla posizione song desiderata. THE SEQUENCER 59 . • Nel display superiore la posizione song è indicata in valori musicali: misure. D Per fermare la riproduzione cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul pad numerico. per spostare la posizione song di più misure cliccare e tenere premuto il pulsante del mouse.Comandi rapidi di trasporto Per le funzioni di trasporto più importanti ci sono combinazioni fisse di comandi rapidi: |Funzione Stop Play Stop/Play Rewind FF Record |Comando rapido [0] sul pad numerico [Invio] sul pad numerico Barra spaziatrice ([Space]) [4] sul pad numerico [5] sul pad numerico [*] sul pad numerico oppure tenere premuto [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [Invio] [1] sul pad numerico [2] sul pad numerico [. D Regolando numericamente la posizione song nei display valore a sinistra dei pulsanti di trasporto. La posizione song risultante tiene conto del valore Snap. movimenti. • Se la posizione song è all’inizio della song non succede niente. come descritto in seguito.] sul pad numerico Posizionamento Nel righello la posizione song è indicata da una linea verticale (freccia in basso) con il marker di posizione. La posizione song si sposta in step di una misura (dalla posizione corrente). cioè ore. • Cliccando Stop una seconda volta si porta all’inizio della song. Vai al locatore sinistro (Loop Start) Vai al locatore destro (Loop End) Vai a inizio song Riproduzione e posizionamento ! Usando ReWire le funzioni di trasporto possono essere gestite da quell’applicazione. Cliccando una volta sui pulsanti REW/FF. secondi e millisecondi. Si può anche selezionare un campo valore e usare i controlli freccia a destra o digitare un nuovo valore. Play e Stop D Per riprodurre dalla posizione song corrente cliccare sul pulsante Play o premere [Invio] sul pad numerico. per spostare la posizione song ci sono molti modi: D Con i controlli REW e FF sul pannello di Trasporto. Per tornare all’inizio della song quindi basta cliccare due volte sul pulsante Stop mentre ci si trova in modalità Stop. la posizione song si sposta esattamente di una misura indietro o avanti. D Con i comandi rapidi di trasporto del pad numerico. Vedere la tabella a page 58. per i dettagli vedere il capitolo “Rewire”. quindi.

D Le posizioni di entrambi i locatori si possono regolare anche numericamente sul pannello di Trasporto. la funzione Snap è attiva e impostata a note da 1/4. impostando i locatori sinistro e destro si specifica la sezione in loop: D Impostare il locatore sinistro (inizio del loop) trascinando con il mouse il marker “L” nel righello. una volta raggiunto il locatore destro la posizione song torna indietro al locatore sinistro e la sezione tra i due locatori si ripete in continuazione. Cliccare in uno dei campi valore (Bars/Beats/16th notes o Ticks) e trascinare il mouse in alto o in basso. Attivare la funzione Snap cliccando sul pulsante accanto al menu a tendina. ! Si noti che spostando i locatori nel righello si applica il valore Snap (come per la posizione song). ecc. La funzione Snap to Grid (d’ora in poi chiamata “Snap”) limita il movimento a posizioni specifiche. Le altre opzioni limitano il movimento ai rispettivi valori nota. D Per attivare il loop cliccare sul pulsante Loop On/Off in modo che s’illumini o usare il rispettivo comando rapido. il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduzione o registrazione. tenere premuto [Command] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccare nel righello. D Impostare il locatore destro (fine del loop) trascinando con il mouse il marker “R” nel righello. ma influenza anche il movimento della posizione song nel righello. Su Mac è il tasto [/]. Oppure. in Windows è il tasto [÷] (entrambi sul pad numerico).Snap to Grid Usare il loop Pulsante Snap On/ Menu a tendina valore Snap In modalità loop. Per impostare e attivare la funzione Snap procedere come segue: 1. ciò è particolarmente utile durante l’editing nel sequencer (per spostare clip. Oppure. Riproducendo in modalità Loop. oppure selezionare un valore e usare i controlli freccia. tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e cliccare nel righello. la posizione song quindi si può spostare solo a posizioni nota di 1/4 esatte. Aprire il menu a tendina Snap e selezionare un valore. 60 THE SEQUENCER . 2. Selezionando “Bar” la posizione song si potrà spostare solo all’inizio delle misure. In questo esempio. disegnare eventi.).

si noti che qualsiasi cosa suonata durante il count-in non è registrata. le note sono quantizzate automaticamente mentre le si rgeistra. ✪ Talvolta è meglio usare una batteria elettronica come guida ritmica. ✪ Le variazioni Tempo e Time Signature si possono anche automatizzare nella traccia Transport . Spostare la posizione song nel punto in cu si desidera iniziare la registrazione. Note e altri eventi presenti nella clip non sono influenzati o regolati in alcun modo (a parte l’eventuale attivazione del pulsante Quantize During Recording . Attivandolo (cliccando sul rispettivo pulsante o premendo [C]). Il click c’è sia in registrazione che in riproduzione e il volume si regola con la manopola Click Level. Registrare le note Quando si registrano le note. 4. D Il tempo in chiave si definisce specificando un numeratore (campo valore a sinistra) e un denominatore (campo valore a destra). Tempo e Time Signature I valori Tempo e Time Signature si trovano sul pannello di Trasporto.vedere “Automazione tempo e tempo in chiave”. Il tempo si può regolare in step di bpm (valore sinistro) o in step di 1/1000 bpm (valore destro). 2. Attivare il pulsante “Pre” per avere 1 misura di pre-count prima che inizi la registrazione. La traccia con ingresso della tastiera Master è automaticamente abilitata alla registrazione. per i dettagli vedere a page 91. La registrazione inizia dopo la prima misura di pre-count (se attivata) altrimenti inzia immediatamente. Sulla corsia nota nella finestra Arrange si crea una clip contenente le note registrate. Cliccare sul pulsante Record o premere [*] sul pad numerico. Al termine cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul pad numerico. 3. THE SEQUENCER 61 . Il metodo più facile per farlo è usare il click del metronomo interno: 5. indipendentemente da qualsiasi valore Snap. Per registrare le note dalla tastiera Master procedere come segue: 1. D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999.999 bpm (beat al minuto). Assicurarsi che l’ingresso sia assegnato alla traccia desiderata. Il tempo (in step di bpm) si può regolare anche usando i tasti [+] e [–] sul pad numerico. La durata di una clip è sempre regolata automaticamente alla posizione misura più vicina a destra quando finisce una registrazione. Quantizzazione in registrazione Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording. si sentirà un click su ogni movimento con un accento sul primo di ogni misura. Click Quando si registra spesso è meglio avere una guida ritmica che aiuti a tenere il tempo. Tempo in 3/ 4 selezionato Per spostare la posizione song trascinare il marker di posizione o cliccare nel righello.vedere a page 64).vedere sopra). sulla corsia nota della traccia (abilitata alla registrazione) si crea una clip contenente tutte le note registrate (più eventuali controller performance usati durante la registrazione . La registrazione inizia sempre alla posizione song.Registrazione Configurare una registrazione Prima d’iniziare a registrare si devono eseguire alcune impostazioni fondamentali: Pre-count Attivando il pulsante “Pre” nel pannello di Trasporto si ha 1 misura di click prima che inizi la registrazione. Il numeratore è il numero di movimenti nella misura e il denominatore indica la durata di ogni movimento.

consentendo di registrare nuovamente la sezione. D Ridimensionando la clip. D Registrando si crea sempre una nuova clip e registrando sopra un clip registrata in precedenza sulla stessa corsia nota. se si desidera. come osservato in precedenza. si può spostare la posizione song a inizio registrazione per sentire cosa è stato registrato. registrando su clip nella stessa corsia nota. • Si può anche iniziare una registrazione dopo la clip precedente (come descritto in precedenza).vedere “Modalità Edit”. Inoltre. ciò non si può fare registrando sulla clip. Muovendo le maniglie si ridimensiona la clip. Vedere “Dividere le clip”. la porzione di clip precedente non coperta dalla nuova clip è tagliata e diventa una clip separata. Le clip selezionate hanno maniglie a inizio e fine clip. Se la nuova clip si sovrappone completamente a quella precedente. La posizione song si sposta al punto in cui è iniziata l’ultima riproduzione/registrazione. • Se è stata usata la funzione “Undo Recording” (vedere sopra) o è stata cancellata la clip precedente si può semplicemente registrare un altro take. Si applicano i seguenti criteri: D Registrando sulla stessa corsia nota. D Disegnando una nuova clip dentro la clip originale. si esegue una “sovraincisione”(overdub). Questo metodo si usa se la sezione da rifare è a inizio o fine clip. D La clip registrata è selezionata (come indica il contorno della clip e le maniglie alle estremità) e le note registrate sono visibili come eventi nella clip. ! Si noti che in molti casi è comunque meglio registrare nuovi dati nota su una corsia nota separata.) singoli eventi nota nella clip . Rifare parte di un take Spesso ci sono situazioni nelle quali bisogna rifare parte di una clip registrata e mantenere il resto. 62 THE SEQUENCER . gli eventi nota che si trovano fuori dai bordi della clip sono mascherati e non sono riprodotti. mentre si registra la nuova clip si sentono le note registrate in precedenza. • Se però si mantiene la clip registrata in precedenza e si avvia la registrazione dalla stessa posizione. Se la clip precedente è più lunga di quella nuova. si crea una nuova clip. la nuova clip copre tutti gli eventi “dietro” la nuova clip. ecc. Vedere “Ridimensionare le clip”. tutte le nuove note s’aggiungono agli eventi nota già presenti sulla corsia. D Per annullare la registrazione selezionare “Undo Recording” dal menu Edit o usare il rispettivo comando rapido [Ctrl]/[Command]+[Z]. per i dettagli vedere “Aggiungere corsie nota e usare i pulsanti New Dub/New Alt”. Per dividere le clip si può usare il tool Razor. Registrare più clip sulla stessa corsia nota Naturalmente. Con un doppio-click del mouse sulla clip si entra in modalità Edit ove è possibile modificare (spostare/copiare/cancellare. accorciandola. Si può anche uscire dalla registrazione senza fermare la riproduzione (“punch out”). il modo più semplice per farlo è cliccare di nuovo sul pulsante Stop. ma ci sono vari metodi per rimuovere la parte da rifare: D Innanzitutto cancellando le note specifiche da rifare. anche per aggiungere note a un take precedente (in overdub). D E’ possibile anche attivare la registrazione durante la riproduzione (“punch in”). basta poi cancellare la nuova clip risultante (che ora contiene solo le note da rifare) e registrare di nuovo. nel punto di sovrapposizione la nuova clip “prevale” su quella precedente. D Dividendo la clip. si registrano cioè le note sopra quelle registrate in precedenza. gli eventi nota registrati in precedenza non sono cancellati. Disegnando una nuova clip in modo che si sovrapponga a un’altra.A questo punto. la clip precedente e tutti gli eventi nota in essa contenuti si fondono completamente nella nuova clip. si può continuare la registrazione sulla stessa corsia nota. Vedere “Clip sovrapposte”. Esso consente di separare la clip prima e dopo la porzione da rifare. Non è possibile sostituire o cancellare eventi nota registrati in una clip registrandoci sopra. Si può anche premere [Backspace] per rimuovere una clip selezionata. avviando la riproduzione e poi cliccando sul pulsante Record.

Silenziare le corsie nota Le singole corsie nota su una traccia si silenziano attivando il pulsante “M” nella zona corsia della Track List. Nominare le corsie nota Di default. D In modalità Record o Play è possibile aggiungere corsie nota “al volo”. usare quindi “New Dub” per l’overdub di note o eventi performance su una clip esistente. in modalità Record. Corsie nota abilitate alla registrazione Ogni volta che si crea una nuova corsia nota essa è automaticamente abilitata alla registrazione. ! Se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti del loop è silenziata la(e) clip tra i locatori sinistro e destro invece dell’intera corsia nota. Cancellare corsie nota D Per cancellare una corsia cliccare sul pulsante “X” della corsia nella Track List. bisogna abilitarla alla registrazione manualmente: D Cliccare sul pulsante rosso “Record Enable” della corsia da abilitare alla registrazione. quindi si può continuare a registrare senza fermarsi. Usare “New Alt” per registrare un nuovo take.). la nuova corsia nota è subito abilitata alla registrazione.vedere “Mute e Solo”. Sul pannello di trasporto ci sono due pulsanti denominati “New Dub” e “New Alt”. ecc. cliccando su uno di essi s’aggiunge una nuova corsia nota ma con alcune differenze: D “New Dub” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla registrazione sopra la corsia nota precedente. Corsia 2. per rinominare una corsia nota doppio-click del mouse sul rispettivo nome nella Track List. saranno silenziate tutte le clip sulla rispettiva corsia nota. si apre una finestra di dialogo che consente di annullare l’operazione o continuare. sebbene ciò si possa fare sulla stessa corsia nota (come descritto in precedenza). ma questo metodo è da preferire rispetto all’overdub sulla stessa corsia nota. D Anche “New Alt” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla registrazione sopra la corsia nota precedente. ma la corsia nota precedente è silenziata automaticamente. si sente la(e) clip nota sulla corsia precedente se si registra nella stessa area sulla nuova corsia nota. • Per registrare una serie di take su corsie nota separate e decidere poi quale è il take “migliore” (o unire tra loro quelli migliori). • • Non si confonda il Muto Corsia con il Muto Traccia .Gestione di base della corsia nota Aggiungere corsie nota e usare i pulsanti New Dub/New Alt In una traccia strumento è possibile aggiungere nuove corsie nota. Può essere abilitata alla registrazione solo una corsia alla volta. D Si possono anche aggiungere nuove corsie nota cliccando sul pulsante “Lanes +” in cima alla Track List o selezionando “New Note Lane” dal menu Edit. Funziona come “New Dub”: è aggiunta una nuova corsia nota e la corsia nota precedente non è silenziata. In altre parole. poichè permette di ripetere facilmente l’overdub in seguito.si possono avere corsie e tracce con lo stesso nome. E’ possibile anche silenziare singole clip su una corsia . in seguito si può sempre usare la funzione “Merge Note Lanes on Track” .vedere “Silenziare le corsie nota”. THE SEQUENCER 63 . per fare in modo che la(e) clip sovraincisa diventi parte permanente della(e) clip sulla corsia nota originale. Si noti che i nomi corsia (e traccia) non sono esclusivi . ma in genere è buona norma dare nomi descrittivi e peculiari. Se sulla corsia ci sono clip registrate. è utile nei seguenti casi: • Per l’overdub di note o automazione Performance di una clip esistente.vedere “Unire le corsie nota”. Le nuove note ed eventi saranno contenuti in una nuova clip. ma non silenzia la corsia nota precedente. le corsie nota su una traccia sono denomintte “Corsie” più un numero successivo in base all’ordine di creazione (Corsia 1. ma conservare il take precedente senza suonare insieme ad esso. se però su una traccia ci sono più corsie nota e si vuole registrare su una corsia nota precedente. S’aggiunge una nuova corsia abilitata alla registrazione.

una per ogni parametro automatizzato. D L’automazione dei parametri traccia crea corsie d’automazione separate su una traccia. Vedere “Modificare l’automazione”. D Corsie o clip mute sulla traccia non sono incluse nell’unione. le differenze principali da considerare sono le seguenti: Traccia di percussioni con corsie nota separate.Selezionare/spostare corsie nota Le corsie nota non sono elementi selezionabili allo stesso modo delle tracce. D L’automazione dei parametri Performance consente di tenere i dati d’automazione in una clip nota insieme agli eventi nota. Le clip nota presenti su tutte le corsie nota sono unite nella corsia in alto. Cliccando su una corsia si visualizza la corsia che si seleziona. Vedere “Modalità Edit”. una corsia nota è selezionabile nei seguenti casi: D In modalità Edit appaiono i dati di una corsia nota per una traccia alla volta. Registrare l’automazione In Reason. Il metodo da usare dipende da come si preferisce lavorare e dalla situazione specifica. Per spostare una corsia nota a un’altra posizione nell’elenco sulla stessa traccia cliccare sulla maniglia traccia (la zona più a sinistra della corsia) in modo che diventi scura e trascinare la traccia in alto o in basso. L’automazione dei parametri traccia ha pulsanti d’abilitazione alla registrazione separati e indipendenti che si possono attivare simultaneamente per un qualsiasi numero di tracce (a differenza dei pulsanti d’abilitazione alla registrazione delle corsie nota. eventi d’automazione performance ed eventi d’automazione parametro.) nella clip nota sono registrati come automazione performance. ! Si noti che se c’è un qualsiasi dato controller performance (es. nella clip unita saranno inclusi solo i dati performance della corsia in alto. D Se si prevede di registrare l’automazione su più tracce contemporaneamente usando una superficie di controllo usare l’automazione dei parametri traccia. D Una corsia nota ha una “maniglia” e può essere spostata in verticale insieme a tutte le clip sulla corsia. ad esempio. le tracce (quando selezionate) si adeguano a specifiche operazioni traccia/dispositivo nel menu Edit. Tutti i controller performance MIDI standard che si applicano suonando (pitch bend. come per lo spostamento di tracce appare una linea d’inserzione rossa che indica dove sarà collocata la corsia al rilascio del mouse. I controller performance MIDI standard sono sempre registrati come dati d’automazione dei parametri performance (per ulteriori dettagli vedere in seguito). Tuttavia. dei controller performance o dei parametri traccia. D Si noti che è possibile spostare le corsie nota tra le tracce . Vedere “Registrare l’automazione su più tracce”. Unire le corsie nota Le corsie nota su una traccia si possono unire in una singola corsia nota: D Selezionare la traccia con le corsie nota da unire e poi scegliere “Merge Note Lanes on Tracks” dal menu Edit o dal quello contestuale della traccia. D L’automazione dei controller performance è registrata automaticamente in clip nota o corsie nota. La stessa traccia dopo l’unione. se si desidera. una per ogni suono percussivo. bisogna registrare (o disegnare) eventi controller nel sequencer. ecc. Una corsia d’automazione nella Track List. pitch bend) in più clip nota alla stessa posizione.la procedura è descritta a page 64. Le corsie d’automazione appaiono nella zona corsia della Track List e si possono creare a mano o automaticamente (regolando i parametri sul dispositivo collegato alla traccia durante la registrazione). In ogni caso. Nella clip l’automazione performance è indicata da curve. si possono automatizzare praticamente tutti i parametri di un dispositivo e creare mix completamente automatizzati. 64 THE SEQUENCER . Una clip su una corsia nota può contenere qualsiasi combinazione di eventi nota. Le singole corsie non hanno funzioni paragonabili di editing. Automazione di controller performance e parametri traccia L’automazione che si può registrare è di due tipi. D Se tra le clip sulle corsie ci sono dei vuoti sono create più clip. per farlo.

3. come osservato in “Registrare più clip sulla stessa corsia nota” non si cancellano note registrando sulle clip della stessa corsia nota.! E’ possibile assegnare un parametro sia all’automazione di un parametro performance che a quella di un parametro traccia (per i dettagli vedere a page 88). questi controller avranno un contorno verde sul pannello del dispositivo (ad indicare che sono stati automatizzati). per cambiare veduta si possono usare anche i comandi rapidi [Ctrl]/[Command]+[E]. Per sostituire o rifare i dati dei controller performance registrati: Se si entra in registrazione su una corsia nota che ha già clip con dati performance. Al termine cliccare Stop. Riproducendo la clip. Rifare l’automazione performance Nella clip nota i controller performance sono indicati da curve. Breath Control ed Expression. questi ultimi sono aggiunti automaticamente alla clip registrata. D Aprendo la clip in modalità Edit (con un doppio-click del mouse sulla clip) i dati performance registrati sono collocati su diverse corsie edit. Registrare l’automazione dei controller performance Se registrando su una corsia nota si usano i controller performance MIDI. abilitata alla registrazione e abbia l’ingresso della tastiera Master. I controller con valori Off/On (es. fino a quando si interrompe la registrazione. le rotelline Pitch Bend e/o Mod). ciò ha senso. Corsie edit performance in modalità Edit. La clip registrata avrà le curve d’automazione visibili nella clip insieme ai dati nota registrati. Cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode” nell’angolo in alto a sinistra della finestra del sequencer per tornare alla modalità Arrange.Off). se in registrazione sono state usate le rotelline Pitch Bend e/o Mod. Vedere “Registrare l’automazione dei controller performance”. in questa figura sono stati usati i controller delle rotelline Pitch Bend e Mod e il pedale sustain. poichè i controller performance di solito sono registrati nello stesso momento in cui si registrano le note (cioè fanno parte dell’esecuzione). l’automazione performance è visualizzata in modo diverso nella clip. In base al tipo di controller usato. pitch bend) sono indicati da una linea al centro (valore zero. Mod) hanno zero alla base della clip con la modulazione applicata indicata da curve che salgono in alto dal valore zero. 2. cioè nessun pitch bend) con curve che vanno sopra e sotto lo zero. Avviare la registrazione e usare uno o più controller performance mentre si suona (per esempio. I controller performance MIDI standard sono: le rotelline Pitch Bend e Modulation. il pedale Sustain) sono indicati da curve rettangolari (On . i controller a valori bipolari (es. l’automazione è sostituita dai nuovi dati performance da quel punto in poi. D Si noti che è possibile registrare separatamente note e controller performance. D Per la modifica delle curve d’automazione vedere “Modificare eventi d’automazione esistenti”. il pedale Sustain. ma per i dati d’automazione performance la cosa è diversa: D Registrando su una clip nota con dati d’automazione performance e regolando uno qualsiasi dei controller performance usati nella clip originale. Aftertouch. Si possono prima registrare le note su una corsia nota e poi registrare i controller performance su un’altra corsia nota. I controller con soli valori positivi (es. Per registrare l’automazione dei controller performance standard: 1. l’automazione sarà contenuta in clip collocate su una corsia separata che possono anche essere spostate o silenziate distintamente.durata. D Per aggiungere o cancellare manualmente corsie edit d’automazione dei parametri performance vedere “Disegnare gli eventi d’automazione”. l’automazione performance nella clip precedente “interviene” quando finisce la nuova clip. THE SEQUENCER 65 . si crea una nuova clip che prevale su quella(e) registrata in precedenza nel punto in cui le due clip si sovrappongono. Se la nuova clip è più corta di quella originale. Assicurarsi che la traccia sia aperta. note e controller suoneranno esattamente come sono stati registrati.

Per i dispositivi che possono ricevere dati nota. non appena termina la clip superiore le note saranno influenzate dall’automazione pitch bend “up” della corsia inferiore. mentre si registra qualsiasi parametro che si regola sul dispositivo collegato alla traccia sarà registrato come automazione performance in una clip nota e non saranno create corsie d’automazione. per un dispositivo mixer o effetto. Prima di registrare l’automazione Prima d’iniziare a registrare l’automazione di un parametro o creare manualmente una traccia d’automazione parametro (vedere in seguito) è meglio impostare il parametro a un “valore statico” adeguato. D Per farlo. Vedere “Modificare l’automazione”. cioè il valore del parametro nella song quando non è automatizzato. D In seguito. 66 THE SEQUENCER . Il pitch bend delle note segue la curva d’automazione della clip superiore per la sua durata. in seguito non si potranno silenziare le corsie edit d’automazione. La cosa migliore da fare è innanzitutto impostare il fader al valore statico corretto (cioè il valore al quale si deve trovare il fader prima che inizi il fade-out). In questo modo è possibile prima configurare un mix statico e poi aggiungere un pò di variazioni automatizzate del parametro desiderato da qualche altra parte nella song mentre in altre parti si mantengono i valori statici. Procedura di base 1. Con questo pulsante attivo. si applicano i seguenti criteri: D I controller performance nella clip della corsia in alto sostituiscono tutti i controller performance dello stesso tipo in altre clip sovrapposte sulle corsie in basso. innanzitutto impostare la frequenza del filtro al valore che deve avere da qualche altra parte nella song e poi registrare lo “sweep” del filtro. ogni parametro automatizzato ha una corsia d’automazione separata sulla traccia. ma solo un pulsante generale Automation Record Enable per l’intera traccia. in modalità Edit si può cambiare manualmente il valore statico per una corsia d’automazione senza sostituire alcun dato d’automazione. Allo stesso modo. se si vuole creare uno “sweep” di filtro in un synth da qualche parte nella song. Supponiamo di voler creare un fade-out registrando un movimento del fader nel Mixer. ecco perchè: D Quando si crea per la prima volta una corsia d’automazione per un parametro (manualmente o automaticamente) il suo valore originale sarà inserito come un valore statico durante la song ogni volta che sulla corsia non c’è una clip d’automazione con eventi presenti. ci sono alcune limitazioni: usando questo metodo per registrare i parametri del dispositivo. attivare il pulsante “Automation As Perf Ctrl” situato sotto i controlli di trasporto nel pannello Transport. Pulsante Automation Record Enable. mentre la clip sulla corsia inferiore ha un’automazione pitch bend “up” ed eventi nota. Opzione “Automation As Performance Control” Si può anche decidere di registrare qualsiasi tipo d’automazione parametro come automazione di parametro performance. Sebbene questo metodo sia ideale per rendere autonoma una clip. Assicurarsi che per il dispositivo ci sia una traccia sequencer. l’automazione sarà così contenuta in clip nota su una corsia nota invece di essere registrata su corsie d’automazione separate. nè spostarle in modo indipendente. non si ha una panoramica come quella dell’automazione di un parametro traccia. La clip sulla corsia superiore ha un’automazione pitch bend “down”. si deve aggiungere manualmente una traccia prima di poter iniziare a registrare l’automazione di un parametro.Automazione dei controller performance su più corsie Se ci sono più clip nota attive (non in muto) con automazione dei controller performance su corsie diverse della stessa traccia e queste clip nota si sovrappongono in determinate posizioni. Inoltre. Registrare l’automazione dei parametri traccia L’automazione dei parametri traccia è il metodo standard per automatizzare i parameteri di un dispositivo. una traccia sequencer è creata automaticamente insieme al dispositivo. Per le corsie d’automazione non ci sono pulsanti Record Enable.

D Se il dispositivo d’automatizzare non ha una traccia sequencer. riproducendo di nuovo la sezione i parametri cambiano automaticamente. Ora la traccia è pronta per la registrazione dell’automazione. Configurare a piacere i parametri del dispositivo (ai valori statici. s’illumina l’indicatore Automation Override sul pannello di trasporto ed è creata una nuova clip. I parametri Feedback e Pan sono automatizzati. Il pulsante Automation Record Enable è completamente indipendente dall’ingresso della tastiera Master. Se ci sono già clip registrate sulla corsia nota. La registrazione dell’automazione è diversa dalla registrazione sulle corsie nota ove non è cancellato niente registrando sulle clip registrate in precedenza. ovviamente. una nuova clip d’automazione sostituisce qualsiasi clip d’automazione alla stessa posizione per la durata della regstrazione. Ovviamente. l’automazione registrata in precedenza sarà sostituita dagli eventi d’automazione nella nuova clip. D Se la traccia ha corsie nota è meglio disattivare il pulsante Record Enable della corsia nota attiva (a meno che. le clip sulle corsie d’automazione si differenziano dalle clip nota per un taglio sul bordo destro in alto. 2. E’ possibile automatizzare qualsiasi parametro del dispositivo . mentre fuori dai limiti della clip i parametri mantengono i rispettivi valori originali (i valori statici che avevano prima d’iniziare la registrazione). si potrebbe finire con l’avere una singola clip invece di più clip separate e le clip originali potrebbero anche essere divise dove non si vorrebbe (vedere gli esempi alle figure seguenti). senza alcuna corsia d’automazione. le clip d’automazione non possono essere “sovraincise” poichè è impossibile avere simultaneamente due clip con i dati d’automazione attivi per lo stesso parametro! THE SEQUENCER 67 .ogni parametro che si regola genera automaticamente una corsia d’automazione e sarà registrata una clip sulla rispettiva corsia dal punto in cui cambia il valore del parametro. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata. 4. Si crea una nuova traccia sequencer abilitata alla registrazione per il dispositivo. Registrare l’automazione con la corsia nota abilitata alla registrazione. come descritto in precedenza). Fino a quando non si tocca il parametro è riprodotto normalmente il rispettivo dato d’automazione e non è creata una nuova clip. Alla posizione desiderata regolare il parametro. Sul pannello del dispositivo ogni parametro automatizzato ha una cornice verde. Non appena s’inizia a modificare il valore del parametro. Registrare più dati per lo stesso parametro Per ripetere una sezione dell’automazione registrata o semplicemente registrare più dati d’automazione di un parametro: 1. 2. non è necessario che la traccia sia selezionata o abbia l’ingresso della tastiera Master per registrare l’automazione. 3. Fermare la registrazione. registrando si crea una nuova clip che prevale su tutte le clip precedenti nella corsia nota interessata dalla registrazione. Le corsie d’automazione hanno solo un pulsante “On” e un pulsante “Delete Automation Lane” (X). D D’ora in poi. si decida di registrare simultaneamente note e automazione del parametro). il metodo più rapido per aggiungerne una è selezionare “Create Track for (nome dispositivo)” dal menu contestuale del dispositivo ([Ctrl]-click (Mac) o click-destro sul pannello del dispositivo). In modalità Arrange le clip sulle corsie d’automazione indicano i dati d’automazione registrati. Sebbene non sia cancellato niente. Durante la registrazione regolare il parametro(i) desiderato (dal pannello del dispositivo o da una superficie di controllo MIDI remota). Configurare e avviare la registrazione come descritto in precedenza. 5.

ma si spegne cliccando Stop o Play sul pannello di trasporto. se sulla corsia ci sono clip si apre una finestra di dialogo che consente di annullare o continuare l’operazione.3. Si è ancora in modalità Record. l’indicatore Automation Override è ancora illuminato. Attivare e disattivare le corsie d’automazione parametro Le corsie d’automazione di disattivano cliccando sul pulsante “On” di una corsia in modo che diventi scuro. D Per chiudere tutte le corsie d’automazione cliccare sulla freccia nella maniglia della corsia d’automazione in alto. D Durante la registrazione si può anche cliccare sul pulsante Reset sotto l’indicatore Automation Override. D Per sapere come aggiungere manualmente corsie d’automazione parametro vedere “Aggiungere/togliere corsie d’automazione”. 68 THE SEQUENCER . l’indicatore Automation Override s’illumina ed è creata una nuova clip. cliccare sul pulsante Reset è come fermare la registrazione e farla ripartire. 2. In pratica. Registrare l’automazione su più tracce Sebbene solo una traccia possa avere l’ingresso della tastiera Master. quindi non appena si regola di nuovo il parametro. E’ molto utile se ci sono più superfici di controllo che controllano diversi dispositivi nel rack durante la registrazione. per i dettagli vedere il capitolo “Controllo Remoto”. Durante la riproduzione regolare un parametro automatizzato. sostituendo l’automazione: 1. Questa operazione “resetta” il parametro e la registrazione dell’automazione si ferma (riattivando nuovamente l’automazione registrata in precedenza da quella posizione).“modalità Live” Anche se un parametro è stato automatizzato. cliccando di nuovo sul pulsante si riattiva l’automazione. per registrare l’automazione è possibile abilitare alla registrazione un numero di tracce qualsiasi. A questo punto. Al termine fermare la registrazione. L’indicatore Automation Override sul pannello di trasporto s’illumina. D Basta attivare il pulsante Automation Record Enable per le tracce sulle quali si desidera registrare l’automazione. D L’editing degli eventi d’automazione è descritto a page 84. Chiudere le corsie d’automazione E’ possibile chiudere le corsie d’automazione di una traccia per facilitare l’arrangiamento se l’automazione è molto usata. D Premendo [Alt] e cliccando sulla freccia si chiudono/aprono le corsie d’automazione su tutte le tracce. si può comunque “afferrarlo” e regolarlo in riproduzione. d’ora in poi l’automazione registrata per il parametro è disabilitata. Il controllo del parametro torna al sequencer. D Quando la registrazione è attiva tutte le tracce d’automazione abilitate alla registrazione registrano le variazioni di parametro traccia dai rispettivi dispositivi nel rack. Spostare i parametri automatizzati in riproduzione . si “congela” così qualsiasi valore aveva il parametro quando è stata disattivata la corsia d’automazione. Cancellare le corsie d’automazione Per cancellare una corsia d’automazione cliccare sul pulsante “X” in modo che diventi scuro. Tutte le corsie d’automazione sono chiuse e le clip sulle corsie sono indicate da sottili striscie orizzontali (come le clip nota delle tracce chiuse). l’automazione è stata sostituita dal punto in cui la registrazione è iniziata a quello in cui si è interrotta. Per attivare nuovamente l’automazione cliccare di nuovo sul pulsante Reset.

2. ridimensionare e spostare clip o eventi. 5. D L’automazione pattern non ha “valore statico”. 1. • Menu a tendina Snap e selettore On/Off: vedere in seguito. D Si può eseguire un punch-in sui cambi pattern registrati per sostituire una sezione della traccia. Impostare l’inizio desiderato del pattern (Start) sul dispositivo pattern. D Un metodo rapido per selezionare i vari tool è usare i tasti “Q. se la selezione del pattern è automatizzata i pattern sono riprodotti solo dove ci sono clip pattern. Individuare la traccia sequencer del dispositivo e assicurarsi che sia attivo il pulsante Record Enable Parameter Automation. • Tool Magnifying Glass: si usa per ingrandire o rimpicciolire il sequencer.è il tool principale usato per selezionare. • Tool Pencil: serve per disegnare clip ed eventi.vedere “Dividere le clip”. “Q” seleziona il tool Arrow. • Tool Arrow (o Selection) . D E’ possibile anche disegnare a mano le clip d’automazione nella corsia Pattern Select . è selezionato di default. All’avvio della registrazione il dispositivo pattern s’avvia automaticamente. Attorno ai pulsanti di selezione pattern c’è una cornice verde ad indicare che i cambi pattern del dispositivo sono automatizzati. Clip d’automazione pattern sulla corsia Pattern Select. Se la corsia pattern è vuota non è riprodotto alcun pattern.il cambio pattern vero e proprio è registrato (e avviene) sul movimento in battere successivo. Toolbar La toolbar è situata sopra la Track List nel sequencer e presenta i vari tool per l’editing di clip ed evento nel sequencer. D Una volta registrati i cambi pattern si può usare la funzione “Convert Pattern Track to Notes” per trasferire le note nei pattern al sequencer principale.W. Da sinistra a destra la toolbar presenta i seguenti elementi: • Pulsante di selezione modalità Edit/Arrange . D Ogni cambio di pattern è registrato sul movimento in battere (all’inizio di una nuova misura nel sequencer). • Tool Erase: serve per cancellare clip ed eventi. Durante la registrazione cambiare i pattern con i pulsanti Bank e Pattern sul pannello del dispositivo. è creata anche una corsia d’automazione Pattern Select con le clip del pattern. Al termine fermare la registrazione. • Tool Razor: si usa per dividere le clip . Assicurarsi di cambiare i pattern leggermente in anticipo . è registrato il pattern iniziale. • Tool Hand: serve per scorrere l’immagine. di solito si usa più di un singolo pattern nella song. 4. 3. Per facilitarne l’uso si possono registrare i cambi pattern nel sequencer (o disegnarli manualmente. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata. THE SEQUENCER 69 . come descritto a page 88).E.Registrare cambi pattern Se la song contiene dispositivi pattern.Y” sulla tastiera del computer. “W” seleziona il tool Pencil e così via. in base al tempo in chiave del sequencer principale. Si possono così creare variazioni illimitate modificando in seguito le note in modalità Edit. E’ possibile spostare i cambi di pattern ad altre posizioni muovendo o ridimensionando le clip pattern (vedere “Editing clip di cambio pattern”). Per ora si può disabilitare il pulsante Record Enable della corsia nota (non serve).vedere “Due modalità visive”.T.R. Sebbene fino a quando non si cambia pattern non sia creata una clip.vedere “Editing clip di cambio pattern”. nello stesso ordine con il quale i tool sono sistemati sulla toolbar.

70 THE SEQUENCER . aggiungere o togliere misure. l’editing è “limitato” ai valori nota selezionati nel menu a tendina Snap (valore Snap). le rispettive posizioni Start ed End sono magnetiche alle posizioni dei valori Snap. la funzione Snap influenza il risultato. il valore Snap determina la durata più breve delle note quando le si disegna. Creando clip con il tool Pencil. Si può anche premere [Shift]-[Tab] o [Command]/[Ctrl]-[E].Funzione Snap Quando si seleziona e modifica il materiale (sia in modalità Arrange che Edit). marker dei locatori e marker End. attivando la funzione Snap. Selezionare le clip Una clip si seleziona cliccandoci sopra (con il tool Arrow). Pulsante Snap e menu a tendina si trovano sulla toolbar del sequencer: la funzione Snap si attiva/disattiva premendo [S]. Il valore Snap determina la più piccola posizione nota alla quale è possibile disegnare una nota o un punto d’automazione. D Uso del tool Razor per dividere le clip. In modalità Arrange si vedono più tracce nello stesso momento e si ha una buona panoramica della song. inoltre. la clip selezionata ha un contorno nero e due maniglie alle estremità. D Funzione Nudge di clip o eventi. D Disegno delle clip. Regolando questi marker con la funzione Snap attiva. Spostando una o più clip o eventi con la funzione Snap attiva. La funzione Snap influenza le seguenti operazioni: D Movimento della posizione song. Usare questo menu a tendina per selezionare il valore Cliccare qui per attivare/ disattivare la Editing clip in modalità Arrange ! Si noti che è possibile scegliere valori Snap diversi per arrangiare e modificare il contenuto delle clip aperte. Vedere “Dividere le clip”. è utile per riarrangiare le clip. D Spostamento di clip ed eventi. Vedere “Correggere le posizioni clip” e “Correggere le posizioni evento (Nudge)”. D Per selezionare la modalità Arrange cliccare sul pulsante Arrange/Edit nell’angolo in alto a sinistra del sequencer. Vedere a page 80. quantizzare e modificare clip su tracce e corsie diverse contemporaneamente. essi sono “magnetici” al valore Snap. D Disegno di eventi nelle clip aperte. essi mantengono le relative distanze rispetto alle posizioni del valore Snap. In modalità Arrange per selezionare più clip cliccare e trascinare un rettangolo di selezione con il mouse.

Per spostare più clip selezionarle con le tecniche standard ed eseguire un click & drag del mouse su una delle clip selezionate. Correggere le posizioni clip I tasti freccia sinistro/destro si possono usare per “correggere” le posizioni delle clip: • Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro.vedere “Striscia Inspector e clip selezionate”. selezionando “Adjust Alien Clips to Lane” i dati della clip sono scalati in modo da adattarsi all’intervallo di valori della corsia corrente. Clip “aliena”. Sono applicati i seguenti criteri generali: • La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 127 può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha lo stesso intervallo di valori. D Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione parametro traccia lo apre direttamente per l’editing in modalità Arrange. • • Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di tick (ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16.vedere in seguito). Spostare le clip tra le corsie E’ possibile spostare le clip tra le corsie.D Si può disegnare un rettangolo di selezione per più tracce o corsie.. Vedere “Funzione Snap”. Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia sinistro/destro è possibile eseguire selezioni multiple sulla stessa corsia. Sono selezionate tutte le clip toccate dal rettangolo di selezione. tutte le clip già selezionate restano selezionate. verificare le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione. THE SEQUENCER 71 .quindi l’editing è molto preciso). e così via. tutte le clip si spostano della stessa quantità mantenendo però le rispettive posizioni relative. il valore Snap è tenuto in considerazione. Ciò consente selezioni multiple non contigue: prima selezionare alcune clip. ecc. Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di beat. Se attivo. il problema si risolve selezionando la clip e scegliendo “Adjust Alien Clips to Lane” dal menu Edit. D Per togliere la selezione alle clip basta cliccare ovunque in una zona vuota. L’editing del contenuto di una clip è descrittto da page 78 in poi. eseguendo il browsing incrociato con un altro tipo di dispositivo). Per tornare alla modalità Arrange cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode” nell’angolo in alto a sinistra del sequencer (o premere [Shift]+ [Tab]). D Tenendo premuto [Shift] quando si selezionano le clip. ma la clip diventa “aliena” (è indicata da striscie verticali rosse). altrimenti non si “vedono” le variazioni di posizione. Questo comando seleziona tutte le clip presenti nella song. se la clip di un parametro con intervallo di valori bipolare (da -64 a 63) è spostata su una corsia d’automazione che ha un intervallo di valori unipolare (da 0 a 127) essa diventa “aliena”. si sposta la posizione avanti o indietro del valore Snap impostato. D La posizione d’inizio (Start) delle clip selezionate si può spostare anche numericamente nell’Inspector . D Si può anche usare il comando “Select All” del menu Edit. • La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 1 (cioè un selettore On/Off) può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha lo stesso intervallo di valori. D Nella maggior parte dei casi. premendo il tasto con la freccia in basso si seleziona la clip più vicina sulla corsia inferiore. Per esempio. poi premere [Shift] e selezionare altre clip. D Un doppio-click del mouse su una clip nota la apre per l’editing in modalità Edit. Una clip d’automazione può diventare “aliena” se si sposta sulla corsia d’automazione di un parametro che ha un intervallo di valori diverso (per esempio. Si può spostare una clip nota su una corsia d’automazione o una clip d’automazione su una corsia nota. D Un altro modo per selezionare le clip è usare i tasti freccia sulla tastiera del computer. sulla stessa traccia o su corsie di altre tracce: D Cliccare e trascinare la clip alla posizione desiderata sull’altra corsia. D Se la funzione Snap è attiva la selezione può essere rilasciata solo nel punto in cui mantiene la sua distanza relativa rispetto alle posizioni del valore Snap. Spostare le clip sulla stessa corsia D Per spostare una clip. cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posizione. Clip “aliene” D E’ possibile spostare clip nota su altre corsie nota e clip d’automazione su altre corsie d’automazione (se applicabile . • La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 63 a -64 può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha lo stesso intervallo di valori. Premendo la freccia destra si seleziona la clip successiva sulla corsia.

3. ad esempio. Non tutti i dispositivi. Selezionare Paste dal menu Edit. Copy e Paste del menu Edit. Impostare il valore Snap in “Bar” (o alla durata della sezione da ripetere. ecc. Taglia. Incollando in un altro documento song di Reason si creano nuove tracce (ove necessario). le nuove tracce saranno collegate a Combinator vuoti . Expression o Breath. 7. • Per l’automazione performance valgono le stesse regole descritte in precedenza. Incollare di nuovo. In tal caso.Malström. Questa operazione crea sempre una nuova corsia nota sulla traccia collocando le clip su questa nuova corsia. rispondono a tutti i controller performance . tutte le clip sulla corsia spostata mantengono le rispettive posizioni. inviluppi. Selezionare Copy dal menu Edit. non risponde ai dati dei controller performance Aftertouch. Duplicare le clip Per duplicare le clip selezionate. è possibile così ripetere subito una sezione di clip: 1. Mod Wheel e Sustain Pedal) di solito essi sono trascritti senza alcun problema quando sono spostati su un’altra traccia del dispositivo. alla posizione valore Snap più vicina dopo la fine della selezione). Lo stesso vale per le clip “aliene” e l’automazione performance (vedere sopra). tante volte quanto si vuole ripetere la sezione. le clip appaiono alla posizione song sulle rispettive corsie originali. Selezionare le clip da ripetere. la posizione song si sposta automaticamente alla fine della selezione (oppure. • Le corsie d’automazione traccia non si possono spostare con questo metodo. Assicurarsi che la riproduzione sia ferma. 5. tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e procedere come quando le si sposta. Usare Copy e Paste per ripetere una sezione Tagliando o copiando una selezione. Attivare la funzione Snap. 2. Poichè è possibile eseguire selezioni su corsie nota in più tracce.usare il browser Combinator per selezionare una patch e un tipo di dispositivo adatti. il dato d’automazione di un controller incompatibile è ignorato. questo è un metodo rapido per copiare intere sezioni della song. Spostare una corsia nota su un’altra traccia Per spostare una corsia nota (completa di tutte le clip) a una corsia nota su un’altra traccia: D Cliccare sulla maniglia della corsia nota nella Track List e trascinarla a un’altra traccia. 72 THE SEQUENCER .Spostare clip con dati d’automazione controller performance a un’altra traccia Spostando clip nota con automazione dei controller performance a un’altra traccia (di un dispositivo strumento di tipo diverso) si osservi che: D Se nella clip nota sono stati registrati solo controller performance standard (Pitch Bend. 4. La posizione song si sposta al valore Snap più vicino dopo la fine della selezione (sempre che sia stata fermata la riproduzione). se inferiore a una misura). Incollando. Poichè tutte le tracce devono avere un dispositivo. se è attiva la funzione Snap. 6. Copia e Incolla E’ possibile spostare o duplicare le clip con i comandi Cut.) sono trasferiti al dispositivo target. Premere [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) per copiare la corsia invece di spostarla. D Ove applicabile. però. i parametri comuni alla maggior parte dei dispositivi strumento (filtri. D Se nella clip nota sono stati registrati parametri di controller non-standard di un dispositivo con l’opzione “Automation as Performance control” (vedere a page 66) alcuni parametri automatizzati potrebbero non avere un parametro equivalente nel dispositivo target. La sezione copiata è incollata e la posizione song si sposta alla fine della sezione incollata.

oppure scegliere Delete dal menu Edit. cliccare e tenere premuto il puslante sinistro del mouse quindi disegnare un rettangolo di selezione. Vedere a page 74.basta che il rettangolo di selezione intersechi o tocchi la clip. Reason riproduce l’inizio della clip lunga. In questo modo si esegue una selezione che racchiude più eventi da cancellare insieme. una delle due è nascosta completamente e non è riprodotta. Cancellare le clip con un singolo click del mouse D Selezionare il tool Eraser e cliccare sull’evento da cancellare. D La clip che inizia dopo appare in alto (ed è riprodotta). poi quella più corta. D Si può editare numericamente la durata di una clip selezionata nella striscia Inpector. D Per rimuovere tutti gli eventi fuori da una clip (o un’intera traccia. altrimenti la clip unita suonerebbe diversa dalle due clip originali! Cancellare gli eventi disegnando un rettangolo di selezione D Selezionare il tool Eraser. D E’ possibile ridimensionare più clip selezionate simultaneamente. Cancellare le clip con il tool Eraser D Ridimensionando una clip in modo che gli eventi nota mantengano le rispettive posizioni d’inizio all’interno della clip ma con le note che “sporgono” fuori dalla clip. Clip sovrapposte Se durante movimento o ridimensionamento delle clip due di esse si sovrappongono sono applicati i seguenti criteri: D Clip o sezioni di clip nascoste (sovrapposte) non sono riprodotte. D Accorciando la clip tutti gli eventi che iniziano fuori dai bordi della clip non sono visibili in modalità Arrange e non sono riprodotti. tali eventi sono rimossi. quindi la fine della clip lunga. D L’unico caso in cui Reason rimuove automaticamente gli eventi fuori dalle clip è quando si uniscono due clip e ci sono eventi nascosti tra esse. gli stessi criteri si applicano anche per la selezione delle clip. Ogni corsia nota riproduce solo una singola clip alla volta . Se una clip più corta è collocata “nel mezzo” di una più lunga. trascinando una delle maniglie si ridimensiona la clip. Ridimensionando la clip accorciandola. come sempre è tenuto in considerazione il valore Snap (se attivo). selezionarla e premere [Canc] o [Backspace]. E’ utile se ci sono molti “eventi esterni” che confondono la visuale quando si modificano le clip aperte. Ridimensionare le clip Le clip selezionate si possono ridimensionare in vari modi: D Una clip selezionata ha maniglie alle estremità.vedere a page 82) e diventano visibili e attivi nuovamente ridimensionando la clip alla durata originale (o allungandola). D Se entrambe le clip iniziano alla stessa posizione e hanno la stessa durata. Riportando la clip alla dimensione originale. Gli eventi. ! Non è necessario che una a clip sia completamente inclusa nel rettangolo per essere selezionata . sebbene nascosti. Si può anche disegnare un rettangolo di selezione con il tool Arrow attorno a più clip e cancellarle tutte insieme. queste note saranno comunque visibili e riprodotte per l’intera durata degli eventi. ci sono comunque (sono visibili in modalità Edit . In modalità Arrange per cancellare le clip si può anche usare il tool Eraser.Cancellare le clip D Per cancellare una clip. tutti gli eventi che si trovano fuori dai bordi della clip sono nascosti e non sono riprodotti.per miscelare due clip note. collocarle su corsie separate. le note nascoste sono di nuovo visibili e attive. influenzando tutte le clip) selezionare “Crop Events to Clips” dal menu Edit. E’ possibile allungare o accorciare una clip. In tal caso. THE SEQUENCER 73 . il tool Eraser si può usare in due modi: con un singolo click del mouse sugli eventi o disegnando un rettangolo di selezione intorno a più eventi.

Le clip non selezionate si sovrappongono alle rispettive posizioni originali mascherando la clip unita. il tipo di clip che si crea dipende dal tipo di corsia (corsia nota. Dividere le clip Le clip si possono dividere usando il tool Razor: D Cliccando su una clip con il tool Razor la si divide alla posizione di click (il valore Snap è tenuto in considerazione).Disegnare le clip In modalità Arrange si possono disegnare clip vuote con il tool Pencil. Una clip silenziata. se prima dell’operazione tra le clip c’era un vuoto. Si crea una singola clip. esse prendono tutte nomi generici in base al tipo di clip (es. Unire le clip Clip separate su una corsia si possono unire in un’unica clip. Selezionare “Join Clips” dal menu Edit o da quello contestuale della clip. D Selezionare il tool Pencil e disegnare nell’intervallo in cui si vuole la clip. qui si possono modificare numericamente clip ed eventi usando i campi valore. Striscia Inspector e clip selezionate La striscia Inspector si trova sopra il righello. ecc. Nominare le clip Si nomina una singola clip selezionandola e scegliendo “Add Labels to Clips” dal menu Edit (o dal menu contestuale della clip). Silenziare le clip E’ possibile silenziare le clip selezionate: D Selezionare le clip e scegliere “Mute Clips” dal menu Edit o dal menu contestuale della clip. con un doppio-click del mouse su un’etichetta si apre un campo testuale nel quale inserire una scritta.nella clip unita sono mantenute le posizioni relative di tutti gli eventi presenti nelle clip originali. D E’ possibile unire clip selezionate tra le quali ce ne sono altre non selezionate. “untitled note clip”). le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base a cosa è selezionato: traccia. E’ possibile anche selezionare le clip e cliccare “M” per silenziarle. Per le clip l’Inspector funziona così: D Se non è selezionata una clip (o se è messa a fuoco la Track List) sono visualizzati solo il menu a tendina Track Parameter Automation (vedere a page 66) e il pulsante Create Pattern Lane. le clip silenziate sono prive di colori e hanno contorni sbiaditi. Aggiungendo etichette a più clip selezionate in una volta. 74 THE SEQUENCER . appare un box di testo nel quale inserire il nome della clip. è utile per disegnare manualmente gli eventi in una clip. per toglierle dal muto selezionare “Unmute Clips” o cliccare di nuovo “M”. clip o evento di un certo tipo. Selezionare le clip da unire. Il bordo sinistro del tool Razor ha una linea che indica dove avviene il taglio.). su una o più corsie. l’area sarà vuota . Per farlo: 1. aggiungere l’automazione o le corsie pattern. è possibile anche unire clip non direttamente adiacenti sulla corsia. D Si può anche cliccare e trascinare con il tool Razor per tagliare un intervallo. 2. Il valore Snap è tenuto in considerazione. corsia pattern. D Per dividere le clip su tutte le tracce e corsie cliccare (o cliccare e trascinare il mouse per selezionare un intervallo) nel righello. vedere anche le osservazioni sugli eventi fuori dalle clip a page 82.

si spostano in avanti di tre misure tutte le clip selezionate. beats) e trascinando il mouse. D Se sulla stessa corsia traccia ci sono più clip selezionate. D Se sono selezionate più clip su tracce (o corsie) diverse è mostrata la traccia o corsia situata più in alto. movimenti. i campi valore indicano posizione e durata della clip che inizia prima. selezionando il valore Bars nel display Position e digitando “+3”. ✪ E’ possibile anche aggiungere o sottrarre una quantità ai valori digitando “+” o “–”. Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore (es. Modificare i valori di più clip selezionate Modificando i valori di più clip selezionate le variazioni sono sempre relative. THE SEQUENCER 75 . note da 1/16 e tick. il valore Snap non è tenuto in considerazione. mantenendo le rispettive posizioni relative. usando i controlli freccia o digitando i valori dalla tastiera del computer. Per esempio. aumentando la posizione della clip di 2 beat quando sono selezionate più clip esse si sposteranno tutte di 2 beat. ad esempio. ciò modifica la rispettiva posizione Start (o durata) della clip selezionata in incrementi del valore selezionato.D Selezionando una clip appaiono due campi valore che mostrano posizione d’inizio (Pos) e durata della clip (Len) in misure. Se la traccia/corsia più in alto ha molte clip selezionate sono indicati i valori della clip che inizia prima su quella corsia.

Queste 3 clip hanno le stesse posizioni Start ma durate diverse. Pulsante Match Values. quando si registrano le note. la risoluzione interna è perfino superiore. Questo pulsante si può usare per far corrispondere i valori. Subtick Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posizionamento molto preciso. Cliccando sul pulsante Match Values di durata. 76 THE SEQUENCER . in modo che tutte le clip abbiano rispettivamente la stessa posizione (position) o durata (length). tutte le clip selezionate assumono la stessa durata e il pulsante Match Values accanto al campo Length scompare. tuttavia. funziona così: Cliccando sul pulsante Match Values di posizione tutte le clip selezionate assumono la stessa posizione Start e il pulsante Match Values accanto al campo Position scompare. quindi solo il campo valore Length mostra il pulsante Match Values. quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick).Pulsante Match Values Quando sono selezionate più clip con valori di posizione e/o durata diversi. Per arrotondare il valore del subtick a quello del tick più vicino [Command]-click (Mac)/[Ctrl]-click (Windows) sull’asterisco. quindi entrambi i campi valore mostrano il pulsante Match Values. accanto al rispettivo campo valore (position o length) appare il pulsante Match Values. Ora le clip selezionate hanno sia posizioni Start che durate diverse. Ciò è indicato da un asterisco situato accanto la valore tick.

Per selezionare più tracce eseguire uno [Shift]-click nella Track List. registrando nuove clip sulla corsia è applicato il colore traccia impostato. In modalità Arrange per chiudere una clip d’automazione aperta cliccare fuori di essa (in un’altra corsia). Altre funzioni di editing in modalità Arrange In modalità Arrange è possibile anche applicare la quantizzazione e usare le funzioni di editing della finestra Tool . Le funzioni di editing della pagina Tools (finestra Tool) sono descritte a page 89. ecc. Remove Bars Between Locators Questa funzione rimuove tutto il materiale tra i locatori. oppure premere [Invio] o [Esc]. Insert Bars Between Locators Questa funzione inserisce un’area vuota tra i locatori. tutte le clip che intersecano le posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate a sinistra per “colmare” il vuoto creato oltre la sezione rimossa. THE SEQUENCER 77 . E’ comodo per modificare gli eventi d’automazione solo per un parametro specifico.Inserire e togliere misure Quando si modifica la struttura complessiva di una song. E’ utile poichè consente di modificare le clip su più tracce in una volta. accorciare le “strofe” di due misure. Colore della clip D E’ possibile colorare le clip selezionate in modo indipendente dal colore della traccia selezionando “Clip Color” dal menu Edit e scegliendo un colore dal submenu. ma a differenza delle clip nota si rimane in modalità Arrange (non si passa alla modalità Edit). tutte le clip che intersecano le posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate a destra per “fare spazio” all’area inserita. D E’ possibile selezionare una o più tracce da quantizzare o altre funzioni di editing della pagina Tools da applicare a tutte le note in tutte le clip sulle tracce selezionate.vedere a page 85. può essere necessario sistemare ordine e durata d’intere sezioni (es. Tutte le clip selezionate prendono il colore scelto. aggiungere alcune misure di “intro”. Il menu Edit o quello contestuale del sequencer hanno due utili funzioni al riguardo: Editing delle clip d’automazione in modalità Arrange Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione la apre per l’editing.pagina Tools (vedere a page 89) .). L’editing dell’automazione è come quello della modalità Edit .

In modalità Edit si possono visualizzare e modificare tutte le clip d’automazione parametro della traccia. D Si può cambiare traccia in ogni momento cliccando nella Track List. D Se quando si entra in modalità Edit è selezionata una traccia appare il contenuto di quella traccia. Modalità Edit selezionata con una clip nota aperta per l’editing. ma nessuna è aperta e gli eventi nella clip sono sfumati in grigio. Aprire una clip in modalità Edit D Per modificare il contenuto di una clip nota doppio-click del mouse su di essa o selezionarla e premere [Invio]. . D Per entrare in modalità Edit cliccare sul pulsante Edit/Arrange nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.. per poter modificare o disegnare eventi nota o d’automazione si deve aprire la clip.. Per selezionare le corsie nota cliccare sulla rispettiva maniglia. l’editing dell’automazione è descritto a page 85. qui si esegue l’editing dettagliato di eventi nota e automazione. D Se la traccia ha pù corsie nota appare il contenuto della corsia nota corrente selezionata. Scegliere cosa modificare La modalità Edit mostra sempre il contenuto di una singola traccia (o di una singola corsia nota su una traccia) alla volta. Per selezionare le modalità Arrange ed Edit si può anche premere [Shift]-[Tab] o [Command]/[Ctrl]+[E].la apre per l’editing in modalità Edit. Tutte le clip su questa corsia nota appaiono e sono disponibili per l’editing. come descritto in seguito. 78 THE SEQUENCER .Modalità Edit La modalità Edit consente di modificare gli eventi contenuti in una clip. In questo modo si può restare in modalità Edit e selezionare tracce e note diverse per l’editing senza dover tornare in modalità Arrange. l’editing può essere concentrato su una sola corsia nota alla volta. Un doppio-click del mouse su una clip nota in modalità Arrange. D Un doppio-click su una clip d’automazione la apre per l’editing in modalità Arrange (comodo per la modifica rapida di un singolo parametro).. Aprendo una clip nota il sequencer passa automaticamente in modalità Edit. in modalità Edit una clip aperta è evidenziata..

ma gli eventi sono sfumati in grigio. Corsia edit Note Modalità d’editing nota Corsia edit Velocity Corsie edit controller performance Di default. qualsiasi automazione di parametro traccia utilizzata appare su corsie separate. Vedere “Modificare l’automazione”. Panoramica D Ci sono poi le corsie edit per l’automazione dei controller performance. la prossima volta che si seleziona la modalità Edit per quella traccia (o corsia nota) la modalità edit nota sarà la stessa.funziona esattamente come in modalità Arrange . Ogni controller performance che si usa in registrazione ha una corsia edit separata. Vedere a page 64. la tastiera di piano virtuale a sinistra indica l’altezza delle note che copre tutto l’intervallo di note MIDI ( da C-2 a G8). Nella panoramica si può eseguire qualsiasi editing della clip . Rex è selezionata la modalità edit REX. appaiono come in modalità Arrange e si possono selezionare più clip sulla stessa corsia nota. le clip adiacenti sulla stessa corsia sono visibili. D Nella corsia edit Note si esegue tutto l’editing relativo all’evento nota.che però si applica solo alle clip sulla stessa corsia. Vedere “Velocity”. un doppio-click del mouse su una clip d’automazione parametro traccia la apre per l’editing. In figura (dall’alto in basso) la modalità Edit presenta i seguenti elementi: D In alto c’è la panoramica. Modalità edit Key. La figura mostra tre clip in modalità Edit. Le clip sulle corsie d’automazione traccia influenzano tutte le corsie nota attive su una traccia alla stessa posizione. Queste modalità si possono cambiare manualmente usando il menu a tendina in alto a destra della zona note. in modalità Edit sono visualizzate e si possono modificare anche tutte le corsie d’automazione parametro traccia. per facilitare l’individuazione della giusta altezza quando si disegnano e spostano le note! Usare questa modalità per l’editing delle tracce strumento. per le tracce Redrum la modalità edit Drum e per le tracce Dr. la modalità d’editing nota selezionata quando si entra in modalità Edit dipende dal tipo di dispositivo al quale è collegata la traccia. D Sotto la corsia edit Note c’è la corsia edit Velocity nella quale è possibile modificare graficamente i valori di velocity delle note. Si possono aggiungere le corsie controller performance anche usando il menu a tendina Note Lane Performance Parameter Automation situato sopra i controlli di zoom verticale a destra. THE SEQUENCER 79 .Elementi della modalità Edit In modalità Edit la finestra è divisa in varie corsie edit che si usano per modificare vari tipi d’eventi presenti in una clip nota (eventi nota e d’automazione velocity e controller performance). la corsia edit Note può visualizzare una delle tre modalità di editing nota. Si noti che l’automazione parametro traccia non “appartiene” alla corsia nota selezionata o alla clip nota e non sarà selezionata se è aperta una clip nota. per le tracce strumento standard è selezionata la modalità edit Key. Qui è possibile modificare le note di una clip aperta alla volta. D Infine. Si noti che i tasti neri e bianchi sono riflessi nei colori di sfondo della griglia. quella al centro è aperta per l’editing. Corsie automazione parametro traccia La modalità edit nota può essere memorizzata singolarmente per ogni traccia (o ogni corsia nota su una traccia). Essa mostra tutte le clip sulla corsia nota della traccia selezionata.

Per riagganciare il sequencer cliccare sul pulsante Attach Sequencer (nel rack o nella finestra sequencer sganciata) o selezionare il comando “Attach Sequencer Window” dal menu Windows. Tuttavia. in modalità Arrange). ad esempio. usare questa modalità per l’editing di tracce Dr. Valori Snap distinti per arrangiamento ed editing Ci sono due impostazioni Snap diverse. Cliccare per lo zoom in e cliccare premendo [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows) per lo zoom out. Le procedure di base per l’editing nota sono le stesse in tutte le modalità. D Altrimenti si può ottimizzare l’area del sequencer in modo che occupi il rack. la clip rimane aperta ma è selezionato il valore Snap per l’arrangiamento. Per farlo. Pulsante Detach Sequencer. D Il tool Hand serve per scorrere la veduta in qualsiasi direzione. si consiglia di sganciare il sequencer dal rack e usarlo in una finestra separata. D Il valore Snap per l’editing si usa ogni volta che è aperta una clip nota o d’automazione (anche quando una clip d’automazione è aperta in modalità Arrange). La modalità edit REX è suddivisa verticalmente in altezze (da C3 in su) che corrispondono agli “slice” in un dispositivo player di loop Dr. Rex. In genere. D Il tool Magnifying Glass si usa per ingrandire e rimpicciolire. Pulsante Maximize Sequencer. 80 THE SEQUENCER . D Ove possibile.Gestione della finestra modalità Edit Ridimensionamento e ingrandimento D Per ridimensionare o nascondere le corsie edit trascinare i divisori. Cliccare e trascinare il mouse nella direzione desiderata. Ciò consente. di spostare o ridimensionare la clip nella panoramica come in modalità Arrange (senza prima chiuderla). una per quando la clip è aperta per l’editing e una per quando non è aperta alcuna clip (es. ove la durata della nota è indicata dalla larghezza del box e i valori di velocity sono indicati dal colore del box (più scuro è il colore. si può anche decidere di disattivare la funzione Snap indipendentemente da qualsiasi impostazione. D In tutte le tre modalità. Per farlo cliccare sul pulsante Detach Sequencer nel rack o selezionare il comando “Detach Sequencer Window” dal menu Windows. maggiore è la velocity). usare questa modalità per l’editing di tracce percussive. c’è un’eccezione: se una clip nota è aperta in modalità Edit e si clicca nella panoramica. cliccare sul pulsante Maximize Sequencer o tenere premuto [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [2] nella parte sinistra della tastiera del computer. Rex. si definisce un buon valore Snap (es. le corsie hanno controlli di zoom e barre di scorrimento individuali. La modalità edit Drum è suddivisa verticalmente in numeri nota che corrispondono ai canali dei suoni percussivi di un dispositivo Redrum (inoltre. le note vere e proprie sono visualizzate in “box”. D Per un editing massiccio. 1/16) per le clip aperte e l’altro valore Snap a “Bar” per un comodo arrangiamento. sono nominati opportunamente se la traccia è collegata a un dispositivo Redrum).

Assicurarsi che sia a fuoco la giusta corsia (Key. Assicurarsi che la clip nota sia aperta. Spostare le note D Per spostare una nota cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posizione. Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia si eseguono selezioni multiple. selezionarla e premere [Invio] o doppio-click su di essa. Per esempio. 4. Selezionare il tool Pencil. Sono mantenute le singole distanze tra le note spostate. Se necessario cliccare sulla tastiera di piano virtuale. D Per selezionare la nota successiva o precedente su una corsia premere rispettivamente il tasto freccia destro o sinistro sulla tastiera del computer. Se non lo è. si possono spostare le note selezionate a un’altra misura senza infuenzare la loro temporizzazione. Modificare le note Le note si possono modificare manualmente con il mouse in modalità Edit o numericamente dell’Inspector. 3. THE SEQUENCER 81 .Disegnare le note Le note si disegnano e modificano principalmente nella corsia Key. Vedere “Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector”. impostare il rispettivo valore Snap e attivare la funzione Snap. Per limitare l’inserimento nota solo a determinati valori nota (es. il movimento è “magnetico” solo in orizzontale o verticale. Se sono selezionate più note saranno tutte spostate. se il valore Snap è impostato in “Bar”. E’ inserita una nota alla posizione di valore Snap più vicina. D Per selezionare tutte le note nella clip usare il comando Select All del menu Edit. D Per selezionare più note tenere premuto [Shift] e cliccare. gli eventi spostati mantengono la rispettiva distanza relativa rispetto alle posizioni del valore Snap. D Si può anche cliccare e trascinare un rettangolo di selezione attorno alle note da selezionare. D Cliccando una volta con la funzione Snap attiva la nota assume tale durata. Cliccare nella zona display nota della corsia alla posizione desiderata. D Per de-selezionare tutte le note cliccare da qualche parte in una zona vuota. l’editing degli eventi nell’Inspector è descritto a page 83. 1/16). D Se è attiva l’opzione Snap. Per de-selezionare singole note eseguire di nuovo uno [Shift]-click su di esse. E’ possibile selezionare temporaneamente i tool Arrow e Pencil tenendo premuto [Command] (Mac) o [Alt] (Windows). 2. D E’ possibile anche modificare le posizioni nota numericamente nell’Inspector. cliccarci sopra con il tool Arrow. Drum o REX) . si può trascinare verso destra per stabilire la giusta durata della nota. la durata sarà un multiplo del valore Snap (vedere anche in seguito le osservazioni sulla durata delle note percussive). 5. ma tutte le operazioni descritte si applicano anche alle corsie Drum e REX: Disegnare le note 1. nella drum list o nella slice list per trovare la giusta altezza o suono. D Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina.altrimenti si potrebbero selezionare eventi d’automazione o cambio pattern. Selezionare le note In modalità Edit per selezionare le note usare uno dei seguenti metodi: D Per selezionare una nota in una clip aperta. Se la funzione Snap è attiva. Con la funzione Snap non attiva la nota avrà la durata del valore Snap più breve (1/ 64). Ciò aiuta a spostare le note senza trasportarle accidentalmente d’intonazione (oppure trasportarle d’intonazione senza cambiare accidentalmente la loro posizione metrica). per mettere a fuoco una corsia cliccare da qualche parte su di essa (nella corsia appare un sottile contorno extra). D Se invece si clicca e si tiene premuto il pulsante sinistro del mouse.

D Se è attiva la funzione Snap. D Se sono selezionate più note saranno tutte ridimensionate della stessa quantità. O meglio. quindi l’editing è molto preciso .Correggere le posizioni evento (Nudge) E’ possibile usare i tasti freccia sinistro/destro per “ritoccare” le posizioni di eventi selezionati. funziona così: • Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti del valore Snap definito. indipendentemente dalla durata della nota. Si può temporaneamente disabilitare la funzione Snap premendo [Shift] mentre si trascina. Infine. Per vedere questi eventi una clip deve essere aperta. gli eventi mascherati sono visibili nelle clip aperte in modalità Edit. D Ridimensionando le note l’evento può estendersi oltre il bordo destro della clip. Si possono così ripetere gli eventi. sul suo bordo destro appare una “maniglia”. la durata massima del suono è stabilita dalla manopola Length . Gli eventi nota mascherati fuori da una clip hanno un contorno bianco e lo sfondo è scuro. Le note si possono incollare solo quando una clip nota è aperta per l’editing. D La durata delle note si può modificare anche numericamente nell’Inspector. • Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incrementi di beat. il suono percussivo è riprodotto fino alla fine. • Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incrementi di tick (ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16. D Tagliando o copiando. Finchè la posizione Start degli eventi è all’interno della clip. Vedere a page 83. Eventi mascherati Ridimensionando una clip (accorciandola) gli eventi potrebbero essere mascherati (cioè andare a finire fuori dalla clip). Si noti che semplicemente entrando in modalità Edit non appaiono gli eventi mascherati. D Incollando. Copy e Paste del menu Edit. Cancellare le note Le note si possono cancellare in due modi: D Selezionandole e premendo [Backspace] o [Canc]. la fine della nota è magnetica alle posizioni del valore Snap. Ridimensionare le note Selezionando una nota. D Se è selezionata la modalità Gate la durata della nota influenza il suono risultante. si dissolve seguendo l’impostazione Length. gli eventi appaiono alla posizione song sulla corsia originale. anche se la manopola Length è regolata al valore massimo. la posizione song si sposta automaticamente alla fine della selezione. la nota suona per l’intera durata (cioè non s’interrompe alla fine della clip). Usare i comandi Taglia. altrimenti le variazioni di posizione non si “vedranno”). gli eventi mascherati si possono rimuovere con il comando “Crop Events to Clips” del menu Edit. il suono non sarà riprodotto più a lungo della durata del campione percussivo. indipendentemente dal valore Snap. Ridimensionare le note percussive Le note percussive si ridimensionano come tutte le altre. Copia e Incolla Gli eventi si possono spostare o duplicare con i comandi Cut. Tuttavia. Tali eventi non sono riprodotti e non sono visibili in modalità Arrange. indipendentemente dalla durata della nota. D Selezionando il tool Eraser e cliccando sulle note da cancellare. ma il risultato dipende dal selettore Decay/Gate e dalla manopola Length del suono percussivo sul pannello di Redrum: D Se è selezionata la modalità Decay.verificare le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione. oppure selezionando Delete dal menu Edit. Duplicare le note Per duplicare le note selezionate tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e procedere come per spostarle.il suono sarà interrotto dopo questa durata. cliccare e trascinare sulla maniglia per accorciare o allungare la nota. ciò consente di ridimensionare la nota a qualsiasi durata. 82 THE SEQUENCER .

durata (Len).Modificare la velocity I valori di velocity delle note si possono modificare manualmente nella corsia Velocity: Il tool Line è probabilmente quello ideale per realizzare rampe regolari e omogenee o per dare a tutte le note la stessa velocity (disegnando una linea retta). usando i controlli freccia o digitando i valori. mentre il tool Pencil è più adatto al disegno di curve più irregolari. Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore e trascinando il mouse. E’ possibile anche modificare la velocity di più note insieme cliccando e trascinando il mouse con il tool Pencil. trascinando semplicemente il mouse con il tool Line o Pencil si cambierebbe anche la velocity di tutte le altre note di batteria in quella zona. D Se sono selezionati più eventi nota i campi valore indicano i valori dell’evento che inizia prima. Si noti. cliccando sopra una barra il valore di velocity sale immediatamente a quel livello. specialmente in sezioni “affollate” piene di note. mantenendo però le rispettive posizioni relative. essi si sposteranno tutti della stessa quantità. Le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base al tipo di traccia. Disegnare una rampa di velocity con il tool Line. Per cambiare la velocity di una nota cliccare sulla rispettiva barra di velocity con il tool Pencil e trascinare la barra in alto o in basso. Per gli eventi nota l’Inspector funziona così: D Selezionando un evento nota appaiono quattro campi valore che mostrano posizione Start (Pos). che il colore di note e barre riflette il valore di velocity. cambiando la posizione evento quando sono selezionati più eventi. premendo [Option] (Mac) o [Ctrl] (Win) il cursore matita diventa una croce. le variazioni saranno sempre relative. inoltre. Supponiamo. ad esempio. D Si noti che spostando la posizione degli eventi essi potrebbero andare a finire fuori dalla clip ed essere mascherati (quindi non riprodotti). di avere un beat di batteria molto ricco ove si debba regolare la velocity delle sole note di charleston. clip o evento selezionati. Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector La striscia Inspector si trova sopra il righello. Modificare i valori di più eventi selezionati Modificando i valori di più eventi selezionati. Per esempio. Non c’è un messaggio d’avviso: l’unico modo per saperlo è vedere se gli eventi sono fuori dai bordi della clip quando essa è aperta in modalità Edit. E’ il tool Line (un tool speciale disponibile solo nella corsia edit Velocity). selezionando invece prima le note di charleston nella corsia Drum e poi premendo [Shift] mentre si disegna è possibile modificare le velocity del charleston senza influenzare le altre note! I valori di velocity sono indicati da barre verticali (quelle più alte indicano una velocity superiore). D Con il tool Pencil selezionato. ! Tenendo premuto [Shift] mentre si modificano i valori di velocity sono influenzate solo le note selezionate! Ciò può essere molto utile. nei suoi campi valore si possono modificare numericamente clip ed eventi (oppure aggiungere corsie d’automazione o pattern). il valore Snap non è considerato. D I valori di velocity si possono modificare anche numericamente nell’Inspector (vedere in seguito). trascinando nelle barre all’altezza desiderata si disegnano rapidamente rampe di velocity. THE SEQUENCER 83 . altezza nota e velocity (Vel).

Vedere “Pulsante Match Values”. Quasi sempre è sufficiente iniziare la registrazione e regolare i parametri per aggiungere automaticamente corsie d’automazione . le corsie d’automazione si possono aggiungere in vari modi: D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando su un parametro di un pannello del dispositivo nel rack. è meglio aggiungere corsie d’automazione vuote e disegnare gli eventi in clip sulla corsia invece di registrare l’automazione.D Se sono selezionati più eventi e i loro valori differiscono. Ogni parametro automatizzato ha la propria corsia d’automazione. quando si registrano le note. D Una volta che c’è una corsia d’automazione (con il pulsante ON illuminato) il parametro è automatizzato e sul pannello del dispositivo appare con una cornice verde d’automazione. D L’automazione dei controller performance è memorizzata su corsie in clip nota.vedere “Registrare l’automazione dei parametri traccia”. Fuori dalla clip d’automazione il parametro ha un valore statico (la linea blu su un lato della clip nella figura sopra) e può essere modificato come descritto in seguito. Modificare l’automazione In Reason.questo pulsante è utile per silenziare temporaneamente l’automazione. Aggiungere/togliere corsie d’automazione Subtick Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posizionamento molto preciso. quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick). accanto al rispettivo campo valore numerico appare il pulsante Match Values. D L’automazione dei parametri traccia è contenuta in clip d’automazione su corsie d’automazione. l’automazione è vettoriale. S’aggiunge direttamente una corsia d’automazione per il parametro selezionato. Per una descrizione di questi due metodi d’automazione vedere “Automazione di controller performance e parametri traccia”. In alcuni casi. però. tuttavia. d’ora in poi è descritta l’automazione dei parametri traccia (tranne ove espressamente indicato). Cliccandoci sopra la proprietà dell’evento (es. Per arrotondare il valore subtick a quello tick più vicino [Command]-click (Mac)/[Ctrl]click (Windows) sull’asterisco. Questa traccia ha tre corsie d’automazione: la corsia “LFO2 Amount” non è attiva (il pulsante ON è scuro) . 84 THE SEQUENCER . velocity) è impostata allo stesso valore per tutti gli eventi selezionati (poi il pulsante scompare). Per aprire il menu contestuale del parametro [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Windows) sul parametro nel pannello del dispositivo. Un fade out di livello in un canale del mixer (in alto) e uno “sweep” di filtro più complesso (in basso). indicate da un asterisco situato accanto la valore tick. D Si può fare la stessa cosa selezionando “Edit Automation” dal menu contestuale del parametro. la risoluzione interna è perfino superiore. significa che è memorizzata in eventi d’automazione (punti) uniti da segmenti.

. D Per rimuovere una corsia d’automazione togliere la spunta nel menu/ finestra o selezionare “Delete empty automation” nel menu a tendina. Se necessario usare i divisori per trovare la clip d’automazione da modificare sono nella finestrella inferiore della finestra (non nella clip nota). I controller per i quali nella traccia ci sono dati (automazione) sono indicati da un’icona.D Usando il menu a tendina d’automazione parametro traccia sulla toolbar del sequencer si possono aggiungere o cancellare singole corsie d’automazione del parametro dal sequencer. non quello della corsia nota. THE SEQUENCER 85 . D Spuntando un parametro d’automazione (nel menu o nella finestra Parameter Automation) si crea una corsia d’automazione vuota per la traccia.” alla base del menu: si apre una finestra di dialogo con tutti i parametri del dispositivo. potrebbero anche esserci corsie edit d’automazione performance sulla traccia (che si modificano allo stesso modo).. si apre una specie di “mini istanza” della modalità Edit che mostra solo il contenuto della clip d’automazione selezionata. Le clip d’automazione parametro traccia hanno l’angolo destro in alto smussato. Se il dispositivo ha molti parametri si può selezionare “More Parameters. In seguito è descritta la modifica dell’automazione in modalità Edit. Selezionare la modalità Edit per la traccia con l’automazione da modificare. Per modificare eventi d’automazione esistenti: 1. Modificare eventi d’automazione esistenti Come descritto in precedenza. Le corsie d’automazione in uso (con clip) sono indicate da un simbolo blu. La modifica dell’automazione è uguale sia in questo modo che in modalità Edit (tranne il valore statico della corsia d’automazione che è indicato solo in modalità Edit). si noti che rimuovendo una corsia d’automazione in uso si cancellano tutti i dati d’automazione! D Le corsie d’automazione si rimuovono anche con il pulsante Delete Automation Lane (“X”) della rispettiva corsia nella Track List. Rimuovendo una corsia d’automazione con clip appare un messaggio d’avviso che consente di annullare l’operazione o continuare. ma per ora vedremo l’automazione parametro traccia. le clip d’automazione si possono modificare in modalità Arrange. Le corsie d’automazione esistenti sono indicate da una spunta nel menu a tendina.

4. 3. In questo esempio. Selezionare la pagina Tools. Gli eventi d’automazione selezionati si diradano in base alle impostazioni selezionate. Spostando gli eventi d’automazione con il tool Arrow. oppure selezionandola e premendo [Invio]. Si noti che anche il valore Snap controlla il numero di punti quando si disegnano gli eventi (vedere in seguito). Quando una clip d’automazione è aperta si possono selezionare. 5. Funzione Automation Cleanup D Se registrando o disegnando gli eventi si hanno troppi punti d’automazione. il valore Snap (se attivato) è tenuto in considerazione. per cambiare il valore statico trascinare la maniglia o doppio-click del mouse e digitare un nuovo valore. Questa funzione rimuove automaticamente i punti d’automazione superflui la volta successiva che si registrano o disegnano eventi.se non lo è premere il tasto funzione [F8].quindi il parametro Freq del filtro sarà sempre a 50 nella song tranne ove ci sono clip d’automazione. semplificando le curve. A questo punto la clip è aperta per l’editing. La pagina Automation Cleanup è quella più in basso: cliccare sulla freccia per aprirla. 2. Assicurarsi che sia aperta la finestra Tool . Questa funzione si può applicare anche manualmente agli eventi già registrati dalla finestra Tool: 1. 86 THE SEQUENCER .pagina General.2. 3. in modalità Edit si può anche ridimensionare la clip trascinandone le maniglie con il mouse. Questo tasto alterna la condizione mostra/nascondi della finestra Tool. il valore statico è 50 . Disegnare l’automazione prima (a sinsitra) e dopo (a destra) l’uso della funzione Automation Cleanup. Per gli eventi nota questi valori si possono modificare anche numericamente . D In modalità Edit il valore statico appare a sinistra nella corsia d’automazione. Sono selezionati tutti i punti d’automazione nella clip. spostare copiare o cancellare i punti d’automazione (come quando si modificano le note nell’editor nota). è possibile regolare la funzione “Automation Cleanup” a “Heavy” o “Maximum” nella finestra di dialogo Preferences .vedere a page 83. D Posizione e valore di un evento d’automazione selezionato sono indicati anche nell’Inspector. Con la clip d’automazione aperta per l’editing (cioè con i punti visibili) scegliere “Select All” dal menu Edit o da quello contesutale della clip. Selezionare un valore e cliccare Apply. Si apre la clip per l’editing con un doppio-click del mouse.

I controller performance (in questo caso la rotellina Mod) appaiono su corsie edit separate alla base della clip nota aperta. L’automazione di muto del canale si può quindi regolare spostando e ridimensionando la clip senza doverla aprire. La durata di questo intervallo è definita dal valore Snap. Editing automazione dei controller performance Per modificare. D Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando o trascinando il mouse con il tool Pencil s’inserisce un intervallo d’automazione. disegnare rettangoli di selezione e premere [Backspace] o usare il tool Erase. tra i punti d’automazione ci sono improvvisi scalini piuttosto di rampe lineari. Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione del rispettivo parametro). THE SEQUENCER 87 . [Alt]/[Option]-click con il valore Snap a 1/4. Cancellare gli eventi d’automazione D Gli eventi d’automazione si cancellano come gli eventi nota. La curva risultante (cioè il numero dei punti) dipende da due fattori. l’opzione della funzione “Automation Cleanup” selezionata nelle preferenze (vedere “Funzione Automation Cleanup”) e il valore Snap (se è attiva la funzione Snap). disegnare o cancellare controller performance aprire la clip nota.vedere “Aggiungere/togliere corsie d’automazione”. Automazione “scalata” (stepped). funziona come l’automazione del parametro traccia. ma non si può silenziare o cancellare l’automazione performance dalla Track List . ecc.Disegnare gli eventi d’automazione D Per aggiungere nuovi punti cliccare o trascinare il mouse con il tool Pencil.. la clip contiene un singolo punto d’automazione ma il suo valore si estende a inizio e fine clip. D Quando il parametro automatizzato è “scalato” invece che continuo. Qui è automatizzato un pulsante Mute di un mixer. cliccare sui punti per selezionarli. • E’ possibile creare o cancellare corsie dei controller performance per ogni parametro usando il menu a tendina sul lato destro della corsia edit nota. le curve dei controller performance appaiono anche nella panoramica (in alto) e nella clip in modalità Arrange. D Mascherando la clip d’automazione (allungandola) s’estende il primo o ultimo valore d’automazione. • I dati dei controller performance si modificano come la normale automazione.

! Non disegnare clip di cambio pattern con la funzione Snap disattivata (a meno che si vogliano avere cambi di ritmo caotici!).Situazione particolare Sebbene molto improbabile è possibile che per lo stesso parametro si sovrappongano l’automazione parametro traccia e performance. Disegnare una clip della durata desiderata per la riproduzione del pattern selezionato. Selezionare il tool Pencil. interviene l’eventuale automazione performance presente nella clip. ma volendo è possibile creare una corsia Pattern vuota: 1. perlomeno lavorando con pattern di durata corrispondente al tempo in chiave (es. Continuare con lo stesso metodo disegnando le clip per tutti i pattern che si desidera usare. Non appena termina la clip di parametro traccia. Assicurarsi che non ci siano clip selezionate. Attivare la funzione Snap e impostare il valore Snap alla posizione nota ove inserire la clip di cambio pattern. 4. Editing clip di cambio pattern Le clip di cambio pattern si vedono e modificano nella corsia Pattern Select. D Se le clip sulla corsia di cambio pattern non sono continue il dispositivo pattern sarà muto dove non c’è la clip. Disegnare clip Pattern Con il tool Pencil si possono disegnare clip pattern sulla corsia Pattern Select: 1. 88 THE SEQUENCER . disponibile sulle tracce Redrum e Matrix: Un cambio pattern appare in clip. l’automazione parametro traccia sostituisce l’automazione performance. con un menu a tendina in alto (sempre che la clip sia selezionata). Aggiungere manualmente una corsia Pattern Select Una corsia Pattern Select si crea automaticamente registrando un’automazione pattern. 2. Si consiglia d’impostare il valore Snap a “Bar”. in tal caso. se si lavora con pattern di un’altra durata può essere sensato usare altri valori Snap quando si disegnano le clip Pattern. 2. D Per creare una corsia Pattern Select si può anche eseguire un [Alt]/[Option]-click sui pulsanti di selezione pattern. Nell’Inspector appare il menu a tendina Pattern dal quale scegliere il pattern che si desidera far suonare alla clip. esse sono collocate automaticamente sui beat in battere (all’inizio di nuove misure) indipendentemente dal valore Snap. Cliccare sul pulsante “Create Pattern Select Lane” nella toolbar. Selezionare il dispositivo pattern. D Quando si registrano clip di cambio pattern. Vedere “Registrare cambi pattern”. 3. pattern a 16 o 32 step e tempo in chiave di 4/4).

. THE SEQUENCER 89 . ecc. Il pattern selezionato appare accanto al menu a tendina. è possibile disegnare rettangoli di selezione e premere [Backspace] o usare il tool Erase. D La pagina Tools ha una serie di finestrelle. Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione di cambio pattern).Modificare manualmente le clip di cambio pattern Per modificare manualmente una clip di cambio pattern: 1. Selezionare la clip di cambio pattern da modificare. anche in questo caso valgono le stesse regole usate per le altre clip. Selezionare la pagina Tools. Eseguire le impostazioni per una delle funzioni nella pagina e cliccare sul pulsante Apply accanto alle impostazioni. Tutte le impostazioni si possono definire cliccando sui controlli freccia o in un campo valore e inserendo numericamente un valore. ma non tutte. Procedere come segue: 1. la funzione Automation Cleanup è descritta a parte . Le finestrelle si aprono/chiudono cliccando sulle frecce accanto al nome funzione. Copy e Paste del menu Edit. Spostare e duplicare clip di cambio pattern Le clip di cambio pattern si spostano.vedere “Funzione Automation Cleanup”. 2. 4. Finestra Tool . Le funzioni si usano principalmente con le note. 3. ridimensionano e duplicano come quelle nota o d’automazione. ciascuna con una funzione distinta. Cancellare clip di cambio pattern D La clip di cambio pattern si cancellano come le clip nota. Il tasto [F8] mostra/nasconde la finestra Tool. si raccomanda però d’attivare la funzione Snap e (nella maggior parte dei casi) impostarla in “Bar”. D Se è selezionato il tool Pencil è possibile cambiare Banco/Pattern con il menu a tendina Pattern dell’Inspector. Si possono anche spostare o duplicare sezioni usando i comandi Cut. Aprire il menu a tendina Pattern a sinistra nella clip pattern (la freccia in basso) e selezionare il Banco/Pattern da inserire. Selezionare clip o eventi ai quali applicare le funzioni di editing (in modalità Arrange o Edit). Assicurarsi che la finestra Tool sia aperta. mentre la funzione Automation Cleanup influenza solo gli eventi d’automazione. le funzioni sono descritte in seguito. 2. la funzione Scale Tempo influenza anche l’automazione e i cambi pattern (vedere in seguito).funzioni editing della pagina Tools La pagina Tools della finestra Tool ha alcune funzioni di editing speciali.

per i dettagli vedere il capitolo “Mixer ReGroove”. In Reason. In questo esempio. le note sono spostate a metà strada. le note sono spostate completamente alle posizioni più vicine del valore Quantize. la funzione Quantize si usa così: 1. un pattern irregolare di charleston registrato è quantizzato a note regolari da 1/4 (valore Quantize a 1/4 e Strength al 100%). Si può usare per correggere errori. Le note selezionate sono quantizzate. La funzione Random sposta leggermente (offset) le note quantizzate. le note sono quantizzate in base alle impostazioni Value ed Amount.. le note si spostano verso le posizioni nota da 1/16 ma con lo shuffle applicato. selezionando 100%. selezionando 1/16 tutte le note sono spostate alla posizione nota da 1/16 più vicina (o più vicino ad essa). “compattare” la musica registrata o modificare l’andamento ritmico. Quantizing to Shuffle Nel menu a tendina Quantize c’è anche l’opzione “Shuffle”. Esso determina a quali valori nota le note sono spostate quando si quantizza.10 tick dopo la quantizzazione. Aprire il menu a tendina Quantize Value nella pagina Tools della finestra Tool e selezionare un valore Quantize.Quantize La funzione Quantize sposta le note registrate a posizioni di valore nota esatte (o vicine). Selezionando 50%. L’opzione Shuffle crea un andamento “swing” ritardando le note da 1/16 pari (quelle che cadono tra le note da 1/8). E’ una percentuale che controlla di quanto è spostata la nota. Selezionare le note da quantizzare. Per esempio. selezionandola mentre si quantizza. 90 THE SEQUENCER . 4. 3. La funzione Quantizing to Shuffle è utile per far corrispondere nella song la temporizzazione delle note registrate con i dispositivi pattern (se Shuffle è attiva nei pattern). con Random a 10 tick le posizioni nota variano casualmente entro l’intervallo di +/. quindi si possono selezionare clip nota o intere tracce (se si desidera). Selezionare un valore dal menu a tendina Quantize Amount. 2. ma le loro posizioni nota sono spostate casualmente del valore in tick stabilito. Random Menu a tendina Quantize. D Il valore Quantize Strength è applicato come quando si quantizza a valori Quantize regolari. la quantità di shuffle è stabilita dal controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove . Per esempio. Cliccare sul pulsante Quantize “Apply”. ecc. Sono influenzati solo gli eventi nota.

THE SEQUENCER 91 . D Il campo Random rende casuali i valori di velocity della percentuale stabilita. Impostando un intervallo Low/High le altezze delle note diventano casuali all’interno di questo intervallo quando si clicca Apply. D Side by Side allunga la nota selezionata all’inizio di quella successiva selezionata. D Il campo Fixed consente d’impostare tutte le velocity a un determinato valore. come specificato nei campi valore. Legato Adjustments Questa funzione allunga ogni nota selezionata in modo che tocchi quella successiva selezionata. I valori di durata si selezionano come nell’Inspector (scegliendo un valore in bars. 1/16 o ticks e usando i controlli freccia per impostare la quantità). si può anche accorciare la durata di una o due note selezionate sovrapposte per definire un vuoto tra esse. D Il campo Scale consente di scalare le velocity di un fattore in percentuale. D Overlap allunga la nota selezionata sovrapponendola a quella successiva selezionata di una quantità stabilita. Pitch (Transpose) D Questa funzione trasporta le note selezionate in alto o in basso del numero di semitoni specificato. Per farlo.Quantizing during recording Reason può quantizzare automaticamente le note in registrazione. Note Lengths D Note Lengths aggiunge o sottrae valori alla durata della nota selezionata. D Si può anche rendere casuale (random) l’altezza delle note selezionate. Gap impostato al valore nota di 1/16. D Il campo Add field consente di aggiungere una quantità fissa ai valori di velocity. ma aumenta anche la differenza tra le note deboli e forti. usando un fattore Scale inferiore al 100% e un valore Add adeguato. bisogna attivare il pulsante “Quantize Notes during Recording” sul pannello di trasporto prima d’inziiare a registrare. Scalando con un fattore superiore al 100% si aumentano i valori di velocity. D Con il campo valore Fixed si possono impostare tutte le note alla stessa durata. Il vuoto o la sovrapposizione desiderati si specificano nei campi valore. beats. Per sottrarre. si possono “comprimere” i valori di velocity (riducendo la differenza tra i valori di velocity senza abbassare la velocity media). il valore Quantize si applica come al solito. D Combinando i valori Add e Scale si regolano in vari modi le “dinamiche” delle note. ma diminuisce anche la differenza tra le note deboli e forti. Scalando con un fattore inferiore al 100% si diminuiscono i valori di velocity. Per esempio. inserire una quantità negativa. Velocity Regola la velocity delle note selezionate. le posizioni d’inizio nota non sono mai cambiate (la funzione Legato Adjustments influisce solo sulla durata della nota). Aggiungendo un valore a una nota con velocity 127 non cambia niente. D Gap introduce un vuoto tra le note selezionate. l’intervallo di velocity possibile è 1127.

analogamente. le note dell’arpeggio sulla traccia”. senza perdere la temporizzazione e il feel ritmico del loop! Qui il loop durava 4 misure. Cliccare sul pulsante “To Track” nel pannello del dispositivo Dr. D La funzione “usa” solo valori che esistono già tra le note selezionate. Sono i valori più usati. con un dispositivo Dr. ✪ Questa funzione è particolarmente utile per sperimentare i loop REX. La funzione “Convert Pattern Track to Notes” funziona in modo simile.Scale Tempo Questa funzione riproduce più velocemente (fattore Scale oltre il 100%) o lentamente (fattore Scale sotto il 100%) gli eventi selezionati. Rex e usare la funzione Alter Notes per creare variazioni istantanee. controller e cambi pattern! Alter Notes Questa funzione altera in modo casuale altezza. Funzioni simili sono disponibili per i dispositivi Redrum e Matrix. con la temporizzazione originale del loop. ! Meno variazioni ci sono tra le note selezionate quindi minore è l’effetto della funzione Alter Notes. riproducendo la traccia sequencer tutti gli slice sono suonati nel giusto ordine. per farlo. Rex Loop Player si può usare la funzione “To Track”. Uso della funzione “To Track” con i loop REX Si presume che nel dispositivo Dr.vedere “Riversare Risultato della funzione Scale Tempo con un fattore Scale del 200% (velocità doppia). se sono state selezionate note all’interno di un’intervallo d’altezza specifico. D La quantità d’alterazione si regola con il valore Amount. selezionare alcune note su una traccia Dr. le note alterate resteranno all’interno di quell’intervallo. Rex sia stato caricato un loop REX. poichè simulano il tempo doppio e dimezzato. durata e velocity delle note selezionate. essa crea note sequencer sulla traccia selezionata in modo che ad ogni “slice” nel loop REX corrisponda una nota sequencer. 1. Questa funzione crea sempre un numero esatto di clip. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le note per il loop REX. Le procedure sono leggermente diverse per i vari tipi di dispositivo: D I pulsanti Double e Half sono “comandi rapidi” rispettivamente per i fattori Scale di 200% e 50%. modifica la posizione degli eventi (iniziando dal primo evento selezionato) e regola opportunamente la durata delle note. In base alla durata impostata sono create una o più clip per completare l’intervallo tra i locatori. Selezionare la traccia collegata al dispositivo Dr. Gli slice nel loop sono convertiti a eventi nota in clip nota della stessa durata del loop. Per i dettagli vedere a page 292. le clip sono ripetute sulla corsia nota della traccia. ! Questa funzione influenza tutti i tipi d’eventi: note. 2. 3. • Usando la funzione “Copy Pattern to Track” del menu Edit (o del menu contestuale del dispositivo) è possibile copiare il contenuto del pattern corrente in una clip nota sulla traccia sequencer selezionata. D Se la durata dell’area tra i locatori è superiore a quella del loop REX. Rex. quindi l’ultima clip potrebbe “sporgere” oltre il locatore destro. Per esempio. ma poichè tra i locatori ci sono due misure la clip sporge oltre il locatore destro. 92 THE SEQUENCER . ma converte tutti i pattern di una song in clip nota (tenendo conto dei cambi pattern). • ✪ Una funzione simile c’è anche in RPG-8 Arpeggiator . Rex. si può dire che la funzione applica uno “shuffle” alle proprietà esistenti in una selezione e le ridistribuisce tra le note. solo i valori di velocity e le durate delle note già usate nella selezione sono influenzati dalla funzione Alter Notes. Copiare i pattern sulle tracce sequencer Come descritto a page 293.

Matrix notes Usando questa funzione in Matrix. Procedere come segue: 1.Funzione “Copy Pattern to Track” E’ disponibile per Redrum e Matrix ed è utile se è stato creato un singolo pattern da usare come punto di partenza per l’editing nel sequencer. i suoni percussivi saranno “triggerati due volte” quando s’avvia la riproduzione (dalla sezione pattern stessa e dal sequencer principale). Redrum notes Usando questa funzione con Redrum si osservi che: • Le note avranno l’altezza del suono percussivo corrispondente (vedere “Usare Redrum come modulo sonoro”) e la velocity dipenderà dal valore Dynamic. D Selezionando una traccia che non è collegata al dispositivo pattern. Altrimenti. si osservi che: • E’ creata una nota per ogni step del pattern con valore gate diverso da zero. E’ possibile anche copiare le note su qualsiasi altra traccia di un dispositivo strumento. ad esempio. Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono essere in riproduzione nello stesso momento. è stato creato un pattern percussivo da riprodurre con un altro dispositivo. si può usare anche se. le clip sono ripetute per riempire l’area. THE SEQUENCER 93 . normalmente si seleziona la traccia Redrum. Le note avranno un’altezza in base al valore CV dello step e la velocity che dipende dal valore gate. Se il dispositivo è un Matrix. Le note deboli avranno velocity 30. Selezionare la traccia sulla quale si desidera copiare le note. Il pattern è convertito in clip nota sulla traccia (vedere le note sotto). quelle medie velocity 80 e le note più forti velocity 127. • E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver eseguito una funzione “Copy Pattern to Track”. poichè Matrix non genera alcun suono. se la durata dell’area tra i locatori supera quella del pattern. creare note per Matrix non ha senso. 2. 3. • La curva CV non è copiata. ma su quella del dispositivo controllato da Matrix (poichè Matrix non genera alcun suono). Assicurarsi che la durata dell’area tra i locatori sia un multiplo della durata del pattern (per evitare di “troncare” il pattern stesso). Selezionare il dispositivo e scegliere “Copy Pattern to Track” dal menu Edit (o dal menu contesutale del dispositivo). • Si consiglia di disattivare il selettore “Enable Pattern Section” sul pannello di Redrum. • Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere la traccia del dispositivo al quale è collegato Matrix!). si apre una finestra di dialogo nella quale si può cliccare OK per continuare o Cancel per interrompere l’operazione. Usando questa funzione con Redrum. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le note del pattern. non si devono copiare le note sulla traccia Matrix.

D In generale. [Alt]/[Option]-click nel campo Tempo del pannello di trasporto. Selezionare “Convert Pattern Track to Notes” dal menu Edit (o dal menu contestuale della traccia). 2. Per ogni misura. Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono suonare il dispositivo nello stesso momento. Redrum notes • Usando questa funzione il selettore “Enable Pattern Section” si disattiva automaticamente. In seguito (se si desidera) è possibile quindi tornare all’automazione attivando di nuovo la corsia pattern. Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione Tempo. il pattern corrispondente è convertito a clip nota sulla traccia (con gli stessi criteri della funzione “Copy Pattern to Track”). in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazione tempo. Per farlo si disegnano o registrano clip su corsie d’automazione della traccia Transport. si può decidere se disegnare le clip dove si vuole un cambio tempo o registrare le clip d’automazione modificando manualmente i controlli Tempo nel pannello di trasporto. E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver usato questa funzione. 2. creare note per Matrix non ha senso. 3. la traccia è riprodotta come quando i cambi pattern erano riprodotti dal dispositivo pattern. 1.Funzione “Convert Pattern Track to Notes” Se in una traccia Redrum o Matrix sono stati registrati o disegnati cambi pattern. cioè il tempo della song ovunque non ci sia una clip sulla corsia d’automazione. si può convertire l’intera traccia in note con il metodo seguente: 1. Matrix notes • Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere è quella del dispositivo al quale è collegato Matrix!). si possono registrare i cambi tempo modificando il tempo sul pannello di trasporto o disegnando curve nelle clip sulla traccia Transport. Impostare il tempo desiderato sul pannello di trasporto. D Dopo l’operazione tutta l’automazione pattern è disabilitata automaticamente (la corsia pattern è spenta). Automazione tempo e tempo in chiave La traccia Transport si può usare per automatizzare cambi di tempo e/o tempo in chiave. • A questo punto. Automazione tempo L’automazione tempo è simile a qualsiasi altra automazione. 94 THE SEQUENCER . quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione Snap e impostare il valore Snap a “Bars”. Selezionare il tool Pencil e disegnare una clip nell’area in cui si desidera inserire un cambio tempo. poichè Matrix non genera alcun suono. Selezionare la traccia con i cambi pattern. Questo sarà il valore statico.

Nell’Inspector si può anche modificare nuemricamente la posizione di un punto. Questo sarà il valore statico. [Alt]/[Option]-click nel campo Time Signature sul pannello di trasporto. Qui in quattro misure il tempo passa da 120 a 150 bpm. Impostare il tempo in chiave desiderato nel pannello di trasporto. questo solo per facilitare il lavoro con piccole variazioni di tempo . A questo punto. Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione Time Signature. di default l’editing è limitato all’intervallo 60 . 3. 4. Non è necessario passare alla modalità Edit (a meno che si voglia cambiare il valore statico). THE SEQUENCER 95 .250 bpm. Volendo. Si possono quindi disegnare le curve d’automazione come al solito. Usarlo per impostare il tempo in chiave desiderato. Selezionare il tool Pencil. Il tempo in chiave cambierà per la durata della clip. Con la clip selezionata premere [Invio] in modo d’aprirla per l’editing. D Si ricorda che inserendo i punti si applica la funzione Snap. quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione Snap e impostare il valore Snap a “Bars”. 2.per tempi più bassi o più alti si può cambiare l’intervallo con un doppio-click del mouse sui valori min o max (“60” o “250” nella figura sopra) e digitare nuovi valori. D Premendo [Alt]/[Option] si possono disegnare intervalli d’automazione per cambi istantanei dei valori tempo. 5. si può passare alla modalità Edit che consente di modificare anche il valore statico di tempo. D In generale. D Il tempo in chiave della clip d’automazione si può cambiare in ogni momento eseguendo un doppio-click del mouse sulla clip con il tool Arrow e scegliendo un valore dal menu a tendina che appare. 4.Automazione del tempo in chiave 1. si può decidere se disegnare le clip ove si vuole un cambio di tempo in chiave o registrare le clip d’automazione cambiando manualmente il tempo in chiave nel pannello di trasporto. Disegnare una clip nella zona in cui si desidera avere un cambio di tempo in chiave. nell’Inspector appare il menu a tendina Time Signature. Continuare con lo stesso metodo generale ovunque si voglia cambiare il tempo in chiave. ✪ Sebbene Reason supporti un’ampia gamma di valori tempo. Con il tool Pencil selezionato. in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazione del tempo in chiave. cioè il tempo in chiave della song ovunque non ci sia una clip sulla corsia d’automazione.

4. D Se il file MIDI importato è di “Tipo 1”. Il tempo in Reason è impostato al primo dato tempo presente nel file MIDI. Esportare un file MIDI Per esportare una song di Reason in un file MIDI procedere come segue: 1. mod wheel. quindi alcune clip d’automazione potrebbero risultare “aliene” (vedere “Clip “aliene””). per fare in modo che il file MIDI sia riconoscibile in Windows (e da alcuni sequencer hardware) è meglio attivare l’opzione “Add Extension to File Name” prima di salvare. D I Combinator saranno vuoti. Usare la sezione Browser dei Combinator per selezionare un suono adeguato ad ogni traccia. alcuni controller possono “significare” cose diverse per gli strumenti MIDI originali usati per realizzare del i MIDI e i dispositivi in Reason. D Poichè il sequencer di Reason non usa i canali MIDI. Il file MIDI conterrà tutti gli eventi su tutte le tracce dall’inzio della song al marker End. D Tutti i cambi tempo nel file MIDI sono ignorati. D Il tempo del sequencer è incluso nel file MIDI. I controller preformance standard (dati pitch bend. sono tutte tracce Combinator con patch Combi vuote. Cliccare Save. con i rispettivi nomi originali e canali MIDI originali aggiunti.) sono mantenuti e inclusi nella clip nota (come quando si registra in Reason). 96 THE SEQUENCER . I parametri automatizzati appaiono in cornici verdi sui pannelli dei dispositivi. Appare il Browser nel quale individuare e aprire il file MIDI. ci sarà una traccia sequencer per ogni traccia presente nel file MIDI. Nel sequencer di Reason si creano nuove tracce.mid”. I nomi delle tracce saranno uguali a quelli presenti nel sequencer di Reason. D Sono inclusi tutti i dati controller del file MIDI. il file prende automaticamente l’estensione “. tutte le tracce saranno impostate al canale 1 MIDI. Nella finestra di dialogo che appare specificare nome e destinazione per il file. D Se il file MIDI importato è di “Tipo 0” (cioè contiene una traccia con gli eventi MIDI su più canali) ci sarà una traccia sequencer per ogni canale MIDI usato. Collocare il marker End (E) alla posizione in cui si vuole che termini il file MIDI. L’automazione tempo o tempo in chiave non è inclusa. 3. ecc.mid”. ciò aiuta ad individuare qualsiasi dato controller indesiderato. Selezionare “Export MIDI File” dal menu File. Ciò consente di trasferire i dati MIDI da Reason ad altre applicazioni (e viceversa).Importare ed esportare file MIDI Reason importa ed esporta i file MIDI standard (SMF). tuttavia. Tuttavia. D I file MIDI hanno estensione “. Importare un file MIDI Per importare un file MIDI standard selezionare “Import MIDI File” dal menu File. In Mac OS ciò non è richiesto. 2. I file MIDI esportati da Reason hanno le seguenti proprietà: D Il file MIDI sarà di “Tipo 1” (una traccia MIDI per ogni traccia nel sequencer di Reason). quindi inizialmente il file importato non avrà alcun suono. In Windows.

6 D The ReGroove Mixer .

ne modificano il “feel” (o “groove”). Per chi conosce il mixaggio sarà più facile capire il Mixer ReGroove. Inoltre. La sezione Groove Settings consente di definire l’intensità di vari parametri della patch groove. e template in un singolo ambiente integrato. 98 THE REGROOVE MIXER . c’è la sezione Groove Settings della finestra Tool (si apre cliccando sul pulsante Edit di un canale ReGroove). Concetti elementari di ReGroove Lavorando con i groove si usano tre sezioni nell’interfaccia Reason che interagiscono tra loro: • Innanzitutto. Ogni canale ReGroove applica una proprio template groove o una quantità di “shuffle”. offrendo un controllo creativo in tempo reale su “feel” e temporizzazione delle singole corsie nota. qui si salvano anche le proprie patch ReGroove (vedere a page 102). ogni canale può far scorrere le note avanti o indietro nel tempo. • In secondo luogo. selezionare quest’ultimo nel menu a tendina Select Groove presente in ogni corsia nota. c’è il Mixer ReGroove che contiene sia le impostazioni generali groove sia quelle specifiche del canale (vedere le pagine seguenti). si può assegnare qualsiasi traccia o corsia nota a uno dei 32 canali di ReGroove: quel feel e temporizzazione traccia saranno modificati in tempo reale secondo le impostazioni del canale. per assegnare una corsia nota a un canale groove. invece di modificare il volume delle tracce d’ingresso.Introduzione • Infine. Può essere visto come un mixer a 32 bus i quali. nel Sequencer ogni corsia nota può essere assegnata ad uno qualsiasi dei 32 canali di ReGroove. Il Mixer ReGroove Mixer (che si estende dalla cima del pannello di Trasporto e quindi appare nel rack o nel sequencer) fornisce all’utente 32 canali per un controllo interattivo del “groove”. consentendo di collocare alcune tracce leggermente in anticipo o ritardo sul movimento (ciò altera notevolmente il “feeling” musicale!). Il Mixer ReGroove unisce tutti i vantaggi di quantizzazione. shuffle.

THE REGROOVE MIXER 99 . Il Mixer ReGroove è costituito da due sezioni: a sinistra ci sono i parametri generali (Global) e a destra quelli canale (Channel). Impostando Global Shuffle al 50% si ha un beat “regolare” senza swing. supponiano di avere una song con 1 misura d’attacco. ma ad una successiva. inserendo un cambio di tempo in chiave tutti i groove sono “obbligati” a ripartire in corrispondenza di quella misura. il pattern del groove non deve iniziare alla misura 1. i groove ripartono sempre a qualsiasi misura che contiene una variazione del tempo in chiave. Per esempio. Questi parametri agiscono in generale. in questi casi. un groove a 4-misure inizia alla misura 1 e ripete il proprio pattern ogni quattro misure. tutti i pattern groove iniziano alla misura 1 e si ripetono in tutta la song. le song iniziano con misure vuote. Spesso. In pratica.Mixer ReGroove Per aprire il Mixer ReGroove (nella finestra principale o nella finestra sequencer mobile) cliccare sul pulsante ReGroove Mixer nel pannello di Trasporto. questa manopola sostituisce quella Pattern Shuffle presente sul pannello di Trasporto nelle versioni precedenti a Reason 4 . Definisce anche il valore shuffle di ogni canale ReGroove per il quale è attiva l’opzione Global Shuffle. Valori tra 50% e 66% offrono uno “swing” meno evidente e valori superiori a 66% introducono unn “swing” estremo. Banchi canale Il Mixer ReGroove ha 32 canali distribuiti su 4 banchi (da A a D). poichè in realtà la song inizia alla misura 2. Impostando il punto d’ancoraggio a 2 tutti i pattern del groove inizieranno alla misura 2. La funzione del punto d’ancoraggio è questa: indicare a Reason in quale misura deve iniziare ad applicare le impostazioni del groove. ad esempio. Si può sfruttare questa funzionalità nella sezione di una song con un numero dispari di misure. cliccare su un pulsante Channel Bank per vedere e modificare il rispettivo banco di 8 canali. Parametri Global Manopola Global Shuffle Parametri Parametri Global Questa manopola regola la quantità complessiva di shuffle applicato da Reason e usato da tutti i dispositivi che utilizzano pattern (come il sequencer interno di Redrum. con Global Shuffle al 66% si ottiene un perfetto shuffle di terzine da 1/16. però. una misura d’attacco (pickup) o una breve introduzione. D Nota: L’unica eccezione alla regola per la quale i groove iniziano ai rispettivi punti d’ancoraggio e si ripetono lungo la song è quando trovano una variazione del tempo in chiave (time signature).è compatibile con i documenti Reason più vecchi e offre la possibilità di vincolare i canali ReGroove alle stesse impostazioni shuffle usate dai dispositivi pattern. Per esempio. il sequencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8). non sul singolo canale. Punto d’ancoraggio Normalmente. è qui che deve iniziare il groove.

Le patch ReGroove hanno estensione file “. che consente di far scivolare le note fino a 1/32 di nota in entrambe le direzioni. Manopola Slide Usare questa manopola per far scivolare le note avanti e indietro nel tempo. ✪ Si può così confrontare il groove con il beat originale senza groove. Spesso i musicisti aggiungono energia e pressione a una traccia “correndo” un pò su un beat o strumento particolari. per esempio. proprio come nei display patch dei dispositivi nel rack. tendono a “trascinare” un pò una nota per creare un andamento ritmico più “rilassato” (stile shuffle). assicurandosi d’impostare il punto d’ancoraggio (Anchor Point) a “2. Per avere un groove un pò più “compatto”. A2 è il secondo canale nel banco A e B5 è il quinto canale nel banco B. Con Slide a –20 tick le note sono riprodotte in anticipo.vedere a page 104. 100 THE REGROOVE MIXER . se il pulsante è spento il canale è disabilitato e qualsiasi traccia assegnata ad esso è riprodotta in modo regolare. nella quale vedere e modificare le impostazioni Groove di ogni canale. Browser patch Groove Consente di caricare e scorrere le patch Groove (come le patch dispositivo nel rack di Reason). quindi cliccando sul pulsante Edit di canali diversi la finestra Tool mostra le impostazioni Groove specifiche di un determinato canale. Con valori negativi le note sono riprodotte in anticipo (“compattando” il ritmo). Con Slide a +20 tick le note sono riprodotte in ritardo. senza essere influenzata dal “groove”.” In questo modo si è sicuri che tutte le note assegnate alla misura1/movimento 1 saranno riprodotte in anticipo sul beat (poichè è stata creata una misura vuota nella quale può essere spostata la nota in anticipo). Ogni canale ReGroove ha le proprie impostazioni Groove. ognuno dei 32 canali di ReGroove (distribuiti su 4 banchi da otto canali) presenta gli stessi parametri. Pulsante On Pulsante On/Bypass del canale.grov”. Si può farlo anche su singole corsie nota disattivando l’opzione “Enabled” nel menu a tendina Groove Select della Track List . Con Slide a 0 tick le note non sono spostate nel tempo. D Per rimuovere l’assegnazione di una patch groove e resettare il canale ai propri valori di default. Pulsante Edit Cliccare su questo pulsante per aprire la finestra Tool mobile di Reason e la pagina Groove. ✪ Se c’è una traccia da accelerare (impostata a un valore Slide negativo) è meglio inserire una misura vuota all’inizio della sequenza. click-destro del mouse sul nome della patch Groove e selezionare “Initialize Channel” dal menu contestuale. Questi parametri agiscono sul singolo canale. con valori positivi le note sono riprodotte in ritardo (“dilatando” il ritmo). ad esempio. se illuminato il canale groove è attivo ed è influenzata ogni traccia o corsia nota assegnata ad esso. Cliccare in questa zona per aprire un elenco delle patch contenute nella cartella corrente. analogamente. se non è caricata una patch Groove non appare alcun nome.Parametri canale Pulsante On Pulsante Numero canale Nome patch del Groove Browser Patch Groove Manopola Slide Fader Groove Amount Manopola Shuffle Pulsante Pre-Align Pulsante Global Shuffle Nome patch Groove Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale. I canali sono numerati da 1 a 8 e organizzati in 4 banchi (A-D). La manopola Slide ha un intervallo di valori pari a ±120 tick. per saperne di più sui tipi di patch Groove di Reason vedere page 107 in seguito. Numero canale E’ un’etichetta non modificabile con il numero del canale. si può creare una corsia di rullante e assegnarla a un canale ReGroove con una piccola quantità di Slide positivo (si ritarda leggermente la traccia di rullante e la musica assume un “feel” più rilassato e dilatato).

in una registrazione suonata in perfetto terzinato. al 50% l’andamento è regolare (senza shuffle) mentre al 66% si ha un perfetto andamento ritmico terzinato. note length e randomness) e il fader Groove Amount agisce da fader “master” che scala proporzionalmente questi quattro parametri. velocity. Ovviamente. in modo che qualsiasi modifica shuffle. impostando lo Shuffle al 34% il movimento torna di nuovo regolare! Groove Amount al 100% modifica le note usando tutte le impostazioni groove alle rispettive quantità specificate. Questa quantizzazione (applicata in tempo reale e non distruttiva) è un metodo semplice per allineare tutte le note entranti a una griglia “regolare”. slide o groove applichi alle note il risultato previsto. In particolare. Fader Groove Amount Usare questo fader per regolare l’intensità con la quale la patch Groove selezionata modifica le note.Manopola Shuffle In pratica. questa manopola applica un andamento “swing” di note da 1/16 al canale ReGroove. A 0% la patch Groove non ha effetto. THE REGROOVE MIXER 101 . Come descritto in Pagina Groove Settings. la sezione Groove Settings della finestra Tool presenta quattro impostazioni “efficaci” (timing. Uno Shuffle del 66% ritarda ogni seconda nota da 1/16 creando un perfetto “feel” ritmico terzinato. Lo Shuffle sposta l’inizio di ogni seconda nota da 1/16. Groove Amount al 50% modifica le note usando tutte le impostazioni groove a metà delle rispettive quantità specificate. Pulsante Pre-Align Abilitando questo pulsante (illuminato) tutte le note entranti sono quantizzate in base a una rigida griglia nota da 1/16 prima che ad esse siano applicate altre modifiche di groove. Questa manopola si può usare anche per togliere lo shuffle da un beat inserendo valori inferiori al 50%: per esempio. valori intermedi generano una certa quantità d’effetto groove inferiore a quello massimo. alle patch Groove sono associati altri parametri aggiuntivi che contribuiscono a modificare le note. più avanti in questo capitolo. al 100% la patch Groove applica l’effetto massimo.

Cliccare in questa zona per aprire un elenco delle patch presenti nella cartella corrente (come per le patch dispositivo nel rack di Reason). Scegliere il canale ReGroove da copiare e click-destro (Windows) o [Ctrl]click (Mac) sul nome della patch Groove (o in qualsiasi altra parte nel canale tranne che direttamente su un parametro). incollare e inizializzare i canali ReGroove Per copiare la configurazione di un canale ReGroove in un altro: 1. Per inizializzare un canale ReGroove: 1. se non è caricata una patch Groove non appare alcun nome. la manopola Shuffle del canale non ha effetto quando il canale usa lo shuffle complessivo. Groove Patch Name Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale. Una patch Groove è costituita da un template groove contenente informazioni di tempo e dinamica ricavate da un’esecuzione e una serie di parametri Impact. Dal menu contestuale selezionare “Initialize Channel”. 2. Reason copia tutte le impostazioni del canale ReGroove in questo canale. Questo paragrafo descrive le impostazioni presenti nella pagina Groove della finestra Tool. Reason resetta tutti i parametri del canale ai rispettivi valori di default. 3.Pulsante Global Shuffle Abilitando questo pulsante (illuminato) il canale ReGroove utilizza l’impostazione “Global Shuffle” invece di quella shuffle del canale. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove (o in qualsiasi altra parte nel canale tranne che direttamente su un parametro) per aprire un menu contestuale. L’impiego dello shuffle complessivo è un buon modo per sincronizzare le note di un canale particolare con quelle dei dispositivi basati su pattern (come il sequencer interno di Redrum. Dal menu contestuale selezionare “Copy Channel”. Per selezionare il canale ReGroove corrente visualizzato usare questo menu a tendina (o cliccare sul pulsante Edit del canale nel Mixer ReGroove). Pagina Groove Settings Copiare. i quali determinano con quale intensità le patch Groove si applicano alle impostazioni del template. ove si possono vedere e modificare tutte le impostazioni di una patch Groove. Questa zona rispecchia la funzionalità della zona Groove Patch Name in ogni canale del Mixer ReGroove. Appare un menu contestuale. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove nel canale di destinazione e selezionare “Paste Channel” dal menu contestuale. il sequencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8) i quali ricavano i rispettivi valori shuffle dal valore Global Shuffle. 2. Groove Channel Il display nella pagina Groove Settings visualizza un canale del mixer alla volta. 102 THE REGROOVE MIXER .

mentre valori oltre il 100% aumentano notevolmente l’effetto dinamico applicato dalla patch Groove alla musica. nella maggior parte dei casi. le note sono spostate solo di metà della quantità Timing Impact. quindi applicandoli simultaneamente potrebbero non offrire il risultato previsto. a valori inferiori. Al 100% il “feel” ritmico è trasferito più o meno intatto dal template alla musica. oppure un multiplo (groove di 1 misura. Velocity Impact Determina il grado con cui l’informazione di velocity contenuta nel template del groove influenza la velocity delle note. Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere tempi in chiave per creare groove poli-ritmici. applicando diverse patch Groove a corsie nota diverse è meglio se esse condividono un tempo in chiave comune. Queste sono le note originali nella sequenza. meno dinamiche del groove influenzano le note. Al 50% le note sono spostate a metà strada rispetto alle posizioni definite nel template del groove. D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove.grov”. che può scalare all’indietro il valore Length Impact del groove. ma se il fader Groove Amount è al 50% le velocity cambiano solo di metà della quantità Velocity Impact. ma se il fader Groove Amount è al 50%. Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere groove di durate non-standard. ma bisogna fare attenzione a come essi interagiscono tra loro. sposta le note in modo molto diverso rispetto a uno in 4/4. THE REGROOVE MIXER 103 . i passaggi in legato o staccato quindi conservano parte della loro intenzione originale quando sono modificati da una patch Groove. se il fader Groove Amount è al 100% le durate delle note sono modificate della quantità Length Impact indicata.. Per esempio. al 100% sono spostate esattamente alle posizioni nel groove e al 200% sono spostate appena oltre le posizioni nel template del groove. che può scalare all’indietro il parametro Timing Impact del groove. D In generale. lavorando con strumenti ricchi di sustain la durata della nota può avere un effetto decisivo sul “feel” ritmico dell’esecuzione. Timing Impact Determina il grado con cui l’informazione temporale contenuta nel template del groove influenza la posizione delle note. ma si deve fare attenzione a come essi interagiscono tra loro. quindi la maggior parte dei groove in Factory Sound Bank (ad eccezione della categoria “Bass-Comp”) non contengono alcuna informazione di durata (length). deve corrispondere al tempo in chiave della sequenza. Un groove in 6/8. Note Length Impact Determina il grado con cui l’informazione di durata nota contenuta nel template del groove infuenza le note. sono riprodotti sempre alla durata intera). i passaggi deboli restano più morbidi e quelli forti rimangono decisi (il groove accenta solo le note in modo diverso). se un canale utilizza un groove di 3 misure e un altro uno di 4 misure. 2 misure o 8 misure).Pulsanti Load/Save patch groove Questi pulsanti consentono di caricare e/o salvare patch Groove (come per le patch dispositivo nel rack di Reason). per saperne di più sui tipi di patch Groove di Reason vedere a page 107. Detto questo. I groove modificano solo le differenze relative tra le durate nota. D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove. Un Timing Impact del 50% sposta le note originali solo a metà strada rispetto alla posizione nota nel template del groove. Groove Patch Time Signature Indica il tempo in chiave del groove e. Non sempre questa impostazione è importante (i campioni percussivi. Le patch ReGroove hanno estensione file “. D In generale. Per esempio. non i rispettivi valori assoluti. Per esempio. che può scalare all’indietro il parametro Velocity Impact del groove. se il fader Groove Amount è al 100% le note sono spostate della quantità Timing Impact indicata. se il fader Groove Amount è al 100% le velocity sono modificate della quantità Velocity Impact indicata. Queste sono le posizioni delle note memorizzate in un template del groove. ad esempio. se un canale ReGroove utilizza un groove di 4 misure. si useranno groove di 4-misure anche su altri canali. I groove modificano solo le differenze relative tra le velocity delle note. D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove. ma se il fader Groove Amount è al 50% le durate delle note cambiano solo di metà della quantità Length Impact. ad esempio. Per esempio. non i rispettivi valori assoluti. con Timing Impact al 100% le note originali sono spostate in questa posizione. il pattern del groove in realtà si ripete ogni 12 misure (3 x 4 misure). applicando vari patch Groove a diverse corsie nota le rispettive durate sono multipli l’una dell’altra. Groove Patch Length Indica la durata del groove che s’importa per determinare quanto spesso si ripete. Per esempio.

3. 2. 104 THE REGROOVE MIXER . Pulsante Get From Clip Questo pulsante converte le note di una clip selezionata in una patch Groove. Si può impostare un valore tra 0 tick (nessuna casualità) e 120 tick che consente di spostare le note fino a 1/32 di nota in entrambe le direzioni. L’effetto è “polifonico”. ad esempio. E’ utile per il confronto con il beat originale senza groove. una corsia di charleston. ma non appena si modifica la clip sono ricalcolate tutte le posizioni casuali (random). Se nel Sequencer o nel rack non è già visibile. Cliccare su questo pulsante equivale a selezionare una clip e scegliere “Get Groove From Clip” dal menu Edit (o da quello contestuale). ma se il fader Groove Amount è al 50% alle note è applicata una casualità pari solo alla metà della quantità Random Timing. per farlo su più corsie nota impostate a un canale ReGroove particolare usare invece il pulsante “On” del canale sul Mixer ReGroove (vedere a page 100). tutte le note sono riprodotte ogni volta alle stesse posizioni. potrebbe essere una buona sorgente di sperimentazione. la traccia dovrà contenere una percussione basata su note da 1/16 regolari (non in shuffle). assicurarsi che il canale utilizzato sia attivo (pulsante “On” illuminato). Lavorare con i groove Applicare i groove alla propria musica Seguire questo esempio per conoscere le tecniche di mixaggio principali di ReGroove e ascoltare l’effetto che hanno i vari parametri groove sulla musica. Vedere “Creare patch ReGroove personalizzate”. Scegliere a quale corsia nota applicare il groove. tutte le note che in origine iniziavano alla stessa posizione sono spostate di quantità diverse. Nel Mixer ReGroove. Perchè l’effetto sia evidente. D Per disattivare ReGroove su una corsia nota selezionare “No Channel”. D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove che può scalare all’indietro la casualità. Usare il menu a tendina Groove Select della corsia nota scelta per assegnare le note a un canale specifico del Mixer ReGroove. Inoltre.Random Timing Determina il grado con cui le posizioni delle note sono rese casuali. questo valore definisce la distanza massima alla quale una nota può essere spostata casualmente in entrambe le direzioni (positiva o negativa). aprire il Mixer ReGroove cliccando sul rispettivo pulsante nel pannello di Trasporto. Menu a tendina Groove Select D L’opzione “Enabled” in cima al menu a tendina consente di disattivare ReGroove per singole corsie nota. riproducendo più volte una clip senza modificare niente. 1. se il fader Groove Amount è al 100% alle note è applicata la casualità indicata dalla quantità Random Timing. La patch può essere usata subito nel canale attivo del Mixer ReGroove o salvata su hard-disk come nuova patch Groove. 4. Per esempio.

quindi il controllo Note Length Impact non ha alcun effetto.Nel canale del Mixer ReGroove cliccare sul pulsante Edit per aprire le impostazioni del groove di quel canale nella finestra mobile Tool. selezionare la prima patch Groove in elenco e cliccare Open per caricare le patch Groove e chiudere il browser.Muovere i vari fader orizzontali e ascoltare l’effetto che hanno sulla musica. a meno che si riproduca la traccia insieme ad un’altra le cui note siano state spostate (o con il click del metronomo attivo). 10. cliccare sul pulsante Browse del canale e andare alla cartella ReGroove Patches in Factory Sound Bank. 12. THE REGROOVE MIXER 105 . La musica su quella corsia nota (ed ogni altra corsia nota assegnata allo stesso canale ReGroove) sarà riprodotta con un “feel” shuffle. non si sentirà il risultato. Aprire la cartella Vinyl. 7. 11. Abbassare il valore Shuffle alla posizione centrale (50%) e aumentare il valore della manopola Slide del canale per sentire l’effetto.5. Ruotare di nuovo in posizione centrale la manopola Slide (0 tick). Per ascoltare alcune tra le varie possibilità aumentare il valore della manopola Shuffle sul canale mentre si riproduce la sequenza. D Si noti che poichè il controllo Slide sposta tutte le note della stessa quantità. 6. Si noti che nessuna patch nella cartella Vinyl utilizza il parametro Note Length. Alzare il fader Groove Amount del canale a circa 80%. 8. 9.Cliccare sul pulsante Next Patch per scorrere le patch Groove presenti nella cartella e ascoltare come agiscono sulla musica.

Per conoscere alcune delle caratteristiche ideali di una clip per un groove vedere “Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove” in seguito. osservando le note in modalità Edit. 6. Selezionare la traccia con la corsia(e) nota in groove. esso influenza solo il modo in cui sono riprodotte le note. quindi se la clip sorgente ha una durata irregolare. 106 THE REGROOVE MIXER . Altrimenti selezionare “Get Groove From Clip” dal menu contestuale della clip. a meno che si sia ben organizzati e si preveda di usare questi groove in brani specifici poliritmici. il loro effetto generale sulla maggior parte delle tracce è imprevedibile. 7.✪ Ci sono molti modi utili e creativi di applicare i groove alla propria musica. Selezionare la clip. Nella sezione Groove della finestra Tool selezionare un canale Groove inutilizzato. Si raccomanda di regolare la clip sorgente a un numero esatto di misure prima di creare una patch Groove. Impostare a piacere i vari parametri Impact. ecc. Altrimenti. Sono influenzate solo le corsie nota con ReGroove “Enabled”. è meglio usare clip sorgente le cui durate siano un multiplo pari di 2 (per esempio. applicando il groove a una corsia nota. le rispettive posizioni. Creare una clip con note dalla temporizzazione e dinamiche (velocity) desiderati. Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove I consigli seguenti garantiscono il funzionamento ideale dei propri groove: D Nella clip sorgente includere tutte le note da 1/16 possibili. Per i suggerimenti su alcune tecniche vedere Trucchi & consigli utili in seguito. Per modificare le note in groove (regolare tempo e velocity manualmente. Se non si vogliono sbalzi improvvisi nelle dinamiche evitare di avere velocity molto variabili nella clip sorgente. 4 misure. Cliccare sul pulsante “Get From Clip” alla base della sezione Groove della finestra Tool. ad esempio) prima è utile spostarle permanentemente alle posizioni groove. La patch ReGroove è ora pronta da usare. Tutte le note su tutte le corsie della traccia sono spostate alle rispettive posizioni in groove e il menu a tendina Groove Select si resetta a “No Channel”.) ma. il groove si estende alla misura successiva.rendere “permanenti” i groove Quando si assegna un canale ReGroove a una corsia nota. D I groove usano le differenze relative tra le velocity nota. ecc. aprendo la clip nota. 3. Rex per estrarre le note da un loop REX. D Le patch Groove sono sempre formate da un numero esatto di misure. 3. Come descritto in Applicare i groove alla propria musica. inviare una o più corsie nota al canale ReGroove assegnato al nuovo groove e alzare il fader Groove Amount di quel canale. ci saranno dei vuoti anche nella patch Groove. per fare in modo che il groove sia permanente su una delle corsie ecco cosa fare: 1. 2. D Si noti che alcune clip MIDI consentono di realizzare groove migliori di altre. 2.). 2. Creare patch ReGroove personalizzate Per creare create patch ReGroove personalizzate procedere come segue: 1. E’ possibile creare e usare groove con durate in numeri dispari (3. Se nel materiale sorgente ci sono vuoti di note da 1/16. Per iniziare lasciarli ai rispettivi valori di default. 13. incluse tutte le corsie nota (se ce ne sono molte). D In generale. le note sono comunque visualizzate alle loro posizioni originali (senza groove). durata e velocity ora corrispondono a ciò che si ascolta. 5. non i rispettivi valori assoluti. Commit to Groove . Riproducendo la traccia. 2. Usare Commit to Groove solo su alcune corsie “Commit to Groove” influenza intere tracce. 4. essa suona esattamente come prima. Selezionare di nuovo “Enabled” per le corsie nota che devono rimanere in ReGroove. Cliccare nel menu Groove Select per le corsie nota che devono rimanere in ReGroove e disattivare l’opzione “Enabled”. Selezionare “Commit to Groove” dal menu Edit o dal menu contestuale della traccia. Cliccare sul pulsante Save Patch nella sezione Groove della finestra Tool e specificare un nome e una destinazione per la patch. si può importare un file MIDI con l’effetto desiderato o usare la funzione “To Track” di un dispositivo Dr. ad alcune note sarà applicato il groove e ad altre (quelle in corrispondenza dei vuoti) no. questa operazione è eseguita dalla funzione “Commit to Groove”: 1. Selezionare “Commit to Groove”. Questa operazione bypassa il canale ReGroove per queste corsie nota ma mantiene la la selezione canale. 1.

si noti che queste patch non contengono alcuna informazione di velocity o durata nota. Sono stati realizzati a mano per simulare il “feel” di determinati stili e sono suddivisi in due generi: Hiphop e Pop-Rock. usarle per avere lo stesso feeling del MPC-60 originale. Come descritto in precedenza nel paragrafo Punto d’ancoraggio i groove ripartono ogni volta che c’è un nuovo tempo in chiave. il segreto per creare groove veramente dinamici è distribuire la strumentazione su più tracce e corsie. Quando si costruisce un groove. applicare quantità di Shuffle leggermente diverse ai vari strumenti percussivi. Se la musica contiene sezioni dalla durata dispari. Per esempio. la quale simula il comportamento del MPC-60 originale quando è caricato con molte informazioni. Drummer e Percussion I groove in queste categorie sono stati creati da musicisti professionisti. ma si vogliono provare vari “feel” dinamici. • Programmed Questi groove sono stati creati da un programmatore di groove delle sessioni di batteria. Per esempio. si può assegnare la corsia della cassa a un canale ReGroove con un leggero “feel” shuffle e inviare il rullante a un canale ReGroove che sposta le note in anticipo sul tempo per “spingere” un pò di più il ritmo. analizzandoli con un tool di processo del segnale particolare e poi estraendo dai campioni informazioni di tempo e velocity. Per esempio. collocando questi elementi su corsie diverse è possibile applicare ad essi groove diversi. Si ricorda che le patch Groove hanno temporizzazione e velocity distinti. se c’è un “clap” che duplica un rullante applicare un pò di temporizzazione casuale alla traccia di clap per farla emergere meglio nel mix. • • THE REGROOVE MIXER 107 . questi groove non contengono alcuna informazione di durata nota. Suddividere le cose tra le corsie consente sicuramente di creare beat più ricchi di “feel” e personalità che applicare un’unica impostazione di groove a tutto. si è liberi di applicare patch Groove diversi a corsie diverse (sebbene molto spesso i risultati siano più goffi che interessanti). essa (accessibile nella sezione Groove Settings della finestra Tool) tende a separare i due strumenti. si può quindi obbligare un groove a ripartire. se una traccia ha già il giusto tempo di groove. quindi si possono applicare in modo indipendente. iniziare in modo semplice. Non dimenticatevi di provare a inviare file REX sequenziati nel Mixer ReGroove. Sperimentare regolando il parametro Slide per spostare solo il rullante o il charleston in anticipo o in ritardo sul tempo. • Vinyl Questi groove sono stati creati campionando frammenti dai classici dischi di groove. Ai parametri Timing Impact e Velocity Impact di un groove si accede cliccando sul pulsante Edit del canale ReGroove (si apre la sezione Groove Settings della finestra Tool). In base al materiale del file e al modo in cui è porzionato. Raddoppiando gli strumenti (cioè due strumenti che suonano esattamente la stessa parte) inviare uno di essi a un canale ReGroove al quale è stata applicata una piccola quantità di temporizzazione casuale. ove normalmente si crea una sequenza ReDrum con cassa. Piccole variazioni talvolta possono avere un effetto molto drastico. rendendo le parti riprodotte più “umane”. Ci sono anche alcune patch aggiuntive che impiegano la funzione Random Timing. Basta inserire un evento tempo in chiave con lo stesso tipo di tempo in chiave che c’era già nella song: il groove si riavvia dove inizia l’evento.Trucchi & consigli utili • Poichè si può inviare ogni traccia (o corsia nota) a tutti i 32 canali ReGroove. si possono ottenere tutti i tipi di risultati (dai più inutilizzabili ai più originali). spesso i groove più belli hanno un aspetto “umano” quasi impercettibile. Ovviamente. questi groove non contengono alcuna informazione di durata nota. Applicare la stessa patch Groove a più corsie ma in quantità diverse. applicare solo la velocity di un groove impostando il parametro Timing Impact della traccia a 0. rullante e charleston tutti sulla stessa traccia. Le loro performance sono state catturate e analizzate e dalle loro esecuzioni sono state estratte le informazioni di tempo e velocity: le patch Bass-Comp contengono anche informazioni di durata nota (sebbene nelle altre categorie non ci siano). • • Bass-Comp. quindi usare le orecchie (non gli occhi) per regolare le varie impostazioni di groove. Patch ReGroove in Factory Sound Bank Reason ha molte patch Groove già pronte distribuite in una serie di cartelle diverse: MPC-60 Queste groove sono state create analizzando l’uscita audio di un Akai MPC-60.

108 THE REGROOVE MIXER .

7 D Remote .Playing and controlling Reason devices .

Selezionare il modello della superficie di controllo dal menu Model. D Usando gli ingressi External Control Bus. si tratta del modo migliore per inviare il MIDI a Reason. Selezionare il costruttore della superficie di controllo dal menu Manufacturer. ciò serve principalmente per controllare Reason da un sequencer audio esterno. Aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Control Surfaces and Keyboards. ecc. in modo da suonare i dispositivi di Reason. Se la superficie di controllo è collegata via USB (o c’è una connessione MIDI a due vie) cliccare sul pulsante Auto-detect Surfaces. ma ci sono anche altri metodi: D Usando ReWire 2. D Inviando il Clock MIDI a Reason.Vari ingressi MIDI Questo capitolo spiega come usare il controllo remoto per configurare la tastiera Master e le superifici di controllo. visitare il sito di Propellerhead nel caso il proprio modello non sia elencato nella pagina Control Surfaces and Keyboards della finestra di dialogo Preferences. 5. si può trasmettere il MIDI dall’altra applicazione direttamente ai dispositivi in Reason.. 4. Per aggiungere manualmente una superficie di controllo cliccare sul pulsante Add. Se nel menu non c’è vedere in seguito.incluso trasporto e selezione traccia del sequencer! Al momento della stesura di questo manuale. regolarne i parametri e controllarne le varie funzioni. Il controllo remoto dei dispositivi in Reason non potrebbe essere più semplice. Si sincronizza il tempo di Reason ad altri dispositivi (vedere a page 132). Si configura una volta per tutte la superficie di controllo da usare in Reason e il programma fa il resto! Tutte le superfici trovate appaiono nell’elenco Attached Surfaces. Se nel menu non c’è vedere in seguito. ReWire consente di eseguire Reason con un’altra applicazione (un sequencer o una DAW). 3. ecc. con ReWire 2. Gli ingressi External Control Bus (configurati nella pagina Advanced MIDI della finestra Preferences e nel dispositivo MIDI In dell’Interfaccia Hardware) consentono d’inviare il MIDI direttamente ai singoli dispositivi nel rack. Controllo remoto Il MIDI proveniente dalle superfici di controllo (tastiere. I driver Remote per altre superifici di controllo sono aggiunti periodicamente. unità di controllo remoto. Reason scansiona tutte le porte MIDI cercando d’identificare le superiici di controllo collegate.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . fader e pulsanti sui dispositivi sono mappati automaticamente ai parametri di ogni dispositivo in Reason). Reason supporta un gran numero di superfici di controllo e tastiere (manopole. si noti che non tutte le superfici di controllano supportano la rilevazione automatica. vedere a page 128. In pratica è un sistema di mappatura che offre un controllo diretto dei parametri di ogni dispositivo in Reason . Configurazione Aggiungere una tastiera o superficie di controllo Per aggiungere le superfici di controllo (inclusa la tastiera Master): 1. (vedere a page 124). Si apre una nuova finestra di dialogo. 110 REMOTE . 2.) è gestito da un protocollo chiamato Remote che consente un’integrazione omogenea tra Reason e le superfici di controllo.

significa che per quel modello non c’è un supporto nativo. 9. spesso associata ad un’informazione di testo da leggere attentamente. tornare alla pagina Control Surfaces and Keyboards della finestra Preferences ove ora la superficie apparirà nell’elenco. procedere così: D Selezionare “Other” dal menu a tendina Manufacturer e poi scegliere una delle tre opzioni dal menu a tendina Model. l’uscita MIDI è necessaria. pulsanti o fader programmabili ma senza tastiera. oppure. D Reason “occupa” solo gli ingressi MIDI effettivamente utilizzati. Per aggiungere la superficie di controllo cliccare OK. display. Si può rinominare la superficie di controllo nel campo Name. ecc. Tuttavia. Con questo tipo di superficie di controllo non è possibile regolare i parametri nei dispositivi di Reason. Si usa solo per suonare. selezionare quella corrente e cliccare sullo stesso pulsante (che ora ha la scritta “Use No Master Keyboard”). è come una qualsiasi altra superficie di controllo. In alcuni casi si chiama “Optional” (quindi non c’è bisogno di eseguire una selezione). Ci può essere una sola tastiera Master. Selezionare le porte in tutti i menu a tendina MIDI Input. 7.). Reason può ri-configurare automaticamente un preset nella superficie di controllo alle impostazioni di fabbrica (appare un messaggio d’avviso). per i dettagli vedere il documento separato in pdf “Control Surface Details”. D Per non usare affatto una tastiera Master. Anche qui configurare i controller alla trasmissione dei giusti messaggi MIDI CC. Appare un’immagine della superficie di controllo selezionata. D La prima superficie con una tastiera aggiunta (o trovata in automatico) è selezionata automaticamente come tastiera Master.6. segue sempre l’ingresso MIDI del sequencer). pulsanti o fader programmabili. Infine. Se la superficie di controllo non è in elenco Se quando si prova ad aggiungerla nei menu a tendina Manufacturer o Model la superficie di controllo non si trova. REMOTE . • MIDI Keyboard with Controls Selezionarla se c’è una tastiera MIDI con manopole. Usare il menu a tendina MIDI Input per selezionare la porta d’ingresso alla quale è collegata la superficie di controllo. In alcuni casi.5 della superficie di controllo. inclusi i controller performance (pitch bend. E’ possibile usare eventuali template o preset per i vari dispositivi di Reason 2. D In base al modello della superficie possono apparire dei messaggi d’avviso che invitano a selezionare un preset specifico. la superficie di controllo si deve configurare in modo che i controller trasmettano i giusti messaggi MIDI CC. è il caso di una superficie di controllo che usa il feedback MIDI (fader motorizzati. D Per usare come tastiera Master un’altra superficie di controllo. il programma supporta tastiere e controller generici. D Si noti però che altri programmi MIDI possono “occupare” tutte le porte MIDI nel sistema quando sono lanciati! 8. Tastiera Master Una delle superfici di controllo può essere la tastiera Master.). In altri casi. D Alcune superfici di controllo hanno anche un menu a tendina MIDI Output.. mod wheel. se c’è il costruttore ma non il modello specifico: D Selezionare una delle tre opzioni “Other” dal menu a tendina Model: In entrambi i casi le opzioni sono: • Basic MIDI Keyboard Selezionarla se c’è una tastiera MIDI senza manopole. ecc. ma deve avere una tastiera e non può essere vincolata a un dispositivo specifico di Reason (in altre parole. ecc. pulsanti o fader programmabili. Questa è la superficie di controllo che si usa per suonare i dispositivi strumento in Reason. Appare nella pagina Attached Surfaces della finestra di dialogo Preferences. Con alcune superfici di controllo bisogna selezionare un preset specifico della superficie di controllo da usare con Reason (ciò è indicato nel testo). Una volta selezionato un modello continuare selezionando la porta d’ingresso MIDI (come descritto in precedenza).PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 111 . D Alcune superfici di controllo possono avere più di un menu a tendina MIDI Input. selezionarla nell’elenco e cliccare sul pulsante “Make Master Keyboard”. • MIDI Controller Selezionarla se c’è un controller MIDI con manopole. in base al dispositivo di Reason da controllare (vedere la carta d’implementazione MIDI nella cartella Reason Documentation). Nel dubbio cliccare sul pulsante Find e azionare un controllo o suonare un tasto sulla superficie di controllo in modo che Reason trovi automaticamente l’ingresso corrente. Gli ingressi MIDI non selezionati qui o nella pagina Advanced MIDI (vedere a page 124) sono disponibili per altri programmi.

D Per spegnere una superficie disattivare il rispettivo box “Use with Reason”. ! Per informazioni relative al dispositivo vedere il documento separato “Control Surface Details”. Ciò consente di modificarne il nome e le impostazioni di porta MIDI (se necessario). la selezione della traccia sequencer con la messa a fuoco MIDI. 112 REMOTE . Principi di controllo remoto Parametri e funzioni in ogni dispositivo di Reason sono mappati ai controlli delle superfici di controllo supportate. pulsanti. la selezione delle patch e Undo/Redo possono essere controllate a distanza. Esempi di configurazione Quando si tratta di scegliere il tipo di configurazione da usare le possibilità sono molte. ecc. Impostando l’ingresso MIDI a una traccia collegata a un NN-XT. D Il dispositivo di Reason collegato alla traccia con ingresso tastiera Master avrà i propri parametri mappati in modo standard a controlli logici (fader. D Per eliminare una superficie selezionarla nell’elenco e cliccare Delete. tutte le superfici di controllo collegate seguono l’ingresso della tastiera Master del sequencer. Si può fare in modo che la superficie di controllo segua la tastiera Master . la superficie di controllo aggiuntiva può essere vincolata a diversi dispositivi nel rack. Si usa solo per i bus External Control MIDI e l’ingresso MIDI Clock Sync.) sulla superficie di controllo. Per esempio. la superficie di controllo controllerà i parametri più importanti di Subtractor. si possono anche avere controlli dedicati di trasporto. vincolando una superficie di controllo al mixer principale. Può essere utile se la superficie è collegata al sistema ma si vuole usarla solo con un altro programma. Per controllare un altro dispositivo. ecc. In tal caso. Si può anche vincolare la superficie di controllo a un altro dispositivo nel rack virtuale (per suonare un dispositivo mentre si regolano i parametri di un altro). Singola tastiera MIDI con controlli Con questa configurazione la tastiera diventa quella Master. si può usare la sostituzione remota (Remote Override) per controllare i parametri su altri dispositivi di Reason o le funzioni globali di Reason (come il trasporto). Tutto il controllo MIDI si configura nella pagina Control Surfaces and Keyboards.ciò consente di regolare i parametri del dispositivo che si suona (come nell’esempio precedente).. Per esempio. la superficie di controllo controllerà invece i parametri del dispositivo NN-XT. si ha sempre il controllo su livelli e pan. si sposta la messa a fuoco MIDI (il simbolo tastiera della colonna “In” nella Track List) a un’altra traccia del sequencer. Tastiera MIDI con controlli e una o più superfici di controllo E’ la configurazione ideale! Anche qui.vedere a page 114.Altre funzioni D Per modificare una superficie doppio-click nell’elenco o selezionarla e cliccare Edit. Tastiera MIDI di base con una superficie di controllo aggiuntiva La tastiera e la superficie di controllo devono essere collegate a porte MIDI separate (o usare connessioni USB separate). D Nella finestra Preferences c’è ancora la pagina “Advanced MIDI”. quindi è sempre collegata via sequencer (controlla il dispositivo collegato alla traccia del sequencer con la messa a fuoco MIDI). Vedere a page 118. Se la superficie di controllo non ha controlli di trasporto si possono comunque mappare i controlli di trasporto ai controller con la mappatura Remote Override (vedere a page 116). Si può bypassare questa funzionalità vincolando una superficie di controllo a un dispositivo specifico . tutte le tastiere e superfici di controllo devono essere collegate a porte MIDI separate (o usare connessioni USB separate). L’ingresso della tastiera Master s’imposta a una traccia nel sequencer per assegnare la(e) superficie di controllo alla traccia del dispositivo nel rack. ecc. per le funzioni Undo/Redo. se un Subtractor ha l’ingresso tastiera Master. D Anche altre importanti funzioni come il cambio della traccia target nel sequencer.. La tastiera è collegata via sequencer ed è possibile usare i suoi controlli per regolare i parametri del dispositivo che si sta suonando. la tastiera MIDI di base diventa quella Master (è usata per riproduzione e registrazione via sequencer). ci sono anche variazioni della mappatura standard per la maggior parte dei dispositivi (vedere a page 113). D Le superfici di controllo supportate con controlli di trasporto dedicati sono mappati in modo standard ai controlli di trasporto equivalenti in Reason. una volta aggiunta la(e) superficie di controllo nella finestra Preferences si può iniziare a regolare i parametri! D Di default.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . e così via per ogni dispositivo. Altrimenti si può usare la mappatura Remote Override (per i parametri specifici vedere a page 116) che saranno mappati ai controlli selezionati indipendentemente dall’ingresso MIDI. Tuttavia.

usando le funzionalità Surface Locking (vedere sotto) o Remote Override (vedere a page 116) si ha un controllo totale delle proprie superfici di controllo. D Per i dispositivi che supportano i comandi rapidi. se una superficie di controllo con 8 manopole è assegnata a un Subtractor. REMOTE . D Parametri e funzioni mappati in modo standard per ogni dispositivo di Reason dipendono dalla superficie(i) di controllo. Il numero delle varianti di mappatura disponibile dipende dalla superficie di controllo e dal dispositivo di Reason selezionato. per un dispositivo di Reason selezionato è mappato un nuovo set di parametri ai controlli della superficie di controllo. ma si può anche attivare la modalità Remote Override Edit per vedere quali parametri di ogni dispositivo sono mappati sulla superficie(i) di controllo (vedere a page 116). e così via. la variante 3 gli LFO. le varianti di mappatura si possono selezionare con i tasti [Command] + [Option] (Mac) / [Ctrl] + [Alt] (Windows) e quelli numerici da [1] a [10] (non sul pad numerico) ove [1] seleziona la mappatura standard di default. Per esempio. se si desidera è possibile usare la mappatura Remote Override per mappare un parametro specifico ad un controllo specifico. Tuttavia. D I dispositivi vincolati (vedere sotto) possono anche essere vincolati a una variante di mappatura specifica. D Con la mappatura standard la mappatura remota di ogni dispositivo è la stessa per ogni nuova song creata in Reason (sempre che sia “on-line” la stessa serie di superfici di controllo). Il documento “Control Surface Details” contiene alcune informazioni sulle mappature standard dei vari modelli di superfici di controllo. per la maggior parte dei dispositivi ci sono delle varianti alla mappatura standard. selezionando la variante 2 potrebbero controllare le impostazioni dell’oscillatore. scegliendo una variante di mappatura standard.Mappatura Standard e Remote Override I parametri di Reason sono “mappati standard” alle superfici di controllo supportate. D Nelle superfici di controllo che hanno controlli dedicati per la selezione delle varianti di mappatura sono usati questi controlli al posto dei comandi rapidi. ma è semplicemente una conseguenza del fatto che di default tutte le superfici di controllo seguono l’ingresso MIDI della tastiera Master (sequencer). Tornando allo stesso dispositivo esso avrà la propria mappatura standard di default (variante [1]). Ciò non crea alcun conflitto. D Si noti che avendo più superfici di controllo collegate alcuni parametri potrebbero essere mappati ai controlli di più di una superficie di controllo.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 113 . Varianti di mappatura Poichè spesso su un dispositivo ci sono più parametri che controlli disponibili sulla superficie di controllo. L’utente non deve fare niente per controllare a distanza un qualsiasi dispositivo di Reason. di default le manopole controllano i parametri di filtro. La variante selezionata rimane attiva fino a quando l’ingresso MIDI passa a un altro dispositivo (o si seleziona un’altra variante). Con la mappatura Remote Override (vedere a page 116) le sostituzioni sono salvate con la song corrente ma non ci sono se si crea una nuova song.

ad esempio. Vincolare un dispositivo Per vincolare un dispositivo ci sono due modi: In questa figura. L’opzione “Follow Master Keyboard” (selezionata di default) indica che la superficie di controllo non è vincolata. Si apre la finestra di dialogo Surface Locking.” dal menu Options. 114 REMOTE .. Selezionare “Surface Locking. Usando la finestra di dialogo Surface Locking 1. D Il dispositivo che agisce da tastiera Master non può essere vincolato! Selezionando la tastiera Master nella finestra Preferences si può cliccare sul pulsante “Use No Master Keyboard”.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . Si può quindi vincolare questa superficie di controllo a un dispositivo e usare i suoi controller per regolare i parametri. la superficie di controllo selezionata è la tastiera Master che non può essere vincolata. per controllare sempre i livelli complessivi mentre si suonano/regolano altri dispositivi. Aprire quindi il menu a tendina “Lock to device”. D E’ possibile vincolare più superfici di controllo allo stesso dispositivo. ciò consente di riprodurre e registrare note di un dispositivo e allo stesso tempo controllare i parametri di un altro dispositivo da una superficie di controllo. Ogni superficie di controllo però può essere vincolata a un solo dispositivo alla volta.. 3. Si può vincolare una superficie di controllo al controllo del mixer principale. D Le informazioni su quali sono i dispositivi vincolati (e a quali superfici di controllo sono vincolati) sono salvate con la song. Aprire il menu Surface in cima alla finestra di dialogo e selezionare la superficie di controllo da vincolare a un dispositivo. indipendentemente dalla traccia con l’ingresso della tastiera Master nel sequencer. 2. Qui sono elencati tutti i dispositivi presenti nella song corrente. ma non si potrà suonarlo. ma segue l’ingresso della tastiera Master nel sequencer.Vincolare una superficie Si può vincolare una superficie di controllo a un dispositivo specifico in modo che sia sempre “regolabile”.

D Un altro modo per svincolare un dispositivo è aprire la finestra di dialogo Surface Locking e selezionare “Follow Master Keyboard” dal menu a tendina “Lock to device”. Il menu contestuale elenca tutte le superfici di controllo installate (tranne la tastiera Master) con la scritta “Lock to” e il nome della superficie di controllo. Nel menu contestuale. Al termine chiudere la finestra di dialogo. Selezionare dall’elenco il dispositivo da vincolare alla superficie di controllo scelta. A questo punto.4. Svincolare i dispositivi D Per svincolare un dispositivo vincolato aprire il suo menu contestuale e togliere la spunta “Lock to”. Il dispositivo si svincola e la superficie di controllo segue ora l’ingresso della tastiera Master. Usando il menu contestuale D Un metodo rapido per vincolare il dispositivo è eseguire un click-destro (Win) / [Ctrl]-click (Mac) sul pannello del dispositivo per aprire il menu contestuale. Qui si può stabilire se vincolare una variante di mappatura standard specifica o se il dispositivo deve cambiare le varianti di mappatura in base ai comandi rapidi. In modalità Remote Override Edit (vedere a page 116) un dispositivo vincolato è indicato dal simbolo del lucchetto nell’angolo in alto a sinistra sul pannello. il dispositivo è vincolato alla superficie di controllo selezionata.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 115 . REMOTE . selezionandone una si vincola il dispositivo alla superficie di controllo. Nel primo caso selezionare la variante di mappatura dall’elenco. la superficie di controllo corrente vincolata a quel dispositivo è spuntata. D Se la superficie di controllo selezionata supporta i comandi rapidi per la selezione delle varianti di mappatura (vedere a page 113) appare anche il menu a tendina “Always use Mapping”. nel secondo caso selezionare “Follow Keyboard Shortcut”. 5.

Si apre la finestra di dialogo “Edit Remote Override Mapping”. D Si noti che è possibile selezionare anche il pannello di Trasporto! La maggior parte degli elementi sul pannello di Trasporto si possono mappare ai controlli. Selezionare “Edit Remote Override Mapping. Per vedere quali sono i parametri correnti mappati per un dispositivo si deve assegnare l’ingresso della tastiera Master alla traccia del sequencer alla quale è collegato: 2.. Mappatura Remote Override Se è abilitata la modalità Remote Override Edit.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . Selezionare il parametro da mappare. a questo punto si può procedere in due direzioni: Modalità Remote Override Edit abilitata con il dispositivo Mixer selezionato. 116 REMOTE . I parametri con la mappatura standard hanno i simboli manopola gialli. D Puntando a un parametro mappato in modo standard appare un tooltip che indica a quale controllo della superficie di controllo è mappato il parametro. ogni dispositivo selezionato (incluso il pannello di Trasporto) mostra un simbolo freccia blu su ogni parametro che può essere mappato a un controllo di una superficie di controllo. si noti che selezionando il pannello di Trasporto qualsiasi mappatura standard è visualizzata automaticamente (a differenza di altri dispositivi per i quali prima bisogna assegnare l’ingresso della tastiera Master al dispositivo dal sequencer). ad indicare la modalità Edit. La freccia (o manopola) si colora d’arancio a indicare che è selezionata. 2. Selezionare “Remote Override Edit Mode” dal menu Options..Remote Override La modalità Remote Override consente di mappare parametri e funzioni ai controlli della superficie di controllo. Tutti i dispositivi non selezionati nel rack sono sfumati in grigio. sostituendo la mappatura standard. per mappare un parametro a un controllo si può usare uno dei metodi seguenti: Metodo 1: 1. Attivare la modalità Remote Override Edit 1.” dal menu Edit. Selezionare un dispositivo nel rack e abilitare l’ingresso della tastiera Master per la rispettiva traccia nel sequencer. Oppure [Ctrl]-click (Mac) / right-click (PC) sul parametro per selezionare la stessa opzione dal menu contestuale.

i parametri mappati sono “etichettati” e gli indicatori freccia mostrano i parametri assegnabili.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 11 7 . Si può anche uscire da questa modalità premendo [Esc]. per uscire da questa modalità premere [Esc]. è sempre disponibile (con la modalità Remote Override Edit selezionata o meno). la modalità Remote Override Edit serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle assegnazioni correnti. se dal menu Controls è selezionata l’opzione “Keyboard” nella finestra di dialogo appare un campo Note Number. D Se la superficie di controllo ha una tastiera si possono selezionare anche le note come controlli. Doppio-click del mouse sul parametro da mappare. in modalità Remote Override Edit sono sempre visualizzate tutte le sostituzioni (non c’è bisogno che il dispositivo sia selezionato o abbia l’ingresso della tastiera Master messo a fuoco). Metodo 2: 1. Il fulmine si colora d’arancio a indicare che è selezionato. Sostituire la mappatura con la modalità Remote Override Edit non attiva Se nel menu Options è attiva la modalità Remote Override Edit. però. Muovere (o premere) il controllo al quale mappare il parametro.. D Oppure attivare l’opzione “Learn From Control Surface Input” e muovere (o premere) il controllo al quale mappare il parametro. Le note funzionano come pulsanti On/Off. poi la finestra mostra superficie di controllo e controllo al quale è mappato il parametro. Selezionare il dispositivo dal quale rimuovere la sostituzione remota. Selezionare “Clear Remote Override Mapping. 1.” dal menu Edit. Il parametro è ora mappato al controllo. Oppure rimuovere tutte le sostituzioni remote per un dispositivo con una sola operazione: 4. 2. Selezionare “Clear All Remote Override Mappings for Device” dal menu Edit. 2. il quale indica che è attiva la modalità “Learn From Control Surface”. Sapendo già che un parametro è libero e assegnabile non è necessario quindi selezionare la modalità Edit dal menu Options. Cliccare OK per uscire dalla finestra di dialogo. Selezionare il parametro per il quale rimuovere la sostituzione remota. Il menu Control Surface elenca tutte le superfici di controllo installate e il menu Controls elenca tutti i controlli mappabili per la superficie di controllo selezionata. In questa modalità. Il parametro mappato mostra l’icona di un fulmine a indicare che utilizza la mappatura Remote Override. non si può usare Reason normalmente. Il campo “Control Surface Activity” lampeggia mentre si ruota la manopola. Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) del mouse sul parametro per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale. selezionandola si apre la finestra Edit Remote Override Mapping. Appare un fulmine rotante. Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale. 2. Per uscire dalla modalità Remote Override Edit de-selezionarla dal menu Options. 3. REMOTE . Si apre un menu nel quale una delle opzioni è “Edit Remote Override Mapping”..D Selezionare manualmente la superficie di controllo e il controllo sul quale mappare il parametro dai due rispettivi menu a tendina. D Un altro modo per mappare i parametri è disattivare la modalità “Remote Override Edit” nel menu Options ed eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) del mouse sul parametro da controllare a distanza. Rimuovere le sostituzioni remote Si può farlo per un parametro selezionato: 1. Non sempre si deve modificare la sostituzione di mappatura con la modalità Remote Override Edit attiva (vedere sotto).

. Deve essere lo stesso tipo di dispositivo dal quale si è copiato. Si può quindi decidere di annullare l’operazione (Cancel) o assegnare le sostituzioni esistenti al nuovo dispositivo. le mappature Remote Override originali non sono influenzate. Assegnando Target Previous/Next Track a due controlli Pulsante di una superficie di controllo si può spostare il simbolo tastiera in alto e in basso nella Track List. alcune hanno bisogno di una spiegazione.Copiare/incollare le sostituzioni remote Le mappature Remote Override si possono copiare da un dispositivo e incollarle in un altro dispositivo dello stesso tipo: 1. si tratta delle opzioni seguenti: Target Track Delta e Target Previous/Next Track D La traccia Target è quella con la messa a fuoco (MIDI In) della tastiera Master. Finestra Additional Overrides Nel menu Options c’è l’opzione “Additional Remote Overrides. 118 REMOTE . Con la modalità Remote Override Edit attiva selezionare il dispositivo dal quale copiare le mappature Remote Override e scegliere “Copy Remote Override Mappings” dal menu Edit. nel caso si siano copiate le mappature Remote Override dal pannello di Trasporto esse si possono quindi incollare solo in un altro documento song.).. le mappature Remote Override copiate sono semplicemente incollate. 2. In tal caso. selezionandola si apre una finestra di dialogo con le funzioni remote che non possono essere assegnate in modalità Remote Override Edit (selezione di tracce target. Selezionare “Paste Remote Override Mappings” dal menu Edit. Undo/Redo. D Incollando sul dispositivo in un’altra song. ecc. Cosa può essere assegnato? Sebbene la maggior parte delle opzioni in questa finestra siano auto-esplicative.”.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . La Jog Wheel di un Mackie è un esempio di questo tipo di controller. Selezionare il dispositivo sul quale incollare le mappature copiate. Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale. D L’opzione Target Track Delta è destinata ad essere usata con i controller a rotellina Delta (un controllo speciale privo d’intervallo min/max) che seleziona la traccia Target. 3. Ecco cosa avviene: D Incollando le mappature in un dispositivo nello stesso documento song appare una finestra di dialogo la quale informa che le sostituzioni sono già usate. D La selezione Previous/Next Track si può assegnare a controlli pulsante standard.

Assigning Additional Overrides In questa finestra di dialogo l’opzione Assigning Additional Overrides è simile all’assegnazione delle sostituzioni remote standard: 1. • In Reason. in modo da permettere lo scorrimento delle varianti di comando rapido. D Anche il comando Select Patch for Target Device è destinato ad essere assegnato a un controllo di tipo Delta (vedere in precedenza). Select Keyboard Shortcut Variation (Delta) / Select Previous/Next Keyboard Shortcut Variation Mappando i controlli a questi comandi si utilizza la superficie di controllo per cambiare la variante di comando rapido in Reason. Per sostituire questa mappatura standard di selezione patch (in modo che tutti i dispositivi selezionino le patch per ogni dispositivo patch corrente con l’ingresso tastiera Master) farlo qui. si potrebbero sempre usare gli stessi pulsanti di una superficie di controllo specifica. nella quale assegnare un controllo alla funzione/parametro selezionato. D Il comando Select Previous/Next Patch si può assegnare a un pulsante standard. 2. Consente di selezionare le patch di un dispositivo collegato alla traccia Target ruotando la rotellina in senso orario o anti-orario. la selezione della variante di comando rapido è un’impostazione globale. ad esempio.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 119 . La colonna Mapping mostra i parametri/funzioni che usano le sostituzioni. funziona come i comandi corrispondenti presenti nel menu Edit. per la selezione delle patch. Si apre la finestra di dialogo Edit Remote Override Mapping. Influenza cioè tutte le superfici di controllo aggiunte (se usano le varianti di comando rapido e non sono vincolate a un dispositivo e variante specifici nella finestra di dialogo Surface Locking). Selezionare l’elemento corrente assegnato alla mappatura sostitutiva e cliccare Clear. REMOTE . Ciò funziona solo per le superfici di controllo che supportano questa funzionalità. • La funzione Delta per funzionare deve essere mappata a un controllo di tipo delta. • In genere i comandi "Select Previous/Next” sono mappati sui pulsanti. Selezionare comando/controller nell’elenco da assegnare a un controllo e cliccare Edit. per aprire questa finestra si può anche eseguire un doppio-click del mouse sull’opzione nell’elenco. Selezionare “Additional Remote Overrides” dal menu Options.Select Patch for Target Device e Select Previous/Next Patch for Target Device Il dispositivo Target è quello collegato alla traccia Target. D In genere la selezione patch è mappata standard ai pulsanti di una superficie di controllo. Document Name Consente di visualizzare il nome della song nel display della superficie di controllo. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo. Cancellare le sostituzioni aggiuntive 1. 2. Undo/Redo La funzione Undo/Redo si può assegnare ai controlli.

premere il tasto (o la combinazione di tasti) da usare per controllare il parametro. non è necessario abilitare/disabilitare la modalità Edit dal menu Options. quindi non serve una particolare configurazione. Finestra di dialogo Keyboard Control. Si apre un menu dove una delle opzioni è “Edit Keyboard Control Mapping”. Assegnando quindi un comando remoto da tastiera a una manopola. D Cliccare su un parametro assegnabile per selezionarlo e scegliere “Edit MIDI Control Mapping” dal menu Edit. poi la finestra di dialogo visualizza il nome del tasto premuto. Abilitare il controllo da tastiera Per abilitare il controllo da tastiera selezionare “Enable Keyboard Control” dal menu Options. Il campo “Key Received” indica che “acquisendo” (learn) la pressione(i) del tasto. i comandi da tastiera si possono assegnare ai parametri come con la mappatura Remote Override. l’unica eccezione sono i pulsanti multi-selettori usati per vari parametri (la destinazione d’inviluppo. Sapendo già che un parametro è assegnabile. i valori del parametro passeranno solo dal minimo al massimo. Modificare il controllo da tastiera D Per una panoramica dei parametri controllabili a distanza selezionare “Keyboard Control Edit Mode” dal menu Options. Si apre una finestra di dialogo che consente di selezionare un comando rapido per il parametro. Per configurare un controllo da tastiera si può anche eseguire un doppio-click del mouse sulla freccia di un parametro assegnabile: D Appare un rettangolo rotante giallo che indica la modalità Learn. 120 REMOTE . Ogni dispositivo che si seleziona mostra un simbolo freccia giallo accanto ad ogni parametro assegnabile al controllo da tastiera. [Tab]. Con il controllo da tastiera essi selezionano ciclicamente le opzioni disponibili. ad esempio).PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES . La rotazione si ferma e il rettangolo visualizza il tasto o la combinazione di tasti impiegati. è una modalità che serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle assegnazioni correnti. Reason non funziona normalmente. è possibile usare un tasto qualsiasi tranne [Space]. In questa modalità. Sezione di un Redrum con l’opzione Keyboard Control Edit Mode abilitata. D Un altro modo per assegnare i comandi remoti da tastiera è de-selezionare la modalità “Keyboard Control Edit” nel menu Options ed eseguire un [Ctrl]-click (Mac)/click-destro (PC) del mouse sul parametro da controllare a distanza. però.Controllo tastiera L’assegnazione dei comandi remoti da tastiera non riguarda il MIDI. D Premere il tasto (o una combinazione di tasti ) da usare per il controllo remoto del parametro. quindi. ma la funzionalità differisce in un aspetto essenziale: D I comandi tastiera si possono usare solo per la selezione On/Off o dei valori min/max di un parametro assegnato. selezionandola si apre la finestra di dialogo Keyboard Control. Due modalità Edit Keyboard Control Se nel menu Options è abilitata la modalità Keyboard Control Edit (spunta inserita). [Enter] o il pad numerico (che è riservato alle funzioni di trasporto) o una combinazione di [Shift] + qualsiasi tasto (con le stesse eccezioni). i parametri assegnati sono “etichettati” e mostrano il tasto remoto del rispettivo parametro. cursore o tasto freccia. se è stato usato il tasto [Shift] è inserita la spunta nel box Shift della finestra.

ma senza alcun dato del sequencer. si possono salvare specifiche mappature Remote Override o configurazioni di controllo da tastiera in un template: D Si può fare salvando un documento song contenente tutti i dispositivi influenzati dalle rispettive mappature Key o Remote Override. semplicemente caricandolo e usando subito il comando “Save As” per salvarlo con un nuovo nome. poichè la mappatura Standard Remote per ogni dispositivo di Reason alle superfici di controllo supportate è interna e sempre disponibile.Salavare le configurazioni remote Non c’è bisogno di salvare la mappatura MIDI Remote.PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES 121 . tuttavia. REMOTE . Questo documento song si potrà usare in seguito come punto di partenza per qualsiasi nuova song.

122 REMOTE .PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES .

the External Control Bus inputs .8 D Advanced MIDI .

3. 2.Ingressi External Control Bus Gli ingressi External Control Bus consentono d’inviare i dati MIDI direttamente ai dispositivi di Reason. in altre parole è bypassato il routing della tastiera Master (la colonna “In” nel sequencer). se il sequencer software non supporta ReWire 2 gli ingressi External Control Bus possono essere un’alternativa. bisogna usare un’applicazione di routing MIDI in grado d’inviare il MIDI da un programma all’altro.pdf”. tuttavia. Sotto i pulsanti Bus Select ci sono i campi dei 16 canali MIDI. Una volta individuati i Controller e configurato il tutto è possibile registrare e modificare i dati Controller nel sequencer esterno come si fa di solito. il controllo D Selezionare una porta MIDI separata per ogni bus. il Controller MIDI 3 si può usare per cambiare i pattern in un dispositivo. D Assicurarsi di non scegliere una porta MIDI già selezionata nella pagina Control Surfaces and Keyboards (o nella sezione MIDI Clock Sync). in tal caso. i parametri di Reason reagiranno di conseguenza. Tuttavia. cliccare sul pulsante freccia del canale MIDI desiderato e selezionare un dispositivo di Reason dal menu che appare. I dati MIDI entranti sul quel bus e canale sono inviati direttamente al dispositivo selezionato. remoto. configurare il dispositivo esterno alla trasmissione dei giusti messaggi Controller MIDI sulla porta MIDI a destra. Registrare i cambi pattern Come specificato nell’implementazione MIDI. Per esempio. avendo un sequencer esterno con due uscite MIDI. Individuare l’Interfaccia Hardware in cima al rack. si potrà quindi trasmettere il MIDI fino a 32 canali dal sequencer esterno a Reason. D Per controllare Reason da un’altra applicazione sequencer in esecuzione sullo stesso computer si consiglia il metodo ReWire (vedere a page 128). Gli ingressi External Control Bus si configurano nella pagina Advanced Control della finestra di dialogo Preferences: Inviare il MIDI ai dispositivi di Reason Ogni ingresso External Control Bus può controllare fino a 16 dispositivi diversi di Reason. Nel dispositivo MIDI In cliccare sul pulsante Bus Select dell’ingresso External Control Bus da usare (A. uno per ogni canale MIDI. C o D). Trasmettere i dati Controller via MIDI E’ possibile trasmettere i dati Controller da un sequencer esterno per il controllo dei parametri di Reason. infatti. D Questi ingressi MIDI servono per controllare i dispositivi di Reason da un sequencer esterno. Può essere un sequencer hardware esterno o un’applicazione sequencer in esecuzione su un altro computer. i cambi pattern attivati in questo modo si verificano subito (non alla fine della misura) e questo potrebbe essere desiderabile o meno. Ogni bus può fornire 16 canali MIDI. Per informazioni su registrazione e modifica dei cambi pattenr vedere a page 69. Per sapere l’esatta corrispondenza tra numero del Controller MIDI e controllo su ogni dispositivo vedere il documento “MIDI Implementation Charts. B. per inviare un canale MIDI a un dispositivo di Reason: 1. 124 ADVANCED MIDI . non richiede alcuna mappatura dei numeri controller per le superfici di controllo supportate! Vedere a page 110. fino a un totale di 64 canali d’ingresso MIDI. ✪ Non si confonda questa funzionalità con il controllo remoto.THE EXTERNAL CONTROL BUS INPUTS . collegarle a due ingressi MIDI sull’interfaccia MIDI e selezionare questi due ingressi come primi due bus nella pagina Advanced MIDI.

9 D Uso di Reason come ReWire Slave .

Propellerhead Software ha sviluppato il progetto ReWire. Funzioni di richiesta e link automatiche che (tra le altre cose) consentono all’applicazione host di visualizzare i nomi di dispositivi slave. Cubase di Steinberg. • Registrazioni strumentali. ecc. Nella versione 2 di ReWire Nella versione 2 sono state aggiunte diverse funzioni. da entrambi i programmi. ReWire ed il motore di Reason sono risorse comuni ai due programmi (Reason e l’altra applicazione) che generano l’audio e lo inviano nell’altra applicazione audio. Tuttavia. Minori risorse di sistema complessive utilizzate rispetto all’uso dei programmi insieme nel modo tradizionale. verso un altro programma audio. Terminologia In questo documento ci si riferisce a Reason come ReWire slave ed all’applicazione che riceve l’audio da Reason (ad esempio. con larghezza di banda completa. Possibilità per due programmi di condividere la stessa scheda audio. • ReWire (anche questa una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac). Come funziona? In pratica. la chiave di lettura di ReWire è che Reason si divide in tre elementi: • L’applicazione Reason. Sincronizzazione automatica e precisa del campione tra l’audio dei due programmi. Registrando Reason sulle tracce audio di un sequencer esterno si può continuare tranquillamente a processare le tracce di Reason con altri effetti interni ed esterni. Presentazione di ReWire! Per consentire questa integrazione tra due programmi audio. riavvolgere. registrazioni esterne MIDI e audio. ecc. controller. Al contrario è molto probabile che l’uso di ReWire con due programmi richieda meno potenza di quella necessaria. Questa tecnologia offre le seguenti possibilità e funzioni: Requisiti di sistema Naturalmente. le più importanti sono: • • • Fino a 256 canali audio (prima erano 64). • Sintetizzatori hardware (controllati via MIDI). Inoltre. Non ha niente a che vedere con l’utilizzo combinato di ReBirth eReason. si deve sempre considerare che per eseguire due applicazioni audio potenti sullo stesso computer servono un processore veloce e soprattutto molta RAM. ad esempio. Collegando Reason ad un’altra applicazione è possibile realizzare proprio questo: integrare le song di Reason con qualsiasi altro tipo di musica. Entrambi sono collocati nella cartella programma di Reason. Nella versione 1 di ReWire • • • • • Flusso audio in tempo reale di canali audio separati. eseguire Reason insieme ad un’altra applicazione audio aumenta il consumo delle risorse di calcolo del sistema. Perché usare Reason con ReWire? Anche se Reason è un software musicale completo è possibile aggiungere altri elementi alla musica: • Voci. Comunicazione bi-direzionale MIDI estesa fino a 4080 canali MIDI (255 dispositivi con 16 canali ciascuno). Controlli di trasporto vincolati. ciò è descritto a pagina 320. suoni di batteria. in modo da poter riprodurre. per la loro esecuzione con l’utilizzo di una scheda audio ciascuno. 126 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE . • Il motore Software di Reason (una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac). l’aggiunta di ReWire a questa equazione non richiede in sé un computer più potente. Logic Audio di Emagic o Digital Performer di Mark of the Unicorn) come host.Presentazione capitolo Questo capitolo descrive l’utilizzo di Reason come ReWire Slave (cioè con Reason che invia l’audio ad un’altra applicazione ReWire compatibile).

tali modifiche si riflettono nell’altro programma. Avviare entrambi i programmi senza usare ReWire Non riusciamo a trovare una ragione per cui si dovrebbe avviare Reason ed un’applicazione host ReWire contemporaneamente e sullo stesso computer. 2. Avviare l’applicazione host per usarla senza Reason/ReWire Se non si prevede di usare Reason.Avvio e chiusura Quando si usa ReWire l’ordine di avvio e chiusura è molto importante: Usare i controlli di Trasporto e Tempo Controlli di Trasporto elementari Quando si esegue ReWire. non regolare il tempo sulla barra di Trasporto. Prima uscire da Reason. Cycle. che ora i due programmi sono in competizione per sfruttare sia le risorse del sistema che la scheda audio. Chiudere una sessione ReWire Anche al termine di una sessione è necessario uscire dalle applicazioni seguendo un ordine preciso: 1. Potrebbe apparire un messaggio d’avviso nell’applicazione host che riguarda ReWire. non importa in quale programma si usano i controlli Play. Tuttavia. l’applicazione host è sempre quella Master. Si noti. Prima avviare Reason. Poi avviare l’applicazione host.). non da Reason. Infatti non ci sono particolari osservazioni da fare sulla sincronizzazione. ma si può tranquillamente ignorarlo. Impostazioni di Loop Sono vincolate all’applicazione host anche il Loop e le funzioni corrispondenti (Loop. ciò non è particolarmente critico. oppure attivando/disattivando il Loop/Cycle in uno dei due programmi. La registrazione. se necessario (vedere in seguito il paragrafo relativo al programma impiegato). Tutto ciò che è scritto nella documentazione dell’applicazione host che riguarda la sincronizzazione dei canali audio vale anche per i canali ReWire. Poi uscire dall’applicazione host. poiché ReWire non usa molte risorse in più rispetto a quando non è utilizzato. avviare come al solito solo l’applicazione host. ecc. tuttavia. i controlli di Trasporto nei due programmi sono completamente vincolati. si può regolare il tempo sulla barra di Trasporto in uno dei due programmi. Poi avviare Reason. inoltre. Si raccomanda anche di disattivare tutti i canali ReWire. 2. Ciò significa che entrambi i programmi sono eseguiti al tempo impostato nell’applicazione host. Ciò significa che spostando i punti d’inizio e fine Loop/Cycle. Impostazioni di Tempo Con l’avanzare del tempo. tale variazione si riflette immediatamente anche nell’altro. Prima avviare l’applicazione host. FF o Rewind. 2. Tuttavia. proprio come quando sono in esecuzione con altre applicazioni audio non-ReWire. se l’applicazione host non ha variazioni di tempo automatizzate. Avvio per un uso normale con ReWire 1. ! Se le variazioni di tempo automatizzate si usano nell’applicazione host. USO DI REASON COME REWIRE SLAVE 127 . rimane sempre completamente separata nelle due applicazioni. poiché quel tempo non ha alcun effetto sulla riproduzione! Sincronizzazione Tutta la sincronizzazione nei confronti di altri dispositivi è gestita dall’applicazione host. ma si può farlo: 1. Avviare Reason per usarlo senza l’applicazione host Per utilizzare solo Reason così com’è (senza ReWire) basta avviarlo come al solito.

non è possibile però miscelare e processare separatamente i dispositivi nell’applicazione host. Ci saranno nuovi canali. si usa l’interfaccia hardware situata in cima al rack. Quanti e quali canali è necessario attivare dipende dagli ingressi dell’interfaccia hardware collegati ai dispositivi di Reason (come descritto in precedenza). visitare il sito www. ogni uscita dell’interfaccia hardware è collegata ad un canale ReWire separato. Usare le funzioni del Mixer di Cubase per aggiungere effetti. la song di Reason deve contenere musica! 6. l’uscita MIDI della traccia è assegnata al dispositivo di Reason scelto. In pratica. A questo punto. 2. scorrere la finestra Mixer. Per sapere come assegnare il MIDI a Reason da altre applicazioni host. Per dare un nome ai canali. 3. doppio-click del mouse sulle etichette (colonna Label) nella colonna destra.se/rewirehelp. Naturalmente.propellerheads. Se i canali non sono visibili. insieme alle normali uscite MIDI “fisiche”. Aprire il mixer di Cubase. Nel menu Devices sono disponibili tutte le applicazioni ReWire compatibili. ecc. uno per ogni canale ReWire attivato. bisogna collegare i vari dispositivi di Reason direttamente all’interfaccia hardware. 5. oppure controllarne le opzioni di visualizzazione (nel Mixer di Cubase. Selezionare un dispositivo di Reason dal menu a discesa. quindi digitare un nuovo nome dalla tastiera del computer. si possono mostrare o nascondere a piacere i vari tipi di canale). Tutti i dispositivi della song di Reason corrente sono elencati nel menu a discesa. Per esempio. nell’applicazione host essi appaiono su canali ReWire separati.se/rewirehelp. visitare il sito www. tutti i suoni sono miscelati su una singolo canale stereo ReWire. aggiungere effetti ed EQ. I rispettivi pulsanti s’illuminano ad indicare i canali attivi.propellerheads. Il suono del dispositivo torna in Cubase via ReWire (il canale che appare dipende da come è stato assegnato il dispositivo all’interfaccia hardware di Reason. bisogna selezionare il giusto ingresso MIDI della traccia in Cubase (cioè l’ingresso al quale è collegata la tastiera MIDI) ed attivare il pulsante Monitor della traccia. come descritto in precedenza). 1. In Cubase selezionare una traccia MIDI da assegnare ad un dispositivo di Reason. 3. da Reason o Cubase (non importa. 2. 4. Assegnare il MIDI con ReWire 2 La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applicazione host. individualmente per ogni dispositivo di Reason! Collegando invece con il dispositivo Mixer di Reason tutti i dispostivi ad un'unica coppia stereo d’ingresso sull’interfaccia hardware. Aprire il menu MIDI Output della traccia (nell’Inspector o nella lista Track). Avviare la riproduzione. se la song di Reason contiene otto diversi dispositivi Strumento e li si collega ad ingressi separati dell’interfaccia hardware. Pur essendo una buona soluzione. infatti. tutto il MIDI entrante (cioè quello che si suona sulla tastiera MIDI) è inviato immediatamente all’uscita MIDI della traccia (cioè al dispositivo di Reason). Appare il pannello ReWire che è costituito da un certo numero di file orizzontali. In Cubase aprire il menu Devices e selezionare l’elemento con il nome dell’applicazione ReWire (in questo caso Reason). Quindi: D Per sfruttare al meglio le funzioni di mixaggio dell’applicazione host. 128 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE . A questo punto. Si possono quindi utilizzare le funzioni di mixaggio dell’applicazione host per regolare volume e pan. Assegnazione nell’applicazione host ReWire La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applicazione host. le note MIDI sono inviate al dispositivo di Reason (come se la traccia fosse collegata ad una normale sorgente sonora MIDI).Assegnazione Audio Preparazioni in Reason Quando si invia l’audio da Reason ad un’applicazione host ReWire. poiché entrambi i programmi sono sincronizzati automaticamente tra loro). Queste etichette sono usate dal mixer di Cubase per identificare i canali ReWire. Per sapere come attivare ed assegnare i canali ReWire in altre applicazioni host. 1. Quando il pulsante Monitor è attivo. D Se ora si riproduce una traccia MIDI sulla traccia. Cliccare sui pulsanti verdi nella colonna “Active” per attivare/disattivare i canali desiderati. una per ogni canale ReWire disponibile. EQ. D Per suonare un dispositivo “dal vivo”. gli indicatori di livello dei canali ReWire in riproduzione si muoveranno e si potrà sentire il suono dei dispositivi di Reason attraverso il Mixer di Cubase.

ciò è più facile farlo usando le funzioni Export Audio o Bounce dell’applicazione host. ad esempio. 5. volume.Convertire i canali ReWire in Dettagli sulle varie tracce audio applicazioni host ReWire In genere. basta procedere come descritto in precedenza (mettendo in Solo però un altro canale ReWire nel Mixer di Cubase). 4. Assicurarsi che la funzione Cycle (loop) non sia attiva. Aprire il menu File di Cubase e selezionare Audio Mixdown dal submnenu Export. Il sito web di Propellerhead Software offre informazioni aggiornate su come configurare ReWire nella maggior parte delle applicazioni host compatibili. EQ. In Cubase procedere come segue: 1. ecc. Assicurarsi che i dispositivi di Reason vadano in riproduzione correttamente via ReWire. Assicurarsi quindi di avere abbastanza spazio sull’hard-disk! USO DI REASON COME REWIRE SLAVE 129 . Nella finestra Project di Cubase posizionare i locatori sinistro e destro attorno all’intera song (oppure solo un sezione di essa. Vedere il sito: www. può essere necessario convertire i canali ReWire in tracce audio per continuare a lavorare solo in Cubase. 6. D Se ora si riproduce la traccia audio. automazione dei controlli pan e mute. 3. non c’è alcun bisogno di convertire i singoli canali ReWire in normali tracce audio! I canali ReWire appaiono già nel Mixer dell’applicazione host e si può applicare lo stesso tipo di processo in tempo reale dei normali canali audio (effetti. D Per convertire allo stesso modo tutti i canali ReWire. Ciò significa che ora bisogna silenziare (mute) o disattivare il canale ReWire. Si può decidere di includere una qualsiasi automazione del Mixer di Cubase. ecc. A questo punto il canale ReWire è riversato (render) in un nuovo file audio su harddisk. scegliere un nome e formato file.). Tuttavia. Probabilmente.propellerheads. Attivare le opzioni “Import to Pool” ed “Import to Track” e completare a piacere il resto della finestra di dialogo. se è questo che si desidera). si sente esattamente ciò che è stato riprodotto sul canale ReWire. Cliccare sul pulsante Save. 2. Nel Pool di Cubase appare una clip che fa riferimento a questo file ed è creato un evento audio che riproduce questa clip collocata su una nuova traccia audio. Assicurarsi anche che nessun altro canale sia in Solo. ! Convertendo in questo modo i canali ReWire si ottiene una serie di file audio che possono essere molto grandi (dipende dalla durata della song). iniziando dal locatore sinistro.se/rewirehelp. Appare la finestra di dialogo Export Audio Mixdown. altrimenti si sente il suono riprodotto due volte (una via ReWire e l’altra dalla traccia audio). In Cubase attivare il pulsante Solo sul canale ReWire da convertire in una normale traccia audio.

130 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE .

10 D Synchronization .

In Reason. 5. in altre parole.Utenti ReWire – leggete! Questo capitolo descrive la sincronizzazione via MIDI Clock e non riguarda gli utenti ReWire. provare le funzioni descritte in seguito e vedere “Considerazioni sulla sincronizzazione” a page 117.) e altri programmi in esecuzione sullo stesso computer (o su un altro). Master/Slave In un sistema sincronizzato c’è sempre un master e uno (o più) slave. E’ possibile configurare la sincronizzazione tra Reason e dispositivi hardware (registratori a nastro. workstation. Reason inizia la riproduzione in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED Sync sul pannello di Trasporto. ricevendo i segnali MIDI Clock ma non trasmettendoli mai. aprire il menu Edit (menu Reason in Mac OS X). batterie elettroniche. Ciò è possibile grazie allo scambio di segnali MIDI Clock tra Reason e l’altro dispositivo. 1. Chiudere la finestra di dialogo. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options in Reason. un altro computer. ecc. poichè gli slave seguono il tempo master. aprire la finestra di dialogo Preferences e selezionare la pagina Advanced MIDI. Si può fare anche sul pannello di Trasporto. Configurare l’altro dispositivo in modo che trasmetta i segnali MIDI Clock all’uscita MIDI Out collegata al computer sul quale è in esecuzione Reason. Collegare un dispositivo via USB/MIDI al computer sul quale c’è Reason. ! Prima di creare qualsiasi progetto serio che richiede il sync.) che trasmetta segnali MIDI Clock ai quali Reason si deve sincronizzare. sequencer stand-alone. Sincronizzazione e MIDI Clock In questo contesto. 132 SYNCHRONIZATION . Scorrere il menu a tendina MIDI Clock Sync e selezionare l’ingresso MIDI al quale è collegato l’altro dispositivo. un registratore a nastro. Stop e d’individuazione delle posizioni nota da 1/16. il master è quello che controlla il tempo. ecc. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo. 6. D Reason agisce sempre da slave. Nel nostro caso. la sincronizzazione si ha quando Reason suona allo stesso tempo di un altro dispositivo: entrambi partono. 4. usando Reason con un’applicazione ReWire compatibile. ReWire gestisce automaticamente tutte le funzioni di sincronizzazione (per i dettagli vedere a page 125). è significativa solo l’impostazione tempo del dispositivo master. un sequencer hardware. 7. Il segnale MIDI Clock è un “metronomo” molto veloce che si può trasmettere su un cavo MIDI. Reason slave di un dispositivo esterno Questo esempio presume la presenza di un dispositivo (una batteria elettronica. Fanno parte del concetto MIDI Clock anche le istruzioni Start. 2. si fermano e si collocano a determinate posizioni insieme. 3.

non significa però che entrambi riproducano l’audio allo stesso tempo. Procedere come segue: 1. SYNCHRONIZATION 133 . Assicurarsi di sentire le due applicazioni più o meno allo stesso livello. tuttavia. Scorrere il menu a tendina MIDI Clock e selezionare la rispettiva porta MIDI. A causa dei problemi di latenza descritti a page 18. cioè “partono” entrambi quando si “preme play”. 2.Reason slave di un altro programma sullo stesso computer ! Il metodo migliore per sincronizzare due applicazioni è usare ReWire (vedere a page 125). ! Si noti che con la sincronizzazione MIDI Clock i due programmi suonano allo stesso tempo. si esegue una sola volta. assicurarsi che abbia una temporizzazione MIDI stabile. Questo click può arrivare da un metronomo interno o da una sorgente MIDI. 3. aprire la pagina Advanced MIDI della finestra Preferences. Reason inizia suonare in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED Sync sul pannello di Trasporto. Avviare le due applicazioni in sync. l’impostazione infatti è memorizzata con le altre preferenze quindi non c’è più bisogno di regolarla. Tuttavia. Si può usare una percussione Metronome o Redrum. Questa sezione spiega come usare il segnale MIDI Clock per sincronizzare Reason a un’altra applicazione in esecuzione sullo stesso computer. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options di Reason. Questa operazione. 5. può essere necessario regolare la riproduzione di Reason rispetto alla sincronia master. usando una sorgente MIDI. 2. 3. Configurare l’altro programma in modo che trasmetta il MIDI Clock a Reason: In Windows selezionare una delle porte di routing dell’utility MIDI. ma Reason potrebbe suonare leggermente in anticipo o in ritardo rispetto all’altra applicazione (è meglio correggere questa anomalia). In Reason. in modo di essere perfettamente a tempo. Il tempo non è diverso. Chiudera la finestra di dialogo. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo. Configurare l’altra applicazione in modo che generi un click preciso (per esempio sulle note da 1/4 o 1/8 con un suono particolare sul battere). In Reason aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Audio. Configurare Reason in modo che suoni un ritmo simile a quello dell’altra applicazione. 7. ad esempio. Chiudere la finestra di dialogo Preferences in Reason. Considerazioni sulla sincronizzazione Regolazione della latenza Compensazione della latenza. se l’applicazione alla quale sincronizzare Reason non supporta il protocollo ReWire procedere come descritto in seguito. 4. 5. 4. Procedere come segue: 1. 6. 6. Regolare il valore “Latency compensation” fino a quando i “click” di entrambe le sorgenti sonore sono perfettamente a tempo.

Se questa regolazione è un problema provare ad usare cambi tempo graduali invece di cambi improvvisi. prima Reason si sistema. indipendentemente dal fatto che ci sia un’altra song con l’opzione “Play Focus” attiva. 1. Normalmente. vedere invece le istruzioni incluse nell’altra applicazione per assicurarsi che le sue riproduzioni MIDI e audio siano correttamente vincolate l’una con l’altra. ! Quando Reason è sincronizzato al MIDI Clock non c’è una lettura Tempo. ciò garantisce l’individuazione di qualsiasi posizione e l’attivazione della riproduzione da quel punto preciso. i comandi Start. ciò può accadere se l’altra applicazione è un sequencer audio che non può registrare e riprodurre sia l’audio che il MIDI. in modo che il programma (ad esempio) “sappia” da dove inziare la riproduzione in una song. Reason ha bisogno di un pò di tempo per correggere la sua velocità di riproduzione quando riceve il primo comando Start. Nei vecchi dispositivi. D Il pulsante “MIDI Clock Sync” colloca Reason in modalità MIDI Sync.Se la compensazione della latenza non basta Ci possono essere casi in cui non si riesce a compensare abbastanza in Reason per sincronizzare le due applicazioni software. i dati MIDI entranti e il segnale MIDI Sync sono trasmessi a quella song. Inizio della song A causa della latenza (vedere a page 18). I pulsanti MIDI e Play Focus si riferiscono a modo in cui il MIDI e i segnali MIDI Sync sono gestiti se ci sono documenti song aperti. 2. I controlli di trasporto sono disabilitati e Reason non parte fino a quando non riceve un dato MIDI Sync fornito da un dispositivo esterno. Se sono aperte due o più song e non è utilizzato un MIDI Sync. Il tempo effettivo necessario per sistemarsi dipende dalla precisione del segnale MIDI Clock entrante. 134 SYNCHRONIZATION . se è abilitato il MIDI Sync (globale per tutti i documenti song correnti aperti) questa funzionalità cambia così: D Se per una song le opzioni “Play Focus” e “MIDI” sono attive entrambe. Selezionare “Insert Bars Between Locators” dal menu Edit. Cliccare da qualche parte nell’area del sequencer principale per spostare la messa a fuoco del menu sul sequencer. Stop. i dati MIDI entranti sono inviati alla prima e il segnale MIDI Sync alla seconda (cioè è riprodotta questa song) indipendentemente dalla song corrente con l’opzione “Play Focus” attiva. 1. se è un problema bisogna inserire un paio di misure vuote all’inizio della song: 1. se nel segnale MIDI Clock ci sono sbalzi improvvisi (dovuti a drastici cambi tempo nel master) si noterà che Reason ha bisogno di almeno una misura per adeguarsi al cambio tempo. Impostare il locatore sinistro a “1. più è preciso. i puntatori di posizione potrebbero non essere implementati. ! Non è un’anomalia che si può o deve compensare in Reason. Puntatori MIDI di posizione song Il segnale MIDI Clock in realtà è costituito da cinque tipi di messaggi: il clock vero e proprio (il “metronomo” che stabilisce il tempo).“. D Se è attiva solo l’opzione “MIDI” per una song e un’altra song ha l’opzione “Play focus” attiva. quest’ultimo tipo di messaggio contiene le informazioni sulle posizioni. MIDI Sync e Focus Il menu Options presenta opzioni relative alla sincronizzazione MIDI. 4. Ciò si può notare da una breve interruzione nella riproduzione audio quando parte il programma. però. 1. Cambi tempo Anche qui (a causa della latenza) Reason ha bisogno di un pò di tempo per adeguarsi ai cambi tempo. Continue e i puntatori di posizione song. quindi la sincronizzazione sarà precisa solo facendo partire entrambi i dispositivi dall’inizio assoluto della song. 1. Configurare l’altro dispositivo/applicazione in modo che all’inizio riproduca due misure vuote. 3. In particolare.” e quello destro a “3. la song corrente selezionata (il documento “attivo”) ha sempre la messa a fuoco MIDI. Questo problema indica che l’altra applicazione non è stata configurata opportunamente e la sua riproduzione audio non è in sync con la propria riproduzione MIDI.

11 D Song File Handling .

! I file parte di un ReFill non possono essere inclusi in una song self-contained. gli altri utenti devono avere lo stesso ReFill per poter riprodurre la song. D I file parte di un ReFill sono indicati dal simbolo del lucchetto al posto del box di spunta (poichè non possono essere inclusi nel file della song). tranne l’eccezione seguente: D Per attivare tutti i box cliccare sul pulsante Check All. 2. 3. Tuttavia. Tuttavia. costituito dalla configurazione del dispositivo. se la song contiene campioni o file REX di un ReFill. Il file estratto è salvato nella cartella specificata ed è aggiornato il percorso nella song. 3. Si apre una finestra di dialogo che elenca tutti i campioni e file REX usati nella song.. non sempre è sufficiente! Per aprire la propria song su un altro computer o inviarla a un altro utente di Reason. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo. La finestra di dialogo si chiude. Si apre una finestra di dialogo. Reason può creare song “autonome” (“self-contained”). per farlo: 1. il programma verifica se ogni file sonoro “estratto” è disponibile o meno (alla sua destinazione di memoria originale). Analogamente. Per specificare i file da includere nella song procedere come segue: 1. Ciò avviene nel caso la song sia stata fatta diventare self-contained e un-self-contained sul proprio computer (sempre che non siano stati rimossi dall’hard-disk i file sonori originali da quando la song è stata fatta diventare self-contained). La colonna più a destra indica a quale ReFill appartiene ogni file. 136 SONG FILE HANDLING . il pulsante Uncheck All disattiva tutti i box di spunta. Song “Un-self-contained” Se è stata aperta una song più o meno self-contained (contenente cioè uno o più suoni racchiusi nel file song) è possibile estrarre questi suoni e fare in modo che la song faccia riferimento ad essi su hard-disk (come al solito). Scorrere il menu File e selezionare Song Self-Contain Settings. A questo punto. Selezionare Song Self-Contain Settings dal menu File. Inserire la spunta nei box della colonna Sound per i file da includere nella song. da tutte le impostazioni nel rack e da qualsiasi cosa sia stata registrata nel sequencer. D Se il programma non trova il file sonoro appare una finestra di dialogo file che consente di selezionare una cartella e nominare il file sonoro. E’ possibile scegliere esattamente quali file includere nella song selfcontained. lo rimuove dal file song ed usa il percorso di riferimento del file originale. Ciò avviene nel caso la song self-contained arrivi da un altro utente. quindi la song self-contained è comunque molto più piccola della song originale e dei file campione combinati.. Inoltre. Per semplificare il tutto.Song self-contained In Reason la song è il formato file principale. ! Si noti che il file di una song self-contained è molto più grande del file song originale. i campioni inclusi in una song self-contained sono compressi automaticamente di circa il 50%. D Se il programma trova il file sonoro alla destinazione memorizzata nella song. 2. ad esempio. Una volta selezionati i suoni desiderati cliccare OK. Individuare i suoni da estrarre dal file song e disattivare i rispettivi box di spunta (oppure cliccare Uncheck All). bisogna anche fornire tutti i campioni e file REX usati dai dispositivi nella song. Una song self-contained non solo contiene i riferimenti ai file utilizzati ma anche i file veri e propri. al salvataggio successivo i suoni specificati saranno inclusi nel file della song.

. Author’s Web Page Permette di specificare il proprio indirizzo web. More Information Qui s’aggiungono osservazioni e commenti sulla song. un altro utente ci può andare direttamente cliccando sul pulsante Browser a destra (sempre che ci sia una connessione Internet funzionante). informazioni importanti possono essere estratte automaticamente dal motore dell’archivio web e visualizzate con il file song. Per aggiungere un’immagine splash. commenti sulla song. salvando una versione pubblicata della song in Reason Song Archive sul sito web di Propellerhead (vedere a page 138). ! Le immagini splash devono essere file JPEG (estensione Windows “. se si prevede d’inviare la song ad altri utenti Reason.jpg”) di 256 x 256 pixel. Song Splash Consente d’aggiungere un’immagine che appare aprendo la song. La finestra di dialogo presenta i seguenti elementi: Text in Window Title Il testo inserito qui è appare subito dopo il nome file nella barra del titolo della finestra song. Per rimuovere l’immagine splash dalla song cliccare sul pulsante a croce. Inoltre. SONG FILE HANDLING 137 . Per esempio. ecc..Finestra Song Information Selezionando Song Information dal menu File si apre una finestra di dialogo nella quale si possono inserire varie informazioni sulla song. questa finestra permette di aggiungere un contatto. ecc. cliccare sul pulsante cartella nell’angolo in alto a destra quindi individuare e aprire il file immagine nella finestra di dialogo file che appare. Author’s Email Address Qui si scrive il proprio indirizzo e-mail per consentire ad altri utenti Reason d’inviare commenti.

. ✪ Un’alternativa alla creazione di una nuova song è aprire uno dei template situati nella cartella Template Documents (nella cartella programma di Reason). la nuova song ha un Mixer e un Combi MClass Mastering Suite. Pubbicare una Song Per mettere a disposizione del pubblico le proprie song (per il download da Internet. quindi è meglio chiudere quelle che non servono. Una song Reason da pubblicare (estensione file Windows “. selezionando Save la si salva con lo stesso nome e alla stessa destinazione (non appare la finestra di dialogo). Scorrere il menu File e selezionare Open. per salvare una song con un altro nome o a un’altra destinazione scegliere Save As. Scorrere il menu File e selezionare Save (o premere [Command] / [Ctrl][S]). • I comandi Copy.rps”) è molto simile a una song self-contained. ma con le seguenti limitazioni: • L’utente non può salvare alcuna modifica alla song. Se è il primo salvataggio song si apre una normale finestra di dialogo file. ad esempio) c’è un formato file speciale. le song aperte consumano memoria e risorse di processo. D Si noti che non bisogna eseguire impostazioni self-contained . • Non si può usare la funzione Export Song/Loop as Audio File se la song è stata in qualche modo modificata. 3. 138 SONG FILE HANDLING .. come descritto in seguito. Specificare nome e destinazione per la song e cliccare Save. 2.Salvare una song Per salvare una song procedere come segue: 1.tutti i file (tranne gli elementi ReFill) sono inclusi automaticamente. Cut e Paste sono disabilitati. D Di default. Reason informa con un messaggio d’avviso che non trova tutti i file.propellerheads. Finestra di dialogo “Missing Sounds” Se nella song ci sono campioni o file REX che sono stati rimossi o rinominati dalll’ultimo salvataggio della song. specificare un nome e una destinazione per la song da pubblicare nella finestra di dialogo file che appare e cliccare Save. rimuovere o estrarre elementi. In pratica.non è possibile aggiungere. 2. Chiudere una song Per chiudere la song attiva selezionare Close dal menu File o cliccare sul box di chiusura nella finestra documento della song. Una volta salvata una song. ciò consente di copiare e incollare pattern e patch tra le song. Appare la finestra browser delle song di Reason.se) c’è l’archivio delle song di Reason (Reason Song Archive) che consente di condividere la propria musica con altri utenti Reason grazie a un upload delle proprie song. una song pubblicata contiene informazioni sui ReFills richiesti (se ce ne sono). le song pubblicate sono “bloccate” e si possono solamente riprodurre . Con il browser individuare la cartella desiderata su hard-disk o in un ReFill. Configurare a piacere le impostazioni self-contained (vedere in precedenza). 3. si apre una nuova finestra documento song. si può scegliere di trovare manualmente i file mancanti. farli cercare dal programma o procedere senza di essi (per i dettagli vedere a page 41). Tuttavia. Aprire una Song 1. Reason Song Archive Sul sito web di Propellerhead (www. se ci sono modifiche non salvate Reason chiede se si desidera salvare la song prima di chiuderla. Per iniziare con una propria selezione di dispositivi (o un rack vuoto) è possibile peronalizzare una song di default. Creare una nuova song Per creare una nuova song selezionare New dal menu File. Vedere a page 33. dal menu File per aprire la finestra Save As. La song appare nella sua finestra documento. Per creare una song da pubblicare aprire il menu File e selezionare Publish Song. Inoltre. ✪ Ci possono essere più song aperte nello stesso momento (se si desidera). Una volta trovato il file song selezionarlo e cliccare Open (o doppio-click sul file).

se però si prevede di masterizzare un CD audio o creare file mp3 è molto meglio eseguire il mixdown di un file audio usando le funzioni Export. Per esportare il loop collocare i locatori sinistro e destro attorno all’area desiderata. Cliccare sull’icona cartella a destra per aprire il browser file. Usare i menu a tendina per selezionare frequenza di campionamento (sample rate) e risoluzione bit (bit depth) del file audio. 7. E’ supportato l’audio a 16 o 24-bit in varie frequenze di campionamento. Il nome della song appare nel box testuale. 2. Salvare la song alla destinazione desiderata e con un nome a piacere (per tenere ordine si consiglia di salvare la song nella cartella programma di Reason). la funzione Export si applica solo all’audio assegnato alle uscite stereo. Naturalmente. D Esportando a 16-bit c’è la possibilità di applicare il Dither. pattern e impostazioni è comodo creare una song di default personalizzata. ✪Usando un riverbero o un delay è meglio regolare il locatore destro e il marker End in modo che le “code” del riverbero/delay siano incluse nel file esportato. il file esportato sarà sempre un file audio stereo. patch. Aprire la finestra di dialogo Preferences dal menu Edit (menu Reason in Mac OS X). Individuare la song creata in precedenza. 3. Verificare che la song (o il loop) suoni correttamente. 5. inoltre. Si può esportare l’intera song (dall’inizio al marker “E”) o solo un “loop” (l’area nel sequencer compresa tra i locatori sinistro e destro). si potrebbe collegare le uscite audio dell’hardware audio ad un registratore a nastro o simile e semplicemente registrare la song. 4. Nella pagina “General” cliccare sul pulsante circolare “Custom” della sezione “Default Song”. 2. Se invece si vuole esportare l’intera song assicurarsi che il marker End (E) sia alla posizione di fine song desiderata. Assicurarsi di usare solo le uscite stereo principali. 4. In genere. Nessun dispositivo deve essere collegato a singole uscite (dal jack 3 in su nel dispositivo Hardware Interface).Creare una song di default Iniziando spesso con lo stesso set di dispositivi. E’ molto importante che non ci sia clipping in riproduzione (vedere a page 18). Specificare nome. in modo che altri utenti (non Reason) la possano riprodurre. selezionarla e cliccare “OK”. All’apertura successiva di Reason (o selezionando New dal menu File) il nuovo documento song conterrà i dispositivi e le impostazioni definiti. per definire una song di default: 1. Il dither è rumore particolare aggiunto a un segnale digitale che migliora la qualità audio ai livelli bassi quando si esporta a una risoluzione bit inferiore. Assicurarsi che i marker Loop/End siano alle giuste posizioni. 3. Chiudere la finestra di dialogo Preferences. 5. 8. Selezionare New dal menu File per creare una nuova finestra documento della song. Scorrere il menu File e selezionare Export Song as Audio File (o Export Loop as Audio File). procedere come segue: 1. SONG FILE HANDLING 139 . Inserire/togliere i dispositivi ed eseguire le impostazioni desiderate. Appare un finestra di dialogo. la song di default contiene alcuni dispositivi ed eventualmente alcuni pattern. 6. Exporting as an Audio File Una volta creata una song completa bisogna eseguire un mixdown. destinazione e tipo di file (AIFF o Wave) per il file audio e cliccare Save. Si apre la finestra di dialogo Export Audio Settings. si possono anche eseguire collegamenti particolari tra i dispositivi o aggiungere alcuni dati sequencer.

Se si prevede di masterizzare un CD audio selezionare 16 bit. 44100 Hz.✪ Il formato da selezionare dipende dall’impiego del file. più grande è la dimensione del file. se invece si prevede di aprire il file in un’altra applicazione. in base alla durata della song/loop. 6. 140 SONG FILE HANDLING . Cliccare OK. ciò consente di includere nel file esportato l’audio proveniente da entrambe le applicazioni. bisogna scegliere un formato supportato dalla rispettiva applicazione. Reason crea il file audio. ! Usando ReWire è meglio invece usare la funzione Export dell’applicazione ReWire master. Si noti inoltre che maggiori sono risoluzione bit e frequenza di campionamento. durante il quale è visualizzata una barra di progresso. l’operazione può richiedere un certo tempo.

12 D Optimizing Performance .

per i dettagli vedere la documentazione relativa all’hardware audio e ai driver ASIO! Verificare le risorse di processo Sul pannello di trasporto. interruzioni. Ogni dispositivo che s’inserisce nel rack utilizza un pò di risorse di processo del computer. in generale è meglio avere la latenza più bassa possibile per avere la risposta migliore suonando Reason in tempo reale. I motivi tecnici sono vari.se) bisogna fare il possibile per ridurre i requisiti di riproduzione di una determinata song. Creando song da pubblicare nell’archivio song di Reason. Ottimizzazione e latenza d’uscita Come descritto a page 18. ma quello principale è che avendo buffer più piccoli (latenza inferiore) lo scambio dei dati audio con la CPU aumenta. si possono anche configurare i dispositivi in modo che richiedano più o meno risorse di processo. Si noti che quando il processore è al limite le grafiche s’aggiornano più lentamente.). Tuttavia. In genere si modifica numero e/o dimensione dei buffer audio (minori e più piccoli sono i buffer audio. nella maggior parte dei casi le impostazioni hardware si eseguono nel pannello di controllo ASIO. 142 OPTIMIZING PERFORMANCE . Inoltre. un suono di un synth Subtractor che impiega solo un oscillatore e un filtro consuma molte meno risorse di uno che usa sia oscillatori che filtri duali. l’indicatore DSP indica in tempo reale le risorse di processo utilizzate. Tuttavia.Introduzione Reason ha possibilità infinite. Bisogna quindi regolare con precisione la latenza e per farlo ci sono vari modi (dipende da schede audio. se i buffer sono già grandi (1024 o 2048 campioni) la differenza non si nota molto. sia in termini di risorse di processo che di RAM (gli altri utenti potrebbero non avere un computer potente come il vostro!). ! Aumentare la dimensione del buffer per eliminare le anomalie audio in riproduzione ha senso se si usano buffer molto piccoli. questo pannello (che si apre cliccando sul pulsante ASIO Control Panel nella pagina Audio della finestra Preferences) può contenere o meno i parametri per la regolazione della latenza. nonostante questa sia una delle caratterisiche più interessanti del programma. bisogna gestire con attenzione le risorse del computer. c’è anche uno svantaggio. si possono creare le song più complesse usando rack pieni di dispositivi. selezionando una latenza troppo bassa ci possono essere problemi di riproduzione (click. Più in alto si spinge l’indicatore. più la song di Reason consuma risorse della CPU (cioè più dispositivi si usano) maggiore è la latenza minima richiesta per evitare problemi in riproduzione. Indicatore DSP. da 64 a 256 campioni. D Per farlo. Eseguire regolazioni nella finestra di dialogo Preferences di Reason Usando Reason in Windows con driver MME o DirectX (o usando Reason in Mac OS X con il controller driver audio interno) la latenza d’uscita si regola nella pagina Audio della finestra Preferences. Più sono i dispositivi. si può gestire anche l’uso della RAM (come descritto alla fine di questo capitolo). driver e sistema operativo impiegati): Eseguire le regolazioni nel pannello di controllo ASIO Usando un driver ASIO scritto specificamente per l’hardware audio. trascinare con il mouse il cursore Buffer Size. se poi rimangono poche risorse di processo per creare l’audio. Anche i campioni usati nelle song hanno bisogno di memoria RAM per caricarsi correttamente. rumori. più il computer deve essere veloce. maggiore è il consumo di risorse della CPU del computer. il suono inizia a interrompersi. ad esempio (per maggiori informazioni visitare il sito www. inferiore è la latenza).propellerheads. ecc. per esempio.

D Lavorare solo su un documento di Reason alla volta. Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete. Compensazione della latenza Nell’angolo in basso a destra della finestra di dialogo Preferences > Audio c’è il parametro Latency Compensation. Le song aperte in background consumano un pò delle risorse di processo anche se non sono in riproduzione. Aprire una song e avviare la riproduzione. non ce n’è bisogno.Procedura generale La procedura di base per ottimizzare la latenza è la seguente: 1. D In Windows. D Abbassare la frequenza di campionamento nella finestra di dialogo Preferences. 3. In genere. Nonostante ciò riduca la qualità audio è un metodo molto comodo e rapido per cercare di riprodurre una song che il computer non può gestire altrimenti. Selezionare la pagina Audio e individuare le impostazioni buffer. in Windows è nel menu Edit. 6. con l’audio interno in Mac OS X/Windows/MME o DirectX usare il cursore Buffer Size. Usando un driver ASIO cliccare sul pulsante ASIO Control Panel. Quando si sentono rumori e interruzioni aumentare leggermente la latenza. In genere. OPTIMIZING PERFORMANCE 143 . ! Eseguendo le regolazioni hardware nel pannello di controllo ASIO di un driver ASIO è meglio prendere nota delle impostazioni buffer correnti prima di modificarle. Ottimizzare il computer In questo manuale non c’è spazio per descrivere le procedure dettagliate che ottimizzano le risorse del computer (è un argomento sul quale si potrebbero scrivere libri interi!). i driver ASIO sono i migliori (seguiti da DirectX e MME). 4.. però. Internet. ma è possibile aumentarlo (vedere a page 133). se aperto). questo valore è usato internamente da Reason per compensare la latenza quando si sincronizza Reason a un altro sequencer MIDI o simile. Chiudere la finestra di dialogo Preferences (e il pannello di controllo ASIO. Aprire la finestra di dialogo Preferences. D Togliere le funzioni in background del computer. 5. poi provare ad abbassare la latenza (dimensione/numero buffer). 2. il parametro Latency Compensation è allo stesso valore della latenza d’uscita. Tuttavia. Mentre la song è in riproduzione ascoltare attentamente se ci sono rumori e interruzioni. ecc. normalmente. In Mac OS X è nel menu Reason. assicurarsi di usare gli ultimi e più efficaci driver per la scheda audio. ecco alcuni consigli utili: D Chiudere tutti gli altri programmi in esecuzione insieme a Reason. Usarne una piuttosto pesante con molte tracce e dispositivi.

D Se non è necessaria non attivare la sezione Noise. D Evitare di usare campioni stereo. se un campionatore o il player Dr. NN-19. D Ove applicabile usare l’impostazione Low Bandwidth (Low BW). D Usare meno dispositivi. Se si riesce a creare il suono desiderato usando un solo oscillatore si risparmiano molte risorse di processo. tuttavia. Thor D In generale disattivare tutti i filtri o oscillatori inutilizzati. 144 OPTIMIZING PERFORMANCE . NN-XT e Dr. ad esempio. Malström. Regolare cioè la manopola FM a “0” e assicurarsi che nessuna sorgente di modulazione sia assegnata alla modulazione di frequenza. Dr. Se un dispositivo non fa proprio niente eliminarlo dal rack. Rex riproducono materiale mono collegare solo l’uscita Left e lasciare scollegata l’uscita Right. usare il filtro lowpass a 12dB invece di quello lowpass a 24dB. Subtractor D Evitare di usare la sezione Osc 2. Invece di usare più riverberi in Insert. risparmiare quindi le risorse di processo disattivando completamente il filtro. Abbassare il tempo di rilascio (ad esempio) e impostare la polifonia esattamente al numero massimo di note suonate simultaneamente dal dispositivo. NN-19. Rex e Redrum D Attivare la funzione High Quality Interpolation solo se necessario. le voci inutilizzate non consumano risorse di processo. specialmente nei suoni molto gravi). In altre parole impostare i selettori Osc Mode in “o” (non in “*” o “–”). Se si riesce a generare il suono desiderato usando solo la sezione Osc A si risparmiano molte risorse di processo. D Se non è necessaria evitare l’uso della modalità Phase dell’oscillatore. Ascoltare il suono in un determinato contesto e decidere se questa funzione fa la differenza o meno. D Se non è necessaria non attivare la sezione Filter 2. Per farlo serve un editor campione esterno con precise funzioni di conversione. D Sentire se si riesce a ottenere l’effetto desiderato usando solo uno dei filtri e senza usare il modellatore (Shaper). Rex e Redrum D Fare in modo che il dispositivo riproduca meno voci. NN-XT. In generale D Eliminare i dispositivi inutilizzati. D Non usare la configurazione stereo (a meno che sia indispensabile). Usando entrambi i filtri e il modellatore insieme il consumo di risorse aumenta rispetto all’uso di solo uno dei filtri e/o il modellatore. D Riproducendo un campione a un’altezza molto superiore di quella alla quale è stato registrato è meglio convertire la frequenza di campionamento del file campione vero e proprio a una frequenza di campionamento inferiore. Dr. Thor. ✪ Si noti che non serve abbassare semplicemente il valore di polifonia. D Se uno o entrambi gli Oscillatori sono inviati a un solo filtro (e/o il parametro Spread è regolato a “0”) collegare solo una delle uscite (quella alla quale è collegato il filtro) al mixer e lasciare l’altra scollegata.Ottimizzare le song Le procedure descritte in seguito permettono di eseguire verifiche e modifiche per assicurarsi che le song utilizzino le minori risorse di processo possibili del computer: Dispositivi polifonici – Subtractor. Thor. NN-XT. Malström D Se non è necessario evitare di usare la sezione Osc B. Si rimuovono un pò di frequenze alte dal suono del dispositivo (anche se spesso non si nota. D Ove applicabile. D Se non è necessaria non usare la modulazione FM. Sentire se si ottiene lo stesso risultato sonoro usando il filtro a 12dB che utilizza meno risorse di processo. Rex D Disattivare i filtri inutilizzati. Si osservi che se Cutoff è completamente in alto o l’inviluppo è impostato per aprire completamente il filtro. Player campione – NN-19. Filtri – Subtractor. Per esempio. sostituirli tutti con un solo riverbero in Send. che su un Macintosh G4 la funzione High Quality Interpolation non ha bisogno di più risorse di processo. analogamente usare un solo campionatore per riprodurre diversi campioni invece di molti campionatori che riproducono un campione ciascuno. quest’ultimo non influisce sul suono. si noti. Malström.

Utilizza molte meno risorse di processo rispetto agli altri algoritmi. Se un canale non utilizza l’EQ assicurarsi che il rispettivo pulsante EQ non sia attivo. In alcune situazioni è sufficiente il riverbero RV-7 che consuma molte meno risorse. serve un editor campione esterno con precise funzioni di conversione. Se il campionatore o player Dr. Rex sta riproducendo materiale mono. OPTIMIZING PERFORMANCE 145 . Distorsione D D-11 Foldback Distortion consuma meno risorse della CPU rispetto a Scream 4 Distortion. Requisiti song e memoria Le song non solo consumano le risorse del sistema in termini di risorse di processo. Se la memoria RAM è insufficiente provare con i seguenti accorgimenti: D Chiudere tutti gli altri documenti song. Tutte le applicazioni in esecuzione competono per la RAM disponibile sul computer. collegarlo solo all’ingresso Left di un canale del mixer e lasciare scollegato l’ingresso Right.Redrum D Non usare il parametro Tone disponibile sui canali 1. Maximizer). • Effetti MClass (Equalizer. inoltre. D Chiudere le altre applicazioni. Compressor. La quantità di RAM necessaria per caricare una song è direttamente proporzionale alla quantità di campioni usata dalla song stessa. I campioni mono occupano metà spazio nella memoria RAM. Dispositivi Mixer D Se non è necessario evitare l’uso degli ingressi stereo. Effetti in Send D Usando effetti mono in Send collegare in mono anche i ritorni (Return) degli effetti (scollegare il cavo Aux Return Right del Mixer). • EQ parametrico PEQ-2. • Compressore COMP-01. Si noti che ciò influisce negativamente sulla qualità audio. D Se non è necessario evitare di attivare l’EQ (solo Mixer 14:2). ma richiedono anche memoria RAM per caricarsi opportunamente. Tutte le song aperte competono per occupare memoria RAM. D Convertire i file dei campioni a una frequenza di campionamento inferiore. • Delay DDL-1 (sempre che il parametro Pan sia in posizione centrale). una song che utilizza solo dispositivi Subtractor ed effetti ha bisogno di poca RAM. 2 e 9. • Distorsore Scream 4 • Filtro a inviluppo controllato ECF-42. per esempio. In altre parole. assicurarsi che i controlli Tone e le rispettive manopole Vel siano regolati a “0” (“ore 12”). D Usare campioni mono invece di campioni stereo. Riverbero D RV-7 consuma meno risorse rispetto a RV7000. Ciò vale per i seguenti effetti: • Distorsore D-11. ad esempio. D Se si superano le risorse di processo disponibili provare con l’algoritmo Low Density in RV-7.

146 OPTIMIZING PERFORMANCE .

13 D Transport Panel .

cliccando sul pulsante “L” (accanto al display di posizione del locatore sinistro) s’imposta la posizione del locatore sinistro. ma presenta anche i controlli per impostare il tempo. Vai al locatore destro (Loop End) [2] sul pad numerico 148 TRANSPORT PANEL . tenendolo cliccato sul pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido. Il tasto [. ci sono anche combinazioni di comandi rapidi fisse per le funzioni di trasporto più importanti: |Funzione Stop |Comando rapido |Commenti [0] sul pad numerico o [invio]. il click del metronomo.cliccando sul pulsante “R” (accanto al display di posizione del locatore destro) s’imposta la posizione del locatore destro. Stabilisce la posizione del locatore destro. tenendolo cliccato sul pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido. per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato . [*] sul pad numerico. I controlli principali nella zona centrale del pannello di Trasporto sono i seguenti: FF Tempo in BPM Rew Stop Play Record Loop On/Off Tempo in chiave Posizione Posizioni locatori sinistro (L) e destro Controlli di Trasporto principali I controlli di trasporto principali funzionano come quelli di un registratore standard. il pulsante Stop trasmette in uscita un messaggio “Reset” in caso di note bloccate o problemi simili.] (virCliccando Stop durante la riproduzione si ferma il sequencer.Panoramica Il pannello di Trasporto ha i controlli standard per le funzioni di trasporto del sequencer. la posizione della gola) del pad numerico sposta la posizione di song si porta all’ultima posizione d’inizio riproduzione. cliccando di nuovo stop. Se attivato dalla mo[Command]/[Ctrl]-[Invio] dalità Stop la registrazione inizia subito. oppure Cliccandolo inizia la registrazione (indipendentemente dalla modalità di trasporto). Play Rewind Fast Forward Record Si possono usare anche i seguenti comandi rapidi di trasporto: |Funzione |Comando rapido Selezione Stop/Play Barra spaziatrice [Space] Vai al locatore sinistro (Loop Start) [1] sul pad numerico |Commenti Seleziona le modalità Stop e Play. attivandolo durante la riproduzione si esegue un “punch in”. ecc. della misura 1. inoltre. per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato . Cliccando Stop una terza volta ci si porta all’inizio riproduzione all’inizio della song. [8] sul pad numerico Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta avanti di una misura.. [7] sul pad numerico Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta indietro di una misura. le posizioni dei locatori. [Invio] sul pad numerico Avvia la riproduzione del sequencer. Stabilisce la posizione del locatore sinistro.

note da 1/16. la risoluzione interna è superiore e raggiunge frazioni di tick (subtick) indicati da un asterisco accanto al valore tick. Cliccando su uno di quesi pulsanti si stabilisce rispettivamente la posizione del locatore sinitro (L) e destro (R). Le impostazioni di tempo e tempo in chiave si possono regolare sul pannello di Trasporto. ci sono quindi 239 tick per nota da 1/16 (per un posizionamento molto preciso). Il primo valore è il numeratore (numero di beat nella misura). D Il tempo in chiave s’imposta cliccando su uno dei due valori nel campo TIME SIGNATURE e usando i controlli freccia a destra. in step di 1/ 1000 di BPM. oppure con un doppio-click del mouse nel campo valore e digitando un valore di posizione. La posizione della song è indicata in misure (Bars) movimenti (Beats). digitando una nuova posizione e premendo [Invio].999 BPM (beat al minuto). Tick e Ore/Minuti/Secondi/Millisecondi (in questo ordine) nei campi valore a sinistra dei controlli di trasporto principali. ! Per controllare tempo in BPM e tempo in chiave si può usare anche la traccia Transport . D La posizione si può impostare anche con un doppio-click del mouse in un box valore di posizione. Usando solo i controlli freccia (senza selezione di valore) la posizione della song si sposta rispettivamente in misure o secondi. le posizioni dei locatori s’impostano cliccando su un valore e usando i controlli freccia sul pannello di Trasporto. Si può anche attivare o disattivare il loop premendo il tasto [/] sul pad numerico. D Il tempo (in BPM) si regola anche usando i tasti [+] e [–] del pad numerico. Posizioni dei locatori sinistro (L) e destro (R) I locatori sinistro e destro servono a molte cose (es. Posizione Song Loop On/Off In modalità Loop il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduzione o la registrazione. D Tick: TRANSPORT PANEL 149 . si può anche premere i tasti [1] o [2] sul pad numerico per definire la posizione del locatore sinistro o destro. D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999. definire i limiti di un loop o inserire/rimuovere misure). Per arrotondare il valore al tick più vicino: [Command]-click (Mac)/[Ctrl]-click (Windows) sull’asterisco. mentre il campo a destra consente di regolare il tempo con precisione. le posizioni si definiscono cliccando su un valore e usando i controlli freccia a destra o cliccando sul valore e muovendo il mouse in alto o in basso. D A destra dei display locatori ci sono anche due pulsanti: “L” e ”R”. la sezione da ripetere si specifica impostando i locatori sinistro e destro.per i dettagli vedere il capitolo . Quando si registrano le note. con un doppio-click del mouse nel campo TIME SIGNATURE si apre un box di testo nel quale digitare un tempo in chiave (valido). La cifra a sinistra nel campo di valore TEMPO definisce il tempo in BPM. però. oppure cliccando sul valore e trascinando il mouse in alto o in basso. il secondo è il denominatore (durata di un beat).Tempo e Tempo in chiave La risoluzione in Tick “visualizzata” è 960 PPQ (Impulsi per nota da 1/4).

E’ possibile attivare il pulsante New Dub durante la registrazione . per i risultati migliori è buona norma tenere tutti i livelli dei canali e Master del Mixer al livello più alto possibile all’interno dell’intervallo normale. D Cliccando sul pulsante New Alt si registra un nuovo take alternativo. si può così registrare rapidamente una serie di take e poi scegliere quello migliore (o modificare insieme un misto di take diversi).Pulsanti New Dub/New Alt Pulsante Automation As Perf Ctrl Attivare questo pulsante per registrare l’automazione di un parametro come i controller performance (pitch bend. ma la corsia nota precedente non è silenziata. si crea una nuova corsia nota e la corsia nota precedente è silenziata. Attivando questo pulsante si sente il Click del metronomo su ogni movimento. ecc. se il mix corrente non ha ancora un “equilibrio definitivo” e il clipping sembra essere provocato da singoli canali nel Mixer. TRANSPORT PANEL 150 . ridurre il livello d’uscita in uno dei seguenti modi: D Se i segnali arrivano all’Interfaccia Hardware da un dispositivo Mixer ridurre il livello d’uscita Master proveniente dal Mixer. dover compensare i livelli canale riducendo notevolmente il livello d’uscita Master per evitare il clipping è indicativo del fatto che i livelli dei canali nel Mixer sono troppo alti. Pulsante Pre (pre-count) ! Il clipping si può verificare solo nello stadio d’uscita dell’Interfaccia Hardware. Per i dettagli vedere “Effetti MClass”. E’ possibile attivare il pulsante New Alt durante la registrazione .la nuova corsia nota prende direttamente l’ingresso MIDI. s’illumina l’indicatore “Punched In” e il dato d’auotmazione è temporaneamente sostituito fino a quando si clicca il pulsante “Reset” o Stop sul pannello di Trasporto. in tal caso. con un accento sul primo beat di ogni misura. Ciò consente l’overdub di nuove note mentre si ascolta la registrazione precedente.cioè nella clip nota e non in corsie d’automazione separate. modificando l’impostazione di un parametro automatizzato. In caso di clipping questo indicatore s’illumina per alcuni secondi. Attivando il pulsante “Pre”. Ciò garantisce che i livelli relativi del mix restano intatti. altrimenti. quando si clicca sul pulsante Rec si sente una misura di metronomo di count-in prima che inizi la registrazione vera e propria. si può anche provare ad abbassare l’uscita del dispositivo(i) collegato o abbassare un pò i fader di canale dei canali “incriminati”. D Si noti che se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti del loop. tuttavia. Per i dettagli vedere il capitolo page 67. Indicatore Audio Out Clipping Altri elementi del pannello di Trasporto Pulsante Click Tutti i segnali che arrivano all’Interfaccia Hardware (alle uscite fisiche dell’hardware audio) sono monitorate per verificare un eventuale clipping (saturazione del segnale) nello stadio d’uscita.) . l’automazione torna attiva sul controllo.la nuova corsia nota prende direttamente l’ingresso MIDI. D Cliccando sul pulsante New Dub s’aggiunge una nuova corsia nota alla traccia selezionata. mod wheel. usando il pulsante New Alt sarà silenziata la(e) clip tra i locatori sinistro e destro invece dell’intera corsia nota. non appena si clicca Reset. ✪ Collegando un effetto MClass Maximizer (o MClass Mastering Suite Combi) tra l’uscita finale mixata e l’Interfaccia Hardware si può ottimizzare il volume del mix senza rischiare una pesante distorsione di clipping. Pulsante Quantize During Rec Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording le note registrate sono quantizzate automaticamente. Automation Override La funzione Automation Override s’attiva “afferrando” manualmente un parametro automatizzato. Per esempio. In seguito si può così spostare la clip con tutti i suoi parametri d’automazione (per maggiori informazioni vedere il capitolo “Il Sequencer”). il click si sente sia in riproduzione che in registrazione e il volume si regola con la manopola Level. non nel Mixer di Reason o in qualsiasi altro dispositivo di Reason.

Grafiche. quindi l’audio ha sempre la priorità. si noti che questo indicatore misura la quantità di risorse di processo che il “motore audio” di Reason sta usando. Pulsante ReGroove Mixer Questo pulsante apre il Mixer ReGroove nel quale si può eseguire un editing groove avanzato che influenza la temporizzazione delle note (vedere il capitolo Mixer ReGroove). TRANSPORT PANEL 151 . Indicatore DSP Questa barra grafica indica il consumo di risorse del processore.D Se s’illumina l’indicatore Audio Out Clipping e i segnali arrivano direttamente all’Interfaccia Hardware (senza passare da un Mixer) osservare gli indicatori sull’Interfaccia Hardware. Ridurre il livello d’uscita di tutti i dispositivi collegati alle uscite i cui indicatori sono in rosso. se s’illumina momentaneamente il segmento rosso di uno di essi significa che a quella uscita(e) si sta verificando un clipping. MIDI e il “resto” delle funzioni di Reason sono distribuite tra le risorse di processo non utilizzate dal motore audio. Per maggiori informazioni vedere “Optimizing Performance”.

14 D Reason Hardware Interface .

selezionando appunto la traccia sequencer. Vedere “Uso di Reason come ReWire Slave”. Le configurazioni d’interfaccia MIDI e hardware audio sono descritte nel capitolo “Operazioni audio principali”. In modalità ReWire sono disponibili tutti i 64 canali ed ogni uscita dispositivo inviata a un canale ReWire appare sul rispettivo canale dell’applicazione host ReWire. 2. MIDI Device” nel pannello dell’Interfaccia Hardware. • • Cliccando sul pulsante “More Audio” appaiono due pannelli Audio Out per un totale di 64 uscite. grazie agli ingressi External Control Bus. L’Interfaccia Hardware serve collega Reason al “mondo esterno”. normalmente. Cliccando sul pulsante “Adv. ! Si ricorda che in Reason un clipping audio può avvenire nell’Interfaccia Dispositivo MIDI In Si apre cliccando sul pulsante “Adv. Qui ci sono quattro uscite in uso (LED verdi) e quattro uscite disponibili (LED gialli). Aprendola appare il pannello Audio Out con le 32 uscite disponibili. se un canale spinge l’indicatore nella zona rossa ridurre il livello d’uscita del dispositivo! Usare ReWire Usando Reason con un’applicazione host ReWire compatibile si può assegnare qualsiasi uscita di un dispositivo di Reason a un canale ReWire collegandola a uno degli ingressi audio sul retro dell’Interfaccia Hardware. Scorrere il menu a tendina Device di un canale MIDI e selezionare un dispositivo.Introduzione 3. per un totale di fino a 64 canali MIDI d’ingresso. Il dispositivo MIDI In si usa solo per controllare Reason da un sequencer esterno. S’illumina l’indicatore sotto il campo nome del canale. Normalmente. quindi appare solo un pannello cieco. Selezionare un bus di controllo esterno cliccando sul rispettivo pulsante Bus Select in cima al dispositivo MIDI In. Il menu elenca tutti i dispositivi presenti nella song corrente. Nella pagina Advanced MIDI della finestra Preferences è possibile selezionare fino a quattro bus di controllo esterno (External Control Bus) per le porte MIDI. A questo punto. Questo capitolo descrive le varie sezioni nel pannello del dispositivo. Hardware. Le uscite non disponibili hanno i LED spenti. D I canali collegati alle uscite non disponibili hanno i LED rossi. Tenere d’occhio l’indicatore di clipping sul pannello di trasporto e anche sui singoli indicatori nel pannello Audio Out. Uscite audio Reason supporta fino a 64 canali audio d’uscita distribuiti su due pannelli da 32 uscite ciascuno. si trasmette il MIDI a una traccia via sequencer. per vedere le uscite dalla 33 alla 64 cliccare sul pulsante “More Audio”. l’Interfaccia Hardware è chiusa. Nel dispositivo MIDI In si assegna ogni canale MIDI a un dispositivo nel rack virtuale di Reason: 1. 153 REASON HARDWARE INTERFACE . L’Interfaccia Hardware è sempre presente in cima al rack virtuale e non può essere eliminata. i LED dei rispettivi canali s’illuminano in giallo. D Ogni uscita ha un indicatore e un LED che s’ilumina in verde per ogni canale corrente in in uso (cioè collegato sul pannello posteriore). i dati MIDI su bus e canale MIDI selezionati sono inviati direttamente al dispositivo selezionato scavalcando (bypass) il sequencer di Reason. ogni bus può avere 16 canali MIDI. il nome del dispositivo appare nel campo nome di quel canale MIDI. Qui sono ricevuti i dati MIDI e i segnali audio sono inviati ai canali ReWire o alle uscite fisiche dell’hardware audio. Provare a inviare le note MIDI dal sequencer esterno sul bus e canale MIDI selezionati. MIDI Device” appare il dispositivo MIDI In. D Se l’interfaccia audio ha uscite disponibili ma non utilizzate.

15 D The Combinator .

Per vedere le icone del dispositivo Combinator inserire la spunta nel box “More”. caricando una patch Combi già pronta. Non è necessario che nel rack i dispositivi siano adiacenti. D Creare dispositivi multi-effetto. tutti i dispositivi inclusi nel Combi.) e le rispettive connessioni interne. In pratica. ci sono due tipi di patch Combi. Si crea un dispositivo Combinator con i dispositivi selezionati secondo i seguenti criteri: D Per Combinator è creata una traccia nel sequencer (come quando si creano dispositivi strumento o pattern). in un Combi i dispositivi strumento possono anche essere assegnati a key zone/velocity specifiche. L’ordine interno non cambia. D I dispositivi selezionati sono trasferiti nel “contenitore” di Combinator. In un Combi è possibile creare e salvare complesse catene d’effetti. Si crea un Combinator vuoto. Un dispositivo Combinator si può creare combinando tra loro dispositivi esistenti: 1. ma molto efficace.vedere . In pratica. Selezionare due o più dispositivi con il tasto [Shift].cmb” si crea un Combinator contenente tutti i dispositivi e le impostazioni salvati nel Combi. D I Combi effetti contengono dispositivi effetto che processano il suono.) e suonarli come un singolo strumento in layer. Creare un Combinator cercando le patch Per creare un dispositivo Combinator si possono usare i comandi “Create Instrument” o “Create Effect” (come per ogni dispositivo). ecc. D I dispositivi fuori dal Combi rimangono nello stesso ordine di prima. Il concetto del dispositivo Combinator è semplice. NN-XT. Reason tenta di assegnare automaticamente il primo “dispositivo d’ingresso” e il primo “dispositivo d’uscita” ai connettori dei dispositivi a/dal Combi . I dispositivi Combinator vuoti si possono usare come punto di partenza per la creazione di nuove patch Combi. effetti. Il Combi MClass Mastering Suite (menu Create) è un esempio di Combi effetto.cmb). è possibile anche cercare patch di Combi esistenti. D I Combi strumento contengono dispositivi strumento e generano un suono. In Factory Soundbank ci sono molte patch preset Combinator suddivise in varie categorie. D Selezionare “Combinator” dal menu Create. Le altre connessioni restano invariate. mixer. 155 THE COMBINATOR . le rispettive impostazioni dei parametri e le connessioni audio e CV sono richiamati immediatamente. come quando si carica una patch! Alcune applicazioni tipiche del dispositivo Combinator sono: D Realizzare più strumenti separati o in layer. selezionando una patch “. strumento ed effetto. ! Per i dettagli sul routing automatico vedere “Aggiungere dispositivi al Combi”. 2. D Il nuovo dispositivo Combinator appare sotto quello selezionato più in basso nel rack. Una configurazione Combinator salvata si può caricare come patch “Combi”. D Salvare combinazioni strumento/effetto. Combinator è un contenitore dei dispositivi presenti in un Combi.Introduzione Creare i dispositivi Combinator Creare un dispositivo Combinator vuoto D Aggiungere un Combinator dalla pagina Devices della finestra Tool. Formato della patch Combi Combinator salva i file in formato patch Combi (. Aggiungere un numero qualsiasi di dispositivi strumento (Subtractor. salvando più dispositivi in un Combi è possibile richiamare immediatamente qualsiasi tipo di configurazione (anche la più complessa) in modo semplice e rapido. Creare un Combinator combinando i dispositivi Combinator è un dispositivo che consente di salvare e richiamare qualsiasi combinazione dei dispositivi di Reason (strumenti. Salvare uno strumento insieme all’effetto(i) desiderato(i). Selezionare “Combine” dal menu Edit. ecc.

Creando un nuovo Combinator questa uscita è assegnata automaticamente al primo canale d’ingresso libero sul mixer. THE COMBINATOR 156 . Connessioni interne ed esterne A differenza di altri dispositivi. D Poi c’è il pannello del Controller che appare sempre se il Combinator è aperto.Elementi Combinator La figura seguente illustra un dispositivo Combinator aperto. Vedere “Pannello Controller”. Internamente questa uscita è collegata ai connettori “From Devices”. oltre che le impostazioni Modulation Routing. D I connettori “Combi Input L/R” sono l’ingresso del Combinator (sono usati solo per i Combi effetto). D Nel pannello Programmer ci sono le impostazioni per la mappatura Key e Velocity Zone. D In basso ci sono i dispositivi inclusi nel Combi. D Le uscite “To Devices L/R” si collegano a un ingresso su un dispositivo presente nel Combi effetto. Lo spazio vuoto in basso serve per aggiungere altri dispositivi a un Combi con un drag & drop del mouse. Vedere “Linea d’inserzione”. Presenta un display che (tra le altre cose) mostra il nome del Combi corrente caricato e i pulsanti standard Select/Browse/Save della patch. Connessioni esterne Il pannello frontale del Combinator è costituito dai seguenti elementi (dall’alto in basso): D Il pannello stretto in alto appare sempre anche chiudendo l’intero Combinator. I dispositivi si possono mostrare o nascondere cliccando sul pulsante “Show Devices” nel pannello Controller. Connessioni Interne D Agli ingressi “From Devices L/R” sono collegate le uscite provenienti dai dispositivi presenti nel Combi. Vedere “Usare il Programmer”. D I connettori “Combi Output L/R” sono l’uscita audio del Combinator. D Le connessioni interne indicano come sono collegati i dispositivi nel Combi. Il Programmer si può mostrare/nascondere cliccando sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller. Questa uscita si collega a un dispositivo esterno al Combi (in genere un mixer). Internamente questo ingresso è collegato ai connettori “To Devices”. D Le connessioni esterne si usano per collegare un Combinator ai dispositivi fuori dal Combi. Combinator contiene sia le connessioni audio esterne che interne. cliccando nello spazio vuoto in modo che appaia la linea rossa d’inserzione il Combi diventa contenitore target per i nuovi dispositivi creati dal menu Create.

l’uscita del mixer può essere poi collegata ai connettori “From Devices” e il Combi sarà autonomo (self-contained). D Tutte le connessioni a/da un Combi devono quindi passare dai connettori To/From Devices sul dispositivo Combinator. 157 THE COMBINATOR . nel display nome della Patch del pannello frontale appare la scritta “External Routing”. In un Combi le connessioni di routing esterno sono indicate sui pannelli frontale e posteriore del Combinator. Selezionando questi tre dispositivi strumento (ma non il mixer) e poi selezionando “Combine” solo uno dei dispositivi sarà assegnato automaticamente ai connettori “From Devices”. per i Combi con più di 2 uscite dispositivo si deve quindi inserire un mixer. Quindi: D Combinando più dispositivi strumento. Il motivo è che queste connessioni non sono salvate nella patch Combi. perchè il Combi sia autonomo tutte le connessioni a/ da un Combinator devono passare dai connettori “To/From Devices”. ✪ Il mixer Line è ideale per il mixaggio delle uscite dispositivo nei Combi. E’ comunque possibile usare un Combi con connessioni esterne nel contesto di una song (ove tutti i routing sono salvati con la song). mentre gli altri due avranno le stesse connessioni che avevano prima di essere combinati tra loro. Strumenti ed effetti collegati a un mixer Line nel Combi. basta ricordare che le connessioni esterne non faranno parte della patch! Come evitare connessioni di routing esterne Come descritto in precedenza. collegarli a un mixer e includere il mixer nel Combi.Routing esterno Un singolo dispositivo nel Combi collegato direttamente a un dispositivo fuori da Combinator si chiama connessione esterna (“External Routing”) che in genere è meglio evitare. Tutte le uscite del dispositivo strumento nel Combi possono così essere collegate a canali d’ingresso separati nel mixer. Supponiamo di combinare tre dispositivi strumento (ciascuno con uscite stereo collegate a un mixer) per creare un Combi strumento in split o in layer. in modo che il Combi sia autonomo. mentre sul pannello posteriore s’illumina un LED.

Routing automatico Il routing automatico dei dispositivi in un Combi è simile a quello dei dispositivi nel rack: D Se in un Combi è selezionato un dispositivo. oppure si nascondono i dispositivi. La linea d’inserzione rimane selezionata fino a quando si seleziona un altro dispositivo (nel Combi o nel rack). • Selezionando “Initialize Patch” per un Combinator si cancellano tutti i dispositivi e appare la linea d’inserzione. Selezionando un dispositivo dal menu Create esso apparirà sotto il dispositivo selezionato (proprio come nel rack). nel sequencer si crea una traccia per il dispositivo. • Creando un nuovo Combi la linea d’inserzione si seleziona automaticamente. 3. Aggiungere dispositivi con un drag & drop E’ possibile spostare i dispositivi nel rack che si trovano fuori dal Combi nel contenitore del Combinator. D Per i dispositivi aggiunti a un Combi non sono create automaticamente tracce nel sequencer. quest’ultimo è aggiunto sotto il dispositivo selezionato e collegato al primo canale d’ingresso disposnibile del mixer. THE COMBINATOR 158 . per i dispositivi ridotti si cliccare ovunque fuori dai parametri veri e propri. quest’ultimo è collegato come effetto in Insert al dispositivo strumento. • Se è selezionato un mixer e si crea un effetto. Nei dispositivi effetto. Se il Combi non contiene dispositivi lo spazio vuoto è sotto il pannello Controller. • Usando i tasti freccia si possono scorrere e selezionare i vari dispositivi correnti presenti nel Combi. • Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un effetto. Per aggiungere più di un dispositivo. Creare nuovi dispositivi in un Combi Perchè Combinator diventi il dispositivo target per i dispositivi creati si deve usare uno dei metodi seguenti: D Mostrare la linea d’inserzione (vedere ). essi sono collegati in serie. quest’ultimo è collegato al mixer come effetto in Send. • Se è selezionato un effetto e si crea un nuovo dispositivo effetto. il nuovo dispositivo apparirà sotto la linea d’inserzione alla base del contenitore del Combi. • Premendo [Shift] e creando un nuovo dispositivo non si ha un routing automatico. Mostrare la linea d’inserzione La linea d’inserzione si seleziona/mostra con uno dei seguenti metodi: • Cliccando nello spazio vuoto alla base del contenitore del Combinator. 2. la procedura è la seguente: 1. selezionando lo spazio vuoto appare la linea d’inserzione. D Si noti che mostrando la linea d’inserzione di seleziona automaticamente il Combinator. • Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e creando un nuovo dispositivo. Si noti che la linea rossa può essere a sinistra di un dispositivo (ad indicare che il dispositivo spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo (ad indicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo). sarà collegato automaticamente anche l’ingresso ai connettori “To Devices”. D Per poter selezionare la linea d’inserzione assicurarsi che il pulsante “Show Devices” sul pannello Controller del Combinator sia illuminato. Creando un dispositivo con la linea d’inserzione visibile. ma selezionando il Combinator non appare automaticamente la linea d’inserzione. la sua uscita sarà collegata automaticamente ai connettori “From Devices”. Quando appare la linea d’inserzione i nuovi dispositivi creati sono aggiunti al Combinator. D La linea d’inserzione appare nello spazio vuoto alla base del contenitore Combinator (sotto tutti i dispositivi presenti nel Combi). Trascinare il dispositivo(i) nel Combinator. • Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un altro strumento. [Shift]-selezione dei dispositivi.Aggiungere dispositivi al Combi Linea d’inserzione D Selezionando un dispositivo nel Combi (ma non il Combi vero e proprio). quello nuovo creato appare sotto il dispositivo selezionato secondo i seguenti criteri standard. Per i dispositivi a grandezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra gli slot del rack). Cliccare nell’area “maniglia” del dispositivo. E’ possibile anche aggiungere i dispositivi nello spazio vuoto alla base del contenitore del Combi. Una spessa linea rossa verticale indica dove sarà collocato il dispositivo(i). D Aggiungendo un dispositivo a un Combi vuoto.

nel Combi non ci sono ingressi liberi sul mixer) il dispositivo non si collega a niente. Se ci sono. Le connessioni esistenti nel rack sono mantenute. D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Shift] premuto. Selezionare “Paste Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale). se non è possibile il routing automatico di un dispositivo trascinato (per esempio. Selezionare “Copy Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale). D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) premuto. Il routing tra i dispositivi trascinati è mantenuto. si può eseguire un drag & drop o copia/incolla per aggiungere un Combi ad un altro Combi. 159 THE COMBINATOR .D Non c’è un routing automatico. quando si trascina appare un contorno dei dispositivi e una linea rossa indica la posizione d’inserzione. 4. il Combinator tenta il routing automatico alla posizione d’inserzione nel rack secondo i criteri standard. D Premendo il tasto [Shift] mentre si trascina. Combinare due Combi D Il Combi inferiore è “scombinato” e i dispositivi s’aggiungono al Combi superiore nel rack quando li si combina. Aprendo il menu Create quando è selezionata la linea d’inserzione o un dispositivo in un Combi. essi sono copiati senza routing automatico. quindi ci potrebbero essere connessioni di routing esterne (vedere “Routing esterno”). Selezionare un dispositivo nel Combi o cliccare nello spazio vuoto per visualizzare la linea d’inserzione. 1. Il routing esistente rimane invariato. L’uscita “From Devices” e l’ingresso “To Devices” (se ci sono) nel Combi “scombinato” sono collegati automaticamente al Combi target secondo i criteri standard. D Premendo [Shift] mentre si trascina (o incolla) i dispositivi “scombinati” sono collegati automaticamente (come se fossero un singolo dispositivo). D Incollandoli i dispositivi sono aggiunti sotto il dispositivo corrente selezionato o la linea d’inserzione nel Combi. Non si ha un routing automatico. 2. Spostare i dispositivi all’interno di un Combi Come per i dispositivi nel rack. D Premendo [Shift] quando s’incolla Reason tenta un routing automatico secondo i criteri standard. Il routing esistente rimane invariato. Combinare i dispositivi in un Combi con quelli nel rack Combinando alcuni dispositivi in un Combi con quelli nel rack. sul display nome del Combinator appare la scritta “External Routing” (e sul retro del Combinator s’illumina un LED). Non si ha un routing automatico. Tuttavia. si applicano i seguenti criteri: D I dispositivi nel Combi trascinato (o incollato) sono “scombinati” (cioè è rimosso il Combinator vero e proprio) e aggiunti sotto la posizione d’inserimento nel Combi target. Il routing automatico è tenuto presente sia per un Combi effetto che strumento. D Premendo [Shift] mentre si trascina. Quando si trascina appare il contorno del Combinator ed una linea rossa indica la posizione d’inserzione. D Selezionare il Combinator cliccando sul contenitore e trascinarlo alla nuova posizione. l’elemento Combinator sarà sfumato in grigio. i dispositivi combinati sono rimossi dalle loro posizioni originali e aggiunti a un nuovo Combi (sotto quello “originale”). D Premendo il tasto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) mentre si trascina si crea una copia del Combi. Aggiungere i dispositivi con un copia/incolla E’ possibile copiare i dispositivi e incollarli in un Combi. Aggiungere un Combi ad un Combi I Combi “annidati” (cioè un Combi all’interno di un altro Combi) non sono supportati. il dispositivo(i) tenta il routing automatico alla posizione d’inserzione secondo i criteri standard. Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) + [Shift] il Combi copiato è collegato automaticamente secondo i criteri standard. Usando allo stesso tempo il tasto [Shift] Reason tenta un routing automatico in base ai criteri descritti in precedenza. Gestire un Combi Spostare l’intero Combi La procedura è molto simile a quella per gli altri dispositivi nel rack. essi si scollegano dal rack e si collegano automaticamente in base alla posizione d’inserzione. Selezionare i dispositivi da copiare. sono mantenute tutte le connessioni. sono mantenute tutte le connessioni. 3.

Scombinare i dispositivi Per scombinare un intero Combi o i dispositivi selezionati in un Combi: D Selezionando un Combinator e poi “Uncombine” dal menu Edit. Premendo [Shift] mentre si trascina. THE COMBINATOR 160 . il dispositivo(i) tenta il routing automatico al rack secondo i criteri standard.Spostare i dispositivi fuori da un Combi Spostando i dispositivi fuori da un Combi ecco cosa avviene: D Il routing rimane intatto e può darsi che s’illumini l’indicatore External Routing. muovendo la rotellina Mod si può applicare il vibrato a un dispositivo e cambiare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro in un altro dispositivo. il Combinator è rimosso e tutti i dispositivi contenuti nel Combi si collegano al rack come un singolo dispositivo. quindi può darsi che ci sia un routing esterno. D Quando un Combinator ha un ingresso MIDI e il Combi contiene più dispositivi strumento. Le connessioni restano invariate. • I parametri si assegnano nella sezione Modulation Routing del pannello Programmer (vedere “Sezione Modulation Routing”). oppure premere il tasto [Backspace]. D Nel pannello Programmer si può disattivare l’opzione Recieve Note o i dati controller performance selezionati dei singoli dispositivi strumento. Rotelline Pitch Bend e Modulation Tracce sequencer e riproduzione dei Combi Quando si crea un Combinator si crea automaticamente una traccia sequencer con la messa a fuoco MIDI. • Per esempio. questi controlli non sono assegnati ad alcun parametro nei nuovi Combi. E’ il pannello principale del dispositivo Combinator. Pannello Controller Eliminare i dispositivi in un Combi Funziona come per i dispositivi nel rack. questi ultimi sono inviati a tutti i dispositivi strumento in un Combi strumento. • I movimenti dei controlli virtuali possono essere registrati come automazione. I dispositivi che prima erano collegati ai connettori “To/From Devices” ora si collegano al rack come era collegato il Combinator (via uscita e ingresso del Combinator). Per i dettagli vedere “Usare il Programmer”. Cliccando Play sul pannello di trasporto si attiva automaticamente la funzione “Run Pattern Devices”. La condizione on/off di questo pulsante non è salvata nella patch Combi. • Cliccando sull’etichetta di una manopola o pulsante si può scrivere il nome adatto. proprio come per i dispositivi strumento standard. D Quando la traccia Combinator riceve dati MIDI entranti. ✪ In Factory Sound Bank le patch Combi contenenti i dispositivi pattern hanno la scritta “(run)” alla fine dei rispettivi nomi patch. • Ogni controllo può essere assegnato a un numero qualsiasi di parametri. Di default. Ciò significa che le impostazioni nel dispositivo strumento determinano cosa avviene quando si applica pitch bend o modulation. Controlli virtuali D Le quattro manopole e pulsanti al centro del pannello Controller sono controlli “virtuali” che possono essere assegnati a parametri e funzioni nei dispositivi contenuti nel Combi. Pulsante Run Pattern Devices Serve per avviare/fermare tutti i dispositivi pattern inclusi nel Combi (è come cliccare il pulsante Run sul pannello del dispositivo pattern). Le rotelline Pitch e Mod sul pannello Controller rispecchiano le azioni corrispondenti eseguite sulla tastiera master (come per i dispositivi strumento standard). • Anche il pitch bend è applicato secondo le singole impostazioni nel campo Range di tutti i dispositivi strumento in un Combi. D Scombinando alcuni dispositivi selezionati in un Combi li si rimuove dal Combi aggiugendoli al rack sotto il Combi stesso. questi ricevono tutti i dati pitch bend e modulation. selezionare il dispositivo e scegliere “Delete Device” dal menu Edit. Significa che i dispositivi saranno configurati in layer quando si suona (e sarà tenuto conto dei valori velocity e key range di default). come i dispositivi strumento ha le rotelline Pitch/Mod e altri controlli.

Cliccando su un dispositivo nell’elenco lo si seleziona per l’editing. hanno le giuste dimensioni e sono un buon punto di partenza per la creazione di nuovi sfondi. è possibile definire le proprie etichette per i controlli assegnabili e cambiare colore e aspetto del pannello. l’area sottostante indica il key range di ogni dispositivo strumento.” dal menu Edit. D A sinistra del pannello Programmer sono elencati i dispositivi presenti nel Combi corrente. assegnando i parametri del dispositivo a manopole e pulsanti del pannello Controller.. D Le dimensioni del file immagine devono essere di 754 x 138 pixel. l’impostazione dei range velocity per i dispositivi strumento e il routing di modulazione. Questa funzione permette di cambiare “pelle” al pannello Controller. D A destra c’è la sezione Modulation Routing ove si possono assegnare i parametri ai controlli sul pannello Controller. Sfondi template Installati con il programma ci sono sfondi template.. D Selezionare il Combinator e scegliere “Select Backdrop. utili per personalizzare gli sfondi.psd (Photoshop) contiene più layer. Funzione Select backdrop. D Per vedere il pannello Programmer cliccare sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller.psd). D Per inserire le proprie etichette di testo per i controlli virtuali. Riappare lo sfondo originale del pannello Combinator. • Tutti gli effetti in Send collegati a un dispositivo mixer sono disattivati.. La cartella “Combi Backdrops” è nella cartella “Template Documents” all’interno della cartella programma di Reason. Cliccare su un’etichetta. Vedere a page 163. Si apre il browser Image che consente di selezionare un file immagine in formato JPEG (. D Manopole. Usare il Programmer Il Programmer si usa per la mappatura dei tasti. • Cliccando su questo pulsante non s’influenzano i dispositivi effetti già bypassati o disattivati. 161 THE COMBINATOR . gli sfondi creati in Photoshop devono essere salvati come file JPEG. D La sezione Key Mapping al centro presenta una tastiera con una barra di scorrimento orizzontale in alto. rimuovere il testo corrente e premere [Invio]. Il Programmer appare sotto il pannello Controller.Pulsante Bypass All FX Questo pulsante bypassa tutti i dispositivi effetto in un Combi. Sono disponibili due template. D Il template . bisogna prima rimuovere le etichette originali. display nome patch e pulsanti non si possono ridisegnare.jpg). uno in formato JPEG l’altro in formato Adobe Photoshop (. D Per rimuovere uno sfondo selezionare “Remove Backdrop” dal menu contestuale. Prima di usarli in Reason. nello stesso ordine con cui appaiono nel contenitore del Combinator. funziona così: • Tutti i dispositivi effetto in Insert del Combi passano in modalità Bypass. pulsanti..

D Disattivando il box “Receive Notes” il dispositivo selezionato non risponderà ai messaggi di nota MIDI entranti. Se è selezionato un dispositivo non-strumento questo box non è mai attivo. Funzione Transpose Il campo Transpose nell’angolo in basso a destra consente di trasportare l’intonazione del dispositivo strumento corrente selezionato.Key Mapping dei dispositivi strumento Ogni dispositivo strumento può avere il proprio key range separato (cioè il tasto più grave e acuto che triggerano il dispositivo). Con uno dei metodi impostare il key range desiderato per il dispositivo selezionato. l’intervallo è +/. è selezionato l’intero intervallo (da C -2 a G 8).vedere in seguito. Di default. ma le note sopra e sotto l’intervallo stabilito suoneranno dispositivi distinti. ciò consente di creare split e layer per i dispositivi strumento presenti in un Combi. Sempre che non siano stati configurati velocity range . D Trascinando la barra orizzontale si può anche spostare intere key zone orizzontalmente (cambiando quindi i rispettivi key range). Tastiera virtuale Si può usare la tastiera virtuale per ascoltare i dispositivi strumento selezionati premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sui tasti. il rispettivo(i) controller non sarà ricevuto dal dispositivo strumento selezionato.cioè suonati nello stesso momento. D Questi box consentono di controllare se i dati dei controller Note/MIDI Performance sono ricevuti da ogni dispositivo strumento in un Combi. Box di spunta Receive Notes/MIDI Performance Controller Nell’angolo in basso a sinistra del Programmer c’è il campo Receive Notes con il rispettivo box di spunta e sotto ci sono i box di spunta per tutti i controller MIDI performance standard (Pitch Bend/Mod Wheel/Breath/Expression/Sustain Pedal/ Aftertouch). D Naturalmente si possono configurare intervalli sovrapposti ove le note all’interno di un key range definito sono in layer su due (o più) dispositivi. Al termine. THE COMBINATOR 162 . Non si sposta la mappatura tasti. Assicurarsi che la traccia Combinator abbia il focus MIDI. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra. il dispositivo suona solo le note all’interno del key range definito.3 ottave in step di semitoni. D Disattivando uno qualsiasi dei controller Performance. 1. può essere selezionato un solo dispositivo alla volta. effetti e mixer) non hanno key range. Ci sono vari modi per modificare il key range corrente: D Cliccando nei campi valore Key Range Lo e Key Range Hi e muovendo il mouse in alto o in basso. D In un Combi i dispositivi strumento che condividono lo stesso key range sono disposti in layer . ma solo l’altezza del dispositivo selezionato. i dispositivi non strumento (es. 2. D Configurando i key range per i dispositivi in un Combi si creano strumenti split. Di default sono tutti attivi (On). Il key range del dispositivo corrente selezionato è evidenziato e indicato da una barra orizzontale sotto il display della tastiera e in numeri nota nei campi Key Range Hi e Key Range Lo alla base del pannello Programmer. D Muovendo le “maniglie” della barra orizzontale nel display centrale. Può essere necessario usare la barra di scorrimento in alto per “vedere” le maniglie. Per esempio. 3. le note più gravi di C 2 potrebbero triggerare un dispositivo che suona un basso e le note più acute di C 2 triggerare un dispositivo che suona un pad.

i valori di velocity tra 81 e 100 triggerano i suoni dei Dispositivi 2 e 3. Analogamente. premendo leggermente il tasto è trasmesso un valore basso di velocity. 3. Intervalli di velocity completi e parziali Nel display Key Map si vedono i dispositivi con intervalli di velocity modificati: • I dispositivi con l’intervallo di velocity completo (0 . D L’intervallo disponibile per ogni parametro selezionato è indicato nei campi Min/Max della sezione Modulation Routing. La maggior parte di cursori e manopole sui dispositivi reali adottano lo standard 0127 o l’intervallo da -64 a +63. Controlli manopola e pulsante I controlli virtuali manopola e pulsante funzionano in modo molto simile ai controlli equivalenti sui dispositivi hardware: D Un controllo manopola può variare in modo continuo i valori di un parametro (es.Definire i Velocity Range per i dispositivi strumento Configurando i dispositivi strumento in modo che i rispettivi key range si sovrappongono – completamente o parzialmente – si può usare il velocity switching per stabilire quali dispositivi sono riprodotti in base alla forza con la quale si suona la tastiera MIDI. Sezione Modulation Routing La sezione Modulation Routing consente di assegnare qualsiasi parametro o funzione nei dispositivi presenti in un Combi a qualsiasi controllo manopola o pulsante del pannello Controller. Per farlo si devono definire degli intervalli di velocity. ad esempio). Una volta definito questo intervallo. Se una forma d’onda dell’LFO è assegnata a uno dei pulsanti virtuali. mentre premendolo con forza è trasmesso un valore di velocity superiore. per esempio: D Il dispositivo 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 60. il dispositivo sarà triggerato solo dalle note all’interno di questo intervallo di velocity. • I dispositivi con qualsiasi altro intervallo di velocity sono striati. selettori e controlli freccia possono avere qualsiasi intervallo di valori. D Il dispositivo 3 ha un intervallo di velocity da 81 a 127. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra. D Un controllo pulsante seleziona due valori (come un selettore On/Off). Il dispositivo ha un velocity range parziale (indicato dalle striscie). Di default è selezionato l’intero intervallo dei valori (0 . si potranno selezionare solo due delle sei forme d’onda dell’LFO (quale essa sia dipende dall’intervallo Min/Max). Non importa se sui vari dispositivi di Reason ci sono pulsanti che scorrono una serie di valori (i pulsanti LFO Waveform. 2. Cliccare nei campi valore Velocity Range Lo e Velocity Range Hi quindi muovere il mouse in alto o in basso per impostare rispettivamente un intervallo di velocity low e high. Ogni volta che si preme un tasto sulla tastiera MIDI è trasmesso a Reason un valore compreso tra 1 e 127. 163 THE COMBINATOR . effetti e mixer) non hanno intervallo di velocity. D Il dispositivo 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 100.127) sono indicati solo da un contorno.127). Intervalli di velocity sovrapposti Si può definire la sovrapposizione degli intervalli di velocity. 1. un livello) o selezionare valori fissi (come i controlli freccia della forma d’onda nella sezione Oscillator di Subtractor). i dispositivi non-strumento (es. 127 100 80 60 40 Device 3 20 Device 2 Device 1 Deispositivo 3 Deispositivo 2 Deispositivo 1 Velocity Velocity 0 I valori di velocity tra 41 e 60 triggerano le note di entrambi i Dispositivi 1 e 2. Questo valore di velocity determina quali dispositivi suonano o meno.

Selezionare il dispositivo del quale assegnare i parametri nell’elenco Device a sinistra. 2. Si può specificare un intervallo per il parametro cliccando nelle colonne Min e Max e trascinando il mouse in alto o in basso. D Le colonne Min/Max permettono di specificare un intervallo di valori per il controllo virtuale. Per fare in modo che il dispositivo selezionato riceva le note attivare questa opzione. ma ogni campo si può impostare a qualsiasi manopola/pulsante o controller performance cliccando sulla freccia ed eseguendo una selezione dal menu a tendina. 3. Il nome del dispositivo selezionato appare nel campo Device della sezione Modulation Routing. Il parametro è assegnato e il suo nome appare nella colonna Target del controllo corrispondente. THE COMBINATOR 164 .Assegnare i parametri a un controllo La procedura è la seguente: 1. D Infine. avendo due Subtractor e un Malström in un Combi si potrebbe creare una manopola “master” della frequenza di taglio del filtro (cutoff) che controlla questo parametro in tutti e tre i dispositivi. 4. la sezione Modulation Routing ha quattro colonne: D Di default. E’ possibile quindi realizzare controlli multi-funzione che agiscono simultaneamente su più parametri. 5. Nel menu che appare sono elencati tutti i parametri disponibili del dispositivo. Di default è impostato l’intervallo di valori massimo disponibile. gli ultimi due campi non sono assegnati a niente. si può assegnare un altro parametro allo stesso controllo manopola o pulsante usando lo stesso metodo. Per esempio. Per assegnare un parametro cliccare nella colonna Target del controllo manopola o pulsante al quale assegnarlo. 7. Selezionando un altro dispositivo nell’elenco Device a sinistra. la colonna Source elenca i quattro controlli manopola e pulsante. D Nei menu a tendina nella colonna Target ci sono tutti i parametri del dispositivo selezionato. muovendo o premendo la manopola o pulsante assegnato si controlla il parametro al quale il controllo è stato assegnato. Selezionare il parametro da assegnare al controllo. in ogni elenco a tendina Target c’è l’opzione per la ricezione o meno dei dati nota. 6. A questo punto. Di default.

Ciò vale anche per le connessioni CV tra i dispositivi in un Combi e il Combi stesso . Ingressi Modulation In questa sezione ci sono gli ingressi standard CV Mod Wheel e modulazione Pitch Bend. se un dispositivo Matrix nel Combi è collegato a uno degli ingressi CV sul pannello posteriore del Combi. mentre il segnale all’ingresso Gate consegna la nota On/Off e la rispettiva velocity. ciò consente di usare il controllo CV per quasi tutti i parametri di Reason! 165 THE COMBINATOR .per esempio.Nominare un controllo Quando si eseguono assegnazioni del routing di modulazione è meglio dare al controllo associato un nome descrittivo che ne rifletta l’azione (per esempio. Sul retro del Combinator ci sono i seguenti connettori CV: Ingressi Sequencer Control Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare il Combinator da un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un RPG-8). Connessioni CV Le connessioni CV tra i dispositivi nel Combi sono salvate con le patch Combi. oltre che gli ingressi di modulazione per i quattro controlli manopola. Vibrato On/ Off o il nome del parametro controllato). il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza della nota. Per farlo. ! Il parametro(i) assegnato a un controllo manopola può quindi essere modulato da un segnale CV. cliccare sull’etichetta nel pannello Controller e digitare un nuovo nome.

16 D The Mixer .

una sezione EQ. pulsanti Mute e Solo. Le “strisce” canale verticali sono identiche e presentano (dall’alto in basso) quattro Aux Send. timbro (EQ) e mix effetti (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato. Naturalmente. Ogni striscia canale del Mixer 14:2 contiene gli elementi elencati alla pagina seguente: 167 THE MIXER . Il Mixer 14:2 è molto simile a un mixer tradizionale hardware. ogni parametro del mixer può essere automatizzato e se servono altri canali basta semplicemente creare un altro mixer! Pulsanti Mute (M) e Solo (S) buttons Controllo Pan Fader canale Indicatore canale Etichetta canale ! Si noti che se prima di aver creato un dispositivo audio non è stato creato un mixer l’uscita del dispositivo audio è assegnata automaticamente alle uscite audio hardware attraverso l’Interfaccia Hardware di Reason (dispositivo Audio Out).Introduzione Striscia canale AUX Send 1-4 Selettore pre-fader per l’AUX Send 4 Pulsante EQ On/Off button Controlli EQ Treble e Bass controls Il Mixer 14:2 consente il controllo di livello. ha 14 canali d’ingresso (stereo) combinati e assegnati alle uscite master Left e Right. posizione stereo (Pan). un controllo Pan e un fader di livello.

Bass: +/. Send effetti ausiliari 1. l’effetto è assegnato automaticamente ai primi jack Send/Return disponibili.127 4 (AUX Send) fetti. [Command]/[Ctrl]-click sulla manop.in genere gli ef. L’uscita dell’effetto torna poi agli ingressi AUX Return del Mixer (vedere a page 170) ove è mixata con il segnale diretto “dry” (non-processato). Si notino anche le modalità di EQ .vedere page 169. i Send sono stereo ma si possono usare anche in mono. In modalità pre-fader. Etichetta canale Ad ogni canale del mixer è collegato un dispositivo. N/A Indicatore canale L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale. Treble: +/. cliccare di nuovo sul pulsante Mute per On/Off e Solo (S) togliere il canale dal Muto. Controllo Pan Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del canale nel campo stereo. ma in tal caso i canali in Solo non si possono silenziare con il pulsante Mute.0 . Bass Cliccare sul pulsante EQ per attivare la sezione EQ del mixer. regolando i fader. indicato da un’etichetta a sola lettura con il nome a sinistra del fader. Le uscite AUX Send sono prelevate dopo il fader del canale (post-fader). Se serve un’equalizzazione più precisa si può sempre usare un EQ parametrico PEQ-2 come effetto in Insert su un dispositivo. ma per l’AUX Send 4 si può anche scegliere la modalità pre-fader (cliccando sul pulsante “P” accanto al Send in modo che s’illumini). E’ possibile mettere in Solo più canali contemporaneamente.: |Elemento Fader canale |Descrizione |Intervallo valore Il fader canale controlla il livello d’uscita del rispettivo canale. Controlli EQ Treble e I controlli d’EQ Treble e Bass attenuano o enfatizzano rispettivamente le frequenze più alte e basse del segnale. Creando un dispositivo effetto quando è selezionato il Mixer.24 dB a 12 kHz. Si può quindi controllare la quantità dell’effetto applicata a qualsiasi dispositivo collegato a un canale del Mixer con la rispettiva manopola AUX Send. Pulsanti Mute (M) Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del canale stesso. per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo.-64 – 0 – 63 ola Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione centrale).0 . Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli altri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo.127 erato tra i vari dispositivi collegati al Mixer. il livello Send è indipendente dal fader del canale. si stabilisce l’equilibrio di mixaggio desid. se il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa N/A abbassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del mixer o il fader del canale stesso per evitare distorsione. THE MIXER 168 .I quattro AUX Send indipendenti controllano la quantità di segnale del canale inviata ad altri dispositivi .24 dB a 80 Hz.

sul retro del Mixer c’è un selettore. Fader Master Modalità d’EQ Il fader Master L/R controlla il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer.5 i moduli d’EQ nel Mixer sono stati perfezionati per avere suono e timbrica migliori. il Send è prelevato dopo i controlli EQ e Pan ma prima del fader.Percorso del segnale nel Mixer Il percorso del segnale in un canale del Mixer è il seguente: Modalità pre-fader Aux 4 Ingress EQ Pan Mute Fader AUX Send Sezione Aux Return AUX Return Solo Uscita Master L/ Dispositivi effetto Si noti che la funzione Solo è “in loco”.. quindi se il canale utilizza i Send ausiliari inviati ai dispositivi effetto. si usa per modificare il livello relativo di tutti i canali. ogni canale Aux Return ha un proprio controllo di livello e un’etichetta a sola lettura con il nome del dispositivo collegato ad esso. spostarlo in posizione “Improved EQ” per i nuovi tipi d’EQ o in posizione “Compatible EQ” per l’EQ vecchio stile. Tuttavia. per riprodurre song realizzate in versioni precedenti di Reason è meglio usare la “vecchia” modalità d’EQ in modo che le song suonino esattamente uguali. nel segnale d’uscita in Solo ci sarà anche il canale(i) in Solo con inclusi gli effetti Aux Send. eseguire fade-out. 169 THE MIXER . La sezione Aux Return offre ha ingressi stereo “extra” oltre ai 14 canali stereo del Mixer. Si noti inoltre che se per l’Aux 4 è attiva la modalità pre-fader. A questo proposito. In Reason 2. In entrambi i casi i parametri sono esattamente gli stessi. La funzione principale dei canali Return è fornire gli ingressi per i dispositivi effetti in Send. ecc.

Altrimenti. Per collegare un Send all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left (Mono). D Si noti che alcuni effetti (es. ma si usano in Insert (l’intero segnale attraversa l’effetto). D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia d’ingresso disponibile sull’Interfaccia Audio Hardware. ci sono due ingressi Control Voltage (CV) con i rispettivi potenziometri di regolazione tensione per il controllo in tensione di livello e Pan del canale da altri dispositivi. ✪ Si noti che le uscite Master non devono necessariamente essere inviate direttamente all’Interfaccia Audio Hardware. Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono.Connessioni In genere. Uscite Master Left/Right Uscite Send ausiliarie (AUX Send) D I quattro jack Send Out stereo normalmente si usano per collegare gli ingressi dei dispositivi effetto. Si usano connettori particolari per “concatenare” due o più Mixer tra loro. D Ci sono quattro jack d’ingresso Return stereo. si può usare l’AUX Send 4 in modalità pre-fader e abbassare completamente il fader del canale. il conpressore COMP-01 o l’equalizzatore parametrico PEQ-2) non sono destinati all’impiego in Send. tutti i jack ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Mixer 14:2. l’uscita Send è prelevata post-fader ma per l’AUX Send 4 è possibile scegliere la modalità pre-fader. Normamente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto. La procedura è descritta a page 171. Essa invia a sua volta l’audio alle uscite dell’hardware audio. D Inoltre. un ingresso Control Voltage (CV) con il rispettivo potenziometro consente il controllo in tensione del livello Master da un altro dispositivo. per esempio. Collegando un Send a un dispositivo effetto la rispettiva manopola AUX Send determina il livello del segnale inviato al dispositivo effetto per ogni canale. Ritorni ausiliari (AUX Return) Connessioni canale Mixer D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento dei dispositivi audio. THE MIXER 1 70 . si potrebbero collegare a un effetto e poi inviare le uscite dell’effetto all’interfaccia Hardware. D Inoltre.

Se servono altri canali del Mixer basta creare un nuovo Mixer. ! L’unica eccezione è la funzione Mute/Solo che non è concatenata. facendolo.Concatenare i Mixer Mixer non concatenati o parzialmente concatenati E’ possibile anche concatenare solo in parte i Mixer o non concatenarli affatto. D Si potrebbe inviare l’uscita Master di un Mixer a un’altra coppia d’ingresso Audio In dell’Interfaccia Hardware invece che agli ingressi Chaining Master. D Le quattro uscite Aux Send stereo del nuovo Mixer creato sono collegate ai jack Chaining Aux del Mixer originale. D Su un Mixer. E’ possibile creare tutti i Mixer desiderati. In questo modo i due Mixer lavorano come un unico Mixer. 1 71 THE MIXER . Mettendo in Solo un canale su uno dei Mixer cioè non si silenziano i canali nell’altro Mixer. Il livello d’uscita Master del nuovo Mixer si può così controllare con il fader Master del Mixer originale (questo fader controlla quindi il livello d’uscita Master di entrambi i Mixer). ad esempio. essi saranno concatenati allo stesso modo. D L’uscita Master del nuovo Mixer creato è collegata all’ingresso Chaining Master del Mixer originale. Basta scollegare uno o più cavi che vanno dai jack Send Out ai jack Chaining Aux e assegnare nuovi effetti in Send. i Mixer si collegano automaticamente attraverso i jack “Chaining Master” e “Chaining Aux”. Il nuovo Mixer può accedere così a tutti gli effetti Aux Send collegati al Mixer originale attraverso gli stessi Aux Send corrispondenti. può essere necessario avere effetti Aux Send diversi. con un Mixer che agisce da “Master” (controlla cioè il livello Master di tutti i Mixer della catena e fornisce le sorgenti effetto Aux Send). Due Mixer concatenati sono collegati così (il Mixer in alto è quello “Master”).

17 D The Line Mixer 6:2 .

se il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa abbassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del mixer o il controllo di livello stesso. ma in tal caso i canali in Solo non si possono silenziare con il pulsante Mute. un controllo Pan e uno di livello: |Elemento Controllo di livello |Descrizione Controlla il livello d’uscita del rispettivo canale e consente di stabilire l’equilibrio desiderato tra i vari dispositivi collegati al Line Mixer. cliccare di nuovo sul pulsante Mute per togliere il canale dal Muto. Per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo. L’uscita dell’effetto torna poi al Mixer sull’ingresso AUX Return. |Elemento Send effetto ausiliario (AUX) |Descrizione Gli AUX Send controllano la quantità di segnale del canale inviata ad altri dispositivi . Ogni canale del mixer al quale è collegato un dispositivo ha un’etichetta a sola lettura con il nome del dispositivo. pulsanti Mute e Solo. Il Send può essere prelevato per o post livello canale (vedere a page 174). E’ possibile mettere in Solo più canali contemporaneamente.in genere gli effetti. Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del canale nel campo stereo. Livello Master I fader Master L/R controllano il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer.. Sezione Aux Return I canali AUX Return forniscono gli ingressi per un dispositivo effetto collegato in Send. E’ costituito da 6 canali d’ingresso stereo combinati e inviati alle uscite Master Left e Right. Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del canale stesso. Si usa per modificare il livello relativo di tutti i canali. Parametri canale I canali sono identici e presentano un Aux Send. Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli altri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo. per evitare distorsione. Creando un dispositivo effetto quando è selezionato il Mixer.Introduzione Il dispositivo Line Mixer 6:2 consente di controllare livello. [Command]/[Ctrl]-click sulla manopola Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione centrale). I canali Aux Return hanno un solo controllo di livello sul pannello frontale. ove è mixata con il segnale diretto “dry” (non-processato). eseguire fade-out. L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale. ecc. Etichetta canale Indicatore canale Controllo Pan Pulsanti Muto (M) e Solo (S) 1 73 THE LINE MIXER 6:2 . l’effetto è assegnato automaticamente ai jack Send/Return. Si può così controllare la quantità d’effetto applicata a qualisasi dispositivo collegato a un canale del Line Mixer con la manopola AUX Send. posizione stereo (Pan) e mix effetto (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato.

Uscite Master Left/Right D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia d’ingresso audio dell’Interfaccia Hardware. Quando un Send è collegato a un dispositivo effetto. THE LINE MIXER 6:2 1 74 . la rispettiva manopola AUX Send determina il livello del segnale di ogni canale inviato al dispositivo. Usando un Combi. c’è un ingresso Control Voltage (CV) per il controllo in tensione del Pan canale da altri dispositivi. oppure a un altro Mixer. L’uscita Send può essere prelevata Pre o Post livello canale usando il selettore a sinistra dei jack Send. Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono. Mandate ausiliarie (AUX Send) D I jack Send si collegano agli ingressi dei dispositivi effetto.Connessioni In genere tutte le connessioni ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Line Mixer. Per collegare la mandata all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left (Mono). Ritorni ausiliari (AUX Return) Normalmente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto. in genere le uscite Master sono collegate ai jack “From Devices” del Combinator. Connessioni canale Mixer D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento dei dispositivi audio. D Inoltre.

1 75 THE LINE MIXER 6:2 .

18 D Redrum .

Redrum consente di catalogare e caricare singoli campioni SoundFont. Instruments. ciò offre possibilità sonore praticamente illimitate. Tuttavia. sviluppato da E-mu systems e Creative Technologies.Introduzione Formati File Redrum legge due tipi di file: Patch Redrum Una patch Redrum (estensione “.rex2. ci sono alcune differenze significative: Redrum ha dieci “canali” percussivi. proprio come le classiche batterie elettroniche.aif) • SoundFonts (. in modo da mixare e trovare tutti i suoni percussivi desiderati per realizzare con facilità kit personalizzati.drp” in Windows) contiene tutte le impostazioni relative ai dieci canali sonori percussivi. qualsiasi editor audio o campione. indipendentemente dalla piattaforma. ha una fila di 16 pulsanti step che si usano per programmare gli step dei pattern. SoundFonts è un formato libero di audio sintetizzato wavetable. A una prima occhiata. I banchi SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavetable. funziona “suddividendo” un loop in “slice” e realizzando campioni separati di ogni beat (in modo da poter modificare il tempo dei loop senza influenzarne l’altezza) e modificare un loop come se fosse costituito da singoli suoni. Presets. non interi soundfont. . .. Campioni percussivi Redrum legge e riproduce i file campione nei seguenti formati: • Wave (. selezionare le patch è come selezionare un nuovo kit di batteria. inclusi i riferimenti file sui campioni percussivi utilizzati (ma non i campioni veri e propri). In effetti. ciascuno dei quali può caricare un file audio. Redrum consente di catalogare i file REX e caricare slice separati come singoli campioni. I suoni si possono poi riprodurre in synth wavetable (presenti in genere per varie categorie: User Samples. 1 77 REDRUM . ecc. I file REX sono creati in ReCycle – un programma progettato per lavorare con loop campionati. Non piace il rullante? Si cambia! Kit di batteria completi si possono salvare come Patch Redrum.wav) • AIFF (. Redrum sembra una tradizionale batteria elettronica basata sul pattern (come le leggendarie unità Roland 808/909). legge e crea i file audio in almeno uno di questi formati (e qualche editor in entrambi i formati).sf2) • REX file slices (.rcy) • Qualsiasi risoluzione (Bit Depth) • Qualsiasi frequenza di campionamento (Sample Rate) • Stereo o Mono Wave e AIFF sono i formati dei file audio standard rispettivamente per le piattaforme PC e Mac. consentendo agli utenti di creare e modificare suoni multi-campionati in particolari programmi di editing Soundfont.rex.

tuttavia. 3. Eseguire le impostazioni desiderate del canale sonoro percussivo. Cliccare sul pulsante cartella di un canale sonoro percussivo. Creare una patch vuota Per “inizializzare” le impostazioni in Redrum selezionare “Initialize Patch” dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo.rex” e “. Wave. Cercare un file REX. Selezionare il file e cliccare “Open”. Entrambi questo metodi riproducono il campione percussivo del rispettivo canale sonoro percussivo. 2. e 3. tutte le rispettive impostazioni saranno incluse salvando la song.rex2”. che non è indispensabile salvare la patch. prima che possa riprodurre materiale audio si deve caricare una patch Redrum (o crearne una da zero caricando singoli campioni percussivi). 2. “. Il browser visualizza un elenco di tutti gli slice separati presenti nel file REX. C1 suona il canale percussivo 1. D Suonando le note da C1 ad A1 sulla tastiera MIDI. Si apre il browser campioni di Redrum. Una patch Redrum contiene le impostazioni dei dieci canali sonori percussivi completi dei riferimenti file ai campioni di batteria impiegati. In Factory Sound Bank (cartella Redrum Drum Kits) ci sono molti campioni percussivi. Caricare una patch Per caricare una patch usare uno dei seguenti metodi: D Usare il browser per individuare e aprire la patch desiderata. Ascoltare i suoni in una patch Ci sono due modi per ascoltare i suoni in una patch senza programmare un pattern: D Cliccando sul pulsante Trigger (freccia) in cima ad ogni canale percussivo. Individuare e aprire un campione percussivo. SoundFont o lo slice di un file REX. si può salvare la patch cliccando sul pulsante Floppy Disk nella sezione patch sul pannello del dispositivo. Si noti. Caricare gli slice del file REX Gli slice da un file REX si caricano in modo simile quello dei “normali” campioni: 1. I parametri sono descritti a page 183. 3. per gli altri canali sonori percussivi. e così via. con tutte le impostazioni applicate al suono. Per aprire il browser selezionare “Browse Redrum Patches” dal menu Edit (o da quello contestuale del dispositivo) o cliccare sul pulsante cartella nella sezione patch sul pannello del dispositivo. REDRUM 1 78 .Usare le patch Un nuovo dispositivo Redrum creato è vuoto. Le esetensioni possibili sono: “. Una volta soddisfatti del kit di batteria. Ciò consente di selezionare subito un’altra patch nella stessa cartella senza doverle scorrere tutte una dopo l’altra. 5. 4.rcy”. Ripetere i punti 1. Selezionare lo slice desiderato e cliccare “Open”. Vedere anche a page 186. D Una volta selezionata una patch si possono scorrere tutte le patch nella stessa cartella usando i pulsanti freccia situati sotto il display con il nome patch. questo comando rimuove tutti i campioni di tutti i canali sonori percussivi e imposta tutti i parametri ai rispettivi valori di default. ! I pattern Redrum non sono nella patch! Per salvare patch Redrum complete di pattern creare un Combinator contenente Redrum e salvare la patch Combi. Lo slice è caricato in Redrum. Creare una nuova patch Per creare una propria patch (o modificarne una esistente): 1. si può anche usare un campione AIFF. Aprire il browser campione come descritto in precedenza. 4. D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella corrente.

l’analogia tipica nel “mondo reale” è una batteria elettronica che riproduce pattern ritmici. D Si può anche avviare Redrum separatamente (senza avviare il sequencer principale) cliccando sul pulsante Run nel pannello del dispositivo. per farlo. C. si possono registrare o creare cambi pattern nel sequencer principale e fare in modo che si verifichino alla giusta posizione in riproduzione. In altre parole.Programmare i pattern Cosa è un pattern Redrum? Redrum ha un sequencer pattern interno. Pulsante Run di Redrum. In alcuni casi lo stesso pattern si deve ripetere in tutta la song. d’aggiungere variazioni o “rullate” a un pattern di base. D Se Redrum è in esecuzione separatamente e s’avvia la riproduzione del sequencer principale il dispositivo pattern riparte automaticamente in sync con il sequencer. ad esempio. Pulsanti Bank e Pattern del sequencer pattern di Redrum. D Le sorgenti sonore possono essere riprodotte dal sequencer principale o via MIDI. D Avviando la riproduzione dal sequencer principale (sul pannello di trasporto) anche Redrum s’avvia automaticamente (sempre che il sequencer pattern non sia stato disabilitato . Selezionare i pattern Questo dispositivo Redrum è silenziato. Se sulla traccia Redrum ci sono più corsie nota. Si avvia il sequencer pattern interno di Redrum. E’ possibile disabilitare totalmente il sequencer pattern. B. D). 1 79 REDRUM . Se Redrum ha una traccia nel sequencer e si silenzia quella traccia. D I cambi pattern possono essere controllati da eventi di cambio pattern nel sequencer principale. per fermare la riproduzione cliccare nuovamente sul pulsante Run di Redrum o sul pulsante Stop nel pannello di trasporto. anche Redrum si silenzia automaticamente (come indica il LED Mute sul pannello del dispositivo). A differenza del sequencer principale di Reason. quello di Redrum riproduce in continuazione un pattern della durata specificata. Redrum ha 32 memorie pattern suddivise in quattro banchi (A. le rispettive condizioni di Muto non saranno indicate sul pannello del dispositivo. la soluzione è creare diversi pattern e programmare cambi pattern (passaggi automatici da un pattern a un altro) alle posizioni desiderate nella song. in genere della durata di una o due misure. Redrum la segue. ciò consente. trasformando il dispositivo in un modulo sonoro puro. ma quasi sempre sono necessarie alcune variazioni.vedere in seguito). Si può combinare la riproduzione interna del pattern con quella del sequencer principale o via MIDI. Usando la traccia Tempo. D E’ possibile mettere in Muto e Solo le tracce Redrum nel sequencer. disattivare il selettore Enable Pattern Section. Integrazione del sequencer pattern di Redrum con quello principale Il sequencer pattern interno di Redrum interagisce con il sequencer principale di Reason nei modi seguenti: D Il tempo impostato sul pannello di trasporto è usato per tutta la riproduzione.

il cambio avviene sul beat in battere successivo (in base al tempo in chiave stabilito nel pannello di trasporto). 6. 2. D Non è possibile caricare o salvare i pattern . ma facendolo (ovviamente) gli step “fuori” dalla nuova durata non si sentiranno. Il numero di step si può sempre aumentare in un secondo momento. Selezionando un nuovo suono o canale scompaiono anche le indicazioni visive (pulsanti statici illuminati) degli step inseriti per il suono selezionato in precedenza. essi sono riprodotti riprodotti nuovamente.vedere a page 69. Copy e Paste Pattern. Si può anche accorciare un pattern. E’ possibile cancellare o aggiungere gli step anche se la modalità Run non è attiva. Questi step.D Per selezionare un pattern nel banco corrente cliccare sul pulsante Pattern (1-8). REDRUM 180 . In modalità Run cliccare sul pulsante Step 1 in modo che s’illumini. Cliccando sugli altri pulsanti Step in modo che s’illuminino saranno riprodotti i suoni selezionati quando il sequencer passa sui vari step. Selezionare un altro canale di Redrum per programmare gli step di quel suono. I pulsanti Step mostrano sempre gli step inseriti per il suono corrente selezionato. Selezionare un canale Redrum cliccando sul pulsante “Select” alla base del canale. 7. 5. Impostare la durata del pattern E’ opportuno anche impostare la durata del pattern. prima cliccare sul pulsante Bank (A. Cliccando una seconda volta sul pulsante Step (illuminato) si rimuove il suono dal rispettivo step e il pulsante si spegne. aumentando il valore Steps. C. Automatizzando i cambi pattern nel sequencer principale. Il suono selezionato è riprodotto ad ogni “passaggio” dello Step 1. non sono cancellati. Continuare a scegliere i vari suoni e programmare gli step per costruire il pattern. procedere come segue: 1. poichè ciò aggiunge semplicemente step vuoti alla fine del pattern originale. il concetto di base è molto intuitivo e facile da capire. Caricare una patch Redrum (se una non è già caricata). 3. D Per impostare il numero di step che il pattern deve riprodurre si usano i controlli freccia “Steps”. D) e poi cliccare sul pulsante Pattern desiderato. i LED sopra i pulsanti Step s’illuminano uno dopo l’altro. D Per selezionare un pattern in un altro banco. Tuttavia è possibile spostare i pattern da un posto a un altro (anche tra song) con i comandi Cut. per rimuovere rapidamente gli step cliccare e trascinare il mouse. Assicurarsi che sia selezionato un pattern vuoto. Fino a quando non si clicca sul pulsante Pattern non succede niente. D Selezionando un nuovo pattern durante la riproduzione. cioè il numero di step che il pattern riproduce prima di ripetersi: 4. muovendosi continuamente da sinistra a destra. tuttavia. Il pulsante s’illumina ad indicare che quel canale (e il suono percussivo in esso contenuto) è selezionato. B. Non ci sarà suono. Assicurarsi che siano attivi (illuminati) i pulsanti “Enable Pattern Section” e “Pattern”. E’ possibile assegnare comandi rapidi del computer e/o messaggi MIDI alla selezione pattern. 9. L’intervallo và da 1 a 64. ogni pulsante Step è uno “step” del pattern. Cliccare sul pulsante “Run”. Per esserne sicuri. usare il comando Clear Pattern del menu Edit o di quello contestuale del dispositivo. Esempio di pattern Anche avendo poca familiarità con la programmazione degli step di un pattern.sono salvati come parte di una song. si può fare in modo che essi avvengano a qualsiasi posizione . poichè non sono ancora stati registrati step del pattern. come si può notare. descritti nel capitolo “Usare i dispositivi Pattern” del manuale di Avvio Rapido. però. 8.

Per aggiungere/rimuovere rapidamente più step cliccare e trascinare il mouse sui LED. Analogamente. Cambiando il valore Resolution si modifica la durata di ogni step (quindi la “velocità” del pattern). Dinamiche dello step Inserendo le note per un suono percussivo. si noti che questo non cambia l’impostazione Dynamic sul pannello di controllo . Shuffle del pattern Lo shuffle è un andamento ritmico che da alla musica uno “swing” più o meno intenso. La manopola Flam determina il ritardo tra i due colpi. 3. Il flam si ottiene colpendo due volte un tamburo per creare un effetto ritmico o dinamico. indipendentemente dal valore Dynamic. Flam I colori dei pulsanti Step riflettono le dinamiche di ogni step: le note deboli sono giallo chiaro.Selettore “Edit Steps” Impostando la durata del pattern a oltre 16 step.infuenza solo le note che s’inseriscono. Se per un canale percussivo non è stato impostato un valore di velocity. ma si può anche fare in modo che Redrum riproduca a “risoluzioni” diverse rispetto all’impostazione tempo.) è controllata dalla manopola VEL di ogni canale percussivo (vedere a page 183). sebbene riprodotti. si può impostare il valore velocity di ogni step a uno dei tre valori Hard. D Quando è selezionato il valore Medium. 181 REDRUM . si deve impostare il selettore Edit Steps alla posizione 17-32. altezza. gli step del pattern dopo il sedicesimo non saranno visibili. Applicando il flam a uno step s’aggiunge un secondo “colpo” a un suono percussivo. le note Hard si possono inserire tenendo premuto il tasto [Shift] e cliccando. Impostare la risoluzione del pattern La quantità di shuffle si definisce complessivamente con il controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove (vedere il capitolo “Mixer ReGroove”). per vedere e modificare gli step oltre il trentaduesimo impostare il selettore alla posizione 33-48. e così via. D Per aggiungere/rimuovere i flam a/da uno step nota esistente cliccare direttamente sul rispettivo LED flam. quelle medie arancio e le note forti sono di colore rosso. E’ un valore complessivo che si applica a tutti i pattern nel dispositivo. i valori Dynamic offrono un controllo di velocity per quando si usa il sequencer pattern interno. Funziona ritardando tutti i sedicesimi che cadono tra gli ottavi. Sopra lo step s’illumina un LED rosso a indicare che il flam è applicato a quello step. per farlo. Con la manopola Flam impostare la quantità flam desiderata. Attivare il flam cliccando sul pulsante Flam. Medium o Soft. Per aggiungere una nota flam percussiva procedere come segue: 1. posizionare il selettore Dynamic prima d’inserire la nota. si possono inserire le note Soft tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando. D Usando dinamiche diverse la differenza nel suono risultante (volume. ! Si noti che triggerando Redrum via MIDI o dal sequencer principale i suoni rispondono alla velocity come qualsiasi altro dispositivo audio. Per vedere e poter modificare i 16 step successivi. Lo shuffle si può attivare o disattivare singolarmente per ogni pattern Redrum cliccando sul pulsante Shuffle nel pannello del dispositivo. 2. Redrum segue sempre il tempo impostato nel pannello di trasporto. ecc. Cliccare su uno step per aggiungere una nota (come sempre è tenuto in considerazione il valore Dynamic). D Per cambiare le dinamiche di uno step già programmato regolare il selettore al valore Dynamic che si vuole cambiare e cliccare sullo step. esso è riprodotto uguale.

|Funzione Randomize Pattern Randomize Drum Selettore Pattern Enable Alter Pattern |Descrizione Crea un pattern casuale. Le funzioni Shift Drum spostano tutte le note del canale percussivo selezionato (quello con il pulsante Select illuminato) a sinistra o destra di uno step. La funzione Alter Pattern modifica il pattern selezionato applicando uno “shuffle” alle note correnti del pattern e ridistribuendole casualmente tra i suoni percussivi. in questo modo è possibile modificare a piacere le note. Facendolo. i pattern casuali possono essere punti di partenza ideali per realizzare nuove idee. usare questa modalità per controllare Redrum solamente dal sequencer principale o via MIDI (vedere a page 186). ad esempio. per inserire e togliere dal mix i dispositivi pattern durante la riproduzione. il menu Edit (e quello contestuale del dispositivo) presenta alcune funzioni pattern specifiche: |Funzione Shift Pattern Left/Right Shift Drum Left/Right |Descrizione Queste funzioni spostano tutte le note nel pattern a sinistra o destra di uno step. E’ come la funzione Alter Pattern. Vedere a page 92.applicandola a un pattern vuoto non succede niente. Regolando la manopola Flam si possono creare note da 1/32 anche se la risoluzione step è 1/16. ciò può essere utile. creare varianti o applicare la quantizzazione Groove. Alter Drum ✪ Si possono anche silenziare i dispositivi Redrum nel sequencer usando il pulsante Mute della traccia collegata a Redrum.le note degli altri canali percussivi non sono influenzate. ad esempio. Convertire i dati pattern in note I pattern Redrum si possono convertire in note nel sequencer principale. Disattivando il pulsante Pattern (. Si noti che perchè ciò funzioni. si silenzia la riproduzione del pattern a partire dal beat in battere successivo. ma influenza solo il suono percussivo selezionato. Vedere a page 69. si registrano o inseriscono cambi pattern nel sequencer principale. Redrum funziona da “modulo sonoro” puro (il sequencer pattern interno è disabilitato). devono essere silenziate tutte le tracce collegate a quel dispositivo Redrum. Funzioni pattern Quando è selezionato un dispositivo Redrum. LED Mute di Redrum. si silenzia immediatamente l’uscita di Redrum e il LED Mute sul pannello di Redrum s’illumina. si ottiene così un pattern meno “caotico” rispetto a quello generato dalla funzione “Randomize Pattern”. Per farlo. Selettore Enable Pattern Section Se non è attivo. Si noti che perchè funzioni nel pattern ci deve essere qualcosa .D Applicare i flam a più step consecutivi è un metodo rapido per realizzare rullate di batteria. Crea un pattern casuale solo per il suono percussivo selezionato . REDRUM 182 . come se si selezionasse un pattern vuoto (muto). Concatenare i pattern Una volta creati più pattern simili in genere li si riproduce secondo un determinato ordine.

Tuttavia. il volume può anche essere influenzato dalla velocity (stabilita dal valore Dynamic o suonata via MIDI). Quando si crea un dispositivo Redrum. C2 C3 C4 C5 Pan Stabilisce il Pan (posizione stereo) del canale. Vedere a page 186. se un parametro è disponibile solo per determinati canali sonori percussivi. D Se il LED sopra il controllo Pan è illuminato significa che il suono utilizza un campione stereo. di default essi sono collegati automaticamente ai primi due ingressi “Chaining Aux” del dispositivo Mixer (sempre che tali ingressi non siano già in uso). silenziando un canale se ne silenzia l’uscita. D Se la manopola Vel ha un valore positivo il volume diventa più forte all’aumentare dei valori di velocity. E’ possibile silenziare o mettere in Solo più canali contemporaneamente. quindi. D I tasti da C2 a E3 (solo quelli bianchi) silenziano i singoli canali percussivi ad iniziare dal canale 1. I suoni restano in Solo fino a quando si tiene premuto il tasto(i). ci sono tre “tipi” di canali sonori percussivi. 183 REDRUM . D Un altro modo per aggiungere effetti indipendenti ai suoni percussivi è usare le uscite percussive indipendenti. D Si noti che perchè ciò funzioni. D I tasti da C4 a E5 (solo quelli bianchi) applicano il Solo ai singoli canali percussivi a iniziare dal canale 1. la manopola S2 controlla il livello di mandata del secondo effetto in Send nel mixer. AIFF o di un banco SoundFont.Parametri Redrum Impostazioni del suono percussivo Redrum ha dieci canali sonori percussivi ciascuno dei quali può essere caricato con un campione Wave. maggiore è la differenza di volume tra i valori di velocity Low e High. mentre mettendolo in Solo si silenziano tutti gli altri canali. Pulsanti Mute e Solo In cima ad ogni canale ci sono i pulsanti Mute (M) e Solo (S). ai jack AUX Send e Return del mixer devono esserci collegati degli effetti in Send. Send Effetti (S1 e S2) Sul retro di Redrum ci sono due jack audio “Send Out” 1 e 2. I suoni sono silenziati fino a quando si tiene premuto il tasto(i). si può anche registrare il Muto del canale percussivo nel sequencer principale. E’ il metodo ideale per inserire o togliere i suoni percussivi nel mix quando si usa Reason dal vivo. Le pagine seguenti elencano tutti i parametri. sono più adatti a certi tipi di suoni percussivi. Più alto è il valore Vel. con caratteristiche leggermente diverse. quindi il volume diminuisce a valori di velocity superiori. di quanto il volume è influenzato dalla velocity dipende dalla posizione della manopola Vel. Alcuni canali. D Un valore negativo inverte questa relazione. Level e Velocity 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Muto Solo La manopola Level definisce il volume del canale. E’ possibile così aggiungere gli effetti a suoni percussivi indipendenti in Redrum. mettendo in Solo Redrum nel Mixer gli effetti in Send sono silenziati. Per silenziare o mettere in Solo singoli suoni percussivi in tempo reale si possono anche usare i tasti sulla tastiera MIDI. sebbene in pratica siano simili. D Con la manopola Vel a zero (posizione centrale) il suono è riprodotto a volume costante. ma naturalmente si è liberi di configurare a piacere i propri kit di batteria. In tal caso. D Inoltre. D Aumentando il valore della manopola S1 di un canale percussivo si invia il suono al primo effetto in Send collegato al mixer. Analogamente. proprio come qualsiasi altro controller. ciò è chiaramente indicato. indipendentemente dalla velocity. il controllo Pan regola il bilanciamento stereo del suono. Con il valore Vel a zero il LED sopra la manopola Vel si spegne.

ma il valore Length stabilisce la durata massima del suono. D La manopola Vel determina come la quantità Bend è influenzata dalla velocity. ! Il pitch bend è disponibile solo per i canali sonori percussivi 6 e 7. ma chi ha detto che Redrum riproduce solo campioni percussivi? Si noti che se un campione contiene un loop e il valore Length è impostato al massimo. Questo loop ripete una parte del campione per generare un sustain fino a quando si tiene premuta una nota. ! I controlli Tone sono disponibili solo per i canali sonori percussivi 1.il suono ha la stessa durata sia con note corte che con note lunghe. ove la coda del suono è troncata improvvisamente per generare un effetto particolare. si specifica l’altezza iniziale del suono (rispetto al valore Pitch). • Per quando si usano suoni molto brevi e non si vuole che “perdano energia” in seguito al fade-out. Aumentando questo valore il suono è più brillante. Pitch Stabilisce l’altezza del suono. Inoltre. La manopola Tone determina la brillantezza del suono percussivo. la manopola Vel determina se a velocity superiori il suono diventa più brillante (valore Vel positivo) o cupo (valore Vel negativo). Regolando la manopola Bend a un valore positivo o negativo. l’intervallo è +/. Selezionando un valore Bend positivo l’altezza inizia più in alto e scende al valore Pitch originale (e viceversa). diminuendo il valore Length si corregge questa anomalia. In altre parole.Manopola Length e selettore Decay/Gate Pitch Bend La manopola Length determina la durata del suono percussivo. D Impostando l’altezza a un valore qualsiasi diverso da 0. Tone ! Talvolta i campioni audio contengono un “loop”. un suono impostato in modalità Gate e riprodotto dal sequencer principale (da un dispositivo CV/Gate o via MIDI) è interrotto quando le note finiscono o dopo il valore Length stabilito (dipende da cosa arriva prima).più alto è il valore. con suoni per i quali la durata è importante (es. non importa quanto a lungo si tiene una nota percussiva (se suonata dal sequencer principale o via MIDI) . D Le manopole Bend e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le rispettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso da zero). REDRUM 184 .1 ottava. definito modificando l’audio in un editor di campioni. il tempo di decadimento è determinato dal valore Length. più lento è il bending. In genere i campioni percussivi non contengono loop. è la classica modalità di “batteria elettronica”. in altre parole. In questa modalità. velocity superiori generano pitch bend più ampi. quando si usa Redrum come modulo sonoro d’effetti). • Per quando si suona Redrum dal sequencer o via MIDI. al suono è applicato quindi un bending per portare la sua altezza al valore Pitch principale. 2 e 10. il LED sopra la manopola Pitch s’illumina a indicare che il campione non è riprodotto alla sua altezza originale. non finisce mai. D Le manopole Tone e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le rispettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso da zero). il suono avrà un sustain infinito. D In modalità Gate (selettore in alto) il suono è riprodotto per la durata (Length) stabilita e poi s’interrompe. il suono è riprodotto fino a quando si tiene la nota. Con un valore Vel positivo. D La manopola Rate determina il tempo di bending . ma il risultato dipende dalla posizione del selettore Decay/Gate: D In modalità Decay (selettore in basso) il suono decade (con un lento fade-out) dopo essere stato triggerato. nemmeno fermando la riproduzione. le applicazioni della modalità Gate sono varie: • Per i suoni percussivi “gated”.

Attivando questo pulsante i suoni caricati nei canali percussivi 8 e 9 diventano esclusivi. Pulsante High Quality Interpolation Attivando questo pulsante la riproduzione del campione è calcolata usando un algoritmo d’interpolazione più avanzato. 185 REDRUM . disattivando la funzione High Quality Interpolation non cambia niente. un valore Start Velocity negativo inverte questa relazione. D Impostando Start Velocity a un qualsiasi valore diverso da zero. e viceversa. più il punto d’inizio si sposta “dentro” il campione. In altre parole.Sample Start Impostazioni generali Pulsante Channel 8 & 9 Exclusive Il parametro Start consente di regolare il punto d’inizio del campione. si può avere un controllo di velocity molto realistico su alcuni suoni percussivi. specialmente con campioni percussivi che contengono molte frequenze alte. s’illumina il LED sopra la manopola. L’applicazione più ovvia di questa funzionalità è “troncare” il suono di un charleston aperto con quello di un charleston chiuso (come avviene suonando un vero charleston). Regolando la manopola Start Velocity a un valore positivo. se un suono è riprodotto nel canale 8 sarà silenziato nel momento in cui è triggerato un suono nel canale 9. D La funzione High Quality Interpolation utilizza più risorse del computer se non necessaria è meglio non attivarla! Ascoltare i suoni percussivi in un determinato contesto per decidere se attivando questa funzione si nota qualche differenza significativa. il risultato è una migliore qualità audio. più alto è il valore Start. Questo perchè i primissimi transitori del suono percussivo si sentiranno solamente suonando note forti. ! Le impostazioni Sample Start sono disponibili solo per i canali sonori percussivi 3-5. ! Usando un Macintosh con processore G4 (Altivec) o superiore. Master Level La manopola Master Level nell’angolo in alto a sinistra sul pannello del dispositivo stabilisce il volume complessivo di Redrum. Aumentando un pò il valore Start e impostando Start Velocity a un valore negativo. 8 e 9. D Un valore Start Velocity negativo è utile solo se il parametro Start ha un valore superiore a 0. a valori di velocity superiori il punto d’inizio del campione si sposta in avanti.

Consente di triggerare il suono da un altro dispositivo CV/Gate. Gate Out Gate In Pitch CV In |Descrizione Sono le singole uscite audio per ogni canale sonoro percussivo che consentono d’inviare un suono percussivo a un canale separato nel mixer. in modalità Gate. si può combinare la riproduzione del pattern con note percussive aggiuntive. Volendo. Permette di controllare l’altezza del suono percussivo da un altro dispositivo CV. In modalità Decay è inviato in uscita un breve “impulso di trigger”. Si può così usare Redrum come “trigger sequencer” che controlla altri dispositivi. il segnale di gate ha la stessa durata della nota percussiva (vedere a page 184). (come rullate e variazioni). Per i suoni mono usare l’uscita “Left (Mono)” e bilanciare il suono con il controllo Pan del mixer). Questo jack fornisce un segnale di gate quando è riprodotto il suono percussivo (da un pattern. quando si usa un’uscita singola. Si applicano tutte le impostazioni (come quando si riproduce normalmente il suono percussivo).Usare Redrum come modulo Connessioni sonoro In Redrum i suoni percussivi possono essere riprodotti da note MIDI. Uscita master stereo che presenta un mix di tutti i suoni percussivi (tranne quelli per i quali si usano le uscite individuali). Altri |Jack Send Out 1-2 Stereo Out |Descrizione Uscite per i segnali Send controllati dalle manopole S1 e S2 . il suono è automaticamente escluso dall’uscita master stereo. eventualmente via effetti in Insert. ogni suono percussivo è triggerato da un numero nota specifico ad iniziare da C1 (numero nota MIDI 36): C1 2 4 7 9 C2 Sul retro di Redrum ci sono i seguenti jack di connessione: Per ogni canale sonoro percussivo: 1 3 5 6 8 10 Ciò consente di suonare Redrum dal vivo da una tastiera MIDI o un controller percussivo MIDI. altrimenti il sequencer pattern di Redrum parte non appena s’avvia il sequencer principale.. REDRUM 186 . la durata del segnale di gate dipende dal valore Decay/Gate del suono. ecc. via MIDI o con il pulsante Trigger sul pannello del dispositivo). come descritto a page 183. oppure registrare o disegnare le note percussive nel sequencer principale. Tuttavia: |Jack Audio Outputs ! Per usare Redrum come modulo sonoro puro (cioè senza riproduzione del pattern) assicurarsi che il pulsante “Enable Pattern Section” non sia attivo.

187 REDRUM .

19 D Subtractor Synthesizer .

Sezione Oscillatori ! Per seguire gli esempi di questo capitolo. Le prime 4 forme d’onda principali sono indicate da simboli standard. salvarle prima dell’inizializzazione. alcune delle quali sono ideali per simulare i suoni di vari strumenti musicali. ciascuno con 32 forme d’onda. ! Caricamento e salvataggio delle patch sono descritti nel capitolo “Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido. Vedere a page 198. Si può stabilire il numero di voci per ogni Patch. D Due oscillatori. gli oscillatori generano due elementi principali. si raccomanda d’iniziare con le impostazioni di default (“Init Patch”). le altre funzioni servono per modellare il suono degli oscillatori. le prime quattro sono forme d’onda standard. mentre le altre sono forme d’onda “speciali”. D Oscillatore con modulazione a offset di fase. D Funzionalità estese CV/Gate Modulation. questo capitolo descrive tutti i parametri presenti in ogni sezione e fornisce alcuni trucchi e suggerimenti per ottenere il massimo dal synth Subtractor. Per mantenere le impostazioni correnti. D Filtri duali. La forma d’onda generata dall’oscillatore determina le armoniche contenute nel suono che a loro volta influiscono sulla qualità (timbro) del suono risultante. Vedere a page 189. una forma d’onda e un’altezza (frequenza). Vedere a page 193. Vedere a page 202. tranne ove indicato diversamente. L’oscillatore 1 ha 32 forme d’onda. D Sezione Velocity Control completa. in genere. D Due oscillatori a bassa frequenza (LFO). Le funzioni principali di Subtractor sono: D Fino a 99 voci di polifonia. (Vedere a page 192). La combinazione di un filtro multi modalità e un secondo filtro lowpass vincolabile consente di realizzare complessi effetti di filtro. mentre quelle speciali sono numerate da 5 a 32. D Modulazione di frequenza (FM). la selezione della forma d’onda di un oscillatore è il punto di partenza per la creazione di una nuova patch di Subtractor da zero. Vedere a page 194. Vedere a page 200. Subtractor ha due oscillatori che sono i generatori sonori principali. D Per selezionare una forma d’onda cliccare sui controlli freccia a destra del display “Waveform”. Vedere a page 192. E’ una funzione particolare di Subtractor che genera variazioni di forma d’onda. D Tre generatori d’inviluppo.Introduzione Subtractor è un synth polifonico di tipo analogico basato sulla sintesi sottrattiva (il metodo usato nei synth analogici). Vedere a page 197. 189 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . Forma d’onda Oscillatore 1 ✪ E’ opportuno osservare che tutte le forme d’onda si possono trasformare radicalmente con la modulazione a offset di fase (Phase Offset Modulation). La “Init Patch” si crea selezionando “Initialize Patch” dal menu Edit.

Anche questa forma d’onda è ideale per suoni tipo organo.9. Simile a 30. Questa forma d’onda genera un timbro metallico adatta a vari tipi di suoni. Questa forma d’onda genera un timbro limpido e omogeneo. adatti a suoni metallici tipo campana. E’ una forma d’onda ideale per suoni sub-bassi molto profondi. |Forma d’onda Sawtooth |Descrizione Questa forma d’onda contiene tutte le armoniche e genera un suono ricco e brillante. ma dalla timbrica leggermente diversa.In seguito sono descritte brevemente le forme d’onda presenti in Subtractor: ! Si noti che le descrizioni del suono o timbro delle forme d’onda offrono solo una guida di base e non devono essere prese troppo alla lettera. Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo chitarra. questa forma d’onda e le due successive possono generare rumore. ma dalla timbrica leggermente diversa. ma dalla timbrica leggermente diversa. Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo tastiera come il clavicembalo o il clavinet. adatta a simulare il suono di un piano acustico. Questa forma d’onda è adatta a suoni tipo archi come il violino o il cello. ha un suono più brillante rispetto alla forma d’onda 13. come l’arpa. ma dal timbro più brillante. Simile a 27. Un’onda quadra contiene solo armoniche dispari che generano un suono “cupo” ben definito. La forma d’onda triangolare genera solo poche armoniche distanziate a numeri dispari. Questa forma d’onda ha una struttura armonica ricca e complessa. Questa forma d’onda ha sovratoni enarmonici complessi. ma con una timbrica leggermente diversa. Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo tromba. Simile a 29. Altra forma d’onda adatta a suoni tipo archi. Altra forma d’onda adatta a suoni tipo marimba (vedere 23-24). si possono ottenere risultati molto diversi da ogni forma d’onda. Questa forma d’onda simula bene gli strumenti tipo marimba. D In step di semitono Consente di aumentare la frequenza in 12 step di semitono (1 ottava). Genera un timbro morbido e neutro. ottima per suoni tipo piano elettrico. Genera una forma d’onda ricca di formanti forti. è forse quella “diffusa” tra tutte le forme d’onda disponibili. E’ una buona forma d’onda per i suoni d’archi pizzicati.Ottava/Semitono/Cent Cliccando sui rispettivi pulsanti su/giù è possibile regolare l’intonazione (cioè modificare la frequenza) dell’oscillatore 1 in tre modi: D In step di ottava L’intervallo di valori è 0 . Square Triangle Sine 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 31 32 Frequenza oscillatore 1 . E’ una forma d’onda adatta a suoni tipo organo. L’onda sinusoidale è quella più semplice. |Forma d’onda 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 |Descrizione Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass stoppati. usando la modulazione di frequenza FM (vedere a page 193) e impostando Osc Mix a Osc 1. Questa forma d’onda è ricca di armoniche e adatta a suoni di tipo chitarra “steel”. adatta per i suoni vocali. ciò produce un suono tipo flauto dal timbro leggermente “sordo”. D In step di cent (1/100 di semitono) L’intervallo di valori và da -50 a 50 (in basso o in alto di un semitono). ma dalla timbrica leggermente diversa. ideale per suoni tipo vibrafono. Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo sax. Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo basso elettrico. ma con una timbrica leggermente diversa. Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass. Simile alla 23. il valore di default è 4 (il “LA” sopra il “DO” centrale sulla tastiera genera la frequenza di 440 Hz). SUBTRACTOR SYNTHESIZER 190 . Simile alla 15. Questa forma d’onda enfatizza le armoniche più acute (un pò come quella a dente di sega) ma il suono è meno brillante. Simile a 30. priva di armoniche (sovratoni). grazie ai moltissimi modi con i quali Subtractor può modulare e distorcere una forma d’onda.

l’uscita della sezione Noise Generator è inviata alla sezione Osc 2. indipendentemente dai messaggi pitch delle note entranti (sebbene l’oscillatore risponda comunque ai messaggi Note On/Off). Per sentire distintamente entrambi gli oscillatori. I parametri della sezione Noise Generator sono tre: |Parametro Noise Decay |Descrizione Controlla il tempo di decadimento del rumore quando si preme una nota. D Internamente. Sezione Noise Generator Usare l’oscillatore 2 In pratica. Ruotare la manopola Mix completamente a destra e suonare altre note. se disattivato. L’oscillatore 1 ha un pulsante “Kbd. Track”. In posizione completamente antioraria il rumore generato è un rombo a bassa frequenza simile a un terremoto. Impostazione di frequenza e keyboard tracking si eseguono come per l’oscillatore 1. Un [Command]/[Ctrl]-click del mouse sulla manopola imposta il parametro Mix al centro. e viceversa. si noti che è indipendente dal parametro Decay dell’inviluppo d’ampiezza (vedere a page 197). da quelli classici di “vento” o “onde” (ove il rumore passa attraverso un filtro modulato in frequenza) e suoni non intonati come batterie e percussioni. la sezione Noise Generator è un oscillatore che genera rumore invece di una forma d’onda “intonata”. Inoltre.Funzione Keyboard Tracking Forme d’onda oscillatore 2 Le forme d’onda alternative della sezione Osc 2 sono identiche a quelle dell’oscillatore 1. D Per effetti speciali e suoni non intonati (come batterie o percussioni) che devono suonare uguali lungo la tastiera. Cliccare sul pulsante accanto alla scritta Noise per attivare la sezione Noise Generator. può essere utile per alcune applicazioni: D Quando si usa la modulazione di frequenza (FM . per usare la sezione Noise Generator selezionare una “Init Patch” e procedere come segue: 1. Con la manopola ruotata completamente in senso orario si genera un rumore puro o “bianco” (tutte le frequenze hanno uguale energia). Noise Color Level 191 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . ruotandola in senso anti-orario si ha un rumore gradualmente meno brillante. Controllo Osc Mix La manopola Osc Mix determina l’equilibrio d’uscita tra Osc 1 e Osc 2. Controlla il livello della sezione Noise Generator. alla simulazione dei rumori del respiro per gli strumenti a fiato. 2. in modo che si possa mixare un breve “frammento” di rumore all’inizio di un suono (cioè un suono intonato che utilizza gli oscillatori insieme al rumore). Questo parametro consente di variare la timbrica del rumore. Aggiungendo un secondo oscillatore si hanno molte nuove possibilità di modulazione che generano timbri più ricchi. Attivando la sezione Osc 2 il rumore si miscela con la forma d’onda della sezione Osc 2. Disattivare Osc 2. Ora si sentirà solamente il suono della sezione Noise Generator. ruotandola completamente a sinistra. 3. La sezione Noise Generator è descritta in seguito. La sezione Osc 2 si attiva cliccando sul pulsante accanto alla scritta “Osc 2“. un esempio classico è un leggero detune (+/– alcuni cent) di uno degli oscillatori. Il rumore si può usare per realizzare molti suoni. combinando due forme d’onda diverse e aggiungendo una modulazione di frequenza o ad anello si possono creare molti nuovi timbri.vedere a page 193) o ad anello (Ring vedere a page 193). La sezione Noise Generator offre una terza sorgente di generazione del suono di Subtractor (oltre ai due oscillatori) e può essere vista come una forma d’onda “extra” della sezione Osci 2 (poichè internamente è assegnata all’uscita dell’oscillatore 2). Suonando alcune note sullo strumento MIDI si sentirà il suono della sezione Osc 1 mixato con quello della sezione Noise Generator. Questo lieve offset di frequenza provoca dei “battimenti” tra i due oscillatori che producono un suono più ricco e diffuso. si sente solo Osc 1. l’altezza dell’oscillatore rimane costante. la manopola “Osc Mix” deve essere collocata attorno alla posizione centrale. Si generano suoni enarmonici con timbri molto variabili lungo la tastiera.

oppure la patch “Sweeping Strings” (categoria Pads) per un esempio di PWM. Un programmatore di synth esperto che usa Subtractor per la prima volta potrebbe meravigliarsi del fatto che i suoi oscillatori (sembra) non abbiano la tradizionale forma d’onda pulsante e la rispettiva modulazione d’ampiezza dell’impulso (PWM) o siano privi della sincronia (altra funzione comune nei synth analogici). spostando (offset) la fase della forma d’onda extra e modulando questo offset di fase. The two offset waveforms: Ampl. t. 3. t. ma dal punto di vista dell’utente è solo un metodo per generare nuove forme d’onda da forme d’onda esistenti. ✪ Per “assimilare” questo concetto si possono studiare le patch che usano la modulazione dell’offset di fase e regolare alcuni dei parametri Phase Offset per vedere cosa succede. sottraendo o moltiplicando una forma d’onda con una sua copia dalla fase spostata si possono realizzare forme d’onda molto complesse. La manopola Phase si usa per stabilire l’offset di fase mentre il selettore seleziona tre modalità: • • • Moltiplicazione della forma d’onda (x) Sottrazione della forma d’onda (–) Nessuna modulazione dell’offset di fase (o). regolando la manopola Phase Offset a un valore qualsiasi diverso da zero il suono ricompare. suoni oscillanti in sync e molto altro ancora usando in parte la modulazione dell’offset di fase. la seconda forma d’onda cancella completamente quella originale e l’uscita dell’oscillatore sarà muta. Per un esempio di oscillatore in sync provare la patch “SyncedUp” nella categoria Polysynth in Factory Soundbank. L’esempio 3 mostra la forma d’onda che si ottiene moltiplicando tra loro le onde in offset. Risultato della sottrazione: Ampl. Le forme d’onda risultanti sono indicate nelle figure seguenti. come si può vedere (e sentire) la moltiplicazione delle forme d’onda può generare risultati molto drastici e talvolta imprevisti! Usando la modulazione dell’offset di fase è possibile creare timbri molto ricchi e variabili. 1. ad esempio) il risultato è una modulazione di larghezza dell’impulso (PWM). L’esempio 2 mostra che sottraendo un’onda a dente di sega con un lieve offset dall’altra si ottiene un’onda pulsante. in base alla modalità selezionata. • • • L’esempio 1 mostra due onde a dente di sega con un lieve offset. Attivando la modulazione dell’offset di fase l’oscillatore crea una seconda forma d’onda simile e la sposta (offset) nel tempo della quantità stabilita dalla manopola Phase. ! Si noti che attivando la sottrazione per una forma d’onda con il parametro Phase Offset di un oscillatore impostato a “0”. Il fatto è che Subtractor può creare facilmente forme d’onda pulsanti (con PWM). t. specialmente se per modulare l’offset di fase si usano un LFO o gli inviluppi.Modulazione a offset di fase Una caratteristica peculiare degli oscillatori di Subtractor è la capacità di creare una forma d’onda “extra” in un oscillatore. modulando il parametro Phase Offset (con un LFO. Sembra complicato? In teoria potrebbe esserlo. SUBTRACTOR SYNTHESIZER 192 . Subtractor sottrae o moltiplica tra loro le due forme d’onda. Risultato della moltiplicazione: Ampl. Ogni oscillatore ha la propria manopola Phase e un pulsante di selezione. 2.

5. In Subtractor. per ogni step di semitono che si varia la frequenza di Osc 2. Se gli oscillatori sono regolati alla stessa frequenza e non è applicata alcuna modulazione alla frequenza di Osc 1 o 2. si può anche usare una combinazione di rumore e Osc 2. 2. il modulatore ad anello non fa molto. disattivando Osc 2 e attivando la sezione Noise Generator mentre si usa la sintesi FM. per provare alcuni effetti che si ottengono dalla sintesi FM procedere come segue: 1. impostando la frequenza di Osc 2 a un determinato numero di intervalli musicali (cioè a una quarta. la sezione Noise Generator è inviata internamente all’uscita di Osc 2. in modo da sentire solo il suono della sezione Osc 1. ruotando la manopola FM non c’è alcun effetto se prima non si attiva la sezione Osc 2. Perchè ci sia una modulazione ad anello bisogna attivare Osc 2. ✪ Sperimentare con vari parametri di oscillazione (come la modulazione dell’offset di fase). Con la manopola FM impostare la quantità FM a un valore di circa 50. 2. enarmonici e complessi. quindi. ma l’effetto non è ancora molto evidente. l’uscita modulata ad anello contiene le frequenze aggiunte generate da somma e differenza tra le frequenze dei due segnali. Poichè per la modulazione di frequenza servono una portante e un modulatore. Suonando alcune note mentre si varia la frequenza di uno degli oscillatori (con i controlli freccia Semitone) si può sentire che il timbro del suono cambia notevolmente. I modulatori ad anello in pratica moltiplicano tra loro due segnali audio. Scegliere una “Init Patch” selezionando “Initialize Patch” dal menu Edit. Osc 1 è la portante e Osc 2 il modulatore. la sintesi FM può generare un’ampia gamma di suoni con e senza armoniche. 3. Osc 2 fornisce l’uscita modulata ad anello. 1. Attivare la sezione Osc 2. Come si può sentire il timbro cambia. Attivare la sezione Osc 2. 3. Il modulatore (Osc 2) influenza comunque Osc 1 (anche se l’uscita di Osc 2 è muta). Prima di inizializzare salvare le impostazioni correnti che si desidera conservare. ✪ Con le impostazioni di default della sezione Noise Generator il suono è simile a un rumore “colorato”. A questo punto. Nel modulatore ad anello di Subtractor. ma modificando (abbassando) il parametro Decay (in modo che il rumore moduli solo l’attacco del suono) si possono ottenere risultati più interessanti.Modulazione di frequenza (FM) Modulazione ad anello (Ring Mod) Nel linguaggio di sintesi la modulazione di frequenza (FM) si ha quando la frequenza di un oscillatore (“portante”) è modulata dalla frequenza di un altro oscillatore (“modulatore”). Attivare la modulazione ad anello con il pulsante situato nell’angolo in basso a destra della sezione Osc. Scegliere una “Init Patch” selezionando “Initialize Patch” dal menu Edit. solo quando le frequenze di Osc 1 e Osc 2 differiscono si ottiene il “vero” suono generato dalla modulazione ad anello. tenere premuta una nota sulla tastiera MIDI e intonare la sezione Osc 2 una quinta sopra l’altezza originale impostando il parametro di frequenza “Semi” della sezione Osc 2 “Semi”a un valore di 7. 4. Osc 1 è moltiplicato con Osc 2 per generare somma e differenza di frequenze. quinta o ottava) si generano timbri più ricchi di armoniche. si usa il rumore per modulare in frequenza Osc 1. ecc. cambiare le forme d’onda. 193 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . la modulazione ad anello serve per creare suoni squillanti tipo campana. Per i classici suoni FM usare un’onda sinusoidale sull’oscillatore 1 e una triangolare sull’oscillatore 2. simili a una distrosione valvolare. Come si può sentire. il timbro cambia notevolmente. ed ascoltare come cambia il suono della modulazione di frequenza. Ruotare completamente a sinistra la manopola Osc Mix. in modo che si senta solamente il suono della sezione Osc 2. 5. 4. Ruotare completamente a destra la manopola Osc Mix. Impostando Osc 2 a intervalli non musicali. Usare la sezione Noise Generator come sorgente di modulazione Come accennato in precedenza. in genere si ottengono timbri enarmonici complessi.

i primi synth Korg. Selettore Type .Lowpass a 24 dB/ottava I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e tagliano quelle alte. Molti synth tradizionali (Minimoog/Prophet 5 ecc. D BP 12 . SUBTRACTOR SYNTHESIZER 194 . La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro LP 24.Sezione Filter D LP 12 . illustrati e descritti alle pagine seguenti: D LP 24 . La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro LP 12.) utilizzano questo tipo di filtro. La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro BP 12. ha una pendenza più lieve (12 dB/ottava) quindi rispetto al filtro LP 24 lascia più armoniche nel suono filtrato.Filtro 1 Con questo selettore si può impostare il Filtro 1 a operare in uno dei cinque tipi diversi di filtro. Nella sintesi sottrattiva un filtro è l’elemento più importante per modellare il timbro complessivo del suono.Lowpass a 12 dB/ottava Anche questo tipo di filtro è molto diffuso nei synth analogici (Oberheim. La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance. La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.). questo filtro ha una curva piuttosto ripida (24dB/ottava).Bandpass Un filtro bandpass attenua le alte e basse frequenze lasciando passare un intervallo di frequenze medie. Combinando un filtro multi modalità con uno lowpass si possono creare effetti di filtro molto complessi. ecc. in questo filtro tutte le curve hanno una pendenza di 12 dB/ottava. la sezione Filter di Subtractor presenta due filtri: il primo è un filtro multi modalità con cinque tipi di filtro mentre il secondo è un filtro lowpass. La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.

page 196 in this chapter) si possono creare effetti di filtro molto musicali. una tale combinazione di filtraggio può generare timbri morbidi ma comunque “puliti”. combinando un filtro notch con uno lowpass (usando il Filtro 2 . Usato da solo. La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro Notch.D HP12 .Highpass Un filtro highpass è l’opposto di uno lowpass: taglia le frequenze basse e lascia passare quelle alte. Tuttavia. la curva di taglio del filtro HP ha una pendenza di 12 dB/ottava. un filtro notch non cambia molto il timbro del suono (semplicemente perchè la maggior parte delle frequenze possono passare).vedere a 195 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . L’effetto è particolarmente evidente a bassi valori di risonanza (vedere a page 196). poichè taglia le frequenze in una banda media ristretta lasciando passare quelle sotto e sopra tale banda. D Notch Un filtro notch (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass. La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance. La linea più scura mostra la curva di taglio del filtro HP 12. La curva più chiara al centro indica la risposta del filtro all’aumentare del parametro Resonance.

si restringe la banda di frequenze lasciate passare (Bandpass) o attenuate (Notch). più elevato è il valore Res. insieme ad elevati valori Res. Variando gradualmente il parametro Frequency si ha il classico suono synth di “sweep” del filtro. ma è mantenuto l’offset relativo. Aumentando la risonanza. ✪ Per un esempio d’uso di filtri duali provare la patch “Singing Synth” (categoria Monosynth in Factory Sound Bank). Quando sono attivi il pulsante Link e il Filtro 2. Per esempio. I parametri sono identici a quelli del Filtro 1. ! Attenzione! Se non è usata la modulazione di filtro (e i filtri sono in link) abbassando a zero la frequenza del Filtro 2 entrambi i filtri sono impostati alla stessa frequenza. Pulsante Link Filter Keyboard Track (Kbd) Attivando il pusante Filter Keyboard Track. • Usando il filtro Bandpass o Notch. ! Si noti che in genere il parametro Frequency del filtro è controllato anche dall’inviluppo di filtro (vedere a page 197). modificando le frequenza del Filtro 1 cambia anche quella del Filtro 2. In un filtro lowpass. nei filtri lowpass. se il Filtro 1 filtra la maggior parte delle frequenze. al Filtro 2 resterà poco materiale sul quale “lavorare”. aumentando il valore Res si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. più il suono diventa risonante. il parametro Frequency controlla “apertura” e “chiusura” del filtro.Frequenza Filtro 1 Il parametro Frequency (“cutoff”) determina l’area dello spettro di frequenza nella quale opera il filtro. Le sezioni Filter 1 e Filter 2 sono collegate in serie (l’uscita del Filtro 1 è inviata al Filtro 2) ma entrambi i filtri funzionano in modo indipendente. fino a diventare sibilante o squillante. il filtro Notch produce risultati più musicali a bassi valori di risonanza. effetti formanti). ✪ Per un esempio d’uso dei filtri vincolati provare la patch “Fozzy Fonk” (categoria Polysynth in Factory Sound Bank). Ciò produce in genere un suono più sottile. D Per attivare il Filtro 2 cliccare sul pulsante in cima alla sezione Filter 2. l’uso di due filtri insieme consente la creazione di effetti di filtro molto interessanti che sarebbero impossibili da ottenere usando un solo filtro (per esempio. non si sente nessuna frequenza (o solo quelle molto basse). cambiando la frequenza del filtro con il cursore Freq. quindi. potrebbero non esserci i risultati previsti. il valore Res regola la larghezza di banda. se è a zero. SUBTRACTOR SYNTHESIZER 196 . In genere. tranne per il fatto che il tipo di filtro è fisso e non c’è il pulsante Filter Keyboard Tracking (Kbd). • Nel filtro highpass. il parametro Res agisce come nei filtri lowpass. perchè le armoniche presenti nel suono sono progressivamente attenuate. ciò può portare a livelli di volume molto alti che provocano distorsione! Filtro 2 Una caratteristica molto utile e insolita del synth Subtractor è la presenza di un filtro aggiuntivo lowpass a 12dB/ottava. analogamente. se il parametro Freq del Filtro 2 è “0” saranno filtrate tutte le frequenze indipendentemente dalle impostazioni del Filtro 1. la frequenza del filtro aumenta spostandosi verso le note più acute della tastiera. se impostato al massimo si sentono tutte le frequenze presenti nella forma d’onda. se cioè per i Filtri 1 e 2 sono stati impostati valori di frequenza diversi. Risonanza Il parametro Resonance del filtro definisce la caratteristica (o qualità) del filtro. se la frequenza di un filtro lowpass è costante (Kbd a “0”) s’introduce una certa perdita di “brillantezza” nel suono suonando più in alto sulla tastiera. Impostando un valore Res elevato e variando la frequenza del filtro si genera uno “sweep” ben distinto e il suono squillante diventa molto evidente a determinate frequenze. la frequenza del Filtro 1 controlla l’offset di frequenza del Filtro 2. Usando un pò di Filter Keyboard Tracking si può compensare questo fenomeno. ma dallo “sweep” di frequenza del filtro più incisivo e pronunciato.

configurando un inviluppo di filtro si controlla come la frequenza del filtro cambia nel tempo con i quattro parametri della sezione Filter Envelope (Attack. esso funziona coma il parametro Decay. poichè l’inviluppo di volume di un organo arriva istantaneamente al livello massimo (Attack “0”) e ci rimane (Decay “0”) fino a quando il tasto è rilasciato e il suono si ferma immediatamente (Release “0”). ma determina il tempo impiegato dall’inviluppo a tornare a zero dopo il rilascio del tasto. Decay. uno per la frequenza del Filtro 1 e un inviluppo di modulazione con destinazioni di moduazione selezionabili. mentre aumentando il tempo Attack l’inviluppo impiega più tempo a raggiungere il valore massimo. impostando il Sustain al livello massimo. Il tempo impiegato dipende dal tempo Attack. Per esempio. Sustain e Release (ADSR). determinando il carattere di base del suono (morbido. Decay. I generatori d’inviluppo dei synth hanno quattro parametri: Attack. 197 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . il quale inizia a salire da zero al valore massimo. ad esempio. il tempo impiegato dipende dal parametro Decay. Per simulare l’inviluppo di volume di una nota suonata su un pianoforte. Sustain e Release). in modo che il volume scenda gradualmente fino al silenzio anche se si tiene premuto il tasto. Inviluppo di filtro (Filter Envelope) Decay Una volta raggiunto il valore massimo. frequenza del filtro. In Subtractor ci sono tre generatori d’inviluppo: uno per il volume. in teoria si dovrebbe usare il parametro Sustain impostato al suo livello massimo. Decay. se Attack è “0”. per fare in modo che il decadimento faccia scendere l’inviluppo a un valore diverso da zero usare il parametro Sustain.). il valore massimo è raggiunto istantaneamente. si noti il Sustain è un livello. Inviluppo d’ampiezza (Amp Envelope) Sustain (level) Time Attack (time) Key Down Parametri d’inviluppo ADSR. L’inviluppo d’ampiezza serve regolare il cambiamento di volume del suono dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia. l’inviluppo inizia a scendere. mentre gli altri parametri d’inviluppo sono dei tempi. L’inviluppo di filtro influenza il parametro Frequency del Filtro 1. Per simulare l’inviluppo di volume di un organo. Attack deve essere a “0” e Decay a un valore medio. Gli inviluppi stabiliscono come questi parametri si comportano nel tempo . corto ecc. Level Sustain Il parametro Sustain determina il livello al quale si ferma l’inviluppo al termine del tempo Decay. configurando un inviluppo di volume si modella la forma del suono con i quattro parametri della sezione Amplitude Envelope (Attack. Sustain e Release). se si aumenta Attack e l’inviluppo controlla la frequenza del filtro. Release Infine c’è il parametro Release. il parametro Decay non ha più importanza (poichè il volume del suono non è mai abbassato).Introduzione I generatori d’inviluppo si usano per controllare vari parametri importanti del suono nei synth analogici: altezza (pitch).. lungo.dal momento in cui si preme un tasto sulla tastiera a quello in cui lo si rilascia. Decay (time) Release (time) Key Up Attack Suonando una nota sulla tastiera si triggera l’inviluppo.Inviluppi . ecc. quest’ultima aumenta gradualmente fino a un certo punto ogni volta che si preme un tasto (come un effetto “auto-wha”). Spesso però si usa una combinazione di valori Decay e Sustain per generare inviluppi che salgono fino al valore massimo per poi scendere gradualmente e fermarsi a un livello compreso tra lo zero e quello massimo. volume.

Sustain e Release). perchè abbia effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori. Sezione LFO Pulsante Invert Attivando questo pulsante. Normalmente. Decay. Gli LFO sono oscillatori (come Osc 1 e 2). ma l’inviluppo di modulazione controlla Osc 2. perchè abbia effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori. in alcuni synth “vintage” si chiama “sample & hold”. Inviluppo di modulazione (Mod Envelope) L’applicazione più diffusa di un LFO è la modulazione d’altezza di un oscillatore (che genera un suono) per produrre il vibrato. il parametro Decay abbassa la frequenza del filtro. ma attivando il pulsante Invert la aumenta della stessa quantità. Aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente. Come sopra. significa che quando si preme un tasto il filtro è già mezzo aperto. la sezione Mod Envelope controlla l’altezza (frequenza) di Osc 1. Inverted Saw. Subtractor ha due LFO. Selezionandola. Soft Random Come sopra. Selezionandola. l’altezza sale a un punto stabilito (controllato dal parametro Amount) poi il ciclo si ripete immediatamente. Selezionandola. ad esempio. si usano invece per modulare vari parametri. LFO significa oscillatore a bassa frequenza. se applicata alla frequenza tooth di un oscillatore. la sezione Mod Envelope controlla il parametro Mix Osc. la sezione Mod Envelope controlla il parametro Phase Offset di Osc 1 e 2. Le destinazioni disponibili per l’inviluppo di modulazione sono: |Destinazione Osc 1 Osc 2 Osc Mix FM Phase |Descrizione Selezionandola. ecc. Selezionandola. ma con una modulazione regolare. se il cursore Freq nella sezione Filter è circa a metà. Parametri LFO 1 Forma d’onda (Waveform) LFO 1 consente di scegliere diverse forme d’onda per la modulazione dei parametri: La sezione Mod Envelope consente di selezionare uno di una serie di parametri (o destinazioni) da controllare con l’inviluppo. parametri e destinazioni di modulazione possibili variano leggermente tra LFO 1 e LFO 2. Random Genera una modulazione step casuale sulla destinazione. configurando un inviluppo di modulazione si controlla come il parametro di destinazione selezionato cambia nel tempo con i quattro parametri Mod Envelope (Attack. Freq 2 SUBTRACTOR SYNTHESIZER 198 . tuttavia. L’inviluppo di filtro impostato aprirà quindi ulteriormente il filtro da quel punto in poi. l’inviluppo è invertito. ci sono due differenze significative: • • Gli LFO generano solo forme d’onda a bassa frequenza. Vedere a page 192). la sezione Mod Envelope controlla il parametro FM Amt.Parametro Amount (Amt) Questo parametro determina in quale misura il filtro è influenzato dall’inviluppo di filtro.Genera un ciclo di “rampa ascendente”. perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). Il parametro Amount dell’inviluppo e la frequenza del filtro sono in relazione tra loro. la sezione Mod Envelope controlla il parametro Freq del Filtro 2. |Forma d’onda |Descrizione Triangle Forma d’onda regolare adatta al normale vibrato. il parametro Amount definisce cioè quanto di più si apre il filtro.). nel senso che anch’essi generano una forma d’onda e una frequenza. Square Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori (utilizzabile per i trilli. Sawtooth Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito). L’uscita dei due LFO non si sente mai.

ad esempio. ma LFO 1 controlla la sezione Osc 2. Amp Selezionandola. LFO 2 può così generare velocità di modulazione variabili lungo la tastiera (vedere il parametro “Keyboard Tracking” in seguito). i pad synth di archi e altri suoni che utilizzano la modulazione della larghezza d’impulso (PWM) (vedere a page 192). Amount Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è influenzato dall’LFO 1. LFO 2 modula il parametro Phase Offset di Osc 1 e 2. LFO 1 controlla il parametro FM Amt. Vedere a page 192. Rate La manopola Rate controlla la frequenza dell’LFO. FM Selezionandola. creando effetti di tremolo. LFO 2 modula il volume complessivo. Filter Freq 2 Selezionandola. Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo. la modalità keyboard tracking dell’LFO può offrire buoni risultati. Pulsante Sync Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva la sincronia dell’LFO. Rate La manopola Rate controlla la velocità dell’LFO. LFO 1 controlla l’altezza (frequenza) di Osc 1 e Osc 2. LFO 2 modula la frequenza del Filtro 2. LFO 1 controlla il parametro Phase Offset di Osc 1 e 2. se come destinazioni sono selezionati Osc 1 e 2 e Delay è a un valore medio. ✪ Se l’LFO è impostato per modulare l’offset di fase. la manopola Rate (vedere sotto) stabilisce la divisione tempo desiderata. 199 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . Filter Freq Selezionandola. quindi ogni nota che si suona genera un ciclo indipendente dell’LFO. può anche essere usata per controllare effetti di modulazione più estremi pur mantenendo la “suonabilità” del suono. Parametri LFO 2 LFO 2 è polifonico. Vedere a page 192. La frequenza dell’LFO si sincronizza quindi al tempo della song in una delle 16 divisioni tempo possibili. specialmente se si usano suoni di strumenti come il violino o il flauto. c’è solo il vibrato se si tiene premuta abbastanza la nota(e). ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione più elevata. Si noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione più elevata. Keyboard Tracking LFO 2 Se è attiva la modalità keyboard tracking. Osc 2 Come sopra. perchè abbia effetto devono essere attivi entrambi gli oscillatori. con la sincronia attiva. possono beneficiarne. LFO 1 controlla la frequenza del Filtro 1 e il Filtro 2 è vincolato (link). La modulazione ritardata dell’LFO può essere molto utile. Delay LFO 2 Questo parametro stabilisce un ritardo tra quando una nota è suonata e quando interviene la modulazione dell’LFO. il suono all’inizio non è modulato. mentre LFO 1 modula sempre il parametro di destinazione usando lo stesso “ciclo”. Destinazioni Le destinazioni disponibili per LFO 2 sono: |Destinazione |Descrizione Osc 1&2 Selezionandola.Destinazioni Le destinazioni disponibili per LFO 1 sono: |Destinazione |Descrizione Osc 1&2 Selezionandola. Naturalmente. Ciò si può usare per generare delicati effetti di modulazione incrociata (cross-modulation). LFO 1 controlla il parametro Mix Osc. con più cicli LFO che “battono” l’uno contro l’altro. Osc Mix Selezionandola. Phase Selezionandola. aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente. Phase Selezionandola. Si noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). LFO 2 modula l’altezza (frequenza) di Osc 1 e Osc 2. Per esempio. la velocità dell’LFO aumenta progressivamente suonando più in alto sulla tastiera. aumentando questo valore gli effetti sono più evidenti.

Un valore positivo aumenta la frequenza del filtro suonando più forte. usando le manopole in questa sezione. Un valore positivo aumenta il valore Osc 2 Mix suonando più forte. il volume aumenta premendo con più forza un tasto. Un valore positivo aumenta l’offset di fase suonando più forte. valori negativi invertono questa relazione. si applica a Osc 1 e 2. Un valore positivo aumenta il valore FM Amt suonando con più forza. valori negativi invertono questa relazione. con un valore positivo. Osc Mix A. a zero. Attack SUBTRACTOR SYNTHESIZER 200 . Un valore positivo aumenta il tempo Decay suonando più forte. Imposta il controllo di velocity del parametro Decay della sezione Filter Envelope. Valori negativi invertono questa relazione. M. La sensibilità di velocity si può impostare a valori positivi o negativi (in posizione centrale non si ha alcun controllo di velocity). Subtractor ha funzioni di modulazione della velocity molto complete. indipendentemente dalla forza con la quale si suona. Phase Imposta il controllo di velocity del parametro Phase Offset. F. un’applicazione comune della velocity è rendere i suoni più forti e brillanti quando si colpiscono i tasti con forza. Essi sono: • • • • • Controllo di velocity Pitch Bend e Modulation Wheel Legato Portamento Polifonia Controllo di velocity F. FM Imposta il controllo di velocity del parametro FM Amt. valori negativi invertono questa relazione. Con la velocity è possibile controllare i seguenti parametri: |Destinazione|Descrizione Amp Controlla in velocity il volume complessivo del suono. Env Imposta il controllo di velocity del parametro Amt della sezione Mod Envelope. ma sono mantenuti i valori relativi di offset. aumentando il valore di questa manopola l’effetto è più evidente. Dec La velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera. Un valore positivo aumenta la quantità d’inviluppo suonando con più forza. Un valore positivo aumenta il tempo Attack suonando più forte. valori negativi invertono questa relazione. il suono rimane a un volume costante.Amount Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è influenzato dall’LFO 2. Freq 2 Imposta il controllo di velocity del parametro Freq del Filtro 2. valori negativi invertono questa relazione. Env Imposta il controllo di velocity del parametro Amt della sezione Filter Envelope. Imposta il controllo di velocity del parametro Attack della sezione Amp Envelope. valori negativi invertono questa relazione. Imposta il controllo di velocity del parametro Osc Mix. Un valore positivo aumenta la quantità d’inviluppo suonando più forte. si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. Un valore negativo inverte questa relazione. quindi il volume diminuisce suonando più forte e aumenta suonando più piano. Parametri di riproduzione Questa sezione tratta due argomenti: i parametri influenzati dal modo in cui si suona e la modulazione che si può applicare manualmente con i controlli standard di una tastiera MIDI. valori negativi invertono questa relazione.

E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control). il legato è applicato solo quando sono “utilizzate” tutte le voci assegnate.Polifonia F. tenendolo premuto. Attivandolo. si noti. che questa voce in legato “ruberà” una delle voci dell’accordo a 4 note. La rotellina Mod si usa per applicare una modulazione variabile mente si suona. Rotellina Mod La rotellina Mod si può impostare per il controllo simultaneo di una serie di parametri. La rotellina Mod controlla il parametro Amt di LFO 1. Valori negativi invertono questa relazione. Un valore positivo aumenta il valore Amt se la rotellina è spinta in avanti.conta il numero di voci effettivamente usate. ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono). Per esempio. Freq |Descrizione La rotellina Mod controlla il parametro Freq del Filtro 1. si rimuovono un pò di frequenze alte dal suono di questo particolare dispositivo. 201 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . premendo e rilasciando un nuovo tasto è retriggerata anche la prima nota. Nel caso (improbabile) che servano più voci si può sempre creare un altro Subtractor! LFO 1 ! Si noti che il parametro Polyphony non “ruba” le voci. con una polifonia a “4” e tenendo premuto un accordo a 4 note. Il numero massimo di voci che una patch di Subtractor può usare è 99. in altre parole. La rotellina di modulazione può influenzare i seguenti parametri: |Parametro F. poichè tutte le voci assegnate sono già usate! La rotellina Pitch Bend serve per il “bending” delle note (come il bending delle corde su una chitarra). per non avere alcun Portamento. Retrig ha una funzione aggiuntiva: premendo un tasto. La rotellina Mod controlla il parametro Phase Offset di Osc 1 e 2. non significa che sei voci sono “sprecate”. Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. valori negativi invertono questa relazione.Rotelline Pitch Bend e Mod Legato Il legato funziona meglio sui suoni monofonici. Portamento (Tempo) Il portamento si ha quando l’altezza “glissa” tra le note che si suonano invece di cambiare istantaneamente. ma ciò non si nota molto (specialmente sui suoni gravi). le rotelline di Subtractor rispecchiano i movimenti dei controller sulla tastiera MIDI. il valore di polifonia non è da considerare per risparmiare le risorse della CPU . Valori negativi invertono questa relazione. Un valore positivo aumenta il valore FM Amt se la rotellina è spinta in avanti. La rotellina Mod controlla il parametro Res del Filtro 1. Parametro Range Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina è spinta completamente in alto o in basso. Subtractor non solo offre le impostazioni per come i messaggi MIDI Pitch Bend e Modulation entranti influiscono sul suono. La manopola Portamento si usa per stabilire in quanto tempo l’altezza passa da una nota a quella successiva. regolare questa manopola a zero. tuttavia. Phase FM Pulsante Low Bandwidth Questo pulsante si può usare per risparmiare risorse della CPU. se una patch ha la polifonia impostata a dieci voci ma la parte che la patch riproduce usa solo quattro voci. Valori negativi invertono questa relazione. si può usare per rendere monofonica una patch (Polyphony a “1”) o aumentare il numero di voci disponibili per una patch. cioè il numero di voci che una patch di Subtractor può riprodurre simultaneamente. Per esempio. Retrig E’ la modalità “normale” per suonare patch polifoniche. L’altezza cambia. la nota successiva suonata sarà in legato. La rotellina Mod controlla il parametro FM Amt. impostare la polifonia a 1 (vedere in seguito) ed eseguire le seguenti operazioni: D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo. ma ha anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale se sulla tastiera non ci sono questi controller (o non si usa affatto una tastiera). gli inviluppi sono retriggerati (come quando si rilasciano tutti i tasti e poi se ne preme uno nuovo). Si noti che perchè abbia effetto deve essere attiva la modulazione offset di fase (sottrazione o moltiplicazione). D Se la polifonia è impostata a più di 1 voce. l’intervallo massimo è 24 (su/giù di 2 ottave). Impostare il numero di voci . Perchè abbia effetto entrambi gli oscillatori devono essere attivi. premendo un tasto senza rilasciare quello precedente. Vedere a page 192. Un valore positivo aumenta la risonanza se la rotellina è spinta in avanti. Un valore positivo aumenta la frequenza se la rotellina è spinta in avanti. In modalità monofonica. Res Questo parametro determina la polifonia.

Audio Output E’ l’uscita audio principlae di Subtractor. l’uso dei segnali CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing Audio e CV”. LFO 1 La modulazione esterna controlla il parametro Amt di LFO 1. Freq La modulazione esterna controlla il parametro Freq del Filtro 1. Impostando un valore positivo. valori negativi invertono questa relazione. Sequencer Control Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare Subtractor da un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum). • Offset di fase oscillatore (Osc 1 e 2). Girando Subtractor si possono vedere varie possibilità di connessione. possono essere ricevuti i seguenti messaggi MIDI: • Aftertouch (Channel Pressure) • Expression Pedal • Breath Control Se la tastiera MIDI trasmette messaggi Aftertouch (oppure si ha un pedale Expression o un Breath controller) essi si possono usare per modulare i parametri. il volume aumenta a valori superiori di modulazione esterna. FM La modulazione esterna controlla il parametro FM Amt. la maggior parte delle quali sono CV/Gate. questi ingressi possono controllare i seguenti parametri: • Altezza (pitch) oscillatore (Osc 1 e 2). Perchè abbia effetto entrambi gli oscillatori devono essere attivi. • FM Amount • Filter 1 Cutoff • Filter 1 Res • Filter 2 Cutoff • Amp Level • Mod Wheel SUBTRACTOR SYNTHESIZER 202 . Modulation Input ! Si ricorda che le connessioni CV non sono memorizzate nella patch di Subtractor. creando un nuovo dispositivo Subtractor essa è assegnata automaticamente al primo canale audio disponibile sul mixer. Mod” stabilisce quali tipi di messaggio possono essere ricevuti. valori negativi invertono questa relazione. Impostando un valore positivo il parametro FM Amt aumenta a valori superiori di modulazione esterna.Modulazione esterna Connessioni Subtractor può ricevere messaggi dei controller MIDI comuni e assegnarli ai vari parametri. Un valore positivo aumenta il valore Amt di LFO 1 a valori superiori di modulazione esterna. nemmeno se i collegamenti sono allo/dallo stesso dispositivo Subtractor! Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri. un valore negativo inverte questa relazione. mentre quello all’ingresso Gate presenta note On/Off insieme alla velocity. Amp La modulazione esterna controlla il volume complessivo. Un valore positivo aumenta la frequenza a valori superiori di modulazione esterna. valori negativi invertono questa relazione. ! Per i migliori risultati usare gli ingressi Sequencer Control con suoni monofonici. il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza della nota. Questi messaggi si possono poi assegnare al controllo dei seguenti parametri: |Destinazione |Descrizione F. consentono di modulare vari parametri di Subtractor da altri dispositivi o dalle uscite di modulazione dello stesso dispositivo Subtractor. il selettore “Ext.

non si triggera l’inviluppo d’ampiezza suonando le note.Modulation Output Le uscite Modulation servono per controllare in tensione altri dispositivi o altri parametri nello stesso dispositivo Subtractor. collegando l’uscita di un LFO all’ingresso Gate Amp. si noti che collegando questi ingressi si sostituisce il normale triggering degli inviluppi. poichè ora esso è controllato dall’LFO. Inoltre. si sentirà che l’LFO triggera l’inviluppo solo per le note tenute premute sulla tastiera. Per esempio. si possono selezionare i seguenti ingressi Gate: • Amp Envelope • Filter Envelope • Mod Envelope 203 SUBTRACTOR SYNTHESIZER . le uscite di modulazione sono: • Mod Envelope • Filter Envelope • LFO 1 Gate Input Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare gli inviluppi.

20 D Thor Polysonic Synthesizer .

L’interfaccia utente di Thor è costituita dai seguenti elementi (dall’alto in basso): Terminologia elementare del sintetizzatore Questo capitolo presume che si abbia una certa familiarità con la terminologia comune dei synth (oscillatori. Vedere “Usare il Programmer”. Thor è un synth all’avanguardia con molte funzioni peculiari. le sezioni oscillatore e filtro. D Sezione Modulation per il routing dei bus. ove questi elementi e il modo in cui interagiscono tra loro sono descritti da un punto di vista più elementare. ciascuno dal carattere ben definito. Thor è in grado di generare una vastissima gamma di suoni. Sul pannello posteriore ci sono anche ingressi audio. parte del design ricorda i dispositivi “vintage”. usare l’audio per modulare un segnale CV (o viceversa) . di Thor per processare il suono o usare la sorgente audio esterna per modulare un parametro di Thor. Vedere “Sezione bus routing di modulazione”. Thor ha anche uno step sequencer avanzato che può essere usato per creare linee melodiche o solamente come sorgente di modulazione. D Sezione Step Sequencer nella quale è possibile programmare fino a 16 step per realizzare brevi linee melodiche/groove oppure da usare come sorgente di modulazione. Vedere “Step Sequencer”. sono slot aperti che consentono all’utente di scegliere vari tipi di oscillatori e filtri diversi. D Pannello Programmer principale con tutti i parametri del synth. Pur offrendo molte possibilità di modellamento del suono ha un’interfaccia piuttosto intuitiva e facile da usare. Il design può essere definito semi-modulare. inviluppi ecc.in Thor le possibilità di modulazione sono praticamente illimitate. filtri e inviluppi). se non si conosce Reason (o questi termini) si consiglia di leggere il capitolo Subtractor.Introduzione Elementi di Thor La figura seguente mostra un dispositivo Thor aperto. Il pannello Programmer può essere mostrato/nascosto cliccando sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller. si possono usare filtri. D Pannello Controller sempre visualizzato se Thor è aperto. 205 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . Nella completa sezione Modulation di routing dei bus coesistono segnali audio e di contollo (CV) ed è possibile assegnare quasi tutte le combinazioni di routing. collegando l’uscita di un altro dispositivo a questi ingressi. Vedere “Pannello Controller”. infatti. forme d’onda.

le opzioni sono: |Parametro Polyphony |Descrizione Determina il numero di voci riproducibili simultaneamente quando è selezionata la modalità Polyphonic. qualsiasi nuova nota(e) smorza il rilascio delle note triggerate in precedenza. ma solo la condizione del pulsante. Un tasto assegnato non triggera una nota. Si noti. ad esempio. inoltre. se è attiva una delle modalità Mono. Release Controlla il numero di voci che sono lasciate decadere/squillare Polyphony naturalmente (nella fase di rilascio dell’inviluppo) quando sono triggerate nuove note ed è selezionata la modalità Polyphonic. le sezioni Keyboard Modes/Trigger e quattro controlli virtuali (assegnabili a piacere). Il tasto assegnato attiverà la funzione(i) assegnata al pulsante fino a quando il tasto è tenuto premuto. ruotando questa manopola si stabilisce il tempo in cui l’altezza passa da una nota a quella successiva. • On: il portamento è applicato a tutte le note. • Entrambi i metodi Questa sezione ha anche un indicatore Note On standard. Mono Legato La modalità Mono Legato è monofonica. La rotellina Pitch Bend è pre-cablata al parametro d’altezza (pitch) dei tre oscillatori. che il pulsante non s’illumina premendo il tasto assegnato. D Usare i controlli freccia (o cliccare nel display e muovere il mouse in alto o in basso) per assegnare un tasto alla condizione del pulsante. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 206 . Ci sono anche un display patch e pulsanti patch standard Select/Browse/Save a destra del display (che sono sempre visualizzati anche se Thor è chiuso). D Si noti che questa funzione può passare solo da Off a On e non viceversa. Portamento On/ Questa manopola si usa per controllare il portamento (passaggio Off/Auto d’altezza tra le note graduale invece che immediato non appena si preme un tasto sulla tastiera). • Cliccando sul nome di una manopola o pulsante si può digitare il nome adeguato. Ci sono tre modalità di portamento principali: • Auto: il portamento si ha suonando più di una nota. ma naturalmente si può usarla per controllare qualsiasi parametro si desideri. Sezione Keyboard Mode In questa sezione si eseguono le impostazioni tastiera principali per una patch. • Ogni controllo si può assegnare a un numero qualsiasi di parametri. • Solo via Step Sequencer (vedere ). • I movimenti dei controlli virtuali possono essere registrati come dati d’automazione. Per fare in modo che la rotellina Pitch Bend non influenzi l’altezza dell’oscillatore basta impostare il parametro Range a “0”. A destra dei due pulsanti virtuali ci sono i rispettivi controlli freccia e display che si possono usare per assegnare un tasto all’attivazione momentanea del pulsante (fino a quando il tasto è tenuto premuto). ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono). quindi per usarla assicurarsi che il pulsante non sia attivo. • I parametri si assegnano a manopole e pulsanti nel pannello Modulation Routing (si trovano nel submenu “Modifiers” . Rotelline Pitch Bend e Mod • • • Le rotelline Pitch e Mod sul pannello Controller rispecchiano le azioni corrispondenti sulla tastiera Master. L’altezza cambia. Volume Master E’ il controllo di volume principale delle uscite 1 e 2. il numero massimo di voci è 32. il portamento influenza solo le note in legato. Il parametro Range (come in tutti i dispositivi strumento) stabilisce l’intervallo d’azione della rotellina Pitch Bend. indipendentemente dal valore Polyphony e funziona così: • Tenere premuto un tasto e poi premerne un altro senza rilasciare il precedente.vedere “Sezione bus routing di modulazione”). Pitch e Mod.Pannello Controller Sezione Trigger Usando i pulsanti in questa sezione si può scegliere il modo in cui risponde Thor: • Solo all’inserimento nota (MIDI). • Off: nessun portamento. impostando a “0” questo valore. Polyphonic E’ la modalità di riproduzione polifonica standard . D Le manopole e i pulsanti nel pannello Controller sono controlli “virtuali” assegnabili a più parametri e funzioni in Thor.si può suonare il numero di voci definite dal parametro Polyphony. Controlli virtuali Il pannello Controller presenta i controlli Master Volume. Mono Retrig Anche Mono Retrig è monofonica e in questa modalità premendo un tasto gli inviluppi sono sempre retriggerati.

Il Programmer appare sotto il pannello Controller. Filter 2 e Amp sono disponibili determinate connessioni pre-definite. i tre slot oscillatore sono praticamente identici nel senso che in ciascuno di essi si può caricare uno dei 6 tipi d’oscillatore. un LFO e un amplificatore. Voice a sinistra e Global a destra. FM Pair. Phase Modulation. Multi e Noise. Sono disponibili i seguenti tipi d’oscillatore: Analog. per una descrizione dei vari tipi d’oscillatore vedere a page 209. D La sezione Global ha un secondo LFO. Collegamenti principali . per dimostrare le funzioni fondamentali di Thor e il percorso (standard) del segnale: 1. Gli slot aperti Oscillator e Filter consentono di scegliere tre diversi tipi di oscillatori e filtri. un terzo slot Filter aperto e gli effetti Chorus e Delay. 207 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . quella Global ha un pannello marrone separato che la differenzia dalla sezione Voice. quindi suonando si sente subito il suono. Selezionare “Initialize Patch” dal menu Edit. Wavetable. due slot filtro aperti. ma essi sono un metodo comodo e rapido per collegare tra loro i “mattoni” principali del synth. sono visualizzate delle linee con le frecce che indicano i percorsi del segnale standard. Selezione del tipo d’oscillatore.Usare il Programmer Nel pannello Programmer ci sono i parametri principali del synth. sul pannello stesso. Cliccare sulla freccia del menu a tendina in alto a sinistra nello slot Oscillator 2 e selezionare un secondo oscillatore dal menu a tendina che appare. uno Shaper. un inviluppo Global. ✪ Si noti che è possibile collegare le sezioni usando anche i bus della sezione Modulation (vedere “Sezione bus routing di modulazione”). Si tratta rispettivamente degli slot Osc 2 e 3. D Nella sezione Voice ci sono tre slot oscillatore aperti. D Per mostrare il pannello Programmer cliccare sul pulsante “Show Programmer” nel pannello Controller.un esempio Tra gli slot Osc 1-3 e le sezioni Mixer. una connessione tra Oscillator 1. Non si è in alcun modo limitati all’uso dei routing pre-definiti. L’esempio che segue spiega come realizzare una configurazione standard usando due oscillatori e due filtri. Filter 1 e la sezione Amp è già attiva. 2. Filter 1/Shaper. D Il pannello Programmer è costituito da due sezioni. un Mixer. tre generatori d’inviluppo. La sezione Voice ha i parametri principali del synth “per-voce” (cioè tutti i cicli d’inviluppo e LFO sono triggerati singolarmente per ogni voce). Sotto lo slot Osc 1 nell’angolo in alto a sinistra ci sono altri due slot attualmente vuoti. nella sezione Global a destra ci sono i parametri globali che si applicano a tutte le voci. La “Init Patch” ha una configurazione elementare con un oscillatore Analog nello slot Oscillator 1 e un filtro LP Ladder nello slot Filter 1 caricati.

7.In una configurazione di connessioni elementari. per ora l’oscillatore 1 è collegato allo slot del Filtro 1 (che è pre-caricato con un filtro LP Ladder). 5. Lasciandoli attivi. internamente le uscite dell’oscillatore sono collegate alla sezione “Mix”. Ora che nella sezione Voice il Filtro 2 è attivo si possono collegare ad esso gli oscillatori usando la fila inferiore dei pulsanti di routing. Cliccare sui pulsanti di routing “1” e “2” a sinistra dello slot del Filtro 2 in modo che s’illuminino. Ciò è indicato dal pulsante “1” di routing illuminato. ma poichè per ora nella sezione Global non è attivato niente. Suonando alcune si sentiranno gli oscillatori 1 e 2 attraverso la sezione Filter 1. 6. in tal caso. Appare un menu a tendina con i quattro tipi di filtro disponibili. Suonando alcune note. 4. Le sezioni Filter 1 e 2 si possono collegare anche in serie. la procedura è descritta in seguito in questo esempio. gli oscillatori attraverseranno due volte il Filtro 2 (sia dal Filtro 1 che direttamente).è possibile qualsiasi combinazione. D La fila superiore dei pulsanti di routing determina quale degli oscillatori (da 1 a 3) è collegato al Filtro 1 e la fila inferiore stabilisce quale degli oscillatori (da 1 a 3) è collegato al Filtro 2. 3. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 208 . A questo punto i due oscillatori sono collegati al Filtro 2. in serie o parallelo (o in qualsiasi combinazioni di queste varianti). Per far continuare il segnale d’uscita nella catena del segnale. prima si deve attivare una connessione usando le due file verticali dei pulsanti di routing 1. Assicurarsi che sia attivo il pulsante freccia di routing rivolto alla sezione Amp appena sopra la sezione Filter 2 . la sezione Amp passa dalla sezione Global prima di essere inviata alle uscite principali. 2 e 3 a destra della sezione Oscillator. il segnale la attraversa senza essere processato. ma per rendere più chiare le cose. per una descrizione dei tipi di filtro vedere “Slot Filter”. Attivando uno o più di questi pulsanti si collega l’oscillatore (da 1 a 3) al Filtro corrispondente. D L’uscita del Filtro 1 passa alla sezione Amp via Shaper (per ora non attivo) e infine arriva alle uscite principali (Main Out). Tutti i tre oscillatori possono essere collegati simultaneamente a entrambi i filtri. Comb) per lo slot del Filtro 2. Cliccare sulla freccia del menu a tendina in alto a sinistra nello slot del Filtro 2. in questo esempio si usa una configurazione di filtro in serie standard. Cliccare sul pulsante “2” a sinistra della sezione Filter 1 in modo che s’illumini per attivare una connessione all’oscillatore 2. naturalmente si può scegliere di inviare solo uno degli oscillatori a un filtro ed entrambi gli oscillatori all’altro . Al momento. Disattivare i pulsanti di routing “1” e “2” a sinistra dello slot del Filtro 2. Selezionare un tipo di filtro (es. entrambi gli oscillatori sono inviati a alle due sezioni Filter in parallelo. lo slot del Filtro 2 per il momento non è attivo (come indica il pannello vuoto). anche questo è “consentito”. per farlo: 8. l’uscita del Filtro 1 attraversa il Filtro 2 prima di raggiungere la sezione Amp.

9. Cliccare sul pulsante freccia “sinistro” sotto la sezione Shaper. Ora i filtri sono collegati in serie, con l’uscita del Filtro 1 che attraversa lo Shaper (momentaneamente inattivo) collegata all’ingresso del Filtro 2; entrambi gli oscillatori sono processati dai due filtri collegati in serie.

D Il pulsante freccia nell’angolo in alto a sinistra di ogni slot apre un menu a tendina dal quale selezionare il tipo d’oscillatore per il rispettivo slot.

Si conclude così questo esempio che mostra come si possono usare le connessioni pre-cablate nella sezione Voice; si noti, però, che per eseguire i collegamenti è possibile anche usare i bus Modulation - see “Sezione bus routing di modulazione”.

Altre assegnazioni di routing pre-definite
In Thor ci sono altre sezioni pre-definite che possono essere usate senza dover eseguire prima delle assegnazioni: D Amp Envelope e Filter Envelope controllano rispettivamente il livello di volume e la frequenza dei Filtri 1 e 2. La quantità di controllo dell’inviluppo di filtro si regola usando il parametro “Env” in ogni sezione Filter. D Gli effetti (Delay/Chorus) nella sezione Global fanno parte della catena del segnale; si possono semplicemente attivare e usare.

Sono disponibili sei tipi d’oscillatore: • Analog • Wavetable • Phase Modulation • FM Pair • Multi Oscillator • Noise Si può anche scegliere la modalità Off (nessun oscillatore).

Parametri comuni
I parametri specifici dei vari tipi d’oscillatore sono descritti separatamente, ma ci sono anche parametri comuni a tutti i tipi d’oscillatore: D La manopola OCT (ottava) cambia l’altezza dell’oscillatore in step d’ottava. L’intervallo è sette ottave. D La manopola Semi cambia l’altezza dell’oscillatore in step di semitono. L’intervallo è 12 step di semitono (1 ottava). D La manopola Tune regola con precisione l’altezza dell’oscillatore in cent. L’intervallo è +/- 50 cent (su o giù di mezzo semitono). D La manopola KBD (keyboard track) stabilisce quanto l’altezza dell’oscillatore segue i dati nota entranti. Ruotandola completamente in senso orario l’altezza segue la tastiera normalmente (cioè di un semitono per tasto). D Tutti gli oscillatori hanno selettori di forma d’onda e un parametro Modifier. Selezione di forma d’onda e parametro Modifier dipendono dal tipo d’oscillatore selezionato. D E’ importante osservare che se è stato eseguito un routing di modulazione al parametro di un oscillatore (es. il Modifier) e poi si cambia tipo d’oscillatore, la modulazione è trasferita al rispettivo parametro nel nuovo oscillatore. Lo stesso vale per tutti i parametri comuni (intonazione e tracking); cambiando tipo d’oscillatore, tutti i parametri comuni restano invariati. D Gli oscillatori si possono sincronizzare - vedere “Sincronia oscillatore”. D Ogni tipo d’oscillatore caricato nello slot Osc 1 può essere anche modulato in ampiezza dall’oscillatore 2 - vedere “Modulazione d’ampiezza (AM)”.

Sezione Oscillator

Gli oscillatori generano il suono grezzo di base (altezza e forma d’onda) che a sua volta può essere processato da altri parametri. La sezione Oscillator presente tre slot aperti nei quali è possibile caricare uno dei sei tipi d’oscillatore; i tre slot sono numerati da 1 a 3: quello in alto ospita l’oscillatore 1, lo slot centrale l’oscillatore 2 e quello in basso l’oscillatore 3.

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Sezione Analog Osc

Alcuni wavetable hanno forme d’onda che seguono in modo sequenziale la serie delle armoniche (ogni forma d’onda, cioè, aggiunge un’armonica); altri hanno serie di forme d’onda che generano un suono simile allo “sweep” di un oscillatore in sync ed altre wavetable sono semplicemente forme d’onda miscelate. Gli ultimi 11 wavetable sono basati su quelli utilizzati nel sintetizzatore PPG 2.3 originale.

Sezione Phase Mod Osc
E’ un classico oscillatore analogico con 4 forme d’onda standard; il pulsante di selezione forma d’onda è nell’angolo in basso a sinistra del pannello oscillatore, ma per cambiare forma d’onda si può anche cliccare direttamente sui simboli delle forme d’onda. Le quattro forme d’onda disponibili sono: dente di sega, impulsiva, triangolare e sinusoidale. D Il parametro modificatore PW controlla la larghezza d’impulso e influenza solo la forma d’onda pulsante. Regolando il parametro PW si cambia la larghezza dell’onda impulsiva, modulando la larghezza d’impulso (PWM); è una funzione standard nella maggior parte dei synth analogici “vintage”. L’oscillatore Phase Mod si ispira alla serie di synth Casio CZ; la modulazione di fase si basa sulla modifica di forme d’onda digitali (sinusoidali) simulare le caratteristiche di filtro comuni. D Si possono combinare una Prima (First) e Seconda (Second) forma d’onda; invece di essere miscelate le due forme d’onda sono riprodotte in serie una dopo l’altra. Ciò aggiunge una fondamentale un’ottava sotto l’altezza del suono originale. D Il parametro PM modifica la forma dell’onda (in modo simile a un filtro). Come Prima forma d’onda sono disponibili le seguenti forme d’onda: • Sawtooth (dente di sega) • Square (quadra) • Pulse (impulsiva) • Pulse and Sine (impulsiva e sinusoidale) • Sine and flat (sinusoidale e piatta) • Saw x Sine (dente di sega x sinusoidale) • Sine x Sine (sinusoidale x sinusoidale) • Sine x Pulse (sinisoidale x impulsiva) Le ultime tre forme d’onda si possono definire “risonanti”, poichè in origine dovevano simulare la risonanza del filtro; in realtà non lo fanno con molta precisione, ma in ogni caso costituiscono un aspetto importante del suono. La Seconda forma d’onda presenta le stesse onde disponibili tranne le ultime tre; inoltre può essere bypassata completamente. La forme d’onda si possono combinare a piacere, ma non è possibile combinarne due “risonanti”.

✪ Per un’onda quadra perfetta regolare il parametro PW a 64.
Sezione Wavetable Osc

Gli oscillatori Wavetable sono la base di molti synth “vintage” (PPG, Korg Wavestation e molti altri). • Con l’oscillatore Wavetable, si può scegliere fra 32 wavetable e ogni wavetable contiene molte forme d’onda diverse (fino a 64); usando un inviluppo o un LFO si può scorrere un wavetable per generare variazioni timbriche. I parametri sono i seguenti: D Position è il parametro Modifier e controlla la posizione all’interno del wavetable selezionato (cioè la forma d’onda attiva in un determinato istante). Modulando il parametro Position si possono scorrere le forme d’onda presenti nel wavetable selezionato; naturalmente si può anche usare una singola forma d’onda statica in un wavetable (non applicando alcuna modulazione a questo parametro). D Il pulsante X-Fade determina se il passaggio tra le forme d’onda in un wavetable deve essere netto (X-Fade Off) o graduale (X-Fade On). Con X-Fade in On, ai passaggi tra le forme d’onda è applicato un crossfade. D E’ possibile selezionare 32 wavetable usando i pulsanti freccia o cliccando nel display Wavetable.

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Sezione FM Pair Osc

Sezione Multi Osc

Come indica il nome, questo oscillatore genera una modulazione di frequenza (FM); un oscillatore (Portante) è modulato in frequenza da un secondo oscillatore (Modulatore). Sebbene molto semplice da usare (a differenza di molti synth FM hardware) questo oscillatore può generare una gamma molto ampia di suoni FM. D I pulsanti di selezione Carrier e Modulator stabiliscono il rapporto di frequenza tra questi due oscillatori (l’intervallo di valori è 1-32). Il rapporto di frequenza è quello che determina il contenuto principale in frequenza (quindi il timbro del suono). D La manopola FM stabilisce l’intensità della modulazione di frequenza. E’ anche il parametro Modifier; se l’intensità FM è zero, non si ha una modulazione di frequenza e l’uscita è un sinusoide pura. • Impostando l’intensità FM a zero e scorrendo i valori dell’oscillatore Carrier, si può sentire che l’altezza cambia seguendo la serie delle armoniche. • Scorrendo i valori dell’oscillatore Mod si cambia l’altezza allo stesso modo (anche se per poterlo sentire l’intensità FM deve essere a un valore diverso da zero). Con un rapporto 2:2 la forma d’onda è la stessa del rapporto 1:1 ma un’ottava più in alto, 3:3 è la stessa forma d’onda del rapporto 2:2 ma ad una quinta superiore, e così via.

Questo versatile oscillatore può generare simultaneamente più forme d’onda “stonate” (detuned) del tipo impostato per voce; è ideale per generare timbri complessi (es. per simulare i suoni di piatti o campane) genera anche un’ampia gamma di suoni ricchi d’armoniche. D Sono disponibili le seguenti forme d’onda principali: dente di sega, quadra, dente di sega arrotondata, quadra arrotondata, impulsiva. Le forme d’onda si selezionano usando il pulsante nell’angolo in basso a sinistra o cliccando direttamente sul simbolo della forma d’onda. D Il parametro AMT controlla l’intensità di detune. Ruotarlo in senso orario per un detune maggiore (è anche il parametro Modifier). A bassi valori AMT si introducono lievi variazioni di detune che spostano il suono facendolo muovere continuamente (come un chorus), mentre valori AMT superiori possono generare timbriche pesantemente “stonate”. D Il parametro Detune Mode definisce la modalità operativa principale di detuning. Se AMT è “0” solo le modalità di detune “Octave” e “Fifth” cambiano veramente il suono, poichè iniziano con forme d’onda duali intonate rispettivamente a un’ottava e una quinta di distanza. Come indica il nome, le modalità “Fifth Up” e “Oct UpDn” “stonano” le forme d’onda tra zero e il valore AMT massimo. “Linear” cambia la quantità di detune in base a dove si suona sulla tastiera; sui tasti gravi la quantità di detune è maggiore rispetto a quelli acuti, e viceversa. Le altre modalità (Interval e Random) praticamente aggiungono altre forme d’onda “stonandole” in vari modi, producendo risultati diversi.

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Sezione Noise Osc

Sincronia oscillatore
La sincronia si ha quando un oscillatore riavvia il periodo di un altro oscillatore, in modo che entrambi abbiano la stessa frequenza di base; cambiando o modulando la frequenza dell’oscillatore sincronizzato si ha il tipico suono associato alla sincronia oscillatore.

Oscillatore Master

L’oscillatore Noise può generare rumore bianco e “colorato”, ma può essere usato anche come oscillatore intonato (pitched) o sorgente di modulazione. I parametri principali sono: D Un solo parametro di rumore (tranne le manopole standard Tune e Kbd track). E’ il parametro Modifier del rumore che controlla diversi parametri in base alla modalità oscillatore selezionata (vedere in seguito). D Il pulsante di selezione forma d’onda nell’angolo in basso a sinistra serve per stabilire la modalità dell’oscillatore. Sono disponibili le seguenti modalità:’ |Modalità |Descrizione Band In questa modalità, la manopola Oscillator controlla la banda passante (bandwidth). Ruotandola completamente in senso orario, l’oscillatore genera rumore puro; ruotandola in senso antiorario, si restringe gradualmente la banda passante fino a quando è generata una nota. Se la manopola KBD è completamente in posizione oraria, l’altezza segue la tastiera normalmente. S/H S/H significa “sample & hold” (un tipo di generatore casuale); la manopola Oscillator controlla la velocità sample & hold. A valori elevati del parametro Oscillator, si genera un rumore “colorato” con un suono leggermente di tipo “phaser”. A velocità inferiori, si può usare l’oscillatore come sorgente di modulazione (come un LFO a valori casuali). Per esempio, modulando l’altezza di un altro oscillatore usando la modalità S/H con un basso valore Rate come sorgente, si ottiene una modulazione step casuale dell’altezza. Static Come indica il nome, può generare il suono di un’interferenza statica se si usano bassi valori Oscillator. Il parametro Oscillator controlla la densità (Density), cioè la quantità di staticità; valori Density elevati generano rumore. Color Genera rumore “colorato”, che in pratica è rumore dal quale sono filtrate determinate frequenze (cioè nel rumore sono attenuate o enfatizzate alcune zone di frequenza); la manopola Oscillator controlla il colore (Color). A valore Color massimo si ottiene il rumore bianco, mentre a valori inferiori si genera un rumore che enfatizza le frequenze più basse. White Genera rumore bianco puro (tutte le frequenze hanno la stessa energia). Per il rumore bianco non c’è un parametro Oscillator.

Oscillatore Slave

L’oscillatore sincronizzato che resetta l’altro oscillatore(i) è il Master e qualsiasi altro oscillatore sincronizzato resettato da un altro oscillatore si chiama Slave. In Thor, l’oscillatore 1 è il Master (controlla l’altezza di base degli oscillatori) e gli oscillatori 2 e 3 sono Slave. D La sincronia s’attiva o disattiva con i pulsanti Sync a sinistra degli slot Osc 2 e 3.

D I cursori “BW” di sync a sinistra degli slot Osc 2 e 3 consentono di regolare la banda passante di sync. Ciò consente di cambiare il carattere di sincronia dell’oscillatore; in pratica, il parametro stabilisce quanto è immediato il reset (un’alta banda passante genera un effetto di sync più pronunciato, e viceversa). La figura sopra mostra il reset di una banda passante elevata (usando valori più bassi di banda passante, la curva dell’oscillatore Slave è più arrotondata nei punti di reset).

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Modulazione d’ampiezza (AM)
La modulazione d’ampiezza (AM) è spesso denominata modulazione ad anello e funziona moltiplicando tra loro due segnali. D In Thor, l’oscillatore 2 modula in ampiezza l’oscillatore 1. L’uscita modulata ad anello presenta quindi frequenze aggiuntive, generate da somma e differenza tra i due segnali; ciò si può usare per creare suoni enarmonici complessi. D La quantità AM si definisce usando il cursore a sinistra dello slot Osc 1.

Slot Filter

Sezione Mix

Thor ha tre slot Filter liberi, due nella sezione Voice (che agiscono per-voce) e uno nella sezione Global, generale per tutte le voci (vedere “Slot filtro Global”). D Il tipo di filtro per uno slot si seleziona (o cambia) cliccando sul pulsante freccia nell’angolo in alto a sinistra di uno slot. Dal menu a tendina è possibile selezionare 4 tipi di filtro e la modalità bypass. I tipi di filtro disponibili sono: Ladder LP, State Variable, Comb and Formant, ciascuno descritto separatemente in seguito. Si applicano i seguenti criteri generali: D I filtri sono pre-cablati alla sezione Filter Envelope (vedere “Inviluppo Filter”). • I filtri 1 e 2 si possono usare in serie; l’uscita del filtro 1 si collega (via Shaper) all’ingresso del filtro 2, oppure in parallelo (un segnale al filtro 1 e l’altro al filtro 2). Il routing pre-definito dei tre oscillatori nelle sezioni Filter 1-2 è descritto in “Collegamenti principali - un esempio”.

La sezione Mix consente di regolare i livelli e il bilanciamento relativo dei tre oscillatori. D I due cursori controllano rispettivamente i livelli d’uscita degli oscillatori 1-2 e dell’oscillatore 3. D La manopola Balance stabilisce il bilanciamento tra gli oscillatori 1 e 2. Il parametro Balance è anche una destinazione di modulazione, che permette di modulare il bilanciamento dei due oscillatori con un LFO, ad esempio. Si noti che perchè le impostazioni della sezione Mix abbiano effetto gli oscillatori devono essere collegati al filtro(i) con i pulsanti di routing numerati.

Parametri comuni
Come per gli slot liberi degli oscillatori, alcuni parametri sono comuni a tutti i tipi di filtro: D Tutti i tipi di filtro hanno grandi manopole per i parametri frequenza (FREQ) e risonanza (RES) di filtro. Ciò è leggermente diverso per il filtro Formant - vedere “Sezione Formant Filter”. D Il parametro KBD stabilisce come la frequenza di filtro segue i dati d’altezza nota entranti. Alcuni tipi di filtro (Ladder/State Variable/Comb) “auto-oscillano” e si possono usare come sorgenti oscillatore extra. D Il parametro ENV stabilisce quanto la frequenza di filtro risponde alla sezione Filter Envelope.

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D Il parametro VEL definisce quanto la velocity della nota entrante influenza il parametro Amount della sezione Filter Envelope. In altre parole, perchè questo parametro abbia effetto, il parametro ENV deve essere regolato a un valore diverso da zero. D Il pulsante INV inverte il modo in cui la frequenza di filtro risponde alle impostazioni dell’inviluppo. D Il parametro Drive consente di regolare il guadagno d’ingresso del filtro. Saturando il filtro s’aggiunge un carattere più definito al suono. D Tutte le impostazioni dei parametri e qualsiasi modulazione assegnata ai parametri sono mantenute anche cambiando il tipo di filtro.

Sezione State Variable Filter

Sezione Low Pass Ladder Filter

E’ un filtro multi-modalità con filtri Lowpass (LP) dalla pendenza di 12 dB/ottava, Bandpass (BP), Highpass (HP) e i filtri Notch e Peak con “sweep” variabile tra le condizioni HP/LP (simile al filtro “vintage” Oberheim SEM). Le modalità di filtro sono: D Lowpass a 12 dB/ottava (LP 12) I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte; questo tipo di filtro ha una pendenza di 12dB/ottava. D Bandpass a 12 dB/ottava (BP 12) I filtri bandpass attenuano alte e basse frequenze lasciando passare una banda di frequenza intermedia; ogni pendenza in questo tipo di filtro è 12 dB/ottava.

Il filtro Ladder LP è un lowpass che è stato ispirato dal famoso filtro controllato in tensione brevettato da Robert Moog nel 1965; il nome ha origine dalla forma di scala a pioli che aveva il diagramma del circuito originale transistor/condensatori. Il filtro originale aveva anche particolari caratteristiche non-lineari che contribuivano al suono caldo e musicale per cui diventò famoso; queste caratteristiche sono riprodotte fedelmente nel filtro Ladder LP. Nel loop di feedback (auto oscillante) c’è anche un modellatore interno. Attivando l’auto oscillazione (vedere in seguito) il modellatore distorce il suono generando caratteristiche non-lineari; il parametro Drive regola l’intensità di questa distorsione. D Sono disponibili 4 diverse pendenze di filtro: 24, 18, 12 e 6 dB/ottava. La pendenza a 24dB è di due tipi: • Type I - Il modellatore (controllato dal parametro Drive) è collocato all’uscita del filtro, prima del loop di feedback. • Type II - Il modellatore (controllato dal parametro Drive) è collocato all’ingresso del filtro, dopo il loop di feedback. Si noti che perchè il modellatore agisca, deve essere attiva la modalità “Self Osc” (vedere in seguito). D Auto-oscillando il filtro genera un’altezza nota riproducibile ad alti valori di risonanza (se è atttiva l’auto-oscillazione). L’auto-oscillazione s’attiva e disattiva usando il pulsante SELF OSC. La manopola KBD controlla come la frequenza segue la tastiera; ruotandola completamente in senso orario si ha un tracking di 12 semitoni/ottava.

D Highpass a 12 dB/ottava (HP 12) I filtri highpass lasciano passare le frequenze alte e attenuano quelle basse; questo tipo di filtro ha una pendenza di 12dB/ottava. D I filtri Notch e Peak utilizzano una combinazione di due uscite dallo stesso filtro formate da un LP e HP impostati alla stessa frequenza di filtro. La manopola LP/HP associata a queste due modalità di filtro modula la condizione del filtro da lowpass a high-pass; se la manopola è in posizione centrale si ha una pendenza di filtro Peak o Notch (dipende dalla modalità). Il parametro HP/LP può essere assegnato come destinazione di modulazione. D Auto-oscillando il filtro genera un’altezza nota riproducibile ad alti valori di risonanza (se è atttiva l’auto-oscillazione). L’auto-oscillazione s’attiva e disattiva usando il pulsante SELF OSC. La manopola KBD controlla come la frequenza segue la tastiera; ruotandola completamente in senso orario si ha un tracking di 12 semitoni/ottava.

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Sezione Comb Filter

D Le manopole ENV-VEL-KBD influenzano il parametro X. Il parametro si può controllare via CV. D Il parametro “Gender” modifica il timbro basilare di generazione delle vocali tra le caratteristiche maschile (bassi valori Gender) e femminile (alti valori Gender). Anche il parametro Gender può essere controllato via CV.

Modellatore (Shaper)
Il filtro Comb aggiunge lievi variazioni d’altezza ed effetti phaser ai suoni. D In pratica, i filtri Comb sono brevi delay con feedback regolabile (controllato dalla manopola RES). Un filtro Comb genera picchi risonanti a determinate frequenze; si usa in vari dispositivi di processo del segnale (es. i flanger) e genera un suono caratteristico allo scorrere della frequenza. D La differenza tra le modalità “Comb +” e “Comb –” è la posizione dei picchi nello spettro audio. Quella principale udibile è l’attenuazione dei bassi in modalità Comb negativa. D Il parametro RES controlla in entrambi i casi forma e dimensione dei picchi. Impostando alti valori di risonanza e bassi valori di frequenza questo filtro genera una nota. Il modellamento d’onda è un metodo di sintesi per trasformare i suoni che altera la forma dell’onda, introducendo quindi vari tipi di distorsione; lo Shaper può trasformare radicalmente il suono o aggiungere solo un tocco di “calore”, dipende dalla modalità e da altre impostazioni. D L’ingresso dello Shaper è prelevato dall’uscita del Filtro 1. Nella sezione Modulation è possibile inviare altre sorgenti direttamente allo Shaper. D Lo Shaper s’attiva cliccando sul pulsante nell’angolo in alto a sinistra.

Sezione Formant Filter

D Il parametro Drive imposta la quantità di modellamento dell’onda. Consiglio: aumentando il parametro Drive del Filtro 1 si aggiunge ancor più granulosità e distorsione all’uscita dello Shaper. D Lo Shaper ha 9 modalità selezionabili con i controlli freccia o cliccando nel display Mode; tutte alterano la forma d’onda in vari modi. Le modalità sono: Soft e Hard, Saturate, Sine, Bipulse, Unipulse, Peak, Rectify e Wrap. Il modo esatto con cui le varie modalità influiscono sul suono dipende da molti fattori; inoltre, c’è un elemento piuttosto casuale applicato alla distorsione risultante. Si consiglia di provare le varie modalità per sentire cosa succede - sono garantiti molti tipi di distorsione diversa del segnale originale!

Il filtro Formant genera suoni vocali; non ci sono parametri Frequency o Resonance, ma un cursore orizzontale per il parametro X e uno verticale per il parametro Y che agiscono insieme generando le varie caratteristiche formanti del filtro. D Per modificare simultaneamente i parametri X e Y muovere il “pallino” nel rettangolo grigio del pannello. I movimenti orizzontali modificano il parametro X e quelli verticali il parametro Y.

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Sezione Amp

LFO 1 ha i seguenti parametri: |Parametro Rate Waveform |Descrizione Stabilisce la velocità dell’LFO. Definisce la forma d’onda dell’LFO; oltre alle forme d’onda standard (sinusoidale, quadra ecc.) ci sono varie forme d’onda casuali, non-lineari e a scalino (stepped). La forma è indicata nel display e in pratica queste forme riflettono il modo in cui è influenzato un segnale. Introduce un ritardo prima che inizi la modulazione dell’LFO dopo aver suonato una nota; per delay più lunghi ruotare la manopola in senso orario. Determina se (o quanto) il parametro Rate è influenzato dall’altezza della nota; ruotando la manopola in senso orario, la velocità di modulazione aumenta suonando più in alto sulla tastiera. Come accennato in precedenza, l’LFO 1 è polifonico e genera un ciclo separato dell’LFO per ogni nota suonata; se il pulsante Key Sync è “Off” i cicli sono liberi, nel senso che suonando una nota la modulazione può iniziare ovunque nel ciclo della forma d’onda dell’LFO. Se invece Key Sync è “On” i cicli dell’LFO sono resettati a ogni nota suonata. Attivando questo pulsante la velocità (Rate) si sincronizza al tempo del sequencer.

La sezione Amp (amplificatore) ha due ingressi (dai Filtri 1 e 2) e un’uscita è inviata alla sezione Global oltre che al livello Master e alle uscite principali (Main Out). D La manopola Gain controlla il livello e quella Velocity controlla la modulazione del guadagno (cioè di quanto la velocity influenza il livello): a valori positivi si ha un livello superiore premendo un tasto con più forza. D La manopola Pan regola la posizione stereo relativa delle singole voci. Applicando la modulazione a questo parametro si possono collocare le singole voci a posizioni stereo diverse quando si suona. Delay

KBD Follow

Key Sync

LFO 1

Tempo Sync

Un LFO (oscillatore a bassa frequenza) si usa per generare una modulazione ciclica Un esempio tipico è un LFO che modula l’altezza di un oscillatore per generare il vibrato, ma ci sono molte altre applicazioni per gli LFO. D LFO 1 applica una modulazione polifonica. Assegnando cioè la modulazione di un parametro a LFO 1 è triggerato un singolo ciclo dell’LFO per ogni nota che si suona. D La forma d’onda dell’LFO si seleziona con i controlli freccia accanto al display della forma d’onda o cliccando nel display e muovendo il mouse in alto o in basso.

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216

Inviluppo Amp Anche l’inviluppo Amp è un inviluppo standard ADSR. la fase da Delay a Decay può anche essere loopata.3 sec. c’è anche un inviluppo Global descritto a parte .vedere a page 218. quindi l’inviluppo di filtro può essere usato anche per controllare altri parametri. Normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo. il Sustain non è un tempo ma un livello (da Off a 0dB). D Configurando un inviluppo Amp si controlla come l’ampiezza o qualche altro parametro cambia nel tempo con i quattro parametri Attack.Sezioni Envelope D Gli intervalli di tempo per ogni step sono: Attack: 0 ms . anche l’inviluppo Amp si può usare per controllare altri parametri. D Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da note (modalità normale) e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro.6 sec. Decay e Release: 3 ms . D Configurando un inviluppo di filtro si controlla come la frequenza del filtro o qualche altro parametro cambia nel tempo con i quattro parametri Attack. Oltre ai normali stadi standard Attack. Analogamente. la fase d’inviluppo da Delay a Decay si ripete in loop. Sustain e Release. D Gli intervalli di ogni step sono come quelli dell’inviluppo Filter.se non c’è una voce attiva (cioè non arriva un gate di trigger all’inviluppo Amp) non ci sarà un’uscita dagli oscillatori o da qualsiasi sorgente audio esterna inviata alla sezione Voice. Ciascuna voce riprodotta ha un inviluppo separato. D L’inviluppo Mod può essere assegnato a piacere al controllo dei parametri. Nella sezione Voice ci sono tre generatori d’inviluppo: Amp. Per una descrizione di questi parametri vedere il capitolo “Subtractor”. Sustain e Release.29. Per una descrizione di questi parametri vedere il capitolo “Subtractor”. ci può essere un ritardo di 1/4 prima di una fase d’attacco di 1/16 seguita da un decadimento di 1/8. ogni stadio si può impostare in un intervallo da 1/32 a 4/1 (4 misure). Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da note (modalità normale) e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro. Se attivo.10. Inviluppo Mod E’ un inviluppo generico ADR (Attack. Per esempio. Normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo. Decay. Decay. ma nella sezione Voice non è possibile disattivare l’inviluppo Amp . Decay e Release l’inviluppo Mod ha i seguenti parametri: |Parametro Delay Loop Tempo Sync |Descrizione Si può impostare un ritardo prima che inizi l’inviluppo. Se “Off” i tempi d’inviluppo sono liberi e si possono impostare in secondi (stessi intervalli tempo dell’inviluppo Filter). D Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da note (modalità normale) e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro. Si noti che il controllo d’inviluppo della frequenza di filtro si può disattivare in ogni sezione Filter (il parametro Env può essere impostato a 0).. D La sezione Amp Envelope è pre-cablata per controllare l’ampiezza (volume). Release) con uno stadio pre-delay che precede la fase Attack. D L’inviluppo Filter è pre-cablato per controllare la frequenza dei Filtri 1 e 2. Gate Trigger 21 7 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . Per farlo si usa la sezione Modulation. Decay. Filter e Mod. Inviluppo Filter L’inviluppo Filter è un inviluppo standard ADSR come quello di Subtractor.. Se “On” ogni stadio ha una durata che corrisponde a incrementi di beat del tempo corrente del sequencer. normalmente il pulsante “Gate Trig” deve essere attivo.

Se attivo. D Ci sono i controlli per i parametri standard Delay/Time e Feedback. Il Filtro 3 in pratica è configurato come gli altri slot di filtro. ogni stadio si può impostare in un intervallo da 1/32 a 4/1 (4 misure). normalmente questo pulsante è attivo. Se “Off” i tempi d’inviluppo sono liberi e si possono impostare in secondi (stessi intervalli tempo dell’inviluppo Filter). gli effetti sono collocati dopo il filtro Global. la fase d’inviluppo da Delay a Decay si ripete in loop. D Il parametro Delay Time può essere sincronizzato al tempo. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 218 . Sezione effetti Ci sono due effetti globali mono in/stereo out: un Delay e un Chorus. E’ un inviluppo ADSR con uno stadio pre-delay e uno hold prima del Decay.crea effetti di chorus (cioè brevi ritardi). “Rate” controlla la velocità dell’LFO e “Amount” la diffusione stereo. l’inviluppo Global ha i seguenti parametri: |Parametro Delay Loop Hold Tempo Sync |Descrizione Stabilisce un ritardo prima che inizi l’inviluppo. Nella catena del segnale. si ricorda però che è a “singolo trigger” quindi non retriggera le note in legato come descritto in precedenza. suonando una nota si triggera l’inviluppo di filtro. Definisce una fase “hold” prima del Decay. Se “On” ogni stadio ha una durata che corrisponde a incrementi di beat del tempo corrente del sequencer.se “On” il tempo di ritardo è impostato in risoluzioni beat sincronizzate al tempo del sequencer principale. E’ possibile eseguire Loop e Sync dei tempi al tempo della song. Per esempio. l’inviluppo Global e l’LFO 2. Questi effetti sono applicati equamente a tutte le voci che arrivano dalla sezione Amp (se attiva). Il Chorus differisce dal Delay solo nell’intervallo dei tempi di ritardo . mentre il Delay genera effetti di eco.Sezione Global Inviluppo Global L’inviluppo Global è un inviluppo avanzato utilizzabile per qualsiasi scopo. è costituito da due effetti. Per farlo si usa il pulsante Tempo Sync . Per una descrizione dei tipi di filtro vedere “Slot Filter”. uno slot filtro libero. Le differenze sono che il parametro ENV controlla la modulazione dell’inviluppo Global e non ci sono inviluppi di filtro separati per ogni voce. D Dry/Wet regola l’equilibrio tra segnale non processato (dry) ed effettato (wet). Gate Trigger Slot filtro Global E’ lo slot del Filtro 3 nel quale è possibile caricare uno dei tipi di filtro. Il pulsante “Gate Trig” serve ad evitare che l’inviluppo sia triggerato da note e fare in modo che sia triggerato da qualche altro parametro. ci può essere un ritardo di 1/4 prima di una fase d’attacco di 1/16 seguita da un decadimento di 1/8. La sezione Global presenta parametri che influenzano tutte le voci. Oltre ai parametri ADSR standard. Suonando nuove note mentre una è tenuta premuta (legato) non si triggera l’inviluppo di filtro. D Gli effetti Delay e Chorus possono anche essere modualti in altezza da un LFO interno (parametri “Mod”).

Sezione bus routing di modulazione Un bus di modulazione serve per collegare una sorgente di modulazione a una destinazione di modulazione. D La parte sinistra della sezione Modulation presenta 5 colonne: Source.LFO 2 D LFO 2 è un LFO standard ma non polifonico come LFO 1. ogni fila è un bus di modulazione ove si può assegnare una modulazione da Sorgente a Destinazione. Se “Off”. ricordarsi di salvarle! La “Init Patch” è una semplice configurazione costituita da 1 oscillatore/1 filtro che genera un suono quando si suona ed è ciò che serve per questo esempio. Se “On” il ciclo dell’LFO si resetta a ogni nota suonata. Delay Key Sync Tempo sync 219 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . configuriamo una semplice assegnazione di modulazione da sorgente a destinazione: 1. Operazioni principali . Sotto le intestazioni colonna ci sono 7 file. oltre alle forme d’onda standard (sinusoidale. L’LFO 2 ha i seguenti parametri: |Parametro Rate Waveform |Descrizione Stabilisce la velocità dell’LFO. Se “On” la velocità (Rate) si sincronizza al tempo del sequencer in incrementi di beat (da 4/1 a 1/32). Si ha quindi un sistema di routing molto flessibile che integra il routing precablato del pannello Voice. per ritardi più lunghi ruotare questa manopola in senso orario. 2. quindi per utilizzarlo si deve usare la sezione Modulation Routing. l’inviluppo Global e gli ingressi Step Sequencer. Appare un menu a tendina che elenca tutti i parametri di modulazione sorgente disponibili. D Per selezionare una forma d’onda dell’LFO usare i controlli freccia accanto al display della forma d’onda o cliccare nel display e trascinare il mouse in alto o in basso. CV e Audio. Introduce un ritardo prima che inizi la modulazione dell’LFO dopo aver suonato una nota. Se ci sono impostazioni non salvate che si desidera conservare. i parametri Delay e Key Sync dell’LFO 2 sono a singolo trigger (cioè l’LFO non retriggera questi parametri per le note in legato). Sono disponibili sia i parametri dei segnali audio che di controllo (CV). ecc.un semplice esempio Per illustrare le operazioni principali della sezione bus di modulazione.) ci sono varie forme d’onda casuali. Dest. Cliccare nella fila in alto della colonna Source più a sinistra. non-lineari e a scalino (stepped). mentre nella metà inferiore ci sono vari parametri sorgente globali relativi a riproduzione ed esecuzione. Amount e Scale. La forma delle onde è visualizzata nel display e mostra come è influenzato il segnale. • Inoltre. In una “Init Patch” non è assegnato ad alcun parametro. quadra. La metà superiore del menu presenta i parametri sorgente della sezione Voice. il ciclo dell’LFO è libero: quando si suona una nota la modulazione può iniziare ovunque nel ciclo della forma d’onda dell’LFO. Selezionare “Initialize Patch” dal menu Edit. Amount. Definisce la forma d’onda dell’LFO.

Selezionare “Performance” dal menu e poi “Mod wheel” dal submenu. L’altezza di Osc 1 è ora modulata dall’LFO 1 e la quantità di modulazione è controllata dalla rotellina Mod. Cliccare sulla colonna “Dest” nella fila in alto. Selezionare “Osc 1” dal menu e poi “Pitch” dal submenu. mentre la metà inferiore presenta le destinazioni della sezione Global. 4. quanto il parametro Scale controlla il valore Amount si stabilisce usando la colonna “Amount” della fila in alto (a sinistra della colonna Scale). E’ possibile impostare valori Scale Amount positivi e negativi (+/.100%). 9. per risolvere questo problema si assegna un parametro Scale. Cliccare nella colonna Amount della fila in alto e muovere in alto e in basso il puntatore del mouse per impostare un valore Amount. L’altezza di Osc 1 ora è modulata dall’LFO 1. Cliccare sulla colonna “Scale” nella fila in alto. D Suonando alcune note si può sentire l’altezza dell’oscillatore modulata dall’LFO per produrre il vibrato. Cliccare sulla colonna Amount nella fila in alto a destra della colonna Source e muovere in alto e in basso il puntatore del mouse per impostare un valore Amount. Il vibrato però sarà costante (probabilmente non è ciò che si desidera). Appare un menu a tendina con tutte le destinazioni di modulazione disponibili. CV e Audio. Significa che LFO 1 è la sorgente di modulazione. Nella metà superiore del menu ci sono i parametri della sezione Voice e in quella inferiore i vari parametri riferiti a riproduzione ed esecuzione. Nella metà superiore del menu ci sono le destinazioni della sezione Voice. Appare un menu a tendina con tutti i parametri Scale disponibili.100%). la quale può essere assegnata alla modulazione del parametro di destinazione. il prossimo passo consiste nel definire la quantità di modulazione da applicare. 8. CV e Audio. 3. E’ possibile impostare valori Amount positivi e negativi (+/. gli ingressi Step Sequencer.6. l’inviluppo Global. Dal menu a tendina selezionare “LFO 1”. per controllare completamente la modulazione dell’LFO in modo che non ci sia vibrato quando la rotellina Mod è a zero impostare Amount a 100%. le uscite Step Sequencer. il quale a sua volta consente di assegnare un altro parametro al controllo del valore Amount di modulazione. 5. 7. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 220 . Un controller tipico del vibrato è la rotellina Mod.

Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Mod. • Note2 .10. le note si distribuiscono casualmente nel campo sonoro stereo. Uscita audio dei filtri. • Un parametro Scale che controlla quello Modulation Amount e uno Scale Amount che controlla quanto il parametro Scale controlla Modulation Amount. Sono le quattro file in alto nella metà destra della sezione Modulation. Tre tipi di routing di modulazione Come descritto nell’esempio. • Per cancellare tutto il routing di modulazione usare il pulsante CLR a destra del rispettivo bus. Come primo parametro Scale usiamo la rotellina Mod (Amount a 100 in modo che quando la rotellina Mod è a zero non è applicata alcuna modulazione) e come secondo parametro Scale l’LFO 1 (Amount a un valore qualsiasi). tutti i parametri del filtro influenzano la destinazione. Modulation Destination e Modulation Amount. • La quantità di modulazione applicata con il parametro Scale al massimo è controllata dal parametro Source to Destination Amount). Il concetto è lo stesso. Sorgenti di modulazione . Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Amp. la quantità di modulazione d’altezza sarà modulata simultaneamente dall’inviluppo Mod e dall’LFO 1. se applicato all’altezza dell’oscillatore.Il routing di modulazione è ora completo! Si ha il totale controllo sulla modulazione del vibrato usando la rotellina Mod. Osc 1/2/3 Filter 1/2 Shaper D Quattro bus “Source –> Destination 1 –> Destination 2 –> Scale”. si noti che qualsiasi cosa collegata allo Shaper (es. Per esempio. se si usa un valore Amount positivo e la destinazione è la frequenza del filtro. ci sono due bus “Source –> Destination –> Scale 1 –> Scale 2”. 221 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . Significa che un valore Amount di modulazione può usare due parametri Scale. muovendo la rotellina Mod. suonando normalmente gli accordi sulla tastiera. quest’ultima segue la tastiera (cioè aumenta con le note più acute). se Note2 modula Amp Pan la posizione pan si sposta da sinistra a destra nell’intervallo di un’ottava e poi riparte. si ha un valore d’altezza (stabilito da Amount) quando si preme un tasto e un altro valore (l’altezza non modulata) al rilascio del tasto. Ci sono 4 modalità selezionabili dai sub-menu: • Note . ma il parametro Source può influenzare due parametri Destination diversi (con valori Amount variabili) e un parametro Scale che a sua volta influenza il valore Amount di modulazione per entrambe le destinazioni. • Gate .E’ il Gate On/Off. il Filtro 1) influenza l’uscita dello Shaper. Uscita audio del modulo Shaper. Consente d’inviare l’uscita audio dagli oscillatori a una destinazione.è il keyboard tracking. Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Filter. Consente di modulare i parametri con l’LFO 1. In Thor ci sono tre diversi tipi di bus per il routing di modulazione: D Sette bus di routing “Source –> Destination –> Scale”. ad esempio. Un esempio: l’inviluppo Mod è la sorgente e l’altezza dell’oscillatore la destinazione (Amount a un valore qualsiasi). • Velocity .sezione Voice Come sorgenti di modulazione della sezione Voice si possono usare i seguenti parametri: |Parametro Voice Key |Descrizione Voice Key consente di assegnare la modulazione in base alle note. gli operatori principali nel sistema bus del routing di modulazione sono: • Parametri Modulation Source. Uscita audio della sezione Amp Gain.simile a Note ma all’interno di un intervallo d’ottava ripetuto. Sono le sette file nella metà sinistra della sezione Modulation (come indica l’esempio). Amp LFO 1 Filter Envelope Amp Envelope Mod Envelope D Infine. quindi la modulazione risultante.applica la modulazione in base alla velocity (la forza con la quale si premono i tasti). • Quanto il parametro Scale controlla la modulazione dipende dal valore del parametro Scale Amount.

influenza l’altezza (frequenza) dell’oscillatore. Modifiers Qui s’assegnano parametri e funzioni al controllo delle 2 manopole e dei 2 pulsanti virtuali sul pannello Controller.Global Come sorgenti di modulazione della sezione Global si possono usare i seguenti parametri: |Parametro Global Envelope Voice Mixer |Descrizione Consente di modulare i parametri con l’inviluppo Global. il filtro seguirà le note ma si potrà suonare solo una voce per volta. Sustain Pedal Consente di assegnare il pedale di Sustain come sorgente di modulazione. • Velocity . si può usare Last Key per fare in modo che una frequenza di filtro segua le note riprodotte dallo Step Sequencer. se applicato all’altezza dell’oscillatore. ma solo il timbro. LFO 2 Consente di modulare i parametri con l’LFO 2. usando Pitch. • Gate . per esempio. invece. per i dettagli vedere “Sezione Oscillator”.In questo submenu si può assegnare uno dei controller Perters formance standard a modulare/scalare i parametri Mod Wheel/Pitch Bend/Breath/AfterTouch/Expression. Ci sono 3 modalità selezionabili dai sub-menu: • Note . per esempio. vedere “Modulazione d’ampiezza (AM)”. Consente di modulare i parametri usando gli ingressi Left e Right del Mixer.controlla la quantità di modulazione AM proveniente da Osc 2. Polyphony Consente di applicare la modulazione in base alla quantità di note che si suonano. che è diverso in base al tipo d’oscillatore selezionato. usando MIDI Note come sorgente e la frequenza di un filtro auto-oscillante come destinazione.è il keyboard tracking. si può avere un attacco d’inviluppo breve quando si suonano singole note e un attacco lungo suonando gli accordi. si ha un valore d’altezza (stabilito da Amount) quando si preme un tasto e un altro valore (l’altezza non modulata) al rilascio del tasto.modula in frequenza l’oscillatore. • FM . Performance parame. Last Key Applica la modulazione in base all’ultima nota suonata (monofonica) via MIDI o dallo Step Sequencer. Se collegati è possibile assegnare a piacere segnali CV esterni a qualsiasi destinazione di modulazione in Thor. Matrix) in Thor. La differenza tra Pitch e FM è che se la sorgente è un segnale audio ad alta frequenza (cioè un oscillatore o un segnale audio esterno) FM non altera l’altezza di base della sorgente. • C’è anche un parametro Modifier. ci sono Start ed End Trig che inviano un trigger di gate rispettivamente a inizio e fine della sequenza di step. Osc 2/ Osc 3 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 222 . • Osc 2 AM Amount . quest’ultima segue la tastiera (cioè aumenta con le note più acute). ad esempio. Gli slot oscillatore 2 e 3 hanno gli stessi parametri di destinazione di Osc 1 (ma non c’è AM).E’ il Gate On/Off. per esempio. se si usa un valore Amount positivo e la destinazione è la frequenza del filtro.Sorgenti di modulazione . Destinazioni di modulazione .sezione Voice Come destinazioni di modulazione è possibile usare i seguenti parametri della sezione Voice: |Parametro Osc 1 |Descrizione Nel submenu Osc 1 sono disponibili quattro destinazioni di modulazione: • Pitch . Nel submenu si può scegliere di applicare la modulazione in base alle impostazioni Gate/Note/Curve 1 e 2/Gate Length/ Step Duration di ogni step. Vedere a page 224. Step Sequencer Consente di applicare la modulazione in base alle impostazioni di ogni step nello Step Sequencer. Sono ingressi audio sul pannello posteriore che consentono di collegare segnali audio esterni e processarli usando i parametri di Thor (oppure usarli come sorgenti di modulazione). MIDI Note è comodo per il transpose in tempo reale di pattern Step. non per-voce (in altre parole è monofonica). Inoltre. |Parametro CV Inputs 1-4 Audio Inputs 1-4 |Descrizione Sono ingressi CV sul pannello posteriore che consentono l’utilizzo delle sorgenti di modulazione esterne (es.applica la modulazione in base alla velocity (la forza con la quale si premono i tasti). cambiano sia altezza che timbro del suono. MIDI Key Applica la modulazione globalmente in base alle note.

controlla il tempo di rilascio dell’inviluppo.ingresso gate dell’inviluppo. • Release .controlla il guadagno della sezione Amp.controlla la risonanza del filtro. sono influenzati sia l’altezza che il timbro del suono. Nel submenu del Filtro 3 sono disponibili le seguenti destinazioni di modulazione: • Left/Right In . L’effetto Chorus ha le seguenti destinazioni: • equilibrio Dry/Wet • Delay (time) • ModRate • ModAmount • Feedback L’effetto Delay ha le seguenti destinazioni: • equilibrio Dry/Wet • Time • ModRate • ModAmount • Feedback Filter 3 Chorus Delay 223 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . • Decay .controlla l’attacco dell’inviluppo. • LPHPMix . • LPHPMix .controlla il parametro LP/HP (solo la variabile di stato del filtro).controlla il parametro LP/HP (solo la variabile di stato del filtro). • Attack .controlla il tempo di decadimento dell’inviluppo. • Frequency (FM) . ad esempio. I submenu della sezione Amp hanno tre destinazioni: • Input . Controlla il parametro Drive del modulo Shaper. • Resonance . un oscillatore o un segnale audio esterno) all’ingresso del filtro. • Drive . • Gain . un oscillatore o un segnale audio esterno) all’ingresso della sezione Amp. • Osc 3 Level .consente di collegare una sorgente all’ingresso del filtro.consente di collegare una sorgente audio (es.controlla il livello dell’oscillatore 3.Global Sono disponibili le seguenti destinazioni di modulazione Global: |Parametro Portamento LFO 2 Rate Global Envelope |Descrizione Consente di controllare il parametro del tempo di Portamento. Le destinazioni di modulazione dell’inviluppo Filter sono: • Gate . ma solo il timbro. Consente di controllare il parametro Rate di LFO 1.applica la modulazione di frequenza al filtro. • Decay . • Osc 1:2 Balance . un segnale gate applicato a questo ingresso triggera l’inviluppo.ingresso gate dell’inviluppo.controlla il Pan di ogni voce. • Release . Ha gli stessi parametri di destinazione dell’inviluppo di filtro. un segnale di gate applicato a questo ingresso triggera l’inviluppo.controlla il parametro Gender (solo la formante del filtro).controlla il tempo d’attacco dell’inviluppo. usando Frequency. Consente di controllare il parametro Rate di LFO 2. modulando questo parametro con LFO 1.consente di collegare una sorgente (es. Ha gli stessi parametri di destinazione dell’inviluppo di filtro.controlla il parametro Gender del filtro (solo la formante del filtro). • Frequency (FM) .controlla il decadimento dell’inviluppo. Il submenu Mixer ha tre destinazioni: • Osc 1+2 Level .controlla la frequenza del filtro.controlla la frequenza del filtro. • Resonance .|Parametro Filter 1/ Filter 2 Shaper Drive Amp Mix Filter Envelope Amp Envelope Mod Envelope LFO 1 Rate |Descrizione Nei submenu dei Filtri 1 e 2 sono disponibili le seguenti destinazioni: • Audio In . la posizione Pan modulerà in modo diverso per ogni voce che si suona. • Pan .controlla il livello degli oscillatori 1 e 2.applica la frequenza di modulazione al filtro. • Gender . • Gender . Destinazioni di modulazione . • Drive . • Frequency . • Attack . Le destinazioni di modulazione dell’inviluppo Global sono: • Gate . • Frequency .controlla la risonanza del filtro.controlla il parametro Drive del filtro. La differenza tra Frequency e FM è che se la sorgente è un segnale audio ad alta frequenza (cioè un oscillatore o un segnale audio esterno) FM non altera la frequenza di base della sorgente. invece.controlla il rilascio dell’inviluppo.controlla il parametro Drive del filtro. ad esempio).è possibile modulare il bilanciamento di livello tra gli oscillatori 1 e 2 (per lo “sweep” da un oscillatore all’altro.

Impostare la modalità Run La modalità Run si sceglie con la levetta accanto al pulsante Run. si può usarlo per programmare sequenze d’arpeggio.abilita il controllo sull’altezza di base dello Step Sequencer. Le opzioni sono: D Modalità Repeat . durata Gate (Gate Length). si applicano i seguenti criteri: • Nella sezione Voice ci sono solo ingressi mono. • Gate Length . Uso degli ingressi Audio I 4 ingressi Audio sul pannello posteriore si possono usare per collegare sorgenti audio esterne e processarle con i parametri di Thor. D Le sorgenti audio esterne si possono usare semplicemente per la modulazione. Cliccare di nuovo sul pulsante Run o usare i controlli di trasporto per fermarla. mentre un uno spento indica che lo step è in pausa (muto). Consente d’inviare i segnali alle uscite CV sul retro del dispositivo. durata step (Step Duration). D Modalità Step . si può eseguire il transpose della sequenza suonando le note. E’ possibile avere fino a 16 step ognuno dei quali può essere programmato con vari valori. • Transpose . come altezza nota (Note Pitch). • Velocity .abilita il controllo sulla risposta Gate Length dello Step Sequencer.la sequenza è riprodotta una volta e poi si ferma. Per esempio.|Parametro Step Sequencer CV Output 1-4 Audio Output 1-4 |Descrizione Consente di controllare vari parametri che riguardano lo Step Sequencer. • Per poter sentire il segnale audio si deve inviare un trigger di gate. brevi melodie o semplicemente come sorgente di modulazione.. I valori Edit disponibili sono: Note (altezza). (Vedere in seguito). ciò si può fare in tre modi: suonando le note. Curve 1 e 2. Velocity.la sequenza si ripete in continuazione. durata step (Step Duration). ad esempio. si può modulare l’altezza degli oscillatori con un segnale audio. Velocity. D La manopola Edit determina quale valore s’imposta con le manopole step. e viceversa. D Modalità 1 Shot . ecc. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 224 . Un pulsante illuminato indica che lo step è attivo. si noti che è possibile inviare i segnali CV alle uscite audio. • Trig . e viceversa. Parametri Scale I parametri Scale disponibili sono uguali a quelli Source. si noti che è possibile inviare i segnali audio alle uscite audio. Consente d’inviare i segnali alle uscite audio sul retro del dispositivo. Si noti che collegando l’audio alla sezione Voice. D Il routing audio alle destinazioni Global non richiede un trigger di gate e gli ingressi sono stereo. Operazioni principali Parametri e funzioni principali sono: D La fila di 16 pulsanti si usa per programmare la condizione On/Off di ogni step. • Rate . attraverso le note riprodotte dallo Step Sequencer o con segnali CV di gate.abilita il controllo sulla risposta alla velocity dello Step Sequencer.abilita il controllo sulla velocità dello Step Sequencer. applicando MIDI Note come sorgente a questo parametro.il pulsante Run fa avanzare la sequenza di uno step alla volta. In questo modo è possibile usare la sorgente d’ingresso audio per modulare qualsiasi destinazione disponibile. D Il pulsante Run avvia/ferma lo Step Sequencer. Step Sequencer Lo Step Sequencer di Thor è un ulteriore sviluppo degli step sequencer presenti su molti sistemi modulari analogici “vintage”.abilita il controllo sulla condizione Run On/Off dello Step Sequencer. la modalità stabilita controlla la riproduzione dello Step Sequencer quando si clicca sul pulsante Run. Ciò che avviene esattamente cliccando sul pulsante Run dipende dalla modalità Run. D Sopra ogni pulsante step c’è una manopola che serve per impostare i valori del rispettivo step.

la sequenza è riprodotta dall’ultimo al primo step.Lo Step Sequencer non è attivo.la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step e poi dall’ultimo al primo step. 4. Selezionare la modalità Run “Repeat”.la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step. D Pendulum 2 . Gli step spenti sono pause. D Si noti che il valore Step Duration vale anche per le pause. ✪ L’intervallo d’ottava si può impostare in modo indipendente per ogni step. Assicurarsi che la manopola Edit sia impostata in Note. le opzioni sono: D Forward . 4 ottave (due ottave in più e in meno rispetto alla posizione centrale della manopola (C3) o “Full” (da -C2 a G8). Ruotare una delle manopole Step sopra uno dei pulsanti Step. Inserire le pause Per rendere ritmicamente più interessanti le sequenze di step è possibile programmare delle pause per gli step. ogni step memorizza l’intervallo d’ottava corrente definito per esso mantenendolo fino a quando si cambia l’altezza dello step impostando un intervallo d’ottava diverso. cliccando Run si avanza il numero dello step di una posizione. Si sentirà una sequenza di note ripetute. si possono così impostare i parametri step di uno step alla volta. Ruotare la manopola in senso orario per aumentare l’altezza in incrementi di semitono e in senso antiorario per abbassarla. 2. quando la sequenza si ripete si sentirà la variazione d’altezza di quello step. Assicurarsi che nel pannello Controller sia attivo il pulsante Step Seq Trigger. ma ciò facilita la comprensione delle operazioni successive. Con questo metodo generale si può continuare a inserire l’altezza nota per gli altri step.D Modalità Off . In modalità Step. 225 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER .la sequenza è riprodotta dal primo all’ultimo step e poi dal penultimo al secondo step (il primo e ultimo step non sono ripetuti). Lo step corrente è indicato da un LED giallo sopra i pulsanti Step.gli step sono riprodotti seguendo un ordine casuale. D Per farlo basta cliccare su uno o più pulsanti Step in modo che si spengano. 5. Avviare lo Step Sequencer cliccando sul pulsante Run. Non è indispensabile usare la modalità Repeat. Con questa opzione l’ultimo e il primo step sono riprodotti due volte. Un tooltip indica a quale altezza nota si trova la manopola. Impostare la direzione Il parametro Direction stabilisce la direzione della sequenza di step. Programmare l’altezza nota dello step Per programmare l’altezza nota dello step procedere come segue: 1. Gli intervalli nota disponibili sono: 2 ottave (un’ottava in più e in meno rispetto alla posizione centrale della manopola (C3). D Pendulum 1 . ciascuna alla stessa altezza (C3). D Reverse . D L’intervallo nota della manopola si stabilisce con la levetta Octave a sinistra dei pulsanti Step. D Random . D Gli step si possono programmare “al volo” (con lo Step Sequencer in azione) o uno step alla volta (modalità Step). 3.

se Rate è 1/16. • Si possono usare velocità “libere” (cioè non sincronizzate al tempo del sequencer principale) o sincronizzate al tempo. un fattore che dipende dalla velocità (Rate) del sequencer. ecc. i LED illuminati sopra ogni pulsante Step indicano il numero di step utilizzati. THOR POLYSONIC SYNTHESIZER 226 . Shift Pattern L/R Impostare la velocità (Rate) La manopola Rate determina la velocità della sequenza di step.selezionandola come modalità Edit è possibile stabilire un valore di velocity per ogni step. Per farlo si usa il pulsante Sync. tutti i parametri (pause. ✪ Queste curve si possono confrontare con l’uscita Curve CV di Matrix rappresentano semplicemente una serie di valori applicabili a qualsiasi cosa. Si possono usare fino a 16 step. altezza nota. Ciò si esegue nella sezione dei bus routing di modulazione ove queste due curve si possono selezionare in modo indipendente come controller sorgente. l’intervallo di valori è 0-127. Il valore di default è 75%. Il valore di default è 100. Gate Length determina la durata della nota riprodotta da quello step. Per esempio. se è attivo si può impostare il tempo in varie risoluzioni beat. a “4” sarà riprodotta una nota da 1/4. l’intervallo di valori và da 1/4 a 4.selezionandola come modalità Edit si può stabilire un valore Step Duration per ogni step. ecc.Impostare il numero di step D Prima d’iniziare una sequenza si può stabilire quanti step dovrà avere con la manopola Steps situata all’estrema destra nel pannello. La funzione Shift Pattern sposta il pattern di uno step a sinistra o destra. Si può anche cambiare il numero di step cliccando direttamente su un LED .. D Le Curve 1 e 2 consentono di stabilire i valori di ogni step che possono essere assegnati al controllo dei parametri desiderati. D Gate Length .selezionandola come modalità Edit si può impostare un valore Gate Length per ogni step. ecc.Per esempio. D Step Duration . velocity. a “1” sarà riprodotta una nota da 1/16. se impostato in Note sono resi casuali solo i valori d’altezza nota. esse sono: |Funzione Randomize Sequencer Pattern |Descrizione La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali. Questo parametro determina la durata totale dello step. non velocity. con la manopola Edit si può impostare: D Velocity . gate length. Funzioni Step Pattern Nel menu Edit (e in quello contestuale del dispositivo) ci sono alcune funzioni Step Pattern specifiche.il sequencer si ferma/parte in corrispondenza dello step selezionato. si applica solo al valore Edit selezionato.) si spostano di uno step. Impostare altri valori per gli step Per ogni step si possono programmare anche altri parametri oltre all’altezza nota usando sempre le manopole Value..

mentre il segnale all’ingresso Gate presenta le note On/Off insieme alla velocity. Ingressi Modulation D Gli ingressi rotanti di controllo in tensione CV (con i rispettivi potenziometri di tensione). oltre che le 4 uscite CV assegnabili dall’utente. possono modulare i due controlli virtuali rotanti. Il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza nota. tutti i parametri assegnati a un controllo rotante possono essere modulati da un segnale CV. Uscite Modulation Qui ci sono le uscite CV provenienti dall’inviluppo Global e dall’LFO 2. Se si usa il filtro Formant questo è il parametro X . • 2 uscite aggiuntive (3 e 4) che si possono assegnare nella sezione Modulation. 227 THOR POLYSONIC SYNTHESIZER . Vedere “Uso degli ingressi Audio”. Se collegati. si possono collegare gli ingressi Audio come sorgente di modulazione a uno dei filtri (ad esempio) e processare il segnale esterno. Ingressi Audio Gli ingressi Audio si possono usare per collegare le uscite audio provenienti da altri dispositivi di Reason.Connessioni Sul retro di Thor ci sono i seguenti jack Audio e CV: Ingressi Sequencer Control Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare Thor da un altro dispositivo CV/Gate (es.vedere “Sezione Formant Filter”. Quindi. D I quattro ingressi CV possono ricevere i segnali CV da sorgenti esterne che saranno disponibili come sorgenti nel bus di modulazione. un Matrix o RPG-8). Uscite Audio Thor ha 4 uscite: • 1 Left (Mono)/2 Right .sono le uscite stereo principali. D Il Filtro 1x consente il controllo CV sulla frequenza del Filtro 1.

21 D Malström Synthesizer .

• Caricare e salvare le patch Caricamento e salvataggio delle patch si eseguono come in tutti gli altri dispositivi di Reason: Vedere il capitolo “Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido. • • • Malström unisce questi due metodi in un metodo di sintesi che offre un modo molto flessibile di sintetizzare i suoni con incredibile fluidità e mutuabilità. Nel synth “wavetable” un oscillatore riproduce il singolo periodo di una forma d’onda (alcuni synth “wavetable” permettono anche di passare attraverso una serie di forme d’onda periodiche). taglienti. Vedere a page 232. D Polifonia fino a 16 voci. ma dalle varianti limitate. D Varie opzioni d’ingresso e uscita audio. Principio di funzionamento Per generare il suono ci sono vari metodi di sintesi: quella sottrattiva (usata in altri synth di Reason come Subtractor). • Nella sintesi “granulare” il suono è generato da una serie di brevi segmenti (granuli) continui di suono.. D Due Filtri e uno Shaper. Per esempio è possibile collegare sorgenti audio esterne da inviare a Malström e controllarne l’uscita. La sintesi “wavetable”. con opzioni Tempo Sync e One-Shot.. Un inviluppo d’ampiezza per ogni oscillatore e un inviluppo comune a entrambi i filtri. D Controllo di velocity e modulazione. Funziona così: • Gli oscillatori di Malström riproducono suoni campionati soggetti a un processo molto complesso e suddivisi in una serie di granuli. Varie modalità di filtro combinate con più opzioni di routing e un modellatore di forma d’onda (Waveshaper) consentono di creare straordinari effetti di filtro! D Tre generatori d’inviluppo. invece. continuare a leggere. Si ottiene così una serie di forme d’onda periodiche (graintable) che una volta riunite riproducono il suono originale campionato. ciascuno dei quali dura da 5 a 100 millisecondi. E’ un metodo di sintesi molto semplice e facilmente controllabile. Il suono si cambia modificando le proprietà di ogni granulo e/o l’ordine con cui essi sono suddivisi. riprodurre ripetutamente una porzione di esso. D Molte possibilità di modulazione CV/Gate. Si può dire che Malström è in grado di generare suoni quasi mai sentiti su un sintetizzatore.Introduzione Malström è un synth polifonico con molte possibilità di routing. Questo suono può essere trattato come un “wavetable”: è possibile cioè muoversi all’interno di esso a qualsiasi velocità senza influenzare l’altezza del suono. d’ora in poi questi suoni saranno denominati “graintable”. Per una chiara comprensione del funzionamento interno di Malström è meglio iniziare con una breve spiegazione della sintesi “graintable”. 229 MALSTRÖM SYNTHESIZER . Per maggiori dettagli vedere a page 241. E’ un metodo di sintesi molto dinamico con molte varianti possibili (sebbene piuttosto difficile da usare e controllare). Vedere a page 240. I granuli possono essere prodotti da una formula matematica o un suono campionato. D Due Modulatori. distorti e astratti. La sintesi “graintable” in realtà è una combinazione di due metodi di sintesi: “granulare” e “wavetable”. si basa sul concetto della sintesi “graintable” (vedere in seguito) ed è ideale per generare effetti speciali sintetizzati vorticosi. ecc. Per i dettagli vedere a page 231 e page 235. usarlo per prelevare forme d’onda statiche. Si possono anche eseguire molte altre operazioni che saranno descritte più avanti in questo capitolo. si basa sulla riproduzione di una forma d’onda campionata. Per un resoconto esauriente dei principi di funzionamento e la descrizione dei controlli. la sintesi FM e quella basata su modelli fisici (solo per accennarne alcune). saltare da una posizione all’altra. Vedere a page 241. Per i dettagli vedere a page 230.. Caratteristiche Le caratteristiche principali di Malström sono: D Due Oscillatori basati sulla sintesi “graintable”.

I due oscillatori (Osc A e Osc B) di Malström sono i generatori di suono veri e propri. D Per attivare/disattivare un oscillatore cliccare sul pulsante On/Off nell’angolo in alto a sinistra. • Un “graintable” è costituito da più segmenti di audio piccoli e contigui (vedere sopra). MALSTRÖM SYNTHESIZER 230 . “Semi” e “Cent”. Impostare la frequenza dell’oscillatore ( Per cambiare la frequenza (“intonazione”) di ogni oscillatore usare le tre manopole “Octave”. la prima operazione fondamentale da eseguire è selezionare un “graintable” per un oscillatore (o entrambi).Sezione Oscillator D Per selezionare un “graintable” usare i controlli freccia a destra o cliccare direttamente nel display per aprire un menu a tendina con i “graintable” disponibili. D La manopola Semi varia la frequenza in step di un semitono. I “graintable” sono elencati in ordine alfabetico all’interno di categorie descrittive che forniscono un’indicazione sul tipo di suono. L’intervallo dei valori è -4 – 0 – +4. gli oscillatori hanno due funzioni: riprodurre un “graintable” e generare l’altezza del suono. si noti che le categorie sono visibili solo nel menu a tendina (non nel display). Quando si crea una patch Malström. Oscillatore attivo D La manopola Cent varia la frequenza in step di centesimi (1/100 di semitono). L’intervallo dei valori và da 0 a +12 (un’ottava in alto). D La manopola Octave varia la frequenza in step di un’ottava (12 semitoni). • L’altezza (pitch) è la frequenza alla quale sono riprodotti i segmenti. gli altri controlli si usano per modulare e modellare il suono. Quando un oscillatore è attivo il rispettivo pulsante è illuminato. “0” corrisponde al “LA”centrale (440Hz) sulla tastiera. L’intervallo dei valori è -50 – 0 – +50 (cioè in alto o in basso di mezzo semitono). In pratica.

Tuttavia. spostare in altezza un segmento significa riprodurre una porzione più o meno grande di forma d’onda del segmento (il risultato è un cambiamento di contenuto armonico e timbro del suono). D Forward . con il cursore completamente a sinistra il primo segmento nel “graintable” è anche quello riprodotto per primo. si stabilisce il punto Index riprodotto per primo nel “graintable” quando Malström riceve un messaggio MIDI Note On. 231 MALSTRÖM SYNTHESIZER . Sustain. Manopola Vol La manopola Vol stabilisce il livello d’uscita del volume di ogni oscillatore. Decay. il cursore Index copre sempre l’intero “graintable” (anche se l’intervallo di valori del cursore è 0-127). sposta in alto o in basso l’altezza di un segmento ri-campionandolo. Ogni oscillatore ha un generatore d’inviluppo standard ADSR (Attack.Backward Questo schema di movimento riproduce il “graintable” dall’inizio alla fine. esso segue uno dei due possibili schemi di movimento: D Forward Il “graintable” è riprodotto dall’inizio alla fine e poi si ripete. In realtà. Schema di movimento Ogni “graintable” ha uno schema di movimento predefinito con una velocità di default. la manopola “Motion” e la manopola “Shift”.Controllare la riproduzione del “graintable” Ogni oscillatore ha tre controlli che determinano come sono riprodotti i “graintable”caricati: il cursore “Index”. ! Per una descrizione complessiva dei parametri generali d’inviluppo (Attack. Con la manopola in posizione centrale la velocità di movimento è quella normale di default. Release) e un controllo di livello (Level). La riproduzione continua poi fino al punto Index successivo. in base al proprio pattern di movimento (vedere in seguito). quindi lo ripete. Questi controlli si usano per regolare il volume dell’oscillatore. D La manopola Motion controlla la velocità alla quale Malström si sposta in avanti per riprodurre il segmento successivo nel “graintable”. quindi il segmento iniziale (definito dal cursore Index) è riprodotto in continuazione come forma d’onda statica. Inviluppi d’ampiezza ! Si noti che i “graintable” di Malström non hanno tutti la stessa durata e che l’intervallo del cursore Index (0-127) non riflette la durata vera e propria dei “graintable”. D La manopola Shift cambia il timbro del suono (lo spettro delle formanti). Decay. Indipendentemente dal fatto che un “graintable” sia costituito da 3 o 333 granuli. Un particolare che differenzia Malström da molti altri synth è che gli inviluppi d’ampiezza si trovano prima delle sezioni di filtro e routing nel percorso del segnale. Quando un “graintable” è in loop (cioè con la manopola Motion non completamente a sinistra). D Il cursore Index stabilisce la posizione d’inizio riproduzione nel “graintable”. Sustain. in base al “graintable” attivo. Gli inviluppi d’ampiezza controllano come cambia il volume di un suono dal momento in cui si preme un tasto sulla tastiera a quello in cui lo si rilascia. Trascinando il cursore. poi dalla fine all’inizio. ruotando la manopola a sinistra la velocità diminusice e ruotandola a destra aumenta. La velocità di movimento si cambia con la manopola Motion (come descritto in precedenza) ma non è possibile modificare lo schema di movimento di un “graintable”. Release) vedere il capitolo “Subtractor”. quindi. poichè l’altezza che si sente è indipendente dall’altezza vera e propria del “graintable” (vedere sopra). Con la manopola completamente a sinistra non c’è alcun movimento.

Le seguenti manopole si usano per stabilire cosa modula ciascuno dei modulatori. Inoltre. In pratica sono altri tipi di LFO (oscillatori a bassa frequenza). Sia i parametri comuni che quelli peculiari ad ogni modulatore (le destinazioni) sono descritti in seguito. ruotare la manopola Rate e leggere il tooltip che indica la divisione tempo. alcune di esse sono particolarmente adatte alla modalità “One-Shot” (provare ad usare la forma d’onda con una curva lunga a pendenza lieve. per una maggiore velocità di modulazione ruotare la manopola a destra. Parametri dei modulatori I due modulatori hanno alcuni controlli in comune. ciascuno genera una forma d’onda a una determinata frequenza (come Osc A e Osc B). ma ci sono un paio di differenze importanti: • Mod A e Mod B non generano un suono. con il selettore al centro sono modulati sia A che B. D Per attivare/disattivare un modulatore cliccare sul pulsante On/Off nell’angolo in alto a sinistra. La differenza è che ruotando una manopola a sinistra s’inverte la forma d’onda del modulatore. ma ci sono anche alcune differenze. Pulsante Sync Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini. Selettore A/B Questo selettore serve per scegliere l’oscillatore e/o filtro che il modulatore deve modulare (A. B o entrambi). quindi se una manopola è in posizione centrale non è applicata alcuna modulazione. i modulatori sono sincronizzabili ed è possibile usarli in modalità “One-Shot” (in tal caso funzionano da inviluppi veri e propri). alcune di esse sono particolarmente adatte all’uso con un modulatore in modalità “One-Shot” (vedere in seguito). la manopola Rate seleziona la divisione tempo desiderata. si sincronizza il modulatore al tempo della song. diventa un vero e proprio generatore d’inviluppo! Si noti che sebbene tutte le forme d’onda consentano di ottenere risultati interessanti. Usare i controlli freccia a destra del display per scorrere le forme d’onda disponibili. MALSTRÖM SYNTHESIZER 232 . i modulatori ripetono in continuazione le forme d’onda selezionate alla velocità impostata. D Queste manopole sono bipolari. ruotando una manopola a sinistra o destra. • Generano solo forme d’onda a bassa frequenza. ! Con il pulsante Sync attivo. Display curva Qui si sceglie una forma d’onda per la modulazione dei parametri.Sezione di modulazione Pulsante “1shot” Per collocare il modulatore in modalità “One-Shot” cliccare su questo pulsante in modo che s’illumini. in una delle 16 divisioni tempo possibili. ad esempio). Malström ha due modulatori: Mod A e Mod B. modulano piuttosto vari parametri in modo da cambiare la timbrica del suono. Modulatore attivo. In genere. quando si suona una nota il modulatore riproduce la forma d’onda selezionata solo una volta (alla velocità impostata) e poi si ferma. se invece è attiva la modalità “One-Shot”. Manopola Rate Questa manopola regola la frequenza del modulatore. In altre parole. Quando un modulatore è attivo il rispettivo pulsante è illuminato. si applica al parametro una quantità crescente di modulazione. La manopola Rate serve anche per impostare la divisione temporale quando si sincronizza il modulatore al tempo della song (vedere in seguito).

Mod A Sezione di filtro Mod A può modulare i seguenti parametri di uno degli oscillatori: D Pitch Usarla per fare in modo che Mod A cambi l’altezza di Osc A. Osc B o entrambi (vedere a page 231). Osc B. un inviluppo di filtro e un modellatore d’onda (Waveshaper). Osc B o entrambi (vedere a page 231). 233 MALSTRÖM SYNTHESIZER . Filter B o entrambi (vedere a page 234). Osc B o entrambi (vedere a page 231). D Filter Usarlo per fare in modo che Mod B sposti la frequenza di taglio (cutoff) di Filter A. Filtri Filter A e Filter B hanno esattamente gli stessi parametri che sono descritti in seguito. D Shift Usarlo per fare in modo Mod A influenzi le armoniche di Osc A. Filtro attivo. Ha due filtri multi-modalità. (Vedere a page 230). Quando un filtro è attivo il rispettivo pulsante è illuminato. Osc B o entrambi. D Vol Usarlo per fare in modo che Mod B cambi il livello d’uscita di Osc A. D Mod:A Usarlo per fare in modo che Mod B modifichi la quantità complessiva di modulazione proveniente da Mod A. D Per attivare/disattivare un filtro cliccare sul pulsante On/Off nell’angolo in alto a sinistra. D Index Usarla per fare in modo che Mod A sposti la posizione Index d’inizio di Osc A. (Vedere a page 231). La sezione Filter permette di modellare ulteriormente il timbro complessivo del suono. o entrambi. Mod B Mod B può modulare i seguenti parametri di un oscillatore: D Motion Usarlo per fare in modo che Mod B influenzi la velocità di movimento di Osc A.

si ha uno “sweep” molto pronunciato e il suono squillante diventa molto evidente a determinate frequenze. In un filtro lowpass. Un modulatore ad anello funziona moltiplicando tra loro due segnali. Più alto è il valore Res del filtro. il filtro genera un’onda sinusoidale moltiplicata con il segnale proveniente da Osc A o Osc B. maggiore è la frequenza di taglio. e viceversa. L’uscita modulata ad anello conterrà quindi altre frequenze generate da somma e differenza tra i due segnali. la frequezna di taglio (cutoff) è modulata dall’inviluppo del filtro (vedere in seguito). invece. maggiore è la frequenza generata. D Env (inviluppo) Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini. la frequenza di taglio determina il limite oltre il quale sono attenuate le frequenze. aumentando il valore Res si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. Un filtro combo introduce picchi di risonanza a determinate frequenze.Tipi di filtro Per scegliere un tipo di filtro cliccare sul pulsante Mode nell’angolo in basso a sinistra o direttamente sul nome del filtro desiderato in modo che s’illumini in giallo: D LP 12 (lowpass a 12 dB) I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte. ma con uno “sweep” di frequenza più tagliente e incisivo. Comb + Low Resonance Comb + High Resonance Comb – Low Resonance Comb – High Resonance MALSTRÖM SYNTHESIZER 234 . ad esempio. La differenza più udibile è che la versione “–” provoca un’attenuazione delle frequenze basse. In un filtro lowpass. In genere. Controlli di filtro Ogni filtro presenta i seguenti quattro controlli: D Kbd (keyboard tracking) Cliccando su questo pulsante in modo che s’illumini. fino a diventare sibilante o squillante. D BP 12 (bandpass a 12 dB) I filtri bandpass attenuano sia le alte che le basse frequenze lasciando passare una banda di frequenza intermedia. La differenza tra “+” e “–” è la posizione dei picchi nello spettro audio. Questo tipo di filtro ha una curva con pendenza di taglio pari a 12dB/ottava. più predomina il segnale AM. il parametro Resonance controlla il mix tra i segnali pulito e modulato. più risonante è il suono. ad esempio. la frequenza del filtro rimane a un valore fisso. D Comb + & Comb – I filtri combo in pratica sono delay con tempi di ritardo molto brevi e feedback regolabile (in Reason sono controllati dalla manopola Resonance). D AM La modulazione d’ampiezza (AM) è nota anche come “modulazione ad anello”. ciò produce un suono più sottile. Se è selezionato il filtro AM questo parametro controlla invece la frequenza del segnale generato dal filtro. In entrambi i casi il parametro Resonance controlla forma e dimensione dei picchi. Nel caso di Malström. più a destra si ruota la manopola. vale lo stesso criterio di controllo: più si sposta a destra la manopola. questo controllo regola l’equilibrio tra il segnale originale e quello risultante dalla modulazione d’ampiezza. Le frequenze sotto quella di taglio passano inalterate. ogni curva in questo tipo di filtro ha una pendenza di 12 dB/ottava. indipendentemente da dove si suona sulla tastiera. grazie alla quale la frequenza del filtro cambia in base alle note suonate sulla tastiera: suonando note acute la frequenza del filtro aumenta. Impostando un valore elevato del parametro Res e poi variando la frequenza del filtro. Nel caso del filtro AM. D Res (risonanza) Anche la funzione di questo parametro dipende dal tipo di filtro selezionato: Se il filtro selezionato è diverso da AM. più si sposta a destra la manopola. si attiva la funzione “keyboard tracking”. D Freq (frequenza) La funzione di questo parametro dipende dal tipo di filtro selezionato: In tutti i filtri (tranne AM) serve per impostare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro. disattivando la funzione keyboard tracking. non attivando questo pulsante l’inviluppo del filtro non avrà alcun effetto. questo parametro definisce la caratteristica (o qualità) del filtro. Questo tipo di modulazione si può usare per la creazione di suoni complessi privi di armoniche.

è un tipo di modellatore d’onda. D Sine Genera un suono rotondo e omogeneo. D Clip Applica un clipping (distorsione digitale) al segnale. amplificato e trasformato poi dal distorsore. il segmento Decay dell’inviluppo. normalmente abbassa la frequenza ma se l’inviluppo è invertito la frequenza è aumentata. La modellazione d’onda è un metodo di sintesi che trasforma i suoni alterandone la forma d’onda e creando quindi un suono più ricco e complesso (cioè si stravolge e distorce il suono riducendolo alla bassa fedeltà!). Quando la sezione Shaper è attiva il rispettivo pulsante è illuminato. Il parametro Amount controlla quindi di quanto apre di più il filtro da quel punto in poi. ad esempio. D Quant Consente di “troncare” il segnale riducendo i bit (generando il caratteristico suono rumoroso a 8 bit. ciascuna con caratteristiche particolari. D Noise In realtà non è una funzione Shaper. Prima del Filter A c’è una sezione Shaper opzionale. Pulsante Amt (amount) Controlla in che misura l’inviluppo del filtro influenza i filtri (o meglio le frequenze di taglio dei filtri impostate). Sustain. ad esempio. Un distorsore per chitarra. Una chitarra elettrica non amplificata genera un suono dalle armoniche quasi pure. ! Per una descrizione complessiva dei parametri generali d’inviluppo (Attack. 235 MALSTRÖM SYNTHESIZER . L’inviluppo di filtro è comune a Filter A e Filter B e controlla come cambia la frequenza del filtro nel tempo. Decay. Sezione Shaper attiva. Pulsante Inv (inversione) Questo pulsante attiva e disattiva l’inversione dell’inviluppo. D Saturate Applica al suono una timbrica più ricca e sontuosa.Inviluppo del filtro Sezione Shaper E’ un inviluppo standard ADSR con due controlli aggiuntivi: Inv e Amt. se la frequenza di taglio è a un determinato valore. Per selezionare una modalità cliccare sul pulsante Mode in basso a sinistra o direttamente sul nome della modalità desiderata in modo che s’illumini in giallo. moltiplica piuttosto il suono con il rumore. il filtro sarà già aperto di questa quantità quando si preme un tasto sulla tastiera. Pulsante Mode E’ possibile scegliere tra cinque diverse modalità di modellazione del suono. D Per attivare/disattivare la sezione Shaper cliccare sul pulsante On/Off nell’angolo in alto a sinistra. Ruotare la manopola a destra per aumentare il valore. Per esempio. Release) vedere il capitolo “Subtractor”. ad esempio).

il segnale da Osc A è inviato a Filter B. Se non è illuminato. In seguito c’è un prima descrizione generale delle opzioni di routing. il segnale arriva direttamente alle uscite.Routing Malström permette un controllo totale sul routing del segnale. Se non è illuminato. alle uscite. il segnale da Filter B è inviato a Filter A attraverso la sezione Shaper. il segnale da Osc A arriva Amt (amount) Controlla la quantità di modellamento applicata. se nè questo nè l’altro pulsante di routing da Osc A (a Filter B) è illuminato. Output Signal Sine Saturate Clip Quant Input Signal Se questo pulsante è illuminato. il segnale da Osc A è inviato a Filter A attraverso la sezione Shaper. il segnale da Osc B è inviato a Filter B. se nè questo nè l’altro pulsante di routing da Osc A (a Filter A/Shaper) è illuminato. Per altre descrizioni vedere in seguito. ai filtri. seguita da esempi su come indirizzare il segnale per ottenere un determinato risultato. dagli oscillatori. Se questo pulsante è illuminato. il segnale da Osc B arriva direttamente alle uscite. Se questo pulsante è illuminato. Il segnale da Filter B può essere originato da Osc A. D Cliccare su un pulsante in modo che s’illumini per assegnare il relativo segnale. ruotando la manopola a destra si aumenta l’intensità dell’effetto. Se questo pulsante è illuminato. il segnale da Filter B arriva ! Si noti che il risultato dipende sia dai pulsanti di routing che dall’attivazione o meno delle sezioni Filter e Shaper! MALSTRÖM SYNTHESIZER 236 . Osc B o entrambi.

Entrambi gli oscillatori inviati solo a Filter A. Un oscillatore con entrambi i filtri in parallelo Uno o entrambi gli oscillatori inviati a un solo filtro Entrambi gli oscillatori inviati solo a Filter B. i segnali provenienti dagli oscillatori scavalcano (bypass) le sezioni Filter e Shaper arrivando direttamente alla rispettiva uscita. anche Osc B può essere inviato a entrambi i filtri. in pratica è una configurazione mono. Con questa configurazione. Con questa configurazione. Anche questa configurazione consente di lavorare in stereo. i segnali da Osc A e Osc B sono inviati rispettivamente a Filter A e Filter B e poi arrivano alle uscite.Esempi di routing Uno o entrambi gli oscillatori senza filtri Entrambi gli oscillatori con un filtro ciascuno Con questa configurazione. quindi probabilmente il parametro Spread sarà impostato a “0”. il segnale da Osc A è inviato a entrambe le sezioni Filter A e Filter B con i filtri in parallelo. il segnale da Osc A e/o Osc B è inviato a Filter A o Filter B e poi arriva alle uscite. ! Questa configurazione è possibile solo usando Osc A. Con queste configurazioni. utilizzando entrambi gli oscillatori si può usare il parametro Spread per creare un vero suono stereo. 237 MALSTRÖM SYNTHESIZER . ma solo in serie (vedere in seguito).

Controlli d’uscita Questi due parametri controllano l’uscita del synth Malström: MALSTRÖM SYNTHESIZER 238 . Aggiungere la sezione Shaper Il segnale proveniente da uno o entrambi gli oscillatori può anche essere inviato alla sezione Shaper e passare poi alle uscite. Nella figura a destra. Nella figura a sinistra. attraversando o meno i filtri. ruotando verso destra questa manopola si allarga l’immagine stereo (in altre parole. il segnale da Osc è inviato alla sezione Shaper e poi direttamente alle uscite. il segnale da Osc A e/o Osc B è inviato a entrambe le sezioni Filter A e Filter B con i filtri in serie (uno dopo l’altro). ! Usando una sola uscita (A o B) si raccomanda di regolare la manopola Spread a “0”.Uno o entrambi gli oscillatori con entrambi i filtri in serie Volume Questa manopola controlla il volume d’uscita master di Malström. Con queste configurazioni. Osc A inviato a entrambi i filtri in serie. i segnali sono bilanciati più a sinistra e destra). quindi alla sezione Shaper e poi a Filter A. Spread Controlla la diffusione panoramica stereo delle uscite provenienti rispettivamente da Osc A/B e Filter A/B. Osc B inviato a entrambi i filtri in serie. il segnale da Osc B è inviato Filter B.

ruotando questa manopola si stabilisce in quanto tempo l’altezza passa da una nota a quella successiva quando le si suona. se si usa una patch che riproduce due voci ma la polifonia è impostata a quattro. il massimo è 16. Porta (portamento) Range Il parametro Range definisce la massima quantità di pitch bend. Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation.Controlli di riproduzione Legato Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva il Legato. ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono). inoltre. D Non suonando in legato (note distinte) con la polifonia impostata a più di 1 voce. ma presenta anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale nel caso questi controller non ci siano sulla tastiera (o non si usi affatto una tastiera). inoltre. il numero di voci riproducibili dipende dalle risorse del computer. Sebbene il numero massimo sia 16 non è detto che il sistema riesca a usarle tutte. All’estrema sinistra nel “pannello di controllo”di Malström ci sono vari parametri che sono influenzati dal modo in cui si suona e permettono di applicare la modulazione da controlli MIDI. • • ! Naturalmente.). Malström è monofonico). La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” delle note (simile al “bending” delle corde su una chitarra o altro strumento a corde). le rotelline di Malström. il minimo 1 (in tal caso. nel senso che consente di controllare se il suono è monofonico o polifonico in base al proprio stile esecutivo: D Suonando in legato (cioè tenendo premuto un tasto e poi premendone un altro senza rilasciare quello precedente) il suono è monofonico. Rotelline Pitch Bend e Modulation Polyphony . che le voci non consumano le risorse della CPU se non sono “usate” realmente. cioè il numero di voci riproducibili simultaneamente. Si noti inoltre che l’altezza cambia. La rotellina Modulation serve per applicare la modulazione mentre si suona. il valore si cambia cliccando sui controlli freccia a destra del display. In seguito sono descritti questi controlli (. L’intervallo massimo dei valori è 24 semitoni (2 ottave). Con la manopola completamente a sinistra si disabilita il portamento. 239 MALSTRÖM SYNTHESIZER . Questa manopola controlla il portamento. le due voci “inutilizzate” non consumano risorse di sistema. ogni nota decade in modo separato (polifonico). Ciò è più evidente con tempi di rilascio più lunghi. rispecchiano i movimenti delle rotelline sulla tastiera MIDI.impostare il numero di voci Qui si definisce la polifonia di Malström. In Malström il legato è particolare. Si noti. Malström non solo ha impostazioni su come i messaggi MIDI Pitch Bend e Modulation influenzano il suono. cioè di quanto è possibile modificare l’altezza del suono spingendo la rotellina completamente in alto o in basso. E’ il parametro che esegue un “glissato” tra le note che si suonano (invece di cambiare subito l’altezza non appena si preme un tasto sulla tastiera).

usando le manopole in questa sezione. ! Tutte le manopole di controllo della velocity sono bipolari. Valori positivi aumentano la quantità d’inviluppo suonando con più forza. invece. valori negativi diminuiscono la quantità d’inviluppo applicata. MALSTRÖM SYNTHESIZER 240 . si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. E’ possibile impostare valori positivi o negativi. valori negativi la spostano indietro. per farlo si usa il selettore A/B. D Shift Consente di controllare con la velocity il parametro Shift di Osc A e/o Osc B. ! Si può stabilire se questi parametri su una o entrambe le sezioni Osc/ Mod/Filter A e B sono influenzati dalla rotellina Modulation. valori positivi aumentano il tempo Attack suonando con più forza. valori positivi aumentano le impostazioni se la rotellina è spinta in avanti e valori negativi diminuiscono le impostazioni. Shift e Mod) siano controllati in velocity da una o entrambe le sezioni Osc/Mod A e B. D F. D Filter La rotellina Modulation controlla il parametro Frequency del filtro (vedere a page 234). Un impiego tipico del controllo di velocity è rendere il suono più brillante e forte quando si preme un tasto con più forza. come nella sezione Velocity Control (vedere sopra). ! E’ possibile fare in modo che gli ultimi tre parametri (Atk. D Mod Consente di controllare con la velocity tutti i parametri Amt di Mod A e/o Mod B. La rotellina Modulation può influenzare i seguenti parametri: D Index La rotellina Modulation controlla l’Index “graintable “ attivo corrente (vedere a page 231) di Osc A e/o Osc B. D Lvl:B Consente di controllare con la velocity il livello d’uscita di Osc B. non si applica alcun controllo di velocity. per farlo si usa il selettore A/B. La rotellina Modulation può essere impostata al controllo di una serie di parametri. La velocity può controllare i seguenti parametri: D Lvl:A Consente di controllare con la velocity il livello d’uscita di Osc A. con le manopole in posizione centrale.env Consente di controllare con la velocity il parametro Envelope Amount del filtro. D Mod La rotellina Modulation controlla la quantità di modulazione complessiva da Mod A e/o Mod B. D Shift La rotellina Modulation controlla il parametro Shift di Osc A e/o Osc B (vedere a page 231). valori negativi lo diminuiscono. valori positivi spostano la posizione Index in avanti se la rotellina di modulazioni è spinta in avanti. Valori positivi aumentano la frequenza se la rotellina è spinta in avanti e valori negativi abbassano la frequenza. D Atk (attack) Consente di controllare con la velocity il parametro Amp Envelope Attack di Osc A e/o Osc B. quindi la quantità si può impostare a valori positivi o negativi.Controlli Velocity Controlli Mod Wheel La sezione Velocity serve per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si premono i tasti sulla tastiera.

s’interrompe la catena del segnale interna di Malström. Ciascuno dei due filtri è collegato a un’uscita separata. si ottiene un’uscita stereo. Modulation Output Le uscite Modulation si possono usare per controllare in tensione altri dispositivi (oppure altri parametri di Malström stesso). Collegando uno o entrambi questi jack a un canale del mixer audio. Il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza della nota. Inoltre. bypassando la sezione Filter. questi ingressi possono controllare i seguenti parametri: • Oscillator Pitch • Filter Frequency • Oscillator Index offset • Oscillator Shift • Amp Level • Mod Amount • Mod Wheel ✪ Si noti inoltre che è possibile collegare le uscite Osc:A & Osc:B ai jack Audio Input di Malström per ottenere alcuni effetti interessanti . Gate Input Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare i seguenti inviluppi: • Amp Envelope • Filter Envelope Girando Malström si può vedere una serie di connessioni possibili. sarà davvero in stereo in base al routing e al parametro Spread. ! Per i risultati migliori usare gli ingressi Sequencer Control con suoni monofonici. Modulation Input Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di tensione e i selettori A/B consentono di modulare vari parametri di Malström da altri dispositivi o dalle uscite di modulazione di Malström stesso. quindi non è possibile processare il suono usando i filtri e la sezione Shaper di Malström (il suono arriva direttamente al mixer). L’uso dei jack CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing audio e CV”.vedere a . ! Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il normale triggering degli inviluppi. Per i dettagli vedere a page 236. Per esempio.Connessioni Sequencer Control Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate permettono di suonare Malström da un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum). la maggior parte di esse sono CV/Gate. si sentirà che il Modulatore triggera l’inviluppo per le note tenute premute. L’uscita. però.vedere a . non si triggera l’inviluppo d’ampiezza suonando le note (poichè ciò è ora controllato dal Modulatore). Uscita audio (Main Output) Sono le uscite audio di Malström. Le uscite Modulation sono: • • • Mod:A Mod:B Filter Envelope Audio Input • • Shaper/Filter:A Filter:B Questi ingressi consentono di collegare altre sorgenti audio (o il segnale interno di Malström) direttamente ai filtri e alla sezione Shaper . collegandoli entrambi. collegando un’uscita Modulation all’ingresso Gate Amp. quando si crea un nuovo dispositivo Malström esse sono assegnate automaticamente al primo canale disponibile sul mixer audio: D Shaper/Filter:A (left) e Filter:B (right) Sono le uscite stereo principali. mentre quello all’ingresso Gate presenta le note On/Off insieme alla velocity. D Osc: A & Osc: B Consentono di mandare il suono direttamente oltre la sezione Amp Envelope di ogni oscillatore. 241 MALSTRÖM SYNTHESIZER .

Malström si comporta come un qualsiasi synth polifonico. A prima vista ciò può sembrare senza senso. Per usare questa funzionalità è importante capire alcune cose: Normalmente. Basta collegare l’uscita di un oscillatore all’ingresso del dispositivo effetto e l’uscita dell’effetto all’ingresso audio di Malström. Se è attivo e si collega un segnale all’ingresso Filter B. bisogna suonare Malström o usare i segnali di gate per triggerare Malström o l’inviluppo di filtro. uno degli oscillatori di Malström all’altro ingresso e poi usare le opzioni di routing sul pannello frontale dell’altro oscillatore. Il risultato dipende dai seguenti fattori: • • • Il jack al quale si collega il segnale. collegando un segnale agli ingressi audio. l’inviluppo di filtro “extra” è triggerato ogni volta che si suona una nota su Malström. D E’ possibile configurare effetti esterni tra gli oscillatori e i filtri. Dala condizione del pulsante routing nella sezione Filter B. E’ come suonare un accordo di chitarra con un distorsore. tutti questi segnali saranno poi miscelati e inviati alle uscite principali (Main Output) di Malström. si può collegare un segnale audio esterno a uno degli ingressi. ad esempio. l’inviluppo del filtro è triggerato da ogni nota che si suona e influenza tutte le note che suonano. Il segnale processato è quindi miscelato con le voci di Malström (se attivate) e inviato alle uscite. In altre parole. il percorso interno del segnale dagli oscillatori ai filtri s’interrompe. Ciò è dovuto al filtro monofonico “extra” descritto in precedenza. ✪ Si possono usare varie combinazioni di connessioni e routing. esso è inviato a un filtro “extra”. Per esempio. ma ci sono molti impieghi: D Suonando Malström in questa modalità. Se i filtri e/o la sezione Shaper sono attivi sul pannello frontale. Si osservi ancora una volta che l’inviluppo di filtro è triggerato da tutte le voci. Tuttavia. esso sarà processato in Filter B e poi inviato alla sezione Shaper e Filter A (come quando si assegnano gli oscillatori di Malström sul pannello frontale). nessun segnale passa internamente dagli oscillatori ai filtri e i tre pulsanti di routing degli oscillatori sono ignorati. Collegamento di una sorgente di segnale esterna Collegando un segnale audio proveniente da un altro dispositivo nel rack all’ingresso audio è possibile processare il segnale con i filtri e/o la sezione Shaper di Malström.Inviare l’audio esterno ai filtri Collegare il segnale da Malström stesso Gli ingressi audio sul retro di Malström consentono di collegare un qualsiasi segnale audio ai filtri e alla sezione Shaper. Per usare l’inviluppo di filtro. ma ogni inviluppo di filtro è triggerato in modo individuale quando si suona una nota. separatamente. le impostazioni di filtro sono uguali. L’inviluppo di questo filtro è triggerato ogni volta che si triggera uno qualsiasi degli altri inviluppi di filtro. Gli ingressi audio hanno due impieghi diversi: Collegando una o entrambe le uscite degli oscillatori all’ingresso(i) audio. MALSTRÖM SYNTHESIZER 242 . In altre parole. usando la sezione Shaper il risultato è completamente diverso (se si suona più di una nota alla volta). nel senso che ogni voce ha un proprio filtro. D Poichè tutte le note che si suonano sono miscelate prima di essere inviate al filtro. questa funzionalità è denominata “triggering multiplo”. Sui vecchi synth.

243 MALSTRÖM SYNTHESIZER .

22 D NN-19 Sampler .

Riproducendo un qualsiasi campione circa due ottave sopra o sotto la sua root key. nel caso si tratti di un parlato. poichè si usano semplicemente per triggerare i campioni. Questo perchè un singolo campione suona naturale solo all’interno di un intervallo di frequenza piuttosto limitato. bisogna essere meticolosi. ecc. esso si può suonare su tutta la tastiera. ci sono molti campioni singoli da usare per creare le proprie patch. innanzitutto. Si noti che ciò non ha niente a che fare con l’altezza vera e propria generata dal campione! Potrebbe anche non essere un’altezza ben definita ma un parlato. poi. ad esempio. (come i sintetizzatori). L’intervallo al quale la maggior parte dei campioni può essere trasportato senza che il suono diventi innaturale è quindi limitato. Il programma ha molte patch campione già pronte all’uso per tutti i tipi di strumenti. quindi la maggior parte del lavoro è già stato eseguito. Inoltre. qualsiasi prodotto in grado di farlo può creare file audio che possono essere caricati direttamente in NN-19. Frequenza di campionamento e risoluzione bit della conversione determinano la qualità audio risultante. Concetti generali di campionamento Premessa Prima che un suono possa essere usato da un campionatore. Molto spesso si usano campioni “stand alone” o singoli campioni. da quelli orchestrali registrati professionalmente ai rumori elettronici più esoterici. In pratica. breve e poco intellegibile. Per esperienza. I campionatori hardware hanno ingressi audio che convertono il segnale analogico in digitale con un convertitore A/D (analogico/digitale) che “campiona” il segnale a brevissimi intervalli di tempo e lo converte in una rappresentazione digitale della forma d’onda del segnale analogico. molto probabilmente suonerà “innaturale”. i tasti sulla tastiera che suonano i campioni non devono necessariamente corrispondere a un’altezza. un mixer o altro dispositivo con preamplificatori microfonici di alta qualità e un ambiente con una buona acustica. Inoltre. qualsiasi suono riproducibile può così essere integrato nell’ambiente MIDI e controllato da sequencer. serve lo strumento originale che deve essere in perfette condizioni. i quali consentono di registrare l’audio (via computer o ingressi della scheda audio) e modificare il file audio risultante. La creazione delle key zone è descritta a page 247. servono un paio di buoni microfoni. A differenza dei registratori a nastro o basati sull’harddisk. Per registrare o modificare i propri campioni ci sono molti software di editing audio relativamente economici (e gratuiti) sia per le piattaforme Windows che Mac OS. si potrebbero usare suoni diversi per ogni key zone. Fortunatamente Reason ha un’ampia gamma di strumenti multi-campionati ad elevata qualità. A due ottave più in basso la voce sarà simile a un gorgheggio cupo e confuso. registrando i vari campioni in modo che i livelli siano omogenei e regolari per tutta l’estensione dello strumento. oppure usare campioni di accordi diversi che suonano figure ritmiche allo stesso tempo da usare per costruire strutture di song. avere voci di un ritornello e strofa completi più variazioni assegnati a più key zone di “una nota”. ad esempio. Multi-campionamento e campioni singoli La maggior parte delle patch di NN-19 sono costituite da una raccolta di vari campioni. Per realizzare un piano campionato che suoni bene lungo tutta la tastiera. sappiamo che la maggior parte delle persone non usano i campionatori solo per suonare versioni campionate di strumenti “reali”. il segnale entra poi in un convertitore D/A (digitale/analogico) che ricostruisce il segnale digitale in quello analogico da riprodurre. i campionatori consentono di “suonare” il suono registrato via MIDI (usando una tastiera. Per esempio. Tutte le key zone nella patch del campione di piano costituiscono una Key Map. Caricando un singolo campione in un NN-19 vuoto. ecc. ad esempio).Introduzione Un campionatore è un dispositivo in grado di registrare e riprodurre materiale audio. (le possibilità sono infinite). L’altezza (frequenza) del campione originale denominata “root key” è collocata automaticamente sul DO centrale (C3). Usando i campioni in questo modo. Inoltre. NN-19 è un player di campioni che riproduce (ma non registra o modifica) i file audio. Campionare accuratamente gli strumenti reali richiede molto lavoro.. deve essere convertito in un segnale digitale. bisogna prima avere costruito molti campioni a intervalli vicini lungo la tastiera e poi definire un intervallo superiore e inferiore per ogni campione (Key Zone). 245 NN-19 SAMPLER . ecc. ci sono migliaia di CD contenenti campioni di alta qualità per qualsiasi stile musicale immaginabile. per gli strumenti acustici. come un registratore a nastro. riproducendolo due ottave più in alto il campione suonerà stridulo.

per fare la stessa cosa in NN-19 servono alcune operazioni extra. NN-19 SAMPLER 246 . Spostare quel gruppo sulla traccia che riproduce NN-19 e riprodurlo da lì. 4. 16-bit) attivare l’opzione “Use High Resolution Samples” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences. 3.rex2. ! Perchè i file siano riprodotti alla risoluzione bit originale (se superiore a Formato patch campione Il formato della patch campione di Reason (. Rex per creare dati di riproduzione (un gruppo) sulla traccia assegnata a Dr.rex. sono caricati tutti i campioni. Caricare i file REX come patch I file REX si creano nel programma ReCycle. bisogna caricare una patch campione o un campione. il dispositivo NN-19 è vuoto. Usare il browser Patch per caricare il file REX in un campionatore NN-19. ogni slice nel file è assegnato cromaticamente a un tasto. quelli stereo sono indicati dal simbolo “S” accanto al nome nel display. le key zone assegnate e le impostazioni sul pannello. Per ulteriori dettagli vedere il manuale di Avvio Rapido. Rex si può fare in modo che una traccia riproduca gli slice in ordine. le estensioni possibili sono: “. . In Reason. un’applicazione realizzata da Propellerhead Software che suddivide i loop musicali in “slice consentendo di riprodurli a qualsiasi tempo. Tutti i parametri sono impostati ai rispettivi valori di default. può leggere e creare file audio in almeno uno di questi formati. 2. Cancellare il player di loop Dr. i file REX si usano principalmente nel player di loop Dr.aif) SoundFonts (. selezionarla e cliccare Open. NN-19 permette di caricare i file REX come patch o slice separati dai file REX come singoli campioni. ma possono essere usati anche in NN-19. 5. indipendentemente dalla piattaforma. . Creare un player di loop Dr. ma include anche tutte le impostazioni dei parametri associate a NN-19. per ricreare il loop originale. “.Formati dei file audio NN-19 legge i file audio nei seguenti formati: • • • • • Wave (. altrimenti NN-19 riprodurrà i campioni a 16-bit. qualsiasi editor audio o campione. Perchè NN-19 generi un suono. Rex e caricare lo stesso file REX in questo dispositivo. SoundFonts è uno standard aperto di audio sintetizzato wavetable sviluppato da E-mu systems and Creative Technologies. 1. Wave e AIFF sono i formati standard dei file audio rispettivamente per le piattaforme PC e Mac. Una patch contiene “tutto”. D I file audio possono essere stereo o mono.sf2) Slice dei file REX (.wav) AIFF (. I file REX sono loop musicali creati nel programma ReCycle (vedere in seguito). Usare la funzione “To Track” di Dr. In NN-19. Usando i file REX nel player di loop Dr. Aprire la cartella contenente la patch NN-19 da caricare. Rex. cioè. la “Init Patch” non contiene alcun campione.rcy” e “. Rex. Rex.rex”.rcy) Qualsiasi frequenza di campionamento e praticamente ogni risoluzione bit. Per caricare una patch campione si usa il browser Patch (come per tutti gli altri dispositivi che utilizzano le patch). Caricando un file REX.smp) si basa sui file Wave o AIFF. Caricare una patch campione Quando lo si crea. indipendentemente dalla risoluzione bit originale.rx2”.

A questo punto. 247 NN-19 SAMPLER . Se NN-19 è vuoto.in genere sulle schede audio. Il browser apre il SoundFont e mostra le cartelle in esso contenute. Root Key. esso è assegnato a una key zone che si estende su tutta la tastiera e sono usate le impostazioni di default della “Init Patch”. High Key. cliccare sulla tastiera per cambiare la root key. i campioni selezionati sono riprodotti automaticamente una volta. Presets. ✪ Quando si cercano i campioni è possibile ascoltarli prima di caricarli usando il pulsante Play del browser. per importare uno slice REX cliccare sul pulsante Sample Browser (vedere sopra). Il campione è caricato e assegnato a una key zone che si estende sull’intera tastiera. Selezionare la cartella “Samples” e aprirla. Cliccare sul pulsante Sample Browser.Key zone e campioni Caricare un campione in un NN-19 vuoto 1. nome del campione. Il formato SoundFont è uno standard libero quindi ci sono moltissimi banchi SoundFont e SoundFont compatibili sviluppati da terzi. si possono eseguire le impostazioni per esso (come per un qualsiasi altro campione). NN-19 consente di cercare e caricare singoli campioni SoundFont. Caricare gli slice REX come campioni Uno “slice” è un frammento di suono in un file REX. attivando la funzione Preview “Autoplay”. Il browser visualizzerà gli slice come file all’interno della “cartella”. Usare il browser Sample per selezionare un file SoundFont (. 2. Selezionare il campione desiderato e aprirlo. Questa cartella contiene una serie di campioni che si possono caricare come qualsiasi altro campione. 3.. Instruments. Level e la condizione Loop della key zone corrente. 1. La nota evidenziata sulla tastiera indica la “root key” del campione. Sotto la tastiera appaiono i valori Low Key. Si trova sopra il display della tastiera a sinistra. Usare il browser per selezionare un campione e aprirlo. Nel fornato SoundFont i campioni sono memorizzati in ordine gerarchico per categorie: User Samples. Caricare campioni SoundFont Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu Systems in collaborazione con Creative Technologies. con le rispettive manopole. un campione avrà la propria root key collocata sul tasto del DO centrale (C3). La striscia blu chiaro sopra la tastiera indica la key zone corrente selezionata (in questo caso l’intera tastiera). Caricando il primo campione in un NN-19 vuoto. ecc. ! E’ possibile ascoltare una patch campione (o un campione) caricata tenendo premuto [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un tasto nel display della tastiera (il puntatore del mouse assume la forma di un altoparlante). cercare un file REX e aprirlo come se fosse una cartella. Tune. ma non interi soundfont. si tratta di un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato wavetable e informazioni su come deve essere riprodotto nei sintetizzatori wavetable . 3. Se si desidera.sf2) e aprirlo. Creare un nuovo dispositivo campione. Tutti i campioni hanno una root key e le impostazioni Tune (intonazione) e Level (livello). 4. In questo manuale quando si fa riferimento all’import dei campioni tutto ciò che si dice vale anche per gli slice REX. 2.

Nel caso di due key zone separate al centro. Per creare una nuova key zone. i bordi intorno sono regolati opportunamente. La key zone corrente selezionata è separata al centro. D Attivando il pulsante “Select Key Zone via MIDI”. Il punto in cui si clicca diventa il limite inferiore (o bordo) della key zone originale e il limite superiore della nuova key zone. NN-19 SAMPLER 248 . Per selezionare le key zone ci sono due modi: D Cliccando su una key zone non selezionata nel display. Cancellare una key zone D Per cancellare una key zone selezionarla e scegliere “Delete Key Zone” dal menu Edit. Regolando i limiti di una key zone. D Con un [Alt]/[Option]-click in un punto appena sopra la striscia della key zone si crea una nuova key zone vuota. la nuova zona è la metà superiore ed è vuota. si possono usare i seguenti metodi: D Selezionare “Split Key Zone” dal menu Edit o contestuale.Creare Key Zone Una “key zone” è un intervallo di tasti che riproduce un campione. Sopra il punto di divisione appare una “maniglia” (vedere “Impostare l’intervallo Key Zone” in seguito). si può quindi modificare il limite inferiore della key zone superiore (nuova) e il limite superiore della key zone originale. tutte le key zone insieme costituiscono una “key map” (mappatura tasti). Selezionare le key zone Si può selezionare una sola key zone alla volta. la key zone selezionata è indicata da una striscia blu chiaro (invece che blu scuro) sopra la tastiera nel display. si seleziona la key zone alla quale appartiene. L’intervallo della key zone si può modificare nei seguenti modi: D Trascinando la “maniglia(e)” che divide le key zone si modifica l’intervallo della key zone selezionata. Suonando una nota che appartiene a una key zone non selezionata sulla tastiera MIDI. Impostare l’intervallo della key zone ! Le key zone non si possono sovrapporre. La nuova key zone vuota è selezionata dopo la creazione. D Usando le manopole “Low Key” e “High Key” per definire rispettivamente un intervallo inferiore e superiore.

questo parametro consente d’intonare ogni campione in una mappatura di +/– mezzo semitono. Ecco cosa avviene: D Se prima di essere caricata la zona conteneva un campione.Key zone. Selezionare una key zone. Aggiungere il campione(i) a una key map Rimuovere tutti i campioni non assegnati Se il campione non è ancora stato caricato 1. Per esempio. campioni assegnati e non assegnati Quando si caricano i campioni e si riordina la mappatura dei tasti. poi. 2. Usare il pulsante Sample Browser per aggiungere uno o più campioni (vedere sotto). selezionare semplicemente una key zone e modificare l’assegnazione corrente del campione con la manopola Sample. Il campione è rimosso dalla zona e dalla memoria. Se il campione è già caricato ma non assegnato 1.per ora non ha importanza. Impostare la root key Una volta definita una key zone e aggiunto un campione si deve impostare la root key del campione. D Per rimuovere un campione da una key zone/map senza rimuoverlo dalla memoria selezionare “No Sample” con la manopola Sample per quella zona o semplicemente sostituitrlo allo stesso modo con un altro campione. D Se tutti i campioni sono leggermente stonati della stessa quantità rispetto alla song nella quale si vogliono utilizzare è molto più facile usare direttamente i controlli Sample Pitch della sezione Osc. Intonare i campioni Talvolta i campioni da usare in una key map sono lievemente stonati l’un l’altro. il tasto da selezionare è determinato dall’altezza del campione. ✪ Si noti che è possibile selezionare una root key fuori dalla key zone. uno di essi è assegnato alla key zone. mentre gli altri campioni sono caricati ma restano non assegnati. se il campione riproduce la nota FA#2 di una chitarra cliccare sul tasto FA#2. D Selezionare la(e) key zone contenente il campione(i) stonato e regolare la manopola Tune situata sotto il display della tastiera. usare i controlli Sample Pitch della sezione Osc per intonarli complessivamente alla “song” nella quale si desidera usarli. 2. spesso si finisce con l’avere campioni che non sono assegnati ad alcuna key zone. Riordinare i campioni in una key map Non c’è una funzione specifica per riordinare o scambiare posizioni tra campioni e key zone. e tutti (o la maggior parte di essi) sono intonati in modo leggermente diverso (situazione di campionamento abbastanza comune) prima è meglio intonarli in modo che corrispondano tra loro. se il passaggio tra le due key zone provoca una notevole differenza di volume si può usare questo parametro per equilibrare i livelli. quest’ultimo è sostituito. In genere. Può essere vuota o contenere un campione . Nelle descrizioni che seguono i campioni saranno definiti come segue: • Campioni assegnati: sono quelli assegnati a una o più key zone. Può essere vuota o contenere un campione . Impostare il livello del campione Per ogni key zone è possibile impostare un livello di volume usando il pulsante Level situato sotto il display. D Per rimuovere tutti i campioni non assegnati ad alcuna key zone selezionare “Delete Unused Samples” dal menu Edit. 249 NN-19 SAMPLER . se necessario. • Campioni non assegnati: sono campioni che risiedono in memoria ma che in quel momento non sono assegnati ad alcuna key zone. Usare la manopola Sample per scegliere il campione che la key zone deve riprodurre. ✪ Se tutti i campioni hanno origine da sorgenti diverse.per ora non ha importanza. D Se sono stati caricati più campioni. Manopola Sample. sia nella zona che in memoria. Selezionare una key zone. Rimuovere il campione(i) da una key map D Per rimuovere un campione selezionare la zona alla quale appartiene e scegliere “Delete Sample” dal menu Edit o contestuale. D Selezionare la key zone alla quale appartiene il campione e cliccare sul tasto al quale si desidera assegnare la root key. a meno che il campione è utilizzato anche da un’altra key zone (in tal caso è conservato). se necessario.

l’operazione si deve eseguire a orecchio. Il campione inizia e finisce. Continuare così fino alla definizione della root key di tutti i campioni in memoria. La root key è sempre nel mezzo di ogni zona con la zona che si estende sia in basso che in alto rispetto alla posizione della root key. Per ogni campione (o key zone) usando la manopola Loop situata sotto il display della tastiera è possibile selezionare le seguenti modalità di loop: D OFF Al campione non è applicato alcun loop. Selezionare Automap Samples dal menu Edit. Impostare a mano la root key e regolare la manopola Tune (se è necessario intonarla). ad esempio) è una quantità finita. Uno dei campioni è assegnato a una key zone sull’intero intervallo. E’ utile per verificare se la root key è impostata correttamente o se è possibile estendere l’intervallo corrente.BW La parte compresa tra i punti di loop suona dall’inizio alla fine. poi dalla fine all’inizio (all’indietro). D Ogni campione occupa metà dell’intervallo nota verso la root note del campione successivo. Tutti i campioni in memoria (assegnati o meno) sono ordinati automaticamente così: D Ogni campione è opportunamente collocato in base alla rispettiva root note e intonato secondo l’informazione contenuta nel file del campione. Mappare i campioni privi di root key o informazione d’intonazione Talvolta i campioni non hanno alcuna informazione su root key o intonazione memorizzata nel file. D FWD .. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola operazione con il pulsante Sample Browser. 3. mentre gli altri sono caricati in memoria ma restano non assegnati. Nel peggiore dei casi (cioè nessuna informazione d’intonazione o root key) si può comunque usare la funzione Automap: 1. Tutti i campioni inclusi hanno già punti di loop impostati (se necessario).. 4. Selezionare Automap Samples dal menu Edit. quindi il ciclo si ripete. per avere campioni che suonano fino a quando si tengono premuti i tasti sulla tastiera. deve essere disabilitata l’opzione “Select Key Zone via MIDI”! NN-19 SAMPLER 250 . ! Perchè il pulsante Solo Sample funzioni. I campioni sono mappati in base alle posizioni delle rispettive root key impostate! ! Per i campioni senza punti di loop l’intero campione è ripetuto in loop. riproducendo il campione e usando un altro strumento o un accordatore per determinarne l’altezza. 2. prima si devono stabilire due punti di loop (che determinano la porzione di campione in loop) e farli diventare parte del file audio. se i nomi dei file indicano la root key si può impostarla manualmente per ogni campione usando il metodo descritto in seguito. ecc. Funzione Solo Sample Il pulsante Solo Sample consente di ascoltare un campione selezionato su tutta la tastiera. E’ la modalità loop più comune. Selezionare tutti i campioni simili e caricarli in una sola operazione usando il pulsante Sample Browser. Uno dei campioni è assegnato a una key zone sull’intero intervallo.Loop dei campioni Automap dei campioni Se ci sono molti campioni simili che non sono stati mappati a key zone si può usare la funzione “Automap Samples” del menu Edit: 1. Perchè ciò funzioni bene. essi devono essere messi in loop. D Selezionare la key zone alla quale è assegnato il campione e attivare il pulsante Solo Sample. In NN-19 non si possono impostare punti di loop. Selezionare il campione successivo con la manopola Sample e ripetere il punto 2. D FWD La parte compresa tra i punti di loop suona dall’inizio alla fine poi il ciclo si ripete. Un campione (a differenza dei cicli di un oscillatore. questo lavoro deve essere eseguito in un editor di campioni. Se nel file non è memorizzata alcuna informazione o il nome non indica la root key. La maggior parte dei programmi di editing audio salvano l’informazione root key come parte del file. mentre gli altri sono caricati in memoria ma restano non assegnati 2.

✪ E’ possibile anche assegnare una velocity all’inizio del campione. si può cambiare la posizione Start in modo che riproducendolo il campione inizi con la parola “tre”. consentendo il triggering del campione alle note più veloci (per suonare una rullata. i campioni veri e propri sono quello che gli oscillatori rappresentano per un synth: la sorgente sonora principale. Per una patch campione. Per esempio. 251 NN-19 SAMPLER . sono molto simili ai parametri ai parametri oscillatore di Subtractor . due. ecc. indipendentemente da qualsiasi messaggio di altezza nota entrante (sebbene l’oscillatore risponda comunque ai messaggi Note On/Off). Ruotando la manopola in senso orario si sposta gradualmente la posizione d’inizio dei campioni. che sono riprodotti da una posizione più “dentro” la forma d’onda. tre”. l’altezza del campione rimane costante. Si possono impostare valori negativi o positivi.. Talvolta (sebbene in nessun campione fornito con Reason) il punto d’inizio di alcuni campioni precede di poco l’attacco del suono vero e proprio. regolando la posizione Start del campione è possibile togliere il rumore o il silenzio. root key. ciò è utile soprattutto per due cose: D Togliere il “vuoto” o altre anomalie dall’inizio di campioni imperfetti. in una voce campionata che dice “uno. ad esempio). nel senso influenzano tutti i campioni presenti in una patch campione. Vedere a. ma solo il modo in cui sono riprodotti. Track”. poichè tutti i campioni sono equamente influenzati da questi controlli. sono memorizzate come parte della patch campionatore. ecc. Parametri synth di NN-19 I parametri synth di NN-19 servono per modellare e modulare i campioni. Impostare l’altezza del campione . per intonare singoli campioni usare la manopola Tune situata sotto il display della tastiera (vedere a page 249). Keyboard Tracking Nella sezione Osc c’è il pulsante “Kbd. un controllo velocity. così il modo di suonare determina il punto esatto d’inizio del campione.8 (default 4). ! Questi parametri sono globali. Ciò può essere utile usando campioni non intonati (le percussioni.Come è salvata l’informazione di mappatura Tutte le informazioni su key zone. i quali determinano se il parametro di un inviluppo deve aumentare o diminuire l’altezza.ci sono generatori d’inviluppo. Sezione Oscillator ! Si noti che i controlli in questa sezione non si possono usare per intonare i campioni uno rispetto all’altro. Si può quindi suonare un campione in una zona usando più tasti. D In step Fine (1/100 di semitono) L’intervallo di valori và da -50 a 50 (giù o su di mezzo semitono). D In step di semitoni (Semitone) Consente di aumentare l’altezza in 12 step di semitoni (1 ottava). ad esempio). Anche qui è importante ricordare che questi parametri non alterano in alcun modo i file audio.manopole Octave/Semitone/ Fine Regolando le rispettive manopole si può cambiare l’altezza di tutti i campioni che appartengono a una patch in tre modi: D In step d’ottava (Octave) L’intervallo di valori è 0 . Sample Start Cambia la posizione d’inizio (Start) dei campioni in un patch campione. high e low value. i file dei campioni originali non sono mai modificati! D Modificare il punto d’inizio per ottenere un effetto particolare. un filtro. Se non è attivo. Nella sezione Oscillator di NN-19 si possono eseguire le seguenti impostazioni: Osc Envelope Amount Questo parametro determina in che misura l’altezza complessiva dei campioni è influenzata dalla sezione Filter Envelope (vedere a page 253). All’inizio ci può essere rumore o silenzio che non era previsto come parte del campione.

Aumentando il valore Res la banda di frequenze passante (Bandpass) o esclusa (Notch) si restringe.dal momento in cui una nota è suonata a quello in cui è rilasciata. Gli inviluppi controllano il modo in cui questi parametri si comportano nel tempo .). ecc. I filtri servono a modellare il timbro generale del suono. lasciando inalterate quelle medie. in genere. Più alto è il valore Res. più risonante diventa il filtro. Sezione Amp Envelope Freq Il parametro Freq del filtro (frequenza di taglio o “cutoff”) determina l’area dello spettro di frequenza nella quale agisce il filtro. D Notch Un filtro “notch” (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass: attenua le frequenze in una ristretta banda media e lascia passare quelle inferiori e superiori. ecc. Decay. ecc. molti synth classici (Minimoog/Prophet 5.). il filtro di NN-19 ha cinque modlaità di filtro. D BP 12 (Bandpass) Un filtro bandpass taglia alte e basse frequenze. Sezione Envelope Nei synth analogici i generatori d’inviluppo controllano vari parametri importanti del suono: altezza (pitch). volume. NN-19 SAMPLER 252 . Regolando gradualmente il cursore Freq si genera il classico suono di filtro “sweep”. I generatori d’inviluppo dei synth standard hanno quattro parametri: Attack. ecc. Nei filtri lowpass. ha una pendenza di taglio più lieve (12 dB/ottava). In un filtro lowpass. attenua le frequenze basse e lascia passare quelle alte. frequenza di filtro.) utilizzano questo tipo di filtro. NN-19 ha due generatori d’inviluppo. Se Freq è impostato a zero nessuna frequenza (o solo quelle più basse) si possono sentire. Si ottiene così un suono generalmente più sottile. In questo tipo di filtro tutte le pendenze di taglio sono di 12 dB/ottava. Decay. lungo. il valore Resonance regola la larghezza di banda.. D LP 12 (Lowpass a 12 dB) Anche questo tipo di filtro lowpass è ampiamente usato nei classici synth analogici (Oberheim. Impostando un valore elevato del parametro Res e variando la frequenza del filtro si ha uno “sweep” ben definito con il suono squillante molto evidente a determinate frequenze. il parametro Res agisce come nei filtri lowpass. potrebbero non esserci i risultati previsti. • Usando il filtro Bandpass o Notch. Selettore Mode Con questo selettore si sceglie una delle cinque modalità operative del filtro: D LP 24 (Lowpass a 24 dB) I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e attenuano quelle alte. Modificando la frequenza di filtro con il cursore Freq. la pendenza di taglio del filtro HP è 12 dB/ottava. quindi lascia passare più armoniche rispetto al filtro LP 24. corto. Il parametro Level è un controllo di volume generale della patch campione. Sustain e Release (ADSR). impostandolo al massimo si sentono tutte le frequenze presenti nella forma d’onda. il parametro Freq controlla “apertura” e “chiusura” del filtro.Sezione Filter Resonance Il parametro Resonance del filtro (o “Q”) definisce la caratteristica (o qualità) del filtro. uno di volume e l’altro di frequenza del filtro. • Nei filtri highpass. un inviluppo di volume modella la forma principale del suono con i quattro parametri d’inviluppo d’ampiezza Attack. TB-303. Sustain e Release che determinano il carattere di base del suono (debole. ma con uno “sweep” più incisivo e pronunciato della freqeuenza di filtro. questo tipo di filtro ha una pendenza di taglio piuttosto ripida (24dB/ottava). ! Si noti che in genere il parametro Freq del filtro è controllato anche dalla sezione Filter Envelope (vedere a ). D HP12 (Highpass) Un filtro highpass è l’opposto di quello lowpass. fino a quando genera un suono sibilante o squillante. quindi. ! Per una descrizione dei parametri d’inviluppo principali vedere il capitolo “Subtractor”. aumentando il valore Res del filtro si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. L’inviluppo d’ampiezza regola la variazione di volume del suono dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia. il filtro Notch genera suoni più musicali a bassi valori di risonanza.

• L’uscita dei due LFO non si sente mai. Destinazioni Le destinazioni disponibili dell’LFO sono: |Destinazione |Descrizione Osc Selezionandola. poi il ciclo riparte immediatamente. L’inviluppo di filtro definito. l’altezza sale fino a un punto impostato (controllato dal valore Amount). un inviluppo di filtro controlla come la frequenza del filtro e/o l’altezza del campione cambiano nel tempo con i quattro parametri della sezione Filter Envelope Attack. l’LFO controlla la frequenza del filtro. Soft Random |Descrizione Forma d’onda regolare adatta per un normale vibrato. l’LFO controlla l’altezza (frequenza) della patch campione. ma ci sono due differenze significative rispetto ai normali oscillatori che generano un suono: • Gli LFO generano solamente forme d’onda a bassa frequenza. Genera un ciclo di “rampa ascendente”. quindi. Decay. ad esempio. Sustain e Release. |Forma d’onda Triangle Inverted Sawtooth Sawtooth Square Random Pulsante Invert Attivando questo pulsante s’inverte l’inviluppo. Amount Questo parametro determina in che misura il filtro è influenzato dalla sezione Filter Envelope. gli LFO si usano per modulare vari parametri. La sezione LFO ha i seguenti parametri: Selettore Waveform L’LFO 1 consente di scegliere diverse forme d’onda per modulare i parametri: L’inviluppo di filtro si usa per controllare due parametri: frequenza del filtro e altezza del campione. Come sopra. normalmente. 253 NN-19 SAMPLER . Genera una modulazione casuale a scalini (stepped modulation) verso la destinazione. se applicata alla freqeuenza di un oscillatore. Il parametro Amount e la frequenza di filtro impostata sono vincolati. Gli LFO sono oscillatori nel senso che generano una forma d’onda a una determinata frequenza. Si noti che il pulsante Invert non influisce sul parametro Osc Pitch (che può essere invertito impostandolo a valori positivi o negativi). ecc. Pan Selezionandola. il parametro Decay abbassa la frequenza del filtro ma attivando il pulsante Invert il parametro Decay aumenta la frequenza del filtro della stessa quantità. l’LFO modula la posizione panoramica dei campioni (cioè sposta il suono da sinistra a destra nel campo stereo). il valore Amount dell’inviluppo di filtro stabilisce quanto di più apre il filtro.Sezione Filter Envelope L’applicazione più diffusa di un LFO è la modulazione d’altezza di un oscillatore (che genera un suono) o di un campione (per generare il vibrato). aumentando il valore della manopola Amount il risultato è più evidente. significa che nel momento in cui si preme un tasto il filtro è già mezzo aperto. in alcuni synth analogici “vintage” questa funzione si chiama “sample & hold”. Filter Selezionandola. ma con una modulazione più omogenea. Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori (utili per trilli. Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito). Sezione LFO L’LFO è un oscillatore a bassa frequenza.). se il cursore Freq del filtro è circa a metà. “aprirà” maggiormente il filtro da quel punto in poi.

Controllo di velocity Amount Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è influenzato dall’LFO. Un valore positivo aumenta il valore Start Time suonando più forte. quindi il volume diminuisce suonando forte e aumenta suonando piano. S. La velocity serve per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera. con la sincronia attiva la manopola Rate (vedere sotto) stabilisce la divisione tempo desiderata. Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo. in una delle 16 divisioni tmepo possibili. F. se questo valore è zero il suono ha un volume costante. Valori negativi invertono questa relazione. valori negativi invertono questa relazione. Attack Consente di controllare con la velocity il parametro Attack della sezione Amp Envelope. Con un valore positivo la quantità d’inviluppo aumenta suonando più forte. valori negativi invertono questa relazione. Parametri di riproduzione Questo capitolo descrive i parametri influenzati dal modo in cui si suona e la modulazione che può essera applicata manualmente con i controlli MIDI standard della tastiera. Essi sono: • • • • • • • Controllo di velocity (Velocity Control) Rotelline Pitch Bend e Modulation Legato Portamento Polifonia (Polyphony) Distribuzione voce (Voice Spread) Controller esterni (External Controllers) Rate La manopola Rate controlla la frequenza dell’LFO. F. Con un valore positivo il volume aumenta colpendo il tasto con più forza.Start Consente di controllare con la velocity il parametro Start del campione. Env Consente di controllare con la velocity il parametro Amount della sezione Filter Envelope. Usando le manopole in questa sezione. si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. con valori negativi s’inverte la relazione. la sensibilità di velocity può essere impostata a valori positivi o negativi (in posizione centrale non c’è controllo di velocity). aumentando il valore di questa manopola l’effetto sul suono è più evidente. Sono controllabili con la velocity i seguenti parametri: |Destinazione |Descrizione Amp Consente di controllare con la velocity il volume complessivo del suono. ruotarla in senso orario per una maggiore velocità di modulazione . Con un valore positivo il tempo di decadimento aumenta suonando più forte.Pulsante Sync Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva il sync dell’LFO e la frequenza dell’LFO si sincronizza al tempo della song. A. un valore negativo inverte questa relazione. un’applicazione comune della velocity è rendere i suoni brillanti e più forti colpendo un tasto con forza. indipendentemente dalla forza con la quale si suona. Un valore positivo aumenta il tempo d’attacco suonando più forte. Dec Consente di controllare con la velocity il parametro Decay della sezione Filter Envelope. NN-19 SAMPLER 254 .

Si noti che l’altezza cambia ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono). Con un valore positivo la frequenza aumenta spingendo la rotellina in avanti. Rotellina Modulation La rotellina Modulation può controllare simultaneamente una serie di parametri. con valori negativi s’inverte questa relazione. per non avere alcun portamento regolarla a zero. F. gli inviluppi sono retriggerati (come quando si rilasciano tutti i tasti e se ne preme uno nuovo). se c’è una patch con la polifonia impostata a dieci voci. Con un valore positivo la risonanza aumenta spingendo la rotellina in avanti.Polyphony Determina la polifonia. Premendo un tasto senza rilasciare quello precedente. le rotelline riflettono i movimenti dei controller MIDI sulla tastiera. Retrig ha anche un’altra funzione. ! Si noti che il valore Polyphony non “spreca” le voci. questa voce in legato. Res La rotellina Modulation controlla il parametro Res della sezione Filter. Amp La rotellina Modulation controlla il parametro Level della sezione Amp. Dec La rotellina Modulation controlla il parametro Decay della sezione Filter Envelope. con valori negativi s’inverte questa relazione. La rotellina Modulation può essere usata per applicare varie modulazioni mentre si suona. con valori negativi s’inverte questa relazione. Con un valore positivo il decadimento aumenta spingendo la rotellina in avanti. Si può usare per rendere monofonica una patch (valore “1”) o aumentare il numero di voci disponibili per una patch. quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. D Se la polfonia è impostata a più di 1 voce il legato è applicato solo quando tutte le voci assegnate sono “consumate”. lo si tiene premuto. con valori negativi s’inverte questa relazione. Legato Il legato funziona meglio sui suoni monofonici. Con un valore positivo il parametro Amount sale spingendo la rotellina in avanti. cioè il numero di voci che una patch può riprodurre simultaneamente. il valore Polyphony non è da considerare per risparmiare le risorse della CPU . In modalità monofonica. F. Retrig E’ l’impostazione “normale” per riprodurre le patch polifoniche. LFO La rotellina Modulation controlla il parametro Amount della sezione LFO. la nota successiva sarà suonata in legato. Freq La rotellina Modulatin controlla il parametro Freq della sezione Filter. Impostare il numero di voci . Per esempio. Per esempio. E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control). è retriggerata anche la prima nota. 255 NN-19 SAMPLER . l’intervallo di valori massimo è 24 (su/giù di 2 ottave). impostare la polifonia a 1 (vedere sotto) ed eseguire le seguenti operazioni: D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo. In altre parole. ma la parte che la patch riproduce usa solo quattro voci. il numero di voci massimo che una patch può usare è 99. con valori negativi s’inverte questa relazione. si preme un nuovo tasto e lo si rilascia. Portamento (Time) Il portamento si ha quando l’altezza passa gradulamente da una nota suonata all’altra invece di cambiare subito. se si preme un tasto. Con un valore positivo il livello aumenta spingendo la rotellina in avanti. “ruberà” una delle voci nell’accordo a 4 note. poichè tutte le voci assegnate sono già state usate! Pitch Bend Range Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina si trova completamente in alto o in basso. La rotellina Modulation può influenzare i seguenti parametri: |Destinazione |Descrizione F. però.conta solo il numero di voci effettivamente usate. NN-19 ha anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale se la tastiera non ha questi controlli (o non si usa affatto una tastiera). La manopola Portamento serve per stabilire il tempo di questo passaggio d’altezza.Rotelline Pitch Bend e Modulation La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” delle note (come quello delle corde su una chitarra). se con una polifonia a 4 si tiene premuto un accordo a 4 note. non significa che si stanno “sprecando” sei voci.

La modulazione esterna controlla il volume complessivo del suono. Sezione Controller NN-19 può ricevere i messaggi dei controller comuni MIDI e assegnarli a vari parametri. Questi ingressi possono controllare i seguenti parametri: • Osc (campione) . Possono essere ricevuti i seguenti messaggi MIDI: • Aftertouch (Channel Pressure) • Expression Pedal • Breath Control Se la tastiera MIDI trasmette messaggi Aftertouch (oppure si ha un pedale Expression o un controller Breath) essi si possono usare per modulare i parametri di NN-19. Audio Output Sono le uscite audio principali sinistra e destra. se necessario attivare questa modalità per risparmiare un pò di risorse del computer. ma spesso ciò non si nota (specialmente in campioni “filtrati in basso”). Key 2 Sposta gradualmente il bilanciamento da sinistra a destra in 8 step (1/2 ottava) per ogni nota consecutiva più acuta suonata poi il ciclo si ripete. La modulazione esterna controlla il parametro Amount della sezione LFO.Pitch • Filter Cutoff • Filter Resonance • Amp Level • Mod Wheel LFO 1 Amp NN-19 SAMPLER 256 . La manopola Spread determina l’entità del bilanciamento (a 0 non si ha il bilanciamento).|Descrizione ità Key Sposta gradualmente il bilanciamento da sinistra a destra più in alto si suona sulla tastiera. Jump Alterna il bilanciamento da sinistra a destra di ogni nota suonata.Voice Spread Controlla la posizione stereo (pan) delle voci. ad esempio. sono disponibili le seguenti modalità: |Modal. nemmeno se le connessioni sono a/dallo stesso dispositivo NN19! Grazie a questi ingressi di controllo in tensione CV (con i rispettivi potenziometri di tensione) è possibile modulare vari parametri di NN-19 da altri dispositivi o dalle uscite di modulazione dello stesso dispositivo NN-19. Per controllare NN-19 da un Matrix Pattern Sequencer. Modulation Inputs ! Si ricorda che le connessioni CV non sono memorizzate nella patch campione. Low Bandwidth Rimuove parte delle alte frequenze dal suono. Mono Sequencer Control Sono gli ingressi principali CV/Gate. gli ingressi sono “mono” (cioè controllano una voce nel campionatore). normalmente si usano questi ingressi. Con un valore positivo il parametro Amount dell’LFO aumenta a valori più alti di modulazione esterna. CV controlla l’altezza della nota e gli ingressi Gate triggerano i valori Note On/Off più un livello (paragonabile a un valore di velocity). Con valori negativi s’inverte questa relazione. creando un nuovo dispositivo NN-19 esse sono collegate al primo canale disponibile sul mixer audio. Con un valore positivo la frequenza aumenta a valori più alti di modulazione esterna. con valori negativi s’inverte questa relazione. Questi messaggi si possono assegnare al controllo dei seguenti parametri: F. Connessioni Sul retro di NN-19 ci sono vari jack in gran parte relativi ai segnali CV/Gate. con valori negativi s’inverte questa relazione. Con un valore positivo il volume aumenta a valori più alti di modulazione esterna. Il selettore “Source” determina quali tipi di messaggi sono ricevuti. Freq La modulazione esterna controlla il parametro Freq della sezione Filter.

Per esempio. le uscite di modulazione sono: • Filter Envelope • LFO Gate Inputs Questi ingressi possono ricevere un segnale CV che triggera gli inviluppi. l’inviluppo d’ampiezza non si triggera più suonando le note. poichè ora l’inviluppo è controllato dall’LFO. • Amp Envelope • Filter Envelope 257 NN-19 SAMPLER . si sentirà l’LFO che triggera l’inviluppo per le note che si tengono premute. collegando l’uscita di un LFO all’ingresso Gate Amp.Modulation Outputs Le uscite di modulazione si possono usare per controllare in tensione altri dispositivi o altri parametri nello stesso dispositivo NN-19. Inoltre. Si noti che usando questi ingressi si sostituisce il “normale” triggering degli inviluppi.

23 D NN-XT Sampler .

si creano key map. il suono può quindi essere modificato da un set completo di parametri synth. NN-19. D Possibilità di creare suoni riprodotti solo da determinati intervalli di velocity. indipendentemente dalla sua condizione corrente. 259 NN-XT SAMPLER . Vedere a page 281. Nel pannello Remote Editor si caricano i singoli campioni. NNXT consente di caricare campioni e realizzare patch multi-campione mappando i campioni sulla tastiera. è ancora il campionatore da scegliere per chi vuole caricare subito un paio di campioni e riprodurli. Preset e campioni di banchi SoundFont possono essere caricati e usati in NN-XT... si noti che chiudendo il pannello principale si chiude anche il Remote Editor. ecc. . Pannello principale di NN-XT. (vedere a page 260). Pannello Remote Editor Per mostrare/nascondere il pannello Remote Editor usare la freccia apri/chiudi in basso a sinistra nel pannello principale. ad esempio. Sebbene NN-XT sia un player di campioni più evoluto di NN-19. Tuttavia.. NN-XT ha: D Supporto per SoundFonts. esso contiene anche i “controlli globali”. Si tratta di controlli che influiscono e modificano il suono di intere patch piuttosto che quello di singole key zone. Come NN-19. poichè questa semplice operazione richiede un pò più di tempo in NN-XT. key map selezionate dalla velocity e crossfade di velocity. ma piuttosto un suo complemento. Panoramica Pannello principale Una volta inserito NN-XT nel rack. Vedere a page 276.. ! Il pannello principale di NN-XT può essere chiuso come qualsiasi altro dispositivo di Reason. Nel pannello principale si caricano le patch campione complete. D Possibilità di creare suoni in layer. inizialmente si vede solo il pannello principale. Cliccare su questa freccia.Introduzione caratteristiche Le funzioni principali di NN-XT sono molto simili a quelli di NN-19. non è da considerare un successore di NN-19. D Key map con impostazioni di parametri synth individuali per ogni campione. si modifica il suono dei campioni con i parametri synth. Si possono assegnare campioni diversi a canali distinti del mixer per un processo d’effetti individuale (vedere a page 280).. D 8 coppie d’uscita stereo.per vedere il pannello Remote Editor. tra i due campionatori ci sono alcune differenze significative. Per farlo si mappano più campioni nella stessa zona della tastiera (vedere a page 275).

Rex. Come per le patch NN-19. 2.rx2”.. ecc. I file REX sono file creati in ReCycle.sxt”. impostazioni pannello associate.smp”. Con il pulsante Patch Browser caricare il file REX in un campionatore NN-XT. 3. Caricare i SoundFont Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu systems in collaborazione con Creative Technologies. le patch NN-XT hanno l’estensione “. Rex per creare dati di riproduzione (un gruppo) sulla traccia assegnata a Dr.Caricare patch complete e file REX Come accennato in precedenza. alcune sono in Factory Sound Bank ma la maggior parte si trovano in Orkester Sound Bank. I preset SoundFont si caricano usando il pulsante Patch Browser. le estensioni possibili sono: “. • Una patch è un “pacchetto sonoro” completo. Si noti che caricando le patch NN-19 in NN-XT alcuni parametri non sono applicabili. Rex. per farlo in NN-XT bisogna eseguire alcune operazioni extra. Spostare quel gruppo sulla traccia con NN-XT e riprodurlo da lì. in NN-XT è possibile caricare sia patch complete che singoli campioni. Caricare file REX completi come patch Pulsante Patch Browser sul pannello principale. i file REX si usano prevalentemente nel player di loop Dr. quindi sul mercato ci sono molti banchi SoundFont e banchi SoundFont compatibili sviluppati da terzi. In Reason. ma si usa il pulsante Sample Browser del pannello Remote Editor. 4. key zone assegnate. • La procedura per caricare campioni separati è simile. NN-XT SAMPLER 260 . Rex si può fare in modo che una traccia riproduca gli slice in ordine per ricreare il loop originale.rex”. 1. poichè alcuni controlli di NN-19 e NNXT sono diversi. E’ un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato wavetable e informazioni su come l’audio deve essere riprodotto nei sintetizzatori wavetable . I SoundFont si caricano come le patch NN-XT. Pulsante Sample Browser nel pannello Remote Editor. Canellare il player di loop Dr. Il formato SoundFont è uno standard libero.rcy” e “. Rex. NN-XT ignora i parametri in questione o li mappa a controlli equivalenti. “. Usando i file REX nel player di loop Dr. Creare un player di loop Dr. Quando si carica un file REX ogni slice nel file è assegnato cromaticamente a un tasto e tutti i parametri sono impostati ai rispettivi valori di default. mentre per i singoli campioni SoundFont si usa il pulsante Sample Browser. Caricare i campioni e mapparli su intervalli della tastiera configurando a piacere il suono. Per caricare una patch campione si usa il pulsante Patch Browser del pannello principale e la procedura è uguale a quella utilizzata per un qualsiasi altro dispositivo di Reason. Usare la funzione “To Track” di Dr. Rex e caricare lo stesso file REX in questo dispositivo. NN-XT fa del suo meglio per mappare tutte le impostazioni SoundFont ai parametri di NN-XT. in seguito si possono salvare le impostazioni in una patch per un facile accesso.in genere sulle schede audio. Caricare le patch NN-19 Le patch NN-19 hanno l’estensione “. Altre informazioni sul caricamento dei campioni sono descritte in seguito. Reason ha molte patch NN-XT. ma possono essere usati anche in NN-XT. in questi casi. Per istruzioni generiche su come caricare e salvare le patch vedere il capitolo “Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido. 5. un’applicazione di Propellerhead Software che suddivide i file di loop musicali in “slice” consentendo di riprodurli a qualsiasi tempo. contiene informazioni su tutti i campioni utilizzati. Caricare patch NN-XT Le patch NN-XT sono realizzate specificamente per NN-XT.

le rotelline di NN-XT. Tuttavia. l’intervallo Pitch Bend si definisce nel pannello Remote Editor. Può essere usata anche per controllare altri parametri. • La funzione High Quality Interpolation utilizza però più risorse del computer . Se la tastiera non ha i controlli Pitch Bend o Modulation (o non si usa affatto una tastiera) è possibile usare le due rotelline funzionali di NN-XT per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale. se la tastiera MIDI non trasmette messaggi aftertouch o non ci sono un pedale d’espressione o un breath controller. • Usando un Macintosh con processore G4 o G5 (Altivec). La maggior parte delle tastiere MIDI hanno le rotelline Pitch Bend e Modulation. Il selettore “Source” si usa per stabilire i tipi di messaggi ricevuti: • Aftertouch (Channel Pressure) • Expression Pedal • Breath Control Se la tastiera MIDI trasmette messaggi aftertouch (e/o c’è un pedale d’espressione o un breath controller collegato ad essa) questi messaggi si possono usare per modulare i parametri di NN-XT. specialmente in campioni ricchi di alte frequenze. (vedere a page 281). (Vedere a page 283). Rotelline Pitch Bend e Modulation Registrare i messaggi dei controller MIDI con la rotellina La rotellina nella sezione External Control può essere usata per registrare uno dei tre o tutti i tipi di messaggi controller MIDI nel sequencer di Reason. Ricezione di messaggi controller MIDI da sorgenti esterne NN-XT può ricevere i messaggi dei controller MIDI comuni e assegnarli a vari parametri.Uso del pannello principale Tutti i controlli sul pannello principale servono per modificare globalmente della stessa quantità determinati parametri per tutti i campioni presenti in una patch. Se attivo. il risultato è una migliore qualità audio. l’altezza del campione è calcolata con un algoritmo d’interpolazione più avanzato. ! I movimenti dei parametri sul pannello principale possono essere registrati come automazione. i parametri modulati si definiscono nel pannello Remote Editor. come descritto a page 281. Questa sezione si può usare in tre modi: 261 NN-XT SAMPLER . ciò non è possibile per i controlli del pannello Remote Editor (descritti in seguito)! Segue ora una descrizione di controlli e parametri del pannello principale. La rotellina Modulation serve per applicare la modulazione al suono mentre si suona. • La rotellina Pitch Bend serve per il “bending” ascendente e discendente delle note suonate per cambiarne l’altezza . inoltre.se non necessaria è meglio disattivarla! Ascoltare i suoni in un determinato contesto e decidere se l’uso di questa funzione comporta qualche differenza. La procedura è uguale a quella di qualsiasi altra registrazione d’automazione. indipendentemente dalla condizione di questo pulsante. rispecchiano i movimenti delle rotelline sulla tastiera MIDI.come il bending delle corde su una chitarra o altro strumento a corde. la funzione High Quality Interpolation è sempre attiva. NNXT ha le impostazioni su come i messaggi MIDI entranti delle rotelline Pitch Bend e Modulation influenzano il suono. High Quality Interpolation • Sezione External Control Questo pulsante attiva e disattiva la funzione High Quality Interpolation. si può usare questa rotellina.

Area Tastiera. Area Gruppo. Le manopole sono bipolari. . Master Volume Controlla il volume principale d’uscita di NN-XT. D Resonance Modifica il parametro Res del filtro (cioè la caratteristica o “qualità” del filtro). Barre di scorrimento. ma determina il tempo impiegato dal suono a scomparire dopo che il tasto è stato rilasciato. D Release Cambia il valore Release dell’inviluppo d’ampiezza. Area Key Range. queste manopole cambiano i valori dei vari parametri nel pannello Remte Editor e influenzano tutti i campioni caricati. Area Info Quest’visualizza le informazioni sul campione corrente selezionato: frequenza di campionamento. mono/stereo. Area Campione . ruotando la manopola a destra il volume aumenta. Filter Ciascuna di queste due manopole controlla un parametro del filtro (vedere a page 283). permette anche di cambiare l’ordine delle zone cliccandoci sopra e trascinandole in alto e in basso con il mouse. Da sinistra a destra i controlli sono: Panoramica del pannello Remote Editor Il cuore di NN-XT è il pannello Remote Editor (specialmente quando si creano le proprie patch). Il decadimento determina il tempo impiegato dal suono per arrivare al livello di sustain dopo che ha raggiunto il valore massimo (vedere a page 285) e il tasto che ha triggerato il suono è ancora premuto.Sezione Global Controls Mod Envelope Questa manopola controlla il valore Decay dell’inviluppo di modulazione (vedere sopra e a page 284). il rilascio funziona come il decadimento. risoluzione bit e dimensione file. D Decay Cambia il valore Decay dell’inviluppo d’ampiezza. NN-XT SAMPLER 262 . Anche qui le variazioni di questi parametri si possono registrare come automazione. quando si trovano al centro non è applicata alcuna modifica al parametro. Area Tab Bar. ruotandole a destra si aumenta il valore corrispondente e ruotandole a sinistra il valore diminuisce. si noti che perchè abbiano effetto il filtro deve essere attivo. D Frequency Modifica la frequenza di taglio del filtro (cutoff). E’ anche la parte sulla quale ci concentreremo per inziare. Il pannello Remote Editor è dominato dal display Key Map. Display Key Map Il display Key Map è costituito da una serie di aree distinte che consentono di fare molte cose per aiutarvi a navigare nel display Key Map queste aree sono descritte in seguito. si usano quindi per regolare rapidamente il suono complessivo. La procedura è simile a quella di qualsiasi altra registrazione d’automazione. Area Info. Area Campione Quest’area visualizza i nomi dei campioni in ogni zona. Amp Envelope Queste tre manopole controllano l’inviluppo d’ampiezza (vedere a page 285) nel modo seguente: D Attack Cambia il valore Attack dell’inviluppo d’ampiezza (cioè il tempo impiegato dal suono per arrivare al livello massimo dopo aver premuto un tasto sulla tastiera).

Si possono quindi organizzare a piacere le zone ed eseguire varie impostazioni (es. Questi parametri influiscono su ogni gruppo (per maggiori informazioni sui gruppi vedere a page 280). Una zona può essere vuota e non riprodurre quindi alcun campione. Campioni e Zone Per una chiara comprensione della terminologia usata per descrivere le varie operazioni eseguibili nel display Key Map è importante chiarire la differenza tra campione e zona: • Un campione è un frammento di audio che si può caricare e riprodurre in NN-XT. poichè per molti versi sono identici a quelli dei normali sintetizzatori. Area Key Range Nell’area al centro del display Key Map si vedono tutte le zone e le relazioni tra esse. non mostra alcuna informazione. inviluppi. ma si usa anche per stabilire le root key e ascoltare i campioni caricati. modulazione (come vibrato e tremolo). le zone si possono spostare e ridimensionare come nell’area Tab Bar.quello contenuto nella zona. uscita ecc. ma cliccandoci sopra si possono selezionare subito tutte le zone che appartengono a un determinato gruppo. • • Due o più zone possono riprodurre lo stesso campione. mentre cliccando tra le maniglie è possibile spostare i key range senza cambiarne la durata. cliccare sulle frecce oppure cliccare e trascinare con il mouse le maniglie delle barre di scorrimento.Area Gruppo Quest’area. modalità di riproduzione. Quando il display Key Map contiene informazioni che non ci stanno in una “singola schermata” si possono usare le barre di scorrimento per vederle. Le impostazioni eseguite. La maggior parte di essi riguardano l’esecuzione o lo stile della suonata. Tutti i campioni caricati sono collocati in “zone” nel display Key Map. Parametri synth Area Tastiera è una guida per configurare i key range. • Una zona è un “contenitore” per un campione caricato. si possono ridimensionare i key range. key range e velocity range) separatamente per ogni zona. ma influenzano i campioni in esse contenuti. Per sapere come creare i gruppi vedere a page 269. Per maggiori infromazioni vedere rispettivamente a page 274 e page 268. cliccando e trascinando con il mouse le “maniglie” ai bordi del key range. I parametri nel pannello Remote Editor regolano il suono dei campioni applicando filtraggio. Area Tab Bar Quest’area offre un’indicazione visiva del key range di una zona selezionata. in realtà sono applicate alle zone. I parametri si modificano con le manopole situate appena sotto il display Key Map.. sono chiamati parametri synth. Parametri Group 263 NN-XT SAMPLER . ma con impostazioni parametro diverse (che le fanno suonare in modo completamente diverso). eseguire quindi le impostazioni per una zona equivale ad eseguirle per un campione . Parametri del campione Quest’area mostra i valori correnti dei parametri principali che si possono definire per le zone: root key. Barre di scorrimento Le barre di scorrimento orizzontale e verticale e funzionano come quelle normali. e così via.

Qui la zona centrale è messa a fuoco ma non selezionata. Cliccando su una zona automaticamente la si mette a fuoco. Questo è importante poichè: D Le operazioni di editing eseguibili su più zone (come la cancellazione). D Usando il comando rapido [Command]-[A] (Mac)/[Ctrl]-[A] (Windows). NN-XT SAMPLER 264 . Si possono così selezionare più zone non-contigue.. Questa operazione seleziona tutte le zone nel display Key Map.si selezionano queste Qui la zona centrale è selezionata e messa a fuoco.. si applicano sempre alla zona messa a fuoco. ma è messa a fuoco quella al centro. si può anche de-selezionare una zona selezionata cliccandoci sopra di nuovo con il mouse. Possono essere selezionate più zone nello stesso momento. . ma può essere messa a fuoco solo una zona alla volta. D Cliccando e trascinando un box di selezione nell’area Key Map. Si noti che le zone non devono necessariamente essere completamente incluse nel box di selezione. Disegnando un box di selezione come Qui non è selezionata alcuna zona.Selezioni ed Edit Focus Quasi tutte le operazioni in Remote Editor si eseguono su una o più zone selezionate o sulla zona messa a fuoco (edit focus). Qui è selezionata la zona centrale che però non è messa a fuoco. Si possono anche selezionare più zone in vari modi: D Tenendo premuto [Shift] o [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e cliccando sulle zone da selezionare. D Le operazioni di editing eseguibili solo su una zona. per de-selezionare tutte le zone cliccare in un’area libera nella colonna Sample o nell’area Key Map. si noti il bordo più spesso e le maniglie aggiuntive nell’area Key Range. Qui tutte le tre zone sono selezionate. basta che il box intersechi parti delle zone perchè esse siano incluse nella selezione. D Il pannello frontale mostra sempre le impostazioni della zona in messa a fuoco. cliccarci sopra. si applicano sempre alle zone selezionate. Selezionare le zone D Per selezionare una zona.

In questo modo. per ora si spiega come selezionare tutti i campioni che appartengono allo stesso gruppo: Cliccando nella colonna .. è sempre messa a fuoco quella selezionata per ultima. Selezionare tutte le zone in un gruppo Il concetto dei gruppi di zone è introdotto a page 269. cliccarci sopra senza tenere premuto alcun tasto di modifica. Si noti. saranno selezionate solo le zone che soddisfano i requisiti di velocity. che la selezione via MIDI è sensibile alla velocity. Lo stesso vale per la selezione via MIDI. quindi non sono riprodotte se il tasto che triggera la zona è suonato a una certa velocity. si può spostare a piacere la messa a fuoco tra le zone selezionate senza de-selezionarne alcuna. per abilitare la selezione via MIDI cliccare sul pulsante “Select zones via MIDI” sopra il display Key Map in modo che s’illumini.. Le zone possono avere intervalli di velocity specifici. Per maggiori informazioni sulla configurazione degli intervalli di velocity vedere a page 276.si selezionano tutte le zone presenti nel gruppo. Si può così selezionare una zona e metterla a fuoco premendo un tasto all’interno del Key Range della zona (per sapere come configurare i Key Range vedere in seguito). 265 NN-XT SAMPLER . D Selezionando più zone con [Shift] o [Command]/[Ctrl]. D Per mettere a fuoco una zona quando sono già selezionate più zone. Spostare la messa a fuoco Spostare la messa a fuoco Una zona può essere messa a fuoco indipendentemente dalla selezione: D Cliccando su una zona non selezionata. la si seleziona mettendola a fuoco. Questa zona può essere selezionata premendo un tasto qualsiasi tra C2 e C3 sulla tastiera MIDI. inoltre.Selezionare le zone via MIDI Le zone si possono selezionare anche con la tastiera MIDI.

Level e Spread hanno valori conflittuali. Parametri “Conflittuali” Ci sono situazioni in cui si selezionano più zone nelle quali le impostazioni dei parametri sono diverse. In questo esempio. D I controlli sul pannello mostrano sempre l’impostazione della zona messa a fuoco. D Per impostare più zone allo stesso valore selezionarle e regolare un parametro. D Per eseguire regolazioni su un gruppo selezionare una o più zone che appartengono al gruppo e regolare il parametro desiderato sul pannello frontale. D Per impostare più zone allo stesso valore.) non si possono copiare. Tutti i gruppi saranno impostati allo stesso valore (vedere in seguito). D Cliccando nelle zone all’interno della selezione. Copiare i parametri tra le zone Per copiare le impostazioni dei parametri da una zona a numero qualsiasi di altre zone: 1. NN-XT lo indica mostrando una piccolo simbolo “M” (multiplo) accanto al parametro. Tuttavia. NN-XT SAMPLER 266 . Le modifiche eseguite sui parametri synth si applicano sempre a tutte le zone selezionate. Ogni volta che due o più zone selezionate hanno valori di parametri in conflitto tra loro. 2. ad esempio. ! Si noti che ciò vale solo per i parametri synth (vedere a page 281). si regolano livello e filtraggio per equilibrare il suono tra più campioni sulla tastiera. D Regolando un parametro. ciò è piuttosto normale. D Per impostare più gruppi allo stesso valore selezionare almeno una zona in ogni gruppo e regolare il parametro desiderato. Parametri campione I parametri campione consentono di specificare varie proprietà di una o più zone selezionate (intonazione. si vedono le impostazioni di ogni zona. La zona con le impostazioni da copiare deve essere messa a fuoco. Si può sfruttare questa funzionalità per verificare come è stata creata una patch e controllare che tutte le impostazioni eseguite siano quelle più opportune nelle varie zone. Il valore del parametro regolato è applicato a tutte le zone. velocity range.Regolare i parametri Regolare i parametri synth I parametri synth sono quelli che occupano gran parte del pannello Remote Editor (vedere a page 263). Spesso. i parametri campione (root key. Altre informazioni in seguito. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare il comando “Copy Parameters to Selected Zones”. S’intende la zona con le impostazioni da copiare e la zona(e) nella quale copiare le impostazioni. D Il pannello mostra sempre le impostazioni per la zona messa a fuoco. 3. selezionarla (per metterla a fuoco) e regolare il parametro desiderato sul pannello frontale. key range e velocity range). selezionarle e regolare il parametro. D Per eseguire regolazioni su una zona. Il parametro regolato è impostato allo stesso valore per tutte le zone. Tutte le zone selezionate avranno ora le stesse impostazioni dei parametri. Selezionare tutte le zone da coinvolgere nell’operazione. ecc. con più selezioni talvolta ci può essere confusione: appare il messaggio di NN-XT “parametri conflittuali”. Regolare i parametri Group I parametri Group si applicano a un gruppo (cioè sono impostazioni condivise da tutte le zone presenti in un gruppo). esso è impostato allo stesso valore in tutte le zone selezionate.

I banchi SoundFont sono organizzati in ordine gerarchico per varie categorie: User Samples. Instruments. ecc. Si apre il normale browser file di Reason. Selezionare tutti i campioni caricati con il comando “Select All” del menu Edit. D Campioni SoundFont E’ un formato dati standardizzato contenente audio sintetizzato wavetable e informazioni su come deve essere riprodotto nei synth wavetable . • Tutti i nuovi campioni/zone aggiunte sono automaticamente selezionati. Il campione(i) selezionato è caricato in NN-XT.in genere dalle schede audio. 4. Selezionare il campione(i) da caricare nel browser e cliccare “OK”. Tuttavia. cercare un file REX e aprirlo come se fosse una cartella. NN-XT consente di caricare singoli campioni dall’interno di un banco Soundfont. altrimenti NN-XT riprodurrà i campioni come file a 16-bit. root note e intonazione dei campioni. selezionare Browse Samples dal menu Edit o scegliere Browse Samples dal menu contestuale di NN-XT. 2. indipendentemente dalla risoluzione bit originale. Qualsiasi editor audio o campione. Tutte le zone selezionate sono organizzate automaticamente in una key map di base. Impostare root note e key range Dopo aver caricato i campioni si regolano key range. I nuovi campioni caricati in NN-XT hanno le seguenti proprietà: • Ogni campione è collocato nella propria zona. Per importare uno slice REX. attivare l’opzione “Use High Resolution Samples” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences. indipendentemente dalla piattaforma.aif” (formato dei file audio standard per la piattaforma Mac). ! Per riprodurre i file alla risoluzione bit originale . c’è il rischio che il campione selezionato sia sostituito (vedere in seguito). Ci sono molti modi per farlo. Aprire il Sample Browser. Anche in questo caso.). tutto ciò che riguarda l’import dei campioni vale anche per gli slice REX. D File AIFF standard Hanno estensione “. 267 NN-XT SAMPLER . 1.wav” (formato dei file audio standard per la piattaforma PC). Nel resto del manuale. • La prima zona aggiunta è messa a fuoco. Caricare i campioni. D Slice dei file REX Uno “slice” è un frammento di suono in un file REX (vedere a page 260). il browser visualizza gli slice come file nella “cartella”.se superiore a 16-bit Key Map con quattro nuovi campioni aggiunti. Cliccare sul pulsante Browse Samples. Il nuovo campione(i) è aggiunto alla key map. in pratica sono supportati ogni frequenza di campionamento e risoluzione bit. 1. 3.Gestire zone e campioni Creare una key map Quando s’inserisce un campionatore NN-XT nel rack. qui è descritta brevemente la procedura per creare subito una key map completa da un set di campioni caricato. in modo che si possano suonare lungo il key range. Selezionare “Automap Zones” dal menu Edit. Usare la funzione “Set Root Notes from Pitch Detection” per configurare automaticamente le root note (altezze) dei campioni. 3. 2. in pratica sono supportati ogni frequenza di campionamento e risoluzione bit. qualsiasi editor audio può leggere e creare file audio in questo formato. flauto. • Ogni zona si estende su un key range di cinque ottave sulla tastiera (da C1 a C6). Selezionare il campione(i) da caricare nel browser e cliccare “OK”. 2. piano. Per creare una nuova key map procedere come segue: 1. il suo display Key Map è sempre vuoto (cioè non contiene campioni). ecc. Presets. descritti da page 270 in poi. per togliere la messa a fuoco cliccare in un’area vuota della colonna Sample o dell’area key map. Aggiungere più campioni alla key map Per aggiungere altri campioni a una key map esistente usare il metodo descritto a . Assicurarsi che nessun campione già caricato sia messo a fuoco.. Questo esempio presume che i campioni caricati siano un set di più campioni di uno strumento intonato (chitarra. Procedere regolando i parametri di synth sul pannello frontale per modellare il suono! Formati file e slice REX NN-XT può importare vari tipi di campioni: D File Wave standard Hanno estensione “. Non facendolo. Pulsante Browse Samples. può leggere e creare file audio in formato Wave.

Aggiungere zone vuote E’ possibile aggiungere zone vuote a una key map. Selezionare la zona(e) da copiare. si può aggiungere solo una zona alla volta. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare “Duplicate Zones”. ad esempio) procedere come segue: 1. E’ un metodo comodo per trasferire le zone (complete di tutte le impostazioni) da un dispositivo NN-XT a un altro. Inoltre. nel senso che sono selezionate automaticamente. La zona vuota è inserita sotto le zone esistenti nella key map e indicata dalla scritta “**No Sample**”. D Premendo [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un campione nella colonna Keyboard. Uno qualsiasi di questi metodi apre il browser file standard nel quale si può selezionare un nuovo campione per la zona. Una volta aggiunta una zona vuota è possibile assegnargli un campione. Cliccando su un campione lo si riproduce alla sua altezza fondamentale (vedere a page 274). ma sono aggiunti sotto. selezionando “Paste Zones” dal menu Edit le zone sono incollate sotto quelle esistenti nel dispositivo NN-XT selezionato. Tuttavia. D Selezionare Browse Samples dal menu Edit o da quello contestuale di NN-XT. messe a fuoco e assegnate a un key range di cinque ottave quando sono create per la prima volta. Il campione è rimosso e la zona rimane vuota. il campione è riprodotto non processato. D Per aggiungere una zona vuota aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare “Add Zone”. come descritto in precedenza. Ascoltare i campioni I campioni caricati si possono ascoltare in due modi: D Premendo [Option] (Mac)/[Alt] (Windows) e cliccando su un campione nella colonna Sample. cioè senza alcun parametro synth ad esso applicato (vedere a page 281). 1. hanno anche gli stessi key range e impostazioni dei parametri. Duplicare le zone Si può duplicare un numero qualsiasi di zone già esistenti (contenenti campioni o vuote). D Doppio-click del mouse nella zona. La differenza è che si sente il campione all’altezza corrispondente al tasto cliccato e con gli eventuali processi applicati. NN-XT SAMPLER 268 . Configurare a piacere la zona e assicurarsi che sia messa a fuoco. Il puntatore del mouse assume la forma di un altoparlante quando lo si sposta sopra la colonna Sample. 2. Rimuovere i campioni D Per rimuovere un campione da una zona selezionarlo cliccandoci sopra e scegliere “Remove Samples” dal menu Edit o da quello contestuale di NN-XT. Selezionare un campione (e solo uno) nel Sample Browser. si noti che è possibile rimuovere i campioni da più zone selezionate nello stesso momento. Le zone duplicate contengono i riferimenti agli stessi campioni delle zone originali. Selezionando più di un campione nel browser i campioni che si caricano non sostituiscono quello messo a fuoco.Sostituire un campione Per sostituire il campione in una zona: 1. dipende se sono stati mappati sugli stessi key range o key range sovrapposti e dalle impostazioni velocity range (vedere a page 270 e page 276). spostare e modificare come quelle che contengono campioni. Le zone vuote sono trattate come quelle che contengono campioni. le zone vuote si possono anche ridimensionare. Si noti che ciò può triggerare più campioni. Il click simula un tasto suonato a velocity 100. Usare i pulsanti freccia nella sezione Browse Samples per selezionare il campione successivo/precedente nella stessa directory. Ricerca rapida dei campioni Per scorrere rapidamente una serie di campioni (e trovare quello più adatto in un determinato contesto. Uso dei comandi Copy e Paste La funzione “Copy Zones” del menu Edit consente di copiare tutte le zone selezionate nel clipboard. 2. Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco ed eseguire una delle seguenti operazioni: D Cliccare sul pulsante Browse Samples. 2. Le zone selezionate sono copiate e inserite automaticamente sotto l’ultima nel display Key Map. come quando si sostituisce un campione o si esegue una ricerca rapida.

Si noti che c’è sempre almeno un gruppo. . Creare un gruppo 1.. si possono collocare tutti i campioni d’archi in un gruppo e tutti quelli di piano in un altro.si creano questi due gruppi al posto del grande singolo gruppo 269 NN-XT SAMPLER . poichè di default tutte le zone che si creano sono sempre raggruppate tra loro.. 2. Selezionando queste zone e raggruppandole. Riordinare le zone nell’elenco D Per spostare una zona a un’altra posizione nell’elenco cliccarci sopra nella colonna Sample e trascinarla con il mouse in alto o in basso. Rimuovendo le zone si rimuovono anche tutti i campioni in esse contenuti. Le zone non devono essere necessariamente contigue per essere raggruppate. si possono poi selezionare rapidamente tutti i campioni di piano e regolarli modificando un parametro. D Selezionare “Delete Zones” dal menu Edit o da quello contestuale di NNXT. indipendentemente dalle rispettive posizioni originali nella colonna Sample sono tutte collocate insieme in successione. Per esempio. Selezionare “Group Selected Zones” dal menu Edit o da quello contestuale di NN-XT. Le zone sono raggruppate.Rimuovere le zone Per rimuovere una o più zone selezionarla(e) ed eseguire una delle seguenti operazioni: D Premere [Canc] o [Backspace] sulla tastiera del computer. Selezionare le zone da raggruppare. D Raggruppare zone che devono condividere tra loro le impostazioni del gruppo. Per esempio. Lavorare con i gruppi Gruppi I gruppi servono a due cose: D Selezionare rapidamente una serie di zone che “si appartengono”. se è stato creato un suono in layer costituito da piano e archi... si può impostare un gruppo in legato e modalità monofonica aggiungendo un pò di portamento in modo da suonare una parte ove si esegue uno slide tra le note. Un contorno indica dove apparirà la zona rilasciando il pulsante sinistro del mouse.

. D Cliccando su una zona nella colonna Sample si seleziona il gruppo (e quella zona). . Trascinare la maniglia a sinistra/destra. Selezionare la zona nell’area Key Range. contigui e piuttosto stretti. Ripetere la procedura sulle zone desiderate per realizzare una key map completa.C2. L’unica differenza è che si trascina la zona da un gruppo a un altro.Spostare un gruppo a un’altra posizione nell’elenco D Cliccare sul gruppo nella colonna Group e trascinarlo in alto o in basso tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse. 3. Per campionare un determinato strumento (un piano. Configurare i key range I key range delle zone si possono regolare in vari modi: Spostare una zona da un gruppo a un altro E’ come riordinare i campioni nell’elenco. Per i dettagli vedere a page 280. Rilasciare il pulsante sinistro del mouse alla posizione desiderata. Lavorare con i key range Key range Ogni zona può avere il proprio key range separato (il tasto più basso e più alto che triggera il campione). queste linee sono un’indicazione visiva dei tasti compresi nel key range. Trascinare un gruppo a una nuova posizione. In basso. Il gruppo con tutte le sue zone appare alla nuova posizione. Il motivo per cui si usa il multi-campionamento è che un singolo campione suonato su tutta la tastiera è molto innaturale se si trova troppo lontano dalla sua altezza orginale. 2. in genere si eseguono più registrazioni di note diverse a intervalli vicini e poi si mappano i campioni a key range separati. Nel display appare un contorno del gruppo che ne aiuta l’inserimento alla posizione desiderata. come descritto alla pagina precedente. Trascinando le maniglie ai bordi della zona 1. NN-XT SAMPLER 270 . 3. 4. Parametri gruppo Sul pannello frontale ci sono alcuni parametri che si applicano specificamente ai gruppi. Puntare e cliccare con il mouse a una delle maniglie ad ogni estremità. Linee puntate di estendono dai bordi delle zone fino all’area Tastiera. ad esempio). poichè la quantità di trasporto del suono senza influire negativamente sul suo timbro è molto limitata. questo metodo si chiama multi-campionamento.. Cliccare e trascinare la maniglia sul bordo del tasto in alto di una zona con il key range di default C1 Selezionare un gruppo e/o le zone in un gruppo D Cliccando su un gruppo nella colonna Group si seleziona il gruppo e tutte le zone in esso contenute.per cambiare il key range a C1 . a sinistra del display c’è anche un’indicazione alfanumerica.

Ovviamente. D Le altre zone sono adiacenti alla zona messa a fuoco. le maniglie nell’area Tab Bar possono modificare il key range di più zone contemporaneamente. Essa mostra il key range della zona corrente selezionata e presenta le maniglie ai bordi. se il tasto alto della zona selezionata messa a fuoco è C4 e lo si cambia a D4 ruotando la manopola Hi Key. l’altra zona è scalata all’intervallo minimo di un semitono. D E’ vero anche il contrario: ruotando la manopola Lo Key per più zone selezionate il valore Lo Key messo a fuoco è applicato a tutte le zone selezionate. Queste maniglie hanno un effetto simile a quello delle maniglie che si trascinano nel display Key Map.. si può fare solo con i controlli Lo Key e Hi Key e funziona così: D Se ci sono tre zone selezionate ciascuna delle quali ha Hi Key diversi e si ruota la manopola Hi Key. 1. la zona al centro è messa a fuoco. 271 NN-XT SAMPLER . questo significa che. Assicurarsi che la zona per la quale definire il key range sia selezionata. Trascinare una maniglia sul bordo del key range nell’area Tab Bar. Usare le manopole Lo Key/Hi Key per modificare il key range. Il display appena sopra le manopole indica il tasto. Esse servono per definire il tasto basso e quello alto del key range di una zona. Trascinando le maniglie dei bordi di quella zona si cambia simultaneamente anche il key range di una serie di zone intorno se: D I valori Hi Key o Lo Key (dipende da quale maniglia si trascina) delle altre zone sono gli stessi di quelli della zona messa a fuoco. al centro dell’area parametri campione ci sono le due manopole “Lo Key” e Hi Key”. Definendo i key range per più zone E’ possibile definire i key range di più zone selezionate simultaneamente. 2. Un valore Lo Key non può mai essere superiore di un semitono sotto quello Hi Key in una zona. Nell’esempio in figura. l’intervallo della zona è scalato in basso di un semitono a partire dal valore Lo Key.Usando i controlli Lo Key e Hi Key Appena sotto l’area Key Map ci sono i parametri campione.. D Se prima di ruotare la manopola Hi Key della zona messa a fuoco un qualsiasi valore Lo Key di una zona selezionata è superiore a quello Hi Key. In altre parole. essi assumono automaticamente lo stesso valore High Key della zona messa a fuoco. la sua maniglia sinistra (Lo Key) si trova a una posizione diversa da quella delle altre zone. diventano D4 anche tutti i tasti alti delle altre zone selezionate. Essi si usano per modificare vari parametti che influenzano il modo in cui le zone sono riprodotte. ma tutte le zone hanno lo stesso valore Hi Key. ! Si noti che non importa se le altre zone sono selezionate o meno (sono influenzate in ogni caso). quindi se la zona messa a fuoco ha un Lo Key maggiore del valore Hi Key di un’altra zona. possono influenzare zone selezionate singole o multiple. l’area appena sotto quella della tastiera si chiama Tab Bar. il controllo Hi Key non può mai essere impostato a un valore inferiore a un semitono sopra il valore Lo Key (altrimenti la zona scomparirebbe!). tuttavia. Trascinando le maniglie sul bordo della zona nell’area Tab Bar Come descritto in precedenza. si può anche tenere d’occhio le linee che si estendono dai bordi della zona nell’area Tastiera. Si applicano i seguenti criteri: • • L’area Tab Bar mostra il key range della zona messa a fuoco.

• Trascinando la maniglia destra si sposta la posizione Hi Key di tutte le zone nello stesso momento. Si possono spostare più zone simultaneamente. come mostra la figura che segue (prima e dopo il trascinamento). le zone intorno sono influenzate come quando si trascinano le maniglie dei bordi nell’area Tab Bar (vedere sopra). NN-XT SAMPLER 272 .• Trascinando la maniglia sinistra si sposta solo la posizione Lo Key della zona messa a fuoco (le figure mostrano la zona prima e dopo il trascinamento). cambiando quindi i key range. 2. Spostando le zone trascinando i box zona E’ possibile anche spostare intere zone in orizzontale. Trascinare a sinistra/destra e rilasciare il pulsante del mouse. Facendolo. 3. Trascinare più zone. poichè tutte hanno la stessa posizione Hi Key (anche qui la figura mostra le zone prima e dopo il trascinamento). 1. Selezionare tutte le zone da spostare. Questa funzionalità si può usare per far “scivolare”un zona rispetto a quelle intorno. Puntare a una delle zone selezionate e premere il pulsante sinistro del mouse. Spostando le zone trascinandole nell’area Tab Bar Si può spostare una zona anche trascinandola tra le maniglie ai bordi nell’area Tab Bar.

tutti gli altri campioni caricati sono temporaneamente silenziati. Attivare la funzione Solo Sample cliccando sul rispettivo pulsante in modo che s’illumini. Se due zone hanno lo stesso key range sono ordinate per velocity range (intervallo di velocity). Selezionare una (e solo una) zona. poichè cambia completamente il timbro del campione(i) riprodotto. la funzione Solo Sample può quindi essere utile come guida per la configurazione dei key range. Funzione Solo Sample La funzione Solo Sample consente di riprodurre un campione selezionato sull’intera tastiera e ignorare qualsiasi intervallo di velocity assegnato ad esso. Spostare le zone senza cambiare le rispettive root note introduce alcuni effetti interessanti. la zona(e) è trasportata. quando si spostano le zone (come descritto in precedenza) la root note della zona(e) che si sposta cambia opportunamente. Normalmente. 1. ad esempio. Quando si usa questo comando. come descritto a page 270. Se non è questo ciò che si desidera. E’ utile. oppure (se c’è una selezione di più zone) assicurarsi che quella da ascoltare sia messa a fuoco. Si noti. per verificare quanto più in alto o in basso rispetto alla propria root key può essere riprodotto un campione sulla tastiera prima che inizi a suonare “innaturale”. tuttavia. 2. Suonare la tastiera MIDI. in altre parole. 3. che l’ordine segue rigorosamente un concetto di gruppo. prima di spostare la zona(e) attivare la funzione “Lock Root Keys” cliccando sul pulsante sopra il display Key Map. ad iniziare dalla zona con l’intervallo più basso. 273 NN-XT SAMPLER .Funzione Lock Root Keys Ordinare le zone per nota Il menu Edit e quello contestuale di NN-XT hanno il comando “Sort Zones by Note” che permette di ordinare automaticamente le zone selezionate in senso discendente in base ai rispettivi key range. le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso nel display. solo le zone che appartengono allo stesso gruppo possono essere ordinate l’una rispetto all’altra. Prima e dopo l’ordinamento.

Impostare la root note e intonare con Pitch Detection La funzione Pitch Detection di NN-XT aiuta ad impostare le root key. Aprire il menu Edit o quello contestuale di NN-XT e selezionare “Set Root Notes from Pitch Detection”. D In molti file di campioni provenienti da sorgenti diverse la root key è già definita. Selezionare tutte le zone alle quali applicare la funzione Pitch Detection. Per farlo si regola la nota fondamentale (root note o root key). ad esempio) ed eseguire una delle seguenti operazioni: D Usare la manopola Root nell’area parametri campione sotto il display. ad esempio) bisogna regolarla. Quando si mappa questo tasto nel Key Map di NN-XT. 2. oppure ottenere un certo effetto (per esempio stonare due suoni per un effetto chorus) si deve usare la sezione Pitch dei parametri synth. di avere registrato un piano che suona il tasto “C3”. Supponiamo. Essa consente d’intonare ogni campione in una key map di +/– mezzo semitono (-50 – 0 – 50). Per essere facilmente distinguibile la root key impostata è sfumata .Impostare i valori Root Note e Tune Root Key e Root Note Tutti i suoni strumentali hanno un’altezza fondamentale. la nota selezionata è indicata da un carattere alfanumerico sopra la manopola e si può anche vedere nell’area della tastiera (vedere in seguito). D Usare la manopola Tune nell’area parametri del campione. la root key è impostata automaticamente in modo corretto quando si carica il campione in una zona. Intonare manualmente i campioni Oltre a impostare la root note. ad esempio. ad esempio. i tasti che si suonano devono corrispondere a quell’altezza. ! Si noti che perchè ciò funzioni correttamente i campioni devono avere un’altezza rilevabile. Procedere come segue: 1. Sono analizzati i campioni in tutte le zone selezionate e sono impostate automaticamente tutte le root key rilevate. Campioni di parlato o rullante. Impostare manualmente la root key Per stabilire la root key di una zona procedere come segue: D Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco (cliccandoci sopra. può essere necessario intonare con precisione i campioni. D Premere [Ctrl] (Windows)/[Command] (Mac) e cliccare sulla root key desiderata nell’area della tastiera. per fare in modo che corrispondano ad altri strumenti e/o tra loro: D Assicurarsi che la zona sia messa a fuoco (cliccandoci sopra. Ruotandola a destra si aumenta l’altezza della root key. probabilmente non hanno un’altezza ben definita e riconoscibile. ad esempio). Modificare l’altezza dei campioni Le procedure precedenti per impostare root key e intonazione devono essere eseguite per garantire che i campioni abbiano le giuste altezze sulla tastiera e corrispondano a un riferimento assoluto (per esempio. D Tuttavia. In tal caso. è utile se si carica un campione non registrato dall’utente (ad esempio) e non si ha alcuna informazione sulla sua altezza originale. Per intonare i campioni in modo che corrispondano ad altro materiale. il LA a 440 Hz). quando si suona il campione di un suono simile sulla tastiera. si devono configurare le cose in modo che il campionatore riproduca il campione alla sua altezza originale quando si preme il tasto C3. non i parametri d’intonazione del campione. se nel file del campione la root note non è memorizzata (perchè il campione è stato registrato dall’utente. NN-XT SAMPLER 274 .

Selezionare tutte le zone da mappare automaticamente. con o senza crossfade. si possono così creare suoni in layer. 275 NN-XT SAMPLER . cioè campioni diversi riprodotti simultaneamente quando si preme un tasto sulla tastiera. ciò è comodo poichè consente una rapida selezione dell’intera mappatura di piano (per equilibrarne il livello rispetto agli archi. D Usare la funzione “Set Root Notes from Pitch Detection” per configurare automaticamente le root note. 3. Automapping zones chromatically D Questa funzione del menu Edit assegna ad ogni zona un key range di un semitono (cioè un tasto) ad iniziare da C2 in avanti. 2. Ogni volta che si preme un tasto sulla tastiera MIDI è trasmesso a Reason un valore di velocity compreso tra 1e 127. D Alle zone sono assegnati key range in base alle root key. Per farlo si configurano intervalli di velocity. se due zone hanno la stessa root key sono assegnate allo stesso key range. nell’esempio precedente l’utente ha organizzato i campioni di piano in un gruppo e i campioni d’archi un un altro. Velocity Range Quando le zone sono configurate in modo che i rispettivi key range si sovrappongano (compeltamente o parzialmente) si possono usare velocity switch e crossfade per stabilire quali zone sono riprodotte in base alla forza con la quale si suona la tastiera MIDI. Tutte le zone selezionate sono organizzate automaticamente così: D Le zone sono ordinate nel display (dall’alto in basso . Caricare i campioni da mappare automaticamente. il suono generato sarà una combinazione dei campioni di piano e archi. 1. Premendo lievemente un tasto è trasmesso un valore basso di velocity. La mappatura automatica presume che si voglia realizzare una key map per un intero strumento. Inoltre. Sotto c’è un set di campioni d’archi anch’essi distribuiti sull’intero key range. I key range sono definiti in modo che la divisione tra due zone sia esattamente a metà tra le root note delle zone. D Regolare a mano (e intonare) le root note di tutti i campioni. Layer. ad esempio).tasto più basso per primo) in base alle root key. Suonando una nota all’interno di questo intervallo di tastiera. Selezionare “Automap Zones” dal menu Edit o da quello contestuale di NNXT. La funzione non tiene conto della root key. mentre premendo con più forza è trasmesso un valore di velocity superiore. una serie di campioni di piano tutti ad altezze diverse. Questo valore di velocity determina i campioni riprodotti o meno. ad esempio. A questo punto si hanno tre opzioni: D Ritenere che la root note nei file sia già quella giusta. Crossfade e Velocity Switch dei suoni Creare suoni in layer E’ possibile configurare le cose in modo che i key range di due o più zone si sovrappongano (completamente o parzialmente). colloca semplicemente ogni campione selezionato su tasti successivi in base alla posizione del campione nell’elenco Sample (dall’alto in basso). Nella figura sopra un set di campioni di piano in alto è mappato lungo il key range.Mappatura automatica La mappatura automatica si può usare come un metodo rapido per creare una key map o come un buon punto di partenza per le regolazioni di una key map.

D La zona 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 100. che l’ordine segue rigorosamente un concetto di gruppo. il campione non è riprodotto. D La zona 3 ha un intervallo di velocity da 8 a 127. 2. La zona in alto ha un intervallo di velocity completo (1-127). Si noti. Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity compresi tra 41 e 80. Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity superiori a 80. Usare le manopole Lo Vel e High Vel nell’area dei parametri campione per definire i valori Lo Vel e Hi Vel desiderati. se un tasto è premuto talmente lievemente da non raggiungere questo valore di velocity. 60 40 Zone 3 20 Velocity 0 Zone 2 Zone 1 Lo Vel è il valore di velocity più basso che triggera il campione nella zona. Se due zone hanno lo stesso intervallo di velocity sono ordinate in base al key range. Analogamente. le zone selezionate sono ordinate dall’alto in basso a iniziare da quella con il valore “Lo Vel “ più alto. Regolare il valore Lo Vel di una zona. Usando questo comando. i valori di velocity tra 81 e 100 triggerano i suoni delle zone 2 e 3. il campione non è riprodotto. solo le zone che appartengono allo stesso gruppo possono essere ordinate l’una rispetto all’altra. D La zona 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 80. che nello stesso key range siano state mappate tre zone diverse: D La zona 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 40. Il campione in questa zona è triggerato da valori di velocity compresi tra 1 e 40. Ora i valori di velocity tra 41 e 60 triggerano sia i campioni della zona 1 che della zona 2. ad esempio. D La zona 3 ha un intervallo di velocity da 81 a 127. Hi Vel è il valore di velocity più alto che triggera il campione.Supponiamo.127) sono indicate da un contorno. Ordinare le zone in base ai valori di velocity Il menu Edit e quello contestuale di NN-XT hanno il comando “Sort Zones by Velocity” che consente di ordinare automaticamente le zone selezionate nel display in senso discendente in base ai rispettivi valori Lo Vel o Hi Vel impostati. Selezionare una o più zone da regolare. 127 100 80 60 40 Zone 3 20 Velocity 0 Zone 2 Zone 1 Intervalli di velocity completi e parziali Nel display Key Map è possibile vedere quali zone hanno intervalli di velocity modificati: • Le zone con intervallo di velocity completo (0 . Intervalli di velocity sovrapposti Modifichiamo leggermente i valori precedenti: D La zona 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 60. NN-XT SAMPLER 276 . mentre la zona inferiore ha un intervallo di velocity parziale (qualsiasi altro intervallo) come indicato dalle striscie. • Le zone con altri intervalli di velocity sono striate. 127 100 80 Impostare l’intervallo di velocity per una zona Per configurare l’intervallo di velocity di una zona procedere come segue: 1. tuttavia. se un tasto è premuto talmente forte da superare questo valore di velocity.

Suonando con valori di velocity fino a 80. D La zona 1 ha un valore Fade Out di 40. Selezionare una o più zone da regolare. Usare le manopole Fade In e Fade Out nell’area dei parametri campione per impostare i valori desiderati. per aggiungere un colpo sul bordo a un suono regolare di rullante o un attacco più incisivo a un campione debole di violino. Sono usate principalmente per configurare crossfade di velocity che consentono passaggi omogenei tra zone sovrapposte. 127 100 80 60 40 20 Velocity 0 Zone 2 Zone 1 40 20 Velocity 0 Zone 2 Zone 1 Si può usare. D La zona 2 ha un valore Fade In di 80. Impostare il crossfade per una zona Manualmente Per configurare un crossfade in una zona procedere come segue: 1. Questa zona è riprodotta a pieno livello con valori di velocity inferiori a 40. 2. si ha un fade in graduale della zona. 100 80 60 Crossfade tra due suoni Un esempio: D Due zone sono impostate per riprodurre l’intero intervallo di velocity da 1 a 127. mentre a valori di velocity superiori si ha un fade out graduale. Un altro esempio: Il crossfade si può usare anche per il solo fade in o fade out di un determinato suono. D La zona 1 riproduce l’intero intervallo di velocity senza crossfade. Per esempio si possono configurare le cose in modo che un suono riproduca l’intero intervallo di velocity e un altro entri con un fade in solo a valori elevati di velocity. ad esempio. 277 NN-XT SAMPLER . mentre a valori di velocity superiori a 80 la zona è riprodotta a pieno livello. Questa zona inizierà il fade in dal valore di velocity 80 e sarà riprodotta a pieno livello nell’intervallo di velocity da 110 a 127. D La zona 2 riproduce l’intervallo di velocity da 80 a 127 con un fade in a 110.Crossfade tra le zone 127 In basso a destra nell’area dei parametri campione ci sono le manopole Fade In e Fade Out. per configurare opportunamente i crossfade si regolano i valori Fade Out e Fade In delle zone sovrapposte. ✪ Si possono modificare con precisione i valori premendo [Shift] mentre si ruotano le manopole e si può eseguire un reset ai valori standard premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e cliccando sulle manopole.

Automaticamente
Se diventa noioso configurare a mano i crossfade tra le zone, NN-XT può farlo automaticamente! Nel menu Edit e in quello contestuale di NN-XT c’è il comando “Create Velocity Crossfades”. 1. Configurare le zone in modo che i rispettivi intervalli di velocity si sovrappongano a piacere. 2. Selezionare le zone. Si possono selezionare tante zone quante si desidera, non necessariamente solo una coppia di zone sovrapposte. 3. Dal menu Edit selezionare “Create Velocity Crossfades”. NN-XT analizza le zone sovrapposte e configura automaticamente i valori Fade In e Fade Out che ritiene più opportuni per le zone. D Questo comando non funziona se entrambe le zone hanno intervalli di velocity completi. Almeno una delle zone deve avere un intervallo di velocity parziale (vedere a page 276). D Questo comando non funziona se le zone sono completamente sovrapposte.

Funzione Alternate
Funzione Alternate

In basso a destra nell’area dei parametri campione c’è la manopola Alt; ha solo le due posizioni On/Off e serve per alternare in modo semi-casuale le zone in riproduzione. Ci sono varie applicazioni pratiche; ecco un paio di esempi: • • Layering di più registrazioni dello stesso rullante; alternandole si hanno ripetizioni più naturali. Layering dei colpi d’archetto su e giù; alternandoli si ha un effetto più realistico del cambio di direzione del colpo d’archetto.

Si può eseguire il layer di tutti i suoni desiderati e l’algoritmo li seleziona in modo che ci siano meno ripetizioni possibili. Per configurare un set di zone alternate procedere come segue: 1. Configurare le zone in modo che si sovrappongano completamente o parzialmente. 2. Selezionarle tutte. 3. Spostare la manopola Alt in “On” per tutte le zone. A questo punto, il programma decide automaticamente come è meglio alternare le zone in base alla loro sovrapposizione.

NN-XT SAMPLER

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Parametri campione
L’area dei parametri campione in basso consente di regolare i parametri di una o più zone selezionate; regolando un parametro con più zone selezionate il valore di quel parametro sarà lo stesso per tutte le zone selezionate. In seguito sono descritti i vari parametri:

Play Mode
Con questa manopola si seleziona una delle seguenti modalità loop per ogni zona: D FW Il campione nella zona è riprodotto una volta, senza loop. D FW-LOOP Il campione è riprodotto dalla posizione Start a quella End del loop, torna alla posizione Start ed è riprodotto in continuazione tra i punti di loop Start e End. Si tratta della modalità loop più comune. D FW - BW Il campione è riprodotto dalla posizione Start a quella End del loop, poi dalla posizione End a quella Start del loop (all’indietro), quindi continua all’infinito avanti e indietro tra i punti di loop Start e End. D FW-SUS E’ come la modalità FW-LOOP, ma il loop è riprodotto solo fino a quando si tiene premuto il tasto; al rilascio del tasto il campione è riprodotto fino alla fine vera e propria del campione (cioè oltre i limiti del loop). Il suono quindi può avere un breve rilascio naturale anche se il parametro Release è a un valore elevato (cosa non vera in modalità “FW-LOOP”, ove il parametro Release controlla sempre la durata del suono dopo il rilascio del tasto). D BW Il campione è riprodotto solo una volta dalla fine all’inizio senza loop.

Root e Tune
Questi parametri sono descritti a page 274.

Start e End
Ruotando queste manopole si spostano le posizioni d’inizio e fine campione più “dentro” la forma d’onda; esempi applicativi tipici sono: D La rimozione di porzioni indesiderate dai campioni. Può essere qualsiasi cosa dal rumore ai “vuoti” a inizio o fine campione. D La creazione di varianti di una singolo campione. Questi controlli si possono usare per prelevare qualsiasi sezione da una registrazione e usarla come campione. D L’uso con la velocity per controllare l’inizio del campione. Per esempio, si può aumentare il valore Sample Start e poi applicare una modulazione negativa di velocity a Sample Start, in modo che più forte si suona, più si sente l’attacco del suono.

Lo Key e Hi Key
Questi parametri sono descritti a page 270.

✪ Tenendo premuto [Shift] mentre si regolano questi parametri la regolazione è sempre in singoli frame (campioni).

Lo Vel e Hi Vel
Questi parametri sono descritti a page 275.

Loop Start e Loop End
Un campione (a differenza dei cicli di un oscillatore, ad esempio) è una quantità finita. Il campione inizia e finisce. Per fare in modo che i campioni siano riprodotti fino a quando si tengono premuti i tasti sulla tastiera bisogna riprodurli in loop. Perchè ciò funzioni correttamente, prima bisogna definire due punti di loop che determinano la parte del campione da riprodurre in loop. I campioni strumentali nei banchi sonori di Reason sono già in loop e lo stesso vale per la maggior parte delle librerie di campioni in commercio; tuttavia, se necessario, è possibile usare questi controlli per regolare il loop. • • Dimensione e posizione del loop (nel campione) sono determinate da due parametri: Loop Start (inizio del loop) e Loop End (fine del loop). NN-XT continua quindi a ripetere la sezione compresa tra i punti Loop Start e Loop End fino a quando il suono decade al silenzio.

Fade In e Fade Out
Questi parametri sono descritti apage 277.

Alt
Questo parametro è descritto a page 278.

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Out
NN-XT ha otto coppie d’uscita stereo separate (vedere a page 288). Per ogni zona si può decidere quali coppie d’uscita usare. Se è stata realizzata una key map costituita da otto zone, quindi, è possibile assegnare ognuna di esse a un’uscita stereo separata di NN-XT (che poi può essere collegata a un canale separato del mixer, se si desidera). D Per scegliere l’uscita alla quale è assegnata una zona usare la manopola Out nell’area dei parametri campione. Le coppie d’uscita sono indicate sopra la manopola.

Parametri gruppo

! In ogni caso le uscite si devono collegare come le si vuole sul pannello
posteriore di NN-XT; assegnando una zona a una coppia d’uscita diversa da 1-2 (default) non è eseguita alcuna connessione o collegamento automatico (bisogna farlo manualmente). I parametri gruppo sono situati in alto a sinistra nel pannello Remote Editor e dipendono direttamente dal modo in cui si suona. I parametri gruppo si applicano a un gruppo, cioè sono impostazioni condivise da tutte le zone presenti in un gruppo. D Per regolare un gruppo selezionare una o più zone che appartengono al gruppo e regolare il parametro desiderato sul pannello frontale. D Per impostare più gruppi allo stesso valore selezionare almeno una zona in ogni gruppo e regolare il parametro sul pannello frontale.

Un esempio stereo
Un impiego possibile è la creazione di un kit di batteria; in tal caso si possono caricare fino a otto campioni percussivi stereo, assegnarli a uscite separate, collegarne ciascuna a un canale separato del mixer e poi usare il mixer per impostare livelli e pan, aggiungere effetti in Send, ecc..

Usare un’uscita stereo come due uscite mono
Utilizzando campioni mono, si può usare una coppia stereo come due uscite separate, in modo d’avere un totale di 16 uscite distinte. 1. Assegnare due zone alla stessa uscita. 2. Con il controllo Pan bilanciare una delle zone completamente a sinistra e l’altra completamente a destra. 3. Collegare ciascuna delle due uscite nella coppia stereo a un canale separato del mixer.

Key Poly
Questo parametro determina il numero di tasti suonabili simultaneamente (polifonia). Il numero massimo 99, quello minimo 1 (in tal caso il gruppo è monofonico). Si potrebbe osservare che il termine “polifonia” spesso indica il numero di voci che si possono riprodurre. NN-XT è diverso da questo punto di vista nel senso che la polifonia determina invece il numero di tasti, indipendentemente da quante voci si possono riprodurre premendo ogni tasto.

Pulsante Group Mono
Il pulsante Group Mono accanto alla sezione Key Poly serve per impostare rapidamente un gruppo alla riproduzione monofonica, indipendentemente dal valore di polifonia. Per esempio, se c’è un gruppo con campioni di charleston aperti e chiusi si può attivare il pulsante Group Mono in modo che il charleston aperto è silenziato automaticamente quando si suona un charleston chiuso. Group Mono sostituisce il valore Key Poly - tranne quando suona la stessa nota. Si può quindi suonare ripetutamente il charleston aperto senza che il suono s’interrompa da solo; sarà il campione di charleston chiuso che interrompe quello del charleston aperto. Si noti che attivare questo pulsante non equivale a impostare la polifonia a 1; non si può usare, ad esempio, per il Legato o il Retrig mono (vedere in seguito).

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Legato e Retrig
Legato
Il legato funziona meglio sui suoni monofonici. Impostare Key Poly (vedere sopra) a 1 ed eseguire le seguenti operazioni: D Tenere premuto un tasto e premerne un altro senza rilasciare il primo. Si noti che l’altezza cambia, ma gli inviluppi non partono (non c’è un nuovo “attacco” del suono). D Se Key Poly è impostato a più di 1 voce il legato è applicato solo quando tutti i tasti assegnati sono “consumati”. Per esempio, con una polifonia a “4” e tenendo premuto un accordo a 4 note, la nota successiva che si suona sarà in legato. Si noti, tuttavia, che questo tasto in legato “ruberà” uno dei tasti nell’accordo a 4 note, poichè tutti i tasti assegnati sono già stati utilizzati!

Parametri synth
Controlli Modulation

Retrig
Retrig è l’impostazione “normale” per riprodurre le patch polifoniche; quando si preme un tasto senza rilasciare quello precedente, gli inviluppi sono triggerati (come quando si rilasciano tutti i tasti e se ne preme uno nuovo). In modalità monofonica, Retrig ha anche un’altra funzione: se si preme un tasto, lo si tiene premuto, si preme un nuovo tasto e lo si rilascia è retriggerata anche la prima nota.

Come descritto in precedenza, la rotellina Modulation (e quella External Control) si possono usare per controllare vari parametri; questi controlli permettono di definire quali sono i parametri modulati dalle rotelline (e quanto sono modulati). D Sotto ogni manopola ci sono le lettere “W” e “X”. Selezionano la sorgente che controlla il parametro e rappresentano rispettivamente le rotelline Modulation ed External Control. D Cliccando su una delle lettere si decide quale sorgente controllerà il parametro. Se ne può selezionare una, entrambe o nessuna; quando una lettera è “illuminata” la rispettiva sorgente è impostata al controllo del parametro. D Ruotando le manopole si decide quanto la rotellina Modulation e/o External Control modulerà il parametro corrispondente. Si noti che tutte le manopole di controllo sono bipolari, quindi si possono regolare sia a valori positivi che negativi; valori positivi s’impostano ruotando le manopole a destra e valori negativi ruotando le manopole a sinistra: • Impostandole a valori positivi, il valore del parametro controllato aumenta spingendo in avanti la rotellina sorgente. • Impostandole a valori negativi, il valore del parametro controllato diminuisce spingendo in avanti la rotellina sorgente. • Con le manopole in posizione centrale non è applicato alcun controllo di modulazione. C’è un’eccezione a queste regole: il parametro Amt di LFO 1 che funziona in modo leggermente diverso (per maggiori informazioni vedere in seguito). Si possono modulare i seguenti parametri:

LFO 1 Rate
Serve per controllare la velocità dell’LFO 1 se è usato in modalità “Group Rate”. In tal caso, questa manopola ha la precedenza sul parametro Rate nella sezione LFO 1. Per informazioni dettagliate vedere a page 286.

Portamento
Si usa per controllare il portamento - l’altezza tra le note cambia gradualmente invece che istantaneamente quando si preme un tasto sulla tastiera; ruotando questa manopola si definisce il tempo necessario all’altezza del suono per passare da una nota all’altra quando le si suona. In modalità legato, c’è un portamento vero e proprio solo quando le note sono effettivamente suonate in legato. Con la manopola ruotata completamente a sinistra il portamento è disabilitato.

F.Freq
Imposta il controllo di modulazione della frequenza di taglio della sezione Filter. (Vedere a page 283).

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Mod Dec
Imposta il controllo di modulazione del parametro Decay nella sezione Modulation Envelope (vedere a page 284).

LFO 1 Rate
Imposta il controllo di modulazione del parametro Rate dell’LFO 1 (vedere a page 286).

LFO 1 Amt
Determina in che misura la quantità di modulazione dell’LFO 1 è influenzata dalla rotellina Modulation e/o External Controller; lo fa “scalando” le quantità impostate con le tre manopole di destinazione nella sezione LFO 1 (Pitch, Filter e Level, vedere a page 286). Per spiegarlo meglio ecco un esempio: Per usare rotellina Modulation in modo che aumenti la modulazione d’altezza (vibrato): 1. Ruotare la rotellina Mod completamente in basso (nessuna modulazione applicata). 2. Attivare il pulsante “W” dell’LFO 1 Amt nella sezione Modulation. 3. Regolare la manopola corrispondente a “ore 12” (zero). 4. Configurare l’LFO 1 in modo che sia applicata la quantità di vibrato desiderata quando la rotellina Modulation è spinta completamente in alto. 5. Aumentare il valore Amt di LFO 1 fino a quando si sente la quantità di vibrato desiderata con la rotellina spinta completamente in basso. Alzando completamente il valore Amt dell’LFO 1 non ci sarà alcun vibrato con la rotellina completamente in basso. Per usare invece la rotellina Modulation in modo che diminuisca il vibrato: 1. Abbassare completamente la rotellina Mod Wheel (nessuna modulazione applicata). 2. Attivare il pulsante “W” dell’LFO 1 Amt nella sezione Modulation. 3. Regolare la manopola corrispondente a “ore 12” (zero). 4. Configurare l’LFO 1 in modo che sia applicata la quantità di vibrato desiderata quando la rotellina Modulation è spinta completamente in basso. 5. Alzare completamente la rotellina Modulation. 6. Diminuire il valore Amt di LFO 1 fino sentire la quantità di vibrato desiderata con la rotellina spinta completamente in alto. Abbassando completamente il valore Amt di LFO 1 non ci sarà alcun vibrato con la rotellina completamente in alto.

Controlli Velocity

La velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera. Un impiego tipico del controllo di velocity è rendere i suoni più forti e brillanti se si colpisce un tasto con più forza. Usando le manopole in questa sezione, si può controllare se e quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. Come quelle dei controlli di modulazione, anche tutte le manopole dei controlli di velocity sono bipolari e possono essere regolate sia a valori positivi che negativi. • Regolandole a valori positivi, il valore del parametro controllato aumenta suonando più forte. • Regolandole a valori negativi, il valore del parametro controllato diminuisce suonando più forte. • Con le manopole al centro non è applicato alcun controllo di velocity. Con la velocity si possono controllare i seguenti parametri:

F.Freq
Imposta il controllo di velocity della frequenza di taglio della sezione Filter. (Vedere a page 283).

Mod Dec
Imposta il controllo di velocity del parametro Decay nella sezione Modulation Envelope. (Vedere a page 284).

Level
Imposta il controllo di velocity dell’inviluppo d’ampiezza.

F.Res
Imposta il controllo di modulazione del parametro Resonance della sezione Filter. (Vedere a page 283).

Amp Env Attack
Imposta il controllo di velocity del parametro Attack nella sezione Amplitude Envelope. (Vedere a page 285).

Level
Imposta la quantità di modulazione dell’inviluppo d’ampiezza di ogni livello della zona. Il livello stabilito qui sarà quello del punto più alto dell’inviluppo d’ampiezza.

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S. Start
Imposta il controllo di velocity del parametro Sample Start (vedere a page 279), in modo da spostare la posizione d’inizio più avanti o indietro nel campione in base alla forza con cui si suona; si può così controllare quanto attacco del campione si sente suonando con forza o meno. Per poter usare valori negativi di questo parametro, aumentare il valore Sample Start.

Sezione Filter

Sezione Pitch

I filtri servono a modellare il timbro del suono; il filtro di NN-XT ha sei modalità di filtro diverse. D Per attivare/disattivare il filtro cliccare sul pulsante On/Off in alto a destra. Con il filtro attivo il rispettivo pulsante è illuminato.

Selettore Mode
Questa sezione ha vari parametri relativi al controllo d’altezza (o frequenza) delle zone.

Pitch Bend Range
Stabilisce la quantità di pitch bend, cioè quanto cambia l’altezza spingendo la rotellina Pitch Bend completamente in alto o in basso; l’intervallo massimo dei valori è +/- 24 semitoni (2 ottave).

Per selezionare una modalità di filtro cliccare sul selettore Mode nell’angolo in basso a destra o cliccare direttamente sul nome del filtro desiderato in modo che s’illumini: D Notch Il filtro notch attenua le frequenze in un intervallo ristretto di frequenza attorno a quella di taglio (cutoff) lasciando passare le frequenze inferiori e superiori. D HP 12 E’ un filtro highpass con una pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava. Un filtro highpass attenua le frequenze basse e lascia passare quelle alte; le frequenze sotto quella di taglio (cutoff) sono attenuate mentre quelle sopra sono lasciate passare. D BP 12 E’ un filtro bandpass con una pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava. Un filtro bandpass è l’opposto di un filtro notch; attenua sia le alte che le basse frequenze e lascia passare quelle nella banda stabilita. D LP 6 E’ un filtro lowpass con un leggera pendenza di taglio pari a 6 dB/ottava. Un filtro lowpass è l’opposto di un filtro highpass; lascia passare le frequenze basse e attenua quelle alte. Questo filtro non ha il parametro Resonance. D LP 12 E’ un filtro lowpass con pendenza di taglio pari a 12 dB/ottava. D LP 24 E’ un filtro lowpass con pendenza di taglio piuttosto ripida (24 dB/ottava).

Impostare l’altezza
Usare le tre manopole Octave, Semi e Fine per modificare l’altezza del campione(i): D Octave Cambia l’altezza in step di un’intera ottava; l’intervallo dei valori è -5 – 0 – 5. D Semi Cambia l’altezza in step di semitono; l’intervallo dei valori è -12 – 0 – 12 (2 ottave). D Fine Cambia l’altezza in cent (centesimi di semitono); l’intervallo dei valori è -50 – 0 – 50 (giù o su di mezzo semitono).

K. Track
Questa manopola controlla il Keyboard Tracking dell’altezza. • In posizione centrale ogni tasto rappresenta un semitono (impostazione normale). • Ruotandola completamente a sinistra tutti i tasti riproducono la stessa altezza. Può essere utile per percussioni come i timpani ove si voglia riprodurre la stessa altezza da un intervallo di tasti. • Ruotandola completamente a sinistra ogni tasto sulla tastiera sposta l’altezza di un’ottava.

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Controlli di filtro
Nella sezione Filter ci sono i seguenti controlli: D Freq Imposta la frequenza di taglio (cutoff) che stabilisce il limite sopra o sotto il quale le frequenze sono attenuate in base al tipo di filtro selezionato; nel caso di un filtro lowpass, ad esempio, le frequenze sotto quella di taglio sono lasciate passare mentre quelle sopra sono attenuate. Ruotando la manopola a destra la frequenza di taglio aumenta.

Sezione Mod Envelope

✪ E’ molto comune modulare la frequenza del filtro con l’inviluppo di modulazione, come descritto a page 284. D Res Tecnicamente, questa manopola controlla il feedback del segnale d’uscita proveniente dal filtro rimandato in ingresso. Acusticamente enfatizza le frequenze attorno a quella di taglio. In un filtro lowpass, ad esempio, aumentando il valore Res il suono diventa sempre più soffocato fino a quando inizia a “squillare”. Impostando un valore elevato del parametro Res e variando la frequenza del filtro si ottiene il classico “sweep” di filtro del sintetizzatore. Per i filtri notch e bandpass, invece, il parametro Res regola la larghezza di banda; più alta è la risonanza, più stretta è la banda nella quale le frequenze sono attenuate (notch) o lasciate passare (bandpass). D K. Track Attiva e controlla il keyboard tracking della frequenza di filtro. Attivando questo pulsante, la frequenza di taglio impostata del filtro cambia in base alle note suonate sulla tastiera; suonando note più acute la frequenza del filtro aumenta, e viceversa. Con la manopola al centro, la frequenza di filtro è regolata in modo che le armoniche presenti nel suono restano costanti su tutta la tastiera. Di default la funzione keyboard tracking non è attiva (manopola completamente a sinistra) e la frequenza di filtro rimane inalterata, indipendentemente da dove si suona sulla tastiera.

I parametri della sezione Mod Envelope consentono di controllare il modo in cui certi parametri o destinazioni cambiano nel tempo - dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia. Le destinazioni che si possono usare sono: • • Altezza (Pitch) Frequenza di filtro (Freq)

Parametri
I parametri controllabili disponibili sono: D Attack Premendo un tasto sulla tastiera, si triggera l’inviluppo. Il parametro Attack controlla il tempo impiegato dal parametro controllato (altezza o frequenza) a raggiungere il valore massimo quando si preme un tasto. Impostando l’attacco a “0”, il parametro di destinazione raggiunge subito il valore massimo. Aumentando il tempo d’attacco, il valore del parametro “cresce” invece più lentamente fino al valore massimo. D Hold Si usa per stabilire quanto tempo il parametro controllato deve rimanere al suo valore massimo prima d’inziare a diminuire di nuovo; si può usare insieme ai parametri Attack e Decay per fare in modo che un valore raggiunga il suo livello massimo, si fermi lì per un pò (hold) e poi diminuisca gradualmente fino a livello di sustain. D Decay Una volta che la destinazione ha raggiunto il valore massimo ed è trascorso il tempo Hold, il parametro controllato inizia a scendere gradualmente al livello di sustain. Il tempo impiegato a raggiungere il livello di sustain è controllato dal parametro Decay; se il Decay è a “0” il valore scende immediatamente al livello di sustain.

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D Sustain Il parametro Sustain determina il valore al quale scende l’inviluppo al termine del tempo Decay. Impostando Sustain al pieno livello, tuttavia, il valore Decay non è più importante (poichè il valore non scende mai). Si può usare una combinazione dei valori Decay e Sustain per creare inviluppi che salgono fino al valore massimo, poi scendono gradualmente e rimangono a un livello compreso tra zero e quello massimo. D Release Funziona come il parametro Decay, ma determina il tempo impiegato al valore per scendere a zero dopo il rilascio del tasto. D Delay Serve per impostare un ritardo tra quando una nota è suonata e quando inizia a intervenire l’inviluppo; il suono inizia non modulato e l’inviluppo entra in azione dopo aver tenuto premuto il tasto(i) per un pò. Ruotare la manopola a destra per aumentare il tempo di ritardo. Con la manopola completamente a sinistra non c’è alcun ritardo. D Key To Decay Usando questa manopola si può modificare il valore del parametro Decay (vedere sopra) in base a dove si suona sulla tastiera. Ruotando la manopola a destra il decadimento aumenta suonando più in alto, mentre ruotando la manopola a sinistra il valore Decay diminuisce suonando più in alto; con la manopola al centro questo parametro non è attivo.

Sezione Amp Envelope

I parametri Amp Envelope consentono di controllare come il volume di un suono cambia nel tempo - dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia.

Parametri
Gran parte dei parametri Amp Envelope sono uguali a quelli della sezione Mod Envelope. Per una descrizione dettagliata dei parametri che seguono vedere quindi la sezione Mod Envelope a page 284: • Attack • Hold • Decay • Sustain • Release • Delay • Key To Decay Quelli che seguono sono invece parametri peculiari della sezione Amp Envelope: D Level Questa manopola definisce il livello della zona; ruotandola a destra si aumenta il livello. D Spread e Mode Questi due parametri si usano per controllare la posizione stereo (pan) del suono. La manopola Spread determina la diffusione del suono nell’immagine stereo (quanto le note sono distribuite a sinistra - destra). Se è a “0” non si ha alcuna distribuzione del suono; il selettore Mode serve per scegliere il tipo di distribuzione da applicare:

Destinazioni
Le destinazioni Mod Envelope disponibili sono: D Pitch L’inviluppo modula l’altezza, come stabilito nella sezione Pitch (vedere a page 283). Ruotare la manopola a destra per aumentare l’altezza e a sinistra per abbassarla. Con la manopola al centro l’inviluppo non ha effetto sull’altezza. D Filter L’inviluppo modula la frequenza di taglio della sezione Filter (vedere a page 283). Ruotare la manopola a destra per aumentare la frequenza e a sinistra per diminuirla. Con la manopola al centro l’inviluppo non ha effetto sulla frequenza di taglio.

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Gli LFO hanno i seguenti parametri: Rate (LFO 1 e 2) Questa manopola controlla la velocità dell’LFO. Si noti che ruotando la manopola Pan completamente a sinistra (ad esempio) il segnale esce solo dal canale sinistro di una coppia stereo. LFO 1 può passare dalla modalità key sync a quella non key sync. ma servono per modulare vari parametri. D Pan Questa manopola controlla il bilanciamento stereo della coppia d’uscita alla quale è assegnata una zona. Suonando 4 semitoni adiacenti quindi la posizione pan passa gradualmente da sinistra a destra.|Modalità |Descrizione Key La posizione pan si sposta gradualmente da sinistra a destra. ruotarla a destra per aumentare la velocità di modulazione. Differenza tra LFO 1 e LFO 2 Le differenze fondamentali tra LFO 1 e LFO 2 sono due: D LFO 2 è sempre sincronizzato al tasto: ogni volta che si preme un tasto la forma d’onda dell’LFO inizia da capo. più in alto si suona sulla tastiera. Jump La posizione pan salta a sinistra e destra ogni volta che si suona una nota. Le 4 note successive di un semitono superiore spostano allo stesso modo la posizione pan da destra a sinistra e poi il ciclo si ripete. Per informazioni sul routing delle zone alle coppie d’uscita vedere a page 280. Se necessario. Delay (LFO 1 e 2) Si può usare per impostare un ritardo tra quando una nota è suonata e il momento in cui interviene (gradualmente) la modulzione dell’LFO. Key 2 La posizione pan si sposta da sinistra a destra e poi da destra a sinistra secondo una sequenza di otto tasti. • Gli LFO non producono un suono. ma ci sono due differenze sostanziali: • Gli LFO generano solamente suoni a bassa frequenza. anche gli oscillatori a bassa frequenza generano una forma d’onda a una determinata frequenza. con la manopola al centro il segnale ha uguale energia nei canali sinistro e destro di una coppia stereo. La manopola Rate di LFO 1 è usata anche per impostare la divisione tempo quando si sincronizza l’LFO al tempo della song (vedere in seguito). Ruotando la manopola a sinistra o destra si cambia il bilanciamento stereo. L’impiego più diffuso di un LFO è la modulazione d’altezza di un suono generato da un oscillatore o (nel caso di NN-XT) da un campione per generare il vibrato. I “normali” oscillatori generano una forma d’onda a una certa frequenza producendo un suono. Per aumentare il tempo di ritardo ruotare la manopola a destra. D LFO 2 ha solo la forma d’onda triangolare. NN-XT SAMPLER 286 . si può usare questa funzionalità per trattare un’uscita stereo come due uscite mono indipendenti. il suono inizia non modulato e la modulazione dell’LFO interviene tenendo premuto il tasto(i) per un pò. Sezione LFO NN-XT ha due oscillatori a bassa frequenza: LFO 1 e LFO 2.

ma è eseguito in continuazione.Mode (solo LFO 1) Consente di stabilire la “modalità operativa” dell’LFO. il suono si muove nel campo stereo. tutte le zone nel gruppo avranno esattamente la stessa velocità di modulazione. adatta a trilli. Soft Random ! LFO 2 utilizza sempre una forma d’onda triangolare. ecc. cliccare sul pulsante per selezionare le modalità disponibili: D Group Rate In questa modalità. ecc. D Free Run In modalità Free Run l’LFO funziona alla velocità impostata con il parametro Rate. ! Si noti che l’LFO 2 usa sempre la funzionalità Key Sync. In questo modo. mentre ruotandola a sinistra il ciclo s’inverte. ruotare la manopola Rate e leggere il tooltip che indica la divisione tempo.. Inverted Sawtooth Sawtooth Square Random Genera un ciclo di “rampa ascendente”. L’effetto positivo/negativo è uguale alla modulazione d’altezza. ! Con la modalità Tempo Sync attiva la manopola Rate si usa per scegliere la divisione tempo desiderata. Con la manopola al centro l’altezza non è influenzata dall’LFO. per effetti tremolo. l’LFO è sincronizzato al tempo della song in una delle 16 divisioni tempo possibili. Con la manopola al centro non c’è alcuna modulazione. Come sopra ma con una modulazione più regolare. mentre ruotandola a destra il suono si sposta da destra a sinistra. Genera un ciclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito). Key Sync (solo LFO 1) Attivando il pulsante Key Sync. L’altezza impostata sale o scende di questa quantità ad ogni ciclo di modulazione. Waveform (solo LFO 1) Questo pulsante seleziona il tipo di forma d’onda da usare per modulare i parametri di destinazione. Inoltre. Ruotando la manopola a sinistra il suono si sposta da sinistra a destra. trilli. Cliccare sul pulsante per selezionare le seguenti forme d’onda (: |Forma d’onda Triangle |Descrizione Forma d’onda regolare adatta al normale vibrato. anche l’intervallo di valori è uguale a quello dell’LFO 1. per effetti auto-wah... In alcuni synth analogici “vintage” si chiama “sample & hold”.). D Level L’LFO modula il livello d’uscita di NN-XT. l’LFO funziona alla velocità impostata per il gruppo nella sezione Group invece che a quella definita qui (vedere a page 280). D Filter L’LFO modula la frequenza di taglio della sezione Filter. ecc. D Pitch L’LFO 2 come l’LFO 1 (vedere sopra) può modulare l’altezza. ecc. l’altezza sale e poi il ciclo riparte immediatamente. Destinazioni di LFO 1 L’LFO 1 può modulare i seguenti parametri: D Pitch L’LFO modula l’altezza (per vibrato. si “obbliga” l’LFO a far ripartire il ciclo di modulazione ogni volta che si preme una tasto. Genera cicli che cambiano improvvisamente tra due valori. Destinazioni di LFO 2 L’LFO 2 può modulare i seguenti parametri: D Pan L’LFO modula la posizione pan di una zona. Si può impostare a -2400 – 0 – 2400 cent (4 ottave). ruotando la manopola a destra il ciclo di modulazione inizia sopra l’altezza impostata. L’effetto positivo/negativo è uguale alla modulazione d’altezza. Genera una modulazione casuale a scalino verso la destinazione. 287 NN-XT SAMPLER . D Tempo Sync In questa modalità. se applicata alla frequenza di un oscillatore. se il pulsante Key Sync non è attivo il ciclo di modulazione non si retriggera ogni volta che si preme un tasto.

mentre il segnale all’ingresso Gate fornisce i dati Note On/Off insieme alla velocity. ! Si noti che usando una coppia d’uscita diversa dalla prima si deve anche Sequencer Control Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare NN-XT da un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un Redrum). bisogna collegarle manualmente al dispositivo desiderato . Il routing della zone ad altre uscite è descritto a page 280. collegando il jack Gate Out di un Matrix al jack Gate In di un Amp Envelope. la prima coppia d’uscita (1L e 2R) è collegata automaticamente al primo canale disponibile del mixer audio. Audio Output Sul retro di NN-XT ci sono 16 jack d’uscita audio . questi ingressi possono controllare i seguenti parametri: • Oscillator Pitch • Filter Cutoff Frequency • Filter Resonance • LFO 1 Rate • Master Volume • Pan • Modulation Wheel • Pitch Wheel Gate Input Questi ingressi possono ricevere un segnale CV per triggerare i seguenti inviluppi: • Amplitude Envelope • Modulation Envelope Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il triggering normale degli inviluppi. Molti di essi riguardano i segnali CV/ Gate. L’uso dei segnali CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing Audio e CV”. Il segnale all’ingresso CV controlla l’altezza della nota.di solito un canale del mixer. l’inviluppo d’ampiezza non si triggera suonando le note.otto coppie stereo separate. NN-XT SAMPLER 288 . Inoltre. Per esempio.Connessioni Sul retro di NN-XT ci sono vari connettori jack. Quando si crea un nuovo dispositivo NN-XT. Modulation Input Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di tensione possono modulare i vari parametri di NN-XT da altri dispositivi. Le operazioni principali di routing sono descritte nel capitolo “Gestire il rack” nel manuale di Avvio Rapido. si sente l’uscita Gate triggerare l’inviluppo solo per le note che si tengono premute. poichè ora esso è controllato dall’uscita Gate di Matrix. assegnare una o più zone ad essa per fare in modo che in uscita arrivi effettivamente il suono. poichè di default tutte le zone sono assegnate alle uscite 1 e 2. Le altre coppie d’uscita non sono mai collegate automaticamente. per usare una qualsiasi delle altre coppie d’uscita.

289 NN-XT SAMPLER .

Rex Loop Player .24 D Dr.

REX LOOP PLAYER 291 . cioè.0 di ReCycle. ReCycle è un programma destinato in particolare ai loop campionati. Loop in ReCycle Per capire bene il funzionamento di Dr. Rex non carica o salva le informazioni file in un formato “Patch”. ReCycle consente di modificare il tempo dei loop senza influenzarne l’intonazione e modificare il loop come se fosse costituito da singoli suoni. si può abbassare l’intonazione (pitch) del loop. ReCycle suddivide il loop in piccole porzioni. ✪ Se su un loop REX sono state eseguite regolazioni (pitch.) che si desidera usare in un’altra Song basta copiare l’intero dispositivo Dr. Il player di loop Dr. poichè gli slice si possono spostare ovunque nel sequencer. è possibile anche creare rullate e variazioni. Rex legge i file nei seguenti formati: D REX (. Questi slice si possono esportare su un campionatore hardware esterno o salvare in un file REX da usare in Reason.rns). Dr. “Porzionando” un loop e realizzando campioni separati di ogni beat. Supponiamo di avere il campione di un loop percussivo da usare in una traccia sulla quale si sta lavorando. level. D RCY (. Cosa fare? Naturalmente.Rex si deve capire cosa è un loop percussivo in ReCycle.Introduzione Formati File Dr. Una volta suddiviso il loop in slice. il file REX e le rispettive proprietà sono salvati nel file Song (. ma il loop suonerebbe comunque diverso (in genere.Rex consente di riprodurre e modificare i file creati in ReCycle (altro prodotto di Propellerhead Software). DR.rcy) Formato file generato da versioni precedenti di ReCycle (piattaforma PC). Si può anche allungarlo. in modo che ogni colpo di batteria (o qualsiasi suono sul quale si lavora) abbia la propria porzione (slice). ecc. Invece di allungare il campione. ! A differenza degli altri dispositivi audio. si perde la “spinta” del loop). Il loop è a 144 bpm e la traccia a 118 bpm. D REX 2 (.Rex da una song all’altra.rex2) Formato file ReCycle per le piattaforme Mac e PC generato dalla versione 2. si è liberi di cambiare il tempo a piacere. ciò non ne altera l’intonazione. ma in questo modo il loop suonerebbe molto diverso (e se contenesse elementi intonati essi non corrisponderebbero più alla song). Una delle differenze tra il formato REX originale e quello REX2 è che il formato REX2 supporta i file stereo.rex) Formato file generato da versioni precedenti di ReCycle (piattaforma Mac).

Cambiando il tempo. 2. oppure cliccare sul pulsante cartella accanto al display con il nome del loop. Altrimenti. il metodo più rapido per selezionarne uno nuovo è usare i tasti freccia accanto al display nome del loop.Aggiungere un Loop Per aggiungere un loop in Dr. D Per provare il loop con altri dati sequencer e pattern di un dispositivo già registrati attivare sia la funzione Preview che il pulsante Play del sequencer. ! Si noti che la funzione Preview non è il metodo “vero e proprio” di riprodurre i loop REX. Caricare loop “al volo” Un altro metodo pratico per provare i loop è caricarli “al volo” (cioè durante la riproduzione). anche il tempo del loop segue tale variazione. procedere come segue: 1. 2. Non è necessario farlo in un ordine particolare. D Il loop si può anche riprodurre una volta via MIDI usando il tasto D0.Rex D Una volta caricato. DR. Ciò è particolarmente utile per verificare una serie di loop rispetto ad altri dati e pattern sequencer registrati in precedenza. si devono trasferire gli “slice” REX a note nel sequencer (come descritto a page 293). Ripetere il punto 2. Ascoltare il loop in Dr. Si può ascoltare il loop prima di caricarlo con la funzione Preview del browser. 3. Il loop REX e il sequencer sono sincronizzati. D Se si provano loop all’interno della stessa cartella. Rex procedere come segue: 1. REX LOOP PLAYER 292 . il loop si può ascoltare con il pulsante Preview. Dopo un breve silenzio si carica il nuovo file ed è mantenuta la sincronia. ! Caricando un nuovo file REX si sostituisce qualsiasi file corrente caricato. essi sono comunque riprodotti in perfetta sincronia. Attivare la funzione Preview su Dr. Nel browser individuare e aprire il loop desiderato. Rex e avviare la riproduzione del sequencer. Esso è riprodotto continuamente al tempo impostato sul pannello di Trasporto. si può cliccare nel display nome del loop e selezionare un nuovo loop dal menu a tendina che appare. Caricare quindi un nuovo file REX usando il Browser al solito modo. Aprire il browser selezionando “Browse ReCycle/REX Files” dal menu Edit (o da quello contestuale del dispositivo). Per usare il loop in un contesto con altri dispositivi. fino a quando si trova il loop adatto.

... poi usare di nuovo il comando “To Track” dopo aver caricato il nuovo file REX. ora inizia la parte più interessante! • Si può cambiare il groove nel loop quantizzando o spostando le note. Per i dettagli sull’editing nel sequencer vedere a page 78. la seconda su C#1. posizionata secondo la temporizzazione degli slice. prima si devono creare note sequencer dagli slice: 1.e in quella Edit. Si può anche esportare il file REX in un file MIDI come descritto a page 369. 3.Rex. ! Si noti che se nel sequencer sono state create note da un file REX non è possibile caricare un nuovo file REX in Dr. Esse a loro volta riproducono gli slice nel dispositivo Dr. prima cancellare le note.. • E’ possibile trasportare le note per cambiare l’ordine di riproduzione degli slice. A questo punto. Rex. Cliccare sul pulsante To Track nel pannello frontale di Dr. DR. 2.senza alterare la temporizzazione originale del loop. Collocare i locatori “L” e “R” attorno alla sezione da completare con le note REX. Rex e riprodurlo dalla traccia esistente (o meglio. • E’ possibile rimuovere e disegnare nuove note. REX LOOP PLAYER 293 . si può ma non sarà riprodotto correttamente). mantendo il giusto ordine e temporizzazione originali. Le note sono intonate in step di semitono (la prima nota su C1. Se sono state create note in questo modo e si vuole cambiare il file REX. la clip contenente le note del loop si ripete per completare il loop stesso. Clip loop nella veduta Arrange . • Si può usare la funzione Alter Notes (vedere a page 92) per mischiare le note del loop . Il programma crea delle clip contenenti una nota per ogni slice. Se l’area tra i locatori è più lunga della durata del loop. • Si può usare la funzione User Groove per applicare il “feel” ritmico del loop alle note su altre tracce sequencer. attivando la riproduzione nel sequencer le note sono riprodotte sulla traccia sequencer. e così via) con un’altezza per ogni slice. Selezionare la traccia sequencer collegata al dispositivo Dr..Creare le note nel sequencer Per fare in modo che il loop REX inizi allo stesso tempo di altri dati sequencer o pattern. creando così moltissime variazioni.Rex.

D Via MIDI. Si usa per eseguire le impostazioni di riproduzione di uno slice. ! Impostando i parametri elencati sopra. Posizione panoramica stereo di ogni slice. D Usare la manopola “Slice” sotto il display della forma d’onda. D Nel sequencer. si possono impostare i seguenti parametri slice: |Parametro Pitch Pan Level Decay |Descrizione Consente di trasportare ogni singolo slice in step di semitono. le impostazioni si perdono caricando un nuovo file REX. ogni slice consecutivo è selezionato non appena è riprodotto. gli slice sono sempre mappati in step di semitono consecutivi. Qui si possono modificare le note che suonano gli slice. L’editing nel sequencer è descritto nel capitolo “Il sequencer”. con le note indicate dai numeri slice invece che dalle rispettive altezze. Durante la riproduzione si possono modificare i parametri.Gestire gli slice Selezionare gli slice Editing nel display della forma d’onda Uno slice selezionato è evidenziato nel display della forma d’onda. Consente di accorciare singoli slice. non è possibile applicare direttamente le impostazioni del pannello frontale a un altro file REX! D Riproducendo un loop con l’opzione “Select via MIDI” attiva. tutte le impostazioni del pannello frontale di Dr. in un intervallo di oltre otto ottave. Modificare singoli slice In Reason ci sono due metodi di base per modificare i singoli slice: D Nel display della forma d’onda del dispositivo Dr. C’è una speciale corsia edit REX per modificare le note dello slice REX. Volume di ogni slice. con il primo slice sempre sul tasto “C1”. Rex sono memorizzate nella Song. Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando su uno slice nel display della forma d’onda esso è riprodotto (e il puntatore del mouse assume la forma di un simbolo altoparlante).Rex. Attivando il pulsante “Select Slice Via MIDI” è possibile selezionare e “suonare” gli slice usando la tastiera MIDI. per selezionare uno slice usare uno dei metodi seguenti: D Cliccare nel display della forma d’onda. REX LOOP PLAYER 294 . il livello di default è 100. innanzitutto selezionandolo e poi usando le manopole sotto il display della forma d’onda. Qui è possibile modificare più parametri per ogni slice. DR.

REX LOOP PLAYER 295 . D BP 12 . ogni pendenza di taglio in questo filtro è di 12 dB/ ottava. Il transpose si può cambiare anche via MIDI. Rex I parametri synth di Dr. D In cent (centesimi di semitono). l’intervallo dei valori è 0 . D HP12 .). la pendenza di taglio in questo filtro è 12 dB/ottava. Il filtro è attivo quando il pulsante è illuminato. Si possono impostare valori positivi o negativi.Bandpass a 12 dB/ottava Un filtro bandpass attenua sia le alte che le basse frequenze e lascia passare una banda di frequenza intermedia. I filtri servono a modellare la timbrica complessiva del suono. L’intervallo di valori và da -50 a 50 (su o giù di mezzo semitono).) usano questo tipo di filtro. simili a quelli dei sintetizzatori (Subtractor e Malström) e dei campionatori (NN-19 e NN-XT). Env Amount Questo parametro determina in quale misura l’altezza complessiva del file REX è influenzata dall’inviluppo del filtro (vedere a page 296). ci sono cinque tipi di filtro: Per un file REX l’audio contenuto negli slice rappresenta quello che gli oscillatori sono per un synth: la sorgente sonora principale. Sezione Oscillator Selettore Mode Con questo selettore si stabilisce la modalità operativa. E’ importante ricordare che questi parametri non alterano in alcun modo i file REX. Rex è possibile eseguire le seguenti impostazioni: D LP 24 . ecc. Ha una pendenza più lieve (12 dB/ottava) che lascia passare di più le armoniche del suono filtrato rispetto al filtro LP 24. Nella sezione Osc di Dr. Rex ha un filtro multi modalità con cinque modalità di filtro diverse. DR. Rex servono per modellare e modulare il suono dei loop REX. D Notch Un filtro notch (o escludi banda) è l’opposto di un filtro bandpass.8 (“4” è il default). Si usa la manopola Oct. Si tratta di parametri synth familiari. Molti sintetizzatori classici (Minimoog/Prophet 5. ! Per intonare un singolo slice selezionarlo e usare il parametro Pitch sotto il display della forma d’onda. ecc. D Il filtro s’attiva o disattiva completamente cliccando sul pulsante Filter. premendo un tasto tra C-2 e C0 (C1 resetta il valore transpose a zero).Highpass a 12 dB/ottava Un filtro highpass è il contrario di quello lowpass. D LP 12 .Parametri synth di Dr. Questo tipo di filtro ha una pendenza di taglio piuttosto ripida (24dB/ottava). Sezione Filter ! Questi parametri sono globali. oppure si clicca sulla tastiera sopra la manopola. i quali determinano se la curva d’inviluppo diminuisce o aumenta l’altezza. nel senso che influenzano tutti gli slice presenti in un file REX. poichè taglia le frequenza in una banda media ristretta e lascia passare quelle sopra e sotto. taglia le frequenze basse e lascia passare quelle alte.Lowpass a 24dB/ottava I filtri lowpass lasciano passare le frequenze basse e tagliano quelle alte. Dr. D In step di semitono. Altezza complessiva L’altezza di un file REX si può modificare in tre modi: D In step di ottava. la frequenza si può alzare o abbassare in 12 step di semitono (+/– 1 ottava). ma solo il modo in cui essi sono riprodotti. i primi synth Korg. Si usa la manopola Transpose sotto il display della forma d’onda.Lowpass a 12 dB/ottava Anche questo tipo di filtro lowpass è ampiamente usato nei classici synth analogici (Oberheim.

Parametro Frequency Il parametro Frequency del filtro (cutoff) determina l’area dello spettro di frequenza nella quale agisce il filtro. la risonanza regola la larghezza di banda. Può essere usato per compattare meglio un loop (attacco immediato e decadimento breve) o per distribuirlo meglio (aumentando il tempo d’attacco). aumentando la risonanza si enfatizzano le frequenze attorno a quella di taglio. Dr. Parametro Resonance Il parametro Resonance del filtro influenza la timbrica sonora del filtro. • Usando il filtro Bandpass o Notch.). ma con uno “sweep” del filtro più tagliente e pronunciato. Impostando un valore di risonanza elevato e poi variando la frequenza del filtro si genera uno “sweep” ben distinto. potrebbe non esserci il risultato desiderato. Decay. Rex. entrambi hanno i quattro parametri standard Attack. gli inviluppi stabiliscono il comportamento di questi parametri nel tempo (dal momento in cui si preme un tasto a quello in cui lo si rilascia). tuttavia. arrivando ad essere sibilante o squillante. non si sente nessuna frequenza (o si sentono solo quelle molto basse). quindi. Cambiando la frequenza del filtro con il cursore Freq. Rex ha due generatori d’inviluppo: uno per il volume e l’altro per la frequenza del filtro (e/o altezza). Nei filtri lowpass. con il suono squillante che diventa molto evidente a determinate frequenze. frequenza di filtro. La sezione Amp Envelope stabilisce come cambia il volume di uno slice nel tempo. Più alto è il valore di risonanza. Il parametro Level è un controllo di volume generale del loop. da quando è triggerato (l’inizio della nota slice) fino al termine della nota slice. più il suono diventa appunto “risonante”. Se è impostato a zero. in generale. ✪ Abbassare il cursore Frequency e aumentare i valori Resonance ed Envelope Amount per ottenere l’effetto massimo dell’inviluppo di filtro! ! Per una descrizione dei parametri d’inviluppo principali vedere il capitolo “Subtractor”. • Nei filtri highpass il parametro Resonance agisce come nei filtri lowpass. REX LOOP PLAYER 296 . In Dr. la banda alla quale le frequenze sono lasciate passare (Bandpass) o tagliate (Notch) si restringe. configurando un inviluppo di filtro si controlla come la frequenza e/o altezza del filtro deve cambiare nel tempo per ogni slice. Il parametro Amount determina in che misura la frequenza del filtro è influenzata dall’inviluppo. In un synth convenzionale. Aumentando la risonanza. Sezione Filter Envelope Sezione Envelope Nei synth analogici i generatori d’inviluppo servono per controllare vari parametri importanti (altezza. se impostato al massimo si sentono tutte le frequenze presenti nella forma d’onda. volume. il filtro Notch offre i risultati migliori a bassi valori di risonanza. più elevato è il valore Amount più marcato è l’effetto dell’inviluppo sul filtro. In un filtro lowpass. DR. Ciò produce un suono generalmente più sottile. il parametro Frequency controlla “apertura” e “chiusura” del filtro. Sezione Amp Envelope ! Si noti che il parametro Frequency del filtro in genere è controllato anche dall’inviluppo di filtro (vedere a page 296). Sustain e Release La sezione Filter Envelope si usa per controllare due parametri: la frequenza del filtro e l’altezza complessiva del loop. ecc. variando gradualmente la frequenza del filtro si genera il classico suono “sweep” di filtro del synth. gli inviluppi sono triggerati ogni volta che è riprodotto uno slice.

Gli LFO sono oscillatori nel senso che generano una forma d’onda a una determinata frequenza. tuttavia. wah o pan automatico). Pulsante Sync Cliccando su questo pulsante si attiva/disattiva la sincronia dell’LFO. ruotarla in senso orario per una velocità di modulazione superiore. Rex. Manopola Rate Controlla la velocità dell’LFO. In alcuni synth analogici si chiama “sample & hold”. ecc. rispetto ai normali oscillatori che generano un suono ci sono due differenze significative: • Gli LFO generano solamente forme d’onda a bassa frequenza. Se impostata per controllare l’altezza (frequenza) essa scorre in alto fino al punto definito (controllato dal valore Amount) dopodichè il ciclo riparte immediatamente. l’LFO controlla la frequenza del filtro. Genera cicli che cambiano istantaneamente tra due valori (utile per trilli. Ruotare la manopola e leggere il tooltip che indica la divisione tempo. Genera una modulazione a scalino (step) casuale alla destinazione definita. Come sopra.). REX LOOP PLAYER 297 . la manopola Rate (vedere in seguito) stabilisce la divisione tempo desiderata. l’LFO si può usare per modulare la frequenza del filtro o il bilanciamento (panning). La frequenza dell’LFO si sincronizza così al tempo della song in una delle 16 possibili divisioni tempo. • Le uscite dei due LFO non si sentono mai (esse sono invece usate per modulare vari parametri). Amount Questo parametro determina in che misura il parametro di destinazione selezionato è influenzato dall’LFO 1 (cioè l’intensità del vibrato. Selezionandola.Sezione LFO Destinazioni Le destinazioni LFO disponibili sono: |Destinazione Osc Filter Pan |Descrizione Selezionandola. Genera un cliclo di “rampa discendente” (come sopra ma invertito). DR. Selezionandola. l’LFO modula il bilanciamento del file REX (cioè sposta il suono da sinistra a destra nel campo stereo. Forme d’onda LFO 1 consente di selezionare diverse forme d’onda per modulare i parametri: |Forma d’onda Triangle Inverted Sawtooth Sawtooth Square Random Soft Random |Descrizione Forma d’onda regolare adatta al vibrato normale. In Dr. Con la sincronia attiva. L’applicazione più tipica di un LFO è modulare l’altezza di un oscillatore (che genera un suono) o di un campione (per produrre il vibrato). ma con una modulazione regolare. Genera un ciclo di “rampa ascendente”. l’LFO controlla l’altezza (frequenza) del file REX. LFO significa Oscillatore a bassa frequenza.

Res F. I parametri influenzabili dalla rotellina di modulazione sono: |Parametro F. Rex. Poichè lo scopo dell’informazione di velocity è riflettere una variazione. La rotellina Pitch Bend si usa per il “bending” in alto o in basso della nota. E possibile suonare gli slice in tempo reale sulla tastiera. Consente il controllo di velocity del parametro Decay dell’inviluppo di filtro. Decay F. Un valore positivo aumenta la risonanza se la rotellina è spinta in avanti. La sensibilità di velocity si può impostare a valori positivi o negativi (in posizione centrale non si ha alcun controllo di velocity).Controlli Velocity Rotelline Pitch Bend e Mod In genere. Env |Descrizione Consente il controllo di velocity sul volume complessivo del file. Freq |Descrizione La rotellina di modulazione controlla il parametro Frequency del filtro. valori negativi invertono questa relazione. l’intervallo massimo è “24” (su/giù di 2 ottave). valori negativi invertono questa relazione. La rotellina di modulazione controlla il parametro Decay dell’inviluppo di filtro. un valore positivo aumenta il decadimento se la rotellina è spinta in avanti. ci sono due modi per applicare valori di velocity “significativi” ai file REX: • • Una volta creati i dati traccia è possibile modificare i valori di velocity sulla corsia Velocity nel sequencer. Consente il controllo di velocity del parametro Amount dell’inviluppo di filtro. Un valore positivo aumenta la frequenza se la rotellina è spinta in avanti. mentre quella Mod si può usare per applicare varie modulazioni mentre si riproduce il loop. Rotellina Modulation La rotellina Modulation può essere configurata per il controllo simultaneo di una serie di parametri. La rotellina di modulazione controlla il parametro Resonance del filtro. valori negativi invertono questa relazione. REX LOOP PLAYER 298 . si può controllare quanto i vari parametri sono influenzati dalla velocity. tutte le velocity sono impostate al valore “64” (default). E’ possibile impostare valori positivi o negativi (come nella sezione Velocity Control). Un file REX non contiene valori di velocity propri e quando si creano i dati nella traccia sequencer applicando la funzione “To Track”. Rex ha anche due rotelline funzionali che si possono usare per applicare modulazione e pitch bend in tempo reale nel caso la tastiera non abbia questi controller (o se non si usa affatto una tastiera). averle tutte impostate allo stesso valore non ha senso se si vuole che la velocity controlli i parametri di Dr. Con valori positivi il volume aumenta a valori di velocity superiori. la velocity si usa per controllare vari parametri in base alla forza con la quale si suonano le note sulla tastiera. valori negativi invertono questa relazione. Una volta regolati i valori di velocity. E’ possibile controllare con la velocity i seguenti parametri: | Parametro Amp F. F. Le rotelline rispecchiano i movimenti dei rispettivi controller MIDI sulla tastiera. Decay DR. Quasi tutte le tastiere MIDI hanno i controlli Pitch Bend e Modulation. Dr. un valore positivo aumenta il tempo Decay a valori di velocity superiori. Range (pitch bend) Il parametro Range stabilisce la quantità di pitch bend quando la rotellina è spinta completamente in alto o in basso. In pratica. valori negativi invertono questa relazione. i dati risultanti avranno valori di velocity che riflettono la forza con cui sono state suonate le note. un valore positivo aumenta l’intensità dell’inviluppo a valori di velocity superiori.

Rex può riprodurre simultaneamente. • Filter Cutoff. specialmente nei loop dal contenuto elevato di alte frequenze. Rex. ciò non significa “sprecare” sei voci. ! Si noti che il parametro Polyphony non “spreca” le voci. Rex ci sono i jack (prevalentemente CV/Gate). Rex. cioè il numero di voci (o slice) che Dr. attivando questa modalità si risparmiano un pò di risorse del computer. Ingressi Gate (Gate Inputs) Questi ingressi possono ricevere un segnale CV/gate che serve a triggerare i due inviluppi. riproducendo un file che ha la polifonia impostata a dieci voci. Ingressi di modulazione (Modulation Inputs) Questi ingressi di controllo in tensione (CV) con i rispettivi potenziometri di regolazione tensione consentono di modulare vari parametri di Dr. Uscite audio (Audio Out) Determina la polifonia. Si raccomanda quindi di usare una polifonia di circa 3-4 voci quando si riproducono i file REX. se necessario. le uscite Modulation sono: • Filter Envelope. • Amp Level. DR. • Amp Envelope • Filter Envelope ! Usando un Macintosh con processore G4 o G5 (Altivec) disattivare la modalità High Quality Interpolation non fa alcuna differenza. Impostazioni di qualità audio Questi due parametri si usano per raggiungere un compromesso tra la qualità audio e il risparmio di risorse del computer. Rex stesso). Se si “suonano” gli slice via MIDI la polifonia si deve impostare in base alla quantità di slice sovrapposti che si desidera avere. D La modalità High Quality Interpolation consuma più risorse del computer. l’inviluppo d’ampiezza non sarà triggerato dalle note MIDI che entrano in Dr. ma dal segnale CV dell’LFO. Uscite di modulazione (Modulation Outputs) Le uscite di modulazione servono per il controllo in tensione di altri dispositivi o altri parametri di Dr. sono disponibili i seguenti ingressi CV: • Osc Pitch. si sentirà l’LFO che triggera l’inviluppo solo per gli slice in riproduzione al momento del trigger. High Quality Interpolation Attivando questo pulsante la riproduzione del file di loop è calcolata con un algoritmo d’interpolazione più avanzato. LO BW (bassa larghezza di banda) Questa opzione rimuove una parte di alte frequenze dal suono. REX LOOP PLAYER 299 . • LFO. Inoltre. • Mod Wheel. Sono le uscite audio principali sinistra e destra. Per esempio. quando si crea un nuovo dispositivo Dr. ma spesso ciò non si nota molto (specialmente se il loop è stato “filtrato in basso”). • Filter Resonance. si ottiene così una migliore qualità audio. Rex sono assegnate automaticamente al primo canale disponibile sul mixer audio. ma che ne usa solo quattro. Rex da altri dispositivi (o dalle uscite di modulazione di Dr. Rex. Si noti che collegandosi a questi ingressi si sostituisce il triggering “normale” degli inviluppi. Per la riproduzione normale del loop si osservi che talvolta gli slice si “sovrappongono”. Per esempio. L’uso delle connessioni CV/Gate è descritto nel capitolo “Routing audio e CV”. collegando l’uscita CV di un LFO su un altro dispositivo all’ingresso Gate Amp di Dr. il valore di polifonia non è da considerare per risparmiare le risorse della CPU (conta solo il numero di voci effettivamente utilizzate). se non indispensabile è meglio non attivarla! Ascoltare il loop in un determinato contesto e decidere se queste impostazioni fanno la differenza o meno.Polyphony Connessioni Sul pannello posteriore di Dr. In altre parole. Uscita Slice Gate (Slice Gate Out) Da qui esce un segnale di gate per ogni slice triggerato nel loop.Impostare in numero di voci .

25 D Matrix Pattern Sequencer .

Se collegato all’ingresso Sequencer Control di un dispositivo strumento. Matrix può generare tre tipi di uscita: Curve CV. MATRIX PATTERN SEQUENCER 301 . In pratica funziona inviando dati pattern sotto forma di segnali Note CV (altezza) e Gate CV (nota on/off più velocity) o Curve CV (per un controllo generale di parametro CV) a un dispositivo o parametro di un dispositivo. oppure Curve CV controllare il parametro feedback di un delay. Gate CV potrebbe triggerare una percussione in Redrum. NN-XT) selezionato. Matrix è monofonico e può controllare una voce in un dispositivo strumento. D Note CV in genere controlla l’altezza della nota. l’interfaccia utente di Matrix non assomiglia ad alcun dispositivo hardware equivalente. Note (Key) CV e Gate CV. per esempio.Introduzione D Curve CV è un pattern distinto. creando un Matrix con un synth (Subtractor. Matrix è un dispositivo basato su pattern che non genera un suono. esse saranno assegnate automaticamente in questo modo e controllerano una voce nel dispositivo. I valori nota si inseriscono qui I valori gate si inseriscono qui Valori Note e Gate CV. che in genere avevano file di manopole per il controllo d’altezza nota e dei valori gate di ogni step. Per esempio. A differenza della maggior parte degli altri dispositivi in Reason. deve essere collegato a un altro dispositivo strumento. Malström) o un campionatore (NN-19. Inutile dire che tutte le tre uscite possono essere usate in molti modi. Tre tipi d’uscita E’ utile per programmare curve CV che controllano altri parametri diversi dall’altezza nota (sebbene si possa fare anche questo). ecc. I dispositivi hardware dalla funzionalità simile erano gli step sequencer analogici. più uno di livello (che può essere paragonato alla velocity). In genere queste due uscite sono collegate agli ingressi Sequencer Control Gate e CV di un dispositivo strumento compatibile. In questo modo si può controllare l’altezza nota e il triggering dalle uscite Key Gate di un dispositivo e poi aggiungere un secondo pattern indipendente usando l’uscita Curve CV.. programmato separatamente da Note/ Key e Gate CV. ad esempio. I pattern possono essere costituiti da fino a 32 step e ci sono 32 locazioni di memoria per memorizzare i dati pattern. Valori Curve CV (finestra superiore). D Gate CV rappresenta un valore Nota On/Off. i valori corrispondono a step di semitono. che potrebbe controllare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro.

cliccandoci sopra per disattivarlo. Ciò si può usare per inserire e togliere dal mix i pattern Matrix durante la riproduzione.Programmare i pattern Pattern Matrix ha un sequencer pattern interno che. ma molto spesso servono delle varianti. si possono registrare o creare cambi pattern nel sequencer principale e fare in modo che avvengano alla giusta posizione in riproduzione. Come il sequencer pattern di Matrix si integra con quello principale Il sequencer pattern interno di Matrix interagisce con quello principale di Reason secondo i seguenti criteri: D Il tempo impostato sul pannello di Trasporto è usato per tutta la riproduzione. La soluzione è creare più pattern diversi e programmare dei cambi pattern (passaggi autoamatici da un patterna a un altro) a posizioni desiderate nella song. D Per selezionare un pattern in un altro banco. D) e poi cliccare sul pulsante Pattern. Selettore Pattern Enable Selettore Pattern Enable. D Si può anche avviare Matrix separatamente (senza avviare il sequencer principale) cliccando sul pulsante Run nel pannello del dispositivo. innanzitutto cliccare sul pulsante Bank desiderato (A. Pulsanti Bank e Pattern del sequencer pattern di Matrix. B. Se in una traccia Matrix ci sono più corsie nota. Se è usata la traccia Tempo Matrix la segue. La variazione del pattern ha effetto sul movimento in battere (downbeat) successivo. Step I pattern Matrix sono costituiti da un numero di step discreto. la rispettiva condizione di Muto non è indicata sul pannello del dispositivo. D Se Matrix è in esecuzione separatamente e si avvia la riproduzione del sequencer principale. In alcuni casi è bene avere lo stesso pattern che si ripete in tutta la song. per ogni step. si può inserire una nota. Ciò avvia il sequencer pattern interno del dispositivo. il dispositivo pattern riparte automaticamente in sincronia con il sequencer. si disabilita la riproduzione del pattern a iniziare dal movimento in battere successivo . in base al tempo in chiave impostato sul pannello di Trasporto o nella traccia Transport.vedere in seguito). per fermare la riproduzione cliccare di nuovo sul pulsante Run o sul pulsante Stop nel pannello di Trasporto. D I cambi pattern si possono controllare da una corsia pattern nel sequencer principale. D Per selezionare un pattern nel banco corrente cliccare sul pulsante Pattern desiderato (1-8). Avviando il pattern è riprodotto a turno ogni step. Fino a quando non si clicca su un pulsante Pattern non succede niente. C. riproduce ripetutamente un pattern dalla durata specifica. il quale riproduce un suono o invia in uscita l’informazione programmata per esso. MATRIX PATTERN SEQUENCER 302 . Accanto ai pulsanti Bank e Pattern c’è un altro selettore che normalmente è attivo. In altre parole. C. D Avviando la riproduzione dal sequencer principale (sul pannello di Trasporto) parte automaticamente anche Matrix (sempre che il sequencer pattern non sia stato disabilitato .come se si fosse selezionato un pattern vuoto (muto). ciò è ovvio. Selezionare i pattern Matrix ha 32 memorie pattern distribuite su quattro banchi (A. a differenza del sequencer principale in Reason. A chiunque abbia usato una batteria elettronica. D E’ possibile silenziare e mettere in Solo le tracce di Matrix nel sequencer. Nel “mondo reale” (oltre che in Reason). D). anche Matrix si silenzia automaticamente. Se Matrix ha una traccia nel sequencer e si silenzia questa traccia. B. un valore CV e un valore Curve. l’esempio tipico è una batteria elettronica che riproduce pattern percussivi (in genere di una o due misure). ciò è indicato da un indicatore Mute sul pannello del dispositivo.

si applicano i seguenti criteri: D Il comando Copy Pattern esegue una copia del pattern corrente selezionato e la colloca nel clipboard. 5. ci sono due file di rettangoli rossi. 3. 2. D Il comando Cut Pattern sposta il pattern corrente selezionato nel clipboard. Non serve usare un dispositivo Subtractor per utilizzare Matrix (infatti non serve alcun dispositivo strumento). Assicurarsi che il selettore a sinistra della finestra pattern sia in posizione “Keys”. Selezionare banco e pattern di destinazione nei quali copiare il pattern. Altrimenti premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e [C] per copiare. Altrimenti premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e [V] per incollare. procedere come segue: 1. Selezionare Copy Pattern dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo. Trasferire i pattern tra le song di Reason Per copiare i pattern tra le varie song di Reason usare i comandi Copy e Paste: 1. Ciò sostituisce il pattern selezionato con quello presente nel clipboard. D Il comando Paste Pattern copia il pattern nel clipboard alla destinazione pattern selezionata nel dispositivo selezionato. ma questo esempio elementare impiega un setup “standard”. 3. Con Subtractor selezionato creare un Sequencer Pattern Matrix. nè le impostazioni di risoluzione o shuffle! Usare i comandi Cut. MATRIX PATTERN SEQUENCER 303 . Per farlo cliccare nella finestra della song o selezionare la song dal menu Windows. ! Si noti che la cancellazione di un pattern influenza nè la sua durata. 4. 6. Selezionare Paste Pattern dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo. Aprire entrambe le song. Copy e Paste Pattern del menu Edit o contestuale del dispositivo è possibile spostare o duplicare i pattern. Creare un synth Subtractor. Come si può vedere. La fila di rettangoli verticali nel campo inferiore indica i valori di velocity Gate . Copy e Paste Usando i comandi Cut. Quella con i rettangoli orizzontali alla base del campo superiore nella finestra pattern rappresenta l’altezza nota per ogni step in un pattern (per ora sono tutti alla stessa altezza).attualmente sono tutti a 100 per tutti gli step. Selezionare il pattern da copiare. E’ come eseguire il comando Copy Pattern e poi il comando Clear Pattern. I valori si possono inserire cliccando e trascinando il mouse nella finestra pattern. 2. selezionarlo e usare il comando Clear Pattern nel menu Edit o nel menu contestuale del dispositivo. Le uscite Note e Gate CV di Matrix sono assegnate automaticamente agli ingressi Sequencer Control Gate e CV di Subtractor (come si può vedere girando il rack). Attenzione! Il pattern memorizzato a quella destinazione sarà sostituito. Esempio La procedura di programmazione per Matrix consiste nell’inserire i valori Note e Gate rispettivamente nei campi superiore e inferiore della finestra pattern. Attivare l’altra song.Cancellare un pattern Per cancellare (svuotare) un pattern.

5. come accennato in precedenza. MATRIX PATTERN SEQUENCER 304 . più alta è la striscia. L’altezza nota corrisponde alla tastiera virtuale a sinistra della finestra pattern (un’ottava) e. Si noti che nel pattern ci può essere solo una nota per ogni step. Cliccare e trascinare nell’area inferiore della finestra pattern.4. D Usando il selettore a 5 vie sotto quello “Keys/Curve” si possono inserire le note in altre ottave (oltre cinque ottave). 6. Il pattern “programmato” in precedenza è ripetuto. si possono programmare valori nota adeguati per ogni step. Trascinare il mouse per inserire valori nota continui. maggiore è il valore di velocity. Si possono creare striscie di velocity Gate verticali di varie altezze. i rispettivi step del pattern sono silenziati completamente. stabilire quali step riprodurre e impostarne le velocity con i valori gate. 7. Cliccare nella sezione della griglia superiore nella finestra pattern di Matrix. Combinando i metodi descritti in precedenza. D Cliccando o trascinando nella sezione gate più in basso mentre il pattern è in riproduzione. cliccando o trascinando il mouse si vede una linea d’orientamento che aiuta a trovare l’altezza della nota sulla tastiera virtuale. D Cliccando o trascinano nella griglia superiore con il pattern in riproduzione. si può sentire come cambia l’altezza delle note. D Trascinando alcuni rettangoli verticali in basso (in modo che scompaiano dalla vista). Nella griglia appare una linea d’orientamento che facilita l’individuazione della nota desiderata e i rettangoli rossi sono collocati in base a dove si clicca con il mouse. si può sentire come cambiano timbro e volume del suono. Cliccare sul pulsante Play in Matrix. un rettangolo rosso in cima alla finestra pattern indica ogni step del pattern stesso.

Questo perchè l’uscita Curve CV non è ancora stata collegata ad alcun parametro. tutti gli step vanno dal basso in alto rispetto al centro nella scala indicata a sinistra della finestra pattern. Girare il rack in modo da vedere il pannello posteriore di Matrix. Le curve bipolari si possono usare anche per controllare parametri con valori positivi e negativi. il pattern Curve controlla la frequenza del filtro di Subtractor. D Una curva bipolare è divisa al “centro”. 2. Disegnare una curva usando lo stesso metodo impiegato per note o gate. invece. il pattern Curve appare in larghi step gate verticali. In realtà. Curva bipolare. “0” è il valore generato da tutti gli step quando sono “vuoti” (invisibili). lasciando vuota l’area superiore della finestra pattern. 3 e 5 sono impostati a zero. A questo punto. provare ad aumentare il valore del parametro di filtro Q e abbassare la frequenza del filtro. procedere come segue: 1. Osservando la figura seguente. Curva unipolare. 3. Con il selettore Keys/Curve in “Curve” gli step nota (ma non quelli gate) scompaiono dalla vista. Si può quindi iniziare la programmazione di un pattern Curve. D L’uscita Curve CV può essere collegata all’ingresso CV o Modulation di un dispositivo qualsiasi. D Riproducendo il pattern niente è cambiato: il pattern suona esattamente come prima che fosse stato disegnato il pattern Curve. Collegare l’uscita Curve CV all’ingresso Filter Cutoff Modulation di Subtractor.che per il Pan equivale alla posizione centrale. In alcuni casi le curve bipolari sono indispensabili. una curva unipolare inizia a zero . MATRIX PATTERN SEQUENCER 305 . Se non è stata disegnata alcuna curva e si passa alla modalità bipolare. Se si usa Matrix per il controllo CV del parametro Pan di un canale del mixer. ha il valore zero al centro. ad esempio). ma il resto del pattern non genera un trigger. Come si può vedere. i segnali Curve CV possono generare anche dei trigger di Gate (usati per triggerare campioni o inviluppi. ad esempio. ma consente di disegnare curve di Pan in entrambe le direzioni. perchè gli step 1. Curve unipolari e bipolari Sul retro di Matrix c’è un selettore che permette di selezionare la curva unipolare (Unipolar) o bipolare (Bipolar). ove il centro rappresenta il valore “0”. 4 e 6 generano un trigger. “Unipolar” è la posizione di default per questo selettore quando si crea un nuovo dispositivo Matrix. la curva si può usare però solo per il bilanciamento in una direzione da questa posizione centrale. ✪ Se l’effetto non si sente molto. ad esempio. la differenza è la seguente: D Una curva unipolare ha valori che iniziano da zero (“0”) in su. D Un trigger di Gate si genera per ogni step di pattern Curve che segue un valore “0”. La curva riflette questa caratteristica. gli step 2.Usare i pattern Curve I pattern Curve sono indipendenti e possono essere applicati separatamente al pattern nota programmato in modalità “Keys”. Tutti gli step sono quindi impostati a “0” e la curva può essere disegnata sia in alto che in basso partendo dal centro. Una curva bipolare.

Silenziare un pattern Disattivando il pulsante “Pattern” sopra i pulsanti di selezione Pattern si silenzia la riproduzione del pattern. Le note legate sono indispensabili per creare le tipiche linee lead TB-303 “Acid” . come se si selezionasse un pattern vuoto (muto).vedere a page 308. Lo stesso pattern di note da 1/16 in shuffle. Selettore Shuffle On/Off in Matrix e controllo Pattern Shuffle sul pannello di Trasporto. D Ogni step con un valore gate legato dura il doppio di uno step normale. MATRIX PATTERN SEQUENCER 306 .). il risultato saranno note regolari più lunghe. essa si silenzia subito e s’illumina l’indicatore Mute sul pannello frontale. si possono creare note più lunghe (ottavi. Impostare le risoluzione del pattern Matrix segue sempre il tempo impostato sul pannello di Trasporto. Silenziando la traccia Matrix nel sequencer. Tuttavia. Si può anche accorciarlo. impostando di nuovo il numero di step. funziona ritardando tutte le note da 1/16 situate tra le note 1/8. In Reason. Inserimento di valori gate legati. Gli step rimossi tuttavia non sono cancellati. ma si può anche fare in modo che Matrix suoni a “risoluzioni” tempo diverse rispetto al tempo principale. ma ovviamente ciò significa che gli step rimossi non saranno riprodotti. ad iniziare dal movimento in battere successivo. L’intervallo dei valori và da 1 a 32. Usare note legate Attivando il pulsante “Tie” a sinistra della finestra pattern Gate. si noti che perchè ciò funzioni devono essere silenziate tutte le tracce collegate a Matrix. ecc. la quantità di shuffle si definisce complessivamente con il controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove (vedere il capitolo “Mixer ReGroove”). D Se due o più note alla stessa altezza sono legate tra loro. Si può sempre aumentare il numero di step in seguito (non si farà altro che aggiungere step vuoti alla fine del pattern originale). Pattern regolare di note da 1/16 (visualizzato nel sequencer). Gli step gate legati sono larghi il doppio nella finestra pattern. Si può stabilire la durata del pattern (cioè il numero di step che il pattern riproduce prima di ripetersi: D I controlli freccia “Steps” servono per definire il numero di step che il pattern dovrà riprodurre. sarà riprodotta qualsiasi cosa registrata in corrispondenza degli step precedenti rimossi.Impostare la durata del pattern Pattern Shuffle Lo “Shuffle” è un andamento ritmico che aggiunge alla musica uno “swing” più o meno pronunciato. Un metodo rapido per disegnare gate legati è tenere premuto [Shift] quando s’inseriscono i valori gate. lo shuffle si può attivare o disattivare singolarmente per ogni pattern di un dispositivo pattern. quarti. Ciò si può usare per sentire o meno i vari dispositivi pattern nel mix durante la riproduzione.

sono creati valori Note.. se si desidera). I pattern suonano fino alla fine prima di cambiare. Note e Curve CV! Unire i pattern Una volta creati più pattern simili tra loro è possibile riprodurli in un determinato ordine: D Attivare la registrazione della traccia che ha Matrix come destinazione nel sequencer e usare i pulsanti Pattern e Bank per stabilire l’ordine di riproduzione mentre sta suonando la song. 2. Collocare i locatori sinistro e destro all’intervallo o durata desiderati.. sia dal sequencer che da Matrix nello stesso momento. quindi: 5. la traccia con le note è collegata a Matrix. Spesso sono ottimi punti di partenza e aiutano a trovare nuove idee. tenendo conto di tutte le variazioni pattern. Gate e Curve CV. Shift Pattern Left/Right Le funzioni Shift Pattern spostano di uno step a sinistra o destra nel pattern le note e i rispettivi valori gate. Si noti che perchè funzioni. Selezionare il dispositivo Matrix dal quale copiare il(i) pattern. quindi non c’è da preoccuparsi troppo della “temporizzazione” per le variazioni inserite manualmente nel pattern. Selezionare la traccia sequencer collegata a Matrix. Per farlo. Convertire i dati del pattern in note ! I pattern Curve non si possono convertire in dati sequencer! Sono convertiti solo i valori Note e Gate del pattern. tuttavia. Shift Pattern Up/Down ! Questa funzione non altera la Curva CV (poichè i valori generati dalla Curva CV non devono corrispondere necessariamente a step nota di un semitono). il menu Edit (e il menu contestuale del dispositivo) presenta alcune funzioni pattern specifiche. MATRIX PATTERN SEQUENCER 307 . Al termine. L’editing nella corsia Pattern è descritto nel capitolo “Il Sequencer”.Funzioni pattern Quando è selezionato un dispositivo pattern. A questo punto. Ciò è descritto a page 92. per evitarlo: D Cancellare il dispositivo Matrix. Randomize Pattern La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali (random). Se l’intervallo impostato è più lungo del(i) pattern. ✪ La procedura precedente copia un singolo pattern sulle note nel sequencer. 4. Oppure. 3. Se sono state automatizzate variazioni del pattern è possibile copiare una traccia pattern completa sulle note. ciò non ha senso. Alter Pattern La funzione Alter Pattern modifica i pattern esistenti.usandola su un pattern vuoto non succede niente. Se ora si attiva la riproduzione dal pannello di Trasporto s’inviano i dati nota al dispositivo collegato. Riassegnare la traccia sequencer al dispositivo che era controllato da Matrix (o a un altro dispositivo strumento. poichè Matrix non genera alcun suono. ma probabilmente non è ciò che si vuole fare. Le funzioni Shift Pattern trasportano tutte le note in un pattern di un semitono in alto o in basso. ! Le funzioni Randomize e Alter influenzano Gate. Selezioanre “Copy Pattern to Track” dal menu Edit (o dal menu contestuale del dispositivo). i dati saranno ripetuti per completare l’intervallo. procedere come segue: 1. la traccia sequencer conterrà i dati di variazione pattern e i pattern passeranno automaticamente all’ordine selezionato durante la registrazione. D Un metodo alternativo è eseguire le modifiche direttamente nella corsia Pattern Edit del sequencer. nel pattern ci deve essere qualcosa . Le note sono create tra i locatori sinistro e destro. in base al pattern selezionato (solo i valori Gate e Key). che possono essere modificati e riprodotti dal sequencer principale. D Scollegare i cavi CV e Gate tra Matrix e il dispositivo strumento sul pannello posteriore. E’ possibile convertire i dati del pattern di Matrix in dati nota. Per altre informazioni sulla registrazione dei cambi pattern vedere a page 69. cliccare nella colonna Out della traccia nella Track List e selezionare un altro dispositivo dal menu a tendina che appare.

In seguito sono descritti alcuni esempi che mostrano come usare il sequencer pattern di Matrix. si può usare la manopola Resolution per variare la “velocità” di modulazione rispetto al tempo. La modulazione di volume spesso si chiama Tremolo. in NN-19 o NN-XT. 5. Disegnare una curva come quella indicata nella figura sottostante. Girare il rack e scollegare le uscite Gate e Note CV. 3. Si noti che l’opzione Tie deve essere attivata sulla nota di partenza dello “slide”.Sempre in modalità Play. Questo parametro serve per modulare il livello d’uscita (volume) del synth. Se si usano più o meno di 16 step (come indica la figura) disegnare la curva in modo che la sua forma assomigli vagamente a quella in figura. Impostare il parametro Portamento a un valore di circa “50”. 5. 3. D Se “Tie” (vedere a page 306) è attiva per uno step. 6. Creare un synth (Subtractor o Malström). la nota sarà legata a quella successiva e continuerà a “glissare” all’altezza dello step che segue. Cliccare Play sul pannello di Trasporto e tenere premuto un accordo sulla tastiera. 10.Esempio d’uso Come accennato in precedenza. non su quella d’arrivo. ✪ Aggiungendo un DDL-1 (delay) e un D-11 (distorsore) il suono è ancora 7. I valori Gate triggereranno il campione per ogni step con valori Gate superiori a “0”. Tie e Gate. Per ogni step di risoluzione in senso orario la velocità di modulazione raddoppia (e viceversa) ma rimarrà sempre sincronizzata al tempo. MATRIX PATTERN SEQUENCER 308 . Creare un synth (Subtractor o Malström). 2. Chi ha usato ancora TB-303 o ReBirth. procedere come segue: 1. Girare il rack e collegare l’uscita Curve CV del pannello posteriore di Matrix all’ingresso di modulazione “Amp Level” del synth. 4. 4. Gate/Note CV non sono usati in questo esempio. Creare un pattern in Matrix e riprodurlo. Creare un sequencer pattern di Matrix o (se c’è già) impostarlo a un pattern vuoto. Attivare il Click del metronomo sul pannello di Trasporto. Sperimentare con diversi valori Note. ma ovviamente è possibile realizzare una gamma ancor più ampia di timbriche usando gli altri suoni e le possibilità di modulazione offerte da Reason. D Se ci sono più note legate (una dopo l’altra) esse sono riprodotte come un’unica frase musicale in legato. la quale offre molti vantaggi. Triggerare i campioni L’uscita Gate CV si usa per triggerare i campioni. 9. D • • • Usando una Init Patch è importante eseguire le seguenti impostazioni: Impostare il parametro Polyphony a “1”. Per avvicinarsi a questo particolare suono usando Reason. in Redrum. Programmare linee soliste “Acid Style” Per linee soliste “acid style” s’intendono pattern che usano una combinazione d’effetti legato e slide (o portamento) per ottenere il famoso suono ipnotico “ondeggiante” generato dal Roland TB-303 originale e ricreato in ReBirth di Propellerhead Software. ciò si può usare per creare linee soliste “ondeggianti” con effetti di pitch bend. 2. in modo che si possa suonarla dalla tastiera MIDI. per questo esempio si può utilizzare una curva unipolare (vedere a page 305). Selezionare la traccia assegnata al synth. Matrix può generare una modulazione sincronizzata al tempo. Girare di nuovo il rack e impostare Matrix in modo che visualizzi la finestra pattern Curve. Creare un sequencer pattern di Matrix o (se c’è già) impostarlo a un pattern vuoto. dovrebbe iniziare a capire come creare pattern in questo stile particolare usando Matrix insieme a un synth. In Subtractor selezionare una Init Patch oppure la patch “TB Synth” situata nella categoria Monosynth di Factory Sound Bank. 6. come gli LFO nei dispositivi strumento di Reason. Usare Matrix per la modulazione Si può usare efficacemente Matrix come sorgente di modulazione (un pò come un LFO). Matrix è un dispositivo molto versatile. 8. Spostare il selettore Trigger Mode in “Legato”. procedere come segue: 1. più stile “ReBirth”. D Collegare l’uscita Gate CV di Matrix all’ingresso Gate (Sequencer Control) di un NN-19/NN-XT o a uno dei singoli ingressi Gate Channel di Redrum. Si sentirà che il volume è modulato dal pattern Curve. Infatti. Assicurarsi che le uscite Note e Gate CV siano collegate rispettivamente agli ingressi Sequencer Control CV e Gate del synth.

26 D RPG-8 Arpeggiator .

Procedere come segue: Un arpeggiatore genera pattern di note ritmici (arpeggi) ricavati da note o accordi. Per RPG-8 si crea una traccia sequencer “Arp 1” con la messa a fuoco MIDI Le uscite Note e Gate CV di RPG-8 si collegano automaticamente agli ingressi Sequencer Control Gate e CV del dispositivo strumento (come si può notare girando il rack). Con il dispositivo strumento selezionato creare un arpeggiatore RPG-8. RPG-8 non genera un suono. 2. Selezionare una patch adatta (preferibilmente una con un tempo d’attacco breve). anche le uscite Mod Wheel e Pitch Bend CV sono collegate automaticamente agli ingressi di modulazione corrispondenti sul dispositivo target. ma (come Matrix) deve essere collegato a un altro dispositivo strumento. inoltre. questi segnali CV/ Gate sono poi inviati agli ingressi Sequencer Control corrispondenti di un dispositivo strumento. Funziona convertendo i dati nota MIDI (che entrano in RPG-8) in segnali Note CV (altezza) e Gate CV (Note On/Off più velocity). 3. Oltre alle funzioni arpeggiatore standard RPG-8 ha un editor di pattern a 16 step per la creazione di varianti ritmiche. un Subtractor). Assicurarsi che il pulsante Arpeggiator Enable situato nella parte superiore del pannello sia attivo (“On”). Creare un dispositivo strumento (es.Introduzione Uso di RPG-8 Configurazione La procedura di base è inviare un dato nota (dal vivo o registrato) a RPG-8. Questo dato nota è inviato a sua volta agli ingressi Sequencer Control CV/Gate di un dispositivo target. RPG-8 ARPEGGIATOR 310 . 1. L’uscita risultante dal dispositivo target può essere una serie di note arpeggiate oppure rispecchiare semplicemente ciò che è stato suonato sulla superficie di controllo. RPG-8 è monofonico e può controllare una voce in un dispositivo strumento.

• • • Il display a destra mostra le note riprodotte dal pattern d’arpeggio. Vedere “Velocity”. “Up” dalla nota più grave a quella più acuta. l’arpeggio cambia direttamente rilasciando tutte le note e suonando un’altra nota o accordo. il gate è chiuso (nessun suono). ha molte altre applicazioni: D Ovviamente è possibile registrare e modificare le note che s’inseriscono. Per generare gli arpeggi non è necessario avviare la riproduzione. Vedere “Pulsanti Insert”. D Si possono introdurre pause (per arpeggi ritmici più complessi) usando l’editor Pattern. Vedere “Octave Shift”. Con l’ingresso MIDI diretto alla traccia Arp 1 del sequencer suonare alcune note. D Si può usare RPG-8 come convertitore da MIDI a CV per assegnare a piacere i controller performance MIDI più comuni come Mod Wheel e Aftertouch al controllo dei parametri . Per esempio. Le varie modalità stabiliscono come sono arpeggiate le note. Triplet (terzina) e Dotted (puntato). RPG-8. D La modalità dell’arpeggiatore si cambia con la manopola Mode. le piccole barre indicano l’altezza di ogni step. il display s’aggiorna in continuazione mentre si suona. poi indietro alla nota più grave. ruotandola completamente in senso antiorario. Selezionando “1 Oct” le note arpeggiate sono quelle che si premono sulla tastiera. D Attivando il pulsante Hold l’arpeggio continua a suonare anche rilasciando i tasti. l’arpeggio continua con le note aggiunte. Suonando un nuovo accordo l’arpeggio continua a suonare usando le nuove note. Sono disponibili i valori nota Straight (regolari). Selezionando “2 Oct” l’intervallo si espande e tutte le note arpeggiate suonano due ottave. Per fermare l’arpeggio disattivare il pulsante Hold o cliccare Stop sul pannello di trasporto (vedere a page 313). Aggiungendo note mentre si tiene premuto un accordo. per una descrizione di tutte le modalità vedere a page 314. e così via . Di default. RPG-8 ARPEGGIATOR 311 .vedere “Rate”.4. cioè non in sync . Le note nell’accordo sono arpeggiate fino a quando si tengono premuti i tasti. D I pulsanti “Insert” introducono ulteriori variazioni all’arpeggio. tuttavia.vedere “Riversare le note dell’arpeggio sulla traccia”. Si può anche riversare l’arpeggio in uscita “sulla traccia” per un controllo d’editing completo sul sequencer delle note generate da RPG-8 . D Con la manopola Velocity si può impostare l’arpeggio in modo che suoni a un valore di velocity fisso (selezionabile da 1 a 127) su tutte le note. D Per trasportare l’arpeggio in alto o in basso d’ottave usare i pulsanti Octave Shift. D Con i pulsanti Octave accanto alla manopola Mode si aumenta o diminuisce l’intervallo d’ottava dell’arpeggio. Questi sono i principi di configurazione ed uso elementari con i quali RPG-8 arpeggia le note suonate in tempo reale.vedere “Pulsanti Octave”. Vedere “Gate Length”. D La manopola Gate Length consente di regolare la durata delle note arpeggiate. Usando la modalità Manual e variando la velocity di singole note l’arpeggio diventa più animato e ritmico. D Modificando il parametro Rate la velocità delle note arpeggiate segue il tempo della song alla risoluzione del valore nota selezionata. “Up+Down” dalla più grave alla più acuta. il gate è sempre aperto (le note sono suonate in legato). nei nuovi RPG-8 l’arpeggio suona in sync con il tempo della song. ruotandola completamente in senso orario alla posizione “Manual” le note dell’arpeggio usano la stessa velocity delle note MIDI inserite.vedere a page 318. Ruotandola completamente in senso orario ("Tie"). Vedere “Editor Pattern”. L’arpeggiatore può anche avere un tempo libero.

Incollare la(e) clip sulla traccia “Arp”. Non silenziandola si sentirà sia l’accordo originale che l’arpeggio. Si può anche eseguire un drag & drop con il mouse delle clip tra le tracce. tuttavia c’è una soluzione rapida ed efficace a tutti i problemi accennati in precedenza: la funzione “Render Arpeggio Notes to Track” . Entrare in modalità Record e iniziare a suonare.saranno registrate solo le note che s’inseriscono dopo l’inizio della registrazione. D Non è possibile modificare le singole note generate dall’arpeggiatore. se sono state suonate alcune note sbagliate si può facilmente correggerle nel sequencer come al solito. ciò avviene in modo abbastanza simile alla registrazione/editing normale. Può essere un vantaggio. • Si noti che se un arpeggio sta suonando prima di entrare in registrazione.non le note dell’arpeggio vero e proprio generate da RPG-8 e inviate al dispositivo target. Copiare la(e) clip contenente le note da arpeggiare. Usare più corsie E’ possibile registrare i dati nota su più corsie della traccia RPG-8 (Arp). Poichè molte funzioni sono descritte in seguito (es. Assicurarsi che sia attivo il pulsante “On” di RPG-8. A questo punto. Per una descrizione dettagliata di tutti i parametri vedere a . 4. indipendentemente dalla quantità di corsie sovrapposte. Al termine della registrazione cliccare Stop. Tali limitazioni possono essere un problema o meno in base alla situazione. Attivare il pulsante “On” di RPG-8 e la riproduzione. D Si durante la registrazione è stato usato il pulsante Hold (o si attiva il pulsante Hold durante la riproduzione) l’arpeggio suona fino a quando il sequencer è in modalità Play o si disattiva il pulsante Hold. L’arpeggio “registrato” in realtà è generato invece che riprodotto. In generale. l’arpeggio suonerà come è stato registrato. 5. Suonando un accordo esso sarà arpeggiato. ma con alcune eccezioni che saranno debitamente indicate. l’unica differenza è che ora l’arpeggio è generato dalle note registrate sulla traccia piuttosto che dalle note suonate dal vivo.un esempio Le note che si mandano all’arpeggiatore possono essere registrate e modificate nel sequencer. tutti i dati nota sovrapposti sono uniti e non suonano arpeggi distinti. Usando questo metodo si osservi che: RPG-8 ARPEGGIATOR 312 . Rate o Mode) l’arpeggio che si sente cambia. Configurare RPG-8 nel modo in cui si desidera riproduca gli arpeggi.Registrare dati nota MIDI in RPG-8 . 3. Modificando uno dei parametri di RPG-8. le note generate da quell’arpeggio non saranno registrate! Questo perchè i dati MIDI Note On si sono già verificati prima dell’inizio della registrazione . nella traccia Arp è stata aggiunta una clip contenente le note appena registrate. 2. 4. facendolo. Questa sezione descrive i concetti principali della registrazione di dati MIDI. ma solo le note sorgente che si suonano. 2. si vedrà che sono state registrate solo le note inserite in RPG-8 . come descritto nella sezione “Configurazione”. quindi (es. Assicurarsi che RPG-8 sia collegato a un dispositivo strumento target. riproducendo la clip da capo. D Passando in modalità Edit sulla traccia Arp. Per usare arpeggi distinti simultanei (ciascuno dei quali controlla una voce in un dispositivo) si deve usare la funzione “Arpeggio Notes to Track” (vedere in seguito) su corsie separate nella traccia del dispositivo target. 3. l’editor Pattern) questo esempio presenta le procedure più elementari. Per registrare le note suonate in RPG-8 procedere come segue: 1. silenziare la traccia/corsia del sequencer dalla quale sono stati copiati i dati sorgente. Per sentire solamente l’arpeggio. La traccia Arp genera sempre un’uscita monofonica. Generare arpeggi da tracce già registrate RPG-8 può essere usato anche per arpeggiare note copiate/spostate da altre tracce: 1. dipende dalla situazione. quando si registra è meglio non attivare il pulsante Hold. Impostare l’ingresso MIDI sulla traccia “Arp”.

la traccia del dispositivo avrà una clip con le note dell’arpeggio e la traccia RPG-8 dovrà essere silenziata. Passando in modalità Edit del sequencer per la traccia del dispositivo target è possibile modificare a piacere le note dell’arpeggio. Regolandola a un valore compreso tra “0” e “127” l’uscita Gate CV sarà fissa (al valore stabilito) indipendentemente dalla velocity delle note MIDI entranti. 4. Nei nuovi dispositivi la modalità Manual è attiva di default. Pitch Bend o Mod Wheel) registrati sulla traccia Arp non sono inclusi nell’operazione "Arpeggio Notes to Track". in base all’arpeggio selezionato. Sul retro c’è anche un jack d’ingresso “Velocity CV”. Selezionare la traccia sequencer alla quale è collegato RPG-8 (cioè la traccia target. modificare i parametri dell’arpeggiatore ed eseguire un nuovo rendering in qualsiasi momento. attivando la riproduzione dal pannello di trasporto. • La condizione Hold On/Off risponde ai messaggi MIDI Sustain Pedal . non ci sono dati Note Off per le note entranti suonate (cioè CV Gate rimane aperto). l’arpeggio sarà ora riprodotto come dati note (RPG-8 non è attivo).vedere “Ingressi CV” on page 317. bisogna copiarli a mano sulla clip nota riversata.Riversare le note dell’arpeggio sulla traccia Questa procedura consente di riversare (render) l’arpeggio generato da RPG-8 sulla traccia del dispositivo. Ruotando la manopola completamente a destra si attiva la modalità Manual (“Man. • Se la sezione Arpeggiator è spenta e la funzione Hold è attiva. Impostare i locatori sinistro e destro all’intervallo o durata desiderati. Selezionare “Arpeggio Notes to Track” dal menu Edit o dal menu contestuale del dispositivo RPG-8. indicata dal LED illuminato. Se ci sono dati performance da riprodurre con l’arpeggio.fino a quando il pedale è premuto la funzione Hold rimane attiva. sulla traccia del dispositivo target sono create le note tra i locatori sinistro e destro. quindi si può avere un controllo d’editing completo nel sequencer. tutte le nuove note sono aggiunte all’arpeggio esistente invece di farne iniziare uno nuovo. L’uscita dell’arpeggio . Naturalmente. i dati sono ripetuti per riempire l’intervallo. • Continuando a tenere premuto almeno un tasto con il pulsante Hold attivo. si può sempre tornare indietro alla traccia Arp originale. RPG-8 ARPEGGIATOR 313 . non la traccia “Arp”). 5.”). se collegato a una sorgnete controller (l’uscita di modulazione di un LFO. Hold On/Off Se la funzione Hold è attiva (pulsante illuminato) l’arpeggio continua anche rilasciando tutti i tasti (continueranno ad essere arpeggiate le ultime note suonate fino a quando non è ricevuto un nuovo dato Note On).invece delle note sorgente che generano l’arpeggio . 3. Per eseguire il rendering procedere come segue: 1.è riversata come note. Parametri di RPG-8 Parametri MIDI-CV Converter La sezione MIDI-CV Converter a sinistra presenta parametri che influenzano l’uscita CV proveniente da RPG-8. sono disponibili i seguenti parametri: Velocity La manopola Velocity stabilisce un valore di velocity fisso per le note che escono dai jack Gate CV Out sul retro di RPG-8. Silenziare la traccia Arp usata in origine per generare l’arpeggio. A questo punto. 2. indipendentemente dal fatto che la sezione Arpeggiator sia attiva o meno. esce”). in modo che nessuna impostazione dei parametri dell’arpeggiatore possa essere modificata . Selezionare il dispositivo RPG-8 nel rack dal quale copiare l’arpeggio(i). ad esempio) l’uscita sarà un mix tra l’impostazione Velocity e la modulazione CV applicata dall’LFO . D I dati performance (es. Dopo il rendering. Se l’intervallo impostato è più lungo del(i) pattern arpeggio.solo le note vere e proprie si possono modificare. in modalità Manual i livelli di velocity sono inviati in uscita sui jack Gate CV Out con lo stesso valore di velocity al quale sono inseriti (cioè “quello che entra.

Rate Stabilisce la velocità dell’arpeggio. Come 2 Oct ma esteso a un intervallo di quattro ottave. Pulsanti Octave I pulsanti Octave consentono di definire l’intervallo d’ottava dell’arpeggio. Down Random Manual Gate Length Determina la durata delle note arpeggiate. D Attivando il pulsante “Free” la velocità dell’arpeggio è libera e non si sincronizza al tempo. |Modalità Up Up+Down |Descrizione Genera un arpeggio dalla nota più grave a quella più acuta. Le note sono riprodotte dalla più grave alla più acuta e dalla più acuta alla più grave (le prime note più gravi e acute dell’arpeggio non sono ripetute). RPG-8 ARPEGGIATOR 314 .1 a 250Hz.Octave Shift Consente di trasportare l’uscita Note CV di RPG-8 in step d’ottava. Selettore Mode Determina la direzione delle note arpeggiate. Il valore minimo è 0 (gate chiuso . Come 2 Oct ma esteso a un intervallo di tre ottave. e così via. in modalità Random. I valori nota regolari (Straight). modificando il valore Rate l’arpeggiatore suona a diverse risoluzioni tempo rispetto all’impostazione tempo. Le note sono arpeggiate nello stesso ordine in cui sono riprodotte quando inserite. I valori Rate sono quindi selezionabili da 0. suona dalla nota più grave alla penultima più acuta e poi dalla nota più acuta alla penultima più grave. L’arpeggio è esteso a un intervallo di due ottave (il pattern d’arpeggio è riprodotto e poi ripetuto a un’ottava più alta). L’arpeggio riproduce 4 note in avanti. Parametri Arpeggiator 3 Oct 4 Oct Pulsanti Insert I pulsanti Insert si usano per introdurre variazioni all’arpeggio ripetendo determinate note in un ordine pre-definito. Le note inserite sono arpeggiate a caso. ci sono le risoluzioni nota da 1/32. puntati (dotted) o terzinati (Triplet) sono disponibili in risoluzioni da 1/2 a 1/16. Il valore massimo è “Tie” (gate sempre aperto). l’arpeggiatore è sincronizzato al tempo del sequencer. inoltre.nessuna uscita). La nota più acuta è ripetuta tra ogni seconda nota dell’arpeggio. Usarli come segue: |Octave 1 Oct 2 Oct |Descrizione Le note arpeggiate sono quelle che si premono sulla tastiera. poi torna indietro di 2 note. l’arpeggiatore. e così via. questo parametro è controllabile via CV. sono disponibili i seguenti parametri: Pulsante “On” Accende e spegne la sezione Arpeggiator. si può eseguire uno shift d’ottava in alto o in basso di 3 ottave. La nota più grave è ripetuta tra ogni seconda nota dell’arpeggio. le modalità principali del parametro Rate sono due: D Se Sync è attivo. poi torna indietro di 1 nota. cioè. 1/64 e 1/ 128 (straight). funzionano così: |Modalità Insert Off Low Hi 3-1 4-2 |Descrizione Nessuna ripetizione Insert. La sezione centrale presenta i parametri Arpeggiator che controllano il modo in cui è riprodotto l’arpeggio. Octave Shift può anche essere controllato via CV. L’arpeggio riproduce 3 note in avanti. Le note sono riprodotte dalla più acuta alla più grave. le note inserite sono riprodotte in un ordine casuale su 2 ottave. da lì riproduce 3 note in avanti. da lì riproduce 4 note in avanti.

L’altezza delle note nell’arpeggio è indicata sull’asse verticale. la nota si ripete in base alle impostazioni Octave. Selettore Shuffle On/Off in RPG-8 e controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove. Un accordo a tre note con il Pattern spento... L’editor Pattern ha 16 pulsanti step in alto e un grande display griglia ove le note dell’arpeggio sono indicate da barre orizzontali per ogni step dell’arpeggio. sono solamente una rappresentazione visiva dell’arpeggio. se Octave è impostato a qualsiasi altra opzione. Le note non si possono modificare nel display. la nota si ripete semplicemente (sempre che il valore Gate Length non sia “Tie”). D Attivando la funzione Single Note Repeat un singolo tasto retriggera il gate (quindi la nota si ripete). .. RPG-8 ARPEGGIATOR 315 . si noti che è visualizzato l’intervallo da C-1 a C7. avviando la riproduzione l’arpeggio suona in base alle impostazioni dei parametri Arpeggiator (come al solito). D Suonando un accordo (o nel caso siano state registrate delle note). così tutti i 16 step riproducono il pattern. la quantità di shuffle si può definire complessivamente (per tutti i dispositivi che hanno questa funzione) con il controllo Global Shuffle nel Mixer ReGroove. In RPG-8 la funzione Shuffle si attiva o disattiva con il rispettivo pulsante. L’unica differenza è che un pattern è ripetuto nel display.Single Note Repeat La funzione Single Note Repeat controlla il comportamento dell’arpeggiatore quando si suonano singoli tasti o linee melodiche monofoniche. L’editor Pattern consente d’inserire pause negli step dell’arpeggio per avere una ritmica più interessante. Attivando il pulsante Pattern s’illuminano i 16 pulsanti Step. tuttavia. Mode e Insert. D Non attivando questa funzione le singole note non si ripetono e RPG-8 riproduce gli arpeggi quando si suona più di un tasto (accordi).. Editor Pattern Shuffle Lo shuffle è un andamento ritmico che applica all’arpeggio uno “swing” più o meno pronunciato ritardando tutte le note da 1/16 che cadono tra quelle da 1/8.e con il Pattern acceso. D L’editor Pattern si attiva con il pulsante “Pattern”. Se Octave è a “1 Oct”.

D Nel sequencer.D Cliccando su un pulsante step lo si spegne. Click-destro sui pulsanti e selezionare "Edit Automation" dal menu contestuale. quindi i numeri diventano pittosto sconcertanti (ci sono 65535 varianti possibili!). e viceversa). Sulla corsia d’automazione Patterna è aggiunta una clip.vedere sopra) per creare un nuovo pattern al quale passare. Automatizzare l’editor Pattern Per automatizzare i pulsanti step di RPG-8 serve una certa preparazione preliminare. Per esempio. significa che quello step inserirà una pausa nel pattern dell’arpeggio. Inserire una pausa significa silenziare quello step. RPG-8 ARPEGGIATOR 316 . Si noti che le note dell’arpeggio non sono “scavalcate”. Si noti che ci deve essere un pattern dal quale iniziare . Si crea una corsia d’automazione Pattern e attorno ai pulsanti Pattern appare una cornice verde ad indicare che sono automatizzati. si deve cliccare almeno su un pulsante una volta entrati in modalità Record. Entrare in modalità Record (con un Precount se si desidera) e cliccare “sull’ultimo” pulsante step ove deve avvenire l’automazione. tutti i pulsanti “On”). E’ difficile controllare l’automazione disegnando gli eventi nel sequencer. Configurare i pulsanti a piacere dall’inizio della song (per esempio. continuare a registrare fino a quando si desidera far suonare il pattern. D Se l’automazione snapshot non è alla giusta posizione tempo. La funzione Randomize Pattern crea pattern casuali. D I pulsanti “Steps -/+” si usano per definire il numero di step nell’editor Pattern. 7. Con questo metodo generale si può continuare ad aggiungere altre clip sulla corsia Pattern. Questa funzione inverte il pattern (gli step attivi diventano pause..usando la funzione Alter quando i pulsanti step sono tutti attivi (o non attivi) non succede niente. ciascuna contenente una “istantanea” dei pulsanti dell’editor Pattern. Per registrare la condizione del pulsante. 2. non il punto. 4. Quando la clip registrata finisce i pulsanti tornano al valore statico stabilito al punto 1. Randomize Pattern Invert Pattern Shift Pattern L/R 3. Questo sarà il valore statico attivo dall’inizio. premendo quattro volte il pulsante Step “-” si spengono gli ultimi quattro pulsanti step e il ciclo dell’editor Pattern riparte dopo lo step 12. La soluzione a entrambi questi problemi è registrare delle “istantanee” (snapshot) dell’editor Pattern: 1. 6. basta ricollocare la clip in modo che inizi ove si vuole che inizi il cambio con i soliti metodi. il menu Edit (e il menu contestuale del dispositivo) presenta alcune funzioni specifiche per il pattern: |Funzione Alter Pattern |Descrizione La funzione Alter Pattern modifica gli step pattern esistenti. lo step attivo seguente suonerà la nota successiva presente nel pattern dell’arpeggio. Collocare il cursore di posizione appena prima del punto in cui deve avvenire il cambio d’automazione. poichè ogni posizione rappresenta una combinazione diversa di tutte le condizioni On/Off dei pulsanti! D Naturalmente è possibile automatizzare i pulsanti manualmente mentre si registra ma questa non è sempre la soluzione ideale. configurare i pulsanti (tranne uno . Bisogna quindi risparmiare un “ultimo” pulsante sul quale cliccare durante la registrazione per automatizzare l’editor Pattern a un’esatta combinazione delle 16 condizioni On/Off del pulsante. Funzioni Pattern Attivando l’editor Pattern. Si noti che s’illumina l’indicatore Automation Override nel pannello di trasporto (infatti deve essere così). poi cliccare Stop. ogni punto d’automazione rappresenta tutte le combinazioni possibili di ciascuna condizione On/Off dei 16 pulsanti step. Si noti che è la clip a controllare inizio e durata dell’automazione. 5. Sempre in modalità Stop. Aprendo la clip con un doppio-click del mouse su di essa nella veduta Arrange si può osservare che quella clip ha un punto d’automazione. poichè potrebbe essere necessario modificare la condizione On/Off di più pulsanti simultaneamente. Le funzioni Shift Pattern spostano il pattern di uno step a sinistra o destra.

la velocity risultante varierà quindi tra 40 e 60. • Note CV Out trasmette le note generate dall’arpeggiatore (o. essi sono: Ingressi CV Ci sono cinque ingressi CV. Un esempio: la velocity è 50 sul pannello frontale. la durata di questo segnale di gate è uguale a quella della prima nota nell’arpeggio. le note inserite in RPG-8). Oltre agli ingressi CV c’è un jack “Start of Arpeggio Trig In” che riavvia la figura dell’arpeggio dallo step 1 quando questo ingresso riceve un trigger di gate. per un consiglio su come usarlo. in genere è collegato automaticamente all’ingresso Sequencer Control Gate di un dispositivo strumento. Subtractor). Se c’è qualcosa collegato a questo ingresso. Rate e Octave Shift. Amp e Mod in altri dispositivi (es. Un Matrix (curva bipolare) che varia tra + e . RPG-8 ARPEGGIATOR 31 7 . le uscite Mod Wheel/Pitch Bend si collegano ai rispettivi ingressi del dispositivo strumento controllato da RPG-8.20 e con il potenziometro di tensione regolato a 64 (50%) è collegato all’ingresso Velocity CV. • Sustain Pedal Gate Out . Sul retro di RPG-8 ci sono molti jack CV utili.vedere “Triggerare gli arpeggi” on page 318.il pedale di sustain si può usare per triggerare gli inviluppi in altri dispositivi. • Start of Arpeggio Trig Out . quattro dei quali si possono usare per controllare i parametri di RPG-8 che hanno i rispettivi controlli sul pannello frontale. collegando un cavo al jack “Sustain Pedal Gate Out” la connessione normale del pedale al parametro Hold è interrotta e il pedale sustain invia in uscita un segnale di gate con velocity uguale a quella stabilita dalla manopola Velocity (se è attiva la modalità Manual la velocity ha il valore 100 di default). Velocity. se questo è spento. • Normalmente. il segnale CV entrante è legato all’impostazione sul pannello frontale del dispositivo. in genere è collegato automaticamente all’ingresso Sequencer Control CV di un dispositivo strumento. questi parametri sono: Gate Length. non s’influenzano le note riversate (render) dell’arpeggio. • I controller performance comuni MIDI Aftertouch/Expression/Breath possono essere usati per controllare qualsiasi parametro usando queste uscite CV. RPG-8 non genera arpeggi (a meno che riceva un trigger di Gate).Connessioni CV Uscite CV Sono disponibili le seguenti uscite CV: • Gate CV Out (Velocity) trasmette un valore gate/velocity che corrisponde all’impostazione del parametro Velocity. Nota: modulando l’arpeggio usando i jack d’ingresso CV.ogni volta che le figure d’arpeggio ripartono questa uscita invia un segnale di gate che può essere usato per triggerare gli inviluppi Filter. Se per modulare questi parametri si usa una sorgente esterna.

Questo esempio (e quelli seguenti) presumono che ci sia già un RPG-8 collegato a un dispositivo strumento. Ora ci sono 2 uscite aggiuntive (e 1 inverita) Note e Gate CV via Spider. in modo che RPG-8 controlli due (o più) dispositivi. Le uscite Note e Gate CV di RPG-8 sono collegate automaticamente agli ingressi A e B di Spider Split e le prime uscite Split Note e Gate di Spider sono collegate al dispositivo strumento (come lo erano prima di creare lo Spider). RPG-8 ARPEGGIATOR 318 .ogni segnale Gate positivo riavvia la figura dell’arpeggio. D Ovviamente è possibile collegare l’uscita Note CV a vari parametri in qualsiasi dispositivo. ciò si può fare anche collegando RPG-8 a un dispositivo Combinator. naturalmente. Usare RPG-8 come convertitore da MIDI a CV RPG-8 si può anche usare come convertitore stand-alone da MIDI a CV. può generare una modulazione a scalino sincronizzata al tempo e controllata dall’inserimento nota. D Si può usare Matrix allo stesso modo . in questa modalità (arpeggiatore spento) i dispositivi strumento si possono suonare come se l’ingresso MIDI fosse direttamente collegato al dispositivo target. non solo a quello collegato a RPG-8. I valori Gate triggerano il campione degli step con valori Gate superiori a “0”. D Le uscite Split CV/Gate di Spider si possono collegare ai rispettivi ingressi Sequencer Control CV di un altro dispositivo strumento. D Con RPG-8 selezionato nel rack creare uno Spider CV Merger/Splitter. Triggerare gli arpeggi Sul pannello posteriore c’è un jack CV “Start of Arpeggio Trig In” che serve per riavviare la figura dell’arpeggio dallo step 1 quando questo ingresso riceve un trigger di gate.Trucchi e suggerimenti Usare RPG-8 per la modulazione RPG-8 si può usare come sorgente di modulazione (in modo simile a un LFO). Triggerare i campioni L’uscita CV può essere usata per triggerare campioni (in Redrum o nei campionatori NN-19 o NN-XT). ! Si noti che non sarà generato un arpeggio a meno che RPG-8 non riceva un trigger Gate quando è collegato qualcosa al jack CV “Start of Arpeggio Trig In”. D Collegare l’uscita Gate CV di RPG-8 all’ingresso Gate (Sequencer Control) di NN-19/NN-XT o ad uno dei singoli ingressi Gate Channel di Redrum. La freqeuenza del filtro seguirà le note generate dall’arpeggiatore. la frequenza del filtro). Il più grande vantaggio di questa modalità è la possibilità di usare altezza e velocity nota per controllare i parametri sia nel dispositivo target che in ogni altro dispositivo. senza che generi arpeggi. D Usare le uscite Split Note CV per modulare altri parametri nel dispositivo strumento (per esempio. Si può usarlo nel modo seguente: D L’uscita Gate di uno o più canali Redrum può resettare lo step pattern per creare pattern ritmici in sync.

27 D ReBirth Input Machine .

Se c’è un Mixer. grazie alla quale Reason agisce da dispositivo master e ReBirth da dispositivo slave. Prima uscire da ReBirth. altrimenti i canali L/R Mix si collegano direttamente al dispositivo Audio Hardware Interface. Uscita dai programmi 1. 4. non è possibile usare questo dispositivo. 2. poichè un dispositivo controlla le funzioni di trasporto dell’altro. L’audio. procedere come segue: Lancio 1. l’uscita L/R Mix di ReBirth Input Machine si collegata automaticamente ai primi ingressi audio disponibili del Mixer. Lanciare Reason. ! Si noti che usando ReWire non c’è una relazione master/slave per i controlli di trasporto. lo fa con la tecnologia ReWire (vedere a page 126).Introduzione ReBirth Input Machine è un dispositivo che riceve l’audio dal programma “ReBirth RB-338” (versione 2. D Sincronizzazione precisa del campione audio tra i due programmi. Lanciare ReBirth. Prima è meglio creare un Mixer. ma se ne può attivare solo uno alla volta. Poi uscire da Reason. ReBirth e Reason sono vincolati in perfetta sincronia e seguono tutti i comandi di trasporto eseguiti in uno dei programmi. significa che la procedura di lancio è stata eseguita correttamente e che Reason e ReBirth sono ora vincolati e in sync. Creare un dispositivo ReBirth Input Machine. passa da ReBirth a Reason. E’ possibile creare più dispositivi ReBirth Input Machines. Se entrambi gli indicatori “Reason is Rewire Master” e “Active” di ReBirth Input Machine sono illuminati. 5. 3. D I due programmi possono condividere la stessa scheda audio e trarre vantaggio dalle uscite multiple della scheda. D Se è illuminato solo l’indicatore “Active” significa che l’ordine di lancio è errato o ReBirth non è stato installato correttamente. Avendo ReBirth si può usare ReBirth Input Machine per le seguenti operazioni: D Ricevere fino a diciotto canali in streaming dai canali ReBirth in Reason. REBIRTH INPUT MACHINE 320 . Attivare la riproduzione nel pannello di trasporto di Reason. Una volta lanciato ReBirth selezionare Reason come applicazione messa a fuoco.01 e superiori) di Propellerhead. quindi da questo punto di vista Reason è il dispositivo master. tuttavia. Preparazioni L’ordine di lancio e uscita dei due programmi è molto importante per fare in modo che ReBirth Input Machine funzioni correttamente insieme a ReBirth. 2. Se non c’è ReBirth installato.

REBIRTH INPUT MACHINE 321 . D I segnali attivati separatamente sono rimossi da questo mix. oppure all’Interfaccia Hardware. D Se non è utilizzato nessuno degli altri canali. con le uscite L/R Mix collegate automaticamente al mixer o all’Interfaccia Hardware. se è attivato il canale 909-Mix. sono gli unici canali stereo (tutti gli altri sono mono). Quali sono i segnali alle uscite? Mix-L e Mix-R E’ la normale uscita master di ReBirth RB-338. a questa uscita arriva tutto il suono proveniente da ReBirth. Girando il rack si può vedere una fila di 18 uscite audio. tranne il 909 (che appare sul proprio canale). Le singole uscite sono descritte in dettaglio nel capitolo ReWire del manuale di ReBirth. Per esempio. per una connessione diretta a un’uscita fisica della scheda audio. le uscite Mix-L e Mix-R presentano tutto il suono proveniente da ReBirth RB-338.Routing Quando due programmi sono sincronizzati è possibile assegnare una delle diciotto uscite disponibili in ReBirth a canali separati in un dispositivo Mixer di Reason.

28 D BV512 Vocoder .

8. BV512 offre una codifica vocale a 4. Il modulatore può essere anche una batteria o una percussione (per suoni ed effetti modulati ritmicamente) oppure un suono qualsiasi dal contenuto di frequenza variabile.il risultato sarà un suono di synth parlato o cantato. ma il più importante è il numero delle bande di filtro. BV512 VOCODER 323 . una soluzione potrebbe essere anticipare il segnale modulatore per compensare tale ritardo. Bande di filtro Tecnicamente un vocoder funziona così: il segnale modulatore è suddiviso in una serie di bande di frequenza con dei filtri bandpass (denominati “filtri modulatori” o “filtri analizzatori”). dalla codifica vocale di parlato. Collegando BV512 a due dispositivi strumento si può generare qualsiasi cosa. maggiore è il numero delle bande di filtro. Nel caso più classico. Analizza quindi il segnale modulatore. se il segnale modulatore ha molta energia in una delle bande di frequenza anche il guadagno della rispettiva banda di filtro nel segnale portante sarà alto e nel segnale d’uscita saranno enfatizzate quelle frequenze. con gli stessi intervalli di frequenza dei filtri per il segnale modulatore. BV512 è un vocoder avanzato con un numero variabile di bande di filtro. ha anche una particolare modalità di codifica vocale FFT a 1024 punti (equivalente a quella vocale a 512 bande) per una codifica molto precisa e di elevata qualità del parlato. nella quale il processo di codifica vocale non è basato sui filtri bandpass come descritto in precedenza. sono utilizzati invece analisi e processo FFT (Fast Fourier Transform). il segnale portante è un suono d’archi o pad e il segnale modulatore è un parlato o delle voci . • Mentre le tradizionali bande di filtro sono distribuite logaritmicamente (cioè con lo stesso numero delle bande di filtro per ottava) nella modalità FFT le 512 bande sono distribuite in modo lineare. La modalità FFT equivale alle 512 bande di frequenza “convenzionali” e genera un suono di vocoder molto preciso e dettagliato. cantato e percussiva agli effetti speciali più strani. più fedelmente il segnale d’uscita seguirà le caratteristiche di frequenza del segnale modulatore.Introduzione ✪ Sebbene un elevato numero di bande rendono il suono più preciso e intellegibile. Nota: • La modalità FFT è ideale per la codifica vocale di parlato o voci (perchè offre risultati chiari e intellegibili) ma non è adatta alla codifica vocale di batterie e percussioni poichè il processo FFT è per sua natura più “lento” del normale filtraggio e non risponde così rapidamente ai transitori: inoltre. Anche se avete già usato un vocoder. Codifica vocale FFT BV512 ha anche una modalità FFT. la rispettiva banda nel segnale d’uscita sarà muta (poichè il guadagno di quel filtro sarà zero). molte bande quindi si troveranno nella zona delle alte frequenze . conoscere i termini tecnici e i processi elementari aiuta ad iniziare bene con BV512! Come funziona un vocoder? Portante e modulatore Un vocoder riceve due segnali d’ingresso diversi: “portante” e “modulatore”. Il guadagno di ogni filtro bandpass è controllato dal livello proveniente dall’inseguitore d’inviluppo corrispondente e i segnali filtrati sono combinati tra loro e inviati all’uscita del vocoder. La qualità audio di un vocoder dipende da molti fattori. il segnale in ognuna di queste bande è inviato a un inseguitore d’inviluppo separato (che ne analizza continuamente il livello). introduce un lieve ritardo nel segnale (nell’ordine dei 20 ms). Il segnale portante è così filtrato in modo che abbia all’incirca le stesse caratteristiche di frequenza del segnale modulatore.questo è uno dei motivi per cui il suono è più cristallino (ma è anche un aspetto da tenere presente quando si eseguono le impostazioni per il vocoder in modalità FFT). 16 o 32 bande. non sempre ciò è desiderabile! La codifica vocale con poche bande può offrire risultati diversi che però si adattano meglio a un determinato contesto musicale. Il segnale portante è inviato allo stesso numero di filtri bandpass (“filtri portanti”). si consiglia di leggere questa sezione. applica le sue caratteristiche di frequenza al segnale portante e invia in uscita il segnale portante “modulato” risultante. Se invece nella banda di frequenza del segnale modulatore non c’è alcun segnale.

Di solito è un synth o campionatore. Ciò consente di ascoltare il suono non processato del solo dispositivo modulatore . Assicurarsi che nel rack ci sia un dispositivo Mixer (con almeno un canale libero). cioè il suono portante processato in modo che abbia le stesse caratteristiche timbriche del modulatore.Assegnare il MIDI al dispositivo portante cliccando nella colonna con il simbolo MIDI della sua traccia nel sequencer. in questo esempio si usa un dispositivo Dr. Per i dettagli sui parametri vedere a page 327. in questo esempio c’è un synth Subtractor. Premere [Shift] e creare il dispositivo strumento da usare come segnale modulatore. Ruotare la manopola Dry/Wet del Vocoder completamente a destra (“wet”). 7. Ciò che si sente ora è il suono del vocoder. 4.ciò ha senso. Caricare un loop in Dr. Come dispositivo modulatore in genere si usa un campionatore (con campioni di voci o parlato). Per semplicità. si presume che sia collegata una tastiera MIDI.Suonare un accordo o una nota sulla tastiera MIDI. Rex (con loop vocali o ritmici). In Subtractor. una batteria elettronica o un dispositivo Dr. 3.Configurare un vocoder Questo tutorial spiega come collegare e usare un vocoder tipico. 10. E’ importante che nel segnale portante ci siano molte frequenze alte. Premendo [Shift] s’aggiunge il dispositivo senza assegnarlo autonaticamente a un mixer . Rex al jack Modulator Input di BV512. 11. 9. Portante Vocoder Modulatore 6. Su BV512 ruotare la manopola Dry/Wet completamente a sinistra (“dry”). Girando il rack si vedrà che il Vocoder è collegato automaticamente come effetto in Insert al dispositivo portante (tramite i jack Carrier Input). Creare il dispositivo strumento da usare come segnale portante. poichè in questo caso bisogna collegarlo al Vocoder. 1. Rex.utile per l’operazione successiva: 8. 2. BV512 VOCODER 324 . un suono portante semplice ma efficace si basa su un’onda a dente di sega con il filtro piuttosto aperto. Per esempio. Rex Drum Loops in Factory Sound Bank. Configurare il dispositivo portante a un suono brillante e ricco di sustain. Selezionare il dispositivo portante e creare un Vocoder BV512. A questo punto non si sentirà niente (poichè non c’è il segnale portante). Girare il rack e collegare l’uscita di Dr. Per altri consigli sulla scelta dei suoni portanti vedere a page 329. 5. Rex e cliccare sul pulsante Preview per avviare la riproduzione. si può scegliere uno dei Dr.

2.Il suono del Vocoder si può regolare anche cliccando e trascinando le barre nel display inferiore. Caricare i campioni di voci o parlato nel campionatore e assegnarli alle key zone desiderate. Il display superiore mostra lo spettro audio del segnale modulatore. Creare il dispositivo modulatore (in genere un campionatore NN-19 o NNXT) e collegare la sua uscita ai jack Modulator Input di BV-512. ma stavolta si devono registrare o inserire alcune note nel sequencer del dispositivo modulatore (poichè i campionatori non hanno una riproduzione pattern o Preview). 14. 5. 3. 15. Per sentire il suono non processato del campionatore regolare il controllo Dry/Wet di BV512 in “Dry” (come in precedenza). in modo che i campioni vocali siano riprodotti dove si desidera nella song. La procedura è quasi uguale a quella dell’esempio precedente. 7.Provare le varie opzioni banda di filtro e osservare la differenza nel suono. D Per resettare una banda a ±0 dB premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e cliccarci sopra. Codifica vocale delle voci L’impiego più classico di un vocoder è il tipico suono di synth “cantato” o “parlato” (usando le voci o il parlato come segnale modulatore). Selezionare il dispositivo portante e creare un Vocoder BV512. ruotare il controllo in “Wet” per sentire il suono processato dal Vocoder. ad esempio).Provare anche gli altri parametri. 6. E’ possibile anche resettare a zero tutte le bande aprendo il menu contestuale del dispositivo Vocoder e selezionando “Reset Band Levels”. Ogni barra corrisponde a una banda di frequenza. Questo parametro (High Frequency Emphasis) enfatizza le frequenze alte presenti nel segnale portante. A questo punto è possibile registrare note o accordi suonati sul dispositivo portante. ecco come fare: 13. basta semplicemente iniziare la registrazione e suonare. il livello di ogni banda si regola trascinando in alto o in basso la rispettiva barra.bisogna quindi usare parlati o voci campionati (con un NN-19 o NN-XT come modulatore. Creare il dispositivo portante. E’ tutto per quanto riguarda la configurazione base di un vocoder! BV512 VOCODER 325 . Assegnare il MIDI al dispositivo portante. Avviare la riproduzione del sequencer e suonare note o accordi sulla tastiera MIDI. 1.12. poichè Reason non ha un ingresso audio “live” non è possibile cantare e suonare in tempo reale . se si desidera.Se il suono del Vocoder è “sporco” o indistinto provare ad aumentare il valore della manopola “HF Emph” sul Vocoder. Poichè il MIDI è già assegnato alla traccia del dispositivo portante. 4. Per i dettagli vedere a page 327. 8. con le basse frequenze a sinistra e quelle alte a destra. Cliccando e trascinando il mouse attraverso le barre si possono modificare i livelli di più bande (come quando si disegna una curva d’EQ). Registrare o inserire alcune note nella traccia sequencer del campionatore. Si sentirà il classico suono vocale processato dal Vocoder. infine. Per i dettagli sull’uso dei campionatori vedere i rispettivi capitoli dei dispositivi.

Creare un dispositivo BV512. poichè ciò potrebbe provocare anomalie audio dovute al processo FFT. lasciare che siano le orecchie a giudicare! D Inoltre.32 bande si usa quindi per colorare e modellare i suoni. l’uso e i risultati differiscono in base alla modalità selezionata: Modalità 4 .il suono non è influenzato. Ciò rende la modalità FFT ideale per un’equalizzazione “pulita”. poichè le bande di frequenza sono distribuite in modo lineare. La modalità 4 . ciò consente di usare i filtri di processo del Vocoder come una sorta di equalizzatore grafico. si tenga sempre presente che la modalità FFT introduce un lieve ritardo nel segnale. le barre a sinistra nel display controllano poche bande di frequenza mentre le barre a destra controllano molte bande di frequenza. Configurazione 1. ove si desideri enfatizzare o attenuare alcune frequenze senza cambiare il timbro di base del suono. non per un’EQ leggera e “pulita”. Modalità FFT (512) In modalità FFT (512) ci sono ancora 32 barre nel display. 3. BV512 VOCODER 326 . Si collega automaticamente come effetto in Insert con i jack Carrier Input.32 bande Come in modalità vocoder. 2. D In modalità FFT (512) impostare tutte le bande ±0 dB equivale a bypassare l’equalizzatore . le frequenze s’attenuano o enfatizzano cliccando e trascinando il mouse nel display inferiore (come in un normale EQ grafico). Impiego In modalità EQ. nella quale il dispositivo funziona solo da effetto in Insert (l’ingresso del modulatore non è usato). con più bande si ha un controllo più dettagliato sulla risposta in frequenza. Come sempre non ci sono regole certe e definitive. Selezionare il dispositivo da processare con BV512. ma ogni barra controlla diverse bande di frequenza (si ricorda che in modalità FFT ci sono 512 bande). il numero di barre nel display equivale al numero di bande selezionato (4. 16 o 32).Usare BV512 come EQ BV512 ha una modalità EQ particolare. Collocare il selettore a sinistra dei display in “Equalizer”. D La modalità d’equalizzazione FFT non è adatta invece a drastici tagli o enfasi di frequenza. 8. Tuttavia: D In queste modalità l’equalizzatore “colora” il suono anche se tutte le bande sono a ±0 dB! Ciò è dovuto all’interazione di fase e alla sovrapposizione tra i filtri bandpass.

Non disponibile in modalità EQ.come le rotelline Pitch Bend e Mod sui dispositivi synth. In modalità vocoder. che si resetta automaticamente (off) fermando la riproduzione del sequencer . talvolta è utile per ottenere dal vocoder un suono più pulito. Non disponibile in modalità EQ. Sposta in alto o in basso la frequenza dei filtri portanti modificando radicalmente il timbro del suono che esce dal vocoder (o equalizzato). questo parametro controlla il tempo Decay di tutti gli inseguitori d’inviluppo (cioè la velocità con la quale scendono i livelli delle bande di filtro). HF Emph (High Frequency Emphasis) Dry/Wet BV512 VOCODER 327 . in modo che il Vocoder risponda il più rapidamente possibile. in modalità EQ. normalmente è a zero. Aumentare il tempo Attack può essere utile per “amalgamare” i suoni. Pulsante Hold Cliccando su questo pulsante si “congelano” le impostazioni di filtro correnti. Teoricamente. in modalità EQ il pulsante Hold non è disponibile. poichè le bande FFT sono distribuite in modo lineare nell’intervallo di frequenza. creare pad. aumentando il valore del controllo HF Emph si corregge tale anomalia. Selettore Determina se BV512 agisce da vocoder o equalizzatore. 8. per “sweep” in stile phaser ed effetti speciali. Non disponibile in modalità EQ. Attack E’ un tempo d’attacco globale che influenza tutti gli inseguitori d’inviluppo (vedere a page 323). regolarlo in base ai gusti e al contesto. qui si attenuano o enfatizzano le frequenze. però. il segnale modulatore non influenza il suono . spesso le frequenze alte hanno meno energia rispetto a quelle basse.. con le barre a destra che progressivamente controllano più bande.in un suono di synth classico. Indicatori Level Indicano rispettivamente i livelli dei segnali portante e modulatore. Nota: in modalità FFT (512) ciascuna delle 32 barre nel display corrisponde a più bande di frequenza. questo parametro si può controllare via CV. ecc. Per resettare una banda a ±0 dB premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e cliccare sulla rispettiva barra nel display. Determina l’equilibrio tra il suono del modulatore (dry) e quello del vocoder (wet). il segnale portante passa inalterato attraverso il dispositivo e il segnale del modulatore è ignorato. Display livello di Il display superiore mostra lo spettro audio del segnale modulamodulazione tore. ciò influenza il suono del vocoder. Questa funzionalità si può controllare via CV o MIDI per effetti “sample & hold”. Non disponibile in modalità EQ. |Parametro Decay Shift |Descrizione Analogamente. Enfatizza le alte frequenze presenti nel segnale portante. Cliccare di nuovo sul pulsante per disattivare la funzionalità Hold. con il pulsante illuminato. In “On” il dispositivo presenta in uscita il segnale del vocoder o equalizzato. Regolazione livello Il display inferiore permette di regolare il livello di ogni banda di banda di frequenza frequenza del filtro cliccando e trascinando la barra corrispondente. regolare questa manopola in “Wet” (ruotandola completamente a destra). In “Off” s’interrompe l’uscita silenziando il dispositivo. 16 o 32) o la modalità FFT (512).Parametri di BV512 Il pannello frontale del Vocoder BV512 presenta i seguenti parametri e display: |Parametro Selettore Bypass/On/Off |Descrizione In Bypass. per ottenere i risultati migliori un segnale portante dovrebbe avere un’energia all’incirca uguale in tutte le bande di frequenza .il segnale portante è filtrato con le impostazioni presenti al momento in cui è stato attivato il pulsante Hold. per avere il suono del vocoder puro. in moEqualizer/Vocoder dalità EQ il segnale modulatore è ignorato (vedere a page 326). Selettore Band Seleziona il numero di bande di filtro (4. per resettare tutte le bande selezionare “Reset Band Levels” dal menu contestuale del dispositivo.

ogni coppia uscita/ingresso corrisponde a una banda di frequenza separata. ecc. si possono creare suoni di vocoder “a scalino” (stepped). In modalità Vocoder. infine.Connessioni Altre connessioni CV |Connessione Shift (CV in) |Descrizione Consente di controllare il parametro Shift da una sorgente CV esterna. effetti “sample & hold”. • La fila superiore presenta gli ingressi di livello CV dei singoli filtri bandpass attraverso i quali è processato il segnale (“filtri vocoder”). Il vocoder può gestire segnali portanti mono o stereo. • Se è selezionata la modalità a 16 bande. Si noti che se l’ingresso Carrier è in mono anche l’uscita sarà in mono.. Qui si collega il dispositivo strumento che fornisce il segnale modulatore (in mono).. Per i dettagli vedere a page 331. In modalità a 32 bande ogni uscita è un mix di due bande di frequenza adiacenti e ogni ingresso controlla due bande. Le applicazioni delle connessioni Individual Band Levels sono varie e interessanti: si può realizzare una patch incrociata (cross-patch) delle bande di frequenza in modo che (ad esempio) le basse frequenze presenti nel segnale modulatore controllino le bande di frequenza alte nel vocoder. quella banda di frequenza è controllata dal segnale CV collegato. Modulator Input Output BV512 VOCODER 328 . ecc. • Dalla fila superiore escono i segnali CV generati dagli inseguitori d’inviluppo per ogni banda di frequenza. in modalità FFT (512) ogni coppia uscita/ingresso corrisponde a più bande di frequenza. ad esempio. Collegando un segnale CV a uno di questi ingressi s’interrompe il percorso del segnale interno proveniente dal rispettivo inseguitore d’inviluppo (in altre parole. Hold (Gate in) Il retro di BV512 presenta le seguenti connessioni: Individual Band Levels (singoli livelli banda) Sono uscite e ingressi CV. si può eseguire una codifica vocale dei segnali CV da altri dispositivi invece che da un segnale modulatore. in modalità EQ l’uscita è il segnale portante processato dal filtro dell’equalizzatore. le uscite presentano un mix tra il segnale del vocoder e quello modulatore (come stabilito dal controllo Dry/ Wet sul pannello frontale). collegando un Matrix a questo ingresso. in modalità a 8 o 4 bande sono usate solo le prime 8 o 4 coppie uscita/ingresso. una manopola Sensitivity determina in che misura il valore Shift è influenzato dal segnale CV. Quando a questo ingresso è inviato un segnale di gate s’attiva la funzionalità Hold (vedere a page 327) che resta attiva fino a quando il segnale di gate “s’abbassa” (scende a zero). in modalità EQ questo jack non si usa. è possibile prelevare i segnali CV per controllare i parametri synth in altri dispositivi. non dalla banda di frequenza corrispondente nel segnale modulatore). Connessioni audio |Connessione Carrier Input |Descrizione Qui si collega il dispositivo strumento che fornisce il segnale portante o il dispositivo da processare in modalità EQ (in genere un synth o un campionatore). e viceversa (BV512 non processa il segnale mono trasformandolo in stereo).

Se ogni singolo controllo di livello banda è automatizzato apparirà una cornice attorno all’intero display inferiore sul pannello del dispositivo. ecco alcuni consigli per ottenere un buon risultato: • Il suono portante deve contenere preferibilmente molte armoniche (brillantezza) suoni cupi o indistinti non sono un “buon materiale di lavoro” per il vocoder. D Sebbene le regolazioni di livello banda si possano eseguire manualmente.o meglio ancora aggiungere un dispositivo UN-16 Unison come effetto in Insert tra Subtractor e il Vocoder! Tutti i parametri del pannello frontale si possono automatizzare in modo standard. Per avere il classico suono ricco di chorus usare due oscillatori “detuned” . il suono portante deve essere polifonico. • Il suono portante deve mantenersi a un livello costante (cioè non deve “finire” quando si tiene un accordo). è preferibile avere un attacco abbastanza rapido (sebbene non troppo distinto. selezionando “Edit Automation” si apre il sequencer che visualizza le corsie di tutti i livelli banda. sul pannello del dispositivo esse sono trattate come un parametro automatizzabile. Si può iniziare con la “Init Patch” (si configura creando un nuovo dispositivo Subtractor). I singoli livelli banda (le barre nel display inferiore) sono modificati su corsie separate nel sequencer.Automazione Trucchi e suggerimenti Scegliere un suono portante Come sempre. [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Win) nel display inferiore e selezionare “Clear Automation” per togliere l’automazione da tutte le bande. Nota: D Come con altri dispositivi effetto si deve creare manualmente una traccia sequencer per il Vocoder BV512. ovviamente. Con Malström si può avere un segnale portante stereo senza dispositivi extra: basta selezionare la sintesi graintable “Sawtooth*16” per entrambi gli oscillatori. aprire il filtro. la scelta del suono portante è una questione di gusto personale e contesto musicale. “stonare” leggermente gli oscillatori con i controlli Cent e aumentare il valore del parametro Spread alla diffusione stereo desiderata. Alcuni suggerimenti per i suoni portanti: D Un semplice pad di Subtractor basato su una forma d’onda a dente di sega. incisivo o tagliente). disattivare la modulazione d’inviluppo della frequenza di taglio del filtro e aumentare il valore Amp Envelope Sustain. D Un ricco suono portante simile si ottiene usando un dispositivo Malström con una patch basata sulla sintesi graintable “Sawtooth*16”. La cornice indica che sono automatizzati uno o più controlli di livello banda. analogamente. • Per suonare accordi dal vocoder. analogamente. Semplice ma efficace configurazione di un suono portante. ad esempio). • E’ meglio che il suono sia piuttosto statico nel tempo (senza un controllo d’inviluppo o una frequenza di taglio del filtro drastici. tuttavia. BV512 VOCODER 329 . non sono necessari routing di filtro.

è molto utile anche aggiungere un pò di rumore a un suono a dente di sega o pulsante . Sono le connessioni essenziali necessarie. impostando il selettore Phase Mode in “–” e ruotando la manopola Phase a sinistra fino ad ottenere il suono desiderato. 3. Per voci robotiche. si consiglia di copiare le note MIDI riprodotte da Dr. D Usare il rumore come portante. D Per nuovi suoni ed effetti provare a regolare il parametro Shift. 2. L’uscita di Redrum entra nella sezione Splitter di Spider ed è divisa in due segnali: uno entra nell’ingresso Carrier del Vocoder. si possono suddividere in “slice” i campioni vocali nell’applicazione ReCycle di Propellerheads e riprodurli con un dispositivo Dr. Rex nella traccia portante. sussurri ed effetti speciali provare ad usare rumore puro (eventualmente un pò filtrato). D Invece di usare un campionatore come modulatore per parlato o voci. come accennato in precedenza. l’altro nell’ingresso Modulator. D Per usare le “proprie” voci come suoni modulatori. ritmica o pseudo-casuale del pad. Creare una dispositivo Redrum e configurare patch e pattern desiderati. in modo che sia mantenuto il ritmo originale di parlato/ voce. d’altro canto. D Questa tecnica si può usare anche per processare voci e parlato. Collegare il distorsore come effetto in Insert tra Spider e l’ingresso Carrier del Vocoder. bisogna registrarli in file WAV o AIFF (usando una qualsiasi utility di registrazione audio del computer) e caricare i file come campioni in un dispositivo NN-19 o NNXT. Rex (come descritto nell’esempio a page 324). D Per suoni di vocoder insoliti provare ad usare Malström come dispositivo portante (con un suono inespressivo di pad digitale selezionato. 6.il parlato del vocoder diventa più chiaro e intellegibile. D Usare suoni di archi o cori campionati. Usare il modulatore come portante E’ possibile ottenere effetti speciali particolari usando lo stesso dispositivo sia come portante sia come modulatore.usare un dispositivo Matrix o un’uscita LFO di un dispositivo synth. Anche un campione d’organo può essere un suono portante interessante. In questo modo non c’è bisogno di programmare un pattern ritmico. ma per i risultati migliori si consiglia di aggiungere un pò di distorsione e/o compressione al segnale portante (per aumentare la quantità di alte frequenze nel segnale portante): 5. Per esempio. 4. usando un Redrum come modulatore si possono creare esattamente i ritmi desiderati e regolare con precisione i suoni e il groove. i suoni modulatori più tipici sono voci o parlato e batterie o percussioni.D Per un suono più netto e definito usare una forma d’onda pulsante stretta. Creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter. Il distorsore processerà quindi il segnale portante (ma non il segnale modulatore). Premere [Shift] e creare un dispositivo distorsore Scream 4. si provi a usare un dispositivo Redrum nel modo seguente: 1. Creare un Vocoder BV512. ad esempio! BV512 VOCODER 330 . Riprodurre il pattern e sperimentare le varie impostazioni su Vocoder e distorsore. D Il metodo più rapido per avere un suono modulatore è usare un loop ritmico nel dispositivo Dr. questo tipo di suono portante è ideale per linee di vocoder monofoniche nei registri più gravi. ad esempio). Ciò facilita il lavoro con le voci vocoder (specialmente se si sperimentano varie impostazioni di tempo o groove). Girare il rack e collegare i dispositivi così: Scegliere un suono modulatore I suono del modulatore in genere ha livello e armoniche variabili. Aumentare i valori dei controlli Attack e Decay di BV512 per una modulazione omogenea. selezionare un’onda a dente di sega in Subtractor. 7. per esempio. Si ricorda che è possibile assegnare CV al parametro Shift sul retro di BV512 . Rex.

ad esempio). le basse frequenze nel segnale modulatore forniscono alte frequenze al suono del vocoder. e viceversa. si possono miscelare più uscite di banda in un segnale CV . si aprono automaticamente uno o più filtri bandpass nel Vocoder. Collegare un’uscita all’ingresso con lo stesso numero. cliccando sul pulsante Hold del pannello frontale si “congela” lo spettro audio corrente del filtro fino a quando si disattiva di nuovo il pulsante Hold. Dalla fila superiore escono i segnali CV provenienti dagli inseguitori d’inviluppo delle varie bande di frequenza. per esempio. collegando l’uscita Gate di un dispositivo Matrix all’ingresso Hold sul retro di BV512 e riproducendo un pattern gate su Matrix. Alcune applicazioni: D Collegare le uscite CV per uno o più inviluppi nel dispositivo portante ai singoli ingressi banda.Controllare la funzionalità Hold Come descritto a page 327. Prelevare un segnale CV dal Vocoder E’ possibile collegare un’uscita Individual Band Level a un qualsiasi ingresso CV di ogni dispositivo. inoltre. Controllare le bande del Vocoder da una sorgente esterna Collegando una sorgente CV a un singolo ingresso banda s’interrompe la connessione interna proveniente dal rispettivo inseguitore d’inviluppo. In modalità FFT (512) questo fenomeno si può sentire piuttosto distintamente: collegare tutte le uscite agli ingressi corrispondenti e togliere gradualmente i cavi CV ascoltando il suono del Vocoder (che diventa progressivamente più definito). con queste connessioni si possono fare molte cose interessanti: Cross-patch delle bande di frequenza Collegando le uscite agli ingressi in configurazioni alternative. • E’ possibile automatizzare la funzionalità Hold con il sequencer principale. Nota: • I valori Attack e Decay sul pannello frontale di BV512 influenzano gli inseguitori d’inviluppo (quindi i tempi di salita e discesa dei segnali CV provenienti dalle uscite Individual Band Level). D Collegare le uscite Gate di un Redrum agli ingressi Individual Band Level. La funzionalità Hold è attiva per la durata di ogni segnale gate. la funzionalità Hold s’attiva e disattiva ripetutamente in base al ritmo programmato nel pattern. la funzionalità Hold è momentanea . mentre i jack inferiori sono ingressi CV per il controllo dei singoli filtri bandpass (che interrompono il collegamento interno dagli inseguitori d’inviluppo).usare un dispositivo Spider CV Merger & Splitter. i quali aggiungono un attacco extra al suono (utile per “suonare” veramente lo strumento portante invece di tenere semplicemente un accordo). che è la velocity delle note percussive programmate a stabilire il livello delle rispettive bande di filtro. il risultato è completamente diverso da quello che si ha usando come modulatore il segnale audio di Redrum. Con questa connessione (e nessun dispositivo collegato all’ingresso Modulator) Redrum diventa un sequencer di pattern che apre e chiude bande di filtro diverse. quindi. • Usando il Vocoder in una modalità con molte bande. Si possono così creare effetti “sample & hold” e suoni di vocoder intermittenti o confusi: • Per esempio. La bande del Vocoder ora sono controllate solo dai segnali Gate provenienti dai canali percussivi (l’ingresso Modulator non è usato). con gli elementi del suono nel modulatore che controllano un parametro in un altro dispositivo (un effetto. Suonando lo strumento portante. di default è possibile controllare la funzionalità Hold in due modi: premendo un pedale damper collegato al controller MIDI o suonando la nota C4. BV512 VOCODER 331 . ma volendo avere un intervallo di frequenza più ampio per generare il segnale CV. non equivale a usare il percorso del segnale interno (senza cavo CV collegato). si può quindi usare il Vocoder come inseguitore d’inviluppo. Usare le connessioni Individual Band Level Come descritto a page 328. Per regolare i tempi di gate impostare i suoni percussivi in modalità Gate e usare il parametro Length. in entrambi i casi. • Assegnando il MIDI a BV512. registrandola o disegnando i dati d’automazione nella rispettiva corsia controller. Nota: • In modalità a 4 e 8 bande sono usate solo le prime 4/8 coppie di uscita/ingresso. è possibile così controllare “manualmente” i filtri del Vocoder. Si noti. i connettori Individual Band Level sul retro sono jack CV d’uscita e ingresso.rimane cioè attiva fino a quando si rilascia il pedale o la nota. Si noti che è possibile usare un dispositivo Spider CV Merger & Splitter per dividere un segnale Gate e inviarlo a più bande. si può modificare drasticamente il risultato della codifica vocale. • Nelle modalità a 32 bande e FFT (512) ogni connessione corrisponde a due o più bande di frequenza.

senza alcun dispositivo modulatore collegato) e “suonare il Vocoder”. in modalità a 16 bande C1 controlla la banda 1. In questo modo. per esempio. C#1 la banda 2. procedere come segue: 1. suonando le note da C1 in su è possibile controllare le singole bande di filtro. Si noti che usando questa funzionalità si “suona il modulatore”. Meglio usare un dispositivo Matrix: 7. In Subtractor configurare un suono di rumore come segue: Ruotare la manopola Osc Mix completamente a destra. Saranno lasciate passare solo le bande di frequenza per le quali si premono i tasti. Assicurarsi che il parametro Amt della sezione Filter Envelope sia a 0 (e disattivare la modulazione di velocity. Attivare la sezione Noise (ma assicurarsi che la sezione Osc 2 sia spenta). BV512 VOCODER 332 . Il “vocoder-riverbero” è più adatto alle batterie (sebbene nulla impedisca di usarlo con altri suoni). • Il livello delle bande è proporzionale alla velocity (la forza con la quale si preme il tasto). Ora vogliamo che Subtractor riproduca un rumore continuo. 2. Impostare il Vocoder in modalità FFT (512). ma sarebbe poco pratico. e così via fino a D#2 che controlla la banda 16. ✪ A questo proposito. poi s’assegna il MIDI al Vocoder e lo si “suona” dalla tastiera MIDI mentre si riproducono le note portanti registrate. suonare una nota e tenerla premuta. 5. • Una banda resta “aperta” fino al rilascio del tasto corrispondente. Creare un Subtractor e un Vocoder. Creare un Matrix e collegarlo a Subtractor. si potrebbe assegnargli il MIDI. un’applicazione interessante è configurare il Vocoder come effetto in Insert sull’intero mix (uscita del mixer principlae collegata all’ingresso Carrier. Creare un dispositivo Redrum. Subtractor è collegato automaticamente all’ingresso Carrier. Nella sezione Noise ruotare la manopola Color a circa “ore 12”. il “vocoder-riverbero” è collegato come un normale effetto in Send. In genere. prima si registrano note o accordi per il dispositivo portante nel sequencer. Aprire completamente il filtro e assicurarsi che la risonanza sia a 0. Usare BV512 come un riverbero E’ un trucco molto particolare ma interessante. ruotare la manopola Decay a un valore tra 6 e 7 e il controllo Dry/Wet in “Wet” (completamente a destra). 4. Per i risultati migliori usare la modalità FFT (512). 6.“Suonare” il Vocoder da una tastiera MIDI Se a BV512 è stato assegnato il MIDI. Aumentare al massimo il parametro Sustain nella sezione Amp Envelope. Collegare l’uscita del Vocoder all’Aux Return 1 del Mixer. • Le bande alle quali è stato collegato un segnale CV (usando gli ingressi Individual Band Level del pannello posteriore) non rispondono ai tasti MIDI. Girare il rack e collegare L’Aux Send 1 del Mixer all’ingresso Modulator del Vocoder. In realtà serve solo la connessione Gate .con la patch di rumore il numero nota non è importante. 3. per avere un suono serve comunque un segnale portante. per questa configurazione non serve un dispositivo modulatore dedicato.

8. Configurare un pattern a uno step con un gate vincolato (premere [Shift] e disegnare il gate) quindi avviare la riproduzione su Matrix. A questo punto, il segnale portante del Vocoder è un rumore continuo. 9. Creare un pattern percussivo adatto in Redrum e avviare la riproduzione del pattern. 10.Alzare gradualmente il Send 1 del canale Redrum nel Mixer. Esso serve ora da controllo d’equilibrio tra il suono percussivo diretto (dry) e il riverbero generato dal rumore del Vocoder! Impostarlo a un adeguato livello di riverbero. 11.Per regolare il tempo di decadimento del riverbero usare il controllo Decay sul Vocoder. 12.Usare la maopola Color della sezione Noise di Subtractor per rendere il riverbero più cupo o brillante. Si può anche usare la frequenza di taglio del filtro. Ecco fatto: un buon suono di riverbero molto controllato. Sebbene le impostazioni precedenti offrano il suono più “naturale” è possibile variare il suono e creare particolari effetti di riverbero; per esempio: • Selezionare a una modalità banda inferiore del Vocoder. • Abbassare la frequenza di taglio e aggiungere un pò di risonanza nel filtro di Subtractor. • Modulare il filtro di Subtractor con un LFO rapido. • Impostare il filtro di Subtractor in modalità highpass per rimuovere le frequenze basse dal riverbero. • Disattivare il dispositivo Matrix che controlla Subtractor e “suonare” manualmente la patch di rumore (o dal sequencer); si possono creare così effetti di riverbero “gated”, ecc..

Creare un riverbero stereo
Quello precedente è un riverbero mono; per averlo stereo: 1. Selezionare Subtractor e creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter. 2. Creare un delay DDL-1. 3. Collegare i dispositivi così: L’uscita di Subtractor all’ingresso Splitter di Spider, un’uscita split a uno degli ingressi Carrier del Vocoder, l’altra uscita al delay; l’uscita del delay (mono) all’altro ingresso Carrier del Vocoder.

Il Vocoder ora ha un segnale portante di rumore “finto-stereo”.

4. Assicurarsi che l’uscita del Vocoder sia collegata in stereo agli Aux Return del Mixer. 5. Infine, abbassare il Feedback sul delay, impostarlo completamente in “Wet” e regolare il tempo Decay a circa 1 secondo. Avviando la riproduzione in Redrum ora il riverbero sarà stereo!

BV512 VOCODER

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D The Effect Devices

Funzioni comuni del dispositivo
I parametri specifici di ogni dispositivo sono descritti in seguito, ma alcune funzioni e procedure sono comuni a tutti i dispositivi effetto:

Connessioni
D Tutti i dispositivi effetto hanno ingressi e uscite stereo e si possono collegare in Send o Insert. Tuttavia, alcuni effetti è meglio usarli solo in una di queste due configurazioni. Ciò è indicato nelle pagine seguenti per ogni effetto; vedere anche la sezione sul percorso del segnale indicata nei grafici che seguono. D La maggior parte degli effetti ha uno o più ingressi CV sul pannello posteriore. Essi consentono di controllare in tempo reale vari parametri dell’effetto da un altro dispositivo nel rack. Per i dettagli sul routing dei segnali CV vedere a page 49.

Indicatore d’ingresso

Grafici percorso del segnale
Mostra il livello del segnale audio entrante, per un’indicazione sui dispositivi attivi, collegati e in riproduzione; tuttavia, non c’è da preoccuparsi del clipping nei dispositivi effetto, nemmeno se l’indicatore si spinge sul rosso.

Selettore Alimentazione/Bypass
Si trova nell’angolo in alto a sinistra di ogni dispositivo effetto; questo selettore ha tre modalità, indicate in seguito:

Sul retro di ogni effetto ci sono due o tre piccoli “grafici” che indicano come l’effetto gestisce i segnali mono e stereo in base alle connessioni; la selezione di grafici per un dispositivo indica come deve essere usato secondo i seguenti criteri: |Grafico |Descrizione Può essere collegato come dispositivo mono-in, mono-out. (Naturalmente, tutti gli effetti possono essere collegati in mono, ma se per un dispositivo questo grafico non appare significa che una connessione mono-in mono-out potrebbe non offrire i risultati ideali). Può essere collegato come dispositivo mono-in, stereo-out; significa che il dispositivo genera una sorta di effetto stereo (es. un riverbero) o un effetto mono che può essere bilanciato a destra/sinistra nel campo stereo. Collegando ingressi e uscite in stereo i due lati del segnale sono processati in modo indipendente (processo “dual mono”). Collegando ingressi e uscite in stereo i due lati del segnale sono sommati prima di essere processati dall’effetto; tuttavia, l’effetto vero e proprio è in stereo (e il segnale diretto rimane in stereo se attraversa l’effetto). Processo “True stereo” (o “stereo in - stereo out”). Collegando gli ingressi in stereo ogni canale nell’effetto usa l’informazione del segnale proveniente da entrambi gli ingressi; tuttavia, gli ingressi non sono sommati - i due canali sono processati in modo diverso. Questa modalità è disponibile sul riverbero RV7000.

|Modalità |Descrizione Bypass In questa modalità il segnale d’ingresso è trasferito direttamente all’uscita audio senza essere processato dall’effetto; è utile quando l’effetto è collegato in Insert e si vuole confrontare il suono effettato con quello diretto. On Modalità di default: il dispositivo processa il segnale entrante. Off In questa modalità l’effetto è spento e in uscita non arriva nè il segnale diretto nè quello effettato; è utile quando l’effetto è collegato in Send e si vuole disattivarlo temporaneamente.

Impostazioni
I parametri dell’effetto si regolano con le normali procedure di editing descritte nel manuale di Avvio Rapido. Nota:

✪ Un metodo rapido per resettare i parametri ai valori di default è eseguire
un [Command]/[Ctrl]–Click sulla manopola corrispondente.

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Effetti MClass
Il pacchetto MClass è costituito da quattro effetti, disponibili separatamente o raggruppati in un “MClass Mastering Suite Combi”; come indica il nome, sono effetti adatti al mastering (cioè a processare l’uscita mixata finale) ma ovviamente si possono usare anche per processare singoli dispositivi. I singoli effetti MClass sono: • MClass Equalizer: ha bande low e high shelving, due bande interamente parametriche e un selettore anti-rimbombo low cut. Vedere “MClass Equalizer”. • MClass Stereo Imager: si usa per controllare separatamente la diffusione stereo delle alte e basse frequenze. Vedere “MClass Stereo Imager”. • MClass Compressor: compressore a singola banda con ingresso sidechain e tempo di rilascio che si adatta alla dinamica del segnale. Vedere “MClass Compressor”. • MClass Maximizer: è un limiter particolare studiato per ottimizzare il volume senza il rischio di clipping. Vedere “MClass Maximizer”.

Connessioni
Usando il Combi MClass Mastering Suite per il mastering, il Combinator deve essere collegato alla fine della catena del segnale (inserito cioè tra l’uscita mixata finale e l’Interfaccia Hardware). D Selezionando l’Interfaccia Hardware e poi creando un Combi MClass Mastering Suite sono eseguite automaticamente le giuste connessioni.

! Per l’uso del dispositivo Combinator vedere il capitolo “Combinator”.

MClass Equalizer

MClass Mastering Suite Combi
MClass Equalizer è costituito da due bande interamente parametriche, due bande High e Low Shelving e un selettore Lo Cut. Si usa quasi sempre come effetto in Insert mono o stereo.

Attivare le bande d’EQ separate
Le bande separate sono disposte in striscie verticali sul pannello nell’ordine seguente (da sinistra a destra): Lo Cut/Lo Shelf/Parametric 1/Parametric 2/Hi Shelf. Le bande si attivano separatamente cliccando sul rispettivo pulsante in cima ad ogni striscia (di default non è attiva alcuna banda). Selezionando MClass Mastering Suite si crea un dispositivo Combinator contenente tutti i quattro effetti MClass con tutto il routing interno tra i dispositivi già fatto e con la prima patch della cartella “MClass Mastering Patches” caricata. Questa cartella Factory Sound Bank contiene molte patch MClass Combi, con nomi descrittivi che indicano come gli effetti influenzano il suono - usare i selettori patch sul pannello del Combinator per provare le varie patch di mastering! Inoltre, la maggior parte di questi Combi hanno parametri e funzioni logici vincolati a manopole e pulsanti sul pannello Programmer del Combinator; ciò rende l’uso del Combi MClass Mastering Suite molto semplice ed intuitivo. Usando manopole e pulsanti sul Combinator si può regolare a piacere e con precisione il suono; se serve più controllo cliccare “Show Devices” ed eseguire le impostazioni sui singoli dispositivi MClass.

Selettore Lo Cut
Il selettore Lo Cut taglia semplicemente le frequenze sotto i 30 Hz (di 12 dB/ottava). E’ utile per rimuovere il “rimbombo” a bassa frequenza.

✪ Quando si usa MClass Equalizer con un compressore o Maximizer, attivando il selettore Lo Cut si evita che i suoni sub-sonici “coprano” l’azione del compressore/limiter consentendo ad essi di lavorare alla massima efficienza possibile.

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Parametri Parametrici 1-2
Un equalizzatore parametrico enfatizza o attenua le frequenze intorno alla frequenza selezionata; per entrambe le bande parametriche sono disponibili i seguenti parametri: |Parametro Frequency Gain Q |Descrizione Determina la frequenza centrale dell’EQ, cioè quella alla quale il livello è aumentato o diminuito; l’intervallo và da 39 Hz a 20 kHz. Specifica quanto sarà enfatizzato o attenuato il livello dell’intervallo di frequenza selezionato; l’intervallo di guadagno è ±18 dB. Controlla la larghezza dell’area influenzata intorno alla frequenza centrale impostata; più alto è il valore, minore è l’intervallo di frequenza.

MClass Stereo Imager suddivide il segnale in due bande di frequenza “Hi” e “Lo” e consente di allargare o restringere l’immagine stereo di ogni banda. Un’applicazione tipica dello Stereo Imager è allargare le frequenze più alte e restringere quelle più basse. Ciò “compatta” la parte bassa dello spettro audio e “apre” le frequenze più alte. E’ quasi sempre usato come effetto stereo in Insert.

! MClass Stereo Imager non crea un segnale stereo da un ingresso mono!
Il dispositivo funziona correttamente se collegato con in/out stereo e il segnale d’ingresso deve contenere un segnale audio stereo.

Parametri
Sono disponibili i seguenti parametri: |Parametro X-Over Frequency |Descrizione Determina la frequenza crossover tra le bande Hi Lo; l’intervallo è 100 Hz - 6 kHz. Le frequenze inferiori sono influenzate dall’impostazione Lo Width, quelle superiori dall’impostazione Hi Width. Lo Width Questa manopola regola la diffusione della banda Lo; ruotarla in senso antiorario per restringere l’immagine stereo (cioè per farla diventare più “mono”) e in senso orario per ampliarla; in posizione centrale il segnale originale non cambia. Il LED “Active” indica se il controllo Low Width è attivo o meno. Si noti che per la banda bassa in genere si restringe l’immagine stereo, poichè di solito in un mix le basse frequenze sono mixate al centro e diventano meno definite se diffuse nel campo stereo. Hi Width Questa manopola regola la diffusione stereo della banda Hi; ruotarla in senso antiorario per restringere l’immagine stereo (cioè per farla diventare più “mono”) e in senso orario per ampliarla. In posizione centrale il segnale originale non cambia. Il LED “Active” indica se il controllo Hi Width è attivo o meno. Selettore Solo Consente di ascoltare separatamente le bande Lo e Hi, per un confronto tra suono processato e diretto: “Normal” è la modalità operativa standard.

Parametri Lo/Hi Shelf
Un equalizzatore shelving enfatizza o attenua le frequenze sotto o sopra quella selezionata. Per le bande Lo/Hi Shelf sono disponibili i seguanti parametri: |Parametro Frequency |Descrizione Sono enfatizzate o attenuate le frequenze sotto (Lo Shelf) o sopra (Hi Shelf) quella selezionata . • L’intervallo Lo Shelf và da 30 Hz a 600 Hz. • L’intervallo Hi Shelf và da 3 kHz a 12 kHz. Specifica di quanto il livello è enfatizzato o attenuato. L’intervallo di guadagno è ±18 dB. Controlla la pendenza della curva shelving; più alto è il valore, maggiore è la pendenza della curva; valori Q elevati generano anche una “cunetta” nella direzione cut/boost opposta alla frequenza impostata.

Gain Q

Display grafico
Il display grafico a sinistra nel pannello del dispositivo mostra la curva di risposta in frequenza prodotta dai parametri d’EQ, offrendo un riscontro visivo e aiutando a perfezionare le impostazioni d’EQ.

Connessioni

MClass Stereo Imager

Oltre a ingressi e uscite L/R standard, sul pannello posteriore ci sono anche le uscite “Separate Out” L/R. Ai jack Separate Out ci pùò essere l’uscita della banda Lo o Hi, in base alla posizione del selettore accanto; queste uscite si usano per applicare un processo distinto alla banda Lo o Hi.

✪ Spostando il selettore Solo in “Lo” e il selettore Separate Out in “Hi”, il
dispositivo agisce come un normale filtro crossover, inviando il segnale della banda Lo dall’uscita principale e il segnale della banda Hi all’uscita Separate Out.

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MClass Compressor
E’ un compressore a banda singola in grado di applicare da una leggera compressione a effetti di “spinta” molto aggressiv; come tutti i processori dinamici è meglio usarlo come effetto in Insert. Le caratteristiche comprendono una funzione “soft-knee” (per una compressione più musicale e poco invasiva), tempo di rilascio dipendente dalle dinamiche del segnale, un ingresso sidechain per il de-essing e altri processi dinamici. Inoltre, c’è un uscita CV grazie alla quale la quantità di riduzione del guadagno controlla altri parametri di Reason.

|Parametro Release

Adapt Release Output Gain

|Descrizione Quando il livello del segnale scende sotto la soglia, questo valore determina quanto tempo il compressore lascia passare il suono senza processarlo. Impostare tempi bassi per effetti marcati di compressione e tempi più lunghi per una variazione delle dinamiche più omogenea. Intervallo: da 50ms a 600ms. Usando questa opzione, impostare il Release al tempo desiderato per i picchi brevi - con picchi più lunghi il tempo Release aumenta automaticamente. Controlla il guadagno d’uscita e serve per compensare la riduzione di guadagno dovuta alla compressione. Intervallo: ±12 dB.

Ingressi Sidechain
D Quando un segnale è collegato agli ingressi Sidechain, è proprio questo segnale che fa intervenire la compressione. Questo segnale non è trasferito all’uscita del compressore, quindi non si può sentire (a meno che sia attivo il pulsante Sidechain Solo). D Il segnale collegato ai normali ingressi L/R è quello processato dal compressore (come al solito). Ecco alcuni esempi applicativi del processo sidechain:

Parametri:
|Parametro Input Gain |Descrizione Questa manopola controlla il ”guadagno”della compressione; determina cioè quanto è compresso il segnale in base anche al valore Threshold. Intervallo: ±12 dB. Threshold Stabilisce il livello al quale inizia la compressione. Se il livello d’ingresso è sotto la soglia il segnale non è influenzato; quando invece il livello d’ingresso supera la soglia, interviene la compressione. In pratica, più bassa è la soglia (e più alto è il guadagno d’ingresso) maggiore è la compressione applicata al segnale. Intervallo: da -36 dB a 0 dB. Soft Knee Normalmente i segnali oltre la soglia sono compressi immediatamente (qualsiasi sia il Ratio). Ciò può essere molto evidente, specialmente usando Ratio elevati. Attivando la funzione Soft Knee, l’inizio della compressione è più graduale e il risultato dell’effetto è meno drastico. Ratio Stabilisce la quantità di riduzione di guadagno applicata ai segnali che superano il livello di soglia impostato. Il Ratio può essere impostato da 1:1 (nessuna riduzione) a ∞:1 (riduzione infinita). Gain meter Indica la quantità di riduzione del guadagno (in dB). Solo Sidechain Consente di monitorare il segnale collegato all’ingresso sidechain. (Vedere in seguito). Attack Controlla la rapidità con la quale il compressore interviene quando i segnali superano il livello di soglia impostato; aumentando questo valore, la risposta è più lenta e una quantità maggiore di segnale attraversa il compressore senza essere processata. In genere, lo si fa per conservare gli attacchi dei suoni. Intervallo: da 1ms a 100ms.

Esempio 1 - usare gli ingressi Sidechain per l’effetto “ducking”
L’effetto “ducking” consiste nel ridurre il livello di un segnale in presenza di un altro segnale. Un’applicazione tipica è abbassare automaticamente il livello di una base musicale quando inizia un parlato e alzare di nuovo automaticamente il livello della musica al termine del parlato; per configurarlo chiameremo la base musicale “Dispositivo A” e il parlato “Dispositivo B”. Procedere come segue: 1. Collegare i Dispositivi A e B a canali separati di un dispositivo mixer. In questo esempio, il segnale generato dal Dispositivo A è continuo e quello generato dal Dispositivo B è intermittente (cioè contiene passaggi di silenzio e segnale). 2. Selezionare il Dispositivo A e poi un compressore MClass dal menu Create. L’effetto è collegato automaticamente come effetto in Insert sul Dispositivo A. 3. Collegare un Send del mixer agli ingressi Sidechain del compressore MClass. Non appena si collega qualcosa agli ingressi Sidechain, il LED “Active” sul pannello del dispositivo s’illumina e il compressore non risponde più al segnale generato dal Dispositivo A.

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4. Sul mixer aumentare il livello AUX Send corrispondente al Dispositivo B. Il segnale del Dispositivo B ora arriva sia all’ingresso del mixer che all’ingresso sidechain del compressore, il quale a sua volta avvia la riduzione di guadagno. 5. Avviando la riproduzione di entrambi i dispositivi, il livello del Dispositivo A s’abbassa ogni volta che suona il Dispositivo B per aumentare di nuovo quando la riproduzione del Dispositivo B si ferma. Quantità di riduzione del guadagno, velocità di riduzione del livello e tempo necessario perchè il livello torni normale sono determinati dai rispettivi parametri Gain/Threshold/ Ratio/Attack/Release.

8. Collegare un’altra coppia delle uscite split di Spider a MClass Compressor. A questo punto, ai normali ingressi audio Compressor arriva il segnale non processato e agli ingressi sidechain arriva il segnale equalizzato.

Esempio 2 - usare gli ingressi Sidechain per una compressione sensibile alla frequenza
Inviando un segnale equalizzato agli ingressi sidechain si può fare in modo che la compressione sia più o meno sensibile a un determinato intervallo di frequenza. Un’applicazione tipica è il “de-essing” - ove i suoni aspri sibilanti nel materiale vocale sono ridotti o eliminati. La compressione sensibile alla frequenza si configura così: 1. Premere [Shift] e creare un dispositivo strumento. Premendo [Shift] non si hanno connessioni di routing automatico a/dal dispositivo. 2. Premere [Shift] e creare un dispositivo MClass Equalizer. 3. Premere [Shift] e creare un dispositivo MClass Compressor. 4. Creare un dispositivo Spider Audio Merger & Splitter. 5. Collegare le uscite dello strumento agli ingressi A e B del dispositivo Spider. 6. Collegare una coppia delle uscite split di Spider agli ingressi MClass Equalizer. 7. Collegare le uscite Equalizer agli ingressi Sidechain di MClass Compressor. 9. Collegare poi le uscite Compressor agli ingressi di un dispositivo mixer. 10.Attivare il pulsante Solo Sidechain sul pannello frontale di Compressor. Ora si sente solamente il segnale equalizzato. 11.Usare i parametri su MClass Equalizer per enfatizzare le frequenze che dovranno avviare la riduzione del guadagno e attenuare le frequenze che non devono avviarla. Si possono usare impostazioni d’EQ piuttosto estreme - tanto il segnale non si può sentire quando il pulsante Solo Sidechain non è attivo; per il de-essing, ad esempio, bisogna separare ed enfatizzare il più possibile le frequenze critiche dei suoni sibilanti. 12.Una volta regolato l’EQ disattivare il pulsante Solo Sidechain. A questo punto, il compressore sarà più sensibile all’area si frequenza regolata con l’equalizzatore, quindi regairà di più a queste frequenze. Si noti, tuttavia, che è compresso l’intero segnale (non solo le frequenze enfatizzate) quindi, nel caso del de-essing, in genere è meglio usare tempi Attack e Release molto brevi, in modo che la riduzione del guadagno non influenzi troppo il resto del materiale audio.

Uscite CV
Sul retro di MClass Compressor c’è un jack d’uscita CV “Gain Reduction” che si può usare per modulare altri parametri con la quantità di riduzione del guadagno applicata dal compressore (il compressore agisce cioè da inseguitore d’inviluppo). Il livello del segnale audio, ad esempio, potrebbe controllare il pan in un mixer o il parametro di un synth.

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MClass Maximizer
Questo effetto ottimizza il volume; si tratta di un particolare tipo di limiter che può aumentare notevolmente il volume percepito di un mix senza il rischio di distorsione dovuta al clipping; le caratteristiche comprendono una funzione “look-ahead” di 4 ms per un limiting di tipo “brick wall” e una funzione Soft Clip. MClass Maximizer si usa come effetto in Insert e si colloca a fine catena del segnale, tra l’uscita mixata finale e l’Interfaccia Hardware.

Scream 4 Sound Destruction

Parametri
|Parametri Input Gain |Descrizione Stabilisce il volume di base di un mix. Impostandolo a un valore elevato usare la modalità Look Ahead o la funzione Soft Clip per evitare il rischio di distorsione. Intervallo: ±12 dB. Accende e spegne la sezione Limiter. Attivando questa modalità s’introduce un ritardo molto breve (4 ms) sul segnale. Questo ritardo si usa per rilevare i picchi nel segnale prima che si verifichino; se sono rilevati picchi elevati il limiter è “pronto” ed è applicata una riduzione del guadagno per controllarli in modo omogeneo. Regola la rapidità con la quale interviene il Limiter. In Fast con Look Ahead attiva (e Output Gain a 0 dB) si ha una limiting di tipo “brick wall”- i picchi di segnale oltre 0 dB non passano. Determina per quanto tempo il Limiter lascia passare il suono senza processarlo; attivando l’opzione Auto il tempo Release si adatta automaticamente alle dinamiche del segnale. Controlla il guadagno d’uscita e in genere è impostato a 0 dB. Anche questa funzione agisce da limiter “brick-wall” a 0 dB, ma in modo leggermente diverso. Il segnale è “saturato lievemente” e il suono acquista un timbro più “caldo” lievemente distorto. Può servire solo ad avere questo effetto o come prevenzione nei confronti di una pesante distorsione di clipping se sono usate le opzioni d’attacco Mid o Slow della modalità Look Ahead (o se la modalità Look Ahead non è attiva). Controlla la quantità di distorsione “soft-clipping”. Si noti che se Soft Clip è On ma Amount è impostato a zero, la distorsione è un clipping pesante (poco piacevole!). E’ un indicatore più preciso di quello che c’è sul mixer. Si possono scegliere le caratteristiche dell’indicatore tra le modalità Peak (risposta più rapida ai picchi) e VU (livelli medi).

Scream 4 è un dispositivo di distruzione sonora con ingresso/uscita stereo molto versatile, in grado di storpiare qualsiasi suono fino a renderlo irriconoscibile, ma anche di generare effetti musicali più delicati. Scream 4 ha molti algoritmi di distorsione e deformazione del suono i quali combinati con un EQ e una sezione “Body” risonante offrono tutto ciò che serve per caratterizzare fortemente i propri suoni. Questo effetto si collega quasi sempre in Insert.

Formato patch
A differenza della maggior parte degli altri dispositivi effetto, Scream 4 ha preset effetto progammabili. E’ inclusa una serie di patch di fabbrica da usare così o come un buon punto di partenza per ulteriori regolazioni. Le patch utilizzano l’estensione file “*.SM4” di Windows; le procedure di caricamento e salvataggio delle patch sono uguali a quelle dei dispositivi strumento.

Limiter On/Off Look Ahead On/Off

Attack (Fast/Mid/Slow)

Release (Fast/Slow/Auto) Output Gain Soft Clip On/Off

Soft Clip Amount

Output level meter (Peak/VU)

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La manopola P1 regola il Contour (è simile a un filtro high pass) che modifica tono e timbro della distorsione. Simile a Overdrive ma genera una distorsione più densa e compatta. La distorsione è più “omogenea” lungo l’intervallo Damage Control rispetto all’Overdrive. Le sezioni si possono attivare e disattivare in modo indipendente. . Si può scegliere tra dieci algoritmi di base. ruotandola in senso orario si aumenta il rapporto di compressione (ratio). Manopola Damage Type Seleziona il tipo d’effetto . . L’overdrive è piuttosto sensibile alla variazione delle dinamiche. . Usare valori Damage Control più bassi per effetti “crunch” più delicati. Simula la distorsione valvolare. Fuzz Tube Tape THE EFFECT DEVICES 341 . essa enfatizza le frequenze medio-alte prima dello stadio di distorsione che a sua volta influenza il timbro della distorsione.La manopola P2 controlla il Bias che cambia la “simmetria” della distorsione valvolare. per un suono più brillante ruotarla in senso orario. Controlla il guadagno d’ingresso che a sua volta determina l’entità di storpiatura applicata al suono. Questa sezione presenta cinque controlli con le seguenti funzioni: |Parametro Pulsante Damage Manopola Damage Control |Descrizione Accende e spegne la sezione Damage.La manopola P1 controlla il parametro Speed che simula le diverse velocit del nastro.Le manopole P1/P2 controllano rispettivamente Tono e Presenza per una descrizione vedere Overdrive. Il Fuzz genera un suono brillante e distorto anche a bassi valori Damage Control. più alto è il valore Speed più nel segnale resta il materiale ad alta frequenza originale. a effetti speciali completamente nuovi).per una descrizione vedere la tabella che segue. . dai classici effetti di distorsione a quelli di deformazione e modulazione digitale. per un suono più brillante ruotarla in senso orario. Più alto è il valore maggiore è la distruzione sonora! Aumentando il valore Damage Control può essere necessario ridurre il livello Master per mantenere lo stesso livello d’uscita (e viceversa). Simula la leggera distrosione di clipping dovuta alla saturazione del nastro magnetico e aggiunge una compressione che “spinge” il suono.vedere la tabella che segue per una descrizione dei metodi di distruzione disponibili.La manopola P1 controlla il timbro di base dell’effetto.La manopola P2 controlla la quantità di compressione. Controlli sezione Damage Distortion Nella sezione “Damage” si specifica l’algoritmo di deformazione principale del suono e si eseguono le impostazioni per storpiare a piacere il suono. mentre la posizione a “ore 12” genera una distorsione simmetrica (solo armoniche dispari).Parametri Scream 4 ha tre sezioni principali: Damage (distorsione e altri tipi di deformazione del suono).La manopola P2 controlla la presenza. Cut (EQ) e Body (colloca il suono in un ambiente risonante . per una maggiore presenza ruotarla in senso orario. . .da un simulatore di cabinet a un wah-wah. . i parametri di ogni sezione sono i seguenti: Descrizione dei vari algoritmi Damage Type Ecco una breve descrizione dei dieci algoritmi Damage Types disponibili e dei parametri controllati dalle manopole P1/P2 per ogni tipo d’algoritmo: |Tipo Overdrive |Descrizione Genera un effetto overdrive di tipo analogico. . Manopole P1/P2 La funzionalità di queste manopole varia in base al valore Damage Type selezionato . Impostandola al valore minimo o massimo si genera una distorsione asimmetrica (tipica di un amplificatore a valvole reale).Le manopole P1/P2 controllano rispettivamente Tono e Presenza per una descrizione vedere Overdrive.

La manopola P2 controlla la frequenza del filtro. se ruotata completamente a sinistra la risoluzione scende a 1-bit. Valori bassi generano una distorsione compressa più morbida. Spostare il cursore dal centro in alto per enfatizzare e verso il basso per attenuare il livello della banda di frequenza corrispondente.La manopola P2 controlla la frequenza che qui determina i sovratoni che “fischiano”. Simula la risonanza del “corpo” selezionato. si possono così generare effetti risonanti di distorsione ad anello. Il feedback si ha quando una sorgente sonora è rimandata a se stessa.La manopola P1 controlla il parametro Size. Modula i primi multipli del segnale con una versione filtrata e compressa del segnale stesso e poi aggiunge distorsione. Determina la quantità dell’effetto che l’inseguitore d’inviluppo ha sul parametro Scale . il risultato puà simulare il cabinet di un altoparlante. Per effetti ad anello più marcati ruotarla in senso orario. un microfono aperto che riceve il suono da un altoparlante vicino usato anche per amplificarlo genera un loop di feedback che diventa il classico “fischio”. Con la manopola ruotata completamente a destra la frequenza di campionamento non si riduce. ruotando la manopola in senso orario si aumenta l’effetto di risonanza. o effetti che non esistono nel mondo reale.La manopola P2 controlla la frequenza di campionamento. .La manopola P1 controlla il parametro Sharpness.La manopola P1 controlla il parametro Ring (la risonanza del filtro).La manopola P1 controlla il timbro di base dell’effetto. . Sezione Cut (EQ) I cursori nella sezione Cut sono controlli di tono che consentono di attenuare o enfatizzare il livello di fino a 18 dB nella bande di bassa. .|Tipo Feedback Modulate Warp Digital Scream |Descrizione Combina la distorsione con un loop di feedback che può generare risultati molto interessanti e imprevedibili.Un effetto della moltiplicazione di un segnale con se stesso è che l’altezza fondamentale è rimossa dal segnale e rimangono solo i sovratoni. Sezione Body La sezione Body colloca il suono in un “corpo” risonante. Simile a Fuzz ma con un filtro bandpass ad alta risonanza e guadagno inserito prima dello stadio di distorsione. ruotandola a sinistra la si riduce gradualmente. mentre valori elevati generano più armoniche e un suono più tagliente. l’alta risonanza del filtro lo rende adatto ad effetti wah-wah. dimensione e risonanza dei tipi di “corpo” si possono modificare e la sezione ha anche un inseguitore d’inviluppo. . Per un suono più brillante ruotarla in senso orario.La manopola P1 controlla la risoluzione bit. Seleziona uno dei cinque tipi di “corpo” disponibili (A-E). media e alta frequenza. Deforma il distorto e moltiplica il segnale entrante con se stesso. per aumentare la frequenza del filtro ruotarla in senso orario (in genere si ottiene un effetto di filtro più incisivo e tagliente).aumentarne il valore per introdurre di nuovo l’altezza fondamentale nel suono. . . . . I parametri della sezione Body sono: |Parametro Pulsante Body Manopola Type Manopola Reso Manopola Scale |Descrizione Accende e spegne la sezione Body. . un effetto auto-wah. Ruotandola completamente a destra non c’è un riduzione bit. .La manopola P2 controlla il parametro Frequency (la frequenza del filtro). In base alle impostazioni. La sezione Cut si attiva con il pulsante Cut situato sopra i cursori. Per gli amanti della bassa fedeltà questo algoritmo riduce la risoluzione bit e la frequenza di campionamento offrendo suoni grezzi e sporchi che simulano i dispositivi digitali “vintage”. può essere descritto come la “durata” (cioè la distanza tra il microfono e l’altoparlante nell’esempio precedente) del loop di feedback. Qui la manopola Damage Control controlla il guadagno del loop di feedback. La sezione è basata su 5 tipi di corpi risonanti che simulano come il suono è influenzato da vari contenitori fisici.vedere in seguito. La manopola P2 controlla il Bias . Manopola Auto THE EFFECT DEVICES 342 . Si noti che lavora al contrario (ruotando la manopola in senso orario si riduce la dimensione simulata). Il parametro Scale può essere definito come quello che controlla la “dimensione” del “corpo”.

L’inseguitore d’inviluppo analizza l’ampiezza del segnale entrante modificando di conseguenza il valore Scale . il livello del segnale che entra in Scream 4 influenzerà quel parametro. • Sul retro di Scream 4 c’è un’uscita Auto CV che invia il segnale CV dall’inseguitore d’inviluppo. consentendo di controllare dinamicamente i parametri in altri dispositivi. si potrebbe anche abbassare il livello del canale nel mixer (quello al quale è collegato Scream 4). Per un esempio vedere a page 345. Per un esempio d’uso vedere in seguito. non ci si deve mai preoccupare dei livelli interni che passano tra i vari dispositivi. nella sezione Body c’è l’uscita CV della funzione “Auto” (inseguitore d’inviluppo). Per esempio. D P1 Il suo impiego dipende tipo d’effetto Damage selezionato.più forte è il segnale entrante.. mentre l’intensiatà dell’inseguitore d’inviluppo è definita dal parametro Auto. abbassando il valore Damage Control il livello d’uscita scende. Se il livello d’uscita è troppo elevato. se è selezionato l’effetto Feedback P1 controlla il parametro Size . se è selezionato l’effetto Scream P2 controlla il parametro Frequency e genera un suono wah wah distorto. Tuttavia. collegandola a un ingresso CV per un parametro in un altro dispositivo. Naturalmente. ma cambia anche la timbrica della distorsione (come se si modificassero le impostazioni d’EQ o Presence). Ingressi e uscite CV Sul retro di Scream 4 ci sono gli ingressi CV per il controllo dei seguenti parametri: D Damage Control Si usa per cambiare dinamicamente l’intensità dell’effetto di distruzione del suono. il clipping all’uscita audio (indicato dal LED rosso che s’illumina sul pannello di Trasporto) può avvenire solo nell’Interfaccia Hardware di Reason. si può usare anche per equilibrare il livello tra il suono distorto e quello “pulito” (non processato) se l’effetto deve essere attivato e disattivato nel mix. Un’applicazione tipica sono gli effetti auto-wah . maggiore è il valore del parametro Scale. Per esempio. ecc. ma ciò significherebbe aumentare la differenza di livello tra il suono non processato e quello processato.collegarlo all’uscita CV di un dispositivo Matrix o all’LFO di un synth per ottenere sweep particolari stile flanger. THE EFFECT DEVICES 343 . Se quindi s’illumina l’indicatore di clipping del Trasporto (o il suono distorto è troppo forte rispetto a quello normale) la soluzione è ridurre livello d’uscita Master. In altre parole. Come osservato altrove in questo Manuale. per effetti tipo wah wah. L’intervallo di frequenza operativo (o “dimensione”) s’imposta con il parametro Scale. Inoltre. è bene ricordare che usando valori elevati di uscita Master (o applicando molta enfasi di frequenza nella sezione Cut) Scream 4 può provocare facilmente un clipping all’uscita audio .che probabilmente non è l’effetto di distorsione desiderato! D Scale Permette di controllare il parametro Scale nella sezione Body da un’altra sorgente CV. D P2 Il suo impiego dipende tipo di effetto Damage selezionato.Inseguitore d’inviluppo La sezione Body ha un inseguitore d’inviluppo per un controllo dinamico del parametro Scale. Controllo di livello Master Il controllo di livello Master serve per aumentare o diminuire il livello d’uscita e mantenere il carattere di fondo dell’effetto.per un effetto wah più pronunciato provare il tipo B della sezione Body.

3. Collegare uno Scream 4 come effetto in Insert di un Redrum (con un kit di batteria adeguato selezionato). THE EFFECT DEVICES 344 . 2. un NN-19) e selezionare una patch di piano elettrico.sarete sorpresi di sentire come Scream 4 spesso può aggiungere potenza. 4. Simulare i dispositivi “vintage” digitali Le prime generazioni di strumenti digitali (batterie elettroniche. Impostare Damage Type a Digital e ruotare completamente a destra le manopole P1 e P2. Selezionare il campionatore e creare uno Scream 4. • L’algoritmo Scream è ideale per un suono di batteria davvero grezzo o “industriale”. charleston.talvolta è meglio inviare le singole uscite di cassa. piatti e simili non sono processati. E’ aggiunto come effetto in Insert. Aumentare il valore Damage Control per una distorsione maggiore di saturazione del nastro. A questo punto girare il rack e collegare l’uscita CV proveniente dall’LFO del campionatore all’ingresso Scale CV di Scream 4. Dare calore a un mix con l’algoritmo Tape Se il mix risulta un pò sterile. Avviare la riproduzione e abbassare P1 (risoluzione bit) e P2 (frequenza di campionamento) per ottenere il suono desiderato. collegare l’uscita miscelata di Spider a Scream 4 e inviare quest’ultimo a una canale separato nel Mixer. Come si può sentire il parametro Scale è modulato dall’LFO. collegarlo come effetto in Insert a un dispositivo Redrum e sperimentare le varie impostazioni Damage. nell’hip-hop e R’n’B): 1. l’algoritmo Tape è ideale per aggiungere una distorsione morbida e delicata: 1. Creare un suono massiccio di batteria Scream 4 è ideale per processare le batterie. Creare un dispositivo campionatore (es. Sperimentare varie impostazioni Body fino a trovare quelle più soddisfacenti. per un suono più simile a un wah wah. Regolare l’intensità di modulazione del parametro Scale con il potenziometro accanto all’ingresso CV sul retro di Scream 4 e la velocità (e forma d’onda) della modulazione nella sezione LFO del dispositivo campionatore. Si ricorda che non è necessario far passare l’intero kit di batteria in Scream 4 . Iniziare con un basso valore Damage Control e regolare P1 (Speed) e P2 (Compression) a “ore 12”. • Per effetti di synth più bizzarri usare gli algoritmi Modulation o Warp. Si può anche usare la sezione Cut per enfatizzare o attenuare determinate frequenze. Creare un dispositivo Scream 4 e collegarlo tra le uscite principali (main) del Mixer e il dispositivo Audio Hardware. 2. Riprodurre il mix e regolare le impostazioni. calore e colore ai vostri suoni! Alcuni esempi: Usare la sezione Body come enhancer/phaser/wah E’ possibile usare la sezione Body da sola. volendo. synth e campionatori) impiegavano campionamenti e processi a 8 o 12 bit e basse frequenze di campionamento. senza Damage: 1. 3. in questo modo. Tape o Distortion. Impostare il parametro Damage Type a Tape. • Per i classici suoni distorti di batteria provare gli algoritmi Tube. Con questo tipo di configurazione di modulazione si ottengono facilmente particolari effetti phaser. Ciò aggiunge al suono un carattere risonante che lo fa diventare più “vivo” aiutandolo ad emergere meglio in un mix. ad esempio. regolare P1 per ottenre la brillantezza desiderata e aumentare P2 per avere un suono pià compresso e controllato. rullante e/o tom ad uno Spider Audio Merger (vedere a page 361).Trucchi e consigli Non limitarsi a usare Scream 4 come pedale di distorsione ma provarlo in tutti i modi possibili . selezionare Body Type B e aumentare i valori Reso e Scale. Spegnere la sezione Damage e accendere la sezione Body. 2. Assicurarsi che le sezioni Cut e Body siano spente. Si può anche attivare la sezione Cut e abbassare un pochino il cursore “Lo” se il suono è troppo cupo. 4. 3. Questo tipo di suono a “bassa fedeltà” è ancora molto diffuso (es. 5. si può anche attivare la sezione Cut e usare l’EQ a tre bande per ritoccare ulteriormente il suono.

dopotutto è un filtro “reale” e suona anche più simile a un effetto wah.oppure usare il pannello Remote Programmer per regolare il riverbero nei dettagli. Il tipo di connessione da usare (ingresso mono o stereo) dipende dal materiale audio. 3. D Per usare l’effetto riverbero Reverse di RV7000 collegarlo come effetto in Insert o usare il Send 4 sul Mixer. RV7000 ha preset effetto programmabili. RV7000 presenta anche una sezione EQ e una Gate. Tuttavia è possibile anche usarlo come effetto in Insert usare il controllo Dry/Wet sul pannello frontale per regolare l’equilibrio tra il suono diretto non processato e il riverbero. Su ECF-42 selezionare la modalità BP 12 (bandpass) e impostare un valore Res piuttosto elevato.l’inseguitore d’inviluppo è piuttosto sensibile ed in genere è meglio che il filtro non “apra” troppo. Questo perchè in genere è meglio non sentire il suono diretto quando si usa l’effetto Reverse. Frequenza di campionamento in Scream 4 Alcuni algoritmi Distortion di Scream 4 non hanno l’effetto previsto se Reason lavora ad una frequenza di campionamento inferiore a 14 kHz (o esportando a una frequenza di campionamento inferiore a 14 kHz). 6. incluso quello “gated”. Nota: D RV7000 è un riverbero “true stereo”: quando processa entrambi i canali utilizza l’informazione d’ingresso stereo (senza sommare i canali d’ingresso). per avere un effetto auto-wah “reale” che risponda al livello del segnale si devono combinare entrambi questi dispositivi: 1. THE EFFECT DEVICES 345 . le procedure di caricamento e salvataggio delle patch sono simili a quelle per i dispositivi strumento. Si può usare anche il filtro a inviluppo controllato ECF-42 triggerandolo con un segnale di gate . Suonare il dispositivo strumento e regolare a piacere il valore Freq su ECF42. grazie alla sezione Body di Scream 4 è possibile realizzare effetti auto-wah (usando il parametro Auto). più forte (o più note) si suona. Entrambi devono essere collegati al dispositivo strumento come effetti in Insert.qui però si sta descrivendo l’uso dell’inseguitore d’inviluppo in Scream 4. Tuttavia. Spegnere le tre sezioni di Scream 4. 7. Riverbero avanzato RV7000 RV7000 è un riverbero di qualità elevata con nove algoritmi di riverbero ed eco diversi. ✪ Se l’auto-wah è troppo sensibile si può aggiungere un compressore tra il dispositivo strumento e Scream 4 per “livellare” un pò le differenze. se le sorgenti audio sono mono (o stereo ma con lievi differenze tra i canali sinistro e destro) è sufficiente usare un ingresso mono. Come si può sentire. Abbassare un pò il potenziometro accanto all’ingresso CV . Deve essere sensibile alla velocity in modo che più forte si suona più alto è il suono. In Factory Sound Bank c’è una serie di patch preset che si possono usare così come sono o costituire un buon punto di partenza per ulteriori regolazioni. E’ possibile anche usarlo come effetto mono in . Vedere a page 350. 2. da Room e Hall a effetti speciali. poichè così si può usare per processare più canali del mixer. 5.RV7” di Windows. Le patch utilizzano l’estensione file “*. 4. quindi virtualmente è possibile avere qualsiasi tipo di riverbero. più il filtro “apre”. Si può regolarlo in seguito.stereo out. basta selezionarne uno e regolare i parametri più importanti sul pannello frontale . ✪ Lo Spider CV Splitter & Merger (vedere a page 362) si può usare per invertire e dividere l’uscita Auto CV e avere così ancor più flessibilità. Formato patch Come Scream 4. se necessario. Creare un dispositivo strumento da processare con un auto-wah. Naturalmente dipende dai gusti personali . se nella song ci sono dispositivi Scream usare quindi una frequenza di campionamento superiore.Creare un effetto wah dinamico con l’inseguitore d’inviluppo Come si è visto. Girare il rack e collegare l’uscita Auto CV di Scream all’ingresso Freq CV di ECF-42. Creare un dispositivo Scream 4 ed uno ECF-42. Connessioni In genere RV7000 si collega come effetto in Send. non le sue capacità distruttive del suono. con la modalità Pre-fader attiva (e il fader del canale abbassato). entrambe processano il suono vero e proprio del riverbero. Poichè RV7000 ha una serie di utili preset di riverbero.

EQ high-shelving che agisce in modo molto simile al classico controllo “treble” di un mixer o amplificatore. EQ o Gate). è tutto ciò che serve per selezionare una patch di riverbero ed eseguire le prime regolazioni approssimative. abbassarlo per avere un riverbero più morbido e aumentarlo per renderlo più brillante. Creando un RV7000 appare solo il pannello frontale che ha una sezione per la gestione delle patch. Pannello Remote Programmer Cliccando sul pulsante freccia accanto allo “slot cavo” sul pannello frontale si apre il pannello Remote Programmer. • Le impostazioni si eseguono con le otto manopole intorno al display grafico. Accanto ad ogni manopola il display indica nome e valore del rispettivo parametro. L’algoritmo selezionato appare nel display accanto alla manopola. Qui si eseguono le regolazioni di precisione del riverbero. Nota: • Il pulsante Edit Mode a sinistra stabilisce la sezione per la quale si eseguono le impostazioni (Reverb. aumentando questo valore si rimuovono progressivamente le alte frequenze e il suono del riverbero diventa più caldo e meno brillante. Il pannello frontale presenta tre parametri disponibili per tutti gli algoritmi: |Parametro Decay HF Damp |Descrizione Durata del riverbero o feedback (se è selezionato un algortimo di eco). Controlla la velocità di decadimento delle frequenze alte presenti nel riverbero. Cliccare sul pulsante freccia Remote Programmer nel pannello frontale per visualizzare il pannello Remote Programmer. • • Non tutte le modalità e algoritmi utilizzano tutte le otto manopole. THE EFFECT DEVICES 346 . i parametri di riverbero principali e un controllo Dry/Wet. se nella modalità selezionata una manopola non è usata. Assicurarsi che il pulsante Edit Mode sia in modalità Reverb. Selezionare un algoritmo di riverbero con la manopola in alto a sinistra. HI EQ Selezionare un algoritmo Nel pannello Remote Programmer si seleziona un algoritmo di riverbero: 1. Non si possono eseguire impostazioni nel display grafico vero e proprio . 3.il display è solo una rappresentazione grafica del riverbero selezionato. Le loro funzioni sono diverse in base a modalità d’editing e algoritmo di riverbero selezionati. sul display non appare niente accanto ad essa. 2. i pulsanti on/off per le sezioni EQ e Gate.Pannello frontale Algoritmi e parametri di riverbero Parametri del pannello frontale Pannello frontale del dispositivo RV7000.

mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”. denso e uniforme. Il livello normale è “0”. Regola il livello delle prime riflessioni. mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”.il tempo di ritardo vero e proprio dipende dal valore Size. destro e centrale. destra e centro): |Parametro Size Diffusion |Descrizione Dimensione dell’arena o hall simulata. Hall Simula una hall. Room Shape ER->Late ER Level Predelay Mod Amount Small Space Questo algoritmo colloca il suono in un piccolo spazio chiuso. Definisce il tempo pre-delay (cioè il ritardo tra il segnale sorgente e l’inizio delle prime riflessioni e del riverbero). con pre-delay separati per i riverberi sinistro. Simula un riverbero a molla (come quelli usati negli amplificatori). Il livello normale è “0”. valori superiori servono per ottenere effetti speciali. aumentandolo. Seleziona quattro forme d’ambiente diverse che influenzano il timbro del riverbero. quello normale è “0”. Stabilisce il tempo pre-delay (cioè il ritardo tra la sorgente del segnale e l’inizio del riverbero). Tempo di pre-delay lato destro del riverbero. infuenzando il timbro del riverbero. Questo parametro definisce il tempo tra le prime riflessioni e la coda del riverbero. Simula un classico riverbero “plate”. Simula un arena più ampia. questo parametro stabilisce la velocità di modulazione (l’intensità si regola con Mod Amount). |Algoritmo Small Space Room Hall Arena Plate Spring Echo Multi Tap Reverse |Descrizione Simula un piccolo ambiente chiuso (una piccola stanza o un corpo risonante). Simula una hall. Seleziona quattro forme d’ambiente diverso. Regola il livello dei lati sinistro e destro del riverbero. Room Shape LF Damp Wall Irreg Left Delay Right Delay Stereo Level Mono Delay Mono Level Predelay Mod Amount THE EFFECT DEVICES 347 .Ecco una rapida panoramica dei nove algoritmi . A bassi valori Diffusion si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero. Definisce la quantità di riverbero modulata. una modulazione moderata genera un suono naturale. A bassi valori Diffusion. si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero. Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti nel riverbero. Tempo di pre-delay del segnale di riverbero mono (centrale). Le prime “risposte” nel riverbero si chiamano prime riflessioni (ER) e in genere sono più pronunciate della coda vera e propria del riverbero. i parametri sono: |Parametro Size Diffusion |Descrizione Dimensione dell’ambiente simulato. Room Simula un’ambiente di medie dimensioni. Riverbero “inverso” che “obbliga” il suono diretto ad arrivare dopo il riverbero. Regola la posizione delle pareti simulate nell’ambiente piccolo. Effetto eco con ripetizioni gradualmente diffuse. Arena Simula l’ambiente di un’arena o sala da concerto con lunghi tempi di pre-delay (distinti a sinistra. Regola il livello del segnale di riverbero mono (centrale). Valori bassi simulano due pareti direttamente opposte. i parametri sono: |Parametro Size Mod Rate |Descrizione Dimensione dello spazio simulato. da un piccolo corpo risonante a una stanza.per i dettagli e la descrizione dei parametri vedere in seguito. Delay multi-tap con quattro diverse linee di ritardo e sync del tempo. mentre valori superiori simulano la presenza di più pareti e angoli con una risonanza più complessa. Il riverbero può essere modulato a caso (random) per avere un suono ancor più uniforme (o per effetti speciali). meno statico. Tempo di pre-delay lato sinistro del riverbero. Stabilisce la quantità di riverbero modulata. le frequenze basse sono gradualmente rimosse e il suono del riverbero diventa più “sottile” e con meno “rimbombo”. denso e uniforme. il risultato è un riverbero al contrario che porta al suono diretto. i parametri sono come quelli dell’algoritmo Room (ma l’algoritmo Hall ha valori Size più grandi). può essere sincronizzato al tempo di Reason. Usare valori piuttosto bassi per la simulazione di ambienti reali e corpi risonanti. E’ un valore espresso in percentuale . Simula un’ambiente con forma e caratteristiche delle pareti regolabili.

Diffusion Tempo Sync LF Damp Disp Freq Spread Predelay LF Damp Multi Tap Il delay Multi Tap genera fino a quattro diversi delay con tempi di ritardo. per un eco molto uniforme (simile a un riverbero) regolare Diffusion e Spread ai rispettivi valori massimi. Stabilisce il tempo di pre-delay (cioè il ritardo tra il segnale sorgente e l’inizio del riverbero).2000 ms). in relazione al tempo corrente della song. A bassi valori Diffusion si sentono più nitidamente le singole “riflessioni” del riverbero. Regola la spaziatura degli echi supplementari aggiunti dal parametro Diffusion. Aumentandolo si rimuovono progressivamente le frequenze basse. con ripetizioni chiare e ben definite. Se è a “0” l’eco suona come un delay standard. Con Tempo Sync (vedere sotto) “Off” il tempo dell’eco è impostato in millisecondi (10 . Questo perchè le diverse frequenze nel suono sono ritardate in tempi diversi (fenonomeno denominato “dispersione”). Echo E’ un algoritmo di eco avanzato con controlli di diffusione e tempo sync. Anche qui il controllo Decay sul pannello frontale controlla il feedback (numero di ripetizioni dell’intero multi tap). I parametri sono: |Parametro Echo Time |Descrizione Stabilisce il tempo che intercorre tra ogni eco. Nota: questo algoritmo è gestito in modo un pò diverso. THE EFFECT DEVICES 348 . Predelay Spring Simula il riverbero a molla che si trova negli amplificatori per chitarra. aumentandolo si rimuovono gradualmente le frequenze basse e il suono del riverbero diventa più “sottile “ e con meno “rimbombo”. Il parametro Edit Select nell’angolo in alto a sinistra si usa per selezionare il tap da regolare . mentre valori superiori generano un riverbero più “amalgamato”. I parametri sono: |Parametro Length Diffusion |Descrizione Stabilisce la lunghezza della molla simulata. poichè si eseguono impostazioni separate per ogni tap del delay: • • I parametri a sinistra del display sono comuni a tutti i tap. organi. il controllo Decay sul pannello frontale controlla il feedback dell’eco (cioè il numero di ripetizioni dell’eco).i tre parametri sotto influenzano il tap corrente selezionato. il transiente iniziale genera un rapido e caratteristico rumore “sweep” tonale. Imposta un tempo di ritardo in più prima che si ripeta il primo eco. i parametri sono: |Parametro LF Damp |Descrizione Controlla la velocità di decadimento delle basse frequenze presenti nel riverbero. Determina se l’uscita del riverbero a molla è mono o stereo. denso e uniforme. Quando s’invia un segnale ad un riverbero a molla reale. L’intero set dei quattro t