GIORGIO

MANNELLA - GIULIANO

DE ALESSIO

IL CARTEGGIO NAUTICO
Guida alla soluzione grafica dei problemi di navigazione stimata e costiera

MURSIA

PREMESSA

Con 10 sviluppo della Nautica cresce costantemente il numero di coloro che aspirano ad andare per mare al comando di una barca propria 0 di amici, abilitata alIa navigazione costiera 0 di altura. Tuttavia, per condurre imbarcazioni di stazza lorda superiore alle 3 tonnellate, 0 comunque provviste di motore di potenza uguale 0 superiore ai 25 cavalli, occorre essere in possesso di una patente che viene rilasciata dopo aver sostenuto un esame durante il quale occorre dimostrare di aver acquisito la necessaria preparazione sia sul piano teorico sia su quello pratico. Una pluriennale esperienza come esaminatori ci consente di affermare che gli esami per conseguire I'abilitazione al comando di imbarcazioni fino a 50 tonnellate di stazza lorda non sono diijiciii, ma si ritiene che possano essere superati agevolmente soltanto se la preparazione nautica degli interessati e sostenuta da un solido corredo di nozioni, elementari si, ma di [ondamentale importanza per l'arte del navigare. Sotto questa profilo devono essere considerate Ie operazioni di carteggio e pertanto, supposto di rivolgerci a un interlocutore sufficientemente injormato sugli argomenti che costituiscono oggetto di discussione in sede di colloquio, ci ripromettiamo di offrirgli, con il presente lavoro, la possibilita at acquisire la necessaria confidenza sia con le carte nautiche sia con gZi attrezzi che soZitamente si associano al loro impiego. A tal fine, dopo una sintesi delle definizioni di maggior interesse riguardanti la navigazione stimata e costiera e una breve descrizione della carta nautica e degli attrezzi usati per il carteggio, presentiamo tutta una serie di esercizi, proposti e svolti con metodi non tradizionali, dove vengono sostanzialmente trattati i diversi problemi della navigazione che si risolvono con semplici operazioni grafiche. Per [acilitare quello che potremmo definire un processo di autoapprendimento, abbiamo injatti pensato di abituare innanzitutto il lettore a risolvere i problemi di carteggio su riproduzioni di vere carte nautiche, di guidarlo nella esecuzione delle operazioni che conducono alla loro corretta soluzione, e di [ornirgli la possibilita di verificare

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immediatamente conseguiti.

l'esattezza della svolgimento

e la validita dei risultati

Con queste esigenze si giustifica la presenza di diverse tavole per carteggiare e dei relativi jogli di carta trasparente nei quali e riportata la soluzione dei problemi di volta in volta considerati. Svolto un esercizio, seguendo Ie indicazioni ed i suggerimenti oj[ertigli, il lettore potra verificare la validita del suo opera to, sovrapponendo il joglio trasparente, contenente l'esatta soluzione, alIa tavola sulla quale ha risolto if problema propostogli .

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equatore. POLO NORD Polo geograjico nord o polo nord: Polo geograjico sud o polo sud: Equatorei EMISFERO NORD POLO SUD Fig. paralleli. I. emisfero contenente il polo sud e avente per base l'equatore. Sjera terrestre: asse di rotazione. Fig.DEFINIZIONI DI MAGGIORE INTERESSE ZIONE STIMATA E COSTIERA PER LA NAVIGA- S[era terrestret sfera avente 10 stesso volume dell'ellissoide terrestre uguale alla superficie di quest'ultimo. poli geografici. Emisferi POLO SUD lerrestri definiti dall'equatore. circolo massimo definito sulla superficie terrestre da un piano perpendicolare all'asse di rotazione e passante per il centro della Terra. EmisJero nord: EmisJero sud: emisfero contenente il polo nord e avente per base l'equatore. 9 . polo geografico dal quale si vede ruotare la Terra in senso orario. meridiani. polo geografico dal quale si vede ruotare la Terra in senso antiorario. 2. asse di rotazione della Terra. 0 superficie Asse terrestret Poli geograJici: punti di intersezione dell'asse di rotazione della Terra con la sua superficie.

negative quelle dei punti sfero ovest. arco di meridiano compreso fra l'equatore e il punto che si considera.Meridiani: Paralleli: A. arco di equatore compreso fra il meridiano wich e il mei idiano passante per il punto che si considera. si considerano positive le latitudini dei punti dell 'emisfero nord. Emisferi terrestri. posto sul meridiano Latitudine di un punto: (simbolo cp). semicircolo massimo passante per i poli geografici e per l'osservatorio astronomico di Greenwich (Londra). Meridiano di Greenwich o Primo Meridiano: Emisjero est: EMISFERO OVEST POLO N!R~ - 2 EMISFERO EST H~ e:w We: :2 0 ' w Fig. J. negative quelle dei punti dell'emisfero sud. si conta da 0° a 90° verso nord e verso sud. semicircolo massimo opposto ad un ben determinato meridiana (un meridiana e il suo antimeridiano formano quindi un circolo massimo passante per i poli geografici).definiti dal circolo massimo [ormato dal meridiano e dall'antimeridiano di Greenwich.). da 0° a 180 verso est e verso ovest. (simbolo A. Emisfero ovest: emisfero situato a sinistra di un osservatore di Greenwich con la faccia rivolta a nord. si considerano positive tudini dei punti dell'emisfero est. emisfero situato a destra di un osservatore posto sul meridiano di Greenwich con la faccia rivolta a nord. cerchi minori paralleli all'equatore. ntimeridianot semicircoli massimi pass anti per i poli geografici. U Longitudine di un punto: di Greensi conta le longidell 'emi- 10 .

areo di equatore (minore 0 uguale a 180°) compreso fra i meridiani passanti per i due punti che si considerano. negativa nel caso contrario.). Differenza di longitudine (. 7.i). latitudine del pun to B (eps): area B'B (positiva 0 di nome nord). 6. latitudine del punto C (epc): area C'C (negativa 0 di nome sud). Fig.. posit iva 0 di nome nord nel easo eontrario). 4. Longitudine di un punto: longitudine del punto A (i. e 11 . Differenza di latitudine (. e POLO NORD • POLO SUD POLO SUD Fig.) Ira due punti: area A'B' = difJerenza di longitudine Ira i punti A e B (positiva 0 di nome est se it pun to di destinazione B pii: a est del punto di partenza A. Latitudine di un punto: latitudine del punto A (epA): area A'A (positiva 0 di nome nord). indicando con <p' e <p Ie latitudini dei punti di arrivo e di partenza.s): area G'B' (negativa 0 di nome ovest).iep) Ira due punti: area AH = arco KB = difJerenza di latitudine Ira i punti A e B (negativa 0 di nome sud se il punto di destinazione B e piu a sud del punto di partenza A. si calcola con la relazione algebrica: A<p= <p' <p Differenza di longitudine Ira due punti: (simbolo AA. e positiva se i1 punto di destinazione si trova piii a nord del punto di partenza.POLO SUD POLO SUD Fig. 5..area di meridiano (minore 0 uguale a 180°) compreso fra i paralleli passanti per i due punti considerati. negativa 0 di nome ovest nel easo eontrario).): area G'A' (positiva 0 di nome est). longitudine del punto B o. Fig. I j Differenza di latiuuline Ira due punti: (simbolo A<p).

sud (simbolo S) 0 Mezzogiorno. ovest (simbolo W) 0 Ponente. Bussolai strumento universalmente usato per determinare la direzione istantanea della barca e qualsiasi altra direzione dell'orizzonte. sud-ovest (simbolo SW) 0 Libeccio. con le sue di- Venti 0 direzioni principali dell' orissonte : sono: nord (simbolo N) 0 Tramontana. 8. negativa nel caso contrario. si calcola con la relazione algebrica: Rosa dei venti: rappresentazione grafica del piano dell'orizzonte.positiva se il punto di destinazionc si trova pili a est del punto di partenza. Rosa dei venti. est (simbolo E) 0 Levante. nord-est (simbolo NE) o Greco. sud-est (simbolo SE) 0 Scirocco. nord-ovest (simbolo NW) o: Maestro. Fig. 12 . rezioni principali e secondarie. indicando con A' e A le longitudini dei punti di arrivo e di partenza.

10. Sezione di bussola a liquido. di rotta. 9.MORTAIO ROSA DEI VENTI SOSPENSIONE GALLEGGIANTE I VETRO AGO I / LINEA 01 FEDE CONTRAPPESO AD ANELLO VETRO IN ERIORE ANELLO RRUGATO PER ESPANSIONE LlOUIDO Fig. prodotta dalla 13 . Fig. Bussola Riviera.

Bussola «normaie s a liquido. 12.I. Fig.M.A. pr~otta dalla C. su chie- . prodotta dalla Ferro. Bussola a secco Thomson su chiesuola. suola.Fig. 11.

nelle carte nautiche (parte centrale delle rose disegnate su queste ultime). in valore e segno.): provocata dai ferri e dalle apparecchiature elettriche di bordo e varia al variare della direzione verso la quale e diretta la prora della barca. 15 . ha la sua tabella delle deviazioni.): varia da luogo a luogo e da un anna all'altro. che non sia da rilevamento. (simbolo 8). e indicata. si considera positiva se di nome est (simbolo E).3° _2° 0° + 2° + 3° + 4° + 4° + 4° + 2° 0° _ 1° _2° 0 I I _4° _4° • _4° _4" _3° _ 1° 0° + 2° + 3° + 4° + 4° + 4° +4 + 3° + 2° 0° _ 1° 0 I 351 " 2" Ricordiamo che ogni bussola.Diresione del meridiano magnetico : Diresione del meridiano bussola 0 deviato: Declinasione magneticai direzione indicata dalla linea 0°-180° della rosa di una bussola magnetic a sistemata a terra. con il variare delle caratteristiche locali del campo magnetico terrestre. negativa se di nome ovest (nord bussola a ovest del nord magnetico). direzione indicata dalla linea 0°-180° della rosa di una bussola magnetic a installata a bordo. nei calcoli di correzione e conversione si arrotonda il valore di deviazione e dcclinazione magnetica al grado intero pili vicino al valore esatto di questi due elementi. (simbolo d). angolo fra la direzione del nord magnetico (simbo10 Nm) e la direzione del nord bussola (simbolo Ni. negativa se di nome ovest (simbolo W). ovvero se il nord magnetico si trova a ovest del nord vero. ovvero se il nord magneticosi trova a est del nord vero. si considera positiva se di nome est (nord bussola a est del nord magnetico). Deoiasione magnetica: e Tabella delle deoiasioni Plo 2° 13" 24° 34" 44 54" 63" 71° 80° 88° 97" 106° 116° 126 136° 147" 158° 170" 181 0 0 0 Pm 0° 10° 20 30° 40° 50° 60° 70° 80 90° 100 110" 120° 130" 140° 150 160 170" 180" 0 0 0 0 0 8 _2° -_) Pb ~" 181° 192 2030 214 224° 234 244° 253° 262° 270° 278° 287° 296° 306° 316° 328° 340" 0 0 0 Pm 180" 190" 200" 210° 220 230" 240" 250° 260° 270° 280" 290" 300 310° 320° 330° 340 350 360 0 0 0 0 0 8 _1 _2° _30 _4" _4" ·-4" _4° -. angolo fra la direzione del nord geografico 0 vero (simbolo Nc) e la direzione del nord magnetico (simbolo Ns. si ricava da una speciale tabella (tabella delle deviazioni) tenendo conto della direzione (magnetica 0 bussola) nella quale e orientata la prora della barca.

V positiva a di nome est perche il nord bussola (Nv) si trova a est del nord vera (N. 0 posit iva a di nome est perche if nord bussola (Nv) si trova a est del nord magnetico (Nm).). V uegativa a di nome ovest pcrche il nord bussola (Ni} si trova a ovest del nord veru (N .Variasione magnetica: (simbolo V). deviazione (0) e vartazione magnetica (V): d posit iva a di nome est perche if nord magnetico (Nm) si trova a est del nord vera (N.I. 13..) si trova a est del nord magnetico (Nm). . Declinazione (d). • Fig. 14.).. 0 positive a di nome eSI perche il nord bussola (N. Declinazione (d). deviazione {oj e vartazione magnetica (V): d negativa a di nome ovest perche il nord magnetico (Nmi si trova a ovest del nord vera (N.). angolo fra la direzione del nord vero e la direzione del nord bussola. si ottiene sommando algebricamente la declinazione e la deviazione magnetica: Fig.

angolo. fra la direzione del nord magnetico e la direzione della prora. 15. Nv Prora magneticat Prora bussola: Fig. fra la direzione del nord vero e quella della traiettoria descritta dalla barca . (simbolo Ph). Prore di una barca: prora vera (angolo P. angolo. angolo. Rotta vera: (simbolo Rc). prora magnetica (angolo Pm). 16. misurato in senso orario da 0° a 360°.).) di una barca. • Fig. misurato in senso orario da 0° a 360°. 17 . angolo. fra la direzione del nord vero e la direzione della prora. prora bussola (angola Ps). misurato in senso orario da 0° a 360°.Prora vera: (simbolo Pv). misurato in senso orario da 0° a 360°. Rotta vera (angolo R. fra la direzione del nord bussola e la direzione della prora. (simbolo Pm).

17. angolo fra la prora vera e la rotta vera superficie. da 0° a 90". delle prore: Conversione operazione mediante la quale si passa dalla rotta vera (Rc) alla prora bussola (Pb). del suo mbto effettivo 0 risultante (definito dalla rotta vera e dalla velocita effettiva) e del mota della corrente (definito dalla direzione e dana velocita con la quale si sposta la massa liquida). In tali casi essi devono essere preceduti dai simboli NoS e seguiti dai simboli E 0 W per indicate la direz ione di riferimento c la direzione verso la quale sono contati. verso est 0 verso ovest. si considera positivo se sposta la barca verso dritta. fra la direzione del nord vero e la direzione della traiettoria percorsa rispetto ana superficie del mare.' (simbolo lsc). definisce il valore dell'angolo di scarroccio (Lv) 0 di deriva (/J. dall'azione del vento. l'angolo fra la scia e l'asse longitudinale della barca.) rna si sposta con rotta vera (R. e P. la difJerenza Ira R. angolo fra la rotta vera superficie (Rvs) e la rotta vera (Rv): si determina graficamente con il sistema della composizione e scompasizione dei vettori rappresentativi del mota proprio della barca (definito dalla prora vera e dalla velocita sviluppata dal propulsore). A"'. dopo aver dedotto dalla carta nautica la rotta vera da seguire per raggiungere il punto di destinazione. Scarroccio: e prodotto Fig. Deriva: (simbolo Idr).): angolo. AU. si considera positivo se sposta la barca verso dritta.): traiettoria A. misurato in senso orario da 0° a 360°. ovvero contati dalle direzioni nord e sud. tutte le volte che si deve assegnare la prora al timoniere. I 18 . si effettua. applicando la relazione algebrica: Gli angoli di rotta si esprimono talvolta quadrantalmentc. A'.Rotta vera superjiciei (simbolo Rc. negativo nel caso contrario. negativo nel caso contrario.) prodotto dal vento o dalla corrente. si valuta a occhio 0 leggendo su un semicerchio graduato fissato presso l'estremita poppiera. Diijerenza Ira prora vera e rotta vera: la barca considerata procede con prora vera (P.

Bussola di rotta prodotta dalla ditta Suunto. definito dalla prora vera (Ps) e dalla velocita del prop Illsore (V e can if vettore AC il mota della corrente.. Corresione delle prore: Pv=Rvs-Isc. 19.) e velocita (V. in funzione della prora bussola (Ps). Moto efJettivo di una barca che avanza in zona in cui agisce una corrente ben definita: rappresentando con if vettore AB il moto proprio della barca.). Pb=Pm-~? operazione (raramente necessaria in pratica) mediante Ia quale si passa dalla prora bussoia (Pj. p) . . 0. J II valore della deviazione si ricava dalla tabella delle deviazioni della bussola. Pm=P.. = P. B Fig. Ie relazioni aigebriche: Rvs=Rv-1dr. .-d. + 8 + d + Isc + Idr 3 • D/ . costruendo il vettore risultante AD. 18./ /' /' ~ c __ - _-- .) alla prora vera (P v) e alla rotta vera (Rc).Fig. in funzione della prora magnetica (Pm). piii correttamente. definite dalla rotta vera (Rv) e da/la velocita efJettiva (V'I) . definito dalla sua direzione (dir. 2 Cia perche il valore della deviazione deve essere ricavato dalla apposita tabella delle deviazioni della bussola. si determina il moto efJettivo. . si effettua applicando la relazione algebrica: R.

non coincide generalmente con il punto stimato. 0 = 0 pili semplicemente n 0 kn). Fig.Miglio nautico 0 marino: (simbolo m 1852). ha navigato per un ben precisato intervallo di tempo con rotta e velocita note. cia perche non e possibile stabilire con assoluta certezza la velocita effettiva e la rotta vera effettivamente seguita dalla barca nel tempo considerato. partita da un punto esattamente determinato. la sua stessa definizione indica chiaramente che il punto stimato non e il punto-nave. governando con la bussola. (simbolo Ps): posizione della barca accertata mediante osservazione di punti costieri 0 con altri sistemi di controllo. mg 0 M). unita di misura delle distanze (lunghezza Nodo: (simbolo mg/h 0 M/h 0 node di misura della velocita (1 no do al secondo). unita 1 miglio all'ora = 0. Pun to-nave : ?n . rna quello che si segue per and are da un punto ad un altro. 20. distanza tervallo di tempo. punto nel quale si ritiene debba trovarsi una barca che. Lossodromia.5147 metri Cammino distansa: (simbolo m). non rapprescnta il percorso pili breve fra due punti. Punto stimato: (simbolo Ps). rna i1 punto in cui si stima possa trovarsi la barca. III miglia percorsa in un determinato in- Lossodromia : linea che taglia tutti i meridiani sotto 10 stesso angolo.

(simbolo Rilm). 21. a partire dalla direzione del nord magnetico. in senso orario. Rilevamenti di un oggetto A: rilevamento tico. angolo fra il piano del meridiano magnetico dell'osservatore e il piano verticale passante per quest'ultimo e il punto rilevato. Rilevamento magnetico di un punto costiero t Rileoamento bussola di un punto costiero i Fig. (simbolo Rih. angolo Rit. angolo RiL.Rileuamento »ero di un punto costiero: (simbolo Ril. a partire dalla direzione del nord bussola. si colloca sul coperchio della bussola e si usa per misurare i rilevamenti di punti costieri. rilevamento magne- Apparecchio asimutaler 0 cerchio cerchio metallico munito di traguardi.): luogo di posizione definito. . da una retta passante per iiIpunto rilevato e form ante con la direzione del nord vero un angolo uguale all'angolo fra il piano meridiano dell'osservatore e il piano verticale contenente quest'ultimo e il punto rilevato. si conta da 0° a 360°.): angolo ira il piano del meridiano bussola dell'osservatore e il piano verticale passante per quest'ultimo e il punto rilevato. si conta da 0° a 360°. in senso orario. a partire dalla direzione del nord vero. angolo Rili. sulla carta nautica.. rilevamento vero. bussola. si conta da 0° a 360°. in senso orario.

M. azi- Fig. 22. 23.I.Fig. Bussola menta. Cerchio a apparecchio mutale prodotto dalla C. Riviera da rileva- 22 .A.

). 24.Bussola da rilevamento: Corresione dei rilevamenti: bussola portatile. si conta da 0° a 360° in sen so orario 0 da 0° a 180 verso dritta e verso sinistra. • La deviazione 0 si consider a solo per la correzione dei rilevamenti l'apparecchio azimutalc in quanto non si conosce il valore della deviazione da rilevamento. operazione mediante la quale si trasformano i rilevamenti misurati con l'apparecchio azimutale 0 la bussola da rilevamento: rilevamenti bus sola (Rilj. Rilevamento polare di un oggetto A: angolo p Ira fa direzione della prora e la direzione del punto A.' Rilecomento polare: (simbolo p). a partire dalla direzione della prora (i rilevamenti contati verso sinistra sono negativi). angolo fra il piano verticale contenente l'asse Iongitudinale della barca e il piano verticale passante per l'osservatore e l'oggetto rilevato. misurati con della bussola .): si effettua applicando la relazione algebrica: nu. = nn. graduato da 0° a 360° 0 da 0° a 180° e provvisto di traguardi. Grafometro: disco 0 semidisco met alli co . 0 N. Fig. +8+d dove 8 e la deviazione che si ricava dalla tabella delle deviazioni in funzione della prora bus sola (Ps) seguita all'istante della misura. si usa per la misura dei rilevamenti polari. in rilevamenti veri (Ril. con traguardo per la misura dei rilevamenti. fissato su un sostegno orizzontale 0 sospeso cardanicamente e con il diametro definito dalla linea 0°-180° della graduazione esattamente parallelo alla direzione della chiglia.

l. Grafometro Baroni prodotto dalla C.A. Fig. . 25. si usa per la misura dei rilevamenti veri oltreche dei rilevamenti polari. Pe/oro prodotto dalla C. 26.I.M.A.M.PRORA Fig. Peloro: grafometro avente il disco graduato inserito in una corona circolare mobile e graduata da 0° a 360°.

. 93 91 'i19f 36 106 Fig.. <.. __ ... ..... I'operazione di trasformazione richiede I'esatta conoscenza del valore della prora bussola all'istante della misura e si effettua con la relazione algebrica: Ril. puo essere individuato anche senza strumenti per rilevare. cioe uno sovrapposto all'altro._....5 18 25 20 15 .. 2... (Dalla carta nautica dell'lstituto ldrografico).. .. 27 31 37 37 37 +f+ 22 62 ""50 \ 21 \ \ 61 36 26 21 " .. 27.-- 19 ioo <. Allineamento.45 ----- 36 . Autorizzazione n" 23173 del 23. 61'\ . attendendo semplicemente l'istante in cui i punti considerati risultano allineati.6.. .. Allineamento t +0+d +p e positivo se contato in senso orario.. sa "' 16 '_w_~ 9 19 13 45 84 19 ---_ 71 25 -. = Ph dove p (rilevamento polare) negativo se contato in senso antiorario. luogo di posizione definito dalla congiungente di due punti costieri visibili e perfettamente determinati..1973 25 .Passaggio da rileoamento polare a rileoamento oerot si rende necessario per riportare sulla carta ilIuogo di posizione definito da un rilevamento polare.. n" 51D dell'/stituto ldrografico della Marina... .

Cerchio capace. N Staziografo: apparecchio ideato per determinare il punto-nave renze di rilevamento. . senza costruzioni grafiche .Cerchio capacet luogo di uguale differenza di rilevamento. . / I Fig. Staziografo prodotto dalla Salmoiraghi. ovvero luogo dei punti dai quali si osservano due oggetti eostieri sotto 10 stesso angelo: sulla carta nautiea risulta definito da una eireonferenza passante per i due oggetti eonsiderati e caratterizzata dal fatto ehe tutti i suoi punti sottendono l'areo delimitato dai due oggetti. 29.. con due diffe- Fig. sotto un angolo uguale alla differenza dei loro rilevamenti. 28.

. Fig. .A. 31.A.B. Cerchio di uguale distanza: luogo di posizione definito da una circonferenza avente il centro in un punto costiero e.raggio uguale alla distanza fra la barca e il punto considerato.: altro apparecchio utilizzabile per una rapida determinazione del punto-nave mediante Ia misura di due differenze di rilevamento. Staziogra]o rapido V.Staziogra/o rapido V. Cerchio di uguale distanza. 30. Fig.B. del Comandante Prati.

. . 4 I Fig. 45 27/ 19 25 13 ~' -: : _' '-_-_ 72 71 80 91 . .... . 19 .II· <. -.Linea batimetricat luogo di POSIZlone definito sulla carta nautica da una linea di uguale profondita. Autorizzazione n" 23/73 del 23. Linee batimetriche. \ 11 \ • 101 110 75 \ 7 7 \ 57 \ 30 10 I 20 13 30 \ 8 . \ I 4 \ 82 61 \ 41/ 1 1~O / 6 1 I I . <._"-----. -.. \ \ \ 6 \ . . 19 <._ 23 <.'--:::- 30 _!'~- 42 33 25 20 16 _' .1973 .52' -. . <~ ±-Squ "- -.6. .. . 89 " 23 f 24 \ ---.. 32. 31 56 " 39 f 20 13 36 10 8f 14 97 74 97 ~' """_ '. dell'lstituto Idrograiico).. <. 82/ 88 58 \ 37 104 . "<. (Dalla carta nautica n" 5/ D dell'l stituto Idrografico della Marina. .

3'3. determinazione delle coordinate geografiche del punto in cui si trova una barca che. sia come righelli millimetrati.IL CARTEGGIO Con questo termine si indicano tutte le operazioni grafiche che si eseguono sulla carta nautica per condurre la navigazione e per effettuare Ie veri fiche che essa richiede. Attrezzi per carteggiare. Per sottolineare l'importanza del carteggio rileviamo che a questa operazione legata la possibilita di risolvere. partita da un punto di coordinate note. quando siano note le coordinate geografiche del punto di partenza e di quello di arrivo. . di un compasso a punte fisse per misurare le distanze. ecc. indicare ore e rotte. e Per quanto riguarda i mezzi ricordiamo che bisogna disporre di una mat ita (morbida eben appuntita) per tracciare linee. Fig. ha navigato per un ben precisato periodo di tempo con rotta e velocita conosciute). di due squadrette nautiche da usare sia come goniometri. di una gomma per cancellare Ie scritturazioni relative a precedenti travers ate.. segnare punti. il problema della determinazione del punto-nave con osservazione di uno 0 pili punti cospicui della costa e i problemi [ondamentali della navigazione stimata (determinazione della rotta da seguire e della distanza da percorrere per spostarsi da un punto ad un altro. graficamente e con grande rapidita.

confortati dalla larga diffusione che esse hanno in tutte le marinerie commerciali e militari. regoli speciali. Osserviamo inoltre che la seconda squadretta nautica puo essere sostituita da una squadretta comune. purche sia costruita in materiale trasparente e abbia adeguato spessore. parallele a rulli e parallele a snodo). con analoghi risultati. rna ne suggeriamo l'impiego.Osserviamo che le squadrette nautiche non rappresentano l'unico mezzo disponibile per misurare angoli e tracciare segmenti di retta (si possono infatti usare. ~n .

sono edite daIl'Istituto ldrografico della Marina. rna faciImente comprensibile. . sia per Ie parti rappresentative di zone marittime sia per quelle rappresentative di zone costiere. La raccolta completa dei segni convenzionali si trova nella pubblicazione n. vediamo come viene realizzata una carta nautica e come ci si orienta in quella vasta gamma di segni convenzionali che normalmente Ia ricoprono. . Ricordiamo a questo punto che l'isogonisrno costituisce una condizione essenziale per assicurare Ia perfetta uguaglianza fra gli angoli che si misurano sulla carta e quelli che ad essi corrispondono sulla superficie terrestre. Ie scale segnate sui margini orizzontali servono per stabilire longitudine dei punti compresi nella zona rappresentata. Le carte. e che Ia rettificazione delle Iossodromie consente di tracciare rotte e rilevamenti di punti costieri con Ia massima rapidita e semplicita. Ie scale segnate sui margini verticali titudine dei punti compresi nella zona in miglia fra due punti di coordinate di differenza di Iatitudine corrisponde Ia servono per stabilire Ia /arappresentata e Ia distanza geografiche note (un primo a un miglio). per Ia interpretazione dei segni convenzionali di maggiore interesse rimandiamo iI Iettore aIle tavole che seguono (tavv. Tipo di rappresentasioner essendo Ie carte nautiche rappresentazioni di parti della superfide terrestre in proiezione cilindrica isogona (proiezione di Mercatore). Le scale: 1.. 2. 2) rna richiamiamo fin d'ora Ia sua attenzione sulla importanza delle scale riportate sui margini di ciascuna carta. forniscono preziosissime indicazioni in un linguaggio convenzionaIe.LA CARTA NAUTICA Visto che ci ripromettiamo di usarIa per programmare i nostri spostamenti e per con troll are periodicamente Ia validita della stima. come tutte Ie pubbIicazioni nautiche italiane. Simboli di maggior interesse: osserviamo che i simboli usati dagli Istituti editori. esse soddisfano al requisito dell'isogonismo e a quello della rettificazione delle lossodromie. 1111 dell'Istituto Idrografico della Marina. 1.

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34 .3. le suddivisioni delle scale delle latitudini e delle longitudini consentono di determinare agevolmente Ie corrispondenti coordinate in gradi. primi e decimi di primo se la carta considerata e a grande scala. primi e mezzi primi 0 soltanto in gradi e primi se si tratta di carta a piccola scala. in gradi. 4. dovendo misurare la distanza fra due punti. rna cresce col crescere della latitudine considerata (per questo motivo la carta di Mercatore e detta anche a latitudini crescenti) e pertanto. bisogna assicurarsi che le punte del compasso siano poste approssimativamente a cavallo del parallelo passante per il punto mediano del segmento che li unisce. la lunghezza grafica di un primo di latitudine non e costante.

cia premesso. rna. 4. La direzione di riferimento per la misura degli angoli e la direzione nord dell'orizzonte (in qualche caso particolare si misurano angoli anche rispetto alIa direzione dell' asse longitudinale della barca). per la misura delle rotte e dei rilevamenti. che ha la forma di un triangolo isoscele rettangolo. Poiche nulla viene lasciato al caso. come vedremo. 2. che porta delle graduazioni su tutti e tre i lati e che i margini di questi ultimi non sono smussati. ancor prima di considerare i diversi casi che possono presentarsi pili frequentemente. ricordiamo che per evitare errori e consigliabile svolgere con it lato piu lungo tutto it lavoro di tracciamento di linee e di misura dell'angolo che esse formano con la direzione di riferimento. golo millimetrato. . la mancanza di margini affinati si giustifica con la necessita di poter far scorrere una squadretta lungo l'altra senza pericolo di accavallamento dei lati a contatto . . rna risultano particolarmente utili. Impiego: . vediamo come si usano praticamente Ie squadrette nelle operazioni dicarteggio. e logico domandarsi il perche di queste scelte. la forma di triangolo isoscele rettangolo conferisce alIa squadretta buoni requisiti di praticita senza eccessivo ingombro.LE SQUADRETTE NAUTICHE Osservando una squadretta nautica si nota subito che e costruita con materiale trasparente. la graduazione riportata sul lato piu lungo (ipotenusa) di utilizzare la squadretta. le graduazioni riportate sui due lati uguali (cateti) possono servire per misurare qualsiasi angolo avente il vertice al centro di una linea che si estende parallelamente al margine del lato pili lungo. consente come un comune re- 3. Caratteristiche : 1.. se necessaria. Le operazioni che richiedono l'osservanza di questa precauzione si identificano normalmente con la misura delle rotte e con il tracciamento dei rilevamenti di punti costieri e pertanto riteniamo opportuno offrire una breve illustrazione delle procedure che si possono seguire in tali circostanze.

b) R" = 80' da A a B. Realizzata questa condizione. = 260' da B ad A. si dispone una squadretta in modo da sovrapporre esattamente a tale segmento la linea che si estende parallelamente all'ipotenusa della squadretta stessa. R. R. Misura degli angoli di rolla can una squadretta: a) R" = 57" da A a B. 34. = 237" da B ad A. 36 . se sussiste la possibilita di far coincidere il vert ice degli angoli segnati sui cateti della squadretta (punto mediano della linea che si estende parallelamente all'ipotenusa) con un meridiana della carta. si determina immediatamente la rotta prendendo nota del 8 a) Fig.M isura delle roues tracciato il segmento di retta che unisce i punti di partenza e di destinazione. si distinguono i seguenti casi: 1.

N). si compiono Ie seguenti operazioni: a) si dispone la prima squadretta nella posizione contraddistinta con if numero 1. valida per rotte comprese nel I e II quadrante. si efIettuano Ie seguenti operazioni: Fig. NW. II quadrante: angoli da 90" a 180". e contraddistinta dalle Iettere S. c) si fa scorrere la prima squadretta (Iun go l'ipotenusa della seconda squadretta) finche non assuma la posizione contraddistinta con if numero l' (vertice degli angoli segnati lungo i cateti su un meridiano della carta). za del meridiano considerato. b) si dispone la seconda squadretta nella posizione contraddistinta con if numero 2. Ia graduazione interna. 35. W. IV quadrante: angoli da 270" a 360"). E. utilizzando anche la second a squadretta. NE. Misura degli angoli di rotta con due squadrette: supposto che sia AB il segmento rappresentativo della rotta. 37 . rna Ie stesse graduazioni faciIitano questo compito poiche portano incise le iniziali delle 8 direzioni principali deIl'orizzonte (la graduazione esterna. SW. III quadrante: angoli da 180" a 270". puo essere sufficiente un riferimento rnentale al quadrante nel quale deve collocarsi Ia direzione di spostamento 0 rotta (I quadrante: angcli da 0" a 90". si realizzano Ie condizioni richieste per la misura della rotta. e contraddistinta dalle Iettere N.valore dell'angolo che si legge sulla squadretta. d) si legge l'angolo di rotta in corrispondenza del meridiana considerato. I Su ciascun cateto della squadretta e riportata una doppia graduazione poiche iI segmento che unisce due punti puo essere orientato in due opposte direzioni. Per escludere qualsiasi possibilita di equivoco sulla graduazione da considerare. 1 In corrisponden- 2. Per conoscere il giusto valore della rotta basta quindi Ieggere l'angolo in corrispondenza della graduazione relativa al quadrante in cui essa e compresa. dopo aver disposto la prima squadretta in modo da ottenere una perfetta sovrapposizione fra la linea segnata parallelamente alIa sua ipotenusa e il segmento rappresentativo della rotta. A tal fine. valida per rotte comprese nel III e IV quadrante. S. se il segmento rappresentativo della rotta che unisce i punti di partenza e di destinazione non taglia nessun meridiano della carta. in modo che la linea estendentesi parallelamente alla sua ipotenusa risulti sovrapposta al segmento AB. SE.

). negativa se di nome contrario) e p il rilevamento pol are misurato (p positivo se contato in senso orario. (0 posit iva se di nome est. rilevamenti riferiti alIa direzione prodiera delI'asse longitudinale e misurati con un grafometro 0 un peloro. 38 . Occorre pertanto. corn'e noto. partendo dal pun to rilevato. si trasformano in rilevamenti veri (Ril. 3. lungo l'ipotenusa della prima squadretta. si fa scorrere la prima squadretta lungo l'ipotenusa della seconda (mantenendo quest'ultima hen ferma sulla carta) fino a portare l'ipotenusa della prima squadretta sul punto rilevato. + 0 + d dove la deviazione magnetica (<» e la declinazione magnetica (d) sono positive se di nome est. c) si effettua la lettura come indicato al punto 1. fino a portare il vertice degli angoli segnati lungo i suoi cateti suI meridiano pili vicino. Gli evcntuali rilevamenti polari (p). Tracciamento dei rilevamenti: misurato un rilevamento con unodegli strumenti disponihili per compiere questa operazione. si traccia. prima di effettuare qualsiasi operazione grafica. negativa se di nome contrario).a) si dispone l'ipotenusa della seconda con un cateto della prima squadretta. con la relazione algebrica: RiL = Ril. negative se di nome ovest. : Sulla carta nautica si tracciano. un segmento di retta che. squadretta a contatto h) si fa scorrere la prima squadretta lungo l'ipotenusa della seconda (mantenendo quest'ultima hen ferma sulla carta). 10 si riporta sulla carta' seguendo la procedurasottoindicata: 1. trasformare i rilevamenti misurati con gli apparecchi azimutali 0 Ie bussole da rilevamento (Rils) in rilevamenti veri (Ril. La deviazione da introdurre nella relazione ricordata si ricava dalla tabella delle deviazioni della bussola in funzione della prora bussola (Ps) seguita all'istante della misura (nessuna correzione per la deviazione puc essere apport at a aile misure effettuate con la bussola da rilevamento poiche non si conosce il valore della deviazione di quest'ultima): la declinazione magnetica valevole per la zona in cui si trova la barca e l'anno in corso si ricava dalla carta nautica. i rilevamenti veri. negativo se contato in senso antiorario). si dispone l'ipotenusa della seconda squadretta a contatto con un cateto della squadretta gia collocata sulla carta seguendo i1 criterio indicato al punto 1. 4. si estende suI mare fino a oltrepassare di un huon tratto la rotta che si stima di seguire.) con la relazione algebrica: RiL = Ph +0+d+p dove Ph e la prora bussola all'istante della misura (il suo valore deve essere esattamente conosciuto). d la declinazione che si ricava dalla carta (d positiva se di nome est. 0 la deviazione della bussola in funzione della P. si dispone una squadretta in modo che vengano a trovarsi sullo stesso meridiana della carta (il pili vicino all'oggetto osservato) il vertice degli angoli segnati sui due cateti e il valore del rilevamento misurato. 2.

si colloca la prima squadretta nella posizione contrassegnata con il numero 1 e si procede operando come segue: a) si dispone la seconda squadretta nella posizione contrassegnata con ll numero 2. In altre parole si pUG far tutto con una sola squadretta se e possibile disporla in modo che la sua ipotenusa passi per l'oggetto rilevato. b) si fa scorrcre fa prima squadrctta nella posizione contrassegnata con if numero 1'. 39 . Uso delle squadrette per tracciarc un rilevamento. 36. = 123" if rilevamento vero del punto A. Conviene comunque precisare che la seconda squadretta non viene utilizzata se sussiste la possibilita di far passare direttamente l'ipotenusa della prima squadretta sull'oggetto rilevato. supposto che sia Ril . Il segmento tracciato eseguendo le operazioni descritte rappresen ta il rilevamento dell'oggetto considerato. mentre il vertice degli angoli segnati sui due cateti e il valore del rilevamento misurato si trovano su un meridiano della carta.s: TTl ~ o > z o Fig. c) si traccia la retta passantc per if pun to A (retta di rilevamento)..

Parte seconda ESERCIZI .

Ie declinazioni magnetiche utilizzate per tali operazioni si riferiscono all'anno 1987.Avvertenza: per Ie operazioni di correzione dei rilevamenti e di correzione e conversione delle prore usare I'allegata tabella delle deviazioni. .

5/0. una rotta di 220 avente origine nel pun to D. disponiamo una squadretta con il vertice degli angoli segnati sui suoi cateti e il valore 88 della relativa graduazione sullo stesso meridiano della carta. 1 TRACCIAMENTO 01 ROTTE SULLA CARTA NAUTICA TAVOLA 3 CARTA NAUTICA 1.1. Con procedimento analogo possiamo tracciare una rotta di 2450 avente origine nel punto B. tracciamo un segmento passante per il punto A e adiacente all'ipotenusa della prima squadretta.ESERCIZIO N. e avremo risolto il nostro problema. Supponiamo di voler tracciare una rotta di 880 avente ongine nel punto A (tav. 4. in modo che la sua ipotenusa risulti a contatto con un cateto della prima squadretta. A tale scopo eseguiamo le seguenti operazioni: 1. 2. e una rotta di 1060 avente origine nel pun to E. fino a portare l'ipotenusa della prima squadretta suI punto A. 3). Ricordiamo che non e necessario usare la seconda squadretta se sussiste la possibilita di far passare l'ipotenusa della prima squadretta per il punto A mentre il vert ice degli angoli segnati lungo i suoi cateti e il valore della graduazione che corrisponde all'angolo di rotta considerato si trovano su uno stesso meridiano della carta . 3. • 43 . una rotta di 3590 avente origine nel punto C. disponiamo la seconda squadretta sulla carta. facciamo scorrere il cateto della prima squadretta lungo I'ipotenusa della seconda.

ESERCIZIO N. Nell'esempio considerato sara: R. disponiamo una squadretta in modo che la linea estendentesi parallelamente alIa sua ipotenusa risulti sovrapposta al segmento AB e provvediamo a mantenerla ben ferma nella posizione che essa ha assunto sopra la carta. Sia AB il segmento rappresentativo della rotta che congiunge il punto A con il punto B (tav. disponendola con il vertice degli angoli segnati sui suoi cateti su tale meridiana e la linea che si estende parallelamente all'ipotenusa sul segmento rappresentativo della rotta. disponiamo la seconda squadretta in modo che la sua ipotenusa sia a stretto contatto con il cateto sub-orizzontale della prima squadretta: 3. = 38° L'angolo di rotra state letto sulla graduazione esterna della squadretta perche compreso nel primo quadrante (condizione evidenziata dalla posizione del punto B rispetto a quella del punto A). 4). Se il segmento AB taglia uno dei meridiani segnati sulla carta. 432/0. facciamo scorrere il cateto sub-orizzontale lungo l'ipotenusa della seconda squadretta sulla carta) fino a portare il vert ice degli cateti sul meridiana pili vicino fra quelli sulla carta: della prima squadretta (mantenuta ben ferma angoli segnati sui suoi che risultano tracciati 4.1. Effettuiamo la misura eseguendo le operazioni sottoindicate: 1. e 44 . possiamo operare con una sola squadretta. leggiamo l'angolo di rotta sulla graduazione della prima squadretta. in corrispondenza del meridiano utilizzato per assicurare la condizione indicata al punto precedente. 2. 2 ' MISURA 01 UN ANGOLO 01 ROTTA TAVOLA 4 CARTA NAUTICA 1.

collocata nel punto considerato una punta del compasso. denza della sua seconda punta (A 10° 14. 5) e supponiamo di voler determinare le sue coordinate geografiche <j> e A (latitudine e longitudine). 45 .2 E). portiamo il compasso sulla scala delle latitudini. Consideriamo il punto P (tav. Possiamo ottenere buoni risultati con la procedura sottoindicata. . 10 disponiamo con una punta sul parallelo precedentemente considerato e Ieggiamo la latitudine in corrispondenza della suaseconda punta (cp 42° 25. = Longitudine: 1. portiamo il compasso sulla scala delle longitudini. collochiamo nuovamente una punta del compasso in P e operiamo in modo che la sua seconda punta descriva un arco di circonferenza tangente a un meridiano segnato sulla carta (per esempio.2' E. regoliamo l'apertura di questa in modo da far descrivere alla sua seconda punta un arco di circonferenza tangente ad un parallelo segnato sulla carta (per esempio. = 2. senza variarne l'apertura. Latitudine: 1. 10 disponiamo con una punta sul meridiano precedentemente considerato e leggiamo la longitudine in corrispon. al meridiano A 10° 10' E). A = = possiamo affermare che il punto P 10° 14. al parallelo <j> 42° 20' N).7' N). senza variarne l'apertura.ESERCIZIO N.1. = 2.7' N. = Effettuate queste operazioni si trova in cp 42° 25. 5/0. 3 DETERMINAZIONE DELLE COORDINATE 01 UN PUNTO TAVOLA 5 CARTA NAUTICA 1.

ESERCIZIO N. leggiamo il numero di primi di latitudine compresi fra Ie due punte del compasso (disposte come indicato al pun to 2) e conosciamo la distanza. Supponiamo di voler determinare la distanza che separa i punti A e B (tav. senza variare l'apertura del compasso. 4 DETERMINAZIONE DELLA DISTANZA TRA DUE PUNTI TAVOLA 6 CARTA NAUTICA 1. 5/0. collocata in A una punta del compasso. regoliamo l'apertura di questa in modo da far coincidere la sua seconda punta con il punto B. 6). seguiamo la procedura sottoindicata: 1. Poiche il segmento AB risulta abbastanza piccolo da poter essere compreso fra Ie punte del compasso. fra A e B. 3. Nel caso considerato sara: m = 9. curando che Ie sue due punte risultino approssimativamente a cavallo del parallelo che passa per il punto di mezzo del segmento AB. portiamo quest'ultimo sulla scala delle latitudini.1 mg 46 .1. 2. in miglia.

rna corrispondente ad un numero intero di primi di latitudine (miglia): 41 . 4. disponiamo il compasso sulla scala delle longitudini.1' E) e B (tp = 42° 45.7' N. visto che 1a lunghezza del segmento AB non ci consente di effettuare la misura con una sola apertura del compasso. ne troppo piccola. con una punta sulla graduazione corrispondente alla longitudine di A (A = 2° 23. tracciamo. possiamo operare nel modo sottoindicato: 1. A = 6° 41.7' N. un tratto del parallelo di latitudine q> = 41° 18.1. 5 SEGNARE SULLA CARTA LA POSIZIONE 01 DUE PUNTI 01 COORDINATE GEOGRAFICHE NOTE E OETERMINARE LA LORO OISTANZA TAVOLA 7 CARTA NAUTICA 1. 2. portiamo il compasso (senza variare la sua apertura) suI tratto di parallelo precedentemente segnato sulla carta e 10 disponiamo con una punta suI meridiano di longitudine A = 2° OS' E: l'altra punta definisce la posizione del punto Ache puo essere COS! segnato sulla carta. Per fissare la lora posizione sulla carta possiamo procedere nel modo sottoindicato: 1. 432/0. 3. tracciamo. partendo dal meridiano della carta pili vicino alla longitudine del punto B (A = 6° 00' E). un tratto del parallelo di latitudine q> = 42° 45. con una punta sulla graduazione corrispondente alla longitudine di B (A = 6°41.8' N.8' N.1'E) e T'altra suI meridiano di longitudine A = 6° OO'E.ESERCIZIO N. Per 1a determinazione della distanza. Siano A (rp = 41° 18. con i1 vertice all'altezza del parallelo passante per il punto medio del segmento AB e una apertura ne troppo grande. portiamo il compasso (senza variare la sua apertura) suI tratto di parallelo precedentemente segnato sulla carta e 10 disponiamo con una punta sul meridiano di longitudine )" = 6° 00' E: l'altra punta definisce 1a posizione del punto B che puo essere COS! segnato sulla carta.1' E) e l'altra suI meridiano di longitudine h = 2° OS' E. 6. parten do dal meridiana della carta pili vicino alla longitudine di A (meridiano di longitudine A = 2° 05' E). 5. disponiamo il compasso sulla scala delle latitudini. disponiamo il compasso sulla scala delle longitudini.1' E) i due punti considerati. A = 2° 23.

5.2. senza variarne l'apertura. La distanza fra A e B sara quindi: m (A-B) = 210 mg 48 . nella stessa zona in cui e stata regolata Ia prima apertura). 4. 3. facciamo avanzare il compasso verso l'estremo B. Nel caso considerato (tav. 7) la lunghezza delsegmento AB puo essere misurata con due aperture di compasso di 90 mg ciascuna e una apertura residua di 30 mg. portiamo il compasso sul segmento AB e poniamo una delle sue punte sull'estremo A. aggiungiamo la lunghezza dell'ultimo tratto del segmento AB alla lunghezza precedentemente rilevata. misuriamo con il compasso la lunghezza dell'eventuale tratto residuo del segmento AB (sulla scala delle Iatitudini. imprimendogli un movimento di rotazione adeguato ed evitando con cura qualsiasi slittamento delle punte rispetto alla carta.

1 49 . 3. determiniamo la distanza in miglia fra i1 punto A e Portovecchio di Piombino. Nell'esempio considerato sara: m = 10. A = 10° 43. giace suI meridiana di longi tudine A = 10° 40' E. leggiamo sulla squadretta il valore dell'angolo di rotta. = R. mentre il punto medio di detta linea.ESERCIZIO N. disponiamo una squadretta nautica in modo che la linea che si estende parallelamente alIa sua ipotenusa risulti sovrapposta alIa rotta tracciata sulla carta. = 313° basta applicare Ie relazioni algebriche: e j .9' N. apriamo il compasso e. eseguiamo le seguenti operazioni: 1. Supponiamo di voler raggiungere Portovecchio di Piombino partendo da un punto A situato in q> = 42° 48. considerato che. 5/D. 10 trasferiamo (curando di non variare l'angolo di apertura) sulla scala delle latitudini.3' E (tav. in assenza di scarroccio e deriva non sussiste alcuna differenza fra la rotta vera (Rc) e la prora vera (Pv). con le due punte a cavallo del parallelo passante per il punto medio del segmcnto stesso. Dopo aver segnato sulla carta il segmento rappresentativo della rotta che congiunge il punto A con il fan ale rosso dell'imboccatura di Portovecchio.3 mg Per determinare la prora bus sola (Ps) da assegnare al timoniere. 2. vertice degli angoli segnati sui cateti. in corrispondenza della stesso meridiano di longitudine A = 10° 40' E. 8).1. contando il numero di primi di latitudine compresi fra le due punte del compasso. 6 DETERMINAZIONE DI ROTTA E DISTANZA FRA DUE PUNTI E DELLA PRORA BUSSOLA DA SEGUIRE IN ASSENZA DI SCARROCCIO E DERIVA TAVOLA 8 CARTA NAUTICA 1. dopo averlo disposto in modo da far coincidere le sue punte con gli estremi del segmento 0 rotta che unisce il pun to A con il fan ale rosso dell'imboccatura di Portovecchio. 4. P.

8 mg R.5' N. A = 10° 27. 8): a) dal punto B (cp = 42° 42.8' E) al faro diPiom- Nel caso a) troviamo: m = 12.Con procedimento analogo possiamo determinare Ie prore bussola da seguire e Ie distanze da percorrere per effettuare Ie seguenti traversate (tav.8' E) a un punto D situato a mg 1. = 70° Pm = Pv-d = 70°_(_1°) = 71° Ph = Pm-o = 71°_(_1°) = 72° Nel caso b) troviamo: m = 10. = 42° 45.2 mg R. = P.6' N. = 20° Pm = Pv-d = 20°_(_1°) = 21° Ph = Pm-o = 21°_(_4°) = 25° 50 . A = 10° 26.3 a sud del forte di Punta Ala. b) dal pun to C (cp bino. = P.

= 10° 20:6' E Con procedimento analogo troviamo le coordinate del punto stimate di una barca che.5 dallo Scoglio Africa (Formiche di Montecristo).5' E) il punto di partenza. Sia A (rp = 42° 23. misuriamo Ie coordinate dell'estremo B del segmento COS! definito. 4. mentre il vertice degli angoli segnati sui suoi cateti e il valore 54° si trovano suI meridiano di longitudine ). = 54° la rotta vera seguita.. partita dal punto C..1. partendo dal punto A segnato sulla carta. riportiamo lungo la rotta una distanza pari a 17.S' E . HA NAVIGATO CON ROTTA E VElOCITA CONOSCIUTE PER UN DETERMINATO INTERVAlLO DI TEMPO TAVOLA 9 CARTA NAUTICA 1.. Riportiamo il punto di partenza Bulla carta e constatiamo che esso si trova a mg 2. disponendo una squadretta in modo che la sua ipotenusa passi per i1 punto A. in direzione 315° (tav. 5/D. 1. ). situato a 3 mg a est dello Scoglio Africa ha navigato con rotta vera R.4' N D ~).2' N. PARTITA DA UN PUNTO DI COORDINATE NOTE.. 7 DETERMINAZIONE DELLE COORDINATE DEL PUNTO STIMATO DI UNA BARCA CHE.= 10° 10' E. Nell'esempio considerato ~ q> sara: = 42° 33 5' N B l). v = 5 nodi la velocita sviluppata e At = 3h 30m l'intervaHo di tempo considerato.4 nodi per un intervallo di tempo At = 2h 20m• Eseguendo Ie necessarie operazioni \ q> si ottiene: = 42° 26. tracciamo un primo tratto di rotta. R. tre ore e mezzo di navigazione (il punto B si definisce stimato perche si considerano stimate sia la rotta vera sia la velocita).. = 6]0 e velocita v = 5.= 100 23.. 3. 2. ovvero del punto in cui stimiamo si trovi la barca dopo ...= 10° 01. 9)..5 mg (misurate con il compasso sulla scala delle latitudini) per tenere conto del cammino percorso nell'intervallo di tempo considerate.ESERCIZIO N. prolunghiamo la rotta facendo scorrere l'ipotenusa della squadretta lungo il segmento gia tracciato (questa operazione si effettua normalmente con l'ausilio della seconda squadretta).

Nell'esempio considerato si ottiene: Vef = 4.2 nodi (l'azione della corrente provoca quindi una deriva l adiminuzione di velocita di 1. Determiniamo innanzitutto la velocita effettiva (Vef) e la prora vera (Pv) da assumere per procedere con R. effettuando Ie seguenti operazioni: = 1.' facciamo descrivere all'altra punta del compasso un arco di circonferenza che intercetta il segmento rappresentativo della rotta nel punto C. congiungiamo l'estremo B del vettore-corrente con il punto C della rotta e avremo costruito un triangolo (triangolo delle velocita) che presenta Ie seguenti caratteristiche: a) il lato AC definlsce il mota effettivo della barca. con origine in un punto qualsiasi della rotta (punto A). NAVIGANDO CON VELOCITA PROPRIA BEN DEFINITA IN UNA ZONA IN CUI AGISCE UNA CORRENTE DI VELOCITA E DIREZIONE NOTE E COSTANTI TAVOLA 10 CARTA NAUTICA U. 3. traccia'IDO un segmento orientato che chiameremo vettore-corrente e che risulta definito dalla direzione e velocita oraria di quest'ultima. supponiamo ancora che nella zona in cui si svolge la navigazione agisca una corrente di 2 nodi con direzione l O". 220°. 2. seguendo la rotta vera indicata (Rv) = 220° (tav. ovvero la prora vera (Pc) che essa deve assumere per navigare sulla rotta prestabilita e la sua velocita propria. 8 DETERMINAZIONE DELLA VELOCITA EFFETTIVA DI UNA BARCA E DELLA PRORA DA ASSEGNARE AL TIMONIERE (PRORA BUSSOLA) PER SEGUIRE UNA ROTTA PRESTABIUTA. rna abbiarno preferito avvalerci della scala delle latitudini e assurnere per un nodo la lunghezza grafica di un rniglio. ovvero la rotta che essa segue e la sua velocita effettiva (Va): b) illato AB definisce il mota della corrente (direzione e velocita): c) il lato BC definisce il mota proprio della barca. 52 . con una punta del compasso centrata sull'estremo B del vettorecorrente e apertura uguale alla velocita propria della barca.8 nodi). Supponiamo di voler attraversare il braccio di mare che separa la Baia di Talamone dall'Isola del Giglio. nonostante l'azione della corrente.S/D.ESERCIZIO N. con una imbarcazione che sviluppa una veIocita di 6 nodi. 10). = + l O" e una lLe veloclta possono essere rappresentate utilizzando una scala arbitraria.

la direzione della corrente (dire) = 10°. dalla carta nautica e dalla tabella delle deviazioni.') = 348°. Supposto che sia ancora la velocita propria della barca (Vp) = 6 nodi. = 341° Sara quindi: Vef a = 7. passiamo prora bussola (Ps) con le relazioni: e alla corrispondente P. = Pm-a = = 341°-(-1°) 342°-(0°) = = 342° 342° • 53 . se partiamo dal punto D. costruiamo il triangolo delle velocita seguendo la stessa procedura e ricaviamo: P.1 \ Determinata la prora vera (P v).7 nodi Pm = Pv-d P.) da assumere per procedere con rotta vera (R. = Pm-a = 211°-(-4°) = 215° dove d e sono i valori della declinazione e della deviazione dedotti. la velocita della corrente (Ve) = 2 nodi. rispettivamente. Con procedimento analogopossiamo determinare la velocita effettiva (Va) e la prora bussola (Pi.

Nell'esempio P. 11).S/D. tracciamo un segmento orientato nella direzione della corrente e di lunghezza uguale alIa sua velocita oraria (vet tore rappresentativo del moto della corrente): 4. con origine sull'estremo B del vettore definito al punto 2.8' E).. con origine nel pun to A. per un nodo.= 10°03. stabiliamo innanzitutto il valore della prora vera (P. vettore rappresentativo del moto risultante). Le velocira possono essere rappresentate utilizzando una scala arbitraria.') assunta dalla barca e di lunghezza uguale alla sua velocita oraria' (vettore rappresentativo del mota proprio della barca). con la relazione: P. IN UNA ZONA IN CUI AGISCE UNA CORRENTE DI DIREZIONE E VELOCITA CONOSCI UTE E COSTANTI TAVOLA 11 CARTA NAUTICA U. la lunghezza grafica di un miglio.ESERCIZIO N. Determiniamo gli elementi del mota effettivo. rna abbiamo preferito assumere.2'N. = Ph +0+d 2. HA NAVIGATO CON PRORA BUSSOLA E VELOCITA PROPRIA BEN DEFINITE. desunta daIla scala deIle Iatitudini..5 nodi La corrente produce dunque una deriva di 14° e un aumento di velocita di 1. ). tracciamo un segmento orientato nella direzione della prora vera (P. (q:> Supponiamo che la barca considerata sia partita dal punto A 42°25. PARTITA DA UN PUNTO NOTO.') corrispondente alIa prora bussola (Ph). supponiamo ancora che nella zona in cui si svolge la navigazione agisca una corrente diretta a est con velocita (Vc) = 2 nodi. eseguendo le seguenti operazioni: = 1. sara: +0+d = 45° + (- 4°) + (- 1°) = 40° Costruito il triangolo delle velocita si rileva che sono: Va = 6. 3. 9 DETERMINAZIONE DELLA VELOCITA EFFETTIVA E DELLA ROTTA SEGUITA DA UNA BARCA CHE. tracciamo i1 segmento che congiunge il pun to A con l'estremo C del vettore-correfite e otteniamo un segmento orienta to che definisce la rotta vera (Rc) seguita dalla barca e la sua velocita effettiva (Vef. con prora bussola (Ph) = 45° e velocita propria (Vp) = 5 nodi. = Ph considerato (tav. l 54 .5 nodi.

diretta a est con velocita (Vs) = 2 nodi. procede con prora bussola (Pi.) = 204 e velocita propria (Vp) = 5 nodi.7 nodi 1dr = - 24° • 55 .Con procedimento analogo possiamo determinare 0 la rotta vera (Rc) e la velocita effettiva (V«) di una barca che. 11). Supponendo che la corrente sia. parten do dal pun- to D (tav. anche in questa caso. dopo aver stabilito il valore della prora vera (Pc) con la relazione algebrica: costruiamo il triangolo delle velocita e otteniamo: Vef = 4.

00 si trova una barca che procede con prora bussola (Ph) = 256°.0' N.7' N.1. Ignorando la presenza di una corrente nella zona in cui si svolge la navigazione. A 10° 07.2' E) il punto in cui alle ore 14. Nell'esempio considerato (tav. il lato BC rappresenta la direzione e la velocita della corrente (Vc). = = =- = = 56 . la barca considerata ritiene di spostarsi con: e velocita (v) = 6 nodi (velocita propria).8 nodi. In tali condizioni i1 lato AB dal triangolo rappresenta la prora vera (P v) e la velocita propria della barca (V p). Sia A (rp = 42° 56. Gli elementi del moto possono essere facilmente definiti costruendo un triangolo delle velocita nel quale un nodo corrisponde alIa lunghezza grafica di 2 miglia. Va 6. rna.4' N.7' E). A = 10° 24.2' E). effettuata una determinazione di punto-nave con osservazioni di punti costieri. 10 DETERMINAZIONE DELLA DlREZIONE E DELLA VELOCITA DELLA CORRENTE DAL CONFRONTO FRA UN PUNTO ESATTO E UN PUNTO STIMATO TAVOLA 12 CARTA NAUTICA 1. 5/0. si costata di essere invece nel punto C (rp 42° 51. 247°.ESERCIZIO N. 12) constatiamo che la corrente e diretta per 213° con velocita uguale a un nodo e che essa produce una deriva Odr) 5° essendo R. il lato AC rappresenta la rotta seguita (Rc) e la velocita effettiva (Vef). A = 10° 08. Dopo 2 ore di mota si stima di trovarsi nel punto B (rp = 42° 52.

Supponiamo che nella zona in cui si svolge la navigazione agiscano le seguenti correnti: = = = a) 2 nodi in direzione NW durante la prima ora di moto. 13) non possiamo assumere per un node la lunghezza grafica di un miglio (triangoli troppo piccoli) e pertanto non abbiamo nessuna convenienza a eseguire le necessarie operazioni grafiche lungo la rotta che congiunge i punti A e B. ). 11 DETERMINAZIONE DELLE VELOCITA EFFETTIVE E DELLE SUCCESSIVE PRORE DA ASSEGNARE AL TIMONIERE PER SEGUIRE UNA ROTTA PRESTABILITA IN ZONE IN CUI AGISCONO CORRENTI VARIABILI TAVOLA 13 CARTA NAUTICA 1. ).5 nodi in direzione SW durante la quart a ora di moto.5 nodi in direzione N durante la seconda ora di mota. e) nessuna corrente durante la quinta ora di mota e nelle ore successive. congiungiamo K con H e misuriamo la direzione del segmento orientato KH per definire la prora vera (Pc). c) 1. (q> Sia A (q> = 39° 10' N. A tal fine. e conseguentemente la prora bussola (Ph) della barca. 2. centriamo una punta del compasso all'estremita K del segmento rappresentativo della corrente e facciamo descrivere all'altra punta un arco che interseca il segmento parallelo alIa rotta nel punto H. = 13° 43' E) il pun to di partenza. ).1. regoliamo l'apertura del compasso in modo che essa rappresenti la velocita propria della barca (V p). Scegliamo quindi una zona qualsiasi della carta e. R.. = 14° 20' E) tracciamo un segmento parallelo alIa rotta e un segmento orientato nella direzione della corrente (NW) e avente lunghezza uguale alIa sua intensita (2 nodi). 57 . b) 2. 4. 301° la rotta vera da seguire. costruiamo un triangolo delle velocita per ogni ora di corrente. con origine in un punto PI (rp = 39° 35' N.. Vp = 8 nodi la velocita propria della barca.prima ora di mota.ESERCIZIO N..5° durante la terza ora di moto. Nell'esempio (tav. 9° 54' E) il punto di destinazione. 3. costruendo i triangoli delle velocita.5 nodi in direzione 167. Determiniamo le prore bussola (Ph) da assumere successivamente e le velocita effettive della barca (Va). per la. dopo aver valutato I'opportunita di assumere per un node la lunghezza grafica di 10 mg. B 40° 55' N. 432/D. d) 2. operiamo nel modo seguente: 1.

misuriamo la lunghezza del segmento P1H per definire la velocita effettiva (Vef).2 nodi 1dr= d = 318° . A = 13° 43' E) P3 (<p = 39° 10' N. = Pm-o = 300°-(+ 4°) = 296° = = = 1dr = 0° 58 . 13) ricaviamo: prima ora di mota = 297° = Pv-d P. Per le are di mota successive alia prima ripetiamo la costruzione del triangolo delle velocita.8 nodi 29]0-(+ 1°) 296°-(+ 4°) = = = = = = 1dr + 4° 296° 292° = seconda ora di mota P.9 nodi 1dr 308°-(+ 1°) 307° = 307°-(+ 4°) = 303° = =- 7° d) quarta ora di mota P.(+ 1°) 285° 0 285° . 308° Pm Pv-d P. R. con origine nei punti: P2 (tp = 40° 10' N. Pm b) = = Vef 9. Nell'esempio a) riportato (tav. = Pm-o P. = 301° Vef = Vp 8 nodi Pm = Pv-d 301°-(+ 1°) = 300° P. =318° Pm = PvPb = Pm Vef = 8. Pm Pb = 286° = Pv= Pm = = Vef 9 nodi l a+ 15° d 286° .(+ 1°) = 31 T" 0 = 317° .(+ 4°) = 313° 17° e) quinta ora di mota e are successive (nessuna corrente) P.5.(+ 3°) 282° = = = = c) terza ora di mota P. = 12° 10' E) tenendo conto della direzione e della velocita della corrente nelle ore considerate. = Pm-o = Vef 6. ). A = 12° 40' E) P4 (<p = 38° 56' N.

= 115° II punto-nave (P n) e definito dalla intersezione delle relative rette di rilevamento. dopo averla disposta con il vertice degli angoli segnati sui cateti e il valore della graduazione che corrisponde al valore del rilevamento vero. si utilizza anche la seconda squadretta per trasportare l'ipotenusa della prima squadretta suI punto . e pertanto sara: Pm Ps = Pv = Pm - d 0 = = 291 ° 292° - (- 1°) (+ 3°) = = 292° 289° Troviamo quindi: Punta Polveraia: Capo d'Enfola: Ril. suI meridiano pili vicino).) si trovano sullo stesso meridiano (se non e possibile realizzare questa duplice condizione per l'eccessiva lontananza fra il punto considerato e i meridiani segnati sulla carta.. A = 10° 19. Nell'esempio considerato (tav. determiniamo il punto nave (Ps) misurando (con un apparecchio azimutale) i rilevamenti simultanei di due punti cospicui della costa che si trovano a conveniente distanza angolare (differenza di rilevamento compresa fra 30° e 150°).ESERCIZIO N. = R. mentre il vertice degli angoli segnati sui cateti e il valore della graduazione che coincide con il rispettivo rilevamento vero (Ril. 12 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON RILEVAMENTI SIMUL TANEI 01 DUE OGGETTI COSTIERI TAVOLA 14 CARTA NAUTICA 1. 5/0. = 213° per Ril. = Ril.6' N. dopo aver effettuato Ie necessarie correzioni per la deviazione (0) e la decIinazione magnet ica (d). A = 10° 10.5' E) e sia Ps (cp = 42° 52.1.4' N. disponendo una squadretta con l'ipotenusa passante per ciascun punto rilevato. rilevato. = 291 ° la rotta vera e v = 7. 14) riteniamo P. Sia R. A tal fine rileviamo: Punta Polveraia (faro) Capo d'Enfola (segnale trigonometrico) per Ril. che tracciamo sulla carta. Volendo accertare la valid ita della stima.0' E) il suo punto stimato dopo un'ora di navigazione..5 nodi la velocita di una barca partita dal punto A (cp = 42° 49. + 0 + d = 115° + (+ 3°) + (- 1°) = 117° .

= P.7' N )... 10° 17. + 8 + d = 18° l = 42° 40. Ril. sara: che indichiamo con un circoletto e l'ora delle mi- P n I <p = 42° 51. = 1T' = = Ril.7' N ). per Ril.6' E). 10° 18. = Siano infatti rilevati: Punta di' Campo (fanale) Capo Stella (segnale trigonometrico) sara: Punta di Campo: Capo Stella: 11 punto-nave sara: P'n Ril.5' E Con procedimento analogo possiamo determinare il pun to-nave di una barca che naviga a sud dell'Isola d'Elba con R. in cui stima di essere nel punto ).11punto-nave. = 100 10.. = 90° Pm = P v nell'istante - P. I' N. 319° per Ril. (<p = 42° 41. sure. + 8 + d = 320° = Ril.6' E = <p 60 . = Pm - d = 90° 8 = 91° - (- (+ 2°) 1°) = 91° = 89° P'.

13 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON RILEVAMENTI SIMULTANEI 01 TRE OGGETTI COSTIERI TAVOLA 15 CARTA NAUTICA 1. Se. 2 Una eccessiva estensione di questo triangolo rivela la presenza di errori nelle misure e la necessita di ripetere tutte Ie operazioni. = 70° per Ril. 0 d = 313° 1°) 1°) = 313° Soluzione preferibile a quella considerata nell'esercizio precedente perche offre un meglio determinato.0 = 85° .) ai corrispondenti rilevamenti veri (Ril. Sia P. = Punta dei Ripalti Punta di Campo Punta Ie Tombe sara: Punta dei Ripalti: Ril. II pun to-nave (P n) risulta definito dalla intersezione delle tre rette se queste passano per uno stesso punto. come accade normalmente. I « punto » 61 . assumiamo come pun tonave (Pn) il centro del triangolo che esse delimitano'' e 10 evidenziamo con un circoletto e I'ora delle misure. seguendo Ia procedura indicata nell'esercizio precedente. = 84°. Nel caso considerato (tav. + + + 0 + + + d = = 70° + (+ + (+ + (+ 1°) + (+ (+ (- 1°) = = 70° Punta di Campo: Ril. per Ril. A = 10° 14. = 353° per Ril. Sia R.7' E) il punto stimato all'istante della misura dei rilevamenti. V = 6 nodi. tracciamo sulla carta Ie tre rette di rilevamento. = 313° • = = Ril. 0 d 353° 1°) 1°) 353° Punta Ie Tombe: Ril. 5/0. Ril. Pm. supposto di aver misurato: P.1. Ie tre rette non passano per uno stesso punto. = P.(+ 1°) = 84°. Pm = Pvd = 84°_(_1°) = 85°. Supponendo di poter identificare tre punti cospicui della costa posti a sufficiente distanza angolare (differenze di rilevamento comprese fra 30° e 150°). = Ril.' Effettuate Ie correzioni necessarie per passare dai rilevamenti bussola (Rih.ESERCIZIO N. determiniamo un punto-nave (Ps) misurando in strettasuccessione i Ioro rilevamenti bussola.). (rp = 42° 40' N. 15).

Ril. Ril. = = 42° 39. Scoglietto Capo d'Enfoia (segnale trigonometrico) poiche risultano: Capo della Vita Scoglietto . ). Rll. p. Ril. Supposto infatti di aver misurato: Capo della Vita . Ril. Capo d'Enfoia (segnale trigonometrico) sara il punto nave: . = Pv = 80° lungo Ie coste settentrionali dell'Isoia d'EIba. = 86° = 142° = 218° 62 ." = 10° 19' E). = = = 87° 143° 219° . Ril. nell'istante in cui stima di trovarsi nel punto r-.4' N 10° 14.Punto-nave sara: ~ q> r. (q> = 42° 52' N.8' E Con procedimento analogo possiamo determinare il punto-nave (P' n) di una barca che procede con R.

in Ril.ESERCIZIO N. 63 . P. di un punto cospicuo e 10 trasformiamo 2. appartengono alIa prima retta di rileva- basta trasportare la prima retta di rilevamento nella direzione della rotta seguita dalla barca e per una distanza uguale a1 cammino percorso fra Ie due misure. misuriamo il Ril. = 54° e v = 5 nodi. seguendo i I Per ottenere un punto abbastanza preciso e necessario che il secondo rilevamento differisca dal primo di almeno 30".7' E). AIle ore 23. = 84°. II punto-nave (Pn) all'istante del secondo rilevamento risulta definito dalla intersezione fra 1a seconda retta di rilevamento e la prima retta di rilevamento trasportata all'istante della seconda.1. Ouesto problema si presenta quando non sono disponibili due punti costierisituati a conveniente distanza ango1are. (rp 42° 46. = = = Infatti. aumenta I'imprecisione del punto-nave. 14 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON DUE RILEVAMENTI SUCCESSIVI DELLO STESSO OGGETTO TAVOLA 16 CARTA NAUTICA 1.00 rileviamo nuovamente il faro di Punta Polveraia per Rils . tenuto conto che: a) il secondo rilevamento definisce una linea di posizione sulla quale si trova 1a barca all'istante della sua misura: b) nell'intervallo di tempo trascorso fra la misura dei due rilevamenti la barca ha navigato con rotta vera (Rc) e velocita (v) note e pertanto conosciamo 10 spostamento di tutti gli ipotetici punti in cui avrebbe potuto trovarsi all'istante del primo rilevamento: c) tutti questi punti mento. tracciamo la relativa retta di rilevamento criteri a suo tempo illustrati.124°. AIle ore 22. Osserviamo tuttavia che con I'aumentare dell'intervallo di tempo fra Ie due misure.0' N. poiche assumono maggiore consistenza gli errori di trasporto dovuti a eventuale inesatta conoscenza della rotta effettivamente seguita dalla barca e della sua velocita.' La procedura da seguire per la soluzione di questa problema puo esserecosf sintetizzata: 1.: sulla carta. e assumere come pun to-nave (Pn) il punto in cui la prima retta di rilevamento cosf trasportata interseca 1a seconda retta di rilevamento. A = go 57. Supponiamo di navigare a ovest dell'Isola d'Elba con R. 5/D.00. rileviamo (con l'apparecchio azimuta1e) 11 faro di Punta Polveraia per Ril. mentre stimiamo d: trovarci ne1 punto P.

tracciamo sulla carta la relativa retta di rilevamento. .-- 1° RILEVAMENTO TRASPORTATO 1° RILEVAMENTO ORE 2200 Fig. c) tracciamo una parallela alla prima retta di rilevamento. segniamo sulla retta di rilevamento la misura. e 10 trasformiamo Rilv. b) riportiamo tale distanza sulla rotta. misuriamo per la seconda volta il suo Ril. 64 . l'ora in cui e stata effettuata conin 4. aspettiamo quanta basta perche il rilevamento dell'oggetto siderato subisca una variazione non minore di 30°. S. curando che essa intersechi la rotta nel pun to estremo del segmen to rappresentativo del cammino percorso fra i due rilevamenti. Punta-nave can due rilevamenti successivi della stessa oggetto. 7. 6. 37. centrando una punta del compasso nel punto di intersezione fra la rotta e la prima retta di rilevamento. d) assumiamo come punto-nave (Pn) il punto di intersezione fra la seconda retta di rilevamento e la prima retta cosi trasportata e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora della second a misura.3. trasportiamo il primo rilevamento rando nel modo sottoindicato: all'istante del secondo ope- a) misuriamo con il compasso (sulla scala delle latitudini e con gli accorgimenti noti) una distanza uguale al cammino percorso fra i due rilevamenti.

3' N = 10° 02. poiche procediamo con: Pm = Pv-d P. alle ore Zi. velocita v = 5 nodi.3°) + (. il punto nave all'istante del secondo rilevamento sara: \ <p Pn ) A = 42° 49.7' E 65 . = 54°_(_1°) = 55°_(_3°) = 55° = 58° + 0 + d = 84° + (. = Ril.Ou Ril. 16). Trasportiamo la prima retta di rilevamento per 5 mg in direzione della rotta. cammino percorso fra i due rilevamenti m = 5 mg.NeIl'esempio considerato (tav. = Pm-o sara: faro di Punta Polveraia: alle ore 22. = Rih.00 Ril.1°) = 80° + 0 + d = 124 + (_3°) + (_1°) = 120° 0 intervallo di tempo trascorso fra i due rilevamenti: At = 1h.

+ 0 + d + p 334° = = P n 274°+ (+ 1°) + (- 1°) + (+ 60°) = = Punta di Campo: Ril. 66 . 17). + 0 + d + p 3. senza possibilita di dubbio. si tolgono 360" al risultato ottenuto e si considera il valore dell'angolo rimanente. = 270° la rotta vera. due punti cospicui della costa.ESERCIZIO N. = 274° P.' 2. Siano: R. effettuiamo Ie seguenti operazioni: 1. = 10° 11. rna e importante che essa non stia accostando. tracciamo sulla carta Ie due rette di rilevamento (osservando i criteri a suo tempo indicati). 15 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON RILEVAMENTI POLARI SIMULTANEI 01 DUE PUNTI COSPICUI DELLA COSTA TAVOLA 17 CARTA NAUTICA 1. P.6' N (A = 10° 11. (q> = 42° 41. P. poiche risultano: Punta Fetovaia: Punta di Carapo: troviamo: Punta Fetovaia: Ril.) seguita all'istante di ciascuna misura.1. Nell'esempio considerato (tav. = 267° = = = P.4' E I Non e necessario effettuare Ie misure quando la barca si trova esattamente sulla prora bussola prestabilita. 5/0. 2 Quando la sornma di due angoli supera 360". ).5' E) il punto stimato di una barca in navigazione a sud dell'Isola d'Elba. v = 5 nodi la velocita e P. assumiamo come punto-nave (Pn) il punto di intersezione fra Ie due rette di rilevamento e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle misure.) con la relazione algebrica: Ril. P = + 128°. = P. situati a conveniente distanza angolare (differenza di rilevamento compresa fra 30° e 150°). p = + 60°. misuriamo (con un grafometro 0 un peloro) i rilevamenti polari (p) dei due punti considerati e prendiamo buona nota della prora bussola (Pi.5' N. Per determinare il punto-nave (Ps) mediante la misura dei rilevamenti polari (p) di questi due punti (Punta Fetovaia e Punta di Campo). Supponiamo di avere identificato.. calcoliamo il valore dei corrispondenti rilevamenti veri (Ril. 4. + 0 + d + p = 394° = 34°2 II punto-nave sara: 267° + (+ 0°) + (- 1°) + (+ 128°) ) q> = 42° 40.

assumiamo come pun to-nave (Po) il punto di intersezione fra Ie tre rette di rilevamento. e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle misure . Nell'esempio considerato (tav.. tracciamo sulla carta Ie tre rette di rilevamento dura ripetutamente indicata).' 2. effettuiamo Ie seguenti operazioni: 1. p = -110°. esattarnente sulla R7 . = Ph + 0 = 58° 151°. (<p = 42° 41' N. Ph = 89° Ph = 89° Ph = 94° + d + p = 89° + (+ 2°) + (- 1°) + (- 32°) = I Non e necessario effettuare Ie rnisure quando la barca si trova prora bussola prestabilita. Supponiamo di aver identificato tre punti cospicui della costa. A = 10° 19' E) il punto stimato di una barca in navigazione a sud dell'Isola d'Elba. Siano: R. calcoliamo il val ore dei corrispondenti con' la relazione algebrica: Ril. 0 il centro del triangolo che esse delimitano. . situati a conveniente distanza angolare (differenze fra i rilevamenti comprese fra i 30° e i 150°). misuriamo (con un grafometro) i rilevamenti polari (p) dei tre punti considerati e prendiamo nota della prora bussola (Ph) seguita all'istante di ciascuna misura. 16 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON RILEVAMENTI POLAR I SIMULTANEI 01 TRE PUNTI COSPICUI DELLA COSTA TAVOLA 18 CARTA NAUTICA 1. 18). p =- Punta dei Ripalti: Capo Stella (segnale): Punta di Campo: troviamo: Punta dei Ripalti: Ril. poiche risultano: p = -32°. Per determinare il punto-nave (Po) mediante la misura dei rilevamenti polari (p) di questi tre punti (Punta dei Ripalti. v = 7 nodi la velocita e P. (con la proce- 4.1. Capo Stella e Punta di Campo). 5/0.ESERCIZIO N. = 95° la rotta vera. rilevamenti p yen (Ril.) = Ph + 0 + d + 3. rna e irnportante che essa non stia accostando.

maggiore della somma Ph + 0 + d. e RR . = Pi. negativo perche misurato in senso antiorario. + 8 + d + p = 94° = 4560 _ 1510 = 305°2 + (+ 2°) + (- 1°) + (- 110°) = + (+ 3°) + (- 1°) + (- 151°) = II punto-nave sara: P n p 'q> v = = 42° 40. + 8 + d + p = 89° = 450° . = P.1' E 1 Poiche i1 rilevamento polare (p).1100 = 3400 2 Punta di Campo: Ril. bisogna aggiungere 360" al valore di quest'ultima.3' N 10°21.Capo Stella: Ril.

Potendo contare sulla disponibilita di un solo punto cospicuo della costa e di un grafometro.00.) e 297°. non rimane che trasportare la prima di queste linee all'istante della seconda e assumere come punto-nave (Ps) il loro punto di intersezione. S. Questo problema si presenta quando non sono disponibili due punti costieri situati a conveniente distanza angolare. decidiamo di fare un punta-nave (Pn) con due rilevamenti polari (p) successivi dello stesso oggetto. per quanto possibile. trasformiamo il rilevamento polare (p) nel corrispondente vamento vero (Ril. e tracciamo la relativa retta di rilevamento 1 L'intervallo di tempo che deve trascorrere fra i due rilevamenti varia da caso a caso. 17 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON DUE RILEVAMENTI POLARI SUCCESSIVI DELLO STESSO OGGETTO TAVOLA 19 CARTA NAUTICA 1. errori di trasporto. trasformiamo il rilevamento polare (p) nel corrispondente vamento vero (Ril. un'ora dopo rileviamo nuovamente la cima del Monte Fortezza e otteniamo p = 115° a sinistra (. A 10° 25. A tal fine.001 e annotiamo il valore della prora bus sola (Ps) seguita all'istante della misura. mentre la prora bussola (Pi.S' N. aIle ore 10.67°). misuriamo il rilevamento polare (p) di Monte Fortezza aIle ore 10. misuriamo il rilevamento polare (p) di Monte Fortezza aIle ore 11. Siano: R. 5/D.00 e prendiamo nota della prora bussola (Pg) seguita all'istante della misura.ESERCIZIO N. 305° e v 6 nodi. perche condizionato dalla esigenza di misurare rilevamenti che differiscano di alrneno 30" e di evitare. mentre la prora bus sola (Pi.115°). Le operazioni cia svolgere per giungere a questo risultato possono COS! sintetizzarsi: = = = = = e 1. rileviamo la cima del Monte Fortezza (Isola di Montecristo) per p = 67° a sinistra (.1. +0+ d + p e vi anno- 3. 2. tracciamo sulla carta la relativa retta di rilevamento tiamo l'ora della misura. stimando di essere nel punto P.1' E). 69 . P. 4.) con la relazione algebrica: Ril. Poiche ciascun rilevamento definisce una linea di posizione. rile- +0+ d + p sulla carta.) 299°. = Pi. (rp 42° 23.) con la relazione algebrica: rile- Ril. = P.

00: ore 11.00: v = 6 nodi. p = 107°. ==- 6]0. Ph = 101° Ph = 101° ore 15. II punto-nave alle 15.5' N 10° 19. = Ph + 0 = 1850 + + + + p = = 299° + (+ + (+ 4°) + (+ (- 1°) + (+ (- 67°) = = d p 29JO 4°) 1°) 115°) H punto-nave alle ore 11.6. otte- = d 305° nell'intervallo ore 10. 19). 7. Siano infatti: ore 15. p = 50°. poiche risultano: ore 10. Ph = 299° Ph = 29JO fra i due rilevamenti. = Ph + 0 = 235° ore 11.00: Ril.00: Ril. 115°. assumiamo come punto-nave (Pn) il punto di intersezione fra la seconda retta e Ia prima retta trasportata. trasportiamo Ia prima retta di rilevamento all'istante della seconda (con procedura identica a quella illustrata nell'esercizio n. niamo: R.40: Ril. = Ph + 0 cammino percorso: mg 4.00: Ril. = P.7' N 10° 06.40 sara: + + d d + + p p = = 153° 210° P' n l q> A = = 42° 24. 14).4' E 70 .40: otteniamo: .00: ore 15.00 sara: P n l A q> = = 42° 27. = 103° e v = 6 nodi..5' E Con analogo procedimento possiamo determinare il punto-nave (P'n) di una barca che rileva successivamente 10 Scoglio Africa mentre procede con R. Nell'esempio considerato p p (tav. e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora della seconda misura. = Ph + 0 ore 15.

II pun to-nave (P n) si trova infattisulla seconda retta di rilevamento. osserviamo l'oggetto considerato sulla linea definita dal traguardo del grafometro disposto come indicato al pun to 4. 2. calcoliamo il cammino percorso trascorso fra le due misure. in un determinato istante e con la barca perfettamente in rotta. nell'intervallo di tempo (.1.ESERCIZI N. 5/D.It) 1 Osserviamo che questa operazione non e necessaria ai fini della determinazione del punta-nave (Ps) e puo quindi essere trascurata. dall'oggetto rilevato. con la barca sulla prora prestaflilita. mentre la barca si trova sulla prora prestabilita. 5. prendiamo nota del successivo istante in cui. prendiamo nota dell'istante del rilevamento polare (p). il rilevamento polare (p) di un oggetto costiero identificato. Osserviamo inoltre che la stessa retta di rilevamento puo essere definita trasformando il rilevamento polare (p) nel corrispondente rilevamento vera (Ril. 2 La retta di rilevamento puo essere definita trasforrnando il rilevamento polare (p) nel corrispondente rilevamento vero (Ril. 19 CASI PARTICOLARI DI DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON DUE RILEVAMENTI POLARI SUCCESSIVI DELLO STESSO OGGETTO TAVOLA 20 Secondo rileeamento di »alore doppio del primo rileoamento CARTA NAUTICA 1. 71 . possiamo determinare il punto-nave (Pn) senza trasportare la prima retta di rilevamento.' 3. Per il suo tracciamento orientiamo la squadretta in modo che la sua ipotenusa passi per il punto rilevato mentre il vertice degli angoli segnati sui cateti e il valore del rilevamento polare (p) letto sulla relativa graduazione si travano sulla rotta. 6.). 18 e N.). Supponiamo di misurare. fissiamo il traguardo del grafometro su un valore della sua graduazione pari al doppio del valore del primo rilevamento polare.! 7. in cui abbiamo effettuato la misura 4.It) trascorso fra le due misure. uguale al cammino percorso nell'intervallo di tempo (. e Le operazioni che dobbiamo compiere per risolvere questa problema possono COS! riassumersi: 1. tracciamo sulla carta una retta passante per il punto rilevato e form ante con Ia direzione della rotta un angolo uguale al rile vamento polare (p). tracciamo sulla carta una retta passante per il punto rilevato e form ante con la direzione della rotta un angolo uguale al valore del secondo rilevamento polare. a distanza (m). Se rileviamo nuovamente 10 stesso oggetto quando il suo rilevamento polare si raddoppiato. misuriamo con un grafometro il rilevamento pol are (p) di un punto costiero.

90° (traverso) COS! Le operazioni che consentono del punto-nave (Ps) possono essere di pervenire alla determinazione sintetizzate: sul valore 1. assumiamo come punto-nave (Pn) il punto estremo di tale segmento e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora della seconda misura. Volendola tracciare possiamo riferire la sua direzione sia alla rotta sia al meridiano. con apertura di compasso uguale al cammino percorso (misurato sulla scala delle latitudini con gli accorgimenti noti). A = 10° 43' E) con velocita v 7 nodi. = 142°. per la rapidita e semplicita con cui si perviene alla determinazione del puntonave (Pn). 2. 5. in quest'ultimo caso si deve ovviamente trasformare il rilevamento polare (p) nel corrispondente rilevamento vero (Ril. p = . 9. prendiamo nota dell'istante in cui. = 79° la rotta vera e la prora vera di una barca partita dal punto A (rp = 42° 29' N.8. assumiamo come pun to-nave il P n della seconda retta di rilevamento. tracciamo sulla carta una retta passante per l'oggetto rilevato e perpendicolare alla direzione della rotta scguita:" 3 Non abbiamo considerato la prima retta di rilevamento perche non necessaria ai fini della determinazione del pun to-nave (Po). stacchiamo sulla seconda retta di rilevamento un segmento avente origine nel punto rilevato. con la barca sulla prora prestabilita. 20) la barca diretta sul faro di Punta Lividonia con R. In vista delle Formiche di Grosseto rileviamo l'omonimo fan ale e prendiamo nota dei successivi istanti in cui si misura: = = p = .10 si usa frequentemente. 72 . 3.45°. osserviamo l'oggetto considerato sulla linea definita dal traguardo orientato per 45° a sinistra. = P.20: p e = 32° = 64° Poiche nell'intervallo trascorso fra i due rilevamenti (At = 20m) abbiamo percorso 2 mg. supponiamo che siano R. osserviamo l'oggetto considerato sulla linea definita dal traguardo orientato per 90° a sinistra. v = 6 nodi. distante 2 mg dane Formiche di Grosseto. fissiamo tempestivgmente il traguardo del grafometro 45° della sua graduazione (verso sinistra). suI valore 90° della sua 4. ore 12.00: p 2° rilevamento polare delle Formiche di Grosseto. prendiamo nota del successivo istante in cui. Siano dunque: 1° rilevamento polare delle Formiche di Grosseto. P. con la barca sulla prora prestabilita.). ore 12. Nell'esempio (tav. fissiamo poi il traguardo del grafometro graduazione (verso sinistra). 45° e traoerso Premesso che si tratta di un caso particolare del problema del rilevamento raddoppiato e che .

con apertura di compasso uguale alIa distanza percorsa (m). un segmento avente origine nel punto rilevato. 20) abbiamo supposto di aver rilevato il fanale delle Formiche di Grosseto per 45° a sinistra aIle ore 15. assumiamo come punto-nave (P'n) il punto estremo di tale segmento e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora della seconda misura.10. Nell'esempio considerato (tav. il pun to-nave (P'n) si trova a questa stessa distanza dal fan ale delle Formiche di Grosseto.6. ed e definito dal punto p'n della seconda retta di rilevamento . • 73 . 7. calcoliamo la distanza percorsa nell'intervallo di tempo (at) trascorso fra i due rilevamenti. misurata sulla scala delle Iatitudini con gli accorgimenti noti. sulla retta di rilevamento precedentemente tracciata.40 e per 90° (traverso) a sinistra aIle ore 16. 8. Poiche nell'intervallo trascorso fra la prima e la seconda misura (at = 30m) abbiamo percorso 3. stacchiamo.5 mg.

Rilb. 10° 46' E) il suo punto stimato nell'istante in cui si misurano i = seguenti rilevamenti bussola: Scoglio della Sparviero Picco Perone Fanale verde di Castiglione della Pescaia. tracciamo una semiretta avente origine in uno dei due punti estremi di tale segmento e formante con esso un angolo. 3. ). Se ll. 2. la perpendicolare a questa semiretta. 21) 1. tenuto conto che risultano: a) differenza fra i rilevamenti bussola della Scoglio della Sparviera e del Picco Perone: A Rils = 56°.Rilb < 90". = 83° Determiniamo il pun to-nave (Pn) utilizzando Ie differenze fra valori dei rilevamenti bussola (Rih.ESERCIZIO N.) degli oggetti considerati.' A tal fine. Metodo dei cerchi capoei (tav.) espressamente ideati per risolvere questo problema di determinazione di punto-nave (Ps).1. b) differenza fra i rilevamenti bussola del Picco Perone e del fanale verde di Castiglione della Pescaia: A Rils = 62°.A. Conviene comunque rilevare che un punto determinato con due differenze di rilevamento e esente da errori derivanti da inesatta conoscenza della variazione magnetica {V) e che la misura di tali differenze e possibile anche se la barca e soggetta a rollio. facendola passare per la sua origine. Ril. = 292° la rotta vera di una barca e P.. 22. un angolo uguale a 180" -ll. tracciamo l'asse del segmento che congiunge 10 Scoglio della Sparviero con il Picco Perone. Siano R. = 325° RUb = 21 ° Rih. I Le differenze di rilevamento 0 d'azimut possono essere misurate direttamente se si dispone di uno strumento per la misura degli angoli orizzontali (sestante 0 circolo AmiciMagnaghi) 0 di dispositivi (Staziograf'o rapido V. 4. 20 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON DUE DIFFERENZE DI AZIMUT 0 01 RILEVAMENTO TAVOLE 21.' uguale alla differenza fra il rilevamento bussola della Scoglio dello Sparviero e il rilevamento bussola del Picco Perone (A RUb = 56°).Rilb > 90" bisogna contare..B. conduciarno. contato nel semicerchio opposto a quello in cui si trova i1 punto stirnato. 1 Questa procedura si applica quando ll. possiamo adottare una delle procedure qui di seguito illustrate. tracciamo il segmento che congiunge 10 Scoglio dello Sparviero con il Picco Perone. (rp = 42° 45' N. 23 CARTA NAUTICA 1. nello stesso semicerchio in cui si trova il punto stimato. 74 . 5/0.

Fig. costruiamo. ). cioe . B e C.. 75 . e abbiamo definito un luogo di posizione (cerchio capace). Costruzione di due cerchi capaci passanti per i punti A. 6. 3 Ulteriori indicazioni suI susseguirsi di queste operazioni grafiche sono ofJerte dalla Fig. Ril. costruiamo un cerchio passante per gli estremi del segmento che congiunge 10 Scoglio dello Sparviero con il Picco Perone. il cerchio passante per gli estremi del segmento che unisce H Picco Perone con il fanale verde di Castiglione della Pescaia (centro nel punto di intersezione fra l'asse di tale segmento e la perpendicolare alla semiretta condotta per uno dei suoi estremi e formante con esso un angelo uguale alla differenza fra i rilevamenti bussola del Picco Perone e del fanale verde di Castiglione della Pescaia.5. con l'indicazione della successione delle operazioni. e avente come centro il punto di intersezione fra I'asse di tale segmento e la perpendicolare alla semiretta tracciata con i criteri indicati al punto 2. 7. assumiamo come pun to-nave (P n) i1 punto in cui si intersecano i due cerchi capaci (cp = 42° 45. 38. con analoga procedura.4' E) e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle misure. 38.' . = 62°) e otteniamo un secondo luogo di posizione. = tOO 45.0' N.6.

dal punto comune ai due segmenti che congiungono i1 Picco Perone con 10 Scoglio della Sparviero e il fan ale verde di Castiglione della Pescaia. 22) Supponiamo di operare con gli stessi e1ementi. ). la perpendicolare al segmento che unisce questo punto con il Picco Perone.4' E) e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle misure. avremo quindi: Ps (q> Risultino pure: a) differenza fra i rilevamenti bussola della Scoglio della Sparviero e del Picco Perone: A Ril. 5.Metodo delle perpendicolari (tav. ). conduciamo. 6. contato nel semicerchio in cui si trova il punto stimato:" 4. Per determinare il punto-nave (P n) eseguiamo Ie seguenti operazioni grafiche: 1. = 10° 46' E). = 10° 45. conduciamo. tracciamo una retta passante per i due punti individuati dalle intersezioni di ciascuna semiretta condotta come indicato ai punti 2 e 3 con Ie perpendicolari menzionate al punto 4. la perpendicolare alla retta definita al punto 5. = 62°.0' N. con la congiungente i due punti rilevati. dal fanale verde di Ca~tiglione della Pescaia.. b) differenza fra i rilevamenti bussola del Picco Perone e del fanale verde di Castiglione della Pescaia: A Ril. assumiamo come punto-nave (Pn) il punto in cui si intersecano queste due rette perpendicolari (rp = 42° 45. • Differenza a 90". conduciamo. tracciamo i due segmenti che congiungono i tre punti rilevati. 7.. = 56°. 2. una semiretta formante con il segmento che congiunge Scoglio della Sparviero con Picco Perone un angolo uguale al complemento 4 della differenza fra i Ril. una semiretta formante con il segmento che congiunge Picco Perone e fanale verde di Castiglione della Pescaia un angolo uguale al complemento della differenza fra i rilevamenti bussola di questi due punti (28°). dal punto comune ai due segmenti tracciati (Picco Perone). contato nel semicerchio opposto a quello in cui si trova iI punto stimato. dallo stesso punto. S 76 . di questi due punti (34°).90". dallo Scoglio della Sparviero. contato nel semicerchio in cui si trova il pun to stimato:" 3. conduciamo. Se ARilb risulta maggiore di 90". Iaperpendicolare al segmento che unisce quest'ultimo con il Picco Perone. un angolo uguale a ARilb . tale semiretta viene tracciata in modo che essa formi. e. = 42° 45' N.

Metodo del foglio trasparente

(tav. 23) Siano ancora: R, Siano inoltre:

=

292°; P, (tp

= 42° 45' N;

)., = 10° 46' E).

a) differenza fra i rilevamenti bussola della Scoglio della Sparviero e del Picco Perone: A Ril, = 56°; b) differenza fra i rilevamenti bus sola del Picco Perone e del fan ale verde di Castiglione della Pescaia: A Ril, = 62°. Determiniamo i1 punto-nave (Pa) effettuando le seguenti operaztom: 1. tracciamo, su un foglio di carta trasparente, tre semirette rappresentative dei rilevamenti dei tre punti considerati e COS! caratterizzate: a) origine in comune; b) angolo fra la semiretta centrale e quella di sinistra uguale alIa differenza fra i rilevamenti bussola della Scoglio della Sparviero e del Picco Perone; c) angolo fra la semiretta centrale e quella di destra uguale alIa differenza fra i rilevamenti bussola del Picco Perone e del fan ale verde di Castiglione della Pescaia; 2. collochiamo i1 foglio trasparente sulla carta nautica e 10 disponiamo in modo che le tre semirette precedentemente tracciate su di esso passino per i tre punti considerati; 3. assumiamo come punto-nave (Pn) i1 vertice dei due angoli formati dalle tre semirette e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora della ', isura: • m p
n

\ q> = 42° 45,0' N I)" = 10° 45,4' E

rt

ESERCIZIO

N. 21

DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE UGUALE DISTANZA

CON DUE CERCHI 01

TAVOLA 24

CARTA NAUTICA 1.1. 5/0.
0

Supponiamo di poter stabilire, direttamente distanza di due punti della costa.' Per determinare razioni: i1 punto-nave

indirettamente,

la

(Pn) eseguiamo Ie seguenti ope-

1. tracciamo sulla carta due cerchi aventi i propri centri nei punti considerati e raggi uguali alle distanze misurate (cerchi di uguale distanza); 2. assumiamo come punto-nave (Pn) i1 punto in cui si incontrano i due cerchi 2 e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle osservazioni. Nell'esempio considerato (tav. 24) sono:

R, = 194° la rotta vera; Ps (tp = 42° 26' N; A = 10° 12,7' E) i1 punto stimato; m 7 mg la distanza del Monte Fortezza (Isola di Montecristo); m = 6,5 mg la distanza dello Scoglio Africa.

=

Tracciati i due cerchi di uguale distanza, il pun to-nave risulta: P
n

I=
cp

A = 10° 11,4' E

42° 24,8' N

La misura diretta della distanza di un punto costiero si effettua con il radar 0 con un telemetro. II sestante consente di determinare Ia distanza di un punto, se e nota I'altezza h di quest'ultimo suI Iivello del mare, rna non la fornisce direttamente (per questa deterrninazione si risolve la relazione: m = h cotg IX, dove IX e I'angolo sotto il quale si osserva l'altezza h). 2 I cerchi che tracciamo sulla carta si incontrano ovviamente in due punti, rna noi assumiamo come punto-nave (Po) quello Ia cui posizione non appare incompatibile con Ia posizione stimata.
I

78

ESERCIZIO N. 22

DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON UN RILEVAMENTO E UN CERCHIO 01 UGUALE DISTANZA

TAVOLA 25

CARTA NAUTICA 1.1. 5/0.

Siano R, = 321° la rotta vera e P, (rp = 42° 29' N; A. = 10° 51,5' E) il punto stimato nell'istante in cui effettuiamo Ie seguenti misure: Fanale delle Formiche di Grosseto: rilevamento bussola (Rils) = = 359°; distanza m = 6 mg. Supponiamo inoltre che sia R, = Pc. Poiche risultano:

Pm = Py- d = 321°- (_1°) = 322° P, = Pm-8 = 322°-(+ 4°) = 318°
sara:

Per determinare dicato:

il pun to-nave (P n) operiamo

nel modo sottoin-

1. tracciamo la retta definita dal rilevamento vero (RiL) del fanale delle Formiche di Grosseto (retta passante per il pun to considerato e formante con il meridiano un angolo uguale alsuo Ril.): 2. centro nel fan ale delle Formiche di Grosseto e apertura di compasso uguale alIa distanza misurata, tracciamo il luogo di posizione che risulta definito da quest'ultima (cerchio di uguale distanza); 3. assumiamo come pun to-nave (Pn) il punto definito dalla intersezione fra la retta di rilevamento e il cerchio di uguale distanza e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle misure. Nell'esempio considerato P
n

(tav. 25) troviamo \ q> = 42° 28,6' N = 10° 52,7' E

il punto-nave:

If"

79

ESERCIZIO

N. 23

DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON UN ALLINEAMENTO E UN CERCHIO CAPACE

TAVOLA 26

CARTA NAUTICA 1.1. 5/0.

Sia R, = 66° la rotta vera di una barca che dirige suI faro di Talamone. Supponiamo di conoscere la differenza (A. Rils) fra i rilevamenti bussola dei fari di Punta Lividonia e delle Formiche di Grosseto, nelI'istante in cui risultano allineati il faro di Punta Fenaio e la Punta Faraglione (Isola del Giglio). Possiamo determinare il punto-nave (Pn) effettuando Ie seguenti operazioni:

1. tracciamo una retta passante per il faro di Punta Fenaio e l'estremita foranea della Punta Faraglione (retta di allineamento di differenza d'azimut nulla);
0

luogo

2. tracciamo, con la procedura ormai nota, il cerchio cap ace dell'angolo A. Ril, e passante per i due punti rilevati; 3. assumiamo come punto-nave (Pn) il punto in cui si incontrano la retta di allineamento e il cerchio capace, e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle osservazioni. Nell'esempio considerato A.
(tav, 26) sia:

nn, =

125°

Eseguite Ie necessarie operazioni grafiche, troviamo il punto-nave: "p
n

I

= 42° 28,3' N A = 10° 56 ,6' E
q>

80

Supponiamo di aver misurato la distanza Fenaio (Isola del Giglio) nell'istante in cui con il Picco della Pagana.1. ~ = A ~ q> 42° 28. tracciamo una retta passante per il faro di Punta Fenaio e il Picco della Pagana (retta di allineamento 0 luogo di difIerenza d'azimut nulla) . assumiamo come pun to-nave (Ps) il punto in cui si incontrano la retta di allineamento e i1 cerchio di uguale distanza.2' E 81 .3' N tOO 50. Possiamo determinare il pun to-nave (Pn) operazioni: = 1. supposto di avere misurato: Punta Fenaio: m troviamo il punto-nave: = 5. 3. 2. e 10 evidenziamo con un circoletto e l'ora delle osservazioni.5/0. 95° la rotta vera di una barca Punta Lividonia con velocita v = 6 nodi. che dirige sul faro di (m) del faro di Punta questa risulta allineato efIettuando le seguenti Sia R. 27). tracciamo un cerchio avente il suo centro nel faro di Punta Fenaio e raggio uguale alla distanza misurata (m). 24 DETERMINAZIONE DEL PUNTO-NAVE CON UN ALLINEAMENTO E UN CERCHIO 01 UGUALE DISTANZA TAVOLA 27 CARTA NAUTICA 1.5 mg = r.ESERCIZIO N. Nell'esempio considerato (tav.

Volendo raggiungere la barca in difficolta nel pili breve tempo possibile. segniamo sulla carta la posizione e la rotta della barca in difficolta: 2.. stacchiamo sulla rotta della barca in 0 = difficolta unsegmento di lunghezza uguale alla sua velocita (2 nodi). e passante per il punto H. Sia R. tempo necessario per raggiungere la barca In difficolta: . distanza da percorrere: m = 107 mg. 6. una richiesta di assistenza da parte di una barca situata nel punto K (rp = 41° 32' N. Ouest'ultima semiretta rappresenta la nuova rotta da assumere e non ci rimane che misurame il valore seguendo i criteri ripetutamente indicati.. 3. 4. ). tracciamo una retta passante per l'estremo R di tale segmento e parallela alla congiungente i punti P s e K. 432/0. tracciamo una retta passante per i punti rappresentativi delle posizioni delle due barche (punto P. ). Supponiamo di ricevere. 11punto di incontro sara: p. Nell'esempio considerato (tav. con origine nel punto K. ~q> = 41 ° 29' N 1 = 3° 55' E l). tracciamo una semiretta avente origine nel punto P. tracciamo un arco di circonferenza che incontra la parallela alla congiungente PsK nel punto H. = 5° 10' E).. con centro nel punto P s e apertura di compasso uguale alla nostra nuova velocita (7 nodi). = 4° 36' E) e diretta a Barcellona con rotta vera (Rs) = 265 e velocita (v) = 2 nodi. 25 DETERMINAZIONE DELLA ROTT A DA SEGUIRE GIUNGERE UNA BARCA IN MOVIMENTO PER RAG- TAVOLA 28 CARTA NAUTICA 1. = 211°. nell'istante in cui ci troviamo nel punto stimato P. e punto K).ESERCIZIO N. A tal fine efIettuiamo le seguenti operazioni: 1.. 5.1. (q> = 43° 00' N.It = ISh 17m circa. . 290° la rotta vera che seguiamo per dirigere sul faro di Sete e sia v = 6 nodi la nostra velocita. decidiamo di aumentare la velocita a 7 nodi (valore massimo raggiungibile a pieno regime) e determiniamo la nuova rotta da assumere. 28) assumiamo per un node la lunghezza grafica di 10 mg e troviamo: rotta di intercettamento: R. .

INDICE .

1 Tracciamento di rotte sulla carta nautica . 3 Detenninazione delle coordinate di un punto .. 6 Detenninazione di rotta e distanza fra due punti e della prora bussola da seguire in assenza di scarroccio e deriva Esercizio n. 5 Parte prima DEFINIZIONI E CHIARIMENTI Definizioni di maggiore interesse per la navigazione stimata e costiera . 4 Detenninazione della distanza tra due punti Esercizio n. ha navigato con rotta e velocita conosciute per un determinato intervallo di tempo 43 44 45 46 . 9 29 31 35 Parte seconda ESERCIZI Esercizio n. Esercizio n. Esercizio n. Esercizio n. 47 49 51 . 2 Misura di un angolo di rotta . partita da un punto di coordinate note. Esercizio n. 7 Detenninazione delle coordinate del punto stimato di una barca che. 5 Segnare sulla carta la posizione di due punti di coordinate geografiche note e detenninare la loro distanza . Il carteggio La carta nautica Le squadrette nautiche .Premessa .

in una zona in cui agisce una corrente di direzione e velocita conosciute e costanti . 71 86 . polari 66 polari 67 Esercizio n. ha navigato con prora bussola e velocita propria ben definite. 8 Determinazione della velocita effettiva di una barca e della prora da assegnare al timoniere (prora bussola) per seguire una rotta prestabilita. 9 Determinazione della velocita effettiva e della rotta seguita da una barca che. Esercizio n. 17 Determinazione del punto-nave con due rilevamenti polari successivi dello stesso oggetto 69 Esercizi n. 18 e n. navigando con velocita propria ben definita in una zona in cui agisce una corrente di velocita e direzione note e costanti 52 Esercizio n. 12 Determinazione del punto-nave tanei di due oggetti costieri . partita da un punto noto. 14 Determinazione-del pun to-nave con due rilevamenti suecessivi della stesso oggetto . 13 Determinazione del pun to-nave con rilevamenti tanei di tre oggetti costieri . 63 Esercizio n. 10 Determinazione della direzione e della velocita della corrente dal confronto fra un pun to esatto e un punto stimato 56 Esercizio n. 11 Determinazione delle velocita effettive edelle successive prore da assegnare al timoniere per seguire una rotta prestabilita in zone in cui agiscono correnti variabili. 15 Determinazione del pun to-nave con rilevamenti simultanei di due punti cospicui della costa . 54 Esercizio n. con rilevamenti simul59 simul61 Esercizio n. 16 Determinazione del pun to-nave con rilevamenti simultanei di tre punti cospicui della costa Esercizio n. 57 Esercizio n.Esercizio n. 19 Casi particolari di determinazione del pun to-nave con due rilevamenti polari successivi della stesso oggetto.

22 Determinazione del punto-nave un cerchio di uguale distanza Esercizio n. 20 Detenninazione del pun to-nave con due differenze di azimut 0 di rilevamento . 23 Detenninazione del pun to-nave con un allineamento un cerchio cap ace . 74 Esercizio n. 21 Determinazione le distanza del pun to-nave con due cerchi di ugua78 con un rilevamento e 79 e 80 e 81 Esercizio n. 25 Determinazione della rotta da seguire per raggiungere una barca in movimento 82 . 24 Determinazione del pun to-nave con un allineamento un cerchio di uguale distanza Esercizio n.Esercizio n. Esercizio n.

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