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Elasticit, 1

marted 28 febbraio 2012 09:10

Testo: Mazzoldi Nigro Voci Tomo 1 Modalit di Esame: Tutor: Ilaria Siloi IV Piano.

Elasticit dei solidi:


Parleremo principalmente di corpi cilindrici per comodit. L'elasticit di un solido riguarda quel regime nel quale sotto l'azione di una forza il corpo si deforma, ma nel momento in cui elimino la causa della deformazione, il corpo ritorna esattamente nelle condizioni iniziali. Consideriamo ci che accade a temperatura costante (processi isotermi). Carico: la Forza F applicata al corpo Carico Specifico o Unitario: con S superficie della sezione cui la forza F applicata. Allungamento Specifico o Unitario Legge di Hooke: Si riferisce ad un'azione di trazione o di compressione Se sottoponiamo un corpo ad una forza, esso si allungher di una lunghezza . Il corpo risponde con una forza di reazione che all'equilibrio uguale e contraria a F. E' questa la forza che tende a ripristinare le condizioni iniziali del corpo quando F viene meno. Si ha che , ovvero . Pi precisamente si scriver che con E modulo di Young (o di elasticit). Sar . E ha le dimensioni di una pressione, un ordine di grandezza di e dipende dal materiale e dalla temperatura.

All'interno dei regimi di elasticit, la legge di Hooke sancisce una proporzionalit diretta tra . Il regime di elasticit solitamente rispettato per forze "piccole" Alcuni esempi di valori di E a 20C Acciaio Allumino Ferro Gomma Per i metalli, E diminuisce all'aumentare della temperatura. Energia potenziale elastica La si definisce a partire dal primo principio della termodinamica: W= lavoro, U=energia interna, Q=calore scambiato tra esterno e interno. Ma noi stiamo parlando di trasformazioni isoterme

Termodinamica e Fluidi Pagina 1

Elasticit 2
marted 28 febbraio 2012 10:26

Ad un certo punto, aumentando progressivamente il carico, la legge di Hooke cessa di valere, e si passa dal regime elastico al regime plastico. In questo regime il corpo non in grado di tornare alla condizione iniziale. Continuando ad aumentare il carico, il corpo si spezza.

Per descrivere cosa succede alla dimensione trasversale (il raggio del cilindro) interviene la:

Legge di Poisson:

Dove il coefficiente di Poisson e dimensionalmente un numero. Questo coefficiente specifico del materiale ma sperimentalmente si visto che sempre compreso tra Sfruttiamo questa informazione per studiare il volume:

Essa Positiva o nulla quando:

Poich anche sperimentalmente si visto che possiamo affermare che per effetto di una trazione il volume non pu diminuire. Il contrario avviene nel caso di una compressione.

Scorrimento
Se ho un corpo solido vincolato sulla base inferiore e applico una forza sulla base superiore ottengo una deformazione come in figura. Si trova che con G chiamato modulo di rigidit o di taglio.

G dipende dal materiale e dalla temperatura, e si misura in


I coefficienti di taglio , di Poissn e di Young non sono indipendenti ma son legati dalla legge:

Compressione Uniforme
Corpo soggetto alla stessa pressione su tutte le facce, come quando immergo un corpo non troppo esteso in un fluido (tutte le facce sono soggette allo stesso carico).

Dove la variazione di volume dovuta alla variazione di pressione compressibilit isoterma.

prende il nome di coefficiente di

Materiale Acciaio
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Acciaio

Termodinamica e Fluidi Pagina 3

Fluidi
gioved 1 marzo 2012 09:53

Poich la pressione di un gas perfetto per il volume una costante, in questo cas o particolare si ha:

Quindi il coefficiente di compressibilit isoterma dei gas perfetti non altro che la loro pressione.

Fluidi
Tutto ci che stato detto, tuttavia, non vale per i fluidi, poich essi non hanno alcun mezzo per opporsi elasticamente ad una forza. Se ad esempio applico una forza di taglio, il fluido si mette in moto piuttosto che deformarsi. Si intende per fluido qualsiasi sostanza liquida o gassosa. La densit dei liquidi maggiore di quella dei gas e questi ultimi non hanno un volume proprio ma occupano tutto lo spazio disponibile. I liquidi sono meno compressibili di quanto siano i gas, che hanno una densit molto variabile. D'altra parte esiste una relazione molto rigida tra pressione, densit e volume. Studieremo fluidostatica e fluidodinamica dal punto di vista macroscopico. 1) Ipotesi di continuit Non ci interesseremo della fisica delle singole particelle; dal nostro punto di vista un fluido un mezzo continuo. Dobbiamo immaginare il fluido come suddiviso in tanti elementi infinitesimi a contatto tra di loro. Studieremo cosa succede a questi elementi infinitesimi. Questo serve anche per dare una spiegazione intuitiva della propagazione delle forze esterne nei fluidi, oltre che consentire l'uso delle forme differenziali. Inoltre questo aiuta a tenere conto che la densit, in generale pu essere 2) Sistema di Punti Materiali Possiamo considerare ogni elemento come un punto materiale, e il fluido come un sistema di punti materiali. NB: Una grandezza che non cambia nello spazio uniforme o omogenea , mentre una che non cambia nel tempo si dice stazionaria Le forze che si trasmettono tra i vari volumi infinitesimi possono essere di due tipi Forze di Superficie: Sono legate alla superficie degli elementi infinitesimi. Un esempio di forza di questo tipo a forza di pressione: la forza che ha per modulo lo scalare pressione, direzione ortogonale alle facce del volume infinitesimo e verso diretto all'interno del volume. Un atro esempio di forza di superficie la forza di attrito. Definiremo la pressione come:

E gli sforzi di taglio come

Un fluido non pu reagire agli sforzi di taglio, dunque si mette in moto. Quindi se consideriamo un fluido in quiete, tutte le forze di superficie devono essere perpendicolari alle superficie di separazione, altrimenti i vari elementi comincerebbero a scorrere gli uni sugli altri. Forze di Volume: Sono forze le cui relazioni possono essere espresse attraverso i volumi degli elementi infinitesimi. Un esempio la forza peso, la forza di Coriolis, e tutte quelle che dipendono in generale dalla massa.

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Pressione
gioved 1 marzo 2012 11:09

La pressione uno scalare, e come conseguenza non dipende dall'orientazione della superficie considerata. Mentre in meccanica le forze sono applicate in punti, qui invece sono sempre applicate a delle superfici. Quindi, anche quando si parla di "pressione in un punto" in realt si considera a pressione alla superficie infinitesima. Ci possibile poich la pressione la stessa se considero varie superfici infinitesime di orientazioni differenti. Non direzionialit della pressione: Supponiamo che agiscano solamente Delle forze di superficie e che il liquido sia in equilibrio. Si avr:

Se passiamo al limite infinitesimo, la cosa si dimostra per un punto. In questo caso le forze di volume sono trascurabili in quanto infinitesimi di ordine superiore. E' dunque possibile parlare di pressione in un punto.

Unit di misura della pressione


MKS Pascal:
Bar: Ettopascal

CGS Baria:

Il millibar non da utilizzare per direttive internazionali, quindi si utilizza l'ettopascal.


Pressione a livello medio del mare in condizioni standard:

Lavoro delle forze di pressione


Consideriamo un contenitore pieno di fluido con una parete mobile sulla quale immaginiamo di applicare una forza di pressione tale che La parete si sposti di una lughezza infinitesima

Condizione di equilibrio statico per un fluido. Le forze di superficie e di volume devono essere

Considereremo prima la direzione verticale: Se definisco L'espressione non rigorosissima (dovrei prendere degli elementi di dimensioni e poi passare al limite) Su una faccia avr e sull'altra Queste forze hanno origine da altre parti di fluido che circondano il volume infinitesimo.

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Equilibrio statico di un fluido


gioved 1 marzo 2012 11:55

La forza totale di pressione l'ungo l'asse z sar dunque:

Suppongo sia applicata anche una forza di volume componente verticale sar: Sulla verticale si avr, all'equilibrio:

all'elemento di volume. La sua

Lo stesso discorso pu essere ripetuto nelle altre tre direzioni. Avremo pertanto:

f rappresenta la forza totale di volume per unit di massa ( un'accelerazione). Potr scrivere pertanto: Ci significa che la pressione non pu essere costante lungo z, ad esempio, se voglio l'equilibrio statico e se siamo in presenza di una forza di volume con componente lungo z. Ad esempio se il corpo soggetto ad una forza di volume con verso positivo lungo z, la pressione deve aumentare all'aumentare di z affinch il corpo resti in equilibrio, dunque la pressione maggiore sulla faccia superiore che sulla faccia inferiore dell'elemento infinitesimo. Possiamo supporre che la forza di volume sia conservativa. Avremo dunque:

Con

energia potenziale per unit di massa.

Superficie equiscalare: una superficie che ad un tempo fisso passa per tutti i punti dello spazio che sono caratterizzati da un certo valore fissato di una grandezza. Una superficie equiscalare di pressione chiamata superficie isobarica. Una superficie equiscalare di temperatura chiamata superficie isotermica. Una superficie equiscalare di densit detta superficie isopicnica. Intersecando queste superfici con superfici di livello otteniamo le isobare, le isoterme, e le isopicne.
Superfici di livello Superfici equiscalari di energia potenziale per unit di massa (nel caso dell'energia potenziale gravitazionale della terra, sono dette isogeopotenziali). Il gradiente di pressione deve dunque avere la stessa direzione dell' e poich il gradiente perpendicolare alle superfici equiscalari, le isobariche devono coincidere, all'equilibrio, con le superfici equiscalari dell' e con le isopicniche. Se limito il mio studio ad una porzione moto limitata di queste superfici, posso approssimare le stesse ad un piano ad essa tangente.

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Stevino
marted 6 marzo 2012 10:43

Torniamo all'elemento di fluido


Ipotizziamo che l'unica forza di volume presente sia la forza peso. Avremo:

Quindi in presenza della sola forza peso, necessariamente la pressione deve essere omogenea lungo x e y per ottenere l'equilibrio Per mantenere l'equilibrio, la pressione diminuisce all'aumentare di z (con z diretto verso l'alto) e rimanere invariata al variare di x e y. Poich la derivata non dipende da x e y Forza di gradiente di pressione nasce dalla differenza d pressione spaziale, ed diversa dalla forza di pressione. La differenza di Epm r P tra due superfici isobariche :

Dove sono tutte costanti. Ora se consideriamo un contenitore pieno di liquido, allora la superficie liquida libera approssimabile ad una superficie orizzontale, che posso confondere con un piano orizzontale. Quella superficie anche una superficie di livello per pressione, densit ed energia per unit di massa. Equazione fondamentale dei fluidi Molto spesso, quando non strettamente necessario si utilizza quest'approssimazione idrostatica. Questa equazione fondamentale :

Vogliamo ora integrare questa equazione

Il problema principale la conoscenza di . Solamente se sappiamo che la densit sia costante rispetto a zeta, e considero un fluido abbastanza contenuto da poter considerare la g costante, integro e ottengo la Legge di Stevino:

La pressione a pari a quella a pi il peso di una colonna di fluido che si estende tra e base unitaria. Questa legge costituisce una buona approssimazione per i liquidi che per i gas, poich questi ultimi sono altamente compressibili Si pu dimostrare che se l'atmosfera fosse omogenea dal punto di vista della densit, allora i suo "spessore" (fin cio a dove la pressione 0) sarebbe di circa 8 km (contro i 10 km della troposfera, 50 km della stratosfera pi tutti gli altri strati)

Se la densit variasse in modo arbitrario nel contenitore, nel liquido si formerebbero dei moti convettivi (trasporto di qualcosa, come il calore, per effetto di un movimento di massa)

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Considerazioni
gioved 8 marzo 2012 10.23

Dalla legge di Stevino si nota come ogni variazione di si riperquota su Se e sono molto piccoli il termine diventa trascurabile Se consideriamo u bacino d'acqua, avremo:

Con

profondit di un oceano.

La superficie libera di un fluido , in statica, una superficie isobarica ed equipotenziale e, se ne consideriamo una piccola porzione, possiamo approssimarla ad un piano. Conseguenze: Consideriamo un recipiente contente un liquido a densit costante: La superficie libera dei due fluidi sar allo stesso livello =>

Manometro ad U Se applico la legge di Stevino:

Se il manometro contiene due differenti liquidi, con densit differenti e a pressione esterna costante. Avr:

Barometro di Torricelli:

Possiamo vedere cosa succede se approssimiamo l'aria come un fluido incompressibile a densit costante, e tramite la legge di Stevino si valuta che il suo spessore sarebbe di soli 8 km (assolutamente irrealistico) l'equazione idrostatica tuttavia importante anche per la fisica dell'atmosfera, poich spesso si lavora in "approssimazione idrostatica. Quindi quando si deve integrare, si ritorna nel problema della densit. Per risolverlo si pu integrare strato infinitesimo per strato infinitesimo (in modo da tenere strato per strato la densit costante). Oppure posso utilizzare delle "atmosfere convenzionali" come l'atmosfera omogenea (a densit costante), poi c' l'atmosfera a temperatura costante e l'atmosfera politronica (temperatura lineare). Nonostante l'atmosfera omogenea sia irrealistica, importante perch serve a definire delle grandezze di scala, come l'altezza di un'atmosfera omogenea (8 km) e la variazione di temperatura per 100 m di altitudine di un'atmosfera omogenea (3,42C). La variazione calcolata approssimando i processi come adiabatici di 0,98C, mentre la variazione reale misurata nella troposfera di 0,65C.

Termodinamica e Fluidi Pagina 8

Applicazioni Stevino
marted 13 marzo 2012 10.20

Manometro a tubo aperto

Galleggiamento: Non solo di oggetti immersi in un fluido, ma anche di una parte di fluido rispetto ad un'altra parte di fluido, o di un oggetto completamento immerso. Parleremo pertanto della spinta di Archimede. Isoliamo u volume di fluido all'interno del contenitore. Esso sar soggetto alle forze di superficie (la pressione) e alle forze di volume (peso).

Immaginiamo di sostituire il volume considerato con un Volume di un liquido di densit differente, oppure con un solido. Le forze di pressione non sono cambiate, quindi avr:

Quindi possiamo dire che se:

Tutto questo se il corpo ha baricentro uguale a quello del liquido cui si sostituisce. Altrimenti il corpo tende a ruotare, poi si comporta come detto sopra Spinta di Archimede:

Liquido in Rotazione
1) Contenitore contenente un liquido, supponiamo che il contenitore ruoti con velocit angolare costante 2) Il liquido si sta girando in modo solidale al contenitore

Si nota subito che la superficie libera non pi un piano, ma una superficie la cui equazione ci preme trovare.
Possiamo studiare il problema da un sistema di riferimento assoluto inerziale oppure da un sistema di riferimento solidale con il contenitore, dunque rotante. Sistema di Riferimento Relativo: Se considero un sistema di riferimento in rotazione, tuttavia, devo introdurre le forze apparenti, quali la forza centrifuga e quella di Coriolis, che tuttavia in questo caso risulter nulla. Considero dunque la sola forza centrifuga:

La superficie libera di un fluido una superficie isobarica , equipotenziale ed perpendicolare al gradiente. Da qui si comprende la forma della superficie: il gradiente ha la stessa direzione della risultante delle forze che cambia direzione (diventando sempre pi verticale verso il centro)
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cambia direzione (diventando sempre pi verticale verso il centro)

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gioved 15 marzo 2012 09.40

Integrando, otteniamo:

Per

Questa l'equazione di un paraboloide di rotazione, ed la forma della superficie libera del liquido. Troviamo il volume dell'anello di rotazione creato da due cilindri il cui raggio differisce per un dr Con R raggio del contenitore e d altezza del liquido a riposo.

Sistema di Riferimento Assoluto Consideriamo ora il problema da un sistema di riferimento inerziale: Il volumetto soggetto:

Abbiamo trovato due condizioni, che possiamo leggere come sistema di equazioni differenziali.

In questi casi si ipotizza una funzione soluzione e poi si verifica che soddisfi le condizioni. Nel nostro caso, la nostra ipotesi che la soluzione sia de tipo: Per allora Avremo pertanto che:

Superficie Libera Si parla di superficie libera quando si intende la superficie di separazione tra il fluido considerato e il resto.

Termodinamica e Fluidi Pagina 11

Attrito Interno
gioved 15 marzo 2012 10.37

La forza centripeta che abbiamo trovato all'equilibrio deve corrispondere ad una variazione orizzontale di pressione. Se sostituisco 'elemento di fluido con un altro elemento di materiale diverso.

F' la forza necessaria a mantenere il nuovo sistema in equilibrio. La forza presente tuttavia F. discutiamo cosa succede nei due casi F>F' e F<F'

Attrito Interno
Quando si parla di attrito interno si parla di un fluido reale, non di un fluido ideale. Stiamo inoltre considerando un fluido reale in moto. Consideriamo un fluido che si muove tra due lamine. Supponiamo che la lamina superiore si muova con una velocit costante. Se il fluido reale, la velocit della lamina si propagher in modo che il fluido a contatto con la lamina superiore si muover anch'esso con velocit mentre il fluido a contatto con la lamina inferiore sar fermo. Avr dunque un profilo di velocit: Posso immaginare di andare a dividere il nostro fluido in tanti "filetti" infinitesimi, ognuno dei quali esercita forze d'attrito sugli altri. Questo vale se consideriamo un flusso laminare. Le frecce in arancione sono le forze che si esercitano tra le lamine infinitesime di fluido. Li indichiamo con , ed essi rappresentano gli sforzi interni. Se li moltiplichiamo per la superficie si trova che:

Dove la variazione della velocit nella direzione ad essa normale (concetto del profilo di velocit). Normalmente gli sforzi per unit di superficie vengono appunto indicati con . Se scriviamo vettorialmente gli sforzi, sempre considerando il nostro esempio, avremo: In una situazione pi generale, la velocit lungo x,y,z pu variare in funzione di x,y,z dunque il il tensore degli sforzi, una matrice 3x3. rappresenta la viscosit molecolare del fluido, che dipende dal tipo di fluido, dalla temperatura e si misurain oppure u in poise: NB: Se il fluido fermo, ovviamente le forze di attrito sono nulle. Consideriamo un fluido reale: perch? Fluido Ideale: Fluido incompressibile e non viscoso e dunque

Il fluido reale l'opposto. Dunque il discorso di prima perde significato se consideriamo un fluido ideale.

Termodinamica e Fluidi Pagina 12

Termodinamica e Fluidi Pagina 13

marted 20 marzo 2012 10.18

Quando dobbiamo studiare un fluido possiamo utilizzare due tipi di approcci Approccio Lagrangiano L'approccio Lagrangiano dobbiamo immaginare di suddividere il fluido in tanti elementi, etichettare ognuno di questi elementi e seguirli ad uno ad uno ad uno, o comunque dell'elemento di fluido che ci interessa, senza mai confondere gli elementi tra di loro. Ad esempio, potremmo indicare ciascun elemento con la sua posizioni iniziale in (x,y,z) Approccio Euleriano Questo approccio studia il fluido dal punto di vista dei campi, ovvero va a studiare cosa succede nel fluido, in uno spazio a un tempo fisso e in un punto fisso allo scorrere del tempo, senza pi distinguere elementi di fluido. Esiste ovviamente una relazione matematica che li lega. Esempio Immaginiamo di lanciare delle boe in mare e poi seguire il movimento delle boe sulla superficie. Questo un tipo di approccio lagrangiano. Un altro approccio di questo tipo si usa quando si vuole andare a studiare l'emissione di una sostanza inquinante. In un punto c' un'immissione di una sostanza inquinante e si segue il pennacchio mentre questa si sposta.

Un approccio euleriano quello utilizzato nelle previsioni del tempo: fanno vedere su una certa area, ad un tempo fisso, cosa succede.. Creo una mappa che sfrutta il concetto di campo.
Consideriamo ad esempio la Temperatura Isoliamo un elemento di fluido che si sta muovendo nello spazio e voglio capire come varia la sua temperatura nel tempo mentre l'elemento si muove.

Il primo membro dell'equazione sfrutta l'approccio lagrangiano, il secondo membro sfrutta l'approccio euleriano, e dunque ci consente di passare da un tipo di approccio all'altro. Per il seguito, molto spesso utilizzeremo l'approccio euleriano. Regime Stazionario Significa che la derivata parziale della velocit nel tempo nulla

Altrimenti i regime variabile. Linea di Corrente o di flusso quella linea che, ad un tempo fisso, ha ovunque come tangente il vettore velocit.

Termodinamica e Fluidi Pagina 14

Teorema di Leonardo
marted 20 marzo 2012 10.43

In generale, linea di corrente e traiettoria sono diverse, poich la prima definita per un tempo fisso, la seconda al variare del tempo. Solamente nel regime stazionario linee di corrente e traiettoria coincidono. Tubo di Flusso in un fluido Prendo una sezione di fluido e considero le linee di corrente che passano per il contorno della superficie ad un tempo fisso costituiscono un tubo di flusso. Portata Volumetrica

Volume di fluido che passa attraverso una certa sezione nell'unit di tempo. In mks si misura in Teorema di Leonardo: Se il fluido ideale e se siamo in regime stazionario, le linee di corrente sono immutabili, e allora non ho passaggio di fluido attraverso le superfici dei tubi di flusso n addensamenti o rarefazioni di fluido dentro il tubo di fluido. Avremo pertanto portata costante nel tubo di flusso. Quindi se considero un tubo di flusso a sezione variabile il fluido aumenta la propria velocit quando la sezione diminuisce. Questo rappresenta una semplificazione dell'equazione di continuit (o conservazione della massa) Avremo dunque: Teorema di Bernoulli

Non ci sono forze di attrito per ipotesi ma presente la forza peso. Dal punto di vista delle caratteristiche del fluido i volumi infinitesimi sono identici. Per dimostrare il teorema cominciamo a scrivere il lavoro della forza peso: Lavoro delle forze di Pressione: Energia cinetica:

Applico la conservazione dell'energia:

Per il teorema di Bernoulli, se considero un tubo di flusso orizzontale, riduce a .

resta costante, dunque il teorema si pi

Dunque, per il teorema di Leonardo attraverso una sezione maggiore la velocit minore, dunque piccolo e pertanto la pressione maggiore attraverso sezioni pi grandi.

Termodinamica e Fluidi Pagina 15

marted 27 marzo 2012 09.20

Inoltre se considero un fluido fermo, la legge di bernoulli diventa:

Che non altro che la legge di Stevino Equazione di continuit Se si utilizza l'approccio Euleriano si scrive: Se si utilizza l'approccio Lagrangiano si scrive:
Poich e ciascuna delle coordinate a sua volta funzione del tempo, avremo:

In caso di stazionariet e omogeneit di di Leonardo) Tubo a sezione costante

possiamo scrivere che

, dunque il flusso costante (teorema

Applicazioni di Bernoulli e Leonardo

La pressione pi alta nella sezione pi bassa. Tubo di Venturi Tubo a sezione variabile orizzontale:

Da posso poi ricavare , dunque conoscendo la geometria e la pressione nel tubo posso risalire alle velocit. Tubo di Pitot Semplice strumento per determinare la velocit in un punto di un fluido. Tra le prime due sezioni avremo Ma in 1 c' un punto di arresto, poich l'acqua trova il becco del tubo, dunque

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marted 27 marzo 2012 10.45

Teorema di Torricelli Il contenitore deve avere un piccolo orifizio (con sezione molto pi piccola della sezione del contenitore, in modo che il liquido si abbassi approssimativamente con velocit nulla e non si creino vortici. Avremo:

Sar:

Quindi:

Esattamente come se le particelle di fluido cadessero in caduta libera da un'altezza h.

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