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Energia Nucleare In Italia

pro/contro

I pro
Se acettassimo di costruire e/o riattivare le centrali nucleari di buono avremmo che:

L'energia Nucleare coprirebbe tutto il fabbisogno energetico italiano e non avremmo bisogno di chiedere ad altre nazioni, come la Francia, l'energia. Quindi saremmo completamente autonomi.

Una centrale nucleare non emette CO2 Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.

Vantaggio nella bilancia dei pagamenti La produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilit degli shock esterni sull'economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilit del sistema economico nazionale.

Maggiore stabilit politica Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilit politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall'import del petrolio. L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.

I contro

Il materiale fissile che serve come combustibile per le centrali nucleari non presente in Italia, ma deve essere comunque importato. Il costo di questo materiale (uranio 235) comunque molto elevato, in quanto negli ultimi anni i costi sono fortemente aumentati. Sono pochissimi i Paesi al mondo che possiedono miniere di minerali dai quali poi si ricava l'uranio nella sua forma non arricchita; inoltre i successivi processi di arricchimento dell'uranio, necessari per ottenere quello idoneo come combustibile nucleare, sono molto complessi e costosi.

Come per il petrolio, esiste il problema della scarsa disponibilit di materie prime idonee per il successivo trattamento industriale: infatti, pur essendo l'uranio distribuito uniformemente in natura, sono pochi i giaciamenti di minerale effettivamente sfruttabili. Le industrie per la catena di trasformazione di questo minerale non sono poi presenti in Italia, ma in altri Paesi del mondo.

Le centrali nucleari hanno un elevatissimo costo di costruzione e la loro durata nella fase di esercizio (quella in cui producono elettricit) in genere di 30 anni (in questo tempo l'uranio 235 usato come combustibile viene periodicamente cambiato). Nei costi deve per essere sommato il costo di dismissione della centrale, ossia il costo complessivo dello smantellamento a norma e della messa a dimora dei materiali che costituivano la centrale, tutti radioattivi e pericolosi. Inoltre il materiale fissile non pi funzionante genera le cosiddette scorie radioattive, che devono essere portare all'estero per lo smaltimento (in Italia non esiste un luogo effettivamente sicuro per depositare questo tipo di materiali, ma solo depositi temporanei).

Nel normale funzionamento di una centrale nucleare viene prodotto un materiale altamente tossico e radioattivo, il Plutonio. Il possesso di questo materiale consente la costruzione di armamenti atomici a scopo di deterrenza in alcuni Paesi e di minaccia in altri. Questo ha portato varie associazioni internazionali a sconsigliare l'utilizzo del nucleare come fonte primaria od addirittura unica di energia.