Nicaragua

Nicaragua

Ritratto in breve
Perché no? Como no? È una specie di mantra che sentirete spesso in Nicaragua. Fare escursioni nella Selva Negra, vicino a Matagalpa, oppure vedere le montagne settentrionali e le isole del Lago Nicaragua. O ancora: pescare o surfare sulla spiaggia di Poneloya o sulla Playa Popoyo, tra Leon e Rivas. E poi: ammirare capolavori di arte coloniale o danzare fino all’alba nei piccoli locali sulla sabbia. Perché non farlo, quindi? Perché non il Nicaragua? Paese famoso per i suoi panorami e per il suo patrimonio culturale, paese affascinante e ancora abbastanza sconosciuto, paese che ha spesso subito tragedie come il terremoto sapendo rinascere ogni volta. Il Nicaragua è così, immerso nel multiculturalismo e nell’armonia tra le diverse etnie. Sebbene la sua situazione economica sia ancora poco rassicurante, è un paese in cui tutto è possibile. Come, tanto per fare un esempio, immergersi in un cratere vulcanico o perdersi a Managua, la sua capitale, che ne incarna lo spirito. O divertirsi fino a tarda notte a León, città dalla fervida attività culturale dove i giovanissimi amano ritrovarsi per le proprie serate. E dopo tutto questo, volete anche visitare Las Isletas, un arcipelago di 356 isolotti situato appena al largo di Granada nel Lago de Nicaragua? Perché no. Già, è vero.

Capitale
Managua. C’è un prima e un dopo per questa città. E l’anno è il 1972, quando un terremoto l’ha colpita violentemente, devastandola. Tutt’oggi sta provando a ripartire e questo movimento in avanti si può notare dal boom edilizio che sta modificando la città. Molti edifici interessanti di Managua circondano Plaza de la Republica. La Cattedrale municipale – che sorge sulle sponde del lago – è finalmente visitabile, dopo anni di restauro. Lì a due passi da visitare c’è il Palacio Nacionale. Il suo ingresso è avvolto da due ritratti di Augusto Sandino e Carlos Fonseca, rivoluzionari ed eroi del Nicaragua. Per gli amanti dei musei, poi, l’Acahulinca ricorda un po’ Pompei o Ercolano. Nell’edificio sono conservati, infatti, i resti di persone e animali che tentavano di raggiungere la salvezza durante un’eruzione vulcanica. Cambiando genere, ma restando comunque in ambito museale, un’occhiata va data anche Museo della Rivolucion dove si può capire di più il percorso politico del paese. Managua, però, non è solo edifici e mostre. Diverse sono le lagunas, i laghi vulcanici dove è possibile fare un bagno, prendere il sole o, volendo, fare anche qualche immersione.

Lingua
In Nicaragua si parla lo spagnolo. Non ci sono problemi con l’inglese, abbastanza diffuso, soprattutto nelle strutture turistiche. Sulla costa atlantica si parlano alcuni dialetti locali.

Religione
La maggior parte della popolazione è di religione cattolica. Il 20% appartiene invece a minoranze protestanti.

Sport
Come in diversi altri Stati del Sudamerica, anche in Nicaragua è forte la passione per il baseball, anche se il Paese non ha finora ottenuto brillanti risultati internazionali. Anche il calcio è molto seguito.

Fuso orario
In Nicaragua ci sono sette ore in meno rispetto all’Italia, che diventano otto quando in Italia vige l’ora legale.

Distanza dall'Italia
Il Nicaragua è raggiungibile in aereo dall’Italia con un volo di circa 14 ore ma sono necessari uno o più scali.

Moneta
Il Cordoba (NIO) è la moneta ufficiale del Nicaragua. I Dollari americani vengono accettati. Più difficile utilizzare l’Euro.

Documenti
Per accedere al paese è necessario il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi. Se il viaggio è per motivi turistici, non è richiesto il visto d’ingresso.

Salute e assicurazione
Le strutture sanitarie pubbliche sono ben al di sotto degli standard europei. Va detto però che la sanità privata sta facendo passi da gigante e che alcune cliniche sono molto ben attrezzate.

Quando andare
Il Paese ha due stagioni distinte. Quella estiva (secca) va da dicembre ad aprile mentre quella invernale (con pioggia e maggiore umidità) va da maggio a novembre. Sconsigliabile andare da agosto a novembre perché ci sono molti uragani.

Come arrivare
Aereo. Non esistono voli diretti dall’Italia per il Nicaragua. Ci sono, però, diverse soluzioni facendo uno o più scali. Si può, per esempio, prendere un volo Alitalia fino a Miami e, da lì, un volo della Taca. Oppure, sempre facendo uno o più scali, scegliere Lufthansa, Condor o Continental Airlines. Per i voli interni o diretti verso gli Stati Uniti e gli altri Paesi del Sudamerica ci sono Costena e Copa Airlines.

Indirizzi utili
Ambasciata d’Italia a Managua: Rotonda El Güegüense, 1, tel. 00505.22.662918. Guarda il sito.

Come telefonare
Prefisso per l’Italia: 0039 Prefisso dall’Italia: 00505

In valigia
Il clima è tropicale e, se andate quando lì è estate, portate sempre con voi un cappellino e degli indumenti freschi. Il vento potrebbe trarvi in inganno e non farvi percepire la temperatura elevata. Creme solari sono quasi d’obbligo.

Da visitare
Dintorni di Managua. Pieno di vulcani, il Nicaragua ha per ogni cratere una storia, una leggenda. Un esempio? Il vulcano al centro del Parque Nacional Volcàn Masaya, ancora oggi attivo, è stato utilizzato dalle popolazioni indigene per alcuni sacrifici umani. Secondo la leggenda la dea del fuoco Chaciutique placava la propria ira solo se venivano gettate tra la lava giovani donne. Successivamente, nel corso dei secoli, anche i conquistadores spagnoli pensavano che quello fosse l’ingresso dell’inferno. Nell’area merita una visita anche El Trapiche, a circa 20 chilometri a sud est da Managua. Lì ci sono sorgenti d’acqua limpida e qualche buon ristorantino.

León. È la capitale culturale del paese, dove tutto parla della rivoluzione. E’ costellata di monumenti, murales più o meno ovunque e muri con ancora i fori dei proiettili. Ma non c’è solo la politica. La Cattedrale, la più antica di tutta l’America centrale, è decorata dai dipinti che raffigurano le stazioni della Via Crucis. Inoltre, al suo interno, è possibile visitare la tomba del poeta Rubén Darío. Poco lontano, nella Galería de Héroes y Mártires, sono raccolte – tra le altre cose – anche le fotografie dei combattenti dell'FSLN (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale), morti durante la rivoluzione del 1978-1979.

Costa caraibica. Bluefields e le escursioni alle Islas del Maìz sono le mete principali. Il mix tra diversi gruppi etnici rende questi luoghi – oltre che incantevoli dal punto di vista naturalistico – carichi di un’atmosfera allegra. Considerata la roccaforte del divertimento del Nicaragua, la laguna di Bluefields ospita diverse isole, tutte con una rigogliosa vegetazione tropicale. Un occhio particolare va dato a Rama Cay, l’ultimo rifugio degli indios autoctoni della regione.

Las Isletas. Volendo passare un anno in Nicaragua e volendo visitare un’isola al giorno, per vedere tutti gli isolotti di Las Isletas vi resterebbe libera poco più di una settimana. In altre parole: 356 isolotti a largo di Granada, nel Lago Nicaragua. E sceglierne uno solo è piuttosto difficile. Su quella di San Pablo, ad esempio, c’è una piccola fortezza edificata dagli spagnoli nel XVIII secolo. L’Isla Zapatera, invece, è di forte interesse archeologico. Prima c’erano anche le gigantesche statue degli Indios, ora trasferite. Si possono comunque ammirare le tombe e le necropoli.

Isole del Maíz. Altre isole, altro giro, ma stesso interesse. Quelle del Maìz – 70 chilometri da Bluefields sulla costa orientale - sono ormai state adocchiate dai turisti di tutto il mondo. Tuttavia, l’atmosfera che si vive e si respira non è di quelle frenetiche. Anzi. Qui, tra acque turchesi e spiagge bianche si può abbassare il ritmo della propria vita e riposarsi con lentezza tra immersioni, barriere coralline, relax sulla sabbia e ottimo pesce.

Tradizioni e folklore
Terremoti e guerra hanno cancellato molte tracce del patrimonio tradizionale e folkloristico del Nicaragua. Tuttavia le danze e le rappresentazioni di carattere religioso e rituale, accompagnate da canti e musiche, sono diventate con il passare del tempo tutt’uno con questa cultura. Su questo tessuto si è innestato il repertorio di feste religiose e profane, balli folkloristici, recite di romanze. C’è, però, qualcosa che travalica i secoli: la poesia. Usata anche durante le feste come momento di aggregazione tra le comunità, la produzione nicaraguense è florida come in pochi altri Paesi del continente. Rubèn Darìo, considerato il principe della letteratura ispano-americana è emulato da molti. C’è poi un arcipelago in cui tutto questo si racchiude: l’arcipelago de Solentiname, che ospita artisti, poeti ed artigiani e dove si possono trovare diversi murales di un certo valore.

A tavola
Un pasto tipico del Nicaragua è fatto con uova o carne, riso, fagioli, tortillas, insalata e frutta di stagione. Una delle ricette locali più apprezzate è il gallo pinto, un piatto di fagioli e riso, molto semplice. Per la carne, c’è il bajo, un misto di manzo e manioca. A base di manioca è anche il vigoron, servito con cotiche di maiale fritte e insalata di cavolo. Come in tutti i Paesi dell’America Latina, anche in Nicaragua si possono trovare per strada bevande a base di frutta tropicale – davvero ottime – oppure il tiste, con cacao e grano. O, ancora, il posol con leche, sempre con grano ma con aggiunta di latte. Per gli amanti della birra: il Nicaragua è considerato il paradiso delle bionde.

Prodotti tipici
L’artigianato del Nicaragua è abbastanza vario, anche se non è ai livelli degli altri Paesi della zona. Ad ogni modo, se avete spazio nella stiva dell’aereo, acquistate un’amaca, realizzata con fili di cotone intrecciati con tecniche manuali. Ci sono poi i cappelli o gli oggetti in balsa, una produzione particolarmente sviluppata a Solentiname. Infine, la ceramica nera, la cui fabbricazione spetta alle donne. Per trovarle andate a Jinotega e Matagalpa, dove ci sono diversi laboratori familiari.

Lo sapevi che...
…Ometepe è la più grande isola lacustre dell'America Latina?

Personaggi celebri
È del Nicaragua Ruben Darìo, tra i più importanti letterari del Sudamerica (vissuto a cavallo tra l’800 ed il 900). La sua produzione è considerevole e la sua penna molto suggestiva. Cambiando genere, non si può non citare Augusto Sandino, il padre della rivoluzione nicaraguense. Tra il 1927 ed il 1933 guidò la rivolta del popolo contro l’esercito di occupazione degli Stati Uniti. Oggi, è un vero e proprio mito e la sua effige appare ovunque.

Da leggere
La produzione del Nicaragua vive della cultura riflessa degli altri Paesi latini. Tuttavia tra i romanzieri emersi nel secondo 900, da segnalare ci sono Horacio Peña, Carlos Alemán Ocampo e Leonel Delgado. Tra le donne spicca sulle altre Gioconda Belli, scrittrice e giornalista di origine italiana, autrice di La donna abitata e La pergamena della seduzione.

Da ascoltare
La musica tradizionale resta protagonista delle fiestas popolari, e viene suonata con strumenti di antica origine come gli xilofoni. Tra i genere principali spiccano la salsa e il merengue. Più che musica da poter acquistare, il Nicaragua offre diverse occasioni live per ascoltarne il battito.

Da vedere
Gli anni a cavallo del millennio hanno visto alcune interessanti produzioni cinematografiche, come i due mediometraggi De niña a mujer e Historia de Rosa di Florence Jaugey oppure Con ánimo de lucro di Joan Planas e El Inmortal di Mercedes Moncada Rodriguez. Tra i film girati in Nicaragua c’è invece Sotto tiro, con Nick Nolte, Ed Harris e Gene Hackman.

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