Venezuela

Venezuela

Ritratto in breve
Quando arrivate in Venezuela, prendete in mano una bussola e pensate a cosa vorreste trovare. I picchi e le vette delle Ande? Andate a ovest. Chilometri e chilometri di spiagge bianche? A est. Giungle e natura selvaggia? Direzione nord. Messa via la bussola non resta che iniziare a vedere uno dei paesi più affascinanti di tutto il Sudamerica. Tanto per fare qualche esempio: il Lago Maracaibo, il più grande del continente; l’Orinoco, un fiume maestoso; la cascata Salto Angel. E questo è solo un assaggio dei paesaggi che potreste trovare. Senza contare poi gli animali. Non sarà difficile incontrare giaguari, tapiri, armadilli. Ma se pensate che il Venezuela sia solo natura incontaminata, sappiate che quella stessa bussola vi indicherà anche città e siti archeologici di interesse mondiale. Coro, ad esempio, è un vero e proprio gioiello barocco. Fondata nel 1527 ed entrata nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, ospita chiese sontuose, palazzi incantevoli ed un centro storico che lascia davvero a bocca aperta. Un capitolo a sé merita la capitale, Caracas. Metropoli da più di 3 milioni di abitanti, sta seguendo lo sviluppo economico di tutto il Venezuela. Luogo ideale per la vita notturna, con i suoi innumerevoli caffè e locali, è caratterizzata da un’architettura in stile pre-coloniale, che lascia spazio qua e là a edifici più moderni. Infine, dalla città al mare. Come non visitare l’ arcipelago corallino di Los Roques, il più esteso dei Caraibi? Se è considerato il paradiso dei velisti – le onde ed i venti fanno di questo luogo, il posto ideale per una mini regata – e degli amanti delle immersioni, un motivo ci sarà.

Capitale
Caracas. Architettura moderna, economia in continuo sviluppo. Ma anche bidonville nelle periferie e degrado lontano dal centro. Questa è Caracas. Con i suoi mille contrasti. Il tour della città inizia nel Quartiere universitario, opera di Carlos Raul Villanueva, architetto noto a livello internazionale. Per assaporare un po’ di storia sudamericana, invece, basta fare un salto alla Cattedrale, dove – una scultura lo ricorda – venne battezzato Simòn Bolivar, generale e patriota che contribuì all’indipendenza del Venezuela (oltre che di molte altre nazioni del continente). Nel centro città, imperdibili sono il Capitolio, la Casa Amarilla – sede del Ministero degli Esteri e visitabile solo in alcuni giorni – ed il Palazzo municipale. Proseguendo il giro, indispensabile ammirare il maestoso Palacio de Miraflores, dove ha vissuto un altro leader politico molto caro ai venezuelani: Joaquin Crespo. Ma se tutto questo non basta e si è alla ricerca di emozioni forti per la serata, è sufficiente dirigersi in uno dei bar del quartiere El Rosal o La Floresta. Ascoltando in qualche locale, se si è fortunati, dell’ottimo jazz.

Lingua
La lingua ufficiale del Venezuela è lo spagnolo.

Religione
La religione più diffusa è quella cattolica. Sono comunque presenti alcune minoranze animiste.

Sport
La passione sudamericana per il calcio c’è. E questo va detto. Anche se non è ossessiva come in Brasile, Cile o Argentina. Sono infatti seguiti anche altri sport, come il baseball o le discipline olimpiche. A tal proposito, Rafael Vidal, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1986 per i 200 metri gode ancora di una fama considerevole.

Fuso orario
In Venezuela ci sono 5 ore e mezza in meno rispetto al fuso orario italiano (che diventano sei ore e mezza quando in Italia vige l’ora legale).

Distanza dall'Italia

Il Venezuela dista dall’Italia circa 8.400 km in linea d’aria. Il volo da Roma a Caracas, con scalo, ha una durata di circa 13 ore.

Moneta
La moneta ufficiale venezuelana è il Bolivar Fuerte (VEF).

Documenti
Per andare in Venezuela è necessario il passaporto con una validità residua di almeno 6 mesi. Per periodi turistici non superiori a 90 giorni non è necessario il visto turistico.

Salute e assicurazione
Per un viaggio in Venezuela non è richiesta nessuna vaccinazione. Le strutture ospedaliere pubbliche, però, non sono molto attrezzate ed inferiori agli standard europei. Tuttavia, sono presenti diverse cliniche private anche se sono molto care.

Quando andare
Cercando di evitare la stagione piovosa - ovvero quella che va da maggio ad ottobre - è consigliabile visitare il Venezuela da novembre ad aprile, durante la stagione secca. Il clima è tropicale.

Come arrivare
Aereo. Il volo dall’Italia al Venezuela è abbastanza lungo: dura circa 13 ore con spesso uno scalo intermedio. Alitalia offre voli diretti verso Caracas da Roma o con scalo anche da altre città. Tra le compagnie che effettuano uno scalo ci sono inoltre KLM, Air Europa, Condor, Air France, TAP e Lufthansa.

Indirizzi utili
Ambasciata d'Italia a Caracas: Calle Sorocaima, entre Avenidas Tamanaco y Venezuela El Rosal 1060, tel. 0058.212.9527311. Guarda il sito.

Come telefonare
Prefisso per l’Italia: 0039 Prefisso dall’Italia: 0058 (212 per Caracas)

In valigia
L’abbigliamento può variare a seconda della destinazione. Per chi ha in programma escursioni nella natura, sono indicati abiti comodi e scarpe da arrampicata. Il sole brucia d’estate, quindi sono necessari un cappellino e una crema protettiva contro le insolazioni. Attenzione agli insetti: meglio portare dei repellenti. Per i tour in città, invece, il solito abbigliamento informale è sufficiente.

Da visitare
Río Orinoco. È il terzo fiume più lungo di tutto il continente e si estende per 2.150 chilometri al confine meridionale con il Brasile. Isole sparse ovunque, foreste e una tribù, i Warao, che vive sulle palafitte. Ci si muove principalmente in canoa. Da fermarsi a Ciudad Bolívar, una città che sorge proprio sulla costa del Rio Orinoco, che possiede ancora un fascino tutto particolare, quello coloniale. Prende il nome proprio da Simon Bolivar, l’eroe nazionale. Un’altra perla è Canaima, una cittadina che gode di una posizione davvero spettacolare. Il motivo? Le cascate. Con i loro 807 metri di altezza (16 volte quelle del Niagara, per intenderci), sono un’attrazione naturalistica senza pari.

Le Ande venezuelane. In tema di natura, dopo aver ammirato le cascate ed i fiumi, non si può non proseguire con le montagne della Sierra Nevada de Merida, a nord. Moltissimi villaggi, sentieri, viste senza fiato, cime innevate. È questa l’atmosfera che si può respirare – e vedere – facendo un salto anche a Merida, una delle mete turistiche cult del Venezuela perché a soli 12 chilometri dalla montagna più alta del paese, il Pico Bolivar.

La costa caraibica. Dalla montagna al mare. E che mare. Quello della costa caraibica. Che offre spiagge incantevoli ma anche la possibilità di praticare sport acquatici come le immersioni, la vela e la pesca d’altura. Il bianco della sabbia si mischia con il turchese dell’acqua. Avete presente un catalogo delle vacanze? Ecco, molte foto di copertina vengono scattate lì. Bellezza senza Photoshop, quindi.

Coro. Fondata nel 1527, Coro è una città tranquilla e molto interessante dal punto di vista culturale, dove si possono ammirare diversi esempi di architettura coloniale. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio nazionale nel 1950 ed

oggi diversi palazzi sono stati restaurati anche – e soprattutto – per il numero elevato di turisti che ogni anno fanno visita a questa cittadina. Calle Zamora, la strada principale, è lunghissima e pavimentata con ciottoli. Da vedere anche la Cattedrale ed il Museo de arte de Coro.

La giungla amazzonica. Andate in Venezuela e non volete fate un salto a vedere la giungla amazzonica? Una visita alla fitta foresta tropicale attraversata da innumerevoli corsi d'acqua e popolata da un mosaico di isolate comunità indigene, è forse il modo migliore per chiudere la vacanza. Si possono organizzare escursioni lungo l'Orinoco, il Sipapo, l'Autana e altri fiumi nonché nel profondo della giungla informandosi presso la città di Puerto Ayacucho, afosa ma accogliente.

Tradizioni e folklore
In diverse aree del Venezuela sono presenti alcune tradizioni ancora legate all’età precolombiana. In primavera, ad esempio, nello Stato di Lara, si celebra ancora una particolare cerimonia in cui si danza imprimendo al corpo un movimento che vuol riprodurre quello del vento. La stessa danza si ritrova durante le feste natalizie fra le popolazioni della zona orientale del Paese. Curiosa una tradizione agricola delle popolazioni che vivono sul delta dell'Orinoco e che consiste nel coltivare i legumi dentro a un tronco scavato a forma di canoa .

A tavola
La cucina venezuelana è semplice: carne e pesce sono gli elementi chiave, spesso accompagnati da riso e vari tipi di verdura. Il piatto tipico, il pabellon, consiste in carne tagliata a piccoli pezzi e servita con fagioli neri e - appunto – riso. Molto spesso viene aggiunto anche del platano (un tipo di banana) che è in questo paese è una vera e propria delizia. C’è poi una sorta di frittata, chiamata cachapa, preparata con mais fresco, acqua e zucchero e servita con il formaggio. Da gustare a prima mattina sono i frullati di frutta esotica come quelli alla guayaba. Nel periodo natalizio si può gustare la hallaca, una pasta preparata con la farina di mais e riempita di carne, pollo, mandorle, olive e capperi, ricoperta con foglie di platano e cucinata. Per gli alcolici, infine, la parola d’ordine è rum. Le marche storiche sono Carupano e Santa Teresa.

Prodotti tipici
Artigianato in moltissime forme. In quasi tutti i mercati si possono infatti trovare stoffe, amache, cappelli di paglia, oggetti in legno intagliato e dipinto, cinture e borse. Nella capitale ci sono grandi centri commerciali, in stile “occidentale”. Ma per i veri e propri affari, andate a Isla Margarita, dichiarata porto franco. Si può trovare merce da tutto il mondo, comprese le nuove tecnologie. D’obbligo anche l’acquisto di cacao prodotto in loco e di cd e dvd musicali.

Lo sapevi che...
…in Venezuela è stata realizzata la più grande tortilla del mondo? Il record (da Guinness dei Primati) è stato realizzato il 24 marzo 2011. Per la cronaca, la tortilla pesava più di 200 chili.

Personaggi celebri
Il presidente venezuelano Hugo Chavez è molto spesso al centro dei dibattiti internazionali, famoso per le sue posizioni anti-americane e l’amicizia con paesi non democratici come l’Iran e Cuba. Nella primavera 2011, addirittura, durante il conflitto in Libia si pensava al Venezuela come il luogo d’esilio del colonnello Gheddafi. Chavez afferma di ispirarsi ai principi di Simon Bolivar, generale e rivoluzionario del XIX secolo. Politica a parte, nel campo artistico molto noto è Juan Calzadilla, poeta, pittore e critico. Meno recenti le opere di Armando Reverón, splendido interprete dell’astrattismo e del simbolismo nella pittura. Arriva dal Venezuela anche la showgirl, ormai italiana di adozione, Aida Yespica.

Da leggere
Per saperne di più sul Venezuela si può cominciare da Il mondo perduto di Sir Arthur Conan Doyle (Oscar Mondadori): un racconto ispirato alle favolose storie delle esplorazioni del colonnello Fawcett e, in particolare, ai tepuis, un fenomeno geologico peculiare del Venezuela che da secoli affascina scienziati e scrittori. Per avere idea dei sapori del paese, invece, è interessante La cucina venezuelana di Maria Rosa Alfieri e Bruno Bosso (Calderini), molto più di un libro di ricette. Sulla revolution, invece, si può leggere Latinoamericana di Ernesto Che Guevara (Feltrinelli), da cui è stato tratto il film I diari della motocicletta conGael García Bernal.

Da ascoltare
Il Venezuela è il posto in cui perdersi nel ritmo della salsa e del merengue. Queste melodie si sentono ovunque. Ma non pensate ci siano solo questi generi. In Venezuela brulicano band rock e pop che sognano il grande salto come è stato per la colombiana Shakira, ad esempio. Tra i compositori va citato, senza dubbio, Aldemaro Romero, scomparso nel 2007. Ha spaziato tra la musica classica e quella jazz, senza dimenticare quella popolare. Un suo disco va messo in valigia.

Da vedere

Il Venezuela ha avuto una florida produzione cinematografica muta, andata però perduta nel corso del tempo. Negli ultimi 30 anni si sono affermati registi come Joaquín Cortés che, nel 1983 a Cannes, ha presentato Caballo salvaje. Il cinema venezuelano del nuovo millennio conta, fra gli altri, importanti registi come Alberto Arvelo, premiato a New York nel 2001 con Una vida y dos mandados. La nuova scuola cinematografica è rappresentata dai “tre moschettieri”: Diego Rísquez, Fina Torres e Jonathan Jakubowicz. Quest’ultimo nel 2005 ha diretto Secuestro express, apprezzato anche a livello internazionale. Per avere un’idea del Venezuela, però, forse il film più indicato è I diari della motocicletta, dedicato alla vita di Che Guevara.

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www.doveviaggi.it

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