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Instilla.
Scoprirsi con i fiori di Bach.
Di Max Volpi.

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Il presente e-book è redatto con licenza Creative Commons. Questo significa che può essere scaricato e distribuito gratuitamente in tutto il mondo. Le copie devono essere gratuite, l’impaginazione ed il contenuto devono essere mantenuti, sia nella versione PDF che in una eventuale stampa. Contattateci attraverso info@reflexal.com per qualsiasi informazione che non troviate su www.reflexal.com, nostro sito di riferimento o se desiderate inviarci vostre impressioni su questo lavoro o sulla nostra attività in generale.

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Il mio benvenuto più sincero. Sono lieto tu abbia in mano questo libro. Con vero piacere ti offro il frutto del mio lavoro e della mia forte e chiara passione per i fiori. E’ redatto con una parte dei contenuti presenti sul sito www.reflexal.com su cui puoi iscriverti gratuitamente (nel caso tu non lo sia già) per accedere ai contenuti riservati e ricevere le mail di approfondimento. Il mio curriculum lo puoi trovare a questo indirizzo. Lo scopo di questo e-book è di fornirti le descrizioni originale redatte da Edward Bach a cui conviene fare sempre riferimento nell’incertezza della scelta dei rimedi, se non si hanno basi adeguate e si desideri, come prospettato dal Dr. Bach, il “fai da te”. Una scheda descrittiva per ogni fiore ed un mio commento che tratta di segnatura o di botanica, oppure ancora di leggende o storie legate ai fiori, completa il quadro. Insieme a questo, un po’ di storia e consigli sull’uso dei rimedi. La mente comprende raramente i fiori. Essi sono un gesto del cuore. Sono semplicemente un lasciarsi andare alla vita, così come un seme germoglia in un prato bagnato di rugiada, si erge, crea i fiori e poi i frutti, naturalmente. Senza sforzo. Senza il minimo rumore. A dire il vero, molti di noi sono fermi al pensiero meccanicistico del fiore, vedendone solo gli aspetti più palesi. Credono dia una spinta nella direzione in cui vogliamo indirizzare la nostra vita. I fiori, invece, crescono sinceramente nella terra del cuore. Per così dire, occorre seminare ed annaffiare con quattro gocce d’acqua quattro volte al giorno, ma la spontaneità è il nucleo di tutto. Basta osservare senza interferire. Il mio consiglio, che vuole essere piccolo come un seme, tu puoi fare in modo che metta radici superando i cespugli di rovi e la siccità, così, come quando ti preparerai i fiori, gettando il cuore oltre l’ostacolo e senza ombra di dubbio, la tua prospettiva cambierà. Per questo ti esorto, a dimenticarti di loro e a vivere una vita serena ricordandoti semplicemente di annaffiare la terra del cuore con i fiori, quattro gocce quattro volte al giorno. I risultati si produrranno spontanei. Buona lettura. P.S.: Questo e-book gratuito è il più completo che trovi in rete. Se vorrai condividerlo con le persone a te care, sarà per me un piacere. Max Volpi

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Cosa sono i fiori di Bach Chi era Edward Bach Rescue Remedy Come si preparano i rimedi Ordinamento floreale I 12 guaritori I 7 aiutanti Gli ultimi 19 Fiori per la mente, fiori per il corpo Fiori per la paura Rock Rose Mimulus Cherry Plum Aspen Red Chestnut Fiori per l’incertezza Cerato Scleranthus Gentian Gorse Hornbeam Wild Oat Fiori per lo scarso interesse per il presente Clematis Honeysuckle Wild Rose Olive White Chestnut Mustard Chestnut Bud
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Fiori per la solitudine Water Violet Heather Impatiens Fiori per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee Agrimony Centaury Walnut Holly Fiori per lo scoraggiamento e la disperazione Larch Pine Crab Apple Sweet Chestnut Star of Bethlehem Oak Elm Willow Fiori per l’eccessiva preoccupazione per gli altri Chicory Vervain Vine Beech Rock Water Cassetti per la mente e territori condivisi Conclusioni

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Cosa sono i fiori di Bach.
Nel suo percorso di vita, segnata, come avremo modo di vedere, da molto dolore, sofferenza, ma anche molta gioia, Edward Bach comprende che lo scopo del viaggio non è l’arrivo, bensì il viaggio. Arricchendosi, compiendo questo viaggio, l’essere umano impara a lasciare andare i propri difetti, impara a non lamentarsi per le proprie mancanze e, mentre attua il cambiamento, inizia invece a coltivare i propri talenti. Edward Bach, come tutti i grandi uomini, fa della sua vita una missione, il bastone su cui poggia per muovere i propri passi nel mondo, poiché ha intuito che vi sono altre cose importanti nella vita da osservare, su cui concentrare la propria attenzione, invece che sedersi nella poltrona della noia ad aspettare di morire. Cinquant’anni ha vissuto in questa forma prima di muoversi verso altri lidi e in questo tempo, che per molti equivale solo a due terzi di vita mortale, egli ha fatto molto e lasciato ai posteri ancor di più. I fiori, il suo testamento, sono principalmente uno strumento di consapevolezza. Certo, non possiamo chiedere ai fiori l’illuminazione spirituale, non è il loro compito nello schema delle cose, ma possiamo chiedere loro di aiutarci ad abbracciare la nostra natura, la vicinanza intima con noi stessi, in maniera naturale senza, per assurdo, che neppure noi ce ne accorgiamo. I fiori di Bach lavorano infatti sotto la punta dell’iceberg che è la nostra coscienza e il loro compito è semplicemente quello di creare armonia. Al pari di un buon musicista che nello scrivere, dispone le voci per raggiungere un equilibrio, i fiori di Bach fanno in modo che il nostro sistema energetico possa raggiungere lo stesso un equilibrio. Come? Semplicemente agendo su quegli aspetti di noi che invece, sono disarmonici. L’invidia per esempio, ci vieta di stare bene con ciò che abbiamo, perché pone la nostra attenzione su ciò non possediamo.
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L’astrazione, di per sé una caratteristica univoca dell’essere umano, diventa un ostacolo, un fardello addirittura, se la trasformiamo nel centro del nostro personale mondo, al punto da smettere di concretizzare ciò che abbiamo pensato. Vivere di sole fantasie, porta infatti ad un disequilibrio. Il lavoro di conoscenza emozionale di cui Bach si è fatto portabandiera, può sembrare interessantissimo come di scarso valore, contestualmente alle esperienze di ognuno. Allora l’uomo che avrà imparato dai suoi progenitori l’indifferenza emotiva, sarà incapace di esprimersi e vedrà i fiori come un mero trucco di paese, mentre la persona profondamente coinvolta nel proprio sentire, estremamente emotiva, incapace di controllarsi, percepirà i fiori come la panacea per tutti i mali. Entrambi questi stati sono disarmonici. Sono difese che la personalità attua per rimanere in una condizione di stallo, in un luogo metafisico conosciuto, in cui NON è presente la piena realizzazione dell’individuo stesso, ma solo la mera ripetizione di schemi atti a mantenere lo status quo. L’uomo è molto di più. E’ molto più grande dei suoi limiti, dei suoi difetti. Spesso ci troviamo a discutere di quante difficoltà abbia la società contemporanea nell’esprimere ciò che prova, a darsi la possibilità anche solo di provare qualcosa. Senza secondi fini né guadagni accessori. Semplicemente per il gusto di guardare una persona negli occhi e scoprire un mondo. Il senso del possesso, come citano ricerche scientifiche, pare abbia sede in specifiche aree del cervello, ma il campo magnetico più importante dell’intera struttura energetica umana rimane il cuore. Creare un equilibrio sostenibile non è solo negli ambienti, nelle costruzioni, nelle aziende, visto che la società è composta da uomini e spesso tendiamo a dimenticarlo, è in primis nell’uomo, che l’equilibrio sostenibile va ricercato. I fiori di Bach hanno come scopo la ricerca, ma soprattutto il ritrovamento di questo stato, della mente, del corpo, del cuore ed il loro lavoro viene svolto silenziosamente, al di sotto della soglia di percezione che abbiamo di noi stessi per cui, sapendo che stiamo assumendo semplicemente dei fiori*, dovremmo tutti avere il coraggio di lasciarci andare alla conoscenza di noi stessi. Il nostro sé conosce le risposte e ce le indica continuamente, attraverso i segnali sparsi lungo il viaggio. A noi il compito di ascoltare questi segnali.
*Nessuna tossicità o nessuna allergia accertate. Esami di laboratorio confermano che non vi siano principi attivi in funzione. I componenti del flacone sono solamente acqua e brandy. Quindi, di cosa hai paura? Il giardino di Max Volpi 2005-2011©. www.reflexal.com

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Chi era Edward Bach.
La presente biografia è tratta da: Nora Weeks - La vita e le scoperte di Edward Bach - Ed. Guna

Edward Bach assume questa forma il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio a circa tre miglia da Birmingham, primogenito di tre figli. È un bambino gracile e solo grazie alle cure della sua famiglia riesce a superare primi anni di vita. È molto sensibile e intuitivo, ma pieno di vita, bravo nei giochi e sempre pronto per le avventure. Da giovane è solito passare le sue vacanze andando di villaggio in villaggio, attraversando montagne e dormendo all'aperto, lieto di essere in compagnia della natura. Ha una personalità poliedrica. Indipendente e positivo è dotato di un buon senso dell'umorismo, sa anche diventare silenzioso e meditabondo per vagare da solo per la campagna, oppure rimanere seduto per ore ad ammirare la meraviglia di un bosco. Già da bambino una delle sue caratteristiche più importanti è l'enorme compassione, la capacità di immedesimarsi nelle sofferenze altrui, difatti la sofferenza di un essere umano o di qualsiasi creatura vivente lo tocca profondamente. Egli non è un semplice sognatore, le sue certezze l'intensità della determinazione che prova, e l'attenzione per le piccole cose sono gli ingredienti formativi di un genio, che come tutti i geni, è destinato a rimanere solitario; pochi infatti sono in grado di capire la determinazione di chi, conoscendo lo scopo della propria vita, non può permettere a nessuno di interferire con questo obiettivo. Dal 1903 al 1906, terminata la scuola, egli, per non essere di peso ai suoi genitori, inizia a lavorare presso la fonderia del padre e, nonostante non ami lavorare al chiuso e con orari regolari, opera prima nei reparti e poi come rappresentante. In questo periodo espone al padre il suo progetto di diventare medico, progetto che viene ampiamente approvato è sostenuto anche economicamente. Nel 1913 si laurea in medicina e fino al 1930 non lascia Londra, passa poco tempo sui libri, in quanto preferisce girare per le corsie d'ospedale ad osservare i pazienti, riesce infatti presto a capire che: "nel trattamento di una qualsiasi
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patologia, la personalità dell'individuo gioca un ruolo più importante del corpo". Si vocifera che alla consegna della laurea abbia detto: "ci vorranno altri cinque anni per dimenticare tutto quello che mi è stato insegnato". Nel 1913 ottiene l'incarico di responsabile medico del pronto soccorso dell'ospedale universitario e successivamente quello di responsabile del reparto di chirurgia d'urgenza al National Temperance Hospital, incarico che è costretto però a lasciare dopo pochi mesi a causa di gravi problemi di salute. Il suo sentire gli suggerisce che la medicina moderna abbia in qualche modo fallito, che solo raramente la chirurgia sia in grado di apportare benefici che non siano temporanei e si rattrista del fatto di non essere ancora riuscito a trovare una soluzione è questo problema. L'errore secondo lui consiste nel fatto che i medici dedicano troppo poco tempo allo studio dei malati, concentrandosi eccessivamente sul lato fisico della malattia e dimenticando che gli individui non sono costruiti in serie secondo modello prestabilito. Secondo Bach in questo modo vengono trascurati i sintomi più significativi e importanti della malattia. Questo accadimento lo porta a studiare l'immunologia e, in breve tempo, scopre che alcuni batteri intestinali sono strettamente collegati con le malattie croniche. Sintetizza quindi un vaccino. I risultati che ottiene con questa tecnica vanno al di là di qualsiasi aspettativa, lo stato generale dei pazienti migliora a tal punto che essi riferivano di non essersi mai sentiti meglio e i loro problemi cronici-artrite, reumatismo, emicrania, scompaiono. La sua salute non è buona al tempo della prima guerra mondiale, difatti gli viene negato l'accesso al servizio militare. Nonostante questo diviene responsabile di oltre 400 posti letto per i reduci di guerra presso l'ospedale universitario, oltre al suo lavoro al reparto di batteriologia e a quello di assistente clinico presso l'ospedale della scuola medica dove lavora dal 1915 al 1919. Lavorare instancabilmente fino addirittura a svenire sul tavolo del laboratorio; la sua determinazione lo sostiene, ma nel giugno del 1917 ha una profonda emorragia, viene ricoverato d'urgenza e i genitori acconsentono perchè venga operato, senza che egli abbia ancora ripreso conoscenza. Le sue condizioni rimangono critiche e il male che lo affligge benché rimosso localmente, potrebbe trasformarsi in metastasi, dicono i medici. La prognosi è di tre mesi. Sapere che il tempo a sua disposizione è limitato fa sì che, ancora debole e provato, ritorni nei laboratori dell'ospedale per assumere la completa responsabilità del reparto. Sprofonda nel
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lavoro tanto che, quella che rimane perennemente accesa nel suo laboratorio, viene definita "la luce che non si spegne mai". Con il passare delle settimane inizia a sentirsi più forte e allo scadere dei tre mesi scopre di stare meglio di quanto non fosse mai stato negli ultimi anni. Chi ha vissuto con lui questi momenti rimane ovviamente impressionato, al punto che un suo collega che ha assistito all'operazione esclama: "Mio Dio Bach, dovevi essere morto!". Questo lo porta a riflettere sul motivo della sua guarigione, egli giunge alla conclusione che: "un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell'uomo sulla terra", e quindi per la sua salute. Il suo lavoro sulla tossicemia intestinale diventa sempre più famoso, viene pubblicato sui giornali medici e inserito negli annali della società reale di medicina del 1920. Dal 1919 al 1922 è batteriologo presso l'ospedale omeopatico di Londra, è così che legge l'”Organon” di Hahnemann, fondatore dell'omeopatia. Egli si rende conto così che esistono molti punti in comune tra le osservazioni fatte da Hahnemann e le sue, seppur giungendovi per strade diverse. "Curare il malato e non la malattia" è il punto d'incontro di questi due uomini. I suoi vaccini e nosodi risultano sempre più soddisfacenti nella cura delle malattie croniche. I sette vaccini orali chiamati "sette nosodi di Bach" sono acclamati entusiasticamente e largamente utilizzati da medici omeopati e allopati non solo nel Regno Unito, ma anche in Germania e negli Stati Uniti. Contemporaneamente Bach lavora sul "mentale", cioè sul tipo di personalità dei pazienti, notando che ad ognuno dei sette ceppi batterici corrispondono delle note caratteriali predominanti. Quando è certo che ai sette gruppi batterici corrispondono altrettante personalità specifiche, egli dimostra la fondatezza delle sue convinzioni, cioè che curando i pazienti a seconda delle loro tipologie caratteriali si ottengono risultati al di là di ogni aspettativa.
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Da qui fino al 1930 è una continua "escalation" di successi per il medico di origini gallesi, tanto che rinuncia ai suoi incarichi nella salute pubblica, per dedicarsi a tempo pieno alla sintesi dei vaccini nei suoi laboratori ed al lavoro nel suo studio. Scritti e conferenze ne ampliano la fama tanto da essere considerato il "secondo Hahnemann". Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre rimedi floreali, si dedica allo studio di piante ed erbe, con le quali spera di sostituire i sette nosodi. Finalmente, dopo diversi fallimenti, una sera trova la risposta ai suoi interrogativi. È ospite ad un ricevimento e sforzandosi di far trascorrere il tempo, poiché non si diverte affatto, incomincia ad osservare attentamente gli invitati finché improvvisamente s'illumina di questo pensiero: "l'umanità è composta da un preciso numero di gruppi tipologici", e ogni individuo in quella grande sala rientrava in una di queste tipologie. Trascorrere la serata studiando gli ospiti: come mangiano, come sorridono, come gesticolano, come si muovono, l'espressione del viso e il tono della loro voce. La somiglianza tra alcune persone era così forte che avrebbero potuto essere scambiati per parenti, pur non avendo alcun rapporto di parentela. Bach trova questo estremamente stimolante, verso la fine della cena ha identificato un certo numero di tipologie. Intuisce che non tutti gli individui appartenenti a un certo gruppo soffriranno della stessa malattia, ma che ognuno reagirà in modo simile o abbastanza simile a qualsiasi tipo di malattia. Si tratta in definitiva, secondo Bach, del perfezionamento del principio di Hahnemann e si avvicina al suo concetto di terapia più di qualsiasi altro metodo applicato fino ad allora.

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Un giorno, verso la fine di settembre di quell'anno, reagisce all'impulso di recarsi nel Galles, ne torna ripagato dalla scoperta di due piante: Impatiens(IMP) e Mimulus(MIM). Porta a Londra queste piante e le prepara con lo stesso metodo utilizzato per i vaccini orali. Nello stesso anno inizia ad usare anche Clematis(CLE), e questi sono i primi tre dei 38 rimedi che avrebbero costituito il suo metodo terapeutico. Comprende che era prossimo a scoprire una medicina completamente nuova, sebbene non avesse ancora 'idea di come si sarebbe sviluppata. La decisione di abbandonare il suo lavoro sui nosodi, viene ovviamente osteggiata da tutti i suoi amici e collaboratori più stretti, poiché all'epoca, Bach è considerato un genio dal brillante futuro, il suo laboratorio occupa persone a tempo pieno, e gli rende circa 5000 sterline l'anno. Così nella primavera del 1930 Edoardo Bach, all'età di 43 anni, si accinge ad iniziare una nuova attività, con un'impostazione di lavoro completamente diversa. Lascia Londra una mattina di maggio dopo aver ceduto il laboratorio, bruciato gli scritti e le pubblicazioni e gettato via il contenuto dei flaconi di vaccino. Egli sembra un giovincello ai primi amori, tanta è l'emozione collegata al potere finalmente partire, tornare in Galles, e riunirsi alla natura. Giuntovi, egli si rende conto di aver preso con sé una valigia di scarpe anziché quella con gli strumenti per il suo lavoro. Le scarpe in effetti diventeranno gli strumenti del suo lavoro poiché egli andrà a spasso da allora fino alla fine dei suoi giorni a cercare i preziosi fiori. Da quando lascia Londra fino alla sua morte Bach non pretende più nessun pagamento per i suoi consigli e le sue prestazioni, ne dai ricchi ne dai poveri. Vive grazie alle donazioni dei suoi pazienti. Una mattina di maggio all'alba, mentre sta attraversando un campo ancora bagnato di rugiada, lo colpisce l'idea che ogni goccia di rugiada dovesse
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contenere parte delle proprietà della pianta sulla quale era posata, perché il calore del sole doveva magnetizzare fortemente l'acqua con i principi attivi della pianta stessa. Comprende che i rimedi ottenuti in questo modo avrebbero contenuto tutte le proprietà perfette e incontaminate delle piante e che il calore del sole è fondamentale nel processo di estrazione. Da ora in poi, per preparare i rimedi, impiegherà solo ed esclusivamente il metodo del Sole (lo trovate riportato nella pagina "Preparazione e Somministrazione". N.d.R.). I primi 19 rimedi floreali vengono tutti preparati in questo modo. Nell'estate del 1930 compone la prima stesura del libro "Guarisci te stesso", che viene pubblicato nell'inverno dello stesso anno. E' di questo stesso periodo la scoperta di sei nuovi rimedi, facenti parte di quel gruppo che prenderà poi il nome di "12 guaritori", ovvero: Chicory(CHI), Agrimony(AGR), Vervain(VER), Cerato(CER), Centaury(CEN) e Scleranthus (SCL). Tra il 1931 e il 1932 egli scopre gli ultimi tre guaritori tra cui Water Violet(WVI), recandosi nel Sussex, Gentian(GEN) e Rock Rose(RRO), e procede alla stesura del libro "Libera te stesso". Segue in questo periodo una lunga corrispondenza con l'ordine dei medici che invita Bach a sospendere le sue pubblicazioni pubblicitarie sui giornali locali in quanto in netto contrasto, secondo l'ordine dei medici, con il codice deontologico.

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26 novembre 1932 Gentile signore, la mia attenzione è stata attirata dal seguente annuncio apparso sul Daily Telegraph del 24 novembre 1932: "Guarisci te stesso. Esistono erbe britanniche di grande valore curativo disposizione di tutti. Si forniscono informazioni su richiesta. Dr. Bach...” Desidererei sapere se lei è a conoscenza della pubblicazione di tale annuncio e se questo è stato pubblicato col suo consenso. Allego un formulario nel caso volesse notificare un cambiamento di indirizzo. Distinti saluti, il segretario

…a cui segue risposta di Bach:

2 dicembre 1932 Gentile signore, l'annuncio pubblicitario è stato fatto per il bene pubblico e io credo che questo sia il compito della nostra professione. Sinceramente suo, Edward Bach

Le comunicazioni da parte del consiglio generale dell'ordine si interromperanno poi fino al 1936. Nel gennaio del 1933 lascia Cromer per Marlow, sul Tamigi, avendo già scoperto i rimedi corrispondenti alle 12 principali categorie tipologiche e avendone sperimentato la validità. Scopre in questo periodo altri quattro rimedi che chiamerà rimedi d'aiuto " in quanto li considera utili in quelle persone dove il tormento e la preoccupazione per la malattia è diventato parte integrante del carattere stesso. Scopre quindi: Gorse(GOR), Oak(OAK), Heather(HEA), Rock Water(RWA). Si dedica quindi alla stesura del manoscritto "I dodici Guaritori e quattro Rimedi d'aiuto", che viene pubblicato nell'autunno del 1933.
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"Moltissime persone non hanno alcun interesse per la vita quotidiana: sono annoiate, vivono in uno stato di torpore e poiché spesso svolgono lavori non congeniali, fanno il loro dovere meccanicamente., questo stato mentale a un certo punto danneggia inevitabilmente la salute e indebolisce la vitalità e la forza. La mancanza di interessi e di positività non è solo un problema degli anziani, ma anche dei giovani; molte persone infatti, pur avendo ambizioni e ideali, che sanno di poter realizzare, si fanno a volte fuorviare, oppure sono incerti sulle decisioni da prendere e si lasciano convincere dagli altri o dalle circostanze a vivere una vita per loro vuota di ogni interesse o significato". Da questo pensiero Bach estrae il fiore dell'avena selvatica, Wild Oat(WOA), e poi Olive(OLI), proveniente dall'Italia, per chi soffre ed è esausto a causa delle difficoltà. E ancora Vine(VIN), con i fiori della vite portati dalla Svizzera, per chi desidera convincere tutti quanti a fare ciò ch'egli vuole. In questo periodo nasce dall'unione di 3 rimedi il famoso Rescue Remedy, che verrà poi perfezionato nella formula che tutti conosciamo, comprendente 5 fiori. Tra il 1934 e 1935 pubblica "I dodici guaritori e i sette rimedi di aiuto", lascia definitivamente Cromer, il villaggio di pescatori in cui aveva vissuto e dopo diverse ricerche si stabilisce nel villaggio di Sotwell, in una piccola casa chiamata Mount Vernon, che diventerà il suo quartiere generale e che oggi è sede del Bach centre. Bach si accorge che la sua ricerca è lungi dall'essere conclusa, e nel marzo 1935 scopre il primo rimedio della nuova serie, Cherry Plum(CHP). Nell'arco di pochi mesi scopre tutti i restanti 19 fiori che compongono il sistema floreale, e siccome è primavera, ed il Sole non è forte come in estate, egli decide, ad eccezione di White Chestnut(WHC), di far bollire i ramoscelli in fiore, lentamente per un'ora, far raffreddare il liquido, dopodiché filtrarlo e prepararlo come gli altri rimedi.
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La sensibilità di Bach è ormai talmente elevata che percepisce il rimedio accusando prima il dolore fisico nel suo proprio corpo, questo difatti è un periodo molto gravoso proprio per le intense crisi di cui soffre. Nel 1936 riceve un ulteriore notifica da parte dell'ordine dei medici riguardo l'utilizzo di assistenti non qualificati. Egli risponde che se l'ordine avesse deciso di cancellarlo dall'albo, lui avrebbe accettato questa decisione poiché ormai desiderava essere conosciuto come " erborista", e che avrebbe proseguito nella sua opera di insegnare alle persone come curarsi da sé.

Al presidente dell’Ordine dei medici Egregio Signore, avendo ricevuto la notifica da parte del consiglio dell'ordine riguardo alla mia attività con assistenti non qualificati, è giusto che vi informi del fatto che in effetti questo è vero e che continuerò a farlo. Come peraltro avevo già comunicato all'ordine, io penso che sia privilegio e dovere di ogni medico insegnare a tutti come guarire se stessi. Si ritenga pertanto libero di prendere, al riguardo, qualsiasi decisione riterrà opportuna. Avendo dimostrato che i fiori di campo sono semplici da usare e hanno poteri curativi meravigliosamente efficaci, io ho abbandonato la medicina ortodossa. Cordialmente Edward Bach

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Nell'estate del 1936 inizia a scrivere quella che diventerà poi la versione definitiva del suo testo sui fiori di campo, così come ama definirli, ovvero "I dodici guaritori e altri rimedi", e lavora inoltre una conferenza intitolata "Le erbe guaritrici", che espone il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre 1936. Verso la fine d'Ottobre le forze cominciano ad abbandonarlo, istruisce i suoi tre collaboratori in modo che dopo la sua dipartita possano proseguire il suo lavoro di prescrizione e conferenze, così come lui lo ha scoperto. Edward Bach cambia forma la sera del 27 novembre 1936 nel sonno.

Libro consigliato: Edward Bach - I fiori curativi ed altri rimedi – Ed. Giunti. (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

Mount Vernon.

La scrivania di Edward Bach.

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Rescue Remedy®.
Uno dei primi fiori scoperti da Edward Bach è l’eliantemo (Rock Rose, a lato), nella definizione, il medico gallese scrive: “Rimedio d'emergenza. E' il rimedio per i casi in cui non sembra affatto esserci speranza. In caso di incidenti, di malattie improvvise, quando il paziente è in preda al terrore … (e poi) … Può darsi che si renda necessario aggiungere a questo altri rimedi come, per esempio, Clematis; oppure, se la persona è molto tormentata, Agrimony, e così di seguito”. Certamente è da qui che, nella mente di Bach, prende forma l’idea del Rescue Remedy®. Nel tempo, scoprendo tutti e trentotto i fiori, giunge alla formulazione partita necessariamente da Rock Rose, a cui vanno aggiungendosi gli altri quattro. Cinque fiori compongono infatti il RES e sono: Rock Rose: Cherry Plum: Clematis: Impatiens: Star of Bethlehem: Per l’emergenza. Per la paura di perdere il controllo. Per rimanere nel momento presente. Per l’agitazione e la fretta nell’emergenza. Per lo shock, il trauma.

Dobbiamo però considerare il RES non come la sommatoria di cinque fiori, bensì come un composto organico con una funzione a sé stante ben definita, ovvero quella di intervenire nelle emergenze. Il consiglio è quello di tenere sempre a portata di mano un flacone di RES, poiché le emergenze sono ovviamente imprevisti ed essere sempre ben preparati è bene. Negli anni il RES ha compiuto piccoli e grandi miracoli, per descrivere i quali, non basterebbe un libro. Per gli usi più disparati, a volte anche quelli assurdi o non pensati, il RES si dimostra un valido supporto o un buon risolutore, a seconda del caso in cui lo impiegheremo. Chiaramente durante un attacco di cuore, mentre aspettiamo l’ambulanza, farà da supporto (ma perché non darlo?), mentre per una lite in famiglia, potrà essere risolutivo. Anche piccoli traumi fisici possono
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giungere a scomparire grazie all’impiego del RES, a volte anche solo per bocca con numerose assunzioni fino alla scomparsa del problema. Bach stesso idea una crema per uso locale composta da RES + Crab Apple (fiore della purificazione), utile in casi di punture d’insetti, eruzioni cutanee, ustioni, etc. L’uso transpersonale che Bach riesce a fare dei fiori deriva dalla profonda comprensione di un mondo che ha fortemente voluto, cercato e trovato. Riesce cioè a divincolare lo scopo medicamentoso della pianta dalle caratteristiche emozionali della persona pur rimanendo in ambito squisitamente olistico, senza dimenticare cioè, che la medicina è per l’uomo e non per il sintomo. Utilizziamo il RES, in definitiva, ogni volta che sentiamo il desiderio di volerlo fare, sarà certamente utile se non a risolvere, quantomeno a facilitare la risoluzione di un’emergenza. N.B.: a scopo indicativo e con intento di par condicio, voglio spendere una parola per la dicitura Rescue Remedy® che, come vedi, è marchio registrato. Questo è vero perché, dopo la morte di Bach, questa dicitura è stata registrata come marchio, quindi il Rescue Remedy® può, nel mondo, essere prodotto solo dalla storica farmacia Nelson che, da sempre si occupa della produzione dei rimedi per il Bach Centre, fondato a Mount Vernon, ultima residenza terrena di Edward Bach. Una causa legale è stata intentata da Julian Barnard (noto produttore) per far si che il RES venisse considerato libero da vincoli, patrimonio di tutti. Ad oggi quindi, troviamo il rimedio per le emergenze prodotto sotto nomi diversi che non ci devono ingannare poiché sempre RES assumeremo. Alcuni di questi nomi sono appunto: Rescue Remedy®, Five Flowers Remedy, Resource Remedy, Rimedio d’emergenza, etc. Indipendentemente dal produttore, sappiamo che il RES è la formulazione, creata da Bach, utile per i momenti in cui un imprevisto ci crea disagio.

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Come si preparano i rimedi.
Esistono due metodi per la preparazione dei fiori di Bach e sono: Il metodo del Sole o solarizzazione, Il metodo della bollitura. Metodo del Sole o solarizzazione. Prendere una scodella di vetro liscio, riempirla di acqua pura di fonte e appoggiarvi i fiori senza toccarli. Lasciare al Sole del mattino fino all’appassire dei petali (normalmente 3 – 4 ore), poi togliere i fiori, filtrare e diluire al 50% con brandy. Questa è la tintura madre. I seguenti fiori si ottengono con la solarizzazione: Agrimony, Centaury, Cerato, Chicory, Clematis, Gentian, Gorse, Heather, Impatiens, Mimulus, Oak, Olive, Rock Rose, Rock Water, Scleranthus, Wild Oat, Vervain, Vine, Water Violet, White Chestnut.

Metodo della bollitura. Prendere una pentola di acciaio o smaltata, riempirla di acqua pura di fonte, appoggiarvi i fiori senza toccarli e bollire per 30, 40 minuti circa. Togliere i fiori una volta raffreddato il composto, filtrare e diluire al 50% con brandy. Questa è la tintura madre. I seguenti fiori si ottengono con la bollitura: Aspen, Beech, Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbeam, Larch, Mustard, Pine, Red Chestnut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, Wild Rose, Willow.

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Dal fiore alla Bottiglia.
La tintura madre. Come abbiamo visto, la tintura madre è realizzata facendo bollire o esponendo al sole, il composto di acqua e fiori. Composto diluito poi al 50% con brandy. Viene impiegato il brandy perché facente interamente parte del sistema. Esso è infatti un distillato di vino (Vine – fiore della vite) invecchiato in botti di rovere (Oak – fiore della quercia). La stock bottle. Cos’è la Stock bottle? È il flacone che acquistiamo in erboristeria o in farmacia. Non è pronta all’uso ma il suo contenuto va diluito per creare il flacone di trattamento. Come si prepara la stock bottle? Sia che impieghiamo una tintura solarizzata che una ottenuta per bollitura, dovremo procedere con il seguente metodo: prendiamo un flacone di vetro scuro da 30 ml., lo riempiamo di brandy e vi versiamo 2 gocce di tintura madre precedentemente ottenuta, ecco la stock bottle. Il flacone di trattamento. Cos’è il flacone di trattamento? È il flacone pronto all’uso per l’assunzione regolare dei fiori. Come si prepara il flacone di trattamento? Prendiamo un flacone di vetro scuro da 30 o 50 ml., lo riempiamo per 1/3 di brandy, per 2/3 di acqua minerale non gassata e vi versiamo 3 o 4 gocce dallo stock bottle per ogni fiore che farà parte del trattamento, cercando di non superare le 9 – 10 essenze per ogni trattamento. Nel caso di intolleranza o impossibilità ad assumere alcolici, impieghiamo aceto di mele oppure solamente acqua per i bambini, avendo in questo caso cura di conservare il flacone in frigorifero per evitarne il deterioramento.
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Posologia. I Fiori di Bach si assumono sempre con una posologia di quattro gocce. Ciò che varia è il numero di assunzioni, in funzione dell’impulso che si desidera trasmettere all’organismo. Da un minimo di quattro assunzioni giornaliere ad un massimo, nelle fasi acute, di un’assunzione ogni tre, quattro minuti. Cercando di mantenere una certa regolarità, qualcuno potrebbe sentire l’esigenza di assumere i fiori 7 – 8 volte al giorno. Questo sintomo ci dice che il corpo energetico sta accettando ed ha bisogno dei fiori. Diamoglieli! Bottiglia d’emergenza. Un altro modo interessante di assumere i fiori durante uno stato di stress prolungato durante la giornata (pensiamo, ad esempio: ad un mal di testa, a quel giorno di dismenorrea, al giorno dell’esame, etc.), è quello di aggiungere i rimedi (meglio se comprensivi di RES) in una bottiglia da 1/2 L. di acqua naturale, da sorseggiare ogni 10 – 15 minuti durante l’incedere della giornata. Eviteremo così di sprecare i rimedi (molti hanno l’abitudine di assumerli direttamente dalla Stock Bottle), ottenendo comunque l’effetto desiderato. Creme. Ricardo Orozco per primo ha stilato una serie di efficaci ricette per impiegare i fiori nei disagi fisici, con però la raccomandazione di ricondurre sempre e comunque i fiori anche al disagio emotivo, per evitare di trasformare la floriterapia in una terapia allopatica (approfondimento più avanti). Queste creme sono molto utilizzate e valide. Per prepararle, basta aggiungere 1 goccia di fiore ogni 10 ml. di crema, preferendo quelle in gel per la facilità d’assorbimento. Un esempio (ne trovi molti altri sul libro consigliato): Herpes Zoester: Crab Apple – Vervain – Elm – Agrimony – Star of Bethlehem – Beech.

Ricardo Orozco – Applicazione locale fiori di Bach – Ed. C.d.B. (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

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Vuoi approfondire i metodi di somministrazione?
B.Gulminelli– I fiori di Bach per tutti. – Ed. Tecniche Nuove (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

Fiori di Bach in gravidanza. Non solo è ritenuto consigliabile impiegare i fiori di Bach in gravidanza, ma soprattutto auspicabile. Un'essenza su tutte, Walnut, fiore del Noce, è il fiore dell'adattamento, ci conforta con la sua capacità di permetterci una migliore reazione alle circostanze particolari in cui veniamo a trovarci. Molti altri fiori possono essere impiegati in gravidanza, ma vanno desunti dal carattere della persona, a parte Chicory, fiore dell’altruismo, spesso imprescindibile. Fiori di Bach per i bambini. L'impiego dei fiori di Bach sui bambini e sui neonati è del tutto naturale, sicuro e da ottimi risultati. Questo perché le strutture psicologiche dell'infante oppongono minore resistenza all'azione dei fiori, spesso infatti i risultati sono incredibilmente rapidi e duraturi. La scelta dei fiori per i bambini avviene nello stesso identico modo che negli adulti. Occorre considerare la personalità del paziente per evidenziare quali difficoltà stia sopportando; inoltre occorre valutare le reazioni tipiche per poter accuratamente somministrare i fiori. La posologia è la stessa che per gli adulti (4 gocce tutte le volte che vi sia bisogno, con un minimo di 4 volte al giorno), mentre per i neonati è possibile diluire la prescrizione nel latte, nel succo di frutta o nelle pappe. Per i bambini allattati al seno, è sufficiente far assumere i rimedi alla madre. Le dinamiche sono le stesse degli adulti, semplificate in verità, dal non aver accumulato ancora troppi strati difensivi.

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Fiori di Bach per gli animali. Si devono analizzare le caratteristiche e la qualità degli animali esattamente come si fa per le persone e in base alla personalità ed ai problemi del momento, si scelgono i fiori adatti. Mischiare alcune gocce di uno o più fiori di Bach nel mangime o nell'acqua della creatura, con la seguente posologia: 2 gocce per uccelli e animali di piccola taglia, 10 gocce in un secchio d'acqua per animali più grandi. Fiori di Bach per le piante. Dopo aver trapiantato una pianta, si può aiutarla a crescere con Rescue remedy e Walnut. Altri fiori di Bach indicati per le piante sono Crab Apple combinato con Rescue Remedy in caso di parassiti; Hornbeam, Olive e/o Gorse per piante indebolite, per aiutarle a riacquistare la forza e la freschezza perdute. Ma ogni fiore di Bach può trovare impiego nella cura delle piante quando identifichiamo in loro la corrispondenza dello stato per cui somministreremo agli esseri umani gli identici fiori.

Star of Bethlehem.

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Ordinamento floreale.
La frenetica attività che un Edward Bach (Impatiens - Vervain), compie in brevissimo tempo ci da la nota per comprendere l’intonazione di una intera esistenza. I 38 fiori vengono scoperti in poco più di sei anni. Questa fretta è con tutta probabilità dovuta anche ai trascorsi di salute di un medico che conosce il rapporto che malattia e postumi hanno sul fisico e che quindi cerca di velocizzare il suo operato per potere lasciare ai posteri un sistema. Questo sistema è di fatto completo nell’estate del 1936, anno in cui, come visto in biografia, scrive l’ultima stesura di quello che prenderà poi il nome di “I 12 guaritori ed altri rimedi” in cui l’ordinamento floreale assume la sua definitiva forma ed i fiori sono raggruppati in sette gruppi.

Libro consigliato per iniziare: Edward Bach - I fiori curativi ed altri rimedi – Ed. Giunti. (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

Questi sette gruppi comprendono sette diverse emozioni, sette diversi modi di vedere la vita, sette difese psicologiche, se vogliamo usare un termine più moderno. Queste sette emozioni sono la paura, l’incertezza, il disinteresse per il presente, la solitudine, l’ipersensibilità alle circostanze e alle persone, lo scoraggiamento (la disperazione) e la preoccupazione eccessiva per il prossimo. Attraverso questa organizzazione, Bach presenta al pubblico l’ordinamento floreale nella sua forma più matura (o forse più semplice). Racchiudendo i fiori tra le parentesi di un’emozione, il medico gallese riesce nel delicato compito di avvicinarsi alla risposta tipica agli eventi di una persona per cercare tra quel gruppo la propria soluzione. Ovviamente questo è un concetto semplicistico se preso in maniera letterale. È solo creando un rapporto profondo con le persone che si riesce a sentirne lo stato vibrazionale per cogliere le giuste implicazioni floreali. Il lavoro di organizzazione di Bach risulta comunque spesso utile.
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PER LA PAURA. Rock Rose, Mimulus, Aspen, Cherry Plum, Red Chestnut. PER L’INCERTEZZA. Cerato, Scleranthus, Gentian ,Gorse ,Hornbeam, Wild Oat. PER IL DISINTERESSE DELLE CIRCOSTANZE PRESENTI. Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud. PER LA SOLITUDINE Impatiens, Heather, Water Violet. PER L’IPERSENSIBILITA’ ALLE INFLUENZE E ALLE IDEE. Agrimony, Centaury, Walnut, Holly. PER LO SCORAGGIAMENTO E LA DISPERAZIONE. Larch, Pine, Crab Apple, Sweet Chestnut, Elm Star of Bethlehem, Oak, Willow PER LA PREOCCUPAZIONE ECCESSIVA PER BENESSERE ALTRUI Chicory, Vervain, Vine, Beech, Rock Water.

Questo è l’ordinamento floreale concepito da Bach al termine del suo lavoro che, come prima dicevamo è stato molto veloce, oltre che breve. Si pensi che addirittura gli ultimi 19 fiori vengono scoperti in un periodo di pochissimi mesi. Questo, ha fatto si che vi sia un ordinamento floreale precedente comprendente solo 19 fiori ( i 12 guaritori + i 7 aiuti), architettato rispettando quello che fu il di Bach pensiero sino al momento in cui decise poi di modificare l’ordinamento per giungere a quello sopra esposto. L’ordinamento suddiviso per guaritori – aiuti – assistenti o ultimi 19, viene considerato da alcuni superato e da altri invece accolto con favore (vedi Orozco e Barnard). Senza voler aprire qui alcun dibattito sul tema, mi limito ad esporre anche questo ordinamento a cui, personalmente, faccio ampio riferimento.

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I 12 guaritori.
Il rapporto tra le forme universalmente create è chiamato fisiognomica. Tutti gli studiosi che raggiungono un certo grado di maturazione spirituale e di profondità nel proprio lavoro, vengono colti da questa capacità di percepire somiglianza tra gli eventi ed i loro effetti nel cosmo. È ad una cena che Bach inizia a cogliere similitudini nel comportamento in persone che hanno tendenze fisiognomiche similari. Da questa infervorante scintilla prende il via una parte del suo lavoro che lo porta a confrontare gli aspetti basilari di dodici tipologie differenti di uomo e di conseguenti reazioni alla malattia stessa. Da qui parte il concetto dei dodici guaritori, in cui Bach fa accomodare il pessimista (GEN), il sognatore (CLE), il socialmente accettabile (AGR) e così via. Ognuno con una particolare risposta alla malattia, al disagio di vivere particolare che ognuno di noi deve affrontare. Per cui scopre che il socialmente accettabile ride sui propri dolori, li minimizza, mentre il sognatore si rifugia nel proprio mondo sulle nuvole nel disperato tentativo di non voler più scendere, proprio come il barone di calviniana memoria. Bach sostiene essere più importante il rapporto che ciascuno ha con la malattia, che la malattia stessa per trovare una via di guarigione personale che sappia anche permettere una crescita intrinseca della persona, lontana dagli stereotipi, dalla dissezione delle rane e dalla smania, sempre più presente nella società contemporanea, dello psicofarmaco*. Sintetizza come l’alchimista nel crogiuolo, la risposta seppur differente che ognuno da al proprio dolore, sia che assuma le sembianze dei dolori del giovane Werther (Cherry Plum per il pensiero di suicidio, Sweet Chestnut per il profondo ed inconsolabile dolore, Gentian per il pessimismo storico), sia che prenda le fattezze di Albert (marito di Lotte, l’amata del Werther), riflessivo e razionale, poco incline a dimostrare le emozioni (Water Violet per l’isolamento e la chiusura emotiva).
*DISCLAIMER: L'assunzione dei rimedi NON sostituisce in nessun modo qualsiasi tipo di terapia medico-chirurgica in corso e chi sospende un qualsiasi trattamento medico, lo fa sotto la propria completa responsabilità. NON ci riteniamo in alcun modo responsabili per le conseguenze generate dalle azioni del lettore verso la propria salute.

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Bach trova la chiave di volta per studiare il mondo degli uomini attraverso le emozioni percepite e, in un’epoca storica ben lontana dalla nostra in cui si fa un gran discutere di medicina vibrazionale, parla agli uomini di vicinanza tra uomini e piante e questo può solo essere il frutto di una capacità di ascolto propria di un uomo evoluto che ha compreso il proprio posto nell’universo e ne srotola il destino sul tappeto del tempo. I 12 guaritori. Agrimony Centaury Cerato Chicory Clematis Gentian Impatiens Mimulus Rock Rose Scleranthus Vervain Water Violet La maschera sociale. La mancanza di volontà. L’indecisione. Il bisogno d’amare. Il sogno. Il pessimismo. La fretta. La preoccupazione. La paura. L’alternanza. L’eccesso. Il distacco.

Schematizzando, abbiamo dato un profilo da “cassetto della memoria” ai 12 guaritori per far si che anche tu possa guardare a questi colori di base per trovare una miscela equilibrata per il tuo essere.

Chicory.

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I 7 aiuti.
Stratificazione floreale. Giunto ad un certo punto della sua ricerca floreale, Bach comprende che le 12 emozioni di base non sono sufficienti a trattare completamente un problema, soprattutto perché la maggior parte degli esseri umani sviluppa abitudini che creano stratificazioni nei difetti comportamentali. Il trauma del vivere si insinua oltre nell’essere, provocando ferite, increspature, indurimenti. Per questo motivo scopre, come detto in biografia, “rimedi utili alle persone il cui il tormento e la preoccupazione per la malattia è diventato parte integrante del carattere stesso”. I sette aiuti aiutano la decalcificazione di quello strato del carattere che mostra l’immagine allo specchio coperta dallo strato di polvere del tempo. Il loro scopo è spolverare lo specchio perché si possa in seguito, tornare a vedere l’immagine primigena, quella pura. Heather Gorse Oak Olive Rock Water Vine Wild Oat Il bisogno d’aiuto. La perdita della speranza. L’andare avanti comunque. Lo stremo delle forze. L’immolazione. La prevaricazione. La dispersione.

In foto, Heather.

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Gli ultimi 19 fiori.
Giunge la primavera del 1935 ed Edward Bach è fortemente provato dalla sempre crescente empatia che prova nei confronti dei suoi pazienti, al punto che spesso si trova a soffrire degli stessi forti disturbi che li assillano e, per trovare velocemente un rimedio, percorre le campagne in lungo e in largo fino a che la vibrazione provocata dal suo disagio non incontri un fiore che vi si associ. Con questo modus operandi, scopre gli ultimi diciannove fiori. Il percorso è difficoltoso, lastricato ed irregolare, il medico gallese compie questo sforzo con la determinazione che da sempre ha contraddistinto la sua vita, fino a giungere al completamento del suo lavoro, lasciando all’umanità un tesoro di profondissime proporzioni. Quello che l’apripista Bach scopre è un universo sottile di infinite dimensioni. Come se Leonardo da Vinci avesse inventato la macchina a vapore, secoli prima di quanto possa poi essere compreso appieno il suo significato. Ancora oggi a più di settant’anni dalla loro scoperta, il funzionamento dei fiori è solamente ipotizzabile, poiché non esiste una tecnologia o una scienza in grado di dimostrarne l’efficacia in doppio cieco. Questo è il motivo dell’osteggiamento da parte di chi non riesce a vedere oltre il meccanicismo. Come accadde a Galileo, Einstein, Mozart, etc. I diciannove assistenti sono: Aspen, Beech, Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbeam, Larch, Mustard, Pine, Red Chestnut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, Wild Rose, White Chestnut, Willow.

Safari floreale.

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Fiori per la mente, fiori per il corpo.
Quando nel 2003 Ricardo Orozco (foto a destra), pubblica il “Manuale per l’applicazione locale dei fiori di Bach”, sostiene nella premessa, di avere preso spunto dal famoso caso dell’elettricista trattato da Bach quando ancora lavorava con i soli 12 guaritori. In questo caso, il medico gallese si trova a dover curare le ferite di un elettricista che, nello svolgimento del suo lavoro, rimane accidentalmente colpito da una scarica elettrica trasmessa da un cavo, cadendo poi oltretutto da diversi metri di altezza. In questo ormai famoso trattato sull’uso dei fiori, Edward Bach impiega le essenze sia sui “sintomi emozionali” del paziente, sia sui segnali che vede sul suo corpo. Partendo da questo assunto, Ricardo Orozco, medico spagnolo e profondo conoscitore dei fiori (http://www.ricardoorozco.com) descrive una parabola che attraversa l’emisfero floreale, basandosi su dati e casi concreti, su esperienze di lavoro con pazienti, per descriverci come e quando i petali possano essere utilmente impiegati per sanare non solo le nostre ferite emotive, ma anche, e perché no, visto quanto detto in precedenza sulla fisiognomica, quelle del fisico. Si sviluppa infatti nelle aree latine (Spagna e Sudamerica principalmente), una serie di studi approfonditi sull’impiego locale dei fiori di Bach combinati in creme, colliri, etc. Alcuni di questi studi sono disponibili in lingua spagnola sul sito della SEDIBAC (Societat per l'Estudi i Difusió de la Teràpia del Dr. Bach de Catalunya). L’idea di impiegare i fiori sui disagi del corpo ha preso ormai una sua strada ben marcata e crea successi continui. La trattazione dei principi transpersonali e dell’applicazione locale richiederebbe un capitolo a sé ed esula dagli scopi per cui questo e-book è stato scritto. Ti rimando agli approfondimenti se lo desideri. Stupefacente ancora una volta il lavoro svolto da Bach. Comprendere profondamente il legame naturale tra le piante e l’uomo, per trovare una “cura” che sappia arrivare alle sfere più alte come alle componenti di base, secondo la scala per cui l’energia cambia densità cambiando forma, rimanendo comunque sempre energia. Un precursore.

Ricardo Orozco – Applicazione locale fiori di Bach – Ed. C.d.B. (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

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Fiori per la paura.
Tutto il sistema bachiano gravita attorno alla paura. Bach, come molti altri, ha compreso che la paura è lo schema entro il quale gli esseri umani si muovono per vivere. Se si crea infatti, uno schema per avere certezze, si sta automaticamente polarizzando l’energia in certezza e paura, si sta dicendo al sistema corpo – mente – energia, là è la paura, io creo questo schema di certezze per evitare di trovarmi in situazioni in cui via sia paura. Paura di tutto, di sbagliare in primis. Certo perché nello sbaglio vi è sempre una polarizzazione che la mente attua a seconda di quale meccanismo la mente stessa abbia: potrebbe offendere l’ego o creare sensi di colpa, ingigantire o rimpicciolire la componente mentale a seconda delle tendenze. Ecco cosa dice Krishnamurti sulla paura: La paura è uno dei più grossi problemi della vita. Una mente intrappolata dalla paura, vive nella confusione, nel conflitto. Non osa distaccarsi dai suoi caratteristici modelli di pensiero e perciò diventa ipocrita. Vivendo in una società corrotta e stupida come noi facciamo, con l’educazione che riceviamo basata sulla competizione che genera paura, siamo sovraccarichi di paure di ogni tipo e la paura è una cosa spaventosa che deforma distorce e intorpidisce i nostri giorni. Esiste anche la paura fisica, ma quella è una reazione simile a quella degli animali. Noi ci occupiamo della paura psicologica. Quando avremo capito le paure psicologiche profondamente radicate dentro di noi, allora potremo affrontare le paure animali, mentre occuparsi prima della paura animale non ci è di alcun aiuto per comprendere le paure psicologiche.

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Abbiamo sempre paura di qualche cosa. Non esiste la paura in astratto, essa è sempre in rapporto a qualche cosa. Conosciamo le nostre paure? Paura di perdere il lavoro, di non avere cibo o denaro a sufficienza, paura di ciò che gli altri pensano di noi, paura di non riuscire ad avere successo, di essere ridicolizzati, disprezzati, paura delle malattie, paura di perdere le persone che ci sono care, paura di perdere la fede, di venire meno all’immagine che gli altri si sono creata di noi ecc… Conduciamo un certo tipo di vita, pensiamo secondo un certo modello, seguiamo una certa fede, certi dogmi e non vogliamo che questi modelli di vita vengano scossi perché sono profondamente radicati in noi. Se venissero scossi ci troveremmo in una situazione di ignoranza e quindi di insicurezza. Noi vogliamo essere ragionevolmente sicuri dello stato di cose a cui andiamo incontro. Perciò il pensiero ha creato un modello e si rifiuta di crearne un altro che potrebbe essere insicuro. Prendiamo ora le nostre particolari forme di paura, guardiamole ed osserviamo quali sono le nostre reazioni ad esse. Possiamo guardarle senza ricorrere alla fuga, alle giustificazioni, alla condanna, al soffocamento di esse?

Jiddu Krishnamurti.

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Rock Rose.
“Rimedio d'emergenza. E' il rimedio per i casi in cui non sembra affatto esserci speranza. In caso di incidenti, di malattie improvvise, quando il paziente è in preda al terrore oppure se le sue condizioni sono tanto gravi da causare un grande timore in chi gli è vicino. Se il soggetto è in uno stato di incoscienza si può inumidirgli le labbra con il rimedio. Può darsi che si renda necessario aggiungere a questo altri rimedi come, per esempio, Clematis; oppure, se la persona è molto tormentata, Agrimony, e così di seguito” (Edward Bach). Helianthemum Nummularium è un piccolo fiore giallo quasi indistinguibile nella fitta vegetazione estiva. La sua peculiarità più evidente ad occhio nudo, oltre a questa capacità di mimetizzazione, ma che da essa prescinde, è la capacità di strisciare radente al suolo come volesse, in una continua dissimulazione di sé, sfuggire agli occhi di chi lo guarda. La persona che necessita del fiore, dal canto suo, cammina per le strade strisciando radente ai muri con la stessa camaleontica intenzione del suo corrispondente vegetale, spesso ottenendo l’effetto radicalmente opposto, di attirare cioè su di sé lo sguardo altrui, finendo infine per volere veramente scomparire dall’attenzione degli altri. Rock Rose ci parla del terrore del mondo, dell’atavica paura animale d’essere braccati senza scampo, di persone che sentono la paura come componente costantemente presente nella loro vita, il loro sistema nervoso autonomo è regolarmente in allerta e per questo, tendono ad evitare il contatto.

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Preferiscono restare in disparte, mimetizzate nel basso della vegetazione, piuttosto che ergersi attirando sguardi indiscreti. Come se, muovendo l’energia negli scambi che tutti quanti abbiamo, capissero di essere in grado di sopportare flussi molto bassi e, trovandosi nel vortice, a diretto contatto con le emozioni, le scariche, le alte intensità, percepissero che questo fluire è troppo da sopportare e se ne ritraessero costernate. Rock Rose. Abbreviazione: RRO. Nome italiano: Eliantemo. Nome botanico: Helianthemum Nummularium. Parole chiave: Terrore, panico, fuga dal mondo, paura come sensazione fisica. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Maggio / Ottobre. Principio transpersonale: Arresto improvviso, paralisi.

Rock Rose, fioritura.

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Mimulus.
"Per le paure causate dalle cose del mondo, come la malattia, il dolore, gli incidenti, la povertà, il buio, la solitudine, la sfortuna, le paure legate alla vita quotidiana. Le persone che ne soffrono sopportano in silenzio e in segreto i propri timori perché non ne parlano volentieri con gli altri" (Edward Bach). Mimulus Guttatus, oggigiorno più raro che in passato, cresce vicino agli specchi d’acqua, ai torrenti. Questo ci porta a pensare, considerato il valore simbolico dell’acqua, riconducibile alle emozioni, che la persona nel bisogno di Mimulus sia profondamente coinvolta nel proprio sentire. Come giustamente afferma Bach, tutte le paure per cui somministriamo Mimulus, sono legate alle cose del mondo, alle situazioni della vita e trovano origine sia nella mente che nell’emozione. Per questo ho definito Mimulus, diversamente da Rock Rose, il fiore della pre-occupazione. Come se la percezione della paura fosse originata nella persona “prima” che questa entri a contatto diretto con l’oggetto della paura stessa. Quindi un’occupazione della mente generata precedentemente rispetto al reale bisogno di occuparsi di quella determinata cosa e sorretta dal fuoco del cuore, dall’emozione. Nei colori del Mimolo troviamo infatti, come ben visibile in foto, anche il rosso. Questo fuoco che alimenta un timore fa di MIM una persona estremamente schiva, continuamente attenta a tutto ciò che potrebbe nuocerle, capace di ingigantire un problema risolvibile con poco, fino a trasformarlo in un’insidia per la vita. Ci riferiamo comunque sempre ad un movimento dall’esterno verso l’interno, in Mimulus infatti le insidie vengono dall’ambiente circostante, non dal sé, trascurato al fine di assumere sembianze piccolissime, quasi inesistenti.

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È proprio questo piccolo ego sospeso sull’acqua che fa di MIM il candidato ideale una serie interminabile di paure, di fobie, rigettandolo come a cascata, in un turbine emozionale di pericolo costante. Tutto può essere pericolo, per cui meglio chiudere la porta e restare in un limbo di flebili certezze, ma anche qui le angosce emergono non dando pace. È nel fuoco del cuore che, alimentandolo, Mimulus potrà trovare la capacità (già sua) di far fronte alle evenienze della vita, in un gioco di contrari dove ciò che alimenta la paura trova poi la forza per sconfiggerla. Non dimentichiamo del resto, che dove c’è molta paura si nasconde molto coraggio. Mimulus. Abbreviazione: MIM Nome italiano: Mimolo giallo. Nome botanico: Mimulus Guttatus. Parole chiave: Paura concreta. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Settembre. Principio transpersonale: Ritrazione.

Mimulus, la pianta.

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Cherry Plum.
“Per le paure di chi ha la mente sovraffaticata e teme di perdere la ragione e di fare delle cose spaventose e terribili, non volute, che non desidera compiere sapendo che sono sbagliate; nonostante ciò, tuttavia, il pensiero ritorna su di esse e si prova l'impulso di farle” (Edward Bach). L'amolo (Prunus cerasifera), detto anche mirabolano, è una pianta appartenente al genere Prunus, tipica dell'Europa centrale ed orientale e dell'Asia centrale e sud-occidentale. Si tratta di un albero o pianta arbustiva con fogliame deciduo, alto fino a 7 m. con chioma di colore rosso; tronco eretto, sinuoso, presto ramificato con corteccia di colore bruno-rossiccio, fessurata e squamata negli esemplari adulti. Le foglie sono ovate o ellittiche. Il mirabolano ha fiori bianchi o leggermente rosati, con un diametro compreso tra i 2 e i 2,5 centimetri, inseriti singolarmente su corti piccioli. Fiorisce in marzo - aprile prima o assieme alle foglie. I frutti, detti amoli, sono delle drupe rotonde del diametro di 2-3 cm, di colore giallo o rosso cupo, simili alle prugne. È una delle prime specie, insieme al mandorlo, a fiorire in primavera, tra febbraio e marzo. Viene apprezzato per i frutti, ma è usato soprattutto come pianta portainnesti per alcuni tipi di prunus coltivati e per il pistacchio. L'amolo è molto impiegato come pianta ornamentale per i parchi, i giardini e le siepi. Quando Bach lo scelse, lo fece per quel tipo di paure collegate all’incapacità di riuscire a gestire la propria sfera emotiva. Rapidi scoppi di energia con conseguente calo subitaneo. Quando dentro di noi si ergono impulsi di rabbia feroce, slanci di passione, che l’educazione o la non-accettabilità sociale, ci ha imposto di guardare come “sbagliati” e che subito soffochiamo, riconduciamoci all’uso di questo fiore. Ciò che è fuori dal nostro controllo, necessità di Cherry Plum.

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Con CHP possiamo impegnarci nel trattamento dell’enuresi notturna nei bimbi (classico caso di incapacità di controllo) o nella più adulta eiaculazione precoce. Ma questo fiore è ben di più, ci parla di tutto il lato in ombra che la persona porta con sé senza accettarlo, dell’imparare a conoscere i lati oscuri del proprio carattere senza temerli, della possibilità di condurre il proprio potere personale. Come sempre, cercando l’equilibrio, scopriamo che queste persone, così spaventate dall’energia, ne hanno dentro molta e per questo la rifuggono, come un cratere che sta per esplodere. Il fiore da consapevolezza, capacità di gestire sé stessi e quindi autocontrollo. Cherry Plum. Abbreviazione: CHP. Nome italiano: Mirabolano, Prugnolo, amolo. Nome botanico: Prunus Cerasifera Mirabolanum. Parole chiave: Incapacità di controllarsi, tensione, compressione energetica. Caratteristiche del fiore: Assistente (ultimi 19). Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Febbraio / Marzo. Principio transpersonale: Perdita del controllo, caos.

Cherry Plum fioritura.

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Aspen.
“Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c'è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesci a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri” (Edward Bach). Populus Tremula è un albero della famiglia delle Salicaceae, la sua altezza si aggira sui 20-25 m, ha fusto dritto e slanciato ed una chioma di forma globulare. Le foglie turionali sono ovali e appuntite, mentre le brachiblastali hanno forma tondeggiante con picciolo leggermente schiacciato ai lati che le rende particolarmente mobili al minimo soffio di vento. È sufficiente osservare la segnatura per comprendere appieno la natura di questo fiore. L’albero è alto, slanciato e le sue foglie tremano quasi inspiegabilmente. La persona che necessita di questo rimedio avrà quindi, a causa delle sue elevate sensibilità e sottigliezza, paura di ciò che non riesce a definire e, percependo molte informazioni dall’ambiente circostante, si intimorirà facilmente non sapendo come poterle filtrare. Andando ancora più in alto, Aspen è un fiore dai molti impieghi, dal timore dei bimbi per il buio sino agli incubi notturni, attraversando la sfera emozionale dove i nostri timori più nascosti ci diano pena. Ha ragione Bach nel dire:” Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri". Aspen incarna la paura di tutto ciò che non si può afferrare concretamente, ha legame con il mondo sottile, è la percezione intensa di una forza distruttiva che talora cova, invisibile, aldilà dei sensi fisici. Questa negatività spaventa, terrorizza, ma risulta difficilmente spiegabile agli altri. La paura Aspen è tanto penetrante quanto intensa.

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Aspen è l’estenuazione della sensibilità, quando questa è preponderante, troppo intensa per essere gestita nel fluire corrente della vita lasciandoci così soli a tremare, come le foglie del Populus Tremula. Aspen Abbreviazione: ASP. Nome italiano: Pioppo. Nome botanico: Populus Tremula. Parole chiave: Ipersensibilità, ignoto, paure vaghe. Caratteristiche del fiore: Assistente (ultimi 19). Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Febbraio / Aprile. Principio transpersonale: ---

Aspen.

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Red Chestnut.
“Per coloro che trovano difficile non essere in ansia per gli altri. Sono persone che in genere non si preoccupano di se stessi, ma possono soffrire molto per coloro a cui vogliono bene, perché temono sempre che accada loro qualche sventura” (Edward Bach). L'Ippocastano può arrivare a 25 - 30 metri di altezza; presenta un portamento arboreo elegante ed imponente. La chioma è espansa, raggiunge anche gli 8-10 metri di diametro restando molto compatta. L'aspetto è tondeggiante o piramidale, a causa dei rami inferiori che hanno andamento orizzontale. La pianta ha fiori ermafroditi a simmetria bilaterale, costituiti da un piccolo calice a 5 lobi ed una corolla con 5 petali. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia di grandi dimensioni (fino 20 cm di grandezza e 50 fiori). La fioritura avviene nei mesi di aprile - maggio. Aesculus x carnea (Red Chestnut), ibrido ornamentale tra Aesculus hippocastanum e A. pavia, ha fiori rosa – rossi ed è particolarmente resistente all'inquinamento. Ha portamento più raccolto dell'ippocastano comune e le gemme non sono appiccicose. Ibridato con A. hippocastanum, Red Chestnut ne condivide appieno alcune caratteristiche peculiari. Tre sono i fiori che si ricavano da queste due piante. Sia Red Chestnut che White Chestnut che Chestnut Bud condividono un moto mentale inarrestabile, riportandolo alle caratteristiche di ognuno. RCH è ripete che ha paura per gli altri, WHC ripete continuamente gli stessi pensieri, CHB è obbligato a ripetere i suoi gesti coattivamente. Red Chestnut viene considerato un fiore per la paura. Paura che possiamo provare per la salute o la sicurezza delle persone che amiamo. Quando non riusciamo a non stare in ansia pensando a loro, inibendoci addirittura nella
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capacità di riuscire a fare altro, ad agire, perché il pensiero torna a loro e dubitiamo per la loro sicurezza. Temiamo eccessivamente che possano incorrere in una qualche disgrazia. Riversiamo quindi su di loro, tutta la nostra attenzione. Red Chestnut. Abbreviazione: RCH. Nome italiano: Ippocastano rosso. Nome botanico: Aesculus x carnea. Parole chiave: Attaccamento eccessivo, timore per i propri cari. Caratteristiche del fiore: Assistente (ultimi 19). Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Giugno. Principio transpersonale: Aderenza, simbiosi.

Aesculs X Carnea.

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Fiori per l’incertezza.
Un’altra importante categoria è quella dell’incertezza. Qui Bach riesce a raccogliere un insieme di fiori dalle straordinarie sottigliezze perché trova le molte strade verso cui l’incertezza può condurre. Un lavoro certosino, di una capacità straordinariamente acuta riesce a miscelare le molteplici facce del dubbio umano in un caleidoscopio di emozioni differenti seppur aventi radice comune. La strada del genio ammette poche deviazioni, sarebbe il caso di dire. Invece con cause parecchio diverse tra loro, molti di noi si trovano sempre più spesso, davanti a bivi di cui non conoscono l’origine o la direzione e si perdono prima della prossima fermata. Come può l’uomo moderno conservare la propria stabilità quando gli stimoli sono così numerosi e variegati? Dove sta la verità in un mondo in cui dire la propria è una causa comune? Certo, difendiamo la libertà d’espressione e tuteliamoci dagli stolti che aprono bocca a vanvera. Ma ascoltare tutti, spesso ci porta a non ascoltare più noi stessi. Il dubbio prima di essere nell’ambiente circostante, è dentro di noi. Mentre ci lasciamo consolare dalla formulazione personalizzata di fiori di Bach, apprendiamo che la speranza, la fede, le certezze sono già dentro di noi, il solo bisogno che andiamo a riscoprire è come accedervi coscientemente.

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Cerato.
“Per quelli che non hanno abbastanza fiducia in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni. Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati” (Edward Bach). Ceratostigma Willmottiana, di cui Julian Barnard (noto esperto di fiori di Bach e produttore) è profondamente innamorato al punto da seguirla fino alla valle del Sezchuan in Cina, dove è nata, è una pianta erbacea che può arrivare fino al metro d'altezza. Tradizionale è la spiegazione attraverso la quale si afferma che questo fiore sia stato inserito da Bach a causa, o come motivo collaterale, del fatto che fosse un cultivar non originario dell'Inghilterra. Questo starebbe a significare che per questa pianta, la distanza dal luogo di origine (da casa), sia un motivo importante. Lontano dalle proprie idee, dalla propria saggezza, Cerato si affida, spesso e volentieri in cerca di consigli, alle opinioni degli altri, rimanendone irrimediabilmente deluso. Chiaramente le idee prese a prestito hanno vita breve, non essendo sostenute dal fuoco del cuore, dalla giustezza che sgorga dal centro di noi stessi, dalla nostra saggezza interiore. Cerato si ritrova così nel limbo del dubbio, ha accettato la guida di altri, evitando di caricarsi del fardello della scelta ed ora, come un bimbo smarrito, si è perso nella vita e prova un’insoddisfazione latente causata dalla predilezione per il chiedere e per il pensiero altrui. Ecco, è così. A volte sembra domandare per il solo gusto di farlo, non per sapere veramente. Sembra superficiale. Questa superficialità gli permette di svolgere sorridendo il tappeto della vita, noncurante delle conseguenze che le sue azioni possono provocare.

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Il movimento dei petali che si aprono alla primavera è essenziale per capire quale sia il viaggio esperienziale che questa persona debba compiere per ritrovare quella saggezza innata che le è connaturale. I petali infatti, nell'aprirsi, si srotolano come le vesti dei dervisci, i danzatori sacri, che cercano l'Altissimo, l’unione con Dio, in un gesto di pura saggezza, un chiarore nell'alba. Una certezza vera, finalmente. Cerato. Abbreviazione: CER. Nome italiano: Piombaggine. Nome botanico: Ceratostigma Willmottiana. Parole chiave: Esternazione, mancanza di fiducia, ricerca di opinioni altrui. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Agosto / Ottobre. Principio transpersonale: Dispersione.

Cerato.

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Scleranthus.
"Per coloro che soffrono molto per l'incapacità di decidere fra due cose, considerando giusta ora una ora l'altra. Sono di solito persone tranquille, che sopportano in silenzio le loro difficoltà, non essendo portati a discuterne con altri" (Edward Bach). Altro tipo di indecisione è quella riguardante Scleranthus Annuus, piccola pianta diffusa in tutta la penisola, reperibile comunque in tutta Europa, se riuscite a trovarla. Infatti sua bassezza la nasconde molto bene. I fiori veramente esigui nascono dalle innumerevoli diramazioni che la pianta compie, come se volesse dirci che non sa bene dove andare. Oggi di qua, domani di là, in un turbinio di pensieri irrazionali che si sconfiggono l'un l'altro, rinascendo e morendo inesorabilmente ogni nuovo giorno. Vita dura quella della persona in stato Scleranthus che tiene peraltro vigorosamente per sè i suoi problemi. Come fare a soccorrerlo, quindi? Questo è uno dei fiori decisamente facili da riconoscere, decisamente meno da trattare. L'alternanza e l’incostanza sono le sue parole chiave. Essendo la terapia floreale basata sull'assunzione continua dei fiori, forse abbiamo un problema che va risolto, e si può, certo, con piccoli promemoria sparsi ovunque per la casa e per l'ufficio. Torniamo alla forma. Le biforcazioni continue del ramo sono l'emblema di questa vita ricca di non-scelte contrastate al punto da lasciare in una clamorosa empasse fino al momento in cui giunga la coscienza. Il momento che tutti cercano, consapevoli o meno.

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Per Scleranthus, piccolo e delicato, vale una medaglia d'oro imparare a gestire le situazioni fino a trovare la costanza, qualità comunque presente interiormente in natura, oppure nel diminuire fino ad annichilire gli stimoli esterni e pensare ad una vita ritirata. Il fiore aiuta le scelte consapevoli e la scomparsa dei dubbi. Consiglio: Se pensi di aver bisogno di tutti i fiori, potresti essere Scleranthus. Se pensi di essere Scleranthus, potresti aver bisogno di aiuto a scegliere i tuoi fiori. Scleranthus. Abbreviazione: SCL. Nome italiano: Scleranto, Fiorsecco, Centograni annuo. Nome botanico: Scleranthus annuus. Parole chiave: Instabilità, alternanza. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Maggio / Agosto. Principio transpersonale: Instabilità, alternanza, scoordinamento, sfasamento, asimmetria.

Scleranthus, la pianta.

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Gentian.
"Per coloro che si perdono facilmente d'animo. Possono anche migliorare progressivamente nella loro malattia o nei loro affari quotidiani, ma il minimo ritardo od che si presenti genera in loro titubanza e causa confusione e scoraggiamento" (Edward Bach). La Gentiana Amarella è il fiore per le persone che hanno davanti ostacoli insormontabili ed ogni volta che ne osservano uno, il loro portamento verso la negatività, li spinge a pensare che sarà impossibile superarli, desistono subito senza aver provato. Tutto sembra difficile, infattibile. Il tempo che scorre li piega al proprio volere, si ritirano così nell'ombra. Estremamente razionali, perdono contatto con il loro sentire, ponendo limiti di fronte ad ogni cosa. La Genziana Amarella, o Genzianella, che, in Italia, è specie protetta, fiorisce nella tarda estate quando il crepuscolo si è già allungato verso i primi freddi. È una delle ultime fioriture, si protende verso l'autunno, verso la sua tristezza incomprensibilmente passiva e rassegnata di pigrizia e sfiducia. Come controparte, il fiore assume un tono lilla e violaceo che, nella teoria dei colori, rappresenta il rispetto verso sè stessi. “Credi in te”, urla silenzioso il fiore alla persona che si abbatte e si cruccia. “Gioca con la vita” poiché è possibile essere allegri e felici comunque. Molto razionale, iper-critica, scettica, la persona Gentian passa tutto al setaccio del raziocinio, lasciando un ben misero spazio di manovra alla creatività, alla spontaneità, ne teme l’inconsapevole leggerezza, la gaiezza.

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Gentian è stato quindi definito il fiore per il pessimismo a causa della predilezione, nella persona, per il lato negativo della vita, per il bicchiere mezzo vuoto, per l’andare male delle cose. Gentian. Abbreviazione: GEN. Nome italiano: Genziana. Nome botanico: Gentiana Amarella. Parole chiave: Pessimismo. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Agosto / Ottobre. Principio transpersonale: Fragilità.

Gentian.

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Gorse.
“Per casi di grande disperazione. Queste persone hanno rinunciato all'idea che si possa ancora fare qualcosa per loro. Anche se arrivano a sottoporsi a terapie differenti per obbedire a qualcuno o per far piacere a qualcun altro, continuano a ripetere di avere ben poche speranza di miglioramento” (Edward Bach). Ulex Europaeus fiorisce generalmente da Febbraio a Maggio, ma non è improbabile trovare i fiori anche negli altri mesi dell’anno. Una leggenda popolare narra infatti, che questa pianta, riuscendo a nascondere Gesù dai suoi persecutori, ne ottenne il dono di fiorire tutto l’anno. È un bel significato questo per una pianta che aiuta a sottrarsi dalla convinzione che la speranza sia ormai vana. Sapere nel profondo che ci sarà sempre vita e riuscire ad attingere a questo dono. La vita crea la vita, incessantemente. La persona bisognosa di questo fiore si è invece lasciata convincere dagli eventi che ormai la situazione abbia assunto un carattere inalterabile, che non possa più essere cambiata, ferma nella sua staticità di dolore. Il ginestrone o Ulex Europaeus è infatti una pianta le cui foglie hanno assunto carattere di spine, cariche di dolore. La possibilità che i fiori gialli riescano a spuntare nonostante le traversie, è un chiaro simbolo di speranza. Molto più pragmaticamente, di norma, la teoria evoluzionistica prevede le spine in risposta ad un atteggiamento dei predatori, portati a cibarsi di una determinata pianta per il suo sapore, la dolcezza, etc. Sviluppare spine quindi, porta la pianta a difendersi dall’ambiente esterno per garantire la propria
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sopravvivenza. Anche nell’uomo è riscontrabile questo atteggiamento quando si perde ogni speranza dopo aver molto combattuto e si viene trascinati verso metafisici luoghi di isolamento, dove niente e nessuno ha permesso di accedere. Gorse ridona la speranza a chi ne è stato privato. Gorse. Abbreviazione: GOR. Nome italiano: Ginestrone. Nome botanico: Ulex Europaeus. Parole chiave: Rassegnazione. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Dicembre / Maggio. Principio transpersonale: Resa.

Gorse.

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Hornbeam.
“Per coloro che sentono di non essere abbastanza forti, sia psicologicamente che fisicamente per sopportare il peso della vita che le sovrasta. Anche i problemi di ogni giorno sembrano loro insormontabili, sebbene queste persone riescano poi in genere a compiere, con successo, il loro dovere. Per chi crede di doversi fortificare in qualche parte del corpo o della psiche per potere facilmente adempiere al proprio compito” (Edward Bach). Il carpino bianco o Carpinus Betulus, è un albero di circa 15 – 20m. In Italia si trova con frequenza nell'orizzonte montano fino a 900-1000m. come costituente dei boschi insieme alle querce caducifoglie e al faggio. Lo si può trovare in tutta Europa. Hornbeam nel tempo, è stato identificato come il fiore per la “stanchezza mentale” e per questo viene contrapposto ad Olive per la stanchezza fisica. In realtà, se leggiamo attentamente la descrizione originale, scopriamo che Bach scelse Hornbeam come fiore per rinforzare il quantum energetico delle persone che percepiscono debolezza o addirittura per rinforzare quelle parti del corpo che necessitano una fortificazione. Questo è ben diverso che attribuire un’univoca caratteristica ad un fiore che è stato ingiustamente confinato in uno spazio angusto. Certo, la stanchezza mentale, la fatica ad iniziare la giornata, a dare il via ai propri impegni, sono tutti “sintomi” riconducibili ad Hornbeam, ma non solo. La differenza con altri fiori va effettuata semmai prendendo in considerazione il fatto che Hornbeam riesce poi comunque generalmente a compiere il proprio dovere anche se avrà difficoltà nel mettersi in moto.

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Hornbeam è un fiore che agisce anche contrastando la noia dei compiti ripetitivi, affronta l’abbassamento della soglia d’attenzione dovuta proprio al ripetersi coatto delle medesime azioni, ripristinando la voglia di fare. Hornbeam. Abbreviazione: HOR. Nome italiano: Carpino bianco. Nome botanico: Carpinus betulus. Parole chiave: Stanchezza, debolezza, dubbi sulle proprie capacità. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Giugno. Principio transpersonale: Lassità, indebolimento.

Hornbeam.

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Wild Oat.
“Per coloro che hanno l'ambizione di fare qualcosa d'importante nella loro vita, desiderano acquisire molta esperienza, godere di tutto ciò che è possibile e vivere pienamente la propria vita. La difficoltà, per queste persone, sta nel decidere quale occupazione seguire, perché, sebbene le loro ambizioni siano forti, esse non sentono nessuna inclinazione particolare rispetto ad altre. Ciò può causare perdita di tempo e insoddisfazione” (Edward Bach). Bromus Ramosus, l’avena selvatica, è una pianticella che penzola assonnata nei campi d’estate e quieta aspetta. Bach fa di Wild Oat, il rimedio per le persone non in grado di definire fermamente e chiaramente i loro obiettivi. Spinti più dalla voglia di conoscenza, si occupano in molti differenti interessi ed hanno infine il problema di non sapere cosa scegliere. Disperdono la loro attenzione spesso anche in maniera futile, ciondolando in ogni dove come la pianta di cui hanno estremo bisogno. Nel tempo e con l'esperienza, questo fiore è stato impiegato anche come supporto per tutte le persone che faticano o non riescono a trovare la propria direzione per inserirsi concretamente nella vita e trarne frutto. Facendo parte del gruppo dei sette aiuti, si riferisce a condizioni statiche poiché protratte, in cui si assumono gli aspetti negativi del proprio sè ed in essi si perdura. Il fiore dell’avena selvatica aiuta chi, dispersivo e scontento, cerca, senza trovare, la propria rotta di bolina. È per chi, condizionato da un sistema di credenze, evita

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accuratamente di ascoltare la propria voce personale, per farne un vessillo di libertà e per essa immolarsi sulla vita. Wild oat. Abbreviazione: WOA. Nome italiano: Avena selvatica, forasacco. Nome botanico: Bromus ramosus. Parole chiave: Insicurezza, incapacità decisionale. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Luglio / Agosto. Principio transpersonale: Dispersione.

Wild Oat.

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Fiori per lo scarso interesse per il presente.
Assenza, disconnessione, attaccamento a ciò che non è più. Ecco quali sono i momenti della vita in cui abbiamo bisogno dei fiori per lo scarso interesse per il presente, categoria in cui Edward Bach riunisce gli aspetti che ci tengono lontani dalla realtà a causa appunto del sostare in un’altra dimensione che non sia il “qui ed ora”. In questa categoria spicca Clematis che è come un collante tra il non-essere e l’essere, con tutti i suoi compagni come Honeysuckle (fuga nel passato), Wild Rose (apatia totale, assenza di lotta), White Chestnut (fuga nel pensiero), Chestnut Bud (incapacità di crescere). Chiaramente anche la tristezza immotivata di Mustard ci parla di un distacco dal presente, come lo è la stanchezza di Olive che ci vieta di fare uso delle nostre capacità appieno. I fiori per lo scarso interesse per il presente, ricollegano la persona alle sue istanze, ai suoi bisogni del momento, permettendole di ritrovare il giusto coinvolgimento nel proprio vivere quotidiano, quando invece era andata allontanandosene. Attraverso questa dinamica riportiamo l’energia al suo giusto posto sia nello spazio che nel tempo, fruendo dei benefici di essere ben collegati a noi stessi innanzitutto e poi, come per magia, a ciò che ci circonda. Di questa categoria ci occupiamo più approfonditamente andando a toccare i petali uno per uno.

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Clematis.
"Per i sognatori, per gli addormentati, per coloro che non sono mai completamente svegli, e non provano nessun interesse particolare verso la vita. Persone tranquille, non propriamente felici della loro condizione, e che vivono più nel futuro che nel presente, sperando sempre in tempi più felici, in cui potranno realizzare i loro ideali. Nella malattia, fanno pochi sforzi o addirittura nessuno, per guarire. In certi casi possono arrivare a desiderare la morte nella speranza di raggiungere una vita migliore, oppure di ritrovare, forse, una persona cara che hanno perduto" (Edward Bach). Ecco il fiore della materializzazione. Materializzazione perché in Clematis troviamo le persone “scollegate”, che non trovano i giusti legami con la vita presente o che sono in connessione con i piani più sottili e conferiscono importanza allo spirito e non alla materia. È un male? Certo che no, se sei in grado di mantenere un equilibrio adeguato e a crescere spiritualmente. Se ti dissoci e ti isoli in un mondo tutto tuo, tagliando i legami con tutto il resto, potresti avere qualche ripercussione che questo fiore è in grado di sanare. “I santi hanno le braccia forti!”, secondo il detto popolare. Clematis desidera evolvere, ma è senza mezzi per salire la scala del cielo. Necessita di aiuto esterno o dall’assunzione del fiore. I sogni sono belli e, se portati sul piano materiale, assumeranno un carattere ancora migliore. Abbiamo la possibilità, essendo CLE, di collegarci alle nostre emozioni, e allora avremmo un bel legame con la parte spirituale, con la bellezza, con l’arte, oppure, se passivi, più scollegati, avremo difficoltà a gestire la personalità, con una vera e propria chiusura, un isolamento passivo, fino ad arrivare ad un probabile disturbo schizoide della personalità. Questa bilancia emotiva, questa capacità di gestire noi stessi, ci viene data dalle condizioni di vita, dai traumi pregressi e da ciò che siamo riusciti a conquistare a livello animico.

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Il fiore della vitalba aiuta proprio da questo punto di vista, la “ri-connessione” con il reale, il sentire, quel meccanismo che ci ricorda la nostra appartenenza alla materia e al fatto compiuto che se ci hanno messi “qui ed ora”, possiamo, attraverso questo corpo, questo momento, conquistare il nostro spazio celeste, la nostra … “Stairway to Heaven” (scala per il cielo)! Clematis Abbreviazione: CLE. Nome italiano: Clematide, vitalba. Nome botanico: Clematis Vitalba. Parole chiave: non presenza, fuga nella fantasia, mondi superiori. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: solarizzazione. Periodo di Fioritura: Maggio / Agosto. Principio transpersonale: Sconnessione, morte, letargo.

La forma dei semi ci riporta alla mente questa evasione dalla realtà.

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Honeysuckle.
"Per coloro che vivono molto nel passato, forse un periodo di grande felicità, o nel ricordo di un amico perduto o di ambizioni non realizzate. Non si aspettano di ritrovare una felicità simile a quella già vissuta" (Edward Bach).

Lonicera Caprifolium, il caprifoglio, è il fiore subentrato a Clematis nel trattamento del “ricordo doloroso” che non scompare, una volta che Bach venne a scoprire gli ultimi 19 fiori. In effetti, prima di allora, era Clematis la regina incontrastata nel processo di riconduzione alla realtà, per i periodi in cui la persona restava incarcerata in ricordi o momenti della propria vita ormai passati ed irrecuperabili, momenti che cristallizzano l’energia impedendole di fluire. Trovando poi in Honeysuckle un valido strumento per gestire questi blocchi, Bach restituisce a Clematis, il compito di riportare a terra ciò che vi è evaso. Inutile dire che la combinazione di questi due fiori, da spesso risultati significativi e durevoli. Evitiamo di concentrarci solo sulla terza età quando diamo HON; un bimbo che rimpiange la sua casa quando inizia l’asilo, è un tipico fruitore di caprifoglio. L’unico interesse che abbiamo mentre sondiamo la possibilità di dare HON, è che vi siano o meno legami con ciò che più non è. Altro sottile dettaglio che Bach, con il suo acume usuale, dimostra di comprendere è quel “Non si aspettano di ritrovare una felicità simile a quella già vissuta”.

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Questo ci fa pensare alla differenza tra Honeysuckle e Star of Bethlehem (che vedremo più avanti): il primo è legato al passato da ricordi significativi, piacevoli, da cui non vuole separarsi, l’ultimo ci parla invece di traumi, di ricordi dolorosi che non se ne vanno. Differenza sostanziale che, come sempre nei fiori, non esclude l’altro. Nell’identificazione di uno stato, vi è il corrispondente floreale. Ci basterà trovare un rimpianto per il tempo che fu quindi, per far suonare le note del dolce caprifoglio. Honeysuckle. Abbreviazione: HON. Nome italiano: Caprifoglio. Nome botanico: Lonicera Caprifolium. Parole chiave: Rimpianto, eccessivo legame con il passato. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Giugno / Settembre. Principio transpersonale: Regressione.

Lonicera Caprifolium in fiore.

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Wild Rose.
"Per coloro che, senza una ragione apparentemente sufficiente, si rassegnano a tutto ciò che accade, e scivolano così attraverso la vita prendendo le cose come sono, senza fare alcuno sforzo per migliorare o per trovare un po' di gioia. Si sono arresi alle avversità della vita senza lamentarsene” (Edward Bach). La rosa canina è stata scelta dal medico gallese per riarmonizzare l’apatia. La persona che necessita questo rimedio NON lotta per sé stessa. Comunemente differenziato dal solito Gorse che invece “ha duramente lottato”, prima di arrendersi, Wild Rose è scivolato lentamente in una condizione abitudinaria in cui le cose sono “così e basta”. Questo è il segno della resa. Dell’impossibilità, da parte dell’Anima, di vedere la transitorietà dell’universo, la relatività ed il movimento della vita, la migrazione continua delle Anime verso i regni superiori, in un perenne divenire. Questo “difetto” viene ingenerato da solide fondamenta, le radici della rosa sono corpose e molto aggrovigliate, denotano quindi fissità in questo mondo, causata dagli eventi che ne hanno influenzato il cammino. Le tristemente note spine della rosa che, nella poesia persiana sono un simbolo importante, poiché le spine restano anche quando la rosa è passita, ci parlano del dolore di esistere. Un subconscio molto fermo, radicato quindi, unito ad una dimostrazione di sé ricolma di dolore, creano un quadro in cui NON muoversi sembra essere una soluzione quasi gradita all’Anima sopita nel suo dolore.

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Wild Rose riporta alla capacità di muoversi attraverso la vita, dona possibilità e, ovviamente, fiducia. Non a caso, come puoi vedere, il petalo, ha forma di cuore. Centro metafisico dell’Universo creato, il cuore espande la consapevolezza. Wild Rose. Abbreviazione: WRO. Nome italiano: Rosa canina. Nome botanico: Rosa canina. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Luglio. Principio transpersonale: Inespressività, espressione insufficiente.

Il petalo a forma di cuore.

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Olive.
"Per coloro che hanno molto sofferto sia nel corpo che nella mente e sono così stanchi, così esauriti, che sentono di non essere più in grado di compiere alcuno sforzo. La quotidianità diventa solo una dura fatica, priva di ogni piacere" (Edward Bach). Olive è esausto. Oltre ogni limite. Bach ha sempre impiegato con cura le parole, ogni sua descrizione è più frutto dell’effetto psicologico che si desidera ottenere, che del voler descrivere le caratteristiche di un fiore. Per questo motivo, con l’andare degli anni, gli studiosi hanno arricchito con le loro esperienze, casistiche e parabole queste sintetiche pagine bachiane. Su olive per anni ha aleggiato l’aura del fiore per la stanchezza, il che ha voluto significare che è stato somministrato a chi era stanco. Ed è vero, lo scopo è questo ma, andando a rileggere con cura, scopriamo che la persona cui serve questo rimedio “a sofferto molto, sia nel corpo che nella mente”. È stata erroneamente creata nel tempo la dicotomia tra Hornbeam, definito fiore per la stanchezza mentale, ed Olive, definito come il fiore per la stanchezza fisica. Questo errore concettuale ha fatto si che diverse imprecise categorizzazioni venissero alla luce. La differenza sostanziale in verità è che Olive è per chi è realmente distrutto dalla fatica sia fisica che mentale a causa di ciò che gli è accaduto, Hornbeam invece per chi crede di non farcela poiché non trova i presupposti per iniziare una determinata azione. Torniamo ad Olive. “La quotidianità diventa solo una dura fatica, priva di ogni piacere”, dice Bach. Quindi andremo ad indagare quali possano essere i movimenti alla base di questo disagio che seppur temporaneo, inficia la scorrevolezza della vita infatti, la privazione da ogni piacere ci fa pensare anche ad un uso terapeutico di sostegno alla depressione, dove useremo fiori come
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Mustard, Gentian, Larch e, perché no, anche Olive, sempre considerando che tutti i fiori della categoria sono di interesse. Stanchezza reale quindi, non solo fisica, causale che compromette la vitalità. Olive Abbreviazione: OLI Nome italiano: Ulivo - Nome botanico: Olea europea. Parole chiave: Stanchezza, debolezza, esaurimento. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Maggio / Giugno. Principio transpersonale: Esaurimento.

Il candido fiore dell’Ulivo.

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White Chestnut.
"Per coloro che non riescono a evitare che la loro mente sia costantemente invasa da pensieri, da idee e da ragionamenti che essi non desiderano. Ciò succede di solito nei momenti in cui il loro interesse per il presente non è abbastanza forte da occupare del tutto la loro mente. I pensieri, anche se respinti, ritornano immancabilmente, come in un turbinio, causando una specie di tortura mentale. La presenza di questi pensieri spiacevoli toglie la pace e impedisce di concentrarsi sul lavoro o sul piacere quotidiano" (Edward Bach). Osserva la forma del fiore. White Chestnut porta la pace in una mente sovraffaticata dell’eccesso di pensieri. Tutti questi fiori apparentemente disordinati, simboleggiano il caos della mente, il loro colore bianco simboleggia invece la pace. È il tormento psichico, la fatica di sopportare un incessante turbinio di pensieri che, non voluti, infastidiscono il quieto vivere. Alcuni soggetti sono addirittura così abituati a questa condizione al punto da considerarla normale. Il candore del fiore dell’ippocastano bianco donerà loro serenità. L’attaccamento al pensiero è una sottile forma di prigionia e le prigioni, come sempre, sono più mentali che fisiche, sono più territori interiori che gabbie di metallo. Edward Bach paragonava la mente del soggetto WHC, sembiante al disco graffiato, il cui solco ritorna incessantemente sullo stesso punto. Poiché la mente è uno strumento che l’uomo può utilizzare per vivere meglio, risolvendo problemi, questionando su cause, eccetera, ma, quando la ripetizione diventa una costante, le preoccupazioni rimangono insolute, i dilemmi vengono continuamente riproposti.
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Il fiore dell’Ippocastano bianco ha la grande funzione di rompere questo infausto schema che attanaglia i nostri pensieri, liberandoci dalle pressioni. Quindi l’eccesso rientra nei suoi confini, la mente ridiventa lo strumento e non il governante. White Chestnut. Abbreviazione: WHC. Nome italiano: Ippocastano bianco. Nome botanico: Aesculus Hippocastanum. Parole chiave: Pensiero ossessivo. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Aprile / Giugno. Principio transpersonale: Ripetizione, accelerazione.

La particolare forma a cono del fiore dell’Ippocastano.

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Mustard.
"Per coloro che sono soggetti a periodi di malinconia o, addirittura, di disperazione, come se una nube fredda e oscura gettasse un'ombra cupa su di loro offuscando la luce e la gioia di vivere. Non è sempre facile trovare una spiegazione razionale a queste crisi" (Edward Bach). La senape selvatica è una pianta che, a livello energetico, apporta calore. In erboristeria viene impiegata, esternamente, per combattere le afflizioni delle vie respiratorie che, notoriamente, sono causate dal freddo e dall’umidità. È curioso notare che anche Edward Bach abbia scelto questa pianta per curare la malinconia, la tristezza, la disperazione. Il colore giallo intenso dei fiori che spuntano da marzo ad ottobre, spazzano via questa “nube fredda e oscura” e questa “ombra cupa che offusca la gioia di vivere”. La Sinapis Arvensis è altresì un’infestante che si propaga velocemente e a dismisura. Sorridendo, si può affermare che la felicità sia contagiosa. Questo è l’effetto dell’assumere Mustard, lasciare quindi andare la tristezza che ci affligge quando viviamo momenti di profondo sconforto per ritrovare ancora una volta la capacità di sorridere. Certo, è vero, quando il cielo sopra di noi è coperto, pensiamo che nulla possa renderci favorevoli alla vita e d’inverso quando stiamo bene, pensiamo che nulla possa toccarci. L’essere nella transitorietà della tristezza però ci porta inconfutabilmente verso un destino

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triste e se qualcuno ci suggerisce di sorridere, noi pensiamo non sia in grado di comprendere il nostro dolore. La malinconia, la tristezza, sono sentimenti umani, andrebbero vissuti come tutti gli altri, poiché una crisi è, in verità, un momento di vita in cui si compiono scelte che influiranno sul nostro futuro. Nel male, il bene. Restare quindi sotto un cielo di niente è un momento che, come tutti gli altri, passerà incentivato dall’impiego di Mustard. Mustard. Abbreviazione: MUS. Nome italiano: Senape selvatica. Nome botanico: Sinapis Arvensis. Parole chiave: Depressione. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Ottobre. Principio transpersonale: Depressione, compressione, oppressione.

Il giallo fiore di senape.

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Chestnut Bud.
"Per quelli che non traggono pieno vantaggio dall’osservazione e dall’esperienza e che impiegano più tempo degli altri per apprendere le lezioni della vita. Mentre un'esperienza sarebbe già sufficiente per alcuni, per costoro ne sono necessarie parecchie prima che la lezione venga appresa. Sono dunque spiacevolmente sorpresi di rifare lo stesso errore in differenti occasioni, quando una volta sarebbe stato sufficiente, oppure quando l'osservazione degli altri avrebbe potuto risparmiare loro questi sbagli" (Edward Bach). La vita è una curva continua di apprendimento. Da come lo immaginiamo in questa descrizione infatti, il soggetto in stato Chestnut Bud, è un individuo goffo che inciampa nei marciapiedi, che sbatte contro lo spigolo del letto ogni mattina, che indugia negli sbagli. Lo stesso Bach insiste più volte nel definire la lezione della vita come “una giornata sui banchi di scuola”, fermamente convinto, come me, come molti di quelli che ora leggono queste righe, che si venga fin quaggiù per imparare qualcosa e che questo qualcosa ci potrà servire altrove. Quanti di noi allora, si sono infilati in vite di ripiego perché non hanno trovato strumenti alternativi per creare una realtà diversa? E magari non sono goffi, non inciampano nei marciapiedi, non assomigliano a Pippo? (quello della Disney) Ricardo Orozco riconosce in Chestnut Bud: “Il Grande Integratore”; uno strumento utile quindi, per amplificare la conoscenza di sé, un facilitatore, un amico. E lo consigliamo in tutti i percorsi a medio-lungo termine, dove assumiamo cioè i fiori, magari per un anno o due. Dove mettiamo in gioco la nostra personalità poiché abbiamo finalmente compreso una delle verità essenziali: la stessa personalità non è che un guscio, una scorza, un’abitudine, un atteggiamento che contiene altro, che contiene noi. Veri.
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Come il germoglio dell’Ippocastano bianco che, in poco meno di quindici giorni, lascia posto alle foglie prima ed ai fiori poi; il puer Chestnut Bud cedendo al senex White Chestnut, in un incedere che danza la natura essenziale. Come credere di non aver bisogno di imparare? La vita è una curva continua di apprendimento. Chestnut Bud. Abbreviazione: CHB. Nome italiano: Gemma d'ippocastano. Nome botanico: Aesculus Hippocastanum. Parole chiave: Mancanza d'apprendimento, incapacità o non volontà di crescita. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Ripetizione, non assimilazione.

Germoglio d’Ippocastano.

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Fiori per la solitudine.
Desiderio, paura, o semplicemente disinteresse per l’altro? Bach interpreta splendidamente questa emozione riuscendo a cogliere i punti di vista che ci portano verso di lei o via da lei e questo è un gran distinguo di esseri umani prima che di categorie floreali, che poi sono la stessa cosa. La solitudine è un’isola benedetta come canta Franco Battiato (Water Violet) o un cuore di metallo senza l’Anima, come invece suggerisce la Pausini (Heather)? Certamente leggendo il profilo di Water Violet ci si chiede come mai di queste persone non ce ne siano quasi più ed infatti, guarda il caso, Water Violet, ovvero Hottonia Palustris, è una specie sempre più rara in natura, al contrario di Heather che colonizza invece i territori in cui risiede. Ultimo solo in termini di lista, compare Impatiens con la sua fretta ed il suo ritmo accelerato, si vede già davanti, staccato dagli altri. Questa interessante categoria di persone che agiscono all’interno di una situazione di isolamento, fonte di ispirazione per taluni, di dolore per altri, ci spinge a pensare su quali basi siano fondati i nostri rapporti interpersonali, se ciò che cerchiamo ci avvicina o ci allontana dagli altri. Considerando questo, potremo rivederci in questo o quel fiore per comprendere maggiormente sia noi stessi che gli altri e fruire finalmente di una equilibrata interazione che gratifichi sia noi che loro, ricordandoci sempre e comunque che gli altri, in fondo, siamo noi.

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Water Violet.
"Per coloro i quali, indipendentemente dal fatto di essere in buona salute o malati, preferiscono restare soli. Sono persone molto tranquille, che non amano farsi notare, parlano poco e in modo garbato. Molto indipendenti, capaci, hanno fiducia in sè stesse e sono quasi completamente libere dalle opinioni altrui. Se ne stanno in disparte, lasciano in pace gli altri e vanno avanti per la loro strada. Spesso sono intelligenti e piene di talenti. La loro calma e la loro serenità sono una benedizione per chi li circonda" (Edward Bach). Tutti si chiedono cosa vi sia che non funziona nel comportamento di una persona come quella incarnata dal fiore della Hottonia Palustris. L’isolamento. È certo. Un isolamento che, se non correttamente inteso, può portare ad una vera e propria incapacità sia nel comunicare che nell’esprimere ciò che si prova. Se ancora qualcosa si prova. Water violet, nel silenzio delle sue rarefatte emozioni, ci parla proprio di un azzittirsi emotivo, un indurimento che viene estrinsecato nel rapporto con gli altri. I colori dell’anima diventano tenui, sbiadiscono, lasciando spazio alle ombre di un chiaroscuro emozionale che poco ha ormai da dire a chiunque. Vi sono per fortuna grandi varietà di isolamento. Il mistico in meditazione sulla montagna, essendo in contatto con la fonte suprema d’ogni cosa, è certo più in contatto con gli altri che il solitario cittadino Water Violet incapace ormai di provare alcunché. L’equilibrio è sempre la chiave che apre ogni porta di benessere, però è vero ed è sicuro, Water Violet ama la sua solitudine, ci si sente a proprio agio. È il mare in cui vuole nuotare.
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Per cui, sebbene sguazzi in queste acque pure ed ami il candore, come il fiore che si apre solo appunto quando la pozza in cui cresce sia limpida, Water Violet avrà maggior beneficio per quanto più imparerà ad esprimere ciò che sente agli altri. Water Violet. Abbreviazione: WVI. Nome italiano: Violetta d'acqua. Nome botanico: Hottonia palustris. Parole chiave: Orgoglio, capacità, autosufficienza. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Aprile / Giugno. Principio transpersonale: Isolamento, rigidità statica.

Hottonia Palustris in fiore.

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Heather.
"Per coloro che sono sempre alla ricerca della compagnia di qualcuno disponibile, perché hanno bisogno di discutere dei loro problemi con gli altri, chiunque essi siano. Sono molto infelici se devono rimanere soli per un certo periodo di tempo" (Edward Bach). Heather rappresenta il principio di forza centripeta che spinge le persone ad accentrare la loro attenzione su di sè. Queste persone, nella loro infelicità, invadono lo spazio vitale altrui cercando di condividere il peso dei propri bisogni. Sono continuamente in cerca di qualcuno che possa spartire questo carico, intervenendo nelle discussioni, rendendosi prolissi nel comportamento, attirando continuamente l’attenzione. Attenzione che può eventualmente essere attirata anche silenziosamente, come nel caso in cui, una persona gravemente malata crei tensione in famiglia portando la pena del suo dolore, facendo ricadere questo su tutti. È accentratore, questo è evidente, indipendentemente dalla tipologia espressiva. La persona Heather richiama a sé l’attenzione del contesto, sia con le parole che con il silenzio (poco in verità). Questa richiesta d’energia continua, imperante, che stanca l’ascoltatore, è una sorta di vampirismo psichico. Lo stesso Bach in altri documenti dice testualmente: “ … quando qualcosa dentro di noi, una malattia per esempio, focalizza la nostra attenzione, è molto utile l’uso di Heather, perché oltre a non sentirci bene, può darsi che non vogliamo sentirci bene e ciò che vogliamo è pensare al nostro io e a “quanto sto soffrendo”, Heather è molto indicato per sradicare quell’io …”.

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Desunto questo, si arriva a comprendere l’intima natura di Heather, definita perspicacemente “The Needy Child” (Il bambino bisognoso). Egocentrismo e bisogno sono due note caratterizzanti di questo fiore. Heather. Abbreviazione: HEA. Nome italiano: Brugo. Nome botanico: Calluna Vulgaris. Parole chiave: Invadenza. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Ottobre. Principio transpersonale: Appiccicosità, adesività.

Schiudersi dei boccioli Heather.

in

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Impatiens.
"Per coloro che sono veloci sia nel pensiero che nell’azione, e che desiderano che ogni cosa avvenga senza esitazioni né ritardo. Quando sono malati sono ansiosi di ristabilirsi al più presto. Per costoro è molto difficile essere pazienti con chi è lento perché ritengono che ciò non sia giusto e sia inoltre una perdita di tempo. Quindi tentano in ogni modo di vivacizzare le persone pigre. Spesso preferiscono pensare e lavorare in solitudine, per poter fare le cose secondo i loro ritmi" (Edward Bach). Nei primi scritti poi corretti ed ampliati, il medico gallese associa in maniera diretta il fiore della balsamina all’impazienza. In effetti, leggendo la trascrizione originale, il primo pensiero che si compone in noi è proprio questo. È molto difficile interagire con soggetti Impatiens. Scalpitano continuamente, non riescono a comprendere il valore dei bisogni altrui in relazione ai propri e, per questo, tendono a spingere continuamente sull’acceleratore persuasi di essere sempre nel giusto. Propongono azioni e lasciano indietro chi non segue o lo stimolano per far si che acquisisca il proprio ritmo. Ecco spiegato il motivo per cui Bach inserisce IMP nei fiori per la solitudine. Questo tipo di persone sono sole poiché, essendo il loro ritmo decisamente superiore a quello dei loro simili, spesso si trovano a vivere e lavorare da sole. Ma Impatiens non è solo questo. L’essenza floreale è impiegata ad esempio nel trattamento dei sintomi dolorosi, delle infiammazioni, di tutto ciò che “scalda” e “velocizza”. Il fiore infatti, ha diverse caratteristiche che riportano alla mente il fuoco, l’esplosione. Oltre alle striature rosse, questa pianta ha una particolarità, espelle i

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propri semi come fossero proiettili, letteralmente sparandoli a distanza. Velocità quindi, ritmo accelerato, impazienza e solitudine. Impatiens. Abbreviazione: IMP. Nome italiano: Balsamina. Nome botanico: Impatiens Glandulifera. Parole chiave: Impazienza, fretta, velocità di pensiero. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Luglio / Settembre. Principio transpersonale: Accelerazione, rigidità dinamica.

Fiore di Impatiens aperto.

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Fiori per l’ipersensibilità alle influenze e alle idee.
In questa categoria di quattro essenze, Edward Bach va ad inserire diversi aspetti di invasione di campo energetico provenienti dall’esterno. Potremmo definire questa categoria come quella dedicata alle persone che permettono a qualcosa o a qualcuno d’influenzare il loro modo di pensare e di agire. Attraverso questo modo, non solo si perde molta energia, ma si fatica anche a trovare la propria strada. Il cammino di ognuno è sempre personale e fa i conti con ciò che si è. Questi influenzabili lasciano “entrare” queste forze e sono diversi i motivi che li spingono a comportamenti di tale genere. L'invidia, la gelosia, la vendetta, il sospetto di Holly che, acceso da un sentimento esterno perde, arrabbiandosi, la propria integrità e teme per sé anche se non v’è motivo. Il timido Centaury invece, non è proprio in grado di dire “NO!”, e soffre perché acconsente a tutte le richieste che subisce dalle persone intorno. Walnut è il fiore del noce e garantisce protezione alle persone che, nonostante siano convinte del loro procedere, si lascino influenzare dall’ambiente. Ultimo solo in termini di lista, troviamo Agrimony, persona fortemente provata dalla sua incapacità di esprimere ciò che prova veramente che finisce così per mascherare a sé e agli altri queste forti pulsioni. Ed è proprio da Agrimony cha iniziamo a conoscere questa serie di fiori.
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Agrimony.
“Per le persone allegre, gioviali, piene di buon umore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l'umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smodato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria” (Edward Bach). Il fiore dell’agrimonia è stato fatto corrispondere per molto tempo alle persone che hanno atteggiamenti sociali molto divertenti, spiritosi, che portano buon umore. In realtà, questa dinamica entra in gioco per dissimulare una forte compressione o un peso emotivo che egli non è in grado di gestire; un disordine interiore causato dalle circostanze e che la persona Agrimony si sforza di mascherare, spesso, ma non sempre, sotto le risate. La sopportazione in Agrimony è la dinamica da apprendere. Questa persona ha una bassissima capacità di tollerare le frizioni, le discussioni, le frustrazioni, tutte le dinamiche d’interazione in cui non vi siano armonia e serenità. Questo fa si che Agrimony volga lo sguardo altrove di fronte ai suddetti accadimenti e porti attenzione allo scherzo, alla riduzione dell’intensità emotiva percepita, attraverso lo stemperamento degli animi. Preferisce soffrire e fingere, che avere ragione. Non solo però, come detto, attraverso il riso, ma anche con la pacificazione o, come sostiene appunto Bach, attraverso l’assunzione di sostanze volte a diminuire l’intensità emotiva. Alcool e droghe. Per questo motivo Agrimony è stato definito l’ansiolitico per eccellenza dell’intero sistema floreale, incontrando i bisogni di queste persone.
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In questa funzione Agrimony è ineguagliabile poiché nello stesso rimedio troviamo sia il calmante che il risolutore delle tensioni interne, cosa che non accade per definizione a nessun a ansiolitico chimico. Lo scopo di Agrimony infatti, è quello di lasciar dolcemente cadere la maschera, per evidenziare i contenuti del subconscio e portarli alla luce per risolverli. Può essere impiegato anche come catalizzatore di reazioni, nei soggetti in cui la reazione al trattamento non compare a causa di bisogni secondari, quando cioè, il compenso per l’errore è più forte della risposta corretta. Il fiore lavora molto bene per armonizzare i contenuti del subconscio. Agrimony. Abbreviazione: AGR. Nome italiano: Agrimonia. Nome botanico: Agrimonia Eupatoria. Parole chiave: Maschera sociale di cortesia, conflitto interiore, ansia. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Agosto. Principio transpersonale: Tormento, tortura.

Bocciolo di Agrimonia.

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Centaury.
"Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita" (Edward Bach). Quella di Centaury è una storia di pazienza, di bontà, di dolcezza, ma anche di sottomissione e rabbia, nascosta, occultata, sopportata infine. Prendiamo l’etimologia della parola “Sottomissione” e questa storia ci apparirà evidente. È come avere una missione e vivere al di sotto di questa funzione trasformante. La missione equivale al viaggio dell’Eroe per salvare la bella principessa sconfiggendo il drago. La vicenda cambierà i destini dei protagonisti che troveranno finalmente la pace. In sé la storia appartiene ad Agrimony, per Centaury invece è il non appartenere alla storia il nodo focale. La “Sottomissione” è semplicemente lasciare che l’ambiente, i parenti, gli amici (tutti quanti in fondo), ci tolgano dalla nostra storia personale, sottostimando quanto siamo in grado di fare; sobbarcati in questo stato gli crediamo ciecamente, ci fidiamo più del nostro buon cuore che del potere trasformante. L’animo buono, induce il deuteragonista ad accettare senza indugi, ogni tipo di assurda angheria, di sfruttamento, di speculazione, nel nome della gentilezza, della non – ribellione. Ma attenzione, questo comportamento è creato dall’incapacità a dire no, non da una coscienza superiore e quindi porta sofferenza. Anche perché tornando al concetto della sottomissione espresso in precedenza, così facendo la persona Centaury tralascia la cura del sé, della sua particolare missione nella vita, come dice Bach.
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Trovare sotto la polvere, il coraggio di fare è un’esperienza di vita che ogni Centaury desidera, in cuor suo, concedersi da quando è nato. Questo piccolo fiore rosa è una possibile risposta a questa profonda esigenza interiore. Centaury. Abbreviazione: CEN. Nome italiano: Centaurea Minore. Nome botanico: Centaurium Umbellatum Erytrhaea. Parole chiave: Carenza energetica, mancanza di un confine personale definito, sfruttamento. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Settembre. Principio transpersonale: Debolezza, sottomissione.

La centaurea in fiore.

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Walnut.
"Per coloro che nella vita hanno ambizioni e ideali ben precisi e li realizzano; qualche rara volta, tuttavia, l'entusiasmo, le convinzioni, le forti opinioni altrui possono distoglierli dalle loro idee e dai loro obiettivi. Il rimedio procura costanza e protezione da influenze esterne" (Edward Bach). “Chi dorme sotto il Noce, si fa il segno della Croce”, cita un antico proverbio marchigiano. In effetti, da millenni, attorno al noce gravitano storie di ogni tipo, come appunto che il dormirvi sotto, porti sfortuna. In verità le origini vengono da una bellissima tragedia greca che vede Dioniso trasformare in Noce dai frutti fecondi la sua amata Caria, dopo ch’ella morì per il dolore di un maleficio fatto da Apollo sulle sue sorelle. Toccò ad Artemide, sorella di Apollo, raccontare questa storia che, per questo, venne chiamata Artemide Cariatide e costruito in suo onore un tempio sorretto da figure femminili scolpite in legno, dette appunto cariatidi. Questa aura magica venne portata fin nel medioevo ed oltre, periodo in cui le streghe tenevano i loro “Sabba” proprio sotto quello che consideravano essere, per i motivi che vedremo, un albero magico, il noce appunto. Dobbiamo all’influenza negativa che il non sempre ben accetto sincretismo dei riti pagani nella chiesa monoteista diede alla magia, cioè al chiedere aiuto alle forze della natura tramite riti (un po’ quello che facciamo noi con l’assunzione rituale di 4 gocce 4 volte al dì … N.d.R.), il guardare al Noce come ad un albero che portasse sfortuna, anziché ad un albero con una storia profonda ed una funzione di connessione e protettiva; come se fosse e forse lo è, un luogo magico, motivo di scelta per le “streghe”. Bach certo era scevro da questa visione superstiziosa, però sapeva di voler scegliere una pianta con un forte potere difensivo poiché, nel mallo, nelle foglie e nelle radici del Noce è ben presente lo juglone, una sostanza tossica ricca di tannini e di oli volatili che impedisce la
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crescita di altre specie. Questa è una sicura difesa nei confronti delle intrusioni esterne. Difesa come quella che ricerca la persona bisognosa di questo rimedio, che chiede protezione dagli eventi e dagli agenti esterni per poter proseguire serenamente ciò che ha intrapreso e portarlo a compimento senza che nulla o nessuno possa intervenire disturbandolo. Chiede protezione come se pregasse gli dei. In fondo noce (ju-glans) significa ghianda di Giove. Walnut. Abbreviazione: WAL. Nome italiano: Noce. Nome botanico: Juglans Regia. Parole chiave: Protezione, scudo energetico, determinazione. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Inadattabilità, taglio.

Foglie del Noce.

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Holly.
"Per coloro che, a volte, sono assaliti da sentimenti come l'invidia, la gelosia, la vendetta, il sospetto. Queste persone possono soffrire molto, spesso senza che vi sia una vera ragione per la loro infelicità" (Edward Bach).

Non è un caso che Holly e Walnut vengano presentati da Bach in ordine ravvicinato all’interno del suo testo definitivo (I 12 guaritori ed altri rimedi), poiché entrambi appartengono alla categoria delle influenze esterne, entrambi fioriscono nello stesso periodo e quindi è quantomeno ipotizzabile che egli li scoprì in stretta vicinanza. Come se l’intento protettivo di Walnut fosse venuto meno, le forze esterne hanno quindi avuto il sopravvento sulle difese interiori ed ora la persona si trova a dover combattere contro queste intrusioni, che ci parlano di invidia, gelosia, sospetto, vendetta e, ovviamente, di rabbia. Ciò che è penetrato ci ha profondamente offesi, ha compromesso la nostra integrità, ha squarciato il velo della nostra onestà, ci sentiamo traditi, vilipesi. Altresì non è un caso che Holly, l’agrifoglio, abbia, al pari del Noce, un che di sacro, di profondamente legato alla tradizione cristiana che vede l’impiego delle ghirlande a Natale. E anche qui, come nel caso precedente, abbiamo una storia di integrazione tra il cristianesimo che avanza ed un paganesimo che resiste, con i suoi riti di richiamo alle forze naturali. E ancora non è un caso che i fiori dell’agrifoglio siano diclini, cioè unisessuali e la pianta dioica, cioè ospitante un solo sesso. Questo fa si che la pianta maschile e quella femminile cerchino l’abbraccio intrecciando i loro rami, nella ritrovata pace della fusione d’Amore. Entrambi i fiori, maschile e femminile infatti, vengono usati per produrre il rimedio. Altro caso non è che Ilex Aquifolium sia una delle poche piante in grado di crescere nel sottobosco di faggeta (vedremo dopo Beech), come dire ...
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che la rabbia cresce all’ombra dell’intolleranza … Conclusione: Il caso non esiste! Questa pianta richiama, coi suoi contrasti, l’Amore universale. Basti pensare al verde delle foglie, complementare al rosso delle bacche, che si fonde nel candido dei fiori e ci spinge alla riconciliazione, nelle idee e nei fatti col mondo circostante qualora questo ci possa aver, in alcun modo, offeso. Holly. Abbreviazione: HOL. Nome italiano: Agrifoglio. Nome botanico: Ilex Aquifolium. Parole chiave: Rabbia, invidia, collera. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Giugno. Principio transpersonale: Eruzione.

Le foglie appuntite, segnale di difesa oppure, come pensava Darwin, atte a favorire la crescita, visto il ruolo di sostegno che offrono agli esemplari più giovani. Foto di Marika – consigliere AMINT www.funghiitaliani.it
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Fiori per lo scoraggiamento e la disperazione.
Con la presenza di ben otto rimedi, la categoria per lo scoraggiamento e la disperazione è la più numerosa. Quasi come sapendo che il problema in questione, affligge (appunto!) molti di noi, ed è la causa prima di insuccessi e fallimenti. È interessante notare che in questa categoria non vi siano guaritori e sia presente un solo aiutante Oak, il fiore della quercia. Per il restante spazio, questo gruppo è abitato da fiori e piante appartenenti alla cerchia degli ultimi ritrovati, tutti ottenuti per bollitura, cioè con un’energia ascendente, quella del fuoco, che spinge l’Anima verso l’alto, come a volerla sorreggere. Julian Barnard nel suo “Fiori di Bach – Forma e funzione”, traccia la storia, dalla prima all’ultima, delle scoperte floreali ritenendo plausibile scoprire in un Edward Bach, che identificò come detto, gli ultimi 19 in un arco di soli 17 mesi, scoraggiamento e disperazione per la maturata comprensione di essersi assunto un compito che andasse al di là delle umane possibilità e che lo porterà inevitabilmente alla morte. Il grande patrimonio vibrazionale di un uomo che, grazie alla sua acuta sensibilità, maturata grazie all’assunzione del proprio daimon, per i greci il compito essenziale della vita, lo scopo primo ed ultimo, accoglie in sé la vita e la capacità di ascoltarla poiché essa sa sempre quale cosa vada bene per noi. Quindi grazie per il lascito floreale e, ancor di più, per l’esempio di uomo, dedito al perfezionamento di sé. E ora vediamo i fiori.

Julian Barnard – Fiori di Bach, Forma e Funzione – Ed. T. Nuove (Le copertine che vedi sparse nel testo, sono link verso i libri!!)

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Larch.
"Per coloro che si considerano inferiori alle persone che li circondano, e meno capaci di loro. Si aspettano di fallire e sentono che non raggiungeranno mai un successo. Quindi non rischiano né si sforzano abbastanza per riuscire nella vita" (Edward Bach). Gli aspetti positivi del carattere di questa tipologia emergono in quelle persone che desiderano immergersi nella vita e confrontarsi con essa senza lasciarsi mai scoraggiare dai risultati. Una tale persona sa che se dovesse fallire, non è perché non ha fatto del suo meglio. Non conosce il significato della parola “non posso”, scrive Chancellor, indicando i lati di Larch che tutti vorremmo avere quando percepiamo la nostra inferiorità anche solo nei confronti di una situazione della vita. Certamente una tipologia Larch estende questa percezione a diversi aspetti dell’esistenza, finendo poi per credere di non poter in alcun modo avere successo. Il fiore del Larix Decidua di fatto, simboleggia il preconcetto, la convinzione negativa antecedente alla constatazione pratica che ci direbbe se siamo in grado di svolgere un compito o meno. La mente si sintonizza sulle frequenza negative, dove trova il fallimento, scordandosi che la competenza è, in sé, un risultato anch’essa, per di più meramente acquisibile. Infatti per chiunque apprenda dall’esperienza, l’abilità da cui deriva il successo nel proprio operato, è semplicemente una questione di applicazione. Come mai allora Larch non crede in sé? È appunto una questione vibrazionale. I pensieri, anche se immateriali, emettono una frequenza che rimbalza, si espande e contagia l’ambiente circostante e da esso è parimenti influenzata. “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare” è un proverbio che contiene, come tutti i proverbi, un fondo di verità. Energeticamente il soggetto Larch è in una condizione di deficit. Ovviamente. Questa convinzione negativa esaspera il soggetto al punto che egli evita di trovare soluzioni in quanto già fermo nella sua risoluzione
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di fallimento. E il cerchio si chiude nella rassegnazione all’inazione. Il fiore del larice porta alla chiarificazione mentale della negatività e della falsità del preconcetto, in modo che sia possibile andare incontro a soluzioni reali e motivanti. Larch. Abbreviazione: LAR. Nome italiano: Larice. Nome botanico: Larix Decidua. Parole chiave: Complesso d'inferiorità, sensazione di fallimento, paura di non farcela. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Giugno. Principio transpersonale: Incapacità.

Un bosco di Larix Decidua.

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Pine.
"Per coloro che si rimproverano di qualcosa. Anche quando hanno successo, pensano che avrebbero potuto far meglio e non sono mai soddisfatti dei loro sforzi e dei loro risultati. Sono grandi lavoratori, ma soffrono molto per i difetti che si attribuiscono. A volte, di fronte a un errore commesso da altri, arrivano perfino ad attribuirsene la responsabilità" (Edward Bach). Il senso di colpa dovrebbe essere una reazione naturale riguardante una situazione in cui si è fatto o non fatto qualcosa che ha avuto ripercussioni su di noi o sugli altri. Questa reazione origina all’interno di noi, dal nostro giudizio sui noi stessi, reazione che va modificandosi continuamente in funzione proprio del giudizio stesso. Per la psicoanalisi freudiana sarebbe il super-Io, il giudice interiore che crea i presupposti di giudizio per mantenere uno status quo predefinito. In effetti l’educazione, il comportamento, l’etichetta, spingono il super-Io al giudizio sia su noi stessi che sugli altri. Quando l’azione compiuta differisce da ciò che si è imparato, dalla “nostra” regola morale quindi, entrerebbe in funzione il meccanismo del senso di colpa. Appositamente parliamo di meccanismo poiché, sia secondo il buddismo (che parla ad esempio di “consapevolezza di sé”, cioè del raggiungimento della pace interiore generata dalla sospensione del giudizio), che negli studi applicati di fisica quantistica di moderna generazione (che parlano di osservazione dei fenomeni senza partecipazione), si evidenzia il concetto di “meccanismo di pensiero”. Imparare ad osservare sé stessi con distacco è la pratica prima per diminuire drasticamente il potere del super-Io che è composto di strutture innaturali, di schemi che ci obbligano a comportarci secondo quanto appreso da persone che a loro volta hanno appreso da schemi. Per evitare di essere fraintesi diremo che
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questa non è una rivoluzione anarchica, semmai lo è floreale. Il soggetto Pine risponde proprio a questo schema di subordinazione continua ai dettami del giudizio interiore sacrificando la gioia dell’essere. Pine. Abbreviazione: PIN. Nome italiano: Pino silvestre. Nome botanico: Pinus Sylvestris. Parole chiave: Senso di colpa. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Giugno. Principio transpersonale: Autolesionismo.

Pigne, nuova crescita.

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Crab Apple.
"E' il rimedio della depurazione. Per coloro che hanno la sensazione di avere in sé qualcosa di sporco. Spesso è una cosa apparentemente insignificante; a volte, invece, si tratta di una malattia più seria, che viene quasi trascurata rispetto alla sola cosa su cui la persona si è concentrata. In ogni caso, l'individuo è ansioso di sbarazzarsi di questo problema che per lui è divenuto essenziale da curare, e si abbatte molto se la cura fallisce. Questo rimedio risana le ferite se il paziente ritiene che nel corpo ci sia qualche veleno che debba essere espulso" (Edward Bach). Uno studio sperimentale condotto in doppio cieco a Santa Clara (Cuba), corroborato e pubblicato da SE.DI.BA.C. (Sociedad para el Estudio y la Difusión de la Terapia del Dr. Bach de Cataluña), dimostra che su 70 pazienti con presenza di ascesso dentale suddivisi in due gruppi da 35 soggetti l’uno, i primi 35 trattati con cure tradizionali hanno avuto una guarigione del 57,1% contro quella del 94,3% ottenuta dai pazienti che usarono il SOLO Crab Apple (lo trovi nella bibliografia). Crab Apple ha un’utile funzione depurativa, ci aiuta infatti a pulirci nel caso in cui percepiamo di avere qualcosa di sporco dentro di noi. Questa sensazione può derivare dalla presenza di un tumore, per esempio, dal massiccio utilizzo di farmaci, di effetti chemioterapici, interferone, cortisone, intossicazioni alimentari e non, disintossicazione da stupefacenti, da tabagismo, da superalcolici. Da tutto ciò che non è presente naturalmente nel corpo ed infastidisce il normale scorrere della vita. Ovviamente Crab Apple non può essere considerato alla stregua di un antibiotico poiché non è possibile stabilire un parallelismo tra i fiori e la medicina allopatica.

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Altro uso interessante, oltre alla pulizia mentale ad esempio, è quello del ripulire l’immagine di sé dalle costrizioni auto-imposte come accade nell’anoressia e nella bulimia. La troppa attenzione alla pulizia necessita di Crab Apple. Agisce quindi ovunque vi sia qualcosa di non voluto da rimuovere. Crab Apple. Abbreviazione: CRA. Nome italiano: Melo Selvatico, Melo Ornamentale. Nome botanico: Malus Pumila. Parole chiave: Sensazione interiore di impurità con conseguente tendenza ad eccessiva pulizia. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio. Principio transpersonale: Impurità, ostruzione.

Il candido fiore di melo.

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Sweet Chestnut.
"Per quelle persone che, talvolta, sono preda di un'angoscia così grande da sembrare insopportabile o pare che la mente o il corpo siano spinti al limite della resistenza e debbano cedere" (Edward Bach). Un attacco di panico, o "Disturbo d'attacco di panico" (DAP), è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. Il disturbo è significativamente diverso dagli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa. Leggendo di seguito le due definizioni sembrerebbe che Sweet Chestnut fosse stato creato quasi appositamente. Ma confinarlo al ruolo di tarpare l’attacco di panico sarebbe sminuire l’ampia funzione di Castanea Sativa. Certamente SCH è il fiore principe del DAP, ma vi saranno altri fiori di supporto per trattare questo disturbo, come ad esempio la formula pensata da Ricardo Orozco e denominata Tetra-Remei contenente Rescue Remedy, Walnut per l’adattamento circostanziale, Elm per lo straripamento emozionale, e proprio Sweet Chestnut. Questa formula, originariamente pensata per lo straripamento emozionale collegato a lutti, traumi, etc, può essere impiegata come Rescue potenziato da assumersi con frequenza molto alta, ogni 30 secondi, durante l’insorgere di un attacco di panico. Approfondendo invece SCH, scopriamo essere un’essenza che tratta lo spettro emozionale come se fossimo rinchiusi in un tunnel senza uscita e camminiamo, camminiamo, senza trovare ragioni. È l’angoscia debilitante.

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È un disagio profondo dell’Anima che non trova ragion d’essere. È una condizione profonda di dolore che, per sua natura, non può durare a lungo. È essere logorati dall’interno, cosa che capita anche alla pianta, mantiene struttura e viene scavata da dentro, come accade in Willow ed Oak. Sweet Chestnut. Abbreviazione: SCH. Nome italiano: Castagno dolce. Nome botanico: Castanea Sativa. Parole chiave: Angoscia, disperazione. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Maggio / Giugno. Principio transpersonale: Rigenerazione.

Fiori maschili e femminili.

Foto di Marika – consigliere AMINT www.funghiitaliani.it

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Star of Bethlehem.
"Per coloro che si trovano in uno stato di grande angoscia a causa di situazioni che, in un dato periodo, hanno provocato tanta infelicità: lo shock di una cattiva notizia, la perdita di una persona cara, lo spavento per un incidente e altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a chi rifiuta il conforto degli altri" (Edward Bach). Riconnessione è un’ottima parola chiave per definire un grande fiore. Come vedi dalla foto Star of Bethlehem è un fiore a sei petali. L’unico fiore a sei petali di tutto il sistema floreale di Bach. Il numero 6 è speciale. Il numero 6 contiene le quattro dimensioni spaziali, più la profondità ed il tempo. Contempla e racchiude in sé il tutto. È in grado quindi di ricostruire ciò che è stato rotto poiché ha, dentro sé, tutte le dimensioni della manifestazione. Pensa che puoi fare una crema esterna a base neutra con Star of Bethlehem, da applicare sulle cicatrici che sentono il tempo. Star of Bethlehem fa ovviamente parte del rescue remedy. Anche la forma è speciale. Se unisci i puntini come nei giochi per i bimbi, puoi vedere la sovrapposizione dei due triangoli, uno punta verso l’alto, uno verso il basso. Come nel sigillo di Re Salomone, come nella stella di David simboleggia l’unione tra il maschile e il femminile. In italiano Latte di gallina, Ornithogalum Umbellatum è, di per sé, una pianta tossica che produce cochinina, un alcaloide impiegato in farmacia per il trattamento della gotta. Troviamo quindi anche questo parallelismo, come cioè, da una pianta nociva si ricavi un rimedio curativo, e siamo spinti a pensare alla multidimensionalità di questo stupendo candido fiore.
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Star of Bethlehem è quindi il fiore per gli shocks. Ricuce le ferite, sana le rotture a tutti i livelli, apre all’unità. E’ essenziale nel trattamento di qualsiasi trauma. Star of Bethlehem. Abbreviazione: SBE. Nome italiano: Stella di Betlemme, Latte di gallina. Nome botanico: Ornithogalum Umbellatum. Parole chiave: Shock, trauma. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: resistenza, trauma.

Star of Bethlehem con i suoi tepali bianchi.

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Oak.
"Per coloro che lottano e si battono energicamente per guarire o per risolvere i problemi della vita quotidiana. Perseverano, tentando una cosa dopo l'altra, anche se il loro caso può sembrare senza speranza. Sono scontenti di sé quando una malattia interferisce con i loro doveri e con l'aiuto che vogliono arrecare agli altri. Sono persone coraggiose, che combattono contro grandi difficoltà senza mai perdere la speranza o diminuire l'impegno" (Edward Bach). Come detto, sono tre le essenze che soffrono logorandosi internamente e dato che il caso non esiste, sono tutte e tre racchiuse nella categoria dello scoraggiamento e della disperazione. SCH, OAK e WIL si lasciano, seppur per motivi differenti, corrodere internamente, mostrando comunque la capacità di sopravvivere e proliferare, anche se interiormente logore. La quercia ha una forte imposizione che le pesa sulle spalle: il senso del dovere. Guardando a cosa possono fare per noi i fiori di Bach, dobbiamo pensare alle nostre qualità positive, ma anche al loro lato negativo, essendo la natura di questo universo dualistica. Di per sé, il senso del dovere è una nobile qualità, atta a far si che la persona sia in grado di adempiere a ciò che si prefigge con forza e coraggio. Quel che accade, quando il difetto prevale sulla qualità, è l’irrigidimento della persona all’interno di uno schema che prevede l’atto senza più il sentimento (dal latino Sentimentum, Sentire e Mentum, atto del sentire). Agisce quindi senza più ascoltare ciò che sia giusto fare. Per questo Bach dice:” Perseverano, tentando una cosa dopo l'altra, anche se il loro caso può sembrare senza speranza”, perché agiscono senza ascoltare le istanze profonde, le guide dell’Anima, finendo quindi per compiere gesti non confacenti, sbagliando e perseverando l’errore. Quercus Robur ritrova allora la sua funzione sacrale, nota sia presso i celti che presso i romani, dove non solo è il simbolo della forza

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per eccellenza, ma anche strumento rituale e collegato agli Dei, al primigeno mondo delle Idee cui la persona in stato Oak farà ritorno assumendo il rimedio. Imparare ad ascoltarci per rompere la rigidità di schemi troppo costrittivi è lo scopo per cui assumeremo questo fiore. Oak. Abbreviazione: OAK. Nome italiano: Quercia, farnia. Nome botanico: Quercus Robur. Parole chiave: Stanchezza, eccesso di sforzo, ostinazione, tenacia. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Sovraccarico.

Quercus Robur. Foglie e amenti.

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Elm.
"Per coloro che stanno compiendo un buon lavoro, stanno seguendo la loro vocazione e sperano di fare qualcosa d'importante, spesso per il bene dell'umanità. A volte possono attraversare periodi di depressione nei quali hanno la sensazione che il compito intrapreso sia troppo difficile e vada oltre le possibilità di un essere umano" (Edward Bach). Per la sua notevole longevità l'olmo simboleggia "l'amore fedele"; forse per questo anticamente vi era l'usanza di piantare un filare di queste piante presso l'ingresso dei conventi o sul piazzale delle chiese, in segno di devozione e di sottomissione alle regole monastiche. Il nome scientifico Ulmus riprende esattamente l'antica denominazione latina di questa pianta. Un tempo all'olmo venivano attribuite le più suggestive simbologie: spesso lo si definiva come "sostegno della pianta che dona il liquore della vita", ossia la vite (altro fiore del sistema). Sin da quei tempi, evidentemente, com'è ancora in uso in molte regioni, gli olmi venivano impiegati come impalcatura per i vigneti in quanto si riteneva che l'uva prodotta da viti sostenute da filari di olmi fosse più zuccherina e quindi più apprezzabile. Ecco il significato recondito che Bach svela nelle sue scoperte, questo fiore dona la capacità di “sorreggere” il liquore della vita che simboleggia, proprio come lui sostiene, il proprio compito, per coloro che “stanno facendo un buon lavoro, stanno seguendo la loro vocazione e sperano di fare qualcosa d'importante, spesso per il bene dell'umanità”. Rimarco il parallelismo che trovo già in Water Violet e nella sua sempre più rara presenza. Lo stress, male del secolo, di cui Elm è un grande curatore, è una patologia sempre più diffusa e le armi per combatterlo sono sempre meno diffuse. Esso necessita una cambiamento di vita, un “nobilitare la propria
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esistenza” per andare incontro alla propria vocazione. Ebbene, grandemente considerato nell’antichità, latifoglia nobile, l’Olmo ha subito dagli anni ‘20 del secolo scorso in poi, un inesorabile attacco fungino da parte di Ophiostoma (Ceratocystis) ulmi, portatore della “Grafiosi” che ne ha decimato la popolazione. Come a dire che i rimedi per lo stress sono sempre più difficili da scoprire. Elm. Abbreviazione: ELM. Nome italiano: Olmo. Nome botanico: Ulmus Procera. Parole chiave: Impegno eccessivo, sovraffaticamento. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Febbraio / Marzo. Principio transpersonale: Straripamento, rigidità.

Un viale di Olmi.

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Willow.
"Per coloro che hanno sofferto a causa delle avversità o della sfortuna e trovano difficile accettarlo, senza lamentarsene e senza provare risentimento, poiché giudicano la vita in base al successo. Sentono di non aver meritato una prova così grande, lo trovano ingiusto e ne sono amareggiati. Spesso accade loro di provare un interesse minore verso quelle cose della vita che prima facevano loro piacere" (Edward Bach). L'accidia, o acedia è l'avversione all'operare, mista a noia e indifferenza. Nel lessico contemporaneo il lemma accidia / accidioso: è usato come sinonimo di noia e vita depressa; indica lo scoraggiamento, l'abbattimento e la stanchezza guardati dall'angolo visuale di chi pensa che si debba sempre fare, desiderare, meritare, conquistare qualcosa. Come accade a Willow, l’accidioso pensa alla vita in funzione del successo che ne ottiene e quindi considera sé stesso in funzione del raggiungimento o meno, come in questo caso, dell’affermazione personale. Ha necessità di paragonarsi con gli altri di cui giudica riuscite e disfatte con quel tipico senso di amarezza implicito nel sapore delle sue foglie contenenti acido acetil-salicilico. Il tratto principale di questa accidia, risiede nell’elasticità dei rami giovani di Willow; sono quelle fronde che vengono impiegate per costruire cesti, legare le viti, usate per delimitare le aiuole. Come a dire che il valore dell’essere Salice, vada piegato all’utilità, pensiero maturato nella persona che pensa al successo materiale. Visto che però, questi rami vengono tagliati giovani e sacrificati, e che i rami simboleggiano le idee, nella persona si costruisce lentamente la certezza di non giungere al risultato sperato, al successo, proprio perché lascia “recidere” il suo sé, le sue idee, con troppa facilità, non lasciandole maturare. Risentirà quindi dell’amarezza del non essere approdato dove voleva. Giudicando sé e gli altri, percepirà la vita con l’amarezza di chi ha visto i suoi sogni (i rami nuovi) piegarsi
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all’utilità e smetterà di provare, già convinto che verranno recisi. Questa è la causa della sopracitata accidia. Assumere il fiore ci può riportare nella capacità di generare continuamente ritrovando l’elasticità e il sapore della vita, abbandonando invece l’amarezza e il risentimento. Willow. Abbreviazione: WIL. Nome italiano: Salice giallo. Nome botanico: Salix Vitellina. Parole chiave: Amarezza, risentimento. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Ritenzione, irritazione, fermentazione, rigidità.

I germogli giovani, usati per legare le viti e le aiuole.

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Fiori per l’eccessiva preoccupazione per il benessere altrui.
Ultima solo per elencazione, questa categoria comprende tutte quelle persone che desiderano il bene altrui in modo così intenso fino a non riuscire, spesso, a rendersi conto che la libertà sia frutto di una scelta altrui personale ben delineata, in cui loro non dovrebbero aver parola. Con il loro profondo interesse per l’altro, può capitare che vogliano dirigere tutti sulla giusta strada perdendo di vista i reali bisogni di chi amano guidare. In questa categoria troviamo gli ultimi cinque fiori del sistema che sono: Vervain, Vine, Chicory, Beech e Rock Water, tutti votati al prendere in considerazione i problemi degli altri come una battaglia personale. Ognuno cercando, mediante le proprie dinamiche, di favorire la positivizzazione dei disagi altrui. Tra queste persone troviamo certo molti terapeuti che desiderano il bene del loro prossimo (controtransfert), anche se lo specialista realizzato trova prima il proprio equilibrio e solo allora sa come consigliare al meglio l’altro. Poiché è necessario tenere in alta considerazione l’equilibrio delfico del responso, il consiglio ha valore reale quando è l’interessato a chiedere e gli si fornisca una risposta equa ed adeguata alla sua situazione. Certo, volendo il bene delle persone, si corre il rischio di suggerire presupposti non sempre validi che, assumendo i fiori e leggendo le prossime righe, potremo rapidamente riequilibrare.
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Chicory.
“Per coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi successivamente cura dei bambini, dei parenti, di amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno il piacere di farlo e desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano” (Edward Bach). La persona Chicory ama. E lo fa così intensamente che ne perde di vista i contorni. Il confine entro il quale ognuno ha diritto a decidere per sé in libertà viene, sotto l’influsso di Chicory, a disgregarsi, poiché queste persone “desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano”. E se, da una parte, è bellissimo sapere che ci siano persone anelanti il nostro bene, dall’altra, a volte, è giusto, per ognuno, sbagliare, per apprendere le personali lezioni di vita. Avere la libertà di sbagliare è un diritto sacrosanto. È responsabilità - (leggi un mio saggio sul tema). Invece la persona Chicory crea i presupposti per avere sempre le persone che ama sotto la sua ala protettrice, per evitare loro dolore e sofferenza che farebbero soffrire anche lei, visto come partecipa così intensamente della vita altrui. Diciamo lei ma Chicory è per entrambi i sessi anche se, effettivamente, questo fiore rispecchia lo stereotipo della madre latina che incarna benissimo con un profondo e radicato sentire interiore, ma questo è valido anche per alcuni maschi. La radice della cicoria è un grosso tubero intimamente legato al terreno che regge una piantina invece delicata e leggera. Nel linguaggio della segnatura floreale, la radice indica il subconscio, la parte aerea, la coscienza. Stabilito questo, comprendiamo i “bisogni” della persona Chicory: necessità profonda e radicata d’amore che a volte travalica il confine della libertà altrui. Essi, meno bisognosi di questo legame, divengono ostaggi e tenuti a sé.
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Positivizzare questo stato significa semplicemente lasciare scorrere l’energia. Significa amare profondamente con consapevolezza. E liberare ancor di più la nostra intima capacità di volere bene. Senza catene. Chicory. Abbreviazione: CHI. Nome italiano: Cicoria. Nome botanico: Cichorium Intybus. Parole chiave: possessività, egoismo, autocommiserazione. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Settembre. Principio transpersonale: Congestione, ritenzione.

La cicoria.

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Vervain.
"Per coloro che hanno idee e principi ben radicati che essi ritengono giusti e che sono disposti a cambiare molto raramente. Desiderano sempre convertire ai loro punti di vista tutte le persone che li circondano. Possiedono una forte volontà e molto coraggio quando sono convinti di ciò che desiderano insegnare. Nella malattia lottano più a lungo di altri prima di arrendersi e di tralasciare i propri compiti" (Edward Bach). La Verbena Officinalis è una pianta dalle spighe ritte, turgide e dai piccoli fiorellini rosa. Questa sua forma rigida esprime chiaramente il concetto enunciato dal medico gallese: “Per coloro che hanno idee e principi ben radicati che essi ritengono giusti e che sono disposti a cambiare molto raramente”. La verbena è idealista. È fermamente convinta di quali siano i suoi principi ed avrà la forza di tenervi fede. Ovviamente da una persona così, ci si attende fermezza. Questo porterà conseguenze sia positive che negative. E mentre le prime sono ovvie, il coraggio, la voglia di lottare per le idee, la tenacia, le altre appaiono solo all’occhio di un osservatore esperto. La verbena mal sopporterà lo status quo, indipendentemente da quale sia il contesto in cui è inserita. Ciò avviene perché implicitamente essa crede “solo” nelle proprie idee che, per elezione, sono assolutamente personali, dato che ognuno, da questo punto di vista, è un universo a sé stante. I geni, gli indipendenti, i rivoluzionari, gli esploratori, gli estremisti, hanno sicuramente dei tratti in comune con questo fiore. Poca diplomazia, nessuna empatia e molta voglia di esprimere il loro pensiero, sono dotati di “verve” e vorranno imprimere il loro segno nella “banalità del quotidiano”. Alla base del loro pensiero c’è una certa dose di antagonismo, derivante dal dissenso interiore dal protagonismo. Può divenire opposizione e rifiuto.
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Per questo motivo Vervain può essere considerato, ad esempio, un fiore da disagio sociale, utile in tutti quei casi in cui, per altri motivi, la persona non abbia trovato la propria espressione personale differente e sia vincolata al dissenso storico continuo. Per i borderline, il disturbo anti-sociale e per tutti coloro che faticano ad accettare la visione altrui. Vervain. Abbreviazione: VER. Nome italiano: Verbena. Nome botanico: Verbena Officinalis. Parole chiave: Eccesso d'entusiasmo. Caratteristiche del fiore: Guaritore. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Giugno / Settembre. Principio transpersonale: Espressione esagerata, rigidità dinamica, infiammazione acuta.

Spighe della Verbena.

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Vine.
"Per le persone molto capaci, consapevoli dei loro talenti, fiduciose di riuscire. Essendo così sicure, pensano che sarebbe bene se gli altri si lasciassero persuadere a fare le cose come essi le fanno, o come sono certi che sia giusto fare. Anche nella malattia continuano a dirigere chi è al loro servizio. Possono essere di grande aiuto nei casi di emergenza" (Edward Bach). Vervain e Vine hanno molti tratti in comune. Per differenziarli quindi, parleremo dei tratti dissimili. Entrambe le piante ci parlano di persone con una spiccata capacità di esprimere sé stesse, di governare con agio le situazioni, di riuscire a fare ciò che desiderano senza tema alcuna. Mentre VER è più acceso ed idealista, VIN è più freddo e calcolatore. Riesce molto bene ad imprimere moto alle situazione in cui dirige, presiede e domina. VER sta bene solo, VIN è solo, anche se in compagnia. VIN contiene una componente sadica e dittatoriale riconducibile ad un evento ben preciso. Le reazioni che le persone hanno nella vita, derivano dal loro sentire, dal loro modo di porsi nel mondo; se vivo le mie emozioni come fossi compresso, come se indossassi un abito due taglie più stretto, riporterei questo modello anche agli altri, vorrei che loro agissero sotto pressione, li spingerei, con questo tipo di stimolo, ad agire velocemente e bene. Se prendessi due chicchi d’uva di uguali dimensioni e ad uno togliessi la buccia, potrei facilmente accorgermi che quest’ultimo si è ingrandito. Questo perché la pelle tiene in tensione il liquido (le emozioni) interiore. Questa compressione costante nella quale il soggetto Vine vive, ci introduce al pensiero, facilmente intuibile ora, di tensione interiore che riporterà al mondo nel suo modo di agire (componenti sadiche e dittatoriali) verso il prossimo.
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Vorrà che essi vivano come lui vive. Con tensione. La capacità del fiore è di riportare distensione interiore permettendo a lui e al suo entourage di rilassarsi e godere pienamente della vita. Talvolta questo fiore è utile anche a chi, pur non dimostrando esteriormente questa tensione, la vive dentro sé, con gesti e pensieri rigidi (va differenziato da Rock Water). Vine. Abbreviazione: VIN. Nome italiano: Vite. Nome botanico: Vitis Vinifera. Parole chiave: Tensione, desiderio di dominio, ambizione. Caratteristiche del fiore: Aiutante. Metodo di preparazione: Solarizzazione. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Durezza, tensione, rigidità dinamica.

Il fiore della vite che nessuno vede mai perché troppo impegnati a mangiare uva e bere vino.

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Beech.
"Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c'è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale" (Edward Bach). Il faggio ha un’enorme resistenza e capacità di propagazione, inoltre le sue foglie secche non marciscono e questo crea, a livello di segnatura floreale, un quadro di grande interesse che purtroppo non sono in grado di spiegare in uno spazio così ristretto. È importante comunque dire che questo tappeto di foglie, unito alla forma della pianta che permette il passaggio di pochissima luce, creano condizioni in cui pochissime altre specie riescono a crescere e proliferare. Il faggio quindi domina incontrastato il suo territorio, nella faggeta difatti, troviamo solamente questa specie e l’abete bianco. Il faggio ci parla quindi dell’incapacità a condividere il proprio spazio, che si traduce in intolleranza (è il fiore per le intolleranze e le allergie) ed in scarsa o quasi nulla empatia. Il faggio critica gli altri. Impedisce loro di crescere. Li giudica continuamente dall’alto del suo scranno di giustizia (unilaterale). Rigido nell’essere, ha perso la capacità di vedere che ognuno matura secondo ritmi diversi, ha necessità di esperienze diverse per raggiungere i presupposti del proprio benessere. In fondo tende a soffocare chi ha vicino con l’ombra della sua personalità e, proprio come la pianta, sta bene solo o in compagnia dei suoi simili. Criticante accanito. Vedere più bontà e più bellezza è il messaggio che Bach ci manda per questa persona, che possa riscoprire la magnificenza del creato attraverso l’osservazione dei ritmi delle stagioni e pervenire così alla consapevolezza
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della crescita differenziata. Della possibilità che ci siano tempi e modi per ogni persona ed ogni cosa. Che consigliare è un bene prezioso e il criticare invece al fine, è un’azione che ritorce dolore contro chi la pratica. Beech. Abbreviazione: BEE. Nome italiano: Faggio. Nome botanico: Fagus Sylvatica. Parole chiave: Intolleranza, arroganza, polemicità. Caratteristiche del fiore: Assistente. Metodo di preparazione: Bollitura. Periodo di Fioritura: Aprile / Maggio. Principio transpersonale: Intolleranza, irritazione, rifiuto, rigidità.

La faggeta.

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Rock Water.
"Per coloro che sono molto rigidi nel loro stile di vita e si negano frequentemente gioie e piaceri perché temono che queste cose possano ostacolare il loro lavoro. Sono severi maestri con se stessi. Desiderano essere sani, forti e attivi e faranno qualsiasi cosa li riesca a mantenere in queste condizioni. Sperano che il loro esempio induca gli altri a imitare le loro idee per diventare alla fine migliori" (Edward Bach). Con Rock Water, che ricordo essere semplicemente acqua di roccia prelevata da una fonte con note qualità curative e solarizzata, trattiamo il perfezionismo. La persona Rock Water ha tramutato, usando le parole di un grande poeta contemporaneo, la sua casa in un tempio. Vive di rigide regole, ferree imposizioni, al fine proprio di conquistare la perfezione personale. La domanda che sorge spontanea riguarda la collocazione bachiana all’interno della categoria per l’eccesso d’interesse per il benessere altrui. Bene, possiamo dire che questa persona si occupa degli altri occupandosi di sé. Prende cioè la sua persona e la tempra e la forgia volendo diventare così un esempio per gli altri, acquisendo rigidità, acquisendo entropia, con il subdolo meccanismo che lo spinge a farsi guardare. L’entropia, in breve, è la perdita non reversibile di energia che avviene quando si trasforma il calore in energia lavoro e, sapendo che in un sistema chiuso si ha tendenza ha raggiungere massima entropia, cioè massima quantità di energia NON utilizzabile e NON disponibile (2° principio di termodinamica), possiamo vedere alla persona Rock Water come ad un individuo che tende ad un inesorabile irrigidimento personale con conseguente perdita energetica proprio
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per questo suo eccesso di chiusura. L’essenza ovviamente favorisce l’interscambio e libera dagli schemi pregressi. Mi piace spostare l’attenzione su temi che di norma percepiamo scollegati da noi perché la mente è come un paracadute, funziona solo se è aperta. L’acqua di roccia infine, ci dona la capacità di adattarci ad ogni situazione. Rock Water. Abbreviazione: RWA. Nome italiano: Acqua di Roccia. Parole chiave: Rigidità, senso del dovere. Caratteristiche: Aiutante. Metodo di preparazione : Solarizzazione. Principio transpersonale: Cristallizzazione, rigidità statica.

Max Volpi e l’acqua.

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Cassetti per la mente e territori condivisi.
Uno dei rischi impliciti dell’affidarsi alla mente nel sondare le profondità dell’Animo umano risiede nella capacità della mente stessa di archiviare e riconoscere dati. La componente razionale della mente infatti è progettata per riconoscere stimoli e costruire un enorme database di informazioni che possano esserci utili durante l’arco dell’esistenza. Questo strumento, se da un lato è essenziale per permettere la sopravvivenza della specie, il mantenimento dello status quo e libri interi di argomenti, dall’altro va educato come un bambino a mantenere il proprio posto all’interno di un sistema in cui tutto deve funzionare alla perfezione: l’uomo stesso. Molte correnti di pensiero prendono il via dalle aberrazioni mentali di un uomo solo e sono seguite ed incitate da milioni di incapaci. Ognuno scelga come meglio crede, il protagonista di questa storia. Per questo motivo trattare una materia il cui fondatore non è più presente in forma fisica, ha sempre in sé il dilemma della dualità che si esprime nel dubbio tra il voler mantenere la tradizione e seguire invece l’evoluzione della specie(?), il crescere del sapere … etc. etc. In medio stat virtus (la virtù sta nel mezzo N.d.R.). È possibile mantenere la semplicità del sistema bachiano, evitando di ancorarsi a determinate strutture non più adeguate, soprattutto considerando il desiderio di estrema capillarizzazione da parte del medico gallese, confrontato alle conoscenza della media del suo pubblico. Insegnare e spiegare i fiori come ad un bambino di otto anni, forse è poco appagante per la mente dell’uomo del XXI secolo, che ha dinamiche e strumenti differenti rispetto ai pescatori del Norfolk vissuti negli anni trenta.

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Chi desidera imparare l’arte della somministrazione, si renderà certo conto di questo problema e di come sia poi difficoltoso “aprire la mente come un paracadute” quando le uniche informazioni lasciateci dall’ideatore siano un libretto di poco meno di venti pagine. La complessa semplicità del sistema floreale ed i suoi risvolti nell’animo vanno certo presi per fede, poiché anche se quotidianamente ne vediamo gli indiscussi risultati pratici, poco o niente sappiamo del loro intimo funzionare e questo è, in realtà, il motivo dell’accanito osteggiamento da parte della medicina ufficiale. Loro non sanno spiegare come funziona, ergo non funziona. “Blindness”. Sarebbe però quantomeno banale da parte nostra, avere a disposizione l’interruttore che accende la luce elettrica, ed utilizzare le candele per illuminare la casa. Quindi, per fare bene questo lavoro, sono necessari strumenti efficaci che ci permettano chiavi di lettura differenziate e soprattutto, la capacità, che si matura con la pratica, di non chiudere la testa in una scatola di cartone. I fiori vanno sondati con cura seguendo certo le indicazioni di Edward Bach, ma anche esercitando il potere di “critica costruttiva” insito in ognuno di noi. Inoltre approfondire come si difende la personalità nel disagio, ci aiuta a comprendere gli accadimenti dell’altro con lo scopo finale di aiutarlo al meglio. Ciò che ho maturato con la comprensione differenziata delle essenze, è la realtà dell’esistenza di “territori condivisi”, cioè di ampie zone di coesistenza tra fiori con caratteristiche simili. Questa chiave di lettura ci permette sia di differenziare le essenze, sia di accomunarle nel caso in cui necessitiamo di sovrapporre il loro effetto. Questo è l’argomento su cui è incentrato il mio studio attuale.

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Conclusioni.
Secondo l’ottica bachiana, tutti quanti devono avere possibilità di utilizzare al meglio le essenze per trattare le proprie problematiche quotidiane. Ciò che accade nel Regno Unito, proprio secondo il suo intento, è che molte famiglie abbiano ”l’armadietto floreale”, da cui attingere ogni qual volta ve ne sia bisogno. Sarebbe bello che questa abitudine inglese si sviluppasse a macchia d’olio in tutto il globo, favorendo l’espansione di un metodo di cura e di introspezione che veramente “vibra in sintonia con tutti noi”. Il mio scopo nel redigere il presente testo è stato ampliare, dove ritenevo ve ne fosse il caso, le minute descrizioni del medico gallese, arricchendo di storie, aneddoti e citazioni di “segnatura floreale”, le descrizioni originali dei fiori di Bach. Nella speranza di essere riuscito nel mio intento, sono lieto che tu sia giunto al termine di questo scritto e che tu lo voglia condividere. Per questo motivo è stato redatto sotto licenza Creative Commons, per far si che ognuno ne possa, gratuitamente, fruire. È quindi interamente distribuibile a titolo gratuito, anche se non modificabile in alcuna sua parte. Grazie. Max Volpi.

"Instilla – Scoprirsi con I fiori di Bach" by Max Volpi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Grazie a: Wikipedia Visita reflexal.com – i-fiori-di-bach.com Visita l'indice degli articoli. Visita il Blog di Max Volpi. Visita il gruppo di Facebook “Il floriterapeuta – scambi d’opinione tra i “fissati” della floriterapia!” Curriculum di Max Volpi “http://www.reflexal.com/curriculum.html”

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