QuestaE appuntola via del suoyoga,che versola meditazione.

che un'evoluzione avverrA e realtd vuol accelerare anticipare munque sulla Terra. La "grande madre", la iakti,I'energia versouna reln ci smicacreatrice. porta inevitabihnente comporta il nostrooriginalestatodivino,ma il processo con sforzi lunghi. Alcuni uomini sonoperd in grado,attraverso gid nali, di conseguire ora la liberazione. Nel nostro corpo, la natura ha realizzatouna mirabile si fra materia ed energiaspirituale,e percid uno yoga che esserecompleto,"integrale", dovrd per prima cosa riconosce la spiritualit} del corpo. La materiad comunqueun'espressic del divino, uno degli strumenti della iaftti: gli altri sono e mentevitale e nervosa,la menteintellettuale la supermente, divina la cui essenzaE sat-cit'dnanda(esistenza mente uni "Lo scienza-beatitudine). Spirito d la volta dell'esistenza sale: la Materia la sua base;la Mente il legameche li unisce. Scopo dello yoga 0 dunque quello di riunificare cid che dialetticadella creazioneha separato;ma le vie possonoesse utilizza il corpo e diverse. La prima. quella dell'hathayoga, attraverso le dsana vitali come mezzi di realizzazionea funzioni cerca di stimolare e dirigere il pra4a' il prdryayama, talvolta dal se della .fcftti, sintboleggiata I'energia stessa alla base del corpo. Ma le tecni kundalini attorcigliato sono difficili, comportanomolto tempo e ric dell'hathayoga via, quella dono un distaccodalla vita normale. La seconda mira ad agire su citta (la sostanzadella coscier rijayoga, psico-sensoriale; un cercando controllo dell'interocomplesso la realizzazionee la persistenzadello stato di samadhi mal dinamica.Lalerza di concilianocon le esigenze un'esistenza della natura, di prakT quella tantrica, impiega le forze stesse soltanto- come fanno gli altri due yoga considerarle anzich! delle illusioni mentali e degli ostacolisulla stradadella libe ne. Purtroppo questeforze, per la loro intrinsecanatura, a soggettea deviazionie degenerazioni, una perdita dell' originaria. zionaliti Dopo questacritica agli yogatradizionali.Aurobindo il suo progetto di una ricercaspiritualeche non si basi solt vi umano(sensoriale, su queitu o quellafunzionedell'essere

I Citazioni tratte da Aurobindo, La sintesidello yoga, Ubaldini' 1967(3 voll.). 2N

mentaleo volitiva), ma che utilizzi I'individuonella sua integralitil. Lo yoga non deve linritarsia far evolverequestoo quell'aspettodellacreazione: deverealizzare li tutti contemporaneamente. Per arrivareall'illuminazione. ci dobbiamodissociare: non dobbiamogiungercisenzarinunciarea niente, portandocidietro tutto cid che siamo- corpo, mentee spirito. Ad Aurobindo non piacefa tradizionale distinzione via della devozione (bhakti\, fra (jnanu)e delle opere(karma), e fa giustamendella conoscenza te notareche d inutile scegliere I'una e I'altra, perchdsi tratta fra di una divisionepericolosa, un impoverimento di dell'essere umano. il qualedeveinvece cercare una stradacheIe concilitutt'e tre. Da una parte deve cercaredi stimolareI'amoreper il divino e la beatitudine della devozione. dall'altra devecercaredi realizma zareil Sd con il metododel giustodiscernimento (viveka)e della riflessione intellettuale (vicdra), diventando contemporanearnenteil "canale di un'azionedivina" che possaoperare liberanrentenel mondo. Questo"yoga integrale"Qturna-yoga) non pud averen! maestri n! testi sacri, in quanto l'unico suo metodo si basa sulla conoscenza sestessi. partendoda una sintesi di Pur delleesperienze e degli insegnamenti passato, del vuole riorganizzarli secondo termini nuovi, secondo formulazionipii originalie pit complete. Cid checi vienedal passato, avendodel buono,ha dimostrato pur da tempo la sua insufficienza, soprattuttonellasuaestraneazione dalla vita quotidiana.Gli yoga tradizionalihanno fatto leva su qualchefunzione inferiore per tarci innalzaread una coscienza superiore, seguendo questoil modellodella natura("la vita in stessa uno yoga della natura"). Ma, proprio come d accaduto d nell'evoluzione terrestre,i risultatisonostatidiscontinui, parziali, frammentari:ora d avanzato questoaspetto,ora i avanzato quest'altro. Cosi d facile che la realizzazione risulti squilibrata e talvolta degeneri.E dunque necessario scoprireun nuovo linguaggioe una nuovavia, qualcosa integrale,di completo,che di non lasci indietro niente, che permetta I'avanzamento tutto di l'essere umano. "La liberti d la leggefinale e I'ultimo adempimento." Il punto di partenzadella sadhandpropostada Aurobindo d un'intensa aspirazione versoil trascendente. qualitd dei risulLa tati dipendeinfatti dal desiderio, dall'ardoree dall'energia iniziali, che rappresentano aspettiimportantidella Forzache operaper la perfezione. finchdnon si sardottenutoun contattoduraturo Ma con il divino, lo "sforzopersonale prevalere"; dovrh normalmente 201

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.on qu.tn potri fondersi dell'individuo la soloin seguito volontir f d e l l ' A s s o l u to . t non devonofarci illuderedi averottenuto F Le prinreconquiste datc l essere nttn le unasolidarealizzazione: forzede'll'ego clevotlo itllcnanlcnto I Occtlrreun lungt'r prirnatlcl tentpo per spacciate. dei desideric ' delle enrozioni. dclle sensaziclni. dell'intelletto. in al tterel'inferiorc superi<lre '{ dcl corpo per potersottome anche modo stirbile.Lungo tutta la via. ci farir da istruttorela ttttstra t di "guida intericlre". chc d un rit'lesso quelladivirla.Dohhiamo I dclloyogit"che I il identificare, "nlaestro riconttscere, innanzitutto dcll'egoe I dagli interessi risiedein noi e che di solittld tlscurato urra Dobbiamosviluppare sensibi' f stilrztlpersonale. dallo stesso in la scoprenclonc prcsu'nza tutte le I guidasegrcta. ligr per questa nclla quicte e nell'attiviti. nell'unitae nella , esperi(rnze: n()stre nel separazione. piacerce ncl dolore. E a tale stadio che in C del I estc-rno di il generegli uomini sentono bisogno un sinrholo *Mirestro-. Cristo, t un a rivolqcndosi un Srlrll,un sacerdtlte. sallt(). cli o Iludclha qualcheinrntaginc- Dio. Sonorari gli individuiche 'l dello Ma p()ssono it ntenodi questiintcrnrcdiari' il sr?r/lrc,ta fare forma o . di non put)ilccontentarsi una particolarc yogaintcgrale di del miinit'estazione clivino;egli cercaqualcosa piu: cercadi f gcttareun ponte fra s€e lu trascendenza. 1l aspirazione di a Le vie che posson() Portare un risveglio cluesta I IntL'rve'1l nlir sonole piir svariate. a un ccrtopuntodevectltnunque una consltcra'{ della mentee dellavttltlntit... nire "una decisi<lne una I zione vera e inregraledi se stessi".Non basta insonlrna un invcce poten' occorrc intellcttualc: tl curitlsitit riccrca senrplice volonti\, corpoe pensieri. re ntinrcnti, di te inrpulso tutto I'csse (se fino per darcila forzanecessaria proseguire in i spirito).che possa mo. che ittc<lntrere Lo : ostacoli gli fonclo superare innumerevoli e un ; e del le di yogasi propone eliminare abitudini passato di creare la radicale: r dev'esscre ll nui,uo..nit,, di esperienze. mutamenttl devepiit da invcstita una nuovaluce:la vita ncln mentetlev'essere calma, ma diventare e agitata,inconsapevole frenetica. essere da il e consapevoleattiva,e anche corpodevetrasfornrarsi quello in che pcsante ingornbrante d attualnlentc una dina' e strunlento dello sPirito. mica espressione dellaconcentrazione delltl yogasi servollo Le vie tradizionali ridottoa tutto cid chenclnput)essere per cometecnica eliminare spirito. per sfrondaregli elenrcntiinferiori del nostro essere. una sirnilescorcia' non Invccenelltl yoga inte'grale pur)esistcre questa quellafunzio' o rtonci si linritaa far avanzare toia. perchd 2tD rrc,ma I'essere nellasuatotalitit.Non r! unaricerca, unarealizzazionedellospiritopuro, nradell'uomo nellasuainterezza: vita la tlcveessere per accettata <.;uelltl d. Il cantnrino che risulterir dunt;ue nrolto piir conrplesso quello di uno vosa conrune. di Per esenrpio, bhuktachc si linritaa sesuire vie del cuore, ll le delle forzeenrotive dclla fede. allontana se ogni pensiero, e da ogni conoscerrza estranea. cercandodi far tilcerele esigen2e del corpo (cfr. R;inrakrishna). Egli cercala solitudineper evitare rlgni attrito con il mclndo ogni sentinrento e sviante. per non e farsi distogliere dalla sua cencentrazione divino. Ivla per lo sul yogi integralc questotipr-l isolarnento pur) essere di non che un nromento canrrnino del spirituale: egli non cercadi cscludere la complessiti rnondo. di reintegrarla del nra dentrodi sd. essendo solidale tuttele forzedcllavita. Ogni manifestazione con dell'esistenza, anche pi! ingombrante nrateriale. la e dev'essere considerata come uno strunrcnto della realizzazione. La concentrazione. riconosce Aurtlbindo. d la based'ogni ntetododi meditazione yogica quirrdi e anche quellointerrale. di Ma, nrcntrcnei nrctoditradiziclnali si concerrtra un unicoaspetto ci su del divino utilizzando gruplrcomogeneo facolti:r. quello un di in integrale si concentra ci sullaglobalitidel divino."sull'Unoched il tutto''. irnpiegando facolti. (Questo ogni tipo di concentrazione "senzascelte"di Krishnon discrinrinante ricordala meditazione namurti.v.) Ma comeincominciare questo lavoro'? Comeconcentrarsisu cio chenon conosciarno'J Fondamento dellameditazione "un dev'essere appello dell'aninra". ossia un'aspirazione versoIa trascendenza conrporti che una "consacrazione sd". Il divinosi di "nel cuoredi chi lo cercae ne riconosce dunqueprimariamente accetta il sacrificio". E necessalioche esso non rilnanga un sempliceconcctto della mente, ma che divenga un'esperienza integrale, una gnosi.personificata nellevariefornred'esistenza e non-personificata sat-cit-dnundu. nel Indubbiamente aspirazioneunaformadi desiderio, a tale d rna, difl'erenza cornunidesideri,non nriraad un vantaggio dei egoistipersonale."Anche il desiderioe la passione co, a un interesse hannole loro forme divine",anchela volonti pud e deveessere indirizzata versouna soddisftuione superiore, diventandtr perun fetto strumento dcll'opera divina.All'inizio,quindi. Io yogasari sorrettoda uno sforzo,da un desiderio "concentrazione di totale" e di consacrazione Supremo,da un impulsoche coordini penal siero,amoree intenzionalitir. il Questod il prinropasso, periodo di transizione cui prevale in pcrsonale. I'azione Quandopoi si sarir 203

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millenninecessari venirci incontro' all'evoluzione, voglionoarrivareal traguarche creata tale base, il potere della 'fakri potrb do subito. nostra azione e darle un impulso pit r"ii.gg"i.i, unirsi aia Il superuomo Aurobindo e caratterizzato continuorapdi Aurobindo (e non solo secondo dal ioit.lirorutivo. Infatti. seconclo di uno sforzoe porto con if divino e da una particolarearmonizzazione vita il non fra lui), ia realizzazione d unicarnente risultato interiore e vita esteriore,che lo deve guidarenel compimento analisidall'inter' nra O-un po,.r. personali. dipendein ultirna delfo yoga delle opere (kurma-yoga). realizzazione La consiste vento della divinitl. -iiptlto nella consiste appunto nel riuscire a far scendere via durevolmentela volonth e stadiodi questa dello yogainte-grale I'energia trascendenti, modo da utilizzarleper costruireun Oggettodella ricer' in nel di "con'centrazione tutto I'essere divino nuovomondo.Non si dimentichi dunquechequestosuperuomo si c a .e n e l | a ..s o tto n ri s s i o n e a s s o l uta' ' del | ' i ndi vi duoa| trascenden. passiviti differenziada quello di Nietzsche.segnatoda una volonti di itrvece"una crescente tt ,".onOo stadio produrr?r i". proveniente autoaffermazione di potenzaindividuale, di e proprio nella suasotourificatae vigilante"e quindi un aft'lusso energia tomissioneal divino e nella rinunciaai frutti egoisticidelle sue ciod del periodo di transizionefra sforzo ii ,?o,,u ili;il E contraddi'' azioni. Il e personale interventotrascendente' terzo stadio Non bisogna e viverend troppo interiormente troppo esteriorpersonate dalla sua sostituzione n€ ltinto dalla fine dello sforzo mente, bisognatrovare quel giustoequilibrioche ci consenta dal direttamente divino' Non E detto chc di con un'azinnecondotta non isolarcinel nostromondosoggettivo di utilizzareI'esperienregolarmenteI'una all'altra; puo e oueste tre fasi si succedano ma' za interiore per farci guidarein un'azionecostruttiva.Naturalti arrivi fin dai primi tentativi all'ultimo stadio' l"tti non sarl mentenon d un equilibriofacileda raggiungere si corresempre "ft" e si sard stabilizzato' la realizzazione il nn"tte qu.tto non rischioo di ripiegarsi troppo su sestessio di farsi completamente e permarriril pericolodi una regressione' --irpitunOoti assorbiredalle attiviti esteriori. E per evitare questi rischi che "otpf"t" al messaggio della- Bhagavad'gita' Aurobindo Aurobindo proponeil suo yoga integrale,ossialo sviluppoconnon deve portare a un isolamento che ta meditazione sosti'ene temporaneo armonicodi tutte Ie facolti umane.Si tratta di una e umano, a un distaccodalla societh' a un samidhi dal contesto in manieradivina garanziaper lo sviluppodi quet sensod'equanimitache la Gifi di ma iin" u ,. stesso, ci devepermettere agire un'azioneillumi' considera essenziale evitare azioni egoistiche. per sviluppare Solo la calma netla vita di tutti i giorni, facendoci interiore, I'equilibrio e questo atteggiamento distaccodagli di n a ta e i | l u m i n a n te n e l m o n d o .Q uestavi aE comunquel oscopo sullaTerra' la interessipersonalici possonocondurrea giudizi obiettivi sugli J"ii.rlrr"n- umana.il fine della nostrapresenza della materia avvenimenti a interpretazioni e giustedellavolont) divina. ..Dobnatura' La creazione della rn"i" Ji ogni evoluzione emozio' biamo agire in Dio e non nell'ego. Scegliere di I'azione, non in fisico' la coordinazione percezione' orianismo ;;i rapporto ai bisognie ai principi personali,ma in obbedienza "" ai p"ntiJto, volont) e desiderio,e lo sviluppodella coscienza n"-, a un disegno comandamenti della pii alta veriti viventeal di sopradi noi." verso stadi sempre piir evoluti, corrispondono e falli' In che modo eviteremoarbitrii e ci accorgeremo stiamo se divino che, nonostanteriflussi, deviazioni' involuzioni procede-in sbagliando? Semplicemente osservando desideriamo se per fini n"iia per realizzarsi'Mentre perdla natura rn"n,i, lo yoga personali(di piacere, vanitd,di orgoglio,di potere,di prestigio di modo confusoe tortuoso.con grandi sprechidi energia, sociale,ecc.) i frutti delle nostre opere. Senzadubbio,aranno dell'umanitirper arrivaro t"ppt"t""," un metodo a disposizione o necessari una grandesinceriti e un grandesensodi autocritica. alla meta, per iompiere in poco tempo il lento iupiout"nt" La riprova sari data dalla mancanza reazionied emozionidi per arrivare al fine cosmico' di cammino dell'evoluzione, ;r,i"" espan' fronte ai risultatidelle "nostre" azioni,siain casodi successo che Questo fine porterl I'intera umanitdad in casod'insuccesso, in casodi critica che in casodi elogi. E "orci"nt"t.nte. coscienza sia fino a creareun vero e proprio salto C"i" f" propria uma' specie insomma I'insegnamento dato da Krs4a nella Gttd (v.): dobdal q""ii*i'"" nell'evoluzione: bozzolodellavecchia e biamo trasfornrarci strumentidet divino e compierete azioni in speciesupercosciente "di conse' na si svilupperi una nuova yoga d a disposizie non per raggiungere qualchemeta personale per attuareuna ma nu"ntu rup"rurnunu"' Ma' nel frattempo,lo i volonti superiore. che non nogiionoaspettare secolio I ;; dt il;ii;';;ntuutai. 204 205

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Il sacrificiodi s6, il dono di sd, assumeil significatodi una in dell'opera, favoredi al egoistica, risultato rinunciaall'azione di al di unasottomissione, un'unione divino.Non si trattadunque viva spirituale unatormula.ma "un'esperienza una cercare veritit. dalla quandoil piccoloio' costruito il e rivelatrice": che avviene che io con il grande trascendente' appare a mente.riesce fondersi sotto forma di ora sotto un aspettoe ora sotto un altro. e spesso inconciliabili:Anima-Natura, Purusa' opposti apparentemente Iiv'uru-Sukti,Brahntan-Maya, ecc, Prakrti, Sanudra-Nirvana, I dello yoga integrale.questegrandi dualiti' Per il ricercittore risoltein una visione i essere dovranntt queste forzecttntrastanti. e devozione di che superntentale pttrti it una sintesi conoscenza. anloree potere.Potri cosiinstallarsi ovverodi slggezza. aziorte. che quella superctlscienza riusciri\a farci evaderedal mondo del "alle tbrzeantagonistecontraddittorie della e e dualisrno rivelerir ad nostranatura interiorela loro veritir spirituale"'riuscendo le arnronizzarnedivergenze. regtlledi comportafissare Aurobindo.non d possibile Secondo poichi il dinareli-eiosi. rnento.principintoralio comandamenti espresso rnisnrodella .rirklr.del potere creatore,non pud essere alla continuamente adattarsi Bisogna forrnulesenrplicistiche. da nelleabitudinon cadere ad rinnovarsi ognimonlento. situazione. "Una perfetta supermen- I azione delleconvenzioni. ni. non fidarsi . a ad cttntbrnteri'i alcun principioesclusivo. nessuna tale nclnsi pochi individuipos' d regolalinritata."Il problenta che soltanto nel a e questostadiod'evoluzione che I'unranitir sonoraggiungcre prirnadi poter realizzare t' ancora. dovrirattendere suo conrplesso delleScritture in cui la superquell'Etir dell'Oro- il Satra-hrga di il in si coscienza sarirstabilizzata tutti. Nel frattempo, nretodo proposto Aurobindod quello indicatoda Krsna da rneclitazione ad Arjuna: "Abbandonatutti i dhunna.tutti i principi,tutte le { e di leg-ei tutte le re-uole condotta. prendirifugioin me". Una e l ci supermentale, si trovaallatbnte 't nella voltairrsediatisi coscienza che i una e stessa d'trqniprincipio si ha finalnrente guidasuperiore su suegerimento comeagire.al { di fornisce volta irr volta il giusto personale d'ogniastrattoprincipiomorale. o di lir d'ogni desiderio rinunci a quelleopereche che E durrquenecessario il sudhuka di dellasensazione e soggettiva si liberipersino hannouna finalitir il essendo prodotto i in un io che agisca. quanto la suapersonalith' e della natura. d fortementecondizionata non d in grado di , deve render' Lo liberanrente. yogi che vogliarealizzarsi decirJere I da si conto che d guidatottormalmente una sortadi "automati-

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smo plastico,cosciente subcosciente, o talvolta sopracosciente" ched in realtdI'espressione suanaturatisica, della vitale,mentale e spirituale. lo stesso E automatismo cui parlaanche di Gurdjieff (v.). Perliberarsene, bisogna eglipervensa unaimmobilitir che ad interiore, unaseparazione proprioio condizionato,chesi ad dal e osservi comeun Testimone distaccato. Testimone ..1'aniQuesto d rxa stessa individuale che osserva opere della natura". d il le puruto che segue solito le attivitAdell'egosenza di intervenire. Ma, praticando rneditazione. darsicheesso la pud emerga chiaranrentee finisca per "rendere effettivi il suo consenso il suo o rifiuto", assuntendo ruolo di guida.Questod un processo il che pud richiedere'nrolto tempo.con flussie ritlussi continui.ma C ancheuna tecnicacon cui il sadhukaimpara a esercitare un controllospiritualesu se stesso. cessando finalmente agire di comeun automaincosciente. puru.sa 0 che un frammento Il non di quel pii grancle Essere che animail m<lndo; attraverso e la rneditazione, ritrovano parentela, legami I'identificazione si la i e con esso. Per raggiungere scopo.bisogna tacere infetale tnr l'io riore, con la sua costante operadi mascheratura di disturbo; e bisoena zittirlocomesi ta con un individuo inopportuno. rumoroso. tastidioso. La percezione questograndePoterechesi muovedentro e al di di sopradi noi non d frutto d'imrnaginazione: t qualcosa molto di realeche accrescer:inostripoteridi conoscenzadi decisione. i e Ma arrivarea una sintileesperienza possedere visione e pii una ampia di cluelladegli alrri uomini. non significa ancoraessere realizzati. nostroessere costituito ll d conreda sfoglie da strati o sovrapposti dobbiamopenctrareacluno actuno. E piir facile che chealcune dellenostre partivitalisi risveglino. mentre sostanza la spirituale rimanga addclrmentata. volteci si pud soloilludere A di essere de.gli strumenti nellemanidi Dio. mentre noicontinuano in ad agirernotivazioni tutto personali. poterevelante rnistidel Il e ficatorio dell'ego enorme: d perfinoil desiderio salvezza di individuale d un suo prodcltto. "Lo yoga d un'evclluzione cosciente, concentrata rapida e dell'essere. evoluzione che. lasciata soli mezzidella natura, ai occuperebbe secoli. millennie parecchie centinaia vite." La via di propostada Aurclbindorifiuta ogni tecnicao ausiliopratico per dedicarsi esclusivamente smascheramento allo delle falsitl dei sensi(adorazione irnmagini. di dualismo delle sensazioni. ecc.), (passioni. dellefalsiti del cuclre deside amtrivalenze sentiri. dei mcnti,ecc,)e dellc falsiti del pensiercl (concentrazioni aspetti su 207

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o parziali del divino, affermazioni negazioniperentorie,ideolo' gie, pregiudizi, dogmi, ecc'). Tale lavoro deve sgombrareil e psico-sensoriale concettuale iurnpo di ogni condizionamento che viene cofiruDe' per realizzarequello stato di pura coscienza realiz' mentechiamatodtmano 56. Ma, a questopunto, si potr?r zare un Sd statico che non d ancoraI'obiettivo proposto da Auro' bindo, perchd esso non d in grado di guidarci nell'azione:lo ma abbiamoconosciuto, non lo siamoancoradivenuti,non siamo' del e soprasensoriale supermentale pervenutialla "realizzazionc in Si Trascendente". tratta di unafasedi preparazione cui dobbia' Per gli mo predisporre strumentiidonei alla vera realizzazione. il' duali' sensazioni momentovi sonoancorainfiltrazionidi desideri, una Per discriminante. fortunaesiste e stiche,passioni conoscenza ched in gradodi guidarciverso nostraiacoltirintuitiva, labuddhi, ad lungamente awertir' allenarsi ma il supermentale; €necessario mentali e a a la, i riconoscerla, far taceretutte le interferenze ottenere quella "passivitirintellettuale" che corrispondea uno viene di di stato di siienzio,di assenza pensiero.Tale esercizio la ossiaattraverso la solito effettuatoattraverso concentrazione, unicooggetto.Ma il problema'per su concentrata un meditazione intellettua' Aurobindo, d quello di non limitarcia una conoscenza "sul' le e psicologi.i dell'oggetto;dobbiamofissareI'attenzione della cosa I'essenza dell'idea in modo da raggiungere I'essenza situata dietro I'idea", in modo quindi da realizzarequel samddU "con seme" di cui parla Patalijali (v.). I-o scopo dello yoga integrale, perd, non d solo quello di farci arrivarea un samadhiche, una volta tornati alla nostracoscienza utile, ma di ottenereuno stato di normale,non potri piir esserci che supercoscienza continuia guidarcinella vita di tutti i giorni. "ionor."ntu significaunione", dungue"solo quellache unisceI la vera conoscenza".Invece la nostra mente ordinaria, per cono' scere, deve separare,isolare, dividere, analizzare.In una primr fase possiamoservirci di questotipico procedimentomentale pct' ezza cheil nostro vero S€non s'identificl svilupparela consapevol ne cbn il corpo, che d pur semprequalcosadi esterioree di che e n€ separabile, con i vari sentimenti sensazioni, si accavalb n6 e si no incessantemente contrappongono, con la menteintellet' prodotte dalh tuale, che d un insiemedi categorieconoscitive ciod con la nostra particolare personalit! prakrti, ne con I'ego, alla dovuteall'educazione, culttr tne e it risultatodi stratificazioni all'ereditl genetica,all'ambientefamiliare, d ra, alla societ?r, di con nessuna questc karma,ecc.Noi non dobbiamoidentificarci 208

funzioni per il semplicefatto che esisteun io, un centro di coscienza e di conoscenza, Testimone,che 0 sempre in grado di un osservarla con distaccoe dire: ,,Quellanon sono io". Questo io, che d semprea-priori rispettoad ogni conoscenza mentale,E il purwa, I'itman, il 56, ossiail riflessodello Spirito universale, Poterecosmicocreatore.E la sua conoscenza del ed identificazione lo scopoiniziale dello yoga. Il primo contatto d con questo Sd provoca un'improwisa sensazione ..coscienza di ..comeun balzo cosmica",di visionee di unione supermentale. nell'universale" un universale cui non esiste n€un ego nd in pii uno spazion€un tempo, ma soltantoessere, coscienza beatitu; e dine (sat-cit-dnanda). Tale approcciopreliminarenon d mai durevole, in quanto riprendono subito forza Ie vecchieabitudini mentali e il sensodell'ego.E dunquenecessario approfondirela sddhand.Per realizzareun'autenticaunione con il S€. dobbiamo abbandonare strumentomentale,che ci ha sorrettofin qui lo con il suo potereseparatore, saltare e nellasupermente il suo con potere unificatore. ll salto avvieneall'improwiso, ma pud essere preceduto un da lungo allenamento della mentea sentire,intuire, ..vedere" questa supremaEsistenza. All'inizio pud sembrare un'ideaastratta,ma, attraversoIa concentrazione, pud arrivarea percepirlasempre si pir)chiaramente, a identificarsi essa. mentepud lavorafino con La re a lungo per cercaredi "comprendere"cid che d I'Essere,per studiarlonellesue"manifestazioni". analizzarlo suoi ..moper nei vimenti", ma si tratta pur sempredi una conoscenza intellettuale. perch€,in ultima analisi,la ragionenon pud comprenderlo, essendo da essocompresa. di le d'ogni nostraattivitafisica,vitale o AI mentale,si trovaquestoEssere ne d il Testimone che consapevole; essopud essere intuito da una particolare facoltddella mente,la buddhi, ma non pud essere veramente capito. Da ultimo occorre .raltare esso, in abbandonando I'interocomplesso mentale.Salendo attraverso stadidi coscienza sempre elevati,arriviamoallafine pit a vivere in Quello, ad essereQuello. ij la realizzazione del sat-cit-dnanda, vera esistenza, vera coscienza, vera gioia. la la la "Entrare con la coscienza Divino vivendolo noi, d lo scopo nel in di quel centro individualeche chiamiamonoi stessi." C'd un abisso la nostraconoscenza fra ordinariae questasupercoscienza, un saltoda compiere;si tratta di un altro ordine di c'd per coscienza, entrarenel quale dobbiamofar taceree abbandonare la mente. Questa d la tradizionale tecnica del samddhi, che si realizzaattraversouna concentrazione mirata e prolungata.
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Una seconda via d quella di attrarre a sd il trascendente, "trasformando la nrente stessaa immagine del divino, divinizzandolae Iiberatada ogni contenuto estraspiritualizzandola";la coscienza, necl, put) diverrtare come uno specchio dell'Essere.Tuttavia lo yoga integrale vu<lle artdare oltre; non si limita a svuotare e inrmobilizzarelarntente. tna vuole che essasia investitadal flusso, dal poterc della supercoscienza.Per far cid bisogna attivare delle che normaltnentenon vengono utilizzate. regioni della cclscienza L'incontro con il divino non deve annientare la tnente, altrimenti essa non potr) essere impiegata per trast'erire la supercoscienza neI ntondo. Secondol'antica concezionevedrintica,lo yogi pud alltlntanare l'aspetto dinanrico dclla cocla s€. nrediante la cclncentritzione. scienza.pervencndtl al riconoscintcntoe all'identificazionedi un rirrrcrr intmobile. inattivo, e quindi realizzando un distacco clal completa, una passivitit mondo, una pace superioree indift'erente, un'assenzadi enlozioni samsiriche. Purtropptl, appena egli ritornerir nel vecchio mondtl ntateriale e mentale. la sua azione finirir per ripcrcorrere i binari ahituali, e si deterrninerl un amaro contrasto fra stuto 'Ji sunudlti e stato di ctlscicnza nttrmale contrastochc lo yoga di Aurobindo cerca di eliminare' Non basta lir percezione tlell'utnran'brulnrun'. occorre realizzarltl conre ln "energia dell'esserect.rsciente". parole poverc, lo Spirito non soltanttl l'inrmottile Testitntlne della natura, ma deve clev'essere anche tliventarne l'anintatore, la guida. Man ntano che lo yogi recuperail Si spirituale, estcndeanche il proprio dtlminio ai moti L'anima deve innanzitutto della natura. agli eventi dell'esistenza. nei o esprimcrc il proprio assenso dissenstl ctlnfrtlnti dell'azionee deve assumernc il pieno controllo. Jxri La differc'nza fra gli yoga tradizionali e il sistema di Aurobindo si concretizzaanchc in una diversitir di sensazioninel corso del sunuitlhi. Mentre infatti, negli altri mettldi, I'assorbimentornedi' di da tativo e acc()ntpagnato una sensazione afflusso.di ascesa'di energia lnandica dal basso, dal centrtl sessuale,verso l'alto, lungo lir sustuttttd e i c'ukru, nelltl yoga integrale si rice're la di sensazi<lne un pcrcorso invcrso. dall'alto, dal capo, dalla tluca, verso il basso,alrrtenclnella scconda fase della realizzazionc spirituale, a testimonianza della discesa del potere supcrnrentale nell'essereinferiore. La natura possiedeuna propria energia e propri centri di coscienza,attravers()i quali domina abitualmenteil nostro comportamento. Lo yoga integrale intencle ripristinare il dominio del 2t0

principio spirituale (il purusa) su prakTti. L'illuminazione non deve esseresoltantoun'esperienza mistica,una semplicegnosi, rnail punto di partenza cambiare per I'uomoe il mondo. Allargata la coscienza, occorreespandere anchegli altri piani dell'essere, permearlidello stesso potere e trasformarli.La meta finale d il caurbiamento della naturae delle sue leggi.Il supermentale d essenzialmente potere di creare un uomo diverso. non piD il dipendentedalle attuali necessita limitazioni. e In realtir,comeesiste una scaladi trascendenza, esiste cosi una scaladi "discendenza": sonopiani che potrebberoessere ci enormemente sviluppati. Oltre ai livelli fisicoe vitale.con i quali in genereci identifichiamo, esisteuna dimensione mentaleche d molto piD vasta di quel che si pud credere(cosi come diceva Patanjali. v.). Se riuscissimo impadronirci a veramente quedi sto piano, raggiungeremmo stato "senridivino", uno anchese esisterebbe scmpre un divario rispetto al livello dell'utntun.ll fattod che la mente.pur sesviluppata massimo attualmente (e al lo d al minimo). restaun mezzodi divisionee quindi non potrir nraiessere perfettostrumento un dello Spirito.il qualeprocede per una sortadi visione-fusiclne ("insieme vedee conosce"). 0, ln osni caso,prima di stabilirsi questomassimo a livello, d quasi sempre necessario prima- siaall'andata al ritornostabilirsi che ui piani superioridella mente, Seccndola qualitirdella nostraricercae le caratteristiche della possiamorealizzare,come dice Aurobindo. nostra personalit?r, due tipi di purusa.Se risvegliamo prinro.nel loto del cuore, il saremoinvestitidall'dttunda divina e I'interanostrapersonalite sarirpresadall'adorazione trascendente: risvegliamo sedel se il condo.nel loto dai nrillepetali.anchei nostripensieri la nostra e volclntdentreranno comunicazione l'EssereSupremoe in con saranno investitidal suo potere.In entrambi casi,I'esperienza i potr:iessere dapprima intermittente. solocon uno sforzo e, continuo e con il desiderio non venirericacciati di indietro,potremo renderla permanente; veraliberazione avri quandoil Potere la si divinosarirpenetrato stabilmente nostrocorpoe nellanostra nel nrente. senza allontanarsi allorch6 saremo nuovoinrpeunati di in attivitirterrene.Anzi, a questopunto, essodovrir dirigcrle. In conclusiclne, yogaintegrale Aurobindcl fclndasulla lo di si concezione che, avendoI'uomo varie dimensioni. pienezza la della realizzazione ottieneseguendo si contemporaneamente la via delladevozione, dellaconoscenzadelleopere.Seci limiteree nlo a estinguere nostro s€inferiore, otterremo un risvegliodi il 2tL

tipo passivo,che non ci conferird nessunpotere reale di re la vita e il mondo. L'immobilitd, la quiete, il distacco e concentrazionevanno bene per accederealle regioni del dhi, fuon perd dal mondo. Si tratta di una conquista di preliminare che non d sufficiente per una liberazione defini La critica rivolta da Aurobindo agli yoga tradizionali d in quella rivolta dall'Occidente all'Oriente. Di qui della sua opera, che rappresentauna sintesi delle due cul L'uomo deve risvegliare la propria natura supermentalepef e eliminare ogni distinzionefra conoscenza potere. Passare significa potenziaresensi, coscienzaalla supercoscienza ni, sentimenti,ragionee volonti. La gnosisupermentale volontd e potere. ElatealizzazioJ in una fusione fra conoscenza, ne finale si ha quando questo potere occupa I'intero umano. anche ai livelli vitale e materiale. Il cono dell'evoluzioneporter) in ogni casoI'umaniti a sviluppo. Ma fin d'ora E possibile accelerarei processi natura e pervenire a una trasformazionedella coscienza. do Aurobindo, non tutto dipende dagli sforzi dell'uomo, quanto la fase finale dello yoga, ciod I'acquisizionedel C trascendente, condizionatada una sorta di grazia che dall'alto. [,a Terra d comunqueun campo sperimentaledell' luzione. Partendo dalla materia piir semplice,la vita si d organizzandoin forme di coscienzasempre pit evolute. Ancho tempo I'uomo attualee soltantouno stadiodi transizione; che il Potere creeri un nuovo esseresupermentale,un mo. Ma intanto lo yogi pud realizzare il 56, compiendo importante passo avanti.

Mlre
Nata nel 1878 a Parigi, da madre egiziana e da padre tu Mirra Alfassa puO esseredefinita una straordinaria ricercat yoga, degna collaboratrice dal 1920di Aurobindo. Si sposd volte ed ebbe anche un figlio, ma fu una di quelle persone non si accontentano di una vita "normale" e che vogli scoprire che cosa ci sia al di li della superficie della creazione, oltre il mistero che ci awolge. Avrebbe potuto essereun'arl una un'esploratrice, maga...fu inveceun una scienziata, ca yogini, il che risulta tanto pii eccezionalequanto pii consideriche era una donna nata nell'Ottocentoe che 212

avuto una formazioneculturale occidentale. Nella sua sete di ricerca,nella sua aspirazione "diventaredavverocid che si 8". a esaminddapprimacid che poteva offrire il mondo occidentale e quindi tentd le vie dell'occultismo, spintavianchedallaconoscenza di Max Th6on e di sua moglie, una coppia di straordinari sensitivi. Dotata evidentemente capacitiextrasensoriali, di Mirra si diede ad esplorare livelli nascosti i della coscienza, ottenendo esperienze oggi definiremmoparanormali che si andavano che e ad aggiungere quelleche avevafatto fin da bambina.Ma tutto a questonon dovevasoddisfarla perlomeno, o, dovevasoloservirle da approccioa una conoscenza approfondita, pii che si presentd con fa lettura delle operedi Vivekananda della Bhagavad-gita. e La siopertadella spiritualitdorientalela condusse la piima per volta da Aurobindo, a Pondich€ry,nel 1914.Seguironopoi un soggiorno quattro anni in Giapponee la separazione secondi dal do marito, il filosofo Paul Richard. Nel 1920tornd in India e si stabili definitivamente nell'airam di Aurobindb. che diresse dal 1926fno alla morte, avvenuta 1973. soprannominata net Fu Mdre probabilmenteper quello stessomotivo per cui Ramakrishna (v.) chiamava"madre divina" la takti. I'energia creatricedel mondo, e consigliava suoi discepolidi considerare donne ai le come espressioni terrene di questo potere. Come ogni vero yogi, Mdre tentd di sperimentare proprio nel corpo, nelle proprie cellule, le possibititidi trasformazione di e realizzazione spiritualeche sono insite nell'uomo e che a tungo andare.secondola concezione Aurobindo. I'evoluzione di renderh accessibili tutti. Essafu dunqueuna sperimentatrice. a una cavia,un laboratorioviventedelle enormi potenzialitit della specie umana. Indubbiamente sua ricercaebbe una dimensione la religiosa, qualedifferenza ma rispettoa quelladei comuniuomini di chiesa chesi accontentano adorareuna divinitd. ..Valemolto di di pitr diventareche adorare!"' La maggiclranza degli uomini, perd. si appagadelle mezzeveritir o delle completeconvenzioni che la culturaoffre loro. senza avereil coraggio sperimentare di in prima personala realti che vi sta dietro: vi si oppongonola strutturaormai stabilizzatasi della mente. il grande accumulo delle conoscenze, convenienze le socialie la paura dell'ignotoe del cambianrento. Ancheper Mdre.dunque, I'ostacolo principale Ia mente, d non t Citazioni tratteda Sarprem, Mdre,lJbaldini, (3 Roma1978 voll.). 2r3

del solo perch€ una forza chesi opponealle esplorazioni nuovo, d ma ancheperchd non offre un linguaggioadatto a descriverle. Come dicevaRimakrishna e con lui tanti altri mistici, le parole esprimerecid che lo condiziona. del condizionatonon possono in urta L'impresad dunquedifficilissima, verae propriaavventura e un mondoal di fuori del nostrospazio tempo,in unadintensione a Ma poich€questaterra sconosciuta coquasi inimmaginabile. munque la meta della specieumana.eccoche qualchepersona, pud andareavanti ad esplorare.a dotata di qualitir eccezionali, sperimentare a tentaredi riferire. Solo qualchesanto.qualche e qualcheyogi, d riuscito a trovare il mistico. qualchesciamano. passaggio verso le altre dimensionidel cosmo. ma quasi tutti che erano convinti di vivere esperienze il resto dell'umaniti non 116 Il avrebbemai potuto n€compiere comprendere. grandenrerito di Aurobindo e stato quello di aver capito e rivelato che pianoche, porterAlintera umanithsu quel misterioso f'evoluzione sperinrentare. per il momento.solo pochi pionieri possono da La barriera che ci separa tale futuro d l'attiviti instancabile della realtit. la della menteche forma e defornrtr nostrainrmagine riconodi i Questo il puntodi partenza tutti gli yoga.Dobbianro di scereche non siamoin gradodi controllarela nostracoscicnza. immobile trasparente. modo e in a arrestarla volonti, di renderla che non ci nascondapit. come ha fatto finora, le dinrensioni evoil occultedel mondo. Indubbiamente. cervellodellascirnrnia luta ha compiuto molti e lunghisforzi(milionidi anni d'evoluziodi una discretacoscienza s€e del ne) per arrivare a possedere si mondo,ma l'intero meccanismo d lormatoda solo.in quanto prodottodelleforzenaturali. mentreoggil'uonrodeveriuscire a passo questod il prossirno Per padroneggiarlo: dell'evoluzione. mentale prima cosadobbiamo la riuscire esaurinare macchina ad rnezzo d'indagine.rnettendone conrese non fosseil nostrostesso Se in evidenza strutturee le legoledi funzionamento. non lo le le ad faremo,la mentecontinuerd agireautonomamente,.secondo proprie norme costitutive.e condizionerii ogni nostraricerca.Se arrivare arrestaad arrivare pensare stataunaEranconc;uista. a e ntitugiore. sari una conquista re il pensiero a il si Chi tentadi nreditare. limita in genere fernrare pensiero con la mente. con un enorme sforzo. per pochi istanti e con perchdquesto dall'ego stesso, tentativoproviene risultatiscarsi, La intenzione farsi elintinare. chiavedel di che non ha nessuna successo pur) dunquetrovarsi nel mentale.rna in ciir che lo non precedeo lo trascende: quel bisognoche proviamclin certi in 2t4

rnomentidi far silenzionella nostramente,di farla tacere.E un'aspirazione avvertiamo che all'interno dell'essere. un'esisenza tlel tutto naturale;ed d su di essache dobbiamofar lev-a oer sospendere pensiero. il Mirra scopriquestobisogno dell'anima che d poi bisogno di cssere stessi rnodointegrale. essere se in di liberidal condizionaInento gii nei prinriannidi vita. durante periodoparigino: il Lo rrvvertiva comeun senso pressione. di comequalcosa dovesse che scoppiare. comeun dolorefisicoche la accompagnava dappertutto. E poi. all'improvviso. senzaun'apparente ragione,eccoche "la cosa"si aprivae lei si trctvava investita una conoscenza. da cla runa gioiaistantanea, dallasensazione un ..rovesciamento di completo"clell'esistenza. di essere diventata pcrsona. vive_ un'altra di rc.finalnrente quell'esperienza cui era statacreata:non un'eper sperienza eccezionale. I'esistenza ma comedovrebbe essere, con il suo senso armonia di cosmica di tleatitudine. e Non piir separazione.tna unitir:non piil coscienza lirnitata. corrsapevolezza nta del grandecorpo terrestre. Questeprirneesperienze estasi, cli tuttavia.non la illusero essere di arrivata qualche a conclusione. Infatti la beatitudine canrbia non nullanel mondo:e invece d'es..ll sereun puntod'arrivo,clev'essere puntodi partenza. nostro un yoga" dir?rAurobindo "cominciadove finiscono altri." gli Nel corsodella sua lungaevoluzione. l'umanitir deveavergiir sperilltentato statidi passaggio. vari variefasidi transizione un da corpo all'altro.da una coscienza all'altra.La scienza parladi ci primeformeelementari vita. costituite rroche di cla molecole. che poi si sonoclifferenziatehannose,uuittr e percorsi diversi. euesto significa che tutti gli esseri viventisonoriconducibili un.unica a origine e che la coscienza dell'uomod passata attraverso vari stadi:da quellodel rnicrorsanismoquellodi un organisrno a piit organizzato. forse acquaticoi quello dell'essere da acquatico a quelloclell'essere terrestrc; quellodell'essere da terrestre quello a di una scinrmia: quello della scimrnia quello di un preda a ominide; da quello del pre-onrinide quello cli un uomo pii a cvoluto.e cosivia. un passo dictro l'altro. In questoprocesso ci devono essere stativari mtlmenti criticilperesempio. non tuttele scirnmie hannoavutol"'idea"di trasforrnarsi <lualcosa diverin di so. in un essere che neppure potevano immaginare. Solo poche hannoprovatoquestoimpulsoe lo hannoseguito: altre sono le rimaste scimnrie. le vedianto e illlc()ra oggi.percid,qualie quanti s:rlti coscienza cli sonostatinecessari'l c'i statosoloil cantbiaNorr rrrcntodi un organismo fisictt. nra ancheil cambiarnento tlei 215

cui bisognie della consapevolezza, sono seguitialtri bisogni, materiali.Questad la e consapevolezze altre trasformazioni stra storia. non s'dcertofermata:un certonumerodi E oggi?L'evoluzione Nessuno e sa uomini awerte nuovi bisogni nuoveconsapevolezze. con precisionedi che cosa si tratti, cosi come la scimmianon statoun uomo. Alcuni individui che sapeva cosasarebbe al spinta,questoimpulsoal cambiamento, supera no questa capacidi compiereil : dello stadioattuale.Forsenon tutti saranno i passo, prossimo cosicomenon tutte le scimmiene furono capaci. Eppure. un bel giorno, qualcosacambierir,in modo naturale.' Prima la pupa escedal bozzolo,poi dalla pupa escela farfalla;e,t O, ad ogni nuovo stadio, una nuova coscienza. meglio, d la coscienza che a ogni nuovo stadio si crea un nuovo involucro:t del.,r questatrasformazioneawiene a ogni livello d'organizzazione al la materia, dal piir grossolano pii sottile. "L'universo d unal per gradazione, cosidire infinita.di mondie di statidi coscienza." Non si pud compiere,perd, il passopit lungo della gamba: ognunodivienecid che d gih in parte e cid che si sforzad'essere.l Questo,secondoMdre, d un punto importante.La dimensione e versola qualesiamoprotesi,il piano di coscienza ancheI'aldilt' che ci aspettadopo la morte, sono giir presentie preparati in questadimensione, questavita. E come se noi, con le nostre in azioni, i nostri pensieri,le nostreemozioni.la nostraimmagina-' creassinro qualche da zione, i nostri ideali, le nostre speranze. parte un corpo d'esperienze. Quindi la morte potrir essereun pii versouna condizione luminosa. oppure.se non avre-r trapasso mo costruitonulla o solo cosenegative,se ci saremolirnitati a nel ritorneremo crogiologenebanalmente I'esistenza, consumare forma d'esisten-' mai, in qualche rale. nel nulla indistintoo. chissir za ancorapiir oscura.Il destinod proprio nelle nostremani; la' pud porte dorate.Del resto.chesenso ha, meditazione spalancarci assolve? la vita, qualefunzione Ognunodi noi d "uno strumentol il' per controllare certoinsieme vibrazionicherappresentano un di E suocampodi lavoroparticolare". in tale lavoro,il corpo,questo" Io alla in corpo. non sarebbe realtAindispensabile coscienza; 0' d soltanto nella presentefase evolutiva. La coscienza infatti in' grado di entrarein contattodiretto con il mondo, indipendente' fisicod dunquesoltanto unol mentedai sensi. nostroorganismo Il di strumentotransitorio.una "stazione cambio"come lo definiva, Aurobindo. prima confusa poi sistematie Mirra si diedea un'esplorazione. 216

ca, dei vari livelli di coscienza, convintacheil nostroawenire non si trovi in qualche aldili, ma chesiagih potenzialmente contenuto nella nostra coscienza; lo yogi d gid in grado di conoscerlo e e forse di attuarlo, perch6, come diceva Aurobindo, lo yoga d un'evoluzione concentrata. Perd evolversinon significasoltanto avere delle visioni o vivere in uno stato di beatitudine:tutto questonon cambierebbe nulla nel mondo; la sempliceevoluzione spiritualenon d sufficiente. trasformazione La deve coinvolgerela materia,il corpo,le cellule- ched'altrondenon sonoaltro che materializzazioni dellacoscienza universale, Sakti."Il vero la mutamentodi coscienza quelloche muterhle condizionifisiche d del mondo e ne fari una creazioneinteramente nuova." Fra il pianoin cui vive la nostracoscienza il pianodel divino si estende e un gran numero di quelli che Aurobindo definiva "i grandi e luminosi reami dello Spirito", i livelli di sviluppo della Sakti, ovvero i gradi dell'emanazione divina, le sefiroth della Cabala ebraica(v.). Il bisognodi essere, essere di ancoradi pii, di realizzarsi pii il possibile, la molladell'evoluzione. malee soltanto d II una mancanza,un'insufficienza essere; di anchele cristallizzazioni. false le identificazioni dell'ego. riducono ultimaanalisi unadiminusi in a zione della capaciti d'essere. Questa idea d gid presentenella filosofiaoccidentale, esernpio Plotino e in sant'Agostino. per in Ma la via d'uscita,il futuro passaggio evolutivo,non consiste com'd invecenei mistici piir tradizionali- in una maggiorespiritualizzazione. un maggiordistacco in dallacarne;al corttrario,per Mdre si trova proprio in quellamateria,in quel corpo e in quella mente cellularein cui I'intelligenza non d qualcosadi astratto, un'ideao un pensiero,ma si trasformaimmediatamente qualin cosadi concreto;in cui la comprensione contemporaneamente € la realizzazione. Siamo agli antipodi dello spiritualismo,come anche del nraterialismoi siamo in uno stato intermedio in cui spirito e materiasi fondonoinsieme,in cui lo spirito perdele sue caratteristiche d'impotenza la materiadiventaancorapiD dene sa, piir reale di quanto sia adesso. Nel corsodell'evoluzione, la materiasi d apertaalla coscienza, ora la coscienza e deverientrare nellamateria:soloa quel punto il ciclosi sardconcluso. cambiaIl mento yogico della coscienza dunque inteso,secondoMire, va nella sua possibiliti di riplasmarela materia,I'origine di tutto. sovramentale, Questad la trasformazione larealizzazione divina. Tutto il contrariodi una separazione ancoramaggiore dellamente dal corpo. E proprio il corpo il ponte di passaggio versoun'altra 217

dra evolutiva:il maggiorostacolod anchel'unico strumento. di Nessuno degli altri sistemi yoga avevanrai osatotanto: la veniva concepita comeun fattospirituasoprilttutto realizzuzione del condotto la e le. corne ricerca il ritrovarnento 56, cheavrebbe karnrica. fondo, In clellanrateria alla liberazione dulleschiavitir di granpartedei nristici orientali(per non parlare quellioccidenil l'esistenza. nrondo.la materiae l'incarnazione tali) considera d'ogni condizionamento e conre l'origined'ogni asservimento, quindi def male; nella nrigliclre delle ipotesi. essisopportanola I'incornodrt di vtllare presente in di e condizione. attesa togliersi - via. finalnrente dallecatene karnriche. dallelimitaziociod liberati versoun nirvina definitivanrente spirituale. La ni dellanrateria. stessaconcezionevedilnticadi un purusa che s'incarna nclla Ma eccoclre la copprakrti rispondeall'ideadi un'involuzione. pia Aurobindo-Mdreci parla di una realizzazione deve avveche che non basta che lo yogi nire nellu materia. Essi sostengono la che raggiunga pacee la beatitudine, si svincolidal mondo e che egli, salganelle alte sferedello spirito: non bastaneppure if si seguendo voto del bodhisattva. sacrifichie resti o tortri su agli questa Terra per indicare via della salvezza altri uomini. la di L'illuminato deve fare qualcosa piir: deve riportare su questo mondo, in questamateria,il potere divino di interventoe di si La trasformazione. salvezza realizzaqui e con questocorpo. di di a in i S'inquadrano tal senso tentativi Aurclbindo rimanere alilungo senzamangiare,di vedereciod se le cellule pcltevano con l'energiadella .fnkli: o esperimenti mentarsidirettamente all'eftettodelle analoghi privazione sonnoe di resistenza di del yoga nellatradizione esperimenti restoche rientrano del droghe: (cfr. per esempio Paramahanasa Yogananda o le skldhi di Patanjali). novitAsta ora nel fatto che questitentativinon La per il vengono effettuatisolarneute dintostrare poteredella mente o dello spirito sulla materia, ma per trasfornrarerealmentela o, materia.per darle un altro assetto per megliodire, per portare infatti,la Nel dei la a compimento suaevoluzione. corso millenni. e deglistrumenti sensoriali una menteconrateria d costruita si alla propria da ma, dovendodipendere veicoliestranei sciente. resa tutto consapevole. del natura, non si d ancora Quindi,seconlo che di do la concezione Aurobindo-Mdre. statodi oscuramento da la umananon d determinato una sovrapdefinisce condizione da posizione della prakrti allo spirito. rna semplicernente un incompleto sviluppo della prukrti stessa.Esiste dunque una nellecellule.negli atonri, involuta,nascosta specie coscienza di 218

neglielettronie in chissir quali altre particelle, deveancora che cvolversi diventare consapevole. piir e b Questa l'interpretazione rlata da Mire al sovramentale Aurobindo. di La coscienza d ancora non emersa dallamateriain tutta la sua pienezza, quandoquestt'r e, succederi, nclndvremouna lrente separata corpo e un corpo abbandonato dal cotneun involucro inutile.ma un corpototalmente realizzato. mentale. ll in-etfetti, cr.rsi conrevienedefinitoin tutto lo yoga.non d semplicemente una funzioneastratta. distintadalla nrateria. ma d uno stadio evolutivo dellamateria. comprendente anche funzioniperccttile ve, emotivee karmiche: tant'e vero che la parolacifia.che noi traduciamo solito come mente-coscienza. di indica.oltre a tali funzioni. anche concetto sostanza. ntente insrxrnta un di La d uno stadioevoluto(ma non ancora tutto) dellasostanza del universule. A questo puntosi pud dareun'interpretazione diversa dell'arresto delle citta-vrtti;non si tratta ciod di far tacere I'attivitir nrentalesolo per far ernergere sostanza la spirituale,il purusu, ma per far enrergere voce della materia.dell'Origine. Ia della .rzftli.Quest'ultima. come sappianto, I'energiacreatricedel d rnondo; la scienza e nroderna af'ferma materia energia che ed sono la stessa cosa. Noi giAconoscianro queste veriti (ed d per questo che le scopriamo), non perch6essesianoin qualchemodo note ad uno spiritosovrannaturale. perch6 ma sonogiirinscritte nellamateria di cui siano formatie chesi esprinre ora attraverso mente. per la Il corpoconosce veriti. non Io spirito(ched probabilmente la solo unanostra ideaastratta). perchd d neglielementi Questo pclssibile ultimi (o primi?) della materia(le stesse particelle che i fisici ricercano) "contenuta" forza,I'energia. d comune ogni e la che a essere vivente, ha datoformaall'universo chevienedefinita che e come.rat-cil-r7 nandu (essere-coscienza-beatitudine). materia Tale non d naturahnente che possiamo cid pensare imnraginare, o non d I'idea che ce ne facciamo (d'altronde nemmenole particelle dellafisicapossono essere concretanlente imnraginate); non essa pud essere pensata,perch€ cid che si trova a-priori rispettoal i pensiero, la fonte d'ognipensiero. la sostanza d pura dell'uniC verso.La conoscenza normale, discorsiva, pud dirci checosa non essasiai eppureI'uomo in qualche modo la intuisce ne viene e attratto:la sua ricerca un contattopiir direttoe pii profondo di con le cose proprioa indicare sta questa esigenza, I'aspiraziociod ne della materiaa entrarein rapportocon se stessa, essere a se stessa, senza nrediazione la degliorganipercettivi. delleideee di
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Tale realtdnon potrl esserci qualunque altro strumentomentale. data dai mezziche la menteha costruito:computer,radio. televiecc.; i loro dati sarannodue volte falsati, sione, radiotelescopi, prima dal mezzofisico e poi da quello fisiologico.Non saranno (nemmenoquellaspeciale che d la macchina percid le macchine mente) a darci la veritir del mondo. Per ogni nuovo obiettivo o ai circuito elettronicoche si aggiungeranno nostri strumenti,si aggiungeri ancheun nuovo diaframmafra noi e la realtit. se Per conoscere stesso,I'uomo ha imboccatola strada piir ignorandoil potere che ha dentro di s6, lunga e paradossale, cellulasae pud molte piir cosedel ignorando che ogni suapiccola Non d una piccola,trascurabipii complicato ordignoelettronico. le cellulachepud farci vivereo morire?Lh dentrodunquesi trova anchelo zen, ritorCome sostiene la vita, la forza dell'universo. scoprireil proprio volto originario, nare all'Origine, realizzarsi, non significapotenziarei propri strumenticonoscitivi(interni o e fino alla radicedi sestessi; quellaradiced esterni),ma penetrare non piantatanel mezzo della materia.La meditazione devepercid essere una mentalizzazione,una spiritualizzazionedelle nostre dal ma esperienze, un lasciareaffluire le esperienze basso,dal di profondo, un lasciarparlarela nostravera natura, la sostanza cui siamocompostie che si trova, secondoMdre, al di sotto del d e del cosciente, vitale, del fisico,del subconscio dell'inconscio: proprio laggit, dove la materia si fa pit densae il tempo si Bisognainsomma arresta,che si trova il divino, il sovramentale. si che la nostraesperienza facciacircolaree ritrovi nel punto pi[ E che il basso punto piir alto dell'evoluzione. il serpente si morde la coda. Mentre nel punto pii alto ci troviamo in un nulla, in un troviamouna nuovamateria' nel vuoto assoluto, punto pit basso che per ora non possiamoimmaginare.Laggiil entreremo finalsostanza non piit con e mente in contattocon la nostraautentica attraverso quellasostanza intermediache d la materiaconosciuta la mente. Laggii la natura potrir finalmente far sentire la propria ed vocee il corpo potri essere esprimereun'altra consapevolezza. Aurobindo ammettevache I'arrivo di Mdre avevaconferito alla sua realizzazioneuna forma piit pratica. In effetti, mentre egli aveva da tempo realizzato il sovramentale"superiore" e aveva nella materia, in modo da teorizzatola necessitidi farlo scendere trasformare il sistema nervoso e il corpo stesso, solo con il contributo di Mdre questisuoi tentativi preserouna piegaconcreta e incominciarono ad avere i primi successi.I due lavoravano o comedue scienziati due pionieri, gli stessi insieme,e facevano, esperimenti.Si trattava, in un primo momento, di liberare la

coscienzadal suo condizionamento mentale e, in un secondo momento,di dirigerlasul fisico, sulle celluledel corpo, in modo da sottoporlea un'evoluzione concentrata. Questoera il compito pii difficile e pericoloso:infatti il passato evolutivo si d ormai talmente radicatoe stratificatonel fisico. nell'inconscio nelle e abitudini che opponea ogni tentativo di trasformarlouna resistenza fortissimae violenta. Cosi, ogni volta che Aurobindo tentavadi far discendere il sovramentale,otteneva il sollevamento della "melma subconscia". egli sapevache cid d inevitabile,d la Ma parte negativadell'operazione, perchdper costruirequalcosa di nuovo i necessario buttare all'aria il vecchio.perchdper toccareil fondo della materia d necessariorimuovere tutto cid che si d depositato sopra. Per far discenderela sovracoscienza nella materia, nel fisico, possono esseremolto utili gli esercizi dell'hathayoga,che permettono di controbattere quella meccanicitit dei movimenti e delle posizioni cui siamo abituati da millenni. In fondo uno degli scopi di tale yogai di introdurre la consapevolezzain tutte quelle funzioni vitali (respirazione, circolazione,scambienergetici,rilassamento, ecc.)chesonodiventate autonome. tratta insornma Si di conquistarealla coscienza nuove funzioni dell'organismopsicofisico, di acquisireun pii ampio potere sulla materia. Nell'interpretazione data da Mire, questo lavoro sul corpo non si traduce in una spiritualiT2etisllsdella materia, ma al contrario in una materializzazione della coscienza. In altre parole, la coscienza che penetra nella materia si fonde con questa, dando vita a una coscienza-materia ancora pitr densa, piir compatta di quella che conosciamo.Dovrebbe esserequesta la prossimameta evolutiva che Mire e Aurobindo hanno anticipato. Caratteristicadell'esperienza MCre C I'aver trovato il sovradi mentale, il "potere capacedi tutto", nel fondo dell'inconscioe di aver capito che esso e s€parato da noi solo dalle radici della mente. I nostri contenuti e le nostre strutture conoscitive, il patrimonio culturale di cui andiamo tanto orgogliosi,costituiscono in realti una barriera fra il livello pit profondo dell'inconscio, che contiene tutti i poteri dellaSakti, e quel po'di consapevolezza che siamo riusciti a conquistare.Anzi, nel corso dell'evoluzione, sono stete proprio la nascitae la strutturazionedella mente a creare una spaccaturanell'uniti originaria della materia, una divisione fra cid che era diventato coscientee cid che non lo sarebbe pi! stato. All'origine, I'inconscio *aveva una plasticiti senza forma", ed C stata la mente. con la sua necessiti di 221

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e delimitazioni.sicurezza stabilite, che vi ha prodotto irrigidi' menti e separazioni.Ecco. dunque, come la coscienzasi d il autolimitata.restringendo proprio campo d'azionee creando a mentaleche oggi si opponea ogni cambiamento' un inconscio originario.Comprendecontattopiit diretto con I'Inconscio ogni re di pii. diventare pit consapevoli,significa aprirsi a quel potere da cui ci siamo volontariamente allontanati e che costituisceda sempre la nostra stessasostanza. La lotta dell'evoluzione,secondoMdre, si svolgeoggi attorno che a questabarriera:da una parte la coscienza-materia cercadi proprio potere e dall'altra la struttura mentale, espandereil dato che che e conscia inconscia, vi si oppone.In un certo senso, E anchela mented materiacosciente, la Materiache si opponea se stessa,con le sue diversegradazionie realizzazioni;i la lotta contro I'altro' d il gioco (/tla) di un livello di coscienza-materia fra va del divino. Ma la via dell'evoluzione avantilo stesso, mille ostacoti. rallentamenti, deviazioni, sprechi e passi indietro, mentale, diretta verso una gradualeconquistadell'incoscienza venio un allarga' della materia cosciente, v€nio un'espansione mento del potere creativo dell'uomo. Questo d il messaggio di incoraggiante Mdre e Aurobindo' Il risvegliodella coscienza dev'esiire il risveglio d'ogni minima particella fisica, d'ogni sia illuminata, cellula del corpo. Non basta che la coscienza deve esserlo' E quando lo sari, diventerl anche il corpo qualcosa di diverso e potri utilizzare i grandi poteri di cui C originalmente fornito. ln conclusione,poich6 le radici della mente si trovano in' dubbiamentenella materiae non in un astrattoe asetticoiperura' nio, se vogliamo trovare un varco per sfuggiredalla prigione delle limitazioni e dei condizionamentidi origine mentale, dobbiamo materiale. Il ritrovare il contatto con la nostra pit pura essenza ritrova la propria origine, la materia cerchiosi chiude: la coscienza ritrova se stessae I'evoluzionecdmpie un altro importantissimo passo. Sia Mdre che Aurobindo avevano la consapevoleua di dei essere pionieri, di star lavorandonon solo per la propria salvez' za individuale, ma ancheper la Terra intera, perchdil passaggio che loro avevano aperto sarebbe poi stato disponibile per ogni da essere umano. Morto Aurobindo nel 1950,Mdre sostenne sola, supermentale, per altri ventitrC anni, il pesodella trasformazione ia battagliacontro le abitudini millenariedella specie,contro quel' errorecheC che menzogna d la mente,controquell'antico I'atavica I'ego, contro quel "vizio assurdo"che 0 la morte.

l2 La meditazione secondo Gurdjieff

La condizione fondamentale dell'uomoC il sonno;I'uomo d addormentato,la sua coscienza ipnotizzata, d confusa;egli non sa chi d, non sa perch€ agisce, una specie macchina, automa, d di un cui tutto "succede"; non ha il minimo controllosui propri pensieri, sulle proprie emozioni, sulla propria immaginazione, sulla propria attenzione;crede di amare,di desiderare, odiare, di, di volere,ma non conosce mai le vere motivazionidi guestiimpulsi che compaionoe scompaiono comemeteore;dice ..io sono.',..io faccio", "io voglio", "io desidero",credendo averedawero un di ego unitario. mentred frammentatoin una moltitudinedi centri che di volta in volta lo dominano;si illude di aver coscienza s6, di ma non pud svegliarsi s6, pud soltantosognaredi svegliarsi; da pensadi poter governareIa propria vita, ma e una marionetta direttada forzeche ignora;trascorre I'interaesistenza sonnoe nel muore nel sonno;passa tutto il tempoin un mondosoggettivo cui non pud sfuggire; non d in gradodi distinguere realedall'immail ginario; spreca le proprie energie a inseguire cose superflue; e solo qualche volta si rendecontochenon d soddisfatto, la vita che gli sfugge,che sta sciupandoI'occasione che gli d stata offerta. Questo d I'uomo per Gurdjieff. Quando I'individuo incominciaa diventarecosciente non di essere padrone di se stesso, di vivere come uno zozbi con il cervello annebbiato, ecco che si mette a considerare le varie strade che pud percorrere per tentare di svegliarsi.Tali vie sono tradizionalmentetre: la via del fachiro, ossia la via dell'ascesie dellalotta controil corpofisicoe i suoidesideri; via del monaco, la ossiala via della fede in Dio, del sentimento, sacrificiodella del propria volonti; e la via dello yogi, basatasullo sviluppodella c9!9T€nza e percid dell'intelletto. Questestrade sono lunghe, difficili e incerte,perch€ "lavorano" soltantosu uno dei tre piani 223

o su cui vive I'uomo: quello fisico, quello emotivo-sentimentale per quello intellettivo.Ed d arduopartireda una soladimensione quell'unit)sucui si fondaI'essere trc, conquistarnc per riacquisire unrano.Inoltre tutt'e tre hannoin comuneil fatto che si deve vita, abbandonare I'ambiente in la radicalnrente propria cambiare abitualee morire al I'esistenza cui si d semprevissuti,contrastare mondo. anchese d intelligente colto, e Un uomo checerchiil risveglio. quasi senzasperanza. difTicilissimo E si trova in una situazione trovare una vera scuoladi ascetio di yogi. una scuolache dia garanziedi serietire il cui maestrosia un illuminato.Di chi d o fidarsi?Comesapere un maestro un risvegliato uno che si d se E allavia o o d'esserlo un imbroglione un pazzo? quanto convinto si in vediamo ormai tutti che la chiesa d trasformata una religiosa. sociali. Corne fare,allora'lLa vita mondana, delletanti istituzioni non incidere quellacheha piDsuccesso. pud minimamente anche d della nostra"essenza"; una vita che ci porterir sull'evoluzione passo nessun alla averciconsensito inesorabilmente morte senza d'illuminazione. spegneremo Ci dopoesbarlume avanti,nessun passeremo un tipo di da seresemprevissutiin stato letargico: vissuto, sonnoa un altro tipo di sonno.senzaaver veramente in resi conto che abbiamogirato "eternamente un senzaesserci solo e medesimo cerchio". una Per fortunaesiste una quartavia, una via chenon richiede di sulletre dimensioni che permette lavorare rinunciaal nrondo. sulla che e contemporanearnente, d personalizzatache d birsata sulla o comprensione tutto cid ched incosciente involontario, di Il un dell'essenza. fachirod in genere individuo riappropriazione grossolano. poco colto, dotato solo di una grandevolontir;in lui predomina funzione istintiva motoria; lavora all'oscuro, senza la o lo conoscere scopo.i metodie irisultati. Il monaco,l'uornodi guidatoda un sentidi chiesa. qualcosa pin, ma d comunque sa in da la mentoed i condizionato una tradizione: lui predomina Lo il funzioneemozionale. yogi conosce metododellaconcentrapud raggiungere determinata meta, una zionee sacheconquesto a in dal ma d comeseparato mondo.d costretto distaccarsene;lui predomina funzione intellettiva. Invece quartouomovivenel il la per il nece'ssaria raggiungere nrondoed d dotatodalla conoscenza pud liberarlo uno sforzocosciente risveglio: egli sa che soltanto dalla meccaniciti della vita normale. se In questoquarto uomo. Gurdjieff adombracertamente stesil so, i suoi tratti psicologici. suo tipo di ricercaspiritualee le sue 224

caratteristiche sintesie di originaliti, che ne fanno di uno dei pii straordinarimaestridel nostroiecolo, un personaggio unico, an_ che per la provenienza geografica per l.originedellasuacultura. e Una volta tanto, infatti, abbiamoun maest;odi meditazione che non d nato in India o in Giappone,ma in un paese di continefra Europa ed Asia, in una provinciacontesa fra Russiae turcrria, nella quale si fondevanocivilti orientale e civilti occidentafe, secondoun connubiodi cui lo stesso Gurdjieff sari espressione, dato che ner suo pensiero confluiscono idee tratte daila tradi_ sia zione pitagoricae dal neoplatonismo. concezioni sia dell'oriente (yoga, zen' buddhismo), dottrine oer sia MeJio orienre (islamismo,sufismo: confraternita Sarmoung), infineesigenze modi sia e di vedere di un moderno uomo occldentale. Nato nel 1877, egli viaggid lungoin Asia Centrale,alla ricerca a .. di quei maestri,di quegli "uomini-straordinari" che conoscessero rlualche metodoper ottenereil risveglio. quesre peregrina_ Di sue zioni - che mescolano ricercaspirituite, commercio avventura _ e restacome testimonianza (anchese volutamente travisata)il suo libro Incontri con uomini straordinari. Ner r9l3 ro ritroviamo in Russia,a Mosca,dove si circondadi numerosidiscepoli, fra cui Ouspensky(cui dobbiamo i pii importanti scritti, J"ff,i"*g""_ mento di Gurdjieff) e il compositoreThomas de Hartmann. Quando scoppiala rivoluzione,si trova uCirr.ntuL, a nord del Caucaso,dove ha fondato l'..Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo". per non essere coinvottoneilaguerruciuile,si sposta, con un viaggioavventuroso, nellacitti di Tiflis e quindi a Cbstan_ tinopoli. Di qui passapoi in Germania,in Inghilterra e infine in rrancta. a Fontainebleau, doveaffitta un castello cui impartisce in i-suoi insegnamenti un gruppo eterogeneo a di allievi cui KatherineMansfield)e orginizzarprttu.ioli ..Janze ifra di sacre,,. Nel yorkf dove cerca di diffondere 1924si reca a New re sue idee. Ritorna quindi in Francia, dove nel 1949muore. Secondo suoinsegnamento, tutti gli uomini sono il non dotati di un'animaimmortale(il ..corpoastrale"),iir quanto quest,ultima d il frutto di un lavoro che si deve compieresu di s6, attraverso sforzi coscientie una dura lotta interiore: esiste soltanto una potenzialitir deveessere che attuata.Ir puntodi partenza rapresa d di coscienza della condizione disastroianettaquale ci trouiamo, primo, perchdnon riconoscramo neppureil nostrostatodi sonno: I Cfr. Bibliografia. 225

non sapsecondo.perchd,anchequandonp siamoconsapevoli. e. pianroche cosafare per uscirne; terzo, perchdla Terra e i suoi svantag' in cosmico, unaposizione nell'ordine si-trovano. abitanti quanto mai una visionecosntologica giata. Gurdjieff possiede manifesi di cui precisa, secondo il "Raggicl Crcazione" sarebbe deternlinate dei itato a vari Iivelli.ad ognuno qualicorrispondono pianetipii favoritidel nostro: esistono Ieggi.Ora. nell'universo. a la terra d infatti sottoposta 4tl ordini di leggie si trova in uno dei l'uomo devecompiere Di posti peggioridel ctlsmcl. ctlnseguenza e faticosolavoro su di si per riuscirea liberarsidai un lungo La che conclizionarnenti lo opprimono. suaanima,la sua"essenoppuresempli"primitiva.selvaggia infantile. ed za", e piuttosto dipendedagii sforzidi e il suo vero sviluppo ..*"ni. stupida". che consapevolezza ognunosaprdcornpiere. e Gurdjieff,d la nostrapartepii autentica secondo L'essenza, e di d la personalitirqualcosa costruito di posticmcntre originale, dall'i' tutto cid chevienedallacultura,dall'educazione, cicl.ossia ecc. tradizictne. Conredirebbelo zen.si trattadi rJalla nritazione. Tuttaviatalescoperta il scoprire nostrovolto primadellanascita. ma supere' soprattutto da soltanto cid che possianro non dipende pcr queste conoscenze sviluppare a riuscirento utilizzare da corrte il nostro e.r.sere. la nustra essenza. sono importantissime la conoscere, Fra i principichedobbiamo su Leggedel Tre e la Leggedel Sette.percheinfluiscono ogni a cventosiasottoposto La nostraazione. prinrafa si chc ciascun (d l'ispirazione e tre forze:attiva,passiva neutralizzatrte evidente che spesso a ai tre grrnadel slmkhya).Anchc se ci accorgiitmo (forza attiva)si opponeuna certa resistenza ogni nostraazione di contodell'influenza una ci raramcnte rcndiamo (forzapassiva), che terza forza neutralizzante opera nel scnsodi un equilibrio una si accada, deveverificitre dellealtredue. Affinchdqualcosa delle cornbinazione tre forze,chesonoquantomai mobilie variaulnanoo naturale'nascein cotrsc' avvcnitnento, bili: qualsiasi essa dice ci del gu"nri clelloro incontro. Quantoallal.egge Sette, cioe in si al ih. u.t.utl processo nt<lndo sviluppa linearctta,senza Ed o interruzioni deviazi<lni. d per questomotivo che i nostri dopo un ccrto sforzi.le nostreazioni,le nostredeterntinazioni, intcnzionala a tendono perdere loro originaria periodo(ottava), di iitL. p.t riuscirca portarlifinc in fondo, occorrcI'intcrvento A uno "shockaddizionale". tutti, quelloche Gurdjieff dcfinisce uzione, una egli dice. sarircapitatod'intraprendere deternrinata e lavoro.arnratidelle miglioriintenzioni, poi di un determinato 226

r.rllcntare gradatamente, dirninuire sforzo allafine.senon di lo e, (' ilrtcrvenuto qualche fattoeccezionale, deviare di dalladirezione ,'riginaria. Ebbene. cluesto awiene perchd, baseallaLegge in ciel \( tle, lc forzeagiscono discontinuamente. devianclo ognisalto. a I'rcnclendo comemodellola scala musicale, Gurdjieffsostiene , Irc oqni noslr<l sforzoawiene per ottave.cui mancano determirr:rti scrnitoni, corrispondenza qualisi verifica deviazione. in dei la \c percir) vogliamo mantenere lungoil nostrosforzo. a dobbiamo ;rvvcrtire quandointervienc saltoe, a quelpunto,introdurre il lo ''shockaddizionalc", t_rssia un'ulteriorespinta a proseguire in lrncaretta. Purtroppo, solito,non ci rendiamo di contodi questi s:rlti. oppuresiamocosipigri ed abitudinari preferiamo che scivolrrrclunso la linea di minor fatica. per supcrare inevitabili gli rrromenti crisi, di "deviazione", interventipiit importanti di gli rtrrroil ricordo(la consapevolezza) sestessi la trasformazione di e tlclleemozit'rni nesative emozioni in positive. Comevedremo pir) ;rvunti,tutto il lavoro di Gurdjieff si basasullo sviluppodella ctrnsapevolezza. deveperdaccornpagnarsi incremento cui un dell'cnrotivitir dell'enerria, e che sonoi veri motori dell'azione; lo e shtrck rappresenta l'inrpulso addizionale ci permette supeche di rare I'ostacolo. Non conoscendo leggi cui € soggetta sua opera, I'uomo le la s'illude essere ad agire,a fare,a costruire, decidere: si di lui a non rcndecontodi esscre dominato, nellesuescelte, forzesuperioda ri; non vedeche cosalo inducea muoversi un modo piuttosto in chc'in un altro. a ripetere ciclicamente stessc le operazioni; non nconosce suo gradodi meccaniciti, suo statodi letargia, il il di irutoipnosi. automistificazione. di Crededi essere libero.consapevole e responsabile. invecementea se stesso: E non ammette di non sapernulla.di trovarsi uno statodi confusione in mentale, di srave incertezza. Eppure, d proprio da questacondizionedi die i Jrendenza di caosche nascono suoi desideridi imitazionee di iclcntificazione. L'uomo si identifica il ruoloche d costretto con a vivere:padre.figlio,padrone, operai<_r, impiegato, dirigente, protcssionista. llettuale. inte grlrrr,furbo, tonto, forte, debole, disoccupato,manager, ministro, ecc.,ecc.per ognunodi questiruoli, csistono comportamenti sociali,status symbol,abbigliamenti, modi di pensare di esprimersi ciascuno adeguainconsapevole cui si mente. E quindi non siamomai individuiautentici,ma veri e propri imitatori:imitiamomodellie stereotipi, prodottidallasocicti in cui vivianro. Persinonei comportamenti pir) intimi (marito, moglie, ma227

schio,femmina, madre, figlia, ecc.) recitiamoin realtd dei ruoli precostituiti,che non si limitano soltantoa comportamenti ad e ma ancheall'interno atteggiamenti convenzionali, che penetrano dellanostra coscienza. convinzioni, nostrigiudizi, dei dellenostre per rendersiconto Basta ascoltareuna comune conversazione che si ripetono, dei dellaquantitd luoghicomunie dellebanalith qualcosa autentico, qualcosa pur nell'illusione esprimere di di Il della propriaesperienza. checi di un'ideadi quantosiaprofonEcco perch6Gurdjieff damentecondizionata nostracoscienza. la viveree decidere liberamente, perch€ e non credeche possiamo dellaliberazione. Nientedi pii facile, ritienecosiarduaI'impresa in casoci si limiti ad imitareo a identifiinfatti,cheanche questo carci con qualcuno- un maestro, santo,Cristo. Buddha o un continuiamo recitare: a I'inquinamento delMaometto.Insomma la nostra mente d troppo esteso. Non dobbiamo illuderci di poterci liberarecon le nostre sole forze: ogni nostro tentativc, ogni nostro pensiero,ogni nostro da condizionati; sappiamo non neppure atto,sonogii fortemente svegli.Il primo che parte stia la libertir,che cosasignifichiessere passodeve percid consistere che siamo nella presa di coscienza come in una prigione e che non sappiamocome uscirne. Per da quanti sforzifacciamo,non possiamo evadere soli: gli ostacoli sono troppi. Sard pii saggiotrovare un gruppo di personeche come noi hanno il desideriodi risvegliarsie che si avvalgono di dell'esperienza qualcunoche lo ha gid fatto. Gurdjieff sostiene che il tentativodi risveglioha piir probabilithdi riuscirese unireguidatida e mo le nostreforzea quelledi altre persone se saremo un maestro illuminato. Senzaquesti aiuti, d quasi impossibile Egli stesso avevasemprelavoratocon grupriuscirenell'impresa. pi di studio. sonoconcordinel sostenere Quasitutti i maestridi meditazione Va che,come la necessitA una guidailluminata. perdprecisato di affermagiustamente Krishnamurti(v.), ancheil maestrocrea un legamedi dipendenza di condizionamento, che la liberazione e e finale si ha soltanto con il distaccoda quest'ultimo:il maestro abbandonato. Esiste, servead aprire la strada,ma poi dev'essere che, infine, un'altra tradizione(cfr. per esempioNisargadatta) pur riconoscendo I'utilitd dellaguida spirituale,sostiene queche st'ultimasi trova gii dentrodi noi, solo che la si sappia(e qui sta il difficile) rintracciaree identiticare. Comunquesia, il punto di partenzadella ricerca d, secondo di o, Gurdjieff, la conoscenza noi stessi come lui lo chiama, "lo 228

..il studiodi noi stessi", ricordarsi noi stessi". di euestad la prima rnrportantissima In ognimomento tase. _ dellagiornata eglidice_ dobbiamo volgere I'attenzione quelloche ficciamo,pJnsiamo, a dicianto, immaginianro, proviarno, ecc.;dobbiamo riuscire ve_ a derciper quelloche siamo,comese ci guardassimo dall,esterno. Diventare consapevoli noi stessi, di anchl soloper pochimomen_ ti, d la tecnica pud aiutarci uscire che a dailosiatodi ariena'zione in cui ci troviamo abitualmente. simile Un esercizio presuppone e determina una certatensione emotiva, preciso un itato dianimo che-devea poco a poco emergere consolidarsi e nel turbinio confuso delleemozioni abituati.E deveessere accompagnato da uno stbrzodi riduzionedel troppo parlare,del mentire a noi stessi e del dare espressione emozioninesative. alle Abbiamola convinzione essere di un.r.initi,, io compattof* un non ci accorgiamo che, ogni volta che vogliamoqualcosa,che desideriamo, ci mettiamoin rapportocci-r che qualcunaltro o con noi stessi. mettiamo funzione centro in un diverso. Siamo realtd in un fasciodi io. spesso contrastofra loro, e ignoriamoperch€ in e comeuno si alterniall,altro.Non riusciamo n"[pu.. a disiinguere quali delle nostretre funzioni(motorie,emozionali e inteil;ive) agiscano un dato momento.Eppure, ancheI'alternanza in degli ego, degli stati d'animo e delle funzioni, rispondealle Leggi del Tre e del Sette.E noi potremmo,con appositiesercizi, tentareun per loro disciplinamento. esempio, il-centromotorio potrebbe essereaddestratocon i movimenti delle asanayogichi, con la danzasacrae con l'..esercizio stop", il centroemozionale di con il controllo delle emozioninegative,e il centrointeilettuare con ra concentrazjone. proposito di quest'ultimatecnica, A Gurdjieff mette in rilievo che soroquandol'attenzione fissasu quarcosa, d I'immaginazione arresta.E poter dominarera nostra si continuil attivitd immaginativa,che d una degenerazione rimuginio del interiore,d di enormeimportanza. Noi siamodi solito in completabaliadei pensieri,dei sogni ad occhi aperti e delre fantasie:d un'attivitd che non cessa mai. nemmenoquandodormiamo,e che ci separa dalla realti, consu_ mandole nostreenergie. Bastacamminare po' per la stradaed un osservare genteper accorgersi la comequasitutti-vadano giro in iTT"5i nel proprio dialogo interiore, diuiri dul mondo e d*agli altri. Eccoperchd illuminatidiconochegli uomini sonoimmergli si in uno statodi sognoed eccoperch6r'in-terruzione der dialogo interiore, la cessazione dell'attivitamentale, il fondamento d db_ 229

di che di gni tecnica meditazione si proponga rimetterciin rapporto diretto con la realtit. separatrice, Se vogliarnocercilre di fermare I'itnrnaginazit)ne noi ricclrdare stessi: dobbiarno fonte di ogni falsaiclcntilicaziclne, la di la consapevolezzr s€ d il nrctodtl nrigliore pcr arrestat'e dcntro che scoprirento csiste ad osservitrci. mente.Continuando e I'identificaI'irnntaqinazione di noi un "luogo"in cui il pensiero, liberi e sicuri. Si pud zione si placano,e in cui ci sentianro prima per qualcheistante'poi consapevtlli ad incominciare essere d c rninuto infineper cinquenlinuti:l'importante che per qualche sullacotrsapevointerruzitlni. senza sia l'attenzionc conccntrata, clte li, di lezza s6.sulfattttciodchesianro in quelnlornento, sialllo consapcvtlli Inezz'oa Se e Pcr noi stessi basta. riuscissimt)restarc cose c ra. diceGurdjieff.potrcmmovcdere apprertdere incredibiil sianlogia in grado.infatti,di arrestare esercizio li. Con cluesto il identificativa, rirnuginiodel dell'irnmaginazione nreccanijmo ma casuale. che seguele leggiche che a noi sentbra pensiero. I'io bcnc e con costanza' lavorianro iegolanoogni evento.Se prima per brevi istantie poi pii a apparirir I'essenza. originale. lungo. alle a di Dobbiamocercare sfuggire ogni tipo di autornatismo, a mondoe chelo spingollo, suaittsapuquesto che regolano leggi ta, a comportarsiin nrodo ripetitivo e passivo.Il "lavoro su se meccail comeegli lo chiama,dirninuisce funzionamento stessi", 0 fisiologici, bcne Alcuncattivitl. comei proccssi nicodei centri. altre su cui dobbianlo rna che siano meccaniche, ne esistono Nella vita il estendcre controllovolontario,la ctlnsapevolezza' che enornrellumero di azioni meccatriche non compiamoun Di stuticoscienti. qui l'importanza mai fattese fossimo avremmo di dello studiodi sd, della conoscenza sd. del ricordodi s6. Nel di di consapevoli qualcosa nuovo,in momentoin cui diventianlo che noi si produceun cambiamento pud contribuirea trasformare ntaggiorisono Maggitlred la consapevolezza, la nostraesistenza. Se sulla Terra ci fossero'come le possibilit)di cambiamento. I'inte' consc:e. persone completamente Gurdjieff,duecento diceva ra umaniti ne sarebbetrasformata. poichdnon sianrocapacidi vedcrci, Poichdnon ci conosciamo, sarebbernolto utile che gli anrici ci rivelassero'come faceva difetto loro Gurdjieffconi suoiallicvi,quald - secondo - il nostro principale. Siamoinfatti abituatinon solo a tnentirea noi stessi, costituisce se la aglialtri. Invece veriti. anche dolorosa, ma anche di senrpreun elemcntocostruttivo,positivtl:la rivelazione conre 230

( | vedono gli altri pud rappresentare uno shock addizionalee (lrtindiun ausilioalla consapevolezza. Un altro esercizio efficacepud essere quello dello stop: Gur,ljicff ordinavaall'improvviso suoi allievi <ti bloccarsi ai nella p,rsizione cui si trovavano qualunque in fosse,anchela pii.r \e()nloda e di osservarsi attentamente: questo in nrodopoteva_ rro di colpo diventareconsapevoli qualcosa di che non conoscerirno. di un atteggiamento un gesto che ignoravano. o Ogni ha l^*rsona infatti una seriedi movimentio di posizioni che la errntraddistinguono sonotalvolta e che ereditari; d importante ed tlpire che essiesprimono un()statod'animo,una reazittne, un \cntintento,un'errrozione, pensic'ro un caratteristici. Esisteun prc'ciso collegamento posizioni fra abitualie attesg,iamento inte_ riore.Se percidvogliamo uscire dagli schematismi, vogliamo se ;rrrivarea vedere le cose in mcldodiverso.dobbiamoimparare :rnche osservare a cambiare nostrimovimenti comuni. ad e i pii [: il principio dcll'hathayoga, che tla sempre ha messo in t'videnzail rapporto fra pose fisichee pose mentali. Gurdjieff rrg-qiungeva i nostrimovimentiripctitivi.le nostreposizioni che pret'erite, sono espressioni un automatismo di internoe che le funzioni motrici.emozionali intellettive e dipendono une dalle le ;rl tre. Per far acquisire controllovolontariodi questimovimenti un cd estendere dorniniodella consapevolezza, clavaall.imil egli provviso l'ordinedi stopai suoiallievi.che dovevano immobilizzarsinelle poseche avevitno quel n.lomcnto, in mantenendo la tcnsionedei muscoli e concentrando I'attenzione sul corpo. Questo esercizicl serviva a completarel'osservazione gesti dei rrtrituali, coordinando nellostesso terngl il pensiero. sentimenil to, il csn1y.motorio e la volonti che di solito funzionano in rnodo autrtnomo,spessoin contrastofra loro. La posizione Irssunta durante Io stop sarir probabilmente una rivelazione. Vedendosi tale insolitaposa. I'individuopotrl suardaresc in slcssosotto una nuova angolazione. potri conoscersi una in tlil'ersa prospettiva. quegliistantiil corpo cercherir riprcnIn di tlereuna posizione abituale. la volonti\elicloimpedirl sorvenra gliandoi vari rnuscoliinteressati pcrfino la direzionedello e squardo.Niente dev'essere nlosso,anche se la posa provoca tlolori. Non ci si devedinrenticare attimo di sd. Se lo si fa, un rrnche un sokt istante. si accorgerir il corpo riprenderA per ci che da solo.autonomamente, Jxrsizione cornoda familiare. una piir o Naturalmente l'ordine di stop non puo essereimpartito dal 231

soggetto interessato, perch€ I'inconscio predisporrebbe qualche stratagemma per sfuggire alla volorrt) cosciente e la posa assunta non sarebbepii autentica. Nascedunque la necessiti di urr maestro. che deve anche capire quale sia il nromento pii favorevoleper il suo allievo - al risveglio della coscienza. Secondo Gurdjieff, essere"addormentati" sisnifica che i centri sono sconnessi.che non lavorano in modo coordinato. Infatti, poichi ogni centro d specializzato in un lavoro (fisico. enrotivo o mentale) e utilizza una certa quantitii d'energia. il loro funzionamento disarrnonico provoca contrasti e sprechi: ciascun centro tende a sottrarre energia agli altri. Per arrestarequesta dannosa competizione,dare spazioa quella consapevolezza i la forma che piir elevata dell'energia ed arrestare lo sciupio provocato dal normale funzionamentodella coscienza, egli invitava a controllare le emozioni negative e. con esse. i processi d'identificazione e d'immaginazione.Tali emozioni sono grandissime consurnatrici di energia: "non esprinrerle" non significa tuttavia reprimerle. ma compiere un lavoro che, da una parte. blocchi Ia nostra imrnaqinazione negativa(lo diceva anche Mdre. v.) e, dall'altra. impedisca agli eventi esteriori di avcre ripercussiorri negative sulla nostra emotivitir. Per togliere alle emozioni un simile potere su di noi. d necessario comprendere perch€una cosa d accirdutae perchd ha tanta risonanza dentro di noi. I-a ragione di fondo. secondo Gurdjieff, d che noi ci identifichiamocon i nostri ruoli. Il lavoro su di sd consiste proprio nell'elirninare tale identificazione,nel prepararci all'urto con gli eventi negativi. devitalizzandoli.Tutta la negativitiremotiva da cui siamo investiti si basa sull'inrrnedesimazione, sull'immaginazione e infine sul nostro consenso ad esprimerla. Non si tratta perd di rifiutare cid che ci capita (cosa d'altronde impossibile), ma di non identiticarcisi. Noi credianro che gli avvenimenti ci capitino per caso. mentre abbiamo gii visto che per Gurdjieff il cascl non esiste. Ogni evento. esterno o interno. accade secondo leggi precise. Se non opponiamo llessunaforza contraria, nessunaconsapevolezza. se continuiamo a lasciarcidontinare dalle cose e a deviare verso "la linea di minor resistenza".non riuscirenro ad esercitarenessun controllo sugli awenimc'nti. non potremo intervenire con la rrostra volonti a cambiare il corso delle cose, le nostre azioni saranno velleitarie e inefficaci. e in certi momenti ci senrbrerirche tutto congiuri contro di noi. che non si possa far nulla per opporsi al destino sf'avorevole. Invece. le avversitir della vita nascono ogni volta che si forma dentro di noi un vuoto di consapevolezza. A 232

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r'lrusa questa nostra rinuncia. volontaria o involontaria. di Dossorro rnanifestarsi tendenzenegative.che poi si esprintono in malat_ trc, pcrdite. contrarieti. ..sfortune". inciclenti,ecc. Lo scopo del lrrvorosu di s6 sari) appunto quello di liberarsi dalla nreccaniciti ilcgativ:I. lottando contro i vuoti di coscienza.la terrdenzaa lasci.rsi andare. le azioni involontarie. l'inrmaginazione. fantastile cherie dannose, i discorsi inutili. la dispersiviti, il dialogo infer_ rro e il fatalismo. Se riuscirenroa controllare gli eventiinterni. r'ontrollercnroanche quclli esterni e drrrcrnoalli nostra esistenza un corso consapevole.Le forze della negativiti\. sostiene Gur_ tljieff, sono potenti e, se l'uonro nn,l oppnn.. ad esse un.azione \,olo'taria. finisceprirna o poi pcr esserne colpit.l e per decadere: questad una delle leggi del nclstromondo. Chi non si dif-ende con una harriera di consapevc.rlezza. potrl a lungo resisterealla non pressionedel male. Ma come svolgereun lavoro cosi difficile tutto da soli,? Anche Ia psicanalisiha messoin evicre.zache non d possibileconoscere se stessise non si ricorre all'aiuto di un altro. di una guida. perchd sianlo troppo abituati a vederci sotto determinate vesti e non posslanroguardarci conre ci osserva un estraneo. Nasce cos.i la necessitii del gruppo. della scuola (confraternitu)e del maestro, .ccresciutaanche- secondoGurdjieff - dalla constatazione che la conoscenzanon puo appilrtenere a tutti. essendolirnitiita nella quantita. Egli infatti riteneva che la consapevolezza fossequalco_ sa di nrateriale.come una fornra di energia che esistesse una in c'ertanrisura.se questa sostanza viene assuntain grande quantitir cla un individuo o da un piccolo gruppo di uonrini. dii clttimi risultati; ma se viene suddivisain una massanumerosa,va Drertica_ nrente dispersa. non di nessun frutto. La conosccnzitnon puo insolnma appartenerea tutti contenlporanearncnte. chi obietta_ A va che una similc distribuzioneera insiusta.Gurdjieff rispondeva che in una prigionc (e noi ci trovianro in una pritiorre) non pud essercigiustiziac che la nrlggior par.te degli uonrini non ha nessun dcsiclerio conoscere. di Quindi uno dei motivi per cui la conoscen_ za si accuntulain pochi d la nrancanzadi interesseda parte degti illtri. In alcuni peri.di storici - di sc.nvorsinrenti.di decadenia della civiltl e di oscurarnento spirituale (spisso acconrpaenati da grandi perturbazioni ctinratiche. geokrgiche e planetarii; _. si rende disponibile un'cnorme quantiti di tale ntateria. e percid diventa fondamerrtale suo lavoro tli assorbirnento. recupero, il di da parte delle poche persone consapevoli. ll fatto che le massenon antino la conoscenzae che rrreferisca_
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risulta evidente. secondoGurdjieff, no vivere inconsapevolmr'nte clat mtxlo in cui le personespendonoisoldi: se osserviamoquali oggetti hanno. nclle nostre societii.i prezzi pii alti, ci accoruialtro Chi desiclerila possiede' prezzo bassissinrtl. un che la conoscenza deve invcce sapcre. egli dice. che cit) gli costerit consapevolezza un alto prezzo in ternrini di sforzi. cli energia. di I'olontir' di che ternpo. di ricerca e anclte cli denaro:. Ed 0 per cluc'stt.r Gurcljieff v<tlevafarsi pagare profumatamente dai suoi allievi: egli sostenevache, essendo abituati a pagare un prczzo per tutto, cose che costano un diamo autonraticanrentc ntaggior valt'lre'alle dcve valere piir di tutto. di pin. E la con<tscenza Ma il fatto che le cose ahbiano tutte un prezzo d un riflesso, secondoGurdjieff. di urra legge universalc:qualurlquectrrlquista h a u n s uo c os t o. nient e c i v iene da t o g r a t u i t a m c n t e . E l 'u o m o c()mpraree quanto dev'esscreun buttn merclulteche sl chc'c()sit non sfugge a questo principio: anch'essa pagare. La cttnoscenza ha un prezzo. e un prczz(t alttl. Se ntln c'i kltta. sc non c'd ntln d alto. non soffercnza.se itlsotnma il costo clell'operazione pud esserci risvcslio. Costi quel chc ctlsti. ricttrtlarese stessid la tecnicafonclanlentadi tutto l'insegnanrento Curdjieff tende a quele per risvegliarsi; auto-gnosi' Essere sto tigxl di auto-rivelazione.auttt-cotloscenza. consapcvolidi se stessit il suo Inet()dopii irnportantedi ntc'clitaPer saperlo. cltlbbiarno zione. Ma che cos'd la consapcvolezza'l individuare i nronrenticlellagiornata in cui sianlo piir desti. in cui si la nostra auto-coscictrz-a fa piir intcnsa. confrontandtlli con quelli in cui siatrtopiir confusi. rreccanici.itddorntcntlti. ittconsapevoli. Dal cottfronto fra questi duc'stati d'animo, dalla variabipossiamoarrivare a intuidella consapevolezz:t. litir c.lcll'intensitir re che cosaquestasia c'che cosapossasicnificilretcntare d'esllandi derla. La conosccnza si - di conte si i' fatti. di cotrtesi pcnsll e s()l()un ntettldoper elinrinaregli di cornc si sente- 0 naturaltrtcnte creitndo il e autonratisnri per sbloccare norntalestattl cli coscienza. cosi la possibilitit di clivcntare piir consapevoli. nel Una tccnica ausiliarect'rttsiste raccontareIa propria vita in non pitr di ntezz'ora.oppure nello scriverlitsu un fo{lir) diviso in quattro cokrnne: nella prinra vanntt sesnati tutti gli c'vcntiche ci so no c apit at i "per c as o" ( inc ident i, n r a l a t t i e .e c c . ) . s c n z ac h e n o i : Analoga i qualiirffc'rnuno outi i ;xrsizionc s()stcltuta daglipsicanirlisti. dal un chc l:r ti'rapiadcrr'conrporlitrc intpcuno:tnchc ptrntodi vista il pcr conrplctitnrcntepazicntc. ccon()mic(), coinvolgcrc 234

ln)tessimofar niente per evitarli; nella secondavanno annotati i r i z i . i d i f e t t i . l e a b i t u d i ni . i l e g a m i vi n co l a n ti . i r u o l i co n cu i ci r r l c n t i f i c h i a m o .e c c . : n e l l a te r za g l i a vve n i m e n tich e te n d o n o a i l l ) c t e r s i : e n e l l a q u a r t a l e d e vi a zi 0 n i ,l e d i g r e ssi o n i .r i sp e tto a l l e irrlie nrete che ci cravamo prefissati. Questo clenco andrebbe t o r n p l e t a t i r d i a n n r t i n a nn o e a l u n g o r i p e n sa to . co n l 'i n te n to tli scoprire chi sianto, conre ci conrp()rtiantoe dove stiamo'antllrttclo. Crrn questi metodi. Gurdjief f si proponevadi risvegliarei centri :uperiori. Riprendendo infatti l'antica concezione upanisadica, cgli sostenevache l'uomo d formato da quattro corpi sovrapposti: il prinro i il corprt fisico. il sectlndoi il cttrpo tbrnratcldai sentirnenti e dai desideri. il terzo d il corpo mentale costituito dai superiore. l)cnsieri e il quarto i il corpo della consapevnlezza Quest'ultinro non i, come abbianro giir detto. un dono della lllturl. non lo si acquisisce sempliccnrente con la nascita. non d rrllaportata di tutti. nra d solo il prodotto di sforzi coscienti.di uno sviluppcl della cttnsapevolezza clc-lla e volontir. E facile tlunque capire che. per Gurdjieff. tutto cid che pur) definirsi proqresso ( s p i r i t u a l ee m a t e r i a l e )t i l fl u tto d i u n 'e sp a n si o n e e l l a co sci e n za d unrana,mcntre tutto cit) che si oppone a questoproeresso in una parola. il male - i rappresentato dall'incoscienza dalla meccanie ciri\. ln linea di principio nessutlu()mo conta come indivicluo:l'evoluzione non tiene assolutiunente conto del sinqolo. la natura lavora sull'inter;rspecie.Ognuno di noi i percid atTidatosoltanto alle proprie forze: nessunaltro se ne preoccupa.L'evoluzi<lne dell'ind i v i d u o n o n t u t i l e c h e a l u i . i n q u a n to l a n a tu r a n o n n e h a irss()lutanlcnte bis<rgno anzi la contrastain ogni modo. Come si e , 'c d e . s i a n r o a g l i a l t t i p o d i d e l l 'o tti m i sti caco n ce zi o n ed e l l 'e vtl l u zione di un lJc'rsson di un Aurobindo (v.). Secondo Gurdjieff, o l'uonrc) chc desiclera risvegliarsi deve andarecontroc()rrente pud e farkr solo in quanto i nrolto piccolo e insienificante. Ma la natura, che protcggc cvidcntementesolo i propri equilibri. non pud pernr(rlterel'evoluzionedi tutta l'unrarriti. perchdquesto non rientra nc-llapropria economia. Tale visione del nrondo d collcgataa quella dell'intera struttura cosrnica.Abbianto siit detto che la Terra d governatada numerosi ordini di leugi e si trova in ult posto dell'universomolto oscuro, nrolto lontatro dall"'Assoluto (lreatore". Ogni mondo d contraddistinto da cid che i suoi abitanti utilizzanocorne cibo. da ci<)che respiranoe da una pitrticolarecostituzionechinrico-fisica dell'am-

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Come si noterh. molte di queste tecniche sono state ripresc da R ajnees h ( v . ) . d La nostra ct-lscienza addormentata perch6 passiamo gran pared te della vita ad evitare situazioni,sensazioni emozioni spiacevoli. ad elinrinaretutto cio che put) distogliercidalle nostre abitudini fisiche e nrentali: in tal nrodrt facciamo di tutto per non svilupparci, per non prendere coscienzadelle contraddizioni e identificazioni,deviando in continuazioneverso una linea di nriche ci proteggono dalla nor sforzo. quasi d'inerzia. I meccattismi vengono chiamati da presadi coscienza sofferelrza una nraugit'rr di della vita: Gurdjieff i "respirrgenti".Essi anrntortizzanole scosse sono strumenti difensiviche ci pernrettttnodi scivolarvia di fronte le agli ostacoli.di snrussare asperitir.di evitare gli impatti dolorosi, di farci dimenticarecid che non voqliamo ricordare. di nasconderci ciir che non vtxliamo vedere. Preservandociperd da una presa di coscienzaclirctta (e inevitabilmentetrauntatica). sono i principali resporrsabili dello stato di sonno in cui viviamo. doloroso (conre mcttere il dittt sulla Poichi il risve{lio d spesso piaga). lo stato di sofferenza acquista un'inrportante funzione nell'evoluzionedell'uorno, potendo essereuno struntento molto efficace di comprensionee di liberazione. Qui Gurdjieff sembra quasi in sensocristiano. ma egli si affretta concepirela sclfferenza a precisareche la sofferenzad utile solo se si sa conre utilizzarla, se ciod Ia si trasforrna in un mezzo di consapevolezza. Quando e invece essa viene prodotta dal pensicro, dall'inrrnaginazione dalle nostrefalse identificazioni,diverrtala piir forte delle ernozitlni negativee, come tale, prclvocaun enorme spreco di energia. inutile. incosciente meccanica,e e Esisteinsomnrauna sttfferenza e una sofferenzautilc. consapevole perfino volontlriamente cercata. Perche I'autoconttscenza pud provocare sofferenza'l Perch6, quando ci vediarnrlall'inrprovvisoper quel che siamo, quando ci che abbiarnosprecatobuona parte della nostra vita in accorgianro allora nascein noi un sensodi "rimorconrportamentinreccanici. una sofferenza e una crescita del centro so", che rappresenta che siamo emozionale. Il dolore si sviluppa dalla consapevolezza quasi impotenti, che - nonostantela nostra presa di coscienzanon riuscianro a cambiare, che fra poco ricadrerno nel futile tran tran giornaliero. che ogni nostro sforzo s'infrange contro mille ostacoli e forze contrarie. e che, se non vogliamo di nuovo ricadere nello stato di sonno. ci aspettauna dura lotta, dall'esitoincerto. D'altronde. poich6 prima o poi la sofferenzaci colpird, poich€ i 238

n{)stri "respingenti" non potranno dit'enderciin ogni occasione, bbe molto piit intelligenteprepararcia passareda una soffe',rre r!'nza autontatica e in gritn parte inutile ad una volontaria e (()sciente. ll dolore pud dunque essere un potente ausilio per rrtordare noi stessi:essointjrtti prorontpe cluandoi..respineenti.' n()nsono pii in grado di areinarlo. In tali casi la nostra natura. la rrostradebolezzacon_uenita, mostra apertatnente,e noi potrem_ si rrroapprofittarne- se cj restaabbastanza luciditl - per diventarne eorrsapcvoli. Tuttavia una sinrile linea di comportanlento d per t'trsidire ritlessa.in quanto n'n sianto noi a scatenareil dolore: sono invece i casi della vita di cui abbianro perso il controllo. (iurdjieff propone percid una secondalinea: quclla clellaricerca v.lontaria della sofferenza,uttril!erso prima un'analisispictatacli rroistessie poi una condotta che lotti contro le abitudini acquisite, contro le distorsioni del carattere, contro i difetti principali. Se srpremo liberarci dagli strati protettivi dietro cui ci ripariamo. se l'esscnza se saprcnlo resistereal dolore l)unteremo diritti versc) e che ne scaturiri\.potrento conse_uuire risvegliodella coscienza. il Non tutte le vie sono perd dolorose: esistonoanche sistemi piir piacevoli. un. dei quali e Iunrorisnro. Volend. infatti disideniificarci o decondizionarcidai ruoli abituali, un aiuto in tal senso viene dall'auttlsservazione umoristica. euando ci vccjiamo nelle nostre truffe identificazirlni.nei ruoli che recitiamo, nelle innume_ rcvoli contraddizioni, nel tcntativo di ratgiungere mete che ci siamo inventatc e nei paradossi della vita sociale.allora pud nasce_ rc in noi un riso liberat,rio, che ci fa sfiorare Ia veritir. lnrjubbiamente. vista dal di fuori, I'intera nostra esistcnza una tragicomd nredia, cui si pud reagire ridendo o soffren<Jo. Nel prinro caso, sull'esernpio anchedi certi macstri zen. si mctte in azir.rne nostro il sensoumoristico e noi ci vedianro all'inrprovviso,comc in un'illunrinazione,per quei butTi personaggiche sianto, tutti protesi ad inseguireillusioni. fantasnri,sogni. Nel secon<Jo caso,ci rencliamo conto che stianro sprecando l'occasionedella vita, che stianto vanantenteconsunrandoil nostro breve tempo. Ecco perch€, se_ condo Gurdjieff. certe improvvise prese<Ji coscienza della condi_ zione untana. certe fulminee intuizioni della sua ridicolaggineo della sua tragicitir.certi irresistibili inrpulsi al riso o all.angoscia, rappresentanoin realtir vere e proprie esperienzenaturali di meditazione e, se riconosciute come tali, possonoaiutarci nel camrni_ no verso il risveglio. Un altro eserciziodi disidenrificazione utilizzato da Gurdjieff d quello di ricordare, la sera prima di addorntentarsi,I'intera gior_

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i con le emozioni.i pensieri.le sensazioni. movinata trascorsa, un menti e le azioniche abbiamovissuto.Conrese girassinro film e it imparitre osscrvitrci a conoscerci, dotrbianrrl su noi stessi. dei delle delle prendendo notadei comportanrenti. reazioni. gesti. apparireagli altri. Sianlotalnrente parole e di contepossiamo nei siantotalmenteimmedesimati nostri immersiin noi stessi. di Se ruoli. che non abbiamo la possibilitir carnbiare. invececi vedessimo all'inrprowiso dall'esterno,cosi come ci vedono gli e sia altri. potremmoforse intuire <1uale la nostraessenza nello le stessotempo quali siano le nostremascherature. nostrefalse tutti di In identificazioni. fondoi rnetodi Gurdjieffci riconducono cid ciod al tentativodi distinguere all'anticavia delle Upanisad. (l'essenza. Sd) dri cid che d un prodottodella il che d autentico Nell'idensociali. e cultura.dell'educazionedei condizionanrenti della verita.sta il risveglio. dell'autenticiti. tificazione il L'autosservazione.ricordodi s6, non d un compitofacile,e la potrebbeobiettareche essad viziatada quelle stesse psicanalisi TuttaviaGurdjieff era stortureche vorrebbemetterein evidenza. I'ausidelle difficolti cheritencvaindispensabile cosiconsapevole lio di una scuolae di una guida. I suoi metodi vanno percid su semprevisti comemomentidi uno studiodi sdche devebasarsi interventodi un altro o di un aiuto esterno,sull'importantissimo altri: a parte la presenzadi un vero maestro, tutti possiamo e raccontandoci comevediamonoi stessi aiutarcireciprocamente, in i gli altri e confrontando diversipunti di vista.Va inquadrato tal tendenze agitano si di sensoI'esercizio scoprirequali contrastanti sulledue elencando dentrodi noi, quali oppostiio si scontrano. colonnedi un foglio, da una parte, cid che dovremmofare per qualcosa duraturo,per readi svilupparci,per creareveramente e, lizzareun mezzoche sopravviva, dall'altraparte, cid che ci fa deviareda questeintenzioni,gli sprechidi tempoe di energia,le abitudiniche non riusciamoa vincere,gli atti di pigrizia.ecc. Lo che ci circonfatto suglialtri: le persone lavoropud essere stesso viste dano (mogli, figli, padri, amanti, ecc.) dovrebberoessere le come sonoe non attraverso nostreproiezioni.Di qui I'idea di in creare gruppi di meditazione cui ognuno riveli sinceramente di di agli altri checosapensa loro, comeli vede.Si tratta insomma di di una specie psicoterapia gruppo,il cui scopod quellodi dire e Ie di conoscere opinioni altrui, al di fuori dellesoliteconvenzioni sociali. obiettid La via del risveglio dunquela stradadellaconoscenza (il della discriminazione viveka realistico, va, del riconoscimento 240

srrnscrito) cid che d vero e cid che d falso; scoprireil Sd e fra itlcntificarcicon esso significasaperefinalmentechi siamo. ( onre si d detto, il messaugio GurdjietTnon d diverso di strstirnzialmente quello delle IJpanisarl; da egli perd attribuisce irl concettodi conoscenza se stessi di connotatipiir moclerni, introducendo tecniche psicologiche tipichedei nostri tenrpi.In fondo qualunque metododi analisipsicologica, qualunque tentativo di conoscenza di autoconoscenza e obiettiva, pud essere considerato importantepassopreliminare un verso la tecnica della meditazione. Non c'd nessun contrasto questopunto:il su risveglio implicasempre volonti\di farlafinita con le imnragila nazioni, le fantasie,i sogni ad occhi aperti e Ie illusioni. Quandoalcuninraestri diconoche il mondod un'illusione, non intendono solo riferirsi al problema della sua realti oggettiva (ancheun'immagine un sognosonoa modo loro reali), nia al o fatto che noi in ogni caso la travisiamo, proiettandovi nostri pregiudizi, immagini,aspettative cate_eorie e mentali. La differenzafra una comuneanalisipsicologica la penetrae zione intuitiva della meditazione sta nel fatto che la prima riconosce conre malati solo alcuni individui, mentre la seconda ritiene che tutti gli uomini, in quanto esseripensanti,sono malati di sog,qettivismo: c'd nessunoche non proietti imnon magini mentalisulla realti. Da qui nasce quellagrandeforma di psicoterapia come qualcunola definisce che d il buddhismo. Anche Gurdjieff si trova su questastrada,sostenendo che I'uomo che smette di mentire a se stessoe acli altri e muore alla propria falsapersonalita, un individuochi pud finalmente e crescere:solo uno sforzo coscientepud costruire un nuovo centro psichico capace di vedere la realtd. L'importante d essereguidati da un'aspirazione interiore, da un desiderioche nascadal pii profondo di noi stessi,dall'essenza stessa. Interessantisono anche le idee di GurdjietTsulla funzione che la sessualite pud svolgerenel processodi risveglio. Egli ritiene innanzituttoche il sesso uno dei maggioriresponsabisia li dello stato ipnotico in cui viviamo, poichd concorrein modo determinanteal mantenimentodella meccanicitir esistenziale. Volenti o nolenti, la maggior parte delle nostre attiviti gira attorno al sesso, che diventacosi una delle principaliragioni dei nostri attaccamentie delle nostre illusioni. D'altra parte esso rappresenta ancheuna potente fonte d'energiache pud essere utilizzata per promuovere la nostra liberazione, attraverso un processo che Gurdjieff chiama di "trasmutazione", quanto e in 241

analogo al procedimentoalchemicodi trasformazionedi un metallo in oro. del materialein sottile. Si tratta di creareuna nuovavita. owero un nuovo livello di vita, all'internodell'ornel comeavviene normaleconcepiall'esterno ganismo, anzich€ di con la nascita un corpo coincide mento. Questaoperazione "astrale". di di L'astinenza per sd non promuovenessunprocedimento (o come diremmo oggi) quando trasmut.rzione di sublimazione da non sia accompagnata un potente sforzo di consapevolezza, pud necessache perd non d alla portatadi tutti. La castit?t essere dell'energia la ria ad alcuniindividuiper realizzare trasmutazione da Per altri sopraggiunge s€quando spirituale. fisicain energia dand Per coscienti. altri ancora invece a incornincianodiventare quello neccs' d'energia: eccessivo un nosa,provocando dispendio utilesoloseI'indid L'astinenza comunque sarioallarepressione. contrario in I'energia accumula: caso che viduosacomeutilizzare bloccodella vitalitil. un rappresenta controproducente "abusct sesso". non d, che del i Molto pericoloso il cosiddetto di un credere. eccesso attivitirerotica.ma una comesi potrebbe da e sua deviazione utilizzazione partedegli altri centri.In altri viene utilizzata per motivi che sessuale termini. se l'energia individuale dal centro intellettuale, risalgonoalla psicologia il il mentale, fanatismo, come I'erotismo avremomanifestazioni piir Se e proselitismo. I'estremismo I'intellettualismo deteriore. avremofentlmenicome dal vienc utilizzata centro entozionale. la il il il I'ascetisnro, misticisrno. settarismo, rivoluzionarismo, dal ecc. Se vieneutilizzata centrornottlrio.si faziosa. religiositir mon' a primatisportivi. scalare a tendenze battere svilupperanno caratteriln fisicarnente. ognicaso, tagne.a lottaree conrbattere che sessuale la veenrenza i dell'energia stica di tali deviazioni il I'azione soprattutto suo esserfine a se stessa. e assume II huitlu-yoga. signifiil Gurdjieffchiamava suo insegnamento un vuol dire "eseguire ordirte","ricato di huida(che in russct pronte:zza") indicacheegli con la ntassima a spondere un appello che uno volevainsegnare yogarapido.uno yogasintetico. F)rtasdi agli alla se velocementc meta e forrrisse allieviun concentrato permesso di evolversi loro che tutte quelleesperienze avrebbero ostacoli, di in pocotempo.A talescopoGurdjieffcercava creare drammatisituazioni provocitzioni, rlifficolti. proveda superare, sperimenveri e proprishock personali. unaparola in che,scontri ai gli tali. che mettessero individuidi frontealle loro debolezze, presedi coscienza di improvvise loro difetti.e che provocassero 242

, rr\ che si opponevaallo sviluppointeriore. Egli ripetevache cid , hc fa benealla personalit),fa maleall'essenza: I'una si svituppa a ,l.rrrrro dell'altra. Con I'intento indurrequeste di reazioni suoi nei .rllrcvi, volte si mettevaa recitaredeterminati a ruoli, oppure rn\cntilva scene teatralio faceva compiere azioniche avrebbero gli l,r()v()citto stati d'animo voluti. [.e tecnichee le situazioni . rrretlitative lui createeranodunquenumerose spesso da e improv\ r\irtc.Come diceva.la psicotogia non dev'essere solo una scien/ir. ma soprattuttoun'arte. Bisognaconoscere stessi gli altri, se e r'tl cssere gradodi assumere in diversepersonaliti.L.imitazione e lrrrccitazione eranosecondo tecniche gradodi sviluppare lui in il .crrso dell'osservazione, la comprensione degliuominie la perspi.:rci a. (iurdjieff era capace assumere di personalitA diversissime, con rrnatale maestria diventare da irriconoscibile. Sosteneva anche ehe si pud cambiare completamente proprio aspettogiungendo il .rdapparirebelli o brutti. oppurea non farsinotaredallagentee a riivcntare cosi "positivamente invisibili".Ma i suoi metodicomoltre ai gii citati esercizi l)rcndevano, ritmici, alle danze.alta rccitazione all'esecuzione musica, e di anchetecniche respiradi rione ("il tempxrd respirazione"), esperimenti telepatia,di di elriaroveggenza.letturadel pensiero, di manifestazioni medianiche ed altro ancora. Si capisceinsommacome sia nata la leggenda un Gurdjieff di imprevedibile. celidoora nevrastenico. irritante irritaora ora ora tr), ora sinceroora bugiardo,un uomo in cui confluivanole di guru, di un mago,di un attore, di un lrcrsonalitir un saggio ricercatore spirituale. un istrione, un asceta, un mercante, di di di tli un conquistatore. unopsicologo di un ipnotizzatore. probadi e bilmente lui convivevano questiaspetti egli non faceva in tutti ed nulla per nasconderli reprimerli. o Come abbiamodetto all'inizio,Gurdjieff individuava vie tre tradizionali corrispondentitre tipi d'uomo(l'asceta, monaco a il o lo yogi)- nei tentatividell'umanitir risvesliarsi sonnoin di dal cuid condannata tbrzeostili;ma agigliungeviche tre sono da tutt'e insufficienti. poichC basano si sullosviluppo una solapartedi di rroistessi. suo modello I'uomonumeroquattroche si risveIl era qlia dallameccaniciti prezzo sforzivolontari con I'aiutodi a di e un lavorodi scuola. S<llo quest'ultimo in individuo centripsichici i incclnrinciano armonizzarsisi creaun nuovocentrodi graviti ad e o "centromagnetico" permanente, in seguito che potri evolversi vcrsolivellisuperiori: quinto.in cui I'unitde la stabilitiaumenil 243

tano; il sesto, in cui la "cristallizzazione" delle qualitl quasi permanente;e infine il settimo, che rappresentail sviluppo ottenibile dall'uomo ed 0 paragonabilea quello di Cristo o di un Buddha. Ma la differenzafondamentalefra i sta tre stadi e i successivi nel fatto che quelli sono dalla meccanicitA, dall'involontariet| e dalla non e mentre questi sono caratterizzati dalla consapevolezza volonti di diventare padroni di se stessi. In conclusione,i metodi di Gurdjieff intendono destare dal suo stato d'alienazione (ossiadall'essere-altro-da-S€), dirgli il pit possibile di dipendere dalle forze che dominano mondo, fargli recuperare la sua uniti, mettergli in azione e strumento della coscienza-di-Sd aiutarlo a costruire un centro psichicoche sia in gradodi guidarlo nella conquistadell'au. ra cosi di sfruttare I'occasione tonomia, consentendogli ta dall'esistcnza.Per ottenere questo scopo, egli riteneva, un vero maestro tantrico (cui pud essereparagonato), che mezzo fosse buono o che comunque fosse giustificato dal supremo del risveglio.

13 La meditazione secondo RamapaMaharsi

Ramana Maharsi(1879-1950) uno dei pit osticimaestriindiani, d certamentemolto difficile da accettareper la mentaliti occidentale. Non realizzd infatti quasi nulla di quel che si attribuiscetradizionalmentea un grandegurui non predicd, non fondd movimenti, non volle convertirenessuno, parld pochissimo scrisse e anche meno. Trascorrevabuona parte della giornataimmersoin meditazione, circondato da pochi devoti. Da dove nasceallora il suo fascinoe che cosa sparsela sua fama dapprima in India e poi in tutto il mondo? La rispostasta probabilmentenel fatto che I'uomo moderno, cosi attivo, costruttivo e aggressivo,d inconsciamente attratto da una guida spirituale che rappresentail suo opposto. Dalla figura di Ramana si sprigiona infatti I'attrazione del tipico illuminato jfidni, che ha scarsi rapporti con la gente, non ha un nome cui rispondereo con cui identificarsie si limita a vivere in contatto continuo mn il SC. Il risveglio di Ramana awenne senza nessunapreparazione. Era ancorauD tagnzzslls diciassettenne quando awerti un richiamo fortissimo ad andare "alla ricerca del Padre", del suo vero padre, non di quello terreno che la sorte gli aveva attribuito. Lascid cosi la famiglia diretto verso il tempio sacrodi Tiruvannamalai, di cui avevaappenasentitoparlare.Qui sedette immobile per circa due mesi, senzacomunicarecon nessuno,incurante di tutto, assorbitonel samddhi,mangiandosolo quando qualcuno si ricordavadi portargli qualcosa,sbeffeggiato all'inizio dai raga""ini e dai pellegriniche si recavano tempio. Ma la resistenza, al la concentrazione, I'indifferenzaalle condizionimateriali e la sua stessa mancanzadi comunicativafinirono per attirare la curiositi della gente. A quel tempo qualcuno credeva che egli fosse un muni, cioi un ascetache avessefatto voto del silenzio, ma la

verita era che Ramana si limitava a stare in contatto con il come distrazioniogni evidentemente proprio 56, considerando attivita, ogni parola e ogni rapporto umano. Come disse piit tardi: <Tutte le azioni che il corpo deve compiere sono giA stabiliteal tempo in cui essoviene al mondo: la sola liberti che o aveted di identificarvi no con il corpo''. Ed d chiaroche lui con il corpo non si identificava.Pur stando attento a cid che avvenivaintorno, non se ne facevainfluenzaree si dimostrava Anche quandola madre andd a trovarlo e del tutto impassibile. lo pregd di tornare a casa,le risposesolo per iscritto,citando se di e in stesso terza persona dicendoin sostanza lasciarloin pace, piir perch6 lui non riconosceva nessunlegamefamiliare: piir o meno quello che anche Gesi aveva risposto ai suoi parenti. la Aveva dunque abbandonato propria personalithterrena. [.o che stato in cui viveva era quello di un"'ininterrottaCoscienza, una "piena il trascende piano fisicoe mentale",pur mantenendo e del consapevolezza mondo manil'esto il pieno uso delle facoltd mentali e fisiche"t. ma disumano, va a Un individuodel genere noi pud apparire dal ricordatoche il suo distacco mondo non era mai disgiuntoda (nel del forme di compassione sensobuddhista termine).Quando per esempio la madre si ammald, egli la curd pazientemente. non dimostrdnessun mori, Rarnana Quandoperd. piir tardi. essa Per tipo di commozione. lui la morte era la definitivaliberazioner tanto da arrivare a dire che la rnadre non era trapassata'ma gli quandoversola fine del 1948 comparve "assorbita".Det restt'r. e non si scompose ai ucciso. su un braccioil tumorechelo avrebbe mediciche volevanoamputargliil bracciorispose: Non c'd biso" che e Il gno di allarrnarsi. corpostesso unamalattia:lasciate abbia la sua fine naturale E. anche di fronte al progredire della "r. fino spettatore, allafine,comeun imperturbabile rimase malattia. perfetto stoico. si di Dopo l'eslrcrienza Tiruvannamalai, trasferi sulle pendici del monte Arunacala.giir sededi templi sacri. Anche in questo e luogoegli arrivd comeattratto da una forza irresistibile. non vi la si mossepiD. Qui condusse vita che pud condurreun asceta, che, a p(rcoa poco, prima in una grotta e poi in alcunebaracche I Arthur Osborne.Ramuna dell'autocctrtoscenza, Muhursie il sentiero . U b a l d i n R o m a1 9 7 6p .' 3 9 . i,
p. 42. '1 lbitl.. 3 lbid., p. 16l.

r on il diffondersi dellasuafama e con I'arrivo di qualche discepofrr, ri 11'15;gttnarono un a*am, in ll suoinsegnamento trasmise lo piir attraverso silenzio: si per il non cra certo nd un Buddhan6 un Rajneesh. visitatorie i devoti I ylr scdevano vicino e ne assorbivano vibrazioni. la calma, la le Irltitudine. Con il passare degli anni. Ramanainconrincid a , ornunicare pii e a svelare di qualcosa dellasuastoria,conversanrkr (parcamente) con i visitatorie scrivendoalcunebrevi opere. l)ir questiricordie da questiscrittipossiamo ricavare fondamenti i rlcl suo sistemadi meditazione, I;r suaprimaesperienza risveglio di nacque dallapauraimprovvrsa morire. All'eti di diciassette di anni. un giornofu inspiegabilIt|cntepresodal terroredellamorte.fu ciodafferratodall'ideache th li a poco sarebbemorto. Ma. anzichdlasciarsitravolgereda (lucstirsensazione, utilizzo come inizio della meditazione. la Si ehicseinfatti: Moriri "Anche se muoio, checosapud succedere? rl rniocorpo,ma io vedochiaramente. questo in momento. non di essere mio corpo. Io sono lo spirito che trascende corpo. Il il il c()rpomuore. nta lo spirito. l'itman, non pur) morire>. Si distese tlunque terra.trattenendo respiro. all'improvviso potena il e una tc correntedi consapevolezza spazzd ogni falsaidea di io e gli via Io stabilizzd per definitivamente. il restodella vita. nel suocentro rraturale,nel suo esserepiir profondo e autentico, Come si vede. sono due gli elenrenticaratteristicidi questa illuminazione: meditazione la sullamorte.che si trasforma nella tlomanda"chi d che muore. chi d che vive. chi sono io?", e l'applicazione una tecnica yogicadi prawyanu, il kumbhadi Aa (la ritenzione del respiro).Anche in seguito.la tecnicadi rneditazione insegnata Ramanasari semprequella dell'inveda stigazione sull'io. accompagnata qualeausilio- da un minimo di praticheyoga.Le domandefondamentali porsi sono:chi sono da io'l chi 0 l'io chepensa? chi d I'io ched cosciente lxnsare? e di La concentrazione questedomandedev'essere su fortissima.assoluta, fino a portareall'assorbimento. all'identificazione il 56, con con I'dtman. [,o scopodi questaconcentrazione di trovare la d fonteoriginale senso del dell'io.irnpedendo pensieri sorgere. ai di La risposta non vienecomeun ragionamento logico.nracomeuna correntedi consapevolezza, pura coscienza. di Questacorrente. resaininterrotta.annientericompletarnente senso falsoio e il del si rivelerAper il TestimoneOnnisciente, famosoQuarto Stato il della realti (turiy,u). Sesi vuoleottenereil risveglio, non bisogna derogare questa da
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non bisognaperderedi vista, nemmenoper un concentrazione, non d detto che. una volta attimo. il 56 intravisto.Naturalmente per il questo stato. essopermangaininterrottamente realizzato a resto della vita. come invecesuccesse Ramana.La sua permanenzadipenderirdalla volontir del meditante.dalla sua di decisione non tornare indietro: egli dovrir insommainsistere "Chi durante Ia meditazione: con la tecnica.ripetendosispesso sono io?... Io non sono il corpo. io non sono la mente.ecc. Io porterll alla piir alta sono il 56". Questa autoinvestigazione in di dhyana. al nirvikalpa-samadhi. cui si smarrisceil forma e dal senso separazione Sd universale. si perdela distinzione di e la fra il conoscitore. conoscenza il conosciuto. la Per avvertireil 56 con ferma consapevolezza. mentedev'es' sere totalmente assorbita. introvertita (untarmukha-drtti) e "confinatanel cuore". Come si d detto, oltre all'ininterrotta meditazionesul senso dell'io. si pud utilizzare la tecnica del prandydma.del controllo del respiro. Nell'operetta La ricer' ca del S(, Ramanascriveche. per ottenereil controllodella mente, bisognacontrollareil respiro e che. per ottenere il controllo del respiro. bisognaarrestarela mente. Siamoinsomquello gid insegnato Patarijali da ma nello yoga tradizionale. (v.). Ramana descriveinfatti l'ottuplicesentierodello yoga l:2:l:2 e 1:4:l:2.Ma la persino ritmi di respirazione: suggerendo tecnica fondamentaledi nteditazioneresta I'atnta- dhyana, la sul meditazione Sd. non dellamcnte?Chi sonoio? La risposta Chi C il testimone di dall'avvento deveveniredalle parole,ma dalla realizzazione. che quella pura consapevolezza d per sua natura .tal-cir-dnandq Se lo (esistenza-ct.lscienza-beatitudine). strumentoabitualedella si conoscenza arresta (aiutato anche dal kev'ulakumbhaka, la per del sospensione respiro),il nrondoapparirhall'improvviso della mente. un sognofatto ad d: una proiezione quello che una visioneoggettiva ottene're occhi aperti.Se si vuole clunque attivitilmentaI'instancabile immobilizzare della realtir.bisogna su I'investigaziorle chi siamo.la mente Ie, E soltantoattraverso sorgono pud arrivare placarsi. a Quandodurantela nreditazione "A di pensieriestranei,Ramanasuggerisce chiedersi: chi si d questoPensiero?". presentato sono tre: la veglia,il sognoe il Gli stati abitusli dell'essere sonno profondo. Fra i prinri due la differenzad solo di durata, net sensoche la vegliadura piir del sogno.Nel sonnoprofondo nel abbiamoinvececonreun tuffo, un'immersione Sd originale: 248

tutlc le attivite sensorialisono sospese, anche se, purtroppo, non rrt'conserviamomemoria. L'advaita vedinta. cui Ramana s'ispir;r. consideraillusoria la dualiti di soggettoe oggctto, e la triade ,lr vcdente, vista e visto. (Gli stessiconcetti saritnno ripetuti da \isargadatta. v.) "Investigandosulla natura dell'io. l'io muore...e (()n es\o la sua falsa costruzione del mondo, che ha la stessa n:rturadei sogni. E morendo I'io. "muoiono anche ,tu' ed .esll. l.o stato risultante.che splendecome Essereassoluto.d il proprio \tirto naturale. il 56",. Ramana sostieneche ,.come un uomo si trrlfcrebbe per prendere una cosit caduta in acqua. cosi ci si tltrvrcbb€ immergere in se stessi.con mente acuta e concentrata, r'orrtrollandola parola e il respiro. e trovare il luogo donde ha , 'r i g i n e l 'i o " " . La meditazione. l'investigazionesull'io. non dev'esserefatta r)vviAmente utilizzandole parole. La donranda.'chi sono io?.' pud r'sse rivolta una prirna volta all'inizio dclla nreditazione. re ma poi tlev'essere "sentita", sperinrentata concrctanlente,senza pii forrnularla verbalrlente. Quando si realizzeri che I'ego non csiste, chc e una costruzione nrentale. esattamentecome il nronclo e l irltro-da-s6. quando I'eqo non avri piit ragioned'esistere.allora rirnarrii soltanto il 56 sotto forma di "Coscienza Assoluta'.. Fra i vari sentieri che portano alla liberazione (nroksu). il rrrisliore.secondo Ramana. d quello della ricerca del 56. Tratte_ rrcrrdoil respiro e concentrando la nrente su un unico punto, tlrcsta verri\ frenata. assorbitae linirir per estinguersi.La nrente, r r r f a t t i . n o n d r r i e n t 'a l t r oc h e i p e n si cr i c.'d i tu tti i p e n si e r i . i t pcnsiero'io' e la radice"-. Da dove viene questo io? eual i la sua ,rrigine'l Cercandolcldentro di noi. ci accorgere'nto che esso si tlissolve. "Dove svanisce l'io. li appare da s6 un .io dell'io'. Ouesto d l'lnfinito (Purnanr).", Conoscereil Si significaesserlo, tignifica aver trovato Ia propria vera natura, l'Esseresenzaprincilrio e scnza fine. I'ininterrolto sat-<'it-inanda. La ricerca del Si d il tipico sentiero della conosce,nza. dcllo nta ad esso Ramana aggiunge la tecnica yoga del 1rlunu-yogir. controllo del respiro. Se si medita incessantemente, ci si imse rrrergenel Sd. se si allontana ogni altro pensic'ro. allora si finisce ' Rrrrtrapa Mrrharsi. Opereuntplete. Llblltlini. Ronrl I977, p. 70. Ihid. Ihid., p. 71. Ihid., p.8t. 't h i d . 249

e per esserc S€. Questo 0 I'unico tipo d'autorealizzazione, ndnl il c'd modo di arrivarci con altri mezzi come per esempiola delle Scritture, la ripetizione dei mantra, il culto, il digiuno, il celibato e nemmenoattraversoil frutto di azioni virtuose. Perl "La Rama4aesistesoltantola via dell'autoconoscenza. stabiliz"'i Ia zazione della menteirrequietad il solovero pellegrinaggio, solarr e elemosina la sola penitenza."tBisognafissarela mente, che dt pii irrequietadi una scimmia(esempio classico vedinta), sult del Originaria.' Vuoto Infinito, sulloStatoPrimitivo,sullaCondizione "Tronca ogni rapporto di patria. rango, casta.e i suoi doveri, er pensasempreal tuo proprio stato naturale.""'Dobbiamoinsom.t, che' a che siamopura consapevolezza, ma convincerci realizzare siamoliberi, che siamobrahman.Non sarannole pratichetradi-. zionali, i rituali, i codici di disciplina,gli atti di devozionenelle anzi, tutte questecose chieseche ci porterannoalla liberazione; non sono che "funi per legare una bestia". ln ogni nostraattiviti, nello statodi veglia,di sognoe di sonno, e profondo, esisteun Testimone,il S€, che conosce registraogni, ma; mentale."Quel S€vedetutti spontaneamente, modificazione di di non d mai visto da nessuno cssi."" Il S€d consapevole tutto percezione,, desiderio. quantoci succede, ogni nostropensiero. di movimento del corpo e del respiro. Esso seguee sensazione, ma del registraogni modificazione nostroessere, non per questor questoTestimoneInteriore non ha ne viene modificato.Perch€ forma, imperituroed d sostan0 attaccamenti, immutabile,senza e ziato di essere,coscienza beatitudine.E il supremo advaita (non-dualiti), in quanto si identificacon lo stesso brahnun. E il , direttamente. ricercatorespirituale,lo jfiani, pud sperimentarlo si Il mondo esterno irrealee. se vieneinvestigato, rivela della i dei sogni. E una proiezionedel S€. come stessaconsistenza scompare.Non ha prova il fatto che, in assenza coscienza. di nello stato di sonno profondo, autonoma,svanisce un'esistenza senzaforma. senzaprincipioe secondo, La Realti d I'Uno senza senzafine, immutabile.Le molteplici immaginiche ci scorrono sotto gli occhi sono creazionidella mdvd, e fra esseprimeggia I'apparenza un ego individuale,separatoe definito. Mentre di tutto sembra mutare. gioire e soffrire. dentro di noi esisteun e nucleo di puro essereche d stabile, autocosciente beato. La e lbid., p. lo1.. tolbid.,p. 107. tt lbid., p. 127. 250

nrrivri, con il suo potere proiettivoe velante,crea I'apparenza di urrnrondomultiforme,ma la meditazione 56 fa dissolvere sul ogni vclo. ogni differenziazione, ogni masiheratura,ogni superficie, rcoprendo vistala Suprema alla Identiti, la CalmaAssoluta. Lo vogidevesempre sforzarsi controllare coscienza di (citta\.,,il la rcspircl devetrasformarsi mente.la mentein intelletto, in I'intellctto in testimone;e, conoscendo testimonecomd la pienezza il tlcl Supremo56 Senza-Qualiti, ottiene la perfettapace."r' si Il Sd e dunque, per Rantana,uno stato in cui il rapporto \()ggetto-oggetto si annulla. Esso l'Immutabile 0 Vedente come e. t;rle.nrtnpud essere oggetto dellacornune c()noscenza. pud non ,,Chid che vede csscre percepito qualcos'altro. da chi?...Da che cosapuo essereconosciutoil conoscitore?"rr mente non ha La (luestopotere perch6d anch'essa prodotto clellamrj-vri: un bisogna percid escluderla giungendo. attraverso meclitazione. la a rctlizzarela propria identitircon il.56. Ramanacercadunque di interpretare propria esperienza la :rttraverso schemidell'advaita gli vedilnta,Ia scu<lla pensiero cli cheebbeil suo massimo esponente Sarhkara (v.). Non d detto in pert)che tale filosofiaesprimaesattamente I'esperienza originale clel grande mistico. Anzi, a voltesi ha l'impressione le categoche rie mentali utilizzate Ramanacontengano da con un notevole sfirrzo suaesperienza risveglio. la del Una sinrile impressione pud comunque generalizzata, senso I'esperienza essere nel che mistica non puo venire espressa cornpiutamcnte clal linguaggioe dai nostriabitualistrumenti culturali: d sempre abisso vi un che non pud essere colmato.Come s<lstiene Frits Srualnella sua opera Introduzione ullo studiodcl mistici.rnutr,, d clettoche i mistici non possiedano miglioriteoriesul misticismo". poi non "le Se ;xlssiedono una buonacapacitir espressiva una lruonacultura.d facile o cheutilizzino teoriepreconfezionate. D'altronde. sonoi primi essi a sostenere nessuna che teoria pud spiegare praticaclellamedila tazione. Anche se Ramanavissequasi semprein un ritiro ai nrargini dellagiungla.riteneva possibile conciliare lavoroe meditazio;e, impegni sociali ricerca Sd.Anzi diceva soloi principianti e del che clevono riservarsi tempoper la meditazione, del mentrechi d pii
t? Ibid., p. 111. rr Rama4a Maharsi, Chi sono io? - euaranra vcrsi sull'es*tcnza Sri Ramu4aGira. Ubaldini. Ronta 1977,p. tH. '' UbaldiniEditore.Roma 1976.

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progredito pud pernlettersidi vivere in mezzo agli altri e condurre una normale vita socialesenzaper questo perdere il contatto con il 56. Sos t c nev a inolt r e c he la ve r a n a t u r a d e l l 'u o n r od l a f e l i c i t i e fclici d un'inconsapevole chc quindi ogni nostro tcntiltivo cli csse're ricerca clel proprio Sd. in cui si trova la fonte di un'inesauribile beatitudine. Se il mondo d infelice e soffre. lo deve dunque alla sua ignoranzadel vero 56. Tutti gli uomini. anche i delinquenti e i peccatori. cercano istintivamente se stessi. Il problema 0 che si iclentificano nranierasbagliatacon il corpo, il cervello. la menin te. la personalitl, l'ego. Ma da clove nascequesto senso clell"'io sono". chi lo sosticne'lNon certo il pensieroche nc d un proclotto. Per scoprire qual d la vera sorgcnte clell'io. dohbitmo andare in realtl oltre la nrcnte. Questo significa conoscerese stessi. Non basta identificarsi con un corpo. una personalitit, una farniglia, una societi e una specieanirnale:tutto cid non pur)darci la nostra vera e piir profoncla idcntit:). che d al di li d'ogni definizione e rimarrir irnche dopo la nlorte. Quanclo il nostro corpo e la nostra mente sarannrl scontparsi. rimarrit Ancoril clualcrtsa.E questo qualcosirpuir csscrc cottttsciulotltti e tlrlt. A cliftcrcnza clc'llercligioni tradizionali. che fanno dcl Sd o dcll'aninra soltanto un articolo di t'ede. la ntcclitazioncafferrna cliretta. Dobbiamo perr) avere che d possibileflrne un'espericnza intelligenzae pazicnzaper inclatare a fondo, c n()n acc()ntcntarci dei se dclle apparenze.Sc saprcnlocs-scrr: buoni ittvestirlirtori, non ci fernrererno alle prinre ilifficolta o ai prinri indizi. la veriti salterir fuori. Dobbianro scsuirc il filo ctrnduttorc dcll'ideacome essildia urritc()nnotirzione scnsazionc"io sono" e' osscrvirre forrdamcntalealla nostra visione clel ntonclo.Non solo d il primo pensicro. il pensiero tilnclantc clell'inclividualitir. ma d anche il pensicro fonclantecle la ll'llteritii. Appena insolrrrna nostra mente per la prinra volta l'icleadi io, cclnccpisce anche quella concepisce dell' alt r o. M a c he c os ac ' l a r u ( ) n t cd i t a l e p e n s i c r o .q u a l d l 'e n t i t i r Che cosa succedequana-priori che ne pcrnrctlc l'csplicitazione'l do noi. percorrenckra ritroso la filogenesiclcll'io. ci accor{iarno che questo concctto c la rclativa sertsazioncpossono svanire? nel nulla. divcntcrerno pazzi'? Dove ci trovcrcnlo'l Sconrparircnto Nient e di t ut t o quc s lo. Q ua n c l op e r l a p r i r n a v o l t a r e a l i z z e r e m o che il scnso dell'io puo esserescavalcato.qullcosa sorgeri) dal profonckrclcl ntlstro csscree si impossesseru noi. "Qtrel qualcocli inqlese"va clltre sa" conle tlisseunu volta l{irnraru a un clisccpolo la m ent e: d inf init o. t liv ino. etc r n o . C 'i c h i l o c h i a n r ai l R e g n o d e i Cieli. c hi lo c hiar na I ' anir na:a l t r i a n c o r a I o c h i a n t a n oN i r v d n u e 252

,r(lil lo chianriar'o 'r''|r Liberazio'e."15 Dobbiamo dunque vi'cere I r r)iruradi perderen.i stessiabbandonando senso ir dell'io. l'('r(lclrdo sensodelIio. troveremo il invecenoi stessi: ecco la r, r rt. chehanno pet ut o ut t i i m aest r i. ri t AncheG esi aveva t o: det \e t;ualcuno vuol veniredietrodi nre,rinneghi stesso... per_ se , lrcchi vu.l salvare suavita Ia perderi,ma ihi perdela suavita la t'('r irnrormio e della veriti la salverir" (lltarco,g,34); e poco definitoSatana l,runaaveva coluiche.'pensa secondo uomini,,, gli ( onre a dire che il vero ostacolo sul camminodeila veritd d I irl)l)resentato pensiero cheper entrare Regno Cielid dal e nel dei rreccssari o are di I i del m cnt ale. ancl al In conclusione, Ramana per Maharsi, meditare significa guar_ rlrrre punto piit prctfondo nel dellapropriainterioritA. Fissando a Irrrrgo I'attenzione seguendo e I'originedel pensiero, questosi \l)cgne comeuna candela. Comesuccede sonnoprofondo,il nel pcnsie vienesospes<1. non vi d nessuna ro ma perditadi coscienza; rr'zi la consapev.lezza dai lirniti della strettaindividualita, esce rlrrllaprigionedell'egoe della mente,e, ritrovandola propria ni ttura, espand e cosm oint er o. si al Parlando dell'investigazione ..chi sul sonoio?'.vieneallamente il fanrosoargomentodi Cartesio:cogito,ergo srurr.Sia Ramana cheil filosofo francese preoccupano sc.prireda dovenasce si di il scnsodell'individualitir. quale differenza approccio Ma di e di conclusione! MentreRamana rimanda un essere grande ci a piir e ir unarealti piirvivae piirautentica. Cartesio rimane irretitonella I.gicagranrnraticale. Intatti il senso dell'individualita ci viene che cllll'arcomento cartesiano nasce realtl da... un.esigenza in gram_ rnaticale. fatto ciod che dobbiamo dal assegnare determinato un sosgcttoal verbo (io penso.io sono). Appena formuliamoil concettoverbalnrente. dobbiamoassegnare soggetto, gli un un cgo. Non possiarncl farne a meno, d un.esigenza Oeii tingua. Dunque,con questo sistema non provianro nulladellarealti]ma soltantole regolelogicheche avevamo stabilitoin precedenza. Una confernra piir che per conoscere reartir in ra urtimabisosna prescindere dall'intelletto comune.

r: Paul Brunton.India segrctu, Armenia,Milano 197.1. 173. p.

l4 La meditazionesecondo Yogananda Paranrahansa

L'Atttobiografia di uno vogit di Paramahansa Yogananda (lli93-1952) ha introdotto negli ultirni trent'anni generazioni di dello yoga. presentandonei vari lettori nel mondo affascinarrte all'organizzatiaspetti.dal folcloristicoal religittso.dal nretafisico (o tanto di vo. in un sincretisnro dottrine che acctlntenta scolrtenta) l'occidentaleche I'orierrtale.Nella prirna parte. che raccontaI'infanzia e I'iniziazione dell'autore. viene descritta la caratteristica spiritualitirdell'India. compostadii culti indir. guru clotatidi poteri straordinari, asceti erranti. fachiri. yogi, dottrine esoteriche, guarigioni miracolose. stati d'estasi. visioni. ecc. La vicenda di Yogananda si intreccia con quella del suo nlaestro Sri Yukteswar Giri (morto nel 1936),un uomo alto, ascetico,avvolto in una vestecolor zafferano,con i capelli lunghi e ricciuti e un'espressione solenne, e con una folla di personaggimintlri che si rivelano uno piir eccezionaledell'altro, tanto che l'Autobiogrulia si trasforromallzo. ma in una sorta di favolost-r Yogananda d un paeseche Ma I'India in cui vive Paramahansa escegiA dal mito per entrare in una storia che si ricollegaa quella dei paesi occidentali, i quali prima la dominano materialmentee poi ne sono conquistati spiritualmentet.ll banrbino Yogananda, figlio di genitori religitlsi. subito attirato dalla speranza di consecosmica"'. fugge da casaportandosi guire "l'estasidella coscienza dietro solo una cclpia della Bhaguvad-Gita e ull ritratto del garu di suo padre (e dellcr stesso Yukteswar), Lahiri Mahasaya t Astrolabio. Roma 1971. 2 A qucstadiffusioncdella cultura oricntale in Occidentchlrntroanche tibctanaa scguitodr-ll'invasione I'csododell'intellighenzia contritruito dcl cincse, I'occidcntalizzazioneGiappone. e I Yogananda, cit., p. 37 (nota l). op. 254

r l s J l {- l f i 9 5 ) . e s i d i r i s e ve r so i n to n ti d e l l 'Fl i m a l a ya , o vc vi vo n o d \ r r r r c . r n ( / l r i ( a s c c t i c he so n o tu tt'u n o co n i l Si . sn 'c) . Ee l i n o n .rrrrverir nrai a clestirrlzione. in conrpensoincontreri)trna f<llla nra , l r \ t r i l ( ) r ( l i r ) l r i v c {{e n ti . g u i r r i to r i . scr l ftr r( a n a co r e ti e r r a n ti ) e , 'r r r r r1 'r i i o n t c n o i l l u n r i n a ti ch e se n r p r ep i ! i n fi a n r n r a n ol a su a t rr(.rrtcc lo ctrnvirrcorro dclla sua vocazionespirituale. La galleria r l t 'rf ) c r s r ) n l u t id c s c r i t t ii ' u n a d e l l e p i i r i cch ee sti n r o l a n ticl r e n r a i , r s i l l r ) us t i t t c p r e s c n t i ltcd a u n a u to r e i n d i a n o e h a g r a n d e m e n te a tluell'opcra didivul{azione che Yoganandasi propo;,::ll:i.,n"',. ()rrnai studerrtclicc'ale.egli conosceil guru M;rhasavache gli lrr()cula una pnnra esperienza cli sunuidhi e gli predice la sua rrrissione un paeseoccidentale.Ma d solo l'incontro con quello in , he sarii il suo vero istruttore. Sri Yukteswar. che lo porteri sulla strada giusta. Egli lo riconosceinrnrediatanrente: si pregli \entA un uonrti sinrile al Cristo. corr la veste color ocra detli ,rt'ttrni. ll ntacstro gli concede I'iniziazionee poi gli inrpone di proseguiregli studi unive'rsitari Calcutta. In cluestonr<tdo yogaa r r l n d a s v i l u p p a s i a l a vi a d e l l o yo g a si a l a vi a d e l l a cu l tu r a e rlcli'organizzazione socio-religitlsa. prcparandosi a realizzare tluellasintesifra misticisnrr) sellsopratico che sari la sua carattee r rsticae un po' la carattcristica tutti gli vogi che intraprenderandi n() lo stessopcrcorso India-Occidente.Dal suo maestro. egli apgrrc'nde basidi quell'insegnanlento si fonda sull'autocontrolle che Io psicofisico. sulla sublirnazione desiderie istinti. sull'inrpersodi nllita e sul sincretisuro religioso. I ricclrdidi Yoganandaci dipin{ono I'an'rall di Sn Yukteswar conle una vera e propria palertra filosofica dove si discute di tutto e ci si prepara sia alla vita tlcllo spirito chc a quella tcrrena, cttn un equilibrio, unir passione, una sagsezzae una curit.rsitd intellettuale che ci riportano alla rrrente iprimi filosofi greci. Il nlaestro ha anche il potere cli procurargli, con un senrplicetocco al petto. uno stato di sunndhi rrr cui egli si scnre arrcstare il respiro, allentare i vincoli fisici e potenziare la consapevolezza, capacitl di visione e il senso di la l)catitudine. Le tecniche insegnateda Yukteswar e poi da Yogananda sono cluelledel /<ria-yoga. un'anticadisciplinariportata in vita nell'lndia moderna da Lahiri Mahasaya,il cui ntaestrosarebbestato il nritico Babaji. definito dallo stcssoYogananda come il "grande Yogi-Cristo'' dei nostri tenrpi. un uvu6r che vivrebbe ancora oggi irruna re_eione dell'Himalaya. insiemecon altri ntacstriilluminati, e che invierebbe, in cornunionc costantecon il Cristo, "vibrazioni

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tecniche delSi all'intera umanitri. trattadelleantiche redentrici" e i intesoa risvecliare cukruspirituali a prolo yrrgapsicofisico. in del rnuovereI'esperienza nirvikulpa-suntudhi'. pii vi d una della c religiosi cristiarti un'interpretazione fusionccon elenrenti sessuale: Dio cadutadell'uontoncl scnsodi una trasgressione alla consentito printacoppia (ovverola Coscienza divina)avrebbe perchd di umanadi godere tutti i piaccritrannequellodel sesst'r. animalee li il quest'ultimo avrebberisvegliato loro subcorrscio avrebbeproiettatiin un mondo dorninatodal dualismoe dai psico-biologici. spiegano cosi la cottcezione Si condizionanrenti raccotnandazione di la di sessuofoba Yogananda, suil costante Dio il scssuali. suoinvitoa cclnsiderare siacome evitare tentazioni Va padrecheconre nradre una certasuaandroginia. comunque e in la d precisato nell'induisnto sessualitirstatavissuta maniere che valorizzazione tantrismo del si infattidall'estre'tna opposte: passa o un di ntoderno uno Yogananda, Rimakrishna al puritanesimo u n Ga n d h i . si gli Mentrescorrono annidel suoapprendistato, moltiplicano da i viaggi gli incontricon uoministraordinari, cui e le esperienze, (visioni. guarigioinrprovvise prodigi ognigenere di apprendiamo e di di ni, dimostrazioni chiaroveggenza,telepatia di bilocazione, yogiche. Con moltafatica tecniche ecc.)e nunrerose statid'estasi, provvidenziali suonlaestro, Yoganandel intervcnti e non senza degli monastico ed a la da riesce prendere laurea entranell'ordine f.ra swanri.(La dift'erenza swanrie yogi sta nel fatto che il primo d un in sostanza monacoche dipendeda un Ordine religioso.) un egli intraprende lavoroorgadi Su suggerimento Yukteswar, yogaa Ranchi, unacittirdel Bihar una fondando scuola nizzativo, impartitos'ispira L'insegnamento migliada Calcutta. a duecento fra dei all'ideale educativo rsi vedici,e si tbnda su un'armonia (agricoltura, pratiche conrmercio materieaccademie discipline (dsana ed yogiche sia che agiscono fisicarnente che) e discipline (tecniche meditageneratori sia d'energia) spiritualmente esercizi ti v e ). egli riceve spirituali, e Dopo altri incontri,esperienze scoperte I'invitoa partecipare comedelegato nel un giorno(siamo 1920) in di internazionale liberalireligiosi dell'tndia- a un congresso gli Yukteswar rivelache C stato America,a Boston,e il maestro del I'insegnamento prescelto Babaji per diftbndere dallo stesso inizia la sua missione in kriya-yoga Occidente.Cosi Yogananda da e negli Stati Uniti, che lo porterAa conoscere a farsi conoscere a in a conferenze ognipartedel paese, migliaia persone. tenere di 256

rorrrpiere viaggiin Europa, a far opera di proselitismo, fondare a rr(rcrn.chiesedi "Tutte le Religioni" e associazioni la diffuper rronedell'insegnamento siain America(ta Self-Realization yoga I el l ow shi p) ia in I ndia. s Scopodella suaopera d quello di far conoscere /<nva-yoga il al rrrrrggior numeropossibile persone, di nellaconvinzione solo che In questomodo potri tornaresullaTerra un periddodi pacee di irlrbondsnra gli uomini potrannorealizzare loro intima natura e la rlrvina.Questotipo di yoga.concepito direttamente Babaji per da yoganandasia lir salvezza mondo, d I'unico che secondo del tonternplatodalla Bhagavad-gita. tratta di un insegnamento Si sia religioso che pratico.Krsnastesso, sapendo che ogni conorccnzateoricad insufficiente risvegliare "a I'uomodal suo doloro s()sognodi un'esistenza separata"., indicd i mezziconcui I'uomo avrebbe potuto padroneggiare proprio corpo,la propriaenergia il psicofisica. raggiungere e uno stato di estasi..immobilec senza respiro" che permettela conoscenza Dio. Tutti i santi. anche di quelli occidentali come santaTeresad'Avila, hanno realizzato tale stato d'unione mistica, e quindi lo yoga rappresenta una tecnicaapplicabile all'interaumanitir,indipendentemente dalle diversereligioni. Poichdla schiavitr) karmicadegliuomini. il loro statodi asservimentoe di condizionamento, originenel desiderio ha dellamente, lo yogideveinnanzitutto acquisire controllo quest'ultima. il di Ma siccome I'attivitdmentalee la vita stessa sono intimamente connesse rl prana, la tecnicayogicadovri arrivarea controlcon ..Lo larei movimenti respiro, del fino allasuasospensione. stato supermentale libertd dall'illusione I'esistenza d che dipendadal corpo e dal respiro."r Yogananda non cita solola Bhagavad-gita, ancheI'Antico ma e il Nuovo Testamento.affermandoche la tecnica yogica fu istituita da Dio stessoe fu utilizzatada tutti i grandi mistici e anche da Cristo. Mediante gli esercizirespiratori,il sanguesi libera dell'anidridecarbonicae si ossigena. rinvigorendocosi le cellule,i tessuti i settecentrispinali.Lo yogi progreditoriescea e trasformare sue cellulein pura energia, le sull'esempio Elia, di Gestr, Kabir, Patanjali, san Giovanni, san Paolo e altri santi. Esisteuno strettorapporto,di tipo matematico. gli stati menfra tali e le variazionidel ritmo respiratorio.La concentrazione, la a lbid., p. 439. 3 lbid., p. 442. 257

fissiti:r dell'attenzione,corrispondea un rallentamentodel re:ipiro; l'atitazione e la dispcrsionecorrispttndorloit ur'trespiro affartnoso. Cli animali che hatrno ritnri respiratori piir veloci sono pit irrequieti e vivono cli rneno: quelli che respinttropii lentantente (per esenrpitt la tartarugit gigantc che respira quattro volte al nrinuto) sono trrii ltlngevt. Costnicai dunque letato alla padroL'accessoalla Cltlscicnza nanza del respiro. Non si tratta perd di linritarsi a trattetlere il fiato, ma di arrivare nulurulnrcntead arrestare la respirazione. tsisognaintrovertire tutta I'cncrgia vilale. normalmcnte utilizzata al dai sensi,sottraend()la ctlrpo. che cosi rintatreinrntolrile.come morto ("lo rnuoio ogni giorno" dicevasrtnPuolo). Neutralizzando le ccrrrenti di prirru (inspirazione) e apdttu (espirazione). e concentrlndosi ncl punto fra le sopracciglia.lo yogi otticne il controllo nrentalee puo quindi partire nel suo viaggio alla ricerca di Dio. In questa tecnica i anchc cotrlprcsala nteditazione sul fanroso,nuntru AUlvl (o OM o AMEN), che rapprcscntail clivino Suono Origirrale, il marchio sensitriledella creazitlne. Lo yogi t un uonro r:hesi i liberato del lcganrecttrporeo. Nella v it a di t ut t i i gior ni. il f luss o d e l l 'c n e r g i a v i t a l c e d i r e t t o v e r s o l'esterrro,pcrdendosinelle varie attivitit sensoriali.Con Ia pratica si del kn_l'a-yoga inverte la direzione del f'lussoverso I'interno e poi la si sposta ntcntalnrenteattrilverso i centri spinali fino al cukru. Anche I'uotttttche dclrnredivt'nta in un certo senso settirrro corporea: uno yogi. perchd si libera osni notte dalla dipendc-nza nelle Upani.rurl. tratta del quarto Si idea questa che i giir espressa stato (/rri.)'d) che si identifica con il sonncl scnza stlqni. bisognaarrivare a controllare la Per ottenere la realizzaziorre. mente attraverso la forza vitale. Questa d la "via pii facile, etTicacec scientifica per giungerc all'lnfinito"". Tale facolti di distacco dai sensi, tale capaciti di interrompere, concentrare e psicofisica e dirigere la corrente vitale, i la via della realizzazitlne permette all'uomo di liberarsi dalla schiavitirdelle azioni passate (karnu). dcll'ambiente. del corpo e dc'lla naturn, pL'r ricongiungersi alla propria anima "regale". Scopo di queste tecniched di farci riconoscerce sperinrentare che il nostro vero essere"non d incatenatonf all'involucro fisico, dei ntortali all'aria. alle n€ al respiro, sinrtrolodell'asservintento coercizioni elementari della natura"'. ma 0 in origine sostanzial6 lbid., p. 230. 1 Ibid. 258

, rrtt'lrbcro. Yoganandadicevache il corpo d come un centralino , l,rnic()c chc i cinquc scnsisono come i telefoni che ci mettono \ r , n l u n i c i l z i ( )n c n i l n r o n d o : l o sc<t1 to e l l a m cd i ta zi o n e d co d l ( l u f ' ( l u c l l o d cl l 'i so l :r r n tn tosen so r i a l e ( p r u tt,d l r u r u e d e l l 'i m ) r s r o r l l 'p g l l i l b ca ( i tu d i l l e d el l a co n d i zi o n e d i vi n ;r . L o sta to d i , r r r l l l r i o l ) c i 'gi i d cr r tr o tl i n o i ;si tr a tti r so l o d i to g l i e r c i l ve l o r', lo c()l)rc: qucsta i la reirlizzazione cui ha ofigine I'estasi da i'r lluirlc. il sunuidhi,ossia quell'esperienza intensissima di felir r . re ( l i s u p c r c o sci cn zai . cu i "si vcd o n o cl i i n n u m e r e vo l in r o n d i n 'L r i l u i i l 'c i n u r r v a sto sp a zi o d i g i o i a e d i b e a ti tu d i n e "* .C <l n ce n , . r n ( i ( ) sn c l " t c r zo o cch i o ". n e l p u n to fr a l c so p r a cci g l i asi r i sve i , t r , rl r r l l r c o l t i ri n tu i ti va d cl l 'a n i m a , i l "se sto scn so ", ch e p cr n r e tte l r 1 r 1 '1 c c 1 1D i g "i n n a n zi tu tto n e l p r o p r i o te l n p i o ctl r p o r e o ",. i1o Youananrlae ra convirrto che esistesse trn'uniti fondanre ntale t r , r l 'i t t s c g n r t t n cn ttt r i g i r r a l e d i C r i sto e l o yo q a d cscl i tto d a o l . r s n r r r r c l l i r l l l t uu u vu i l - u r ti . Pe r q u csto cg l i d cfi n i va i l ccn tr o rr,r le strlrrircciuliir (Krrlrr.sthc Clutitutl.u)corne sc.de clcllaCoscicn. . r ( 'r i s t i c u . I ) c r l r r i va r t: a co n o sce r eD i o . p e r p cn e tr a r e n e l l a l , 'n l c i n t c r i r r r ct l el l u Vcr i ti r . e \n cccssl r i t- r ) n ce tn l r si i n te n sa r n e n c( n "si ', e r t l u t t q o , b i str r l tl l t .l i "'cn ti tr c r n i l i a L u i ". E, p e r d i 'cn ta r e r r r r r i l a I - . r rd o b bi u n toi n te r r o r n p cr ci fi l i d cl l a se n si b i l i ti e ste r n ae i i r L r r r i s i t l i r ct u t t l la n o str a cn e r g i aa ttr a ve r soi ce n tr i sp i n a l i fi n o a l ',tlttttriru. il loto dai nrillc petali situato alla sornmitl del cervel,'. l)urtroplto. com'i scritto in Mutteo (26, 4l): "Lo spirito d i 'r ( ) n t ( ) .r . r l tl a c t r r n ei d e b o l e ". C o m u n q u e n o i a b b i a m o i l p o te r e ,li liberurci da or.lrri linritazionee condizionatnento,'.per espander r ' l l r n ( ) s t r l c o sci cttzasu tu tta l a cr ca zi o n c"r ,. r\nclrc Pcr Yoqananda la vita ha la consistenzacli un soqno, rr)sr (fi crri possiarl<-l accertarci nel suntidhi e nella morte. In ntrlnrt)i i clsi. si sl)erimentache d possillilc libcrare la coscienza ' ,frrllrr y()ga. [rrisioniu rlel corpo: leit-motivdi tutto l'insegnanrcrrto l'elciti i vlri lcgurni terreni, e in particolilre l'attilccamento, il c di lx)sscsso il clcsidcrio beni e persone.ci allontananodal divino. ( onrc si notir, si tratta di una concezionere ligi<.lsa tipo tradiziodi n r r l e n o n n r o l t o d i ssi m i l e ,p e r ta l i a sp e tti , d a q u e l l e o cci d e n ta l i , . ..\rrchc altri suggcrirnenti, come quello di evitare le cattive comparlnic o i pensicri c i contatti con l'altrclsessoallo scopo di concenI). Yrurrnrrndu, L'ctcrru ricercudell'uonro, r\strolabio,Roma 19H0. l). 19. ' lltiil.. S. 1). " Ihid.. o. 11. 259

concepitoclassicamente trarsi unicamentesu un Trascendente come contrappostoal Materiale, al Mondano, ci fanno capire perch6questoyoga del controllo (e dunquedella divinizzazione) a si dell'energia sia potuto trasformare, contattocon I'ambiente religiosoamericano,in una delle tante forme di devozionismo mistico. di d La partepii originaledell'insegnamento Yogananda quella della struttura dell'uomo e energetica legata a una concezione di "per convertirela dell'universo, all'approntamento tecniche e Cosmica"rr. materiain tbrza vitale e la forza vitale in Coscienza sia o dellacreazione, chesi tratti di un pensiero di un Ogni aspetto di sasso,d solo una diversamanifestazione un'unica "energia d vibratoria"divina. (Adattandoun po' i termini, questa la conceun'immaginazione zione della fisicamoderna.)Se I'uomo avesse potente,potrebbecrearedegli oggettimaterialisemabbastanza pensandoli. questoera appuntoil potereche avevaplicemente E no Cristo, Krsna e gli altri grandi avatar. di In origine, dunrlue,I'avversione uno yogi come Yogananda per versoil rapportosessuale solo una precauzione non disperd di dere la preziosaenergia @rarya) cui siamo costituiti e che invece utilizzataper favorire il controllo mentale e dev'essere diventaperd un divieto moralispirituale.In seguito I'evoluzione originale.Un tantricoo uno psicanastico,e addiritturail peccato primaria d far lista potrebbero notarechela sessualitd espressione pud esauriremolta pi[ della forza vitale, che la sua repressione pud e dellasualiberazione che I'amorepsicofisico generaenergia nel re pii prann di una fredda ascesi.Molto pii saggiamente, vienegiudicatain rapporto tantrismoo nel taoismo,la sessualith estatiche. alla sua efficacianel favorire esperienze sostiene fonte d'energia che Yogananda D'altra parte lo stesso non sono soltanto il cibo, I'acqua,il respiro o la luce solare: il prana E diffuso dappertutto e pud essereassorbito dall'uomo che d il vero centrodellasupercoil attraverso midollo allungato, cosmica, "paroladi Dio", la Da la scienza. qui affluisce vibrazione nel che poi in parte vieneaccumulata cervelloe in parte si distrii buisce,attraverso cakra,nellevarie parti del corpo. In tal senso di egli interpreta I'espressione Gesi: "Non di solo pane vive I'uomo, ma di ogni parolaQtrana)che escedalla boccadi Dio" (Matteo, 4, 4). Questa energia d immortale e soprawive alla tt lbid.,p, 71. 2ffi

\(()rnparsa corpo.per imparare affidarsi essa del ad ad facendo a rrrt'rr, "pane" e dell'aria,yogananda del consiglia metododi un rnctlitrrzione basato digiuno.privandosi qualche sul per tenrpo del rrutri nrento l i zzando e uti nellost esso m pola r nedit azione,oud te ii ,rrrivare sperimentare a cotne la vita non dipendadal corpo e (()rlc eslsta un'energia affluisce noi attraverso midoilo che in il ;rllungato. Comeprova,cita I'esempio santiche sonovissuti dei a Irrrrso senza mangiare, Cristochedigiund quaranta di per giornie t;uuranta notti. della misticacattolica Teresa Neumann c-he eeli \tesso andda visitare Bavierae dellayoginiindianaGiri Baia. in Anchela preghiera vienecttnsiderata yogananda da comeuna tccnicadi nreditazione. Egli non consiglia atteggiarnento un da supplice, mendicante chiede da che unaiariti. se le nostre richie\rc sonogluste. provengono profondo noi stessi. se dal di dobbia_ rno esporlein quanto esseridivini. in quanto figli di Dio che ll:rnnonecessiti esaudire desiderio. di un Naturarmente diffila coltiistanel riuscire capire a quando clesiclerio lecito.Seun un sia tlcsiderio sbagliato per di pir)restainsoddisfarto, d e rappresenta ull pcso,un germeche si depi-rsita nell'inconscio. costituendo un c.ndizionamento il futuro. anchenellesuccessive per reincarnazioni. Comunque. dice youananda. non sonoi desideri essere a sbagliati. la loro mediocriti.la loro Iimitatezza. visiterir ma chi unagrande fierainternazionale. scrive. egli non avrdpiirinteresse pcr una piccola fieradi paese. trattaquindidi capirequalesiail Si rostro vero oggettodi desiderio. l'obiettivodcll',.eter;aricerca dcll'uomo"'e di rnirare mort. in arto.ar nrassimo Iiveilo.anzichd disperdersi mille rivoli clelconsumismo nei quotidiano. Per essere veramente stessi. sviluppare propriaauten_ se per Ia tica personalitir. s.stieneyogananda.biiogna concentrarsi sul propriocentro.Solochi riuscirir montenere concentrazione a tale anchenel mezzoderleattivitr materiari potrirsentired'essere se stesso, non conllnetterA errori di comportamento eserciteri ed un'int'luenza sugri artri. Ir magnetismo della personalitd viene dall'interno; altri tratti dcr nostrocarattere gli sonosovrastrutture, dunquequalcosa inautentico. di Inoltrechi ha raggiunto questa continuiti di consapevolezza compiere potrir dellescelte non piir.basate sulla sernplice razionalith sui cinquesensi.ma sul o "sestosenso",cioi sulla supercoscienza. cosiddetto La supercoscicnza. vienesperimentata sonnoprotbndo che nel (ma non ne rinrane menroria) nellostatocheprecede o irnrneOia_ tanlerteil sonn. (nraanche si scivora clui subitoneil'incoscienza), si ottiene con tecnicheaclatte,mediantele quali i pensieri si
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acquietano,il corpo s'immobilizza, il respiro si ferma e si viene invasida una straordinariabeatitudine. In questostato si possono fare veri e propri viuggi fuori dal corpo; per esernpioci si pud pud osservilrcquanckr si dornte. a riprova che la supcrcoscicnza fare a nrcno del c<lrpoc dclla rncltte.Oltre a cssere"incondizionatan,entefelici", pensierie desidcri trovano intntcdiatarealizzitzio' innaltzitutto si realizza ne. Esistono tre stadi di supercoscienzit: I'uniti con il poterc creittivo (0.&/). poi Ia fusionc con la Coscienza Cristica ovvcr() con l'lntclligenza della crcuzittne(77t) e infine si raggiungela CoscicttzaCtlsmica (.Sat).rtl di li della creazione stessa,ncl "rcgrl() dcllo Spirito scnzll causil". Lc tecnichc di conccntrazionc dcl trila-yoga pernrcttono di scrrzltperdersi tteI nrondo accedcrc allo stilto di supcrcrlscicllzil del subconscio,dove si depositano i ricortli e da dove partolttl i lc sogni e il sonno. A questo tnottdtl :tppitrtcllgotl() fittltasiec le allucinazioniche si possontlsperilnctrtaredurantc la nteditazitlne nzu e che non hanno ntaggittrcctlnsiste dei stuni. Ncll:r c()llccntrazione. I'attcnzionc deve fissarsiiltatnovibilrncntcsu un unico putt' t o, per c hi, "nlc nt r c la t t it t ur at le l l a c r c a z i o t t et i l n t t l t t l . l a n a l u r a delkl Spirito i l'irnnrobilita"''. Pcr lrroccclcrenel citlntnilttl spirin()n sapcrsic()nccntrarc:"scllza coltcctrtrazionc tuale i esscnziale profonda, puo apparire troverctc nrai I)io"". Nella nrcclitazione ccrcarc di trattencrla e di tirndersicon una lucc interiore: bisoqrta essa:e la via che porta al divirto. Ma, per farkl. bisognaescludere in qucl nr()rncnt()ogni altra distrazitlnc'.ogni altro pctrsiero o lo youa di Yogananda d lo moto della coscienza.Conrc si "'edc. e stesso descritto dalla Blruguvud-gitti da Patarijali. La tecnica prinraria i basata sullu concetttrazit-lttc sull'arresto nrctrtale. e a L'cspericnza dclla superctlscicnzae assinrilabile quclla clclla morte; I'inlnlobilita fisica, la sospcnsionedcl rcspiro, il distacco sensoriale.l'arrcsto nrentale,la visiotrc dclla Iuce (siurbolo della diviniti'rin tutte le rcligioni) e infinc la visionc della vita cotne se si trattassedi un filrrt, sono in effctti le cspcricnzeche ci uttcnd()no dcl a[ r'nonrcnto trapasso.Si confronti a questoproptlsitoquanto C detto ncl l-ibnt tibduno dei nutrti.lnoltre, nella pace dclla ntediscoprirela ttatura intima dcllc cosc. per escnrtazione. d pt-rssibilc pio le sottili crlrrcnti vitali chr: scorrono lungo il corp()c chc sono alla base della concezionecncrgctica del Ari-ua-yoga.

| ,r creazioned uno spettacolo,un "film di Dio" e di conseguen,, lr.r trn:rrealti illusoria che ci deve inclurre a prendere le cose . 'n un crrto distacct'1, soprattutto quando ci capita di soffrire. ..Se ,tlrrtr' di calncro. non E uno scherzo. Eppure san Francesco t t r r r : r t l i r n a l a t t i e e a l l o ste ssote m p o su a r i va g l i a m m a l a ti e ', . r r . t i t l v a i m o r t i . L a su a g i o i a n o n p o te va e sse r g l ito l ta .",, Si gli ,!'tr('l)lrcr() anche aq-siungere esempi di Rimakrishnla. RaMaharsi e Nisargaclatta. tutti colpiti cla questo male e tutti ',.,rr,r ', . r r r r , r v i b i n e l l a l o r o co n ce n l r a zi o n e . li l ) r , r h u c r c a t o q u e s to "i l l u so r i o fi l n r d e l m o n cl o ", q u e sta "Su a ,'rrrrretlia".affinche noi si possa pcnetrarla. trascenderlae rag, .rucre l'unione crln Lui. "Ogni nottc. nel sonno, il ntondo viene 'rtt() sconlpilrire dalla nostra coscienza.perche possianlocom, r , r r t l c r cc h e l 'u n i v e r sr ) ti l te r i i tl en ttn d r ca l e .",, E n o n ci d i m e n n r{lurrn() che un giorno ci atldorrncntcrem() senza piU risvegliarci {t rprc\til J'crra. Tuttavia e difficile ttpporsi ai condizionamentie ,ll,' rrbituclir:i acquisite. perch€ ci provengono tla esperienzedi . rtr' lrrccedenti.E il konna del passatoche ha stabilito le nostre e 't t r t i r l lc i l r i l l t e r i s t i c h e cl u n q u e .i n ta l se n so .i l n o str o d e sti n r t.M a possihileliberarsi da questa influenza: il rnczzr-r la meditazioi r, Dobbianro convincerci che. essendofigli cli Dio, possiarno ,ul)e rlrc o{ni linlitazione. Cederc alle nostre debolczze.allc no. t r c : r b i t u d i n i . : r l l a n o s tr a p i g r i zi a . d u n i n su l to a l l a d i vi n i tl ch e d rroi e st'rpra noi. Non dotrbiantofarci donrinare dalla nostra di 'rr retlit:rpsictrlogica. socille e hiolouica. dobbiamo esserepadroni ,lr rrrri stessi. Dice la Blrugurud-titti: "L'uomo che possiede l , r t r t o c o n t r o l k r .c h e t i e n e i se n si so q g i o g a ti .ch e va e se n te d a rrrl itzi()trio rcpulsioni. raggiunqe l'initttaccabilcpace interiore" r I l . 6 . 1 ) .L l v i a i d u n qu e q u e l l a d e l l a r l e d i ta zi o n ec d e l co n tr o l l o ,lr tlcsideri crl ernoziorri. E la via dello yoga pii tradizionale, , l r r c l l o c h e R a j n e e s h de fi n i sce "r cp r e ssi vo " e ch c d r i p r e so d a , l r r r r s t u t l i i n t a e s t r i t ri r n n c i l a n tr i ci c i ta o i sti . i Sccondo Yogananda. l'intcro inscqnanrento dei rsi vedici pud , ':cre sperinrentirt() durarrtela nrc'ditazit'rrre: l'intportanted riuscirr'ir scpilritrcvoltlntarilrntcnte l'enerrliadalla ct'lscienza corpo. del lrr che nrodo ci si irrriva'JInnanzitutto bisognainrpurare a essere , oscienti clurantc il sonntt e a produrrc sogni a volonti. Poi l,iso{nu riuscire a "disinncstarei cinque sensi" durante kt stato di

': /birl., p. 169. 'r /brcl.,p. 170. 262

' lltizl..p. lS{}. /hirl.. p. lti.l.

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fatta duranteil sonno,in cui si sull'esperienza veglia, basandosi dalla strutturacerebro' ritiro dell'energia ha un temporaneo si del a la spinale. Infine,attraverscl sospensione respiro, impara "sperimentare nrortecosciente". Nellamorte.infatti,I'cnergir la dal vitalesi separa definitivamente corpoe. poichi d immortale, Ia in si ritira sul pianoastrale, cui continuerir propriaevoluzi In di fino al nronrento reincarnarsi. altri termini,anchol spiritualc sperimentare la significa per Yogananda. entrarein meditazione ombradi dubbi. I'esistenzadl cosi.senza morte in vita e provare dal corpo. Soltantochi si sari un io spiritualeindipendente le preparatoin vita a sperimcntare tecnichemeditativepotrl della duranteil "grandesonnodella morte" il senso conservare i propriaidentitir. altri perderanno frutti della loro esperien' Gli reincarna' ripartireda zeronellasuccessiva za vitalee dovranno vita. lo sarete all'inizio zione:"cid che saretealla fine di questa della prossima"'". nella nostraattualeesi' si I segnidelle vite passate affacciano le psicologiche. inclinazioni, le le attraverso caratteristiche stenza le le predisposizioni.talenti,le incapacitir, affinitii, i desideri, i ecc.Se un luogoo una perso' le paure,le propensioni. antipatie, gii li d na ci attiranoirresistibilmenteperch€ avevamo conosciuti innata alla Se in una vita precedente. riveliamouna tendenza musicao al commercio,d perchdsono attivitir che abbiamogil Ma anchealcuni tratti fisici o svolto in una vita precedente. per psicologici ritornano unavita all'altra: esem' da atteggiamenti stati uomini o degli occhi o il fatto d'essere pio l'espressione d donne; se oggi siete una donna che in precedenza stata un Jung e evidenti trattimaschili viceversa. Quando uomo,rivelerete (o maschile) ogni che parladell"'anima" femminile dell"'animus" cosa.E uomo (o ogni donna)si porta dentro, dice forse la stessa una certa anche Freud sostieneche in ogni uomo si nasconde percentuale femminiliti e viceversa. di Oltre all'universo La struttura del cosmo d tridimensionale. semplicecostituito mentale causale, o fisico,esiste universo un di di costituito puraenergia, astrale, mentedi idee,e un universo dal delleideenasce fattoche pura luminositi.Il pianointermedio I'universofu dapprima concepitonella mente di Dio come un pensiero.Nella morte e nel satnudhi,E possibilecompiereun sul ossia viaggio pianodelleanime.Questitre un viaggioastrale,
t6 lbid., p. 221.

l,r.ilu s()lto contemporanei e paralleli. Quindi esiste un corpo l,.r((). r.rn corpo mentale e un corpo astrale.A chi si trovi in stato lr p11rl1;11d1 meditazioned possibilevedere la folla di aninre che I'universoastrale.Lo yogi avanzatopud entrtre e uscire r" '1'ol;1rr1) , , ', r r t . r r t c n r cn te a l co r p o . d \t'eondo Yogananda esistonodocumenti che Cristo sia vissuto lrrro;r diciott'anni in Oriente, assinrilandone irlsegnantcnti. gli Per ,1rrt'sto motivo esisteun notevoleparallelismofra gli inscgnamenti 'ltr Vungeli e quelli della Bhagavad-gita. I rnisteriosi tre rnagi, , lrt' :rndarono a visitarc il bambin Gesir guidati dalla cometa, .,rrt'trberostati appunto tre srandi maghi. tre saggi orientali, successi.ranrentetrascorrerei a I'rt sso cui Cristo sarebheandatt'r I'rrrni :rnni della vita. Perfino il nome Gesi. che deriva dal sreco l , r h u a ( G i osu e ) , e a ffi n e a l l 'i i a ( p r o n . Isci a ) o tsva r i ( Si r,rrorc) dell'lndia. lnoltre l'appellativo"Cristo" coincidecon quell , r t l i " K r i s h n a " o "C h r i stn a ". Yoganarrda considera Cristo un trait-d'union fra C)riente e ( )cciderrte,un avaldr, una divina incarnazione. un uonro chc, ,lopo aver raggiunto I'unione con Io Spirito. torna sulla Terra per . l u l a r e g l i al tr i u o m i n i a l i b e r a r si . C r i sto e Kr sn a so n o ..d u e ,rlrrtrjr'della stcssaVcriti", avcntkr entrarrrbisostcnutoche scopo ,lclla vita unlana d espanderela coscienza urrirlaa <;ucllacosrnie t i r . " l o e i l Pa d r e m i o si a m o u n o " ( Gi o r '. 1 0 .3 0 ) ci i ceGe si . e l e I'1runi^.sud affernrano:"I'ut tyatn a.ri(Tu sei Quello)". La via della rrrruncia.del non-attaccantento frutti dell'azione, \'icne sosteai nuta tanto da Gesir ("Non siate troppo sollecitiper la vostra vita. tli quel che rnangereteo berretc, ni per il vostro corpo. di quel r'lreindosserete"IMut.6. 25]. "Cercirtepiuttosto il regno di Dio. e I u t t e l e a l t r e co se vi sa r a n n od a te i n p i n " IL c. 1 2 . 3 l l ) . q u a n to d a Krsna ("Abbandonando I'attaccilmento ai frutti dellc opere. i sirggisempre paghi, indipenderrtida riconrpensemateriali, non eonrpiono alcuna azionc che li vincoli. nenlmeno in ntezzo alle ;rttiviti" lBhagavad-gitA, IV, l9l). Mediantc la concenrrazione e la nreditazione profonda. medianteil distaccodal ntondo uraterialc, I'uonro diventa uno yogi, realizzandolo stato ,Jisanwdhi, cioi, di unione con la CoscienzaCristica o di Krsna. Meditare d realizzareche siamo urro Spiriiri incarnato. un'anirna. entrando in contatto con il Creatore dell'cncrgia vitale. Gli csercizi di ricarica pranica e le isanu sono utili pcr percepire in rroi stessitale energia e per arrivare a corrtrollarla.Questo ci d permessoperchd anche noi sianro figli di Dio. anche noi sianro dii. Ma dobbianro imparare a "coltivarc la coscienza dello Spiri265

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to" dopo averla distolta da ogni altro interessee concentratain sia un'unica direzione. Possedianr<l la capacitirdi farlo sia l'occagettati fuori a calci dalla sione: non dobbiarnoaspettare"di essere morte". Lo "1,1v*u la scienzaclel trovare Dio"'- in questa vita, iuna scicnza che ha elaborato tecniche precise. Quali sono queste tecniche? Vedianrone alcune tratte dalle Lezionit' di .rx'anri Krivananda (Donald Walters). un allievo di Yogananda. Incorninciamodal sistentadi respirazioneHong-So, Si che e in realt:\una tccnica di concentrazione. tratta di irdottare di un ritrno inspirazione-lumblruku-espirazione 20-20-20oppure da di 12- 12- 12. r ipet e r e d a 6 a 1 2 v o l t e . O u a n d o s i i n s p i r a , s i imnragina che il pussagqiotlell'aria procluca il suono Hong. e quando si espira. il suono So. Bisouna concentrarsi dapprirna sull'ornbelico. sulla citssatoritcicit t't sui polntoni, e in segtrito, quar r c loc i s i s ent e piir c a l n r i . s u l l 'e n t r l t l c u s c i t i t d c l l 'a r i a d a l l e l'arlertura del Centro Cristico narici. lnfine si rlevc visuirlizzirre (ijni-cukru\. posto in nrezzo alla frontc. fra le sopntcciglia.Di tanto in tlnt() bisognapercepirele tensioni nruscolariper rilassirre ogrri parte clel corpo e, nelle pirusedi kurttltiruka.si put) ripetere senlprc posta nlentillrrrcnte suorroOlvt. L'ilttenzione dev'esserc il irr alto e put\ essercproluntuta anche pcr un paio d'ore. Questa che deriva tecnica ha kr scopo di uccresccrela crtnsitpevolczzit dafla lrrtrrruncil dei nruntru c put) scrvirc ctlnrc prelinrinitre alla rneditazione vera e propria. tlelLe isurru consisliateda Krivanlnda sono quellc cllrssiche l'hathavor:a.E.glisostiencche chi possicdentctnbrit indurite sofitl fre unchc cli una ccrta risicliti ntcntalc. ctln tcnclenza tioguratis nr o. I r r olt r e l: r t c ns io n ee l o s t r e s sa t t i v a n o n e l c c r v c l l t l l l r r 'i t r e a di corrispondcnte.provocandosituazirlrti nevrosie d'insonnia. La ricarica energcticl avvicne duritntc ltt stiritntento clelle risanc. L'attcnzione concentrata potra poi l'x)rtilre l'energia nelle varie parti del corpo. Il nr()rnentornigliore per la nrcditirzionci quelltt che sctue gli cscrcizi delle risarra.Il suo scopo e quello di rrcutrllizzare Ie t lut t uaz ioni dc lla c os ci e n z a( s c c o n d o l a d c f i n i z i o n e d i P l r t a n j a l i , che nasctlv. ). con particolirreriguardo per i scntirncnticlualistici . no dall' c go. c onr e at t r a z i o u io r c 'p u l s i o r t iL i b c r a r s i d a l [ 't e n s i o n i in e dalle disarnronicd conrpito clcll'hathayrxla. cui rictttrit .rnche la tccrrica clel pritttiy'tittta. Le varie ri.srrtrt e la respirazione t' lbid.. pp. .176-.177. prutit'tt. Rtlrna1979. di Ediz.Mcditcrnrncc. '' Krilananda.Lt':iorti t'tt{u 266

,,nlr()llittilhanno lo scopodi renderciconsapevoli"dci rlitvirne'n', , l r 'l l 'c n c r g i an e l co r p xre d e g l i e ffe tti d e l l e p o si zi o n i su i n to vi , r r r l i 'r " . U n e se r ci zi oti p i ctt tl e l l r n .r r - vo g ai q u e l l o d i te n d e r e . t , '1 ', rl 'i r r s p i n r zi o n e . u e sto o q u e l m u sco l o o p p u r e i l n r a tg i o r q , , r r r r 'r 'o o s si b i l cd i r n u sco l i .e p o i d i r i l tsci a r l i cl u r a n tel 'e sp i r a p r r 'n e n r :l d up l i ce i n tcn to d i l i b e r a r sid a l l e tcn si o n i i n vo kr n ta r i ee . . l , r r t l r r i c a r si i e n c.r u i a n u tu r a l n r e n te'a tte n zi o r r e e v'e sscr e e n d : l d b "n(clrtriltil su cir) che uvviene ncll'organisnro psicofisico. Nel , , r r r r r r l c l p r i n d vd r n u . h i so g n a e vi ta r e cl i i r n n r ctte r c tr o p p o o sr r , (r ) o ( c i ( ) dtr o p p a e n e r {i a ) i n u n r l r g u n i sr l t'r e b i l i ta too co m u n d l u ( ' n o l l u b i tu a to . i n q u l n to si a vr ch h e n r e ffe tti n cg a ti vi . Gl i , ,t'rcrzi clevonoesserefatti c0n gradrralitiie lu rcspirazit'rne tlc'v'cs, rt' lcr.rtu. cltlml c' proforrda. fino acl arrcstarsi nutur:rlnrente. I In :rtrsilioirll:r nrcditazione pur) csscre la col)cct)lnlzi()llL' su () , , r r r n r r g i r r il i) t( ) g r a fi e i r n tr cstrch c si i r n r n r i r u n riln n r o d o p :r r ti co d i : r r e ( t s a b l j i . C r i sto . Yu kte ss'i tr . Ytr g i r r r a n tl uccc.) , ce r ca n d ttd i . r r r l o n i z z u r si n i l l o r tt sp i r i to e - cl co cvcn tu i tl tn e n te i ccl e n d o ssi ch a . l ( l 1 Z lC l ) r ( )te Zi ( ) n e .tt C ( ) n sl r p cv0 l C ZZl r e u n C ( ) n C C tt( str a tl L non il ) t , '. n l l ( l i l ) r n ( l c "tl a l l u q u i tr r ti tl e r l tr l l l d i r czi tr n c"d cl fl u ssod cl l 'cr , r u i i l \ i t l l c . Qu l n cl o si c fc'l i ci . l tcr cse n tl ti tl . I'cn e r q i l e l a , ( ) i l s r r p c \ 'o l fzzl n cl o n oa r l i r i g cr sir cr str l 'l r l to . Qu l r D d osi i stl r n te . l r i o i n f c l i c i . u vvi cn c i l cr r n tr i r r i o c u b b i a m o I'i n r p r cssi o n e 'cssc. d r r '\ u o t i . D i l r l u cste p r cr 'n cssc. cr i vi l n 0 l e tccn i ch c p e r ccr ci l r e tl l vcr I 'r i r n l r d i c ( ) r ) se r vl r r c'cn cr u i u e p o i d 'i n cu r r a l a r l u so i ccn tr i ul)cri()ri tlcl ccn'elltr. L:r nostnr s1'rina clorsulci' "un clrnirle ll . t l v i z i o c l c l l'cr r cr g i u i vi n u ". N cl l a n r cd i tl z_ i o r r[r i so g n utl u r r q u e d e Lt l c i r f c d i f ar r i sl l i r c l u fo r zi t t,i tu l c ve r str I'l r l to . L-osclrcnra circollrzionccnclgetice trcltlttuto di tlal lrir.ri-r.ogai , l r r c l l t rt r l d i z i o n l r l c co sti tu i to d u l l u .su .tu ttr r tr i l tr i tl c. d u l cl n l l e ccl , l r s c c r t t l c r r !c d cstr a ( p i r r yu l u \e r l u q u cl l o i tsccl l ( l cn tc si n i str a il u ( r r 1 r i ) . c c o r r tkrl o sta to r l i sl l u tc fi si cl e n r cl r tu l c. i tl u c cu n a l i S () cquilitlrtrti. illulattic c cleltressirlni corrisporrdtlno 'orto l:riir nlcrr() . r u l t n t a u r i or 'l a vo r o tl i l ti ttg u l u ,g i r r i l ctl cr r cr g i l ru u l r r l u r r :r l i tr r l r r r o r o d i i r l rl . C h i so fl r c. r e sl ti n tc u cn l e : ch i e fcl i ce i n sp i r l p i u , r r r i r .S c o l - r ol e l l r - 'te cn i ch c g i cl i c i 'tl r e l l o d i r i p o r ta r c i n cq u i l i r Io l r l i r r l c c i r r ec( ) r r cn ti vi tl r l i , co sa cl r c si l ci r l i zzatl u u n d o si o tti cn e rrr)lr colrdizioncdi trantluillitii c di corrsalte volezza:il qucst()l)unto il rrrovinrcnto fisico del rcspirosi altcllua c scrr.rbrir quasi ferntarsi.

' /birl.. n. .i-1. 267

E dunque nello stato di kumbhakache si realizzala pit favorevoleall'espansione della coscienza. Poich€ esisteun rapporto fra gli stati d'animo e i ascendentie discendentidell'energia,lo yogi deve di consapevole nellevariesituazioni esistenziali; deveciodarrivare "sentire" questicambiamenti rapporto agli awenimenti delh, in vita. Il suoscopod di arrivareal controllodell'intero Ir due correnti idd e pingala vanno visualizzate come movimenti a spirale che si attorcigliano intorno alla swumryllt Nel processo normale, I'energiasale e scendein continuazioner, congiungendosi con la susumndsolo alla base della colonnq, vertebrale, nel mfilddhdra cakra. Lo yogi deve cercare di con. vogliare I'energia discesa lungo pingala in susumnd (anzich6, farla risalire lungo idr2), attivando cosi il potere di kundalint, il mitico serpentearrotolato alla base del corpo. i Qualche volta si confonde kundalini con I'enersia sessuale., -viene Non d cosi. E vero invece che, quando kundalini stimo. lata, i primi a esseretoccati sono i "nervi del sesso".Ed d per questavia che noi normalmente sfoghiamo ondate di energia le che la kundalini attivatainvia verso I'alto. Al contrario,quando ci sentiamodepressi, infelici, divisi, quandopensiamoegoisticamente, d come se kundalini aspirasse verso il bassola nostra forza vitale. Ne consegue, secondo concezione Yogananda,' la di che il rapporto sessuale rappresenta una deviazione dell'energia di kundalini, che potrebbe invece essereconcentrata indiriai e zata verso I'alto, provocando un'espansione della coscienza normale. Per questo egli considerail sessoil peccatooriginale. 1 Una tecnicaper stimolareI'afflussodi energiaverso I'alto U quella di concentrarsisui cakra. Non sempreperd si hanno cam. biamentispettacolari livello di coscienza. a Spesso cambia i awengonosolo nel corpo sottilee non sonoavvertitifisicamente." Oppure si verificanodelle risalite momentanee, brevi vampate,' cui possonoaccompagnarsi visioni di luci o percezionidi suoni.j Va anche precisato che il risveglio di kundalini pud esserd pericoloso che quindi bisogna procedere e con prudenza, assistitl possibilmente un guru qualificato. da Kriyananda consigliaanche una serie di eserciziche non d distaccanoda quelli tradizionali dell'hathayoga. Consigliaper. esempiodi concentrarsi sull'ascesa dell'energia duranteI'inspira" zione eseguendo contemporaneamente contrazionedell'ano la (mula bandha), la pressione mento contro il petto Qalandhara del bandha) e la pressionedella lingua contro la volta del palato 28

llivha bandha), dopodich€ s'incominciaa trattenereil respiro. ()ulndo questacondizioneriescea protrarsi e lo yogi entia in tuntiidhi,egli d tenuto in vita dal ,.fluire diretto deil'enereia dal rrridollo spinale"2'r. Molti altri esercizi sonocomunque iniegnati tlirllaSelf-Realization Fellowship Los Angelesche annovera di t'crrtri e colonie in ogni parte del mondo. Per controllaree intensificare correnteiscendente,d utile la nccompagnarla affermazioni con mentalidi acquisizione forza, di ct;uilibrio, saggezza gioia; per controllareinvece la corrente e rliscendente, utile accompagnarla negazioni d con mentali di sfiducia,depressione, negativitir, condizionamenti legami.In altri e tcrrnini saranno statid'animopositivi negativi determinare gli o a c/o ad essere determinatidalle correnti ascendenti discendenti. o l.a conferma che si sta stimolando il flusso ascendentedi kundalinid il sentimentodi felicith che si prova, perchd,come dicevaYogananda,"Dio d la gioia semprenuova che gii provi nella meditazione"rr.

:" Ibid., p. 215. :t L'eternaricerca dell'uomo, cit., p. 4ll. op,

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La rneditazionesecondo NisargadattaMaharaj

I rrr'()ntiuninilta.pura, consapevolezza. '.La tua attenzione al dclla coscienzati porta alla consapevolezza..'' qucsta ',rr.,so E , n \ , r l ) c v o lz z a e a l d i fu o r i d e l te m fn , ch c i i n ve ce e un d r 'r 'r ( l ( r l t o e l l a n r t rr n a l eccl sci e n za i ve g l i a . ..Ol tr e l a co sci e n za , d l,'\( \()llo il ternpo e lo spazio'/" Il nostro vero Si si trova oltre \()\cicnza abituale. in un vuclto che perr) '.d pieno fino ' \')ltlnto sc ci convincerenrod'esserela '.;lura consapevolezza .r il/it coffX), seltza mente. senza spazlo e scnzil tetnpo, oltre il , l r , r c ', i l 'q u a n d o '. i l 'co n r e "'. I'Asso l u to ch e d p r i n r a cl 'o g n i . t '. r z i o - t e r n p e l i r ni ta zi cl n eI'U n i vcr sa l e ,i l p r i n ci p e d e l l o sp i r i to , o , Irrrll luce ,Ji<'ittu,I'lrnrnutabilc, vi ci fisserernrt e stabilnrente. vi ' | ,rstilllerenlo incrollabilnrente. solo allora lo sarcnrosul serio e l,,,trrnlo realizzarci.Dobbianto staccarci dal dolore e dal piacere, , l . r l li r a . d a l l a p a s si o n e d a tu tte l e i d e n ti fi ca zi o n i e l l 'e si ste n za , e d l','r scoprire che sono nostre proiezioni, che noi stessisiamo la , . r r r s t u l t i r r r ad e l n o str o n r tl n d o . Sa l ta n d oo l tr e I'e sp e r i e n za a b r . r,,rrrdonarrdo ricerca della fe.liciti e prescindendodalla la nostra ticolarc natura. penetrerenlonel regno tlel distacco.della pal,.rr , t . dcl silcnzio. dell'osservatoreinrparziale, dell'esserepuro e \r'nrl)lice- di <luell'essere originale che d senrpre stato in. noi, l,rrr)a ancora che ci identificassimocon questo o quellor l.a strada da seguire d senrplicenrente quella dell'essere.del r rt.rdtrsi chi siarnoveranrente.E infatti la nremoria che,cicarica ,1,'lflrdello dei se'tinreuti. delle idee, delle fantasie.dei desideri , tlclle emozioni; ma noi non dobbiamo confonderci ni con I'io lrnitato nd con il corpo nd con la nrente(.'ogni malattia comincia rrella nrente"): noi sianro i puri Testinroni di tutto questo. Se rlrrnqueci osserverenro nelle varie circostanzedella vita e se ci osscfv€f€rTlo mentre ci osserviamo,riusciremo a far rallentare i n()striprocessinrcntali, fino a farli arrestareconrpletamente; allorrr. "lo stato di libertirda tutti i pensierisi produrrir all'improvviso, , lo riconosccrai dalla sua bcatitudine". Nel momento in cui \ ()gliercmola coscienza nella sua totalitd, sarenroautomaticamenr(' nello stato di consapevolezza. "La mente corre appressoa cid ,lrc accade. la consapevolezza fissata sulla mente." d E inutile andare a cercare maestri fuori cli noi: il vero maestro r' quello interiore, il sudguru. Non i sbagliatoaver desideri, voler
'r l r r l l ( ) " -

Sia llanrana IVlahlrsi(v.) che Nisargadatta(lti97-lgttl) inquadra' no le loro cspcricnzc ncgli schenritlcll'advaita vediinta, Ina. non csscndo dei filrtsofi. si linritano irtl csprimere la lonr condizione d'illunrinati - chc e rrl tli lit delle parole e delle idee - utilizzandole Fra i due d'trrigilte veclantica. trtetitfisico concezionidcl rnrlttistno rltcntrc lllttttatrrtotticnc la realizzazitltte c'd pcrt\ unl rlil'fcrcttza: ci appilrentcnlcntescnzil sforzo c in etir prectlce.Nisarglrdlrtta si prescntapiir unutnlntctltc c()lllettn ricercatorespiritualeche giunge alla nlet lr s ( ) l( )dr t pt t nt t t t t e r t l s it c r t t i t t i v i . Cresciuto ncllrr pcrifcria dclla cittir cli Btlnrbay. egli avvit) un si comrnercio di trrhacchi. spost)etl cbbe dei.figli. All'etir di tren' t'anni, fu l)rcscntato da un stto clientc a Sri Sidclhitrantcshwar Mahiirlj. dll clullc fu iniziato a pratiche vtlga che prosc{ui. con alternc viccnrlt:c inlcnsi sforzi, per circa tre anni. Fu solo tlla fine di questo periodo chc ra{qiunsc il risvcglio. fu La tccnica rli nrcditazionechc lo portt\ al success() quella di tenr:r scnrprc fcrrno nellit rnerrteil prirrciltiodi non itlcntificarsin€ con i pcnsicri rtcicon i scrttitttcntinctcttn il corp() nc con le itzioni c()tl I'Eterno svoltc. nllr s()ltirntocon il Tc'stinroncs;litssiottilto. rvrrtorc. crrn l() stirlo tlriuinulc (svurtipu) che si risolve in un Osse , c()ntir)u()l)rcsclrlc. con il Scrconsapcvtllee intnrutahile ctln il c Supr c lnt l. Alt c lt c per Nis ar g a d a l t a , ( ) n t cp c r R a n t i t t t a .l a d t l m l t n rlit cln tirnclanrerrlalc ltorsi i: "Chi stttt<lio'?". E, la risposta cleve pirssarc inrurttzitttttoitltravers()ciir chc rtrrt sianto. Dobbiarno la csurnirtarc "pritionc" chc ci sianto costruiti attorllo iclerrtificanutta nitzione utla personaliti, . doci con una frrnriglia.unl socistar. un'crcditir bioloqica. ecc. Dotrbiltiro libcrarci della tendcnza a , , inqulc llar c i ir t t ellc t t ualnr en t ca c l e f i r t i r c i s c o p r c n d oc h c i l n o s t r o vcro esscrc.la lrostranatura originale. i ll di ll di ogtli concetto, di di ogni clcfiniziorrc, ogni schentantentale.clatoclre i un() stato 27tl

('itazioni trattc da Nisarsadatta Maharij, Io son<t euello, Rizzoli, \l i l ano l 9ti 2 (l vol l .), c ol l ana "P ararni l a" di rc l ta da E l fnri re Zol l a.

271

avere vivere fino in fondo la propria esistenzal c irtvcce sbagliatc.r desideritroppo limitati. troppo piccoli. "Nort i shagliatoil deside' rio. nra l:r sua piccolezzirl" E giusto volcl itccresccre la propria ma la esperienza. propria cotloscenza. bisognaavere I'intc'lligenza e il coraggitl di andare oltre, fino all'oligirre r.leidesideri.clovesi potre capire quale sia la nttstrapiir prolirrrtlac autenticitesigctlza. Prinra e al di lir di ogni espcrienza. dobbiitrno trovare il senstl del nostro essere. ll mondo i una proiezione della nostra nlente: dobbianro con' vincercenepr-r essernelibcri. Cit) che vcdiamo e percepiarnod come la pellicola di un filnr realizzattrdit Itoi stessi.Dotrbiamo ("vedi il film. non sei fcrmare questo filnr. rontpere I'incantesittto il film"), scoprire al di lir delle apparcrtze.della fantasrrtilgoria (sut-cit' delfe immagini, quel puro essere-ct.rscienza-beatitudine anunda) che d sempre stato li, imnrobile come una roccia, in paziente attesa che la finissimo con i nostri gitlchi d'illusionisnto. "Cio che la nrente ha fatto, la mente deve disfare." Nisargadatta non crede tanto alle tecniche yogiche. che sono pur sempre un prodotttl intellettuale. Fissepossonocontrollare in parte il respiro e la mente, ma possoDo svolgere solo un'azione e negativa,linritandosia bloccarele t!'ndcnzeall'identificazione a farci vedere il mondo conre un film o un stlgno. La differenza fra lo stato di veglia e lo stato di sogno sta solo in una diversa continuitir, nra la sostanza delle due espelienze d la stessa. "Sognamo di essere desti, sognamo di essere nel sonno." Soltanto gel sonno pii profondo, quello senza sogni, ci immergianto ogni notte nello stato incondizionato, ncl turiyu, ma non ne riportiamo che echi o brandelli di memoria, sutrito cancellati dall'attivitl diurna. Eppure. in questo quarto stato - oltre la veglia, il sogno e il sonno prtrfondo - realizziamo quotidianamente I'esperienza dell'essereal di lh della narmale coscienza. ll realizzato non ha paura di nulla e vivc imperturbabile. perchd i giir morto in vita, ovvcro d sempre stato vtvo. "Nclla nria terra nessunod nato e nessunomuore." Qualunque cosa accada sul palcoscenicodell'esistenza. egli d consapevole che si tratta di una rappresentazione esteriore. L'osserva con distacco, felice d'essere 'Iestimone impassibi' al di lh dell'esperienza, felice d'essere un piir coinvolto nel vano spettacolo delle preoccupuzioni, le. non dei desideri, delle illusioni, dell'aviditir, della paura, dell'odio, dell'ira. Non c'd nulla che egli desideri possedereo rivendicare, perchd possiede giir tutto. Come si vede. d lo stesso ideale de' gli stoici. 272

('hc il nostroabitualestatodi coscienza variabile,dovrebbe sia rrrrrltare evidente: tanteoccasioni livellodellaconsapevolezin il ,'.rri abbassa non esisteaffatto. Possianto o ricordarcidi tutti i nr(tnrcnti cui soltantoieri sianrostati coscienti? dove va a in E lrrirc la nostracoscienza quandosiamo imrrrersi nel sonno o \rillo sottoanestesia? Dunquela consapevolezza d costante, non e d e dbl I'rrocsserci non esserci; intermittente pud mancare tutto. |\l;r,quandod assente, comefacciamo mantenere senso a il dell'epo'l "Da che cosa dipendequestosensod'identiti se non da ,lurrlcosa d al di li della coscienza", che qualcosa che persiste ,rrrche nellelacune, negliintervalli, cui I'io non d presente? in Chi ( r sveglia mattino?Basterebbe al approfondire questiinterrogativi per renderciconto che il senso dell'identiti non ci vienend dal t orpond dallamentee che,seci liberiamo queste da identificaziorri. scopriamo un'altraidentiti. "La liberazione non i mai della d l)rrsona, dalla persona." Nascitae morte sono solo idee della mente; per I'atman esse nonesistono, comenon esiste concetto Dio. natochiaramenil di tc dalla paura.ll S€non prova pauraversola morte e accetta con drstacco quest'esistenza. "Tu sei il dio del tuo mondo, e siete cntrambistupidi e crudeli." In qualchemomentodella nostra storia, non si sa come, ci siamo dinenticati della nostra vera identitir;cos)ha avuto origine tutta la sofferenza, cui cerchiada rno di liberarciinseguendo piacere,senza il capireche I'autentica heatitudine non pud che trovarsial di li del dolore e del piacere, in un luogo appartatoe inattaccabile. la mentenon pud stare Ma ferma,la mentedeveprodurreconcetti,idee,definizioni.separazioni, desideri, inizi e fini, in una parolaI'interagammadell'esperienza,convintache I'esistenza la coscienza e sianotutt'uno. Solo I'illuminatosa che non d cosi.chec'e una Consapevolezza di ld al della coscienza fenomenica della vita-morte.Perdegli ha ossere vato, ha indagato,d andato a forrdo,si d posto delle domande senzailludersi che le rispostevenissero dalle parole. Viviamo perch€ abbiamodesiderato, un certo momento,di in venire al mondo; e questosignificache dobbiamoportare sulle nostre spalleun kanna. E stato lui, il desideriodel passato,il karma, a plasmareil nostro destino,imprigionandoci tuttavia in "una condizione insostenibile dolorosa".Non sappiamo e d'essere intrinsecamente liberi, ignoriamo di poter uscire di scena, di poterci metterea guardarenoi stessi come in uno spettacolo, di poterci serviredel mondo per scavalcarlo andareoltre. Eppure e nienteci impedisce essere di consapevoli e ora: bastaassumequi 273

di senza di re un "atteggiamento pura testimonianza, osservazione partecipazione". pud aiutarciin questocompito. Non esistono Nessuno maestri "amaree adorare ignoranza"; ognuno Dio d ancora deve esterni, il che ognuno il creatore d del risvegliare maestro ha in s6,perchd proprio mondo.Anche i grandiilluminatidel passato, grandi i hannofatto ben poco per noi. "Sono venuti e sono Salvatori, Non ci rimanecheprocedere soli, da andati:e il mondoarranca." con coraggioe pazienza:"nessunofallisce sempre". La guida nd migliore dentrodi noi. Non c'd bisogno seguire la via della d di (quelladel rinuncia(quelladello yogi) nd la via dell'adorazione comportaun dualibhogi, del bhaktu);ogni forma di esperienza di e smo. Non dobbiarno cercarequalcosa separato di contrario. "Non hai bisogno esperienza, di liberthda tutte le esperiendi ma qualcosa,ma un essere, ze." La realt:\ non d uncl sperimentare perchd noi sianrogiir reali. Come dice la Chandogya-upanisud, da sottile, un'unica da realt),che "ognicosa animata un'essenza e d, l'dtman. E quello tu sei! (lat n'am u.si)". la ll nretodo consiste sedare mentee nel ripetereil mahdnel viverela nostravita in mantra"io sono".Per il resto.dobbiamo guidaredai cinque sensie dai tre unrilth e serieth,facendoci guna, perchl se d vero che la setedi viverepare inestinguibile, "la libert.l desiderio vivere anche dal di d maggiore". talevia la Su desiderio repressione desideri rivelasolonociva; piccolo dei si un pud essere va rimosso, un grandee forte desiderio soddisfatto ma tino in fondo - fino a capire qual d il pii intenso dei nostri quelloche li cornpendia tutti. Poichi I'uomosi trovain desideri, questornondoproprioa causa suoi desideri, I'unicomodo di dei veramente aiutarlod quellodi fargli capireche cosadesideri e del impedirglidi esaurirele suerisorsenella ripetizioneossessiva ciclo desiderio-soddisfazione-insoddisfazione-desiderio. morire, Datclchel'annunnclnd mai nato,non potri nemmeno alla Il doloreappartiene corpo,la sot'ferenza mente;ma noi non al siamon6 I'uno n6 I'altra, non siamon6 soggetto oggettodi nd conoscenza. Dobbiamodubitaredi tutto, nesaretutto: I'unica di e cosache siamod la nostracertezza essere; su questacertezza approfondendodobbiamosoffennarcia meditare,allargandola, finch€ nostraignoranza dissolveri la assorbire. si la, facendocene silenziosa prontaad eseguire e i e la mentediventeri immobile, nostri ordini anzich6a comandare.La vita e il mondo hanno l'unico scopodi "perpetuare espandere" coscienza; questa ed la e quando "un numero migliore d I'essenza delloyoga.La Terrasarir
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diventericonsapevole" potrl indicarela ', \,('nlt:di persone e ..al ,,' ,,1.r altri con compassione, irrli indifferente proprio torna"r l l ) -

I rrrrnloha un fine preciso:la liberazionedalla sofferenza,dallo " , r , ' t l i l i m i t a z i o n e , d a l l a v i t a fe n o m e n i ca , i l ch e p u d a vve n i r e ..,1(' rtlrrver\o un'espansione della coscienza.,.per esserelibcro ., I rnorrclo.dovrai essere libero dal mondo..' Tutto cit) che si . t 'l r , n c 'l q u e s t a l i b e r a z i o r r e- e sp a n si o n e n tr a stai n u ti l n r e n te l e co lrrru ivu'dcll'evoluzionecosmicae, prima o poi, ne sari schiaccia, , ( hi invece si armonizzacon qucsta linea evolutiva, sviluplterir .,t,rsulhund senza sforzo, raccogliendone frutti. Ma clobbiamo i , ,.rtrt,seri nella nostra determinazione;la serieti, per Nisargadat_ r.r, e' l:r "chiave d'oro" di ogni realizz:,tzione. Visto che abbiamo tanta energia nel diventare schiavi,mettiamone altrettanta "rr'\\() 1r r tlcntolire la prigione. Ci siamo alienati dalla realti alimentan,l,r t111 gJl1ttnumero d'illusioni, di credenze sbagliate e di false ',h t'. Per sfuggire a queste illusioni, ora clobbiamo sntettere di ,rrrtrir'lc. vecchi solchi del cervello devono esserecancellati." "I \, rrrtlobbiamo ripetere semprele stesse esperienze senzaimparar( nulla. senzaprocedered'un passo;cosi finiremo per morire con rl tlcsiderio di vivere ancora. l.'unica vera tecnicadi nteditazioned I'approfondimentoe I'al_ l.u[iuncnto dell'autoconsapevolezza.Non si tratta di fare qualco_ \,r, nlu soltanto di essere. via non d graduale:si arriva alla meta La ,lr colpo, con un er-cersuJ mentb. Dobbiamo distogliere I'atten/r{rncda tutti i contenuti della mente per concentrarcisolo nello 'l,rrzio che esiste fra un contenuto e il successivo(d in sostanza il rrrLtodo nirodha degli Yogusutra, v.). E la paura di cadere rr,ll'incoscienza e nel vuoto, che ci impedisce la realizzazione r\tiultanea."Sei Dio, ma non lo sai!" Il nostro peccato, il nostro r rrore, d I'identificazionecon questo o quello, d sid che ci lega, ,lre ci ingabbia. Cid che noi chiamiamo coscienzanon B reale ,,rnsapevolezza; siamo forse veramente consapevolisolo in certi I'revi istanti, come quando usciamodal sonno: allora la consaperolg22i1 dawero intensa, fresca,nuova, spontanea,inaspettata, d rrlr, subito dopo, ecco che diventa una ripetizione, un'abitu<Jine, rrrrricordo, un'idea, qualcosadi gid noto, una realth oscuratadal rclo di mdyd. Arrestiamo l'immaginazione, il ricordo, la conoscenza, il desi,lcrio, e scopriremo che siamo sempre stati noi stessi,anche senza .,rr1rrlo. Potremo utilizzare la ripetizione di un mantra, del nome tli Dio, potremo adottare una respirazione quieta e profonda che

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*pura, stabilee adattaalla renderela nostramente in ma 0 inutile impegnani in pratiche ascetiche, rinunce, in senzafine solitari in cui si restain preda alle "chiacchiere mente"; si pud tranquillamentevivere fra la gente, la ridere...ma dall'altodel proprio S€ amare,piangere, intangibile, ricordandosenzaposa che si ?. Soltanto a q punto I'inconsciopud fluire nel conscio,"la personasi fonde che testimone, questicon la consapevolezza, a suavolta s'imr senzaperdita dell'identitd,ma solo delle ge nel puro essere, limitazioni". di partiri dallaconsapevolezza ciO La via della meditazione e socialmente biologicamente, siamopsicologicamente, il in considerazione corpo e il respiro, Ie percezioni,i pensieri sentimenti, fino ad avere un quadro completo e sintetico nostra personaliti terrena. Ma il sensodell'identita deve la oltrepassare convinzioned'esserequesto o quello, e condizionatae il suo testimone,fino ad anchela coscienza d "La meditazione il tentativo re al sensodel puro essere. per rato di penetrarein stati piir elevati di coscienza, di spostare il fuoco dell'attenzione su livelli sempre I'arte perderela presasu quelli gid sondati."I sottili, senza te sari difficile cancellarecid che C stato a lungo registrato memoria, consciae inconscia,ma si tratta pur sempredi dati' immagini, di suoni, di illusioni... come la vita. Tutto cid che finisce E irreale, e infatti i sogni e i film finisce, sempreun termine. Ora, poich6ancheI'esistenza prova che 0 irreale. La realtd non ha n6 inizio n6 fine: sta

t6 La meditazionevipassana

l.l mcditazione vipassaninasce grandealveodella tradizione dal huddhista pii precisamente quella scuolahinayina (therae da vrida) che si ritieneI'interprete fedeledell'insegnamento pii del Ituddha chesi d sviluppata e soprattutto Ceylon,in Thailandia, a rrr Birnrania in Cambogia. e Noi qui seguiremo I'esposizione di l)hiravamsa, maestro (nato in Thailarrdia trasferitosi Inun e in glrilterra)che riescea fonderegli insegnamenti ortodossidel pii huddhisrno le moderneacquisizioni con della psicologia. diffeL,e rcnzefra hinayanae mahiyana, fra Piccoloe Grande Veicolo, sorropii storichee culturali che sostanziali; sintesiil mahiyiin nl rappresenta momentodi maggiore un espansione apertura ed deI buddhismo, ponendo I'accento sullaliberazione tutti gli pii di trrrrnini su quelladel singolo,pitr sullafigura deI bodhbattva che il quafe rinuncia a entrare immediatamentenel nirvana per iriutare anche gli altri a salvarsi- che sulla figura dell'arhat, rn:rggiormente preoccupato dellasalvezza personale. Con il Grande Veicolo il buddhismodiventauna religionepopolare;il Budtfha viene deificatoe compareun gran numerodi bodhisattva, di rrrediatori I'uomo e Dio. Anche se il mah6y6na fra ebbeecceziorralipensatori, che ne hannoapprofondito diffusola dottrina in e tutto il nrondo, I'hinayanaconserva nucleo di preziosiinseun gnamentiche, opportunamente aggiornati,sonodi estremointercsse meritanodi essere conosciuti. e pit L'operazione adattadi rnentoeseguita Dhiravamsa la suastessa da e vicendapersonaler dimostranoda una parte che il buddhismotheravdda, chiamato non senzadisprezzo "Piccolo" Veicolo, pud essere moderno pii del suo fratello rnaggiore dall'altraparte che dalla fusionefra e da tradizione, Dhiravamsa rinunciato ' Pernonfarcilimitare nessuna ha ad essere monaco un buddhista.

1

2n

Oricnte e Occidcnte possonosvilupparsii piir efficacistrunlenti di nr edit az ionc . ctlncentrarsisu Sccondo la pratica vipassltniintln i necc'ssario quest()() qUell'oggettocsterno per arrivare ild uno stato r'liquiete nrcntale (xtrtrutlut), nta lristlgnaccrcare cli vedele la realtli cosi inutili linritlzioni di cantpo. Vrpar' corrr'i'nclla sua totuliti. scrtzrt tra(lotto corne "visione sarrrie un tcrtrtinc pfili cltc pud essc-re it pr of t r nda" o "v is ionc int uit iv a" ( i t r . s i g l r n i n g l e s e ) .L a n r e n t en o n tt dcve esscrcfocalizzitta.incartalattt forzata. tlla va Iasciatascorad sentltlicerrtente osscn'ilre tutto rerc liberanrcntc. rttettenclosi cio chc da cssasgorguin nlodo spontaneo.E questala cosiddetta dclla "prcscnzitntcntale". in cui si cercadi csscrec()nsapetecrrica cle voli dellc scnsaziotri. i pcnsieri,clcglitttcggiamcnti. dci tleside' r i. dei s c nt inlc nt i. dc llc r eaz i o n i . d e l l e p o s i z i o n i d e l c o r p o e d i Ogni altro nrovinrcntrlittterno ed estcrtto. Per una nrigliore conprinttl passo,di seguire il nltlvintenccntrazioncsi consislia.ct-rtttc to del respirtl, sctlzl cefcilrc di influenzarlo: e. quartdo lil tnente tende a distrarsi. si riporta l'ilttcnzione al ritnto inspirazioneespiraziorrc.in ntodo da tttrnarc itl presctrte, al qui c tlra. A differenza dcllc altrc tecniche tli Irteditazionc,la vipassan6 non vuole cscludclc nulla di cid che ci accade cd anzi ci invita di all'osscrvazione qualunquc llostra azionee reazione.di qualunfossepure quello della que inrpulso.di qualunqueatteggirtnlento, stanchezza.dcll'avversione o della mancanza di concentrazione. Non d inrportante l'oggetto dcll'attenzitlne;i importante solo I'attenzione. Bisoqna mantencrsi vigili corrre dei guardiani che non si firnrtosfuggirc nulla di cio che passadavanti ai lortl occhi. O qni c or t t enut o t lc lla nr c t t t c v i e n c a t t e n t a n r c l l t cr i c o n t l s c i u t oe c. cortsiderattt: ilppcna c'0 trn disturbo. appena si dctcrmina una nuovl intrusiollc. sc ne diventa sutrito consapevoli' in ntodo da la riuscireil nlantencrc inalterato- rlorl()stilnte variabilitirdei dati - lo stato di coscienza.Il punto i di "conrprendere" tutto cio che avvicne, per non esscrnedonrinati. La sofferenza(dukkhu\ nasce la ctalladipenderrza: dipendcnzanascedai condizionamenti;e dai condizionantenti ci si libera essendoneconsapevoli. A poco a poco. con I'esercizio.ci si accorgcrirdi conte i corltenuti ntentali vadano e vcngano. sorganoe scompaiano.e di come sia ptlssibile rinranere in uno stato di non-pensiero, rJifunvutu che 0 la porta del nirvuna. Quulcuno dirir che norr basta l'osservazioncpr eliminare i condizionantcnti,e qucsto in un primo momento d vero. Ma la d consapevolezza in grado di elinrinarnepreliminarmentegli etfet' 278

,. I rn un secondo momento, se viene prolungata e ripetuta, di r,'rrrrllrrrc consistenza la degli stessi depositi karmici, Per esempio, '! I nr()ntento cui siamo consapevolidi un impulso di rabbia in | . 't'rr()perchi ne siamo consapevoli l'impulso viene devitalizza' ' I ir poco a poco, se saprcmo vivere il piir possibilesul piano t l ; l . r ( ( ) s c i e n z a n z i c hesu q u e l l o d e g l i i r n p u l si . sa p r e m oco m e e a l r r r l r t ' q u €S t i u l t i m i so r g o n o e a {i sco n o e q u i n d i tr o ve r e m o l a ', , , r , l r t i m c n t a l e e l 'e ne r g i a p e r fa r si ch e e ssi si r i p e ta n o m e n o r r. rlrrt'ntcrnente. primo risultato utile, comunque, d la .'libertir Un t rrl.rr'onrpulsivitidel desiderio": e la sua trasformazionein ener,.' \reiltlvA. ',( (()nLlola migliore tradizione buddhista,la meditazionevipas. , , . r v i c n e i l p p l i c a t a a l l a d i m o str u zi o n e d e l l 'i n e si ste n za i u n d , r'r'tlr)p€nsitnte.di un ego. che vicne consideratosolo un'idea ..,1.rnlente. sc.nz:luna consistenzaoggettiva. Si viene dunque ',rrt.rli ulla ricerca di questo centro e alla scoperta che esistono . " r ( , i l r l c n t e o n c e t t i , te n d e n ze ,a b i tu d i n i - a g g r e g a tite m p o r a n e i c !,, n()n hanntt nessuna vera stabiliti e che sono destinati un ,' ,rr() u scomParircdefinitivanrente.Svanisce cosi la convinzione aut()nonto.in quantrt ci si rcnde conto che ntln d I'io ad ' iln c-u() , [\'. ir fAre. it pcnsare.a respirare.Come possianroper esempio 'r."'io respiro"l L'ego non ha nessun reale potere di farci .l,u:rrciput\ solo sttspendere respirazirtnc. con cir)sopragla ma , ,urrlurcbbela nrttrte. Anaktganrcnte contc grossianro dire ..io . . , . 'l t t r " . " i o p er c c l t i sco ". "i o p e n st'r ", cc.? Tu tte q u e ste a zi o n i e . , r r r l i p c 'n d o n on r a i . i n u l ti r n a a n a l i si .d a u n p o te r c d e l l 'i o . L 'i o , , r \ ( ) l t a n t o i n t e r f e r i re e d a r r o q a r siu n p o te r c ch e n o n p o ssi e d e It.rrto. Nella nreditaziclne scoprc che l'egtl di cui siamo tanto si r,,r,sli1v1;1. abbiamo tanto Iavorato a far cresceree consolidache . L' LUr prodotto artificiale. strumcntale, il punto di riferimento , 'r r r e i p a l e e l l a r n e n t eo r d i n a tr i ce . i l ca r d i n e d e l l a n o str a vi si o n e d r, l nr()ndo.IVla.se ci si concentra sull'inconsistenza reale dell'io ,ttttttil).se si riesce a percepire cid che essa sottcnde - la non"' ntc -. si riesce ad accedere ad una visione piir ampia della r o n r , , t t u t t o c i si Ii b e r a d e i l i m i ti so ffo ca n tid e l l a p e r so n a , , : : , ', , " ll Ilucldha ha sintetizzatonella forrlula dei cinque skandlru o qrti tutto cio che ci lega al mondo e chc ci fornisceil sensodi r,rt; .r'trrc c di esseredecli individui. Essi sono: il corpo e gli organi I tlrrrirvirrnsa. yia dirturnico I.a dellumedita:rorrc, Uhrldini. Roma 1981.
ll().

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sensoriali;le percezioni;le sensazioni i sentimenti; i concetti, e idee e le opinioni; e infine la coscienza. Nella praticadella zione, questi cinque aggregati,fonti di ogni attaccamento e denza, vanno attentamente osservati per arrivare a come si determinano. come si sviluppano e come spariscono.

tratta insommadi vedereconrefunzionaI'interastruttura mente. Gli skandhasono i mediatori dell'esperienza, qui e devonoessere osservati comnresi e comese fossero funzioni
cate da noi. Anzichd vivere imnredesimati. immersi. identificatii tutto cid che facciamo.vediamo. sentiamo.desideriamoo mo, dobbianro sviluppare la consapevolezza delle nostre funzioni. delle nostre categorie percettive e logiche, e dobbi considerare il complesso psico-sensoriale come una macchi uno strumento con deterntinatecaratteristiche. risultato di Il

sto lavoros.arila possibilitl "fermarsi di allasensazione" diceva il Buddha -. ossia di vedere in azione il meccani mentale, liberandocinello stesso tempo non del suo funzion to (cosa del resto impossibile finche si d in vita) ma del condizionamento.Se riuscianroa seguirenei loro percorsi I' la rabbia. I'avversione. I'attaccanlento qualunquealtro impu o

se riusciamo a vedere come si orieinano fuori di noi e possiamo entranoin noi provocando una reazione rit-lessa, marci alla pura e semplice senzavenirne sensazione. venir trascinati quel giococli azionie reazioni senza in che
appunto il nostro stato di meccanicita,di dipendenza,dai nisrni della natura. Questa e la prinra forma di liberazione deternrinismo del karnu.

Tale processo e certo facilee in un primo momento non negare spontaneiti nostroagire.Ma il fattod chequest la del ma t il prodottodi un lungoallenamento, un complesso di di sfrondamento di apprendinrento. tratta di fare come e Si
artista che dapprima trova un ostacolo nei procedimenti t ma che alla fine riescead adooerarli con Ia massimanatu Lo stessoavvienecon la meditazioneche. anchese sembra i

ci un comportamento contrario alle nostreabitudini, ra per in realti un lavoro necessario liberarcidagli automati
inconsapevoli.Quando avremo compreso tali meccanismi-

matisi(non dimentichiamolo) corsodi un'intera nel vita - pol
mo arrestarci alla pura sensazione, ottenendo cosi di non ad essa.

,,n.uncntocontinuo. percitr, finchd non avremo preso coscienza , , r r111g i vari meccanisrni dipendenzainfluenzino ogni di nostro i '; , l , , r r t o c <l nl m o nd o c co n n o i ste ssi ,n o n p o tr i e sse r c,i e ssu n a n r . t \ l ) o n t i t n e i t i \ .Id e e , se n ti n l e n tid i r c.a zi o n e , p r cti u d i zi , a tta c,,rrr'nlr, desideri,ecc.. distttrconortgni n<lstroprocesso conosciti_ '', t t r i r r d u c o n oa d a b i tu d i n i se r n p r ep i tr r i g i cl e . e u e sto p r o ce sso l '| ( . r ) ( l i z i o n a m e n to i n c.n r i n ci a fi n d a i p r i n r i r n e si d i 'e ti r e va '' r r r t i l i r r c h d s i f o rr n a q u e l r a vi si o n e cr e i m o n cr o d i cu i i r se n so l' ll cs. (fittizio) d il pern. cr'ntrale.L'uonr. adulto perde cosi la ,l',rcitl di rapportarsicon la realta in rnodo sempre fresco. nuo_ ' \l)()ntilneo.e tende a vcclcre lufto entro schenriprestabiliti. I rr pr,tica vipassanir un mer.tl. i [)cr creare una ccrta dista'za r , r r l s o g g c t t oe l e su c fu n zi o n i co n o sci ti ve . i n m o cl o d a p o tcr l e l,\,rttr'!'itre. Non per nulla noi r.c.clianxr matgiore obiettivitit con , ', r rq l i a l t r i c h e n o i ste ssi :I'o b i ctti vi ti h a co n r e p r csu p p o sto un , rto tlistacco.Questo d dunque il primo passodella mcditazione: .\(,r'r'ure cose (fra cui noi stessi le )come se non vi partecipassi_ gspg121 paradosso rrrr. un che il nostro tcntativo rJiraggiungere la ,b " 't 'r l i t i . I 'u n i t i . d e i l'csse r c h i a cr r r e p r i r n a m cta u n . se p a r a zl o 'r ( . L t r l i s t a c c o .M a i r fa tt, i 'ch e l 'u o n r 'si c\i d cn ti fi ca to d erroneailrr'r'rtc con cir) che pensa e sente. e quindi per prima ctrsatteve 'l)r'nrreuna disidentificazi.ne. separantloil conclizi.natotlall'au_ r( rtico. S.lo in una scctlndafase recupe'rera r. sua vera idcntiti. \on bisogna pcrt) crcdc.rechc la I.ipassani-r sia un procediment , , . r r a l i t i c . : n o n s i tr :r tr . n i d i g i u d i ca r c n c< i p r e n d e r e p a r ti to . d \letfitare signitica osservarec.n distacc. e consapevore'zza noi tLssie il mondo; d un nrockrpcr prclrtlere le distanzc dai nostri ,rrrblcnli,pcr creare un scr.rso di iirnronia c di pace, pcr trovare , r r r r r 'c 'e n e r g i e p r o sp e tti !,c,p e r tr .sccn d e r e e i n r .n r n r a i l so l i to i o r' r(). p€f analizzarr. c()me l)otrcbbe rlre un moderno psicoterad t)!'uta.; liir un sistemuper purificare la cclscicnza che per impe_ ,,rurrsi dirimerne le cclntroversie D'altra partc a . quesra penetra. 'r , r r c i n t u i t i v , , s e d i vcn ta co sta n ten cl l a vi i a , si tr a stb r m a i n u n r,t)lnr€ potere di trasfornrazione.conre dice Dhiravamsa. ..la d rc 'rrcditazione un mezzo pcr estingue il kurnru,,r,d un ntezzoper t r r c d e l l a m e n t e u l l o str u m e l l to a d a r n a n ti n o . r i vo p d i l e g a r n ie d i Icsidcrifasulli. d un mczzo pcr annurare .intiuenza degltieventi, rcarrdoun filtro di consapevol ezzafrala realtir e le sue <listorsiorr corroscitive.

neqa che la nostracsistenza L'analisibuddhista abituale
conceda spazi di libertir. considerandolail prodotto di un /birl., p. tl5. 281

2ttO

parte dalla colnune base ideologica del La pratica vipassani-t che il desidcriod I'agenteprincipaledel buddhisnro.rictlnoscendo nto e sostcncndo Ia valicliti dcllc quattrtl nobili nostro lsservirtte veriti\ - sulla soffcrctrza (lttkkl:.lul, sulla sua originc. sulla sua cessazioncc sulll via chc cortcluccalla libcrazione. ConferntS re inoltre chc qucstavia non put) prcscinde da una seric di requisiti rnorali c conoscitil'i.che stltto: un giusttl rtrodo di valutare I'esi' s t c nz a ( r et t a opinione) , g i u s t i n r o d i d i r n e t t e r s ii n r e l a z i o n ec o n retta parrlla, rctta aziorte,rctt() modo di vita) essa(retto pertsic'ro. e un giustclsforztl per salvarsi.Ma nelltt stcssotcrnpo dit impor.' d t anz a pr inr ar ia all' af f er nta z i o n c c l l l u d d h a s c c o n d o c u i " l a p r e ' s enz a nr c nt alc por t a alla V i a i n l t r o r t a l e " . O u c s t a e i n r e a l t l l a t ec nic a r is olut iv a. si La meditazionc vipassana svolqe in tre fasi. Nclla prima ci si linrita ad osscrvilrecon distacco I'andirivicni dcgli stati ntc'ntali; dclll percezione nella secondaci si rcnde conto dcl meccanisnttl nel caso dei cinque sensi (pcr csent;rio. ogllctto cstcrno, luce, dcll'idea' inrnragineriflessa,occhio, cervcllo) e clcl Incccanisnro zitlne ncl caso della nlentc; c Itella tcrza si cle"ontlctlnrprcnderei, condizionanrcntiche nasconoda questi mcccattisnti.le dcforma' zioni che si oriuinano dalla loro struttura e dal loro funzirlnamen' t o. Sono inf at t i is ei s er ts i( c i n q u e p i i r i l m e n t a l e ) a d c t c r n l i n a r e ' ntc i nostri leganrie a ripropttrci oqrritipo di tlesiderio, concrctame di illus ione. di at t r az ione ,d i a v v c r s i o n c ,d i i d e a . d i v a l o r e . S o n o essi la causa clclia nostra schial'itire quindi dclla ttostra brama di rinascita. Sorroessichc ci fanno scantbiarelc illusioni pcr realti. Un Buddha non si fa turbarc d:rgli oggctti tt clcrtti cstcrni. che non per qucsto snrettono di agire su di lui. Egli sa fe rrnarsi alla non i pil reattivo: nel suo intinttl non succedenulla sensazione, continuanlcntctrttntbardato che non sia voluto da lui. Pur cssendtt dalle pcrcezioni.conte succcdea noi, non pcrnlcttc ltlro di provo' care le reazionidi rabbia. odio. attrazione,ecc.. perchi i in grado di dis t inguer e e di dis in n e s t a r cl c u n e d a l l e a l t r e . L 'i l l u m i n a t o vedc la realti dcll'inrpernlancnza,del dolorc; rictlnoscc lc cose conre proccssiinrpcrsonali;ed d ornrai libcro dal desidcritl, dal' I ' av v er s ionee dall' illus io n e . La nreditazionevipassani non si eseguesoltantttst:tndosc-duti, Ia nra anche in ogni circostanzadclla vita. Dobtrianro cottservare di prescnzanrentalc,la presenzu spirito. in nrczzoir prcoccupuzio' d ni, ans ie, paur c , s per unz e , u b b i , p i a e c r i ,d o l o r i . d c s i d c r i e q u a n t'altro ci capita. Dobbianro cstcndere il proccssonrcditativo ad ogni sentimentu, ad ogni entoziottc,ad ogni statt>d'aninro. met'
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,,,l,rq;1osservarliattentanlciltee nttn facendrrci 1 sorltrenclerc ciitl ', , , r \ '\ 'i c c n ( l i ll n e n to . i i r cco r g e r cr n o l l o r a r l cl g r a n n r r r l cr o d i C a ', , 1 r , / t ( ) n i u n cl 'll ti g a n r i . l b i ttr d i n i , a u t.n r i r ti sn ti cd e r cti i ti r tl cl e. . , r t r g l l c 'i n f l u cn za n o a tr o str i lvi ta . M i r . sc vo g l i i tr r r oi b cl 1 q 1 ( .g r l l c ' , l o h l r i l r n r o l i ve n ta r r r c n sa p e i . L a vi u cl cl l a d e vo zi r l n cc vttl co ll.r rlirictc nrcntale (sutrtuthu)put) csscrc scrrzl clubbio rnolto .',ir'. illit 1'luiranche esscrc un corilocltl rifugio, uh ntorl() pcr 'r r r 'r 'r r ct l l u v i t a : I'e g o l tu t\ l a r si i l n g u st( )e n r e sch i n tl l :r n r cn l c i c n , , r , ,t l e s i r l e r r e d i n o n m u o vcr sip i i . I) cr cvi ta r c q u e sti p er i co l i . l o ', . r r r l J u r l c l h l i n tr o d u ssc- scco n r l ol a tr a tl i zi o n c vi l xr ssl r n i-i u r t r r rr t i g . l lrv i n r c di ta zi o n e l sl to su l l 'tr l l l r r sl r r n cn ( tr l 'a ttcn zi o n c. l h tl cl , , I It r l l t r n s i o n cd cl l a co l tsa l r cvo l c'zza . (.)u!'stil tccnica dellil vigililnzlrnrcrrtalcsi ;l(litttu Inuggioilncntc , r r ( ) r n ( )r . t r o d c r n och e l tr efer i sce m u o vcr si a r r zi ch d r tcn n o a . sta r r r 'r l r r i u cI.) r c s e l ) ta e r i r i l r i sch i 0ci i tr i l sfr l r r n i l r sin u n a ftr l r n i l d i p i , 'r r . l l c t t u i l l i s r t t 0. i a l i n r cn ta r c u n a n u ( ) vl r a tti vi ta rn r cr r ti l l c. Vi r cl l , r r r t l ir i i r e t u t o ch c i l su o sc( ) p on ( ) ni q r r r :l l 0d i fo r n i r ci c( ) n ( ) sce l l . , , l r : c r i r n i n l t i v e . n r a d i l to r ta r c a r l esti n zi o n c tu ttc l e so vl - l str u l 'r r r r 'c ( ) n o s c i t i v c. o r t si l r :ttti l cl i cr ci tr c u n a n u o |i r r tte tl tfi si ci t. ti t N n lr rrrrscirea vedere lc cose cosi cornc sono. ll tli litori d'oqni , r t (r l ) r e t i t z i o t r,r : cn ti fi c:r zi o n c d i l l u si tr r r s. 'u o n to tcn tl c:r vi ve id e L r , r '( ) n t i l l u i l n l c ntcn r a p l xr r to ctr n tl u a l ch er r t0 d cl l 0i d ca l e . a r r ch e i lr \c stc{\o' n)cntre la nreditilzioncvuol farci c()nosccrc per quel Irt siirnro. Dobbi:rnto acccltilrc lc ltcrccziorri cos'rctrnrc sono, , n r i t u l ) J ) r ( ) v l z i o n ir.i fi u ti . ce l r su r e co r r d a r r r ro r l csi d e r id i r i p cti c . . ronc c tli posscsstl'.Qucsto ci pcrntet(crl tli vctlcre olricttivarr( ntc n()i stcssic il nr0ntkrc di nrutlvcrci.di irtirc. sellz:r l)r()vocilr t r r l t c r i o r c k u r tn u , o ssi u scn za tr l i n r cr r ti tr e r r tcr n r i n a b i l c ckt I'i ci , l t l l c c a u s cc d c gl i cffe tti . An ch c i l d e si cl ei o d i o ttcr r cr c l 'i l l u n ti r rr,rzir)nt: csscrcur.r put) 0stacokr.Pcrchdfra1l1'ronc urt'irleafra lroi c r . r r e u l t i r . V i v e r e si g n i fi cl a scr l l ti r r e . u :r r cl :r r c. r l i r c. g u :r ti r r e , g scr l'r()\'lrrc nlonlcttt()pcr llt()lilent() scllzil c()ncctti tli giusto 0 tli .1,:rgliato. dovere o rrolr dovcrc. rli .srurr.srirri di rtirtirtu, di o , orr assolutilaftenzionee consallcvolcrr,,l ql',a.t.,sitrriticlrirrrclhc " rrrcditare. C i d c h e c e r c h i a m o .l a r i sl l o sti ia i r r o str il tn r b l cn r i . n ( ) r )csi stei tr r r , '\ \ u l lp ( ) s t ( ) u o r i d i n o i . i r r n cssu nl tr i n ci Pi o . i r r n cssu n an ( ) n n a . f , i r n L s s u l tt c s t ( ) s i tcr o , i n n e ssu nn ti te str ( ) i : i n n o i . n e l l i r vi si o r r c i , ( r ) c t r a l i v i td i n oi stcssi .L ':r n si ac l a l ta u r a l l i i sco l l ( id u l l e n ta ti vtl ' ()ucstoD anchcil nrcsslrqrio Krishnanturti di (v.).

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di inrporre ui controllo alle cose e alla nostra stessa mentet dalla divisione abitualo di dall'incapaciti'r vivere spontaneamentc. Sianro noi fra conoscentee conosciuttl. fra conscitl e incclnscit'r. che alintcntiitrtlo tlr't inconscio ntinaccitlso.pcrchi la nostra vo' lonti tJi conosccree di donlinarc finisce per favorire un'tlpera dl selezione e di repressionc, diviclendoci in due o pii centri c costituencloun serbatoio di impulsi rinrossiche fa poi sentire 18 propria presenzaattraversouna doltlrtlsatensione.La vera cono' e icenza d attenzionecttnsapevole adesionetotale al dato istanta' far neo. ma, per poterla otte nere. d necessario tacere la mente e il scnso di s6. Dobbianro inrpararea guardarc. a vcdere. senzala frapposizio' ne cii nessuna iclea o giuclizio. E una pratica tla sviluppare' pcrchd l'uonro non d in grado di osservarequalcosasenza espri' di nrere opinitlni. senztrinterpretirzioni.senza un atteggiarnento o accettazione tli ril'iut<l.ntln d cio,! capacedi una vera e propria Questo d il scnso dclla perclitadell'innocenzae consapevolezza. di caduta. La nostra vita d donrinatadal desicleritl divenire, della di pnrvare piacere. cli possedcre.di raggiungere una nreta. di ottenere un profitto. Ma. sectlndola concezitlnebuddhista. que' sta d I'origine d'ogni schiaviti: dal desiderionasceI'attaccamento' dall'attaccamentonitscc la paura e dalla paura nasce un ntlovo rio. seconcltltln processo che non ternlina ncmnteno dopo cleside il la morte. cleterrninando ciclo delle rinascitc. L'uotno che cerca che si sentc all'improvviso continuamente qualcosacladesiclerare, vuotr) e senzil scopo quandtl ntln ha ntrlla da desiderare.I'uomo che trova sernpre qualcosl da desidcrare' ftlss'ancheuna cosa da semplicemente un inutile. d un individuo schiavo,perch€passa mai a vedere la realti\ cosi com'd: legame irll'altro. ntttt riuscencltl la sua mente funziona in mtldo coatto. come sr: un padrone Ie degli ordini. Di questo infernale mec' cttntinuitntente irnponesse canisrnodobbiarnodiventareconsapevtlli'perchd la sua compren' sione d il prirno passo verso la liberazionc. Perretrando nelle del profontJiti dcllit mcnte e svilupllando la consapevolezza pro' c()nsorpresache si pud ci cessodi condizionattte'nttl, accorgerelll() liberi. non pcrch€smetteremo di avere essernesttstanzialmente desicleri(c;uclli naturali rinrarritnno). ma perchd smetteremo di la far dipendere dal loro soddisfacinrento nostra realizzazione. Per scoprire e neutralizzareil tneccanismoche ci condiziona, dobbianro pcnetrare in quellc prtlfonditi\ in cui di solito non e sccndiamo, assorbiticottte sianio dalle sensazioni dalle idee. [a

del interpretazioni mondo a mentee troppo occupata costruire
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t,' r poter sviluppare la propria sapienza intuitiva, per potersi ,,'.\('rvlrecon la rtrassinla attenzione,senzanessunsecondofine o l, :itlcrio cli controllo. Chi d troppo indaffarato non ha tenlpo per .ttorno. e all.ra si al'fidaalle veritir che le ideologie, le ''rr.rrrlrr'si ,, lrgr.rri.lc filosofie c la scierrzu offrono giir prefabbricate.Cosi d cosi non si perde ternpo. Ivla purtroppo nessunaltro I'ru crrrlrodr). (' ur grado di darci la veriti. Lo stesso Buddha'disse ai suoi ,lrst'cpoli non accettarepassivamente che lui diceva. perchd di cid l.r rrnunciita "vcdere" di personad alla base dello stato di clipen_ ,lr'rz;r.L. rivelazionedi una veritir no'i s'fficiente: essadev.es_ ',r'fr' \'crificirtil per,sonulmente scenclendonel profondo di noi stes_ ,,r ncssur.l altro puit farlo per noi. euesto significaclre non dob_ I'r:rrrro conformarci acriticamentea pnncipi e a sistemi, ma che ,hr1111111111rl controllare di personaogni affermazione.Solo da una di Irr,rtica questogencre pud nascerereahnentequalcosadi nuovo , crcativO. l.c veriti ideologiche. dopo un primo momento di novitd e di lrlre r:rzione.non possonoche ripristinareun altro sistemadogma_ tr\'().s()stituetrdo que.llo vecchio uno nuovo, che a sua volta a (lrvcr)tcrA vecchio. Questa d I'imrnutabilelezione clellastoria. NIa \( rnl)ra chc gli uornini non possanofare a meno di avere punti l('nnl. principi e convenzioni, dimr:nticanclo che. in campo spirilrrrrle I'unica rivoluzione deve venire da una mente che inventi . , or1(ipsi11J1gn1e cluitlcosa nuttvo, facendopiazzapulita o comundi , 1 t r ea n d a n d o a ve r i fi ca r e i va l o r i a cq u i si ti . N o n c'd n i e n te ch e essererivelato una volta per tutte, essendola veritir qualco_ l)r)ssa .,r cli vivo. Pud anche darsi che',in mezzo alle falsitd. alle mezze rt'ritir € ai princilli cui ci attcniam., esistanovalori validi; ma se rr.i ..n li riviviarno penetrandoli meclitativamente.resteranno I t 't t c I A m O f t a . La rneditazionevirassana non ci clice quale sia la verith: ci rrrtlicasolc il percorso in fondo al quale la troveremo da soli. ( orn't rroto, il Buddha non si preoccupd tanto di problemi metafisrcio teologici. quanto di cclnsiglie di orientamenti pratici per l,r'ci districarenella giungla degli ostacoli e dei condizionarnenti. I uli sapevabenissirnoche la nostra mente d inquinata tJa sistemi ,lr vakrri di cui non ci re ndiamo conto. Di qui la sua predilezione a , lr.rire le strutture psichichedell'u.mo. per esempio individud rctte fattori d'illurtrinazionc:la presenzamentale o consapevolez;:r. la ricerca. lo sforzo o energia. Ia gioia. la quiete, la conccntra. 'r ( ) n c I 'e q u a n i nr i ti . e u cst'u l ti m a , l ,u p e kkh a ,si g n i fi caco n si d e _ c rirretutto cid che ci colpisce,nel bene e nel rnale, nel piacereo nel

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dolore, con assolutaimparzialitA,senzareagire emotivamente; Ma dunquegii una forma di trascendenza. non si arriva a utilizzaregli altri fattori. ln statodi punto in bianco.senza piir indicato per ottenere u d la pratica vipassand I'esercizio anchegli ostacoliche vi Il similecondizione. Buddhaclassifica d il sensuale. secondo la mal il oppongono: primo E il desiderio volenza.il terzo C la pigrizia,il quarto d I'ansiae il quinto i dubbio. Un meditanteche volesseandirre a fondo, al questiimpulsie sottoporlicontinuamente fuoco analizzare consapevolezza. come i ' Esistono molti altri condizionamenti, naturalmente (l'odio. la rabbia.I'invidia,I'aviditir.ecc.): I' timenti aggressivi alle idee di benee di male' di moralee di i taccamento agli idoli e e di materialismo di spiritualitb:l'attaccamento ecc. Anche in questi casi, la praticadella visi superutizioni, intuitivapud portarciad uno statodi upekkha.checostituisce Da una prima forma di liberazione. questoprimo livello.potrefi poi scenderes€rnprepiir in fondo. T,l:::t-^.^f|' ".1.n:,:l.o:purificata. calma sperienza,lir dove si trova una coscienza C da limpida.liberatafinalmente ogni tipo di condizionamento' che. essendo l'infiniti della coscienza sperimentare possiamo di rivela la propria essenza pura mai priva di deformazioni. e con il risveglio con il cuiti. Questoobiettivos'identifica dal divenire. punti di riferimento'valori La mentecercacostantemente se principi stabili. oppuresi perdein un'attivitl immaginativa passare buona parte del nostro tempo fine. Come possiamo o vanti alle immaginidi un televisore di un film, cositrascorriafi gran parte della vita a proiettaree a rivedereimmaginimentali idee. Ma I'idea di on oggettonon i l'oggetto.il pensierodi cosanon d la cosa;e dunque noi ci teniamo semprea dista mentali dalla realti. tenuto ancheconto che le costruzioni i vengonogii a semplicelivello percettivo.per organizzare Per e sensoriali dar loro un senso. rientrarein contattodiretto il mondo. non c'i che una cosa da fare: far tacere I'at il mentale,il chiacchiericcio, dialogo interno. Se osserviamo ci di il tentamente funzionamento questomeccanismo, e e fra un pensiero I'altro, fra una sensazione I'altra, mo che un e un'immagine I'altra. c'd come uno stacco. intervallo.Il fa' ci che I'attivith mentaleabbia attimi di discontinuith permette il sperimentare silenzio.il vuoto' capire e di Questi intervalli andrebberodilatati. sviluppati,attraverso 2K

prrrcssomeditativo,che consiste appuntonello sperimentare lo rtrttotli non-nrente, cui lo scorrere tempo in del sembra fermarsie rr 'rrrrrcc'iano |intelrigenza unitaria un sentimento puragioia. e di \. rrusciremomantencrci a lucidamente vigilie consapevoli,larerr. rr()cro alla nostraintuizionecreativadi defluire liberamente rll'irPe non piir blocc.tadall'ostacolo rto. mentale. di indicarci e di rrrltir. volta la via da prendere.Secondo irr una progressione stabihtir tl.llo stesso Buddha.r'assorbinrento meditativo consente ro srluppo della "sapienza intuitiva'. che comportala ..consapevo_ h'zrirrrggcttiva": l'usodi questistrumenti conduce samAihi,al al rr,\cguil'ento dellapacepsicofisica alla liberazione e finalenel ntrydr.ut. altri termini, approfclndendo meditazione. In la si perrr('nca una visione sempre chiara. una comprensione piir a semI'rc piir piena e a una consapevolezza sempre piir intensache rlt'tcrrninano nostra la indipendenza eventiesterni. dagli facendo_ rr rculizzare vera natura.il nostroissereincondizionato. la ('hi c'rede Dio pud interpretare in I'esllerienza pace e di cli . lx'lrtitudine come un c()ntatto <Jiretto I'Assoluto; certacon ma ucn(e non pud pii trattarsi un Dio personale. di un Essere che rrcrre distrusge. ossia una proiezione di dellanostraideadi Dio, rne vitabilmente condizionata quelladi padre_padrone-protet_ da torc. L'Assolutoche si realizza nella rned'itazione e soto il non rrrtcreche ha dat. origineal cosrno. d anchela forzache lo m. ,urulae che lo sostiene. l'energia si manifesta particolare che in rr)ilrccoscienza pura. come stato incondizionato. come vuoto. scc.ndola definizione datacraDhiravanrsa. via <leila "ra medit,rzi.rre vipassanir la vi. della liherazione condizionanlento d dal .rttritverso conoscenza la della nostra condizione la pienaespee rre dei nostricondizionamenti..!. rrza Il puntod di vedere immale yrrri le $rurturecon cui <Ji e volta in lioltaci identifichiamo. per rrrrscire inrmergerci quc,llo ad in statodi non_nrente _ secondo che \,rripuita ha le seguenti car.tteristiche: i indicato nessun non da .tSrlrfe.0 intinito. non ha og-cetti d vuoto. ed ll nirv,ana d, rhrr(lue unacondizione estinzione cui perd emerge nostro di in il ,rrrcntico essere' su.i discorsi Buddha Nei ir detinichiiramente ra .l rrrcla dellaconsapevolezza raccontandanclo gli chiedeva a chi una rr;rbrevedi "essere continuantente consapevclle guardare e cli al rrrondn come vacuitir". l-. praticavipassana consiste crunclue neil'essere coscienti ad
I)hi ravanrsa.op. ci l ., p. 8-5.

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ogni momento del corpo (sia fermo che in movimento), I si fisichee degli stati mentali.Ma piir in generale sensazioni e a tutto cid checi accade' che sia possa applicarsi dire cheessa sostanzaun modo di vivere meditativo. La sua moderniti ad nel mostranell'invitoa viverecostantemente presente, e opinioni, ideologie pregiudizi, donareschemi,categorie, ma tutto cid che ci viene dalla tradizione e che non C al a sperimentato, non legarsialle sensazioni, personalmente del metee ai desideri.a non accontentarsi dato e dell'acquisito, guardarecon attenzionetotale, a penetrarele cose a fondo, interiore,a rict rivoluzione di viverein una condizione perenne care una liberti creativa e ad esserese stessial di lir dipendenza.

t7 La meditazione secondo Krishnamurti

In apparenza Jiddu Krishnamurti (nato nell'India meridionalenel 1895 morto nel 1986)sembranegare e ognl metododi meditazione c sembracriticare tutte quelle tecnicheche la cultura orientaleha rpprontato in millenni di ricerca; in realtA,egli d uno dei figli mijliori di quella cultura che sottoponea un'intelligentee spietata critica.I concettidi io, di Dio, di maestro, ordine,di tempoe di di rpazio, di morte, di sofferenza,di desiderio,di consapevolezza, di conoscenza, religione, ecc., che vengonocosl spesso di utilizzati dai guru orientali senzaun'adeguatapuntualizzazione,vengono rianalizzatida Krishnamurti con grandeluciditA e spregiudicatezlr, senza ncssunriguardo per tradizioni, convenzioni,miti e luoghi comuni. Si pud dire che Krishnamurti, insiemecon Rajneesh, il sia pii importante divulgatoree adattatoredella meditazione orientale in Occidente. Pochi pensatoricome lui hanno lottato tanto contro i condizionamenti della nostra mente, contro quelle ..pareti che abbiamo costruito artificialmente intorno a noi stessi"te che imprigionano un'enormequantite di quell'energiache egli vorrebbe liberare e renderedisponibile per I'evoluzionespirituale dell'uomo. La rneditazioneper Krishnamurti d proprio questo:il processo liberadi zione da tutti quei pregiudizi che I'educazionee la cultura ci hanno instillato, per arrivare a vederee a vivere la vita in modo diretto, spontaneo."Meditazione d muoversie vivere quotidianamente senzache intervengail pensieroa misurare"2,a prevericare. Gli ideali, i valori, le ideologie, le filosofie, le religioni, le convinzioni, le opinioni, le fedi, le etichette, i ricordi, i punti di
I J. Krishnamurri, Checosavi fard cambiare,Ubaldini, Roma 1981,p. '/Ddd., p. 105.

a tutto contribuisce formaree a defor' le riferimento, autoritir... piir la nture la nostranlente,con il risultatoche notl vedianro nta una suit irnmagine. realtir. condizioe di Il rnotivopsicologico talevolontario involontario di di nalrento 0 la ricercadi una sicurezza, qualcosa certo e La cui definitr-r aggrapparsi. paura del caos.della cotrfusione processo: llauradi lrr di allabase questo si mentale. trovadunque puntidi riferimen' di sconosciuto, non avere in trovarsi un rnondtl cosicom'd,di accettala la di to, rnaanche paura affrontare realtii la re la propriainvidia,il proprioodio,la propriagelosia, propria al di viveredi illusioni, attaccamerlti noto, violenza. preferisce Si e di con il passato, conformismi ripetitivi.di confronti di desicleri non ci provocasorprese' tutto cid ci rassicura, di repressione; pii Ma o sforzidi adattanrentodi conlprensione. non siarno ansia, vivi. di ogni genere conflitto.internoe nasce situazione Da questa fra esiste tensione la realtd una inevitabilmente in esterno, quanto fatti. I nostrirapporticon gli altri che e I'imnragine ce ne siarno e ed inquadrarli etichettarli pernoi sonofalsi,perch€ vogliarno quellicheci inlnragi' quelliche nonsianro, apparire ch€vogliamo da d Ma essere. la realtir diversa cid che niamoo chedesideriamo pur) sconcertarci o questascoperta e all'improvviso crediamo, di sta dellanreditazione dunquenell'arte osser' ferirci.Il segreto diretta,imntediata, e vare, di ascoltare di mettersiin relazione e e gli eventi;solo ctlsi"percezir.lneazionesonoistarltanee cr-rn nd I'azionenon porta con sd n€ risentimento rimpianti"r.Da capi, leadere autoritl si prequesta ottica,i vari gtlru, maestri, perchd rnediarci contatto il vogliono t-rstacoli, solo conre sentano C'd di impedirci viverein primapersona. con la realtd,vogliono e fra insanabile la ricercadella liberazitlne lo una contraddizione rendercene conto Dobbiamo versoqualcuno. statodi dipendenza e e ribellarci;ribellarciai tentatividi indottrinanrento a tutte inrposte dall'esterno checi vengono mentali quellesovrastrutture io o dal nostrostcsso inquinattl. vigile,non adagiarsi luoghi sui un'attenzione esercitare Occorre sui ideologiche, sulle sulleveritaconvenzionali, strutture conruni. altruie nostre.Lo stesso gii sulleesperienze risultati conseguiti, passatoe una fonte di deformazionedclla nostra conoscenza con setnpre nuovoe fresco avercun approccio dobbiamo attuale: si acquisito pcrmettere che il nrateriale la realti, non dobbiamo
3 lb id ., p . 1 4 1 .

r..t,l\)ngil fra noi e il mondo, dobbiamo esercitareuna speciedi , . ,1il/i()ne continua della coscienza. I rrrtclligenza per Krishnamurti. I'osservazione d, pura e sem_ , .,'. t' "quella cosa strar.lrdinaria che si chiama amore, compas_ , ,rrr', c\capacedi generare la propria cd azione",. Bisogna impa_ , ', .r guardare facendo tacere la mente. euando si osseiva , r u r . r l n l e n t ec o n i n tcr e sse ,..n o nc.d ch i . co n tr o l l a , n€.qualcosa ,, riebba esserecontrollato..'. euesta d la vera meditazione. ,,rrriispontaneameditazioneal di fuori d'ogni schema precosti_ , ,r,r (Julndo si parla di un sistcma di meditiuione (induista, , . l,ll)isra, titretano,zen, ecc.), si supponesempre_ dice Krishna_ - ,rrr - che il pensiero debba essereinquadrato in un mctodo, r . , r l ) l r n i r t o c o n t r ol l i tto . M a q u e staco n ce zi o r r e c n e g a I'a u te n ti ca ,,lrrrrzi.rre che 0 invece I'osservazione , delle cose al cli fuori r. llt rtrulturc e delle mcdiazioni. Dclbbiamo vedere con i nostri .,lrr, dohbianto "snettcre di essere di seccln<Ja mano!"6. ( )u.rndo o.sscrviamt) qualche cosa che ci interessa profonda_ , , rrrt.. che ci coinvolgetotillmente. abbiamo con essaun conlatto ' r, rto: il pensiero tace, il scnsodell'io giace inutilizzato, il giudi_ , n ( ) n \ i d a n c o r a fa tto a va n ti e l a m e n r o r i a n o n d a n co r a i n '. , , r r c .C o n t e m p l i an r o .m e d i ti a n r o ,si u m o l a co sa . E se n o n n e , rrrrof)iu capaci, vuol dire che la nostra nevrosi d grave, che , l r 1 ; 1 1 1 1 s d u t o i l co n ta tto co n l a vi ta . per I tobbiarncl imparare a osservaresenzainterferenzedel pensie. .,(.rlzrr intronissioni dell'io. senzamediazionialtrui pit o meno . r , r c s s i l t e .L a m c n tc d cve r i m a n e r e q u i e ta , si l e n zi o sa , i l a ssa ta , r ,, 'nrl)ril,libcra da influssi.pregiudizie clipendenze. L'osservazio_ rlt.\''eSSe "pura. ncln distorta. non resa parzialeda una prefe_ rc ,,,/ir () dal bisogno di sceqliere"'. per realizzarequesto tipo di , ,lrrazione non c'd hisoqrro autoriti, di cJogmi di represiione di e t. r Llesideri.Se un desiderio d spontaneo. naturale, eiso verrlr , rrIltallto spontaneitntcntesoddisfatto, senza problemi. senza 'r r r l i r t i n t e r i o r i . M i r r n o l ti d e si d cr iso n o i n n a tu r a r ip e r ch 6 n a sco ',1;rllanrcrrte:i il Pensier<_r crea in continuazioneesigenze che a 'r , r r r t c r r t i c h c .r t i f ici a l i .i n d o tte , ch e i n g r a n p a r te n o n p o ti a n n o .( rc soddisfattee chc andranno ad aumentaretensioni e sensidi I'rr. E cosi che nasccranno aviditir, volontd <Jidominio e di r,i. n. ', , / . .p . 'r , i . . p . 'r , l . ,t t . l9l . 190. l&S. 177 . 291

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possesso, lotte, frustrazioni,E tutto perch€non sappianto cid distinguere che d naturaleda cid che d un prodotto liberamente mente. Per riuscire a farlo. dobbianroosservare i nostri desideriiessere nostri desideri.anzichdpcnsarli' ma attenti, consapevoli; sensibili, mo cercaredi essere dellacosci nell'attivit) di il sforzo,senza "tentativo intervcnire reprimerla stim<llarla, di za per cercare forzarla,controllarla. d [a tecnicadella meditazione dunqueI'arte della percezi la di non pura, dell'osservazione condizionata. capacitd e memorizzato le da le cosemettendo parteil materiale logichee idcologiche. pensiero poneal di ll si a L'uomocheriesce "vedcre"senza di psicologici, di li dei concetti benee al tempoe dellospazio d Krishnamurti convintoche male, al di li della sofferenza. possibile liberarsi dalla sofferenzapsicologicase la si interamentee se la si osservasenzacercaredi intervenire, di Quando di spiegare, giustificare, deviarco di reprirnere. sopratt cara, ci disperiamo esempioperdiamouna persona perchd smarrito la abbiamo abbandonati, perchdci sentiamo piir che Piangiamo su noi stessi sull'altro,ci stra sicurezza. tuttavia seriamo,ci sembrache il mondo ci crolli addosso; la in mondolo aveva granpartecostruito nostraimmaginazi con ma Il doloreesiste, noi lo anrplifichiamo un lungoe raggiungere. lavorio della mente,che vuol semprecantbiare, sedere qualcosa,esseresicura, non soffrire, esserestabile. quando la realtd ci colpiscedi sorpresa,quando distrugge in nostreillusioni,i sogni,i castelli aria, ci sembrache I' ecco si che stia della incastellatura mente-mondo percrollare: la senzariparo, eccoI'irromperedella sofferenza, cui cura perchdmeditaresignificaliberarsida c ste nella meditazione, all" della mentee dedicarsi illusione,far tacereil chiacchierio una pura,incontaminata", impiegando "tremenda servazione in tenzione e una straordinariacapaciti di penetrazione"u stessi. d La comprensione istantanea,non appartieneal tempo: passato,il presentee il futuro sono creazionidel pensiero vuole sempreandare"da quello che siamoa quello che sa t lbid., p. 82. e J. Krishnamurti, fine del dolore, ed., Aequilibrium Milano La p. 129. 292

.l.r rlucllo che d a quello che dovrebbe essere'.r,,, non che sa star f' ,11) r)cl presentec oscilraav.nti c indie'troaila ricerc. di qualco, \llr cio "clre si vuol diventare d una costruzionernerrtale. un ,'n(('tt(). un'idea", lltcntre la realtir si trovu il.t ull() stitto al di lir I ' I t c n l p o , " tr e l si l cn zi <t sso l u tod e l l a n r cn te .. a ll lrrlt. stess. di v.ler sperinre,tirrc,di voler conosccre. voler di rr rt Sotto contrc)llo il mondo, gencra la contrapposizionefra 'c 1,'r'!ctto conoscentee og_getto conosciuto (interno o gsterno) e protlrrccla cosiddettaattiviti mcntale. la cui natura essenziale d l ', r t i i r l a f r a mn r e n ta r i e ti . l a d i sa r n r o n i a .i l co n fl i tto . L a m e n tc l, \\lr i un prodottctdel pensieroe la sua coscienza strutturatain e r',r\('ilconcetti psicologici di spazioe tempo. Il clivario.la distanza lr.r ('()l)osccnte conosciuto,i lo spazio che il pensiercr e riesce a ' r(.rrc. e lo spazio che la parola riesce a produrre nonrinando e ,lr\lul{uendo I'io dall'ogletto. il se dall'altro. E nel nrontento in , rr crcir uno spazio fra sd e I'oggettoconosciuto,ncl nromento in , rr Llcncraconoscenzae prende distanza dalle cosc, dir orisine .rrrt al tempo, che e la durata di questo nrovinrentodi ricondsci_ lrc rrrtrrlo. Per Krishnanrurti.dunque, spazioe tenlpo sono espressio_ ,r I'u.o dell'altro e costituiscono proiezi.ni dell'attiviti conoscitir,r tlella nlente. Se si elinrina,se si sospendela volonti mentale di ilt)ililllare,inquadrareed etichettare,ecco che si annulla la distan_ ;,r lra soggetto e oggetto e lo spazio-tcnrpopsicologico,il che r.rlrlrresenta un'esperienzadi sanndhi. ll rtrotivoper cui l'osservatore crea questadistanza,nominando r r:rri oggetti. sta nclla sua ricercadi sicurczza:solo quando le cose r' l()stesso soggettohanno la loro brava e tichetta,la mente si sente lrlitlnlcnte sicura, al riparo da sorpresc.c costruisce attorno a s6 rrrro spazioprotettivo (l'interno, I'ego) bcn distinto da cid che essa ,['linisce come altro-da-s6 (l'esterno). E il movirnento stesso ,l, ll'attiviti conoscitivache stabilisce cluesta distanza,e quindi. se , t'ssatal€movinlento, tale desiderio.tale volontd di identificazio_ rrt'e detinizionedelle cosee di s6, cessuanche la frammentazione , rl conseguenteconflitto doloroso. La sofferenza psicologica (che , poi la maggior parte della nostra sofferenza) d un prodotto ,ltll'attivit2rntentale, e I'unico modo cli eliminarla d di fernrare il nr(rvlntentoconoscitivo. Quando si soffre, d inutile cercare di .rll()ntanare dolore: se si ha il coraggio di non compierc nessun il

Ihid., p. 95. //tirl..o. 1.13.

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gestodi allontanamento di fuga, si porri fine automatica o alla sofferenza. La realtdnon d un concetto. non i n€esterna interna.n€i n€ per nd non-io:Ia realtir il tutto. d un'unitir e orieinaria. rivivere
quale d necessario liberarsida ogni condizionamentomentale.

desideriodi franrnrentare conoscere. realtl d al di f Der La della storia, d al di fuori del tempo e dello spazio,d al di lir mente,d nella totalit?r. Bisognariuscirea vedereconreun uni insiemei frammentiche il pensieroha creato,il che provoca pensiero. dellostesso cessazione che Quandoil conoscitore, d dei frantmentidellamente.riesce percepire totalitire quindi a la nonessere attivo.entrain rapporto direttoconle cose. q Ma voluto,non pud essere frutto di obiettivonon pud essere il : ricercaintenzionalecid che i sperimentato un soggetto da non piDreale,e dunque veraessenza la dellameditazione I'elimi d zione del meditante,ovvero del soggetto contrapposto all'oggel
tO. r

Comeusciredallatrappolacheci siamocreati?Comean il dualismosoggetto-oggetto? rispostasta nel metterciad La servare,ad ascoltare. realth "da una profonditirtale che la esistala possibilitirdi opporre nessuna resistenza. Ascoltare questomodo richiedegrandeattenzione dissolve e comple te la struttura dei condizionamenti che hanno imprigionato il ceryello"'t.Dobbiamoarrestare movimentodi allontana da cid che d, la tensione mentaleche ci fa desiderare d'essere che non siamo.La causa gran partedellesofferenze la di i rappresentazione mondo, la nostraimmaginazione stessa del vrotica, la nostraaspettativa. realthnon d cosidolorosa,d La saggia,equilibrata;percid la fine della sofferenza non pud veniredalla fine delleillusioni,dallavolontirdi osservare le ture mentali e il mondo in manieradiretta e matura. pura non escludeun'analisipreventiva,un L'osservazione profonditariflessione. nostroterroredella morte, per es€ Il proprieti, abit nascedalla paura di perdereattaccamenti, veramenteabbandonato ecc. Ma chi avesse tutto cid. ancherinunciatoa un ego fittizio, a un ego divisoe dilaniato conflitti; e costuinon avrebbepiir ragionedi chiedersiche succeda dopo la morte, perchdnon avrebbepiir paura della esistenza. morte assumerebbe sisnificatodell'a La il
t'1lbid., p. 99.

*frrrrtiv. dell'egocon i suoi pensieri, sue sensazioni, sue le le la 1r*tr.rtltlizioni, sua continualotta, e coincicrerebbe uno con {rr' tlr lil'.rtir totale,con l'autentica liberazione cercata tutti. da fine $r rlrrcsta dell'ego originerebbe, si dunque.ancheun senso a ,rtrt)\'iunento dellaproprianatura originale, senso rinasciun di l|. rlr li-creazione. I ir e()noSC€oza abituale fondasul passato, si sulleesperienze, ||la rrcnroria. si proietta un futurochevieneirnmaginato e in pii I nrcn() comeuna prosecuzione cid che d giir avvenuto. tal di In hrrlo ci precludiamo approccionuovo,fresco,spontaneo un alla 6olt.t' diventarrdo comedei vecchi nuilapud pin sorprendere che a it'l)irc. La nreditazione dunqueuna funzione ha rivivificante: in Fllcttendoci di "vederequello che accacje noi, senzache ltr'rrcnga la minimadistorsione"rr, senza pregiudizi, senza veli grxcttuali, ci consente rapportosempre un diversoe vibrante fixr rl nrondo.ogni conflitto nasce dail'originare separazione fra lir ,rsscrva chi d osservato, e perchdquesti stessa separazione si l,rgrPrrrre nostrointinro,quando nel vogliamo conoscere stesnoi I ( rcdiarno chi pensa diverso checosapensa. cosiil che sia da E il Fn\itt()recercadi controllare pensiero. Ma ,.il pensatore E le ;rrrrcro""! Quindituttele divisioni, fratture deil.io,sonostate flc.rtc dalla mentestessa. Bisognacapirlo se si vuor procedere a lra riunificazione, al|ammissione noi siamoi nostripensieri, che L n()stra invidia, Ia nostragelosia,la nostrarabbia, il nostro fll,rr'eilntento; solo con questoriconoscimento avremocompiuto I prirrro passoper usciredal conflitto. ll pcnsiero non pud mai darciesperienze nuove,perch6rappre_ tntl "la risposta del ricordo, dell'esperienza, deila iono_ t(nzt"'5. Ma sepotessimo guardare albero,una montagna, un un ilur 1rnsl stessi senza suo schermo, il potremmofare un'esperieni cecezionale meditazione,in cluantonon proveremmopii di ''Orlore, paura,ma piuttostouna straordinaria gioia"tu. Non biso;nrr inritarei monaci e gli ascetiche si neganoogni piacerenella fl'rinzione di commettere peccatoe di distrarsidailavisionedi lh). Bisogna contrarioguardaremolto benele cosee capireil al

'' lhul., p. 65. ' lhil., p. (lJ. " J Krishnamurti, Liberrri dal conosciuto,Ubaldini, Roma 1973. I lrr
'n l l ttd.

294

295

del meccanismo piaceree del desiderio,se si vuole porre fine divisioni e alle sofferenze. quattrofasi: percezione, passa attraverso Il piacere che ci piace,cid contatto e desiderio.Se vcdiamoqualcosa darci attimi di gioia; ma. subito dopo, subentrail pensi il giudicare,a far confronti e soprattuttoa desiderarne possest si l.o stessomeccanismo ripete per ogni forma di desiderio' E di in mente che s'inserisce un processo pura soddisfazione e di di in trasformarlo un meccanismo desiderio, possesso di sofferenza."Cosi il pensierocrea e sostieneil piacere mezzodel desiderio,e gli di continuith,e la naturalereazione desiderioad ogni cosa bella d corrotta."r' Comunque,anchese non riusciamoad intervenirealla non vincerepaura e sofferenza, del pensiero,ci d possibile gendo ad essecon la memoria del passato.Anzichd cercare anzichd con confrontaretali esperienze quelle trascorse, dobbiamorimanerecon esse ed di inquadrarle etichettarle, za impulsodi sorta, senzaalcunaattiviti del pensiero"". invecedi defluire e I'energiache contengono rappresentano. e le consuetevie della disperazione dell'angoscia, traverso "Quando si tiene in s€I'energia trasformain qualcos'altro. e alcun movimento, avviene un'esplosione"'", i nostri i che per s'incanalano nuovevie, mai prima sperirnentate, e Tutta la nostraconoscenza un "poderoso no la sofferenza. di energia"t, cui bisognasaper porre fine. "Se non si allora non c'd libertd."'' del Il metodo per liberarsidal condizionamento passato, noto, del conosciuto,d quello di fissareI'attenzionesul processo mentale,senzasforzi, senzasecondifini' stesso dall'ambi d I'attenzione azione.ma d azionenon condizionata e che avvienesemprenel presente rifiuta il te, un'azione ripctitivo della mente,per avcrc il Per far cessare meccanismo approcciosemprenuovo con la realtir,per eliminareogni sul dobbiamoconc€ntrarci movimentodella zionamento.

lrlrlrurnroimpararea percepirlo. questa visioQuestapercezione, r torirlee profonda, ha il potere di arrestarlo. \okr sesi riuscirira guardare realecon totaleconsapevolezza, il r,'n ttli occhie tutti i sensi pienamente svegli. senza solo ma un Ir'r\rt'ro nella mente"r:,allora si saprdche cosasignifichiessere eru:r separazione. "Quando la mente d completamente calma, rl'rrziosa,non disturbata alcunpensiero, da quarldoI'osservatore I rorrllllslsmante assente, allorac'd I'uniti."x In questo statonon lrrtt' piu divisionefra io e non-io,e la coscienza dilata oltre la si lrrolr e il pensiero,mettendosia osservare senzalo sguardo rl'll osscryatore, senza I'influsso deformante della conoscenza lusirtit. "La vita cominciadove il pensierofinisce."ro l.,r rneditazione proposta Krishnamurtinon consiste da soltanto tr'l scdersia gambe incrociate,nel controllare il respiro, nel fffx'rcreun mantrao in una qualsiasi disciplina pensiero,ma del rl vcdere,nell'ascoltare, nell'essere altamente sensibili cid che a rr r'rrconda alle nostrestesse e struttureconoscitive. una mediE r.r(lnc che rifiuta ogni ausilio tecnico, risultando ancora pit e.rcrrziale. stessa La intenzione meditare,egti dice, impedisce di fr r cra meditazione. Non possiamo volereunostatodi naturalezza r rh spontaneiti.una condizionein cui non vi sia divisionefra $ggctto e oggetto. Quando ci troviamo assortiin uno stato di ft'tlitazionespontanea, quandoil nostropensiero arresta si naturrlrnente qualcheattimo, abbiamoforsecoscienza soggetper del til t he sta pensando? L'io "lo vediamoesistere solo quando ria una provocazione"2s. {r'ntlc l'er tutti questimotivi, non pud esserci nessun mediatore,nesrfn rtraestro, nessun guru chepossa insegnare meditazione la agli dtri. Per essere consapevoli. non c'd bisognodi guide. Nessuno al lirr.!cssereconsapevole nostro posto: ognunod il ganr di se rtcsso. Per vedere,non d necessaria nessuna fede o autoritl; al rr,ntrario,bisognaesserliberi da qualunqueimpedimento cadi r.ttcre psicologico ideologico. o Mentre la funzione pensiero del d quclladi separare,frammentare, isolare,misurare,inquadrare, lrrrneditazione la fine della separazione"b. il riconoscimento d d ,lrr'lra noi e i nostrisentimenti, noi e i nostristatid'animonon fra " I
f

t 1 lbid. , p. 27. 18J. Krishnamurti, Lo visione pnt.findu, Ubaldini, Roma p. 130. te lbid., p. 130. n lbid., p. 125. 2t lbid., p. 127. 296

Krishnamurti, La sola rivoluzione,Ubaldini, Roma 1973.
t*n. 150. 29. , *. 297

l.lt'i.

' " ' '

ll'u|., ,. /l'rrJ., p. l b r d . ,p . l h t d . ,, .

che c'd separazione, noi siamola paura,I'odio, la rabbiao I' se scia.Se noi siamocid che sentiamo. noi viviamocon cid che e allora non c'd piir separazione, la paura, I'odio, la rabbia scompaiono. l'angoscia "Vedere d semprenuovo, e fresco.e attivo. Pensare d vecchio.mai fresco"". d riproporre schemie strutturegia a Bisognamorire a tutto cid che si conosce, tutto il sapere: I'innocenza, noviti, la la morted tornarealla vita, d riscoprire e bellezza I'amore.TuttaviaI'uomo ha pauradi morire in vita c aggrappa tutto cid che d vecchio.noto e morto. ignorando a quandosi negail conosci "il cambiamento possibile solcl d di costantemente mu d L'intelligenza la visione una realtir "La d al diversa. non ancorata passato. meditazione vedere cid con una sola occhiata."r" non n€ sempre presente. pud esserci un nel La vitasi svolge ni Ogni passo n d nd un domani,nd un principio uno scopo. "l acuti e in nessun e fondamentale. sensidevonoessere del conformismo e dalla disciplina distorti dal pensiero. e ognivoltala bellezza l'a morale sociale."'' Essiriscoprono
che il pensi e risveglianola beatitudine dell'essere.Ma eccc.r

prolungare replicare volontl a vuole ripetereI'esperienza, e piacere provato,senza rendersi la contochecosiannulla dunque capire qualcosa artificiale. di Bisogna neitire introduce per del e meccanismo pensielo del piacere. poter trascendere al loro pretesa durata.La realti d sempre di lit del tempoe di pensiero, "la nreditazione la libertl dal tempo"tr. e d fin e Il piacere tencle dividere. separare. i suoioggetti a a loro. noi no per possedere pii di quanto noi possediamo
le sbagliatopensaredi pclsseclere cose,di essernepadroni.

"La rneditazione. realti. i pensare nreditare. in sbagliato di Mentre il strutturadel pensiero."'r negazione dell'intera produceenergia,il pensiero spreca.Il pensiero tende a la
confronti, paragoni, riferirnenti,separal'uomo dall'uomo, crea soff'erenza, Dio. la chiesa. Ia nazione, il salvatore e rl guru. meditazione d lihelazione dal conosciuto. da tutto cid che

rtr'ntc ha accumulato,da ogni simbolo, morale, immagine. ricor_ .l' l)rincipio. Non pud esserciamore, ciod unione, finchd d in .r',nu il pensieroche separa.L'amore d vedere senzaalcun moto ,l ll.r ntcnte. d la cessazionedella parola. In principio era il \rrlro. c in principio incomincianosempre inostri guai: c'd I'inirn rl rrrtlriframmentazione,isolamentoe distanza.E nella distan_ ,,. lrir uorno e uomo e fra soggettoe oggetto, c'd I'origine della t'lrtutline. della sofferenza,di quel lento suicidio che diventa la r:'\trir vita. Dobbiamo renderci conto che ..condurre la propria lt.r \cl)itratamente,irr segreto,chiedendo la continuiti del piaceir' t' [)rr)voc&re la separaziOnedella morte",,. Vetlcre cit) che d sicnifica porre fine a oqni 5spn1s2ione.L'inte_ ,,, rn()\'imento della coscienza conduceall'isolamento,alla paura e . rlucllit lotta incessante per esserediversi",.. La franrmentazio. ,k (' rl tcnrpo possollofermarsisolo quando il pensierosi ferma. E ro 't pt rrsie si ferma solo quando vi d consapevolezzat1el reale r'n/,r llcssunascelta. senza nessun parlito-preso o pregiudizio, ,lr.rrrtlovi d solo attenzione pura. ln (luestaattenzionetotale c'd l'amore e c'd il vero atteggiamen_ r,' r.'li{ioso. In questo abbandono. la mente si placa e nasce una l\',rrrtu(line,un'estasi che le parole non possono esprimerd. La ,rrr'rlrllrzion€ esigesoltanto una costanteconsapevolezza delle cose lrr,rlili noi e delle cose dentro di noi. ma non pur) conciliarsicon , l | , , r l ( ) r m i sm o , l 'i m i ta zi o n e .l a m o d a o l 'o b b e tl i e n za ..L a m e d i ta . ,r,'nc a lo schiudersidel nuovo.",, Ogni ripetizione d menzogna; | .r(( urnulilzionedell'esperienza rende la mente vecchia. Dobbia_ , , r , ' l i h c r a r ci d a q u e sto fa r d e l l o su i ci d a . e ,'n o n d o tn a n i , m a o r a , la ',, I prcsente"J": liberazioned istantanea.Bisogna morire ogni tr'rillo ill noto e al vecchio, in rnodo che pOssasempre esserci ,tr,rlr()sil nuovo. Un'esperienzanuovit, fresca, insolita. nasce di *'lo tluando "la mente non d catturata entro la rete della memo',,r . Sc si riesce a mantenere I'intervallo fra due pensieri, due r r r r t r n r €n t i d u e e n r o zi o n i , d u e r i co r d i , si cr e a u n a si tu a zi o n ed i . 'r r . r {) r d i n a ri l i b e r t:i e sp o n ta n e i ti . a l d i fu o r i d e l co n d i zi o n a m e n a r , , t c r r r p o r al e .

11 lhitl.. p. 113. :' /b ir l.. p . I 37. :" lb id .. yt. t.1-i. . ' ' lb kl., p . 1. 11 Jt lb kl.. p . l 25. tt lb id .. p . I 20. 298

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l l 't,1..l 't. ?1. I Krislrnrrrnurti, Lt /t'(,. r). l fi fi . l l ,i tl .. t't. 16f,.

printa cd

ultitrtu /ibrrld,

Ubaldini.

Roma

299

" ( 'o l o r o c h c t - e f c di. gli iJ c ali non li t t r r t o a l t r o c h e d i v i d c r c ' d i s t r t l t t ( )m e z z t ln t o l r d t l . " " S t l l o dic eVlr r r tt li c r c c lc r cin Di0 h a t t t l o " s c t t z l tl t l c u t t i tc t l t t d i t t t t t a , lir la Cpls u1' r c , "t t lezrz itc t t lt d i c i i r c I c i , '. c idc ir s c r r z u lc ur r ir nt if ic ir z it lr t c " t t e Is i l c r t z i o o t t t l l l t 't t t l c l l l t t t l c t t t e , l t lilt c i 1. r uir er ir r c t lullu paur i t e r l t r l l 'l r r l g r e s s i v icih c n l t s c t l r t t t l l t l l c e l a s o l a r i v t l l u z i o r t cc l t e l 'u r l t t l t l p o s s a O c ont r alt pos iz i( ) lt i. uc s t a . c ont i) ic ; c , un. r iv oluz ionc p s i c o l ( ) g i c au n a r i v o l u z i t t t t cc n t r . s e i s t c s s o.c hc pc r r ) ha il pot er e c l i c a r r r b i a r er a p p t l r t i u n l l l n i . e l i n l i , di p0t c I e . d i p r c s t i u i 0 e c l i c , r r l l l l e t i z i t ) r l cc nalld( ) il dc s idc r io int r oduc c ndo l' or t es t l e l' i l l . l l ( ) r c . ..Lu gucrftr i lu ilella rtoc ltrtticziorrcsl)cttitc()litre sitllgttilt()sa r gior ni"' ", i l l t p r t l i c z i i r r t c l c l i l r t t o s t r l rd i v i s i o t l e s t r a, , it a t li t ut t i i c iut c n) it . dc i nO s t r ic ( lnf lit t i . l - a s t r l u z . i o nd c i p [ o t r l c n l i u l l l a n i n o n parirzionc' di pur) chc vcnirc dit ullil Ilu()vll cspcricnzadi ntln-se in cui n0n vi sia piu distinziont unit ij. da una c onc liz ione c d i l a t i v i t c ne fra osservlltorcc osscrvitto.fra pcrtsatore pcnsilto' [-a rigcncr az i( ) nc .la r er jc nz ionce p o s s i b i l eu i i o u g i . q u i e t l o r r t . t t o r t n c l itttultlc. "t-a fclicitii D consaltcvolczza futur(): e affidat:ralla l)()stra t llt nc l pr c s e c . "' ' I i " l 'a n t t l r c r l o n a p p a r t i e l c a l t c n l l l t l " " ' s enr pr c puo nas c c r c s t llt ant t l qult t t d o l l r n l c n t c i i r t l l t t i v a ' Pc ns ar es ignif ic ais olar ec d i v i d er c . " [ . a l u t t z i o n ed e l l a r n c n t c d e di es s c r cs epar at a. "' O c c o r r c d u n q u c r i p r i : t i n a r e u l l a c ( ) n s a pv o lezza chc rion pregiudichi. chc non prevarichi' chc riscopra il v alor e della c r eat iv it i. de l l 'e s s c r ev i v i m o t t t c n t t ) P e r m o m c n t o ; voli sctlzascclta.pcrr;hi la sccltacotnporoccorre "esscreconsape ta contlitto". Per far si chc l'ignoto.r'irr,dobbiantt) adottale una un'i"vigile c ittsictnepassiva",scllzlraccurnulare consapevolezza "La rcalta non i qualcosache la mcnte possa nutilc esapericnza. conoscere,perche la nrentc e il risultato di quanto conr')scianro, dcl passato."* re La mente deve osservareil proprio funziottantento.de'v'esse di tutto quanto le accade,dei pensicri' dcllc scrlsaconsapcvole zioni. tlelle enrozioni,dcllc rcazioni. E quando nor.rdesidererao irnmaginerapiir di divcntare qualcosa,potri raggiungerecid che

' " /b id ., p . r ' ! lb il., p . ' ' Ib id ., p . ' t lb id ., p . ': lbitl.. p. ' j /b ir l., P. a Ib il., p . 300

162. 160. 116. l0 ( ) . 1116. t) 5 . 1 i3 .

, . l i r c o s i d r l c t t a c r i ti e . e o n cssa .l a h ca ti tu d i n e . Qu a r r d o p o tr ) v , ) \ \ f r v i r r eI 'i l ) t c r o l u tr zi o n a n r cn tol.'i r r tcr o p r o ccsso r e l a p o r ta a cl r , l r : r r t i l i c u r s i .d i v i dcr sic i t co l l ( ) sccr c. u u n d o ve d r a l a g a b b i ach c u q , \\ir \tessasi i costruitu.qulr|rclo lrccor.gcrir circolo vizir.rso si dcl in , r r i s i n r u o v c . s o l t l i l l l r tr a p o l r i l csse r c p e r vi l sa d a q u cl l a q u i e te c l ) r ( ) l ( ) n d a h e h a i l p o tcr c d i cr ca r c. I {i p e t e n d o l o s t csson r o ti vo d cl l o ze n , Kr i sh n a n r u r h so sl i e r r e , l t c " n t u g g i o r c l a qu a n ti ti d i co n o sccn za c i u g o n r b r al a m e n te , i ch n ) e n oc s s i l a r i i n q r a d tld i co m p r cr r d e r e "",i n q u a n to n o n sa r :)p i i i s , . r p a c c d i u n a p p ro cci o d i r ctto . fr csco , sp o n ta n co a l l a r ca l ti . \ r r c h c l e r e l u z i o n iu r r r a n e i ve n tl r n tln r p o ssi b i l i . cr ch i s'i n n a l za cl i p u n n l u r o d i p r c c o n ce tti .cl i i d e e. d i p r cg i u d i zi c d i i m n r a g i n i ,ch e l r r r i s c e e r a l l o n t a na r eo g n i i n d i vi tl u o d a l l 'a l tr o . Pe r fi r r on e i r a p p piu intinri put'r cntrarc un'inrrrragine dell'altro, facendclci 1'orti r r v c l g p i i c o n u n ' i d ca ch c co n u n a p e r so n a . La vcriti), la reirlta. i senrprc divcrsa da conre la possiamo l)f nsilrco imnragin:rrc.Per cscrnpio,ci piace credereche esistaun | )io chr' si prcoccupi continuanrcntcdellc nostre "meschinissime l:tccende".suugcrendocicid chc dovrenrnro fare o non fare, un .rnqelo custode che ci assistain ogni occasione, un padre cosi urlinitanrente buono e pazienteda seguiretutto cid che combiniarrrtr.NIa si tratta cvidentententedi un nostro dcsiderio, di cid che .i piacerebbe,di cid che non riusciumonrai a ottenere, perch€i rrostri padri terreni sono distratti da tante cose. Eppure, noi , r r r i v i a m o i l l u d e r cich e q u e stap r o i e zi o n ei n fa n ti l e si a r e a l m e n te a r'sistcnte,mentrc. sotto questa cosiddctta fede, si nasconde in rcalla un bisogno psicologico di protezionc c di sicurezza. Non faccianroci prendere in giro da nessuno,ci esorta Krishnarnurti. ni dalle sedicentiautoritil (politiche o religiose)ne da noi .,tcssi. Non cadiamo nell'autoinganno, nell'autonristificazione; rron scanrbiamoi nostri desideri per realta, lasciamo cadere le rllusioni.Questa via della consapevole;za pud apparire dilticite, rlLrra, poco gratificunte,ma d I'unicache ci permettu di sgonrbrare rl passaegio dal ciarpame psicolo;licoe ideologico, l'unica che cssereimboccata da uomini maturi, lucidi e responsabili. [)()ssa ( ; l i a l t r i c o n t i n u e r a n n o cu l l a r sin e l l e i l l u si o n i , n e l l e p r o i e zi o n ie a ,rclla confusionemcntale. senzu poter mai capire cid che d.

Ibid., p. 18

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li

18

Raineesh secondo L a me d i tazi one

t r rei . ti l rcl :ttti . zctl . v (X l i t. c c c . ) o dl as l ri tttc (' \|o\t,/r' ,nr | | l , ' Il stttl ttri ur(l e rttc ri to i ' pc rc i t) qtrc l k r tl i :rr, r rl rrrrl ,.r:, trrrrrc ori crrttrl i corr c rrl trrc . s c rnnl i c i ti c d i ntc l l rl t' rrr,t .rrl rr, '

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Oggi Rajneesh d forse il pit\ noto fra i maestri indiani di medita' i z ione: iiuoi s eguac s i c ont a n o a m i g l i i r i ai n t u t t o i l n r o n d o ' i s u o i lilr r i s ono f r a ipil let t i, is uo i n ( r a m , l e s u e l e z i o n i .i s u o i d i s c o r s i , s()no scnlpre siati affollati e hanno attirato un gran nuttlero-di occiclentaiiche ltt consideranttl'esporrentcpiu carisnraticoclella anorientale. L'opera di Rajneeshe riuscita a interessare saggezza e che la cultura dell'Occidente; questod gid un risultatoeccezionaconsiderato le, tenuto conto che i nostri inteltettualiltatrnosenrpre cid o sospettosamente che d arrivato dall'Oriente, distrattamente come propria ri' e in salvo poi appropriarsene segreto farlo passare parte un bersaglioideale per chi d flessione.ll maeslro e d'altra abituato a bollare i guru orientali come "mistici" o peggioancora e come affaristi; egli ha rivelalo notevoli capacitAorganizzative (il divino)' vestecome un manageriali, si fa chiamare Bhagwan principe indiano, d circondato da fedeli che lo tratlano come un di messia,ha avuto un notevolesuccesso pubblico e di denaro' non la predica n6 la povertd ne la rinuncia ai beni materiali,considera come un potentemezzo di diffusione del suo messaggio, ricchezza e sul tecnichebasate piaceree sul sesso infine ha dei seguaci rutilizza con medaglionie abiti che vanno in giro vestiti pittorescamente, ar anc ioni. llaineesh rivela una Al di lir perd di questi aspetti f<llcloristici, rnerttebrillartte ed ecleltica, una grattde capacitiidi strgrlestitrne. turreccezionaletalento tlrattlrio. una buona culturlt e un fascino pcrsortaleda attlicosaggitloricntale. Le sue operL'sollo quanto di pitr avvirrce si possalcggeresull'argonlentodclla nrcditlrziotte. nte o c he di s olit o v iet t c al' lr ot t t it t o d i t a r i d i t r a t t a t i a n t i c h i( b u d d h i s t i , 3(|2

, ( l ) c t t r t c z - z t lli u l t Ii ttr ttL tg .l lcl ti i tr trc d i l r r tctl tl r r tr .to r r , i i , r r io t t r r t c c l i s l l i r i t t l - tr tl tr tr r i o r ce cl ti r l .N c r i str l tl ru n L .\1 ,{,\r ,.r ,,i l 1 L ( ! '\ '( ) l e . e r s t l t s i vtr stl r r r i o n l c tl o tl r ti rd i tr n i tttcr e ssc r t. 1 r ,rl,r r r tl lt . . r i t l c l g c r t c r el ) ( ) ssce g o l l (()'h i cr i ti cu Il l r j n ce shl l l cttc i tl l r l r ( .\,r . , ( r : s i v i t s c n t p l i l i cl tzi o r tc. co r r tn r r ,kl i zi tl c il u sctr r sio r i {i r r r l r t,r n lc r , I 'r r o p c r r s i e r t r : u tti r vi u cu l i n o n i 'i l Pr tr l tu u r r i r to r fu n l r ti cotl r t c r , rl e c l l i c i ro t l i u n r rd o ttr i r r l . n 0 r ri 'i l ctl r r vi l r t0 l i n r i ttr toi tsscr t( ) r c c li n ' r r r r 'r r r t i cv rl r c l i n r r :d i tl r zi ( ) t) le .l r p r cr r tl ci r t csi u tr cc sPi tu trtl r r :r .i 'n t t t t c l o t l o c \ i s t e n tc. [.'i n l l ) ( ) r ti l t) tc tl i cc. r i cch cq g i l r n r l o n u r t r r '( n l ( ) t i \ o h u t l t l l ti stl - r to r ti 'l :r vi l r ch c s'i n r l r tr cci r .r a i l Ptr tr tr l ) r n I r , r r r i r r r . i l p u n t r r ir r cu i l i r r i sco n op cr ctl r r l u i r c l c p i u tl i sp l r l tc f ( na c h e . ( i l i r r o r n i r r i t l r r od i vcr si . c r l i vcr sc so r r o l e . vi c ch c p o r ti tn o i tl s e ! l i , r : n u r ( [ l c s l c r l i l fcr cn zc so n ( ] l ) u r i u n cr r tc fcr r o m cn i ch c. '. . r r r r r s r r r i c l t c . t r l l u ti n c si l r n r r u l l r u r tl(.'tl r n c tl i ccvi r tr r r ch c l r tr i sti i , , P c t s i l r n ol r l - l {r i r r r i :".r ) ei scr r ti cr i stl n o r n o l te l i ci . l u n tetl i p r r r i e i rn o n s o r t t ll i r rse tr r r r tii se r tti e r i ch c co n d u co r l l l l l a Ki r tr l .) ". : I r r t c t o t l il ) ( ) s s ( ) n ( )r tr ttl u ecsse r ci p i i r svu l i a ti . i r r l r cco r tkll r r r ch ti d , , r r l c t l i l l c r er r t i t r l rtl i zi o r r i cl i q i o sc.l i l tr so fi ch e so ci l l i . stttr i cl r c, r . r r l l r r n t l ic c o r t l c r l ivcr scp si co l o r l i c: n tr .p o i cl r ci c stn l ttu r c tn ct'l r l : . r l i\ ( ) n ( )f i r r r d u n t c rr tu l r n cl l tc stcssc l t ttr tti g l i u o r r r i r re i n tu tti i lc i i l , r r r p i .I 'c s s c n z lt l e l l r rr n ctl i ttr zi o r ric r r r i ci r .L - l cr i ti cl rtl i l {l j r r e csl r 'r r l l e r e l i g i o r t ii ' i n r cr r l ti u n i l ( tu cc( ) r l l c tr i r tl i zi o r r i . r l l c l b i tu d i r r i , l l Ll e c c t i t t t t t t t i e r r i r i ti . i r l l c r tte tl i l r zi ,r rc i r l l c r i n cti zi ,r r rp r i ,"ctr r r n :r i . ti i l r c ( ) n t c n u l ( ) .l ) i o r .'tl cr r tr otl i n o i e l i r o r i tl i n o i : i 'cl i r p p cr tu tto ic : r o n c 'c 'b i s o u n o r l i ccr cu r l o n cl l c ch i e sc. L 'i n r l i vi d u r l r cl i g i o soi ' , r l r r ic l r c f i r t l c l l l v i i i t u n i r co n ti l r u i rce l cb l i r zi o n c. c su cl i csscr c ch u n i r s l ) c t ( (t)l c l l u d i v i n i ti r . cl r c vu o l c i r r r tl i r r c r r o i n l i r r r d ou l l c ctl st: fi r ( ) n i l c c ( ) n l e n t l r r t rkr d cl l 'l r D Pl r r cr r zlch c vtr 0 l e 'u 'ctl e r ci i i r r tl . si r. ch v i v c r e i r t p r i r r l r Pcr str r r a c( ) l l ( ) \ccr e i r ctti tr r r e l r tetl .lre u d l "urlle . t l r t o r l i t r i r s c c n r l c n zi rscn zi r tl cl c:l i r r c i t t.l cssu ri)r l tr o ( ctl sa tl cl . r e : l o i r l r l r o s : i b i l c )i l r i r l ) l ) ( ) r t( ) r t i l Su l l Icn t( ) P( ) tcr c. Qr r csti r co r r e c r e rp u i r ( ) c c u [ ) itl u r l r vi tl r o r r to l tcvi tc. r n a ch i I'l r l ri r tco n ti r tci a r u t , r , c h i l l r g c t t l t o l r nch eso l o u n p r i r r tose r n c.n r cco g l i e r ip r i n l r o poi i lrutti. l-e strittlc pcr itrrivlre irllit ntctl sono tlivcrsc pcrcheiorlntrrtrl r l t . , e t l r c i c o r r t i co r r l tr p r o p r i l r l l l cn tc, ch e d n l r b i l i ssi n r l e I u r l i s s i r r l . c t l i 'e l r pu cctl i fr u p p o r r c n r i i l c o sta ctl l ia q u el p r tr ccsso , i i n r c d i t a z i o n c c l r e n c sc{r r cr cb b e l u l i n c. Ico r r d tzi o n l r n r cn ti
l{ ).1

dell'io sono i nemici di ogni sadhaka.Il ricercatorespirituale anche rendersi conto che dovrebbe trascenderliper samddhi,e che essilo limitano nella via che ha intrapreso, che d decisoa giocareil tutto trova di fronte un avversario ogni st tutto, ad impiegareogni astuzia,ogni trabocchetto, gemma,per non essere eliminato.E i mezzidell'io sono e su dato che si basano un'interavita di accumulazioni sull' delle precedentiincarnazioni. Vincere la mente d difficile; anche il desideriodi farlo partire ipocritamenteda lei; ed ogni minimo passoavanti ciod in un nuovo e trasformarsiin un suo potenziamento, Se subdolo attaccamento. aspiriamoalla trascendenza. desideriopud diventareun ruo desiderio.Se cerchiamo stesso farla tacere.di ottenereun momentodi silenziointeriore, la ancorapii freneticaed il mondoin cui vivi attivita diventer?r diventeri ancorapiD rumoroso,nev che ne B la proiezione. lunga e ed saccente egoico.La lotta pud dunqueessere piena di trappole, di deviazionie di errori. La mente pud crederedi esseredegli illuminati, ma anche questapud e al un'ambizione serviziodell'io; pud suggestionarci ingi essere anchenoi dobbiamo in ogni modo; e di conseguenza diverse in e astuti, dobbiamoessere gradodi approntare diversiattacchi,dobbiamoutilizzaretutti i mezzie tutte le I che possibili. o ai Se. attenendoci metodi che conosciamo che ci sono la riusciamo subitoa raggiungere meta,tanto di insegnati, gnato; ma, se questo non avviene. dobbiamo esserein tradizionie abi abbandonando d'infrangereogni schema, soprattuttoadottandodifferenti tattiche. Le tecnichesono va contingenti: dei degliespedienti, trucchi,deglistratagemmi vanno fino in fondo, ma, se non funzionano, sperimentate donate senza recrimirazioni. Da Rajneeshparte dunque non pud la e invito alla fantasia alla creativitlr: meditazione a un conformarsi norme o maestri.dato che d essenzialmente le I singolimetodi, i singoliinsegnamenti, si essere-se-stessi. vie, sono dei tracciatiprowisori che ci devonocondurrein spazioprivo di limitazioni. Uno dei primi compiti del maestroconsistenell'illustrare varie tecniche,in modo che ogni allievopossatrovare quella di o la adatta;non ha importanza tradizione il paese proveni ha I'importanted chefunzionino.Rajneesh capitoche ncl moderno non devono pii esisteren6 divisioni n6 barriere e che 3(X

futuro procedeversoun'uniformazione culturale.Egli ripercorre ll una ad una le varie vie, scoprendo cosa vi d d'universale in ognuna esse: di sufismo, veddnta, yoga,zen, tantrismo, buddhirnro,vangeliapocrifi,Gurdjieff. filosofiagreca,misticioccidentalr, chassidismo, taoismo,psicoterapie moderne...tutto pud andar h('ne,tutto pud essere valido se aiuta a raggiungere meta. La la c()noscenza a portata di mano, non c'd nulla di veramente d nuscosto. una difficoltdesiste: Ma non bastala comuneintellisenlt. la cultura, la comprensione intellettuale,non bastanepfure l'lhituale statodi coscienza; si tratta di capirequalcosa non come rn unaqualsiasi filosofiao in una teoriascientifical veritdesiste, la nrl i normali mezzi conoscitivinon riescono rd afferrarla. Il problema non 0 dunquedi checosacapire,ma di conre conoscere. Occorreandareal di li dei condizionamenti mentali. Non c'd la di la il Jxrssibiliti conoscere realti attraverso solitoprocesso intellcttivo; le filosofiee le stesse disciplinescientifiche non possono che darci concezioni parziali e sempreprowisorie. La via della c()noscenza intellettuale come un percorsoa ostacolidi cui non d ri vede la fine, e soprattuttonon ha la capaciti di trasformare I'uomo: I'accumulo dati non cambia qualitl dell'essere. di la L'intcllettuale non d pit buono, n6 pii saggio, piit vicinoalla verith n6 tlcll'uomoincolto; anzi, C pii facile che in lui si accentuiquello rquilibrio fra funzione razionale e funzione emotivo-affettiva che d all'origine di tanta alienazione. Quanto alle religioni,essecontinuanoa ripeterele stesse cose da migliaiadi anni, semprepiir stancamente, semprepii formalnlcnte. Pud anche darsi che dicano delle veritir. ma il senso originariod andatoperduto. I loro fondatorieranodegliiltuminati e davanoai propri messaggi significatoche i presentipotevaun no capire; ma, con il passaredel tempo, la forza della loro ruriginalith, Ioro anticonformismo. d smorzata, oggi i vari del si e scguaci, vari "fedeli", ripetonoformule banalizzate, i stereotipatc. Chi non ha la fortuna di stare a contatto con un autentico maestro, pud solo "pensare"la veriti, pud iltudersidi comprendcrla intellettualmente, in effetti non riescead andareal di ll ma dcgli abitualischemimentali.Questod il problema:comeriuscire a "vedere" oltre le normali categorieconoscitiveche sono il prodottodi una lungaoperadi adattamento, educazione represe sione. Se abbiamo una mente vecchia,come possiamocapire qualcosa nuovo? di Rajneeshsembraidentificareproprio nel meccanismo dell'adattamento della repressione nemiconumerouno da combate il 305

tere per rcstituire all'individuo unitir,autenticitir spontaneitA e
qualiti senzale quali non d possibileaccede alla veritir. perfino re nello yoga piir tradizionaleegli vede un tent:rtivotli reprcssione: "il corrtrollo i l'ostacolo" am:.r ripetcrc. E in cffetti sc unit tecnict ci inrpone uno sforzo di volonti\, di irutodonrinioe di softbcamen. to di inrpulsi fondarnentali. contribuirii - piir che a un'opera dl liberazione - a un'opera di divisiorreinteriorc (fra stlggettocho controlla e soggettoche i controllato), cli corrflittualiti\e dunquo di repressione. Ecco perchd egli propone all'uotno rnoderno [a via del tantra, intcrpretandola.forsc un po' forzatalnente,come una pratica di deconilizionanlcnto di libcra csprcssionc e del si, quasi sulla firlsariqadclle attuali tcrapie gestaltiche.

ll:rjnceshsi i presentato sulla sccrraintcrnazionale proprio comc un nlacstro che fondcvale antiche tccniche meditaziono di con Ie nrode esigenzc'di rne liberazione. Protrabilntente anni negli Settantalu sua predicazione statl confusacon gli altri vari ri messagri libertarie urr po' anarchici che senrbrav:rno preluderc alla nascitadi una nuova dra. In rcaltir,il suo insegrrillllcnto, anche e\allertoallaculturanrodcrna anche scml)ra sc e se propu. grrarela libcrtirdel scsso degli istirrti.non cscedal senrinato e degliantichinlctodidi rcintcgrazionc tantrisnto, del ortodosso e eterodosso. liberazione La dcll'uonro condizionanrenti dai cultu. rali non vienericercata vistadi un nraggior in psicofisico equilibrio o di un nraggior bcnessere terrcno.rnain vistadi una realizzazione del Si trascendcnte. lotta contro la rcpressione vuol La non crcaredcgli individuipiir sani e piu adattati.nla dei riccrcatori della vcriti. Scci controlliamo, cerchianro contrastare nostre se di le csigenze naturali,il risultato sari - oltre a una piir intensa soff'erenza un allontanarncnto dallavia della nnkstt.Il mctododi litre razione proposlo Rajneesh si basa da non dunque un rafforzamento su dellavolonti\e dcll'autocontrollocolnesi verificl invcceirrgran partedclle vie yogiche ma sullaspontancita. -, sullat'elicitir, sul piacere, sull'abbandono. sullaresaalla vita, sull'csperienza totale. sul coinvolgirnento integrale. Dobbianro spezzarc barriere le checi framnrentano interiornrentechcci allontanano e daglialtri; I'esistenza nasce dalla fusione,dall'inconlro, due opposti;e di anchela mcditazionc tantricaseguelo stesso calnmino.cercando di ridarevita al Si originale attravcrso riunificazione prirna una esteriore poi intcriore dei nunterosi e dualisnri ci conrpongoche no. Sccondo il tantrismo, surwdru e nirt,inu sono una stessa realttr d andata che franrmentandosi qualche per erroreevolutivo, 306

lh tonscguenza, se noi oggi vogliamo rimediare a questo errore, r roqliarno ritrovare I'unitd perduta, dobbiamo recuperare le ["rtr \l)itrse (i vari yang e yin) e rimetterle insieme. | .r rrrcditazioned dunque la riunificazione degli opposti, la lnrrrrrrc d€lle dualiti del nostro essere.La gioia, I'estasi, nasce ,l':l rnc{)ntr() fra le polaritir, dal riuscire ad esprinrersiin modo r,t.,le. (Ju:rnduinvecesi vive utilizzandodi volta in volta questac ,pr,llrr funzione,si percorre la via dell'alienazione dell'angoscia, e I rtrirrc in uno stato meditativo significa ritrovare la feliciti di rrrr'rclc questa feliciti\ si sprigionaquando tutto I'essere entra in 1,,'r,,r()r'lc. Meditare - dice Rajneesh- i come far I'amore senza rn'rrr. i la [rande reintegrazione.Al muithuna esteriore, all'ac,.,|'1r11s11191{1r fra maschioe femmina. deve corrispondereun'unifi, ,/r(,ncinteriore. un'unificazionefra la parte maschilee la partc ,, rrrrrrinile ciascunodi noi, fra la parte di cui siamo piD consapedi .,,1rc quella che d piir inconscia. Niente percid di licenzioso: 'f t.rn() sesueltdo i dettanri del tantrismo pii tradizionale; il che 'n,n esclude- e anzi comporta. soprattutto da parte di chi deve ,ir(()lit Inlpar:rre- una sperimentazione meditativa del coito vero di ' lrl()l)rio.ossiaun'attentaosservazione come nasce,si sviluppa , .r csirurisce desiderio sessuale. solito il nuitluuu tantrico il Di .r,'11 1ig1s p()rtato alla naturale soluzioneorgasmica,in cluanto il l 'fl, \c()p() consiste nel risvegliare I'energia kuntlulini e nel farla ,',..lllrcirttraversoi cakra fino al cervello; ma in una meditazione ,','rlcrnA bisogna tener conto anche delle conrponenti psicologitr, . rrffcttiveed cmotive, che sono state trascuratedalla tradizio'r ,illtic:t e che invecc giocano un ruolo importante. lirrjneesh ha ben compreso che quasi tutti i metodi yogici, ,,,rrrprc.si quelli tantrici, si basano sull'autocontrollo e sulla rei'r(\si()nc dell'istinto sessuale,tanto che prescrivono un,assoluta ,\rlncnzir,il bruhnucfirya. E non gli d sfuggito che la tradizione ,rr()(l()ssit tantra, in apparenzacosi liberale, si tbnda in realtA dei \u una contincnza ancora piir dcrlorosa(in quanto il <tesiderio ,, \\ualc viene risvegliato ma non soddisfatto). percid quando ;'r,tlic'ala liberazione sessuale la via del piacere, egli segue la e .r,,r()r)c tirntlisnto eterodosso,mirando non a una liberazione dcl ., \\uitle fine a se stessa,ma a una comprensionemeditativa del ,'rrrlirrte dei nostri desideri e alla sua estinzione finale. Anche ,, ll:r tradizione tantrica eterodossa sperimentazione la diretta dei '.rri piaceri della vita (sesso,cibo, denaro, bevande, ecc.) d fina,z/irtirad una loro trascendenza. Per evitare insornmadi cadere in ,rrr repressionecontroproducente, Rajneesh scegliela sublima-

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la zione spontanea, risoluzioneautonomadel desiderio. non dentro di noi rimarri un desiderioda soddisfare, passa attraverso la liberi: la liberazione, rigenerazione' esserne non pud essere sul meditazione piacere.Un mondo di repressi mondo di illuminati. I iivanmuktanon reprimonocerto il s€s lo trascendono, e Sempreallo scopodi lottare contro la repressione di fa di personalitd, tecniche Raj le della spontanea I'espressione dellemoderne inizialmente anchesull'esempio si basano sul gestaltiche sul dinamismo, movimento'sullamanifestaz dei sullaliberazione contenutide delleemozionie, insomma, che pud awenire per il tramite di danze, gesti, conscio, vibrazioni del corpo, grida, ripetizioni di mantra, respirazl libero di esprimeretutto veloci, ecc. L'inconsciodev'essere senzainibizioni, senzacontrolli, in una specic che desidera. di ci follia volontaria.La meditazione offre I'occasione sbat di ci di ogni apparenza,di ogni smascheramento, ogni di essere, ogni vestito.Buttiamo via per qualcheminuto i Gridiamo' abiti civilizzatie ritroviamola nostraspontaneite. ordine, giriamocometrottole' senza liamo, contorciamoci, al muoviamoci ritmo di musichekirtan o sufi; regole;oppure tutto cid che il corpo vuole' tutto cid che passa Pef esprimiamo dalla paura di che cosapeil mente. Liberiamocidal represso, ranno gli altri. Siamo noi stessi:sara come una catarsi. E a fondo della catarsi,quandoritroveremola nostraimmobilitl' nostra centraliti, potri emergerelo stato meditativo. una via Questad per Rajneeshla via della meditazione: del di sposail tantrismocon le modernetecniche liberazione gruppi d'incontro,primal therapy, conscio(terapiereichiane, laritytherapy,ecc.);una via che cercadi farci usciredalla pri so la ne. dalla corazza,che mente,il super'ioe le convenienze la ci hanno costruitointorno. Di conseguenza, liberazione apparire, in un primo momento, come uno stato di follia, di incontrollata tutto cid che ci portiamodentro;e st esplosione dalla fasedinamica momentosi potri passare in un secondo egli d'immobiliti. In sostanza, piir tradizionaleposizione con in sediamo meditazione tutto il nostroau cheseci non possiamoapprodarea nessuntipo di liberazionee della nostra spontaneitl. la accentuiamo repressione in del Un'esigenza genere, veriti, non Cstataawertita se da Rajneesh:anchenelle antichetecnichedi meditazione trova iraccia; la scopriamoper esempio in certe correnti 308

t'rr,lrllrismo, mettono I'accentosulla necessitidi chiarire preliche '.,,n.unlcntele nrotivazioni che ci spingono alla nreditazione(la " . . r r l t l c t t a" c h i a r a c o n r p r e n si o n e ") ,o p p u r e su l l 'u ti l i td d i so tto i ', r r 'i r l f u o c o t l e l l a c or r sa p e vo l e zz:r tto ci t) ch e fa cci a m o . Va tu i" r() l)rccisatoche. in quest'ultimo casrt.il senredel condiziona,,r,n(o vicne bruciato dall'intensaattenzioneche si pone ad esso, ' n()n da un'analisi nel senso della psicologiantoderna o da una ,,r.rlibera espressione. Indubbiamente il muoversi, il respirare, l . Ircttcre suoni incontrollati o il manifestarsi senza inibizioni | ,,'\\( )no avcre ull certo e ffetto Iiberatoriosulla psichedi individui r 1 r r 1,1 1 a c o n t r o l l a r e t u tto ci d ch e fa n n o o d i co n o ; m a c'd d a 11 , lrrtrlcrsi se la catarsicosi ottenuta sia davvero profonda, se possa ' rr)r'\cendereanche a livelli ornrai resi inconsci,tanto piD che la .u.r\pontaneiti e abbastanza relativa, rientrando in un ben preci'.i' (luadro d'intenzionaliti. Anche le moderne terapie gestaltiche r('n \cnlbrano riscuoteregrandi successi. Quindi non d detto che l, :urtichetecniche buddhiste o i metodi yogici per neutralizzare \,t\unA e iuntskdra non abbiano la loro etTicacia. \l)czzare una corazzache dura da una vita o da varie vite d un r,r111pi1e ditTicile.Il problema - benchd non espostoin termini di r( l)rcssione era ben presente anche ai maestri dell'antichite, i ,1r:rlisi erano giI posti I'interrclgativodi come eliminare le varie l,,r111uri,rtt' karmiche, sia quelle del passato piD lontano, sia quelle ,lt'l passatopii prossimo. Ma la liberazioneda loro propugnata r')rr era semplicementequella dai condizionamentipsicologici, (rnrcavviene nelle terapie contL'mporance ma da tutti itipi di -, l, r:lnti e di dipendenze. Essi quindi avrebbero visto di buon , 'r'e la psicanalisi le tecnicheaffini, ma le avrebberogiudicate hio e rnsufficientio per Io meno solo un primo passo verso la moksa lrrurle.Anche per Rajneesh il problema si pone negli stessiterr r rn i .

La repressione degli istinti d solo I'effettodi un lungo lavoro,il , ui primo passo in ordinedi tempolo statodi condizionarnento d , hc riceviamo genitori, nostra dai la dipendenza affettiva loro, da rl tipo di intprintingche ci conferisce nradreo il padree che ci la rlringerda ricercare,attraversoun meccanismo trunsfert,lo di \(ussorapporto psicologico con altri esseriumani. Come aveva r hiaramente vistoil Buddha, nostra la storia unalungacatena d di r ondi2ien66gnti(la cosiddetta coproduzione condizionata), che trrrvail suo motorenellaleggedi causalitd. questosignifica Ma , hc le terapiepsicologiche, nella loro limitazione, sostituiscono un condizionamento giudicato socialmente anormale un altro con 309

chc viene invcce acccttato:tutto qui; si lavora soltanto nel campo lle cle convcnziortiinon si sfiora mai lo stato cli autcrrticiti\dell'utl' or nlt l. la s uu c r t r t c liz ione i{ i t t i t r i l t . i l s u o S i . L t l s t a t o t l i t t o n - t n e n t e , I t l s t ut o c ioc \ ir r c ui c i li b e r i l r n ( ) d a t u l t c l e l i n r i l a z i o n i . i u n u c cl'rcI'uonto riticne ir-realizzulrile chc ternc profondir' crlnclizionc qttitlcositdi sinrilc alla foltia. I{ajneesh nlcr)tc. consitlct'atttlolit clte que corrferrrra stu pitura, sostcrtcttclo bisognaltrrivare al punto bisotna rischiareil rl in cui o si intlritzziscc si divcrtta cottsaltc'vttlt; tutto pcr tutto. bisogllitc()rrcrc sul filo del rttsoitl. Ma augiungo tli t stato tli rrornialitir cttnrunqueuna colrdiziclne che il cclsiddctto nevrosi, se r)on di itsicosi. Ricchcggilndo concetti vediintici (la condizionc cli veglia i solo utt sogtto ltiir lurrgo).cgli afferntachc dit lo stato di coscicnzl ordirltria utln diffcrisce sostaltziallttente quello di f ollia e c hc I 'u n i c o r c a l e t c r l t a t i v o d i g u a r i g i o n e , d i r is anam ent o r at lic it le.c o n s i s t c n c l l l r r t r e d i t a z i o n c . Nrln lrasta tlunclue lcggcrc o ascoltitrc Ic parole di un grande nlilcstro. rron l)ilsta coltosccrc intcllctttralrncntc la veriti. Pef arrivarc al risve{lirl. dopo un sottno durato decentti. secoli o t nr illc r r ni,( ) c c or r er int c t t c r c i n d i s c u s s i o n eu t t o c i t l c h c s i t a c q u i ' h l' s it o ( la nlL' r . r t c .io. il lin g u a g q i o ,l i t r i t z i t l n x l i t ) ) , r i s c h i a n d o n e pcrditir. C'd infatti un nlorncnto in cui biso{nit abbitrtdtlnarelil piattirfornra chc ci sianto costruiti nel c()rso della ntlstra storia pc r s onalc e dell' ev oluzi o r t ed c l l 'i n t c r a s p c c i c , p c r t u f f a r c i n c l v uot o. nc ll' ign( ) t o.Not i c 't a l t r a v i a : t u t t c l e t e c n i c h ed i I n c d i t a . zionc hannrl questo scopo: fur taccre la mcrttc. Sccondtl lu conce. d s z ione di Aur obindo- M er c ( v . ) , i l p r r s s o u c c e s s i v t l c l l 'e v o l u z i o n o consisteri in urt supcratlcnto sl)otttaneodi tale utile nlil non indispcnsabilc:itrunretlto.Purtroplrtl qucsta trilsfornrazionedel. d I ' uonr o v ic nc os t ac olat a a l l a p a u r i tc h e u r t as i n t i l er i n u n c i as i g n i f i ' c hi f ollia ( ) m or t c . Il nretodo di l{ajrrccshconsistcncl libcrare tutto cit) che e stato nc rcpresso,in accordtlc()rlquiult()sostie anchc lo irsichiltra ingle. d s c I l. D. Laing: "Cot t c c d c t e v i l 'e s p c r i e n z a c l l a f o l l i a " . B i s t l g n r allc nt ar e ur r av olt a t ar r t o i l c o n t r o l l o d e i n o s t r i g e s t i e d c l l c n o s t r o interne, lc fraltrntcntazio. parole; bistuna clinrinarc le sJraccature f ni, lc c out r uplx r s iz ior t ir t i v a r i i c l , c h e c i d i l a n i a n oe c h e i n g h i o t . t()no gran parte della nostra cnergirl:qucsto significaesscretotalil scnza inibizioni, senzapaure. fino in ft-rndo, vivere un'cspcriertza Se non si passada questacatarsivolontaria, da questat-rpcrazion€ dalla nevrosi, la medita. di riunificazionc, da cluestorisitnantcnto zionc non avrii ncssun effctto, in quanto agiri su un io diviso. D'altra partc non lrisognaneppure avere tanta paura, perchdse sl

r

, . . . r r t i t i d a u n n r a e str ocsp cr to e se si l a vo r a co n sa p e vo l n r e n te . r, , r, ul) vero perictllo cli uscir di serrno.Come fu giustanrcnte '. r r t .l t r s t c s s oR a j n e e sh .l a fo l l i a ,! u n p r o ce sso n co n sci o ,t u n i {) ur)irilissociazionc " inconsapcl'olc.La via dclla cOilsar.revor' ' .()' l)()tril(lunquc l)rovocureuno st.Io di psic.si, rrtasalt:rn' . n , r\ r r a i t p l ) i l r cn za .L a ca tu r si . Ia l i l tcr a zi o l r e ,c\ i n r ca l ti u n a t '' r 'r t l i P s i c o t ea pi . cl r c i n tr .d u ce a u .a r i u 'i fi ca zi ''c'd e l l 'e sse ,.,:nrall'unicu lrasc da cui si partire ircr cffcttuare la 1-rossa
l r l .r z i t) fl C .

3r0

\l.rt rlri cli differelrti tradizioni, conlr: per cscnrpio Deshirnaru , r r '[ ) h i r a v a m sa ( vi l l r ssa n i l ) . stl stcn co n 0 ch c se d cr si n cl l a ,, ,,'r(,nr: dcl loto (o in altre rr.rrraa anakrghc) c lasciar scorrcre | . ', u n e ) t c i p en si cr i . Ic i d e e . l e i n r n r a r i n i . i r i co r cj i r e tu tto r , r ') i r l f i ( ) r , d . l l ' i r r c.n sci ., i u n n r e t.d , p cr cl i n r i n a r e i se n r i , , , , r t r 'i r l c l k u r n n . Si tr a tta d i u n '.p e r a zi .n e d i p u r i fi ca zi n n e e di t , n r i l t r ( ) n c u r r a fo r n l a a p l ) u n t( )d i ci r ta r sin o n _ vi o l cn ta . . b a sa ta r 'r r ) c . t c s u l l 'o sse r va zi ( ) n d i sta cca ta ,su l l a p u r a e a ttcn zi .n e . i l , . r 'r l ) o s t r i p s i c o l o g isto r ccr e b b cr oi l n l r so ,l n a c'i d a ch i e cl cr si t . , 1 , : i ; r i l l o *t r e al eco l l tr i b u to i l l l a te r a p i a d e l l a so ftcr e r r za p e r . . 'r r r o g i 1 1 s y i 1 ; 1 l relsscr ed i vi so ; a n ch c Fr cu d so stcn e va i c ch e l a ',. r.r c()nrlx)rtilunit ccrta dose di rcpressione.Durrque non c'd ,r,'r.rn/il chc le tecnichc di analisi psicolotica possanolibcrarci | ' \ ( ) l l i t p e r t u t t e: Ia r r cvr o sid p u r tr o p l ttl u n a co n cl i zi o n e '.n a tu . , , L 'u o n r o d u n e sscr ei n te r n r cd i o fr a I'a n i n r a l cc i l d i vi n o . e d | , r r ( l u ec o n d a n n a toa l l a d i sso ci i tzi o n c, d i l a n i a to i fr a o p p o ste u , , , r . r z i r r n if t a s u n u i r u e n i r t,d r tu :e so l ta n to l a n te d i ta zi o n e . d ) '. , . r , r ( l (d i o v v i a r c a q u e sta fr a ttu r a d i fo n d o . l i , r t n e c s h a n r e sso p u tr to d i ve r sefo r n r c d i r n cd i ta zi o n e h a tl i n a _ h | ( ( ) . v a l i a n t i e a d a tta m e n ti .In g e n e c s'i n co n r i n ci a r co n d i e ci r . , , r r l r t l ir e s p i r a z i .n evi .l e n ta . p r .fo n d a , ca o ti ca( o ci i n r o vi n te n ti r , 'i u i r l t o d i n a n r i c i ) ; p o i si p a ssaa d a l tr i d i e ci n r i n u ti tJi ca ta r si , ir , rrrlt) tutto cid chc si desidera:urlare, piantere, riclere.x-unter" " . r l l u r c .g i r a r e s u se ste ssi .e cc. Se g u o n od i e ci n r i n u ti d i r i p cti ,,, ,r, tfel ,nantru "hu", sernprc agitandosi.saltando. gridantlo e r . , n r l ( ) l e b r a c c i a i n a l to : q u csto su o n o a vr e b b c i l p a r ti co l a r e , , ', r t d i r i s v c g l i a r eI'e n e r g i a ku n d u l i r tico n ce n tr a ta n e l ce n tr o g n ,, . 1 ; , 1 1A . q u c s t o p u n to ci si fe r n r ad i co l p o n cl l a p o si zi o l r e i n cu i ' .r rr()va(come insegnavaGurdjieff) e ci si concentrasull'eneri 1. , lr,,' precedentimovirrrentihanno ntessoin mot<1. tratta di Si dcntro di s€. di osservarla,di prenderne coscienza. '" rrrl;r htfirre {,, r,,nr) dicci minuti di danza, di celebrazione, ringrazianrento, cli . , , l . r g i o i a c h e s i d p r o va ta . . ,r ,

Non si pud dire che i metodi messia punto da Rajneesh perch6, parteil preliminare particolarmente originali, a D'alt tradizionale. tutto il restofa partedellameditazione tondarnentale comeanrrnette lui il suo insegnamento gli resta pur semprequell<ldelle Upanisud: uomini in inventare nientedi veranrente nuovo, settore non possono tutt'al pii approntare tutto d gii statodetto. Possono metodipii adattialla mentalitie agli usi moderni; diverse, strumenti. di comesi i gii detto,si trattadi semplici di ti, che hannolo scclpo eluderelo strcttocontrolloeserci ancoraallo stadiopreliminare; dalla nrente.Siamoinsomnra quandosi riescea "vedere" vera meditazione inconrincia quandoanche rnentali, la dei I'inrpiego normalistrumenti viene trascesa. propriodalla Il fascino un maestro di comeRajneesh nasce capacitir "ingannare". metterefuori uso la mentedei di di semprenuovi "trucchi" per dare di discepoli, inventare logica. nulladel mondo all'intelligenza Egli nonesclude
sapendoche le forme e le tecnichesono diversesolo in i

ascoltando musicaregistrata, Si pud per esempio meditare giandoin aereo, danzando, nruovendosi freneticamente, sonoDra un do o suardando film. I metodidellameditazione uno personale: i mente infiniti e ognuno pud trovarsene possonoancheapplicarsimetodologieoccidentalio quant' inventail nostrofertile cervello.Restaperd il fatto che si decisi di ritrovati mentalie che nessuno essid veramente quanto il problema proprio quello di aggirare, mettere € di parentesi, I'attivitdintellettuale. passa delle tecniche, Rajneesh Partendo dall'insufticienza via quelladella I'altragrande dellameditazione: enunciare a il maestro.Ricollegandosi Gurdjieff (secondo quale I I'aiutodi una scuola, non pud far nulla)e alla solo,senza che tradizioneindiana delguru, egli sostiene la via piir sicura I'illuminazione quelladi affidarsi un maestro E a raggiungere ha giir raggiuntoii risveglio,a un jivanntukta, a un libe vita. Essere discepolo, riuscire abbandonarsiun ad a un significain realtirriuscirea liberarsidel proprio ego,che d vero ostacolo all'illuminazione. quando si arrende Solo ci al I'autenticomaestrointeriore. esterioresi arriva a conoscere man upanisadico. tratta dunque anche in questo casodi Si per I'egoe la mente,e per ritrovareil espediente aggirare Non d neppurenecessaria presenza la fisicadel maestro:la 312

{illxrrtante assumere atteggiamento ri un di t<ltale accettazione o :rll'esistenza.conrpleta di partecipazione. senoi poniamo 'r.,r Ma r"rrrro preclusirni aila vita. ess.ci respingeri; noi rii rifiutiase i'!r". c\\u ci rifiuterir. puntodi parterza ir nostroattegqiamenIr d irr 1 111111 ro strumento reare. metodo ir maestro. banrbino il o Ir ha rll rrrizio questorapportodj fusione completa con il mondo;ma prende le distanze,razionaliz-za, fr,r, crcscendo, diviclee defini_ rt'. r.cosi nascono problemi,le ansiee le preoccupazioni; i ed .'rrir rn canrpola sofferenza mentale.come anchesosteneva | in con ..regno cieli,,. ritrovare 'r'\,, percntrare contatto il dei per l.r pl1rp1i21 origine divina, bisogna assumere I,atteggiamento di fr,l rrti u di aper t ur a t anciullo. e del \orr si pud neppurelottarecontrose stessi, inga_qgiando una l'*,t controtuttocid chedi noi nonci piace: d inutile,d unastrada rlrr'ltollportada nessuna parte.Bisogna invece amareil nemico ,lrr' t in noi. Ostinarsi-.a. pensare che la malignitd,I,egoismo, l,rrrtlitii,I'ira. la sensualitir, ecc.,non sianonosii. ,u opipurtanparteoscura noi.chenonci riguarda, nonfa l,uro1 qualgfig di che t'.'rtc dcl nostrovero io, oppure_ peg-eio ancori_ credere essi che .r'l)irrtcn-sa'o aglialtri. ai nemici, solo tutto cid significa dividersi, r.'ntritpporsi, interiormente esteriormentJ, sia che e dareorigine r rlrrclla lotta che seminadolori e distruzioni mondo. nel llrsogna accettare; accettare stessi accettare altri: ecco noi e gli rlrt' cosa significaabbandonarsi un maestro. a euesto nuovo ,.rl)lx)rto il guru d il segno un nuovo con di rapportocon noi stessi c , rrrrif msnds, d I'inizio di un transfert ci permetterd che di avere rr.r lluovavita, di ritrovarela nostraorigine.Rajneesh, che ha trrrl)irato lezione la psicanalitica, dellaielazione t'a maestro_allier' l;1[3ss di partenza della riunificazione interiore,della rigene_ r,r/r()ne di un nuovo rapportocon la realtA. e Ma perchZcid .rrcnga,d necessario la resa,la fiducia,sia che totaie,che sia .hnlnataogni resistenza.e diffidenza. Nell'insegnamento Rajdi otr'rh,d proprio questoil punto chesollevale miggiori obiezionl: Irrornomodernod ipercritico,non vuol fidarsiliecamente di ..'\\uno; ha pauradi essere ingannato, deluso;non riesce concia hrc I'esigenza viverein primapersona, sperimentare di di diret_ r.nrrntele cose- ivi compresa trascendenza _ con la necessiti la I tlipcndereda qualcuno.Bhagwanperd non vuole imporre un .r"r'o condizionamento, sapendo la fortuna ben che odieinadeua ottlitazione d legata proprio al suo messaggio di libertA e di xrtr)nomia. Egli dicepiuttosto:sele tecniche i6n hannosuccesso, rl|rri1 dgyslgcercarviun maestro affidarvicompletamente e a lui. 313

seria.se non d illuminato, Se il gurrrnon d una persona ma, apprtrfittarsene: quandosiamontalati,qu: certameirte
soffriarno. dohbilnro ben affidarci a qualcuno: non c'd venianxr a dipcndere dal nrcdico e con Anche nella psicanalisi riviviarno il rupporto di assolutafiducia che in un certt'l c'lellt vita ahbianro avuto con i genitori; da questa rievoca possianrocapire che cosa si d guastatoin noi c riprendere pevt'rlme il canrnrino.Nella nrctlitazione.il maestro im rrte che la divinitir. incarna I'utnwn-bruhnrrrrt siarnostati (e che ci ancr>ra). clacui rnalauuuratirmente siamo alienati. Att nra e so un atto di orqoqlio. di scttnsideratezza d'ignoranza. perduto clucll'anticorapportoi c orit con un atto di resa. di pen nlcnt() e di ficlucia verso il .gttrl, ltt ritroviiuno. Dunque, fra particolare rclazionesperinrentale rnedictte pazicnte (in t a da Fr eud) er l gii s ta t a p r c c e d u t a n c l l 'a n t i c h i t ad a q u e l l a nlacstro spiritualc e discepolo: se Ia rneditazionei una ossiadi quella condizionedi clclla soffercnza esistenziale. dell'uorno, allttra essa cienzac di divisiorrcche c\carattcristica guru e c esscrefavrrritathllo specialcrapp()rt()csistentc friJ' che ricalca quclltl urrcrtrapiir radicale e irntico fra Sc e io. individuale. at,nun e jtvu, fra spirito e 1--rirtcipio Secondo la trudiziorte.il rnucstroilpl)are quando il discepolo pr()nt():ma oggigiorntlla situazionci diversa:c'c\nteno tempo ricercare. per riflc'ttere. per vugliare. I maestri stlno rari e allicvi sorto nrolti: ed cntrantbi sono troco di D()tenziali L'anticr'r rapp()rtofrl ntaestroe tlisccpttloera bitsatttsu una vera pnrpria convivcnza () sr.run'lpprofondita conoscenza:la gui t s pir it ualer appr c s c nt ilv au t t o i l n t o n d r ld e l l 'a l l i c v o ,c n o n u n plicc consiglicre Si diceva addirittura che il loro rapporto . gil da silcro e disccndesse una c()n()sccrtza avvcrtuta nelle vi ir r ec edent i. Di t ut t o qu e s t o o s S i n o n i r i n t a s t o r t i c l t t e : i m nrediir creano nriti, le organizzazitlnicontrnercialicreano ne e i grrrrr scrtthranoman:tgcr indaffarati. Lo stesso Raj ha uno s t r an( ) r lppor l o c o n i l d e r t a r o e d i s p e r t s a i n i z i a z i ;rrirrra lrrcorl di conoscerc le persone. Va anche cletto che che il disccl'roli hanno spcssodelle false attese,aspettandosi dia loro il risveglioo li faccia p:rrtecipidi csperienzeextr riali:anch'essihanno lH)cotcnrlD e gxa fiducia, c non slnno chi hanno a che fare. Esiste Dertanto una certil cttnfusitlne. grln fre'nesia: si crca uno stato d';tninto poco itdatto alla e zione. C'd dunque clachiedersise il rapporto fra mltcstro e ri sia oggi piu proponitrile e se nrtn si debba decisatucrtte 3l{

.,rllr' tecniche meditative, sui testi originali, sulla riflessione, . ,ll .rrrtoanalisi sullo sviluppo della consapevolezza. e l)('tt() questo, d chiaro che affidarsi aun Ruru sarebbeuno dei , t,rrli Jrii sicuri per liberarsi del proprio individualisnro;ma, se , 'rr t'i' la possibilitl di approfondire la conoscerrza maestro del o , ( \rsl()ll0 dubbi sulla sua autenticitir, i meglio proseguire la . r r , r r l rd i t s o l i . I m i l l a n ta to r i e i fa l si g r r r a so n o n u m e r o si . r Un . t , , r c v o l ep c n sa to r cco n r e Kr i sh n a m u r ti ( v.) n e g a I'u ti l i tA o co _ , la spirituale;egli ricorda che I'unico 'ur(lr.rc necessitidclla -cuida , rr , illire\tro si trova dentro di noi: bastasolo creare le condizioni \ | ruscirc ad ascolturlo: ossia far tacere il rumore che ci fra.,||lit.

I rrriziazione (dik$) dovrebbe essere unit resa totale dell'al_ , r. irl ntaestro:il prinro si abbandonacorrrpletantente secondo al (c , , , , r r r t f t r s o l o qu a n d o ) si r e n d e co n to ch e l 'a l tr o p o ssi e d eu n a ,,r,)\ccnzae un potere che egli non ha e che qucsto d I'unico ,r,rrIrI)er liberarsi del proprio ingonrbranteego. Nasce allora un ,l'lr()rtod'anrnre o se si prcfcrisce una forma di fede, che oud " 'l r r r r s r r r su n c hc p e r va r i c csi stcn ze .L a m cn te - ch c h a l a su a i ,rrrr.ilil p()rtan(e nell'ego - pur) essere annullata dalla fiducia ' t,rle ncll'altro. cosi conre avviene in ouni relazioneci'anrore.Il ; r,rlrls'111i1 un telilpo, neli'anticatradizioneorientale. I'inizia_ e che 'riltr t)on cra data con tanta taciliti e leggerezza.O maestro e , ,1( nconosccvanoall'intprovviso di essersigii conosciuti \() in (conresuccesse Yoganandae yukteswar), oppure ', 1)irssltc l'ra ,llrr'ro drlvcva aspettarea lungo ed esseresottoposto a prove e . , r rlrehc. Ricrlrdiam<t per escnrpiogli anni di attesadi Milarepa e . , l r l l r c ( ) l t i c o n cu i i m a cstr i ze n a ccctta vu n og l i a sp i r a n ti d i sce _ .,tr t )r:si - anrnrctte Rajneesh - non d piir possibileuna cosa del , , r r t r c i t u t t i h a n n o fr e tta , n cssu n oa sp cttcr e b b ep e r a n n i fu o r i !,ll.r porra dcl rnaestro. Di conseguenza, egli sconvolgela tradi_ ,rree conccde I'iniziazionea chiunque, soste0endo che in ogni ,',, s'fli 111y11 pazienza di aspcttare prima, di cercare cioe il ha , u \ r ( ) s t i l t ( ) d 'a ni n r o , d i svi l u p p a r eq u e l l a d e te r m i n a ta i n te n si ti r'Pi1112i1111g, aspcttarc dopo: i ternrini dell.attesa non dovra .rrlrrano.Nel frattenrpo, egli escogiteri tecniche e stratagenrmi . I tilrl()nlaturare, per tcnere occupatala sua mente con qualcosa rirrle per prepararlo alla secondae vera iniziazione.Rajneesh . ;', tc chc il maestro (che nt-rnd necessariarnente una pcrsona , , \ . r ) c o n l p a r e q u a n d o i l d i sce p <l l o p r o n to a d a r r e n d e r si , a d rr,rtlsy5l a far aftluire dentro di si la forza spirituale. s euesto

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o ancheche nessun Suru (iniziazione non tnlzla sisnifica nol piO Our. all'allievoquel che I'allievo. p.ossled:' th" 11 : s e da ilnuno devematuriire solo. Le iniziazioni le tecniche ta. lo scopod'insannare rnente'di togl che hanno eipedienti per consapevole nol' pud Nessuno essere propriegambe. la percorrere via che ci i riservata' pud ' un d Il maestro dunqueuno strulnento, aiuto; i una una suil strada,pud fornire che, avendogil percorso

vo ciod il piir grosso ostacolo dal nostro camntino; ma' una cammtnare con elinrinato questo inrpedinlento,osnuno dovrd

qu cclnsiglio.pud dare qualche indicazione' pud insegnarci quello che non abbi tru..i. t,, non pud ccrto infon<Jerci

una finchdseguirenlo guida'finchdpercorreremo D'altronde. da procedere soli' I non potrenro in trattodi cammino conlune. super dev'essere Il potremoviverein prima persona. maestro per "Se incontriil Buddha la str zen: bome diceuna massima fino a un certopunto,ma da < uccidilo!".Egli potriraiutarci *ci veraliberazi Non puo esserci punto in poi sarrid'ostacolo.
r. non ci si libera anche dal suo condizionanlento' SecondoRajneesh' neppure lc'varie tecnichepossonoac( re il tempo di maturazione.stabilito da leggi che evidente un sfuggonoal nostro controllo. Ogni tecnicad in effetti non i in gradt'rdi provocare dirt e del-la"mente. come tale

Piir che altro, essaindica il e immancabilmente risveglio. "mezziidonei"lma e sullabuonastrada cheutilizziamo siamo il frutto del nostrolav quandocoglieremo sapere possiamo
'Birognu

aspettare con fiducia praticando la.meditazione' P cosa darsiche si debba attenderemesi. anni o pii vite' L'unica

d certi d che il processo ormai statomesso essere cui possiatno o pause dev potra pi[ tornareindietrononostante moto e non
zlo n l.

alle chi Chi praticayoga o meditazione, s'interessa idee ha co'stui dell'illuminazione' intuitoqualcosa chi risveglio, ha e irreversibile; in questavita o in qui un avvia"to processo riprenderiril cammino da dove ieincarnazione successiva di un altro tratto: cosi funzionail avanzando lasciato,
Intelltg secondo Rajneesh' La nostra volontir e la nostra possono fare qualcosa per accelerare il processo di msturazi

l('rr0. su questopianod'esistenza, si d mai comDletamente non irl't'r'i condizionamenti. possibile dai E avereanticipidi cid che . rrrrIa liberazione finale. d possibile creareintorno a sd una r',rr ricradifensiva, unapartedell'energia, ma dell'attenzione. deli r (1)'s.pevolezza. dev'essere utilizzata bloccare per I'azione del t.,tr chenon cessa istante. famose .,tentazioni., rrtu un Le cui.furo_ r,l \()ttoposti illuminaticomeCristoo Buddhastannoa indicare ' lrt' la lotta contro le forze maleficlre, contro Io strapotere degli r lr'rrreflti karmici.non d mai vir*a definitivamente. ,.attirare Itrrjneesh afferma non possiamo che il divino',. che ma t'rt\\illllo "ostacolarne comparsa". la euindi la mentepud fare ,rr,rlttr pianonegativo: sul pud crearemille impedimenti; mentre tlre pocosul pianopositivo. t,ulJ Accordandosi buonaparte con ,l, llrrntistica (orientale occidentale), sostiene la iom_ e egli che del 1'.rrsrr divino non d un etfetto delle nostreazioni.dei nostri .l rrr71, d comunque ro sem pr e . . dono", un una . . benedizione". ..grazia". \r.rrrro dunqueal vecchio concetto della Le tecniche di ..dal hanno in realtirsolo lo scopodi distoslierci 'rr,'tlitazione rr.rl)l)orre ostacolialla manifestazione positivo..,.del \()n si pud dire che Ralneeshintroducaqualcosa nuovo di ,,,.1)ctt() tradizi.ne che parte dalle alla Upunlsad cheegli stesso e ,rrrnctte comefonted'ispirazione. Bhagwan perd ha il meritodi r1'rr'{irre antiche le veritdcon un linguaggio attuale.con esempi ,,r,si.dalla vita di tutti igiorni e con concetti chiarie semplici. La ', rrtiri a portatadi tutti, ma quantioggiavrebbero voeliadi Ia , rrrersiIe Upuni.sud i sutra buddhisti, trovando o fra mille . rrpgglli giusto il statod'animoe sfuggendo distrazioni Dun_ alle I operadi divulgazione d'importanza t,rr'questa D fondamentale. t , r criti vannoripetutein continuazionediceRajneesh e _ con r rttrI nl€ZZi dellantoderna tecnologia, nellasperanza primao che r''r crllpiscano I'orecchio giusto al momentogiusto. Allora le sfts 1,rrrrlg. fincla quel momentonon avevano significato nullao penetra;onelleprofon_ ' ' ilr()statecapitesolointellettualmente, I r,rtl cl l ' i ndi vi duo. i )ucsto discorso valeanche per le tecniche meditazione. di che r.,\\{),oessere utilizzate millevoltesenza averenessun eft'etto, e ,' , rrl l ' i nrprovvi so, m om ent oin cui la nel m ent esar i in una , ''jrr(()lare condizione silenzio.di ricettiviti e di emotiviti. di
lr lrnecsh, Meditazione dinantica, Ediz. Ivtediterranee, Roma 1979,
I

nuovokurma. ma i condizior per impedircibi accumulare passatonon possonoesserespazzativia tanto faci del Ancire gli illuminati devono talvolta far i conti con il ci u..urnuluto,che tendea rifarsi vivo. Finch€ si trova su
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3r7

qualc I'obicttivo'Poichi perd noi non sappiamo raggiungeranno praticare r'editazio la dobbiamo .uiii il niunt.rto piir favorevole,
ne senzastancurcirnai, anche se ci senrbrachc non ci aiuti rnolto. E c.xne rcnclerepazictlternenteuna lcla di ragntl: prinra o pol qualcosavi si inrpiglieri. Ma se la tela non fosseli rlcl mtlmento i c:ui pur.u la prctlii. l'occasione andrebbe perduta. E per quest che l{ajncesh contirrua a pr()porre in maniera nuova le varic tecniche. Prtlbabilrnente, scnza la sua opcra di diffusione' lr me tlitazionenon avrebbe avuto la risonanzache ha oggi in tutto il

mondo. Un altro grande pregio di Rajneesh d quello di propone lr meditazionei()lltc utt gioco delltl spirittl' colne un'avventuraecci' tante. Egli non esponc urla filosofia seriosa.un rigido sistemad pensiero, nta cttinvolgei suoi ascoltatoriin una speciedi partita I icacchi. cltlvevincc chi riescea nrettercin stallo la mcnte' Puntaor de do all'essenza i mcttldi di rneditazione,sostieneche "la rivel0' cessa"t'Per riusci zione vienc neI ttttlnrcnttlin cui la collosccnza egli utilizza ogni espediente. Brsogna sap in questo contpito, sfruitare il nrtlnrcnto propizio, I'tlccasiottefavorcvole; bi adattarsi alla psicologia dcl singolo e alla prtlpria vcna' h perch€si possonoinlpicgare anche nletodi contraddittori: due opposte possorto portare allcl stesstl punto. Poichd lo scopo quello tli far tacere la mente, non hanno sensole accuse- che I i"ngon,, spcsso rivolte - di ctlntraddittorieta e di mancanza cocrenza. Rajneesh llon vuole costruire una idcologia cocren ma cerca un sistetna pcr penctrare nclle difese dell'ascolt discepolo. Egli antmette le accuse'ma aggiungeche le cont zitlrti sorrtlinevitabili finch€ci si ntutlve ncl nrondo dci concetti della logica. Cio che va bene per un individu() in un dato momento, non piir bene per un altro o per quella stes$a [^-rsonaln un In diverso. Utt ntaestro di meditaziorlc non dcvc lrccessari seguire la coercttza logica, visto che quella cocrcnza tende annullarlai nta deve usare tutte le tecnichc con()sciutePer

dal al compiere suo allievoil "salto".pcr farlo uscire piano di abituale,in cui valgonoi principiaristotelici coscienza contraddizionc.

Misticisnto'lPud darsi: ma il nostro cer!ello riesce benissiltto dclla trasce capire la "logica" di questodiscorso'la necessitir

r llirjrrccsh, Lu rivolttzkne intcrittre, Arrnenia, fv{ilarxr 1974' p '19' 3 lti

', t,urt'd vcr<l che inrpiega ogni mezzo a sua disgxtsizione per .r.rtollrrla.Posserlianto guardiantl che csercita un un .untr,illo '''r.rrrrc sulla n()strac()erenza.inrpedendocidi trltsqreclire rele 1 , , . t 't l c \ t l l m e n te i n fa ti ca b i l c,tcn a ce e p ( ) te n tech c n o n a b b a n _ , r.rrluitsinrai - tranrrechc pcr brevissinri istanti_ la presa su cli '. , , ( r d c ( ) n t p o r ti tu n l a vr tr cln r 'ssi cci 'cl i a tte n zi r r r tei.'tcr n r e ta _ , , r t '. r c t t i f i c a , se l e zi o n e ,n r e n r o r i zzu zi cl ne e ca r r i cl l a zi o n e .E i l ,. .,rro 91y111pgter personale. che consunril ulta tran clualltiti) cli , , r l t r i r . L l t en si o n c co r r cu i l a vo r a d q u a l co sad i d o l r l r o so , d il , - , , r f c l l l v i t a. d i l d u kkh a b u d d h i sta . d i n so n tm a l o sfo r zo cl i t r t r i 'c r 'r c n ta l r r te n tcl n r .n d ., cl e l 'i n ca sel .r c. c.l l cg a r e e d a r e i l l ., \( n\o ad ogni infirrnrilziolte. \ l . r u r r c h e il p i u p r o d i ti o so co n r p u te .rh a i su o i Ii n r i ti t n cl , r r ( ) c i t s o e ssi so r r o . cl a u n a p a r tc, I'i n ca 1 ) a ci ti \ d i si ste - m a r e , r r r r ( ) S id a t i ( tu tto ci o ch c r r 0 n r i cn tr i l n cl l c n ( ) str e t te o r i c. ch e , r ( r , z i o 'i t i l l l cn tc sp i e r i tb i l c)e , d .l l 'a l tftl [) xr tc, i q u u si i 'tp cr _ ' 't r l r r l iv u . t i . i sa l ti d i fu n zi .n a r n cn to . r e d ( fu i l l u ncr ,sd cl r :r n r .c' ,.r l-il n()stranlelltc c.struisceinf:rtti unir rctc intric:rlissinr.di ', r r r r : t z i . n i e d i n .zi .r ti . ch c i n ,p 1 'r r cn zi t n ( ) n se r n [t* r l .sci * r e sl):rzlovuoto, ncssunilzona nr()rtil. c scrnbritfrrnzionare ' "() ', r (r r o f l a r n e n l e .n ta ch e i n r e l l ti r c fu tta p r o p r i o d i ta n ti sp a zi , . , , t r , t l i t a n t i n l ( ) r n e n tid i n o n - fu n zi .n .n tcn t.. - Iu tto i f:r tti r <Ji , , r r r .1 1 t 'a 1 l-a"n ta te r i i r p i u g r .ss.l .n .; se r tr n d i .n r . a ve r i l .i ca r c , rrn rnicroscol'rio. scoltriarrrt) chc, s()tto I'irltltlrcnztrclellacom, tr//.it, si nascondcun'ctronlte tluantiti) di vuoto. E cosi c\gtcrla r r , r n r c n t e : fr a u n a p cr cczi o n c c l 'l l ti l , fr a u l r p cr r si cr o e , l r ,r . l r i t u n cl e si tl r i o c I'a l tr o . fta u n 'e n r o zi o n c e I'a l tr a . e si \ . r r ( ) s l ) a z iv u o ti . i n tcr va l l i . sr r l ti ,i n tcr r u zi o n i . n r o r n e n tid i sti l ' ' l r t ' r i v c l r r .. l '.l tr a cl i n r e n si r n ed cl l . r c.l ta - q u e l r ' tr e i l :r ' ' n r c r r t c .S e r i u sci ssi n r o d i l a ttr r eq u e sti i n te r vu l l i . p o tr e n r n r o a r ''r r 'e u n o s g ua r d osu l l c fo 'cl a r r r e r r t. cl l a n l cn te . su l l c n r cl i cid cl d . , 'r , l r r .s u q u cl l a va cu i ta . su r l u cl l l .( fi n tu tti d i cu i p :r r l u va i l t t l , l l r ; r .I : q u esta u n 'a !tr . tccn i c:rr l i r 'e d i tu zi .'c c'n si g l i :r t:r da lr rl( r'sh - ilnch'cssartr0lt()alttica - c()llsistcntc l conccntf:tre ne r r z i o n c s ui l n a n ca l n cn ti d e l n r e cca n i sr n o 'l n l cl r a cta zi o r r e cl , r rcltltil. Per ()ttcllcrc questosc()[.)o. pcrt\ ncccsstrrio c nrcttersi . ,,rposiziorre tlsscrvirziorrc cli distacco:biso{nirci<lD di c divcn_ , ,r|rsirPcvoli funzitinan)cnto tlcl dcl pr()cesso nrcntale. Si trirt'l 'e sti n to r r e . l r , r \ \ u n l c r c la fa n r o s:r ch e co i r r ci d ei n 1 'r o si zi r l rd cl rc r , r e t r r rq u cl l a d cl l o ste ssou tn tu n . Si o tti cn e ctl s) i l d u n l i ce d ', , t l i s t a c c a r si l l p r o p r i o ce n tr o a b i tu a l e ( l 'i o ) e cl i co r i ce n rrLrl Sci.

Questesono alcunedelle tecnichepitr importanti su cui perd un enore ridurre il suo Sarebbe neeshritorna spesso. in gnamento dei semplicimetodidi concentrazione; effetti il a discorsospaziada un argomentoall'altro (Dio, Gest, il Maometto,Buddha.Mahavir,il tantrismo, I'iniziazione. il Eraclito, la psicanalisi, sufismo,le religioni, Krsna, Kabir, lo i reincarnazione. rapporti fra maestroe discepolo, stato minazione,ecc.), ma alla fine ritorna a quello che pud di il considerato tema centrale:la necessitd arrivarea normale attivith mentale per far rifulgere il 56 e dar inizio processo realizzazione. di di A differenza altri maestri,piuttostolugubri nel descri condizionesamsirica. Raineesh,avendo assimilatola dellagioiadi viveree consi tantrica,parteda una celebrazione comeun giocoda non perdere,una ricerca ra I'esistenza di continuo.Anzich6consigliare nante, un esperimento negando in cellamonacale, dai sensie di rinchiudersi qualche nel il valore dell'esperienza mondo, egli invita a vivere fino i fondo, a soddisfare desideri,a non autolimitarsi,a non di al primersi. Contrariamente messaggio rinuncia che viene egli quasitutti i mistici(dell'Orientee dell'Occidente), vuole asfittica,che faccia I'uomo escadalla propria esistenza per esperienze cui d portato, che seguala via del piaceree gioia. o Rajneeshnon ama gli uomini di chiesa,ascetici austeri, la e predicano mortificazione considerano vita comeuna la pud essere una zione da cui bisognasfuggire.L'esistenza un ma zione di insufficienza, non necessariamente luogo d' di zione. L'individuo che negala vita e la possibilitd gioirnei lontanodal divino dell'uomochecercadi utilizzarlafino in Chi ama,chi d felice,0 piir vicino alla verit} di chi reprimei istinti vitali. Rajneeshcritica gli uomini che si accontent dal grigie e si lascianodistruggere conformismoe esistenze Egli preferisce allora il grande sociale, condizionamento convinto,perchdha almenoavviatauna ricerca re. I'edonista pud essere indirizzataverso con una sempliceconversione, il I' il biettivo giusto.Ma il mediocre, conformista. represso, che ha paura della vita e del piacere,dove troverl la forza liberarsi ed esserese stesso'l di La fortuna dell'insegnamento Rajneesh e ancheI' d' da zione che incontra- nasce questoatteggiamento mismospirituale.Noi ci siamofatti I'idea- egli dice- che 320

rpirituale, I'uomo religioso,debba rinunciare alla vita, in una rlrc'ic di morte anticipata.Ma, per impedire che il desiderio rrrssista anchedopo la mortee ci costringa nuoviatti di sottomisa ur)nc. non serve nientenegarne a I'evidenza combatterlo una e in ssn2squartiereche assorbirh |.il11 tutte le nostreenergiee che si nrolveri solo in un'ulterioreframmentazione nostr-o del essere; d rrrutile reprimerela forza degli istinti e Ia poten2adei sensi,cosi si ro111s accaniscono fare tanti religiosi,perch6la negazione la a e tt'prcssione sradicano non affattoi desideri, semmaili approfon_ e r|rc.no e li fortificano. occorre inveceandareal fondo di essi. rrrrimentarne meccanismo non lasciare il e dietro di s6 niente rl'rrrsoddisfatto. paurache abbiamodi morire nasceproprio _ La rccondo Rajneesh- dall'intima consapevolezza non issere di rissutiabbastanza, non aver sperimentato di tante cose,di non rrvcrdato fondo alle nostrepossibiliti. L'individuo che inveceC rrssuto pienamente pud chiudere serenamente pacificarnente e gli ot'chi,nella convinzione aver svolto bene il proprio ruolo,-di di ,r!cr fatto tutto quel che doveva,di non averspr-ecato I'occasione rhc gli d stataofferta. L'uomo spiritualenon 6 dunquecolui che rrnuncia vivere, ma colui che vive fino in fondo, colui che a rprimenta e poi gioiosamente trascende desiden;d dunqueuna i rpcciedi tllisse che, invecedi rassegnarsi noia, al conformialla rrrro.alla mediocritir,alla soffocante ripetitivite delle abitudini e ,rll'insoddisfazione. viverenermondo con i propri sensie con vuol l,rpropriaconsapevolezza, dopo avernecompreso e, I'essenza, lo l,rscia senzarimpianti. llajneesh i dunque il maestropii adatto per questa nostra eln)casemprepiil assetata esperienze sempremeno sodcli_ di e rl;rtta.Egli negaogni valorealla repressione, riihiamandosieiu\rirnenteall'inestinguibititi desiderio alla suanecessitd*nel del ed pr()cesso maturazione di spirituale di superamento e dello statodi rrrrrdizionamento. comunicandoagli allievi e ai lettori delle sue r'l)ereuno spirito di ricerca, di avventurae di gioia di vivere, rhvcntail miglior divulgatoredelle disciplinedi meditazione.

19 La Meditazione Trascendentale

(MT), detta ancheScienza La MeditazioneTrascendentale I'Intclligenza Creativa,d statafondatae divulgatada MaheshYogi, che d riuscitoa costruireuna potentee di prima negli Stati Uniti e poi in quasitutti i organizzazione del mondo, Italia compresa.Lo scopo dichiarato d quello quel il aumentare numero dei proseliti,fino a raggiungere il per centodella popolazione mondialeche- secondo delle segnerebbe svoltaimportantenel ntigliorantento una in zioni della Terra. La tecnicadella MT d insegnata corsi pagamento, tenuti da istruttori qualificati,svolti a vari li d'etiro per gruppiprofessionali. indirizzatitalvoltaper fasce incontri periodicidi controllo,programmi inoltre organizzati abilitare maestri, campus residenziali,lezioni (d autorizzate statafondataancheun scuoleregolarmente sith nello lowa) e una gran quantitd di altre iniziativeche, tecnichemanagerialitipicamenteamericane,si propongono dit'fondere la MT a ritmo crescente. Dopo alcune lezioni introduttive in cui si spiegache cosa tvlT, che benefici producae in che cosaconsistala tecnica,i adepti s'iscrivonoal vero e proprio corso, che pud durare potrb meditare solo da giorno.Appresala tecnica, studente ln corsi esistono volte al giorno per 15-20minuti. Naturalmente approfondimento,riunioni in cui si pratica la meditazione dell'Intelligenza modo intensivo,lezioni sulla Scienza controlli periodici, e cosi via. il Saraswati, di Maharishi statodiscepolo Brahmananda e provenivada una tradizioneche si fa risalireal filosofo ra, noto commentatoredelle Upaniqad,della Bhugovad-gitdt del Brahmusitra, e pietra miliare nella storia del vedinta nistico(advaita).Come abbiamodetto nel relativocapitolo, 322

pcnsatorerisolve il problema di conciliare la compresenza di uu e brahmcn, sostenendoche la realti fondamentale d rlistica, che la distinzione fra conoscente.conosc,enza e riuto d frutto d'ignoranza (avidyd), che il brahman pud percepito direttamente, che esso d, sat-cit-dnanda rc-coscienza-beatitudine) l'dtmand potenzialmente e che lo r Essere Supremo. La differenza fra Sd individuale e S€ rstle sta nel fatto che il primo si identificain stati particolari csse ciod in una coscienza re, condizionata, mentreil secondo Frr() essere,pura coscienza.Anche per Sarirkara nirvdna e , r sono la stessa cosa;cid che li distingue0 solo la mente inante. Di conseguenza, noi vogliamoritrovare la nose vcra identiti, se vogliamo liberarci datle afflizioni e dalle zioni, 5e vogliamopewenire alla conoscenza (vidyd), dob,l r far tacereogni pensiero sensazione, o dobbiamoeliminare lcntfenze egoistiche coltivareil distacco e (vairdgya). questo In txftrriusciremo capirela differenza il fenomenico il reale. a fra e elrc d il punto di passaggioobbligatorio per arrivare alla rt.ione (moksa). Lo stato di perfezione che raggiungiamo r\ perd qualcosa acquisito,di conquistato, d qualcosa di ma tubbiamo sempreavuto, che siamo semprestati. Una volta n dllla superficie dello specchio polvereche lo appanna, la la rrrrcdella realti tornerAchiara e noi potremo riappropriarci nostra condizione originale. Lo scopo della conoscenza ) d dunque quello di comprendereil braltman come il o uutentico e la meditazione S€, diventauna ricercad'identilnc con questa realtAultima. Ne consegue l'illuminazioche rr vcrificaquandoogni distinzione conoscente conosciuto fra e lr cadere, quandosi esce dualismo riti d'adorazione dal dei e li (dove I'Essere Supremod un altro-da-s€) quandoci si e rr,r da ogni tipo di condizionamento mentale. I.c idee di Sarirkarasono alla base di quelle di Maharishi 'sh Yogi. tanto che, seesaminiamo testofondamentale il del cheesso una volgarizzazione d delleconcezioni dell'advair'cdiinta.Il meditantedeve infatti porsi I'obiettivodi raggiunrc lo stato di puro essere,cioi la coscienza trascendentale iori), chenon d accessibile all'attiviti mentale che anzine d e hrrrc."L'Essered eterno,immutabilenel Suostatoassoluto. ed
f rtr'rnamente mutevole nei Suoi stati relativi."rPer poterlo afferi M.rlrarishiMaheshYogi, l,a scienzadcll'essere I'arte di vivere, e Astrolir'. R'ornr t970, p. il. rrre delfa MT La scienza dell'essere e I'arte di vivere. soo-

323

e la arrestare normaleattivithpercettiva intelk rare,bisogna procuraI'ideadi unanostrarealtdse che lo ossia schermo ci quello stato d'animo in cui si perdc e bisognaidentificare origin e e fra distinzione conoscenteconosciuto si ritrovail senso dell'ananda."Portare I'attenzioneai livelli piir profondi una nlaggiorefe d coscienza la chiave per sperimentare trascendentale.''! dellameditazione d il principio Questo d In effetti, poichd I'essere definibile come .sal-cit-dnanda, contrassegnata I dev'essere via che ci porteriralla sua scoperta di gioia."La liberti nellacoscienza Dio di di un senso feticita,
ottiene portando la metlte nel campo della coscienzadi be

del negative karmae gli i ne."' Ma, per vincerele tendenze con dei falsi s6, d nt e della mente a divagare a identificarsi che la rio raggiungere fonte di quel pensiero parteda un livello e non siamo consapevoli ha una determinl cui sofitamente i "qualitAvibratoria".Nasceda qui I'idea di utilizzare conrestrunlcntiper entrare come mezzi di concentrazione. lo d, con risonanza il proprio 56. "ll pensare in se stesso, pii sottiledel parlare.Quandoparliamo,le nostreparole Tro' non sonopercepibili. esse iOlt,iti,ma se non parliamo, cosi che il pensierod una forma sottile del suono."nCon penetrarenei livelli piir profondi della cosc mantrapossiamo ha ogni persona una propria"qualiti vibrat za. E, poich€ per facilitare la scelta del mantra pitr adatto sono stati a un degli istruttori "nell'artedi scegliere suono.o parola, Si allc qualitirdell'individuo"'. sviluppain qt corrisponda e dclla MT, con i suoinracstri i suoial nrodoI'organizzazione d tipo di meditazione dunquenrolto di La tecllica questo sullaripetizionedi un nuntra che viene asst plice. E basata Anche segreto. mantenuto e deveessere indivi<Jualmente che sostiene i nel entrare nteritodi talemetodo(qualcuno in semplicenrente base assegnati sianosolo sedicie vengano di tentativo nessun I'et)), notiantoche nella MT non esiste I' e dell'individuo neppuredi impiegare seriaconosccnza chesi proponeva (cfr. capitolosultantrismo) tecnicadeinruntra
risvegliare fe potenzialitir psicofisicheocculte. ll mantra della

,' r rrr rcirlti'r funzione di escludcrei pensieri molesti, di concenIa ', r r t r l p e n s i e r o e qu i n d i d i cr e a r e u n o sta to d i r i l a ssa m e n to . \l rlr;rrishi consirlcnrinfatti l:r ricercadel bcnc-ssere conre uno dei , , r r r p i l if o n d a n r c n t a l itl cl l a n r ctl i ta zi r tn c. r d a r e ve r so u n ca m "Ar , , , , 1 i r n l r . q g i o r ec l i ci ta e l a n u tu r a l e te n d e n za d e l l a n te n te ."n f \rrrrrcrosi stutli cffc'ttuati per conto dcll'organizzazionedella \l I lrirrrn<l cliniostratoche il cervello clei nreditanti emette onde . Lr c:rritttL'ristichc dello stato di quietc del sistemanervoso. Ma 1 r , l l c t t i b e n e f i c i d cl l a n r e cl i ta zi o n e o n si fe r m a n o q u i : a l tr e n ,,, r'r(hc hitnrronressoin eviclcnza variazioni positive clc'lrnetahor n o . t l c l r i t n r o r e s pi r a to r i o ,d el l a r e si ste r r za ta n e a .d cl l a b i o cu t r r r n i c rd c l s a l l g u L -I'a b h l ssu r r te n to cl l a p r e ssi On c' n q u i g n a . a r , d sa l , r ,l r r zo n c c l e l l 'l n s i a e d cl l 'a n g o sci a .i l n r ig l i o r a n r cn tttd cl l 'e q u i l i i il '.r,r lxic()l()gic(). potcnziurncnto dclla pc-rsonalitij, I'aumento r, ll('crrpacitij pcrccttive e dei riflessi ncrvosi, la riduzione del ,r\unl() di droghc. furntaci, irlcolicie sisarette.il nraggiorrendi, rrto ne{li studi c nel lavoro. l"'irccrc'sciuta capaciti di apprendi, rl()", l"'ar.ltncrrto l tassotli crescitir cle dcll'intelligcrrza" perfie , ,' h c r r c f i c i c f t c t t i su l l 'a sr n i rh r o n ch i a l c", su l "r e cu p cr o d a l l a , r \ : i / i ( ) n c d i s o n n o" e su l l :r "r i a b i l i ta zi o n c d e i ctr r ce r a ti "T. In a 'r r , r l s 1 '1 1 1 y gl1 gl,! l 'l 'fi r vo r i r e b h c i l b cr r e sse r p si co ti si co l 'i n te e e , r,/r()nc socilrle.Di qui la rreccssitir secoitdoNlaharishi- di far , r r'ttirrc ltr sua tccnica al nrlggirtr nunlcro possibilecli persone, r r ( ) ( l u c c n ( l o l an s cu r tl e e a n r l ti cn ti d i l a vo r o . Sc u n a b u o n a i r ( c n t u i t l e d e i c i t t a d i n i - cg l i r u r :i o n a- p r a ti cu sse a n r e d i ta zi o l , irvrcnlllro untr societirpiir felicc c ilttcqritta. priva di aspetti , , r r r r t i c ic d e l i r r r l u cr r zi a l D i q u i u n su o r e ccn tea p p cl l o ( a p p a r so i. , L ri r l i r r c i p i r l q u o t i i l i a n i cl e r r r o r r tl o a i r e sp o n sa b i l cl e l l ap o l i ti ca l ) i i t , r n i r z i o n u l c -n c u i si d i ce 'tcstu i r l n r cn tc: g o ve r n i so r r oi n vi ta ti "l i. , r \ ( ) l \ e r e i k r r o p r o l 'r l cr n i : l Go vcr n o n r o n d i a l ed el l 'Eti r d e l l 'l l i . n r n i r z i ( ) r l ca n n u n ci a d i e sscr c p r o n to a r i so l ve r e i p r o b l e n r i d i d ti l r r , r l s i l r so ! 'e n l o r r pr e sci n cl cr c a l l a d i n tcn si o n ee d a l l a n a tu r a l, I ploblenra - politico. econontico.socialc o religioso; ed indii , ' r ( l c l l t c n l c n t c d u l su tl si stcn tap o l i ti co - ca p i ta l i stu .co n tu n i sta , , , , r : r l i r t i r .d L - n l o c r i tl i co cl i tta ttl r i a l c..."'. o \i nrcttc cosi in cl'idcnza lir duplice nirtura di quest()maestro ' ,ir;rrro: quc!la dcl nristicr:r quclla dcll'eclucatttre e st'lci:rle. Perso,,':li dcl ucnere rt()nsono rari in India. Ivla Nlaharishiha anche . i r,r,/.n. .ll. I r,k Firre .llt,dituzittnt''fru.scerulentule, nr. p. Ubaldini.Ronta 1976, 229. ( o r r i c r e d c l l a S , - 'r ad cl l l - l {) - 1 9 1 i .1 . "

2 lbid., p. 3 lbid., p. a lbid., p. s lbid., p.
JZ+

239. l9l. 41. 44.

325

I'animadi un ricercatore scientifico. suo sosnosarebbe Il
di trovare una via tecnologicaalla rneditazione.ed d per q che egli far'orisccogni gcncrc di ricerca sul funziorranrerrlo r r r ent edr r r ant ck r s t a t o d i d l t y a n u . I t e s t i c l e l l aM T s o n o p i c n i grafici c cli tabcllc clre riportarrtli dati fisitllosici della corrdizi nreditativlre chc cercano di dintostrare clre cssa conducc" a riduzione delkr stress.a un aulllcnto dcll'enersia, a un ntisli nrento della salutec a una dirninuzionedclla nccessitir dosni di "La meditazionc rende pii attivi. pii sani. pii produttivi e integrati": qucsto senrtrr:resserc kl skrlan dr Maharishi. progetla la costruzionccli "ccntri di nrcditaziorre trasccrrtlcntale "tcntpli dcll'evoluzionc unlana", in ogni plrlc dcl ntorrdo: tuari del silcnzio dovrebbero esscrccostruiti ncl rnezzrt dci rumorosi dellc grandi cittii cosicclrd.prinla di undalc al lavoro, dopo aver lasciato il lavoro, la gerrtc p()ssa passarc un

periodoin silcnziose stanze nrcditazionc... centri di Tali
bero anche esserc costruiti nci luochi di villcggiatura..."'. Di fronte a sinrili progranrnri.c'e da chicdcrsi in che cosala si diffcrcnzi da una dclle solitc istituzioni rclisiuse. Turte le gioni hanr lr ( o lr ann o a v u t o ) o b i e t t i v i d i e s p : r n s i o n e d i 1 c

sttto,salvopoi accorgcrsi oreanizzazioniburocr:rzie con che c loro esigenza lcggi. rcgolanrenti, di divicti, firndi economici definizionid'ogni tipo - finisconoper snaturureIa ricerca

spiritualiti'i.Non c'd Chic'sachc non avvcrta I'insanabilecon fra istituziortcc spirito. Quanto allc ricerche scientifiche.esse possono riferire soltanto a stati psicoltlgicie fisiolosici, nra possonodirci nicnte clcicontenuti dcll'cslrricnza spiritualc: contarc che gli studi sulla nrentc sonu incapaci-.pcr dcfilrizione di descrivere kr stato di non-ntentc,cui si dovrcbhe

"Abbiamovisto"scrivelo stesso durantela nreditazionc. shi "che,per raggiunrere coscicnza la trusccndcntale, I'attiviti
cervello dcve cessarc.""'Ma.allora. essanon truc\ re csse nrisu L'affernraziorrcinfinc clre la nrcdituzionc apporti un scnso fcliciti e di henesscre favoriscal'intecrazionesocialc. va e tanrcnte valutata. L'irtundu vouico e indubbiaruente il dell'avvenuta riunificazione al S€, nra non t dctto che faciliti convivcnzu sociale; anzi. i molto piir probulrilc che la

ancorapiir dolorosa. Tutti i grandi iliuntinarihanno riferito
scnso di sconforto e di angosciache li ha aftcrrati quando ry. crl., p. 3,50 ' Maharishi, f i lbid. , 21t . 326

beatitudine del sunudhi. lrnnraginiamtrci 5rrr rfrrllrr qualc possa thn rr. hr stato d'animo di un uonxr chc sia riuscito a trasccndcrc i fp : r rl,.llrrprrpri' c.ndizione csistcnziale che lxri sia c()strcttoa c , . ] 4 'r r . r ( i : i n r isti ci o r i cn tl l i c o cci tl cn ta l i so n o tu tti co n c'r tl i | h r ! r l l t 'l l i l i l r e cl r c, u n a vo l ta cn r cr sid a l l e l ( ) r o e sta si .i l m o n d 0 e ft u,r rr'l r utrtarrasi son() prcsentuti irt nrotlo ()pprcsstvo. \, ll.r rrreditazionc trasccndcntitlcci si prcoecupatroppo degli fir rtr :orgcttivi. Jack Forcntrr,pcr escrrrpitl, utilizzandogli schcrb ''rr'rr)ret.tivi della psicologia di M,sl'w, clenca i icguenti b,', lrtr: u'a ltiir chiara. piL cfficientc pcrcczionc dcllrr i,alti\: fir'r,rrc tlisporribiliti\ ell'espcrie nz., nt,ngitrre frcschczza siu_ tli i ftr' ,ililr'tclrtitta il)te{razi,nc, gkrbalitir, unita tlcllu 1r"rr,,n";l,u| l r 'r r , r l i r : . p ( ) r ) l i l n e i tie sl tr cssi vi ti rvi ti l l i ti r ; u n a p cr .so n a l i t:rca l e ; r, . r i l r ', r , l r r t i r u r l i ti sta tr i l c.: u to n o r r r i t: si n q o l a r i ti : r csi stcn zaa l l .i n _ a *r r r r, rnlcr'rto aunlcl)tataotriett il'ita. distacco,trascertdcnza i dcll r ' , r t '; r t i 'i t . gr a n d cn l c'te svi l u p p a ta :c'p a ci t, d i u sa r c co .cr e ||r. ( lstntzione; struttura denrocraticadeI carattere;clltacitii ' {i p,rt , lrrrqlit)rittoritpp()rto ctln le pcrsrlne. I r r r r r r i ec i r 'a cstr i d i n r e d i ta zi .n c n .r r h a n n o r n a i p cn su t. i tl i r r r . , l '. u \ i d i p r o b l e r tr id 'i n te g r a zi o r r e d i r ca l i zza zi o n c cl l u p cr c d l * '. r t , r .c u r r zi l tu Ir Ir 0sct) ti ) r r .'s( ) ste n u t( ) c Pe l .r tr g ti u l r g r :i ei l ch r"',t,l ltt fossc llcccssarioprc'scindcre dalla dirnensirlncdcll'cuo: i r , rr) I)unto su cui lc tecnichc di nreclit.zioncc.rnc.rd.rrJ i 1l.1'il(r([lcst(). Pcrcid e una corrtrilddizione troppo vistosautiliz_ pcr potcnziarccd affernurc I'io. pcr lo stesso 1p, I r rrretlitazionc $ , r , \ , r r r r . f i r p e r so n a l i b cr a ta , i l j i vu n tttu ktu .i co l u i ch c si d , r l , , . ( , r r ( ) t l 'l scn s. d e l l 'cg o e d i ' r i u sci t. a r a tg i u n se r c.q u cl l a . che si conligurirc()nlc'.csscrcprivo tli Iirtritaziorri". l,rn, ,, ':ticrr.ra L , , . , \ l l '. i 'r 'c cc, si fi r r i scec.' i l sr l sti tu i r cu n co r r d i zi o 'a n l e 'to rlrrrrrr rrltr,. r\nzichi csscrc una tccnic. di disidentificazi.ne , la ,|rr,lrr,r/i()llc diventa urt nrctod' di c.ndizi'nantcrtt. socia'uovo I l.r\,rrclt(loI'ctluivoco secondocui la rcllizzazione dcl Si possa f t . r r r l r 't \ tc ( ) r Ic u l l p o te n zi a n l cn tod c.l l 'e u o . t . r '. r r t l . s i d i cc ch c u n i l l u n r i n 't. i 'scn tl tl i ce n cn tcsc stcsso . r non c {}"' ' n('\siln() norrha sistcnri riferirrrcnto.si tlice in sostarrza di clre it'. r r,''ir legge.atritutlinc. reg,la cstc'l:l che ltt possaclirigcrc.Il 1 {r , , ' i l r e a l i z za to ,i l l i b cr a to , i u n a n a r ch i co ,n o r r n e I se l so ch c r , 1 , r r r r r r r b i . r 'c sr l ci e ti , n r a n e l se n socl r e o b b cd i sccs'1 .,l l i r Ia cgli ha conrl'riutourta rivoluzi.nc interirlre ilr' , r 1.r e()scicrrzil;

127

(t'unicache possa cambiareI'uomo), e da quel momentosi e diventaautentico convenzionali, al di fuori dellecategorie tivo, e non pud piir farsi guidareda principi esteriori. da I'illuminatod una liberazione La liberti cheacquisisce pii vincoli dell'ego,e non soloda quelli checi sembrano spi vuole mettersiin rapporto li. Chi pratica la meditazione una pausadi concedersi e trascendenza non semplicemente le sione e di riposo mentale per recuperare energiee rinfrancato a combatterenel mondo. Una tale i dell'antico metodo del dhyana d tipica dell'ambientepsi peutico, che cerca di curare nevrosi e stresseliminando stridenti contrastidell'individuocon la societi' Se esempio illibro Meditazionei libertd dellapsicoterapeuta riduttivadella concezione Carrington,troviamoquesta come un metodo di ri ne. che viene considerata del di sistematica", "allentamento "desensibilizzazione delle strutture dell'ego", di "deautomatizzazione p comeun sistema dellatensione",insomma "scaricamento quotidi perderela'carica'ai problemic alle preoccupazioni Purtroppo la MT autorizzaquesto tipo di interpretazioni psicologi fanno il resto. L'antico metodo del dhyana viene le consultare fonti svuotatoe travisato.Eppure basterebbe nali - le Upanixd, i sita buddhisti, i tantra, le ecc. - per rendersiconto maestrizen, i testi di Sathkara, non serveciod a meditazioned una psicoterapiasuiSenerls: re questo o quello stato di stress,a liberarci da questoo ma condizionamento, a sanareI'intera condizionedi e esistenziale a liberarci da tutti i condizionamenti. nella d trascendente totalmenteassente La dimensione che, limitandosia reintegraregli i gia contemporanea, della meditazione' nella societd,non pud capireI'essenza e biamentebrevi periodi di concentrazione di isolamento forme di essere utili per combattere la giornatapossono e stanchezza disturbidel sonnoe per conferireun maggior brio a personeche non sono abituate a stare con se hannopauradellasolitudine,che parlanoo si agitanot d tale funzione psicoterapeutica un uso improprio del come trasformareun'automobilein un originale. Sarebbe

Itrrto dir buoi: certamente pud essere fatto, ma tutti diremmoche 0 urro spreco,che non d un uso intelligente. ()ucstosuccede perch€ meditanon ha approfondito signichi il . l,rto della meditazione non raggiunge e nessun vero risultito; rlftrrr cgli pensa che la meta siasemplicemente quelladel rilassaarolto. Analogamente, bovarochenon sapesse cos'dun'auil che hrrohile e se ne trovasseall'improvvisouna davanti, finirebbe pr considerarla carro da trainare,e non gli verrebbein mente un pud camminare dr' cssa autonomamente. oggi i testioriginali Ma l'llir nreditazione sono a disposizione tutti. Ricordiamoci di che, trrrrrdtr le filosofieorientali, d proprio la non-conoscenza,l,aviJra. I'orisinedi tutti i mali.

12 C Medituzione libertd,Mondadori'Milano PatriciaCarrington, p. 345. 328

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gli secondo Hare Krsua La meditazione

di Gli Hare Krsna sono i tipici rappresentanti quella re (bhakti)la cui praticafondamentale consiste devozionale di della presenza Dio. Il consapevoli sere continuamente movimento e stato fondato nel 1966da Bhaktivedanta il Prabhupada, quale si d riallacciatoa una tradizione che risale a CaitanyaMdhaprabhu,un rnisticodel XV d.C. Citando I'autori0 dei Veda,essifairno risalire I'origine ogni male, d'ogni squilibrio, d'ogni conflitto esternoed i della nostra naturaspiritualee dei nostri alla dimenticanza con porti con il divino, e quindi alla falsaidentificazione I nasce con il corpo. E, vistoche la nostranon felicecondizione essipensano con grandesempliciti una forma di amnesia, ripetendoe ricordando rimediarea una tale mancanza mente il nome di Dio, sotto forma del nrantraHare Krsna, Rama. ll che fa pensarea pratiche analoghedella t (la (il tantricae cristiana " musulmana dhikr),cabalistica, ra di Gestr"). Come si vede, la basefilosofica degli Hare K5gnanon d n di Anche nellavita pratica,i seguaci questareligi complessa. che si sono diffusi un po' in tutto il mondo, seguono vivono in comunitddi tipo monastico, semplicied ascetiche: se hanno rapporti sessuali non all'interno del matrimonio scopoprocreativo(una sola volta al mese),non mangiano non bevono alcool, caffd, ti, ecc., non giocanod'azzardo, vivono vendendo libri e altri oggetti fanno speculazioni, a cerimonie basedi danzecheintendono nali e organizzano le del una celebrazione divino. Secondo paroledi un loro italiano, oltre a ripetere il mantra, gli Hare Krsna che riguardanoDio; ripetereI'insegna "ascoltare argomenti to, ossiaparlaredi Dio, ricordarea ogni istante,nello svolgere 330

Itrvitii quotidiane,che tutto cid che si sta facendod in relazione servizispeciali,come.cucinare offrire cibo a orr l)io; svolgere o llrnl. pregareo officiare cerimonie(con fiori, incenso,cibo, trr' .)" .' che tale abbandono fiducioso Qullcuno si potri meravigliare rllc mani di Dio possaancora oggi trovare dei seguaci.Ma hurrlrraricordareche questad una delle tentazionifondamentali dcllamenteumana.Rajneesh sostiene I'uomo che vive totalche lrcrrteimmersonel mondo,cercando spremerne di ogni piacere e ogni bene,d lo stesso che covadentro di sd I'idea di ;nrscderne frrrunciare tutto e di ritirarsi in un monastero. a "Dall'indulgenza ron nasce alcunagioia" egli dice."Se I'indulgere mai neglieccessi daregioia, nessuno avrebbemai sceltola via della rinunFrlcsse rt,r.La genterinunciaperchdla via deglieccessi fallito- ma poi ha r lx)rtanoall'altroestremo.": L'adesione movimenti fideistici- ed estremistici a nelle loro rcltc di vita - pud dare temporaneamente I'impressione una di rrrnersionedell'interapersonalit)e quindi di una rinascita spirilullc; il che pud esercitare certo fascinosulla mente di chi un .tlraversauna crisi esistenziale non riesce risolvereIe proprie e a surtraddizioni. I'abbandono ogni tentativodi ricercae ap Ma di profondimento spiritualenon porta a nessun tipo di realizzazione c plima o poi i contrasti interni si rifanno vivi. Le soluzioni .|trcme mutilanosemplicemente partedel s€,quellache, per una un rnotivoo I'altro, non approviamo;e un ego mutilato non ci rvvicinaalla fonte dello spirito,allasoluzione nostriproblemi. dei 'I rannecasieccezionali, forzadella la devozione non d in gradodi clinrinare sovrastrutture le della coscienza anzi ne aggrava ed il per ottenerequestoscopo,occorreI'interventodi un dualismo; rcro e proprio sviluppocritico della consapevolezza. Ricordiamocr che uno dei piir grandi maestri del bhakti-yoga Rdmakrishna (r ) - misein guardiacontro l"'atteggiamento tamasico nell'adoluzione"che consiste appunto"nel levarele bracciain alto, dan,xrc e cantaread alta voce il nome di Hari"t. Non bisogna insommatrasformare I'abbandono fiduciosonelle rrranidi Dio in un abbandono d'ogni senrc critico. I seguaci di lvtuuro Bergonzi, Inchiestu nuovo misticbmo, sul Laterza, Bari 1980, t 55. l{ajneesh, Estasi: linguaggio il dimenticuto, Riza Libri, Milano 1983, t 19. ' llirmakrishna, ricerca Dio, Ubaldini, Alla di Roma1963, 4Q!. p.

33r

il esprimonospesso bisogt movimenticome gli Hare KJg{ra di ed a una vita elementare idilliaca,un desiderio un ritorno una ricerca di uno stato dalle complicazionidell'esistenza, incons I'esigenza e di quietismo. non-conflittualiti. soprattutto che li liberi istituzione a qualcheguidao a qualche Oi aftidarsi Cid ogni responsabilita. non toglie che la via dellabhakti sia d-lle pin antichee radicate,non solo nelle religioniorientali, anche in quelle occidentali.Come ricorda Daniel "compiono lo stessogesto di devozioneil cristianoche cat che canta e balla davanti Amazing Grace, I'ebreo hassidico pianto, il sufi che recita 'El Allah Hu', I'indu Muro del salmodia 'Hare Krsna', il buddhista giapponeseche ri anchese Na-mu-a-mi-da-bu-tsu', 'Na-mu-a-mi-da-bu-tsu, a divinitd diverse"'. pratichesono rivolte del che pure critica gli eccessi [,o stessoRamakrishna, a assistendo una cerimonia smo,caddeuna volta in estasi di un'incarnazione Krsna. Egli sostet a Caitanyaconsiderato piD sadhana faciledell'offertadi sd' L'offerta va che "non c'd, pii Questa0 s€d la consumazione completadell'egoismo"'. di che giungeall'annientamento punto la via della bhakti, attraversola devozione a una divinita (Lfta) o a quella che personificazione d il guru' "Vivete nel mondo, ma non tempo mar "Nel medesimo del mondo" dice Rdmakrishna. vostrospirito fissosu Dio, la Dimora divina dalla quale te il I'amore,bhakti,vi sia dato, e voi pos tutti veniamo,affinch€ questa farne la basedella vostravita."uPer raggiungere ricorrere a viveka e vairdgya:"viveka significa necessario minazionefra il reale e I'irreale, e vairagyaindifferenza una totale A coseterrene"T. questequalithvannoaggiunte di la continenza,la pazienza'I'assenza missionea Dio, la rinuncia alle cosedi questomondo e infine la concentrazi la meditazione. un I grandi campioni della devozionesi assomigliano po' tu finiscono per dire le stessecose' Non bisognaperd credere siano attaccatiai dogmi e ai testi sacri: in generenon metafisiche.Il loro sapere affatto le teorie e le discussioni
a Daniel Goleman, Esperienze orientali di meditazione,Savelli, 1982,p. 63. 5 Rlmakrishna,op. cil., P. 199. 6 lbid., p. ll8. 7 lbid., p. 213. 332

dr rfa un indiscutibile rapporto con la trascendenza quindi si e rnclu sicuro. Cosi per Rdmakrishna, cosi per Ramala Maharsi | ((!si per la yogini dell'Indiacontemporanea Ananda Moyi Ma. I frtt'c tre partonoda esperienze fondamentali samddhi tutt'e di e trr, pur rifacendosia questao quella tradizione,mostranoin llrrltt\ un grande sincretismoreligioso, che mette in evidenza rrrrrc il rapportocon la trascendenza un superamento idee sia di O eultura,nazione,lingua,ddi particolarie ogni altro contenuto ncntale. Non per nulla sia Rdmakrishna Ananda Moyi Ma si sia ,rl,urn() tradizionireligiose a diverse:induismo,buddhismo, isla,ril\til(). yoga, tantrismo. ecc. ..\rritrrda Moyi lvla sostiene "una parte delleventiquattr'ore che rl'l giorno dev'essere decisamente dedicataa Dio. Decidete,se nel frtrsibile,d'impegnarviregolarmente japa di un particolare Nrrrrre mantra,mentresedete una data posizione, aumeno in ed trtc qradualmente tempo o il numero delle ripetizioni"s.Piir il rrrlcntesari il desiderio Dio, piDpossibilitisi avrannodi entradi ,r m contattocon Lui. "Gradualmente sarete pii assorbiti sempre prokrndamente Lui; Lui e solo Lui occuperii vostri pensieri i in e rr'\tri sentimenti"': quasi le stesse parole dei mistici di tutto il ororl{e.La meditazione dice Ananda Moyi Ma - deveawenire rlt()ntaneamente, perch€ non d lo sforzocid chepud awicinarcial utlguru. La mente,la ragione,la consapevolezzaI'autocontrole I' rvolgonotuttavia un'utile funzionedi de-ostruzione; non noi interveniresulladivinitd, sulla luce,ma possiamo darci ;rrsriamo rf,rlirreper togliereil velo che la oscura.Il vairagya significa che, rfrrrrrrautenticodhyana, scaturisce sensodi ripugnanzaper un e th ir(taccamenti i legamiterreni. Ma Ananda Moyi Ma awerte r hc "la perditadella coscienza dell'autocontrollo" e non sonomai r,'rc positiveed anzi d necessario "rimanerecompletamente dertr, I'incoscienza dev'essere strettamenteevitata"r,r. Questo per crrtirreche il bhakti-yoga trasformi in una forma di trance,di si ,f,'rcsponsabilizzazionedi cieco fideismo. o ''Nclla meditazione"dice ancorala yogini "viene contattatala l{t';rlti... Le cose di questomondo appaionoinsipidee poco lrtt'r'csSarlti, tutto estranee": tale affermazione e su quella del su tr,r,rl()ga santaTeresa(v.) o di tanti altri mistici- dovrebbero di ' l',nrtlc Sri AnandaMoyi Ma, Vidy6nanda, di Paternd(C0 1982, ' l t' ,,1.' at . r. ' Il,td.,pp.4l-42.
JJJ

t, l l .

rit'letterei seguacidella MT (v.) che vorrebberot dhyana in uno strumento d'integrazione sociale.Quando trova irnmersinel nirvikalpo-sanridhi essaprosegue la t zionaledistinzione conoscente. fra conoscenza conosciuto e
ha pii senso,cosi come perdono valore Ie domande e le

2l La meditazione, sciamanismo lo e Carlos Castaneda

zioni filosofichc.La rispostaai nostri problemisi trova "l non esisten€ dornandare rispondere".La meditazione nd d munque necessaria quanto noi ci troviamoa un "livello in actettazione rifiuto, e lo scopod appuntotrascendere e zione e rifiuto"rr.
Benchi non sempre la via del bhakti e quella del jfidna nettamente distinte. resta il fatto che la devozione d una

p<lichi nrentale tecnica meditazione, di svolge funzione la di centrare pensiero poi di trascenderlo, il e versoquell'esperi di unificazione di assorbinrento o nell'amwn-ltruhnnn. in ogni distinzione viene a rnancare. Del resto. anche Patafrj
sosteneva che una dclle s-tradeper arrivare al samddhi d, que deil'abbarrdono a Dio (livara\. Ma Ia resa incondizionata

Creatore non deve trasfornrarsi una sottomissione in acr qualche organizzazione. Per I'uomo moderno, che non paternalismi, gerarchie le burocrazie le e mediatrici,e che
assetatodi conoscenzaed esperienzadiretta (anche del tr

valerei versi del rnisticoKabir che esprimesl dente) possono
via della bhakti ma non quella della mcdiazione: "O arnico.

Mi vai cercarrdo?Guarda!Sonoaccanto te. / Non sono / a templio nellemoschee: / sononellaKabao sul Kailash: norr / sononei riti e nellecerimonie, nello/ yogae nellarinuncia. nd / sei un vero ricercatorc. puoi vederein / un istante: Mi incontrarmi un attinro/ fugace... Se non spezzi tue in / le potrai riporre tinchd sei vivo, / quale speranza salvezza di morte?"r:,

l,r lrrrrrl dcllosciamano, dellostregone-guaritore, mediatore del occulte anticaquantoI'uomo,rappresentandopunto I l,'179 d il a t 'nllucnzafra il mondomagico quelloreligioso. e Abbiamogii nrto clreriti di tipo sciamanico eranopresenti. esempio. per nelle Irhr'r()ni della di ;lrcltt.rstoriche Cinae del Tibet. ma raffigurazioni $nlr()nic di questo tipo - e particolarmente pratiche di legate ai bryhi irllucinogeni sonostatetrovatesia in Siberia. incisioni in tul\'\tri risalenti all'etddel bronzo,sia nell'area americana che lr,rrrprcnde Messico.Guatemala. Salvad<lr Honduras.in El e lrlrti c statuette risalentialla civiltirmaya. Esisteinoltre una l.,rr;r sccondo quale il somadi cui si parla nel Rguerla. la ossia offertaagliddi neisacrifici ritualie materialmente ;r'llrr hevanda lrrfr'rttit sacerdoti dai officianti.fosseun fungo allucinogcno o lr,rltnr piantadagli etfctti inebrianti. Gli stessi vediciattrir.si hrrrtrrlro loro ispirazione poteridel somu, cheavrebbe la ai perlrr'rro di partecipare seppuretenrporaneanlenteal mondo l r rl rtr.

t lbid.. p. 14-15,17-.{tl. r : Cit . in Rajnec s h, op. c i t . , p . 9

\,rrr sembradunque che possaesse una grande differenzafra rci Ir,rrrrrrrie veggentivedici: I'impiegodi sostanze psicotrope,I'elah.r.rzrone miti cosmogonici,la possessione parte del dio, gli di da trrr litursici. il riferimento agli elementi naturali. i poteri magici, b rr:ioni. le invocazioni-evocazioni. offerte sacrificali. ecc., le :t,t',rrcntano strettamente gli uni agli altri. "Bcvanda divina" r,. ,re tlefinito il sonu e "carne del dio" viene cleiinitctil fungo rllil( ill()geno azteco: entrambi sono in grado di mettere in rapporl' I u()nlocon la trascendenza. poiclrd negli antichi riti vedici d E, di l,r \ | )ntenuto itt nuce il processo meditazione,che si palesapiir rhr,rr,urrentenel ltassaggio dai Veda alle Upanisad, ecco che si {af r1f 15sa ctllleganrcntofra sciamanismoe tecniche,Ji dhvana. un ! I'rr,rirnzi clire che. comc la meditazione rappreselttaun'evolu-

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zione, un'inteiorizzazione,del rito vedico,cosi le tecniche maniche possono essere definite come una sorta di oltre un spinta non L'analogia pud perdessere meditazione. come mai i rsi vedici limite, in quantoc'd da chiedersi dato origine alla piD grande tradizionespiritualedel passandoattraversole Upanisad,il Mahabharan, il i na, il Brahmasiltra,gli Yogasutra, Discorsidi Buddha e pur in via. mentreI'altro sciamanismo, presente tante parti uguale dai mondo.non siamaiuscito proprilimiti, rimanendo fino ai nostritempi.E un po' come stesso secoli. nei Terra. solo perchdmai. nel corsodclla storiadi questa rimaste ferme, mentrele altresiano si evolute. scimmie siano ad oggi. L'unica cosacerta d che eli Indiani hanno dato uno lo che.comedimostra sciamanismo, ad incredibile esigenze oscurae involuta,a buona in comuni.seppure forma spesso che I'l dell'umanitir.Ecco perchd,dopo aver riconosciuto e statala fucinadei piir importanti metodi di meditazione chc di dato al mondo i maggioriesempidi tecniche liberazione, soltantoall'Ori che biamoammettere essinon appartengono pur statas moderna, essendo comela scienza esattamente anche all partedaglioccidentali, appartiene ta in massima non hannopii motivo di te. Oggi questedifferenziazioni sonoa comequelliscientifici, e i metodidi meditazione, zione di tutti. nella t d L'unica avvertenza quelladi saperdistinguere, da allo cid ne orientale, cheappartiene spiritouniversale cid un prodotto di usi, costumi,mentaliti e tempi particolari. in strutturedellamentesonole stesse ogni uomo e I'esige I la non pud che essere medesima. condi ritrovare se stessi tecniche menti, i vincoli,i legami,le lingue,le singole consiste esserei piir svariati,ma, poiche la meditazione
nel processo di liberazione da tutto cid che ci dift'erenzia, il

ugualeper tutti. Non bisogna d'arrivo non potri che essere da que mascherarsi orientali per praticarela meditazione: d cosa veramenteindispensabile esserese stessi. del In tutte le societir mondo- dominateda leggi,principi, e consuetudini valori nazionali,religiosie ideologicimentale, la liberazione,la cerchi il decondizionamento di oggettivadella realtir,non pud contaresullabenevolenza rispettoa una societd suno.Egli si sentirhdiverso,estraneo falsa;e, se non ce la fa convenzionale, appariri superficiale, 336

vrvcrecometutti gli altri, se senteun'aspirazione qualcosa pii a di lrtcntico, ecco che gli si consigliao si autoconvince essere di prrtirtoversouna vita "religiosa"- cadendo prigionierodi un'istitu/i()neancora pit restrittivae condizionante, Chiesa. la ()uestodiscorso porta dritti dritti alla genesidello sciamano. ci ll rlualed un individuoche, dopo averattraversato gravecrisi una rprrituale psicologica ne ha fatto un disadattato, dopo aver o che d urlfcrtodi qualche malattiao incidente che lo ha portatosull'orlo rh'llumorte facendogli vederela futiliti dell'esistenza "normale", o tftrposognipremonitorio altri awenimenti paranormali che gli h,rrrno all'improwiso aperto uno squarciosull'altra dimensione rh'lll realtir,si sentechiamatoa una vita diversada quelladei suoi lnrili. Nelle societi che prevedonotale possibilith, che hanno e g'r lo pii una costituzione tribale, questoindividuo, dopo aver Irrscorso periododi isolamento, meditazione di apprendiun di e rtlto (l'iniziazione ricevutada un altro sciamano), trasformain si urrguaritore in una guidaspirituale suo popolo.Egli dunque e del rvri) trasformato una situazione disagioe di disadattamento di in ln:r situazione accettata socialmente, sari comunque memma un f'rrrspeciale della tribt, considerato manieraambivalente, in con ftrluciamista a sospetto. ( ili sciamani sono presentinell'Asia settentrionale centrale, e trrAfrica, in Oceania,in Australia,nell'Americasettentrionale e r'('ntrale nell'Europasettentrionale centrale.Essifanno usodi e e vr\tanzeallucinogene psicotrope ricorrono a complessi e e rituali rl iniziazione di guarigione. e Secondo varie tradizioni.la loro le lrlrnceestaticapud essereattribuita a un Esseresuperiore,a rprritidi sciamani morti o a demoni.La cerimoniainiziatica segue runo schema comunedi passione, morte e resurrezione, comportlrrdo esperienze visionarie come quella dello smembramento frrrcoe della rinascita, quelladella salitaal Cielo e di una comurrrone le animedei trapassati con gli ddi, quelladelladiscesa con o rrpliInferi e quelladella rivelazione segretiche poi essiutilizzedi r,rrrrro guariregli uomini, per l'ii che ricercatoridi se stessi della realtir,gli sciamani o sono crploratoridi quel vasto mondo intermediodi forze benefiche o rrrrrlefiche, spiriti benignio maligni,di poteri occulti,di pratiche di nrrrgiche, ecc,, che consentonoun certo dominio sulla natura. Itrcordiamoper esempioche Milarepa (v.), prima di evolversi rpiritualmente,era un potente mago che poteva far piovere o utciderei nemici; e che anche nella tradizioneyogica (cfr. gli l'rry4ttsiltra Patanjali)si parla degli straordinaripoteri (siddhi) di 337

lli

tempo la tradizi che lo yogi pud ottenere.Ma nello stesso
orientale ha sempre sostenuto(e qui si vede la suit grandezzae che sciatrtatrisnto) lcl sl'iluppil distanzache la se;laradal corrrune in t ali pot er i c os t it uis c e ult inr a a n a l i s i u n o s t a c o l oa l l spirituale. in quanto finiscc pel legalc ancora di piir alla realtf nicu. fcrttlntc d Non senrpre I'ottenimento dei poteri scianranici il frutto ad naturale; talvolta assistianro uno caso o di una predisposizione sforzo intenzionale, e questo indubbiamcnte avvicina di pii tccniche estatiche alla meditazione. Per esetnpio, in Americl s et t ent r ionale.alc uni c andid a t i s i r i t i r a n o i n l u o g h i i s o l a t i , i l t boschio in caverne,c ccrcatlodi stabilire,attritversoun'intensac prolungata conc€ntrlzione, un rappot'to dirc'tto ccln gli spiriti c quindi una visione che confcrira loro il potere. ln altri casi d il nraestroche trasmette all'allicvo una visitlne luminosa; e in altrl ancora il ricercatoredovri a lungtt aspcttarelo sprigionarsidi talo luce nristica scduto in raccoglintentonella sua capitnna o in un esqui' ultro luogo apl)urtuto.Ecco cottte si esprinrcuntr scianratto nrese dei Caribir: "Lu vera saggezzala si puo trovare soltanto I ont ano dalla gent e, nc lla qr a n d e s o l i t u d i n e , e n o n l a s i t r o v t giocando. nra solo attraverso la sofferenza. La solitudine e ll sofferenza aprono la ntente umana, ed d cluindi in esse che lo sciamano tleve cercare la sua saggezza"'.Sono corlcetti antichl

'r \uo padrone"r. Parole che potrebbero essere pronunciate lrr.tlit un meditante zen o taoista. La ricerca di luoghi solitari ilr ('lltrare in contatto con Ie forze soprannaturali corrisp<tnde , rrteessit)- awertita chiaramentenella meditazioneorientale :' lrlrcrarsidai normali processiconoscitivi,dall'armatura che r ,. rlr:ct3 rapporto diretto con la realti, e di creare un silenzio il r.'. rr,rlcin cui possanoaftjorare altri richiami. Sia lo sciamarto che | .,r,.rtcnte upanisadico sanno che il dialogo mentale e I'onnipren rrr'rcts di concetti, idee, pensierie immaginazionicostruiscono r , lr;l11ig1i1 ci divide dal mondo. Si pud anzi dire che il che rr ,\( \5o di fornrazionepsicologica.educazionee socializzazione r ,rrrrulidentro di noi un enorrne materiale di conoscenze cli e ',,. rt' nze, che costituiscepoi il piir grande ostacolo all'illumina,,, r, Non per nulla la nreditazioneriporta alla mernoria ricordi tt , rrrrrzionidella prirna infanzia, quando il nostro strumcnto r' rr.rlc non si era ancora del tutto formato, e lo stessoCristo ,, rr dire: "Chi non accoglieil i(egno di Dio come un banrbino, '' r r r r e n t r €r i " ( L c 1 8 , 1 7 ) . An a l o g a n l e n teu n o sci a n ta n oe sq u i _ , ,, rliceche trovare l'illuminazionesignificariuscire .'a vetleree r , r l i r e i n m a n i e r a d i ve r sa "., e u n o n o r d a n r e r i ca n od e fi n i sce rLrr,rzroll€ corltc "un processo dcnrolizionee di riordinanrento di
* r ,',1 f111g" 1.

r r. r' r.

per il come il nrondo:un testo gtrostic(), esempio. Vangelo
con h Vsritd. sostieneche il proccssodi scopertadi si incortrincia E scopertadcll'angosciacsistenziule. un indiano del Sud Dak dice: "La ricerca nri e durata tutta la vita. ln uu certo modo, saltavo scnrprc, avartti e indietro, sulla linea di confine delll nt ent e"t .

lo Pergli indiiinidet Nord Arnerica. Spiritosi trovadappertut
uttraversoun aninlille, una pianta o anche e pud nranifcstirrsi luogo specifico. Non i raro che essiscelganoun posto c di poterc, dove si raccolsonoda generazioniin nreditazione" ". sioux, dopo essere ricercadefla visione Un nrcdicitrc-nttin in in raccogliurerrto una capanna solitaria, duc giorni e due notti, dicetrdod'aver trovato "l'uomo basico, raccontala sua esperienza

il lo nudocom'dnato,chescnte peso, spiritodi infinitegenera
ni prima di lui, che si sente parte della Terra, figlio della n

''r i:rlliscc dunque perchd sciamanie meditanti orientali avver, ' I csige nza, nel primo delicato periodo della loro ricerca, ,' r r,rlitudinc, del raccoglintento del distaccodai propri sir,rili. e t, rr.rtt:r bloccureil processodi condizionanrento di sociale,di far , , rt'rl rurnore estcrnocd interno. pcr ascoltareIe ultre voci, per r,,, r, rrdcrele ultre veritl. Il nreccanismo adattantentosociale, di i ' lril portato lcl scianranoalla soffbcazionee alla crisi, deve , ' ., rt fe rmato. Egli si reca in qualche luogo sperduto, da o irr ctlnrpugniadel maestro, digiuna e si concentra sulla ' , ,\ ir lucc chc dovrii appariruli, sulla nuova voce che dovrl p . , l , r r g l i .T o r n e r i f r a la su a cc,n te so l o q u a n d o a vr i r i ce vu to ..( tnlmcnto dcl Grande Spirito o dello Spirito prorcttore. Cosi esquimc'si riesconr_r viverc pcr circa un nreseisolati 1 , r:rrnani u ' ,rrr:rpiccola capanl)a di ghiaccirl. senza nrangiare, bcvendo i ' url()acquil, ntcntre quelli indiuni vcngono lasciatiper qualche

I Jcr a nlla lifa x, V< tcisciu n u n iche, R i zzol i , Mi l ano l 9tl 2, p. 75 1 lliid ., p . 7 6 .

i , p. t33. . t , 1 't . 1 2 2 . / , p. 151.

33tt

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giorno in luoghi solitari, finchd non hanno ricevuto la visionc potere. Ln spirito pud manifestarsi attraverso essere un vivente( pii un animale),un luogo o un oggetto,che da quel diventerh il nume tutelare. In Messico.vensono divini stessifunghi allucinogeni,che una famosasciamanacome Sabinachiama "i bambini sacri". A volte il potere viene un'interafamiglia,checosise lo tramandadi padrein figlio; volte si manifestano segnipremonitoriche il nasciturosarl altre ancorail predestinato stregone; dovrh ricercare fati e lungo prima di ricevere il dono della visione. Alcuni simbolici - veri strumenti di lavoro - possono sciamano nelle sueoperazioniterapeutiche: tamburelli,pipe, nagli,verghe,maschere, copricapipiumati,freccee nat preghiere, formule magiche,invocazioni, canti e danze. il potere entra nel futuro guaritore, egli acquisisce una facoltadi individuare di curarele malattie.t.o spirito e malattiee lo spirito le guarisce. Dice per esempio IVIaria "I funghi hannoquestopotereperch6sonocarnedi Dio. E che credono guariscono. Coloro che non credononon no't. Sono gli stessi"sacri bambini" che "rivelano I'origine male"t. Del resto anchePatanialiavevaaffermatoche le possonoessereottenute con I'impiego di droghe. Ma, come abbiamodetto, i spesso attraversol' una grave malattia o di un incidenteche lo sciamanogi realizzane propri poteri. Questa malattia. frequentemente i boleggiata uno smembramento, una disintegrazione da da psichica,rappresenta lotta ingaggiata la contro le forze che voglionola distruzione dell'individuo.Senon soccombe scontro, egli utilizza questa esperienzaper conoscerecid domina e condiziona I'uomo; e la guarigione a indicare sta riuscito a padroneggiare forze e che d'ora in poi potri i tali garle a favore di se stesso degli altri. La sofferenza e privazione,la solitudine, sacrificio s6e la consacrazione il di le tappe di questaascesi. I: parola sciamanoderiva dal termine vedicoJrarz che ca "riscaldare se stesso". E in effetti lo sciamano deve bruciare dentro di sd una sran fiamma o luce che
potere che egli d'ora in poi possieder?r. d dunque una Vi 6 Alvaro Estrada,Vira di Maria Sabina,Savelli,Milano 1981, 7 IbA.

rrr;rkrgia questaesperienza "illuminazione"e quella ottefra di nrftir nel corso della meditazione. Nelle Upanr.sad. l,atman \r('re assimil'toalla "luce interiore"e alcunini.tnoi dl visualizr,rzione. come quelli tibetani, sono basati essenzialnrente sul il1111111,r. Nel Rgl,eda, Agni - il dio del fuoco, il sacerdote desli rl,'i,il dio dei sacerdoti. dispensatore vita, il protettore il di delli uonlini contro le forze maligne - d anche coiui chd aiuta a ,rrovare la luce della sapienza divinae percidsi manifesta nel trr2rrr. processo ascesi di ricerca,come carore- il calore rel di e ,h'll':rspirazione spirituale. _ Anchefra gli sciamani per esempio lr:r quelli Manciir- esiste una provainiziatica consiste che nella r,rl)irciti produrre di _ calorecorporeo: candidati comegli yogi i trh'tani - devono esserein grado di introclursiin fori pratica"ii rrt'lrhiaccioe, nuotandosott'acqua, passare dall'unoall'altro. \',r perd sottolineato fra I'esperienza meditante quella che del e rh'll. scianrano esiste una nctta ciifferenza, quantoquesi'ultiin rrr;ri' essenzialnrente stato di trance.ossiadi perdita di uno f rl\crenza. mentrela condizione sanudhiconsistc un'inten_ di in rrlrt'irzione dello stato di consapevolezza. Anche nel caso del ,tttrikulpu-surttudhi, cui si ha una perdita di coscienza in del I'roprioio. il risultato non d uno statodi trance.ma un'espansio_ rrt' della consapevolezza dell'universo intero. euesto punto d rrrolllri6p611'1ante perch€differenzial() stato di meditazione da rtilrrlunque altro statoalteratodi coscienza. particolare in dalla .,'rrrlizione trance. cui il soggetto di in perdela coscienza s6 e di ,.rtlcin un deli<1uio qualeaffiorano nel contenuti dell'inconscio o l rrrtl i vi duo ene" possedut o" uno spir it o. vi da Ncl yorld haitiano,per esenrpio. partecipanti, i dopo danze, r.rrrtie varie cerimonie. vengono posseduti uno spiritoo da da rrrr;r divinitl, e parlanoe agiscono guidatirJalla sua volonti. Si ff ,lrtir dunque di un vero e proprio stato di ex_stusii quando rrlirtti ritornanoin s6. non ricordanopii nulla di quel che d \il(ccsso. statodi trancenon ha dunquenientea chefare con Lo l.r rrreditazione. anchese talvoltasi fa confusione si parla di e trirrrce yogica". Mentre nella condizione trance si allarga di fra e In 'tu('llitseparazione soggetto oggettoche d gii presente ,rr,r ccrtit nrisuranegli individui normali. tanto che lo stesso ..,'rrrctto puo diventareaddiritturaoggettodi un altro spirito r,,rrrre casodellapossessione). nel nell'assorbinrento nreditativo rl tlivilriosoggetto-oggetto dinrinuisce gradatanrente ad an_ tino ,rrrllrrrsi: si pud dire che per la prima volta il soggctto e ritrovi r,'rrnleot€ stesso. il 56 si reintegri non siapiir scisso. se che e La yl

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di dell'io, e infatti si dice trance d una condizione scissione I'individuo d "fuori di si". Invece nel sumadhi il se realizza se stesso,d cornpletarnente stesso,e tota l'annullanrento catesorie delle "dentrodi s6". Attraverso la del della attraverso sospensione condizionamento coscienza, yogi riescefinalmcntea vederese stessoper cid che d. di Analizzandotuttavia gli Yogttsutru Patarijali,abbiamo ne un tatoche,oltrealloyogadellaliberazione. esiste altroche piir per scopo la conoscerrza approfonditadegli oggetti e avvicinato sistema al sciamani fenomeni, chepotrebbe e essere di e Si tratta pur sempre arrivarea penr'trirre a dominare ci D' livellidi realti e quelleforzeche non'nalmente sfus.gono.
si tra parte. non d ncanchedetto che i metodi scianranici ri esserestr soltanto irlla tranc.': in molti casi sc-mbrano cornequella tli mentc affini a una frrrrn:r prtlto-mcditazione. zata dai rsi vedici. Alcuni esercizi di corrternplazionein presso gli Esquimesi (pc'r esempio quello di vedersi come

buddhiste perfinocristi sonoidenticia tecniche e scheletro)
Conre sostiene Milcea Eliadc. il noto studioso clelle relisi "tuttc queste esperienze c()nternplati!esi equivalgono: Itoi ri

vol()ntiidi superare condizi la viarno dappertuttr) stessa la
profana individualee di raggiungereuna prospettrva

di da rale"'. Inoltre.norrnroltodissimilmente un maestro specialista clell'anirna urn.rna: i zione,"lo scianrano il grande l s o l o l a ' v e d e ' . o e rc h dn e conoscea' forma' e i l desti no" " .
fra Per rnettere in evidenzaanaltlgice cliversitir sciamanismo testinronianza all'eccezionale di meditazione, accenncrerno

ragionaurento e\tanriliare perchi d l'essenza ci i rlr ()uesro stessa
i * lt.rnrcrlitazione. clon rna Juan lo ripete con parole sernplici.con r rrr irrui eserrrpi in un quaclro culturale cornpletamente e diverso llo CL,grre orientale. "Fernrare il .nronclo" vuol dire interrompere rfr. lirr che egli chiama il "clialo-eo interiore". ossia la quasi conti_ hN',rtrivitiidel trrensiero crea una barriera fra noi e le cose, e che h rt,'l q noi stcssi.Bisogna allenarsia s'r,ilupparc una..seconda ilrr n/i()ne". un'attellzione che*1,edai segni nascosti cleile cose, tl . rrrsinui un pensieroe I'altro. itr quello spaziovuoto da cui fra Ir, 'irsccre una visione divcrsa della realtir. Il nraestr. i'clio lllr, risce alcuni oggetti di concentrazione, conte un rnucchio cli 1 1 , r , . u n a p i c c o l a pi a n ta , u n a l b e r o . u r r a p i e tr a . u n a r o cci a . l a p 'r 'r , r r . l a n e b b i a , l e n u vo l e ( n o n te n r p o r a l e sch e )l , ktn ta n a n za , a ilr t,ror'().il funro, le stelle e I'acqua. per couternplare bisogna 11,r, il corpo rilassato,la schiena appoggiata,le palpebre soc_ rr' rlr,rr..1. 1s5pi1are l'addonrecd esplorareattentarnente con I'oggettr,,rrrrrovcndo pupille in senso antiorario. le r.ru('ste recnicheperntettolro di risl'egliarela secondaattenziortr I corne se fra il mondo che inrnraginiamo e il nrondo reale

t rc l'irttivite nrentaleresponsabile della nostra visione del monfr c ctrincidc con tl citta-vrtti-nirotlhah di patanjali. Le nntr(' funzioni conoscitive sono infatti determinate a-priori da |rl.r.t'r'icdi categorielogiche (spazio,tempo, causeliti, io, sostanrc I r'rse e non essere.principio e fine, significato,ecc.), psicolo;,t,, (ct)diceaffettivo), sociolosiche(le regole di conrportamen(gli istinti e I'erediti karrnica),che ci costruiscono |rr, lritrl6siqhe I r.,rllircosi corne la vedianru. riunendo. selezionando. accettan*',r reurtlndo i dati percettivi. Questo sisnifica che lu nostra g'rrc dcl nrondo i una costruzionc rnentale, d il prodotto di, i tttt ltlsssgtrpcrazion ( itrconscr'. automatiche di interpretazionq; ) lutrrrrrlrnente cit) che vediarno d reale, perchd d il frutto di un | r r t s : t ) d i e v o l u z io n e , m a n o n d /a r e a l ti r . \r' tlurrquevoglianroin'ere un effettivo apprclccio con il nrondo g*r r'rrnl'i. dotrtrianro t'errlare la nostraat-rituale attivitr conosciti-

tlr t,rc primaquelladi infrangere visione la ordinaria dellarealtd p!'netrare un mondodi forzeocculte 16,1 ,11 in che lo contrastetruru () kr aiuteranno camminoversola liberazione nel finale. !,rro rlllc le tecniche fondamentali don Juan insegna che al rc tropl]og9:. d.q.uel di fggl glg il'.dialogo una '\,rr irn la interno", f i|'ilrr( rr()ttoc'hlacchteno dclla mcnte.e l'altra d quelladel ..sq 'l due metodi che rientranoampiamente in tluelli della -rre ',htrrzione orientale. Fermare clialogo il internosignifica arre-

di un dell'Universiti Calitbrnia, los Castaneda. antrop()logo scianranico deglilndios in descrive unaseriedi libri il nrondo istruziorti surt nlaestro dal Messico.Ecli ricevenumerose
Juan che lo inizia anche all'uso del pevote.un funco alluci che gli indigeni considerano sacro. Nelle opere di Cas messicano, tuttavia. oltre al mondo dello scianranisnro derivate dalle tecnicheorientali di medi confluire conoscenze zione. ed i quindi difficile scindere l'aspetto antropolttgico

dunquefino a che punto Non sappiarno altri tpporti culturali. inte sia;rttendibilc: osnicaso in contiene suatestimonianza
degli Indios anrericani. La ti dati sulle pratiche sciarnaniche 8 MirceaEfiadc. Loscianwnisrno Ia tecniche dell'e.stnri. Ediz. e p. nec, Roma 197-1. ti5. ' Ibid., p. 26.
J4Z

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una liesistesse fessurain cui sia possibileinfilarsi allorch€sme limo di parlarea noi stessi prestiamo e una diversaattenzione ,- coso.Don Juanaffermache noi abbiamopauradi vederela r( L cosi com'd e che facciamodi tutto per escluderedalla V attenzionecid che non ci piace, cid che non rientra nei schemiprecostituiti. Abbiamo timore di perderela nostra za, la nostra identiti; crediamoche possano emergere forze sconosciute incontrollabili. Ma eli stessiconcetti e ripetuti dai maestriorientali: per esempioKrishnamurti che d la nostra paura e quindi il nostro disperatobi sicurezza ci costruiscono visione"solida" del che una fanno credere in enti "protettivi" (Dio, nazione, famiglia, ecc.). F anchela psicanalisi affermala stessa cosa,seppure ambito pii ristretto:noi "rimuoviamo" tutto cid che ci mi che ci fa paura,che mette in pericolola nostraidentiti, la sicurezza, non rientra nei valori e negli schemiacquisili, che in nascondiamo una speciedi depositooccultoche d I'i

equilibrio. Come dice don Juan, se fermiamoil dialogoi fermiamoil mondocosicomesiamoabituatia vederlo( il possiamofar emergerelsdtfp" drmp.lsionidella realtl_(lf

Ma, poich€ molto-diffi;ii;iil'tdidfiflAfi,fiffi d

secondo metodoconsigliato dall'istruttoreindio: il ;ggnarenell'introdurrenell'attivithoniricaun elementodi consiste

pevolezzae di'idi6ntarietA. esercizio d quello'rii utile Un
a vederenel sognole proprie mani, oppurenel recarsiin nati posti. Si tratta in altri termini di riuscire sognare in a deliberata. L*o5!i!g che ci si deve impartire, ammonisce Juan, non deve essere"violento,qd-osteslivo]-ma "ten rylCJo". Sembra di sentire un'eco del Tao tE ching. ll si volontariamente migliore per arrivarea sognare consiste restare dialogointernoanchesoloper pochii il I'argome da sognare. nto . 1p{gn temporaneamente Qri quello di calii riq;g-ginggpud essere fdnteiromper\il

I :Iltil.' ::::':'i:.ffi :iT:tx R'ffi
l l rvc{l i g1a.

rrrso di panico E la conferma di quel che gli aveva detto don Irrnrr,e ciod che il dialogo interno E cid cf,e ci impedisceun rpgrroccio diversocon il mondo,e quel che lo sostiene la paura. d I ec. perch6 il cercatoredi veriti dev'essere innanzituito un '1ucrriero", capacedi rischiarela propria vita e di vincere la ;uura dell'ignoto. Non saranno comunque questimezzia far decollare giovane il rtttropologo, I'usodei funghi allucinogeni, ma largamente impie_ del ;rti tlaglisciamani continente americano indurre per rr tli coscienza ".prri"n_ non ordinariae stati di trante. Abbiamo visto il (d\r)autenticodi Maria Sabina,una famosaguaritrice mazateca rhc riescea fonderele tradizionimillenariedel suo popolo con qrclle del cristianesimo. Essaconsidera funghicomeespressione i terrgibile della diviniti, la carnedi Dio, il iangue di bristo, la r^llnza qlg4qfdl9lt) che d in gradodi risveg'liare I'uomo e di .rrnlcrlrglr poterr dl veggenza di guarigione. e Durante le sue 'rc{lie", questasciamana contemporanei mangiae talvoltafa nr.rrrgiare pazientialcunipezzettidi ,.funghisacri", riuscendo ai a drir[rrosticare a curare le malattie. Sia Maria Sabinache don e sonodunqueconvintiche questi fu.rrr funghinon inducano semallucinatorie,ma servanoa entrare in contatto flrci esperienze rrrr lc forzesoprannaturali abitualmente che occultiamo.,,Vedere a v,!4ttare accadono soltantose il guerrierod capace interrom_ di ;rrc il dialogointerno."r,,Tuttavia. questimetodi non sono se rrllicienti.eccoche entra in campola potentefbrzadel pevote. rlrr'i' capace spezzare scudodietrocui ci ripariamo.l.iatural_ di lo lx'rrrcil sistema traumatico lo stesso d e Castaneda rischia varie rrltc di usciredi senno:le imnrersioni nagual assumono nel spesso lu irspettospaventoso il suo istruttore deve intervenireDer e 'irllc.ti" che aiutanoil ricercatore, pud travolgere ma chi lo va"a

;

;ffi

)

fi6.6f;ifru?bo''u -eastaneff lg11q np"unogglilt-o_ -g]i oCa.tri, iCiiG-oi uu.r, qB$p le.ggermeinie

questatecnicaper vari anni senza ottenerealcunrisultato, all'improvviso un giorno si accorge d'essere riuscitoa cam per dieci minuti senzaaver detto una sola parola a se gli fluttuante", e questaesperienza trova "sospeso, 344

l)opo alcuneesperienze questopotereterrificante,Castane_ di d.r r icsce.sempreassistito maestro da un gruppettoTi?iiri dal e rflrt'vi.ad eva{91g4!gll'.,isola tonal" e u ppn1t.ar" nel regno del tt rrt14uul. un regnocioriche non pud e.sereGTliiii6-alii6iE in r'rr i' neppureimrnagin.abile. nostraattenzione.la coscienza La rnrlrrrlria, di tutto per nascondere minimamanifestazione fa ogni
l' ( ,frlos Castaneda, L'isola del tonal, Rizzoli, Milano 1975, p. 46.

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sia anzi,si pud dire chequesta la suaabilitdpri delnagual: sono dei mornenti in cui la voce del nagual aftiora Ma ci quandoviviamoprofondarnente' manierapiir evidente:
siamo totalmente presenti in cid che facciamtl; allora lo tonal ,Jiventa cclnsapevoleche in noi e fuori di noi c'd qua

siamoconlpletamente incui nasciarno. tro. Nel momento rnu p-5iiifulurtto .t.. pei agiresu queitaTena, ab6ianiij quest'ultirno di urrafacciata di un tonal.E a pocoa p,oco , la ed sopravvento oscuradel tutto il nag,ual, nostraorigine e di dei ll towl d dunqueil risultatt'l prtrcessi socializzazione, I es(ifla'parte ilgni pro.lottotlella rnentee la lnentestessa' resta un po' conte un'isola.perchetutt'ilrtornoe ci vibrantee potentenaguul.del quale la mente dall'oscuro.
pud dare nessunadescriziclne.se ncln in termini di vederee p' Naturalmente. al motnento dclla nrorte. il naguul diventa di vcl padrone del campo. identitir fra questeconcezi Corne si vede. c'E una stlsttrnziale e quellc della nreditazioneoricntale: ed d imptlrtilnte notare non sono un'invenzionedi Castaneda,nla sono desuntedall'

Dice per esempio ca "filosofia"degli Indios messicani.
chiudere gli occhi' basta Sabina: "Non € necessari<'r verso il fondo infinito dell'oscuritii: d li che appaiono gli

ci conti nuamentercondati sj P ri n c i p a l i " 'In al tritermi ni . trmo '. poco per riuscire a e soprannaturali basterebbe le tbrze in Anche i funchi sacrinttn asiscono virtil dellc loro
rna in virtir dcl potere, della deitir che d in loro. farmacologiche. proprietir mistiche non sono utilizzabili da chiunque e queste un qualunquc caso: al contrario, i necessario c()nlplicatori esatt srno di ricerca, preparazione e sonrntinistrazione. corne succedevaper il .roltc vedictl. Occorre insomma una arte. unil ccrta tecltica.che non tutti sotlo in grado di di sviluppare. Fondanrentalmentequest'arte - per noi abituati da sernprea costruire.conquistale.pensareo raggi

-)

\

Dicc don Juan: iyun nolt-fare. qualcosu consiste ;!1endi quc -e :'uonil?lilono--sceiia" tuche q-uJilfr66ifEu sa "1,'tlr che un l'uonillliltinoicenia"ctre [Git,'ir6EEYu zAueiunse un ,4ggiunge che rocsla" / rocciasolo a causadelfure. percio.se non vuole che la ! una roccia.tutto quello che deve fare d non fcre"''; Conce ':-qiiiiii. che ritroviamo quasi identici nello zen, dove lq.9Q!1
r r Alva r o Estr a cla.rrp. ci t.. p. 95. r: Carltrs Castanedt, Viugg,ittu /-rt/an, Astrolabio, Ronla 1973' p. t 346

r ii r nr i*.i,, . pe ese pio. e t,,;;i,ii+ ;T;i;Jnt o 1

i. ;@')

,r,rto tli.{ro4i\iene definitacomela condizione OilfrTeiridWa il 1,.rrrcllaMaitry-upunisad, nucleoAetti ieiiiili'diinuilffniva ,,r,lrr'irto come"cit) che non i pensiero, si trovii?T?cntro che del riristero suprenro". l'rndio tlon Juan llrrsiero.t'inconi:epibiie E ttl('nllitche per "fermareil rnclndo". per arrestare ciot quella llrt11 i1l5flnqabile attiviti di costruzionc di convalida reale, e del il 3r'rsquarciare velo mentaleche abbiantode'positato tutte le su (if\c, pcr penetrare finalrnente nugual, necessario nel d riuscire a | |I I()v:ircq uel nu"cleo d'irnmobiiti, cli silenzio,<Ji n-f re\n on I $o ti tr,ttt)sc(r(,che rairpresentapuntodi passaggio. il laicssura, tr)-iiir di 1,r,rrro realt i e I 'alt r o. ('rrratteristica dello scianranisntola presenza un anirnale d di un totentico. si legaindissolubilnrente che il()tcttore. anirrrale allo rtrt.rtone, aiutae ne segue stesso lo lo destino. casodi CastaNel rrr'tla, questo animale sari I'aquila. allafine del lungoprocesche *r tl'iniziazione concedern pin grande ..doni":la possibigli il dei lrt,r uscire ogni fbrmadi conclizionamento fondersi di da e <Ji con I t'rre cosmica nugual.Ma. per raqgiungere rgia del questa meta,al antropologo occorreranno lunghiannidi allenamenti. fr()\'ane di di trauntatizzanti I'utitizzorJiuna 1'rove, sconfitte,di esperienze e rortc di folcloristici assistenti consiplieri. e Anchese lo sciamanismo d un fenomeno non facilmente ricon,hrcibile unitir. le difficolti, la pericolnsitir la necessitir a e di rollcrenzenel processo apprendistato di trovano testirnonianza urrpo' in tutte le culture.Per avereaccesso potere,occorreche al l rrriziato subiscauna mg1lgrituale. In alcunetribil australiane,, grr esernpio, candidato il viene lasciatoparecchie notti in un rrnritero, finchd non arriva uno spirito che gli apre il ventre rrrtroducendovi cristalli di rocca; in altre. I'aspirantedeve dei rntrare unacaverna cui duespiritilo ut:cidono, tolgono in in gli gli ,'rganiinterni e li sostituiscono altri nuovi. Quandoinfine con rrcedai riti d'iniziazione. comporta un po' comeun folle e si per acquisire diversa una personalitir. proprioquesto E ;rri senrbra il purrto delicatoin cui le esperienze sciamaniche avvicinano si a dei rsi vedicie percida quelledellameditazione. Infatti, 'luclle ilrtutti questi casi,la capacitir d'immedesimazione rito dev'esnel n're tale che la rnentene vienecompletamente assorbita, riuscenrltr ty35ggp6lsre a che - sempre non ne venga sconvolta il normaIt'piarro coscienza. di Ladifferenza tali statialterati coscienfra cli sta euo ;!lc 9u:lU natot.gici rLrce uper.4; o.opoun pc.odo adeguaro.ir pJgBllg:sujltllgg. acqui.crrdonellti-*csso tcnrpo poteri parantffi'ffAi-*Ftfrza o di 347

guarigic)ne.{-'ilrteriorizzazioneilel rito, il viaggio nell'altro mo '. :. do e il contatto con Io spirito canrbianoI'uomo e gli conferiscot nuovc capuiciti. rtol Come succederrelloyoga, i poteri acquisitidallo scirrnrano sono assicuratiuna volta pcr tuttc, nra possonoesserepcrduti divcntare addirittura fonte di disgrazie,se I'inciividuonon conscF va la "purezza" sacraleo se infrarrgequalchetabir legato all'origl. iniziazione.Racconta per esenrpiouno strcgt> ne della sua stessa ne australianodi aver perduto i suoi potcri dopo essersidato rl bere e aver snrarrito il sacchettoin cui teneva i cristalli magicl, sono rim0. GiustanrcnteMircea Eliade rileva che r.itisciantauici sti nclla religione Bon del 'l-ibet. nel fachirisnro indiano, ncl lamaismo e nel tantrismo. In quest'ultimo caso, frr)vianlo riti O oggetti di culto quasi identici, tanto che forse si dovrebbe parlarrf di una "rivalutazione di antichi motivi sciamanici e della lor0 integrazione in un sistema di teologia asceticadove uno stesto una nrodificazioneradicale"". loro contenuto ha sr.rbito

22 Meditazione, sonno e sogno

sul dellosciarnr. ln conclusione. i vari studie docunrenti nrondo che di direttacoi nisnro dinrostrano la ricerca unaconrunicazione la cioddi utl lo Spiritoo con gli spiritiche ci sovrastano, ricerca punto di passaggio piano di coscienza fra ordinariae pianod meditativedi scoperll trascendenza, soprattuttole tecniche e la dell'attivitir mentale. nol della realtaattraverso sospensione esclusivo popoli orientali. ma esi dci sono appannaggio sotto una formao I'altra,un po' in tutto il nrondo.Alla base d piti questaricercatroviamola convinzione o meno consapevoll
che cio chc ctrnosciarno irrinrediabilmentecorrdizionatodir sia

e ottenere.attrave strumentoconoscitivo che sia oossibile meditativo altri veicoli(le droghe,gli spiriti, in l'assorbimento vi i ri e m a g i a .D i o , l e p re g h i ere. ti , ecc.),una di versa si one u0 maggiorpoteresul rnondo.

Ir Mircea Eliade, op. cit., pp. 467-168.

I t llrlrud-urunt,aku-uputrisarl affcrnra chc .'quanrJo un '(purwu), uomo ,rtidornrentato,il suo prilr,_'ipio spirituulc, avendo r r n i t t ol a c o s c i en za a i se n si ,r i p o san e l l o sp a zi och e d i n te r n o d al r r r r r g '' l l , l , l 7 l . Qu e sto si g r r i fi ca e i l so n n o p r o fb n <,|o , ch I quello , rrzu sogni, d una tbrnra naturale di meditazjone, ossia di r r r r r c r s i o n e u o ti d i a n a n e l Si o r i g i n a l e . L ..a tn r u n i n fa tti q u e l q d ''l//i/.ra che. rirnanendosernpreuguale a se stesso.d in grado di sla i,( re()r'rcre questo nrondo che il rnondo dell,aldild; ,.quando l' rrrrretrascendecluestarealtr e dopo la nlorte trascentje tutte re t ,'r r r r c "I l V , I l l , 71 .L a co n d i zi o n ed i so n n o d i n so m m a u n o ..sta to ltr'rriledio" fra questo e I'altro mondo, in cui l,essere pud ,'ntcmplare sia i nrali di questa dimensione che Ie beatituiini 'l , l l 'r r l t r a .o u a n d o I'u .m o si a d d o r m e n ta ,i l p u r u sa si "m a te r i a di i'r,rpria luce", "permane nel proprio fulgore'" e, ,.dopo aver .', 'rluto e vissutoin tale stato di protbnda calma, dopo avei visto il ',, rrt e il rnale. di nuovo ritorna verso il punt<l di partenza, al .,'r.r.rro. tutto cio che ha visto nella condizione Di di sonno l,r,rltrndo(su.tupti),nulla lcl segue, perchd nulla pud rimanergli r(rccato" IlV, III, 15]. Anche nello stato di sogno, il purwie '( \tirnone di tutto cid che succede,del bene e del male. e iniine ,rt,rruaindietro alla condizionedi veglia, dove nulla pud seguirlo, . t n d o c g l i p r i vo d i a tta cca m e n ti . ln questa upunisudabbiamo dunque la descrizionedei tre stati t',rrtlanrentali dell'uomo: la veglia, il sogno e il sonno profondo. ,.)ulndo un uomo d addormentato, diviene un Maharaja, potenlLrrl"l1geysJs a suo piacimento nel suo regno". E, poich6 attra_ ., rso !a meditazione, si pud giungerealla conoscenza dell'atman, ,(() che dhyana e sonno profondo sono in realt?r due stati simili, lLllcrenziatisolo nel fatto che del primo possiamo conservare r( nloria. Quando insomma ci troviamo nello stato di susupti. di 349

se tlhl'unae (in parte)di sogno.lo spiritoritorna ad essere ritloviamo il vero 56. Non .d vero.allora c quindi noi

sodno-mortesia la fine di tutto, ctlme talvolta pensianro'e ne il pcnsavaShakespeare' quale scrisse La teltpestu:"Noi si sostanzadi cui sono ct'lstituitii sogni e la nt iatti dclla stessa breve esistenzaterntina con un sonno"' La veritit. secondo IJpunisud, i che il sonno ci mette in contatto con la realta profonda. quella che nello stato di veglia ci sfugge,conti

dell'atti e dei ,, .uuru degliattaccamenti. pre-uiudiziin genere utilizzato Eccodunqueche il dormirepud essere mentale.

come un nletodo per rimetterci una tecrlica di meditaz.ione, rilpporto con il vero Sd. Perch€ il sonno d cosi sinlile al dhyhnu? ll fatto d che'

dalla comuneatti ci entrambele condizioni, distacchiamo quellostatodi ottenendo e psicologica razionale, sensoriale, mentaleche d ta contlitiosinequu rrond'ogni yoga' spensione poter impiegareil sonno come tecnica di meditazioned 1
necessario farvi penetrare la consapevolezza' Nella

veglia. intendr 8itli, Krsna sostieneche di notte il saggio anchequandodorme, ciireche I'illuminato, ivirlenteniente non La perdela propria consapevolezza. sua coscienza sl ma per noi quandoci addormentiamo, ; come succede anchenel sonno. Come fare ad arrivarea un simile risultato?Bisognai tutto dormire a lungo. al di lh delle normali ore di sonno' di dormirecon I'intenzione farne . volontae decisioneBisogna con l'atman, di ti di reintegrazionc metodo di meditazione' poter stareper qualche pertadellarealtir.L'idealesarebbe con il in un posto isolato, senzanessuncollegamento per dieci' dodici, ventiqual esterno.e dormire a oltranza, final o trentasei piir ore. Una voltatantonellavita potremo in ci dornrire,tenutocontochespesso sentiamo doveredi dr di comeseil sonnofossequalcosa ve il menopossibile, perdita di tempo. Invece il sonno e un potente mezzo una dell'essere,perchd d in rea riequilibrio e di reintegrazione Anche della trascendenza' nella dimensione un'immersione che in certi casiil sonnod ha scoperto moderna psicoterapia cura indispensabile. Siamo in eft'etti troppo impegnatinella vita produttiva, del potcr dormire benee per dare una giustavalutazione so lre nostretensioni,le ambizioni,i desiderie le paure sono intensi che arrivano a disturbareanche lo stato di riposo' 350

${r\rrvare percid I'equilibrio e ridimensionare i problemi, uno lr rrrczzipiir efficaci d quello di concederciogni tanto lunghi che le nostre nevrosi e divisioni Frrotli cli sonno: ci accorgeremo | .rilcnuanonotevolmente.Se ci sveglieremo.dovrelno rimanere tnrrrobilie pensare che per un po' non abbiamo impegni e che Iunro facendo un'esperienza di meditazione. A poco a poco si prre nt dallo stato d'inconsapevolezzaad unci di lucida coscienza. f r.r'tcrrdendoil normale ritmo veglia-sonno. scopriri qual d il si r'lt,r tlclla realti. al di li delle distinzioni arrificiali. Dietro lo {rro tli veglia. si nascondesempre uno stato di sogno: dietro lo trto tli sogno, si nascondeselnpre una condizionedi sonno prolrrrlo: o dietro questa. si nascondeun bagno purificatore nell'orr.uro tlel Tutto. '\ lirrzadi dormire. ci si identificheri)con quel Testimone che d rrrl)rc presentein noi e che abbianro finito per confondere con lrl.r rtrgni e scadenti stati di veglia. "La vida es sueno" diceva | .rhle rtin, e Zhuang-zi sostenevache "solo al grande risveglio r.trr('nro che tutto non Cstatochc un sogno"'. Una volta Zhuang-zi r'f rrod'cssereuna farfallae, al suo risveglio,non sapevapiir se era lor t lrc soqnava d'essere una fartitlla o una fartalla che sognava J i \\erc Zhuang-zi. In realtir. I'unico che possa risolvere questo *[ rrrrrra ilTestinrone, che perr)dev'essere d aiutato a riemergeree r r.rrrcntire la propria voce: e il modo migliore per riuscirci,C far rlrl,u'nlentareI'io attivo e superimpegnatodi tutti i giorni. Il r'.r,rliato non e colui che non dttrme pii. ma colui per cui non .,r\t(' l)ii la distinzionefra veglia e sonno. Affermazioni simili le ,,rrI r\ iln'to in Ramana Maharsi (v. ) e Nisargadatta ). Anche nel (v. ,l\trulesimo si stabiliscetalvolta un'equiparazionefra sonno e r.,frt!'nrpfazione. Per esempio. nella Nube della non-conoscenza n ; rr tlice che d giustclparagonareil lavoro della contemplazione rl un() stato di sonno. perchd. mentre si sospendonole attiviti r n'oriuli e intellettuali. lo spirito d perfettanrentedesto. E il i.rrurbita FrancescoLa Combe (1640-1715) scrivenella sua opera rlr,hture (cfr. Bibliografia) che la contemplazione pud essere ,l lrrrita"orazione di sonno", perche I'aninrache ha trovato Dio d '',ilr!' ilddormentata nei confrrlnti di clgni altra realtir. \"\l)cndere ocni attiviti). stare immobili e lasciarscorrere I'in'',..,io (che si dorrna o non) significa in effetti far emergere ;Lrrir () poi ltl Spirito testimone. Purtroppo. "oppressi dal lavoro

.'l rrr.rrr,t-zttp. c i t.. p. 32. i.

351

-, e rdsi dalle preoccupazioni"'-comedice Zhuang-zi osservatrice di vista la nostraCoscienza ; avvolti dal rumorel e pii possiamo udire la voceinteriore;e, dispersi fr al impediamo nostro mille attivita,emozionie pensieri, emergere.Solo nell'immobilitir,nella quiete, nello stato essopotri di del sonno e della meditazione, spensione riaffacciarsi.Siamonoi, con le nostreattiviti, che abbiamo una strozzaturanella Coscienzaoriginale e una differenziazi fra conscio e inconscioe fra stato di veglia e stato di come se nella Mente primigeniasi sia determinatoun Il all'energiadi fluire completamentc. mento che impedisce in stro compitoallorad quellodi eliminaretale strozzatura, Il di da identificarci nuovocon la totalithdella coscienza. della un diventainsomma tentativodi espansione e quindi una tecnicadi meditazione. Lo stato di veglia impiega una parte della nostra ordinariasi affaccia globale.Dietro la mentee la razionalitd e molto piir ampia,"di un'altezza di una pro menteinconscia ha diti che nessuno mai misuraton€sondato"r'Queste Aurobindo ci ricordano che "la capacitAtotale della nostra superadi molto quelladei nostri organi, dei nostri scienza del nostro cervello"'. Ebbene, uno dei mezzimigliori per integraled quello di ritrovarla della coscienza re in possesso riposo notturno. Il sonnod un tentativo di distaccodall'organi psicofisicoche la nostra natura spiritualetenta ogni notte, per "La evidentementeprofonda di ritrovare se stessa. necessitir za 0 venuta prima, non lo strumentofisico."' Poter instal anchenel mezzodell'inconscio nostro potere di osservazione turno, ecco la meta di questo tipo di meditazione. Le personeche dormono poco e lavoranomolto, le persono non meditano, che fanno della vita una continua fuga da se che cercano di dimenticarsi attraverso le attivitd quotidi parole e i rapporti interpersonali, sognanopoco e finiscono pensare che il sonnosia una specied'interruzione, di e della coscienza; invece essod una forma naturale di della porta della conoscenza' spontanea ne, un'apertura dea - che d in realtb antichissima- C penetrata solo da
2 lbid ., p . 72. 3 Aurobindo, La vita divina, Galeati, Imola 1974. 't Ibid., p. ll2. lbid. 352

dccenninella cultura occidentale,graziesoprattuttoalla psicanaliri. Oggi uno psicanalistacome Franco Fornari arriva a scrivere: "ogni notte dobbiamoritornare al campo base.La funzione di rluestoritorno sembraquella di liberarci da una inflazione di rnformazione diurna, allo scopodi permettercidi ritornare ogni piornoal nostro noccioloessenziale"6. tratta dunquedi veriti Si chc abbiamosempresapute,anchese in qualchemodo abbiamo finito per dimenticarcene.Basti dire che nel I secolo dopo ('risto Plutarcoscriveva: "[.e anime.. hannoinnatodentrodi s6il . potererimaneoscuroe inattilxltereprofetico.E anchese questo vo. essetuttavia a volte fiorisconoe si illuminano nei sogni, e [lcune anchenell'ora della morte"'. [.o storico greco sosteneva chc "il sonno d una forma di iniziazione preliminare"risp€tto a qucllagrandeiniziazione d la morte, una concezione non che che a molto lontana da quella di molti maestri orientalis. Essere consapevolidi dormire, sognare sapendodi star sognan,.stosognando", rkr,119y31r1 immersiin un sognoe pensare eccoi primi importantipassidi questatecnicadi meditazione. Esistono dotate,chesognano spesso chiaramenIrrsone particolarmente e tc e che possonocasualmente diventareconsapevoli star sodi gnandoo "vedersi" mentre dormono. Esse potrannoaccorgersi chc.in questicasi,I'io cosciente non d quello abitualedello stato tli veglia,ma un io che sembradel tutto disincarnato. Anche se nrriverd pensare starsognando, a di avri una scarsa consapevolezrir di sestesso, quandovorrirtornareallo statodi veglia,trovere e, rlclledifficolti. Passando un piano di coscienza da all'altro, ogni voltasi dirA d'essere arrivatoal livello giustoe ogni volta s'accorgcri d'essersi sbagliato.Potrir naturalmente spaventarsi, prima rrrrr poi si sveglierir o "realmente".Questad una prova di come i piirni di coscienza possano esserenumerosie di come I'io, una rolta staccatosi sensi.viva in un mondo intermedio,con un dai tlctrolericordo di s€. Si tratta di esperienze che, come afferma l'lutarco, possonoanticiparciche cosaci aspettisubito dopo la ffr()rte checi richiamano e alla mentelo statodi bardodi cui parla t l.ibro tibetqno dei morti (v.). Cid che alla fine ci riporta allo stato di veglia d lo stesso ' I ranco ..Corriere Sera" Fornari, "Cosiil corpo ritrova mente", la della ,t,.1il -2-1983. l'lutarco, Dialoghi delfici,Adelphi, p. Milano1983, 116. credeva anche nell'immortaliri' nellariasmigrazione e delte ,,,|;l,1:lt*

3s3

organismofisiologico,abituato ai richiami della realtir. Ora, nel tecnicaconsisterir prolungareal massimotale esperienza fino a sviluppareuna sicura coscienza sogno consapevole,
dello stato di sogno che del sognatore.A quel punto non ci

piir una netta distinzione vegliae sonno,e I'io fra originaria.Lo stato di veglia ci nella pitr grande coscienza si parirh allora come un altro tipo di sognoe I'essere i cheri con il purwa, il puro Spirito immortale che pur) indennedal sonnoalla vegliae dalla vita alla morte. Come "quando il dormiente non d piii la Mandukya-upanbatl, getto a desiderio a sogni,si trova nello stato di susupri,in la non fa pii distinzionefra io e non-io, raggiunge suprema @rajna) ed d permeato di beatitudine ( ne Anche Carlos Castaneda. L'bola del tonul", considera della reali soqnarecome una delle tecnichefondamentali ne. Il suo istruttore don Juan spiegache il vederee il sono possibili solo se I'individuo d capace "d'interrompere dialogo interno", ossiadi fare il vuoto mentale.E awerte i appenaavri conseguito primi risultati, sarir invogliatoad bandonare la ricerca, perch€ ogni tentativo di realizz:azi cozzacontro I'inerziaabitualee la paura dell'ignoto. ll consigliatod quello di riportare l'attenzione,durante il la rappresentano alle proprie mani, che evidentemente materialeche il sognantetende a dimenticare. pensano dunqueche il "sognare" Gli sciamani differenziazione te sia una tecnicaper annullarela consueta di e conscioe inconscio fra veslia e sonno.L'esercizio le le proprie mani in sogno,ciod di sollevare mani a livello a occhi, d il primo passoper arrivarea sognare volonti, non "L'ordine che ci si condizionatidal caso o dall'inconscio. impartire, di ritrovare le proprie mani nei sogni" dice don "bisogna che sia tenue e astuto, non violento od ossessivo, mette in rilievo che Castaneda tuttavia molto insistente."'u sta tecnicaporta ad un sognopiir vivido del normalee ri volta I'attenzi che, quandocercavadi riportare una seconda alle mani, gli pareva di sentirseleincollate ai fianchi. In modo lo scopodi tale metodot di poter poi dirigerea volontl proprio sogno.
e Rizzoli, Milano 1975.Cfr. nostro capitolo sullo sciamanismo. t! Op. cit., p.30. 354

u,sl.

ln l)intercionioltre il conosciulorr, Rajneesh rammenta comela sia Itrinraforma di meditazione stata proprio il sonno. Nel gran parte del tempo a dormiegli passava |rrrxlo universitario, I ll suoobiettivoera la pura inattivith,volevasperimentare in I'azionedel guna4urnas. cosi. oltre a E 'lrrtirccrnsapevolezza dormivapii che poteva,di notte, di matti'vcrsipochissimo, rh lxrmeriggio. Donniva anchealle lezionidei Suoiinsegnanti, cvidentemente dovevano non piir essere interessanti quelle di noslri.E, quandonon avevapii sonno,se ne stavadisteso sul , eongli occhifissial soffitto.Ma non fac€vatutto cid per pura rrrr: praticavauna tecnicadi meditazione, cercando elimidi il )lc etrnrpletanrente sonnodalla sua vita. Questo perchdegli lcd d) convintoche, per liberarsida qualsiasi abitudine,per lrxcntlere qualsiasidesiderio, sia necessario soddisfarlifino I r\trcnro, goderli fino in fondo, a condizione beninteso di Fr,rncre sentpreattenti e consapevoli. ll sirsgiod appunto colui che non dorme pin, d il risvegliato. noi Ir, rnentre riteniamo chela vita di vegliasiaI'unicostatodi egli sa che anchetale condizione0 in effetti un fxnrrpcvolezza, di volle sperimentare in fondo fino ;rrhr diverso sonno.Rajneesh situazionee a un c€no punto realizzdche d possibile ;r'rtir lr,urcre svegliduranteil sonno;il che d confermatodalla magconsapevoli l'r,rttza degli yogi, i quali affermanodi mantenersi dell'inattivitdtamasica del ;rntrc dormono. Ma I'esperienza e ;urro prolungatoe ancheutile per comprendere dove nasce da f rrrurre quali ne sianole radici.Seinfatti si realizza fino in fondo , rduliti tamus si creeri in noi un grandesilenziointeriorenel b rrrr , j,rlc, oltre a vederrifulgereil nostro56. potremoscoprirecome frporro in noi i primi segni,i primi conatidi attivit! e come e a ; rr lrcsiamotutti tesia muoverci, costruire,a produrre,cercanil fr tli realizzareinconsapevolmente guna-rujas. I r:errdola realti dinamica dialettica, e Rajneesh cercava di r.rlrzzareil gunu-rajas dopo aver sperimentato guna-tamas. il Il tl., irttivismo freneticodiventava dunqueun'altraforma di medirrrrrllg'non era un'attiviti voltaa soddisfare questo queldesio questa quellameta,ma un'attivitit o lrro, i1conseguire fine a se tnr;r, voltaa sperimentare completamente modaliti del dinala rrrrrrur. Cosi, nella secondafase della sua vita, egli viaggid in lbnlog in largoper l'lndia, senza mai fermarsi durevolmente in

Mcditerranec,Roma 1982.

un unico posto; e dappertutto discuteva,creava accalorava,criticava, coinvolgeva e si faceva anchequesto era un modo per liberarsi del guna'raias' per rirlo e per approdarea quel terzo guna - il sattva- che e ta il principio della saggezza della serenite. normalenon vive mai fino in fondo L'uomo cosiddetto alternandoin una gran confusionc delle proprie esperienze, Anche chi d dominato di dalitAdiverse comportamento. tementeda tamaso da raias,non riescemai a realizzarli I'altro mente, perchd dentro di s€ vive dialetticamente nostricapitanid'industria,gli imprenditori,i creatorie gli dominatida raias,ma essi sonoindubbiamente di successo. il loro destino,sono in balia di poted no inconsapevolmente non conoscono;ignorano che cosa sia I'azione disin in I'azionesattvica- I'unicache vengaeseguita piena L'uomo insomma 0 dominato dai guna, e non d in la a padroneggiarli sua volta, di vivereconsapevolmente ,,6sistenza, yogici sul sonno, Anche Aurobindo compi esperimenti la to che esso svolgesse funzione di riunirci, ogni notte' sorgentedell'energia. Al risveglio, cercavadi ricordare era awenuto durante il sonno, rimanendo nella pii silenzio.Un altro metodoera immobilitde nel pit assoluto di di darsiil comando,la seraprima di addormentarsi, prestabiliti,in modo da "sorprendere"e ricordare intervalli glio gli eventualisogni.Non tutti i sogni- secondo un"'i hannoun'ugualeimportanza:solo alcunilasciano profonda e un ricordo pii vivo" e ci donano un sensodi ne immersiin un bagnodi vitalitl. comeseci fossimo di energia, sostieneche la luminositl del sognoC indicativadel dai a coscienza cui viene compiuto:si passa toni grigi, ma alle "tinte vibranti" del fisico sottile' neri del subcosciente colori "fulgidi", "dorati", del vitale alle luci del mentale diventanopir) vivide via via che ci si awicina all'Origine; che le cose si sul piano del sovramentale, ha I'impressione ma dall'esterno, che sianorisplendenti sianopiir rischiarate Bastaun brevecontattocon tale piano per riposarsi stesse. fare a pletamente, d per questoche gli yogi possono ed sonno, Mdre compiva le stessericerchesul sonno e sosteneva si o in penetrando questa quellapartedel nostroessere, pud spessoI'impressione di entrare in una slanza car^tterizza 356

rl.tcrminati oggetti e da una certa luminositi. Quanto ai vari crrcri che possonoapparirci,sono in realttr personificazioni di rrrrrtrc tendettze, f.orze, vibrazioni desideri. questo o In ambitosi r r'rrlicano anche cosiddetti premonitori, qualisonopercei sogni i rr,rrri una linea di tendenza si sta giir manifestando di che senza r lrr'lu nostracoscienza ne accorga, riprovadel fatto che, al di se a l,i tlcl nostroabitualepiano di consapevolezza', esisteuna Mente tutto cid che avviene noi e in noi. a lrruvastache captae registra Sccondo Aurobindo, noi viviamocontinuamente vari livelli di a trxcienza, anche non ce ne rendiamo se conto.La nostra vita d il nrrrltato azioni,decisioni, di incontrie awenimenti si svolgoche no su altri piani. Successi, fallirnenti, progressi, declini,fortune, rn;rllttie, ecc.,trovanola loro causa eventichesi verificano in in ,rltrcdimensioni realtd,ed d per questochespesso appaiono di ci rrrcomprensibili. Soltantoin alcuneoccasioni, come nei sogni e nclla meditazione, riusciamoa entrare in contattocon le ..forze rcqrete"che influenzano nostrodestino,con le tendenze il karmir hc che non conosciamo. notte, quandoil legame Di con il corpo rr sciogliee il controllo della mente coscientesi affievolisce, r'nlcrgononon solo il represso I'inespresso, anchela gran e ma nrlssa nostricomponenti dei atfettivi,sentimentali, emotivi,mentlli e vitali che agiscono continuamente vari livelli. Insommail a nostroessere pud rivelarsiin un caleidoscopio espeinconscio di rrcnzeche vanno da visioni estatichea veri e propri incubi. ll problema, secondoAurobindo, non d perd solo quello di rrrrivare conoscere chesi agitadentrodi noi, ma di arrivarea a cid rlirrgliun ordine, ad introdurreciod un principiocosciente (supereosciente) caosdell'essere. nel Invecedi restare passivi, spettatori tftrbbiamo riuscire a indirizzarela nostra esistenza un senso in che in un altro. E cid d resopossibile dalla meditazione, l)iuttosto ossiadalla nostrapresadi contattocon il sovramentale, d in che gradodi dare unitd e coerenza alle varie dimensionidell'essere. l'cr diventare arteficidel nostrodestino,pcr eliminareil determirrismo piani intermedi,per annullarele influenzeinconsce, dei d rrccessario unirsi all'Origine.Essaallora emergeri potentemente rr dare un indinzzo a ogni nostraazione.E il sonno,come d'altronde la morte, diventeranno strumenti attivi di liberazione.

23 cristiana,ebraica Le meditazione e nrusulmanet

frfr()per il sabato" (Mc 2, 271.

s;rcrificio" (Mt 12, 7). "ll sabato fatto per I'uomoe non d

| ,r prcehiera rrreditativa essere pud premiata con l'illuminazio) t' r'trnla contcnlplazione Dio. Nellanottedi passione, di Gesi
r,)nland'l al Padre i disccpoli, in rnodo che anch'essi..abbiano rt' s(cssila pienezza"della sua "gioia" e perch€tutti coloro che

rro "sianouna solacosa"(Cv 17, 13-21). Anche san pholo g;rDio in unasualettera affinclr€fedelisiano..potentemente i rrzlti dal suo Spiritonell'uonro interiore". arrivando conoa re i mi steridi vi ni (Ef 3, 16- 19)M a dove G esirenuncia . la

di cometentativo La conferma la meditazioneintesa che si in rapportodirettocon la divinitirinterioree/o esteriore, che a e/o con il S€-aninra con Dio - d un nretodo appartiene analoghe a di le religioni. vienedallascoperta tecniche ci Esi ebraica ntusulmana. c orientalinelle culturecristiana. sono provestoriche i contatti Orientec Occidente fra che fin esistiti, dai tcmpi biblici.nrain nrolticasid difficiledire se culturali si o da somiclianze metodidipendano influenze dei sinriliin tutti prodotto di autonomo unamentecheha strutture filosofiche uonrini. Comunquesia, al di lir delle differenze si la teologiche, praticadella meditazione rivela come una Un universale nrondodellatrascendenza. tale al d'approccio in approfondito gomentonon pud naturalntente essere a ccnni. opera,e quindi ci limiteremo sentplici

ioriti della via rneditativai nell'episodiodi Marta e Maria. rlrrcsorelle chc lo accolgono nella loro casa. I'una dandosi un .rrrtlaftare e l'altra ascoltando conrpletamenteassorta le sue

irrto; pi16ls scrive d'essere stato "rapito fino al terzo cielo" e di

,,1c."Marta, Marta" egli dice "tu ti inquieti e ti agiti per re cose.Una solacosad necessaria: Maria ha sceltola parte l r()re che non l e sar l t olt a" ( Lc 10, 42) . ( hr riscopre se lo spilitodivino.scopre in anche essere di figlio l)rrr."E sesiarno figli sianro arrche eredi,eredidi Dio, coeredi ( risto" (Rnr tl, l7). Lo attestatro non solo gti apostoliche rrr espericnze direttedella trascendenza, anchei primi ma tili cristiani che affrontarono torturein uno statodi rapile ..quel rto nristico. L'evangelista Giovannidice di annunciare ,rh[rin6o vistocon i nostriocchi,quel che abbianro contemr" (l Gv l, l); Pietro,Giacomoe Giovannifuronocondotti rrrorrteTabor e poterono assistere alla trasfigurazione di r uditoparole"che nond lecitoad alcuno pronunciare" Cor (2 l-.1);negliAtti degliApostoli0 descritta discesa la delloSpirito r il giorno di Pentecoste 4); e ancheil primo martire (2, l,ulo,pocoprimadellalapidazione, "videla gloriadi Dio" (At

cristiuna La meditazione nei criticodi Gestr I'atteggiamento Nel NuovoTestamento,
formale indica il rifiuto d'una religiositir fronti del fariseismo esterioreed d un invito a cercareDio nella nostra interi Infatti,non soloil regnodei cielid "dentrodi noi" (Lc 17,2l), d anchecornc un "tesoro nascosto"vicino a cui si pud senza scoprirlo(Mt 13,44). ll rapportofra I'uomoe Dio non su formale,rituale,ma devebasarsi un' dunqueessere "in spirito e veritb" (Gv 4,24), che e appuntouna forma e Anchei metodidi preghiera di vigilanza meditazione. di un'adesione tutto lo spirito,e non certo da Gesi implicano "Svegliati, tu chedormi,destati o rituale. sernplice osservanza (Ef io morti, e Cristoti illuminerir" 5, l1). "Misericordia voglio

\() l .

ll tilxl di meditazione preferito da Gesirera la preghiera,ma \tcssoinvita a pregare"nel segreto"e a .'non moltiplicarele r,rlg"1p11 5-lJ). trattaquindidi un metodo per mettersi 6, Si piil rilnrunicaz'one il divinoche per chiedere con qualcosa. che Il rrresso evidenzanella successiva in tradizione monastica. l'orazionesari inseritain un processo |p,rrrtlo contemplativo (la frrrfdetta lectio divina) costituito da quattro momenti: /ecrrb, lilttutio, oratio e contemplatio. lectio consistenella lettura La lf l,' Uibbia e dei testi dei Padri della Chiesa;la meditatiod,la ffr'rritrne (o ruminatio)che segue lettura,ed d volta ad estrarla (letterale,allegorico, ) r llri significati moraleed escatologico); 359

3s8

I'oratio d la pratica della preghieraprofonda, che puO e d ma varie espressioni che comunque un'invocazione un d e so verso la trascendenzai la contemplatio il momentoin
superatala parola e il pensieroconlutle, ci si trova faccia a con Dio. Da questa quadripartizione risulta chiaro che

cristiani la meditazioneC una riflessionesulla parola mentre il vero e proprio arresto mentale prende il nomc contemplazione. di L'interpretazione Gesi come un maestroorientaledi tazioneche viene a indicareagli uomini la via per ri
I'originale stato di diviniti, viene accreditatadallo

tentatividi spie la dottrinache fu uno dei piir importanti elementi dellereligioni Fondcndo cristiano. del messaggit'r del delle filosofieellenistiche. gi riche. dell'ermetismo. lo orientali, delletradizioni e alessandrinonaturalmente originariamente I'uomo come un esscre snroconsiderava (una speciedi che. a causadcll'errttree dcll'ignoranza
inctiana),si 0 incarnattl nella materia perdendo il ricordo di All'inizio d il Dio-Padre, l'Eone perfetto, che dir origine

il eoni infcriori, i quali tutti insiemecostituiscono del la pienezza divino. Ma a questopunto s'int ovvero tenutosotto I'errorechc dir origineal mondomateriale, lo da un demiurgo.La causadi tale cadutanella materia tentltivo dell'ultimodei trenta eoni - Sofia - di dal Dallasuacacciata Plcroma, incomprensibile. l'Abisscl (sftlciato poi nel maschile e ancheda un suo sdoppiamcnto il ha femminile). clrigine nralec il mondo.Tre sonole nature
negli uontini: I'irrazionaletl "ilica" che si pe si trovarr<l

di c o rirzionale "psichica"che ha la ptlssibilitir salvarsi; gli "pneumatica". cui appartcngono gnostici,ossiacoloro Come dice Clemente cercanol'illurninazionc-redcnzione. "nrolti sonogli ilici, pochigli psichici rari i e sandrino. ti c i " . nel casualmente I scoperti In uno di questitestignostici, una tomba egiziana, il 'festintoniodi Veritd, il Signore mondo, il demiurgo, viene descrittocome un dio invi che d il simbolodella sapi rnentreil serpente, dell'uonro, (come il kun(alini dello yoga), cerca di ai trascendente in Adanro ed Eva a liberarsidallo stato di sudditanza Il dellaconoscenza. ed trovanonell'Eden a impadronirsi divina, si go, perd, che d geloso della loro essenza 360

,1r('\l:r pretesae li cacciadal paradisoterrestre,facendoliprecipir,rrc rrr quello stato di alienazionein cui vivono gli uonrini. ( )nr rrorrrinrane che invitare I'uonto a svegliarsi a riconoscere e .,, propriii vera identitit. Ad aiutarci d intervenuto il Dio-Padre, , l r t 'h a n r a n d a toi l Fi g l i o n e l r n o n d o . co n i l co n r p i to d i i l l u m i r r a r e lc rrrcntidegli uomini ottenebrati. Ecco dunque che la conoscenza 1,' qrrosi) di Dio d I'unica strada per tornare alla pienezza del l'h'rt)rna.Tale processodi riconoscinrentonon d nrolto diverso ,f,rllrr e lrratic:rdell'ascesi della meditazioneconsigliatadalleUpa,,rrrrj. Anche se I'errore-ignoranza che domina il mondo riuscirir .r t:rr cror-'ifiggere Logos-Cristo. il Fiqlio di Dio e dell'uomo, il .rl\uni uomini si risveglierannoattraverso la contenrplazione si e lrrriticherannod'ogni legalnec<tnla nrateria.E dunque la cono\ ( nzir-gnosi firttore dcterminantedella salvezza. il mentre non lo .,rrroni gli atti di culto nd le opere. La gnosid una sorta di nristica xlt rrlificazionenel Cristo-Logos, di contemplaziorree assorbil r t 'r r t o n e ll a d i vi n i ti . ( ili gnostici at'fermavanoche la resurrezionedi Gesir non va t,rrrlo considerata conre un evento storico. quanto come il sirnbolo ,lr rrrra rinascitache gli uonrini possonoralgiungere in questavita. ,\nthc la Chiesa d soltanto I'espressione esteriore di un tenrpio , he ognuno possiede dentro di s6. Il processodella gnosi si basava ur ur)it sospensione della comune conoscenza su un'intuizione e ,lt'lla propria identiti divina. Mentre gli ebrei e i cristiani "orto,h'ssi"sostenevano che fra I'uomo e Dio esisteun divario incolmaI'rlc. gli gnostici affermavano che "la conoscenzadi sd d conoscenr,rtli Dio". perchd "l'io e il divino sono identici"'. L'ignoranzad la r,rusadi ogni male e di ogni schiavitir. Ia "gnosi d liberti"r. Per rrreiredallo stato di asservimentoverso Ia materia, il primo passo r' l;r presa di coscienzadella propria origine divina. "Quanti afferrrurrro che prima si deve morire e poi risuscitare, si ingannano. Se ,l;r vivi non ottengono la resurrezione, quando moriranno non 'rltcrranno nulla.'t' I'cr liberarci occorre che il nostro spirito si associ a quello del I oq65. "5s tu diventi Logos, il Logos sari in comunione con te."' \on si tratta quindi di essere semplicemente cristiani. ma di

identificarsicon Cristo, il che pud avvenireanche attra l"'unzione", considerata in attraverso sacramenti. particolare gnostico di tipo i era perioreal battesimo. L'insegnametrto
dualizzato,cornequello fra guru e cltela.Ogni rnaestroscguiva loro le tecnichedel certo numero di allievi e conrunicava di attraversoun'esperienza estasi.In che dovevanopassare ripetuti come testi si accennaa suoni che dovevanoessere

Plotino- ci si limita a dire di "guar in altri - comerif'erisce a Dio"; e in altri ancorasi fa riferimento praticheascetiche nredi si placarei desideri.Nello Zostriancr parla di tecniche
che servivano a calrnare il "caos della ntente". Nel Di sull'otto e sul nove si accenna a nove livelli di conoscenza all'intonazionedi parole e vocali capaci di suscitarestati d' sotto la euida di un rnaestro illuntinato.

or Gesi comeun maestro ci Le fonti gnostiche presentano opport una tale:eglistesso considera guidacheal morrrento si
dev'essere abbandonata.La gnosi restapercit)un fatto soggetti

individuale. In una rivelazione entro sc stessi. un guardare conle un antico tentativo si sensolo gnosticisnlo presenta "Bussa te a di una via di rneditazione. cristianesimo esscre "e su Silvano canrntina te comea unaporta" diceil nraestro diritta."' Il regnodei cielisi trovanell'ir comesu unastrada si ritA d'ogniuomo,il Figliodell'uomo trovadentrodi noi. gna dunqueche il soggetto l'oggetto. e che Dio e lo gnostico. solo cid silenziosamente: cosisi diventa chesi compenctrino deverivolgere pensiero propria"radi il alla se.Chi conternpla che lo al "luogodel proprioio". perch€ spirito"i I'orrna guida e del scoperta"" divino."Tu hai vistolo Spirit<-r,tu sei dive Cristo;tu hai Spirito;tu hai vistoil Cristo,e tu seidiventato si il Padre.e tu diventerai Padre."'In tal modolo gnostico li con dalla falsaidentificazione la materiae pud tornareal ma. "Felicecolui che e ritornatoin s6 e si d svegliato."* portaalleestrente conseguenze Comesi vede,lo gnosticisuro che contrapposizione materia spirito,sostenendo la fra e si i un prodottodel malee che la salvezza ha solo con la li
ne dell'anima dalle catenedel corpo. Ncgando la possibilitl di

indicala via dell'illu dell'unitdcorpo-spirito, resurrezione
5 Cit. in Pagels, cit., p. 194. op. 6 Trattato Tripurtiro,in I Vungcli gnostici (Moraldi), cit., p. 150. 7 Vungelodi l-ilippo. in I Vungelignostici(Moraldi). cit., p. 57. 8 Vangelodi Veritd,in I Vangelignostici(Moraldi), cit., p. 37. 362

rrorrenella nostra capaciti\di riconoscere immcdesimarci_ con r:d l . r r u t o d i C r i s to - n e l l a p a r te d i vi n a d e l n ( ) str oe sscr c.ci o d i n u n nreditativ().riservato pert) a pochi. t,r()ccsso ll pensiero gnostico rivestc una grande inrportanza pcr com_ r I r c r r t l e c l e o r i g i n i d e l cr i sti a n e si n r oi,n q u a r r ttla l cu n i su o i te sti . ,''rrc il vung,elo 'lltrttus.. sorrtlconrcnriroranei vlrnge canodi ai li , r r t i c h a n n o i nfl u e n za ton u m e r o sip a d r i i l e l l a C h i ci ., a r r i h e tl u e l l i , l r e l . h a n n o co n r h a ttu to :n o n d i n r e n ti ch i a n r o'fa tti ch e l a ci r i e sa i ,r't.dossa" defini se stcss' pr()l)rio ilr corrtrapposizione nrovial llre nto gnostico,e che kl stesso san Paolo utilizzatalvolta concetti Ircsi da tale filosofia. Nei prinri due secoli si ,ssisteanzi al fi.rire ,lr una gnosi cristiana. Per esernpio s,\Nt'tGNr\z_ro AN.flocutA Dl Irrrrrrtnncl ll0 circa) sostienc nell'.rLettcru ui F'ilutlctfcsi (cup. Vlll) la necessitir una c.ntprcr.rsitlrre di clclle Sacre Scritture irlia Irrce un assorbinrento Cristo: "ll nrio archivio i Gesi.'. E s,,rN di in ( c a . lfi ) - 1 6 5 ) p a r l a cl cl b a tr e si r r r o d cg l i a d u l ti ) co m e cl i ( ', r l s l t N o rrrr'illunrinazione: af'fernra egli che anche il pcisicro pa_ua,ro pu.) , \ \ c r c s t i l t o i sp i r a to , q u a n d o tr l tta d e l l 'i n r n r o r ta l i ti d e l l .a n i n r a , , l , l l . v i a u l t r a tcr r cn a o d e l l a co r r te r p l a zi .n e d el l e c.se ce l e sti , n ,l,rlloSpirito Santo. Inoltre racconta. nel Diaktgo cort 'frifone,,Ji , \\crc passato,prinra di approdare al cristiarresullo. arrrtvcrso r , r r i c s c u o l e d i n r e d i ta zi o n e( sto i ca ,a r i sto te l i ca ,p i ta g o r i cue l tl a t r r r r i c a ) r i c a v a n d o n ee l e n tcn ti d i vcr i ti . . ,\nche rnr:ruro Dt t_roNE (ca. 130-202). pur conrbattcndo lo r 'r r o s t i c i s m o ,ffe r m a l a n e cc,ssi tip,cr i l cr i sti i r n tl1 l o .'sp i r i tu a l e ") , a j ,lr rrssirnilarsi piir possibileal Cristo incarrrato,fino al punto di il frunsere a "vedere il Lclgosdi Dio". Il padre put) intirtti rendcrsi , , e c s s i b i l c g l i u o m i n i . i q u a l i '.ve cl r a n n o i o e vi vr a r r l r o l u n g cn _ a D g ,Ir 1111r.,I)io, resi inlntortali dllla sua contenrplazione",,. a La r(urc;r del "perfetto gnostico" contraddistinguc inoltre il pensiero , l r t r . e u E N l r :A r _ EssAN l ) R r( ca . l fi ) - 2 l - 5 ) . i l q u a l e r i ti cn e ch e a l No c r i s t i a n o n o n b a sti i l b a ttcsi n r o ,r n a si a n cce ssu r i a n a co n o _ u 'r 'r r r .rr'nzit pii profonda (la gnosi). Attraverso Ia contenrrrlazione rrlrrtriu) e il distacco (upittrciu) si deve tJunque pcrfczionare la t , , l e. I l L o g o s d i vi n o d d i vcn ta ttt u o n r o l te r ch i I'u o n r o a p p r e n d a , r r n l c p u d d i v en ta r e D i tl . u:Rlul.r-r;\No (ca. 160-220). ncnrico anchc lui dcllo gntlsticismo, rrrivt)a scrivere:"Clhe cosa I'anima possaintuire del suo primo e . , 'n l r n om a e s t r o ,tu l o p u o i g i u d i ca r ed a l l 'a n i m aste ssa e d i n ch te . .lr./r'c,..rrr.s Huereses. in Btluyer-Ditttrino,Lu spiriruulitdtlei padri cit. r . . \ ) . E d i z i o n iDch tr n i l r r c, o l o g n r l 9 t{{, p . Il Il J.
-1()J

oRIGF-NE I'anirua. la quale fa si chc tu conosca"r". C--onr-rsci nlisticitche porta all'illunrinazione se nclle sut:()pereI'itsccsi gnosi c ull'utriortccort il Logtls c Dio. Lo spirittl unlantl pud i
clcvir r si " lll' ir n r icizia c<l rt D i o c ttl l a ctl l tttttti ol tc con Lui ". ll

i quir nt o "0 t liv ir t iz z a t t l n c i u e l k lc h c c o n t c n l p l a " r r .S t r u m e n t i f t d:rnrcntali cli rluesta itscesisotto il distacco dalle passioni e prcghiera. Ricorclando lc parolc di Paolo. secondo cui noi nOl sappiantoprcgarecontc si convierte(Rnr fl, 26), egli scrive:"Redr rtrcnte con la ntlstra intelligcnz:r non si pud pregare' se nol nrcttendosiirt pttsiziottctl'ascoltoc se printit di css:tltl spirito nol
p r c{ a "' t. ll ch e r lr p pl cscrl t:l tl l l 'oi ti nl a cl cfi rri zi one cl cl l a co n te n r Dla tivit cr isti i tni t.

chc visscrlcl dcserto clcllaTebaidl IoNlo (ca. 250-356), sANr',\N cd t consitleritto it plrclrc dcl nttltrachcsinto,esprirne invcce I prirrcipi d'ogni ascctisnto: la llace si pud ottenere solo con ll dc pur if ic az ior t c i s c n s i . i n q u a l l t o i d e s i d c r i c i r i c r n p i o n od i a g i t l ' zione, ci inducttno itl peccattlc ci inrpcdiscontlla ctlnosccnza ntli stessi.Poichcil'uottto c stato crcato l)cr cotltcttrplareDio, la clte ne tttlttttcnga prescnzarlcllirpropria nlente attr neccssario vcrso il ricrlrtkl ctttttinuo e il distaccodalle cose. s,\NI'ATAN (ca. 195-.173) ra c()nside il peccato originale conle ull'interruzi
d clltr sta to c( ) n te lnpl ati vo. S,\N u,\S l LIo D l cE S A R nA (ca.

interiore dcl la con trrccisionc necessitir raccoglirnento irrdica

arrivare allil corltenlplazionc. "Quando la ntente non d pitr dispef' sa nelle cosc cstcrrlc... allora essaritorna in s6l e per ntezzodi stcssa asccnde al pettsicro di Dio."'' La cr:ntctnplazione

di utile per una pritrtaconoscenza Dio, natura puo essere
pcrfezionatildal ricorso alla rivclaziorlec alla tradizi dev'esserc

la non bastaper comprendere ver ne dei Padri.La rlrgione
tuttavia "talvolta trel tuo anitno sccndc come una luce e vi di una repentinaconosccllza Dio, e illunrina la tua altima in che essa anra Dio e disprezza il nrondo e i suoi beni""

r ontenlplazionerappresenta cosi l'ultinra fase della vita spirituale r ' u n a n t i c ip o d e l l a b e a ti tu d i n ee te r n a . ll fratello ntinore di Basilio, cRl_coRro Nrssn,espone nella Dt I tru di lllos? quella "teologia negativa" o apofaticache ha molto rr c()urunecon la meditazione orientale. La vera conoscenzad rrrlutti "un vedere nel non vedere, perch6 cid che cerchiamo circondatoda ogni parte dall'incompren'rrperaogni conoscenza, ConoscereDio "significanon avere di 'rbilitd come da tenebre"'5. lrri ncssuna conoscenza che si abbia secondoI'unranacomprensiorrr"'"'.La mente, una volta che si d distaccata dal mondo sensibile ( purificata, d in grado di avvicinarsi,prestando un"'attenzione \('nrpre piir intensa e completa". alla vera realtir; perd, "quanto tanto piil avverte I'inconoscil,rirsi avvicinaa questaconoscenza, lrilitl della natura divina"''. In conclusione,tutto cid che si pud di l)r'nsare Dio d una proiezionedella mente e solo facendotacere tluest'ultima si pud avvertire la presenzadella trascendenza. ll monaco crovANNrcASStANo (365-435),che int-luenzdsia la 'piritualitir orientale che quella occidentale,parlando dell'episotlio evangelicodi Marta e Maria, conclude: "Si vede da cid che il \renore ripone il bene supremo nella sola theoria, ciod nella ,fivina contenrplazione"'n. E in un altro punto delle Collutiones .erive: "Solo la tlrcoria,ciod la contemplazionedi Dio, d necessariir; il suo merito sorpassa tutti i meriti delle azioni pii sante, tutti r'li sforzi della virti"''. Questo perchd ogni altra opera C destinata .r sparire nella vita ultraterrena,dove rimarrh solo la contemplarrone. Per raggiungere tale perfezione, occorre arrivare a un (ontrollo dei pensieri, riuscendoa distinguerele motivazioni che lr suscitano.Proprio come uno yogi, il monaco deve "imparare a ,lominare i movimenti dell'uomo interiore", deve osservare*ferilro e attento... nelle profonditi del suo cuore le torme naviganti tlci suoi pensieri" e deve "tener tissa la sua attenzione sempre a un strlo scopo, che d il ricordo di Dio"r. Queste idee di Cassianoci introducono all'interno del pensiero rlcl cristianesimo d'Oriente,la cui dottrina fondamentaled basata Lu vitu di illos?, a c. di Manlio Simonerri.Valla/lvlondadori. Milano Ir)firl. 155. p. ' tbid., p, 157. Ibid., p. 155. ' Conferenze spirituuli,a c. di Ovidio Lari, EdizioniPaoline, Roma 1965. rol. I, p. 65. ' lbid., vol. lll, p. 227. ' Ibitl., vol. III, pp. 271 e 274.

) ' ) L u ltslir n o n iu n zu dcl l 'uni ntL.r, c. di C arl o'l 'i bi l ctti , N ardi ni , Fi u

l9fil o. 57. p. 219. dai " Cit: in Lu spirituulitit Pudri,cit., t: Lu preghicrt), c. di (iiuscppc Dcl 'l'on, Mondadori,lvlilano1984( a p. liccnzadi Citti Nuova Editricc,Ronra 197'l), 37. rr Cit. in filoculiu,a c. di Giovanni Fi LibreriaEditrice Vannucci, na, Fir enz el9t ll, vo l . I I , P . 1 6 . ! Cit. in Epistolurkt,a c. di A. RegaldoRaccone,Edizioni p. Rorna 1966, 36. 364

365

(tfteo.ris) dell'uomo e quindi sul concettodella deificazione I'importanzadella preghierainteriore e della contempl del Grazie all'incarnazione Logcls,l'uomo d in grado di

"una sola cosa" con Cristo e Dio (Gv 17,20-24) accedendo stesso alla divinitir. La deificazitlne coincide con la visione di

diretta luce mistica, la luce del Tabor, che d espressione per perd Dio restainconoscibile le Poichd trascendenza. si I'estasi, otti facolta umane,lo stato mistico-contemplativo. e sensoriale una una preventivapurificazione solo attraverso (sec' mentale.Cosi Is,rtaL'ANAcoRETA dell'attivitir spensionc
un cita net suct Ast't..titttn brano di Paolo in cui I'apostolo

abbattere d la che per raggiungere trascendenza necessario orgogliosapotenzache si .leva.:ontt-o ragionamentie ogni cuiror""ntu di Dio" (2 Cor 10. 4-5). Egli definisceil pe come colui che cerca la pace spirituale(esychiu)' esicasta In nv,tcnto (sec. IV) ritrovianro il concetto che, durante la renclere mentesordae mutaed bisogna contentplazionc. "Quando,durantela preg delleimmagini. re la mecliazione vuol dire che sensibile, uno d libcro da ogni raffigurazione pensare","la partecipazione raggiunto il cosciente Per clel alla pienezza misterodell'Essere":r. trovare la "met ed putu;', bitogna far tacere le voci dell'esterioritA ascoltare ci "santitloriginale", ricot "mentenuda",questa stessi. Questa "il cid che lo zen clefinisce nostrovolto primadi nascere"'
giir invita alla preghiera costante e stesso secolo, MACARIo particolare all'invocazittne monologica: "Signore Gesir Cristo'

e di bi pietedi nre". chesariril mezzoprincipale concentrazione I'eneune (st s^N successivi. M.{Rco ricbrdo di Dio dci monaci V) esortaa cercareDio nelle profonditl del cuore,considerato d Dal ."ntro .l.ll'.tseree la "dimoratiell'interioritil", momento nostro"tlspiteintimo". per ritrovaro Cristodiventail battesinttl. la il purificare cuoretenendo "memoriaintera qualebisogna inoltre Non i possibile da te sgombra forme e inrnragini"':.
dal corpo: corlxl e nere la pace mentale indipendentemente esserepacificati insieme' Conte si .onu iutt'uno c clevt'rtttl t. si tratta cli concetti che awicinano mtllto questo monachesi

pl;rzione bisogna mantenere mente..mutae sorda".per ragla la preghiera r:run{cre puranonbasta infattiil distacco dagliimpui_ rr pussi'nali. occorreanchesvuotare menteda ma la cinceiti e "La C d'ognipensiero.,,..' ole'rrrnurgini. preghiera la delrusizione rxxo (sec.V). vescovo Foticea Epiro)-, (in di sostiene l.esiche r lrlr. la mancanza ansie. preghiera la meditazjone di la e produco_ rr. la vcraconoscenza, sapienza, d "un dimenticari la che sestessi rrclrapimento ci trasporta Dio"r'. L"'atreta che in spirituale" deve rrvrre continenza tutto, ma senza in eccedere, non rJeprimere per l,r l)artecontenrplativa dell'anima. comunque E con il ricordo rr(cssante Dio che si arrivaa bloccare di l'attivitilmerrtale. sAN * \ssrMo coNFtssoRr lt. (-58G662) ribadisce che Dio ci ha creati lrrchd partecipassimo suaniltura"attraverso deificaziodella una nc per mezzodella grazia",'.Citandole parole di paolo, egli rrtrrrda abbiamo "mentedi cristo", la qualeci permette-di che Ia hlrc1.1.'ci schiavitir dalle sensoriali mentari. e "La mented in vera rornunione Dio" quando..rimane tutto privadi immagini c'on del r tli forma.Contemplando I'inrmutabile cliventa, essa stessa, imrrrutabiletutta lumin.sa."j^ e cristo si d fatto precursore queila di r hc pud essere nosrra la c.ndizione: figliodi Dio si d fattofiglio il rle ll'uornoe uonlo allo scopodi trasformare uomini in Odi gli e lrr:lidi Dio. E dunquep.xtibit., gii in questi vita, una fusione rrrrstica la trascendenza. contemplazione e solo con La non un atto ,le Il'intelle nraun'uni.nedi tutto |e.ssere. quant'riguarda tto, per I ,rscctisnro, affermache le Scritture egli non ci proibiscono l,uso ,h'tsensi:"ll male non d nellecosema nell'abuso esse,,r. di E lxrichitaleabusonasce dallamente, occorre sottoporre quest,ultrnra un'attenta a osservazione, moltodiversa queliaconsi_ non da llrirtadal Buddhanel metodovipassani. (;rovANNt CLIMACo (secc. VI-VII), I'autore una famosa di Sca/a l\trudisi.in.cui descrivegradiniper raggiungere regnodei cieli, i il ..rive che I'esichia un.,mettereda parte i pensieri"", C imporsi rurrl vigilanza continua pervenire dominiodellamente.Ecli e al di la con rsnclo 'roltle sqn5iglia armonizzare preghiera il respiro. r,rsrRr/\ (sec.Vll) sottolinea chc preghiera contemplazione e si
l l ti d., ' Itti d., ' Il ti d., '//ri rl ., p.66. p. 117. p. 135. p. l l 0. //rni.' P. 9tt. " l hi l ., uu1. II, ci t. a p. 20 (i ntroduz i onc ).

orientaleal rirjaYoga. che durantela slNAl(sec.V) conferma sANNlLoDF-t.
:t Fiktculiu, a c. di Giovanni Vannucci' Libreria Editrice Fircnze l9?tt, vol. I, PP. 36 e 3ll. :: Ibid.. P. 77. 366

367

pongonoin un rapportodi continuiti, in quanto"la preghiera il ieme, la contemplAzione raccolto",. Per ritrovare I'origil andataperdutacon il peccato, di condizione purezza.
distacco dalle passioni, la preghiera dcl cuore e la costante

nel "non consiste non sentire o ria Dei. Il distacco, apdtheia, La le passioni.ma nel non accettarle"s. via per arrivarea nel nellanostraanima:"Entrate prontamente tesoro nascosta d dentrodi voi, e cosivedretele cosechesonoin cielo;perchd sola i I'entratache conducea entrambi"I. (secc.VIII-IX) sostiene che I'illuminaziono Anche FJIcHIo verifica nel vuoto mentalee nel silenziodel cuore. Egli qui alla invita al controllo dell'immaginazione, quiete del costantedell'aiuto di Gesil e alla preghiera,all'invocazione ricordo della morte. Chi riusciri ad avereun "cuore alle immagini,genereridentrodi s6 improwisi estraneo la di divini e misteriosi"".Inoltre consiglia accordare ripeti IL del nome di Gesir al ritmo del respiro. sAN slMEoNE rnoloco (949-t022\afferma che per ottenerela graziadel in raggiungerela consapevolezza s6 dello mo b necessario Santoe che quindi solo i misticisono in gradodi am e sacramenti guidarealtre anime. Chi i illuminato dallo "in Santo,contempla manieradiretta, sia da sveglioche do, quelle beatitudiniche occhiomai vide, orecchiomai Attenzione e preghiera devono cuore mai sperimentd"3r. perch€ mancaI'una mancaanche se unite inseparabilmente, tra. L'attenzioneingaggiaper prima la lotta contro i maligni che poi la preghierastermina. NtcErADl srErHAros(3 che scrivendo essa"si XI) insistesullaqualitl della preghiera, quando la salmodiae le invocazionivengonofatte con lo Sp presentenella mente"r. Se non esistela qualiti, la quantiti (secl XII) invita alla seryea nulla. nlorso IL stNArrA I'es Anchesenon €facileraggiungere mentale. vigilanza alla dobbiamo cercareil regno dei cieli in noi stessi,perchd "
nostro Signore ha detto: 'Il regno dei cieli 0 dentro di indicando la divinitir che dimora nel cuore"x. a lbid., r lbid., 3t lbid. n lbid., tt lbid., Y lbid., 's lbid., 368 vol. l, p. 179. vol. II, p. 16 (introduzione)' vol. vol. vol. vol. lI, II, II, II, p. p. p. p. 57. l8l. 76. 69.

(sec.XIII) esortaad astenersida disconi e pensierie rEol"Epro a trovare il luogo dell'orazionc nell"'interioretorre dell'anima". ll dove abita Cristo. Per ottenerela contemplazione, occorrono un"'amorosa attenzione",un "calorososentimento" il ..silenzio e di una intellezione tutto semplice"s. pud invocareil nome del Si divino con "brevi parole" di preghiera:un "grido" che nascedal profondo. Attraverso tale invocazioneininterrotta. I'amore di Dio scenderi nell'anima,che diventerdil '.tempiodello Spirito Santo" e giungeri allo "stato mentaledell'estasi"r7. NrcEFoRo rL solrrARro (sec. XIV) scrive che per rientrare in se stessi, per ritrovareI'originalestato di pureala,il requisitofondamentale d I'attenzione, ossiala "presenzadell'animaa se stessa"*,Quella che altri autori chiamanovigilanzadella mente o custodiadel cuore. Ci si pud anche aiutare con la respirazione,forzando lo spirito a scenderenel cuore attraversoI'aria inspirata. Quando vi sari giunto, si potri sperimentare un'intensagioia. A questo .,prepunto non bisogna staresilenziosi, ripeterela cosiddetta ma ghieradel cuore" o di Gesi: "SignoreGest Cristo,Figlio di Dio, abbi pieti di me peccatore!".La mente non deve usciretroppo prestoda questoluogo:anchese all'iniziopotri sentirsi oppressa, scopririr poi una grande beatitudine. cnEcoRro nALAMAS (1296-1349)fu il teologo che espose i principi della spiritualitl ortodossa. In primo luogo, la ragione non i in grado di capire Dio, che d pura beatitudine:non c'0 quindi tanto bisognodi filosofi, quanto di saggie contemplativi. In secondoluogo, C giusto che il monaco cerchi di risvegliarelo spirito nel corpo, perch6I'uomo d un'indissolubile unitd di corpo e spirito. Comedice la Scrittura,il corpo d il tempiodello spirito, e quindi Dio si trova non solo nello spirito ma anchenel corpo, il cui centro d il cuore. Bisogna dunque introvertire un'attiviti mentaleche d di solito estrovertita: a tale scoposi deve calmare I'attivite mentalee controllare i movimenti del respiro,fissandolo sguardosul petto o sull'ombelico, cosi come fece il profeta Elia che, per comunicarecon Dio, si chind a terra e poseil capo sulle ginocchia.[n terzo luogo, la visionedella luce taboritica nascedal fattoche, essendo luce (secondo Dio I'affermazione Giovanni), di I'uomo purificato e concentrato,I'uomo che medita, pud ben

n lbid., vol. II, p. 87. " IbA., vol. lI, p. 92. Y lbid., vol. II, p. 107. 369

scorgcrc, attravcrso lo spirito stesso. la luce divina ed essernc q t r as f igur at o.I I c ont e m p l a t i v o p u t ) d u n q u e v e c l e r e u a l c h em a n i f c s t lz it lr r c c li Dio. un c h e s e l r t s u r t c s s c n z l r e s t a i n q u c s t a v i t a inc onos c it r ilc . . i r n c Rc ( ; oRio r -s r NAn A( s c - c X I V ) a p p r o f o n r l i s c e c i s r . t os c r i t t i l i t di nlccornar)dando scdersisu un tecnicl della prcghiera L'sicasfa, c dalla nrenteal bassosqut-rcllo di costringereiI pcnsieroa passare . c uor c . "Cuno labor i o s a r n c n t en r c n t r c i l p et t o . l e s p a l l ee l i r n u c a ti faranntl nralc, {ritla c()n pcrsrvcrilnzl e col pensicro e con l' aninr a: ' Sis nt r r c( ie s i r C r i s t o . i r b b i p i c t i c l i r n e . " '' C o n t e s i v e r l c , poic hc < pos iz ir r ne c g l i e s i c a s t ir 'c u r v a ( i l c a p o c i l p c t t o s o n r l la d inclinati vcrso lc rlinocclria).firrisccprr csscrc dolorosa. E, propr io pc r c v ilar e t ale i n c o n v c n i c n t cc h c i n O r i e n t e 's i a d r l t t a n o l c pos t ur c u { ur t t bc inc r o c i a t e .c o n l a s c h i c n ac r c t t a . ( i r e c ( }r i o c o n s i qlia anche cli contnrllare il respiro, pcrchc;"il soffio dei respiri inc ont r r lllut ic hc s al c d a l c u o r c o s c u r al a n r c n t e c u g i t a l 'a n i n t a " ''. I J is t r gnaquir t di nc r c s i t l d ul u n l d l l t c n c l c u o r c . c a l t r t i u ei l r c s l t i r o t lc c c r ipelc r c l' inv t r euz r t l r tm o n o l t r t i c l t . " L a P r c t h i c r a n r c n t a l ce \l a piir llt l opc lr c lr e I'u t r r l o p o s s : rc o m p i c r c " ''. c q u a n t l o s i s e n t c c he lgis c c r . t r l c uol c . n o n b i s o g r u ti n t r r r t r n r p c r l l . n c p p u r c p e r ( r ec it ar c i s llnr i: s c k r f a c c s s i r n oi.r b b i r n r l t r r t c r c n l n lD)i o c h e c i s t a "r t r r ar lando r c ll' ir r t in r t ll x 'r p l r l l r g l i d i f u o r i " " . i Anc lt c < , r t . t . t s r (c I ( i N . \ 1 , t o) t x , \ N T o t ,t . o s . d u c r n r r n t t c v i s s t r t i ) t n s ul nr ont c At hos nc l l a s c c o n c l a r c t r \t l c l s c c o l o X l V . r i h a d i s c o n o nc i lor r r s c r it t i l' ir np o r t u n z l d c l l a p r c q h i c r ad i G e s u . d c l c o n t r o l l t 'r a c dc lla r c s pir az ior t c d c l l u p o s i z i o n c .e c t - r n s i g l i a nlo c u i d a d i u n , nllc s t r ( ) . ll r nonaco d c r c c s s c r c " l r b c r o d l r c l i s t r i r z i o n i p r i v o d i pc ns ic r i lgit ut i. non p o s s e d u t od l i n u t i l i a n s i c t a ,t a c i t u r n o .s i l e n volc clellt' propric dctrolczze. grato di tutt,r"'' e ctrnslpe zir.rstl. p t Poic hc ir r on c pos s i L r i l c u r i l i c u r s ic i l l u n r i n a r s is e r t z r l 'i t i u t o d i v i lr o. c c c ( ) lu nc c es s i t i d e l l 'i r t i r t t c r r o t t l p r e g h i c r l d c l c u o r c . P e r d f ac ilit ur lu, s i puir al l e n u r c " l r m e n t c a d i s c c n c l c r e c n t r o d i n t l i i ins ic r nc lr l r e: Pir o" . i t r r n t r d , rc h c s i a " l i b e r l d a t r g . r t P c n s i c r o , l c r iunif ic ir llrc r t ut l: r i r . ts c s t c s s u .c n t r r r r r L r l r i at l t f t t r t r e r t t c l r i l tl t c c ll' c luc lla t J e ir r \( ) c AZ i ( ) n d i ( i c s i r ( 'r i s t o " ''. L a p r c q h i c r l a c c e n d e

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,l cuore un certo calore, che d il "fuoco" portato da GesD sulla i rrrr. Persistcndoin tale orazione contemplativa,priva di fanta"l ' r r t t t t t l t gi l ti r ttg i o tti tm cttti p ( ) tr cm o sp cr i tn c'n ta r e a ctl n o c . , r r z l rc l i D i o c Ia m i ste r i o sad ci fi ca zi o n e "". ( ( ) n c l u d c n d oq u cste p a e i n c su l cr i sti a n e si m o 'Or i e n te , i e vi d '1 r t rc h c c sso h a m o l to i n co m u n e co n l c p r a ti ch em e d i ta ti vcd e l i ,,ntirn() Orie ntc: l'in,,'ocazione monologica d analogasia al r/lrilir 'rrrrrlnrrnr)chc irl rnarttruindiano. Nci Raccontldi un pellegrino , r r r ) , u D 'o p cr au n o r r i m a- p u b b l i ca tal ^ - r l a p r i m a vo l ta n cl l 1 1 6 l , l r c r i l s s ur l c l c p r a ti ch e d cl l a p r cg h i cr a e si ca sta ,si d i cc ch e . \ , r i r z i o n ci n tcr i o r c i n i n te r r o tta d l i l c( ) sta n tca so i r a zi o n ecl e l l o d l , r r i t ou n r i r no!cr so I) i o ""'c r ca l i zzag i i \ u n 'e sp cr i e n za i u n i o n e . \ , l o c c h i c h i u si , r a p p r cso n ti l n cl o sir cn ta l m cn tci l cu o r e , i l p r o ta n ,rrista rlcl litrro. il pellcsrino, ricscc a introdun'i la preghiera di ', r i r . L q l i i rr sp i r al cn tl n r e n te l 'a r i a d i ce n d o : "Si tn o r e Ge si r C r i ', '. c p ( ) i l a csp i r a d i ccn d o ; "Ab b i p i e ti d i m e ". U n a l tr o , r 'r c i z i oc o rtsi stcn cl l 'u cco r d a r e e p a r o l c'co n i b a tti ti d cl cu o r c; l . l . r p r i n u r p u l sl zi o r r c e g l i d i ce o I^ - n sa "Si g n o r e ". a l l a se co n d a {, c \ i " , a l l a tcr zu "C r i sto ". a l l a q u a r ta "l b b i p i e t) " e a l l a q u i n ta , l r r n e " . l n r cr r l ti \,d i cc u n p cr s( ) n a q q i o cl l i b r o , l 'o r a zi o n e r i a sd r r r r r e'i n l e r a vi ta cr i sti a n a ,cd i p cr q u csto ch c i l Va n g e l o i n vi ta a l , r r 'q a r en c e ssa n tcm cn teN 0 i vi vi a r n r li n u n o sta to d i a l i e n a zi cl n e i . I r eui non flrcciarrro quasi nulla pcr fug,girc.Ma se ci distacchramo L ln r o n d t rd cl l 'e stcr i o r i ta ,ci p u r i fi ch i l m o c co n ccn tr i a m o ,"a l l o . , l l r r r i m i r r i tr r r n ai n p o sscsso i sc stcssae u g i sce n tu tte Ic su e d co
',,tc l l l C " '- .

S c i l c r i s t i a n csi m od 'Or i cn tc h a se m p r c co n si d cr a toi co n te m p c ; , l . r t i v i i m i sti ci co n r c I'e sp r cssi o n c i u a l ta d cl l a sp i r i tu a l i tr \,i l r r s t i u n c s i n r d 'Occi r l cn tcl i Ir acu l r d a ti co n so sp ctto ,co n si d cr a n o l , 'l i c u l . r a cc l i so ttr a r sia l l 'a u to r i ti c a l l a r n cd i a zi o n e e l l a ( 'h i e sa . i d \ ( ) n e u n c aso ch e q u a si tu tti i m i sti ci o cci d cn ta l i- e so p r a ttu tto condanne lrrcllidclla l'ia agxrfatica abbiano avuto noie e spesso l.r prrtc dclle' atrtorita c'cclesiastichc. Cit) nonostante, la Chicsa i ( ) c e i d c n t c i u r n ( ) vcr i la l cu n i d ci p i u a l ti r n i sti cid e l l a sto r i a u l n a , . r .c n r o l t i d i e ssih a n n o u ti l i zza totccn i ch cd i r n e d i ta zi o n c n r i l ia si l L r e l l co r i c nta l i . Il prirno grande r)onrcchc s'incontra d quello di saN'r'ncosrrNo r'ol. II, p. lfi7. 1/rirl., Rdcconti utrprlltgrino rr.rso, di Rusconi, Milano l9'73 19'17, e trad. di '. 1 r l lM a n i n cl l i .D . 1 7 . i ' /1,iri. p. I lS. . 371

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(354-430), quale, prima di convertirsial cristianesimo, il aderito al manicheismo, dottrina filosoficache, fondendo la menti gnostici, zoroastriarricristiani, e concepiva I'universo il campodi battaglia due principicontrapposti. seguito di In avevaanche studiato neoplatonismo com'dnoto. inseri il che. greca nellafilosofia motivitratti dall'Oriente. Non per nulla stino troveraDio nella propria interioritA,cosicom'0 confe da vari passidelle sue opere. Nel De verareligionescnve; cercare fuori di te, rientrain te stesso: nell'intimo dell'uomo la veriti: e setroverai mutevole tua natura. la trascendi te E nei Soliloquiafferma:"Mi sonoaffaticato cercartifuori di a mentretu eri dentrodi me...Cercavo scioccamente quel fuori si trovavadentro". Nelle Conle.rsioni ripetegli stessi concetti, e pii ci dl il resoconto proprieesperienze contemplazione, di di seguonoun processo tipo neoplatonico. di Cosi nel libro scrive di essere passato dalla contemplazione corpi a dei della mentee dellasua "potenza interna";poi da questa d all"'attivitA razionale"; ma, poich€ riconosce mutevole anche attivita,eccochesi mettea contemplarla, distogliendo pe "il ro dallesueabitudini. sottraendosi contraddizioni alle della sia turbinosa"e cercando "lume" da cui essad pervasa il pensaall'immutabilitistessa. Cosi giunge,in un "impeto visionetrepida,all'Essere stesso"$. Anche nel libro nono, Agostinoracconta un'esperienza di templazione avutainsieme con la madre,e scrivechele loro
si elevarono "con il piir ardente impeto d'amore verso I'

tluclla orientale ci viene da una considerazione dell'opera e della viccndadi oroNrcrr.'AREopAGlrA, autorc di teologia ntisticache un pcr secoli fu crecluto un discepolo cli san paolo. nra che si d rivelato un filosofb influenzatodal neoplatonisnro da Gre.gorio e tii Nissa e vissuto fra il V e il VI secolo. Ora. poichd il pensiero ncoplatonico ha nunterosc analogie con quello orientale. tanto che uno studiosocorne A.C. Bouquet ha atfermato che csso ..pur proclarnandosi disccndente della filosclfiaplatonicl, in realtirdcrivrrvadalle filoscrfie irrdiane",ccco chc "i punti di contatto... tra le rrperedci nristicinrcdievalicristianie le letteratureindrj'c buddhi\ta non sono poi tanto sorprcndenti"''. Conrunquc sia. la teologia ;rpofaticadi Dionigi influcnzt) grandi rrorni clcl cr'stianesinro, fra cui Massintoil Confessore.Grcqorio Magno. nunrerosipapi. All)crto Magno, Tonrnr:rsod'Aquino. Mastro Eckhart, Ugo di San Vittore, Bonaveniura. Cusano. Iiicino. er:c. Il pcnsiero di questo ignoto nra inrportalrtetcologo vertc sui rapporti fra Dio e l'uomo, r l p p o r t i c h e h an n o d u c d i r e zi o n i :q u e l l a r i vel a to r i a d a D i o ver so l'uonro (esprinrentcsi creato. rrclleSacrc Scritturee nei sacranel ilrcnti) e <.;uella teologica dcll'u0rn0 che ccrca cli conosccre e conrunicarecon Dio. Sccondo Dionigi, il cosrrroha una struttura rcnrrchica il cui scopo d "l'assirnilazionec l'unione a Dio per quanto e possibils"'' a ciascuncssere.Ir.raltri ter.nrini. Creatore il rron si cornunica direttamcntc alle creature, nla attraverso vari ordini che fanno da nrediatori gli uni agli altri. Cosi fra Dio e l'uonr<ls'interpongorroben nuve ordini di esseri.di cui solo gli ultimi (gli angeli) conrunicarro rivelazionidivirrea-gli le uornini. La conseguenza chc noi possianro c farci un'idea di Dio solo per via sinrbolica,analogicae negativa:quancloinfatti diciarnoche Egli d i r r v i s i b i l c .i n f i n i ttl . i n co r n p r e n si b i l e e cc.. Io i n d i ch i a r u op e r ci r ) . clre non d. Se quindi voglianrofarci un'idea dell'Assoluto.dobbianlo comportarci conre lo scultore che e liurina un po' alla volta tutto !^io che si sovrapponr.alla sua intnragirrenrentale. Questo procedinrentonegativo deve alla fine portare alla completa assenza di parole. inrnragini.concetti c pcnsieri: solo in tal nrodo sari lxlssitrileassimilarcia Dio e contenlolarlo. Poich6 non si pud nd dire ne pcnsareDio in modo diretto. non si put) raueiungerela deificazionee unionc con Lui se rron dopo '" A.C. Bouquet,Brclr' sturiudcllercli.qioni.lvlonrJadori. Milano t961 c t979. 'r-Dionigi Are.opauita, T-utte opere.Rusconi,Iltilano lgfil c 198.j, 90 le p. (Oerurchiuceleste).
J/3

stesso".Spiegando comecid sia possibile, dice che se "per u! egli uomo tacesse tumultodellacarne,tacessero immaeini il le terra, dell'acqua dell'aria,tacessero cieli, e I'animastessa e i tacesse superasse pensandosi, tacesserosognie le ri e non e i zioni della fantasia, ogni linguae ogni senso tutto cid che e per sparire..." se soloil Creatore parlasse, "tale condizione e e prolungasse"", eccoche entrerebbe "gaudio del Signore", nel conclusione,per sant'Agostino,I'anima, dopo un processo purificazione,dopo essersiritirata dalle cose esteriori e essererientrata nella propria interioritd, pud andare oltre stessae raggiungere voluptascontemplandi. la La prova di quanto la meditazione cristianasia connessa coo
'a Sant'Agostino, Le Confessioni, a c. di Carlo Carena, Mondadori.

no l9tt4 (su liccnza Citte Nuova Editrice,Roma 1979),p. l9l. di 'e lbid., pp. 2a9-250.

372

di "la cessazione ogni atto intellettuale"t'.Anche se non a mo mai a una vera conoscenzadella trascendenza,che d "ineffabi. le", possiarnoraggiungere"una conoscenzadivinissima di Diol

quandol'intellige l'ignoranza... quellachesi ottieneurediante
da distaccandosi tutte le coseche sono e poi anche abbandonando

e chiarezza da queiraggi si ai se stessa, unisce raggidi superiore prrlfonditl vicne illuminatacon l'imperscrutabile in quei rag-ui alla conlunque divinitirineffabilct Per della Sapienza"". arrivare sensibile.si passaattraversoquelll si parte dalla conoscenza [.8 ogni e intuitivae discorsiva infinesi sospende attiviti nrentale. che cognizione si ottienedel divinod dunqueuna non-conoscen. mentale. Penetrando o in za, 0 un entrare un'c'rscuriti "caligine" della la e lurninosissimaInediante privazione in "questatenebra a si vistae dellaconoscenza", pud giungere "vederec conoscero con di cid che sta oltre la visionee lir conoscenza il fatto stesso In non vederee di non conoscere"t. un famosobranodellasua nei il contenrplativo Dionigi definisce processo Teologiuntisticu, comunicon la che terminidi un neoplatonisnro ha nroltielemcnti orierrtale che verri\ ripresoda numerosimistici e meditazione "Abbandona sensi le operazioni intellettuali. tuttele i e cristiani: che tuttele cose non sonoe quelle che e cosesensibili intelligibili, protenditi,per quanto d possibile' sono; e in piena ignoranza e verso I'unionecon colui che superaogni essere conoscenza"lr. dir M^cNo(ca. 540-604) chiaredefini' Anche il papacREcoRto per parlando esempio tre gradini dei mistica. zionidell'esperienza nel della contemplazione: primo I'anima deve rientrarein se al deveosservare suo interno e nel terzodevc stessa, secondo nel d oltre di s€.La contemplazioneI'iniziodellabeatitudine' andare Dio pud rivelarsl vita e finisce nell'aldild. in che comincia questa all'anima che lo cerca, perch6 chi lo desiderae lo ama giir lo ogni pensiero e ogni dato sensibile. possiede. abbandoniamo Se di nell'amore Dio - il qualeI e ogni aspettativa. ci concentriamo arrivare nell'interioritir allorapossiamo che agisce -, un maestro non a La a contcmplarlo. vita contemplativa i perd sufficiente ancheI'uso condurreal regnodei cieli, in quantod necessario inoltre tre fasi (dell'inizia' Magnodistingue della caritir.Gregoric'r ai to, del progreditoe del perfetto) che corrispondono tre stadi purgativo, e illuminativo unitivo. della vita spirituale:
s1lbid., 33lbid., Y lbid., s lbid.,
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(;Liu-LAUME sArNr-rHrEnnv (l0tt5-1148), benedettino franceDE <', usprime la contemplazionedi Dio in termini di amore, sottoli,rt'rrndo che ogni esperienzad'amore (anche quello sensuale)d "Quanto pud essereconosciutodi urr'cspe rienza di trascenclenz:i. ,1 lrro, d manifestoper gli uomini all'interno di loro stessi."5" si Chi rrtrr.u nrondo, nella propria "cella interiore", l:i dove "intimo dal lr,rgli intimi" abita Dio, chi non permette ai "sensidel corpo" e ai rcusidell'anima" di "vagare all'esterno". chi custodisce stesso se ,,'n sollecitudine(com'd scrittclin I Tm 5.22), chi non si perde rrr,ri vista e si guarda con il proprio "occhio interiore", speridi rrrt rrt€ri "la grazia dello Spirito Santo e la soaviti delle delizie ir rrrte riori"57.ll contemplativo pud dunque comprenderee gustare gii ' !,rtlascendenza su questaterra, pud "_qodcre Dio in s6 e di di .t' irr Dio"r", pud essereper grazia cio che Dio i per natura. Per r,rqgiungere condizione,non d necessaria tale una dura ascesi, ma rurru particolare"grazia spontanea",un amore che si fa conoscenr.r.A volte lo si pud ottenere "non senzafatica", con "uno sforzo r,r\tante dello spirito"t"; altre volte giunge inaspettatamente. La loia della contemplazionenon tocca solo lo spiritcl, ma anche il ,orpo: infatti "noi non perdiamo i godimenti, li passiamo dal r()rpo all'anima, dai sensi alla coscienza""'. Particolarntente utile r ll lettura delle Scritture, che vanno comprese"nello spirito che le ha create". con un"'assiduameditazione",con una "ruminaziorrc frequente" e con "slanci affettuosi""r. l{rccnRDo sAN vrrtoRn (ca. 1096-l14l) sostieneche per conoDr .ecrele profonditb della trascendenza dobbianro prima conoscere h' profonditil del nostro spirito. In noi stessitroviamo lo specchio rrriqliore per contemplareDio. "Noi definiamo bene e appropriat,f lnente la meditazione(speculatio) quando dicianroche vediamo l)cr rnezzo di uno specchio (speculunt); ma la contemplazione si lur tluandir vediamo la veritir nella sua purezza. senzaostacoloo rclo d'ombre."n:La meditazionericerca cio che la contemplazion(' arnmira: la prima ha ancora bisogno del ragionamento, la ' Guiflaunrcdc Sainl-Thicrry,La leuerur/'oro. Sansoni. Firenze 1983.
l 'g( ',.

p. p. p. p.

259 (Nomi divini). 355 (Nomi divini). 410 (Teologiamisticu) (Teobgiu ntisricu) 4116

' tbid., pp. l3l-l-13. / b i r l . ,p . 8 1 . tbid., p. 79. ' thid., p. 117 . thid., p. l1l. ' ElCmire Zolla, I mbticidell'Occidentt, Rizzoli.Milano 1977(Garzanti. \lilano 1963),vol. lll, pp. 10.{-11)5.

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rcitursi a contenFf secondane fa a meno. Lo spirito deve prima ese plare se stesso,e solo in seguito prttra sollevarsialla corrtempl{ ce zione dellc ct'rsc lesti. Sortosei igritcli itttraversocui si irrrivaal$ i v c t t a: nel pr inr o c i s i s er v c dc l l 'i n r n r l g i r r i t z i o r tleb e r a , n e l s e c o n d d la si ccrntrollu,nel terzo si utilizza la similitudinc o arralogiaft{' a c os ev is ibili c inv is ibilipc r in n a l z a r s i q u e s t eu l t i n r c . n e l q u a r t o Q nte il propdd abbandonalo strunrcntomentale i4tuerrdodirettanre sC piir profondo. nel quinto si i' pervasi di gioioso stupore e il|. sestosi contcrnpll il <iivino.Quarrdo vcngono sospesii desideri,$ vengono oltror! pcnsieri e gli "ondeggiarnentirlel cuore". <luartdo "la rirgiottilnle llto". tltuttttftr rtrct|J, passati"tutti i lirniti clcll'untarto te dcll'uomo c\ rapitit fuori cli si'"". quartdo gli rrffctti vcngond lcrstt l'cternitir. ccod concentrati in un'unica p()tcnte irspirirzittrtc che nascel'estasispirituirle.l.'uonto giunge cosi a vcdcrc Dirl "ai rrzascnaJ il facciaa faccia, contcrrtplando lunrc della piir alta sapie alcun velo od ontbra d'inrntaginc; non su utto sl'rccchioo pofi enigr la. nr a. . . r t c lla v er it cs s c t t z a " n '. ? s AN BoNAv t Nr t ' n, t( l22l- 1 2 t 3 0 )i n d i c i r t r e g r a d i n i d c l p r o c e s d contenrplativo:ncl printo si supcra il nrondo scrrsihilc.ltel sc'con{, do lc cose intclliuibili c ttcl tcrzo si entra nclla "ttulr."' itttrilvendi devc irvvr'rtireal { cui si contunica con Dict. La ctlrttctttpluzione fitlta it irttmlg{ fuori di noi (nel crcitto). dcntro tli rtoi (rrell'anintit ne cli Dio) e s()Pracli noi (nei nlislcri divini); e si vcrifica stll{ quando Io spirito si t purificato. lihcrandosi dallc rirtligurazio{ e sensibili,dullc inrnrasirri dai ntgiottanrenti.Poichc< conl'i scril.l vcdere Dio e continurrrca viverol to nclla Bibbia - nort i possitrile passurcirttravers() quclla ntorte in vilrr clrc corrisprtn{ i neccssario de alla s os pc ns ioncdc lle a t t i v i t i r I n c r t t i t l i . t (ca. 1260-l32ll)i'urrtr dci pun{ ll pcnsiero di lt,rsrto !-cKlt,\R.I di nraggior contiltr() fra la spiritualitir cristiana e ll rneditazitln{ orientale. Sccondo questo monuctt dontenicano dcllir Turingirf Dio non put) esscrepensato.pcrchi dove esisteurt pcrrsiero,li { c r c l unr dis t inz ionclr a s og q c t l oc ( ) s r e l t ( ) .e q u i n d i s l u g t e c i o c h t { Se d Soggetto pcr cccc'llcnza. prroplitl voglianto pitrlarc di Diorl dobbianrodelinirlo cunre la negaziuncd'ogni finitezza.e di consor, guenz a c onr e un Nulla: c o n r c q u c l N u l l a d a c u i i 's c r r t u r i t a l J dialettica trinitaria c la nroltcpliciti del cosmo. C)gttirrttrldi creaJ zione d pur scnrpre una dirttinuzioncdell'Esscreorigirrario, unl

'.uirdelimitazione.Solo I'insiemedellc ct.rsc creatc costituisce una t , r t i r l i t i ra u t o s u f f i c i e n te .u n '[Jn i ti ]rch c su ssi stccte r n a n tcn te n e l t , r t , s c n t eD i o c r c a i l n to n d o c i l tcn r l 'r or n a cg l i i a l d i fu tl r i d 'o g n i . . . , I n ( l i z i o n a n l c n t oa 'q ua l co sa i si r n i l ca l l o "sta t( )i r r co r r d i zi o n a to " d I t 'l B u d d h a . A r r c h c i l F i sl i o vi cn e q cn cr a tou b u tt( n n d a l Pa d r e; , cosi lo Spirito Slnto. l'Antorc. che pntccdc dal Padre e dal I rulio. Il tutto fa parte di un processocircolare chc n<tn'ha nd nc< meccarrisr.nt-rinterdi I'rirrcifrio fine . l-'universo i un inrnrenso , l r l r e n d e n z ei.n c u i g l i e sse r icr e a ti . i n q u a n to fi n i ti c cr ca ti , so n o l , r n t a n i \ s i n rd a l l 'A s s o l u to i n fi r r i to c i n d ctcr r n i n a to .N l a l o ste sso ' r . r l ) l ) o r t ( )h e i n t er c ( ) r rcfr a Pa cl r c Fi g l i o . csi stea n ch c fr a Pa d r ee c c r r r i r r r ac h e i d u r t q u ecr c- u ta r r ch 'c\s,\ b u e tcr n o . In o l tr e l 'i n ca r . a u , r r z i o r r c d e l C n s t o s t a a i n cl i ca r ech c i l Fi cl i o r i cn c g cn e n l to o r t t i l t u a t t r e n t c t c l l 'a ni n r a . t ('orne ncl ncoplatonisnto.l'uornr'r clel'elibcrarsi da ocni condi, 'r ( ) r ) A l l t e n t (c r r i s c o p r i l e i n sciIl r e g i o n c d e l l 'i n co r r d i zi o n a toi,l p) c p d l J i t s \ l g g i o h c p o l t u r l al n r o l te l i cc a l l 'U n o . In q u csto p r o ce sso i r t ( ) n l o , i n t l u c s t l f o r nr l d i n r cd i t:r zi o n c.'a n i r n a svo l g c u n r u o l o l l r r r r {1 1 y r . n , u 1 n. q u a r r toc i l ca r d i n e. i l l tu tr toi r r cu i l 'cn r a n a zi o n c i" l r r i n a s i r i p i c l a s u s c stcssa . cl r n o r r r cn tttr r cu i I'a r r i l n atr a sce n N i , l , ' i l m o r r d o s c r r s i b il ce . i l ttr i l vcr s( ) u n p r ( ) ccss( ) 'i l stn tzi o l te , d . r r l i v u l l n r o r r c l or r t c l l i ci b i l e ,cssl vi cr r cg e n cr a taq u a l c Fi tl i o d a l i l';rdre e pcrcir) dilcnta Dio clrc pcllsil sc stesso.Cir) i possibile . I 'r 'r c h ei n o g n i u o n r o si tr tl va i l Fi g l i tl . i l C r i sto . D i o g e n e r a i l l r r l i o " n c l p i u p r o f t l r r d o d cl kr sp i l i to . cd i r l u csto i l n r o n d o r r r r e r i o r c . u i i l f t r n d o d i D i o i 'i l r r r i ol i r r r d o . c i l n r i o fo n d o i i l Q lrrvlgll.l Dio. Qui vivo sc'condoil rnio proprio csscrecorne I)io di r r r c s e c o n d o i l s u o c sse r c""'. ('ttn urt'cspressione identica a qucllu dclle U,arurnrrrl. Eckhart , l r c cc h c " D i o n o n i 'r r [ ' q u csto n c.q u cl l o "''. n ttn i r r i cn tcd i ci o ch e i ', r s s i l r r r op c n s l r c . I ) er p o tcr l o q u i r td i co n tcr n p l a r c. cl o l r tr i a n r o r u o t a r c i d a o g n i 1 'r c nsi cr o 'o l o n ( i . i n te n zi o n co i n tcr csscp cr so r. r . L l ie d o p e n r r c q u c l p e l fcl ttl d i sta ccr ch c d l 'csl tto co r r i sp o n d e n l rl rlcl lairrrgla sitrrscrito."Li dovc ll creatura I'inisce.Dio co, n r r r c i aa d c s s c r e . O r a D i o d e si tl cr a s( ) l ta l l toch e tu csca d a te t c s s o .d a l t u o n r o n d ocr ca tu n r l c.c l a scich e D i o si a D i o i r r te .""' Il lrstlrccu urr cnornlc potere. ha lir possitrilita rcrrclcrci ha di sinrili a \lifcstroEckhart.'l ruttuti prcdit'lrr,.c. dr Giuseppc c l Faggin. Rusconi, \ l r l r r r ; ol 9 l : i l .p . 2 1 0 . !hid.. p. )).1. lltid.. o. 2lL

t ' 3lbid. , p. 97. s /birl., p. 1t[). 376

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Dio. piir itncorirdell'antorc. perch6 Dio c\ il perfetto distacco.a . c olui c lr e s t a al di s opr adi t u t t i . i n r n r o b i l e 'i n r p a s s i b i l eS e d u r r q u o nz v t lgliar no Lr nir c iall"' es s e a c l t e t t t l n l t i t f o r n t a " ' d o b b i a n t t l s l x x gliarci di tuttc lc fttrtnc c rellizzitre lit verit ptlvertirin spirito. ('osl il ii dis t lc c o r er r liz z it Nulla d i v i r t o . c i i l r p a r t c c i l l a r el l l 'c t e r n i t a . A diffcrcnza tlel "cuore distitcc:tttl",il cutlrc chc prega' chc veglil, c r a o c he r ligiur r a c lt e s i s ot t op ( ) n e d l u s t c r i t i . c l e s i d c r rq t t a l e o s a r i dal te nrpio. (-hi che Gcsir caccit) trilsf()nniiin untt di quci nrcrcartti v ur t l c or nunic it r cc on Dio. t t t l n d c v c d es i d c r l t r c n u l l i l i r t c a n r b i o . Nc ll' uont o. lu v olot t t it t liv i r r : rc l a v t l l t l r l t i t d i c s s e r c n u l l l r . c l a s r r lit li uc ne. Dio il L,sistcun uttico Inttdo pcr "c()strillgere"itt utt cert()sens() v es r iv c lar s iu t ' t oi: s c r e ut t li . c s s c r cl l u l l a . Q u c s t x i l a v i a t l l a c s t r a i.l par ar lis ohi( ( t nunc , l"' et t t r a t l ts c g r c t i l "c h c l 'l t t t i t t t l l t l rn c l l a n a t u r n crcitte dal rrulllr: llcrcit\ ll lortl vcrit tlilirrir. "-l'uttc lc ctrsc s()l.lt) or iuinc i il I r ulla. "' "' Es c n t r i v t l g l i a t t l or i t r o v l l r c l l t I t o s l r i ro r i g i t t c , dobhiur t t o f lr c i nt r llir . Q t tc s t t t i l a n r c t l i t l z i ( ) n el ) c r E c k h a r t : l t r i i l0 dis s lt ir . it o t uc c ut o. s pir it o v U ( ) t o t t t i r i ri r r c s i s t i l t i l n r e r t tlct l r l l s c c t l f ( lc llz l, "c ( ) s t r it t qc s c lDio" . F l r r ci l I 'u t r t o t l e t r t r t lt l i s i s i g l r i f i c a l r r v i u lr t lluilt lu r . liv init i. "lls : c r c I 'u o t o t l 't l t l t t ic r c l l t u r i l s i g r t i t i c l c s s c r c t pic r r t ldi Dio. "" ( - or lt cs i r c t l c . l ': t t t l t l t r {i ic o t r l l t t l o t t r i n a b r r t l t l h i s t l t S e\ t dc lll . r ' r 7r r t ' r r t rit t t pr c s s it t t t l t r t t e .c l t l s p i r i t t l t i e s c c l t d " l r l l t t n t a ' r r ar s t lullc i: os cc t lullcc nt it t r .d l l l c f o r t t r cc t l l ro g t t il l t t i v i t i rf t l t n t a t i ' i t v it . lr nz i r lull' c s s er c lc llll st l i l s t c s s l td c t e t n l i t r l t z i t l t t ci.t l l o r l t s g o r ' ( ghc r ir in c s s o la pic nir [ r c r r t i t t r t l i n c " - '.'[ t i h r r r i l g g i u n t ( )l l r " p u r a r t ut lit i" c lirc nt lr "t ln( ) c oll D i o " t i l I i l l ( l t l t \ t i l v i t a . s r x ( J . \ NRLYs t lRol: < ll9- 1- l l S l ) . t c t r l o l o c r t t i s t i c t f i l t t t t n t i n g o . t t ' l s lic nc c hc . lt r r it ' hcor lt t i t l ( ) n l ( )l ) ( ) s s i c ( l cl r n l l t t r r l tt l i C l i s t o . p u t \ t t l' nr { r lir r r t qc r c illur r t ir r lr z io nicr c l t l e s t lv i t l t : i l r c g t t , l t l i [ ) i t r i : G e s i t c hc ViVe in nt li. At t c lt c ll l l l i t l l r i l r l t f f c r t t t l tl l t s t e s s i lc o s l l t l t t i t n d o . t t lic c c hc Dit l c r er ) I ' uot t t, ru s t t l t i t t t t r l l t q i t l e s o r n i ! t l i l t t t z i tR u v s ' I r I r oc c k i t r lo t lc i poc hi nr i s t i c ic l t e r t b l 'r i lc o t t s i d c r l t t o l r p p s s i t r i l i t i l ' l o e di unr rr nc dit ir z ir r t t"nit t ur t t l c '" . t t t r t t t c t t e t l c lc h c s i P o s s l p r o c e d e r " e c t e nc l c ar t t r t r it t o lellut t r c t l i t i r z i o t t t t t r c l t e l l t e t l i l t n t cl c v i r l i r n l t t t t ' i l t r ali c il v uot o t lc llt t s pilit o . . . s c r t z l u l i i r r l p t r l sc l e l t r S p i r i t t l S l t n t oc r ' [ : s i s t o l ] o p c l 's ( ) l l c .t ': l i i s enz ir lc { nt z ic s ollr lt t t nl t t t t r l r ld i I ) i o "

, r i v c , c h c r a g {i u n q o n o u n a s( ) r tad i b e l ti tu d i n e , d i .'r i p o so n a tu r r l c " , t l i p a c c . s c qu cn ( l ou n 'i n cl i n a zi r r n c a tu r a l e e so sp e n d e n d o n , r 'n i u t t i , ''i t i r n c n ttr l e .In u l tr i tcr r n i n i , se si a r r e sta n on tcm o r i a . r r t c l l c ( t o . e v t l l o n tu . c se ci si cttn ccn tr a n e l l tr "scr n l tl i ci ti " e r r u t l i t u "t l e l l 'u l r i n r aci si tr o vu "p a ssi vi tn tcn tc l cva ti l l l a co l tte m . e n i I 'l r r z i o l r c : r t u r a l e "e si p u d "a ssa p ( ) r i l r el p r o p r i o fo n d o d cl l 'a n i r r r , r " .S i p e r c e p i s ceco si u n a "g n tn d c q u i cte p i tce vo l c" e "u n a , ( r t r rn l t u l 'a l e t e n d e n zacl ise ste ssi so D i o q u a l c p r r r p r i tr r i n ci vcr p ta d l , i . r " '. P e r t ) ,c g l i i r gu i u n u c. l e e sp e r i e r r zai h ca ti tu d i n en o n p u i t r . r l ) l ) r c s c n t i t ru n c ( ) n ti tttod i r cttr r co n D i o . p e r ch i ' q u esto si tr tti c.c , r ( \ ( ) l ( ) i t t t r i l v c r so l a g r u zi a . R u vstr r o e ckco n tl ;i e d u n q u e u n :r , i r s t i r r z i t l nfc a l u l t cr ce zi o n cd cl l a p r o p r i i re sscn zle l a l te r ce zi o n e r . l ) c r i n r c n t i i l c i D i o . R e sti r co n r u n q u ci l fa tt( ) ch c l a d i sti n zi o n e d r r r r n i s e r l l 'r r c c o si n ctta ( i l ;r r o h l cn ta e si stc'vaa n ch c n e l l e l ltutti..sul) chc n()lt tutti i tcologi sono d'uccorcl().in cluanto c , r l c u n ip c r r s r r n o h c l a co n tcn r p l a zi o n c r i r tu r a l c o a cq u i si tu ) p tl ssa ( c r t t ) i ) rr l r c f i r t t l a D i o . J o n . \ N N r '. \ Lt . r R ( ca . l .l ( X) - l .l ( r l ) . tkr r n cn i ca n od i Str n sb u r g o , . r l l i c l o c l i L c k h u r t . p a r l u cl i tr e n i l sci tesp i r i tu a l i : l u p r i n l r u vvi cr r e ( l L r i t r i ( li(l) F 'i g l i oe gcn e r a tod i tl Pu d r eccl cste . l u se co r r d tr u a n d o tl t i c s i t g e r t c r l t 0 d tr l v{u r i ac l u tcr zl ra Vl 'i cn c"( ) g l ti g i o fn ( )e clo g n i "\'cr a n tcn tcc sp i r i tu i tl l i l cn tei n u n 'a r r i r - n a , , r i r' ( }r i r n ( l ( )l ) i t l n l r sC e l , L r o r r a r e r l i u r r t cl u g r a zi a c l 'a n r o L e "''.Ou cst'u l ti n l r si vcr i fi ca n . r l . t f l v c r s ( u n r l c co g l i n r e to e u n a co r r ve r si o n c i tu tte l e p o te n ) n d r . " 'r l c l l 'u r r i n r u . L o Sp i r i to p u t) cl u n q u c r i n a sccr c i n r r o i u d o g n i n r ( ) n r e l l t ( )p u r c h e l i l r a q i o n c i i l i l n tcttl r l a l tr 0 l tr i i r i r r r Po l g p 2 i g . l r r n ( ) n r n z uc s i n r cco l g l rn r l l a l tr o p r i l r i n tcr i o r i ti . fi n o u tr o va r c 'r r u t l oc r l i s p o s t oi l n o b i l c fo n r l o " d cl l 'l r r i r n a . Se I'u tl n to si svu r l t l r s s ei l r q u c s t o n r o tl o . "n o r r c'c u l cu n tl u b b i o ch e D i o ckl vr ctr b e r i c r r r p i r l rc r t r n p l c tu n rre tc" '. So l o n cl p i u p r o fttr r cl o l e n zi osi p u t) l r si l ', c n t i r ci l V t r b o c c o r r tcr r r p i u ric Pa tl r cscn zah i so g n od 'i m m a g i n i , r l t s i o r l r l t t c r t t io p cn si cr i . N o n b i so g n u i l l u cl e r sid i tn r va r c' D i o l r r o l i c l i r t r l i :u r r c h cIi r l i tu l g i u c l 'i m p ctn tl so ci a l el ) o ss( ) n o i ve n ta d r ( ' ( ) s t i l c o l ii l c c r c lfl ( ) d e n tr ( ) tl i r ttl i . I r r l n g h i l l e r n r . n e l scco l o Xl V. fu co l n l ) ( ) sl ou l t i l l tcr cssJn tc trifttrto slriritr-rllc.lu ,\rrlrr, tlL'llurtott-tottosc(n:u('tlrc Cloud ol U r t k n o r i r t g , \ c h e p r e sctr tl u n a l o g i cco n l a i n cr l i ta zi o n co r i cn tu l e . .
(' ' ('i t. i n V l :rdi nri r ' Iruhl ur. l ,' t' .s pc ri t' nz u .s ti ru. i tti N utx a. R oma nri l '/i i {. p. 167. ' (j i ovunrri I'uul cr. ()7rc re,Ll di z i oni P l ol i nc . R onta 1977. p. 37. ' !hi i l . . p. 1l .

"' / |ir i. , p. llJ . cit.' rol. lll. pp ll)1-l(r5. lrll'()ttirlt'rrtt'. '*' Eldtttirr'Lttlltt.I trri.stit'i -" /irnl.. 3i'i. n.

't !' n u tu ti t ltr tlitltt' . cit.. p. l --l t. -: :('tt e l trrdti tr,t cri sti ana, ,l Cit. in Ii. Etr o r tr ivir - l- lrssl rl l c.y'ttl i trr:i (tttt' Ed izio n i Plo litte . Ro r ttr t lt) 7'). p. l 7'1.

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Dio, che viene definito come I'esseredel nostro essere,non csserecompreso intellettualmente, ma soltanto amato. dunque tutti i pensieri, anche quelli religiosi, vanno posti sull'Assoluto, ce concentrarsi una "nube d'oblio", bisogna d'amore"t6 un un di suscitare desiderio, "nudo, ciecoslancio di lui, e utilizzando al massimoqualche breve parola come amore, fuoco, aiuto o peccato:"con questaparola picchierai nube e sull'oscuritl che ti sovrasta"tt.L'anonimo autore ri "con concettoche bisognacolpire la nube della non-conoscenza freccia acuminata del desiderio d'amore"n, perch6 0 solo questo lavoro (e non con I'ascetismo)che si pud "distruggere fondamentoe la radice del peccato"n.[a grandefatica della contemplativa,che d superiorealla vita attiva, consistenel careil ricordo di tutte le creatureche Dio ha creatoe nel ricacci dellacontemplazi L'esperienza le sottoquellanubed'oblio"s). grazia, ma I'uomo a sua una speciale non pud avveniresenza disponibile d lasciaroperare Dio in sd. Trai mezzi dev'essere si possonoimpiegareinizialmente troviamo la lettura, la zione e la preghiera,ma per i progrediti d pii importante il improwisa" e al "cieco sentimento alla "consapevolezza propria miseria e della bonti di Dio"E'. La sospensione ci e attivitesensoriali intellettuali,la non-conoscenza, permette giungere alla trascendenza: I'importante d tendere a Dio alcun intermediario"e e raggiungereun "nobile annientamento s6"8. Chi arriva a tale perfezione, si unisce a Dio "in spirito, amore e in armonia di volontb"s e sarl egli stessodivino, nel comeattestala Bibbia, per esempio salmo81, 6 e nel Va di Giovanni (10, 38). xrcord cusANo(1401-14&) nacquevicino a Treviri, ma in se gran parte della suaesistenza Italia, dove divennevescovo Bressanone.Rifacendosida una parte al neoplatonismoe a di nigi, e dall'altra a Eckhart, egli nega che alla conoscenza
ft La nube della non-conoscenza, c. di Antonio Gentili, Editrice a ra, Milano 1983,p. 137. n lbid., p. 144. n lbid., p. 156. 1' Ibid. r lbid., p. 185. tt lbid., p. ?.N. e lbid., p.29O (Lettera sulla preghiera). s lbid., p. 348 (Leuera di direzione spirituale). a IbA., pp. 257-258. 380

possa applicarsi la logica aristotelica, il principio di nonsi contraddizione,in quanto nella trascendenza realizzala coincidentiaoppositorum."Alla domandase Dio esistanon si dl rispoi che Egli nd d, n6 non d, ma neanche e di stapiDacconcia questa, "Dio non non E."s Come scrive nella predicaDies santificultrs, n€ pud essere compreso con la ragione,n6 con I'immaginazione, n€con il senso"*,perch6superaogni nostrafacoltdmentale.Le delcogliereil paradosso regoledella nostralogicanon possono che I'assoluto i tutto e niente.ched principioe fine, che "trascen' "infinitae e de ogni opposizione ogni contraddizione" che supera rnenie tutti gli opposti"'. E inutile cercaredi definire Dio con parole quali veritit, giustizia,luce, essere'spirito, intelligenza' ecc., perch€sono termini che "comportanodiversiti' molteplitutte coseche non poconcettuale, distinzione citi, opposizione, Come infinito, primo e semplicissimo". sonoconvenireatl'essere non pud esserequesto e non quello, Dionigi, "Dio sosteneva tutto in tutte le cose"o. essendo Poichd "ogni intelligenza tazionale E chiusa nei limiti della molteplicitde della quantita"s, non possiamotrovare Dio che (doctaignoranlia) eliminando' e la riconoscendo nostraignoranza la d'infinita approssimazione, parzialithdell'esiin un processo per stente.Questadunqued la meditazione Cusano:avvicinarsi a progressivamente Dio partendo dai motteplici e talvolta opposti in e ispeni della creazione, arrivandoa quel centro paradossale cui tutto coincide.Con un esempiopreso dalla geometria,egli spiegache 0 come allargareun poligono finchd si trasformi in un circhio o un cerchio finch€si trasformi in una retta. "L'uniti di si tutte le cosed Dio, ed in ogni parte dell'universo puOtrovare che via che porti a Lui."$ Ecco perch6egli sostiene momenti una divinasonopresentianchein altre religionied d della rivelazione quindi un anticipatore della convergenzaecumenicadelle fedi. parla di meditazionesolo nel senso (1483-1546) LUTERo MARTIN di un ascolto profondo della parola di Dio' cosi come ci viene dalle Scritture. Tuttavia la sua opposizioneal fariseismodella dellavalidithdelleopereesterioromana,la suanegazione Chiesa 6 7nlla, op. cit.,vol. VI, P. 8' & Nicol0Cusano, Opereriligiose,UTET' Torino l97l' p. 679' n lbid., p. 670. s /bid.,p. 681. 8 lbid., p. 687. q lbid., p. 693. 381

ri ai fini clella salvczza, il suo invito a un rapporto nudo o interiore con Dio. il rifiuto clelle mediazioni ecclesiastiche frr c r c alur ir e Cr eat o r e . l a r i d u z i o n e d c l l a r i t u a l i s t i c as a c r a m e n t a l e . ll c or r c ez it lr rdc l s a c c r t l o z i o 'o g n i c r i s t i a r r o . i l p r i r r c i p i oc h e l a e d e f ' c c lc s ia il nr r r s si n r o u l t o r e s o : r D i o e I 'u n i c a v i a v c 'r s o l a c salvczza.trirsf()rntatlo culto cristiano in qualcosadi pii interio. il rizz.ttt-t rneditativo. ln sostanzaegli re:rgi a una rcligione che si e c r a f lt t a v uot o c cr i r n o n i a l ec r i t o e s t e r i o r e .c o n u n r i c h i a r n oa i valori csscnziali clclla fcde. Un ilttcggiantcnt(l sinrile lo aveva irssullo Cristo nci conl'ronti della Chicsa dell'eprlca e. conre si r ic olr ler ir . ir nc lr e B o d h i d h a r n r a ( i l p a t r i i r r c ad e l i o z e n ) n e i c o n fronti cli un bucldhisrnoesteriorizzato.Cosi Lutercl ricorda che non basta battezzarsiu|[r sola vtlltil r1lache bisoqna farlo conti. nuanlent e,c he lt r vc r a e u c a r e s t i a v v i en e n e l l o s p i l i t c td e l l 'u o m o a (blstando il solo desiclerioclclla fctlc) e chc la Messa dovrebbe esscre una verl e propriu forrna di nreditazione. poiclri, per c c lc br ar la. "l' unica c o s a c h c d o v r c r n r n o f a r c . . . s a r c b b e t e n e r c i dirvanti agli occhi lc parole di C'risto che ne costituiscono la sostanza.e rneditarlc e rirneditarlc per esercitarela nostra fede, nut r ir la e r af f or z a r l a c o n u n a q u o t i d i a n a c c l e b r a z i o n e " " , . Gli esercizispirituuli di rc;N,rzro r-oyot-,\ (l19l-1.5-56) r)r rientra. no in un tipo di nreditazionecliscorsiva. basatasoprattutto sull'u. so dell'inrrnagirrazione, chc ha hcn poco in conrune con la via apofatica e di conseguenzacon quella orientale. 'futtavia essi costituisconoun inlportante capitolo nclla storia dclla contem. plazione cristiirnae ricorrorro talvolta a tccniche molto interes. santi, corne per esenrpio gli esanri di coscienzirpcr scoprire i punti cleboli. l'attcnzione al nreccanisrno dcgli stati d'aninro (le "consolazioni"e "desolazioni") pcr verificaresc si d o non si E in sintonia con la trascc'ndenza i sisterniconsigliati per cornpiere e buone scelte. Gli escrcizi sono distribuiti in un corso di quattro settinlalle e prcvedono la presenzadi un istruttore chc cunsigli e corrtrolli l'esercitante Ll prinra settilnanad dedicata a un esame . dei plopri peccati, che vanno arrcheanrrotati,c a una rneditazione sull'inferno. La seconduvicne inrpiegataper varie nreditazio. ni s ulla v it a di C- r i s t ( ( i r r c a r n a z i o t r en a t i v i t i . i n f a n z i a , e c c . , f i n o ) alla dorrrcnica dclle palnre) e pcr la nrcditazione sulle "due bandiele" ( quella d i C r i s t o e q u e l l a d i L u c i f e r o ) . L a t e r z a s i concr:ntrasull'ultinra cena. la passionee la crocifissiclne. Nelle

deve basarsi l)rirne t re settimane I'attccgiantentodell'c.sercitante .trllu corrtrizionc,la confessione. lrcnitenza,il proposito di non la p d e I ) c c c i r r c iu e I'u l kr n ta n a n r e n toi o g n i p cn si cr or l i so d d i sfa zi o n o d i r , r o i a . r t f i n c n cl l a cl u i r r tlsctti r n :r n aq u a n d o si n r e d i tasu l l a r i su r r cI . z i o n e . s i lx) tr i r p cn si l r c a co sc ch c'd a n n o p i a ce r ec a l p a r a d i so . Le mcclitaziorri Ignazio si basanosu un'intcnsavisualizzaziodi rrc (la "composizionedi luogo") e irnrnedesimazione (1"'applicaziorrcdci scnsi"): in pratica bisogna imrnaginareogni particolare r . t l u o r : h i .J ) r l s( ) n c. r r tr vi r n cn tisu o r r i .o d o r i . r :o l o r i ,e cc.) c p a r te ci i i I r l r l ee r t r oti vl r r r cr r ter i vr r r i cPi sr r tl scg u cn r kl .u ttr i r vcr sol e ta p p e r l c l l a v i t a d i C r i sto . u n p e r c( ) r sop cr r i tcr r zi a l c. ) a l l u n d o d ci tr e i rrrodi di pregare. Ignazio si ricollcga anchc al ntctodo esicasta: rnfatti il tcrzo nretodo consistenel fatto che "ad ogni anelito o rcspirclsi deve pregare nrentalnrentcdicendo una parola" della "in nranierirtale che soltanto una parola sia plcuhiela prc'scelta. i l c t t a f r a un a n el i to e I'a l tr o , e i n ta n to ch e d u r i I'i n tcr va l l o fr a u n , u r c l i t o c I'a l tr o . si p e n si p r i n ci p a l r n e n tea l si g n i fi ca to d i ta l e cu I i r l o l i r . o a l l r i Pcr sr r n l r i l i r p r cg h i cr a i d i r e ttl , o a l l a p r o p r i a b u s s e z a ""t. l r t co r r cl u :i o r tc,n ( ) n o stl l n tcr .r nccccssi 'u 'tlco r so a l z ti : c n s o d i c o l p a e d i csp i a zi u n e q u csti cscl ci zictr sti tu i sco n o r r otl ci , u r a r i t e n t a ti vicr i sti a n id i co sti tu i r eu n a vi a "tcctr i cu "a l l a co n r u n i ca ziclne con Dio. Ma per arrivare ai massimiartefici della nteditaziorre, dobbiamo approdare a santa Teresa e a san Giovanni della ( roce. s.\N'r'A InRESAr)'AVrr-^(1,5 1,5-l5ll2),proclantata dottore della ( 'l r i c s a n e l 1 9 7 0 .p o n c a l ce n tr o d el l 'a tti vi ti \ sp i r i tu a l el "'o r a zi o n e n r en t a l c " , ch c co r r si stc n u n "fr e q u e n te e i n ti n l o co l l o q u i o co n i C t t l u i d a l q u a l c ci su p p i u n r o r n a ti ""^ ech e si e sp l i cap i i n cl l 'a n r a a rc che rrcl pensarc. "La porta per cui riccvctti questi irnmcnsi favori chc Dio nri fcce l'orazione."u'Nclla sua autobiogratia, '! '['eresadistin-s,uc qurttro gradi d'orazione, in cui lo storzo individ u a l e e l 'i n r p cg r r od e l l a vo l o n ti r si fa n n o vi a vi a n r cn o i n tcn si , l a s c i i r n d o l p o sto a l l 'i n tcr ve .n to i vi n o . L 'a sce sasp i r i tu a l e vi e n e i d p a r l s ( ) n i r tl a l l 'i n r r a ffi a tu r ad i u n g i a r d i n o , ch e p u o a vve n i r e i n (luilttro nrocli:lttiur.tcnckr acqua dal p0zzo con gran fatica; inrmett c n r . l o l u ci ci r r r i r l ctti 'i r r i r ta zi o n e n u n a r u o ta {i r cvo l e ( si ste r n a n d co che i'rrrcno fltictrsrl tleI prccederrte forniscepii acqua); deviane l-ovolir. I'..st'ni:i spirituuli, Mondadori, Milano l9ti.{,p. 9fl. " Ir:nrreitrdc " S i l r ) t u ' l cr csa 'Avi l a . Vi tu .i r c. d i Ita l o Al i g h i cr oC - - h i u su rI{i zzo l i , d ro, Nliluno 1962 lt)fi-l.p. 59. c " !ltitl.. p. 61.

" ' lvla r tin L u tcr tl, L c 9.5 r,.ri . di zi orriStudi o'l -csi ,P ordcn<tncl 9[311, 88. l E p.

31.t2

dola direttamenteda un ruscello(sistemamolto comodo); oppure utilizzando una pioggia abbondante (sistenrain cui il giardiniere non deve far nulla in quanto vi provvede il Creatore). Oui si trova' Al prinro livello D ancora l"'intellettrt" a lav<>rare. clre "devono affati' no i principianti dcll'orazione-nteditazione, carsi a raccogliere iloro sensi, i quali, abituati comc sono a divagare, darrno non poca fatica a radunarli"". Teresa avverte coloro che "discorrono molto con I'intelletto. traendo da ogni pensiero altri pensieri e diverse rif'lessioni"*,di ntetterlo a tacere concentrandosisulla presenzadi Cristo o sulla sua passione,op' purc immaginandosidi esserein paradiso o all'inferno, oppure di rando "la potcnza e la gratrdczza Dio nelle sue creatuconside re""'. Essaconsideracon meravigliai religiosiche si sotttlpongono piir dura, ritenendosiironicamente fortu' a penitenze e all'ascesi nata di aver ottenuto tanta grazia solo attraversola meditazione. Dopo il prirno stadio dell'orazione discorsiva,ecco il secondo dell"'orazione di quiete", in cui I'anima (ovvero la mente), ormai stanca d'aver lavorato tanto con I'intelletto. entra in uno stato di Ie ad nto, inctlntinciando assaporare "delizie calrna e di raccoglime clel paradiso". Essanon E anctlra del tutttt ilssortain Dio, eppure "D occupata a contemplarlo senza sapere conte"". L'intelletto, che d "un gran seccatore"*,si d fatto meno rumoroso, riducendo la sua produzione di pensieri, parole, rit'lessioni,idee e I'intero bagaglio culturale. Per progredire, d perd necessarioarrivare al dell'attivitd mentale. "sonno delle potenze", ciod alla sospensione a Se "l'intelletto non discorre", I'anima "viene necessariamente trovarsi o molto raccolta o molto vuota, dico vuota in quanto a da In considerazioni"r'rr. tale stato essa"rimane cosi sospesa parer tutta fuori di s€. La volonth ama, la memoria mi sembra assente, I'intelletto non discorre, a mio parere, ma nemmeno si perde: perd, come dico, d inoperoso, restando come sbalordito per le m olt e c os e c he int end e " " " . Ncl terzo stadio, che d "un morire quasi del tutto a tutte Ie cose del mondo, e un bearsigii in Dio""'r, la volonth e completamente lbid., p. 7t3. 'g5 q: lhid., p. 94. e' lhid., p. 95. "Nlbid.. p. ltl7. s t hid. , p. ll0. r"' /bir,l.,p. 6.i. t "t lhid. , p. 69. )'2 lhid., p. 116. 384

in pii raccolta Dio, I'intelletto sembra non discorrere e prevale un'intensa estasi.Mentre nell'orazione quiete si avvertela di presenza Dio fuori di s6, ora la si avvertedentro di sd, nel di centrodel l ' aninr a. Nel <luarto stadiotutti i sensi le facoltir e mentalisonoassorbiti "il nellabeatitudine, corporesta senza forza""" I'auima e raggiunge la divinaunione. genere stato In tale duramcnodi nrezz'ora, finchd pensiero, qualche ricordo inrmagine o terrena ricomincia affacad ciarsialla mente.Mentrenei primi tre stadilo sforzoindividuale (anche in progressiva era preponderante se dintinuzione), tale in "orazione d'unione"la passiviti completa I'anirna d e sperimenta senza on.rbra dubbiodi trovarsi Dio e cheDio siain lei. Come di in scrive ItaloAlighieroChiusano"u, notevole I'analogia la quad fra dripartizione teresiana dcglistadi quella buddhismo meditativi, del (sila, sanrudhi, pannu, vimutti) e quella del neoplatonismo (kdtharsLs, 4llampsis, ltrstcsis,tnosis), a confermaaggiungiamo noi cheil processo meditativo universale al di li delledifferend e, ze soggettive culturali,percorre e tappeobbligate. Nelf'operaII castello interiore,Teresasuddivideil processo in settefasi,chiarendo che,se I'anima comeun castello, porta d la per entrarvi C costituitadall'orazione dalla meditazione, e quest'ultima intesacome riflessione divino. La prima fased sul (vocalie mentali),riflessioni quindi raggiunta con preghiere ed perdsiamoancora"ingolfatinegliaffari, esamiautocritici.Poich€ nei passatempi, piacerie nelledistrazioni nei poich€ mondane", "cadiamo ancora nei peccatie poi ci rialziamo"r"r, ecco che si purificazioni,prodelineauna seconda fasedi lotte, sofferenze, gressi regressi. e Attraversola praticadellevirti e la sottomissione alla volontirdivina, si pud raggiungere quel distacco dalle cose e quella liberti dalle passioniche rappresentano terza fase. la Nella quartaormai i sensi le "potenze"sembrano e rinunciare alle loro funzionie si desidera solitudine il rientroin se stessi. Ia e Qui Dio lanciacomeun "fischio" per far riconoscere propriavocee la per indicarela via: si tratta di unagraziacheci aiutaa cercare Dio in noi stessi. Naturalmente non bisogna ricercarlo con I'intelletto e anzi bisogna allenarsia "tralasciare ogni discorso" a "fermare e il pensiero"''. E la cosiddetta"orazione di raccoglimento", in "'r lbid., p. 727. tu Ibid., p. LIII (introduzione). Teresa d'Avila,II custello interiore monsioni, Opere, o in Postu'6 Santa p. lazione O.C.D.,Roma1981, 29. Generale
t6 lbid., p. 817.

385

interiore", un senso "soaviti", di cui si produceuna "dilatazione nd di n6 un "sentimento tenerezza... del tutto sensuale del tutto Teresadice di suscitare meditando spirituale"")'. tale sensazione Vi del di sullagrandezzabellezza creato sullapassione GesD. 0 e o "Se mettiamo molti ostacoli alla dunqueun lavoroda compiere: nulla per rimuoverli,come possiamo sua venutae non facciamo pretendereche Dio vengain noi e ci faccia grandi favori?"'Q. si di Attraversotali sottili sensazioni, arrivaall"'orazione quiete", in in cui si profila un duplicepericolo:di cadere un vuoto mentale che sarebbe solo una forma di ottundimento,e di caderevittima dell'immaginazione. mentale,su un forte impulso Teresainsiste,piir chesull'arresto a il d'amore.E questosecondo provocare primo e non viceversa. QuandoI'intellettoe la volontirsonofissatisul divino,ci troviamo nella quinta mansione,che d un"'orazione di unione" ancora e incompleta.La mente d sospesa questo pud provocareuna piacevole, c'd ancorada lavoraremolto per spoma sensazione gliarsi "d'ogni amor proprio e volonti"'*. Inoltre si pud essere sottopostia dure prove. Come si leggenella yila, I'anima parte per un viaggioche sembraportarla fuori dal mondo, ai confini dell'universo, ha bisognodi tutto il suo coraggioper non farsi e dallostatodi unione,pud travolgere dallapaura.Quandopoi esce assalita "disgusto dover tornare a vivere", di dover di essere dal rientrarenel "carcere questavita"rro. di Giungiamocos) alla sestafase, in cui I'orazionedi unione si perfeziona:I'anima si strugged'amore, "sente di esserestata ferita, ma non sa da chi, nd in che modo" e prova "piir gioia in questapena che non nella deliziosa sospensione dell'orazione di quiete""'. Il desiderio raggiungere centrodel castello fortisdi il d "locuzioniinteriori". Bisogna simo,e Dio puo rivelarsiattraverso perd stareattentia chetali "locuzioni"non provengano demodal pud All'improvviso celebrarsi nio o dallapropriaimmaginazione. il "fidanzamento con Dio": gli occhisi chiudono,il corpo s'irriginel disce,la rnentei concentrata suo oggettod'amore, si perde ormai divenuti "una coscienza sd e si d rapiti in estasi, di essendo sola cosa con Dio". A volte si rimane semplicemente assorti ta V i ta , i t.,p .6 9 . c

"nel godimento Lui""3 e a volte si ricevono di rivelazioni, visionie rrltregraziestraordinarie. rapimento distingue "volo dello Dal si il rpirito", che d un "movimentodi animacosiimpetuoso"e veloce "da sembrare che lo spirito ci vengarapito"tD.Teresaawerte di concentrarsi non solo sulla presenza Di{o,ma anchesull'umadi niti di Cristo,in mododa utilizzarlocomepotentemediatore, di e conservare I'umiltde la povert) di spirito,considerando propria la rnadeguatezzaindegniti e cercando il pcsodella croceche i pii e piaceri della contemplezione. detto che anche i btrddhisti Va nrettonoin guardiacontro I'attaccamento all'dnanda, non p€r ma tundesideriod'espiazione, bensi perchdtale dipendenza impedisce la liberazionefinale. Alla fine eccoproromperela settimafase,il matrimoniospirituale, l'unione perfetta,in cui esistesoltantola beatitudinee si pud ammirare"quasiper vista" cid chedi solito si credepcr fede. Qui si vedono distintamentele tre Personedella Triniti e lo spirito"divieneuna solacosacon Dio". Tale "misteriosa unionesi fa nel centro pii intimo dell'anima,ove deve abitare lo stesso [)io"'r4e regnano pacee il silenzio.L'anima trova il suo riposo, la si scordadi esistere non vuole piri essere nessuna e in cosatranne chenellagloriadi Dio. Essaraggiunge perfettodistacco non d il e piir toccatada pene interiori. "L'intelletto non ha movimentind ricerche fare. Chi I'ha creatovuolechesi riposie contemplicid da che awiene come per una piccolafessura." Anche I'estasi finisce per scomparire "Dio e I'animasi godonoin altissimo e silenzio"r',. Il pensierodi seN crovnNNrDELLA cnocr (1542-1591) traccia I'itinerarioche I'anima deve seguireper arrivare a conternplare [)io. Due sono i punti salienti dell'ascesa spirituale:il distacco sensoriale il distaccospirituale. Si tratta di due "notti" cui e periodidi oscuriti e di sofferenza: prima segna corrispondono la il passaggio dalla meditazionealla contemplazione la seconda e dallacontemplazione all'unione.Riallacciandosi insegnamenagli ti dell'Antico Testamento, santaTeresae di Dionigi, sanGiodi vanni spiegache tre sono i motivi per cui ha dato il nome di "notte" alla contemplazione purgativa:primo. perchdI'anima tleveprivarsidegliattaccamenti perchdla via temporali;secondo, c\indicatadallafedeched oscuriti per I'intelletto;e terzo,perchd Dio rappresenta meta oscuraper la ragione. una 'r: Ibrd.,p. t182.
"r lbid., p. 8ti7. "' /birl., p. 943. "' /birl., p. 9.5.i.

tB lb id ., p . 6 1 . '" Il castello interiore, cit., p. 835. ttt' Vita, cit., p. 153. ttt Il cusrello interiore, cit., pp. 864-tt65. 386

387

j
La prirna notte dei sensi d "quello stato in cui gli appetid vengono privati del gusto di tutte le cose" e in cui I'aninra resll "vuota e avvolta dalle tcnebre"rrn.Naturalmente si tratta d rirrunciare non tanto alle cose quanto al desiderio, all'attaccr mento verso di esse. Qucsto perchi "l'affetto per Dio e qucllO per le creaturesono contrari""'. Non tutti i desideri sono perd dl ostacolo allo sviluppo spirituale: "quelli naturali poco o niento inrpedisconcll'unione con Dio, purchd non sia dato loro ll consensoe non oltrepassinoi limiti di moti involontari""'. Gll "appetiti volontari" devono invece essere elinrinati, attraverso I'eserciziodella volonti e dcll'anrorc, perchd sono conre dellc remore che, pur essendopesci piccoli, ostacolanoanche grossc navi. Per entrare nclla "nottc del senso" si pur) praticare u0 metodo attivo. che consistenel far tutto cio che d unlanamentc possibile, e uno passivo, che consiste nel non far nulla abbandonandosi alla volonti divina. Con espressioni che cl ricordano Dionigi, Eckhart e anche il taoismo, san Giovannl scrive chc, per voler essertutto, non bisognavoler niente, e che, per voler conosccrc tutto, non bisogna cercarc di saper niente. "ln questa nuditi lo spirito trova il suo riposo, poich€ non desiderandoniente, niente lo appesantisce nella sua ascesa very) I'alto. "r e I-a "scala segreta" per giungcre a Dio d cornposta di trc gradini: la fede, che pone nel vuoto la conoscenza intellettiva; la speranza,che annienta la memoria applicandosia cid che non si possiede ancora; e la caritir, che spoglia la volonti da ogni affetto e attaccamentoterreno. "Tutte e tre queste virtir dunque pongono I'anima nell'oscuritire la vuotano da tutte Ie cose"rr, sospendendo sue facolt) e introducendolanclla secondanotte, le quella dello spirito. t-a fede in particolare d "notte oscura per l'anima", d una "nube oscura e tenebrosa", in quanto "ci manifestaveritir mai vedute e comprese""'. L'intelletto non puO comprendereDio, che per lui d "tenebra", e quindi "per disporsi alla divina unione, deve restare puro e vuoto"r:r. Il "divino r16 SanGiovanni dcllaCroce,Opere,Postulazionc Gcnerale C:rrmelita. dei ni Scalzi,Roma 1979,p. 19 (.Sa/na Monte Curmelo). del tt1 Ibid., p. 32. tt{ Ibid., p. 49. tte lbid., p. 61. t!' Ibid., p. tl5. tzt Ibid., pp.72-73. t2 lbid., p. V). 388 fuoco" della contemplazione purifica I'anima, facendoneuscirele irnpcrfezionie le indegniti e rendendola piu simile, attraversole sollerenze,al nroclello divino. In rcalti nel prucessr'r contemplacli zitlne si alterncrannornonrcntidi sconfbrtoc ariditli e nr()menticli g i o i a . A l l 'i n i z i o l 'a n i r n ar i c eveco n so l a zi o ne p i a ce r isp i r i tu a l i . n r a i poi Dio. per svczzarla,lc manda sol'ferenze semprc piu "intime", "raffinate" e "spirituali". Ma finch€ le "caverne delle potenze" non si sono svuotate e purificate dei bc.ni terreni. n()n possr)no riceverequelli divini. Arrzi. piir profonda sari\ stata la purificazir> ne, pitr elevata sirrir la gioia finale. P c r d i v e n t a r e i l p i u p o s s i b i l esi n r i l ea D i o , l 'a n i m a d e ve svu o ta rc le proprie facoltl: intelletto. nrcmoria e volonti. La rnente. infatti. "nel carccre del corpo. non ha disposiziclne capacitirdi e ricevcrc una notizia chiara di Dio". Poichd l)cr essala trascendenza c\tcnebra ed oscuriti. cleveporre se stessa buio e al vuoto. In al t i r l m o C o d i v e n t c r i p i i c o n fo r n r e , p i i p r o p o r zi o n a taa D i o . C h i c()ntempladcve procedcre "piutt()sto con la rinunciirche col desidcrio d'intenclc're,accecandosi ponendosi all't-rscurtl piuttosto e chc aprendo gli occhi, per accostarsidi pru al raggio divino"'''. (irnre si vedc. con san Giovanni siamo nel pieno di una via apofatica che ha grandi analouic con la meditazione orientale b u s a t as u l v u o t ( )m c n t a l e. M en tr c l a p n n r a n tl tte . q u e l l a d e l se n so , pur) esscre ragsiunta cla nrolti principilnti. la seconda. in cui "l'lnirna si purifica e diventa nuda secondolo spirito, adattandolo e d i s p o n c n d o l t l a l l 'u n i o n e d i a m o r e co n D i o "'r '. c r i se r va ta a i Irr()grr'(liti.Sc infatti i rclativarncntefacilc contmlllre i serrsi.d p i u c l i f f i c i l ec o n t r o l l a r el a n l en tc e l 'a vi d i ta sp i r i tu a l e .Pcr a n n i ch i lire le "pote nze". d necessario ricorrere, oltrc che all'aiuto dclle t r c v i r t u t e o l o q a l i . a l d i s t acco d a o g n i b cn e . si a m a te r i a l e ch e spirituale, giungendo a cit\ che gli cpicurci chiamercbbcrouturussia e gli oricntali vuir(tg"-a, ossia alla crpacit) di accouliereogni c \ e l r t o . b u o n o o c a t t i v ( ) .s cn za n r o ti d i a ccctta zi n n e d i r i fi u to , o s c r r z i rp e r d c r c " l a t r a n q u i l l i ti e l a p a ce d cl l 'a n i n r a "'r 1 . S a n G i o v : r n n is i d i c h i a r ac o n tr a r i o a l n r o l ti p l i ca r si e l l e p r e g h i e d re . ritenendo piir inrportarrtepurificare la coscienzae stare scmnte nza di Dio. Gcsu non ha infatti i)liccnre c nudanlcntc alla prc'se irrsegnaltluna "varietii di dornandc", rna ha racconlandatoche

': lhid., pp. 96-91.1. ::' lbid., p. 372 (Notte r.rscrrra). ':' lhid., p. 2,1.1 (Sulitolcl lllrnte ('urmelo). 389

queste"si ripetessero volte con fervoree con cura"r:6. piir Egli'0 vicino a coloro che lo invocanonella veritire con sinceriti. e non ha indicatonessuna cerimonia nra esteriore. solo di pregare nel segreto dellacamera in luoghisolitarie "nel temlxrmiclioree o piircluieto vieneconsiderata san dellanotte"'".La meditazione da per Giovannicome un esercizio principianti. essendo ancora un processo discorsivo una ricercadi piacere(anchese spirituale). e Ma. quandoI'animasi d ornrai nutrita delle cosedelkr spirito, eccoche Dio incomincia "divezzarla" a collocarla uno stato a e in passare unafirse svuotanrento per di contentplazioue, facendola <ii e di ariditir.A questopunto, se in passato "venivanodati le per argomenti meditare quincli e mcditava, inveccle devono ora proibitala rneclitazione"rr".mente essere tolti e le deveessere La "escrcitarsi atti o anclare ricerca gusti non deveneppure in alla di o di fervore":dcvesenrplicemente applicare un"'attenzione amopassivanrente"'r'. meditazione rosa a Dio... comportandosi La quando discorsiva dc'v'essere abbandonata conrpaiono segni: tre il primo consiste non provare gustoa meditare a utilizzare pii nel e I'immaginazione. secondonell'accorgcrsi non si ha piir il che particonessun desiderio applicare facoltir di le mcntaliad t-rugetti o nel lari (esteriori interiori)e il terzcl tr<lvare soltanto soddisfasoli, con l"'attenzione amorosa" rivolta a Dio, zione a starsene senzaimpiegare discorsivamente nessuna delle tre potcnze. presenti devonoessere contemporaneamente, Questitre segni perch6 pud anche l'incapaciti disctlrrcre la nrente di con dipende"rrrelanconia" "qualchealtro cattivo re da "intorpidinrento". o umore del ccrvelloe del cuore"'''.All'inizio non C facilefissare I'attenzione anlorosA Dio. perch6da una partc essad rnolto su "sottile, delicatae quasi insensibile" dall'altra si d troppo e "completamente abituatia una meclitazione fondatasui sensi". si Percid."quantopiir l'aninra andrirabituando quiete,tanto alla piir crescerie si farirsentircin lei I'antorosa notiziagenerale di vie Dio'!rrr. Comunque passaggio contenrplilzione ne favoriil alla pcrchci to dall'impegno messo lla nreditazione, ne I'uscl continuo di questasi cantbia"in atrito e sostanza" dclla "notizia amorosa tb lbid., p. 336.
t'17 lbitl., p. t! Ibid., p. t3 lb id ., p . ta' Ihid., p. tr t /b ir ,l., p . 337. 793 (Fiammu viva d'umore B). 794. ll7 (Salitu del Monte Curmekt). lltt.

In llcnerale,non distinta n€ particolarecome in passato"r3r. altri tcrnrini la meditazionediscorsivasu questo o quel punto gtenera a l)()coa poc() l'abitudine e la possibiliti di trascorrerea una contcrrrplazione cliffusa.contrassegnata cornpleto assortrinrento, da I'rce. riposo, amorc e beatitudine.Tuttavia questa "notizia gcnerrrle" i spessocosi "sc'rttile delicata" che "l'aninra. quantunque e \lir occupata in essa,non la vede n6 Ia sente"rrt.Viceversa,se la (rlnternpl'rzione meno pura ed d frammista a fornre sensibili e d rrrtclligibili,pud esscre riconclsciuta dalla mente. Il passaggio dalla nrcditazionealla contenrplazione comporta il \upcramento dei vizi spirituali (superbia. ira. accidia. lussuria, rcc. ) e I'entrata in una n()tteoscurain cui Dio libera le anime, "per rrrezzo pure ariditir e di tenebre interiori", dal "basso esercizio di ,lcl scnsoe del ragiunarnento""'. Il processo purificazioneconldi lxrrta sofferenzaperchi I'essere.illunrinato dalla "pura luce divirur", vede ora chiaranrcntele proprie inrperfezionied 0 profondarnenteirlrnerso "ne lla conoscenza ncl scntimentodei suoi nrali e e tlclle sue nriserie""t. I-o svilupp<ldclla consapev<llezza. dovuto ,,rrnaia un influssodivino, sottop()nc spirito a un "peso imnrenso kl c sconosciuto"'u'c a una grando solitudine psicologica.Vi sono conrunqucanche"intervrlli disollievo" in cui I'anirnaviene investill, anzich€ nrodo purificativo, "in nranieraillunrinativao amoroin sl"''-. In realtih.con il procederc della contemplazione, con il tlivanrpare dell"'inccndio d'anrorc" e con l'aurnentodella "sapienza". si acuiranno tanto le gioie che le sofferenze,in una continua rrlternanza stati d'anirno. La "fiarnma d'anrore" viene avvertita di "nc'llaparte superiore dcll'aninro. cioi' nerlkr spirito", e da qucsta pirssione, quest'ansia da cosi "forte c veemente"r'".nasceil desiderio cli uguagliarsial divino che la ispila. L'aninra. purificatasiscnsualmcntc spiritualmertte,riceve, ate travcrso la "divina c()ntemplazi()nc".una fornra di conoscenza "scSlreta ineffabile" che lc vicne infusa "all'oscuro dell'azione e dell'intelletto e delle altre potcnze". lnfatti il "Maestro che insegna la sapienzarisiede sostanzialmente nell'aninra"r'",dove non " ' / D l r l . ,p . 1 1 9 . 1" Ibid., p. 122. 1\ lhid., 1't.373 (Nrtte os<'uru). "' /birl., p. 409. r*' Ihid. "- /bdd.,P. '116. '" /birl., p. 4.12. "" /birl., p. 4-s6. 391

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possonogiungerend i sensin€ la ragionenaturale. I cosi un processo che porterir lo spirito umano ad adeguarsi quello divino. ComedicevaancheEckhart,se I'animasi svuota si spoglia- "unica cosache pud fare da parte sua"- d quantodipendeda Lui. donandosi lei per che "Dio non faccia a meno in sesretoe in silenzio"'*'. Non bisosnainfatti dimenti che se essacerca Dio, molto pii Dio cerca lei, e spesso si sentire, a questo stadio, attraversodelicati, sottili e ineff "tocchi" con cui permettedi gustare"di fatto un certo sapore
vita eterna"tnr. Dal fidanzamento si passa cosi al vero e proprio

non pud convertirsi sostanzialmente Anchese I'anima nella nith, diventaperd "Dio per partecipazione, essendo unita e bita in Lui"":. Lo Spirito Santo la informa e "le dir la affinchdella spiri in Dio la medesima spirazione d'amore che Padrespiranel Figlioe il Figlio nel Padre".Essadunque"di deiforme e Dio''t Terminiamoqui questobreve excurstar nella storia della non perchdnon esistano altri interessanti tazionecristiana m (al contrario), ma perchdabbiamoormai gli elementi per sostenerela sostanziale conversenza dei metodi con d'Oriente e d'Occidente.Nonostantele diffcrenzeteoloeiche rituali, si profila un unico processo meditativo. Certo. si opporreuna distinzione contemplazione fra naturaleo acquisita contemplazione infusa,ma chi pud dire dove finiscaI'una e incominci I'altra? Nellastoriadei mistici. d'Orienteche sia quantodell'altra; non si casi cidente, esistono tantodell'una e quindi dire che si escludano vicenda.Si potrir anchefare a distinzionefra conoscenza del contemplativa S€e conoscenza Dio, ma molti misticid'entrambe partisostengono Dio 0 le che nostrastessa interioritd.Si potri sostenere nel cristianesi che purificatrici la contemplazione basasoprattuttosu premesse si espiatrici,ma abbiamovisto che il sensodella cadutadell esiste tutte le religioni(altrimentinon ci sarebbe in bisogno di meditare) chele pratiche purificazione i presupposti e di e sono presentianchenello yoga e nel buddhismo.Si potri infine sottolineare che i mistici cristianitendono a vedereuna Trinitl tn lbid., p. tlUJ (Fiamma vivad'amore B).
tat lbitl., p. 765. ta2lbid., p. 774. t43lbid., pp. 713-714 (Canrico spiriruale B).

che altrove non compare, ma, a parte il fatto che concezioni trinitarie si trovano anchein altre religioni(per esempionell'intluismo), mistico un comeEckhartafferrna la veradivinitAC che imnrobile inrmutabile d uno statodi non condizionamento e ed che si poneal di li dellaTrinith. D'altronde altri misticicristiani hanno dichiaratodi aver sperimentato solo Dio o di essere stati sottoposti esperienze tutto ineffabili indescrivibili. ad del e Anzi, quasitutti affermano la menteumananon pud comprendere che le esperienze contemplative. quindibisogna e concludere ogni che loro descrizione falsatadalle categorie d mentalie che la trascendenza pur sempre realti\ d una unitaria. Comunque troveremo sia, adesso conferma delleanalclgie i processi fra rneditativi tutto il di rnclndo. un rapidoesame da delle rneditazioni ebraica musule
rl l ana.

La meditazione ebruica Gid nell'Antico Testilmento abbiamo esempi inviti allameditao zione e alla contemplazionc. vero che per molti profeti la E chiamata divinasembra arrivare senza essi I'abbiano che cercata o vi si sianoin qualche nrodopreparati, d anche ma veroche nella Bibbia si accenna vere e proprietecniche nreditazione a a di e protetiche.Per esempio.nel Lihro primo di Samuele scutrle (10, 5), si accenna gruppi di profeti che utilizzano a arpe, tamburi, tlauti e cetrc;ncl Secondo libro dei Rc (3, l5). Eliseofa cercare un suonatore cetra perch€ di aiuti la sua ispirazione. Nello stcsso Libro di Satnuele descrive si una specie contagioprot'etico di che si trasmette un gruppoall'altro(19,20-24),in modo che pii da individui cadono estasi in contcmporaneamente e ct'rmpiono alcune stranezze cui quella di nrettersi fra nudi. Possiamo dunque inrmaginarepitrantichiprofetiebraici i comeveggenti sciamani, o spesso riunitiin comunitir. spesso che,con I'aiutodella errabondi. rnusica. dellapreghiera di determinati e esercizi ascetici, cercavancl I'estasi, ovvero la discesa dello spiritosu di loro. Del resto anche prot'etisnro popolivicini(Fenici. il dei Babilonesi, Egiziani) non avevacaratteristiche molto diverse.In alcuniperiodi vi furono anchepratichesessuali riti orgiastici, e che la Bibbia definisce "religione Baal" e controcui lottarono del alcuniprofetiebraici. Conre si sa, riti del generefurono presentincl mondo grecoromanoe iranico.e spesso confondono si con ie tradizionimagiche.Comunque, profetaebraico I'uomoche,ispirato Dio, il d da 393

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cerca di riportare la religione all'antica purez:La, combatte contro ogni forma di degenerazione deviazione. e Anche non fa eccezione questa a regola.recuperando concettigiir si per esenrpio Isaia(cfr. l, 10-20e 58. 6-11)e da Osea (cfr da 6 , 6 ). Quanto alla possibiliti di contemplareDio su questaT (33, 18-23). vieneben chiaritada Mosdnel libro dell'Esodo egli chiedeal Signoredi mostrarglila suagloria e si senteri dere che nessunuomo pud vedereil volto di Dio e restarevi Qualcosatuttavia pud esserevista: Mosd verri posto in caverna della montagna di li potri sbirciare passaggio e il di guardandolo spalle.Ora. il simbolodellacaverna (checi di ma alla menteil mito di Platone) evidentemente indicare sta a le facoltir umane sono inadattea comprendere Dio e che. poterlo in qualchemodo contemplare. poter vederequalc per porle nell'oscuritir. riflessodella sualuce.d necessario Anche libro della Genesi parla delle possibilitA si contemplative dell mo, allorch6Giacobbesognauna scalache dalla Terra arriva cieloe poi vede, semprein sogno,il Signore che promette zionea lui e alla suadiscendenza. fine. risveeliatosi. Alla G be capisce che Dio era semprestato presente. che lui non ma n'era accortoperch€ comese avesse era sempredormito (Gn 12-17). Eppure.comedimostrail simbolodellascala(comune restoa molti sognisciamanici). esiste unavia di comunicazione I'uomo'e la trascendenza, perd pud essereimboccata che dopo una dura lotta. Il che d confermatodall'altro episodio( 32. 25-31)in cui Giacobbedeve combatteredi notte contro personaggio; misterioso vengaferito. egli non bench€ la lotta fino allo spuntardel giorno. allorchd il personaggio rivelacome Dio in persona. dandogliatto di averlovinto e qui di poterlo finalmentevederealla luce del sole. L'uomo pud que contemplare, i attraverso propri sforzi, la realtirdivina, nientegli viene concesso facilitir.Si pud anzi dire che il con dell'Antico Testamento un padroneduro. autoritarioe sia arbitrario(almenoper la ragioneumana).e che vogliauna missione assoluta. molto a chi non se Qualchevolta concede merita, altre volte perseguita non ha nessuna chi colpa. che Un simileDio energico, non amale mezzemisure,richi inevitabilmente culto assoluto. qui la caratteristica un Di di zionetotaleche assume meditazione la ebraica:"Amerai il Si re Dio tuo con tutto il cuore.con tutta I'anima.con tutte le (Dt 6. 5). I precetti che egli di devono essere 394

..giorno notte"(Gs g infissi nellamente(Dt ll, 18)e meditati e 1, e Sl 1, 2). Il Signoree infatti vicino a coloroche lo invocanoe lo cercano con "cuoresincero"(Sl 144,18):solo cosisi pud arrivare a contemplarlo questa su Terra(Sl 26. l3), a ,.gustare" e.'veclere" quantod buono(Sl 33.9) e a stare"in silenzio davanti"a Lui (Sl non esisteun processo contemplativo -j6. 7). ln conclusione, secondo I'Antico Testamento che non partada una meditazione paroladivina.Ma indubbiamente modoe mododi accoclella c'd starsie di interpretarele rivelazioniverbali della trascendenza, che ha dovuto servirsi linguaggio del umanocon tutti i suoi limiti. Da queste premesse preseI'avvio,nel XII secolo,la piir importante tradizionemistico-esoterica della storiaebraica,la Cabala, la quale diede dell'insegnamento biblico (Torafi) una particolare interpretazione ha elementi che comunicon il misticismo greco, cristiano, musulmano con lo gnosticismo.cabalisti e I eranoconvinti che la 7-orahnon fosse solo un'espressione della parola divina,ma fosse diviniti stessa. esempio la Per Menahem Recanati (sec.XIV) scriveva che "la Torah non d qualcosa di fuori di al Dio e che Egli non d qualcosa di fuori dellaTorah', testisacri al .I sono una vera e propria manifestazione divino. cosicome un del nreteorite d di un pianetalontano.Essinon solo contengono lo il verbodivino, ntasonola paroladi Dio cristallizzata. Ogni nomee ogni lettera € una concentrazione d'energiatrascendente ha e significati vannoal di lir della comuneinterpretazione che letterale. Conresi vede,tale concezione dellaCabala ricordaquelladel rnantraydna tantrico,per cui ogni letterao sillabaha un potere occulto: sillaba la OM. per esentpio, d soloil nomedell'Essenon ma d ancheuna suaparte,unasuavibrazione, suo un l:.:;j.*.". ll verbo divino, cristallizzato un linguaggio in umano, assume rrspetti magici Le 22 consonanti . dell'alfabeto ebraiconon si limitlno a fornire un significato palese uno occulto,ma ne nascone (lono una gran varieti attraverso combinazioni possono che essere note soloagli iniziati.E in realti il rnistico, colui che entrain c()ntatto direttocon il divino.che pud scoprire significati i segreti c dare nuove interpretazioni.Ma resta il fatttt che l'intelletto urnitno in gradodi comprendere d soloi signiticati superficiali piir tlclla foruh. il che d comprensibile si considera si tratta di se che tun'espressione dell'Assoluto. Primadel peccato originale della e r'ircciatil paradiso dal terrestre. verbo divino era pienamente il conrprensibile:dieci conrandanrenti, esempio. i per avevano un .cnsoche sullaTerra hannoperduto. Quandopercidandremo in 395

paradiso,anchese il testo della Torah sarbancoraquello che l, a Dio ci insegnerd leggerlosecondoun'altra disposizione dello letteree delle parole. Secondola Cabala. esistonodieci livelli di realtl (sefiroth), diecilivellidel processo emanazione di divina,cui corrispondono altrettanti gradi di coscienza. ogni livello si darb,della Torah A un'interpretazione diversa.Gli esseri umanivivono ai livelli inferiori. contraddistinti unanotevole da meccaniciti vitae dall'imdi possibilitit uscire legami dai condizionamenti natura. di dai e della pur)intuirequalcosa superiore, ha poi la Anchese I'uorno di non volontire la capacitir trascendere I'abitualestatodi consapevodi lezza.Molte di queste idee- cornesi ricorderh sonoriprese da Gurdjieff (v.). L'esiliodel popoloebraicosimboleggia anchelo dell'anirna originale. la cacciata statodi alienazione e dall'Eden 0 dellacaduta delladissociazione e dell'anima Adaun'allegoria di vuol dunque mo. cioi dell'anima dell'intera umanitir. Cabala La la risvegliare coscienza dell'uomodal suo statodi decadenza. di sonnoe di ottenebramento:prirnopasso il consisterir nell'osservazione del proprio io ordinario (y"esod), cercandodi assumere quellaposizione Testim (tif ereth) eragii indicata del one che nelle Non per nulla uno studioso Upunisad. come GershomScholem fu scrive che"inizialrnente Kabbalah alimcntata fonti sotterla da ranee.probabilrrrente origineorientale"'. di Nella posiziorre Testimone, guarda stessi distacco, del si se con come da una ccrta distanza. ci si trova giir n un livello di e coscienza superiore. problenra Il del cabalista permanere d a lungoa talelivelloe poi accedere cluelli a superiori. chenonpud il (nnggid\.ln genere ottenuto senzzr I'aiutodi un maestro gli essere strumenti usatisonoirituuli e Ie preglriere tradizionali, con la ma differenza nellaCabala che nonci si Iimitaa ruppresentue qualcosa. bensisi vuolestintolure. nrettcre azione. in forzetrascendenti resterehbero inattive.Cornesottcllinea Zohar, che altrinrenti lo uno dei testi piir importanticlellatradiziorre cab:rlistica. c'd non "eventr'r superiore" che non ahbiabisogno uno "stimolo"da di partedi un "eventoinferiore";la spinta.I'impulso. devedunque partiredai livellipii bassi il dellarealth.Eccoperchd sirnbolismo rituale.chenormalmente mettein azione non nullaessendo compiuto in modosemplicemente fornrale. riacquista significato il il e potere originarie riescead agire sulla realtir.
I GershomScholcm.La Khbuluh e il suo simbohsrno. Einaudi,Torino l9t ii) .p. I 14. 396

Ma che cosaditl'erenziail ritualc cabalisticodal rituale convenzionale?La rispostaci forniri la chiave di volta non solo del misticismo Cid ebraico,ma di tutta la meditazione. che permette a un atto o a un gestoconvenzionali diventareun atto o un di gestoautentici- e di metterein azioneforze trascendenti d la giustaintenzione- giustospirito,quello che i cabalisti il chiamano kavvanah.Questa"intenzionemistica"d "in effutti una concentrazione del pensierosul significatocabalisticodell'azionenel momentoin cui vienecompiuta"r. di I'uomo non d Senza essa, indirizzatonel sensogiusto,non C concentrato. compie azioni e potere. meccaniche, convenzionali, non possono che averenessun Con un gioco di parole, potremmo dire che nel campo dello spirito cid che conta d lo "spirito" con cui si fanno le cose. potere, pud ciod attrarre versoil bassola voL'azione acquista tempo pud far ascendere volontir la lonta divina e nello stesso ha se umanaai livelli superiori:la nreditazione successo viene spirituale, effettuata con il correttoatteggiamento altrimentidiventaun rito formale.senza valoree senza efficacia. Come scrive "se Isaac Luria (1534-1572), si compie I'azionesacra senzala giusta si intenzione, d comeun corposenz'anima", si ossia compie convenzionale, senza sapere veraun atto ripetitivo.puramente d alloraI'uomo mentequelchesi fa. Selakavvanalr quellagiusta, riesce mettersi sincronia il divino.I'anima a in con compie I'ascesa ed dai livelli inferioria quelli superiori d in gradodi mobilitare preghiera la ripetizione di energie trascendenti. unabanale Cosi o veri e propri nwnta, vibrazioni un di un nome sacrodiventano livello superiore dell'essere. la d misticache La kavvanuh. meditazione, percidun'azione I'unitiroriginariainfranta stimolail poterecreatore,ricostituendo coincidenza il microfra dal peccato originale,ossiala primigenia nel cosmoumanoe il macrocosmo rappresentato mito da Adam Kadmon. Nonostante sua caduta,I'uomo conserva la dunque perfinoagli angeli. egli superiore enormi possibilitir: d in tal senso Attraversole tecniche dellameditazione in gradodi ripercorrere d il camminoinversorispettoa quello compiutodalla materializzazione del cosmo in conseguenza peccatooriginale. del nellaCabala anche I'idea chela caduta la e A dir la verith.esiste possibileriunificazione successiva siano un prodotto dell'uomo per modo di dire, in quanto I'uomo stessoe un esseredivino, 2 Gershom Ediz.Mediterranee, Roma 1982,p. 179. Scholern, Cabala, La 397

voluto da Dio. e quindi sia la sua frarnmentazioneche la sua rinascita n.n sarebberoaltro che m.vimenti all'interno tlella trascendenza;il che ci porta all'altr:r idca che anche il clenr,nio sia una crcalura divina e che insonrnta non ci sia aspetto. nei vari pia'i di rcalti'r. clre n.n sia v.lut. da Di.. In tal sensola storia e il nr,rrdo sarebber. sunrplicenrente gioco del Creatore. quello un chc gli oricrrtali chiarnancl/ilA. L'idea di ull crrore conrpiuto in origine dall.uomo (che avrebbe deternrinato una sua degenerazionee trasfornrazioneda essere etereo - dotato di un corpo di pura luce - ad in<jividuoappesanti_ to da un corpo e da esigcnzenrateriali) d presente anche nelle religioni orie'tali, cloveesistela c.nvinzione che lo stato terreno dell'uonro, la sua attuale co'dizione esistc'ziale. sia il frutt. di urra-cacluta. puru.su Il era infatti un puro spirito che non si sa per quale nralaugurata c,irrcidcnza ha scntit. il bisogn. di incarrarsi dancfo cosi origine al ciclo del santsuru. Secondo le Upunisud si ri trattato di un atto cli ignoranzi (uvidt.tl). tant'e vero cihe la reintegrazi.ne (nreditativa)dovrii co.sistcre essenzialmenre un in atto di conoscenza.Nessunareligione. pcrr), riesce a rispondcre alla dornanda: da dove d nata, in un esserespirituale. questa spiuta (dcteriorc) ull'incarnazi.ne-peccato'l Forse I'intcrprciazione piir nr.clernad quella data dal tantris'ro che corrsidera I'infcrno e il paradiso, il sutrtsdra il nirvitru, come due aspctti c()ncoe m it ant i di un' unic ar eul t a c h c s p e t t aa l l 'u o u t o s c p a r a r c ;o g n i i l t d i _ viduo si assumedunque la responsatiilitir sceglierenxrnrcnto di per nromento il proprio destino. Al di ln. comunquc. clellediffercnziazioni culturali, ci senrbrache le religio'i di tutt. il mondo abbiarrouna co.cezione cosnrog.'ica nr.lro sinrile, probabilnrente iu conseguenza categoriementali che so'. le itesse in .gni di tempo e lu,go. e che anlnlettan. conc.rdcnrente la possibiritir dell'uonro di reintcgrarsiallo spirito originario uttruu"rio nretodi di nrcditazione-conccntrazi()nc. La Cabala cont'erisce riti e preghiere tradizionali un nuovo a spessoree significato.Con essi I'uorno si rivolge direttanlente a Dio e.conrpieun'opcra di restaurazione interioie. InrpieganrJo la preghiera in modo meditativo egli ripercorre in senso inverso il processo creativo del nrondo che, essendo sostanzialmentela rnanifestazione un "verbo", d pur setnprcdi natura linguisticae di vibratoria. Il meditante si concentrain particolaresul della 'orne seJ'irah sta spiri,tualmente cui aderend. o su uno dei nomi mistici di Dio. Le parole delle preghieredevono essere evocateincluuiando a lungo su di essee cercandodi stirnolareil loro potere u."-ulto. 39rl

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Ci si puo conccrtlritrc sttlllt forntula "Ascolta Isrlelc", su tltlil tl c o n r b i r r a z i or tc i l ctte r c cl tc e sl tr i n ti tu n Il ( ) l l l cd i D i o . su q u a l ch c co i r s p c t t ot l c l l " 'Al tr cr r t d cl l a vi tl r " i tl ctr ti l 'i cl r to n l l t stcssal 'o r u l t <t tl n c ( ) nr . l n u r l ) l) r cscl l tl zi r l tte ci vl tr i l i l cl l i d i l cl r l ti . stt u tt ctl tn l l l i cl ttl ch r I o e 'o t l i e c l i ttu tttcr o l tl r ti tr e d i r u n si {tti l 'i e l r ttr ti :ti cr rl l l cl tcr c e p u r o l c . s u un u q tr i tl u n q ttc tr l tr l r p r cu l ti ct'l l .\L l l ,tl l g csttr r i tttl tl c ( c o n r e p c r c scn tl 'r i oq u e l kr d i u cttttr si i l tcIr i l l tl tcr tr ti r r c tl e l l l r e str p r c e l t i c r l n l i r ttu ti l ) l t) ,( ) l ) l ) u r c l l l rr i tr r i r l i zzl tzi o tte sl tcr l tl i zzl tzi o o r r c d i i n r p o r t u l r til tti p r o l l r l i . co tttei l n tl r r tg i l r r e l 'i tcco l l p i a tttcn to ci c o n i u s a l e . l n q u e 'st'u l ti r r l o tso n o n p u i r tto tl vctl i tc i l l l a n l e n tc Itc[) p u r Lte cl l i ch ed i cl r i l r l ' l 'a r r a l o g or i t o tl n tr i co . N tttl Itti tttci tttt) Atl ll co i s p i r l z i o r t evtr u i cu , ttr etc'sti ttto n i :r r go i scr i tti d i Ab r ':r l ta tn u l u f i a . u n n o to cl tb i tl i stl rd cl Xl l l scco l o : tr l l tl u cste ci ti l n to l a r i p c t i z i o n e n l tttl r i cl t d i l ettcr c. i l co tttr o l l tt ti cl l l tc.l r i l r r zi tr l tcc ttto d c t c l 'r r t i r t a ti ri tttel tti d cl l a tcsttt e cl cl l c r l tl r r ti . Altcltc ttclla kutvutuilr ll()ll tlliltlcilll() rischi: raggiurlttt l'ltctlte r il r d el l a c t t r t c c tttt'i tzi tl ttc.ca b tr l i stld cr e co tttp i e c u l l "sl tl to " ch c'l o . f a c c i ap e n e tr a r ei tt r cg tti sctttto sci u l id o r c p u i r r i tttl ttl cr c'i r r l p r i g i tl n r r t o t c g l i c t tr r ei l p cr i co l o d i l i n i r c c( ) n l eu tl l l l l l l ( l r \tr ( )r tPp l cr td i stu e stregonc. Quirltrtrqtresiil lil teclliclr 1'rt'csccltlt. cvitlcrltc chc ltr l c s c ( ) p (r c s t i lt lu cl l tl d 'ttg r ti ti p trd i n r ctl i tl r zi o ttc:l t co ttcctttr a zi o nsu ) e :,()ggctt() ittfirrel'ltrrcsttt tllelltitlc. L.llr.lifti'renzir urr dcternrittitt() c cristittttlt llt ktlt lrtrtaltetrritiCa fla la nre'tlitirZi()nc-c()ntcnll)luzitlttc ncl flttt() ehc la llrirtta si ctttlcctllrlt illiziitltrlcntc sta sopri.rtlr.ltio u tcl ( c o n t c u b b i l n ttt vi sto l te r e sctttl 'r i ltl ci tsod i sl ttta - [- e r csa ) su l ti t i s c c n ao u t t 'i nr n l tq i n ctl el l l tl i r i l r i ti . l tl el l l r c l i t sccr l ttcl ptr cd i l i u c l e i ccce zi o ttc 'r l r p l l r cp a r o l e '.l c l c tte r e. i co r tce tti c i tttr r tti . [- 'tttti ci t s c n t a l a d l r g li a r r ti cIi r n i r ti ci d cl l l r N l cr k:r l r l r Icl te l i su l l i zzi tvttttgl l t d s c e n a d c l t r ( ) n ( )e d e l ci tr r r r cl e scr i tti r i r Ii zccl r i cl c. Qu l r tl o i r l l a v i s i o n ed c l l e r l i cci.stl i r ttth ,l l C a b a l ai r l vi ti tl su l ) cl i l r co tl ti l l o ssi tr i 'a . l e i n r n r u g i n i r zi o u r cl r l i sti ca i n q u i tttttll a l o r tr cl i ttl e tl si o nic l r .l il i c i e d c l n o s t r o r tto tttklscttso r i i tl c ctr n ccl tu i tl c;si co r tsi cl i l r tr tl l tr c a l tli lircllo. ccrcartd6 su ntcdituntcdi rirlarrere il ltiit ltossibile ciitsctttr atlcltc itllo sctlprldi e vitare llluschi l:t approfi.rndirrre ctltttlsccttzit. . passa-ugi rischi dovuti all'irrtllrcllitraziotte c S c c t t r t d oi l g i a ci ttr to Ab u l l l i a , cl te i n scttti tl i t tl l l i l tccl l i ci l d i rncditazionc [rusatitsui ttottti cli Dio e sull'llfabcttl cbritico. la sctlstlpcr prcltcssl irrdisltcrrsaltilc ulir buot;t riuscitlti il tlistltcco . d d c l a s o sp e tl si r l tte e l l 'a tti vi ti ri tttttr l g i r l i tti va cl l a ttr cl r te Attriale c h e A z r i e l d i ( i e r o r ta ( scc. Xl l l ) so stcl l c!i l cl tc si tl o ve sscr i co n c i u r r e i l p c n si e r o a l l a p r o p r i a o r i g i r r e . l a d o ve csso si u n n u l l a ; s e c o n d o l e su c'stcssc p a r tl l c. l a n r cd i ( a zi o ttc"sci r cci i ttu tti g l i

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ostacoli gli inrpedimenti riduceogni parolaal suo 'nulla"'!. I e e Concentrandosi nonrio sullelettere,il cabalista sui riusciva dun. I que ad ottenere vuoto mentale. cui doveva il da scaiurire sta. lo to d'estasi ve.niva che descritto c()me una condizione unione di o pii senplicenrente conrunicazione (devckLlth\con Dio. di (sec. XIll) definisceil devakith come lo stato Nahanranides della mente in cui "voi ricordatecostantemente nel suo Dio amoree non rinruovetevostripensieri Lui"".Questa i da tecnica 0 presente nelle' urandireligioni tre abramitiche d intesa ed comeil tentativodell'aninta tclrnare di alla sua fitnte, lir dove si prova beatitudine la sensaziorre e d'esscre uniti a Dio, ovverodi aver annullatola propria volonte nella volontii divina. Restaperd sempreuna certadistinzione I'uomo e il suo Creatore, fru che potri essere superata solo con la redenzione finale(tikkun). Fu il peccato Adamo a crearequesto di allontanamento dell'uomo da Dio. a deternrinare ciod quella distanza che si configura come "trascendenza";soloattraverso comunione (ristabie la spirituale lita con la meditazione) puo tcntaredi colmare divario.Va si il perdprecisat() moltodi radoI'anima fbndecon il Creatore che si e vienerapita permanentemente;quantorisulta,solo Enoched a Elia hanno avuto un sinriledestino,mentre per tutte le altre animesi C trattatodi una comunione temporanea, d seguito cui il risveglio il ritorno nellacomunitir predicare via. Soltanto e a la nell'Hasidismo Habadsi sosteneva I'aninra che perdersi dovesse completamente Dio e quindi spariredal mondo. in lasciatofin dal primo Medioevouna gran quantitAdi scritti che ben illustranole caratteristiche della loro fede. "La via" dice il pcrcorsa persianoHlrawi (m. 1318)"pud essere solo da chi d sgombroe, all'infuoridi Dio. non ha bisognodi interanlente nulla."rSecondo I'irachena Rabi'a(sec,VIII), "sufi d colui che non desidera paradiso chenon teme I'inferno", ossiacolui che il e religioso.Second al di li dei dualismimentalie dell'infantilismo do Hujwiri (sec.XI), "sufi 0 colui che muore all'io e rinascealla veriti". SecondoNuri (m. 907), infine, "sufi d colui che non possiede nulla e che non e posseduto nulla". da e Gii da questedefinizioniemergelo spirito anticonformistico che fa dire ad lbn el-'Arabi antidottrinaledel sufismo,lo stesso gli dei chela "verithmettein crisii dottidell'Islam, studiosi Salmi, i rabbiniebreie i sacerdoti cristiani",e che fa dire ad Ibn el-Lalali formulata":tutte che "il sufismoe una veritd che non pud essere espressioni che ci ricordano I'impossibilitedi dare definizioni alla memoriale analoghe sentenze di dellavia e che ci richiamano Lao-tzu.In realtdil sufismo comedel restoogni altro misticismo comeuna via direttaalla trascendenzaquindi come e - si presenta una negazione formalismoreligioso,della liturgia esterioree del dei riti ripetitivi. Come dice lbn el-'Arabi, "invece di amare le forme, io amo la sostanza".Per trovare Dio, bisognadunque dai e liberarsidai condizionamenti, legami, dai possessi da ogni psicologica. formula potrebbeessere: annichiLa identificazione lazionedell'io e dei suoi rapporticon il mondo,e immedesimazioTutto d statocreatoda Dio, tutto ? Dio, e ne nella trascendenza. quello di quindi ancheil destino dell'uomo non pud che essere desideritornarealla divinitd, di fondersicon essa. Attaccamenti, ri, piaceri,pensierie preoccup.vioni non sonoche forme di resistenzadell'uomo al suo Creatore. e L'ideale del sufi d da una parte I'ascetismo il distaccodal mondo, e dall'altra la comunionecon Dio: comunioneche d si solo a chi E dovuta alla graziadivina, ma che viene concessa preparatoa riceverlae che pud avereun caratteretemporaneo o anche permanente.Poich€in tal caso cessaogni distinzionee dualismo,e poichdsolo Dio possiede vero io, anzi d I'unico un Essere,il mistico pud ben arrivaread affermare,come fece alHallAg (858-922):"Io sono Dio". Questo stato d'unione pud verificarsisolo nel "silenzio" della mente, quando- secondole 2 M.M. Moreno,Antologiadella mistica arabo-persiana, Laterza,Bari p. 1951, 1980, 94. 401

La medituzione rnusulnunu Per quantoriguarda I'lslam,parleremo soprattutto quellafordi ma di misticismo va sottoil nomedi sufismo. che Questotermine deriva secondoalcuni dalla vestedi lana (.rufl che indossavano gli ascetimusulmani, secondo altri dal termine grecosophiu che "sapienza", signitica secondo altri dall'espressione Cabala della ebraica Ain Sof chesignifica l"'infinito assoluto" infine secondo e Idries Shah'dai suonidelle lettereS, U e F che avrebbero un effettospeciale sullamente.I misticimusulmani sufi ci hanno e
a lb id ., p . 1 7 8 .

3 lbid., p. 181.
' Idries Shah, La stradudel sufi, Ubaldini, Roma l97l

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parole di 'Attlr (m. 1230'l)- "l'intelletto si arrestaspossato".I-o stessonristicoaggiunge:"Ge'tta via il tuo intclletto; vedi nel tutto Lui, e perdi te stesso!"'.In effetti. corne confernraScebistari(nr. 1320) , "in c hiunque s ia s g o n i b r o d a l 'c o n r c ? ' e d a l 'p c r c h d ? ' echeggiail gridcl 'lo sono Dio"". La riduzionc dclla molteplicitit dellc apparcnzeall'unitir del divino d una delle stradc dcl sulismo. Il suo anelito all'annientamento, all'elirninazione,dell'impaccio del rivestinrcnto fisico. d ben espresso in questi versi di (10-59-l ll) scritti prima di nrtlrire: "lo sono un uccelI al-Ghazzi'lli lo: questo corpo cra la nria gabbia, ma sono volato via, lasciandolo corne un segno"t. Il concetto che "appartcniamo a Dio c che a Lui ritornererno" t giii contcnuto nel C<truno,ma il nristicosufi incarna un vero e proprio desiderio d'estinzione personale (f7rnri'), pre ndendo alla lettera il detto di Maonretto: "Morite prirrra di nrorire" o la dcfiniziorredi Junayd (m. 9lt)) per cui "il sufisrno consistein questcl:che Dio ti faccia nrorire a (c stessoc vivere in Lui". Ancora una volta il misticisrno rivela sostanzialnrcnte si analogo nellc varie culturc. La via di fondo t senrprela stessa: trasccndcre la struttura cgoicae unirsi alla trasccndenza. Non si pud acccdere senza aver superato i limiti a livelli superiori di consapevolezza dell'io. Qucsto concetto lo ritroviamo esprcssonel buddhisrno, ncll'cbraismo, ncl cristianesimo ora nel sufisnro.La nreditazione e musulrnanaccrca di entrare in contatto e di perrnanere nel trascendente,annientando tutto cid che i lmmarrente,contingente, molteplice, tenonrcnico.um:rno. Se si canccllanole "tracce dell'umaniti" resta solo la diviniti: qucsta d I'idea-guida.Ma per cancellare tale umanitir,sentita cclrne luogo di tutte le limitazioni, d il necessario passare attraverso un lungo periodo di ascesi e far scornpariredalla propria nrcnte ogni giudizio, ogni nozione, ogni parclla. in breve la stessaattivite mentale, concentrandosiunicamente su Dio. Anche nel sufisnro troviamo insomma le stesse tecnichedclle altre forrne di nreditazione: concentruzioue un la su dell'attiviti nrentalee la rivelazione unico punto, la sospensione finale. Al-Ghazzirli scrive che "noi possediamosoltanto cid che perdere in un naufragio", il che comporta che, per non p<-lssiamo conoscereil nostro vero io, per distinguerela mascheradal volto, 3 lbid., p. 42. a lbid., p. 101. 5 Cit. in Martin Lings, Che ccts'C sufsmo, Ediz. Mcditcrrance,Roma il 1971t. $2

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una delle vie pii dirette (ma non pii comode)d quelladi far naufra{io: un'aff'ernrazione - questa chesarebbe piaciuta all'esistenzialismc in particolare Karl Jaspers. nreditazione in e a I"a d fondoil tentativo faredell'inevitabile di sconfitta dellanr:stra vita un'occasione d'incontrocon I'essere originale;d un approccio volontario, ntln-doloroso, tipo tecnico-scientifico, la tradi verso sccndenza;un non voleraspettare d passivamente i."casi lirnite",i colpi e le dure lezionidell'esistenza, preparandosi anticipo, in finchi c'd un po' di quiete,finchd un po' di tempo.a decifrare c'E il sensocleileccrse, misteriche ci circondano, a mettercial i e riparo,a costruire (comedirebbe buddhisnro) indistruttibile il un "corpo di diamante". Racconta as-Sarrig(m. 988)che il sufi as-Scibti rispose cosi a unapersona si dichiarava che incapace raggiungere di I'unificazione con Dio: "Non ci riesci perch€ lo cerchi per mezzodi te tu stesso. riuscirai Ci soloquando arriverai sopprimere pronome a il di primapersona". al-Ghazzili E conferma il primo passo che da compiere consiste "purificare nel completanrentecuoreda tutto il ciochenon e Dio" e il secondo nella"totaleimmersione cuore del nel ricordodi Dio"'. Monoteismo i musulnrani per significa riuscire a vedere che il "prirno motore"d in ultima analisi Dio o che conrediceil Coruno'. "Non seistatotu a scoccare tiecciachehai la lanciato. Dio". Egli d I'unicoche agisca, I'unicoche possa ma d dire:"Io". La capacitir mistico del consiste dunque nelloscoprire, sotto le apparenze della moltepliciti.quell'unica realtirche egli "divina". Dopo averconrpiuto lavorodi "riduzione definisce un fenornenologica", ricerca di dell'essenziale, cheesiste trova qualcosache d cornunea tutti i fenomenie che ne rappresenta il sostrato, trovail "volto originario" se stesso del mondo,ciod di e il divino.Si capisce alloraperchd, confronto al con questa realtd trascendente, realizzata nell'unione mistica anticipata e nellameditazione, vita possaapparire la come un carcere: secondo altlallig. per esempio, I'uomod una manifestazione divinaimprigionata un corpolimitante. in "Ho vistoil mio Signore Egli scrive: con I'occhiodel cuore, e Gli ho chiesto:'Chi sei tul'. Mi ha 'Te"". E questarisposta risposto: non pud non richiamare alla mente il "Tu sei quello (Ial tvant asi)" delle Upuni;ad. Nella sua autobiografia, al-Ghazzilidefinisce modo sintetiin
t' Moreno, op. cit., p. 173. 1 lbid., p. 138.

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co qual i la via del sufi: "Sgombrareil cuore da cid che non d Dio altissimo, cid che si ottiene per mezzodel ricordo di Dio"t. In effetti il "ricordo di Dio" d il principale metododi concentrazionc della misticamusulmana,rcalizzatodapprimaattraversola ripetizione orale della formula La ilaha illd'Lhdh (Non c'd altro Dio all'infuori di Allah) e poi attraversola sua ripetizione puramente mentale. Lo scopo d naturalmente quello di eliminaro I'estroversione dell'uomo,Ia suaininterrottaattivita, il suopensare senza posa e le sue false identificazioni, e di ricondurlo at oentro dell'essere. dhikr E dunque lo strumentoper riportaro Il I'individuoal suovero interesse, consapevolezza suostato alla del di condizionamento.Sono evidenti le somiglianzedi questatecni. ca con quella del nlantra tantrico, accentuate dall'asseritanecessitir di assumere determinateposizioniaccovacciate determinati e ritmi respiratori. Come sostiene Mircea Eliade, "d probabilechc la regolamentazionedelle posizioni corporee e delle tecniche respiratorie, riscontrabilesoprattutto a partire dal XII secolo,sia dowta, almenoin parte, a influenzeindiane"e. metodoC comIl plicato e varia da testo a testo: si tratta comunquedi pronunciare le sillabe e le parole del dhikr accordandole con le fasi d'inspirazione ed espirazione e visualizzandolesu determinati 'cpntri sottili" del corpo. L'eserciziopud dar luogo ad esperienze acustiche o alla visione di luci, e pud essereaccostatoa quello della rak'at, checonsistein un insiemeritualizzatodi gesti e preghiere, in cui, partendo dalla posizione in piedi, ci s'inchina, poi ci si ialzz e quindi ci si prostra due volte recitando alcuni versetti coranici. Il problema dei maestri sufi i quello di riuscire a risvegliare I'uomo dallo stato di sonno e di false identificazioni in cui vivc abitualmente,di fargli capire qual d la sua vera natura e chi deve amare. Un primo sistemaadottato C quello degli shock mentali (come li chiarnavaGurdjieff) che nelle scuole sufi (per esempio nella confraternita Suhrawardi)vengonoimpartiti attraversorac. conti didattici, leggendeo formulazioni aforistiche che possono rivelare all'improvvisosignificatireconditi: un metodo che ricorda quello dei koan, con la differenza che nel rac@nto musulmano restiamo s€mpre nell'ambito di un significato da ricercare. Si tratta comunquedi creare, attraversoil paradosso,uno stato di x lbid., p. 169. e MirceaEliade,Lo yoga,immortalitie libertl, Sansoni, Firenze 1982, p .2 U t. M

crisi o di perplessitd pud sfociare una rivelazione che in fulmineao in un'intuizione sovrarazionale. secondo Un sistema. impiegato da alcune confraternite. consiste continuo nel ricordodi se stessi: anchequestod statoutilizzato Gurdjieffed d probabilmente da derivatodalla praticadella "presenza mentale"del buddhismo. Una terzavia i quelladi osservarsi distacco con mentresi agisce, mentre si cedeai comuni irnpulsiripetitivi: che d poi la versione musulnrana della "posizionedcl Testimone"consigliata nelle Upanisad. D'altraparte,comeafferma al-Hallig:"Chiunque afferma che Dio d uno. gli associa contemporaneamente altro". ossiadi un vita a un Sdchene d testimone. Sd I'io Questo noni naturalmente individuale. l'animatrascendente; conseguenza, posizioma di Ia ne del Testimone mettein azioneI'interomeccanismo della trascendenza. Eccoperchd nellaripetizione nomedi Dio 0 necesdel sarioche sia impegnata non la mentenormale,ma il punto piir profondo della consapevolezza. il dhikr viene pronunciato Se dall'intelletto comune,si pud ripetereil nome di Dio anchemigliaiadi voltesenza succeda che niente,senza si crei il giusto che stato d'animo; se inveceentra in azioneil 56, si pud avere la rivelazione. Siamodunquein pienatecnica meditativa: probleil ma d quello di trovare il giusto atteggiamento. spirito torrt lo court. E cid avvieneimmancabilmente siamo convinti che se quantostiamoper fared la cosapiir importante dellanostravita, in quantoci permette metterci comunicazione il nostro di in con spirito e con lo spirito del tutto. Gli insegnamenti variescuole delle sonoper lo piirtenutisegreti o copertida un simbolismo ermetico. mododa nasconderli in a coloro che li interpreterebbero manierasbagliata. stesso in Lo Maomettoavrebbe impartitoalcuniinsegnamenti non erano che destinati diventare dominiopubblico, a di comeindicherebbe la "Abbassa tua alasu colorotra i frasedel Corano(XXVI. 21.5): la credentiche ti seguono""'. ordini sufi differisct'rno Gli ancoraoggi nelladiversa scelta fannodellepratiche dei precetti che e suggeriti dal Profeta. qualed'altronde il dichiard esplicitamente in ogni che tempo sarebbero esistitii "piir progrediti"sulla via spirituale, delineando una gerarchia fedelie sottintendendo alcucosi di che potessero ni messaggi recepiti essere solodai piir evoluti.Dopo la morte di Maometto.si tbrmaronovarie catenedi trasmissione
lo Cfr. Lings, op. cit., p. lll2.

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spiritu i.r le he r is lliv lnt ) . s c non al Pr of ct a s t c s s o .a q u a l c h e s u o c pa ren te. a t lualc hcs uo anr ic t lo a qualc lt eg r a r t t l cn r i s t i c ( ) . n r l q n i I cirs(). nr clt lf c r r nu( ' ir t c r inirVuldr i. "nor t c p o s s i b i l cs c r i v c t cu n a c() storia tlc ll' ls liun c hc n( ) r )s iit lut c hc ut t a st t r r i ad c l s t r l i s t t t o " '. D e l qc resto. q uc s t lr c or t c ez ior t c r ar c hic ac d c l i l a r i i r c t l r r i s p o t t t l cu l l 'i l' c dea ch c s c la gr az i; . r , illt ens it i t lc lll n t u r t i f c s t l r z i t l r td i t i n a , 0 r ir u ucua le pc r t ut t i, ( ) qr ) uno ir pl) r c s c nt a t r c'l r l t u t t r i c c t t u c r l l op i i r o nlcno capilcc. Ecc0 cluntluc pcrchd sorro r)irti gli ordini sufi e pcrch cres s i s or r o s t nr t t unr t i u c er c hi c ( ) n c c r ) t r i c i . i l i v c l l i p i i t A estern i s i lr o"ar lo c olor o c he s or r o ui p r i r r r i r l r u t l i d 'c v o l u z i o r t e sp iritua lc . nr c nt r c a c luc lii pii ir t t c r ni s i t r o v u n c i p i u l l r r r q r e d i t i , co loro chc hunno s t lr [ r ilit o un quulc hc r a ] ) p o r t o c o n l a t r a s c c n d en za . c La scg r c lc z z u la s t r ut t ur a u c c r c hi c on c c n t r i c ih u r r n op e r n r c s s o a lle con ll' at c r nit ct li s opnr v v i"c r ca llunlc r . ( ) s p c r s c c u z i o n i .I n f a t c ti. an ch c inr is t ic i s uf i. c or t r c t ut t i ir nis t ic i d c l r n o r r t k r ,n ( ) n s ( ) n o nra i p iac iut i allc lut or it i et r s t it uit c . lr ilr ot c r r t ic ; r i l c o l r t r gtir a r l i z i o na listi, sia pc r c hi' c on il lt r r o es c nt pio d i l u s t c r i t l c t l i r i t t u r a l c rno ralc s i oppr lr r c "' ar r tinr plic it unr c r r t c t a l v o l t u c s p l i c i t a r n c n t c alla co rr uz ione c lllu r ic c hc z z adc llc c lu s s id i r i g c n t i , s i a p c r c h i s rill)prcs c nt av ln( un c ( ) s t ilr ) t c s l) c s s o t r a d i t o r i c h i a r n oa l k r s p i r i ) to a rtzi c hc allu lc t t c r l dc lla lor o r c lr { i o n e . F u c o s i c h c i l p i i r g run de r nis t ic odc ll' ls llr r r , al- l lalllg, v c r r n c u c c i s o : " U c c i d c t e n r i pu re . ca r i c onr pagni;r r c ll' uc c is ionc "iv r o : l a r n t l r t c i v i v e r e , l a io' vita I rn or ir c ". L'e sis t c nz a Uc c onlr at er nit ct r ue or iu i n c d a l p o t c r e c a r i s n t a t i dc l co di u n nlac s t r o, il qulle pos s ic dcc oll( ) s c c l r z cu o r i i l e l c ( ) m u n c ad a ed i in gr ado di t r as nr ut t er le alt r i. "Chi p <l s s i c d lc v c r i t i h a d e i se trti inconf ondit r ili",llr t eiu lnes s ur lt iincq u i v t r c l b i l i c l r c I 'a d c p t o ricsce a d av v er t ir c , Non s i t r at t a quindi d i t r a s n r c t t c r es c n r p l i c e nrcntc nozioni o principi, nra di far partecipi gli lllicvi dci prcpri p ote ri; i l c hc s ignil' ic uf ar ar r iv ar c anc h e g l i l l t r i a l l 'e s p c r i e n z a d clla tras c c ndc nz a.Cor r la f igur l dc l r n a c s t r t l s p i r i t u a l c , d c l l a g uid a, d c ll' ilr ar r r . nas c c un c ( ) nc c t t odi " r n r d i l z i o n c " c l r e s c r n bral'a esscrc unl prcr()gltiva dcl cristiancsinro c chc lssunre s n cll'lslanr una duplic c c ar at t er is t ic a oc i l l e c 'r e l i g i o s a , a l p u n t o chc sulla qucsti()ncdi corttc si dovcssesceqlicrela suprcntaautoriti d i {o v e r n( ) lllc quc la s c is s ioncr l Sun n i t i c S c i i t i : q u e s t iu l t i r n i f irrfatti non accetti.lron() rriir la linca di disccndcrrzadcl Califfo )t I ilt,rtidi Ribi'u,it c. tli C'utcriru Valdrc,Adclphi,lvlillno l!179, 19 p. ( irrtrotJuziorrc ). 4()6

'Ali dopo la nrorte del suo clodicesinro successore elessero ed corne quirlir suprcnraun inmrn nristcriosoe per ora invisibile che p c r r ) i l ) r c s c n t c i n s p i r i t o e to r n e r i a d a p p a r i r e a l l a fi n e tl ci t e r n p i . I n r r l t r i t c r n r i r r i . r n c n t r c p cr i Su n n i ti i l cu p o tctr cr a ti coi i r r r p c r s o r r l t o l r l C a l i f f o . p e r g l i Sci i ti c i n r p cr so n l ttld a u n l u r u o d t c n en t c ( u 'u k r [ \ d c l l 'i l r r l n o c cu l to . O u c s t e t i i v i s i o n i i n t c n l c c l c ll 'l sl a n t,tu n u vi u , n o n r i g u a r d a n o i l sufisrrtoe lc confnrlcrnite (turiqul in cui il nllestr() i esscnzialn l c l l t c u t l r r r i s t i c o h c s c g u e u n a l i n ca d i d i sccn d e r r za i r i tu a l ee c sp c h c v i c n e l r r i c n r p i r c q u c l v u o ttl cl r c n cl l 'Isl u r r rsi cr e a fr a u r r a tnrsce rttlcrrzu privit di dctinizioni e ult 1-ropolo fcdeli chc n()n sa di corlc rlggiunucrla. Nrln esistcrrdoltLi sirccrdoti ni sacrilnlcnti, e c c o c h c s c r n b r i r c r c 'a r s iu n u d i stu r r zai n co l n r a b i l efr a l 'u o n r o e [ ) i t r . I n t l l s er r s oi l n r l c s t r o s u fi svo l g cl 'i cl cr r ti ca n zi o n ed cl g r r r r .r fu irrdirrno. L.rlstcssorltlicirlisnrrlcd lssolutisnrorlcl ('orcrro, sc da un lato s c n r l r n rt l n o r i r c I 'a 1 'r 1 'r r o c cn i sti co , tl l l l 'a l tr r r n o n o ffr e l tcssu r r r io i r i r . r t ( r l f c t l c l c . L a c o r n u n r c u zi o r r t:, d csi r r n c a d d i r i ttu r a l 'u n i tti) l 'u c n c c o r r L ) i o s c t r r b n r n o s s c r c i r r d i cl r tec( ) n l c l a r n cta u l ti n ta , r r ta , c s c n z an r c t ( x l i e n t l r c s t r i .b c n d il 'l 'i ci l r tr t:r rI'u tl r r r tl i e scea d a vvi ci tc r r t i r r s ir r l l 'A s s o l u t o . D 'i r l t r a p l rtc i l ( o n tr u t n e ta e sp l i ci ti l l l tcl l tc o r . l n i r l t r i rn r c r l i a z i o r r c l t r c a q u el l l r d i l l l a o n tctto . Qu e sto se g n a r o un ultcriorc c()r)tritst() fftr coltfrirtcrnrte c orttldtlssia politict> r c l i s i o s l r .N ( ) n t u t t i g l i o r d i n i su fi so r r o p cr d so sp ctta tid i e r csi u ; p c r c s er r r p i ol l e ( ) n l r l t c n t i t a Sl r i d h i l i tu u tl o tta i l l tr i n ci p i o ch c. i n c i t s t r l i c ( ) n t r l ( l d i z i ( ) n er a i s p i r l zi o r r cn ti sti cae i l C o r u r to ,b i stl g n a t f s r : u u i r eq u c s t 'u l t i r n o . d i c u i Di tr stcss( )g l r a l l ti sce l 'i n fa l l i tr i l i ti \. S p e s s o t l u n q u c . l u r r r i s t i c lr r r u su l r r r r r r a l i r tr i taa d a p l tr o fo n d i r ci n . si \ c n s ( ) c l i c ( ) i p r c c c t t i d i l c g g c. L p cr t;u csto r n o ti vo ch e a n ch c i sttfi si rssogtettano iti riti tracliziortali clclll reli-qirtnc nlusulnlana, p r c g r r r r d o i n q u e v ( ) l t c a l g i o r r r o ,co n r p i u n d oI'a b l u zi o n e .r e ci ta n c tlo i versct(i tlcl Corunrt, prostcrrltrrdosi.tligiunando neI nrescdi I {l r r t t a t l a n .f l c c n d o I 'c l c n r o s i n :r u r r d i r r r d on p e l l cg r i n i r g g i o l l a c i a \ l c c c l l t u t t l ! 'i a c s s ic c r c a r r o i e scg u i r ctu ttc q u cstc l zi o n i r r o n i n d nl!)d()rncccilr'rico supcrficialc.bcnsi ccrcuntloncil sigrtrficato c piit e l l : r r o f o n t l o a d c r c r r . l o v i r r t i n l r ntcr r tc: u tl i l fer cn za fr a vu o to r i tu a l i s r r r o r n c d i t r r z - i o rsca t u t l a ncl l a d i vcr st u d csi tl n cd cl l o sp i r i to . e rt l l ( r t r u r u t s o t t t r l i n e as 1 'r c s so tr r p o r tl r r za el l a n r cd i ta zi o n csi a I'i d c o r r r c i n v o c u z i t r r r c r i c o r d ( ) c ( ) sti tn ted el l a p r escn za d i vi n a , si a c c ( ) n r e ) r r [ ) l r l z i o n c p s i c o l o u i c tl d a cctl g l i ec ta l c p r e se n za . n za r Se l n r e r l i t u z i o n en r l n p u t ) L 's s c r vil u tr n ti ci tl r e si n ccr i ti r sp i r i l u a l c, c d l l c r c h c iP c r t s i c l i , s c n s u z i t r r r i u zi o r r i se u tu r i sc( ) n o a u n a n a tu r a

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che troppo condizionata.Per owiare a tale condizionamento, I'individuodall'Assoluto,eccoche Dio si allontanatragicamente "medie manifesta mandadei "segni"affinch6gli uomini possano tare". Ma, come scrive Ibn 'Ata' Allah, "ci sono due speciedi di e meditazioni:la meditazione assenso di fede, e la meditazione e di contemplazione di visione.La prima d propria di chi riflette, Ed d la seconda propria di chi contemplae discerne"'2. d chiaro d che questaseconda quelladei misticiche permettedi comunicanon basato re con Dio. Il rapportocon la trascendenza pud essere su ripetitiviti, conformismo,ritualismo e convenzionaliti;non di nellarealti servea nulla sostenere crederea Dio e comportarsi come se credessimo solo ai valori del mondo. La meditazione riflessivapud dunque rimetterci sulla giusta via, aiutandocia la nel comprendere misuradel nostrocoinvolgimento mondo.Ma poi devesubentrare meditazione e la la annientatrice unificatrice, che completamente condal meditazione da una parte ci distacca tingentee dall'altraci mette in rapportocon Dio. "Chi ha sperimentato la realti" afferma ancora lbn 'Ata' Allah "si d estradel niato dal creato nella contemDlazione Re Verace."'l da comeda un simile rapporto Resterebbe comunque spiegare che esclusivo I'uomo e Dio e dall'affermazione I'unicoprofeta fra autorizzatod Maometto, si siano potute svilupparctante turiqa con una loro gerarchia santi che fa capo al cosiddetto"polo", di dellacatenamistica.Ma, come abbiamodetto, ossiaall'iniziatore la distanzafra I'individuo e I'Assoluto apparetroppo grandee incapace colmarlacon le proprie di I'uomo comune,sentendosi forze, senteil bisognodi aiuti e di mediatori.Come scriveRumi (1207-1283), ogni epocasorgeun santo,un vicario del Profe"in ta.. . Quel santodunqued il viventeimdm, chein ogni etd si leva, di di sia egli un discendente 'Omar o un discendente 'Ali". vorrebbeporre il sufismoal di fuori Quest'ultimaaffermazione fra della contesa Sunnitie Sciiti, "C'0 poi il santominore di lui", continua R[mi delineandouna gerarchiache possaadattarsia gradazioni: poichd ogni livello di fede.In breve"la luceha diverse veli, dietro ogni velo di luce c'd una la luce di Dio ha settecento categoriadi Santi"'n.
t: Ibn 'A!a' All6h, Sentenzee colloquio mistico, a c. di C. Valdrd, Adelphi, Milano l9tll, p. 78. tt lbid., p. 83. 1' Rtmi, Poesie mistiche, a c. di A. Bausani, Rizzoli, Milano 1980,

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la Seguendo via mistica,si dovrebbearrivareprima all'estasi (wagd), poi all'unione-annientamento (fana') e infine al "permanereeternamente" Dio. Ogni confraternita propri riti di in ha iniziazione,in cui I'adepto dichiara di volersi convertire e di gli accettare insegnamenti maestro. in cui riceveuno speciale del e dhikr insiemealle istruzioniper recitarlo.Altre pratichecomuni in rituali, digiuni; periodi di siconsistono preghiere,elemosine lenzioo di clausura, musiche, canti, danze,obbligodel vagabondaggioe della mendicitd,voti di castiti (piuttostorari), esibizioni passaggi carboniaccesi. taumaturgiche, sui autoferimenti, ingoiamentodi serpio di spade altri esercizi sconfinano un vero e che in e proprio fachirismo. Non tutte le confraternite sonodunqueallo stesso livello e talvolta I'aspirazione purezzae all'ascetismo alla scadein forme di fanatismo.Fra una Rabi'a che afferma: "Il frutto della scienzaspiritualed che tu distolgail tuo volto dal creato per volgerlo solamentea Dio creatore: Ia conoscenza, infatti. d conoscenza Dio" e la pratica dei faqir di ingoiare di serpie camminare carboniardenti,corre una grandifferenza. sui Non bisognacomunquecredereche i misticimusulmanisiano soltantoausterie ascetici, che rifiutino del tutto le esperienze e del mondo. Non tutti hannouna visionepessimistica della natura e della condizioneumana e la convinzioneche cid che non B divino debbaessere annientato. cid che d terrenosia inesorache bihnentenegativo che la via da seguire quelladellarinuncia; e sia al contrario,alcunihannoanche unavenagioiosa, erotica,bacchica, che esaltala via del godimentoe del piacere.In realt?r ci troviamoin una situazione similea quelladel tantrismo:non si sa fino a che punto il linguaggio descrive che I'ebbrezza dell'amore e del vino sia simbolico.sia ciod una metaforadell'unionemistica. Anche i mistici musulmani,infatti, per non incorrerenei rigori dell'ortodossia, esprimonospesso termini dell'amoreper una nei versola trascendenza. indubdonnaquellached I'aspirazione Ma biamente alcunidi loro dovevano essere convintiche, sela bellezza terrenad un riflessodi quelladivina, la contemplazione della prima pud portare alla contemplazione della seconda.Cosi il poetae misticopersianoHifiz (m. l3tt9) sostiene non si pud che arrivare alla conoscenza dell'amoredivino se non si sperimenta quelloumano.Meditaresullagrandezza bellezza Dio significa e di innanzituttomeditaresullabellezza piacevolezza e dellesuecreature. Siamo insomma al tema tantrico del godimentoterreno intesocomeanticipoe stradaper condurreall'estasi, rapimenal to, all'unionecon Dio. E inutile - dice Flbfiz- parlaretanto di
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religione di Dio. "La mia religione, entrambii mondi,d la e in compagnia delle mie adorate."'s ,'l Del resto,Io stesso Corunonon invita quasimai alla rinuncia per comevia per raggiungere trascendenza, la Iirnitandosi lo pii a # tl pii indicare sonoi nrornenti adattiper goderec quelli piir <1uali ! adatti per pregare. secondo equilibriodi notevolesaggezza. 'i: un Per esenrpio vel'setto nel 183della "sriradella vacca"b detto: il "Nella nottedel digiuno poteteavvicinarvi vostredonne; alle esse :l per rappresentano indunrerrto voi e voi un indumentoper I un esse...dunquefrequentatcle godcte pure cid che Dio vi ha e conserttito; mangiate bevete c fino a quurrdo, irll'altra, riusciate a $ paradiso distinguere Ulo biancoda uno nero". Lo stcsso un ntir()- t mettano vienedescritto conre luogoanlcnodovead ogniuonrtr t, un toccunoparecchie ancelledisponibili.Ed d noto che lo stesso profctacbbeunaspiccata predilezione le donne,il chenongli per 'I impedidi averlaancheper Dio. Sianro insomma agli lntipodi di ,' un ascetisnro Rabi'a,il quale atTernrava volcr gcttareil alla di t tuoco nel paradiso l'acquanell'infcrno. e Hifiz cantainvecele t gioiedell'amore profanoe le bellezzc dellanatura.che sonopur ! sempreriflessidella bellezza divina. AttraversoI'amoreper un I I di essere questo mondo,egli dichiara arrivare capireI'amclre ? di a ri per il trascendente. Naturalnrente sua donna i abbastanza la idealizzata. sinrileper nrolti versi alla dtinna "angelicata" del t dolcestilnovo. ;( Ad Hifiz, fa eco la poesia Ibn Flrid (lltt2-1235) di che canta I paroledella passione I'amoredivino con le stesse urnana descri- I e ve l'ebbrezza misticacon gli stessi ternrinidi quella bacchica. "lo Anchequi i piaceri terrenisonosirnboli quelliultraterreni. di ho un pensiero che,quandoramnlento Lci, si eleva;io ho un'anipregio...Il ma che al ricordo di Lei. quand'dsvilita,accluista pensiero Lei elidein nreogni altro pensiero.""'ln di brevesianro alladonnacomevia alliitrascendenza e addirittura comemezzo di concentrazione. che QuandoFirid parladel vino e dell'ebbrezza essoprocura,consiglia berlo nellataverna, qui di scoprirlo"al di e suondellamusica, ti renderi pii caroil possesso"". checi che Il fa ricordarecome.in alcuneconfraternite nrusulntane in partie colarefra i dervisci, musica la danzasvolgano la e un'intportante funzione corsodellanreditazione. pii nota cli tali danze nel La -

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rr Moreno, op. cil., p. llt+. tn lb id ., p . 2 ll. t1 lbid., p. 221.

quelfa praticata nella tariqa Mawlawiya, fondata da Rtmi consiste essenzialnrente in un vorticoso girare su se stessi, al suono di flauti e di tarnburi. Sia in senso metaforico che in senso psicologico, questo girare su se stessi sta a indicare il processo d'interiorizzazionee di centramento. un movimento fortcmente centripeto chc ;lorta a neutralizzare norrnale forza centrifuga. la Nella danza sacra il mcditante d impegnato con-la totalitl del proprio essere nel trovare se stesso allontanandosi dal rnondo circostante.Si tratta di una tecnicadi concentrazione utilizzatasia da Gurdjieff che da Rajneesh: di solito al nrovimento vorticoso seguela vera e propria meditazione. eseguitastandoassolutamente inrnrobili.seduti o sdraiati: I'attenzioneviene portata al respiro e/o all'energia vitale che, dopo tale potente stimolazione,andrir gradatarnentecalrnandosi.fin quasi a inrmobilizzarsi. In conclusione.nel misticisrno musulmarrotroviamo due atteggiarnentispiritualicontrastanti:da un:r parte Ia vita e sentitaconre una nranifestazione divino. colnc un'occasione del che non dev'essere sprecata. che dev'essere sfruttata fino in fondcl e per cui bisogna esscregrati al Creatore. e dall'altra d sentita come un carceresoffocante.una linritazioneinsopportabileche dev'essere versi conre al pitr presto superata.Ed ecco che cla un lato nascorrt) "Dicono che donrani avrern()il Paradiquelli di 'Onrar Khavy:-rnr: so e le Huri. / Dicono che lasstravrerno latte. nriele e vino. / Allora chc ntale faccianrosc andianrtla donne e a vino'l / Non sari cosi anche nei gilrdini dcl Paradiso'.t": dall'altro lato nascono c versi pii tristi corne quelli di R0nri: "Sianro gii stati in cielo, insienrc con gli lngeli / e lir dovrenro tonlare, amico. pcrch€ la p n o s t r ao r i g i n c c q u e l l a ! / Sa l i r e n r o i i r i n a l to d e l ci e l o , p i i i n a l to d e g l i a n g c l i l / A n cl i a r n oa l l o r a ve r so l a n o str am e ta , l 'Ete r n u l / C 'i poco in conlune fra un nrondo di terra e una perla pural / arrchese subito da un sinrileluogo!". Tali sianroinrnre <lulggitr.fuggianro rsi opposti atteggianlcnti di depressione arrgosciosa di esaltazione e dei piaccri tlclla vita - li possianrotr()vare irr uno stessonristico. Cosi in 'Ornar Khayyilnr scnprianroversi che dicono: "E inutile arrovellarsisull'essere sul nulla. / Per chi vive sullaTerra. tutto d e perdita e decadcnza":()ppure:"Puri uscimnrodal nulla, nra impuri vi tornianro. / Felici veninrnroal nrondo. nra tristenrente usciane m o " ; o p p u r e : "Si a m o co n r eta n ti b u r a tti n i m a n o vr a tid a l C i e l o .., / Recitianrola nostra parte sul teatrino dell'essere e poi ricadiamo / nel buio regno del nulla" (Robd'ry.yrit). Lo stessosentinrentod'ambivalenzanei confronti della vita d particolarmenteevidente in Rlrni. che talora la consideracome
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un riflessodellabellezza divinae taloracomeuna buia oppressione; ritroviamoinsomma I'atteggiamento spirituale neoplatonico e gnostico. in questograndemisticoe poetaesiste Ma ancheuna concezione dellatrascendenzadel nullaclresi avvicina e molto a quellabuddhista. Egli ritienecheDio e I'uorno Dio siano di oltre I'essere il nulla. oltre il male e il bene, oltre la fede e la e non-fede. La creazionedel mondo corrispondea un momento delladialettica essere-nulla, poichd e, l"'officina Dio d il nulla", di poichdDio crea dal nulla, se noi vogliamoritrovarela nostra origine, vogliamo se intraprendere viadellospirito,dobbiamo la a nostra volta farci nulla. Questod lo scopodell'ascesi della e meditazione: farsi nulla nei confronti dell'Essere il Supremo. Concettianaloghi ritroviamo. li oltre che ncl buddhismo, Main stroEckharte in Lutero;quest'ultimo "Dio ha l'abitudine diceva: di crearedal nulla.Se percidI'uomonon si fa nulla,Dio non pud far nulla con lui". Meditaresignifica per Rlmi "trovare quel luogodovefiorisce discorso parole",andare il senza ciodal di li "O d'ognidualismo d'ognipossibile e definizione nrentale. uomo! Viaggia te stesso te stesso... da in Svegliati. svegliati, passata d la notte, svegliati! Lasciatutto, lascia.lasciaanchete stesso!"''

Conclusione

t8 R[mi,

op. cit., pp.

12, 107,132.

Dopo aver esaminatole tecnichedi meditazionee contemplazione di varie tradizioni religiose, ci sentbra di poter aft-ermareche tutte si basano su uno stessometodo: Ia progressivaconcentrazione dell'attivitd mentale, la sua sospensione trascendenza infine o e I'approdo a uno stato di reintegrazioneche d contraddistintoda sensazione pace, di gioia o di estasi.Tra i prodotti piir impordi tanti del processo meditativo troviamo I'acquisizione una "chiadi ra visione" e una nuova consapevolezza sd e del mondo. La di differenza piil vistosa fra i metodi di meditazione si trova nel fatto che alcuni operano con I'intenzionedi riunificarsi a Dio, mentre altri operano con l'idea di una riunificazioneinteriore. Non sempre pcrd la distinzione fra un Dio esteriore e un 56 (o anima) d cosi netta: lo abbiamo constatato sia nelle Upanisad, dove la separazionefra utman e brahnun tende ad annullarsi. sia nel cristianesinro in altre religioni dove si giunge ad affermare che e Dio B la nostra anima. Conosceres6 in sensomeditativo sisnifica dunque' conoscere Dio. In tutte le reli_qioni esiste in ogni caso I'idea di dover realizzare o risvegliare una totalita nrolto piit a m p i l d i q u el l a n ta i sp e r i n r e n tu tu . Un'altra diff'erenza trova fra la concezione un Dio personasi di le e l'idea di urra trascendenzadel tutto a-personale.Si pu<) naturalmente discutere a lungo se sia pii evoluta una fede che crede in un Dio-padre e protettore o una t'edeche crede in una trascende senzavolto e senzanome. un As;oluto che sfu-qge nza ad ogni definizioneulnana, che d impassibile. imperturbabile,incondizionato, al di lii dello spazio e del tempo, e che non influenza e quindi non si fa int'luenzare nessunevento umano. In realda tir I'idea di un Dio-padre che veglia sull'uomo e che gli manda sue incarnazioni per aiutarlo non d esclusivadella tradizione ebraico-cristiana, ma appartienea molte altre religioni del mon413

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do; innumerevoli s.no anche i profeti che si sono detti ispirati direttamente da Dio. Ogni nreditantetrae dunque dalle credenze,dalle fedi e dalle esperienzepersonali il proprio o,ugettodi meditazione. che pud essereil pii s'ariato, dallo spirit. interi.re allo spirito .or,,.l.o, da un Dio-personaa un Messia. un at,utar.un santo o un ..Dolo,,. Esso.deve avcre il potere di attrarre, appassionare convogliare e le esisenzedi uniti e di trascendenza, di espanderela cori.ape_ e volezzae la gi.ia. Anche se |idea non pud piacere ai sostenitori delle sing.le religioni, agri efrt'tti deila meditazione ha scarsa importanza che ci si concentri su Jahveh. Gestr, Maometto. Bud_ dha. Krsna. il Crande Spirito o la propria anima. o che si parta da testi cfell'Antic.l Testanrent.. dei Vangeri. del Corano, delle Upani.wd. della lllragnlud-gitti. del Tut ti ching o delle Gctlm. La c()s, \'cra.rente essenziale che Iindivicru. abbia fecre d - in quel nr.r.ento e in quelle contingenze storiche.s.ciali. culturali e razziali - nel proprio oggetto di nreditazione o comunque nell.operazitlneche sta c.rnpiend.. E questatecleche sp.sta re montagne e che salva I'uorrro. Essa d infatti un inrportante mezzo di concentrazionee di reintcgrazione. Il meccanisnr' cl'innescod insonrnrasogqettivo.ma porta a un processo meditazioneche cri d analogo in tutti gli uomini. L'Assoluto. lo Spiritcl. Dio. I'amttre, I'ener-gia. nandulu o il centro fra le sopracciglia.diventano un alla finc solo nrczzi di concentrazionec di sospensionedella c()rnune itttivitii nrcrrtalc. In re.lti, nel nr.'rerrt. in cui ci si accingea meditare. si dovrebbe abbandonitretlgni idea prccostituitac ogni aspettativa.e rnettersi in un, 1.r.sizi.rre di e cri attJsa. Ma una fecredel gener e i' r r r . lt o, s t r it r t a e 'scoltol e , e d d i n e v i t a b i l e diffici che inostri c ont e' ut i nr c nt , li ( c . n s c i o i n c . n s c i . i n t e l l e t t u a l io d e n r o z i o n a l i ) c or r t inuir r o inf luc nz lr c i . O u e s t o d i l n r o t i v op e r c u i l e c s p e r i e n z e ir nristichespcssoson() differerrticla urr. rcligione all'altra: si tratta di residui del ntondo rnentalc c culturtrle Come sostcngonoqli . rrricrrtirli.ll sunidlti ha vari livelli di ai n-iil baisi 'c:rlizzazione. clei qu,li c.rrtinu,rr. ird asire le categoricire'llarnentc". ioichd la vcrit trascenderrza irreft.bile, I'esperienza e nristicanon d c.munic.bile c dcfinibile. Ctrloro che ne parlano (di qui i celebri aforisnri di La.-tzu). finisc.'. Per cadere nclle ins,n.bili contra<Jdizi.ni e rrei pirradossidi urr lirrguaugiolinritato. Ouestu rron significa che rrtedit.rc su (iesi. M.o*etto. Buddha . qualchegrrrrz indiun. sia l. stc.ssa cosa: anzi. e proprio la sceltadi uno di questi mediatori che diff'crc'nzi:r l'app*rcci. c.ntenrplativo. ogni autenticafede va lt l rispettata, anche quella che non ricorre a persone o a incarnazioni divine. Ma le strutture del proccssodi meditazionesono le stesse, e le diversc vie. una volta che abbiano trascesoIe nrediazionidi Parlenza. portano ir una stessamela. I cristiani. corne d'altronde icredenti di altre religioni, si sono abituati a pcnsareche la contemplezione il privilegio di pochi e sia si che la salvezza possaottenereanche senzaunbsperienzadiretta della trasce ndenza. Tuttuvia I'cvoluzionedella coscienza porta ci oqgi a sostcrrereche la meditazione d accessibile tutti e che, a anzichi accettarc"sc()mnlessr-" rischiosesulla realti oltremondaverificaredi personala situana. sia prcferibile e forse necessario zione. Il nrocloc'd. e n()nconsistcin qualche inaccessibile tecnologia. ma in una presadi coscienza che la verit) d a portata di mano, perchi d cii) dentro di noi: i uno stato della consapevolezza che appartienedi diritto a osni essereunlano. Non si tratta quindi di cercarequalcosaal di fuori di noi, cclsicome ci tocca fare peg ogni conquista della vita. nra una condizione del nostro stessoessere, che nessunaltro - forse neppure Dio - potrii rnai darci. Un'antica massinraebraica dice: "Se io non sono me stcsso,chi Io sarir per nre'l E, se non ora, quando?". E il rnistico persiano at-Tirstari (nr. ft96) scrive: "Gli uonrirri vivono in untl stato di sonno e si sveglianosolo quando rnuoiono. A quel purrto si accorgonodegli errori conrnressi dclle occasioni perdute. Ma 0 ormai troppo e tardi".

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