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ONDE

Unonda una perturbazione che si propaga trasportando energia e non materia. Onde: 1) TRASVERSALI: limpulso si propaga perpendicolarmente al movimento delloggetto (molla,suono) 2) LONGITUDINALI: limpulso di energia si propaga nella stessa direzione del movimento delloggetto (suono = compressione e rarefazione dellaria) 3) MISTE: hanno sia componenti trasversali che longitudinali e sono quindi pi difficili da prevedere(terremoti) Il fronte donda linsieme di tutti i punti in cui londa vibra allo stesso modo. I raggi dellonda sono le rette perpendicolari al fronte donda. Si dice periodica unonda che si ripete identica dopo un intervallo di tempo costante. Un onda periodica si muove di moto armonico. la lunghezza donda, la minima distanza dopo la quale unonda torna a ripetersi identica a s. Lampiezza la met della differenza tra il valore minimo e il valore massimo che londa pu assumere. Il periodo T dellonda lintervallo di tempo nel quale la materia compie un oscillazione completa. La frequenza il numero di oscillazioni che londa descrive in un secondo.

Onde: 1) Elastiche 2) Elettromagnetiche 3) Radio FUNZIONI DI ONDE PERIODICHE: a yt

Si propagano indifferentemente dal mezzo.

) , dove lo sfasamento dellonda.

-a

) profilo dellonda in funzione del tempo.

Profilo dellonda: In funzione del tempo: ) In funzione dello spazio: ( )

QUINDI: ( ) equazione in funzione dello spazio.

),

RIFLESSIONE: Le onde incontrano un ostacolo che fuoriesce dallacqua, si riflettono uguali a se stesse. Onde piane:

Il fronte donda perpendicolare a quello di riflessione.

s Onde circolari: S la sorgente. O lostacolo. Le onde riflesse provengono da s1 che simmetrico rispetto alla sorgente primaria. L la lunghezza donda.

S1

RIFRAZIONE: o Nellacqua presente un ostacolo che modifica (diminuisce) la profondit del fondale. Le onde deviano. Cambia la lunghezza donda. n

DIFFRAZIONE:

apertura: Principio di HUYGENS: ogni qual volta una perturbazione investe i punti di un fronte donda ogni punto di s si pu considerare come una sorgente di onde secondarie aventi la stessa frequenza dellonda primitiva. Il nuovo fronte donda dopo un intervallo deltat di tempo linviluppo delle onde secondarie.

SOVRAPPOSIZIONE: le onde si sommano quando sono in fase o in app di fase. Linterferenza la somma di due onde, cio lincrocio dei loro rispettivi fronti donda. Per la somma di due onde si ricorre alle formule di prostaferesi: ( )

Quindi:

Lampiezza nulla quando : Linterferenza distruttiva per i multipli dispari: Lampiezza massima quando

Lampiezza massima per i multipli pari:

OTTICA
Noi studiamo lottica geometrica, una schematizzazione degli oggetti in raggi di luce, modello schematico non esistente in realt. Secondo questo modello la luce viaggia in linea retta secondo due tipi di sorgenti: 1) Puntiformi: il fascio di luce crea solo ombra e luce 2) Estese: il fascio di luce crea penombra, ombra e luce. 3) Corpi: 1) Trasparenti (completamente attraversabili) 2) Opachi (non attraversabili) 3) Traslucidi (parzialmente attraversabili) ESPERIMENTO DI FIZEAU: in passato si pensava la velocit della luce fosse infinita.

+ ruota dentellata che gira (finch non si vede pi la luce. La distanza tra s1 e s2 2L. Il tempo per andare da dente a dente della ruota : , quindi quello per andare da una fessura a un S dente V = W (velocit angolare,che decido io).

. Il tempo per percorrere 2l quello per passare da fessura a dente quindi Lunica incognita quindi c, che equivale a

Oggi stato possibile mandare un impulso laser sulla luna e misurare il tempo della luce per andata e ritorno. Grandezze: 1) Fotometriche: dipendono dalla sensibilit dellocchio umano a percepire la luminosit di una sorgente. (es: luce di una candela confrontata a quella di una stella). Locchio umano percepisce il colore dal giallo al verde. La luce bianca formata dalla somma dei colori fondamentali e viene percepita bianca grazie alla velocit a cui si muove. Il disco di Newton lesperimento che conferma la teoria: un cartoncino colorato messo in rotazione da una manovella che dimostra come i colori dipinti scompaiano. 2) Radiometriche: grandezze oggettive e misurabili.

GRANDEZZE RADIOMETRICHE:
1) IRRADIAMENTO: quantit di energia che raggiunge una superficie che posta perpendicolarmente ai raggi luminosi. Lirradiamento inversamente proporzionale al quadrato della distanza (utilizzato per le fonti di energia alternative.

2) INTENSITA di RADIAZIONE: quantit di energia emessa nello spazio di una sorgente luminosa, quanta energia convoglia in un angolo solido. Dove W langolo nello spazio compreso in un cono indefinito o in un angoloide indefinito. Lampiezza di tale angolo per definizione (immagino di tagliare langoloide o il cono con una sfera,quindi la sua area e il suo raggio). STERADIANTE: angolo solido che sottende la superficie che ha area angolo nello spazio completo. Angolo completo SPETTRO VISIVO: dal rosso (poca lunghezza donda) al violetto (lunghezza donda elevata). . Uso la sfera perch sottende un

GRANDEZZE FOTOMETRICHE:
1) INTENSITA LUMINOSA: descrive la brillantezza di una sorgente (misurata in U=candela) 2) FLUSSO LUMINOSO:quanto vivace la luce emessa da una sorgente (u=lumen) 3) ILLUMINAMENTO:quanto illuminato un oggetto (U= lux)

RIFLESSIONE:
superficie riflettente, idea di un bagliore riflesso su una superficie non piana. Le immagini che si formano col prolungamento dei raggi si definiscono IMMAGINI VIRTUALI, mentre quelle formate con i raggi sono IMMAGINI REALI. Specchi: 1) Piani 2) Parabolici: concavi e convessi. Specchi piani: DIM:

normale

Quindi i triangoli sono congruenti e limmagine creata nello specchio simmetrica a quella riflessa.

Specchi parabolici: langolo di apertura di uno specchio. C il centro di curvatura dello specchio e corrisponde al centro della sfera a cui appartiene lo specchio. r lasse ottico e corrisponde allasse di simmetria. V il vertice, lintersezione tra lasse ottico e la calotta che la parte riflettente. F il fuoco, il punto medio di ed il punto dincontro dei raggi che si riflettono orizzontalmente su uno specchio parabolico.

Raggi essenziali: 1) Il raggio parallelo allasse ottico confluisce in F 2) Il raggio passante per F si riflette parallelo allasse ottico 3) Il raggio passante per C si riflette identico a se stesso 4) Il raggio per V riflette secondo riflessione ESEMPIO:

Specchi convessi: