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PENSIERI DI

Luca Belotti Alfredo Fontanini Daniele Molgora Andrea Romano Franco Ziliani
StRaDE E quaRtIERI

SantEufemia Bovezzo Nave

HINtERlaND

vIaggIo IN PRovINcIa

Gavardo Idro Odolo Ponte Caffaro Vestone

paga?

chi rompe
giovani e sballo

Tra civismo e Trasversalismo


TeknomoTive pelo e conTropelo museo mille miglia qui e l successo bacheca videoTeca

3 DODICI MESI // luglio/agosto 2011

IN QUESTO NuMERo

Editoriale Acqua bene comune, ma facciamo acqua Prodotto & mercato Daniele Molgora: Noi non abbiamo paura di andare da soli Franco Ziliani: I tre in uno del gran travagliatese Alfredo Fontanini: Da Brescia agli States, un sogno realizzato Andrea Romano: Colori e note nel destino Luca Belotti: Cambiare vita? Si pu. Strategia dimpresa Morti sul lavoro, ancora troppi Lavoro Automotive mon amour, Teknomotive invece pur Bacheca Dopo il berlusconismo, tra civismo e trasversalismo Chi rompe paga? Res publica e regole civili: il rispetto che manca

5 7 9 10 15 19 23 27 31 33 35 37 43 45 53

63 Strade e quartieri: SantEufemia, resistono le abitudini di una volta 69 Hinterland: Nave e Bovezzo, come il paese sposta il suo centro 74 Viaggio in Provincia. La Valle Sabbia, tra natura, sport, industria e turismo: Gavardo, Odolo, Vestone, Idro e Ponte Caffaro 91 Giovani e sballo: condanna o commiserazione? 99 Tu e il fisco 100 Pelo e contropelo 105 Brainstorm 107 Dov finito Ippocrate? 109 Il rilancio del Museo Mille Miglia 111 Rotary sostiene la ricerca 113 Qui & l 114 Nasce Edizioni 12 119 La musica aiuta i bambini malati 122 Gentile Farmacista 124 Specchio delle mie brame 127 Videoteca 128 successo

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Luglio/Agosto 2011 Anno III - Numero 7 Rivista mensile - 1,00 Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile Giorgio Costa direzione@edizioni12.it Coordinamento Donatella Car donatella.care@dodicimesi.com Hanno collaborato Alice Aimo, Eva Alessandri, Giovanni Altuni, Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Fiorenzo Bandirali, Roberto Barucco, Luce Bellori, Livio Benassi, Esterino Benatti, Elizabeth Bertoli, Silvio Bettini, Paoloemilio Bonzio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Lodovico Cherubini, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Enrico Filippini, Bruno Forza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Viola Ladi, Lucrezia Lombardi, Ferdinando Magnino, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Cristina Minini, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Federico Rossi, Massimo Rossi, Emanuele Salvi, Salvatore Scandurra, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Silvia Valentini.
Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

DODICI MESI

MESI

Editore Edizioni 12 Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008 Impaginazione Sales Solutions Srl Fotografie Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini Stampa Tiber Spa - Brescia Pubblicit Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it

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E
viva la visa

DITORIALE

empo di ferie, proviamo ad abituarci a girare senza contanti nel portafoglio e usiamo la carta di credito. Qualsiasi carta o bancomat, ma non le banconote. Usiamola non solo per il supermercato, la benzina o labbigliamento; usiamola per tutto! Sfoderiamola con tranquillit per pagare il ristorante, lombrellone, la piadina o laperitivo. Facciamolo diventare un gesto abituale anche se ci guardano un po storto. Facciamo pi contente le banche? Pazienza! Anche da quel piccolo gesto parte lemersione del nero, di quellevasione fiscale che rende tanto drammatici i nostri conti pubblici. Non a caso in tutti i paesi del mondo dove minore levasione tanto pi diffuso luso delle carte di credito e in Italia siamo agli ultimi posti nelluso del denaro digitale. Diamo la mancetta a nostro figlio su una carta ricaricabile, facile come la ricarica del telefonino, facciamo fare alla nonna una carta della posta e convinciamola a non riscuotere pi la pensione in contanti. Pensate che delusione per gli scippa-

tori nellaprire un portafoglio rubato e trovarci, oltre alle tante carte fedelt dei supermercati, solo delle altre tessere in plastica e neanche un biglietto della zecca. Pensate ai truffatori che ravanano nei cassetti degli anziani senza trovare il solito rotolino dei risparmi. Pensate al pusher che vende la roba ai ragazzi; dovrebbe attrezzarsi con un bancomat portatile. Per la verit gi successo, con la complicit di un commerciante compiacente; beccati subito tutti e due per! Fra poco in Italia si potr pagare di tutto col cellulare, anche le bibite (in Giappone gi da molti anni). Lo sviluppo di internet ha gi portato alla quasi totale estinzione degli assegni, i conti correnti on line sono estremamente diffusi e sicuri; cos impensabile dare uno strappo finale ed eliminare del tutto le banconote? Immaginiamo un mondo futuro (se volessimo davvero non lontano) in cui tangenti, compiacenze, prostituzione, compensi per lavoro in nero e per onorari non denunciati, fossero pagati con la tracciabilit bancaria delle carte di credito e dei versamenti on line; avremmo dato unarma potente e forse risolutiva, allAutorit Giudiziaria, alla Finanza e a tutte le Forze dellOrdine. E adesso andiamo in vacanza, ci rivediamo a settembre e buona Visa a tutti ! P.S. Vanno bene ugualmente anche Cartas, Mastercard, Diners, American Express, Postepay e ricaricabili varie. Giorgio Costa
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O
di aNtoNio PaNigalli

PINIONI

aCqua bene Comune

ma faCCiamo aCqua

DAL 2 luglio AL 30 AGOSTO 2011

onclusi i referendum sullacqua con la vittoria dei s allabrogazione delle norme esistenti, ora sarebbe opportuno o doveroso fare un pubblico esame di coscienza per comprendere lo stato dellarte della malagestione, della mancanza di buon senso e della fetente lottizzazione di un bene comune (carenze che forse fanno male quanto le sbandierate gestioni private sul demanio idrico pubblico). La media italiana della dispersione idrica il 47%: in base ai dati Istat del 2008 quasi un litro su due del bene pi prezioso che ci donato dalla terra viene disperso. Le regioni pi virtuose dal punto di vista della dispersione dellacqua sono il Trentino Alto Adige con il 26%, la Lombardia con il 27%, lEmilia Romagna con il 32%, meno bene la Liguria con il 39%, mentre si arriva al paradosso dellefficienza con la Puglia all87% e la Sardegna all85%, di dispersione ovviamente, con i soliti noti in pole-position. Dal 1992, ogni anno il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dellAcqua istituita dallOnu. Questanno i principali elementi della crisi del settore idrico sono stati rappresentati anche dallIstat. Dal rapporto dellIstituto di statistica spicca innanzitutto, lincremento dei consumi: nel 2008 sono stati erogati 92,5 metri cubi di acqua potabile per abitante, pari a 253,4 litri al giorno, con un incremento dell1,2% negli ultimi dieci anni (da considerare che i paesi in via di sviluppo utilizzano mediamente 100 litri di acqua procapite e che quelli iper industrializzati arrivano a superare i 500 litri giorno/procapite).

Continua a crescere lo spreco nellindifferenza totale, considerando i consumi pro capite nei 27 Paesi dellUnione europea per il periodo 1996-2007, lItalia presenta valori superiori alla media europea, pari a circa 85 metri cubi annui per abitante. In particolare i consumi medi in Italia risultano inferiori rispetto alla Spagna (100 metri cubi) e al Regno Unito (110), mentre sono superiori a quelli dei Paesi Bassi (73) e della Germania (57). Non che noi italiani ci laviamo di pi, sono solo soldi, decine di miliardi di euro, che vengono irresponsabilmente buttati, nellindifferenza generale. Forse la polis neppure se ne rende conto, perch normalmente questa una gestione ignota e allapparenza politicamente corretta in favore dellimbonimento dellopinione pubblica e del clientelismo (basti pensare alla quantit di addetti occupati). Ciononostante ogni anno vengono sprecati circa due i miliardi di euro. In Italia lacqua, per cos dire alla fonte, pubblica e tale deve restare, ci mancherebbe altro, ma, per arrivare dalla fonte a casa, lacqua deve essere raccolta in invasi, deve essere trasportata in condutture, deve essere controllata e purificata, deve essere smistata e dispacciata (questo potrebbe farlo anche chiunque altro dimostri di essere pi efficace ed efficiente). Chi fa tutto questo oggi in Italia? Lo fanno aziende e organismi territoriali sotto il diretto o lindiretto controllo del potere politico (e forse partitico/clientelare). Sono centri di potere e denaro decisamente lottizzati (forse pi della Rai) e pi dediti allo spreco sistematico delle peggiori Asl della Sanit. Accumulano un

deficit complessivo di circa due miliardi annui e negli anni hanno gestito lacqua pubblica in maniera tale che ora occorrerebbero oltre cinquanta miliardi per avere acquedotti efficienti e civili. Efficienti nel senso di non sprecare la pubblica risorsa dellacqua, civili nel senso di non innaffiare di soldi pubblici orti e giardini della cosiddetta politica di territorio. In Italia siamo ormai costretti a tirare la cinghia un po su tutto, non si investono soldi in autostrade informatiche (banda larga) e neanche in infrastrutture (ferrovie ed autostrade del mare) perch chi governa non ha soldi e chi governato indifferente e/o distratto. Si verificano cos molte sperequazioni tra gli investimenti nelle imprescindibili sovvenzioni degli incentivi alla produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, solare termico, ecc.), quelli infrastrutturali (che spesso vedono la cieca ostilit territoriale) e gli investimenti che dovrebbero essere, sempre e comunque, il vero driver: lefficienza gestionale. Forse, non ci si accorge che sono soldi buttati perch non il Governo che li mette, non sono denari palesemente pubblici (anche se sono spesi esclusivamente dal pubblico e dal parapubblico), arrivano e arriveranno dalle tasche private, attraverso il pagamento delle bollette (come al solito). Quindi, basta pensare solo alla corretta educazione allautoriduzione dei consumi, altrettanto importante non farsi abbindolare da demagogiche posizioni che annebbiano la critica civica e rendono possibile la folle malversazione del bene comune. Per approfondimenti: www.eea.europa.eu/it
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di silVio BEttiNi

UBRICA

PRODOTTO & MERCATO


85 miliaRDi Di euRo
rispetto ai 2,3 miliardi esposti a libro, solo un terzo in meno. La seconda precisazione, a vantaggio di quei lettori che meno si occupano di contabilit e bilanci la seguente: un credito deteriorato non coperto da accantonamento pu costringere la banca, ove tale credito diventi inesigibile, ad effettuare una svalutazione del conto economico, che va inevitabilmente a ridurre il risultato (utile) di esercizio. Fatte queste precisazioni, in relazione alle singole situazioni, osserviamo che quasi tutti i gruppi hanno visto peggiorare la qualit del proprio portafoglio crediti nel 2010 rispetto al 2009, anche se Unicredit listituto che ha sofferto di pi con un rapporto tra attivo deteriorato rispetto allattivo totale che cresciuto al 6,74% dal 5,5% del 2009, 37,4 miliardi su 85 totali, il 55% del suo capitale netto, che diventa l89% se lo calcoliamo sul capitale netto tangibile, escludendo di fatto solo lavviamento. Va anche detto che Unicredit , delle cinque, la banca con il miglior coefficiente di accantonamento a copertura di perdite potenziali, il 44,5%. Delle altre, solo il Banco Popolare riuscito a ridurre il peso della propria zatotale crediti sofferenze % su crediti

la ZavoRRa Dei PRimi Cinque GRuPPi banCaRi iTaliani


na zavorra pesante 85 miliardi di euro, questo il dato che emerge dal bollettino ABI con riferimento alle attivit deteriorate al 31 dicembre 2010 dei primo 5 gruppi bancari italiani: Unicredit, Intesa, Monte Paschi, Ubi e Banco Popolare. Una cifra due volte e mezza pi elevata di quella che le stesse banche iscrivevano nei propri libri contabili prima della crisi, alla fine del 2007, quando lo stesso valore si attestava a solo 32,5 miliardi. Questo il dato in valore assoluto, mentre il dato percentuale relativo a: sofferenze, incagli, crediti ristrutturati, scaduti e sconfinanti (le attivit deteriorate appunto), rispetto al totale dei crediti concessi ai clienti cresciuto in misura analoga, dal 2,68% del 2007 al 6,57% di fine 2010, a dimostrare che non esiste correlazione tra incremento di tali attivit e crediti concessi. La tabella allegata riporta i valori disaggregati di impieghi e sofferenze di ciascuno dei cinque gruppi bancari indicati. Prima di procedere nellanalisi ritengo opportuno effettuare due precisazioni. La prima: i dati esposti in tabella sono frutto di analisi dei bilanci dei cinque gruppi citati, ma la rappresentazione dei crediti deteriorati a bilancio frutto di decisioni prese dai vertici della banca stessa. Queste decisioni devono essere ispirate a criteri rigorosi, anche se ogni tanto pu accadere che il rigore venga meno. Non lo sapremo mai a meno che i verbali ispettivi della vigilanza di Banca dItalia, di norma segreti, non vengano casualmente resi noti. La Repubblica ha recentemente raccontato il caso di Banca Popolare di Milano, dove proprio unispezione della nostra banca centrale avrebbe accertato, sul bilancio 2010, attivit deteriorate per 1,2 miliardi in pi

vorra, ma va detto che partiva da una situazione pesantissima (oltre l11%) avendo ereditato il fardello Italease e che comunque il 9,9%, risultato con cui chiude lanno, il peggiore. Nemmeno laccantonamento a copertura delle perdite potenziali rasserena, collocandosi al 27,5% ben al di sotto della media di settore che pari al 40,7%. Detto tutto ci, non pu che far sorridere, perch tremendamente logico, un intervento di Giuseppe Oddo sulle pagine de Il Sole24 Ore che in sintesi dice: Con un mano i banchieri italiani distribuiscono ricchi dividendi ai propri azionisti e con laltra se li riprendono spingendoli a sottoscrivere massicci aumenti di capitale. I fatti lo confermano: Intesa Sanpaolo ha distribuito un cedolone da un miliardo di euro qualche giorno prima di chiederne 5 quale aumento di capitale; Unicredit ha chiesto un aumento di 7 miliardi dopo aver distribuito dividendi per 5; Montepaschi ne ha distribuito 1 e ne ha chiesti indietro 2, la sola Ubi si dimostrata virtuosa, ha chiesto un aumento da 1 miliardo a fronte di 1,2 di dividendi. A me sembra tutto un pochino singolare.
incagli e crediti crediti scaduti e ristrutturati sconfinati

tot. attivit deteriorate

% su totale crediti

milioni di euro
Banco Popolare Monte dei Paschi Unicredit Intesa S. Paolo UBI Banca Totale 2010 Totale 2009 Totale 2008 Totale 2007 94.462 156.462 555.653 379.235 101.814 1.287.402 1.283.870 1.330.292 1.215.280 2.879 5.485 16.344 7.354 1.940 34.002 26.701 19.881 15.739 3,05% 3,51% 2,94% 1,94% 1,91% 2,64% 2,07% 1,49% 1,31% 6.046 5.264 17.755 12.340 2.861 44.266 40.457 19.316 12.788 429 632 3.329 1.514 460 6.364 8.845 5.369 3.983 9.354 11.381 37.428 21.208 5.261 84.632 76.003 44.566 32.510 9,90% 7,27% 6,74% 5,59% 5,17% 6,57% 5,92% 3,35% 2,68%

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noi non abbiamo PauRa


Di anDaRe Da soli
a colloquio con il Presidente della Provincia di Brescia, Daniele Molgora.

di DaViDE BaCCa

rescia si candida ad ospitare un ministero. Daniele Molgora lo sussurra piano, quasi sospirando. Per ora pi un sogno che unipotesi, ma se alcuni dicasteri dovessero prendere la via del Nord, noi saremmo in prima fila, perch dal punto di vista economico il nostro territorio un fiore allocchiello dellintero Paese spiega il presidente della Provincia. Lo raggiungiamo nel suo ufficio, a palazzo Broletto: 49 anni, leghista della prima ora, Molgora nei primi anni Novanta stato consigliere in Loggia, entrato in parlamento nel 1994, stato per due volte sottosegretario alleconomia. Dal giugno 2009 presidente della Provin-

cia di Brescia. Sulla scrivania la statua di Alberto da Giussano, alle spalle la foto di Elisabetta, la figlia nata a fine maggio. Mentre discetta dei diversi tipi di bagoss (ne ho appena scoperto uno invecchiato 4 anni) e delle sorti del Brescia Calcio (se avessimo messo a posto il centrocampo, ci potevamo salvare) e ricorda le sfide sullerba di Wimbledon col la nazionale di tennis (ma quella dei parlamentari), gli echi di Pontida si fanno ancora sentire. Presidente, un ministero potrebbe davvero arrivare a Brescia? Avere alcuni ministeri al Nord sarebbe un bel segnale davvicinamento al territorio, soprattutto al territorio che produce. Si dovrebbe pensare allo spostamento di alcuni dipartimenti. Viste le sue caratteristiche un territorio

come Brescia potrebbe candidarsi per lo sviluppo economico, le imposte, la sicurezza (e quindi il ministero dellInterno). Avere uno di questi dipartimenti sarebbe importantissimo. Ma quanto realistico? La proposta politica dei ministeri al Nord c. E in quel caso Brescia presenter la propria candidatura. Intanto per Lei ha portato a casa la firma sullaeroporto, che era il primo punto del suo programma elettorale... S, ed un accordo davvero storico. Lo si attendeva da 13 anni. Brescia e Verona hanno trovato unintesa per sviluppare, insieme, il sistema aeroportuale del Garda: noi saliremo nelle quote della societ di gestione e avremo un vicepresidente e un direttore entrambi brescia-

ni che si occuperanno a tempo pieno di Montichiari. Credo che per il nostro territorio sia un passaggio fondamentale: ora possiamo guardare con fiducia al futuro del DAnnunzio, con la prospettiva di dare nuovo slancio alleconomia e creare nuovi posti di lavoro. Resta per da definire il piano industriale e la sua stesura potrebbe creare nuovi attriti. Il piano verr redatto in base alle analisi delladvisor sulle prospettive del mercato aeroportuale. Se vero che Montichiari avr una specializzazione cargo che ora manca in tutto il Nord Italia si cercheranno di sviluppare anche i voli passeggeri. Ma dovr essere traffico aggiuntivo e non concorrenziale con Verona. Verificheremo con le imprese e con il sistema turistico quali sono le destinazioni appetibili che oggi non hanno collegamenti con Villafranca od Orio al Serio. Ma prima di pensare a questo bisogner creare una solida base il cargo, appunto in grado di coprire i costi. Le compagnie verranno a Brescia se ci saranno

opzioni vantaggiose, non per beneficenza. Credo comunque che ci siano tutte le condizioni per fare bene: tutti gli studi ci dicono che Montichiari laeroporto con pi margini di crescita. Basti pensare che l ci sar una stazione dellalta velocit. Nel progetto presentato a marzo dalle Ferrovie quella stazione per non c. Vedr che alla fine ci sar. Il secondo punto del suo programma era il marchio Made in provincia di Brescia, che ha generato qualche perplessit. Il marchio non altro che lembrione di potenziali reti dimpresa. Si dice sempre che il difetto delle aziende bresciane e pi in generale italiane sono le piccole dimensioni. Abbiamo voluto creare uno strumento per mettere in rete le imprese e creare filiere di settore. Parlo di imprese di qualit, orientate allinnovazione, con soci bresciani e attivit produttive sul territorio. Il marchio stato registrato lo scorso ottobre, a fine maggio vi stato il via libera del consiglio e ora stiamo emanando i regolamenti per le diverse tipologie di prodotti (industria, servizi, turismo, agricoltura). Certo, le aziende che hanno gi un marchio affermato magari saranno meno interessate a cogliere questa opportunit. Ma tutte le piccole imprese che non hanno un loro marchio o che lavorano per conto terzi, potranno aggregarsi attorno al Made in Brescia e accedere pi facilmente a fiere, mercati, finanziamenti. Insomma, il marchio un valore aggiunto. Faccio un esempio: noi siamo i maggiori produttori di suini, ma non abbiamo un marchio bresciano mentre tutti conoscono il prosciutto di Parma. Dati per buoni i primi due punti, qual la priorit da qui alla fine del suo mandato? Concludere la strada della Valle Sab-

A Montichiari ci sar la stazione dellalta velocit.

Ora possiamo guardare con fiducia al futuro dellaeroporto Dannunzio.

bia, vale a dire il tratto da Barghe a Idro. E a che punto siamo? Lopera costa 75 milioni ed finanziata per met dalla Provincia autonoma di Trento, noi abbiamo messo la nostra parte, circa 3 milioni per la progettazione. Il resto a carico della Regione che in questo momento nicchia. Ovvero? La Regione vorrebbe posticipare di qualche anno il finanziamento, ma cos corriamo il rischio che Trento tolga le proprie risorse. Per fortuna i miei buoni rapporti con il presidente Dellai, area Pd, mi fanno pensare che questo non avverr. E i rapporti con Formigoni e Cattaneo come sono? Diciamo che sono migliori quelli con Dellai. Cattaneo sottovaluta limportanza dellopera, che importante anche per lo sviluppo dellaeroporto di Montichiari dal momento che da questa strada passano i flussi turistici per le zone di Campiglio e del Trentino. Confido comunque di convincere la Regione a confermare le risorse in modo che per fine mandato lopera sia pronta a partire. E lautostrada della Valtrompia? La questione complessa. Io credo che sia tutto legato alle concessioni autostradali. Finch non verr sbloccata quella situazione il raccordo avr sempre problemi, al di l degli attuali ricorsi sugli espropri. Sia Centropadane che Serenissima potrebbero intervenire a favore della Valtrompia ma prima serve il rinnovo delle concessioni. In questi primi due anni di mandato lei stato pi che altro impegnato a tagliare, cercando di rimettere a posto i conti di un bilancio disastrato. A che punto siamo? Diciamo che il momento pi pesante passato. Ma stata dura. La Provincia aveva visto la riduzione del rating, la crisi aveva fatto calare le entrate del 20% e la stretta del patto di stabilit ci ha creato non pochi problemi. Abbiamo tagliato mantenendo i servizi. E lo abbiamo fatto senza aumentare le imposte provinciali che sono rimaste al minimo. Il risultato che abbiamo chiuso il bilancio 2010 con un piccolo avanzo.

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Il passaggio pi difficile? Far capire agli assessori che gli anni delle vacche grasse erano finiti e che bisognava tagliare. La cosa pi semplice, ripeto, era aumentare le tasse. Invece abbiamo deciso di non mettere le mani nelle tasche dei bresciani. E di ragionare sui costi. Ora cosa servirebbe? Bisognerebbe mettere mano al Patto di stabilit che sta comprimendo la nostra possibilit di spesa. Nel 2010 abbiamo pagato 43 milioni di opere, questanno non potremo andare oltre i 15. Questo un grosso problema perch anche se abbiamo i soldi in cassa non possiamo pagare le imprese a cui abbiamo affidato i lavori. Se vogliamo fare qualcosa di davvero utile per vincere la crisi, dobbiamo sciogliere questo nodo. Tra i tagli c stato anche quello che in molti hanno letto come un vostro disimpegno da Bresciatourim. Eppure lei ha sempre puntato molto sul turismo per il rilancio delleconomia bresciana Ma infatti non vi stato alcun disimpegno. Abbiamo ceduto una piccola parte della nostra quota per consentire a un altro soggetto di entrare. Ma unoperazione che ci stata chiesta. Dopo di che io ho mandato un messaggio molto chiaro, ma che vale per molte situazioni, non solo per Bresciatourism: la Provincia non un bancomat che finanzia operazioni a scatola chiusa. Servono programmazione, idee e progetti condivisi. Cose che prima non cerano. Ora invece in corso una nuova stagione. In questi due anni, non sono mancate le tensioni tra Lega e Pdl. A me in realt pare che ci siano pi tensioni tra le diverse correnti del Pdl che tra il Pdl e la Lega. Dispiace che qualcuno voglia risolvere i suoi problemi prendendosela con il presidente della Provincia. Ma alla fine, devo dire, abbiamo sempre trovato la quadratura del cerchio, e il lavoro fatto si giovato del contributo di tutti. Basti pensare alla sintonia sul caso aeroporto. E a Roma, come vanno i rapporti nella maggioranza? Il governo regger? Bossi a Pontida ha parlato chiaro, ha posto gli obiettivi e dettato lagenda del governo. Ha anche detto che oggi non esistono alMESI 12luglio-agosto 2011

ternative e che quindi togliersi da questo governo significa consegnare il paese alla sinistra. E la sinistra che in questo momento va per la maggiore quella pi oltranzista. Dopo di che se le cose non dovessero andare bene, noi non abbiamo paura ad andare da soli. A Roma come a Brescia. La Lega forse il partito pi monarchico della seconda Repubblica. Mai una proposta alternativa a quella di Bossi, mai un candidato alla sua successione. Qual il tasso democrazia allinterno del Carroccio? La Lega il partito che si rinnovato pi di tutti. Di quelli eletti in Parlamento nel 1994 siamo rimasti solo in otto. Non sar perch chi ha messo in discussione Bossi stato cacciato? Io con Bossi ho sempre potuto discutere di tutto in maniera molto aperta. C stato invece chi ha volutamente equivocato alcune situazioni e invece di discutere ha cercato di dettare al partito le linee direttive. Quelle le d il segretario. Se uno vuole fare il segretario si deve candidare, cosa che non mai successa. Appunto, questo non un limite? Preferisco leggere questo dato come il segno del carisma di Bossi. Le sue doti di leader gli sono riconosciute da tutti: sa interpretare le situazioni, sa cogliere gli umori della gente, sa elaborare progetti e proposte politiche nuove. Questo ha fatto s che nella Lega vi fosse sempre grande unit. Uno dei problemi dei partiti sono le divisioni interne. Essere compatti nostro punto di forza, non di debolezza. Passiamo al tifoso Daniele Molgora. Come vede il futuro del Brescia Calcio? A livello societario posso solo dire che una questione tra privati; speriamo ci possa essere qualche novit positiva. Da tifoso penso che il fatto di ripartire con una squadra giovane che ha fame di risultati possa anche essere una strategia vincente. Pensiamo cosa ha fatto il Novara che nel giro di due anni passato dalla C alla serie A. O il Varese. Insomma, il progetto di Corioni pu dare risultati interessanti. Per finire il gioco della torre: Floris o Santoro? Butto Santoro. Maroni o Calderoli? Mmm... piuttosto che buttare uno dei due mi butto io!.

Libero o Il Giornale? Diciamo che tengo Libero per i natali bresciani del suo direttore, Maurizio Belpietro. Rai o Mediaset? Guardo poca tv e di solito solo con mio figlio. Fabio Rolfi o Davide Caparini? Butto Rolfi, ma solo per una questione di anzianit. Fabio capir sicuramente. Secessione o federalismo? La testa dice di tenere il federalismo, ma il cuore.... Ministeri al Nord o federalismo fiscale? Tengo il federalismo. Aeroporto o autostrada della Valtrompia? Tengo laeroporto. Franciacorta o Lugana? Tengo il Franciacorta Cinema o dvd? A me piace molto andare al cinema, anche se il tempo poco. Libro o film? Libro. Vinile o cd? Cd Pop o classica? Entrambe Gruppo preferito? Pink Floyd, Genesis, Emerson Lake & Palmer e Charlie Cinelli. Piatto preferito? La polenta taragna, ma con i formaggi giusti, a iniziare dal bagoss. E loss de stomec. Se tra qualche anno sua figlia arrivasse a casa con un fidanzato extracomunitario? Se uno svizzero nessun problema.... E se suo figlio un giorno le dicesse: Pap, io voto a sinistra? Lo conosco, non accadr!. Commenta questo articolo su

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genti film di Sordi, Manfredi e Tognazzi. Lo spumante allora non veniva chiamato champenois (nessuno allora conosceva la mthode champenoise, femminile in francese) ma champagne tout court. Il marchio in evidenza non era ancora Guido Berlucchi ma Pinot di Franciacorta. Prima uscita sul mercato nel 1961 con 3.000 bottiglie. Tremila esemplari, oggi rimasti solo due custoditi religiosamente come cimeli, frutto della ostinata determinazione di Fran-

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co Ziliani di fare come in Francia. Il che voleva dire, nella seconda met degli anni 50, andare nella Champagne con la Fiat 500 e tornare con le damigiane legate sul tettuccio con lo spago. Roba da pionieri di quelli duri, anzi, duri e puri, tanto per stare in tema di purezza eno-spumantistica. Poich il solo pensare a quelle fatiche ancor oggi potrebbe far tremare le vene ai polsi ai tre figli di Franco Ziliani - Arturo alla produzione, Paolo al marketing, Cristina alla promozione e comunicazione - come le faceva tremare allora a Guido Berlucchi quando vedeva lindomito socio tornare dalle trasferte dOltralpe carico di conoscenze e competenze made in France. Ma perch gran travagliatese? Perch anche cos si spiega come Franco Ziliani ha vinto sia la lotta col destino fare della Franciacorta il primo territorio Docg dello spumante metodo classico quando nessuno ci credeva sia la sfida con se stesso, ossia diventare in mezzo secolo il primo produttore italiano di bollicine con 5 milioni di bottiglie prodotte e vendute ogni anno. Nessuno lha mai detto, n lui ha mai ostentato la civetteria di ricordarlo. Ziliani ha vinto non solo perch naturalizzato franciacortino, dove diventato viticoltore, ma perch di Travagliato, dove nato imprenditore. Insomma, Ziliani non un nobile della Franciacorta come il suo socio, sponsor ed amico Guido Berlucchi - colui che per primo credette, seguito poi da Giorgio Lanciani, in quel giovane pugnace enologo dandogli in affitto nel 1956 i terreni per le prime sperimentazioni - ma un combattivo imprenditore della Bassa. Con lintelligenza, la tenacia e la scaltrezza di un operatore di quella grande scuola travagliatese che ha forgiato altri noti protagonisti dellimprenditoria nostrana. Ecco perch le domande a Franco Ziliani, dopo mezzo secolo di cose gi viste e gi dette, non possono che essere scontate. Limportante non essere banali. Perci cominciamo dalla fase finale, non dal principio. vero che, alla bella et di 80 anni, sta facendo la Berlucchi Cile? Perch proprio il Cile, allaltro capo del mondo?
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Perch ci sono le condizioni ottimali per clonare la nostra qualit e la nostra esperienza, dal clima al terreno, dalla manodopera ai bassi costi di produzione, basti por mente al fatto che il Cile gi un apprezzato produttore vinicolo; e poi perch il Sudamerica, vedi il Brasile, in grande espansione e pu diventare un mercato molto interessante per un prodotto dalla qualit ed esperienza italiane con caratteristiche naturali cilene. Ne son passate di bottiglie sotto i ponti, dalle prime Pinot di Franciacorta ad oggi, non le pare? Certo, vendute e bevute. Le prime 10mila bottiglie di met anni 60 furono la conferma della validit delle nostre scelte, una gioia tanto intensa che ancor oggi, ripensandoci, riesco a percepirla. Dalle 10mila bottiglie iniziali siamo passati in dieci anni a trecentomila esemplari, ma a quel punto dovevamo fare una scelta: per rifornire il mercato e soddisfare la domanda in progressione geometrica la Franciacorta non bastava pi. Perci abbiamo abbandonato la Doc per attingere, oltre alla Franciacorta, anche ad altre zone vocate come lOltrep Pavese e il Trentino. In meno di ventanni siamo passati dalle 300mila bottiglie del 1975 ai 4 milioni e mezzo del 1991. Una decisione che ha promosso a livello nazionale non solo la Guido Berlucchi ma anche la Franciacorta. Paradossalmente, se da una parte il marchio Guido Berlucchi si era deterritorializzato, dallaltra ha fatto grande il territorio della Franciacorta poich di fatto, nellinconscio collettivo, Guido Berlucchi era ed sinonimo di Franciacorta, e Franciacorta era ed sinonimo di champenois, pardon, di spumante classico: non cos? Certo, noi abbiamo intercettato il mercato di massa in tempo utile per far crescere lazienda, cosa che ad esempio nostri illustri competitori come Ferrari di Trento hanno capito dopo di noi. La ragione del nostro abbandono della Docg, che peraltro intendiamo recuperare integralmente, era che per garantire lo sviluppo aziendale avremmo dovuto conquistare il grande consumo. Cos

stato, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma la quantit non va a scapito della qualit? Assolutamente no, altrimenti non si capisce come i francesi siano al top della qualit mondiale con una quantit da 300 milioni di bottiglie annue. Dir di pi: la quantit, a un certo punto del suo sviluppo, se ben gestita, diventa qualit, poich la prima consente di realizzare le risorse necessarie per garantire la seconda. Anzi, mutuando il concetto dalla dialettica hegeliana, come dice un noto giornalista bresciano da trentanni mio grande amico, la qualit effetto della quantit ma poi, se ben coltivata e capitalizzata, ne diventa a sua volta la causa, poich permette di essere pi competitivi e quindi di vendere meglio e guadagnare di pi. Investimenti che sono un must permanente della Guido Berlucchi, come dice Arturo, lenologo del Gruppo, e come i fratelli Paolo e Cristina non si stancano di sottolineare Credo di non esagerare se penso che pochissime aziende dello spumante classico stanno investendo come noi in tecnologia e in qualit: uno sforzo costante e incessante, reso possibile da bilanci floridi e dai grandi numeri generati da grandi consumi: ecco perch il binomio quantit-qualit per la nostra societ imprescindibile, oltre che indissolubile. Ma, oltre a quello aziendale, c un altro must, di natura morale. Non retorico ricordare come la Fondazione Guido Berlucchi sia ai primi posti per il sostegno e il supporto alla ricerca medico-scientifica. Proprio cos, un grande lascito morale di Guido, oltre che un permanente impegno che siamo chiamati a svolgere e perpetuare nel tempo: anche per questo siamo spronati ad essere efficienti e competitivi, poich le risorse per fare del bene sono possibili a condizione che si operi bene. Giusto. Creare valore per onorare i valori. Lazienda non unopera pia, che antepone il bene altrui a quello proprio, ma unopera buona, poich facendo il bene proprio fa anche quello altrui.

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Da bResCia aGli sTaTes


alfredo Fontanini, ricercatore bresciano premiato dalla Casa Bianca, racconta la sua vita e il suo lavoro a New York.

un soGno RealiZZaTo
Io sono entrato attraverso il mondo accademico, che una bolla protetta. Diversamente sarebbe stato meno facile. Nella realt vera, c uno shock culturale ad ogni piccolo passo, lo vedo con mio figlio, che ha 5 anni, quando va a scuola e quando viene a contatto con contesti diversi dalla sua famiglia, cio io e mia moglie, entrambi di cultura e origine italiana. Come ha fatto a trovare questo posto alla Stony Brook? Due o tre anni prima di iniziare il dottorato avevo cominciato ad interessarmi

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brescia fiorita le primizie: ortofrutta il pescato bistrot il pescato

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lalchimia del gusto: scuola di cucina cose di casa: casalinghi caff letterario: libreria e caff

V. Zana

Corso Magenta

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la bottega dei sapori i prelibati: salumi e formaggi fresco pulito taverna i prelibati

V. Lecchi

ervelli in fuga? Per Brescia non sono una novit, visti i numerosi talenti che lasciano la nostra citt, ma in generale il nostro Paese, per studiare e fare ricerca allestero, dove spesso ottengono ottimi risultati e riconoscimenti prestigiosi. il caso di Alfredo Fontanini, che, per i suoi studi sul sistema gustativo, ha ricevuto il premio Pecase per lanno 2010, il pi alto riconoscimento dato dalla Casa Bianca a giovani scienziati e ingegneri in diversi campi del sapere. Il professor Fontanini dirige un laboratorio del dipartimento di Neurobiologia e Comportamento della State University of New York a Stony Brook. Ma come arrivato questo giovane talento a livelli cos elevati? Quando e perch la decisione di andare allestero? Se hai interesse nel campo della neurofisiologia molto pi facile trovare centri grossi e con pi variet di scelta negli States piuttosto che in Italia. Cos ho deciso di fare quella parte di dottorato allestero, e poi volevo fare unesperienza fuori, da solo, avevo 27 anni Cos sono partito con lidea di fare un anno allestero, ma poi ci sono rimasto, mi sono anche sposato negli Stati Uniti: nella vita succedono le cose in modo molto meno programmato di quanto si pensi!.

Da dove la passione per questo settore? Non lo so! Ho iniziato medicina perch mi interessava lidea, forse un po naif, di studiare il pensiero, la mente e poi, strada facendo, mi venuta lintuizione che per studiare la mente avevo pi libert di manovra se affrontavo il tema pi da un punto di vista scientifico che clinico. Ho quindi virato da voler fare lo psichiatra a voler fare il neuro scienziato. Come stato il cambiamento, dal punto di vista professionale? A Brescia ero in un ottimo laboratorio, per andare negli Usa stato molto emozionante perch mi sono trovato spalla a spalla con persone che avevo conosciuto solo sui libri di testo. Lunica sfida nellandare negli Usa era quella di convivere con il senso di inadeguatezza, reggere il passo, ma era tale il piacere di lavorare in un contesto cos che venuto tutto spontaneo. E da quello personale? Sono stato fortunato: innanzi tutto ero libero, senza troppi legami in Italia se non la mia famiglia. Poi l sono arrivato in un contesto internazionale, con tanti giovani da tutto il mondo, dove si tutti lontani da casa e quindi ci si aiuta ad inserirsi; sono ambienti molto protetti, dove vieni introdotto alla vita in modo gentile e graduale. Quindi facile entrare in societ? Si sentito subito accettato?

Corso Mameli 23 - Brescia tel. 030 2808245 aperto dal marted alla domenica 9.30-20.30

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di argomenti di neuroscienze di sistema. Ho cercato laboratori specializzati sul tema e sono entrato in contatto con un professore a Los Angeles, in California, che mi ha proposto di visitare il suo laboratorio. Ci sono andato, sono rimasto affascinato da questa figura carismatica e dalla sua visione scientifica e quindi ho scelto lui. In seguito sono stato 5-6 anni a Boston, dove ho cominciato a studiare la neurofisiologia del gusto; dopo altri 4-5 anni ho fatto diverse domande per ottenere un mio laboratorio, e ora ne dirigo uno delluniversit statale di NY, a Stony Brook, questa cittadina sul mare a una cinquantina di chilometri da Manhattan. Ci pu descrivere il suo lavoro quotidiano, il suo studio, la sua universit, i suoi colleghi Il mio laboratorio ha tre anni. Siamo in uno staff fisso di 6 persone: 2 post dottorati, 2 dottorandi, un tecnico fisso che il mio braccio destro. Poi ci sono, fluttuanti, 5 o 6 studenti che seguo nelle tesi. A questo si aggiunge lo staff del laboratorio di mia moglie, che si occupa di studi sulla plasticit del cervello e che di fronte al mio: abbiamo molti progetti in comune. Quindi il gruppo allargato di una ventina di persone. Il mio lavoro prevalentemente di scrittura: scrivo articoli o proposte di finanziamento, revisiono proposte di tesi. Mi piace molto per stare in laboratorio con i collaboratori: lavoro bene in confusione!. Come sono i ritmi di lavoro? Ci sono molte aspettative, pretese o pressioni per lottenimento dei risultati? Finora quello che ho visto che tutti gli ambienti lavorativi sono strutturati in modo tale che la pressione sia autoimposta. Uno si mette molta pressione perch lambiente te la mette relativamente poco. Per ci sono aspettative: si deve pubblicare bene, insegnare, avere finanziamenti consistenti e fare servizio per luniversit. Ma se non si raggiungono certi risultati, luniversit pu chiudere il laboratorio? S. Il laboratorio viene dato assieme ad uno start up che varia da un minimo di mezzo milione di dollari a un massimo di un milione per iniziare le operazioni.
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Si hanno pi o meno 5 o 6 anni per dimostrare che puoi creare ununit di ricerca auto-sostenibile, cio con fondi di ricerca autonomi, produttiva, vale a dire in grado di pubblicare con una certa frequenza. Se ci non avviene luniversit non ti rinnova come professore e quindi devi cercarti un altro lavoro. Si sente stressato? meglio in Italia dal punto di vista dei ritmi? Io non faccio testo perch sono stressato anche in vacanza! Non so se i ritmi sono meno stressanti in Italia, ci sono stato troppo poco: dallesperienza di conoscenti direi che pi o meno la stessa cosa. retribuito in modo proporzionale al suo impegno? S. Il costo della vita negli Stati Uniti, la vita normale e non quella da ricchi di Manhattan intendo, pi basso che in Italia e gli stipendi sono pi alti. Se fossi a Milano, con mia moglie, come due accademici con un figlio di 5 anni, dovremmo stare attenti a far quadrare i conti, mentre qui abbiamo un relax economico maggiore. Le retribuzioni sono legate ai risultati o allo sforzo? Nei limiti. Un po s, nel senso che se uno fa bene riceve degli incentivi, per esempio sono stato gratificato visti i miei successi degli ultimi anni. Ma esistono dei parametri standard che sono giusti, c equit, non si creano disuguaglianze.

Hai 5 o 6 anni per diventare autonomo, se no devi cercarti un altro lavoro.


vero che negli States tutti partono dallo stesso punto, che le opportunit sono uguali per tutti? Devo dire di s. Io sono arrivato negli Usa da outsider e alla fine sono riuscito ad avere un mio laboratorio e come me tanti altri. Certo, ci sono ineguaglianze sociali, se uno nasce in un quartiere povero ha meno possibilit di accesso allistruzione. Per, c molta mobilit sociale, di cui gli statunitensi vanno molto fieri, tant che con la crisi hanno temuto soprattutto che venisse meno questa mobilit. vero che non ci sono, o sono limitate, le raccomandazioni o le spintarelle? Funziona diversamente: c un network di potere, ma alla luce del sole, ufficializzato. Lettere di raccomandazione sono richieste esplicitamente, ma sono strumenti molto seri che mettono in gioco la credibilit di chi le scrive. Se io raccomando un mio alunno e quello poi non si rivela allaltezza ne va della mia reputazione. C supporto ma non nepotismo. Dove si trovano i soldi per la ricerca? Presso sponsor privati o lo Stato? Il grosso dei finanziamenti federale, la spina dorsale di ogni laboratorio. Esistono due agenzie per i laboratori biomedici, che offrono finanziamenti di 250mila dollari lanno per 5 anni, che la cifra minima per avere un laboratorio vitale. Poi ci sono una serie di fondazioni private alle quali si pu fare domanda e che offrono finanziamenti che vanno dai 50 ai 100mila dollari lanno per tre anni. Unultima domanda, alla luce del suo settore di specialit sulla percezione gustativa: cosa ne pensa del cibo negli Stati Uniti? orrendo! Ho fatto fatica ad abituarmi. Sono arrivato in California e mangiavo in modo molto sregolato: pizza cattiva e caff ancora peggio. Da l in poi tutto mi sembrato migliore. Ora va meglio, in casa mangiamo italiano e poi a Boston e a New York tale linfluenza della cucina italiana che non affatto difficile da trovare. Commenta questo articolo su

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LA SCHEDA
Alfredo Fontanini, classe 1971, nato a San Paolo (BS). Ha studiato al Liceo Luzzago, a Brescia, e allAlmo Collegio Borromeo, a Pavia. Dirige un laboratorio del dipartimento di Neurobiologia e Comportamento della State University of New York a Stony Brook. Ha ricevuto il premio Pecase per lanno 2010 per i suoi studi sul sistema gustativo; in particolare per luso di avanzate tecniche psicofisiche ed elettrofisiologiche mirate ad identificare il ruolo delle reti neurali corticali nella percezione gustativa.

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iamo abituati a guardare avanti per capire la direzione da seguire. Andrea Romano ha preferito guardarsi dentro e ha scoperto che il suo futuro era gi fiorito in lui, sbocciato dopo gli incontri, le letture, le riflessioni e le vicissitudini che tassello dopo tassello vanno a comporre il mosaico del destino. Lui ha voltato pagina senza paura facendosi guidare dallistinto e dalle emozioni. Oggi i suoi quadri, le sue canzoni e il suo volto compongono un bagaglio artistico desideroso di spiccare il volo. In molti lavranno gi visto e ascoltato sulle radio locali e nazionali, ma anche in tv e sui giornali. Lui non ha dubbi e afferma che nella sua storia c il suo punto di forza. Facevo il rallista. Ho iniziato a correre a 18 anni e lho fatto fino a 26. Ero semiprofessionista e stavo per fare il grande salto, ma mi capitata una stagione

sfortunatissima e siccome sono uno che sta attento ai segnali ho capito che forse non era la mia strada. Cos ho lavorato nellazienda di famiglia, poi ho messo su un autosalone con mio zio. Fino alla svolta successiva. S, perch intorno ai 35 anni ho raggiunto il limite. La parte commerciale era diventata un travaglio pesantissimo per me, cos ho deciso di dedicarmi ad altro pur restando nellambito dellimprenditoria attraverso alcune operazioni immobiliari e la fondazione di unetichetta discografica per aiutare musicisti di talento. Come ha avuto inizio la sua metamorfosi? Ai tempi del rally, attraverso lincontro con un medico sportivo che mi insegn il training autogeno. Praticandolo riuscivo con naturalezza e facilit a raggiungere livelli elevati di meditazione. Ho compreso che cera qualcosa di importante da capire, cos ho studiato

molto la filosofia orientale e occidentale chiarendo molti aspetti della mia vita. Poi ha incontrato un pianoforte Gi. Lo vidi in un negozio di strumenti musicali e provai unemozione fortissima. Mi sedetti e mi venne listinto di suonarlo, ma purtroppo non sapevo farlo. Mi chiesi: com possibile che io non sappia utilizzare questo oggetto cos bello e familiare? Cos lo acquistai e mi imposi di imparare. C qualche rimpianto per non aver imboccato prima questa strada? Non ce n motivo. Da giovane ero diverso, non sarei stato in grado di esprimere ci che faccio adesso. Per me una ricchezza capire il proprio percorso, mettere insieme i pezzi del puzzle. Lesperienza mi servita per diventare chi sono oggi ed esserne felice. La sua vena pittorica, tuttavia, viene da lontano. Ho iniziato da piccolo. Poi intorno ai 25 anni ho cominciato ad utilizzare

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il computer e a disegnare con il dito sul portatile attraverso il programma Paint. Tutto nasce da uno scarabocchio. Ci vedo dentro qualcosa che poi vado a creare. Chi un artista? Chi comprende la vita. Anche un salumiere pu essere artista. un termine abusato che va al di l della professione. Lo chi sa leggere e interpretare la bellezza, letica, il pensiero. Poi naturalmente questa vena si sviluppa in modi molteplici, ma la forma solo una conseguenza. Anche gli imprenditori possono essere artisti? Lo sono nel momento in cui ottengono grandi risultati con risorse ridotte.

Nei miei testi dico e non dico. Lascio allascoltatore una possibilit di immedesimazione.
Per lei funziona cos? Beh io ho pochi elementi rispetto a tanti altri cantautori o pittori che hanno studiato una vita, ma mi interessa poco approfondire la conoscenza formale. Nellimprenditoria questo significherebbe ottimizzare le risorse umane. Come si descriverebbe in ambito musicale? Una via di mezzo tra il cantautorato e il pop orecchiabile, a met strada tra Vinicio Capossela e Nek. Nei miei testi dico e non dico. Lascio allascoltatore una possibilit di immedesimazione. Non c una gabbia, anche se ci sono messaggi e idee. Non mi piace obbligare chi ascolta ad essere incanalato. Seguire la melodia basta e avanza. Il concetto della gabbia mentale torna spesso nel suo pensiero? S perch noi uomini siamo fin troppo vincolati. Abbiamo in mente un centinaio di concetti che ci tornano utili per avallare noi stessi nei confronti del mondo e li usiamo esprimendoci attraverso una perMESI 12luglio-agosto 2011

sonalit che produce schiavit perch ci mette in una vera e propria gabbia mentale. Io non voglio divulgare un intellettualismo fatto a memoria. Se c qualcuno che non sopporto proprio quel genere di intellettuali che citano Kant e compagnia bella parlando a macchinetta su concetti imparati a memoria. Pensa mai al fatto che qualcuno potrebbe interpretare i suoi testi in modo diverso da ci che lei intendeva? Non me ne frega niente. Io lancio sassi in uno stagno. Loro toccano le sue rive e generano reazioni differenti. Noi abbiamo sempre la necessit di spiegare, ma non pensiamo alla cosa pi importante, ovvero che il destinatario interpreta sempre sbirciando dietro la maschera che ognuno di noi indossa. Non serve recitare. Chi ci ascolta capisce chi siamo. Chi sono i suoi riferimenti musicali? Gino Paoli, Tenco, Capossela, Fossati e soprattutto Battisti. Sono cresciuto con lui. Non ho mai sposato cause sportive o politiche. Le uniche persone che hanno costituito per me un modello sono stati Battisti per la musica e Senna per lautomobilismo. Tra i nuovi artisti apprezzo Gualazzi. Quanto artistica Brescia? Direi che si sta affacciando molto allarte. Noi bresciani ci consideriamo concreti e questa qualit alle radici del nostro albero ma il legame con larte sta germogliando perch siamo ricchi di intelligente sensibilit. Come ti ha accolto lambiente artistico bresciano? Non sono profeta in patria. Ho pi visibilit fuori provincia e un grande seguito in America Latina, soprattutto in Argentina. Qui in molti sono prevenuti, per non parlare dei musicisti bresciani che si domandano: chi questo qua che fino a poco tempo fa faceva tuttaltro?. Gli artisti bresciani sono snob? Direi che sono piuttosto invidiosi luno dellaltro. Ci sono molti sorrisi falsi nel mondo dello spettacolo che non frequento e non vorr mai frequentare. Quali sono i principali freni in campo musicale? In Italia ci sono situazioni mediatiche

La copertina del cd.

che fanno da muro. Oggi per le major i rischi devono essere al minimo; quindi puntano soprattutto su chi ha gi un nome e questo spiega il grande successo dei reality show. Come aggirare lostacolo? Potenziando la propria visibilit con il live e presenza in radio. Poi fondamentale tutto il circuito della comunicazione. Incidere un disco solo il primo passo. Oggi come non mai la promozione decisiva. Quanto conta la politica in tutti questi discorsi? Molto. Nel Paese della bellezza e dellarte sbagliato tagliare i fondi, anche se in passato ci sono stati eccessi opposti che hanno generato risposte drastiche. I politici del settore dovrebbero essere manager puliti e lungimiranti. Bisogna ammettere, tuttavia, che gestire macchine organizzative del genere difficile. Non un problema di destra o sinistra. Secondo me esiste solo il buonsenso. Dipende tutto dagli uomini. Qual oggi il suo sogno nel cassetto? Nessuno. Ho tutto per essere felice. Non desidero niente di quello che al di fuori della mia portata. I sognatori sono fottuti se non conoscono se stessi, le loro capacit e la loro volont. Io sogno in proporzione a quello che so fare e ai traguardi che posso raggiungere. E qual il suo traguardo? Il mio business plan spingere i quadri attraverso la mia immagine arrivando a fare mostre e concerti in tutta Italia. Sto dando il massimo perch questo accada. Mi sono dato 2-3 anni di tempo. E se non accadr? Significher che non doveva accadere.

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CambiaRe viTa?

si Pu

la crisi delledilizia, la mancanza di lavoro, la voglia di non mollare e di rimboccarsi le maniche, anche a 40 anni. la storia di luca Belotti che da carpentiere diventato produttore di salami.

uella di Luca la storia di tanti che con la crisi delledilizia si sono trovati senza il lavoro, con una famiglia da mantenere e non pi giovanissimi. Di diverso Luca Belotti ha un carattere forte, la volont di ferro di uno che non molla, che abituato a rimboccarsi le maniche e a lavorare sodo. Oggi Luca fa il norcino, quello che produce salami in modo tradizionale, ha una macelleria a Camignone con annessa stalla di sosta, mattatoio e macello. Insomma una piccola filiera, o come dice Luca dal vivo al banco, per riuscire a produrre i suoi salami ma anche coppe, pancet-

di RoBERto giuliEtti

te, cotechini, soppresse e naturalmente salamine. Da carpentiere a norcino, un bel salto. Perch questa scelta? Colpa della crisi pesantissima che ha colpito ledilizia. Pontoglio, per tradizione, un paese di edili e, come mio padre e i miei fratelli, ho sempre lavorato nel settore e anche con qualche soddisfazione. Fino al 2006 le cose andavano bene. I primi segnali della crisi si sono cominciati a vedere a partire dal 2007 e lanno successivo si fatta critica con ritardi nei pagamenti sempre pi lunghi fino allaprile 2009 quando mi hanno lasciato a casa. Un brutto momento anche perch non era pi giovanissimo e con una famiglia a carico.

Si stato davvero un momento difficile, non potevo pensare che fosse toccato proprio a me, a quarantanni, dopo 16 anni passati ad alzarsi alle 5 di mattina per andare a lavorare nel milanese, di impegno per acquisire una certa professionalit. Per, non mi sono perso danimo e mi sono messo subito a cercare un altro lavoro, ma le risposte sono state tutte negative. Mi sono proposto anche come tornitore, avendolo fatto per sette anni prima di iniziare a fare il carpentiere, ma il risultato stato sempre lo stesso: nessun lavoro. Quali sono stati i motivi per cui le rifiutavano il lavoro? La crisi del settore, let, ma non riuscivo a farmene comunque una ragione. Proprio io ero fuori dal mercato del

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lavoro e solo perch altri lavoratori accettavano di essere pagati meno di me. Era una concorrenza basata esclusivamente sui compensi, non contavano pi la qualit del lavoro o lesperienza. Era diventato un mondo diverso da quello in cui ero cresciuto, che avevo imparato a conoscere e che tutto sommato facevo fatica ad accettare. E poi? Ho preso la decisione, condivisa con mia moglie Viviana, di cambiare vita. Per tradizione di famiglia sapevo fare i salami e ho pensato che poteva diventare un lavoro. Ho iniziato a prendere informazioni, mi sono iscritto a una scuola dellAssociazione Norcini Bresciani a Rovato, dove ho imparato ad evitare gli errori, dove ho capito quello che lesperienza mi aveva insegnato in tanti anni. Ho cominciato a cercare un posto che fosse adatto per linizio della mia attivit e ho trovato un piccolo capannone a Capriolo ma non andava bene perch cera troppo odore di resina delle barche, che avrebbe danneggiato il ricambio di area nelle celle per la maturazione del salame. Una nuova occasione si era presentata a Coccaglio ma non andata a buon fine, poi arrivata questa di Camignone, la porta della Franciacorta, un sogno anche per le condizioni climatiche ottimali che avrebbero avuto i miei salami. Nel frattempo arrivata anche Lodovica che oggi ha un anno e mezzo. Qual stato il passo successivo? A quel punto si dovevano affrontare i problemi dellinizio di una nuova attivit che fondamentalmente hanno un nome: banche. So che strano ma non ho avuto problemi, mi hanno aiutato molto, mi hanno dato fiducia credendo nella mia idea. Anche da parte dellAsl e dei veterinari, che seguono ogni passaggio della macellazione con grande scrupolosit, sono arrivati consigli e suggerimenti finalizzati a farmi lavorare meglio. Quali sono stati i principali cambiamenti che ha dovuto portare alla sua vita? Prima di tutto mia moglie, che da casalinga si trasformata in maMESI 12luglio-agosto 2011

nager della nostra azienda, e grazie alle cui intuizioni recentemente abbiamo aggiunto la gastronomia come proposta per i nostri clienti. Per sedici anni ho avuto come soci i miei fratelli, oggi il miglior socio che avrei potuto trovare proprio lei, mia moglie. Poi mio figlio Giuseppe al quale ho potuto dedicare poco tempo anche se cerco di coinvolgerlo il pi possibile pur di averlo vicino. Oggi lavoro pi di prima, dalle 6 di mattina alle nove di sera dovendo fare pi di 60 km al giorno (labitazione a Pontoglio, ndr.), ma una grande soddisfazione anche perch Camignone ci ha accolto bene e ho ritrovato i rapporti sinceri che solo un paese ti pu dare. Iniziare unattivit in questo contesto economico non certo facile, come sta affrontando questo periodo della sua vita lavorativa?

Con un grande entusiasmo si superano anche le situazioni pi difficili. Sono cresciuto con labitudine al lavoro, al fare in fretta e bene le cose che dovevo fare. Lavorando a cottimo impari questa impostazione e oggi anche questo mi torna utile. Non abbiamo paura di lavorare, crediamo nellimpegno giorno per giorno e poi, come ho gi detto, mettiamo tanto entusiasmo nel fare quello in cui crediamo. E per il futuro? Vogliamo crescere. Per i nostri salami, vogliamo puntare alla Deco (denominazione comunale), alle fiere, ai mercati. I primi risultati sono confortanti visto che in soli sei mesi siamo arrivati a vendere 150 salami al mese e per le salamine siamo passati dalle 400 alle 4mila. La ricetta di questa crescita? Tanto impegno, tanta volont, la voglia di rimettersi in gioco oltre alla qualit dei nostri prodotti. A proposito di prodotti, qual la ricetta dei suoi salami? La ricetta un segreto che non conosce neanche mia moglie. Compro le spezie separate che poi assemblo io. Il segreto proprio nelle percentuali dei vari ingredienti che si usano per preparare i salami. Di certo non ci sono farine o lattobacilli (fermenti lattici) e si deve prestare una grande attenzione a tutte le fasi successive alla preparazione. Temperature, umidit, riciclo dellaria e minimo 60 giorni di maturazione, nei primi quaranta dei quali il salame deve perdere circa il 40% di peso. Per quanto riguarda la carne, scelgo le bestie in piedi, quando sono ancora in stalla; prediligo la vitellona femmina di razza garronese, ha la carne migliore e qui se ne intendono, e poi la qualit paga sempre. Tornerebbe indietro? No, anche se il carpentiere lo facevo volentieri. Certi giorni vorrei per lavorare ancora con i miei fratelli e ritrovare il piacere che avevo nel tenere in mano un martello.

Lazienda si sempre contraddistinta per la ricerca e lofferta della qualit, proponendo prodotti ricercati sia nei materiali che nella tecnologia e nel design, collaborando con aziende leader nel settore. Il team esperto e qualificato di geometri e designer di Tecno Arredo offre alla clientela un servizio completo, che va dal rilievo planimetrico dei locali, alla progettazione con elaborati e render 3D, fino alla preventivazione. In fase di consegna e montaggio, grazie alla squadra di montatori interna, Tecno Arredo segue il cliente a 360 gradi, garantendo unassistenza continua e duratura nel tempo.

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MESI 12luglio-agosto 2011

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i chiamano microimprese quelle aziende di svariati settori produttivi che hanno meno di dieci dipendenti e un fatturato non superiore a 2,5 milioni di euro; questa definizione cos precisa serve per individuare senza difficolt la connotazione base di queste aziende, cio le ridottissime dimensioni, e semplificarne quindi il riconoscimento per il diritto di accesso ai diversi tipi di incentivi che Unione Europea, Stati e Regioni mettono frequentemente in atto per lanciare o rilanciare questo tipo di impresa. Secondo recenti dati statistici, tra gli altri quelli dellOsservatorio sulla Finanza per i piccoli operatori economici di Nomisma e Crif Decision Solutions, in Italia le microimprese risultano oltre 4.100.000, ovvero il 95% del totale delle imprese nazionali, rappresentano intorno al 47% delloccupazione privata non agricola e realizzano il 28,9% del fatturato nazionale; chiaro che con queste dimensioni la microimpresa uno dei pilastri delleconomia italiana. Sui motivi per i quali si innesca e si sviluppa il fenomeno della microimpresa ci sono molte interpretazioni: non difficile immaginare che, oltre al fatto che per molti giovani pu essere lunica scelta per inventarsi unoccupazione, spesso la microimpresa nasce dalla situazione di necessit di lavoratori costretti dal

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datore di lavoro a mettersi in proprio e continuare a fornire come prima la loro opera alla stessa azienda, ma non come dipendenti. La classifica dei nuovi giovani microimprenditori che hanno aperto aziende individuali guidata nellordine da Lombardia, Campania e Piemonte, seguono il Lazio, la Toscana, la Puglia, la Sicilia, il Veneto, lEmilia-Romagna, la Calabria e tutte le altre regioni. Parliamo oggi di microimprese perch anche questo tipo di aziende ha vissuto la crisi e ne ha subito gli effetti, ha attraversato un periodo di oltre due anni oscuro e difficile, sta uscendo in qualche modo dal tunnel ma ancora presto per brindare allo scampato pericolo. I dati pi incoraggianti vengono dal Nord-Est e dal Centro Italia, laddove si segnala da parte delle microimprese una maggior disponibilit ad investire rispetto allo scorso anno, con una diminuzione delle situazioni finanziarie critiche verso gli istituti di credito. In termini generali, la ripresa a livello internazionale c eccome, la crescita forte specialmente nei paesi emergenti, la domanda se le microimprese potranno o meno salire sul treno in corsa. Il fatto che la microimpresa, salvo casi eccezionali, vive e si muove in un contesto locale, proprio quello tuttora caratterizzato da difficolt di crescita, da problemi di occupazione, dalla debolezza dei consumi delle fami-

glie, quindi in sostanza da uninsufficiente capacit di impegnare capitali per rafforzare limpresa; e infatti diminuito in questi ultimi anni il numero delle microaziende capaci di finanziare il proprio futuro, e questo vale in particolare per quelle che si muovono nellambito del manifatturiero, il settore al quale si guarda con il maggior interesse per poter uscire dalla situazione di impasse. Questa tendenza di segno negativo sin dal 2007, ancora alla vigilia della grande crisi, e nellarco degli anni successivi la flessione continuata senza soste, pur migliorando nel 2010 in termini relativi rispetto al 2009, e lasciando intravedere per questanno un ritorno in area di crescita finalmente positiva. C naturalmente da augurarselo, gli spazi culturali e tecnologici ci sono, o per lo meno ci sono ancora in molti settori, servono strumenti efficaci in grado di superare le oggettive debolezze individuali delle piccolissime realt imprenditoriali, serve in poche parole la consapevolezza di dover fare sistema. un tema molto rilevante quello del rilancio e delle dinamiche di sviluppo delle microimprese, in Italia e in genere in tutte le aree dallEuropa agli Stati Uniti attraversate dal ciclone dei due anni di crisi economica profonda, perch rappresenta una delle sfide pi significative da cui dipender la competitivit dei diversi paesi.
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on 21 morti sul lavoro, Brescia si riconferma, anche nel 2010, nel triste primato nazionale degli incidenti mortali e degli infortuni sui luoghi di lavoro. Sono nove gli infortuni mortali nei primi cinque mesi del 2011 con un trend, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in crescita del 20%. Oltre 18mila gli infortuni. Sembrano lontani gli obiettivi della Regione Lombardia per il biennio 2011-2013 che indicano nella riduzione del 15% degli incidenti un traguardo raggiungibile. Recentemente, infatti, le stime preliminari dellInail (Istituto Nazionale per lAssicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) hanno registrato un calo solo dell1,9% delle denunce di infortunio nel 2010 che, dalle 790mila del 2009, sono passate a circa 775mila. Decisamente pi confortante il calo delle morti sui luoghi di lavoro. Anche se le dimensioni del fenomeno rimangono comunque inaccettabili, nel corso del 2010 si registrato un nuovo record storico per il nostro Paese che, per la prima volta dal dopoguerra, scende sotto la soglia dei mille decessi. Pi precisamente, le stime indicano per gli infortuni mortali un calo pari al -6,9% (da 1.053 del 2009 a 980 vittime nel 2010), che migliora quello dellanno precedente che era stato del -6% (1.120 casi nel 2008). Da segnalare che la riduzione registrata nellultimo quinquennio si attesta quasi a quota -30% (nel 2006 si erano contati 1.341 decessi).

Anche per questo il dato di Brescia preoccupa di pi. il segnale che qualcosa non funziona ha denunciato il presidente dellAssociazione Artigiani, Enrico Mattinzoli , per questo abbiamo fortemente voluto laccordo con lAnmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) che attraverso i propri rappresentanti porter testimonianze di chi gli infortuni li ha vissuti in prima persona. Un accordo che punta, attraverso una maggiore informazione e le testimonianze dirette, a creare quella cultura della prevenzione presupposto indispensabile per la riduzione degli infortuni. Il valore di una vita superiore ad ogni altra considerazione ha sottolineato il presidente dellAnmil, Angelo Piovanelli . Non pu essere una legge o la paura di una sanzione a motivare gli imprenditori a tutelare i propri collaboratori, prima di tutto c la sicurezza sui luoghi di lavoro e poi la produttivit. Quello stipulato con lAssociazione Artigiani il primo accordo di questo tipo con unassociazione di categoria mentre molti Comuni hanno gi aderito: Lidea ha concluso Piovanelli quella di creare una rete di soggetti e creare progetti condivisi per puntare a un grande obiettivo: infortuni zero. In attesa che si raggiunga il traguardo, a livello nazionale si consolida il trend favorevole avviato gi da alcuni anni, con unulteriore flessione rispetto al 2009 a sua volta anno di calo record rispetto al 2008 (-10%). In quella occasione si attribu parte della contrazione allandamento negativo delleconomia: la

crisi occupazionale, il massiccio ricorso a cassa integrazione e il blocco degli straordinari, avevano infatti inciso sensibilmente sulla presenza e sullesposizione al rischio dinfortunio dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Per il 2010, una congiuntura economica meno sfavorevole, espressa sinteticamente dal calo occupazionale stimato dallIstat complessivamente pari a -0,6% rispetto al 2009 (era stato -1,6% nel 2009 rispetto al 2008), sembra indicare una minore influenza di questo dato sul numero di infortuni.

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LAVORO
di EMaNuEla gastalDi

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GloCaliZZaZione

lavoRaRe TRa monDo e TeRRiToRio

a caduta delle barriere politiche e commerciali che ha portato alla globalizzazione, spesso si dice, ha uniformato costumi e stili di vita. Nonostante permangano tratti culturali marcati, una generica occidentalizzazione delle abitudini (soprattutto di consumo) tende a sfumare i confini tra le nazioni, dando vita a quella enorme macroregione chiamata mondo globale. Ma lafflato globale non deve indurci a dimenticare o sottovalutare la dimensione locale, che in fondo la pi vicina e immediata dimensione spaziale nella quale viviamo e lavoriamo. In un mercato globale, il fenomeno della localizzazione a consentire, per esempio, la valorizzazione di piccole produzioni ad elevata tipicit locale. il sociologo Zygmund Bauman a coniare negli anni Novanta il termine glocalizzazione, approccio che erge a fondamento della societ la comunit locale, linterazione degli individui, organizzati in gruppi sempre pi allargati, presenti in un territorio. Non in contrasto, ma in completamento reciproco, come sostiene Bauman, dando vita ad una tensione costruttiva e creativa tra due poli: creazione e distribuzione di prodotti o servizi ideati per un mercato globale, ma modificati in base alle leggi o alla cultura locale; uso di tecnologie per fornire servizi locali su base globale (internet), creazione di strutture organizzative globali declinate su base locale (il modello di molte multinazionali) o, con

un percorso di crescita opposto, di strutture organizzative locali che applicano approcci globali innovativi rispetto alle abitudini del territorio da cui emergono. Globale e locale sono, in fondo, due facce della stessa medaglia. Talvolta la localizzazione viene ignorata in favore della troppa enfasi sulla globalizzazione, mentre in molti casi le forze locali si sforzano di contenere, attenuare limpatto dei processi globali. Si rischia cos di perdere di vista il potenziale positivo della glocalizzazione. Limpatto di questa dialettica continua non risparmia le dinamiche del mercato del lavoro e muta la tipologia di competenze richieste. Avere una visione internazionale, per un manager, oggi un imperativo, ma la vocazione non dovrebbe essere fine a se stessa: si viaggia, si conosce e si impara, e poi si dovrebbe tornare, per replicare in azienda (e nel territorio) ci che si imparato altrove, diventando un manager formato e preparato a supportare linternazionalizzazione delle aziende radicate nel territorio. Cos come labilit di lavoro in team internazionali, ladattabilit al nuovo, la sensibilit verso nuove culture dovrebbe cominciare dalla forte consapevolezza del proprio background, perch le competenze oggi maggiormente richieste (flessibilit, creativit, capacit di innovazione, abilit di problem solving) richiedono caratteristiche di cui il dna italiano abbonda. Senza contare che con la glocalizzazione si assiste a un fenomeno curioso: la dimen-

sione nazionale risulta sfumata, a favore della dimensione globale da un lato e di quella regionale dallaltro. Di questo si dovrebbe approfittare, laddove come il caso del sistema Brescia le prospettive sono migliori rispetto alla media nazionale, se vero che il tasso di disoccupazione in provincia (5,3%) batte la media lombarda (5,4%), italiana (8,1%) ed europea (9,9%). Anche la futura generazione di manager pare disorientata. I messaggi poco rassicuranti che il mondo lancia, equamente suddivisi tra previsioni di catastrofi globali e necessit di adeguarsi a un mercato del lavoro che molto chiede in termini di energie e disponibilit, ma poco remunera e premia, vengono recepiti dai giovani neolaureati bresciani con preoccupazione. Aumentano le difficolt nel progettare il proprio percorso di crescita e di carriera e i giovani neolaureati reagiscono (forse comprensibilmente) con la chiusura, se non il blocco, laddove oggi si richiede invece di sapersi inserire in un sistema liquido. Tendono a restare nella propria zona di confort alla ricerca di messaggi rassicuranti, o quanto meno di nuovi segnali orientativi, e si serrano persino allinterno dei confini geografici, studiando poco le lingue e rinunciando alle esperienze professionali allestero, con il rischio non solo di perdere le opportunit che il mondo globale offre, ma anche le chance di valorizzare al meglio il proprio territorio.
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auTomoTive mon amouR


se la old economy (la vecchia economia ossia la manifattura) era ricchezza senza valore, la new economy (la nuova economia ossia la finanza) valore senza ricchezza. Quale preferibile? la old economy, ovviamente, poich meglio una ricchezza materiale pur senza un corrispondente valore nominale che un valore virtuale ma senza una proporzionata ricchezza reale.

TeKnomoTive inveCe PuR


A Brescia c stato sinora un solo serio tentativo di alleanza verticale di filiera, quello della Itg (International Technology Group) di Bovezzo, promosso da quattro aziende della filiera forno-pressa-transfer-robot. Ma non risulta che sia stato clonato come modello valido per altre situazioni. N si ha notizia che le associazioni industriali delle aziende interessate, le prime a doversi attivare per appartenenza settoriale e competenza istituzionale, abbiano collaborato a diffonderne lesempio. Ha ragione Attilio Camozzi, imprenditore meccanico di lungo corso con specializzazione nella pneumatica, nelle macchine utensili e nelle macchine tessili, a proporre la costituzione di un gruppo di acquisto leggi consorzio per gli acquisti per il comparto bresciano dellautomotive, la subfornitura dellautomobile e dei trasporti in generale. Ha ragione per un fatto evidente quanto oggettivo: se lItalia la seconda industria europea dellautomotive dopo limmancabile Germania (diciamo immanca-

di alEssaNDRo ChEula

e lautomotive, cio la meccanica automobilistica e dei trasporti, old economy che produce ricchezza, Teknomotive, in programma alla Fiera di Brescia dal 20 al 22 ottobre, ne la vetrina internazionale pi completa e aggiornata. Perci vale la pena partecipare. Non per vincere, ma per vivere tre giorni nella old economy pi new, pi nuova e aggiornata. E pure per assistere full immersion al matrimonio pi riuscito del secolo, quello tra la meccanica calda e pesante e lelettronica fredda e leggera, il connubio che ha partorito la robotica tiepida e fluida, la leva che ha davvero sollevato il mondo moderno e che sollever sempre di pi quello postmoderno, ma non postindustriale. Aggregazione oggi la parola chiave. Alleanze la parola dordine. In particolare per le piccole e medie aziende dei distretti manifatturieri. Poich non basta dire fare squadra o fare rete. Cominciamo a fare sinergia, a fare sistema. lo si vedr anche al prossimo Teknomotive. In che senso? Trattandosi di imprese che fabbricano diversi prodotti (fasi) di una stessa filiera, non servono le alleanze orizzontali di prodotto bens le alleanze verticali di filiera, in modo da collegare lefficienza della singola impresa alla forza delle filiera produttiva.

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confronto o qualsivoglia attendibile graduatoria industriale)? Lautomotive e tutto lenorme indotto che ne segue uno dei pochi settori che consentono al Belpaese di restare vivo e vegeto, cio vitale e competitivo ossia avere voce in capitolo nel novero delle potenze industriali occidentali. Siamo al secondo posto nel vecchio Continente e al terzo nel mondo, il che significa non essere spinti alla deriva del sottosviluppo preindustriale o sospinti verso quella artificiale, volatile e virtuale cio immateriale, del supersviluppo postindustriale, terziario e finanziario. In una parola, parassitario. luNga FiliERa BEl tEMPo si sPERa Paolo Streparava, amministratore delegato dellomonima azienda di Adro e supporter di Teknomotive insieme a Camozzi, Omr (Bonometti), Alcoa, Cromodora (Dallera) e Ssab, parla analogamente a Camozzi delle sfide future che attendono le imprese del settore. Prima fra tutte, sottolinea il giovane imprenditore (figlio di Pierluigi e nipote dello scomparso Cavaliere del lavoro Angelo, per dire che la struttura familiare, purch non diventi familismo culturale, pu convivere con lassetto manageriale) il fare sistema per competere meglio sui mercati esteri. La rassegna di Brescia, che si avvale della consulenza del Cermet come partner per linnovazione sostenibile, articolata in quattro grandi macrocategorie steel, aluminium, other materials, technologies e metter in evidenza i materiali del futuro. Tema affascinante e di grande interesse oltre che comparto strategico per eccellenza, quello dei cosiddetti metalli leggeri, dove la Cina, per chi non lo sapesse, leader mondiale. Tecnolgie e impiantistica, oltre ai nuovi metalli, avranno un posto di rilievo nelleconomia della rassegna. Senza contare il contesto e contorno dei servizi, la nota componente immateriale che pu fare comunque la differenza nella competizione globale. aggREgaRsi E NoN DiRsi aDDio Ma arrivederci. Nel senso che bisogna aggregarsi non solo per competere o crescere ma, al punto in cui sono giunte le cose, per sopravvivere. Lesempio di aggregazione forse pi calzante e pertinente lhanno dato gli stessi organizzatori della rassegna Alfin-Edimet Spa e Brixia Expo-Fiera di Brescia collaborando per la buona riuscita di Teknomotive. Una sinergia che Mario Conserva, amministratore delegato di Alfin-Edimet (il presidente Mario Bertoli, amministratore delegato della Metra di Brescia) ha messo in atto quale provino di unaggregazione possibile ed estensibile ad altri casi e situazioni. Ma il must di Alfin Edimet deve sapere coinvolgere sul piano culturale ci che agli addetti ai lavori chiaro sul piano professionale. Ci spieghiamo. Rassegne come Teknomotive, nate e concepite ovviamente come fiere industriali, devono saper diventare anche eventi culturali. necessario a tal fine che la cultura industriale sottesa a tali manifestazioni diventi parte integrante di una moderna accezione di cultura tout court. Compito ovviamente non facile ma obiettivo possibile se affidato a una comunicazione sapientemente mirata e attentamente motivata. Se la manifattura vuole sopravvivere come settore produttivo e comparto industriale, se vuole insomma crescere come moderna cultura industriale, deve sapersi trasformare in civilt industriale. Obiettivo, ripetiamo, quanto mai arduo in un tempo nel quale lindustria (la old economy, ovvero la ricchezza senza valore) sembra passata di moda per fare posto alla finanza (la new economy, ovvero il valore senza ricchezza). Concludendo, meglio tuttavia la ricchezza reale senza valore nominale dellindustria che il valore nominale senza ricchezza reale della finanza. Anche se la realt non cos grossolanamente schematica, poich il mercato che decide il valore da assegnare alla ricchezza o la ricchezza da attribuire al valore, occorre riaffermare una semplice lapalissiana verit: lindustria crea ricchezza, la finanza la trasferisce.

bile poich qualsiasi classifica relativa alla manifattura vede i tedeschi sempre al primo posto) Brescia il secondo polo italiano dopo Torino. Un complesso che a livello nazionale comprende qualcosa come 1.700 aziende che danno lavoro a 161mila persone per un fatturato di 40 miliardi di euro di cui il 18% allexport, nel quale Brescia gioca un ruolo da comprimario con 300 aziende, 20mila addetti di cui due terzi occupati in realt medio-grandi, 7 miliardi di fatturato il 4% dei quali destinato alla ricerca e innovazione. Investimento necessario, detto per inciso, se si vuole stare al passo con gli standard qualitativi imposti dalla committenza, che costringe cos il subfornitore a innovare continuamente: ecco perch, contrariamente a quanto si pu pensare, lautomotive, nonostante la sua condizione subalterna rispetto alla grande azienda committenti, investe un punto percentuale in pi rispetto al 3% della media industriale italiana. Perch, si chiede sempre Camozzi, non creare a Brescia un centro di acquisto dellautomotive in grado di negoziare prezzi delle materie prime pi favorevoli? Un conto la singola azienda che tratta lacquisto di una partita di 1.000 tonnellate, un altro un buyer che tratta una partita da 1 milione di tonnellate. Insomma, anche qui laggregazione. Ma Quali suB? Subfornitura? Contoterzismo? Contolavorismo? Ma chi mai ha inventato quel prefisso diminutivo sub, quasi spregiativo e del tutto improprio dal momento che si riferisce ad una manifattura estremamente innovativa e tecnologicamente aggiornata? Ma perch la meccanica pi avanzata deve essere appellata con quel sub abusivo e quasi spregiativo? Sub di chi e per chi? Sub-acqueo e sub-alterno appropriato, sub-fornitore molto meno. Ma quali sub, quali terzisti, quali contolavoristi se siamo di fronte al nerbo, al perno, al nocciolo duro dellindustria meccanica italiana, uno dei pochi comparti manifatturieri che il mondo ci invidia e che reggono la competizione con la Germania e col Sol Levante (due parametri irrinunciabili per qualsiasi pertinente

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dati pi recenti fanno registrare un costante aumento di furti e di rapine, non di quelle che fanno notizia sui giornali nelle grandi ville degli imprenditori importanti, ma nelle case della gente comune. La crimi-

DElla siCuREZZa

nalit ha inoltre radicalmente modificato le modalit con le quali attua i reati. Una volta spiega il direttore de La Vigilanza, Giancarlo Liberatore i ladri aspettavano che le case fossero vuote per intervenire, oggi non pi cos. Molto spesso le intrusioni avvengono con gli inquilini presenti perch in questo modo i delinquenti pensano di ottenere di pi. Purtroppo, ancora oggi manca la cultura della difesa della propria abitazione e questo influisce negativamente su questo tipo di reati.

Ma se questa la stretta attualit in tema di sicurezza, altrettanto vero che ogni notte dellanno, diecimila chilometri di strade della nostra provincia sono pattugliati dagli uomini de La Vigilanza. Il conto semplice continua il direttore ; tutte le notti abbiamo sulle strade provinciali settanta macchine che in otto ore di servizio compiono mediamente 150 chilometri ed in questo modo che riusciamo a rassicurare il popolo della notte, quello per bene, che per motivi di lavoro, come i baristi, i medici o i veterinari, deve muoversi anche ad ore particolari. Un ruolo, quello della vigilanza privata, che sotto il grande ombrello delle forze dellordine utile a rafforzare quella percezione di sicurezza tante volte richiesta dai cittadini. Se a questo si aggiunge un costante sviluppo delle tecnologie relative alla sicurezza e una formazione continua del personale, si trovano i motivi per cui in questi primi 65 anni di vita de La Vigilanza, la cooperativa stata in grado di raggiungere importanti risultati. E non ha nessuna intenzione di fermarsi. Anzi. Recentemente, infatti, nata Vigilanza Group, un network composto da sei societ (Wolf Service, Telecentral, Telecentral Security, Wolf Assicurazioni, Wolf Security, oltre naturalmente a La Vigilanza) che si propone ai clienti

come unico interlocutore per offrire servizi relativi al mondo della sicurezza e della protezione dei beni di privati o di imprese. Un Gruppo con 400 dipendenti di cui 230 guardie giurate, gi presente e operativo con propri distaccamenti nelle province di Bergamo, Mantova, Cremona e LAquila, oltre naturalmente che nel bresciano. Il nostro obiettivo aggiunge Giancarlo Liberatore quello di coprire tutte le province lombarde in una sorta di federalismo regionale della sicurezza. E se questa la strategia verso lesterno, quella interna continuer ad essere incentrata sullintroduzione di sempre pi aggiornate tecnologie e sulla crescita professionale dei collaboratori. Oltre il 70% dei nostri dipendenti anche socio della cooperativa, e da sempre consideriamo ogni singolo collaboratore come il rappresentante di tutta lazienda. La formazione continua quindi un valore aggiunto che proponiamo, cos come la tempestivit nelle risposte di intervento o la personalizzazione del servizio sulle esigenze reali di ogni singolo cliente. I risultati non sembrano mancare visto che lultimo fatturato del Gruppo ha toccato i 20 milioni di euro, 12 dei quali arrivano proprio da La Vigilanza: La crisi non ha inciso sui risultati economici. Al contrario conclude il direttore con laumento delle incertezze anche economiche aumentato il bisogno di sicurezza e di difendere quello che si ha.

FIorE ALLoCCHIELLo LA nUoVA CEntrALE oPErAtIVA


Lo scorso 27 giugno, per festeggiare il 65esimo anniversario della nascita de La Vigilanza, stata inaugurata, dopo una completa ristrutturazione e alla presenza delle autorit cittadine e dei clienti, la sede centrale dellIstituto, in via Fura 14. Nelloccasione stato presentato il nuovo logo del Gruppo ma anche la centrale operativa, fiore allocchiello de La Vigilanza. La Centrale ospita quaranta operatori tutti collegati a un sistema operativo in funzione 24 ore su 24, tutti i giorni dellanno. Oggi il concetto di sicurezza ha precisato il direttore de La Vigilanza, Giancarlo Liberatore strettamente legata alla tecnologia che consente di essere pi efficaci ottenendo dunque risultati migliori. Negli ultimi quindici anni, per stare al passo con le nuove tecnologie, abbiamo rinnovato quattro volte la nostra centrale operativa che oggi, con i pi aggiornati sistemi satellitari, ci consente, ad esempio, di controllare oltre un milione di autovetture anche quando si spostano in Europa.

LA VIgILAnzA

Via Fura, 14 - Brescia Tel. 030.3537506 - www.lavigilanza.it Il direttore de La Vigilanza, Giancarlo Liberatore.
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MESI 12luglio-agosto 2011

B
Cinquanta imprese bresciane inserite nel registro storico
08/06 Sono 50 le imprese bresciane iscritte nel Registro Storico delle Imprese inaugurato ufficialmente a Roma in occasione dellAssemblea nazionale degli Amministratori delle Camere di Commercio italiane. Di queste, quattro hanno ottenuto uno speciale riconoscimento per essere tra le 150 imprese italiane pi longeve iscritte nel Registro: la Farmacia Eredi Caponati di Brescia, la Rovetta Filippo Snc di Simoni Pierangelo & C. di Brescia, la Azienda Agricola Torregiani di Bagnolo Mella e la Panetteria di Melchiori Emanuela di Bedizzole. Liniziativa, promossa dallUnione Nazionale delle Camere di Commercio, si inserisce nellambito della manifestazione Italia 150, le radici del futuro, ideata per celebrare il 150 anniversario dellUnit dItalia. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

ACHECA

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adolescenziale; dalle attivit di accompagnamento e orientamento al lavoro ai percorsi formativi e socio educativi per le giovani coppie nella costruzione di percorsi di vita e futura genitorialit.

Bicta: a Brescia la prima rete tra imprese dellIct


15/06 Si chiama Bicta (Building the Information and Communication Technology Architecture) la prima rete italiana tra imprese dellIct aderenti a Confindustria. In Bicta, cinquantacinquesima rete nata in Italia, partecipano cinque realt delle province di Brescia e Bergamo, allinterno delle quali lavorano 150 dipendenti e che realizzano un fatturato di oltre 20 milioni di euro. Partners della nuova rete il cui atto di costituzione stato firmato in AIB sono: Fasternet soluzioni di networking, rappresentata da Giuseppe Maffei, Fasternet Servizi e FN&partners It audit and consulting, rappresentate da Giancarlo Turati, Apside, di cui amministratore Massimo Gulli, e la bergamasca Disc spa, rappresentata da Gianroberto Donadelli. La collaborazione tra le imprese frutto di oltre quattro anni di esperienze, progetti e realizzazioni in comune e sancisce un impegno reale e concreto in un settore come quello dellIct in cui prevalgono altissima competizione e forti individualit. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Un polo bresciano della calzatura con Fly Flot, Valleverde, Sanagens


07/06 Un nuovo polo della scarpa nato nel bresciano, esattamente a Montichiari, mettendo insieme attivit della bresciana Fly Flot (che fa capo alla Lones spa di Calvisano), la romagnola Valleverde e la trevigiana Sanagens. Loperazione, oltre a consolidare il posizionamento dei marchi coinvolti e a promuovere il Made in Italy, consentir di aumentare le rispettive quote di mercato. Il fatturato complessivo dellaggregazione previsto per il 2013 sar di circa 150 milioni di euro, una cifra che porter il Gruppo fra i primi player del settore calzaturiero italiano. Tutti i dettagli delloperazione finanziaria saranno resi noti verso la fine di luglio.

Loggia, due milioni per entrare nellaeroporto


24/06 Anche la Loggia dir la sua nella partita aeroporto. La variazione di bilancio approvata in commissione e che verr discussa nei prossimi consigli comunali prevede oltre allintroduzione delladdizionale Irpef due milioni da investire nella Aeroporti del Garda spa, la nuova societ nata dallintesa tra Brescia e Verona e che gestir gli scali di Villafranca e Montichiari. Come si sa laccordo sottoscritto alcune settimane fa prevede che Brescia salga fino al 25% del capitale sociale (oggi Provincia e Camera di Commercio insieme hanno circa l8,5% della Catullo); unoperazione per la quale serviranno circa 22 milioni di euro. Il Comune di Brescia, come detto, ne metter due per una quota di poco meno del 2% delle azioni Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Dalla Regione 150mila euro per il Progetto Famiglia


15/06 La Giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di 150mila euro, per finanziare il Progetto Famiglia (valore complessivo 195mila euro), oggetto di un apposito Protocollo di Intesa tra Regione Lombardia e Provincia di Brescia. Una cifra importante, che evidenzia la concretezza delle azioni di Regione Lombardia in favore dei giovani e la forte volont di sostenere progetti meritevoli come questo, in piena sinergia con i territori interessati, ha commentato lassessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Monica Rizzi (in foto). Oltre alla Provincia di Brescia saranno coinvolti anche i comuni di Darfo Boario Terme, Montichiari, Brandico, Palazzolo S/O, la Comunit di Valle Trompia e la Comunit Montana di Valsabbia. Il progetto, che si concluder entro il mese di agosto 2012, prevede una serie di azioni, che vanno dalle attivit socio-educative di mediazione familiare alla messa in rete di associazioni giovanili, societ sportive e volontariato; dagli interventi per i giovani in ambito scolastico al supporto ai genitori nel rapporto con i figli in particolare in et

Confesercenti, nasce il gruppo Giovani


nato il Gruppo Giovani della Confesercenti Provinciale Brescia. La 27/06 nuova realt si costituita ufficialmente in unassemblea svoltasi presso la sede di Confesercenti, in via Emilio Salgari. Allincontro hanno preso parte Stefania Quaranta, Francesca Merigo, Francesco Chiappi, Giannicola Carmeli, Davide Capretti, Massimo Capretti, tutti giovani imprenditori nei settori: commercio, moda, turismo o somministrazione. Alla guida del neo sodalizio stato eletto presidente Massimo Capretti di 39 anni. Il Gruppo Giovani di Confesercenti si formato con lo scopo di rappresentare la realt dei giovani (di et massima 40 anni) aderenti alle varie categorie dellassociazione, portando vivacit, innovazione, nuovi stimoli, occasioni di incontro e confronto. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it
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PER LINDUSTRIA DEI TR ASPOR TI

OLITICA

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DoPo il beRlusConismo

TRa Civismo e TRasveRsalismo


Seconda parte Nessuna parentela, a scanso di equivoci, n con maggioranze silenziose n con minoranze rumorose. Nessuna attinenza o connessione col qualunquismo dantan, n quello arcaico di Guglielmo Giannini, patron dal qualunquismo storico dellimmediato dopoguerra, n col qualunquismo contemporaneo, fenomeno pressoch inesistente bench sempre inquinante con i veleni subdoli di una diffusa quanto sottesa falsa coscienza. Mai dimenticare, ripetiamo, che il qualunquismo in Italia morto per merito di Berlusconi poich grazie a lui entrato in politica, ha cominciato a fare politica, si assunto una identit politica. stata questa lintuizione vincente di Berlusconi, e di Bossi su un versante sociologico diverso: dare ai moderati di ogni sponda e colore la possibilit , infatti, per merito del Cavaliere che la maggioranza silenziosa, per lungo tempo autoesclusa dalla vita politica a causa di una genetica deriva qualunquistica e di unatavica piega antipolitica, entrata direttamente in politica assumendone i poteri ma anche le conseguenti responsabilit. Ed sempre per merito non esclusivo ma decisivo di Berlusconi che lelettorato tendenzialmente qualunquista, da sempre lontano dalla politica in quanto considerata cosa sporca secondo il pregiudizio della zona grigia (quel ceto medio moderato perbenista e astensionista che, pur non coinvolto col fascismo, rimase tuttavia indifferente e neutrale rispetto al fenomeno mussoliniano consentendone lavvento col proprio agnosticismo e indifferentismo) si convertito alla politica a met degli anni 90 costituendo la base elettorale per la discesa in campo del Cavaliere di entrare in politica. Elettorato, detto per inciso, a suo tempo intercettato dalla Democrazia Cristiana ma poi perso lungo quarantacinque anni di potere politico e successivamente riaffiorato nel dopotangentopoli sotto altre spoglie, quelle berlusconiane di Forza Italia e quelle leghiste di Bossi. No al CERChioBottisMo s ai CiNQuE sENsi Efficienza e trasparenza sono luna condizione dellaltra e viceversa. Poich nella gestione della cosa pubblica, se la trasparenza condizione di maggiore efficienza, questa per essere tale richiede la massima trasparenza. Ecco perch occorre giocare danticipo. Non per tattica opportunistica o per trucco elettoralistico. Prendiamo ad esempio li-

il civismo, inteso sia come senso civico che come liste civiche, una ricetta valida per lambito locale. affinch diventi unalternativa politica nazionale occorre un lavoro di lunga lena e un progetto di lungo periodo. Partendo da due presupposti: il superamento della dicotomia destra-sinistra e losmosi (trasversalit) tra le due parti.

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na mission allaltezza dei problemi, riassunta nella sintesi di uno slogan, potrebbe proporsi oggi con la seguente sequenza tematica: Leconomia al primo posto, la Politica al secondo, la Cultura come valore, lEtica come sensore. La politica dunque non al quarto posto ma al secondo posto, a conferma della sua importanza e rilevanza per la soluzione dei problemi comuni. Politica nelle pi diverse forme (movimenti, non solo partiti, e opinioni, non solo istituzioni) e coi pi differenti strumenti (liste civiche). Pi chiaramente: il mercato (leconomia) come motore, lo Stato (la politica) come vettore, la societ (la cultura) come tutore, la persona (letica) sul palco donore.

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OLITICA

concreto, secondo passaggio dopo aver elaborato un progetto completo. Poich il progetto la cornice, il contenente, mentre il programma il soggetto, il contenuto. Un progetto connettivo per un programma conclusivo, un processo collettivo per un progresso condiviso. Non sar facile ma proprio per questo che occorre cominciare in anticipo sui tempi canonici tradizionali. Poich la stessa idea di Libert e Processo ad essere fuori da qualsiasi tradizione politica, e pi ancora da qualsiasi canone partitico. Perch bisogna essere innovativi non solo nel merito dei problemi ma anche nel metodo per affrontarli e risolverli. Un metodo basato sulla coralit e un merito fondato sulla collettivit. Il tutto a maggior gloria della comunit, che oggi merita una gestione della cosa pubblica allaltezza della propria libert, la tradizione, e del proprio processo, linnovazione. PER uNa NuoVa CatEChEsi PolitiCa Cambiare se stessi per cambiare gli altri? Riprendiamo sommariamente, articolandolo ulteriormente, il discorso avviato in premessa. Giova ribadire che siamo apartitici ma non apolitici. Poich un conto essere apolitici, un altro essere apartitici. Un conto essere contro la politica, un altro andare oltre la politica. Non contro i partiti ma contro la partitica quindi fuori dai partiti (una volta si diceva partitismo, oggi si dice partitocrazia). Non perch i partiti siano da aborrire o da abolire ma perch sono da cambiare. Ma se i partiti, cio la politica, sono lo specchio del Paese, per cambiare loro, gli eletti, occorre prima cambiare gli elettori. Cambiare noi stessi, appunto, per cambiare gli altri. Ecco perch Libert e Processo un programma non contro qualcuno ma per qualcosa. Un progetto che guarda in alto ma comincia dal basso. Un percorso puntato in avanti ma guarda al tuo accanto. Un cammino lungo fatto di piccoli passi. Un progresso graduale composto da un programma economico, un progetto politico, una proposta culturale, un profilo etico. Vale a dire un piano

Silvio Berlusconi.

trasversale, un prodotto territoriale, un percorso popolare, un processo multipolare. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. larticolo 49 della nostra Costituzione, lunico dove vengono menzionati i partiti che, pur privi di personalit giuridica, sono libere associazioni di interessi, come dice la dottrina politica conclamata e consacrata. Solo interessi? No, i partiti, aggiungiamo noi, sono associazioni di interessi e anche di valori, di idee e pure di ideali. Come del resto qualunque organizzazione di uomini liberi ed uguali, essendo interessi e valori due parti indivisibili, due facce della stessa medaglia: la persona umana. Come lo pure, nel proprio ambito e nella fattispecie di cui si parla, unideale civica ispirata al binomio Libert e Processo. Una civica fatta, appunto, di gente comune che non vuole solo cambiare gli altri ma che aspira a cambiare se stessa, condizione necessaria, anche se non sufficiente, per cambiare gli altri.

deale lista civica Libert e Processo: il programma non un libro dei sogni da buttare alle ortiche dopo la sconfitta o da buttare nel cestino dopo la vittoria. Ma un progetto realizzabile in quanto concepito e concordato con la societ civile e dentro la societ civile le cui articolazioni sono quanto mai capillari e corpuscolari, nel senso di essere estese a tutto lo spessore della complessit sociale. da qui che bisogna partire per la formulazione di un programma

per merito non esclusivo ma decisivo di Berlusconi che lelettorato tendenzialmente qualunquista si convertito alla politica.
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Umberto Bossi.

Gli esperti nell allestimento

di feste e fiere

I partiti appaiono incapaci a mettere in connessione leconomia con letica attraverso la politica e la cultura. Da qui la necessit di una nuova civica per una nuova civitas.
PaRtiti iNaDEguati Gli attuali partiti sembrano inadeguati a mettere in relazione gli interessi con i valori attraverso le idee e gli ideali. I partiti esistenti appaiono incapaci a mettere in connessione leconomia con letica attraverso la politica e la cultura. Da qui la necessit di una nuova civica per una nuova civitas. Ma appunto perch inscindibili, interessi e valori devono marciare di pari passo, devono essere coevi e coesi. Divisi sono perdenti, uniti sono vincenti. Perch uniti? Perch gli interessi senza valori sono miopi, i valori senza interessi sono presbiti. Gli interessi senza valori sono miopi perch guardano alle cose vicine e al tornaconto immediato ma non vedono le cose lontane, le strategie di lungo periodo e di ampio respiro; i valori senza interessi sono presbiti perch badano alle cose lontane ma non vedono quelle vicine, sono attenti ai grandi temi ma perdono di vista i problemi immediati, le esigenze spicciole, le necessit quotidiane della gente comune. Ecco perch tra interessi e valori occorre un terzo elemento, un collante fatto di idee e un mastice fatto di ideali. Come tra economia ed etica occorre un raccordo fatto di politica e di cultura, tra interessi e valori occorre un adesivo fatto di idee e di ideali. Domanda: gli attuali partiti sono in grado di farlo? Sono cio capaci di mettere in relazione gli interessi con i valori, ossia leconomia con letica? Sono ancora capaci di mettere in connessione le idee con gli ideali, cio la politica con la cultura? No. La loro collaudata incapacit e la loro comprovata inadeguatezza sono sotto gli occhi di tutti, basta porre attenzione al

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modo con cui gli attuali partiti predicano bene e razzolano male. Per chi volesse scegliere esempi concreti c solo limbarazzo della scelta. Certo si tratta di un discorso vecchio e abusato, quindi logoro, ma reso purtroppo attuale dalla dimostrata incapacit degli stessi partiti a rifondare la Repubblica, o meglio a fondare la Seconda Repubblica (hanno avuto quasi ventanni di tempo ma non lhanno fatto, n la destra n la sinistra). Certo non tutti i partiti sono uguali e non tutti portano le medesime responsabilit di governo. Ma tutti fanno parte di quella partitica, non diciamo partitocrazia, dimostratasi fino ad ora incapace di modernizzare il Paese rinnovandone lordinamento costituzionale secondo un modello in grado di saldare gli interessi con i valori, cio leconomia con letica, e le idee con gli ideali, ossia la politica con la cultura. Ecco perch noi affermiamo, con lipotetico esempio di Libert e Processo, che la polis va rinnovata restituendo alla societ civile la sovranit, la civitas, che le compete. Attingendo alla complessit della comunit locale, va-

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Gianfranco Fini.

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lorizzando soggetti nuovi e diversi dai partiti tradizionali. Senza lingenua pretesa di cancellare questi ultimi e senza la candida velleit di azzerarli, ma con la volont di affiancarli e, ove non bastasse, di superarli in vista del superiore interesse della societ civile. Nella societ moderna, articolata e complessa in quanto pi stratificata e sofisticata, i partiti non sono pi gli unici depositari della politica, come non sono pi lunico veicolo di organizzazione del consenso n lunico tramite di rappresentanza della volont popolare. Nel senso che la politica oggi pu essere incarnata, soprattutto a livello locale, anche da soggetti diversi dai partiti e da attori completamente diversi dalla tradizione. In questo senso affermiamo, ovviamente non senza qualche legittimo dubbio e fondato timore di cadere in contraddizione, che oggi possibile, e in alcuni casi auspicabile, una politica senza partiti o comunque al di fuori dei partiti. Senza, ripetiamo, la preconcetta velleit di sostituirli ma con la volont di affiancarli e, ove necessario per il bene comune, di surrogarli.

Pierferdinando Casini.
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la destra qualunquista entrata in politica assumendosi ruoli e responsabilit di governo. Ragion per cui nessuno parla pi di partitocrazia. Nemmeno noi parliamo della partitocrazia come degenerazione dei partiti bens di partitica come degrado della politica. Parliamo inoltre di una societ civile ossia di una polis capace, per la modernit e maturit raggiunte dai suoi attori culturali e dai suoi soggetti economico-sociali, di assorbire in s la politica. Senza, sia detto ancora una volta, la pretesa di fagocitarla o di cancellarla ma con la legittima aspirazione di affiancarla e integrarla e, alloccorrenza, di assumerne ruoli e funzioni, poteri e responsabilit. Il ragionamento pu prestarsi, ce ne rendiamo conto, ad accuse di ambiguit. Ma c un argomento che pu essere convincente: la politica, in particolare i partiti, ha bisogno di una seria rifondazione. Un processo che pu partire anche dal basso e che deve investire in prima istanza, in quanto laboratorio pi prossimo, le comunit locali, quelle a pi diretto contatto con i cittadini. Brescia pu essere un banco di prova, una sperimentazione vincente allaltezza delle aspettative di una comunit civile appagata e soddisfatta, affluente e rampante perch matura e avanzata. Lipotesi, la proposta (si tratta, ripetiamo, di un progetto ideale) di Libert e Processo pu essere il laboratorio di tale sperimentazione? Un laboratorio aperto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della comunit in cui vivono e che ne ambiscono un futuro migliore? Coloro che non si riconoscono negli attuali partiti o nelle attuali forze politiche, ma che desiderano nello stesso

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Pierluigi Bersani.

REFERENDuM E astENsioNisMo No allastensionismo (che aumenta sempre pi). No al qualunquismo (che non c pi ma che pu tornare sotto mentite spoglie). S a un nuovo protagonismo volonteroso non velleitario n volontaristico, ma sussidiario e solidaristico. Come nel caso dei recenti quattro referendum, in cui si registrato un ritorno al voto e una smentita del progressivo astensionismo. Il fenomeno presto spiegato: quando si ha a che fare con manifestazioni di democrazia diretta, come nella consultazione referendaria, la gente vota in misura maggiore di quando chiamata a esprimersi per i partiti. La democrazia referendaria, ovviamente non abusata, pu essere un valido antidoto contro lastensionismo. Una volta erano la destra qualunquista di Guglielmo Giannini e la sinistra radicale di Marco Pannella quelli che da sponde opposte e da versanti diversi non si riconoscevano rispettivamente nellattuale ordinamento costituzionale e nellattuale assetto politico-istituzionale a bollare i partiti come partitocrazia, termine con il quale il costituzionalista Giuseppe Maranini, gi alla fine degli anni Cinquanta, dalle sussiegose e seriose colonne del Corriere della Sera condannava la degenerazione dei partiti. Oggi grazie a Berlusconi e al suo bipolarismo (sia pure insufficiente e imperfetto ma comunque benemerito, trattandosi dellunica autentica innovazione politica in mezzo secolo di Repubblica)

tempo impegnarsi in prima persona e con altre persone per dare al Comune un avvenire allaltezza delle sue aspettative e della sua importanza nazionale? Ma attenzione: per battere lastensionismo e per vincere il qualunquismo occorre uscire dal novecentismo, ossia dal manicheismo, la cultura politica del Novecento di cui siamo ancora quasi tutti imbevuti. Come? Superando le vecchie arcaiche distinzioni tra destra e sinistra. Tra destra presunta tradizionalista e sinistra sedicente progressista, per approdare a un nuovo modello dove alla libert, valore perpetuo e universale, si possa affiancare la legalit e le moderne declinazioni delleguaglianza e della fraternit, due ideali che oggi vanno tradotti con equit e solidariet. Dal progetto al programma una nuova sintesi tra interessi e valori attraverso le idee e gli ideali. Gli interessi delleconomia e i valori delletica attraverso le idee della politica e gli ideali della cultura. Leconomia al primo posto, la politica al secondo, la cultura come valore, letica come sensore, la societ come vettore, la persona sul palco donore.

Per battere lastensionismo e per vincere il qualunquismo occorre uscire dalla cultura politica del Novecento di cui siamo ancora quasi tutti imbevuti.

Massimo DAlema.
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Chi rompe paga?

il RisPeTTo Che manCa


Mozziconi e cartacce: la cultura della disattenzione nella societ dellusa e getta.
retta spenta col calcagno e dimenticata l. Immondizia la cacca del cane non raccolta, la coppetta di gelato in bilico sul sampietrino, la cannuccia del pirlo lanciata dietro le spalle, il kleenex incastrato tra i sedili del bus. Immondizia anche lo spry sul citofono di casa, luniposca indelebile sulle targhe delle vie, la spallata che sfonda il bidone dei rifiuti, il calcio che scardina la panchina del parco. Non siamo a Napoli, purtroppo o per fortuna, ma lincivilt un fenomeno dilagante senza quartiere e nasce prima delle immagini mostrate al tg delle venti, con cataste di sudiciume e fazzoletti premuti al naso. Il regresso inizia lasciando spazio a unazione sbagliata, facendola diventare abitudine con la complicit della pigrizia, che ci mette lo zampino sussurrando allorecchio poco male. Abbiamo bisogno del cestino sotto al naso per poter allungare la mano e gettare fieri lo scarto, facendo canestro, altrimenti ci sentiamo autorizzati a tutto. Un po come chi diserta il fruttivendolo a dieci minuti di strada a piedi per correre in auto al vicino centro commerciale, lamentandosi poi dei paesi senza identit e delle polveri sottili che ci avvelena-

res publica e ReGole Civili

di alEssaNDRa toNiZZo

onnezza, rusco, pattume: chiamiamola come vogliamo, sempre immondizia resta quella che intasa le nostre citt, anche se a volte ha forma diversa rispetto ai classici sacchetti neri extralarge che vengono inceneriti nel Sud Italia. Immondizia, infatti, anche lo scontrino del negozio, la ricevuta bancomat gettata a terra, la carta di caramella fatta scivolare lungo il fianco, il chewinggum sputato sul marciapiede, la siga-

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Chi rompe paga?

AnCHE In AUto non SI SCHErzA


Il nuovo codice della Strada ha introdotto il concetto di insozzare la strada quando conducente o passeggero gettano rifiuti dal veicolo in sosta o in movimento. La violazione di questa norma prevede una sanzione da 100 a 400 euro con lobbligo del ripristino dei luoghi a spese dellautore. Gettare dai veicoli qualsiasi cosa (comprese le sigarette); imbrattare la strada con fango o detriti a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi o diramazioni; imbrattare con vernice o colore la strada; danneggiare, sporcare, rimuovere o spostare la segnaletica; danneggiare opere, piantagioni e impianti sono tutti comportamenti passibili di sanzioni. Gi nel 1993 fece scalpore la multa per un kleenex gettato dal finestrino da una donna in Valtellina, che le cost ben 30mila lire. Oggi le multe sono pi salate, e la vera novit lapplicazione non solo al veicolo in movimento, ma pure a quello in sosta, per evitare che le pause al semaforo o agli stop diventino occasioni di pulizie di primavera, come capita sempre pi spesso. Il provvedimento mira in primis alla salvaguardia di chi circola in strada, certo, ma la sua ricaduta pi immediata quella di tenere puliti i chilometri dasfalto che attraversano le nostre citt.

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no. Proprio cos, un controsenso: quello della societ comfortable. Anche le regole ci vanno strette, tutte quelle che non prevedono sanzioni immediate e sicure, quelle per cui vale il rischio, che, spesso, al massimo sfocia in una tirata dorecchie o una vampa di vergogna. Sono piccole cose che un tempo non erano in discussione, tempo in cui libert era bi-faccia la mia e la tua, unite da un confine labile e non sinonimo di faccio quel che mi pare. Cos, ad esempio, farsi la doccia o indossare la cuffia in piscina un optional, qualcosa da fare solo se richiamati, sbuffando. Raccogliere le deiezioni del proprio animale

indispensabile solo se ci sono vigili nel circondario, o la vicina che ci squadra dal balcone. Rispettare la natura non raccogliendo nulla nelle zone protette, come quelle montane, un vecchio clich, misconosciuto dai giovani. Insomma, abbiamo un pessimo rapporto con le cose, forse perch abituati allusa e getta, forse perch non ci curiamo troppo di ci che si rompe oggi e pu essere riacquistato a basso prezzo domani. Ma ci dimentichiamo che la cosa pubblica ha la C maiuscola: la nostra prima casa. E nessuno entra in casa propria incurante, con gli scarponi sporchi di fango.

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tutto il MoNDo PaEsE A volte, forse per compensare un fastidioso senso dimpotenza e biasimo, forse per un meccanismo di autodifesa, pensiamo che tutta lincuria e la volgarit che riversiamo attorno a noi riguardi solo alcuni di noi, che tutto quel blob nero e vischioso che trasuda ovunque, dal quale vorremmo soltanto distogliere lo sguardo, sincarni in specifiche categorie, in qualcosa daltro. il vecchio meccanismo del puntare il dito, che pericolosamente ci avvicina a subdoli razzismi (il napoletano, lignorante, il poveraccio), che ci distacca dalla realt. Ma, a volte, serve allontanarsi da s per capire invece che, anche nella peggiore accezione del termine, tutto il mondo paese. A 12mila chilometri dallItalia, sperduti nellOceano Indiano, siamo alle Maldive, nellatollo di Ari; attorno, solo sabbia trafitta dal sole che brucia gli occhi, acqua tanto trasparente da poterla bere. Il tempo di riprenderci dal viaggio e veniamo accolti da un video proiettato tra i palmizi, in mano una pia colada. Sembra gi di respirare meglio, di aver dimenticato le brutture della selva cittadina, di essere stati ripuliti, messi a nuovo. Ma basta poco per ricrederci, prestando orecchio alle immagini che scorrono, alla voce di J, la nostra guida, il biologo marino. Pesci in via destinzione, isole che stanno scomparendo, incuranza selvaggia. No! ancora anche qui: il nostro primo pensiero, ingenuo certo, ma sincero. Una coppia friulana annuisce, per niente stupita, ci confida che trentanni fa era tutto diverso, integro, vergine. Ma non li sfiora ancora lidea che, accanto alla speculazione e alle politiche locali, il vero danno, i veri intrusi, il virus, siamo noi. Le prime notti, insonni a causa del fuso orario, le passiamo in ascolto: c qualcosa che fruscia, che gratta dietro alle vetrate rivestite in teak. Sono giovani maldiviani che si danno il turno, senza sosta, per ripulire i lembi di spiaggia in via di dissoluzione e darci lillusione, al mattino, di riposare su una distesa immacolata. Raccolgono ciabatte, bottiglie, costumi, solari messi in bocca alloceano. Durante lo snorkeling di gruppo sembra di stare a scuola, con J che si sgola per ricordare che nutrire i pesci li avvelena, toccarli li spaventa a morte, correre sul reef lo devasta irrimediabilmente per decenni. Tornati a riva gli dico di stare pi tranquillo, non capendo la sua preoccupazione accorata, scherzo persino sul fatto che non siamo ragazzini in gita, anzi, let media piuttosto alta. Ma J mi guarda come credessi ancora a Babbo Natale, snocciola aneddoti come fossero caramelle: quei ragazzi che si tuffarono dal dhoni per nuotare con i piccoli di delfino credendoli novelli Flipper, facendo perdere loro lorientamento e lasciandoli alla sorte crudele di un branco spezzato e un probabile spiaggamento; la coppia in luna di miele che, per cercare la fede scivolata in acqua, ha staccato interi rami corallini; lanziana signora a riva che prese uno squaletto per la pinna, urlando al marito di scattare una foto, e, morsa al dito indice, volle poi che lanimale venisse punito servendolo a tavola; la combriccola di trentenni che fece gonfiare un pesce palla, spaventandolo fino allinfarto, per lennesima foto ricordo da salvare sul

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Chi rompe paga?

MA IL MArE non VALE UnA CICCA?


Secondo i dati dellIstituto Superiore di Sanit, in Italia ci sono circa 12 milioni di fumatori che consumano in media 15 sigarette al giorno a persona, per un totale di circa 180 milioni di mozziconi al giorno, 66 miliardi ogni anno, molti dei quali si riversano sulle nostre spiagge (i mozziconi di sigarette rappresentano il 37% dei rifiuti raccolti nel Mar Mediterraneo, e impiegano da uno a cinque anni per degradarsi). Per questo, dal 2009, destate numerosi gruppi di volontari distribuiscono in molti litorali dello Stivale dei posacenere tascabili, insieme ad altrettanti opuscoli informativi (il 7 e l8 agosto scorsi, sono stati 80mila i posacenere consegnati in oltre 200 spiagge, grazie alla campagna Ma il mare non vale una cicca?, organizzata dallassociazione ambientalista Marevivo, in collaborazione con Jti (Japan Tobacco International) e il patrocinio del ministero dellAmbiente e del Corpo delle Capitanerie di Porto e con il supporto del Sib-Sindacato Italiano Balneari). Se ci sar un deciso cambio di tendenza, dipender solo da noi.

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Chi rompe paga?

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desktop dellufficio. E che lisola non profuma pi, perch i fiori di frangipani vengono ostinatamente strappati sul nascere. Il giorno dopo facciamo lescursione allisola deserta, una protuberanza di spiaggia vergine in mezzo al nulla, abitata solo da famiglie di paguri variopinti. Vi do cinque minuti per girare per conto vostro. Non spaventatevi. Di cosa?,

pensiamo noi, gi sulle spine. Lo capiamo dopo aver abbandonato la riva, facendo qualche passo verso linterno: bottiglie di whishy dal fondo torbido di sigaretta, decine e decine di recipienti di plastica, da non poterli contare. Non loceano che spurga, ci spiega J, sono proprio i turisti che, noleggiata una costosissima barca per una gita romantica, cenano qui e qui lasciano tutto, compresa questa plastica

tagliata per contenere le candele necessarie a illuminare il banchetto. Quello che non troviamo (bicchieri, piatti, posate) tanto leggero da esser stato risucchiato dal vento e dallacqua, forse ce lo ritroveremo a riva noi, domattina, insieme agli inutili sacchetti dimmondizia riempiti a met e lasciati a riposare sotto qualche sasso, alle conchiglie. Il resto del soggiorno lo passiamo a di-

menticare queste brutture, rifacendoci con i sorrisi ampissimi della gente del posto, che ci spalanca le braccia pi che pu. Sapranno che li stiamo privando della loro unica ricchezza? Il viaggio di rientro ci lascia solo la tristezza di una magnifica esperienza ormai alle spalle; pigiati nei sedili, guardiamo convulsamente le foto digitali di tramonti, balli sotto la luna e cene esoti-

che. Fino a quando la nostra vicina non chiama a casa, durante il rifornimento allaeroporto di Roma, nonostante la hostess ci avesse pi volte avvisato di tenere spento ogni dispositivo elettronico: Ciao sono io, faccio presto perch non si pu telefonare: stiamo arrivando. stato uno spettacolo, ci dobbiamo tornare a queste Maldive... Pensa che abbiamo anche pescato! Macch in mare

aperto, sai che cho paura, eravamo comodi comodi a riva! Macch lenze e lenze, siamo stati pi furbi: quegli scemi di pesci mangiavano di tutto. Sapessi come gli piacciono le uova sode!. Cosa ne pensi del tema trattato in questo servizio? Dai il tuo parere su

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RaGaZZi e aDulTi

PosiZioni a ConfRonTo
Cosa pensano i bresciani della loro citt, in termini di decoro, pulizia e rispetto delle regole? E, soprattutto, come si comportano a riguardo? Siamo andati prima alluscita di un liceo per sondare azione e pensiero dei giovanissimi, quelli con le bombolette spry nello zaino di scuola, le prime sigarette nelle tasche dei jeans e tra le vie della citt poi. Pochi i punti in comune, tra i quali, purtroppo, primeggia la visione di una Brescia sporca, sgradevole. Il resto lo lasciamo ad un faccia a faccia tutto particolare, in cui gli adulti di oggi si specchiano virtualmente in quelli di domani. Come reputi lo spazio pubblico che ti circonda? tinteressa che sia sporco o pulito, gradevole o meno? Roberta, 37 anni: Purtroppo ci sono poche aree tenute come si deve... a me interessa che lambiente sia pulito visto che ho un bambino, ma lincivilt delle persone spesso vince su tutto. giulia, 16 anni: Ritengo lo spazio pubblico un ottimo luogo dincontro per i giovani e la societ, anche se non sempre sicuro. Minteressa molto che possa essere pi pulito. Carla, 58 anni: Penso che sia spesso trascurato sia dagli enti pubblici preposti, sia dai cittadini. Mi piacerebbe che fosse sempre pulito e curato. Davide, 16 anni: Penso che sia giusto trovarlo pulito, ma credo che siamo noi i primi a doverlo lasciare cos. alessandro, 30 anni: Brescia sporchissima, e questo mi d molto fastidio. Michela, 15 anni: Minteressa che sia pulito perch ci devo viveMESI 12luglio-agosto 2011

re e non gradevole vivere in uno spazio sporco. orietta, 51 anni: importantissimo che lo spazio che ci circonda sia pulito e di gradevole aspetto. Questo influisce sul nostro umore e quindi sul nostro benessere. Osservo molto e sono molto critica. Apprezzo quando vedo una buona gestione della cosa pubblica, ma si pu sempre fare di pi. giudichi i graffiti un abbellimento o un deturpamento della citt? hai mai imbrattato muri, rotto larredo urbano (vasiere, luminarie, panchine)? laura, 27 anni: I graffiti sono un abbellimento, se fatti in spazi consoni. giovanni, 16 anni: Ho scritto su delle panchine in un parco con il pennarello indelebile perch mi andava di farlo, e perch non la reputo una cosa poi cos grave. orietta, 51 anni: Se sono ben fatti, i graffiti abbelliscono la citt e la rendono meno grigia. Credo che ogni amministrazione dovrebbe concedere spazi appositi ai giovani per esercitare la loro arte ed evitare che lo facciano di loro iniziativa in posti sbagliati (sulle case o, come successo a Brescia, sui vagoni rimessati della futura metropolitana). alessandro, 30 anni: I graffiti sono un deturpamento: sanzionerei gravemente i cosiddetti writers.

Davide, 16 anni: Credo che certi graffiti diano vita alla citt, mentre altri la rovinino e basta. Dovrebbero esserci pi spazi a disposizione dei writers. gabriella, 59 anni: Per me i graffiti sono veramente orribili. Cecilia, 17 anni: Ogni tanto scrivo qui e l con un indelebile: mi piace lasciare il segno. Per mai su case e portoni, magari sul sedile del bus, sul vetro del treno.
Quando fumi, mangi una caramella, ritiri uno scontrino, butti un chewing-gum, ti preoccupi di gettare sempre lo scarto nei contenitori dellimmondizia? E con rifiuti pi ingombranti (bottigliette dacqua, birre, vaschette di gelato) il tuo atteggiamento cambia? Perch? Roberta, 37 anni: Ad essere sincera io fumo e cerco, nel possibile, di buttare le sigarette negli appositi contenitori che, purtroppo, a Brescia sono pochi (e quelli presenti sono distrutti dalla maleducazione di qualcuno che si diverte a rompere quello che lo circonda). Abito in Franciacorta, e leducazione alla raccolta differenziata molto presente quindi cerco, se posso, di rispettare lambiente. alessia, 16 anni: Dipende: se c un contenitore dellimmondizia vicino, getto i piccoli rifiuti, altrimenti li butto a terra. Per quelli pi ingombranti, invece, uso sempre i raccoglitori. laura, 27 anni: S, getto tutto nei contenitori. Il mio atteggiamento non cambia mai, perch sempre dimmondizia si tratta. Michela, 15 anni: Ogni tanto butto a terra le carte di caramella e i chewing-gum (spesso non c un cestino a portata di mano), ma le bot-

alessandro, 30 anni: Butto tutto

nei cestini, a meno che sia impossibilitato (in centro manca la diffusione capillare dei cassonetti per la raccolta differenziata).

tiglie e le altre cose pi grandi nei contenitori dellimmondizia. orietta, 51 anni: Sono molto attenta a non imbrattare lambiente, quando non trovo un adeguato contenitore, metto in borsa e porto a casa. Credo molto nella raccolta differenziata e la faccio sempre, con qualsiasi rifiuto, ovunque sono, anche in vacanza (a volte non facile). Se ognuno facesse davvero la sua parte il mondo sarebbe un posto migliore. ivana, 16 anni: Con i rifiuti pi ingombranti il mio atteggiamento cambia, perch si notano e sono antiestetici.

Come consideri regole del tipo: non cogliere fiori in montagna, farsi la doccia prima di entrare in piscina (pubblica, dei residence, in palestra) e raccogliere le deiezioni dei cani? Matteo, 16 anni: Per quanto riguarda i fiori in montagna, non penso che si rovini lambiente raccogliendoli. Farsi la doccia prima di entrare in piscina, invece, giusto. E raccogliere le deiezioni dei cani va sempre fatto: non mi piace vedere escrementi di qualsiasi animale su marciapiedi o parchi. alessandro, 30 anni: Le reputo inutili... perch nessuno si preoccupa di farle rispettare. lisa, 16 anni: Sono regole che dovrebbero essere rispettate, giuste ma messe poco in atto. Bruno, 64 anni: Mi sembrano regole pi che civili, che seguo regolarmente. alessia, 16 anni: Non raccogliere fiori in montagna, per me, una regola senza senso. Per il resto, sono cose che servono per ligiene. orietta, 51 anni: Le regole sono la base del vivere sociale, le rispetto e mi indigno quando vedo che gli altri non lo fanno. Sono un segno di rispetto verso gli altri e verso la natura. ivana, 16 anni: Sono regole che ci tutelano: dobbiamo rispettarci e rispettare lambiente in cui anche gli altri vivono.
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in evidenza

CuoCo E iMPRENDitoRE
Fausto ZaNaRDElli RaCCoNta la sua PassioNE E la sua sCElta iMPRENDitoRialE iNiZiata NEl 1987 CoN laPERtuRa DEl PRiMo NEgoZio altoPalato a REZZato.
asco, sono e spero di restare cuoco e non chef. Cos si presenta Fausto Zanardelli titolare del marchio Altopalato, che nel suo ufficio della sede di Rezzato, con un occhio mi guarda e con laltro, attraverso unampia vetrata, controlla i lavori nel suo laboratorio di produzione. Il centro del suo lavoro l dove diventato imprenditore, dove pu guardare a vista i collaboratori e dove sono appesi i momenti importanti della sua vita: il diploma della scuola alberghiera Caterina de Medici di Gardone Riviera, la fotografia con Gualtiero Marchesi, quella della sua prima stagioneche risale al 1978, le fotografie di suo figlio Lorenzo. Bene in vista anche una lavagna con un elenco di banche dove sono continuamente aggiornate le condizioni: Fare impresa difficile e gli istituMESI 12luglio-agosto 2011

PRoFEssioNE

parte ormai da pi di 15 anni, che ha coinvolto nove scuole alberghiere delle province di Brescia, Cremona, Mantova e Bergamo, messe alla prova nella preparazione di un pranzo per dieci persone. Limperativo richiesto era: massima professionalit e attenzione a tutti i dettagli. Il concorso prevedeva la premiazione di tutti e il conferimento di borse di studio per i migliori. Non sopporto quando in televisione presentano unimmagine non corretta dei cuochi. Se da un lato posso apprezzare che la cucina sia riconosciuta come elemento di interesse, mi arrabbio quando trasformano il mio lavoro in un semplice spettacolo. La cucina unaltra cosa, tecnica, passione, professionalit, studio. Il successo di alcune trasmissioni televisive, o di prodotti editoriali che hanno come oggetto la preparazione di ricette, solo lo specchio dei nostri tempi, in cui tutto sembra facile e tutti possono provare a fare tutto. Ed ecco un altro affondo: Con la crisi della ristorazione, in molti si sono messi a fare catering-banqueting ma anche in questo settore non ci si pu improvvisare. Cu-

ti bancari non sono certo tra i pi attenti alle esigenze degli imprenditori. Occorre tenere tutto sotto controllo perch ogni dettaglio importante per la riuscita di un buon piatto, cos come per il successo di unazienda. Tra i ricordi del periodo militare nellarma dei Carabinieri paracadutisti Tuscania, dei suoi maestri professionali ma anche di vita Onelio Proietti Lippi e lo scomparso Enzo Dellea, delle sue esperienze allestero in Germania, Malta e Svizzera, emergono la passione per il lavoro, le difficolt del settore della ristorazione e delle scuole alberghiere, la rabbia per limmagine poco professionale spesso attribuita ai cuochi, i risultati e le idee di sviluppo che ha gi in cantiere per la sua azienda. Brescia terra di turismo e la ristorazione un elemento fondamentale del settore. Abbiamo dei prodotti conosciuti e riconosciuti come eccellenze in tutto il mondo spiega Zanardelli ma dobbiamo cercare di proporre una ristorazione legata al territorio nel suo insieme, prestando attenzione a ci che ad esso attiene e non solo puntando sul prodotto. Una visione che include, come elemento essenziale, la formazione professionale di figure come i cuochi, i sommelier, ma anche i camerieri di sala perch ognuno ha specificit e competenze diverse ma, per offrire un servizio di qualit, tutti sono anelli essenziali della stessa catena. Il problema che su circa 1.300 alunni di un solo Istituto Alberghiero (come ad esempio quello di S. Pellegrino Terme) solo un 5% resta nel settore come cuoco o cameriere, segno che il mestiere non ha pi il fascino che gli era riconosciuto un tempo. E allora ecco la terza edizione di un concorso itinerante, voluto e organizzato da Fausto Zanardelli, con lappoggio dellAssociazione Industriale Bresciana di cui fa

cinare bene quasi scontato ma solo uno degli elementi chiave. Occorre trasportare i prodotti in modo igienico, trasferirli nel rispetto delle leggi, servirli in modo corretto e tanto altro ancora. Professionalit, qualit, impegno, insomma gli ingredienti del suo successo che negli anni da quando il 15 febbraio 1987 realizza il suo sogno e con laiuto della sua famiglia apre Altopalato gastronomia a Rezzato lo hanno portato ai numeri attuali. Quattro milioni di fatturato, 45 dipendenti, catering da 4 alle 3.500 persone per una media di 260 eventi lanno, servizio mensa (curato da una sua societ la Z.F.Srl ) in importanti aziende quotate in Borsa e in alcuni istituti scolastici cittadini. Un negozio di enogastronomia (Altopalato fine food) e una caffetteria per degustare dolci e aperitivi (Altopalato fine sweet). In fase di realizzazione lultimo progetto che potrebbe essere considerato la sintesi di molte idee di Fausto Zanardelli in tema di ristorazione: Aprir a breve un Altopalato Restaurant-Caf in via Lattanzio Gambara, davanti al nuovo tribunale e affider la gestione a ragazzi freschi di diploma alberghiero. 180 coperti con cucina a vista. Una bella sfida, ma voglio capire se dando responsabilit ai giovani si ottiene impegno. Si fa tanto parlare della mancanza di amore per il lavoro delle nuove generazioni ma poi in concreto i grandi fanno poco. Non sono figlio darte e per quel poco che posso fare voglio dare loro una possibilit e mettermi in gioco con loro. Voglio proprio vedere se la professionalit viene a galla come il buon olio.

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TRADE E QUARTIERI

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ResisTono le abiTuDini Di una volTa


antEufemia della Fonte. Forse il segreto di questa localit sta proprio nel suo nome, o meglio nellacqua di una fonte di eterna giovinezza. Le persone del posto apparentemente non ne traggono i benefici narrati in parecchi romanzi davventura, ma il contesto che li circonda s. limpressione che abbiamo avuto calandoci in questa realt millenaria che indossa labito pesante della storia con una leggerezza impensabile, come una splendida modella ottantenne capace di far morire dinvidia colleghe nel fiore degli anni. Impossibile? Niente affatto. La frazione di Brescia sorta nel lontano 1008 ai piedi della Maddalena riuscita a conservare i tratti caratteristici del

sanTeufemia
borgo antico mescolandoli saggiamente a sprazzi di sana modernit che non ne hanno sfregiato bellezza e unicit. Il tempo scorre, ma gli uomini almeno qui non sono riusciti a modificare il dna della zona. Case e vicoli si sposano alla perfezione in un fitto reticolo che abbraccia un pezzo della collina pi amata dai bresciani. Qui si respira lo stile di vita narrato dai nostri nonni e si invogliati a perdersi camminando senza una meta precisa. Strada facendo si pu incappare in scene daltri tempi e i protagonisti sono soprattutto gli anziani. Una nonna porta a passeggio la nipotina canticchiandole delle canzoni, una coppia gioca a scacchi in giardino e due amici di vecchia data abbandonano il calice di pirlo vuoto constatando che, crisi o non crisi, ai loro tempi s che le tasche erano

di BRuNo FoRZa

vuote, mica come oggi. Cogliere questi fotogrammi davvero semplice. Lo ancor di pi scoprire quei segni evidenti che legano la comunit con la sua forte tradizione religiosa. Chiese, santelle, affreschi e statue recitano un ruolo significativo. A loro si aggiunta, dal 2005, la via Lucis, un percorso che attraversa il paese con 14 stazioni, in corrispondenza delle quali sono stati collocati quadri raffiguranti temi evangelici realizzati da artisti bresciani. A fare da contrappeso via Indipendenza, che brulica di vita e di dinamismo. Si tratta di una modernit dal sapore antico, dove i termini bottega e osteria ti fanno sentire a casa anche se non sei della zona, e dove i negozianti da marciapiede come una volta sanno che il sorriso deve sempre avere la precedenza sul saluto.

w w w. pom pe a . c o m

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TRADE E QUARTIERI

SantEufemia

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CI RACCONTANO saNtEuFEMia

alle scarpe aggiusto borse e telecomandi, poi stampo le chiavi, faccio timbri, targhe per le abitazioni e gli uffici, oltre a rivestire le selle delle motociclette. Bisogna fare cos e trovare nuovi sbocchi. DoMENiCo MoDolo (RiPaRaZioNi ElEttRiChE)

DoN CEsaRE VERZiNi, PaRRoCo Ci faccia un identikit della popolazione. La maggior parte delle famiglie che vivono qui a SantEufemia sono composte da persone che sono nate qui. Negli ultimi 30 anni i giovani se ne sono sempre andati, ma ultimamente stanno tornando. Parecchi nipoti, infatti, tornano a vivere nella casa dei nonni. Gli extracomunitari rappresentano circa il 12%. A che punto il processo di integrazione? La prima generazione fatica ad integrarsi ma ci prova, per la seconda tutto pi naturale.. Chiesa e parrocchia sono luoghi vissuti? In paese c un legame forte con la chiesa e le sue tradizioni che si riflette anche dal punto di vista del volontariato, con punte di eccellenza nelle iniziative per bambini e anziani. Se potesse fare una richiesta alla politica cosa domanderebbe per SantEufemia? Credo che oggi la priorit sia porre maggiore attenzione alle nuove povert, mi riferisco in particolar modo agli anziani che con certe pensioni minime fanno davvero fatica ad arrivare alla fine del mese.

tina di attivit. Il problema che non siamo tutelati dal Comune. In che senso? I parcheggi sono un problema storico e sono stati fatti dei lavori di manutenzione della strada che ci hanno penalizzati. Non si pu chiudere la via 40 giorni per mettere un dosso e bloccare tutti. La popolazione invece come si evolve? S. Eufemia sta diventando un quartiere dormitorio. Gli anziani sono molti e i single, le coppie o gli studenti tornano a casa solo la sera. MaRia E MaRia CRistiNa (BaR la FoNtE DElla DEliZia) Che zona SantEufemia? piuttosto vecchia, ci sono soprattutto anziani e famiglie. Qual il momento della giornata in cui lavorate di pi? Al mattino con le colazioni, ma anche nel pomeriggio con le merende. Consigliereste a un giovane di trasferirsi qui? No, anche se una zona servita dai mezzi pubblici e vicina alla citt. Non manca niente, ma a noi non piace molto.

MoiRa BEltRaMi (EDiCola BaR) Come vanno le cose a S. Eufemia? Direi che qui si vive e lavora bene. una realt molto simile a quella di un paese, un po chiusa in s stessa ma molto vissuta e legata a parrocchia e oratorio. Quali sono i problemi pi sentiti dalla gente? Prima di tutto la scarsit di parcheggi, ma in parecchi si lamentano anche della pulizia delle strade. La gente legge ancora? Soprattutto adulti e anziani, che acquistano i quotidiani. Poi il grosso del lavo-

ro lo facciamo con i bambini che hanno una vasta scelta tra giochi e riviste pensate appositamente per loro. ViNiCio CiNCotta (CalZolaio)

Se tornasse indietro aprirebbe ancora unattivit qui? Non saprei. Questo un periodo di sconforto un po per tutti. Fino a 3-4 anni fa le cose andavano decisamente meglio, ma non ci lamentiamo. Leccezionalit di SantEufemia vi ha protetti dalla minaccia dei centri commerciali Via Indipendenza gi un piccolo centro commerciale. Ci sono una cinquan-

Domenico Modolo.

VOCE AI PASSANTI
luca, 19 anni Per i giovani noi non proprio il massimo vivere a SantEufemia perch se escludiamo loratorio non ci sono luoghi di ritrovo e dobbiamo spostarci a Borgo Whrer o in centro. anna, 55 anni Personalmente consiglierei a chi cerca casa di trasferirsi a S. Eufemia, ma deve sapere che qui la vita molto tranquilla, forse anche troppo. Poi bisogna girare parecchio a piedi e fare la spola da un negozietto allaltro. Infine bisogna armarsi di grande pazienza per la questione relativa al posteggio delle auto, un problema che ci trasciniamo da anni e che nessuno stato in grado di risolvere. Poi le case non che costino cos poco, anzi. Michele, 35 anni A SantEufemia mi trovo a bbastanza bene, anche se di fatto sono qui solo la sera perch lavoro tutto il giorno fuori citt. Un pregio di questa zona? Che vicina al centro ma sotto a una collina. Un difetto? A volte c troppo silenzio.
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VIALE VEnEzIA: Un SALotto non ArrEDAto


Viale Venezia e SantEufemia sono legate dal nastro rosso delle Mille Miglia ma hanno ben poco in comune, nonostante la lunga direttrice che nasce in piazzale Arnaldo funga da corsia preferenziale per approdare allantico borgo, con la complicit dei viali Piave e Bornata. Se SantEufemia la taverna bresciana, viale Venezia il suo salotto, ricco di prestigio ma sempre pi povero di vita. Frenesia e traffico
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Vinicio Cincotta.

prevalgono sugli incontri e parecchi commercianti stanno abbassando le saracinesche, schiacciati dal peso di affitti elevati. Anche il costo degli appartamenti proibitivo e la zona si sta svuotando. I cartelli vendesi e affittasi, invece, si moltiplicano, mentre la piaga dei parcheggi continua a rappresentare un tratto distintivo, cos come avviene a SantEufemia. Ma quello un altro mondo.

Da quanto tempo ha lattivit qui? Sono qui da tre anni e sono davvero soddisfatto perch una zona bella e tranquilla. Ricorda un po Borgo Trento. Come vanno gli affari? Qui si lavora bene perch la gente ha ancora labitudine di una volta a fare le compere sotto casa alla bottega o al negozietto. Sono realt fondamentali per la sopravvivenza del paese. La crisi ha lasciato strascichi? Ci sono alti e bassi, ma normale. Io cerco di diversificare il servizio. Oltre

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Relazioni esterne e comunicazione LGH - apebmilano.it

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Come il Paese sPosTa il suo CenTRo

nave e boveZZo
ti sentieri del Garza, gente che ricorda con orgoglio il proprio passato storico Giuseppe Zanardelli fu il primo sindaco di Nave nellItalia unita , e che si batte per preservarlo come ad esempio lAssociazione Amici della Mitria che tutela e conserva lantica pieve del paese. Tante cose stanno per cambiare, a Nave, dallex area industriale (il comparto Fenotti-Comini) in attesa di riutilizzo, al parco del Garza da ampliare, alla tangenziale, miraggio per tutti i navesi. Li lasciamo alle loro speranze e torniamo verso la citt, passando per Bovezzo. Bos sembra un paese a s, a due passi da Mompiano e dalla citt, il cui territorio, per, non conosce soluzioni di continuit con quello di Brescia, tranne che per la collina di S. Onofrio. Chiuso il capitolo Prealpino, tira unaria nuova. Con i suoi 7mila abitanti e pi, situato nella Valle del Garza alla confluenza della Valle Trompia, Bovezzo ha conosciuto uno sviluppo edilizio e un incremento demografico che ha fatto in poco tempo pi che raddoppiare la popolazione residente, con insediamenti industriali e artigianali che hanno mutato il tessuto socio-economico della comunit locale. Il centro storico, per, langue e Piazza Rota resta il sentito omaggio di uno scorcio di paese ormai spento, mentre pi a sud un florilegio di negozi e botteghe (tra poco, anche la nuova, ecologica, farmacia comunale) popolatissimi. Chiedendoci se questo il destino dellhinterland bresciano, percorriamo via dei Prati, seguendo il traffico veloce insieme a chi cerca una scorciatoia per tornare a casa nellora di punta.

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entre percorriamo la strada provinciale 237 per recarci a Ne, comune della Valle del Garza che ha superato i 10mila abitanti, ripensiamo al passato di questo paese, che fece la sua fortuna con il ferro, ed ammirando la cartiera che si staglia allorizzonte siamo spinti a pensare come i tempi, oggi, siano davvero pi fragili. Dal ferro alla carta, dal traffico al verde, Nave una realt sfaccettata, che non si capisce con un colpo docchio, ma parlando sottovoce con la gente che la abita da una vita, e che oggi si sposta sempre pi a sud del paese, dove migrano negozi e attivit. Gente che la domenica si alza presto e, zaino in spalla, affronta con la famiglia i tan-

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Nave e Bovezzo Cosa vi penalizza? Nave ha una struttura anomala, rispetto ad altri paesi, con la statale che lo taglia in due. La piazza stata spostata a sud, vero, ma lavoriamo comunque. C integrazione con gli stranieri? Ci sono pakistani, cinesi, senegalesi, e sono abbastanza integrati, non ci sono attriti. ausilia ClERiCi (ottiCa MaRChiNa) Piazza Giovanni Paolo II Commercialmente Nave vivo? Nel mio settore non ho sentito molto la crisi, lavoriamo bene. La sua clientela tipo? Prevalentemente anziani: i ragazzini cercano le firme e vanno in citt a servirsi con il pullman. Lavora qui da 30 anni: come descriverebbe i navesi? Un po chiusi. ChiaRa saiaNi (BaR DEi FRati) Piazza Giovanni Paolo II

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VOCE AI PASSANTI
lidia, 32 anni Nave molto verde: il week end, zaino in spalla, sono in tanti a percorrere i sentieri della valle del Garza, da Conche a SantOnofrio. Claudia, 46 anni I ragazzi di Nave reclamano uno skate park: sono tantissimi, e si lanciano su e gi per la statale. simone, 54 anni Il nucleo storico del paese si svuotato di negozi e servizi, ed un peccato. giuseppe, 61 anni A Nave si vive ancora tranquilli, la sicurezza non un problema. Piera, 65 anni Svaghi? Ce il Teatro San Costanzo delloratorio, poi non esiste altro: ci penalizza la vicinanza con la citt.

Luciana Faini e Chiara Saiani.

Alcuni scorci di Nave: il Municipio, via Brescia e la Chiesa parrocchiale.

Come descriverebbe con un aggettivo Nave? Un paese tranquillo, con gente cordiale. Commercialmente come va? Non sentiamo particolarmente la crisi. Questo un bar tranquillo, che alle 20 chiude, frequentato da famiglie. Cosa vi manca, in paese? Direi la piscina. za, anche solo per loratorio, che molto vissuto, e non lo sarebbe se non ci fosse, appunto, chi se ne occupa. Ha registrato delle preoccupazioni? Passato il periodo del residence Prealpino, forse limmigrazione resta un pensiero, ma si fa strada lintegrazione, la tolleranza, tutto sommato c quieto vivere. FRaNCEsCa PoliZZaRi (PastiCCERia RiZZiNi) Centro Commerciale Le Botteghe dei Prati Com Bovezzo? Si vive bene, anche se non c troppa movida. Come descriveresti i bovezzesi? Un po curiosi. Voi ragazzi cosa fate in paese?

CI RACCONTANO NaVE

CI RACCONTANO BoVEZZo

Siamo vicini alla citt, quindi ci spostiamo sempre, come tutti dopo i 16 anni: solo i pi piccoli restano alloratorio. gioVaNNi isoli (Foto Di Via DEi PRati) Centro Commerciale Le Botteghe dei Prati

giaN luigi CaRMiNati, aRCiPREtE (PaRRoCChia MaRia iMMaColata) La comunit del paese giovane? Nave ha tre parrocchie, e ci che vale per una pu non valere per laltra: a Cortine, la Parrocchia di Maria Immacolata storica, di antica data, rispetto, ad esempio, a quella di Muratello. Qui la media det resta comunque abbastanza bassa, dovuta forse anche a discreti insediamenti. Le forme di volontariato e di assistenza sono attive? Ci sono pi di 70 tra associazioni e gruppi di vario titolo, particolarmente attive sul territorio. Cosa preoccupa, a Nave? La crisi contemporanea, che si avverte con una certa pesantezza, sia sul versante economico che sociale. Si stanno poi pagando gli insediamenti selvaggi del periodo dellindustrializzazione: ad un ampliamento del paese non sono seguiti tutti i servizi necessari; molti gruppi familiari, per questo, non hanno un buon livello di inserimento.
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saViNo NEMBER (EDiCola-CaRtoliBRERia) Via Brescia

Cosa manca a Nave? Un ritrovo vero per i ragazzi, oltre alloratorio, perch i giovani non sanno dove andare. MauRo BuFFoli (taBaCChERia lotto) Via Brescia

DoN giusEPPE, PaRRoCo Esiste una comunit coesa, partecipante, a Bovezzo? Parlare di una comunit con la C maiuscola un po troppo: Bovezzo una realt che si evoluta negli ultimi anni, in cui certamente esiste una parte storica, radicata, che mantiene le sue tradizioni. Ci sono famiglie giovani, ma il paese saturo e la crescita si fermata; la partecipazione buona, anche se di questi tempi non c unadesione di massa. Ci sono delle belle iniziative in paese? Non mancano volontariato e assisten-

Giovanni Isoli.

Lavora qui da ben 60 anni: che cambiamenti ha notato, nel tempo? Nave passato da 5mila a 12mila abitanti, ma grandi evoluzioni non ci sono state. C sempre un traffico enorme sulla statale, e aspettiamo ancora la tangenziale. Come si vive in paese? Il grande boom si avuto con le ferriere in attivit, ora c aria di crisi: tante aziende sono chiuse, altre in cassa integrazione. Anche noi abbiamo diminuito tanto il lavoro, ci salva la cartoleria, il buono scuola.

Savino Nember.

Mauro Buffoli.

un momento difficile per i piccoli commercianti del centro storico di Nave? Questa la zona storica del paese e, nonostante le difficolt, abbiamo sempre lavorato, grazie alla vicinanza della parrocchia e della scuola.

Bovezzo un paese vivo? Bovezzo un paese giovane, nuovo. La qualit di vita un po pi alta della media a livello di capacit economica. La conformazione del paese favorevole? Bovezzo si trova in una specie di sacco, a livello stradale, e questo un po lo penalizza un po lo preserva. Lintegrazione esiste? Ci sono molti pakistani, ma la situazione buona, abbiamo dimenticato i tempi del Prealpino.

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ClauDio agoNi (CaFF DElla Posta) Centro Commerciale Le Botteghe dei Prati Lei il Presidente dellAssociazione Commercianti Leonarda: com Bovezzo? Un paese che sta vivendo una rinascita, grazie ad un grande interesse popolare, a partire dalla Notte Bianca dell11 settembre scorso e da iniziative fisse, come la Festa della mamma e quella di S. Lucia. Sono partecipate? Molto. Questanno coinvolgeremo anche le scuole, e lanceremo un messaggio ecologico con una grande biciclettata. Il centro storico di Bovezzo si sta spegnendo
Intervista

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Nave e Bovezzo

Il Municipio di Bovezzo.

Bovezzo uno dei paesi dellhinterland e subisce il polo culturale della citt, che attira parecchia gente, ma riesce, grazie a questo, anche a sprovincializzarsi. Stiamo dicendo fine al periododormitorio, iniziando a conoscerci e frequentarci tutti. Perch ha subito negli anni il decentramento dellattenzione commerciale del paese. Facendo diventare Via dei Prati lasse portante del paese, anche il centro sociale si spostato. Il paese a due passi dalla citt: come vive questa posizione?

VOCE AI PASSANTI
Carla, 73 anni Il centro storico sta morendo. Per noi anziani fare la spesa difficile, dobbiamo spostarci e non tutti possono farlo. simona, 44 anni In via dei Prati c un traffico pericolosissimo, per tutti quelli che aggirano via Caffaro: speriamo facciano qualcosa. umberto, 54 anni Bovezzo ancora un paese a dimensione familiare, si sta bene.

Claudio Agoni.

ANTONIO BAZZANI, SINDACO DI BOVEZZO


la nuova parrocchiale da un lato, e la ristrutturazione di Piazza Rota dallaltro (con modifiche a viabilit e parcheggi), hanno contribuito al declino delle attivit commerciali nel centro storico di Bovezzo, colpendo soprattutto la popolazione anziana, difficile agli spostamenti: non c pi niente da fare per questa zona del paese? evidente che il baricentro del paese si sia spostato pi a sud dove oggi troviamo il centro commerciale, la parrocchia, loratorio, le palestre e la scuola media; stiamo lavorando per cercare di portare alcuni servizi nel centro storico, in questo senso la realizzazione della nuova farmacia comunale nella zona Municipio a pochi metri dalla storica Piazza Rota crediamo possa essere una prima risposta. Abbiamo pensato anche ad altro come la connessione wi-fi gratuita, che da marzo 2011 attiva ed unulteriore risposta alla domanda di servizi nel centro storico, e confidiamo che a breve possa riaprire ledicola. Con il nuovo Pgt (Piano di governo del territorio, ndr.), adottato il 31 di marzo, il centro storico stato oggetto di uno studio particolareggiato, individuando norme che permetteranno una migliore manutenzione del patrimonio immobiliare. Anche Piazza Rota, seppur recentemente ristrutturata, sar oggetto di interventi in particolare di adeguamento dellarredo urbano. Quindi mi sento di dire che il nucleo antico del paese, e Piazza Rota in particolare, sar riqualificato, con la speranza che torni ad avere il ruolo che merita. Via dei Prati diventata un passaggio di bypass tra Nave e Concesio, causando inquinamento e traffico veloce, quindi pericoloso. soluzioni? Con ladozione del Pgt ci siamo dotati di uno strumento di programmazione fondamentale: il Piano generale del traffico urbano, in cui, con il lavoro della commissione preposta e dei consulenti che ci hanno seguito in questi mesi, abbiamo individuato gli interventi che andranno a privilegiare

il traffico locale disincentivando quello esclusivamente di transito. Abbiamo anche ritenuto opportuno ridefinire le residenze stradali, ponendo particolare attenzione agli utenti deboli quali pedoni e ciclisti, pensando a marciapiedi pi sicuri, piste ciclabili meglio definite. Ovviamente la maggior attenzione si concentrata su via dei Prati proprio per il ruolo di transito che ha assunto in questi anni. Tutti questi interventi saranno tra le priorit dellAmministrazione, tenendo conto delle disponibilit economiche vista anche la drammatica situazione finanziaria che i comuni stanno vivendo.
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IAGGIO IN PROvINCIA

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TRa naTuRa, sPoRT, inDusTRia e TuRismo


Viaggio a gavardo, odolo, Vestone, idro e Ponte Caffaro: la passione di una terra bifronte.

la valle sabbia

erra della siderurgia, settore trainante dellindustrializzazione nel bresciano, del turismo lacustre (camping rilassanti e sport nella cornice dellEridio) e montano (Blumone, Gaver, Colombine, Misa, Corna Blacca, Pezzeda, Maniva e Baremone le palestre di roccia della valle), la Valle Sabbia mostra la sua poliedrica realt a partire dal proprio territorio, la cui morfologia spazia dallondulato altopiano carsico ai dolci rilievi morenici.
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di alEssaNDRa toNiZZo

Questa terra, pur cos ricca di tradizioni e risorse, si trova al centro di un difficile confronto con le province autonome di Trento e Bolzano, le quali godono di maggiori risorse e, quindi, vantano una migliore qualit della vita. Mentre il movimento dei Comuni di confine, che coinvolge 454 paesi appartenenti a 13 comuni (11 bresciani e 2 della provincia di Sondrio), si batte per unequa ripartizione dei 100 milioni di euro a loro destinati, la Valle non resta a guardare, ma cresce. Quattro eliporti a Bagolino, Idro, Vestone e Vobarno sopperiranno alla carenza dassistenza medica di

primo soccorso; un consorzio, di stanza a Nozza di Vestone, presso la sede della Comunit Montana, lavora per portare servizi unificati, rapidi ed efficienti, a tutta la Valle; nel settore agricolo, decine di richieste di fondi accolte e 333mila euro di contributi stanziati. Posto allimboccatura della Valle Sabbia, Gavardo, il paese pi popoloso del territorio che risente del clima gardense, pi frizzante e movimentato , cui fa capo lunico ospedale al servizio della Valle Sabbia e dellalto Garda bresciano, investe sulle fonderie, sulle numerose manifatture e industrie del settore tessi-

le e calzaturiero (fino a qualche anno fa era attivo il lanificio di Gavardo, nato nel 1889 e alimentato dalle acque del fiume Chiese) e dei materiali destinati alla costruzione. Sul lato sinistro della Valle si estende la cosiddetta Conca dOro, di cui fa parte Odolo, paese che della lavorazione dellacciaio fa la sua risorsa principale. Tra i suoi circa 2.000 abitanti, sono le nuove generazioni a prendere le redini del commercio locale, un segnale positivo che riflette unintraprendenza giovanile diffusa in tutta la zona (si pensi che, solo nel 2010, sono state 9 le imprese

agricole avviate nella Valle da persone con meno di 40 anni). Procedendo verso Nord, il paesaggio si fa decisamente pi montano: la Corna Blacca incornicia i borghi che coronano Vestone, il comune che ospita la sede della Comunit Montana e ora vive un momento di difficolt a causa della chiusura dalcune grandi aziende. Si risponde alla crisi risolvendo piccoli disagi recenti i lavori di riqualificazione del centro storico , e guardando al futuro nellarea ex Ave, progetti per unit abitative e un centro commerciale , ma per i ragazzi mancano diversivi e

attrattive: lultimo colpo di grazia stata la chiusura dellauditorium, unica sala di proiezione laica della Valle. Salendo verso Lavenone, si scopre il Lago dIdro, le cui annose vicende sulla regimazione delle acque e lescursione dei livelli (ora sotto controllo), lasciano il posto a progetti concreti: quello da 350mila euro, inerente il monitoraggio tecnologico dellammasso franoso, la paleofrana che sovrasta lEridio; il controllo delle competenze sulla navigazione del lago, passato dalla Provincia al Consorzio dei Municipi di Garda e Idro; quello per la sicurezza di tutto il lago (risanamento degli argini e sistemazione dei torrenti), grazie a un fondo di 51,3 milioni stanziato solo per il comune di Idro. Pi a Nord si colloca Ponte Caffaro, frazione del comune di Bagolino, il borgo che separa il territorio bresciano da quello trentino e dove il fiume Chiese sfocia nel lago. Qui, anche i prodotti tipici sono espressione di una terra di confine: non solo il famoso bagoss, i prodotti lattierocaseari delle montagne circostanti e lottimo pesce persico del lago, ma anche il pregiato mais che contribuisce alla formazione della nota farina di Storo (il primo comune trentino dopo il confine), prodotta e commercializzata dalla cooperativa Agri 90. Proprio a Ponte Caffaro, inoltre, nata uneccellenza dello sport acquatico lacustre, il kitesurf, con una scuola avviata da due giovani campioni che prestano la propria esperienza al servizio di nuove leve (come Greta Menardo e Daniele Nicolini, piccoli fuoriclasse). Ma la Valle Sabbia teatro di altre e diverse attivit sportive, tutte da pubblicizzare: mountain bike (37 gare e 13 eventi in programma nel 2011), arrampicata su roccia, marcia, canottaggio, pesca, parapendio, motociclismo, trekking, vela, windsurf, e ancora sci, sleddog (corsa con slitta trainata da cani, per cui si sta pensando ad un anello di 3 km nella piana del Gaver), ciaspolate e biatholn (sci di fondo e tiro al bersaglio). A un anno di distanza dal nostro viaggio nella Valle, troviamo un territorio cresciuto, pi consapevole dei suoi pregi, delle lacune, impegnato a capire come vivere al meglio le proprie ricchezze.
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Ci hanno DeTTo
GAVARDo
di alEssaNDRa CasCio

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PAESE CHE VAI SIONI LE NOSTRE IMPRES


zioni, erciali e di belle abita Ricca di attivit comm appare una citun passante Gavardo agli occhi di vissuta attivamente viva, movimentata e tadina delle e. Il carattere aperto dalla sua popolazion si, sembra influenzato rte persone, cordiali e co pochi o di Garda che dista dalla vicinanza del lag minuti in macchina.

giulio ZaNoNi (ottiCa ZaNoNi) Via Suor Liliana Rivetta

Giuseppe Bignotti.

Consiglierebbe a una giovane coppia di venire a vivere qui? Dipende. Io qui ci sono nata e mi trovo bene anche se non le nascondo che ci sono un po di problemi: molti stranieri e limpossibilit di vivere la piazza come un tempo.
Giulio Zanoni.

cambiato il suo paese negli ultimi anni? Sono da poco rientrato in Italia dopo tanti anni di permanenza allestero e mi sembra che Gavardo sia una dei paesi che meno cambiato negli ultimi anni, non ha nemmeno subito la costruzione di un centro commerciale vicino al centro. La viabilit, invece, cambiata notevolmente. Un pregio di Gavardo? una citt dinamica aperta alle attivit culturali e a quelle industriali. E un difetto? Leccessivo monitoraggio della viabilit da parte dei vigili e lintroduzione di numerosi check control sulle strade interne del paese. Oggi i vigili contestano infrazioni a iosa. PiERo FREZZa (PiZZERia DasPoRto VEsuVio) Via della Ferrovia

Diego Iovino e Jessica Fadini.


Intervista

giusEPPE BigNotti (il CalZolaio) Piazza Zanardelli Come ha scelto questo lavoro? Ho aperto da un anno rilevando unattivit preesistente. Ho sempre lavorato nel settore delle calzature come tecnico e modellista e sono contento di quello che sto facendo. Confeziono anche zoccoli su misura per lestate e scarpe in feltro per linverno. Gli extracomunitari sono integrati? Relativamente. Vedo che c sempre la tendenza a ritrovarsi con i propri connazionali e questo legato alla differenza di usi e costumi. In centro storico, gli stranieri stanno aprendo diverse attivit e questo per me dovuto al fatto che allestero una persona pi intraprendente e si mette in gioco pi facilmente.

VOCE AI PASSANTI
Pietro, 50 anni Ci vengo spesso per motivi di lavoro e ritengo che non abbia nulla da invidiare ad altri centri della provincia. alessio, 20 anni Noi giovani, alla sera, siamo costretti a spostarci per trovare un po di movimento. Cinzia, 35 anni Se non fossi costretta a rimanerci, me ne sarei gi andata. Sia chiaro, il problema non sono le persone, ma la mancanza di spazi e divertimenti adeguati alla mia fascia det. Fortunatamente il lago molto vicino e l tutta unaltra musica.

Che paese Gavardo? Prevalentemente industriale. Ci sono diverse fonderie e piccoli artigiani che lavorano il ferro. Cosa offre ai visitatori? C un piccolo museo, la fonte di Vallio qui vicino e il monte Magno, oltre ai diversi negozi di cui il visitatore pu servirsi, quindi, il paese potrebbe essere utilizzato dai visitatori come base per le escursioni nei dintorni. Che tipo di clientela la sua? A dire la verit ne ho di tutti i colori e di questo sono molto contento. ElEoNoRa MoRa (il PaRtiColaRE - BoMBoNiERE) Via Suor Liliana Rivetta Com il commercio a Gavardo? vivo, qualsiasi cosa serva, qui c; compresi i servizi.

Un pregio e un difetto del paese La comodit: allo stesso tempo vicino al lago e alla citt. La mentalit di paese: qui si fa un po fatica a cambiare. E i punti di forza? un paese che non ha velleit turistiche per molto attento alla solidariet verso gli anziani, inoltre ha unassociazione culturale molto valida e una biblioteca fornitissima. Qui si organizzano diverse manifestazioni fieristiche, cinematografiche e incontri culturali. JEssiCa FaDiNi (PaNiFiCio MElgaRi) Via Fossa Cosa fanno qui i giovani per divertirsi? Destate vanno al lago mentre dinverno verso Brescia, perch qui non c niente, tranne che per i pi piccoli e gli adolescenti. I bar di Gavardo sono solo il punto di ritrovo per andare altrove.

EMANUELE VEZZOLA, SINDACO DI GAVARDO


Problema viabilit. alcuni suoi concittadini lamentano un eccessivo controllo sul territorio, come risponde? un problema assolutamente presente perch Gavardo caratterizzato da un forte traffico ed indispensabile incentivare il controllo sulle infrazioni. Leccessivo controllo in realt una risposta a comportamenti non corretti da parte degli automobilisti. I check control installati in paese, invece, sono risultati uno strumento di persuasione molto efficace, tanto che in via Roma e via Moretti, dove c ancora la cattiva abitudine di correre troppo, i residenti hanno chiesto di installarne degli altri. Come mitigare la mancanza di sicurezza che alcuni abitanti di gavardo percepiscono? Il tema della sicurezza nel centro storico un tema vero sul quale siamo intervenuti da subito con alcune azioni mirate, quali la messa in funzione e il potenziamento dellimpianto di sorveglianza, la collaborazione con le forze dellordine e la presenza fisica degli agenti di polizia locale. Questa una risposta a una sensazione di insicurezza percepita che era legata, in particolare, al fenomeno dello spaccio e che, a detta del comitato di piazza Zanardelli, si decisamente contenuta con questi controlli serrati. Cosa fare per invogliare i giovani a vivere pi attivamente il paese? Ci sono dei progetti in merito? Lamministrazione comunale, oltre ad organizzare numerose manifestazioni per i giovani, collabora con gli oratori, che rimangono un presidio molto importante e un punto di riferimento per giovani e famiglie, e ha una conven-

Piero Frezza.
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zione specifica con unassociazione di giovani gavardesi, la Pulce nellOrecchio, che vuole essere uno strumento operativo per le politiche giovanili organizzando diverse iniziative.
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PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRES SIONI


A Odolo, paese con po chissime attivit comm erciali e progetti per il futuro, i ritmi continu ano ad essere scanditi da lle attivit industriali che circondano la zona. Il commercio oggi pre valentemente nelle ma ni delle nuove generaz ioni che speriamo sappia no arginare leclissi len ta e inarrestabile che sta spe gnendo, poco a poco , le luci sullintero abitato.

oDoLo

di alEssaNDRa CasCio

MaRCo galVaNi (la BottEga DEl CalZolaio) Via Ere Odolo sufficientemente valorizzato? No, perch il paese vive per la maggior parte di siderurgia. La sua unattivit richiesta? Direi di s, la mia clientela affluisce da tutta la valle. Ci sono molti giovani in paese? Odolo consta di circa 2.000 abitanti

e, a mio avviso, un segnale positivo il fatto che tante attivit commerciali siano gestite da giovani. Un pregio e un difetto di Odolo Odolo un bel paese, anche se sta cambiando rapidamente. Si privilegia lindividualismo e inizia a mancare la solidariet.

Marco Galvani.

luisElla tuRRiNi (la MEla FRutta E VERDuRa) Via Mazzini Odolo un paese vivo? Non molto, mancano tante cose, sia per i nostri giovani sia per noi commercianti. Cosa manca? Manca la cultura della bottega di paese, infatti, tutti preferiscono andare al supermercato percorrendo diversi chilometri. Come mai ha deciso di intraprendere questa attivit? Non trovavo lavoro e, dato che ho una figlia 17enne, ho pensato di creare qualcosa per lei e per me, per non so se ho fatto la scelta giusta. Cosa vorrebbe dal suo Comune? La promozione pubblicitaria delle attivit commerciali e lorganizzazione di piccole sagre che incentivino la popolazione a rimanere in paese dato che nel fine settimana il paese si svuota e gli extracomunitari prendono il sopravvento.
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IAGGIO IN PROvINCIA valle Sabbia

Cosa cambierebbe o migliorerebbe? Mi piacerebbe che facessero dei parchi pi attrezzati ed una palestra pi decente per i nostri ragazzi. CRistiNa gRuMi (RoCk gElatERia DEssERt) Via Dino Carli

Intervista

Il gusto vero della montagna. Il sapore delle cose buone.


le iniziative rivolte anche agli odolesi, onde evitare che Odolo diventi un paese dormitorio. Che politiche state adottando per rilanciare il commercio? Abbiamo aderito, in sinergia con Agnosine e Preseglie, a un bando promosso dalla Regione per i distretti commerciali, per favorire labbellimento estetico delle attivit commerciali. Abbiamo ottenuto un buon risultato portando a casa 180mila euro di cui la met sono rimasti al Comune per migliorare la viabilit, gli altri sono stati destinati ai commercianti aderenti al bando. Quali speranze hanno i giovani di odolo per il loro futuro? I giovani di Odolo dovranno basare il loro futuro sulle loro radici. Qui ci sono ancora delle risorse economiche importanti che possono favorire una ripresa profonda dellindotto. In queste zone c una tendenza allimprenditorialit che non deve andare persa.

FAUSTO CASSETTI, SINDACO DI ODOLO


a che punto il progetto Conca doro di cui ci aveva parlato lanno scorso? Il progetto sta continuando e i rapporti con gli altri paesi stanno procedendo in maniera proficua. Purtroppo unoperazione lunga e macchinosa, ma alla fine porter a un risparmio di costi nellapparato amministrativo. alcuni suoi concittadini hanno evidenziato la mancanza di integrazione con gli stranieri presenti in paese. un problema serio? Come intende arginarlo? un problema serissimo. Oggi, la presenza di ospiti stranieri sul nostro territorio si aggira intorno al 25% e lintegrazione diventata molto difficile a causa dellaggregazione omogenea di questi gruppi. In paese c una commissione di apertura alla mondialit che funziona bene e che, in sinergia con il Comune, cerca di favorirne lintegrazione. Contemporaneamente, per, organizziamo del-

Cristina Grumi.

soddisfatta delle manifestazioni organizzate in paese? S, vedo che spesso organizzano eventi per i pi piccoli e per le famiglie. Per i giovani, invece, gli appuntamenti scarseggiano. Secondo lei quali sono le necessit primarie degli abitanti di Odolo? Secondo me loro stanno bene cos, hanno i loro bar e i loro punti di ritrovo. Le persone con cui parlo non si lamento mai, anzi dicono di essere contente di quello che hanno. Ci descriva Odolo con un aggettivo. Triste. Vivrebbe a Odolo? No, non sono abituata a realt cos piccole.

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VOCE AI PASSANTI
Roberto, 56 anni A Odolo non c niente di bello, preferisco di gran lunga Sirmione. Appena posso ci vado. sabrina, 30 anni un paese tranquillo dove si vive bene. Qui ci si conosce tutti e c sempre qualcuno pronto a darti una mano. Claudio 41, anni Non sono di Odolo, ci passo spesso in bicicletta e sinceramente non mi sembra un paese particolarmente vivo.

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IAGGIO IN PROvINCIA valle Sabbia

VESToNE

di alEssaNDRa CasCio

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRES SIONI


La vitalit non una car atteristica di questo pa ese che soffre sicurame nte della chiusura di alcune grandi aziende e de lla scarsa fiducia da pa rte della popolazione gio vane nelle sue potenzia lit. Cose da fare ce ne son o tante; noi inizierem mo dallabbellimento est etico e dal potenziame nto dei servizi.

CRistiNa PoZZi (BoCCoNDiViNo) P.le Perlasca Ci descriva Vestone un paese abbastanza tranquillo dove, per ora, non ci sono problemi di alcun genere. Purtroppo sta diventando un paese per vecchi. Il suo locale frequentato prevalentemente da Giovani di 22-23 anni e persone sulla quarantina e cinquantina. Che tipo di locale il suo? un locale polifunzionale, qui si pu fare colazione la mattina e assaggiare piatti dolci e salati anche durante il gior-

no degustando, se si vuole, un buon bicchiere di vino. Cosa fanno i giovani la sera? Si spostano verso centri pi grossi perch qui non c molto. Sa se la Valsabbia sta puntando su progetti di sviluppo territoriale a favore dei giovani? Che io sappia no, non si sta investendo sui giovani e questo un peccato. Mancano strutture adatte al divertimento, allo sport e al tempo libero. MaRiaRosa PaREDi (BaR CoMMERCio) P.za Garibaldi Vestone sufficientemente valorizzato? No, servirebbero pi parcheggi nelle vicinanze perch la loro mancanza limita molto il passaggio delle persone. Come cambiato Vestone negli ultimi anni? Ha perso molto dopo la chiusura dellAve. Prima cera pi movimento e si lavorava molto. Le prospettive per il futuro erano pi rosee.

Mariarosa Paredi.

Cristina Pozzi.
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Riguardo alla costruzione di unit abitative nella zona dellex Ave, crede che ci sia sufficiente richiesta? Non penso proprio, per parlano anche della costruzione di un centro commerciale. Forse ravviver il paese. Quale consiglio darebbe per rilanciare il suo paese? Servirebbero pi manifestazioni durante il periodo invernale per incentivare maggiormente i giovani e le famiglie a vivere il paese. Inoltre, abbiamo un auditorium che non sfruttato abbastanza e un cinema che ora chiuso per la morte del titolare: speriamo che lo riaprano.

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IAGGIO IN PROvINCIA valle Sabbia

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DEBoRah BoRghEtti (DEBBY BaR sala gioChi) P.za Garibaldi (Nozza)

Cesare Camplani e Deborah Borghetti.

I giovani vivono il paese? Molti si stanno spostando sul lago. Qui si vive molto la sera. Il mio locale frequentato prevalentemente in tarda serata quando i giovani di ritorno dalla discoteca si fermano prima di far rientro a casa. Come mai ha deciso di aprire unattivit a Nozza? Convivo qui col mio compagno e il locale era nostro. Ci abbiamo provato ed andata bene. a favore della costruzione del centro commerciale? S, sicuramente sar utile agli anziani ed anche a me, dato che ogni volta devo andare sul lago per trovarne uno.

MaRCo alBERtiNi (taBaCChERia) Via G. Matteotti (Nozza) Gira molta gente qui a Vestone? Molta, anche se nellultimo periodo un pochino diminuita. La chiusura di alcune fabbriche cosa ha comportato? Un leggero spostamento dal paese delle persone che lavoravano in quelle realt. Ho notato che qui diverse attivit sono gestite da giovani. Ci positivo e fa ben sperare, lei cosa ne pensa? Speriamo. Io per sono un po stanco, non tanto per gli orari di lavoro quanto per la frenesia della gente. Quale consiglio darebbe per rilanciare Vestone? Ormai tardi, hanno fatto scappare tutto.

PAESE CHE VAI SIONI LE NOSTRE IMPRES


ttato la pioggia inaspe Attraversare Idro sot , la o mosso allorizzonte tamente poetico. Il lag e il turista (danad accoglier gente che si prepara s), il pesciolino fritto, tutto, proprio tutto, di do sazza. Peccato per la sen mettono quasi tenere che qualcosa che manca, zione dincompiuto, di non c.
di alEssaNDRa toNiZZo

IDRo

Marco Albertini.

VOCE AI PASSANTI
Riccardo, 49 anni Non sono del paese, ci passo spesso durante le mie gite in moto. Sinceramente non credo sia un posto appetibile per viverci. Forse in passato lo era. Marco, 18 anni A me piace molto; certo, se voglio divertirmi o trovare movimento, discoteche o locali non resto qui. Per quel che mi serve durante la settimana non manca nulla. Piera, 71 anni un paese tranquillo. Per noi anziani, che abbiamo poche esigenze pu andare. Ai giovani consiglio di trasferirsi pi vicino alla citt perch offre molto di pi anche dal punto di vista lavorativo.
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FRaNCEsCo E MilENa Cis (BaR CaFFEttERia DEl lago) via Trento

co quello del mordi e fuggi, della gita giornaliera in montagna (verso Campiglio) o al lago (in campeggio). Tra gli stranieri, sono gli olandesi ad essere in ascesa. Parliamo del lago. Lanno scorso c stato un tam-tam tra i turisti circa labbassamento dei livelli del lago, cui seguito un calo di prenotazioni. Ora sembra che qualcosa si sia risolto, la gente torna, grazie anche a qualche struttura ricettiva in pi.

lEoNaRDo CosENZa (RistoRaNtE PiZZERia Da aRRigo) via Trento Quando dura la stagione turistica? Da quando finiscono le scuole, fino a met agosto. Chi sono i vostri clienti? Siamo sul passaggio, quindi qui c un po di tutto: dalloperaio, al milanese che va a sciare, agli olandesi che campeggiano. Cosa si potrebbe fare per incentivare il turismo?

Francesco e Milena Cis.

Esiste un progetto di valorizzazione del territorio per il turismo? Nota dolente... La disponibilit finanziaria sempre limitata, anche se so che si riqualificher la Pieve: ce n estremo bisogno, il nostro biglietto da visita. I mesi di maggior lavoro? Luglio-agosto e dicembre-gennaio sono i momenti di punta. Il turista tipi-

CUrIoSAnDo
In questa Valle esiste un fondamentale elemento dellequilibrio ecologico, oggi a rischio. il Bufo Bufo, una tipologia di rospo minacciato dai mutamenti ambientali e dai veicoli, divenuto per questo specie protetta. Pattuglie notturne sulla strada comunale Crone-Vesta, teli incanalatori, sensibilizzazione nelle scuole, cartelli stradali e convegni: il comune di Idro, dal 1993, ce la mette tutta per custodire la propria Area di rilevanza erpetologia, salvando questi anfibi.
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IAGGIO IN PROvINCIA valle Sabbia

Valorizzare la natura, il lago: sono davvero pulite queste acque? Partirei da qui, per arrivare alle passeggiate nei dintorni, alle piste ciclabili e pedonali. Il Garda ha la movida, noi dobbiamo puntare sullambiente.

Patrizia Fusi.

Leonardo Cosenza.

PatRiZia Fusi (PaRRuCChiERE RiFlEsso) via Trento Siete pronti ad accogliere i turisti? Il ponte del 2 giugno, con tutte le festivit tedesche, per noi la prima ondata di vero turismo.... Chi il suo cliente tipo? Tanta gente del posto, per fortuna: lavorare solo con i turisti, nellarco dellanno, un po poco. Poi c la gente di passaggio, e chi ha la seconda casa.

Potesse chiedere qualcosa al Sindaco? Qualcosa in pi per lo svago dei giovani, e sistemare i parchi gioco per i bambini. Lei ci va al lago? Sempre, la domenica e il luned. Poi, non mi faccio mancare la passeggiata serale, con caff al chiosco. aDRiaNo gasPaRiNi (CaMPiNg VENus) Via Trento Per voi il periodo clou ... Da met luglio a met agosto: il momento pi intenso. Vengono molte famiglie, specialmente olandesi e tedesche, con prole fino ai 13-14 anni, e vogliono il relax. Sono stanziali, ma con il brutto tempo ci chiedono informazioni per spostarsi e conoscere la zona. C anche una percentuale di italiani, molti

pescatori, che lasciano qui le tende e soggiornano il weekend. I vostri clienti sono fedeli, tornano a trovarvi? Sicuramente la fidelizzazione alta, perch, una volta trovata la tranquillit, la ricercano di anno in anno. Non lavoriamo con tour operator, ma viviamo di passaparola, e riusciamo ad avere nonostante un leggero calo nel turismo e lincognita del clima 15/16mila presenze a stagione. Idro valorizzato? Andrebbe fatto di pi, specialmente nelle infrastrutture. Pensi che lunica passeggiata esistente stata fatta da un gruppo di appassionati volontari di Idro....

Adriano Gasparini.

Esclusivista One Express per Brescia e Provincia

VOCE AI PASSANTI
ludovico, 37 anni La qualit del lago? A Idro sversavano e sversano le fogne: non una bella situazione. gianna, 45 anni Per incentivare il turismo, una passeggiata pensile tra Idro e Baitoni non sarebbe male.... Cristina, 40 anni Se promuovessero la Rocca DAnfo, qui il turismo avrebbe una vera svolta!. Mirko, 53 anni Cosa manca a Idro? Basterebbe aggiustare un po larredo urbano. giovanni, 61 anni Perch non si fa una bella pista ciclabile, che tolga la paura di viaggiare sulla statale?. simona, 25 anni Dove vanno i giovani nel weekend? Spesso a Bagolino, perch stanno organizzando delle serate musicali divertenti.

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PoNTE CAFFARo (BAGoLINo)

di alEssaNDRa toNiZZo

PAESE CHE VAI SIONI LE NOSTRE IMPRES


a Ponte Caffaro, intento Un paese sulla strada, affermare la proeroso di rimirare il via vai, desid rico resiste, i commeridentit. Il centro sto pria liare e sanno sempre amma cianti aprono bottega oglio, eppure franco e org con il loro fare timido o in ntare qualche dettagli so. Difficile farsi racco pi, un pudore daltri tem pi, ma va bene cos: i. profumato di tradizion

Vendete anche articoli di gastronomia... Perch queste sono le esigenze di oggi. Un tempo si consumava molta carne, anche troppa, ora le quantit sono ridotte e i piatti pronti allettano: dobbiamo inventarci cose nuove... il nostro cavallo di battaglia, da 25 anni, il vitello tonnato. Con che clientela lavorate? Di Ponte Caffaro e paesi limitrofi, da Anfo, a Lodrone, a Baitoni. Potesse chiedere qualcosa al Sindaco? Organizzare qualcosa per attirare gente anche in paese, non solo sul lago. E prestare pi attenzione allarredo urbano.

FEDERiCa FENoli (alBERgo RistoRaNtE al PEsCatoRE) Via Quadri IV Chi viene al vostro ristorante? Quasi tutta gente dei paesini limitrofi, e chi fa la gita di una giornata da Brescia. Questa zona valorizzata, ha un buon passaggio turistico? La gente viene qui per la tranquillit: serve creare passeggiate pi pulite. Tedeschi, belgi e austriaci fanno dei grandi giri in bicicletta. I giovani dove si ritrovano? Nei bar del paese, alloratorio, ai chioschi sulla spiaggia. CaRla E ugo loRENZi (CaMPiNg PiaN DoNEDa) via Pian DOneda Quando iniziate ad avere molti turisti? A luglio, con gli stranieri (tedeschi e olandesi), fino ad agosto, mese in cui arrivano anche gli italiani. Chi soggiorna qui pigro, anche se diversi girano in bicicletta: sono famiglie con bambini, qualche ragazzo attratto dal kitesurf. La zona va resa pi attrattiva? Valorizzerei, sistemerei le spiagge. Noi abbiamo bungalow e piazzole per

Paolo BaZZaNi (Da Paolo MaRkEt) via Caduti Ci parli del bagoss, il vostro prodotto tipico, la vostra risorsa C gente che viene qui apposta perch sa che un prodotto buono. Bisogna per servirlo come si deve, avere esperienza. Ad oggi ci sono 22-23 famiglie

che lo fanno: ogni forma ha il suo sapore unico. Come sono i rapporti con lamministrazione comunale di Bagolino? A livello comunale c un contatto reciproco, non ci si pu lamentare. Voi commercianti siete uniti? Siamo allo sfascio, perch non pi come una volta, ognuno pensa a s: c

crisi. Siamo massacrati da leggi, tasse, centri commerciali. La gente spende meno in negozi come questi, poi magari gioca allenalotto. Che turismo avete in zona? Sicuramente quello di passaggio, poi quello estivo, fatto specialmente da olandesi, tedeschi e austriaci.

Lidio Mora.

un totale di 640 posti, su unarea complessiva di 40mila mq: sono la nostra attrattiva, da aprile a settembre. sorprendente la quantit di sport che si possono praticare qui: ci racconti. Non tutti sanno che questa zona si presta a mille attrattive sportive: windsurf, parapendio, motociclismo, mountain bike (sia percorsi a gare, a livello agonistico, sia per passeggiate), arrampicate, trekking (suggestivo e praticato il percorso che porta al Lago della Vacca), vela, canoa, kitesurf, pesca. Sono tutti ottimi incentivi per il turismo, da valorizzare.

VOCE AI PASSANTI
Paolo Bazzani.

liDio MoRa (MaCEllERia) via Caduti Sentite la crisi? Non certo pi come una volta: si lavora ma si fa davvero fatica, le spese sono tante. Pensi che, fino a poco tempo fa, a Sal cerano 14 macellerie e oggi ne rimasta una.
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simone, 35 anni Il battello sul lago? Anche questanno pare registri molte presenze. lara, 48 anni Adesso le spiagge sono meglio gestite, ma una buona manutenzione serve sempre. Michele, 51 anni Il turista tipo qui cerca il riposo. Ma, secondo me, se potesse conoscere meglio la zona, farebbe anche dellaltro.
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NCHIESTA

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Con te per far centro in ogni occasione.


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Giovani e sballo
Viaggio nella realt degli sballi giovanili del momento. Dalla Maddalena al garda alla ricerca di conferme sul preoccupante fenomeno delle droghe psichedeliche e dellalcool fino alla follia. lazzeramento delle coscienze e lignoranza di un mondo di cui non si mai sufficientemente informati.

ConDanna o CommiseRaZione?

di MassiMo Rossi

98% diplomati in scuola statale in luglio 2010

siste un universo giovanile molto diverso da quello che possiamo vedere sui banchi di scuola, negli oratori, nelle polisportive di paese, nei tanti parchi nostrani con scivoli per bambini e monumenti alla memoria dei caduti. un mondo giovanile dai toni crepuscolari, dalle tinte fosche e dallo stile ante-

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Giovani e sballo

lucano. luniverso dello sballo a tutti i costi, della trasgressione, della consumazione delle esperienze come unistantanea divorata dalla fiamma di un fuoco violento. pur vero che linformazione non manca. I casi della cronaca non si contano e dai numerosi quanto spesso sterili talk-show gli esperti pontificano panacee di tutti i colori, medicine per il vuoto dellanima che sempre pi frequentemente attanaglia il cuore e la mente di molti giovani. Ma la meditazione non basta. Occorre, prima di tutto, gettarsi fisicamente in questi dolorosi interstizi, nei luoghi pi bui e solitari per vedere con i propri occhi la bassezza, loscenit, la pericolosit (e anche lingenuit) di stili di vita e comportamenti che noi riteniamo ancora troppo superficialmente ignorati dalla pubblica opinione. Il nostro viaggio inizia, dunque, da qui, dal fondo del barile per raccontare, se ci riuscir, con un linguaggio tagliente e dissacrante, le sfumature di un dramma che la societ degli adulti conosce ancora relativamente.
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tutti iNsiEME aPPassioNataMENtE (DEDiCato ai gENitoRi) Sabato 21 maggio 2011. Ore 22 circa. La serata quella di una primavera non troppo inoltrata. Partiamo per un viaggio notturno alla ricerca di gesti e di parole che possano testimoniare la realt sconcertante degli sballi estremi. Liturgie antiche, in taluni casi, ma anche nuove e devastanti tendenze in altri. Prima stazione: il monte Maddalena. No, non siamo alla ricerca degli sfigati consumatori di cannabis o pseudo-cocaina (queste cose ormai sono appannaggio dei giovanissimi tra i 14 e i 16 anni, roba da bimbiminkia per usare lo slang giovanile del momento). Noi cerchiamo una festa particolare, qualcosa di diverso. Raggiungiamo, dunque, gli spiazzi della Maddalena e di l a poco troviamo unallegra brigata alle prese con il sacro rito dei funghi. Come bravi e organizzati campeggiatori i gruppi di giovani hanno preparato loccorrente da giorni: c chi ha ac-

quistato i funghi su internet dal Nord Europa facendoseli consegnare con il corriere espresso (e poi c chi dice che questi giovani non sappiano far o con il bicchiere) e c chi ha portato il fornello a butano e il padellino con lacqua e il the. Si sa (lo sapevamo?), i funghi vanno fatti bollire e poi devono essere consumati velocemente bevendone lacqua e mangiandoli. Una sorta di vero e proprio rito eucaristico pagano. A questo punto molti ragazzi salgono in auto e si legano con le cinture per contrastare le possibili reazioni negative dellassunzione (molti potrebbero farsi e far del male). Qualche ora prima abbiamo incontrato Gino, cinquantenne ed ex tossico il quale ci ha raccontato che gi trentanni fa con lLsd cera il problema delle reazioni per cui era necessario barricarsi in casa: se ti pigliava la colomba rischiavi di volare fuori dalla finestra. Il viaggio allucinato di questi ragazzi dura mediamente qualche ora. Ore di vaneggiamenti, di gente che urla, si dimena e vomita, di gente che corre nuda e stramazza: un vero e proprio girone infernale che riproduce tutta la gamma dei sentimenti umani estremi: riso e pianto compulsivi, violenza, languore e, soprattutto, visioni. Il rito sociale dei funghi non , tuttavia, praticato solo allaperto: spesso le taverne e le cantine di molti di questi ragazzi ospitano lallegro happening. Lo testimoniano i molti video su YouTube che riportano scene abbastanza esplicite di questi festini domestici a base di allucinogeni. In mancanza di funghi tradizionali vi poi la variante pi spiccia dei cartoni: sono semplici pezzi di carta della grandezza di un francobollo imbevuti di una sintesi chimica da applicare sotto la lingua. Il principio attivo , grosso modo, riconducibile allMdma ossia alle metanfetamine, gli stupefacenti pi potenti e pi pericolosi in assoluto per la loro capacit di sputtanare il cervello in pochissimo tempo (e magari per tutta la vita). Le pasticche di ecstasy funzionano, per intenderci, allo stesso modo dei cartoni. la droga, per eccellenza, dei rave party, le feste musicali dai contorni innegabilmente psichede-

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lici, organizzate da molte discoteche. Pare che nella sola Lombardia vi siano mediamente almeno tre rave party ogni fine settimana. Ma torniamo in Maddalena. Tra i campeggiatori della notte c anche chi semplicemente fuma. Fuma il bong o pipa ad acqua perch, ci dice uno di loro, non si aspirano certi prodotti della combustione e fa meno male di un chilum. Abbiamo a che fare con un secchione della chimica o con un altro farneticante individuo non troppo informato delle cose? Forse pi la seconda. Secondo uno studio del 2000 del Norml-Maps (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies), infatti, Il bong prima del rilascio del fumo da parte della valvola trattiene una considerevole quantit dello stesso. Lalta concentrazione di fumo liberata in un istante fa assumere allutente una grande quantit di principi attivi. Suggeriamo, dunque, al nostro giovane chimico qualche lezione di recupero o delle ripetizioni con raccomandazione di non confezionare nemmeno unacqua di colonia. lo sBallo alCooliCo E la DRoga DEllo stuPRo Ci spostiamo a Desenzano, in uno dei locali pi in del popolo della notte a caccia di altre inquietanti bizzarrie. Ora ci troviamo a che fare con tre fenomeni e realt di sballo relativamente nuovi: il binge drinking, leyeballing e la ketamina. La prima espressione si riferisce alla bevuta compulsiva. Si tratta di tracannare letteralmente in pochi secondi alcuni bicchieri di bevande alcoliche per poi godere delleffetto devastante che insorge di l a poco. Lubriacatura assicurata come pure gli effetti collaterali. Lassunzione massiccia in tempi estremamente ridotti di quantit significative di alcool, infatti, pu causare pi facilmente dipendenza e quindi alcolismo, nonch danni organici rilevanti. Ma la vera novit, a nostro parere, leyeballing, ossia il versarsi alcolici (vodka soprattutto) negli occhi poich attraverso le mucose oftalmiche leffetto dellalcool subitaneo. Alcuni esperti sono scettici sul fatto che leyeballing abbia deMESI 12luglio-agosto 2011

I bresciani lo sanno prima


gli effetti reali, dato che molti sono gi parecchio ubriachi quando si lanciano in questa assurda pratica, ma questo non evita a molti ragazzi di cimentarsi nellesperienza. Ma il rischio ben pi grande di una temporanea cecit e di uno sballo istantaneo. I danni a lungo termine possono essere ben pi gravi, tant che leyeballing sta diventando una vera preoccupazione per la gi nota tendenza allalcool da parte di molti giovani. Osserviamo alcune scene a dir poco demenziali: i giovani urlano per il bruciore causato dallalcool negli occhi, ma non per questo desistono dalla prova, incitati e sostenuti da qualche spruzzina mezza nuda che ride e starnazza compiaciuta per il suo lui. Tuttavia a destare maggior inquietudine in questa notte psichedelica la ketamina. Detta anche cat valium o special K una droga incolore, insapore e inodore. per lo pi un anestetico usato soprattutto in ambito veterinario fin dalla met degli anni 50. anche conosciuta come la droga dello stupro poich causa un torpore e unincoscienza pressoch totali annullando, tra laltro, al risveglio, ogni capacit di ricordare quanto accaduto durante leffetto, poich, per lappunto un farmaco di tipo catalettico che induce amnesia. Come dire? Lacqua del fiume Lete che dava oblio allanima prima della reincarnazione nulla al confronto anche se in questo caso la mitologia davvero poco cazzecca. Dove la troviamo, la Ketamina? Fuori dal locale, ovviamente. Basta osservare il pullulare di mosconi accanto al macchinone

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di un tamarro dallapparente et di trentanni. Lui smercia la Ketamina in fiale che poi, secondo quanto ci viene riferito, finisce disciolta in bottigliette di acqua. Acqua che spesso porta il nome di Santi, ma che poi, a conti fatti, ha davvero nulla di edificante e santificante, ma di certo molto di miracoloso. Prezzo? Trenta euro, ma anche meno. Io e i miei amici stiamo sempre attenti quando in disco abbiamo il bicchiere in mano dice Andrea, 21 anni . Le ragazze del nostro gruppo se lo tengono stretto, sanno che rischiano di andare fuori di testa e magari essere coinvolte in rapporti sessuali che non vogliono. BREsCia CaPitalE loMBaRDa DElla CoCaiNa La cocaina, ormai roba da supermarket, anzi, da discount. per le tasche di tutti, anche dei pi piccoli. Venti, trenta euro al grammo. Motivo? Gli spacciatori hanno capito il business e da veri esperti di marketing hanno diffuso una droga a

prezzo che, ovviamente, non ha nulla a che vedere con la coca di quindici anni fa. la pattona per dirla con linguaggio giovanile. Dentro c di tutto: farmaci in polvere, gesso, talco, zucchero a velo, ecstasy e forse anche coca In realt leroina ad essere tornata prepotentemente alla ribalta. Come la coca si sniffa, si fuma (freebase/crack) o si inietta, anche se ormai ritenuto un sistema scomodo e macchinoso. Costa pi della coca e gli effetti sono ben pi potenti. LOsservatorio europeo sulle droghe pubblica, al riguardo, i suoi dati poco confortanti: pare che nel 2009 oltre 13 milioni di europei abbiano fatto uso di cocaina. Di questi, 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni) e 3 milioni lhanno usata negli ultimi 12 mesi. LItalia si classifica tra i primi cinque paesi consumatori e Brescia detiene il primato lombardo. Il Sert dellAsl di Brescia parla di utenti-consumatori passati dal 17 per cento del 2001 al 36 attuale. Ma perch i giovanissimi sono cos attratti

dalluso di droghe e in particolare dalla cocaina? Le ragioni possono essere molteplici. Se la cocaina normalmente utilizzata da professionisti adulti, spesso icone del gossip e dello sport, come possiamo pensare che gli adolescenti facciano diversamente? I modelli offerti autorizzano a pensare che sia una pratica assolutamente normale. Insomma, la tristezza o la depressione centrano oramai ben poco con le canne, le strisce o i funghi. Si fuma e si sniffa e ci si cala per sciallarsi, per andare in uno stato superiore di grazia e di calma, nonch di distacco da tutto e da tutti. iDENtikit DEl NuoVo tossiCoDiPENDENtE Ma chi lassuntore tipo di sostanze stupefacenti? La domanda semplice contrariamente alla risposta, assai pi complessa e provvisoria. Non esiste, in realt, un assuntore standard di droga. Trentanni fa chi si drogava era lo spostato, quello con problemi familiari e personali di un certo tipo. Il tossico era facilmente identificabile per il suo stile di vita ai margini della societ. Oggi gli assuntori di stupefacenti sono persone dalla vita apparentemente normale: sono studenti, innanzitutto, ma anche operai, impiegati e, quindi, professionisti di livello. I locali nei quali si pu acquistare e consumare droga non sono pi appannaggio di alcune categorie sociali privilegiate: assistiamo, oggi, ad un innegabile livellamento dei riti sociali di massa per cui distinguere una persona ricca da una povera , in certi contesti di divertimento, una vana pretesa. Ugualmente per il fatto stesso che la droga venduta a prezzi ormai popolari, diventato un costume sociale trasversale, alla portata di tutti i portafogli, insomma. Di pari passo si pu anche sostenere che non esista una variabile discriminante anche nel titolo di studio di questa molto eterogenea categoria degli assuntori di droga. Piuttosto pare abbastanza pacifico che lidentikit dei nuovi assuntori di droga rispetti alcune consuetudini e liturgie, nonch gradi di consumo: mediamente si fa maggior uso di sostanze stupefacenti nel fine settimana.

Chi si droga anche nei giorni lavorativi decisamente in una fase avanzata (patologica) di tossicodipendenza e lo fa anche (e soprattutto) nella solitudine di casa propria o lontano da sguardi indiscreti. Chi fa uso di droga unicamente nel fine settimana lo fa per lo pi tra le risate scanzonate e sdrammatizzanti del gruppo o della compagnia. Pochi, tuttavia, sono quelli in grado di relegare, nel tempo, il consumo di droga nei fine settimana. noto, infatti, che il consumo di droga crea dipendenza, con la conseguente necessit di rifornirsi di dosi sempre pi frequenti e massicce. La gravit del problema risiede proprio nel fatto che molti si calano pasticche, mangiano funghi, bevono ketamina, ma non per questo si definiscono tossici. Anche il fatto di relegare lassunzione di droga soprattutto nel fine settimana autorizza molti assuntori a non ritenersi drogati. Questo la dice lunga: il problema della droga , nella realt dei fatti, un problema di noi adulti, ma non dei giovani consumatori per i quali non esiste un problema droga o un qualche disagio legato ad essa. Il disagio per chi si trova a combattere con la follia improvvisa, con comportamenti socialmente pericolosi, violenti, delittuosi o anche semplicemente incivili di chi sceglie di andare in sciallo per divertimento, emulazione o, molto pi banalmente, per noia. Il disagio per noi genitori, educatori, insegnanti, politici e amministratori. La sfida , dunque, quella di uneducazione che riporti tutti quanti con i piedi per terra. Dobbiamo tornare a far vedere la realt.

sMaRt DRugs E sMaRt shoP: DRoghE iNtElligENti PER VENDitoRi FuRBi Nel corso degli ultimi anni si assistito in Italia al progressivo incremento dei cosiddetti smart-shops, negozi presenti in diverse nazioni europee da una quindicina danni e specializzati nella vendita di particolari prodotti erboristici diversi per origine o formulazione, chiamati genericamente smart drugs. Con il termine smart-drugs, il cui nome significa letteralmente droghe furbe, si intendono tutta una serie di composti sia di origine naturale (vegetale) che sintetica che contengono vitamine, principi attivi di estratti vegetali, tra cui i pi diffusi sono lefedrina, la caffeina, la taurina ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Le smart-drugs promettono di aumentare le potenzialit cerebrali, la capacit di apprendimento e memoria, nonch di migliorare le performance fisiche di chi le assume e anche di fornire effetti psichedelici di visioni sensoriali e allucinogene particolari, percezioni, sensazioni, emozioni e processi mentali in genere. Attualmente esiste una grande confusione legata alla terminologia delle smart-drugs: si parla infatti contestualmente di droghe vegetali, droghe etniche, droghe etnobotaniche, droghe naturali, biodroghe, ecc.. Per taluni il termine smart-drugs indica tutta una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di simulare leffetto dellecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalit (caffeina, ginseng, ecc.):

vengono proposte e consumate soprattutto in ambienti giovanili (discoteche, rave party). Per altri le smart-drugs si confondono molto pi con le droghe naturali o droghe etniche, confinando il loro consumo ad ambienti pi alternativi rispetto alla discoteca. In realt, sembrerebbe che lespressione prenda origine dal fatto che le smart drugs sono le droghe furbe perch non perseguite o perseguibili dalla legge, in quanto non presenti come tali o come principi attivi in esse contenuti nelle tabelle legislative delle corrispondenti leggi che proibiscono luso di sostanze stupefacenti e psicotrope. Gli smart-shops, che in Italia sono gi circa un centinaio, vendono non solo prodotti di origine naturale e sintetica (capsule contenenti aminoacidi, neurotrasmissori tipo Gaba, ecc.) con marchio CE, ma vendono anche prodotti destinati alla coltivazione di piante (soprattutto funghi e canapa) e prodotti accessori destinati ad ottimizzare leffetto derivato dallassunzione di sostanze fumabili (cartine, filtri, pipe, bong, vaporizzatori). I frequentatori degli smart-shops appartengono a varie categorie sociali: studenti, che ricercano in questi negozi stimolanti cerebrali dal basso profilo tossicologico per la preparazione degli esami, adulti 4060enni, soprattutto maschi, che ricercano alcune smart-drugs dalle propriet simil-viagra, e poi giovani che usano le smart drugs per i loro presunti effetti psichedelici, o semplicemente per curiosit. Gli smart shops propongono lo sballo con prodotti naturali, erboristici, dunque innocui rispetto alle droghe pi comunemente utilizzate per tirarsi su. Ma ci che naturale, non sempre innocuo. Dire che una droga buona perch bio uningannevole forma di marketing. La gente compra senza pensare che anche sostanze quali morfina e cocaina hanno origini vegetali (fonte: dronet.org). Cosa ne pensi del tema trattato in questa inchiesta? Vota il sondaggio su

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Nel prossimo numero i risultati.


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are la riforma fiscale. Fino a qualche giorno fa era un leitmotiv del governo e della sua maggioranza; dopo i risultati delle elezioni amministrative, gi diventato una sorta di vero e proprio mantra esistenziale cui aggrapparsi. Il Paese non chiede di meglio, dopo pi di quindici anni di leggi aventi come unico comune denominatore le esigenze di gettito, conditi da autentici atti di arroganza legislativa come lIrap. Il punto che i margini dazione sono veramente ridotti allosso. Per raggiungere lobiettivo del pareggio di bilancio sul 2014 (che non un inutile narcisismo, ma, con questi tassi di crescita, una reale necessit), abbiamo davanti a noi una manovra da almeno 40 miliardi di euro. Sar gi unimpresa riuscire ad attuarla senza aumentare la pressione fiscale; pensare di aggiungerci sopra, prima di allora, anche riduzioni di imposte, , a mio parere, impossibile. Anche perch, nei giochi delle coperture finanziarie, diventa pure difficile giocarsi per lennesima volta la wild card di norme che inaspriscono la lotta allevasione fiscale. dal 2006 che, prima con Visco e dopo con Tremonti (alzi la mano chi, salvo un breve raggio di sole nel 2008 e le recenti esternazioni del 2011, si accorto che si sono succeduti due governi con concezioni, in teoria, profondamente diverse su quello che dovrebbe essere il corretto approccio tra Stato e cittadino), si assiste a norme sempre pi per-

vasive sul fronte dellaccertamento e sempre pi teutoniche sul fronte della riscossione: tutto bene, non fosse che ci si dimentica sistematicamente di potenziare del pari il sistema della giustizia tributaria, lasciando cos il cittadino a confrontarsi con una controparte che merita il rispetto dovuto a chi svolge le funzioni di Pm per conto dello Stato, ma che chiaramente non pu essere confuso con un giudice imparziale rispetto alle accuse mosse. Se questa riforma fosse stata fatta nel 2003, quando fu effettivamente varata una legge delega di ampio respiro, che, per, si tradusse allatto pratico nella sola revisione dellimposta sul reddito delle societ, i margini dazione sarebbero stati assai maggiori. Sono considerazioni come, ad esempio, questa che rendono assai difficile non essere daccordo con Emma Marcegaglia quando dice che il Paese ha sostanzialmente gettato al vento gli ultimi dieci anni. Oggi, la riforma fiscale la possiamo fare e anzi la dobbiamo fare, ma impensabile, con questi ridottissimi margini di azione, che possa essere di per se stessa uno strumento di rilancio delleconomia del Paese. Quello che oggi possiamo e dobbiamo fare rimuovere le iniquit pi inaccettabili, a cominciare dallassurda penalizzazione dei redditi di lavoro rispetto ai redditi di derivazione patrimoniale e dalla indifferibile rimodulazione del prelievo Irap tale per cui, nellinvarianza di gettito, limposta smetta, per

esempio, di premiare chi delocalizza allestero rispetto a chi produce in Italia. eliminare la giungla di detrazioni, deduzioni, regimi sostitutivi e incentivi che rendono il sistema farraginoso e incomprensibile, restituendogli linearit anche formale, con una opportuna codificazione. ridurre gli adempimenti che sono stati lasciati crescere a dismisura. ridisegnare un rapporto fra fisco e contribuente che metta al centro la giustizia tributaria e non la riscossione, potenziando la prima per non aver bisogno di depotenziare la seconda. ridare certezza alle regole, smettendo di usare concetti come lelusione fiscale e la normalit economica alla stregua di clave per rimettere sempre in discussione ci che i contribuenti dichiarano (cosa assai pi facile da fare che scovare quelli che non dichiarano), ma anche elevando a norma di rango costituzionale lo Statuto del contribuente e subordinando a maggioranze parlamentari particolarmente elevate lapprovazione di leggi di condono fiscale, cos da riportarle da evento normale e prevedibile a evento eccezionale ed improbabile, come deve essere in uno Stato civile. Sono tutte proposte che i commercialisti italiani hanno presentato ai tavoli della riforma fiscale e dettagliato anche in occasione della loro recente assemblea nazionale annuale. La cosa peggiore che pu capitare oggi al Paese una riforma del fisco fatta in chiave elettorale. Attendiamo.
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laiB iN assEMBlEa, il PastiCCio sERVito


Pare che nei centoquindici anni della sua storia un pasticciaccio cos in AIB non si sia mai visto! Cosa successo? Dopo una prima parte alla camomilla, con la rituale relazione del presidente Dallera, diligente ma priva di spunti (un solo applauso dalla platea, quando ha finito) dopo che il Ministro Gelmini ha svolto con diligenza il suo compitino (anche per lei un solo applauso di cortesia quando ha finito) ci ha pensato Luttwak a svegliare la platea, con un intervento scoppiettante, stimolante, denso di contenuti, che valso da solo il pomeriggio. A questo punto il fattaccio. successo che lorganizzazione dellAssemblea si dimostrata assolutamente carente, improvvisata, pasticciona, e cos sorta confusione se doveva essere Marcegaglia a chiudere i lavori, oppure Tremonti. Ma come, non cera un programma dellevento, non era stata definita la scaletta? Pare proprio di no, e cos Marcegaglia ha chiuso lAssemblea, ha lasciato la sala, e con lei mezza sala, compreso il presidente della stessa Associazione Industriali Bresciani, Giancarlo Dallera. Il direttore dellAIB, Costa, ha preso in mano il microfono, improvvidamente, per annunciare che Tremonti non avrebbe parlato, perch pressato da urgenti impegni. Mal gliene incolse, perch Tremonti (era l a un metro, non poteva non sentire, nemmeno a volerlo, e non poteva far finta di niente) ha afferrato a sua volta il microfono e, smentendo clamorosamente Costa, ha detto che non aveva nessun impegno e che avrebbe potuto parlare quanto fosse stato necessario. E cos avvenuto, Tremonti ha parlato davanti ad una sala ormai semivuota, Marcegaglia era gi andata, e perfino Dallera, il padrone di casa, cio colui che lo aveva invitato, non cera pi! In buona sostanza, un pasticciaccio brutto, come non si era mai visto prima. Dilettanti allo sbaraglio, altro che classe dirigente, commentavano in molti. Molti altri giuravano che allindomani sarebbe caduta qualche testa. Ma non avvenuto. Forse, di teste, ormai, in via Cefalonia, non se ne vedono davvero pi.
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OST-IT

Pelo e
di iMManU
immanuel

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REFERENDuM: il MiRaColo Di BERlusCoNi


inutile nascondersi dietro il dito. Quello che gli italiani non riuscivano pi a fare da tre lustri riuscito a Berlusconi. Soltanto lui, infatti, poteva riuscire nella difficile impresa di ricompattare gli italiani, spingendoli di nuovo alle urne subito dopo le elezioni amministrative di maggio. Bisogna riconoscere che ce lha messa tutta, prima dichiarando che nel PdL ci sarebbe stata libert di voto, precisando poi che lui non sarebbe andato a votare (come il fido Bossi, del resto), poi ricorrendo alla Corte Costituzionale contro il giudizio della Corte di Cassazione circa lammissibilit del referendum sul nucleare, quindi rimettendo in moto il disegno di legge per lintroduzione della prescrizione breve. Ma gli italiani hanno capito, e hanno sferrato la seconda sberla. Sberla? Se non un uppercut, gli assomiglia molto, e leffetto appare destabilizzante. Se non la fine, appare indiscutibile che il Sunset Boulevard ormai stato imboccato. In ogni caso, lopposizione (o le opposizioni) si prepari, perch senza un serio programma di governo, senza una leadership, senza un collante, ideologico o contingente, prima o poi un altro Berlusconi, magari meno ricco, senza grandi capacit di shopping al mercato dei consensi, si affaccer comunque sul proscenio.

MaERsk lasCia gioia tauRo


La Maersk lascia Gioia Tauro e con lei se ne va il 25% dei container movimentati nel porto calabrese. crisi nera, e non un fulmine a ciel sereno. Aponte (Msc) gi a gennaio aveva lanciato lallarme su produttivit e assenteismo. Ma non era successo nulla. Il porto di Gioia Tauro una delle pi grandi imprese della provincia reggina, se non la pi grande, quindi la sua crisi destinata a incidere pesantemente sulleconomia del territorio, gi disastrata per conto suo, a parte il sommerso, com noto. I lavoratori si sono rivolti alla Regione, chiedendo interventi economici di sostegno. Che arrivi, dopo quella dellalluvione, una nuova addizionale pro Calabria, a sostegno della crisi provocata da assenteismo e scarsa produttivit?

il DilEMMa DElla lEga NoRD


La Lega Nord al bivio, e a Pontida non ha ancora scelto la direzione di marcia. Qualcuno lo disse subito dopo le elezioni amministrative, poi giunta la conferma, netta e precisa, dalle urne dei referendum. Dove porta questo bivio? Da una parte, verso la condivisione della sorte di Berlusconi, il cui destino appare peraltro definitivamente segnato. Dallaltra parte, verso il recupero della propria originaria identit, peraltro ampiamente compromessa da una ormai lunga stagione di contiguit con il Cavaliere, del quale apparsa sempre pi la sola stampella. Bossi ha spiegato pi volte che si adattava al gioco pur di portare a casa il federalismo fiscale. Ma questa appare sempre pi come una coperta troppo corta, e il malumore dilaga tra i leghisti. Molti di loro rammentano bene come si part contro Roma ladrona, e oggi sentono sulla loro pelle il fastidio di una vicinanza che li snatura, li rende simili, se non uguali, sul piano politico, naturalmente. Il rischio per la Lega Nord forte. Rischia di perdere il consenso dei professionisti, del popolo delle partite Iva, degli stessi operai che nella

il BigliEtto DEl MEtRoBus


Nessuno c ancora salito, ma si comincia a pagare il biglietto. Non proprio cos, in verit, perch il biglietto rappresenta il prezzo del trasporto, mentre il piatto che il Comune di Brescia sta cucinando per i bresciani, e che verr sfornato ben presto, ben pi salato: lo 0,2% sullIrpef, per cominciare, e poi subito dopo lo 0,4%. Ma come, nessuno ha chiesto ai bresciani se volevano il metrobus, e gli amministratori hanno deciso di farlo. Bene, ma non chiamino i bresciani a pagarlo con laumento delle tasse. Se hanno sbagliato a fare i conti, alzino il prezzo del biglietto, no? Troppo comodo, e anche iniquo. Perch i bresciani lo pagheranno due volte (con lIrpef e con il biglietto), tutti gli altri solo con il biglietto, senza laddizionale Irpef,

pur utilizzando lo stesso servizio allo stesso modo. Qualcuno dir che il Comune di Brescia era uno dei pochi a non avere laddizionale Irpef. Vero, cerano i bilanci in attivo, grazie anche ad Asm. Adesso non c pi, milanese, e non per colpa dei cittadini. Che per sono chiamati a pagare. Pantalone dunque arrivato anche a Brescia, lItalia ora pi unita.

Lega avevano creduto, della cosiddetta middle class, delusa dalla politica tradizionale e oggi delusa dalla Lega di Bossi, ormai percepita come partito di potere, di governo e anche di sottogoverno. Se la Lega Nord sceglier di differenziarsi da Berlusconi, dovr farlo con fermezza e decisione, senza giri di parole, senza frasi fatte e parole dordine, come invece avvenuto a Pontida, per recuperare quel patrimonio di credibilit che oggi appare deteriorato. Altrimenti il rischio che torni a essere il partito dei fedelissimi, radicato nelle valli bresciane e bergamasche, ma fuori dai grandi giochi politici, fuori da quellazione rinascimentale che si impongono. Riuscir Bossi nel suo miracolo? Lui pu, se veramente lo vuole.

CoNFiNDustRia E siNDaCati: lEggE o CoNtRatto? CoNtRatto NaZioNalE o aZiENDalE? Non era difficile immaginare che il grande accordo del 2009 quello con mille sigle intorno al tavolo e una assente avrebbe risolto poco o nulla, perch lasciava irrisolto il problema del rispetto delle regole e delle sanzioni per gli inadempienti. Ed era facile prevedere che i nodi non sciolti prima o poi sarebbero venuti al pettine. Oggi ormai chiaro a tutti i protagonisti, dopo le sentenze che era facile prevedere, dopo le pressioni della Fiat, che si sono cacciati nel classico cul de sac. Quello che non era facile prevedere era che, dopo due anni, si sarebbe invocata la legge per regolare i rapporti di lavoro. Ma come, i campioni del liberalismo, i sostenitori della tesi che lintervento dello Stato dovesse essere residuale, sussidiario, in tutti i campi, oggi invocano lintervento del legislatore per uscire dal guazzabuglio in cui si sono cacciati? Si lottato per eliminare il panettone di Stato e ora si chiede che i dipendenti delle aziende private abbiano un contratto per legge? Sarebbe auspicabile una pausa di riflessione, per poi ragionare con pi sereno distacco. Recuperando la consapevolezza che correggere un errore con un altro errore sarebbe un errore ancora pi grave, che n gli imprenditori n i sindacati si possono permettere.
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il CoNtiNENtE CiNa
iNtERNaZioNaliZZaZioNE, MERCato CiNEsE E stRatEgia PER lE RisoRsE uMaNE: lEsPERiENZa PREM1ER

CoME iNCoNtRaRE

trategia per le risorse umane allinterno di un progetto di internazionalizzazione. Un punto di vista innovativo, qui presentato da Emanuela Gastaldi, Managing Director di Prem1er, societ di Selezione, Formazione e Consulenza Organizzativa di Brescia specializzata in head hunting di figure di medio-alto livello e allavanguardia in questo ambito. Non poteva dunque esulare dalla sua strategia ampliare le proprie aree di intervento, soprattutto in Europa considerata ormai entro i confini domestici e pi lontano, in Cina. Perch in un progetto di internazionalizzazione cos importante avere un occhio di riguardo per laspetto delle risorse umane?

La nostra esperienza ci insegna che qualsiasi progetto di internazionalizzazione necessita delle risorse umane in grado di supportarne gli sviluppi. Molte aziende hanno avuto problemi strada facendo perch, a fronte di ottime pianificazioni dei progetti, non hanno avuto delle buone strategie in materia di risorse umane, considerandolo un aspetto secondario, con conseguenti rallentamenti nella start up, dispersione di risorse economiche, cambiamenti in corsa dei piani iniziali. In cosa consiste una buona strategia in materia di risorse umane? Avere manager che sappiano leggere le diversit gestionali, normative e culturali di entrambi i Paesi, e che siano capaci di integrare le caratteristiche diverse. Pu sembrare unovviet, ma quando si affrontano certi mercati, come quello cinese, applicare questo approccio nella pratica quotidiana pu diventare unattivit complessa. Occorre dunque farsi guidare da chi quei mercati conosce bene e possa fare da ponte, che sappia mantenere lidentit aziendale italiana, ma in unottica di integrazione con gli aspetti gestionali e i modelli organizzativi locali. Qual lesperienza di Prem1er in questo settore? Prem1er ha creato una serie di servizi per la gestione delle Risorse Umane con particolare attenzione alle esigenze delle medie aziende che hanno la necessit di affermarsi globalmente, ma anche di farlo con progetti finanziariamente accessibili. I servizi sono nati dalla conoscenza approfondita delle esigenze culturali, organizza-

tive e normative di entrambi i mercati, e coprono bisogni che vanno dalla logistica (apertura di desk attrezzati, pratiche burocratiche per i visti), alla mediazione culturale attraverso linterpretariato, fino allassunzione temporanea delle risorse umane locali. Si sente spesso affermare che il mercato cinese particolare, ma non lo sono in fondo tutti i mercati? Ogni mercato ha le sue caratteristiche, le sue dinamiche La peculiarit di quello cinese che le dinamiche, i modelli gestionali, persino le figure professionali non sempre coincidono con quelli propri del contesto occidentale, con quelli a noi noti. Sta qui la complessit delloperazione se si punta ad entrare nel mercato cinese. Faccio un esempio: se non si conoscono a fondo le politiche retributive locali, si pu rischiare di pagare troppo un manager, oppure al contrario, pensando di poterlo sottopagare, si rischia di perdere dei veri talenti. E se vero che le fila degli expats, i manager stranieri che hanno scelto di fare unesperienza in Cina, si vanno ingrossando, anche vero che sta crescendo una prima avanguardia di manager cinesi stabilmente inseriti nel marcato del lavoro, anche nelle multinazionali. Non dunque sufficiente un buon corso sullinterculturalit? La nostra esperienza allinterno del Laboratorio di Comunicazione Prem1er, che ha realizzato percorsi di interculturalit come leva di governance, ci ha convinti che non ci si debba limitare a far incontrare due culture e presentarle luna allaltra. La stretta di mano iniziale solo il primo saluto, e talvolta gi segno, metafora di una diversit molto marcata: culture diverse salutano in maniera diversa e assegnano valori diversi alla gestualit che accompagna il saluto. E questo solo un esempio delle modalit di negoziazione orientale di non poco significato. Perci consegnare un elenco di consigli su cosa fare una volta l pu non essere sufficiente. Ci che fa la differenza mediare i diversi approcci gestionali, applicare strategie di business che riconoscano i bisogni di entrambe, rispettandoli e fornendo servizi adeguati che diano risposte a questi bisogni.

Anche perch se questi bisogni emergono in contesti in forte evoluzione come quello cinese, occorre monitorarli da vicino. Occorre soprattutto conoscere gli aspetti che potrebbero sfuggire ad occhi profani o addirittura essere talmente distanti dai nostri modelli di riferimento che potremmo non averli nemmeno presi in considerazione. Per esempio: labilit di problem solving non appartiene al portafoglio di competenze cinese e di fronte ad un problema scelta del tutto normale per un manager cinese fermarsi e attendere istruzioni. Un comportamento di questo tipo sarebbe del tutto inopportuno invece in un manager occidentale al quale sono oggi richieste forti doti di flessibilit, capacit di gestione degli imprevisti e lavoro in autonomia. La conseguenza che occorre saper dosare lo spazio di delega e gestire il processo decisionale in modo completamente diverso da come lo faremmo con un manager occidentale. Qual la cosa migliore da fare per incontrare il continente Cina nel modo pi corretto? Andarci accompagnati da chi lo conosce. Prem1er lo far nel corso del prossimo semestre con il suo gruppo di lavoro, di cui fa parte Marco Tchen, che ha quella conoscenza personale e professionale del mercato e dei modelli organizzativi e salariali utile a sostenere la realizzazione del progetto imprenditoriale delle nostre aziende. Accompagneremo a Shanghai un gruppo di aziende per alcuni giorni di lavori, secondo unagenda gi prefissata di incontri con gli interlocutori pi appropriati sulla base dei bisogni che sono stati individuati prima di partire, diversi per ciascuna azienda, per settore merceologico e per finalit del progetto di internazionalizzazione. Se qualcuno fosse interessato ad ulteriori informazioni, pu prendere contatto con la segreteria del progetto, allindirizzo prem1er@prem1er.it.

PrEM1Er

Via San Zeno, 40 - Brescia Tel. 030.2219511 - www.prem1er.it

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R
BRAINSTORM
di stEFaNo aNZuiNElli

UBRICA

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inConTRo Con

Dan PinK e sTeve WoZniaK

he cosa accomuna uno scrittore di best seller americano, ex ghost writer di Al Gore, e un inventore, tecnologo, cofondatore di Apple Inc., una delle aziende pi acclamate e di maggior successo al mondo? Lemisfero destro del cervello umano, deputato alla funzione della creativit. Procediamo con ordine. Ogni anno, nel mese di marzo, la divisione Education di Apple Inc. organizza il World Leadership Summit, un convegno al quale sono invitati educatori e operatori di scuole provenienti da tutto il mondo. Lultima edizione si tenuta a Singapore, ospitata dalla School of the Arts, dove dal 3 al 6 marzo ci siamo trovati in quattrocento, provenienti da ventotto nazioni. Incontri, workshop, presentazioni per analizzare il futuro delleducazione attraverso lutilizzo delle tecnologie digitali di Apple, introvabili altrove, per stimolare la creativit attraverso applicazioni, podcast e iTunes U, la piattaforma che ospita oltre 350.000 lezioni, video, letture e podcast gratuiti dai migliori istituti didattici di tutto il mondo, che gli studenti possono scaricare e ascoltare dove preferiscono su un Mac, un Pc o un dispositivo mobile come iPod, iPad o iPhone. Da quasi due anni conosco Janet Wozniak, la moglie di Steve, una brillante manager di Apple Education che ci ha guidato nella realizzazione di un progetto digitale ritagliato sulle esigen-

ze didattiche della nostra scuola. La incontro e minvita a cena. Mi sussurra in un orecchio Non puoi mancare, stasera ci sar Woz (Steve!) e Dan Pink. Sono un ammiratore di entrambi e non posso perdere loccasione! Uno unicona di tutti i nerd del pianeta, laltro uno dei pi apprezzati (e pagati) scrittori e conferenzieri motivazionali sul mercato. Anche se non previsto dal clima casual della serata, non mi lascio scappare loccasione per porre domande, stimolare risposte, provocare. Ho letto A Whole New Mind di Dan, cos come Drive!, conosco quindi la sua teoria della predominanza dei right brainers. Avvocati, contabili, programmatori, ingegneri, ci che i nostri genitori consideravano professioni sicure, fanno parte dellera dellinformazione. Il futuro , provocatoriamente, appannaggio delle qualit umane residenti dellemisfero destro del cervello: creativit, empatia, gioco. Queste sono le caratteristiche di cui dispongono designers, inventori, educatori, scrittori. Stefano mi dice Dan alla Columbia University la facolt di Medicina prevede un corso di Storia dellArte con visite guidate a musei e gallerie. Si osservano le opere darte alla ricerca dei dettagli. Capisci, i dettagli. Chi sa interpretare un Goya o un Caravaggio trova pi velocemente la strada per una diagnosi certa!. Quando Atari mi commission il primo video game non stavo nella pelle allidea

che un ragazzino avrebbe giocato con il prodotto della nostra fantasia e creativit. Io e Steve Jobs non abbiamo dormito due giorni per consegnarlo in tempo! Steve Wozniak racconta di essere un appassionato di barzellette e un cultore del sense of humor. Mia mamma mi diceva di trattare con gentilezza la mia vita e di coltivare lumorismo. Mi sono sempre dedicato moltissimo a ricercare il divertimento nel mio lavoro. Sono convinto che un comportamento un po sopra le righe e anticonformista aiuta a pensare in maniera creativa. Mi racconta di avere fondato una squadra di Segway Polo (le bighe elettriche a due ruote), i Silicon Valley Aftershocks, di aver partecipato alledizione americana di Ballando con le Stelle, di aver interpretato se stesso, assieme a Janet, nella serie tv americana Big Bang Theory. Sai aggiunge Janet a me e Steve piace andare ai concerti alla Concert Hall di Los Gatos. Ci sediamo sempre nellultima fila per non disturbare, perch mentre ascoltiamo Mozart o Hayden, giochiamo con la console Nintendo. Il gioco preferito di Steve rimane sempre Tetris!. Dan, dallalta parte del tavolo mi guarda, alza le spalle e mi dice: Capisci adesso cosa intendevo quando ti dicevo che in Cina o India ci sar sempre qualcuno in grado di fare meglio e a un costo inferiore il tuo lavoro? Noi dobbiamo coltivare la creativit! Ed ci che dovremo insegnare alle prossime generazioni.
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PARCO NATURA VIVA


Centro Tutela Specie Minacciate

C
il ruolo del medico oggi, tra dubbi e conflittualit.

ONvEGNI

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iPPoCRaTe?
ual il ruolo del medico che si trova davanti ad un paziente totalmente diverso da quello di 10 anni fa? E cosa significa essere oggi un uomo medico? Questi gli interrogativi a cui si cercato di dare risposta al Convegno intitolato LUomo Medico, tenutosi allAula Magna del Centro Pastorale Paolo VI a fine maggio. Per alcuni, la causa del deterioramento del rapporto medico-paziente a cui assistiamo dovuta ad unenfatizzazione dei casi di malasanit ad opera dei mezzi di comunicazione disposti a dare troppo rilievo a episodi sporadici per audience. ci che pensa Achille Farina, consigliere comunale con delega alla Sanit: ricordiamoci che la larga maggioranza di chi fa il medico lo fa con dedizione, perch una vera e propria missione, alla quale sacrificare spesso la propria vita privata. Il rischio di questa delegittimazione della figura del medico, non pi avvolta in unaura di sacralit, di arrivare continua Farina a situazioni come quelle oltreoceano, dove, a fianco ai letti dei pazienti, gli avvocati aspettano come avvoltoi (in America, i costi assicurativi dei medici sono oggi alle stelle, per colpa delle innumerevoli cause legali). Ma non dimentichiamoci che la malasanit lapice di un declino pi sottile, che inizia con lesaurirsi delluomo, prima ancora del medico, dellatteggiamento umano prima che professionale. Raffaello Mancini, Presidente dellOrdine Medici e Odontoiatri, spiega chi luomo medico, un uomo che certo deve possedere una solida base scientifica, ma che

Dov finiTo

di alEssaNDRa toNiZZo

MADAGASCAR
CALENDARIO EVENTI DI LUGLIO e AGOSTO:
Ogni SabatO di LugLiO e agOStO: Ogni dOMeniCa di LugLiO:

rimane pur sempre un uomo, lacerato da dubbi e paure. Ebbene, spiega Mancini, questuomo deve, nonostante tutto, sforzarsi di instaurare un legame con il paziente, che li identifichi come coppia, agendo con generosit e coraggio; altrimenti, si arriva alla prostituzione del medico alle nuove tecnologie, quando, prima delle macchine e della professione, deve esserci sempre luomo. Come gestire, allora, lo spaesamento e la paura che ci colgono quando il medico che ci cura sbaglia, umanamente e professionalmente? Lasciamo che i missionari siano altri spiega Marisa Tretti Clementoni, Presidente del Movimento

Keeper per un giorno

Progetto pipistrelli

Appuntamento pomeridiano per preparare gli arricchimenti per gli animali

Laboratori e giochi a tema per saperne di pi divertendosi

tutti i giOrni dall8 al 21 agOStO:

Campagne di conservazione

Laboratori e giochi per conoscere i diversi progetti sostenuti dal Parco

38 ettari di Collina Morenica 2000 animali 278 specie percorso Safari auto percorso Pedonale
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per i Diritti del Malato e lasciamo che il medico sia lunica cosa che deve essere: un professionista serio. In particolare il medico di base: irraggiungibilit, attivit meramente prescrittiva, mancanza di dialogo sono i problemi principali di questa figura, che causa danni molto gravi (delegittimazione, cure fai da te, inutili e costosi esami). Dovremmo fare meno gossip e pi informazione sanitaria, continua Tretti, a partire dalle scuole. E tornare ad una medicina narrativa. In fondo, un male che la figura del medico si sia ridimensionata? C un riequilibrio tra il medico e il paziente, afferma Don Maurizio Funazzi, direttore dellUfficio Diocesano per la Pastorale della Salute, il quale, oggi, soggetto attivo, lontano dalle logiche paternalistiche del passato. Un bene, dunque, anche se luomo medico sembra oggi una specie in via destinzione, dice Nicola Rizzardi, medico in formazione in Medicina Generale, tanto che la flessione dei giovani interessati al mestiere papabile, e alcuni settori restano vacanti (lo il 30% dei posti di chirurgia generale, in Italia). Tornare a parlare il linguaggio comune, vedere la morte come termine naturale della vita e non come fallimento della medicina , sviluppare empatia con il paziente: queste cose, secondo Rizzardi, costituiscono la differenza tra fare ed essere medico. E noi speriamo che il fatto di promuovere lalleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira larte medica, non resti solo il comma di un giuramento vecchio di secoli.
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il RilanCio Del museo

mille miGlia

Chiunque nel 2012 vincer la gara per la gestione della Mille Miglia dovr tenere conto di un obiettivo prioritario: la ricaduta dei vantaggi indotti su Brescia, poich n lattuale gestione di alessandro Casali n quella precedente della Marva di Costantino Franchi hanno saputo coinvolgere nei benefici la comunit locale.

di alEssaNDRo ChEula

adici locali poich la sede un convento benedettino dellanno 1008, motrici globali poich il marchio bresciano, insieme con Beretta, pi noto nel pianeta. Ecco perch la gestione della Mille Miglia storica torner il prossimo anno in mani bresciane. Che la gestione della corsa pi bella del mondo torni dal prossimo anno ai bresciani non ancora ovviamente una certezza, ma una probabilit quasi certa grazie alla coesistenza di condizioni che possono renderla possibile. Il museo presieduto da Vittorio Palazzani e guidato da Attilio Camozzi, infatti, forte del consenso di una quarantina di soci (cinquanta entro fine anno) e delle risorse conferite, pu seriamente candidarsi a riappropriarsi della gestione della storica kermesse. Lipotesi quanto mai verosimile. Per il semplice fatto che lAci, lente presieduto da Aldo Bonomi, non potr far mancare il proprio appoggio alliniziativa di Camozzi, non solo perch da sempre sostenitore della paternit bresciana della corsa ma anche perch si tratta di difendere la bandiera della pi illustre brescianit sportiva, valore cui lAutomobile Club interessato quanto e pi dello stesso museo.

RitoRNo al FutuRo Superata la fase sperimentale e pionieristica, listituzione museale forte di un bilancio risanato e senza debiti con oltre 30 milioni di euro di valore patrimoniale ha allargato la compagine dei soci. Segno della fiducia nellopera di rilancio perseguita con

determinazione negli ultimi anni e conferma della validit dei positivi risultati gestionali raggiunti. Un museo non statico ma dinamico, anzi interattivo e multimediale. In una parola, una realt in progress, in continuo evolversi e divenire. Unistituzione che ha ormai superato gli esami di maturit

Da sinistra, Attilio Camozzi, Giuseppe Ambrosi e Vittorio Palazzani.


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A CITT

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che per il 2011 sono positivi. Risultati che hanno visto il conseguimento degli obiettivi preventivati e dei traguardi prefissati. Tra questi lallestimento definitivo del percorso museale con il completamento di tutte le sue sezioni; larricchimento delle strategie comunicazionali e promozionali con ladozione di una strumentazione multimediale adeguata alla vivibilit interna e alla visibilit esterna di una istituzione museale; il risanamento del bilancio con ritorno allefficienza gestionale dal primo trimestre dellanno in corso e con ulteriori realistiche prospettive di miglioramento; lincremento dei visitatori che hanno raggiunto la considerevole dimensione di 65mila ospiti grazie anche allapporto delle scolaresche e al contributo delle visite guidate. A ci vanno aggiunti laumento delle sponsorizzazioni, quasi raddoppiate, e lallargamento delle attivit opzionali di supporto a quelle istituzionali, genericamente definite prestazione di servizi collaterali e complementari ma concretamente finalizzate alla organizzazione di eventi quali meeting, convention, congressi o convegni di aziende, associazioni e istituzioni. Tra le attivit collaterali, ma non per questo meno importanti per limmagine del museo, da menzionare la Taverna Mille Miglia, la cui migliorata ristorazione ha favorito, insieme a un apprezzabile apporto di qualit, un notevole afflusso di clientela. Infine, ultimo in ordine di tempo ma non di importanza, il rilancio dellimmagine nazionale e internazionale del Museo con ladesione a una rete europea (Inghilterra, Germania, Francia e Italia) di quattro prestigiose istituti museali dellautomobile. Un network che consentir al Museo Mille Miglia di Brescia insieme a Sinsheim, Beaulieu e Cit de lAutomobile di entrare in un percorso multinazionale di assoluto prestigio e di grande appeal. Ma non ancora tutto. Il progetto di prossima realizzazione, che nelle intenzioni della presidenza dovrebbe completare in modo definitivo la struttura ricettiva del museo, sar la nuova sede presidenziale e direzionale ricavata dalla ristrutturazione della casa dellabate contigua agli attuali uffici. Se lautomobile lemblema forse pi rappresentativo della storia dellindustria manifatturiera e del modello di sviluppo che per oltre un secolo ne scaturito, il museo dellauto luogo e simbolo della moderna cultura industriale, che della civilt moderna oggi parte integrante. Il Museo Mille Miglia di Brescia causa e insieme effetto di tale cultura imprenditoriale, uneccellenza di cui Brescia una delle riconosciute capitali europee con unindustria dellautomotive tra le pi apprezzate e competitive del pianeta. Da qui non solo lauspicabile saldatura ideale ma pure la possibile sinergia culturale tra passato sportivo e presente industriale, di cui il museo pu diventare crocevia privilegiato proprio per la specifica vocazione del contesto ambientale in cui opera. Passato E PREsENtE Ma nel caso di specie c un dato in pi che opportuno sottolineare. Una caratteristica particolare che fa di Brescia un caso forse esclusivo nel novero degli esistenti musei del vecchio Continente. Si tratta, per dirla in termini anglosassoni, della location, ossia della struttura che ospita il museo. Non unavveniristica geometria in vetrocemento o in alluminio ma un edificio carico di storia. Nella fattispecie un convento benedettino dellanno mille, per la precisione del 1008. Un luogo non solo di preghiera e meditazione ma anche di lavoro e produzione, come era e come tuttora nella grande tradizione della regola benedettina, mix di lavorismo e misticismo, di pragmatismo e ascetismo, di fede e di opere, di pensiero e di azione. tale irrepetibile miscela di tecnologia e storia, di tecnica industriale e cultura ambientale a fare del Museo Mille Miglia di Brescia un unicum anche nel panorama di analoghe istituzioni italiane ed europee. Chiunque entrando nelle austere mura o salendo le antiche scale dellabbazia pu rendersene conto. Ma appunto questa leredit che far sempre pi grande il museo, poich questa illustre matrice di antichit vissuta la cornice pi adatta a nutrire e ispirare una modernit evoluta.

OLIDARIET

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e la cui collaudata filosofia, in sintonia con lautomobile simbolo di progresso e sinonimo di innovazione, lha portata alla soglia di un nuovo salto di qualit. Una nuova stagione fondata sul ritorno allefficienza gestionale, con conseguente miglioramento reddituale e rafforzamento patrimoniale, sul rilancio dellimmagine, sul recupero del ruolo nazionale e del prestigio internazionale, sulla riconquista della fiducia della citt e dei cittadini bresciani con lingresso di nuovi soci. Fiducia e consenso destinati a crescere ulteriormente quando, nel prossimo 2012, lAssociazione Museo Mille Miglia, onlus di diritto privato senza scopo di lucro che appartiene al patrimonio collettivo di tutti i cittadini bresciani, parteciper allasta della Mille Miglia storica con la dichiarata intenzione di riportarla a Brescia. Pi soCi=Pi FiDuCia questo, in sintesi, lidentikit a luglio 2011 del Museo Mille Miglia. Il nuovo corso dellente museale bresciano pu dirsi, al compimento del settimo anno di vita e del terzo anno della gestione Camozzi-Palazzani, un obiettivo pienamente raggiunto e un fatto largamente acquisito. Una realt la cui evidente conferma data dalladesione di 7 nuovi soci nelle persone di altrettanti noti imprenditori, operatori e professionisti bresciani che portano complessivamente a 40 il numero dei componenti la compagine associativa, step significativo di un percorso che punta a 50 soci complessivi. Un ventaglio quanto mai rappresentativo della brescianit industriosa e laboriosa delle imprese e delle professioni. Vale a dire quelle forze produttive che, appunto perch tali, sono anche economicamente propulsive e socialmente progressive. Forze che trovano e troveranno nel Museo un centro di aggregazione e un momento di socializzazione. BEREtta E MillE Miglia DuE MaRChi MoNDiali Ma anche per un museo, sia pure dinamico e interattivo come Mille Miglia, i primati vanno sostenuti con i risultati,
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micizia e solidariet: un connubio che i bresciani vivono sempre con entusiasmo, e per questo li ringrazio. Oltre 500 persone hanno risposto al nostro appello per sostenere la cura e la ricerca, rivolte in particolare ai bambini ed alle loro famiglie, in materia di malattie croniche. Un successo auspicato che accogliamo con sincera gratitudine, e che ci sprona a continuare su questa strada con spirito di servizio e tanta energia. Cos Angelo Massimo Lambiase presidente Rotary Club Brescia Sud-Ovest Maclodio ha commentato ledizione 2011 dellormai tradizionale Festa dEstate, levento del Club bresciano che ha lobiettivo di raccogliere fondi a sostegno di varie realt associative locali, operanti nel sociale a diverso titolo e che si tenuta lo scorso giugno presso il Teatro Alberti di Desenzano del Garda. Un evento spiega Lambiase che diventato un appuntamento fisso per molti affezionati e per numerosi nuovi amici, capace di unire in un momento conviviale tutta la forza della solidariet nella realizzazione di qualcosa di buono e di vero per la societ in cui viviamo e operiamo. Un contributo prezioso, che permette al nostro Club di aiutare

Evento benefico del Rotary Brescia sud ovest Maclodio a favore dellassociazione laboratorio Clinico Pedagogico-Ricerca Biomedica, per la formazione nel campo delle malattie croniche.
fattivamente diverse realt sempre alla ricerca di opportunit di sviluppo per garantire servizi utili a tutta la nostra collettivit. La serata questanno era in favore anche dellAssociazione Laboratorio Clinico Pedagogico-Ricerca Biomedica Onlus alla quale il Club devolver lammontare dei contributi degli sponsor. LAssociazione e il Laboratorio si occupano di promuovere linformazione, la formazione e leducazione terapeutica nei bambini, nei giovani e negli adulti affetti da malattie croniche. Con i fondi raccolti nella scorsa edizione della Festa dEstate, nel 2010 lAssociazione Laboratorio Clinico Pedagogico-Ricerca Biomedica Onlus ha potuto sostenere la formazione presso lUniversit di Ginevra di unassistente sanitaria del Laboratorio che ha frequentato un corso sullEducazione terapeutica. stata, poi, stipulata con lUniversit Cattolica una convenzione per realizzare un progetto con lobiettivo di monitorare e migliorare il processo di conduzione dei colloqui di educazione terapeutica gi in atto presso il Laboratorio. Desidero ringraziare conclude Adriana Boldi, Presidente Associazione Laboratorio Clinico Pedagogico e Ricerca Biomedica il Presidente Lambiase e

sosTiene la RiCeRCa
tutti i soci del Rotary Brescia Sud Ovest Maclodio. Il benessere e la salute, le normali attivit quotidiane, gli stili di vita, il controllo della malattia cronica attraverso le cure sono beni troppo preziosi: bisogna perseguirli, riconquistarli e mantenerli pi a lungo possibile.

RoTaRY bResCia suD-ovesT

Angelo Massimo Lambiase, presidente Rotary Club Brescia Sud-ovest Maclodio


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AmBulATorio chirurgico - piccolA chirurgiA AuT. ASl n. 19/95

UI E L

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nUoVA SALA ConFErEnzE PEr LHotEL FIErA


Inaugurata la nuova sala convegni dellHotel Fiera di Brescia. Lalbergo adiacente al Casello di Brescia Oveste e al Polo Fieristico Brixia Expo stato inaugurato nel mese di giugno 2009 e si propone come punto di riferimento per le manifestazioni fieristiche del polo commerciale bresciano e per la presentazione di nuovi prodotti. Ora si arricchisce con una nuova sala con 300 posti a sedere, 100 posti auto coperti e 100 scoperti dedicata a conferenze, meeting aziendali, presentazioni di nuovi prodotti per limpresa, convegni, ecc.. Uno spazio dotato di tutti gli standard tecnologici: telecamere a circuito chiuso, 3 maxischermi, impianto in stereofonia con mixer ed un tavolo relatori al quale possono sedere fino a 12 oratori.

Test avanzati

Test intolleranze alimentari - stress ossidativi rischio cardiovascolare Telecardiometria

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Doppler del pene, piccoli interventi e terapie rivitalizzanti Incurvamento penieno, nuove frontiere terapeutiche Allungamento ed ingrossamento del pene Disfunzioni della sessualit

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Trattamento capillari con laser o mousse Laser depilazione corpo Laser trattamento couperose - macchie - angioma Radiofrequenza termage Laserterapia anticellulite

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viso, collo, decollte, mani

QUI & l
Art@ArEA, LAPErItIVo In ArtE DEL MErCoLED
Arteingenua, il progetto di mecenatismo nato nel 2007 di cui presidente Ferdinando Magnino, e Areadocks, il concept store di via Sangervasio, hanno inaugurato un progetto che, per tre mercoledi (15 e 29 giugno e 13 luglio), vedr lesposizione di istallazioni, sculture e oggetti darredo e la presenza degli artisti, critici e imprenditori chiamati a dialogare tra loro. Obiettivo offrire un nuovo modo di apprezzare e percepire larte: non solo pratica dellestro di pochi per pochi, ma creativit pronta ad entrare nelle case, a farsi concreto oggetto di desiderio, di arredo. Gli autori delle opere esposte sono Maurizio Biondi, Claudia Scarsella, Marcello Gobbi, Barbara De Ponti e Alberto Gianfreda.

a cura di RolaNDo

giaMBElli

Flebologia

Diagnostica morfologica Rivitalizzazione con vitamine - ialuronico con aminoacidi Pulizia viso con peeling chimici e meccanici Trattamenti multi-rivitalizzation con veicolazione e botomask Trattamenti ad effetto immediato con fillers non permanenti Laser trattamento couperose - macchie - angioma Tatoo semipermanenti Radiofrequenza termage

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Visite mediche per

Endocrinologia

Disturbi legati alla menopausa Irsutismo - trattamento acne Disfunzioni della tiroide Obesit

Protesi seno e correzioni Chirurgia delle calvizie Lipoaspirazione pneumatica Addominoplastica Minilifting viso Correzione naso e orecchie a sventola Allungamento e ingrossamento del pene Blefaroplastica (occhi) Piccoli interventi chirurgici ambulatoriali in anestesia locale

DISABILIt, trE AtLEtI BrESCIAnI AI gIoCHI DI AtEnE


Tre atleti della Polisportiva Bresciana No Frontiere parteciperanno ai Giochi Mondiali Special Olympics di Atene. Alberto Zemello (golfista), Federica Mondini (50 mt piani e lancio del vortex) e Paola Piatti (nuotatrice) si sono allenati per un anno intero per partecipare ai giochi di Atene e ripetere il successo di Sara Preti, che lanno scorso in Messico ha vinto due medaglie doro nel lancio del giavellotto e della staffetta 4x100. I tre si confronteranno con altri 7.500 atleti disabili provenienti da tutto il mondo. Lassessore provinciale allo Sport Fabio Mandelli e il presidente della Provincia Daniele Molgora hanno ricevuto gli atleti per esprimere loro i migliori auguri.

chirurgia plastica ed estetica

Dr. Davide Tonini

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Dir. San. Dr. Enrico Filippini

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l 27 maggio scorso abbiamo presentato la nuova societ Edizioni 12, nata dallunione del nostro mensile 12 Mesi con il sito di informazione quotidiana www.bsnews.it. Lincontro, che si svolto presso lAntica Trattoria Valle Bresciana, stato anche loccasione per festeggiare il secondo compleanno di 12 Mesi. Abbiamo scelto alcune foto ricordo della festa. Impossibile per riportare tutti i partecipanti (oltre 400!), ai quali rivolgiamo il nostro pi vivo ringraziamento. Un grazie di cuore a tutti i nostri lettori che ci hanno consentito di raggiungere questi risultati.

eDiZioni 12

nasCe

Da sinistra, Giorgio Costa, presidente di Edizioni 12, Francesco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia, Narcisa Brassesco Pace, prefetto di Brescia e Adriano Paroli, sindaco di Brescia.

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Da sinistra, Francesco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia e Giorgio Costa, presidente di Edizioni 12.

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ElettroLeader
Progettazione ed installazione impianti elettrici e di automazione, impianti di sicurezza ed impianti fotovoltaici

PPUNTAMENTI

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Dal 1987, la nostra societ opera nel campo della fornitura e messa in opera di impianti elettrici civili ed industriali ed automazione aperture civili ed industriali. In continuo aggiornamento, oggi siamo pronti ad offrire alla nostra clientela anche il ramo Fotovoltaico, con la seriet tecnica e commerciale che ci viene riconosciuta da sempre. Se volete realizzare un impianto fotovoltaico contattateci liberamente, saremo lieti di consigliarVi al meglio e di chiarire i Vostri dubbi.

la musiCa aiuTa
il 17 luglio, il Coco Beach di lonato ospiter il top italian Djs for children, levento organizzato a sostegno del progetto di assistenza domiciliare dellassociazione Bambino Emopatico.
Oncoematologia pediatrica e nel Centro trapianti midollo osseo dellOspedale Civile di Brescia spiega Luciana Corapi, presidente e una delle socie fondatrici dellAssociazione . Pur essendo in molti casi indispensabile il ricovero in ospedale spesso un trauma importante per i bambini e le loro famiglie. Per questo motivo vogliamo organizzare unassistenza extraospedaliera svolta da medici e infermieri, per tutte quelle azioni come la pulizia dei cateteri, con cui spesso vengono somministrati i farmaci, le trasfusioni, le verifiche sullandamento della crescita, che possono essere effettuate anche a casa senza necessariamente ricorrere a un ricovero in ospedadi liBERo RosElliNi

i bambini malaTi
le. Insomma unassistenza domiciliare che sappia mediare tra le necessarie cure mediche e il benessere psicofisico di bambini e genitori. Un supporto che sar reso possibile grazie anche alla collaborazione dellAssociazione Nazionale Tumori (Ant), che affiancher lAbe nel progetto mettendo a disposizione le proprie strutture e i propri medici nelle 28 province in cui presente. Questo nuovo progetto dellAbe segue quello dello scorso anno in cui la collaborazione con i Dj e il Coco Beach era finalizzata a raccogliere fondi per aiutare le famiglie dei bambini che da altre citt dovevano trasferirsi a Brescia per accompagnare i figli in cura allOspe-

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ortare lospedale a casa dei piccoli pazienti. Questo il progetto che lAssociazione Bambino Emopatico (Abe) di Brescia ha in mente di realizzare grazie alla collaborazione, alla generosit e alla sensibilit di tutti, Dj compresi. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il 17 luglio il Coco Beach di Lonato ospiter il Top Italian Djs for children levento organizzato da Alberto Gobbi Events per raccogliere fondi da destinare al progetto. Lidea nata vivendo quotidianamente a fianco dei bambini curati nel reparto di

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cretamente la nostra Associazione. A promuovere questo nuovo evento stanno collaborando gli staff di tutti i locali di Brescia e non solo; e chi acquista i biglietti di ingresso in prevendita a 15 euro avr diritto anche ad una compilation con la musica dei Dj coinvolti nellevento. Top Italian Djs for children un party in spiaggia in cui ci tengono a sottolineare al Coco Beach mentre ci si diverte ballando alla musica dei migliori dj nazionali, come Cristian Marchi o Nari & Milani, si pu anche fare solida-

una sosta dal fascino particolare...


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dale Civile. Accade spesso racconta la presidente dellAbe che i piccoli pazienti dopo il trapianto di midollo osseo o particolari terapie, possano lasciare lospedale ma devono rimanere vicini al reparto per continuare a fare terapie e controlli. Per chi abita in citt o nellhinterland questo non rappresenta un problema, ma per i molti bambini che arrivano al Civile da tutta Italia e dallestero le cose si complicano, soprattutto se le famiglie, oltre alle spese dei viaggi, devono far fronte anche a quelle di un alloggio.

Oltre 35mila gli euro raccolti, oltre 4mila le persone coinvolte che hanno ballato per tutta la notte su una delle pi belle spiagge del Garda. Lesperienza dello scorso anno stata importante sia per i risultati ottenuti, sia perch siamo riusciti ad avvicinarci al mondo giovanile; quello delle discoteche, dei Dj aggiunge Corapi . Abbiamo vissuto unesperienza di grande solidariet con tanti professionisti della musica che hanno dato il loro tempo e la loro disponibilit con lunico obiettivo di supportare conMESI 12luglio-agosto 2011

riet. La night-life pu anche essere un veicolo di positivit e i dj, grandi stelle della notte, possono essere un modello di comportamento positivo. A differenza di quello che pensa chi di solito non balla e non frequenta le discoteche, le grandi star internazionali della console come Bob Sinclar, Tiesto, Martin Solveig e i loro colleghi italiani al mixer bevono solo acqua e hanno uno stile di vita molto vicino a quello di un atleta. Insomma uninedita ma utile collaborazione tra due mondi che di certo hanno

poco in comune, ma che si sono incontrati per fare beneficenza ottenendo dei risultati di tutto rispetto. Laugurio che la serata di musica e di ballo, in programma domenica 17 luglio sulla spiaggia del Coco Beach di Lonato, possa consentire allAssociazione Bambino Ematico di iniziare il proprio progetto nel modo migliore: perch portare una parte di ospedale nelle case dei piccoli pazienti, proprio una gran bella idea. Ma lAssociazione non si ferma ed gi in fase organizzativa la quinta edizione della regata della solidariet Childrenwincup in collaborazione con il circolo velico di Gargnano. Anche questo evento diventato ormai una tradizione, due giorni di festa con i piccoli malati che faranno parte degli equipaggi e che saranno ospitati con le loro famiglie dagli albergatori della Riviera dei Limoni. E poi ancora, a novembre, alla Casa S. Filippo, una grande festa per ricordare i trentanni di attivit dellAssociazione. Ne abbiamo fatta tanta di strada da quando dovevamo ricorrere allospedale pediatrico Gaslini di Genova per avere i risultati degli esami dei nostri figli conclude la presidente di Abe . Abbiamo anche attraversato periodi difficili, ma oggi enorme la soddisfazione di vedere che sette su dieci dei nostri malati si salvano e tornano a vivere una vita normale.

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staccare manualmente le lendini eventualmente rimaste. Per facilitare questo compito pu essere utile bagnare i capelli con acqua e aceto e aiutarsi con il pettine (passandolo nei capelli per almeno 30 minuti). D// Recentemente, a causa di vari disturbi intestinali, ho eseguito un test sullintolleranza alimentare risultando intollerante a numerosi cibi. Le chiedo se dovr eliminarli completamente e, in caso positivo, per quanto tempo. Lara R// Cara Lara, una volta individuati gli alimenti sospetti, attraverso dei validi test oggi eseguibili in farmacia grazie alle innovative metodiche sul dna, il trattamento si baser sullimpostazione di un programma dietetico appropriato, che prevede lesclusione o la rotazione dei cibi responsabili del disagio percepito. L obiettivo principale quello di raggiungere il recupero della tolleranza nei confronti degli alimenti verso cui si osservata lipersensibilit. La dieta di esclusione consiste nelleliminare i cibi mal tollerati per un periodo di circa 2 o 3 settimane. Se dopo questo periodo i sintomi non scompaiono, la dieta di eliminazione continua a vita, perch significa che si tratta di allergia alimentare. Altrimenti, se si nota un miglioramento, si passa poi alla reintroduzione dei singoli cibi sospetti in quantit ridotte e aumentate gradualmente fino a raggiungere la dose normale. Le diete di rotazione, invece, richiedono un impegno pi articolato e prevedono periodi di alimentazione libera e lallontanamento a cicli dei cibi interessati con lobiettivo di recuperare, nel tempo la tolleranza. In ogni caso, per evitare scompensi nutrizionali gravi, fondamentale rivolgersi a un medico o ad un farmacista esperto.

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a cura di ENRiCo FiliPPiNi

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e benesseRe

l 21 maggio scorso, sono stato invitato ad esporre un lavoro scientifico a Roma, in una due giorni patrocinata, oltre che dal comune della capitale, anche dal ministero della Salute e dalla Regione Lazio, dedicata ad un tema molto attuale, e cio la nutrizione e il benessere nel nuovo millennio. Sono stato chiamato in veste di docente dellAccademia internazionale di nutrizione clinica e, mai come questa volta, mi sono reso conto di quanti ambiti scientifici, quante specialit, quanta tecnologia ruoti intorno a quel nucleo ancora per molti aspetti sconosciuto, che quello della nutrizione umana. Il congresso stato, infatti, un appuntamento importante di aggiornamento nel settore della nutrizione e punto di arrivo di un anno di ricerche e studi di cui si sono fatti portavoce docenti, studiosi e tecnici di numerose discipline che in diversi modi si sono confrontati con questo tema centrale. Ruolo primario stato dato al rapporto tra lindividuo e lambiente, tra le predisposizioni genetiche individuali e i fattori scatenanti ambientali e alimentari che attivano tali predisposizioni, tra un corretto stile di vita e linsorgenza di problematiche mediche rilevanti. Il programma scientifico, molto ricco ed articolato, stato svolto con questa
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particolare chiave di lettura: comunicazioni e punti di riflessione sulla complessit e poliedricit del mondo della nutrizione nel tentativo di fare il punto della situazione sulle conoscenze attuali e che per rappresentino un altrettanto punto di partenza per il lavoro e lapprofondimento nel prossimo futuro. Impossibile elencare tutti gli argomenti trattati, ma posso dire che il congresso alla fine mi sembrato essersi sviluppato intorno a tre grandi temi centrali, e cio: a) tutte le tematiche riguardanti le reazioni avverse agli alimenti, con relazioni che hanno approfondito argomenti come le intolleranze alimentari, allergie e stress, reazioni avverse alimentari e comorbilit ginecologiche, lepigenetica delle malattie allergiche, per passare infine, con il professor Keith Grimaldi, alle nuove frontiere della nutri genetica e dei test genetici in funzione della nutrizione; b) unapprofondita focalizzazione sulle ultime evidenze in gastroenterologia; serotonina, melatonina e sistema gastrointestinale, le micosi, le ultime novit riguardo la celiachia, e soprattutto la grande importanza dei probiotici nel campo delle immunit. Lintestino visto come la pi importante zona di confine e scambio tra

noi e lambiente che ci circonda, con la necessaria funzione quindi di distinguere ed eliminare ci che pu essere dannoso da quello che necessario per il benessere; intestino come importante luogo di sintesi dei nostri anticorpi, delle vitamine, ma che pu trattenere per anni anche sostanze tossiche, pericolose, e che quindi necessita di accurata detersione. c) alimentazione e benessere stata, a sua volta, una sessione molto interessante e variegata; si parlato di argomenti molto impegnativi, come la chemio prevenzione alimentare, ma anche delle preparazioni amino acidiche per il rimodellamento della silhouette corporea e dellinvecchiamento cutaneo, della nutrizione. Per quello che mi riguarda, oltre che ripercorrere la storia, le differenze e le sinergie tra le diverse terapie dimagranti pi pubblicate sulle riviste scientifiche internazionali (omettendo, anche se alcune molto famose, tutte quelle scandalosamente inconsistenti perch prive di una minima verifica scientifica), ho affrontato un capitolo che desta e dester sempre pi un particolare interesse presso le comunit economiche e scientifiche e cio il rapporto tra ambiente e nutrizione. Nel prossimo numero ve ne dar una breve sintesi.

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Regia: Tom Hooper Cast: Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce Genere: storico Durata: 111 minuti Produzione: Gran Bretagna, Australia 2010 Uscita nelle sale: 28 gennaio 2011 A noleggio: 4 maggio 2011 In vendita: 11 maggio 2011 Trama: Dopo la morte di suo padre, Re Giorgio V, e labdicazione di suo fratello Re Eduardo VIII, il Duca di York Bertie, che soffre di una grave forma di balbuzie, si trova ad essere incoronato Re Giorgio VI dInghilterra. Con il paese sullorlo della II Guerra Mondiale e bisognoso di un leader, Elisabetta, la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con leccentrico logopedista Lionel Logue. Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile.

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a cura di EliZaBEth BERtoli

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Regia: Steven Antin Cast: Christina Aguilera, Cher, Kristen Bell, Stanley Tucci, Eric Dane, Cam Gigandet, Alan Cumming Genere: musicale Durata: 116 minuti Produzione: Australia 2010 Uscita nelle sale: 11 febbraio 2011 A noleggio: 25 maggio, 2011 In vendita: 8 giugno 2011 Trama: Ali una ragazza di provincia che abbandona la sua citt natale per cercare fortuna a Los Angeles. Trova lavoro come cameriera al Burlesque Lounge, un teatro di variet gestito da Tess, cantante e creatrice dei numeri di danza con cui riempie il suo locale ogni sera tra mille difficolt economiche. Il sogno di Ali di potersi esibire sul palcoscenico, e grazie al licenziamento della prima ballerina potr finalmente conquistare la scena.

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Erica, 31 anni, impiegata: Un Colin Firth dalla spaventosa bravura che rende il film un vero capolavoro. Consiglio di vederlo in inglese!. giovanni, 36 anni, pittore: Un film di alto livello, interpretazione straordinaria di tutti gli attori. luca, 42 anni, grafico: Una storia molto interessante, lattore principale ha colto tutte le sfumature del personaggio. Valeria, 23 anni, studentessa: Mi piaciuto molto, non conoscevo la storia e lho trovata interessante. Carlo, 29 anni, traduttore: Lho iniziato a guardare con qualche dubbio ma mi sono ricreduto, ben fatto e mi ha preso fino alla fine. antonia, 49 anni, insegnante: Carino e interessante, magari non mi sembra che meriti tutti gli Oscar che ha vinto. Paolo, 25 anni, operaio: Gli attori sono bravissimi, stata una sorpresa, mi aspettavo qualcosa di noioso. gianluca, 34 anni, edicolante: Mai dormito cos bene sul mio divano! una lentezza mortale questo film!. alessandra, 43 anni, commerciante: Non capisco dove sia il capolavoro di cui tutti parlavano, piatto e banale.

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angela, 38 anni, estetista: Carino, mi ha ricordato un po Chicago, la voce della Aguilera favolosa. Carla, 41 anni, impiegata: La storia un po banalotta ma le canzoni sono molto belle. giacomo, 44 anni, avvocato: Divertente e sensuale; le musiche sono ben fatte e anche i costumi. Francesca, 21 anni, studentessa: Non male, gradevole e le canzoni sono coinvolgenti, si guarda fino alla fine senza annoiarsi. andrea, 32 anni, impiegato: Orrendo, un filmetto per adolescenti senza capo n coda, non ne potevo pi di sentire la Aguilera starnazzare. annamaria, 27 anni, infermiera: Mamma che brutto, di una banalit tremenda. ludovico, 53 anni, meccanico: Mi sembrato un po scontato, Cher sembra una mummia. stefano, 47 anni, fornaio: La storia era banale, si sa gi dallinizio come va a finire, non ne vale la pena. Edoardo, 35 anni, commercialista: Tempo sprecato, la storia scontata, si salva solo la parte musicale ma il resto lo boccio. Martina, 39 anni, barista: La brutta copia di Moulin Rouge, non mi aspettavo molto ma nemmeno di vedere un film cos scarso.
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SUCCESSO

//24.maggio zapatero: no a elezioni anticipate. Dopo la sconfitta storica subta dal Partido Popular di Mariano Rajoy, il Psoe al lavoro per designare il successore di Jos Luis Zapatero per le elezioni del 2012.

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La Danimarca apre la guerra del Polo Nord. Sotto i ghiacci artici si celerebbe il 25% delle riserve mondiali di idrocarburi. Per Copenhagen la zona sua. Ma Usa, Russia, Canada e Norvegia ne reclamano a loro volta il possesso. Nel 2014 una commissione dellOnu vaglier le richieste avanzate da ciascun paese.

Cresce lallarme in tutta Europa per il batterio killer. LEscherichia coli scoperto in Germania avrebbe gi causato dieci morti e un migliaio di contagi. Incerta la causa dellepidemia.

successo...
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ITALIA

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Arabia Saudita, Riad, protesta delle donne al volante. La protesta contro la legge che vieta alle donne di guidare continuer finch non sar riconosciuto questo diritto, che lArabia lunico paese al mondo a negare. Nessun arresto, solo multe.

successo...

MONDO

//26.giugno Nozze gay, s a New York. E la svolta scuote lItalia. Decisione storica del Parlamento dello Stato di NY, a maggioranza repubblicana, nel giorno di cortei in varie citt. Milano ora studia un registro per le unioni di fatto. Larcivescovo della Grande Mela: Preoccupati.

//21.giugno Ballottaggi: Milano e Napoli, valanga sul Pdl. Pisapia e De Magistris le due sfide simbolo. Il centrosinistra si aggiudica nove capoluoghi su 13 e 4 Province su 6. Berlusconi e Bossi: sconfitti, ma andiamo avanti. 4,8 milioni di italiani hanno una seconda o terza attivit. Secondo i calcoli dellIstat, i lavori plurimi sarebbero molto diffusi in particolare tra i giovani nei settori di servizi, commercio e turismo e anche in agricoltura. Altro che fannulloni. C un popolo di super-lavoratori costretto forse dalla crisi economica a destreggiarsi tra pi attivit per sbarcare il lunario. //26.giugno

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Morta Bonner, una vita per la libert. Yelena Bonner, morta a Boston allet di 88 anni, stata per decenni una delle figure principali della lotta per i diritti delluomo in Unione sovietica, da sola e al fianco di suo marito Andrei Sakharov, fisico nucleare e premio Nobel per la Pace nel 75.

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//20.giugno

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//8.novembre //18.giugno

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Arrestato il boia di Srebrenica. Ratko Mladic (69 anni), in fuga da 16 anni, era il capo militare dei serbi di Bosnia, accusato di genocidio e crimini contro lumanit per le sue responsabilit nel lungo assedio di Sarajevo (oltre 12mila morti) e durante la guerra di Bosnia.

//26.maggio Obama e Cameron: al G8 piano comune per il Nordafrica. Stati Uniti e Gran Bretagna presentano un piano per la primavera araba e si impegnano a premere lacceleratore sulla Libia perch Muammar Gheddafi se ne deve andare.

//30.maggio Yemen sullorlo della guerra civile. Alle pacifiche proteste popolari contro il regime del presidente Saleh, 68 anni, al potere da 33, si sommano le rivolte di alcuni potenti capi trib, le defezioni di parte dellesercito e gli attacchi di Al Qaeda.

20 11

20 11

//27.maggio

Istat, pi italiani grazie agli stranieri. Gli italiani sono sempre di pi (60.626.442), con un incremento nel 2010 di 286.114 persone (+0,5%), dovuto per esclusivamente alle migrazioni dallestero. Il numero delle nascite calato di 7mila bimbi in un anno. Iscritte allanagrafe 458.856 persone provenienti dallestero.

//25.aprile

//16.maggio Referendum. Quorum raggiunto e una valanga di s (con percentuali del 95% in tutta Italia ed anche nel Bresciano) per i quattro referendum su acqua (due quesiti), energia nucleare e legittimo impedimento. Gli italiani hanno risposto in oltre 26,8 milioni di votanti, pari a circa il 57%. la prima volta che accade dopo 16 anni.

//21.giugno

Rifugiati, un dramma per circa 44 milioni di persone, costrette alla fuga negli ultimi 15 anni, secondo il rapporto Unhcr. Lalto commissario Onu: lItalia ne ha meno che altrove nellUe, xenofobia ingiustificata. Sono i Paesi in via di sviluppo ad accogliere di pi i profughi.

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//23.maggio

//30.maggio

//24.maggio Un italiano su 4 a rischio povert. Secondo il rapporto Istat per il 2010, la nostra economia retrocessa di 10 anni. La crisi colpisce soprattutto giovani e donne. Eroso il risparmio delle famiglie.

SUCCESSO

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//27.maggio Gli industriali: 10 anni buttati. Durissimo attacco della presidente Marcegaglia dallassise di Confindustria. Ultimatum al Governo: subito infrastrutture e riforme. Per il ministro Paolo Romani, invece, negli ultimi dieci anni siamo cresciuti.

Evasione, 23 miliardi: dati choc dalla Finanza. Redditi non dichiarati per 23 miliardi di euro, Iva evasa per 5,5 miliardi, oltre 5.000 persone denunciate per gravi reati fiscali, 108 arresti. Questi i risultati della lotta allevasione condotta dalle Fiamme Gialle nei primi cinque mesi del 2011.

//31.maggio

//27.giugno No Tav, battaglia in val di Susa. Allalba il blitz delle forze dellordine nellarea che ospiter il primo dei cantieri dellalta velocit. Le ruspe scortate dagli agenti che si sono fatti strada con i lacrimogeni. Qualche tentativo di opposizione, poi manifestanti in fuga. Oltre 90 feriti. Fondi Ue ancora a rischio.

MESI 12luglio-agosto 2011

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SUCCESSO

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Nuovi treni Brescia-Edolo. Presentato il primo degli otto convogli che entrano in servizio entro fine luglio. Costo delloperazione: 25 milioni di euro, di cui 22 dalla Regione e 3 dalla Provincia di Brescia. //22.giugno

20 11

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La protesta delle biciclette. Dopo il bike mob, la volta dei comitati contro lordinanza Rolfi per chiedere un nuovo ordine urbano. 200 in corteo per le vie del centro storico: Punite i ciclisti e non le auto pi inquinanti. Intanto lUe approva il piano trasporti su due ruote.

20 11
MESI 12luglio-agosto 2011

//20.giugno Federalismo, meno risorse per 69 Comuni del Bresciano. Secondo i dati Ifel, Sirmione e Toscolano gli unici municipi col segno pi. In citt 5,7 milioni in meno. Complessivamente, nei 71 comuni si parla di oltre 22,3 milioni di euro in meno.

20 11

//14.giugno

//28.maggio La strage 37 anni dopo. Migliaia in Piazza Loggia, nel giorno del dolore e della memoria. Una verit ancora negata. Il presidente Napolitano Serve uno sforzo per far luce sulle responsabilit. Gli studenti Non vogliamo essere costretti a non guardare.

//23.maggio

Allarme Confesercenti: i piccoli paesi restano senza botteghe. Marmentino ha abbassato lultima saracinesca, ma la desertificazione commerciale coinvolge Pertica Alta, Losine, Brione, Magasa, Paisco Loveno, Valvestino e Irma. Famiglie costrette a fare chilometri per acquistare pane e giornale.

//22.giugno Brescia diventa patrimonio dellumanit. Il riconoscimento dellUnesco, rilasciato a Parigi. Il complesso di Santa Giulia - San Salvatore, importante testimonianza longobarda in Italia, stato ritenuto meritevole di diventare un bene mondiale protetto.

successo...

BRESCIA
20 11

//26.giugno

//26.giugno

San Martino, bagno di folla per la rievocazione del 150. La rievocazione della sanguinosa battaglia di Solferino e San Martino, un evento chiave del Risorgimento, stata seguita da moltissime persone anche a Desenzano, grazie al maxi schermo montato dal Comune in piazza Malvezzi.

Francesco Renga ha offerto uno show ai suoi oltre 1.300 fans nellinsolita cornice della cave di marmo di Botticino. La singolare location, che pu essere raggiunta solo a piedi o in navetta, lanno scorso ha ospitato i Nomadi ed Elio.
20 11

//21.giugno

Loggia, la Giunta vara laddizionale Irpef. La tassa stata introdotta per il 2011 e il 2012, per fare fronte al pagamento delle spese di manutenzione del metrobus. Laliquota sar dello 0,20% per ogni anno.

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