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Alessio Merigo Franco Piavoli Valerio Prignachi Silvia Razzi

StRaDE E quaRtIERI

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le reti d’impresa

3 DODICI MESI // settembre 2011

IN QUESTO NUmerO

Editoriale I costi della politica Prodotto & mercato Valerio Prignachi: Programmare la mobilità guardando al futuro Silvia Razzi: Eliminare gli sprechi e valorizzare l’esistente Alessio Merigo: Un manager con la passione per la scrittura Franco Piavoli: Un artigiano del cinema dei sensi Santa Giulia: Unesco, una vittoria che viene da lontano Strategia d’impresa Lavoro Bacheca Le reti d’impresa: Incontrarsi e non dirsi addio Le banche del tempo

7 9 11 12 15 19 23 26 35 37 39 41 49

55 Strade e quartieri: Villaggio Violino e Villaggio Badia 59 Hinterland: Flero e San Zeno Naviglio 68 Viaggio in Provincia. Bassa bresciana/Ovest: Palazzolo S/O, Chiari, Castelcovati, Orzinuovi 91 Tu e il fisco 93 Politica e società 94 Pelo e contropelo 96 Brainstorm 99 Matti da “slegare” 107 BSNews.it/Il sondaggio: Escort, trappola per inesperti? 111 Brescia capitale del cricket 116 Il viaggio slow nella bassa Valle Sabbia 119 Qui & là 122 Gentile Farmacista 124 Specchio delle mie brame 127 Videoteca 128 È successo

Mensile di attualità, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Settembre 2011 Anno III - Numero 8 Rivista mensile - € 1,20 Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile Giorgio Costa direzione@edizioni12.it Coordinamento Donatella Carè donatella.care@dodicimesi.com Hanno collaborato Alice Aimo, Eva Alessandri, Giovanni Altuni, Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Fiorenzo Bandirali, Luce Bellori, Livio Benassi, Esterino Benatti, Elizabeth Bertoli, Silvio Bettini, Paoloemilio Bonzio, Donatella Carè, Alessandra Cascio, Lodovico Cherubini, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Enrico Filippini, Bruno Forza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Viola Ladi, Lucrezia Lombardi, Ferdinando Magnino, Sergio Masini, Enrico Mattinzoli, Cristina Minini, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Libero Rosellini, Federico Rossi, Massimo Rossi, Emanuele Salvi, Salvatore Scandurra, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Silvia Valentini.
Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

DODICI MESI

MESI

Editore Edizioni 12 Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia Registrazione Tribunale di Brescia n. 52 del 24/11/2008 Impaginazione Sale’s Solutions Srl Fotografie Archivio Sale’s Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini Stampa Tiber Spa - Brescia Pubblicità Sale’s Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 - 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it

MESI 12settembre 2011

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la banca americana Lehman Brothers ha annunciato il fallimento per oltre 600 miliardi di dollari. Nell’89. Anche quest’anno. dobbiamo convincerci che dovremo comunque cambiare lo stile di vita a cui siamo abituati per adottarne uno più sobrio. anziché uno. In Cina sono trecento milioni i molto ricchi sui quasi due miliardi di abitanti di quel paese. Oggi i ricchi. e quindi la ricchezza viene divisa fra due miliardi di persone. era ricco o benestante. mentre probabilmente nei prossimi vent’anni la ricchezza totale del mondo sarà divisa fra tre miliardi di abitanti e non più fra due.E L’estate sta finendo DITORIALE 7 estate sta finendo e un anno se ne va”. sul finire dell’estate. fonte di serenità. La vera differenza rispetto a vent’anni fa è che allora erano i muri fisici a dividere i ricchi dai poveri. un miliardo di persone. impalpabili. Le ricette per non cadere nel baratro dell’ingiustizia sociale. il 13 settembre 2008. cento milioni i ricchi in India. emozionati ed entusiasti. a luglio del ’97. l’11 settembre 2001 vedemmo in diretta tv le immagini del crollo delle Torri gemelle di New York. non sono poi molte e ne parleremo nei prossimi numeri. Anzi. le multinazionali e gli speculatori. sul cui ciglio stiamo camminando. Più di recente. se non addi- “L’ rittura sotto la soglia di sopravvivenza. Ma siamo ancora a due miliardi di abitanti da una parte (quelli ricchi) e quattro dall’altra (quelli poveri). le caste. i benestanti. dalla torretta di un carro armato sulla piazza rossa di Mosca. annunciava la riuscita del rapido e incruento colpo di stato che pose fine alla guerra fredda e riportò (in buona parte) la libertà a quasi 300 milioni di persone. si stanno profilando eventi che purtroppo non possiamo e non dobbiamo considerare meno epocali e traumatici di quelli ricordati. sempre d’estate. Il che significa per il mondo occidentale un’ulteriore riduzione della ricchezza media. Ma la giustizia sociale e la pace civile sono rese sempre più difficili dalle oligarchie. plaudemmo al rubicondo Boris Eltsin che. Giorgio Costa MESI 12settembre 2011 . Era l’85 quando il tormentone dei Righeira trapassava le nostre orecchie. Forse non sarà necessariamente un sacrificio. nell’agosto del ’91. nel novembre dell’89. poverissimi. Ma. anonimi. Passarono altri due anni e. al di là delle ricette. Ancora qualche anno e. a cui vanno aggiunti i tanti “tycoon” russi e arabi e degli altri paesi emergenti. e comunque chi non soffre di fame. digitali. quattro anni dopo. e alla fame. con le conseguenze che ben conosciamo. Qualche anno dopo. con molto meno rumore (ma non per questo meno epocale) Hong Kong tornò alla Cina dopo un secolo di controllo inglese. il cosiddetto mondo occidentale (Europa e America del nord). mentre oggi i muri sono virtuali. la caduta del muro di Berlino ci stupì come avrebbe potuto fare solo l’annuncio di uno sbarco di alieni. perché no. ma potrà essere appagante e. i restanti cinque miliardi di abitanti del pianeta erano poveri. sono quasi un miliardo in più.

MIA MAMMA FA LA SPESA PER LA CASA E IO PER LA SCUOLA. .

E allora. e senza di loro la situazione politica e culturale. Questo non passa dal disertare le urne. perché qualcuno voterebbe comunque e basterebbe per lasciare intatta la “casta”. in comune. E allora va da sé che anche il ritornello dell’estate 2011 finirà dimenticato come quello di ogni anno. perché le riforme si decidono altrove. si aspettano che chi solleva il problema si sforzi anche di trovare una soluzione. si affretterebbero a confezionare proposte di legge bellissime. Eppure. vanno rese note anche quelle relative al suo mandato elettorale: quali proposte ha presentato e su cosa.O di ANtONIO PANIGALLI PINIONI 9 deLLa poLitica i costi i n Italia il tema dei costi della politica viene sepolto e resuscitato a seconda dell’aria che tira. MESI 12settembre 2011 . dato che a dover risolvere il problema sono proprio quelli che l’hanno creato. in regione. come ha votato sui vari provvedimenti (ha difeso la scuola pubblica o votato agevolazioni per quella privata?). non c’è che da iniziare a fare pulizia: semplicemente con un po’ di buon senso si potrebbero già fare miracoli. ma nessun partito dell’uno come dell’altro polo l’ha mai degnata di attenzione. dunque. il patrimonio immo- biliare e non. Come del resto i media. Accanto a queste informazioni che fotografano l’identikit dell’eletto. nel tempo. cosa rimane? Una soluzione semplicissima è a portata di mano ed è praticamente a costo zero (che di questi tempi non è poca cosa): l’anagrafe pubblica degli eletti. e tutti gli altri. I cittadini. Si tratta di questo: per ogni eletto deve essere pubblicato su web il curriculum. Non è l’unico passo da fare. Si tratta di un processo lento. Si sente dire che il vento è cambiato: qui non importa se è cambiato davvero. che tanto finirebbe in un cassetto. una nuova classe dirigente. non si tratta di scendere ancora in piazza con slogan antisistema. come talora si invita a fare. ed è lì che bisogna intervenire. ma consentirebbe ai cittadini di agire. Secondo Paola Caporossi. il movimento delle donne. ma se i cittadini possono approfittarne per fare davvero qualcosa. però. di nomine nelle partecipate. Il punto non è secondario: se questi dati fossero pubblici. generando. se solo si volesse. E se i cittadini non possono fare le leggi. I radicali la propongono da anni. sarebbe sicuramente meno articolata. Il punto è proprio qui: quelli che possono non vogliono. ma poi tutto riprenderebbe come prima. Il che non è un dettaglio di poco conto. Ma bisogna essere realisti: i movimenti non bastano. sono espressioni genuine di partecipazione. che va ad incidere su una cultura politica e civica deformata da decenni di opacità. che si tratti di province. i cittadini saprebbero farne buon uso al momento del voto. in Italia. possono cambiare le persone chiamate a farle: i rappresentanti in parlamento. della volontà di non rassegnarsi. Né servirebbe raccogliere le firme per una proposta di legge popolare. né di costringere i media ad occuparsene per qualche giorno. Il popolo viola. ma sicuramente uno dei primi possibili. Praticamente irrisolvibile. le eventuali partecipazioni societarie e gli incarichi amministrativi. senza più ridursi alla mera protesta. di doppi incarichi. Quale sarebbe il risultato? Che i politici si esibirebbero per un po’ in dichiarazioni tuonanti. giovane e nota ricercatrice e analista di temi politici e sociali.

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ma anche ad un incremento esponenziale nel servizio al debito stesso. Che fantastica impresa! A parte la patetica scenetta sulla tanto decantata stretta sui Suv. ma tanto per tornare in casa nostra: il nostro ministro Tremonti.056 266 Portogallo BBB- non si fanno perché non ci sono i soldi. come ormai noto a tutti. quali altri paesi ne saranno coinvolti? Quanto è netta la spaccatura tra paesi forti e paesi deboli e debolissimi nell’area dell’euro? Chi si trova a metà del guado come noi e gli spagnoli che fine farà? Verrà risucchiata verso il basso o riuscirà ad innalzarsi con i virtuosi? Che sarà dell’euro? La partita la gioca chi governa. tanto per fare un esempio di politica oculata. va bene che a scuola non si fanno le fotocopie per motivi analoghi. ma potrebbero diventare presto addirittura 136. il debito pubblico che galoppa e via di questo passo. numeri a parte. ecc. le banche che non finanziano. ogni punto percentuale di aumento dei tassi costa a tutti noi oltre 21 miliardi l’anno. ma sembra che tutta Italia tramite la rete se lo stia chiedendo. va da sé che nel 2012 la Grecia sarà costretta a chiedere un altro pacchetto di aiuti. ora si è provveduto. è riuscito in una notte a far approvare da un parlamento che si autodefinisce “eroico” la manovra finanziaria. ecc. Però. abbiamo ben 110 provincie. esempio virtuoso di attività finanziaria priva di rischio. tanto per fare un esempio. il problema vero consiste nell’auto avverarsi delle profezie. che costano 14 miliardi di euro l’anno. garantendo sì un posto di lavoro a 61.119 miliardi di euro di cui 570 scadranno entro la fine dell’anno e dovranno esse rifinanziati. 110 vice presidenti. ma certo non si può fare in una notte. sì ma fino a quando? MESI 12settembre 2011 . ma l’epidemia sulla scarsa appetibilità dei bond (titoli di stato) emessi dai paesi in difficoltà ha contagiato anche il prodotto del nostro Tesoro facendo schizzare il differenziale sul bund tedesco. ma anche la poltrona a 110 presidenti. impossibile secondo gli investitori istituzionali che quindi continuano a vendere i bond greci facendo schizzare alle stelle il famoso differenziale. 3. ma si stima che per rispettare gli impegni presi dovrebbe riuscire a realizzare una privatizzazione ogni settimana. Dal 1970.. prendiamo ad esempio la Grecia: l’anno scorso è stata salvata da Fmi e Ue a con- Q dizione che varasse severe politiche di austerity e tornasse a rifinanziarsi da sola nel 2012. veniamo presi di mira dalla speculazione internazionale ispirata.R di sILVIO bettINI UBRICA 11 PRODOTTO & MERCATO iMpeRatiVo ResisteRe sÌ. anno di nascita delle regioni. a tagliare il contributo per i figli a carico. a circa 300 punti base. che sarebbe il nostro caso. noccioline? Ma. saranno concessi o sarà default? Nella tabella di fianco mettiamo a confronto rating e spread sui bond decennali. secondo il quale non avrebbe avuto senso per il governo tassare i suoi stessi elettori. Va bene che il 30% dei mezzi della polizia rimane fermo in attesa di riparazioni che rating e spread sui bond decennali s&P moody’s spread Austria belgio Francia Germania Grecia Irlanda Italia Olanda spagna AAA AA+ AAA AAA CCC BBB+ A+ AAA AA Aaa Aa1 Aaa Aaa Caa1 Baa3 Aa2 Aaa Ba2 Aa2 62 119 56 1354 938 218 36 1.023 consiglieri ecc. Il governo ha dunque varato un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro. il Pil che non cresce. Certo. ridicolizzata dopo l’affermazione di La Russa. Il conto è semplice: abbiamo un debito pubblico pari a 2. non certo spazzare in un sol colpo 4. oggi al 20%. ovvero il 3%. L’imperativo rimane quello: resistere. ovvero alla spesa per interessi da sostenere. dai volponi degli istituti di rating.207 poltroncine. dove abbiamo intenzione di andare se il nostro parlamento altro non riesce a deliberare se non raschiare a fondo un barile già raschiato a dismisura. nonostante i dissidi con il Premier. in una notte eroica si può solo trovare il modo di ridurre la spesa per gli asili. ci si chiede. va bene che delle restanti la metà rimane in garage perché manca la benzina. Se per la Grecia sarà default.000 concittadini (al costo di 2 miliardi e mezzo). noi non siamo stati declassati come Grecia e Portogallo. Ma coMe? uand’anche non ci bastassero i nostri problemi: un governo che non governa. rispetto al caso contrario (esisterà davvero?). Evidentemente gli investitori istituzionali hanno preso in scarsa considerazione le parole del nostro Tremonti secondo il quale sarebbe di gran lunga preferibile gestire un elevato debito pubblico accompagnato da un bassissimo debito privato. si dice che le provincie vanno abolite. Il contagio potrebbe portare non solo alla difficoltà di rifinanziare il 26% del nostro debito pubblico in scadenza entro fine anno. 863 assessori.

al particolare. al molto piccolo. vendendo quello che può essere meno strategico. come non c’è più la stessa società. Penso all’ex ASM quando. lo Stato dovrebbe alleggerirsi. Attualmente ha incarichi politici? “No anche se alle spalle ho 25 anni di attività amministrativa. Il rapporto fra società e politica è mutato. Ecco allora che la pregressa esperienza come assessore provinciale ai trasporti pubblici può diventare un valore aggiunto importante che si integra con l’attuale ruolo di manager di una società pubblica controllata del Comune. tutto questo deve essere inserito in una logica integrata in cui il sistema delle infrastrutture. parcheggio sotto il Castello e parcometri. L’aeroporto? Un contributo importante per la metropolitana?”. magari vendendo anche i tesori di famiglia? “Se utile ovviamente sì. senza svendere niente perché una volta che si è venduto non si può tornare indietro. prima passando però attraverso una gestione molto più attenta che eviti i tanti sprechi e poi facendo cassa. ma sta sempre alla politica interpretare i bisogni della gente e tradurli in azione. Questo almeno è il principio a cui mi sono sempre ispirato”. quella. per capirci. che dal molto grande arriva per zoomate successive. Oggi meno. “È la visione generale. Cosa pensa delle decine di quadri negli scantinati della Pinacoteca Tosio Martinengo che dovrebbero essere ristrutturati prima di essere esposti. non si potrebbero vendere per pagare alcune opere necessarie alla città? MESI 12settembre 2011 . ma anche strade. Attenzione però. è una visione da Google earth.12 P ENSIERI DI Intervista a tutto campo con Valerio Prignachi. E tanti ne ha sul tavolo Mister Mobilità. Lei ha un passato di socialista. Ecco allora che l’agire per la collettività nella logica di una particolare attenzione anche ai costi di una infrastruttura diventa un elemento fondamentale per valutare un progetto. Sempre eletto. autobus. ma è quella politica che non esiste più. cosa è rimasto di quelle idee nel Popolo della Libertà? “La radice culturale socialista e riformista. Quella di Valerio Prignachi. treni. ha dato un contributo non banale alla vita politica di Forza Italia prima e del PdL poi. della viabilità e dei trasporti. al tempo dell’accordo con la municipalizzata milanese. devono esse pensati come una cosa unica e soprattutto devono poter ‘dialogare’ tra di loro”. biciclette. Ma prima di arrivare al particolare. non nominato”. pRoGRaMMaRe La MoBiLitÀ GUaRdando aL fUtURo “M di rObertO GIULIettI etro e suo prolungamento. soprattutto in Lombardia. e non sempre e non solo quella particolare. presidente di brescia mobilità. aeroporto. presidente di Brescia Mobilità. che serve per programmare la mobilità di una città capace di guardare al futuro”. In un momento di crisi profonda come quella attuale. partiamo dal generale. Brescia non è riuscita ad avere una contropartita adeguata.

Commenta questo articolo su www. Il parcheggio sotto il Castello è un’opera che alla collettività non costerà nulla perché. ad una rete urbana della mobilità che dialoga con quella extraurbana.13 “Credo che dovremmo chiederci che interessi ha la collettività? Che peso diamo all’arte. se serve. Desenzano e Mantova. Tali decisioni spettano ad altri. Brescia-Bergamo). nell’interesse dei cittadini e della qualità del servizio erogato”. Lì si potrebbe realizzare il nuovo capolinea del metrò.bsnews. funzionale anche a risolvere il problema del finanziamento a breve per sostenere i costi della metropolitana”. che esiste un Piano provinciale trasporti. al contrario di quanto qualcuno sostiene. l‘integrazione fra infrastrutture come quella che verrà realizzata alla galleria Tito Speri e le reti di trasporto contribuisce in modo significativo al miglioramento della qualità della vita delle città. le critiche al progetto dicono di costi eccessivi per un’opera che andrà a penalizzare l’uso della metropolitana. che si è già ripagata con la sola rivalutazione dell’immobile e che oggi ci consente di progettare un distretto per la mobilità sostenibile nella nostra città. alla cultura? Siamo noi i proprietari di un bene comune per poterne disporre in qualche modo? Solo un esempio: oggi a Vienna. il primo passo è definire quale città del futuro si vuole secondo criteri utili alla collettività poi.it MESI 12settembre 2011 . con un adeguato parcheggio scambiatore. Ricordiamo che alla Mandolossa si troverà l’innesto con Brebemi. sinergie tra le società. ma anche all’introduzione di scooter elettrici in tutte le fermate del metrò. la prima industria è quella dei musei”. almeno per l’area urbana”. A Ovest manca l’integrazione con la Brescia-Iseo-Edolo. A proposito del parcheggio sotto al Castello. Per il resto del territorio mi preme rammentare. Pensiamoci prima di fare scelte irreversibili”. si possono fare altre scelte”. da un lato operare. condivise attraverso decine di incontri tenutisi su scala provinciale. Altri costi però? “L’opera in fase di realizzazione ha un costo di circa 900 milioni di euro. Lo stesso percorso che è stato fatto con Omb e per la quale è stata ventilata la possibilità di venderla per pagare la metropolitana? “Omb è stata un’operazione formidabile con più di 90 dipendenti eccezionali che hanno contribuito alla riuscita di un progetto straordinario. Non mi pare che a oggi quel piano sia stato modificato”. approvato all’unanimità nella primavera del 2009 da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione presenti in Consiglio provinciale. creando sinergie e integrazioni. anche per rispon- dere a qualche sterile polemica estiva. una patrimoniale e una gestionale. Se con questa spesa enorme non si raggiunge il risultato atteso credo valga la pena aggiungere ancora qualcosa per rendere l’opera funzionale e con altri 50 milioni circa si potrebbe già prevedere l’ampliamento a Est e a Ovest. E Lei che città del futuro immagina per quanto riguarda la mobilità? “Vedo una città che ha già una struttura da area metropolitana e che con Brescia Trasporti riunisce 14 comuni e 300mila abitanti circa. Ma la strada è comunque tracciata. Una città che si organizza attraverso le infrastrutture. come detto. Abbiamo messo a confronto il progetto con alcune esperienze europee di successo e si è dimostrato che. si potrebbe pensare di vendere qualcosa? “Certo che sì. che si può fare con 25 milioni. Credo comunque che l’importante sia il metodo con il quale si arriva a certe decisioni e. ci tengo a sottolinearlo. Arriviamo alla metro e all’idea del suo prolungamento rispetto al tracciato attuale. ma il mio ruolo è quello di presiedere la società e il gruppo che a Brescia deve garantire il completamento della metropolitana e sviluppare un adeguato sistema di mobilità. credo possa essere una buona soluzione. Penso al potenziamento di un’esperienza positiva come quella di BiciMia. ribadisco. Nel dettaglio? “Per il quadrante est l’ipotesi migliore sarebbe quella di prolungare l’attuale linea a raso. da far dialogare e integrare con la stazione ferroviaria di Rezzato. garantendo peraltro anche nuovi parcheggi ai residenti e nello specifico caso bresciano garantirà una migliore fruibilità del centro storico e di quello straordinario patrimonio che è il Colle Cidneo”. ma con altrettanta energia credo che gli utenti debbano poter avere la possibilità di scegliere. Se si vogliono dare priorità si pensi all’adeguamento della Brescia-Iseo-Edolo. Senza contare il coordinamento con le altre ferrovie regionali (Brescia-Parma. “Una premessa: credo fermamente nell’importanza di avere trasporti pubblici di alta qualità. Per avere uno scenario di sostenibilità bisognerà. La creazione di due società è quindi funzionale? “Lo scorporo di Brescia Mobilità in due società. fino all’intersezione delle tangenziali che portano a Salò. è sostenuto da un piano finanziario che ne garantirà la copertura di spesa con la gestione ed è destinato ad un target di utenti completamente diverso da quello della metropolitana. sulla quale si possono attivare corse cadenzate e frequenti ogni 5-10 minuti dalla Mandolossa alla stazione ferroviaria. dall’altro dando a Brescia Mobilità autonomia patrimoniale e finanziaria”. In quel piano sono contenute linee guida dedicate anche alla metropolitana provinciale. Un intervento che ha evitato crisi e licenziamenti. Brescia-Cremona. “Per essere funzionale e redditizia la metropolitana dovrebbe essere estesa nell’hinterland perché in questo modo si potrebbero garantire un +8% di passeggeri rispetto ai 50 milioni l’anno del piano originario oltre a far diventare l’infrastruttura cittadina davvero “baricentrica” rispetto al sistema trasportistico della Lombardia orientale”. un’unica società di gestione della bigliettazione e quindi un biglietto integrato. cioè un unico biglietto per tutto il sistema dei trasporti. anche quelle in centro città come il parcheggio sotto il Castello. mettendo così davvero il metrobus al centro del sistema di viabilità e trasporti. la tipologia che costa meno. Saranno sufficienti questi interventi per rendere economicamente sostenibile il metrobus? “Di certo serviranno molte altre cose: accordi con gli enti regolatori. compreso il parcheggio scambiatore. Il Comune dispone di un patrimonio immobiliare consistente.

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Come sono stati i primi mesi del suo incarico alla guida di un assessorato così importante per la Provincia di Brescia? “Impegnativi. valorizzare l’esistente”. è quello di garantire location e servizi all’altezza dell’importante compito che si trovano a dover svolgere queste strutture che sono il biglietto da visita del territorio e rappresentano uno snodo di fondamentale importanza per il nostro potenziale turistico”. eliminare gli sprechi. dal patrimonio artistico a quello naturale. G di rObertO GIULIettI iovane (39 anni). più incline alla concretezza del fare che alle facili enunciazioni. In questo scenario che ruolo hanno e avranno gli Iat (Informazione e accoglienza turistica)? “Gli Iat sono il nostro front office sul territorio ma mi sono accorta che non sono identificabili come luoghi gestiti dalla Provincia. ma soprattutto con le idee chiare sul lavoro che la attende: “Riorganizzare. Occorre rilanciarli come brand dell’Amministrazione provinciale rendendoli identificabili. Così si presenta Silvia Razzi che da poco più di sei mesi guida l’assessorato al Turismo della Provincia di Brescia dopo l’interim del presidente Daniele Molgora. MESI 12settembre 2011 s . infatti. Ho trascorso la prima parte del mio mandato nell’analisi e nella conoscenza degli interlocutori e mi sono resa conto di quanto poco i bresciani conoscano il proprio territorio. (“mi considero un assessore anomalo”).P ENSIERI DI 15 eLiMinaRe GLi spRecHi e VaLoRiZZaRe L’esistente Gli obiettivi prioritari di silvia razzi da poco più di sei mesi alla guida dell’assessorato al turismo della Provincia. dalle proposte enogastronomiche al turismo sportivo. Dobbiamo soprattutto farlo conoscere meglio puntando non solo su un turismo straniero ma anche italiano”. con una eredità non facile da gestire. rivalorizzandone il ruolo e l’identità. con un budget di spesa risicato all’osso (75mila euro disponibili) dai tagli imposti dalle esigenze di bilancio. Un territorio che tra valli e laghi. ha delle enormi potenzialità. L’obiettivo.

per il tipo di turismo presente in quella zona. Come giudica la tassa di soggiorno e casa avete in progetto di fare per dare ossigeno agli operatori turistici? “Credo che sia importante capire che cosa ne pensa il territorio e per questo ho iniziato una serie di consultazioni con le amministrazioni comunali. rivalorizzandone il ruolo e l’identità. Si predica tanto ma poi si fa poco ed io voglio invertire questa impostazione ed è per questo che sta partendo. visto il difficile momento economico generale. un progetto pilota in questo senso”. Di certo si è perso il treno dei voli low cost e ora recuperare quel mercato sarà più difficile anche se non impossibile”. Come ha valutato l’accordo sull’Aeroporto di Montichiari? “Sono convinta si sia ottenuto un ottimo risultato anche se gli sviluppi dell’accordo si vedranno solo tra un paio di anni. più che mai. l’ammodernamento delle strutture ricettive”. Anche per questo abbiamo creato “Made in provincia di Brescia”. Nessun taglio quindi? “Sarà necessaria una riorganizzazione e qualcosa andrà sacrificato ma con l’obiettivo di ottimizzare le strutture e il personale. Ma penso anche alle potenzialità dell’Accademia Arti e Mestieri della Buona Tavola. Avrà la funzione di snellire la parte burocratica e di reperire fondi partecipando a bandi mirati oltre a coinvolgere sponsor privati che di volta in volta decideranno di sostenere le nostre iniziative”. anche private. Penso alla partecipazione alle fiere di settore che così come sono strutturate hanno perso gran parte del loro significato. oltre ogni interesse personale. allo sviluppo turistico della nostra bellissima provincia”. il presidente ha già fatto un ottimo lavoro di scrematura eliminando molti sprechi e credo sia utile proseguire su questa strada. Mantova e Trento che ha già dato i primi risultati con uno studio molto utile sulle piste ciclabili. un marchio che vuole essere insieme garanzia di qualità e di territorialità”. Ma il vero punto di forza di questa strategia è la scelta di aprire al privato. proprio dal Garda. Occorre rilanciare gli Iat come brand dell’Amministrazione provinciale rendendoli identificabili. Ritengo sia più funzionale ai nostri obiettivi focalizzare il territorio per brand e dividerli per settori: laghi. Commenta questo articolo su www. Che ruolo giocherà nello sviluppo turistico-culturale della provincia? “Sarà il nostro braccio operativo per investire sulle realtà già esistenti e creare nuovi eventi puntando sulla valorizzazione delle eccellenze. esistenti sul territorio vadano maggiormente coinvolte. che può trasformare le eccellenze enogastronomiche in un formidabile richiamo turistico. Nell’anno e mezzo nel quale è stato anche assessore al turismo. Avete intenzione di ridurre il vostro coinvolgimento in Bresciaturism? “Non è assolutamente vero che vogliamo uscire da Bresciaturism che continuerà ad essere anche per il futuro il nostro braccio operativo soprattutto per l’estero. Chiederà al presidente Molgora di avere più soldi? “No di certo. l’agenzia del territorio e una cooperativa che da oltre 40 anni è presente sul territorio svolgendo attività di promozione turistica”. con altre realtà esistenti come le agenzie per il territorio o le strutture gestite dai Comuni. Oggi. nata dalla volontà della Provincia e delle principali associazioni che rappresentano le attività agroalimentari e le produzioni del territorio. proprio per questo. terme. Mi spiego meglio con un esempio: ad Iseo abbiamo da poco realizzato una convenzione tra lo Iat. dove in pochi chilometri sono presenti tre sedi di Iat e dove. attraverso i bandi ministeriali ed europei”. Credo però che le realtà. che non è molto. E la via per arrivarci? “Attraverso il dialogo con tutti. Penso soprattutto ad un maggior coordinamento.16 P ENSIERI DI Ritiene quindi gli Iat ancora utili? “Ne sono convinta anche se oggi gli utenti sono più esigenti e devono essere accontentati in modo diverso. Come intende muoversi per il futuro? “Credo sia necessaria una profonda riflessione su tutta la nostra strategia di MESI 12settembre 2011 Per realizzare i progetti andremo a prendere i soldi dove ci sono. e se questo può accadere cedendo delle quote della nostra partecipazione nella società. Necessaria anche una ristrutturazione degli uffici perché dovranno essere accessibili soprattutto ai disabili. il comune. Si deve capire bene il metodo per applicarla ricordando che la percentuale che verrà richiesta è a discrezione dei Comuni che a loro volta devono pensare di far ricadere qualcosa sul territorio. Un esempio concreto è il comitato interprovinciale del Garda tra le province di Verona. E nel frattempo? “Abbiamo già avuto i primi contatti con l’aeroporto di Verona per riuscire a portare sul territorio bresciano un maggior numero di turisti facilitandone il trasferimento dall’aeroporto con bus navetta”. l’associazione.it . non credo sia necessario restare aperti dodici mesi l’anno. perché non parlarne.bsnews. Ma dove andrete a prendere i soldi per realizzare i progetti? “Dove ci sono. Stiamo inoltre preparando un bando con l’assessorato alle attività produttive per formalizzare un accordo con una banca che metterà a disposizione degli importi consistenti a tassi interessanti e finalizzati a favorire la ristrutturazione. ma la sfida. perché non prevedere questa possibilità?”. Penso ad esempio al Garda. che di fatto non c’è mai stato. Recentemente è stata costituita la Fondazione Provincia di Brescia Eventi. attraverso i bandi ministeriali ed europei. è ancora più stimolante e poi si cercherà la collaborazione di tutti e si vedrà chi davvero è interessato. si deve lavorare con quello che è disponibile. interventi individuando degli asset strategici sui quali puntare. enogastronomia”. golf.

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dove il tempo si è fermato. della loro storia e della loro cultura. Questo e tanto altro ancora. Quello del protagonista del libro. Un viaggio alla ricerca delle tracce di un ragazzo che a vent’anni “si butta nell’Ovest e scompare”. si i legge nel secondo romanzo di Alessio Merigo. dove a farla da padrone sono sempre la polvere e la sabbia. di LIberO rOseLLINI Un ManaGeR con La passione n viaggio “Sulle tracce di Everet Ruess” per continuare la conoscenza dell’Ovest americano e di quei popoli che da sempre lo vivono. Rispetto a qualche anno fa ha notato delle differenze? “L’Ovest americano che conosco e che voglio raccontare è quello lontano dalla civiltà come siamo abituati a conoscerla. Harvey Duke. e alcuni amici mi hanno raccontato di cali dei valori delle case anche del 30% in pochi mesi”. pubblicato tre anni fa. dall’animo inquieto. è guadagnato nelle profondità dell’animo. è l’ultimo viaggio? MESI 12settembre 2011 s . dirigente della Confesercenti e scrittore per passione. Nelle grandi città.P ENSIERI DI 19 peR La scRittURa “sulle tracce di everet ruess” è l’ultimo impegno letterario di Alessio merigo dirigente della Confesercenti e scrittore per passione della storia e della cultura dei nativi d’America. la depressione economica si sente. Con “Capelli neri”. felice solamente a contatto con la natura ma consapevole che ogni giorno speso nella solitudine. Oggi con “Sulle tracce di Everet Ruess” prosegue su questo filone raccontandoci ancora una certa America vissuta in prima persona. invece. è iniziata la sua attività letteraria frutto di una passione per l’ovest d’America e per i nativi americani. dove gli stili di vita possono essere paragonati al pre boom economico che abbiamo vissuto in Italia. In questi posti non si è percepita la crisi se non attraverso il rialzo del prezzo della benzina.

ne può indicare alcune? “Mi riferisco all’importanza di dare ossigeno alle imprese attraverso un più facile accesso al credito. all’uscita del suo primo romanzo Lei aveva dichiarato di averlo scritto soprattutto per se stesso. non ha ancora un sistema fieristico unificato e competitivo ma.20 P ENSIERI DI “Forse dovrebbe andare in pensione perché è stanco. Le colpe per questa situazione? “La responsabilità principale credo sia della classe politica e non solo di quella attuale. Chiudiamo con il libro. Ha visto tanto. Oggi il problema è la liquidità delle aziende e se anche qualcosa è stato fatto. Non serve essere politically correct. come ad esempio dalla Camera di Commercio. Ha parlato di battaglie. il dato di fatto è che il mondo imprenditoriale attraverso le sue rappresentanze fatica ad essere di stimolo. Brescia è sempre stata una locomotiva trainante in molti settori. che fa fatica per le tante chiacchiere che hanno preso il posto della capacita di fare scelte strategiche”. dell’indiscriminata rapina del territorio e dell’emarginazione dei nativi americani”. non accettare di avere davanti agli occhi muri di alcun tipo. Soprattutto nella percezione delle cose. È stato così anche per “Sulle tracce di Everet Ruess? “Non credo si possa scrive solo per il mercato. . Accettare le sfide. Oggi ho maggiore consapevolezza dei danni che la nostra cosiddetta civiltà ha fatto sulla storia e la cultura dei popoli nativi dell’America impedendo. Come si è trasformata Brescia in questi anni? “Ho visto un cambiamento strisciante nei tempi ma impetuoso negli effetti. con il quale condivido la grande passione per quella parte di America e grazie alla sua profonda conoscenza di quelle terre e di quelle genti. non ha più una banca. sono nettamente inadeguate”. è poco propositivo”. come non si dipinge per chi comprerà il quadro e non si compone musica per chi dovrà ascoltarla”. aver scoperto risorse che possono essere utilizzate. MESI 12settembre 2011 se che non pensavi di avere. È previsto un nuovo romanzo tra i suoi impegni letterari? “Sì. delle loro profezie e della loro concezione della vita e della morte. oggi serve mettere al centro delle nostre battaglie. può un incontro cambiare definitivamente la tua vita?”. opposizioni comprese. gli ex Prg) dove ogni Comune ha il suo senza una visione d’insieme che sarebbe invece necessaria. una sua municipalizzata. che ti fanno scoprire emozioni. quella della scomparsa. guardare verso “lunghi orizzonti” aver scoperto il valore di cose essenziali come l’acqua sono stati passaggi fondamentali nella mia vita”. che vivessero secondo le loro tradizioni. nonostante questa realtà immutabile. alla conoscenza diretta dei posti e dei personaggi molti dei quali sono reali”. ai viaggi. Anche il sistema associativo ha le sue belle responsabilità perché non è stato in grado di capire che non basta fare dichiarazioni sui giornali. una metafora della nostra vita così simile a quella di un toro che quando entra nell’arena sa che. al contrario. dalla Provincia. Ma. nei primi del ’900. di Everet Ruess un giovane esploratore del quale si sono perse le tracce dopo che si era inoltrato nei canyon dello Utah. delle persone. ma anche di un leggendario tesoro e racconto del popolo degli Hopi. gli imprenditori che rappresentiamo. andare oltre. di fatto. Grazie al contributo di Achille Fornasini. Con il mio protagonista. Brescia ha perso pezzi importanti della sua storia. è in cantiere un nuovo libro il cui titolo dovrebbe essere “Sangue di toro”. anche se sarebbe necessario fare alcune doverose distinzioni. ha raccontato molto ma potrebbe anche far continuare il suo viaggio ai figli”. infine permane il nodo delle infrastrutture che. tagliando le loro radici”. Quanto è cambiato Alessio Merigo durante questo lungo viaggio? “Tantissimo. Cosa si è portato dietro e dentro dopo queste esperienze? Si sente cambiato oltre che come uomo anche come manager? “Non mi sono mai posto il problema ma forse sì. mi spaventa la pochezza della ricerca. sensazioni ma anche risor- Nel libro abbiamo dipinto un Ovest così ricco di dettagli che anche un americano potrebbe ritrovarci qualcosa che non conosce o non sa. di sperimentazione. di innovazione. nel libro abbiamo dipinto un Ovest così ricco di dettagli che anche un americano potrebbe ritrovarci qualcosa che non conosce o non sa”. Un altro punto importante è il superamento delle frammentazioni che nascono dai Pgt (Piani di Governo del territorio. non ha un sistema di infrastrutture adeguato. in continuo divenire. oggi vedo che arranca. sapere cosa mettere in gioco nel momento dell’imprevisto. dei luoghi così diversi dai nostri e che quasi ti costringono a vivere esperienze e situazioni estreme. Quanto tempo ha impiegato per scriverlo? “A scriverlo circa sei mesi ma non è compreso tutto il tempo dedicato alla ricerca. Tanti cambiamenti che hanno riguardato anche la nostra città. pur combattendo con tutte le sue forze. fatta eccezione per la Brebemi. segnali più positivi devono arrivare dal sistema bancario. Harvey Duke. Di che cosa parla questo libro? “Lo spunto è arrivato da una vicenda reale. una strategia economica ma anche sociale. non avrà alternative al suo destino. Quello che vedo è che certamente la sua brescianità si è andata perdendo”. Brescia ha perso A2A? “Non ho elementi sufficienti per dare una risposta. Ha pensato a una versione on-line del libro? “Non è prevista ma stiamo invece pensando a una versione in inglese. vado alla ricerca del suo corpo. I recenti sviluppi sull’aeroporto di Montichiari daranno frutti tra alcuni anni. che non è stata in grado di disegnare per la nostra città. una storia ambientata in Spagna.

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oltre tappeti. Un aRtiGiano Cosa deve avere un regista nel dna? “L’attenzione dei sensi. Conquistò le tre tappe fondamentali della professione forense. Poi un giorno ricevette la notizia della distruzione di casa sua a Solingen e della morte dei suoi familiari. c’ di brUNO FOrZA MESI 12settembre 2011 s . studio legale. Espressioni primitive. “Dopo l’abbandono della toga – racconta Franco Piavoli – ho insegnato per 20 anni e stando coi ragazzi ho imparato molto. A proposito di tragedie come ripresero la guerra i suoi occhi da bambino? “Furono colpiti dalla vicenda di un ufficiale tedesco che doveva impedire le cure ai partigiani. Pensiamo al neonato che parla attraverso gemiti apparentemente incomprensibili. Chi sono stati i suoi maestri? “Ejzenstejn e Dovzenko. frutto di una ricerca importante. Il compito è guardare la realtà e restituirla agli altri attraverso la propria interpretazione”. Si era gettato a capofitto tra libri prima e aule di tribunale poi. “Sì. Sono tornato all’essenza della comunicazione. Uscivo di casa con la cinepresa e mi facevo guidare da occhi. In Italia ammiro Olmi. Cambiò radicalmente. era una volta un avvocato. Nel suo dna c’era altro: una concezione diversa della vita e dello scorrere del tempo. o fanno l’amore. Poi sono andato in pensione e mi sono potuto dedicare a pieno regime a ciò che amavo fin da ragazzo: pittura. pur sapendo di non esserne portato.P ENSIERI DI 23 deL cineMa dei sensi Intervista a Franco Piavoli. Oltre tutte quelle date che ricordava a malapena. praticantato. poi devo citare Bresson. Il suo destino era altrove. ridono. Una volta ha dichiarato: “Solo se si ama si difende la vita”. È l’attenzione ai sensi ad averla guidata? “I miei film più che da una sceneggiatura nascevano proprio da un’attenzione ai sensi. fotografia e cinema”. arredi legnosi e sedie in pelle. oppure agli adulti che piangono. naso e orecchie catturando tutto ciò che mi attirava”. ma anche un’inestinguibile sete di esperienze. Laurea. Qualcuno morì per la mancanza di soccorsi. Non è da tutti portarla a galla. vi ho inserito soltanto suoni naturali rinunciando al valore denotativo della parola. Il sonoro irruppe nella sua filmografia nel cortometraggio “Le stagioni”. il regista di Pozzolengo cantore della natura. Dai giovani c’è sempre da imparare”. ma è innata in ognuno di noi. del tempo e dell’amore. Abbiamo avuto e abbiamo grandi registi. È l’istinto di base dell’esistenza e fa scavalcare i momenti più tragici”. “L’amore è un valore fondamentale. ma che sono ancora chiamate ad esprimere i significati più profondi”.

. però. È gestita dal figlio Mario. Torniamo all’amore. Al primo soffio di vento (2002). Un uomo di sensibilità e libertà di pensiero profonde che emergono nei suoi film e libri. trailer o pubblicità. Perché il genere documentaristico non arriva al grande pubblico? “Si vuole dare spazio ai film che trasmettono in modo diretto un contenuto politico o commerciale. l’arte e il turismo. come ogni evento della vita e come questa conversazione. Aveva notato delle bolle che sembrava si baciassero.24 P ENSIERI DI Ricordo quando disse a mio padre. Principali riconoscimenti: Premio Agis e Premio Bcv al Festival di Venezia (1982). tuttavia. So quando viene il tenente e posso darle il via libera”. Lo definisco un film coniugale. L’importante è trattare questo tema con equilibrio. Qual è l’ultimo bel film che ha visto? ““Le quattro volte” di Frammartino”. Non ci ho perso niente. Credo che nella vita sia così un po’ per tutti”. Dal 1999 opera nel settore della produzione video ed oggi è anche un’associazione culturale. MESI 12settembre 2011 D’Annunzio aveva dipinto Ulisse come un superuomo. a volte lo conduce a superare certi limiti che. corri qui!”. io vado a casa a far da mangiare. “Franco. Zefirofilm: società di produzione fondata nei primi anni ’80. La sua passione. Olmi volle conoscermi e complimentarsi con me. Abbiamo girato tutto io e mia moglie.Il ritorno (1989). Cosa si prova ad arrivare in concorso al festival di Venezia? “Grande soddisfazione. Nei suoi film quanto ne ha messo? “Il più possibile. Con “Il pianeta azzurro” ha raggiunto il suo apice. Lei invece non ha mai lasciato la sua “Itaca”. lei gli ha conferito umanità e nostalgia. Premio Vittorio De Sica (2004). Quanto le ha dato il cinema a livello economico? “Investivo i fondi statali nei miei lunghi tempi di produzione e nei costi elevati delle pellicole. Questa terra è nostra madre e figlia”. Così ci rimettono l’ambiente. Per fortuna vivo nella zona delle colline moreniche. Mi ha dato totale fiducia e libertà”. Invece nella vita ognuno è libero di scegliere. Invece un’altra volta ero tanto concentrato su un ruscello da non schiodarmi più. mi disse: adesso basta. medico condotto: mi avverta quando intende visitare certi pazienti. Cosa ricorda con più affetto di questo “film coniugale”? “Quando mi chiamò dall’altra parte dello stagno. funzionali ad alcuni film. naso e orecchie catturando tutto ciò che mi attirava. Sono legato da sempre a queste terre. un luogo unico ancora indenne rispetto a tanti scenari gardesani maltrattati”. Lungometraggi: Il pianeta azzurro (1982). La amavo moltissimo e la amo moltissimo anche adesso che non c’è più”. nell’ombra. alcuni dei quali sono di importanza universale. Voci nel tempo (1996). stato un lavoro artigianale. La sua filmografia ha affrontato anche il tema dell’immigrazione. ma chi è infatuato del denaro ha una scala di priorità distorta. Lei. in un mondo conformista come il nostro. fanno scattare una reazione contraria che rischia di trasformare i suoi messaggi in provocazioni”. Volevo girare senza limiti di tempo e di ciak. anche se a volte l’eccesso di passione va a scapito dei tempi cinematografici. Il mio metodo di lavoro non era compatibile con le esigenze dei produttori. Il rischio. Qual è il suo punto di vista a riguardo? “Cercare una vita migliore è naturale. Oggi il pubblico è educato a grandi accelerazioni. Anche nel montaggio sono stati fatti grandi passi avanti. Quanto deve a Silvano Agosti per il successo di questo film? “Moltissimo. Ero felice perché “Il pianeta azzurro” era Uscivo di casa con la cinepresa e mi facevo guidare da occhi. Nastro d’argento (1982). Cosa pensa dell’Agosti uomo. Non è una scelta degli spettatori. che mi ha arricchito e che metterò nelle scatole dei ricordi e dei progetti futuri”. Io ho avuto la fortuna di incontrare una donna fantastica e ho sempre pensato che non ce ne fosse un’altra al mondo per me. Nostos . Perché? “Le sue avventure lo hanno segnato. nella sua assenza. oggi tocca ad altri. Esistono film immortali? “Non vedo né un principio né una fine nel tempo.). ma che trasferite in altri contesti sono sinonimo di superficialità”. prova rimorso per il dolore che ha seminato e sente il bisogno di tornare alla sua terra. Mi fanno sentire. L’evoluzione tecnologica del cinema la spaventa? “Il sogno di Zavattini si è realizzato perché la cinepresa è diventata come la penna dello scrittore. Il suo cinema è anche un manifesto d’amore per l’ambiente. Per fortuna esistono circuiti di nicchia davvero interessanti”. la sua presenza. Sono riuscito a farlo grazie ad Agosti e dopo aver fondato la Zefiro (casa di produzione. È stato lui a mettermi a disposizione l’attrezzatura e a promuovere e distribuire il film in Italia e all’estero. ma se Agosti mi sente si arrabbia”. sfruttano questi flussi per interesse”. alla sua donna e alle sue origini. Un tempo toccò a noi. per ore. senza estremismi come certi partiti politici che fanno la voce grossa e poi. “Tutti amiamo la natura. regista e scrittore? “È eccezionale. ndr. Oggi provo gioia e consolazione nel percorrere i sentieri dove passeggiavo con Neria. LA SCHEDA Franco Piavoli è nato a Pozzolengo il 21 giugno 1933. Perché? “Perché dice che il matrimonio è un giogo. “Per fortuna no. ma non sono nemmeno diventato ricco”. Quello che lascerò passerà ad altri e li arricchirà. è cadere vittime dell’abuso di effetti speciali”. Dietro al film c’era la nostra vita quotidiana unita all’amore per cinema e natura”. Ne scaturì uno dei fotogrammi più belli. e lo è altrettanto aprire le porte. che conosco sasso per sasso. stufa.

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MESI 12settembre 2011 . Salvatore a Spoleto (Pg). nel 1979. SalvatoreSanta Giulia a Brescia. Camonica. lavora da molto più tempo attorno al suo gioiello longobardo. il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (Pg). la Chiesa di S. scavi. Per Brescia è il secondo. da Cividale del Friuli a Monte Sant’Angelo. in Puglia.C)”. I luoghi del potere (568-774 d. Michele a Monte Sant’Angelo (Fg). al cui recupero – dalla metà degli anni Novanta – ha dato un contributo fondamentale la Fondazione Cab. Un percorso da nord a sud che traccia una sorta di prima “nazione” italiana. Brescia. accogliendo per la prima volta una candidatura seriale. Studi. in realtà. ecco le tappe che hanno portato al riconoscimento.26 S ANTA gIULIA Unesco Una VittoRia cHe Viene da Lontano santa Giulia è patrimonio dell’umanità. Sofia a Benevento con l’annesso chiostro. “I Longobardi in Italia. il castrum con la chiesa di S. Per la rete dei siti longobardi il cammino verso il timbro Unesco è iniziato nel 2006. Per il nostro Paese si tratta del 46° sito iscritto nella celebre lista. dopo le incisioni rupestri della Valle ItALIA LAngobArDorum L’Associazione riunisce in una “rete di reti” i sette Comuni che hanno presentato la candidatura seriale “‘I Longobardi in Italia. Maria foris portas a Castelseprio (Va). Basti pensare ai L o scorso 25 giugno il board dell’Unesco ha inserito la “via Langobardorum” tra i beni mondiali. il complesso monastico S. Le aree inserite nel sito Unesco sono: il Tempietto longobardo a Cividale del Friuli (Ud). proprio nell’anno del 150° dell’unificazione nazionale.)” – questo il nome ufficiale – comprende infatti le più importanti testimonianze monumentali sparpagliate sul territorio nazionale. ricerche per sostenere il buon esito della candidatura. primo sito italiano ad essere dichiarato “patrimonio dell’umanità”. la Basilica di S. I luoghi del potere (568-774 d.C. il Santuario di S.

quando.000 abitati dell’epoca delle palafitte rinvenuti nell’arco alpino ne sono stati selezionati 152 (quelli più interessanti). in tutto questo. Da qui. come detto. Negli anni successivi i Longobardi sottomisero al loro controllo anche larga parte dell’Italia centro-meridionale. che si sono protratti dal 1980 al 2002. nel 774. Sergio Masini che le è valso il primo riconoscimento internazionale per un lavoro ancora in itinere. l’allora complesso monastico femminile di San Salvatore. Ancor più lunga la storia di scavo nell’area del foro romano. di Sirmione e de Il Gabbiano di Manerba. anche le palafitte del Garda sono entrate a far parte del patrimonio dell’umanità. ebbero in breve ragione perfino delle città fortificate meglio difese. Germania. Si conclude una grande avventura. l’avallo non è giunto come al solito a coronamento di lavori eseguiti e conclusi. della bella Desiderata (meglio nota come Ermengarda). arrivò una doccia fredda: la candidatura non passò il vaglio della commissione e venne “rimandata”. allargando la richiesta alle vicine vestigia roma- ne. oggi Santa Giulia. Ma. Francia. abbandonate le terre scandinave. Di questi 25 si trovano nel Nord Italia e tra questi quattro sono sul Garda bresciano: si tratta dei villaggi di Lavagnone di Desenzano. fino ad attestarsi sul medio Danubio. dilagarono nel Veneto. vinta dopo lungo assedio Pavia. Gran parte del successo (oltre che ai molti ambasciatori. il suo Duca Alachis ne fece ricostruire le imponenti mura romane. grazie alla scarsa resistenza incontrata (i Bizantini avevano ormai ritirato dalla penisola le loro truppe migliori). In pratica. nel 568. MESI 12settembre 2011 . veduta del chiostro meridionale di Santa Giulia. Brescia ne è capofila e dallo scorso 1° luglio l’assessore alla Cultura della Loggia Andrea Arcai ne è diventato presidente. naturalmente. ultimo a fregiarsi della corona. Nella pagina a fianco. di Lucone di Polpenazze. risalì nell’arco di secoli il corso del fiume Elba. Nel 572. però. ma si apre una stagione ricca di possibilità e che deve dare prova una volta ancora del carattere imprenditoriale bresciano: dobbiamo dimostrarci meritevoli della fiducia accordataci e mettere a frutto quest’importante vetrina internazionale. dunque. oltrepassarono le Alpi. il famoso Desiderio. Brescia che ruolo ebbe? L’allora Brixia fu uno dei più insigni ducati longobardi sin dal tempo della prima invasione. riscoperta – dopo secoli di oblio (era stata sepolta da una frana del Cidneo) – solo all’inizio dell’800. che il poeta descrisse morente nel convento della sorella Anselperga. s lavori sulla Domus dell’Ortaglia. Ben due furono i re che Brescia offrì al regno: il celebre Rotari e. ora estesa anche l’area archeologica della Brixia romana. l’area archeologica delle domus dell’Ortaglia.27 LongobArDI: CHI ErAno CoStoro? I Longobardi erano una popolazione germanica che. ma sulla fiducia di una proposta seriale di valorizzazione programmatica ben ancora lì dal potersi considerare chiusa: un segno di rispetto che comporterà ora vivo impegno per potersene dire degni. sposatosi con una nobile bresciana di antico lignaggio. fondò molti importanti monasteri in zona: la Badia Leonense a Leno. A fine giugno. Le testimonianze preistoriche bresciane fanno parte del vasto progetto “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” che si estende sui territori di ben sei Paesi: Svizzera (il Paese capofila). di fronte alla dura sconfitta subìta ad opera dei Franchi di Carlo Magno. Per concessione dei Civici Musei d’Arte e Storia di Brescia. dapprima “limitata” al monastero. il re longobardo Alboino la elesse capitale del suo regno. Tra il VII e l’inizio dell’VIII secolo giunsero a rappresentare una potenza di rilievo europeo. Nella primavera del 2009. Dei luoghi della rete Italia Langobardorum la città di Brescia può così vantare la maggior estensione. integrandola con nuove indagini e ipotizzando un lavoro ad ampio raggio. Dei circa 1. particolarmente se si pensa AnCHE LE pALAfIttE DEL gArDA trA I SItI unESCo Due giorni dopo il riconoscimento a Santa Giulia. per poi disgregarsi. che unisce in sé i sette comuni della candidatura longobarda. da subito. quello di Sirmione e. badessa di San Salvatore. Austria. l’accoppiata Santa Giulia-Capitolium ha finalmente ottenuto il via libera. Quest’ultimo era padre di quell’Adelchi cantato dal Manzoni. e. Oggi festeggiamo un lavoro di sinergia che ha portato nuovo lustro alla nostra provincia. consoli e politici che hanno operato al fine di garantirci credito sulla scena europea) è dovuto all’associazione Italia Langobardorum. Su suggerimento della stessa Unesco si decise allora di tentare un ancor più coraggioso traguardo. qui a sinistra. mossero verso l’Italia. Desiderio. Italia e Slovenia.

abbiamo in mente un grande progetto sui Longobardi”. Le iniziative singole possono essere importanti. Presidente. In parallelo allestiremo anche esposizioni “fatte in casa” da Brescia Musei”. illustrando in ciascun sito i tesori presenti nelle altre sei città.B. Insomma. in Puglia. Tra poche settimane si terranno i festeggiamenti con l’apposizione delle targhe Unesco in ogni sito. anche se per poco.28 S ANTA gIULIA LECHI: “ORA ABBIAMO BISOGNO DI UN GURU DELLA COMUNICAZIONE” Giulia. in particolare. anche se il programma ipotizzato inizialmente con Artematica sarà modificato. Ma i prossimi saranno mesi di gran lavoro. Nel frattempo è partita la fase promozionale: cartellonistica. è solo l’inizio. presidente di Brescia Musei. Anche in questo caso l’idea è “fare rete”. Penso però che sia necessario individuare una figura che sappia valorizzare e rinnovare l’immagine di Brescia. Quello sarà uno dei primi impegni che l’assessore bresciano – dal 1° luglio presidente dell’associazione Italia Langobardorum – dovrà affrontare. invece si sono rivelati un popolo di grande cultura. alcuni lavori sulla sicurezza e la messa a nuovo della tensostruttura d’ingresso. Si partirà da Cividale. Erano ritenuti barbari incalliti. riaprirà anche la Pinacoteca “Sì. “La prima cosa da fare” spiega “è potenziare la struttura di MESI 12settembre 2011 gestione. I tagli alla cultura e le difficoltà di bilancio ci hanno costretto ad alcune modifiche. Oltre alla Fondazione Cab. Ma soprattutto l’individuazione di un mago della comunicazione che sappia rilanciare l’immagine di Brescia. Parlo di interventi di manutenzione straordinaria. presente fin dall’inizio. Non è una mostra. Per questo presenterò al Comune una proposta. si sono già dette interessate la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e la Banca Popolare di Spoleto. entrambi fondati da Desiderio”. Poi. Un fatto. totem e manifesti che pubblicizzano il timbro Unesco. Senza contare – aggiunge l’assessore – che dopo la sconfitta di Desiderio. “Dovremo lavorare molto. È fitta d’impegni l’agenda di Fausto Lechi. L’idea è partire con l’allestimento di una mostra propedeutica su Santa Giulia e il monastero di Leno (distrutto alla fine del 1. a medio termine. Il progetto si svilupperà in modo graduale e coinvolgerà anche quei comuni della provincia dove vi sono tracce longobarde. nel 2013. ma servirebbe la regia di un guru della comunicazione. anche questo. poi Brescia e quindi giù giù fino a Monte Sant’Angelo. e quello sarà davvero un grande evento. “Sarà una sorta di viaggio in Italia” sorride Arcai “che rievocherà il progetto longobardo di Unità della Nazione. nell’anno del 150° dell’Unità d’Italia”. Nel frattempo continuerete con le grandi mostre… “Sì. UNA SORtA DI vIAGGIO IN ItALIA” “Un successo del made in Italy. ndr). ma il risultato sarà di alta qualità. D. D. Così l’assessore alla Cultura del Comune di Brescia Andrea Arcai commenta l’inserimento di Santa Giulia tra i patrimoni dell’umanità. Per questo l’apertura dovrà essere accompagnata con qualcosa di importante. Brescia divenne il centro.B. È il tentativo di far rivivere – con innovazioni narrative e ricostruzioni virtuali – il mondo longobardo.700. vogliamo valorizzare la storia dei longobardi. Abbiamo bisogno di farci conoscere meglio a livello nazionale e internazionale. Poi cercheremo di coinvolgere altre realtà del territorio. la fondazione creata per gestire i musei cittadini e diventata fucina di progetti culturali. del Sacro Romano Impero. Ma questo. il coinvolgimento dei comuni bresciani che hanno tracce longobarde e la riapertura della pinacoteca. Un po’ quello che ha fatto Piero Angela con le domus romane. in modo da valorizzare i tesori importanti che contiene”. Un grande progetto di rivisitazione di Santa Giulia. Di che cosa si tratta? “Per il 2013-2014 vogliamo attuare una rivisitazione del museo in ottica longobarda. e poi. precisa Arcai. Un progetto che ha visto lievitare i costi e allungare i tempi di consegna. A Brescia. da dove partirete? “Per prima cosa dovremo lavorare per migliorare la fruibilità di Santa ARCAI: “LA NOStRA pROpOStA SERIALE. La nostra intenzione è comunque quella di proseguire con grandi eventi dedicati all’arte. sia a livello di rete che di singola città. Quasi una prima Italia”. “Il riconoscimento Unesco è un grande risultato – spiega Lechi – ma ora dovremo raddoppiare i nostri sforzi”. in vista dell’expo brescia potrà proporre un sito Unesco “allargato”? “Il riconoscimento potrà essere l’occasione per rilanciare la città. la sistemazione dell’illuminazione. da valorizzare”. a partire dalle Regioni e dalle Province e passando poi ai privati. . E serve una comunicazione d’impatto”. Abbiamo anche fatto richiesta per un finanziamento di 270mila euro al Ministero” prosegue Arcai. in modo nuovo.

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dall’altro rimettere mano al sito. le associazioni di categoria. dando il modo di apprezzare quello che è stato conservato. Per valorizzare l’area archeologia che progetti avete in mente? “Dovremo capire che risorse avremo a disposizione. ad iniziare dalla prosecuzione delle grandi mostre e dalla valorizzazione del sito di Santa Giulia. e riaccarezzare l’idea ardita e affascinante della metà degli anni Novanta: vale a dire completare rilievi e scavi dell’area del teatro romano. Anche le testimonianze longobarde saran- MESI 12settembre 2011 . t di DAVIDe bACCA enere insieme marketing e cultura. economiche e turistiche . ma ora ci attente una grande responsabilità: essere all’altezza del riconoscimento”. Dovremo coinvolgere tutte le componenti. Brescia dovrà riuscire a coniugare questi binomi se vorrà far fruttare a pieno il riconoscimento Unesco. che valore ha per Brescia questo riconoscimento? “È un segnale straordinario che ci dà la consapevolezza di essere una grande città.30 BRescia S ANTA gIULIA L’Unesco è La tUa GRande occasione Il sindaco Adriano Paroli spiega i progetti per promuovere il riconoscimento e valorizzazione il sito di santa Giulia: “ricostruzioni virtuali delle domus e una rivisitazione della sezione longobarda”. Ma allo stesso tempo bisognerà mettere in campo azioni di promozione per far sapere che Brescia è patrimonio Unesco e sfruttare a pieno le potenzialità – culturali. La soddisfazione è dunque enorme. La mossa che la Loggia vorrebbe tentare è allora doppia: da un lato sfruttare il marchio “patrimonio dell’umanità” per sdoganare una volta per tutte Brescia nell’Olimpo delle capitali dell’arte e della cultura. È un’occasione importantissima per la città. Per l’esposizione universale arriveranno milioni di visitatori. predisporre percorsi di visita virtuali per le domus. dovremo farci trovare pronti. Sindaco Paroli. tenendo conto che si tratta di un momento difficile per l’intero Paese. ricostruirlo almeno in parte e restituirlo alla sua funzione scenica. i cittadini”. si tratta di tecnologie che danno la possibilità di vedere un luogo nel suo splendore (anche se solo virtualmente). una città con un patrimonio culturale eccezio- nale. da subito. quello sarà il nostro vero banco di prova.del riconoscimento. Come? Sotto il profilo archeologico abbiamo in mente alcuni progetti per migliorare il sito: vogliamo valorizzare le domus romane con un’affascinante percorso virtuale. così come è stato fatto a Roma. È la stessa agenzia dell’Onu a “pretendere il risultato economico”: non basta avere delle straordinarie testimonianze del passato. Un impegno che si dipanerà “almeno per i prossimi vent’anni”. In che modo? “Dovremo fare in modo che questo patrimonio possa giovare a tutto il sistema Brescia. bisogna saperle valorizzare in modo che producano “sviluppo e benessere per la città”. riorganizzare la sezione longobarda di Santa Giulia. trasformando la città in un polo turistico (culturale. ma il sogno è “recuperare il teatro romano”. Ecco perché il sindaco Adriano Paroli – e tutti gli attori della partita – non fanno che ripetere che il riconoscimento non è che l’inizio e che ci sarà ancora molto da lavorare. E a Santa Giulia le domus sono conservate molto bene. ma non solo) di prim’ordine. archeologia e business. Ma andiamo con ordine. Il nostro riferimento temporale è l’Expò del 2015. Sappiamo di dover fare molto.

ma anche l’area che gli sta attorno. Di certo noi vorremmo rendere l’intero sito . Santa Giulia patrimonio dell’umanità potrebbe essere la leva per rilanciare il turismo d’affari in città? “Certo. La seduzione di Michelangelo si è chiusa il 26 giugno. materiale di promozione. in quell’albergo. ma anche per il Garda è importante avere un’offerta culturale di primo piano come quella di Santa Giulia. come sede di possibili rappresentazioni. ma il turismo lo si porta da fuori. i frati del santuario di San Michele hanno suonato le campane a festa. Di certo l’essere sempre in campagna elettorale non fa bene alla politica. “Sono tutte opzioni da valutare e di certo qualche cosa andrà fatto. Adriano Paroli. ma non solo. distribuendo i meriti a tutta la città e ai sindaci che hanno contribuito a raggiungere questo risultato. alle persone che fanno politica in quel modo e non aiuta la città e il Paese”. Invece ampliammo l’area del sito – includendo il Capitolium . costruendo un percorso unitario con Santa Giulia. Quando c’è stata l’ufficializzazione a Monte Sant’Angelo. Al presidente Folonari e al segretario Mantovani va il mio grazie e quello di tutta la città. Il timbro “Patrimonio dell’umanità” è qualcosa di incommensurabile per una città come la nostra. sindaco di Brescia. Crede che sia un’operazione fattibile. invece. in Puglia. quest’anno Matisse. Noi possiamo dare risposte in termini di strutture e servizi. Mi fermo qui. Brescia oggi ha le qualità per potersi promuovere con forza su tutto il bacino gardesano. A Brescia c’è una buona qualità. È chiaro che il riconoscimento Unesco può essere uno stimolo per andare in quella direzione”. ma bisognerà valutare cosa fare in termini strategici”. assessore alla cultura negli anni Settanta che già nel 1975 aveva proposto Santa Giulia come potenziale patrimonio del nostro Paese. Con Bresciatourism c’è la possibilità di ragionarci. e l’ex sindaco Corsini ha subito chiamato i giornali. Con Bresciatourism non abbiamo perso tempo e abbiamo chiuso un accordo in modo da “vendere” subito il sito Unesco ai turisti del Garda e dei laghi bresciani. ma credo che ci sia spazio anche per una nuova struttura. non solo per dormire. Poi dovremo studiare modalità nuove e più accattivanti. ma quello che chiedono i manager e le aziende è un’accoglienza alberghiera di livello. Sapendo che non possiamo fare recuperi superficiali e che quindi tutto andrà valutato nel modo migliore. È indubbio che un ruolo fondamentale è stato giocato dalla Fondazione Cab che ha creduto fortemente in questo progetto investendo risorse importanti per rendere Santa Giulia quello che è oggi. L’hotel Vittoria sta facendo importanti passi avanti. Anzi. Passando invece al turismo del Garda e degli altri laghi bresciani. Per questo abbiamo deciso di prolungare e spostare verso l’estate il periodo delle grandi mostre. un sabato.e ripresentammo il progetto.dobbiamo “far sapere” di aver ottenuto questo riconoscimento. roadshow nelle fiere internazionali dovranno avere al centro il riconoscimento Unesco. c’è stata qualche polemica di troppo su chi dovesse prendersi i meriti del riconoscimento. non lo si fabbrica in casa. Per il 2013 contiamo di riaprire al pubblico il Capitolium. ma ci proveremo. Ecco perché io conto molto su Bresciatourism che potrebbe essere davvero lo strumento giusto per coordinare tutte le operazioni di promozione”. Devo però ricordare che nel 2009 la candidatura non passò l’esame. Diciamo che partiamo in configurazione minima. Ma quello che mi piacerebbe davvero fare è recuperare il teatro romano. Ho definito quello dell’ex sindaco un gesto scaturito da un eccesso di entusiasmo. Qui a sinistra. Dopo di che ciascuno deve fare la sua parte.una zona viva e non un semplice luogo di visite”. recuperarlo nella sua funzione scenica. Punteremo poi a valorizzazione il foro romano e ciò che lo circonda. E l’ipotesi di un Centro congressi? “Anche questa è un’opzione alla quale guardare. Noi sapevamo dal giovedì che la cosa sarebbe andata in porto ma volevamo comunicare la notizia insieme alla Fondazione Cab. Lì ci fu la svolta. Prima finivano a marzo. MESI 12settembre 2011 s . A Brescia. ma manca il livello d’eccellenza che è quello che fa rappresentanza. l’aula occidentale del Santuario tardorepubblicano. Si potrebbe pensare anche a bus navette – magari gratuite . sia nei tempi che nei modi e nei costi? “È un sogno. in verità ci stiamo già pensando”. “È la parte per certi versi più urgente. Facciamo un salto indietro. Opuscoli informativi. ora – per quanto banale possa sembrare .31 Nella pagina a fianco. al pari di Verona o Mantova”. Qui si innesta l’altra azione che dovrete mettere in campo: la promozione. Avremmo potuto mollare. La decisione finale è stata presa a Parigi la tarda sera del 25 giugno scorso. Parlo di un albergo che abbia tutti i comfort e i servizi che oggi ci si attende da un gran hotel. che sinergie si possono mettere in campo per portare queste persone a Brescia e a Santa Giulia? “Per noi è importante poter intercettare i turisti del lago. dal castello alla pinacoteca . Ma poi ho citato anche Vasco Frati.che dal lago portino i turisti in città per una visita a Santa Giulia. l’interno di San Salvatore. non solo come testimonianza del passato”. Non trova? “Sì. no riorganizzate e riallestite. qualcosa per cui valga la pena di starci. al Ministero e agli altri sei siti della candidatura. e non a caso ho parlato di vittoria che viene da lontano.

È stata infatti la Fondazione attorno alla metà degli anni Novanta. “patrimonio dell’umanità” dallo scorso giugno. dagli interventi a pioggia. pur di grande pregio. Seguirono per 4 anni altre esposizioni importanti.. Così. quella della Fondazione Cab . per la Fondazione Cab non fu mecenatismo fine a se stesso. presidente della Fondazione Cab. era consegnare alla città un bene che potesse far aumentare il turismo e con esso migliorare il flusso economico di molti settori. Da allora. lo ripeto.32 Un soGno ReaLiZZato S ANTA gIULIA oRa seRVe Una Gestione iMpRenditoRiaLe Alberto Folonari. ma un ente promotore”. sia per rea- . a dare l’impulso finale per il recupero dell’ex monastero sottoscri- d di DAVIDe bACCA Alberto Folonari. “Sì. ma la partecipazione a un progetto che realizzasse gli interessi di Brescia. Ieri come oggi non vogliamo essere un semplice sponsor. Brescia Musei e la società Linea d’Ombra di Marco Goldin. ci fu un cambio di strategia per la Fondazione e. che ebbe grande successo. sempre di partnership. Il nostro obiettivo.dal recupero delle Domus dell’Ortaglia al nuovo impianto di condizionamento che per le grandi mostre. dopo l’approvazione Unesco. L’idea di realizzare un “museo della città” fu una sfida che diede luogo all’innovativo rapporto pubblico-privato. Ma sotto il profilo di driver economico che giudizio dà dell’esperienza? “A mio avviso abbiamo ottenuto risultati importanti. ai quali erano state poste diverse opzioni su come rilanciare la città. oltre che per il suo valore straordinario. Allora fu deciso di cambiare strada e realizzammo un accordo. Serviva però un contenitore. Ecco perché il presidente Alberto Folonari può parlare oggi. della stagione delle Grandi mostre e della candidatura Unesco. passammo a progetti mirati su cui concentrare le risorse. e rilancia la sfida: “turismo e cultura potranno essere il volano economico di brescia dei prossimi anni”. quindi come fatto economico. Un sogno – precisa .. presidente della Fondazione Cab. il simbolo della sua rinascita culturale. La prima. Comune e Fondazione adottarono volentieri questa tesi non per realizzare semplici esposizioni d’arte. quando avete deciso di investire su Santa Giulia lo avete fatto con una precisa convinzione. ma come mezzo per dar vita a una nuova corrente turistica.Istituto di Cultura Giovanni Folonari. Venne fuori che la stragrande maggioranza dei bresciani. multinazionale di marketing. proposta dal nostro consigliere Angelo Rampinelli. sposava l’idea delle “grandi mostre”. creare a Brescia un nuovo fatto economico. fu “Il futuro dei Longobardi”. MESI 12settembre 2011 vendo un accordo di partnership con il Comune di Brescia (che aveva iniziato il restauro 30 anni prima). di “sogno realizzato”. Brescia Musei si era resa necessaria sia per interfacciarsi sul piano operativo con Linea d’Ombra. Fondazione Cab. sempre d’intesa con il Comune e con i civici musei portammo avanti un programma di Grandi Mostre. Presidente.vissuto insieme con le diverse amministrazione comunali che si sono succedute. Il 16 luglio 1999 il Museo di Santa Giulia venne inaugurato e i risultati furono subito sotto gli occhi di tutti. odici anni fa Santa Giulia era ancora un grande cantiere. sia per gli investimenti strutturali . E così avete pensato a Santa Giulia. la Fondazione ha investito circa 25 milioni di euro. in fase di recupero – è il fiore all’occhiello della città. Una trasformazione che porta una firma ben precisa. ripercorre le tappe del recupero di santa Giulia. Oggi – insieme all’area del Foro romano. La scelta cadde su Santa Giulia perché è nel cuore della città. “La proposta venne dal nostro consigliere Antonio Spada.”. ma che non ci dettero sufficienti soddisfazioni sotto il profilo dei visitatori. nel 1993. poi Corsini e infine Paroli e l’assessore Arcai. fonte di ricchezza e sviluppo per la città e il suo territorio. quando divenni presidente. tra Comune di Brescia. prima Martinazzoli e l’assessore Comboni. Commissionammo uno studio approfondito alla Wunderman Cato Johnson. Oggi il riconoscimento UNESCO è l’ulteriore testimonianza.

Il riconoscimento Unesco è forse arrivato al momento opportuno per rilanciare Santa Giulia e dare nuovo impulso a quel fattore economico da Lei citato. Soprattutto per superare la scelta del “mordi e fuggi” occorre pianificare la presenza turistica con una serie di iniziative sulle quali la città deve impegnarsi meglio e di più. Turismo e cultura potranno essere il volano economico dei prossimi anni. sotto. che vanno preservati per gli addetti ai lavori. a fronte di un investimento di sette/otto milioni. oppure qualcosa da modificare o da migliorare? “Da migliorare sicuramente. ma chi dovrebbe occuparsi di coordinare tutte queste attività? “In particolare per la promozione occorrerebbe concentrare su un unico ente operativo le varie iniziative che nascono nella nostra città e nel suo territorio. ha optato per altre priorità. È chiaro che ogni scelta compete all’Amministrazione Comunale che. Per questo la Fondazione Cab è capofila per realizzare a Brescia una nuova guida turistica del Touring Club. l’impatto economico generato è un giro di affari pari a oltre settantasei milioni. Servono soluzioni scenografiche più accattivanti. l’area archeologica delle domus dell’Ortaglia. l’interno di San Salvatore dalla base del campanile. Oggi in effetti sono troppo frammentate”. la Pinacoteca. capace di incrementare l’offerta turistica della città.it MESI 12settembre 2011 . Credo infatti. La Fondazione aveva alcuni progetti: un ascensore che. magari studiate da qualche regista. partendo dal Foro Romano. nella sua autonomia. Attualmente la Fondazione Cab è impegnata nel recupero della Chiesa di Santa Maria della Carità (detta anche del Buon Pastore) monumento di straordinario pregio e di grande storia. oltre che in italiano e in inglese. Resta il fatto che i numeri di presenze turistiche sono stati significativi. turistico. per le mostre di Brescia si contarono quasi due milioni di visitatori. oltre che religioso. “Certamente il riconoscimento può essere una base straordinaria per insistere sul lancio economico. bisogna andare incontro alle aspettative dei visitatori e soddisfarli il più possibile”. Quando avremo le risposte a questi quesiti sapremo investire bene in promozione e sapremo realizzare al meglio il piano di gestione previsto dall’Unesco. Ciascuno fa la sua proposta. Giulia. Ma insisto su un punto: se vogliamo far fruttare questi tesori serve una gestione dinamica e imprenditoriale della proposta complessiva. tant’è che l’ultima mostra. chiusa da pochi mesi. Inoltre. arrivasse al castello e la sostituzione dell’attuale tensostruttura di Santa Giulia. Una ricerca dell’Università Bocconi pubblicata nel 2006 ha evidenziato che. Forse però oggi c’è un po’ troppa frammentazione. per dire che non bastano certo cinque e nemmeno dieci anni di impegno e di investimenti promozionali. Pieno successo dunque. L’esperienza passata ci dice che per le mostre almeno il 30% delle risorse va investito in comunicazione. Il rapporto con Linea d’Ombra si dimostrò subito all’altezza delle aspettative: per tre anni consecutivi Brescia fu la prima città d’Italia per numero di visitatori di mostre e. che l’attuale allestimento di Santa Giulia debba essere più calibrato sulle moderne aspettative del turista. Questa guida. La Chiesa è in via dei Musei a metà strada tra Santa Giulia e le Piazze del Centro Storico e a restauro ultimato rappresenterà un monumento artistico culturale. si è piazzata al secondo posto”. Vale a dire? “Abbiamo bisogno di un’analisi del prodotto turistico-culturale che vogliamo “vendere”. Su Santa Giulia e sull’area Romana che cosa si potrebbe o dovrebbe fare. sarebbe bene stamparla in altre lingue e magari anche in cinese”. ma essenziali. Quasi dieci volte!”. Il cambio di amministrazione non ha modificato sostanzialmente questo trend. per “catturare”. culturale di Brescia. Purché siano realizzati con uno spirito imprenditoriale”. considerando anche gli anni successivi. un’indagine seria e approfondita per tracciare il profilo del turista che visita Santa Giulia: che cosa si aspetta di trovare. A volte servono anche cose semplici.33 A destra. una corrente turistica bisogna lavorare sulla distanza. nel modo migliore. come potrebbero evolvere i suoi gusti nei prossimi anni.bsnews. lizzare una gestione più manageriale di tutti i musei cittadini (S. Cosa ne pensi del tema trattato in questo servizio? Dai il tuo parere su www. solo per fare un esempio. Senza mortificare gli aspetti scientifici. i Musei del Castello).

Via Matteotti. 47/9 .Tel.LUMEZZANE BS . 030 871485 .

il mondo è cambiato. Federacciai. facendola retrocedere dal quinto al settimo posto a livello globale.000 addetti diretti. per una quota percentuale mondiale calata dal 2007 al 2010 dal 4. con l’opportuno inserimento anche di quelli fondamentali per il manifatturiero. che è in molti casi caratterizzata da elevato consumo di energia.R di mArIO CONserVA UBRICA 35 STRATEGIA D’IMPRESA cooRdinaMento peR iL ManifattURieRo peR paRLaRe deLL’indUstRia ReaLe orniamo a parlare dell’industria manifatturiera perché è un tema fondamentale per l’economia italiana ed europea. per l’ampliamento dell’offerta e una maggiore concorrenzialità del mercato. che insieme valgono 167 miliardi di euro di fatturato e oltre 615. partita ad opera delle filiere della carta. e questo lo dicono i numeri. perché non si vedono serie alternative a una industria manifatturiera solida. In questo contesto si pone come elemento di forte positività l’iniziativa tutta italiana del “Coordinamento per il ma- t nifatturiero”. Assocarta. che peraltro non è stato firmato da molti paesi concorrenti. che ha svolto una funzione essenziale in questi ultimi anni di profonda crisi e che può e deve avere il suo spazio nel futuro del nostro paese. dalla necessità di ripartire con le infrastrutture alla sostenibilità della normativa ambientale. ma la crisi dello scorso biennio ha gravemente colpito la nostra industria manifatturiera. Per uscire dal generico. ad una politica commerciale che assicuri di gareggiare con concorrenti stranieri sulla base di regole comuni e rispettate. L’Italia è indiscutibilmente un paese ad alta vocazione industriale e mantiene a livello europeo la sua seconda posizione rispetto alla Germania. Assomet. dalle liberalizzazioni all’energia meno cara e un fisco a livelli europei.7% sul valore della produzione industriale mondiale. strutturata e competitiva per creare posti di lavoro e condizioni di benessere. la eliminazione dei dazi sull’import di materie prime strategiche per l’industria della trasformazione. Il ventaglio delle proposte del gruppo è a tutto campo. si tratta degli otto presidenti delle Associazioni del Coordinamento (Amafond. Riguardo alla normativa ambientale e alla sostenibilità dei relativi impatti. della ceramica e laterizi e di quelle dei metalli e della meccanica. Assofond. ma al momento si può dire che il Coordinamento del Manifatturiero nasce con idee chiare e precise. Unacoma). Federazione Confindustria ceramica e laterizi. e su questi temi si chiede una particolare sensibilità e attenzione. i problemi di fondo sono il difficile accesso a condizioni competitive e la volatilità dei prezzi internazionali. Tra le proposte operative messe in pista dal Coordinamento sull’energia il gruppo richiede una politica efficace e coerente inserita in un disegno industriale di sostegno all’industria manifatturiera. il gruppo chiede attenzione alla reciprocità degli accordi presi a livello internazionale. in particolare tenendo conto del peso sostanziale delle piccole e medie aziende che sono il nerbo del manifatturiero in Italia e in Europa. in modo da scongiurare il rischio di trasferimento di importanti quote di produzione in paesi non sottoposti a questi oneri aggiuntivi. MESI 12settembre 2011 . il gruppo indica come passo obbligatorio lo sviluppo delle infrastrutture necessarie a un’indispensabile diversificazione delle fonti di approvvigionamento. i quali si sono seduti intorno a un tavolo con un’agenda unica e con l’obiettivo di riportare l’economia reale al centro del dibattito. Non è facile mettere d’accordo tante teste. Si tratta di una situazione preoccupante. il sostegno alle attività di riciclo per poter sfruttare le risorse presenti nei rifiuti in termini di possibile recupero di materie prime ed energia. La crisi economica dello scorso biennio ha lasciato segni indelebili sul panorama mondiale dell’industria manifatturiera. di colpo il baricentro produttivo si è spostato verso i paesi emergenti asiatici. che sono saliti al 29.4%.5% al 3. un tavolo ove diverse associazioni decidono di lavorare insieme su delle priorità comuni per la difesa di un comparto fondamentale nel sistema industriale del paese. Quindi abbiamo un gruppo che crede nel fare sistema. ma mette in guardia contro l’assunzione di nuovi impegni UE troppo gravosi. Anima. Sulle materie prime. come ulteriori obiettivi di riduzione di emissioni e relative implementazioni del protocollo di Kyoto. suggerendo la revisione dell’elenco dei materiali strategici. con lo scopo di mettere insieme le voci del sistema manifatturiero italiano e raccogliere suggerimenti e proposte per garantirne lo sviluppo. lo dice il fatto che il 25% dell’occupazione complessiva in UE è concentrata in questo settore e lo afferma l’evidenza statistica che da qui si finanzia l’80% di tutte le iniziative di ricerca e sviluppo condotte nel settore privato in Europa.

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Perché fiorisca. ad attivarli e a trattenerli. il talento emotivo (legato all’abilità di gestire le proprie emozioni e rispettare quelle altrui) e il talento innovatore (legato alla capacità creativa). le diverse competenze. processi attuabili e servizi fruibili. che funzionano solo a seconda dello scenario che circonda il singolo datore di lavoro. per giungere alla definizione di innumerevoli “talenti”. scritta nel 2009. è la capacità di integrare i diversi saperi. l’effetto sarà catastrofico. la dichiarazione si conclude con l’affermazione che in futuro avremo bisogno di tutti questi e di nuovi talenti. perché se tutto il sistema non si dedica a coltivare i talenti. quindi. Deve puntare a identificare e attrarre talenti. e Va coLtiVata. n ella “Dichiarazione Internazionale di Navarra sul Talento”. studioso di capitale umano e consulente del governo americano. Un’organizzazione di talento avrà quindi la lungimiranza di dotarsi di capacità diverse. qualcuno dovrebbe invece preoccuparsi di far crescere le risorse. gestionali e relazionali che un individuo è chiamato oggi ad esercitare e a sviluppare nell’arco della sua attività professionale. possedere un giusto mix di abilità creativa e abilità logica ed usarle entrambe. Deve puntare a individuare risorse umane con il giusto potenziale di abilità integrate. al rispetto della legge e alla tolleranza verso altre culture). personale e professionale. La gestione del talento deve dunque entrare in un processo strutturato che ne consenta la formalizzazione. essere un talento. il talento sociale (legato all’abilità di integrarsi socialmente e interagire con altre persone). nel suo saggio “Talent on Demand”. saprà farle coesistere. Difficile non scorgere nella declinazione e definizione di questi talenti la serie di competenze cognitive. il talento civico ed etico (legato alla difesa dei valori. significa avere la capacità di aprire indistintamente tutti i cassetti della mente. ciascuno legato ad una specifica capacità.R LAVORO di emANUeLA GAstALDI UBRICA 37 La capacitÀ innoVatiVa non è QUestione di Genio. Avere talento. però. deve vivere e nutrirsi in un ambiente che gli garantisca la possibilità di crescere. individuando come veramente essenziale la necessità di imparare ad imparare lungo l’intero arco di vita. MESI 12settembre 2011 . un gruppo di esperti riuniti nel I Forum Mondiale sul Talento nell’era della conoscenza tenta un superamento della definizione di talento come semplice “inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività”. Ecco comparire. Un’organizzazione che ambisca ad essere innovativa non può prescindere dall’investimento sul talento. innovativi e di successo. in modo che il “talento dell’organizzazione” sia qualcosa di più che la somma algebrica delle sue componenti. passando da obiettivi di retention a logiche di just in time. A fronte di aziende che non hanno (o hanno perso) la possibilità di fare piani di investimento per lo sviluppo dei talenti. Non a caso. bloccando la spinta innovativa e pregiudicando la crescita futura del sistema tutto: è quanto sta accadendo per esempio negli Stati Uniti. e si limita invece a pescare nel bagaglio altrui se occorre. il talento non può essere abbandonato a se stesso: va continuamente coltivato. il talento imprenditoriale (legato alla propensione ad assumere il rischio). per il singolo e per l’organizzazione. Il talento per eccellenza. divenendo abile a tradurre le “idee geniali” in prodotti reali. e strutturarsi per processi lungo i quali i talenti vengano garantiti. il talento tecnico (legato alla conoscenza di una materia). in modo che la conoscenza acquisita dal singolo individuo venga anche diffusa in maniera sistematica all’interno dell’organizzazione per farla crescere tutta. saprà integrare al proprio interno la creatività e l’originalità con il metodo e la struttura. dove le logiche di just in time stanno prevalendo. L’attuale situazione di crisi ha modificato gli approcci e le politiche di gestione anche dei talenti. Ma di taLento. come puntualmente osservato da Peter Capelli. dunque. le diverse abilità.

bergamo. Consorzio Università & Impresa. Un’attività di alta formazione massiva e imponente. dell’Aib. degna delle migliori realtà similari di livello nazionale. investe anche i grandi progetti formativi finanziati da fondi interprofessionali (Fondimpresa e Fondirigenti) e dal Fondo Sociale Europeo. della Confcommercio e della Confesercenti di Brescia. Obiettivi. Per il semplice fatto che qualunque investimento in formazione e ricerca è per definizione l’investimento migliore che si possa ipotizzare. Mantova e Cremona detengono il 60% del capitale insieme a Confesercenti e Cna di Brescia. Insomma. di Isfor 2000 e delle principali associazioni imprenditoriali bresciane per favorire la cooperazione tra università e mondo del lavoro. Dalla fondazione a oggi Isfor 2000 ha formato oltre 100mila iscritti. A tutt’oggi sono 15 i master realizzati. Così può essere definito Isfor 2000. Tra questi. contenuti. l’assetto societario di Isfor 2000 si è ampliato fino ad accogliere 112 soci. un patrimonio formativo per le imprese dell’intera Lombardia Orientale. Meglio. Cremona e mantova grazie all’Aib e ad Achille Fornasini. come spiega Achille Fornasini. Entrambe permanenti. cioè full-immersion in imprese bresciane. Due filoni operativi. l’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca costituito nel 1989 dalla Associazione Industriale Bresciana insieme alla Camera di Commercio e quattro associazioni territoriali. animatore e amministratore delegato dell’istituto presieduto da saverio Gaboardi. di ALessANDrO CheULA isfoR 2000 F ORMAzIONE U n asset culturale e professionale bresciano. in quanto “cerniera” tra l’una e l’altra. Dall’epoca della sua costituzione. In tale ambito Isfor 2000 realizza presso le sedi dei Comuni della provincia di Brescia una cinquantina di seminari l’anno che hanno coinvolto a tutt’oggi oltre 5.38 ecceLLenZa BResciana peR La LoMBaRdia oRientaLe Dal 1989 è un valore permanente per le aziende delle province di brescia. vale a dire le sfide del mercato e le dinamiche dei processi di globalizzazione. frequentato dall’ottobre 2010 da un quarantina tra imprenditori e manager. 12 MESI settembre 2011 . Un percorso didattico e un patrimonio formativo che. una sfida che continua tuttora sul terreno strategico della formazione. Alla società consortile partecipano. destinati a chi è già in possesso di una solida esperienza professionale. Saverio Gaboardi. Accanto alle attività istituzionali sono nel tempo fiorite significative attività formative complementari. e dal 1999 è un crocevia del rapporto tra scuola e mondo del lavoro. della Camera di Commercio.000 operatori del commercio e del turismo. 85 primarie imprese bresciane mentre le organizzazioni imprenditoriali di Brescia. oltre a specifici corsi brevi e seminari specialistici su tutti i temi della gestione aziendale. che ha contribuito in misura decisiva alla moderna qualificazione e valorizzazione dell’economia delle quattro province interessate. È una società consortile costituita nel 1999 su iniziativa dell’Università statale di Brescia. finalità. 12 dei quali frequentati da imprenditori e manager appartenenti a diversi filoni dell’attività economica. come precisa Fornasini. è idealmente o oggettivamente la capitale. di grande successo il master in economia e gestione della piccola e media impresa. con uno sforzo finanziario che allora poteva apparire azzardato o quantomeno temerario ma che poi si è rivelato uno dei migliori investimenti nella storia industriale bresciana. infatti. come puntualizza Fornasini: formazione permanente interaziendale e formazione continua aziendale. anticamera e condizione dell’innovazione. Le cifre dell’attività di un ventennio. Bergamo. sono più eloquenti di qualsiasi discorso. e di master post-laurea destinati a giovani in cerca di occupazione qualificata. Quella “periferia del Nord Ovest e anticamere del Nord Est” di cui Brescia. si dedica alla progettazione e programmazione di master post-esperienziali. tra cui la Scuola Superiore del Commercio e del Turismo. costituita nel 2000 grazie all’impegno della Camera di Commercio. Per i giovani neolaureati il Consorzio si è concentrato sulla pianificazione di master innestati nell’alta formazione in apprendistato. con una media dai 4 ai 6mila all’anno nell’ultimo decennio. Achille Fornasini. Vale a dire fornire a tutti coloro che operano in azienda in posizioni dirigenti gli strumenti conoscitivi per rispondere alle nuove complessità dell’economia. Il Consorzio.

Enio Meneghelli. Giorgio Bontempi per Camera di Commercio e Provincia di Brescia (8. moda. Per quello che è il primo intervento su Brescia di Futurimpresa. a 4.38%). i pannelli. Treviglio e Milano attraversando 5 province e 43 comuni. per un costo di 1. 25/07 A due anni dall’inizio dei lavori Brebemi annuncia. la società che integra fotovoltaico e agricoltura. espresso da Banca Popolare e Fondazione Cariverona (8. Il fondo di private equity promosso dalle Camere di Commercio di Milano.bsnews. 01/07 Parte da Brescia la nuova frontiera del fotovoltaico italiano: basta distese sterminate di pannelli. già riconosciuta anche per l’impegno a livello regionale. Alla guida del neo sodalizio è stato eletto presidente Massimo Capretti di 39 anni. Terme di Sirmione e Turismo e Congressi Sirmione del Garda hanno stilato un accordo per una comune attività di promozione e commercializzazione sul mercato tedesco. in via sperimentale a partire dal primo settembre. Brescia e Como. Tosi e Arena. composto complessivamente da sette membri.06% in tutto). ACHECA 39 Riva e Sirmione. Brebemi viene realizzata in completo autofinanziamento. con tutto lo spazio per il passaggio di trattori o trebbiatrici. Lo ha eletto all’unanimità l’Assemblea dei Soci con mandato triennale. durante un evento dedicato presso il cantiere di Calcio (Bg). Maurizio Marino. All’incontro hanno preso parte Stefania Quaranta.B Francesco Mensi nel Consiglio direttivo nazionale della Fippa 19/06 Si è tenuta a Roma l’assemblea generale ordinaria e straordinaria della Federazione Italiana Panificatori (Fippa).6 miliardi di euro (il fabbisogno finanziario complessivo è di 2. Giancarlo Conta indicato dal Comune di Verona (socio al 6. Da sinistra. nuovo Presidente degli aeroporti di Verona e Brescia 27/06 Paolo Arena è il nuovo Presidente della Società Catullo Spa. indicato dalla Camera di Commercio di Verona (primo azionista con il 21. autostrada in arrivo. ma integrazione tra alta tecnologia e coltivazione dei campi. La buona reputazione di cui gode il Sindacato Panificatori di Brescia. Entrano a fare parte del nuovo cda della Catullo.it Futurimpresa entra in Rem. attraverso il quale. Ermes Martini per conto della Provincia di Verona (terzo azionista con il 17.bsnews. infatti. presentato dalla Provincia di Trento. Aib e la direzione 19/07 provinciale dell’Istituto di Previdenza. Il Gruppo Giovani di Confesercenti si è formato con lo scopo di rappresentare la realtà dei giovani (di età massima 40 anni) aderenti alle varie categorie dell’associazione. nuovi stimoli. Per approfondimenti vai al sito: www. che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia.bsnews. Rem (Revolution Energy Maker). sotto le colture. La vicepresidenza è stata assegnata per il terzo mandato consecutivo a Pierluigi Angeli. tutti giovani imprenditori nei settori: commercio. La nuova realtà si è costituita ufficialmente in un’assemblea svoltasi presso la sede di Confesercenti. in via Emilio Salgari. Davide Capretti.5 metri di altezza. portando vivacità. Per approfondimenti vai al sito: www. Miozzi. “Brebemi due anni dopo” tempi rispettati. Un progetto innovativo e dalle ottime potenzialità che ha attirato l’attenzione di Futurimpresa. innovazione. occasioni di incontro e confronto. Giannicola Carmeli. Per approfondimenti vai al sito: www.it Consulenza Inps presso lo sportello Aib Associazione Industriale Brescia e Inps di Brescia rafforzano la sinergia per migliorare i servizi alle imprese. nasce l’alleanza del Garda per “sfondare” nel mercato tedesco 05/07 Riva del Garda Mice.4 miliardi di euro compresi gli oneri finanziari e l’Iva). progetto di consulenza per l’export delle pmi bresciane 15/07 È nato il Gruppo Giovani della Confesercenti Provinciale Brescia.87%). Designato anche il nuovo Consiglio di Amministrazione.it Paolo Arena. ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Brescia Francesco Bettoni. è stata confermata nel momento del rinnovo delle cariche sociali federali con la formalizzazione dell’incarico a Consigliere del direttivo nazionale per il triennio 2011/2014 del Presidente Francesco Mensi. L’autostrada sarà lunga 62 km. Tempi rispettati nonostante le lungaggini e la burocrazia con investitori che continuano a sottoscrivere il loro supporto. una holding industriale con sede a Coccaglio. hanno siglato un protocollo d’intesa. Francesco Chiappi. di essere a metà della costruzione dell’infrastruttura che collegherà Brescia a Milano. Sopra. ovvero strutture che integrano perfettamente la produzione di energia solare con l’agricoltura e il territorio. nasce con lo scopo di far percepire Riva del Garda e Sirmione come destinazione con un’immagine unica in ottica congressuale e incentive. arrivato ad avere un capitale di oltre 70 milioni. Francesca Merigo. Presenti all’incontro una delegazione di panificatori bresciani del Sindacato Panificatori (Associazione Artigiani) accompagnata dal Presidente Francesco Mensi. Nasce Uptrend. turismo o somministrazione. Per approfondimenti vai al sito: www. che offrirà consulenza alle imprese associate con dipendenti e/o collaboratori in tema di flussi assicurativi. verrà attivato nella sede degli industriali di via Cefalonia uno sportello con un funzionario Inps. ha infatti sviluppato impianti agro-voltaici. Bergamo. seconda quota dopo la Camera di Commercio veronese). Un investimento di circa 3 milioni di euro. collegherà Brescia. oltre al presidente Arena.it MESI 12settembre 2011 . messa in atto con la collaborazione dell’agenzia PSnetwork Marketing & Pr di Monaco di Baviera. sottoscriverà una quota di capitale che la porterà a detenerne circa l’11% del totale. Bettoni.25% delle azioni. e il vicepresidente Pierluigi Angeli espressione della Provincia di Trento (che insieme alla controllata Tecnofin trentina detiene complessivamente il 19. La sinergia.68%). Massimo Capretti.bsnews.17%). contributivi e conti Individuali Aziendali.

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ove possibile. non solo dalle associazioni imprenditoriali di appartenenza – le prime per ragioni istituzionali ad essere direttamente interessate e coinvolte – ma anche dalle istituzioni pubbliche sia economiche (Camera di Commercio) sia politiche (Comune. si stanno realizzando significative alleanze di scopo e importanti aggregazioni di prodotto. è la costituzione di un “gruppo di acquisto” per il grande arcipelago bresciano dell’automotive. ma significativi e potenzialmente propulsivi. imprenditore lumezzanese vicepresidente della Confindustria con delega alle reti e ai distretti. Regione). timidi benché non incerti. è la sede commerciale comune che gli armaioli della Val Trompia. Gli altri quattro sono più circoscritti ma altrettanto interessanti. Il primo di questi. Cominciamo dal primo. è l’Itg di Bovezzo. principale mercato di sbocco dei fucili e delle pistole bresciane. sono eloquenti e inequivocabili. Anzi. Provincia. tecnologia che conta a Brescia le aziende migliori del mondo trattandosi di una eccellenza in cui la nostra provincia è leader assoluta. quello che per metodo li coinvolge tutti. ancora a livello di ipotesi ma realisticamente possibile. poiché nel mercato globale la piccola impresa. un’alleanza che raggruppa quattro imprese appartenenti alla filiera dell’impiantistica meccanica (forno-pressa-transfer-robot) il cui attore trainante è il transfer. la componentistica per automobili. poiché solisti è bene. come vedremo. premessa di probabili alleanze e aggregazioni tra aziende della stessa filiera. è affermativa (sia pure con prudenza). Dopo oltre mezzo secolo di “singolarismo dinamico” – questa la domanda – siamo finalmente alla vigilia dell’atteso e agognato “salto culturale”? La risposta. la connessione telematica conoscitiva permanente tra imprese voluta da Aldo Bonomi. in questo senso. CINQUe CAsI embLemAtICI È una “rivoluzione” solo al suo inizio ma che promette bene. si sta muovendo. sta di una “mutazione genetica” nella cultura industriale bresciana? Siamo alle soglie di una “svolta epocale” nella manifattura locale? Siamo di fronte al superamento dell’atavico “solipsismo” dell’imprenditoria nostrana? Alcuni tentativi in atto sembrano confermare come si stia facendo strada una nuova mentalità associativa. il terzo. Ma essere individualisti oggi non va più bene. poiché significa chiudersi in se stessi rischiando di rimanere sordi alle novità o miopi ai cambiamenti. il secondo. forse il più importante di tutti per le dimensioni delle aziende di ALessANDrO CheULA s olisti è un conto. anche nella provincia più individualista d’Italia. deve diventare pluralista.E CONOMIA 41 Le Reti d’iMpResa incontRaRsi e non diRsi addio solisti. Una “rivoluzione culturale” foriera di novità importanti che va sostenuta e incoraggiata. Le reti di impresa sono il primo su cinque casi censiti. Essere solisti va bene. è un solista). solo pochi esempi. in particolare in tempi di dilatazione dei mercati e di globalità della competizione. I segnali in atto. non più individualisti. Sotto il “cappello” delle reti di impresa. singolari e insieme plurali. solipsisti un altro. i migliori del pianeta. anche grazie alle reti d’impresa ma più ancora sotto la spinta del mercato. da singolarista qual è sempre stata. stanno costituendo negli Stati Uniti. Siamo in vi- MESI 12settembre 2011 s . Ma qualcosa. ma concertisti è meglio. il quarto. Qualcosa finalmente si sta muovendo anche a brescia. sollecitata e guidata. poiché significa valorizzare e realizzare se stessi contando sulle proprie forze (ogni imprenditore. più maturo per “anzianità” in quanto nato anni fa in tempi non sospetti. seconda in Italia dopo Torino. di recente concezione ma di sicure potenzialità.

in particolare quelli del Nord-Est. Qui le imprese appartenenti alle diverse fasi della sequenza possono dare vita ad un’unica realtà in grado. Perché parliamo di alleanze verticali di filiera. come nell’impiantistica complessa o nelle tecnologie di processo. retI e ImPrese (DAI DIstrettI ALLe FILIere) Dalle alleanze orizzontali di prodotto alle alleanze verticali di processo e di filiera. Reti e filiere sono due facce della stessa medaglia. s . Esortazione che. pur passata quasi sotto silenzio. in molti comparti hanno mostrato di essere superate non avendo sortito gli effetti sperati (si pensi ad esempio ai casalinghi di Lumezzane) ma avendo invece moltiplicato le inefficienze e le diseconomie delle imprese associate. di presentarsi unite sul mercato per competere con i colossi francesi e tedeschi. insomma. to del sistema-Paese che a noi manca e proprio per questo quasi sempre imbattibili. hanno per ora sospeso (rinviato. Integrate. è l’adesione alle reti di imprese. È ciò che hanno fatto in passato i distretti industriali. ripetiamo. Ma prima di affrontare tale argomento è necessaria una breve premessa. Dalle reti. possono generare quel mix virtuoso e quelle sinergismo industrioso in grado di saldare la competitività della singola impresa alla forza della filiera produttiva. Diverso invece il caso delle alleanze verticali di filiera. Un’aggregazione che sembrava fino a poco tempo fa a portata di mano ma che ostacoli di natura soggettiva. le alleanze di prodotto. momento conoscitivo propedeutico allo strumento operativo e prodromico al momento aggregativo. culturale e familiare. recitava il titolo di un noto film degli anni ’50. fa la differenza per quanto attiene alla capacità competitiva poiché va oltre l’impresa distrettuale (territoriale) e oltre quella meta-distrettuale per diventare una realtà funzionale. rendo nei più svariati settori stimolanti input alla aggregazione. condizione preliminare per salti di qualità successivi. E il primo passo verso tale traguardo. UNA rIVOLUZIONe CULtUrALe “Incontrarsi e dirsi addio”.42 E CONOMIA coinvolte ma appunto per questo di più ardua realizzazione. Ciò perché il monitoraggio continuo in tempo reale tra aziende mette le stesse in condizione di svolgere uno scambio di informazioni on-line e in tempo reale dal quale possono nascere nuove idee. le armi. di processo. Nei settori trainanti della manifattura locale (la siderurgia. non cancellato. La spinta più importante ed efficace all’associazionismo è stata innescata dalle reti d’impresa. riferita alle imprese bresciane. quelli frut- Amato Stabiumi. esperienza benemerita ma superata. La filiera. sollecitati da una migliore relazione e conoscenza tra imprese. C’è una cosa che. Aldo Bonomi. Torniamo alle alleanze. la componentistica automotive) come nei comparti ad alta tecnologia (la filiera dell’impiantistica e le macchine transfer) sta venendo avanti una novità importante: la consapevolezza della necessità di aggregazioni all’altezza delle sfide imposte dalla globalità del mercato. nuove intuizioni o nuovi intravvisti. Mentre le prime sono un dato orizzontale. oggi va declinata all’opposto. le seconde sono un fatto verticale. non va dimenticata. stanno scatuMESI 12settembre 2011 Giuseppe Pasini. è l’aggregazione tra le due maggiori aziende bresciane (e italiane) di tondo per cemento armato. poiché sarà il mercato a imporre quelle scelte oggettive che le famiglie per ora non sono da sole in grado di compiere). in luogo delle alleanze orizzontali di prodotto? Perché queste ultime. Si tratta per ora di una connessione (consultazione) reciproca tra imprese (una sorta di “matching on line” permanente tra aziende) ma la novità è degna di nota poiché sta generando quel salto di qualità culturale di cui si parlava in premessa. insomma.

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Una politica che. UNA GrANDe OCCAsIONe PerDUtA (Per OrA) La presa d’atto più autorevole di una nuova “mentalità” imprenditoriale che sta emergendo nell’industria più individualista d’Italia è venuta recentemente da due protagonisti della siderurgia bresciana. Nel corso della presentazione del bilancio 2010 dell’Alfa Acciai. nel corso di cinquant’anni esatti di attività. Ebbene. Il problema per i bresciani è restare grandi solisti senza essere prigionieri dell’individualismo. sta cambiando nella mentalità degli imprenditori più individualisti della Penisola. Sta finendo il tempo dell’individualismo. in particolare siderurgiche. se il buongiorno si vede dal mattino. Magari passando attraverso la fase delle rete. Qualcosa. Una mutazione culturale che può preparare una svolta epocale. Stabiumi è stato chiaro. ha spiegato dati alla mano come tutto il consumo di tondino italiano potrebbe essere soddisfatto da due sole aziende (nella fattispecie Alfa Acciai e Feralpi). titolari delle due più grandi acciaierie della provincia e tra le maggiori della Penisola: Amato Stabiumi. Coesione. quello della riduzione concordata e graduale dell’offerta. oggi rischia di tramutarsi nel suo contrario. ha bonificato il settore siderurgico europeo in modo strutturale. l’associazione che rappresenta le imprese siderurgiche italiane. Marco Bonometti. presidente della Feralpi di Lonato e numero uno di Federacciai.44 E CONOMIA Ruggero Brunori. Un ragionamento ineccepibile. attraverso tre successive stagioni di smantellamenti concordati e finanziati nel corso di un quindicennio. ponendo problemi mai visti fino ad oggi. ossia quel cambiamento comportamentale che da alcuni decenni viene auspicato e sollecitato per rendere più forti e competitive le aziende bresciane. il coriaceo imprenditore ha detto chiaramente che. erano fenomeni congiunturali quindi reversibili all’interno di un sostanziale equilibrio dei fondamentali del mercato (il bilanciamento tra domanda e offerta) la crisi attuale e il mercato globale. Ma per trovare tale formula aurea occorre imparare a fare squadra. dove la specificità della singola impresa può migliorare la propria competitività collegandosi alla forza della filiera produttiva. è il benemerito organismo comunitario sciolto all’inizio del decennio scorso Attilio Camozzi. ma cominciano ad essere numerosi i casi di alleanze operative e aggregazioni di scopo per competere sui mercati internazionali. potente e “glorioso” coefficiente di sviluppo delle Pmi bresciane per oltre mezzo secolo? L’individualismo. quella di cui stiamo parlando potrebbe costituire l’innovazione più radicale nella storia della manifattura bresciana. una spirale perdente e un circolo vizioso. visto che la Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) non esiste più. si veda Lumezzane. Sono tre numeratori di un comun denominatore: aggregazione. essendo la sovrapproduzione di tondino per cemento armato superiore del 40% rispetto al fabbisogno del mercato. Stabiumi. Un cambiamento degno dell’appellativo di “rivoluzione culturale”. La Ceca. Non essendoci più la Ceca a . collaborazione. richiedono risposte altrettanto inedite e incisive. per inciso. sistema o sinergia. condivisione. e Giuseppe Pasini. Non siamo ancora al superamento del genetico solipsismo d’impresa o alla rimozione dell’atavico familismo aziendale. occorre “unirsi per razionalizzare l’offerta”. ha dato vita al più colossale e riuscito esempio di politica industriale sovranazionale mai visto nella storia dell’economia moderna. Ma se fino a ieri le crisi. nel mercato globalizzato. infatti. con il consueto ruvido disincanto che lo distingue. da fattore di crescita virtuosa come è stato fino a ieri. vale a dire pressoché definitivo. a sostegno della sua tesi. amministratore delegato dell’Alfa Acciai di Brescia. MESI 12settembre 2011 che.

Meccanica che per oltre la metà è costituita dall’automotive. se a livello nazionale comprende qualcosa come 1. ossia il centro prussiano d’Europa. cioè fare posto a persone (manager) e risorse (capitali) esterni alla famiglia senza cancellare quest’ultima. la componentistica bresciana è la seconda in Italia dopo Torino. allearsi per razionalizzarsi. dove sta in concreto l’ostacolo che la impedisce? “Il problema è culturale – ha risposto Pasini – qualcosa comunque bisogna fare: che si tratti di una alleanza a due. Ma il fatto che gli stessi interessati ne riconoscano la ineludibile necessità mostra quanto la partita non sia ancora chiusa. O meglio. il 4% del quale destinato a innovazione Ettore Lonati. a livello bresciano conta 300 aziende con 20mila addetti e sette miliardi di fatturato. sINerGIA. nel senso che va superata la cultura familista delle stesse pur conservandone la struttura familiare. anch’egli vittima della selezione della specie da lui stesso invocata quando andava bene) lascia sul campo morti e feriti. MESI 12settembre 2011 s . qualcosa bisogna fare”. Pierluigi e Paolo Streparava. È di poche settimane fa. Pasini ha precisto di “credere nelle aggregazioni. Ma occorre anche rendersi conto che il tempo utile per tali decisioni sta scadendo. al solito. Cosa? Come? La lucidità con cui i due citati imprenditori ammettono la necessità di allearsi contrasta. pochi giorni dopo Stabiumi. più chiaramente. Calvisano e Odolo) e Pordenone. poiché nella beneaugurata ipotesi di una ripresa della domanda interna e internazionale il rischio è che il discorso sulle aggregazioni torni di nuovo in alto mare. Lonati. ma resti aperta a conclusioni positive.45 coscienti della sua ineluttabile urgenza – rette da importanti famiglie quali Pasini. Anzi. Stabiumi e Brunori – siano le stesse che da anni non riescono a portare a termine concretamente progetti aggregativi di cui i rispettivi titolari sono i primi a riconoscerne la improrogabile necessità. nel comparto del tondo per cemento armato di cui Brescia è leader nazionale ed europea. è ora e tempo di parlare di “aggregazione. Ebbene. L’imperativo dunque. inglobando altresì grazie all’Alfa Acciai una quota significativa della maggiore impresa tedesca di rottame – dimostra quanto sia ancora lunga la strada delle aggregazioni made in Brescia. se la componentistica italiana è la seconda in Europa dopo l’immancabile Germania. La resa di fronte ad un progetto straordinariamente positivo per il futuro del più importante ed omogeneo settore industriale bresciano – una grande realtà dell’acciaio che avrebbe collegato Catania. per prevenire la “selezione della specie”. con l’incertezza dei comportamenti. e che le aggregazioni o si fanno ora che la crisi morde o mai più. della specie”. occorre un’iniziativa consensuale e consapevole da parte degli stessi imprenditori. non selezione. risolvere gli squilibri. Per la ragione che la selezione della specie. alla faccia di tutti i buoni propositi e le realistiche ammissioni. lungi dall’essere “naturale” come avviene in natura (e come diceva Lucchini. un dato culturale oltre che una necessità”. Aggregarsi. sIstemA Ma ci sono altri tentativi di aggregazione in settori ancora più trainanti. che col 40% degli addetti dell’industria bresciana costituisce il comparto più diffuso della manifattura locale. a Riesa in Sassonia. a tre o quattro. infatti. NON seLeZIONe. DeLLA sPeCIe” Stesso discorso da parte di Giuseppe Pasini che. la nota con cui quattro grandi aziende siderurgiche italiane di cui tre bresciane (Feralpi. ovvero la componentistica per l’industria automobilistica e dei trasporti. è razionalizzare. Alfa Acciai e Valsabbia più Pittini di Udine) hanno comunicato ufficialmente il tramonto di un progetto aggregativo cui le stesse aziende stavano seriamente attendendo da due anni. nel corso della presentazione del bilancio del Gruppo ha condiviso l’appello di Stabiumi riconoscendo realisticamente la necessità di “essere più coesi”. sia detto a conclusione di tale capitolo. Intendiamo la meccanica. Certo. passando per Brescia (Lonato. stupisce che proprio le tre aziende culturalmente più mature per tale passo e più sQUADrA. Un complesso che. “AGGreGAZIONe. cioè per autoridurre le produzioni. Ma se l’esigenza di unirsi è così matura e condivisa. come dice Pasini “occorre spersonalizzare le aziende”. estremo Sud d’Europa. Ma.700 aziende che danno lavoro a 161mila persone per un fatturato di 40 miliardi di euro di cui il 18% all’export.

Marco Bonometti. sotto la guida dell’instancabile Pierangelo Pedersoli. anche a livello di vertice. parliamo del caso più emblematico di aggregazione in quanto finora più riuscito perché più compiuto. MESI 12settembre 2011 lista e cocciutamente solipsista dell’industria bresciana.000 tonnellate. Mansueto Bonomi. È un’aggregazione che comprende la filiera forno-pressatransfer-robot. sia fucili da caccia come Beretta o Fabbri e da tiro come Perazzi (solo per fare alcuni nomi). Si tratta di un’aggregazione nata nella automazione. Per dire quanto sia tardiva. figura storica delle armi bresciane. l’anno in cui la casa di Gardone Valtrompia si aggiudicò il “contratto del secolo” vincendo la gara mondiale per la fornitura al Pentagono.it Cosa ne pensi del tema trattato in questo servizio? Dai il tuo parere su . i cui brevetti sono frutto di inventività individuale spesso coperti da segreto industriale e sempre da quello militare. Ma se il buon esempio viene dal basso. la Btb di Bovezzo (tansfer) e la Automazioni Industriali di Gussago. ma è tanto più significativa quanto più si pensi che scaturisce dal comparto più gelosamente individua- Giancarlo Dallera. ultimo ma non ultimo. il miglior transfer del pianeta. sia armi militari leggere come le pistole Beretta. sta allestendo negli Stati Uniti un centro operativo unificato. sono Francesco Meschini (Hydromec) e Mansueto Bonomi (Btb). Hanno ragione quindi alcuni dei maggiori protagonisti del settore – Attilio Camozzi. di assistenza e distribuzione.bsnews. sia giuridicamente che operativamente. sia quelle sportive come i fucili da caccia sia quelle militari leggere come le pistole. infatti. Fautori principali. Paolo e Pierluigi Streparava. il buon consiglio deve venire dall’alto. la filiera più avanzata della meccanica bresciana – l’eccellenza più attrezzata e dotata di cultura industriale – che conta le aziende di macchine transfer migliori del mondo (per chi non lo sapesse. Francesco Meschini. Le stesse che dal 1985. L’altro caso di specie è quello che sta scaturendo da un altro settore portante della manifattura bresciana. infatti. la Hydromec di Gussago (presse per lo stampaggio). non è tedesco né giapponese ma bresciano). Il Consorzio degli armaioli della Valtrompia. Giancarlo Dallera – a lanciare la proposta della creazione di un consorzio o gruppo di acquisto per il comparto bresciano dell’automotive. solo se le associazioni imprenditoriali ne assumessero l’iniziativa (cosa che purtroppo fino ad oggi non è avvenuta). Gli Stati Uniti costituiscono da tempo il principale mercato di sbocco delle armi bresciane. Un precedente importante nella breve storia delle aggregazioni bresciane di cui l’Aib s’è accorta con molto ritardo. non ancora di un’aggregazione vera e propria. E l’Itg di Bovezzo (Italian Technology Group) che raggruppa la Maestri di Calcinato (forni da riscaldo). sono per loro stessa natura espressione più esclusiva di creatività industriale. anche se non unici. l’acquisizione di una moderna cultura aggregativa. La ragione è evidente. mix inarrivabile tra meccanica ed elettronica. Le armi. Un conto. È anche l’esempio più tipico. sono diventate una leggenda avendo sostituito il mito delle pistole made in Usa. www.46 E CONOMIA e ricerca. un altro è un buyer che tratta una partita da 1 milione di tonnellate per conto di tutto il settore. Si tratta di una sede commerciale. Infine. e per questo potrebbe essere clonato e proposto come modello per altri settori. è la singola azienda che tratta l’acquisto di una partita da 1. forse il più illustre per storia e specificità del prodotto: le armi. come osserva Camozzi: un centro di acquisto per l’intero comparto sarebbe in grado di negoziare prezzi delle materie prime più favorevoli.

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nascono rapporti d’amicizia e si riscopre il pia- rimasto ancora qualcosa che sfugge. Se ci pensiamo bene.C OSTUME E SOCIETà 49 caccia aL. Sembrerebbe quindi un paradosso l’esistenza delle banche del tempo. strumenti per il cittadino e per l’uomo: si scambiano i servizi più svariati ma si può fare anche amicizia. con il proprio carnet d’assegni. Un’ora di babysitting. oggi. ad esempio. potrebbe essere benissimo Caio. pur avendo ognuna la propria inclinazione. a tenere compagnia a una manciata di virtù e qualche anelito del cuore. a seconda delle proprie necessità.. di ALessANDrA tONIZZO teMpo zio si equivale democraticamente. consultabili comodamente tramite il sito del Comune. equivale ad un’ora di traduzione linguistica. secondo il portale Tempomat. grazie alle bdt. più che di merci o prodotti.. se non fosse che lo scopo di queste associazioni è proprio quello di educare la collettività ad un uso consapevole del tempo stesso. la persona adatta ad accompagnarci alla mostra che vorremmo tanto visitare. Ad oggi. Ad una bdt si può iscrivere chiunque. non hanno scopi o servizi già delineati. del profitto. magari. allontanandosi dall’idea della remunerazione. i quali “barattano” i propri bisogni in maniera non necessariamente lineare: offrire a Tizio un passaggio all’aeroporto non significa che dobbiamo aspettarci proprio da lui il saldo della nostra ora di credito. Le banche del tempo. ogni servi- MESI 12settembre 2011 s . il tempo rientra nella ristretta categoria degli off-limits. così come la preparazione di una torta per una festa equivale alla manutenzione del pc. Infatti. la coda in posta alla lezione di grafica. è della rincorsa sterile dei propri piccoli interessi quotidiani. nato nel 1995. si contano ben 137 associazioni in tutta Italia: 3 sono nella nostra città. alla portata del nostro portafogli? Qualcosa che non potremmo mai davvero comprare? Ebbene. e spesso ci scivola tra le dita con la sua multiforme essenza. il massaggio shiatsu alla seduta di tè. come sabbia nella clessidra. Le banche del tempo (bdt) nascono a fine ’800 in un momento di grave crisi economica. e più che un impegno è un aiuto reale nella vita di tutti i giorni. senza nessun vincolo. l’Osservatorio Nazionale sulle Banche del Tempo. Le bdt. ma seguono in toto le esigenze dei membri che le compongono. ci si scambiano servizi prestando fede a due semplici principi: l’unica “moneta di scambio” è l’ora. alla faccia del noto proverbio: il tempo è tempo. questo è possibile proprio perché il tempo non è denaro. Spesso. basandosi sul principio del mutuo soccorso: una sorta di baratto che prevede lo scambio di servizi.

sei anni d’esistenza (da poco è diventata Associazione). ma ci sono anche legami d’amicizia che si rafforzano. presidente nazionale Moica (Movimento Italiano Casalinghe) e della Bdt dell’associazione. c’è anche chi non è credente).. La banca del tempo è uno stimolo in più. non debba sistemar casa e/o gestire i figli”. è cambiato tutto: oggi c’è l’esigenza di far quadrare il bilancio familiare. Così non c’è da stupirsi se. una solidarietà che si riproduce. è ancora il passaparola tra conoscenti: così riusciamo a far capire che la bdt non è un impegno in più. gite. e nessuno direbbe che c’è lo zampino di una banca del tempo. s’inizia orgogliosamente a far proprie parole come “il tempo non si trova. mentre a Il tempo solidale c’è uno zoccolo duro che tiene le fila da anni”. Differenza tra l’offerta di disponibilità (molto alta) e la domanda di prestazioni (più bassa). in maniera diversa dal volontariato. specialmente quello delle Marche. cui “Il tempo solidale” non fa eccezione. conoscenze che nascono”. “Sto tenendo la figlia di una socia – racconta Giuliana. il nostro obiettivo resta quello di allargarci. anzi. credo che non ci sia donna che. anche se è faticoso – continua Giuliana –. incontri culturali e artistici. chi fa giardinaggio. uno stipendio spesso non basta. “Ma. infatti – spiega Tina – ci sono casalinghe a tempo pieno e tempo parziale: pur avendo un lavoro esterno. di essere una comunità. può anche esserlo non per scelta. alla sera. chi accudisce gli animali. chi stira. oggi. perdono la motivazione lungo la strada. lo sguardo ri- lassato sui quaderni di scuola –. sono le diverse sfumature di pensiero che le caratterizzano. nonostante tutto. “Adesso. ma a volte non è così facile. l’accompagna- s MESI 12settembre 2011 . così teniamo nota di tutte le ore”. poi. tanto che ci viene il dubbio che qui. che da anni dà ottimi risultati. per le nuove generazioni. o diventarlo dopo anni di lavoro fuori casa. cucito. La propria visione cambia anche in relazione alla disponibilità: al Tempo Prezioso non tutti sono attivi allo stesso modo. “IL temPO sOLIDALe” I punti in comune tra le tre Banche del tempo bresciane. si fanno molto riguardo a chiedere… Ciò che ci fa contenti è che molti. Abbiamo i nostri assegni. Poi ci sono gli aiuti in cucina. purtroppo. più che altro. si coltivino “soltanto” delle sane relazioni di buon vicinato. Il clima disteso è quello di una casa in cui ognuno bada all’altro. per conoscersi. E se. certo. “Le assicuro che c’è ancora chi lo fa per scelta – ci dice Tina – come Barbara. lavori di bricolage. si prende!” (Mario de Santis. abbiamo capito che quello che funziona di più. che è “a senso unico”. che presta servizio come contabile a Tempo Prezioso e ha deciso di dedicarsi ai suoi tre figli”. 25 iscritti (l’età media è attorno ai 35-40 anni: c’è anche chi è più giovane. medico italiano). è vero – spiega Giuliana –. Anche se. di latino. il confezionamento di gioielli. Tempo Prezioso è l’unica bdt in Brescia con dimensione provinciale (esiste da un anno e mezzo e conta un centinaio d’iscritti) ed è nata sotto la spinta dell’esempio trainante di altri gruppi Moica (da 30 anni in Italia). è un aiuto. parlando con i referenti di ciascuna di esse. ci sono. della socialità? Lo abbiamo chiesto a Tina Leonzi. perché si cerca sempre di farcela da soli. va per la maggiore. chi insegna a lavorare al pc. essendo quasi tutti con figli piccoli. Le persone. al Tempo Prezioso.50 C OSTUME E SOCIETà cere di fidarsi dell’altro. Le banche del tempo sono uno scambio intrecciato. c’è chi cerca compagnia per la vacanza al mare. lezioni di matematica. il giardinaggio. i servizi che vanno maggiormente sono lezioni di inglese. magari “tirandosi il collo”.. qualche anziano) e l’oratorio di Santa Giulia come punto d’appoggio (elemento “neutro”: nel gruppo. sono i punti più critici delle bdt bresciane. uscendo dalla solitudine. “temPO PreZIOsO” Ma iscriversi ad una banca del tempo cambia veramente la propria visione del tempo. si offrono passaggi in auto. aldilà degli stand fuori dagli asili o al parco. il baby sitting. la preparazione di dolci. e la motivazione degli iscritti come degli indecisi. Scopriamo che. soprattutto per chi è solo e cerca un appoggio”. ma ciò che più colpisce. Questa bdt è legata a doppio filo con la figura della casalinga che. socio fondatore della Bdt Il tempo solidale del Villaggio Prealpino. Tempo Prezioso: “Credo di sì. “Lo scopo è quello di allargare le relazioni e aiutarsi l’un l’altro: il buon vicinato. Lo capiamo subito con Giuliana Arrigotti. cambiando gradualmente la propria ottica. chi è in pensione. accanto a chi offre un’ora di stiro.

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nata in seno allo Spazio coccola. di fiducia e conoscenza. quando una mamma che lavora. Le banche del tempo servono ad educare a questo tipo di sguardo sugli altri”. che consentano. ndr. perché spesso pensiamo solo alle nostre esigenze personali senza valutare le ricadute sull’organizzazione altrui. ma servizi mirati. Altro è il discorso sull’organizzazione della città. sulla proprietà transitiva “i miei amici diventano i tuoi amici”. Funzionano meno. le quali hanno una gestione del proprio tempo più morbida e tranquilla. cosa si può fare al riguardo? “L’importante è la promozione delle bdt. si ritrova sempre ferma in coda. invece. ASSESSORE AI tEMpI E ALLA SUSSIDIARIEtà Nel 2010 è nata la rete di coordinamento tra le banche del tempo cittadine: quali sono gli ultimi dati raccolti in merito? “Ora ci stanno chiedendo collaborazione sulla formazione. pur essendocene la richiesta: già questi lavori pesanti si fanno in casa propria. all’accompagnamento in vacanza…”. ad esempio.52 C OSTUME E SOCIETà mento a teatro. penso che le persone anziane. allargando la propria visione di quartiere e città. Uno dei punti deboli delle bdt è la scarsa pubblicizzazione delle stesse. Le bdt sono più un antidoto a questo o alla solitudine cittadina? “L’aspetto sociale delle bdt è molto forte. disse tempo fa. Le banche del tempo allacciano rapporti tra persone molto vicine tra loro. la pausa pranzo al supermercato. ad esempio. possano evitare il sabato mattina dal parrucchiere. libero e gratuito. e deve incastrare mille faccende. Cosa si sta facendo. ha tra i propri membri anche persone d’età avanzata che con il pensionamento sono diventate casalinghe e cercano e/o offrono tempo per la compagnia. guardando all’individuo e non al proprio tornaconto personale. Non più servizi e basta. . a sostegno dell’associazionismo e delle famiglie. uno spazio ludico-aggregativo. dedicato ai bambini tra gli zero e i sei anni e ai loro adulti di riferimento. quindi seguono le esigenze implicite dei membri: dal quarto a carte – bellissimo esempio di socialità –. le analisi alle 7 di mattina.) – ci spiega Silvia Frizza. Ad esempio. spontanea. È quasi specifico che quel tempo dovrebbe essere ad uso di chi ha problemi organizzativi. al profitto”. per capire su cosa specializzarsi. della Agoghè Società Cooperativa Sociale Onlus. L’inclusione sociale avviene in maniera molto semplice. basata sul grande rapporto di prossimità. ad una mamma che vuole lavorare a tempo pieno per pagare il mutuo ed avere il secondo figlio. ponderata sulle esigenze organizzative delle famiglie e del mondo del lavoro: l’equilibrio è molto difficile. coordinatrice progetti di aggregazione giovanile della cooperaIntervista CLAUDIA tAURISANO. le pulizie di casa. e varia anche in base alle fasce d’età: il Moica. I tempi dei servizi di brescia non seguono i ritmi di lavoro dei bresciani. “educhiamo all’uso del tempo”. forse non si ha voglia di farli anche altrove! “sPAZIO AL temPO” Decisamente più ristretto è il contesto della bdt Spazio al Tempo. “Usufruiamo dei finanziamenti previsti dalla legge 23 (della Regione Lombardia. di realizzare tutto ciò”. Cosa intendeva? “Intendo il guardare ai sistemi orgaMESI 12settembre 2011 nizzativi degli altri.

030. ritrovarsi insieme all’altro. in questo.00 .it Il tempo solidale Banca del Tempo del Vill. e aderiamo al Coordinamento delle Banche del Tempo cittadine patrocinato dall’Assessorato alle politiche temporali e sussidiarietà del Comune di Brescia”.2813428 www. Allo Spazio al tempo non conta tanto l’abilità nel fare qualcosa. ma soprattutto di fare cose che prima erano un peso. mentre poi. condivise.53 tiva e referente della bdt –.it MESI 12settembre 2011 . “Tra famiglie – conclude Silvia – ritrovarsi è importante”. perché tra le mamme si sono creati dei rapporti di vera e propria amicizia e.30 Wührer Punto Famiglia Giovedì 10. quanto. è sempre fondamentale.iltemposolidale. si organizzano molti momenti conviviali. 36 . è la fiducia nei membri.2099323 Martedì e giovedì 9. Prealpino .it Spazio al tempo Associazione Albero delle idee via delle Tofane.30 www.2010333 www. appunto. 4 . per vincere le resistenze che inevitabilmente si creano in chi vorrebbe iscriversi ma è incerto sul primo passo. fino al rammendo e al cucito eseguito dalle nonne.2006951 . tempo prezioso Banca del tempo di Brescia MO.030. ad esempio per sbrigare delle commissioni. e Silvia ci risponde naturalmente: “perché si riscopre il piacere dello stare insieme. Prealpino Tel. Ritrovare se stessi. non lo sono più.Brescia Cell. specialmente al giorno d’oggi.30 .I. Giulia trav. perché far parte di una banca del tempo. lo stare insieme”. XIV. ancora. 030. Capiamo che i servizi più quotati sono tutti quelli legati alla gestione dei bambini: dal baby-sitting all’organizzazione spicciola dei tempi. innanzitutto. E Spazio al tempo parte avvantaggiata. Ci chiediamo. Castelli.2711276 .Brescia Oratorio della Parrocchia S.moica.cooperativaagoghe.12.12.Fax 030. Si vede che l’essenziale. E le banche del tempo. 3 Vill. 334.CA via B. o aiutare a cucinare per una festa di compleanno.Brescia Tel. danno una mano.

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e persone nuove che hanno arricchito il tessuto sociale”. tengono testa ai motori e sono i mezzi preferiti da chi si aggira tra vie e traverse per fare due compere e raggiungere gli amici al bar o all’oratorio. ma in ambiti ridotti”. Ci sono alcuni interventi della Circoscrizione. Ci sono gli abitanti storici.S TRADE E QUARTIERI 55 VioLino e Badia a John Lennon ai poeti. Sicurezza sì. Violino e Badia. tuttavia. CI RACCONTANO VIOLINO e bADIA DON AGOstINO bAGLIANI Parroco del Villaggio Violino Ci descriva il Villaggio Violino. C’è un po’ di diffidenza da parte dei residenti storici”. Lennon e Kennedy in camera. Parrocchia ed oratorio riescono ad essere il centro della vita comunitaria? “Tutto ciò che riguarda il tempo libero è strettamente connesso alle attività parrocchiali. L’obiettivo? Garantire maggior quiete e spegnere il fuoco del vandalismo. commercianti e soprattutto giovani. Passeggiando tra Violino e Badia ci si può imbattere nel ricordo di figure uniche nel loro genere. Vivere una giornata da queste parti.000 abitanti. fa provare invidia per gli abitanti della zona. È qui che la tranquillità dei gemelli dell’Ovest trova interessanti note di colore capaci di spezzare quella che per la maggior parte dei residenti è una calma piatta su cui le istituzioni dovrebbero intervenire venendo incontro soprattutto alle necessità degli under 25. forse troppo a detta di residenti. E dal punto di vista religioso? “In termini di partecipazione consapevole siamo in crescita. la loro essenza di villaggi dettando i tempi di una modernità che qui va un po’ più lenta. così ricchi di spazi verdi e di chilometri quadrati di azzurro ancora visibili grazie alla larga diffusione dell’edilizia marcoliniana. comunque. Il catechismo d di brUNO FOrZA MESI 12settembre 2011 s . croci e parole che si mescolano all’interno di uno spartito che lega in un unico pentagramma questi quartieri gemelli dell’ovest bresciano. Le biciclette e le scarpe da ginnastica. Altri auspicano quella collaborazione tra cittadini vista come panacea di ogni male dagli ottimisti e come mera utopia dai pessimisti. strofe. incontri e feste. Dal cinema allo sport passando per teatro. “È una realtà composita con strutture abitative sorte in epoche diverse nel corso di 55 anni. in tutto e per tutto. fare sport e sfruttare importanti occasioni di cresci- i GeMeLLi deLL’oVest ta. E la questione immigrazione? “Gli immigrati sono alcune centinaia su circa 4. Qualcuno reclama i tanto annunciati poliziotti di quartiere o le telecamere. Recentemente il Comune ha deciso di limitare l’accesso al Parco dei Poeti con reti di cinta e restrittivi orari di chiusura. ma senza alzare barriere nelle terre di chi vive con i poster di Padre Marcolini. i figli che dopo il matrimonio se ne erano andati e che ora sono tornati. paesi in miniatura che rispettano. Parecchi ragazzi vengono a giocare in oratorio. che non osa sfidare il cielo. da padre Marcolini a John Fitzgerald Kennedy. un luogo che continua a costituire la vera e propria piazza del villaggio: un approdo dove trascorrere il proprio tempo libero. in questo pezzo di Brescia. ma gli altri contatti sono ancora agli albori. Chi vive in zona scuote il capo perché gli altri parchi restano comunque accessibili a tutte le ore e le nuove strutture in ferro e plastica non hanno fatto altro che da paravento ai delinquenti che si divertono a imbrattare e spaccare muri. portatrici di note. sono esempi da seguire. anche se nello spartito esistono note stonate da riscrivere. prime fra tutte quelle riguardanti la sicurezza (troppi furti) e l’inquinamento dei corsi d’acqua su cui si allungano le ombre dell’inciviltà dei singoli. insomma.

Consiglierebbe a una giovane coppia di prendere casa qui? “Direi di sì perché si vive sicuramente meglio che in altre zone di Brescia. ma il Comune dice di non avere soldi a disposizione”. che spesso si sposano altrove”. In quell’occasione doveva intervenire la Regione. come aggressioni. Chi vive in questa zona della città? “Famiglie e anziani. invece. Si vedono pochi clienti”. Padre Marcolini non ha solo costruito case. ma la situazione non si sblocca. ma non si è ancora mossa. che va fatta anche per ragioni di sicurezza. è simile all’Egitto”. Com’è il suo rapporto con gli italiani? “Buono. . ma da qui a descrivere il Violino come luogo di disagio sociale ce ne passa”. Flavio Gheda. Ne abbiamo catturate alcune. NAbIL sOLImAN (PIZZerIA D’AsPOrtO VIOLINO) Via Violino di Sopra Da quanto tempo vive in Italia? “Da 17 anni. Noi non possiamo approfondire le indagini ed entrare in casa d’altri. Sono molti di più i corsi per fidanzati. anche se come in tutti i Paesi la gente non è tutta uguale. ma la verità è che grossi problemi non ce ne sono”. Oltre ai muri doveva esserci l’animo”. c’è un altro grosso problema: la continua moria di pesci e volatili nei torrenti della zona. ma l’attività è nuova. Da tre anni a questa parte. EUGENIO GANDELLINI. Quanto al quartiere. ma noi continueremo a sensibilizzare le istituzioni e a coinvolgere con il nostro impegno i bambini e i ragazzi delle scuole. Che significato assume oggi la figura di Padre Marcolini? “La sua figura va tenuta viva perché i due terzi degli abitanti non sanno più chi sia. che ha rilevato ne La Canale e nel Gandovere tracce di olio industriale. Poi speriamo che anche le istituzioni facciano il loro dovere”. ha solo qualche mese di vita e per il momento c’è poco lavoro. “Direi di no. Ogni cittadino deve capire di avere grandi responsabilità ed agire di conseguenza su tutti i fronti. L’Arpa sì. ma per fortuna fu Martinazzoli a prendere in mano la situazione. Sono intervenuti anche i vigili e i carabinieri. Il suo insegnamento è stato quello di partire dalla famiglia per costruire una società migliore. Il Comune ha passato la patata bollente all’Arpa. pRESIDENtE vOLONtARI pROtEZIONE CIvILE OLtREMELLA Quando è nato il vostro movimento? “Verso la metà degli anni ’90. insomma. che fanno dei cunicoli negli argini danneggiando i corsi d’acqua. Ci sono altre problematiche che affliggono la zona? MESI 12settembre 2011 “In quei canali sono arrivate le nutrie. “È un problema che si trascina da tre anni senza soluzioni. “Casualmente” la contaminazione avviene sempre nei fine settimana”. Nabil Soliman. Poi c’è il problema della manutenzione degli alberi.56 S TRADE E QUARTIERI Violino e Badia ha numeri importanti. facciamo invece pochissimi matrimoni. anche se la vicinanza del bar porta qui qualche giovane”. La situazione. C’è l’amico e c’è il razzista. Un quartiere dormitorio”. furti ed episodi di microcriminalità. Cosa non funziona al Violino? “I giovani hanno bisogno di molte più attenzioni. Violino Contento di aver aperto un’attività qui al Violino? “È una zona che non dà grandi soddisfazioni dal punto di vista lavorativo. ma sono di più le persone positive. Fece sborsare al Comune un miliardo di vecchie lire e tutto andò per il meglio”. in passato sono state rimarcate vicende negative. Vill. Ci siamo rimboccati le maniche e siamo diventati i portavoce degli abitanti della zona presso le istituzioni. FLAVIO GheDA (GAstrONOmIA GheDA e FeNArOLI) Via Padre Marcolini. In Italia si sta bene. quando la zona era afflitta dalle continue inondazioni de La Canale. anche se io essendo della Badia sono un po’ di parte”. non è delle migliori. Non può e non deve finire nel dimenticatoio. Quali sono i problemi più sentiti in quartiere? “La gente ha il vizio di lamentarsi. Diciamo che è piuttosto morto.

“Il quartiere è composto da aree diverse tra loro. in effetti. Non sarebbe ora di dare una bella rinfrescata all’edificio? MESI 12settembre 2011 . Salvatore Gagliani. Immigrazione e integrazione. dovrebbero pensare di più ai ragazzi e organizzare più eventi per creare occasioni di incontro e di festa”. anche se i cinesi sono in crescita”. si verificano episodi apparentemente inspiegabili come la moria di pesci e uccelli che hanno fatto di quelle zone il loro habitat naturale. Come vanno gli affari? “Potrebbero andare meglio. È il classico villaggio di una volta. Facciamo parecchie colazioni e aperitivi”. La crisi si respira ancora in tutti i settori. Badia Come descriverebbe la Badia a chi non la conosce? “È una zona famigliare dove vivono persone cordiali. “È un villaggio servito dove non manca nulla”. È vero? “Diciamo che non sono a misura di giovane. Molte persone dicono che queste sono zone vecchie. sporco e con colate di grigio che divorano il giallo. Ci descriva la sua clientela quotidiana. qualcuno del quartiere e gente di passaggio.57 FrANCA CUCChI (eDICOLA) Via Violino di Sopra Ci descriva il Violino. Cellatica e Gussago per poi sfociare nel Gandovere. luoghi in cui la gente si possa divertire”. ma è diventato una zona vecchia”. Gli stranieri sono pochi e i proprietari delle case preferiscono vendere agli italiani. Inquinamento dell’acqua: i responsabili dormono sonni tranquilli Da oltre due anni ne La Canale. Alla Badia vivono soprattutto famiglie e anziani”. A che punto siamo? “Ci sono abbastanza stranieri che si stanno integrando nel modo giusto”. L’immigrazione è intensa in questa zona della città? “Non ancora. Chissà se ci vorranno ancora tanti anni per avere un nome e un cognome e porre fine a questo scempio. Aspetti positivi della Badia. Le istituzioni. Vill. sALVAtOre GAGLIANI (GeLAterIA sIberIA) Traversa VII. E quelli negativi? “L’unica segnalazione da fare riguarda la presenza qui fuori di senza tetto che di tanto in tanto si accampano davanti al bar”. “Al mattino serviamo soprattutto chi lavora in zona. Le vendite di giornali e riviste calano”. Dal 2009 ad oggi ne sono morti a migliaia. Cosa bisognerebbe fare per vivacizzare la situazione? “Servirebbero più realtà sportive come piscine e campi da tennis. Badia Qual è il suo parere sulla Badia? “Questo quartiere mi piace molto. LIDIA DI FeDe (bAr bOULeVArD CAFÈ) Via Vallecamonica Da quanto tempo avete l’attività qui? “Abbiamo aperto il bar tre anni e mezzo fa e ne siamo contenti. un piccolo paese dove si vive davvero bene”. ma i bambini che frequentano la scuola Kennedy alla Badia devono fare i conti con un istituto scolastico sempre più scrostato. Vill. L’Arpa ha rilevato tracce di oli industriali e gli abitanti della zona non hanno dubbi: qualche irresponsabile dalla zona industriale scarica liquidi inquinanti in acqua. È una zona tranquilla e si lavora bene. C’È QuALCoSA CHE non VA ANNAmArIA beLLerI (LA CArtOFANtAsIA) Traversa IV. anche se è vecchio e troppo tranquillo”. Lidia Di Fede. Spesso nei fine settimana le acque di questi corsi d’acqua vengono invasi da chiazze oleose e maleodoranti. corso d’acqua che scorre tra Badia. Decoro pubblico: la scuola Kennedy è sempre più grigia L’età dell’infanzia merita colori e vivacità.

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Ed ecco che si fa gruppo con altre realtà limitrofe per costituire un distretto.H INTERLAND 59 La cittÀ caMUffata roprio così: Flèr. è stato un successo: un caso isolato? “Neanche per sogno! Anche nel 2011 l’abbiamo ripetuto. uno spettacolo: ognuno con i propri costumi tradizionali. Ma questo. Il commercio. verso nuovi scenari. resta alle porte del paese. Flero decolla. e vuole il loro bene: non siamo qui a fare proseliti. è il prezzo da pagare per stare al passo con i tempi. tutte utili all’aggregazione sociale”. efficiente. a più verde e meno abitazioni.000 abitanti. il maggio scorso. paese con più di 8. a sud di Brescia. alla London International Wine Fair. affaccendata. spaccando l’opinione pubblica. è stata assegnata loro la bandiera italiana e una copia della Costituzione. Il tempio dei Sikh. in fermento. affezionati a uno scorrere della vita meno caotico. Poco fa c’è stata la consegna dei diplomi. forse. poesie. CI RACCONTANO FLerO DON VALerIO sCOLArI. che ha partecipato. multietnica. non incontriamo nessuno a fLeRo p di ALessANDrA tONIZZO zonzo per le strade. incorniciata da botteghe). pur tra gli alti e bassi dell’onnipresente crisi. nascono nuove vetrine (è recente il nuovo complesso Le Sorgive: una piazza. tra Flero e Poncarale. ricette tradizionali… abbiamo tante idee per il futuro. con 51 partecipanti e 39 diplomi (è una cosa seria. è anche in progetto un calendario corredato di foto. lavori manuali. PArrOCO L’anno scorso. e chiediamo almeno il 75% delle presenze durante i corsi mattinieri e serali). che la parrocchia può essere un punto di riferimento. Le facciamo un in bocca al lupo. molto presenti sul territorio. usi e costumi. MESI 12settembre 2011 s . in oratorio. Lo sa la componente straniera. Come la cantina vinicola di Andrea Prilo. i piatti tipici… Queste esperienze aprono la mente della gente. E a Flero la sensazione è che nessuno venga lasciato indietro di proposito. e la parrocchia sta facendo sforzi pregevoli per rendere realtà una coesione sociale che troppo spesso resta solo sulla bocca dei più. Anche troppo. secondo per grandezza solo a quello di Reggio Emilia. fiorisce. Sono partiti anche corsi di igiene e alimentazione. d’aiuto. servono a far capire a queste persone che il clima attorno a loro sta cambiando. il corso di alfabetizzazione per stranieri. confidando che “cresca” senza tradirsi mai. a detta di alcuni fleresi. presente a livelli sensibili sul territorio: in tarda mattinata. sembra una cittadina in miniatura. e spiccano alcune curiose eccellenze.

si ritrovano nella zona industriale di Flero per le loro cerimonie. un po’ per la crisi.60 H INTERLAND Flero Come convivono i fleresi con la comunità sikh? “Queste persone vengono perlopiù da fuori paese. arriva qualche battuta che fa capire come non tutti siano così tolleranti. ma purtroppo questo è un periodo fiacco. sta soffrendo. C’e integrazione con i numerosi stranieri presenti? “Sì e no. per conoscere e farmi conoscere. DAVIDe merONI (eDICOLA) P. Insieme a Castel Mella. non c’è nessun problema”. 20 anni “Qui per il divertimento di noi giovani c’è solo l’oratorio. Una nota positiva e una negativa sul paese. Basta vedere via De Gasperi”. Torbole e Roncadelle. dai fleresi. CLAUDIO GAbrIeLI (CArtOsFerA.za IV Novembre Qual è il maggior cambiamento di Flero che ha notato. Emanuele II Ha aperto a gennaio: come sta andando? “Io e mia moglie abbiamo acquisito questa attività. e poi la gente ne ha abbastanza dei centri commerciali. marco. ma il prolungamento della città… c’è di tutto. 60 anni “Al sindaco chiederei di smetterla di costruire case: ce ne sono già abbastanza. Mi parli del suo cliente tipo: in tempo di crisi. e non sono “agganciabili” come quelli che seguono i corsi di cui abbiamo parlato. vuote. 36 anni “I sikh? Tolti i disagi. FILIPPO PADerNO (CALZOLAIO) Via V. si fa fatica”. Poi. Vivo qui da poco e la gente pare disponibile. e il paese è stato cementificato selvaggiamente. si è creato un distretto commerciale”. ma stiamo diventando troppo caotici”. La posizione non è felice. io applico il tacco e la gomma e via. MESI 12settembre 2011 Filippo Paderno. Mi dà l’impressione che sia un paese che si dà da fare. a chi ha i soldi non importa niente di farsi sistemare le scarpe: se le portano qui sono appena uscite dal negozio. soprattutto di circolazione la domenica. o il bar”. 45 anni “Di cosa abbiamo bisogno? Di un ricovero per i nostri anziani”. Ho scelto Flero perché non c’era nessun calzolaio sul territorio”. anche se credo provenga quasi tutta da fuori: erano in 2. Magari sono le persone anziane quelle che “fanno durare” le proprie scarpe”.000 abitanti”. ormai da 4 anni. Emanuele II “La maggior parte delle clienti sono donne. CArtOLerIA) Via V. milena. nel tempo? “Sicuramente l’aumento di popolazione: molti si sono spostati dalla città”. per il centro storico. che in questi anni sono cresciuti come funghi”. a livello commerciale e delle istituzioni: questo nuovo sindaco ha mostrato interesse per il pubblico e le piccole medie imprese. vOCE AI pASSANtI Anna. Ogni tanto. si va dal calzolaio per far durare al massimo le proprie calzature? Davide Meroni. nella via industriale del paese. un po’ perché ci sono dei mesi in cui i ragazzini hanno già tutto per la scuola”. . poi.000 ora sono in 8. mi sono spostato qui. Come le sembra Flero? “Non sembra un paese. Giuseppe. “Siamo vicini alla città. Che idea s’è fatto di Flero? “Ho partecipato alle riunioni dei commercianti. che da poco hanno creata l’associazione. Come mai ha scelto di aprire la sua attività a Flero? “Dopo aver lavorato un anno a Bovezzo. ma in generale posso dire che il clima è abbastanza positivo”. vedremo. Cosa mi dice del complesso Le Sorgive? “Da quanto si sente.

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di ALessANDrA tONIZZO

embra strano, eppure è questa la spaccatura che più ci ha colpito a San Zeno, paesino di circa 5.000 anime a soli 6 km dalla città: quella tra chi qui ci è nato e chi invece vi è approdato, attratto dalla posizione strategica e il clima tranquillo, una distanza che pare incolmabile. È vero, Sàn Zé sembra un borgo con “tutte le carte in regola”: ottimi servizi, molto volontariato e dimensione umana, il tutto lontano dalla folle frenesia cittadina. Ma ad uno sguardo più attento notiamo piccole crepe che si aprono sul territorio, chiedendo di essere sanate prima di aprirsi in un gap di scontentezza. Sono le falle sui muri lisi dal passaggio dei tir che, pur essendo diminuiti in seguito alla recente bretella (la variante alla 45 bis “Gardesana occidentale”, lunga quasi 3.000 metri e costata al Comune 2.600.000 euro), denotano una viabilità ancora da proporzionare, con sensi unici e marciapiedi. Sono gli strascichi di una mentalità arcadica che vede nel cittadino (non nell’immigrato, che non può permettersi il caro vita sanzenese) il “forestiero” in via d’integrazione, proprio in quello spaccato dell’hinterland che, giusto alle propaggini della city, dovrebbe mostrarsi più aperto. Gli sguardi di chi si muove a San Zeno luccicano di contentezza, tanto che nessun sanzenese riesce a pronunciare verbo che non sia positivo sulla propria terra natìa: un attaccamento alle origini che, oggi, commuove. Ci auguriamo di scorgere presto lo stesso brillìo anche nelle numerose, e italianissime, famiglie di forestér.

CI RACCONTANO sAN ZeNO

DON ANDreA Si avverte ancora, in paese, la spaccatura tra i sanzenesi storici e i nuovi venuti? “Eccome. Ci vuole del tempo per integrarsi a tutti gli effetti, inoltre, la vicinanza alla città rende difficile costruirsi un’identità precisa”. San Giovanni Bosco è vissuto dai ragazzi? “L’oratorio si movimenta nei momenti forti e nelle occasioni (grest, ecc.), ma langue nel quotidiano. San Zeno risponde, se sollecitato, ai grandi eventi”. Cosa manca in paese? “Manca il fare comunità, nel vero senso della parola. Anche se c’è grande collaborazione tra parrocchia, enti e comune”. Lo scorso anno, Don Fausto ci raccontava che le pareti della chiesa vibravano ad ogni passaggio di tir… “Oggi, con la nuova tangenziale, la situazione è un po’ rientrata. Manca il sottopasso, poi si spera che tutto migliori nettamente”. sImONe CAmPettI (ACCONCIAtUre) via A. Diaz Cosa dice del traffico in paese post tangenziale? “Ho sotto gli occhi questa strada tutto il giorno: mentre prima c’era l’immancabile coda dei tir, ora è un’altra vita. Il traffico pesante è deviato, e anche le macchine, con il tempo, impareranno”. Un pregio e un difetto di San Zeno? “Qui sono nato e cresciuto, non trovo qualcosa che non va. Penso che il bene più

Simone Campetti.

grande del paese sia la sua collocazione, comodissima. E poi si vive bene: c’è amicizia, volontariato, ci sono sinergie positive a livello d’oratorio, di comune, non mancano feste, sagre e mercatini, di modo che anche il forestiero possa integrarsi”. Cosa chiederebbe al sindaco? “Di continuare così, perché ha già fatto tanto, nei propri limiti. Oltre alla tangenziale, poi, presto arriverà il sottopasso”. sAVIO VOLtOLINI (FrUttA e VerDUrA) via A. Pertini

Savio Voltolini.

Da quanto esiste questo porticato con nuovi negozi? “Da circa sei anni: io sono un pioniere, qui non c’era nessuno quando ho iniziato.

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Ci ha spinto il fatto di vedere molte costruzioni, e la gente inizia adesso ad accorgersi di noi, a cambiare le proprie abitudini”. Come si manifesta la crisi, nella sua attività? “Ovviamente nei consumi, perché il cliente non è sparito, ma dimezza la spesa. Le cose che costano rimangono sugli scaffali”. E che idea si è fatto di San Zeno? “Se devo essere sincero, quando sono arrivato qui sono rimasto un po’ deluso: abito a Borgosatollo, e mi aspettavo che questa fetta di hinterland avesse respirato l’aria della città… invece è un paese quasi rurale, anche se non c’è campagna”. sebAstIANO DI PIetrO (PrINt, FOrNItUre Per UFFICIO) via A. Pertini 30

ta, lo smog si è ridotto, e poi, prossimamente, via Fornaci sarà completamente pedonalizzata”. Verrebbe ad abitare qui? “Sicuramente, è vicino alla città e c’è tutto, dai negozi ai servizi: è molto organizzato, sia per l’oratorio che per il comune”. Voi commercianti siete compatti? “Eccome: esiste un’associazione commercianti – I mercanti del Naviglio – di cui io sono presidente. Facciamo due feste l’anno, l’8 dicembre (mercatini di Natale) e il 26 giugno (sport)”. Che rapporti avete con i colleghi di via Pertini? “Si sono uniti a noi, il clima è disteso”.

vOCE AI pASSANtI
Cristina, 35 anni “Nonostante io abiti a 20 metri dalla scuola elementare non posso lasciare andare da solo mio figlio perché l’ingresso su quel lato (ex ingresso principale) non viene aperto, e l’alternativa è un percorso pieno di rischi. Così tutte le mamme, per pochi metri, si spostano in auto: pazzesco”. Giovanni, 41 anni “La nuova tangenziale? Altroché deviare i tir dal centro: là non ci passa nessuno, perché in paese non esistono multanova, dossi o vigili che disincentivino questa condotta. Spero che, oltretutto, non sostituiscano il semaforo con una rotonda...”. massimo, 60 anni “È in progetto la ristrutturazione del centro storico, con marciapiedi e doverosi sensi unici: guardi il muro della cascina di via Roma, eroso dai camion”. Cristian, 37 anni “Per la tangenziale aspettiamo il sottopasso: speriamo risolva meglio il traffico”.

Lucia Roversi. Sebastiano Di Pietro.

Da quando ha aperto? “Dal 2004. La posizione qui non è male, c’è un ampio parcheggio, con possibilità di carico-scarico”. Con chi lavorate? “Principalmente con aziende esterne, ma anche con i privati, soprattutto del paese, che acquistano articoli da regalo, o cartucce di stampanti per uso domestico”. Com’è il traffico in paese? “So che il nodo cruciale è la nuova rotonda per l’accesso alla tangenziale che crea problemi”. Cosa chiederebbe al sindaco? “Per quanto riguarda i commercianti di via Pertini, è importante che il comune capisca che esiste anche questa via…”. LUCIA rOVersI (LAVAseCCO) via Roma Come ha visto cambiare San Zeno, nel tempo? “In mille modi: sia nella viabilità che nell’estetica. La prima è molto miglioraMESI 12settembre 2011

Intervista

ANGIOLINO SERpELLONI, SINDACO DI SAN ZENO NAvIGLIO
traffico post-bretella: alcuni auspicano dei dissuasori o dei multanova per chi fa ancora in furbo... “Di sicuro abbiamo fatto “bingo” costruendo la tangenziale, perché a qualsiasi ora del giorno il traffico è notevolmente diminuito. Certo, chi vuol fare il furbo, magari con il camion, di notte, c’è, ma non possiamo essere presenti al 100%, con soli due vigili. Tutto ciò che riguarda l’arredo urbano – dissuasori, ma anche marciapiedi – è stato spostato in seguito alla seconda grande opera di viabilità a San Zeno, che è il sottopasso (costo circa 2 milioni e mezzo, inizio lavori ad agosto 2012)”. Come incentivare l’effettivo inserimento delle molte famiglie che si sono insediate a san Zeno dalla città e dai paesi limitrofi? “Sono sette anni che lavoriamo per te-

nere unita la comunità: manifestazioni, mercati, feste, palii… da poco sono finite le Cinque giornate di San Zeno, con un concorso di complessi rock per i giovani. Non dimentichiamo la marea di volontari, il cui lavoro ha rinnovato il senso stesso di comunità (servizi agli anziani, pulizia del Naviglio)”.

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coordinatore del progetto – è quella di far ‘provare’ alle Pmi e ai singoli commercianti. la possibilità di farsi conoscere in un grande mercato com’è quello messo a disposizione da internet. “L’idea che sta alla base della nostra proposta – spiega Franco Spina. E senza pagare nulla.66 in evidenza IL NUOVO POrtALe Per IL COmmerCIO eLettrONICO ONLINe IL serVIZIO GrAtUItO DI e-COmmerCe DestINAtO ALLe PICCOLe e meDIe ImPrese e AI COmmerCIANtI CON UNA FINALItà ANChe beNeFICA. un nuo- vo portale made in Brescia. MESI 12settembre 2011 . Il servizio che mettiamo a disposizione è gratuito e consente a tutte le tipologie di aziende di mettere in vendita una selezione dei propri prodotti. sPACe4Free. che cosa è il commercio elettronico e soprattutto di dimostrare che funziona. ai singoli commercianti. utilizzando internet. si può trovare “Space4free. quella forma di scambio che.it”. In estrema sintesi questo è il concetto che sta alla base del commercio elettronico. nella rete. la Fox.Co e la Wit) con l’obiettivo di dare anche alle piccole e medie imprese. nato da un’idea di Daniele Galli e di Michele Bianchini (supportati nella parte tecnica da due aziende bresciane. Da pochi giorni. In questo modo vogliamo offrire un’ulteriore possibilità ai piccoli imprenditori di incrementare il loro giro di affari senza dover ricorrere ad alcun investimento”.It U n moderno centro commerciale dove si può trovare e acquistare di tutto stando comodamente seduti davanti a un computer. sta rivoluzionando la tradizionale compravendita di un prodotto o di un servizio.

Un centro commerciale che gli “internauti” potranno visitare sapendo di trovare. sempre gratuitamente. Insomma. “Un’équipe tecnica continua a lavorare per implementare il portale che non sarà statico ma aggiornato ogni quindici giorni – aggiunge Spina . it. forum su qualsiasi argomento. Una volta l’anno – aggiunge il coordinatore del progetto. 030. entrare nel nuovo centro commerciale e cominciare a “navigare” alla ricerca dell’articolo che dobbiamo acquistare e. “Il portale vive di banner (piccoli spazi pubblicitari) a bassissimo costo ma una parte di tutti i proventi sarà comunque destinata al mondo del volontariato. le più tradizionali bacheche di annunci. Ma il nuovo portale non sarà solo l’occasione.67 E in momenti di crisi non è certo poca cosa.it” fanno parte del mondo del volontariato e per questo hanno pensato di utilizzare il loro portale anche a scopi benefici. oltre che il futuro. Il tutto nella massima sicurezza sulle transizioni di denaro come le nuove tecnologie consentono. risparmiando tempo che potrà utilizzare in altro modo.I. blog.it dettagliato. per molti. alle onlus socio sanitarie o che hanno progetti umanitari. se per il momento non è disponibile. anche servizi come l’oroscopo giornaliero. poesie. chiaro e trasparente delle donazioni effettuate. e contribuire a raccogliere fondi affinché possano continuare a svolgere quel ruolo fondamentale per le quali sono nate”. chi decide di utilizzare “Space4free. infatti. pensieri. potrà anche non piacere a tutti. ma non solo. Oltre alla possibilità di avere una casella di posta elettronica gratuita. anche grazie alle carte di credito ricaricabili. Chi compra lo fa comodamente utilizzando un computer e quindi senza doversi muovere. il meteo. Non resta quindi che mettersi davanti ad un computer. Uno dei nostri obiettivi è infatti anche quello di far conoscere tutte le iniziative benefiche presenti sul territorio bresciano. digitare www.space4free. Gli ideatori di “Space4free. “Space4free.3583700 info@foxco. o scambiare due chiacchiere con il nuovo amico conosciuto in chat o “postare” un nuovo messaggio nella bacheca o anche inserire il nostro curriculum vitae presentandoci per la ricerca di una nuova opportunità di lavoro.it” può partecipare a chat. di avere nuove op- portunità per farsi conoscere. ma il presente. è anche questo. il problema è superato. sono state le titubanze su questo particolare aspetto a ritardare lo sviluppo del commercio elettronico in Italia ma oggi. Sarà comunque rispettato il diritto di recesso da parte dell’acquirente mentre le modalità di pagamento sono indicate da ogni singola azienda sempre nella massima trasparenza”.it è un grande centro commerciale virtuale dove domanda e offerta si incontrano con vantaggi per tutti – prosegue Franco Spina – .. possiamo fermarci un attimo a leggere le previsioni del tempo. MESI 12settembre 2011 .t SrL Tel. Fino ad ora. ma anche inviare annunci e articoli.Co SrL W. storie oltre a trovare software di libero dominio da scaricare”. Franco Spina – pubblicheremo sul portale l’elenco fox. come il cerco e offro lavoro. Chi vende ha a disposizione una vetrina che non costa nulla e davanti alla quale possono passare migliaia di potenziali acquirenti.

Monticelli e Santellone. l nostro viaggio verso l’Ovest bresciano inizia da Palazzolo sull’Oglio. diviso in numerosi rioni e frazioni (tra cui San Pancrazio è la più densamente popolata. dotato di molte potenzialità (ma – a detta dei commercianti – poco valorizzato). Una decina di chilometri più a sud troviamo Chiari. grazie anche alla riqualificazione del parco. Castelcovati e Orzinuovi: tra industria e agricoltura. vite. mentre Mura avrebbe bisogno di maggiori cure). le cui residenze si trovano anche nelle località di Lumetti. Il fiume scorre al centro del territorio. che presenta un quadro economico fiorente grazie allo sviluppo dell’agricoltura (ottimale la presenza di molti canali irrigui per le colture cerealicole. il paese. viale Pietro Cadeo (auditorium e centro . manifatturiero. partendo da viale Mazzini – che vuole diventare il “salotto” del paese – e passando per via Roccafranca (con la nuova caserma). comune di quasi 20. arrampicata). dove si erge il duomo. I clarensi. mitigata solo in parte dal mercato agricolo del venerdì. prodotti dell’orto). lamenta la carenza di botteghe fondamentali. Chiari.000 abitanti. nonché del lavoro offerto dall’industria operante nei comparti edile. del materiale plastico e della metalmeccanica. tessile. delle attività industriali (metallurgia) e dell’artigianato (lavorazione della seta). di antica origine. equidistante da Brescia e Bergamo.000 abitanti. che vedrà presto tornare il mercato settimanale. diventando fulcro dell’attività sportiva zonale (cayak. sono fieri dello scenario di stampo medievale del proprio comune: una serie di tortuose viuzze sfocianti nella piazza centrale. è stato da poco reintegrato) con circa 19. I palazzolesi vivono dei prodotti agricoli (cereali. pesca. concesso con Regio Decreto e poi toltole. dell’allevamento MESI 12settembre 2011 i di ALessANDrA tONIZZO dei bovini e di suini.68 V IAggIO IN PROVINCIA Bassa BResciana L’oVest cHe non tRaMonta Palazzolo sull’Oglio. Chiari è impegnata in un importante restyling. foraggi. cittadina di pianura (il titolo di Città. vivace il settore lattiero-caseario). ben tenuto e frequentato. frumento.

frutta e ortaggi). Castelcovati resta un paesino (poco più di 6. è il polo commerciale dei paesi limitrofi e fa della sua piazza un’allettante vetrina ricca di negozi di qualità. nonostante l’estensione dei campi coltivati sia passata dalla maggioranza del territorio (più del 60%) a una parte della periferia. sulle industrie alimentari (in particolare lattiero-casearie). Su 48 mq. per terminare con i lavori all’ex magazzino merci FS e la nuova scuola “L. soprattutto grazie al servizio scolastico.934 regolari. (crisi permettendo): per arrivare davvero al massimo. sull’allevamento dei bovini e suini. tessili. automobilistiche e metalmeccaniche. foraggio. Orzinuovi. in controtendenza al noto stato generale dello Stivale. ormai dilagante. di voler fare shopping con l’auto fuori dall’uscio. frumento e orzo. Nel 2011. a confine con quella cremonese e in prossimità di quella bergamasca. Einaudi” ITCG. caratterizzata dalle colture di mais. e si registra un indice di vecchiaia inferiore alla media: è in atto un notevole incremento demografico locale. MESI 12settembre 2011 . la maggioranza albanesi) sembra perlopiù integrarsi. oltre 12.500 abitanti. divisi in 11 località. anch’essa denominata “città”. il nostro Ovest punta sempre dritto. ai margini iniziative giovanili che vadano aldilà dell’happy hour. a sud-ovest della provincia.000 orceani vivono di un’economia basata sui prodotti agricoli (cereali. via S. pronta a settembre. contro il quale valgono ben poco rotonde scalcagnate e vigili posticci. pochissime attività commerciali) d’impronta agricola. Orzinuovi sorge nella riserva “Il bosco di Barco”. Al confine con Bergamo. Ma la nota dolente di Chiari resta il traffico. nonostante non manchi la cattiva abitudine. Restano. mentre la componente straniera (2.69 anziani). purtroppo. non resta che potenziare i servizi alla persona. Una buona percentuale dei suoi abitanti svolge attività nel campo dell’edilizia.S. Trinità (bar e bocciodromo). frumento. edili. senza concedersi battute d’arresto.

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73 anni “Io sono di Palazzolo e lo trovo un bel paese. certamente ce ne sono tanti. e per far sì che il commercio riparta servono sicuramente degli incentivi da parte del Comune”. se il Comune. come l’organizzazione di manifestazioni periodiche che possano portare la gente a vivere il paese”. anzi è peggiorata”.za Roma Pregi e difetti di Palazzolo? “Potrebbe essere potenzialmente una piccola city viste le numerose banche e gli uffici presenti sul territorio. Cosa si aspetta dal neonato distretto del commercio? “Un programma che permetta una ripresa delle attività. In centro ci sono solo banche. FrANCO LOCAteLLI e PALmIrA bArONI (PAstICCerIA FrANCO) Via Galignani Com’è cambiato Palazzolo dopo la nascita del distretto del commercio? “Fino all’anno scorso non si era mosso nulla. In che senso? “Qui non ci sono più negozi. Cosa ne pensa della realizzazione di una discarica di rifiuti nel vicino comune di Telgate? “Da un certo punto di vista sono contrario perché ho sentito che gli scoli delle acque potrebbero finire nell’acquedotto. dall’altro lato credo che. s vOCE AI pASSANtI Paola. anche se non posso dirlo con sicurezza”. Felice. Catia. 16 anni “Sono di un paese vicino e qui ci vengo occasionalmente. siamo rimasti in pochi. MESI 12settembre 2011 Franco Locatelli. ritiene che queste persone siano integrate? “Sembrerebbe di sì. 31 anni “Sicuramente è una bella cittadina che dovrebbe essere un po’ più vissuta. Inoltre. mi trovo bene lo stesso. è a storia alternato zona ideale per fare un tuffo nell del centro. Ritiene che gli extracomunitari siano sufficientemente integrati? Acquistano da voi? “Non saprei darle un giudizio. ora il pomeriggio non gira quasi più nessuno e la sera ci sono solo i frequentatori dei bar e dei pub”. non è poi così attiva nell’organizzazione delle manifestazioni”. Mi piace molto come paese”. magari con degli aiuti sistematici. vivibile”. 16 anni “Anche se non c’è molto per i ragazzi. mancano da tempo le piccole attività di una volta come la macelleria e il fruttivendolo”. a differenza di altri piccoli centri. negozi ce ne sono pochi. tranne che al mattino. Buona parte della popolazione di Palazzolo è straniera. Sporadicamente qualche badante viene ad acquistare qualcosa”. il paese è un po’ spento. però lo trovo molto accogliente”. Sicuramente dovrebbero incentivare maggiormente lo sviluppo del centro storico perché. nata a Opulenta cittadina dell’Ovest bres te in comunicacavallo dell’Oglio. mArIA rADICI (LAVAseCCO mUrA) Via Galignani Come si è evoluta la zona di Mura negli ultimi anni? “Siamo qui da 15 anni e posso dire che la zona non si è evoluta. Come si vive qui? “Abbastanza bene. Palazzolo met lla bergamasca. la Provincia o la Regione hanno rilasciato il permesso al proprietario del terreno. Offre parecchi servizi anche se. che sicuramente non gioverà alla nostra economia”. ora qualcosa inizia a vedersi anche se ci vorranno degli anni prima che la cosa ingrani. . Hanno costruito tutto al di là del fiume e qui non hanno fatto niente.ci Hanno detto… PALAzzOLO SULL ’OGLIO di ALessANDrA CAsCIO V IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 71 PAESE CHE VAI… LE NOSTRE IMPRESSIONI ciano. Giovanna. anche se negli ultimi 15 anni è cambiato parecchio: prima era molto più vivo. Inoltre. zione la nostra provincia con que di un meraviglioso Ricca di monumenti e dotata sicuramente una parco sulle sponde del fiume. la decisione sia da rispettare”. c’è in progetto la costruzione di un altro centro commerciale nelle vicinanze. a qualche ora di relax nei negozi UGO mOLINArI (AbbIGLIAmeNtO) P.

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ascoltateli. sicuramente è un progetto che dev’essere seguito negli anni. In qualità di giovane. Si è pensato di spostare l’attenzione dei visitatori e dei residenti sulla zona di Mura in concomitanza di determinate manifestazioni. gente che fa footing. ma la sera il paese è un po’ spento. MESI 12settembre 2011 . mArZIO FACChINettI (bAr CONtrOCOrreNte) P. Sicuramente di strada da fare ce n’è ancora molta”. Intervista IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 73 Marco Pozzebon. sul confine con il comune di Palazzolo? “Il comune di Palazzolo ha ribadito più volte la sua contrarietà al progetto di allestimento di una discarica di rifiuti inerti previsto nel limitrofo Comune di Telgate. quindi non parlerei di criticità”. Ritiene che l’opera di bonifica sia stata indovinata? “Sì. ASSESSORE AL COMMERCIO DI pALAZZOLO S/O Quali sono gli ultimi risvolti relativi alla cava Ateg39 (Ambiti territoriali estrattivi) e all’attivazione di una discarica per rifiuti inerti prevista a telgate. s Marzio Facchinetti. Favorevole o contrario al distretto del commercio? “Sono favorevole perché è un punto d’inizio per far sì che Palazzolo venga vissuto e conosciuto anche dalla gente dei paesi limitrofi. come l’illuminazione notturna che ci limita un po’ nell’apertura notturna”. alle Province di Bergamo e Brescia e allo stesso Comune limitrofo per dire “No alla discarica”. Bisognerebbe migliorare l’offerta per i giovani magari dando più spazio ai locali esistenti e offrendo la possibilità di organizzare eventi e serate musicali”.le Giovanni XXIII Chi frequenta il parco G. I risultati attesi a seguito della creazione del Distretto del Commercio si sono fatti attendere? Quali sono state le maggiori criticità riscontate? “Il distretto del commercio è oggi in fase di aggiornamento e costante rinnovo. è stata azzeccata anche se manca qualcosa. All’inizio le cose non sono state facilissime. hanno risposto positivamente all’iniziativa tenendo aperti i locali e le botteghe per le intere giornate interessate. che saranno organizzate appositamente per quella parte della città adattandole al tipo di territorio e agli spazi presenti nel posto”. novantotto contribuiscono molto a mantenere l’ordine e la pulizia. Da quanti anni siete presenti sul territorio? “Il negozio è aperto da un anno. La zona “mura” attualmente è poco valorizzata. Metalli. ma dal mio punto di vista sono state poste le basi per valorizzare il territorio. quale consiglio darebbe alla sua Amministrazione? “Date spazio ai giovani. al cui interno è collocato il suo bar ? pIERGIORGIO tURRA. Come vive un giovane a Palazzolo? “Abbastanza bene. anche se veniamo da un’esperienza decennale in laboratorio”.V mArCO POZZebON (AteLIer tAPPeZZerIA) Via Sgrazutti “Un po’ tutti: famiglie con bambini. Oggi intendiamo perseguire tutte le iniziative necessarie finalizzate ad impedire l’approvazione del progetto in quella zona”. Quest’anno abbiamo proposto alcune importanti manifestazioni che hanno coinvolto diversi operatori i quali. e affinato. per il resto l’attività di controllo è lasciata alla polizia municipale”. Qualche mese fa abbiamo approvato una mozione ostativa trasmessa alla Regione. Lasciateli fare e non legategli sempre le mani”. pensate di rilanciarla? “In quella zona ci sono diverse associazioni che il Comune sta cercando di coinvolgere attivamente. giovani…”. al resto ci pensa il custode”. Il distretto del commercio a Palazzolo è nato recentemente. Il parco è sorvegliato? “C’è il custode che controlla che venga mantenuta la pulizia. L’ambiente è rispettato da chi frequenta il parco? “Diciamo che su centro persone che entrano.

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Cosa pensa del ritorno del mercato in piazza? “Che è molto meglio per tutti i commercianti perché li aiuta: prima era decentrato. c’è sempre la colonna di traffico. “All’inizio sembrava che potesse dare qualcosa di più. adesso. ALessANDrO LeGreNZI (eDICOLA) P. L’anno scorso uno dei problemi erano i parcheggi centrali.V CHIARI di ALessANDrA tONIZZO IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 75 PAESE CHE VAI… LE NOSTRE IMPRES SIONI A un anno di distanza dalla un paese sfiduciato: Ch nostra visita. e invece arr anca. che idea si è fatto di Chiari? Emanuele Bara. lo si legge negli sgu ardi degli intervistati. per tre volte a settimana. Quel condizionale rod e. tutti a pagamento… “Questo è uno dei problemi maggiori di Chiari e non è mai stato risolto: il centro soffre anche per questo”. pochi vigili e polizia”. MESI 12settembre 2011 s . troviamo iar d’inferiorità tipico di chi i soffre del complesso avrebbe tutte le carte regola per arrivare al in massimo. non sarei venuto ad aprire qui l’attività se non gradissi Chiari… ma no. ad abitarci proprio no”. emANUeLe bArA (LArIOs CAFFÈ) Viale Cesare Battisti Lavora qui da più di sette anni. troppa delinquenza. con ogni anno che passa.za Martiri della Libertà Alessandro Legrenzi. porterà i suoi effetti”. anche se tanti negozi del centro storico stanno morendo”. Verrebbe qui ad abitare? “Tutti i paesi hanno i loro problemi. il paese sta perdendo: troppi extracomunitari lazzaroni. invece ora il passaggio della gente. Cosa mi dice della viabilità? “Hanno fatto tante promesse…: la situazione è messa male. e con il vigile è anche peggio”. Com’è oggi Chiari? “Un luogo urbanisticamente bello.

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Giovanni. IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 77 Come vivete la prospettiva del ritorno del mercato? “Non sarebbe male: è un incentivo. 38 anni “Gli immigrati? Tolta la “propaganda contro” della Lega. Un pregio e un difetto di Chiari. non si riesce a fare gruppo: Chiari si sta spegnendo”. 51 anni “Il nostro centro soffre ancora la concorrenza della grande distribuzione. all’imbocco del centro. procedono? “Spero che porti miglioramento. Chiari è un gran bel grosso paese. Chiari è “di nuovo” città: è un titolo reale? Paolo Rocco. un parcheggio sotterraneo in piazza Rocca. punto”. 31 anni “Il commercio di Chiari per molto tempo è stato troppo “appeso” al mercato”. Viale Mazzini in restyling: i lavori servono. CALZAtUre e AbbIGLIAmeNtO) Via De Gasperi PAOLO rOCCO (strUmeNtI mUsICALI rOCCO mArIO) Via Bettolini Lavorate qui da 35 anni: a quali cambiamenti avete assistito? “Il centro di Chiari è sempre stato molto attivo. ha impedito una bella valvola di sfogo”. il traffico resta sempre la nota dolente. parcheggio compreso”. Raccolta differenziata porta a porta: sì o no? “Se serve a migliorare la situazione dei rifiuti sì: è solo questione d’abitudine”. anni fa. milena. ben venga. sia per la visibilità che per il passaggio”. Ilario. però deve anche migliorare la viabilità delle auto che ora è problematica”. 28 anni “Per noi ragazzi qui in paese non ci sono happy hour decenti. LUCA ZANI (estAsI. bisogna vedere i risultati. Luca zani. in merito non c’è nessun problema”. “Qui si vive bene e i servizi non mancano. anche se ha perso qualcosa in questi anni a causa della crisi”. MESI 12settembre 2011 . s vOCE AI pASSANtI michele. Se è un abbellimento. Il non aver fatto. dove si trova tutto subito.V “Per me no: le manca la mentalità.

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tanta gente riversata nei bar che ti guarda di sottecchi come un “intruso” e molta diffidenza a farsi avvicinare. Gli extracomunitari sono numerosi? “Prima lo erano perché questo era un paese che prometteva bene. non avendo più un lavoro. Il viaggio in questo paese non è stato tra i più semplici. ottimisti”. quindi. E un difetto? “Forse non ne abbiamo!” s MESI 12settembre 2011 . Com’è il tessuto commerciale di Castelcovati? “Non male. sono ritornati nei loro paesi e. ma ha avuto un epilogo positivo grazie alla disponibilità di coloro che ci hanno aperto la porta del negozio lasciando fuor i pregiudizi e perplessità. anche se i diversi supermercati presenti nella zona hanno rovinato tutto. A questo si aggiunge la crisi che non consente alla gente di acquistare determinati beni.V IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 79 PAESE CHE VAI… LE NOSTRE IMPRESSIONI CASTELCOVATI Pochi negozi. qui ci sono anche molti appartamenti sfitti”. Oggi molta gente è a casa ed automaticamente il paese ne ha risentito”. molte abitazioni. Molti oggi. Un pregio di Castelcovati? “Siamo tutti dei gran lavoratori. di ALessANDrA CAsCIO ALbINA beLUssI (LA GALLerIA DeLL’ANtIChItà) Via Marconi Com’è cambiato il paese negli anni? “Con la crisi qui da noi è un po’ dura perché Castelcovati è nato come paese di impresari edili che lavoravano prevalentemente a Milano. come quelli del mio negozio”.

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l’unica soluzione è la chiusura delle attività. Castelcovati ha un’unica strada che lo attraversa da est a ovest sulla quale si affacciano la scuola elementare. cioè quel nucleo di case antiche sorte sul perimetro del vecchio fossato che circondava un fortino fortificato. ed è davvero un rischio soprattutto per chi. la scuola materna e il cimitero. Attualmente non esiste una vera piazza e quest’amministrazione ha recentemente approvato un progetto che prevede la riqualificazione di un’area attigua al centro storico dove sorgeranno una piazza di circa 2. La gente non gira… siamo un po’ depressi”. Quali sono le principali problematiche che oggi Castelcovati sta vivendo? Come intendete risolverle? “Oltre al problema economico e alla carenza di lavoro. anche qui da noi la crisi economica. il paese quanto ha sofferto la crisi? “Castelcovati ha un’economia prevalentemente basata sull’edilizia e circa l’80% della popolazione maschile è impegnata in questo settore. s CAMILLA GRIttI. Dal punto di vista economico.500 mq e un nuovo edificio municipale”. la notte magica. MESI 12settembre 2011 . al confine tra Castelcovati e Chiari. una bretella che devierà il traffico pesante dal centro e lo porterà direttamente al casello d’uscita della Brebemi”. La nostra Amministrazione è riuscita ad ottenere – all’interno della contrattazione per il “Piano strategico d’area vasta Ovest Bresciano Valle dell’Oglio” –. il mercatino. non ci sono soldi che girano. Comunque. non ci sono locali… è un paese molto tranquillo che non offre nulla ai giovani”. Da più di un anno. sono fondate? Quale messaggio vorrebbe arrivasse ai suoi concittadini? “Castelcovati non è direttamente coinvolta dall’autostrada BresciaBergamo-Milano anche se i problemi connessi alla sua realizzazione dovevano essere affrontati dalla precedente Amministrazione Comunale che ha disertato le conferenze di servizio per cui. lavora molto con gli ordinativi telefonici”. Qui non c’è villeggiatura. quindi.FIOrIstA) Via Marconi Come mai tutte queste attività chiuse in paese? “Oggi siamo in presenza di una crisi totale: non c’è lavoro. Ad esempio sono dieci anni che stiamo aspettando l’Adsl ed ancora niente. come me. le tasse sono alte e molti non riescono a pagare. sarà nostra premura vigilare attentamente affinché eventuali cave vicine al nostro territorio non si trasformino in discariche fuori controllo”. State organizzando qualcosa per rilanciarlo? “In realtà vengono organizzate alcune manifestazioni. Avevamo anche Intervista IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 81 una bella piscina che è stata chiusa per motivi di spazio e di carenza di personale che la tenesse pulita. un’altra criticità è quella della viabilità. sILVIA bArVOGLIO (h2O . però con la formula del “pagherò”. Le incertezze che ruotano attorno alla cava brebemi. ma questo forse è dovuto anche alla mentalità del paese”. che si sta costruendo sul territorio di Chiari al confine con Castelcovati. SINDACO DI CAStELCOvAtI Cosa sta facendo il Comune per rilanciare il centro storico? “Il centro storico di Castelcovati ha dimensioni molto piccole e si riduce sostanzialmente a quello che noi abitanti chiamiamo “il giro della Torre”. anzi. Ritiene che gli extracomunitari siano integrati? “Sono tanti e poco integrati. Le persone oggi comprano. si è fatta sentire in modo drammatico: pesa soprattutto la mancanza di welfare”. essendo ormai i giochi fatti. come la sfilata di moda. con gli oneri della costruzione del polo logistico Sma-Auchan. Ritiene che il paese sia sufficientemente attivo nei confronti dei giovani? “Nì. Un vero peccato! Attirava molta gente”. ma sono fine a se stesse”. non abbiamo voce in capitolo. mancano tante cose. Cosa offre il paese ai giovani? “Castelcovati non è un paese di passaggio e questo lo penalizza parecchio.V meLIssA bArVOGLIO e CrIstIAN FALettI (NeW stYLe AbbIGLIAmeNtO) Via Marconi Come sta andando il commercio? “Gestiamo il negozio da quattro anni e possiamo dire che nell’ultimo periodo il commercio non si sta evolvendo benissimo. pur non essendo alcuna parte del nostro territorio interessata direttamente da escavazioni Brebemi. e in particolare quella del settore edilizio.

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città i a lucido. che è diventata prepotente: prima si andava a fiducia. Abbiamo il cliente fisso e l’occasionale. ci resta ben poco!”. s vOCE AI pASSANtI Federico. La piazza starebbe bene senza Maria Moretti.V PAESE CHE VAI… LE NOSTRE IMPRESSIONI limite dello snoOrzinuovi chiusa. Tenere i parcheggi in piazza o pedonalizzarla? “Il nuovo parcheggio esterno resta vuoto: chissà perché. Con che clienti lavora? “Sia giovani che anziani. IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest 83 ORzINUOVI di ALessANDrA tONIZZO mArIA mOrettI (mOrettI teNDe) P. in paese? “Quello della società. ta. Laura. 35 anni “Se il paese organizza eventi? A me piace molto l’iniziativa estiva dei ristoranti in piazza: buon cibo e socializzazione”. al – delle grandi bismo. più savoir faire. MESI 12settembre 2011 . dei portici tirat ancora una volin mostra. Dal paese – pardon. la gente non ci va. 25 anni “Per noi ragazzi a Orzinuovi è dura: tolto l’oratorio. diffidente. che ama mettersi firme.za Garibaldi Gestisce questa attività da 40 anni: che cambiamento l’ha stupita di più. ci saremmo aspettati. anche se devo dire che lavoriamo di più con gente esterna che orceana”. ora non è più possibile”. 45 anni “Viabilità? Ma ha visto che rotonde senza senso ci sono in paese?”. Irene.

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IAggIO IN PROVINCIA Bassa bresciana/Ovest

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macchine, certo, ma oggi la gente vuole entrare in negozio con l’auto. Invece dovremmo rispettare l’ambiente ed essere più educati!”. Città di Orzinuovi: davvero? “Siamo il punto di riferimento dei paesi limitrofi, ma secondo me restiamo un bel paesotto”. rOsseLLA ChIrOLI (JUNIOr AbbIGLIAmeNtO 0-16) P.za Garibaldi A chi non conosce Orzinuovi, come lo descriverebbe? “Come un paese vivace, ricco – rispetto anche ai paesi circostanti (lavoriamo di più con gente esterna) – specialmente dal punto di vista commerciale, meno per la cultura”. Una lode e una mancanza di Orzinuovi. “In paese mancano iniziative per coinvolgere di più la gioventù, impegnarla nel sociale e responsabilizzarla. La cosa positiva è che gli abitanti si danno da fare”. C’è affiatamento tra commercianti? “Inizia adesso, forse per la crisi: mal comune mezzo gaudio. Però i negozi delle

vie laterali alla piazza restano più sacrificati, il comune dovrebbe essere più collaborativo”. Iniziative? “Mi vengono in mente la notte bianca, e lo “sbarazzo”: buttar fuori dal negozio quello che “ci pesa”, un pretesto per attirare la gente”.

ANtONIO rUOCCO (PIZZA D’AsPOrtO beLLA NAPOLI) via Roma Da quanto è qui e perché proprio Orzinuovi? “Sono qui da vent’anni, mi sono fermato qui dopo aver girato Brescia e provincia ed aver gestito per un periodo un ristorante in un paese vicino”. La sua clientela? “Un po’ di tutto, ma qui non siamo sul lago o al mare, quindi gente di fuori poca”. Un aggettivo per descrivere il paese. “Uno dei migliori paesi della bassa, dove si lavora, c’è movimento, c’è di tutto: è una piccola cittadina”. Secondo lei qui manca qualcosa? “No, anzi, per me Orzinuovi è sovrastimata rispetto alla gente che ci abita… in fondo sono solo 11mila abitanti”.
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ROFESSIONI

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deLL’ecceLLenZa
roberto Pinelli, chirurgo e direttore d’orchestra, è direttore scientifico dell’Ilmo (Istituto laser microchirurgia oculare) che da oltre 10 anni ha portato brescia ad essere conosciuta nel mondo anche per l’oculistica.

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di rObertO GIULIettI

hirurgo, direttore d’orchestra, manager e probabilmente, se avesse tempo, molto altro ancora. Così si presenta Roberto Pinelli, direttore scientifico dell’Ilmo (Istituto laser microchirurgia oculare), ma anche docente di “Lettura della Partitura” al Conservatorio di Trento. Una vita sempre in movimento, la sua, equamente distribuita tra le partecipazioni a convegni internazionali anche in qualità di relatore per illustrare la sua tecnica chirurgica di correzione della presbiopia e brevettata nel mondo con il nome di P-Curve, il suo istituto, la sua famiglia, ma soprattutto i suoi pazienti. Scorrendo il suo curriculum si legge di un diploma in pianoforte al conservatorio di Brescia, di una lau-

rea in medicina e chirurgia alla Statale di Milano, dove si specializza in oculistica. E poi l’America, a Boston, dove studia direzione di orchestra al Tanglewood Music Center sotto la guida del maestro Seiji Ozawa e affina la sua formazione in chirurgia refrattiva a San Diego con il professor Michael Gordon. Nonostante la disponibilità, fermarlo per l’intervista non è stato semplice. Facile, al contrario, è stato invece farsi raccontare della passione che mette in tutto quello che fa, dei circa 50 libri letti all’anno, della gioia che gli danno i due figli gemelli e della moglie che da sempre è la sua principale collaboratrice. Si sente più direttore d’orchestra, manager o chirurgo? Non credo sia incompatibile essere tutte e tre le cose insieme, anche perché è quello che sono. È più facile che siano

gli altri a definirti e, in questo modo, cercano spesso di catalogarti. Perché la scelta di tornare a Brescia dopo aver approfondito la sua formazione in chirurgia refrattiva al Gordon Binder Weiss Vision Institute a San Diego? Brescia è comunque la mia città e tornarci avendo in mente di creare qualcosa di importante era una sfida decisamente più stimolante e più difficile rispetto a quella di restare e continuare ad operare negli Stati Uniti. Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta ad aprire un istituto come l’Ilmo e non piuttosto ad “accasarsi” in qualche struttura pubblica? Da sempre sono stato ritenuto “originale” dal mondo accademico locale e forse anche per carattere mi sono sentito poco propenso ad essere inquadrato

MESI 12settembre 2011

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La famiglia e i miei figli hanno fatto il resto. se occorre. dare una firma da stilista al mio lavoro di chirurgo oftalmologo ed esserci riuscito è una grande soddisfazione. come andare a dormire presto dopo aver letto un buon libro e alzarsi la mattina di buon’ora o come l’aver privilegiato un’alimentazione vegetariana. Tra i suoi pazienti anche molti Vip che vengono un po’ da tutto il mondo. ma non è stato così. sarebbe durato poco. che si contrappone ad una standardizzazione che troppo spesso vedo in giro. Quali i punti di forza che hanno portato il suo istituto ad essere riconosciuto come uno dei migliori in Europa per la correzione dei difetti visivi? L’alta professionalità. Ho offerto più volte alle istituzioni la possibilità di proporre le nostre innovazioni chirurgiche anche a chi nella nostra città non penserebbe mai di potersi rivolgere a una clinica privata. con una costante attenzione al benessere del paziente. È stato molto importante prendere coscienza del mio Io come punto di partenza. inventare. un paziente dopo un intervento chirurgico ha comportato modificazioni degli spazi. ma la cosa fondamentale è provare a vedere il mondo che ti circonda con i tuoi occhi. che ora ci pongono a tutti gli effetti tra le cliniche lombarde. che per questo forse un giorno prenderemo in considerazione. Con quali caratteristiche? Sono caratteristiche umane. Ma il vero valore aggiunto dell’Ilmo credo sia nella condivisione da parte del team di un modo di lavorare in cui il cuore e la passione sono alla base di tutto. e da lì partire per crescere. Foto: Alan Pasotti . e ogni riferimento non è puramente casuale. così come sa di trovare altissima professionalità da parte di ogni singolo elemento del mio team. a Castaneda. la personalizzazione totale che dedichiamo ai nostri pazienti. come il coraggio necessario per essere innovatori nella vita così come MESI 12settembre 2011 nella scienza. Di certo non mi pongo limiti e credo sia importante pensare di andare sempre avanti e magari verso l’alto. da Steve Jobs a Borges. Si riferisce al brevetto della sua tecnica chirurgica P. così come dovrebbe fare qualunque medico rapportandosi con i pazienti. Ha dei modelli di riferimento per la sua vita personale e professionale? Tanti. E a livello personale? Credo che una tappa fondamentale della mia vita sia stata quella in cui ho capito che dovevo rispettare la mia natura più profonda. Un paziente che in ogni caso resta di élite. delle dotazioni. del personale. da Paracelso a Jung. Se però fosse stata solo una moda. Accentratore? Sì. Certo è che nessuna convenzione dovrà mai influire sulla mia libertà e sulla mia indipendenza da qualsiasi tipo di condizionamento che non sia il benessere del paziente. ma con la pancia è così. al continuo aggiornamento. la leggerezza che nella vita ti aiuta ad affrontare nel modo migliore le difficoltà e nel lavoro è necessaria per essere un buon chirurgo. creare. Volevo fare qualcosa di speciale. perché non avete mai chiesto di essere convenzionati con il sistema sanitario nazionale? L’autorizzazione che abbiamo ottenuto tre anni fa dalla Regione Lombardia all’attività di Day Surgery ha significato introdurre ulteriori miglioramenti in ambito organizzativo e predisporre la nostra struttura ad un eventuale accreditamento di alcuni servizi. Da sempre mi piace studiare e dedicarmi alla cura delle persone. E per l’Ilmo? Che si continui a puntare sulla grandissima professionalità e sul lavoro. visto che l’istituto è privato. all’innovazione. Tutto questo si è tradotto in scelte di vita di estrema regolarità. Cosa si aspetta dal futuro? Di continuare a crescere come uomo e come professionista.88 P ROFESSIONI in strutture convenzionali. Vorrei anche aggiungere che la stragrande maggioranza dei miei pazienti è gente comune e i nomi noti sono solo un ulteriore piccolo riconoscimento del lavoro di tutti. Non era questo il mio obiettivo ma i risultati ottenuti mi hanno dato una certa notorietà. Chi sceglie l’Ilmo per correggere i propri difetti visivi conosce bene il mio curriculum scientifico. Il poter accogliere per l’intera giornata. la generosità che ti fa guardare agli altri in modo diverso. ma pare che l’unica strada percorribile sia quella dell’accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale.Curve? Esattamente. la molta tecnologia. Intanto ci rechiamo gratuitamente nei Paesi del mondo dove la nostra presenza è molto richiesta e un buon intervento agli occhi può veramente cambiare il corso di una vita. Se a questo si aggiunge una costante ricerca scientifica abbinata alla sperimentazione. i risultati alla fine si ottengono. anche se non lo vorrei. A questo proposito cosa ci può dire? Ad esempio. È stato un lavoro lungo ma oggi ho un gruppo di collaboratori eccezionali che mi rappresentano perfettamente. Cosa ha dovuto sacrificare per arrivare a questi risultati? Onestamente poco.

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“Proprio da questo ultimo gruppo arriva l’incremento maggiore di rendita catastale pari a ben 296. All’interno delle rimanenti 492.837 per l’esattezza) unità immobiliari con la regolarizzazione spontanea. il 21% sono autorimesse (120. basato sulla sovrapposizione delle orto foto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale. i tecnici dell’Agenzia hanno già completato l’accertamento. che tale data era l’ultimo giorno utile per denunciare al Catasto Fabbricati le unità U immobiliari “fantasma”. Differenti. Si ricorda. periti industriali). scuole o uffici pubblici. A operazione ultimata. che sarà determinata tramite l’individuazione della destinazione d’uso e di altri parametri tecnico-estimali degli immobili oggetto di accertamento. in sede di conversione in legge. con le cui associazioni sono state siglate apposite convenzioni. attraverso l’effettuazione di sopralluoghi e la redazione di schede tecniche. Su 1. che ammonta a circa 34 miliardi di euro. dottori agronomi e forestali.898.659 particelle ancora da accertare. infine. Su 1. sia per funzione preventiva: “Finora – ha aggiunto Alemanno – non c’è stato alcun problema e non credo ce ne saranno”. periti agrari.065.228. per un totale di 83. fissando la data al 31 dicembre 2010. in alcune Province. Per questa seconda fase più complessa sarà chiesta la collaborazione dei comuni e delle forze dell’ordine in particolare Guardia di Finanza e Forze di Polizia. Gabriella Alemanno – entro fine anno. da cui è emerso che. dell’attività dei fabbricati mai dichiarati al Catasto o che hanno subito variazioni non dichiarate dalla parte (i cosiddetti “immobili fantasma”). a partire dal 2 maggio 2011 è stato avviato il processo di attribuzione della rendita presunta. invece. Nel dettaglio – ha comunicato l’Agenzia – attraverso un processo di foto identificazione. presentato recentemente dall’Agenzia del Territorio nel corso di una conferenza stampa.R TU E IL FISCO di FerDINANDO mAGNINO UBRICA 91 415. rimandando all’Agenzia delle Entrate. è stato possibile individuare 2. l’emersione di tutti gli immobili fantasma dovrebbero rappresentare il 2.981.5 milioni in più (l’1. I tecnici eseguiranno le attività propedeutiche all’attribuzione della rendita presunta. Questo il dato principale emerso dal consuntivo.935 unità. sono state identificate le unità immobiliari regolarizzate entro il termine del 30 aprile 2011.484 particelle. gli immobili rilevati non possiedono i requisiti per l’accatastamento.162. all’interno delle quali sorgono fabbricati non presenti nelle banche dati catastali.133 euro” ha sottolineato l’Agenzia del Territorio. il termine del 31 dicembre 2010 è stato ulteriormente differito al 30 aprile 2011. al 30 aprile 2011. Il DL n.808 unità).408 unità) e il restante 15% sono uffici. per 572.5 MLn in piÙ di Rendita catastaLe daLLa ReGoLaRiZZaZione iMMoBiLi “fantasMa” n incremento di rendita catastale pari a 415.143 particelle di Catasto terreni. con possibili slittamenti nei primi mesi del 2012”. Forse aveva ragione il presidente Berlusconi a dire che tutti gli italiani hanno una casa… MESI 12settembre 2011 . Il 35% sono abitazioni (196. Da questa seconda emersione “coatta” potrebbe essere recuperata una rendita catastale di valore pari a quella ricavata dalla fase uno. Tali operazioni – si legge in un comunicato stampa – saranno svolte dal personale dell’Agenzia che. negozi.2% della rendita catastale nazionale) soggetta a imposta grazie all’emersione di quasi 561mila (560. il 29% sono magazzini (159. avrà il supporto dei tecnici professionisti (geometri.503 di queste. le destinazioni dell’uso degli oltre 560mila immobili “fantasma” messi in regola.2% della rendita nazionale totale. 78/2010 aveva riaperto i termini per dichiarare in catasto tali immobili. Successivamente. L’Agenzia del Territorio non ha voluto fornire stime sull’ammontare delle entrate che questi beni renderebbero allo Stato e ai Comuni. sia per avere accesso alle zone più impervie. “Puntiamo a concludere questa seconda fase – ha spiegato il direttore dell’Agenzia del Territorio. infatti. laboratori ma anche alberghi. ossia i fabbricati o porzioni di fabbricato “scoperti” dall’Agenzia del Territorio nel corso delle attività di monitoraggio condotte a partire dal 2007. invece.686 unità).

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ovvero “familismo amorale”. MESI 12settembre 2011 . termine che risale alla sociologia classica del diciannovesimo secolo. quindi. venendo meno la loro capacità del dopoguerra di fornire rappresentanza. al degrado ambientale. intesa come l’iscrizione ad un partito o la partecipazione stessa al voto. anche se con un secolo di ritardo. fino agli anni Sessanta del secolo scorso. ridimensionato (anche per mancanza di idee e argomenti. la quale viene intercettata attraverso sofisticati canali di comunicazione che privilegiano messaggi più che programmi (pare non interessino più a nessuno perché sostanzialmente sovrapponibili e intercambiabili). ha avuto ragione) e l’impossibilità-incapacità dello Stato di dare risposte alle attese dalla società hanno creato un’inarrestabile. È evidente che l’accelerazione imposta dalla globalizzazione richiede e richiederà da parte delle istituzioni risposte a problematiche sempre più complesse. politico-istituzionale. imprese e lavoro sono stati determinanti a partire dai primi anni Settanta per la nascita di migliaia di piccole imprese. in un clima di insoddisfazione. quel “vivere di politica” inteso come “vivere per la politica” di chi ne fa una ragione di vita nell’interesse generale. che nelle regioni del Centro (zone rosse) e del Nord-est (zone bianche) accompagnavano l’individuo “dalla culla alla tomba”. Questo processo è venuto meno verso la fine del secolo scorso. quindi. Nel nostro paese in particolare. diviene a partire dagli anni Novanta sempre più ricorrente per indicare fiducia. meno fidelizzata e di conseguenza più volatile. È all’interno di questo quadro che si inserisce il crescente indebolirsi dei canali tradizionali di partecipazione politica. modificando via via il rapporto tra istituzioni e cittadino. può essere l’elemento di svolta e di rinascita della politica. a comitati che si attivano solo a ridosso delle consultazioni elettorali per sciogliesi automaticamente il giorno dopo le elezioni. dell’immagine. in cui i partiti vengono progressivamente delegittimati e percepiti come apparati parassitari lontani dalla “gente”. Il partito tradizionale lascia spazio a una sorta di partito elettorale. trasmettere significati. viene. cooperazione sociale. al grado di congestione e occupazione del suolo. tale da richiedere un radicale ripensamento della nostra struttura sociale. attraverso valori e ideali condivisi e partecipati. Il capitale sociale è un sistema di valori diffusi nella cultura politica di un territorio in grado di produrre ricadute importanti sullo sviluppo economico. La conseguente e crescente crisi di valori ha determinato una sorta di rigetto nei confronti nella classe politica e nelle istituzioni pubbliche. senso di appartenenza e di identità. isolamento. della comunicazione e del marketing. in un legame di “fiducia” reciproca tra gli attori. Marx. quindi. Si produce. La crisi economica dei paesi industrializzati. ovvero un bene pubblico e come tale inalienabile. In conclusione.R POLITICA E SOCIETà di eNrICO mAttINZOLI UBRICA 93 iL capitaLe sociaLe è Un Bene pUBBLico l capitale sociale. una base elettorale più eterogenea. Una politica che non appare più in grado di essere riferimento del territorio. in un crescente atteggiamento critico verso la politica. difficile immaginare che senza un contesto di reciproca fiducia tra società e politica. si possano creare le condizioni di un’inversione di tendenza. non nel crollo del capitalismo e la conseguente rivoluzione proletaria. Risulta. Tutto ciò ha prodotto i risultati che tutti conosciamo: l’allontanamento dalla politica ideale concepita da Weber. i distretti industriali sono il prodotto di questo legame fiduciario tra politica economica e i grandi partiti di massa nati negli anni Venti. esclusione. in una sorta di intreccio benefico tra politica. che dipende sempre più da decisioni prese da pochi e talvolta da un unico soggetto che in alcuni casi si identifica come l’anima fondamentale della nascita del partito stesso e che inizia inevitabilmente ad essere messo in discussione. macroscopico divario in termini di distribuzione di ricchezza tra cittadini. i si pensi ad esempio alla crescente incertezza per il futuro delle giovani generazioni. con un conseguente ritorno a un legame partecipativo che era alla base della nostra democrazia. al punto che la sua assenza genera chiusura. se non quello di vincere la competizione) il rapporto con la base che viene sostituita da esperti di sondaggi. dovuta in parte a un eccesso di offerta/sovrapproduzione (forse in questo e solo in questo. il consolidarsi di un nuovo capitale sociale che sappia ricreare elementi di aggregazione. partecipazione inclusiva.

Ma Bossi resiste. gattopardescamente. che dovrà integrare. ma bisogna anche dare spiegazioni e proporre un progetto. se qualcosa è cambiato. E così nulla cambia. ci vuole un progetto. A2A. torri. quel desiderio di costruire un’Italia nuova.com LeGA NOrD: IL mALessere CresCe QUALe bresCIA Per DOmANI? Metrobus. con la sua antica determinazione. professionisti compresi. secondo il sentire più diffuso. Ricordate il secondo pilastro? È quello della previdenza complementare. ma la sterzata deve essere rapida e forte. cosa succederebbe in futuro? Che fine farà il secondo pilastro? Se crollerà. mezzogiorno e sera. organico. e soprattutto se lo vorrà. Per finanziare il secondo pilastro si tolse il TFR alle aziende (ne soffrono ancora. Bossi può farlo. anzi di ritrovarla. Spiegazioni per il metrobus. È un vero peccato. com’è giusto che sia. preciso. la pensione Inps. e le conseguenze si vedono) per darlo ai fondi di previdenza integrativa. dismissioni. di riforme nemmeno l’ombra. anche se saranno chiamati a sacrifici. è sempre lì. quella carica di rinnovamento. partendo dal nord. Chiaro. il governo è sempre più evanescente. tra quelli di “Roma ladrona”. parcheggio del Castello. che ha preso sempre più piede nelle diverse fasce sociali. Se non lo farà.94 P OST-IT Pelo e di iMManU immanuel eL @dodicimesi. in futuro. quel desiderio di ripristinare equilibri. è stato in peggio. a mezzogiorno minaccia la crisi. ed è lì a 200 metri. per dare ai lavoratori più soldi da spendere. addizionale Irpef. la crisi imperversa incontrastata. Roma è sempre quella. e si vede. Attraversa trasversalmente il partito. CrOLLA IL PILAstrO? Si parla. Si può ancora fare. che i bresciani possano capire e sul quale possano pronunciarsi. signor Sindaco. le famiglie soffrono. campus. e i mugugni girano anche tra lo zoccolo duro. tutto sommato. ritrovando la rotta originaria. che pochi si pongono e a cui nessuno risponde. e non sarà un bel periodo quello che si aprirà. sempre più MESI 12settembre 2011 magra con il regime contributivo. Si possono anche chiedere i soldi ai bresciani. Perché non sono bastati i soldi? Dove sono finiti? Ci sono stati errori nei preventivi? Si può dare certezza che i costi di gestione siano stati calcolati con maggiore avvedutezza? Si dice che si vuole vendere A2A per fare fronte ai maggiori costi. ma poi nella notte trova sempre la quadra. Se ora si dovessero mettere quei soldi in busta paga. ma il malessere c’è. versione alla politica politicante. naturalmente. che ora stentano a ritrovare nell’attuale situazione quella forza vitale. i bresciani capiranno. di mettere il TFR in busta paga. il passaggio da un vecchio modo di fare politica a un modo nuovo. insomma quei valori fondanti che aveva fatto grande l’idea di Bossi. quell’avsotto il Castello? Fossa Bagni è sempre semivuota. Lo faccia il progetto. più coerente con i bisogni di un territorio che deve crescere. Magari coltiva al mattino spunti di sano orgoglio leghista con i suoi fermi no. mentre l’Italia scivola. Come se i lavoratori non sapessero che i soldi sono sempre i loro… Ma ciò che preoccupa di più è la disinvoltura con cui si pensa di cancellare con un semplice tratto di penna riforme definite epocali. se vuole. cosa faranno gli anziani di dopodomani? Diventeremo un’Italia di vecchi con molti malanni e poche risorse? . senza soggezioni e senza collateralismi. in queste ore. i giovani sempre più privi di prospettive valide. mattino. in maniera profonda. perché la Lega era nata per sostenere il cambiamento. E poi? Senza i dividendi di A2A come farà il Comune? Ce la farà a quadrare i conti? Ma non sarebbe meglio risparmiare i soldi del parcheggio Si cerca di nasconderlo. anzi. Ma non è cambiato niente. se non addirittura peggiorata. E mentre scivola anche la Lega. Forse è giunto il momento di trovare davvero la quadra. Ecco. anzitutto. Ma quale Brescia si vuole per il futuro? È la domanda principe. e i bresciani capiranno.

senza che nulla. Comunque sia. Non mi sono mai piaciute le cosiddette teorie del complotto ma è davvero difficile – e mi duole scomodare Seneca e l’immortale tragedia Medea – non chiedersi: “cui prodest?” A chi giova tutto ciò? Probabilmente a qualcuno che. ha un interesse particolare a gettare discredito su AIB e su coloro che in AIB lavorano. Grato per l’attenzione che vorrà riservare alla presente. Ritengo. MESI 12settembre 2011 . e assicuriamo al Presidente e alla dirigenza di AIB che continueremo a seguire la loro organizzazione con grande attenzione. 95 leggo sul numero di luglio/agosto del mensile 12 Mesi da Lei diretto l’articolo “L’AIB in assemblea. in ogni situazione. l’organizzazione dell’ultima assemblea dell’Associazione Industriale Bresciana.s. mentre nelle precedenti occasioni i testi degli articoli potevano essere considerati e letti anche con senso di accettabile ironia. se non guidandone le scelte. né verso i suoi organi direttivi o della sua struttura. anzi. Così come guardiamo con rispetto e considerazione all’AIB. una garanzia per tutti. soprattutto nelle fasi più difficili per il Paese. avessero ispirato l’articolo in questione. Tuttavia. La libertà della stampa è. questa volta si tratta di un articolo che. auspicando di avere molto presto motivo di sottolineare nuovamente in positivo l’azione dell’AIB. e di ciò sono pronto ad offrire ampia e documentata testimonianza. subito. Pertanto. per ragioni al momento ignote. non potevamo fare diversamente in quella occasione. ma addirittura si ritorca contro coloro che la praticano. Non c’era e non c’è nulla di personale.AIb sCrIVe A 12 mesI Gentile Direttore. che vanta una secolare tradizione di impegno nella difesa dell’industria bresciana. di attualità economica e realmente utili per il sistema delle nostre imprese bresciane. Riteniamo. per la ricostruzione dei fatti e per le parole utilizzate. va ben al di là della satira e sconfina ampiamente nell’insulto e nella derisione/diffamazione dell’intera struttura imprenditoriale ed organizzativa di AIB. Anche per questo il maPiero Costa linteso tra la presidente Marcegaglia e il ministro Tremonti durante l’Assemblea dell’AIB è spiaciuto a noi per primi. Ne saremo molto lieti. dichiaro sin d’ora la mia disponibilità a qualsivoglia civile dibattito e confronto con il mensile da Lei diretto su temi di comune interesse. invece. peraltro non dovuta. della vendetta. anche nei confronti della politica. ineccepibile e altamente professionale. non è nuova a certi e talvolta pungenti “attacchi” all’Associazione da me diretta. funzionari. a vario titolo e ruolo. addirittura. quantomeno stimolandole. mi riservo di agire nelle opportune sedi per tutelare la mia dignità umana e professionale. né al mio vissuto comportamentale. qui e in qualunque altra sede. La rubrica “Pelo e contropelo”. hanno collaborato con grande dedizione e impegno all’organizzazione dell’Assemblea annuale: il loro lavoro è stato estremamente puntuale. la professionalità e l’immagine di tutti coloro (imprenditori. Piero Costa. mentre Le chiedo formalmente di voler rettificare i contenuti dell’articolo in questione in quanto gravemente lesivi della immagine di AIB e di tutto il personale che in essa opera. Per ciò che riguarda la mia persona. dirigenti. È nostro preciso impegno cercare di non mancare al nostro dovere di informazione chiara e precisa. è vero. è una tecnica che non appartiene né al mio bagaglio professionale. attraverso le colonne del mensile da Lei diretto. fosse lasciato al caso o all’improvvisazione. da valutare positivamente anche quando si hanno visioni differenti. pur rammaricandocene. ai Suoi lettori e a colui o a coloro che. della derisione o. Certamente non subendole. altrimenti non ci sarebbe stata chiarezza sulla nostra posizione. nell’organizzazione dell’Assemblea. a Lei. doveroso e necessario difendere. credo che la tecnica dello spargere fango sulle istituzioni e sulle persone. Certamente – e ne sono fiero – quella dell’insulto. in cui è contenuto l’articolo. che AIB abbia un ruolo importante da svolgere. della denigrazione. alla lunga. che siano tutte persone assolutamente stimabili e non era nostra intenzione lederne in alcun modo la rispettabilità. che ringraziamo per l’attenzione che ci dimostra. Noi crediamo. Abbiamo scritto dei nomi. nei suoi confronti. non solo non paghi. e lo faremo molto volentieri e con ampio rilievo.. anche con riferimenti diretti alla mia persona. Le invio distinti saluti Pubblichiamo volentieri e integralmente la lettera di precisazioni del Direttore dell’Associazione Industriale Bresciana. il pasticcio è servito” in cui viene pesantemente criticata. anche per il ruolo importante che l’industria bresciana riveste. tuttavia. svoltasi il 30 maggio u. contrariamente al nostro stile e. da parte di 12 Mesi. impiegati di AIB) che. infatti.

. però. per catturare tutta la loro fantasia e voglia di fare. responsabile della Digital Accademia. ex caporedattore dell’inserto Nòva 24 de Il Sole 24 Ore. ma il denominatore comune è la grandissima passione per l’innovazione e la valorizzazione dei fattori umani alla base della formazione e delle tecnologie multimediali. è un centro per lo sviluppo della cultura del digitale. ha accolto subito con grande favore l’idea di iniziare un percorso che si ripeterà negli anni a venire. iPad. video. ha seguito i ragazzi durante questi cinque giorni ricchissimi. Il filone D-Life è stato inaugurato quindi dai bambini. lo scopo di questo percorso. dall’inizio del prossimo anno scolastico.First edition è il nome dell’iniziativa promossa dalla neonata Digital Accademia. sia nei confronti dei giovani sia nei confronti delle aziende ed è un progetto promosso da H-Farm. assieme a Riccardo Donadon. che può contare su un comitato scientifico diretto da Luca De Biase. che è socio dell’iniziativa come H-Farm (di cui abbiamo scritto qualche numero fa). rigorosamente con iPad alla mano. che devono poter affiancare i figli in un mondo sempre più digitalizzato. affinché potesse partire. docenti con pluriennale esperienza d’insegnamento. è sviluppare delle iniziative che coinvolgano anche i genitori. Questa passione per l’innovazione ha consentito alle scuole internazionali di poter contare sul supporto di Apple per la formazione dei propri docenti attraverso proprio gli Apple Education Mentor. Hanno scaricato giochi e allenato la mente con esercitazioni di logica. si sono immersi nel mondo del digitale seguiti dagli Apple Education Mentor. entusiasta e curioso. ovvero gli anziani che sempre di più non vogliono essere messi da parte e desiderano essere al passo con la comunicazione nei social network. Giuliamaria Dotto. Digital Native Summer Camp . Le scuole internazionali operano in un ambiente di business completamente diverso. Una classe di dodici giovanissimi alunni che. Un piccolo gruppo. MESI 12settembre 2011 . così è stato subito soprannominato dai bambini. Apple Education Mentor Europe. nasce con lo scopo diventare uno dei punti di riferimento per lo sviluppo della conoscenza del digitale. ecc. il progetto One-To-One. basato sull’utilizzo di un iPad per ogni alunno. Sono loro ad avere inaugurato. che utilizzano le tecnologie più innovative. dagli 8 ai 10 anni. Domizio Baldini. Collocato in una vecchia casa colonica. Mr. iMovie. Digital Accademia. in collaborazione con una scuola internazionale che ne ha diretto il coordinamento didattico e pedagogico. gli undici del Digital Native Summer Camp si sono sbizzarriti fra foto. dal 4 all’ 8 luglio. che è splendido per ospitare dei bambini. e i cosiddetti “silver surfers”. ha condotto i propri alunni attraverso un percorso ludicoformativo che ha reso tutti entusiasti. iPad alla mano. di fronte alla laguna di Venezia. Il team della scuola internazionale ha messo a disposizione la propria competenza ed esperienza nella stesura di un programma di lavoro settimanale che ha visto i piccoli alunni dividersi tra attività prettamente digitali e momenti esperienziali e ludici proposti da insegnanti madrelingua inglesi e americani. i banchi di Digital Accademia.96 R UBRICA BRAINSTORM di steFANO ANZUINeLLI aL Via La pRiMa ediZione deL “diGitaL natiVe sUMMeR caMp” B ambini. quale l’istruzione. Digital Accademia ha messo a disposizione il luogo. e l’atmosfera digital che pervade questi luoghi grazie alla presenza delle tante startup di HFarm. interviste e mini film con alcune tra le più celebri applicazioni della suite iLife: Garage Band.

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Da qui una lunga sequenza di falsi luoghi comuni che hanno portato a identificare il paziente psichiatrico come qualcuno da isolare “opportunamente” in luoghi e spazi ben circoscritti e sorvegliati. MESI 12settembre 2011 s . nel caso di una sofferenza protratta. Già.P SICHIATRIA 99 da “sLeGaRe” Viaggio nella nuova psichiatria tra rilevanti progetti di recupero e un non ancora sopito e strisciante pregiudizio comune. poiché la psichiatria come moderna scienza medica è affare relativamente recente e il suo percorso di repentina quanto necessaria trasformazione forse non è stato ancora colto appieno. tuttavia. ma anche (e soprattutto) frutto del lavoro di professionisti dalle non comuni doti di competenza e carisma. Questi “cammini di liberazione” sono ormai una realtà quotidiana. tuttavia. I manicomi. recuperare ampi spazi di normalità personale e sociale. L’opera preziosa e fondamentale del Centro s. è il termine più adatto) che parla della sofferenza psichica e delle sue inconsapevoli vittime non basterebbe un libro. come moderni lazzaretti per troppo tempo hanno stimolato la fantasia popolare e hanno sclerotizzato una cultura sociale davvero poco solidale e indulgente verso lo stesso mondo della psichiatria. di mAssImO rOssI Matti p robabilmente se volessimo ripercorrere il vasto repertorio della letteratura e della saggezza popolare (“malignità”. frutto di un’importante riforma avvenuta nel 1978. soprattutto dal pubblico e dalla società in genere. dunque. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli. frutto di anni di ricerca e di sperimentazione. Guarire da un disagio psichiatrico. è possibile come è anche possibile.

Giuseppe Rossi. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli”. la loro esistenza. era considerata un male minore e necessario. ndr. A spiegarcelo sono alcuni tra i responsabili del “Centro S. sovente. avendo la possibilità di muoversi liberamente. dalla ghettizzazione dei malati alla violenza più o meno esplicita che. Nel loro racconto la storia di questo antico ospedale psichiatrico cittadino. Con la legge 180 molte persone malate hanno potuto vivere una vita abbastanza ‘normale’. ecc. che a partire dall’inizio degli anni ’80 (successivamente. quindi. Purtroppo. di laMESI 12settembre 2011 vorare. A posteriori si può senz’altro dire che grazie alla legge Basaglia e al nuovo orientamento psichiatrico è stato possibile portare all’attenzione dell’opinione pubblica le molte storture del vecchio trattamento. come noto. alla celebre riforma “Basaglia” del 1978).). al contrario. non tutti i familiari hanno il tempo. soprattutto per via di quell’innegabile pregiudizio che ancora la circonda. prevedeva misure invasive e coercitive nei confronti del paziente (dosi elevate di psicofarmaci. ha avviato un percorso di profondo cambiamento fino a diventare un centro di eccellenza per la riabilitazione di persone con disturbi mentali gravi e persone affette dalla malattia di Alzheimer. In questo senso la legge Basaglia andrebbe forse rivista. fu un celebre neurologo e psichiatra. in tutti i modi. Strutture come il Centro San Giovanni di Dio rappresentano. dislocati sul territorio. “La legge 180 del 1978. in modo da ampliare ulteriormente l’aiuto delle istituzioni alle famiglie che hanno un malato mentale in casa e che non possono essere abbandonate a se stesse. accanto ai familiari. la forza e le risorse per farsi carico dei tanti problemi che sorgono quando qualche familiare si trova in condizioni di disabilità mentale e non sempre i servizi sociali si sono mostrati in grado di sopperire a queste carenze. La nuova psichiatria punta. medico psichiatra. però. un irrinunciabile punto di riferimento per le famiglie in difficoltà. meglio nota come legge Basaglia (Franco Basaglia. e Giosuè Caletti dell’amministrazione – che ci accolgono con grande disponibilità. GIOVANNI DI DIO Capire il mondo della psichiatria e le significative novità legate alla sua profonda evoluzione non è affare da poco. custodia cautelare. alla tutela dei diritti di queste persone. sono i Cps facenti capo alle Asl territoriali. medicinali ancora in fase di sperimentazione. anche se va fatto presente che Ospedali come il San Giovanni sono punti di approdo successivi ad una valutazione dei pazienti in quelli che. è uno spartiacque s . elettroshock. morto nel 1980. di essere seguiti ‘a distanza’ da un équipe terapeutica che si occupava di migliorare. direttore. UN GIOrNO AL s.). Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) – Fra Marco Fabello. in tal senso. alla loro libertà di esprimersi e di reinserirsi nel tessuto sociale.100 P SICHIATRIA AntIpSICHIAtrIA Oggi qualcuno preferisce parlare di “antipsichiatria” per discostarsi dal trattamento antecedente la legge 180 che.

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decisivo per la trasformazione del trattamento psichiatrico”, ci dice Fra Marco. “Siamo passati, per così dire, dal mucchio alla singolarità. Il fatto stesso che si sia passati dai potenziali 800 degenti dei tempi passati ai 250 di oggi la dice lunga: è, innanzitutto, una questione di qualità del trattamento. La legge 180 ha imposto cambiamenti sostanziali non tanto e non solo a livello strutturale, ma soprattutto a livello di metodologie di intervento. Una riforma resa possibile da una farmacologia decisamente più adeguata”. Insomma, la parola d’ordine anche per quanto riguarda il mondo della psichiatria è “recupero”. Un recupero fattivo che prevede il coinvolgimento dei degenti e degli ospiti in percorsi individualizzati. Insomma, siamo oramai lontani anni luce da quello che era il trattamento psichiatrico prima della 180. Basti pensare che, fino al 1978, un ricovero psichiatrico di oltre trentuno giorni significava l’ospedalizzazione coatta con tanto di segnalazione nel casellario giudiziario. LA rICerCA sCIeNtIFICA Il Centro S. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli non è solamente un centro di recupero e di accoglienza di persone psichicamente deboli. È anche un importantissimo centro di ricerca in sinergia internazionale con stati membri dell’UE, ma anche con gli USA (è iniziata, in tal senso una collaborazione con la Fondazione Reagan per lo studio dell’Alzheimer). Dal 1996 il Centro è divenuto Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per la riabilitazione psichiatrica e le demenze, in seguito al riconoscimento del Ministero della Salute. Nel 2002 è seguito l’accreditamento Internazionale Joint Commission International per U.O. Ospedaliere. Il curriculum è ancora lungo. Nel panorama nazionale il Centro S. Giovanni di Dio è capofila delle 42 strutture a carattere scientifico del nostro Paese, nonché leader nella realizzazione di importanti progetti europei. All’interno della struttura di via Pilastroni lavorano, in un continuo turnover, poco più di cento ricercatori impegnati essenzialmente su tre fronti: lo studio dell’Alzheimer, la “preclinica-genetica” e la psichiatria in senso stretto. Risultati? Una media annua di circa 120 pubblicazioni su riviste specializzate che, in termini di ritorno economico – commisurato a un punteggio assegnato dal Ministero della Salute – realizzano più di due milioni di euro di finanziamenti governativi, cui si aggiungono altri fondi regionali ed europei, nonché altri “prodotti” concorsuali di non poco conto. Ma questi soldi alla fine bastano unicamente a coprire il settore della ricerca. Alla causa del San Giovanni di Dio concorre anche il settore privato con nomi prestigiosi del mondo bancario, delle telecomunicazioni e dello stesso comune di Brescia. La struttura del San Giovanni per la sua vocazione al mondo della psichiatria non necessita di macchinari particolari, ma i costi di gestione (della struttura e del personale) non sono propriamente “robetta”. IL resIDeNCe PAmPUrI e I sUOI OsPItI Lo psichiatra Giuseppe Rossi e il dottor Caletti ci accompagnano in visita ad alcune delle strutture esterne al nucleo antico dell’Ospedale: siamo in quello che si chiama “Residence Pampuri”, ossia una comunità protetta all’interno di un’area verde che ospita una sessantina di pazienti dislocati in dieci appartamenti progettati come una sorta di corte con spazi per

SICHIATRIA

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le attività e la vita comune. La comunità Pampuri è suddivisa nei due ambiti della media assistenza e dell’alta assistenza. Creato nel 1992 e destinata ad espandersi (nuove strutture dovrebbero essere inaugurate il prossimo anno), il complesso è un ambiente che concettualmente abbraccia e cinge i suoi inquilini e allo stesso tempo ne libera il cammino fisico e mentale. Molti degli uomini e delle donne che vivono all’interno del residence, infatti, lasciano abbastanza liberamente i cancelli del San Giovanni per recarsi nel vicino centro commerciale a fare la spesa. All’interno del residence si trovano le aule ludico-didattiche: nel laboratorio artistico facciamo la conoscenza di Giuseppe che ci omaggia di un paio delle sue opere. Non c’è che dire: queste persone travalicano abbondantemente la normalità, poiché non c’è un attimo della loro vita, un solo passo o un solo gesto che siano banali. L’arte stessa che abbiamo, ora, tra le mani non è banale. Lo conferma il fatto che, in occasione di alcune importanti mostre realizzate con le opere degli ospiti della comunità, alcuni galleristi abbiano mostrato un interesse che è andato ben oltre la semplice ammirazione. Del resto se camminando per Brescia, accanto al Cristal Palace, doveste per caso passare nei pressi del Parco Tarello, alzate gli occhi: la stele-obelisco che si

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L’interno del Residence Pampuri.
MESI 12settembre 2011

“Al di là della “classica” vocazione dell’Istituto all’accoglienza e al trattamento di patologie riferibili allo spettro della schizofrenia – precisa lo psichiatra Giuseppe Rossi – è da sottolineare come a livello sociale si stia verificando una preoccupante crescita di ciò che genericamente possiamo definire disturbi della personalità. sino al 1978. giovanissimo. Negli stessi anni vengono attivati servizi riabilitativi diurni per anziani. Insieme a questo processo di importante cambiamento prende avvio anche un’intensa attività di ricerca scientifica che contribuisce al riconoscimento dell’Istituto come “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” per la riabilitazione psichiatrica e per la riabilitazione della malattia di Alzheimer. All’inizio degli anni ‘80 viene attivato un profondo processo di cambiamento che passa attraverso un preciso percorso formativo degli operatori: il rinnovamento degli edifici e l’attivazione di progetti sperimentali orientati allo sviluppo di competenze e strutture innovative per la riabilitazione di persone con disturbi mentali gravi e alla riabilitazione delle persone affette dalla malattia di Alzheimer. “Ciò che fa davvero la differenza tra il declino di un paziente e la sua guarigione – precisa il dott. una struttura riabilitativa nata appositamente per dare una risposta a questo tipo di problemi. Molti dei nostri pazienti ora sono affetti da comportamenti compulsivi o impulsivi di tipo alimentare. dal religioso all’insegnante. Funziona come tale per quasi un secolo. Intorno ad ogni paziente ruota un’équipe multidisciplinare che si fa carico del malato a 360 gradi: dall’avvocato (chi inizialmente ha perso il lavoro con un mutuo sulle spalle ha rischiato la perdita dei suoi beni e dei suoi averi) all’assistente sociale. una giovane donna affetta da “diMESI 12settembre 2011 IL CEntro S. un ospite. del Pampuri. l’Ospedale acquisisce il nome di Centro San Giovanni di Dio . 5 pazienti hanno meno di 22 anni e 10 hanno tra i 24 e i 34 anni. spesso. alle strutture per la residenzialità psichiatrica e agli ambulatori vede attive diverse unità organizzative di ricerca – sia nella forma di veri e propri laboratori. neuropsicologia e neurofisiologia che di équipe. per l’appunto. la nostra capacità prognostica. gIoVAnnI DI DIo – fAtEbEnEfrAtELLI L’Istituto San Giovanni di Brescia è dedicato al Sacro Cuore di Gesù. che colpisce anche una porzione relativamente giovane del tessuto sociale. Un fenomeno. Certamente la nostra scommessa va un po’ al di là della semplice competenza professionale: dietro alle capacità e al carisma dei singoli operatori ci sta un discorso di fede: una fede tutta umana. Insieme non sono cosa da poco”. come quelle della ricerca psico-sociale e della ricerca clinica sulla malattia di Alzheimer – che impegnano un importante numero di ricercatori e di giovani borsisti.104 P SICHIATRIA innalza al centro dell’area verde (“volo libero”) è opera dell’artista Guglielmo. Il fatto è che non esistono cure farmacologiche di provata efficacia”. Molti di loro hanno conseguito il diploma di scuola superiore. Inizia la sua attività nel 1882 come ospedale psichiatrico per una donazione ai Padri Fatebenefratelli destinata alla cura dei malati alienati. “ricoverato” per tre anni con diversi mesi di letto senza soluzione di continuità: oggi lavora e ha una vita sociale attiva e di grandi soddisfazioni. L’Istituto oltre alle unità operative di degenza. questo. sturbi della personalità”: dopo la perdita del lavoro e un tentato suicidio. dalla volontà della famiglia e dei medici di affrontare con mentalità vincente una scommessa certamente mai facile”. Giovanni di Dio). Giovanni di Dio sono tante: è del mese scorso il caso di Diana. Il 19 dicembre 1996 con il nome del Fondatore dei Fatebenefratelli. Rossi – è. anno della riforma psichiatrica “Basaglia”. da una parte. oltre alla patologia psichiatrica. a volte troppo bassa: la via del recupero passa. soffre di una qualche forma di dipendenza e necessita della cosiddetta “doppia diagnosi” viene curato presso la comunità protetta “La Celeste” di Orzinuovi (sempre facente capo al S. sessuale o riconducibili al gioco d’azzardo (gambling). neuroimaging. neurobiologia. e anche una fede nel divino dall’altra. innanzitutto. Anche per quanto riguarda il discorso dell’alcool e della droga le strategie e le modalità di cura sono differenti: chi. Le storie di guarigione e di recupero di “normalità” qui al S.Fatebenefratelli. ambito per cui l’Istituto entra a far parte di un progettopilota della Regione Lombardia. . di day hospital. oggi è una persona felice e perfettamente reintegrata nella società. Circa il 60% ha un’età compresa tra i 45 e i 55 anni. se vogliamo. ma vi sono anche dei laureati. DIstUrbI DeLLA PersONALItà: UN PreOCCUPANte FeNOmeNO IN CresCItA La comunità Pampuri accoglie una sessantina di ospiti (30 uomini e 30 donne). Lo stesso dicasi per Alberto. Rossi – non è solo un ospedale. “Il S. come quelli di genetica. Giovanni – prosegue il dott.

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Molta attenzione. a questo proposito. Nessuno nasce “imparato” né tantomeno col dono dell’infallibilità. La libertà e la sicurezza delle persone. Del resto qualcuno ha pure commentato all’inu- www. quindi. ecco i risultati.Bsnews. da considerar- si una lezione “ad usum Delphini” (al “delfino di Francia”. È. in molti casi i veri detentori del business.it. Non è il caso di cimentarsi in falsi moralismi. Piuttosto bassa la percentuale di chi vorrebbe un procedimento a carico delle prostitute (13%) e dei clienti (6%) mentre un residuo meno significativo (5%) è quello di coloro che vorrebbero vietare del tutto il fenomeno. in ultima analisi. è proprio questo: forse al presente “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile” (C. prima di ogni cosa. quindi. chiedendo ai nostri lettori di esprimere il loro parere votando il sondaggio sul sito www. Sanzionare solo gli sfruttatori Non so MESI 12settembre 2011 . risultati del sondaggio offerto all’attenzione dei nostri lettori non sembrano lanciare segnali di particolare disagio né tantomeno di una disinformazione sul tema. è il caso di aggiungere un’unica postilla all’inutilità generale di molte nostre azioni. un’esperienza che vuole richiamare l’attenzione alle mille quanto imprevedibili variabili del caso. alle tante sorprese. Forse. quindi. La “storicità” del mestiere più antico del mondo è un tema falsamente scomodo: piuttosto forse è proprio il caso di depurare il problema dalle molecole più velenose e pericolose. semmai. rappresentate dagli sfruttatori. i moderni mercanti di schiavi. Va regolamentata Va vietata Sanzionare solo i clienti Sanzionare solo le prostitute Che dire? Niente di nuovo sotto il sole. trappola per inesperti”. alla fine. L’inchiesta prodotta non è. Il fenomeno della prostituzione si trasforma.bsnews.it i tilità di una simile inchiesta per via del fatto che il fenomeno sarebbe materia arcinota alla pubblica opinione. tRappoLa peR inespeRti? sul numero di giugno abbiamo pubblicato un servizio dal titolo “escort on line. ma non per questo cessa di essere un “costume sociale” nel complesso riconosciuto e comunque tendenzialmente accettato. figlio del re Luigi XIV si confezionavano testi epurati dalle immoralità e semplificati per la sua nota “cocciutaggine”). Ed ora alcune considerazioni in merito alle risposte offerte al sondaggio: LA proStItuzIonE? La maggioranza dei votanti (53%) opta per una regolamentazione della prostituzione e una quota ugualmente significativa (22%) è orientata a perseguire gli sfruttatori.S ONDAggIO 107 escoRt. Il problema. Alvaro).

108 S ONDAggIO LE proStItutE Lo fAnno pEr? Se il mestiere della prostituta è ritenuto fondamentalmente una necessità (43%). insomma. assai poco rilevanti). SenPer strada Su internet Tramite gli annunci dei giornali Su consiglio degli amici nonché vi è forse un po’ troppa buona fede nei confronti dei siti specializzati. Il lato “criminale” della questione. del resto. Lo conferma. dato che su internet non si sono quasi mai foto vere. Ma forse anche la semplice e atavica attrazione per il proibito. Le idee sono abbastanza chiare. un certo orientamento contro gli sfruttatori confermato nei dati della tabella precedente. Anche la paura di essere riconosciuto da qualcuno (6%) ha la sua importanza. nonché il primordiale istinto del possesso. Non so CHE CoSA fA pIù pAurA nELL’InContro Con unA proStItutA? La malattia (38%) è ancora uno spauracchio non da poco anche se le multe o il sequestro dell’auto raccoglie il 29% dei voti. Siamo di fronte a “esperti”? Molti. i partecipanti al sondaggio sono poi abbastanza convinti del fatto che sia una costrizione (37%) più che una libera scelta (19%). in buona sostanza) alle difficoltà nei rapporti di coppia. Segue il consiglio degli amici (13%) e l’annuncio su giornale (8%). questi. A caso Non so MESI 12settembre 2011 . E solo il 5% non ha un’opinione in proposito. Segue (ma è terzo) la paura di essere scoperti da mogli o fidanzate (ma forse la parola “fidanzata” insieme a “moglie” ha falsato l’orientamento: 24%). mentre il 37% preferirebbe “agganciarla” per strada. Dalla solitudine Sì No alla compulsività sessuale patologicamente intesa (casi tuttavia. Il 36% invece si dice contrario. insomma. Scelta Necessità Obbligo Non so pAgHErEStI pEr IL SESSo? Perché il 59% dei votanti si dice disposto a pagare per una prestazione sessuale? I motivi potrebbero essere molti e assai diversi: dalla semplicità nella gestione di un “capriccio” (niente complicazioni “sentimentali”. preferiscono ancora vedere anticipatamente con i loro occhi l’oggetto del desiderio prima di andare all’avventura. è quello che ancora spaventa di più. Chi ha votato questo sondaggio non è certo per l’abolizione della prostituzione. Malattie Ricatti Essere scoperto dalla moglie / fidanzata Essere riconosciuto da conoscenti Multe / sequestro auto Non so ComE SCEgLIErEStI unA proStItutA? Il 39% dei votanti il quesito sceglierebbe la sua donna consultando i siti internet. del resto.

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mentre in alcuni paesi asiatici. C oltre a tante iniziative di formazione. Gambino si riferisce al potenziale umano. Per cui è verosimile pensare che almeno 8. gli sport. l’ente che organizza i campionati di serie A. che nel nostro territorio è deL cRicKet davvero imponente. basta passeggiare in un parco pubblico per rendersene conto. Uno sport e un divertimento che è sempre più praticato nella nostra città e che è lo sport nazionale di pakistani. come India. Sri Lanka e Bangladesh. È il pitch. pakistani. non signifi- rescia cambia. Non solo nelle nostre strade ci sono molti più kebab di gelaterie. uno sport nato in India tra il XIV ed il XV secolo. gli atleti potranno allenarsi e giocare in un impianto in regola con le direttive federali. che nel bresciano sono tantissime: tra indiani. Pakistan. In via di soluzione anche la ricerca di spazi adatti al gioco amatoriale dello sport più popolare degli asiatici. e con lei i suoi cittadini. il cricket è lo sport più popolare. presidente della Federazione Cricket Italiana. e così il cricket. gli stili di vita.000 ragazzi giocano a cricket. parrucchieri e bar gestiti da cinesi piuttosto che da italiani. l’alimentazione e lo stesso profilo urbanistico della città. Provate a fare un giro al parco del Mella. cingalesi e bengalesi si superano le 30mila persone. molto praticato nei paesi del Commonwealth (le ex colonie britanniche). B. più centri massaggi. Anche le aree verdi della città sono cambiate. “Brescia è la capitale del cricket” ripete spesso Simone Gambino. o a quello più nascosto del quartiere di San Bartolomeo: non B di IreNe PANIGhettI MESI 12settembre 2011 s . poiché si tratta di uno sport popolarissimo tra le persone di origine asiatica. indiani e cingalesi. un’area rettangolare larga solo 3 metri dalla quale si effettuano i lanci nel gioco del cricket. piccola ma diversa rispetto alle solite. al pari del calcio in Italia: il calcio.S PORT 111 BRescia capitaLe Con l’inaugurazione del campo di cricket nel parco del quartiere di san bartolomeo. potete non notare un’area verde strana.

Le Aree AttreZZAte Diversa la situazione per le squadre ufficiali. e i professori hanno bisogno di essere preparati. “accogliendo così le sollecitazioni venute nei mesi scorsi dai giocatori e dalla Federazione Cricket Italiana”. s MESI 12settembre 2011 . vista la presenza di alunni di origine asiatica. non solo per gli altri utenti del parco. Anche l’assessore Labolani ha riconosciuto l’importanza del cricket nella nostra città: “Abbiamo una squadra cittadina di alto livello e un elevato numero di persone che pratica questo sport. quindi il Comune ha ritenuto giusto trovare degli spazi appositi”. giocando dove si può: il vero ostacolo è la mancanza di spazi. l’esigenza si fa sempre maggiore”. basta che ci sia rispetto delle regole e pulizia. gli stinchi”. assessore ai lavori pubblici e al verde del Comune di Brescia. pensiamo alle questioni legate allo stadio. dove. Perché lo sport è anche un modo per fare integrazione. o semplicemente allenarsi. scatenando una serie di polemiche e contenziosi anche legali. ha spiegato Luca Bruno. aveva spiegato il vicesindaco Fabio Rolfi nell’illustrare l’iniziativa. infatti. soprattutto nell’autunno dell’anno scorso. Mancano però delle reti di sicurezza e questo potrebbe causare dei problemi di sicurezza. perché va sempre bene favorire lo sport. Per noi il cricket in sé non è un problema di sicurezza. la Federazione Cricket Italiana ha organizzato incontri nelle scuole e anche corsi specifici per istruttori di cricket. Ma la questione potrebbe essere risolta a breve. perché non è pensabile che un ragazzino che abita nella zona sud della città si debba spostare in quella nord per allenarsi. Le prospettive. Le tre aree sono distribuite in diversi punti della città: il parco Ori Martin in zona nord. “Sono zone che rispondono ad una necessità emergente e diffusa – continuava Rolfi – alla quale abbiamo deciso di dare ascolto per dimostrare la nostra volontà di favorire l’integrazione reale. con tantissimi ragazzini che giocano in tutte le aree verdi della città provocando spesso attriti con gli altri frequentatori. a San Bartolomeo. ma lo può diventare se viene praticato nei parchi dove ci sono utenti che hanno interessi diversi e per i quali non è certo piacevole ricevere una pallina neMario Labolani. dato in gestione alla squadra dei Lions. dunque. Sebbene siano diverse decine le squadre presenti a Brescia e Provincia. finalizzati a “formare insegnanti che siano in grado di portare questo sport nelle scuole. Comunque in questo parco non ci sono tanti frequentatori”. dal baseball al calcio può creare problemi. è dato in gestione ai Lions ma l’Assessore ai lavori pubblici assicura che “tutti potranno venire”. da quello omologato per le partite vere e proprie ai posti dove fare i classici due tiri tra ragazzi. Vedremo di allestire degli spazi. dato che si tratta di uno sport ad oggi praticato dagli stranieri. precisato che “non ci sono problemi a creare piccoli campetti per amatori in diverse zone della città. che ad oggi hanno due aree attrezzate e sono in attesa di una terza. mettere a contatto le esigenze degli italiani nativi e dei nuovi italiani. solo due sono ufficialmente iscritte alla Federazione: il Lions Brescia Cricket Club e l’Indian Punjab Club. per una spesa totale stimata dalle autorità attorno ai circa 10mila euro. E anche a noi piace pensarla come due residenti del quartiere. qualsiasi sport. secondo i quali il campo da cricket “è una buona cosa. Certo. con tanto di esame. segretario della Federazione. con il tempo e l’uso. Tutti gli altri si auto organizzano. si rivolgeva a giocatori e a insegnanti di educazione fisica. “Le reti non ci sono state richieste – ha precisato Labolani – noi ci siamo basati su ciò che ci hanno detto i tecnici della federazione. sempre più spesso oggi. “Ho fatto un giro in quella zona – continua l’assessore ai lavori pubblici – e non mi sembra proprio che il campo da cricket possa creare problemi. A que- sto si aggiungono le multe previste dal regolamento di polizia urbana che vieta il gioco del cricket nei parchi pubblici e già comminate in diversi casi. o nelle aree verdi che già ci sono in città o creandone di nuove”. Anche a Brescia nei mesi scorsi è stato proposto un corso che. Nel luglio dello scorso anno il Comune aveva individuato queste tre zone da destinare a campi da cricket.112 S PORT cano solo campionati e calciatori miliardari: questi sport sono il sogno e la passione di quasi tutti i ragazzini e. Per cercare di dare una risposta all’esigenza sportiva dei tanti giocatori. Il punto sarà capire. ma anche per le automobili che sfrecciano nell’adiacente tangenziale. calcio o altro sono davvero i benvenuti”. il Giardino di via Strada Antica Mantovana a est e l’area di via Stassano in zona industriale. che oggi si trovano ad avere sempre più spesso alunni di origine asiatica che vorrebbero fondare una squadra di cricket. Il parco di San Bartolomeo. se la mancanza di reti provocherà effettivamente dei disagi e se il quartiere accetterà senza problemi la presenza di tanti ragazzi che praticano uno sport che per gli anziani di San Bartolomeo potrebbe sembrare alieno. bilancio permettendo: l’assessore ai lavori pubblici e al verde Mario Labolani ha. Il secondo problema ad oggi è ancora irrisolto. Fino a qualche mese fa mancava ogni genere di spazio. Il 15 maggio di quest’anno è stato ufficialmente inaugurato il campo da cricket parco Ori Martin. c’è sempre qualcuno che per motivi più o meno validi si lamenta… ma sono attriti che possono essere facilmente stemperati”. sono buone. poi cricket. anche delle ragazzine.

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12 m l’uno dall’altro. Il lanciatore. La parte piatta può inoltre essere ricoperta con un materiale di protezione o di riparazione.5 cm mentre la parte piatta. Vince chi realizza più punti. Nella squadra in battuta l’unico ruolo è quello del battitore. il ricevitore. fatta esclusivamente di legno. che raccoglie la palla battuta. Scopo del gioco è quello di mettere a segno più punti possibile e di non farsi eliminare quando si è in battuta. Questo è il preambolo che precede l’elenco delle “Leggi del cricket” una serie di regole che solitamente negli altri sport non sono scritte ma sottintese. oltre a non far segnare punti e eliminare i battitori avversari quando questi sono al lancio. se ferma con la gamba una palla sicuramente diretta sul ticket.S LE rEgoLE DEL CrICKEt Per capire il cricket è importante sapere alcune informazioni di base. Al centro del prato è collocata una corsia. se ritiene la palla non diretta sul wicket. indirizza il lancio verso il battitore all’estremo opposto. Deve inoltre cercare di eliminare i battitori avversari dirigendo i lanci con precisione verso il ticket. Non c’è limite al numero di lanci che un battitore può ricevere. osservato senza alcuna nozione.9 cm. Comprendono il rispetto verso l’avversario e gli arbitri. Viene eliminato se: la palla lanciata abbatte il ticket. vede impegnati gli undici di una squadra nel lanciare la palla e difendere il campo e un singolo avversario alla battuta dove. egli può. colpire solo le palle che giudica meno pericolose e limitarsi a fermare con la mazza le più insidiose oppure.9 g e 163 g e una circonferenza tra 22. Nella squadra al lancio vi sono: 1. 3. Un wicket è composto da tre stumps di legno (i paletti verticali) inseriti in fila nel terreno per una larghezza complessiva di 22. Partita e giocatori La partita viene disputata tra due squadre di 11 giocatori. è fuori dalla propria base (run out). i fielders: disposti sul campo dal capitano devono intercettare la palla battuta dal battitore cercando di prenderla al volo se possibile e rinviarla al lanciatore o al wicket-keeper prima che i battitori effettuino una o più corse. Ogni corsa vale 1 punto per la squadra in battuta. chiamata pitch. intento ad eseguire una corsa. PORT 115 Lo spirito del gioco “Il cricket è un gioco che deve molto della sua unicità al fatto che dovrebbe essere giocato non soltanto secondo le relative leggi ma anche secondo lo Spirito del Gioco. 2 wickets: sono tra gli elementi più importanti del cricket. Le due squadre non schierano entrambe tutti e undici i giocatori: ogni frazione di gioco. detta innings. sia il guanto che la mano del battitore fanno parte integrante della mazza. eseguendo lanci difficili da ribattere da parte dei battitori (lanci veloci o con effetto). sopra i quali vengono appoggiati i due bails (le traverse) anche loro di legno.4 e 22. il lanciatore: deve lanciare a braccio teso e concedere pochi punti alla squadra avversaria. che deve segnare il maggior numero di punti possibile evitando però di essere eliminato.8 cm in larghezza. lasciarla passare senza colpirla. Sono disposti uno di fronte all’altro sulle due bowling crease (cioè alle due estremità più lontane del pitch) alla distanza di 20. lunga 20 metri e larga 3. viene sostituito da un compagno di squadra fino all’eliminazione del decimo battitore.86 cm e un’altezza di 71 cm. collocato ad una delle due estremità della corsia. una volta eliminato. Si gioca in un campo in erba dalla forma ovale o rettangolare e dalle dimensioni non precisate (solitamente tutto lo spazio disponibile). Tra un innings e l’altro. La Palla: deve avere un peso compreso tra 155. Secondo le leggi del cricket. Il battitore quando colpisce la palla può correre lungo il pitch scambiandosi di posto con il compagno. MESI 12settembre 2011 . Una battuta così potente da far uscire la palla dal campo rotolando vale 4 punti. purché questo non superi 1. quindi. se il fielder. contro i quali è espressamente vietato indirizzare insulti e sottolineano soprattutto la condanna assoluta di qualsiasi atto violento tra i giocatori sul campo di gioco. se la palla battuta viene presa al volo da un giocatore avversario. ai cui estremi sono posti i tre paletti che formano il wickets. potrebbe risultare davvero ostico da interpretare. le squadre invertono i propri ruoli. 6 invece se la palla esce al volo senza aver toccato il terreno. abbatte il wicket mentre il battitore. Di seguito quindi una scheda che illustra le caratteristiche fondamentali di questo sport che altrimenti. La responsabilità principale di assicurarsi che il gioco sia condotto secondo lo spirito del fair play è dei capitani”.56 mm di spessore e non sia tale da danneggiare la palla. non deve superare i 10. Qualsiasi azione che è vista come contraria a questo Spirito causa un danno al gioco stesso. 2. I battitori si posizionano sul pitch ognuno davanti ad uno dei due wickets. Principali strumenti del gioco La mazza: deve essere di lunghezza non superiore a 96.

è possibile fare un’esperienza che riporta indietro nel tempo. A piedi o in bicicletta.116 T EMPO LIBERO Natura. tra stralci libreschi – da Eugenio Bertuetti. storia e cultura sulla pista ciclabile Vobarno-Gavardo. lasciandosi il tempo di visualizzare i pannelli illustranti la storia delle grandi aziende. il Cotonificio di Roè. quello di Villanuova e il Lanificio di Gavardo. per migrare anche altrove grazie a degli spettacoli teatrali itineranti centrati sul progetto stesso. insieme alle migliaia di persone che.5 km di pista. cestini e rastrelliere adatti a una gita per tutti. a Lorenzo Gigli. “Un modo innovativo per non essere semplicemente distratti turisti o anonimi abitanti. di recupero dell’originaria identità dei comuni lambiti dal Chiese. Unisci il tutto e… voilà. Aggiungi la volontà di fare un po’ di moto. infatti. le loro genti”. Attraverso una lunghezza complessiva di 10. il gorgoglio del fiume Chiese in sottofondo. Metti la voglia di fare qualcosa di diverso. riportanti brani letterari e sug- gestive foto d’epoca. mentre a nord raggiunge il lago d’Idro) è stato creato il progetto regionale “Il fiume e la fabbrica”. iL ViaGGio SLOW neLLa Bassa VaLLe saBBia di ALessANDrA tONIZZO M etti un giorno di sole. ogni weekend. Un percorso che si snoda lungo il fiume e le colline. già percorrono questa strada. su quel tratto di pista ciclabile che collega Vobarno a Gavardo (e che a sud si biforca in altri itinerari – verso pianura. a Giuseppe Solitro – e le emergenze d’archeologia industriale che segnarono profondamente la storia di questo territorio: la Ferriera di Vobarno. Due punti di sosta (a Villanuova e Vobarno). città. la Ferrovia Rezzato-Vobarno. Dal luglio 2011. lago di Garda –. il viaggio slow è pronto per essere vissuto. attraverso l’allestimento di un tragitto che porta il titolo “Percorsi storico-letterari delle scrittrici e degli scrittori lombardi del ’900: i loro territori. Lavoro che vuole partire dal territorio. si può partire da una delle due stazioni preposte – Sopraponte di Gavardo e la Biblioteca civica di Vobarno – per poi pedalare in tranquillità. alla riscoperta di luoghie di siti produttivi che hanno segnato la storia industriale della nostra provincia tra Otto e Novecento. aprendo gli occhi sul territorio circostante. prevedendo panche. ma per vivere e apprezzare meglio questi luoghi”: la didascalia della guida al percorso spiega così il significato del minuzioso lavoro di ricostruzione storica. permettono di rendere totalmente slow questo percorso. È l’operato della Cooperativa Teatro Telaio Onlus – un “teatro natura” che fa rivivere il territorio trasfigurando i luoghi. imbevendosi di tradizione. riap- MESI 12settembre 2011 .

Così leggiamo le parole di Giuseppe Solitro. ovvero “La città airone e la città istrice”. colonne –. Roè Vociano e Villanuova sul Clisi. Roè Volciano e Vobarno” è anche un libro – curato da Marcello Zane. inscenata a Roè.992 km di linea.117 propriandosi dei contesti – che mette in scena la natura. Le mappe del percorso si possono trovare anche presso gli uffici turistici e sono scaricabili dai siti dei tre comuni che hanno partecipato al progetto. definito ai primi del ’900 il più grande del genere in Italia. “L’orco e il fiume”.Un itinerario storico-letterario del Novecento nei territori di Villanuova sul Clisi. all’età di dodici anni. coordinatore del progetto – che descrive in modo ampio e minuzioso l’itinerario storico-letterario presentato attraverso i territori su cui si snoda la pista ciclabile valsabbina. Macò e India. i fondi di Arnaldo Baruzzi. che parla di “un paese dal quale giungono i colpi dei magli”. fantasy di Silvana de Mari. in cui “i figli nascevano e crescevano nel puzzo del cotone e. liberamente ispirato a L’ultimo orco. professore di lettere a Salò nel 1883.250 operai lavoravano i cotoni America. i versi di Vittorino Ravasio. aspetta di salpare altrove. che parla dell’ex Ferrovia Rezzato-Vobarno: 25. Ma cosa raccontano questi giganti muti. quelli del Cotonificio di Roè. nel quale anch’egli entrò quindicenne. gli scritti del giornalista Gigli. legati a doppio filo con la forza del fiume Chiese? Riconvertiti in spazi di pubblico servizio. che descrive la Ferriera di Vobarno come “il grandioso Stabilimento siderurgico (…) considerato uno dei più importanti d’Italia. MESI 12settembre 2011 . mantenendo intatta la propria architettura originaria. Al volume-guida è stata affiancata anche una dettagliata cartina geografica che consente ai ciclisti di percorrerne tutte le tappe. i cui 2. impiegato gavardese con la passione della scrittura. finanziato anche con il contributo della Regione Lombardia che ha creduto nelle potenzialità attrattive del programma. e gode fama anche all’estero”. erano davanti alla portineria a chiedere l’assunzione” all’opificio di Villanuova. “Il fiume e la fabbrica . gli enormi scheletri che furono protagonisti della rivoluzione industriale valsabbina. Villanuova e Vobarno. l’economia e l’artigianato di questa parte della Valle Sabbia. tre locomotive a vapore per la prima strada ferrata italiana a capitale privato. per la sua valenza turistico-culturale e per la valorizzazione del territorio anche ad uso degli stessi cittadini. all’ombra del Lanificio di Gavardo. IL fIumE E LA fAbbrICA “Il fiume e la fabbrica” è un progetto nato dalla compartecipazione dei comuni di Vobarno (capofila). velandola di concezioni mitiche e archetipiche. Libro e mappa sono a disposizione presso la Biblioteca di Vobarno. è il titolo della rappresentazione naturalistica che. le lettere del commediografo Eugenio Bertuetti. fanno parlare di sé tramite suggestivi resti – ponti. grazie alle parole di chi ne seguì la storia. puntualmente. che narra i bagni adolescenziali nel fiume.

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La competizione – organizzata dalla Promosport Valli Bresciane e dall’Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) e valida anche quale 13° Memorial Alfio Marca – ha riservato tanto spettacolo e forti emozioni. a ingresso gratuito. come Milano. si è esibito con la sua nuova “The 47 Band” al completo suonando il suo repertorio dai pezzi che l’hanno reso famoso.it) di Pozzolengo. infaticabili podisti un bellissimo percorso di 25 km e 2400 m. Presente in piazza anche un megaschermo con immagini tratte dal libro autobiografico “AL Che Fine ha fatto Yude?”. che si è tenuto domenica 3 luglio al Chervò Golf San Vigilio (www. Vincenzo.500 spettatori entusiasti all’appuntamento del 18 luglio per il concerto “Live”. svoltasi il 17 luglio. Vincitori: Denis Brunod. per il secondo anno consecutivo. al trofeo di golf iGussago. poco dopo le 7. La giornata è iniziata al mattino. di dislivello complessivo. con partenza ed arrivo alla piana del Gaver. Alberto Fortis. Rolando Giambelli e Leo Pedrazzani. ed Emanuela Galesi. ma diverse sono state anche le presenze da fuori provincia. MESI 12settembre 2011 . tra competizione e momenti di relax. Silver (la rivelazione di X Factor). del cantautore italiano Alberto Fortis col suo Love the City Tour. La Blumon Marathon ha proposto ai suoi numerosi. La gara – una louisiana a coppie con formula stableford – ha visto la presenza di molti giocatori bresciani. si è conclusa con successo e con oltre 370 partecipanti. chervogolfsanvigilio. Oltre 3. ed è proseguita. a cura di rOLANDO GIAmbeLLI bLumon mArAtHon 2011 La 13ª edizione della Blumon Marathon.Q UI E Là 119 trofEo DI goLf IguSSAgo Le attese non sono state deluse. Il primo premio – due orologi Hamilton Khaky – è stato vinto da due giovani golfisti i fratelli Michela e Nicola Orlini. Si è registrato il tutto esaurito. fino a sera. La sedia di Lillà. Sul palco la vocalist Betty Vittori. infatti. Marco e Charlotte Ferradini. QUI & là ALbErto fortIS & tHE 47 bAnD In pIAzzA LoggIA La musica d’autore è tornata in Piazza Loggia. Al tramonto la cerimonia di premiazione con i preziosi premi offerti da iGussago in collaborazione con la Maison Orologiera Hamilton. nonostante la leggera pioggia che ha caratterizzato l’intera mattinata. uno degli artisti più amati degli anni ‘80.

Per informazioni: info@franciacortalaif. quest’anno ospita musiche e suoni dal mondo tra le colline della Franciacorta. Numerosi i musicisti che per la prima volta arrivano in Franciacorta. prosegue nei fine settimana successivi. Hendrix Tribute-Band e vari ospiti provenienti da tutta Italia parteciperanno gratuitamente alla manifestazione. MESI 12settembre 2011 . Ovviamente non mancherà la musica inglese.it. Nella foto alcuni partecipanti dell’edizione 2010: Enzo Gentile. 18 SEttEmbrE: 2° JImI HEnDrIx DAY Il secondo Jimi Hendrix Day. iniziato il 25 agosto a Nigoline di Corte Franca. Hendrix. ecc. L’iniziativa vuole anche essere un omaggio d’amore italiano alla Città delle Torri Gemelle a dieci anni dal loro annientamento. pensato nei giorni del Columbus Day. Rolando e Tristano Giambelli. è diventato punto di riferimento nazionale per esperti e addetti ai lavori. ma anche di registi. Omar Pedrini.303092. Beatlesiani d’Italia Associati installerà nei negozi che lo desiderino immagini della “Swinging London” e dintorni. Nelle fondamenta delle Twin Towers c’era anche tanto lavoro bresciano diretto dall’ingegnere Francesco Brunner. che sarà interpretata dalla band dei Beatops.120 Q UI E Là moDA & DESIgn portA A brESCIA “CArnAbY StrEEt” Nell’ambito dell’evento dedicato alla valorizzazione del centro storico. la celebre strada del centro di Londra divenuta famosa per la presenza delle grandi rock star degli anni ’60. come Beatles. Musicisti cultori del grande Jimi. Albertino Marozzi. organizzato da Beatlesiani d’Italia Associati & Friends per celebrare il 41° anniversario della morte del grande chitarrista americano scomparso a Londra nel 1970. il Festival chitarristico itinerante che ha debuttato nel 2004 tra le mura del monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio di Iseo. Molti bresciani hanno anche collaborato al libro “Twin Towers Forever” che racconta la storia delle torri in immagini. scrittori. giunto all’ottava edizione. poster a tema ed eventuali oggetti di collezionismo della “british Invasion” ovvero dell’Invasione “pacifica” della musica britannica e dell’intramontabile moda inglese. fotoSAfArI DA brESCIA A nEW YorK Un viaggio “fotografico” a New York. Emi Baronchelli. rolandog@numerica. Una mostra di quelle fotografie sarà allestita nel Centro di Central Park. oltre ai pannelli fotografici. grazie al direttore artistico del Festival Giorgio Cordini (in foto) che cerca di far scoprire talenti inediti. domenica 18 settembre presso “La nave di Harlock” adiacente al Parco Ducos Due. Il festival. a New York. a soli 27 anni. si terrà a Brescia dalle ore 17. fino alla giornata conclusiva di domenica 11 settembre a Provaglio d’Iseo. attori.30 in poi. l’Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi. ACouStIC frAnCIACortA 2011 Acoustic Franciacorta. ma anche per curiosi e appassionati di musica. Il programma. hippies. il 17 settembre Corso Cavour diventerà “Carnaby Street”. e di Essere Bambino. partirà da Brescia dal 7 al 12 ottobre. Chi fosse interessato potrà rivolgersi al Fotogramma Studio di Brescia. il fondo dell’Onu per l’infanzia.it. San Polo.. 030. a sostegno dell’Unicef. Per informazioni: tel. presso la Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia. Who. Rolling Stones. inventori di moda come Mary Quant.

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com IL FARMACISTARISPONDE D// Il rientro dalle vacanze è sempre difficile e stressante. MESI 12settembre 2011 . può durare per tutta la vita. la presenza di patologie in atto e l’assunzione contemporanea di altri farmaci (il fai da te può risultare molto pericoloso). stordimento. è oggi considerato la mi molecola anti-et gliore à.122 R UBRICA GENTILE FARMACISTA. tuttavia. antineopla immunoregolator stiche e ie. D// Le scrivo perché vorrei avere informazione sui farmaci antidolorifici. Lirag ciale Victoza®. a seconda della sintomatologia. è classificata in: emicrania. È questa la fotografia del cosiddetto stress da rientro. sonno non regolare. Per questo motivo. stanchezza. di FrANCesCO rAstreLLI Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia Manda la tua domanda a: francesco. a volte. ecc. di pomeriggio o di sera. Oltre all’azion e anti-radicalica resveratrolo nel . assunzioni di inquinanti e tossine. vertigini. alcool. Cosa mi consiglia di fare? Cristiano R// Caro Cristiano il mal di testa o cefalea è la sindrome dolorosa più diffusa in Italia. malinconia. con la funzione di ristabilire l’ottimale equilibrio psico-fisico dell’organismo.). in modo da depurare l’organismo. Sul mercato ne esistono di vari tipi. Ma sono tutti uguali? Grazie Matteo R// Caro Matteo i farmaci antidolorifici non sono tutti uguali. insofferenza e ipersensibilità alla luce e ai rumori. ogni mese.rastrelli@dodicimesi. vomito. digestione difficile e tanta. Fa bene all’organismo e aiuta a perdere un po’ di peso. specialista del farmaco: il tipo di dolore. cefalea muscolotensiva e cefalea a grappolo. cattiva alimentazione. In genere. il nome commer commercio con UN FArmACO ” “INteLLIGeNte GrAPPOLI DI sA LUte Il resveratrolo. contenenti sostanze ad attività adattogena. tanta. Il mal di testa si può manifestare come disturbo occasionale oppure presentarsi con modalità periodica: ogni fine settimana. fonti preziose di antiossidanti. La cefalea si distingue in primaria e secondaria.. Inoltre. ipertensione. È fondamentale. disturbi cardiovascolari. po lifenolo contenut o principalmente nera e nei frutti nell’uva di bosco. D// Ultimamente soffro spesso di mal di testa. Per evitare di rendere il ritorno in città più difficile e fastidioso è fondamentale non iniziare a lavorare o a studiare a capofitto il giorno dopo il rientro. PILLOLA QUALCHE trato che che hanno dimos Evidenze scientifi e il rilascio di ado di stimolar liraglutide è in gr di glucosio sono quando il livelli insulina solo corporeo uzione del peso la rid elevati. localizzazione ed eventuali altri sintomi (potrà consigliarvi la forma farmaceutica più adatta). se è necessario assumere un gastro protettore da banco. per il corso dell’ultimo decennio sono sta evidenziate attiv te ità antinfiammat orie. Potrebbe darci qualche consiglio per affrontarlo al meglio? Anna R// Cara Anna. tensioni in ambito lavorativo e familiare. durata. l’età del paziente (non tutte le forma farmaceutiche e non tutti i principi attivi possono essere impiegati sotto i 12 anni). sfruttabili pe r prevenire l’inso di numerose cond rgenza izioni patologich e e degenerativ migliorare il bene e e per ssere generale de ll’organismo. mal di testa. fumo. I sintomi più comuni sono: dolore insopportabile alla testa. la cefalea primaria. la cefalea secondaria prende origine da altre cause o patologie (traumi. abitazioni con carichi elettromagnetici. Meglio cominciare gradualmente. è necessario sempre specificare al farmacista. effettuare delle analisi specialistiche che individuino con chiarezza la causalità del disturbo. Infine. di favorire sione es ivamente sulla pr e di influire posit torizzata al lutide è stata au arteriosa. lo stato di gravidanza. anche un po’ di attività fisica non guasta. artrosi cervicale. possono essere utili integratori.. Da non sottovalutare poi l’acqua: al rientro è bene berne due litri al giorno. accompagnato da mal di stomaco. la cause ricorrenti della cefalea sono: stress. È importante anche riequilibrare l’alimentazione attraverso l’assunzione di una buona dose di frutta e verdura.

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Non potendo impoverire la nostra struttura biologica della sua componente proteica. gradevoli al palato. vengono invece totalmente riconosciute e dunque sono biodisponibili al 9697%. In passato sono sorte alcune problematiche correlate a questo particolare regime alimentare. quindi se vogliamo “dimagrire” dobbiamo modificare questi due parametri.124 R UBRICA SPECCHIO DELLE MIE BRAME a cura di eNrICO FILIPPINI aLiMentaRsi. che finirebbero per farci assumere anche i troppi carboidrati che le accompagnano. Se vogliamo “dimagrire” dobbiamo fare in modo che l’organismo sia costretto ad utilizzare i nostri depositi di grasso come fonte energetica. e non solo. da seguire per periodi limitati di tempo. spessore. compattezza e luminosità al nostro aspetto. che ricalcano nella loro composizione quella del latte materno. Tutto questo non può avvenire se non c’è la disponibilità degli aminoacidi necessari ed ecco. Le specifiche preparazioni proteico-aminoacidiche attualmente in commercio. assumiamo un diuretico. Tuttavia questa indicazione è fortemente restrittiva delle plurime applicazioni che si possono realizzare nell’alimentazione. intestino. fortunatamente oggi disponiamo di particolari fonti proteiche che praticamente non producono scorie metaboliche. sostanze reticolari e per dare turgore. Per ottenere ciò. dove le proteine saranno assolutamente presenti. è giusto ricordare anche una loro utilizzazione in campi meno effimeri come quello della nutrizione degli anziani (notoriamente deficitaria per apporti proteici usuali) o in tutti quei pazienti che hanno difficoltà di alimentazione. Per esempio nella cura della cute siamo tutti attenti a nutrire ed a portare al derma quanto può servire per fabbricare collageno. Infine. MESI 12settembre 2011 . messo per lo più in relazione a un eccesso di scorie azotate. cute e tutti i meccanismi di eliminazione. inteGRaRe diMaGRiRe. mentre tutto il resto va a costituire quelle scorie metaboliche che andranno a sovraccaricare i reni. con eccellenti risultati in tempi rapidi soprattutto duraturi (se il paziente collabora…). ma i grassi verranno ridotti ad un minimo qualitativo e i carboidrati limitati ad un minimo quantitativo. quello che nessuno evidenzia è il fatto che il nostro organismo ne utilizza realmente circa il 44-48%. possiamo perdere anche 2 kg in peso. Abbiamo così trovato il modo di fornire senza alcun rischio la quantità di proteine necessaria per costruire la parte nobile del nostro corpo. che ci por- terebbero troppi grassi saturi dannosi. una via è quella di privarlo della sua fonte energetica prevalentemente costituita dai carboidrati (macronutrienti “non essenziali”) poiché sappiamo che l’organismo umano è ugualmente in grado di fabbricare carboidrati (glicogeno) sia dai grassi che dalle proteine (mentre non è possibile il contrario). p reparazioni proteico-aminoacidiche ci consentono oggi di realizzare programmi dietoterapici di dimagrimento. ne deriva un regime alimentare. ma non abbiamo minimamente intaccato il nostro tessuto adiposo. elastina. che anche in questo campo le nostre preparazioni proteico-aminoacidiche trovano indispensabile assunzione come alimento semplicemente integrativo. o alle proteine vegetali. tonicità. ma non ultimo. per realizzare programmi dietoterapici di dimagrimento. senza dover ricorrere alle proteine animali. fegato. Se. Vediamo perché. Se noi assumiamo 100 gr di prosciutto crudo ingeriamo circa 22-24 gr di proteine. Ciò vuol dire che le “scorie metaboliche” sono soltanto un 3-4% ovvero una percentuale irrisoria. quindi. ad esempio. con eccellenti risultati in tempi rapidi e soprattutto duraturi. Perdere peso non vuol dire “dimagrire”: la riduzione del tessuto adiposo è legata al comportamento alimentare e motorio in un evidente sistema di apporto e consumo. Possiamo pertanto utilizzare queste preparazioni proteico-aminoacidiche.

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impianti di sicurezza ed impianti fotovoltaici Sede legale Via Belvedere n. con la serietà tecnica e commerciale che ci viene riconosciuta da sempre. ELETTROLEADER S. impianti di sicurezza ed impianti fotovoltaici Dal 1987. amministrazione@elettroleader. In continuo aggiornamento. la nostra società opera nel campo della fornitura e messa in opera di impianti elettrici civili ed industriali ed automazione aperture civili ed industriali.it .R. Progettazione ed installazione impianti elettrici e di automazione. e fax: 030.6624155 E-mail elettroleader@elettroleader. oggi siamo pronti ad offrire alla nostra clientela anche il ramo Fotovoltaico.ElettroLeader Progettazione ed installazione impianti elettrici e di automazione.25124 Brescia Sede operativa ed amministrativa Via Dell’Artigianato n.it.20 .72 25039 Travagliato (Bs) Tel.L.elettroleader. Se volete realizzare un impianto fotovoltaico contattateci liberamente.6863754 – 030. saremo lieti di consigliarVi al meglio e di chiarire i Vostri dubbi.it http://www.

consulente: “Ottima storia e regia originale. le due attrici sono sempre più brave!”. 29 anni. Claudio. 32 anni. sono rimasta col fiato sospeso anche se sapevo come andava a finire”. Amber Tamblin. studentessa: “È emozionante e coinvolgente. 31 anni. MESI 12settembre 2011 Bocciato Bocciato . ma i personaggi sono stereotipati. mi veniva quasi da star male”. 41 anni. infermiere: “Nonostante gli attori siano bravi. 25 anni. artigiano: “Non mi ha detto niente. odontoiatra: “Una storia potenzialmente noiosa. raffaele. quasi delle macchiette”. medico: “Franco e Boyle strepitosi. musicista: “Un film impressionante. elettricista: “Non mi ha proprio preso. Lizzy Caplan. Josh Hutchensons Genere: commedia Durata: 104 minuti Uscita nelle sale: 11 marzo 2011 A noleggio: 8 giugno 2011 In vendita: 20 luglio 2011 Trama: Nic e Jules sono una coppia di mezza età sposata da tempo che tramite l’inseminazione artificiale hanno avuto due figli. barista: “Non è male. Alessandra. Giusy. Dopo aver raggiunto la maggiore età Joni decide di contattare la banca del seme dove si sono rivolte le sue madri per scoprire l’identità del padre biologico. matteo. impiegata: “Una bella commedia con delle belle tematiche. 43 anni. Vittoria. carino e strano. mi ha molto colpito l’intensità del protagonista”. 22 anni. Nora. Joni e Laser. 39 anni. una commedia con una storia profonda e interessante”. bancario: “Mi è piaciuto. troppi dialoghi che annoiano”. i personaggi sono terribili… Una lesbica non deve per forza vestirsi male e avere i capelli corti!”. studentessa: “La storia non è male. Mark Ruffalo. 27 anni. la storia è interessante. Aron si trova solo. Scendendo in un crepaccio smuove inavvertitamente un masso che lo trascina verso il fondo e gli imprigiona un braccio. Decide di concedersi una giornata di trekking e biking in un canyon nello Utah e parte senza avvisare nessuno della sua destinazione. Valerio. tensione dall’inizio alla fine del film. Julianne Moore. operaio: “Bellissimo. 21 anni. manager: “Non finiva più. un film semplice ma geniale”. avvocato: “Pieno di cliché e troppo lungo. ama lo sport e la natura incontaminata. 32 anni. commerciante: “Una commedia americana carina. marika. Nicola. sarah. Gran Bretagna 2010 Uscita nelle sale: 25 febbraio 2011 A noleggio: 22 giugno 2011 In vendita: 22 giugno 2011 Trama: Aron Ralston ha 26 anni. Clemènce Poèsy Genere: autobiografico Durata: 90 minuti Produzione: USA. 38 anni. mi aspettavo qualcosa di meglio però”. Mia Wasikowska. pRoMosso Gabriella. in più è stata trattata con allegria e fa sorridere”. Vittoria. invece è un gran bel film”. pRoMosso Carlo. 33 anni. impiegata: “Bel film originale e simpatico. la sceneggiatura non è ben curata e la psicologia dei personaggi appena abbozzata”. 35 anni. un dongiovanni che scombinerà la routine quotidiana della loro famiglia. davvero ben fatto”. gli attori sono molto bravi”. medico: “Un po’ troppo buonista. Veronica. un tizio e un sasso per un’ora e mezzo. 27 anni. Alice.T 127 Ore Regia: Danny Boyle Cast: James Franco. parrucchiera: “Secondo me è un po’ noioso e troppo cruento. forse un po’ troppo crudo in alcuni frangenti”. 51 anni. Entra così nelle loro vite Paul. Giovanna. 35 anni. 48 anni. 36 anni. EMPO LIBERO 127 Videoteca a cura di eLIZAbeth bertOLI I rAGAZZI stANNO beNe Regia: Lisa Cholodenko Cast: Annette Bening. bloccato senza cibo e acqua e in cinque giorni scoprirà di avere il coraggio di liberarsi ad ogni costo. 44 anni. come si fa a guardare un sasso per così tanto tempo?”. Kate Mara. è stata una delusione”. magari solo un po’ scontate alcune scene”. Alessandro. mi sono annoiato”. Pierluigi. casalinga: “La storia è moderna è attuale. Carlotta.

Anders Behring Breivik. Nella capitale spagnola il papa parla di etica. 20 11 20 11 Steve Jobs lascia la guida di Apple e passa il testimone a Tim Cook. . 29 anni. l’oro ha guadagnato il 10%. ma l’Europa brucia 200 miliardi. Confessa il killer fermato sull’isola di Utoya. fa tremare il titolo in Borsa. cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra. ha colpito tutta la East Coast. Nessun ferito. //18. Presi i tre figli di Gheddafi. 20 11 MONDO //24. Lunedì nero sui mercati di mezzo mondo: New York perde il 5. è strage: 98 morti.agosto Londra. crisi e delle nuove generazioni: “Creare lavoro e proteggere il pianeta”.40 dollari l’oncia. Chiede che l’economia di mercato abbia come finalità il benessere della gente: “Non siamo noi contro la politica. Solo in agosto.agosto //22. Scoppia la guerriglia.agosto Forte terremoto. 20 11 MESI 12settembre 2011 20 11 //19. Benedetto XVI a Madrid per la 26° Giornata mondiale della gioventù è accolto da cinquecentomila ragazzi provenienti da tutto il mondo. da Madrid. a Puerta del Sol.5%. Una scossa di grado 5. 4 figli. che arriva a cedere oltre il 7%. Si cercano i complici. La crescita è legata ai timori sul rallentamento dell’economia globale e al drastico ribasso di Wall Street. L’annuncio a sorpresa di Jobs. malato da tempo. una ventina di feriti gravissimi. che saluta dopo quarant’anni la fine del regime. bianco.. //15. mentre è in aumento del 26% rispetto all’inizio dell’anno. Il metallo prezioso è volato a 1.128 È SUCCESSO //08. I ribelli entrano nella capitale accolti dalla folla festante.novembre //26.9 della scala Richter. un 32enne. è panico negli Usa. Pentagono e Congresso. //8. Voci sull’arresto del Colonnello.agosto Indignados.837. La Bce avvia gli acquisti di titoli italiani e spagnoli. Sgomberati Casa Bianca.agosto 20 11 //23. un centinaio in più del 2009). è la politica che è contro di noi”. giù le Borse. ma aumenta quello delle esecuzioni capitali (5.agosto Ennesimo record storico dell’oro al mercato di New York. con epicentro in Virginia.luglio //08.agosto Crolla Wall Street. la polizia spara a un nero. è 20 11 successo.agosto Tripoli. l’ultima notte del regime. Violenti scontri con auto e negozi incendiati nel quartiere multietnico di Tottenham Hale. il movimento si espande in Israele e Cile..829. Il portavoce del raìs chiede il cessate il fuoco.agosto Rapporto 2010 sulla pena di morte: diminuisce il numero di Paesi che applicano la pena di morte (scesi a 42). 20 11 20 11 Attacco alla Norvegia. 20 11 //09.

15%. al medico l’ultima parola sul fine vita. quando persero il lavoro in 178mila. Ribasso a doppia cifra per Fiat. Napolitano: “Decentramento contro la Costituzione”. Nove anni di reclusione all’ex patron della Lazio e quattro al banchiere per il processo sul dissesto da 1.agosto Panico nelle Borse. “contributo di solidarietà” per i redditi superiori ai 90mila euro. Il comitato organizzatore diretto da Mario Pescante. secondo Unioncamere.20 11 Roma formalizza la candidatura a ospitare le Olimpiadi 2020. Bersani lancia la contro-manovra del Pd. le persone che avranno perso il posto di lavoro saranno 88mila. Tra le misure introdotte: anticipati i tagli per i ministeri.luglio è È SUCCESSO 129 //12. la manovra somma all’intervento di luglio di 47 miliardi altri 45 per un oltre 90 miliardi complessivi entro il 2013. successo. Bossi: “Restano dove sono”. //05. 20 11 //12. 20 11 20 11 Ministeri. La Guardia di Finanza scopre 3mila finti poveri e invalidi.agosto Autunno nero per l’occupazione.agosto Truffe all’Inps per 48 milioni.125 milioni che ha coinvolto 35mila risparmiatori. 20 11 ITALIA 20 11 //04. scontro tra la Lega e il Quirinale sulle sedi distaccate dei dicasteri inaugurate a Monza.. Assolto Fiorani.luglio //19. Ferma condanna di Napolitano. Ciechi con la patente e pensionati defunti. Ora il testo al senato.luglio //21. Madrid. La sinistra si spacca. riduzione delle Province sotto i 300mila abitanti e accorpamento dei Comuni più piccoli. in sostanza. A fine anno. Scoperti anche più di 3mila falsi ricorsi di braccianti agricoli. ma un dato comunque allarmante. Milano crolla. Tokyo e forse Istanbul le concorrenti. guerriglia in val di Susa. Giornata nera per le piazze finanziarie europee: bruciati 298 miliardi. Feriti 200 agenti. Meno del 2010. //29.agosto Decreto anticrisi. di cui 20 a Piazza Affari. Beppino Englaro: provvedimento incostituzionale.luglio No Tav. Il ministro Tremonti accusato di avere fatto “macelleria sociale”. 20 11 20 11 //15. Cirio: condannati Sergio Cragnotti e Cesare geronzi. 20 11 MESI 12settembre 2011 . Berlusconi: tenere conto dei rilievi del Quirinale. //13.. Scrutinio segreto alla Camera per il ddl approvato a larga maggioranza e modificato nel suo impianto che lascia. che perde il 6.luglio Via libera al testamento biologico. male i bancari. gestiti da 14 avvocati del foggiano. La protesta pacifica di sindaci e famiglie oscurata dagli scontri scatenati da gruppi di Black bloc.

i Vigili del Fuoco e per l’emergenza sanitaria (l’attuale 118). //22. Morti sul lavoro.. senza poter avere alcun contatto con l’esterno. ucciso con un colpo di pistola alla testa e incappucciato. 20 11 successo.agosto Prevalle. Le vittime sono i coniugi Gianni e Anna Medini. //23. questa nicchia di mercato ha registrato addirittura una crescita del 2% delle contrattazioni. che tocca le città ferite da stragi terroristiche: 300 km per non dimenticare le vittime e la storia.073. Brescia sarà sede di una delle tre Centrali operative regionali. Estate bollente.luglio Urgenze: 112 il numero unico. in una palazzina di due piani. blitz all’alba. I numero dovrà essere composto per chiamare la Polizia.agosto Immobili di pregio. In città e provincia 72mila soggetti a rischio. La maggior parte degli investitori si indirizza verso trilocali ristrutturati in zone prestigiose del centro storico.agosto Ancelle della Carità. due morti. di 64 e 58 anni. Il rendimento atteso dall’investimento è intorno al 3%. suor Gabriella Tettamanzi eletta superiora generale dell’Ordine (che a Brescia ha la casa madre in via Moretto) sino al 2017.agosto La corsa della memoria. 20 11 20 11 //10. La presunta “santona” è accusata di averla ridotta in schiavitù. Per gli inquirenti viveva prigioniera da 20 anni. all’alba. causato da una fuga di gas. è 20 11 MESI 12settembre 2011 //12. Il finale a Bologna. .agosto Isorella. 20 11 20 11 //01. Quelli gravi nel 2008 erano 1. Per l’Asl gli infortuni mortali sono passati dai 17 del 2006 ai nove del 2010.130 È SUCCESSO //13. partita da Milano. 20 11 //07. 27enne di Ghedi. Michele Peroni. BRESCIA 20 11 20 11 //24.agosto Emergenza caldo. Omicidio in fabbrica a Montichiari. Il corpo trovato da un collega vicino ad un forno nello stabilimento Fassa Bortolo.agosto Brescia e provincia. Originaria della Brianza e preside a Desio è cugina dell’ex arcivescovo di Milano. I carabinieri sono intervenuti nella comunità di Fiorella Tersilla Tanghetti alla ricerca di una donna ritenuta vittima del gruppo. casa esplode. Arriva in Piazza Loggia la staffetta. dimezzate in 5 anni. Tra i rimedi anche stanze refrigerate per chi soffre. Nel primo semestre dell’anno.agosto //13.. Lo scoppio. un mercato senza crisi. Asl e Comuni mobilitati a 360°. i Carabinieri. liberata Emanuela.933 e nel 2010 sono stati 1.

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