` Alma Mater Studiorum · Universita di Bologna

` FACOLTA DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea Triennale in Matematica

LA SUCCESSIONE DI FIBONACCI NELLA FILLOTASSI

Tesi di Laurea in BIOMATEMATICA

Relatore: Chiar.mo Prof. Carla Vettori

Presentata da: Resta Laura

Seconda Sessione Anno Accademico 2009/2010

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Introduzione
La successione di Fibonacci nasce da un semplice quesito sulla riproduzione dei conigli che si pu´ considerare il primo problema relativo alla dinamica o di una popolazione trattato matematicamente. Il problema, che ´ presentato e nel primo capitolo, d´ il numero dei conigli mese dopo mese, nella forma a della successione di numeri: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233,. . . , che oggi chiamiamo numeri di Fibonacci. ´ Ma cosa rende cos´ speciale questa successione? E facile capire che pu´ ı o continuare fino all’infinito, perch´ comincia con due 1 e continua con termini e che sono ogni volta la somma dei due precedenti. Niente di emozionante, ma come vedremo, non esistono in tutta la matematica altri numeri cos´ onı nipresenti quanto i numeri di Fibonacci: compaiono in geometria, algebra, teoria dei numeri e molti altri campi della matematica. Cosa ancor pi´ spettacolare ´ che compaiono anche in natura! Per esempio, u e il numero delle spirali brattee su una pigna ´ un numero di Fibonacci e, anae logamente, il numero delle spirali brattee su un’ananas ´ ancora un numero e di Fibonacci. La presenza in natura di questi numeri sembra senza limiti: si ritovano in rapporto alla disposizione dei rami in varie specie di alberi o alla disposizione dei petali di alcuni fiori e persino nella conchiglia del nautilus. Questa ricorrenza, e in particolare lo studio delle regolarit´ geometriche e a numeriche nelle piante, ´ nota con il nome di fillotassi. Gli aspetti matematie ci delle piante sono causa di grande interesse da molto tempo, ma solo verso la met´ dell’ottocento la fillotassi ebbe una forte spinta in avanti dovuta alla a scoperta della regolarit´ pi´ importante nell’accrescimento vegetale: un para u 3

4 ticolare angolo che ´ universale nella geometria di qualsiasi pianta: l’angolo e aureo. Tuttavia le impostazioni di studio di questi fenomeni erano solo puramente descrittive, non spiegavano in che modo i numeri di Fibonacci fossero connessi all’accrescimento delle piante, ma si limitavano a indicare la geometria delle disposizioni. Capire come mai alcune disposizione, in natura, sono pi´ comuni di altri, u ´ ancora un problema aperto della botanica. Una spiegazione che si avvicin´ e o molto alla comprensione della causa di questi fenomeni fu data da Helmut Vogel nel 1979: osservando i semi del capolino di un girasole trov´ che l’ano golo aureo risulta essere l’unico angolo in corrispondenza del quale i semi si impacchettano senza lasciare vuoti e forma capolini solidi e robusti. Ma i biologi sono sospettosi nei confronti di tali spiegazioni, perch´ un ime paccamento efficiente aiuta a produrre una pianta solida e robusta, ma ci´ o non garantisce che esista un meccanismo per produrlo. Solo nel 1992 due matematici francesi, Couder e Douady, scoprirono un tale meccanismo. Essi ricondussero la numerologia di Fibonacci a costrizioni dinamiche naturali sullo sviluppo delle piante, dimostrarono, cio´, che le ree golarit´ matematiche osservabili derivano da leggi universali del modo fisico. a A rafforzare la loro dimostrazione ci pens´ Martin Kunz1 qualche anno pi´ o u tardi, dando una dimostrazione matematica completa degli aspetti dinamici della loro idea. In questa tesi mi propongo di descrivere un modello matematico che riproduce la fillotassi del girasole partendo da dati biologici che segue l’intuizione avuta da Couder e Douady. Vedremo da cosa dipende la struttura geometrica del fiore e cercheremo di capire fino a che punto questo modello pu´ o spiegare la comparsa dei numeri di Fibonacci nel capolino di un girasole. Per prima cosa per´, presenter´ la successione di Fibonacci dandone la defio o
1

Martin Kunz, Some Analytical Result About Two Physical Models of Phillotaxis, in

Communications in Mathematical Physics, 169 (1995), pp. 261-295.

5 nizione e dimostrando le principali propriet´ di cui godono i numeri di questa a successione. o numero aureo. punto di connessione con la fillotassi. a Figura 1: Un girasole di Fibonacci (foto di Yves Couder) . che sar´ caratterizzata anche da un punto di vista geometrico. Strettamente collegata ai numeri della successione di Fibonacci ´ la nozione e di sezione aurea.

6 .

3. detto Fibonacci. 21. 5. 233. questo problema si risolve seguendo 1 Il libro fu pubblicato nel 1202 e il titolo significa ’libro del calcolo’ . 2. Questo libro ´ di grande interesse non solo perch´ ´ stato il prie ee mo pubblicato in occidente a usare le cifre arabe al posto di quelle romane. ma perch´ nel capitolo 12 compare un problema che introduce i numeri di e Fibonacci: Un uomo ha una coppia di conigli in un luogo chiuso e si vuole sapere quanti ce ne saranno alla fine di un anno. 8. 377 . . 55. 34. Il problema genera dunque la succesione di numeri: 1. allora il numero di coppie di conigli al mese n ´ uguale al doppio e del numero delle coppie di conigli gi´ presenti nel mese n − 2 pi´ il numero a u di coppie non ancora fertili nate nel mese n − 1. .Capitolo 1 I NUMERI DI FIBONACCI Leonardo Pisano. Se supponiamo che nessun coniglio muoia e che la prima coppia generi nel primo mese. 13. 89. Da un punto di vista biomatematico. un testo ampio e pieno di u e problemi basato sulle conoscenze di aritmetica e algebra che Fibonacci aveva accumulato. 7 . sapendo che ´ nella loro natura generare e un’altra coppia in un mese e che dopo due mesi anche i nuovi conigli possono generare. fu autore di molti testi matematici ma il pi´ noto e importante ´ il Liber Abaci 1 . 144. . 1.

Pi´ in generale ´ una equazione differenziale lineare che pu´ essere u e o risolta cercando la soluzione nella forma xn ∝ λn cio´ xn = αλn e con α.2) √ 1− 5 λ2 = 2 La soluzione generale ´ quindi combinazione lineare di x1 = λ1 n e x2 = λ2 n . Sostituendo quindi αλn nell’equazione (1. e eB = 1−λ1 λ2 −λ1 costanti.8 1.1) x1 = 1 non ´ altro che la definizione ricorsiva della successione dei numeri di Fiboe nacci. Si indica con x(t) = xt = xn il numero di conigli al tempo t. λ ∈ R e α. I NUMERI DI FIBONACCI un modello discreto di dinamica ad una popolazione.1) ottengo λ2 − λ − 1 = 0 che ha come soluzioni √ 1+ 5 λ1 = 2 cio´ e xn = Aλ1 n + Bλ2 n con A = iniziali. Analizzando il comportamento asintotico n→∞ λ2 −1 λ2 −λ1 (1. dove t ∈ N ´ una variabile discreta. Lo e scopo ´ trovare il numero xn dopo n generazioni e vedere il comportamento e asintotico della soluzione partendo dalle condizioni iniziali x0 = 1 L’equazione risolvente xn+1 = xn + xn−1 (1. determinate imponendo le condizioni lim xn = lim Aλ1 n + Bλ2 n n→∞ . λ > 0.

ma questi numeri non furono identificati come qualcosa di speciale fino alla met´ dell’ottocento.9 ho che. se si vuole calcolare il tasso di crescita relativo della popolazione. Gi´ Keplero osserv´ che il rapporto tra due numeri consecutivi della a o successione tende alla sezione aurea. ma ´ a partire dal 1830 che si ha una e grande crescita dell’interesse verso questa successione. La successione di Fibonacci ´ la pi´ antica fra le successioni ricorsive noe u te. la soluzione xn Aλ1 n 1 1 (1 + √ )λ1 n 2 5 Ora. e tutti gli altri numeri vengono definiti con la medesima regola di addizione della successione di Fibonacci. 2 La successione di Lucas ´ una seguenza che inizia con la coppia di numeri 1 e 3. . Jacques-Philippe-Marie Binet (1786-1856) svilupp´ una formula per trovare un qualsiasi numero di o Fibonacci data la sua posizione nella successione. anzich´ e e con una coppia di 1. e tutt’ora questi numeri affascinano i matematici di tutto il mondo. nella stessa epoca un matematico francese. essendo |λ2 | < 1. che i o numeri comparivano come numeri delle spirali delle brattee su una pigna e si osservarono una gran variet´ di altri casi dove si poteva trovare questa suca cessione. Si not´ infatti. basta considerare il rapporto fra due valori consecutivi √ xn+1 1+ 5 −→ φ = xn 2 per n → ∞ dove con φ indico il rapporto aureo che pi´ avanti scopriremo avere un ruolo u fondamentale nella fillotassi. quando presero il nome con cui li conosciamo oggi a ´ grazie a Fran¸ois-Edouard-Anatole Lucas (1842-1891) matematico francese c che cre´ una propria successione2 seguendo lo schema impostato da Fiboo nacci.

4). 8. la maggior parte a delle quali tutt’altro che evidenti.6) Dalla definizione (1.4) Proposizione 1. cito alcune propriet´ fra le pi´ espressive seguite da relativa a u dimostrazione.1. .1. Consideriamo una generica successione {un } tale che per ogni n > 2 valga un = un−1 + un−2 (1. Se fissiamo i primi due termini della successione. Definizione 1. F2n = F2n−1 + F2n−2 . 55. Posso perci´ riscrivere la (1. si ha per la somma dei primi n numeri di indice rispettivamente pari e dispari n n F2k = F2n+1 − 1 k=1 k=1 F2k−1 = F2n (1. e I primi 10 termini della successione sono 1. Ogni successione che verifica la condizione viene considerata una soluzione. in particolare fissando u1 = 1 e u2 = 1 si ottiene la successione di Fibonacci e i suoi termini sono i numeri di Fibonacci.3) ´ un esempio di formula ricorsiva o equazione alle dife ferenze. 5. . 1. 13. 34. (1.4) si ha che F2n+1 = F2n + F2n−1 . la soluzione viene univocamente determinata. 3. Dopo aver definito la nozione di successione di Fibonacci.5) Dimostrazione.3) come o Fn = Fn−2 + Fn−1 dove Fn ´ l’n-esimo termine della successione. 2.3) L’equazione (1. F2n−1 = F2n−2 + F2n−3 .10 1. Dalla definizione (1.1 Propriet´ dei numeri di Fibonacci a I numeri di Fibonacci godono di molte propriet´ speciali. .5) e la riscrivo come n F2n+1 = 1 + k=1 F2k (1. . I NUMERI DI FIBONACCI 1. . 21. Dimostro la prima delle (1.

F1 = 1 Sommando membro a membro e semplificando si ottiene la (1. m ∈ N vale Fn+m = Fn+1 Fm + Fn Fm−1 Dimostrazione. F3 = F2 + F1 . e 11 Proposizione 1. Per ogni n.8) .7) Proposizione 1. .5) ´ analoga. Sia (1.1 Propriet´ dei numeri di Fibonacci a F2i+1 = F2i + F2i−1 . Per n = 1 la relazione diventa Fm+1 = Fm F2 + Fm−1 F1 = Fm + Fm−1 che ´ e vera.2.1. Fisso m e procedo per induzione si n. .6). Sommando membro a membro le due uguaglianze precedenti si ottiene Fn−1+m + Fn−2+m = Fn+m = Fm [Fn + Fn−1 ] + Fm−1 [Fn−1 + Fn−2 ] = Fm Fn+1 + Fm−1 Fn e quindi Fn+m = Fm Fn+1 + Fm−1 Fn Fn−2+m = Fm Fn−1 + Fm−1 Fn−2 m < n cio´ che valgano e (1. La dimostrazione della seconda delle (1.3. La somma dei quadrati dei numeri di Fibonacci ´ uguale e al prodotto dell’ultimo numero considerato e di quello che lo segue: n 2 Fk = Fn Fn+1 k=1 (1. . Si suppone quindi che la formula valga per ogni 0 le seguenti relazioni: Fn−1+m = Fm Fn + Fm−1 Fn−1 e si dimostra per n.4).

. + Fk = Fk Fk+1 e verifichiamo per n = k + 1 2 2 2 2 (F1 + . Il prodotto di due numeri di Fibonacci separati da una posizione ´ pari al quadrato del numero di Fibonacci che si trova in mezzo e ad essi diminuito o aumentato di un’unit´: a 2 Fn−1 Fn+1 = Fn + (−1)n (1.10) per n Per n = 1 vale 1 procedendo sempre per induzione. Considero la (1.9) Dimostrazione.7) pongo n = n e m = n + 1 e sostituisco. I NUMERI DI FIBONACCI Dimostrazione.4. La somma dei quadrati di due numeri di Fibonacci consecutivi ´ uguale al numero di Fibonacci il cui indice ´ la somma degli indici e e dei due numeri di partenza: 2 2 Fn + Fn+1 = F2n+1 (1.10) Dimostrazione. allora 2 2 Fn+n+1 = F2n+1 = Fn+1−1 Fn + Fn+1 Fn+1 = Fn Fn + Fn+1 Fn+1 = Fn + Fn+1 Proposizione 1. 2 F0 F2 = F1 + (−1)1 = 0 · 1 = 12 − 1 = 0 . e Proposizione 1. + Fk ) + Fk+1 = Fk Fk+1 + Fk+1 = Fk+1 (Fk + Fk+1 ) = Fk+1 Fk+2 allora vale n+1 2 Fk = Fn+1 Fn+2 k=1 che ´ esattamnte l’enunciato per n = k + 1. Per n = 1 l’uguaglianza ´ verificata e infatti 2 F1 = F1 F2 = 12 = 1 · 1 Ora assumiamo vero l’enunciato per n = k cio´ assumiamo che valga e 2 2 2 F1 + F2 + .12 1. Procedo per induzione. .5. Dimostro (1. . .

invece vale 82 = 64 2 (Fn ) per il quadrato e 13 · 5 = 65 (Fn−1 Fn+1 ) per il rettangolo! La soluzione del paradosso consiste nel fatto che il trapezio e il triangolo rettangolo non sono disposti lungo la diagonale del rettangolo.1. I due triangoli rettangoli hanno cateti di lunghezza 8 e 3 = F4 (di lunghezza Fn e Fn−2 ) mentre i due trapezi rettangoli hanno altezza 5 = F5 (cio´ Fn−1 ) e e basi di lunghezza 3 e 5. nella u seguente forma: prendiamo un quadrato di lato 8 = F6 (o pi´ in generale u di lato Fn ) e suddividiamolo in due triangoli rettangoli e in due trapezi rettangoli come indicato in figura (1. L’area di ciascun triangolo e trapezio non ´ cambiata. Il problema ´ stato posto da Charles Lutwidge Dodgson (1832e 1898). in modo da ottenere un rettangolo di lato minore 5 e lato maggiore 13. per cui il e quadrato e il rettangolo dovrebbero avere le stessa area. Sistemiamo ora i triangoli e i trapezi. .1 Propriet´ dei numeri di Fibonacci a Suppongo vera l’uguaglianza per n = k e k 1 cio´ e 13 2 Fk−1 Fk+1 = Fk + (−1)k e verifico per n = k + 1 che 2 Fk Fk+2 = Fk + (−1)k+1 infatti 2 2 2 2 Fk Fk+2 − Fk+1 = Fk (Fk+1 + Fk ) − Fk+1 = Fk Fk+1 + Fk − Fk+1 2 2 2 = Fk + Fk+1 (Fk − Fk+1 ) = Fk − Fk+1 (−Fk−1 ) = Fk − Fk+1 Fk−1 2 = (−1)(Fk+1 Fk−1 + Fk ) = (−1)(−1)k = (−1)k+1 2 Pertanto Fk Fk+2 − Fk+1 = (−1)k+1 ovvero 2 Fk Fk+2 = Fk+1 + (−1)k+1 Quest’ultima propriet´ permette di realizzare un apparente paradosso a geometrico. accostandoli senza sovrapporli.1). matematico inglese pi´ noto con lo pseudonimo di Lewis Carrol.

1: Il paradosso di Fibonacci In realt´ fra i due triangoli rettangoli che formano il rettangolo c’ ´ uno spazio a e vuoto che ´ proprio l’unit´ mancante nell’area del quadrato. Naturalmente F1 = 1 e F2 = 1 sono primi fra loro. c ∈ N. e questo fattore sia b. e u Proposizione 1.14 1.6. la tangente dell’angolo del triangolo in alto a destra ´ e Fn−2 Fn mentre quella della diagonale del rettangolo ´ e Fn−1 Fn+1 e la differenza risulta essere Fn−2 Fn−1 Fn−2 (Fn + Fn−1 ) − (Fn−1 + Fn−2 )Fn−1 − = Fn Fn+1 Fn Fn+1 = 2 Fn Fn−2 − Fn−1 (−1)n−1 = Fn Fn+1 Fn Fn+1 che ´ quindi sempre pi´ trascurabile al crescere di n. Pi´ in generale. Fn ) = 1 (1. cio´ e M CD(Fn+1 . che Fn e Fn+1 siano primi fra loro e che Fn+1 e Fn+2 abbiano un fattore comune diverso da 1. Poich´ Fn = Fn+2 − Fn+1 . Ora supponiamo. infatti sarebbe e Fn = Fn+2 − Fn+1 = ab − bc = b(a − c) . per assurdo. cio´ sia e Fn+1 = ab e Fn+2 = bc con a.11) Dimostrazione. anche Fn avrebbe il fattore b. e a u partendo da un quadrato di lato Fn . b. I NUMERI DI FIBONACCI Figura 1. Due numeri di Fibonacci consecutivi sono primi fra loro.

Questo contraddice l’ipotesi assurdo che Fn e Fn+1 siano primi fra loro. analogamente. esiste un intero n0 tale che n = dn0 e. il caso pi´ lento si ha quando i quozienti ottenuti u con le divisioni successive dell’algoritmo. perci´ o Fn+1 e Fn+2 non possono avere fattori diversi da 1 e quindi sono anch’essi primi fra loro. . 15 Per la dimostrazione della precedente propriet´ dei numeri di Fibonacci a utilizzo l’algoritmo euclideo delle divisioni successive. sono tutti uguali ad 1. Facendo la sottrazione fra n e m risulta: n − m = dn0 − dm0 = d(n0 − m0 ) e quindi d|(n − m). L’algoritmo euclideo delle divisioni successive per il calcolo del MCD ´ un e procedimento molto veloce. Ci´ accade o per le coppie di numeri consecutivi della serie di Fibonacci. Questo algoritmo parte da una semplice osservazione: se d|n e d|m ⇒ d|(n − m) infatti se d|n.1.1 Propriet´ dei numeri di Fibonacci a allora Fn e Fn+1 avrebbero entrambi il fattore b in comune. Queste sono solo alcune delle particolari propriet´ dei numeri di Fiboa nacci e nonostante le loro origini stiano in un problema molto semplice sulla proliferazione dei conigli. se d|m esiste un intero m0 tale che m = dm0 . hanno applicazioni che vanno ben oltre.

I NUMERI DI FIBONACCI .16 1.

attraverso i loro quozienti. 6 F4 3 8 F6 = = 1.Capitolo 2 LA SEZIONE AUREA Fino ad ora abbiamo visto i numeri di Fibonacci come successione anzich´ come numeri singoli.. il rapporto tende u 17 . ma dalla relazione fra i membri consecutivi della succesione. 6 F5 5 . non ´ guidata direttamente dalla e o e succesione. il quoziente fra due numeri di Fibonacci consecutivi tende a un particolare numero: F2 1 = =1 F1 1 2 F3 = =2 F2 1 F4 3 = = 1. per´. Come accennato in precedenza. La fillotassi. 619047 F8 21 F10 55 = = 1. 61764705882352941 F9 34 Quando i numeri di Fibonacci diventano sempre pi´ grandi. F9 34 = = 1.. 5 F3 2 F5 5 = = 1.

LA SEZIONE AUREA a un numero specifico. il cosiddetto rapporto aureo che per convenzione si indica con la lettera greca φ. Qualcuno lega. La scelta di questa lettera ´ probabilmente e in onore del famoso scultore greco Fidia che ha fatto di questo numero una caratteristica fissa delle proprie opere. e Ora possiamo cercare una soluzione dell’equazione (2. erroneamente.18 2. . Moltiplico per φ l’equazione ottenendo quindi φ2 − φ − 1 = 0 (2. Abbiamo quindi che Fn+1 = φ ≈ 1. 618033989 1 = 0. 618033989 φ Una caratteristica molto speciale che possiamo osservare ´ che e Fn+1 Fn 1 ≈ + 1 cio´ φ = + 1 e Fn Fn+1 φ di φ e questo ´ l’unico numero per vale una simile relazione. In particolare φ ´ l’unico numero non naturale il cui reciproco e il a e cui quadrato mantengono inalterata la propria parte decimale. 618033989 φ2 = 2. ma nessun altro lo fa anche elevato al quadrato.2) (2. φ = 1.1) 1 cio´ ´ possibile calcolare il valore del reciproco di φ in base al valore stesso ee Applicando la formula per la risoluzione delle equazioni di secondo grado ottengo √ 1+ 5 φ1 = 2 1 √ 1− 5 φ2 = 2 (2.6180339887498948482045868343656 n→∞ Fn lim La sezione aurea φ ´ un numero irrazionale non periodico con moltissime e propriet´. φ al nome di Fibonacci parlando di numeri di φ-bonacci.1) e trovare cos´ un ı nuovo collegamento con i numero di Fibonacci.3) Esistono altri numeri i cui reciproci mantengono la stessa parte decimale.

an sono interi positivi.1. ..4) dove a0 ´ un numero intero e i successivi a1 .19 1 Per verificare quanto detto sopra. Vale perci´ o φn = Fn φ + Fn−1 La successione di Fibonacci ´ comparsa ancora una volta. ovvero quelle che a numeo ratore hanno esclusivamente il numero 1. 618033989 φ 2 5+1 che conferma quindi la congettura sulla reciprocit´. . 4 (2. Una frazione continua ´ un’espressione del tipo: e x = a0 + 1 a1 + 1 a2 + 1 1 a3 + a +. . in particolare si nota che i coefficienti di φ e le costanti sono ancora numeri di Fibonacci. ı Inizia cos´ a vedersi uno schema: ogni potenza di φ ´ uguale a un multiplo ı e di φ aumentato di una costante. . Sappiamo gi´ che a φ2 = φ + 1 e possiamo usare questa per scomporre le successive potenze φ3 = φφ2 = φ(φ + 1) = φ2 + φ = φ + 1 + φ = 2φ + 1 φ4 = φ2 φ2 = (φ + 1)(φ + 1) = φ2 + 2φ + 1 = φ + 1 + 2φ + 1 = 3φ + 2 φ5 = φ3 φ2 = (2φ + 1)(φ + 1) = 2φ2 + 3φ + 1 = 2φ + 2 + 3φ + 1 = 5φ + 3 e cos´ via . e In particolare tratter´ frazioni continue semplici. . .2) ci permette inoltre di poter analizzare le potenze di φ in termini di φ stesso. a L’equazione (2.. a2 . e Ma ci´ che ci interessa fare vedere ´ un altro risultato per cui risulta utile o e introdurre la nozione di frazione continua. Definizione 2. possiamo calcolare φ √ 1 5−1 2 =√ = ≈ 0.

1. Siccome i numeri razionali con denominatore q dividono la retta reale in segmenti di lunghezza 1 . . che abbrevio scrivendo x = [a1 . infatti posto pn 1 = a1 + 1 qn a2 + a3 +. φ pu´ essere ottenuto come limite di frazioni: o φ=1+ 1 1+ 1 1+ 1 1 1+ 1+. esiste un unico numero tale che si q abbia x− e diremo che p q 1 p < q 2q ´ la migliore approssiamazione razionale di x. vogliamo trovare un numero naturale p tale che p q disti da x il meno possibile. 1[ e procediamo per induzione. l’algoritmo non si arresta mai e otteniamo l’espansione di e x in frazione continua: x = a1 + 1 a2 + 1 a3 + 1 1 a4 + . 1[ la parte frazionaria di x in modo da avere x = a1 +x1 .. e Dimostrazione. a3 . mentre e se x ´ irrazionale. Dato x > 0 indichiamo con a1 = [x] la parte intera di x e con x1 = x−[x] ∈ [0. .. positivo qualsiasi.] Se tronco l’espansione in frazione continua di x al livello n ottengo una migliore approssimazione razionale di x. prima o poi si ottiene xn = 0 e l’algoritmo ha termine.+ 1 an .. Sia x > 0 un numero irrazionale.5) Inoltre.. a2 .. Dato un numero naturale q. . 1 Se x non ´ un numero intero.20 2.+ a 1 n +xn Se x ´ razionale.. la possibilit´ di scrivere la sezione aurea in questo modo ci conferma a che φ ´ il numero irrazionale peggio approssimabile dai razionali. e Descrivo ora un algoritmo che mi permette di ricavare migliori approssimazioni razionali di x. LA SEZIONE AUREA Proposizione 2.. poniamo a2 = [ x1 ] e 1 e x2 = 1 x1 − a2 ∈ [0. In questo modo possiamo scrivere x nella forma seguente: x = a1 + 1 a2 + 1 a3 +.. (2.

] si ha che i denominatori qn soddisfano le condizioni q1 = 1 per ogni n q 2 = a2 e qn = an qn−1 + qn−2 2. ´ data dai quozienti di due numeri di Fibonacci consecutivi e Fn+1 . per n → ∞. a1 = 1. . e che la migliore approssimazione di φ.] ´ lo sviluppo in frazione continua di φ. e u q Siccome si ha che 1 ps 1 < x− < 2 2 2qn+1 qs qs (2. 1. quindi il numero x. Fn = Fn−1 + Fn−2 . otteniamo qn In particolare. . Ricordando la definizione ricorsiva dei numeri di Fibonacci. Fn . 1. 1 . che si ha se e soltanto se u e x = [1. cio´ per quale x la successione {x− pn } tende a zero pi´ lentamente. e Il numero x che cercavo ´ proprio il rapporto aureo φ. . . per cui {qn } qn −→ +∞. Fn . .21 si ha che x− per cui la frazione pn qn pn 1 < 2 qn qn 1 2qn ´ la migliore approssimazione razionale di x. .] e [1. . ´ quello per cui qn = Fn . a2 . Allora posso scrivere cresce pi´ lentamente. 1. 1. a3 .6) il numero x che cerco ´ quello per cui la successione {qn } va all’infinito molto e lentamente. . e Ora ci chiediamo per´ quale sia il numero x peggio approssimabile dai o n razionali. Se prendiamo x = [a1 . e In questo modo abbiamo dimostrato che il rapporto aureo ´ il numero e irrazionale peggio approssimabile dai razionali.

otteniamo 2 . LA SEZIONE AUREA 2. si ha 1 x = → x2 = 1 − x x 1−x Ricordando la (2.7) Per secoli. Si ´ dimostrato pi´ e u tardi nei secoli. che effettivamente il rettangolo aureo ´ quello pi´ piacevole e u alla vista.22 2. La perpendicolare in D intersecher´ il prolungamento di BE in C e a quindi il rettangolo ABCD ´ un rettangolo aureo.2). artisti e architetti hanno identificato col nome di rettangolo aureo il rettangolo in cui la base b e l’altezza h seguono questa proporzione. b+h b h = pensando che fosse il rettangolo dalla forma perfetta. cio´ e h . (Figura 2. Poi. Applicando il teorema di Pitagora al triangolo MFE. in modo che la parte maggiore sia media proporzionale fra la parte minore e l’intero segmento Figura 2. Uno dei modi pi´ semplici per costruire un rettangolo aureo ´ iniziare con u e un quadrato ABEF con M punto medio di AF . perci´ EF=AF=1 o e M F = 1 .1: Segmento aureo Indicando con x la lunghezza del segmento maggiore (AC).1 La spirale logaritmica Si pu´ dare una caratterizzazione geometrica della sezione aurea. con centro in M e raggio M E traccio un’arco di circonferenza che interseca in D il prolungamento di AF .2). Consio dero il segmento AB di lunghezza unitaria e lo divido in due parti AC e CB. si nota facilmente che una radice positiva dell’equazione ´ e √ (−1+ 5) 2 = φ − 1 e in corrispondenza si ha √ 1 x 1+ 5 = = =φ x 1−x 2 (2. e Per verificarlo poniamo che ABEF sia un quadrato unitario.

2 b relazione h Faccio il rapporto fra base e altezza e = h . CD+AD sostituendo le √ 1 5+1 2 = 1 5+1 2 √ + 5+1 2 che ´ proprio un’uguaglianza. Se esaminiamo il .1 La spirale logaritmica √ 23 √ ME = 5 2 e quindi AD = vedo che obbedisce alla misure ottengo 5+1 . e Figura 2. raggio MJ 1 φ 1 φ e quindi e CD = 1. b+h √ cio´ e CD AD = AD . raggio EB centro G. raggio KH centro M. Possiamo continuare costruendo un quadrato interno al rettangolo appena formato.3) Se disegno i seguenti quarti di cerchio: centro E. raggio GF centro K. o Continuando il procedimento otteniamo una serie di rettangoli aurei costruiti uno all’interno dell’altro.2.2: Costruzione di un rettangolo aureo. (Figura 2. Ora supponiamo che AF = 1 e AD = φ. ci´ conferma il fatto che il rettangolo ECDF sia un rettangolo aureo. allora F D = φ − 1 = il rettangolo CDFE ha dimensioni F D = rapporto fra base e altezza abbiamo: EF 1 = 1 =φ FD φ e si tratta quindi di un rettangolo aureo interno al rettangolo aureo ADCB.

Analiticamente.4: spirale logaritmica Notiamo che le diagonali dei due rettangoli di partenza. la spirale logaritmica ´ definita da e dr = br dα ossia r = debα con b costante e in forma parametrica ´ definita come e x(α) = aebα cos α .24 2. come si vede dalla figura (2. si deve girare attorno al centro infinite volte prima di raggiungere il punto P. la distanza totale coperta da questo percorso ´ finita ed il suo valore ´ pari a e e r . cos α dove r ´ la e lunghezza del segmento che congiunge il punto di partenza a P. tuttavia. sono perpendicolari e si intersecano in un punto P che chiaramente ´ il punto limite della e spirale. Partendo da un punto qualsiasi sulla spirale. LA SEZIONE AUREA Figura 2.5). usando le coordinate polari (r.3: rettangoli aurei costruiti uno dentro l’altro il risultato ´ l’approssimazione di una spirale logaritmica. e Figura 2. α).

Inoltre nella spirale logaritmica le distanze fra i bracci aumentano secondo una progressione geometrica.5: P punto limite della spirale y(α) = aebα sin α dove r ´ il raggio. mentre la spirale della figura (2. mentre se α = ± π degenera in 2 una circonferenza. e ´ congruente alla sua involuta e e evoluta. La vera spirale aurea. L’esempio pi´ celebre ´ la conchiglia del nautilus: guardando la sezione u e di questa conchiglia ´ facile riconoscere la spirale.2.1 La spirale logaritmica 25 Figura 2. chiamata spirale apparente. e La stessa forma ´ osservabile nel guscio delle chicciole. Se α = 0 la spirale degenera in una retta. o logaritmica. non nasce da questi quarti di circonferenza. ma non solo: i falchi e si avvicinano alla loro preda secondo una spirale logaritmica. La spirale aurea. li tocca solamente. come i numeri di Fibonacci. i bracci delle galassie e dei cicloni tropicali sono spirali logaritmiche e si pu´ notare anche o . si ritrova spesso nel mondo vegetale e animale. in quanto gode di diverse proe priet´. α ´ l’angolo fra il raggio e il vettore tangenziale che ´ e e e costante e a e b sono numeri reali. in particolare le spirali logaritmiche sono autosimili nel senso che sono a congruenti a s´ stesse sotto trasformazioni di similitudine (scalandole si ote tiene lo stesso risultato che ruotandole).4). Questa ´ anche chiamata spira mirabilis. ma interseca i lati dei quadrati ad angoli molto piccoli.

LA SEZIONE AUREA Figura 2.6: sezione di un nautilus. e . nella disposizione delle foglie di alcune piante cio´ nella fillotassi.26 2.

27 . foglia e t´ksis. o fillotassi spirale.1948) biologo e matematico scozzese. Bonnet e G. o formate dalle bratee di una pigna. C. quando scoprirono la 1 2 La parola fillotassi deriva dal greco ph´llon. fu studiata a mat´ del Settecento da due a matematici. e che tali numeri e geometrie sono strettamente connessi. sono i numeri della successione di Fibonacci e possiamo facilmente ritrovarli nel numero di spirali formate dai semi di girasole o margherita. disposizione. ma un importante passo avanti si ebbe intorno al 1837 grazie a Auguste e Louis Bravais. chiamata fillotassi di Fibonacci. Le varie disposizioni degli elementi naturali seguono regolarit´ matematiche sorprendenti: D’arcy Thompson2 a osserv´ che il regno vegetale ha una curiosa preferenza per particolari numeri o e per certe geometrie spirali. o secondo cui si dispongono i semi in alcuni fiori. Questo tipo di disposizione. dei fiori o dei semi nelle piante con lo scopo principale di evidenziare l’esistenza di patterns regolari. y a D’arcy Thompson (1860 . e secondo cui le foglie si inseriscono sui rami. dei rami. Calandrini.L. come conseguenza della stretta relazione con i numeri di Fibonacci.Capitolo 3 LA FILLOTASSI La fillotassi 1 ´ il modo caratteristico e costante per ogni specie vegetale. Pi´ schematicamente la fillotassi studia la disposizione delle u foglie. fu uno dei pionieri della biomatematica ´ l’autore del libro On Growth and Form e di altri testi riguardanti e temi di biomatematica. I particolari numeri che ricorrono in modo sorprendente nel mondo vegetale.

facendo il rapporto e moltiplicando per 360 otteniamo 222. Essi osa u servarono che ciascun elemento botanico. Prendendo come unit´ di tempo il mese. Nella maggior parte dei casi l’angolo di divergenza d approssima l’angolo aureo cio´ i 137.5 gradi. LA FILLOTASSI singola regolarit´ pi´ importante nell’accrescimento di una pianta. Successivamente tale ramo germoglia a intervalli di tempo pi´ brevi. se si proiettano le ramificazioni di diverse piante o alberi su un piano si vede che l’angolo fra due rami successivi ´ costante e vicino all’angolo aureo. dovremmo sottrarlo a 360: e e otteniamo cos´ 137.5 gradi. e Figura 3. ad esempio F9 = 34 e F10 = 55.28 3. Per apprezzare il significato dell’angolo aureo.5 ´ maggiore di 180. diverge di un angolo d rispetto al precedente. sviluppandosi uno per uno. cio´ l’angolo aureo. richiede un periodo di tempo fisso che dipende dal tipo di pianta. ı e . il numero dei u a rami evolve seguendo la successione di Fibonacci (Figura 3. Ogni nuovo ramo prima di germogliare. 5 55 Ora.1: Proiezione sul piano della ramificazione della Ptarmica Ad esempio nel caso della disposizione dei rami. consideriamo due numeri consecutivi della successione di Fibonacci. alcune piante seguono una regola precisa. Inoltre per quanto riguarda e l’emissione di nuovi rami. poich´ l’angolo 222. 34 · 360 ≈ 222.5 gradi.1).

. . (Figura 3. 4. o la successione di Lucas 1. 11. apparterr´ alla successione di Fibonacci. Le osservazioni esposte sopra. che presenta lo stesso meccanismo di addizione ma comincia con numeri diversi.2). 3. Si pu´ ipotizzare u o che tale organizzazione sia correlata alla massimizzazione dello spazio oppure alla quantit´ media di luce incidente per ogni singola foglia. sono di tipo puramente descrittive. a Figura 3. ma riguarda anche la disposizione delle foglie sul fusto. si risale lungo il fusto. pi´ comuni di altre. ma la maggior parte implicano o il a raddoppiamento dei numeri di Fibonacci. e esistono eccezioni a queste regolarit´. contando il numero di rotazioni attorno ad esso. in natura. come erano i primi studi sulla fillotassi. .2: Disposizione delle foglie sul fusto Tuttavia la fillotassi a numeri di Fibonacci non ´ presente in tutte le piante. La si pu´ osservare o prendendo una pianta che non sia stata potata e cominciando dalla foglia pi´ u in basso. a . perci´ uno dei problemi aperti ´ proprio o e stabilire quali sono i meccanismi che regolano questo fenomeno e come mai alcune disposizioni sono. e a anche il numero di foglie trovate sul cammino fino a raggiungere la foglia finale.29 La fillotassi non appare solo come regolarit´ nell’accrescimento delle piana te. fino a che non si raggiunge la foglia la cui direzione ´ la stessa della e foglia di partenza. 7. Il numero di rotazioni sar´ un numero di Fibonacci.

Phyllotaxis as a Physical Self-Organized Growth e Process Physical Review Letters 68.13 (1992) pp. i quali hanno svilupe pato una teoria della dinamica di crescita delle piante attraverso modelli al calcolatore ed esperimenti in laboratorio. u alle gocce. sotto queste ipotesi. lo riempirono con un materiale sintetico resistente agli attacchi chimici e ai cambi di temperatura (olio di siliconi). LA FILLOTASSI L’idea pi´ costruttiva ´ venuta da una recente pubblicazione di due fisicou e matematici francesi. avrebbe dovuto dare una distribuzione di elementi tale che l’angolo tra tra essi fosse l’angolo di Fibonacci. ´ la parte terminale del fusto che mediante e divisioni genera cellule indeterminate che in seguito si specializzeranno in foglie. L’intervallo di tempo che distanziava 3 St´phan Douady. Presero quindi. In questo modo i primordi si organizzano in un modello spaziale regolare altamente efficiente. A causa dell’interazione delle prime gocce con quelle cadute successivamente. un recipiente circolare.30 3. L’idea rivoluzionaria di questa teoria sta nel considerare il processo di crescita della pianta come processo meccanico e non genetico. Secondo Couder e Douady un esperimento. e lo inserirono in un campo magnetico verticale. in riferimento proprio alla successione di Fibonacci. a intervalli regolari. un impulso nella direzione radiale. Yves Couder. Douady e Couder suppongono che i primordi generati dall’apice meristematico4 appaiano a uguali intervalli di tempo seguendo una traiettoria circolare attorno al fusto. Essi ottennero l’angolo aureo come conseguenza di una dinamica ragionevole e non postulandolo. St´phan Douady Yves Couder 3 . che simulava l’apice della pianta. Le gocce venivano polarizzate dal campo magnetico. le ultime gocce cadevano dal cono nella direzione di minima energia. Poi. no. a causa di questa polarizzazione. semi o altro. . brattee. rendendo il campo magnetico pi´ intenso al bordo del recipiente si diede. che questi primordi si respingano l’un l’altro man mano che ne nascono dei nuovi. formavano un piccolo dipolo magnetico che portava le gocce a respingersi. fecero cadere gocce di un fluido ad alta suscettibilit´ magnetica al centro del disco a in un piccolo cono troncato. 2098-101. inoltre. cos´ da massimizzare ı la distanza fra essi. Loro considerano. e. gemme. 4 L’apice meristematico. o meristema apicale.

3: Spirali nel girasole La figura (3. infatti se si contano attentamente il numero delle spirali. sono 21 e quelle in senso antiorario. nel modello meccanico di Douady e Couder la divergenza fra le gocce oscilla assestandosi vicino alla sezione aurea dell’angolo giro. bens´ sono le uniche visibili. quasi sempre.3. si nota che quelle in senso orario.1 Il modello matematico dell’accrescimento del girasole Figura 3. In ogni caso il numero di spirali ı . evidenziate in arancione.3) illustra un esempio di fillotassi spirale nel capolino di un girasole. 31 3. in azzurro. sono 34. In particolare. cio´ due numeri consecutivi della successione e di Fibonacci.1 Il modello matematico dell’accrescimento del girasole la caduta delle gocce di fluido magnetico provocava la generazione di spirali il cui numero era un numero della successione di Fibonacci e l’angolo che si formava fra le gocce quando raggiungevano il perimetro. Ma queste due famiglie di spirali non sono le uniche presenti nel capolino. era proprio l’angolo di Fibonacci.

in altre parole. ´ una zona e circolare chiamata apice posta al centro del fiore. Se identifichiamo la posizione di ciascun primordio con le coordinate polari . sono chiamate parastichi. u enumerate dalla successione di Fibonacci. la stessa ipotesi. Useremo perci´ un modello o a tempo discreto: il modello varia a certi istanti. e di cui possiamo solo ipotizzare il perch´. la forma dei primordi e come un nuovo primordio sposta i precedenti. serve sapere tramite quale meccanismo il fiore si forma. i primordi sono disposti lungo una stretta spirale chiamata spirale generatrice e le spirali pi´ larghe. Nel caso della fillotassi del girasole. LA FILLOTASSI visibili nel capolino di un qualsiasi girasole ´ sempre dato da due numeri e consecutivi della successione di Fibonacci. quella in cui avviene la crescita vera e propria. sposta verso l’esterno i primordi pi´ anziani per farsi u spazio.32 3. L’ipotesi che l’unica parte attiva dello sviluppo del fiore sia l’apice implica che. Inoltre. in quanto il tempo di maturazione ´ a e trascurabile rispetto la tempo di vita del fiore. descrive cio´ la crescita del fiore e nel tempo in modo dinamico e supporremo che l’angolo di divergenza 2πθ rimanga costante per tutto il processo. una volta maturi. ´ un modello che segue e l’intuizione avuta da Douady e Couder. sul bordo dell’apice si formano i primordi. Nel caso dei fiori. che andiamo a descrivere. che poi si sviluppano fino a diventare semi. Lo sviluppo geometrico del fiore dipende quindi da tre fattori: l’angolo di divergenza. e ´ ben descritta da un modello matematico che riproduce il fenomeno partendo e dai dati biologici. lo sviluppo ´ essenzialmente bidimensionale e un e primordio crescendo. Questa ricorrenza tanto strana. Ciascun primordio nasce ruotando rispetto al precedente di un angolo 2πθ. Studi biologici mostrano che la parte attiva del fiore. Il modello matematico. Come conseguenza di questo spostamento. implica che lo spostamento dei primordi sia conseguenza di ci´ che accade al centro. la forma circolare di ciascun primordio sia costante e uguale per tutti i primordi e che ogni primordio nasca gi´ maturo. stami o foglie. i o primordi maturi si spostano solo per far posto a un nuovo primordio. corrispondenti alla nascita di un nuovo primordio.

nel punto (r + d. Il modello ´ quindi completamente determinato dall’angolo di divergenza e 2πθ. d e n. Per capire la geometria del fiore.5). possiamo supporre che lo spostamento dipenda solo dalla distanza r del centro del primordio dal centro dell’apice: la nascita di un nuovo primordio sposta il centro di un primordio gi´ esistente di coordinate a polari (r.1 Il modello matematico dell’accrescimento del girasole (r. e il primordio j-esimo nasce all’istante j-esimo gi´ maturo e con centro a sul bordo dell’apice. n)-fiore la configurazione prodotta dal modello con parametri θ. 2πjθ) con n j 33 Chiameremo (θ. ´ che i primordi non sono disposti in maniera e efficiente. dove r0 d ´ l’apice il raggio dell’apice. • i primordi sono dei cerchi di raggio unitario uguale per tutti i primordi. 200)-fiore non riproduce neanche vagamente la disposizione dei primordi di un qualsiasi fiore. con p e q primi. 0). dallo spostamento d e dal numero di primordi nel fiore.4). θ). cio´ dare una stima dell’angolo θ. (Figura 3. Costruiamo il modello in base alle seguenti ipotesi: • l’angolo di divergenza 2πθ sia costante. ma e . 0.3. d. • la nascita di un nuovo primordio sposta radialmente tutti i primordi precedenti verso l’esterno di una distanza d. cio´ θ = p . nue meriamo i primordi in funzione di quando sono nati e sistemiamo gli assi coordinati in modo che il primo primordio nasca con centro nel punto di coordinate polari (r0 . Chiaramente non accade questo in natura.2. cio´ non occupano uniformemente lo spazio a disposizione. quindi supporremo che l’angolo di divergenza 2πθ sia un multiplo irrazionale di 2π. infatti a un (π. Il problema in questi casi. allora i primordi si dispongono e e q a raggiera lungo q semirette uscenti dall’origine (Figura 3. Ma l’irrazionalit´ non basta. Se θ ´ razionale. θ). θ) del suo centro. Quindi il e j-esimo primordio all’istante n ´ dato da: e Pj (n) = (r0 + (n − j)d.

Ci´ o appare pi´ evidente quando θ ´ razionale. ci suggeriscono di usare come angolo θ la sezione aurea φ. 1500) si accumulano in alcune zone lasciandone completamente libere altre.05.2. da quanto visto nel capitolo precedente. L’aspetto ´ molto e pi´ realistico rispetto alle precedenti raffigurazioni. LA FILLOTASSI Figura 3. quindi. 0. Di conseguenza il centro del qs -esimo primordio . Queste osservazioni ci portano a u e pensare. 0. 0. data da un’espansione in frazione continua troncata. Vediamo come. 1500)-fiore della figura (3. n)-fiore dipende in modo molto instabile da θ.2.1.4: ( 7 .1. 200)-fiore Figura 3. nonostante abbia come parametro θ una piccola variazione del valore di φ. che la migliore scelta di θ sia quella pi´ lontana possibile u dai razionali e. d.05.34 3. 0. Per esempio.7: (φ+0.1. (Figura 3. e possiamo identificare u 21 = F8 spirali che ruotano in senso orario e 34 = F9 spirali che ruotano in senso antiorario.5: (π. 200)-fiore 8 Figura 3. il (φ + 0.6). Il punto ´ che la struttura geometrica del fiore e dipende principalmente dall’espansione in frazione continua di θ e non dalla sua rappresentazione decimale. 500)-fiore Figura 3.7) ha una rappresentazione molto lontana da quella dei girasoli che si ritrovano in natura. Sia ps qs la migliore approssimazione razionale di θ.6: (φ. Ma la struttura geometrica di un (θ. 0.

. da cui si ricava e q2 = 7 e q3 = 113. Lo u sviluppo in frazione continua di π ´ π = [3. tanto pi´ evidente quanto pi´ piccolo ´ 2π(qs θ − ps ) e la spiarle ruota u u e in senso orario se qs θ − ps ´ negativo e antiorario se tale valore ´ positivo. occorre che e quali contenente circa qs n sia abbastanza grande (circa 10).]. per cui le famiglie composte da Fs spirali 6 sono anch’esse non visibile perch´ troppo dense. quindi. Siccome n = 200 ´ visibile una sola famiglia di spirali e composta da q2 = 7 curve che ruotano in senso orario perch´ q − 2π − p2 ´ e e negativo. 1. .7). il u (jqs + k)-esimo primordio ´ ruotato rispetto al precedente del solito angolo e 2π(qs θ − ps ). per ogni k = 0. 292. .6). in valore assoluto ´ minore di e l’equazione 2. 15. indipendente e da j. 7. . (3. infatti l’approssimazione genera qs spirali.6) n = 500 e siccome spirali con s con s n F1 0 ≈ 9. Conseguentemente qs non potr´ essea qs re n´ troppo grande n´ troppo piccolo: il passo della spirale ´ dell’ordine di e e e d mentre il raggio del fiore ´ nd. inoltre la differenza in distanza dall’origine ´ dqs . qs − 1 e per ogni numero naturale j. ognuno dei qs n primordi e perch´ la spirale si veda.6) e (3. Nella figura (3. due famiglie di spirali e raramente ne sono visibili pi´ di due.1 Il modello matematico dell’accrescimento del girasole ha un angolo pari a 2π(qs θ − ps ) che. . per cui se n |qs θ − ps | ´ troppo e n |qs θ − ps | grande (supponiamo maggiore di 20).5). Rimangono visibili e solo le famiglie composte da F9 = 34 e F8 = 21. . il e |qs θ − ps | d passo della spirale ´ dell’ordine di e . Ci´ spiega come mai vediamo. e e Quali spirali effettivamente si vedano dipende anche dal numero di prips mordi disponibili. allora la spirale ´ talmente densa da e non essere distinguibile. rispetto al raggio del fiore. al variare di j. . le famiglie composte da Fs 10 non sono visibili perch´ composte da troppi primordi e e d’altra parte n |F6 φ − F7 | ≈ 28. ora spiegare con pi´ precisione le figure (3. Quindi la famiglia dei (jqs + k)-esimi primordi forma una spirale. Possiamo. Pi´ in generale.3. nella maggior parte o dei casi. . u 2π qs 35 (cfr.

l’impaccamento pi´ efficace.5 gradi. ´ ben visibile e e la famiglia composta da 3 spirai. nel capolino appaiono dei e vuoti e si vede una sola famiglia di spirali.36 3. . 1. In breve . Vogel sul perch´ la natura preferissi l’angolo aureo. quello u che forma il capolino di semi pi´ robusto. 1.05 ´ φ+0. 3. e Ma l’efficienza ´ verificata a posteriori. mentre per n |q3 (φ + 0.2 Conclusioni Grazie al modello matematico descritto sopra abbiamo verificato come la struttura geometrica di un qualunque fiore analogo al girasole. calcol´ quale regola di distribuzione avrebo be impacchettato i dischetti nel modo pi´ compatto possibile. si ha quando l’angolo di divergenza u ´ uguale all’angolo aureo.05 = [1. 80. la famiglia composta da 241 spirali non ´ visibile. q3 = 3 e q4 = 241. ma come conseguenza di una dinamica ragionevole. L’ane golo aureo risulta quindi essere l’unico angolo in corrispondenza del quale i semi si impacchettano senza lasciare vuoti e quando ci´ succede sono visibili o entrambe le famiglie di spirali. lo sviluppo in frazione continua di φ+0. Purtroppo per´ il modello non spiega perch´ la natura prediliga la sezione o e aurea come angolo di divergenza. Questa scoperta avvalor´ sempre o pi´ la teoria di H. La stessa cosa succede se l’angolo ´ e maggiore dell’angolo aureo. ma questa volta l’unica famiglia di spirali visibile ´ quella che gira in senso apposto a quella osservata precedentemente. Ci´ che e a o manca ´ la comprensione del meccanismo biologico che spinge il meristema e apicale a generare primordi ruotati di questo angolo speciale che l’angolo . a fiore gi´ completo. Vogel u e rappresent´ i semi di un girasole con dischetti circolari uguali e. LA FILLOTASSI Infine.] e per cui q2 = 1. . . 2. l’angolo aureo. Siccome n = 500. Gli esperimenti u mostrarono che se l’angolo ´ minore di 137. supponendo o un angolo di divergenza costante. non postulandolo direto tamente in vista dell’efficenza dell’impaccamento che permetteva.05) − p3 | ≈ 2. dipenda principalmente dall’espansione in frazione continua dell’angolo di divergenza. Il modello meccanico di Couder e Douady port´ come angolo di divergenza.

cio´ manca ancora il collegamento che spieghi come la biologia della e pianta realizzi l’ottimizzazione matematica.2 Conclusioni aureo. Certo ´ ormai chiaro che le sorprendenti regolarit´ numeriche nelle piane a te risultano essere una conseguenza della dinamica dell’accrescimento delle piante.3. e sono quindi governate da rigorose leggi matematiche. 37 .

LA FILLOTASSI .38 3.

Siria. Egitto. Non esistono suoi ritratti e le immagini che si possono trovare sono ricostruzioni di fantasia. I suoi viaggi si concentrarono sopratutto nelle regioni affacciate sul mediterraneo (Algeria. Provenza. ovvero figlio di Bonacci . Grecia. Il nome Fibonacci . . detto Fibonacci.gli ´ stato probabilmente attribuito nel Settecento da Giovanni Gabriello e Grimaldi. Durante il periodo passato 39 . ma di sicuro Fibonacci viaggi´ moltissimo durante la sua vita. )e questo gli permise di conoscere e studiare la cultura scientifica araba. Sicilia .nome derivato dal latino filius Bonacci. .Appendice A Leonardo Pisano Si sa pochissimo della vita di Leonardo Pisano. Leonardo nacque a Pisa intorno al 1175 e mor´ semı pre a Pisa circa nel1245. queste date sono naturalmente molto approssimative visto che non esistono documenti che permettono di determinarle con precisione. prima o al seguito del padre che era un commerciante poi indipendentemente.

cio´ delle e “nove cifre indiane”. 1 Dal titolo di questo libro deriva la parola algebra. Fibonacci. come matematico. . La seconda parte ´ ben pi´ interessante da un punto di e u vista matematico perch´ discute di temi teorici sopratutto di teoria dei nue meri. come le chiama lo stesso Fibonacci nel suo libro pi´ u famoso. Il Liber Abaci venne completato nel1202 e rivisto e ampliato nel 1228. in particolare alla corte di Federico II. Altre opere fecero conoscere Fibonacci come famoso matematico in molte corti europee. esponendo tecniche elaborate dalle scuole ellenistiche. indiana e araba. La prima parte del volume ´ interamente dedicata alla numerazione decimale e araba-indiana descritta con divizia di particoalri e applicata a numerosi problemi commerciali. Leonardo Pisano col padre lontano da Pisa. in cui sono introdotti i numeri che danno vita alla successione che porta il suo nome. fu decisamente in anticipo nel tempo con le sue scoperte.40 A. ma la sua fama odierna ´ legata alla risoluzione di un problema e secondario. fu istruito da un insegnante musulmano che lo introdusse all’algebra grazie al libro Hisˆb al-jabr w’al-muqabalah 1 e grazie a al quale venne a conoscenza della notazione decimale indo-araba. il Liber Abaci.

Il girasole di Fibonacci. [2] Marco Abate (2007). [6] <mathworld. [4] Ian Stewart.Bibliografia [1] Alfred S. Matematica e cultura 2007. Comincioli.it/∼abate>. capitolo 6: Fiori per Fibonacci.dm. (2002) L’altro segreto della vita. Prometheus Book. in Physical Review Letters. Michele Emmer (a cura di.com/> 41 . [3] V. New York. pag. La nuova matematica e gli esseri viventi. (2006) Biomatematica: interazioni tra le scienze della vita e la matematica.wolfram. 312-323. pag 2098-2101. [5] St´phan Douady e Yves Couder. Apogeo (Ebook). Longanesi. <www. Italia. 227-240. (1992) Phyllotaxis as a Self-Organized e Growth Process. pag 176-196. Springer. pag.unipi.) Italia. capitolo 5: Forme e modelli nei sistemi biologici. Posametier e Ingmar Lehmann. 68. (2007) The Fabulous Fibonacci numbers.

42 BIBLIOGRAFIA .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 27 3 LA FILLOTASSI 3. . 10 a 17 2 LA SEZIONE AUREA 2. . . . . . . . . . . . . . . .Indice Introduzione 1 I NUMERI DI FIBONACCI 1.1 3. . . 36 39 41 A Leonardo Pisano Bibliografia 43 . . 31 Conclusioni .1 3 7 Propriet´ dei numeri di Fibonacci . .1 La spirale logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2 Il modello matematico dell’accrescimento del girasole . . . . .

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