You are on page 1of 2

Giuseppe Bellantonio

IL PERCHE' DI UNA SCELTA
Al di là di ogni atto che, all'interno dei singoli contesti, giovi a testimoniare la correttezza e la completezza della comunicazione, vi sono dei doveri di cronaca che coinvolgono quanti a vario titolo – per passione, per studio o anche solo per semplice quanto sana curiosità – seguono le vicende della Massoneria Italiana, nel suo articolato e complesso contesto. Ecco il perché di questa Tavola: far conoscere il processo interno che, maturando negli anni, ha comportato la personale adesione di chi scrive anche ad una “Confraternita” Massonica simbolicamente quanto chiaramente riferita a Federico II di Svevia; lo “Stupor Mundi” di cui in molti oggi riscoprono l'eccellenza, giungendo a qualificanti elaborazioni nel raffronto con la nostra epoca. Un'analisi, quella dell'opera e dei relativi riflessi dell'azione di Federico II di Svevia, che per noi Iniziati tende a contrapporsi con quella che interessa l'altro Federico II, il Prussiano. Ricordiamone qualche tratto. Federico II della casata Hohenstaufen (1194-1250): Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania, Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Gerusalemme, la madre fu Costanza della casata normanna degli Altavilla; chiamato anche Stupor Mundi o Puer Apuliae. Federico II della casata Hohenzollern (1712-1786): Re di Prussia, la madre fu Sofia Dorotea della casata Hannover; chiamato anche Il Grande o Il Monarca Illuminato. Due monarchi con una distinta visione di comando e di governo, due Corti che operarono in modo radicalmente diverso, un contesto di nobili e dignitari del tutto differente: in sintesi, due sovrani che segnarono epoche tra loro diverse e difficilmente paragonabili ma che lasciarono profondi e non coincidenti segni del loro passaggio; almeno per ciò che riguarda le specifiche sensibilità di quel mondo iniziatico che, via via, ebbe ad identificarsi con l'Arte Reale. Ma già il loro albero dinastico dice molto, ancor prima di valutarne l'opera e gli influssi. Il riferirsi a questi due personaggi – almeno per i lunghi studi ed i severi approfondimenti condotti nel contesto del Corpo degli Antichi Liberi ed Accettati Massoni della Gran Loggia Nazionale Italiana della storica Comunione di Piazza del Gesù – non è un caso né un banale esercizio intellettuale, al di là delle particolarità che – a fini del tutto distintivi - pur abbiamo adottato. Come noto, l'analisi dello stato in cui versa la Massoneria Italiana ci ha messi innanzi tutto nella condizione di affermare che la Massoneria non è certo nata né nel XVIII° secolo, né nel XIV° o nel XV° secolo e che l'Opera di chi senta in sé il “fuoco” del vero Iniziato deve tendere al recupero delle Antiche ed Originarie Tradizioni. Proprio quelle che negli ultimi trecento anni sono state accantonate, abbandonate, dimenticate e molto, troppo, spesso svilite e tradite. Anzi, dando credito a ciò che ci viene riportato di quegli infausti momenti dei primi del 1700 che contraddistinsero la nascita della c.d. “Massoneria Moderna”, Anderson raccolse tutti i rituali e gli scritti che riportavano all'Antica e Vera Massoneria, per darli alle fiamme: cancellando in un solo colpo un enorme patrimonio di Storia e di Cultura Iniziatica e Sociale. E chi sa quanto in questa come in altre analoghe “nascite”, anche d'oltre Oceano, contribuirono le teorie di John Locke: teorie “moderne” che, secondo un'analisi attuale hanno contribuito alla distorsione delle correnti concezioni di Libertà. Se è vero che a nascere dopo il 1717 era stata la c.d. Massoneria Moderna, è altrettanto vero che talune irregolarità, irritualità e forzature anti-storiche caratterizzarono questa nuova Società, in modo così profondo da divenire dei veri e propri “vizi d'origine” alla base del dissesto attuale. Ma ciò premesso va anche chiarito che non è più di interesse né di utilità colpevolizzare questo o quel contesto, o di ergerci a facili giudici per stabilire chi sia nella c.d. “regolarità” e chi invece “nell'irregolarità”: proprio le questioni che sono state e sono al centro di ogni querelle italica e che, secondo il nostro punto di vista, hanno fatto smarrire i Fratelli in una ragnatela di dispute, divisioni, ambizioni smodate, sete di potere, appropriazioni illecite. Valeva la pena di continuare su questo versante? Valeva la pena di stigmatizzare e spronare a dare un “addio alla nausea”? Valeva la pena di barcamenarsi e pur rapportarsi in un ginepraio di soggetti alcuni dei quali eccellenti, altri discutibili ed altri ancora massonicamente improponibili? Valeva la pena di sciupare risorse intellettuali e materiali in azioni di risanamento rivolte verso chi si ostina a voler permanere – e fors'anche li cerca – in contesti notoriamente discutibili? Francamente no: e la mia visione personale è stata condivisa dalla mia Gran Loggia d'appartenenza, come sopra indicata: così che fin dal 2001 si è avviata con molta riservatezza e grande cautela un'azione di ri-considerazione di ogni elemento storico in nostro possesso, ovvero accessibile. Ciò ci ha condotti ad identificare ormai da due lustri – così come indicato nelle nostre Costituzioni, che dal 2005 hanno assunto l'indicazione di Regola - quella che é la Massoneria delle Antiche Pietre. Con la definizione di Massoneria delle Antiche Pietre noi della Comunione di Piazza del Gesù intendiamo quella costituita dal compendio e dal filosofare di quella antecedentemente operante, che per noi costituisce l'Originaria Tradizione e quindi il Pozzo di Conoscenze presso cui pur cautamente poter attingere. Una Tradizione che ha tracce certe, fatte di studi, di continue scoperte e di approfondimenti, che unisce arti e scienze antiche, profondi sentimenti devozionali a profonde radici di libertà (di pensiero, di

popoli, di animi e di cuori: dell'Uomo, in ogni sua più nobile espressione), unite al filosofare di tanti saggi giunti alla soglia della Conoscenza. Una soglia che, nell'Attimo Finale, viene varcata ed oltre la quale qualcosa di Inimmaginabile e Sublime guiderà verso un'esperienza nuova e diversa: un Cammino di Conoscenza nella Vera Luce che emana da Colui che è l'Uno ed il Tutto. Onde non ingenerare equivoci, è utile specificare che la Regola dei nostri Fratelli delle Logge Azzurre del Corpo Simbolico degli AALLAAMM prevede di operare e di ispirarsi all' “Essenza delle Tradizioni d'Italia ed ai Principii della Massoneria delle Antiche Pietre”, come pure si intende idealmente in armonia con lo Spirito delle Antiche “Loggie della Mistica e del Sapere Antico”: da Heliopolis ad Alessandria, a Cosmopoli. Una scelta non semplice, un percorso oneroso: per favorire la crescita interiore, all'insegna della cultura e dello studio. L'incessante attività di ricerca storica e la consultazione di una mole imponente di documentazione, ci ha portati a ritenere più che fondati e certi i fatti che riconducono, con i primi anni del 1700, non tanto alla nascita della Massoneria Moderna , quanto all'abbandono degli Antichi Rituali in uso antecedentemente a quel periodo: una Massoneria quindi divaricata fin da subito dalle Originarie Tradizioni. Solo il ricondurci agli Antichi Valori, proprio a quelli antecedenti il 1700, ci darà la forza – sostenuti dalla nostra Storia, dai nostri Valori e dal nostro comune Vissuto – per operare un radicale cambiamento, mediante un ritorno ai Valori ed alle Tradizioni dell'Antica Muratorìa. Un cambiamento necessario per raggiungere mete degne, utili e civili che facciano comprendere specialmente al Mondo a noi esterno quanto Luminosi e certi siano gli Antichi Valori che realmente permeano gli Ideali della Massoneria. Sarà una preparazione lunga, quella che condurrà al cambiamento, poiché pretenderà l'abbandono operativo di “certezze” che tali in realtà non sono e che ben poco – quando non “nulla” hanno a che fare con la “vera” Libera Muratorìa. A favore dei Massoni Italiani che intendono operare correttamente e senza equivoci nella Vita Iniziatica come in quella Profana, rivendichiamo ciò di cui essi sono stati privati: un ruolo di studio, di cultura, di intensa spiritualità, improntato alla Tolleranza e all'Amore Universale, alla Giustizia, all'Armonia, alla Fede. A favore dei Massoni Italiani rivendichiamo un ruolo, una Storia ed una concreta presenza Massonica che ascende a centinaia di anni prima del XVIII° secolo. Proprio noi Italiani: forti della presenza, della via tracciata, delle opere e del pensiero filosofico, esoterico, iniziatico e – perché no? - rivoluzionario di Pitagora, di Francesco d'Assisi, di Dante Alighieri, di Elia, di Giordano Bruno, di Leonardo da Vinci, dei collegia e dei Maestri Comacini; senza trascurare i fondamentali e altrettanto certi insegnamenti che dalla Magna Grecia ci hanno trasmesso anche Aristotele ed Ermete Trismegisto e che ancor prima della potenza dell'Impero Romano esistevano e si sviluppavano. Ma non dimentichiamo le origini, specie in quelle Terre bagnate dal Nilo, dal Tigri, dall'Eufrate, dall'Indo; in quelle Terre Antiche di cui Platone ci ha lasciato testimonianza certa; in quei Luoghi dove i portatori dell'Amore Universale gettarono il seme della Vera Fratellanza. Ragionando con un'ottica che non voglia spaziare molto nel Tempo, forse dovremmo essere noi Italiani a rilasciare Patenti di Riconoscimento piuttosto che non dipendere da soggetti che hanno camuffato l'originario Messaggio Iniziatico, che hanno oscurato la Luce cui pur tendiamo. Noi Italiani che operiamo forti di una Tradizione che, solo formalmente, risale al dettato della Carta di Bologna del 1248, cui seguirono in Europa gli enunciati di Cusano di Treviri – morto nel 1464 - e, nel 1535, gli enunciati della Carta di Colonia. A noi tutti – che senza ombra di dubbio ci riconosciamo nel giusto ambito della Massoneria Azzurra, e che facciamo riferimento all'unica Massoneria storicamente riconosciuta regolare già sedente al 47 di Piazza del Gesù, in Roma - l'onere di gettare un sasso nelle acque stagnanti e olezzanti di questa italica palude: una palude ove per troppo tempo si sono consumati quei meschini intrallazzi che tutto e tutti hanno ferito e mortificato. Tra pochi giorni Vi indicherò il perchè della definizione di Massoneria delle Antiche Pietre e, subito dopo, perché ho aderito con entusiasmo a quella Confraternita Iniziatica che nello spirito si riconduce dichiaratamente a Federico II di Svevia ed a tutto ciò che si incentra su questo periodo. Roma, 11 Aprile 2012

f.to Giuseppe Bellantonio

e-mail: bellantoniogius@gmail.com