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LA STAMPA

MERCOLED 18 APRILE 2012

TuttoScienze V

E scritto nel DNA

Ecco i geni che salvano i batteri dal suicidio


ANNA M. PUGLIA E MARCO BAZZICALUPO
UNIVERSITA DI PALERMO E DI FIRENZE
I

Nel 1945 Alexander Fleming, il padre della penicillina, concludeva la conferenza per l'assegnazione del Nobel con un avvertimento: C' tuttavia un pericolo ed che l'uso improprio e il sottodosaggio dell'antibiotico espongano i microbi a dosi non letali e favoriscano l'insorgere di mutanti resistenti. Le sue parole si sono rivelate profetiche, anche se la resistenza agli antibiotici ha una lunga storia, che comincia ben prima di 65 anni fa.

Questa rubrica a cura dellAgi (Associazione Genetica Italiana)

Gli scienziati hanno sempre dubitato del fatto che fosse stato l'utilizzo umano di questi farmaci a far insorgere il fenomeno della resistenza: il tempo trascorso troppo breve per spiegare con i meccanismi evolutivi noti la comparsa di apparati genetici complessi, come sono a volte le resistenze agli antibiotici. I dubbi sono stati sciolti recentemente, quando un gruppo di ricercatori ha riferito su Nature di aver studiato dei campioni provenienti dal permafrost dell' Alaska, di 30 mila anni fa. In quell'epoca non esistevano le farmacie, ma il Dna dei batteri presenti in questo suolo conteneva gi geni che conferiscono resistenza a diversi antibiotici, tra cui la vancomicina, usata in terapia negli ultimi 30 anni. La spiegazione essenzialmente ecologica.

Molti microrganismi, soprattutto del suolo, producono antibiotici per impedire la proliferazione dei ceppi sensibili con cui sono in competizione. I batteri produttori evitano il suicidio grazie a geni che li rendono resistenti agli antibiotici da loro stessi prodotti. Geni della resistenza, inoltre, possono essere presenti in batteri non produttori, che possono trasferirli ad altri batteri. La scoperta che il fenomeno antico, comunque, non ci assolve per l'uso sbagliato che abbiamo fatto di questi farmaci in 50 anni, con l'automedicazione e nella zootecnia. Resta pressante la necessit di trovare nuovi antibiotici e usarli in modo oculato, riducendo la possibilit che ceppi patogeni resistenti, che saranno comunque presenti in natura, possano risultare avvantaggiati e diffondersi. 12 - Continua

3-5 anni dalla fine dei trattamenti oncologici. Nel mondo angloamericano il survivor diventa tale fin dallinizio della diagnosi.
Uniniezione di ottimismo?

Questo il punto. La parola ha un diverso senso culturale. Survivor negli Usa si collega alla capacit di rialzarsi. In Italia il sopravvissuto uno stigmatizzato.
Quali sono i centri maggiori per i sopravvissuti?

sta diventando una questione prioritaria. Nel 2007 cerano 11,7 milioni di survivor in Usa, ora sono 12-13 e nel 2020 saranno 18 milioni. Il che significa centri e programmi per la fase acuta di sopravvivenza, in cui il malato affronta la diagnosi, trattamenti ed effetti collaterali. Alla base di tutto c la comunicazione: uninformazione appropriata porta alla personalizzazione delle cure.
Ora ci si preoccupa dei Lost in transition: chi sono quelli che si perdono?

LM. D. Anderson a Houston e lo Sloane-Kettering a New York e il Royal Marsden di Londra e il Karolinska di Stoccolma. In Italia, tra gli altri, il Giovanni Paolo II di Bari, il centro di Siracusa, il Gemelli di Roma e lIeo e lHumanitas di Milano.
Quali sono i problemi dei sopravvissuti?

Ricadute, secondi tumori, conseguenze collaterali quali infertilit o menopausa precoce. E dal 2008 le cure psicosociali entrano a far parte delloncologia. Per cui ci possono essere problemi sullimmagine di s e tante fobie. E altre difficolt nelle relazioni sociali, famigliari e lavorative.
La sopravvivenza che fetta delloncologia?

Mettiamola in positivo: che si perdevano. Sono quelli che dopo 5 anni sono clinicamente guariti e smettono di fare i controlli. Invece per la biologia molecolare non detto che lo siano, ci possono essere ricadute. Ora si fanno programmi speciali: un nuovo orientamento delloncologia, che si fa carico delle problematiche dellex paziente. Si insegnano nuovi stili di vita per evitare ricadute.
Quali sono gli stili di vita?

Nel mondo angloamericano

I tumori risultano dallinterazione tra fattori genetici e ambientali. Ci che conta davvero una dieta sana. E non dimenticare mai lesercizio fisico moderato. Ma si deve avere cura anche dello spirito.

I malati si informano sul Web ma molti medici lo evitano


P SALUTE
DANIELE BANFI

Due fenomeni in contraddizione e adesso si sta preparando una soluzione

hi non ha mai cercato sul Web informazioni mediche? Che si tratti di trovare un rimedio contro i problemi di stagione o di capire qual la pi recente delle terapie oncologiche la tentazione di lanciarsi in una ricerca su Internet sempre pi forte. Con qualche clic c la possibilit di ottenere una quantit impressionante di news e dati. E i siti che trattano di salute continuano a moltiplicarsi. Le forme sono le pi svariate, dai portali di informazione ai forum che permettono di porre domande anche agli specialisti. Ma ci si pu fidare? Pur essendo un valido strumento per la conoscenza, Internet presenta molti rischi potenziali, quando c di mezzo la salute. Le informazioni, infatti, non vengono sempre utilizzate in maniera corretta, perch molti tra quelli che navigano non hanno le basi sufficienti per capire quando un contenuto valido e certo, sottolinea Walter Gatti, direttore del portale della Federazione dei Medici e autore del saggio Sanit e Web, come Internet ha cam-

Ancora pochi i siti dei camici bianchi


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Solo un quarto dei camici bianchi di medicina generale italiani ha un proprio sito Internet, che usa per offrire ai pazienti informazioni sul proprio studio. Pi raramente sono disponibili servizi di prenotazione e annullamento delle visite, di prenotazione elettronica di ricette e strumenti interattivi di medicina 2.0, tipo forum,

blog e chat. quanto emerge dalla Ricerca 2012 dellOsservatorio Ict in Sanit della School of Medicine del Politecnico di Milano. La situazione, per, destinata a cambiare, se vero che il 94% dice di cliccare sul Web per scopi professionali, dalla ricerca di informazioni allo scambio di informazioni con operatori sanitari.

biato il modo di essere medico e malato in Italia. Di sicuro, oggi, i medici vedono vacillare la propria posizione. Molti pazienti si presentano negli ambulatori con una miriade di fogli stampati che raccolgono le informazioni reperite in Rete. Dottore, ho questi sintomi. Internet mi ha detto che servono le seguenti terapie. Lei che ne pensa?. E questa una delle frasi che sempre pi spesso ci si sente rivolgere. Un atteggiamento diffu-

nizzazione no-profit per la pratica e ricerca medica. Un ente che mette a disposizione sul proprio sito molto materiale, da quello utile per capire il proprio stato di salute fino alla consulenza degli esperti. In Italia, purtroppo, un servizio simile non esiste. I tentativi per migliorare linformazione medica sul Web, comunque, ci sono. Unidea al centro del dibattito internazionale, per esempio, so che sta rivoluzionando ci stata la creazione di un bolliche si definiva alleanza tera- no di qualit, capace di identipeutica: se prima era forma- ficare quei siti di cui potersi fita da due soggetti, medico e dare. Una sorta di certificaziopaziente, ora il terzo incomo- ne come avviene per i prodotti do rappresentato proprio alimentari. Purtroppo, per, dal Web. Non facile trovare al momento i risultati sono stauna soluzione - osserva Gatti -. ti controversi. Lesempio pi Il professionista, spesso, non significativo quello della conosce da quali fonti proven- Francia: qui il sigillo previgono le informazioni e non a sto per legge e sono oltre 200 i conoscenza della portata portali che lo espongono. Epscientifica dei dati presentati pure poco cambiato. Il prodal malato. Lideale sarebbe blema fondamentale non posprendersi del sedere il martempo, valutare chio di qualit con calma e didice Gatti - ma scuterne succescreare una cultusivamente con il ra intorno alla paziente. comunicazione Ma quanti RUOLO: DIRETTORE della salute che medici sono proDEL PORTALE dia la possibilit DELLA FEDERAZIONE al cittadino di pensi a un attegDEI MEDICI (FNOMCEO) giamento simiIL LIBRO: SANIT E WEB identificare subile? Secondo una SPRINGER to un contenuto serie di statistiautorevole. che riassunte nel libro di GatUn impasse da cui, per, ti, emerge un quadro poco possibile uscire. E necessario confortante: quasi il 30% re- che i soggetti coinvolti - case frattario a Internet e pi del farmaceutiche, esperti della 40% di quelli che lo utilizzano comunicazione, istituzioni e non ne comprende la reale servizio sanitario - collaboriportata per s e per il pazien- no per individuare parametri te. E tuttavia sarebbe sbaglia- e logiche. E poi dovr partire to pensare di scaricare il pro- unattivit di divulgazione atblema sui camici bianchi. traverso grandi campagne Lesempio che riassume me- dinformazione. Unesigenza glio lo sforzo di arrivare a - conclude Gatti - sempre pi uninformazione corretta vie- pressante, perch venga rine dagli Usa ed rappresenta- dotto al minimo il rischio clito dalla Mayo Clinic, unorga- nico digitale.

Walter Gatti Medico