Traduzioni telematiche a cura di Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo (Casa di Reclusione - Opera

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Jules Verne. MICHELE STROGOFF. (Da Mosca a Ir uts ). Titolo originale dell'opera: "Michel Strogoff". Traduzione dal francese di Guido Dalla Cort. Introduzione di Valentino Cambi. Copyright EDIZIONI PAOLINE, 1991. Quarta edizione. Su concessione EDIZIONI PAOLINE. INDICE. Introduzione: pagina 4. PARTE PRIMA - 1. Una festa al Palazzo Nuovo: pagina 25. 2. Russi e Tartari: pagina 41. 3. Michele Strogoff: pagina 57. 4. Da Mosca a Niznij Novgorod: pagina 68. 5. Un decreto in due articoli: pagina 90. 6. Fratello e sorella: pagina 107. 7. Lungo il corso del Volga: pagina 117. 8. Risalendo la Kama: pagina 132. 9. In "tarantàs" notte e giorno: pagina 146. 10. L'uragano sugli Urali: pagina 161. 11. Viaggiatori in pericolo: pagina 176. 12. Una provocazione: pagina 194. 13. Il dovere sopra tutto: pagina 214. 14. Madre e figlio: pagina 229. 15. Le paludi della Baraba: pagina 246. 16. Un ultimo sforzo: pagina 262. 17. Versetti e canzoni: pagina 280. PARTE SECONDA - 1. Un accampamento tartaro: pagina 293. 2. Un atteggiamento di Alcide Jolivet: pagina 310. 3. Colpo per colpo: pagina 335. 4. L'entrata trionfale: pagina 353. 5. «Guarda con i tuoi occhi, guarda bene!»: pagina 369. 6. Un amico della grande strada: pagina 382. 7. Il passaggio del Jenisej: pagina 399. 8. Una lepre che attraversa la strada: pagina 416. 9. Nella steppa: pagina 435. 10. Il Baj al e l'Angara: pagina 451. 11. Tra le due rive: pagina 467. 12. Ir uts : pagina 484. 13. Un corriere dello zar: pagina 500. 14. La notte tra il 5 e il 6 ottobre: pagina 515. Conclusione: pagina 532.

 

 

   

 

INTRODUZIONE. Jules Verne (1828-1905), contemporaneo di Grant, di Stanley, di Nansen, del Duca degli Abruzzi, è il poeta della rapidità e della scienza. In questo va ricercato il segreto della sua vivace attualità. In lui la critica saluta uno dei più spontanei "interpreti del secolo", avventuroso e dinamico, caratterizzato dai grandi sviluppi tecnici e dalle fortunose esplorazioni in terre desolate e lontane, dalle scoperte scientifiche e dalle loro applicazioni, per cui l'uomo si illuse di poter cogliere i più reconditi segreti della natura. L'altro merito dell'autore dei "Viaggi straordinari" è quello di essere stato un PRECURSORE DI NUMEROSE CONQUISTE DELLA SCIENZA MODERNA. A questo proposito, va ricordato che una trentina di anni fa, quando a Parigi venne allestita una esposizione dedicata al Verne, si è affermato da alcuni che quella fama di precursore, che fino allora gli era stata unanimemente attribuita, appariva alquanto usurpata, perché molte invenzioni, quali, ad esempio, quelle del sottomarino e dell'aeroplano, erano già state intuite prima di lui. Ora è verissimo - fu risposto - che di molte invenzioni, che informano i romanzi del popolare scrittore francese, esistevano elementi di base nelle teorie e nelle prime esperienze dei laboratori, ma il merito del Verne consiste nel fatto di avere precorso numerose applicazioni nel loro complesso scientifico, sociale e persino politico. Basti citare - continuavano a dire i sostenitori del Verne - il caso specifico della navigazione aerea. Il primo romanzo verniano, "Cinque settimane in pallone", pubblicato in volume nel 1863, si riferisce alla navigazione aerea, ma è la navigazione del "più leggero dell'aria". Orbene, l'eroe del romanzo, il dottor Fergusson di fronte a quello che era allora il problema fondamentale, la dirigibilità, affermava: "Bisognerebbe scoprire un motore di straordinaria potenza e di una leggerezza impossibile". Questo fantastico motore - sono sempre i difensori del Verne che parlano divenne realtà vent'anni dopo. Ma Verne nel suo avvenirismo non si fermò: abbandonò "il più leggero dell'aria" e divenne fautore del "più pesante". Quando si consideri che la disputa tra i sostenitori del "più leggero" e del "più pesante" si protrasse fino alla prima guerra mondiale, appare singolare il fatto che "Robur il conquistatore" sia stato scritto dal Verne nel 1886 proprio a scopo polemico in difesa del "più pesante". E non basta, perché nel 1872, vale a dire quattordici anni prima di "Robur", egli aveva scritto una novella intitolata "Une découverte prodigieuse et ses incalcolables conséquences sur les destins du monde", la quale reca un'incisione che rappresenta una magnifica aeronave che vola su Parigi portando 500 passeggeri e destinata a fare il giro del mondo. Infine, nel 1904, nel romanzo "Le dominateur du monde", troviamo un apparecchio anfibio che vola nell'aria, naviga alla superficie del mare, scende sotto le acque ed è anche un'automobile terrestre. Ciò che si è esemplificato nel campo della navigazione aerea si può estendere indistintamente - concludono i difensori del Verne - ad altre invenzioni, perché egli non ha anticipato soltanto il sottomarino, l'automobile, l'aeroplano, ma anche la telegrafia e la telefonia senza fili, la televisione, il giornale parlato, la bomba atomica e gli apparecchi guidati a distanza.

Che dire di questa disputa tra avversari e sostenitori del Verne? Il giudizio più equilibrato ci sembra quello di un critico francese. «Si è detto tutto su questo tema: qualcuno è persino giunto a vedere misteri là dove non ce n'erano affatto, a circondare lo scrittore di un'aureola di poteri soprannaturali, e farne addirittura un mago. E' più conforme al vero considerarlo come un uomo del suo tempo, sensibile alla ricchezza delle scoperte scientifiche di cui s'informa con una solerzia costante e scrupolosa; come un lavoratore infaticabile, quotidianamente proteso per mezzo secolo a far passare nel romanzo, prolungandole per mezzo di un'abbondante estrapolazione, le conquiste e le scoperte degli scienziati della sua epoca. La sua estrapolazione raggiunge certamente l'avvenire, senza tuttavia prevedere tutte le direttrici della scienza. Jules Verne è un poeta del diciannovesimo secolo e non un ingegnere del ventesimo secolo. La radio, i raggi X, il cinema, l'automobile, che egli ha visti nascere, non occupano nella sua opera una funzione importante. Si può osservare, per esempio, che lo stesso motore del "Nautilus" e il cannone che lancia gli astronauti verso la luna sono macchine da teatro. Tuttavia uno dei suoi romanzi migliori, "I 500 milioni della Bégum", evoca il primo satellite artificiale, e il "Nautilus" del capitano Nemo precede di dieci anni i sottomarini dell'ingegnere Laubeuf. «Jules Verne non fornisce i mezzi tecnici che permetterebbero la realizzazione delle macchine moderne: egli ne evoca semplicemente l'esistenza e i poteri. Non è un superuomo, per quanto lo stesso Edison, che era un autentico scienziato, non abbia preveduto l'avvenire delle sue scoperte. Le rivoluzioni che può provocare la scienza pura sfuggono alle previsioni, e gli autori di fantascienza del 1965 non sono certamente più vicini al 2000 di quanto Verne, nel 1875 o nel 1880, lo fosse al mondo d'oggi, tormentato dalla scienza nucleare. «Verne era qualcosa d'altro: un creatore che non fa concorrenza alla scienza ma ne incarna la poesia possente, a volte terribile, in miti fascinosi; un creatore che, in ascolto di un mondo che le ferrovie e le navi vanno via via trasformando, presenta avventure in cui l'uomo e la macchina formeranno una coppia dai destini fiabeschi. Egli sta sulle soglie di un mondo. Di un mondo, non dell'universo nella sua totalità. Verne non è un metafisico: i suoi astronauti non hanno l'anima di Pascal nei suoi viaggi attraverso le profondità stellari. Non è nemmeno un sociologo: è errato cercare in "Michele Strogoff" un'analisi occulta delle forze rivoluzionarie russe nel diciannovesimo secolo. Ma narratore, romanziere-drammaturgo, creatore di intrecci, egli dimostra e sviluppa, con un vigore e una sanità inesauribile, un genio che ebbe pure il grande Dumas padre. Questi nutriva la sua opera guidandola nel passato; Jules Verne vibra e crea alla confluenza del presente con l'avvenire» (1). Altro problema che la mostra parigina ha suscitato si può così formulare: la produzione del Verne appartiene alla letteratura propriamente detta? E' destinata a restare come opera d'arte? La maggior parte dei critici risponde negativamente, ma il problema non è risolvibile oggi, per quanto l'interesse agli scritti verniani sia vivo nella sua patria d'origine, in Italia e altrove, ove i suoi romanzi sono, in genere, i preferiti tra quelli di fantascienza e hanno ispirato alla cinematografia notevoli realizzazioni, come quelle di Walt Disney. Forse bisognerà attendere il giudizio dei posteri. E' certo, tuttavia, che un poeta che di stilistica se ne intendeva ed era di gusti ultramoderni, Guillaume Apollinaire, sosteneva che la scarna prosa scattante di Jules Verne è bellissima. E' certo ancora che Verne ha di tanto in tanto sfiorato la sfera

Nel 1839 s'imbarcò come mozzo su una nave in rotta per l'India. ma il teatro era Parigi. Tanto in queste. Ebbe un fratello e tre sorelle. La sua celebrità è ormai più che centenaria. "Viaggio al centro della Terra". specie nella rappresentazione di personaggi come il capitano Nemo di "Ventimila leghe sotto i mari" o l'ingegnere Cyrus Smith de "L'isola misteriosa".scriveva ad un amico musicista . Ottenne perciò dal padre l'autorizzazione di terminare i suoi studi di diritto nella capitale. col desiderio di terre lontane. Turgenev. A sei anni prese le prime lezioni dalla vedova di un capitano di lungo corso e a otto anni entrò col fratello nel Seminario minore di Saint-Donatien. Flaubert. che superò in quello stesso anno il primo esame di diritto. si giustificò di essere scappato per portare alla cugina Carolina Tronson una collana di corallo. scritte da solo o in collaborazione. ma vedranno un giorno di che legno è fatto questo povero giovanotto che si chiama Jules Verne!". quanto. un mezzo secolo e anche un secolo in anticipo. del resto. Il teatro lo affascinava. Jules Verne resta come un benefattore che infuse nel cuore.perché (Carolina) non mi ha voluto. il culto di un'umanità operosa. si può azzardare il pronostico che la sua opera sopravvivrà se non altro come documento storico delle caratteristiche di un'epoca. Stendhal. Dic ens. Nel 1847 Carolina si sposò con grande disappunto del Verne. Egli ci ha lasciato 80 romanzi e lunghe novelle. Il padre era avvocato e la madre apparteneva a una famiglia di armatori e di navigatori. L'anno seguente compose un altro dramma che lesse agli amici del "Cercle de la Cagnotte" di Nantes. Alla solenne rampogna paterna rispose: "D'ora in poi viaggerò soltanto con la fantasia!". ha passato ore deliziose nell'"Isola misteriosa" e ha ancora negli occhi il bagliore del "Nautilus" nella ogiva sottomarina. A Parigi con una pensione da fame centellinatagli dal padre. Balzac. come un veggente capace di immaginare. s'iscrisse alla facoltà di diritto dell'Università di Parigi. "Parto .per non citare che dieci nomi tra i più grandi maestri di questo secolo del romanzo Verne appare ai margini come un artigiano inesauribile. nei romanzi. poiché risale agli anni 1863-1865 che videro le edizioni di "Cinque settimane in pallone". i suoi primi tre grandi romanzi. varie opere di volgarizzazione della scienza. superati gli esami. Dostoevs ij. George Eliot . Dumas padre. che raggiunse di bel nuovo il 12 novembre 1848. Particolarmente degna di attenzione dal punto di vista letterario è la parte meno nota e meno letta di Verne: le novelle.dell'arte. infine una quindicina di opere teatrali. Il rifiuto della cugina non era del tutto estraneo a quella partenza. e rivive il mondo preistorico del viaggio al centro della Terra. Jules Verne nacque a Nantes l'8 febbraio 1828 e morì nella sua casa di Amiens il 24 marzo 1905. Verne è       . In un secolo che conta tanti geni come Manzoni. "Christophe Colomb" (1883). Raggiunto dal padre a Paimboeuf. non deve sfuggire una dote peculiare di questo scrittore: l'umorismo. "Dalla Terra alla Luna". piena di fede e di speranza nell'avvenire. che venne rifiutata da un teatro di marionette. pur lasciando ai posteri l'ardua sentenza circa il valore letterario di Verne. "Histoire des grands voyages et des grands voyageurs" (1878). Nel 1844 entrò nel liceo di Nantes e. onesta. Comunque. Ma per chi. alcune delle più sbalorditive conquiste della scienza. prima di conoscere e talvolta di deplorare tanti altri libri per ragazzi. come "Géographie Illustrée de la France et de ses colonies" (1868). Tolstoj. che ci rammenta talvolta quello di Dic ens. Cominciò allora a comporre sonetti e una tragedia in versi.

or ora citata. e la sposa il 10 gennaio dell'anno successivo. In quell'anno si tormenta attorno a tre soggetti. al Théatre-Historique. le quali non vennero però accettate. tanto che in quell'anno consegue la laurea. nel suo nuovo piccolo appartamento. Tuttavia le Pandette non sono fatte per lui e neppure le interessate insistenze di suo padre riusciranno a fargli esercitare l'avvocatura. ovvero l'anima dell'orologiaio" (1854) ambientato nella Ginevra cinquecentesca. Le buone relazioni del suocero e i 50 mila franchi donatigli dal padre gli consentono di entrare nella Borsa di Parigi come socio di un agente di cambio e di procurarsi un alloggio più signorile. i due squattrinati studenti assistono alternativamente alle rappresentazioni teatrali.. e delle esperienze dei primi grandi. Il teatro. rappresenta col solo amico Bonamy l'"Habit vert" di De Musset e Augier. e a una commedia in versi in un solo atto. Nel 1856 s'innamora di una vedova ventiseenne. E' divoratore di libri: digiuna per tre giorni onde comprarsi tutto il teatro di Sha espeare. Col matrimonio comincia a far capolino nella sua casa un po' d'agiatezza. Ma il demone delle scene non gli dà tregua: nel 1860 a Parigi viene rappresentata la sua operetta "M. a una delle prime rappresentazioni de "La Jeunesse des Mousquetaires" (21 febbraio 1849). Il teatro è la sua grande passione. comunque. "La conspiration des Poudres" e "Drame sous la Régence". e. due racconti che rivelano il futuro scrittore dei "Viaggi straordinari". E. Ottenuto in quell'anno il posto di segretario al Théatre Lyrique. nel palco dello stesso famoso scrittore. scritta dal Verne in collaborazione con Michel Carré. dove per vivere è costretto a dare lezioni. sospirati viaggi che può finalmente permettersi in Inghilterra. L'anno appresso lascia la segreteria del Théatre Lyrique e. Per questo si stabilisce a Parigi. il suo primo lungo racconto.. nutrito di Sha espeare e di Poe. era stata musicata dall'amico A. scrive naturalmente per il teatro. indiani e meticci del Perù si intrecciano a una storia d'amore. "Les pailles rompues" (Le paglie rotte). de     . Il successo inebriò il giovane universitario che compose altre due opere teatrali. che al motivo magico-fantastico (Zaccharius è l'inventore dell'orologio e si ritiene dominatore dell'universo e regolatore del tempo) unisce un vivace interesse per l'apologetica scolastica . A scopo di esercizio.e "Un inverno tra i ghiacci" (1855). madre di due bimbe. La sua mente però continua a pascersi di interminabili letture. Scozia (1859) e Scandinavia (1861). il quale più tardi verrà inserito nel volume "Le Docteur Ox" (2) col titolo "Un drame dans les airs". "Martin Paz". Nel 1852 sulle colonne di "Le Musée des Familles" pubblica "Les premiers navires de la marine mexicaine" e "Un voyage en ballon". Il 20 aprile 1853 assiste alla prima di "Le Colin-Maillard" (La mosca cieca). non gli fa dimenticare il diritto. Quest'ultima piacque a Dumas e vide le luci della ribalta al Théatre-Historique il 12 giugno 1850 e venne rappresentata per ben 12 volte. redige la prima stesura di "Mastro Zaccharius. ove le rivalità razziali tra spagnoli. due dei quali sembrano d'ispirazione di Dumas. offre alla modesta rivista. viaggiatore e scrittore. L'operetta. dei racconti avventurosi che gli confida il cieco Jacques Arago. L'unica carriera a cui si sente chiamato ha un nome: le lettere. che strappa 40 repliche e l'onore della stampa. avendo un unico abito da sera.arso dalla sete di sapere. senza per questo dimenticare il teatro. Hignard. a sfondo storico. E ciò lo fa con tanto maggior entusiasmo in quanto proprio allora aveva fatto conoscenza con Dumas padre e assistito.

gli sviluppi della scienza aeronautica. Sulle colonne del "Magasin" di Hetzel vedranno la luce (1864) "Le avventure del Capitano Hatteras". "Tragitto diretto in 97 ore e 20 minuti". A chi si stupisce che quest'ultimo romanzo. E' appunto questo mondo che egli esplora con un vigore instancabile nella serie dei "Voyages extraordinaires". sul finire del 1862 e proseguita per oltre un quarantennio fino alla morte dello scrittore. Conoscenze geografiche e nozioni scientifiche. pubblicato su "Magasin d'Education et de Récréation" nel dicembre 1862. lo si può ben dire. come del resto "Attorno alla Luna". fisico e astronomo. con il dono di una fervida immaginazione. Con Hetzel conclude un contratto che lo impegna per vent'anni. Nello stesso anno entreranno nelle librerie "Viaggio al centro della Terra" e. che rievocano in modo affascinante. e cioè un pubblico di ragazzi. nel 1865. che fece la fortuna del "Magasin d'Education et de Récréation". E quei lettori del "Journal des Débats" che non s'interessano all'astronomia sono però sensibili al brio che il Verne sparge a piene mani nel suo romanzo con l'amabile levità e la luminosa gaiezza di uno scrittore di "vaudevilles". brillantissimo. Vivendo in un'epoca di fervore scientifico. l'anno dopo.viaggi e letture. ma nulla d'indifferente scappa di mano a questo coscienzioso artigiano che aveva. d'accordo. orchestrato tutta la sua vita . una "vaudeville" scritta in collaborazione: "Onze jours de siège". della produzione tipica per la quale diverrà famoso. assicurando all'Autore fama e ricchezze. straordinario e fraterno. Riconoscere questi due Verne significa scoprire le ragioni del suo successo e della sua perenne attualità. Il romanzo. creava nel tempo stesso una materia narrativa assai varia e interessante anche nel senso umano e psicologico. Jules Janssen. formano già la base di questo libro. Vi è in realtà un mondo di Verne. i pericoli e l'incanto dei viaggi polari. come dicevamo. però è piena e ha il tono giusto. e un pubblico di adulti che il "gioco" scientifico dello scrittore appassionava. in una vicenda lineare e con espressioni di autentica poesia. aperto alla fantasia e nel contempo d'una stimolante verosimiglianza col reale. precorrendoli. Il 3 agosto di quello stesso anno gli nasce Michel. Scocca così per Verne il momento iniziale. musicata da Hignard e diretta nientemeno che dall'Offenbach e. Il 1862 segna una tappa decisiva per la sua vera carriera: presenta all'editore Hetzel "Cinque settimane in pallone" con cui ha inizio la serie de "Les Voyages extraordinaires". "Dalla Terra alla Luna" col sottotitolo. Non per nulla poté lasciare la Borsa senza alcuna preoccupazione d'indole economica. matematico. l'anno seguente. unite a una fantasia che intuisce. Per questo piace ai giovani e agli adulti: la sua voce è indubbiamente meno alta di quella di taluni suoi grandi contemporanei. tradotti ormai in quasi tutte le lingue. rispondiamo che Verne ebbe una duplice schiera di lettori. ghiotto per noi abituati ai razzi lunari. delle parabole e delle iperboli del tragitto del razzo di "Dalla Terra alla Luna". ebbe un successo trionfale in Francia e nel mondo.Chimpanzé". accentuandovi volentieri la nota caricaturale e umoristica. nata. sia stato pubblicato in appendice del grave e serio "Journal des Débats". esce in volume.attorno al suo   . da quelli aeronautici a quelli astronomici e geologici. che sarà il suo unico figlio. innestò sul tradizionale romanzo di avventure motivi ispirati ai problemi che la scienza del suo tempo veniva studiando. Non sono tutti capolavori. nel quale Verne vuole anche rappresentare un momento della lotta ingaggiata dall'uomo per imporsi progressivamente alle cose e alla natura. rifanno i calcoli di Jules Verne e controllano fu detto l'esattezza delle curve. Apparso proprio nel periodo in cui la spedizione Spe e-Grant tentava di attraversare l'Africa. e Joseph Bertrand.

A testimonianza del suo fascino sta il successo che ebbero le innumerevoli edizioni. amante del mistero. Fin dal 1866 aveva affittato una sontuosa villa all'estuario della Somme e comprato una scialuppa da pesca battezzandola col nome del figlio: "Saint-Michel". il capitano Nemo. e soprattutto i nobili sentimenti dell'amicizia. in due successivi viaggi compì due giri intorno al globo. che questo romanzo ci tramanda intatti. la grande nave costruita per la posa del cavo telegrafico transoceanico.lavoro. Con alcuni adattamenti. Bisogna riconoscere infatti che l'ardita impresa di Michele Strogoff .conserva tuttora la freschezza e la carica drammatica della prima apparizione. Molte cose sono cambiate. in Russia. i drammi delle popolazioni oppresse. ridotto l'anno appresso in commedia rappresentata per due anni consecutivi. e che nel 1901. Phileas Fogg. la trasformò in uno strumento di lavoro e di nuove conoscenze: su di essa infatti. Ma Verne non si accontenta di questi brevi viaggi fluviali e costieri. incoraggiato dallo stesso Verne. nei brevi viaggi lungo le coste della Manica o sulla Senna. ove l'elemento avventuroso e la vena umoristica si fondono in modo quanto mai felice. la mirabile vicenda di cinque uomini. le peripezie senza numero per recare un messaggio dello zar nella capitale della Siberia orientale . con la coppia originale del gentiluomo britannico. nacquero via via molti dei suoi "Viaggi straordinari". dai tempi di Michele Strogoff. "I figli del capitano Grant" (1867). i quali alla fine riescono a costruirsi una vita civile. che si susseguirono dai tempi del "muto" fino allo schermo gigante. le prolungate rappresentazioni teatrali e infine le avvincenti riduzioni cinematografiche. "Ventimila leghe sotto i mari" (1869) con il suo famoso protagonista.uno dei romanzi più letti di Jules in quanto è effettivamente un piccolo capolavoro della narrativa avventurosa universale. del coraggio e della gratitudine umana. Molti dei suoi migliori romanzi escono in questo torno di tempo (3).l'apogeo della gloria e della fortuna di Verne. tipo autentico dell'eroe del tardo romanticismo. Gli anni che corrono dal 1872 al 1886 segnano al dire dei testimoni della sua vita . rispettivamente in settanta e settantasei giorni. miss Blay. Nel 1873 nasce "Il giro del mondo in 80 giorni". con un romanzesco passato. ridotto per il teatro nel 1878 e che la trasposizione cinematografica di Walt Disney ci ha reso indimenticabile. Una spassosissima riduzione cinematografica a colori di questi ultimi anni ne ha rinverdito gli entusiasmi scoppiati fragorosi nell'apparire del libro. Elenchiamone i principali. A proposito di questo romanzo. Nell'aprile del 1867 parte per gli Stati Uniti a bordo del "Great-Eastern". ritornato . ma segretamente abitata dal capitano Nemo che diventa il genio protettore dei cinque dispersi. è interessante ricordare che a diciotto anni (1891) dalla sua pubblicazione. E. tenebroso. ma difensore appassionato dei deboli e degli oppressi. Le avventure sottomarine di questo romanzo con quelle del precedente si concludono ne "L'isola misteriosa" (1874). una donna. nel quale rivivono in parte gli ideali sociali del 1848. pieno di risorse. Stiegles effettuò lo stesso giro in sessantatré giorni.ridotto per il teatro nel 1880. gettati dalla sorte su un'isola deserta. Del 1876 è "Michele Strogoff" .il viaggio di migliaia di chilometri nella steppa invasa dai tartari. e del fedelissimo servitore francese. tralasciando quelli che incidentalmente abbiamo già sopra accennato. Passepartout. ma ciò che non cambia sono la terra siberiana e le sue stagioni.

Verne vende lo yacht. della Académie des Sciences. il "Saint-Michel Secondo".. per il Mediterraneo (1884). Nel 1897 perde l'unico fratello. e l'oculata amministrazione delle ricchezze che la dura. evitando così in un'epoca nella quale prevalevano le dottrine materialistiche. l'Irlanda e la Scozia (1880). Nel 1872 si stabilisce definitivamente ad Amiens. nella più completa moralità dei fatti e dei sentimenti. che quella del Verne è «una produzione geniale che diletta e al tempo stesso istruisce. compra un autentico "yacht". parte in crociera per la Norvegia. tra l'altro. s'immerge nelle "Ventimila leghe sotto i mari". In seguito a questo incidente in buona parte ancora velato di ombre. Nel 1886 un suo giovane nipote. lasciò scritto che "sulla terra non v'è nulla d'interessante all'infuori delle religioni". Non c'è quindi da meravigliarsi se nel 1884 Jules Verne fu ricevuto in udienza da Leone Tredicesimo. quella cioè di servire di fomite e di strumento per la diffusione della corruzione». che morì negli anni in cui l'astro di Verne cominciava a brillare. l'"Osservatore Romano" gli dedicò un lungo articolo. coscienziosa e continua fatica dello scrittore gli propizia. che in buona parte scrive a bordo del "Saint-Michel". E quando il 24 marzo 1905 morì. Egli lavora fino al limite estremo. come ha fatto più di un suo biografo.. appena potrà riprendere l'attività editoriale. Libri. che i suoi libri venissero boicottati come confessionali. Charles Baudelaire (1821-1867). Nel 1871 gli era morto il padre.in patria. il "Saint-Michel Terzo". che qualcuno ha abusivamente battezzata come "ultra-rossa". e non ha certo da rimproverarsi ciò che forma la colpa della maggior parte dei romanzieri moderni. Ma forse il più bell'elogio del Verne l'ha tessuto lui stesso quando affermò: «Ho sempre cercato di scrivere opere tali che un ragazzo bene educato possa leggerle alle sue sorelle senza arrossire». crociere. vita borghese: ma il lavoro soprattutto. Quale parte occupa il problema religioso negli scritti del poeta dei "Viaggi straordinari"? Verne fu un cattolico rispettoso della religione. affermando. per il Mare del Nord e il Baltico (1881). nella lista dei radicali. Nel 1889 viene eletto al Consiglio Municipale di Amiens. dinanzi alla porta di casa gli spara due colpi di revolver che lo lasciano zoppo. ma ciò non gli impedisce di continuare a scrivere tanto che Hetzel. affetto da febbre cerebrale. «La mia vita è piena. esortandolo a perseverare nel suo fecondo lavoro. colorare tragicamente gli ultimi anni del Verne. il quale lo benedisse. «Quando non lavoro. due anni appresso. non c'è posto per la noia». Anche il dolore bussa alla sua porta. fu due volte presidente. il suo «galleggiante gabinetto di lavoro». finché può tenere la penna in mano. per non dire falso. rinunzia ai suoi viaggi e si rifugia nel suo mondo che continua a popolare di nuovi personaggi. Con tutto ciò è azzardato. si troverà sul tavolo quattro manoscritti verniani bell'e pronti per le stampe. la città natale di sua moglie e. Durante l'invasione tedesca del 1870-71 il nostro romanziere è mobilitato come guardacoste. nel 1902 è colpito dalla cataratta e scrive a una delle sue sorelle: «Parigi non mi rivedrà più». ad Amiens. Acquista un nuovo "yacht". Nei suoi romanzi non ostentò mai le manifestazioni di fede. Ma il rispetto della religione era implicito nella presenza continua della Divinità. . VALENTINO GAMBI. Accolto con onore nella Société de Géographie. des Lettres et des Arts. non mi sento più vivere» confidò un giorno al nostro De Amicis. nel culto del lavoro e dell'onestà. nell'87 la madre.

"Le testament d'un excentrique" (1898). 1967). "Les frères Kip" (1902). "Les Indies Noires (1877). Nota 3. Nota 1. UNA FESTA AL PALAZZO NUOVO. "Le Rayon vert" (1882). fa' spedire ogni ora un telegramma a Toms . "Deux ans de vacances" (1888). R Kazallon" (1875). pagine 243-244. 1. "Maître du monde" (1904). eccetera. Il libretto della riduzione teatrale de "Le Docteur Ox" venne musicato dall'Offenbach (1877). .NOTE. "Il Dottor Ox" (il quale oltre alla novella che dà il titolo al libro contiene: "Un dramma nell'aria". JULES VERNE.E. versione italiana. . ove. Librairie Hachette. Edizioni Paoline. "Un inverno tra i ghiacci"). 1969) nelle cui pagine serpeggiano le cupe leggende e superstizioni della Transilvania. un ricco mercante cinese. "L'Archipel en feu" (1884). Edizioni Paoline 1968). . Edizioni Paoline. Nota 2. sotto l'ampia e pittoresca descrizione delle sponde mediterranee da Trieste.Sì. "I guai di un cinese in Cina (1879.Da dove? . PARTE PRIMA. "Face au drapeau" (1896). 1966.rispose il generale Kissoff. insegue l'amico per tutta la Cina onde annullare il sanguinoso patto.Maestà. la linea è interrotta? .E' interrotta fin da ieri.Da Toms . "Seconde patrie (1900). 1967. ma. "Un drame en Livonie" (1904). . l'indipendenza nazionale dei popoli oppressi forma il tema principale. "Le superbe Orénoque" (1898). "Mathias Sandorf" (1885: riduzione teatrale del 1887). "Il Castello dei Carpazi" (1892. appreso in seguito che le sue fortune erano invece aumentate. "L'Ile à hélice" (1895). versione italiana. "Sphinx des Glaces" (1904). e tienimi informato. un altro dispaccio. a Ceuta e alla Tripolitania. il quale credendosi fallito incarica il suo caro amico di sopprimerlo. Paris. journal du passager J. oltre questa città. da cui venne tratta nello stesso anno l'omonima commedia). . "Un capitano di undici anni (1878. versione italiana. "Mastro Zaccharius". "Le village aérien (1901). narrazione di una serie di imprevisti di viaggio cui vanno incontro i passeggeri di un veliero transatlantico. Versione italiana.Generale. Oltre quelli menzionati qua e là nell'introduzione citiamo ancora: "Le Chancellor. ossia le tragicomiche peripezie di Kin-Fo. "Les 500 millions de la Bégum". "Kéraban le têtu" (1883. Edizioni Paoline. Maestà .     .

Del resto.Queste parole venivano scambiate alle due del mattino. ma l'abitudine d'un uomo poco sensibile alle ricercatezze dell'apparato esterno. Le granduchesse. danze scozzesi e valzer. che pareva ornato da un pennacchio di fuoco sotto il bagliore spiovente dall'alto. mentre la festa da ballo al Palazzo Nuovo era al colmo della sua magnificenza. lambivano le prime fondamenta delle terrazze. interrotti bruscamente agli angoli della pesante stoffa. Gli stessi granduchi e i loro aiutanti di campo. una cornice degna della loro magnificenza. avvolgeva lo scintillante palazzo. Attraverso i vetri delle ampie finestre arcuate a tutto sesto. Il ricco soffitto. era costellato di punti luminosi. ingioiellate di diamanti. con i suoi stucchi dorati e bruniti dalla patina del tempo. potevano scorgere alcuni campanili sfumati nell'ombra. Così appena risuonò il segnale della "polacca". i ciambellani di servizio. e in quella stessa divisa egli si     . il più sontuoso di tutte le sale del Palazzo Nuovo. introduceva le sue chiare note nell'armonia generale. la luce che inondava le sale. Ancora più in basso. scintillanti alla luce tremula dei fanali. Non era ostentazione la sua. masse scure si profilavano sotto i grandi coni di luce proiettati dalle finestre del Palazzo Nuovo. I broccati delle tende e delle portiere. s'imporporavano di toni caldi. davano il loro valido esempio alle mogli degli alti funzionari militari e civili dell'antica "città dalle bianche pietre". che si ergeva a pochi passi dalla "vecchia casa di pietra" dove in altri tempi s'erano svolti tanti drammi terribili. Del resto. Il principale personaggio del ballo. il gran maresciallo di corte era ben secondato nelle sue delicate mansioni. E il contrasto attirava l'attenzione di coloro che non erano attratti dalle danze. le cui acque. che in simili feste assume tutta l'importanza d'una danza nazionale. che scandiva il tempo sul selciato di pietra. l'alternarsi degli abiti da sera guarniti di merletti e delle uniformi fregiate di decorazioni offrì uno spettacolo indescrivibile. A intervalli regolari. il grido delle sentinelle si ripeteva di posto in posto. Erano battelli che scendevano il corso del fiume. forse con maggior precisione del piede dei ballerini sui lucidi pavimenti delle sale. Il suo vestire contrastava quindi con gli sfarzosi costumi che si avvicendavano attorno a lui. offriva a questo corteo di gentiluomini e di dame splendidamente vestite. di fronte alla facciata. con il fucile sulla spalla e il loro casco puntuto. indossava una semplice uniforme di ufficiale dei Cacciatori della Guardia. le fanfare dei reggimenti di Preobrazens ij e di Pavlovs ij si erano succedute nell'esecuzione di polche. mazurche. si diffondeva all'esterno come il riflesso d'un incendio e formava un violento contrasto con la notte che. le dame di corte. filtrando leggermente appannata. che profilavano qua e là i loro massicci contorni. tutti pezzi scelti tra i migliori del repertorio. Quando si fermavano nei vani delle finestre. la cui eco si ridestava quella notte per richiamare lontani motivi di quadriglie. fondendosi con gli accordi dell'orchestra. Durante la serata. Si poteva udire anche il passo delle pattuglie. essi vedevano passeggiare in silenzio numerose sentinelle. Le coppie dei ballerini si moltiplicavano all'infinito attraverso le splendide sale del palazzo. uno squillo di tromba. Sotto i balconi scolpiti. Fu un vero splendore. sotto la luce di cento lampadari moltiplicati per dieci dal riflesso degli specchi. quello che offriva il ricevimento e al quale il generale Kissoff aveva attribuito un appellativo riservato ai sovrani. il salone grande. quando gli invitati d'ogni rango presero parte a questo genere di passeggio cadenzato. drappeggiati in pieghe solenni. da più ore. nei loro costumi di gala. gli ufficiali di palazzo presiedevano all'organizzazione delle danze. e talvolta.

da ieri siamo senza comunicazione col granduca mio fratello? . senza dubbio. . del Jeniseis . splendidamente vestiti delle brillanti uniformi del Caucaso.E silenzio su tutto questo! Con un segno di rispettoso assenso e un inchino. del Semipalatins . .E così . e sembrava persino prestare scarsa attenzione tanto alle manifestazioni festose dei giovani invitati. a Toms . Questo personaggio. senza che la sua partenza fosse notata.avevano certo creduto di scoprire sul volto del loro ospite qualche sintomo d'inquietudine.presentava quasi sempre in pubblico.rispose il generale Kissoff. . a Tijmen.fisionomisti di professione . e quando ritornò in mezzo ai gruppi di ufficiali e di uomini politici che si erano formati in parecchi punti delle sale. a Kassimov. e abbiamo la certezza. a Elams . il suo viso aveva ripreso tutta la calma che per un momento aveva perduta. il generale Kissoff aspettava che l'ufficiale a cui aveva portato il dispaccio proveniente da Toms gli desse l'ordine di ritirarsi.I suoi connotati siano immediatamente trasmessi a Niznij-Novgorod. . passava da un gruppo all'altro. il grave fatto che aveva dato motivo al rapido scambio di                               .Ma le truppe delle province dell'Amur e del Ja uts . non si fa nessuna notizia? . Aveva preso il telegramma. e lasciò quindi le sale. tratto affabile. . fra la sua scorta di Georgiani. a Oms . .Quanto ai governatori.Sì. e si teme che tra poco i dispacci non potranno più attraversare la frontiera siberiana.Il capo della polizia non saprebbe dire se ha passato o no la frontiera. Tuttavia. L'ufficiale. a Kolivan. hanno ricevuto l'ordine di marciare immediatamente su Ir uts ? .Nessuna . come pure quelle della Transbaj alia. stette per qualche momento pensoso. Due o tre di questi perspicaci uomini politici . a E aterinburg.Gli ordini di Vostra Maestà saranno eseguiti all'istante .rispose il generale Kissoff.L'ordine è stato dato con l'ultimo telegramma che abbiamo potuto trasmettere al di là del lago Baj al. invece. D'altronde egli era uno di quei rari sovrani ai quali quasi tutto un mondo si è abituato a ubbidire. di Cosacchi. fronte tuttavia pensosa. fisionomia calma. La sua mano corse involontariamente all'elsa della spada. . perciò il piacere del ballo non rallentò un solo istante. di alta statura. il generale si confuse dapprima nella folla. di Lesghi. e la fronte gli si oscurò ancora di più.E del traditore Ivan Ogareff. a Isim. la cui causa sfuggiva. ma parlava poco. i nostri dispacci arrivano fino a loro. l'intenzione dell'ufficiale dei Cacciatori della Guardia era. siamo sempre in comunicazione con essi dall'inizio dell'invasione? . In ogni caso.Senza comunicazioni. che le sue segrete preoccupazioni non turbassero in nessun modo la festa. fino a questo momento. quanto ai discorsi più seri degli alti funzionari o dei membri del corpo diplomatico. Maestà. che rappresentavano presso di lui i principali stati d Europa. anche col pensiero. del Tobols . . quei meravigliosi squadroni. a tutte le stazioni telegrafiche con le quali siamo ancora in contatto. risalì poi verso gli occhi e li coprì per un momento. che i Tartari non hanno oltrepassato l'Irtisc e l'Ob. Si sarebbe detto che il bagliore delle luci lo ferisse e che cercasse l'ombra per meglio guardare dentro di sé. ma quello restava in silenzio. dell'Oms . Maestà. Intanto.riprese dopo aver condotto il generale Kissoff nel vano d'una finestra . l'aveva letto. a Perm. ma nessuno di loro si sarebbe permesso d'interrogarlo su questo argomento.

l'inglese era "tutto orecchi". Ad ogni modo. poiché le lingue non erano state sciolte "su ordine". anche tra i più ragguardevoli. osservando quei due stranieri più da vicino. al contrario. flemmatico. quel . compassato. ma alcuni alti personaggi erano stati informati più o meno esattamente di quanto accadeva oltre la frontiera. Infatti. In che modo. economo di gesti e di parole. ma. Le sue orecchie non avevano certo la facoltà di orientarsi. con le mani. non la dimenticava più e dopo dieci. egli non lo diceva. avrebbe chiaramente definito il contrasto fisiologico che li caratterizzava. L'inglese. Uno dei due era inglese. ma un fisionomista. Non se ne parlava ufficialmente. In fondo. rispondeva scherzosamente che era in corrispondenza con la "cugina Maddalena". i quali riconoscono una carta unicamente da un rapido movimento di taglio. Quando il suo apparato uditivo era stato colpito dal suono d'una voce. e quando glielo domandavano. è vero. di qualsiasi decorazione che attirasse l'attenzione su di loro in quel ricevimento al Palazzo Nuovo. quello biondo come un gentiluomo del Lancashire. e neppure ufficiosamente. l'apparato ottico dell'uomo si era straordinariamente perfezionato con l'uso. come quelle degli animali dotati di grandi padiglioni uditivi. venti anni. o dalla disposizione d'un particolare che passa inosservato per tutti gli altri. perché l'inglese era un corrispondente del "Daily Telegraph". poiché i competenti hanno costatato che le orecchie umane sono immobili solo "pressappoco". cercavano di percepire i suoni in una maniera abbastanza evidente per l'anatomista. vivace. neppure tra membri del corpo diplomatico. aveva venti maniere per manifestare il proprio pensiero. e di cui non parlavano in conversazione. che permetteva loro di vedere al di là di quel limitato orizzonte. Il Gallo-Romano. invece. privi di qualsiasi uniforme. La sensibilità della sua retina doveva essere altrettanto istantanea quanto quella dei prestigiatori. pareva strutturato apposta per ascoltare o per sentire. Il francese possedeva dunque al massimo grado quella che chiamiamo la "memoria visiva". mentre il suo interlocutore sembrava averne una sola immutabilmente stereotipata nel suo cervello. per quali vie. di vivere dell'informazione e per l'informazione. Dobbiamo anche far notare che la perfezione della vista e dell'udito in quei due uomini serviva meravigliosamente al loro mestiere. si sarebbe autorizzati ad affermare che quelle del suddetto inglese. la loro natura si era dunque trasformata? Si sarebbe stati tentati ad ammetterlo. divenuta in essi una seconda natura. non era tanto ignorato quanto l'ufficiale dei Cacciatori della Guardia e il generale Kissoff potevano credere. e il francese un corrispondente del. oltre il quale non va lo sguardo umano? Avevano un particolare fiuto per scovare le notizie più segrete? Grazie all'abitudine. grazie a quali abilità. si esprimeva nello stesso tempo con le labbra. Le loro dissomiglianze fisiche avrebbero subito dato nell'occhio a un osservatore superficiale. l'altro francese. quanto essi non sapevano forse che in maniera incerta. dicendo che se il francese era "tutto occhi". quei due semplici mortali sapevano quello che tanti personaggi. petulante. Di che giornale o di quali giornali. questi bruno come i meridionali della Provenza. torcendosi..parole. con gli occhi. Erano forniti del dono di prescienza o di previsione? Possedevano un senso supplementare. inclinandosi. freddo. essi ne discutevano sottovoce e parevano in possesso di informazioni abbastanza precise al riguardo.. L'Anglo-Normanno. tutti e due alti e magri. sembrava parlare o gestire soltanto sotto l'impulso d'una molla operante a intervalli regolari. era noto a due invitati. appena sospettavano? Sarebbe stato impossibile dirlo. drizzandosi. l'avrebbe riconosciuta tra mille.

. è veramente incantevole! disse amabilmente Alcide Jolivet. Ma. «Si trattasse anche solo di un passaggio di anatre ..ripeté Harry Blount. per il solo fatto che avevano buon gioco. che a loro piaceva lanciarsi come folletti sulla pista delle notizie più impensate. particolarmente adatta per esprimere l'ammirazione generica d'un cittadino del Regno Unito. saltavano le staccionate con l'incomparabile ardore di quei corsieri puro sangue. Quella sera. . nella notte tra il 15 e il 16 luglio. avendo ciascuno la "propria maniera" di vedere e di valutare.. nella maggior parte dei casi..Questa festicciola. a loro onore. buon denaro. In breve. e il loro comune interesse voleva che si mantenessero a contatto per vedersi e per udirsi. che è il più sicuro.. congiunta ad una certa gelosia di mestiere. erano tutti e due in agguato. Tuttavia non si evitarono. nelle stesse riserve.francese.. adoperando quella parola. quello inglese Harry Blount. che non si spaventavano né si scoraggiavano di nulla. .Tuttavia aggiunse Alcide Jolivet . essi scavalcavano le siepi. pochi minuti dopo l'uscita del generale Kissoff. . Parlando sempre un po' a vanvera.rispose freddamente Harry Blount. facevano quello che da molti anni si chiama "il grande 'reportage' politico e militare". forse per meglio nascondere il suo desiderio di sapere.ho creduto di dover contemporaneamente far notare a mia cugina. Ciò che sfuggiva a uno poteva vantaggiosamente arrivare a tiro dell'altro. C'era infatti qualcosa nell'aria. che vogliono arrivare "primi assoluti" o morire! Del resto. La differenza di carattere.riprese Alcide Jolivet . signore. Ma. erano due cacciatori. e che operavano soltanto quando erano in gioco interessi politici o sociali. che ritenne di dover aprire la conversazione con quella frase squisitamente francese. non si tradiva mai. pur di riuscire. che possedevano l'imperturbabile sangue freddo e la vera bravura delle persone del mestiere.mia cugina Maddalena.. E' doveroso aggiungere anche. e forse egli era più chiuso. lo dovevano alla loro qualità di giornalisti e allo scopo di assicurare la maggior edificazione ai loro lettori. sarebbe stata una vera cattiveria biasimarli. Veri "joc eis" (1) della "steeple-chase" (2). una maniera speciale d'interpretare i fatti e soprattutto le loro conseguenze. .. che né l'uno né l'altro origliava o spiava dal buco della serratura sulla vita privata di chicchessia. Dopo tutto. più discreto del suo collega del "Daily Telegraph".vale la pena sprecare una cartuccia!». e lo fecero con un po' di tattica vicendevole. sotto la sua apparente leggerezza. della caccia all'informazione. Se tutti e due assistevano a questo ricevimento al Palazzo Nuovo. che andavano a caccia sullo stesso territorio. e non si lasciavano sfuggire nessuna occasione. seguendoli più da vicino. La sua stessa loquacità gli serviva per tacere. interrompendo il collega. era molto perspicace e molto fine. .Vostra cugina?. E' con   . del quale dovevano scrivere la cronaca per il loro giornale.Ho già telegrafato: splendida! . doveva renderli assai poco simpatici l'uno all'altro. traversavano i fiumi.pensava Alcide Jolivet . si vedrà ch'essi avevano. Il corrispondente francese si chiamava Alcide Jolivet. I due corrispondenti furono quindi portati a discutere tra loro durante il ballo. anzi cercarono d'investigarsi a vicenda sulle notizie del giorno. rapido e perfetto mezzo d'informazione finora conosciuto. Si erano incontrati per la prima volta durante questo ricevimento al Palazzo Nuovo. . Inutile dire che quei due uomini svolgevano con passione il loro compito in questo mondo elegante.Sì. i loro giornali non lesinavano il denaro..

e proprio mentre si telegrafava ai Cosacchi del governatorato di Tobols di concentrarsi. non lasciò trasparire nessuna inquietudine. scintillava un trionfo da tavola d'inestimabile valore.Una interessante campagna da seguire. proveniente dalle fabbriche di Londra. i mille pezzi del più meraviglioso servizio che fosse mai uscito dall'artigianato di Sèvres Gli invitati al Palazzo Nuovo cominciarono a dirigersi verso le sale per il pranzo... questi ordini mi erano egualmente noti. che voleva forse dissimulare il suo pensiero su quell'argomento. . .Ah! voi lo conoscete...Verissimo.Precisamente. indietreggiando.Me ne ricordo come se ci fossi stato. questo particolare? . a mia cugina!. signore rispose il corrispondente inglese. nonostante la gravità estrema d'una notizia che gli poteva costare l'impero. In quel momento le porte delle sale contigue al salone grande furono aperte.Ricordate. .. sotto la luce dei lampadari. .sapete che nel bel mezzo d'un ricevimento dato in suo onore.Non più di quanta ne abbia dimostrata il nostro ospite. l'imperatore non abbandonò la festa e. .Allora. Tuttavia. signor Jolivet.. fu annunciato all'imperatore Alessandro che Napoleone aveva passato il Niemen con l'avanguardia francese (3). riservata ai principi.finì Alcide Jolivet. trattenendo il collega che.Lo conosco. signor Blount ..Allora .rispose Harry Blount. una specie di nube mi è sembrata oscurare la fronte del sovrano. A questo punto i due corrispondenti si separarono. . .Precisamente come lo sapranno anche i lettori del "Daily Telegraph"..               . quando il generale Kissoff gli ha annunciato che la linea telegrafica era stata interrotta tra la frontiera e il governatorato di Ir uts . .disse Alcide Jolivet . .Meno sicuro è vero.E quando si ascolta tutto quello che si dice!. è possibile che ci ritroveremo su un terreno forse meno sicuro del pavimento di questa sala! . . .Da parte mia mi sarebbe difficile ignorarlo. Sulla tavola centrale.E il mio soltanto fino a Krasnojars .E naturalmente. e potete credermi se vi dico che la mia amabile cugina ne saprà qualcosa entro domani! .Anche meno sdrucciolevole . . aveva perso l'equilibrio. signore.fece osservare Alcide Jolivet con una certa soddisfazione. Apparvero parecchie tavole meravigliosamente imbandite e cariche a profusione di porcellane preziose e di vasellame d'oro. l'avete fatto «raggiare» sulle colonne del "Daily Telegraph". signor Blount. signor Blount. Infatti erano pari.quello che avvenne a Za ret nel 1812? . alle principesse e ai membri del corpo diplomatico.lei che sono in corrispondenza! Le piace d'essere informata presto e bene..rispose Harry Blount con tono non meno soddisfatto.Allora sapete pure che sono stati inviati degli ordini alle truppe di Nicolaievs ? .Sicuro! Quando si vede tutto quello che avviene!.A me è apparso raggiante . durante questo ballo. .Sì. . Ho dunque creduto di doverle far notare che. poiché il mio ultimo telegramma è arrivato fino a Udins . .continuò Alcide Jolivet . . ma. tutto sommato abbastanza contenti di sapere che l'uno non aveva distanziato l'altro. e intorno a quel capolavoro dell'oreficeria splendevano. la nostra..

non vanno più in là di Toms . fino alle coste dell'oceano Pacifico. o Siberia. da minareti. che se ne stava con le braccia conserte e la fronte pensosa ad ascoltare distrattamente i suoni profusi dal Palazzo Nuovo sulla vecchia città moscovita. ammobiliato con molta semplicità in vecchia quercia. sormontate da croci d'argento. di Oms e di Ja uts . dal mare di Kara fino allo stretto di Bering. l'uno europeo. che la dividono dalla Russia europea. A sud essa confina col Tur estan e l'impero cinese. ha una superficie di cinquecentosettantamila leghe quadrate e conta circa due milioni di abitanti (1). di Jeniseis .Ebbene? . e situato all'angolo del Palazzo Nuovo. entro la quale s'innalzavano due cattedrali. Napoleone entrò a Mosca. Un piccolo fiume. Tutto quell'insieme formava un curioso mosaico di edifici variamente colorati. ma la trovò quasi deserta (Nota del Traduttore). Sire.gli domandò questi. il terzo cinese. comprende due distretti. tra cui varie tele firmate da Horace Vernet. immensi quartieri. Quel fiume era la Moscova. al presente sottomesse alla dominazione moscovita. Quell'immensa distesa di steppe. Era uno studio. era lo zar. e possiede due regioni. riverberava qua e là i raggi della luna. Corsa ad ostacoli (Nota del Traduttore). Beloj Gorod e Zemljanoj Gorod. confina con l'oceano glaciale. bagnata dai raggi lunari. il generale Kissoff. Fantini (Nota del Traduttore). Non c'era più dubbio. L'ufficiale aprì con gesto rapido la finestra. dominati da torri. quella cinta fortificata era il Cremlino. NOTE. Nota 2. proprio nel momento in cui il ricevimento da lui offerto alle autorità civili e militari e alle personalità illustri di Mosca era al colmo dello splendore? La risposta è che gravi cose accadevano in quei giorni oltre le frontiere dell'Ural.I telegrammi. 2. quella dei Kirghisi e quella dei Ciu ci. si avvicinò premuroso all'ufficiale dei Cacciatori della Guardia. dal corso sinuoso. e uscì a respirare sull'ampio balcone l'aria pura. . Nota 3. . che la delimitano seguendo una frontiera piuttosto indeterminata. si stendeva ad arco una cinta fortificata. incasellato entro una vasta cornice di dieci leghe. rinfrescata da una bella notte di luglio. l'altro tartaro. ch'era rientrato. di Ir uts .Proprio allora. E' divisa nei governatorati o province di Tobols .Subito un corriere! L'ufficiale lasciò la sala grande ed entrò in un'ampia stanza attigua. come se gli fosse venuto a mancare l'ossigeno ai polmoni. Sotto i suoi occhi. Si estende dai monti Urali. Ochots e Camciatca. quella città era Mosca. dalle moli di trecento chiese con le loro cupole verdi. Fuori della cinta si profilavano tre distinte città. a nord. Kitaj Gorod. tre palazzi e un arsenale. e l'ufficiale dei Cacciatori della Guardia. La Russia asiatica. Alle pareti erano appesi alcuni quadri. durante la guerra della sesta coalizione. Il 14 settembre 1812. . con la stessa premura di prima. una terribile invasione minacciava di sottrarre all'autonomia russa le province siberiane. da campanili. compresa fra più di centodieci gradi                       . RUSSI E TARTARI. Nota 1. Perché lo zar aveva lasciato così d'improvviso le sale del Palazzo Nuovo.

Molto intelligente. la Siberia è e resterà un paese da cui si ritorna! Lo zar aveva il diritto di pronunciare queste parole con vera fierezza. Maestà .E dopo d'allora. Blagovscens . finché io sarò vivo. e da allora Sua Altezza il granduca l'ha degradato e poi esiliato in Siberia. era stata interrotta. apparve sulla soglia. Toms . Il capo supremo della polizia non rispose. rendono il suolo siberiano più ricco sotto che sopra la sua superficie. Uscendo dall'Ural passa per E aterinburg. non doveva più rivalicarli. e di là. .Sì. Maestà. che la giustizia russa sapeva perdonare. Maestà. vi è tornato. è rientrato in Russia. capitale della Siberia orientale. Nercin . Si è coinvolto presto in complotti segreti.Sì. Orloms aija. Graziato dopo sei mesi di esilio. ma intrattabile e d'una ambizione sconfinata. d'inverno in slitta. Nessuna ferrovia attraversa ancora quelle immense pianure. ogni uomo che aveva passato i monti Urali sotto la scorta dei gendarmi. Secondo lui. Il capo supremo della polizia. Tjumen. Ni olayevs . non è più tornato in Siberia? . Rad.Era un ufficiale intelligente? . . Nessuna strada ferrata collega le ricche miniere che. e costa sei rubli e diciannove ope i (4) per ogni parola da un capo all'altro della linea. tesa da E aterinburg a Ni olayevs . Ver ne. ma questa volta volontariamente rispose il capo supremo della polizia. Oms . per vaste estensioni. Strelin . E aggiunse. con la sua clemenza. aveva risposto con questa sola frase: "Subito un corriere!".Vi fu un tempo.In quale periodo? . Uno risiede a Ir uts . prima oltre Toms . Il fiume Ciuna. perché aveva spesso dimostrato.di longitudine.rispose il capo della polizia. quella elettrica. Vi si viaggia d'estate in "tarantàs" o in "telega". e. Krasnojars Niznij. Udins . per trenta ope i a parola. ma era evidente che egli non era un fautore delle mezze misure. Per questo lo zar. Maestà.Entra. è nello stesso tempo un luogo di deportazione per i criminali ed una terra d'esilio per coloro che qualche "u as" (2) imperiale abbia condannato all'espulsione. Da Ir uts una diramazione si allaccia a Kiat a sulla frontiera mongola. generale . Ale sandrovs oje. congiunge le due frontiere est e ovest della Siberia.e dimmi tutto quello che sai di Ivan Ogareff. la posta reca i dispacci a Pechino in quattordici giorni. alla seconda comunicazione fattagli dal generale Kissoff. e il capo supremo della polizia lo deplorava sinceramente! Come! non più                                                                   . che. . Isim. Kolivan. Ir uts .Aveva il grado di colonnello? . . . che non indietreggiava davanti a niente. Albasin. capitale della Siberia occidentale.Due anni or sono.Ebbene. Elams . Due governatori generali rappresentano l'autorità suprema dello zar in questo vasto territorio. divide le due Siberie. Lo zar se ne stava da pochi istanti immobile sul balcone del suo studio. . abbassando un po' la voce: . alcune delle quali sono sommamente fertili. Questa linea. col favore di Vostra Maestà. fra Toms e Kolivan.E' un uomo estremamente pericoloso. Una sola linea di comunicazione. per mezzo d'un filo telegrafico lungo oltre ottomila verste (8536 chilometri) (3). Invece non era così sotto il nuovo regno. quando gli uscieri ne aprirono di nuovo la porta. Kassimov. quando uno andava in Siberia. non ne tornava più! . affluente del Jenisej. alcune ore dopo. l'altro a Tobols .disse lo zar con voce secca .

ma è scoppiato come un fulmine. generale. di Lo and.Vostra Maestà disse . nei hanati di Buchara.Nel governatorato di Perm.Per andar dove? . Maestà . . dov'era Ivan Ogareff? . . da Ja uts . Maestà. assetato di vendetta. . la polizia ne ha perduto le tracce? .Quando ha lasciato Perm? . aspettando che lo zar lo interrogasse ancora.Vi e rientrato. poiché un condannato diventa veramente pericoloso proprio dal giorno in cui è stato graziato! Lo zar corrugò un istante la fronte. continuò con fare conciso la serie delle sue domande. . abituato alle decisioni autocratiche degli "u as" che una volta non perdonavano mai. di sollevare quelle popolazioni nomadi.Che vi faceva? . Ivan Ogareff. Mi sono pervenute informazioni anonime. e. che non sono passate per gli uffici della polizia.Non era sotto la sorveglianza della polizia imperiale? . . Maestà. ha passato gli Urali. dopo il suo ritorno. vuol attentare alla vita di mio fratello! Lo zar s'era animato parlando e andava su e giù a passi concitati.ha certo dato degli ordini perché l'invasione sia respinta al più presto?                     . Poi avvicinandosi allo zar.condanne a vita per nessun altro crimine se non quello di diritto comune! Come! Gli esiliati politici tornavano da Tobols .esclamò il capo della polizia . ho ragione di credere che siano esatte! . e là ha tentato. da Ir uts ! In verità. .Non si sa. Il movimento è stato preparato segretamente. e la sua condotta non destava alcun sospetto. i progetti di Ivan Ogareff non avrebbero potuto realizzarsi. Là. . e con uno scopo che è rimasto sconosciuto? . dopo quel viaggio nelle province siberiane. che si era lasciato cadere su una poltrona: .In quale città? . non senza successo. ed ora le vie e i mezzi di comunicazione tra la Siberia occidentale e la Siberia orientale sono tutti tagliati! Di più. Si è introdotto in Siberia. Poi è disceso più a sud. .chiese lo zar . E le domande non si fecero aspettare.Durante il mese di marzo.No.No.E. Ivan Ogareff. ha trovato dei capi disposti a lanciare le loro orde tartare nelle province siberiane e a provocare una invasione generale dell'impero russo in Asia. non poteva ammettere questa maniera di perdonare! Ma tacque.No. ma lo zar ignorando quei rimproveri indiretti che riguardavano la sua politica interna. nelle steppe irghise. alla luce dei fatti che accadono ora oltre frontiera. Il capo supremo della polizia non rispose.Ivan Ogareff . . dopo aver lasciato il governatorato di Perm.continuò lo zar.Proprio a Perm.Sembrava disoccupato.Sì. fino al Tur estan libero.non è rientrato una seconda volta in Russia. di Kundus. Stette in silenzio ancora per qualche istante. lo so io! . Forse il capo supremo della polizia poté temere d'essere andato troppo oltre. .Intendete dire.E da allora si sa cosa ha fatto? .che nell'invasione tartara c'è la mano di Ivan Ogareff? . ma diceva tra sé che. il capo supremo della polizia. e ora ti dirò quello che non sai.Ebbene. nel tempo in cui gli zar di Russia non graziavano mai un esiliato.E ultimamente. benché l'ostinazione delle sue idee fosse almeno pari alla illimitata devozione ch'egli nutriva per il suo sovrano.

Un corriere che faccia molto presto . offrire i suoi servigi al granduca. vi sono in Siberia altri condannati . che gli esiliati farebbero causa comune con gli invasori? . perché c'era da temere che gran parte delle popolazioni irghise passassero agli invasori. perché era proprio quella l'idea suggeritagli dal suo animo inquieto e diffidente.                                   . Contemporaneamente. la piccola e la media. o meglio l'invasione. ecco quello che non sa il granduca.esclamò lo zar.Io credo che negli esiliati ci sia più patriottismo! . Sua Altezza il granduca. quali sono le decisioni prese da Vostra Maestà. coraggioso. cosa più grave..ma quello che ignora è che Ivan Ogareff. nonostante il contributo di questo importante elemento favorevole contro l'invasione tartara.osservò il capo della polizia. mio fratello non conosce quell'uomo. un corriere intelligente. ecco quanto egli deve sapere! . Ivan Ogareff deve al granduca la sua prima disgrazia e..Ebbene.. .Vostra Maestà mi scusi!. e quali soccorsi deve attendersi dai governatorati più vicini a quello di Ir uts . Non appartengono a nessun paese.aggiunse il capo della polizia . una volta così terribili. Poi.rispose lo zar. è fatta contro la Russia. dagli ultimi dispacci. .Ma oltre agli esiliati politici. sotto falso nome. Ecco quello che so dalle mie informazioni.. e con essa mio fratello. isolato in questo momento nel governatorato di Ir uts .. e le considerevoli mitigazioni che aveva adottate nell'applicazione degli "u as".I criminali! Oh! generale.Sì .L'ultimo telegramma che ha potuto venir trasmetto a Niznij Udins ha dovuto mettere in moto le truppe dei governatorati di Jenisejs . la grande. non è fatta contro l'imperatore. . ma disgraziatamente occorreranno parecchie settimane prima che possano trovarsi di fronte alle colonne tartare. e che rivedranno!. mai un russo farà lega con un tartaro per indebolire. e là.rispose interdetto il capo della polizia. fosse pure per un'ora sola. che a quella insinuazione del capo supremo della polizia non seppe dominarsi.No. la potenza moscovita! Lo zar aveva ragione di credere al patriottismo di coloro che erano stati momentaneamente allontanati per ragioni politiche. quelli te li lascio! Sono il rifiuto del genere umano. la cui vita è così direttamente minacciata. deve recitare quella di traditore.. .. contro questo paese. La clemenza.Ma deve certo sapere.riprese lo zar. . egli consegnerà loro la città. . le circostanze restavano tuttavia gravi. . Maestà. lo rendevano sicuro di non ingannarsi. e di Niznij Novgorod e i Cosacchi della frontiera si dirigono a marce forzate verso i monti Urali.. cioè due milioni di persone.Lo aspetto.rispose lo zar. non è più in comunicazione diretta con Mosca? . i reggimenti di Perm. . . non c'è un altro territorio così adatto alle ribellioni come quello siberiano! . di Ir uts . Ma. Ma la sollevazione.Intendi dire. dopo averne guadagnato la fiducia.. No. e contano circa quattrocentomila "tende". e che ha in lui un accanito nemico personale. generale.perché. che costituiva il fondamento della sua giustizia quando poteva dirigerne lui stesso gli effetti. .E il fratello di Vostra Maestà. di Ja uts e quelle delle province dell'Amure e del lago Baj al. . . Il progetto di Ivan Ogareff è dunque di andare a Ir uts . I Kirghisi si dividono in tre orde. Maestà. che gli esiliati non hanno perduto la speranza di rivedere.Lo sa . insieme alla parte di ribelle. quando i Tartari avranno assediato Ir uts . mi sia permesso aggiungere.

le steppe. ciò significava l'invasione della Russia asiatica e. perché da essa discendono tutti i popoli di questa parte del mondo». i confini siberiani sono stati più d'una volta violati dai nomadi non del tutto sottomessi. molto primitivi nell'arte della guerra. ognuno governato da un han. di qui la denominazione di hanati. La Russia aveva già dovuto lottare parecchie volte contro i suoi capi. cioè quelle postazioni di Cosacchi scaglionati da Oms fino a Semipalatins . scrisse Abel de Rémusat. doveva essere stata forzata in parecchi punti. e un solo cannone può sbaragliarne una quantità spaventosa». E' vero. La linea dei presidi militari. e specialmente quelli dei hanati di Buchara. di Ko and. che occupa le contrade situate ad est della media. alcune delle quali sono indipendenti. In quel periodo. destinata a tenere sottomesse le popolazioni irghise. Feofar Khan. da nord a sud. La razza caucasica. altre riconoscono la sovranità della Russia o dei hanati di Khiva. Ora tranne la via diretta che unisce E aterinburg a Ir uts . l'Irtis e l'Isim superiore. musulmani come loro. E' vero che i Kirghisi. la dominazione dei tartari. Ma chi sono questi Tartari? I Tartari appartengono più particolarmente a due razze distinte. è anche la più numerosa. da molto tempo i tartari del Tur estan. che per interesse personale e per imporre un loro giogo. che sono lontane due o tre mila verste. E il capo attuale. erano di razza caucasica e occupavano più particolarmente il Tur estan. entro                                                     . Ora. non sono facilmente transitabili. eccetera. di Ko and. seguiva le orme dei suoi predecessori. riunisce sotto una stessa denominazione i Turchi e gli indigeni di ceppo persiano. Questo vasto paese è diviso in vari staterelli. ma bisogna che il buon reggimento di fanteria giunga nel paese in rivolta. La razza mongola pura comprende i Mongoli. di Khiva. e il ministero della guerra aveva tutta la ragione di pensare che Oms era già minacciata molto da vicino. che minacciavano allora l'impero russo. si estende fino ai governatorati di Oms e di Tobols . avevano sostenuto l'indipendenza dei Kirghisi contro la dominazione moscovita. ossia dei più terribili capi del Tur estan. di Kundus. il hanato più importante e più pericoloso era quello di Buchara. spesso paludose. L'orda grande. sono piuttosto predoni notturni e aggressori di carovane che soldati regolari. la razza caucasica e la razza mongola. Il hanato di Buchara s'estende. ha detto Levscin che «un fronte organizzato e un buon reggimento di fanteria resiste a una massa di Kirghisi dieci volte più numerosa. e da est a ovest. «considerata in Europa come il tipo della bellezza della nostra specie. e i suoi accampamenti occupano lo spazio compreso tra i fiumi Sara-Su. anzitutto. E c'era da temere che i "gran sultani" che governavano i distretti irghisi avessero accettato volontariamente. o subìto involontariamente. e i laghi Hadisang e A sa al. la più ricca. e certamente trascorrerebbero parecchie settimane prima che le truppe russe possano essere in grado di respingere le orde tartare. i Manciù e i Tibetani. I principali sono quelli di Buchara. Oms è il centro dell'organizzazione militare della Siberia occidentale. a est del Jenisej. e che i cannoni lascino i parchi delle province russe. Infatti. cercavano con la forza o con la persuasione di sottrarre le orde irghise alla dominazione moscovita.Sono divisi in tribù. la perdita della Siberia. L'orda media. di Koland e di Buchara. entro il trentasettesimo e il quarantunesimo parallelo. di Kundus. Se dunque queste popolazioni irghise si ribellavano. Infatti. e che all'odio provocato dalla sottomissione alla Russia si fosse aggiunto l'odio dovuto all'antagonismo tra le religioni ortodossa e musulmana. I Tartari.

avevano dovuto indietreggiare davanti a lui. sempre disposti a lanciarsi in imprese care all'istinto tartaro. Questo traditore. s'era messo a capo della nuova invasione. Gisàh. aveva organizzato l'avanzata in modo da tagliare la grande strada siberiana. Paij and. guerrieri e predoni feroci. specialmente da quelli di Ko and e di Kundus. isolato dalle steppe. del pericolo che lo minacciava per il tradimento di Ivan Ogareff. e infine. Tra Kolivan e Toms . è dunque uno stato veramente pericoloso. un esercito di sessantamila uomini. se pensava di poter abbattere l'impero moscovita! Dietro suo consiglio. facendo prigionieri coloro che resistevano. Ha diciannove città considerevoli. arruolando coloro che si sottomettevano. E' un paese ricco per varietà di fauna. che vengono portati al triplo in tempo di guerra. quello che vola con la rapidità del fulmine . sobillando al suo passaggio le popolazioni irghise. Sostenuto dagli altri han. Tutto ciò con l'audacia e l'impudenza di un moderno Gengis Khan. spinto in egual misura da un'ambizione insensata e dall'odio. Ciargini è difesa da una popolazione di circa ventimila anime. che possiede la tomba di Tamerlano e il famoso palazzo dov'è custodita la pietra azzurra.la corrente elettrica .non poteva più propagarsi attraverso la steppa. Khusar. è difesa da una fortezza munitissima. passava da una città all'altra. Karsi. di minerali. è quasi inaccessibile. e s'è molto ingrandito con l'annessione dei territori di Bal h. e la Russia sarà costretta a impegnare contro di esso un ingente quantitativo di forze militari. Aveva invaso il governatorato di Semipalatins .com'è chiamato il han di Buchara aveva spinto le sue orde oltre la frontiera russa. di O oij e di Meijmane . quello che né rigori dell'inverno né la calura dell'estate può arrestare. l'emiro . Kara ul. sulla quale ogni nuovo han deve recarsi a sedere prima di salire al trono. Le comunicazioni erano interrotte. devastando. situata in un'oasi attorniata da paludi popolate da tartarughe e da lucertole. Veramente pazzo. Samarcanda. poco numerosi in quel punto.il sessantunesimo e il sessantaseesimo grado di longitudine. di cui Ivan Ogareff era l'anima. costituiscono una linea di fortezze difficili a sottomettere. Katta-Kurgan. protetto dalle montagne. Buchara cinta da mura di oltre otto miglia inglesi e fortificate da torri. Dov'era egli in questo momento? Fin dove erano arrivati i suoi soldati quando la notizia dell'invasione giunse a Mosca? In quale punto della Siberia le truppe russe avevano dovuto indietreggiare? Nessuno poteva saperlo. S'era anzi spinto oltre il lago Balhash. Nurata. è considerata il centro della cultura musulmana ed è collocata tra le più celebri dell'Asia centrale. cioè le sue mogli e i suoi schiavi. Il hanato di Buchara. di flora. L'unico messaggero che non teme né il freddo né il caldo. Quest'uomo avrebbe bisogno d'un certo tempo per percorrere le cinquemiladuecento verste (5523 chilometri) che separavano Mosca da                                 . Solo un corriere avrebbe potuto sostituire la linea telegrafica interrotta. L'ambizioso e feroce Feofar governava allora quella parte della Tartaria. aiutato dai capi che comandavano tutte le orde dell'Asia centrale. chiuso in Ir uts . portandosi dietro un seguito alla maniera dei sovrani orientali: una piccola corte privata. e così era ormai impossibile avvertire il granduca. gloriosa città resa celebre da Avicenna (5) e da altri sapienti del decimo secolo. Predando. e altre. e trentamila cavalieri. la linea telegrafica era stata tagliata dalle avanguardie dell'esercito tartaro? O forse l'emiro era arrivato fino alle province del Jenisejs ? Tutta la Siberia occidentale era sollevata? La rivolta si estendeva già fino alle lontane regioni dell'est? Nessuno poteva dirlo. Questo Stato ha una popolazione di due milioni e mezzo di abitanti. su una superficie di circa diecimila leghe quadrate. con tre cerchie di mura. e i Cosacchi.

Ha i nervi saldi. La versta equivale a 1067 metri.Troverò questo cervello e questo cuore? . . decreto dello zar (Nota del Traduttore).Sì.Di Oms . ha tutto quanto occorre per riuscire dove altri forse fallirebbero. .Ha dunque una costituzione di ferro? . Circa 27 franchi. per attraversare le file dei ribelli e degli invasori. Ma. . può sopportare il freddo.La sua età? . Maestà. La porta dello studio imperiale s'aprì. Nota 4. anche parte delle opere filosofiche fu tradotta in latino. .Sì.si chiedeva lo zar. un coraggio e un'intelligenza quasi sovrumani. nato presso Buchara nel 980 e morto a Hamadhan nel 1037.E un cuore?. Nota 1. Maestà . Nota 3. . ..Hai trovato l'uomo adatto? . . la sete. Le une e le altre furono moltissimo usate nel medioevo (Nota del Traduttore). Il copeco (rame) vale 4 centesimi (Nota dell'Autore). cioè poco più di un chilometro (Nota del Traduttore). e l'usciere annunciò il generale Kissoff. .Un cuore d'oro. Avicenna. .Trent'anni. Egli dovrebbe avere a sua disposizione. con cervello e cuore si va lontano.Anche in Siberia.. Maestà.E il corriere? .Oso risponderne a Vostra Maestà. Editto. Maestà. 3.Di dov'è? . . .Lo conosci? .Ir uts .Maestà.E' qui fuori. MICHELE STROGOFF.rispose il generale Kissoff. fino all'estremo limite. e più volte ha compiuto con successo difficili missioni. la fame.chiese subito lo zar.Personalmente. . Il rublo (argento) vale 3 franchi e 75 centesimi.. Oggi il rublo vale circa 700 lire italiane (Nota del Traduttore).       . la fatica. Nota 5.E' un tipo vigoroso? .. NOTE. Le sue opere sono in massima parte scritte in arabo. . .All'estero? . E' siberiano. intelligenza.Sì. Nota 2. E' opportuno ricordare che questa descrizione si riferisce alla Siberia dell'anno 1874 (Nota del Traduttore). quelle di medicina furono tradotte in latino da Gherardo da Cremona (dodicesimo secolo). filosofo e medico musulmano. coraggio? .Era di servizio a palazzo? .

perché. pareva che vi si radicassero. il corriere Michele Strogoff entrava nello studio dello zar. Possedeva dunque una delle qualità più raccomandabili in Russia.Venga . una notevole precisione di movimenti. e sua madre. il suo incedere dimostrava una grande scioltezza. largo di spalle e robusto di torace. quando aveva posato i piedi a terra. dalle narici larghe. il valente cacciatore           . e brillavano sotto un'arcata i cui muscoli sopraciliari un po' contratti. Le membra. Michele Strogoff conosceva a perfezione il paese che doveva attraversare e ne capiva i diversi idiomi non soltanto per averlo già percorso. quel "coraggio senza collera degli eroi". superare ostacoli e sfidare pericoli d'ogni sorta. .Michele Strogoff. situata nel governatorato omonimo. che sfuggiva in ciocche dal colbacco moscovita.Il suo nome? . dalle labbra un poco sporgenti. La sua testa ben modellata. con stivali. e in quel gruppo di uomini scelti aveva il grado di capitano. Il naso pronunciato. Marfa Strogoff. che prende rapidamente la sua risoluzione. e lo stesso zar la riscontrò senza incertezze: che egli era «un esecutore di ordini». morto dieci anni prima. franco. il che era segno contemporaneamente della fiducia e della volontà pronta del suo spirito. dalla fronte spaziosa. Pochi istanti dopo. ma che lo dipinge con precisione. Era uno di quegli uomini che sembravano costantemente in atto di "acciuffar l'occasione per i capelli": immagine un po' forzata. secondo l'espressione dei fisiologi. Là. il vecchio Piotr Strogoff. Sobrio di gesti come di parole. Suo padre. Michele Strogoff era alto. Il suo volto. sotto l'impulso di una circolazione più rapida che lo tingeva del colorito arterioso. attraverso una zona occupata. che non si rode le unghie nell'incertezza. si modificava solo per il battito accelerato del cuore. aitante. casacca orlata di pelliccia e guarnita di cordoni gialli su fondo bruno. Sul largo petto brillava una croce e parecchie medaglie. ben piantato.Aspetta nella sala della Guardia gli ordini di Vostra Maestà. Circostanza favorevolissima alla buona riuscita dei suoi progetti. quell'uomo era Michele Strogoff. In verità.. speroni.disse lo zar. Michele Strogoff apparteneva al corpo speciale dei corrieri dello zar. Michele Strogoff aveva il temperamento dell'uomo deciso. inalterabile. secondo l'osservazione del celebre romanziere Turgenev: la qualità che porta ai più alti gradi nell'impero moscovita. calzoni aderenti. ordinariamente pallido. in mezzo alle steppe selvagge delle province di Oms e di Tobols . che non tentenna nell'indecisione. che non si gratta l'orecchio nel dubbio. dimostravano grande coraggio. proprie di un essere generoso e buono. con lo sguardo diritto. da tutta la sua persona. Una cosa traspariva con evidenza dal suo comportamento. sovrastava una bocca simmetrica. vigoroso. era ornata da una capigliatura crespa e folta. I suoi occhi erano d'un azzurro cupo. Quel giovane bello e robusto. se c'era un uomo che potesse portare a termine quel viaggio da Mosca a Ir uts . dalla sua fisionomia.E' pronto a partire? . ma quando camminava. abitava nella città di Oms . vi risiedeva tuttora. quando lo portava. ben proporzionate. . ma perché era di origine siberiana. non sarebbe stato facile da smuovere contro la sua volontà. sapeva restare immobile come un soldato davanti al suo superiore. erano come altrettante leve di un congegno meccanico per la migliore esecuzione di forti imprese. La testa possente presentava i bei caratteri della razza caucasica. Michele Strogoff vestiva un'elegante uniforme militare che somigliava a quella degli ufficiali dei Cacciatori a cavallo in tenuta di campagna.

dimostrò meravigliose qualità di autocontrollo. la fatica. Quella vita gli fece bene. in un paese difficile. A quattordici anni. aveva trascinato la pelle del gigantesco animale fino alla casa paterna. i chiarori emananti dagli estremi limiti dell'orizzonte. era un uomo di ferro. intelligente. di prudenza e di coraggio. distante parecchie verste. che non aveva mai voluto lasciare l'antica abitazione degli Strogoff a Oms . e costruirsi un ricovero in piena steppa. a vent'anni.ma dopo averlo scuoiato. Era stato deciso che. ma le promise di tornare a rivederla tutte le volte che avesse potuto: promessa che fu sempre mantenuta con devozione quasi religiosa. aveva il cuore grosso. che       . tendendo trappole. le lontane detonazioni. per venire in aiuto di suo padre. Piotr Strogoff aveva ucciso più di trentanove orsi. molti cacciatori sono stati fortunati fino al trentanovesimo orso. che aveva allora undici anni. si sentiva in grado di sopportare tutto: il freddo. pericoloso e feroce animale. la sete. Il giovane siberiano. portando la "ragatina". Dotato di un eccezionale senso dell'orientamento. La selvaggina grossa era né più né meno che l'orso siberiano. il passaggio di uccelli nell'atmosfera brumosa. e. più tardi. agitato da qualche irrequieto successore di Shamil (2). come la caduta degli aghi di ghiaccio. Michele Strogoff sarebbe entrato al servizio personale dell'imperatore. la cui statura uguaglia quella dei suoi congeneri dei mari glaciali. Aveva imparato a orientarsi su indizi appena percettibili. i macchioni di larici e betulle. rivelando un vigore poco comune in un ragazzo. egli percorreva la pianura gelata. non mancò mai di accompagnarlo alla caccia. cosa non meno vera. la fame. Quando il figlio la lasciò. ardito. se la nebbia velava completamente l'orizzonte. e anche quando si trovava in paesi di alte latitudini. aveva una salute di ferro. di buona condotta. col caldo torrido o col freddo che talvolta oltrepassava i cinquanta gradi sotto zero. zelante. sulle sponde del fiume Irtis. dieci notti senza dormire. L'unico grande affetto di Michele Strogoff era sua madre. e giunto all'età adulta. dove la notte polare si prolunga per molti giorni egli sapeva ritrovare la sua strada. vale a dire che sotto i suoi colpi era caduto il quarantesimo. poi. e. i vaghi suoni che attraversavano l'aria. ove il vecchio cacciatore e lei erano vissuti tanti anni insieme. Poteva stare ventiquattro ore senza mangiare. dove altri non avrebbero saputo che direzione prendere. mille particolari che sono mille punti di riferimento per chi li sa riconoscere. Da quel momento. ebbe dapprima l'occasione di distinguersi specialmente in un viaggio nel Caucaso. prestando fede alle leggende di caccia russe. suo figlio Michele. la vecchia Marfa. come aveva detto il generale Kissoff. guidato da un istinto degno di un Delaware (1) in mezzo alla immensa distesa bianca. . all'estremo confine della Russia asiatica. cioè la forca. aveva un cuore d'oro. le foreste di abeti. facendo la posta alla piccola selvaggina col fucile e a quella grossa con la forca o col coltello. dove altri sarebbero morti assiderati all'addiaccio. Piotr Strogoff aveva dunque superato il numero fatale. le orme sull'erba della foresta. Tutti i segreti di suo padre gli erano noti. nel Camciatca. temprato sulle nevi. Piotr Strogoff era un vero cacciatore di professione. per soccombere poi davanti al quarantesimo.siberiano aveva educato suo figlio Michele «alla vita dura». in un'importante missione che lo portò fino a Petropavlovs . senza avere ricevuto un graffio. nel corpo dei corrieri dello zar. la disposizione dei minimi ramoscelli degli alberi. Durante quei lunghi viaggi. Come il Ja ut delle contrade settentrionali. secondo l'espressione popolare. il caldo. Inoltre. Michele Strogoff aveva ucciso da solo il suo primo orso che non è poco. armato del solo coltello. D'estate come d'inverno.

. la sua licenza regolare gli sarebbe stata accordata fra qualche giorno. egli non mancò mai di dedicarle alla vecchia madre.Michele Strogoff. facendo precedere al suo nome le parole: "Byt po semu". Ultimamente. pronto a rispondere.gli valsero l'approvazione e la protezione dei capi. Maestà. Non è necessario che tu veda tua madre. .Il tuo nome? . Lo zar lo guardò ancora una volta in faccia. dopo quelle missioni in terre lontane. ed egli aveva già fatto i suoi preparativi per la partenza verso Oms .Capitano al corpo dei corriere dello zar.E' la mia strada. Michele Strogoff era stato incaricato di una importante missione nella Russia meridionale e non rivedeva la vecchia Marfa da tre anni. sicché fece rapidamente carriera Tutte le licenze che gli spettavano di diritto.Se vai da tua madre. e gli parevano tre secoli! Ora. . Michele Strogoff fu dunque introdotto alla presenza dello zar. che forse incontrerai sulla tua strada. Lo zar lo guardò per qualche momento senza parlare e l'osservò con occhio penetrante. riprese: .Passerai per Oms ? . però. Maestà.Conosci la Siberia? . che avranno interesse a intercettare questa lettera. lo zar si avvicinò allo scrittoio e facendo cenno al capo della polizia di sedersi. .La consegnerò. disse a Michele Strogoff di avvicinarsi.Hai parenti a Oms ? .Dovrai diffidare soprattutto d'un traditore. Poi. . lo zar la rilesse con grande attenzione poi la firmò. Ivan Ogareff. Scritta la lettera. Michele Strogoff avanzò di qualche passo e restò di nuovo immobile. gli dettò sottovoce una lettera di poche righe.Diffiderò di lui.Sono siberiano. Poi.Ecco una lettera che io ti incarico. evidentemente soddisfatto di quell'esame. mostrando la lettera che teneva in mano.Il granduca è a Ir uts . Maestà.Il tuo grado? .Quali? . ignorando completamente che cosa volesse da lui l'imperatore.                 .La mia vecchia madre.A Oms .Sì. La lettera venne poi introdotta in una busta. . Maestà. .Dove sei nato? . Poi domandò con voce rotta: . Era la prima volta che gli succedeva. . . . invaso dai Tartari. e che sono la formula di rito degli zar di Russia.Andrò a Ir uts . . . Michele Strogoff. quando avvennero i fatti che sappiamo.Ma dovrai attraversare un territorio messo sossopra dai ribelli. Lo zar interruppe un istante la serie delle domande. con gli occhi negli occhi. di consegnare nelle mani del granduca e di nessun altro. che fu sigillata con lo stemma imperiale. mentre Michele Strogoff restava assolutamente immobile. alzandosi. Maestà. . .L'attraverserò. rischi di essere riconosciuto. che vogliono dire: "Così sia". Lo zar. anche se si trovava lontano da lei migliaia di verste e l'inverno rendeva le strade impraticabili.

gli invasori tartari avrebbero preferito accantonarsi nelle città. 4. .disse lo zar. . poi disse: . abitanti lungo il corso dell'omonimo fiume.Sicché tu passerai ad ogni costo? . invadono a migliaia la pianura.Non la vedrò. il freddo eccessivo. Michele Strogoff avrebbe preferito viaggiare nella rigida stagione invernale. spinti dalla fame. generale. . che tu abbia avuto la mano felice . .Giurami che per nessuna ragione rivelerai né chi sei né dove vai! . Lo zar parve soddisfatto della sicurezza semplice e calma con cui Michele Strogoff gli aveva risposto. Ma sarebbe egualmente convenuto correre quei rischi. Forse in quel periodo dell'anno s'incontrano ostacoli costituiti da certi fenomeni naturali.concluse lo zar. qualsiasi movimento di truppe sarebbe stato impossibile. . perché la traversata della Russia asiatica richiedeva di solito da quattro a cinque settimane.disse egli.rispose il generale Kissoff . i cui turbini avvolgono e talvolta fanno perire intere carovane.disse lo zar. NOTE.e Vostra Maestà può essere sicura che Michele Strogoff farà tutto quanto può fare un uomo. La distanza che Michele Strogoff doveva percorrere da Mosca a Ir uts era di cinquemiladuecento verste.Va' dunque. ma dappertutto la bianca coltre su cui la slitta scivola con facilità e rapidità. DA MOSCA A NIZNIJ NOVGOROD. (Nota del Traduttore). sarà consegnata a Sua Altezza il granduca. dal Palazzo Nuovo.Questa lettera. Tribù di indiani d'America.Lo credo anch'io.prendi dunque questa lettera. uscì subito dallo studio dell'imperatore e. per la Russia. Talvolta accade che i lupi. Nota 2. cioè 5523 chilometri. che attraversa le pianure della Pennsylvania. Maestà . perché. come le nebbie persistenti e dense. benché tutti i mezzi di trasporto fossero messi a disposizione di quegli inviati dello zar. . il servizio dei dispacci veniva effettuato per mezzo di corrieri. . . che permette un organizzato servizio di slitte su tutta la lunghezza del percorso. Nota 1. le lunghe e pericolose tormente di neve. pochi momenti dopo.Credo.Vivrò e passerò .E' veramente un uomo. Non più corsi d'acqua da attraversare.va' in nome di Dio. Ma si trattava di eccezioni.Michele Strogoff ebbe un attimo di esitazione. in questo rigido inverno. . .rispose Michele Strogoff. Michele Strogoff . I corrieri più rapidi impiegavano diciotto giorni per recarsi da Mosca a Ir uts . Maestà. Da uomo che non temeva né il freddo né la neve. Allora le difficoltà proprie ai vari generi di locomozione diminuiscono in parte su quelle immense steppe livellate dalla neve. dalla quale dipende la vita di tutta la Siberia e forse la vita del granduca mio fratello. i predoni non avrebbero battuto la steppa. . porgendo il plico al giovane corriere . per mio fratello e per me! Michele Strogoff salutò militarmente. e Michele Strogoff avrebbe         .Ho bisogno che tu viva! . animatore della resistenza delle popolazioni caucasiche contro penetrazione russa (Nota del Traduttore). Maestà. Nome di capo musulmano del Caucaso.Passerò o mi uccideranno.Michele Strogoff .Lo giuro. Quando la linea telegrafica non era ancora tesa tra i monti Urali e la frontiera orientale della Siberia.

e si preparò ad affrontarla. Il "podaroshna" non è altro che un permesso di servirsi dei cavalli di posta.compiuto il viaggio con maggior sicurezza. duecento fanti. negoziante. trecento cammelli. In un paese invaso. il generale Kissoff non gli diede nessun ordine scritto con la menzione: "servizio dell'imperatore". casacca stretta ai fianchi. senza più nulla della sua uniforme. Il "podaroshna" era intestato a Nicola Korpanoff. Tale era l'equipaggiamento necessario per un viaggio in Siberia. da uno o più persone. ci sono spie dappertutto. e due pezzi d'artiglieria. Michele Strogoff. vetture postali. Nicola Korpanoff. e. la sua missione era compromessa. Questa era dunque la situazione. con i quali il cacciatore siberiano sa sventrare abilmente un orso. Le prime millequattrocento verste (1493 chilometri). né fanti. cioè nelle province in rivolta. venticinque cavalieri bas iri. Trent'anni prima. Ferrovie. Prima di tutto. C'era un numero abbastanza rilevante di viaggiatori alla stazione di Mosca. senza rovinarne la preziosa pelliccia. con residenza a Ir uts . ossia finché si trovava sul territorio europeo. più o meno rapidamente. vestito del semplice costume russo. almeno visibili. che è il Sesamo infallibile. consegnandogli una notevole somma di denaro. e inoltre. che coprono la distanza tra Mosca e la frontiera russa. Sarebbe andato in vettura o a cavallo. stivali allacciati sopra il polpaccio. che Michele Strogoff esaminò obiettivamente. invece non avrebbe avuto né cannoni. Ne conseguiva perciò. Quindi. a piedi. ma sotto la cintura nascondeva una pistola e. in tasca uno di quei coltellacci larghi che stanno tra il coltello e lo "yatagan". egli non si trovava più nelle condizioni ordinarie di un corriere dello zar. Passare inosservato. venticinque carri. per esplicita dichiarazione. né requisire i mezzi di trasporto per suo uso personale. né bestie da soma. ma passare: tale doveva essere il suo programma. che in Siberia. era valido anche nel caso che il governo moscovita interdicesse ad ogni cittadino di uscire dai confini della Russia. cavalli dei vari cambi erano a disposizione di tutti e dunque anche del corriere dello zar. da questa riserva. Bisognava prendere le circostanze com'erano e partire. cintura tradizionale del "mugi ". la scorta di un viaggiatore qualificato comprendeva almeno duecento cosacchi a cavallo. non avrebbero presentato nessuna difficoltà. che andava da Mosca a Ir uts . quattrocento cavalli. Se si faceva riconoscere. ma un semplice mercante. egli non avrebbe potuto né agire da padrone nei cambi di posta. né cavalieri. Autorizzava il detto Nicola Korpanoff a farsi accompagnare. Michele Strogoff non lo doveva dimenticare: egli non era più un corriere. né farsi rilasciare cavalli con precedenza sugli altri viaggiatori. Si contentò di fornirlo di un "podaroshna". Le stazioni ferroviarie russe sono luoghi di ritrovo molto             . fornito d'una borsa da viaggio che s'era messa in spalla. era soggetto a tutte le eventualità di un comune viaggiatore. ma Michele Strogoff doveva servirsene soltanto nel caso che quel permesso non desse adito a sospetti circa la sua identità. due battelli trasportabili. s'era necessario andare a piedi. Michele Strogoff si recò alla stazione per prendere il primo treno. Non portava armi. quando avrebbe potuto. calzoni larghi. se capitava il caso. come tale. Quella mattina del 16 luglio. Bisognava anzi che nessuno potesse sospettare della sua vera entità durante il suo viaggio. che doveva bastargli per il viaggio e renderglielo in qualche modo più facile. battelli a vapore. Ma non c'era da scegliere né il tempo né l'ora.

la ferrovia che univa Mosca a San Pietroburgo e sarebbe poi proseguita fino alla frontiera russa. . .prodotti dell'Asia centrale corrono il rischio di non comparire sul mercato. . Un miscuglio di gente. ma da Samarcanda.esclamò il minuscolo ebreo.Si dice che il tè portato dalle carovane è in aumento . Egli dunque ascoltava. Ma. Era un tragitto di circa quattrocento verste (426 chilometri). soprattutto nelle province confinanti con la frontiera. Il treno in cui Michele Strogoff prese posto doveva portarlo fino a Niznij Novgorod. tanto da curiosi e spettatori che da gente in partenza. Michele Strogoff si accomodò dunque al suo posto. . cioè la repressione della rivolta e la lotta contro l'invasione. . Ebrei. Michele Strogoff. I viaggiatori. dal solo punto di vista dei loro interessi in pericolo. Però. a quel tempo. o la via di terra. ma non più del necessario. Si discuteva dunque il pro e il contro dei gravi fatti che accadevano al di là dell'Ural.E il guadagno.Ebbene . Cosacchi. ma quasi tutti parlavano la lingua nazionale. riconoscibile dal berretto di astra an e dagli abiti scuri a larghe pieghe. Russi.diceva un persiano.Ehi! State attento. che certamente avrebbero danneggiato il commercio. nello scompartimento in cui aveva preso posto Michele Strogoff.disse un altro viaggiatore. logorati dall'uso. Vi si tiene là una specie di borsa delle notizie.Oh! Il tè non ha niente da temere dal calo . ma con una certa circospezione. secondo le circostanze. e il corriere dello zar.intervenne un viaggiatore     . del sego e degli scialli d'Oriente. e il treno l'avrebbe compiuto in una decina di ore. che è ancor più rischioso! Si può forse fare assegnamento sulle forniture di un paese sollevato dai Khan. Bisogna dirlo. il rumore della ribellione nelle orde irghise e dell'invasione tartara s'era diffuso alquanto. così sarà dei tappeti di Samarcanda come della lana.ribatté il persiano. e che cerchi di ammazzare il tempo dormendo. Infatti. a partire da Khiva fino alla frontiera cinese? . Georgiani. che il caso rendeva suoi compagni.Lo contate per nulla il guadagno? . Calmucchi e altri. per raggiungere al più presto le montagne dell'Ural. avrebbe preso. .gli domandò il persiano. dormì con un occhio solo e ascoltò con tutte e due le orecchie.No. come un compìto borghese che pensi ai suoi affari. come la maggior parte di coloro che si trovavano in quel treno. Dio d'Israele! . . La presenza di un solo soldato in uniforme . una volta giunto a Niznij Novgorod.rispose un vecchio ebreo dalla faccia arcigna.Quello che si trova sul mercato di Niznij Novgorod sarà spedito facilmente verso l'ovest. Là terminava. ma disgraziatamente non sarà la stessa cosa per i tappeti di Buchara! . . in incognito non era l'uomo che si scoprisse facilmente. Turchi. ne parlavano. Quei viaggiatori. suppongo che non arriverà nemmeno il conto! . siccome non era solo nello scompartimento. piccolo padre! . o il battello a vapore sul Volga. nulla faceva sospettare la presenza d'un militare. e quei mercanti pareva temessero che il governo russo si determinasse ad adottare. delle misure ristrettive.frequentati. quegli egoisti consideravano la guerra.sarebbe certamente bastata a frenare le lingue di quei mercanti.e tutti sanno quanto è grande in Russia l'importanza dell'uniforme .se i tappeti non arrivano.Avete ragione .Come! Voi dunque aspettate un invio da Buchara? . erano mercanti che si recavano alla grande fiera di Niznij Novgorod.

rispose il viaggiatore. si parlava un po' meno dei prodotti mercantili.disse l'ebreo al persiano. .La cosa vi fa ridere! . se li mescolate col sego! . e non è passato. . non arrivavano mai fino a pronosticare sulle intenzioni del governo moscovita.Eh! Se ci strappassimo i capelli.Se i Kirghisi sono discesi lungo il corso dell'Irtis. non variava di molto neppure nelle altre vetture del treno. né semi di canapa. .russo dall'aria canzonatoria. .Si vede bene che non siete un negoziante! . se ci cospargessimo il capo di cenere .Ma l'integrità e la sicurezza del territorio russo vien prima di tutto. ma chi può lusingarsi di sapere qualcosa in questo paese? . Dopo aver requisito i cavalli. al quale non piaceva quel genere di spiritosaggini.cambieremmo forse il corso degli avvenimenti? No certo! non più del corso delle mercanzie! . C'è da temere che fra non molto le truppe tartare avranno isolato la Siberia orientale! .. le vetture. né lana. piccolo padre ..ribatté in tono acre il mercante. .Il meno che posso. né lino. . requisiranno i battelli. . abbassando la voce. strizzando l'occhio. Finirete con l'imbrattare orribilmente i vostri scialli di grasso.rispose il viaggiatore abbassando la voce.Ma ne comprate? .che i Kirghisi dell'orda media hanno fatto causa comune con i Tartari? . .rispose l'altro. Gli affari non sono che affari! Se.Stiamo attenti e non parliamo più di quanto è necessario.In conclusione. . scrollando il capo. né miele.E vero .Del resto.Ho sentito parlare di concentramenti di truppe alla frontiera. ma dappertutto un osservatore avrebbe notato una grande circospezione nei giudizi che i viaggiatori si scambiavano. e solo per mio personale consumo rispose l'altro.O una spia . l'argomento delle conversazioni particolari era pressoché identico.I cavalli della Siberia sono requisiti . né piumini.aggiunse il vicino.chiese il persiano.Temo proprio che la fiera di Niznij Novgorod non finisca così bene com'è cominciata! . né marocchino. né canapa. né pellicce!. né trine.E' un burlone! . I Cosacchi del Don sono già riuniti lungo il Volga e saranno presto mandati contro i Kirghisi ribelli. interrompendo l'enumerazione del viaggiatore. ho tentato di mandare un telegramma a Krasnojars . .osservò il minuscolo ebreo. Coi tempi che corrono la polizia è tull'altro che tenera.riprese il primo interlocutore questi mercanti hanno ragione di essere preoccupati per il loro commercio e i loro contratti. finché non sarà più permesso di fare un passo su tutto il territorio dell'impero. . e non si sa mai con chi si viaggia! In un altro angolo dello scompartimento. . Questo viaggiatore evidentemente uno straniero guardava a quattr'occhi e poneva       .Davvero no. ieri. ma un po' di più dell'invasione tartara e delle sue fastidiose conseguenze. né carni salate. la strada per Ir uts non dev'essere sicura! . in quello scompartimento. e tanto meno a giudicarle.rispose quest'ultimo. Se qualche volta si arrischiavano sul terreno dei fatti. .diceva un viaggiatore-e le comunicazioni tra le varie province dell'Asia centrale diverranno molto difficili. Tutto questo fu giustamente notato da un viaggiatore che aveva preso posto in una carrozza di testa al treno. né caviale. né cera. né legname.domandò il suo vicino . tutti i mezzi di trasporto. .Così dicono . mio degno discendente di Abramo! Io non vendo né luppolo.

aveva già raggiunto Feofar Khan? oppure cercava di fomentare la rivolta nel governatorato di Niznij Novgorod. Il corrispondente del "Daily Telegraph" aveva dunque potuto osservare quanto gli avvenimenti preoccupassero quei mercanti diretti a Niznij Novgorod. non aveva suscitato nei compagni di viaggio la stessa diffidenza di Alcide Jolivet. e ognuno dei due ignorava che l'altro fosse partito per visitare il teatro delle operazioni militari. e fino a che punto il commercio con l'Asia centrale fosse minacciato nel suo transito. egli non perdeva di vista nessun punto dell'orizzonte di destra. soprattutto in un paese come la Russia. la polizia. egli scrisse sul suo taccuino: "Viaggiatori di una discrezione assoluta. sperava di pescare qualche fatto interessante "per sua cugina". E mentre Alcide Jolivet notava minuziosamente le sue impressioni di viaggio. quel giorno. In materia politica. l'industria. Non si erano incontrati. la loro ubicazione. e ne parlano con una libertà che deve stupire tra il Volga e la Vistola!" I lettori del "Daily Telegraph" erano dunque altrettanto bene informati della "cugina" di Alcide Jolivet. quegli Armeni. si poteva temere l'effetto della cattiva influenza. che era molto accidentata. e tutto segnava su un taccuino già zeppo di annotazioni. e nessuno si lasciava sfuggire davanti a lui una parola che riguardasse gli avvenimenti del giorno. Quel traditore. Chiedeva il nome delle località più insignificanti. Così. in un altro scompartimento dello stesso treno. Affacciandosi ogni momento al finestrino. vedendo di non poterne cavare nulla sull'invasione tartara. Inoltre siccome Harry Blount era seduto al finestrino di sinistra. Non l'avevano preso per una spia. Era il giornalista Alcide Jolivet. quei Calmucchi che affluivano al grande mercato. così vicine al paese dei Kirghisi. anche all'interno dell'impero. eccetera. di fronte a quei gravi avvenimenti. lo prendevano per una spia. Sennonché Harry Blount. paese montagnoso". quindi. molto restii a sbottonarsi". che non poteva essere più precisa: "Viaggiatori estremamente inquieti. egli avesse i suoi emissari. mosso dallo stesso intento. incaricati di provocare una sommossa nell'interno? Tutte queste ipotesi erano possibili. parlando poco. ma ascoltando molto. in mezzo alle molteplici risposte che riceveva. non tralasciò dunque di aggiungere con franchezza tutta britannica: "Tra Mosca e Vladimir. che in quel periodo dell'anno ospitava una accozzaglia di tante genti diverse? Non poteva darsi che tra quei Persiani. e non s'era preoccupato di guardare dalla parte destra. alla stazione di Mosca. ricevendo soltanto risposte molto evasive. il suo collega inglese. non aveva ancora potuto ritrovare le tracce di Ivan Ogareff. Non discutono d'altro che della guerra.decine di domande. e faceva tante domande insignificanti perché. Ma. consistente in vaste pianure. e i suoi vicini pertanto discutevano davanti a lui senza soggezione. che teneva aperto con vivo disappunto dei compagni di viaggio. . era chiaro che il governo russo. il numero degli abitanti. Frattanto. Non esitò. il tasso di mortalità per sesso. lasciandosi persino andare più di quanto la loro naturale circospezione non comportasse. Di fatto. cominciava a stringere i freni. La sollevazione non aveva varcato la frontiera siberiana. ma nelle province del Volga. naturalmente. il loro commercio. si dedicava allo stesso lavoro di osservazione. chiamando in aiuto lo straniero per eseguire le sue vendette personali. ad annotare sul suo taccuino questa osservazione. aveva visto soltanto una parte della regione.

di Astra an. I suoi funzionari sono insigniti di grado militare e operano militarmente. i Greci. di Rostov. dominatore delle regioni iperboree (4). samoiede. di Siberia. Conta più di settanta milioni di abitanti. perché. in Asia. zar di Siberia. zar di Polonia. di Armenia. i Lituani.Infatti. veniva condotto al posto di polizia per un interrogatorio e nel frattempo il treno ripartiva. Comunque. si presentavano gli ispettori che controllavano i viaggiatori e sottoponevano tutti a una minuziosa ispezione. e quindi al sicuro da ogni ingerenza della polizia. Infatti il governo riteneva che il traditore non avesse ancora varcato i confini della Russia europea. Il territorio russo s'estende in Europa. signore e gran principe del territorio di Niznij Novgorod. di quelli delle montagne e altri. e dal trentottesimo parallelo sud all'ottantunesimo parallelo nord. di Vitebs . cioè su una estensione di circa duecento gradi (1). ad ogni stazione dove il treno si fermava. La razza slava vi predomina senza dubbio. i Polacchi. Tra questi. Con la polizia russa. signore dei paesi di Iveria. di Udoria. fino allora. sormontato da una corona reale! Michele Strogoff era in regola. Ma. di Bielosers . di Volinia. di Jaroslavl. le tribù caucasiche. i Tartari. i Ciuvasci. Kiev. di Bialysto . di Mosca. Vi si aggiungano i Finlandesi. di Vladimir. e ciò parve bastare al corrispondente del "Daily Telegraph" per tracciare. è assolutamente inutile voler ragionare. di Polots . quell'unità che non potrà effettuarsi se non col tempo e con l'aiuto di saggi governi. che ha una superficie di dodici milioni di chilometri quadrati. signore di Ps ov. di Lituania. a sfuggire a tutte le ricerche. principe d'Estonia. in America. cioè su un'estensione di quarantatré gradi (2). signore ereditario e signore feudale dei principi circassi. assieme ai Russi. Se un viaggiatore sembrava sospetto. ereditario della Norvegia. uno schizzo minuziosamente completo di questa antica capitale della Russia. di Obdorta. di Mstislav. di Rjázan. recante uno scettro e un globo e circondata dagli scudi di Novgorod. di Livonia. gran principe di Smolens . di Kazan. gli Estoni. i Ceremissi. delle Aleutine. di Stormarn. i Permiani. calmucche. di Dittmarsen e di Oldenburgo". di Vjat a. che è molto perentoria. di Perm. Sovrano davvero potente che porta sullo stemma un'aquila a due teste. Tra i diversi popoli che lo compongono. Del resto non c'era che da obbedire senza fiatare agli ordini di un sovrano che può fregiarsi di questa formula in testa ai suoi "u as": "Noi. quel vasto impero. per ordine del capo supremo della polizia. non può avere l'omogeneità degli stati dell'Europa occidentale. e con molta probabilità doveva essersi rifugiato nell'esercito tartaro. di Carelia. di Grusinia. sotto il duplice punto di vista fisico e morale. zar del Chersoneso Taurico (3). di Astra an. una giovinetta si affacciò alla portiera dello scompartimento                     . di Kartalinia. duca di SchleswigHolstein. ma essa comprende. i Lapponi. i Curlandesi. della Camciatca. nuovi viaggiatori salirono in treno. erano alla ricerca di Ivan Ogareff. di Cernigov. cinti a loro volta dal collare dell'ordine di Sant'Andrea. di Kondinia. Vi si parlano trenta lingue diverse. di Curlandia e di Semigallia. esistono per forza diversità più accentuate che delle semplici sfumature. Vladimir e Novgorod. di Podolia e di Finlandia. zar di Kazan. e si capirà quanto fosse difficile mantenere l'unità in uno stato tanto vasto. di Bulgaria e di molti altri paesi. Alla stazione di Vladimir. dal quindicesimo meridiano est al trentatreesimo meridiano ovest. senza preoccuparsi minimamente del ritardatario. Alla stazione di Vladimir. imperatore e autocrate di tutte le Russie. per grazia di Dio. di Kiev. le orde mongole. Ivan Ogareff era riuscito. di Kabardinia. di Iugria. il treno si fermò per qualche minuto. i Tedeschi.

costante. slanciata per quanto si poteva giudicare della sua persona. veramente incantevole. Da una specie di sciallino che le copriva la testa sfuggiva una ciocca di capelli d'un biondo dorato. per dir così. quando alcuni anni di più ne avessero fissato i lineamenti in modo definitivo. pur badando a non importunarla con uno sguardo insistente. ma essa lo ringraziò con un leggero inchino.occupato da Michele Strogoff. con uno sguardo vellutato e dolcissimo. Indossava una lunga pelliccia scura. Benché fosse ancora una giovinetta. chiusa a chiave. dalle province della Russia occidentale? Si recava soltanto a Niznij Novgorod. osservò la sua vicina con una certa attenzione. ornata al fondo da ricamo poco vistoso. per mancanza di spazio. Poi con gli occhi bassi. ma invano si sarebbe cercato nel suo vestito qualche segno di trascuratezza. Di fronte al corriere dello zar c'era un posto libero. in tutta la purezza dell'espressione. L'abbigliamento della giovane viaggiatrice era nello stesso tempo semplicissimo e perfettamente intonato. e la sua calma inalterabile. La giovane viaggiatrice era alta. Il naso dal profilo perfetto si congiungeva alle guance. La sua volontà doveva essere energica. chiusa graziosamente al collo da un nastro azzurro. in un'età in cui l'appoggio d'una madre. anche nelle circostanze in cui un uomo sarebbe propenso a cedere o ad irritarsi. Il suo aspetto. le sue labbra avessero dimenticato il sorriso. la protezione d'un fratello sono. si dispose a compiere il tragitto. sotto l'ampia e semplice pelliccia che la ricopriva. La fanciulla doveva essere di sedici o diciassette anni. Evidentemente. essendo anche lui di natura energica. ella teneva sulle ginocchia. da un amico? O era . tipo un po' severo. senza neppure aver guardato i compagni di viaggio che il caso le assegnava. dimostrava il tipo slavo in tutta la sua purezza. Gli occhi erano bruni. che poteva forse piacerle di più. quella fanciulla. sola. e che. Siccome si trovava seduta in modo da voltare le spalle alla locomotiva. che sembrava costituire tutto il suo bagaglio. che la destinava a diventare piuttosto bella che graziosa. un po' magre e pallide. dopo un tragitto già lungo. Michele Strogoff. senza maniche. e una sottana. Da certi particolari. Non era ricca. La fanciulla l'occupò dopo aver deposto accanto a sé una modesta borsa da viaggio in cuoio rosso. oppure era diretta oltre la frontiera orientale dell'impero? All'arrivo del treno era aspettata da un parente. ma sembrava che. e congetturò che la sua vicina doveva essere originaria delle province baltiche. quella fanciulla aveva già sofferto nel passato. lo si indovinava facilmente. con narici leggermente mobili. e l'avvenire indubbiamente non le si profilava troppo roseo. indispensabili? Veniva dunque. Tutto il suo bagaglio stava in una borsa di cuoio. la linea precisa del mento. Michele Strogoff non poté trattenersi dall'osservare attentamente la sua nuova vicina. ma non era meno certo che ella aveva saputo lottare ed era decisa a lottare ancora contro le difficoltà della vita. rivelavano in lei una grande energia morale. a prima vista. dovette restare colpito dalle caratteristiche di quella fisionomia e. che parevano scelti in previsione di un lungo viaggio. calzavano i suoi piedini. Ma dove andava quella fanciulla. Mezzi stivaletti di cuoio lavorato e con suole molto robuste. da molto tempo. egli le offrì il suo posto. La bocca era finemente disegnata. che doveva durare ancora alcune ore. Era questa l'impressione che suscitava. Michele Strogoff credette di riconoscere in quell'abbigliamento il taglio del costume livoniano. lo sviluppo della sua fronte alta. Sotto di essa una giacchetta pure scura. particolare che non sfuggì a Michele Strogoff. che le scendeva fino alle caviglie.

la scarsa agitazione che aveva prodotto attorno a sé. Michele Strogoff pensò subito alla sua vicina. e nel suo sguardo vi fu un muto e modesto ringraziamento. Michele Strogoff l'osservava con interesse. non ebbero che un pensiero: lanciarsi dalle vetture e cercare scampo sulla strada.si era addormentato e minacciava la ragazza con la sua grossa testa che vacillava da una spalla all'altra. Si poteva temere che fosse accaduto un incidente grave. fu questo l'effetto del primo momento. alle otto e mezzo della sera. tutti con . riservato com'era anche lui. Quindi non ebbe difficoltà. Così ancora prima che il treno si fosse fermato.sembrava curarsi di lei? Questo era probabile. disordine generale nelle carrozze. ogni pericolo scomparve. ma mentre i viaggiatori dello scompartimento si precipitavano fuori gridando. Poi. che il dormiglione si appoggiò sul lato opposto e liberò la fanciulla della sua incomoda vicinanza. Viaggiatori più o meno scaraventati fuori dei loro posti. arrivava alla stazione di Niznij Novgorod. ma poco era mancato che. Infatti. che. deragliato dai binari. grida. e urtandosi. Michele Strogoff lo svegliò abbastanza bruscamente e gli fece comprendere che avrebbe dovuto starsene diritto e in atteggiamento più educato. corse sul ciglio d'una scarpata. e i viaggiatori.probabile. Vi fu un'ora di ritardo. La maniera con cui era entrata nella carrozza e aveva preso posto. Ella non aveva fatto un movimento per scendere dalla carrozza. non cercò di provocare l'occasione di rivolgerle la parola.così ella doveva pensare . il treno ebbe un sussulto violentissimo. borbottò alcune parole contro «la gente che s'immischia in ciò che non la riguarda». la fanciulla era rimasta calma al suo posto. Frattanto. «Una indole energica!» pensò Michele Strogoff. La rottura del cerchione di una ruota del bagagliaio aveva provocato prima lo scossone e poi l'arresto del treno. Finalmente. le portiere si aprirono. benché dovessero trascorrere parecchie ore prima che il treno arrivasse a Niznij Novgorod. la cura che ebbe di non scomodare e non imbarazzare nessuno. tutto indicava in lei l'abitudine di viver sola e di fare assegnamento soltanto su se stessa. Prima che nessuno avesse potuto scendere dalle carrozze. spaventati. e. il treno riprese la sua corsa. Dodici verste prima di arrivare alla stazione di Niznij Novgorod. le abitudini che si contraggono nell'isolamento apparivano molto evidenti nel comportamento della giovane viaggiatrice. quando il vicino della giovane . Quanto agli altri viaggiatori dello scompartimento. invece.quel mercante che metteva insieme con tanta imprudenza il sego e gli scialli . a una curva stretta della ferrovia. Ma si presentò una circostanza che diede a Michele Strogoff un'idea esatta del carattere di quella fanciulla. per un minuto. Tutti e due rimasero impassibili. Una volta soltanto. Il negoziante. si trovasse tanto sola nella città quanto in quello scompartimento dove nessuno . col viso appena alterato da un leggero pallore. Lei guardò un istante il giovane. ma. intestato a Nicola Korpanoff. non precipitasse dall'alto della scarpata in un pantano. E Michele Strogoff aspettò anche lui. abbastanza grossolano per natura. Neppure lui si mosse. discesa dalla carrozza. liberata la via. Aspettava. confusione. ma Michele Strogoff lo guardò con aria così poco accomodante. gli ispettori di polizia si presentarono alle portiere e controllarono i viaggiatori. Michele Strogoff presentò il suo "podaroshna".

L'ispettore lo lesse con attenzione. ma un permesso munito di un timbro particolare. la giovane livoniana. Nota 3. Niznij Novgorod. che in tempo normale conta da trenta a trentacinquemila abitanti. . Nota 2. poi meno sicuri. e in particolare le popolazioni delle foreste e delle tundre dell'Asia sub-asiatica (Samoiedi.rispose la fanciulla. Così dunque. Jucaghiri.. Niznij Novgorod. La fanciulla s'inchinò in segno di assenso. non parvero affatto persone sospette. Come! Quella fanciulla sola. è il capoluogo del governatorato omonimo. situata alla confluenza del Volga e dell'O a.Tu sei di Riga? . ma dal 1817 la fiera è stata trasportata a Niznij Novgorod. vale a dire che la sua popolazione era dieci volte raddoppiata. Nota 4.Sì. Finita l'ispezione.Bene concluse l'ispettore. presentava dunque una straordinaria animazione. a misura che proseguiva il viaggio. eccetera) (Nota del Traduttore). i mezzi di comunicazione diventavano prima meno rapidi.Per la via di Perm. . o Novgorod Inferiore. . di solito tranquilla. . in viaggio per la lontana Siberia. divisa in due dal corso del Volga. Jacuti. e che sembrava di tipo speciale. Corrisponde alla Crimea (Nota del Traduttore). prima che Michele Strogoff avesse potuto fare un gesto verso di lei. e proprio ora che ai pericoli abituali si aggiungevano quelli di un paese invaso e in rivolta! Come sarebbe arrivata? Che ne sarebbe stato di lei?. Poi dopo aver esaminato attentamente colei di cui leggeva i connotati. All'udire quelle domande e quelle risposte. discesa per prima. era scomparsa tra la folla che ingombrava le banchine della stazione.Sì . Ciu ci. Negozianti di dieci razze diverse vi fraternizzavano sotto l'influenza degli affari commerciali. La fanciulla invece presentò non un passaporto. domandò: .Per quale via? . Se Michele Strogoff fosse stato costretto a soggiornare a Niznij             . per loro fortuna. ne ospitava allora più di trecentomila. c'erano ancora grandi assembramenti di persone nelle due città che costituiscono Niznij Novgorod. perché il passaporto non è più richiesto in Russia. che a quel tempo non andava oltre. 5. Nota 1. Michele Strogoff provò un sentimento di sorpresa e insieme di pietà. Benché l'ora fosse già avanzata quando Michele Strogoff uscì dalla stazione. Questo enorme aumento era dovuto alla celebre fiera che si tiene entro le sue mura per un periodo di sei settimane. Cioè 1000 leghe. è difesa da una fortezza che in lingua russa si chiama " reml". La città. NOTE. UN DECRETO DI DUE ARTICOLI.. La parte superiore.Vai a Ir uts ? . Cioè 2500 leghe circa. Una volta era Ma arjev che godeva i benefici di questo afflusso di mercanti. costruita sopra una rupe scoscesa. ma.Ricordati di far vistare il permesso all'ufficio di polizia di Niznij Novgorod. le portiere delle vetture furono aperte. Là Michele Strogoff avrebbe lasciato la ferrovia. Gli iperborei: gruppi umani viventi nelle zone più settentrionali del mondo abitato.destinazione a Niznij Novgorod.

il quale.. Ma prima. e che gli avrebbe fatto guadagnare il tempo perduto. sperduta in quella tumultuosa città. respingeva le patate dal suo piatto e aveva cura di non inzuccherare il tè. Là. alle quali la stoffa dorata faceva da cornice. "telega" o "tarantàs". Terminata la cena. Ma non se ne preoccupava troppo. tuttavia dovette rassegnarsi.. da "vecchio credente" della setta dei Ras olni i (1) legato dal voto di astinenza. benché il lungo crepuscolo si prolungasse ancora. E trovò l'uno e l'altra all'insegna della "Città di Costantinopoli". Diciassette ore di attesa! Era una cosa spiacevole per un uomo che aveva fretta.Novgorod. come conviene dopo un'intera giornata trascorsa in treno? Pensava forse a quella giovane livoniana. Non ha neppure domandato spiegazioni.. Michele Strogoff riprese macchinalmente la sua passeggiata attraverso la città. nessuna vettura. che per alcune ore era stata sua compagna di viaggio? Non avendo altro di meglio da fare... perché non si perdeva mai in inutili recriminazioni. latte cagliato. Quanto a proteggerla. E così fece.. Incontrarla era difficile. se era necessario farsene il protettore? No. Ogni alloggio era superaffollato. Egli andò quindi in cerca più di una cena che di un letto. il veicolo più rapido di tutti. una brocca di vas.. Un'anitra con ripieno piccante. le vie si facevano a poco a poco deserte e ognuno tornava al suo alloggio. e certo meglio del suo vicino di tavola. già la folla si disperdeva. furono serviti subito ed era più di quanto gli occorresse per sfamarsi. e. Ma no. ma dove non mancava né l'immagine della Vergine. Perché Michele Strogoff non era andato tranquillamente a letto. in quelle particolari circostanze. Per chi? Per che cosa? E' forse autorizzata a varcare la frontiera! Ma il paese oltre frontiera è in rivolta! Le bande tartare percorrono le steppe!. sia a Perm. pane d'orzo. Mangiò quindi a sazietà.. né le icone di alcuni santi. gli sarebbe stato difficile trovare un albergo o anche una locanda appena passabile. pur sapendo.. con suo gran disappunto. Qui. Temeva che.. ci va lo           . dal momento che non poteva partire subito. con pochi mobili.». e se non fosse stato per la fame che si faceva sentire.. volle sapere l'ora esatta della partenza e si recò agli uffici della Compagnia fluviale che fa servizio tra Niznij Novgorod e Perm. invece di salire in camera. quasi affogata in una densa crema. Del resto. senza troppo inquietarsi. Michele Strogoff si fermava un istante e riprendeva a riflettere. avrebbe probabilmente vagato fino al mattino per le vie di Niznij Novgorod. Ecco dunque Michele Strogoff in giro per la città. Tuttavia. l'albergatore gli offrì una camera abbastanza decente. fosse esposta a qualche insulto? Lo temeva. con quale diritto? «Sola pensava .sola in mezzo a questi nomadi! E i pericoli presenti non sono niente in confronto a quelli che le serba l'avvenire! La Siberia! Ir uts ! Quello che io mi preparo ad affrontare per la Russia e per lo zar. Sperava dunque di incontrarla e. e aveva ragione di temerlo. cercando. Ma. seppe che il "Caucaso" (così si chiamava il battello a vapore) sarebbe partito alla volta di Perm solo l'indomani a mezzogiorno. berlina o carrozzino di posta. sia a Kazan. essa lo fa per. un albergo per passarvi la notte.. quei mercanti hanno parlato in sua presenza dei disordini della Siberia. zucchero in polvere misto a cannella. dovendo aspettare il battello del Volga fu costretto a cercarsi un ricovero qualsiasi. «Certo pensava l'idea del viaggio l'ha avuta prima dell'invasione! Forse ignora quello che sta succedendo. Ma allora lei sapeva. e lei non è sembrata sorpresa. specie di birra molto comune in Russia.. nessun cavallo l'avrebbe condotto più celermente.. Era meglio dunque aspettare la partenza del battello a vapore. egli pensava proprio a lei.

Hai ragione. come abbiamo già detto.domandò con voce rude un uomo di alta statura. Michele Strogoff. Intanto Michele Strogoff continuava a girare a caso. e col quale non era piacevole aver contatti.pensò Michele Strogoff.Hai forse intenzione di passare la notte su questa panca? domandò ancora l'uomo.. . Ricordandosi che doveva essere soprattutto prudente. .. se mi fa comodo .. nel quale Michele Strogoff riconobbe un miscuglio di mongolo e di siberiano.. Quanto al significato preciso delle parole scambiate tra lo zingaro e la sua compagna. Ma..rispose Michele Strogoff.Domani? . non se ne preoccupò affatto. guardando con maggior attenzione nell'ombra.».stesso!.Mi riposo . è il Padre (3) stesso che ci manda. Frattanto. .Sì.Non avete bisogno di vedermi .Sì. che cominciava a infittirsi. e in un linguaggio abbastanza rozzo. Michele Strogoff si ritrasse istintivamente. scorse presso la baracca un carrozzone.. .Se questi zingari ci tengono a non farsi capire. osservandolo bene. senza parlare dei pericoli e degli ostacoli. Gli sembrò allora. lo zingaro rispose alcune parole che volevano dire: .. disse: . per quanto sia coraggiosa. tra molte altre. li consiglio di usare un'altra lingua. Una donna.replicò Michele Strogoff con tono un po' troppo deciso per un semplice mercante quale doveva essere. . Michele Strogoff non poté trattenersi dal sorridere alla qualifica che gli veniva affibbiata.Avvicinati e fatti vedere . Cosa gli poteva interessare?       . né fisici né morali.ribatté. Povera ragazza!. le forze le verranno meno durante il viaggio e. Poi. che egli non aveva visto arrivare. benché con accento molto diverso. Sangarre! Del resto domani ripartiremo. su una vastissima piazza. . avanzò svelta. quando una mano pesante gli si posò sulla spalla. lo zingaro aveva fatto due o tre passi avanti e si preparava a interpellare più direttamente Michele Strogoff. Era là da cinque minuti. dovunque c'è da guadagnare qualche copeco.Ancora una spia! Lascialo stare e vieni a mangiare.rispose lo zingaro . come se ne incontrano in tutte le fiere.Bene! . Dopo aver camminato così per circa un'ora. Non potrà mai arrivare a Ir uts !. Sangarre . La "paplu a" (2) è pronta. . proprio a lui. che sorgeva. Il motivo che la spinge dev'essere ben forte! Ma. . andò a sedersi su una panca addossata ad una grande baracca di legno. capiva quasi tutti gli idiomi parlati dalla Tartaria fino al mar glaciale.. l'uomo e la donna rientrarono nella baracca. . quando la porta della baracca s'aprì. appena visibile. proprio dove noi vogliamo andare! Detto questo.domani. E. nella stessa lingua. che si guardava particolarmente dalle spie.disse l'uomo.replicò a mezza voce la donna con un tono che indicava una certa sorpresa.. calmo. di trovarsi di fronte a una specie di zingaro. . pose tra sé e il suo interlocutore un intervallo d'una decina di passi. siccome conosceva perfettamente la città.Che fate qui? . ella non potrà sopportare le fatiche d'un viaggio simile!. ritornare al punto di partenza non era difficile per lui.. la cui porta fu accuratamente richiusa. e lo è certamente. quando parlano davanti a me! Essendo siberiano e avendo trascorso l'infanzia nella steppa. abituale dimora ambulante di quegli zingari o zigani che formicolano in Russia. ma.

altrettanto quella bassa era brulicante di vita. Ogni agglomerato di quelle baracche. il quartiere dei legnami. Cosacchi. Greci. presso il luogo d'imbarco. Gli venne in mente allora per la prima volta l'idea che anche la giovane livoniana dovendo prendere la via di Perm. Ancora cinque ore da passare a Niznij Novgorod. in uno di quei letti russi che gli stranieri trovano tanto duri. Non essendo abituato a poltrire in camera. Tedeschi. Russi. richiedeva una sorveglianza continua. C'era il quartiere del ferro. le cui acque scomparivano sotto le sagome scure degli innumerevoli battelli. che vi risiedeva ordinariamente per tutta la durata della fiera. arrivò sullo stesso piazzale dove il giorno prima s'erano sistemati alcuni accampamenti di zingari. costituiva un quartiere differente. lasciò il letto. In una grande spianata oltre il Volga s'innalzava il palazzo provvisorio del governatore generale. Quell'agglomerato di carri e di baracche occupava precisamente la grande piazza dove si teneva. gli parevano un secolo. Ma. non volendo ritornare alla "Città di Costantinopoli". vistato il suo "podaroshna" all'ufficio della polizia. si sarebbe molto probabilmente imbarcata sul "Caucaso". si risvegliò col sole alto. ma pensando di far colazione in riva al Volga. si vestì. Turchi. Georgiani. La città alta. Persiani. e in quei viali. era allora in abbandono. Per miglior precauzione. di tutte le grandezze e di tutte le forme. per prendersi un po' di riposo. riconobbe allora il posto che aveva lasciato. chiusa la sua borsa da viaggio. destinato ad un genere particolare di commercio. nascose accuratamente la lettera con il sigillo imperiale in fondo ad una tasca praticata nella fodera della casacca. il quartiere delle pellicce. quella mattina. 17 luglio. con la quale neppure quella di Lipsia poteva gareggiare. Seguì. eccetera. Ciò fatto. dopo aver attraversato il Volga su un ponte di barche sorvegliato da Cosacchi a cavallo. la quale. il quartiere del pesce secco. quanto la città alta era morta. Una pubblicità originale. l'affluenza era già considerevole. se non girovagare per le vie della città come il giorno prima? Una volta consumata la colazione. pagò il conto e lasciò l'albergo. dove si assicurò che il "Caucaso" partisse veramente all'ora stabilita. il quartiere della lana. Che poteva fare per occupare quella mattinata. a causa di quella eterogenea accozzaglia di gente. Vi erano baracche costruite con materiali davvero fantasiosi: alcune con pacchetti di tè. non gli sarebbe rimasto altro che partire. ed egli pensò di ritornare all'albergo. Siberiani. La fiera di Niznii Novgorod. Michele Strogoff si recò prima di tutto agli uffici dei battelli a vapore. cioè con i campioni delle mercanzie in vendita. si teneva un po' fuori della città. il principale mercato di Niznij Novgorod. simmetricamente disposte. Michele Strogoff dormiva d'un sonno un po' agitato. Un'ora dopo. Questa spianata era allora coperta da baracche di legno. sempre camminando. poi chiuse la borsa e se la mise in spalla. Michele Strogoff. sulla quale strinse la cintura. in modo da lasciare fra loro dei viali abbastanza larghi per permettere alla folla di circolarvi facilmente. altre con blocchi di carne salata. Ottomani. poiché. il corso del Volga. e il giorno dopo. e in quel caso Michele Strogoff avrebbe certamente fatto il viaggio assieme a lei. . Il governatore non vi risiedeva più. Orientandosi dal fiume. il quartiere dei tessuti.L'ora era già molto tarda. Indiani. ogni anno. e ciò gli spiegava perché si radunassero in quel luogo i giocolieri e gli zingari convenuti da tutte le parti del mondo. s'era levato prima delle quattro. lungo quelle strade. con il suo cremlino dalla circonferenza di due verste e somigliante a quello di Mosca. un poco all'americana! Il sole era già alto all'orizzonte.

cavalli. profumi. e avrebbero impiegato un altro anno per fare ritorno alle loro botteghe o ai loro magazzini. vero timoniere d'un battello immaginario. tappeti turchi. scortando le loro mercanzie. una ressa. stimolati dalla frusta o dalla mazza appuntita del domatore. lanciando i loro piccoli gridi di gioia. oggetti per carrozze. i serragli. che cantavano le loro arie più colorite e si esibivano nei loro balli più originali. armi del Caucaso. guidati dalla bacchetta del direttore d'orchestra. C'erano mercanti dell'Asia centrale. un coro di "battellieri del Volga".Cinesi una svariata mescolanza di Europei e di Asiatici. né un solo compratore che trovasse qualcosa da comprare. della Persia. malachiti. bronzi europei. Pellicce. Poi. zucche. orologi svizzeri. armature di Tiflis. mentre simulavano l'azione del remare. tessuti di Smirne o dell'Ispahan. ogni cosa che potesse servire al trasporto di mercanzie. parlavano. Inoltre. questo periodo rumoroso. cordame. che predicevano la fortuna agli allocchi di quel pubblico sempre mutevole. che rappresentavano i drammi di Sha espeare. pietre preziose. della Cina. l'immenso vociare si smorzava come per incanto. Secondo un uso molto in voga alla fiera di Niznij Novgorod. legnami. almeno. tè portato dalle carovane. i quali volavano via a centinaia. aromi. girovaghi venuti dalle montagne. infine. i proprietari delle gabbie aprivano la porta ai loro prigionieri. Tutto quello che c'è da vendere o da comperare sembrava fosse stato ammassato in quel luogo. la Francia e l'Inghilterra erano entrambe rappresentate al grande mercato di Niznij Novgorod da due prodotti tra i più qualificati della civiltà   . un vociare indescrivibili. i quali avevano impiegato un anno ad attraversare quelle immense pianure. una animazione. sui lunghi viali. una nuvola di uccelli fuggiva dalle gabbie nelle quali erano stati trasportati. trafficavano. e di questa enorme affluenza di mercanti. quelli dell'America e dell'Europa. tutti i prodotti dell'India. la città bassa ricadeva nella sua monotonia ordinaria. cocomeri. la città alta riprendeva il suo carattere ufficiale. battelli. Tale è infatti l'importanza della fiera di Niznij Novgorod. adattandoli al gusto degli spettatori. assordanti con lo stridore delle loro orchestre e gli annunci dei loro numeri. Un'usanza originale e affascinante! Sopra quella folla. eccetera. Dappertutto un movimento. Tale era l'aspetto della spianata. declamavano. Facchini. carri. attrezzi di corno. zingari o zigani. catrame. si pigiava alla rinfusa sul campo della fiera. minerali dell'Ural. non restava un solo venditore che avesse qualcosa ancora da vendere. domatori di orsi che conducevano in libertà i loro equilibristi a quattro zampe. A questo punto è doveroso aggiungere che questa volta. che la cifra degli affari non era inferiore ai cento milioni di rubli. i quali vi accorrevano a frotte. cascemir dell'India. su ogni piazzetta fra i quartieri di questa città improvvisata. ortaggi. vi erano compagnie di giocolieri d'ogni specie: saltimbanchi e acrobati. frutta. e tale doveva rimanere per tutte le sei settimane che durava ordinariamente la fiera di Niznij Novgorod. e gli stranieri in questo non erano da meno. velluti e sete di Lione. finito. commedianti dei teatri di provincia. dal momento che il popolino del posto gesticolava a più non posso. erano riuniti su quel punto del globo. asini. che risuonavano di roche grida di animali. erbe medicinali. circondato da quattro file di spettatori entusiasti. discutevano. cammelli. in cambio di alcuni copechi caritatevolmente offerti dalla gente di buon cuore. lapislazzoli. Poi. quelli del Mar Caspio e del Mar Nero. provenienti da tutte le contrade dell'Europa e dell'Asia centrale. in mezzo alla grande piazza centrale. seduti a terra come sul ponte della loro barca. stoffe di seta. cotonati inglesi.

ottimista per natura. non lontana dalla frontiera siberiana. con la lancia in spalla. egli osservava che i mercanti venuti dalle contrade vicine dell'Asia dimostravano una reale inquietudine. Aveva quindi considerato le cose sotto tutt'altro punto di vista e ruminava un articolo di fuoco contro una città nella quale gli albergatori si rifiutavano di alloggiare i viaggiatori. gli agenti della polizia sono abitualmente coadiuvati da molti Cosacchi. Un altro personaggio. C'era dunque un movimento inconsueto. se non si vedevano soldati. durante il periodo della fiera. aveva scritto in fretta sul suo taccuino alcune note particolarmente lusinghiere per la città di Niznij Novgorod. e sia l'uno che l'altro non furono quasi affatto meravigliati. mantengono l'ordine in questo concentramento di trecentomila stranieri. poiché un medesimo istinto li faceva correre sulla stessa pista. Al contrario. che soltanto la gravità degli avvenimenti poteva spiegare. Tuttavia. non meno impegnato del governatore generale. un osservatore si sarebbe facilmente accorto che egli mordeva il freno. Fin dal giorno prima. partendo dal palazzo del governo generale. Infatti. non si vedevano sul grande mercato. sembrava essere il più indifferente e il meno impaziente degli uomini. In Russia. Lo scambio di dispacci telegrafici tra Mosca e San Pietroburgo era ininterrotto. si lanciavano in tutte le direzioni. I suoi ispettori e lui stesso. in previsione d'una partenza improvvisa. i signori Harry Blount e Alcide Jolivet. i militari. Gironzolando tra i gruppi di gente. i due giornalisti erano qui accorsi per cercarvi delle impressioni al servizio dei loro lettori. che l'ambizione di Feofar Khan scatenava ora attraverso le steppe irghise. le cui regioni erano sconvolte dall'invasione tartara. questa volta. Le staffette si moltiplicavano sulle strade della provincia. Che i giocolieri. Michele Strogoff. e. i quali non chiedevano altro che di lasciarsi scorticare "nel morale e nella borsa!". e precisamente a Niznij Novgorod. l'uniforme militare compare in tutte le occasioni. erano stati consegnati nelle loro caserme. perché quei poveri diavoli non rischiavano nulla in una impresa commerciale. Cosacchi o altri. i saltimbanchi e gli equilibristi facessero gran chiasso davanti ai loro baracconi. Il loro vicendevole incontro avvenne precisamente sul campo della fiera. La situazione di Niznij Novgorod. non succedeva altrettanto degli ufficiali. i quali. siccome il caso gli aveva facilmente fornito vitto e alloggio. impegnati a   . esigeva evidentemente serie precauzioni. non si parlarono e si accontentarono di salutarsi molto freddamente. da una certa contrazione dei muscoli sopraciliari. gli aiutanti di campo. e impiegavano meglio che potevano le poche ore di tempo perso. ma. con una mano in tasca e l'altra sulla pipa dalla lunga cannuccia di marasco. C'era anche un altro sintomo che doveva essere rilevato. era spiegabile. per ritornare invariabilmente sul campo della fiera. I soldati si mescolano volentieri con la folla. Non si poteva dimenticare che nel secolo quattordicesimo la città era stata due volte presa d'assalto dagli antenati di quei Tartari. quel giorno. perché anche loro si sarebbero imbarcati sul "Caucaso". Da circa due ore percorreva le vie della città. Senza dubbio. sembrava trovare che tutto andava a meraviglia. sia verso Vladimir che verso i monti Urali. ma i negozianti esitavano a impegnarsi con i trafficanti dell'Asia centrale. Gli affari ne soffrivano visibilmente. era il capo della polizia. Harry Blount. s'era visto costretto a dormire all'aria aperta. dopo aver invano cercato la cena. Ora.moderna. Alcide Jolivet. Tuttavia.

aperti notte e giorno. Gli uffici dell'amministrazione. Nota 1.diceva uno. Divieto a ogni suddito russo di uscire dalla provincia. FRATELLO E SORELLA. 2. Michele Strogoff si trovava precisamente sulla piazza centrale. . NOTE. Michele Strogoff ascoltava quello che si diceva. e al quale successe il silenzio assoluto.Si chiude la fiera! . o almeno creargli immense difficoltà. Un importante dispaccio. quando si diffuse la voce che il capo della polizia era stato chiamato da una staffetta al palazzo del governatore generale. per approfittarne. 1. Il "ras ol" sorse come una reazione alla modificazione dei libri liturgici e di alcuni usi introdotti col tempo nel rito russo e sconosciuti all'Oriente (Nota del Traduttore). Allora. circolò la notizia che era stata presa una decisione assolutamente imprevista e insolita.aggiungeva l'altro. con voce alta. molto funesti per gli interessi privati. erano continuamente assediati. Il capo della polizia. Il capo della polizia andò dunque al palazzo del governatore e subito. S'era levato istantaneamente un vociare. . "Ordine a tutti gli stranieri di origine asiatica di lasciare la       .Il reggimento di Niznij Novgorod ha ricevuto l'ordine di partenza! . europei o asiatici. Il capo della polizia arrivò in mezzo alla piazza centrale. e tutti poterono vedere che teneva in mano un dispaccio. Questi provvedimenti. a vigilare sull'esecuzione dei regolamenti.Ecco il capo della polizia! . Se Ivan Ogareff si trovava ancora in provincia. significava impedirgli di raggiungere Feofar Khan. per qualsiasi ragione. Nota 2. tenendo libero il passaggio tra la folla a forza di spintoni violentemente dati e pazientemente ricevuti. giunto da Mosca.si gridò da tutte le parti. non avevano riposo. e sottrarre al capo tartaro un temibile luogotenente. tanto dagli abitanti della città quanto dagli stranieri. era la causa di questa chiamata. Ordine a tutti gli stranieri di origine asiatica di lasciare la provincia entro le ventiquattro ore».Si dice che i Tartari minaccino Toms ! . come per un presentimento generale. 6. a ricevere i reclami. . Nota 3.mantenere l'ordine. Specie di dolce a sfoglia. Ora. Ognuno presentiva qualche grave comunicazione da parte del governatore. Sotto la denominazione di «vecchi credenti» sono compresi i seguaci dello scisma ("ras ol") avvenuto alla metà del secolo diciassettesimo nel seno della Chiesa russa ortodossa. Appellativo popolare per indicare l'imperatore. preceduto dai suoi agenti. se era il caso. "Divieto a ogni suddito russo di uscire dalla provincia". che si calmò a poco a poco. Un distaccamento di Cosacchi lo accompagnava. si diceva. egli lesse il seguente proclama: «Decreto del governatore di Niznij Novgorod. aveva appena lasciato il palazzo del governatore generale. erano perfettamente giustificati dalle circostanze.

di zigani. un grido di disperazione. ancora prima che i poveri zingari ne fossero usciti. i connazionali spinti dai loro affari oltre le frontiere siberiane non potevano più lasciare la provincia. Non ammetteva eccezioni.pensò . Tante teste. le parate reclamistiche tacquero. significava allontanare in massa quei trafficanti venuti dall'Asia centrale. sotto l'influenza di tali misure. Ma questa riflessione.tra questo decreto che espelle gli stranieri originari dell'Asia e le parole scambiate ieri sera tra i due avventurieri di razza zigana! "E' il Padre stesso che ci manda proprio dove noi vogliamo andare!". ha detto il vecchio. prontamente represso dall'intervento dei Cosacchi e degli agenti della polizia. e che dovevano percorrere più di mille verste per raggiungere la frontiera più vicina.provincia entro le ventiquattro ore".tutti quei nomadi. fu subito interrotta da un'altra che doveva scacciare ogni altro pensiero dalla mente di   . di guitti. colpiti direttamente dal decreto d'espulsione. più utile che dannoso!». alla quale il decreto del governatore sembra risultare. ma a questi non restava altro da fare che imballare nuovamente le loro mercanzie e riprendere la strada per la quale erano venuti. e la loro espulsione era certamente richiesta dallo stato delle cose. E quasi subito cominciò quello che si potrebbe chiamare lo sgombero di questa grande piazza. Evidentemente. sollecitavano i ritardatari e arrivavano fino a demolire le tende. il cui numero era considerevole. prima di rimettere piede in territorio libero. Nel momento in cui il capo della polizia dava lettura del decreto. Come mai quegli zingari potevano prevedere il decreto contro di loro? come l'hanno conosciuto in anticipo? e dove vogliono andare? Ecco gente sospetta. e che si erano riuniti per la fiera. con la frusta o la verga in mano. Il tenore del primo articolo del decreto era esplicito. Dovevano dunque percorrere un migliaio di verste. tante spie. e anche quelle compagnie di girovaghi. si trovavano vietate anche le steppe della Siberia. le corde degli equilibristi vennero tolte. è lo zar! La gente del popolo chiama soltanto lui con questo nome. e al tumulto del grande mercato succederebbe il silenzio del deserto. i fuochi si spensero. certamente molto giusta. Michele Strogoff fu colpito da un'associazione di idee che gli venne spontanea alla mente: «Strana coincidenza . In merito al secondo articolo del decreto. i teatri di provincia furono smontati pezzo per pezzo. Ma si comprende facilmente l'effetto di quei due fulmini caduti sulla città di Niznij Novgorod. in Persia o in Turchia o nelle pianure del Tur estan.bisogna ripeterlo. Si levò dapprima un mormorio di protesta contro questo provvedimento insolito. Le tele distese davanti alle baracche furono ripiegate. significava per loro la miseria a breve scadenza. Ogni interesse privato doveva scomparire davanti all'interesse pubblico. perché era una conseguenza necessaria di quelle misure . l'ordine di espulsione contenuto era altrettanto senza replica. Quanto a tutti quei saltimbanchi. prima di sera. che hanno più o meno affinità con le popolazioni tartare o mongole. necessariamente esposta e presa di mira più di ogni altra. E inoltre . la piazza di Niznij Novgorod sarebbe stata completamente evacuata. Le poste dell'Ural e delle montagne che formano come il prolungamento di questo fiume sulla frontiera russa erano loro interdette. Ma "il Padre". Riguardava soltanto gli stranieri di origine asiatica. dopotutto. Così. i vecchi e bolsi cavalli di quelle dimore ambulanti ritornarono dalle scuderie alle stanghe. dunque. sicché avrebbero dovuto dirigersi a sud del Mare Caspio. Agenti e soldati. almeno per il momento. le danze e i canti cessarono.

Michele Strogoff finora aveva ragionato soltanto nell'ipotesi di compiere una buona azione. e la questione gli si presentò sotto un aspetto diverso. «Il fatto è . Il battello a vapore sarebbe partito soltanto a mezzogiorno.pensò . che io la ritrovi! Non è possibile che da ieri sera abbia potuto procurarsi una vettura e partire da Niznij Novgorod. Michele Strogoff aveva dunque circa due ore a disposizione per ritrovare colei che voleva fare la sua compagna di viaggio. inoltre. lui. si può dire strada per strada. Egli aveva pensato. «Eppure . lei non mi cagionerà nessun ritardo». dove il tumulto provocato dalla esecuzione dei provvedimenti prescritti raggiungeva in quel momento il culmine.siccome ella prende la via di Perm. Dunque bisogna che lei mi accompagni! Dunque bisogna. Una nuova idea gli venne ora in mente. Visitò la città superiore e la città inferiore. Dunque. evidentemente. Se.che io posso avere bisogno di lei più di quanto lei abbia bisogno di me. e con ogni probabilità. io potrei prendermi cura di lei a sua insaputa. Recriminazioni degli stranieri proscritti. quindi russa. Questo pensiero preoccupò seriamente Michele Strogoff. non poteva ignorare che gli stessi pericoli sarebbero stati infinitamente più gravi per una fanciulla..Michele Strogoff. Dimenticò gli zingari. lei aveva a sua disposizione soltanto i mezzi necessari per un viaggio da farsi in circostanze ordinarie. dove la folla era minore. uomo energico e forte. come egli stesso tentava di fare. la fanciulla era di Riga. Cerchiamola. la strana coincidenza che risultava dalla pubblicazione del decreto. i loro discorsi sospetti. Quel permesso che le era stato rilasciato prima dei nuovi provvedimenti. di rendere un servizio. e siccome è chiaro che ha tanta fretta quanto me di arrivare a Ir uts . Tutte le strade della Siberia le erano adesso inesorabilmente chiuse e. Ma un pensiero ne tira un altro. che pur senza trascurare nulla di quanto esigeva la sua importante missione. e l'idea lo aveva rallegrato. e non poteva più uscire dal territorio russo.non può ancora essere partita da             . è quasi impossibile che io non la incontri più. e Dio mi guidi!». Entrò nelle chiese.pensava . grida degli agenti e dei Cosacchi che li maltrattavano: ovunque un tumulto indescrivibile.. gli sarebbe forse possibile dare qualche aiuto a quella buona ragazza. non era più valido. le era da questo momento impossibile recarvisi.ripeteva a se stesso . .esclamò senza quasi avvedersene. Nell'uomo che corre da solo attraverso la steppa si riconosce facilmente il corriere dello zar. qualunque fosse il motivo per cui andava a Ir uts . al contrario. Il ricordo della giovane livoniana gli era ritornato d'improvviso.Non potrà più varcare la frontiera! Infatti. Poiché lei andava a Ir uts . ad ogni costo. Conoscendo i pericoli cui sarebbe personalmente andato incontro. era livoniana. sarebbe necessariamente passata in mezzo alle orde degli invasori. io sembrerò molto più verosimilmente agli occhi di tutti il Nicola Korpanoff del mio "podaroshna". in un paese le cui strade gli erano addirittura familiari. La sua presenza mi potrebbe essere tutt'altro che inutile e servirebbe a distogliere i sospetti sul mio conto. Se. In nessun luogo incontrò la giovane livoniana. Michele Strogoff lasciò la grande piazza di Niznij Novgorod. ma anche costose? «Ebbene! . Attraversò di nuovo il Volga e percorse i quartieri dell'altra sponda. questa fanciulla mi accompagna.Povera ragazza! . Erano le nove del mattino. come riuscirebbe a farlo ora nelle circostanze che gli avvenimenti rendevano non soltanto pericolose. avrebbe percorso la stessa strada che percorreva lui. rifugio naturale di tutti quelli che piangono. di tutti quelli che soffrono. dapprima vagamente. . La fanciulla che egli cercava non poteva trovarsi là.

. Cerchiamo sempre!». cosa tuttavia improbabile. e coloro che si fossero trovati in ritardo correvano il rischio di non riuscire più a partire dalla città entro il tempo prescritto. poiché il suo caso era previsto. più o meno compromesso nel movimento tartaro. Mentre aspettava. Erano già le undici. Non conoscendo il decreto del governatore. Michele Strogoff. avrebbe potuto. probabilmente. Ma entrare negli uffici ed arrivare fino allo sportello degli impiegati. su una panca. Michele Strogoff non s'era sbagliato. non sentiva la stanchezza. dell'India. erano ugualmente sottoposti a certe formalità per partire. quantunque si potesse appena scorgerne il volto. annullava ogni autorizzazione       . andò ad avvertire un impiegato superiore. Era evidente che il decreto non lo riguardava. Gli venne allora l'idea che la fanciulla. Michele Strogoff sarebbe quindi stato tra poco in regola con la polizia e libero nei suoi movimenti. non era a conoscenza del decreto. Giocolieri. ma volle assicurarsi che non vi fossero difficoltà alla sua partenza. Aveva riconosciuto la giovane livoniana. In questo caso si sarebbero esposti a qualche rigoroso intervento degli agenti del governatore. E' vero che lei era autorizzata ad andare a Ir uts . Tutti avevano fretta. sarebbe pur venuta. perché gli stranieri che avevano l'ordine di lasciare la provincia. mescolati ai mercanti della Persia. anche se ignorava le notizie.. E chi vide? Là. come avrebbe potuto ignorare il provvedimento del governatore? un provvedimento che la colpiva tanto direttamente? Ma infine. una fanciulla in preda a una muta disperazione. qualche russo. una parola sussurrata all'orecchio d'un ispettore e alcuni rubli fatti scivolare nella sua mano ebbero il potere di ottenergli il passaggio. cosa che in circostanze normali sarebbe stata inutile. perché un tale fulmine non poteva scoppiare senza essere udito da tutti. ma dovevano avere il permesso per andarsene. dopo averlo introdotto nella sala d'attesa. ma il decreto era categorico. e che ella potesse. col favore d'un travestimento. grazie alla sua forza di gomiti.Niznij Novgorod. Tuttavia. Interessata anche lei a conoscere tutte le minime notizie che venivano dalla Siberia. Michele Strogoff andò così in giro per due ore. affollavano il cortile e gli uffici del commissariato. Camminava senza fermarsi. zingari. ella si era presentata all'ufficio della polizia per far vistare il suo permesso. obbediva a un sentimento imperioso che non gli permetteva neppure di riflettere. si guardò attorno. della Turchia. della Cina. perché i mezzi di trasporto erano presi d'assalto da quella folla di gente espulsa. Il visto le era stato negato. al pontile d'imbarco. riuscì ad attraversare il cortile. Senza questa precauzione. il cui solo profilo si delineava nell'ombra sul muro. col suo aiuto. era un'impresa tutt'altro che facile. Michele Strogoff pensò di presentare il suo "podaroshna" al commissariato di polizia. suonatori ambulanti. e qualche agente irremovibile le avrebbe negato brutalmente il passaggio! Bisognava ad ogni costo che Michele Strogoff la vedesse prima. Ma le sue ricerche furono vane. evitare d'essere respinta. passare la frontiera: cosa che il decreto intendeva proprio impedire. Michele Strogoff ritornò quindi sull'altra sponda del Volga nel quartiere dove si trovava il commissariato di polizia. Gli stranieri erano rimandati a casa. accasciata più che seduta. Ma sempre invano. del Tur estan. a una certa ora. L'agente. ed egli perse anche la speranza di ritrovarla. Qui c'era una grande affluenza di gente.

La giovane livoniana. Michele Strogoff e la giovane livoniana avevano preso posto a bordo del "Caucaso". fratello . e le vie della Siberia le erano chiuse.Il capo della polizia vi aspetta . Tutti e due. e il suo volto s'illuminò d'una luce improvvisa. e le cose si svolsero senza resistenze. Dal camino usciva soltanto un filo di fumo.siamo autorizzati a proseguire il nostro viaggio per Ir uts . se lei riteneva di doverlo fare. accompagnato da un agente. che Michele Strogoff ricomparve nella sala. come un naufrago che si aggrappa a un relitto. l'agente toccò la spalla di Michele Strogoff. Michele Strogoff. seguì l'agente attraverso la folla compatta di persone. ricadde sulla panca. ma il loro intervento non fu necessario.. Non occorre ripetere che la polizia sorvegliava la partenza del "Caucaso" e si dimostrava irremovibile con i viaggiatori che non possedevano i necessari documenti per lasciare la città. E insieme lasciarono il palazzo della polizia.Bene .. senza rassicurarla neppure con un gesto (che avrebbe potuto compromettere se stesso e lei). In quel momento.Sorella.. vedendo scomparire l'unico che avrebbe potuto venirle in aiuto. né l'aveva interrogata. mentre l'estremità del tubo di scappamento e il coperchio delle valvole erano coronati da un vapore bianco. senza dire una parola a colei che aveva tanto cercato fin dal giorno prima. Non erano passati tre minuti. .disse. All'ora stabilita risuonò l'ultimo rintocco di una campana. . le potenti ruote del battello batterono l'acqua con le loro pale articolate e il "Caucaso" filò rapido tra le due città che formano Niznij Novgorod. Pochi minuti prima di mezzogiorno. . Ella aveva solo fretta d'allontanarsi dalla città. Vieni? . si avvicinò alla fanciulla. guardavano allontanarsi quella città. . Lei lo guardò un istante. come se un'improvvisa ispirazione le avesse tolto ogni dubbio.Sorella ripeté Michele Strogoff .rispose Michele Strogoff. E.disse. Si alzò istintivamente e. Le caldaie del "Caucaso" erano a giusta pressione. Si avvicinò alla giovane livoniana. mettendo la sua mano nella mano di Michele Strogoff. 7. stava per chiedergli aiuto. Aspettava che parlasse. Molti Cosacchi andavano e venivano sulla banchina. autorizzava il mercante a farsi accompagnare nel suo viaggio in Siberia. Come sappiamo. riconoscendo il suo compagno di viaggio. Il loro imbarco era avvenuto senza difficoltà. Erano dunque fratello e sorella che viaggiavano sotto la protezione della polizia imperiale. la campana del vapore richiamò all'imbarcatoio del Volga un gran numero di persone. seduti a poppa. il "podaroshna" intestato al nome di Nicola Korpanoff.precedente. furono sciolti gli ormeggi.. Lei capì. e tendendole la mano: .rispose la fanciulla. poiché c'erano quelli che partivano e quelli che avrebbero voluto partire. nella     . Michele Strogoff non aveva ancora detto niente di sé alla fanciulla. che gli dava via libera per la Siberia.Vengo. LUNGO IL CORSO DEL VOLGA. così profondamente sconvolta dal decreto del governatore. Si levò. Teneva in mano il suo "podaroshna". pronti a dar man forte agli agenti. molto contento d'averla finalmente ritrovata.

aumenta di circa due miglia all'ora la velocità propria dei battelli. Nella parte del battello riservato alla prima classe si vedevano Armeni con le loro lunghe tuniche e una specie di mitra in testa. aperte davanti e sul dorso. il cui trasporto doveva costar loro molto caro. dunque per la maggior parte del suo corso. E' navigabile a partire da Riev. La maggior parte dei passeggeri era raggruppata a prua del "Caucaso". Il Volga forma il tronco di quest'albero. infatti il suo corso non misura meno di quattromila verste (4300 chilometri). una volta arrivati alla confluenza con la Kama. il viaggio da Niznij Novgorod a Perm sarebbe quindi durato dalle sessanta alle sessantadue ore circa. secondo la regola avevano diritto soltanto a un peso di venti libbre per persona. alcuni dei quali. Contando poi un'ora di fermata a Kazan. Il Volga. avente come radici un delta di sessanta bocche. violetto o nero. e ricoperte da una seconda tunica a maniche larghe. Non parlava. e non erano solo stranieri. portavano il grembiule a colori vivaci e il       . e nonostante la potenza delle macchine. sarebbe rimasta prigioniera. designati particolarmente col nome di Shi arpuri. monopolizzavano il commercio dell'Asia centrale. del quale devono allora risalire la corrente fino a Perm. camicia di cotone rosa stretta da una corda. Indiani. ricchi Cinesi nei loro costumi tradizionali. i cui rami si stendono su tutte le parti dell'impero. vesti molto ampie. il quale. Alcune donne con abito di cotonato a fiori. C'erano dei "mugi " con la cuffia o berretta. ai quali il decreto non vietava di recarsi nelle altre città della provincia. Dunque tutto calcolato. Molti commercianti asiatici avevano creduto opportuno lasciare immediatamente Niznij Novgorod. berretta piatta o cuffia di feltro. che si ramificano sul litorale del Mar Caspio. L'intreccio dei torrenti e dei fiumi della Russia fu molto opportunamente paragonato a un gigantesco albero. vestiti d'un camiciotto a quadretti sotto l'ampia casacca. Turchi. il cui taglio ricordava quelle dei popi. con la sua corrente. che portavano ancora il turbante nazionale. rapido affluente che scende dalle province centrali della Russia. E' vero che in questo tratto i battelli non hanno che da scendere il Volga. Tartari che calzavano stivali ornati di lacci multicolori e vestivano camicie dal petto abbondantemente adorno di ricami. e i passeggeri. senza l'intervento provvidenziale di quell'inatteso protettore. un poco oltre Kazan. perché. I battelli della Compagnia di trasporti tra Perm e Niznij Novgorod superano con sufficiente rapidità le trecentocinquanta verste (375 chilometri) di distanza tra quest'ultima città e la città di Kazan. devono abbandonare il grande fiume per imboccare l'affluente. di colore azzurro. Tutti questi negozianti avevano dovuto ammassare nella stiva e sul ponte i loro abbondanti bagagli. riconoscibili dal loro copricapo conico. vi occupavano tre classi distinte.quale. Michele Strogoff aveva avuto cura di prenotare due cabine di prima classe. Il "Caucaso" era molto affollato di passeggeri di tutte le condizioni. Ma. Del resto. il battello era molto bene equipaggiato. ma il suo sguardo ringraziava per lei. è considerato il fiume più importante di tutta l'Europa. dal berretto quadrato. e contadini del Volga con pantaloni azzurri infilati negli stivali. infine. Le sue acque molto inquinate nella parte superiore. in maniera che la sua giovane compagna potesse ritirarsi nella propria e isolarsi tutte le volte che avesse voluto. ma anche Russi. città del governatorato di Tver. con un semplice cordone per cintura. si schiariscono a Niznij Novgorod per l'immissione dell'O a. secondo la loro condizione e le loro disponibilità. il "Caucaso" poteva viaggiare a una velocità media non superiore a sedici verste all'ora. Ebrei. il Rha degli antichi.

. Le sponde del Volga. ovviamente.. molti branchi di porci e maialini bianchi e neri. questa parte del ponte era molto affollata. si coronavano di stormi d'anitre. se per caso fosse stato interrogato in maniera da dover rispondere. la giovane livoniana si rivolse a Michele Strogoff e gli disse: . del decreto e delle sue conseguenze. la matita d'un disegnatore. Ma oggi non potrei!. che fuggivano mandando uno stridore assordante. che ancora non sapeva. poiché la fiera era stata improvvisamente chiusa appena aperta. se non degli avvenimenti del giorno.Domani..Vuoi andarti a riposare nella tua cabina? . non avrebbe trovato nulla da ritrarre. ma che in complesso non offrivano alcun panorama degno di nota.Non ti chiedo niente. Nadia . . percosse dall'onda sollevata dalla scia del battello. si vedeva obbligata a ritornarvi. e chiatte cariche da affondare. passerai anche tu. Due ore dopo la partenza del "Caucaso". dappertutto dove passerò io. dunque. trainati da rimorchiatori.Ti dirò tutto rispose la fanciulla. tremule. Un poco più lontano. appena riposata dalle fatiche d'un viaggio attraverso l'Asia centrale. in cerca di luoghi caratteristici.fazzoletto a disegni rossi in testa.. si estendeva fino allo sfondo di colline coltivate a metà. il cui posto era segnato sui timpani. fratello? .disse ella tendendogli la mano. sulle pianure aride limitate da ontani. Intanto il "Caucaso" filava con tutta la forza delle sue pale tra le rive del Volga. e se non     .Vai a Ir uts .aggiunse Michele Strogoff. . . e domani. Michele Strogoff ritornò sul ponte e. non voleva che qualcuno sospettasse che era autorizzato da un permesso speciale a viaggiare in Siberia. Perciò i passeggeri di poppa non s'avventuravano tra quei gruppi eterogenei. Gli stranieri imbarcati sul battello non parlavano. Incrociava molti battelli che risalivano la corrente. le cui labbra si atteggiarono a un mesto sorriso. ma senza prendere parte alle conversazioni. dove crescevano stentatamente granturco e segala.. . come se avesse voluto terminarla col nome della sua compagna.. E condusse la fanciulla alla cabina che le era stata assegnata sul settore di poppa. fratello. che aveva preso il "Caucaso" per ritornare alla frontiera. . Insomma.. .Sì. Erano principalmente passeggeri di terza classe. si vedevano sparse alcune mucche dal mantello rosso scuro. Questa povera gente. salici.domandò Michele Strogoff. greggi di pecore dal vello bruno. avido di notizie che potevano forse modificare il suo itinerario. In questo paesaggio monotono. sorella. sì.. Poi passavano traini di legname. sorella .Vieni.Vieni. per loro fortuna.Sì. . non erano preoccupati dalla prospettiva d'un lungo viaggio di ritorno. La stanchezza e l'angoscia mi hanno sfinita! . Qualche campo. e trasportavano ogni specie di mercanzie a Niznij Novgorod. Viaggio ormai inutile.e non avere riguardi a servirti del tuo fratello Nicola Korpanoff.rispose il giovane.. Per conseguenza.Facciamo tutti e due la stessa strada.Nadia . ti dirò perché ho lasciato le sponde del Baltico per recarmi oltre gli Urali. si introdusse tra i gruppi di passeggeri. lunghi come le interminabili isole di sargassi dell'Atlantico. . i quali.. si sarebbe presentato come il mercante Nicola Korpanoff. Interruppe la frase. Del resto. che pescavano fino all'orlo. .Una sorella non deve nascondere niente al fratello. . ascoltando.

. ..Voi andate a Perm. sarà il momento di dire: "Ciascuno per sé. . . del resto di tenere per me tutto quanto potrò vedere.Precisate.E io.Una volta varcata la frontiera.Proprio io! .Nessun male.gridava alto la propria collera e disperazione.Questo lo vedremo.".Probabilmente. signore. più riservato.Ci saremo! .rispose il secondo in tono secco.Dio per me! .Sulla parola.. e poiché quasi sicuramente le notizie non pioveranno sulla strada. diamine! restiamo compagni di viaggio. che non si poteva ricavare nessuna informazione utile. uno sa come regolarsi! . va bene! C'è nelle vostre parole. si fosse imbarcato segretamente a bordo del "Caucaso". . mio caro collega. solo per voi! Molto bene! Ma. cioè in piena invasione. era perché non osava farlo. quando saremo sul teatro delle operazioni. come due soldati in parata. mista a rispetto. nemici! Ma. l'espulsione era ancora preferibile al carcere in una fortezza. ma soltanto allora. ma anch'essa diversa dalla sua lingua originale. Dio per.Dio per voi. dal momento che è la via migliore e più sicura per valicare gli Urali? . a mia volta..Non vi seguo. Ma se Michele Strogoff non sentì nulla di utile da questa parte. la tratteneva. fino allora operiamo d'accordo e non divoriamoci a vicenda! Vi prometto. siamo amici fino al momento in cui ritorneremo rivali. Così. vi precedo! .Nemici. tutto quanto potrò sentire. dopo tutto. .Nemici.. L'uomo dalla voce allegra parlava russo.Come voi. Una paura. perché. gli rispondeva nella stessa lingua.Nemici. o si taceva o si scambiavano le idee con una tale circospezione. .. Così. almeno provvisoriamente.diceva il primo .Come . in quei gruppi. . se vi piace.Vi precederò. avremo tutto il tempo e l'occasione per essere rivali! .tuttavia le sue orecchie furono colpite dal suono d'una voce che non si preoccupava d'essere sentita o no. Più tardi. . vi chiederò il permesso di precisare i nostri rapporti reciproci.Ebbene. voi che ho visto al ricevimento imperiale a Mosca. . . ed era meglio frenare la lingua. almeno. francamente. e così da vicino.Sulla parola? .E. . caro collega. mettiamoci d'accordo che nessuno dei due precederà l'altro! . ma fino a quel momento.Sì! è giusto. allora..come. una precisione che mi torna particolarmente gradita.   . ma con accento straniero e il suo interlocutore. e soltanto intravisto a Niznij Novgorod? .Precedo! Precedo! Diciamo piuttosto che marciamo alla pari. e perciò. . e se anche la gente più d'una volta tacque al suo avvicinarsi perché non lo conoscevano .Ebbene. probabilmente. voi su questo battello. da Perm andrete a E aterinburg. come me? . Poteva darsi che un ispettore di polizia. incaricato di sorvegliare i passeggeri. . saremo in Siberia. con lo stesso passo.Che male c'è? . . Con voi. non mi aspettavo di essere immediatamente seguito da voi. invece. poiché abbiamo davanti a noi circa otto giorni di neutralità.

E la mano del primo interlocutore. il francese. che battevano l'acqua a intervalli regolari. Venne anche la sera. brindavano alla stessa tavola. dopo lo snervante calore del giorno. la maggior parte non pensarono neppure di ritornare nei saloni o nelle cabine. cioè cinque dita cordialmente distese. bevendo un autentico Cliquot da sei rubli la bottiglia. respiravano con voluttà un po' di quella brezza prodotta dalla velocità del battello. . Una volta. Distesi sulle panche. al desinare di quel giorno. avevano davanti a sé otto giorni. tuttavia. Soltanto i marinai di guardia stavano in piedi sul castello di prua. e il silenzio era rotto soltanto dalla sciabordio delle pale. Michele Strogoff aveva pensato: «Ecco due ficcanaso indiscreti. si fece pressoché buio. Erano quindi potuti partire. Sentendo così parlare Alcide Jolivet e Harry Blount. e se avevano lasciato assieme Niznij Novgorod. Era quindi naturale che avessero preso lo stesso mezzo di trasporto e che facessero la stessa strada fino alle steppe siberiane. Si trovò allora sulla parte riservata ai viaggiatori di seconda e terza classe. stamattina alle dieci e disiassette minuti. il quale inchinando il capo. scossero vigorosamente le due dita che gli offrì con flemma il secondo. Una specie d'inquietudine teneva sveglio Michele Strogoff. gli rese il saluto con una rigidezza tutta britannica. fortunato il più svelto! Alcide Jolivet aveva fatto le prime proposte e. Il decreto del governatore non riguardava questi due cacciatori di notizie. . Harry Blount le aveva accettate. poiché la luna era nuova. Il lungo crepuscolo impregnava allora l'atmosfera d'una frescura che i passeggeri cercavano avidamente. che incontrerò probabilmente ancora sulla mia strada. l'altra rossa. E allora.. sebbene con freddezza. signor Jolivet. Dormiva nella sua cabina. gli capitò di oltrepassare le sale delle macchine. e l'inglese. sempre chiuso. amici e nemici.A proposito . e lasciava al timoniere la completa visibilità per destreggiarsi in mezzo alle numerose imbarcazioni che scendevano o risalivano il Volga. . sui colli e persino sul tavolato del ponte.Eccola. poiché non erano né russi. Passeggiava avanti e indietro. La giovane livoniana non venne per il desinare.Alla rivincita! . prima «che la caccia fosse aperta». . e Michele Strogoff non volle che fosse svegliata. Tuttavia.Bravo. . ma anche sui bagagli. . fu perché erano sospinti dallo stesso istinto. si oscurava appena tra la sera e il mattino. Mi sembra prudente starmene alla larga». tra le undici e le due del mattino.disse il primo ho potuto telegrafare a mia cugina il testo preciso del decreto.Troppo gentile. Comunque. Anche ad ora molto tarda. sempre riservato. Quasi tutti i passeggeri sul ponte dormivano. il corrispondente francese salutò familiarmente il corrispondente inglese. sempre espansivo e persino un po' loquace.Sarà difficile! .Qua la mano.E io l'ho trasmesso al "Daily Telegraph" alle dieci e tredici. una verde. Il cielo.Mi proverò. né stranieri di origine asiatica. ma sempre a poppa. signor Blount. Là. proiettate dai fanali di tribordo e di babordo. e lei non era ancora riapparsa sul ponte del Caucaso. Due luci. a quella stagione dell'anno e sotto quella latitudine. Compagni di viaggio. generosamente fornito dalla fresca linfa delle betulle del luogo. . non soltanto sulle panche. tutti dormivano. almeno! Così dicendo.

e già saliva la scala del castello di prua. mandava pennacchi di fiamme rossastre.       .Si dice. Le voci sembravano provenire da un gruppo di passeggeri. Non era impossibile. Michele Strogoff stava per proseguire. ma l'oscurità era in quel momento troppo fitta. perché sentì abbastanza distintamente questa domanda e questa risposta.mandavano qualche raggio obliquo sulle fiancate del battello.ma gli permisero di riconoscere con precisione le due voci. dei quali aveva colto un brano di conversazione. senza essere visto. con la testa fra le mani. fossero a bordo del "Caucaso". non aveva altro scopo che di ingannare il sonno con una passeggiata un poco più lunga. ma questo corriere. avviluppati in scialli e coperte. pensò di ascoltare. Le prime parole che egli sentì non avevano alcuna importanza almeno per lui. era già arrivato all'estremità anteriore del ponte. Rifletteva a quanto aveva sentito. Protetto dall'ombra del castello. quando il fumaiolo del battello. capricciosamente distesi qua e là. Qualche istante dopo. fatte in lingua tartara: . non poteva essere visto. non senza una viva apprensione. avrebbero anch'essi accolto assai male quel maldestro che li avesse svegliati a colpi di stivale. «Chi dunque conosce la mia partenza.Si dice che un corriere sia partito da Mosca per Ir uts ! . e chi dunque ha interesse a conoscerla?». . della donna e dell'uomo che aveva sentito a Niznij Novgorod. che egli non poteva riconoscere nell'ombra. Sangarre. era ritornato a poppa. Si sarebbe detto che dormisse. ora espulsi assieme a tutti i loro simili. abituati a dormire per terra. pronunciate in quella lingua esotica che lo aveva già colpito durante la notte passata sul campo della fiera. Anche a lui era impossibile vedere i passeggeri che discorrevano. Erano per la maggior parte "mugi ". Cercò di scoprire se l'uomo e la donna che avevano parlato fossero veramente quelli che lui sospettava. Ora. che lo riguardava così direttamente. o arriverà troppo tardi. che quegli zigani. Quasi per istinto. e s'era seduto in disparte. Michele Strogoff badava quindi a non urtare contro qualcuno. quando sentì più distintamente alcune parole. e non vi riuscì. come se migliaia di pagliuzze venissero improvvisamente accese da un raggio luminoso. Si fermò. infatti. quando sentì delle persone che parlottavano vicino a lui. Andando così verso l'estremità del battello. Dovette quindi fermarsi ad ascoltare. o non arriverà affatto! Michele Strogoff trasalì involontariamente a questa risposta. cui bastava il tavolato del ponte. Tuttavia. Michele Strogoff. Occorreva una certa attenzione per non calpestare quelli che dormivano. che una folata di scintille sembrasse investire il gruppo. Ma succedeva talvolta. Fece proprio bene ad ascoltare. Allora concentrò la sua attenzione. in mezzo alle volute di fumo. Non dormiva né pensava di dormire.

e alcuni Cosacchi. RISALENDO LA KAMA. ognuno per conto proprio. sul ponte del battello. quando la sua attenzione fu improvvisamente richiamata da un altro fatto. Donne. Correva voce. tracciava a matita il profilo di qualche tipo o prendeva nota di qualcosa. Kazan è situata alla confluenza del Volga e della Kazan a. di Ciuvasci. Venivano a sentire le notizie. Il governatore della provincia aveva ricevuto un decreto identico a quello ricevuto dal suo collega di Niznij Novgorod. ma dopo aver minuziosamente controllato l'una e l'altra teoria di viaggiatori. distante sette verste (7 chilometri e mezzo) dalla città. sede dell'arcivescovo greco e. di Mordvini. c'era molta folla che si accalcava sulla banchina. di Tartari. che si contentava di parlare. sentiva raccontare dai nuovi imbarcati. sede universitaria. Quanto a sbarcare. si trovava il vecchio zingaro e la donna che lo aveva       . le cui larghe tese ricordavano quello del tradizionale Pierrot (1). Le comunicazioni tra la Siberia e l'impero erano già estremamente difficili. con in testa una piccola calotta. di Vigulisci. il "Caucaso" arrivò all'approdo di Kazan. Michele Strogoff riconobbe il gruppo degli zigani che il giorno prima si trovavano ancora sul campo della frontiera di Niznij Novgorod. Forse avrebbe anche domandato informazioni più precise a qualche indigeno di Kazan. fidandosi unicamente della sua memoria. avviluppati in una lunga pallanda. Là.8. col petto sovraccarico di orpelli e la testa coronata da un alto diadema a forma di mezzaluna. con la lancia in pugno. L'indomani mattina. con il taccuino in mano. 18 luglio. alcune famiglie di "mugi " che si fermavano a Kazan. Ora. I due giornalisti. tutti questi discorsi non mancavano di destare in lui una vera inquietudine e sollecitavano l'imperioso desiderio che aveva di essere già oltre i monti Urali. mescolati a questa folla. formavano capannelli nei quali si discuteva. Michele Strogoff vide da una parte Harry Blount che. alle sei e quaranta. C'erano. che la rivolta e l'invasione assumessero proporzioni considerevoli. da una parte. Altri. e dall'altra Alcide Jolivet. s'erano levati all'alba. cioè il tempo necessario per rifornirsi di combustibile. quest'ultima razza conserva in modo speciale il carattere asiatico. Il "Caucaso" doveva sostare a Kazan per un'ora. su tutta la frontiera orientale della Russia. Tra i viaggiatori che sbarcavano dal Caucaso. Ecco quanto Michele Strogoff. mantenevano l'ordine e facevano strada tanto ai passeggeri che sbarcavano dal "Caucaso" quanto a quelli che si imbarcavano. Asiatici colpiti dal decreto di espulsione e. Michele Strogoff osservava con molta indifferenza questo andare e venire caratteristico di tutti i luoghi d'imbarco. allo stesso tempo. che non era ancora riapparsa sul ponte. Non avrebbe voluto lasciare sola a bordo la giovane livoniana. rassomigliavano agli ebrei polacchi. invece. come si conviene ad ogni cacciatore coscienzioso. senza aver lasciato il ponte del Caucaso. Ufficiali di polizia. Quantunque la città fosse abbastanza distante dall'approdo. E' un importante capoluogo di governatorato. di Volsal s. La popolazione eterogenea di questa "gubernia" è composta di Ceremissi. dall'altra. a cui non sfuggiva nulla. per giudicare di persona la gravità degli avvenimenti e tenersi pronto ad affrontare tutte le eventualità. Scesero a terra e si confusero tra la folla. Michele Strogoff non ci pensò minimamente. Si vedevano infatti dei Tartari vestiti di caffettano a maniche corte e con il copricapo a punta. dove il battello approdava.

donna sui trent'anni.che questa carovana di ambulanti. manteneva un contegno altero. Le spalle curve facevano gobba sotto un vecchio camiciotto. avvolte in logore coperte che ricoprivano le loro gonne a lustrini. nel quale era tutto avviluppato nonostante il caldo. Quegli indumenti. con movimento involontario. dopo qualche istante. Le zigane sono in genere avvenenti. ben piantata. . Vicino a lui. Erano tutti quei lustrini zingareschi che brillavano nell'oscurità quando il fumaiolo del battello mandava qualche vampata. la zingara Sangarre.pensò . e quella potrebbe forse sapere." L'allegra ragazza continuò certo la sua canzone. andò verso il barcarizzo del battello. sbarcavano una ventina di danzatrici e cantanti. Il vecchio zingaro era là. era abbassato profondamente sulla faccia grinzosa. Una di loro canticchiava una canzone d'un ritmo esotico. capelli dorati. pur conservando il tipo decisamente marcato della loro razza. Poi. Infatti. abbrustolito da tutti i soli del mondo. in atteggiamento dimesso.». non ha esitato a scegliere la moglie tra quelle zingare. quando il vecchio e la sua compagnia avevano già lasciato il Caucaso. rischio di svelare il mio incognito. Il suo cappello pietoso.niente passi falsi..Che mi abbia riconosciuto per quell'uomo che lei trattò da spia a Niznij Novgorod? Queste dannate zigane hanno occhi da gatto! Ci vedono anche di notte. poco conforme alla sfrontatezza naturale dei suoi consimili. «No .. illuminati allora dai primi raggi del sole. certamente sotto la loro direzione. nel momento in cui la compagnia di zingari stava scendendo per non più ritornare. e che erano stati scambiati fra il vecchio zigano e la donna. è venuta a raggrupparsi presso il castello di prua durante la notte. Michele Strogoff fu sul punto di seguire Sangarre e la sua compagnia ma si trattenne. Si sarebbe detto che si preoccupasse più di evitare gli sguardi che di farsi vedere. Sangarre sbarcò per ultima. ricordarono a Michele Strogoff l'effetto singolare che aveva osservato durante la notte. .trattato da spia. Se faccio arrestare quel vecchio indovino e la sua banda. dai quindici ai vent'anni. gli parve che la zingara Sangarre l'osservasse con insistenza particolare. e più d'uno di quei grandi signori russi. Si sarebbe detto che quella donna volesse imprimersi indelebilmente nella memoria la fisionomia di lui. «E' evidente . Sarebbe stato difficile.pensò ancora .pensò Michele Strogoff... di pelle scura. Michele Strogoff ebbe allora la certezza che i discorsi che lo riguardavano così da vicino provenivano da quel gruppo oscuro fatto scintillare dai bagliori di bordo. Michele Strogoff. alla quale egli aveva dato il nome mongolo di Sangarre. occhi stupendi. dopo essere rimasta sotto coperta durante il giorno. Forse questi zingari cercavano di tenersi più nascosti possibile? Non è certamente una cosa abituale per la loro razza!». «Ecco una zingara sfrontata! . riconoscere la sua statura e la sua fisionomia. alta. di cui i primi versi si possono tradurre così: "Il corallo splende sulla mia pelle bruna. la spilla d'oro sui miei capelli! Vado in cerca di fortuna nel paese di. Alcune di quelle giovani danzatrici erano notevolmente graziose. che propongono di competere con gli inglesi in fatto d'eccentricità. Con loro. ma Michele Strogoff non ascoltava più. sotto quel misero abbigliamento.

arriverà sempre prima di un carro di zingari. per esempio. Il battello era pronto a partire. la campana a prua del "Caucaso" suonò. .io sono un bravo ragazzo. . hanno oltrepassato Semipalatins e scendono il corso dell'Irtis. Zlatust.. Menzelins . Approfittatene!                 . Che volete? L'approdo è distante dal telegrafo! .Siete andato al telegrafo? . anche la passerella era stata ritirata sulla banchina. stringendo le labbra con disappunto. Erano le sette del mattino. soltanto Harry Blount era ritornato a bordo. dalla cattiva manutenzione della strada. Birs . quegli zingari seguivano la seconda strada da Kazan a Iscim.vi avrei raggiunto. e prima che loro abbiano varcato la frontiera. Andiamo. a vostra cugina? . In quel momento.. Alcide Jolivet avrebbe dunque perso la corsa? Ma. I Tartari. I viaggiatori. che attraversano i monti Urali. ma Alcide Jolivet non se ne preoccupò e. Michele Strogoff meritava quindi l'approvazione per la scelta fatta. Del resto. ben fornita di cambi mantenuti a spese dello Stato e si prolunga poi da Iscim fino a Ir uts . Forse questa strada è più breve dell'altra ma questo vantaggio è abbondantemente scontato dalla mancanza delle stazioni di posta.rispose Alcide Jolivet. dei due giornalisti. e se. Il battello s'era già scostato.Avete mandato un dispaccio..rispose Alcide Jolivet .Questo non lo so.Bah! .Con entusiasmo. sta' tranquillo!».Ho pensato che il "Caucaso" partisse senza di voi . arrivò di corsa Alcide Jolivet.Del resto.Sentite. e non voglio nascondervi niente. che andavano da Kazan a Perm. nell'istante stesso in cui il battello levava gli ormeggi. anche se avessi dovuto noleggiare un battello a spese di mia cugina o fare la posta a venti copechi per versta e per cavallo. E' vero che la seconda strada . sul confine dell'Europa. . per dire come i Russi . come sembrava prevedibile. Celjabins . .Allora avete saputo. è perché di qui partono due strade. dalla scarsità di villaggi. con Feofar Khan in testa. Se Kazan è giustamente chiamata «la porta dell'Asia». ma vi posso assicurare. che funziona da Kazan a Parigi. . Il carico di combustibile era completo. avevano già occupato i loro posti.disse questi tra il serio e il faceto. il vecchio zigano e Sangarre erano scomparsi tra la folla. .E funziona sempre fino a Kolivar? . Ma Michele Strogoff aveva scelto con molto giudizio quella che da Perm passa per E aterinburg e Tjumen. E' la grande strada della posta. . Le lamiere delle caldaie fremevano sotto la pressione del vapore. io sarò già lontano oltre l'Ural.. E' vero che essi possono prendere la via di terra da Kazan a Iscim. in quel momento. quasi tra le braccia del suo collega. chiamando i nuovi viaggiatori e richiamando i vecchi.quella di cui Michele Strogoff ha appena parlato evitando la breve deviazione di Perm. Sadrins e Kurgan. Un'ora dopo. egli aveva tutte le probabilità di arrivarvi prima di loro. passando per Jelabuga. e un "tarantàs". se questa città è considerata il nodo di transito di tutto il commercio della Siberia e di Buchara. piccolo padre. Michele Strogoff notò che.? . spiccando un salto con l'agilità d'un "clown". piombò sul ponte del Caucaso. collega egualmente Kazan a Iscim. tirato da buoni cavalli siberiani. caro Korpanoff. ora sono sbarcati.domandò Harry Blount. ma questa non offre nessuna assistenza.Ci sono andato! rispose Alcide Jolivet con il più amabile sorriso.

sorella .Guarda.Come! Una notizia così grave e Harry Blount non ne era al corrente. serviti a parte e destinati a stimolare l'appetito. Nadia. che la splendida luce del mezzogiorno confondeva in qualche punto con lo sfondo del cielo. Il "Caucaso" arrivava. sicché. forse come una povera ragazza che ha mezzi limitati. Michele Strogoff. C'erano alcune vele bianche che animavano le sue limpide acque. ovunque impregnate dai raggi del sole. Le sponde. mentre il suo rivale. riso e carne tritata. i pensieri della giovane livoniana. limitavano l'orizzonte con una linea armoniosa. I suoi occhi s'illuminavano straordinariamente quando guardava verso est. Michele Strogoff ritenne doversi accontentare delle vivande che erano sufficienti alla sua compagna. e andò a sedersi a poppa. . . . come caviale (2). per raggiungere mio padre e condividere con lui l'esilio. dove crescevano le tremule.Novecento verste! . Ella non pensava che a una cosa. Allora si sedettero a poppa e. cioè un poco di " ulbat". Infatti il luogo meritava di essere osservato con un po' di attenzione.Novecento su settemila! . che fu annunciato con alcuni tocchi di campana.Quanto siamo distanti da Mosca? . Nadia teneva la sua mano nella mano del compagno e. Harry Blount incrociò le mani sul dorso. Lei non volle prendere antipasti. si rivolse a lui: . purificava ulteriormente il Volga con il suo limpido flusso. Michele Strogoff e Nadia risalirono assieme sul ponte del "Caucaso".e lo considererò come un favore del Cielo se potrò consegnare Nadia. aringhe tagliate a fettine. le acque delle due correnti mescolano le loro tinte un poco differenti. andandole incontro. specie di pasticcio con tuorlo d'uovo. abbassando la voce in maniera da essere sentita soltanto da lui. che probabilmente l'aveva sentita da qualche abitante di Kazan. meno di venti minuti dopo essersi seduti a tavola. e la Kama offrendo dalla riva sinistra lo stesso servizio che l'O a aveva reso dalla destra attraversando Niznij Novgorod. d'improvviso.rispose Michele Strogoff. Verso le dieci del mattino. nemmeno un istante. dopo averne disceso la corrente per oltre quattrocento verste e si apprestava a risalire l'importante affluente per un percorso di quattrocentosessanta verste (490 chilometri). Il pasto non fu quindi né lungo né costoso. Nadia seguì Michele Strogoff al ristorante del battello. in quel momento alla confluenza del Volga con la Kama. Mia madre è morta a Riga. in Russia come in Norvegia e in Svezia.mormorò la fanciulla. Ma queste bellezze naturali sembrava non avessero il potere di distrarre. io sono figlia di un esiliato.Fratello. cavoli rossi con ripieno di caviale e tè per bevanda.le disse. raggiungere la meta. le offrì la mano. sana e             . . Era l'ora del desinare. senza aggiungere una parola. e ora vado a Ir uts . e la Kama era per lei soltanto la via più facile per arrivarvi. gli ontani e qualche quercia gigantesca. dopo averla condotta fino alla prua del "Caucaso". In questo punto. appena un mese fa. salì sul ponte.domandò. acquavite di segala e anice. la giovane livoniana.Anch'io vado a Ir uts disse Michele Strogoff . Qui lasciava il grande fiume. come se avesse voluto frugare con lo sguardo quell'orizzonte impenetrabile. cominciò: . Mi chiamo Nadia Fedor. senza altri preamboli. l'aveva subito trasmessa a Parigi! Il giornale inglese restava distanziato! Perciò. Nadia mangiò poco. La Kama allora si allargava alquanto. e le sue rive boscose divenivano incantevoli. come si usa comunemente in tutti i paesi del Nord. uscita dalla sua cabina.

e dove certamente sarei morta! . che lasciava sola e quasi senza mezzi di sostentamento. e allo sciabordio delle onde solcate dalla prua si mescolava l'ululato dei lupi che di notte infestavano la riva destra della Kama. NOTE. e che.Ma non sapevi che quel paese. Faceva tutto ciò che poteva!.Soltanto a Mosca ho saputo la notizia! . calotta di velluto nero in testa.E tu. e tuttavia non esitò a intraprenderlo.disse Michele Strogoff . Gli aveva scritto che partiva. fratello. viso imbiancato. già molto debole.             . Allora Nadia Fedor domandò e ottenne facilmente dal governo russo il permesso di raggiungere suo padre a Ir uts . Vassili Fedor aveva appena avuto il tempo di abbracciare la moglie già inferma.. . e piangendo su queste due persone che amava. ma quasi senza profitto. non avrei potuto partire dalla città dove mi hai trovato.Era mio dovere. che glielo intimarono. e la figlia.Era mio dovere. da parte delle autorità russe. Vedeva una cosa soltanto nell'incontro provvidenziale con questo giovane semplice e generoso: l'aiuto per arrivare fino a suo padre. alimentato da legna di pino. Era un medico stimato a Riga. e le guardie. Dio avrebbe fatto il resto.L'invasione tartara non era ancora nota quando partii da Riga rispose la giovane livoniana.Avevo un permesso . Nonostante tutto.E. non poté partire da Riga.salva. osavi avventurarti attraverso le steppe della Siberia! . morì nelle braccia della figlia. Queste parole riassumevano tutto il carattere della coraggiosa fanciulla. da sola . ebbe l'ordine di partire per Ir uts . nelle mani di suo padre.disse . fratello! . per quanto può esserlo un esiliato. Il costume di Pierrot consiste in larghi pantaloni bianchi. Da due anni si trovava nella capitale della Siberia orientale.completamente sola. E' il tipo del servo sciocco (Nota del Traduttore). Era scesa la notte. che forse sarebbe rimasta senza aiuto. se la moglie e la figlia gli fossero state vicine. e là aveva potuto continuare. malgrado questo. Intanto il "Caucaso" risaliva la corrente del fiume. Nadia non domandò altro. Aveva appena quanto le bastava per il lungo viaggio. non avrebbe avuto ostacoli nel suo viaggio. fratello. forse sarebbe stato felice. Personaggio della Commedia italiana in Francia. e l'aria s'impregnava d'una deliziosa frescura. Ma essendo stata scoperta la sua appartenenza a una società segreta straniera. derivato direttamente dal Pedrolino della Commedia dell'arte. Le scintille si sprigionavano dal camino del battello. Venti mesi dopo la partenza del marito. Nota 1. hai proseguito il viaggio? . Ma la signora Fedor. Esercitava con successo la sua professione e viveva felice con la sua famiglia. . era partito. Vassili Fedor. Parlò quindi di suo padre. e senza di te. ma il decreto del governatore di Niznij Novgorod lo ha annullato. .rispose Nadia. Michele Strogoff aggiunse che aveva ottenuto un "podaroshna" speciale per la Siberia. la professione di medico.Grazie. Nadia. casacca pure larga e bianca con bottoni della stessa stoffa o di velluto nero. lo scortarono immediatamente oltre la frontiera. Nadia non esitava mai a compiere il suo dovere. in rivolta e invaso è diventato quasi impraticabile? .che mi autorizzava ad andare a Ir uts . .

E qui. più o meno logorati dalla lunga traversata delle pianure siberiane. una volta fuori della Russia europea. assi. Il giorno dopo. i mezzi di trasporto erano estremamente rari. Michele Strogoff aveva già stabilito il suo programma di viaggio. il servizio era disorganizzato. tutta fatta esclusivamente di legno. ma allo stesso tempo niente di più pratico per le riparazioni. niente di meno confortevole. Cave di marmo. un gran numero di viaggiatori aveva già lasciato Perm e. oltrepassando i monti Urali. Questo governatorato. si estende sul territorio della Siberia. ma. in seguito. prima di avventurarsi per parecchi mesi attraverso le steppe. Esiste un servizio di corriera postale che valica abbastanza rapidamente la catena dei monti Urali. le slitte durante l'inverno. ma a quanti vi arrivano dalle contrade dell'Asia centrale. stanghe. sollecitando con «"na vod u"» (1) supplementari lo zelo dei postiglioni. Il caviale è una specialità culinaria russa fatta con uova di storione salate. in seguito alle restrizioni prese contro gli stranieri di provenienza asiatica. situata sulla frontiera asiatica. A Perm i viaggiatori vendono i loro veicoli. Per coloro che vi giungono dalla Russia diretti in Siberia questa mancanza di comodità è quasi indifferente. Perm. cassa. molto polverosa e non offre nessuna attrattiva. a quattro ruote.     . acquistare una vettura e correre da cambio a cambio. senza dipendere da nessuno. ultimo porto fluviale sulla Kama. e il capo della posta avrebbe attaccato per lui con precedenza sugli altri. miniere di carbone sono sfruttate su larga scala. perché essi vengono dall'interno e sono forniti di tutto il necessario. tutto è fornito dagli alberi dei boschi vicini. Ma a che genere di veicolo attaccare i cavalli? A una "telega" o a un "tarantàs"? La "telega" non è altro che una vera e propria carretta scoperta. Ruote. non avrebbe preso la corriera di linea. Quanto ai cavalli. 9. Ma. può diventare una città di prim'ordine. comprano le vetture durante l'estate. e tutti i singoli pezzi di cui la "telega" si compone sono tenuti insieme unicamente con delle rudimentali corde. molto sporca. dopo un lungo ed estenuante viaggio non dispiacerebbe indubbiamente che la prima città europea dell'impero. poteva senza pericolo esibire il suo "podaroshna". per conseguenza. ma per ora è assai poco accogliente. Sfortunatamente. con ragione. nelle circostanze attuali. Niente di più primitivo. Siccome Michele Strogoff voleva muoversi rapidamente. coloro che passano dall'Europa all'Asia. se qualche pezzo si rompe per strada. Preferiva. cavicchi. 18 luglio. il "Caucaso" si fermò all'approdo di Perm.Nota 2. IN "TARANTAS" NOTTE E GIORNO. per la sua posizione. miniere di sale. fosse meglio attrezzata. e non gli restava altro che eseguirlo. non potrebbe contare altro che sul potere dei rubli. giacimenti di platino e d'oro. chiamati "iemsci s" nel linguaggio locale. finché il corriere dello zar non fosse arrivato in Siberia. è uno dei più vasti dell'impero russo e. di cui Perm è la capitale. Michele Strogoff era dunque nella necessità di accontentarsi dei rifiuti degli altri.

se non avesse avuto la fortuna di scoprire un "tarantàs". bisogna ammetterlo. egli contrattò a lungo il prezzo.Dici questo. mancano le molle. tutti e due avevano uguale fretta di arrivare e. . sembravano orsi dritti sulle gambe. si fa per mezzo della "telega".Li sopporterò. lasciami sulla strada e continua il viaggio da solo! Mezz'ora dopo. Era fatto solo per due persone. Nadia aveva seguito il compagno in queste corse alla ricerca d'un veicolo. Lo "iemsci " viene sostituito ad ogni cambio. facile a riparare quanto la telega. dal pelo lungo.Non dubito del tuo coraggio. come i suoi             . comunque siano . e d'altra parte è meno soggetto a lasciarsi indietro il treno posteriore nelle asperità delle grandi strade. per conseguenza di partire. per la quale tutte le strade sono buone. La posta straordinaria. in mancanza di ferro. ma sono strapazzi che una donna non può sopportare. i legami che tengono insieme il trabiccolo si rompono e. essendo di razza siberiana.disse Michele Strogoff . Le condizioni dell'uno richiedevano di compiere il viaggio con la massima rapidità. . Qualche volta. Benché il fine da raggiungere fosse differente. e i mezzi dell'altra erano più che modesti. Quello al quale toccava condurre il "tarantàs" per la prima tappa era siberiano. I parafanghi proteggono i viaggiatori contro il fango della strada. all'esibizione del "podaroshna".rispose la fanciulla. Nonostante ciò. tre cavalli di posta erano attaccati al "tarantàs". o non avrebbe potuto prendere i viaggiatori. e questo risultato è da considerarsi già soddisfacente. ma le sue quattro ruote. il più alto. la cui estremità si alzava ad arco. Il "tarantàs" è del resto abbastanza solido. Non avevano finimenti. fratello. gli altri due erano semplicemente attaccati con corde ai predellini del "tarantàs". D'altronde. ed era probabile che un secondo non lo si sarebbe trovato in tutta la città di Perm. e per redini. assicurano un certo equilibrio sulle strade sconnesse e spesso non livellate. come alla "telega". Questa circostanza era una fortuna. e gli assi per le ruote crescono spontaneamente nelle foreste. ma focosi. . a me che per raggiungere mio padre sarei andata anche a piedi. il legno. Michele Strogoff sarebbe stato costretto ad usare una "telega". Ecco come il postiglione. chiamato "duga" e ornato di nappe e campanelli.Gli abeti non mancano sulla frontiera russa. distanti da otto a nove piedi all'estremità di ciascun asse. Si sarebbe detto che li animava una stessa volontà. vi è largamente impiegato. Nadia. Quegli animali. Michele Strogoff riuscì a scoprire questo "tarantàs" solo dopo minuziose ricerche. per salvare la forma. ne rende l'abitacolo meno disagevole sotto i grandi caldi e i violenti temporali dell'estate. lo "iemsci ".Se senti un lamento sfuggirmi dalle labbra. Anche al "tarantàs". chiamata nella lingua del paese "pere ladnoj". Il "tarantàs" non rappresenta certo l'ultimo ritrovato dell'industria carrozziera.Sorella. e una robusta capotta di cuoio. se necessario! . li aveva attaccati: uno.avrei voluto trovare per te una vettura più comoda. era aggiogato tra le due lunghe stanghe. . perché il "tarantàs" o non avrebbe potuto caricare i bagagli. senza contare lo "iemsci ". il treno anteriore arriva al cambio su due sole ruote. nient'altro che una semplice cordicella. mentre il treno posteriore rimane impantanato in qualche buca. Né Michele Strogoff né la giovane livoniana avevano bagagli. Erano piccoli. . che si può rialzare e chiudere quasi ermeticamente. perciò nessuno dei due poteva ingombrarsi di bauli. a fine di mantenere il ruolo di Nicola Korpanoff. semplice negoziante di Ir uts . che se ne stava sul suo seggiolino per un miracolo di equilibrio.

Il "corvo". e sarai dannato nell'altro mondo! Per quanto sia originale questo modo di guidare. secondo la circostanza! . Uscì in un esclamazione più che significativa. aveva dato innanzi tutto una occhiata investigatrice ai viaggiatori del "tarantàs".disse senza preoccuparsi d'essere capito o no .No! aquile rispose Michele Strogoff che comprendeva perfettamente il gergo degli "iemsci " . dovevano loro bastare. Lo "iemsci ". nel linguaggio dei postiglioni russi. il "tarantàs" volava sulla strada e divorava da dodici a quattordici verste all'ora. del resto. sotto la sorveglianza dello Stato. L'«aquila» è il viaggiatore che non recede davanti a un prezzo alto. paga i cavalli a soli due o tre copechi per versta. piccioncini! Forza.cavalli. e il viaggiatore avaro o povero.Via. ma perfettamente regolare. Nadia e Michele Strogoff presero immediatamente posto nel "tarantàs". apparenza poco benestante.Cammina. se la marcia rallentava. poco ingombranti e sistemate nel cassone. avevano più effetto della briglia o del morso. arrivando con i cavalli. Perciò il corvo non può pretendere di volare così rapido come l'uccello imperiale. fino a raggiungere i luoghi della posta. ma le espressioni "na pravo" a destra e "na levo" a sinistra. non fossero abituati a questo modo di guidare. cappello con le tese rialzate. gentili rondinelle! Volate. E quali amabili esortazioni. Sapeva che i cavalli russi non evitano né i ciottoli né le carreggiate né le buche né gli alberi caduti né gli allagamenti che ostacolavano la strada. ti scorticherò vivo. Ma con che paroline li incoraggiava quando si comportavano da bestie docili e giudiziose. non essendo né russi né siberiani. . rischiava di rimanere ferita per i sobbalzi del             .corvi da sei copechi per versta! . non li frustava. in caso di ritardo. regolatore della marcia. senza contare le generose mance. senza parlare dei nomi di santi con cui li chiamava! La funicella che serviva da redini non avrebbe esercitato nessun freno sui due animali per metà trascinati. qualunque fosse la pendenza della strada. Né i sobbalzi né gli scossoni potevano impressionarlo. Alcune provvigioni. partì da Perm lasciandosi dietro una nuvola di polvere. che richiede più forza di gola che solidità di polso da parte dello "iemsci ". Michele Strogoff era abituato a questo genere di veicolo e a questo modo di correre. perché il caldo era opprimente. e in più la mancia! Gli rispose un allegro schiocco di frusta. Tutt'al più li stimolava con lo schioccare scoppiettante della frusta.Corvi . e si dimenavano con mille fantasie molto divertenti.Via. con i lunghi capelli tagliati a frangia sulla fronte. che sono attrezzati con ogni comodità. che insulti! E le suscettibili bestie parevano comprenderne il significato. pastrano a doppio petto e bottoni con lo stemma imperiale.aquile. Niente bagagli! ma dove diavolo li avevano ficcati? Dunque. . e a mezzogiorno il "tarantàs". . colombe! ripeteva lo "iemsci ". piccolo padre di destra! Ma. manteneva imperturbabilmente. capisci? da nove copechi per versta. ai cambi dei contadini. chiocciola del diavolo! Maledetta lumaca! Tartaruga. Era abituato a tutto questo. La maniera con cui lo "iemsci " sapeva mantenere l'andatura dei cavalli sarebbe stata certamente una cosa interessante per tutti i viaggiatori che. Gli altri due cavalli sembrava non conoscessero altra andatura che il galoppo. un trotto molto allungato. cintura rossa. tirato dai suoi tre cavalli. Lo "iemsci ". pronunciate con voce gutturale. La sua compagna. La capotta fu abbassata. e non meno peloso di loro. che. un poco più alto degli altri due. cugino di sinistra! Tira. invece. Infatti il cavallo di timone.

Nadia. neppure un'ora. che saresti partita sola. fratello. .E io vado a Ir uts . Dico notte e giorno. ma ci vuole un temperamento a tutta prova per resistere a una tale amicizia! Ho visto spesso la temperatura scendere a oltre quaranta gradi sotto zero! Malgrado i vestiti di pelle di renna (2). quando seguivo mio padre alla caccia.Quante volte hai attraversato la steppa durante l'inverno? domandò la giovane livoniana. Nadia. Nadia.Quanto durerà la traversata delle montagne? . fratello."tarantàs". . Nadia.Hai fatto altre volte questo viaggio? .Quarantotto ore. strada libera. che il coltello non riusciva a rompere!. . Speriamo che l'invasione tartara ci lasci libera la strada. Nadia! Potrebbero descriverle soltanto coloro che non sono più tornati. L'alto prezzo pagato per ogni cavallo e                   .Sì. il "tarantàs" fu guidato con rapidità dagli "iemsci " che si succedettero ad ogni cambio. . ho calcolato trecento verste da Perm a E aterinburg! Mi sono sbagliata? . ma non si lamentò. Le aquile della montagna non avrebbero detto che il loro nome fosse disonorato da queste «aquile» della grande strada.Sì. ho sentito il cuore agghiacciarsi.Fratello. cammino sicuro! Ma a prezzo di quali sofferenze. Nadia. mi è sembrato di vederti sperduta nella neve e caduta per non più rialzarti! . perché viaggeremo notte e giorno.rispose Michele Strogoff .E che andavi a fare a Oms ? . niente mi avrebbe impedito di partire! . .rispose Michele Strogoff e quando avremmo raggiunto E aterinburg. . . mi sono abituato a queste dure prove.Non ti farò ritardare.. e fin da ragazzo. Poi.Tre volte. il loro respiro congelarsi sulle narici! Ho visto l'acquavite della mia borraccia diventare dura come una pietra. che mi aspettava! .A vedere mia madre.e Dio stesso ti ci avrebbe condotta! Per tutto il giorno.Non importa! L'inverno è amico dei russi. Nadia. Durante i primi minuti del viaggio. sei ritornato .disse Nadia.Sì. . dove mi aspetta mio padre! Vado a portargli le ultime parole di mia madre! Per questo.Ma tu. quando andavo a Oms . Ma la mia slitta filava con la velocità dell'uragano! Nessun ostacolo sulla pista livellata e bianca. pronta a lottare contro le pericolose intemperie del clima siberiano. arrivare.perché non posso fermarmi un istante. le membra intorpidirmisi. Nadia. i piedi gelare entro tre paia di calze di lana! Ho visto i cavalli della mia slitta ricoperti da una cappa di ghiaccio. e devo proseguire senza soste verso Ir uts .aggiunse . più rapidi soprattutto. . e viaggeremo notte e giorno.. . arrivare.domandò Nadia. fino a perdita d'occhio! Nessun corso d'acqua da attraversare a guado! Nessun lago da solcare in battello! Dappertutto ghiaccio spesso.Va bene. . non è vero? .Parecchie volte.Sei una brava ragazza. e prima di venti giorni saremo arrivati! . ma avresti sofferto molto per il freddo e per la neve! . . saremmo andati più rapidi e più sicuri.Non ti sei sbagliata. fratello. Ma tu. saremo ancora ai piedi dei monti Urali. quando mi hai detto che l'inverno non ti avrebbe impaurita. trascinata a tutta velocità. ma io sono siberiano.Se fosse d'inverno. sempre ossessionata da quell'unico pensiero. e dei quali la tormenta ha subito ricoperto i cadaveri! . Nadia rimase in silenzio. ma sul versante opposto. disse: .

Michele Strogoff. che divide la Russia europea dalla Siberia. La famiglia piuttosto sloggerà. Fin dai primi cambi. piccolo padre . . nemmeno un'ora lungo la strada. Michele Strogoff. Per tutto il giorno. Non c'era una nube. era ancora molto lontana. decisi a non perdere tempo. Ciò faceva prevedere che sulle montagne si scatenasse qualche temporale di quelli terribili. la bicocca del contadino russo non sarebbe stata meno ospitale. il viaggiatore può bussare a qualsiasi porta. Così le pietre miliari si allontanavano rapidamente dietro il "tarantàs". Malgrado gli scossoni del "tarantàs". non se ne preoccupò molto. . al fine di lasciare posto all'ospite. Sarebbe stato quindi necessario attraversare le montagne durante la notte seguente. i quali s'addormentano troppo volentieri sul loro seggiolino. ed egli si troverà come a casa sua. . domandò al capo della posta da quante ore fosse passata la vettura che lo precedeva. con la chiesa dai muri bianchi e dai tetti verdi. ribaltata a metà. ma. e non si poteva contare di giungervi se non verso sera. il cielo rimase costantemente coperto e. e nemmeno un'ora fu persa ai cambi. Arrivata la sera. Alle case di posta. Lo straniero. viaggiarono tutta la notte. evidentemente russi tutti e due.gli rispose il capo della posta. Verrà il "mugi ". verso le otto del mattino.No. abituato a riconoscere il tempo dai sintomi dell'atmosfera. il fatto che un giovane e sua sorella. Nadia riuscì a dormire alcune ore.le mance elargite con generosità raccomandavano i viaggiatori in maniera del tutto speciale. il corriere dello zar aveva saputo che una vettura li precedeva. le stelle brillavano.Aquile! .Attaccate subito! Michele Strogoff e Nadia. dopo la pubblicazione del decreto. le poche fermate durante le quali il "tarantàs" sostò. è il parente di tutti. e sembrava che una specie di vapore denso e caldo si levasse dal suolo. ma i loro documenti erano in regola ed essi avevano il diritto di passare. quando arriva. . siccome i cavalli non gli mancavano. in mancanza del cambio. Il tempo si manteneva buono. col volto sorridente. diventata pesante. e tenderà la mano all'ospite. Gli sarà aperta. per       . La notte passò senza incidenti.Vanno veloci? . Forse i capi della posta trovarono eccezionale. s'andava saturando di elettricità.Da due ore. furono impiegate unicamente per i pasti.Due. Michele Strogoff e Nadia non erano i soli sulla via da Perm a E aterinburg. che i polmoni cercavano avidamente in quell'atmosfera afosa. Tuttavia questa importante catena. In tutto il giorno. Michele Strogoff vegliò tutta la notte.E' una berlina? . Del resto. La capotta. potessero correre liberamente attraverso la Siberia chiusa a tutti gli altri. In quei villaggi. che si rassomigliavano quasi tutti.Con quanti viaggiatori? . sarà posto sul fuoco il "samovar". ma si sentiva che l'atmosfera. una "telega". si profilavano a oriente le prime sagome dei monti Urali. sentiva prossimo lo scatenarsi degli elementi. perché non si fidava degli "iemsci ". 20 luglio. per una specie d'istinto. Gli sarà offerto il pane e il sale. Del resto. e questo non mancò di preoccuparlo. si trova alloggio e vitto. Il giorno dopo. E' «colui che Dio manda». permetteva di respirare un po' d'aria fresca.

poiché in ambedue le lingue significano "cintura".Circa un'ora. Questa era la barriera che Michele Strogoff doveva valicare per passare dalla Russia in Siberia. secondo la denominazione russa. Era la via più facile e più sicura. ma. Forse.Una telega ci precede sempre? . o Poyas. Si chiamino Urali.conseguenza la temperatura fu poco più sopportabile. Michele Strogoff ebbe cura che la sua giovane compagna fosse sistemata il meglio possibile. che non poteva scaricarsi se non con uno scoppio violento. che una raffica avrebbe facilmente divelto fu assicurata per mezzo di corde. L'URAGANO SUGLI URALI. come abbiamo detto. Una notte sarebbe bastata per valicare le montagne. aveva agito saggiamente.Avanti. e Michele Strogoff avrebbe fatto così.Che vantaggio ha su di noi? . che rimbombava lontana tra i monti. sono molto leggere e allo stesso tempo assolutamente impermeabili al freddo. se avesse potuto fermarsi.Sì. i nomi sono comunque appropriati. Sfortunatamente. che le particolari condizioni atmosferiche annunciavano pericoloso. se non fosse capitato nessun incidente. ma il tempo si faceva estremamente procelloso. e. e marcia tripla. Mance. prendendo la strada che da Perm va a E aterinburg. avvolte al di sopra e di         . Nota 1. lo "iemsci " gli fece notare qualche scoppio di tuono. quando. denominazione di origine tartara. Essi partono dal litorale del mare Artico e vanno a finire sulle sponde del Mar Caspio. i primi brontolii del tuono annunciavano un uragano. . 10. La capotta. ché domattina saremo a E aterinburg! NOTE. Nota 2. I monti Urali si ergono tra l'Europa e l'Asia per una lunghezza di circa tremila verste (3200 chilometri). con queste previsioni. Queste vesti. situata sul versante orientale degli Urali. La tensione elettrica era tale. sarebbe stato più prudente non avventurarsi fra le montagne in piena notte. all'ultimo cambio. si contentò di chiedergli: . . quella su cui transita tutto il commercio dell'Asia centrale. chiamate "da ha".

e la strada. Le vette più alte non superano i cinquemila piedi. furono collegati tra loro con una traversa di legno fissata per mezzo di bulloni e dadi. aperta attraverso le grandi gole. Fu dato l'ordine allo "iemsci ".disse Michele Strogoff. Così.rispose la fanciulla. insufficiente a rischiarare la strada. Ma ciò che è facile col tempo bello e alla luce del giorno. i loro villaggi chiamati "zavody" s'incontrano molto spesso. . Alla partenza. strada e vapori si sarebbero confusi. richiede un concorso notevole di operai. e Michele Strogoff si sedette accanto a lei. Sul lato sinistro del seggiolino dello "iemsci " vennero fissate due grandi lanterne. Questa traversa stava al posto della barra curva che. siamo pronti . sia per assicurare la solidità delle ruote. se dissipavano appena l'oscurità. Enormi nuvoloni sembravano schiacciare la volta del cielo. ma ancora nessun alito di vento li agitava. non pioveva ancora.Nadia. il treno anteriore e quello posteriore del "tarantàs". per maggior precauzione. servivano almeno ad evitare la collisione con altre vetture provenienti in senso opposto. collega i due assi tra loro. Tuttavia. e la distanza che le separava dal suolo diminuiva sensibilmente. molto dense e quasi giunte al grado di saturazione. i cui assi erano fissati al cassone unicamente con cavicchi. Del resto. e quella che l'inverno siberiano accumula sulle cime.dietro Furono raddoppiate le tirelle dei cavalli e. Tuttavia. e stringevano la loro rete. erano state prese tutte le precauzioni in vista di una notte minacciosa. Come si vede. è facilmente percorsa dalle vetture di posta. nelle berline sospese su colli d'oca. e il "tarantàs" si scosse salendo le prime rampe degli Urali. si scioglie completamente al sole dell'estate. che durante l'inverno vi si scatenano con indicibile violenza. difficili da evitare col buio della notte. . il collarino dei mozzi fu imbottito di paglia. e forse trovava con ragione questa bufera altrettanto pericolosa quanto quelle terribili tormente. Anche lo sfruttamento delle miniere di ferro e di rame. sia per ammortizzare gli urti. che dovevano in qualche modo riparare i viaggiatori dalla pioggia e dalle raffiche. e dei giacimenti di pietre preziose. Gli strati inferiori sembravano avvicinarsi a poco a poco al suolo. Davanti alla capotta. la strada saliva verso quelle grosse nubi. Vegetazione e alberi vi crescono fino alla cima. Le nevi eterne vi sono sconosciute. per averlo già provato. la catena dei monti Urali raggiunge soltanto una mediocre altezza. non si poteva dire altrettanto dallo zenit al nadir. Ma il tempo era già molto scuro.Partiamo . che cosa significa un uragano in montagna. e se in quel momento le nubi non si fossero risolte in pioggia. Tra poco. la nebbia sarebbe stata tanto fitta che il "tarantàs" non sarebbe più potuto proseguire. Nadia riprese il suo posto in fondo al cassone. in maniera che ben presto avrebbero avvolto la montagna. malgrado il crepuscolo prolungato di questa latitudine. che mandavano obliquamente una luce scialba. Ma servivano da luci di posizione del veicolo e. quando gli elementi si combattono con violenza e si è presi nel loro vortice. se le nubi non si muovevano nel senso orizzontale. Michele Strogoff aveva sollevato le     . Infine. diventa difficile e pericoloso. Michele Strogoff sapeva. completamente abbassata. il sole era al tramonto. come se un uragano dall'alto le avesse spinte verso il basso. e fu un bene. Erano le otto. Qualche zona di tali nubi riverberava una specie di luce fosforescente e sottendeva all'apparenza un arco da sessanta a ottanta gradi. senza pericolo di cadere in qualche precipizio. pendevano due tende di cuoio.

ma per obbedire. e quali ragioni superiori avevano per essere tanto imprudenti? Michele Strogoff. I campanelli della "duga" non riuscivano più a stimolarli. come uomo che non è fatto per discutere. in quelle strette gole dell'Ural e in una tale notte da lupi.chi potevano essere quei due viaggiatori la cui "telega" precedeva il suo "tarantàs". A lui ciò non era possibile.Avrei fatto peggio a restare. A questi vari rumori si mescolavano le grida e le imprecazioni dello "iemsci ". ma d'una calma minacciosa. non una capanna sperduta nel sottobosco.domandò Michele Strogoff allo "iemsci ". Di tanto in tanto. . Non tirava ancora un filo d'aria. Si sarebbe detto che la natura. Occorrevano ragioni che non ammettono esitazioni né ritardi per intraprendere la traversata delle montagne in quelle condizioni. se ci arriviamo! . che la luce vacillante delle lanterne popolava di strani fantasmi.Dimmi un po'. né cavalieri. un fragore più cupo delle ruote indicava che il veicolo stava passando su un ponte di tronchi appena squadrati. Non un fuoco di carbonai nei boschi. . ma turbava ancora soltanto le alte regioni dell'aria. che formavano qua e là delle macchie. e il tuono sembrava rotolare al di sotto. Il "tarantàs" non incrociava pedoni. il cielo non tardò a riempirsi d'un fitto susseguirsi di tuoni. scrutava ad un tempo il cielo e il suolo. gettato su qualche crepaccio. più affaticate dalla pesantezza dell'aria che dalla ripidezza della strada. Del resto.Hai paura? . .rispose questi scuotendo la testa. e guardava avanti a sé.All'una del mattino. colombi! . . ma ti ripeto che hai fatto male a partire. s'illuminavano profonde voragini sotto la deflagrazione dei tuoni. a volte ingiuriose verso le povere bestie. Michele Strogoff vide due grandi pini che si contorcevano su una cima. non potessero più respirare. che fu quasi subito seguito da uno scoppio terribile di tuono. La strada era assolutamente deserta. Michele Strogoff non aveva esitato. Il vento si scatenava. fino allora calma..No. sicché talvolta gli animali si piegavano sulle gambe. non un baraccamento di minatori nelle cave sfruttate. Anche Nadia stava a guardare immobile con le braccia conserte ma senza sporgersi. amico. osservando attentamente i bordi della strada. Al loro istantaneo bagliore si vedeva dalla strada apparire e scomparire la sagoma di alti pini. non è vero? . col corpo mezzo fuori. né veicoli di nessun genere.Non ho paura.. Il silenzio sarebbe stato assoluto se non si fosse udito lo stridore delle ruote del "tarantàs" che frantumavano la ghiaia della strada.tende di cuoio che proteggevano l'interno del "tarantàs".Forza. che diventava sempre più cupo man mano che i passeggeri salivano in altezza. e il calpestio dei loro zoccoli sull'acciottolato che scintillava all'urto dei ferri. per qualche tempo. soffocata. L'atmosfera era assolutamente tranquilla. . non respirasse più. Verso le undici i lampi cominciarono a illuminare il cielo in continuazione. ma allora e questo cominciò a preoccuparlo in modo particolare . In quel momento si fece udire un fremito lontano.gridò lo "iemsci " ai cavalli. Poi. a volte carezzevoli. Al bagliore d'un fulmine. il cigolio dei mozzi e degli assi della vettura. mentre il suo compagno. l'ansimare dei cavalli ormai senza respiro. Era come se mille fischi acuti e assordanti attraversassero l'atmosfera. atrofizzate da qualche cataclisma. non sei per caso al tuo primo temporale in montagna.A che ora arriveremo alla cima del passo? . Alcuni secchi schianti indicavano       . e voglia Dio che questo non sia l'ultimo! . cioè quelle nubi cupe e dense. e che i suoi polmoni. quando il "tarantàs" rasentava il ciglio della strada. rimase in osservazione.

Lo "iemsci ". andò a perdersi in fondo al canalone. Dotato di forza non comune. s'impennavano. Michele Strogoff prese la mano di Nadia.le domandò. e per la via più breve! .No. senza che la sua voce tradisse la minima emozione. a duecento passi davanti al "tarantàs".No.gridò lo "iemsci ". se ne fosse stato investito di lato.gridò Michele Strogoff. .Avanti.disse lo "iemsci ". Lo "iemsci " non era più padrone dell'attacco. I cavalli s'arrestarono di botto. immobile. che si potevano paragonare a detonazioni di artiglieria. L'uragano ci manderà presto là in fondo. altrimenti. . spiccando un balzo dal "tarantàs". . mescolando gli schiocchi della frusta al rombo del tuono. dopo avere violentemente rimbalzato sulle rocce. Le povere bestie.Sono pronta. . accecate dai fulmini.Dormi. Michele Strogoff. s'incassava a forma d'imbuto e la bufera vi si ingolfava. Allo stesso tempo. bisogna salire! Bisogna uscire dalla curva. come avrebbe fatto in una manica a vento issata a bordo d'un battello. La strada. malgrado i loro sforzi e gli sforzi dei cavalli ch'essi mantenevano contro vento. Il rombo dei tuoni era cessato un istante. vecchio o mal radicato. Infatti il "tarantàs".Tienti pronta a tutto.che qualche albero. spaventate dallo scoppio continuo delle saette.Prendi il cavallo di destra. Il conducente e lui dovettero curvarsi fino a terra per non essere sbattuti via. in quel posto. Più avanti saremo riparati dalla scarpata! . saltando dal suo seggiolino. minacciavano di spezzare i tiranti e di fuggire.Non possiamo rimanere qui . che costeggiava la strada sulla sinistra. sarebbe precipitato nel burrone. La bufera arrivava fulminea. e se non ci fosse stato un tronco d'albero che lo arrestò. e la spaventosa bufera. indietreggiò di parecchie lunghezze. ma il "tarantàs".Vuoi tornare indietro? . . I cavalli. . a dominare i cavalli. fratello. non senza grande fatica. per trattenerli. perché il pericolo imminente minacciava tutto il convoglio. fifone! . . dopo aver superato la curva. . Nadia! . Ma la furia dell'uragano in quel momento raddoppiava. Bisognava quindi tenerlo di fronte controvento.Ma i cavalli non si muovono!           . una valanga di pietre e di tronchi d'albero cominciò a rovinare dall'alto della scarpata. Arriva l'uragano! . si trovava allora a una curva della strada per la quale s'incanalava la bufera. gli andò in aiuto. A questo punto. l'urto l'avrebbe certamente capovolto e precipitato nel profondo abisso. Non serviva a nulla.Non vi resteremo per molto! gridò lo "iemsci " atterrito. resistendo con tutte le sue forze alle violente raffiche di vento. sorella? . non aveva potuto resistere all'improvviso assalto della bufera. . egli riuscì. . corse in testa ai cavalli. respinti dalle raffiche. .disse Michele Strogoff. graziose colombe! .Io prendo quello di sinistra! Una nuova raffica improvvisa interruppe Michele Strogoff. e andò a precipitare nel burrone di sinistra. e il conducente non riusciva a frenarli.Non ho paura . Una valanga di tronchi schiantati attraversò la strada. Ai richiami amichevoli si succedevano nella sua bocca gli insulti più inqualificabili.rispose la giovane livoniana.rispose Michele Strogoff.Non aver paura. Michele Strogoff ebbe appena il tempo di chiudere le tende di cuoio del "tarantàs".

sorella! . . la sua compagna travolta! Capì che non avrebbe fatto in tempo a trarla viva dal veicolo!. Se la capotta non fosse stata saldamente legata. . dovuta allo sforzo di Michele Strogoff. Michele Strogoff. . frantumandosi sulle pietre della strada. . non essendo più stiracchiato di fianco. previde in una sola immagine il "tarantàs" colpito. con una vigorosa frustata. in un ventesimo di secondo. rondinelle! . e il masso sarebbe passato dietro di loro. non facevano tre passi senza perderne uno e qualche volta due. La scarpata di destra si alzava in quel punto con una specie di risalto roccioso. Infatti. non temere!. che evocò per la prima volta il nome dell'imperatore.. Il pericolo non consisteva più soltanto nelle raffiche di quello spaventoso uragano che investiva il veicolo e i conducenti. Non potevano più sbandare ai lati. fratello . dove potevano tenersi al riparo contro le raffiche dirette della bufera. si rialzavano.La burrasca sta per tornare! . Lo "iemsci " mandò un urlo. . con il dorso puntato al "tarantàs" e i piedi al suolo.Avanti.poiché ti ha messo sulla mia strada! La spinta del "tarantàs".Fai come me.. L'enorme masso. spinse avanti di alcuni piedi la pesante vettura. lungo al massimo mezza versta ma direttamente esposto alla sferza della bufera. tirali avanti! . portandosi di dietro e trovando in questo immane pericolo una forza sovrumana.gridò lo "iemsci ". la cui cima superava lo spigolo della roccia.E' il Padre che l'ordina! .Lo vuoi tu! . Solo qualche passo avanti. quel nome allora onnipotente su tre parti del mondo. il "tarantàs" sarebbe stato scoperchiato alla prima raffica.Nadia.mormorò la fanciulla. poté meglio tenere la strada. salirono l'erta fino ad una stretta gola. spaventata.Obbedisci? . uomini e bestie..Dio è con noi. da Michele Strogoff e dallo "iemsci ".Nadia! . come avrebbe fatto una palla di cannone. ma soprattutto nella grandine di pietre e di tronchi schiantati.         . dovuto alla sporgenza d'un enorme masso.gridò Nadia. non doveva andar perduta. che la montagna rovesciava su di loro. volle far procedere i cavalli. tenuti in questa maniera. mentre Michele Strogoff faceva altrettanto con quello di sinistra.rispose Michele Strogoff. Trascinati. Michele Strogoff. In questa tira e molla. cadevano. .rispose Michele Strogoff.Fratello! . Il vento non vi turbinava più. orientata da sud a nord.. D'improvviso. fu visto un masso che precipitava aumentando di velocità e rotolando in direzione del "tarantàs". Allora. Scivolavano. investiti in pieno dalle raffiche.. ripresero con fatica il cammino. sfiorò il petto del giovane e gli tolse il respiro. ma questi si rifiutarono. che aveva visto tutta la scena al bagliore d'un lampo. alcuni abeti.Con me certamente.. Michele Strogoff e lo "iemsci " impiegarono più di due ore a salire quel tratto di strada. e il cavallo di timone. tirando il cavallo di destra.Non è per me che potrei temere! . Ma. mentre alla circonferenza esterna del ciclone né uomini né cavalli avrebbero potuto resistere.. per così dire. al bagliore d'un lampo. passando. che mandarono scintille sotto l'urto. che si trovava al centro di un mulinello. I cavalli. e il posto era abbastanza calmo. il veicolo era in grave pericolo di sfasciarsi. Fu lo slancio che permise ai cavalli impazziti di riprendere la salita.

investiti dal fluido elettrico. quale che fosse l'impazienza di Michele Strogoff . In queste condizioni. sembrava sussultare.e si comprende che doveva essere grande . . e la sentì mormorargli queste parole all'orecchio: . Michele Strogoff. un lampo intenso rischiarò il cielo. si rialzò per fortuna senza ferite. lo so che sei decisa a rischiare tutto. ma. e la fanciulla vi si rifugiò in attesa che si potesse riprendere il viaggio. e sembrò.rispose Nadia. . in un profondo anfratto. Ora. diventerà. dopo che gli ultimi brontolii del tuono si furono dispersi in lontananza nella montagna. se lo fai solo per risparmiarmi una fatica o un pericolo! . Lo "iemsci ". deviata dalla sporgenza della scarpata. quasi asfissiante. scoprì un incavo. esaminando la roccia alla luce d'una lanterna. da far temere che fosse ridotto in mille frantumi. la partenza era assolutamente impossibile. e qualche raffica obliqua. fratello . comincerà a far giorno. e una macchia di alti pini a venti passi dal "tarantàs". su un fondo stradale corroso da mille torrenti che scrosciavano dalla montagna. In quel momento . polverizzare la pioggia. lo investiva a volte con estrema violenza.ma non ritardare la partenza. e gli scoppi di tuono si succedevano senza interruzione. fremendo sotto questi colpi furiosi. come se tutto il massiccio dell'Ural fosse scosso da un vasto terremoto.Delle grida. più che la tua: io mancherei al mio compito.mormorò Nadia. Verso le tre.. il "tarantàs" aveva potuto essere posteggiato. Nadia dovette abbandonare il posto che vi occupava. s'infiammarono come una torcia gigantesca. fratello! Ascolta!     . Ma il riparo non era perfetto.egli fu costretto a lasciar passare la piena della bufera. arrivati alla cima del passo dove transita la strada da Perm a E aterinburg.la pioggia cominciò a cadere. Del resto. esposto solo di sbieco alle raffiche. come se un pazzo gigante avesse livellato la scarpata radendo via la loro chioma di rami. Subito risuonò uno schianto. io rischierei più che la mia vita. In quel momento. significava mettere a repentaglio la vita. . I lampi illuminavano la gola. che non possiamo tentare con l'oscurità. . L'aria si riempì di odore di zolfo. correre verso l'abisso. La violenza dell'uragano mi fa sperare che finirà presto. per così dire.furono stroncati in un battere d'occhio. L'uragano raggiungeva allora il culmine della sua violenza. per così dire. e la discesa. scaraventato a terra da una specie di risucchio.era l'una del mattino . almeno possibile dopo il sorgere del sole. Michele Strogoff sentì la mano di Nadia afferrare forte la sua. mettendoci in pericolo tutti e due. Il suolo. non restava loro che da scendere il versante orientale degli Urali. se non facile. al dovere che mi sono assunto a rischio di tutto! .Aspettiamo.disse allora Michele Strogoff.. Poi.Un dovere!. aperto dal piccone di qualche minatore. e subito le raffiche. ma significa evitare altri ritardi più lunghi. miste di acqua e di vento raggiunsero una violenza estrema. Per fortuna. senza riuscire tuttavia a spegnere i fuochi del cielo.Aspettare è brutto . Allora il veicolo cozzava contro la parete rocciosa. ma discendere in quelle condizioni.Nadia. in mezzo ai turbini di vento e acqua.

Michele Strogoff tendeva l'orecchio e ascoltava... o perché erano stati scaraventati fuori strada. . La strada era tortuosa. Non voglio lasciarlo solo.rispose semplicemente Nadia..No.Tanghero! torna indietro! . Lo "iemsci " resterà con te.rispose Nadia. superando la curva della roccia. postiglione del diavolo! Ehi. e Michele Strogoff doveva fare uno sforzo non comune per resistere. .Viaggiatori che chiedono aiuto! . Nadia..Ciò che essi farebbero per noi. Infatti. . ma scuotendo la testa. Michele Strogoff strinse la mano della sua compagna e.. non aveva dubbi che fossero quegli stessi la cui "telega" precedeva sempre il suo "tarantàs". durante questa breve calma. . in una simile circostanza.Resterò . . ma la bufera raddoppiava la sua violenza.Hai sentito. dei quali si sentivano le grida. che non si erano lasciati dissuadere dall'uragano ad affrontare quel viaggio in montagna. come se avesse ritenuto impossibile rispondere a quell'appello. scomparve subito nel buio. non si poteva vedere nulla. non dobbiamo noi farlo per loro? . Ma costatò presto che i viaggiatori. aveva altrettanto desiderio di sapere chi potevano essere quei passeggeri. . Aveva smesso di piovere. Sembrava un richiamo disperato. interrompendo lo "iemsci ".disse lo "iemsci " alla fanciulla. ecco le frasi che gli cagionarono una certa sorpresa: . Quantunque Michele Strogoff non potesse ancora vederli. fratello . Le grida. si sentirono delle grida venire dalla parte superiore della strada.Ma non vorrete esporre la vettura e i cavalli!.rispose Michele Strogoff. ne sentiva tuttavia le parole abbastanza distintamente.11. e i bagliori dei lampi mostravano soltanto le sporgenze delle rocce a strapiombo sui tornanti della strada. Ora.Ti accompagno.. .Tuo fratello ha torto . . laggiù! ..             .Mi ritroverai qui.Se contano soltanto su di noi!. Dal luogo dove Michele Strogoff aveva lasciato Nadia.Guarda come ti servono in questo paese!. . Se aveva fretta di portare soccorso a coloro che chiamavano aiuto. Intanto Michele Strogoff saliva rapidamente l'erta. Anche lo "iemsci " ascoltava.disse la giovane livoniana.gridò Nadia. e non tanto distante dall'anfratto che riparava il "tarantàs". o perché l'oscurità glielo impediva..Perché no? . formavano vortici che era difficile superare.rispose lo "iemsci ". evidentemente lanciato da qualche viaggiatore in pericolo. non erano molto lontani. . VIAGGIATORI IN PERICOLO. . portate dal vento.Ha ragione . si facevano sempre più distinte.Qualunque cosa capiti. non uscire dal rifugio! . Le raffiche bruscamente infrante su queste sporgenze. .Ti farò battere con il " nut" (1) al prossimo cambio! . rimani.Andrò a piedi rispose Michele Strogoff.

e di cuore. potremmo continuare la strada? . signor Korpanoff .Inutile..Ridete? rispose in tono piuttosto irritato il cittadino del Regno Unito. Ma. perché scoppiò in una risata veramente inattesa. collega! Voi non sapete davvero prendere le cose per il loro verso! .Niente di più semplice . due viaggiatori. e voi trotterete come un vero cavallo da posta! . Michele Strogoff vide. secondo le regole del galateo. io prenderò le redini. che. In quel momento.E che ordigno chiamano "telega"! .Trattare così me! un inglese accreditato! Farò rapporto alla cancelleria.Nicola Korpanoff.rispose Alcide Jolivet.rispose l'inglese.Felice di vedervi in questa circostanza! Permettete che vi presenti il mio intimo nemico. Michele Strogoff si avvicinò ai due viaggiatori. una cosa mai vista!..Ehi! bestiaccia! Continua a darsela a gambe e pare che non si sia accorto di averci lasciati sulla strada! . Quando sarete stanco.E come. signore! . rannicchiati l'uno accanto all'altro sul sedile posteriore d'un singolare veicolo. .Buon giorno. a sua volta. è troppo divertente.Signor Jolivet . .. vi chiamerò piccioncino. .Vi nomino giudice.Sì.questo scherzo passa ogni limite. sembrò a Michele Strogoff che il secondo interlocutore prendesse l'incidente con allegria. d'improvviso. a venti passi. uno dei quali continuava a ridere e l'altro a imprecare. per piacere.. come un vero "iemsci ". straordinariamente divertente! Ecco quanto non capiterebbe certamente in Francia! . che sembrava sprofondato in una carreggiata. e       . avevano fatto con lui il viaggio da Niznij Novgorod a Perm.domandò Harry Blount.. ancora rischiarata dai lampi. Immaginate che il nostro postiglione è partito con l'avantreno del suo infernale veicolo. io vi darò il cambio. in quelle circostanze. e riconobbe i due giornalisti.? rispose Michele .Ma no! tutto questo è davvero troppo divertente! .Ah! molto bene! Perfetto! signore. così grave per l'uno e così divertente per l'altro. quando il rombo del tuono cessò.Ma certo. senza cavalli! Non è assolutamente e superlativamente spassoso? . il collega Alcide Jolivet. .Neppure in Inghilterra! . Voi vi attaccate a ciò che rimane della nostra vettura. . e lo farò impiccare! Quest'ultimo pareva veramente molto arrabbiato. signori. poiché abbiamo viaggiato insieme sul Volga.rispose Alcide Jolivet. dicendo: . la voce allegra risuonò ancora. che l'eco della montagna amplificò in proporzione grandiosa.rispose l'inglese. quando Michele Strogoff gli disse: . .. .gridò il francese. il signor Blount. . anzi è quanto di meglio mi resta da fare! Vi invito a fare altrettanto! Parola d'onore. senza guida. lasciandoci impantanati sul treno posteriore del suo ridicolo e assurdo convoglio! La peggiore metà d'una "telega" a due posti.replicò l'inglese. un violento scoppio di tuono riempì il canalone d'un fragore assordante. e disse queste parole: . Il giornalista inglese salutò.Ma sì. negoziante di Ir uts Strogoff. collega. Sulla strada.State calmo. vi è capitata? . .Non è affatto spassoso! . imbarcati sul "Caucaso". noi ci conosciamo. e forse avrebbe presentato. Poi.Ma volete dirmi quale avventura.. e.

.Signor Korpanoff rispose Alcide Jolivet.aggiunse Michele Strogoff. .Venite dunque.Ma. . . . e seguirono Michele Strogoff. delle notizie da raccogliere. accettiamo la vostra offerta e vi siamo obbligati.Signore.Non abbiate timore che prenda il volo. . e domani. e a colpo sicuro. arriveremo insieme a E aterinburg.rispose Michele Strogoff. faccio semplicemente quello che qualunque altro avrebbe fatto al mio posto . è possibile che noi c'incontriamo ancora.andiamo un poco più in là. signore.Signore . e.La cortesia le sia ricambiata. quel miserabile! . con il vostro cavallo e con il treno posteriore della nostra "telega". ch'era diventata sedile anteriore. ci togliete da un gran brutto pasticcio! . . e per conseguenza non ci rimane che scendere il pendio della montagna. e guida con la miglior buona fede del mondo il suo avantreno verso E aterinburg! .. cinquecento passi più in basso.. è perché ho soltanto due posti.Ma la "telega"? .Dunque. Se vi inoltrate nelle steppe. signori.rispose Alcide Jolivet perché il mio collega ed io.Vedete che è ben radicata al suolo.aggiunse Alcide Jolivet . perché non torna indietro? Sa benissimo di averci lasciati indietro.E il signor Blount e io . mio caro Blount! .disse egli a Michele Strogoff.Lui! Ma lui non sospetta di nulla! . ci troviamo alla sommità della catena degli Urali. collega..questa è una proposta che parte da un cuore generoso! . Anche camminando. signore .Cosa! Quel brav'uomo non s'è accorto che è avvenuta una scissione tra le due parti della sua telega? . Alcide Jolivet non domandava esplicitamente a Michele Strogoff dove andava. se non capita nessun altro incidente.Aggiungo.disse allora Harry Blount. . . se mi volete seguire . che tutto questo è quanto vi è di più divertente! . signori. signor Korpanoff .esclamò Alcide Jolivet. . e li occupiamo già mia sorella ed io.disse ancora Michele Strogoff. . Alcide Jolivet.Vado a Oms . conservava la sua abitudine di chiacchierare con il solito buonumore.domandò Michele Strogoff con una certa         . Vi presterò uno dei miei cavalli.disse alla fine. .Non se n'è accorto.Ve lo dicevo io. .Parola mia. non resterebbe altro da fare che sbarrare le strade! . che niente poteva alterare.e condurremo qui il "tarantàs".voi avrete il diritto di trattarmi da lumaca bolsa o da tartaruga spasimante. e se la lasciamo dov'è.Oh! credete pure che non è la prima volta che capita un'avventura di questo genere! .. allora.fece osservare l'inglese. signore . signori concluse Michele Strogoff .rispose Michele Strogoff. Il francese e l'inglese smontarono dalla panca di fondo.Se i viaggiatori non si aiutano a vicenda.c'è qualcosa di meglio da fare. se non vi trasporterò a una velocità infernale! Alcide Jolivet diceva tutte queste cose con una tale allegria che Michele Strogoff non poté fare a meno di sorridere. lo si potrà attaccare al cassone della vostra telega. andremo in capo al mondo! . . dove ci sarà forse qualche pallottola... Qui.raggiungeremo la mia vettura. . ma questi. la primavera prossima metterà le foglie! . non volendo dare l'impressione di dissimulare.esclamò Alcide Jolivet. e. Quanto a quello "iemsci "!.Signori . dove siamo arrivati. rispose subito: . . . La mia vettura è laggiù.Non v'incomodate di più.che se non vi offro un posto sul mio "tarantàs". ma anche.Nelle province invase? .

Infatti. e mentre il "Caucaso" si riforniva io facevo come il "Caucaso"! Michele Strogoff non ascoltava più i discorsi che si scambiavano Harry             .rispose Alcide Jolivet. almeno per qualche giorno? .I Tartari di Feofar Khan hanno invaso tutta la provincia di Semipalatins . caro collega. partendo da E aterinburg. . .andremo assieme fino a Iscim.Infatti .Ma come lo avranno saputo? .Parola mia. interessato direttamente a queste notizie più o meno vere. Poi.Andate verso Oms ? domandò Michele Strogoff. signore. una volta arrivati là. che facevano la sua stessa strada.Spiacente.Non avete perduto tempo a Kazan! .E sapevate che probabilmente si era travestito da zingaro? domandò Harry Blount. ma non poteva. Bisogna dunque che facciate presto se volete precederli a Oms .E avete ragioni serie di pensare che il colonnello Ogareff è in Siberia? .disse Harry Blount. . forse la nostra buona stella vorrà fare in modo che viaggiamo ancora insieme. ma è sicuro che andremo direttamente fino a Iscim e.Eh! come si sanno tutte queste cose .Da zingaro! .domandò.Non lo sappiamo ancora precisamente . . cercare di separarsi dai due viaggiatori. signore .Sono poco amico dei colpi di fucile come dei colpi di lancia. noi sappiamo solo quanto si diceva a Perm rispose Alcide Jolivet.Lo sapevo quanto bastava per farne oggetto d'una lettera a mia cugina . senza che ciò apparisse una singolarità. .Ah! voi sapevate questo. Evidentemente Michele Strogoff avrebbe preferito viaggiare da solo.rispose Alcide Jolivet.rispose sorridendo Alcide Jolivet. al centro stesso delle regioni in rivolta. . e che non tarderebbe a incontrarsi con il capo tartaro. . non aveva nessuna difficoltà a fare assieme a loro questa parte del viaggio. agiremo conforme agli avvenimenti. . .Precisamente. siamo d'accordo . ed è probabile che non ci incontreremo più! .Sapete con qualche certezza fin dove è arrivata l'invasione tartara? .Ma no.Ebbene. che a quell'osservazione del corrispondente francese uscì dal suo mutismo. dopo avere riflettuto un istante. del suo viaggio a bordo del "Caucaso" e del suo sbarco a Kazan. poiché Alcide Jolivet e il suo compagno intendevano fermarsi a Iscim.Ho anche sentito dire che avrebbe preso la strada di Kazan a E aterinburg. con il tono più indifferente: .Si diceva anche che il colonnello Ogareff era riuscito a passare la frontiera sotto un travestimento. . che si ricordò della presenza del vecchio zigano a Niznij Novgorod. .rispose Alcide Jolivet. e da alcuni giorni discendono a marce forzate il corso dell'Irtis.esclamò quasi involontariamente Michele Strogoff.Ebbene.rispose Michele Strogoff.fece osservare l'inglese con tono asciutto. . signor Korpanoff.Lo sapevo . signore.disse Michele Strogoff . spiacente e davvero non potremo far altro che rimpiangere di separarci così presto! Ma. . .premura. . . signore . Sono nell'aria.Faremo la strada assieme. . . e per natura sono troppo pacifico per avventurarmi dove si combatte. .rispose Michele Strogoff. Del resto. . . e non proseguire immediatamente verso Oms .rispose. signor Jolivet? .domandò Michele Strogoff. signori.

Tuttavia. mentre lo "iemsci ". tutto il viaggio sarebbe stato compromesso. della quale essi ricavano un alto guadagno. Nadia! E. Questo secondo colpo era esploso a pochi passi da Michele Strogoff. Era veramente giunta a lui la detonazione d'uno sparo d'arma da fuoco. con sorprendente sangue freddo. Qualche istante dopo. Nadia. s'era rivolto contro la fanciulla. I pini. Il suo braccio compì un semplice movimento dal basso all'alto. abbandonando allora l'anfratto nel quale s'era riparata. ed era venuto a rifugiarsi in quell'incavo. L'animale. crollò al suolo come una massa inerte. spaventati dalla presenza del bestione.   . allo sguardo particolarmente insistente che questa aveva tenuto su di lui. L'animale. Pensava a quella compagnia di zingari. cavando il coltello dalla cintura. Nadia era dunque tornata direttamente contro l'orso. alla donna straniera che lo accompagnava. Era un orso di imponente statura. La tempesta lo aveva cacciato dai boschi che rivestivano le pendici dell'Ural. certamente sua tana abituale. che non poteva sbagliarsi circa quel suono. . Ella aveva cercato dapprima di evitarlo. a quel vecchio zigano del quale non aveva potuto vedere il viso. e l'enorme bestia. e una seconda detonazione echeggiò oltre la scarpata. gli aveva sparato una seconda volta. illuminavano ampiamente la scena. aveva assalito il terzo cavallo dell'attacco. leggermente ferito a una spalla. che subito non s'era accorto di lei. dietro il quale la fanciulla aveva promesso di aspettarlo. La macchia di pini incendiati dal fulmine bruciava ancora. tutti e tre erano di fronte alla sporgenza rocciosa che riparava il "tarantàs" alla curva della strada.Un orso! . girando attorno al "tarantàs". squarciata dal ventre alla gola. E. seguito da Harry Blount. sorella? . affrontando arditamente l'orso. Ma ormai era arrivato. . . e.gridò Michele Strogoff. si precipitò sui passi di Michele Strogoff. era partito ad inseguirli. Michele Strogoff si slanciò con un formidabile balzo al di là del contrafforte. Era un bell'esempio di quel colpo maestro. «Guarda! come degno negoziante che si tiene lontano dai colpi di fucile . una bestia enorme si ritrasse fino a lui. Con un balzo si lanciò tra l'orso e la fanciulla.pensò Alcide Jolivet . La strada era deserta. Due cavalli. Nel momento in cui Michele Strogoff raggiunse il "tarantàs". D'improvviso. La coraggiosa Nadia non aveva perso la testa. che mira a non danneggiare la preziosa pelliccia degli orsi. proprio dei cacciatori siberiani.domandò Michele Strogoff. mentre il cavallo cercava di rompere i tiranti e fuggire.Nadia. aveva preso una pistola di Michele Strogoff e. quando si udì una esplosione a breve distanza.Sei ferita.Blount e Alcide Jolivet. nel momento stesso in cui le zampe dell'animale stavano per abbattersi sulla sua testa. . pensando soltanto alle sue bestie e dimenticando che la fanciulla rimaneva sola di fronte all'orso. e cercava di riordinare nella sua mente tutti i particolari di quell'incontro. risuonò un formidabile grugnito. era corsa alla vettura. Michele Strogoff non aveva potuto sbagliarsi. correndo verso la fanciulla. aveva sparato purtroppo inutilmente. venite! .gridò Michele Strogoff. che non era uomo da restare indietro.corre abbastanza in fretta dove si spara!».Ah! signori. che in quel momento ardevano da cima a fondo. avevano strappato i tiranti e s'erano dati alla fuga. ma in quel momento occupato. Ma una volta perduti i cavalli in montagna.

e questo non offriva difficoltà. reclamò la sua mancia. signori. Del resto. Michele Strogoff era bello a vedersi.Avanti. il "tarantàs" aveva raggiunto la "telega". La bufera.           .come semplice negoziante. con il cappello in mano. . . Guardò dapprima con disappunto il magnifico animale giacente al suolo. rivolgendosi allora al compagno: . con il coltello insanguinato in mano. Alcide Jolivet. amico! intervenne Alcide Jolivet. «Un bel pezzo d'uomo!» pensò Alcide Jolivet.. statura alta. . Si capiva perfettamente che un vigoroso strappo dei cavalli aveva provocato la separazione dei due treni. perché riuscì a trattenerlo. Erano le tre del mattino. In quel momento comparvero i due giornalisti. La disinvoltura del suo collega aveva per effetto di aumentare la sua rigidezza abituale.rispose Michele Strogoff siamo obbligati a fare un po' di tutto! Alcide Jolivet guardò allora il giovane. direi! . con occhi sorridenti.Molto eccellente. Alle prime luci dell'alba. che cominciava allora a scemare. . uno dietro l'altro. Il suo compagno e lui avevano osservato la rapida manovra di Michele Strogoff. e le vetture si misero subito in moto. .avrai doppia paga. Visto in piena luce.In Siberia. che era costretto ad abbandonare agli uccelli da preda.No. e si mise a riattaccare le bestie al veicolo.Diavolo! .rispose Nadia.disse. Nadia era rimontata sul "tarantàs". senza che nessun altro incidente di rilievo funestasse la seconda parte del viaggio. . Michele Strogoff gli fece allora presente la situazione dei due viaggiatori e la sua decisione di mettere a loro disposizione uno dei cavalli del "tarantàs". si teneva un poco distante. Avanzando allora rispettosamente con il cappello in mano. . Il degno russo aveva davvero una faccia di bronzo. fratello . . che era coscienziosamente sprofondata fino ai mozzi delle ruote. che pareva li aspettasse. dritto come un palo. Uno dei cavalli esterni del "tarantàs" fu attaccato per mezzo di corde al cassone della telega. e la strada fu risalita rapidamente. non imperversava più con la violenza di prima attraverso la gola. un piede posato sul corpo dell'orso che aveva abbattuto.esclamò Alcide Jolivet . voi adoperate in modo eccellente il coltello del cacciatore! . non avevano che da scendere la china dell'Ural. aria risoluta.Va bene. La prima persona che i giornalisti videro sulla porta della posta.aggiunse Harry Blount. I due giornalisti ripresero posto sulla panca del loro originale veicolo. che capì l'insinuazione.rispose lo "iemsci ". i due veicoli. tortorelle! . signor Korpanoff. . non vorrei avere a che fare con questa ardita e incantevole coppia! Harry Blount.gridò lo "iemsci ". seguita a piedi da Michele Strogoff e dai due amici. Alcide Jolivet si slanciò alla testa del cavallo.La sorella vale il fratello .. arrivarono a E aterinburg. perché. che era riuscito a riprendere i suoi due cavalli.Se io fossi un orso. tutto disinvolto. e bisogna ammettere che egli aveva il polso ben saldo.. In quel momento ricomparve lo "iemsci ". fu il loro "iemsci ". Sei ore dopo. Nadia rispose con un leggero inchino. andò a ossequiare la fanciulla.Come vuoi . si avanzò verso i propri clienti e tendendo loro la mano.Soltanto che due vetture al posto di una.

Colonnello degli ussari della guardia! A questa risposta. geograficamente è una città dell'Asia. per conseguenza. un diritto.E' nel suo diritto. e che.Non la so . Tuttavia. sferrato secondo le regole precise della boxe. che reclamava dodici mesi di allattamento alla famiglia del suo lattante? . quel povero diavolo! . Questo sconfinamento amministrativo deve avere la sua ragione di esistere.Prendi. vedendo quella collera. è compresa in una delle grandi circoscrizioni della Russia europea. sulle ultime pendici orientali della catena. E' come un pezzo di Siberia chiuso tra le mascelle russe. UNA PROVOCAZIONE. se lo "iemsci " non si fosse prudentemente scansato. . voi non sapete neppure che cosa era diventato il lattante quando fu emesso il verdetto che dava ragione alla donna? .Ma se le cose non sono cambiate. tutti scoppiarono a ridere. Questa città è dunque un centro industriale di prim'ordine dove abbondano gli stabilimenti siderurgici ed altri impianti per la cernita del platino e dell'oro.rispose Harry Blount. . a due ruote quando arriva!".Ma ha ragione. collega.esclamò.Un processo. NOTE. Nota 1. perché si trova al di là dei monti Urali. non è colpa tua! Questo raddoppiò la collera di Harry Blount. come non aveva mai fatto fino allora. essa dipende dal governatorato di Perm e. per piacere? . gli avrebbe pagato il suo "na vod u" in piena faccia. estrasse invece di tasca il suo taccuino e vi scrisse sorridendo questa nota.La verità ci obbliga a dire che il furore di Harry Blount scoppiò con una violenza del tutto britannica. fondata nel 1723. là è concentrata la direzione generale delle miniere. . A E aterinburg sorse la prima Zecca di tutto l'impero.esclamò Alcide Jolivet . voi non ne vedrete la fine! Voi non conoscete dunque la storia di quella balia russa.Allora. Alcide Jolivet.disse consegnandoli allo "iemsci " .           . Né Michele Strogoff né i due giornalisti trovarono difficoltà a cercarsi i mezzi di locomozione in una città tanto considerevole. caro collega! Non è colpa sua se noi non abbiamo trovato il modo di seguirlo! E cavando di tasca alcuni copechi: .intasca! Se non li hai guadagnati. rideva invece fino alle contorsioni. orgoglioso della sua trovata. Alcide Jolivet. in Russia! .Cos'era diventato. vettura russa a quattro ruote quando parte. degna di figurare nel dizionario moscovita: "'Telega'. 12. che voleva prendersela col mastro di posta e fargli un processo. E aterinburg. amico . Strumento di tortura usato in Russia per i servi della gleba. . descritto più avanti (Nota del Traduttore).

minacciati dall'invasione tartara. I due giornalisti. a mezzogiorno. il previdente francese aveva trovato. Russi e Siberiani. poi si sarebbero diretti verso le regioni invase. già lo sappiamo. quasi uguale a quello di Michele Strogoff. e bastava attaccarvi tre buoni cavalli per proseguire velocemente sulla strada di Ir uts . Ora. perché il suo sguardo si spingeva oltre l'orizzonte. avevano intenzione di andare fino a Iscim. che va verso Ir uts . che si estende a sud-ovest dell'Irtis fino alle frontiere del Tur estan.rispose Harry Blount. Una volta arrivati.sarei ben felice di compiere con voi una parte del mio viaggio. dietro il quale cercava di scoprire il volto dell'esiliato! Non osservava nulla del paesaggio che attraversava alla velocità di quindici verste all'ora. e specialmente il paese dei Kirghisi. avrebbe voluto evitare il paese devastato dagli invasori.Signori. . non aveva subìto danni gravi nel viaggio attraverso gli Urali. e viaggerò giorno e notte! . dove suo padre era condannato a vivere.Va bene .In quel periodo la popolazione di E aterinburg era molto aumentata. disse dunque ai suoi nuovi compagni . Fino a Tjumen e anche fino a Novo Saims oije. Ma. . . e anche con facilità.Noi contiamo di fare altrettanto .aggiunse Michele Strogoff. per un percorso di circa millesettecento verste (1815 chilometri). per partire da questa città. ma non perdete un istante. ma devo preavvisarvi che ho molta fretta di arrivare a Oms . nelle circostanze attuali. secondo che il loro istinto di cacciatori li avrebbe sguinzagliati su una pista o su un altra.. era la sola che Michele Strogoff potesse prendere. al contrario. Chissà se arriveremo prima che i Tartari abbiano invaso la città! Io mi fermerò quindi ai cambi soltanto il tempo necessario per cambiare i cavalli. i due trabiccoli partirono assieme dalla città di E aterinburg. pochi viaggiatori pensavano di avventurarsi sulle strade siberiane.voglia arrivare a Iscim allo stesso tempo che il treno anteriore. Soltanto che lui. questa strada da E aterinburg a Iscim.continuò Alcide Jolivet . anzi. e nel quale il suo compagno e lui presero subito posto. a differenza degli altri non correva dietro le notizie. la strada era molto accidentata. e così lontano dal suo paese natale! Ma solo per caso ella vide estendersi davanti ai suoi occhi quelle sconfinate steppe.. cominciava la steppa immensa. invece. dopo avere abbandonato le province già invase dalle orde di Feofar Khan. un "tarantàs". il "tarantàs" era suo. forse ancora per molto tempo. Noleggiate o comperate una vettura di cui. Nadia era finalmente in Siberia e su quella lunga strada che porta a Ir uts ! Quali erano in quel momento i pensieri della giovane livoniana? Tre veloci cavalli la trasportavano attraverso questa terra d'esilio. che si estende fino alle vicinanze di Krasnojars . dopo la tappa di Novo Saims oije. Michele Strogoff e Nadia risalirono nel loro veicolo e. cioè a seicentotrenta verste da E aterinburg. vi erano affluiti. Tutte queste circostanze fecero sì che Harry Blount e Alcide Jolivet trovassero facilmente una "telega" completa da sostituire al famoso veicolo dimezzato che bene o male li aveva trasportati a E aterinburg. perché mia sorella e io andiamo a raggiungervi nostra madre. che per un istante le erano state sbarrate. Se dunque i mezzi di locomozione erano scarsi per arrivare a E aterinburg. Mezz'ora dopo. Infatti. abbondavano. nulla di quelle                                   .Di cui siamo certi che il treno posteriore . Quanto a Michele Strogoff. ed era ben deciso a non fermarsi in nessuna parte. avrebbero preso consiglio dagli avvenimenti. perché si snodava ancora su quelle capricciose ondulazioni del suolo che formano le ultime pendici dell'Ural. assieme oppure ognuno per conto proprio.

e forse anche la sua vita! Michele Strogoff sentì più grave in quel momento il peso della responsabilità che s'era assunta. con l'incontro di Nadia. era premuroso con la giovane livoniana e la trovava incantevole. rame. la vanga da nessuna parte. Nadia pensava dunque a Michele Strogoff. un suolo povero. Come trovare braccia per coltivare la terra. che del resto non fu mai tale da rompere la monotonia della scarrozzata attraverso le prime province della Siberia occidentale. per difendere la sua vita con pericolo della propria. Il piccone è dappertutto. infine tutto quanto egli aveva fatto. il pensiero di Nadia si distoglieva qualche volta dalle lontane province del lago Baj al. se è più redditizio scavare il suolo a colpi di mina o a colpi di piccone? Qui. Alcide Jolivet. Ad ogni cambio i due giornalisti scendevano e s'incontravano con Michele Strogoff. il mezzo per dissimulare la sua vera identità e nello stesso tempo l'occasione di compiere una buona azione. dal momento in cui avevano cominciato a calpestare il suolo siberiano iniziavano per Michele Strogoff i veri pericoli. Sentiva che c'era in lei un cuore puro e raro. il contadino lascia il posto al minatore. Le circostanze erano cambiate da una volta. L'intrepida calma della fanciulla piaceva al suo animo coraggioso. Un vero fratello non avrebbe potuto fare di meglio! Non temeva più nessun ostacolo. così differenti dalle contrade dell'ovest. perché. dove un misterioso e provvidenziale disegno glielo aveva fatto incontrare per la prima volta. senza peraltro mai uscire dai limiti della perfetta correttezza. ed ella rivedeva il suo generoso compagno. infatti. seminare i campi. L'immagine del padre svaniva un poco. non interveniva che raramente nella conversazione. Quanto a Michele Strogoff. platino e oro. Ammirava l'energia silenziosa che ella dimostrava in mezzo a disagi di un viaggio compiuto in condizioni così sfavorevoli. Harry Blount rispondeva con monosillabi. Tuttavia. Ringraziava Dio d'averle fatto incontrare al momento giusto quel coraggioso protettore. eroica compagna. nasconde in abbondanza ferro. ci sono pochi campi coltivati. Se i due giornalisti non si sbagliavano. almeno alla superficie. dapprima sulla ferrovia di Vladimir. Se era necessario desinare o pranzare. credeva fermamente di raggiungere la meta. sempre molto riservata. Non era forse una sorella veramente? Egli provava in misura uguale affetto e rispetto per la sua bella. Quando non consumavano il pasto alla trattoria della posta. sotto la sua assistenza. ma. sul quale si può fare assegnamento.contrade della Siberia occidentale. che cosa capitava nella seconda? Niente di straordinario. il suo arrivo al commissariato di Niznij Novgorod. Perciò in ogni luogo vi sono impianti industriali. raccogliere le messi. ma raramente fattorie agricole. Qui. la sua sollecitudine per lei durante la discesa del Volga. la cordiale semplicità con cui le aveva parlato chiamandola sorella. Anche egli ringraziava Dio di avergli dato. bisognava agire con la massima circospezione. e ritornava allora alla situazione presente. quell'amico generoso e discreto. Mentre le cose stavano così nella prima vettura.   . nelle sue viscere. Ciascuno vedeva le cose a modo suo e ciascuno prendeva nota di qualche piccolo incidente di viaggio. lei andava a sedersi a tavola. allora la sua missione era in pericolo. perché le spie tartare dovevano formicolare nelle province siberiane. Si sentiva sicura vicino a lui. egli parlava poco e rifletteva molto. Alcide Jolivet parlava con frasi. e se Ivan Ogareff aveva varcato la frontiera. Se il suo incognito fosse stato scoperto e riconosciuta la sua carica di corriere dello zar. Tuttavia. Ricordava le sue attenzioni durante il viaggio. Nadia non abbandonava il "tarantàs". in quella terribile notte d'uragano attraverso i monti Urali.

Questo onorato gentiluomo non aveva l'abitudine di fare due cose allo stesso tempo. che era un mangiatore metodico si partiva. dal viso pallido e serio.Quale giovane livoniana? . un'ora prima di sera. seduti al loro sportello. fin qui. era certo di arrivare a Ir uts prima di loro e nel minimo tempo impiegato fino allora. Tjumen. 22 luglio. per sfuggire alle razzie degli invasori. da uomo che non voleva impegnarsi. che età potesse avere la giovane livoniana. sessanta verste più avanti. dando solo precedenza ai telegrammi dello Stato. Nei campi. Il paese che allora percorrevano era quasi deserto. il cielo mezzo coperto. esasperato da tanta indifferenza. una volta. perché pagavano lautamente e. qualche villaggio già evacuato. Il giorno successivo alla partenza da E aterinburg. Con veicoli meglio molleggiati. trasmettevano i dispacci che erano loro affidati. Perciò Harry Blount e Alcide Jolivet ne facevano largo uso. Così pure il servizio del telegrafo. accelerando l'attacco dei "tarantàs". i cavalli.Diamine! la sorella di Nicola Korpanoff! . Questa città. ne contava allora il doppio. Lo stesso giorno. i due "tarantàs" raggiunsero la piccola città di Tulughis . Il corriere dello zar non aveva avuto nessun ritardo e. esclusa l'alterigia. Inutile dire che Harry Blount non faceva spreco di gentilezze nei confronti della fanciulla. stimolando lo "iemsci ". come diceva Alcide Jolivet. «con aquile di Russia» (1). dopo avere superato una distanza di duecentoventi verste senza incidenti degni di nota. alle sette del mattino.Questi momenti di arresto forzato piacevano poco a Michele Strogoff.Se l'avessi vista nascere. il servizio della posta funzionava sempre regolarmente. Anche alcune tribù dell'orda grande dei Kirghisi nomadi. . Gli abitanti. Il tempo era abbastanza buono. i viaggiatori non avrebbero avuto da lamentarsi del viaggio. s'erano rifugiati nelle pianure del nord. Egli perciò affrettava la partenza ad ogni cambio. Era uno dei rari argomenti di conversazione sul quale non cercava di discutere con il suo compagno. e subito ripartirono. che una celebre viaggiatrice ha giustamente paragonato ai Castigliani. la temperatura sopportabile. Poi. Anche ad ogni stazione. c'erano pochi o nessuno di quei contadini siberiani. Andavano come vanno le berline di posta in Russia.E' sua sorella? .rispose Blount con la più grande serietà del mondo. Così dunque. Ad ogni cambio. . il viaggio di Michele Strogoff si compiva in condizioni soddisfacenti. Ma se il paese sembrava abbandonato. socchiudendo gli occhi. se riusciva ad aggirare la posizione conquistata oltre Krasnojars dai Tartari di Feofar Khan. indicava l'avvicinarsi delle truppe tartare. e i giornalisti passavano anch'essi per aquile. i loro cammelli. i due "tarantàs" arrivarono a Tjumen. sospingendo i loro greggi di pecore. Qua e là. i capi della posta fornivano i cavalli nelle condizioni regolamentari. cioè con una velocità meravigliosa. . lo saprei! rispose semplicemente Harry Blount. fino ai punti ancora collegati dalla linea. Per fortuna.No. sua nonna! . ad una velocità resa spiegabile soltanto dalla promessa di un certo numero di copechi.replicò Alcide Jolivet. rimasta fedele. con una popolazione normale di diecimila abitanti.Quanti anni le date? . primo centro industriale creato dai russi in             . gli impiegati. quest'abbandono dipendeva soltanto dalle circostanze attuali. aveva trasportato le tende al di là dell'Irtis o dell'Ob. sollecitando il mastro di posta. Alcide Jolivet gli aveva domandato. consumato frettolosamente il pasto .sempre troppo frettolosamente per i gusti di Harry Blount. Qui si fermarono mezz'ora per il desinare.

Siberia, e noto per gli importanti stabilimenti metallurgici e la fonderia di campane, non aveva mai presentato una tale animazione. I due giornalisti andarono subito in cerca di notizie. Quelle che i profughi siberiani portavano dal teatro della guerra non erano rassicuranti. Si diceva, tra le altre cose, che l'armata di Feofar Khan si avvicinava rapidamente alla città di Iscim, e si confermava che il capo tartaro sarebbe stato presto raggiunto dal colonnello Ivan Ogareff, se già non lo era. Di qui la conclusione naturale che le operazioni si sarebbero estese nella Siberia orientale con la massima attività. Quanto alle truppe russe, era stato necessario richiamarle principalmente dalle province europee dell'impero, ma, essendo ancora molto lontane, non potevano opporsi all'invasione. Tuttavia, i Cosacchi del governatorato di Tobols si dirigevano a marce forzate su Toms , nella speranza di arrestare le colonne tartare. Alle otto della sera, altre sessantacinque verste erano state divorate dai due "tarantàs", che arrivarono a Jalutorows . Il cambio fu rapido e, all'uscita della città il fiume Tobol fu passato su un traghetto. Il suo corso, molto lento, rese facile questa operazione, che si sarebbe dovuta ripetere più d'una volta lungo il loro tragitto, e probabilmente in condizioni meno favorevoli. A mezzanotte veniva raggiunto il borgo di Novo Saims , cinquantacinque verste più avanti (58 chilometri e mezzo), e i viaggiatori si lasciarono finalmente indietro quel territorio, leggermente ondulato e coperto d'alberi, che formava le ultime propaggini delle montagne dell'Ural. Qui cominciava la vera steppa siberiana, che si estende fino nei pressi di Krasnojars . Era una pianura sconfinata, una specie d'immenso deserto erboso, al cui orizzonte si confondevano la terra e il cielo in un arco netto, che sembrava tracciato col compasso. Questa steppa non presentava agli sguardi nessun ostacolo eccetto la duplice fila di pali del telegrafo che si ergevano ai due lati della strada, e i cui fili vibravano alla brezza come le corde di un'arpa. La stessa strada non si distingueva dal resto della pianura se non per la fine polvere che si sollevava sotto le ruote dei "tarantàs". Senza questo nastro biancastro, che si stendeva a perdita d'occhio, si sarebbe creduto di essere nel deserto. Michele Strogoff e i suoi compagni si lanciarono a velocità ancora maggiore attraverso la steppa. I cavalli, incitati dallo "iemsci " e non trattenuti da alcun ostacolo, divoravano la strada. I "tarantàs" correvano direttamente verso Iscim, là dove i due giornalisti contavano di fermarsi, se non interveniva nessun avvenimento a modificare il loro itinerario. Duecento verste circa separano Novo Saims dalla città di Iscim, una distanza che entro il giorno successivo, prima delle otto della sera, doveva e poteva essere superata, a condizione di non perdere un istante. Nel pensiero degli "iemsci ", anche se i viaggiatori non erano gran signori o alti funzionari, erano tuttavia degni di esserlo, non fosse altro per la loro generosità nell'elargire le mance. L'indomani, 23 luglio, difatto i due "tarantàs" erano appena a trenta verste da Iscim. A un tratto, Michele Strogoff scorse sulla strada, appena visibile in mezzo alle volute di polvere, una vettura che precedeva la sua. Siccome i suoi cavalli, meno stanchi, correvano più veloci, non avrebbe tardato a raggiungerla. Non era né un "tarantàs", né una "telega", ma una berlina di posta, tutta impolverata, e che doveva già avere percorso un lungo viaggio. Il postiglione frustava a tutta forza i cavalli e li manteneva al galoppo a forza di ingiurie e frustate. Questa berlina non era

 

 

 

 

   

 

 

certamente passata per Novo Saims , e doveva avere raggiunto la strada di Ir uts per qualche via secondaria della steppa. Michele Strogoff e i suoi compagni, vedendo quella berlina che correva verso Iscim, ebbero un unico pensiero: di superarla e di arrivare primi al cambio, per assicurarsi anzitutto i cavalli disponibili. Dissero dunque una parola al loro "iemsci ", e ben presto si trovarono in linea con i cavalli affaticati della berlina. Michele Strogoff fu il primo a raggiungerla. In quel momento, alla portiera della berlina apparve una testa. Michele Strogoff ebbe appena il tempo di osservarla. Tuttavia, per quanto veloce la superasse, sentì molto chiara questa parola, gridata con voce imperiosa: - Fermate! Nessuno si fermò. Al contrario, la berlina fu ben presto distanziata dai due "tarantàs". Fu allora una gara di velocità, perché l'attacco della berlina, incitato senza dubbio dalla presenza e dall'andatura dei cavalli che lo superavano, ritrovò le forze per un inseguimento di alcuni minuti. Le tre vetture erano sommerse in una nuvola di polvere. Da questa nuvola biancastra scoppiavano, come petardi, gli schiocchi delle fruste, mescolate a grida d'incitamento e a voci di collera. Tuttavia Michele Strogoff e i suoi compagni mantennero il vantaggio, un vantaggio che poteva essere molto importante, se il cambio era poco fornito di cavalli. Due vetture da servire erano forse più di quanto potesse fare il mastro di posta, per lo meno in un breve intervallo di tempo. Mezz'ora dopo, la berlina rimasta indietro era soltanto un punto appena visibile all'orizzonte della steppa. Erano le otto della sera, quando i due "tarantàs" arrivarono al cambio della posta, all'entrata di Iscim. Le notizie dell'invasione erano sempre peggiori. La città era direttamente minacciata dall'avanguardia delle colonne tartare, e da due giorni le autorità avevano dovuto ripiegare su Tobols . Iscim non aveva più né un funzionario né un soldato. Michele Strogoff, arrivato al cambio, domandò immediatamente i cavalli per sé. Era stato saggio a precedere la berlina. Soltanto tre cavalli erano in condizioni d'essere immediatamente attaccati. Gli altri rientravano affaticati da qualche lunga tappa. Il mastro di posta diede l'ordine di attaccare. Quanto ai due giornalisti, i quali ritennero opportuno di fermarsi a Iscim, non avevano da preoccuparsi per un mezzo di trasporto immediato, e mandarono la loro vettura in rimessa. Dieci minuti dopo il suo arrivo al cambio, Michele Strogoff fu avvertito che il suo "tarantàs" era pronto per partire. - Bene! - rispose. Poi, andando verso i giornalisti: - Adesso, signori, poiché voi rimanete a Iscim, è venuto il momento di separarci. - Come, signor Korpanoff ! - disse Alcide Jolivet - non vi fermate neppure un'ora a Iscim? - No, signore; e preferisco anche lasciare la casa della posta, prima che arrivi quella berlina che abbiamo sorpassato. - Temete dunque che quel viaggiatore tenti di contendervi i cavalli di cambio? - Cerco soprattutto di evitare difficoltà. - Allora, signor Korpanoff, - disse Jolivet - non ci resta altro che ringraziarvi ancora una volta del servizio che ci avete reso e del piacere che abbiamo avuto di viaggiare in vostra compagnia. - E' possibile, del resto, che ci ritroviamo tra qualche giorno a Oms

 

 

 

 

 

 

- aggiunse Harry Blount. - E' possibile, infatti - rispose Michele Strogoff, - poiché io ci vado direttamente. - Ebbene! buon viaggio, e Dio vi scampi dalle "teleghe". I due giornalisti tendevano la mano a Michele Strogoff con l'intenzione di stringerla il più cordialmente possibile, quando si udì all'esterno il rumore d'una vettura. Quasi subito, la porta della posta si aprì e comparve un uomo. Era il viaggiatore della berlina, un individuo in divisa militare, di circa quarant'anni, alto, robusto, testa forte, spalle larghe, folti baffi che si congiungevano con le folte basette. Portava una uniforme senza gradi. Aveva attaccata alla cintura una sciabola da cavaliere, e teneva in mano una frusta dal manico corto. - Cavalli! - ordinò con l'aria imperiosa di un uomo abituato al comando. - Non ho più cavalli disponibili - rispose il mastro di posta, inchinandosi. - Mi occorrono subito! - E' impossibile. - Cosa sono dunque quelle bestie attaccate or ora al "tarantàs" che ho visto alla porta del cambio? - Appartengono a questo viaggiatore - rispose il mastro di posta, indicando Michele Strogoff. - Staccateli!... disse il viaggiatore con un tono che non ammetteva repliche. Allora Michele Strogoff si fece avanti. - Quei cavalli mi appartengono - disse. - Non m'importa! Mi occorrono. Via! e fate presto! non ho tempo da perdere! - Neppure io ho tempo da perdere - rispose Michele Strogoff, che voleva mantenersi calmo e si frenava a stento. Nadia gli era vicino, calma anche lei, ma segretamente inquieta per una scena che sarebbe stato meglio evitare. - Basta! - ripeté il viaggiatore. Poi, rivolgendosi al mastro di posta: - Staccate quel "tarantàs" - gridò con gesto di minaccia - e attaccate i cavalli alla mia berlina! Il capo della posta, molto imbarazzato, non sapeva a chi obbedire, e guardava Michele Strogoff, il quale evidentemente aveva il diritto di opporsi alle ingiuste pretese del viaggiatore. Michele Strogoff esitò un istante. Non voleva fare uso del suo "podaroshna", che avrebbe richiamato l'attenzione su di lui, e non voleva neppure, cedendo i cavalli, ritardare il suo viaggio, e tuttavia non voleva impegnare una lotta che avrebbe potuto compromettere la sua missione I due giornalisti lo guardavano, pronti a sostenerlo, se si rivolgeva a loro. - I miei cavalli rimarranno attaccati alla mia vettura - disse Michele Strogoff, ma senza alzare il tono di voce più di quanto convenisse a un semplice mercante di Ir uts . Il viaggiatore si avanzò allora verso Michele Strogoff, e gli posò rudemente la mano sulla spalla: - E' proprio lui! - disse con voce adirata. - Non vuoi cedermi i tuoi cavalli? - No - rispose Michele Strogoff. - Ebbene, saranno di quello di noi due che potrà partire! Difenditi, perché non ti risparmierò! E, dicendo questo, il viaggiatore sguainò decisamente la sciabola e si mise in guardia. Nadia s'era posta davanti a Michele Strogoff.

 

 

Harry Blount e Alcide Jolivet avanzarono verso di lui. - Non mi batterò - disse semplicemente Michele Strogoff, che, per meglio contenersi, incrociò le braccia sul petto. - Non ti batterai? - No. - Neppure dopo questo? - gridò il viaggiatore. E, prima che lo potessero trattenere, percosse col manico della sua frusta la spalla di Michele Strogoff. A quest'insulto, Michele Strogoff impallidì in modo impressionante. Le sue mani si levarono aperte, come per stritolare quel brutale personaggio. Ma, con uno sforzo supremo, riuscì ancora a dominarsi. Un duello significava più che un ritardo; sarebbe stato forse il fallimento della sua missione!... Era meglio perdere qualche ora! Sì! ma subire quell'affronto! - Ti batterai, ora, vigliacco? - ripeté il viaggiatore, aggiungendo alla volgarità la brutalità. - No! - rispose Michele Strogoff, senza muoversi, ma guardando il viaggiatore fisso negli occhi. - I cavalli, e subito! - disse allora quello. E uscì dalla sala. Il mastro di posta uscì in fretta, stringendosi nelle spalle, dopo avere osservato Michele Strogoff con aria di disapprovazione. L'effetto prodotto sui due giornalisti da questo incidente non poteva essere favorevole a Michele Strogoff. Il loro disappunto era visibile. Quel vigoroso giovane si lasciava colpire così, senza domandar ragione d'un tale insulto! Si accontentarono dunque di salutarlo e si ritirarono, mentre Alcide Jolivet diceva a Harry Blount: - Non mi sarei aspettato questo da un uomo che sgozza con tanta abilità un orso dell'Ural! Sarebbe dunque vero che il coraggio ha le sue ore e le sue forme? Non ci si capisce niente! Dopotutto, manca forse una cosa a noi due, cioè di non essere mai stati servi! Un istante dopo, il rumore delle ruote e lo schiocco d'una frusta indicava che la berlina, tirata dai cavalli del "tarantàs", lasciava velocemente la casa della posta. Nadia, impassibile, e Michele Strogoff, ancora fremente, rimasero soli nella sala di cambio. Il corriere dello zar, con le braccia sempre conserte sul petto, si era seduto. Sembrava una statua. Tuttavia un rossore, che non doveva essere un rossore di vergogna, aveva sostituito il pallore del suo volto virile. Nadia non dubitava che soltanto delle gravi ragioni avessero potuto indurre un tale uomo a ingoiare una tale umiliazione. Andando dunque verso di lui, come egli era andato verso di lei al commissariato di polizia di Niznij Novgorod: - La tua mano, fratello! - disse. E, nel medesimo tempo, le sue dita, con un gesto quasi materno, tersero una lacrima che spuntava dagli occhi del suo compagno. NOTE. Nota 1. Moneta d'oro russa che vale 5 rubli. Il rublo è una moneta d'argento che vale 100 copechi, cioè 3 franchi e 92 centesimi al tempo dell'Autore (Nota del Traduttore).

13. IL DOVERE SOPRA TUTTO. Nadia aveva indovinato che un motivo segreto guidava tutti gli atti di Michele Strogoff; che egli, per qualche ragione a lei sconosciuta, non apparteneva a se stesso; che non aveva diritto di disporre della sua persona, e che, in quella circostanza, immolava eroicamente al dovere anche il risentimento d'un mortale insulto. Nadia non domandò quindi nessuna spiegazione a Michele Strogoff. La mano che gli aveva teso non diceva forse meglio di tutto quanto avrebbe potuto dirgli? Michele Strogoff restò silenzioso per tutta la sera. Siccome il mastro di posta non poteva fornire cavalli freschi fino all'indomani mattina, occorreva passare tutta la notte al cambio. Nadia dovette dunque approfittarne per concedersi qualche ora di riposo, e le fu preparata una camera. La fanciulla avrebbe preferito, senza dubbio, non separarsi dal compagno, ma sentiva che egli aveva bisogno di restare solo, e si dispose a ritirarsi nella camera che le era stata assegnata. Tuttavia, quando fu sul punto di ritirarsi non poté trattenersi dal rivolgergli la parola. - Fratello... - mormorò. Ma Michele Strogoff la interruppe con un gesto. Un sospiro gonfiò il petto della fanciulla, ed ella uscì dalla sala. Michele Strogoff non andò a letto. Non avrebbe potuto dormire neppure un'ora. In quel punto dove il frustino del brutale viaggiatore l'aveva colpito, sentiva come un bruciore. - Per la patria e per l'imperatore! - mormorò infine, terminando la sua preghiera della sera. Tuttavia provò in quel momento un irresistibile bisogno di sapere chi fosse quell'uomo che l'aveva colpito, di dove venisse, dove andava. Quanto alla sua fisionomia, se n'era impresso tanto bene i lineamenti alla memoria, che non poteva temere di dimenticarli. Michele Strogoff fece chiamare il mastro di posta. Costui, un siberiano di vecchio stampo, venne subito e, guardando il giovane un po' dall'alto in basso, attese d'essere interrogato. - Sei del paese? - gli domandò Michele Strogoff. - Sì. - Conosci quell'uomo che ha preso i miei cavalli? - No. - Non l'hai mai visto? - Mai. - Chi pensi che sia quell'uomo? - Un signore che sa farsi obbedire! Lo sguardo di Michele Strogoff penetrò come un pugnale nel cuore del siberiano, ma gli occhi del mastro di posta non si abbassarono. - Ti permetti di giudicarmi? - disse Michele Strogoff. - Sì - disse il siberiano - perché ci sono delle cose che neppure un semplice mercante riceve senza restituire! - I colpi di frusta? - I colpi di frusta, giovanotto! Ho l'età e la forza per dirtelo! Michele Strogoff si avvicinò al mastro di posta e gli posò due mani poderose sulle spalle. Poi, con voce stranamente calma: - Vattene, amico - gli disse - vattene! Ti farei del male! Il mastro di posta, questa volta, aveva capito.

- Preferisco così - mormorò. E si ritirò senza aggiungere altro. Il giorno dopo, 24 luglio, alle otto del mattino, il "tarantàs" era attaccato a tre vigorosi cavalli. Michele Strogoff e Nadia vi presero posto, e Iscim, di cui tutti e due avrebbero conservato un penoso ricordo, sarebbe ben presto scomparsa a una curva della strada. Ai diversi cambi dove si fermò quel giorno, Michele Strogoff poté accertarsi che la berlina lo precedeva sempre sulla strada di Ir uts e che il viaggiatore, tanto frettoloso quanto lui, non perdeva un istante attraversando la steppa. Alle quattro del pomeriggio, settantacinque verste più avanti, alla stazione di Abats aja, dovette attraversare il fiume Iscim, uno dei principali affluenti dell'Irtis. Questa traversata fu un poco più difficile di quella del Tobol. Infatti la corrente dell'Iscim era molto rapida in questo punto. Durante l'inverno siberiano, tutti i corsi d'acqua della steppa, coperti da un ghiaccio spesso parecchi piedi, sono facilmente transitabili e il viaggiatore li attraversa quasi senza accorgersene, perché il loro letto è scomparso sotto la coltre bianca e uniforme che copre la steppa; ma d'estate le difficoltà per attraversarli possono essere grandi. Furono infatti impiegate due ore ad attraversare l'Iscim, e questo esasperò Michele Strogoff, tanto più che i battellieri gli diedero notizie inquietanti sull'invasione tartara. Ecco che cosa si diceva. Alcuni esploratori di Feofar Khan sarebbero già comparsi sulle due rive dell'Iscim inferiore, nelle contrade meridionali del governatorato di Tobols . Oms era in serio pericolo. Si parlava d'uno scontro avvenuto fra le truppe siberiane e quelle tartare sulla frontiera delle grandi orde irghise; lo scontro non era stato favorevole ai Russi, troppo deboli su quel punto. Per conseguenza, ripiegamento di queste truppe, e in seguito emigrazione generale dei contadini della provincia. Si raccontavano orribili atrocità compiute dagli invasori: saccheggi, ruberie, incendi, uccisioni. Era il sistema della guerra tartara. Dappertutto dunque si cercava di sfuggire all'avanguardia di Feofar Khan. Perciò, in vista dello spopolamento dei borghi e delle fattorie, il maggior timore di Michele Strogoff era che i mezzi di trasporto gli venissero a mancare. Aveva quindi molta premura di arrivare a Oms . Forse, oltrepassata questa città, avrebbe potuto avvantaggiarsi sugli esploratori tartari che scendevano la valle dell'Irtis, e trovare la strada libera fino a Ir uts . Nel luogo stesso, dove i Tartari avevano passato il fiume, termina quella cinta di torri e di fortini in legno, chiamata in linguaggio militare la «catena di Iscim», che si estende dalla frontiera meridionale della Siberia per una lunghezza di circa quattrocento verste (427 chilometri). In altri tempi, questi fortini erano presidiati da distaccamenti di Cosacchi e proteggevano la contrada tanto contro i Kirghisi quanto contro i Tartari. Ma, abbandonati fin da quando il governo moscovita credette queste orde ridotte alla sottomissione completa, non erano più servibili proprio ora quando sarebbero stati più utili. La maggior parte di quei fortini era stata incendiata, e i battellieri mostravano a Michele Strogoff delle colonne di fumo che s'alzavano all'orizzonte meridionale, e testimoniavano l'avvicinarsi dell'avanguardia tartara. Appena il traghetto ebbe deposto il "tarantàs" e i cavalli sulla riva destra dell'Iscim, la strada della steppa fu ripresa a grande velocità. Erano le sette di sera. Il tempo era molto coperto, perciò, a più riprese, cadde una pioggia torrenziale, che ebbe per risultato di bagnare la polvere e rendere la strada più praticabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

io sono figlia di Marfa. e ne erano ancora lontani molte verste! Pensò inoltre che se Oms era invasa dai Tartari. dopo il cambio di Iscim. . sollevò difficoltà per partire.Nessuna.. fratello. al ritorno.Poiché tu mi chiami sorella.Ma per le stesse ragioni che mi hanno reso paziente fino alla vigliaccheria di fronte a quel miserabile che. se tua madre è a Oms . e questo bastava a spiegare la sua impazienza di raggiungerla. o meglio non la so. cavalli e vetture sarebbero stati una                       . . aggiunse: .E' possibile. non ti concederai un'ora per andare ad abbracciarla? . Io so soltanto una cosa.Forse tua madre sarà partita da Oms ? . una siberiana coraggiosa. ma allora mi dava buone notizie. Si cambiò in breve tempo. Nadia lo rispettò. Non riuscì a completare la frase.rispose Michele Strogoff. alle tre del mattino. puoi rifiutarti di vederla? . Nadia? Tu mi domandi per quali ragioni! esclamò Michele Strogoff con voce talmente alterata che la fanciulla trasalì. correva pericoli a causa dei quali il figlio doveva essere terribilmente inquieto.La vedrò.Però. da ragazzo.E quando la vedrai? . li ho seguiti nelle loro escursioni attraverso il deserto siberiano! Sì.Verrò a vederla..Non andrò ad abbracciarla. Qualcosa le diceva che il suo compagno aveva più fretta di lei di arrivare a Ir uts . di dovergli parlare della vecchia Marfa e dell'isolamento in cui forse ella si trovava in mezzo a quei gravi avvenimenti.No..! . Sa sopportare. fratello . 25 luglio.disse Nadia con vivacità. Non c'è luogo della provincia che lei non conosca Quante volte ha percorso tutto il paese con il mio vecchio padre! E quante volte anch'io. Marfa è una donna energica. Nadia. Nadia .Non andrai? . . ha conservato tutta la sua forza morale.disse Nadia con la sua voce più dolce. siccome Michele Strogoff non rispondeva. Mia madre mi ha scritto la sua ultima lettera due mesi fa. e mi auguro che abbia preso il suo bastone e sceso le rive dell'Irtis.rispose Michele Strogoff. . per la prima volta. a un certo momento. fratello . non ha paura. la madre di Michele Strogoff. era rimasto taciturno. . affermando che distaccamenti tartari battevano la steppa e che i viaggiatori.Michele Strogoff. Malgrado la sua età. Ella avrebbe voluto che i cavalli del "tarantàs" avessero le ali.. la sento! Un sentimento domina ora tutta la tua condotta: il sentimento d'un dovere più sacro. Nadia.Non hai ricevuta nessuna notizia da tua madre dall'inizio dell'invasione? . La vecchia Marfa odia i Tartari. C'era un segreto da rispettare. se può esistere un dovere più sacro di quello che lega il figlio alla madre! Nadia tacque e da quel momento evitò ogni cenno di conversazione che potesse riferirsi alla situazione personale di Michele Strogoff. Ma lo "iemsci ".Calmati. Conosce la steppa. il "tarantàs" arrivava al cambio della posta di Tju alins .. dopo aver percorso centoventi verste dal passaggio dell'Iscim. per quali ragioni. Il suo cuore si gonfiava ed egli capiva che non poteva continuare a rispondere a tutte le domande della fanciulla.. se tua madre è ancora a Oms . E. Tuttavia aveva sempre cura di risparmiare a Nadia le fatiche di questa corsa senza soste e senza riposo.gli domandò.anzi spero che avrà raggiunto Tobols . . Il giorno dopo. che abitava in quella città.Per quali ragioni. . spero che mia madre sia partita da Oms ! .Tu dici no! Ah. . Nadia credette dunque. . Nadia. . ma la fanciulla non si lamentava.

per quanto abile. Nato sui monti Altai. Michele Strogoff vinse la ritrosia dello "iemsci " soltanto con la forza del denaro. quel furbacchione voleva forse speculare sull'impazienza del viaggiatore? O aveva realmente ragione di temere qualche spiacevole avventura? Finalmente il "tarantàs" partì e corse così bene che alle tre del pomeriggio. La corrente dell'Irtis. Allora anche Michele Strogoff. rendeva difficile il passaggio del fiume. si dirige obliquamente da sud-est a nord-ovest e va a gettarsi nell'Ob. seduti sulla parte posteriore del traghetto e sempre preoccupati di evitare ogni ritardo. I due battellieri lo spingevano con lunghe pertiche. era conosciuto nelle province siberiane. e il traghetto non poteva accostarsi sufficientemente. il livello dell'Irtis era aumentato oltre i limiti ordinari. perché le sponde erano in parte inondate. e il traghetto prese il largo. Nadia rifiutò. soltanto per la propria sicurezza. non potevano arrestare neppure un istante Michele Strogoff e Nadia.buona preda per quei rapinatori. Un'ora più tardi arrivò sulle sponde dell'Irtis. Michele Strogoff tuttavia propose alla sua giovane compagna di attendere che egli attraversasse il fiume per primo. e. perché. L'Irtis è un largo fiume. osservavano con una certa inquietudine le manovre dei battellieri. che convogliano le loro acque verso l'Asia settentrionale. in quella circostanza come in tante altre. quasi torrenziale. rotta a monte da una sporgenza della riva. Dopo avere deposto cavalli e vettura sull'altra riva. Si trattava dunque. che è quella delle piene per tutti i corsi d'acqua del bacino siberiano. Sarebbe stato un ritardo di un'ora. Questo grido era stato provocato dalla nuova direzione che il traghetto aveva preso con una velocità pericolosa. e una delle principali arterie siberiane. come tutti gli altri. la traversata dell'Irtis avrebbe presentato ugualmente dei pericoli. Un nuotatore. egli sarebbe ritornato a prendere Nadia. si sarebbe certamente fatto notare. raggiunse Kulatsins oije. In questa stagione dell'anno. L'imbarco fu compiuto con qualche difficoltà. decisi a superarli. dopo aver percorso quasi settemila verste. tutto andò bene. e questo ne rendeva l'uso difficile e poco efficace. e lei non voleva. temendo che il peso di tutto quel carico rendesse il traghetto meno sicuro.Attenzione! . e un russo. usando utilmente le pertiche. Michele Strogoff e Nadia. Per conseguenza la corrente molto violenta. di mettersi             . Quanto alle esitazioni dello "iemsci ". di qualunque genere fossero. Le estremità non emergevano nemmeno di un piede dalla superficie dell'acqua. che maneggiavano con molta abilità. ma via via che raggiungevano il largo e il fondo del fiume si abbassava. formava una insenatura che il traghetto attraversò facilmente.gridò uno al suo compagno. . e ciò il corriere dello zar doveva soprattutto evitarlo. anche con un traghetto. Ma questi pericoli. non volle far uso del suo "podaroshna". non avrebbe potuto attraversarlo. Oms distava appena una ventina di verste. il battelliere riuscì a caricare sul traghetto il "tarantàs" e i tre cavalli. imbarcandosi sul traghetto già carico del "tarantàs" e dei cavalli. trasmesso dal telegrafo. L'ultimo "u as". dopo mezz'ora di sforzi. non restò loro quasi più alcun tratto di pertica per appoggiarvi la spalla. Per i primi minuti. Nadia e lo "iemsci " s'imbarcarono. Subiva in quel momento l'azione diretta della corrente e scendeva rapidamente il fiume. dopo un viaggio di ottanta verste. essere la causa d'un ritardo. Tuttavia. per il fatto stesso che era personalmente dispensato dall'obbedire alle prescrizioni imperiali.

se bestie e uomini fossero sbarcati senza incidenti. che andavano a compiere una ricognizione su Oms . . uomini robusti. ma fu ben presto evidente che non avrebbero potuto evitare l'arrembaggio dei Tartari. perché all'azione dell'acqua si aggiungeva quella dei remi di cui erano fornite. . e che né il loro zelo né la loro abilità avrebbero potuto evitare in questa circostanza. ripresero la manovra e continuarono a tagliare di sbieco il filo della corrente. Michele Strogoff riconobbe quel grido di guerra dei pirati tartari. Ma prima che Michele Strogoff avesse il tempo di rispondere. avrebbe avuto qualche probabilità di sfuggire a quei Tartari. a uguale distanza circa dalle due rive. I battellieri raddoppiarono gli sforzi. stimolati anche dalla promessa di una buona paga.coraggio! Cinquanta rubli per voi se raggiungiamo la riva destra prima che arrivino le barche! I battellieri. Michele Strogoff si unì a loro e prese una pertica. che scendevano rapidamente l'Irtis. Il volto di Michele Strogoff si contrasse di colpo. quando te lo dirò! . e gli sfuggì una esclamazione. Ma facevano i conti senza un incidente che non potevano prevedere.Cosa c'è? . Vide allora molte barche che scendevano la corrente con grande rapidità.Quando me lo dirai. e scendeva con una velocità di due verste all'ora.Sono pronta . Sarebbero quelli passati oltre senza disturbarli? era poco probabile! Al contrario. che manovrò con una forza sovrumana.Sarijn na Kiciu! .disse Michele Strogoff. rianimati da quelle parole. così riuscirono a portare lo scafo in posizione obliqua e si diressero pian piano verso la riva destra. mandarono grida disperate e abbandonarono le pertiche. . c'era da aspettarsi di tutto da quei predoni! . Il traghetto si trovava nel mezzo della corrente. quando Michele Strogoff. e in pochi minuti avrebbero raggiunto il traghetto. Nadia .I Tartari! i Tartari! Erano infatti barche cariche di soldati. terrorizzati da questa apparizione.gridarono i soldati della prima barca.in posizione per tagliare di sbieco il filo dell'acqua. troppo carico per sfuggire davanti a loro.Coraggio. Nadia! . Ma tutti gli sforzi dovevano risultare inutili! .Non aver paura. Il traghetto si trovava ancora a due lunghezze dalla riva. i battelli puntarono la cima delle pertiche in una serie di scanalature praticate sotto la suola del traghetto. Per eseguire questa manovra. che non avevano mezzi di trasporto. levandosi in piedi guardò con attenzione a monte del fiume. I battellieri.gridò Michele Strogoff .Anche a gettarti nel fiume. . ma ciò aveva poca importanza.rispose Nadia. Se avesse potuto sbarcare il "tarantàs" e partire al galoppo con i cavalli.domandò la fanciulla. amici! . al   . uno dei battellieri gridò spaventato: . ma tienti pronta a tutto! . non dubitavano da parte loro di portare a buon fine questa difficile traversata dell'Irtis.Fidati di me. Trasportavano una pattuglia di soldati dislocata a Buchara. I due battellieri.Mi fido! Le barche dei Tartari erano appena a cento piedi di distanza. Si poteva certamente calcolare che avrebbero toccato la riva a cinque o sei verste a valle dal punto d'imbarco.

che lo sapevano. Questa città ha circa dodici o tredicimila abitanti. e vi riuscirono dopo qualche giorno di assedio. mentre nell'altra risiedono particolarmente i mercanti siberiani. Non è la città più importante del governatorato di questo nome. in questa specie di " reml" improvvisato. ricevevano ogni giorno nuovi rinforzi               . mentre i Tartari continuavano a scendere il corso dell'Irtis. quando Michele Strogoff. Avevano fatto del quartiere alto di Oms una specie di fortezza. aveva dovuto rifugiarsi nella città alta. .gridò Michele Strogoff. e fino allora tenevano duro.. MADRE E FIGLIO. che scendevano il corso dell'Irtis.Vieni. è formata da due città distinte: una è abitata unicamente dalle autorità e dai funzionari. E' difesa da una barriera fortificata con bastioni. e il traghetto andava alla deriva. La guarnigione di Oms . la sua mano si agitò un istante sopra l'acqua. sollevata e deposta in una barca. Nadia lanciò un grido. ma queste fortificazioni sono di terra. ed egli scomparve. a dire il vero. pronto a tuffarsi nel fiume. Infatti le truppe tartare. fu scaraventato nel fiume. Oms .. La fanciulla stava per seguirlo. Un istante dopo i battellieri venivano uccisi a colpi di lancia. ma a Oms risiede il governatore generale di questa prima metà della Russia asiatica. 14. prima che avesse il tempo di gettarsi in acqua dietro a Michele Strogoff. Così i Tartari. ridotta a duemila uomini. senza grandi speranze d'essere soccorsi in tempo. i soldati. Nadia! . Le barche avevano abbordato il traghetto di traverso. sopraffatta dalle truppe dell'emiro. ma. benché ora il commercio sia poco fiorente. colpito da una lancia. aveva resistito eroicamente. Qui s'erano asserragliati il governatore generale. respinta a poco a poco dalla città mercantile. La corrente lo prese. dopo avere fortificato le case e le chiese. gli ufficiali. venne afferrata. e due cavalli furono colpiti mortalmente. In quel momento si sentì un urto. tentarono in quel periodo di prenderla d'assalto. poiché Toms è più popolosa e più importante. Ma. e costituiscono una scarsa protezione. E siccome né i battellieri né lui obbedirono a quel comando.quale si doveva rispondere gettandosi ventre a terra. partì una violenta scarica. Oms è la capitale ufficiale della Siberia occidentale.

vide un volto venerando e barbuto. ma non era tutto. di consegnare ai Tartari la città e lo stesso granduca. Nuotando in maniera da non essere visto. portando una mano alla tunica. dove s'era concentrato il grosso dell'esercito tartaro. e non disdegnava nessun mezzo. quando riaprì gli occhi. . Ora. Da quanto tempo era ospite di quel buon siberiano? Non l'avrebbe potuto dire. piccolo padre.Non l'hanno uccisa! . Quando rinvenne. Avendo in sé un poco di sangue mongolo per parte di madre. erano allora comandate da un ufficiale. di là gli invasori. non era mortale.rispose il mugi . dove cadde svenuto tra i canneti. Ivan Ogareff era già padrone di Oms . amava l'astuzia. quando voleva carpire qualche segreto o tendere qualche insidia. Ma Michele Strogoff non l'ascoltava più. Con una tale città e un tale ostaggio. Ti dirò dove sei e tutto quanto è capitato dal momento in cui ti ho portato nella mia capanna. ma uomo di grande valore e di una audacia a tutta prova. Il piano del traditore era di entrare sotto falso nome nelle grazie del granduca. Feofar Khan aveva trovato in lui un degno luogotenente che lo secondava a perfezione in quella guerra selvaggia. al momento propizio. il saccheggio del "tarantàs". traditore del suo paese. Per questa ragione erano state date al giovane corriere le istruzioni più severe di passare in incognito attraverso le zone occupate. Ora. Ivan Ogareff. Era il colonnello Ivan Ogareff. . circostanza ancor più grave. era stata presa da Feofar Khan alcuni giorni prima. egli aveva affidato a Michele Strogoff l'importante lettera di cui era latore. aveva raggiunto la riva destra.L'hanno trasportata nella loro barca. si trovò nella capanna di un "mugi " che lo aveva raccolto e curato. Astuto per natura.disse. e sollecitava tanto maggiormente l'assedio del quartiere alto della città.. quando Michele Strogoff arrivò sulle rive dell'Irtis.Non parlare. Egli aveva fin qui eseguito fedelmente questa missione. e grazie al quale era ancora vivo. Respirò. estremamente abile com'era nell'assumere tutte le forme e tutti gli atteggiamenti. E il "mugi " raccontò a Michele Strogoff le diverse fasi della lotta di cui era stato testimone: l'assalto al traghetto da parte delle barche tartare. terribile come uno di quei capi tartari ch'egli mandava avanti. sempre assicurata sul suo petto. prevenendolo. ma poteva adesso portarla a termine? Il colpo di lancia che Michele Strogoff aveva ricevuto. Ir uts era il vero obiettivo di Ivan Ogareff. . avrebbero marciato su Ir uts . e per sventarlo. gli disse: . in quanto aveva fretta di raggiungere Toms . il complotto era venuto a conoscenza dello zar. chino su di lui. facendosi mendicante all'occasione.e. Voleva domandare dove si trovava. Ma. non parlare! Sei ancora troppo debole. egli sentì la lettera dell'imperatore. era volentieri ricorso ai più vili travestimenti. padroni della Siberia centrale. che lo guardava con occhio compassionevole. prevenendo l'inquietudine che leggeva negli occhi del suo ospite. infatti. Toms . come sappiamo. che era di origine asiatica. all'occorrenza.. e hanno continuato a discendere l'Irtis! E' una                       . quando il "mugi ".Una ragazza mi accompagnava! . era un militare istruito. si dilettava ad organizzare imboscate. di cattivarsi la sua fiducia e. Inoltre era crudele: avrebbe anche fatto il boia. il massacro dei battellieri!. tutta la Siberia asiatica sarebbe caduta nelle mani degli invasori.

Non ho né cavalli né vettura. formicolavano i soldati tartari.mormorò. . Essi infatti non andavano in giro isolati. Al centro di Oms . La barriera di terra era stata sfondata in diversi punti. sollevandosi con uno sforzo immenso: .da quanto tempo sono nella tua capanna? . . non resta più nulla! . . Energico come abbiamo sempre conosciuto. . sarebbe caduto. vieni! . il sentimento del dovere dominava completamente il suo spirito.Vuoi partire? . . che erano altrettante brecce attraverso le quali penetravano i ladri al seguito delle truppe di Feofar Khan. un colpo di lancia alla testa. ora cicatrizzato . nelle strade e sulle piazze.Sulla riva destra dell'Irtis. potrai continuare la tua strada. .Subito. piccolo padre.Dove mi trovo? .Dopo qualche giorno di riposo. .disse il "mugi ".Amico. se il "mugi " non l'avesse sostenuto.. egli non era l'uomo da lasciarsi abbattere per così poco. ma l'aria pura lo rimise in forze.prigioniera in più che si aggiungerà alle tante altre che vengono condotte a Toms ! Michele Strogoff non riuscì a rispondere. andrò a piedi a Oms a cercare un cavallo. e soltanto a cinque verste da Oms rispose il mugi . .Che ferita ho ricevuto. Michele Strogoff uscì dalla capanna.Ricompensa! Soltanto i pazzi ne aspettano sulla terra . ma a gruppi armati.Non ho ancora il diritto di pensare a loro! Michele Strogoff e il "mugi " arrivarono presto al quartiere mercantile della città bassa e. . Ma.disse . ed era quella lontana Ir uts che doveva raggiungere! Ma doveva attraversare Oms senza fermarsi. i russi sono ancora molto numerosi a Oms . e che grazie al suo berretto di pelliccia era stato fortunatamente attutito. e sarai in condizioni migliori per continuare il viaggio! .Ebbene.Ti condurrò io stesso aggiunse.il Cielo ti ricompensi di tutto quanto hai fatto per me! . quantunque essa fosse occupata militarmente.Ancora qualche ora di riposo.Tre giorni perduti! .domandò. Sei caduto nel fiume. .rispose il mugi .Amico. Michele Strogoff tese la mano al "mugi ". Portò la mano sul cuore per comprimerne i battiti.rispose il "mugi ". Un'unica meta gli stava davanti agli occhi. Poi.Nemmeno un'ora! .Del resto. fu preso da un tale capogiro che.Da tre giorni.Allora.. piccolo padre! Dove passano i Tartari.Dio protegga mia mandre e Nadia! . dunque per ridurmi così? E' un colpo di arma da fuoco? . e la tua borsa si trova sempre nella tua tasca. ma si poteva notare che una mano di ferro imponesse loro una disciplina alla quale erano poco abituati. Quando tentò di camminare. ma i Tartari non ti hanno né toccato né frugato. comprendendo che non c'era da opporsi contro la volontà del suo ospite. vi entrarono senza difficoltà. in maniera da difendersi                               . e potrai forse passare inosservato. .Tre giorni che hai passati privo di conoscenza! . Risentì allora il colpo che aveva ricevuto alla testa. disse Michele Strogoff . . malgrado tante prove.No. .Hai un cavallo da vendermi? .

. In quel momento. soltanto sua madre avrebbe potuto chiamarlo col suo vero nome. ma le brecce. . Del resto . marciava un ufficiale vestito di una uniforme molto semplice.e se lo augurava di cuore forse ella era fuggita in qualche angolo tranquillo della steppa. il suo volto era pallido come quello di un morto.E' Ivan Ogareff . non avrebbe rifiutato. Michele Strogoff e la sua guida la salutarono con i loro voti. per conseguenza.gli domandò. là dove le città sono più ricche.Silenzio! . Michele Strogoff si fermò di botto e si nascose dietro lo spigolo d'un muro.gli domandò preoccupato il "mugi ". Michele Strogoff si rivolse al "mugi ": . alle quali risposero immediatamente i colpi di lancia. per fortuna.rispose il siberiano.contro ogni aggressione. pagandolo bene. Al di sopra della città mercantile s'innalzava a ripiani fortificati il quartiere alto. sempre seguendo la sua guida. Su quelle mura cosparse di feritoie sventolava la bandiera nazionale con i colori della Russia. quantunque appena intravisto. molto sorpreso di quel brusco movimento. che s'era precipitosamente nascosto. Benché egli volgesse sguardi rapidi da una parte e dall'altra.Chi è quell'ufficiale? . Il "mugi " condusse dunque il suo ospite direttamente al cambio. portando il dito alle labbra. mentre faceva questa domanda. di noleggiare o di vendere una vettura o un cavallo. conosceva un mastro di posta che. E. In testa allo squadrone. al quale sfuggì questa parola con un accento d'ira che non era riuscito a dominare Aveva riconosciuto in quell'ufficiale il viaggiatore che lo aveva colpito con la frusta al cambio di Iscim! E. non poteva aver visto Michele Strogoff. legati a pali ma sempre sellati. non senza un legittimo orgoglio. avrebbero facilitato l'uscita a Michele Strogoff. Oms non era che una tappa provvisoria per la cavalleria tartara. Sulla piazza grande. allorché. . con voce bassa e respiro affannoso. I cavalli. quel viaggiatore.Che hai? . Quando la pattuglia fu scomparsa. una pattuglia di Tartari sbucava dalla piazza principale e imboccava la strada che Michele Strogoff e il suo compagno percorrevano da qualche minuto. Non era perché temesse d'essere riconosciuto: in questa città. secondo lui. evitò le strade troppo frequentate. composto da una ventina di cavalieri. sicché a quegli sventurati restava appena il tempo di scostarsi al loro passaggio. . Vi furono perciò delle grida mezzo soffocate. in una via stretta. che Ivan Ogareff. sempre coraggiosamente respinti. Il "mugi ". gli ricordò allo stesso             . trasformata in accampamento sorvegliato da numerose sentinelle. le campagne più fertili e. Michele Strogoff conosceva a perfezione la città di Oms e. e non l'avrebbe veduta. che certamente preferiva le ricche pianure della Siberia orientale. non aveva ancora potuto catturare.gridò Michele Strogoff. ma aveva giurato di non vederla. Lo squadrone procedeva al trotto sciolto in quella stretta via. i saccheggi più fruttuosi. Restava il problema di uscire dalla città. erano pronti a partire al primo ordine. come se un lampo gli avesse attraversato la mente. malgrado molti vigorosi tentativi d'assalto.Lui! . aperte nella cinta.si affrettò a rispondere Michele Strogoff. infatti. e la strada fu sgombrata all'istante. duemila Tartari bivaccavano in buon ordine. Né l'ufficiale né la sua scorta si preoccupava degli abitanti.

Michele Strogoff non si sbagliava. che neppure un muscolo del suo volto si contrasse. Come capita in tutte le stazioni russe. aveva pronunciato quella frase misteriosa di cui Michele Strogoff poteva ora comprendere il significato. non a Oms . un corpo destinato a riprendere quella città ai Tartari di Feofar Khan. senza l'incidente che lo aveva trattenuto tre giorni sulle rive dell'Irtis.Figlio mio! Era sua madre. sul campo della fiera. Michele Strogoff. Michele Strogoff lo avrebbe certamente distanziato sulla strada di Ir uts . aveva raggiunto Oms . Quanto a trovare una vettura per sostituire il "tarantàs". di cui aveva sorpreso le parole al mercato di Niznij Novgorod. Era lui che. era lui che. molto ansiosi. e da cui Michele Strogoff. appena scesa la notte. Il pensiero del dovere. lo saprà scovare. la vecchia Marfa che gli stava davanti! Gli sorrideva tutta tremante! Gli tendeva le braccia!. ora più che mai. dunque senza il loro funesto incontro a Iscim. D'improvviso. E chissà quante disgrazie avrebbe ancora evitato nell'avvenire! In ogni caso. per reclutare fra i numerosi stranieri convenuti alla fiera da tutta l'Asia centrale. lo trattennero. Nella sala comune erano riunite venti persone. dove ora spadroneggiava. Michele Strogoff doveva evitare Ivan Ogareff e fare in modo di non essere visto. ma non prendeva parte alle conversazioni. gli erano assolutamente fedeli. e arrivarono alla posta. e due parole che ferirono per così dire il suo orecchio: . Michele Strogoff ascoltava attentamente ciò che si diceva. C'era grande affluenza di gente nella sala comune.tempo il vecchio zigano. Era un animale robusto. rimase nella casa della posta. fosse anche il padrone di tutta la Siberia! Il "mugi " e Michele Strogoff ripresero dunque il cammino attraverso la città. Uscire da Oms attraverso una delle brecce aperte nella cinta non sarebbe stato difficile. Ma che bisogno aveva ora Michele Strogoff di una vettura? Non era. fu impossibile. gli abitanti. Si era infatti recato a Niznij Novgorod. adatto a sopportare le lunghe fatiche. Quei due individui non erano che lo stesso uomo. costretto ad aspettare la notte per uscire dalla città e desideroso di non farsi vedere per le vie di Oms . Il cavallo fu pagato ad alto prezzo. Sangarre e le sue zigane. un grido che gli penetrò fino in fondo al cuore. abile cavaliere.. era lui che aveva viaggiato a bordo del "Caucaso" con tutta la compagnia delle zingare.. e là si fece servire qualcosa da mangiare. vere spie assoldate. Si parlava del prossimo arrivo d'un corpo di truppe moscovite. per fortuna. solo a viaggiare? Un cavallo gli doveva bastare e. purtroppo. Non ce n'erano né a noleggio né in vendita. Quando sarà venuto il momento d'incontrarsi con lui a tu per tu.. Ivan Ogareff aveva potuto varcare i confini della provincia di Niznij Novgorod sotto le vesti di zigano. Stava per precipitarsi.. Ivan Ogareff era giunto a Oms appena da tre giorni. ma a Toms . questo cavallo poté procurarselo. e non si sapeva forse in città che il                   . un grido lo fece trasalire. venivano a cercarvi notizie. In mezzo ad esse potevano esserci delle spie. poteva trarre buon profitto. Erano le quattro del pomeriggio. Michele Strogoff si alzò. il pericolo grave che poteva sorgere per sua madre e per lui in quel doloroso incontro. unendosi alla compagnia di Sangarre. e alcuni minuti dopo era in ordine per partire. prendendo l'altra strada da Kazan a Iscim attraverso gli Urali. durante la notte. e fu tale la sua padronanza di sé. i seguaci che voleva associare al compimento della sua opera malvagia.

disse.figlio di Marfa Strogoff apparteneva al corpo dei corrieri dello zar? Michele Strogoff non si mosse.I miei occhi mi hanno ingannata! Quel giovane non è mio figlio! Non aveva la sua voce! Non pensiamoci più! Finirò col vederlo dappertutto. . Era proprio suo figlio quello che aveva visto. per il suo giuramento!.Vi sbagliate!. era ugualmente impossibile.. .E' corriere dello zar? .Il tuo nome? . Ivan Ogareff. La vecchia Marfa mosse direttamente verso di lui. Nella sua mente s'era fatta un'improvvisa luce.Vieni . .disse l'ufficiale. Alcuni istanti dopo. rinnegata da suo figlio! non era possibile! Quanto ad essersi sbagliata.     .. nel momento in cui il mastro di posta correva per soccorrerla. E.Marfa Strogoff? ... Marfa Strogoff.Chi sono? me lo domandi! Figlio mio.rispose egli indietreggiando di qualche passo. . che si era accasciata quasi esanime su una panca. Lei. non riconosci più tua madre? . . sarebbe finita per lui. la vecchia donna si alzò. Marfa Strogoff si trovava al bivacco della piazza grande.. che i testimoni dell'incontro appena avvenuto non l'avrebbero più riconosciuta.Veramente non so cosa volete dire.Sono pazza! . uscì dalla sala comune.esclamò la madre.rispose la vecchia donna con un tono così calmo e un volto così tranquillo. . . .Sono io . un ufficiale tartaro si presentò alla posta.Una rassomiglianza vi fa credere. balbettando più che pronunciando queste parole. . aveva voluto interrogare lui stesso la vecchia siberiana. alla presenza di Ivan Ogareff. .Chi siete.gridò ancora la vecchia madre. e. scambiandolo con un altro.Marfa Strogoff.Hai un figlio? . era perché aveva delle ragioni inderogabili per agire così! E allora soffocando i sentimenti materni.Sì. . . era perché non doveva riconoscerla.domandò. buona donna . Non vide la vecchia madre.. . fissandolo negli occhi. chiuse gli occhi per non vedere l'inesprimibile angoscia che tormentava il volto venerato della madre e ritirò le mani per non stringere le mani tremanti che lo cercavano.Figlio mio! figlio mio! Michele Strogoff. buona donna? . Meno di dieci minuti dopo. Ma. Michele Strogoff avrebbe dato la sua vita per potere stringere liberamente tra le braccia sua madre!.. era partito..Non mi chiamo Michele! Non sono vostro figlio! Io sono Nicola Korpanoff. Ma se avesse ceduto. quasi fuggendo.. .Sì.. seguì l'ufficiale tartaro e uscì dalla posta. sospettando la verità.rispose freddamente Michele Strogoff. al limite della resistenza. Dominandosi completamente. mentre risuonavano per l'ultima volta queste parole: . se lui non l'aveva riconosciuta. .disse a coloro che l'interrogavano. era perché non voleva. .Non sei figlio di Piotr e di Marfa Strogoff? . . mercante di Ir uts !. per la sua missione. al quale erano stati riferiti immediatamente tutti i particolari di quella scena.Michele! . . con passo sicuro.Michele! . per lei.domandò Michele Strogoff. ella non ebbe che una preoccupazione: «L'avrò rovinato senza volerlo?».domandò in tono rude.

rispose per la seconda volta Marfa Strogoff. alle otto di sera. Michele Strogoff era partito da Oms il giorno 29 luglio.Hai notizie di lui? . Dunque. Questa città si trova press'a poco a metà strada tra Mosca e       . . Ma egli ormai era già uscito da una delle brecce della cinta e il suo cavallo correva nella steppa.A Mosca. .domandò una seconda volta Ivan Ogareff.Dov'è? . appena qualche momento fa.Chi è dunque quel giovane che tu chiamavi tuo figlio.. la cui scoperta sarebbe stata di capitale importanza per lui. vecchia. .rispose Marfa Strogoff. sarebbe riuscito a dileguarsi. questa vecchia strega! 15. corriere dello zar. aggiunse tra i denti: . che si nascondeva sotto falso nome ed era incaricato di qualche missione.Quel siberiano non era Michele Strogoff? .Non era Michele Strogoff. .Sono dieci volte che mi è sembrato di ritrovare mio figlio da quando la città è piena di stranieri! Credo di vederlo dappertutto! . Non dubitava che ella avesse riconosciuto suo figlio in quel giovane siberiano. non essendo stato immediatamente inseguito.Da quanto tempo? . . e i suoi connotati inviati a tutti i mastri di posta. Ora. . e se la madre a sua volta rinnegava il figlio. affinché il ricercato non potesse uscire da Oms .Un giovane siberiano che ho scambiato per lui . disse. Fu una fortuna che Michele Strogoff fosse uscito così precipitosamente dalla posta. Così diede immediatamente ordine di ricercarlo.Da due mesi. se il figlio aveva dapprima rinnegato la madre.Lo sai. . al cambio della posta? . .Questa donna sia mandata a Toms . Gli ordini di Ivan Ogareff erano stati subito trasmessi a tutte le porte della città.Quando sarà venuto il momento. E mentre i soldati l'afferravano brutalmente.Così quel giovane non era Michele Strogoff? . che posso farti torturare fino a quando tu non confessi la verità? . Poi. accennando a Marfa Strogoff.No. Non era lui . Credete che per qualsiasi cosa al mondo rinneghi un figlio come quello che Dio mi ha dato? Ivan Ogareff guardò con occhio cattivo la vecchia che lo sfidava apertamente.Ho detto la verità. saprò ben farla parlare. LE PALUDI DELLA BARABA.No. ciò non poteva avvenire se non per un gravissimo motivo. e la tortura non farà cambiare nulla alle mie parole. per Ivan Ogareff non c'era dubbio che il preteso Nicola Korpanoff fosse Michele Strogoff.

questo cavallo. I dispacci che portava quel corriere dovevano essere d'una importanza capitale. A mezzanotte aveva già percorso settanta verste. dove potrebbe sostituirlo con un altro più veloce. Ah! se tutte quelle contrade siberiane fossero state avvolte dalla notte polare. comunicandogli tutta l'impazienza febbrile che lo divorava. perché non si sapeva quando e come avrebbe potuto sostituirlo. come un uomo sicuro della sua strada. La temperatura era sopportabile. in mezzo a marrane. aveva svelato il suo incognito. Tutto era stato razziato o requisito. ciò che non poteva sapere. diretto a Ir uts . del resto. il caso malaugurato che lo aveva portato alla presenza dl sua madre. Egli lo sapeva. e si fermò alla stazione di Fuli ovo. Allora smontava di sella per alleggerirlo un poco. paludi. di portarlo velocemente fino al prossimo cambio. laghi. alle nove del mattino. Alcuni squadroni tartari erano passati per la grande strada della steppa. sia nei villaggi che nei cambi di posta. Là. decise di proseguire. quella notte continua che dura per sei mesi! C'era da desiderarlo. stagni. senza esitazioni. e che ella avrebbe pagato forse con la sua vita quell'impulso che non aveva potuto frenare. Michele Strogoff sapeva dunque che avrebbero tentato di tutto per impadronirsi di lui. non trovò né cavalli né vetture. La notte. sono il deposito di tutte le acque piovane che non trovano scolo né verso l'Ob né verso l'Irtis. poi posava l'orecchio al suolo e ascoltava se si propagava sulla superficie della steppa il rumore di un galoppo. Michele Strogoff procedeva. rendeva la strada praticabile. Tuttavia la strada di Ir uts passa di là. Il 30 luglio. come temeva. riprendeva la marcia. e quindi impermeabile. Le vaste paludi della Baraba. Se non udiva alcun rumore sospetto. Con molta difficoltà Michele Strogoff poté ottenere un poco di foraggio per il suo cavallo e di cibo per sé. Ivan Ogareff era adesso certo che un corriere dello zar era passato da Oms . Era dunque necessario trattarlo bene. aveva conservato tutta la sua lucidità di mente e correva verso la meta. Dopo un'ora di riposo. riprese dunque la corsa attraverso la steppa. Ma ciò che non sapeva. Ma qui. da cui il sole solleva esalazioni malsane. ma sapeva pure che le avrebbe in qualsiasi modo superate. Quando si fermava un istante a qualche curva della strada lo faceva per lasciar riprendere fiato al suo cavallo. Ed ora era una fortuna che lo ignorasse! Avrebbe egli potuto resistere a quest'altra prova? Michele Strogoff spronava quindi il suo cavallo. le difficoltà naturali potevano essere molto gravi. Malgrado i pensieri dolorosi che l'ossessionavano. come se gli fosse già visibile all'orizzonte.Ir uts . volendo distanziare il massimo possibile i cavalieri che Ivan Ogareff avrebbe lanciato al suo inseguimento. trovandosi improvvisamente in presenza di suo figlio. era che Marfa Strogoff si trovava nelle mani di Ivan Ogareff. dove il corriere doveva arrivare entro dieci giorni. comprese da nord a sud entro il sessantesimo e il cinquantaduesimo parallelo. Evidentemente. Il suolo di questa vasta depressione è completamente argilloso. in maniera che le acque vi si depositano e costituiscono una regione molto difficile da attraversare durante la stagione calda. Però. Michele Strogoff oltrepassò la stazione di Turumoff e si inoltrò nella contrada paludosa della Baraba. per attraversarle con maggior sicurezza. senza dubbi. essa vi                 . Fino allora le condizioni atmosferiche avevano per fortuna secondato il viaggio del corriere dello zar. chiedendogli soltanto una cosa. molto breve in quella stagione e rischiarata da quel chiarore lunare che filtra attraverso le nubi. se voleva precedere le colonne tartare. su uno spazio di trecento verste.

e anche a miliardi d'insetti microscopici. Non era più la prateria sconfinata. inseguendo martore. che si levavano dai bordi della strada e si sparpagliavano a stormi. pur non vedendosi. non più ricoperta della bassa erba della steppa. misurando molte verste di lunghezza e di larghezza. un impenetrabile groviglio. ma su piattaforme traballanti. A volte procedeva diritta tra la fitta giungla di piante acquatiche.s'inoltra. hanno cura di munirsi di una maschera di crine. ma. alle quali i cacciatori siberiani più incalliti non hanno mai potuto abituarsi. non si curava che il suolo fosse solido o che cedesse sotto i suoi piedi. si sentono per le loro intollerabili punture. Allora i cacciatori frequentano assiduamente la contrada. che l'uomo disputa a caro prezzo alle tipule. persino impraticabile. alle zanzare. scattava come se le punte di mille speroni gli fossero . correva sempre senza fermarsi. pestilenziale. quando la neve ha livellato il suolo e condensato i miasmi. lastricata da spessi strati d'argilla. che copre loro le spalle. i cui blocchi oscillavano come una tavola troppo leggera gettata sopra l'abisso. invece. riempiendo di gridi le profondità del cielo. che. che formavano una rete inestricabile. il collo. disseminato di mille fiori dalle tinte vivaci e tra i quali si distinguevano i gigli e i giaggioli. D'inverno. Il cavallo di Michele Strogoff. e il calore davano proporzioni gigantesche. le mani crivellate di punti rossi. galoppando tra quella boscaglia di giunchi. I viaggiatori costretti ad attraversare la Baraba durante l'estate. che non sono visibili a occhio nudo. punzecchiato da questi ditteri velenosi. Michele Strogoff. dove abbonda la selvaggina. quando il livello delle acque e troppo alto. con la massima fatica e spesso con i più grandi pericoli per il viaggiatore. vi hanno provato un malessere simile al mal di mare. a cui l'umidità. ma una specie di immenso bosco ceduo di vegetazione arborescente. il cui profumo si mescolava alle zaffate calde che salivano dal suolo. o almeno le viaggiatrici dei "tarantàs". Ma durante l'estate la palude ritorna fangosa. a volte seguiva le rive sinuose d'uno di quei grandi stagni. Alcune di queste piattaforme si prolungavano per un tratto di due o trecento piedi. ai tafani. ai culici. Erano principalmente giunchi e felci ombrellifere. Michele Strogoff lanciò il suo cavallo attraverso una prateria melmosa. saltando crepacci che si aprivano tra i blocchi corrosi. cavallo e cavaliere non potevano evitare le punture di tutti quegli insetti che infestavano questa zona paludosa. In alcuni tratti non era stato possibile evitare le acque stagnanti. e la strada allora le attraversava non su ponti. ma. Le erbe giganti erano più alte di lui. le slitte possono con facilità e sicurezza scivolare sulla crosta indurita della Baraba. quando il gelo ha solidificato tutto ciò che è liquido. alla quale collegano una maglia di retina metallica. Malgrado queste precauzioni. non era più visibile dalle paludi che costeggiavano la strada. La strada tuttavia era nettamente tracciata. e si sarebbe indotti a credere che neppure un'armatura da cavaliere medioevale basterebbe a proteggere contro i pungiglioni di quei ditteri. e più d'una volta i viaggiatori. Qui la vegetazione cresceva fino a cinque o sei piedi di altezza. Michele Strogoff. e il suo passaggio era soltanto segnalato da uccelli acquatici d'ogni specie. per quanto veloci andassero. sono pochi coloro che escono da queste paludi senza avere il volto. L'atmosfera sembra permeata di sottilissimi aghi. hanno meritato il nome di laghi. E' infatti una regione funesta. ermellini e quelle preziose volpi la cui pelliccia è molto ricercata. di cui si nutrono esclusivamente gli immensi greggi siberiani. L'erba da pascolo aveva ceduto il posto alle piante acquatiche.

penetrate nei fianchi. Preso da una rabbia folle, fuggiva, si arrestava, divorava verste su verste, con la velocità d'un direttissimo, battendosi i fianchi con la coda, cercando nella celerità della corsa un sollievo al suo supplizio. Bisognava essere un buon cavaliere come Michele Strogoff per non venire disarcionato dalle reazioni del cavallo, dalle impennate, dai salti che faceva, per sfuggire ai pungiglioni dei ditteri. Il corriere invece, divenuto per così dire insensibile al dolore fisico, come se si trovasse sotto l'influenza d'una anestesia permanente, vivendo soltanto del desiderio di arrivare a qualunque costo alla meta, non vedeva altro in questa corsa insensata, se non la strada che fuggiva rapidamente dietro di lui. Chi crederebbe che questa contrada della Baraba, così malsana durante la stagione calda, avesse potuto offrire asilo a una popolazione qualsiasi? Eppure c'era. Alcuni casolari siberiani apparivano in lontananza tra i giunchi giganteschi. Uomini, donne, bambini, vecchi, vestiti di pelli di animali, col volto ricoperto di vesciche spalmate di pece, facevano pascolare magri greggi di pecore; ma, per preservare gli animali dagli assalti degli insetti, li tenevano contro vento di fuochi di legno verde, che alimentavano notte e giorno, e il cui acre fumo si propagava lento sopra l'immensa palude. Quando Michele Strogoff sentiva che il suo cavallo, rotto dalla fatica, era sul punto di abbattersi, si fermava a uno di questi miseri casolari, e qui, dimentico della propria stanchezza, massaggiava con le sue mani le punture del povero animale con grasso caldo, secondo il costume siberiano; poi, gli dava una buona razione di foraggio, e soltanto dopo averlo ben governato, ben fornito, pensava a sé, si riposava, mangiava qualche pezzo di pane e di carne, bevendo assieme qualche bicchiere di " vas". Un'ora dopo, o al massimo due, riprendeva a galoppo sfrenato l'interminabile strada di Ir uts . Percorse così novanta verste oltre Turumoff, e il 30 luglio, alle quattro di sera, Michele Strogoff, insensibile ad ogni fatica, arrivava a Elams . Qui dovette concedere una notte di riposo al suo cavallo. Il coraggioso animale non avrebbe potuto continuare per molto questo viaggio. Anche a Elams , come in altre città, non esisteva più nessun mezzo di trasporto. Per le stesse ragioni che nelle borgate precedenti mancava tutto, vetture e cavalli. Elams , una cittadina che i Tartari non avevano ancora visitato, era quasi completamente spopolata, perché poteva essere facilmente invasa dal sud, e difficilmente soccorsa dal nord. Così, cambi di posta, uffici di polizia, residenza del governatore, erano stati abbandonati per ordine superiore, e tanto i funzionari quanto gli abitanti in grado di emigrare si erano ritirati a Kams , al centro della Baraba. Michele Strogoff dovette dunque rassegnarsi a passare la notte a Elams , per concedere al suo cavallo dodici ore di riposo. Ricordava le raccomandazioni che aveva ricevuto a Mosca: attraversare in incognito la Siberia, arrivare al più presto a Ir uts , ma non sacrificare in alcun modo la riuscita dell'impresa alla rapidità del viaggio; per conseguenza, egli doveva avere cura dell'unico mezzo di trasporto che gli restava. Il giorno dopo, Michele Strogoff partì da Elams nel momento in cui erano segnalati i primi esploratori tartari, dieci verste più indietro, sulla strada della Baraba, e si lanciava di nuovo attraverso la contrada paludosa. La strada era pianeggiante, e ciò la rendeva più facile, ma era tortuosa, e questo la allungava. Impossibile, del resto, lasciare la strada per correre in linea retta attraverso l'inestricabile rete di stagni e di fossati. Il giorno seguente, primo agosto, centoventi verste più avanti,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Michele Strogoff arrivava verso mezzodì al borgo di Spas oije, e alle due si fermava a quello di Po rovs oije. Il suo cavallo, stremato dopo la partenza da Elams , non avrebbe potuto fare un passo in più. Qui, Michele Strogoff dovette sacrificare ancora, per un riposo forzato, la fine di quella giornata e tutta la notte; ma, ripartito l'indomani mattina, sempre galoppando attraverso il suolo mezzo sommerso, il 2 agosto, alle quattro del pomeriggio, dopo una tappa di sessantacinque verste, raggiunse Kams . Il paesaggio era cambiato. La piccola borgata di Kams è come un'isola, accogliente e sana, nel cuore dell'inabitabile contrada. E' situata infatti al centro della Baraba. Qui, grazie, alle bonifiche ottenute per mezzo dell'incanalazione del Tom, affluente dell'Irtis che passa per Kams , le paludi pestilenziali sono state trasformate in pascoli della più grande fertilità. Tuttavia queste bonifiche non hanno ancora trionfato sulle febbri, che durante l'autunno rendono pericoloso il soggiorno in questa città. Ma è ancora qui che gli indigeni della Baraba cercano un rifugio, quando i miasmi della palude li cacciano in altre parti della provincia. L'emigrazione provocata dall'invasione tartara non aveva ancora spopolata la piccola città di Kams . I suoi abitanti si ritenevano probabilmente al sicuro al centro della Baraba, o almeno pensavano di avere il tempo di fuggire, se erano direttamente minacciati. Michele Strogoff, per quanto ne avesse desiderio, non poté dunque apprendere nessuna notizia in questo luogo. A lui, piuttosto, il governatore si sarebbe rivolto, se avesse conosciuto la vera identità del preteso mercante di Ir uts .. Kams , infatti, per la sua stessa posizione, sembrava essere fuori dal mondo siberiano e dai gravi avvenimenti che lo sconvolgevano. Del resto, Michele Strogoff si fece vedere poco o nulla. Non essere visto non gli bastava più, avrebbe voluto essere invisibile. L'esperienza del passato lo rendeva sempre più circospetto per il presente e per l'avvenire. Così si tenne appartato e, avendo poca voglia di percorrere le vie della borgata, non volle neppure uscire dall'albergo nel quale aveva preso alloggio. Michele Strogoff avrebbe potuto trovare una vettura a Kams e sostituire con un veicolo più comodo il cavallo che lo aveva trasportato fin da Oms . Ma, dopo seria riflessione, ebbe timore che l'acquisto di un "tarantàs" attirasse l'attenzione su di lui e, finché non avesse oltrepassato la linea ora occupata dai Tartari, la quale divideva la Siberia press'a poco seguendo la valle dell'Irtis, non voleva rischiare di dare occasione a sospetti. Del resto, per compiere la difficile traversata della Baraba e fuggire attraverso la palude, nel caso che qualche pericolo lo avesse minacciato troppo da vicino, per distanziare i cavalieri lanciati al suo inseguimento, per gettarsi, se era necessario, nel folto della boscaglia di giunchi, un cavallo serviva evidentemente meglio di una vettura. Più avanti, oltrepassata Toms , o anche Krasnojars , in qualche centro importante della Siberia occidentale, Michele Strogoff vedrebbe ciò che gli converrebbe fare. Quanto al suo cavallo, non ci pensò neppure a sostituirlo con un altro. Si era affezionato a questo coraggioso animale. Sapeva ciò che poteva esigere da lui. Comperandolo a Oms era stato fortunato, e il generoso "mugi " gli aveva reso un prezioso servizio accompagnandolo dal mastro di posta. Del resto, se Michele Strogoff s'era affezionato al suo cavallo, il cavallo sembrava che si fosse abituato a poco a poco alle fatiche di un tale viaggio e, a condizione di concedergli qualche ora di riposo, il suo cavaliere sperava che avrebbe resistito fin oltre le province invase. Così, durante quella serata e durante la notte dal 2 al 3 agosto,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

Michele Strogoff rimase confinato nel suo albergo, all'entrata della città, albergo poco frequentato e al riparo dagli importuni e dai curiosi. Rotto dalla fatica, si coricò, dopo essersi assicurato che al suo cavallo non fosse mancato niente; ma dormì soltanto d'un sonno intermittente. Troppi ricordi, troppe inquietudini lo assalivano a un tempo. L'immagine della vecchia madre, quella della sua giovane e intrepida compagna, lasciate dietro a sé, senza protezione, passavano a intervalli nella sua mente e si confondevano spesso in un unico pensiero. Poi ripensava alla missione che aveva giurato di compiere. Ciò che aveva visto dalla sua partenza da Mosca gliene dimostrava sempre più l'importanza. Il momento era estremamente grave, e la complicità di Ogareff lo rendeva ancora più pericoloso. E quando il suo sguardo cadeva sulla lettera chiusa con il sigillo imperiale - quella lettera, che senza dubbio conteneva il rimedio a tanti mali, la salvezza di tutto quel paese sconvolto dalla guerra - Michele Strogoff sentiva in se stesso come una voglia selvaggia di slanciarsi attraverso la steppa, di compiere a volo di uccello la distanza che lo separava da Ir uts , d'essere un'aquila per elevarsi sopra gli ostacoli, d'essere un uragano per passare attraverso l'aria alla velocità di cento verste all'ora, d'arrivare finalmente in presenza del granduca e di gridargli: «Altezza, da parte di Sua Maestà lo zar!». L'indomani mattina, alle sei, Michele Strogoff ripartì con l'intenzione di percorrere in quella giornata le ottanta verste (85 chilometri) che separano Kams e la borgata di Ubins . Dopo aver percorso venti verste, ritrovò le paludi della Baraba, non prosciugate da nessun canale, e il cui suolo era sovente inondato da un piede di acqua. Allora era difficile riconoscere la strada, ma, grazie alla sua consumata prudenza, compì la traversata senza nessun incidente notevole. Michele Strogoff, arrivato a Ubins , lasciò riposare il suo cavallo per tutta la notte, perché voleva, nella giornata seguente, compiere senza tappe le cento verste che corrono tra Ubins e I uls oije. Partì quindi all'alba, ma sfortunatamente, in quella zona il suolo della Baraba diventò sempre più impraticabile. Infatti, tra Ubins e Kama ova, le piogge, che erano cadute molto abbondanti alcune settimane prima, s'erano depositate su questa lieve depressione come in una conca impermeabile. Non c'era neppure più soluzione di continuità in quell'interminabile rete di fossati, stagni e laghi. Uno di questi laghi - abbastanza grande per avere meritato d'essere annoverato nella nomenclatura geografica, - lo Ciang, dal nome cinese, dovette essere costeggiato per una larghezza di oltre venti verste e a prezzo di difficoltà immense. Perciò vi fu qualche ritardo, che nonostante tutta l'impazienza di Michele Strogoff non si poté evitare. Del resto, aveva pensato bene a non prendere una vettura a Kams , perché il suo cavallo passò là dove nessun veicolo avrebbe potuto passare. Alla sera Michele Strogoff, arrivato a I uls oije, alle nove, si fermò tutta la notte. In quel borgo sperduto della Baraba, le notizie della guerra non erano giunte affatto. Per la sua stessa natura, questa parte della provincia, situata nella biforcazione delle due colonne tartare, dirette l'una verso Oms e l'altra verso Toms , era rimasta esente finora dagli orrori dell'invasione. Ma le difficoltà naturali andavano finalmente diminuendo, e così, se non fosse intervenuto nessun ritardo, Michele Strogoff avrebbe potuto, nella giornata seguente, uscire dalla Baraba. Avrebbe trovato allora una strada praticabile, dopo aver percorso le centoventicinque verste (133 chilometri) che ancora lo separavano da Kolivan. Arrivato a questo importante centro, gli sarebbe rimasta altrettanta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

a destra e a sinistra. Appena qualche casolare isolato. Era partito da Mosca il 15 luglio. Tuttavia. occupata da Feofar Khan. se le notizie erano esatte. ma non c'era forse il pericolo che sulle rive più prosperose dell'Ob. UN ULTIMO SFORZO. dove le colonne tartare avrebbero manovrato con difficoltà. oppure dall'esercito dell'emiro già avanzato fino agli estremi confini della provincia? Feofar Khan si trovava di persona nel governatorato del Jeniseis ? Michele Strogoff non lo sapeva. se fosse stato necessario. Il paese sarà dunque talmente spopolato da non trovare più un solo siberiano al quale chiedere informazioni? Michele Strogoff percorse dieci verste sulla strada completamente deserta. I campi. erano relativamente tranquilli. 5 agosto. calpestati dagli zoccoli dei cavalli. Millecinquecento verste lo separavano ancora da Ir uts . verso le tre e mezzo del pomeriggio. lasciavano scorgere che i Tartari vi erano passati. avrebbe evidentemente rischiato di rimanere senza risorse. egli non avrebbe esitato a gettarsi fuori della strada di Ir uts . e di questi barbari si poteva dire ciò che fu detto dei Turchi: "Dove passa il Turco. o semplici isbe di poveri contadini. dopo aver oltrepassato la stazione di Kargats . Michele Strogoff doveva dunque prendere le più minuziose precauzioni attraversando questa contrada. non cresce più erba!". si compivan ventun giorni dalla partenza. Qui. Cercava con lo sguardo. come I uls oije e Karguins che egli attraversò il giorno seguente. Finalmente. Ma questi incendi erano stati forse appiccati dall'avanguardia. Questi agglomerati. né città. non ci sono più strade tracciate. e il terreno solido e secco del territorio siberiano tornò a risuonare di nuovo sotto gli zoccoli del suo cavallo. Avrebbe preso allora consiglio dalle circostanze. né villaggi. Michele Strogoff avesse invece da temerli dagli uomini? Questo era probabile. qualche casa                     . Michele Strogoff uscì dalle ultime depressioni della Baraba. Colonne di fumo che si innalzavano all'orizzonte indicavano che i borghi e i casolari bruciavano ancora. A viaggiare allora attraverso la steppa. Michele Strogoff aveva ragione di temere qualche cattivo incontro in quelle pianure che si estendevano al di là della Baraba. non avendo più da temere ostacoli di natura fisica. ospitali senza dubbio. e molto probabilmente avrebbe deciso di aggirare questa città. ma forniti sì e no del necessario! Comunque non c'era da perdere tempo. 16. e non poteva decidere niente prima di essere certo a questo riguardo.strada per arrivare a Toms . infatti. grazie alla loro posizione nella Baraba. comprendendo le settanta ore abbondanti perdute sulle rive dell'Irtis. Perciò quel giorno.

In mezzo a quelle tenebre. egli avesse potuto riprendere la strada di Ir uts attraverso la provincia del Jeniseis non ancora devastata dagli invasori.                     . perché.che non fosse abbandonata. Però una capanna.Sì. senza dubbio sua figlia e madre di quei piccoli. . A mezzanotte l'oscurità profonda avvolgeva la steppa. dopo avere attraversato l'Ob. era l'unica soluzione da prendere.Parla .Puoi rispondermi? . Il vento. Andare a Kolivan. . avrebbe cercato di sostituirlo con un altro a Kolivan. poiché le acque dell'Ob sono diventate rosse! . Sentiva che tra poco il povero animale sarebbe crollato sotto di lui.. Deciso questo nuovo itinerario.rispose il vecchio. affluenti dell'Ob.Nulla. Michele Strogoff non doveva esitare un istante. Fin che percorreva il paese devastato.Arrivederci. era possibile. . dal quale distava ancora quaranta verste. seguì la strada diritta che portava sulla riva destra dell'Ob..A Toms . era quanto gli restava da fare.E Feofar Khan è entrato a Toms ? . incitò il suo cavallo e riprese la marcia. dopo una giornata molto calda. ormai spossato. Allattava un bambino di pochi mesi. fiancheggiata da stagni e da piccoli corsi d'acqua.Dell'emiro. i nostri campi sono devastati! . le difficoltà sarebbero state ancora grandi. imponendo al suo cavallo un'andatura veloce e regolare. dove i Tartari non erano ancora passati. il suo viaggio si sarebbe effettuato in condizioni nuove. oppure. avrebbe dovuto attraversarlo a nuoto? Si sarebbe visto il da farsi sul luogo. Lanciarsi poi fuori della strada di Ir uts per aggirare Toms . ma se. . Tutto. . Sapeva ora una cosa: che ad ogni costo doveva evitare di passare per Toms . poiché la mia casa è in fiamme! . Kolivan doveva dunque rappresentare un nuovo punto di avvio. era distruzione e miseria! Michele Strogoff si avvicinò al vecchio. Avrebbe trovato laggiù un traghetto. amico. Era scesa la notte. al quale il suo latte sarebbe ben presto venuto meno. avrebbe raggiunto la sua meta entro pochi giorni. occorreva molta attenzione per non uscire dalla strada. a qualche passo dai resti dell'abitazione. poiché fin dove il tuo occhio può vedere. guardava con occhi smarriti quella scena di desolazione. a partire da questa città.Era un esercito o un distaccamento? .Grazie.Sai se i Tartari si sono impadroniti di Kolivan? . Una donna ancora giovane. Non esitò e. che scorse tra gli alberi. Quando si avvicinò. Rifornirsi per una lunga tappa. che non ebbe neppure la forza di ringraziare. dopo avere evitato Toms .Addio. vide un vecchio circondato da bambini che piangevano. fumava ancora. inginocchiata al suolo. . dopo avergli chiesto quanto gli restava ancora di forze per quest'ultima tappa.gli disse con voce calma. .I Tartari sono passati di qui? . Posso fare qualcosa per te e per i tuoi? .Al comando dell'emiro?. se i Tartari avevano distrutto i battelli del fiume. Unico rumore era lo scalpitio del cavallo che risuonava sulla via deserta. poiché Kolivan non brucia ancora! . Quanto al suo cavallo. e le parole con le quali lo incoraggiava.Un esercito. lasciava l'atmosfera in una calma assoluta. completamente caduto al tramonto.No. Tutte quelle che vide erano vuote. attorno a quella famiglia. Michele Strogoff. E Michele Strogoff dopo aver lasciato cadere venticinque rubli in grembo alla sventurata donna. interrotta per un istante.

. Forse i cavalieri illuminavano la via con l'intenzione di frugare i dintorni? Michele Strogoff ne ebbe il sospetto. a meno che quella macchia non venisse minuziosamente perlustrata. delimitati da bassi cespugli di ginestre e di eriche. A un certo punto Michele Strogoff. perché lo scalpitio aumenta. si fermò. dopo avere posato l'orecchio al centro della strada. poi tornò ad appostarsi sul limite del bosco. Michele Strogoff. arrivato all'altezza della macchia. se era necessario. Eccoli! eccoli!». Erano una cinquantina. significa forse rischiare di essere preso. Alla distanza di una o due verste più indietro. ma non ho scelta. se quei cavalieri lo perlustrano. che limitava quella macchia come una cinta semicircolare. Ai due lati il terreno era dunque assolutamente impraticabile. Ma come? Dove nascondermi in questa steppa? Michele Strogoff si guardò attorno. Ma l'ombra era tanto fitta. Da certi preparativi Michele Strogoff capì che. Michele Strogoff si gettò al coperto sotto le ginestre e. si udiva una certa cadenza di passi che battevano il suolo con regolarità. I cavalieri smontarono di sella. Avvicinandosi al bosco. Se sono Tartari bisogna evitarli. lo squadrone non pensava di perlustrare la macchia. smontato di sella per riconoscere con esattezza il tracciato della strada. arrivò a un boschetto di larici. inoltratosi per una quarantina di passi. «E' uno squadrone di cavalieri che vengono dalla strada di Oms pensò. Si ritirò immediatamente. di cui conosceva la sagacia. Michele Strogoff ascoltò ancora.disse. il trotto dei cavalli cominciò a rallentare. Era come il rumore di una cavalcata lontana sulla terra secca. Una decina di loro portava torce che schiarivano la strada per un largo raggio. per vedere di che si trattava. e il suo occhio penetrante scoprì una massa che si profilava confusamente nell'ombra. Michele Strogoff s'era appena appostato dietro un cespuglio di larice.questi cavalli avanzano di buon trotto: entro dieci minuti saranno qui: il mio cavallo non potrebbe distanziarli. . Condusse quindi il suo cavallo fino al corso dell'acqua e lo legò a una pianta. poiché seguiva la grande strada di Ir uts . Non c'era dubbio. Michele Strogoff ascoltò con maggiore attenzione. ma di bivaccare in quel luogo. al quale si accedeva dalla strada. Lo squadrone. per far riposare i cavalli e permettere agli uomini di mangiare qualcosa. ebbe l'impressione di sentire un rumore confuso provenire dall'ovest. sicché lo squadrone doveva necessariamente passare davanti a questa macchia.       . ma con una certa circospezione. «Sì . «Torce!» pensò. quanto della prudenza del suo cavallo. quando scorse un chiarore molto confuso. Sono Russi o Tartari?». tirando il suo cavallo per la briglia.Cercarvi rifugio. Qualche istante dopo. nel quale si distinguevano qua e là dei punti luminosi che si agitavano nell'ombra.pensò. . che Michele Strogoff non correva pericolo di essere visto. Questa non era costeggiata da piante. a un centinaio di passi più avanti. «C'è un bosco ceduo . e istintivamente indietreggiò fino alla sponda del corso d'acqua. e si snodava fra depressioni e stagni. scivolando come un selvaggio nella parte più folta della macchia. mi unirò a loro. per fortuna. si fermò davanti a un corso d'acqua.Michele Strogoff procedeva dunque il più rapidamente possibile. Si avvaleva tanto della sua vista eccellente che frugava le tenebre. Se sono Russi. pronto a tuffarsi.Marciano svelti. sulla sinistra.

riprese il "dehbasci". . erano di razza usbe a. ma dotati d'una forza notevole. liberati dalle briglie. e abbiamo seguito la strada più corta e con tutta la velocità dei nostri cavalli. cominciarono a pascolare l'erba folta che tappezzava il terreno. cercò di vedere e di sentire. Ora egli e il secondo ufficiale discutevano e fumavano il "beng". che pascolavano in piena libertà sul limite del bosco. portavano in testa il "talpa ". Questi uomini. Quei quadrupedi. che questo corriere porta evidentemente con sé. Il "pengia-basci" aveva dovuto lasciar riposare i suoi uomini. ed è possibile che abbia lasciato la strada di Ir uts . Era un distaccamento che veniva da Oms . fatta di indiana ovattata con cotone crudo.Infatti i cavalli.domandò il "deh-basci". di comportamento rude e selvaggio. cioè da un comandante di cinquanta uomini. di costituzione robusta. sono animali di fondo che non conoscono altra andatura se non quella del galoppo.Questo corriere non dovrebbe avere molto vantaggio su di noi disse il "pengia-basci" . Michele Strogoff sentì il suo cuore battergli fino                         . come le scarpe del Medioevo.Sarebbe veramente da augurarselo! Il colonnello Ogareff non avrebbe più da temere che i dispacci.Chissà se è partito da Oms ? . foglia di canapa che costituisce la base dell'"hascish" di cui gli asiatici fanno largo uso. è assolutamente impossibile che abbia preso un'altra strada all'infuori di quella della Baraba. Lo si vedeva perfettamente alla luce delle torce. Come arma difensiva portavano uno scudo.Come tale. in maniera che Michele Strogoff. come gli uomini che li montavano. appeso all'arcione della sella. un lungo coltellaccio e un fucile a pietra focaia.Una donna coraggiosa. perché si esprimevano in lingua tartara. un siberiano . d'altra parte. che aveva ai suoi ordini un "dehbasci" semplice comandante di dieci uomini. per raggiungerla poi più avanti. era stretta alla vita da una cintura di cuoio bordata di rosso. .Ma allora noi saremmo in vantaggio su di lui . come segno distintivo del loro grado. predominanti in Tartaria e rassomiglianti sensibilmente ai Mongoli. Questi due ufficiali indossavano un casco e una mezza cotta di maglia. senza essere visto. che proiettavano un chiarore vivo sui rami dei larici. in maniera da tagliargli la ritirata.rispose il "pengiabasci". Il distaccamento era comandato da un "pengia-basci". e in ambedue i casi non arriverà a Ir uts . . deve conoscere la contrada. . essi si disposero ai margini della strada e si spartirono le provvigioni dei loro zaini. Fin dalle prime parole di quella conversazione. la curiosità di Michele Strogoff fu straordinariamente eccitata Infatti vi si parlava proprio di lui. che evidentemente è sua madre! . . Sulle loro spalle sventolava un mantello di feltro dai colori vivaci. poté tentare di capire la loro conversazione. La loro casacca. I cavalli.e. scivolando tra le alte eriche.disse il "deh-basci". stanchi per una lunga tappa. Dunque. giungano a destinazione! . Quanto ai cavalieri. di statura superiore alla media. essi passeggiavano nel bosco. A queste parole. e portavano piccole trombe attaccate all'arcione della loro sella.perché abbiamo lasciato Oms meno di un'ora dopo la sua partenza. oppure noi arriveremo a Toms prima di lui. e come arma offensiva una corta sciabola. . e calzavano stivali gialli con tacchi alti e punte rialzate. o è rimasto a Oms .Che sia ancora nascosto in qualche casa della città? .Si dice che sia un uomo del paese. Era composto di cavalieri usbe i. specie di berretto di pelliccia nera di montone. Michele Strogoff aveva conservato tutta la sua calma e. . quella vecchia siberiana. un poco più piccoli dei cavalli turcomanni.

Non c'era dunque che una via praticabile. e il crudele Ogareff si riprometteva di farla parlare quando avesse voluto! Michele Strogoff sapeva che l'energica siberiana non avrebbe parlato e che questo le sarebbe costata la vita!. era assolutamente necessario avvantaggiarsi sui cavalieri usbe i nella strada di Ir uts e mettere l'Ob tra lui e loro. Bisognava approfittare dell'oscurità. inseguito ad oltranza. lei ha sostenuto che il presunto mercante non era suo figlio. sarebbe certamente riuscito a tagliargli la strada! E. sul quale il piede non poteva trovare appoggio. minacciava ora di torturare sua madre! La conversazione continuò tra i due ufficiali. ma. e tuttavia un'ondata di nuova avversione gli invase il cuore. per uscire dalla macchia e lanciarsi sulla strada. Dunque. al di là del corso d acqua. si sentiva un fondo limaccioso. Dalla configurazione dei luoghi risultava questo: non avrebbe potuto fuggire attraverso l'entroterra del bosco. Egli era stato riconosciuto per un corriere dello zar! Uno squadrone di cavalleria. la grande strada. il colonnello Ogareff non ci è cascato e. questo corpo. Se avveniva lo scontro. e fossero quindi stanchi nella stessa misura e per le stesse ragioni che era stanco quello di Michele Strogoff. chiuso da un arco di larici nani la cui corda era rappresentata dalla grande strada. Inoltre. sarebbe stato sicuramente annientato. la riuscita di una tale impresa sembrava quasi impossibile. che si sarebbe trovato di fronte al grosso delle truppe di Feofar Khan. e Michele Strogoff ebbe modo di capire che nei dintorni di Kolivan era imminente uno scontro fra le truppe moscovite. che sarebbe stata ben presto diradata dall'alba. Una volta dato l'allarme. quando sarà venuto il momento. Michele Strogoff. saprà lui farla parlare quella vecchia strega. sua madre era nelle mani dei Tartari.Sì .               . lanciato al suo inseguimento. La sosta infatti non si sarebbe prolungata. era necessario fuggire prima che essi levassero il bivacco. avanzava a marce forzate verso Toms . ma molto largo e melmoso. Sotto quest'acqua torbida. e il "pengia-basci" non contava di dare ai suoi uomini più di un'ora di riposo. supremo dolore!. Michele Strogoff capì da alcune parole del "pengiabasci" che sulla sua testa pesava una taglia. Sul proprio conto. Il corso dell'acqua che delimitava questo arco era non soltanto profondo. Ogni parola era un colpo di pugnale per Michele Strogoff. prese il tempo per riflettere e pensò attentamente alle probabilità favorevoli e contrarie. Un esiguo corpo russo di duemila uomini. vivo o morto. Michele Strogoff si preparò ad eseguirla. che venivano dal nord e le truppe tartare.allo spasimo. sebbene la notte potesse favorire la fuga. Grandi giunchi ne rendevano la traversata assolutamente impossibile. e la strada di Ir uts sarebbe completamente caduta in mano agli invasori. benché i loro cavalli non fossero più stati sostituiti con altri freschi fin dalla partenza da Oms . e che era stato dato l'ordine di prenderlo. segnalato sul corso inferiore dell'Ob. Era l'una del mattino.. il suolo irto di cespugli difficilmente si sarebbe presentato alle manovre di una fuga rapida. al fine di cogliere le migliori a servizio del proprio gioco. sarebbe sicuramente caduto nelle mani dei cavalieri tartari. Michele Strogoff non credeva di poter odiare Ivan Ogareff più di quanto l'aveva odiato fino a quel momento. ma era troppo tardi. e ben presto raggiunto. Michele Strogoff.. per fare questo. L'infame che tradiva il suo paese. Presa questa decisione.rispose il "pengia-basci". Non c'era dunque un istante da perdere. una sola. non volendo lasciare nulla al caso. Ma. come ha detto. .

Lo accarezzò con la mano. Ma. l'intelligente animale. Michele Strogoff. Non poteva esitare. stretto la cinghia della sella. Del resto. chiedere al suo cavallo ciò che gli rimaneva ancora di energia e di vigore. A Michele Strogoff non restava altro da fare che inforcare il suo cavallo e fuggire al galoppo. senza il minimo nitrito. Costoro. per evitare di essere visto. nell'istante in cui Michele Strogoff stava per superare il limite della macchia. completamente consumate. Sfortunatamente. almeno al coperto dei larici. se non c'era nessun altro mezzo. gridò: . saltare in groppa al cavallo. attraversare l'imponente fiume: ecco che cosa doveva tentare Michele Strogoff. Michele Strogoff. Michele Strogoff teneva con la mano destra la pistola. cominciò a tirare pian piano il suo cavallo per la briglia. Già si notava un certo movimento tra gli uomini del distaccamento. percorrere almeno un quarto di versta prima di essere visto. Michele Strogoff ebbe dapprima l'idea d'impadronirsi di uno di quei cavalli. si erano spente. davanti al limite del bosco. La sua energia. Non c'era più un solo istante da perdere. strisciando sull'erba. le torce. ricongiungendosi con la strada. nitrì e si lanciò sulla strada. come se avesse capito ciò che il suo padrone voleva da lui. adattato la cinghia delle staffe. del resto. si avvicinò al suo cavallo. dovesse pur cadere morto arrivato sulle rive dell'Ob. senza richiamare l'attenzione.       .Allarme! A quel grido tutti gli uomini del bivacco si alzarono e si precipitarono sulla strada. Il suo cavaliere gli corse appresso per riprenderlo. ma i loro cavalli. Alcuni cavalli usbe i tuttavia sollevarono la testa e si diressero lentamente verso il limite della macchia. forse la salvezza di sua madre. e soltanto dopo avere oltrepassato una curva. Ma ormai Michele Strogoff era in sella. sia con un traghetto sia a nuoto. Ne andava di mezzo la sua vita. gli parlò sottovoce. Gli altri erano ancora accovacciati ai piedi dei cespugli. il suo coraggio s'erano dieci volte moltiplicati di fronte al pericolo. lo seguì docilmente. dopo aver rimesso il morso. l'onore del suo paese. La coraggiosa bestia. Alcuni cavalieri andavano e venivano sul margine della strada. circostanza favorevole. nascosta da un folto cespuglio di eriche. la sua missione. ma. L'intenzione di Michele Strogoff era di mettersi in sella il più tardi possibile. che era coricato al suolo. I due ufficiali del distaccamento s'erano portati in testa allo squadrone incitando i loro uomini. riuscì a farlo alzare senza rumore. In quel momento. Era meglio dunque fidarsi di quello di cui era sicuro. poi. ma pensò con ragione che dovevano essere altrettanto stanchi quanto il suo. il cavallo di un usbe o. scorgendo una sagoma che si stagliava confusamente nel primo chiarore dell'alba. ed egli riuscì a raggiungere l'angolo che il bosco faceva sulla destra. s'erano inoltrati fino al limite del bosco. si radunavano a poco a poco verso la parte centrale della macchia. fiutandolo. che si trovava a duecento passi dalla macchia. nessuno se ne accorse. pronto a far saltare le cervella al primo cavaliere tartaro che si avvicinasse. e che gli aveva reso tanti preziosi servizi. e si mise all'opera. era sfuggita agli sguardi degli usbe i.Cercare di raggiungerla seguendo il bordo della macchia e. per fortuna. e l'oscurità rimaneva ancora abbastanza profonda.

Ma. . L'ufficiale usbe o. A ogni colpo. senza punta d'appoggio. accorciavano la distanza. mirò attentamente sul fuggitivo. a questo punto. girandosi indietro. E tentare. Sull'Ob. quantunque il sole non fosse ancora apparso sull'orizzonte. Michele Strogoff. e la cui vallata era costituita dalla steppa.gridò Michele Strogoff. con mano ferma. colpito al fianco s'inabissò sotto il suo padrone. I cavalieri s'erano fermati sulla riva del fiume ed esitavano a tuffarsi. dunque. ma questi non avrebbero tardato a lanciarsi all'inseguimento. Senza fermarsi. che cavalcava uno dei migliori animali. Il colpo partì. ma sentiva che il suo cavallo cedeva. in quel momento. che lo serravano troppo da vicino. non c'era un traghetto né un battello che servisse per attraversare il fiume. A diverse riprese. e una pallottola che gli trapassava la casacca. egli poteva prendere un certo vantaggio sui cavalieri del distaccamento. Era ormai giorno chiaro. quasi a fior di terra. che si trovava ormai in mezzo alla corrente. che misurava in quel luogo circa mezza versta di larghezza. colpito in pieno petto. senza attardarsi presso il "deh-basci". e a più riprese egli fu costretto a scaricare la sua pistola su quei cavalieri. e tuttavia riuscì a portarlo fino alla riva del fiume. il "pengia-basci". in mezzo alle grida rabbiose dei suoi compagni. spronò il cavallo e. A circa due verste più innanzi si distingueva una linea pallida. non era che a cinquanta passi dietro di lui. mio buon cavallo! .Via! Un ultimo sforzo! E si tuffò nel fiume. significava compiere un miracolo di coraggio. assolutamente deserto. tuttavia. Ma questo inseguimento non poteva risolversi che a svantaggio di Michele Strogoff. ma senza colpirlo. doveva tagliare a nuoto la corrente impetuosa come quella di un torrente. molto rapida. che scorreva da sud-ovest a nord-est. un usbe o rotolava a terra. Senza girare la testa. vide un cavaliere che si avvicinava rapidamente. limitata da alberi piuttosto radi. Il cavallo di Michele Strogoff non toccava il fondo. Michele Strogoff puntò la pistola e. . a poco a poco. e temeva che urtando in qualche ostacolo. Questi si sbarazzò subito delle staffe. Siccome i cavalli usbe i erano ancora privi di finimenti. sentì lo scalpitio di molti cavalli che. ch'egli era uscito dal bosco. Ma gli altri cavalieri lo seguivano da vicino. meno di dieci minuti dopo. Era estremamente difficile vincere la corrente. Quest'ufficiale. Lo squadrone usbe o. anzi incitandosi col loro stesso vociare e affondando gli speroni nei fianchi dei loro cavalli. partirono colpi di fucile contro Michele Strogoff. si lanciò a briglia sciolta in direzione dell'Ob. Il suo cavallo non ne poteva più. prese la mira. senza rispondere. era in testa allo squadrone e minacciava di raggiungere il fuggitivo. cadesse per non più rialzarsi.Coraggio. e il cavallo di Michele Strogoff. il corriere riuscì a mantenersi fuori del tiro delle armi tartare. e. superando il limite della macchia con un salto prodigioso. Per una mezz'ora.In quel momento si sentì uno sparo. nel momento in cui l'animale         . e gli oggetti diventavano visibili su un raggio più largo. e infatti. rotolò al suolo. imbracciando il fucile. per Michele Strogoff. Era il "deh-basci". Era l'Ob. accorciavano a poco a poco la distanza che li separava da Michele Strogoff. Cominciava a farsi chiaro.

raggiunse la riva destra del fiume. nascondendosi tra gli alti canneti della riva. A due verste più avanti. con le cupole bizantine. colorate di verde e oro. . depositata al tempo dello staripamento delle acque. Trovato quello. A partire da questo punto. del resto. Michele Strogoff pensò che cosa gli convenisse fare. non l'avevano visto raggiungere la sponda destra dell'Ob. non senza difficoltà tuttavia. 17. Le truppe tartare. secondo le notizie che il corriere dello zar aveva appreso. e sarebbe sceso verso sud-est nelle province del lago Baj al. aveva trovato la morte nelle acque del fiume. Ciò che voleva anzitutto. fu di                   . occupata dalle truppe tartare. qualche cambio di posta. dopo ch'era scomparso sott'acqua.scompariva sotto le acque del fiume. Kolivan. Costoro non avevano osato inseguirlo attraverso il fiume e. e scomparve tra i canneti che crescevano sulla sponda dell'Ob. Era Kolivan. Le chiese. VERSETTI E CANZONI. rispondendo così a tutte le ragioni di sfiducia che la sua mente gli presentava in un solo istante. s'erano dirette a sinistra verso Oms e a destra verso Toms . battuto dagli esploratori dell'emiro. se si affrettava. Tuttavia la sua situazione rimaneva ancora molto difficile. si sarebbe lanciato fuori dalle strade frequentate e sarebbe ritornato sulla strada di Ir uts solo nei dintorni di Krasnojars . se poteva. . Ora che il suo fedele animale. Tuttavia doveva raggiungere qualche borgata e. tuffandosi di proposito in mezzo a una grandine di pallottole. in un paese devastato dall'invasione. Michele Strogoff era relativamente al sicuro. dove si sarebbe procurato un cavallo. in una posizione pittoresca. Giunto su un terreno più solido. seguendo il corso dell'Ob. arriverò! .Dio protegge la santa Russia! Michele Strogoff era adesso fuori dal tiro dei cavalieri usbe i. e si trovava ancora a una distanza considerevole dalla meta che doveva raggiungere. Il progetto semplice e logico formulato da Michele Strogoff.Per il Cielo.disse a voce alta. una piccola città occupava la sommità d'una bassa collina. era di evitare Toms . Ma Michele Strogoff. senza viveri. Anzitutto Michele Strogoff cominciò ad orientarsi. divise in due colonne. perché una spessa melma. si profilavano sullo sfondo grigio del cielo. perché. trascurando la zona intermedia. come avrebbe continuato il viaggio? Era a piedi. dove i funzionari e gli impiegati di Kams e di altre città vanno a rifugiarsi durante l'estate. non doveva essere ancora nelle mani degli invasori. la rendeva poco praticabile. Poi. sperava di trovare ancora via libera. credevano che fosse annegato. aveva raggiunto un punto un po' elevato. dopo averlo servito con tanto coraggio. per sfuggire il clima malsano della Baraba.

che poteva raggiungere senza essere visto. Non era più un rumoreggiare confuso. raggiungere qualche borgata. quando una vampata si sprigionò tra le case della città. da quanto si vedeva. l'altro in direzione est. prendervi qualcosa per ristorarsi. quando un distaccamento di cavalleria tartara comparve sulla destra. sembravano completamente abbandonati. nascondervisi. oppure cercavano di riprenderla ai soldati di Feofar Khan? Questo era impossibile saperlo. distante al massimo una mezza versta. Non era meglio. anche a piedi. a un lato di una folta macchia d'alberi. D'improvviso. il fumo. Si fermò e distinse nettamente il sordo rimbombo che riempiva l'aria e. Avvicinandosi. si sarebbe procurato degli abiti e un cavallo. si alzava nell'aria. Si precipitò dunque verso quella casa. Due fili partivano l'uno in direzione ovest. «Il piccolo esercito russo si è dunque scontrato con l'esercito tartaro? Ah! voglia il Cielo che io arrivi prima di loro a Kolivan!». Michele Strogoff non si sbagliava. e avrebbe raggiunto la strada di Ir uts attraverso la steppa meridionale. Evidentemente. come Diascins o un'altra. Ma erano i russi che la difendevano ancora contro le truppe tartare. vide una casa isolata. Le detonazioni aumentavano e si avvicinavano.raggiungere Kolivan prima che i cavalieri usbe i. In quel momento. si fermò un istante. Michele Strogoff correva attraverso la steppa. capì che quella era un ufficio telegrafico. La battaglia si svolgeva dunque al centro di Kolivan? Michele Strogoff dovette pensarlo e. I dintorni di Kolivan. era evidente che Russi e Tartari combattevano nelle vie della città. e il campanile di una chiesa crollò in mezzo a un marasma di polvere e di fiamme. e gli sarebbe stato difficile evitarlo. Perciò Michele Strogoff era in grande imbarazzo. fuggendo all'invasione alla quale non poteva opporre resistenza. Michele Strogoff si diresse dunque di buon passo verso Kolivan quando sentì in lontananza delle detonazioni. e là procurarsi a qualunque prezzo un cavallo? Questa era il solo partito buono.             . anche se avesse dovuto pagare un prezzo dieci volte maggiore. Era dunque questo il momento di cercarvi rifugio? Michele Strogoff non avrebbe rischiato di esservi preso? E sarebbe poi riuscito a fuggire da Kolivan. abbandonando la riva dell'Ob. sparso qua e là. Era appena a mezza versta da Kolivan. come era fuggito da Oms ? Tutte queste eventualità si presentarono alla sua mente. Erano le tre del mattino. s'era diretta a nord. perché era sfinito dalla fatica e dalla fame: Michele Strogoff non aveva altro da fare. ma un succedersi distinto di cannonate. le detonazioni erano estremamente violente. la popolazione delle campagne. L'incendio divorava tutto un quartiere di Kolivan. un crepitio secco sulla cui natura non poteva ingannarsi. Ben presto le fiamme si alzarono dalla parte sinistra della città. Michele Strogoff non poteva più continuare a fuggire in quella direzione. «E' il cannone! è la fucileria!» pensò. Nello stesso tempo. chiedervi asilo. Michele Strogoff si diresse decisamente a destra di Kolivan. a quell'ora perfettamente calmi. trasportato dal vento. più acuto. cercando di mettersi al coperto sotto qualche albero. Corrervi. e un terzo verso Kolivan. i quali risalivano la riva sinistra dell'Ob. e subito. nelle province del Jeniseis . Esitò. Qui. e apparve evidente che il combattimento si spostava rapidamente verso sud. Kolivan era certamente attaccata dalla parte settentrionale. I cavalieri avanzavano rapidamente verso la città. vi fossero arrivati.

pestava i piedi per l'impazienza. . flemmatico. ma rivali.domandò Michele Strogoff. che il suo collega guardò con un certo stupore. Erano partiti da Iscim soltanto qualche ora dopo la partenza di Strogoff e. tanta indifferenza era addirittura incredibile. Michele Strogoff. Era un impiegato. per lanciare all'Europa i loro dispacci rivali e per contendersi il primato delle informazioni. per lanciarsi poi di nuovo attraverso la steppa. poteva vedere tutto e sentire tutto. credendo che l'ufficio fosse invaso dai Tartari. dopo avere assistito tutti e due allo scontro tra Russi e Tartari alle porte della città. ma nemici. Avrebbe appreso notizie interessanti per lui e saputo se doveva o no entrare a Kolivan. Erano i giornalisti Harry Blount e Alcide Jolivet. Una sola persona si trovava nella sala dove si effettuavano le trasmissioni telegrafiche. e con voce rotta dalla fatica. domandò: . quando la porta della stanza fu aperta bruscamente. Uno dei due teneva in mano un dispaccio scritto a matita e. mentre Alcide Jolivet. quando lo ritiene opportuno.Ma chi vince? . si precipitò allo sportello dell'impassibile impiegato. precedendo l'altro.disse l'impiegato prendendo il dispaccio. si era impossessato dello sportello e consegnava il suo dispaccio.rispose l'impiegato sorridendo.E' uno scontro tra Russi e Tartari? . Harry Blount depositò sulla tavoletta una bella colonnina di rubli. E ora.Si doveva supporre che quella stazione fosse abbandonata. . signore? Michele Strogoff stava per rispondere a quell'impareggiabile impiegato che egli non aveva nessun dispaccio da spedire. in simili circostanze. si apprestava a saltare dalla finestra. indifferente a tutto quanto capitava di fuori. contrariamente alle sue abitudini.Si dice. ma funziona ancora tra Kolivan e la frontiera russa. ora che operavano sul campo di battaglia.Nulla .   . era perché Michele Strogoff aveva perduto tre giorni sulle rive dell'Irtis. aspettava dietro lo sportello che il pubblico richiedesse il suo servizio. .Non lo so. se era necessario. Michele Strogoff s'era messo in disparte. calmo. Dieci copechi per parola. e. erano corsi alla stazione telegrafica. Michele Strogoff corse verso di lui. con la meraviglia che ognuno comprenderà.E la linea è interrotta? . più svelto del suo collega. Harry Blount. Volete servirvi. ma Michele Strogoff avrebbe almeno potuto rifugiarvisi e attendere la notte.Per il governo? . Fedele al suo impiego. dopo aver lasciato Kolivan mentre la lotta si accaniva nelle sue strade. se erano arrivati prima di lui a Kolivan seguendo la stessa strada o se lo avevano anche preceduto. ma chiedeva soltanto un pezzo di pane e un po' d'acqua. due personaggi ai quali non pensava assolutamente e che non credeva di rivedere mai più. Tanta flemma in mezzo a quelle terribili circostanze. battuta dagli esploratori tartari. . nell'ombra. non più compagni viaggio.Dieci copechi a parola . In quei due uomini Michele Strogoff riconobbe.Cosa sapete? . Per il pubblico quando paga. . senza esse visto. Michele Strogoff corse verso la porta e l'aprì con violenza. quando vide che nella sala erano entrati soltanto due uomini. .Per il governo. i quali non avevano nient'affatto la grinta soldati tartari.E' interrotta tra Kolivan e Krasnojars .

. La terra era una massa informe e vuota. prolungò un po' troppo la sua osservazione. signore. . Sarebbero costati forse alcuni migliaia di rubli al suo giornale. Non lasciò quindi il posto al suo collega. e Michele Strogoff sentiva tutto ciò che il corrispondente inglese trasmetteva al suo giornale. Iddio disse: Sia la luce..».. Così.». Siberia.Non ho finito ..rispose semplicemente Harry Blount.. per completare le sue informazioni. in altre circostanze. Da Kolivan. La Francia poteva aspettare. tentando di consegnare il dispaccio indirizzato a sua cugina del sobborgo di Montmartre.gridò Alcide Jolivet.Ora tocca a me . Harry Blount andò tranquillamente alla finestra e. sempre impassibile. Qui terminava il dispaccio.. che magari. quando l'impiegato ebbe finito di trasmettere il terzo versetto della Bibbia. le tenebre ricoprivano l'abisso.. indicando Harry Blount e rivolgendogli un amabile sorriso. riprese il suo posto allo sportello e aggiunse al suo telegramma: «Due chiese sono in fiamme.. La lettura era fatta a voce alta. dopo aver deposto con delicatezza una rispettabile colonnina di rubli sulla tavoletta.Va bene . che l'impiegato lesse a voce alta:   . .rispose tranquillo l'impiegato.E' nel suo diritto. che. avrebbe trovato che questa guerra era interessante. Londra... Alcuni istanti dopo.. distratto senza dubbio dall'interesse dello spettacolo che si svolgeva sotto i suoi occhi. con la più grande calma di questo mondo. E continuò a scrivere altre parole. E continuò a trasmettere fedelmente al "Daily Telegraph" i primi versetti del Libro santo. governatorato di Oms .Ma voi avete finito!. Durante la trasmissione.».. Harry Blount era ritornato presso la finestra.. Ma questo non piaceva al corrispondente inglese.. gli rispose con la più candida semplicità: ..». . osservò che cosa capitava nei dintorni di Kolivan. a dieci copechi per parola. Si immagini il furore di Alcide Jolivet. . E. che non pensava affatto di ritirarsi.. Scontro truppe russe e tartare. col binocolo agli occhi.disse l'impiegato. «Truppe russe respinte con gravi perdite.. 6 agosto. con precedenza su quello del suo collega. per essere sempre pronto a trasmettere le notizie. e luce fu. Harry Blount telegrafava i versetti della Bibbia. per occupare il tempo e non cedere il posto al suo rivale.». cominciò a trasmettere il seguente dispaccio: «Daily Telegraph. Tentò persino di obbligare l'impiegato a trasmettere il suo dispaccio. consegnò il suo dispaccio. che consegnò subito all'impiegato. Alcide Jolivet ebbe una voglia semplicemente feroce di strangolare l'onorevole corrispondente del "Daily Telegraph". ma il suo giornale sarebbe stato il primo informato. E trasmise la seguente notizia dettatagli da Harry Blount: «Russi in fuga abbandonano la città. Interpellò ancora una volta l'impiegato. Alcide Jolivet prese quatto quatto il suo posto allo sportello e. Alcide Jolivet smaniava. è nel suo diritto.. e questi lesse con voce tranquilla: «In principio Dio creò il cielo e la terra. Tartari entrati oggi stesso a Kolivan.Il signore è nel suo diritto ..gridò Alcide Jolivet. man mano che arrivavano. . ma questa volta. L'incendio pare avanzi sulla destra.

Per Michele Strogoff.. Alcide Jolivet.». non c'era più dubbio che i russi fossero respinti da Kolivan. Faubourg-Montmartre (Parigi). Cinque secondi dopo. e nello stesso istante anche Michele Strogoff.». . s'era precipitato verso Harry Blount steso al suolo e.. prenderlo a due mani prima che scoppiasse.. L'ufficio fu allora invaso da soldati tartari.. lasciato lo sportello. precipitarsi sull'obice. E quando Harry Blount ritornò.».. Siberia. e una nube di polvere riempiva la sala delle trasmissioni. e una grandine di pallottole mandò in frantumi i vetri della finestra. Da Kolivan. uscì da una porticina che Michele Strogoff non aveva vista.. uno schianto scosse l'ufficio telegrafico.. .». ma fermarsi. La sua ultima risorsa era dunque lanciarsi attraverso la steppa meridionale. cadde a terra. Alcide Jolivet terminava allora di scrivere questi versi: «Paffuto come una mela.Signore. governatorato di Oms . gli disse: . Trovando irriverente mescolare il sacro al profano. tenendo ancora in mano il suo inutile dispaccio.. e le detonazioni scoppiavano violentissime. La battaglia si avvicinava. Intanto la situazione si aggravava nei dintorni di Kolivan. Alcide Jolivet scrisse: «Obice da sei ha fatto crollare il muro dell'ufficio telegrafico. I fuggiaschi escono dalla città. sentì Alcide Jolivet che completava il suo telegramma canticchiando con voce ironica: «Un pover'uomo. nell'intenzione di fuggire con lui. e né Michele Strogoff né i giornalisti ebbero il tempo di effettuare la loro ritirata. Ne aspettiamo altri dello stesso calibro. colpito da una scarica di mitraglia. l'obice scoppiava all'esterno. Accanito inseguimento della cavalleria tartara. cadeva nelle mani dei Tartari.rispose Alcide Jolivet. sempre sorridente.fece Harry Blount. sorpreso all'improvviso mentre si lanciava dalla finestra.». In quel momento. caduto al mio fianco. con la sua calma inalterabile. Quindi. continuando a compilare il suo telegramma con la più straordinaria calma del mondo. la linea è interrotta.   . Alcide Jolivet in quel momento stava trasmettendo questo supplemento al dispaccio: «Harry Blount. fu per lui tutt'uno. buttarlo dalla finestra e ritornare allo sportello. da uomo di buon cuore qual era. Ma. 6 agosto... a Parigi!.E' proprio così . come aveva fatto il suo collega.Aoh! . Russi battuti. 10.. Harry Blount. in abiti grigi. Ma una terribile scarica di fucileria vicino alla stazione telegrafica. se lo caricò sulle spalle. Un obice aveva bucato il muro. corrispondente del "Daily Telegraph".«Maddalena Jolivet. prese tranquillamente il suo cappello. Senza il becco d'un quattrino. Troppo tardi! Erano tutti e due prigionieri. colpito a una spalla. lo spolverò con la manica e.. Quando l'impassibile impiegato. Alcide Jolivet rispondeva con un allegro ritornello di Béranger ai versetti della Bibbia.

il feroce emiro di Buchara. Tuttavia la pianura non era deserta. sarebbe caduta nelle mani dei Tartari e. E. Senza dubbio egli era nel numero dei prigionieri che i Tartari mandavano avanti come un branco di bestiame. Ma in quel periodo vi si sarebbe cercato inutilmente uno solo di quegli abitanti nomadi. fatte di pelli. Di quei duemila uomini. «Arriverò!» continuava a ripetere a se stesso. presentava una straordinaria animazione. Una bandiera speciale ornata di una coda di cavallo. dopo l'avventura di Iscim. che s'erano scontrati con le due colonne nemiche rifornite contemporaneamente da Oms e da Toms . si propagava tanto nelle province dell'ovest quanto in quelle dell'est. Infine. s'estende una vasta pianura con alcuni alberi d'alto fusto. Questa parte della steppa. L'accampamento di Feofar presentava uno spettacolo imponente. perché i Russi avrebbero respinto presto o tardi quelle orde di invasori. Dunque le cose prendevano una cattiva piega. 1. il granduca. e qui il giorno seguente. UN ACCAMPAMENTO TARTARO. Se le truppe dell'Amure e della provincia di Ir uts non arrivavano in tempo per difenderla. Ir uts era ormai tagliata fuori da ogni comunicazione con l'Europa. Le più ricche tra queste tende appartenevano al seguito e ai " hogia". attraverso il paese in rivolta. indicava l'alto rango di quei capi tartari. avrebbe subito la vendetta di Ivan Ogareff. infatti. fratello dell'imperatore. Ma intanto l'invasione aveva raggiunto il centro della Siberia e. prima che fosse liberata. durante la stagione calda.PARTE SECONDA. il suo incognito non era stato svelato. egli si avvicinava anche a Ir uts . la sua missione fallita. furono condotti i prigionieri catturati a Kolivan. Poi. specialmente pini e cedri. assumevano vari colori sotto i raggi del sole. erano andate sempre peggiorando? Considerava la partita ormai perduta. il suo mandato impossibile a compiersi? Michele Strogoff era uno di quegli uomini che non si fermano se non il giorno in cui cadono morti. ai labari e agli stendardi multicolori. che. tutta la sua vita si concentrò in questo unico pensiero: ritornare libero! Come sarebbe sfuggito ai soldati dell'emiro? L'avrebbe visto al momento buono. di feltro e di tessuti di seta. 7 agosto. non restavano che poche centinaia di soldati. i Tartari avevano piantato le tende. qui si era accampato Feofar Khan. la lettera imperiale era sempre nella sua tasca. e il governo imperiale sembrava essere compromesso oltre la frontiera degli Urali. alcune verste dopo la borgata di Diascins . la cui asta s'innalzava sopra un fascio di bastoni rossi e bianchi. Qui. è ordinariamente popolata da pastori siberiani e fornisce pascoli sufficienti ai loro numerosi greggi. dopo l'annientamento del piccolo esercito russo. rimasta con una difesa insufficiente. ma. Ora invece era vivo. innalzate sulle sommità coniche. artisticamente intagliati. si elevavano nella pianura                         . Al contrario. su una distesa sconfinata. non era neppure ferito. precedeva sempre Ivan Ogareff. almeno per il momento. dopo i fatti di Kolivan. che sono i personaggi più importanti del hanato. Che cosa faceva Michele Strogoff? Cedeva alla fine sotto il peso di tante prove? Si considerava vinto da questa serie di circostanze sfortunate. Le lunghe nappe. A una giornata di cammino da Kolivan. avvicinandosi a Toms . questa capitale della Russia asiatica. Numerose tende. dondolavano in mezzo ai gagliardetti.

alcune migliaia di quelle tende turcomanne, chiamate " araij", che erano state trasportate a dorso di cammello. L'accampamento conteneva almeno centocinquantamila soldati, tra fanti e cavalieri, raggruppati sotto il nome di alamani. Tra loro, quali rappresentanti delle principali razze del Tur estan, si notavano anzitutto i Tagi i dai tratti regolari, pelle bianca, statura alta, occhi e capelli neri, che formavano il grosso dell'esercito tartaro, e di cui i hanati di Ko and e di Kundus avevano fornito un contingente quasi uguale a quello di Buchara. Ai Tagi i si mescolavano poi altri rappresentanti delle diverse razze residenti nel Tur estan o nei paesi confinanti. C'erano gli Usbe i, piccoli di statura, barba rossa, rassomiglianti a quelli che si erano lanciati all'inseguimento di Michele Strogoff. C'erano i Kirghisi, dal viso piatto come quello dei Calmucchi, vestiti di cotte a maglia; alcuni portavano lancia, arco e frecce di fabbricazione asiatica, altri maneggiavano la sciabola, il fucile a miccia e il "cia an", piccola ascia dal manico corto, che produce soltanto ferite mortali. C'erano i Mongoli, di statura media, capelli neri riuniti in una treccia che pendeva sul dorso, faccia rotonda, tinta abbronzata, occhi profondi e vivaci, barba rada, vestiti con stoffe di nan ino azzurro felpate in nero, stretti da cinturoni di cuoio con fibbie d'argento, calzati di stivali con legacci vistosi, e coperti con berretti di seta bordati di pelliccia e guarniti con tre nastri che sventolavano sul dorso. Infine si vedevano anche gli Afgani, dalla pelle color bistro, gli Arabi del tipo primitivo delle belle razze semitiche, e i Turcomanni, con gli occhi cerchiati ai quali sembrano mancare le palpebre: erano tutti arruolati sotto la bandiera dell'emiro, bandiera degli incendiari e dei devastatori. Dopo questi soldati liberi, si contava anche un certo numero di soldati schiavi, principalmente Persiani, comandati da ufficiali della stessa razza, e non erano certamente i meno stimati dell'esercito di Feofar Khan. Si aggiungano, a quelli già menzionati, gli Ebrei addetti ai servizi, con la tunica stretta da una corda e la testa coperta da un piccolo berretto di stoffa scura, in luogo del turbante che a loro è vietato portare; si aggiungano i gruppi di centinaia di " alenders", specie di religiosi mendicanti con vesti a brandelli coperte da pelli di leopardo, e si avrà un'idea quasi completa di questi enormi agglomerati di tribù differenti, comprese sotto la denominazione generica di eserciti tartari. Di quei soldati, cinquantamila erano cavalieri, e i loro cavalli erano di razze tanto varie quanto quelle degli uomini. Tra questi animali, legati in gruppi di dieci a due corde tese parallele l'una all'altra, con la coda annodata, la groppa coperta da una rete di seta nera, si distinguevano i turcomanni, con gambe sottili, corpo lungo, pelo brillante, portamento nobile del collo; gli usbe i, solide bestie di fondo; i o andini, capaci di portare assieme al cavaliere due tende e una batteria da cucina; i irghisi, dal pelo chiaro, venuti dalle rive del fiume Emba, dove vengono catturati con l'"arcan", il laccio dei Tartari, e molti altri prodotti di razze incrociate, che sono di qualità inferiore. Le bestie da soma si contavano a migliaia. C'erano cammelli di piccola statura, ma eleganti, di pelo lungo, folta criniera ricadente sul collo, animali docili e più facili al maneggio dei dromedari; c'erano i "nars" con una gobba, pellame rosso fuoco e pelo arricciato; poi gli asini, resistenti alla fatica e la cui carne, molto apprezzata, costituisce in parte il nutrimento dei Tartari. Sopra tutto quell'insieme di uomini e di animali, sopra quell'immenso agglomerato di tende, i cedri e i pini, cresciuti in boschetti spaziosi, stendevano un'ombra fresca, rotta qua e là da uno spiraglio

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

   

 

di sole. Niente di più pittoresco di questo quadro, per il quale i più ricchi coloristi avrebbero speso tutti i colori della loro tavolozza. Quando i prigionieri raccolti a Kolivan arrivarono in vista delle tende di Feofar e dei grandi dignitari del hanato, rullarono i tamburi da guerra, squillarono le trombe. A questo fracasso da stordire si aggiunse il crepitare della fucileria e il rombo più grave dei cannoni da quattro e da sei, che costituivano l'artiglieria dell'emiro. L'alloggiamento di Feofar era esclusivamente militare. Tutto ciò che si poteva chiamare la sua corte privata, il suo "harem" e quelli dei suoi alleati, erano a Toms , ora nelle mani dei Tartari. Tolto l'accampamento, Toms diventava la residenza dell'emiro, fino al momento in cui l'avrebbe cambiata con la capitale della Siberia orientale. La tenda di Feofar dominava sulle tende vicine. Drappeggiata con larghi tessuti di seta brillante ornati di cordoni con frange d'oro, sormontata da una folta nappa che il vento agitava come un ventaglio, essa occupava il centro d'una vasta radura, circondata da una selva di magnifiche betulle e di pini secolari. Davanti a questa tenda, su una tavola laccata e incrostata di pietre preziose, s'apriva il libro sacro del "Corano", le cui pagine erano formate da sottilissimi fogli d'oro finemente stampati. Al di sopra sventolava la bandiera tartara, con lo stemma dell'emiro. Attorno alla radura si elevavano a semicerchio le tende dei grandi funzionari di Buchara. Da una parte risiedevano il capo della scuderia, che ha il diritto di seguire il cavallo dell'emiro fino nel cortile del suo palazzo; il gran funzionario, l'"husc-beghi", portatore del sigillo reale; il "topci-basci", capo supremo dell'artiglieria; il " hogia", capo del consiglio, che riceve il bacio del principe e può presentarsi davanti a lui a torso nudo; lo "scei hul-islam", capo degli "ulemi", rappresentante dei ministri del culto; il "casi-as ev", che in assenza dell'emiro, giudica tutte le contese sorte tra i militari; e infine il capo degli astrologhi, il quale ha il grande compito di consultare le stelle, tutte le volte che il han decide di mettersi in viaggio. Nel momento in cui i prigionieri furono introdotti all'accampamento l'emiro era nella sua tenda. Non si fece vedere. E fu quella indubbiamente una fortuna. Un gesto, una parola di lui sarebbe stato forse il segnale di qualche sanguinosa esecuzione. Ma egli si trincerò nel suo isolamento, che costituisce in parte la maestà dei re orientali. Si ammira chi non si fa vedere, e soprattutto lo si teme. Quanto ai prigionieri, erano stati rinchiusi in un recinto, dove, maltrattati, mal nutriti, esposti a tutte le intemperie del clima, aspettavano il beneplacito di Feofar. Michele Strogoff era il più docile di tutti, se non il più paziente. Si lasciava condurre, perché lo conducevano proprio dove lui voleva andare, e in condizioni di sicurezza che, libero, non avrebbe trovato sulla strada da Kolivan a Toms . Fuggire prima di essere giunto in questa città, significava esporsi a ricadere nelle mani degli esploratori che battevano la steppa. La linea più orientale, occupata in questo momento dalle colonne tartare, non andava oltre il novantesimo meridiano che passa per Toms . Dunque, passato questo meridiano, Michele Strogoff contava che sarebbe stato fuori delle zone nemiche, che avrebbe attraversato il Jenisej senza pericolo, e raggiunto Krasnojars , prima che Feofar Khan avesse invaso la provincia. «Una volta a Toms - diceva a se stesso per reprimere qualche moto d'impazienza, che non sempre riusciva a padroneggiare in pochi minuti, oltrepasserò gli avamposti, e se guadagnerò dodici ore su Feofar, dodici ore su Ogareff, mi basteranno per arrivare prima di loro a Ir uts !».

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

Infatti, ciò che Michele Strogoff temeva più di tutto, era e doveva essere la presenza di Ivan Ogareff all'accampamento tartaro. Oltre il pericolo di essere riconosciuto, egli sentiva, per una specie di istinto, che doveva soprattutto prendere vantaggio su quel traditore. Capiva inoltre che il collegamento delle truppe di Ivan Ogareff con quelle di Feofar avrebbe portato al completo l'effettivo dell'esercito degli invasori e che, effettuando quel collegamento, l'esercito avrebbe marciato compatto sulla capitale della Siberia orientale. Perciò tutte le sue apprensioni provenivano da questa parte, sicché in ogni istante egli stava in ascolto se la tromba annunciasse l'arrivo del luogotenente dell'emiro. A questo pensiero si aggiungeva il ricordo di sua madre, quello di Nadia, l'una prigioniera a Oms , l'altra rapita sulle barche dell'Irtis e senza dubbio prigioniera anch'ella, come lo era Marfa Strogoff. E non poteva far nulla per loro. Le avrebbe mai più viste? Non osava rispondere a questa domanda, e il suo cuore provava una stretta dolorosa. Contemporaneamente a Michele Strogoff e a tanti altri prigionieri, anche Harry Blount e Alcide Jolivet erano stati condotti nell'accampamento tartaro. Il loro vecchio compagno di viaggio, catturato assieme a loro nella stazione telegrafica, sapeva che erano rinchiusi come lui in quel recinto sorvegliato da numerose sentinelle, ma non aveva cercato di avvicinarli. Gli importava poco, in quel momento almeno, di che cosa potessero pensare di lui dopo la faccenda del cambio di Iscim. Del resto, voleva essere solo per agire da solo, se gli capitava l'occasione. S'era dunque tenuto in disparte. Alcide Jolivet, dal momento in cui il suo collega era caduto accanto a lui, non gli aveva risparmiato le sue cure. Durante il tragitto da Kolivan all'accampamento, cioè durante parecchie ore di cammino, Harry Blount, appoggiato al braccio del suo rivale, aveva potuto seguire il convoglio dei prigionieri. Egli tentò dapprima di far valere il suo diritto di suddito inglese, ma questo non gli servì in nessuna maniera di fronte ai barbari, che rispondevano soltanto a colpi di lancia o di sciabola. Il corrispondente del "Daily Telegraph" dovette dunque subire la sorte comune, riservandosi di reclamare più tardi e di chiedere riparazione d'un tale trattamento. Ma quel tragitto fu veramente penoso per lui perché la ferita lo faceva soffrire, e senza l'aiuto di Alcide Jolivet forse non avrebbe raggiunto l'accampamento. Alcide Jolivet, sempre sostenuto dalla sua filosofia pratica, aveva fisicamente e moralmente riconfortato il suo collega con tutti i mezzi a sua disposizione. Sua prima cura, quando si vide definitivamente rinchiuso nel recinto, fu di controllare la ferita di Harry Blount. Riuscì a levargli con delicatezza gli abiti e capì che la spalla era stata appena sfiorata da una pallottola. - Non è niente - gli disse. - Un semplice graffio! Con due o tre medicazioni, caro collega, non si vedrà più niente! - Ma quali medicazioni?... - domandò Harry Blount. - Quelle che vi farò io! - Siete dunque un po' medico? - Ogni francese è un po' medico! E con questa affermazione, Alcide Jolivet, strappando in due il suo fazzoletto, ne ridusse una parte in filacce e l'altra in tampone; prese dell'acqua a un pozzo scavato in mezzo al recinto, lavò la ferita, che per fortuna non era grave, e dispose con molta abilità il lino bagnato sulla spalla di Harry Blount. - Vi faccio un trattamento con acqua - gli disse. - Questo liquido rimane ancora il sedativo più efficace che si conosca per la cura delle ferite, ed è ora quello più in voga. I medici hanno impiegato seimila anni a scoprirlo. Certo! seimila anni tondi. - Vi ringrazio, signor Jolivet - rispose Harry Blount, distendendosi

 

.Ma quel tizio non si trova all'accampamento. La Siberia ora è tagliata in due. io non ho nessuna intenzione di rimanere per sempre prigioniero dei Tartari.No. e che sarebbe desolata se vi turbasse il sonno. Egli sa che non si deve scherzare con il diritto delle genti.Sì. siamo neutrali.gridò Alcide Jolivet. che. .sentenziò Harry Blount. almeno. .Quello è un birbante! .fece osservare Harry Blount.Oh! non parliamo di politica! . è che sono francesi! Non parliamo più di queste cose..rispose Harry Blount. . . .pensate che i nostri ultimi dispacci abbiano passato la frontiera russa? . Ma Harry Blount non aveva nessuna voglia di tacere. e certamente l'esercito di Feofar attende soltanto lui per marciare verso Ir uts . e la Siberia non gli sfuggirà dalle mani. Se la ferita richiedeva per prudenza il riposo.Certamente! Noi non siamo belligeranti.Fuggiremo alla prossima occasione? .Neppure io. che non era esente da una certa gelosia "inglese" nei confronti delle pretese russe nell'Asia centrale. e non ha nessun interesse a tenerci prigionieri. . . perdiana! . . Soltanto che.rispose l'inglese. .Signor Jolivet. .Signor Jolivet.gli domandò . ..Che sembrano mettersi su una cattiva strada per il momento. ... Deve raggiungere l'emiro..Parliamo allora di quello che ci resta da fare .E' proibito dalla Facoltà! Niente di più dannoso per le ferite alla spalla.E perché no? .domandò Harry Blount. ma sono anche bestie. osservando il suo compagno. se volete! Ciò che li redime. se volete darmi retta. tuttavia.Ne conoscete altre? . non mi va molto! .rispose Alcide Jolivet.E una volta liberi. ma questo birbante è russo. lui non capirebbe . non s'inquieta certo per una invasione di barbari. se non vi sono altre vie per recuperare la libertà.Ebbene. vi assicuro che la mia felice cugina sa che cosa pensare circa i fatti di Kolivan! . A quest'ora.Non lo so. . Ma via! il governo moscovita è potente. rivolse una domanda diretta al suo collega.E quanti esemplari tira vostra cugina dei vostri dispacci? domandò Harry Blount. ma i francesi?.Una volta liberi. domandare qualcosa a quel tizio. il corrispondente del "Daily Telegraph" non era l'uomo che si scoraggiasse.Io non voglio dormire . di cui avete bisogno.. Il riposo vi è assolutamente necessario. a meno che la politica non serva per addormentarvi! . cosa faremo? . continueremo la nostra campagna e seguiremo i     .Ci verrà.rispose candidamente Harry Blount. . . i francesi sono buoni.su un giaciglio di foglie secche. che il suo compagno gli preparò all'ombra di una betulla. io non ce l'ho visto .Presso quel barbaro di Feofar Khan? .Senza dubbio.ma presso il suo luogotenente Ivan Ogareff.Mia cugina è una persona molto discreta. .La troppa ambizione ha perduto i più grandi imperi! . .Bah! non c'è di che. . al contrario.Ecco! rispose ridendo Alcide Jolivet. per la prima volta.Via. che non ama si parli di lei. .Che penserà vostra cugina degli affari della Russia? .rispose Alcide Jolivet.Senza dubbio. e reclameremo! . Statene certo. Voi fareste altrettanto al mio posto . . non parliamo di niente. burlone! Tutti gli inglesi sono generosi! . o meglio.

decise di evitare i suoi vecchi compagni di viaggio. Sono fabbricati in lamiera. L'arrivo di Ivan Ogareff poteva evidentemente servire a questi due. Andiamo. questi uomini! E mentre Harry Blount riposava. forma il piatto comune dei Kirghisi. Quanto sarebbe durato questo stato di cose? Feofar Khan. Due volte ogni ventiquattro ore ricevevano poche trippe di capra arrostite sulla brace. tanto temuto da Michele Strogoff. Si comportò dunque in maniera di non essere visto da loro. ciascuno dal canto suo. il quale altrimenti avrebbe certamente trattato i due giornalisti come semplici spie. rullarono i tamburi. Ivan Ogareff. deciso d'altronde a condividerle col suo collega. o qualche pezzo di formaggio chiamato " rut". una volta riconosciuta la loro qualifica di corrispondenti esteri. niente di più probabile che fossero messi in libertà. Gli sventurati. chiamato " umis". e per questa nuova ragione. Si produssero grandi perturbazioni atmosferiche. aggiunta a molte altre. dopo avere preso il suo taccuino. e i prigionieri stessi dovettero sotterrarne i cadaveri. Alcide Jolivet vegliò presso di lui. Occorre inoltre aggiungere che il tempo si guastò. Non bisogna abbandonare l'impresa. faceva il suo ingresso all'accampamento tartaro. Prestarono i servizi che potevano. e con i loro consigli. andiamo! E poi sottovoce: . Alcide Jolivet e Michele Strogoff si prodigarono. Il cibo che veniva loro fornito era appena sufficiente. collega. Il luogotenente dell'emiro avrebbe saputo far intendere la ragione a Feofar. ai quali i guardiani non volevano neppur dar sepoltura. donne. ciò che Michele Strogoff temeva soprattutto era precisamente l'oggetto dei più vivi desideri dei due giornalisti. L'interesse di Alcide Jolivet e di Harry Blount era dunque contrario all'interesse di Michele Strogoff. bambini morirono. Alcuni feriti. L'avvenimento tanto desiderato da Alcide Jolivet e da Harry Blount. che si risolsero in burrasche accompagnate da pioggia. soddisfatto dei suoi primi successi. che riempì di annotazioni. I prigionieri non sentirono far cenno di togliere l'accampamento tartaro. Così. mentre io non ho ancora ricevuto nulla al servizio di mia cugina. eccolo che si addormenta! Qualche ora di sonno e qualche compressa di acqua fresca: non occorre niente di più per rimettere in piedi un inglese. dovettero sopportare queste intemperie perniciose. per la maggiore soddisfazione dei lettori del "Daily Telegraph". crepitò la fucileria. Erano rigorosamente sorvegliati. Questi aveva ben capito la situazione. avrebbe dunque atteso qualche tempo prima di marciare su Ir uts ? Si poteva pensarlo. dunque. Meno provati degli altri.Tartari. Voi. seguito da parecchie migliaia di uomini. durante i quali non accadde niente di nuovo. con le loro cure. E questo era tutto. e non erano più gelosi l'uno dell'altro. essi potevano meglio resistere. senza alcun riparo. che diavolo! Siamo appena all'inizio. Passarono quattro giorni.Bene. avete avuto l'occasione di essere ferito al servizio del "Daily Telegraph". fino al momento in cui gli avvenimenti ci consentiranno di passare nel campo opposto. Durante queste dure prove. Gli avvenimenti li avevano riuniti. Sarebbe stato loro impossibile attraversare il cordone di fanti e cavalieri che li sorvegliavano notte e giorno. Un'immensa nube di polvere si alzava dalla strada di Kolivan. robusti. perché. sani.         . si resero utili a coloro che soffrivano e si disperavano. successe nella mattina del 12 agosto. fabbricato con latte agro di pecora e che. ma non capitò nulla. Quel giorno squillarono le trombe. mescolato con latte di giumenta. e alla loro miseria non fu dato nessun sollievo.

nel governatorato di Niznij Novgorod. di arrivare a Toms . Tutta questa gente viveva a spese del paese attraversato e lasciava dietro di se poche cose da saccheggiare. sicché dovettero restare agli avamposti. Questi cavalieri e questi fanti facevano parte della colonna che si era impadronita di Oms . anima dannata di Ivan Ogareff. familiare ai capi tartari? Era un segreto del capriccioso emiro. Ivan Ogareff aveva rapidamente raggiunto Iscim. non volendo ritardare le operazioni che avrebbero portato alla conquista della Siberia orientale. Non ebbero l'ordine di bivaccare. Tra gli zingari. non offriva più alcuna risorsa. non abbandonò il suo padrone. Era un deserto quello che i Tartari si lasciavano dietro le spalle. I soldati di Ivan Ogareff si fermarono agli avamposti dell'accampamento.             . naturalmente destinata a diventare il centro delle operazioni future. se non altro per assicurare il vettovagliamento delle colonne di spedizione. e i Russi non l'avrebbero attraversato senza difficoltà. senza riparo. C'era anche Sangarre. tutti e due. s'era deciso a proseguire. Ivan Ogareff. figurava la compagnia zigana che aveva accompagnato Michele Strogoff fino a Perm. UN ATTEGGIAMENTO DI ALCIDE JOLIVET. Questi infelici non furono condotti nel recinto. Li abbiamo visti.come ricordiamo . che ordivano i loro intrighi persino in Russia. Il progetto del loro capo era indubbiamente di non fermarsi. città importante. nel minor tempo possibile. nella quale . già troppo piccolo per coloro che vi erano rinchiusi. ma di proseguire e. Questo corpo d'armata non era venuto da Oms e da Kolivan senza tirarsi dietro il codazzo di mendicanti. Assieme ai suoi soldati. di ladruncoli. ingrossate lungo la strada dai vincitori di Kolivan. completamente devastata. Dopo la traversata dell'Ural. Quale sorte Feofar Khan riservava a questi sventurati? Li avrebbe internati a Toms .il governatore e la guarnigione avevano cercato rifugio. Perciò era necessario portarsi avanti. s'erano separati solo per qualche giorno. catturati a Oms e Kolivan. non avendo potuto sottomettere la città alta.2. Ivan Ogareff conduceva un convoglio di prigionieri russi e siberiani. accorsi dalle province dell'ovest. oppure decimati con qualche sanguinosa esecuzione. Poi. Questa spia straniera. Ivan Ogareff conduceva all'emiro un intero corpo d'armata. di zingari che formano abitualmente la retroguardia d'un esercito in marcia. di mercanti. Tutta la regione compresa entro i corsi dell'Iscim e dell'Ob. quasi senza cibo. mandando avanti le sue orde. veniva a congiungersi con l'esercito di Feofar. Egli aveva dunque lasciato una guarnigione sufficiente a Oms .

compromessa in altri tempi in una impresa losca molto grave. indossava ancora una uniforme di ufficiale russo. cercando di sentirla pronunciare la parola «figlio». il capo supremo dell'artiglieria tartara e il capo delle scuderie dell'emiro. I grandi occhi neri di Sangarre si illuminarono d'un bagliore         . Dopo il suo arrivo a Oms . le era nota. Quando furono arrivati alla sua presenza.mentre Sangarre e la sua compagnia si dirigevano verso Oms attraverso la parte meridionale della provincia. da cui traeva grande profitto. s'erano portati all'ingresso dell'accampamento per ricevere Ivan Ogareff. senza famiglia. ella aggiungeva un'energia primitiva. Era una selvaggia degna di condividere il "wigwam" (1) di un apache o la capanna di un andamanese. ma. Ma l'ora in cui Ivan Ogareff voleva far parlare la vecchia siberiana non era ancora venuta. La circostanza che aveva portato di fronte Michele e Marfa Strogoff. Sangarre non si era più allontanata da Ivan Ogareff. Un istinto inspiegabile. Sangarre doveva attendere. passando tra i cavalieri della scorta. ella penetrava in tutti i luoghi. Sangarre lo eseguiva. al primo squillo delle trombe.Si avvicina l'ora in cui costringerai la vecchia a parlare? . relativi al passaggio del corriere dello zar. senza patria. .. I timori di Ivan Ogareff. Sangarre. era stata salvata dall'ufficiale russo. aveva compreso quali vantaggi poteva trarre da questa donna.Niente.Sii paziente.. . e lei sarebbe stata una donna capace di torturarla con tutta la raffinatezza d'un Pellerossa. ascoltando e riferendo tutto. Ivan Ogareff. imperturbabile come sempre. al quale s'era unita fin dai primi tempi del suo esilio in Siberia. . dove lo aveva raggiunto con le sue zingare. osservandola giorno e notte. Marfa Strogoff era prigioniera. Alla prodigiosa astuzia naturale della sua razza. . Con le sue zigane. Qualunque ordine le desse. Ivan Ogareff era tenuto al corrente di ciò che avveniva fino al centro delle province invase. Sangarre s'era compiaciuta di mettere la sua vita vagabonda al servizio degli invasori.E noi ci arriveremo?. Ivan Ogareff. ma fino allora era stata delusa dalla inalterabile impassibilità di Marfa Strogoff. gli resero i più grandi onori e l'invitarono ad accompagnarli alla tenda di Feofar Khan. . diventato traditore. l'aveva spinta a farsi schiava del traditore. sempre all'erta per la sua causa.Quando saremo a Toms . gli si avvicinò e rimase immobile. anima e corpo. Non aveva dimenticato quanto gli doveva e si era venduta a lui. . tutte le sue parole. e attendeva.Entro tre giorni. Frattanto.domandò Ivan Ogareff. essa li conosceva e li condivideva. Erano cento occhi. senza perdere di vista colei che spiava a sua insaputa. Si comprenderà facilmente quale aiuto questa donna portava a Ivan Ogareff.Si avvicina. Era vestito con semplicità. che Ivan Ogareff spingeva attraverso la Siberia. Mentre allentava la briglia al cavallo per varcare la cinta dell'accampamento. rispose freddamente alle deferenze degli alti funzionari inviati ad incontrarlo. ancora più imperioso di quello della riconoscenza. Confidente e complice. . controllandone i minimi gesti. Sangarre. che non conosceva né il perdono né la pietà. seguiti da una splendida scorta di cavalieri usbe i.Niente? . per una specie di sfacciata braveria. cento orecchie.A quando l'interrogatorio? . al fine di strapparle il suo segreto. Egli del resto pagava lautamente questo spionaggio. Sangarre.

Le orde irghise si sono sollevate al grido di Feofar Khan.Il mio consiglio . .Camminare con il sole rispose Ivan Ogareff significa lanciarsi verso l'Europa. . viene data a Buchara la qualifica di emiro.rispose Ogareff. ma Feofar si levò dal suo ricco divano. . dove tramonta. gli disse: . né a oriente né a occidente rispose Ivan Ogareff. Poi Feofar Khan. cotta a maglie d'oro e d'argento. i grandi dignitari rimasero seduti sui loro cuscini ricamati in oro. . Feofar Khan attendeva il luogotenente. prima che l'esercito russo possa venire in aiuto.ecco ciò che devo dirti. Feofar presentava l'aspetto più esotico che imponente. quanto verso l'occidente. dove sorge il sole. il quale ascoltava senza che il suo volto tradisse nessuno dei suoi pensieri.rispose prontamente Ivan Ogareff è di marciare incontro al sole. assieme a Ir uts .sinistro. entrò. Nella sua uniforme da guerra. . Le truppe dello zar sono state annientate a Kolivan. non c'è tempo per le parole inutili. Questo bacio faceva del luogotenente il capo del consiglio. Ivan.E se vado incontro alla fiaccola del cielo? . e lo poneva temporaneamente al di sopra del " hogia".Io non t'interrogo. sul cui significato non ci si poteva ingannare. aveva preso posto sotto la tenda. di un Sardanapàlo (2) tartaro: sovrano indiscusso che dispone a suo piacere della vita e dei beni dei suoi sudditi. seguito dal suo stato maggiore di ufficiali tartari. L'emiro si avvicinò a Ivan Ogareff e gli diede un bacio. del " hogia" e di alcuni alti funzionari. designando con quel titolo esotico l'imperatore di Russia. . . parla. composto del portatore del sigillo reale. e al quale. Tu troverai qui soltanto delle orecchie pronte ad ascoltarti. da Tobols fino alle montagne dell'Ural. Ivan Ogareff smontò da cavallo. Ir uts o Tobols saranno cadute in tuo potere. e i cavalieri turcomanni abbeverano i cavalli nelle loro acque divenute tartare. le più ricche contrade dell'Asia centrale. per speciale privilegio. col viso molto pallido. che occupava il fondo della tenda e lo accolse in piedi sullo stesso tappeto di Buchara che ricopriva tutto il suolo.disse Feofar Khan."Ta hsir". dare l'erba delle steppe orientali in                         . e la più importante strada siberiana ti appartiene da Iscim fino a Toms . si diresse verso la tenda dell'emiro. rivolgendosi a Ivan Ogareff.E se io cammino con il sole? . . Nel momento in cui Ivan Ogareff entrò. stivali muniti di speroni d'oro. La barba nera e ricciuta scendeva sul petto. fodero della sciabola curvo come un "yatagan" e tempestato di gemme preziose. dopo alcuni istanti di silenzio. cinturone scintillante di pietre preziose. Ivan Ogareff si esprimeva in tartaro. elmo ornato da una corona di diamanti dalle mille sfaccettature. l'aspetto feroce. e si trovò di fronte all'emiro.Quando l'invasione è improvvisa. Il consiglio. gli occhi cattivi.Significa sottomettere alla dominazione tartara. Ciò che ho fatto alla testa delle tue truppe. come lo saranno dovunque i tuoi guerrieri combatteranno contro gli inetti soldati dell'Occidente. . .domandò l'emiro. Le linee dell'Iscim e dell'Irtis sono ora nelle nostre mani.Tu non avrai nulla da temere. Ivan Ogareff spronò il cavallo e. tu lo sai. ed ella si ritirò con passo sicuro. la cui potenza è senza limiti. Feofar Khan era un uomo sulla quarantina."Ta hsir" (3) .E quale consiglio t'ispira la tua dedizione alla causa tartara? domandò l'emiro. significa conquistare rapidamente le province siberiane. alto di statura. Tu puoi dunque spingere le tue colonne tanto verso l'oriente. e dava alle sue frasi la tornitura enfatica che distingue il modo di parlare degli orientali.E gli eserciti del sultano di Pietroburgo? . .

il granduca suo fratello cada nelle tue mani. Mi renderete un servizio. fintanto che lo zar è lontano.Quali sono i tuoi ordini. nella parte del campo riservata ai prigionieri. Ivan Ogareff s'inchinò e. Per la verità essi erano stati presenti a quella scena nel cambio di posta di Iscim.Esponete la nostra situazione. si ritirò per far eseguire gli ordini dell'emiro. . non avevano raggiunto i due prigionieri. che gli erano assolutamente sconosciuti. Lo si sarebbe creduto. . che i soldati non riuscivano a trattenere. Impadronendosi del granduca. nella quale Michele Strogoff fu colpito da Ivan Ogareff. la capitale delle province dell'est e insieme con essa l'ostaggio il cui possesso vale tutta una regione. "Ta hsir"? . il tentativo di fuga. ma la loro esecuzione sarebbe stata questione di minuti. seguito dall'"husc-beghi". il celebre ribelle cosacco che devastò la Russia meridionale nel diciassettesimo secolo.rispose Feofar. si levò un tumulto a poca distanza. quando Ivan Ogareff disse alcune parole che arrestarono la sciabola già levata su di loro. Erano Harry Blount e Alcide Jolivet. per ritornare agli avamposti. signori? . Questo colonnello russo in mezzo a un accampamento tartaro mi disgusta e. Alcide Jolivet ostentò la più completa e altezzosa indifferenza. Questo era lo scopo supremo perseguito da Ivan Ogareff. inglese e francese rispose laconicamente Harry Blount. diede un segnale che era un ordine di morte e la testa dei due prigionieri sarebbe rotolata a terra. due uomini. Comprese Ivan Ogareff quanto l'atteggiamento del prigioniero aveva d'insultante per lui? Egli comunque non lasciò trasparire nulla. se non fosse intervenuto il luogotenente dell'emiro. a sentirlo. che veniva represso in modo sommario? Ivan Ogareff e 1'"husc-beghi" avanzarono di qualche passo e. al contrario. Blount. Inoltre. sebbene per grazia sua io abbia ancora la testa sulle spalle. il nostro quartier generale sarà trasportato a Toms . i miei occhi si rifiuterebbero con disprezzo di guardarlo in faccia! E detto questo.Così sarà fatto. uno di quei crudeli discendenti di Stepan Razin (4). senza prendere informazioni. ma il rozzo viaggiatore non aveva prestato attenzione alle persone riunite in quel momento nella sala comune.Oggi stesso. L'"husc-beghi". per fortuna. Bisogna che. Questi osservò per qualche istante i prigionieri. Il russo aveva riconosciuto che quei due prigionieri erano stranieri. Harry Blount e Alcide Jolivet. quasi subito. Si sentirono delle grida e le scariche di due o tre colpi di fucile.             . comparvero davanti a loro.domandò in russo. sarebbe stata la piena soddisfazione concessa al suo odio. Ne era seguito un tafferuglio. Nel momento in cui egli stava montando a cavallo. e questi a mezza voce disse: .Guarda! Pare che il colonnello Ogareff e il volgare personaggio di Iscim siano la stessa persona! Poi aggiunse all'orecchio del suo compagno: . I soldati avevano rifiutato. Quando Ivan Ogareff era giunto all'accampamento. con tono molto freddo. la presa di Ir uts avrebbe fatto immediatamente passare tutta la Siberia orientale sotto la dominazione tartara.Due corrispondenti di giornali. lo riconobbero perfettamente. essi avevano chiesto di essere condotti alla sua presenza. prendere Ir uts . colpirlo senza pietà. Ivan . . ma privo della rudezza abituale.pascolo ai cavalli turcomanni. . i colpi di fucile che. Era un tentativo di rivolta o di evasione. e diede ordine che fossero condotti alla sua presenza.Chi siete.

e ciò avrebbe reso difficile l'esecuzione dei suoi progetti. non pensavano più a separarsi. Harry Blount non poteva dimenticare quanto doveva al suo compagno.rispose sorridendo Alcide Jolivet .domandò Harry Blount. tutto sommato. caro collega. Si compiva il più vivo desiderio di Michele Strogoff. signori . La sua     . Ivan Ogareff prese le lettere che gli porgeva Harry Blount.che l'"husc-beghi" ha compiuto un gran bel gesto. caro Blount! Non bisogna tartarizzarsi troppo! La parte migliore tocca ancora a coloro che hanno armi per civilizzare. avrebbe ora attirato l'attenzione sopra di sé. .Noi chiediamo di essere liberi. . Se il caso avesse portato il corriere dello zar alla presenza di Ivan Ogareff.rispose Ivan Ogareff . partì alla testa della sua scorta e ben presto scomparve in una nuvola di polvere. Le meschine questioni di rivalità erano cadute per sempre. .Voi lo siete. ma i Russi sapranno ben respingerla. . quando ha dato ordine di tagliarci la testa! Comunque sia e qualunque fosse il motivo che indusse Ivan Ogareff ad agire così verso i due giornalisti.Voi chiedete l'autorizzazione di seguire le nostre operazioni militari in Siberia? . .. che spero molto vicino.Penso. Harry Blount si rivolse al suo compagno. che parve approvare in tutto la risposta.e sarei curioso di leggere le vostre cronache sul "Daily Telegraph".Giusto. perdiana! rispose Alcide Jolivet e andare tranquillamente a Toms a vedere che cosa vi capita. questi avrebbe sicuramente riconosciuto in lui il viaggiatore ch'egli aveva così brutalmente trattato al cambio di Iscim. generale in capo delle truppe tartare? . in cui potremo raggiungere qualche battaglione russo? . Tuttavia. . e sebbene Michele Strogoff non avesse risposto all'insulto come avrebbe fatto in altre circostanze.domandò Harry Blount . Questo era il lato spiacevole della presenza di Ivan Ogareff.E ora . Riavvicinati dalle circostanze. Il suo arrivo tuttavia ebbe una conseguenza buona.Avete senza dubbio i documenti che vi permettono di comprovare la vostra identità? . ed è evidente che i popoli dell'Asia centrale avrebbero tutto da perdere e assolutamente nulla da guadagnare da questa invasione. Ivan Ogareff non mosse ciglio. Detto questo. . Perciò la loro intenzione era di non abbandonare la partita.cosa faremo della nostra libertà? .Signore. più le spese postali.Usarne. E' solo questione di tempo. e le lesse con attenzione. Poi disse: .In attesa del momento. il quale da parte sua non faceva nulla per ricordarsene.Ecco le lettere che ci accreditano in Russia presso le cancellerie inglese e francese.replicò Harry Blount con la flemma più sconcertante il giornale costa sei "pence" al numero. questi erano liberi e potevano percorrere a loro piacimento il teatro della guerra. era al contrario un grave pericolo per Michele Strogoff. Quella specie di antipatia che provavano in passato l'uno verso l'altro aveva ceduto il posto ad una amicizia sincera. signor Jolivet.Ebbene. quell'arrivo di Ivan Ogareff che aveva reso la libertà ad Alcide Jolivet e a Harry Blount. . inforcando il suo cavallo. questo ravvicinamento facilitava le operazioni di corrispondenza e doveva tornare a vantaggio dei loro lettori. cosa pensate del colonnello Ivan Ogareff. nient'altro . e fu l'ordine di levare l'accampamento il giorno stesso e di trasportare a Toms il quartier generale.rispose secco il corrispondente inglese.

cioè senza rischiare di cadere nelle mani degli esploratori che formicolavano nei dintorni di quella importante città. con una temperatura molto elevata e sotto un cielo senza nubi. sembrava essersi imposto il compito di vegliare su di lei. era. fatta per comprenderla e per assisterla. poiché avrò in poche ore oltrepassato i posti tartari più avanzati verso est. erano già sulla strada di Toms . rendere alla madre le premure che ella aveva ricevuto dal figlio. esacerbati dalle sofferenze. dovevano compiere un viaggio di tre giorni attraverso la steppa. Alcide Jolivet e Harry Blount.aveva potuto così. ma la fanciulla si trovava sempre dov'era la vecchia. La distanza dall'accampamento alla città era di centocinquanta verste. più strettamente sorvegliata di tutte le altre. egli dovette domandarsi se non gli convenisse rinunciare al primo progetto di tentare la fuga durante il viaggio. l'evidente sincerità dello sguardo di questa fanciulla. c'era una vecchia che per la sua stessa riservatezza taciturna sembrava tenersi isolata da tutte le altre donne che condividevano la sua sorte. che erano provvisti di tutto. dove la logica degli avvenimenti avrebbe riunito i principali personaggi di questa storia. Malgrado la sua età. in testa ad alcune migliaia di cavalieri. «Aspetterò . Dalle sue labbra non usciva un lamento. senza ricevere nessun sollievo ai suoi dolori. ma difficile per quegli sventurati. Le probabilità sfavorevoli sono molte prima di Toms . mentre dopo aumenteranno quelle favorevoli. Tuttavia. e nel timore di essere da lui riconosciuto. avendo acquistato due cavalli. Infatti i prigionieri. Tra le sue compagne di sventura. e Dio mi aiuti!». lo sappiamo. in seguito all'arrivo di Ivan Ogareff.intenzione.disse tra sé. La sua istintiva bontà l'aveva doppiamente bene ispirata. Più d'un cadavere avrebbe segnato questo tratto della strada siberiana! Alle due pomeridiane di quel 12 agosto. Tuttavia. una fanciulla di notevole bellezza e di una impassibilità che non era inferiore a quella della siberiana. . Nadia assicurava alla propria giovinezza e alla propria bellezza la saggia protezione della vecchia prigioniera.era infatti lei . quando il suo aiuto poteva esserle utile. Questa donna. il suo riserbo e la misteriosa simpatia che si era stabilita per una comunanza di dolori tra compagne di sventura.a meno che non si presenti qualche eccezionale occasione di fuga. quando apprese che Feofar Khan e Ivan Ogareff erano già partiti alla volta della città. caritatevole. Michele Strogoff avrebbe certamente abbracciato questo secondo partito. senza conoscerla. Nadia . questa silenziosa coppia di donne. Dedicandosi al suo servizio. Le due prigioniere non s'erano scambiate una sola parola. Viaggio facile per i soldati dell'emiro. sempre seria. Nel numero di prigionieri condotti da Ivan Ogareff all'accampamento tartaro. di cui l'una sembrava la nonna. aveva dovuto seguire a piedi il convoglio dei prigionieri. confuso con gli altri prigionieri. Questa dapprima aveva accettato con diffidenza le silenziose premure della sconosciuta. Tuttavia. il "topci-basci" diede l'ordine della partenza. In mezzo a quella folla di sventurati. sotto la sorveglianza della zingara Sangarre. a poco a poco.       . Ancora tre giorni di pazienza. sotto la sorveglianza d'un grosso distaccamento di tartari. indeboliti dalle privazioni. avevano trionfato sulla freddezza altera di Marfa Strogoff. un disegno provvidenziale aveva posto al suo fianco una creatura coraggiosa. senza che mostrasse di preoccuparsene. era di raggiungere Toms . Si sarebbe detto che era la statua del dolore.

avesse lei potuto portare a termine la missione interrotta di quel fratello.. Allontanata forse per sempre da suo padre. Le tornava alla memoria la scena dell'affronto così stranamente subito al cambio di Iscim. Marfa Strogoff riuscì a seguire i soldati che sospingevano quel convoglio di prigionieri senza venir legata all'arcione di una sella. Assorta in questi pensieri. per quanto donna. per conseguenza. separata dall'intrepido compagno che Dio stesso sembrava averle posto lungo il cammino per condurla alla meta. Fu dunque una simpatia istintiva per quella parte di infelicità che Marfa Strogoff non lasciava trasparire. e in tal modo compirono quel viaggio penoso tanto per l'una che per l'altra. il caso l'aveva unita a Marfa Strogoff. si comprende come Nadia fosse rimasta insensibile persino ai dolori della sua prigionia. certamente spinto da un nobile motivo. Come avrebbe potuto immaginare che quella vecchia. dopo essere stata rapita dagli esploratori tartari sulle barche dell'Irtis. rivolgendosi a Dio. figlia mia. ucciso sotto i suoi occhi da un colpo di lancia e scomparso nelle acque dell'Irtis. trascinate in quel modo sulla via del dolore.. aveva in un solo istante perduto tutto. se quel giusto.Dio ti ricompensi. Marfa non avrebbe né rifiutato né accettato. . la fanciulla era presente e la sosteneva col suo braccio. che per prima spinse Nadia verso di lei. Nadia avrebbe ceduto sotto il peso della duplice sventura che l'aveva colpita. era stata condotta a Oms . subiva la propria dura condizione. Ecco che cosa pensava Nadia. Grazie alla sua giovane compagna. E in cuor suo la fanciulla. quel disprezzo per le sofferenze corporali. Michele Strogoff le avesse confidato il suo segreto! Se. imponeva a tutti una specie di rispetto. senza che ne avesse il minimo sospetto. Un tale uomo aveva potuto morire così? Per chi Dio serbava i suoi miracoli. di quanto fai per riguardo alla mia   . Se fosse stata meno energica. fosse la madre del suo compagno. dopo tanti sforzi felicemente superati per avvicinarglisi e. essa condivise la sorte di tutti coloro che erano stati catturati dalla colonna di Ivan Ogareff e. prima di morire. Quella stoica indifferenza della vecchia per i dolori materiali della loro vita quotidiana. la sorte di Marfa Strogoff. poiché glielo aveva ritolto così presto!. dal canto suo. Proprio allora. Nadia. per colmo di sventura. il quale per lei era sempre rimasto il mercante Nicola Korpanoff? E. come avrebbe potuto Marfa indovinare che quella fanciulla sconosciuta era unita da un legame di riconoscenza a suo figlio? Ciò che anzitutto impressionò Nadia. fate che sia io! Se almeno. L'immagine di Michele Strogoff. gridava: . ma ne fece dono. Nelle ore della distribuzione del cibo. Lei pertanto non offrì i suoi servigi. non si partiva mai dal suo pensiero. e non si sbagliava. Trattenuta prigioniera nella città. che Dio non avrebbe dovuto darle. la donna non si sarebbe mossa. prigioniera come lei. anzi bambina. Marfa non poteva attingerlo che da un dolore morale uguale al suo.Signore. E quel ricordo le faceva ribollire il sangue. come tante altre sventurate.l'altra la nipote. «Chi vendicherà quel morto che non può far giustizia da sé?» si domandava. Questa maniera di sopportare il male toccava l'animo fiero della fanciulla. era stato così improvvisamente fermato nel suo cammino? Alle volte la collera aveva sopravvento sul dolore. L'interruzione del suo viaggio e la morte di Michele Strogoff l'avevano ad un tempo spinta alla disperazione e alla ribellione. fu di trovare in Marfa Strogoff una specie di conformità segreta nella maniera con cui ognuna. dal canto suo. Nei passaggi difficili della strada. ma Nadia divideva con lei la sua porzione insufficiente.

una madre: egli è stato tutto per me! . sentendo che aveva davanti a sé un anima semplice e fiera. .E molto bello. in questo momento. Un giorno. arrossendo tutta. C'era un segreto. è il giudice! Allora Marfa. la donna e la fanciulla .domandò. in quell'ora di umiliazione. Non aveva fatto nessuna allusione né a suo figlio né al funesto incontro che li aveva portati l'una di fronte all'altro.età! . tuttavia. che tu avevi trovato in lui una sorella oltre che un fratello. intrepido! . .rispose Nadia.esclamò Nadia . Durante questi tre giorni.rispose Nadia. e anche molto brevemente.Tu mi hai detto che era intrepido.Lo ha sopportato! .Era alto? . che niente lo sorprendeva.rispose Nadia abbassando la testa.Sì.Io l'ho ammirato senza comprenderlo! .Sì.Lo ha sopportato? . mossa da una specie di presentimento. Queste parole furono le uniche ad essere scambiate tra le due sventurate.rispose Nadia con tenerezza .Parlami ancora di questo Nicola! Io conosco un solo uomo.Ma tu dici.Tuo figlio! . . un leone! .lui che non mi ha mai ingannata? Intanto.Davvero.tuo figlio! . senza nascondere nulla. . e che egli ha vegliato su di te come una madre? . fremendo. non aveva parlato che di se stessa. non è vero? Parlami.Non l'ho mai sentito più degno di rispetto! La donna tacque un istante. sì! . dal momento del loro incontro. . figliola. ed aveva raccontato.Un fratello. una sorella. almeno schiva d ogni parola inutile.non condannatelo. .Era mio figlio! Ti dico che era mio figlio! gridò la donna abbracciando Nadia. di cui un tale comportamento non mi avrebbe stupita! Nicola Korpanoff.disse. per una circospezione facile a comprendere.disse Nadia.Tu mi hai detto ancora che niente lo arrestava. era veramente questo il suo nome? Ne sei sicura. sollevandosi e fissando Nadia come se avesse voluto leggere fino nel più profondo della sua anima. interessò vivamente la vecchia siberiana. tuttavia. . un segreto di cui Dio solo. il cuore della fanciulla era traboccato. figlia mia! Mi hai dato la prova che lo era stato! .rispose la fanciulla. se non muta.Nicola Korpanoff! .rispose Nadia. tutti gli avvenimenti succedutile dalla sua partenza da Vladimir fino alla morte di Nicola Korpanoff. .E anche un leone per difenderti? . .Sì. . Tutto quanto ella raccontò del suo giovane compagno. tu lo hai disprezzato Nicola Korpanoff? . . .. figlia mia? .Madre! madre! . .E tu.Era molto bello .mormorò Marfa Strogoff.Molto alto.Per quale motivo mi avrebbe ingannata su questo punto rispose Nadia.le disse una volta Marfa Strogoff. disse: . . un leone e un eroe! "Figlio mio.così almeno sembravano avrebbero dovuto confidarsi vicendevolmente la loro situazione. uno solo tra tutti i giovani di questa età. "Proprio così sarebbe stato mio figlio" ripeteva a se stessa Marfa Strogoff. Ma Marfa Strogoff. . figlio mio!" pensava la vecchia siberiana. Marfa Strogoff faceva a Nadia domande su domande.disse. Poi riprendeva: . che egli era dolce nella sua stessa forza. che a loro sembrarono lunghi come secoli. . ch'egli ha sopportato un terribile affronto in quella casa di posta di Iscim? . Anche Nadia rimase per molto tempo.

Nota 1. Re assiro. Nadia! Tu mi hai raccontato la storia di mio figlio! disse la donna. ma devo anche aggiungere che. qualche dispaccio importante da portare attraverso la contrada invasa.Di dovere. Corrisponde all'appellativo di «sire». ripagare Nadia di tutta la sua dedizione per lei. aveva una madre! Non ti ha mai parlato di sua madre? .No? . dato ai sultani di Buchara. tutto ciò che io stessa non so. «Ah! mio buon figliolo! . Tenda degli Indiani (Nota del Traduttore).Mi ha parlato di sua madre. una questione di dovere e di onore. a causa di motivi che per lui erano importantissimi.. in presenza dei testimoni del loro incontro. non ti domando nulla . . come io gli ho parlato di mio padre. Nadia. famoso per il lusso di cui si circondava e per la mollezza della vita: dicesi di chi viva mollemente e fastosamente (Nota del Traduttore) Nota 3.Non doveva dunque vederla.. con una parola. figlia mia! spera! Fa' come faccio io Il lutto che io porto non è ancora il lutto per mio figlio. questa luce io non posso infonderla nel tuo. poiché egli non te l'ha rivelato.. passando per Oms . non doveva vederla. ho creduto di comprendere che Nicola Korpanoff doveva attraversare il paese nel più assoluto segreto. sempre! Sua madre. la propria vecchia madre! Tutto ciò che non sai.No . Era per lui una questione di vita o di morte.       .pensò Marfa Strogoff.Spera. e che io non conosco. io non posso rendertelo! . Avrebbe potuto svelarle che il suo compagno. e forse colui che ti chiamava sorella non è morto! Dio non può permettere che il tuo buon compagno sia perito!.esclamò Marfa. .uno di quei doveri ai quali si sacrifica tutto e per il cui compimento si rinuncia a tutto.va' fino in fondo. non era morto nelle acque dell'Irtis. anche alla gioia di abbracciare. E aggiunse con impeto: . il tuo amico. Nota 2. nell'albergo di Oms . lei gli aveva parlato!.riprese Marfa . Tu vedrai tuo padre. bisogna che io lo custodisca. di dovere imperioso! . bambina mia! Il tuo compagno.esclamò Nadia.Di sua madre? . e che una missione segreta. anche l'inspiegabile condotta di suo figlio a suo riguardo. e le torture non mi strapperanno mai la confessione che sei proprio tu quello che ho visto a Oms !» Marfa Strogoff avrebbe potuto. Nadia. NOTE. Nadia! Il bene che tu mi hai fatto. il tuo protettore. lo capisco ora.Madre. o meglio Michele Strogoff. tacque e si accontentò di dire: .Te l'ho detto.No! io non ti tradirò.Nadia.confermò la vecchia siberiana . .Tu hai osato dirmi di no? . spesso. . Spera. o meglio ancora.. bambina mia! La sventura non si accanirà per sempre contro di te. Tu mi hai fatto capire tutto! Ma la luce che tu hai diffuso nelle più profonde tenebre del mio cuore.Prosegui! . . questa madre che tu dici ch'egli amava? . poiché soltanto pochi giorni dopo l'incidente che le aveva raccontato. l'obbligasse a celare la sua qualifica di corriere dello zar. infatti. egli l'adorava! .no.rispose Nadia . Il segreto di mio figlio. ne ho il presentimento.. Nicola Korpanoff. Tutto s'era così spiegato per la vecchia siberiana. tutto. Non c'era più dubbio che il compagno della fanciulla fosse stato Michele Strogoff. Perdonami. forse per l'ultima volta. Ma ella si contenne.rispose Nadia.

I cavalieri che li scortavano. catturato a Kolivan. risultò mortale per molti. venne condannato a morte e squartato. Si marciava attraverso la steppa. li obbligavano a mantenere un determinato ordine. militari o civili. che seguivano in coda. e ringraziava Dio di averle concesso la gioia di poter sostituire con quella prigioniera il figlio che aveva perduto. COLPO PER COLPO. compiuto in quelle condizioni. considerati più pericolosi. e spietatamente trascinati sulla strada! Erano sospinti come un branco umano. come le due donne non potevano sospettare la presenza di lui. terribile per tutti. detto Sten a. capeggiò la rivolta dei contadini della Russia sud-orientale impadronendosi di diverse città. Non poteva dunque sospettare che in quel convoglio ci fossero anche sua madre e Nadia. e non c'erano ritardatari se non quelli che cadevano per non più rialzarsi. Ma ciò che né l'una né l'altra poteva sapere. ella sapeva almeno che cosa egli era per colei che ora la chiamava madre. Razin Stepan Timofeevic. Tale disposizione del convoglio faceva sì che. legati o sospesi al pomo delle selle. Michele Strogoff. Tra i prigionieri ce n'erano di quelli che. Nel 1667 fondò una banda con cui si diede a predare lungo le vie commerciali con la Persia. erano alcune migliaia e formavano una colonna che si allungava per parecchie verste. La vecchia siberiana aveva capito tutto. faceva parte dello stesso convoglio e che assieme a loro veniva condotto a Toms . compreso nelle prime file di quelli che erano partiti dall'accampamento tartaro. era che Michele Strogoff. La sua memoria è conservata in moltissimi canti popolari russi (Nota del Traduttore). Tale era adesso la situazione di Marfa Strogoff e di Nadia nei loro reciproci confronti. erano stati assicurati con manette a una lunga catena. e se la fanciulla ignorava che il suo compagno dolorosamente rimpianto viveva ancora. I prigionieri condotti da Ivan Ogareff erano stati uniti a quelli che l'emiro già teneva nell'accampamento tartaro. cioè tra i prigionieri di Kolivan. Quegli sventurati. C'erano anche donne e bambini. 3. non potesse procedere accanto ai prigionieri venuti da Oms .Nota 4. Russi o Siberiani. su una strada resa ancor più polverosa dal passaggio dell'emiro e della sua           . sotto la frusta dei soldati. Sconfitto in battaglia presso Simbirs e fatto prigioniero. Questo viaggio dall'accampamento a Toms .

perché ne sarebbe andata di mezzo la loro testa. che fosse discesa dalle province del nord. Ora. perché non c'è acqua. Le fermate erano brevi e rare. Come Nadia era sempre presente. Diverse centinaia morirono nella steppa. fino ai piedi del contrafforte che fa da spartiacque tra i bacini dell'Ob e del Jenisej. come quegli insetti nocivi che formicolavano sulla superficie del suolo dopo una pioggia torrenziale. la grande strada siberiana non costeggiava le rive del Tom. la fuga in quelle condizioni sarebbe stata estremamente difficile. Finalmente. L'acqua sarebbe stata abbondante laggiù. poteva favorire la fuga di qualche audace o di qualche disperato. furono imbozzate sul Tom e formarono una barriera di ostacoli ch'era impossibile superare. prestava ai compagni di sventura più deboli di lui tutti i servizi che gli erano consentiti dalla sua situazione. sosteneva gli altri. perché l'emiro poteva sempre temere d'essere attaccato ai fianchi e tagliato in due da qualche colonna russa. che passa a Toms prima di immettere le sue acque in una delle grandi arterie del nord. si prodigava. sarebbe stato necessario portarsi a una cinquantina di verste verso est. appoggiata alle prime case della borgata. In quel punto la strada raggiungeva il corso del Tom. adesso ben preciso. il convoglio raggiunse la piccola borgata di Zabediero. sfibrati da quella marcia penosa. Vedendo le numerose pattuglie che battevano la pianura ai fianchi del convoglio. Non c'è coltivazione. orientati da nord a sud. andava e veniva fino a quando la lancia di un cavaliere l'obbligava a riprendere il suo posto nel gruppo che gli era stato assegnato. Incoraggiava gli uni. verso sera. Alcune barche. spinti dall'inverno. se non addirittura impossibile. Il primo impulso dei prigionieri sarebbe stato di precipitarsi nelle acque del fiume.           . e i loro cadaveri vi sarebbero rimasti fino a quando i lupi. per quanto rapidamente fossero percorse. I cavalieri tartari pullulavano. almeno nel tratto compreso tra Kolivan e una piccola borgata chiamata Zabediero. il 15 agosto. di raggiungere Toms per la via più breve. era sorvegliata da un cordone di sentinelle a cui non sfuggiva nessuno. è sterile. e talvolta sembrava che sbucassero dalla terra. Appena qualche cespuglio stentato e arido rompe qua e là la monotonia dell'immensa pianura. così Michele Strogoff.avanguardia. requisite a Zabediero. Le centocinquanta verste da percorrere sotto un sole cocente. S'era fissato nell'idea di andare fino a Toms «a spese dell'emiro» e. C'era ordine di fare presto. era di non gettarsi nella steppa se non quando questa fosse sicura per lui. tutto sommato. la steppa meno arida. ne avrebbero divorato gli ultimi resti. E' inutile soffermarsi sulle sofferenze di tanti sventurati prigionieri. Perché non tentava di fuggire? Perché il suo progetto. a volte a nord. pronta a soccorrere la vecchia siberiana. dovevano sembrare interminabili! La contrada che si estende dalla sponda destra dell'Ob fino alla base dei contrafforti staccantisi dai monti Sajans . sicché furono prese le più severe misure di vigilanza. libero nei suoi movimenti. e bisognava seguire la grande strada siberiana. piccolo affluente dell'Ob. Inoltre. a volte a sud. aveva ragione. e fu appunto l'acqua che mancò più di ogni altra cosa ai prigionieri. I soldati della scorta spiegavano una stretta vigilanza. se la sorveglianza fosse venuta meno. Benché la corrente del Tom fosse quasi in piena in quella stagione. la temperatura più tollerabile. a una trentina di verste da Toms . ma i guardiani non permisero loro di rompere le file prima che fosse organizzata la sosta. Ma erano state impartite rigorose istruzioni ai capi del convoglio. Là scorre il Tom. capiva bene che non avrebbe fatto due verste senza essere ripreso. Quanto alla linea dell'accampamento. Per trovare un corso d'acqua.

di non visitare sua madre. Le due donne non avevano potuto inserirsi tra le file che ingombravano la riva.. Poi si rinfrescò anch'ella. che da quel momento avrebbe potuto escogitare il modo di lanciarsi nella steppa.. sotto il suo comando. e tu vedi bene che io non muovo un passo verso di lui! Fa' come faccio io. Michele Strogoff fu venti volte sul punto di correre da sua madre. La vecchia siberiana si chinò sulla corrente fresca. non l'avrebbe       .rispose Marfa. figlia mia! . Da questo punto doveva partire l'indomani con la retroguardia delle truppe tartare. sostenendo Marfa Strogoff. Era stato deciso di inaugurare il quartiere generale tartaro in questa importante città con una festa militare. Sua madre e Nadia erano là... attendendo il momento di farvi un'entrata solenne. Ma fu ancora abbastanza padrone di sé e non disse una parola che potesse comprometterlo. Michele Strogoff sentì che non poteva più dominarsi. le portò l'acqua alle labbra. Appena organizzata la sosta. e. ma il grosso del suo esercito bivaccava sotto le mura. la donna e la fanciulla ritrovarono la vita. Quelle due prigioniere. facendo coppa con le mani. del resto. dove l'emiro voleva riceverli con la pompa abituale ai sovrani asiatici. Durante la notte. Era proprio lui!.Ma è lui! . dove ambedue erano arrivati il giorno prima. Al levar del sole. A quell'incontro inaspettato. cavalieri e fanti avrebbero marciato su Toms . ma l'orizzonte era ancora rischiarato dalla luce crepuscolare.E' mio figlio . nel medesimo tempo che riconobbe Nadia. figlia mia! Michele Strogoff provò la più violenta emozione che sia dato a uomo di sentire... I prigionieri dovevano bivaccare tutta la notte sulle rive del Tom. non volendo compromettere nulla. Ivan Ogareff aveva lasciato l'emiro a Toms . Feofar Khan ne occupava già la fortezza. dopo aver attentamente esaminato la situazione. i prigionieri..Vive. Nadia s'era istintivamente lanciata per raggiungerlo.. Tuttavia. Lo riconobbe alle ultime luci del giorno! Al grido di Nadia. . ma capì che doveva resistere a questo immenso desiderio di abbracciarla e di stringere ancora una volta la mano della sua giovane compagna! Ma la minima imprudenza poteva perderlo. Aveva giurato. D'improvviso. ed era ritornato all'accampamento di Zabediero. Nadia sussultò. In quelle acque ristoratrici. perché aveva visto il gesto di Marfa Strogoff. poterono finalmente dissetarsi e riposarsi un poco. Infatti l'emiro aveva rimandato all'indomani l'alloggiamento delle sue truppe a Toms . madre! è lui! . riconobbe anche sua madre!. quando Nadia. Michele Strogoff era là. nel momento di allontanarsi dalla riva. si coprì gli occhi con la mano e si allontanò subito. capì.Rimani. Le era sfuggito un grido involontario.Michele Strogoff. arrivò sulla sponda del Tom.. Michele Strogoff trasalì. Il sole era già tramontato. e adesso anche loro venivano a bere. e Nadia. che i suoi progetti di fuga erano quasi inattuabili in tali condizioni. Gli era stata preparata una casa per passarvi la notte. che nel suo cuore si fondevano quasi in una! Dio le aveva condotte l'una verso l'altra nella comune sventura! Nadia sapeva dunque chi era? No.. ma la vecchia siberiana le sussurrò all'orecchio queste parole: . tormentati da una sete ardente. che la tratteneva nel momento in cui stava per lanciarsi verso di lui! Marfa Strogoff aveva dunque compreso tutto e aveva conservato il suo segreto. sfiniti da tre giorni di viaggio.è Michele Strogoff. . a pochi passi da lei!.rispose Nadia con voce rotta dall'emozione. aspettò.

Lasciò quindi subito l'accampamento. Un quarto d'ora dopo.Non mi sbaglio.Ma lo conosci tu! Tu l'hai visto. tra i prigionieri di Ivan Ogareff. non le era sfuggito.Prigioniero.Tu non saprai niente. . Ivan . Sangarre non si turbò per l'insistenza con la quale Ivan Ogareff ripeteva la domanda.Se la lettera che gli è stata consegnata a Mosca arriva a Ir uts ..visitata. Ivan. ma ho visto sua madre tradirsi con un gesto che mi ha rivelato tutto. Sangarre! . erano stati sorpresi da Sangarre. perché sarebbe stato impossibile nell'oscurità e in mezzo a quella folla. La zigana era là. se è consegnata al granduca. . La sua emozione testimoniava l'estrema importanza ch'egli attribuiva al possesso di quella lettera. Sangarre non lo conosceva. Non c'era più dubbio che il figlio di Marfa Strogoff. né per sua madre né per lui. Non aveva visto Michele Strogoff. ma il gesto della madre. Ma non sapeva che certi particolari di quella scena. poiché non poteva fuggire quella notte stessa.Ah! . Sangarre? .esclamò Ivan Ogareff .Tu sai l'importanza che io attribuisco all'arresto di questo corriere .       . La zigana ebbe dunque un unico pensiero: riferire tutto a Ivan Ogareff. intenta a spiare come sempre la vecchia siberiana.disse Ivan Ogareff. la spia Ivan Ogareff. e io non potrò arrivare fino a lui! Questa lettera devo averla ad ogni costo! Ora tu vieni a dirmi che il latore di questa lettera è in mio potere! Io ti ripeto. Ivan Ogareff ricevette immediatamente la zigana.Il figlio di Marfa Strogoff è nell'accampamento .rispose Sangarre. si sarebbe gettato attraverso la steppa senza avere abbracciato le due persone nelle quali si concentrava tutta la sua vita e che egli lasciava esposte a tanti pericoli! Michele Strogoff poteva dunque sperare che questo nuovo incontro all'accampamento di Zabediero non avrebbe avuto conseguenze dannose.le domandò . pur così fulminea.Non ti sbagli? . . ci sono nell'accampamento alcune migliaia di prigionieri. . il cui sguardo brillò di una gioia selvaggia io non lo conosco. si trovava in quel momento a Zabediero. il corriere dello zar.. di sua volontà! Una volta arrivato a Toms . che era già scomparso quando ella si girò. Sangarre.Che vuoi. senza che questa ne avesse il minimo sospetto. e un lampo degli occhi di Marfa le aveva svelato tutto. .Prigioniero? . .rispose Sangarre. che tratteneva Nadia.perché tu non lo conosci! . Sangarre. Era ugualmente inutile spiare ancora Nadia e Marfa Strogoff.Ma.rispose. ma sapeva che era là! Non cercò dunque di scoprirlo. e sarebbe stato impossibile scoprire ancora qualcosa d'altro che contribuisse a compromettere il corriere dello zar. e tu dici di non conoscere Michele Strogoff! .Non mi sbaglio. .Io non l'ho visto.aggiunse la zigana . ella arrivava a Zabediero e veniva introdotta nella casa occupata dal luogotenente dell'emiro. sulla riva.io saprò. . . ma sua madre lo conosce! Ivan.No . . a pochi passi. non ti sbagli? Ivan Ogareff parlava molto concitato. Era evidente che quelle due donne sarebbero state guardinghe. il granduca starà in guardia.

e disporsi lungo la circonferenza dell'accampamento. spingendola con la mano. Sangarre. oppure. la condusse in mezzo allo spazio riservato davanti a Ivan Ogareff. Capì ciò che stava per accadere. I soldati tartari si posero immediatamente sull'attenti. lo avrebbe saputo in seguito? Nadia era tutta presa dal pensiero che il suo compagno viveva. ma prigioniero come loro! Ivan Ogareff lo sapeva. le file dei prigionieri furono brutalmente ispezionate da vari soldati. E. ad un segnale di Ivan Ogareff.Vieni! . Quattro cordoni di fanti e di cavalieri.. sebbene fossero sfinite dalla stanchezza. incrociò le braccia e attese.Domani parlerà! . abituale tra le razze del Nord. L'indomani. perché Ivan Ogareff. Un sorriso di sdegno apparve sulle sue labbra. Ivan! Ivan Ogareff rispose impartendo un breve ordine a uno degli ufficiali. Sangarre. . Ivan Ogareff. se non lo sapeva ancora. verso le dieci del mattino. non c'era nulla di servile. smontò da cavallo. e lei la baciò. Ebbe il presentimento che stesse per accadere qualche catastrofe. Sangarre. . In quel momento. Ivan Ogareff. stimolati a colpi di frusta e spinti con le aste delle lance. aveva invece ragione di temere per suo figlio. dovettero riordinarsi in fretta. Il suo volto era più scuro del solito.gridò Ivan Ogareff.Cosa vuoi da me? .Sei tu veramente Marfa Strogoff? . tendendo l'orecchio. arrivata di fronte a Ivan Ogareff. Sangarre si diresse verso il gruppo di mezzo al quale stava Marfa Strogoff. non un gesto! Si tratta di lui. non una parola. rimase immobile parecchie ore. confuso in un gruppo di prigionieri. Sangarre si avvicinò e gli disse: .domandò Marfa Strogoff. e passò la notte ad osservarle. Marfa Strogoff. pose la mano sulla spalla della vecchia siberiana. figlia mia! Qualunque cosa avvenga. dopo averla osservata un istante. La vecchia siberiana la vide arrivare. non di me! In quel momento. Subito. infilatasi di soppiatto fino a loro col favore del buio. rendevano impossibile ogni evasione. vide passare quell'uomo. e i cavalieri della sua scorta si disposero attorno a lui formando un largo cerchio. disposti alle loro spalle.rispose Sangarre. Il silenzio fu completo e. arrivava accompagnato da un numeroso stato maggiore di ufficiali tartari. rientrò all'accampamento. che cercava il momento di sfogarsi. . e per quanto dura sia questa prova. si eresse nella persona. Nadia e Marfa Strogoff non s'erano scambiate neppure una parola.. accostandosi a Nadia. se non le importava di se stessa.le domandò Ivan Ogareff. arrivato al centro dell'accampamento. Poi. quel compagno che lei aveva creduto morto! Marfa Strogoff vedeva più lontano nell'avvenire e. ora sapeva che Marfa Strogoff era la madre di Michele Strogoff.Tu non mi conosci più. Non riuscì a sentire nulla. Per un senso istintivo di prudenza. Ritrovò il luogo dov'erano Nadia e Marfa Strogoff.Non ho niente di nuovo da dirti. squillarono le trombe all'entrata dell'accampamento. Poi tese la mano alla zigana. Quegli infelici. capitano dei corrieri dello zar.bisognerà far parlare la madre! . . Michele Strogoff teneva gli occhi socchiusi. lasciata Zabediero. e i suoi lineamenti contratti indicavano in lui una sorda collera. Michele Strogoff. per non essere tradito dal lampo delle sue pupille. Troppe inquietudini le tenevano sveglie! Michele Strogoff era vivo. ma in quell'atto di rispetto. 16 agosto. le sussurrò: . L'anziana e la fanciulla non dormirono.

al traditore non serviva soltanto la lettera. Per scoprire il corriere dello zar.Non era mio figlio. sfileranno davanti ai tuoi occhi. dopo averla letta. lo riconosceresti? . . Michele Strogoff.Ti ricordi che cosa mi hai risposto.No. mostrarono il dorso nudo.. . .Stammi a sentire . se arrivava a Ir uts . Ivan Ogareff non riuscì a trattenere un gesto di minaccia. fu gettata in ginocchio per terra. Egli riteneva impossibile che. . tre giorni fa. è passato a Oms ? . ma anche il portatore di essa.E dopo. stracciate. corriere dello zar. Quando passò anch'egli davanti alla madre. Marfa Strogoff.Tutti questi uomini. non era lui? non era tuo figlio? . avrebbe semplicemente dato ordine di frugare tutti i prigionieri.Lo ignoro.Sì . quando ti ho interrogata a Oms ? . mentre il suo sguardo esprimeva la più completa indifferenza. non si tradissero con qualche atto incontrollato. ma su Michele Strogoff stesso. Si ritiene che una condanna a centoventi colpi di questa frusta equivale a una condanna a morte. tu non l'hai visto tra questi prigionieri? . Le sue vesti.No.Se ti fosse indicato.disse a Marfa Strogoff.il " nut" a questa vecchia megera. egli contava dunque non su di lei. avrebbe indotto l'indomita siberiana a parlare. .gridò Ivan Ogareff.rispose la vecchia siberiana con voce calma. portando il terribile strumento di supplizio. Certo. Le fu posta                   . afferrata da due soldati. e tu me lo indicherai immediatamente. disse una sola parola: .tuo figlio è qui. si avvicinò a Marfa Strogoff. la quale rimase immobile come una statua. . nessuna tortura alla quale venisse sottoposta. che denotava una irremovibile risoluzione di non rivelare nulla. e se non veniva riconosciuto. se il traditore avesse voluto soltanto impadronirsi di quella lettera imperiale. tu ignori che tuo figlio. riceverai tanti colpi di " nut" quanti uomini saranno passati davanti a te! Ivan Ogareff aveva capito che nessuna minaccia. Dunque. si levò un mormorio nella folla. Ivan Ogareff era stato vinto dal figlio e dalla madre! Sangarre. trovandosi di fronte la madre e il figlio. tanto le unghie vi penetrarono. all'estremità delle quali sono attaccati uncini di ferro. ma il palmo delle sue mani sanguinò. . Nadia chiuse gli occhi per non vedere! Michele Strogoff era rimasto impassibile in apparenza.Così. presi a Oms e a Kolivan. e ora sapeva chi era Michele Strogoff e perché aveva voluto attraversare le province invase della Siberia senza farsi riconoscere! Per ordine di Ivan Ogareff. e fino alla morte! Un soldato tartaro. Marfa Strogoff lo sapeva. . ma sapeva anche che nessuna tortura poteva farla parlare. Nadia aveva capito tutto. il piano di Ivan Ogareff sarebbe stato sventato. e aveva già offerto il sacrificio della sua vita.E l'uomo che avevi creduto di conoscere per tuo figlio al cambio della posta. i prigionieri sfilarono a uno a uno davanti a Marfa Strogoff. A questa risposta. Suo figlio si trovava nell'ultima fila. .Sì . e se tu non mi indicherai Michele Strogoff. Il " nut" è una sferza formata da corregge di cuoio. ma Michele Strogoff poteva avere distrutto quella lettera.No. . che non si controllava più.Il " nut"! . accanto a lui.No.

dove l'attendeva l'emiro. Se Ivan Ogareff volesse soltanto darci comunicazione di quella lettera!. strettamente legato. e fu consegnata a Ivan Ogareff.E lasciar morire sua madre sotto il " nut"! . che per fortuna si disperse nel tumulto.una sciabola davanti al petto. vibrò un colpo in pieno viso a Ivan Ogareff. non aveva più resistito. Ivan Ogareff era riuscito nell'intento.. davanti a sua madre che stava per essere flagellata. prese il comando delle truppe accampate a Zabediero e. a qualche pollice di distanza. . strappò il sigillo di quella lettera. giustizia.Io non credo niente. assistevano a questa scena. Nel caso che ella si fosse piegata sotto il dolore.Via! .sono coraggiosi questi uomini del Nord! Ammettete che dobbiamo una riparazione al nostro compagno di viaggio! Korpanoff o Strogoff si equivalgono! Bella giustizia per l'affare di Iscim! .Credete che abbia migliorato la sorte a sua madre e a sua sorella. pur lasciandosi sfuggire un grido di rabbia e di dolore. Aspettava. li fermò con un gesto. . Poi avvicinandosi: . avrebbe fatto meglio a non ricordarsene ancora! . forse. fosse inviato a Toms con gli altri prigionieri. Nel suo interesse..Colpo per colpo! .disse Michele Strogoff... Era balzato in mezzo a quell'orribile scena! Se al cambio di Iscim egli s'era trattenuto quando la frusta di Ivan Ogareff aveva colpito lui. una mano energica la strappò da quelle del tartaro. dopo essersi ripulito dal sangue che gli colava dal viso. il suo petto sarebbe stato trapassato da quella punta affilata. . io non so niente .rispose Alcide Jolivet se non che io non avrei fatto di meglio al suo posto! Che sfregio! Eh.Proprio lui! . pronti per ucciderlo. Michele Strogoff era là. Poi. Lo spettatore che aveva pronunciato quelle parole: «Ben reso!». non era altri che Alcide Jolivet. Il tartaro restò in piedi. come se avesse voluto compenetrarsi di tutto quanto conteneva. qui. E levando il " nut"..Sì.ma Strogoff è un uomo morto.rispose Harry Blount. . che non aveva avuto il tempo per distruggerla. La frusta sibilò nell'aria.disse Ivan Ogareff.Perdiana! disse Alcide Jolivet ad Harry Blount .. se ci avesse voluti sempre e dovunque impassibili! . .       . Venti soldati si lanciarono su Michele Strogoff.Ben reso! .Grazioso incidente per una cronaca! . La lesse e rilesse attentamente. Ma Ivan Ogareff.gridò.Quest'uomo è consegnato alla giustizia dell'emiro! disse Frugatelo. Ivan Ogareff.Michele Strogoff! . dopo aver dato ordini perché Michele Strogoff. fermatisi all'accampamento di Zabediero.l'uomo di Iscim? . si diresse verso la città. Ma. fra l'assordante rullare dei tamburi e squillare di trombe.Ah! . diavolo! Bisogna entusiasmarsi qualche volta! Dio ci avrebbe messo acqua nelle vene e non sangue.disse. La lettera con i sigilli imperiali fu trovata sul petto di Michele Strogoff.disse . infatti .disse Harry Blount. intanto. con quel gesto? . .gridò una voce tra gli spettatori. Egli e il suo collega. . prima che avesse colpito.

il signor Russel Killough dice positivamente che Toms non è soltanto la più bella città della Siberia. quando la strada non è battuta dagli invasori. delle sue carrozze. arricchitisi con il piccone e la pala. il lusso delle sue case. principale concessionario delle miniere del governo imperiale. che sono di origine tartara. che vi si è fermata alcuni giorni durante il suo viaggio da Shanghai a Mosca. situata al centro di ricchi giacimenti. E' una città di milionari. può gareggiare con quello delle grandi capitali europee. Toms . con le case di pietre e mattoni. fondata nel 1604 quasi al centro delle province siberiane. come certi paesi caldi nella stagione calda. le strade molto strette e assai differenti da quelle che tagliano con ordine le grandi città siberiane. dei suoi arredamenti. non è che una semplice passeggiata. Una parte degli abitanti. come abbiamo detto. è assolutamente positivo nella sua ammirazione per Toms . situata sopra il sessantesimo parallelo. La verità sta nel mezzo tra le due opinioni. Ma la più bella città del mondo diventa la più sporca. invece. Dalle pendici di questi monti scendono interrottamente fino alla vallata del Tom vene di platino. In passato Toms era considerata ai confini del mondo. cioè con la frontiera cinese del paese dei Khal as. Ciò dipende forse dal fatto che egli l'ha vista d'inverno. il governatore generale di tutta la provincia e tutti gli uffici sono a Oms . La signora de Bourboulon. Tobols . Anzi presto sarà costruita la ferrovia che deve collegarla con Perm attraverso la catena dell'Ural (1). di piombo aurifero. con quartieri sporchi. non aveva resistito all'assalto delle colonne dell'emiro. Infatti. non è che una città insignificante. Stando alla sua descrizione. si consola annoverando nei primi ranghi dei suoi cittadini più ragguardevoli il capo dei commercianti della città. d'oro. e Ir uts . più largo di qualsiasi fiume della Francia. e nella quale pullulano quei tranquilli ubriaconi. e confermerebbe quella opinione secondo la quale certi paesi freddi non possono essere apprezzati che nella stagione fredda. Ma Toms è la più considerevole città di questo territorio. Così. come presso tutti i popoli del nord!». Comunque sia. ce la presenta come una località poco pittoresca. «la cui ubriachezza è apatica. Toms è una bella città? Bisogna riconoscere che i viaggiatori non sono d'accordo su questo punto. che vi risiedono in permanenza. e se non ha l'onore di offrire stabile residenza al rappresentante dello zar. specialmente dove abitano ammassati i Tartari.4. non è la capitale di questa importante provincia. è una delle più importanti città della Russia asiatica. E tuttavia Toms . Ora. Toms . avendo le case con colonnati e peristili. Andare a Toms significava fare un immenso viaggio. è pittorescamente adagiata su una lunga collina le cui pendici sono molto ripide. di rame. che confina con i monti Altai. Essendo un paese ricco. Il viaggiatore Henry Russel Killough. quando è occupata dagli invasori. marciapiedi di legno. ma addirittura una delle più belle città del mondo. L'ENTRATA TRIONFALE. mentre la signora de Bourboulon l'ha vista durante l'estate? E' possibile. d'argento. costruita al di là del centesimo meridiano. Chi l'avrebbe ammirata a quell'epoca? Difesa da alcuni battaglioni di Cosacchi a piedi. coperta dal suo manto di neve. strade larghe e regolari. avevano fatto                               . quindici magnifiche chiese che si riflettono nelle acque del Tom. con i suoi venticinquemila abitanti. hanno visto Toms ingrandire a loro spese. lo è anche la città.

le altre fatte d'un morbido "alagià". Le eleganti vestaglie. era un vasto poggio situato su una parte della collina che domina il corso del Tom da un centinaio di piedi. il pugnale alla cintura. gli occhi grigi. Alcune di quelle donne che non avevano il viso velato. Tutt'intorno. Doveva essere offerta in loro onore una festa con canti. la barba rossa. vegliavano le guardie personali dell'emiro. ai grandi dignitari dei hanati e agli "harem" di ciascuno di quei sovrani del Tur estan. Alcune avevano il viso scoperto. volavano centinaia di cicogne ammaestrate. venute da Buchara con l'esercito tartaro. paragonabili per la loro finezza alla tela di ragno. C'erano gli Usbe i con i loro berretti neri di pelle di pecora. messo ancor più in risalto dal nero delle sopracciglia congiunte da un leggero tratto di collirio. fino al retroterra di quel vasto poggio. con gli entroterra di foreste immerse nella nebbia calda. Ai piedi delle terrazze. Su larghe terrazze alla destra del poggio. e le loro piccole mani. con in pugno la lancia lunga dieci piedi. organizzata secondo il gusto asiatico. e la sfumatura delle loro palpebre. indubbiamente una copia di quei monumenti di Buchara. vestiti del costume nazionale. con al fianco la sciabola a doppio taglio. ai han suoi alleati. non sono altro che schiave comperate sui mercati della Transcaucasia e della Persia. cariche di braccialetti riuniti da catene di pietre preziose. formata da alcune macchie di pini e di cedri secolari. berretti rossi conici o svasati. si produceva quel fruscio tanto gradito alle orecchie degli Orientali. con le numerose insenature del fiume. il colorito abbagliante. e in quel momento Toms appariva affatto né più russa né più siberiana che se fosse stata trasportata al centro dei hanati di Ko and o di Buchara. Al di sopra di questo palazzo. Le sultane. letteralmente coperte dagli stendardi e dagli orifiammi. il loro "ar alu ". Là si pigiavano i Turcomanni. ornate da fiocchi di fili d'argento e d'oro. danze e fantasie. Tutte erano vestite con un lusso esagerato. L'emiro si preparava a ricevere a Toms le sue truppe vittoriose. Le terrazze erano stata riservate alla corte dell'emiro. graziosamente svasati e bordati di perle. destavano l'ammirazione con le loro lunghe trecce sfuggenti dai turbanti multicolori. tra i fronzuti rami degli alberi da cui il poggio era ombreggiato. dalla unghie tinte di succo di "henné" (2). e seguita dalle inevitabili orge. specie di tunica drappeggiata alla moda tartara. con le maniche rialzate all'indietro che si riunivano alla moda del sellino europeo. i denti magnifici. altri enormi alabarde. lasciavano scoperte le loro braccia. per la maggior parte. un tessuto di cotone a trama fitta. le quali coprivano i pantaloni di seta rimboccati un poco sopra i fini stivaletti. scurite da un tocco di piombaggine. altre portavano un velo che le nascondeva agli sguardi. composta di tutti i tipi indigeni dell'Asia centrale. gli occhi splendidi. Sotto questa prima veste brillavano gonne di broccato. sulla punta dei minareti che lo dominavano da ogni parte.un'accoglienza tutt'altro che cattiva a quelle orde di Tartari come loro. rappresentante un palazzo d'una architettura bizzarra. si ammassa una folla cosmopolita.                     . Alcuni di questi Tartari portavano bastoni bianchi. era stato innalzato provvisoriamente una specie di splendido palcoscenico. semimoreschi e semitartari. con una lunga prospettiva di case eleganti e di chiese dalle cupole panciute. larghi pantaloni a colori vistosi con tuniche e mantelli tessuti di pelo di cammello. era chiuso da una meravigliosa cornice di verde. le une in drappo di seta. Tutto l'orizzonte. sul pendio della scarpata di cui il Tom bagna la base. Al minimo movimento di queste vestaglie. Il teatro scelto per questa cerimonia.

Infine i Mongoli. Tutti presero posto sotto una magnifica tenda. i grandi dignitari dei hanati. là. scendeva lo "zir-giameh in velo di seta". essa aveva il viso scoperto. Sotto la gonnella di seta blu. da colpi di tam-tam. Feofar montava il suo cavallo favorito. d'origine persiana. alle mani. "firuseh" tratte dalle celebri miniere dell'Elbrus. c'era il "Corano" aperto sulla tavola sacra. come già lo chiamavano arrivò a cavallo davanti alla tenda dell'emiro. divisa in quattro trecce. che si apriva in una graziosa scollatura. di agata. calzati di pantofole persiane. L'emiro fece il suo ingresso sulla piazza soltanto alle quattro. parecchi milioni di rubli non sarebbero bastati a pagarne il prezzo. Ma. Contrariamente al costume maomettano. Ivan Ogareff . poi. assieme a loro.si vedevano i Manciù. una camicetta dello stesso tessuto. rasati sulla fronte e sulle tempie. con il timore di qualche saccheggio. che portava sulla testa un pennacchio di diamanti. e lo accompagnava un numeroso stato maggiore. Il luogotenente di Feofar non si fece attendere. Là ancora . abiti lunghi. di smeraldi. così pure i dignitari del seguito. preceduto da squilli di tromba. completavano quella folla convenuta alla festa tartara. era stupendamente bella. Solo i Siberiani mancavano a questo ricevimento degli invasori. Davanti alla tenda. Quanto alle migliaia di diamanti che scintillavano attorno al suo collo. che Feofar Khan avrebbe forse ordinato per completare degnamente quella cerimonia trionfale. appena coperte da un velo di seta laminato d'oro. con un cappello civettuolo di fiori artificiali fissati da spille d'oro e da farfalle delicatamente posate sui loro capelli neri. i meravigliosi esemplari di donne della Manciuria. questa donna. e dall'intensità dei loro riflessi si sarebbe creduto che. in mezzo al quale restò soltanto lo spazio riservato ai           . a larghe falde più scure. regina o schiava. porpora verde. le gambe fasciate da bende colorate che s'incrociavano fino alle scarpe di cuoio. di opali e di zaffiri. stavano rinchiusi nelle loro case. indossando questa volta l'uniforme di ufficiale tartaro. la camicetta aperta sul giuba a righe blu. i Persiani. Ma. la regina. e prima delle cinque le squillanti trombe annunciarono il suo arrivo. alla cintura. cintura stretta su una camicia di seta. era tale la profusione di gioielli. che il suo corsetto e la sua gonna sembravano tessuti di pietre preziose. dai capelli prolungati da cordoncini di pelo di capra. che si annodava dietro a un berretto costellato di gemme di grandissimo valore. collane di cornalina. e sopra la cintura si arricciava il "pirahn". corone di turchesi. che si disposero ai lati della piazza. i Cinesi del Tur estan. da scariche di artiglieria e di fucileria. La sua capigliatura. Era accompagnato da una parte dei soldati dell'accampamento di Zabediero. gli abitanti di Buchara. ai piedi.come se tutte le popolazioni della frontiera russo-cinese si fossero date convegno rispondendo alla voce dell'emiro . Coloro che non avevano potuto fuggire. L'emiro e i han scesero dai loro cavalli. e senza dubbio per un capriccio dell'emiro. se tale titolo può attribuirsi alle sultane dello Stato di Buchara. al centro di ognuno di essi. la sciabola e il coltello appesi alla cintola con una correggia. come sempre. dalla testa fino ai piedi. accanto ai loro padroni c'erano le donne turcomanne. alle braccia. qualche corrente accendesse un arco voltaico fatto d'un raggio di sole.lo sfregiato. In quello stesso momento comparve sulla terrazza la prima moglie di Feofar. "tomans" d'oro infilati a fili d'argento. Ai suoi fianchi marciavano i han di Ko and e di Kundus. capelli a trecce. elevata al centro della terrazza. berretti ovali di raso color ciliegia con bordo nero e frange rosse.alti stivali di cuoio di Russia. L'emiro indossava il suo costume di guerra. accarezzava le sue spalle d'una splendida bianchezza.

.non fosse altro che per soddisfare la curiosità di sua cugina . Michele Strogoff era certamente condannato a uno di quegli spaventosi supplizi che sono familiari ai barbari dell'Asia centrale. Perciò tremava per lui. ma di raggiungere piuttosto qualche corpo russo e.Il balletto d'obbligo. di quelle uccisioni. Ma i divertimenti erano preceduti da una scena penosa. era perché conosceva bene ciò che sarebbe accaduto quando l'avesse consegnato alla giustizia dell'emiro.noi siamo venuti troppo presto. i suoi ufficiali. Tra questi prigionieri figurava in prima fila Michele Strogoff. e tutta quella pompa orientale. Ella si attendeva qualche scena terribile. li aveva profondamente scossi. Alcide Jolivet. Quanto avevano visto dell'invasione. Infatti il trionfo del vincitore non poteva essere completo senza l'umiliazione pubblica dei vinti. si preparò a osservare da intenditore "i primi personaggi della compagnia di Feofar". di quei saccheggi. Alcide Jolivet e Harry Blount s'erano dunque mescolati alla folla e guardavano.domandò Harry Blount. bene equipaggiati. ambedue avrebbero ripreso la strada di Ir uts e. colpito pubblicamente da quel " nut" che era stato levato su di lei. Ma torsero gli occhi con disprezzo quando Ivan Ogareff si presentò davanti all'emiro. Se Ivan Ogareff lo aveva risparmiato quando i soldati si erano lanciati su di lui. come dei veri signori che vogliono spendere bene il loro denaro! Tutto questo non significa altro che l'alzata del sipario. di cui le cerimonie d'Europa non possono dare la minima idea.disse Alcide Jolivet . e Feofar Khan. non era un uomo che perdona. li accolse in maniera che fossero soddisfatti della sua accoglienza. Alcide Jolivet parlava come se fosse stato all'Opera. sarebbe stato più interessante arrivare soltanto per il balletto. egli era particolarmente vigilato da un plotone di soldati. Dopo aver lasciato Zabediero. . Non senza ragione. sempre energica quando si trattava soltanto di se stessa. Ammirarono dunque Feofar Khan nella sua magnificenza.Vedete. senza perdere la freddezza che costituiva il fondo della sua dignità. Ivan Ogareff presentò all'emiro i suoi più alti ufficiali. ma.e Harry Blount s'era deciso a rimanere per alcune ore. sicché avevano fretta di trovarsi tra le file dell'esercito siberiano. di quegli incendi. infatti. le sue mogli. tuttavia. Il traditore aveva la faccia segnata obliquamente da una larga cicatrice. prima di essere stipati con i loro compagni nelle prigioni della città. Perciò parecchie centinaia di prigionieri furono condotti sotto la frusta dei soldati. Erano destinati a sfilare davanti a Feofar Khan e ai suoi alleati. . C'erano anche sua madre e Nadia. se era possibile. in maniera da non perdere nessun particolare d'una festa che avrebbe fornito loro cento buone righe di cronaca. La vecchia siberiana. associati ora per la caccia delle notizie. Ivan Ogareff. i due inseparabili colleghi. Il loro piano ben preciso era di non fare compagnia ai Tartari. aveva ora il viso d'un pallore mortale. la sera stessa. . essi erano arrivati rapidamente a Toms . caro Blount.Quale balletto? . andare con questo fino a Ir uts . perdiana! Ma credo che si levi il sipario. le sue guardie. e la sua vendetta sarebbe stata senza confronti. e attesero con una certa impazienza l'inizio della festa. aveva fatto comprendere al suo collega che non poteva partire da Toms senza prendere qualche schizzo dell'entrata trionfale delle truppe tartare .divertimenti. Conforme agli ordini di Ivan Ogareff. suo figlio era condotto davanti all emiro. Così almeno interpretarono questa accoglienza Harry Blount e Alcide Jolivet.               . speravano di precedere gli esploratori dell'emiro. e cavando il binocolo dall'astuccio.

No! . le guardie la sospinsero brutalmente.rispose Michele Strogoff. Blount! E' lei! . senza richiamare la sua attenzione. ma sentiva vagamente che doveva soprattutto evitare di richiamar l'attenzione sopra di sé.Troppo indegno! Andiamo via! .gridò Ivan Ogareff.esclamò d'improvviso Alcide Jolivet.Fronte a terra! . Questo aggravava le loro sventure.rispose Harry Blount .disse Alcide Jolivet.Cosa c'è? . era perché soffrisse dello stesso supplizio del figlio. passando. farsi piccola! Forse allora avrebbe potuto rodere le maglie della rete che imprigionavano il leone.Lei? .No! . La schiavitù cominciava con l'umiliazione! Se quegli sventurati erano troppo lenti a curvarsi..rispose freddamente Harry Blount. . e quante disgrazie sarebbero state evitate! Dal canto suo.La sorella del nostro compagno di viaggio! Sola e prigioniera! Bisogna salvarla. forse anche perché tanto alla madre quanto al figlio fosse riservata una morte spaventosa! Quanto a Nadia. dicendo: . Li avevano rigorosamente separati l'uno dall'altra. e Nadia non lo vide. . e là rimase in piedi. la rude mano delle guardie li gettava violentemente a terra. Ma la vecchia Marfa si alzò e stava per essere condotta via. Michele Strogoff fu allora condotto davanti all'emiro. pronto a lanciarsi. che i soldati di guardia riuscirono appena a reprimere. Marfa Strogoff cadde. si trattenne. avrebbe agito. passò dunque anch'ella davanti all'emiro. se le fosse capitata l'occasione di agire. senza abbassare gli occhi. perché si accusava di non aver potuto dominare i suoi sentimenti materni! Se avesse saputo trattenersi a Oms . . nella casa della posta. che doveva dissimulare. . ognuno di loro aveva dovuto prostrarsi con la fronte nella polvere. siccome non fu abbastanza pronta a prostrarsi nella polvere.Guardate.gli domandò questi. anche a costo di sacrificarsi per il figlio di Marfa Strogoff. Alcide Jolivet e il suo collega non potevano assistere a un tale spettacolo senza provare un vero sdegno.   . se Ivan Ogareff l'aveva condotta alla sua presenza. perché sarebbe stata per loro una consolazione restare uniti per qualche tempo durante quei pochi giorni di prigionia! Marfa Strogoff avrebbe voluto domandare perdono a suo figlio di tutto il male che gli aveva causato involontariamente.Bisogna vedere tutto. Suo figlio ebbe uno scatto terribile.Del resto. Dopo Nadia era arrivata anche Marfa Strogoff e. Frattanto la maggior parte dei prigionieri erano sfilati davanti all'emiro e. Michele Strogoff sarebbe passato senza essere riconosciuto. né la madre né il figlio avevano potuto rivolgersi la parola dopo la scena funesta dell'accampamento di Zabediero. Non sapeva che cosa pensare.Vedere tutto!. ella si domandava che cosa fare per salvare l'uno e l'altra. quando si era trovata di fronte a lui. come venire in aiuto al figlio e alla madre. Il nostro intervento in favore di quella fanciulla potrebbe essere più nocivo che utile. avendo gli occhi mezzo velati dai suoi capelli. In ogni caso. Ah! . Michele Strogoff pensava che se sua madre era là. .Dominatevi .. . .. Alcide Jolivet. . quando intervenne Ivan Ogareff. afferrando il braccio del suo compagno. Lo sguardo di Ivan Ogareff non s'era fermato su di lei..Questa donna rimanga! Intanto Nadia fu ricacciata tra la folla dei prigionieri. in segno di schiavitù.

Una spia russa . qualunque sia. L'emiro teneva il dito fermo sulla pagina del "Corano". Poi indicò con la mano il "Corano". Ivan Ogareff avanzò verso Michele Strogoff.Chi è questo prigioniero? . Nota 2. egli sapeva che la sentenza pronunciata contro di lui sarebbe stata terribile. I popoli dell'Asia centrale danno il nome di "fal" a questa pratica.tu sei venuto per vedere ciò che avviene nell'accampamento tartaro! Guarda dunque con i tuoi occhi. che si ricava da una pianta originaria dall'Arabia. lesse a voce alta un versetto che terminava con queste parole: «Egli non vedrà mai più le cose della terra» .Due guardie vollero costringerlo a prostrarsi. porterà per sempre il marchio infamante del " nut"! Ivan Ogareff. . vinta alla fine da tante torture fisiche e morali.rispose con fierezza Michele Strogoff. essi applicano la sentenza. Tacciando Michele Strogoff da spia. Dopo avere interpretato il versetto additato dal giudice. Michele Strogoff s'era lanciato su Ivan Ogareff. guarda bene! NOTE.Morirò . Sua madre.Tu morrai! . Il destino.disse Feofar Khan . fu tenuto davanti al trono dell'emiro. GUARDA BENE!» Michele Strogoff. . Il capo degli ulemi. Nota 1. L'emiro fece allora un gesto. nella credenza di quegli orientali. .rispose Ivan Ogareff. il nome italiano. è "alcanna" (Nota del Traduttore). E' la famosa «transiberiana». . Ivan. davanti al quale tutta la folla si curvò. avvicinandosi. ma la tua faccia di traditore. con quella voce ch'era tanto più minacciosa quanto più era calma. . si era   . Aprì il libro sacro e posò il dito su una pagina. con le mani legate. ai piedi della terrazza.Spia russa. ma toccò a loro stendersi al suolo. impallidì paurosamente. spinte dalla mano del robusto giovane. 5. «GUARDA CON I TUOI OCCHI. che risultò la più lunga ferrovia del mondo (9334 chilometri). usato dai classici. I soldati lo immobilizzarono. Dio stesso avrebbe deciso la sorte di Michele Strogoff. Materia colorante in rosso.disse. che gli fu portato. a questa risposta. o piuttosto.domandò l'emiro.

si prostravano fino a terra o si sollevavano in un leggero salto. Mancava loro la «furia» e. a volte singolarmente. al collo portavano cerchi d'argento niellato. si udì una voce profonda che diceva . La cintura che le stringeva alla vita era chiusa da un fermaglio di brillanti. che rassomigliava alla piastra della gran croce europea. non osava più guardare. Poi era andato a mettersi accanto a Feofar Khan. e sembrava che una nube di tulle passasse su quegli occhi splendidi. ma ogni tanto si tiravano sul volto un velo leggero. Aveva preso posto   . Queste danzatrici eseguirono con molta grazia diverse danze. come una nebbia su un cielo stellato. . formarono una galleria sotto la quale le altre danzatrici s'insinuarono senza rompere il passo. risuonavano come arpe eolie pizzicate dalla brezza. a volte a gruppi. Vestivano il costume nazionale ed erano ornate di gioielli a profusione. formavano un'armonia esotica. la "cibisga". con le loro corde tese al centro. quanto per la loro esecuzione. Finito questo primo numero. estrassero lunghi e stretti nastri di seta scarlatta. ciò che era degno di nota e che colpì Alcide Jolivet. ch'esse tesero tra di loro. quasi a significare che prendevano posto tra gli uri del cielo di Maometto. di turchesi e di conaline. ma dopo l'avvento della famiglia regnante. ch'esse aprirono ad un certo momento. Subito cominciarono le danze. era l'esecutore dei sovrani voleri di Feofar Khan. tessute in filigrana d'oro. . braccialetti formati da un doppio serto di gemme. Piccoli triangoli d'oro e lunghi pendagli ciondolavano dai loro orecchi. Diversi strumenti tartari. alle braccia e alle gambe. «Guarda con i tuoi occhi! guarda bene!» aveva detto Feofar Khan tendendo la mano minacciosa verso Michele Strogoff. dalla quale pendeva una borsetta di forma triangolare. Era il segnale dei divertimenti.Guarda con i tuoi occhi. all'estremità delle loro lunghe trecce tinnivano pendenti. che. uniti alla voce gutturale dei cantanti. il " obis". il "dutar". aveva capito la gravità di quelle parole. In altri tempi. munito di crine di cavallo fatto vibrare per mezzo di un archetto. Senza dubbio Ivan Ogareff. Risuonò subito uno squillo di tromba. tam-tam. tamburelli. E guardò. perché le sue labbra s'erano per un istante socchiuse in un sorriso crudele. riccamente inframmezzati di perle. guarda bene! L'uomo che ripeteva le parole dell'emiro. e trombe. formata da una dozzina di cervi volanti. Ma. con la punta in basso. conoscendo i costumi tartari.ma. specie di violoncello aperto dalla parte anteriore. contrariamente a tutti gli usi. fu che queste persiane si mostrarono piuttosto indolenti anziché focose. Non erano schiave ed esercitavano la loro professione in libertà. Alcune di queste persiane portavano a modo di sciarpa una cintura di cuoio ornata di perle. e. questi barbari dànno il balletto prima del dramma! Michele Strogoff aveva ricevuto l'ordine di guardare.Ecco il balletto . Questi nastri. A ciò occorre aggiungere gli accordi d'una orchestra aerea. non osava più ascoltare. sui quali erano scritti dei versetti del "Corano". assomigliavano piuttosto alle baiadere calme e composte dell'India che alle almee passionali dell'Egitto. un tartaro di alta statura. Avevano il viso scoperto.accasciata. erano state pressoché bandite dal regno e avevano dovuto cercare fortuna altrove. lungo flauto di canna. a due corde di seta ritorta in accordo di quarta.disse Alcide Jolivet a Harry Blount. Uno stuolo di danzatrici fece allora irruzione sulla piazza. Le danzatrici erano tutte di origine persiana. tanto per il genere delle loro danze. Da queste borsette. secondo il precetto che conteneva. mandolino dal manico lungo in legno di gelso. esse figuravano ufficialmente nelle cerimonie alla corte di Teheran. passando davanti a ogni versetto.

Esse si animavano al suono dei dischetti che tintinnavano sulle loro braccia. non si sbagliava. Durante le strofe di quella canzone d'un ritmo molto strano. Intanto il sole s'abbassava all'orizzonte.dietro a Michele Strogoff e teneva in mano una sciabola dalla larga lama ricurva. Sangarre. era dovuto alla combustione di una sostanza resinosa e aromatica. Sangarre non ballò. la cui ripetizione le rendeva sempre più sinistre: . ma ogni volta che il ritornello si ripeteva sulle labbra del giovane cantante. dalla Boemia all'Egitto. Bisogna supporre che anche i due giornalisti le riconoscessero. in quell'istante alcune centinaia di schiavi.disse Alcide Jolivet all'orecchio del suo compagno. Avanzò allora uno zigano. A questo punto. Alcide Jolivet. una di quelle lame damascate e temprate dai celebri armaioli di Karsi o di Hissar. piovevano anche i ducati e i rubli moscoviti. perché Harry Blount disse al suo collega: . una danzatrice venne a porsi accanto a lui e rimase immobile ascoltando. recanti torce accese invasero la piazza.Immagino che a quelle spie gli occhi fruttino più denaro delle gambe! Considerandole come agenti al servizio dell'emiro. e la voce dell'aguzzino. e così al tintinnio delle monetine che colpivano i monili delle danzatrici. Teneva in mano un "dutar". ma si pose come una mima in mezzo alle sue danzatrici. Sangarre si distingueva tra tutte quelle zigane per la solennità del suo costume esotico e pittoresco. le danzatrici avvolsero lo zigano nei mille vortici delle loro danze. guarda bene! Ma questa volta Alcide Jolivet osservò che l'esecutore non teneva più la sciabola sguainata in mano. Intanto.Proprio loro . Poi. cadde una pioggia d'oro dalle mani dell'emiro e dei suoi alleati. Egli cantò. che teneva la mano appoggiata sulla spalla di Michele Strogoff. zigane e persiane . che Michele Strogoff riconobbe subito.Sono le zigane di Niznij Novgorod! . terminato l'ultimo ritornello.Guarda con i tuoi occhi. dell'età di circa quindici anni. smorte.Prodighi come ladri! . le cui movenze di fantasia avevano qualcosa che risentiva di tutti i paesi maggiormente frequentati dalla loro razza in Europa. si confondevano in lontananza con le prime nebbie serali. Le macchie di cedri e di pini si facevano via via più scure. mista d'incenso e benzoino. e al rullìo dei "dairés". di razza molto diversa. lo sappiamo. tenendo uno di quei "dairés" che fremeva tra le sue mani. specie di tamburelli baschi. si mescolavano ancora gli ultimi sussurri dei "dutar" e dei tamburelli. di cui le loro dita sfioravano la pelle stridente. che vi veniva sparsa sopra. Era infatti il denaro rubato che scorreva a manciate perché. . Accanto a lui. ripeté quelle parole. Una semioscurità cominciò a invadere lo sfondo della campagna. dalle mani dei loro ufficiali d'ogni grado. La notte non avrebbe tardato ad avvolgere il poggio che dominava la città. incitava quella compagnia di autentiche coribanti. Poi d'improvviso si fece silenzio. dall'Italia alla Spagna. le guardie avevano portato un trepiede con un braciere dove ardevano senza fumo dei carboni accesi. . essa riprendeva la danza interrotta. assieme ai "tomans" e agli zecchini tartari.esclamò Alcide Jolivet. alle Persiane era immediatamente seguito un altro gruppo di danzatrici. che dava risalto alla sua bellezza. Precedute da Sangarre. Ma. e le acque del Tom. Il leggero vapore che li coronava. di cui faceva vibrare le due corde col semplice tocco delle unghie. accompagnandolo con il suo "dairé" e stordendolo con il crepitare delle nacchere.

ripresero il loro volo. che produsse il più strano effetto.chiese Harry Blount. armati di sciabole sguainate e di lunghe pistole. e soltanto le torce rischiaravano il poggio. ligio al suo dovere. sicché pareva che tutti quei gruppi si agitassero in mezzo a un fuoco d'artificio. eseguivano certe acrobazie. essi correvano sulla strada di Ir uts . facendo contemporaneamente risuonare nell'aria detonazioni clamorose. e in mezzo a quei Tartari. le cui combinazioni variavano all'infinito ad ogni movimento delle ballerine. dei particolari di un'esecuzione alla maniera tartara? . il ronzio dei "dairés".Quel valoroso soldato avrebbe meritato di cadere sul campo di battaglia! .Non possiamo fare nulla. I cervi volanti. quasi in una gara. in mezzo a quella illuminazione aerea. ch'erano stati ritirati a terra. rientrarono in città.Per nulla al mondo . capivano ora attraverso quali prove.Blount. i ballerini scomparvero. la cui furia andò crescendo. .aggiunse Alcide Jolivet. era dovuto passare. I due giornalisti ricordavano la condotta generosa di Michele Strogoff verso di loro.Non più di vostra cugina. . Michele Strogoff era rimasto sempre in piedi. La cerimonia era terminata.disse Alcide Jolivet al suo compagno . lanciavano lunghi razzi rossi. .     . che tra il boulevard Montmartre e la Madeleine avrebbe voluto dire: "Mica male! mica male!". Michele Strogoff fu condotto in mezzo alla piazza.Povero ragazzo! . specie di danza militare. che non conoscono il senso della pietà. ma la cibistica tartara era resa ancora più bizzarra da quei fuochi colorati che s'incrociavano sopra le danzatrici.Possiamo fare qualcosa per salvarlo? . Un'ora più tardi. e tentavano in mezzo ai Russi quella che Alcide Jolivet chiamava in anticipo "la campagna della rivincita". come ad un segnale. non potevano fare nulla per lui! Poco desiderosi di assistere al supplizio riservato a quello sventurato. questo divertimento ricordava la cibistica degli antichi. grazie a qualche ingrediente metallico. in cui il corifeo si muoveva in mezzo alle punte delle spade e dei pugnali.I vostri lettori del "Daily Telegraph" non sono ghiotti. azzurri. . ed è possibile che la tradizione sia rimasta tra i popoli dell'Asia centrale.riapparvero davanti al trono dell'emiro e si esibirono. fino a pochi istanti prima così pieno di luci. Poi uno squadrone di Tartari. Per tutto questo tempo. A un cenno dell'emiro. tutti i fuochi della fantasia si estinsero. con ininterrotte scariche di fucileria. Sotto certi aspetti. si scatenarono in un ritmo più selvaggio. . I soldati. Era come un caleidoscopio di scintille. guardando Michele Strogoff. e allora cominciò una fantasia pedestre. caricate a salve con polvere colorata alla maniera cinese. Gli strumenti dell'orchestra tartara. che si distinguevano nettamente sopra il rullare dei tamburelli. accompagnato dalle grida gutturali dei cantori. Alcide Jolivet non poté trattenere un leggero scuotere di testa. i cui lustrini assumevano l'aspetto di mille fiammelle. e sotto la brezza più fresca le loro arpe vibravano con più intensità. d'improvviso. in tenuta di guerra. innalzando tutta una costellazione di lanterne multicolori. Poi.rispose Harry Blount.ci tenete a vedere tutto fino alla fine? . spero. Le armi. verdi. . lo stridore dei "dutar". vennero a mescolarsi alle danze. nelle loro danze di genere così diverso. le danze cessarono. Per quanto assuefatto dovesse essere un giornalista parigino agli effetti scenici escogitati dalla regìa moderna.

sentendo la condanna pronunziata dall'emiro. e tuttavia si sarebbe invano cercato in lui un segno di debolezza. con una lama incandescente. . con superiorità l'uno. La vecchia Marfa cadde svenuta al suolo! Michele Strogoff era cieco. Michele Strogoff non diede segni di debolezza. e quella sciabola era incandescente. con gli occhi spalancati. con disprezzo l'altro... dargli il colpo di grazia? Ivan Ogareff si avvicinò lentamente a Michele Strogoff. . Gli spettatori. e così pure lo stato maggiore di Feofar Khan. tutta quest'orda selvaggia si sarebbe abbandonata all'ubriachezza. Supplicare quegli uomini feroci era inutile. Questa volta teneva la sciabola sguainata in mano. per cui questo finale rappresentava un'attrattiva in più. su Nadia. Poi..gli disse con voce minacciosa . si avvicinò alla terrazza.Ivan. Rivolse i suoi occhi su Ivan Ogareff.gridò. ma rimase in piedi.Madre mia! . Risuonò un grido disperato. Eseguiti gli ordini. L'emiro fece un gesto. Tuttavia.. Rimase impassibile. In breve non rimase sulla piazza che Ivan Ogareff e i portatori delle torce. . Michele Strogoff sarebbe stato accecato secondo il costume tartaro. perché era stata ritirata allora dal braciere dove ardevano i carboni profumati. lo guardava!. soddisfatta la curiosità. spinto dalle guardie. e allora. l'aprì. ch'egli divorava con lo sguardo! Tutta la sua vita era in quell'ultima immagine! Marfa Strogoff. Per i suoi occhi non esisteva più nulla all'infuori di sua madre.disse Ivan Ogareff. Due soldati respinsero Marfa Strogoff. nella lingua tartara che egli comprendeva.Sì! sì! a te il mio sguardo estremo. l'ultima minaccia dei miei occhi sarà per te! Ivan Ogareff scrollò le spalle. Michele Strogoff.Scacciate quella donna! . sulla madre. . La vecchia siberiana. l'emiro si ritirò con tutta la sua corte. spia dei Russi. La lama incandescente passò davanti agli occhi di Michele Strogoff. davanti a me! Che io veda ancora il tuo volto amato! Che i miei occhi si chiudano guardandoti!. Marfa Strogoff stava in piedi davanti a lui. Poi un irresistibile sentimento di vendetta invase tutto il suo essere. Sapeva di morire.. Perdere la vista.Tu sei venuto per vedere. Feofar gli disse: . aspettavano che l'esecuzione fosse compiuta. e del resto sarebbe stato indegno di lui. Ogni suo pensiero era concentrato sulla sua missione irrimediabilmente fallita. rimasti ai margini della piazza. che non avrebbe mai più riviste! Ma non lasciò trasparire nulla dell'emozione che provava. il quale lo sentì arrivare e si eresse sulla persona.Ivan traditore. Comparve l'aguzzino. Non ci pensava neppure. . sostituendosi al carnefice. Tra poco i tuoi occhi saranno per sempre chiusi alla luce! Michele Strogoff non era condannato alla morte. pena forse più terribile che perdere la vita! Lo sventurato era condannato ad essere accecato. e per un atto .e osservava l'emiro e Ivan Ogareff. Ivan Ogareff cavò di tasca la lettera imperiale. Ma Michele Strogoff si sbagliava. senza pronunciare una parola. I suoi occhi non si sarebbero spenti per sempre guardando Ivan Ogareff. si fece avanti. le braccia tese verso di lui. come se avesse voluto concentrare tutta la sua vita in un'ultima immagine.. Forse quel miserabile voleva insultare ancora la vittima e. Tu hai visto per l'ultima volta. e non a quel miserabile! Rimani qui. Ella indietreggiò. a qualche passo da suo figlio. passata davanti agli occhi! Michele Strogoff non tentò di opporre resistenza. ma alla cecità. con gli occhi smisuratamente spalancati.

. «Sarò il cane del cieco!» si disse. Con un pugnale che teneva in mano. camminò lentamente verso l'estremità della piazza.rispose Nadia. ella disse: . e vai a ripetere a Ir uts quanto avrai letto! Ora. illuminata. accostò il suo viso a quello di lei.Fratello! . si curvò sopra di essa. Michele Strogoff. a pochi passi da sua madre ancora esanime. La ritrovò aiutandosi con le mani. La vecchia Marfa vive ancora? Sentì le parole che le disse il figlio? Ma ella non fece il minimo movimento. Nadia. portando avanti le mani per guidarsi.mormorò Michele Strogoff. perché ufficiali e soldati. condotta dapprima con gli altri prigionieri. Mezz'ora dopo. ascoltò i battiti del suo cuore. perché Nadia non aveva detto una sola parola. cieco. ma un pensiero le restituì tutta la sua energia. dicendo: .Nadia. senza più voltarsi. confusa tra la folla. .Vieni! fratello .Leggi. Ella avanzò diritta verso il suo compagno. ora. e i portatori di torce lo seguirono. Poi. aveva quindi potuto ritornare sul poggio. Michele Strogoff rimase solo. Si diresse tastoni verso il luogo dove sua madre era caduta.di suprema ironia. D'improvviso comparve Nadia. il traditore si nascose la lettera sul petto. Aveva avuto la forza di assistere immobile e muta. lasciò la piazza. sia all'accampamento di Zabediero. quella notte. Michele Strogoff la baciò sulla fronte e sui capelli bianchi. UN AMICO DELLA GRANDE STRADA.Nadia! . Ma slegato. la tenne sospesa davanti agli occhi spenti del corriere dello zar. Un buon numero di prigionieri. Toms .I miei occhi saranno d'ora in poi i tuoi occhi. e anche libera per guidare il figlio di Marfa Strogoff alla meta ch'egli aveva giurato di raggiungere. Si sentivano da lontano le grida. quando la vecchia siberiana cadde svenuta. tastando con il piede. Il suo cuore per un momento cessò di battere. Michele Strogoff rimase in ascolto. sfuggirono dalle mani dei Tartari. Michele Strogoff e Nadia avevano lasciato Toms . nel momento in cui Michele Strogoff era stato condotto davanti all'emiro Là. Poi sembrò che parlasse sottovoce. tagliò le corde che legavano le braccia di Michele Strogoff. sia durante la marcia del convoglio. non sapeva chi lo sciogliesse. . Nella piazza deserta regnava il silenzio. Una provvidenziale ispirazione le disse che doveva tenersi pronta. tutti più o meno abbrutiti. il vero corriere dello zar è Ivan Ogareff! Dette queste parole. Non un grido le era sfuggito quando la lama incandescente era passata davanti agli occhi del suo compagno. splendeva come una città in festa. Costui. io ti guiderò a Ir uts ! 6. avevano inconsciamente rallentato la sorveglianza rigorosa che avevano mantenuto fino allora. i canti. forse morta.             . aveva visto tutto. Poi si rialzò e. leggi. tutto il frastuono dell'orgia.

Michele Strogoff trasalì al sentire per la prima volta il suo nome                   . Ma non è meno vero che l'indomani mattina. baciarla in fronte. ricoprivano a metà i suoi occhi. Qualche istante dopo. gettandosi di nuovo attraverso la steppa. con la porta aperta. La strada di Ir uts era l'unica che s'inoltrasse verso est. la pupilla straordinariamente dilatata. La fanciulla condusse dunque il suo compagno verso l'estremità della borgata. egli aveva camminato con il suo passo ordinario. completamente disseccati.domandò. uscivano facilmente per una breccia della cinta. Vi si sedettero. se la sua cecità era totale. ma. Una rozza panca di legno si trovava in mezzo alla stanza. Ambedue avevano bisogno di cibo e di riposo. Tutto quanto la città aveva di utile o di prezioso era stato portato via su carrette. Aveva atteso che la folla sgombrasse il poggio. Era da prevedersi che l'indomani. Michele Strogoff non aveva detto una sola parola. Michele Strogoff tese le mani. Michele. dodici ore dopo la partenza da Toms . Lo vide trascinarsi fino alla madre. Avventurarsi fuori della strada tracciata.. Nadia condusse lesta Michele Strogoff. curvarsi su di lei. avrebbe letto nei suoi limpidi occhi l'espressione desolata d'una dedizione e d'una tenerezza infinita. . Gli abitanti. per timore dei Tartari. lo sguardo tanto penetrante del giovane non sembrava minimamente alterato. A questo punto. com'è uso in tutte le case siberiane. la mano nella mano. vicino all'alta stufa.Sì . Nadia osservò allora il volto del suo compagno cieco. tagliassero ogni comunicazione. sostenerla fino a Krasnojars ? è quasi impossibile immaginarlo. e non ti lascerò mai più. ma fu lui a reggere quella della sua compagna durante tutta la notte. dopo alcune ore di orgia. le ciglia e le sopracciglia erano in parte bruciate. . significava la morte sicura. per essere in grado di seguire finché era possibile la grande strada. più che la semplice pietà. avevano disceso il ripido pendio e. Se non ci vedeva più. Essi vi entrarono. lei e lui. Appena due o tre case erano ancora abitate.sono vicina a te. l'ignoto. Era quindi necessario precederli. erano fuggiti nella provincia del Jeniseis . bruciate dalla lama incandescente.Partito Ivan Ogareff. dopo una fuga di cinquanta verste. Tuttavia Nadia aveva bisogno di fare una sosta di alcune ore. almeno in apparenza. La sclerotica era leggermente raggrinzita e come indurita. l'iride appariva d'un azzurro più scuro di prima.rispose la fanciulla . Nello sguardo di lei c'era più che riconoscenza. Michele Strogoff. Michele Strogoff e la fanciulla raggiungevano il borgo di Semilovs oije. Là c'era una casa disabitata. seguita la sponda del Tom fino all'estremo limite della città.. abbandonato come un essere miserevole dal quale non c'è più nulla da temere. Non era Nadia che reggeva la sua mano. significava correre verso l'incerto. raggiungere prima di loro Krasnojars . Nadia s'era tenuta nascosta nell'ombra. Semilovs oije era quasi completamente abbandonata. era segno che la sensibilità della retina e del nervo ottico erano stati radicalmente distrutti dall'ardente calore dell'acciaio. Se Michele Strogoff avesse potuto vederla. Le palpebre del cieco. sanguinanti per una marcia forzata. ma. era solo. gli esploratori dell'emiro.Sei qui. Come riuscirà Nadia a sopportare le fatiche di quella notte tra il 16 e 17 agosto? Come troverà la forza fisica necessaria a percorrere una tappa così lunga? Come potranno i suoi piedi. Non c'era pericolo di sbagliarsi. come non l'aveva mai osservato fino allora. distante cinquecento verste (533 chilometri) da Toms . grazie a questa mano che lo guidava unicamente con i suoi fremiti. allontanarsi a tentoni. Nadia? . poi levarsi.

Uscirono dalla casa. tutto ciò che ho sentito e.E tu parli di separarci. dopo un'ora di riposo. E perché? Poteva dunque sperare di distanziare i Tartari? Egli era a piedi.Partiamo. .le domandò più volte. bene o male.Però. . specie di pane fatto con orzo. quei miserabili mi hanno tolto tutto! . . si sentivano ancora più strettamente uniti l'uno all'altra. Nella comune sventura.. Ebbene! saprò farne a meno. poiché il governatore. Nadia? .rispose sempre la fanciulla. .Nadia. Beveva alla borraccia che ella porgeva alle sue labbra. Se Michele Strogoff l'avesse vista.disse Nadia . Michele? . camminava con una fretta che non riusciva a dominare. Comprese che la sua compagna sapeva tutto di lui: chi era e quali vincoli lo legavano alla vecchia Marfa. Tutto questo non le era costato niente perché aveva cominciato il mestiere di mendicante. Egli mangiava i pezzi di pane che la sua compagna gli offriva l'uno dopo l'altro.Mangi. e un poco di idromele chiamato in Russia "meod". e condurti là dove tu non puoi più andare da solo! .Vieni.A piedi.. forse non avrebbe avuto il coraggio di proseguire.Mendicando. La fanciulla resisteva energicamente alla stanchezza.pronunciato da Nadia.E come vivremo? . e se Nadia. .bisogna che ci separiamo! .E come viaggeremo? . . Michele! I due giovani non si chiamavano più fratello e sorella. Nadia gli aveva riservato la parte maggiore di quel cibo insufficiente. il traditore mi ritroverà un giorno a faccia a faccia! Ma bisogna che arrivi prima di lui a Ir uts .Sì. senza denaro..disse egli .. Michele? . non avrebbe esitato a fornirgli i mezzi per raggiungere Ir uts . gli veniva a mancare. percorrendo le strade della borgata. lo giuro sul nome di Dio vivente!. placato la fame e la sete di Michele Strogoff. . .Separarci? Perché.Nadia! Nadia! .Mio padre mi maledirebbe. e Michele Strogoff. dopo quanto hai fatto per me! .tu devi pensare soltanto a tuo padre! . . e i miei occhi! Io posso vedere per te. . a forza di volontà.Mi restano alcuni rubli.rispose Michele Strogoff. Nadia. arrivava a Krasnojars .                               .Michele. stringendo la mano che la fanciulla aveva posto sulla sua. al quale si sarebbe fatto conoscere.Nadia.tu ora hai più bisogno di me di quanto ne abbia mio padre! Vuoi dunque rinunciare ad andare a Ir uts ? . era cieco. Michele. tu non hai più quella lettera!. . Ma Nadia non si lamentava. non gli sarebbe rimasto altro da fare che sedersi sul ciglio della strada e attendervi la morte! Ma se alla fine. si era procurata qualche pezzo di ""ciorne hleb". Nadia! Mi hanno trattato come una spia! Agirò come una spia! Andrò a Ir uts a dire tutto ciò che ho visto. Michele .La lettera che Ivan Ogareff mi ha tolta!.Mai! . se ti abbandonassi.gridò Michele Strogoff con un tono che dimostrava di non aver perduto nulla della sua energia. Michele. forse tutto non era perduto. Nadia! . unica sua guida. Michele e Nadia partirono da Semilovs oije e ripresero quella dolorosa strada per Ir uts . Quel pane e quell'idromele avevano. che si accontentava dei resti del suo compagno.Non voglio ostacolare il tuo viaggio! Tuo padre ti attende a Ir uts ! Bisogna che tu raggiunga tuo padre! . non sentendo un solo sospiro.

ma a questa era attaccato un solo animale dal pelo lungo e dalla coda abbondante. Osserva bene. Nadia ritornò quasi subito e disse: .domandò.Solo. le sue gambe si piegavano. Sembrava loro di non aver più bisogno della parola per scambiarsi i propri pensieri. non si sarebbe pensato che percorresse una strada che poteva da un momento all'altro venirgli interrotta dai Tartari. . Aveva un aspetto dolce e flemmatico.le domandò spalancando gli occhi.Aspetta. Del resto. il suo passo rallentava. Ma talvolta. era all'estremo delle forze. Michele Strogoff rimase solo un istante. poi. fissava i suoi occhi sulla povera ragazza. perché la sua fronte si spianò subito. Teneva la mano di Nadia.Parlami. per non stancare il suo cavallo e.rispose Nadia. in mezzo a tutti quegli affanni senza tregua. con un cane accanto a sé. E. parlava poco. pareva non avesse la minima fretta. Nadia. .C'è una carretta. . Era un veicolo molto malandato. Aspettò. . uno di quei veicoli che nel paese sono chiamati " ibit a". Avanzava con andatura tranquilla. restava indietro.Assolutamente deserta .A che serve. Michele Strogoff pensò di averla già sentita da qualche parte.Ehi. capace di ospitare soltanto tre persone. senza dubbio. assorto nei suoi pensieri. cioè da più di otto giorni. Michele Strogoff allora si fermava. Erano partiti da Semilovs oije da due ore circa. al quale il sangue mongolo assicurava vigore e coraggio. Il suo cuore si gonfiava. tendendo l'orecchio. al vederlo. . la " ibit a" è tirata da tre cavalli.Dunque Michele Strogoff camminava.E' solo? .                   .La strada è deserta? . l'avrebbe spinta se ce ne fosse stato bisogno. Ogni tanto Michele Strogoff diceva: . Michele Strogoff esitò un istante. . Doveva nascondersi? Doveva. Ambedue comunicavano fra loro incessantemente. che ispirava fiducia. Tuttavia. . . s'era messa sul ciglio La " ibit a" si fermò e il conducente guardò sorridendo la fanciulla. almeno per lei? Egli si sarebbe solo accontentato di appoggiarsi con una mano alla carretta. bisogna nascondersi. come se avesse cercato di scrutarla attraverso quell'immagine che portava in sé.Infatti. Nadia riconobbe che quel giovane era russo. tenendo Michele Strogoff per la mano. se non per sé. quel giorno doveva presentarsi una circostanza fortunata. perché le sue forze non gli venivano meno. Il conducente era un giovane. La carretta arrivò quasi subito alla svolta della strada. tentare l'occasione di chiedere posto in quel veicolo. sostenendo energicamente la sua compagna. ma sentiva che Nadia. quella voce bastò a fargli riconoscere il conducente della " ibit a". Michele? Noi pensiamo insieme! .Non senti qualche rumore dietro di noi? . Nadia. Michele! .Se sono i Tartari. al contrario. riprendeva la marcia. trascinatasi a piedi dopo il passaggio dell'Ob. Al suono di questa voce.rispose Nadia ripercorrendo la strada fino alla curva che avevano fatta pochi passi più indietro. quando Michele Strogoff si fermò.rispondeva la fanciulla. che doveva risparmiare molte fatiche a tutti e due. il suo braccio si tendeva. dove andate a piedi? . come se il suo cuore avesse cessato un istante di battere. D'ordinario. E' condotta da un giovane. e parlava in modo che la sua voce non rivelasse nessuna stanchezza.

disse Michele Strogoff. .rispose Michele Strogoff. non potrà mai arrivare a Ir uts ! . piccolo padre! Ma.Cieco! . di media grandezza. .disse Nicola. dal pelo grigio. lasciaci il posto. . . piccolo padre. e se i suoi occhi non versarono lacrime di compassione. in fondo alla carretta.Da molto lontano. Soltanto.non voglio. monta. io ti seguirò a piedi. io non vado veloce. ..aggiunse Nadia. Perché non montate ambedue nella mia " ibit a"? Stringendoci un poco ci staremo tutti e tre. Se Michele Strogoff non guadagnava così velocità. e anche coraggiosa. Ser o..Deve essere forte. il mio cane non si rifiuterà d'andare a piedi.Vuoi stringermi la mano! . Michele Strogoff e Nadia. presero posto nella " ibit a". come ti chiami? .A piedi. .Ebbene. . . in un istante. Il cavallo. Era una bestia di razza siberiana. mio fratello è cieco! . .E vai a piedi? .gridò Nadia . .Fratello.Amico. e io non ho un copeco da offrirti. Eccola. .Sì .Tu. Michele Strogoff e Nicola la sistemarono meglio che poterono sulle foglie di betulla. Michele Strogoff era ora commosso. .Lo so. piccolo padre.I Tartari gli hanno bruciato gli occhi! . quando ti hanno bruciato gli occhi!                                     . questa piccola! Venite da lontano? . ma in fondo è debole.E' mia sorella .i Tartari ci hanno derubati. va bene! ma la signorina?..Andiamo a Ir uts .. io davanti per guidare. ma se tu vuoi prendere mia sorella sulla " ibit a".E' una ragazza delicata . correrò se è necessario.. tu dunque non sai che ci sono ancora verste e verste prima di arrivare a Ir uts ? . Andiamo. Del resto.rispose questi.Ebbene. La fanciulla era talmente spossata. che Nicola non frustava.Mi chiamo Nicola Pigassof. cadde ben presto in un sonno che rassomigliava piuttosto alla prostrazione. Il cane scese senza farsi pregare.. dove andate? ripeté il giovane. che. rivolgendosi particolarmente a Michele Strogoff. .aggiunse Michele Strogoff. Ebbene. piccolo padre! Stringila quanto vuoi! La " ibit a" si rimise in moto.rispose il giovane con voce commossa.domandò Michele Strogoff. . C'è della scorza di betulla e paglia d'orzo sul fondo. non ti farò ritardare neppure di un'ora. tua sorella. credi a me. venivano almeno risparmiate nuove fatiche a Nadia. . tendendo le mani come per implorare pietà.Oh! piccolo padre. che ritenne prudente di chiamare Nadia ancora con quel nome. Michele Strogoff aveva teso le mani come per cercare quelle di Nicola Pigassof. e che sembrava molto affezionato al suo padrone. .Amico.Sì.Poveri giovani! Tu avrai certamente sentito molto male. Sempre compassionevole. per riguardo al mio cavallo... . con una bella e grossa testa carezzevole. andava a passo d'ambio (1). E' come un nido.E' un nome che non dimenticherò mai più .Bruciato gli occhi! Oh! povero piccolo padre! Io vado a Krasnojars . Tua sorella sederà accanto a te. fu perché il ferro incandescente aveva loro disseccato anche l'ultima stilla! .disse Nicola. sentendosi cullata dal movimento monotono della " ibit a".rispose Michele Strogoff avvicinandosi . non voglio! Signore. .. .

Sì. Attraversarono così il fiume Isims .disse Michele Strogoff. E' forse una consolazione! .Conosce il suono della mia voce! Forse mi domandi questo per sapere da dove vengo? Oh! te lo dico subito. Ero l'impiegato addetto alle trasmissioni. appena Nicola si risvegliava. che offrivano agli sguardi un ampio orizzonte. Vengo da Kolivan. Eri all'ufficio telegrafico? .E' possibile.Molto male . forse! Ma dimmi.Era il giorno in cui un inglese e un francese.Te. e Nicola aveva messo generosamente le sue provviste a disposizione dei due ospiti.Eppure il suono della tua voce non mi è nuovo. piccolo corso d'acqua che divide la Siberia occidentale dalla Siberia orientale. il quale però non diceva niente. Durante le fermate. Ma Nicola e il suo cavallo erano abituati a un'andatura che né l'uno né l'altro avrebbero potuto modificare. ch'egli credeva fratello e sorella. Nadia riacquistò in parte le sue forze. . amico . Pensare che non si potrà più vedere le persone amate! Ma. di notte. la borgata omonima. pensando che quel largo fiume avrebbe forse arrestato i Tartari. Bogostovls oije. si disputavano il posto davanti al tuo sportello.. piccolo padre? No.rispose Nicola sorridendo. e infine la Ciula. la " ibit a" raggiunse la borgata di Acins .Hai pianto? . il cavallo pascolava.rispose Nicola. lentamente senza dubbio. . mai. . Capitava talvolta che. . la cosa migliore è di ignorarli. ma la " ibit a" in questa maniera aveva guadagnato qualche versta sulla sua velocità regolamentare. . il fiume Mariins .tu non mi hai mai visto in qualche parte? . Beri ils oije. guardando bene. La strada correva a volte attraverso immense lande. Nessun incidente                                           . . e l'inglese telegrafò i primi versetti della Bibbia? .E sei rimasto al tuo posto fino all'ultimo momento? . le borgate di Isims oije. altre volte sotto una fitta e interminabile foresta di abeti.E' possibile . . ma io non me ne ricordo! . in fondo.Come! non te ne ricordi? .domandò Michele Strogoff.Ma allora io ti ho incontrato là. loro ci vedono.Ma guarda! . Kus oije.Da Kolivan? . Nicola.Io stavo là.Sì. con grande meraviglia di Ser o. Tutto era deserto. Il viaggio si compiva in condizioni sopportabili.Eh! è proprio in quei momenti che bisogna restare! . della quale sembrava di non arrivare mai alla fine. con tanto di rubli in mano. sempre alla guida. fissando Nicola come se avesse potuto vederlo. Poiché il mio dovere è di dimenticarli. ma regolarmente. . Questa risposta dipingeva Nicola Pigassof.Anch'io avrei pianto. Il cavallo camminava tre ore e riposava un'ora: così giorno e notte.Io non leggo mai i dispacci che trasmetto. Poi. si sarebbe vista la mano di Michele Strogoff cercare le redini del cavallo e fargli prendere un'andatura più rapida. Le borgate erano quasi completamente abbandonate. I contadini erano fuggiti oltre lo Jenisej. . Mancavano ancora centoventi verste per arrivare a Krasnojars . . Frattanto la " ibit a" procedeva pian piano. Dopo una giornata di riposo. i viaggiatori della " ibit a" mangiavano in compagnia del fedele Ser o. La " ibit a" era rifornita per almeno venti persone. quel trotto riprendeva immediatamente il passo d'ambio. Il 22 agosto. Michele Strogoff avrebbe preferito che fosse più rapida. si addormentasse e russasse con una convinzione che testimoniava la calma della sua coscienza. piccolo padre. Nicola si preoccupava che stesse più comoda possibile.rispose Michele Strogoff. Forse in quei momenti.

gli altri lo ascoltavano volentieri.no.notevole era capitato durante il viaggio.Io invece ne sono certo . gli altri due inquieti.Sì.Sì.Non è possibile .rispose Michele Strogoff. Nicola.concluse pacatamente Michele Strogoff. Michele Strogoff e Nadia erano assieme da sei giorni.L'ammazzerei. la " ibit a" arrivava in vista di Krasnojars .mi pare che tu sia poco indignato quando ti si parla di Ivan Ogareff! Ogni cuore russo deve fremere. accidentale nel cavallo (Nota del Traduttore). . pensando al momento in cui avrebbero dovuto separarsi dal loro compagno. verso sera.ma sono gli ultimi giorni dell'estate. E' normale nel cammello. e nessuno aveva cambiato: Nicola sprofondato nella sua calma imperturbabile. Forse i Tartari penseranno di accantonarsi durante la cattiva stagione? Michele Strogoff scosse il capo con aria di dubbio. mi prende la collera. se qualche siberiano compariva all'orizzonte. Una volta l'uno. Andatura dei quadrupedi. una volta l'altra. .Pensi che marceranno su Ir uts ? . qualunque fossero i suoi punti di vista.rispose Michele Strogoff. lo si può ben dire. gli descrivevano i luoghi veduti dalla " ibit a". Il viaggio da Toms era durato otto giorni. dromedario.riprese Nicola .Lo temo . . piccolo padre? . ... e. ..aggiunse Nicola. amico?. Hai sentito parlare di Ivan Ogareff? .Lo sai che non è bene tradire il proprio paese? .Certo. e se l'avessi nelle mani. piccolo padre . . quando si pronuncia quel nome! . non è bene. . giraffa. credo. ..Abbastanza bello. successivo. Egli sapeva se era una foresta o una pianura. e ben presto subiremo i primi freddi dell'inverno.gli rispose.aggiunse Nicola. se c'era qualche capanna nella steppa. Nota 1.Se l'avessi. a quello degli arti dell'altro lato. orso. come avrebbe voluto                 .Non lo credi. C'è con loro un uomo malvagio che non li lascerà raffreddare sulla strada.. Michele Strogoff. ..Credimi.Piccolo padre. 7. Il 25 agosto. amico. . hai ragione. . Quando penso a Ivan Ogareff.. effettuata col movimento sincrono degli arti di un lato. L'autunno è breve in Siberia. Gli piaceva chiacchierare. non è possibile. IL PASSAGGIO DEL JENISEI. vedeva con gli occhi di Nicola e della fanciulla il paese percorso. Se il viaggio non era stato compiuto con maggior celerità. . . Un giorno Michele Strogoff gli domandò che tempo faceva. Nicola non si esauriva mai. io lo odio più di quanto tu potrai mai odiarlodisse Michele Strogoff. che voleva restare indifferente. NOTE.. . al male che ha fatto alla nostra santa Russia.

aveva ora ai suoi ordini duecentocinquantamila uomini. egli si proponeva di andare al posto di Udins . avvenne soprattutto perché Nicola aveva dormito poco. avrebbe continuato a viaggiare con il fratello e la sorella E in chi altro avrebbero essi trovato una guida più sicura. Questa circostanza. se Michele Strogoff non poteva conoscere gli ultimi avvenimenti accaduti dopo la sua partenza. Infatti questo impiegato modello. ed era segno evidente che qualche grave circostanza aveva impedito alle truppe dell'emiro di marciare immediatamente su Ir uts . cercava ora di mettersi nuovamente a disposizione dell'amministrazione. «solo a condizione di trovarvi un impiego». un amico più fidato? La " ibit a" era appena a mezza versta da Krasnojars . c'era stata. Si vedevano sulla destra e sulla sinistra le croci di legno erette lungo la strada all'avvicinarsi della città. perché non voleva lasciarla prima di averla consegnata nelle mani di suo padre.Perché dovrei riscuotere uno stipendio che non mi sono guadagnato? . Le acque del fiume riflettevano gli ultimi chiarori sospesi nell'atmosfera. Questo sembrava inspiegabile. presumibilmente ancora in comunicazione telegrafica con Ir uts . Non c'era dunque probabilità che l'invasione venisse tanto presto arrestata. La " ibit a" s'era fermata.Michele Strogoff era sicuro di trovarsi in condizioni di raggiungere Ir uts nel più breve tempo possibile. Poiché Nicola Pigassof doveva fermarsi in quella città. ora concentrate. Nessun esploratore era ancora comparso sulla strada percorsa dalla " ibit a".cosa che gli sarebbe stata facile . Non gli sarebbe allora rimasto altro che ringraziare Nicola Pigassof e partire immediatamente con Nadia. Lo scontro a Toms era avvenuto il 22 agosto ciò che Michele Strogoff non sapeva ma questo spiegava perché l'avanguardia dell'emiro non era ancora comparsa a Krasnojars il giorno 25. sorella? . nel caso che i suoi servizi non fossero stati utili a Krasnojars .domandò Nicola Strogoff. Così. Del resto. Tuttavia. Un nuovo corpo russo. ai quali governo il russo non poteva ancora contrapporre forze sufficienti. egli riteneva per certo che non gli sarebbero mancati i mezzi di trasporto. e cambiare la " ibit a" con un altro veicolo più rapido. Dopo essersi rivolto al governatore della città e avergli rivelato la sua identità e la sua carica di corriere dello zar . . non avrebbe impiegato più di sessanta ore a percorrere quella distanza. che. sapeva almeno questo: che egli precedeva i Tartari di parecchi giorni e che non doveva disperare di aggiungere prima di loro la città di Ir uts . distante ancora ottocentocinquanta verste (900 chilometri). era piombato su Toms per cercare di riprendere la città. Perciò era stato impossibile accelerare l'andatura del suo cavallo. Nicola aveva deciso di fermarsi a Krasnojars . Ma. con i propri soldati e quelli dei hanati di Ko and e di Kundus. in altre mani. che conta circa dodicimila anime. Erano le sette della sera. Feofar Khan. Per fortuna non si sentiva ancora parlare di Tartari. troppo debole contro le ruppe dell'emiro. .rispose Nadia. Sullo sfondo chiaro del cielo si stagliavano le sagome delle chiese e il profilo delle case costruite sull'alta scogliera del Jenisej. avrebbe dovuto sostituirlo con una guida. a Krasnojars . infatti. Tuttavia. e tutto l'esercito tartaro avrebbe marciato su Ir uts . dopo essere rimasto fino all'ultimo istante al suo posto a Kolivan. Dunque. oppure fino alla capitale della Siberia. in ambedue i casi.ripeteva. avevano dovuto battere in ritirata.Michele Strogoff. come egli disse. radunato in tutta fretta nel governatorato del Jeniseis .Dove siamo.                                                           . .A circa mezza versta dalle prime case .

.Perché temo di svegliare gli abitanti della città col rumore della mia carretta! E con un leggero tocco di frusta.disse a Nicola . Anzi. Non compariva più un essere vivente in questa città. un tempo così animata! L'ultimo telegramma partito dal gabinetto dello zar.Non vi si fa rumore e si va a dormire presto! Michele Strogoff ebbe un presentimento di cattivo augurio. gli orologi delle chiese non scandivano le ore. alla guarnigione. ricavato da una foresta di betulle.Ebbene. Provavano un involontario senso di stupore. E' veramente raro che una città russa non sia rallegrata dal suono delle sue campane! Ma qui c'era il completo abbandono.io non mi guadagnerò mai lo stipendio in un deserto! . Egli non aveva confidato a Nadia tutto quanto egli sperava di fare a Krasnojars .E io non vedo nessuna luce brillare nell'ombra. Dieci minuti dopo. Ma.bisogna riprendere la strada di Ir uts .Bisogna. davvero! . . . Non c'era più un ateniese in questa «Atene del Nord». . ma in cuor suo doveva esserci un moto di rabbia contro la cattiva sorte che lo perseguitava.Buon Dio! esclamò Nicola .Una città molto singolare! .Nessun rumore arriva alle mie orecchie. come la chiama la signora de Bourboulon. Nadia e Nicola percorsero in silenzio le strade della città. non un camino che spanda il suo fumo nell'aria . Michele Strogoff non lasciò trasparire nulla di quanto provava in quel momento. Non una di quelle sue carrozze dallo splendido tiro di cavalli percorreva le strade eleganti e spaziose. e di rifugiarsi a Ir uts . vestita secondo l'ultima moda francese. ed era per questo che non restava più un essere vivente a Krasnoiars . Krasnojars era deserta. agli abitanti indistintamente. amico . Ser o abbaiò un poco. Il governo moscovita voleva fare il deserto davanti agli invasori. prima che la linea fosse interrotta. .aggiunse Michele Strogoff.Ma è dunque una città addormentata? . Non un passante sui marciapiedi costruiti alla base delle sue magnifiche case di legno. benché non comprendesse ancora perché il suo compagno avesse tanta premura di arrivare a Ir uts . Nicola incitò il suo cavallo. Ora temeva che tutte le sue speranze andassero ancora una volta deluse! Ma Nadia aveva indovinato il suo pensiero. dove contava di trovare i mezzi per proseguire sicuro il suo viaggio. di portarsi via tutti gli oggetti di valore o che avessero in qualche modo potuto tornare utili ai Tartari.aggiunse Nadia. . d'abbandonare Krasnojars . Lo stesso ordine era stato dato a tutti gli abitanti delle borgate della provincia.disse Nicola. .. neppure per un istante. .si era egli accontentato di risponderle. Nessuno pensò di discutere. per compiere la sua missione. . di aspetto monumentale! Non una elegante siberiana.perché non camminiamo? .Il telegrafo deve ancora                                   . gli occorreva trovare a Krasnojars un mezzo rapido di trasporto.rispose Nicola. entrava nella via principale.Amico .Ho giurato di arrivare a Ir uts . ora che non aveva più la lettera imperiale. . aveva dato ordine al governatore della città. Michele Strogoff. questi ordini alla Rostopsin (1). che si prolungava fino sulla sponda del Jenisej! La campana grande della cattedrale era muta. e la " ibit a" discese a piccolo trotto la strada che s'inoltrava in Krasnojars .disse Nadia. un giorno l'aveva interrogato al riguardo. perché le sue speranze erano ancora una volta cadute. L'unico rumore in quella città morta era quello prodotto da loro. passeggiava in mezzo a quel meraviglioso parco. Essi furono eseguiti.

Perdonami.domandò Michele Strogoff. . scorrevano con violenza torrenziale. molto alte in quella stagione.Non vedi ancora la superficie del fiume. e rivolgendosi a Michele Strogoff: . . . Sapeva che la sua larghezza è considerevole. . Nadia e Nicola non ebbero bisogno di cercare molto per trovare un luogo dove riposare. e come se avesse potuto vedere. la ripa dominava da un centinaio di piedi il corso del Jenisej. passandosi la mano sugli occhi. prima dell'alba.rispose Michele Strogoff. perché non poteva prendere sonno. . attaccata la " ibit a". . che le rapide sono violente tra le isole...La nebbia è ancora fitta sul fiume. ed è necessario vederci!. le barche e i traghetti erano stati distrutti per ritardare la marcia dei Tartari? Egli conosceva il Jenisej. L'indomani. il passaggio del Jenisej richiede non meno di tre ore. Non c'era che qualche mucchio di foglie. quando la " ibit a" arrivò sulla riva sinistra.Si schiarirà! Guarda! ecco che tira la brezza! comincia a spazzare la                       .disse Nicola. Nicola l'aveva sentita. Si poteva dunque esplorarlo per un buon tratto. Michele Strogoff era vivamente preoccupato. Tutti e tre rimasero in ascolto. Partiamo.. dove il fondale interrompe la corrente. . Il sole saliva rapidamente sull'orizzonte. . e là. Le provviste della " ibit a" non erano esaurite. Cominciava a farsi giorno. . appesa al muro. delle vetture e dei cavalli. amico. attendendo che il banco di nebbia si levasse. per mezzo di quei traghetti appositamente attrezzati per il trasporto dei viaggiatori. Domani sarà giorno! si farà giorno! Michele Strogoff. Prenditi dunque qualche ora di riposo. In quel luogo.. 26 agosto. Come attraversare il fiume se.La nebbia comincia a diradarsi.E' appena giorno.Ahimè! la notte e il giorno sono davvero uguali per te! .Hai ragione aggiunse Nicola. . da sotto la nebbia veniva un sordo muggire delle correnti e controcorrenti che si scontravano. dopo essersi inginocchiati davanti ad una icona della Panaghia (2). fratello.Non preoccuparti. come sarebbe passata la " ibit a" da una sponda all'altra? «Passerò in qualsiasi modo!» pensò Michele Strogoff. La prima casa della quale aprirono la porta era vuota. Infatti. girando avidamente gli occhi da una parte e dall'altra. come era probabile. Ora. . fratello . per un'abitudine meccanica.Vedete un traghetto? domandò Michele Strogoff. .Avendo te come guida. il cavallo dovette accontentarsi di questo magro cibo. come tutte le altre.Un po' di pazienza. e i primi raggi avrebbero tra poco dissipato quei vapori. In mancanza di meglio.Vederci! . pensando al suo compagno cieco.Ebbene? .Ma io la sento rumoreggiare . In circostanze normali. mancando le imbarcazioni. Le acque. posso ancora muovermi. e ognuno prese la sua parte. . e ancora illuminata dall'ultima fiammella d'una lampada.rispose Nadia.Non ancora. Nicola e la fanciulla si addormentarono.rispose Michele Strogoff. mentre Michele Strogoff vegliava. e non si vede ancora l'acqua. e soltanto superando gravi difficoltà i traghetti raggiungono la riva destra. .Abbiamo il Jenisej da attraversare. . Anche Nadia si riposi. sorella? .rispose Nadia e la luce vi penetra già. dove sbucava un grande viale del parco.funzionare a Udins e Ir uts . . piccolo padre? . per averlo già attraversato parecchie volte. piccolo padre . piccolo padre .rispose Michele Strogoff. attraversavano il parco di betulle per raggiungere la sponda dello Jenisej.Aspettiamo domani .disse. Poi.mormorò Nadia. senza dubbio.

I tiepidi raggi del sole hanno condensato quel banco di nebbia. Se i Tartari non facevano giungere dal sud il materiale necessario per costruire un ponte di barche.nebbia. . Al di là si stagliavano le alte colline della riva orientale. Nicola ne apriva una. e quale disgrazia per te di non poter contemplare un tale spettacolo! .rispose Nicola.disse Michele Strogoff. da salici e da pioppi. mio povero cieco. Erano capanne di povera gente.Nessuna . né sulle sponde delle isole. Una barca. né sulla riva sinistra né su quella destra. Era una specie di villaggio costruito nella parte bassa di Krasnojars . coperte da ontani. . amico. risaliamo il corso del fiume. Ma sul greto non c'era nessuna imbarcazione. ancora sul fiume. verso le ultime case di Krasnojars . La visuale in quel punto era molto vasta. Ma non c'era nessuna imbarcazione. Le ricerche continuarono. Amico. Anche Michele Strogoff entrava qua e là e cercava di riconoscere con la mano qualche oggetto che gli potesse tornare utile. e si disponevano ad abbandonare le ricerche. dove le ultime case scendevano fino al livello del fiume. formava due bracci di ampiezza differente.Ora mi ricordo . Michele Strogoff interrogò Nicola. Bastava sospingere le porte.Guarda bene. sarebbero bastati. quando si sentirono chiamare. Vennero frugate tutte le case costruite lungo la sponda e abbandonate come le altre di Krasnojars . entrarono nella capanna. Quel meraviglioso panorama si allargava intorno ed era visibile su un perimetro di cinquanta verste.Cosa c'è qui? . il Jenisej si prolungava a perdita d'occhio. completamente vuote. E' là che accostano i traghetti. .gridò.domandò Michele Strogoff. A monte e a valle.concluse Michele Strogoff. .domandò Michele Strogoff. Nadia aveva preso per mano Michele Strogoff e lo guidava con passo svelto. In mezzo ai due bracci c'erano molte isole. su questa riva o sull'altra opposta. Vola via. Ah! com'è bello. neppure il materiale per costruire una zattera sufficiente per tre persone. Nicola e la fanciulla. tutti e tre avevano raggiunto il porticciolo d'imbarco. . o almeno i suoi viaggiatori. quasi certamente la loro marcia su Ir uts sarebbe stata arrestata per un certo tempo dalla barriera del Jenisej. Nadia ne ispezionava un'altra. e Michele Strogoff non avrebbe esitato a tentare il passaggio! Venti minuti dopo. Le alte colline della riva destra mostrano già i filari d'alberi.Passeremo . un battello. nessun canotto legato alla palafitta dell'imbarcadero. . le cui cime s'imporporavano allora di luce. Tutti e due ritornarono sulla sponda e videro Michele Strogoff sulla soglia di una porta.Più a monte. che sembravano altrettante navi verdeggianti. toccando con la mano               . aggrappandosi alle ultime betulle della ripa. Il Jenisej largo non meno di una versta e mezzo.Vedi qualche barca? . ciascuno per proprio conto. La nebbia se ne va.Venite . un canotto di scorza! Nicola e Nadia. e questi gli diede la scoraggiante risposta che la traversata del fiume gli sembrava assolutamente impossibile. Nicola e Nadia corsero verso di lui e. coronate da foreste. Tutto era stato portato via o distrutto secondo gli ordini. un semplice traghetto abbastanza grande per trasportare la " ibit a". e vedi se per caso qualche barca non sia stata dimenticata sulla riva. Nicola andò subito nella direzione indicata. una barca. . più lontano che puoi. s'erano affacciati al di sopra del fiume. c'è un porticciolo d'imbarco. avevano invano rovistato nelle capanne. percorsi dalle rapide acque. seguendolo.

La traversata del Jenisej si sarebbe dunque effettuata senza gravi difficoltà. Ma questo non aveva importanza. cominciando a vuotare gli otri e a trasportarli fino alla " ibit a". I tre passeggeri. e sosterremo anche il cavallo con questi otri. . e ben presto la " ibit a". . forse non in linea retta.disse Nicola. Nadia? .Non avrai paura.Prima passiamo. fratello .Io! . fu irresistibilmente trascinata in uno di questi vortici.Mettine uno da parte . dirigeva obliquamente l'animale.e. piccolo padre . .diversi oggetti accatastati in fondo a una cantina. .Ben pensata. che è abbastanza larga per galleggiare. furono impiegati come galleggianti. assicurati ai fianchi del cavallo. tra le ruote. che viene giusto a proposito per rifornire le nostre provviste! Il " umis" è una bevanda ottenuta con latte di giumenta o di cammella..gli disse Michele Strogoff.No. mentre gli altri. chiusi con molta cura dopo essere stati gonfiati d'aria.Non importa! . . perché la corrente è rapida! . . . . .Io realizzo finalmente uno dei miei sogni: navigare in carretta! In quel luogo la sponda scendeva dolcemente e favoriva la calata della " ibit a".rispose la fanciulla.Subito.Sono otri! . sicché Nicola non poteva che felicitarsi per la scoperta. l'acqua non arrivava neppure alle caviglie Michele Strogoff teneva le redini del cavallo e.Sono pieni?. sulla superficie delle acque vorticose si formavano molti gorghi. La " ibit a" non procedeva più obliqua                                               . Ma. . con l'aiuto di Dio. ebbero lo scopo di assicurare la linea d'immersione della cassa. e ben presto quella macchina e il suo motore galleggiarono sulla superficie del fiume. . . Quanto a Ser o s'era messo a nuotare con bravura.gridò Nicola ..All'opera! .domandò Michele Strogoff.gridò Nicola.rispose Nicola .Sarà la " ibit a" stessa. e poi sapremo ancora ritrovare la strada di Ir uts al di là del fiume.ma vuota tutti gli altri. . malgrado tutti gli sforzi di Michele Strogoff per farla deviare.E la zattera? . Il pericolo divenne grave. Andava un po' alla deriva verso nord. ma grazie agli otri. arriveremo a buon porto. legati alle stanghe della " ibit a".E tu. . anche su un natante improvvisato come quello.Sì.Ecco che cosa ci servirà per attraversare il Jenisej. bibita nutriente e anche stimolante. Due altri.e ve ne sono sicuramente una mezza dozzina! . Del resto la sosterremo noi. amico? . erano destinati a sostenerlo sulla superficie del fiume. seguendo le indicazioni date da Nicola. Fu riservato un otre pieno di " umis". per sfortuna. Il cavallo la tirò fino al pelo dell'acqua..rispose Michele Strogoff. perché non voleva che si stancasse a lottare contro la corrente. Due otri. se la corrente si fosse mantenuta regolare. in piedi sulla cassa. che si trasformava così in zattera. s'erano scalzati per precauzione. ed era ormai evidente che avrebbe accostato all'altra riva molto a valle della città. piccolo padre.. ma favorendolo. e in pochi minuti la " ibit a" aveva oltrepassato la banchina di Krasnojars . pieni di " umis". tutto andò bene. Questo lavoro fu ben presto ultimato. Finché la " ibit a" seguì il filo delle acque.

subì alterne vicende. Non disse una parola. oppure disprezzo del pericolo. Ser o aveva dovuto trovarsi un punto d'appoggio sulla " ibit a". coraggio. il passaggio del Jenisej era stato ancora quello effettuato con minor difficoltà. il traghetto che lo trasportava assieme a Nadia era stato assalito dai Tartari. attraversata l'isola per tutta la sua larghezza sotto una galleria di magnifiche betulle. Nota 2. toltisi gli abiti che potevano imbarazzarlo. Sull'Irtis.                           . Il cavallo tirò la carretta sulla riva.Quello che è stato soltanto difficile per noi.gridò Nicola.Evviva! . poi. La velocità diventava pericolosa. ostacolavano seriamente le comunicazioni. Non c'erano gorghi che interrompessero la corrente del fiume in questo secondo tratto. e fu concessa un'ora di riposo al coraggioso animale. oppure indifferenza? La vita non aveva alcun valore per lui? e. si gettò in acqua. Con le mani aggrappate alle sponde della carretta.. I grandi corsi d'acqua del territorio siberiano. La " ibit a" veniva dunque trascinata in quel gorgo e il cavallo era ai limiti della resistenza. Uomo politico russo (1763-1862). che riuscì a tirarlo fuori dal raggio di attrazione. la " ibit a" aveva attraversato il braccio maggiore del fiume e si accostava alla sponda di un isola. e dalla quale non poteva uscire. che la " ibit a" toccò la riva destra oltre cinque verste a valle. quando sbarcò sulla riva destra del fiume. Ad un tratto Michele Strogoff. la " ibit a" si trovò sulla sponda del braccio minore del Jenisej. come un cavallerizzo sulla pista d'un circo. sicché la " ibit a". andò alla deriva con nuova velocità. . volenti o nolenti. Soltanto due ore dopo aver lasciato l'imbarcadero.Non sarebbe stato così divertente se non fosse stato così difficile! . Il cavallo riusciva appena a tenere la testa fuori dall'acqua e rischiava di annegare nel gorgo. non seguiva la corrente. Si sentì trascinare in una spirale che si restringeva a poco a poco. Era troppo tardi! Nadia taceva. Poi. Tutta santa: è l'appellativo dato a Maria Vergine nella Chiesa ortodossa (Nota del Traduttore). si sosteneva contro i movimenti disordinati dell'apparecchio. Insomma. amico. non si rendeva conto della gravità della situazione? Era indolenza la sua.verso la riva orientale. . oltre sei verste a valle dal punto di partenza. sui quali non era ancora gettato nessun ponte. Michele Strogoff intuì che cosa stava accadendo. dopo che il suo cavallo fu colpito da una pallottola. Questa nuova traversata fu compiuta con maggiore facilità. che s'inclinava sempre più verso il centro della depressione. impugnando con mano vigorosa la briglia del cavallo spaventato. Erano stati tutti più o meno funesti a Michele Strogoff. . il suo volto sorridente non si smentì un istante.. E Nicola. per meglio evitarlo. secondo l'espressione degli Orientali. ma la corrente era talmente rapida.sarà forse impossibile ai Tartari! NOTE. subito ripresa dalla corrente rapida. per undici verste. in tutto. gli diede un tale strappo. Era andata alla deriva. bisognava abbandonare al sesto? In ogni caso. I suoi occhi avrebbero voluto vedere il pericolo. era soltanto "un albergo da cinque giorni" che.rispose Michele Strogoff . Nota 1. girava su se stessa con molta rapidità.esclamò Nicola fregandosi le mani. inclinandosi verso il centro del risucchio. . era sfuggito soltanto per un miracolo ai cavalieri che lo inseguivano. fu anche governatore di Mosca nel 1812 (Nota del Traduttore). Sull'Ob.

talvolta foreste di pini o cedri per un tratto di cento verste. vaste zone d'ombra che li difendono contro gli ardori del sole. Era il deserto e. e quando i soldati dell'emiro fossero arrivati a Krasnojars . difficile a costruirsi. Meno scossoni per i viaggiatori. Qui l'autunno dura poco. La strada era buona e. Non c'erano né temporali né piogge. come sappiamo. non era mai stato meglio. Là non avrebbero trovato nessun mezzo di comunicazione pronto tra le due rive del Jenisej. le notti fresche. almeno nel tratto tra Krasnojars e Ir uts .Decisamente . fino a quando un ponte di barche. gli aveva confidato che Nadia e lui andavano a raggiungere il loro padre. si doveva tenere da conto quel cavallo. Dappertutto borgate abbandonate. Questo viaggio era per lui una passeggiata.diceva . dopo avere piegato obliquamente verso sud-est per una quindicina di verste. ma l'aria. ritrovò e riprese la grande strada tracciata attraverso la steppa. Ma quel ricco paese era allora disabitato. e che avevano molto fretta di arrivarvi. Per arrivare a questo risultato. UNA LEPRE CHE ATTRAVERSA LA STRADA. tra i quali predomina il tipo slavo. s'erano a poco a poco rimessi dalle fatiche passate. Per la prima volta dopo il funesto incontro con Ivan Ogareff a Oms . che è quello di Edimburgo e di Copenaghen. il cui orizzonte si confonde con il cielo. Michele Strogoff poteva finalmente sperare che la strada fosse libera fino a Ir uts . Aveva distanziato i Tartari. La " ibit a".questa vita è migliore che a restare dodici ore al giorno inchiodato su una sedia. Si avvicinavano infatti i primi giorni di settembre. mentre le temperature che si aggirano sui venti gradi centigradi sotto zero sono considerate insopportabili. si riscaldava ormai più difficilmente ai raggi del sole. il corriere dello zar si sentì meno inquieto e sperò di non trovare altri ostacoli al raggiungimento della sua meta. trattenuti a Toms . Non e più l'immensa steppa. e in quella regione molto settentrionale l'arco diurno si accorciava visibilmente sull'orizzonte. rinfrescata durante la notte. a manovrare un manipolatore! Michele Strogoff aveva tuttavia ottenuto che Nicola imponesse un'andatura più rapida al suo cavallo. . Gli inverni della Russia asiatica. Più nessuno di quei contadini siberiani. non avrebbero trovato altro che una città abbandonata. Il tempo era dunque favorevole ai viaggiatori. poiché con                           .8. La temperatura era moderata. Il tempo era bello. Certo. il deserto fatto per ordine imperiale. Ciò avrebbe significato un ritardo di alcuni giorni. non avesse aperto loro il passaggio. era considerata la migliore di tutto il percorso. Quanto a Nicola Pigassof. e. sono molto precoci. quantunque questa parte del territorio siberiano sia situata appena sopra il cinquantacinquesimo parallelo. una piacevole escursione durante la quale trascorreva le sue vacanze di impiegato senza posto. esiliato a Ir uts . La salute di Nadia e Michele Strogoff era buona. dopo la loro partenza da Toms . durante i quali la colonna del termometro si abbassa fino al punto di congelamento del mercurio (1). Talvolta l'inverno succede improvvisamente all'estate.

Non c'è bisogno di dire che le tappe regolamentari furono rispettate. il piccolo fiume che taglia la strada al di là di Kams . tanto più che vi esisteva una stazione telegrafica. che vedeva diminuire le sue provviste. Era stato convenuto con questa coraggiosa bestia. E' questa una città poco rilevante. nessun albergo in funzione. ma. Nicola s'era arreso a queste ragioni. e senza troppe difficoltà. concedendogli delle tappe abbastanza frequenti . La " ibit a" attraversò a guado. la giustizia vuole che si rispettino i patti. Del resto. la tappa fu molto lunga. la cui croce dorata risplende al sole. Gli ordini del governo moscovita erano stati eseguiti con un rigore assoluto. non c'era più da temere ostacoli da parte di corsi d'acqua considerevoli. Non un cavallo nelle scuderie. il cavallo era robusto e.molta probabilità non se ne sarebbe trovato un altro per sostituirlo. non è vero? Poi. quando le sue braccia si apriranno per accogliervi! Se vado fino a Ir uts (come ormai mi sembra molto probabile). che passa per Ir uts . Del resto. quella di Ribins . quando i suoi occhi vi rivedranno. Non un animale domestico nella steppa. Nessun cambio. il 28 agosto. Il viaggio non avrebbe dunque subìto ritardi per questa ragione. trentacinque verste più avanti. Quanto non era stato portato via. sia pure con un animale. Uscendo da Kams . prima di Ir uts . chiesa deserta. a ottanta verste da Krasnojars . le cui case di legno sono pittorescamente raggruppate attorno a una piazza. Dunque. piccolo affluente del Jenisej. Case vuote. Michele Strogoff spiegò a Nadia e a Nicola che avrebbero trovato una sola cittadina di qualche importanza.per esempio ad ogni quindicina di verste si potevano facilmente percorrere sessanta verste in ventiquattro ore. mi permetterete di essere presente a questo incontro. e. ci si sarebbe attirati qualche giusta protesta da parte del cavallo».Ma penso anche quale dolore proverà. che si sarebbe riposata ogni quindici verste. Niznij Udins . diceva Nicola. ma è dominata dall'alto campanile della sua cattedrale. Nicola rispose che lo sapeva. Sì. a quaranta verste da Balais . eccetto forse il Din a. Niente gli sembrava più raccomandabile. Il giorno dopo. per cercarsi là qualche occupazione. Di conseguenza. picchiandosi la fronte: . era risultato che la " ibit a" andava più veloce e. la " ibit a" raggiunse Biriusins nella mattina del 4 settembre Qui. Nicola. quando saprà che suo figlio è cieco! ah! come vanno uniti il bene e il male in questo mondo! Alla fin dei conti. e il 29. bagnata dal fiume dello stesso nome. l'erba era abbondante e gustosa. secondo i calcoli di Michele Strogoff. egli sarebbe stato obbligato ad andare fino alla capitale della Siberia orientale. tra il Jenisej e il prossimo suo grande affluente. Così diceva a Nadia sorridendo: . se anche Niznij Udins era abbandonata come Kams . che scende dai monti Sajans . l'Angara. arrivavano a Kams . Dunque. I buoni pascoli non gli mancavano lungo la strada. era stato distrutto. faceva ora da dieci a dodici verste all'ora. circa centotrenta verste.Bontà divina! che gioia proverà il signor Korpanoff. borgata più considerevole. molto adatto a sopportare le lunghe fatiche. quando si contratta. Era stato molto commosso della situazione di quei due giovani che andavano a condividere l'esilio del loro padre. per la sua stessa razza. per una circostanza fortunata. «senza di che. Da Kams alla prossima borgata. era possibile chiedergli un aumento di lavoro. Dopo avere attraversato il piccolo fiume Birjusa. i viaggiatori oltrepassarono la borgata di Balais . trovò in un forno abbandonato una dozzina di                                                     .

il cui volto sorridente s'era d'improvviso oscurato. Ne diede uno a Michele Strogoff.domandò Michele Strogoff. sarebbe giunto alla presenza del granduca. cadeva talvolta in un lungo mutismo.ma per me! Poi riprese: . e una buona quantità di riso cotto in acqua.disse Nadia. . Dietro a loro. Tuttavia. Prende a questo punto la linea più breve per arrivare alla capitale della Siberia orientale.rispose Nicola. . una lepre attraversò la strada. la credenza popolare vuole che sia segno di disgrazia vicina.Non c'è nulla da temere."pogacias". Qui. Questa provvista arrivò giusto in tempo ad unirsi alla riserva di " umis". la strada di Ir uts segue quasi parallela il cinquantacinquesimo grado di latitudine. 6 settembre. Michele Strogoff comprese l'esitazione del suo compagno. . Ir uts era ancora distante appena cinquecento verste. trenta passi davanti alla " ibit a". e Nadia doveva faticare per tirarlo fuori.Niente per te né per lei. amico . benché condividesse assolutamente la sua credulità riguardo alle lepri che attraversano la strada. aveva fermato la " ibit a". la strada fu ripresa nel pomeriggio del 4 settembre.domandò preoccupato Michele Strogoff. a dispetto dello spiacevole presagio. ma all'uscita da Birjusins . piega obliquamente verso sud-est. deserto come era tutta la contrada circostante.disse Nicola. piccolo padre . In Russia.rispose Nicola.Ma neanche io ho visto niente . io ho visto!. dieci al massimo.. superando le ultime rampe dei monti Saians . che fino allora non era mai restato un'ora senza parlare. e che in otto giorni. ed è una fortuna per te. Il cattivo presagio lo aveva colpito più di quanto si potrebbe credere.Tanto meglio! Tanto meglio! Ma io.. così lui. La " ibit a" era appena a settantacinque verste da Niznij Udins . come un cieco messo in guardia al minimo rumore. A partire da E aterinburg.Una lepre che ci ha attraversato la strada! . la giornata trascorse senza incidenti.. e tenne l'altro per sé. non era riuscito a riprendere il suo buon umore abituale..Che cosa? . per tutta la giornata. . niente segnalava ancora l'avanguardia tartara. Il giorno dopo.esclamò Nicola. i cui superstiziosi antenati sono stati i fondatori della mitologia degli iperborei. Queste montagne non sono altro che una derivazione della grande catena degli Altai. e cercò di rassicurarlo.. che servono ai cacciatori siberiani.Non hai visto?. Uscendo da Birjusins .gli disse. Nadia trovò due di quei coltelli dalla lama solida. di cui la " ibit a" era provvista fino da Krasnojars . questo lo so. E rimise il cavallo al trotto. sulla soglia di una casa. Nicola.. quando una lepre attraversa la strada a un viaggiatore. . amico? . piccolo padre! . in maniera da tagliare di sbieco il centesimo meridiano.E' il destino. . . Nicola. . Michele Strogoff era dunque convinto che il suo viaggio non avrebbe più avuto ostacoli. specie di dolci preparati con grasso di pecora. a mezzogiorno la " ibit a" fece sosta al borgo di Alsalevs . . .Che cos'hai. che è visibile a una                                             .Ah! no! tu non puoi vedere. il quale lo nascose sotto il vestito. superstizioso come lo sono la maggior parte dei russi.Ah! . Tali sintomi erano veramente quelli di uno spirito impressionato. Poi aggiunse: . e ciò si spiega riflettendo che quegli uomini appartengono alle razze del Nord. Dopo una conveniente sosta.

Sì. Il cavallo si rifiutava di proseguire. la " ibit a" si fermò. Era il cadavere di un "mugi ". Ma allora chi erano dunque questi nuovi invasori? e per quale strada traversa della steppa avevano raggiunto la grande strada di Ir uts ? Con quale nuovo nemico si sarebbe incontrato il corriere dello zar? Michele Strogoff non comunicò né a Nicola né a Nadia le sue apprensioni. di foreste intaccate dall'ascia. e più d'uno. se il territorio dopo Krasnojars era stato rispettato nei suoi prodotti naturali. fecero pensare che la serie delle prove non era forse ancora terminata per loro. partiamo! gli disse. sarebbe ritornato indietro. trasportò il cadavere sul ciglio della strada. Sui muri si vedevano i segni delle pallottole. Durante il giorno successivo. Malgrado la sua rassegnazione un poco fatalista. che nessun ostacolo per quanto grande. Alcune case delle borgate abbandonate bruciavano ancora. egli era talmente deciso a continuare la sua strada.Che c'è? . le praterie che si estendevano ai lati della strada erano devastate. fu costatato sempre meglio il passaggio recente di una numerosa truppa di cavalieri e di fanti. soltanto di campi calpestati dagli zoccoli dei cavalli. orribilmente mutilato e già freddo. Del resto. Molti russi avrebbero pensato come lui. . correva! Si sentiva che Nicola non pensava più a risparmiare il suo cavallo. egli non si riteneva più al sicuro se non entro le mura di Ir uts . perché questi non avrebbero potuto passargli avanti senza che se ne fosse accorto. lo avrebbe arrestato.Partiamo. infatti. se una lepre gli avesse attraversato la strada. affinché gli animali carnivori della steppa non dilaniassero quei miseri resti. Eppure bisognava continuare per quella strada fino al momento in cui                                       . altre mezzo bruciate. durante il giorno 8 settembre. amico. Tuttavia alcune osservazioni che egli fece. e che anche lui aveva fretta di arrivare. trovarono a decine i cadaveri distesi al suolo.rispose Nicola. Poi. Le poche case sparse lungo la strada non erano più soltanto vuote: alcune erano state in parte demolite. se Nicola avesse voluto rendere gli estremi onori a tutti i morti che d'ora in poi avrebbe trovato sulla grande strada siberiana. aiutato da Michele Strogoff. . La " ibit a" correva dunque su questa strada. Alla fine. e delle quali Nadia controllò la verità riferendole a Michele Strogoff. le foreste portavano ora chiare tracce del fuoco e del ferro.distanza di duecento verste. Immaginiamo quali fossero le preoccupazioni di Michele Strogoff. Non si trattava più. Nicola si fece il segno della croce. Del resto.domandò Michele Strogoff.Non possiamo attardarci neppure un'ora. sotterrarlo molto profondo. E la " ibit a" riprese la marcia. e tuttavia era impossibile che fossero i soldati dell'emiro. Furono viste colonne di fumo all'orizzonte. non volendo impressionarli. tirando le redini del suo cavallo. Avrebbe voluto dargli una sepoltura decente. Ser o abbaiava lamentosamente. Non aveva più dubbi che questa parte di strada fosse stata percorsa di recente da un corpo di Tartari. Più tardi avrebbe giudicato sul da farsi. La " ibit a" proseguì con precauzione. e certamente l'incendio era stato appiccato non prima di ventiquattro ore. non ci sarebbe riuscito! Nelle vicinanze di Niznij Udins . ma Michele Strogoff non gliene lasciò il tempo. Trenta verste prima di Niznij Udins erano chiaramente visibili i segni di una devastazione recente ed era impossibile attribuirli ad altri fuorché ai Tartari. . ed era evidente che era passato di là un numeroso contingente di truppe. Infatti. . che era sceso dalla " ibit a".Un cadavere! .

Nadia e Nicola. Nicola indicò all'orizzonte gli alti campanili delle chiese di Niznij Udins .disse Michele Strogoff. cadde fulminato. tanto dai discorsi tenuti in quel momento davanti a lui. Era impossibile sapere in quali circostanze orribili s'erano svolti gli avvenimenti. senza cadere nelle mani degli invasori.Fratello. Erano coronati da immense volute di vapori che non erano certamente nubi. trattenuto ancora al di là del Jenisej. colpito alla testa. non avrebbe tentato. quanto dai brani di conversazione ch'egli colse più tardi. erano stati abbandonati al saccheggio e al fuoco. Facevano parte d'una terza colonna.sarebbe stato impossibile proseguire. ma se. Ecco. Nello stesso istante. verso le quattro della sera. per un motivo inspiegabile. se era assolutamente necessario. Una pallottola sibilò. la città brucia. Ma. . Infatti. dopo                       . non una città. quando un colpo di arma da fuoco esplose sulla destra. è fumo! . l'esercito di Feofar si sarebbe congiunto quanto prima con questa colonna in prossimità di Ir uts .esclamò Nadia. Stava dunque per proporre a Nicola di abbandonare la grande strada e. del resto. erano caduti prigionieri e venivano trascinati rapidamente verso Niznij Udins . e sempre devastazione e stragi si accumulavano ad ogni borgata. non una borgata rimanesse di rifugio ai soldati dell'emiro? E Michele Strogoff doveva fermarsi? o doveva continuare la sua strada? Egli era indeciso. poteva ascoltare ciò che i nemici dicevano e capirli. era fin troppo evidente. Ma anche se avesse avuto l'uso degli occhi. Probabilmente gli incendiari avevano trovato la città abbandonata e la bruciavano. se non vedeva. Nicola e Nadia guardavano e riferivano a Michele Strogoff il risultato delle loro osservazioni. qualunque fossero le fatiche di un viaggio attraverso la steppa. Bagliori fuligginosi apparivano in mezzo a quei vapori. dopo avere considerato il pro e il contro. Sarebbe stato correre incontro ad un massacro. pensò che non doveva rischiare di cadere una seconda volta nelle mani dei Tartari. dalla loro parlata. Questi soldati non erano agli ordini diretti dell'emiro. Questa colonna. . e il cavallo della " ibit a".Andiamo avanti con prudenza . composta più particolarmente di Tartari dei hanati di Koland e di Kundus. Infatti. dopo il Jenisej. non aveva potuto pensare a difendersi. Non si vedeva nessun fuggiasco. Il sangue delle vittime non era ancora completamente congelato. Quei turbini diventavano sempre più spessi e salivano nel cielo. Non avendo visto i nemici. Tuttavia. ciò che Michele Strogoff apprese. i cui nomi indicano che sono stati fondati da esiliati polacchi. si doveva ad ogni costo aggirarla. Tutti quei villaggi. . i Tartari la occupavano. riprenderla soltanto dopo avere aggirato Niznij Udins . capì che erano soldati tartari e che precedevano l'esercito degli invasori. Bisognava prendere una decisione. Michele Strogoff.Quelle non sono nubi. non aveva perduto il suo sangue freddo. Michele Strogoff. Non restava più un solo essere vivente per raccontarlo. sbucarono sulla strada una dozzina di cavalieri e circondarono la " ibit a". Ma erano i Tartari che facevano tutto questo? o erano i Russi che obbedivano a un ordine del granduca? Il governo dello zar aveva voluto che dopo Krasnojars . senza strade tracciate. senza avere avuto il tempo per riprendersi. si poteva attraversarla senza pericolo. Se la città era abbandonata. ma andiamo avanti! Fu percorsa un'altra versta. Quel giorno. L'itinerario non fu dunque modificato. in questo attacco improvviso. per consiglio di Ivan Ogareff e allo scopo di assicurare il successo dell'invasione delle province dell'est.

completamente isolata. a volte usciva di strada. che costituisce la caratteristica delle guerre tartare. questo ufficiale aveva affidato alla corrente una flottiglia di barche. s'era visto quello spaventoso cumulo di rovine. che potevano essere estremamente                                   . rassegnato come sempre. ma deciso a cogliere tutte le occasioni di fuga. abbandonato a se stesso. Michele Strogoff. Ma che cosa potevano fare? Essi non parlavano la lingua dei Tartari. Non si fermarono in città. Nadia. sia come materiale per un ponte. in previsione di quanto fosse avvenuto a Krasnojars per ordine dello zar. questa terza colonna. ebbero l'idea di cambiare il cavallo montato da Michele Strogoff con un altro che era cieco. e i Tartari.avere attraversato la frontiera del governatorato di Semipalatins ed esser passata a sud del lago Bal hash. per conseguenza.Arriverò! Mezz'ora dopo l'assalto dei cavalieri tartari. I Tartari s'erano accorti che uno dei loro prigionieri era cieco e la loro barbarie naturale li indusse a prendersi gioco di quello sventurato. permettessero a Feofar di riprendere sulla riva destra la grande strada di Ir uts . e per facilitare il passaggio del fiume alle truppe dell'emiro. sarebbe stata soltanto questione di tempo. le quali. L'animale. che era in fiamme e abbandonata anche dagli ultimi predatori. Perciò imminente assedio di Ir uts . era avanzata ai piedi dei monti Altai. Michele Strogoff. Questa era la situazione a quella data. Il fedele cane li aveva seguiti. Michele Strogoff fu dunque informato di tutto questo: arrivo davanti a Ir uts di una terza colonna di Tartari. ma da lontano. per una raffinatezza della loro barbarie. a volte urtava contro qualche albero. e il loro intervento fu spietatamente respinto.Ma forse quel russo ci vede! Questo avveniva a sessanta verste da Niznij Udins . e le sue labbra non mormorarono altre parole che questa: . Saccheggiando e devastando. sia come imbarcazioni. per niente scossa nella sua fede in Michele Strogoff. al comando di un ufficiale del han di Kundus. Si comprende quali pensieri assalirono Michele Strogoff! Chi si meraviglierebbe se. l'avevano già abbandonata per andare ad occupare le prime posizioni davanti a Ir uts . lo spinsero al galoppo. Ne seguivano ingiurie. Qui. e per i difensori della sua capitale. che non era mantenuto in strada dal cavaliere. Entro breve tempo. anche cadute. Il cavallo di Michele Strogoff. usciva spesso dai ranghi e portava disordine nel distaccamento. Poi. Quei soldati. tra le borgate di Tatan e di Scibarlins oije. a colpi di pietre. la cui resa. fu la riflessione di uno di quei cavalieri. relativamente pochi di numero. a colpi di frusta. indifferente in apparenza. in numero di cinquantamila. e prossimo congiungimento dell'emiro e di Ivan Ogareff con il grosso delle loro truppe. sarebbero stati raggiunti dalle truppe dell'emiro. dal quale Michele Strogoff aveva sentito dire: . situazione gravissima per quella parte della Siberia orientale. Ciò spiegava perché. andava avanti a caso. A causare questo cambiamento. Si procedeva di gran carriera. Avevano dunque fatto montare Michele Strogoff su quel cavallo cieco. Ne seguivano urti. Niznij Udins aveva subìto la sorte comune. mettendogli ironicamente le redini in mano. Poi. aveva disceso la valle del Jenisej e raggiunto la grande strada all'altezza di Alsalevs . anzi. Nicola e Nadia entrarono a Niznij Udins . aveva raggiunto il corso superiore del Jenisej. I prigionieri furono dunque gettati su cavalli e mandati rapidamente avanti: Nicola. cieco come lui. dopo avere aggirato i piedi delle montagne. forse d'un tempo molto breve. e incitandolo con grida. egli avesse alla fine perso ogni coraggio. brutalità che spezzavano il cuore della fanciulla e indignavano Nicola. ogni speranza? Tuttavia non capitò niente di tutto questo. dopo questa cittadina. in questa situazione.

e Michele Strogoff. disarcionato. se un incidente grave non vi avesse posto fine.. ma. non riusciva a dominarsi. A questo punto capitò un incidente. Pensarono che il loro sventurato compagno si fosse sfracellato nella caduta! Quando andarono a estrarlo. traendo la pistola dalla tasca della sella. L'ufficiale che comandava il distaccamento accorse subito allo sparo. Nadia. lo maltrattarono. e il suo cavaliere mezzo ubriaco. NOTE.funeste. Ad un certo momento. e. Il cavallo. era stata rispettata dai soldati. I cavalieri stavano per linciare lo sventurato Nicola. ma Nicola aveva visto per lui. il cavallo cieco partì al galoppo diritto verso un precipizio sul margine della strada. Nota 1. fu insultata da uno di loro. lo misero di traverso su un cavallo. e quasi per un miracolo. seguitando il galoppo. Lo fermarono. erano tutti più o meno ubriachi. Non fece sentire un lamento. che fino allora. ma il disgraziato cavallo s'era rotto due gambe ed era ormai inservibile. senza nemmeno dargli il colpo di grazia. 11 settembre. ormai logorata. A circa 42 gradi sotto zero.. senza dubbio. senza riflettere. il distaccamento oltrepassava la borgata di Scibarlins oije. attaccato alla sella di un tartaro. non s'era ferito. e lo squadrone partì al galoppo. Lo lasciarono morire là. precipitò con il suo cavaliere in quel precipizio. Allora. infatti. profondo da trenta a quaranta piedi. egli aspettava che venissero a rialzarlo. dopo una sosta. Michele Strogoff e Nadia si trovarono soli sulla strada. e il crudele gioco continuava. Camminò con passo svelto. fu costretto a seguire a piedi lo squadrone. Voleva correre in aiuto al suo compagno. Nicola. a un ordine dell'ufficiale. durante la giornata del 10 settembre. che avrebbe avuto conseguenze molto gravi. gliela scaricò in pieno petto. lo legarono. Era sempre «l'uomo di ferro» di cui il generale Kissoff aveva parlato allo zar! Il giorno dopo. Lo fermarono. davanti a questi maltrattamenti. si spezzò a uno strappo improvviso del cavallo.   . Se il suo cavallo cadeva. Neppure ora si lamentò né protestò. non se ne accorse nemmeno. tranquillamente. Era scesa la notte. Michele Strogoff non protestò. non essendo guidato. Quel gioco si sarebbe prolungato. La corda alla quale era attaccato Michele Strogoff. prima che questi avesse potuto fare un gesto per fermarlo. tanto che la corda che lo legava era appena tesa. Michele Strogoff non aveva visto l'insulto. Michele Strogoff. Nicola tentò di lanciarsi in aiuto. I cavalieri tartari. né l'insultatore. forse senza avere coscienza del suo atto. Stavano per ripartire. Lo rialzavano. e con grande spasso dei Tartari. Nicola andò dritto verso il soldato. Nadia e Nicola mandarono un grido di spavento!.

Nadia. Se fosse comparsa l'avanguardia delle truppe di Feofar Khan. Michele Strogoff e Nadia erano soli nel pieno senso della parola. ma frugò invano tra le rovine e guardò invano i morti. la sentiva. ebbe la fortuna di trovare in una casa del borgo una certa quantità di carne disseccata e di "su haris". lo avevano perduto nelle più funeste circostanze. come lo erano stati durante il tragitto da Perm al fiume Irtis. senza risorse. e avevano ancora da percorrere quattrocento verste. cavalli frequentemente cambiati. venti verste più avanti. attendeva una parola da lui per rimettersi in cammino. sentiva almeno che Nadia parlava? Sì. L'indomani. Nadia aveva cercato se il cadavere di Nicola fosse stata abbandonato sulla strada. Nadia. Ma lo riservavano forse per qualche crudele supplizio.rispose . Nicola sembrava fosse stato risparmiato. quando la fanciulla aggiunse: . cosa più grave. Michele Strogoff e la fanciulla ne presero quanto ne poterono portar via. Ma quanto erano cambiate le condizioni del viaggio! Allora.Sì. Seguire la grande strada significava andarvi per la via più breve. Michele Strogoff era rimasto l'uomo che aveva giurato di arrivare ad ogni costo alla meta.Dove ti condurrò. Non c'era una casa. Erano le dieci di sera. sfinita dalla fame.Michele. Il sole era scomparso all'orizzonte da tre ore e mezzo. allora sarebbe stato il tempo di gettarsi attraverso la steppa. non doveva più mancare in una contrada solcata da             .Povero Nicola! Il nostro incontro gli sarà stato fatale! Michele Strogoff non rispondeva. fette di pane essiccate per evaporazione. e partirono. . NELLA STEPPA. Durante tutta la notte. non sapevano nemmeno come avrebbero fatto fronte ai principali bisogni della vita. 12 settembre.esclamò la fanciulla.Per la grande strada? . con la testa chiusa tra le mani. in piedi. che conservavano indefinitamente le loro qualità nutritive. . Infine. Immobile. Fino a questo punto. che affliggeva crudelmente anche il suo compagno. Il cibo era almeno assicurato per parecchi giorni e.lo sai che ti ha difeso quando tu eri lo zimbello dei Tartari.riprese Nadia . quanto all'acqua. Michele Strogoff s'era lasciato cadere sul ciglio della strada. alla borgata di Tulunovs oije i due fecero una breve sosta. nell'impossibilità di procurarsi un mezzo di locomozione. Nadia riprese la mano di Michele Strogoff. quando fossero arrivati all'accampamento di Ir uts ? Nadia. a che cosa pensava? Se non rispondeva. infatti. . Gli ultimi Tartari si perdevano in lontananza. e che ha rischiato la vita per me? Michele Strogoff taceva sempre. La borgata era incendiata e deserta. Quanto all'amico che il caso aveva loro dato. Michele? .A Ir uts ! .Cosa faranno al nostro amico? . Michele Strogoff e Nadia erano dunque liberi un'altra volta.9. Adesso erano a piedi. cambi di posta ben attrezzati. . non una capanna in vista. Michele Strogoff non vedeva altrimenti che per mezzo degli occhi di Nadia. la rapidità era loro assicurata da un comodo "tarantàs".

disse tuttavia Michele Strogoff. il pericolo non stava davanti. Dovevano dunque continuare a piedi attraverso questa interminabile steppa.Sì. stava indietro. là una carretta abbandonata. Poi riprendevano la marcia. Un giorno.Non mi parli mai di mia madre. Nessun corpo russo poteva arrestarli tra Krasnojars e il lago di Baj al. Michele. Allora gli invasori avrebbero avuto la strada libera. quando era già cadavere sul poggio di Toms ? . Michele Strogoff tuttavia lo sentiva. L'avanguardia dell'esercito principale dell'emiro. Nadia . Michele Strogoff disse alla fanciulla: . Ci fu qualche piovasco. aumentando così le difficoltà. tanto comune in quel paese e che costava al massimo due copechi per libbra. dovevano essere arrivate a Krasnojars e servire subito al passaggio del fiume. ti porterò. Nadia. Così ad ogni fermata. la temperatura sopportabile.. Michele Strogoff si aspettava dunque l'arrivo degli esploratori tartari.Quando non potrai più camminare. Parla! Mi farai piacere! E Nadia fece quanto non aveva mai fatto fin allora. non mancavano mai. Ripresero la strada. La fanciulla ricordava tutto quanto aveva fatto per loro quel compagno di pochi giorni. I corpi dei disgraziati siberiani segnavano addirittura la strada. dove le due donne s'erano viste per la prima volta. Gli raccontò tutto quanto era avvenuto tra Marfa e lei fin dal loro incontro a Oms . ma era guadabile. non volendo restare indietro. Nadia trovò ancora un po' di quella carne di pecora. Nadia? Di sua madre! Nadia non avrebbe voluto. guardava tutti quei cadaveri!. e quando Michele Strogoff sentiva che era lui a tirare la povera Nadia. . C'era da temere. Nadia guardava avanti e indietro. Le barche inviate dal Jenisej inferiore. Camminavano sempre. comandato da Ivan Ogareff. Cavalli. di dare a Nadia un poco di speranza sul conto di lui.le diceva qualche volta. che il tempo si voltasse in pioggia. che si dirigeva verso Ir uts . Tutto calcolato. superando la propria ripugnanza. Perché rinnovargli il dolore? La vecchia siberiana non era forse morta? Il figlio non le aveva forse dato l'ultimo bacio.Parlami di lei. povera ragazza! . il suo compagno non poteva vedere in quale stato misero l'aveva ridotta la fatica. Si riposavano sei ore per notte. Per fortuna. rallentava il passo.mille piccoli affluenti dell'Angara. Michele Strogoff cercava. si forzava di camminare. la mano nella mano. Nadia. Parlavano poco e soltanto di Nicola. tutto era stato massacrato o portato via. tuttavia. contrariamente a quanto aveva forse sperato Michele Strogoff. Il cielo era coperto. . e il passaggio non presentò difficoltà. ma egli ne nutriva ben poca. nelle sue risposte. Nadia saliva su qualche altura e guardava attentamente verso ovest. . poteva comparire da un momento all'altro. Michele Strogoff camminava con passo sicuro e rallentava soltanto per riguardo alla sua compagna. Gli disse come un                 . Durante quella giornata fu necessario attraversare il piccolo corso dell'O a. Due volte al giorno si fermavano. . non c'era più una sola bestia da soma nella contrada. ma nessun turbine di polvere segnalava ancora l avanzare di uno squadrone. Qui un cavallo morto. cammelli. ma di breve durata..No .Sei allo stremo delle forze. In qualche capanna. parlando poco.rispondeva lei. Le tracce della terza colonna tartara. specialmente all'entrata dei villaggi. Nadia. perché sapeva perfettamente che lo sventurato non sarebbe sfuggito alla morte. Ma.

Michele. Nadia . più tardi. . lottava contro la stanchezza e aveva quest'unico pensiero: «Poiché non può vedermi. . che ora mi conduci? Non vedo forse con i tuoi occhi? Non è forse la tua mano che mi guida? Non mi hai forse reso cento volte i servizi che io ti ho prestato all'inizio? Non so se la sorte cesserà di perseguitarci. Quanto poi a condurti a Ir uts . Avevo giurato di non vedere mia madre! .Conoscevi dunque il contenuto di quella lettera prima di partire da Mosca? .Quello che avrei sempre dovuto essere! . che solo il desiderio di consegnarmi nelle mani di mio padre ti fa proseguire verso Ir uts ? . I piedi doloranti la sostenevano appena. . non trovarono nessun ostacolo su questo tratto di strada.Ti ingannerei. perché hai tanta fretta di arrivare a Ir uts ? . Tre giorni più tardi. Nadia. Poi. io ti ringrazierò di avermi condotto a Ir uts ! . il 15 settembre. nessun pericolo su questa parte del viaggio. dopo la partenza dei Tartari. non lo conoscevo. se ti lasciassi credere che è così. Nadia. a settanta verste da Tulunovs oije. e che non poteva dirle tutto. Michele Strogoff non parlava soltanto per odio verso il traditore.Avevo giurato.Ancora adesso? .Ma tu non hai cercato di vederla.inspiegabile istinto l'aveva spinta verso la vecchia prigioniera senza conoscerla.Povero Michele! .Ho mancato al mio giuramento.Non parlare così! Non è questa la risposta che io ti chiedo! Michele. non sei forse tu.ho una domanda da farti. come dici. aggiunse: .riprese Nadia.disse allora la fanciulla . Ma resisteva.Ho mancato al mio giuramento.Michele. ora che la lettera dello zar ti è stata tolta. potevi resistere? No! Non c'è giuramento che possa impedire a un figlio di soccorrere la propria madre! . .Parla. Michele! rispose Nadia. Non mi rispondere. . . Ma Nadia comprese che il suo compagno non le diceva tutto. ma il giorno in cui tu mi ringrazierai di averti consegnata nelle mani di tuo padre.No.rispose Nadia tutta commossa. se credi di non dovermi rispondere. .Perché bisogna che io arrivi prima di Ivan Ogareff! esclamò Michele Strogoff. E pronunciando queste ultime parole. Di te più nulla mi stupisce. e vi arriverò. . Nadia. La fanciulla andava avanti a prezzo di estreme sofferenze. quali incoraggiamenti ne aveva ricevuto.No. di non tradirmi! . quali cure le aveva prestato. andrò avanti finché cado!».Devo dunque pensare. la cui fronte si oscurò. Michele! Vedendo la frusta levata su Marfa Strogoff. . Era evidente che la terza colonna degli invasori avanzava rapidamente verso est. Michele Strogoff era per lei ancora soltanto Nicola Korpanoff. raggiungevano la borgata di Kuituns oije.Soltanto il caso ti ha portato in sua presenza! . Lo si vedeva dalle rovine che                         . ma non rispose. A quel tempo. Fu così per tre giorni. Che Dio e il padre (1) mi perdonino! .rispose Michele Strogoff.Ancora adesso. Soltanto molta fatica. . hai ancora tanta fretta di arrivare a Ir uts ? Michele Strogoff strinse più forte la mano della sua compagna.Michele.rispose Michele Strogoff.Perché. Nadia rispose seriamente Michele Strogoff. Io vado là perché il mio dovere mi ordina di andarvi. Del resto. qualunque cosa capitasse.

Camminarono dunque alle luci dei lampi.Non vuoi riposarti qualche ora? . la forza fisica le veniva meno. una volta passato quel corso d'acqua. Michele Strogoff faceva le supposizioni più inverosimili per spiegare questo ritardo.rispose Nadia.Va'. duecentotrenta verste più avanti. in mezzo al quale si perdeva il piccolo fiume.. per te! Va'. per averlo già attraversato in tempi migliori.E' notte. Allora Michele Strogoff la prendeva sulle braccia. rischiava dunque di essere tagliata fuori? Se era così sarebbe stato facile al granduca difendere Ir uts . Nadia si lasciò cadere su una panca di pietra. Nadia si trascinava. Non un soffio d'aria attraversava l'atmosfera. . Nadia scorse una linea un po' meno scura all'orizzonte. Gli ultimi Tartari vi erano passati da almeno cinque o sei giorni. Michele. .rispose Michele Strogoff. non un monticello che variasse questa vasta pianura. Michele Strogoff si lasciava prendere talvolta da queste speranze. Forse i Russi.                                     . Ma tu non puoi più proseguire. Da un'alta collina. Nadia fu costretta a fermarsi.rispose Nadia. Attraversavano ora un deserto senza limiti. tributario dell'Angara. Nadia gli avrebbe detto senza dubbio . povera Nadia! . Il Din a tagliava la strada di Ir uts due o tre verste più avanti. Più volte. quella calma avrebbe lasciato propagare il più piccolo rumore a una distanza infinita. Verso ovest. in forze sufficienti. Alcune luci si riflettevano nelle sue acque. arrivarono finalmente a Kimilteis oije. Michele! Io non posso più proseguire!. Michele . Nadia condusse il suo compagno attraverso la borgata distrutta. L'avanguardia dell'emiro non compariva. e guadagnare del tempo contro l'invasione significava un buon punto di partenza per respingerla. ma ben presto comprendeva quanto erano effimere. lampi senza tuono che illuminavano lo spazio.Vieni. non c'era più nessun fiume.lasciavano al loro passaggio. nessun affluente che interrompesse la strada verso Ir uts . dai cadaveri già decomposti che giacevano al suolo. Ci vollero non meno di tre giorni per raggiungere Kimilteis oije. Non poteva supporre di trovare traghetti o barche. niente cambiava. Michele . che prese la mano del suo compagno e lo tirò con forza.. e si ricordava. Ma. dalle ceneri che non fumavano più.Ci fermiamo? . camminava più spedito col suo passo infaticabile. Michele Strogoff pensava con apprensione a questo affluente d'una certa importanza posto sulla sua strada.Avrei voluto passare il Din a . che la traversata era difficile. dove ricominciava la steppa siberiana. e. avrei voluto porlo tra noi e l'avanguardia dell'emiro. lasciami in qualche capanna! Arriva a Ir uts ! Compi la tua missione! Cerca mio padre! Digli dove sono! Digli che lo aspetto. La fanciulla volle tentare quest'ultimo sforzo che le chiedeva il suo compagno.le domandò Michele Strogoff. alle dieci di sera. piccola cittadina situata a poca distanza dal Din a. La cenere degli incendi era fredda. Il 18 settembre. avevano ripreso Toms o Krasnojars ? La terza colonna. Michele Strogoff lo sapeva fin troppo! Se non fosse stato cieco. . Era il Din a. isolata dalle altre due. e non contava più che su se stesso. Non un albero. Benché avesse una grande energia morale. verrete a prendermi! Parti! Io non ho paura! Mi nasconderò ai Tartari! Mi salverò per lui. come se la salvezza del granduca fosse stata unicamente nelle sue mani! Kuituns oije dista sessanta verste da Kimilteis oije. e non dovendo più pensare alla fatica della fanciulla mentre la portava. tutti e due. Arrivata all'ultima casa della borgata.

. procedendo a tentoni sul suolo. Quando Ser o si avventò su di lui. sulla destra. un grido disperato. e da tre giorni il cane difendeva il suo padrone contro i feroci carnivori. Michele.Quel grido è venuto di qui.. .disse Nadia. bisogna.. .. Michele Strogoff. . scosse la testa. secondo l'atroce usanza tartara. che questa volta finì in un gemito. Poi arrivò un grido di lamento. D'improvviso Ser o abbaiò di nuovo e si lanciò contro un gigantesco uccello che volava raso terra. Da tre giorni.Michele!.disse Michele. Era un avvoltoio. vicino a questa testa. Ha seguito il suo padrone! . era stato abbandonato nella steppa.. Michele Strogoff stava in ascolto. . ma... Nadia scrutava quella pianura. avendo le braccia legate strette al corpo come quelle di un cadavere nella bara.. .gridò la fanciulla. riverberati dal cielo.domandò Michele Strogoff. Nadia si fermò.disse Nadia. Nicola. impregnata di bagliori luminosi. e questa volta Ser o ricadde al suolo privo di vita. lo cercava con la mano..Vieni. immersa nella terra senza potersene liberare. Il suo richiamo rimase senza risposta Soltanto alcuni uccelli da preda si levarono e disparvero nel cielo. tornando alla carica. e sebbene più debole. Sentirono l'abbaiare d'un cane attraverso la steppa. vieni! . qui. chiamò a raccolta le sue forze sotto il comando d'una violenta eccitazione.D'improvviso Michele Strogoff e Nadia si arrestarono. per esumare quel           . Poi un cane tutto insanguinato si precipitò incontro a Nadia... Una testa spuntava dal suolo! Vi avrebbero urtato col piede. era certamente più vicino. Supplizio orribile per la vittima imprigionata al suolo. erano appena a mezza versta dal fiume. Sentirono per la seconda volta l'abbaiare del cane.! . . Nadia cadde in ginocchio. per morirvi di fame e di sete.Nicola! Nicola! gridò la fanciulla. ma non vide nulla. . l'uccello si levò.. Il prigioniero dei Tartari era qui interrato da tre giorni!.Siamo usciti di strada? . ma l'erba bassa. che la rendevano visibile. che a malapena si reggeva in piedi. Nicola aspettava un soccorso. un grido di orrore sfuggì a Nadia! . mossa da un sinistro presentimento.Sì! . Pochi minuti dopo.Sì. Questi spiccò un altro balzo contro l'avvoltoio. Michele Strogoff. Era Ser o.Senti? . come se il loro piede avesse incespicato in qualcosa di solido per terra. Tuttavia sentirono ancora la voce. colpì il cane. come l'ultimo richiamo d'un essere umano che sta per morire. che arrivava ormai troppo tardi! Gli avvoltoi avevano scorto quella testa spuntare dal suolo. quasi riflessi da uno specchio. Nello stesso istante. . E lei. . sentendo sotto i suoi piedi non più il suolo polveroso.E' Ser o che abbaia!..rispose Nadia... Nicola non poteva essere lontano! Soltanto lui aveva potuto invocare il nome di Michele! Dove era? Nadia non aveva più la forza di chiamarlo. Un formidabile colpo di becco lo raggiunse alla testa. se non vi fossero stati quegli intensi bagliori. ..Nicola! . interrato fino al collo. che ascoltava.disse.Qui. Michele Strogoff scavò la terra con il coltello. e forse anche sotto le zanne dei lupi o il becco degli uccelli rapaci.

Doveva gettarsi attraverso la steppa e aggirare Ir uts . con le mani congiunte al petto.I Tartari! . amici . Ascoltò il cuore!.Nadia! Nadia . Nadia non poteva più proseguire. il 2 ottobre.Non mi impediranno di sotterrarlo! . Nadia! . . Michele Strogoff ascoltò. Michele Strogoff continuò a scavare la terra.sussurrò ella. distante non più di mezza versta. riuscendo alla fine ad estrarre il corpo dello sventurato. Queste furono le sue ultime parole. fu adagiato in quella fossa. Michele Strogoff e Nadia. e allargò quella buca. un'immensa distesa d'acqua si estendeva ai piedi di Michele Strogoff. Nadia. IL BAJKAL E L'ANGARA. . ora occupata dai Tartari. si aprirono. Gli restavano da percorrere più di duecento verste.disse Michele Strogoff.mormorò. chiusi fino allora. Era infatti l'avanguardia dell'emiro che procedeva veloce sulla strada di Ir uts ..i lupi della steppa non lo divoreranno! Poi tese la mano minacciosa verso la truppa di cavalieri che passava. inoffensivo e buono. inginocchiati. affinché non rimanesse esposto sulla steppa. innalzarono a Dio l'ultima preghiera per quel povero essere. Volle allora seppellirlo. . fortemente pressata e dura come la roccia.. In breve tempo il corpo di Nicola. .Sono contento di avervi rivisti! Pregate per me!. Egli riconobbe Michele e Nadia. nella quale Nicola era stato interrato vivo. inginocchiata in preghiera. . NOTE. Come vi riuscì? Perché non cadde sotto il peso della fatica? Come si nutrì per la strada? Per quale sovrumana energia valicò le prime pendici dei monti Sajans ? Né lui né Nadia saprebbero raccontarlo! E tuttavia. Al rumore egli riconobbe uno squadrone di uomini a cavallo che avanzava verso il Din a. Poi: . . Egli la prese sulle braccia e s'inoltrò verso il sud-est della provincia. .                   . Nota 1.povero vivente! Gli occhi di Nicola. ricoprendolo di terra. Sentendo la sua voce.disse. alle sei di sera.Guarda! guarda! .disse Michele Strogoff. si rialzò..le disse. 10.In cammino. .Addio.. in maniera da potervelo adagiare morto! Il fedele Ser o veniva posto accanto al suo padrone! In quel momento si udì un gran frastuono sulla strada. dodici giorni dopo. ma poteva vedere per lui. Non batteva più. Michele Strogoff non poteva più seguire la strada maestra. che aveva pagato con la propria vita la sua dedizione per loro. Era il lago Baj al. E continuò il pietoso lavoro. la ingrandì.Ed ora . L'imperatore.disse a voce bassa. Non aveva dunque più preoccupazioni per attraversare il Din a.

che sarebbero poi rimaste fino all'estate successiva. che vuol essere chiamato "signor mare". Michele Strogoff poteva ancora dirsi un uomo tale? Il Cielo. tutta concentrata negli occhi.Il lago Baj al è situato a millesettecento piedi sopra il livello del mare. non lo era adesso. La signora de Bourboulon riferisce. e condussero il cieco e la fanciulla sul greto d'una piccola spiaggia. Sovente. il Baj al è soggetto a tempeste violente. come è sempre. uscì dalla strettoia delle montagne La fanciulla dubitò per un istante che fosse un distaccamento tartaro. in questo caso non avrebbero più avuto possibilità di fuga. per i battelli a vapore. e alcuni di quei russi corsero loro incontro. Se lo si chiama "signor lago". questa zona della steppa ch'egli credeva deserta. Una cinquantina di persone si trovavano infatti riunite all'insenatura formata dalla punta sud-ovest del lago. La fatalità che si accaniva contro di lui sembrò volerlo risparmiare per un istante. Dice tuttavia la leggenda che nessun russo vi è mai annegato. per le "prames". Cosa potevano aspettarsi in questa zona selvaggia della provincia. costituiscono una diramazione dei Tungusi. alimentato da oltre trecento fiumi. un po' a monte della città di Jeniseis . se non di morirvi di stanchezza e di privazioni? E tuttavia. lui s'infuria subito. su questo territorio sottoposto a condizioni climatiche particolari. le sue palpebre si chiusero e la sua testa ricadde sul petto di Michele Strogoff. per averlo sentito dire dai barcaioli. o perché gli si manca di rispetto chiamandolo «signor lago» o per altre ragioni piuttosto meteorologiche. portando Nadia. cercavano di rifugiarsi a Ir uts . quando Michele Strogoff. è solcato dalle slitte dei corrieri e delle carovane. La zattera stava per partire. Le sue onde. Il sole tramontava alle cinque della sera e le lunghe notti facevano scendere la temperatura a zero gradi. Nadia scorse subito quel gruppo. inviato a perlustrare le rive del Baj al. riuniti in questo punto del Baj al da un interesse comune. Quei russi erano fuggiaschi di condizioni diverse. l'Angara. sono molto pericolose per le zattere. Scacciati dagli esploratori tartari. la cui vita era. Ma li avevano visti. ricoperto da un ghiaccio spesso parecchi piedi. largo cento. il freddo s'era fatto sentire. La sua profondità non è conosciuta.gridò. I monti che lo circondano. che lo attraversano durante l'estate. Ma Nadia fu subito rassicurata a questo riguardo . Questa estremità del lago Baj al. e altre ottanta dall'imboccatura dell'Angara fino a Ir uts : in tutto. che dopo aver attraversato Ir uts . che si dipartono dal vasto sistema orografico degli Altai. Si era ai primi di ottobre. centoquaranta verste. e non potendo arrivarvi                           . ossia tre giorni di viaggio a piedi per un uomo riposato e robusto. Michele Strogoff era arrivato alla punta sud-ovest del lago. si getta nel Jenisej.Russi! . corte come quelle di tutti i mari mediterranei. Durante l'inverno siberiano. Ha un solo emissario. portandola sulle braccia. Capita infatti. per così dire. lungo il litorale del lago fino all'imboccatura dell'Angara. questo mare interno. è inquadrato in una magnifica cornice di monti vulcanici. di quelle seimila verste che il corriere dello zar doveva percorrere per raggiungere la meta. Le prime nevi. E' lungo circa novecento verste. non volle sottometterlo a questa prova. dov'era ormeggiata una zattera. dopo quest'ultimo sforzo. che l'autunno sembri assorbito da un inverno precoce. Già a questa stagione. quante ne restavano ancora? Appena sessanta. imbiancavano già le cime attorno al Baj al. senza dubbio. Quest'immenso bacino d'acqua dolce. E.

la borraccia sospesa alla cintura. alcuni monaci e un pope. uomini e donne. portava alla cintura un piccolo bussolotto per le elemosine. come quelli che sono appesi ai pilastri delle chiese. un terzo dalle province della Finlandia. Del resto. Avevano quindi costruito una zattera. Era stato necessario supplirvi. Tutto quanto egli raccoglieva                             . maneggiate da alcuni robusti "mugi ". Michele Strogoff e Nadia furono condotti su questa zattera. molto probabilmente. che filava lungo il litorale. il freddo diventava sempre più intenso. Il progetto fece balzare il cuore di Michele Strogoff. Il Baj al è attraversato da una corrente che va dalla riva superiore fino all'imboccatura dell'Angara. Infatti. Non c'erano imbarcazioni in questo luogo. La fanciulla era rinvenuta. formavano una piattaforma sulla quale avrebbero trovato comodamente posto cento persone. che crescevano sulla riva. non sarebbe più stato così tra le due rive dell'Angara. volendo conservare più inviolato che mai il suo incognito. scendeva sotto zero. Le diedero qualcosa da mangiare. Se la zattera poteva facilmente manovrare sul lago. s'erano aggiunti due o tre pellegrini. A quelli che l'interrogarono. nel caso che i lastroni ne avessero ingombrato il corso. Un berretto di pelliccia gli copriva la testa. Poi. speravano di raggiungere la città scendendo il corso del fiume. bisognava dunque che i fuggiaschi partissero immediatamente. senza prendere il largo. sarebbero dunque arrivati in vista della città. da quando gli invasori s'erano appostati sulle due rive dell'Angara. Una foresta di abeti. durante la notte. La temperatura. adagiata su un letto di foglie. Quel vecchio taciturno. trasportata dalla corrente. Da questo punto fino a Ir uts . Uno veniva dall'U raina. Non c'era dunque un istante da perdere. come anche al suo compagno. comandava con gesti e non diceva dieci parole in dieci ore. seduto a poppa. e salmodiavano con voce lamentevole. abbronzato dalla brezza del lago. il grosso delle forze tartare aveva preso posizione davanti alla capitale della Siberia. aveva un aspetto grave e austero. molto avanzato in età. Una barba bianca e molto folta gli scendeva sul petto. vecchi e bambini. Fece credere di essere un abitante di Krasnojars che non aveva potuto raggiungere Ir uts prima che le truppe dell'emiro fossero arrivate sulla riva sinistra del Din a. sorpresi dall'invasione durante il loro viaggio. Per tutte queste ragioni. Del resto. che l'attraversa. le manovre si riducevano a mantenere la zattera nella corrente. un altro dal Mar Giallo. Un vecchio barcaiolo del Baj al aveva preso il comando della zattera. o meglio una chiatta di legname. Il piano dei fuggiaschi era semplice. simile a quelle che ordinariamente vanno alla deriva dei fiumi siberiani. Abbiamo detto che Russi di diverse condizioni avevano preso posto sulla zattera. aveva fornito il materiale per il natante. le acque rapide del fiume li avrebbero portati ad una velocità da dieci a dodici verste all'ora. ai "mugi " indigeni. S'erano già formati dei lastroni di ghiaccio sulla superficie del Baj al. Michele Strogoff non disse nulla dei fatti accaduti a Toms . bastavano a mantenerla in rotta. chiuso con un lucchetto. Quest'ultimo. Era un uomo di sessantacinque anni. Un'ultima probabilità era a suo favore. I tronchi legati tra loro con mazzi di vimini. Le lunghe pertiche. la zattera seguì il litorale. stretta alla cintola. gli scendeva fino alle caviglie. Essi contavano di utilizzare questa corrente per raggiungere anzitutto l'emissario del Baj al.per terra. e aggiunse che. Una pellanda lunga e ampia. s'immerse subito in un sonno profondo. In un giorno e mezzo. I pellegrini portavano il bastone da viaggio. Ma ebbe la forza di dissimulare. Alle otto di sera furono levati gli ormeggi e.

e ora andavano a Ir uts . e l'oscurità avrebbe favorito il loro arrivo a Ir uts . quelli di Sant'Antonio e di Santa Teodosia a Kiev. Questi getti si elevavano ad una grande altezza e si dissolvevano in vapori. era ancora a quaranta verste dall'imboccatura dell'Angara. possibili ritardi. La navigazione non fu turbata da nessun incidente. vestiti di tunica. egli la interrogava spesso. aveva dovuto raggiungere il lago Baj al. Michele Strogoff aveva vegliato accanto a lei. battezzando. il convento di Solovets . se non a lunghi intervalli. di cui avevano ormai oltrepassato l'imboccatura. uno dei seicentomila pastori del popolo viventi nell'impero russo. e se i lastroni apparissero in gran quantità. elevando la voce in quella notte silenziosa. la zattera. Avevano visitato le Isole Sante. Poi aveva dovuto fuggire. Questi diversi religiosi. Mentre i lastroni andavano alla deriva. ed ella gli descriveva tutto quanto capitava sulla distesa d'acqua. Quanto al pope. che la natura stessa ha perforato sul fondo del lago. che doveva essere aperto soltanto al suo ritorno. nella quale alcuni viaggiatori hanno giustamente riscontrato la fisionomia d'una città dell'Oriente. usciva dalle loro labbra lo «Slava Bogu». Ma si poteva supporre che quelli provenienti dalle sponde orientali del lago venissero presi dalla corrente e si incagliassero tra le due rive del fiume. non avendo gradi né poteri nella Chiesa. Si vedevano magnifici getti di acqua bollente. Alle quattro di sera. La notte era stata freddissima. sgorgati da quei pozzi artesiani. Nadia s'era risvegliata. Il sonno non aveva presa su di lui. di cappuccio e di altri indumenti di saia. non essendo niente più di loro. Gloria a Dio. e alla fine di ogni versetto della loro preghiera. Nadia era rimasta immersa in un profondo assopimento. vicino alla costa della Carelia. perché i fuggiaschi avrebbero sceso allora il fiume durante la notte. avvenivano fenomeni curiosi sulla superficie del Baj al. coltivando come un contadino il suo pezzo di terra. iridati dai raggi del sole e quasi subito condensati dal freddo. il monastero di Simeonof a Mosca. ed essendo chiusa la strada di Ir uts .lungo il faticoso viaggio. il convento di Troitsa (1). Michele Strogoff aveva dunque grandissimo interesse a sapere quali erano le condizioni del lago. e anche allora il suo pensiero vegliava sempre. I monaci venivano dal nord dell'impero. Questo non era un inconveniente. Si vedevano i lastroni molto numerosi filare verso ovest sotto la spinta del vento. pregavano a intervalli regolari. Non c'era da temere per questi. Questo curioso spettacolo avrebbe certamente meravigliato un turista. poiché non potevano andare alla deriva nell'Angara. forse anche un ostacolo insormontabile che arrestasse la zattera. l'antica capitale dei Jaghelloni. Aveva potuto sottrarre i suoi figli e la sua moglie alla brutalità dei Tartari. che avesse viaggiato in tempo di pace e per diporto su questo mare siberiano. non vi sarebbe giunta prima delle tre o delle quattro della sera. Con molta probabilità. quello di Kazan e anche la chiesa dei Vecchi Credenti. inviandoli nelle province del nord. Perciò si temevano difficoltà. Il solo timore più volte manifestato dal vecchio barcaiolo fu a riguardo della formazione dei lastroni di ghiaccio sulla superficie delle acque. Era vestito poveramente come i "mugi ". egli era un semplice prete di campagna. al contrario. non serviva per lui. anzi non aveva neppure la chiave del lucchetto. ritardata da una brezza abbastanza forte che ostacolava l'azione della corrente. celebrando matrimoni e funerali. Egli invece era rimasto nella sua parrocchia fino all'ultimo momento. Da tre giorni erano partiti dalla città di Arcangelo. il vecchio barcaiolo segnalò l'imboccatura                     . Allo spuntar del giorno. raggruppati sulla parte anteriore della zattera.

perché il suo rigoroso incognito. La zattera arrivò al porticciolo e si fermò. Avevano inviato a Ir uts la flottiglia di battelli e di barche. essi erano partiti prima della selvaggia esecuzione che aveva coronato la festa. I suoi abitanti non avevano potuto rimanere esposti alle razzie dei Tartari. essendosi procurati dei cavalli. ch'egli voleva assolutamente conservare.domandò. due passeggeri. quanto per quelli che vi ritornano. sollevò la testa. il vecchio barcaiolo aveva deciso di sostare un'ora per eseguire le riparazioni indispensabili. ed era necessario rilegarli più solidamente tra loro.Che c'è. corriere dello zar. . rallentati. Tuttavia la loro quantità non era ancora tale da ostruire il fiume.Quel francese e quell'inglese che abbiamo incontrato sul passo dell'Ural? . minacciavano di separarsi. quando egli sfregiò con un colpo di " nut" la faccia di Ivan Ogareff. Infatti Alcide Jolivet e Harry Blount non avrebbero più visto in lui Nicola Korpanoff. erano partiti da Toms la sera stessa. . Michele Strogoff trasalì. . I tronchi. Essi sapevano dunque che cosa pensare di lui e della sua vera identità. dopo avere assistito all'entrata dei Tartari a Toms . i primi lastroni di ghiaccio. andavano già alla deriva tra le sponde dell'Angara e. Michele Strogoff prese subito una decisione. che vi aveva spinto anche Michele Strogoff. Essi dunque non avevano dubbi che il loro vecchio compagno di viaggio fosse stato ucciso. Durante la bella stagione. scendevano verso Ir uts . Si vedeva sulla riva destra il porticciolo di Livenisnaja.Nadia. la chiesa. guardava distratta.Sì. E' dunque molto frequentato dai battelli a vapore e dal piccolo cabotaggio del lago. Quindi. Michele. Ma circostanza molto grave. Qui. forniti di tutto quanto potevano portar via. seduta a poppa. si erano rifugiati tempestivamente nella capitale della Siberia orientale. le case costruite sulla spiaggia. pregali di venire da me! Harry Blount e Alcide Jolivet erano stati condotti al porto di Livenisnaja. tanto per quelli che vanno a Kja hta. . uscendo da una casa disabitata. non dal caso.                     . per resistere alla corrente dell'Angara. quando fu suppliziato dall'emiro. Nadia. che percorrevano ora le due rive dell'Angara. Ma in quel momento Livenisnaja era abbandonata. Afferrò la mano di Michele Strogoff. venuti dall'est. che ordinariamente svernavano nel loro porto. dopo che si erano separati al cambio di Iscim: la prima all'accampamento di Zabediero. la seconda a Toms . arrivarono di gran corsa sulla spiaggia. I due giornalisti lo avevano già incontrato altre due volte. Come sappiamo.dell'Angara tra le alte rocce granitiche del litorale. né il freddo era tanto forte da rinsaldarli. con l'intenzione ben precisa di datare d'ora in poi le loro cronache dagli accampamenti russi della Siberia orientale. . e.quando quel francese e quell'inglese saranno imbarcati. e tuttavia. che. ma dalla forza degli avvenimenti. per conseguenza. a quel gesto.disse . che è molto rapida.I nostri due compagni di viaggio. ma il vero Michele Strogoff. Il vecchio barcaiolo non s'aspettava dunque di raccogliere altri fuggiaschi al porto di Livenisnaja. il porto di Livenisnaja è una stazione d'imbarco o di sbarco per i viaggiatori del lago Baj al. ultima città della frontiera russo-cinese. Poi le sfuggì un grido. rischiava d'essere rivelato. e ignoravano che invece era stato solamente accecato per ordine dell'emiro. Nadia? . nel momento in cui la zattera accostava.

Egli non vi vede. prese la via del fiume. ambedue gli stringevano la mano e aspettavano che parlasse. . che le aveva appena rivolto la parola durante tutta la traversata dei monti Urali. Un vivo sentimento di pietà si dipinse sul volto di Alcide Jolivet e del suo compagno. Perciò dovettero scendere fino al lago Baj al.disse Michele Strogoff a voce bassa . Ma. qualunque fosse. e vi sarebbero certamente arrivati. Michele Strogoff non si mosse. Si girò e riconobbe Nadia.Possiamo esservi utili? . Un istante dopo. e i suoi occhi mi bastano.Volete che vi aiutiamo a portare a termine il vostro incarico? .disse Nadia.gli disse Nadia. Il mio povero fratello è cieco. corriere dello zar. e Nadia li vide prendere posto sulla parte anteriore della zattera. . se non avesse visto la fanciulla portare un dito alle labbra . e molto imbarazzati. essi ebbero la strada tagliata prima di raggiungere il Din a. .domandò Harry Blount. lasciato il porticciolo di Livenisnaja.Sul mio onore . Avevano buone speranze di arrivare prima di Feofar Khan. C'erano sicuramente buone probabilità di passare inosservati durante la notte ed entrare in Ir uts . Alcide Jolivet guardò la fanciulla. . Come Michele Strogoff. . Con aria indifferente. la sorella di colui che era non più Nicola Korpanoff. e basta. Alcide Jolivet la seguì. se non fosse comparsa improvvisamente quella terza colonna. Al loro arrivo. entrare in Ir uts . . Essi erano dunque là da tre giorni. Me lo promettete? .Alcide Jolivet e Harry Blount si diressero a marce forzate verso Ir uts .Venite .Va bene. quando vi arrivò la zattera.Signori. che non potevano credere ancora vivo. signori . Gli sarebbe sfuggito un grido di sorpresa. quando videro Michele Strogoff. fu senza confronti. Vi chiedo di rispettare il mio segreto. . Erano le cinque della sera.voi non dovete sapere chi sono io.                 . signori. venuta dalle contrade del sud per la valle del Jenisej. Alcide Jolivet si mise subito in relazione con il vecchio barcaiolo. d'altra parte.I Tartari gli hanno bruciato gli occhi.aggiunse Harry Blount. Non potevano.rispose Michele Strogoff. se la sorpresa dei giornalisti era stata grande incontrando Nadia sulla zattera. Scendeva la notte.Ho Nadia. circondata dagli eserciti tartari.Preferisco agire da solo . e gli chiese il passaggio per il suo compagno e per sé. trovarono il porto già deserto. che sarebbe stata molto scura e anche molto fredda. . . quando sentì una mano posarsi sul suo braccio. Alcide Jolivet era un poco più serio del solito. Mezz'ora più tardi.Qui non si paga . . Alcide Jolivet s'era dunque accomodato davanti. la zattera.gli rispose seriamente il vecchio barcaiolo si rischia la vita. Quando arrivarono a Livenisnaja. e facendo cenno ad Harry Blount di accompagnarlo. Decisero dunque di tentare la sorte.Sulla mia parola di gentiluomo . ma Michele Strogoff. I due giornalisti s'imbarcarono.rispose Alcide Jolivet. né cosa sono venuto a fare in Siberia. dicendosi disposto a pagare il prezzo che avrebbe chiesto.Ma quegli straccioni vi hanno bruciato gli occhi disse Alcide Jolivet. . seduti accanto a Michele Strogoff. Fu loro comunicato il piano dei fuggiaschi. Harry Blount era sempre il freddo inglese. ma bisogna ammettere che la sua serietà era giustificata dalla gravità delle circostanze.

Il celebre convento della Santissima Trinità ("Troitsa"). Non c'era dubbio che l'emiro e Ivan Ogareff fossero davanti alla capitale. A intervalli veniva un soffio di vento dall'est. Qui erano le alte scogliere granitiche. respingendo i lastroni che si avvicinavano troppo. e il cieco. per una illusione ottica. Ma se i Tartari avevano lasciato dappertutto le tracce del loro passaggio. poté farsi un'idea esatta della situazione. La zattera filava rapida tra i lastroni di ghiaccio trasportati dalla corrente dell'Angara.No. e il vecchio barcaiolo. Nota 1. e ne porterà il marchio per molto tempo. La luna nuova non si levò sull'orizzonte. Le scogliere poco alte si confondevano con la fitta nebbia che si spostava appena. . non per molto tempo! . là le gole selvagge che rigurgitavano torrenti impetuosi. sembrava che la piattaforma galleggiante restasse immobile davanti a un succedersi di punti di vista pittoreschi. TRA LE DUE RIVE. . talvolta una larga schiarita con un villaggio ancora fumante.In ogni caso aggiunse Alcide Jolivet voi avete magnificamente sfregiato con il " nut" la faccia di quel miserabile. poi folti boschi di pini che proiettavano bagliori sinistri. voi avevate diritto di credermi un vile! .Ci dobbiamo quasi scusare per non avervi stretto la mano prima di separarci. perché si erano particolarmente concentrati nei dintorni di Ir uts .perché la temperatura era già sotto zero. le rive restavano invisibili. una oscurità profonda avvolgeva tutta la contrada. ora che non poteva più consegnare la lettera imperiale al granduca. Alcide Jolivet e Harry Blount avevano promesso di rispettare l'incognita di Michele Strogoff. parlarono del passato soltanto al momento in cui Alcide Jolivet si credette in dovere di dire a Michele Strogoff: . e sembrava il respiro della stretta vallata dell'Angara           . Parlarono a voce bassa.No. tuttavia non lo abbandonarono. Essi non potevano far altro che ammirare senza riserve una energia eguagliata soltanto dalla dedizione della fanciulla. NOTE. ancora nessuno li vedeva. uno dei più antichi e imponenti della Russia (Nota del Traduttore). Del resto. completando quanto già sapeva con quanto gli raccontarono. Ma perché il corriere dello zar mostrava tanta premura di arrivarvi. 11. e non ne conosceva il contenuto? Alcide Jolivet e Harry Blount non lo capirono. Durante questo frattempo i pellegrini continuavano a recitare a voce alta le loro preghiere. si dispiegava un panorama in movimento e.rispose semplicemente Michele Strogoff. sulle due rive del fiume. al cambio di Iscim. Alle otto della sera. E di Michele Strogoff pensarono esattamente ciò che aveva detto lo zar a Mosca: "E' veramente un uomo!". come le condizioni del cielo avevano fatto prevedere. Mezz'ora dopo la partenza da Livenisnaja. come non l'aveva capito Nadia. manteneva imperturbabile la zattera nel centro della rapida corrente dell'Angara. Lateralmente. Alcide Jolivet e il suo collega erano al corrente delle crudeli prove sopportate in seguito da Michele Strogoff e dalla sua compagna. Era certo che i Tartari circondavano attualmente Ir uts e che le tre colonne avevano già effettuato il congiungimento. Dal centro del fiume.

a se stesso! Temeva soltanto un'ultima disdetta: che la zattera rimanesse completamente bloccata da uno sbarramento di lastroni. Pensava anche al caso in cui Michele Strogoff compisse un nuovo sforzo per raggiungere la meta. Le folate di vento che li investivano. Tra breve tempo. carponi sulla piattaforma. Neppure era probabile che gli assediati avessero sbarrato il fiume a monte di Ir uts . ripresasi dopo alcune ore di riposo. che. scendeva a dieci gradi sotto zero. ma . e il sordo frastuono prodotto dall'urto dei blocchi che si scontravano.lo vedeva lottare contro gli invasori con tutto lo slancio del suo patriottismo. Intravedeva già il momento in cui gli sarebbe finalmente consentito di pensare a sua madre. la figlia si sarebbe fatta             . coricato accanto ai suoi uomini. la zattera aveva buone probabilità di passare inosservata. quanto più ella si avvicinava a Ir uts . si muoveva soltanto per scansare i lastroni. Tra poche ore. Infatti quel natante. Per un uomo che contava di raggiungere presto la sua meta. accoccolati accanto a loro. la situazione li assorbiva completamente. le voci dei pellegrini non si facevano più sentire. Alcide Jolivet e Harry Blount. durante la notte. ben deciso del resto. se era necessario. e niente li avrebbe mai più separati. facevano del loro meglio per resistere ai primi assalti dell'inverno siberiano. I fuggiaschi ne soffrivano crudelmente. poiché sapevano che i Russi non si sarebbero aspettato nessun aiuto dal sud della provincia. cementando con il freddo i lastroni accumulati tra le due rive. neppure sottovoce. la natura. Ad ogni istante poteva capitare un incidente. anche una catastrofe. gli avrebbe riferito le ultime parole della madre. la sua energia non l'aveva mai abbandonato. Del resto. sebbene gli avamposti tartari si trovassero scaglionati sulle due rive.L'oscurità favoriva egregiamente i piani dei fuggiaschi. prima di aver raggiunto Ir uts . distesi nella parte posteriore. anche l'immagine di suo padre le si ravvivava nella mente. lei allora sarebbe stata presente per guidarlo. Michele Strogoff era singolarmente calmo. Ma. dalla quale nessuno sarebbe uscito incolume. del resto. Il vecchio barcaiolo. Infatti. Nessuno parlava ora. mentre ora si confondeva con quelle masse mobili di tutte le grandezze e di tutte le forme. Da quando scendevano il corso del fiume. Pregavano ancora. anche nelle più gravi circostanze. I lastroni che andavano alla deriva erano anzi una circostanza favorevole se non avessero opposto più tardi un insormontabile ostacolo al passaggio della zattera. lontano da quelli che amava. un pericolo. Non pensava che a questo. Un freddo molto intenso si propagava attraverso l'atmosfera. dopo avere sfiorato le montagne dell'est coperte di neve. con una manovra senza rumore. avrebbe corso il rischio di venire avvistato anche nel buio. a tentare un supremo atto di audacia. sarebbe stata nelle sue braccia. Michele Strogoff e Nadia. Lo vedeva nella città assediata. isolato sulle acque correnti del fiume. aveva ritrovato quell'energia fisica. Se l'esilio di Vassili Fedor non doveva avere fine. I fuggiaschi. senza mai svigorire la sua energia morale.e di questo non aveva dubbi . perché non avevano che qualche ramo di betulla per ripararsi. ma la loro preghiera era come un mormorio. Nadia. sopportavano senza lamenti quest'altra sofferenza. erano taglienti. a Nadia. Si stringevano l'uno all'altro. D'altronde. A bordo della zattera regnava ora l'assoluto silenzio. che si sperdeva nell'aria prima di giungere alla riva. stessa avrebbe creato quello sbarramento. copriva ogni altro rumore sospetto. se il Cielo alfine le era favorevole. interrompevano appena con il rilievo dei loro corpi la linea orizzontale dell'acqua. per meglio sopportare l'abbassamento della temperatura. che le privazioni avevano talvolta spezzato.

anche loro provavano un po' d'emozione. e soprattutto non potevano evitarlo. Al porto di Ba ù. a volte un villaggio. Allora l'Angara veniva illuminata da una sponda all'altra. Era a volte una foresta in fiamme. grazie alla sua densità inferiore a quella dell'acqua. Nel frattempo. e ambedue furono d'accordo di non allarmare i compagni rivelando loro il nuovo pericolo. quando si è diffuso sul Mar Caspio uno strato di olio minerale.Bisogna essere commossi per commuovere.. .. Sappiamo che il suolo dell'Asia centrale è come una spugna impregnata di carburo d'idrogeno liquido. sinistra riproduzione dei quadri visti di giorno.esiliare con lui. Era davvero uno strato di nafta liquida. E' il «paese dell'olio» simile a quello del Nordamerica che porta ora questo nome. e scendevano seguendo il capriccio della corrente. Coricato sul lato destro della zattera. sul Mar Caspio. ripensava a colui al quale era debitrice se poteva rivedere suo padre. non si sbagliò. oppure doveva servire come mezzo di distruzione. Poi. Questo pericolo essi non potevano prevederlo. in fondo. che ondeggia e si frange alla brezza. confrontando allora il tatto con l'odorato. ed ecco come. E con i suoi occhi esercitati. cercava di scrutare le tenebre che avvolgevano il fiume. La zattera. in Cina.». escogitato dai Tartari? Volevano essi con un sistema mai portare l'incendio nel cuore di Ir uts giustificato dal diritto di guerra tra le nazioni civili? Alcide Jolivet. che galleggiava e scendeva sopra la corrente dell'Angara. Fu Alcide Jolivet che lo scoprì per caso. a quel "fratello" che. Alcide Jolivet e Harry Blount. nel Jung-Hjan. Sembrava avere una consistenza viscosa. Poi.pensava Alcide Jolivet. «Eh! tanto meglio! . grandi bagliori di incendi rompevano ogni tanto l'oscurità e profilavano i massicci delle sponde con aspetti fantastici. spandono sulla superficie del mare la nafta liquida. Il pericolo non veniva dunque ancora da parte di questi lastroni. Ma. Fu subito sorpreso dall'impressione provata dal contatto con la superficie della corrente. che bruciava. ma lo sa il diavolo se me la ricordo!. avevano un solo e comune pensiero: che la situazione era estremamente drammatica e che. venuta la notte.. nella penisola di Absceron. nella Birmania. specialmente nel porto di Ba ù. Alcide Jolivet. che galleggia. avrebbe ripreso la strada di Mosca.. con una buona messa in scena. confusa in mezzo a questi corpi galleggianti. si pose queste domande. invece. La zattera navigava dunque tra questa sostanza che è eminentemente combustibile? Di dove veniva questa nafta? Era stata portata da un fenomeno naturale sulla superficie dell'Angara. le sorgenti d'olio minerale scaturiscono a migliaia sulla superficie del terreno. Credo anzi che ci sia qualche citazione celebre a questo riguardo. Durante le feste religiose. una volta respinti i Tartari. I lastroni di ghiaccio formavano altrettanti specchi che riverberavano la luce sotto tutti gli angoli e tutti i colori. e lei forse non l'avrebbe mai più rivisto!. avrebbe fornito loro una cronaca delle più emozionanti L'inglese pensava dunque ai lettori del "Daily Telegraph" e il francese a quelli della cugina Maddalena. come se si trattasse di olio minerale. il giornalista francese aveva lasciato pendere la mano sul filo dell'acqua. per una spontanea associazione di idee. adoratori del fuoco. con in più il contrasto della notte.         . passava inosservata. gli indigeni. sulla frontiera persiana. nell'Asia Minore. Ma un pericolo di altra natura minacciava i fuggiaschi. ma ritenne di doverne informare soltanto Harry Blount. a quel generoso compagno. lo incendiano e si procurano così l'incomparabile spettacolo d'un oceano di fuoco.

Se il fuoco vi fosse stato appiccato per cattiveria o per imprudenza. cedevano visibilmente. perché le postazioni tartare dovevano essere vicine. invasero la piattaforma della zattera. e gli uomini. Intanto la zattera scendeva rapida in mezzo ai lastroni. in presenza di questo nuovo pericolo. I fuggiaschi. i lupi correvano ancora a centinaia attraverso i lastroni.Non finirà mai? . che la stringevano sempre più da vicino. e questo indicava che la zattera non era ancora giunta all'altezza degli avamposti. una decina di grossi lupi. La lotta volgeva a loro svantaggio.disse. spinti fino in quella zona dalla fame e dal freddo. «Tartari!» pensò. manovrando il suo pugnale intriso di sangue. dopo una mezz'ora dall'inizio dell'assalto. Tuttavia. accostare ad una delle rive. Il vecchio barcaiolo osservò attentamente. sarebbe stato un disastro sulle rive dell'Angara. verso le dieci della sera. non era stato segnalato nessun distaccamento tartaro sulle sponde dell'Angara. Tutto quel massacro era compiuto in silenzio. per incendiare quella corrente di nafta. e si comportarono egregiamente. ma tutto era invece da temere dagli incendi che divampavano sulle due rive dell'Angara. qualunque sia il pericolo. In quel momento.diceva Alcide Jolivet. sulla zattera non c'era da temere nessuna imprudenza. . la maggior parte di bastoni. ogni volta che un lupo gli veniva a tiro. Non era forse preferibile. con gli occhi che brillavano nel buio come braci. Aveva cavato il suo coltello e. . Ma sembrava che la lotta dovesse andare per le lunghe. . spossati. . ma senza servirsi di armi da fuoco. Le donne e i bambini si raggrupparono al centro della zattera.       .Ma ciò che a Ba ù è soltanto uno spettacolo. si tennero pronti a respingere l'assalto. ma gli ululati dei lupi laceravano l'aria. Si era disteso sul lato della zattera assalita dal branco di lupi. Ad ogni modo. benché alcuni fuggiaschi non avessero potuto evitare gravi morsi. e ben presto l'assalirono. in un batter d'occhio l'incendio si sarebbe portato fin oltre Ir uts .disse Alcide Jolivet. è più facile comprenderlo che spiegarlo. Neppure Harry Blount e Alcide Jolivet restarono in ozio. La muta di lupi si rinnovava continuamente.Preferisco quelli ai Tartari.Sono soltanto lupi . Harry Blount credette di scoprire numerosi corpi neri che si muovevano sulla superficie dei lastroni. altri del loro coltello. Alcide Jolivet e il suo compagno si gettarono in mezzo ai quei pericolosi animali. io conosco qualcuno che non sbarcherebbe! E alludeva a Michele Strogoff. gli mostrò quel movimento sospetto. Ma bisogna difenderci senza far rumore! I fuggiaschi dovettero infatti lottare contro quei feroci carnivori. E infatti. E avvicinandosi al vecchio barcaiolo che stava a prua. Fino allora. e anche Michele Strogoff mosse verso di loro quando all'improvviso avvenne un mutamento di fronte. I lupi avevano fiutato la zattera. I fuggiaschi ingaggiarono la lotta. Quali fossero le apprensioni di Alcide Jolivet e di Harry Blount. perché bastava che un tizzone o una scintilla cadessero nel fiume. quelle ombre. e senza dubbio la riva destra dell'Angara ne era infestata. Michele Strogoff non aveva voluto restare inoperoso. sbarcarvi. la sua mano sapeva piantarglielo nella gola. si avvicinavano rapidamente. Essi non emettevano un grido. saltando da uno all'altro. alcuni armati di pertiche.In ogni caso . aspettare? Essi se lo domandavano. I loro compagni li secondavano con coraggio. resi feroci dalla collera e dalla fame.

Il vecchio barcaiolo si levò in piedi. Erano le undici e mezzo della sera. se gli incendiari non fossero stati troppo occupati nella distruzione della borgata.In pochi secondi i lupi abbandonarono non soltanto la zattera. E infatti oltrepassarono finalmente la borgata in fiamme. perché l'incendio divampasse e si propagasse a filo dell'acqua. . perché il letto del fiume. puntando la pertica su un lastrone vicino. e ora si trovava a una distanza di tre o quattrocento piedi dalla sponda incendiata di Posh avs . sarebbero stati certamente scoperti. richiedeva sempre maggior precauzione. L'incendio della borgata divampava con violenza straordinaria. Ai lupi occorrevano le tenebre per agire. e andavano e venivano sulle due sponde. Il buio. La zattera continuava a scivolare nel buio in mezzo ai lastroni. illuminati per un istante. la manovra in mezzo ai lastroni che diventavano più fitti. con i quali si confondeva completamente ma grandi chiazze di luce talvolta la illuminavano. Era circa mezzanotte. Tutti e due ascoltavano quanto dicevano il vecchio barcaiolo e i suoi uomini. Ma per fortuna la brezza della notte non spirava in direzione dell'Angara. Da qui in avanti occupavano ambedue le rive fin oltre Ir uts . I fuochi delle postazioni avanzate brillavano straordinariamente. e si trovavano ancora a trenta verste dalla capitale. che si innalzavano a una brusca curva dell'Angara. era riuscito a dirottare la zattera verso la riva destra. portando il disastro da una riva all'altra. In mezzo alle volute di fumo. Tutti quei corpi neri scomparvero. e gli ultimi riflessi scomparvero dietro le alte scogliere. non facevano il minimo movimento che potesse tradirli. si ostruiva visibilmente. ritornato completo. distesi sulla piattaforma. ardevano come resina. la zattera e tutti coloro che vi erano raccolti sarebbero stati bruciati. A poco a poco i bagliori dell'incendio si affievolirono. Centocinquanta bruciavano. Ora bastava una scintilla che cadesse sulla superficie dell'Angara.Attenti a destra! Ecco i lastroni che si accumulano a sinistra!               . tutte insieme. e la guida della zattera diventava sempre più difficile. I Tartari erano sempre presenti. Era dunque possibile che i fuggiaschi scampassero a questo nuovo pericolo. Tutti avevano molto da fare. Michele Strogoff s'era portato sulla parte anteriore. gli alberi e gli scogli sembravano come di fuoco. Non si vedevano. Intanto. Turbini di scintille si levavano infatti dalle case. Possiamo comprendere quali fossero allora le apprensioni di Alcide Jolivet e di Harry Blount. Era il bagliore d'un immenso incendio. Perciò i fuggiaschi. L'intera borgata di Posh avs bruciava. Le sue case. Sulla riva destra. ma si sentivano. pensando a quel liquido combustibile sul quale galleggiava la zattera. che parevano altrettante fornaci ardenti. Questa volta i Tartari erano presenti e compivano la loro opera. In breve tempo. in quel momento invece un intenso chiarore illuminava tutto il corso dell'Angara. e i "mugi " ripresero le pertiche. di fronte a quell'incendio. Il vecchio barcaiolo. proteggeva ancora la zattera. A questo punto i fuggiaschi. I fuggiaschi arrivavano dunque nella zona più pericolosa della loro traversata. le scintille salivano nell'aria fino a cinque o seicento piedi. Al crepitio dell'incendio si mescolavano le urla dei Tartari. e gli occupanti della zattera costatarono che si erano ritirati in tutta fretta sulla riva destra del fiume. Alcide Jolivet lo aveva seguito. ma anche i lastroni sparsi sul fiume. Continuava a soffiare dall'est e respingeva le fiamme verso sinistra. costruite in legno d'abete. il crepitio diminuì.

ma Dio è con noi! Frattanto la situazione si aggravava sempre di più. continuavano la deriva verso Ir uts . si sarebbero incastrati sotto la spessa crosta di ghiaccio. e del freddo. . che. presi tra due fuochi. resa dura come il granito dal freddo intenso. Se i fuggiaschi non raggiungevano Ir uts prima delle cinque del mattino. sei pronta? A tali parole ella rispose come sempre: . sarebbe stato impossibile seguire la corrente. Michele Strogoff ritornò nella parte posteriore. vi si ammassarono addosso. Erano ritardi molto inquietanti. e si sarebbero a poco a poco saldati gli uni agli altri. Allora le corde di vimini si sarebbero spezzate.. che continuavano a scendere dietro di essa. Perciò i blocchi di ghiaccio si accumulavano. In quel punto l'Angara si restringeva. e i lastroni. senza questo restringimento delle sponde. sciolti da uno schianto violento. ma sarebbero stati obbligati ad abbandonare il loro natante. la cui intensità raddoppiava. niente che servisse a spaccare quella crosta. stritolato da quei lastroni di ghiaccio. Se l'Angara si ostruiva. Se avessero avuto a loro disposizione gli attrezzi usati ordinariamente dai balenieri per aprirsi un canale attraverso gli "icefields". e il suo letto era ridotto alla meta della sua larghezza normale. Qui doveva evitare un abbordaggio.Entro un'ora saremo bloccati!. . All'una e mezzo. perché dalla riva sinistra risposero altre fucilate.domandò Alcide Jolivet.Sono pronta ! La zattera continuò a scendere ancora per alcune verste in mezzo ai blocchi galleggianti. . Infatti restavano ormai soltanto poche ore di notte. dove Nadia lo attendeva. I lastroni. . I fuggiaschi.rispose Michele Strogoff. se avessero potuto sfondare questo campo di ghiaccio fin dove il fiume si allargava. là aprirsi un passaggio. . Dunque.Voi li capite? .Sì. sotto la duplice forza della pressione. sarebbero stati scoperti dai Tartari e massacrati senza pietà. la zattera urtava o deviava. la zattera urtò contro uno spesso sbarramento e si fermò definitivamente. non soltanto i fuggiaschi non avrebbero raggiunto Ir uts . Già la deriva si faceva molto più lenta. Che decisione prendere? In quel momento risuonarono dei colpi di fucile sulla riva destra dell'Angara. ne avrebbero avuto il tempo? Ma non avevano né una sega né un piccone. il letto del fiume si allargava di nuovo.Allontana! allontana con la pertica! . probabilmente non si sarebbe formato lo sbarramento e la zattera avrebbe continuato a scendere la corrente. Ad ogni istante. Gli sventurati erano dunque stati scoperti? Era evidente. Se la zattera veniva bloccata. Alcuni restarono feriti             . Ma il danno era irreparabile e i fuggiaschi dovevano rinunciare ad ogni speranza di raggiungere la meta. la strinsero contro l'ostacolo e la immobilizzarono. si sarebbe formato uno sbarramento e.Contro la sua volontà non capita niente.Se Dio lo permette! . i tronchi di abete. ora considerevole. furono bersaglio dei tiratori tartari. per conseguenza. le prese la mano e le fece ancora una volta l'invariabile domanda: .rispose il vecchio barcaiolo. in breve sarebbe mancato sotto di loro. Si avvicinò alla fanciulla. malgrado tutti gli sforzi compiuti. Cinquecento passi a valle. Una pioggia di pallottole fu concentrata sulla zattera. e i malcapitati non avrebbero avuto altro rifugio che gli stessi lastroni sul fiume Allora.Nadia. staccandosi a poco a poco dal bordo inferiore dello sbarramento. avrebbero perduto per sempre ogni speranza di entrarvi. . come se fosse stata inchiodata su uno scoglio.. appena giorno.

. . Le pallottole cadevano attorno a loro come una grandine secca e crepitavano sul ghiaccio. sarebbe stato necessario imprimergli una direzione obliqua. in mezzo all'oscurità.Ah! Anche Dio è dunque contro di noi?!         .mormorò. divenne spaventoso a vedersi. Il lastrone andò alla deriva. Il suo volto. a denti stretti. A ogni istante potevano sprofondare sotto di loro. Preso dal filo della corrente. Nadia mormorò Michele Strogoff all'orecchio della fanciulla. A sinistra.dalle pallottole. i fuochi dell'accampamento tartaro. Verso le due del mattino. Mai come allora si era trovato tanto vicino alla meta. a poco a poco. le urla dei Tartari che ancora risuonavano a monte.Vieni. venissero colpiti solo per caso. Senza dire una parola.. l'orecchio in agguato. . staccatosi a poco a poco dall'ammasso. ma che nessuno ci veda abbandonare la zattera! Nadia obbedì. quelle grida di profonda angoscia e di gioia feroce morirono in lontananza. Qui le acque dell'Angara ritornavano libere. Nadia comprese ciò che voleva tentare Michele Strogoff.. Nadia procedeva carponi davanti a Michele Strogoff. Michele Strogoff. benché. Vide uno di quei lastroni attaccato al resto soltanto da una stretta lingua di ghiaccio.Finalmente! . una doppia fila di luci costellò il nero orizzonte nel quale si confondevano le due rive dell'Angara.Vieni . non diceva una parola.. Nadia prese la mano di Michele Strogoff. insanguinò le loro mani. la corrente trasportò rapidamente il lastrone sul quale stavano Michele Strogoff e Nadia.. Sentiva che ormai stava per raggiungerla. A quel grido. Michele Strogoff e Nadia ascoltavano gli spari dei fucili. illuminato da riflessi bluastri. come se i suoi occhi si fossero riaperti alla luce. le grida di dolore.mormorò Nadia. Ambedue si distesero su quel blocco di ghiaccio. interrotto qua e là soltanto dai colpi di fucile. che ad una leggera scossa si staccò dallo sbarramento.Poveri compagni! . Michele Strogoff e lei strisciarono rapidamente sulla superficie ghiacciata. raggiungevano il bosco inferiore dello sbarramento. A destra c'erano le luci di Ir uts . «pronta a tutto». gridò: . Tese la mano verso il corso superiore dell'Angara. Ma d'improvviso Nadia mandò un grido. accidentata e solcata da creste taglienti. Guidami. si manteneva nel centro del fiume. Michele Strogoff si levò in piedi sul lastrone che vacillava. Qualche blocco di ghiaccio. Per circa mezz'ora. Soltanto quando si fosse trattato di accostare alle banchine di Ir uts .disse Nadia. Dieci minuti più tardi. Poi. . La superficie del fiume. in mezzo ad un buio pesto. veniva ripreso dalla corrente e scendeva verso la città. ma essi andavano sempre avanti. e allora. Il letto del fiume si allargava. . Michele Strogoff aveva da superare ancora mezza versta per raggiungere la città. la strada era libera.Occorre attraversare lo sbarramento le disse sottovoce.

ridiventa europea per le sue strade lastricate. Non si aveva dunque timore di attirarvi i contadini della vallata dell'Angara. le sue cupole panciute come vasi giapponesi. Arrivato ai confini dell'immenso impero moscovita. attraversate da canali. con i suoi edifici. il quale ha il suo bel da fare in simile città dove abbondano gli esiliati. dominate da un'alta cattedrale. accompagnato dai suoi ufficiali. e infine per tutta una categoria di abitanti molto evoluti e progrediti. che si eleva sulla riva destra dell'Angara. Vista da una certa distanza. In quel periodo Ir uts . l'estrema città russa situata sul litorale del mare di Ochots . fiancheggiate da betulle gigantesche. o capo dei commercianti. i quali non ignorano le raffinatezze dei costumi di Parigi. La guarnigione di Ir uts si componeva allora di un reggimento di Cosacchi a piedi. per le sue case di mattoni e legno. il granduca ritornava verso Ir uts . e di permettere che si facesse il deserto tra gli invasori e la città. Ir uts è il magazzino delle innumerevoli mercanzie che si scambiano fra la Cina. personaggio considerevole per le sue immense ricchezze e per l'influenza che esercita sui suoi amministrati. Ir uts . che accentra l'amministrazione della provincia. qualcuna delle quali s'innalza a diversi piani. appena entra nella città. Ni olajevs . viaggiando come militare anziché come principe. dall'alto della montagna che si eleva a una ventina di verste sulla grande strada siberiana. il fratello dello zar era trattenuto nella città fin dall'inizio dell'invasione. Inoltre. le sue cuspidi slanciate come minareti. Allora questa città. l'Asia centrale e l'Europa. assume un aspetto quasi orientale. Ma questa fisionomia scompare agli occhi del viaggiatore. per una serie di circostanze particolari. divenuta rifugio dei siberiani della provincia. da dove contava di riprendere la strada dell'Europa quando gli arrivarono le notizie di quella invasione tanto pericolosa quanto improvvisa. Mongoli-Khal as. Il granduca s'era recato nelle lontane province dell'Asia orientale per un viaggio d'importanza politica. era stata onorata della sua visita. Dopo aver visitato le principali città siberiane. le comunicazioni con la Russia stavano per essere interrotte. era affollata. Questa situazione merita d'essere precisata. senza nessun apparato. e alle sue case disposte in un pittoresco disordine. serve da basamento alle sue chiese.12. e infine un sindaco. ma. un capo della polizia. ma anche "cupé" e calessini. Tungusi. e di un corpo di gendarmeria permanente. per le sue numerose vetture che la percorrono. le sue guglie. Buriati. mezzo bizantina e mezzo cinese. egli s'era spinto fino alle contrade della Transbaij alia. Le riserve d'ogni genere vi abbondavano. scortato da un distaccamento di Cosacchi. Si affrettò a rientrare nella capitale. conta in tempi normali trentamila abitanti. IRKUTSK. Ricevette ancora alcuni telegrammi da Pietroburgo e                                   . come sappiamo. Ir uts è la residenza del governatore della Siberia orientale. Una sponda abbastanza alta. Da lui dipendono un governatorato civile. munite di marciapiedi. che contava circa duemila uomini. capitale della Siberia orientale. non soltanto "tarantàs" e "telega". quando vi arrivò. in uniforme blu con galloni d'argento e casco.

di Oms . il granduca veniva a conoscenza che l'emiro di Buchara e i han alleati comandavano personalmente l'insurrezione. al di là del lago Baj al. e per conseguenza Ir uts rischiava di essere attaccata dalla parte orientale. Ma il fiume poteva essere attraversato a monte e a valle della città. tutti si prodigarono per la salvezza comune. Coloro che non si rifugiarono nella capitale. contadini. Le braccia furono occupate anzitutto nei lavori di fortificazione. Dunque i Tartari si organizzarono aspettando l'arrivo delle altre due colonne. molto largo in quel punto. Bisognava dunque salvare ad ogni costo la capitale della Siberia dall'occupazione. comandate dall'emiro e dai suoi alleati. Da questo lato. e tutto l'esercito. Poi la linea fu interrotta nelle circostanze che conosciamo. Ora. e gli fu possibile anche rispondere. erano stati innalzati bastioni di terra. la difesa era facile. fu dato ordine alla provincia di Ir uts di abbandonare città e borgate. un ufficiale russo che egli stesso aveva degradato senza conoscerlo personalmente. costruiti su palafitte. Le notizie della caduta di Iscim. siccome Ir uts non poteva sfuggire all'accerchiamento. sarebbe stato impossibile sotto il fuoco degli assediati. Otto giorni prima che i Tartari facessero la loro comparsa sulle rive dell'Angara. le cui case erano state distrutte al fine di non ostacolare il tiro dell'artiglieria del granduca. di cui diede in altre circostanze incontestabili prove. Fu scavato un fossato tra la scarpa e la controscarpa.da Mosca. e inondato con le acque dell'Angara. ma ciò che ignorava. e lo fece con quella fermezza ed impassibilità. per disgrazia insufficiente. Il granduca trovò una popolazione pronta al lavoro. sulla riva destra di quest'ultimo fiume. Al granduca non restava altro che organizzare la resistenza. Anzitutto. La città non sarebbe stata presa con un colpo di mano. importava soprattutto mettere la città in stato da sostenere un assedio abbastanza lungo. Si lavorò giorno e notte. di Toms gli arrivarono successivamente a Ir uts . era che il luogotenente di questi capi barbari fosse Ivan Ogareff. e più tardi l'avrebbe ritrovata pronta alla difesa. all'accampamento dell'Angara. mercanti. fu concentrato al comando di Feofar Khan. dovettero trasferirsi nelle retrovie. disposti in maniera da aprirsi in tutta la larghezza del fondale per consentire la navigazione. Ir uts . I sobborghi furono abbandonati. eccetto le guarnigioni lasciate nelle principali città occupate. Le poche truppe dislocate nelle province dell'Amure e nel governatorato di Ja uts non sarebbero state sufficienti per arrestare le colonne tartare. è situata alla confluenza dell'Ir ut e dell'Angara. Il passaggio dell'Angara. Il passaggio dell'Angara era stata giudicato da Ivan Ogareff                                             .quella che aveva risalito la vallata del Jenisej arrivò in vista di Ir uts il 24 settembre. Bisognava circondarla e assediarla. La terza colonna tartara . non protetta da mura di cinta. Non si poteva contare su aiuti immediati. Due ponti di legno. i ponti distrutti. Il congiungimento dei diversi corpi avvenne il 25 settembre. Ir uts era isolata dal resto del mondo. Soldati. I lavori di difesa furono iniziati il giorno in cui Toms cadde nelle mani dei Tartari. fondata nel 1611. dove con molta probabilità l'invasione non sarebbe arrivata con le sue devastazioni. esiliati. I raccolti di grano e di foraggi furono requisiti per la città e quest'ultimo baluardo della potenza moscovita dell'estremo Oriente fu messo in condizioni di resistere per un certo tempo. come abbiamo visto. Occupò immediatamente le borgate abbandonate. Assieme a queste notizie. congiungevano la città alle borgate che si estendono sulla riva sinistra.

Ivan Ogareff non esitò più. i cittadini opposero una tenace resistenza. Da una parte. Al secondo assalto. situata nei boschi che sovrastano il corso dell'Angara. fatto questo. che lo aveva accompagnato all'accampamento dell'Angara. di arrivare fino al granduca. sarebbero arrivate. lo spinse a mettere in esecuzione questo piano. Ivan Ogareff pensò allora di ottenere col tradimento quanto non gli riusciva di ottenere con la forza. dopo aver completamente circondata Ir uts . dall'altra. era certamente in condizioni di comandare le operazioni d'un assedio regolare.voi conoscete esattamente la                                 . . che è lunga due verste e termina sulle rive dell'Angara. Si trovò dunque nella necessità di ordinare un assedio in piena regola. Bisognava dunque che prima di sei giorni Ir uts fosse presa per tradimento. costruito all'estremità della via Bolsciaja. Ma i Cosacchi. Il granduca. Sappiamo che il suo piano era di penetrare nella città. erano giunti ad alcune risoluzioni. meta di tutti i suoi sforzi. Attraverso le finestre della facciata principale. La zingara Sangarre. lo avrebbero reso inabitabile. poi. Borghesi e "mugi " compirono eroicamente il loro dovere. e se i Tartari avessero avuto un artiglieria di maggiore portata. Essi pagarono anche di persona. i Tartari erano riusciti a forzare le porte della cinta. di guadagnare la sua fiducia e. Così aveva sperato di prendere di sorpresa Ir uts . Il granduca e i suoi ufficiali non si risparmiarono in questa occasione. Vi fu anche un combattimento all'inizio della via Bolsciaja (1). e ne risalivano la vallata. non impedito. . l'emiro tentò due volte di prendere d'assalto la città. e vennero infine a prendere posizione per l'assedio. Ivan Ogareff. Questo palazzo. ma gli mancavano i mezzi per una operazione rapida. Lo avrebbe solo disturbato.impossibile davanti a Ir uts .Signori. Si erano concentrate sul corso superiore della Lena. Lanciò i suoi soldati contro i bastioni che presentavano qualche punto debole. e i Tartari dovettero ripiegare sulle loro posizioni. Come si vede. dove risiedeva anche il granduca. seguendo il suo consiglio. perciò un forte contingente di truppe attraversò il fiume qualche versta più a valle. guidarono la popolazione civile sui bastioni. Prima che scadessero sei giorni. abile stratega. su ponti di barche portate a questo scopo. quindi pensò bene di trincerarsi a Ir uts . la marcia dell'esercito tartaro fu ritardato dalla battaglia di Toms . Le truppe russe del governatorato di Ja uts marciavano su Ir uts . i lavori di difesa ordinati dal granduca furono compiuti con molta rapidità: queste due ragioni erano bastate a ostacolare i suoi piani. al momento buono.disse il granduca . La sera del 2 ottobre fu tenuto un consiglio di guerra nel salone grande del palazzo del governatore generale. non avendo artiglieria da campagna a sua disposizione. i gendarmi. I Tartari occuparono dunque la riva destra del fiume. il generale Voranzoff e il governatore della città. sacrificando un grande numero di uomini. si scorgeva l'accampamento tartaro. ai quali si erano uniti un certo numero di ufficiali superiori. bruciarono passando la residenza estiva del governatore generale. Tuttavia. sfogare la sua vendetta sul fratello dello zar. aprire una delle porte agli assedianti. poi risalirono verso la città. Gli conveniva infatti agire senza altri ritardi. ma i due assalti furono respinti con il più grande coraggio. Il granduca non tentò di opporsi a questo passaggio. dominava un lungo tratto del corso del fiume. il capo dei mercanti. le cose erano andate diversamente da come egli prevedeva.

Poi.disse il capo dei mercanti . il granduca. erano stati concentrati a Ir uts fin dall'inizio dell'invasione. e mi ha informato che cinquantamila Russi avanzano a marce forzate agli ordini del generale Kisselev.rispose il granduca. Due giorni fa erano sulle rive della Lena. fidandosi come lo zar del loro patriottismo. E rivolgendosi al capo della polizia: .rispose il capo dei mercanti. sorprendendo i Tartari di fianco. Questo dipende senza dubbio dalla rapidità della corrente.Vostra altezza sa che può contare su tutta la popolazione di Ir uts .. Cinquantamila uomini d'una truppa fresca. . signor capo dei mercanti. Il governatore generale confermò l'asserzione del capo dei mercanti.Voi non avete nulla da suggerire. .rispose il generale Voranzoff.E' una circostanza favorevole . Voi capite le mie parole. posso garantire a Vostra Altezza che per quella via non entreranno a Ir uts . alcuni come medici. signori . . Grazie a Dio. in questo caso. .Permetta.Domani visiteremo le fortificazioni della riva destra. signore? . . e l'Angara è sempre rimasto ingombro di lastroni di ghiaccio senza mai congelare completamente. sia al Ginnasio.nostra situazione. rivolgendosi al generale Voranzoff.Aggiungerò . .Dite. noi saremo pronti ad eseguire i vostri ordini. faranno presto a liberarci. . sia alla Scuola di navigazione. . Vostra Altezza. signore . . e ormai né il freddo né la neve li arresteranno. e avremo la vittoria sugli invasori. gli disse: .Ringrazio Vostra Altezza a nome della città .Aspettiamo che le teste delle nostre colonne siano comparse sulle alture.che il giorno in cui Vostra Altezza ordinerà una sortita.e rendo omaggio al suo patriottismo. . Posso domandare a Vostra Altezza quale tempo massimo assegna all'arrivo dell'esercito di soccorso? . Fin dall'inizio. li aveva armati e aveva trovato in essi degli ottimi difensori.disse il capo dei mercanti. Se dunque i Tartari non hanno altro mezzo per attraversare il fiume.Sei giorni al massimo.Va bene. i Tartari potrebbero forse passare. sono cinquecento nella città. sia alla Scuola giapponese.Dagli esiliati della Siberia. signore. che.rispose il granduca. altri come professori. Io ho la ferma speranza che potremo resistere fino all'arrivo delle truppe di Ja uts . L'Angara già trasporta lastroni di ghiaccio e non tarderà a gelarsi tutto.confermò il granduca . e per quanto dipende da me.Ho visto più volte la temperatura scendere a trenta e a quaranta gradi sotto zero. . .Devo informare Vostra Altezza . come sa Vostra Altezza. . e vi pregherei di riferirle tali e quali. generale.Indirizzata da chi?. di fare una osservazione .gli domandò.                   . Essi avevano obbedito all'ordine di raggiungere la città e di abbandonare le borgate dove esercitavano professioni diverse.rispose il granduca.. ma sui bastioni mi è già stato possibile ammirare il suo coraggio. Allora sapremo ricacciare queste orde di barbari. .Sì. la popolazione non ha ancora provato gli orrori delle epidemie e della fame. pagheranno molto cara l'invasione del territorio moscovita.Cosa domandano gli esiliati? . e ho ragioni di credere che non li proverà. a Kirens . Gli esiliati politici.disse il granduca.Tuttavia ci terremo pronti ad ogni evenienza.rispose il capo della polizia di una supplica che vi è indirizzata per mezzo mio. . Un emissario abile e coraggioso è penetrato nella città questa mattina. . distribuiti in tutta la provincia.

e venerata dai suoi figli! Vassili Fedor s'era comportato da eroe. Era un uomo colto e caritatevole.rispose il granduca con una emozione che non cercò di nascondere . Questo esiliato era il padre di Nadia. . Vassili Fedor. vogliate presentarmelo immediatamente.disse il governatore generale . ma non aveva mai domandato grazie o favori. che si è distinto in molte occasioni . Gli esiliati.. alla presenza del granduca. L'invasione tartara l'aveva colpito. . . I suoi lineamenti ricordavano in maniera notevole quelli di sua figlia Nadia Fedor. e quando gli esiliati di Ir uts pensarono di formare un corpo speciale. dal volto austero e triste. Se. a quel tempo.E la sua condotta?. Quando il capo della polizia ebbe pronunciato questo nome.E' un russo? . questi rispose che non gli era sconosciuto.rispose il capo della polizia .aggiunse il generale Voranzoff .disse il capo della polizia. Vassili Fedor. .Sì.Il suo nome?.Vassili Fedor. . Il suo nome era stato citato più volte. come sappiamo. . davanti al granduca. .Sì . Nadia aveva passato la frontiera. Tutto il tempo ch'egli non dedicava ai malati.Credo di poter assicurare a Vostra Altezza . e hanno il diritto di battersi per il loro paese! .rispose il capo della polizia l'autorizzazione di formare un corpo speciale e di essere mandati in testa alla prossima sortita.gli esiliati sono russi.Generale concluse il granduca generale. essi avevano pagato col sangue la loro dedizione alla Santa Russia. Gli ordini del granduca furono eseguiti.. un russo delle province baltiche. e non era ancora passata mezz'ora che Vassili Fedor veniva introdotto alla sua presenza. più d'ogni altro. e che aveva lottato e sofferto.è quella di un uomo sottomesso alle leggi speciali che lo riguardano. esiliato a ottomila verste dalla propria città natale. Nadia era partita da Riga il 10 luglio.Domandano a Vostra Altezza .domandò il granduca.Infatti . In molte sortite. . Chi nomineremo? . Era un uomo sulla quarantina. egli non sapeva che avessero l'intenzione di sceglierlo per loro capo. lo impiegava a organizzare la resistenza. Era lui che aveva riunito i suoi compagni d'esilio in un'azione comune. alto. fino allora mescolati alla popolazione. Una lettera l'aveva informato della morte della sua sposa. .Ma hanno bisogno di un capo rispose il granduca. poiché da quella data era senza notizie di sua figlia. s'inchinò e attese di                 . e anche un uomo di molto coraggio e del più sincero patriottismo.Da quanto tempo è a Ir uts ? . Si indovinava che tutta la sua vita si riassumeva in una sola parola: lotta.Vassili Fedor è un uomo valoroso e coraggioso. .. s'erano comportati in maniera da richiamare l'attenzione del granduca.che non troverà soldati migliori. esercitava a Ir uts la professione di medico. che ne sarebbe di lei in mezzo agli invasori? Si comprende come questo sventurato padre fosse divorato dall'inquietudine. che aveva ottenuto dal governo l'autorizzazione di raggiungerlo a Ir uts .. Veramente santa. e contemporaneamente della partenza di sua figlia. .Da due anni.La sua condotta . nei suoi più cari affetti e distrutto la sua suprema speranza di padre.Essi vorrebbero che Vostra Altezza gradisse uno di loro.. La sua influenza sui suoi compagni è sempre stata molto grande. L'invasione era cominciata il 15 luglio.

si         . Nota 1. UN CORRIERE DELLO ZAR. Dunque il pericolo di un assalto da quella parte non preoccupava i difensori di Ir uts .Grazie.Sì. Quelli che si mantenevano nel centro della corrente andavano alla deriva con estrema rapidità. Il fratello dello zar accordava la grazia a tutti i suoi compagni d'esilio. con un movimento simultaneo.Lo sanno . . Il granduca stava per congedare i suoi ufficiali e ritirarsi nei suoi appartamenti. quando si sentì un certo tramestio nel cortile del palazzo.Me. che. Quasi subito la porta del salone si aprì e comparve un aiutante di campo.Essi ti vogliono come capo.essere interrogato. come aveva fatto osservare il capo dei mercanti. . Altezza.Comandante Fedor. .Altezza. . Via Grande. Intanto era scesa la notte. 13. La grazia accordata così generosamente agli esiliati di Ir uts era infatti un atto di vera giustizia e di saggia politica.Essi non lo sono più. un corriere dello zar! NOTE.tu non sei più esiliato. . Suonarono le dieci della sera.disse il granduca . I fuochi dell'accampamento tartaro.i tuoi compagni d'esilio hanno domandato di formare un corpo speciale. in questi corpi. Ma sanno essi che. avanzando verso il granduca. Tutti i membri del consiglio. .rispose Vassili Fedor.Accetti di metterti allo loro testa? . gli disse il granduca .Vassili Fedor. che l'Angara ben difficilmente sarebbe congelato su tutta la superficie. rivolgendosi ai suoi ufficiali: .Abbiamo bisogno di eroi per difendere la capitale della Siberia. gli disse: . Il fiume era ingombro di lastroni di ghiaccio. alcuni dei quali s'incagliavano tra le prime palafitte del vecchio ponte di legno. ma posso comandare a coloro che lo sono ancora? . . illuminavano il palazzo attraverso le finestre. che bruciavano oltre l'Angara. Allora il granduca. ora suoi compagni d'armi. Era evidente.Lo zar non rifiuterà di accettare la lettera di grazia che scriverò per loro! disse sorridendo. e io ne ho fatti parecchi. bisogna combattere fino all'ultimo uomo? . Vassili Fedor strinse commosso la mano offertagli dal granduca e uscì. Altezza? . se il bene della Russia lo esige.

Il falso Michele Strogoff e il granduca restarono soli nel salone. Altezza. sono arrivato a Ir uts il 2 ottobre. Aveva usurpato il nome e la carica di colui ch'egli credeva ridotto all'impotenza. .domandò entrando. E Ivan Ogareff consegnò al granduca la lettera imperiale. arrivato a Ir uts ! Se quegli ufficiali avessero per un istante riflettuto all'improbabilità di questo fatto.Tu eri a Mosca il 15 luglio? .Eccola. Dopo la risposta di Ivan Ogareff. . dopo settantanove giorni di viaggio. che però il granduca non lasciò trasparire per nulla.Per questo. .. erano la prova che aveva dovuto fare a piedi una parte del suo viaggio. . Il granduca osservò per alcuni istanti Ivan Ogareff. Aveva l'aria di un uomo sfinito dalla fatica. Quest'uomo aveva evidentemente percorso una strada lunga e difficile. Riprendendo poi la parola:             .gli domandò. Siccome era in grado di dimostrare la sua pretesa identità.Sua Altezza il granduca? . Il granduca andò verso di lui. in pessimo stato.voltarono verso la porta aperta. Se il suo torvo aspetto aveva dapprima ispirato una diffidenza.E quando sei partito da Mosca? . per meglio sottrarla ai soldati dell'emiro. Portava in testa un berretto moscovita.. Vestiva un abito da contadino siberiano.Da Mosca. Era Ivan Ogareff. .rispose Ivan Ogareff. a precipitare col tradimento e con l'assassinio la soluzione del dramma dell'invasione. questa diffidenza scomparve immediatamente. il granduca fece un segno e tutti i suoi ufficiali si ritirarono. sicché egli non aveva neppure bisogno di mascherare i lineamenti del suo volto. nessuno avrebbe dubitato di lui.Sei dunque stato prigioniero dei Tartari? . Un corriere dello zar. e sul quale si vedevano persino i buchi delle pallottole. Altezza. lo avrebbero certamente ritenuto impossibile. Poi: . Veniva dunque. La spiegò e riconobbe la firma dello zar.Entri questo corriere! ..Il 15 luglio. e nella notte tra il 14 e il 15 ho visto sua Maestà lo zar al Palazzo Nuovo. Altezza. Il granduca mosse rapidamente verso il suo aiutante di campo. Altezza. . come indica la data della lettera. sostenuto da una volontà di ferro. Il corriere entrò. mal cicatrizzato.Sì. Uno sfregio. .? . Il granduca aprì la lettera. e neppure sull'identità del corriere. per alcuni giorni .gli disse.No. preceduta dalla formula di rito scritta di sua mano.Tu sei il corriere dello zar? . . ma ho dovuto stracciare la busta.Sì. .Questa lettera ti è stata consegnata in questo stato? .Tu hai una lettera dello zar? . Né il granduca né altri lo conoscevano a Ir uts . Egli leggeva attentamente la lettera. Dunque nessun dubbio sull'autenticità di quella lettera.Il tuo nome?. . al fine di comprenderne bene il senso. . partito il 15 luglio da Mosca. strappato. .domandò il granduca. . gli deturpava la faccia. Il granduca restò qualche istante in silenzio..Sì.E vieni. ridotta a dimensioni quasi microscopiche.Michele Strogoff.gli domandò. . Le sue calzature. logoro. con molta attenzione.

Andava avanti e indietro nel                               . Altezza . di temperamento nervoso.E quest'ultimo scontro?. ma. . . faticava a conservarsi calmo.. .. aggiunse: .Ebbene. ed è là che sono stato fatto prigioniero! Il granduca si calmò e. .A Kolivan.Tu menti! . . . Altezza.E una terza volta alle porte di Krasnojars .gridò il granduca. Altezza.Sì.E sono stati respinti? .Il 2 settembre. . Altra esagerazione di Ivan Ogareff.. Michele Strogoff.Nessuno. stammi a sentire.. almeno prima della fine dell'inverno. Anche se non mi dovesse arrivare nessun aiuto né dall'ovest né dall'est.Fu più che uno scontro.E ora tutte le truppe tartare sono concentrate attorno a Ir uts ? . cercando invano di dominare la sua collera.rispose freddamente Ivan Ogareff. malgrado il loro coraggio.domandò il granduca. Oms . Il granduca. Altezza. con un segno. ma questi movimenti non sono riusciti.Michele Strogoff.fu una battaglia. . sono stati annientati.gli domandò . anche se questi barbari fossero seicentomila.. Altezza . . Ivan Ogareff aveva detto soltanto la verità.Dove sono avvenuti gli scontri di cui parli? . fece comprendere a Ivan Ogareff che non dubitava della sua veracità. .Cosa vuoi dire? . venuti dalle province della frontiera e dal governatorato di Tobols . Altezza. . Fin qui. . . hanno combattuto contro centocinquantamila Tartari e.Tu sai che questa lettera ci ordina di morire a Ir uts piuttosto che cedere la città? . .Lo so.Non erano in forze sufficienti.Sì. . apprendendo queste disastrose notizie.Tutte. tendente sempre allo stesso fine.A quattrocentomila uomini. .Una battaglia? . .Ventimila Russi. .domandò il granduca.E a quanto le valuti? . . Potevo trovarmi nella necessità di distruggerla perché non cadesse nelle mani dei Tartari. sono state successivamente occupate dai soldati di Feofar Khan. e in tal caso volevo riferirne esattamente il testo a Vostra Altezza.Voglio dire che Iscim. Il traditore sembrava dire che il fratello dello zar faceva i conti senza il tradimento. io non cederò mai Ir uts ! L'occhio malvagio di Ivan Ogareff ebbe un leggero tremito.Ma ci furono combattimenti? I nostri Cosacchi si sono scontrati con i Tartari? . per non parlare che delle città più importanti delle due Siberie.Più volte.tu conosci il contenuto di questa lettera? .Tu sai che la lettera segnala i movimenti delle truppe che sono stati predisposti per arrestare l'invasione? . a Toms .. nell'intento di demoralizzare i difensori di Ir uts esagerando i successi ottenuti dalle truppe dell'emiro. . Toms .In che giorno ha avuto luogo la battaglia di Krasnojars ? domandò. pronunciando le parole a denti stretti.Dico la verità.rispose Ivan Ogareff.Ero presente alla battaglia di Krasnojars . .Ed io non posso dunque attendermi nessun aiuto dalle province dell'ovest? .

Altezza. che lo osservava come una preda riservata alla sua vendetta.rispose il granduca. Potrebbe abusarne dove e quando gli converrebbe.Tu l'hai incontrato? . Ma egli la meritava.salone.Va bene. Hai qualche favore da chiedermi? .Si dice che quest'ufficiale sia stato condannato dal granduca a una degradazione umiliante.Si. ho potuto farmi riconoscere. nessuno gli avrebbe strappato la maschera. . . Altezza. per comandare una invasione di barbari! .. tu saresti stato perduto! . Passò un quarto d'ora prima che egli facesse altre domande.rispose Ivan Ogareff. che più tardi si è messo al servizio del nemico contro il suo paese. Ivan Ogareff recitava quindi con successo la sua ignobile parte.Noi sapremo smascherarlo.E se. . se non quello di battermi a fianco di Vostra Altezza . .E come sei sfuggito? . Io non ti dimenticherò. quel miserabile. al momento buono.Sì.Tu sai. Decise dunque di                 . di consegnare la città ai Tartari.Egli tenterà di entrare a Ir uts sotto un travestimento.. Michele Strogoff . Michele Strogoff. Poi riprendendo la lettera. Michele Strogoff.Nessun favore. . cercava di distinguere i rumori. Egli si fermava davanti alle finestre. Il granduca gli aveva accordato la sua fiducia piena e completa. . me ne ricordo. Ivan Ogareff salutò militarmente il granduca. sotto lo sguardo di Ivan Ogareff.. e so anche che Ivan Ogareff ha giurato di vendicarsi personalmente del fratello dello zar.. grazie a te che lo conosci. Abiterebbe nello stesso palazzo. e si ritirò.E Sua Maestà me l'ha detto personalmente.Perché? . per la maggior parte provenienti dall'urto dei lastroni trascinati dalla corrente dell'Angara.So tutto questo. .. .Sì. . . Riteneva dunque di avere in mano la situazione. Sarebbe addentro nei segreti delle operazioni di difesa.Gettandomi nell'Irtis. durante il mio viaggio attraverso la Siberia.. ne rilesse un passo e disse: . Tu hai dimostrato coraggio e zelo durante questa difficile missione..rispose il granduca. e sono stato condotto subito alla presenza di Vostra Altezza. e lo farò morire a colpi di " nut".Sua Maestà lo zar rispose Ivan Ogareff . avvertendomi che.. Nessuno a Ir uts lo conosceva. Ivan Ogareff si presenterà a Vostra Altezza sotto falso nome?.Con il favore di una sortita avvenuta questa sera stessa per respingere una pattuglia tartara. Mi sono unito ai difensori della città. di guadagnare la mia fiducia. . dopo la battaglia di Krasnojars .Sì. conforme alle intenzioni che gli si attribuiscono. che in questa lettera si parla di un traditore del quale dovrò diffidare. poi. .Sia.Sì. ...E come sei entrato in Ir uts ? .desiderava soprattutto che voi foste informato dei criminali progetti di Ivan Ogareff contro la vostra persona. avessi soprattutto diffidato di quel traditore. Altezza. non dimenticando che era capitano al corpo dei corrieri dello zar. non mi avrebbe fatto grazia. Se egli avesse sospettato che io ero latore di una lettera indirizzata a Vostra Altezza e nella quale si svelavano i suoi piani. Va'. Da oggi tu sei addetto alla mia persona. la lettera me ne informa. . . guardava i fuochi dell'accampamento tartaro. e sarai alloggiato in questo palazzo.

Ivan Ogareff. Poi. Ivan Ogareff non prodigava senza criterio queste spiacevoli insinuazioni. fosse tanto miserabile da tradire il suo paese? Comunque sia. Nadia Fedor. Sembrava che rispondesse soltanto quando era troppo assalito da domande. quando venne a conoscenza dell'arrivo inaspettato d'un corriere dello zar. con abilità. non sarebbe facile ai Russi di riprenderla. il quale approfittò dell'occasione per entrare in relazioni quotidiane con il comandante. come Nadia lo era forse tuttora? Vassili Fedor andò a trovare Ivan Ogareff. di osservare. con una sfacciataggine che non si smentì mai. aveva lasciato la Russia alla data indicata dall'ultima lettera che aveva ricevuto da Riga. Una volta che i Tartari fossero padroni di Ir uts . Ora. In ogni caso. Ma la guarnigione e la popolazione di Ir uts avevano troppo spirito patriottico per lasciarsi demoralizzare. gli aiuti aspettati sarebbero stati insufficienti. Il corriere dello zar era per loro come il legame che li riuniva all'impero. di agire. Sua figlia. anche se esiliato politico. si occupò fin dal mattino successivo a visitare le fortificazioni. Probabilmente era solo una speranza chimerica. le false peripezie del suo viaggio. Sappiamo da quali inquietudini fosse angustiato l'infelice padre. Il disprezzo dei Russi per quei barbari era senza confronti. e delle forze di cui i barbari disponevano. A sentir lui. non l'avrebbero abbandonata senza averla distrutta da cima a fondo. Ivan Ogareff stabilì rapporti frequenti con Vassili Fedor. avendo tutta la comodità di vedere. e come a malincuore. parlò della gravità della situazione. Ma queste occasioni gli sembravano troppo rare. senza che la testa del granduca fosse rotolata ai piedi di Feofar Khan. calcando le tinte. dai soldati. Ivan Ogareff rispose con una premura abilmente dissimulata alle domande rivoltegli dal padre di Nadia. Di quei soldati. Vassili Fedor ebbe come un presentimento che questo corriere gli avrebbe dato notizie di sua figlia. nessuno sospettò della parte odiosa che recitava Ivan Ogareff. se pure fossero arrivati. di quei cittadini chiusi nella città isolata ai confini del mondo asiatico. se i Tartari dovevano abbandonarla più tardi. uno dei più entusiasti difensori della città. ed era questione di pochi giorni. e dei successi dei Tartari. di Toms e di Krasnojars . ed era da temere che una battaglia combattuta sotto le mura di Ir uts fosse altrettanto funesta come la battaglia di Kolivan. Infatti il tempo stringeva. come aveva fatto parlando al granduca. aggiungeva sempre che bisognava difendere fino all'ultimo uomo e fare piuttosto saltare la città che cederla! Presentandosi l'occasione di fare il male. non ce n'era uno che avesse mai sognato di parlare di capitolazione. Ivan Ogareff raccontò dunque. ma egli vi si aggrappò. oppure era già da tempo prigioniera? Vassili Fedor non trovava sollievo al suo dolore se non quando aveva qualche occasione di battersi contro i Tartari.                         . Quel rinnegato cercava forse di trarre profitto da questa circostanza? Credeva che tutti gli uomini fossero dei pari suoi? Credeva che un russo. Usava una certa circospezione a farle penetrare a poco a poco nella mente dei difensori di Ir uts . Per una circostanza del tutto naturale. In ogni caso. nessuno poteva indovinare che il preteso corriere dello zar fosse un traditore. senza dapprima troppo insistere. Bisognava che la città fosse consegnata prima dell'arrivo dei Russi dal nord e dall'est. dai cittadini. lo avrebbe fatto. In ogni caso. che ne era di lei? Cercava in questo momento di attraversare le province invase.mettersi subito all'opera. Vassili Fedor. Dappertutto fu accolto con cordiali felicitazioni dagli ufficiali. dopo il suo arrivo a Ir uts . Questo corriere non era stato prigioniero.

che la rivolta era stata preparata nel più assoluto segreto. Ivan Ogareff non conosceva Nadia. preparato a tutte queste domande. .. Quantunque Nadia avesse passato la frontiera siberiana nelle circostanze che sappiamo.aggiunse. non la disse. . Non fu dunque in grado di dare a Vassili Fedor nessuna notizia di sua figlia. avrebbe senza dubbio concluso che Nadia non si troverebbe in questo momento esposta ai pericoli dell'invasione.. e a voi non resta che una speranza. pur sapendo dire questa parola. e infine che nelle province russe non erano pronti a mandare in Siberia le truppe necessarie a respingere 1 invasione. che il governo dello zar era stato addirittura sorpreso dall'invasione. sul territorio europeo dell'impero. . mi sbaglio.. egli non aveva prestato attenzione a lei più di quanto ne avesse prestato ai due giornalisti. .il giorno dopo l'arrivo del preteso corriere. Ivan Ogareff. il 3 e il 4 ottobre.Sì. collegando la data nella quale sua figlia si trovava a Niznij Novgorod con la data del decreto che vietava di uscirne.rispose Ivan Ogareff.Va bene!. Io confondo le date.. un atto di vera crudeltà. . Ivan Ogareff. e che si trovava ancora. contro sua voglia. che     . Egli passeggiava. Due volte..domandò Ivan Ogareff . nel caso che qualche circostanza gli impedisse di consumare il suo tradimento.Per disgrazia è fin troppo probabile che vostra figlia abbia passato la frontiera. .vostra figlia è uscita dal territorio russo? . .domandò Ivan Ogareff. . Si dedicò particolarmente ad esaminare la porta Bolsciaja (1). i loro punti deboli. quantunque l'avesse incontrata al cambio di Iscim il giorno in cui ella vi si trovava assieme a Michele Strogoff. Con una parola egli poteva tranquillizzare Vassili Fedor.Io sono partito da Mosca il 15 luglio. rispose senza mai esitare. Nella sua lettera me lo diceva espressamente. Egli non nascose. cominciò a studiare Ir uts . si recò dunque al palazzo del governatore generale. che si trovavano in quello stesso tempo nella casa della posta. Dopo questo colloquio. si recò sui bastioni di quella porta. che i Tartari erano già padroni della linea dell'Ob quando le notizie arrivarono a Mosca. senza timore di scoprirsi al tiro degli assedianti. Vassili Fedor si ritirò col cuore infranto. certamente in quella data.Press'a poco alla stessa data in cui siete uscito voi rispose Vassili Fedor. Ivan Ogareff aveva compiuto in questo momento.Anche Nadia è partita da Mosca in quel giorno.. riprendendosi: . Vassili Fedor. per approfittare in seguito delle sue osservazioni.Ma in quale data . e sapeva troppo bene che niente le avrebbe impedito di partire. Poi. Poi Ivan Ogareff. il granduca fece chiamare parecchie volte il preteso Michele Strogoff e si fece ripetere tutto quanto aveva sentito nel gabinetto imperiale del Palazzo Nuovo. obbedendo alla sua natura di uomo che non sapeva commuoversi per le sofferenze degli altri. di sera. Ma in quel momento. con intenzione. che cioè vostra figlia si sia fermata quando ha conosciuto le notizie dell'invasione tartara! Vassili Fedor chinò la testa! Egli conosceva Nadia. Espose a Ivan Ogareff le circostanze nelle quali sua figlia aveva probabilmente varcato i confini della Russia europea e gli disse quali erano in quel momento le sue inquietudini a suo riguardo. la sua ultima speranza svaniva.Vostra figlia era a Mosca il 15 luglio? . ch'egli voleva aprire. . completamente libero nei suoi movimenti. gratuitamente.Ma no. Durante i due giorni che seguirono. lo stato delle fortificazioni.

14. e in maniera molto palese. a monte e a valle del fiume. Perciò. alle due del mattino. dall'alto dei bastioni cadde un biglietto nelle mani di Sangarre. L'importanza era che la porta Bolsciaja fosse libera al momento in cui il traditore l'avrebbe aperta. Durante quella giornata si verificò nell'accampamento dell'Angara un movimento inconsueto. Porta Grande.gli assediati avrebbero allentato la sorveglianza? In ogni caso. dopo un                 . Era un ordine di Ivan Ogareff. dal suo arrivo a Ir uts . Del resto gli assediati godevano da due giorni di una tranquillità. d'accordo con l'emiro. alla quale i Tartari non li avevano abituati dall'inizio dell'accerchiamento. in quel momento. LA NOTTE TRA IL 5 E IL 6 OTTOBRE. si sarebbe finto sulla riva sinistra un tentativo di passaggio dell'Angara. Entro ventiquattro ore la capitale della Siberia orientale sarebbe caduta nelle mani dell'emiro. I preparativi osservati erano confermati dalle raccomandazioni di Ivan Ogareff. Forse . D'altronde Ivan Ogareff non nascose al granduca che c'era da temere un attacco da quella parte.avevano le prime linee a meno di una versta dalle fortificazioni. sicché urgeva prendere dei provvedimenti. Numerosi distaccamenti tartari convergevano verso l'accampamento e arrivavano d'ora in ora altri rinforzi alle truppe dell'emiro. Nota 1. Quest'ora non poteva tardare. Era il 5 ottobre. Egli sapeva bene che non vi era esposto. nello stesso tempo. sulla riva destra. Egli sapeva. Questa finta manovra si sarebbe effettuata dal lato del sobborgo di Ir uts . salvo circostanze imprevedibili. Ivan Ogareff l'aveva deciso. bisognava che l'attenzione degli assediati fosse attirata su qualche altro punto della città. Osservando dalla riva destra. e quella sera. L'attacco su questi due punti sarebbe stato condotto con molto impegno e. tanto più che da quella parte gli avamposti tartari. e il granduca in quelle di Ivan Ogareff. La porta Bolsciaja sarebbe dunque rimasta probabilmente sguarnita. sarebbe necessariamente riuscito. agli avamposti diverse migliaia di Tartari si tenevano pronti a lanciarsi verso la porta sguarnita dai suoi difensori. e lo diceva al granduca. ma anzi ben conosciuto. Era Sangarre che. Il luogotenente di Feofar Khan aveva disposto che tutti i tentativi di prendere la città con la forza fossero sospesi. che i Tartari avrebbero sferrato un assalto a monte e a valle della città. dalle finestre del palazzo e delle case. Perciò. Si stava preparando la finta manovra convenuta. tra il 5 e il 6 ottobre. Bisognava concludere la faccenda prima che i corpi russi arrivassero in vista di Ir uts . dovevano sembrare abbandonati. Il piano di Ivan Ogareff era stato combinato con la massima cura e.così almeno egli sperava . rischiando la vita. L'indomani notte. cercava di mettersi in comunicazione con Ivan Ogareff. si vedeva distintamente che i Tartari stavano compiendo preparativi importanti sulla sponda opposta. Ivan Ogareff aveva deciso di consegnare Ir uts . ritiratisi più indietro. appena Ivan Ogareff avesse fatto conoscere l'ora di agire. Aveva però intravisto un'ombra strisciare fino ai piedi dei bastioni. NOTE. l'artiglieria taceva. Perciò. Egli quindi aveva preparato una finta manovra. e lo consigliò di rinforzare questi due punti più direttamente minacciati.

L'oscurità profonda avrebbe favorito perfettamente i piani di Ivan Ogareff. tramontava alle cinque e quaranta. dove i terrapieni andavano ad attestarsi sul fiume. Era evidente. cementato di fresco. Questo particolare. Già da alcuni giorni il freddo intenso preludeva ai rigori dell'inverno siberiano. In tal caso i Tartari. I soldati. Quel giorno il sole. Durante la giornata li si erano visti. L'incidente avrebbe provocato allo stesso tempo una catastrofe spaventosa. Soffrivano dunque crudelmente di quel preoccupante abbassamento della temperatura. in previsione di un attacco imminente sui punti fino allora mai attaccati. rinforzate conforme i loro ordini. quest'incidente. che se il letto dell'Angara si fosse ostruito. e dai suoi ufficiali. non avrebbe offerto sufficiente consistenza al passaggio di una colonna d'assalto. e la luna. levatosi alle sei e venti. e quella sera si faceva sentire ancora più intenso. osservato dal granduca. era stato considerato vantaggioso per loro. Ma questo particolare per il fatto stesso che tornava favorevole ai             . I Tartari non avrebbero potuto manovrare né con zattere né con barche. furono impartiti ordini di concentrare la difesa sulla riva destra dell'Angara e alle due estremità della città. Ora. in ranghi molto fitti. perché dense nubi stagnavano nell'aria. un incidente eccezionalmente grave doveva favorire maggiormente il compimento dei suoi progetti. dopo aver tracciato nello spazio di undici ore il suo arco diurno sopra l'orizzonte. Quanto poi a supporre che potessero attraversare il fiume sui lastroni. Ivan Ogareff attribuiva alla finta manovra un'importanza tale che il granduca sarebbe stato obbligato ad opporvi tutte le forze disponibili. Era precisamente quello che voleva Ivan Ogareff. momentaneamente scoraggiati. Il corpo scelto di Vassili Fedor occupava il quartiere settentrionale della città. priva di difensori. costretti a dissimulare la loro presenza. Il campo di ghiaccio. Con queste misure. ma vi sarebbero stati in numero esiguo. sarebbe bastato a richiamare il concorso di tutti i difensori precisamente là dove Ivan Ogareff voleva attirarli.consiglio di guerra radunatosi al palazzo. Infatti. La riva destra dell'Angara era stata guarnita dei pochi pezzi di artiglieria disponibili. nel caso che venissero saldati dal gelo. Anche se Ir uts non fosse stata attaccata su punti distanti dalla porta Bolsciaja e lungo la riva destra del fiume. Il crepuscolo avrebbe lottato con la notte per altre due ore. non avevano acceso i fuochi. La salvezza di Ir uts era sospesa ad un filo. non sarebbe apparsa. Del resto. Vi erano dunque tutte le probabilità perché la porta. non era possibile. Durante il giorno la guarnigione e la popolazione di Ir uts furono tenute costantemente in stato d'allarme. A pochi piedi sotto di loro. Erano state prese tutte le misure richieste. passavano i lastroni di ghiaccio che seguivano la corrente del fiume. Il granduca e il generale Voranzoff visitarono le postazioni. appostati sulla riva destra dell'Angara. che era in congiunzione. prese in tempo grazie alle raccomandazioni fatte a proposito da Ivan Ogareff. le truppe attese dal granduca potevano arrivare da un momento all altro. all'ora stabilita fosse aperta a migliaia di Tartari che attendevano nascosti nelle folte foreste dell'est. infatti. Egli evidentemente non si illudeva che la porta Bolsciaja restasse senza difensori. il passaggio sarebbe divenuto assolutamente impossibile. c'era da sperare che l'attacco preparato dai Tartari non riuscisse. ma con ordine di trasferirsi dove il pericolo sarebbe stato più urgente. lo spazio sarebbe stato invaso da fitte tenebre. avrebbero senza dubbio rimandato di qualche giorno un nuovo assalto contro la città. Poi. scendere alla deriva tra le due sponde.

Durante la notte non avvenne niente di nuovo. quando la maggior parte dei difensori di Ir uts fossero stati attratti ai punti attaccati apertamente. gli aiutanti di campo aspettavano. Il granduca. come una belva pronta a lanciarsi sulla preda. Il passaggio. alcuni minuti prima delle due. Il passaggio dell'Angara era dunque aperto agli assedianti. Gli ufficiali russi. la calma era completa. Una versta a monte e a valle dal punto dove la scarpa dei terrapieni si attestava sulla sponda del fiume. il generale Voranzoff. Tra poco sarebbero suonate le due del mattino all'orologio della cattedrale di Ir uts e. Perciò. in attesa di qualche segnale. Attendeva dunque. bisognava che i Russi vigilassero con più attenzione che mai. Niente di nuovo. nulla. infatti. oltre la porta Bolsciaja. Avevano l'aspetto di blocchi. in piedi accanto a una finestra. il suo piano era di uscire dal palazzo e andare a compiere la sua opera. in qualche ansa ristretta dell'Angara. Questo cambiamento si spiegava tuttavia dal fatto che. situata al pian terreno e con le finestre che si aprivano su una terrazza laterale. Sappiamo che Ivan Ogareff alloggiava in una camera del palazzo. Bastava fare qualche passo sulla terrazza per dominare il corso dell'Angara. Il traditore sapeva. diventava improvvisamente possibile. il loro tentativo non sarebbe stato che una finta. invece questa notte. se veramente i Tartari avevano in progetto di prendere la città di sorpresa. Le notti precedenti non erano passate così calme. La stanza era immersa nella più profonda oscurità. Il granduca e gli ufficiali si domandavano se non si fosse trattato di un inganno.difensori di Ir uts . Passò un'altra ora. verso le dieci della sera. con gli assedianti così vicini. scomparvero a valle della città. E sappiamo che era proprio così. che erano scesi alla deriva molto fitti da alcuni giorni. Ivan Ogareff. Non un fuoco nelle folte foreste che si confondevano all'orizzonte con le nubi basse. pronti a impartire gli ordini secondo le circostanze. gli obici solcavano l'aria. nel buio. che costatarono quel cambiamento nelle condizioni del fiume. i lastroni si erano ammassati in maniera da formare uno sbarramento. I lastroni. che i Tartari non avrebbero pensato di passare l'Angara. Egli invece non se ne preoccupò. Nell'accampamento dell'Angara l'agitazione era sempre grande. Evidentemente il segnale sarebbe partito da lui Una volta dato il segnale. E neppure presentavano la struttura ordinaria dei blocchi che si formano sotto l'influenza di un gelo normale. Un aiutante di             . attendeva che fosse arrivata l'ora di agire. Tuttavia. con fenditure di taglio netto. e che. Il letto dell'Angara ritornò libero. Dal lato orientale. almeno da quel lato. Era una stanza molto ampia. nessun movimento aveva ancora rivelato negli assedianti delle intenzioni ostili. fino allora impossibile. staccati da qualche "icefield". si udiva un sordo parlottare. con preoccupante sorpresa degli assediati. come attestava il frequente spostamento di luci. e questa volta a loro sfavore. e se ne vedevano appena cinque o sei sulla superficie tra una sponda e l'altra. La fucileria crepitava nella direzione degli avamposti. il granduca ordinò che Michele Strogoff . lo riferirono subito al granduca. le condizioni del fiume si modificarono sensibilmente. Tuttavia.venisse alla sua presenza. e ciò confermava che i Tartari erano pronti.era questo il solo nome col quale egli sapeva chiamare Ivan Ogareff . senza contorni e protuberanze rugose. avrebbe rappresentato uno spiacevole contrattempo per Ivan Ogareff.

sulla riva destra. Nello stesso istante. frangendosi contro gli spigoli dei pilastri. per consiglio del traditore e affinché l'avvenimento non fosse spiegato per un suo intervento. . Alcune migliaia di Tartari si precipitarono all'assalto dei terrapieni. e il vapore dell'acqua si sprigionava con violenza nell'aria mandando sibili assordanti.. Poi si dispose                 . ma anzi per odio politico.. pronti per l'assalto. costruite in legno. Lo chiamò. Sotto di lui. Le campane suonarono. galleggiava su una corrente di olio minerale. investiti dal liquido infiammato. I pochi blocchi di ghiaccio che andavano alla deriva. il fiume prese fuoco. A monte di Ir uts . tra la borgata di Posh avs e la città. qualche ora prima. con Nadia e gli altri fuggiaschi. La porta Bolsciaja era quasi abbandonata.esclamò Ivan Ogareff. con la rapidità d'una scintilla elettrica.. ognuno dei quali ne conteneva milioni di metri cubi. come se la corrente fosse stata di alcool. l'accese e appiccò il fuoco a un pugno di stoppa cosparsa di polvere. Le batterie dell'accampamento dell'Angara tirarono senza sosta. Un immenso braciere dissipò le tenebre della notte.Finalmente! . Ivan Ogareff aveva deciso di usare quel terribile mezzo per portare l'incendio entro Ir uts . si guardò bene dal rispondere. E aveva ragione di congratularsi! La finta manovra da lui ideata era terribile. C'erano rimasti soltanto pochi difensori. La nafta era precipitata come un torrente attraverso le brecce dei serbatoi. questi pochi difensori furono scelti fra il piccolo corpo degli esiliati. la fucileria crepitò a nord e a sud della città. In un istante. Le case lungo la sponda. Egli s'impadronì dunque degli immensi serbatoi di quel liquido combustibile. Fu allora riferito al granduca che il corriere dello zar non era in quel momento a palazzo. Aveva dunque lanciato la stoppa accesa sopra le acque dell'Angara. Suonarono le due. Bastava demolire una parete per provocare il flusso di un grosso torrente. presero fuoco come torce. egli agiva come un tartaro. si fondevano come cera sulla superficie d'una fornace. Tutto questo era stato fatto durante la notte. e contro i suoi compatrioti. Volute di fiamme bluastre correvano tra le due rive. immobile accanto alla finestra e invisibile nel buio. passavano le acque dell'Angara che spumeggiavano. Ivan Ogareff cavò di tasca un'esca. a monte e a valle. Spessi vapori fuligginosi turbinavano verso il cielo. Ivan Ogareff. allora tutta illuminata dalle fiamme dell'Angara che superavano la balaustra della terrazza. dove restava sopra il pelo dell'acqua grazie alla sua minore densità. venivano sfruttate alcune sorgenti di petrolio. Inoltre.. e questo spiega perché la zattera che portava il vero corriere dello zar. s'era diffusa sulla superficie del fiume. Ivan Ogareff rientrò in camera. che minacciava di comunicarsi a tutta la città. Per ordine di Ivan Ogareff erano infatti stati convogliati dei torrenti d'olio minerale sulla superficie dell'Angara. Ivan Ogareff aprì la finestra della camera e andò ad appostarsi all'angolo nord della terrazza laterale. nella notte. e tutti coloro che erano validi alle armi si portarono ai punti attaccati e alle case divorate dal fuoco. che poi lanciò nel fiume.campo si recò dunque alla sua camera. Era il momento di iniziare la finta manovra convenuta con i Tartari. la cui porta era chiusa. Ecco come Ivan Ogareff intendeva la guerra! Alleato dei Tartari. e seguendo la pendenza naturale del suolo. I difensori di Ir uts si vedevano presi tra il fuoco dei Tartari e quello del disastroso incendio.

era Nadia.. Nadia . avrebbe consegnato la città al nemico . decisa a difendersi.Ivan Ogareff! . Una folla di ufficiali e soldati ingombravano la sala grande del pianterreno: gli uni venivano a prendere ordini.gridò la fanciulla.Sangarre! . Ci vede bene. Non era Sangarre.. ma d'improvviso il miserabile. era arrivato fino alla camera di Ivan Ogareff ed era entrato per la porta rimasta aperta..           . le case lungo la sponda erano tutte un rogo. allora Michele Strogoff l'aveva afferrata tra le braccia e si era tuffato con lei nella profondità dello stesso fiume. tutti i suoi piani sarebbero stati sventati. Più in là. . Ivan Ogareff cavò il pugnale dalla cintura. una donna si precipitò nella camera. si trovava allora a circa trenta braccia dalla prima banchina. sperduta. Michele Strogoff aveva preso terra sulla banchina assieme a Nadia.stai attento. .. Nel momento in cui la fanciulla. chiedendo d'essere introdotta alla presenza del granduca. Se il suo vero nome fosse stato riconosciuto. fu scaraventato a terra. Non gli restava che una cosa da fare: uccidere chi lo aveva pronunciato. quantunque le loro vesti fossero inzuppate d'acqua. si trovarono separati l'uno dall'altra. in un brusco ondeggiare della folla. In mezzo a quella confusione. . di fronte a colui che. Cieco di furore. aggrappata sul lastrone di ghiaccio. a monte di Ir uts .esclamò Ivan Ogareff. Dopo avere nuotato sott'acqua. s'aprì davanti a lei. Era finita per lei. si addossò al muro. Là.Ah! non vuoi tacere! . si precipitò su Michele Strogoff. nel primo momento di sorpresa. si lanciò su Nadia e la rinchiuse in un angolo della sala. sollevato da una forza irresistibile. con il coltello in mano. essi arrivarono all'entrata del palazzo. fratello!. chiunque fosse. Ma appena aprì la porta. Entrò e si trovò d'improvviso di fronte a colui che aveva veduto a Iscim. Michele Strogoff toccava finalmente la meta! Era a Ir uts . un istante più tardi. aperto a tutti. Una porta che immetteva in una camera inondata di luce. . lambito alle fondamenta dalle alte fiamme dell'Angara.gridò Nadia. aveva le vesti bagnate e i capelli in disordine. con una voce resa dieci volte più forte dal terrore.Ah! gridò la fanciulla .Non temere. lui! Ivan Ogareff s'era rialzato e. attraverso le sale del pianterreno. Michele Strogoff e Nadia entrarono senza difficoltà nel palazzo. . sapendo che quel nome detestato avrebbe fatto accorrere qualcuno in suo aiuto. per cercare scampo dalle fiamme. gli altri correvano ad eseguirli. . chiamando il suo compagno. ma non ancora raggiunto. Guidato dalla sua voce. nessuno li notò.Michele! . che li trasportava.ad uscire. Sentendosi chiamare per nome. aveva scorto l'incendio che si propagava sulla superficie dell'Angara aveva lanciato un grido di spavento. Nadia correva. Sappiamo che il blocco. . mettendosi tra lei e Ivan Ogareff. Era Michele Strogoff. Il traditore è armato!. che aveva riveduto a Toms .Al palazzo del governatore! .Ivan Ogareff! gridò ancora Nadia.Ivan Ogareff! .disse egli. Michele Strogoff e la fanciulla. Meno di dieci minuti dopo.disse a Nadia. ma la fanciulla.sibilò il traditore. immaginando che quella donna fosse la zingara.gridò per la terza volta l'intrepida fanciulla. Aveva sentito il richiamo di Nadia. Ivan Ogareff si gettò su Nadia. credendo di avere a che fare con un cieco. . il miserabile tremò.

e così dall'alto? Come. spaventata dal pericolo che minacciava il suo compagno in una lotta impari.disse Michele Strogoff. Una semplice parata del largo coltello era bastata a deviare l'inutile spada del traditore. spaventata e fiduciosa allo stesso tempo. Lo aveva trovato!. D'improvviso. Ivan Ogareff mandò un grido. dicendosi che. Avrebbe voluto sottrarre all'occhio del cieco il rumore dei suoi passi. Chi dunque lo tratteneva dal finirlo? Infine. facendogli cadere l'arma. tutto il vantaggio era suo! L'immobilità del cieco lo agghiacciava. sembrava attendere un secondo attacco senza dare l'impressione di difendersi. operavano su di lui una specie d'irresistibile fascino. non diceva una parola. anche il secondo colpo non raggiunse il bersaglio. Nadia. Sembrava che quegli occhi lo scrutassero fino in fondo all'anima. Ma era un cieco! In fondo aveva a che fare solo con un cieco! La partita era vinta per lui. e piazzandosi di fronte a lui: . Quella calma straordinaria lo soggiogava. il cieco camminò diritto su Ivan Ogareff. folle di rabbia e di terrore di fronte a quella statua vivente fissò il suo sguardo spaventato sugli occhi spalancati del cieco. Nadia. così come il primo. Il mio coltello mi basterà contro la tua spada. in un combattimento ineguale. Voleva colpire senza che il cieco avvertisse la sua mossa. quegli occhi che non vedevano. Allora la statua si animò. poi scattò di nuovo.. Ivan Ogareff. armato di spada. colpirlo in maniera sicura.. pallido di furore e di vergogna. rannicchiato in se stesso come una tigre. Non chiamare nessuno e lasciami fare! Il corriere dello zar non ha più nulla da temere adesso da questo miserabile! Venga avanti. La sguainò e tornò alla carica.Sì .Ci vede! .ci vede!. Ma per quale grazia del Cielo sembrava imporsi a lui. ma ad assassinare colui al quale aveva rubato il nome. Un movimento impercettibile del cieco parò il colpo.. si teneva sempre in guardia contro la punta della spada? Ivan Ogareff spiava con visibile ansietà il suo strano avversario. e freddamente. contemplava con una specie di ammirazione quella scena terribile. . terrorizzato indietreggiò fino in fondo alla sala. . si ricordò che aveva una spada. Nella sua mente s'era fatta una improvvisa luce. Michele Strogoff aveva per unica arma il suo coltello di cacciatore siberiano. quasi senza muoversi. si precipitò verso la porta chiamando aiuto. se ha coraggio! Lo aspetto.gridò . passo passo.Ma il cieco afferrò con una mano il braccio di colui che vedeva.ti vedo! Vedo il colpo di " nut" col quale ho sfregiato la tua faccia di traditore e di vigliacco! Vedo il punto dove colpirti! Difenditi! Mi degno d'offrirti un duello. Aveva cercato con l'occhio il punto dove colpire la sua vittima.   .. Ma. fece un balzo e vibrò un colpo di spada in pieno petto a Michele Strogoff. Questi. Intanto Ivan Ogareff. E come una belva che cerca di rintanarsi. Il traditore non pensava a battersi. Michele Strogoff non era stato toccato. Un sudore freddo imperlava la fronte di Ivan Ogareff. Egli indietreggiò di un passo. che non potevano vedere. Sembrava che la calma di Michele Strogoff l'avesse improvvisamente affascinata.disse. egli non vedeva il suo avversario. è vero. Invano egli faceva appello alla ragione.. Nadia . . e con l'altra lo rigettò a terra una seconda volta. Aveva riconosciuto anche lui Michele Strogoff.. persino il suo respiro.Chiudi quella porta.

Lo strato di vapore formato dalle lacrime.esclamò il granduca.domandatemi piuttosto il nome dell'uomo steso ai vostri piedi! . Un ufficiale gli puntò la pistola alla tempia. Le due lame s'incrociarono. con voce minacciosa. Michele Strogoff la guardava come un figlio può guardare una madre. . allo stesso tempo fisico e morale. frapponendosi tra la sciabola incandescente e le sue pupille. Michele Strogoff aveva immediatamente compreso il pericolo al quale .Il tuo nome? . chi sei dunque? . che la sua fierezza. prima di dare l'ordine di fargli saltare il cervello. Il granduca avanzò. s'erano accumulate sotto le palpebre e.Quest'uomo lo conosco! E' un servitore di mio fratello! E' il corriere dello zar! . tendendo le mani verso suo figlio.Michele Strogoff! CONCLUSIONE. dopo aver immerso la mano nell'acqua.Quest'uomo.domandò il granduca. pronto a far fuoco. E' un effetto identico a quello che si produce se un operaio fonditore.Chi ha ucciso quest'uomo? . volatilizzandosi sopra la cornea.Altezza. . gli avevano salvato la vista. ma all'urto del coltello di Michele Strogoff. la spada andò a pezzi e il miserabile. domandò: . era bastato a neutralizzare l'effetto del calore. non è il corriere dello zar! E' Ivan Ogareff! . Ricordiamo che al momento del supplizio Marfa Strogoff era presente. Riconobbe a terra il cadavere di colui ch'egli credeva il corriere dello zar.. E allora. riprendendo coraggio. Michele Strogoff non era cieco. . . . Altezza. Ivan il traditore! . cadde al suolo senza vita.Ma tu. comparve sulla soglia.Sì. con uno sforzo di volontà.Ci vede! . è possibile? Ivan Ogareff si sentì perduto. spinta dall'esterno. maneggiato dalla mano sicura del cacciatore siberiano. aveva neutralizzato l'azione della lama incandescente che il sicario di Feofar Khan aveva fatto passare davanti ai suoi occhi. la fa subito passare attraverso un getto di ghisa in fusione. In quello stesso istante. si lanciò con la spada avanti sul suo impassibile avversario.Io . accompagnato da alcuni ufficiali. non era mai stato cieco. cercavano invano di reprimere salendo a fiotti dal cuore verso gli occhi.Dio misericordioso. quando sa di vederla per l'ultima volta. la porta della camera. Il granduca.mormorava Nadia. Ma. si aprì. raggiunto al cuore. Le lacrime.rispose Michele Strogoff .rispose Michele Strogoff.Ivan Ogareff? . Un fenomeno puramente umano.

. gli assediati non tentarono altri assalti.sarebbe andato incontro se avesse rivelato il suo segreto a qualcuno. Michele Strogoff. Nadia. Aveva preso questa risoluzione. Quest'uomo era l'anima dell'invasione. per un istintivo presentimento. La nafta liquida si era rapidamente bruciata sulla superficie dell'Angara. Ma il 7 ottobre. aveva intuito il vantaggio che poteva trarre da questa situazione per il compimento della sua missione. e che mai un gesto. Sapeva che la vita del granduca era in pericolo. non si era propagato agli altri quartieri della città. sbaragliò i primi assalitori che s'erano presentati alla porta Bolsciaja. tutta questa storia fu raccontata al granduca. quando. Nadia era tra le braccia di suo padre. che lo fosse per tutti. Nello stesso tempo i Tartari vennero respinti. aveva acquistato sufficiente influenza sui han e sulle loro orde per trascinarli alla conquista della Russia asiatica.e con quale emozione! . Un'ora dopo. in nessun momento.E' la figlia dell'esiliato Vassili Fedor rispose Michele Strogoff.                     . mentre tendeva l'altra a Michele Strogoff. lasciando un gran numero di morti sulla scarpata esterna dei bastioni. Nadia. la copriva di baci. e lui solo. alle prime luci del giorno.corresse il granduca . Vassili Fedor erano finalmente riuniti. cadde in ginocchio ai piedi del granduca.La figlia del comandante Fedor .non è più la figlia di un esiliato. che la rialzò con una mano. che lo fosse sempre. chino sopra di lei nel buio. e di arrivarvi per compiere a viva voce la sua missione. da una parte e dall'altra. per dare a tutti la prova della sua cecità. A Ir uts non ci sono più esiliati. .la parte che Nadia aveva preso in questi avvenimenti. convinti che fosse aperta. Erano scoraggiati per la morte di Ivan Ogareff. con le sue trame ordite da lungo tempo. il cannone tuonò sulle alture che circondavano Ir uts . allorché Ivan Ogareff con crudele ironia aveva dispiegato la lettera imperiale davanti a quegli occhi ch'egli credeva spenti. Al contrario. potesse far dubitare della sincerità della parte che recitava. lei sola. Michele Strogoff aveva potuto leggere. I difensori di Ir uts restarono tuttavia sulle difese. il pieno sfogo della felicità. Prima di giorno. Bisognava dunque che fosse cieco. le truppe di Feofar Khan erano rientrate nei loro accampamenti. Nei due giorni seguenti. egli si era ostinato a rimanere in difesa. Credendolo cieco. Il duplice assalto dei Tartari contro la città venne respinto. Vassili Fedor. Avrebbe rischiato la sua stessa vita. Ora comprendiamo come. .domandò il granduca. e Michele Strogoff riferì pure . Sapeva che la città sarebbe stata consegnata al nemico. che aveva cercato invano di raggiungere Ivan Ogareff. lo avrebbero lasciato libero. e presso la quale invece. gli assediati riuscirono a domare l'incendio.Chi è questa fanciulla? . conosceva la verità. Tra i morti c'era anche la zigana Sangarre. e sappiamo come la rischiò. e infatti aveva letto quella lettera che rivelava gli odiosi intrighi del traditore. Così si spiega tutta l'energia ch'egli mantenne durante la seconda parte del suo viaggio. In poche parole. anche per Nadia. Sua madre. meno forte nella gioia di quanto lo era stata nel dolore. Sulla piazza di Toms egli gliel'aveva confidata. Così si spiega quell'incrollabile volontà di arrivare a Ir uts . e l'incendio. con la sua piccola truppa. che aveva fatto presa solo sulle case della spiaggia. perché l'assedio durava ancora. La salvezza del fratello dello zar e della Siberia era dunque ancora nelle sue mani. E fu.

. facendoci incontrare. bene alloggiati a Ir uts . e di quelle orde. cadendo nelle braccia di Michele Strogoff. si erano allontanati prima che le fiamme dell'Angara avessero raggiunto la zattera. E rivolgendosi a Vassili Fedor: .io credo che Dio. quando sei partita da Riga per venire a Ir uts . erano entrati in città due amici di Michele Strogoff. . Da correggere!». caso raro. fratello. si occuparono a mettere in ordine le loro impressioni di viaggio. facendoci attraversare insieme tante dure prove. I Tartari non aspettarono oltre. Non volevano correre i rischi d'una battaglia combattuta sotto le mura della città.esclamò Nadia.Così. Il granduca aveva fretta di ritornare a Mosca. fu loro molto funesta. nessuna parte del tuo cuore è rimasta laggiù? . davanti a suo padre. Michele Strogoff era andato a trovare Nadia e. . che ebbe luogo alcuni giorni dopo l'entrata delle truppe russe. Inoltre l'inverno fu terribile.Nadia. Si trovarono ben presto tagliati dalle truppe dello zar.No . le aveva detto: .rispose Nadia. abbia voluto unirci per sempre. Nadia . essi. Raggiunta la riva destra dell'Angara attraverso lo sbarramento di ghiaccio. . ma ritardò il suo viaggio per assistere a una commovente cerimonia. le quali riconquistarono successivamente tutte le città occupate. del quale volevano informare i loro lettori. ancora mia sorella. Ir uts era finalmente libera. ma molto solenne per il concorso di tutta la popolazione militare e civile. . a quel matrimonio.Allora. Del resto. . e l'accampamento dell'Angara fu subito tolto.Non avete voglia di imitarli? .Nessuna. La strada da Ir uts ai monti Urali era dunque libera. Questa invasione. Assieme ai primi soldati russi. Alcide Jolivet aveva preso nota del fatto sul suo taccuino in questi termini: «Rischiato di finire come un limone in una tazza di ponce!» La loro gioia fu grande nel ritrovare sani e salvi Nadia e Michele Strogoff. decimate dal freddo. che volle testimoniare la sua profonda riconoscenza per i due giovani.disse Michele Strogoff. avevi lasciato dietro a te qualche altro rimpianto oltre il ricordo di tua madre? . non rientrò che una piccola parte nelle steppe della Tartaria. soprattutto quando seppero che il loro valoroso compagno non era cieco.le rispose Vassili Fedor la mia gioia sarà di chiamarvi tutti e due figli miei! La cerimonia del matrimonio fu celebrata nella cattedrale di Ir uts . la cui odissea era già diventata leggendaria. la campagna finì male per l'emiro e per i suoi alleati.nessuno e di nessuna specie.Padre mio! . Più tardi i due giornalisti. .Nadia. Ne seguì l'invio a Londra e a Parigi di due interessanti cronache relative all'invasione tartara le quali.disse arrossendo tutta. Erano gli inseparabili Blount e Jolivet.domandò Alcide Jolivet al suo collega. come gli altri fuggiaschi.Era l'esercito di soccorso che arrivava al comando del generale Kisselev e segnalava così al granduca la sua presenza. Alcide Jolivet e Harry Blount non mancarono.Ah! .                     . E questo fatto indusse Harry Blount a compilare questa osservazione: «Ferro rovente può essere insufficiente per distruggere la sensibilità del nervo ottico. non si contraddicevano che sui punti di minore importanza. naturalmente. . inutile come tutte quelle intese a intaccare il colosso russo. Fu una cerimonia molto semplice nei suoi particolari.

bensì quella delle sue peripezie. Però. Michele e Nadia Strogoff rientrarono in Europa. Viaggiarono con grande rapidità. La coraggiosa siberiana. Michele Strogoff trovò il posto dove aveva sepolto il povero Nicola. Il giovane corriere era poi stato ricevuto dallo zar.Mia cugina non è da maritare! . in seguito.. che lo nominò suo addetto speciale e gli conferì l'onorificenza della croce di San Giorgio.rispose ridendo Alcide Jolivet. all'andata. avessi una cugina!. Strinse appassionatamente fra le sue braccia colei che già cento volte aveva chiamata figlia. la vecchia Marfa li attendeva nella piccola casa degli Strogoff. Vi piantò una croce.. che meritava d'essere raccontata.. Michele Strogoff. Dopo alcuni giorni trascorsi a Oms . prima di Birs oje. mio caro Blount! .         . Questa via di dolori. Se. se non per andare a rivedere la loro vecchia madre. Né il figlio ne la figlia ebbero altre occasioni di lasciarlo. Non avete voglia di venire a vedere che cosa capita da quelle parti? . quel giorno. Alcuni giorni dopo la cerimonia. fu una via di felicità.aggiunse Harry Blount.rispose Harry Blount.gridò Alcide Jolivet . Ma non è la storia dei suoi successi.Bah! . Michele e Nadia Strogoff. al ritorno. . e Vassili Fedor si stabilì a San Pietroburgo.perché si parla di difficoltà sorte tra Londra e Pechino. che né l'uno né l'altra avrebbero mai dimenticato. accompagnati da Vassili Fedor. in una di quelle slitte che scivolano come un treno espresso sulle steppe gelate della Siberia. e Nadia pregò ancora una volta sulla tomba dell'umile eroico amico. arrivò ad un'alta carica nell'impero.Tanto meglio! . ebbe finalmente il diritto di riconoscere apertamente suo figlio e di dichiararsi fiera di lui. . come voi. si fermarono un giorno. A Oms . . ripresero la via dell'Europa. arrivati sulle rive del Din a.Perdiana.stavo per proporvelo! Ed ecco che i due inseparabili partirono per la Cina.

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